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Quindicinale

Anno XL

31.05.2018
Numero

704
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

Riflessioni sulla piazza principale di Quero - pag. 2


In tema di campo da bocce in Piazza Marconi - pag. 3
Trento: stupendo! - pag. 8
Schievenin: area picnic rinnovata - pag. 9
Torna lo School Festival - pag. 16
Chiuso in redazione il 21.05.2018 - Prossima chiusura il 11.06.2018
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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“BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 CRONACA

A Roma con i ragazzi di terza media di Alano


Questa fotografia ritrae gli alunni delle
classi terze di Alano che, dal 2 al 4
maggio, hanno avuto la possibilità di vi-
sitare la “città eterna” per concludere
degnamente il loro percorso triennale.
Grazie all’impegno delle loro famiglie,
dei docenti che hanno dato loro fiducia
e si sono assunti una grande responsa-
bilità e ad un generoso contributo del
Circolo Auser “Al Caminetto”, hanno
vissuto a Roma, città ricca di magia, ar-
te, storia… sede delle maggiori Istitu-
zioni civili e religiose, tre giorni intensi
ed emozionanti in cui hanno avuto la
possibilità di visitare la Capitale, osser-
vare come si vive in una città comple-
tamente diversa dall’ambiente in cui si
muovono ogni giorno, di stare insieme
in maniera inedita e particolare, di con-
dividere esperienze ed emozioni, di visi-
tare i Musei Vaticani e di osservare da
vicino monumenti, piazze, residenze,
ambienti che avevano visto sui libri di
storia, di arte o in qualche telegiornale.
I ragazzi sono stati all’altezza
dell’impegno loro richiesto: seri, puntua-
li, responsabili, attenti, maturi, interes-
sati. Grazie a tutti per questa meravi-
gliosa esperienza!
I docenti accompagnatori delle classi
terze:
Luana Di Tommaso, Eliana Moncada,
Italo Sandi
Nelle prime tre foto: in alto, i ragazzi
davanti al Palazzo del Quirinale e, nelle
successive, in diverse località di Roma.

E i ragazzi
delle terze di
Quero Vas
sono andati a
Firenze
Analoga esperienza hanno vissuto gli
studenti della classi terze di Quero Vas,
partiti per Firenze appena dopo il ritorno
dei ragazzi di Alano. Anche per loro una
bella esperienza in una città d’arte, ric-
ca di storia e bellezza. Giorni di socia-
lizzazione e di scoperte che resteranno
a lungo nella loro valigia di ricordi. Di
questi intensi giorni resta anche la foto
di gruppo, l’ultima in basso, qui a lato,
che li ritrae sugli scalini degli Uffizi, do-
ve sono stati accompagnati per una vi-
sita guidata dai loro insegnanti. Non po-
teva esserci miglior conclusione del loro
percorso scolastico, con un viaggio
premio che ha saputo abbinare studio,
divertimento e complice amicizia.
2 LETTERE AL TORNADO

Piazza Marconi o Piazza Petanque?


Riflessioni sulla Piazza principale di Quero
di Mauro Miuzzi - lista consigliare “Il Ponte”
La bellezza salverà il mondo, forse anche il gioco delle bocce. Chiedo
scusa per questo incipit. Un aforisma: “la bellezza salverà il mondo”,
citazione ripresa da un nostro concittadino che mi faceva notare la re-
cinzione in reti rosse apparse in questi giorni in piazza a Quero, situa-
zione che ha attirato anche la mia attenzione. Mi sono recato pronta-
mente in Comune, ufficio tecnico, per chiedere, spiegazione: “L’area è
stata recintata perché si deve procedere con l’estrazione delle cep-
paie degli alberi tagliati”. Allora tutto bene; forse si, ma anche no.
Forse si. Se fosse vero che si provvede a ripiantare ciò che è stato
tagliato, a rimettere un po’ di quel verde e fiori che ormai da qualche
anno sono scomparsi sarei il primo a complimentarmi con
l’amministrazione. Il sindaco Zanolla mi ha raccontato di aver interpel-
lato un paesaggista per rinnovare la piazza. Insieme, maggioranza e
minoranza, abbiamo costruito un percorso con l’Università di
Padova per un progetto di rigenerazione urbana che interessi
il centro del paese, che porti nuove idee per un suo rilancio.
Insieme, maggioranza e minoranza,
Ne avrei anche soddisfazione personale perché mi ero battuto abbiamo costruito un percorso con
affiche non fosse tagliato quel “pinus nigra” piantato ancora l’Università di Padova per un progetto
negli anni cinquanta e ho anche lasciato al Comune la mia in-
dennità di consigliere, poca cosa a dir il vero, con la finalità
di rigenerazione urbana che interessi
che fosse utilizzata per la manutenzione del verde della piazza il centro del paese…
principale.
Forse no. Da mesi si vocifera della possibile realizzazione sperimentale di un campo da bocce per gli anziani in piaz-
za. Mi è stato riferito che alcune simulazioni sono apparse sui social. Sono state raccolte più di un centinaio di firme a
sostegno dell’iniziativa, invitando il Comune a realizzarla. Ho visto questa petizione, dove si dice che “nasce con
l’intenzione di creare… un punto di aggregazione e di socializzazione degli anziani, in modo da permettere loro di tra-
scorrere il tempo libero in compagnia, socializzando, vivendo così una parte della loro giornata all’aria aperta …”.
Buona, ma parziale, la motivazione, discutibile, almeno a mio parere, la soluzione proposta e forse adottata
dall’amministrazione. La motivazione è parziale perché la piazza è il giardino della casa comunale che è di tutti, non
solo degli anziani, anche dei giovani o dei bambini per fare solo alcuni esempi. Potremmo anche inserirvi un parco gio-
chi con scivoli, giostre e quanto altro, ognuno secondo le sue necessità? Ma è il giardino di casa nostra che vogliamo
bello e ordinato, ci rappresenta, deve essere lo specchio della nostra dignità, del nostro ordine e ruolo come
famiglia intesa nella sua eccezione complessiva. La soluzione proposta e forse adottata dall’amministrazione è una
soluzione non condivisibile per molteplici motivi: destinazione funzionale, arredo, sociale, sanitario, sicurezza; solo per
citarne alcuni. Destinazione funzionale non adatta perché
La soluzione proposta e forse adottata la piazza non è una bocciofila o un dopo lavoro, potrebbe
dall’amministrazione è una soluzione non ospitare un mercato, uno spettacolo, un incontro ma non
un campo di bocce. Non ho mai visto un campo da bocce
condivisibile per molteplici motivi: diventare l’arredo di uno spazio pubblico, non ne possie-
 destinazione funzionale, de le caratteristiche. Molti dubbi per l’aspetto sociale co-
 arredo, me elemento di aggregazione per gli anziani che forse
preferirebbero luoghi più protetti. D'altronde potrebbe es-
 sociale, sere usato solo nella stagione estiva dove sole e caldo ri-
 sanitario, chiedono panchine e ripari. Problematiche sanitarie per-
 sicurezza…  ché chi sorveglierebbe questa fascia di sabbia e chi ne
garantirebbe l’igiene? Basterebbe un gatto maleducato e
si trasformerebbe in una lettiera odorante. Sicurezza perché le bocce potrebbero uscire, andare a colpire qualcuno o
qualcosa; non vedrei bene una mamma con il passeggino ma neanche la macchina parcheggiata in assenza di una
recinzione a norma. Ma allora diventerebbe, mi si consenta, un pollaio in piazza.
Ancora una riflessione: l’amministrazione potrebbe giustificare l’intervento con l’aggettivo “sperimentale”. Non mi tro-
vo assolutamente d’accordo: non si usano i soldi e gli spazi pubblici per sperimentare a spese della comunità per ac-
contentare qualcuno. E poi, le cose o si fanno bene o non si fanno.
Per concludere non voglio mancare di rispetto a chi ha proposto l’idea in maniera onesta e ponendo un problema cor-
retto, neppure a chi ha firmato e sottoscritto la petizione. Ma, permettete, chi arriva a Quero è accolto dalla piazza che,
più è pulita, ordinata e ricca, più prestigio reca alla nostra comunità.
E’ così che sono nate le “Piazze d’Italia”, un modello urbano solo …le “Piazze d’Italia”, un modello
nostro, che ci viene invidiato da tutto il mondo. Non banalizziamo o urbano solo nostro, che ci viene
sviliamo questo luogo. Trasformiamolo, ma con saggezza e visione.
Vogliamo abbellirla? Benissimo. Propongo anch’io un’idea: potrebbe invidiato da tutto il mondo…
essere quella di posizionarvi qualche scultura, magari tratta dalle
idee di Francesco Guerra, un nuovo interessante museo all’aperto. Ancora, potrebbe diventare il luogo di una serie di
installazioni luminose che diventino attrazione e spettacolo. L’arte e la sua bellezza potrebbero essere ancora una vol-
ta l’idea per salvare il mondo che in questo caso è piccolo ed è la nostra Piazza.
3 LETTERE AL TORNADO

In tema di campo da bocce in Piazza Marconi a Quero…


a cura dell’Amministrazione Comunale
E’ da tanto tempo che stiamo pensando a come far vi-
vere la Piazza di Quero e le aree circostanti…
Sul tema l’Amministrazione (tutta: maggioranza e mino-
ranza) ha convenuto realizzando una convenzione con
la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova; per
alcuni giorni sono venuti a Quero gli studenti universitari
accompagnati dal prof. Enrico Pietrogrande nell’ambito
del corso di Composizione architettonica e urbana per
realizzare una analisi generale della piazza e delle vie
collaterali, nonché delle aree degradate limitrofe con
l’obiettivo di ripensare nuove funzioni del centro urbano,
colpito negli ultimi anni dalla chiusura di diverse attività
commerciali. La finalità è, e resta, quella del migliora-
mento collettivo, dell’animazione dello spazio pubblico
ed infine quello della socializzazione.
Lo studio universitario, le nuove idee architettoniche degli studenti saranno oggetto di una mostra presso i locali della
Cartiera di Vas quest’autunno in modo che tutti potranno visionare i progetti e trarre spunti importanti per riqualificare
agli ambiti oggetto di studio.
Per quanto riguarda invece gli spazi verdi della piazza principale e di altri ambiti del nostro Comune, con un paesaggi-
sta stiamo studiando una progettualità che consenta un ulteriore miglioramento complessivo di tali aree prevedendo si-
stemazione delle piante, integrazioni con ambiti fioriti ecc
Su questi presupposti nasce l’idea di Bruno Macor e di oltre 200 persone (tante hanno sottoscritto una petizione depo-
sitata agli atti in Comune) di “provare” in un angolo della piazza a costruire una piccola area da bocce in sabbia con
panchine e tavolini. L’obiettivo è quello di attirare le persone a socializzare e a divertirsi insieme.
Dato che devono essere rimosse alcune ceppaie degli alberi tolti anni fa, è stato pensato di attuare in via sperimentale
questa idea proprio in questo angolo della piazza. Tutte le nuove idee sono comunque discutibili e aperte ad un serio
dibattito.
L’animazione del centro urbano, la sua modernizzazione, il miglioramento collettivo delle aree verdi, la socializzazione,
la vivibilità restano gli obiettivi principali per la nostra Comunità.
Siamo sicuri che questa sia la strada giusta da percorrere, aperti come sempre ad approfondire qualunque idea o pro-
posta alternativa o integrativa. La Giunta Comunale di Quero Vas

CRONACA
Incontri con le Quinte della primaria di Quero Vas
A scuola con i Donatori di Sangue
(M.M.) continuano gli in-
contri dei volontari delle
sezioni dei donatori di
sangue con i ragazzi del-
le scuole. Dopo l’incontro
con le classi terze delle
scuole medie, ora sono
stati gli alunni delle classi
quinte delle scuole ele-
mentari di Quero Vas ad
incontrare i responsabili
delle sezioni di Quero e
di Vas ed i loro aiutanti
per parlare della dona-
zione di sangue. Il mes-
saggio del dono, della
sua gratuità va promosso
fin dalle giovani genera-
zioni. A loro il compito, in
futuro, di proseguire
nell’attività solidale della
donazione di sangue ed
è importante informarli dell’importanza che questa scelta riveste per la salute del prossimo. Importante anche informarli
sugli stili corretti di vita che salvaguardano la loro salute e li metterà nella condizione di poter diventare donatori volon-
tari di sangue. L’incontro, con la collaborazione del corpo insegnante della scuola, ha visto gli alunni attenti e partecipi.
Al termine ad ognuno è stata consegnata una cartellina porta disegni con, all’interno, materiale divulgativo e oggetti uti-
li alla loro vita scolastica. In foto: Gli alunni delle classi quinte con le insegnanti e con i volontari dei donatori di sangue:
Silvano Susanetto (Quero), Roberto Sudiero (Vas), Enzo Maoret (A.F.D.V.S.).
4 ATTUALITÀ

Il nostro illustre conterraneo nacque a Fener - località Faveri - il 26 agosto 1688.


Anche sul breviario scrisse di suo pugno: «Aegidius Forcellini filius Bernardini et Elisabeth de Fenero».

“Campo paese natale di Egidio Forcellini”?


Ma perché contraddire “il principe dei lessicografi”?
di Silvio Forcellini
Molti attenti lettori - alcuni dei quali, addirittura, con tanto di foto - mi hanno segna-
lato due cartelli posti recentemente all’ingresso di Campo e recanti la scritta “paese
natale di Egidio Forcellini”. Chiarisco, al fine di fugare, spero una volta per tutte,
ogni dubbio sulle origini dell’illustre latinista e lessicografo autore del Lexicon To-
tius Latinitatis: Egidio Forcellini nasce a Fener - località Faveri - il 26 agosto 1688 e
a Fener - località Faveri - muore il 5 aprile 1768. La contrada dei Faveri (che è
sempre appartenuta alla frazione di Fener), pur essendo in prossimità della chiesa
parrocchiale di S.Michele, faceva parte a quel tempo della parrocchia di Campo
(passerà sotto la parrocchia di Fener solamente nel 1920), ma da qui all’indicare
Campo come suo paese nativo ce ne passa.
E non lo dico io, che sono solo - e senza alcun merito - appartenente a quel ramo
della famiglia Forcellini di cui faceva parte anche Egidio (perché - come scriveva
anche il maestro Cristiano Codemo Menoli in un libretto edito dalla Parrocchia di
Campo nel III centenario della nascita (1988) - «tenendoci ai dati storici, solo i figli
di Leone e Silvio Forcellini, sono della famiglia, proveniente da Caerano»). Lo dice
- e, soprattutto, lo scrive più volte - lo stesso Egidio Forcellini: vogliamo forse con-
traddire “il principe dei lessicografi”?
Oltre naturalmente agli scritti del Forcellini e di chi gli fu vicino, inequivocabili sotto questo aspetto (come si può
leggere oltre), mi sembra illuminante in proposito quanto affermato dall’autorevolissimo monsignor Alvise Dal Zotto
nel suo Umanità e spiritualità di Egidio Forcellini lessicografo, contenuto in Fonti e ricerche di storia ecclesiastica
padovana (Volume secondo - Istituto per la storia ecclesiastica padovana - 1969):
«Era nato il 26 agosto 1688 a Fener, un paesino coronato
dai monti al primo aprirsi della valle feltrina, nel breve piano
tra la riva destra del Piave e l’estreme pendici orientali del
Grappa. La sua contrada dei Faveri - poche case meschine
raccolte, allora come oggi, intorno all’oratorio di S,Cecilia -
dipendeva a quell’epoca dalla parrocchia di Campo, situa-
ta su in alto».
A supporto di quanto asserito in precedenza, pongo alla at-
tenzione dei lettori de Il Tornado brani di alcune lettere del
Forcellini, tutte esaurienti in merito: la prima, relativa al pe-
riodo agosto-settembre in cui egli tornava a casa a visitare
la famiglia, è datata significativamente Fenero (come tutte
quelle riguardanti il periodo in questione), le altre tre fanno
preciso riferimento al proprio paese d’origine:

Fenero, 19 agosto 1740 (XXXVII - pag.104)


«Giunto oggi a casa alle 20, trovo la madre in ottimo stato di salute, tanto che è gran tempo che non l’ho veduta sì
in tuono»
Padova, 7 agosto 1747 (LXVIII - pag.158)
«…Io starò in Arsiè forse otto giorni o forse meno. Al ritorno a Fenero vi avviserò. Frattanto bramo sapere il vostro
stato, che di salute suppongo buono, e se qual cosa vi occorre per colà…»
Padova, 16 gennaio 1760 (LXXXVII - pag.185)
«Vi ringrazio che dopo un lungo intervallo avete preso in mano la penna per salutarmi. Io sono vecchio: e oltre gli
anni 72 che corrono, una malattia di due mesi e mezzo sofferta l’anno passato, e una doglia di fianco di circa un
mese rilevata il passato ottobre per essere stato rovesciato in un fosso nel mio ritorno da casa, ho anche il trava-
glio di vedere che la famiglia di Fenero stenta nel bisognevole e non posso soccorrerla quanto bisogna, per quan-
to dia quel tutto che guadagno…»
Il dì di Natale, che è il 63 di mia vita (XCII - pag.193)
«La vostra lettera del 18 non esige risposta. Tuttavia scrivo e dico: Bernardino dopo un breve saluto non si è più da
me veduto. Sarà probabilmente in collera meco, e più sua madre: ma io ho forse più di lui motivo di dolermi per certi
tratti usati a casa a Fenero absente nobis. Temo assai che non diventi un nepos…»
5 ATTUALITÀ

(tratte dal libro Lettere di Egidio Forcellini al fratello Marco con la biografia di Egidio ed altre aggiunte edito nel
1876, a cura di Jacopo Bernardi e Francesco Corradini)
Oltre allo stesso Forcellini, anche coloro che gli vissero accanto si rifecero a Fener come paese di nascita: tra i tan-
ti, cito un suo discepolo, il Ferrari, che visse molti anni nel Seminario di Padova con il celebre maestro e che nella
sua opera Vitae illustrium virorum Seminarii Patavini (stampata nel 1815 e assai considerata da tutti gli autori suc-
cessivi) così scrive del Forcellini:
«Aegidius Forcellinius honesto genere natus est Phaenerii…»
Ricordo inoltre che nella rassegna di scritti e oggetti del Forcellini, allestita nel Seminario di Padova in occasione
del II centenario della morte (1968), spiccava il suo breviario sul cui frontespizio è scritto in bella calligrafia:
«Aegidius Forcellini filius Bernardini et Elisabeth de Fenero»
Addirittura il Museo Correr di Venezia contiene testimonianze in tal senso: vi sono custodite, infatti, ventiquattro let-
tere di Egidio al fratello Marco, istitutore presso la nobile famiglia dei Dolfin, diciannove inviate da Padova e cinque
da Fenero, oltre a nove lettere inviate invece da Marco a Egidio. Ecco qualche frammento degli scritti di Egidio:
Padova, 16 marzo 1739 (pag.428 - volume secondo)
«Che non abbia lettere da Fenero non mi meraviglio tanto, quanto di non averne da voi…»
Fenero, 4 settembre 1741 (pag.429 - volume secondo)
«Sono finalmente giunto qua il primo di questo e ho trovato la Madre in ottimo stato di salute, grazie a Dio»
Fenero, 18 agosto 1750 (pag.433 - volume secondo)
«Alli 14 sono giunto sano e salvo in questo paese della miseria, dove per carestia delle biade i poveri fan compas-
sione: specialmente la sorella Zuanna, che era stata ier l’altro a pranzo meco, ha raccontato le piaghe dei Benati
assai profonde e sanguinose»
(tratte dall’opera Alano, la memoria e l’immagine di una Comunità edita nel 1993, a cura di Giancarlo Follador)
Tutte le lettere custodite al Correr di Venezia sono riportate nella ponderosa e documentatissima opera in quattro
volumi Alano, la memoria e l’immagine di una Comunità voluta dall’Amministrazione Piccolotto. A pagina 422 del
secondo volume, nella parte dedicata a Egidio Forcellini, si legge:
«Anche da Fener, dal paese natale dove trascorre abitualmente la fine estate, non dimentica di esortarlo ad uno
studio assiduo e di stimolarlo ad assumere una dieta alimentare più igienica. Nella lettera del 28.9.1937, in seguito
al proposito manifestato di far una capatina a Fener, Egidio dice che è sì contento di vederlo, ma che si accerti del
pieno consenso di Ca’ Dolfin…»
Potrei continuare all’infinito, ma credo che quanto proposto sia già sufficiente per far chiarezza in modo definitivo su
un equivoco la cui causa «va ricercata forse nel solito errore in cui cadono facilmente storici e giornalisti che con-
fondono le parrocchie con i paesi» (da La difesa del popolo dell’8 settembre 1968).

Fener, volontari al lavoro


Un gruppo di volontari (Beniamino Busnello, Silvio Forcellini, Dario Franzoia e Gabriele Putton) si è preso l’impegno
- a proprie spese e con mezzi propri - di tener pulita l’area adiacente l’ex asilo di Fener. Eccoli, domenica 29 aprile,
alle prese con il taglio del manto erboso del campo da calcio parrocchiale, per il quale viene utilizzato anche il trat-
torino della Pro Loco (acquistato a suo tempo con i proventi del torneo di calcio che, purtroppo, non è più possibile
organizzare, dati i troppi vincoli imposti).
6 CRONACA

In occasione del 250° della morte di Egidio Forcellini

In visita guidata alla biblioteca


del Seminario di Padova
a cura di Silvio Forcellini
In occasione del 250° della morte di Egidio Forcellini, il Semina-
rio Vescovile di Padova ha aperto le porte della sua storica bi-
blioteca dove è stato allestito uno spazio dedicato al nostro illu-
stre conterraneo che, del seminario, fu una delle “glorie” più ful-
gide. Proprio per questo, in occasione di una delle visite guidate
previste (la prossima è il 23 giugno), sabato 12 maggio vi abbia-
mo mandato il nostro “inviato speciale” Roberto Forcellini (nella
foto a fianco, con il Calepino, il Lexicon e…Il Tornado), che ha scattato diverse foto e che ha recuperato materiale
molto interessante da proporre ai nostri lettori. Partiamo dai documenti che si possono ammirare al suo interno ri-
guardanti il Forcellini (e che Roberto ha visto e fotografato per noi).
Documenti esposti in occasione delle visite guidate 2017-2018 nel 250° anniversario della morte di Egidio Forcellini
(Fener 1688 - Fener 1768):
 Ambrogio Calepino (1435 ca.-1511, frate agostiniano), Dictionarium latinum.
Stampato a Venezia, presso Simone de Luere,il 4 settembre 1511. La prima edi-
zione del Dictionarium è del 1502.
 Septem linguarum Calepinus. Curato da Jacopo Facciolati (1682-1769).
L’esemplare esposto appartiene all’ottava edizione (Padova, Tipografia del Semi-
nario, 1758). La prima edizione padovana, corretta e aumentata rispetto a quella
del 1708, risale al 1718. E’ un dizionario in sette lingue: latino, greco, ebraico, ita-
liano, tedesco, francese, spagnolo.
 Dictionarium septem linguarum, Padova, Tipografia del Seminario, 1708 (?). Copia
con le annotazioni di Egidio Forcellini (le prime potrebbero risalire al 1715).
 Manoscritto di Egidio Forcellini (1° volume): iniziato nel 1718 e terminato il 5 aprile
1755.
 Trascrizione del manoscritto di Forcellini eseguita da Ludovico
Violato per la tipografia (dal dicembre 1753 al novembre 1755).
Volume 1.
 Totius latinitatis Lexicon, prima edizione: Padova, Tipografia del
Seminario, 1771.
 Totius latinitatis Lexicon, seconda edizione: Padova, Tipografia
del Seminario, 1805. Con aggiunte di Gaetano Cognolato (1728-
1802).
 Schede di lavoro e appunti per l’Appendice al Lexicon (1816).
 Totius latinitatis Lexicon, terza edizione: Padova, Tipografia del
Seminario, 1827. Curata da Giuseppe Furlanetto (1775-1848).
 Totius latinitatis Lexicon, quarta edizione: Padova, Tipografia del Seminario, 1864. Curata da Francesco
Corradini (1820-1888).
 Onomasticon (raccolta dei nomi propri di luogo e di persona). Redatto da Giusep-
pe Perin (1845-1925), stampato nella Tipografia del Seminario tra il 1913 e il 1920.
Più la penna con la quale Giuseppe Perin scrisse l’Onomasticon.
 Totius latinitatis Lexicon, quinta edizione: Padova, Tipografia del Seminario, 1940.
Corrisponde alla quarta edizione (la stampa fu eseguita con procedimento fotogra-
fico). Il volume esposto è una riproduzione anastatica pubblicata dall’editore Forni
di Bologna nel 1965.
 Edizione del Lexicon pubblicata in Inghilterra (Londra 1826). Al posto della tradu-
zione italiana dei termini c’è la traduzione inglese.
 Edizione del Lexicon pubblicata in Germania (Lipsia-Londra 1839).
Sempre Roberto ci ha fatto pervenire il seguente saggio - intitolato “Il Forcellini” o “Lexicon totius latinitatis” - che
accompagna i visitatori della biblioteca e che racconta del titanico lavoro di Egidio Forcellini e dei suoi successivi e
continui aggiornamenti. Il presente saggio non si occupa delle altre edizioni del Lessico uscite a Londra a cura del
7 CRONACA

Bailley nel 1826. a Lipsia a cura dello Scheller nel 1828, a Prato a cura di Francesco De Vitt dal 1860 al 1878, per-
ché non prodotte dalla tradizione del Seminario di Padova.
«Egidio Forcellini nacque il 26 agosto 1688. Completati gli studi presso il Seminario di Padova e divenuto sacerdo-
te, affiancò Iacopo Facciolati (1682-1769), allora Prefetto degli studi, nella revisione del Calepinus septem lin-
guarum (un dizionario compilato dal bergamasco Ambrogio da Calepio, stampato a Reggio Emilia nel 1502, del
quale si ebbero ben 12 edizioni nella Tipografia del Seminario). Più che di una revisione, però, il Calepino aveva bi-
sogno di un vero e proprio rifacimento. Nel 1718 il Forcellini si accinse, sempre su indicazione del Facciolati, a “ma-
nipolare” il cotto e ricotto dizionario, con lo scopo di presentare le forme dei classici a chi volesse «latina intelligere
et latina scribere», ben lontano probabilmente dall’immaginare l’esito dell’impresa. L’opera procedette lentamente a
causa della difficoltà e della mole del lavoro e a causa di altri incarichi nel frattempo affidati al Forcellini (per un cer-
to periodo fu anche direttore spirituale dei chierici). Finalmente il 24 marzo 1753 giunse alla conclusione del suo la-
voro. Il Forcellini rilesse pazientemente e corresse per intero i volumi autografi e, dal 3 dicembre 1753 al 13 novem-
bre 1761, ne sorvegliò la copiatura, diligentemente eseguita da un impiegato della Tipografia che conosceva il lati-
no, Ludovico Violato. Sperava che i superiori decidessero la stampa del suo Lessico, ma allora il Seminario era tut-
to un cantiere per la ricostruzione voluta dal cardinale Rezzonico. Stanco di attendere, nel 1765 si ritirò al suo pae-
se natale distribuendo il suo tempo tra lo studio, il lavoro manuale e
l’esercizio del ministero pastorale. Egidio Forcellini muore il 5 aprile 1768
ma il suo nome rimane inseparabilmente unito al Lexicon totius latinitatis,
detto comunemente Il Forcellini. Il 1° gennaio 1769 si decide di affidare a
Gaetano Cognolato (1728-1802) la stampa del Lexicon totius latinitatis, che
comparve in quattro volumi nella primavera del 1772, anche se con la data
del 1771. La monumentale opera si guadagnò ben presto l’ammirazione de-
gli studiosi. «Il Lessico della lingua latina - scriverà Nicolò Tommaseo - è ti-
tolo di fama, anzi di gloria e al Forcellini e al Seminario di Padova..., che nu-
trì tanti uomini dotti e buoni». Nel 1805 uscì la seconda edizione, nella quale
si tenne conto degli studi e delle osservazioni annotate dal Cognolato, che
aveva raccolto un buon numero di correzioni e di voci nuove, come pure delle postille che Clemente Sibiliato (1719-
1795) aveva apposte a una copia del Lessico. Nel 1816 Giuseppe Furlanetto (1775-1848), professore e Rettore del
Seminario, considerato il fondatore del Museo Civico di Padova, pubblica una Appendix ad totius latinitatis Lexicon,
nella quale raccoglie le aggiunte del Cognolato non inserite nell’edizione del 1805 e voci “nuove” messe a disposi-
zione degli studiosi dalle nuove scoperte archeologiche e manoscritte. Nel 1827 si intraprende la terza edizione del
Lexicon con l’aggiunta di cinquemila vocaboli e la correzione di diecimila errori. Ormai il Lexicon era un dizionario
universale della lingua latina che accoglieva voci del periodo anteriore ai classici e dei periodi successivi fino a quel-
lo della media latinità. All’inizio del 1834 l’edizione era pronta. Alla sua morte il Furlanetto lasciò al Seminario una
copia piena di postille, note, osservazioni raccolte dopo l’edizione da lui curata. Nacque l’idea di una quarta revisio-
ne del Lessico. L’impresa fu affidata a Francesco Corradini (1820-1888),
Prefetto degli studi, poi Rettore del Seminario e insegnante all’Università.
Iniziò il lavoro nel 1854 seguendo una nuova più logica distribuzione della
materia e dei significati: espunse parecchie false edizioni, corresse passi
con lezioni erronee, aggiunse nuovi termini e parecchi significati alle parole
note, dispose più ragionevolmente articoli e voci, ecc. Nel 1888 il Corradini
muore: era arrivato solo alla voce repuerasco. L’incarico di continuare la re-
visione fu affidato al professore di studi biblici e di lingue orientali Giuseppe
Perin (1845-1925), il quale arrivò velocemente alla conclusione del lavoro
nel 1898. In quest’ultima edizione del Lexicon tutti i nomi propri furono
espunti e raccolti in un Onomasticon, che vide la stampa nel 1926. Dal bre-
ve percorso appena tracciato emerge chiaramente come la storia e il senso del Lexicon totius latinitatis, non siano
legati solo al genio e all’opera di Egidio Forcellini, che pure vi lavorò instancabilmente per quasi quarant'anni. Gene-
razioni di maestri han proseguito sul solco da lui aperto, continuamente aggiornando e migliorando un’opera che
non voleva essere solo un omaggio al glorioso ma datato mondo classico, bensì strumento aggiornato e prezioso
per la formazione letteraria e culturale di futuri pastori. Il Barbarigo voleva che la preparazione dei suoi preti fosse
piantata su una robusta formazione di carattere umanistico-letterario. «Non mi curo tanto - diceva - che i miei semi-
naristi diventino bravi matematici, bravi filosofi, né anche bravi teologi, quanto desidero che siano bravi rettorici».
Stupisce forse questa importanza data agli studi letterari. In realtà, lo studio del latino e del greco, come di lingue
vive, e la lettura dei classici altro fine non aveva che l’acquisto dell’arte di scrivere e di spiegare correttamente il
proprio pensiero. Il Barbarigo voleva dei preti capaci di esprimere nel modo più chiaro i pensieri più alti. Diremmo
oggi, voleva dei maestri di comunicazione. Il Lexicon totius latinitatis si inscrive entro questa sensibilità e questo
clima culturale. In quest’opera non solo il Forcellini risplende ma una certa tradizione del Seminario si esprime e si
riconosce».
Per chi volesse visitarla: BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE DI PADOVA - Via del Seminario, 7 - SEZIO-
NE ANTICA - Orario di apertura: dal martedì al giovedì 9.30-14.00 - Tel. 049.2950811 (portineria) o 049.2950835
(diretto) - Mail: info@bibliotecaseminariopda.it - Sito: www.bibliotecaseminario.it - SEZIONE MODERNA - Orario di
apertura: dal lunedì al giovedì 9.30-17.00 venerdì 9.30-12.30 - Tel. 049.8230013 - Mail: biblioteca@fttr.it - Sito:
www.bibliotecafttr.it
8 ALPINI

Trento: stupendo!
segnalazione di Claudio Spadetto
Domenica 13 maggio, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il Ministro della Difesa
Roberta Pinotti e con il sorvolo delle frecce tricolori, che ci hanno indicato la via, con il loro sempre bel tricolor, si è
svolta a Trento la 91a Adunata Alpini. Noi alpini del gruppo Valderoa di Alano di Piave, eravamo presenti assieme
alle tantissime penne nere del Feltre; tanta la folla assiepata lungo il tragitto, che ininterrottamente applaudiva, grande
anche la nostra emozione e nel nostro animo la consapevolezza e la fierezza di essere i discendenti di quegli uomini,
che 100 anni fa combatterono e morirono per la Patria, per renderla unita e libera. Un ringraziamento particolare alle
nostre spose, che sono sempre al nostro fianco pazientando, al vice sindaco Angelo Zancaner, a tutta la cittadinanza di
Trento e al nostro Padreterno che ci ha donato una magnifica giornata di bel tempo, ”visto le previsioni meteo”.
Concludo con una frase tratta da un inno trentino, scritto da Ernesta Bittanti moglie di Cesare Battisti, che riassume
tutta la bellezza di questa adunata:
Le tue verdi vallate, / bianco di cime nevose, / rosseggianti su coste selvose, / dolce festa di vaghi color.
9 CRONACA

Schievenin: area picnic rinnovata!


di Fulvio Mondin
L’area pic nic di Schievenin rinnovata e arricchita
di un nuovo ampio chiosco, da venerdì 18 maggio
è nuovamente fruibile da quanti vogliono trascor-
rere dei momenti nella bellissima valle percorsa
dal torrente Tegorzo e poter contemporaneamen-
te usufruire dei servizi che l’area attrezzata offre.
All’inaugurazione hanno presenziato un centinaio
di cittadini di fronte ai quali la stessa esercente
dell’area: Sabrina Mondin, ha effettuato il taglio
del nastro, assistita dal sindaco di Quero Vas
Bruno Zanolla, dall’assessore comunale Cristina
Dalla Rosa e dal sindaco di Alano in veste di rap-
presentante della Provincia Serenella Bogana.
Nel suo breve e applaudito intervento il sindaco
Zanolla si è soffermato sugli aspetti essenziali
dell'ampliamento della struttura sottolineando che esso “fa parte
del progetto finanziato dai fondi “ODI” a cui fa capo anche la ri-
strutturazione e l'ampliamento della ex casa per ferie. Stiamo par-
lando – ha tenuto a precisare il primo cittadino - di un progetto di
circa 500mila euro che ha come scopo la valorizzazione turistica
della Valle”. L'area picnic ed il chiosco noto come “Bar-H”, sono
già da due anni in gestione a Sabrina Mondin e ai suoi collabora-
tori familiari che avevano partecipato, vincendo, al bando che il
Comune aveva emesso. La convenzione ha una durata comples-
siva di 5 anni. L’assessore al turismo Cristina Dalla Rosa si è sof-
fermata sui molti aspetti caratterizzanti sia la singola area che
l’intero progetto. “La nostra amministrazione – ha spiegato Dalla
Rosa – da 2 anni sta lavorando per un rilancio turistico dell'intero
territorio comunale e la valle di Schievenin costituisce il fulcro del
rilancio. Essa è ampiamente frequentata da molte tipologie di tu-
risti: arrampicatori, appassionati di camminate in montagna e
nordic walking o, semplicemente, famiglie che in estate cercano
un po' di ristoro e di pace. La collaborazione con i gestori – ha
proseguito l’assessore - è stata fondamentale per poter terminare
con successo l'ampliamento e rendere funzionale al massimo la
struttura. All’ingresso dell’area si trova il chiosco che offre i pro-
dotti tipici del territorio, superato il quale si accede a una zona per
i pic nic o all’area giochi per i bambini o, ancora, ai barbecue sia
all'aperto che al riparo del tendone. Numerose sono le iniziative
che i gestori hanno in
programma per l'estate,
pubblicizzate in una spe-
cifica pagina Facebook. È
indubbio – ha concluso
Dalla Rosa - che l'area
pic nic che, grazie a que-
sta gestione, risultata fi-
nalmente vincente costi-
tuirà il centro di aggrega-
zione del paese in primis
ma anche dei paesi circo-
stanti”. Dopo un ultimo
breve intervento del sin-
daco di Alano, il parroco di Schievenin don Alessio Cheso ha benedetto la nuova struttura all’interno della quale era
stato allestito un ricco rinfresco.

Santa Maria di Quero Vas: 50° di matrimonio


50 anni di matrimonio non sono pochi
di Alessandro Bagatella
50 anni di vita matrimoniale, questo il traguardo raggiunto dai coniugi Aldo Dolfin e Anna Maria Tonezze. Sono sempre
stati assieme, fedeli alla promessa d’amore pronunciata vicendevolmente l’11 maggio 1968 a Venezia. Un onore fe-
steggiare questo grande avvenimento, un traguardo che gli sposi augurano alle coppie che si formano oggidì. Auguri
sinceri ad Aldo e Anna Maria per la serena e felice continuazione della loro esistenza di coppia, condotta alla luce della
promessa con cui l’hanno iniziata.
10 LETTERE AL TORNADO

Eureka! Funziona!
segnalazione a cura di un genitore dei ragazzi
E' questo il titolo del
concorso/laboratorio,
organizzato da
Federmeccanica e
Giovani Industriali
Belluno-Dolomiti, al
quale hanno partecipato,
oltre a svariate classi di tutta la
provincia, anche i ragazzi delle classi
seconde delle secondarie dell'Istituto Comprensivo di
Quero Vas e Alano di Piave.
I ragazzi, dopo essere stati divisi in gruppi di 6-7, hanno
ricevuto un kit con il quale dovevano progettare, costruire,
descrivere e pubblicizzare un giocattolo.
Il giorno 16 maggio 2018 al Teatro Comunale di Belluno si sono
svolte le premiazioni di questo concorso - con 60 progetti
partecipanti, 4 premi per le primarie e 2 per le secondarie - e
uno dei progetti della 2a B di Alano ha vinto uno dei due
premi a disposizione; ha vinto con la progettazione, la
costruzione e la pubblicizzazione di un nastro trasportatore; il
tutto progettato e costruito in autonomia e senza utilizzare altro materiale oltre a quello del kit in dotazione.
I ragazzi facenti parte del gruppo, con i relativi incarichi,sono: Giovanna Doro (progettista) e Giulia Pisan (diario di
bordo) di Alano di Piave; Alberto Scattolin (costruttore) di Valdobbiadene; Damiano Valmassoi (pubblicitario), Marco
Longo (costruttore) e Diego Proverbio (progettista) di Quero Vas.
I ragazzi si sono molto impegnati nel progetto ed oltre alla soddisfazione di aver visto riconosciuto il loro lavoro ed
impegno si sono portati a casa un bell'assegno da 500,00 Euro che condivideranno con i compagni della classe 2a B.
Ci sembrava giusto, in un anno come quello che volge al termine che per svariati motivi è stato molto difficile e
complicato, dare il giusto risalto a quei ragazzi che hanno la voglia, la pazienza e la forza, nonostante tutto e tutti, di
impegnarsi e mettersi in gioco per ottenere dei risultanti eccellenti; tutto questo tenendo in considerazione che anche
altri lavori presentati dai nostri ragazzi sono stati comunque lodati.
Il progetto vincente è stato disegnato al computer utilizzando un software di progettazione grafica, che per dei ragazzi
delle medie è già “tanta roba”; ed altrettanto vale per quel che
riguarda la parte pubblicitaria e del diario di bordo, tanto da
lasciare piacevolmente meravigliati gli stessi presentatori ed i
giudici del concorso, nonostante, negli anni passati, avranno
sicuramente visto migliaia di progetti realizzati.
Avendo avuto più volte i ragazzi a casa per la realizzazione, vi
possiamo assicurare che si sono impegnati in ore ed ore di
lavoro per tutte le fasi necessarie all'esecuzione della loro
creazione.
Quindi vogliamo ribadire il Nostro plauso a questi ragazzi e ci
piace sperare e pensare che possano essere di stimolo per
tutti quei ragazzi, e sono troppi, che pensano che la scuola sia
una inutile perdita di tempo.
Purtroppo capita troppo di rado, ma... il merito va premiato e
riconosciuto. Sempre e comunque!
Forza ragazzi, avanti così. Il futuro è Vostro. Ma perché
questo sia vero ci vorranno impegno e sacrificio in tutto quello
che farete.
Foto tratte dalla pagina Facebook di GGI Confindustria Belluno-Dolomiti

Gianni
in
pensione!
Domenica 6 maggio festa
a sorpresa per il
pensionamento di Gianni
Dalla Piazza, di Quero, al
ristorante Castel di Prada,
con i colleghi di lavoro,
amici e famiglia.
11 COME ERAVAMO

Minatori queresi
in Belgio
(S.C.) La foto a fianco risale alla fine
degli anni Quaranta ed è stata scattata a
Seraing, in Belgio, dove i sei giovanotti,
tutti originari del comune di Quero, si
trovavano a lavorare nella miniera di Co-
lar. Dei sei sono rimasti in vita i soli fra-
telli Berton, Giovanni, classe 1929, e
Pietro, classe 1931, che ci ha fornito la
foto per la pubblicazione. Da sinistra
troviamo Pietro Berton, Vittorino Curto,
Giovanni Berton, Delfino Curto, Pietro
Spadarotto e Rocco Farella.

Accadde nel 1998


a cura di Sandro Curto
I 200 ANNI DELLA FONTANA DI ALANO Il 31 maggio 1998, con una ricca serie di iniziative, vengono celebrati i
200 anni della fontana di Piazza Martiri ad Alano. A coordinare il tutto l’Amministrazione Comunale con la collabo-
razione delle associazioni locali, delle scuole e di alcuni volontari capeggiati da Piero Piccolotto.
IL SINDACO DI BOUSSU BOIS AD ALANO Accolta dal Sindaco di Alano
Luigi Codemo, dal presidente della Famiglia Ex Emigranti Bruno Campana e
da molti alanesi, il 14 giugno 1998 una delegazione di Boussu Bois capeg-
giata dal Sindaco Rober Urbain visita il nostro comune riconoscente del tri-
buto dato a quella località e a tutto il Belgio da molti minatori alanesi emigra-
ti dopo la seconda guerra mondiale.

Un bel gesto
(S.C.) Sono passati più di 25 anni dal 21 agosto 1992 ma il gesto che ha vi-
sto protagonista il nostro abbonato di Alano Angelo Simioni merita di esse-
re ricordato e segnalato ai nostri lettori. In quel giorno Angelo ritrovò davanti
al Caffè Speranza in piazza Martiri ad Alano un portafoglio contenente
452.000 lire e documenti che portò subito alla stazione dei carabinieri di
Quero i quali, in base ai dati della patente di guida, rintracciarono il proprie-
tario, tale Renato Furlan da Treviso, e riconsegnarono il tutto. A fianco, il
verbale dei carabinieri che attesta il fatto sopra descritto.

Alpini feneresi
all’adunata
di Bologna (1969)
(s.for.) Nella foto fornitaci dal nostro abbonato
fenerese Luciano Spada, è ritratto un gruppo di
alpini feneresi all’adunata nazionale di Bologna
nell’aprile del 1969. In piedi, da sinistra: Mario
Durighello, Bepi Cargnelli, Umberto Candiani,
Gaetano Melchiori, Renato D’Orlando, Franco
Franzoia e Orazio Cassandro, accosciati, sempre
da sinistra, Sergio Storgato e Luciano Spada. Il
bambino con la bandiera è Lucio Franzoia.
12 CRONACA

Il tradizionale appuntamento del 1° maggio è stato organizzato dal gruppo “Fener I Giovani”

Successone per il pic-nic alla Croce del Piajo


di Silvio Forcellini

Amore per il proprio paese e rispetto delle tradizioni. E’ questo che, da qualche anno, spinge un gruppo di “giovani”
(si fa per dire) del posto a riproporre un’usanza che affonda le sue radici addirittura nel 1800 quando la popolazione
di Fener, la prima domenica di maggio, era solita recarsi al Piajo in processione per le
cerimonie religiose e per una scampagnata confortata dai tepori primaverili. Impegno che è
culminato, due anni fa, nell’illuminazione permanente della croce in ferro che sovrasta la
frazione, croce inaugurata l’8 aprile 1984 e che aveva preso a sua volta il posto di una croce in
legno benedetta nel dicembre 1949 dall’allora vescovo di Padova Girolamo Bortignon e poi
“abbattuta” dalle intemperie e dagli attacchi del tempo. E’ stato davvero un successo il pic-nic
alla Croce del Piajo organizzato dal gruppo “Fener I Giovani” lo scorso 1° maggio, favorito
anche dalla bella giornata di sole. Oltre cinquanta i partecipanti - provenienti anche da paesi
vicini - che hanno gustato l’ottima grigliata preparata dai rinomati chef del gruppo (ora guidato
da un “triumvirato”: Mario Bozzato, Gianni Gerlin e Massimo Storgato). Tra gli intervenuti, saliti
a piedi al Piajo, meritano una citazione particolare Bruno Zavarise, classe 1936, ed Enrichetta Roman, classe 1935,
entrambi in piena sintonia con lo spirito “giovane” che da sempre aleggia sull’evento (ed è emblematica la foto di
Enrichetta con Marika Schievenin, ossia la più giovane e la meno giovane: tra loro ottant’anni di differenza).
13 CRONACA

Terminato il pranzo, la giornata è continuata in allegria con una piccola lotteria, il cui utile servirà alla manutenzione
della croce, e in musica, con gli assoli di chitarra di Paolo Serrangeli, che “le ha cantate chiare” anche qui.
Insomma, una gran bella giornata.

Ringraziamenti Il gruppo “Fener I Giovani”, dalle pagine del Tornado, ringrazia tutti i partecipanti che hanno reso
possibile il pieno successo della giornata; la famiglia Todoverto, che ha fornito la chiave della sbarra per
accedere al Costesèl; Alessandro Sacco, che ha messo a disposizione la “motocarriola” per il trasporto delle
“vettovaglie” dal Costesèl al Piajo; infine, i locali e gli esercizi commerciali che hanno generosamente contribuito
alla lotteria: “Jole Bar”, bar gelateria “Due Valli”, “La Caneva”, Alimentari Putton Gabriele e “Gioia Gelato”.

Foto di Silvio Forcellini e Leonardo Storgato


14 CRONACA

Anche Fabio Vettorel e Maria Rocco


alla Croce del Piajo
di Silvio Forcellini
Molti ricorderanno la vicenda dei due giovani feltrini, Fabio Vettorel e Maria Rocco, arrestati nel luglio scorso in
seguito ai disordini in occasione del G20 di Amburgo, incarcerati (Fabio per cinque mesi, Maria per uno) e poi ri-
messi in libertà (data anche la mancanza di prove a loro carico). Vicenda di cui si sono occupati diffusamente anche
i giornali e le televisioni nazionali e internazionali, non ultima la trasmissione “Le Iene”. Ebbene, Fabio e Maria, lo
scorso 1° maggio, hanno preso parte - invitati dall’amico Paolo Serrangeli, che aveva seguito la loro vicenda - al
pic-nic alla Croce del Piajo organizzato dal gruppo “Fener I Giovani”. Eccoli nelle foto che seguono (nella foto cen-
trale, Maria Rocco è in prima fila; in quelle laterali Fabio Vettorel posa con due esponenti di “Fener I Giovani”).

Transita per la stazione di Fener


la gloriosa vaporiera “740”
di Silvio Forcellini
Lo scorso 1° maggio è transitata per ben due volte a Fener la gloriosa vaporiera “740” con, al traino, sei carrozze
“CentoPorte” d’epoca. Il treno a vapore, sempre affascinante, portava a Feltre - per una visita alle tante attrattive
storiche e culturali della cittadina - circa 400 persone. La gita era stata organizzata da due associazioni mestrine,
l’associazione volontari assistenza pazienti oncologici e il gruppo ferromodellistico. Nella foto a sinistra, il convoglio
ripreso dalla Croce del Piajo il 1° maggio 2018; in quella a destra (tratta dall’archivio del Tornado), la “740” mentre
transita alla stazione di Fener il 25 aprile 2016.
15 CRONACA

Sulle nostre montagne


un cippo risalente alla Serenissima
segnalazione di Luigi Codemo
Le foto che seguono sono relative a un cippo, probabilmente di confine tra le proprietà della Villa di Lan e la Villa di
Colmiran e risalente all’epoca della Repubblica di Venezia, individuato sulle nostre montagne.

Interventi sull’Ornic e sul Tegorzo


segnalazione di Sergio Errandi
Comunicato stampa n. 613 dell’11 maggio 2018 della Regione Veneto: Nuovi interventi di sistemazione
idraulica sui torrenti Ornic e Calcino in Comune di Alano di Piave. L’assessore alla difesa del suolo:
«Altri 500.000 euro investiti per la sicurezza del territorio».
Sono iniziati in questi giorni i picchetta-
menti che danno il via alla prima fase di
alcuni interventi sui torrenti Ornic e Cal-
cino in Comune di Alano di Piave. In re-
lazione ai lavori sul torrente Ornic, questi
porteranno alla realizzazione di una di-
fesa spondale mediante scogliera in
massi ciclopici, sulla parte destra, a
monte del ponte di Alano, per una lun-
ghezza di oltre 200 metri e altezza di 3
metri. Per quanto riguarda invece il tor-
rente Calcino sono state previste un
complesso di opere, in prossimità della
confluenza sul torrente Tegorzo, me-
diante una difesa spondale con scoglie-
ra in massi ciclopici, della lunghezza di
140 metri e altezza 2 metri, con interpo-
sto un setto in cemento armato di raffor-
zamento dell’argine avente anche la
funzione di difesa dell’acquedotto di
Schievenin. Sempre sul torrente Calcino
è inoltre prevista la realizzazione di una
briglia, in cemento armato, da realizzare a valle della fognatura intercomunale con lo scopo di stabilizzare l’alveo e
garantire l’efficienza della condotta fognaria. La nuova briglia avrà una superficie di scorrimento dell’acqua, detta
gaveta, avente una larghezza di circa 15 m e l’altezza di 2 m. «Un intervento molto importante per la sicurezza del
territorio - commenta l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo - per il quale abbiamo impegnato
mezzo milione di euro e che contiamo di completare prima dell’inizio del periodo invernale. Proseguono i nostri in-
terventi mirati, in questo caso per la difesa delle sponde dei due torrenti Ornic e Calcino, attraverso la realizzazione
di opere che, una volta ultimate, si riveleranno molto durature».
16 ATTUALITÀ

Al Parco del Piave di Fener dall’8 al 10 giugno

Torna
lo School Festival
di Silvio Forcellini
Per il quinto anno consecutivo, torna lo School Fe-
stival, promosso dal Comitato Genitori dell’Istituto
Comprensivo di Quero Vas, dalla Pro Loco di Fener
e dall’associazione “Libero Pensiero” di Alano in col-
laborazione con la Pro Loco di Quero e il G.S.Alano.

Si svolgerà dall’8 al 10 giugno 2018, sempre al Par-


co del Piave di Fener.

Si inizierà venerdì 8 giugno con la serata musicale


curata da “Libero Pensiero”, e si proseguirà sabato 9
e domenica 10 giugno quando i protagonisti saranno
i bambini e i ragazzi della scuola dell’infanzia di Ala-
no, di Quero (paritaria) e di Vas, della scuola prima-
ria di Alano, di Quero e di Segusino, della scuola se-
condaria di primo grado di Alano e di Quero, che
proporranno musica, danza, teatro e molto altro an-
cora...

Ricordiamo che lo School Festival ha come finalità la


raccolta di fondi da destinare all’Istituto Comprensivo
di Quero Vas per le attività e i progetti previsti in
ambito scolastico.
ASTERISCO

La borraccia
della
Grande Guerra
di Tiziano Piovesan
Camminare in montagna con gli amici è la mia passione e tro-
vare, dopo 100 anni, una borraccia austriaca della Prima Guer-
ra Mondiale, nel bosco, non è una cosa facile.

Questa volta il ritrovamento è stato reso possibile dallo smot-


tamento del terreno avvenuto a seguito delle copiose piogge.

E’ stato così che, in una delle mie numerose camminate do-


menicali sul massiccio del Grappa, mi sono imbattuto in questo
cimelio, che riporta una sigla ancora ben evidente: EW
BIELITZ 1916.

Per il momento la conserverò nella mia collezione di cimeli e


un giorno la regalerò al museo di Campo, assieme ad altri re-
perti trovati sulle pendici del Grappa.

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17 ATTUALITÀ

Il 7-8 luglio lo “Splash Volley”


in ricordo di Mattia Licini
La scorsa estate, il 15-16 luglio 2017, si è
svolto lo “Splash Volley”, memorial del no-
stro caro amico Mattia Licini. Un campo gon-
fiabile, un prato verde, ombrelloni colorati, mu-
sica, ma soprattutto tante persone: tanti ra-
gazzi, ragazze e famiglie, venuti a giocare, ri-
dere, ballare, stare insieme.
È proprio questa l’anima che ogni anno ci
muove ad organizzare questo evento, perché
crediamo che il ricordo prenda una forza mag-
giore quando condiviso. E’ stata un’enorme
soddisfazione per noi vedere come dopo tanti
anni, la gente sappia ancora ritrovarsi, riunirsi
e stare bene in memoria del nostro amico.
Grazie al successo che la festa ha avuto, an-
che lo scorso anno abbiamo desiderato devol-
vere i proventi alla Lega Italiana Fibrosi Cistica
(LIFC), poiché crediamo che portare del bene
al prossimo sia il miglior modo per onorare
Mattia e il sorriso che ancora oggi, dopo dieci
anni, sa strappare a chiunque.
Anche quest’anno, riproporremo l’evento, il 7-
8 luglio 2018, presso il campo comunale “Val-
calcino” di Colmirano (Alano di Piave) e vi invitiamo tutti a partecipare… o a passare a bere qualcosa con noi. Non
vediamo l’ora e vi aspettiamo con la passione, l’energia e l’entusiasmo che finora non sono mai mancati.
Amici di Mattia e organizzatori

Info su “Spash Volley” Sia sabato 7 che domenica 8 luglio funzionerà un chiosco ben fornito con birra a fiumi e
spritz a volontà. E per la cena? Quest’anno la grande novità della pizza, in collaborazione con i ragazzi del “Reset”.
La sera del sabato, infine, “aperitivo arrogante” con happy hour dalle ore 18; special guest della serata: dj Simone
Lucati e dj Nathan Bolzonello. Per info: Loris: 349.2690001 - Daniela: 340.8084640 - Luca: 320.3666390 - mail:
splashvolleyalano@gmail.com.
18 RASSEGNA STAMPA

Buono il bilancio 2017 con tante iniziative. Ammontano a oltre 11mila i chilometri
che i volontari hanno percorso nell’effettuare il “trasporto solidale”.

L’Auser del Basso Feltrino amplia la propria sede


BASSO FELTRINO. L’Auser del Basso Feltrino si amplia. Agli spazi in via Roma a Quero, concessi in comodato
d’uso dal Comune al circolo, l’Amministrazione ha deciso di concedere ulteriori locali adiacenti, in modo da per-
mettere l’allargamento dell’ufficio, creare un’area utile per la socializzazione dei soci che si riuniscono ogni merco-
ledì e giovedì sera e ospitare agevolmente le riunioni settimanali del Club alcologico territoriale e il Caaf Cgil di Fel-
tre che riceve i concittadini per la dichiarazione dei redditi. «Un risultato importante - afferma la presidente Elda
Franzoia - che conferma come l’Amministrazione sia vicina a un sodalizio importante per la comunità, perché svol-
ge tutta una serie di servizi, soprattutto sociali, che difficilmente si potrebbero offrire a chi versa in situazioni di fragi-
lità». II circolo Auser di Alano di Piave e Quero Vas conta attualmente 339 iscritti, circa una quarantina i soci attivi ai
quali il consiglio direttivo rivolge un ringraziamento. «L’auspicio - afferma - è che il numero dei soci aumenti».
L’assemblea Nei giorni scorsi il circolo Auser “Al Caminetto” di Alano di Piave e Quero Vas si è riunito nell’annuale
assemblea dei soci. Si è trattato di un’occasione per fare il punto sull’attività portata avanti dal direttivo che si è in-
sediato nel gennaio 2017. Nel corso dell’anno, quindi, i volontari attivi e i nonni vigili hanno assicurato l’assistenza
agli alunni, presso le scuole elementari, sorvegliandoli durante l’entrata e l’uscita. Con le case di riposo i volontari
autisti hanno assicurato il trasporto degli utenti-ospiti con i propri mezzi per visite mediche nelle strutture ospedalie-
re del Feltrino e anche nel Trevigiano. Per quanto riguarda il “trasporto solidale”, i volontari autisti hanno mantenuto
il servizio settimanale verso il Centro prelievi di Fener e hanno inoltre assicurato il trasporto nelle strutture ospeda-
liere per visite mediche. «Per questa attività i volontari autisti hanno effettuato un totale di 11.121 chilometri», pro-
segue Franzoia. «Facciamo presente che la precedenza ai trasporti viene data alle persone sole che non hanno la
possibilità di spostarsi autonomamente o che non hanno familiari che li possano accompagnare». Numerose sono
poi state le iniziative culturali organizzate.
La solidarietà «Con le donazioni liberali delle nostre feste - spiega la presidente - abbiamo rinnovato l’adozione a
distanza di una bambina in Brasile, abbiamo dato un contributo alla Parrocchia di Quero Vas per l’acquisto di una
“maternità” per il presepio mentre altri fondi sono stati dati alle scuole elementari di Quero per l’acquisto di un albe-
ro di Natale». Una nuova iniziativa è stata organizzata a Natale: davanti la sede dell'Auser sono stati allestiti un al-
bero ecologico e il presepio. Per la prima volta sono state messe delle “cassettine postali” ad Alano di Piave e a
Quero Vas per la raccolta delle letterine che i bambini hanno inviato a Babbo Natale. Circa una cinquantina i piccoli
che la hanno scritta. Alcuni soci le hanno lette e hanno risposto a tutti, poi sono andati a visitare gli stessi bimbi nel-
le loro abitazioni portando doni consistenti in materiale scolastico, dolci e frutta».
da “Il Gazzettino” del 28 aprile 2018

Nei guai per la cocaina a Fener, rischiava vent’anni, ma era un piccolo pusher

Non era un trafficante, se la cava con due anni


ALANO DI PIAVE. Accusato di essere il referente di una centrale di smistamento di
cocaina che riforniva tutto il Bellunese: in realtà era spaccio di lieve entità e il pusher
se la cava con 2 anni e la condizionale. È terminato così ieri mattina, in Tribunale a
Belluno, il processo che vedeva alla sbarra il 50enne Arcenio Ramirez Rejes, cittadi-
no dominicano residente a Alano di Piave, conosciuto come “Lupin”. Era finito nei
guai al termine della maxi-operazione dei carabinieri della Compagnia di Feltre, de-
nominata “Coca e samba”, scattata all’alba del 13 agosto 2014 con 28 perquisizioni
tra Alano, Genova e Padova. Le ipotesi investigative, dalle indagini coordinate
dall’allora procuratore Francesco Saverio Pavone, vedevano Fener come centrale di
smistamento di cocaina, con “Lupin” a capo di tutto. La droga arrivava a Genova e
poi, passando per Padova, a Fener dove veniva distribuita. In gran quantità proprio a
Alano dove si sniffava per ballare tutta la notte su musiche latino-americane. Al ter-
mine delle indagini Ramirez Rejes finisce alla sbarra con la pesante accusa di aver
detenuto imprecisate, ma comunque non modiche quantità di cocaina che successi-
vamente avrebbe venduto al dettaglio a terzi. Un’accusa che gli poteva costare da 6
a 20 anni di reclusione. Ma nel processo qualcosa è scricchiolato e l’impianto accu-
satorio non si è dimostrato solido Nelle conclusioni ieri il pm Sandra Rossi ha chiesto
la condanna di Ramirez a 7 anni di reclusione. L’avvocato della difesa, Paolo Ser-
rangeli, si è battuto per il suo assistito, che ieri non era presente per un legittimo impedimento, una questione di
famiglia, che lo ha portato in Repubblica Dominicana. «Il Signor Reyes è tre volte innocente», ha sostenuto nella
sua arringa l’avvocato Serrangeli, passando poi in rassegna uno ad uno i punti che non quadravano. Dalle testi-
monianze “nocive” raccolte con modalità che ne minerebbero la loro attendibilità. Alle affermazioni dei vari testi-
moni succedutisi nel processo che come detto dall’avvocato «possono tutt’al più connotare uno spaccio di lieve se
non di modestissima entità». Il giudice Elisabetta Scolozzi nella sua sentenza ha riqualificato il reato nell’ipotesi di
lieve entità e ha condannato il dominicano a 2 anni e 2mila euro di multa con la sospensione della pena.
da “Il Gazzettino” del 5 maggio 2018
19 RASSEGNA STAMPA

Battaglia dell’avvocato fenerese Paolo Serrangeli: «Testimoni intimiditi per avere risposte».
La difesa dell’unico imputato per droga si scaglia contro i metodi degli investigatori.

Operazione “Coca e samba”: «Indagini non corrette»


ALANO DI PIAVE. Dopo la chiusura del processo “Coca e samba” sul presunto giro di
droga a Fener, la difesa dell’unico imputato condannato a 2 anni per piccolo spaccio
intraprende una sua personale battaglia. L’avvocato Paolo Serrangeli di Feltre si sca-
glia contro gli investigatori e quelli che, nella sua arringa difensiva, ha chiamato «me-
todi di persuasione alla collaborazione potenzialmente nocivi per la genuinità delle ri-
sposte». E ora torna sull’argomento e invita a una riflessione per la maggiore serenità
di tutti.
L’inchiesta Era l’alba del 13 agosto 2014 quando le 28 perquisizioni hanno scosso il
Basso Fetrino. I carabinieri chiamarono la maxi-operazione “Coca e samba”, visto che
l’ipotesi investigativa dell’indagine coordinata dall’allora procuratore Francesco Sa-
verio Pavone era quella che ci fosse un grande giro di cocaina nei pressi dei locali da ballo. Innumerevoli cessioni
di droga che arrivava da fuori, utilizzata per ballare tutta la notte. «Non è stato trovato niente. Non un soffio di co-
caina», ha sottolineato Serrangeli nella sua arringa.
Il caso «Mi hanno detto che se non collaboravo avrei fatto favoreggiamento allo spaccio. Allora ho ammesso spon-
taneamente tutto quanto». È questa la frase “incriminata”, citata dall’avvocato nell’arringa: le parole di uno dei
grandi accusatori del suo assistito, acquisite, dopo le perquisizioni in fase di sommarie informazioni. «A tutti noi può
capitare - dice Serrangeli - di trovarsi a dovere rispondere alle forze dell’ordine in qualità di testimone o altro. E tutti,
in quell’eventualità, già preoccupati dal solo essere stati interpellati dalla polizia, non saremmo sereni come un se-
condo prima. Con quale serenità potremmo rispondere alle lecite domande della polizia se ci fosse paventato, così
come è successo a uno dei testimoni assunto a sommarie informazioni, di poter essere accusati di favoreggia-
mento, in caso non rispondessimo con la verità alle domande degli inquirenti?».
La battaglia «La mia preoccupazione - conclude Serrangeli - è che il modo con cui gli inquirenti cercano di appura-
re la verità finisca per nuocere alla stessa verità dei fatti. Che queste modalità di rapportarsi a testimoni finisca per
intimidirli al punto da fargli raccontare fatti diversi da quelli che loro stessi vorrebbero raccontare. L’interesse per la
correttezza nello svolgimento delle indagini è di ordine generale».
da “Il Gazzettino” dell’8 maggio 2018

Sagra di San Gottardo, un successo


QUERO VAS. La tradizione è sbarcata a Caorera per la sagra di San Gottardo. La festa ha visto quale protagonista
la buona cucina; la Pro Loco di Caorera, associazione organizzatrice dell’evento, ha infatti proposto piatti legati alla
tradizione, come il risotto con i bruscandoli o le crespelle alle erbe. Sotto il tendone erano presenti numerosi stand
di artigianato che proponevano un po’ di tutto, dai prodotti enogastronomici all’oggettistica. Particolare riscontro ha
riscosso il defilé di moda in cui ragazze del luogo hanno sfilato con abiti confezionati da stiliste o provenienti da
boutique del territorio, e la biciclettata alla scoperta del territorio del Basso Feltrino, memorial Lino Zanella. I parte-
cipanti sono partiti di buon’ora ed hanno svolto un percorso lungo vie secondarie del territorio di Vas e Quero alla
scoperta di alcuni scorci poco conosciuti ma di particolare interesse turistico. Unico neo, il temporale che si è abbat-
tuto in serata, ma per il resto la soddisfazione da parte del sodalizio, guidato da Walter Zanella, è stata tanta.
da “Il Gazzettino” dell’8 maggio 2018

Il sindaco Bogana: «Atto deplorevole, presenteremo denuncia


sperando di individuare gli autori tramite le telecamere»

Rotatoria di Fener: i tricolori spariscono,


ecco il vessillo veneto
ALANO DI PIAVE. Tolte le bandiere tricolori poste dall’amministrazione comunale di Alano di Piave alla rotatoria di
Fener per accogliere gli alpini che in queste ore stanno raggiungendo Trento per l’adunata nazionale degli alpini:
«Un atto che ci addolora profondamente e che ci ha lasciato tanta amarezza», dichiara il sindaco Serenella Boga-
na. Giovedì pomeriggio, il vicesindaco Angelo Zancaner aveva posizionato nell’aiuola che corre tutto lungo il bordo
della rotatoria che si trova a Fener delle bandierine con il tricolore. «Il senso di queste bandiere - spiega il primo cit-
tadino Bogana - era in primis il posizionare la bandiera italiana che è il vessillo che ci rappresenta e, in secondo
luogo, era una forma di benvenuto a quelle persone che in questi giorni stanno transitando anche per il nostro co-
mune per recarsi a Trento all'adunata degli alpini». È da evidenziare che, in occasione di eventi o ricorrenze, come
l’adunata in questo caso, ma poi anche in occasione del Giro d’Italia per fare un esempio, l’amministrazione “allesti-
sce” questa rotonda che è un po’ il simbolo di benvenuto nel Basso Feltrino da parte del Comune e della comunità.
A qualcuno, però, questo abbellimento non è piaciuto. «Questa mattina (ieri per chi legge) i tricolori erano spariti e,
al loro posto, ce n’era uno del Veneto. Questo atto ci addolora profondamente», dichiara la Bogana. «Non sappia-
20 RASSEGNA STAMPA

mo chi abbia compiuto questo atto, anche se possiamo immaginare visto che per “ricordo” è stata lasciata questa
bandiera veneta, ma è stata una cosa che ci ha lasciati senza parole e con tanta amarezza». La bandiera veneta è
stata prontamente rimossa già nella mattinata di ieri da parte della polizia locale alanese. Il Comune annuncia che
presenterà denuncia ai carabinieri, nella speranza che gli autori possano essere individuati grazie alla videosorve-
glianza della zona.
da “Il Gazzettino” del 13 maggio 2018

Unione dei servizi sì, mentre si rallenta sul “matrimonio”

Sulla fusione con Quero Vas, Alano frena


ALANO DI PIAVE. Il Comune di Alano di Piave mette un freno al progetto di fusione con il vicino Quero Vas: «Stia-
mo unendo sempre di più l’aspetto dei servizi ma per la fusione è meglio andare con calma», dichiara il sindaco di
Alano di Piave.
Il percorso Nel maggio 2017 i consigli comunali di Alano di Piave e Quero Vas dissero sì all’avvio del percorso per
la fusione. Ecco quindi che partì un iter che portò, a metà settembre, alla presentazione dello studio di fattibilità, un
documento che analizza gli aspetti economici, sociali, territoriali dei due territori interessati. Tirando le fila, lo studio
ha fatto emergere che il territorio si presta a una fusione, non esistono conflittualità, i livelli di tassazione locali sono
omogenei, i sistemi informativi uguali e il segretario è unico come anche i responsabili. Uno studio quindi che affer-
ma che il Basso Feltrino è terra fertile per creare un unico grande Comune. Da allora però non si è saputo più nulla.
Non sono più stati organizzati gli attesi incontri nelle frazioni, come annunciato.
L’interrogazione Il gruppo di minoranza II Ponte di Quero Vas ha presentato un’interrogazione in merito. Nello
specifico, nel testo si chiede quali siano le tappe future pianificate dall’Amministrazione per portare avanti con effi-
cacia il progetto di fusione, con particolare riferimento al programma di informazione e consultazione della popola-
zione e se vi siano ancora realistiche possibilità di giungere alla fusione alla scadenza del mandato dell’ammi-
nistrazione di Quero Vas (2019).
La risposta La risposta all’interrogazione arriva però da Alano di Piave. «A medio-lungo termine il nostro progetto è
quello di arrivare a una fusione dei due Comuni - spiega il sindaco di Alano Serenella Bogana - però ora non vo-
gliamo forzare la mano perché siamo in presenza di due coincidenze che ci invitano ad andare con i piedi di piom-
bo. La prima è il fatto che il prossimo anno il Comune di Quero Vas rinnoverà il proprio consiglio comunale e, in se-
condo luogo, noi siamo lista unica e quindi la decisione di fondersi sarebbe unilaterale». La sindaca ci tiene a sotto-
lineare che «non abbiamo buttato all’aria tutto il lavoro fatto fin qui. Il lavoro è stato fatto, il materiale lo abbiamo, ora
ci prendiamo una pausa e facciamo una riflessione sui tempi». La giunta alanese punta quindi a procedere per gra-
di. «Attualmente stiamo implementando i servizi che abbiamo insieme con Quero Vas e questo è già un bel rodag-
gio in vista della fusione», prosegue la Bogana. «Non abbiamo quindi tralasciato i rapporti e la collaborazione con
Quero Vas che continua a esserci, soprattutto tra gli uffici, ma è semplicemente una pausa che ci consenta di capi-
re tempi e modi».
da “Il Gazzettino” del 13 maggio 2018

CRONACA

In margine all’adunata di Trento

Nella foto a sinistra, con la giacca


scura, vediamo il nostro abbonato
Diego Mondin, originario di Cam-
po, mentre sfila con la delegazio-
ne della Svizzera, paese dove ri-
siede da molti anni. Nella foto a
destra, invece, alpini “nostrani”
(Bepi Roman e Luca Schievenin) mostrano il vino de “La Caneva” vinto alla lotteria del Piajo e che hanno poi be-
vuto alla salute del gruppo “Fener I Giovani”.
21 LETTERE AL TORNADO

La testimonianza di una nostra conterranea su quanto è (anche) accaduto a Trento

Essere donna mulatta in tempi di adunata,


riflessioni dal margine
Maggio 2018. Trento, sicura, silenziosa, regina di decoro urbano, si prepara ad accogliere 600.000 militari e
simpatizzanti smaniosi di sfilare per giorni a passo di marcia.
Da settimane la città è in fermento, i camion di bitume rompono i silenzi notturni, squadre di pompieri vengono
arruolate per onorare la patria e adornare le facciate di bandiere tricolori, anche la bella e ormai succube sede di
sociologia si veste a festa e dà il benvenuto agli alpini. Allora via le bici, si disinfetta i parchi da migranti e accattoni,
scattano ordinanze su ordinanze speciali. Per il 10 maggio è tutto pronto.
La città è luccicante e disposta a delegare interamente l’ordine pubblico all’organizzatissimo Corpo degli Alpini,
legittimati in ogni loro azione dal semplice essere forze dell’ordine e di conseguenza affidabili, solidali, caritatevoli
rappresentanti dell’ordine costituito.
Il capoluogo si trasforma in cittadella dell’Alpino, come per ogni grande evento il capitalismo si traveste per
l’occorrenza e subdolo si appropria di ogni cosa. Chiudono le università, chiudono le biblioteche, chiudono gli asili
nido. Ogni via si riempie di uomini in divisa, penne nere, fiumi di alcol, cori e trombe. Diventa labirinto inaccessibile
e sala di tortura per qualsiasi corpo che non risponda alle prerogative di maschio, bianco, eterosessuale (ah, non
deve avere coscienza critica, questo è chiaro).
Diventa impraticabile e pericolosa per me che sono donna e mulatta. Esposta in maniera esponenziale a continue
aggressioni verbali e fisiche che intersecano razza e genere, dando vita ad una narrativa vissuta e rivissuta mille
volte nei più svariati contesti. A chi importa il tuo vissuto, a chi importa da dove vieni, a chi importa chi sei, chi si
ricorda di avere davanti una persona, a chi importa?
Il colore della tua pelle, i ricci ribelli, i lineamenti, l’espressione di genere sono un pass par tout per aprire le fogne,
etichette incollate su ogni parte del mio corpo che legittimano qualsiasi forma di violenza razzista e sessista. Non
serve altro, il discorso d’odio è servito, è tutto normale, dall’alto del privilegio maschio e occidentale è tutto
consentito. Ogni angolo di quell’immenso e pericoloso formicaio era per me trappola e luogo di resistenza, i miei
tratti somatici mi tradivano in continuazione, l’autodifesa mi teneva in vita, sempre vigile e attenta.
Al tavolo di ogni bar, ad ogni incrocio si potevano captare l’affanno delle poche sinapsi di branchi di energumeni
messe sotto sforzo, per portare avanti una discussione che puntualmente veniva condita da una frase come: “sti
negri de merda”, “non sono razzista, ma…”, “andassero tutti a casa loro”, “li ammazzerei tutti”, ”tira fuori le tette”,
“bella gnocca vieni qua”, qualche camionata di insulti a venditori ambulanti, che corazzati da anni di resistenza
continuavano imperterriti il loro lavoro, e poi via, un altro rosso, prego, che la festa continui!
Mi sono sentita ingiustamente violentata ed impotente, violentata dagli sguardi, dai commenti sessisti, dalle palpate,
dall’esotizzazione continua del mio corpo trasformato in oggetto sessuale che risveglia profumi di violenza tropicale,
nostalgie coloniali.
Nessuno ha chiesto il mio consenso, nessuno si è sentito in dovere di farlo, nessuno si è sentito responsabile per
quello che stava accadendo nello spazio pubblico che lo circondava, nessuna delle “loro (bianche) donne” mi è
stata solidale. Le istituzioni, complici, si sono girate dall’altra parte e con tranquillità si sono fatte servire un vino, al
tavolo dell’aggressore.
Nessuno si è chiesto se fosse normale che una cameriera sottopagata dovesse sopportare per ore frasi del tipo
“Che bela moreta, fammi un pompino” o semplicemente, “non mi faccio servire da una marocchina”, tutto normale,
tutto concesso, nobilitato dalla posizione di “salvatore della patria”, corpo solidale in caso di calamità naturale. Tutti
sembravano non voler ricordare che machismo e razzismo vengono esercitati da qualsiasi corpo, tanto più se
privilegiato e paramilitare.
Questi quattro giorni sono stati la cartina torna sole dell’aria che si respira a livello nazionale, dell’ansia che ogni
corpo di donna o di “negra” sente quotidianamente nell’attraversare lo spazio pubblico, delle ondate razziste e
sessiste che attraversano il paese, ma non lo scuotono, che si insinuano silenziose nel discorso politico istituzionale
di ogni giorno.
Io, come moltissime altre, non ci sto! Non sono disposta a dover lasciare la città perché non è per me spazio
sicuro, non sono disposta a delegare la mia sicurezza a gruppi di militari maschi e testosteronici, non sono disposta
a sorridere e lasciare correre “perché in fondo si scherza”, non sono disposta ad essere complice della vostra lurida
violenza quotidiana con il mio silenzio, non sono disposta a tutelare il buon costume della vostra civiltà, rispettosa
solo con chi rientra nei canoni imposti. Non sono più disposta ad agognare sanguinante e invisibile perché voi
possiate marciare in pace sul mio corpo e onorare la vostra patria. Siamo stanche e arrabbiate, non ci sarà più
nessuna aggressione senza risposta, nessun silenzio complice.
Lettera Firmata
22 CRONACA

In ricordo di Filippo Arcelli,


“personaggio colto, visionario e mai banale”
di Silvio Forcellini
«Arrossisco all’idea di dover scrivere su un giornale fatto da giovani di un altro pae-
se!». I giovani (bontà sua) eravamo io, Sandro e Mauro, il giornale era “Il Tornado”
(che ospitò molti suoi interventi, soprattutto quelli contro le pale eoliche che avrebbero
deturpato il paesaggio dei monti sovrastanti Segusino)… Anche questo piccolo aned-
doto testimonia il suo grande amore per il proprio paese, di cui auspicava la rinascita
anche grazie - se non soprattutto - ai giovani. E di Segusino Filippo Arcelli, che ci ha
lasciato nella notte del 1° maggio all’età di 78 anni, era una vera e propria istituzione.
E non solo per essersi “inventato”, nel lontano 1965, la celeberrima discoteca “Old Te-
lephone”, obbligatorio punto di riferimento per i giovani dell’epoca, che gestì per oltre
30 anni e di cui ancor oggi il ricordo, a distanza di decenni, è ben vivo nella memoria
di molti. Al riguardo, ho trovato particolarmente calzante il ritratto a tutto tondo appar-
so lo scorso 6 maggio su “La Tribuna di Treviso”: «Personaggio colto, visionario e mai
banale, Filippo Arcelli era appassionato di politica. Dal 1998 al 2002 aveva ricoperto il
ruolo di consigliere tra le file dell’opposizione a Segusino, e nel 2000 si era “incatena-
to” davanti all’ospedale di Montebelluna per protestare contro i ritardi e la burocrazia
nella sanità. Una vita dedicata all’impegno civico che lo ha visto più volte in prima li-
nea per difendere il proprio credo a favore dell’intera comunità: negli anni Duemila infatti fu il fondatore di un comi-
tato popolare che si oppose fermamente contro un progetto di installazione di 16 pale eoliche sulla cresta delle
montagne del confinante Comune di Vas, che avrebbe sensibilmente deturpato il paesaggio e il monte Cesen. Pro-
getto che fortunatamente, grazie anche al contributo di “Pippo” Arcelli, non si concretizzò». Oltre all’ammirazione
per il suo impegno “politico” (nel vero senso della parola, cioè a beneficio della collettività), quel che mi ha sempre
colpito, di Filippo, è stata la sua arguzia e intelligenza, lo sguardo che vedeva lontano, oltre ovviamente all’italiano
forbito che utilizzava nelle discussioni e all’eloquio torrenziale cui era impossibile sottrarsi (ricordo, ad esempio,
quando da Sbreck “bloccò” per un’ora e mezza me e Sandro in un dibattito - a senso unico, cioè senza possibilità di
replica - sulle “famigerate” pale). E fino a qualche anno fa, prima che la malattia lo limitasse, era facile incontrarlo
anche a Fener, dove sapeva dove trovarci per uno scambio di battute. Lo conferma anche Qdpnews.it, il notiziario
on-line dell’Alta Marca Trevigiana che così ha scritto di Filippo: «La sua passione politica non era svanita nemmeno
negli ultimi anni: aveva sempre continuato a credere nelle potenzialità del suo paese e, per questo, era spesso pre-
sente tra il pubblico anche ai recenti consigli segusinesi, qualche volta intervenendo per porre interrogativi
all’amministrazione presieduta dal sindaco Gloria Paulon». Se ne va dunque un pezzo di storia di Segusino, di cui
si sentirà la mancanza non solo in paese; credo, infatti, che Filippo fosse conosciuto ovunque, anche - non va di-
menticato - per essere stato “gran maestro” di dama. Alla moglie Antonia e alle figlie Flavia e Laura l’abbraccio della
redazione del Tornado.

Antonio Mondin, “l’iron-man di Campo”


di Silvio Forcellini
Antonio Mondin ci riprova. La prima volta, suo malgrado, aveva dovuto abbando-
nare l’impresa. Ora, invece, parte da solo, motivatissimo, con l’obiettivo di conclu-
dere il “Tour Divide”, la più massacrante corsa in bici al mondo che si snoda dal
Canada al Messico lungo le Montagne Rocciose, per complessivi 4.400 chilometri.
Così lo stesso Toni - ingegnere, libero professionista, classe 1949, di Campo - de-
scrive la sua nuova avventura: «Sarò a Helena (capitale del Montana, USA) per la
seconda volta e di lì partirò in MTB per ultimare il mio “Tour Divide”. La prima volta,
ahimè, ci siamo fermati per problemi fisici e rottura del telaio del mio amico e com-
pagno di avventura Daniele Modolo. Per chi non lo sapesse, il “Tour Divide” è la
corsa più dura al mondo che si fa in completa autosufficienza, di 4.400 chilometri e
con 60.000 metri di dislivello positivo, che parte da Banff e, attraversando in suc-
cessione gli stati dell’Alberta e della British Columbia (in Canada) e gli stati del
Montana, Idaho, Wyoming, Colorado e New Mexico (in USA), arriva ad Antelope
Wells al confine con il Messico. Il percorso si svolge lungo lo spartiacque delle
Rocky Mountains su strade forestali, single track e su strade ancora in parte inne-
vate, superando slavine e guadando torrenti in un ambiente popolato da orsi e leo-
ni di montagna. Non vi nego che sono un poco preoccupato per questa avventura
che questa volta farò da solo, cimentandomi con la distanza, il dislivello, le difficol-
tà giornaliere di tutti i tipi, non ultima la preoccupazione di trovare cibo e acqua. Per adesso non mi resta che conti-
nuare la mia preparazione fisica in modo da limitare la sofferenza dello sforzo. Mi sono prefissato di fare circa 100
miglia al giorno (160 chilometri) in modo da concludere il mio viaggio in circa 19/20 giorni. Questo è il programma;
23 CRONACA

staremo a vedere perché le variabili indipendenti sono molte (clima, neve, slavine, guadi, deserto, vento, pioggia…
e chi più ne ha più ne metta)». Che altro aggiungere se non un grande “in bocca al lupo” (in senso lato, ben
s’intenda) a Toni.

Incontro “semiserio” sul torrente Tegorzo

Il 1° maggio sul “pont de i osèi”


di Sandro Curto
Oscurato dai mass media di livello nazionale ed internazionale, causa il concomi-
tante incontro al 38° parallelo fra le due Coree, si è svolto il 1° maggio 2018 un al-
tro storico meeting che ha visto l’incontro di una delegazione alanese e di una
querese al “pont de i osèi” sul torrente Tegorzo. Precisiamo subito che l’incontro
nulla ha a che vedere con il progetto di fusione fra i Comuni di Alano e Quero Vas
del quale, fra l’altro, non si parla più da qualche mese. L’idea era nata poco dopo
l’inaugurazione del ponte al “Ricci Bar” da Sandro Curto, Paolo Feltrin e Maurizio
Pisan e, dopo un lungo travaglio, ha trovato concretezza grazie al decisivo apporto
di Claudio Dal Pos che ha preso in mano la situazione, decidendo la data e orga-
nizzando un ricco rinfresco sulle rive del “sacro torrente”, per usare una definizione
di “Moris”. E così alle 17,30 del 1° maggio le due delegazioni composte da Claudio
Carelle, Mario Collavo, Sandro Curto, Piero De Faveri, Mauro Mazzier, Maurizio
Pisan e Valentino Rech per Alano e Bruno Andreazza, Giovanni Andreazza, Rena-
to Benato, Renzo Cassol, Claudio Dal Pos, Sergio Faccinetto, Paolo Feltrin e
Amedeo Mondin si sono incontrati a metà ponte dove la madrina della manifesta-
zione Sonia Dal Bon ha tagliato il tradizionale nastro. Come si vede, nessuna auto-
rità ma il gruppo ben rappresenta la società civile dei due paesi con ex amministra-
tori, presidenti e segretari di associazioni, alpini, fanti, redattori, cacciatori, cavalieri
della Repubblica e cavalieri ufficiali. Si sono poi aggiunti Antonia Miuzzi e Rizzieri
Serafin, residenti a Quero ma ormai alanesi di adozione. Al termine del rinfresco le
due delegazioni sono rientrate ai rispettivi paesi affrontando a piedi l’ardua salita
verso Campo e verso Quero con la ferma intenzione di ritrovarsi anche l’anno prossimo.

“Impagliatori” alanesi
alla Fiera di Quero
di Silvio Forcellini
A integrazione del bell’articolo di Cristina Dalla Rosa
sulla Fiera di Quero, apparso sul numero scorso, se-
gnalo anche la presenza di due “impagliatori” alanesi,
Cristian Gazzola e Toni Zancaner, che hanno attirato
l’attenzione dei numerosi presenti con le loro “creazio-
ni”, sedie o ceste che fossero. Nella foto, Cristian e
Toni al lavoro nella piazza di Quero.
24 CRONACA

Con il circolo Auser in costiera


di Gigliola Canzi
Dal 4 all’8 maggio un gruppo di
soci si è recato in costiera amalfi-
tana. Dopo un lungo e panorami-
co viaggio siamo accolti da Ber-
nardo, la simpatica e competente
guida che ci accompagnerà per
l’intero soggiorno. Iniziamo subito
la visita di Sorrento per poi rag-
giungere l’Hotel Royal Hills sfiniti,
ma subito rianimati dallo stupen-
do panorama sul golfo. Veloci si
susseguono i giorni pieni di tante
bellezze offerte da questa splen-
dida regione. Giro della costiera
con visita ad Amalfi, alla sua im-
ponente cattedrale. Circumnavi-
gazione di Capri e salita ad Ana-
capri. Napoli dalla Galleria Um-
berto 1°, al Maschio Angioino e
alla fine si pranza nella famosa
piazza del plebiscito. Visita a
Pompei dove si possono apprez-
zare le migliorie messe in opera
in tutta la vasta zona archeologi-
ca. E per concludere visita alla
reggia di Capodimonte. Meta meno frequentata, ma di notevole impatto sia per il museo delle ceramiche che per la pi-
nacoteca con opere di Tiziano, Masaccio, Raffaello, Parmigianino. Finisce qui il nostro viaggio, il tempo non è stato
molto favorevole ma la compagnia ottima, sempre allegra, interessata e puntuale…E stiamo già pensando alla gita di
due giorni a settembre. Aspettiamo suggerimenti e consigli dai nostri soci per la scelta della meta per stare ancora una
volta “bene insieme”.

ATTUALITÀ

Pro loco Alano: Recuperando la nostra Storia


La Proloco Alano di Piave informa che in occasione
della Giornata Nazionale delle Pro loco, che
quest'anno cade domenica 3 giugno, è stato
organizzato un tour alla scoperta del nostro territorio.
L'evento “Recuperando la nostra storia” propone una
visita guidata al Museo Civico Storico Territoriale di
Campo. Gli Amici del Museo ci guideranno nella storia
che ha attraversato i nostri territori durante e dopo le
guerre mondiali, con particolare rilevanza alla sezione
dei “recuperanti”. In particolare, dopo la prima guerra
mondiale, nelle nostre zone interessate in prima linea dalle operazioni militari, il recuperante raccoglieva proiettili
inesplosi e residui di materiali bellici allo scopo di rivenderli come esplosivi e rottami.
Al termine della visita al Museo, partiremo a piedi verso la località “Pont de la Stua” dove verrà fatta una dimostrazione
col metal detector alla ricerca di metalli. Gli Amici del Museo ci spiegheranno la rilevanza e la grande pericolosità che
nel dopoguerra ha avuto il lavoro del recupero del materiale bellico da parte delle popolazioni locali e quante persone
hanno riportato ferite o sono morte a causa di questa attività.
Alla fine della giornata, sempre in località “Pont de la Stua” verrà offerto a cura della Proloco una degustazione di
prodotti naturali locali.
L'appuntamento è alle ore 15 del giorno 3 giugno presso il Museo Civico Storico Territoriale, in via don Nilo
Mondin a Campo di Alano di Piave. La durata prevista è di tre ore.
Viene richiesto un contributo di partecipazione di € 5 per adulto. Per i bambini sotto i 12 anni: partecipazione gratuita.
In caso di pioggia, verrà effettuata solo la visita al Museo e la degustazione dei prodotti locali.
E' consigliabile la prenotazione al n. 347.1717097
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26 CRONACA

A 10 anni dalla scomparsa


In biblioteca il ricordo di Bepi Niero
Era l’11 maggio 2008 quando Giuseppe (“Bepi”) Niero ci ha improvvi-
samente lasciato e nel decimo anniversario della sua scomparsa la bi-
blioteca civica querese ha voluto rendergli omaggio, ricordandolo con
l’esposizione, all’ingresso, di un suo autoritratto e di una sua opera pit-
torica. “Bepi” Niero, conosciuto come “Pittore del Piave”, era sempre di-
sponibile nei confronti delle attività socio culturali della comunità.
Ricordarlo è stato un gesto gentile e giusto riconoscimento alla sua ge-
nerosa attività artistica.

Judo:
Judo: qualificazione
qualificazione juniores
juniores
JUDO

Montebelluna, 28 aprile 2018


Montebelluna, 28 aprile 2018
Medaglia d’oro per l’atleta Bertoldo Valentina del judo Alano di Piave alle qualificazioni per il Campionato Italiano
Medaglia
Juniores, d’oro cheBertoldo
per l’atleta
competizione Valentina
le consente inoltre del judo Alano ildititolo
di guadagnarsi Piavedi alle qualificazioni per il Campionato Italiano
Juniores, competizione
campionessa regionaleche le consente
veneto inoltre di
nella categoria 52guadagnarsi
kg. il titolo di
Ilcampionessa regionale
titolo ha consentito venetoper
la trasferta nella
la categoria
finalissima52dikg.
domenica 13 maggio
Ilaltitolo ha consentito
PalaPellicone la trasferta
di Ostia (Roma)perdove
la finalissima di domenica
si è confrontata con 13
le maggio
migliori
al PalaPellicone di Ostia (Roma) dove si è confrontata con le migliori
atlete d’Italia. Nei prossimi numeri del periodico gli esiti degli incontri.
atlete d’Italia. Nei prossimi numeri del periodico gli esiti degli incontri.

A.S.D. JUDO ALANO DI PIAVE | Palestra Comunale in Via Don P. Codemo | Tel. 0439 779457 | Cell. 348 0447706 
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27 LETTERE AL TORNADO

A proposito del Capitello dedicato alla Madonna ed il


sottostante altarino situati al Borgo di Schievenin
a cura di Alberto Coppe
Molti sono in Valle di Schievenin gli angoli dedicati alla nostra fede religio-
sa. La devozione alla Madonna resta comunque la più importante per la
Comunità. Tanto per non dimenticare ricordiamo in Valle alcuni caratteristi-
ci angoli dedicati alla fede cattolica:
 nelle vicinanze dell’acquedotto di Schievenin la grotta della Ma-
donna di Lourdes con la magnifica Via Crucis che si snoda a zig
zag all’interno dell’abetaia che porta alla grotta,
 il capitello dedicata alla Madonna e a Santo Stefano lungo la co-
munale Quero - Schievenin,
 il capitello della “Madonnetta” lungo la stessa comunale,
 e grotte dedicate a Santa Barbara (in fondo alla Valle) e di San
Giuseppe (verso la borgata alpina di Prada),
 l’altare minore della chiesa parrocchiale della frazione dedicato alla
Madonna di Lourdes,
 il capitello dedicato alla Madonna situato nella borgata di Prada.
Non dobbiamo però dimenticare che il 26 dicembre 1971 venne inaugurato
in località al Borgo di Schievenin un piccolo altare con un capitello dedicato
alla Madonna. Fu un dono di un nostro concittadino, il cav. comm. Antonio
Resegati, da sempre devoto alla Madonna. Quest’angolo di fede religiosa è
dedicato alla popolazione di Schievenin ricordando tutti i suoi defunti, gli
emigranti e i lavoratori della frazione.
Ora questo angolo di fede è oggetto di sistemazione; la parete rocciosa su
cui dimora è a rischio di distacco e perciò pericolosa. La sinergia e la colla-
borazione del Comune con il Genio Civile
e la Provincia ha fatto si che già in passa-
to fossero realizzati degli interventi di
messa in sicurezza di tratti di roccia e si
avviassero i lavori per mettere in sicurezza
la parte rocciosa e la strada comunale sot-
tostante tramite il disgaggio e
l’abbattimento di una parte della roccia.
Per iniziare questi nuovi lavori si è reso
necessario rimuovere dalla parte rocciosa
il capitello, la statua della Madonna
(quest’ultima consegnata al parroco di
Quero - Schievenin) e l’altare donato a
suo tempo dal cav. comm. Antonio Rese-
gati. Terminati i lavori, il capitello e
l’altarino sottostante ed anche la targa
commemorativa, che sarà anch’essa si-
stemata, verranno riposizionati poco di-
stanti dalla loro originaria collocazione
migliorando e ripristinando così
quest’angolo di fede religiosa comunitaria.

Foto, qui sopra, di Francesco Resegati: località al Borgo di Schievenin 26.12.1971 capitello e altarino dedicato alla Madonna e
statua deposta nella nicchia. Sotto il titolo: copertina del nostro periodico del 2012 dedicata al capitello di Schievenin.

Auguri
Teresa!
I famigliari di Teresa Mori,
residente a Quero, le rinnovano
gli auguri per il bel traguardo delle
88 primavere e perché continui
con lo stesso spirito positivo per
tutti i giorni futuri che il destino le
vorrà riservare. La grinta non le
manca e già questo è un buon viatico
per i prossimi anni. Auguri, Teresa!
28 COME ERAVAMO

Escursione organizzata dal Circolo Culturale, Amici del Tomatico e Biblioteca


Eravamo sempre in tanti
di Alessandro Bagatella

Era il 13 aprile del 1997 quando è stata scattata questa foto, nel corso dell’escursione organizzata dal Circolo Culturale
4 Comuni, dalla Biblioteca Civica in collaborazione con gli Amici del Tomatico e del Grappa. La partenza fu da Alano di
Piave, con prima sosta in Spinoncia per poi fare merenda a Malga Camol. In quest’ultimo luogo è stata scattata la foto
che qui propongo ai lettori per ricordare quelli che ci hanno preceduto e ricordare quei bambini qui ritratti ora diventati
grandi. Senz’altro si ricorderanno del sottoscritto, che durante le escursioni li invitava a raccogliere “scaie”, frammenti
di granata, che poi ho portato ad Armiro Scariot che stava costruendo l’Alpino, che possiamo ora ammirare sul Monte
Palon. Anche tutti noi possiamo sentirci partecipi di questa opera d’arte.
“Bei anni, se era tuti pì doveni, pieni de alegria”

Visita di leva a Feltre dei coscritti classe 1935 di Vas


segnalazione di Roberto Sudiero
Da sx in alto:
Antonio Gallina
(Caorera),
Arturo e
Angelo
Mazzalovo
(Scalon),
Espedito Deon
e Terzo Grillo
(Vas),
Giuseppe
Solagna
(Ciclamino) e
Mario Vergerio
(Marziai),
Gianni Dorz
(Caorera),
Carlo Da
Campo, Fermo
Deon (Vas),
Sereno
Solagna
(Caorera),
Fiore Deon
(Vas fuori
classe).
29 COME ERAVAMO

Incontro tra veci Alpini


segnalazione di Silverio Frassetto

Ci siamo reincontrati dopo 40 anni dal servizio militare svolto alla


caserma “Salsa” di Belluno, arruolati nel plotone comando, io, Sil-
verio Frassetto, e Sergio Billi, di Bagnacavallo (Ravenna), due “ve-
ci” alpini. L’incontro si è consumato a tavola, con un ottimo pranzo
preparato dall’Alpino Sergio, accompagnato da un corposo vino
rosso autoctono, di produzione locale, il “burson”, che ha ravvivato
il ritrovo tra ricordi di naja e di vita, dando vita al desiderio di ritro-
varsi ancora, magari stavolta in terra veneta, con un altro commili-
tone, Bruno Paolin (il primo accosciato a sinistra nella foto) di Ca-
nale d’Agordo.
Nelle foto: 1) 1978, gruppo di militari in servizio alla caserma di
Belluno con Silverio Frassetto, in piedi primo da Sx, e Sergio Billi al
centro dell’altra fila. 2) Silverio (a Sx.) e Sergio dopo 40 anni.
IL BURSON. E' un vitigno antico, unico ed autoctono. Il nome deriva dal so-
prannome dato alla famiglia Longanesi che negli anni cinquanta ebbe il merito
di credere nella potenzialità di queste uve e di salvarle dall'estinzione. E' vinifi-
cato secondo tradizione ed affinato successivamente in barriques.
Rosso granato, completa la sua grande personalità in bottiglia dove riaffiorano
i sapori e i profumi del sottobosco delle pinete ravennati in cui il vitigno è so-
pravvissuto per anni. Asciutto, inconfondibile per aroma e corposità, si lega
magnificamente ai piatti di cacciagione o di carni rosse, agli arrosti, ai tartufi e
ai formaggi stagionati. Attualmente il Bursôn viene prodotto con il 100% di Uva Longanesi in due versioni: Bursôn eti-
chetta blu e Bursôn etichetta nera.
 Bursôn etichetta blu. L'uva dopo la macerazione e la fermentazione viene lasciata per 15 giorni in cisterna
d’acciaio. In seguito il vino trascorre 10/12 mesi in botte di rovere da 500 litri. Infine viene imbottigliato e com-
mercializzato dopo almeno 6 mesi.
 Bursôn etichetta nera. Il 50% delle uve raccolte viene passito. Vengono fatte fermentare per 12/14 giorni, do-
podiché il vino viene lasciato per 15 giorni in una cisterna d’acciaio. In seguito trascorre 12 mesi in botte di ro-
vere da 500 litri e 12 mesi in botte grande. Infine viene imbottigliato e commercializzato dopo almeno 6 mesi.

CRONACA
La cicogna
è planata
a Segusino
di Alessandro Bagatella
Il diciassette novembre scorso, da “Cupido” – ristorante pizzeria – è planata la cico-
gna, allietando la famiglia ed i clienti, consegnando il fiocco rosa di Ginevra Schieve-
nin, figlia di Elisa e Denis.

Alla piccola Ginevra l’augurio di un mondo di bene e di tante soddisfazioni.

Ai genitori le più sincere congratulazioni, da condividere con i nonni Nilla e Viviano,


Meraldo, e con la bisnonna Antonia Dal Zotto (Sunta).
30 ATTUALITÀ

Cicchetti e cultura
"6 incontri in gelateria con gli autori della Panda Edizioni"
Il maggio-giugno feltrino ospita quest’anno una rassegna particolare per la presenza di sei autori che presenteranno i
loro libri nella Gelateria Dolomiti (via Tezze, 13 - Feltre). L’editore Andrea Tralli di Panda Edizioni, Castelfranco Ve-
neto, e l’editor e scrittrice Vania Russo, per l’agenzia di servizi editoriali The Ghost Reader di Feltre, hanno pensato di
invitare appassionati lettori ed estimatori delle serate estive a godere di un intrattenimento culturale che accompagnerà
i feltrini per sei martedì – dal 22 maggio al 26 giugno a partire dalle ore 18.00 – affrontando diversi argomenti grazie
al confronto con gli autori che interverranno per spiegare non solo la genesi narrativa o saggistica delle loro opere, ma
anche per approfondire tematiche tra loro diversissime e non sempre rintracciabili nell’editoria attuale.
Il calendario degli incontri prevede il 29 maggio la presentazione di cinque autori dell’antologia “Oltre l’apparenza”, rac-
colta di storie tra spettri e opere d’arte. Il 5 giugno la rassegna ospiterà lo scrittore Gianluca Ascione con “Le canaglie
del venerabile”, un thriller ambientato nella Treviso fascista. Seguirà il 12 giugno l’incontro con Gianpaola Tedeschi con
“Il cuore della mia Africa”, un viaggio emotivo tra le ragioni e le complessità di una tra le zone più povere e problemati-
che del mondo. Il 19 giugno lo scrittore Graziano Turrini presenterà Veleni. La morte chimica in Brasile, per discutere
della poco conosciuta realtà dei prodotti chimici che ingabbiano la libertà agricola fino a sottomettere intere popolazioni
alla dipendenza da sementi e prodotti chimici ben studiati, politica cui partecipano anche succursali italiane. Chiuderà
la rassegna Alessandro Coppo con il suo “Birra. Il manuale definitivo dedicato alle persone normali”, per scoprire
l’essenziale sulle amate bionde (o ambrate, rosse, nere, ecc.) senza impazzire con tecnicismi da chimici della bollicina.
Dialogano con gli autori l’editor professionista Vania Russo e l’editore Andrea Tralli. L’evento è organizzato in collabo-
razione con la Gelateria Dolomiti (via Tezze, 13 - Feltre) e la libreria Walter Pilotto (via Tezze, 30 - Feltre).
Ingresso libero.
Contatti: info@theghostreader.it vania.russo@gmail.com info@pandaedizioni.it

Al Bar gelateria Dolomiti (Feltre)


Appuntamenti cicchetti e cultura
5 giugno - Autore: Gianluca Ascione - Titolo: Le canaglie del venerabile
Fine agosto 1938. Con una cerimonia solenne la cittadinanza trevigiana riceve la notizia del
viaggio di Mussolini nelle Tre Venezie, che prevede una tappa nella terra del Piave. Ma a fune-
stare l’evento si verifica la scomparsa della figlia di una delle famiglie più in vista della città. Ra-
pimento? Allontanamento volontario? Tragica fatalità? A indagare sul caso, che richiede una
rapida soluzione, viene inviato da Roma un ufficiale dei carabinieri, il capitano Sarelli, uomo do-
tato di “straordinarie capacità investigative e un’estrema riservatezza”, eppure protagonista di
comportamenti ambigui. Lungo l’impervio cammino legato all’indagine, una scia di morti sospet-
te rende sempre più oscura e confusa la vicenda, allargando a macchia d’olio la rete di perso-
naggi coinvolti e i loro ruoli all’interno del mosaico investigativo. Un’intricata matassa che ve-
de implicati, fra gli altri, uomini della Milizia, agenti antifascisti e fiduciari doppiogiochisti della
polizia segreta. Un thriller ambientato in una Treviso tiepidamente fascista, che tiene col fiato
sospeso e sorprende con ripetuti colpi di scena.
12 giugno - Autore: Gianpaola Tedeschi - Titolo: Il cuore della mia Africa
Cosa succede nella profonda Africa nel 2017? Come si vive, quali sono le problematiche vissu-
te sulla pelle degli abitanti? Gianpaola, che già̀ ci ha emozionati con il suo vissuto contenuto in
“L'Amore che resta”, torna a parlarci e a farci battere il cuore. Forte della sua esperienza perso-
nale, ha saputo compiere delle scelte importanti, che l'hanno portata a fare la volontaria in Afri-
ca, e a fondare con Giovanni il movimento Kukua Pamoja per l'aiuto diretto ed efficace alla po-
polazione senza spese di intermediazione. In questo libro ci racconta in modo chiaro e palpitan-
te le più disparate situazioni pratiche e concrete che si e trovata ad affrontare, in un libro veloce
e pieno di contenuto che non può̀ mancare di emozionare. Sono descritti anche i modi in cui
sono stati risolti alcuni problemi o sono in via di risoluzione. Leggendo i suoi racconti non si rie-
sce a non domandarsi cosa noi possiamo realmente fare per cancellare dal pianeta tutto que-
sto, e ci si rende conto pienamente di quanto poco siamo a conoscenza di ciò che si vive oggi
davvero nel continente africano. I proventi del presente libro andranno integralmente a Kukua
Pamoja, neanche a dirlo.
19 giugno - Autore: Graziano Turrini - Titolo: Veleni - La morte chimica in Brasile
Veleni. Veleni ovunque. Nella foresta brasiliana, nelle nostre case europee, nel nostro cibo ita-
liano... Veleni prodotti, perlopiù, dalle grosse multinazionali che hanno interessi nell'agricoltura,
nell'allevamento, nella produzione farmaceutica. Mostri finanziari che tendono a espandersi, ad
ampliarsi in continuazione, a fagocitarsi l'un l'altro. E tutto gira a loro favore finché alcune asso-
ciazioni non raccolgono le prove delle loro malefatte e decidono di denunciarle pubblicamente.
Allora scattano i meccanismi di difesa che, spesso, non sono molto legali e rischiano di colpire,
violentemente, gli innocenti se non fosse che… Tra Argentina e Brasile, tra Milano e Tokio, tra
Verona e il Nicaragua, ritornano alcuni dei protagonisti - il servizio segreto dell'ex Germania
dell'Est - e da un giovane hacker, faranno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alle multina-
zionali più odiate al mondo, tentando di porre fine alla scia di violenza da esse generata.
31 ATTUALITÀ

24 giugno - Autore: Alessandro Coppo - Titolo: Birra. Il manuale definitivo dedicato alle persone normali
Birra: la tua bevanda preferita, altrimenti non avresti preso in mano questo libro. Vorresti im-
parare le differenze tra una Weizen e una Bock? Ti sei sempre chiesto cosa diavolo sia una
“doppio malto”? Queste IPA così di moda... ma che significa la sigla “IPA”? Lo so, caro ami-
co di pinta: hai tentato di informarti sul web e sei annegato nell’oceano di informazioni che
t’hanno rovesciato addosso i mastri sapienti del luppolo. Ecco perché ho scritto questo ma-
nuale: qui troverai l’essenziale, tutto ciò che ti può essere utile conoscere sulle amate bionde
(o ambrate, rosse, nere, ecc.) senza impazzire con tecnicismi da chimici della bollicina. Un
po’ di storia, gli ingredienti, la lavorazione e soprattutto una piacevole descrizione dei princi-
pali stili di birra con relative differenze, qualche abbinamento gastronomico e tante conside-
razioni personali frutto di anni di lavoro dietro ai banconi dei bar. Perché́ io non sono un pro-
fessore dell’orzo maltato ma un barista, e come tale parlo e scrivo: semplice, chiaro e da
dietro un bancone. A te, persona normale desiderosa d’abbeverarsi alla gioiosa spina della
conoscenza senza paura d’esser bocciata, ho dedicato questo manuale.

ASTERISCO
La foto di copertina
Foto scattata qualche anno addietro a Pian de Coltura in Comune di Lentiai dalla nostra abbonata di Pedavena Maria
Stimpfl. Più precisamente la foto è stata scattata con una Nikon Coolpix L16 il 10 maggio 2011 alle ore 16 e ventotto
minuti circa, Iso = 64, Nr. F = 3,2, tempo di esposizione 1/544 s. L’immagine ci offre un prato imbiancato dalla fioritura
del narciso, fiore di cui diamo qui di seguito alcune note esplicative.
Narciso Selvatico. Narcissus poeticus L. Descrizione Spettacolari sono le fioriture che si osservano in aprile e mag-
gio nei pascoli montani dove la specie è presente e talora abbondante. I fiori sono generalmente unici e portati da uno
stelo fiorale alto 20-50 cm. Essi sono grandi 4-6 cm ed hanno petali bianchi con un corona cilindrica centrale (paraco-
rolla) corta, gialla con bordo rosso-aranciato. La pianta ha foglie basali lineari allungate e bulbo sotterraneo che si trova
anche a 20 cm di profondità̀ nel terreno. Ambiente Vive nelle boscaglie, nei prati e nei pascoli montani e tra gli 800 e i
1600 m di quota. Sul Monte Baldo è talora molto abbondante, ma solo nella parte più meridionale della catena. Curio-
sità̀ Il bulbo della pianta è tossico! La salvezza di questa specie, raccolta con molta intensità̀ per le feste primaverili,
sta nella profondità̀ del bulbo, che non viene danneggiato quando il fiore viene colto. Molte varietà̀ derivate dalle specie
spontanea sono coltivate nei giardini e da esse si ricava un’essenza usata in profumeria. Secondo la leggenda questi
fiori nacquero dal sangue di Narciso: il bellissimo giovane innamorato della propria immagine riflessa nell’acqua di una
fonte, che si uccise per il dolore di non poterla avere. Il nome Narciso deriva dal greco “narké” che significa “stordimen-
to, sonno” in riferimento all’azione narcotica del penetrante profumo.
In Cina il narciso simboleggia felicità e prosperità, ma, secondo diversa interpretazione, può anche ricordare
l’immagine del sole, come riportato nel Cantico dei Cantici. Per altri è simbolo di amore eterno (da parte di Dio), di bel-
lezza, di purezza, di fertilità.
Specie che gode di alta protezione in varie regioni e/o province italiane, in base a normative specifiche di tutela.
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