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Quindicinale Editrice ASD Ponte Tegorzo

Anno XLIV

31.03.2022
Numero

765

PACE - pag. 1
Note biografiche Beata Suor Costanza - pag. 2
10 anni di Natale ad Alano di Piave - pag. 8

Auguri di Buona Pasqua!


Chiuso in redazione il 21.03.2022 - Prossima chiusura il 11-04-2022
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Tassa Pagata/Taxe Perçue/Ordinario - Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - Aut. n° 0055/2021 del 15/01/2021 - Stampe in regime libero - DCB BL
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Tegorzo, Via Nazionale, 25 - 32031 FENER-ALANO DI PIAVE. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Tristano Dal Canton, Ivan Dal Toè, Antonio
Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Andrea Tolaini.
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gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: BAR “DA RICCI” - Alano; BAR JOLE - Fener; CARTOLIBRERIA SCHIEVENIN ALBERTINA - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero;
BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 ATTUALITÀ
2 PERSONAGGI

Beata Suor Costanza: note biografiche


Agnese Panas nacque ad Alano di Piave (BL) il 5 gennaio 1896 (nella
foto, scattata da Francesca Rech, la casa natale fra i due portici), da
Antonio Benvenuto Panas e da Maria Biasotto; essendosi i genitori tra-
sferiti in America per lavoro, Agnese fu affidata allo zio sacerdote don
Angelo e ad Onorina una nutrice che le fece da mamma; venne educa-
ta presso le Suore Canossiane a Feltre e poi nel 1910, quando ritorna-
rono i genitori, nel Collegio S. Alvise a Venezia, frequentando l’Istituto
Statale “Niccolò Tommaseo”. Le Canossiane non avendo all’interno
l’intero corso di studi, erano costrette a mandare le alunne alle scuole
pubbliche. La libertà che si godeva nella scuola pubblica, nella quale
entrava per la prima volta, la trovò forse impreparata e ne rimase stor-
dita; non si trattava più della scuola delle suore, pulita, ordinata, esente
dai fermenti irredentisti che cominciavano a serpeggiare nella zona, ma
di una scuola anonima, chiassosa, spesso indisciplinata e percorsa dal laicismo. Anche Venezia era investita dal-
la famosa “neutralità” della scuola laica, cioè il diritto di allevare i figli al di fuori di qualsiasi influsso religioso;
nell’Istituto frequentato da Agnese Panas, gli studenti potevano procurarsi con eccessiva libertà libri e pubblica-
zioni di ogni genere, a scapito dello studio e della loro formazione morale. Agnese che definirà queste scuole
“corrottissime”, ne approfittò per soddisfare il suo desiderio e capacità di leggere di tutto. Fu per lei un periodo
“particolare” soprattutto dopo aver conseguito il diploma, indulgeva con la moda del tempo, a quelle letture “au-
daci” per quell’epoca, fiori a confronto di quelle di oggi, e ad una certa superiorità che la allontanava dalla gente,
da cui lei stessa proveniva. Divenne maestra a Conetta (VE) con grande entusiasmo; dopo altri turbamenti, in-
contrò nel 1914 a Cona un zelante sacerdote, l’oblato Luigi Fritz che con i suoi incontri, consigli, direzione spiri-
tuale, la riportò a riprendersi immediatamente dalle sue frivolezze, anche se Agnese confessò di non essere mai
venuta meno ai suoi doveri religiosi e morali; tuttavia in riparazione di alcuni suoi scritti di carattere profano, fece
il famoso “voto della penna” promettendo solennemente di non scrivere, in tutta la vita, che per Gesù e di Gesù.
Superate tante lotte interiori ed esterne, rinunziò all’insegnamento ed espresse il desiderio di farsi suora e su
consiglio di padre Fritz, che l’aveva conosciute durante delle predicazioni, voleva entrare fra le Clarisse Cappuc-
cine di Fabriano, la celebre città della carta pregiata e con cui aveva instaurato un epistolario. Ma la famiglia
scettica ed ironica si oppose e lei non riuscendo ad ottenere il consenso dei genitori e dello zio Angelo sacerdote,
d’accordo con padre Fritz, che l’accompagnò, fuggì da casa ed entrando l’11 ottobre del 1917 nel convento di
Fabriano; il 18 aprile 1918 vestì l’abito delle Cappuccine, emise la professione religiosa, cambiando il nome di
Agnese in quello di Maria Costanza. Giovane professa, era lieta di compiere i servizi più umili, guardarobiera,
giardiniera, cuciniera. A 31 anni venne eletta maestra delle novizie e nel 1936 badessa, ufficio che esercitò per
16 anni continui. Fece, oltre i tradizionali voti religiosi di povertà, ubbidienza e castità, altri tre con i quali si impe-
gnò a “un totale abbandono in Dio”, al “dono della sua vita per le anime” e a quello di “scegliere sempre quello
che avrebbe giudicato più perfetto”. Aveva il dono della scrittura, oltre quello di poetessa e pittrice; scrisse un
preziosissimo trattato di ascetica: “Venite, ascendamus ad montem Domini”, come pure i “Vangeli delle Religio-
se” e “I dodici mesi dell’anno della religiosa”, ha lasciato ben 88 libricini di carattere ascetico, tutti scritti a mano in
46 anni, con una grafia impeccabile e senza nessuna correzione; alcuni sono stati stampati, altri sono conservati
con venerazione nell’archivio delle Monache Clarisse Cappuccine di Fabriano. Guidò con delicata e illuminata
fermezza, i sacerdoti che le si rivolgevano nei momenti di crisi e che le venivano inviati da mons. Tarulli, suo di-
rettore spirituale straordinario. Non mancarono anche le sofferenze dello spirito, come avviene in tutte le anime
elette e per lei che aveva consolato tanti, non si trovò chi lo facesse, “Mi pare di essere un oggetto stomachevole
e schifoso agli occhi di Gesù, mi pare che Egli mi rifiuti continuamente e mi mandi lontana da sé”. Intorno agli
anni ’50 cominciò per madre Maria Costanza la sofferenza fisica, cominciata con il calo della vista e con una
pleurite ostinata, accompagnata da una febbricola continua, che la costringeva spesso a letto. Con l’aiuto dei
medici e delle medicine, andò avanti ma senza lavorare come un tempo, nel 1959 fu colpita da artrite deformante
e progressiva alle mani, ai piedi ed alle braccia, accompagnata da una forte asma bronchiale; il 19 febbraio 1960
una crisi più forte la costrinse a letto, da dove non si rialzò più e per lei si unirono saldamente le due assi della
croce – il dolore e l’amore – divenendo più fecondi, perché l’uno era portato dall’altro, “Amore redentivo ed espia-
torio”. Disse alle sue suore, di cui era ancora badessa, alla fine del primo anno del suo stare a letto, di recitare un
“Te Deum” di ringraziamento e “però chiedete anche a Dio che tolga a voi la croce della mia presenza”. Arrivava-
no in quel maggio del 1963, le notizie della morte di padre Fritz a Padova, da Gubbio la morte della sua Vicaria,
da Roma la grave malattia e l’agonia di papa Giovanni XXIII; a tale notizia offrì la sua vita per il Concilio Vaticano
II. E il 28 maggio dopo aver disposto gli incarichi del giorno alla Vicaria di Fabriano, si assopì con accanto una
suora e verso le 11 passò dal sonno alla morte, dopo tre anni e tre mesi di grave malattia a letto. La città di Fa-
briano, partecipò affollando la chiesa e con tutto il clero partecipò ai funerali della “monaca veneta”, anche se
molti non l’avevano mai vista, essa era diventata una di loro. I suoi resti furono traslati nel 1977 nella chiesa del
monastero e il 10 ottobre 1983 iniziò nella Curia di Fabriano, il processo per la sua beatificazione, che proseguì a
Roma presso la competente Congregazione.
Autore: Antonio Borrelli - http://www.santiebeati.it/dettaglio/91406
3 ASTERISCO

La foto di copertina
(M.M.) La composizione floreale di questa copertina è merito dello sguardo attento dI Dina Mazzier, di Alano,
che nell’effettuare una breve passeggiata ha colto questi splendidi esemplari di Ellebori e ne ha condiviso le
foto con noi de “Il Tornado”. Ecco, di seguito, il suo messaggio: “Oggi ho fatto una piccola escursione in Valle di
San Lorenzo, ho percorso il sentiero da poco ripulito da alcuni volontari di Alano. Notevoli i fiori che ho visto e
fotografato, se non sbaglio della famiglia delle "Rose di Natale". Condivido alcune foto, se possono essere
interessanti per i vostri futuri numeri del Tornado. A disposizione per ulteriori informazioni, un saluto, Dina
Mazzier”. Le foto sono davvero molto belle e mi sono piaciute talmente da sceglierle per questa copertina d’inizio
primavera, accompagnandole con alcune brevI spiegazioni sul tipo di fiori ritratti. Grazie a Dina per avere
condiviso le immagini che ci hanno dato il destro per rinfrescare le nostre cognizioni botaniche e per ricordarci
che il nostro ambiente è fra i più belli e merita uno sguardo attento ed una cura rispettosa per preservarlo al
meglio per noi, adesso, e per le generazioni che poi verranno.
Note botaniche.
La rosa di natale è una specie a distribuzione prevalentemente centroeuropea presente, con due sottospecie,
lungo tutto l'arco alpino salvo che in Valle d'Aosta e Liguria. Cresce nel sottobosco di pinete e faggete, molto più
raramente in boschi submediterranei, su suoli ricchi in humus e su substrati calcarei, con optimum nella fascia
montana. Nell'area di studio (Parco Dolomiti NdR) è molto rara; all'interno del Parco è stata scoperta solo
recentemente nel corso di una tesi di laurea (Enrico De Martini) in una faggeta a 1300-1400 m, sulle pendici sud-
ovest del Pizzocco nel bacino della Val Scura (Val Cavallèr); all'esterno del Parco è relativamente frequente sulle
Prealpi (Massiccio del Grappa, anche in Valle di Seren, e al Passo di San Boldo). La pianta contiene glicosidi
cardioattivi, fra cui l'elleborina che la rendono altamente tossica sia per gli uomini sia per gli animali. Il nome
generico è di etimologia incerta: potrebbe derivare dal semitico “helebar” che in greco designava una pianta
usata contro la follia, oppure dal greco “helein” (far morire), per la velenosità di tutte le specie, oppure ancora dal
fiume greco Hellèboros che attraversa la città di Antkyra, dove nell'antichità si utilizzava una pianta simile contro
la pazzia; il nome specifico in latino significa 'nero', per il colore scuro del rizoma o più probabilmente per il fatto
che la pianta annerisce in erbario. Forma biologica: geofita rizomatosa. Periodo di fioritura: novembre-aprile.
http://dryades.units.it/dolomitibellunesi/index.php?procedure=taxon_page&id=991&num=3870
L'elleboro comune è una specie a distribuzione europeo-subatlantica presente in tutte le regioni dell'Italia
settentrionale (dubitativamente in Valle d'Aosta) e in Toscana.
Cresce nelle quercete, in boschi misti di latifoglie decidue, anche in
faggete termofile aperte, su suoli freschi e profondi, dalla fascia
submediterranea a quella montana inferiore. Nell'area di studio è
frequente in boschi freschi di latifoglie, a volte anche in prati
sfalciati, fino alla fascia montana inferiore; è più rara a quote
maggiori in prati falciabili abbandonati e scompare
progressivamente nei settori interni; le nostre popolazioni sono
state spesso identificate, da autori di provenienza orientale, come
Helleborus odorus W. & K., ma tale interpretazione non consente
una netta distinzione rispetto a H. viridis; pertanto, in accordo con
recenti studi (Cristofolini, 1986), si ritiene di poter attribuire a
un'unica entità tutte le popolazioni del territorio, nonostante la
rilevante variabilità morfologica. La pianta contiene un alcaloide
tossico, l'elleborina.
http://www.grupponaturabellunese.it/vegetazione-bellunese.html

Foto di
Dina Mazzier
4 ATTUALITÀ

18 marzo: Giornata in memoria delle


Vittime dell’epidemia da covid
I dati. Ad oggi i decessi covid nel territorio dell’Ulss Dolomiti, da inizio emergenza, sono
722. I grafici sotto riportati rappresentano il numero di decessi per anno e per fascia d’età
e per genere. In particolare, il grafico evidenzia come la campagna vaccinale, a partire dal
2021, abbia ridotto in modo significativo la mortalità per covid.

L’eccesso di mortalità riportato, indicato nella


colonna “variazione”, è attribuibile a questo
evento epidemico straordinario.

«E’ molto importante analizzare i dati epidemiologici covid tra i quali la mortalità, evidentemente, ha
un’importanza particolare. A tale proposito, i numeri evidenziano, pur nella loro pesante rilevanza, che grazie al
duro lavoro e al buon comportamento di cittadini e Istituzioni, nel nostro territorio abbiamo avuto un impatto più
contenuto della pandemia» commenta Sandro Cinquetti, direttore del Dipartimento di Prevenzione
«Un pensiero per tutte le persone morte di covid e per le loro famiglie, che non hanno potuto vivere in presenza il
difficile momento del distacco. I nostri professionisti si sono impegnati, oltre che nella cura, nell’accompagnare le
persone decedute in ospedale con affetto e partecipazione». commenta il direttore generale Maria Grazia Carra-
ro «Il risultato di un incremento di mortalità inferiore alla media, pur con una popolazione con un indice di vec-
chiaia più elevato, dimostra l’efficacia della gestione dell’emergenza covid nella nostra provincia fatta
dall’impegno quotidiano non solo della sanità ma anche da tutte le Istituzioni, la medicina di famiglia e le farma-
cie, le forze dell’ordine, il tessuto economico, il mondo della scuola e dell’associazionismo e i volontari che hanno
saputo fare squadra in modo corale. Facciamo tesoro di questa esperienza, anche per onorare la memoria delle
vittime. Quanto abbiamo vissuto in questi due anni ci deve aiutare ad affrontare questa ulteriore fase con la re-
sponsabilità per il bene comune che ha contraddistinto questo periodo». Belluno, 18 marzo 2022
5 CRONACA

Nozze di diamante
in casa Mazzier
di Sandro Curto
Era il 25 gennaio 1962 quando, nella chiesetta di Colmirano,
venne celebrato il matrimonio fra Lucia Licini e Domenico
Mazzier. A distanza di sessant’anni i due sposi, nostri affezionati
abbonati da parecchi decenni, hanno festeggiato il traguardo del-
le nozze di diamante con una S. Messa nella parrocchiale di
Alano e un pranzo al ristorante “da Bastian” di Pederobba alla
presenza dei figli Renata, Irma e Sandro, di parenti e amici. En-
trambi i momenti sono stati allietati dal canto del nipote di Lucia,
Domenico Tessaro. Domenico Mazzier, classe 1937, è stato a
lungo in Svizzera e, al rientro ad Alano, ha lavorato per il Comu-
ne di Alano, per l’IMA Ferroli e per la Cementi Piave. E’ stato
una presenza attiva in molte associazioni di volontariato locali
come i Fanti, gli Ex Emigranti, la banda comunale e l’Auser.
Felicitazioni dalla Redazione!

LIBRI

Nuovo libro di Marcello Meneghin


Degli intricati misfatti
per Artemisio
Dopo Il guardiacaccia, un giallo ambientato in montagna, Marcello
Meneghin dà alle stampe un libro di undici racconti, tutti incentrati sul-
la figura di Artemisio l'investigatore.
Sono tante storie, tanti spaccati di vita quotidiana dove i furbi tentano
di imbrogliare chi è sprovveduto, o semplicemente chi non è abituato
a guardarsi dai malfattori.
Un'agenzia immobiliare impegnata in pratiche oscure; uno strano inci-
dente automobilistico; un intelligente sensale di animali da pascolo al-
le prese con un concorrente sleale; una grossa rapina in piazza San
Marco, che vede attori protagonisti dei furbi criminali; una villa vendu-
ta due volte a due ignari compratori; questi e altri episodi tengono il
lettore sul filo della tensione e desideroso di vedere puniti i colpevoli e
risarciti i danneggiati.
Artemisio è lì per questo, quasi un deus ex machina capace di ribalta-
re situazioni disperate che sembrano irrisolvibili.
L'investigatore privato sa quasi immediatamente cogliere nel segno.
Per un intuito incredibile e per l'esperienza accumulata negli anni delle
cose del mondo, e delle sue storture.
Un libro breve, di facile lettura, grazie alla semplicità e precisione di
scrittura di Marcello Meneghin, che regala momenti di piacere e di ri-
flessione.
https://www.amazon.it/intricati-misfatti-risolti-brillantemente-Artemisio/dp/886949554X

Rinnovo e codice
(M.M.) Conoscere il vostro codice abbonato, quando ci concedete
la fiducia di un Vostro rinnovo, per noi è molto importante perché
facilita la gestione del data base dei lettori. Lo ricordiamo ancora
assieme al suggerimento di conservare l’etichetta indirizzo, che
già contiene il codice abbonato ed il numero che indica fino a
quando riceverete il periodico. Grazie.
P.S. L’abbonamento dura 15 numeri.
6 ATTUALITÀ

Giornata mondiale prevenzione obesità e sovrappeso


Il 4 marzo 2022 è stata la giornata mondiale per la prevenzione dell’obesità e del so-
vrappeso, un fattore di rischio che in Italia riguarda il 41% della popolazione. Quale in-
cidenza sul nostro territorio? I dati raccolti nell’ambito del progetto Passi rilevano per
l’Ulss1 Dolomiti una situazione migliore rispetto al valore nazionale. In Ulss1 Dolomiti il
39% della popolazione (tra i 18 e 69 anni) si trova in una situazione di eccesso ponde-
rale (di cui il 30% si trova in condizione di sovrappeso e il 9% in condizione di obesità) e questa percentuale risul-
ta sostanzialmente stabile negli anni. L’eccesso ponderale è più frequente con l’avanzamento dell’età, negli uo-
mini e nelle persone con basso titolo di studio o con difficoltà economiche. Sovrappeso e obesità rappresentano
un fattore di rischio per l’insorgenza di altre malattie. Tra le persone affette da eccesso ponderale, infatti, il 35%
dichiara di avere il colesterolo alto, il 32% di essere iperteso, il 4% di essere diabetico, il 2% di aver avuto un
pregresso infarto del miocardio. L’11% è affetto invece da malattie respiratorie. Quale autopercezione del proprio
peso? Nell’Ulss Dolomiti si osserva un elevato accordo tra percezione del proprio peso negli obesi (93%) e nei
sottopeso-normopeso (83%); tra le persone in sovrappeso invece, il 37% è convinta di avere un peso “più o me-
no giusto”. Per le persone che si trovano in questa condizione chiedere quindi consiglio all’operatore sanitario è
importante: il 46% ha infatti ricevuto il consiglio di perdere peso, il 41% di praticare attività fisica mentre il 23% di
seguire una dieta. E i bambini? Anche i bambini possono essere affetti da eccesso ponderale, in particolare in
Ulss1 Dolomiti il 22% si trova in una situazione di sovrappeso e il 4% in condizione di obesità. Al contrario di
quanto accade negli adulti, la percentuale del sovrappeso tra i bambini risulta in aumento. I dati raccolti ci dimo-
strano che quando almeno uno dei genitori è in condizione di sovrappeso, il 26,2% dei bambini risulta in sovrap-
peso e il 3,8% obeso, quando invece almeno uno dei genitori è obeso il 35,6% dei bambini si trova in sovrappeso
e il 6,7% è obeso. Per quanto riguarda la percezione di questo fattore di rischio nei genitori, si rileva che il 38,5%
delle madri di bambini sovrappeso e l’8,3% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio bambino sia normo-
peso o sottopeso.
Alcune iniziative per contrastare l'obesità. Nelle scuole dell'infanzia e primarie è attivo il progetto "Corro lon-
tano perché mangio sano", un programma rivolto ai bambini che intende promuovere corrette abitudini alimentari
e sensibilizzare all’attività motoria. Attualmente sono iscritte 8 classi dell'infanzia e 46 classi della primaria, spar-
se su tutto il territorio provinciale. Presso il Comune di Sedico sono attive 4 linee di Pedibus, in collaborazione
con l'ULSS1 Dolomiti, per accompagnare i bambini delle scuole primarie. Le Palestre della Salute offrono ai por-
tatori di patologie croniche (come l’obesità) la possibilità di effettuare pratica sportiva in palestre specializzate do-
ve operano professionalità specifiche e con il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato.
I consigli per uno stile di vita sano. Lo stile di vita è un aspetto fondamentale, il 20% delle persone in sovrap-
peso e il 23% delle persone con obesità dichiara di essere sedentario, mentre il 16% delle persone in sovrappe-
so e il 14% delle persone con obesità segue una dieta per perdere o mantenere il proprio peso.
Quali consigli per uno stile di vita sano?
Fare movimento: fare le scale e non prendere l'ascensore, lasciare l'auto distante dal luogo di lavoro, o
ancor meglio prendere i mezzi pubblici (anche per un minor impatto ambientale) e scendere ad una fer-
mata prima di quella prevista; fare attività fisica strutturata, che equivale a 150 minuti di attività fisica ae-
robica d'intensità moderata alla settimana oppure un minimo di 75 minuti di attività vigorosa, compresi
esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte alla settimana.
Limitare il consumo di zuccheri e grassi saturi: il dolce occupa il vertice nella piramide alimentare, questo
significa che il consumo di dolci deve essere saltuario. Stessa cosa vale per la carne rossa, da non con-
sumare più di 1-2 volte alla settimana.
Consumare almeno 8 bicchieri di acqua al giorno e non bibite gassate.
Consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, di stagione: assumere verdura ai pasti, meglio
come antipasto, ci aiuta ad avere un maggior senso di sazietà, apporta fibre e aiuta il transito intestinale,
oltre ad apportare vitamine e sali minerali.
Consumare vari tipi di cereali (pane, pasta, riso, ma anche altri cereali), meglio se integrali. Non demo-
nizziamo pane, pasta, riso: nelle giuste quantità, non fanno ingrassare!
Includere i grassi nella nostra alimentazione per il 30%, non evitiamoli, quindi! Usiamo grassi di origine
vegetale, come l'olio extravergine d'oliva, non le margarine. Concediamoci qualche noce, nocciola, man-
dorla, meglio al mattino: apportano grassi "buoni", che contrastano il colesterolo "cattivo" o LDL, proteine
vegetali, sali minerali, fibre e danno sazietà.
Bilanciare le proteine: oltre a due porzioni quotidiane di latticini (latte e yogurt), che aiutano a mantenere
sane le ossa, grazie al contenuto di calcio e fosforo, settimanalmente assumiamo 2-3 porzioni di carne
magra (pollo, tacchino, coniglio), 2-3 porzioni di pesce, 1-2 porzioni di formaggio, 1-2 porzioni di uova, ma
anche 2-3 porzioni di legumi, che apportano fibre e proteine vegetali.
Moderare il consumo di alcolici: oltre ad apportare ben 7 calorie per grammo (quasi come i grassi!), con-
tengono zuccheri residui.
Abituiamoci tutti ad uno stile di vita sano, ad un'alimentazione Mediterranea, seguendo le indicazioni della pira-
mide alimentare, dando il buon esempio a tavola ai nostri figli: togliamo bibite gassate, limitiamo il consumo di sa-
le (quel poco da usare, scegliamolo iodato) e a pranzo e a cena sempre di accompagnamento una bella ciotola
di verdura oppure ortaggi. E "dulcis in fundo", un bel frutto di stagione! Belluno, 4 marzo 2022
7 ASTERISCO

Seconda edizione per


le
Poesie
di Alessandro Bagatella
(A.B.) Rendo noto agli amici che non avevano potuto procurarsi la copia della
raccolta a causa dell’esaurimento della prima stampa che nei giorni scorsi è stata
approntata una ristampa delle poesie.
Come per la prima edizione il libro sarà reperibile, fino ad esaurimento, in edicola
a Quero, al Chiosco Bar di Schievenin e chiedendolo direttamente al sottoscritto
Alessandro Bagatella.
Ringrazio quanti hanno acquistato ed hanno elogiato la mia opera.

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Il ricavato, detratte le spese, sarà devoluto in beneficenza.

Con un’offerta di 10,00 € si potrà scorrere una parte del Dove trovare il libro
mondo interpretato secondo il prisma di Alessandro, Edicola Quero
ridendo con lui o prendendo spunto dalle sue riflessioni Bar H Schievenin
sulla vita, l’ambiente, il ruolo del proprio passato. aperto Sabato/Domenica
Coperte le spese, il ricavato sarà devoluto in beneficenza Alessandro Bagatella

In questo momento la risposta più efficace è rappresentata dalle donazioni in denaro attraverso le
quali sostenere i progetti della nostra diocesi, delle Caritas Ucraine e dei paesi confinanti. Chi desidera
può contribuire all’emergenza con donazioni attraverso i canali della Caritas diocesana:
bonifico bancario (intestato a Caritas – Diocesi di Padova) presso: Banca Etica filiale di Padova
IBAN: IT58 H050 1812 1010 00011004 009, causale: emergenza ucraina.
Bollettino postale sul conto n° 102 923 57 (intestato a Caritas diocesana di Padova), causale:
emergenza ucraina.
Per usufruire della detrazione si può fare la donazione all’associazione Adam Onlus tramite bonifico
presso Banca Intesa San Paolo IBAN: IT 23 O030 6912 1691 0000 0002 280. Nella causale si inserisca:
donazione liberale per accoglienza ragazzi in Seminario da parte di (Nome Cognome + codice fiscale).
8 CRONACA

I 10 anni di Natale ad Alano di Piave


Da ormai 10 anni Alano si veste a festa allestendo presepi su tutto il Comune.
Si parte dal Borgo di San Vittore che si trasforma durante il periodo natalizio, addobbando cortili, vie e la chieset-
ta di Presepi; alcuni artigianali e prodotti da persone locali. Ogni anno chi allestisce cerca di “sbizzarrirsi”, cer-
cando di non far mai nulla uguale all’anno prima e se possibile inserendo sempre qualche novità, e lasciando la
fantasia scorrere senza limiti creando delle vere e proprie opere d’arte. Per passare in Piazza Martiri con il famo-
so e stupendo Presepe Subacqueo divenuto un pilastro del Natale alanese da quasi un ventennio. Presepe che
fu costruito da Piero Piccolotto, pezzo dopo pezzo, aggiungendo sempre novità di anno in anno finché ha potuto.
Allestito quest’anno, in sua memoria per volontà di amici e famigliari, in seguito alla sua scomparsa.
Anche le chiese del Paese si sono addobbate sfoggiando il loro presepe artistico:
nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio ad Alano il presepe è stato allestito nell’entrata del campanile,
a causa dei lavori di restaurazione presenti all’interno della chiesa;
nella Chiesetta di San Giacomo nella frazione di Colmirano;
nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Ulderico nella frazione di Campo.
Quest’anno la novità sono stati i “Presepe di
strada”, allestiti grazie all’iniziativa di alcuni
abitanti di Campo sui “zoc” degli alberi tagliati
il lungo la Via della Rimembranza che colle-
ga le frazioni di Colmirano a Campo, che ha
suscitato molta curiosità.
Non ci abitueremo mai alla folta partecipa-
zione, che ha fatto registrare durante tutte le
giornate festive, ma anche infrasettimanali,
un via vai continuo di visitatori durante tutto il
periodo della rassegna.
Ci ha fatto molto piacere anche la visita dei
bambini delle scuole di Alano che sono stati
avvistati fare un giro dei Presepi a San Vitto-
re, ed entusiasmarsi di fronte ai vari presepi.
La Pro Loco vuole ringraziare tutti i volontari che hanno aiutato nell’allestimento dei presepi nel Borgo di San Vit-
tore; tutte le persone che si sono prese l’onere di allestire i Presepi nel Comune.
Si ringraziano, infine, tutte le persone che sono passate, i cui commenti sono sempre stati positivi ed entusiasti.
Questo ci invoglia a continuare, di provare sempre a migliorarci e cercare la novità.
Vi aspettiamo l’anno prossimo!! La Pro Loco di Alano di Piave
9 ATTUALITÀ

Da Ezio: che pizza!


La rivista “LA CUCINA ITALIANA” dedica un servizio di sei pagine
a Denis Lovatel, pizzaiolo di Alano di Piave.

(M.M.) Sei pagine per raccontare la storia di Denis Lovatel e cercare di spiegare il successo della sua cucina e
delle sue pizze, della sua pizzeria che risulta classificata come 23esima tra le migliori cinquanta al mondo, che
adesso ha aperto anche a Milano, in via Statuto. Il servizio della patinata rivista tesse le lodi di Denis e illustra al-
cune delle sue ricette. Per leggere il servizio procuratevi il numero di febbraio della rivista “La Cucina Italiana –
dal 1929 il mensile di gastronomia con la cucina in redazione”.
Se siete soci della biblioteca grazie alla tessera e all’adesione al servizio Mlol potete reperire, gratuitamente, la
rivista online.Informatevi in biblioteca. Che aspettate?

Comune di Quero Vas


Parzializzazione illuminazione pubblica
Si avvisa che dal giorno 21 marzo 2022 si provvederà a parzializzare i
punti luce dell’illuminazione pubblica per far fronte all’emergenza au-
mento costi dell'energia elettrica.
Notizia pubblicata su “Municipium” in data 18.03.2022

Alla Locanda Solagna di Vas


Incontri d'arte: cibo per il corpo, cibo per il cuore
Quando le passioni si incontrano capita che nascano nuove idee, così Andrea Riboni, appassionato d’arte, ha
creato all'interno di Locanda Solagna un piccolo spazio espositivo e una serie di incontri di approfondimento a
tema artistico. Il primo incontro sarà sabato 9 aprile attorno alle 18.00, seguirà una cena a tema, con piatti
creati su misura, che saranno in degustazione solo in quella serata.
Francesco Guerra., Sarà il primo artista della rassegna, la cui conoscenza sarà possibile grazie al racconto di
Marco Bellotto, collezionista, grandissimo appassionato d'arte, amico personale dello scomparso artista.
Piatti su misura, edizione limitata. In occasione di questi incontri ci sarà la possibilità di assaggiare delle creazioni
uniche, che lo chef preparerà per l'occasione e non ripeterà più. Perché l'arte chiama arte.
Artista Veneto, non solo veneto, ma addirittura nato a Quero, Guerra ha espresso la sua arte attraverso le tecni-
che più disparate.
10 CRONACA

Al Pescatore di Pederobba
Alessandro Preziosi, cliente d’eccezione
Segnalazione di Andrea Tolaini
Sembrava un sabato qualsiasi quello del 05 marzo scorso, quando nel-
la trattoria “Al Pescatore” è entrato un avventore per il quale Loris Gre-
golon, gestore del locale con il fratello Ravel Almenar Ramirez, ha no-
tato un’aria familiare, con la sensazione di averlo già visto. Al momento
dell’esibizione del green pass la conferma: era Alessandro Preziosi, af-
fermato attore televisivo, teatrale e cinemato-
grafico. Una persona molto simpatica, socievo-
le e con il quale Loris ha intrattenuto una breve
conversazione e uno scambio di battute. Ales-
sandro Preziosi si è informato sulla situazione
attraversata dal nostro abbonato in questo dif-
ficile momento lavorativo, interessandosi an-
che delle sue origini. Loris gli ha parlato della famiglia, della madre Raquel, che Ales-
sandro Preziosi ha omaggiato con una dedica autografata. La sua sosta, in un viaggio
per lavoro verso Fiera di Primiero, è stata merito delle positive recensioni che il locale “Al
Pescatore” ha collezionato in rete. Di qui la scelta di fermarsi da parte del noto attore.
Una gradita sorpresa per Loris e Ravel. Del passaggio di Alessandro Preziosi resta la fo-
to scattata in compagnia di Loris e la dedica speciale per Raquel. Un sabato davvero speciale!
Chi è Alessandro Preziosi. Nato il 19 aprile 1973 a Napoli, Alessandro Preziosi, dopo aver terminato
gli studi classici, si laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti presso l'Università Federico II. Inizialmente in-
traprende proprio la strada della magistratura, divenendo assistente di diritto tributario all'Università di Salerno.
La notorietà arriva nel 1996, quando un ventitreenne Alessandro, sotto il nome Axel Preziosi, si presenta e vince
il varietà di Rai 1, Beato tra le donne, condotto da Bonolis. Decide in seguito di intraprendere una carriera nel
mondo dello spettacolo e debutta a teatro, a cui segue lo studio all'Accademia di Filodrammatici di Milano. Nel
1999 arriva anche l'esordio in TV con la soap opera Vivere, in cui militerà fino al 2002, e con la miniserie Una
donna per amico 2. Nel frattempo continuano gli impegni a teatro. Il successo per Preziosi arriva nel 2003,
quando viene messa in onda la serie Elisa di Rivombrosa nei panni del conte Fabrizio Ristori, per il quale si ag-
giudica il Telegrolla e il Telegatto come personaggio maschile dell'anno. Da allora ha collezionato un gran nume-
ro di successi come attore di teatro, cinema e televisione, ma anche come musicista.
Tratto da: https://www.comingsoon.it/personaggi/alessandro-preziosi/133022/biografia/

Accesso con prenotazione online


per il centro prelievi di Fener di Alano di Piave
dal 7 aprile 2022
Come già introdotto per altri centri prelievi dell’Ulss Dolomiti e con l’obiettivo di rendere più
agevole l’accesso ai cittadini, le analisi del sangue anche al centro prelievi di Fener saranno
prenotabili online dal sito www.aulss1.veneto.it. E’ possibile prenotare già da ora con date
disponibili per il prelievo a partire dal 7 aprile. Per la prenotazione online basterà:
 accedere al sito www.aulss1.veneto.it e cliccare sul bottone “Sportello Online”;
 cliccare sul bottone “Prenotazioni Laboratorio Analisi”;
 scegliere il centro prelievi e la data dell’appuntamento e seguire le indicazioni date a schermo.
Al termine della procedura sarà inviata una mail di conferma e il codice QR da stampare o salvare nel telefono e
da portare con sé il giorno del prelievo. Se si vuole annullare l’appuntamento, basterà cliccare sul link inviato
nella mail ricevuta. Si ricorda che dopo aver effettuato la prenotazione sarà necessario depositare l’impegnativa,
esclusivamente dal giovedì al martedì antecedente alla data del prelievo presso uno dei seguenti spazi dedicati:
Farmacia di Quero; Farmacia di Alano di Piave; Distretto di Fener; Ex Municipio di Vas
La prenotazione telefonica rimarrà sempre disponibile chiamando il CUP al numero 800 890 500 dal lunedì al
venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle 8.00 alle 12.00. Si invita la cittadinanza ad utilizzare l’opportunità di
prenotare online per facilitare l’accesso e per migliorare anche i tempi di risposta del CUP per le prestazioni non
prenotabili online. Per ulteriori informazioni scrivere a: urp.fe@aulss1.veneto.it per il distretto di Feltre
Belluno, 16.03.2022
11 ASTERISCO

Le leggende delle Dolomiti


nell’affresco di Walter Resentera a Pedavena
di Loris Curto
Walter Resentera nacque a Seren del
Grappa il 9 febbraio 1907. A seguito
del trasferimento a Pedavena, la fa-
miglia entrò in amicizia con quella di
Giovanni Luciani, allora uno dei titola-
ri della fabbrica di birra "Pedavena".
Walter Resentera si diplomò ragionie-
re, ma dopo il servizio militare si de-
dicò alla pittura che sentiva come la
sua vera vocazione. Lavorò nel cam-
po dei manifesti pubblicitari e
dell’illustrazione. Particolarmente si-
gnificativa fu la sua attività nella pittu-
ra murale ad affresco, a tempera ed a
mosaico. Realizzò affreschi al Mini-
stero dell'Aeronautica a Roma (in col-
laborazione con Marcello Dudovich)
al palazzo della "Rinascente", all'ae-
roporto "Forlanini" a Milano, nella vol-
ta delle centrali elettriche di Sovèrze-
ne e Somplago, nella sede dell'Asso-
ciazione Imprese Edili di Milano, nel
giardino d’inverno della birreria Pedavena, nonché vari mosaici a Taranto, Massafra e Rho. Morì il 28 luglio 1995.
Walter Resentera dipinse l’affresco nel giardino d’inverno della birreria Pedavena fra il 1939 ed il 1942, su
commissione di Giovanni Luciani, fondatore della fabbrica di birra Pedavena assieme ai fratelli Luigi e Sante; il
pittore si ispirò alle leggende delle Dolomiti raccolte da Karl Felix Wolff. In un opuscolo dedicato
all’affresco, stampato negli anni cinquanta del secolo scorso, leggiamo che “più che una fedele iconografia delle
leggende, la preoccupazione del pittore è stata una ricerca e distribuzione di masse, che venissero a dare pro-
fondità al porticato e che, contrastando armonicamente col rosso dei toni, sul fondo bianco delle arcate, risaltas-
sero contro il verde del prato. Tre sono i gruppi principali: una battaglia, un palazzo reale, ed un matrimonio. At-
torno a questi tre gruppi si svolgono altre scene secondarie che vogliono contrappuntare con la loro armonia
l’impostazione drammatica o elegiaca delle scene centrali”. Le leggende raffigurate nell’affresco sono le seguenti:
“Il lago dell’arcobaleno”, “I fiori di Lagorai”, “Il regno dei Fanes”, “I monti pallidi”, “La leggenda delle rose”,
“La regina dei Crodères”, “Le nozze di Merisana”, “La moglie dell’Arimanno”, “Donna Dindia”, “La pittrice
del Monte Faloria”.
Karl Felix Wolff, il raccoglitore delle leggende, nacque nella città di Karlovac (Karlstadt in tedesco), allora facente
parte dell’impero austroungarico ora dell’attuale Croazia, il 21 maggio 1879 e morì a Bolzano il 25 novembre
1966. Da bambino si appassionò alle tradizioni popolari ascoltando i racconti di una donna della Val di Fiemme
chiamata la vecchia Lena, che lo assistette durante una malattia. Wolff non si limitò a trascrivere le narrazioni
delle fiabe e delle leggende, in particolare di quelle ladine, ma le elaborò in modo spesso personale. Questo però
non toglie valore alla sua opera, che, oltre al merito di aver attirato l’interesse su un patrimonio di leggende e tra-
dizioni che rischiavano di cadere nell’oblio, ci dà modo di godere della let-
tura di meravigliosi racconti. A riprova di quanta sia stata marcata la sua
influenza in ambito culturale, basti ricordare che la definizione di “Monti
Pallidi” per le Dolomiti deriva dal titolo di una leggenda da lui raccolta.
Il lago dell’arcobaleno
Un tempo nel lago di Carezza viveva un’ondina. Un mago la vide e fu tan-
to colpito dalla sua bellezza da decidere di rapirla. Ma ogni volta che si
avvicinava al lago, l’ondina se ne accorgeva e si tuffava nelle profondità
delle acque. Il mago chiese allora consiglio ad una strega che abitava sul
Vajolon (il nome ladino del Catinaccio). La strega gli disse che avrebbe
dovuto costruire un arcobaleno che avesse un’estremità sul lago e l’altra
sul monte Latemar, così l’ondina sarebbe uscita fuori dall’acqua per ammi-
rare l’arcobaleno. Lui si sarebbe travestito da mercante e l’avrebbe avvici-
nata con la scusa di mostrarle monili e gioielli. Lo stregone creò
l’arcobaleno, ma si dimenticò di trasformarsi in mercante. L’ondina lo rico-
nobbe e si tuffò in acqua. Dalla rabbia il mago distrusse l’arcobaleno e ne
gettò i pezzi in acqua. Per questo le acque del lago di Carezza hanno tutti i colori dell’iride.
12 ASTERISCO

I fiori di Lagorai
Nella catena di Lagorai si trova la Val Floriana. Nella valle crescevano
grandi distese di fiori azzurri. Si diceva che fossero le anime dei soldati
morti in battaglia che i corvi portavano nella valle trasformati in fiori. Si
credeva, anche, che chi innaffiasse i fiori per sette giorni potesse vedere il
guerriero morto e parlargli. Dina era una fanciulla che abitava in un castel-
lo sulle sponde del lago di Lagorai. Il suo fidanzato partì per la guerra e
per lungo tempo non ebbe sue notizie, così Dina pensò che fosse morto.
Sperando di poterlo rivedere e parlargli, la fanciulla cominciò ad innaffiare
i fiori della Val Floriana. Un giorno incontrò una donna che indossava un
mantello verde che gli disse che il suo fidanzato non era morto, ma che
aveva sposato un’altra donna. In un successivo incontro la donna dal
mantello verde disse a Dina che presto sarebbe morta perché tutte le
anime dei guerrieri che aveva destato dal loro sonno innaffiando i fiori az-
zurri la chiamavano presso di loro. Quando Dina morì, i guerrieri la porta-
rono sulla cima più alta del Lagorai, quella cima che di notte la luna fa
sembrare d’argento.
I Monti Pallidi
Nelle alpi orientali c’era un regno il cui territorio era ricco di pascoli, boschi
e alte montagne. Gli abitanti di quel regno vivevano in pace ed erano con-
tenti del loro destino. Solamente il figlio del re era infelice perché aveva
l’insano desiderio di recarsi sulla luna. Nessuno, però, sapeva come rea-
lizzare il suo desiderio. Un giorno il principe si smarrì durante una battuta
di caccia e dovette passare la notte all’aperto. Si trovava in un vasto alto-
piano sul quale si ergeva un’altissima rupe la cui cima si perdeva nelle
nubi. Sentendo delle voci il principe si arrampicò sulla rupe, finché, sulla
cima, trovò due vecchi. I due gli dissero che erano abitanti della luna ve-
nuti in visita sulla terra e che presto sarebbero ritornati sulla luna. Gli spie-
garono che sarebbero arrivati sulla luna portati da una nube. Saputo del
desiderio del principe di andare sulla luna, lo portarono con loro. Ma lo av-
visarono che gli abitanti della terra non potevano restare a lungo sulla lu-
na, dove tutto è bianco e risplende come fosse d’argento, perché sarebbe-
ro diventati ciechi. Se invece un abitante della luna si fosse recato sulla
terra, sarebbe stato preso da una invincibile nostalgia. Sulla luna il princi-
pe incontrò la figlia del re della luna ed i due si innamorarono. La coppia
discese sulla terra, ma la principessa fu presa da una grande nostalgia
che per poco non la faceva morire. Nessuno sapeva come aiutare la prin-
cipessa, finché il principe non incontrò il re dei nani. Questi gli disse che
se avesse lasciato che i nani potessero stabilirsi nel suo regno, avrebbe
risolto il suo problema. Infatti i nani filarono i raggi della luna e con essi
avvolsero le montagne, che da scure e cupe divennero pallide e bianche,
simili alle bianche rocce della luna. Così la principessa della luna non eb-
be più nostalgia del suo paese natale. Quelle montagne pallide si chiama-
no ora Dolomiti.
La moglie dell’Arimanno
Nella leggenda viene raccontato il sacrificio della moglie dell’Arimanno, un
soldato di carriera al servizio della val di Fassa. L’uomo è perseguitato dal
rimorso per un delitto compiuto in gioventù ed è convinto che morirà in
battaglia per espiare la sua colpa. Nel corso di uno scontro con le truppe
Trusane, i soldati della Val di Fassa sono accerchiati. I nemici sono dispo-
sti a lasciarli liberi in cambio della morte dell’Arimanno che dovrà salire su
una rupe con indosso un fazzoletto bianco, così che loro possano colpirlo
con le frecce. Ormai l’arimanno è rassegnato al suo destino, ma la moglie
si mette un fazzoletto bianco e si fa uccidere al posto del marito.
La regina dei Crodères
Tanna era la regina dei Croderes, un popolo che viveva sulle alte cime dei
monti e che aveva il cuore duro come la roccia che li circondava. Tanna
però era diversa e provava sentimenti come gli esseri umani. Si innamorò di un re dal quale ebbe un figlio di no-
me Salvanel. Quest'ultimo, però, venne scacciato dal padre e fu poi ucciso in combattimento. Dopo questa tra-
gedia Tanna divenne a sua volta insensibile e priva di pietà, e ritornò a vivere con i suoi Croderes. Solo una volta
all'anno ella ricorda il suo dolore ed in quel giorno sulle montagne non cadono valanghe, nè soffia un alito di ven-
to. E' il cosiddetto giorno di calma.
13 ASTERISCO

Le nozze di Merisana
Merisana era la regina delle ondine che viveva nel torrente chiamato “Ru de ra vergines” (torrente delle vergini).
Un giorno il Re dei Raggi, sovrano di un regno che estendeva dietro l’Antelao, passando nei pressi del torrente
vide Merisana e se ne innamorò. La chiese in
sposa, ma lei rispose che l’avrebbe fatto quando
lui fosse riuscito a rendere felice ogni creatura vi-
vente. Il re interrogò i suoi consiglieri che rispose-
ro che era impossibile esaudire il desiderio di Me-
risana. Il re tornò dall’ondina e le riferì questa ri-
sposta. Allora Merisana disse che le sarebbe ba-
stato che tutti fossero felici il giorno delle sue noz-
ze. Il re consultò nuovamente i suoi consiglieri che
ribatterono che anche quel desiderio era impossi-
bile da soddisfare. Allora Merisana disse che le
sarebbe bastato che tutti fossero felici nell’ora del
suo matrimonio, a mezzogiorno: uomini, animali,
alberi e fiori. Questa volta i consiglieri affermarono
che questo desiderio era realizzabile. Il giorno del-
le nozze, in segno di gratitudine, le piante fecero
sbocciare i loro fiori e gli uomini e gli animali li
raccolsero per portarli a Merisana. Nessuno sa-
peva dove metterli, allorché due nani dissero che
con quei fiori avrebbero potuto fare un albero. Ma
la nuova pianta non aveva vigore e appassiva ra-
pidamente. Allora Merisana lo avvolse nel suo ve-
lo da sposa e la pianta cominciò a germogliare.
Nella scena del matrimonio di Merisana il Re dei
Raggi è dipinto di spalle vestito di rosso. Dietro di
loro appare il corteo nuziale nel quale il pittore ha
ritratto suoi amici e persone note della Feltre
dell’epoca. Nel corteo è presente anche Babbo
Natale, riconoscibile dalla barba bianca, che porta
un mazzolino di fiori. Fra gli invitati al matrimonio
sono presenti i fratelli Giovanni, Luigi e Sante Lu-
ciani, ritratti sotto un loggiato, mentre si stanno
accomodando ad una tavola dove è posato un
boccale di birra.
Il regno dei Fanes
Il regno dei Fanes è un poema epico che narra la
nascita, l’ascesa ed il declino del leggendario re-
gno di Fanis, abitato dal popolo dei Fanes. Tale
denominazione deriverebbe dai termini “Fan” o
“Van” dell’antico retico, che significano roccia o
montagna. Il poema si è tramandato nelle valli
abitate dai ladini, ovvero la Val Gardena, la Val di
Fassa, la Val Badia, il Livinallongo e l’Ampezzo. Il
ladino è una lingua neolatina ed è attualmente
parlata da circa trentamila persone; ha affinità con
il romancio, parlato nel cantone svizzero dei Gri-
gioni, e con il friulano. Quando Karl Felix Wolff ini-
ziò la sua attività, della saga dei Fanes non rima-
nevano che pochi frammenti; Wolff li ricompose,
ma apportandovi modiche che non si trovavano
originariamente nel poema. Questa in estrema
sintesi la trama della saga. Il regno dei Fanes era
situato nelle Dolomiti settentrionali, fra Marebbe e
Landro. I Fanes erano alleati con le marmotte, ma
quando la regina sposò un re straniero, fu stretta una nuova alleanza con le aquile. Cominciò allora una fase di
espansione per il regno. Alla guida delle truppe vi era la figlia del re di nome Dolasilla, che combatteva con delle
frecce infallibili ed una corazza impenetrabile donatele dai nani. Inoltre era difesa da un grande scudo portato dal
prode guerriero Ey de Net. Ma nell'ultima battaglia Dolasilla morì, trafitta dalle sue stesse frecce, rubatele con
l'inganno dallo stregone Spina de Mul. I pochi supersititi dei Fanis, guidati da Lujanta la sorella di Dolasilla, si ri-
fugiarono con le marmotte in profonde caverne. Una volta all’anno la vecchia regina dei Fanes e Lujanta, escono
da una porta aperta nella roccia e su una barca nera fanno il giro sul lago di Braies. Sperano di udire il suono del-
14 ASTERISCO

le trombe d’argento che annunceranno il “tempo promesso”, quando il regno dei Fanes risorgerà. La studiosa Ul-
rike Kindl ritiene che Wolff, nel ricostruire la saga dei Fanes, abbia fuso tra loro tre filoni narrativi diversi: le leg-
gende della Val Badia e dell’Ampezzo sulla storia dei Fanes, le leggende della zona di Livinnallongo sul tesoro
dell'Aurona e la saga di Lidsanel raccontata nella Val di Fassa.
Prendendo spunto dalla narrazione del Wolff, il sacerdote Angel Morlang (1918-2005) scrisse nel ladino di Ma-
rebbe il poema “Fanes de Zacan” (I Fanes di una volta). Il poema fu pubblicato nel 1951 e fu rappresentato più
volte. Nell’affresco è raffigurata la scena di una battaglia
fra i Fanes e le popolazioni nemiche, Lastojères, Duran-
ni, Peleghetes e Cajutes. In primo piano c’è Dolasilla
che tiene in mano una delle sue frecce magiche. Di fron-
te a lei c’è Ey de Net che tiene per le briglie un cavallo
nero, mentre con l’altra mano sorregge una spada. La
principessa indossa un’armatura d’argento. Alla vigilia
dell’ultima battaglia l’armatura cambierà colore diven-
tando nera, preannunciando così la sua morte. Il guer-
riero che sembra addormentato ed ha dei papaveri
sull’elmo è il principe dei Cajutes, al quale la strega Tsi-
cuta ha fatto credere che portando quei papaveri
sull’elmo avrebbe fatto innamorare di sé la principessa
Dolasilla. Sarà invece ucciso da una delle frecce della
principessa, la quale poi prenderà i papaveri e cadrà in
un sonno durato sette giorni. Nel corso di quel lungo
sonno, Dolasilla sognerà il guerriero ucciso che la am-
monirà di non usare più le frecce fatate.
La leggenda delle rose
Un tempo sul monte che in italiano si chiama Catinaccio,
in ladino Ciadenac o Vaiolon, ed in tedesco Rosengar-
ten, fiorivano a profusione le rose. Quel luogo era il re-
gno dei nani di Re Laurino che abitavano nelle caverne
e nelle gallerie scavate all’interno del monte. Un giorno
Re Laurino mandò tre ambasciatori da un re suo vicino a
chiedere in sposa sua figlia, la bellissima principessa
Similda. Il re rifiutò la richiesta, ma Laurino la rapì e la
condusse nel suo regno. Teodorico da Verona, il cava-
liere Ildebrando ed altri soldati si recarono sulla monta-
gna coperta di rose e liberarono Similda, prendendo prigioniero Laurino. Dopo alcuni anni Laurino riuscì a libe-
rarsi e tornò nel suo regno. Vedendo le rose il nano pensò che era stato catturato a causa loro; se gli uomini non
le avessero viste non avrebbero scoperto dov’era il suo regno. Allora Laurino lanciò un incantesimo in modo che
le rose non potessero vedersi né di giorno, né di notte; al loro posto appariva della nuda roccia. Ma aveva dimen-
ticato l’alba ed il tramonto. Per questo in quei momenti le rocce delle dolomiti appaiono avvolte in una luce rosa-
ta, chiamata enrosadira. Nell’affresco è ritratta Similda che sotto una tenda, riceve i doni dai messaggeri di Re
Laurino.
Donna Dindia
Nella fiaba si narra di un giovane cantore che affronta un drago per conquistare la rajetta, il più bel gioiello del
mondo. Il giovane uccide il drago, ma viene a sua volta ucciso. Grazie a lui, però, donna Dindia, la bellissima ca-
stellana, viene liberata. Nell’affresco viene illustrata la scena finale della fiaba, quando donna Dindia depone sul
suo cavallo il corpo del cantore morto. La prospettiva è particolare in quanto la scena è mostrata all’interno di un
quadro opera della pittrice del Monte Faloria. Questa è la protagonista di un’altra leggenda che narra che la pittri-
ce, per vendicarsi di un torto, si trasforma in avvoltoio e rapisce numerosi bambini trasformandoli in uccelli. Viene
poi liberata dall’incantesimo per opera del suo innamorato. La pittrice restituisce ai bambini il loro aspetto umano
e poi i due si sposano. Secondo la leggenda la pittrice era un’antenata di Tiziano Vecellio.
La leggenda della Delbana
Un’altra leggenda raccolta da Karl Felix Wolff, sebbene non rappresentata nell’affresco di Walter Resentera, è
quella della Delibana. Quando la vena della minera del Fursil sul Monte Pore era prossima ad esaurirsi, i minatori
sceglievano una fanciulla che doveva scendere nella miniera e vivere per sette anni nel buio delle gallerie. Dopo
sette anni ella avrebbe potuto essere liberata, ma se nessuno lo faceva la fanciulla era costretta a rimanere nella
miniera. Alla sua morte il minerale tornava a scarseggiare ed una nuova fanciulla veniva fatta scendere nella mi-
niera. Queste fanciulle erano denominate con il termine Delibana. Ecco la strofa finale della canzone della Deli-
bana: Sa Monte Pòre, ànter le bòre, la Delibana dyòvre la vàna (Sul Monte Pore, fra gli alberi, la Delibana rin-
traccia la vena del metallo).
In foto: carrellata di scorci del dipinto descritto nell’articolo
15 COME ERAVAMO

Ricordando gli inizi


Foto segnalazione di Antonia Miuzzi

Riproponiamo la foto, già segnalataci da Agnese Dalla Piazza e Ida Bronca nel gennaio del 2016, che riprende il grup-
po Alpini “Monte Cornella”, di Quero, che sta muovendo i primi passi. Da sinistra si riconoscono in foto Francesco Bor-
tot (Chechi falegname), Bruno Vanzin (che è stato gestore del Bar Centrale), Celeste Berton, ?? Benato, Lionello Utto-
ne, Giacomo Dal Pos, il sindaco Renato Antoniazzi, in prima fila i padrini del vessillo della locale sezione Ana: Toni
Miuzzi “Spachet” e la moglie Maria Mazzocco “Ciareta”. In mezzo a loro il cav. Bressa.

Quattro ambulanze per l’Ucraina

Quattro ambulanze dismesse dell'ulss Dolomiti sono partite questa mattina, tramite la Protezione Civile Veneto,
per l'Ucraina. Il recente arrivo dei nuovi mezzi ulss ha consentito di poter rispondere subito alla richiesta della
Regione Veneto, mettendo a disposizione quattro ambulanze appena dismesse e in buon stato. Sono state con-
segnate agli uomini della Protezione Civile Belluno e sono partite subito, guidate dai nostri fidati Alpini, per il pun-
to di raccolta di Palmanova e da lì raggiungeranno la Polonia. Insieme alle ambulanze, possa arrivare la solida-
rietà, il sostegno, il cuore "alpino" delle Dolomiti fatto di concreto sostegno per le persone in difficoltà.
16 LIBRI
17 LIBRI

Sonia Sacrato
La mossa del gatto
Una vecchia casa da svuotare. Una soffitta che
nasconde dei segreti. Un passato che torna a galla.
In libreria “La mossa del gatto”, il romanzo d’esordio della scrittrice pado-
vana Sonia Sacrato, un libro avvincente, con personaggi indimenticabili.
22 novembre 1956: le acque del Piave restituiscono il corpo della giova-
ne Virginia. Nonostante dei lividi sospetti sul suo corpo, il medico legale
certifica la morte per annegamento. L’ipotesi di omicidio è messa da parte
dopo avere ascoltato la sorella della vittima e il caso viene archiviato co-
me suicidio.
Sessant’anni dopo. Cloe – una giovane insegnante di storia dell’arte –
non riesce a dire di no alla richiesta della madre che vuole il suo aiuto per
svuotare la vecchia casa della nonna, Clotilde, morta da poco. Lascia
quindi Alba in compagnia di Pablo, il suo gatto, alla volta di Vas, in Ve-
neto. Cloe non ha bei ricordi legati a Vas, né alla nonna: è decisa a torna-
re ad Alba prima possibile. Ma il paesino ha delle sorprese in serbo per
lei. Una triste storia che riguarda la sorella della nonna, che Cloe ignora-
va. Un incontro con qualcuno che, da piccola, le ha fatto battere il cuore.
Ma soprattutto soffitte che celano misteri e che accendono in lei un irre-
frenabile desiderio di sapere. Aiutata da un carabiniere in pensione e
dall’inconsapevole, ma decisivo gatto, Cloe si lascerà travolgere da
un’indagine che la porterà a scoperte davvero inaspettate.
Sonia Sacrato. È nata e vive a Padova, ma è Torino-dipendente da tem-
po immemore. Appassionata di storia e di musica, ama spesso intrecciarle
alle trame in cui talvolta riporta in vita storie dimenticate. Ha pubblicato di-
versi racconti in antologie e riviste online. “Governante” full-time dei Kiss,
tre gattoni nati per delinquere, ma anche fonte costante di ispirazione, nel
tempo libero viaggia spesso in compagnia di una coccinella di peluche
che le fa da travelblogger.
Collana: Nuova Narrativa Newton
Pagine: 256 Prezzo: € 9,90
E-book: €4,99

“La Storia siamo noi, nessuno si senta


escluso” canta Francesco De Gregori in una
sua famosa canzone.
È con lo stesso spirito che ho scritto “La
mossa del gatto”: l’idea di raccontare un fatto di cronaca che ha fatto Storia, attraverso l’esperienza di persone
comuni che l’hanno vissuto sulla propria pelle, segnando profondamente le loro vite. Un pomeriggio di fine ago-
sto del 2016, ero con mia madre nel cimitero di Vas e mentre le Vedove, proprio come nel libro, si occupavano
delle pulizie, lei mi ha raccontato alcune storie legate alla sua famiglia, tra cui quella dello zio minatore. In quei
giorni ricorreva il sessantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle ed è stata questa la scintilla che mi ha
portato davanti alla scrivania per raccontare una storia. Una storia che volevo umanizzare e traslare ai giorni no-
stri, attraverso la voce di una protagonista fuori dagli schemi. Cloe non è la classica eroina: non è alta, né parti-
colarmente bella. Quando cammina per la strada nessuno si volta a guardarla se non, forse, per il suo abbiglia-
mento che lei stessa definisce da becchina. Ha dubbi, insicurezze e mille contraddizioni che la rendono molto
normale e, spero, vicino ai lettori. Per farle compagnia le ho affiancato Pablo, un persiano nero sagace e intuitivo
come solo i gatti sanno essere. L’ispirazione me l’ha data la mia gatta Melli, mancata qualche anno fa: è sempre
stata più arguta di me in diverse occasioni, specie se si trattava di uomini. Fossi stata più attenta ai segnali che
mi mandava, mi sarei risparmiata un buon numero di cantonate. Da ultimo, ho deciso di condire il tutto con due
mie grandi passioni: la storia dell’arte e la musica classica. Per tutta la stesura del romanzo, e le successive revi-
sioni, ho sempre avuto come sottofondo la musica composta o diretta da Ezio Bosso. Secondo me, se appoggia-
te l’orecchio alla copertina come fosse una conchiglia, potreste sentirlo…
Tratto da: https://letteratitudinenews.wordpress.com/2021/09/28/la-mossa-del-gatto-di-sonia-sacrato-incontro-
con-lautrice/
18 LETTERE AL TORNADO

In ricordo di Maria
Il giorno 4 febbraio ci ha lasciato Maria Roman.
Conosciuta da tutti in paese, Maria aveva gestito per
molti anni il negozio di alimentari in piazza a Quero,
assieme al marito Giordano ed alle figlie.
Donna instancabile, mamma dall'amore infinito, nonna
eccezionale e forte come una roccia fino alla fine.
Ora eccovi qui in questa foto, per sempre insieme come
vi avevate promesso... Ciao Mary

Notizie in breve
di Andrea Tolaini
Bocce
Al via la nuova stagione
Dal 28 Febbraio al 3 Marzo si è svolto presso il Bocciodromo della Ponte Tegorzo di Fener il
primo torneo di Bocce del 2022 organizzato dal gruppo “Amici delle bocce”. Sedici le coppie
partecipanti che si sono date “battaglia” fino alla finale vinta dalla formazione Fregona/Saset
sulla coppia Zanella/Polli.

Ponte Tegorzo
Con l'arrivo della primavera è iniziata ufficialmente la nuova stagione per la formazione
fenerese. Tra new entry e “vecchie glorie” la Ponte Tegorzo si appresta a disputare il
Campionato di 2a Categoria da protagonista. Novità nella divisa ufficiale rinnovata e adeguata
alle disposizioni FIB.

Inter Club Fener


Con il mese di Febbraio si è conclusa la Campagna Tesseramento del CCIC di Milano. Il
sodalizìo fenerese conclude l'affiliazione con 363 soci aggiudicandosi il terzo posto nazionale.
Il 10 Aprile, in occasione della partita Inter-Verona, (salvo posticipo/anticipo) è in programma
la prima gita a Milano San Siro dopo due anni di stop forzato. Sarà l'occasione per
festeggiare i 25 (+1) anni dalla fondazione.
19 LETTERE AL TORNADO

Ricordi commoventi
di Angelo Ceccotto

Penso che fare un po’ di cronistoria perso-


nale, rinfrescando i ricordi di un passato,
può essere piacevole, se non altro per man-
tenere allenata la mente. A stimolare questo
scritto è stato vedere nei giorni dell’elezione
del Presidente della Repubblica sfoggiare
sui notiziari la Lancia Flaminia presidenziale. Nel vederla mi tornava alla mente quell’impegno che mi dette gran-
di soddisfazioni lavorando alla Commissionaria Lancia di Ivrea, che mi permise la manutenzione dei modelli Lan-
cia di allora. Momenti di commozione, consapevole di aver trascorso in quell’ambiente operando su vetture
d’invidiabile magnificenza quali erano a quei tempi, oltre ad avere la supremazia di vetture di lusso e sportive
Lancia. Erano anni fiorenti dove ho visto nascere le varie serie di Lancia Fulvia e rinnovate Flavia, come le miti-
che sportive HF e Stratos, gioielli che hanno segnato un importante traguardo nella storia sportiva automobilisti-
ca. Fu un periodo di un’immagine indelebile nel mondo, tanto da indurmi a comprarmi, dapprima la Flavia Coupè
1,5 poi la Fulvietta 1,3S, a seguire la Dedra inchiodandomi lancista nel tempo, tant’è che oggi viaggio con la Lan-
cia Ypsilon. Come non affermare d’avermi inzuppato d’orgoglio nel lavorare tra la neonata serie di camion Lancia
Esagamma e Delta come gli eleganti e invidiabili pullman che al momento non vi erano uguali per tecnologia e
comodità. Ma ritornando al tempo della Lancia Flaminia, provo ancor oggi commozione nel ricordare alcune par-
ticolari circostanze in cui ebbi il privilegio e l’onore di controllare la personale signora Flaminia 3B, del Presidente
della Repubblica Giuseppe Saragat, nelle circostanze del suo ritorno al soggiorno estivo a pochi chilometri da
Ivrea. Questi momenti mi piace raccontarli con un pizzico di orgoglio ogni qualvolta si rievocano le sorti automo-
bilistiche. Può essere una malattia ma, credetemi, sedersi su una Flaminia, Flavia o Fulvia carrozzate Zagato, è
da brivido, consapevoli d’essere seduti su un gioiello inimitabile di grande valore tecnologico, artistico e storico di
un importante passato.
COME ERAVAMO

Accadde vent’anni fa
a cura di Sandro Curto
INAUGURAZIONI A Quero, sabato 13 aprile 2002, si svolge la cerimonia ufficiale di inaugurazione della Casa
delle Associazioni situata in via Roma nella ex palazzina degli ambulatori ULSS. Ad Alano, nella stessa data, na-
sce il circolo culturale “Spaziorizoma” con sede in Villa Cinespa nei locali messi a disposizione
dall’Amministrazione Comunale guidata da Luigi Codemo.
ASSUNZIONI Nuovi arrivi in Comune di Alano con le assunzioni del geometra Davide Suman all’ufficio tecnico e
di Luca Magnani come vigile in convenzione con Quero, Vas e Segusino. Entrambi sono ancora in servizio.
DECESSI Muoiono Alfredo Andreazza di Santa Maria, 79 anni, a Quero Carlo Resegati, classe 1921 e Vittorio
Dal Canton, classe 1923, a Fener Angelo Cesaro di 73 anni e Lorenzo Segato di 80, a Colmirano Giovanni De
Faveri, classe 1934.
20 ATTUALITÀ

Giornata mondiale del sonno


Ogni anno, nel venerdì che precede l’equinozio di
primavera, ricorre la giornata mondiale del sonno per
sensibilizzare sulla consapevolezza dell’importanza di
un sonno buono per la salute e il benessere.
Un sonno di qualità è importante fin da piccoli per lo
sviluppo psico-fisico. È raccomandato, infatti, che i bambini in età scolare
dormano almeno 9-10 ore al giorno.
In Ulss Dolomiti il 96,7% dei bambini dorme più di nove ore al giorno, rispetto a
una media nazionale del 87%.
Come possiamo riposare meglio? Ecco 10 consigli per migliorare il sonno.
1. Non esporti a messaggi/notizie allarmanti nelle due ore che precedono il sonno. Sappiamo che il
momento geo politico presente è difficile e aggiornarci è importante e normale. Se lo fai, però, prima di
andare a dormire, aumenti lo stato di allerta che complica l’addormentamento o induce risvegli
frequenti.
2. Alzati e vai a dormire alla stessa ora: cerca di mantenere una routine più o meno regolare.
3. Scegli un orario per andare a dormire in cui hai effettivamente sonno: più cerchi di prendere
sonno più rischi di attivarti. Se non riesci ad addormentarti entro 15 minuti o se ti svegli durante la
notte, alzati, cambia stanza e pratica un’attività rilassante (lettura, meditazione, respirazione).
4. Usa la camera da letto per attività rilassanti che precedono l’addormentamento: evita l’uso di
cellulari, computer o il consumo di cibi e bevande.
5. Scegli dei rituali rasserenanti: fare un cruciverba, bere una piccola tazza di tisana (non troppo per
non stimolare la minzione notturna), leggere qualche pagina di un libro piacevole.
6. Elimina, se puoi, sonnellini durante il giorno: è utile un piccolo riposo, di breve durata, nelle
primissime ore del pomeriggio.
7. Evita le sostanze che alterano il sonno:
8. L’uso di alcolici nelle 2/3 ore che precedono il sonno: l’alcol all’inizio favorisce l’addormentamento,
ma nelle ore successive rende il sonno disturbato.
9. Le sostanze contenenti caffeina nelle 6/7 ore che precedono il sonno: la caffeina è una sostanza
stimolante che non favorisce l’addormentamento.
10. Il fumo nella mezz’ora che precede il sonno: anche la nicotina, come la caffeina, è una sostanza
stimolante che non favorisce l’addormentamento.
11. Grosse quantità di zuccheri, come la cioccolata, o di liquidi prima di andare a letto: gli zuccheri
hanno effetti simili alla caffeina, bere liquidi prima di dormire potrebbe favorire il risveglio per la
necessità di urinare.
12. Pratica attività fisica nel tardo pomeriggio: praticare attività fisica nel tardo pomeriggio favorisce il
sonno; praticarla invece 2 ore prima di andare a dormire può avere effetti attivanti e ritardare
l’addormentamento.
13. Rendi più confortevole la tua stanza: rendi accogliente la tua stanza e priva di strumenti attivanti
(orologi luminosi, tv)
14. Non allarmarti se non riesci a dormire. Se non prendi sonno o se ti risvegli e fatichi a
riaddormentarti, non agitarti o arrabbiarti, serve solo ad allontanare la fase di addormentamento.
Prova a dirti, invece, che il tuo corpo nel frattempo si riposa e che la tua mente troverà un altro
momento per recuperare il giorno dopo.
Belluno, 18 marzo 2022

CRONACA

In ricordo di Patria
Santos De Dominguez
(s.for.) La mattina del 12 marzo, presso la chiesa parrocchiale di San Michele Ar-
cangelo, la comunità fenerese ha dato l’ultimo saluto a Patria Santos De Domin-
guez, che il destino ha strappato, a soli 47 anni, all’affetto dei suoi cari. Era una bel-
la persona, Patria, come bella è la sua famiglia, di origine dominicana, arrivata a
Fener circa quindici anni fa. Un abbraccio al marito Pedro e ai figli Oliver, Manuel,
Adrian e Arianna (questi ultimi gemelli di soli 8 anni).
21 MOSTRA

Dal 12 marzo al 05 giugno 2022


Luigi Cima, tra i Maestri del Vero – Borgo Valbelluna
Una mostra, tre sedi.
L’amministrazione comunale di Borgo Valbelluna, l’associazione cul-
turale Art Dolomites e in collaborazione con l’Archivio storico Luigi
Cima danno vita al progetto espositivo, curato da Antonella Alban
con la collaborazione di Matteo Gardonio, che ha l’obiettivo di cele-
brare un artista che, con tenacia e caparbietà, ha narrato il territorio
della Val Belluna e lo ha fatto conoscere oltre i confini nazionali.
L’obiettivo è la celebrazione del pittore Luigi Cima ripercorrendo il
periodo che va dagli ultimi decenni dell’Ottocento sino al 1944, anno
della sua morte, attraverso le opere di un artista che ha descritto in
primis la cultura veneta e si è confrontato con l’arte nazionale ed in-
ternazionale del periodo, traendo stimoli importanti per reinterpreta-
re il paesaggio e la vita quotidiana nei luoghi a lui cari.
L’esposizione, la prima promossa dal neonato Comune di Borgo
Valbelluna, si disloca in tre sedi:
Mel – Palazzo delle Contesse. Presso il Palazzo delle Contesse,
che si affaccia sulla piazza di Mel, si terrà l’esposizione pittorica do-
ve, la figura del maestro, viene analizzata sotto diversi aspetti, foca-
lizzando l’attenzione sul periodo della sua formazione avvenuta a
Venezia, sia nell’ambito dell’Accademia che nelle botteghe con cui
ha collaborato. Saranno presi in esame i maestri che hanno contri-
buito alla sua formazione culturale e gli amici frequentati durante il
soggiorno veneziano, per approfondire gli aspetti di confronto e di influenze reciproche. Si partirà quindi dalla tra-
dizione incarnata dai maestri figurativi e accademici (Ciardi, Favretto, Nono, Bresolin, Dal Zotto, De Blaas), non-
ché Valentino Panciera Besarel, per il quale Cima lavorò come disegnatore, per proseguire poi con
l’interpretazione rinnovatrice e rivoluzionaria di alcuni maestri che sono diventati i suoi amici (Bressanin, Fragia-
como, Tito, Tessari, De Stefani, Brugnoli). L’intreccio di tradizione ed innovazione ci porterà a riflettere sui cam-
biamenti profondi che hanno caratterizzato il periodo storico tra fine ‘800 e i primi decenni del nuovo secolo, con
particolare focus sullo sviluppo artistico di Cima. Il nucleo centrale dell’esposizione sarà basato sulle opere che
Cima ha dedicato alla sua terra, sia dal punto di vista paesaggistico, che agli aspetti più prettamente sociali e cul-
turali, che hanno caratterizzato la sua produzione. La mostra ha lo scopo di approfondire l’evoluzione artistica di
Luigi Cima per far conoscere l’uomo e l’artista, in rapporto con la cultura Veneta e nazionale del periodo storico
in cui è vissuto e approfondire il legame con il suo territorio, aspetto che ha avuto un ruolo significativo in tutta la
produzione artistica del Maestro. Circa una cinquantina di opere, provenienti per lo più da collezioni private, alcu-
ne di queste totalmente inedite, altre invece veri e propri capisaldi che ci permetteranno di comprendere le tra-
sformazioni avvenute nelle ricerche artistiche del periodo preso in esame. La mostra è curata dal critico d’arte
Antonella Alban, che ha, al suo attivo, numerose esposizioni e da diversi anni si occupa di approfondire l’arte ve-
neta dell’800 e del ‘900 ed è responsabile dell’Archivio storico “Luigi Cima”.
Trichiana – Sala Tina Merlin. In centro a Trichiana sarà visitabile, nella sala intitolata a Tina Merlin, la mostra fo-
tografica che ci condurrà alla scoperta dei luoghi della Valbelluna, territorio amatissimo dall’artista e sua principa-
le fonte di ispirazione. Due fotografi: Dario Tonet e Walter Argenta, ci proporranno una serie di immagini del pae-
saggio bellunese, interpretato attraverso il taglio dell’inquadratura, l’espressività e la sensibilità di chi sta dietro
all’obiettivo fotografico; uno sguardo contemporaneo sulla natura. L’interpretazione dei due fotografi, attenta alla
composizione e alla tecnica, ci proporrà una riflessione sui mutamenti paesaggistici avvenuti nel corso dei de-
cenni che hanno segnato profondamente l’ambiente. La lettura estetica proposta dalle immagini fotografiche, che
riesce a catturare la luce, i colori, le atmosfere della Natura, ci farà apprezzare scorci e spazi noti, emozionandoci
di fronte alla magia della bellezza.
Lentiai – Nuovo Oratori. Nelle sale del Nuovo Oratorio a Lentiai, la mostra documentale, permetterà di appro-
fondire la figura di Luigi Cima come uomo, attraverso fotografie, lettere, taccuini, oggetti appartenenti all’Archivio
storico. Le fonti, provenienti dall’archivio storico di famiglia, consentiranno di conoscere l’artista attraverso una
serie di importanti testimonianze, supportate anche dalla tecnologia multimediale. L’ Archivio storico conserva
documenti che sono appartenuti all’artista: articoli di giornali, riviste, taccuini, corrispondenza, appunti, documenti
di vendita, disegni, fotografie, testimonianze fondamentali per conoscere l’attività espositiva, commerciale, per-
sonale, quotidiana e privata e ricostruire la storia biografica e artistica del Maestro. Si potrà inoltre ammirare una
sezione dedicata all’arte sacra, aspetto meno conosciuto ma non per questo di minor valore della produzione del
Maestro, partendo dall’opera Madonna del Caravaggio, eseguita per l’Eremo di San Donato di Lentiai, la sezione
vedrà esposti dipinti e studi di pale d’altare, figure di santi e riti religiosi. E’ così possibile approfondire la cono-
scenza di Luigi Cima da un diverso punto di vista, sicuramente più intimo, personale e avvincente.
https://artdolomites.it/eventi/luigi-cima-tra-i-maestri-del-vero/
22 ATTUALITÀ

Vaccinazioni anti TBE: aperte le prenotazioni dal sito

Dal sito www.aulss1.veneto.it è preno-


tabile la vaccinazione ANTI TBE (prima,
seconda, terza dose o richiamo) per tut-
te le coorti vaccinabili.
Vaccinazione TBE (Encefalite da morso
di zecca), aperta a tutti per prime dosi,
seconda dose eseguibile ad almeno 1
mese di distanza dalla prima, terza
dose eseguibile ad almeno 5 mesi di
distanza dalla seconda, primo richia-
mo successivo dopo almeno 3 anni, ul-
teriori richiami ogni 5 anni.
Si ricorda che per i residenti in
provincia di Belluno la vaccina-
zione è gratuita, per iniziativa
della Regione Veneto.
In un territorio montano la zecca rappresenta un vettore particolarmente di rilievo che può veicolare nell’uomo i
patogeni che causano TBE. Importanti misure di prevenzione primaria sono rappresentate da comportamenti che
possano ridurre il rischio di esposizione al morso di zecca come indossare abbigliamento adeguato ed evitare
percorsi nell’erba alta. La vaccinazione TBE, qualora si entri a contatto con il vettore nonostante le misure pre-
cauzionali, previene l’infezione e la malattia.
Dal 2019, favorendo l’accessibilità delle vaccinazioni, la copertura della popolazione è aumentata significativa-
mente. Nel corso dell’anno 2021 sono state somministrate più di 11.000 dosi anti TBE grazie anche alla modalità
drive-in. Belluno, 5 marzo 2022

25 Aprile, data da ricordare


di Alessandro Bagatella

Come ogni anno i Comuni di Quero Vas ed Alano di Piave fanno memoria delle rappresaglie naziste che hanno
coinvolto anche i nostri paesi, con molti morti, anche per impiccagione, sia ad Alano che a Quero. Una barbarie
che si è scatenata anche a Schievenin, con morti e un incendio che ha devastato il paese. Famiglie non rispar-
miate nemmeno in montagna, spogliate anche delle bestie che con fatica allevavano per mantenere la famiglia.
La furia nazista si è poi fermata con il rastrellamento sul Grappa, nel corso del quale usarono i lanciafiamme per
uccidere.
Altra guerra che stiamo combattendo è quella con il Covid 19, che ha provocato migliaia di morti e ancora non
sappiamo quanto durerà… E quindi non possiamo ricordare il 25 Aprile, Festa della Liberazione da questa malat-
tia, che del Covid non ne siamo fuori.
Alle porte abbiamo, poi, l’invasione russa in Ucraina da parte di un altro Hitler. Bambini, persone anziane sotto i
bombardamenti…
Perché tutti questi massacri? Il 25 Aprile dovrebbe essere giorno della Pace nel mondo. Basta guerre e odio. Mi
auguro che il conflitto in atto si possa fermare e che i nostri giovani un giorno possano festeggiare la fine di que-
sti tre avvenimenti in una giornata di festa, tutti uniti dalla Pace nel mondo.
23 ATTUALITÀ

Aido Belluno "choco Aido" 2022


Aido BellunoLele"choco Aido" 2022 Beppiani di Len-
pecorelle al cioccolato arrivano in sostegno di Aido Belluno:
simpatiche formine create dalla cioccolateria
tiai sono parte
Le pecorelle integrante arrivano
al cioccolato dell'iniziativa che anche
in sostegno di Aido quest'anno
Belluno:
l'associazione ha deciso di realizzare in
le simpatiche formine create dalla cioccolateria Beppiani di Len- vista delle festività pa-
squali, per proseguire al meglio il 2022.
tiai sono parte integrante dell'iniziativa che anche quest'annoIl prodotto si trova infatti
all'interno
l'associazione del "choco
ha deciso box", un paccoinnel
di realizzare quale
vista sarà
delle possibile
festività pa-
squali, per proseguire al meglio il 2022. Il prodotto si trovadegu-
reperire pure degli ovetti; acquistandolo si potrà infatti infatti
stare un prodotto
all'interno del "choco genuino
box", della
un pacco Valbelluna
nel quale e alsarà
tempo stes-
possibile
so offrire un aiuto concreto ad Aido, che
reperire pure degli ovetti; acquistandolo si potrà infatti degu- avrà così la possibili-
tà di continuare
stare un prodotto la campagna
genuino della di sensibilizzazione,
Valbelluna e alattraverso
tempo stes- se-
rateoffrire
so informative,
un aiuto su concreto
un tema particolarmente
ad Aido, che avrà importante, quanto
così la possibili-
delicato:
tà la donazione
di continuare la campagna degli organi, per qualsiasiattraverso
di sensibilizzazione, fascia d'età,se-
giovani
rate e meno giovani.
informative, su un tema Anche se donare sembra
particolarmente esserequanto
importante, un ar-
gomento da
delicato: adulti, moltidegli
la donazione sono organi,
infatti i pazienti
per qualsiasiche in fascia
età pediatri-
d'età,
ca aspettano
giovani e meno congiovani.
urgenza un organo
Anche se donareper continuare
sembra essere una vita
un già
ar-
messa a da
gomento dura prova
adulti, da sono
molti malattie
infattigenetiche,
i pazientiche chenecessitano
in età pediatri- al-
tresì
ca di un trapianto
aspettano con urgenza per poter essereper
un organo contenute e curate.
continuare una vita Tanti
già
sono a
messa addura esempio
prova dai malattie genetiche, che necessitano al-
bambini
tresì di unin trapianto
attesa di per un poter essere contenute e curate. Tanti
trapianto
sono ad di esempio
rene, chei
sono mantenuti
bambini in attesaindi vita un
grazie ad una macchia per dialisi. Uno strumento che non
trapianto di consente
rene, che ai
questi piccoli di vivere appieno la loro giovane vita. sonoPer mantenuti
questo ognuno in vita
grazie
può offriread una macchia
il proprio per dialisi.
supporto Uno strumento
comprando un choco chebox,
nonperché
consente è dai ai
questi piccoli di vivere appieno la loro giovane vita.
piccoli gesti nascono grandi cose. «Il choco Aido Belluno» dice il vicePer questo ognuno
può offrire dell'Aido
presidente il proprioBelluno
supporto comprando
Mirko un «è
Dalle Mulle, choco box, perché
un momento è dai
di sereni-
piccoli gesti nascono grandi cose. «Il choco Aido Belluno»
tà, solidarietà e dolcezza, ma al tempo stesso anche una forma di aiuto dice il vice
presidente dell'Aido Belluno Mirko Dalle Mulle, «è un momento
verso gli altri. A differenza del passato abbiamo deciso di riproporre il di sereni-
tà, solidarietà
progetto con una e dolcezza,
novità: lema al tempo
pecorelle stessodisponibili
saranno anche una conforma di aiuto
il cioccolato
verso gli altri. A differenza del passato abbiamo deciso
al latte oppure fondente. Inoltre, in edizione limitata, sarà disponibile anchedi riproporre il la versione con uno splendido porta-
progetto
chiavi con una
in resina novità:
rossa le pecorelle
realizzato a mano saranno disponibili
da FloveArt con il cioccolato
di Belluno, che contiene un bucaneve».
al latte
Il boxoppure
normale fondente. Inoltre, in edizione
sarà disponibile al prezzolimitata,
di nove sarà disponibile
euro; la versione anche conla versione con uno
il portachiavi splendido
a quindici porta-
euro.
chiavi in resina rossa realizzato a mano da FloveArt di Belluno, che contiene un bucaneve».
Il Ilchoco box sarà sarà
box normale acquistabile nei seguenti
disponibile al prezzo esercizi
di nove commerciali:
euro; la versione Tabaccheria con ilCima (Villa di Villa),
portachiavi Cooperativa
a quindici euro.
di Costalta (Comelico), Jessy Pub (Longarone), Bar Sottosopra (Feltre), Macelleria Bozzato (Alano di
Il choco box sarà acquistabile nei seguenti esercizi commerciali: Tabaccheria Cima (Villa di Villa), Cooperativa
Piave), Negozio Stramare (Campo di Alano di Piave), frutta e verdura La Fornarina (Castion), frutta
di CostaltaLa
e verdura (Comelico), Jessy Trattoria
Mela (Belluno), Pub (Longarone), Bar Sottosopra
Ciliotta (Limana), Farmacia(Feltre),Smerieri Macelleria
(Limana), Pozzo Bozzato (Alano
desideri di
edicola
Piave), Negozio Stramare (Campo di Alano di Piave) , frutta e verdura
(Limana), Crai Visome (Belluno), Crai Limana, Crai Trichiana, Crai Sant'Antonio Tortal, latteria di Lentiai, La Fornarina (Castion), frutta
e verduracioccolatificio
Beppiani La Mela (Belluno), Trattoria Ciliotta (Limana), Farmacia Smerieri (Limana), Pozzo desideri edicola
(Lentiai).
(Limana), Crai Visome (Belluno),
Per info e prenotazioni è possibile Craicontattare
Limana, Sandra
Crai Trichiana,
(348 73 04 Crai706)Sant'Antonio
oppure Giovanni Tortal,(333latteria
29 02 di 568).
Lentiai,
Beppiani cioccolatificio (Lentiai).
Per info e prenotazioni è possibile contattare Sandra (348 73 04 706) oppure Giovanni (333 29 02 568).
MOSTRA
24 ATTUALITÀ

18 febbraio 2022
AUTOFFICINA Gelateria Artigianale “Gioia gelato”
ELETTRAUTO
GOMM AUI STTOAF F I C I N A
Gelateria Artigianale
Via della Vittoria“Gioia gelato”
17/A FENER
ELE
CENTRO T T R A U T OM.C.T.C.
REVISIONI Via della Vittoria 17/A FENER
G O M M I S TA
CENTRO REVISIONI M.C.T.C.
Per info e prenotazioni
Pergelati
info eeprenotazioni
semifreddi
gelati e semifreddi
347.8371557
Via Feltrina, 15 - 31040 Pederobba (TV)
Tel.: 0423 64373 - Fax: 0423 681757
347.8371557
Aperto da Lunedì a Venerdì
Via Feltrina, 15 - 31040 Pederobba (TV) dalle 14.00 alle 21.30
E-mail: officinabailo@virgilio.it Aperto da Lunedì a Venerdì
Tel.: 0423 64373 - Fax: 0423 681757 Sabato e Domenica
dalle 14.00 alle 21.30
E-mail: officinabailo@virgilio.it dalle 11.00 alle 21.30
Sabato e Domenica
CHIUSO IL MERCOLEDÌ
dalle 11.00 alle 21.30
CHIUSO IL MERCOLEDÌ
gioia.gelato.fener
gioia.gelato.fener
   
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VIVAIO - PIANT E


 
 
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 di Mondin Duilio

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
 


di Piasentin Bernardino enologo
Realizzazione e Manutenzione Giardini
di Piasentin Bernardino enologo
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Prati - Irrigazione - Potature
VINI IN BOTTIGLIA- GRAPPE - OLIO EVO - RISO
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Via della Vittoria, 15 - FENER di Alano di Piave - Cell. 392.6391164
Via della Vittoria, 15 - FENER di Alano di Piave - Cell. 392.6391164
Via della Vittoria, 15 - FENER di Alano di Piave - Cell. 392.6391164

S. Maria di Quero (BL)


Cell. 348.1503308

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