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Quindicinale

Anno XXXVII

21.05.2015
Numero

650
PERIODICO DI ATTUALIT DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

Inaugurato il Pont de i Osi - pag. 1


Elezioni Regionali - pagg. 2/3
Torna lo School Festival - pag. 4/5
Sabato 23 maggio il Giro a Valdobbiadene - pag. 6
Progetto di recupero del Mulino Banchieri - pag. 15/18
http://digilander.libero.it/tornado

Chiuso in redazione il 11.05.2015

Tassa pagata/Taxe Perue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL

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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER (Belluno). DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Mazzocco. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Ivan Dal To, Gianni De Girardi, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Silverio Frassetto, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Piero Piccolotto, Andrea Tolaini.
ABBONAMENTI: ITALIA Abbonamento annuale (18 numeri) 20,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri) 50,00.
LABBONAMENTO PU ESSERE SOTTOSCRITTO O RINNOVATO NEI SEGUENTI MODI: 1- versando la quota sul c/c postale n. 10153328 intestato alla PRO LOCO di FENER; 2- con bonifico
sul c/c Banco Posta intestato alla PRO LOCO di FENER, IBAN: IT49 M076 0111 9000 0001 0153 328; 3- pagando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO DA MILIO - Alano;
GELATERIA DUE VALLI - Fener - BAR JOLE - Fener; MAURO MAZZOCCO - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR PIAVE Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO
DEON - Vas; BAR BOLLICINE - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.

CRONACA

Unisce la sponda alanese con quella querese del Tegorzo

Inaugurato il Pont de i Osi


di Silvio Forcellini
A settanta (o addirittura ottanta?) anni di distanza dal crollo, torna ad unire la sponda alanese con quella querese del Tegorzo. E il
Pont de i Osi, inaugurato domenica 3
maggio. Davvero una bella idea, quella portata
avanti dalle due amministrazioni comunali, che
ha permesso cos la creazione di una interessante passeggiata storico-naturalistica che da
Quero, attraverso la Bestemadora, porta alla
chiesetta di San Valentino, poi a Campo (dove
c il Museo Storico della Grande Guerra) e a
Schievenin fino al Pont Cagnin, per fare infine
ritorno a Quero con la possibilit di visitare il
Mulino Furlan e il Mulino Banchieri (in fase di
ultimazione). E proprio il percorso che domenica hanno compiuto i presenti, nonostante la
giornata non fosse delle migliori, prima di assistere alla cerimonia inaugurale. Al Museo di Campo Luca Turchetto e i bravissimi giovani del Plotone Esploratori Battaglione Feltre hanno intrattenuto gli ospiti sulle finalit del gruppo e su alcuni pezzi pregiati del museo stesso, cos come
Lucia Furlan, presso lomonimo mulino, ne ha illustrato la storia e il contenuto. Terminata la passeggiata, si svolta la cerimonia di inaugurazione vera e propria con gli interventi
dei due sindaci, Amalia Serenella Bogana e Bruno Zanolla, il taglio del nastro e la benedizione dellopera, presenti i
due parroci, don Francesco e don Alessio, che hanno evidenziato il significato del ponte in quanto simbolo di unione. Il rinfresco predisposto dai volontari della Pro Loco di
Quero e le note della Banda Cittadina di Alano hanno
completato la mattinata di festa.
Il ponte, esclusivamente ciclo-pedonale, ha una campata
libera di 46 metri lineari, pesa 37 tonnellate, largo 2,55
metri ed costato 300mila euro, di cui 182mila provenienti
da un contributo del Gal derivante da un accordo di programma tra i Comuni di Alano e Quero Vas, mentre per i restanti 118mila si attinto alle casse comunali. E stato ideato
dallarchitetto Elena Favero ed stato sviluppato a livello ingegneristico dallingegner Paolo Tollaccia. I lavori sono stati
eseguiti dalla Idealfer di Fonzaso. Due le varianti in corso dopera, non previste nel progetto iniziale: una dovuta al Genio
Civile che ha richiesto delle fondazioni pi profonde per avere una maggiore sicurezza idraulica; laltra relativa alla necessit di realizzare largine di protezione. Credo che questi interventi
supplementari, con i costi conseguenti, abbiano alla fine influito sulla
scelta del manufatto.
Ma perch si chiama Pont de i Osi? Il nome deriva da una cena a
base di poenta e osi per festeggiare la fine dei lavori di costruzione
del ponte organizzata presso la trattoria Al Leone di Campo, a ridosso del volto, gestita dalle sorelle De Paoli, Meri e Amalia (questultima
nonna dellattuale sindaco di Alano). Alla cena prendevano parte sia le
autorit locali che gli operai dellimpresa alanese di Giuseppe Dal Zuffo, che aveva effettuato lintervento. Un boato richiam lattenzione dei
presenti, che accorsero sul luogo dove era stato costruito il nuovo ponte: una improvvisa piena ne aveva provocato il crollo. Questi i fatti, come ci sono stati raccontati dalla signora Lina Curto e dal signor Vincenzo Dal Zuffo. Resta ancora lincertezza sulla data esatta che, a seconda dei ricordi delle molte persone interpellate, varia dalla met degli
anni Trenta alla fine dei Quaranta-inizio dei Cinquanta.
Fatto sta che, a parecchi decenni dal crollo, il Pont de i Osi ora risorto come laraba fenice, grazie al lodevole impegno delle amministrazioni locali. Esteticamente - se mi consentito un personalissimo
parere - non si pu definire un capolavoro ma, se consideriamo
limpatto con il paesaggio circostante (basti pensare allarea di San Valentino), fa comunque di gran lunga una miglior figura in confronto al
vicino (e bruttino) Mulino Banchieri
(foto di Diana Pellizzoni e Vania Spezia)

Coalizione 6 - Candidato Presidente


LUCA ZAIA

Cristina MURATORE
Giancarlo GARNA

Gianpaolo BOTTACIN
Renza BUZZO PIAZZETTA
Tatiana CONTE DE NARD
Gino MONDIN
Samuele PIANON

Lista n. 15
ZAIA PRESIDENTE

Lista n. 14
L'ALTRO VENETO - ORA! POSSIAMO

Coalizione 5 - Candidato Presidente


LAURA DI LUCIA COLETTI

Barbara LANDO
Luca SALVIONI

Lista n. 13
MOVIMENTO 5 STELLE

Coalizione 4 - Candidato Presidente


JACOPO BERTI

Diego PAULETTI
Alessia CERENTIN
Pietrangelo PETTEN
Marta CASARIN
Roberto COLETTI

Lista n. 8
VEN[e]TO NUOVO

Renato SALA
Nedda PEZZAN
Ettore BERSANI
Teodora FOSCATO
Alberto ZILIOTTO

Lista n. 2
FAMIGLIA PENSIONATI CON TOSI

Massimo VIDORI
Marisa DALLA GASPERINA
Andreas QUINZ
Lisetta LANER
Axel DE PELLEGRINI

Gianluca DAL BORGO


Elisabetta RINALDO
Mauro DA RIN BETTINA
Monica BOSCAROL
Camillo DE PELLEGRIN

Lista n. 4
AREA POPOLARE VENETO con TOSI

Cesare BON
Giuliana CANEVE
Franco GIDONI
Metella SIROLA
Gianvittore VACCARI

Lista n. 16
LEGA NORD LIGA VENETA
SALVINI

Salvatore CUZARI
Barbara SAVARIS
Vittorio CIPPARRONE
Giulia DETTIN
Dario CONTIERO

Franco ROCCON
Elisa BERGAGNIN
Paolo TOM
Luciana CORTINA
Giorgio CAPRARO

Lista n. 17
INDIPENDENZA NOI VENETO
CON ZAIA

Erika DAL FARRA


Pierpaolo GENOVA
Sabrina BELLUMAT
Sergio REOLON
Sandra DE MIN

Lista n. 9
Lista n. 10
PROGETTO VENETO AUTONOMO PARTITO DEMOCRATICO

Matteo TOSCANI
Sabrina GRAZIANI
Diego VELLO
Daniela TEMPLARI
Leonardo COLLE

Lista n. 3
LISTA TOSI PER IL VENETO

Luca DE CARLO
Valentina DA ROIT
Gianantonio BONA
Monica MAZZOCCOLI
Giovanni FACCHIN

Lista n. 18
MELONI FRATELLI D'ITALIA

Andrea BONA
Alessandra BUZZO
Emanuele CERA
Alessandra DE BETTIN
Danilo MARMOLADA

Lista n. 11
VENETO CIVICO - MORETTI
PRESIDENTE

Maurizio ZATTA
Maria Concep. RIBON
Davide Maria PANTE
Rosita ROMOR
Giuseppe ZUCCARELLI

Lista n. 5
IL VENETO DEL FARE - FLAVIO TOSI

Circoscrizione di Belluno - Candidati alla carica di Presidente e liste collegate

Coalizione 3 - Candidato Presidente


ALESSANDRA MORETTI

Coalizione 2 - Candidato Presidente


FLAVIO TOSI

Coalizione 1 - Candidato Presidente


ALESSIO MOROSIN

Lista n. 1
INDIPENDENZA VENETA

ELEZIONI REGIONALI DEL 31 MAGGIO 2015

Francesco CROCE
Flavia COLLE
Maurizio DE CASSAN
Renata DAL FARRA
Roberto MOLIN PRADEL

Lista n. 19
FORZA ITALIA

Gildo TREVISAN
Lucia RUFFATO
Giangiacomo NICOLINI
Marta ZAMPIERI
Alessandro ZUGLIAN

Lista n. 12
ALESSANDRA MORETTI
PRESIDENTE PER IL VENETO

Antonio LORENZOLA
Mara DANESE
Vincenzo FORMICA
Sheila RECH
Gianluigi FURLIN

Lista n. 6
UNIONE NORD EST

Tiziano CIMARELLI
Chiara INVIDIA
Renzo SESSOLO
Cristina PADOAN
Dario BOECHE

Lista n. 7
RAZZA PIAVE - VENETO STATO

dati tratti da: http://oe.consiglioveneto.it/home

Informazioni e documentazione anche su: http://elezioni.regione.veneto.it

Possono partecipare al
voto tutti i cittadini iscritti
nelle liste elettorali dei
comuni veneti che abbiano
compiuto 18 anni il giorno
della votazione.

Assicurarsi di avere la
tessera elettorale
aggiornata e un
documento di
riconoscimento valido
Chi pu votare?

Si vota solo
domenica 31 maggio
dalle 7 alle 23

Belluno: 2 consiglieri;
Padova: 9 consiglieri;
Rovigo: 2 consiglieri;
Treviso: 9 consiglieri;
Venezia: 9 consiglieri;
Verona: 9 consiglieri;
Vicenza: 9 consiglieri.
I restanti 2 seggi sono
assegnati al candidato
Presidente della Giunta
proclamato eletto e al
candidato arrivato
secondo a livello
regionale.

Sono 49 i seggi del


Consiglio regionale,
distribuiti tra le province
sulla base della loro
popolazione.
Per il 2015, sulla base
della popolazione veneta
al Censimento 2011, i
seggi sono cos distribuiti:

ELEZIONI REGIONALI 31.05.2015: ISTRUZIONI PER LUSO

ATTUALIT

Al Parco del Piave di Fener dal 5 al 7 giugno 2015

Torna lo School Festival


di Silvio Forcellini
Dopo il successo dello scorso anno, torna lo School Festival, promosso dal Comitato
Genitori dellIstituto Comprensivo di Quero in collaborazione con la Pro Loco di Fener
e lassociazione Libero Pensiero. Si svolger dal 5 al 7 giugno, sempre al Parco del
Piave di Fener. Di seguito il programma completo della manifestazione, della quale
saranno protagonisti i bambini e i ragazzi della scuola dellinfanzia di Alano, di Quero
(paritaria) e di Vas, della scuola primaria di Alano e di Quero, della scuola secondaria
di primo grado di Alano e di Quero. Lo School Festival ha come finalit la raccolta di
fondi da destinare alle varie attivit previste in ambito scolastico. A questo proposito, il
Comitato Genitori - in una lettera inviata al Tornado che pubblichiamo di seguito - ha
relazionato dettagliatamente sui proventi delledizione dello scorso anno (7.300 euro) e
sulluso che ne stato fatto. Chiudiamo lo spazio dedicato allo School Festival con la
presentazione delledizione 2015 da parte del dirigente scolastico Gina Doro.
VENERDI 5 GIUGNO 2015
musica dal vivo, a cura del circolo Libero Pensiero
SABATO 6 GIUGNO 2015
ore 15.00: canti e danze degli alunni della Scuola Primaria di Alano
ore 15.45: coro degli alunni della Scuola Primaria di Quero Vas
ore 16.30: spettacolo teatrale degli alunni della Scuola Secondaria di Alano e Quero
Vas, a cura di Giuseppe Santuzzo
ore 17.30: canti e danze degli alunni della Scuola dellInfanzia di Alano
alunni della Scuola Secondaria di Alano:
ore 20.00: saggio concerto delle classi 1a A e 1a B
ore 20.30: I 100 passi, classi 2a A e 2a B
intermezzo con la premiazione del concorso Un poster per la pace, a cura del Lions
Club
ore 21.00: classi 3a A e 3a B - stand 100 scatti: foto della Grande Guerra nel Feltrino Addio mia bella addio: canzoni della Grande Guerra - Miki canta Modugno
ore 22.00: musica dal vivo con la rock blues band Ex Novo
DOMENICA 7 GIUGNO 2015
ore 10.00: esibizione degli alunni dellindirizzo musicale della Scuola Secondaria di Alano e Quero Vas, a cura delle docenti
Laura Argenta e Viviana Velardi
ore 11.00: canti e danze degli alunni della Scuola dellInfanzia di Quero Vas
ore 12.00: pranzo
ore 14.30: spettacolo per bambini Il segreto di Arlecchino e Pulcinella, di e con Alberto De Bastiani
ore 15.30: esibizione di ginnastica artistica, a cura di Valdo Gym
ore 16.00: finale del torneo di pallavolo delle classi terze della Scuola Secondaria di Alano e Quero Vas
ore 17.30: Scuola dellInfanzia paritaria di Quero Vas M.V. Casamatta
ore 18.30: finale con lesibizione degli sbandieratori del quartiere Castello del Palio di Feltre
CONTEMPORANEAMENTE
LABORATORI:
laboratorio con la creta, Scuola dellInfanzia di Quero Vas
laboratorio di pittura con il sale, Scuola dellInfanzia paritaria M.V. Casamatta
laboratorio darte, Scuola Primaria di Quero Vas
laboratorio di aquiloni, Scuola Secondaria di Alano
laboratorio fiori di carta, Scuola Secondaria di Alano
laboratorio di pittura
SPORT:
giocatletica con Serena Schievenin (il sabato)
palla al re, classi prime della Scuola Secondaria di Alano
tiro con larco, a cura degli arcieri del Palio di Feltre
prova il gioco del rugby, venite a divertirvi e a scoprire nuovi giochi e divertimenti con la palla ovale!, a cura del
Rugby Valdobbiadene A.S.D.
torneo di pallavolo tra genitori

ATTUALIT

...E NELLINTERA GIORNATA DI DOMENICA


POMPIEROPOLI POMPIERE PER UN GIORNO, a cura dei Vigili del Fuoco Volontari del Basso Feltrino
Nellambito della manifestazione, a completamento del progetto ECOSCUOLA, saranno predisposte allinterno del parco
alcune isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti a cura degli alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria
di Alano e Quero Vas allo scopo di finanziare parzialmente il viaggio distruzione delle terze.

Lutilizzo dei proventi della School Festival 2014


Grazie alla preziosa collaborazione tra Comitato Genitori, Pro Loco di Fener e lassociazione Libero Pensiero, lo School
Festival 2014 ha permesso di raccogliere la somma di 7.300 euro che riteniamo opportuno rendicontare.
4.700 euro sono stati versati sul conto corrente bancario dellIstituto Comprensivo di Quero, utilizzati per il finanziamento di
progetti di ampliamento dellofferta formativa che probabilmente non si sarebbero potuti finanziare.
Si provveduto ai seguenti acquisti:
n. 2 pianoforti elettrici con relativo supporto, Scuola Secondaria di Alano e Quero Vas
fotocamera digitale + scheda di memoria + custodia, Scuola Secondaria di Alano
fotocamera digitale + scheda di memoria + custodia, Scuola dellInfanzia di Alano
lettore cd portatile / cassa bluetooth, Scuola Secondaria di Alano
palloni da pallavolo / pompa per palloni / vortex / cordella metrica, Scuola Secondaria di Alano e Quero Vas
mobile porta cartoncini, Scuola dellInfanzia di Alano
Da ricordare inoltre che il circolo Libero pensiero, in seguito a questa collaborazione con il Comitato Genitori dello School
Festival e a seguito delle pulizie fatte da alcuni di loro al Reset Festival, ha donato allistituto un impianto audio
professionale del valore di 1.050 euro.
Lutilizzo dei fondi a disposizione stato concordato con lIstituto Comprensivo e sentite le esigenze degli insegnanti.
Per chiudere, un ringraziamento davvero sentito il Comitato Genitori vuole rivolgerlo a Pro Loco di Fener e Libero Pensiero
perch senza di loro e il loro altruismo tutto questo non sarebbe stato possibile (e il bello che molti di queste persone che ci
hanno aiutato con tanto entusiasmo non hanno nemmeno figli in et scolare: grazie ancora)
Il Comitato Genitori

La presentazione dello School Festival 2015


Forti della meravigliosa esperienza dello scorso anno, viene riproposta la manifestazione dello School Festival, seconda
edizione. Della festa dello scorso anno ci resta il ricordo dellincredibile energia dei nostri ragazzi che hanno suonato,
cantato, ballato, recitato, disegnato, costruito, gareggiato facendoci toccare con mano una scuola attiva, gioiosa e creativa.
Grazie anche allimpegno e alla dedizione di un corpo docente entusiasta e motivato, supportato da una encomiabile
disponibilit del gruppo genitori, anche questanno riempiremo di colore, musica, allegria, sport questa manifestazione 2015
che diventa un appuntamento importante per stare insieme, conoscerci meglio e costruire percorsi di speranza per i nostri
giovani. A tutti coloro che nel territorio a vario titolo (Amministrazioni Locali, Aziende, Associazioni, Gruppi) sostengono
questa iniziativa va il nostro immenso e sentito ringraziamento.
Il Dirigente Scolastico Gina Doro

Per il terzo compleanno del locale musica con i Ravioli Giganti

Il 31 maggio grande festa in Gelateria Due Valli


di Silvio Forcellini
Domenica 31 maggio la Gelateria Due Valli di Fener festegger con clienti e amici il suo terzo anno di
attivit. Si inizier alle ore 16.30 con dj set e stuzzichini vari; alle ore 17.30 musica dal vivo con i
Ravioli Giganti; a seguire ancora dj set e pastasciutta per tutti i presenti. Lo staff della Gelateria Due
Valli di Fener, guidato da Eva Paset, invita tutti ad intervenire. A proposito del gruppo musicale, i Ravioli
Giganti sono formati da Enrica Balzan (voce), Igor De Paoli (batteria e percussioni), Matteo Visigalli
(basso e voce) e Maurizio Reolon (chitarra, voce e armonica a bocca). Il sound dei Ravioli Giganti pu
essere definito musica in movimento dove le cover di artisti noti vengono riarrangiate e reinterpretate
con gusto e sonorit personali. Il loro repertorio si muove dai pezzi classici di Bob Dylan e Carole King
ai pi recenti di Lisa Hannigan e Emiliana Torrini, da Gloria Gaynor a Bill Withers, da Amy Winehouse ai Coldplay Un
appuntamento da non perdere, dunque, quello proposto dalla Gelateria Due Valli di Fener.

CICLISMO

Sabato 23 maggio 2015 Treviso-Valdobbiadene


E il giorno della cronometro individuale al Giro d'Italia 2015: nella 14ma
tappa i ciclisti gareggiano contro il tempo nella Treviso-Valdobbiadene.
La tappa consiste in 59
km davvero insidiosi che
dopo un primo tratto
pianeggiante
presenteranno due tratti
in saliscendi tra cui
l'ultimo. E non sar una
passeggiata, con passaggio sul Montello
nellanno del centenario della Grande Guerra. Il
giorno dopo arriver infatti il famoso 24 maggio,
fatidico giorno in cui lItalia nel 1915 dichiar
guerra allAustria-Ungheria entrando
ufficialmente nel primo conflitto mondiale e della
epica battaglia del Piave. Sar la tappa del
Prosecco, dedicata a Giovanni e Andrea
Pinarello, un bel regalo agli appassionati delle
due ruote e soprattutto agli operatori del settore
vitivinicolo del territorio.

tratto da: http://www.gazzetta.it/Giroditalia/2015/it/tappa/14/info-tecniche/ e http://www.valdobbiadene.com/pagina/giro2015

RASSEGNA STAMPA

Svaligiata lazienda Albertini: il metallo rubato ha un valore complessivo di 30mila euro.


I ladri hanno colpito durante il week end e si sono allontanati a bordo di un camion.

Quero, furto di rame nella fonderia ex Form

QUERO VAS. Un colpo da 30mila euro. E quello messo a segno dai ladri dell oro rosso" che laltra notte sono entrati in azione
alle fonderie Albertini nella sede di Quero. Sul colpo indagano i carabinieri. Lultimo furto di rame avvenuto in provincia stato
quello messo a segno a novembre nella galleria di Col Cavalier a Belluno, dove sono ancora in corso i lavori. Anche in quel caso il bottino superava il valore di 30mila euro. Ieri mattina toccato alla ditta Albertini, che ha la sede centrale a Monza Brianza.
La fonderia, che a Quero ha lo stabilimento in via Piave al civico 34, stata visitata dai malviventi e la scoperta stata fatta ieri
mattina alla riapertura dopo il weekend. I ladri, sicuramente esperti in questo tipo di furti, nel fine settimana hanno agito andando a colpo sicuro. Erano organizzati: hanno prima forzato il cancello e hanno caricato il rame su un camion, con il quale erano
arrivati. Il colpo stato studiato chiss da quanto tempo. Il business del rame daltronde ormai sempre pi fertile visto che il
valore del metallo salito negli ultimi anni. Il rame si trova un po ovunque, cimiteri, tombini, gallerie, ferrovie e va letteralmente
a ruba visto che lo si pu smerciare per prezzi che vanno dai 3 ai 7 euro al chilo. Non era mai accaduto per un furto
in fonderia, dove il metallo di solito viene lavorato e fuso. Ieri non stato possibile parlare con i responsabili della ditta Albertini
a Quero, contattata al telefono nel pomeriggio. I centralini infatti hanno subito deviato la chiamata a Monza Brianza, dove ancora non erano a conoscenza del furto subto. Sono stati immediatamente informati i carabinieri di Quero che stanno indagando
sul caso a caccia di eventuali indizi, testimonianze o aiuto dalla videosorveglianza per dare un volto ai responsabili.
da Il Gazzettino del 5 maggio 2015

Consiglio comunale

Alano: differenziata spinta, Tari pi bassa


ALANO DI PIAVE. Alano, come tutti i nostri Comuni, sta scontando le varie spending review a partire da quella del Governo
Monti che continua ad avere i suoi strascichi a tutt'oggi. Con queste parole il sindaco di Alano Amalia Serenella Bogana ha
aperto la seduta consiliare di alcuni giorni fa anticipando quanto sarebbe poi stato discusso durante l'approvazione del rendiconto di gestione dell'esercizio finanziario 2014. 64mila euro tagliati in pi rispetto al 2013 dal fondo di solidariet comunale e
altri numerosi tagli stanno penalizzando la gestione, ha sottolineato Bogana che ha anticipato che il suddetto fondo nel 2015 si
vedr privare di altri 76mila euro. Ma il consuntivo del bilancio 2014 non ha portato solo notizie negative. La Tari (tassa rifiuti)
infatti calata di 10 euro pro capite (da 152 a 142 euro) e questo - ha spiegato il sindaco - grazie alla scelta vincente di essere
passati alla raccolta differenziata spinta. Fra i numeri citati, i 125.242 euro dati alla scuola: 495 euro a bambino per la scuola
dell'infanzia, 471 per ogni ragazzo delle elementari e 328 per ogni ragazzo della secondaria di primo grado. I servizi delegati
dell'Usl sono costati al Comune 123.444 euro. Abbiamo un grande patrimonio da gestire - ha proseguito il primo cittadino - per
la cui gestione servono risorse che per sono ridotte al lumicino. Stiamo utilizzando il pi possibile il servizio dei lavoratori socialmente utili in quanto abbiamo solo 2 operai comunali. Altri numeri: 329.562 euro pagati di mutui e oltre 100mila euro di tributi non riscossi dovuti alla difficolt di molti cittadini a sostenere la spesa. Dal tavolo delle minoranze il consigliere Antonio Codemo ha segnalato che la strada lastricata che da Campo porta al nuovo Pont de i Osi (che verr inaugurato oggi 3 maggio)
e lo stesso ponte pedonale vengono percorsi da moto. Imbecillit, maleducazione, poco rispetto della cosa pubblica e il divertirsi per far danni - ha replicato Bogana - si notano sempre di pi, come sempre di pi manca il senso civico. Siamo di fronte a
gente a cui del bene comune non interessa nulla.
da Il Gazzettino del 5 maggio 2015

Nella gara di selezione ai campionati italiani di bocce a coppie

CRONACA

Vittorio Diana grande protagonista


di Sandro Curto
Le corsie della Bocciofila Ponte Tegorzo di Fener hanno ospitato nelle scorse settimane le ultime partite della gara di selezione al campionato italiano a coppie di serie C dei comitati di Feltre e Belluno. Ad aggiudicarsi la gara, e di conseguenza la qualificazione ai campionati italiani di Torino del prossimo luglio, stata la coppia formata da Vittorio Diana e
Alessandro Dinello (Pederobba) davanti a Dalla Porta-Pollet (Pedavena), Cappellin-De Din (San Micel di Fonzaso) e
Strag-Tormen (Trichiana). Soddisfazione quindi per lalanese Vittorio Diana che, oltre ad esser profeta in patria, risultato il miglior puntista della gara. E nata una stella, il commento del presidente della Bocciofila Ponte Tegorzo Armando Gerlin.

Amici della prima


elementare di Alano
del 1950
segnalazione di Lorenzo Dalla Favera
Il nostro abbonato Lorenzo Dalla Favera ci ha fornito
questa foto, scattata di recente, nella quale troviamo
cinque amici che nel lontano 1950 frequentavano la prima
elementare di Alano.

10

LETTERE AL TORNADO

Risposta al Capogruppo della lista Il Ponte relativa al taglio piante in Piazza Marconi
Il Pinus nigra, in gergo chiamato Pino nero, una delle piante tagliate, era fortemente attaccato da decine di nidi di processionaria che ne avevano rinsecchito completamente la fronda sud, sbilanciando lalbero e rendendolo pericoloso in
caso di precipitazioni nevose o forte vento. Nel caso di nevicate copiose lalbero si sarebbe caricato di neve solo nella
parte posteriore con il conseguente distacco della punta dellalbero, come si era gi verificato in altre situazioni.
Lattacco massiccio di processionaria difficilmente debellabile, anche con specifici trattamenti antiparassitari. Gli interventi hanno inoltre durata temporanea e con effetti limitati e conseguentemente, nel giro di alcuni mesi, lalbero sarebbe ridotto nelle medesimi condizioni anche per il contagio che ne deriva da altre piante infette della zona. Il Pino nero lhabitat naturale del parassita denominato processionaria; ma, mentre nelle zone con clima pi freddo, il rigore
invernale regola la proliferazione delle larve della processionaria (molti nidi durante linverno con temperature sotto zero cadono a terra ed in esso le larve muoiono creando di fatto un equilibrio stabile tra la pianta ed il parassita), nei paesi con un clima pi mite (come ad esempio la zona prealpina di Quero Vas), la stagione invernale non riesce a ridurre
la popolazione delle larve che proliferano a dismisura, provocando il rinseccamento degli aghi e dei rami portando lentamente a morte lalbero, con conseguente pericolo di caduta dei rami secchi o ancor peggio lo sradicamento
dellalbero stesso. Nel nostro caso, abbiamo tenuto anche conto che essendo lubicazione dellalbero nel parco pubblico di Piazza Marconi, con la presenza di bambini e ragazzi che giocano sotto gli alberi, cera anche il pericolo che i
giovani fossero esposti al pericolo delle punture della larva della processionaria che durante la migrazione primaverile
forma lunghe file a terra. Le punture di larva di processionaria provocano in alcuni casi problemi di allergia e comunque
un forte arrossamento doloroso (tipo orticaria) nella zona cutanea punta. Al fine di addivenire ad una soluzione rapida
e definitiva del problema, sollecitati anche da alcuni cittadini, sono stati interpellati anche i Servizi Forestali i quali, dopo
attento sopralluogo, hanno confermato la presenza del pericoloso parassita sul Pino nero ed in altre zone del territorio
comunale, ravvisandone la pericolosit e la necessit di trovare una soluzione al problema. Assieme al Pino nero si
proceduto allabbattimento anche di unaltra pianta posizionata di fianco al pino: il Taxodium distichum, che risultava
priva di fronda sul lato verso il pino, piegata e longilinea per mancanza di luce dovuta alla presenza dellaltra pianta. In
conclusione anche questa seconda pianta era pericolosa perch non in grado di resistere alle avverse condizioni atmosferiche.
Concludendo: nostra intenzione migliorare il parco pubblico di Piazza Marconi con future piantumazioni di altre
piante e la sistemazione delle attuali.
LAmministrazione Comunale di Quero Vas
Notizie sul parassita denominato Processionaria, tratte da: www.processionaria.it
Thaumetopoea pityocampa
La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) un insetto dell'ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae. Esso deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di "processione". Questo artropode si trova nelle regioni temperate dell'Europa meridionale, nel vicino Oriente e perfino nell'Africa settentrionale. E' uno degli insetti pi distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti
di pinete durante il proprio ciclo vitale. La pianta pi colpita il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma
facile trovarne anche presso larici e cedri.
Il ciclo biologico del parassita
La processionaria attiva solo durante i periodi freddi dell'anno, dal momento che trascorre i caldi mesi
estivi come bozzolo seppellito sotto terra. Le falene
iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto;
trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante
adatte per deporre le uova. Ogni femmina produce
un "ammasso" di uova che viene fissato ad un ago
dell'albero ospitante (vedi foto). L'ammasso pu contenere fino a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4
settimane nascono le tipiche larve (vedi foto). Le uova sono completamente ricoperte da scaglie provenienti dall'addome della femmina. Nonostante la modesta dimensione, le larve sono dotate di forti
mandibole in grado di fagocitare i duri aghi gi subito
dopo la nascita (vedi foto). In poco tempo, spogliato
completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento. I bruchi vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido sericeo dove affronteranno l'inverno (vedi foto). L'attivit riprende in primavera e le
processionarie, in genere verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per
tessere il bozzolo. Trovatolo, l si interrano ad una profondit variabile di circa 15 cm.
Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma pu prolungarsi anche per uno o
pi anni. Linsetto, raggiunta la maturit e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio esce dal bozzolo. Ladulto
una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con delle striature marroni; la femmina solitamente di dimensioni
lievemente maggiori del maschio (vedi foto). La loro vita molto breve: non pi di 2 giorni. Le femmine sono le prime a
recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio. Il lepidottero vola alla ricerca della
pianta pi adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.
Effetti delle punture di Processionaria sulluomo
La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, pu costituire un pericolo maggiore per l'uomo e gli altri animali. I
peli urticanti dell'insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatamente limitati, possono provocare una
grave reazione allergica. Sono di seguito trattati i principali effetti che possono seguire lo spiacevole incontro con una
processionaria.

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LETTERE AL TORNADO

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o
pi semplicemente sotto l'azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi
peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina
(sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni
che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi pu verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficolt di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza). A seconda
della zona del corpo interessata, diversi sono i sintomi:
In caso di contatto con la pelle: apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito.
La reazione cutanea ha luogo s sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli.
In caso di contatto con gli occhi: rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondit del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a
cecit.
In caso di inalazione: i peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione
si manifesta con starnuti, mal di gola, difficolt nella deglutizione e, eventualmente, difficolt respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento
delle vie respiratorie come si verifica per l'asma).
In caso di ingestione: infiammazione delle mucose della bocca e dell'intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.
Nelle foto qui a fianco: Larva di processionaria con i peli urticanti
Dermatite da processionaria

ATTUALIT

I piccoli maestri
Luigi Meneghello

In questo testo autobiografico composto all'inizio degli anni sessanta


Meneghello racconta di come pass dagli studi universitari al corso ufficiali
dell'accademia militare. Era il 1943, c'era la guerra e lui apparteneva alla
generazione dei ventenni chiamati a combattere. L'addestramento in accademia
per bruscamente interrotto dalla firma dell'armistizio, cos, senza aver mai
visto il fronte, il giovane Meneghello assiste allo sbandamento dell'esercito e,
come tanti altri, smette la divisa e se ne torna a casa, nel vicentino dove trova un
clima di grande confusione: nel paese si incrociano opinioni e intenzioni molto
diverse, qualcuno possiede una certa impostazione politica, ma la maggior parte
esprime semplicemente un non meglio precisato desiderio di cambiamento, di
rinnovamento; una cosa certa, bisogna farla finita con il fascismo, in qualunque
modo.

Uno scambio informale di impressioni e idee sulle nostre


letture del momento,
per condividere il piacere della lettura e scoprire modi diversi di leggere
incontrandoci in biblioteca insieme a Livio Vianello

Gioved 4 giugno

alle 20.40 in Biblioteca ad Alano di Piave

una proposta delle Biblioteche di Alano di Piave e Quero Vas


Biblioteca di Alano di Piave 0439.778718 biblioteca.alano@feltrino.bl.it
luned 15.00-18.00 mercoled 9-12.30 e 15.00-18.00 venerd 15.00-18.30
Biblioteca di Quero 0439 787097 biblioteca.querovas@feltrino.bl.it
marted 9.30-12.30 e 16.00-19.00 gioved 14.30-18.30 sabato 10.30-12.30
Biblioteca di Vas 0439 780270 biblioteca.querovas@feltrino.bl.it
luned 16.00-18.30 mercoled 16.00-18.00 sabato 9.00-10.30

Iniziativa realizzata nellambito dellAccordo di Programma tra Regione Veneto e Unione Sette Ville
Festival del Paesaggio...nuovi scenari di partecipazione

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CENNI STORICI

SETTANTANNI DOPO a cura di Piero Piccolotto


ALANO - RICORDO DI DUE ANNI TERRIBILI - 1944/1945
IL SACRIFICIO DI LEONE DOMENICO CODEMO
Codemo Leone Domenico nasce ad Alano di Piave nel 1916.
Come per buona parte dei maschi alanesi, appena finite le elementari, o
anche prima, la prospettiva di lavoro quella di fare il pastore o di cargar montagna.
Molti di loro, come Leone, trovano anche il tempo per ndar a scie, attivit abbastanza redditiva ma estremamente rischiosa.
Leone, per esempio, ci rimetter ben tre dita. Questa mutilazione lo salver dalla naja, ma non dal crearsi una bella famiglia icon la Guerrina
che gli regaler 4 figli (Mariano, Luigino, Lidia e Giorgio), di cui tre sono
ancora viventi e ormai tutti sopra la settantina.
Partigiano fin dalla primora, Leone partecipa allattivit della Brigata Matteotti sul Grappa e sullArcheson, rischiando pi volte di essere arrestato
durante i rastrellamenti ma riuscendo sempre a cavarsela. Purtroppo gli
va molto meno bene la notte tra l11 e il 12 novembre del 1944. Arrestato
come tanti altri compagni mentre se ne sta tranquillo a casa con la sua
famiglia, viene traferito in manette al Municipio di Alano, dove torturato
a lungo prima di essere destinato alla caserma Zannettelli di Feltre. Altre
torture, altri interrogatori, e poi partenza per Bolzano, presso la Caserma
Mignone. Da qui il trasporto
definitivo al campo di concentramento di Mauthausen, nella
dipendenza di Ebensee. Qui
rimane fino al 23 aprile 1945, quando viene ucciso. Manca solo una settimana dalla fine della guerra! Mariano, il primogenito di Leone, ricorda che
quando il pap venne arrestato (lo vengono a prelevare a casa due tedeschi che parlano un perfetto italiano) i militari si mettono a rovesciare i materassi e aprire gli armadi. Ci fanno paura col fucile (loro lo chiamano
schioppo) sventolandocelo in faccia. Poi se ne vanno portandosi via la musigna con i nostri poveri risparmi dentro. Nel pomeriggio del giorno successivo allimpiccagione dei 5 partigiani, fra cui mio zio Giovanni - racconta
sempre Mariano - noi ragazzini eravamo tutti in piazza a vedere i morti
mentre li staccavano dagli alberi e li deponevano nelle bare per portarli al
cimitero. Non ricordo di aver provato una particolare emozione nel venire a
sapere che uno di quegli sventurati era mio zio, e che non lo avrei visto mai
pi.. Non mi parve tanto grave neppure che avessero portato mio pap a Feltre, perch ero
certo che sarebbe tornato a casa fra poco tempo. Capii che era successo qualcosa di veramente grave solo quando, tornato a casa, trovai mia madre in lagrime, e tante donne del vicinato con la corona del rosario in mano che ripetevano ora pro nobis.
Nella foto: la medaglia donore della Repubblica Italiana ai deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945 intestata a
Leone Domenico Codemo.

Una visita ad Ebensee (Mauthausen)


Ci andiamo da soli, nel lager, che ora ha tutta la pace di un cimitero di campagna. Non
facile trovarlo; ad una ragazzina che passa in bicicletta chiedo dove sia il campo di concentramento; mi guarda stupita; non sa nemmeno cosa sia. Un vecchio con la barba si
offre di accompagnarmi.
Al centro una grande croce ricorda le centinaia di migliaia di morti. Sotto, la scritta dettata
da una sposa italiana e tradotta in francese e in inglese. Al marito qui sepolto, dice,
compagno eroico dei mille morti che insieme riposano e dei moltissimi altri martiri di ogni
terra e di ogni fede, affratellati dallo stesso tragico destino, una donna italiana dedica
pregando perch cos immane sacrificio porti bont nellanimo degli uomini. Nel portico,
in fondo, lapidi che ricordano i morti sotto le arcate ricoperte dedera, accanto ai battenti
del forno crematorio. Quasi tutti nomi di ebrei, polacchi o italiani: i nostri si chiamano:
Luigi Rizzotto, di Alano di Piave; Tito Alfaroli, di Empoli; Sergio Fancelli, di Firenze; Lauro
Mannozzi, di Montelupo; Aloise Antonini, di La Spezia; Alfredo Canali, Elio Maranghi,
Adolfo e Dante Fossi, fratelli di Montelupo Nel prato, croci di pietra e massi con incisa
la stella ebraica. () Qui la gente non ama ricordare. Si meraviglia, anzi, che un giornalista italiano sia venuto fin l per ascoltare la sua storia. Forse raccontare queste cose pu aiutare a sperare. C bisogno di speranza, oggi. Se ne va abbozzando quel suo sorriso senza gioia. Gli rimasto negli occhi il ricordo di Ebensee.
Angelo Montonati - Famiglia Cristiana

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CENNI STORICI

SETTANTANNI DOPO a cura di Piero Piccolotto


ALANO - RICORDO DI DUE ANNI TERRIBILI - 1944/1945
IL SACRIFICIO DI GUSTAVO COSTA
Gustavo nasce ad Alano il 6 febbraio del 1920.
Quella di Gustavo una antica famiglia di fabbri, per cui la sua prima giovinezza
trascorre ad aiutare il padre tra i mantici e le incudini, nel ritmico tuonare dei martelli. I primi tempi di guerra, per, fanno calare anche il lavoro, ed necessario
trovare unoccupazione pi remunerativa. Cos, quando gli cpita a proposito un
arruolamento nellArma Aeronautica che, oltre a una decente paga, gli garantisce
anche lapprendimento di un mestiere moderno e affascinante, Gustavo non ha
dubbi: saluta la famiglia e si arruola.
Tutto fila come lolio, almeno fino a quando scoppia la guerra. Non si sa bene per
quale precisa ragione, ma questo punto il nostro viene internato in Germania. Pur
di essere rimpatriato, Gustavo accetta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana,
lultima colossale trovata di Mussolini. Ma appena rientrato in patria si libera delle
lucenti patacche littorie e si arruola con le formazioni partigiane, dove ritrova tutti
gli amici di un tempo.
Gustavo, che nel frattempo si sposato con Bruna, riceve la notizia che sta per
diventare pap. Una notizia bellissima, anche se nessuno immaginer mai che
suo figlioletto sar destinato a nascere orfano e che dal suo pap non erediter
soltanto il cognome ma anche il nome.
Intanto la lotta in montagna si fa sempre pi dura, gli scontri sempre pi frequenti Paesi interi vengono dati alle
fiamme, la ferocia nazifascista sparge la morte in ogni valle
Nel corso del rastrellamento dell11-12 novembre 1944, Gustavo viene arrestato e portato in Municipio assieme ad altri
partigiani e sottoposto a stringenti interrogatori e a violente torture. Qui, tra i suoi aguzzini, riconosce anche un ex ufficiale di quando militava nella RSI. Costui, in perfetto italo-altoatesino, gli dice: Ma cosa hai combinato! Adesso potrei
anche evitarti altre torture, ma la morte purtroppo no! E cos sar. Nel primo pomeriggio di domenica 12 novembre
1944 Gustavo pender, a 24 anni, da un albera di via Bortolo Pontini, in fondo a piazza Roma

IL SACRIFICIO DI PACIFICO SIMIONI


Nato in Svizzera, Pacifico Simioni rientra in patria per il servizio militare, che prester per la maggior parte del tempo in Libia. In questo periodo lavventura coloniale esalta soprattutto i giovani, che si sentono protagonisti del nuovo Impero
mussoliniano. Lo stesso entusiasmo lo dimostra anche il nostro Pacifico, che nelle
sue corrispondenze a casa esprime tutto il giovanile ardor esaltato dal duce. Ma,
finita la naja e tornato in Italia col grado di caporale, Pacifico si trova davanti a
problemi pi concreti. Gli inni al duce, le sfilate, i vinceremo perdono ogni giorno
il loro fascino. Il contatto con la realt lo fa riflettere e rivedere i grandi sogni
dellItalia imperiale che lo avevano trascinato nella giovinezza. Diventa cos funzionario di una societ per la riscossione del dazio, che eserciter in Abruzzo e nel
trevigiano. Nel frattempo si sposa e diventa padre di Giorgio. Assieme alla moglie,
preleva lattivit commerciale dei genitori e gestisce il loro negozio di alimentari.
Ha intanto i primi rapporti con lantifascismo e, pi avanti, con il movimento partigiano. Partecipa attivamente alla costituzione di un gruppo operante tra il Grappa
e lArcheson, che intrattiene collegamenti sempre intensi con i gruppi partigiani dei
comuni limitrofi. Il figlio Giorgio ricorda un genitore autoritario e severo, tanto che
approva il suo avvio in seminario. Giorgio parte per Thiene nellottobre del 1944 e
vi rester fino al conseguimento del diploma di terza media, ossia fino al giugno 1947. Verr a casa solo per le vacanze estive, e non assister neppure alla traslazione della salma di suo padre dalla fossa comune esterna al cimitero alla tomba privata in zona consacrata.
Intanto ad Alano lattivit dei partigiani diventa sempre pi pressante, e sempre pi dura la reazione degli occupanti tedeschi. Finch si arriva al novembre 1944. Un improvviso rastrellamento in tutto il paese porta allarresto di una quarantina di partigiani, tutti
nelle loro abitazioni. E la notte tra l11 e il mattino del 12 novembre. In municipio li attendono un agguerrito manipolo di SS, accompagnati anche da elementi del fascismo
locale. Tutti gli arrestati vengono sottoposti ad interrogatorio e ad atroci torture. Infine
alcuni vengono rilasciati, mentre altri vengono avviati a Feltre per essere destinati ai
campi di concentramento. Cinque, invece, tra cui Pacifico, sono condannati a morte da
eseguirsi immediatamente. Pacifico, il primo ad essere giustiziato, viene appeso alla
prima albera di via Bortolo Pontini, in fondo alla piazza.
Nella foto a sinistra, ai tempi dellImpero, Pacifico ritratto (lultimo a destra) assieme a due commilitoni e ad un notabile libico.

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CRONACA

Il pic-nic alla Croce del Piajo


articolo e foto di Silvio Forcellini
Lodi lodi lodi al gruppo Fener I Giovani che,
sebbene siano rimasti giovani solo dentro,
hanno riproposto, a qualche anno di distanza,
una bella tradizione fenerese che rischiava di
perdersi: il pic-nic alla Croce del Piajo. Il
gruppo, guidato da Mario Bozzato, ha
provveduto, a pi riprese, alla pulizia dellarea e,
venerd 1 maggio, alla tradizionale ottima
grigliata. Una ventina i partecipanti che,
nonostante il maltempo, hanno affrontato lascesa
verso la croce che sovrasta Fener passando per
il Costesl. Partecipanti (tra i quali anche un
79enne, Bruno, e due mamme in attesa, Elena ed
Ester) che hanno potuto gustare le prelibatezze di
chef Boz e chef Valeron con il sottofondo
musicale di Dj Ciano e indiolamenti vari.
Ancora complimenti, quindi, ai giovani di una
volta Mario Bozzato, Valerio Schievenin,
Massimo Storgato, Mauro Tessaro, Alberto
Collavo, Gianni Gerlin, Luca Spada, Omar De
Paoli e Luciano Todoverto per la bella iniziativa.

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LETTERE AL TORNADO

Comune di Quero Vas (Bl) Recupero della memoria storico-agricola della Riva Querese del Tegorzo

Progetto di recupero del Mulino Banchieri

Breve storia e tecnologia dei mulini ad acqua

raccolta testi e foto a cura di Alberto Coppe


L'idea di imbrigliare la forza dell'acqua per
azionare macchinari ed utensili risale a tempi
remotissimi e la sua applicazione pratica, i mulini, utilizzata per almeno 2000 anni, fino all'era
industriale, all'avvento dei motori a combustione
e dell'energia elettrica e, per applicazioni artigianali, anche fino a qualche decennio fa.
Nell'area alpina e nel nord Europa, per la disponibilit di corsi d'acqua regolari e con molta
portata, si diffuse lentamente la tecnologia che
sfruttava la forza motrice delle pale azionate
dall'acqua. La tecnologia pi antica, utilizzata
per macinare, a ruota orizzontale a palette o
semicucchiaie, dove la trasmissione del moto
attraverso l'albero verticale era diretta: dalla
ruota alla macina. Ad ogni giro di ruota motrice
corrisponde quindi un giro della mola superiore.
Nel mulino a ruota verticale, che successivamente soppianter la tecnologia a ruota orizzontale in quanto maggiormente performante,
per mezzo di un ingranaggio detto ruota dentata o anche lanterna, vi la moltiplicazione dei
giri ed anche il passaggio del movimento di rotazione da verticale nella ruota ad orizzontale
nella mola. La diffusione della ruota ad acqua
per le attivit pre-industriali si estese molto lentamente, con periodi di regressione dovuti alle
invasioni barbariche del V e del IX secolo. Fu
per solamente a partire dall'XI secolo che la
stabilit politica, la relativa prosperit economica e la notevole crescita demografica, posero le
condizioni per un rapido imporsi delle attivit artigianali e la crescita prepotente della produttivit, con conseguente necessit di forza motrice per i primi, rudimentali ma
efficaci, macchinari. Questo fattore port a ripercussioni politiche di non
poco conto. Nell'economia feudale, il signore era proprietario dei terreni e
di tutto quello che sopra di essi poggiava, intendendo con questo non solo
tutti i manufatti produttivi, ma anche gli animali e gli stessi uomini, nonch
l'uso di tutte le risorse naturali. Quindi anche l'acqua. E' con l'economia
comunale che prese corpo il concetto di uso pubblico delle risorse e divenne attivit artigianale il lavoro che un addetto, nel nostro caso parlando
di mulini il mugnaio, svolgeva da libero professionista svincolato dalla
propriet del feudo. Conseguenza di questo fu il maturare l'idea che l'acqua, nel nostro caso, fosse materia strumentale al lavoro. Ecco quindi che
per forza di cose dovesse essere rigidamente regolamentata e il suo uso
soggetto a tassazione in quanto, dal suo utilizzo, se ne poteva ricavare un
guadagno. Concetto che verr sempre pi esteso e rafforzato, fino ad arrivare alle estreme conseguenze ancora oggi in vigore. Si pensi, ad esempio, al monopolio idrico per la produzione idroelettrica o i rigidissimi vincoli
per l'installazione anche di una semplice ruota ad acqua per far girare una giostrina improduttiva. I mulini, pur mantenendo caratteristiche tecnologiche comuni, erano strumenti studiati di volta in volta alla destinazione d'uso funzionale ai compiti che dovevano
svolgere e perfettamente integrati all'ambiente da cui prelevavano la forza
motrice. In montagna si sfruttava il salto d'acqua, quindi la forza d'urto di
una maggiore pressione ma con minore portata, privilegiando la spinta
per di sotto con ruota piccola, la corona e l'albero molto robusti e pesanti
anche per conservare una maggiore inerzia, le palette innestate direttamente sulla corona per permettere una facile sostituzione. In pianura, non
disponendo di adeguati dislivelli nel salto d'acqua, si optava giocoforza
ancora per la tecnologia per di sotto, ma data la grande e costante portata d'acqua disponibile nel canale di alimentazione e la bassissima pressione e velocit, la ruota doveva essere molto grande, a volte anche gigantesca raggiungendo perfino i 10 metri, e la tecnologia molto sofisticata
con le pale molto curate al fine di catturare la maggior spinta possibile. Tipicamente vi erano due soluzioni strutturali. Una casetta fissa in muratura
o in legno con le ruote poggianti su solide fondamenta, particolarmente
adatta alle rogge di risorgiva con portate d'acqua costanti pressoch tutto l'anno. Un'altra soluzione prevede ruote con

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LETTERE AL TORNADO

alimentazione dal di sopra, molto pi efficiente e performante delle soluzioni precedenti, ma richiede un dislivello nel
salto d'acqua pari almeno al diametro della ruota stessa. E' la tecnologia pi sofisticata in questo settore e necessita
un accuratissimo sistema di alimentazione, ruota e pale costruite con molta precisione. Era diffusa soprattutto nelle
aree collinari e pedemontane dove vi era una discreta e costante disponibilit d'acqua, anche se non con masse paragonabili a quelle ricavabili dai grandi fiumi di pianura. L'energia ricavata e disponibile sull'albero rotante all'interno
dell'officina, fu per molti secoli sfruttata esclusivamente per le macine da grano e frantoi, cio la rotazione costante di
una grossa mola. Fu solamente nel XII secolo che venne inventato l'albero a camme, sostanzialmente dei grossi cunei
innestati nell'albero rotante (o albero motore), che permisero l'utilizzo di macchinari a movimento discontinuo o alternato. Ecco comparire i magli, grossi martelloni con la testa in ferro e come manico una trave di legno, sollevati dal cuneo
della camma e lasciati cadere. E poi meccanismi per azionare i mantici. Con questa tecnologia si diffusero enormemente le fucine e la lavorazione del ferro battuto. Il moto alternato permise l'invenzione delle segherie, di pestelli usati
anche per triturare panni e scarti di segheria per produrre la carta, di folli per le lane. Per trovare delle significative innovazioni bisogna giungere gi in epoca industriale, alla fine del XIX secolo. Per la molitura dei cereali venne inventata
la mola a cilindri, mentre tutta una serie di accorgimenti tecnici modific significativamente le strutture meccaniche:
ruote, pale e ruote dentate fatte in ferro, cinghie per la trasmissione della forza motrice, turbine idrauliche ad altissimo
rendimento collegate a generatori elettrici. Con quest'ultima tecnologia, per la prima volta nella storia, fu possibile disgiungere il luogo di produzione dell'energia dal luogo di sfruttamento della forza motrice.

Folli e mulini sulle sponde del Tegorzo: un po di cronologia

1342: lungo le sponde del Tegorzo fiorisce la zona industriale di Quero Vas
La ricostruzione storica delle vicende dei
principali mulini che sorgevano lungo il corso delle acque del Tegorzo, fatta da Bona
Beda Paz nel libro Quero dalle origini al
XVIII secolo, ci permette di dimostrare come il loro passaggio di propriet nel corso
del Seicento e Settecento stato a vantaggio delle famiglie dei Casamatta, Banchieri,
Franzoia e Gobbato. Queste famiglie rappresentavano in quel periodo il pi importante indotto economico per il paese grazie
alle loro industrie tessili, le cui attivit, con i
mulini, avevano in comune lutilizzo della
forza idraulica. Le rive del Tegorzo hanno
rappresentato per diversi secoli, il polmone
economico della vita di Quero e dei paesi
della Pieve. Si pensi che il solo opificiolanificio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe
Casamatta fu Giacomo, situato vicino alla
chiesetta di San Valentino, nel 1764 dava lavoro a oltre 700 persone. Il paesaggio ai lati del torrente era ricco di folli,
mulini e altri stabilimenti e dallesposizione delle chiodere su cui erano appesi i panni.
La famiglia Banchieri
La famiglia Banchieri, potente nucleo borghese che ha segnato la vita di Quero in et moderna, stata per lungo tempo proprietaria di folli e mulini lungo il corso del Tegorzo. Capostipite della famiglia il cittadino di Venezia Giovanni o
Zuane Banchieri figlio di Francesco, presente a Quero sin dal 1530 quando sposa Marta Pontini che gli porta in dote
200 ducati di beni stabili. Siccome il pagamento della dote non fu puntuale, adite le vie giudiziarie, Giovanni Banchieri
ebbe in pagamento dalla famiglia Pontini, nel 1535, un terreno di quattro campi ai Troi. La dote della moglie fu la base del patrimonio terriero di Zuane, si vedano per questo gli estimi dal 1538 in poi presenti presso lArchivio di Stato di
Treviso nella sezione Di qua dal Piave. Il patrimonio, fin da subito, fu comunque variegato ed esteso ad altre attivit,
infatti, Zuane acquist anche una delle osterie di Quero e intraprese lattivit di prestatore di denaro. Mor nel 1580 lasciando sette figli maschi (Taddeo, Domenico, Zuanne, Alvise, Francesco, Cristoforo e Zan Tomio) e una ragazza,
Giulia. Le gesta dei membri della famiglia proseguono in ambito imprenditoriale fin oltre la met del Settecento, espandendosi anche oltre i confini di Quero.
I folli della valle del Tegorzo
Dopo qualche cenno preliminare sulla famiglia Banchieri cerchiamo di ricostruire a grandi linee, e seguendo un immaginario filo cronologico, le vicende della Quero industriale. Le prime attestazioni di attivit produttive lungo il Tegorzo
si possono far risalire al 1342 quando si descrivono i beni appartenuti ai conti Collalto in Quero e passati al Comune di
Treviso. Tra questi vi sono tre mulini di cui due indicati in riva al Tegorzo. Negli anni 1459-1462 risultano essere in funzione almeno cinque folli; i proprietari erano: Zuan Antoni fu de maestro Piero, Stinien quondam Zani Maria, Lunardo
folador, Bortolamio de Antonio de Ricen, Dona de Antoni de Rizen. Nel 1499 diventano nove e nel 1518 dieci. Tutti
questi folli si trovavano lungo il Tegorzo, per la maggior parte in contrada dei folli. In contrada Calnova era situato
quello di Liberale Mozzetto e in contrada dal p de Chanzeniga il follo dei Griguol. Dopo il 1532 i folli sfondano quota
dieci, sono infatti undici in quellanno, il numero cresce ancora nel periodo 1538-1542. I folli appartenenti a Piero folador e ai suoi discendenti, finiscono, in tempi diversi, tutti alla famiglia Casamatta. Questo potente gruppo familiareindustriale arriver a possedere circa la met delle ruote disponibili. I folli Ricen, rimangono a questa famiglia, divenuta Rizenotto, almeno sino al 1542; nei decenni successivi questa famiglia non risulta pi nei ruoli dei follatori. Un altro
ramo dei Ricen, assunto il cognome Mozzetto, possedeva nel 1518 il follo in Calnova e mantenne la propriet
delledificio almeno sino al 1686, anche se da qualche anno il follo era stato dato in livello alla famiglia Gobbato. Dai
Ricen/Mozzetto derivano anche gli Zerman gestori di folli in Campo e in Calnova (in toto o in parte). Nel 1655 la famiglia Pontini acquista i beni, compreso il follo che fu dei Zermani. Altri follatori sono i Mazzocco. I primi sono Tomeo, Antonio e Vetor Mazzocco possessori di un follo nel 1499. Tralasciando le vicende di follatori minori nel 1708 sul territo-

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LETTERE AL TORNADO

rio di Quero risultano attivi sette folli, tutti concentrati nello stesso sito, quattro erano in disuso. Le famiglie di imprenditori nel settore laniero che emergono da questa centenaria vicenda sono individuabili in tre gruppi: Gobbato, Banchieri
e Casamatta. I folli ormai sono di minimo tre ruote (quattro per i Casamatta che hanno tintoria e altri meccanismi per
lavorazioni successive), una per follare, una per torcere e una per garzare.
Il follo Banchieri
Tornando ai Banchieri, gi gestori di mulini, come vedremo in seguito, giunsero tardi (solo alla fine del 1600) alla produzione della lana. Nel 1683 Giovanni Banchieri acquista follo e garzi in cattive condizioni, (sul Tegorzo, in localit
Menegotti in territorio di Quero) appartenuto per pi di centanni ai Mazzocco; lopificio era situato pi a valle dei folli
Casamatta e a monte di quello dei Mozzetto.
I mulini situati lungo il Tegorzo
Oltre ai tre mulini sopra descritti (Banchieri, Casamatta e Mozzetto), i Collalto ne possedevano uno, gestito dal mugnaio Giovanni di Campo, un secondo mulino era di propriet del mugnaio Bartolomeo. Entrambi erano situati sulla
sponda destra del Tegorzo, quella in territorio di Campo. Fino al 1538 non si hanno notizie certe sulla presenza e numero di tali impianti; in questa data assommano a cinque. Fino alla fine del Settecento il numero di mulini rimane oscillante fra quattro e cinque, oltre a quelli situati a Campo, a Colmirano e a Fener. Da unantica planimetria del 1681 possiamo ricostruire posizioni e ordine degli opifici che si trovavano sul versante querese. Partendo da monte cera per
primo in localit Last o delle Laste, il mulino a due ruote dei Banchieri; pi in gi si trovava il mulino appartenuto ai
Bertolini ma da poco acquistato dai Casamatta. Allincirca dove sorger nel 1696 la chiesetta di San Valentino il canale
di derivazione delle acque si divideva in due ramificazioni. La prima andava a spingere le cinque ruote del secondo follo dei Casamatta, la seconda le tre ruote del follo Gobbato che aveva a fianco le chiodere. Poi le acque si riunivano e
andando verso la localit Menegotti azionando il mulino dei Mazzocco, che divenne poi dei Banchieri ed infine il follo
dei Mozzetto in seguito acquistato da Bernardo Gobbato.
Il primo mulino Banchieri
La famiglia Banchieri, prima del mulino interessato in questi mesi dai lavori di recupero da parte del Comune di Quero
Vas, stata proprietaria di un altro sito
analogo, quello alle Laste. Gi a partire
dal 1462 il notaio Silvestro dichiarava che
nel suo terreno in localit alle Laste, nelle
vicinanze di una derivazione dacqua del
torrente Tegorzo, si sarebbe potuto costruire un mulino o un follo. Item ha. I. posta a le Laste compro cum. I. quarto de
terra vuoda destropada piena de spine e
rove, ma se porave far habia la possanza
uno molin over folo dei quali ge sono in
copia, de la qual ha niuna utilita, da ogni
parte comun e via comune.
Il mulino Banchieri, oggetto del progetto di recupero a cura del Comune di Quero Vas
Lopificio oggetto dellodierno restauro, sulla mappa del 1681, non compare ancora a nome Banchieri (viene, infatti,
acquistato dai Banchieri nel 1683). Solo nel 1683 Geronimo Mazzocco fu Giovanni vende il mulino a Giovanni Banchieri fu Domenico, e separatamente, come abbiamo visto, vende il follo annesso al mulino a Giovanni Banchieri. Il
mulino (una roda da mulin a palla con casetta ad uso) nel 1712 appartiene a Francesco Banchieri e lo tiene Battista
Faccinetto; l vicino laltra ruota (una roda da molin con casetta ad uso) di propriet di Pietro Antonio Banchieri e tenuta da Antonio Bertolini. Nel 1738 Laura Zambaldi, vedova di Francesco Banchieri, quale tutrice del figlio Antonio, cede a Francesco Buttuol una delle due ruote del mulino; nel 1743 il Provveditorato beni inculti di Venezia trasferisce
lintestazione delle due ruote ai nuovi proprietari, una ruota a Giacomo Banchieri e fratelli fu Pietro Antonio, laltra a Michele Buttuol. Nel 1768 il mulino con la ruota, dai Buttuol ritorna a Giuseppe Banchieri fu Antonio, che tiene il mulino
da grano a due ruote nel 1793 e nel 1811. Dal Censo stabile attivato - primo impianto del 1858 conservato
nellArchivio di Stato di Belluno, si desume come la propriet sia sempre stata descritta come due corpi divisi che si ritrovano ai numeri di particella: 624 come Mulino da Grano ad acqua con casa; 625 come casa colonica.
Il mulino Banchieri passa in propriet alla famiglia Furlan Domenico
Il vecchio mulino Banchieri rimase indenne durante i bombardamenti della Grande Guerra, forse perch riparato dalla
grotte e dal promontorio roccioso che sorgeva proprio dietro ledificio. I Banchieri affittarono il mulino nel 1919-1920 alla famiglia querese di Domenico Furlan e Maria Mazzocco, da sempre mugnai e proprietari di un appezzamento di terra con annesso un mulino ad una ruota a monte della chiesetta di San Valentino. Detto mulino venne completamente
distrutto durante i bombardamenti di Quero dellinverno 1917. Cosicch la famiglia Furlan, al ritorno dal profugato, prese in affitto la struttura a mulino situato poco distante e di propriet della ricca famiglia dei Banchieri. Lo condussero
per per pochi anni, preferendo poi laffitto di un mulino elettrico in paese in via Indipendenza (case famiglia Febo).
Lalto costo dellelettricit costrinse per quasi subito la famiglia Furlan a ritornare in affitto dai Banchieri presso il mulino nella localit detta delle chiodre. Ledificio era formato da tre costruzioni: la prima, la pi grande, ad uso laboratorio
ed aveva al suo interno due tramogge, due macine in pietra azionate dalle due pale esterne del mulino, una grande per
macinare il frumento ed una piccola per il grano, ed il necessario per la macinazione del frumento e del grano. Attraverso una porta situata a sud della struttura si entrava nel locale cucina che aveva un focolare (larin), un secchiaio in
pietra, un tavolo ed una grande credenza in legno. Attraverso una scala, anchessa in legno, si saliva al piano superiore dove erano situate tre camere da letto ed una stanza ad uso magazzino, dispensa. Di fianco alla cucina la stalla. La
famiglia Furlan possedeva due mucche, una vitella, un paio di capre, e alcuni conigli. Dietro alla stalla, tuttintorno
alledificio, esisteva un porticato dove erano sistemati gli attrezzi agricoli, la legnaia ed un pollaio. Sopra la stalla un
piccolo fienile. Poco prima del locale adibito alla macinazione del grano cera un piccolo ricovero per il mulo. Dietro
alledifico su tre terrazzi cera un vigneto con uve americana, crinto, francese e la cruina. Alcuni alberi da frutta, in particolare mele, erano situati qua e la sul pendio. Appena prima dei terrazzamenti a vite, su un pianoro era coltivato
lorto. Davanti alledifico sul fronte che guarda la frazione di Campo, a confine con il greto del torrente Tegorzo, cera
una fila di alti pioppi. Nei primi anni venti, Domenico Furlan acquist il mulino dalla famiglia Banchieri. Negli anni suc-

18

LETTERE AL TORNADO

cessivi (1925-1935) per la scarsit di coltivazione del frumento nelle campagne di Quero, la ruota grande del mulino
and in disuso e venne tolta. Il mulino funzionava bene con la ruota piccola per la macinazione del grano. Negli anni
40 il mulino pass in eredit ai figli di Domenico Furlan, Pietro (classe 1902) e Bortolo (classe 1904) che ne detenevano la licenza. Il lavoro di mugnaio era per praticato da Pietro e da sua moglie Ettorelli Anna Maria (classe 1906), mentre il fratello Bortolo era impiegato come fattorino (procaccia) presso lufficio postale di Quero. La famiglia Furlan per le
famiglie dei contadini faceva anche il servizio di ritiro dei sacchi di grano e la conseguente consegna della farina direttamente nelle varie aziende agricole, per far questo faceva uso di un grande carro trainato da un mulo. Le famiglie contadine del territorio a seconda della preferenza, portavano il grano a macinare o al mulino della famiglia Furlan Pietro e
Anna Maria oppure al mulino di Furlan Giovanni situato pi a monte della chiesetta di San Valentino, lungo la stradina
detta della Cartiera. Negli anni la famiglia di Furlan Pietro crebbe numericamente, mamma Anna Maria mise alla luce
cinque figli, tre femmine Rosetta, Anna, Emilia e Elena, ed un maschio Giandomenico. Nel periodo 1957-1960, la Sade, ora Enel, realizza la galleria di derivazione collegata alla grande centrale idroelettrica di Quero. In prossimit del
mulino Furlan costru la finestra per lo sbocco del materiale di scavo. Lintervento, ascrivibile agli anni 60, ha sepolto
ledificio del mulino, denominato mulino Banchieri in riferimento alla importante famiglia che ne ha avuto la propriet fino al 1928, localizzato al mappale 102 del foglio 33, oltre che il canale di derivazione che garantiva il funzionamento
dellopificio. Sono stati cos sommersi gli antichi edifici, ultimi testimoni dellattivit industriale sorta fin dal 1300 lungo il
corso delle acque del Tegorzo.
Il progetto di recupero
Il progetto nasce dall'esigenza di recuperare un'importante testimonianza della memoria storica di un'area gestita in
maniera unitaria da secoli e che conteneva al suo interno funzioni importanti a carattere territoriale, come appunto il
mulino in oggetto, ancora in uso fino agli anni 50, e di
cui ancora alcuni conservano un ricordo preciso. Le ipotesi di rilancio dell'area da un punto di vista turisticoricettivo tendono al recupero dei luoghi della memoria,
per individuare percorsi all'interno del territorio comunale che consentano di ricostruire un rapporto con la storia recente e passata fatto non solo di ricordi ma anche
di sensazioni e di riscoperte delle tecniche in uso. Oltre
ad elementi di valore storico-architettonico come la
Chiesetta di San Valentino e numerosi edifici/mulini, e
qualora si riesca ad individuarlo la tendenza dei pi
ad assimilarlo ad altri immobili diroccati destinati un
tempo ad abitazione delle numerose famiglie che lavoravano la vasta tenuta con il quasi esclusivo ausilio delle braccia e dei rari animali da lavoro. Solo una ricerca
attenta, fatta attraverso l'esame di carte di archivio e la lettura di testi prodotti da storici locali consente l'individuazione
certa del luogo ove era attivo il mulino ad acqua. Lintervento di rimozione dei detriti, primo stralcio del presente progetto, ha portato alla luce i resti murari delledificio. In seguito sono stati effettuati dei sopralluoghi con lo strutturista Ing. Paolo Tolaccia, per prendere atto della situazione dei ruderi, abbandonando fin da subito lidea di un
ripristino, nella convinzione che la massa detritica ne
abbia scalzato alla base le strutture. Sotto la massa detritica inoltre sono andate sicuramente perdute tutte le
strutture portanti orizzontali. Da cartografia storica e da
documentazioni catastali si pu infine individuare lo storico tracciato della roggia di adduzione alla ruota idraulica, che proveniva da unica concessione dai mulini a
monte (Furlan1, Bertolini, Furlan2) fino al nostro per
proseguire poi verso un altro mulino, di cui si sono perse le tracce in sponda sinistra e quindi attraversare il
greto per servire poi gli opifici collocati in sponda destra
(Comune di Alano di Piave). Una ricerca in tal senso potrebbe essere utile per verificarne la posizione, il tracciato e lo
stato di conservazione, finalizzato alla verifica di possibili economie nella realizzazione del nuovo sistema di adduzione
previsto in progetto, che richiede un notevole investimento e tempi non certo brevi. Il progetto prevede di conservare i
resti murari, nonch tutto ci di interessante ai fini di una corretta ricostruzione storica che potr emergere dallo scavo,
svolto con la supervisione della Soprintendenza Archeologica di Padova. Allinterno dei resti murari, individuando in tal
modo lantico sedime, si intende collocare un prefabbricato con copertura a doppia falda di forma essenziale. Si proceder alla rimozione dei detriti: in ogni caso luso dei mezzi meccanici sar subordinato alla presenza di eventuali reperti
in situ e quindi allindagine preventiva. Particolare attenzione sar posta al consolidamento dei materiali lapidei. Inoltre,
una volta individuato il percorso del sistema di adduzione dellacqua, verificati i sedimi dal punto di vista archeologico,
si provveder a restaurare le antiche canalizzazioni con le sponde che, da testimonianze raccolte in loco, dovrebbero
essere realizzate, almeno nei pressi del mulino, in lastre di pietra. Tutta da confermare e valutare a posteriori la presenza dei meccanismi di molitura. Si prevede comunque una somma da destinare ad un intervento di ricostruzione,
non necessariamente fedele all'originario, aperto alla possibilit di riattivare l'intero sistema di macinazione, vaglio e
raccolta del prodotto finito nelle diverse tipologie.

Inaugurazione il 13 giugno 2015

Ore 18 SS. Messa alloratorio di SantAntonio a seguire bus navetta, a cura G.S.Astra e Auser, verso San Valentino.
Ore 19 Cerimonia inaugurale; interventi autorit. Presenti i discendenti della famiglia Banchieri. Banchetto conviviale,
a cura del Comitato San Valentino, e notte bianca con musica e canti di giovani artisti di Quero Vas e Alano.

19

CRONACA

Segusino, ha riaperto
il Bar-cht
di Silvio Forcellini
Parafrasando una nota canzone: Per questanno non
cambiare, stessa spiaggia stesso Piave Come restare insensibili a una proposta del genere, soprattutto se
a farla la segusinese Stefania Franceschin. Scherzi a parte, domenica 10 maggio - con una settimana di
ritardo per motivi burocratici - ha riaperto i battenti il
Bar-cht, il celeberrimo chiosco gestito da Stefania
che, per tutta la stagione estiva, dalle ore 10 alle ore
23, rappresenter una vera oasi di pace, di tranquillit e
di svago in prossimit del Piave. Noto anche, per
lappunto, con il nome di chiosco dellestate, situato
in un terreno di propriet di Stefania sito in via Verri 34,
sul lato destro della provinciale poco prima della galleria Vas-Segusino. Stefania, nella sua attivit, coadiuvata come di
consueto dai suoi familiari, in particolar modo dalla mamma Rosanna e dalla sorella Dorotea. Buon lavoro!

Fabrizio Tessaro ordinato sacerdote il 30 maggio


(s.for.) Sabato 30 maggio, alle ore 15.30 nella cattedrale di Belluno, Fabrizio Tessaro, originario di Colmirano, sar ordinato sacerdote dal vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre monsignor Andrich. Il giorno successivo, domenica 31 maggio,
don Fabrizio celebrer la sua prima Messa nella chiesa di Campo alle ore 10.30.

E morto Rinaldo Possa


(s.for.) Gioved 30 aprile, allet di 74 anni, morto Rinaldo Possa. Originario di San Giacomo di Pederobba, risiedeva da parecchi anni a Fener dove non perdeva loccasione di partecipare alla vita pubblica del
paese, dal Carnevale ai pranzi e alle cene organizzati dalla Pro Loco e dalla Parrocchia. Ci mancher. Ai
fratelli Guerrino ed Elio e a tutti gli altri familiari le sentite condoglianze della redazione.

Torneo di calcio di Fener, aperte le iscrizioni


(s.for.) Sono aperte le iscrizioni alla venticinquesima edizione del torneo di calcio a sei di Fener trofeo Il Tornado - memorial Mario Durighello, promosso dalla locale Pro Loco e che si svolger il
prossimo mese di luglio presso il campo parrocchiale. Per informazioni e/o adesioni rivolgersi a Valerio Schievenin (cell. 329.7433860) o a Silvio Forcellini (cell. 348.3142633).

LETTERE AL TORNADO
E in programma marted 2 giugno, Festa della Repubblica

La cena degli insigniti al merito


Gli Insigniti O.M.R.I. e O.S.K. e altri si incontreranno a festeggiare il 2 giugno, data in cui far seguito una conviviale
serata, promossa dal Circolo O.M.R.I.. Lappuntamento sar presso la Pizzeria Al Molin di Alano di Piave alle ore
20,30 con cena dal costo di 18. Da quanto sopra si invita gli insigniti di ogni merito, nazionale o internazionale, a
partecipare a questo annuale incontro. Si raccomanda di dare l'adesione ai sottostanti numeri telefonici, entro e non oltre
il 26 maggio, attenendosi cortesemente alla puntualit. (E' gradita la presenza del coniuge). Si invita cortesemente di
passare la parola dinvito tra i conoscenti insigniti.
Recapiti telefonici:
- Angelo Ceccotto: 340.5806486 per Fener ed esterni
- Sergio Andreazza: 340.49556279 e Renzo Niero: 333.1483569 per Quero Vas
- Claudio Carelle: 333.8213004 e Valentino Rech: 348.8009749 per Alano e frazioni
Con i pi cordiali saluti.

Il Direttivo
Cav. Claudio Carelle e Comm. Angelo Ceccotto

20

CRONACA

Ivana Codemo, dellOsteria St.Patrick, ci scrive:


Grazie mille, larticolo bellissimo!
di Silvio Forcellini
Sul n. 648 avevamo dato notizia della
partecipazione allExpo 2015 - nei padiglioni
Italy is Eataly curati da Oscar Farinetti dell Osteria St.Patrick di Terracina, gestita
dallalanese Ivana Codemo assieme al
marito Massimo Masci. Qualche giorno
dopo luscita del Tornado, abbiamo avuto il
piacere di ricevere il messaggio di Ivana con
i suoi ringraziamenti. Ivana (che, lo
ricordiamo, la figlia di Ernesto Treboti e
di Pierina) sullesperienza che la attende nel
prossimo mese di giugno ha aggiunto
quanto segue: Sar un duro lavoro ma ci
impegneremo. Abbiamo formato un team di
13 persone. Ho gi lavorato con Farinetti a
Torino, a Fontanafredda e a Roma.
Speriamo bene. Ivana, che ci ha promesso di tenerci informati sullandamento di questa nuova avventura, ci ha anche
inviato una sua foto proprio con Oscar Farinetti, che proponiamo. In bocca al lupo!

Lo Stato Sociale,
dal Reset al Concertone
di Silvio Forcellini
Nel luglio dello scorso anno si esibivano sul palco del Reset, al Parco
del Piave di Fener (vedi foto); il 1 maggio di questanno, li abbiamo
visti - alla sera, in diretta tv su RaiTre - suonare al Concertone
romano di Piazza San Giovanni. Stiamo parlando de Lo Stato
Sociale, a dimostrazione della bont delle scelte musicali compiute dai
ragazzi di Libero Pensiero. In pi, a Taranto, dove nella stessa data
si svolge un altro importante appuntamento musicale, tra i protagonisti
figuravano pure gli LN Ripley, intervenuti alledizione 2013 del Reset.
Tra le star dei concerti di Roma e Taranto cerano anche gli Almamegretta e i Subsonica, gi esibitisi a Fener in
occasione del glorioso Music Festival a tutta birra.

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LETTERE AL TORNADO

Gli alunni della Primaria di Quero imparano la Legalit


Dopo le foto del Flash mob effettuato in piazza il 21 marzo scorso (pubblicate sul Tornado n.647) al quale hanno
partecipato gli alunni delle scuole primarie di Alano e Quero, ecco alcune foto che illustrano le diversi fasi del
percorso di educazione alla legalit e ai diritti che gli alunni della primaria di Quero, accogliendo la proposta di
Come Sassi nellAcqua, hanno affrontato con modalit e scelte diverse a seconda dellet e dei diversi percorsi
di integrazione didattica.
Per loccasione gli insegnanti e i bambini VOGLIONO RINGRAZIARE pubblicamente tutte le persone e le
istituzioni che hanno accolto linvito degli insegnanti a presenziare e portare un loro contributo.
Disegni, cartelloni, mappe concettuali, biglietti liberati in volo con dei
palloncini.tanti diversi lavori un solo obiettivo: imparare, confrontarci,
esprimere i nostri pensieri sullimportanza della Legalit, dei diritti e dei doveri.

Tutti in piazza con il librone della nostra bella Costituzione

I Carabinieri di Quero e di
Feltre ci hanno fatto visita
parlandoci del loro prezioso
lavoro e insegnandoci tante
cose

Il Sindaco di Quero Vas ci ha


donato un paio di copie della
nostra costituzione e poi ci ha
accompagnato in piazza con
altri amministratori

Una mamma che fa lAvvocato


ci ha spiegato in classe molte
cose interessanti sulle leggi e
sui processi. Poi noi abbiamo
giocato a impersonare diversi
ruoli

22

JUDO

3 Trofeo Judo Citt di Montebelluna


Domenica 12 aprile 2015

Dopo il ritorno dalle finali dei Campionati Italiani Cadetti


disputate a Ostia (Roma), dove le nostre due ragazze
Valentina e Sofia si sono rispettivamente classificate 10^ e
34^ nella graduatoria di categoria, si ritorna in Regione con il
Trofeo di Montebelluna. Buono il livello competitivo di gara
dovuto anche alla presenza di diverse societ esterne
provenienti da Emilia Romagna, Toscana, Trentino, Friuli,
Sempre molto soddisfacenti i risultati dei sei atleti del Judo
Alano di Piave:
Sofia Carraro 1^ classificata cat. Kg 57 cadette che in
finale sorprende di ippon la forte atleta del Judo KdK
Parma (attualmente 8 in ranking list nazionale su 75
atlete).
Stefano Stramare 2 classificato cat. 73 Es/B, alla sua
terza gara in assoluto travolgente sugli avversari,
vincente anche in finale, si rilassa per un attimo e
lavversario del Parma ne approfitta risultato al di sopra
delle aspettative!
Valentina Bertoldo 3 classificata cat. Kg 48 cadette,
sempre un piacere vederla combattere.
Thomas Bizzotto 3 classificato cat. Kg 40 Es/B,
ragazzo in continuo miglioramento, comincia a infastidire
atleti di ben pi alto grado.
Valentino Roman 5 classificato cat. Kg 40 Es/A, ottimi
incontri nei quali ha sfoderato due ippon degni di merito.
Carelle Elia 7 classificato cat. Kg 45 Es/B, categoria
molto numerosa e di buon livello, un pizzico di fiducia in
pi gli consentiva di raggiungere comunque risultati
migliori, bene lo stesso.
Classifica societaria: Judo Alano di Piave 16 su 67 societ
partecipanti.

I prossimi appuntamenti agonistici per il mese di aprile


saranno il trofeo di Pederobba, la gara pi vicina dellanno
e il trofeo internazionale Citt di Colombo (Genova), gara
di elevato livello riservato esclusivamente alla classe
cadetti e junior e dispensatrice di punteggio nella Ranking
List Nazionale

Nelle foto accanto le premiazioni degli atleti (manca quella


di Thomas Bizzottofotografo assente!).
A.S.D. JUDO ALANO DI PIAVE | Palestra Comunale in Via Don P.
Codemo | Tel. 0439 779457 | Cell. 348 0447706

Qualificazione Campionati
Italiani JUNIORES
Sabato 18 aprile 2015

Con la medaglia doro alla qualificazione regionale per i Campionati Italiani classe juniores,
FRANCESCA VIDORIN strappa il pass per laccesso alla finalissima che si svolger a
Conversano (BARI) il giorno 3 maggio 2015. Congratulazioni e in bocca al lupo a
Francesca!!
A.S.D. JUDO ALANO DI PIAVE | Palestra Comunale in Via Don P. Codemo
Tel. 0439 779457 | Cell. 348 0447706

23

CRONACA

Canta che ti passa


di Silvia Tessaro

Bellissimo pomeriggio di musica e canzoni il 12 aprile al Centro Servizi San Giuseppe di Quero
Ad intrattenere i nostri Ospiti per quasi due ore
ci ha pensato il bravissimo Giorgio Fornasier
con una carrellata di successi dagli anni 40 ai
70, sempre accompagnati da qualche simpatico

aneddoto o ricordo. La musica e il canto, come ricorda anche il titolo dello spettacolo Canta che ti Passa, rappresentano il linguaggio
degli affetti, delle emozioni e della memoria, sono un mezzo per
creare la motivazione al narrare, al raccontare e al raccontarsi.
Cantare in gruppo rappresenta un'esperienza capace di far dimenticare la routine quotidiana, di distogliere la mente dell'Anziano dalle
preoccupazioni. Ringraziamo il signor Giorgio per la sua grande disponibilit, e tutti i famigliari, i volontari e gli amici che hanno condiviso con noi questo emozionante pomeriggio.

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Eviterai di perdere qualche numero della rivista.

24

ASTERISCO

LETTERE AL TORNADO

Unione dei Comuni del Basso Feltrino Sette Ville


Comuni di Alano di Piave e Quero Vas
Polizia Locale
Il Sindaco di Alano di Piave
avuta presente linformativa di RFI - Rete Ferroviaria Italiana - Direzione Territoriale di Venezia

avverte

tutta la popolazione che dal 18 maggio al 3 giugno 2015, in orario diurno (06.00-22.00) e notturno (22.00-06.00) saranno svolti indifferibili ed urgenti lavori sulla travata metallica della linea ferroviaria Treviso-Calalzo, nei pressi della
Stazione di Alano-Fener-Valdobbiadene. Tali lavori potranno comportare attivit rumorose, anche intense, che saranno
mitigate il pi possibile, onde limitare al massimo il disagio.
Alano di Piave, 4 Maggio 2015
Il Sindaco di Alano di Piave BOGANA Amalia Serenella

TENNIS

Ancora un successo per


Fabio Scuglia

Fabio Scuglia (a destra nella foto) si aggiudica il torneo di 3a categoria al TC ITALIA di Castelfranco, con quasi un centinaio di partecipanti, orchestrato dal Giudice Arbitro Bruno Basso. In finale
Fabio Scuglia si imposto su Matteo Cinti in due set con il punteggio di 6/0 6/4. Partito come terza testa di serie del tabellone, in
semifinale riuscito ad imporsi sul favorito Daniele Valentino ancora in due set con il punteggio di 6/1 6/3 volando cos in finale
aggiudicandosi la competizione.
Si distinto anche Cesare Franceschin che dal draw di 4. riuscito a mettere entrambi in piedi in quello superiore, superando
due giocatori di classifica superiore.

25

ATTUALIT

I libri sbocciano in maggio


Perch se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di
leggere. Leggere fa crescere: questo lo spirito de Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale nata nel 2011 con l'obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.
La campagna, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i
Beni e le Attivit Culturali e del Turismo, sotto l'Alto Patronato della Presidenza
della Repubblica e in collaborazione con l'Associazione Italiana Editori, inizia il
23 aprile in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore
promossa dall'UNESCO e durer fino alla fine di maggio.
La denominazione scelta per la campagna, Il Maggio dei Libri, pone l'accento su
un mese che nella tradizione popolare italiana legato alle feste per il risveglio
della natura e richiama l'idea di crescita e maturazione, ma anche di allegria e di
piacere: tutti concetti che vogliamo veicolare attraverso la campagna come collegati alla lettura.
Libro come amico, partner, compagno di vita, dunque: lo
scopo della campagna, infatti, quello di portarlo tra la
gente, distribuirlo, farlo conoscere, connotandolo di un
forte valore sociale e affettivo. E favorire cos l'abitudine
alla lettura. Il libro, quindi, esce dal suo contesto abituale
e dilaga sul territorio: dalle grandi citt ai piccoli centri,
regioni, province, comuni, scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, promuoveranno iniziative per intercettare anche persone
che di solito non leggono.
Le parole del Presidente della Repubblica:

Leggere una ricchezza per la persona e per la


comunit. Pi libri vuol dire pi libert. Pi lettori
vuol dire pi conoscenza, pi spirito critico, pi
autonomia di giudizio, elementi essenziali di una
convivenza

26

CRONACA

Monica Dal Canton:Dottoressa in architettura


Il 17 marzo 2015 Monica Dal Canton di Alano di
Piave ha conseguito la Laurea Magistrale in
Architettura con votazione di 110/110 presso
l'Universit degli Studi di Udine.Il titolo della tesi
discussa il seguente: New Marketplace: Berlino
Spittelmarkt.

L'argomento della tesi era incentrato sulla riqualificazione del


centro di Berlino, dopo la caduta del muro che divideva la citt in
due parti.
A sostenerla e a festeggiarla, orgogliosi di questo bel traguardo,
c'erano la famiglia, il fidanzato Andrea e tutti gli amici pi cari.

E arrivato Enrico Specia!

Elia Specia ci presenta il suo


fratellino Enrico, nato a Feltre il
31 marzo 2014, regalo di
mamma Martina Schievenin e
pap Igor.
In questa occasione i due
fratellini mandano i saluti ai nonni
Vilmer Schievenin e Teresa
Gallina di Quero, Elio Specia e
Milena Roman di Schievenin, agli
zii, cugini e soprattutto ai
bisnonni Tarsilla Mondin e
Giovanni Roman.

2 Memorial
Mattia Licini
Informiamo tutti gli abbonati de Il Tornado
che nei giorni di sabato 20 e domenica 21
giugno 2015, presso i locali esterni della
palestra di Alano di Piave (interni in caso di
maltempo), avr luogo il 2 Memorial Mattia
Licini. Ringraziamo fin dora il Comune di
Alano di Piave che ha gentilmente
acconsentito a patrocinare levento e tutti
coloro che hanno contribuito con generosit
alla realizzazione dello stesso.
Si avvisa inoltre che chiunque avesse
piacere di partecipare tramite un contributo di
qualsiasi genere, pu contattarci ai seguenti
numeri:
Gabriele Rizzotto 333 7949479
Valentina Spada 349 8751775
Il ricavato sar devoluto in beneficenza
alla LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica).
Un saluto cordiale, vi aspettiamo numerosi.
Gli amici di Mattia

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CENNI STORICI

Cenni di storia: Luigi Cadorna


a cura di Claudio Spadetto

Luigi Cadorna, uomo tracagnotto e volitivo, che dall'inizio della guerra (6 luglio 1914 al posto
del gen. Pollio, prematuramente scomparso) era capo di Stato Maggiore generale, nato a
Pallanza il 4 settembre 1850, unico figlio maschio di Raffaele Cadorna, gi capo di Stato Maggiore nel 1870 alla presa di Roma e di Clementina Zoppi. Raffaele Cadorna era stato nominato
all'epoca perch era uno dei non molti ufficiali dichiaratamente cattolici e che si pensava potesse coprire politicamente l'occupazione della capitale degli Stati della Chiesa. Anche suo figlio Luigi Cadorna probabilmente aveva raggiunto il massimo grado dell'Esercito Italiano per la
stessa ragione. Infatti, un comandante in capo di sentimenti cattolici, nel groviglio delle correnti
massoniche di cui era permeato l'esercito, risultava essere una buona copertura nei confronti
del mondo cattolico e del Vaticano, che parteggiavano notoriamente per l'Austria e per l'Impero. Le idee di Cadorna in materia di tattica militare (diede alla stampe in pi edizioni a partire
dal 1898, l'ultima nel 1907, un libretto intitolato Istruzione tattica; in queste pagine osservava che un movimento offensivo si sarebbe sempre risolto con un attacco frontale e che per
questo erano necessari comandanti autorevoli, quadri, affiatati, truppe disciplinate e la non intromissione di alcuno nelle decisioni da prendere, nemmeno del governo) erano prese totalmente dalla Francia e in particolare da quelle del
generale Joseph Joffre, che sosteneva l'attacco frontale e la rigorosa disciplina: in pratica si trattava semplicemente di
attaccare per ondate le linee avversarie. La prima ondata avrebbe perso circa l'80% degli effettivi, la seconda non pi
del 50% e con la terza, che si pensava non potesse perdere pi del 20%, si sarebbe potuta finalmente conquistare la
posizione nemica. Queste idee erano state ispirate a Joffre, ma anche agli altri comandanti generali, ivi compreso l'inglese Haig, da un delirante teorico militare, il generale Grandmaison (Nell'offensiva l'audacia la migliore sicurezza....Bisogna arrivare perfino all'esagerazione, e forse neanche allora andremo abbastanza lontani, oppure: Dal momento dell'azione ogni soldato deve ardentemente desiderare l'assalto alla baionetta per imporre la propria volont al
nemico e ottenere la vittoria...). Peccato che in breve tempo, il corso della guerra, si comprese che le mitragliatrici e le
bombarde, le armi da difesa avevano la superiorit tattica che rendeva le ondate del generale Joffre e de Grandmaison
assai meno efficaci di quanto, sulla carta e con estremo cinismo, i generali avessero calcolato.
Uomini politici, giornalisti, ma sopratutto soldati e ufficiali inferiori capirono sin dai primi mesi di guerra questa verit,
non per i generali a capo di tutti gli Stati Maggiori impegnati nel conflitto, i quali si accanirono, quasi fino alla fine,
nell'utilizzo di queste tattiche, che avevano il terribile risvolto dell'enorme perdita di vite umane.
Questo <risvolto>, colto dai soldati quasi subito, come si detto, comportava sempre pi diserzioni e ammutinamenti,
ai quali si reagiva con fucilazioni sempre pi numerose. Cadorna attribuiva il tutto al diffondersi della propaganda sovversiva, senza riuscire a capire che i soldati, che dovevano partecipare alla prima e alla seconda ondata, preferivano di
gran lunga sfidare i Carabinieri. Non era un ragionamento difficile, ma Cadorna, assistito da padre Semeria, il cappellano del comando generale, non riusc a capirlo fino a quando non vide tutti i suoi soldati scappare per le strade del
Friuli appena conquistato (a causa di gravi errori tattici, o decisioni prese in ritardo): era la ritirata di Caporetto.
Questa non vilt o codardia ma semplicemente la realt, provate a pensare se foste VOI a trovarvi a ventanni in
mezzo ad una carneficina ogni giorno, vivere in condizioni pessime, saper che sei sempre tra la vita e la morte, combattere una guerra che non hai voluto, generali o comandanti di area che non sanno comandare, che non vedono pi
in l del loro naso, che mandano intere compagnie alla morte certa, per conquistare ....niente, senza munizioni, senza
cesoie per tagliare i reticolati (all'inizio guerra erano 4 cesoie per compagnia)
Con questo mio pensiero non voglio processare o dare tutte le colpe a Cadorna (anche perch ci fu una commissione
d'inchiesta parlamentare per Caporetto e come sempre succede in Italia ne uscirono tutti innocenti) anche lui si trovato in mezzo ad una guerra con un esercito equipaggiato e armato inadeguatamente, non schierato idoneamente,
perch a da tener presente che noi eravamo alleati dell'Austria Ungheria, e Cadorna stesso fino a sei mesi prima organizzava e curava la difesa del confine francese, poi Salandra, Sonnino, e sua Maest stravolsero tutto, per e anche
vero che 300.000 morti sul Carso sono tanti, per arrivare poi a fare la resistenza sul Piave, Montello, Grappa.
Si vero, Cadorna aveva visto bene per il Grappa, difatti a fatto costruire la strada che ora porta il suo nome, a fatto
scavare un labirinto di gallerie e caverne, lo ha armato, ma il Grappa non doveva nemmeno servire perch la guerra
con l'Austria Ungheria doveva durare solo pochi mesi perch prima della fine dell'anno noi italiani dovevamo essere a
Lubiana e poi a Vienna.
Ottobre 1917 ritirata di Caporetto
L'8 novembre 1917 il Comandante in Capo dell'esercito Italiano Luigi Cadorna era stato allontanato dal suo posto con
una PROMOZIONE a rappresentante dell'Italia alla conferenza di Versailes.
Il 17 gennaio 1918, con un telegramma del Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando egli veniva convocato a
Roma davanti alla commissione per i fatti di Caporetto, assieme ai Generali Luigi Capello e Carlo Porro, mentre a Versailes veniva mandato il Generale Gaetano Giardino. Fra il 15 febbraio 1918 ed il 25 giugno 1919 la commissione teneva 241 sedute, consultando 2.310 documenti e ascoltando 1.012 testimoni. Ultimati i lavori, consegnava al Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti successore di V.E.Orlando due grossi volumi, il primo sugli avvenimenti
accaduti, il secondo sulle responsabilit degli uomini. Nessun cenno veniva fatto sull'operato del Generale Pietro Badoglio, (quello famoso per l' 8 settembre 1943 seconda guerra mondiale) le cui responsabilit sullo sfondamento della
linea dell'Isonzo apparivano molto gravi, Badoglio comandava il XXVII Corpo d'Armata, che aveva il grosso dell'artiglieria della Seconda Armata. Doveva provvedere alla difesa a monte fino all'Isonzo; ma ci non fu fatto ne con l'occupazione effettiva con forze sufficienti, ne con una energica e tempestiva contromanovra, pare certo quindi, anche se mai
confermato, che dal documento fossero state stralciate 13 pagine che lo riguardavano, ma si sa Badoglio era protetto
dal Re entrambi facevano parte della Massoneria. Come si capisce lo Stato Maggiore dell'esercito italiano era formato
da gente che pensava solo a farsi la guerra tra di loro, tra gelosie e beghe personali, e non gli interessava certo il bene
dell'Italia.

28

ATTUALIT

100 anni dallinizio della Grande Guerra


70 anno di fondazione del Gruppo Alpini di Vas
40 anno di fondazione della Sezione Madonna del Piave Marziai Caorera Vas
PUR IN MODO DIVERSO, MA SIAMO STATI E SIAMO TUTTI DONATORI

ASSOCIAZIONE FELTRINA DONATORI VOLONTARI SANGUE

La sezione Madonna del Piave Marziai Caorera Vas


organizza

La festa per il 40 anno di fondazione della sezione

Domenica 24 maggio 2015

Programma :
ore
10,00

Ritrovo a Vas presso la sede del Gruppo Alpini per lo scoprimento della targa commemorativa e il
saluto delle Autorit.
ore
11,00
Sfilata verso il monumento in Piazza per lalzabandiera e lonore ai caduti accompagnati dalla
Banda di Alano di Piave.
ore
11,15
Santa Messa. Al termine Premiazione dei Donatori Benemeriti.
ore
13,00
Pranzo presso il ristorante Le Mesine a Bigolino (TV).
P.S. :Si prega di confermare la propria presenza possibilmente entro il 18 maggio 2015 ai sottoscritti :
Annita DOrazio Cell. 3391742331 - Zanella Sonia Cell. 3407198259 - Tieppo Paola Cell. 3476203942
Per amici, parenti e simpatizzanti (non donatori di sangue) il costo del pranzo di euro 25,00

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE

La foto di copertina

ASTERISCO

Limmagine tratta dal libro di storia dedicato a Quero, opera di Beda Bona Paz, edito dal Comune di Quero
nellaprile 1990 per i tipi di Antiga (Cornuda). E un particolare di un disegno del 1710, a corredo della supplica di don
Antonio e Giacomo Casamatta per una pratica circa la derivazione delle acque del Tegorzo. Si notano sulla sinistra il
mulino e gli edifici annessi che erano appartenuti ai Bertolini. Tutta la riva dellabitato di Quero del Tegorzo, fra le due
strade, occupata dalle chiodere dei Casamatta. Compare per la prima volta la chiesa di S. Valentino, che era stata
costruita nel 1696.
(Archivio di Stato, Beni inculti, Disegni Treviso Friuli, mazzo 48, disegno 11)

29

COME ERAVAMO

Lallegra compagnia al bar Centrale di Quero


di Alessandro Bagatella

Con piacere propongo agli amici de Il Tornado questa foto, fornitaci gentilmente da Umberto Guerra di Quero. Lo
scatto, come sempre, opera
dello studio Resegati di Quero e
la data che si legge sul retro ci
porta, ammesso sia esatta, al
10.07.1947. Allepoca al Bar si
andava non solo per bere, ma
anche per intonare canti in vera
amicizia. Nella foto riconosciamo alcune persone. In alto le

Al Vin

proprietarie del bar: Prima e Candida Collavo e fra gli avventori a sinistra Vittorino
Dalla Piazza e poi Duilio Specia, Sisto Secco, Mario Mazzocco, Tullio Dal Canton,
Francesco Roman, Berton Giovanni, Domenico Dal canton, Cesco Guerra con la
fisarmonica. Tutti non li abbiamo riconosciuti e, quindi, lasciamo a voi lettori il compito di dare un nome a tutte le persone qui fotografate.

Al vin al e bon e
a tuti al ne pias
e al ne fa gnir ros al nas.
Se cominzia co na ombreta
e dopo na medeta
e in fin an bocal
e se va tuti allospedal
che al sia bianco
o che al sia nero
al ne porta de seguro al cimitero.
Veci, doveni e tosat
i a al fegato ormai ndat
a forza de bere vin
i asa al mondo ancora putin.
Dalla raccolta delle mie poesie
in dialetto. Alessandro Bagatella

La festa della classe 1949


di Angelo Dal Zotto

Questa foto un ricordo per coloro che avevano vent'anni nel 1969 (classe 1949 del Comune di Quero). Voglio pubblicarla, sperando di far piacere ai miei coscritti, cos che possano vedersi come erano all'epoca. Ora con qualche anno
in pi e sparsi per il mondo (io vivo a Den Haag in Olanda), penso che faremo sicuramente fatica a riconoscerci. Spero
comunque che tutti possano godere di una buona salute.

30

KARATE

Qualifica di Allenatori per il Shu Ren Kan


Si amplia lo Staff Tecnico dellasd SHU REN KAN di Feltre Alano di Piave con due nuove qualifiche di allenatore conseguite da Biesuz Francesco e Carlo Fin agli esami svoltisi a Trento il18 Maggio. Un percorso formativo iniziato
lautunno scorso con una serie di incontri presso la sede del CONI di Trento con docenti universitari della durata di 40
ore comprendenti una parte teorica sulla Metodologia dellallenamento, alimentazione e psicologia e una parte Tecnico/Pratica svolta in palestra diretta alla Metodologia dellallenamento nelle varie fasce di et. Al termine del percorso
formativo si sono svolti gli esami presieduti dal presidente del comitato regionale FIJKAM (Federazione Italiana Lotta
Judo Karate e Arti Marziali) del Trentino Marco Ferrini e i vari responsabili di settore. La prova consisteva in un test
scritto e una discussione sulle tematiche trattate durante i corsi
e una prova pratica di Karate comprendente Combattimento e
Kata. Alla fine i due Candidati, entrambi cinture nere 2 Dan,
sono stati considerati idonei e promossi dimostrando unottima
preparazione nelle varie prove desame. Un percorso formativo
necessario per poter intraprendere lattivit di insegnamento in
palestra con la consapevolezza della responsabilit a cui si va
incontro nellaccogliere soprattutto bambini e ragazzi ai quali
necessario dedicare grande attenzione per ampliare al meglio
le loro capacit motorie e cognitive. Grande soddisfazione per il
Tecnico dellasd Ivan Burgoni e il Presidente Ceccotto Roberto
che impegnano molte risorse e tempo alla formazione Tecnica
dei propri tesserati, fermi nella convinzione che questa sia la
strada per la crescita qualitativa dellassociazione.
Foto da Sx: Marco Ferrini (Presidente Comitato FIJLKAM Trentino) Biesuz Francesco Carlo Fin Ivan Burgoni
(Responsabile Tecnico asd SHU REN KAN).
Per Info: Ivan Burgoni Cell. 347 5978279 E-Mail: ivan.burgoni@gmail.com

Sito www.shurenkan.it

CRONACA

In pellegrinaggio
a Torino

(M.M.)
In
diversi
abbiamo
approfittato del viaggio organizzato
dal vicariato di Crespano del Grappa
per recarci in visita a Torino per
lostensione pubblica della Santa
Sindone. Tre corriere per un viaggio
impegnativo,
ripagato
dalla
possibilit di partecipare al mistero
di questa icona religiosa, al centro
da sempre di accese discussioni.
Una sosta alla basilica di Maria
Ausiliatrice ha permesso, oltre alla
celebrazione della S.Messa, di
ammirare una chiesa in cui ha
lavorato per anni Secondo Moretti,
artista di origini queresi. In foto: i
pellegrini della parrocchia di Quero.

Gabriele:
gioia di mamma e pap
di Alessandro Bagatella

Il venti gennaio scorso, allospedale di Feltre, nato il secondogenito di


Alessandro Curto e Pamela Mazzocco, di Carpen, che presentiamo alla
grande famiglia de Il Tornado. Una coppia di genitori davvero fortunata.
Prima nata Ginevra ed ora Gabriele.
Un augurio a Gabriele di una lunga vita felice e colma di tante
soddisfazioni.
Un augurio anche a Ginevra, che il ventotto aprile ha festeggiato il suo
quinto compleanno.
Ai genitori le nostre congratulazioni dalla redazione e anche ai nonni
Vittore e Annalisa, Elvio e Flora, agli zii e alle bisnonne Elsa e Corinna.

31

CINEMA

MoFFe - Monnezza Film Festival 2015

Pellicole d'autore tra i vecchi borghi del paese della Pedemontana Trevigiana

Da sabato 6 giugno a domenica 12 luglio 2015


Torna il cinema tra i vecchi borghi della Pedemontana con il
MoFFe Monnezza Film Festival: per l'edizione 2015, la
settima, ben 10 le serate a cui si aggiunge la giornata di
Eco'Involgente. Ambiente, salute, emergenze umanitarie,
cemento e petrolio, nuove soluzioni creative per lo sviluppo
locale, cibo e terra: cos il programma della prossima edizione
2015, un insieme di spunti per una riflessione pi completa e
profonda del mondo che ci circonda. Da sabato 6 giugno a
domenica 12 luglio ben otto i comuni coinvolti - Pederobba,
Asolo, Cavalo del Tomba, Alano di Piave, Valdobbiadene,
Monfumo, Caerano San Marco e Segusino con cortili, prati,
chiese, piazzette e persino una stalla che diventeranno, per una
sera, arene cinematografiche sotto le stelle.
Primo appuntamento presso la magnifica Rocca d'Asolo; in
collaborazione con l'associazione Akelon, anche la possibilit di
partecipare alle visite guidate alla Rocca - dalle 20, su
prenotazione. Spazio al teatro civile e di impegno: sabato 13
giugno al Parco del Piave di Fener Eppure Soffia, Spifferi e
tempeste ecologiche in Veneto, spettacolo sugli ultimi 50 anni di
lotte ed emergenze ambientali in Veneto.
Nell'anno dell'Expo non poteva mancare il tema del cibo. In
collaborazione con Slow Food Colli Asolani e Colline Trevigiane
sabato 11 luglio il documentario dedicato al Bitto, il formaggio
perenne e resistente delle valli lombarde. La serata sar anche
occasione per visitare il progetto di Ca' Corniani di Monfumo,
cooperativa agricola sociale dalla vocazione produttiva e
didattica, con attivit riabilitative occupazionali, bed and breakfast e agriturismo, agricoltura e allevamento bio. Previste
visite guidate alla struttura e la cena con i prodotti dell'azienda su prenotazione.
Come da tre anni a questa parte, a chiudere il programma ECOinvolGente il Sapere dalle Mani: domenica 12 luglio
a Pederobba nel giardino delle Opere Pie la giornata dedicata a sostenibilit, convivialit, nuovi stili di vita pi
consapevoli, al nuovo quotidiano con banchetti e conferenze, laboratori e punti dincontro con associazioni locali.

Il programma del MoFFe Monnezza Film Festival 2015:


sabato 6 giugno - Asolo - Rocca d'Asolo
Come il Peso dellAcqua - di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre.
Con visite guidate alla Rocca ore 20 - info: 3298508512 - info@akelon.it
mercoled 10 giugno - Covolo - Az. Agricola Paolo Trinca
Trashed - di Candida Brady e Jeremy Irons
sabato 13 giugno - Alano - Parco del Piave di Fener
Eppure Soffia Spettacolo teatrale di Michele Boato
marted 16 giugno - Segusino - Col Lonc, Chiesetta S.Stefano
Materia Oscura - di Massimo DAnolfi e Martina Parenti
venerd 19 giugno - Caerano San Marco via Casonere, 9
The Toxic Burden - Il Carico Tossico - Di Patrizia Marani
marted 23 giugno - Piazza Guarnier - Pederobba
Giace Immobile di Riccardo Maggiolo
venerd 26 giugno - Cavaso - Castelcies, chiesetta San Martino
Vento - LItalia in bicicletta lungo il fiume Po - Di Paolo Casalis, Pino Pace e Stefano Scarafia
marted 30 giugno - Valdobbiadene - Santo Stefano, sede Pro Loco
Nero D'Italia - di Valeria Castellano
venerd 3 luglio - Pederobba - Onigo, Chiesetta di Sant'Elena
Il Viandante del Sole di Dimitri Feltrin
sabato 11 luglio - Societ Cooperativa Agricola Sociale Ca' Corniani, Monfumo
Bitto, il formaggio perenne - di Annamaria Gallone
In collaborazione con Slow Food. Possibilit di cena e visita alla struttura.
domenica 12 luglio - Pederobba, Opere Pie
E'Coinvolgente
Info: - www.moffe.it - info@moffe.it mob: 3402903784 - 3478611699

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ATTUALIT

Bottiglia e vasetto, questo il binomio perfetto.


Per tutto il resto, cambia cassonetto!

GLI ERRORI DA EVITARE!


1 Non necessario risciacquare gli
imballaggi in vetro prima di differenziarli, ma molto importante svuotarli
da eventuali residui
Prima di rinascere come contenitore nuovo di zecca, il vetro viene in ogni caso
Buongiorno,
trattato e reso idoneo al riciclo nei forni
vi trasmetto l'esito delle analisi recentemente svolte presso l'impianto
fusori delle vetrerie. Eviterai cos di spreEcopat a Musile di Piave sul vetro della UMF e stoccato presso Cacare acqua, nella certezza di aver comsagrande Dario a Cordignano (TV). Purtroppo l'analisi ha evidenziapiuto un comportamento corretto per il riciclo e per la tutela dellambiente.
to un elevato contenuto di infusibile (porcellane e piatti). A seguito di tale circostanza il nostro materiale verr declassato dalla
2 Non preoccuparti di eliminare etichette o altri accessori che non venfascia B alla fascia C, passando da 42 /t a 39 /t. Il rischio per il
gono via...
futuro quello di passare in fascia D, con un riconoscimento di
Togli tutto quello che facilmente aspor27 /t (che del resto prendevamo fino al 2013). Invito i comuni a intabile: tappi, collarini, sleaves, etc.
formare che piatti, porcellane, inerti NON vanno nelle campane del
3 Occhio alla ceramica, il nemico giuvetro ma all'ecocentro.
rato del vetro!
Ci sono materiali che sembrano vetro, ma
vetro non sonoil caso pi insidioso forse quello dei materiali inerti che fondono a temperature pi alte del vetro,
come la vetroceramica (stoviglie e pirofile da forno), la cui assoluta trasparenza trae in inganno anche locchio pi
esperto. per importante ricordarsi di tenere la vetroceramica (tipo il pirex) cos come i piatti, le tazzine in ceramica o porcellana alla larga dal vetro perch sufficiente un solo frammento di questi materiali mescolato al rottame di vetro pronto al forno per vanificare il processo di riciclo, dando origine a contenitori destinati irrimediabilmente
ad infrangersi!

Lallarme dellUnione Montana Feltrina

Migliorare la raccolta del vetro

4 Se il cristallo va in frantumi non gettarlo insieme al vetro!


Bicchieri, oggetti e bottiglie in cristallo contengono unelevata quantit di
piombo, che non devono contaminare il processo di riciclo del vetro da imballaggio: per questo motivo, importante mantenere separati contenitori e
gli oggetti in cristallo dalla raccolta differenziata del vetro.
5 Gli altri materiali da tenere separati dal vetro
Lampadine, lampade a scarica (neon) e specchi contengono sostanze pericolose per lambiente, assolutamente non compatibili con il riciclo del vetro (utilizzato come imballaggio per alimenti).

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