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Quindicinale Editrice ASD Ponte Tegorzo

Anno XLII

22.10.2020
Numero

743
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

Influenza: partita la campagna vaccinale - pag. 1


Castelnuovo di Quero: la fortezza misteriosa - pag. 2
La Fiera del Rosario a Segusino - pag. 4-5
I falsi miti sul vaccino - pag. 10-11
Elezioni Regionali - pag. 13-14-15-16
Chiuso in redazione il 12.10.2020 - Prossima chiusura il 02.11.2020
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Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER-ALANO di PIAVE (BL). DIRETTORE RESPONSABILE: Cesare Turra. DIRETTORE OPERATIVO: Mauro Mazzocco REDATTORI: Sandro Curto,
Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Ivan Dal Toè, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Andrea Tolaini.
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1 ATTUALITÀ

Influenza: dal 12 ottobre partita


la campagna vaccinale in tutto il Veneto
1,32 milioni di dosi acquistate contro 800 mila dell’anno scorso
Alcune Ullss territoriali si sono già mos-
se, ma la campagna vaccinale antiin-
fluenzale della Regione Veneto partirà
ufficialmente e a pieno regime il 12 otto-
bre prossimo, utilizzando 1 milione 320
mila dosi, per la gran parte già distribuite,
contro le circa 800 mila acquistate l’anno
scorso.
Il tutto è stato presentato oggi dal dottor
Michele Tonon, della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, nell’ambito del punto stampa del Presidente
Luca Zaia sulla situazione Covid-19. Si punta a difendere i soggetti più deboli dalle complicanze, contenere gli
accessi ai Pronto Soccorso, e supportare la diagnosi differenziale con Covid-19 (che ha vari sintomi in comune) e
la conseguente gestione dei casi sospetti.
La campagna vaccinale antinfluenzale per la stagione 2020/2021 si caratterizza per alcuni elementi peculiari ri-
spetto alle stagioni precedenti tra i quali lo scenario epidemiologico e le misure igienico-comportamentali da adot-
tare per ridurre il rischio di diffusione di COVID-19, l’aumento di richieste a livello internazionale di vaccino, gli
obiettivi di copertura vaccinale fissati e l’allargamento dell’offerta vaccinale gratuita a partire dai 60 anni di età.
Come previsto dal Piano Sanitario Nazionale e ribadito dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, il
principale obiettivo operativo per i Servizi Vaccinali è il raggiungimento di una copertura vaccinale della popola-
zione dei 65enni pari ad almeno il 75%. L’offerta vaccinale prevede un’organizzazione per priorità che saranno
valutate e modulate nell’organizzare l’offerta da parte delle singole Aziende Ulss sulla base dell’andamento della
campagna sulla propria realtà territoriale.
Di seguito l’ordine di priorità della prossima stagione influenzale indicato dalla Regione Veneto per le categorie
da vaccinare:
operatori sanitari;
ospiti delle Strutture Residenziali;
soggetti a partire dai 60 anni di età;
donne in gravidanza.
soggetti affetti da patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze da influenza;
bambini dai 6 mesi ai 6 anni di età;
familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fat-
to che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato);
soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e altre categorie di lavoratori.
donatori di sangue.
personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione
da virus influenzali non umani.
La campagna di vaccinazione antinfluenzale viene realizzata dai Servizi Igiene Sanità Pubblica (SISP) delle
Aziende ULSS insieme ai Medici di famiglia, che si trovano in una posizione privilegiata per conoscere i bisogni
di salute dei propri assistiti ed offrire attivamente la vaccinazione agli ultrasessantenni e alle categorie a rischio. I
Pediatri di libera scelta collaborano con i Servizi di Sanità Pubblica per la vaccinazione dei bambini.
Oltre alla vaccinazione per la prevenzione della trasmissione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi
è importante seguire scrupolosamente le seguenti indicazioni:
 LAVARSI spesso le mani, gesto semplice ed economico, ma che costituisce una delle pratiche più efficaci
per il controllo della diffusione delle infezioni, anche negli ospedali (in assenza di acqua l’uso di gel alcolici).
 COPRIRSI bocca e naso quando si starnutisce o tossisce;
 RESTARE in isolamento a casa nella fase iniziale delle malattie respiratorie, specie febbrili;
 EVITARE il contatto stretto con persone ammalate
 MANTENERE una distanza di almeno un metro da altre persone
 EVITARE posti affollati
 RIDURRE il tempo di contatto stretto con persone malate e usare sempre la mascherina.
 EVITARE di toccarsi occhi, naso o bocca.
La Direzione regionale Prevenzione ricorda infine che
Le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomatologia influenzale possono ridurre le infe-
zioni tra i contatti stretti. 10 ottobre 2020 - Comunicato n° 1359 - (AVN) Venezia, 10 ottobre 2020
2 LETTERE AL TORNADO

Castelnuovo di Quero: la fortezza misteriosa


di Tristano Dal Canton
Era stato riportato anche sul nostro
quindicinale l’articolo del Gazzettino
comparso nel giugno scorso e che ha
scatenato accesi dibattiti e forti prese di
posizioni. Quel che è certo, tutti conver-
gono sul fatto che Castelnuovo di Que-
ro ha grandi analogie col Manzoni. Da
allora, videocamera alla mano, Giovan-
ni Carraro, giornalista e videomaker re-
sidente a Susegana (TV), ha continuato
le ricerche, scoprendo altre incredibili
storie legate al maniero bellunese, che
lo hanno portato a stringere anche una
nuova amicizia con un grande esperto
storico. Grazie a lui e a molti altri è nato
dunque il documentario in onda su Te-
lebelluno (ed in anteprima sul canale Youtube). Al documentario hanno contribuito diverse persone, tra cui il no-
stro Roberto Sudiero con la sua raccolta di foto storiche e rimasterizzate per l’occasione. Per gli amici del Tor-
nado, un’inedita intervista al regista Giovanni Carraro.
Come è nata l'idea di questo video?
Avevo sempre sentito parlare di questo castello di cui si sa poco. Già
da bambino quando scendevamo da Belluno per andare “dai nonni” a
Crespignaga di Maser, mi facevano paura quelle tavole che martella-
vano sotto le ruote della Ford Capri di papà. Col passare degli anni la
curiosità è cresciuta fino ad arrivare alla mia recente ricerca
Come mai ti sei appassionato a Castelnuovo e la sua storia?
Avevo letto dei passaggi sulla Storia di Quero di Bona Beda Pazè e
mi aveva incuriosito quella similitudine che c’era con la stretta di Serravalle a Vittorio Veneto. in quest’ultima
c’erano i Da Camino, qui i Veneziani. sempre di controllo al passaggio si parlava, ma per Quero mi ha davvero
entusiasmato la storia di San Girolamo Emiliani. Poi con l’aiuto di diversi esperti, tra cui Luigina Zucchetto e Gian
Domenico Mazzocato, sono andato a fondo, arrivando ai padri Somaschi, a Treviso, che mi hanno rivelato una
storia inquietante…..
Dove hai letto per la prima volta al collegamento Manzoni-
Girolamo&Castelnuovo?
… ovvero, mentre parlavo con Don Ottavio Broli a Santa Maria Maggiore
per avere informazioni sulla storia di San Girolamo, mi fa… «beh, se lei
proprio vuole sapere qualcosa di curioso, si segni che uno storico
nell’Ottocento aveva dedotto che l’Innominato dei Promessi Sposi era in
realtà il nostro castellano Girolamo Emiliani». Rimasi colpito, mi fu dato il
nome del massimo esperto della storia di San Girolamo, Padre Secondo
Brunelli, e andai ad intervistarlo prima delle ferie a Mestre. Malato, anzia-
no, ma felice di incontrarmi, è entrato nel film con la sua clamorosa dichia-
razione che sentiamo nel film. Secondo le scritture di Giulio Salvadori, sto-
rico dell’Ottocento, Manzoni essendo gran devoto di San Girolamo aveva
creato il personaggio dell’Innominato proprio attorno alla figura di Girolamo
Emiliani. La riflessione, la preghiera, la volontà di cambiar vita sono gli
elementi che si ritrovano in Girolamo Emiliani, ma anche nell’Innominato.
Un’ultima curiosità: le catene
con cui era stato imprigionato
Girolamo Emiliani nel castello
  di Quero si trovano alla chiesa
di Santa Maria Maggiore, in
uno splendido altare dedicato
alla ”Madonna Granda”.
Andate a vedere quelle anti-
che reliquie, è un’emozione
fortissima.

 
3 ASTERISCO

Efficienze d’oltremanica
Racconto semi-serio di una domenica “no” con lieto fine
di Cesare Turra
Chissà perché, ma le anomalie tecniche succedono sempre quando hai urgenza, in genere nei momenti meno
indicati come quando in pieno inverno ti si rompe la caldaia il sabato notte e non c’è verso di trovare un essere
umano al telefono, salva la voce metallica registrata che ti rinvia da un “premi il tasto 1” all’altro fino a quando
riattacchi o perché ritorni al punto di partenza o per evitare, esasperato, che ti venga un’ulcera gastrica.
Lo scorso fine settimana probabilmente dovevo essere nel pieno di una tempesta astrale nel segno zodiacale del
Computer perché, dopo aver scaricato l’ultimo aggiornamento del sistema operativo, la linea era così debolissi-
ma che navigare in internet era una sorta di via crucis per il continuo “manca collegamento con il server”, e di ri-
cevere messaggi di posta elettronica, poi, non ne parliamo. Mi è addirittura sparita la seconda linea del wi-fi,
quella con la prerogativa del collegamento veloce, e poiché continuo tutt’oggi a non vederla colgo l’occasione per
un accorato appello ai nostri lettori: se qualcuno la trova me la riporti per favore!
In questo marasma, per rilassarmi decido allora di tentare la sorte, sia pur con la connessione debole, e provo a
collegarmi con il sito di un prestigioso quotidiano di Londra, così, tanto per leggere le ultime novità d’oltre Manica
e vedere i fatti del mondo nella prospettiva dei Brexit. Inserisco le mie credenziali e per un paio di volte mi ritorna
il messaggio che la parola chiave è sbagliata, la reinserisco per la terza volta sicuro che questa è sicuramente
quella giusta e il messaggio che compare in neretto mi raggela: “your password is blocked”, la tua parola chiave
è bloccata.
Cosa faccio? Telefonare a Londra non se ne parla, il cambio euro/sterlina non è tra i più favorevoli e per una
chiamata alla linea fissa locale con il mio piano telefonico mi sa che devo fare come minimo un mutuo bancario.
Provo allora a scrivere una email, sperando che il messaggio parta nonostante la linea disastrata e, soprattutto,
che qualcuno dall’altra parte abbia la bontà di rispondere prima o poi al mio accorato appello d’aiuto.
Invio l’email alle ore 14:55 di questa fantomatica domenica e - giuro! - nove minuti dopo, alle ore 15:04, la gentile
signora o signorina Olivia della Online Customer Services mi risponde dicendosi spiaciuta per l’inconveniente e
mi fornisce le istruzioni per ripristinare le mie credenziali d’accesso. Non il consueto messaggio automatico “gra-
zie per averci scritto, ti risponderemo appena possibile” che, tradotto in termini concreti, significa che se per caso
decidono di risponderti lo faranno solo a distanza di qualche giorno, ma un vero messaggio scritto da una perso-
na umana. Per quanto si possano considerare “umani” gli inglesi, ovviamente.
Questo episodio mi ha fatto molto riflettere su un aspetto che nei fornitori di beni e servizi qui in Italia si tende a
riscontrare sempre più di rado, a come un grande e importante quotidiano inglese abbia declinato i concetti di
“qualità” e “servizio” verso i propri lettori-clienti. Quando agisco come consumatore, sia nel settore pubblico che
in quello privato, mi rendo spesso conto che i concetti di qualità ed efficienza siano ormai relegati agli spot pub-
blicitari per stimolare gli acquisti, ma senza avere una precisa corrispondenza nel prodotto o servizio effettiva-
mente offerto. Il cliente sembra aver perso la propria centralità che dovrebbe essergli connaturale in tutti i pro-
cessi di vendita, per diventare sempre più solo una pedina strumentale interposta tra gli obiettivi di guadagno e il
conto consuntivo finale dell’azienda produttrice.
Episodi come quello raccontato, quindi, fanno sicuramente molto piacere e rasserenano perché, è inutile na-
scondercelo, a noi tutti fa piacere sentirci importanti quando entriamo in un negozio, in un ristorante, in una ban-
ca, in uno studio professionale. Ma ci piacerebbe che la cortesia e la qualità del servizio fosse una situazione
comune ad ogni occasione e non un episodio così poco abituale da sorprenderci, sia pur piacevolmente, tanto da
raccontarlo. Da parte mia, poi, la soddisfazione è doppia: essendo avvenuto lo scambio di email in lingua inglese,
se il customer service mi ha risposto risolvendo il problema… forse il mio inglese scritto non è così terribile come
immaginavo!

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4 ATTUALITÀ

116a Fiera Franca del Rosario di Segusino


"Scortivando"
"Scortivando" sarà la novità dell'antica Fiera
Franca del Rosario 2020 di Segusino (TV),
un'edizione totalmente rivista per rispettare le
norme anti Covid. La caratteristica di questa
edizione sarà non più l'evento concentrato nella
zona degli impianti sportivi, come accadeva per
le passate edizioni, ma bensì un evento "diffuso"
lungo tutto il paese. Sulla via principale (viale
Italia) opportunamente distanziate, ci saranno le
caratteristiche bancarelle della mostra mercato e
dell'artigianato; ma sarà solo iscrivendosi a
"Scortivando" che si potrà visitare l'intera fiera
fin negli angoli più nascosti di Segusino!
Cos'è "Scortivando"?
"Scortivando" deriva dal termine dialettale cortivo
che in dialetto segusinese significa cortile, ovvero
lo spazio esterno di una casa, dove un tempo
(ma anche oggi) si era soliti ritrovarsi e, perché
no, invitare gli amici a bere e a degustare
qualcosa insieme.
Per un giorno i cortivi di Segusino si apriranno
agli amici che parteciperanno a Scortivando!
Scortivando è una eco-passeggiata svolta in
autonomia per le vie e le borgate di Segusino, ed
arricchita da 17 punti di degustazione di prodotti
tipici e non, abbinati a varie birre artigianali e/o
particolari; passando per i vari produttori locali,
passando per i locali del paese e passando per
alcuni dei B&B o case vacanze del territorio
comunale.
Dove parte il giro? Il giro degustazioni si fa a
piedi e parte dagli impianti sportivi di Segusino
(navigatore: Via Chipilo, n.6 Segusino) dove si
può parcheggiare l'auto, e ritirare la card che
darà diritto agli assaggi lungo il percorso.
Come ci si iscrive a scortivando?
L'iscrizione potrà essere fatta on line sul sito
www.prolocosegusino.it oppure (se rimarranno
posti liberi) il giorno stesso della fiera.
Attenzione il numero di posti disponibili per
Scortivando è limitato, pertanto si consiglia
l'iscrizione on-line. Ritornando alla Fiera Franca
di Segusino: ci sarà la consueta esposizione dei
mezzi agricoli, la tradizionale corsa podistica non
competitiva e l'immancabile tappa di GiroNordic,
che però per questa edizione non prevederanno
una partenza di gruppo, ma bensì una libera ed
autonoma partecipazione al percorso ritirando il
pettorale sempre dall'area parcheggio di via
Chipilo. L'appuntamento con la 116a Fiera Franca
del Rosario di Segusino e con la prima edizione di Scortivando è per Domenica 25 ottobre 2020 dalle ore 9:00
alle ore 16:30 (in caso di maltempo il tutto sarà rinviato a Domenica 8 novembre 2020, stessi orari).
Viabilità e norme Covid: Ci sarà una sola entrata alla fiera con passaggio obbligato attraverso termoscanner,
da Via Chipilo (area parcheggi). Le altre vie del paese saranno aperte al traffico ai soli frontisti. I non frontisti
diretti a Stramare e Milies entreranno dallo svincolo Segusino Nord (prima della galleria). Dovranno essere
rispettate le distanze interpersonali imposte dalle normative anti Covid, inoltre sarà obbligatoria la mascherina nel
caso di interazioni a distanza inferiore a mt.1.
Vi aspettiamo! Pro Loco Segusino!
5 ATTUALITÀ
6 CRONACA

Nozze d’oro per Assunta e Bruno


di Sandro Curto
Era il 26 settembre 1970 quanto Assunta (Susy) Zandonà (19 anni) e Bruno Andreazza (22 anni) si sposavano
nel Tempio di Canova a Possagno, paese d’origine di lei. Dopo 50 anni vissuti serenamente insieme a Quero
hanno festeggiato le nozze d’oro, sabato 3 ottobre, con un pranzo alla “Fama” di Lentiai in compagnia del figlio
Michele, già noto alle cronache del Tornado per il suo lavoro in Formula 1 nella scuderia Alpha Tauri (ex Toro
Rosso), e della compagna Angela. Come passa il tempo! Agli sposi le nostre felicitazioni e l’appuntamento per i
prossimi anniversari.
Nelle foto i due sposini il giorno delle nozze, la famiglia al completo e Bruno con lo staff della “Fama” (Mery, Ezio
e Anna).

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7 CRONACA

Il Gambero Rosso
premia ancora
la “Pizzeria da Ezio”
di Cesare Turra
La pizzeria da Ezio di Alano di Piave vince il premio della “pizza dell’anno” categoria “pizza a degustazione”
nell’ottava edizione della guida “Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso”.
E’ un riconoscimento particolarmente importante in questo 2020, perché
premia la tenacia dei nostri esercenti che, non arrendendosi alle difficoltà
causate dalla pandemia, hanno saputo dimostrare in questi mesi flessibilità
nell’erogazione dei propri servizi e tanta determinazione e creatività.
La pizza vincitrice, “rivoluzione vegetale”, è un abbinamento di ingre-
dienti sapientemente miscelati dal pizzaiolo Denis Lovatel: fiordilatte, scaro-
la riccia, carpaccio vegetale, chips soffiate di Grana Padano, hummus di
fagioli gialet, granella di nocciole e olio extravergine d’oliva alla brace (1).
Tra questi ingredienti, ci fa piacere evidenziare l’utilizzo del fagiolo gialet,
perché è un fagiolo tipico della nostra terra, estremamente digeribile e dal
gusto molto delicato. Coltivato tra Seren del Grappa e Ponte nelle Alpi e
annoverato nel presidio slow food (2), è un prodotto considerato a rischio di
erosione genetica in quanto coltivato ormai solo da pochi agricoltori della
Valbelluna per la sua bassa resa di produzione: circa 2,2 tonnellate per et-
taro contro, per esempio, le 4 tonnellate per ettaro dell’altra eccellenza lo-
cale, il fagiolo di Lamon (3).
L’offerta di prodotti enogastronomici che utilizzano i prodotti del territorio, oltre a caratterizzare positivamente la
ristorazione che li inserisce nel proprio menù, ha un’importanza fondamentale nell’indotto turistico, perché ne co-
stituisce uno degli elementi principali di attrazione, soprattutto nell’emergente categoria dei turisti “esperienziali”
che ricercano nelle località visitate non solo la bellezza del paesaggio o la cultura di un museo, ma anche
l’emozione di essere parte del territorio assaporandone i prodotti locali, partecipando al suo folklore, condividen-
done le abitudini, imparando come i prodotti sono realizzati (per esempio: come cucinare un particolare piatto,
come viene lavorata la vite per produrre il vino, quali erbe di montagna possono essere raccolte per cucinare,
ecc.).
Questa ci sembra sia la strada intrapresa con senso della tradizione anche da Denis Lovatel che, in un recente
articolo (4), ha illustrato nel suo progetto di “pizza in malga” l’obiettivo di far trionfare i sapori tipici della nostra ter-
ra come il mais sponcio, il formaggio morlacco prodotto dai malgari locali seguendo i metodi tradizionali, i frutti, le
erbe spontanee e i funghi raccolti in giornata.
Il conseguimento del premio del Gambero Rosso, dunque, è un riconoscimento prestigioso sia per la pizzeria
vincitrice, ma anche per il territorio locale nel suo insieme. Nel complimentarci con la pizzeria Da Ezio e con De-
nis Lovatel per il risultato conseguito, ci auguriamo di assaggiare presto altre creazioni che valorizzino i prodotti
della nostra terra, sapientemente abbinati tra loro grazie alla sua speciale sensibilità e maestria.
Note:
1. https://www.gamberorosso.it/notizie/classifiche/guida-pizzerie-ditalia-2021-del-gambero-rosso-tutti-i-premi/
2. https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/fagiolo-gialet-della-val-belluna/
3. http://www.cooperativalafiorita.it/?scheda_prodotto+prodotti=fagiolo_gialet_1
4. https://www.50toppizza.it/denis-lovatel-va-in-alta-quota-e-porta-la-pizza-in-malga-progetto-che-parla-delle-montagne-
bellunesi/?fbclid=IwAR3z6eZEmeZrWWp_Y2QeyxxqlBIuOure-YjYUorXAPhn8mjVKH8bktETJCw

foto tratte dal sito della pizzeria: https://www.pizzeriadaezio.it/


8 CRONACA

Auguri a Diego Mondin per il settantesimo!


di Sandro Curto
Le foto sotto ci arrivano dalla
Svizzera, più precisamente da
Gordola nel Canton Ticino, dove
vive da decenni il nostro simpati-
co abbonato Diego Mondin “Ba-
dero”, originario di Campo dove
torna spesso e volentieri per ritro-
vare amici e parenti. Una, quella
con la figlia Nadia e il nipotino Ja-
son mascherati, è stata scattata
lo scorso 14 settembre in occa-
sione del settantesimo complean-
no di Diego; l’altra risale all’anno
scorso per il quarantesimo anni-
versario di matrimonio con Anna
Maria De Faveri, anche lei di ori-
gine alanese; con loro i figli Nadia e Fabio Pio. Auguroni Diego e arrivederci a presto!

COME ERAVAMO
Accadde nel 2000
a cura di Sandro Curto
LA MORTE DI TONI “TREMILI” Nell’ottobre del 2000, dopo breve malattia, all’età di 69 anni, muore l’alanese An-
tonio Rizzotto, meglio conosciuto come “Toni Tremili”. Per diverse stagioni emigrante in Svizzera, al suo rientro in
Italia, era stato titolare di un’impresa edile fino all’età della pensione. Molto popolare in paese, appassionato gio-
catore di carte, socialista, collaboratore nelle grandi Feste dell’Avanti, amico del compianto sindaco Piccolotto.
ALANO MEDAGLIA D’ARGENTO AL MERITO CIVILE Il 12 novembre 2000 viene ufficialmente conferita al co-
mune di Alano di Piave la medaglia d’argento al Merito Civile. Per ricordare questo importante avvenimento ri-
proponiamo l’articolo del sottoscritto e la poesia di Toni Cortés pubblicati sul Tornado n. 389.

Alano medaglia d’argento al Merito Civile


di Sandro Curto
“Comune situato in posizione delicata in prossimità delle zone di confine, durante entrambi i conflitti mondiali subì
l’urto violento degli eserciti che si contendevano la conquista del territorio. Diede fulgido esempio di indomito co-
raggio ed amor patrio offrendo uomini all’esercito e alle formazioni partigiane. Patì enormi distruzioni e un gran
numero di vittime fra i civili inermi, mentre la popolazione tutta affrontò con fierissimo contegno i disagi e le soffe-
renze dei due dopoguerra”.
Questa la motivazione contenuta nel decreto del Presidente della Repubblica in data 15-11-1999 per il conferi-
mento al Comune di Alano di Piave della medaglia d’argento al Merito Civile. La consegna ufficiale è avvenuta
domenica 12 novembre in piazza Martiri dalle mani del prefetto Costantino Ippolito, alla presenza del sindaco
Luigi Codemo, del presidente della Provincia Oscar De Bona, del consigliere regionale Guido Trento, del presi-
dente provinciale dei fanti Angelo Ceccotto, dei bambini delle scuole elementari, della banda di Arsiè, del picchet-
to degli alpini, di numerosi gonfaloni di associazioni d’arma e combattentistiche, del sindaco di Feltre Gianvittore
Vaccari, dei vicesindaco di Alano, Quero e Vas, di altre autorità comunali, di Mons. G.U. Giuseppe Ceccotto, del
parroco Don Alessandro Dal Sasso che ha celebrato la S.Messa. Una giornata per non dimenticare le sofferenze
di un paese distrutto dai combattimenti della prima guerra mondiale con 2800 profughi fra la popolazione civile,
un terzo della quale morì fra malattie e fame. Dopo due decenni di pace, ma non certo di benessere, arrivò la se-
conda guerra con il paese nuovamente occupato, impiccagioni, fucilazioni e deportazioni. Negli interventi che si
sono succeduti tutti hanno fatto riferimento alla memoria dei fatti passati per costruire un futuro di pace. Non so-
no mancati accenni di amarezza per aver aspettato decenni una medaglia che avrebbe potuto essere d’oro, al
Valor Militare o al Valor Civile, come ha ricordato Angelo Ceccotto che dal 1982 ha seguito l’iter tortuoso di que-
sta medaglia che onora tutti i caduti. Lo stesso sindaco Codemo, dopo aver dedicato la medaglia a tutti gli alane-
si residenti ed emigranti, ha lanciato un appello allo Stato ad essere più presente, a non lasciare solo il Comune
in battaglie troppo grandi come la microcriminalità, la gestione del fenomeno extracomunitari o l’abbandono e il
degrado di fabbricati come la stazione di Fener. Alla giornata hanno collaborato attivamente la Protezione Civile,
le Pro Loco di Alano e Fener, l’Ass.ne Fanti, il Gruppo Alpini “Valderoa”, i Combattenti e Reduci, la Famiglia ex
Emigranti e il Tornado.
9 POESIA

La guera par quei da Lan


di Toni Cortés
Ancò par al paese de Lan se presenta na nova era,
ghe jén tacà na nova madaja de argento su la so bandiera;
premio al merito civil che al Stato ghe à conferì
ai so abitanti par quant che su le do guere i à patì.
Otantatre ani fa in te sti dì à cominzià a tremar la tera
dai colpi de granate che rivéa a Lan durante la prima guera.
“L é ‘n pasaio! Ston unidi! Asàr la casa no se pol!”.
In Cortés: fémene, boce, vèci, vintisete morti co 'n colpo sol!
I taliani se rinforza sul Piave, sul Monfenera, sul Palon,
i todeschi se ingruma a Lan, e riva la vera invasion.
Lan deventa prima linea (anca tuta Belun l é invasa),
i so abitanti à dovést asàr tut e abandonar la so casa
e ‘ndar profughi sul belunese ocupà o sul furlan,
anca lori i era invasi senza scorte e i patìa la fan.
Cussì la dént valida de Lan morìa in te i conbatimenti
e i so parent profughi chissà onde che morìa de stenti.
Jén l armistizio del quatro novenbre, a la guera i ghe tira an striss,
ma par quei pori profughi de Lan no l é qua che la finiss:
i torna in paese, de la so casa é restà quasi na masiera
co’ soldà taliani e todeschi qua e là morti par tera.
La casa no i la à pì, desperadi no i sa onde ‘ndar,
al goerno ghe fa de le barache che l inverno i posse passar;
po’ i se cata co l ort, al canp, la part, pì ancora al prà,
no se pol pì laorarli parché granate e trincee le à tut sbusà.
Ma questo no basta: l é qua che a Lan continua la guera,
le bonbe e le granate “carghe” (no s-ciopade) che ghe n é par tera.
Riva i esperti, i recupera armi e munizion restade fora
ma a quele scondeste, o no viste, i ghe passa sora.
Quei da Lan, par an bocòn de polenta o calcossa in te la pignata
i à tacà a cavar scaie ma ogni tant i descuerdéa qualche granata:
qualchedùn, par al ram, l oton, al pionbo, atorno al ghe batéa
e ‘l restéa sfrajelà sul posto parché sta bonba la s-ciopéa.
Jén la seconda guera, no la era de trincea ma de posizion,
i sacrifici alanesi pì tanti i é stati su la batalia del Don.
Dopo l oto setenbre quarantatre torna i todeschi a Lan,
intant su le malghe se forma al movimento partigian.
E cussì, propio come ancò zinquantasìe ani fa,
in piaza de Lan ghe n era zinque picadi e un fusilà;
altre zinque persone in Germania o in Austria i le à portade:
la fin che le à fat no se sa parche indrìo no l é pì tornade.
Capita l armistizio, la pace europea jén stabilida,
ma, varda caso, la guera a Lan non l é ancora finìda.
Primi ani zinquanta: al fèr al costa, le é vece, se le poi smontar,
ma le granate le copa ancora (le era propio fate a posta par copàr).
Da no desmentegàr la dént an s-ciant pì fortunada
che dopo al scopio no l é morta ma restada mutilada.
Su le do guere, fra tuti i comuni del Stato talian,
nesùn à avù in perzentual tanti morti civili come Lan.
In conclusion, sarìe giust che i lo savesse tuti i taliani
che la guera, a Lan, l é stata una e l é durada trentazinque ani.
Vista la vita de quei da Lan e frazion in quei ani passada,
na madaja de oro e al valor al se l averìa propio meritada!

Alano di Piave, 12 novembre 2000


10 ATTUALITÀ

I falsi miti sul vaccino


fonte: http://www.salute.gov.it
Alcuni pregiudizi e falsi miti in medicina possono mettere a rischio
la nostra salute. Per questo motivo, è importante informarsi bene
e sapere quali sono i miti che molti credono veri, ma che non tro-
vano fondamento nella realtà.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle credenze più diffuse sul
vaccino antinfluenzale.
Falso mito 1 - L’influenza non è una malattia seria quindi non
ho bisogno del vaccino
Ecco perché è falso
L'influenza è una malattia respiratoria che può manifestarsi in
forme di diversa gravità che, in alcuni casi, possono comportare il
ricovero in ospedale e anche la morte. I sintomi tipici dell’influenza sono: insorgenza improvvisa di febbre alta,
tosse e dolori muscolari. Mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento, mal di gola sono, invece, sintomi
comuni. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. Alcune fasce di popola-
zione, come i bambini piccoli e gli anziani, possono essere più a rischio di gravi complicanze influenzali, come
polmoniti e peggioramento delle condizioni di base.
Falso mito 2 - Il vaccino antinfluenzale può farmi contrarre l’influenza
Ecco perché è falso
Il vaccino antinfluenzale contiene virus inattivati: questo significa che i virus sono stati trattati in modo tale da non
essere attivi e, quindi, non possono far ammalare. I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intra-
muscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione
e, meno spesso, febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa. Questi sintomi generalmente sono modesti e
non richiedono cure mediche, si risolvono con trattamenti sintomatici (antifebbrili, analgesici) nel giro di un paio di
giorni. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle
persone anziane.
Falso mito 3 - Mi sono vaccinato e ho contratto l’influenza, quindi il vaccino non funziona
Ecco perché è falso
I vaccini per l’influenza stagionale sono studiati per proteggere contro l’infezione e la malattia causata dai virus
influenzali che la comunità scientifica indica come i più probabili responsabili della stagione influenzale. I vaccini
antinfluenzali NON proteggono, invece, da infezioni e malattie causate da altri virus che possono dare sintomi
simili a quelli dell’influenza (cosiddette sindromi para-influenzali). Durante la stagione influenzale circolano, infatti,
molti altri virus: rinovirus (causa del “raffreddore comune”), virus respiratori sinciziali (causa più frequente di sin-
drome respiratoria grave nella prima infanzia e importante causa di morte da patologia respiratoria nei soggetti
con 65 anni e più) ma anche i virus responsabili della cosiddetta influenza intestinale.
Falso mito 4- Lo scorso anno mi sono vaccinato contro l’influenza, quindi quest’anno sono già protetto e
non è necessario che mi vaccini nuovamente
Ecco perché è falso
La protezione del vaccino dai virus influenzali comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e dura per un
periodo di sei/otto mesi per poi diminuire. Per tale motivo, e poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare,
è necessario sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale, anche
quando la composizione dei vaccini rimane invariata rispetto alla stagione precedente.
Falso mito 5 - Mi sono già ammalato di influenza l’anno scorso, quindi non posso ammalarmi anche
quest’anno
Ecco perché è falso
I ceppi virali in circolazione possono mutare ad ogni stagione influenzale e quindi ci si può ammalare di nuovo.
Per questo bisogna fare la vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale indipendente-
mente dal fatto di essersi ammalati o di essere stati vaccinati l’anno precedente.
Falso mito 6 - Il nuovo coronavirus è un ceppo di virus dell'influenza che è mutato
Ecco perché è falso
Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) e il virus dell’influenza sono due ceppi virali diversi. SARS-CoV-2 è un nuovo
ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente identificato nell'uomo. I virus influenzali e il SARS-CoV-2
causano malattie respiratorie che si possono presentare in forme asintomatiche, lievi, gravi e causare anche de-
cessi. Inoltre, vengono trasmessi per contatto, attraverso le goccioline di saliva e attraverso i fomiti (oggetti ina-
nimati come superfici, indumenti, etc.) che se contaminati dal virus possono contagiare chi viene in contatto con
loro. Di conseguenza, le stesse misure di salute pubblica, come l'igiene delle mani e una buona igiene respirato-
ria (tossire nel gomito o in un fazzoletto e smaltirlo immediatamente), sono azioni importanti per prevenire l'infe-
zione da influenza e quella da nuovo coronavirus. Contro l'influenza però abbiamo un’arma in più di prevenzione
11 ATTUALITÀ

rappresentata dal vaccino. Per questo, quest’anno è ancora più importante sottoporsi alla vaccinazione contro
l’influenza.
Falso mito 7 - Il vaccino antinfluenzale facilita il contagio con il nuovocoronavirus
Ecco perché è falso
Non esistono evidenze che il vaccino antinfluenzale faciliti il contagio con il nuovo coronavirus. Nel prossimo au-
tunno-inverno non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2 (responsabile della malattia
denominata Covid-19), pertanto la vaccinazione antinfluenzale è molto importante, in particolare nei soggetti ad
alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-
19 e influenza. Inoltre, vaccinandosi contro l’influenza si riducono le complicanze dovute a questa malattia nei
soggetti a rischio e gli accessi al Pronto soccorso.
Falso mito 8 - Il vaccino antinfluenzale può causare malattie croniche o la sindrome di Guillain Barrè
(GBS)
Ecco perché è falso
I vaccini antinfluenzali hanno un buon livello di sicurezza. Negli ultimi quarant’anni decine di milioni di italiani so-
no stati vaccinati in sicurezza e sono state condotte ricerche approfondite a sostegno della sicurezza dei vaccini
antinfluenzali. I dati attuali indicano che i vaccini antinfluenzali non inducono nelle persone vaccinate alcuna ma-
lattia cronica, così come non ne aggravano il decorso quando queste sono preesistenti alla vaccinazione.
I casi di sindrome di Guillain Barrè (GBS) possono manifestarsi comunemente in seguito ad un’infezione ga-
strointestinale o ad un’infezione respiratoria acuta, tra cui l'influenza, per cui la vaccinazione antinfluenzale può
effettivamente ridurre il complessivo rischio di GBS, prevenendo l'influenza. I dati sull'associazione tra GBS e
vaccinazione antinfluenzale stagionale sono variabili e incoerenti in tutte le stagioni influenzali. Se c'è un aumen-
to del rischio di GBS dopo la vaccinazione antinfluenzale, questo è basso, nell'ordine di uno o due casi di GBS
aggiuntivi per milione di dosi di vaccino antinfluenzale somministrati.
Alla luce delle evidenze disponibili l'immunizzazione annuale con il vaccino influenzale è un’importante pratica di
sanità pubblica che deve prose-
guire ed essere incoraggiata per
prevenire la morbosità e la mor-
talità correlate a questa impor-
tante malattia.
Falso mito 9 - Gli antibiotici
possono curare l’influenza
Ecco perché è falso
Gli antibiotici sono efficaci solo
contro le malattie causate da
batteri e risultano totalmente
inefficaci nei confronti di una
malattia virale, come l'influenza.
L'uso inappropriato di tali farma-
ci potrebbe, inoltre, essere con-
troproducente, perché potrebbe
dare luogo a forme di antimicro-
bico-resistenza che li rendereb-
be inefficaci qualora la loro as-
sunzione divenisse necessaria
per curare malattie batteriche.
La vaccinazione è la forma più
efficace di prevenzione dell'in-
fluenza.
Falso mito 10 - Sono in gravi-
danza quindi non dovrei vac-
cinarmi contro l’influenza
Ecco perché è falso
La vaccinazione antinfluenzale è
raccomandata alle donne in
qualsiasi fase della gravidanza,
in quanto protegge sia la mam-
ma, riducendo di almeno il 50%
il rischio di ricovero, che il bam-
bino, riducendo significativa-
mente i casi di malattia e di otite
nei primi due mesi di vita.
12 ATTUALITÀ

Io non rischio 2020 in digitale


Io non rischio è una campagna di comunicazione
nazionale sulle buone pratiche di protezione civile.
Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un
proposito, un’esortazione che va presa alla
lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi
naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero
che l’esposizione individuale a questi rischi può
essere sensibilmente ridotta attraverso la
conoscenza del problema, la consapevolezza
delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni
semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza,
consapevolezza e buone pratiche poter dire,
appunto: “io non rischio”.
Io non rischio è anche lo slogan della campagna,
il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per
minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di
battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la
diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.
All’interno del sito: http://iononrischio.protezionecivile.it/ è possibile consultare materiale che aiuta a conoscere i
pericoli e consigli utili sul come affrontare le varie emergenze che si possono manifestare. Qui un esempio.

Rinnovare l’abbonamento con il proprio codice


(M.M.) Basta poco per farsi voler bene, uno sguardo, un sorriso… o… un codice, aggiungiamo noi! Per rinnovare
l’abbonamento al periodico portate con voi il codice abbonato che trovate sulla etichetta dell’indirizzo. Questo rende più
semplice e veloce la consultazione del database degli abbonati e ci permette di registrare con facilità la conferma della
preferenza che avete voluto rinnovarci. Non è difficile, basta mettere da parte una etichetta indirizzo e avrete sempre a
a portata di mano questo prezioso numero, da utilizzare ad ogni rinnovo dell’abbonamento. Grazie a tutti per l’aiuto!
13 SPECIALE ELEZIONI

Elezioni regionali: gli eletti


(M.M.) Vi presentiamo i dati ufficiali ad oggi disponibili. La riunione in Regione per la nomina della squadra di
Giunta dovrebbe avvenire il 16 ottobre e allora sarà più chiaro il quadro di chi entrerà in Consiglio Regionale, per
via dei posti che saranno lasciati liberi da chi sarà eventualmente chiamato a ricoprire l’incarico di assessore, la-
sciando libero il posto di consigliere al primo dei non eletti. Ancora pendente anche il ricorso che contesta
l’ingresso del rappresentante del Movimento 5 Stelle in Consiglio. Le manovre non sono ancora finite, dunque, e
ci riserviamo ulteriori aggiornamenti nei prossimi numeri del quindicinale, per darvi i nomi definitivi dei rappresen-
tanti eletti in seno al Consiglio Regionale del Veneto. I dati sono tratti da: http://oe.consiglioveneto.it/
14 SPECIALE ELEZIONI
15 SPECIALE ELEZIONI
16 SPECIALE ELEZIONI
17 ATTUALITÀ

Ospedale Valdobbiadene
Presidente regione firma accordo di programma con comune, Ulss 2 e Istituti
San Gregorio per ristrutturazione complesso e riqualificazione assistenziale.
Lavori per 6.500.000 €uro
“Con l’intesa siglata oggi diamo una riposta importante per il rilancio di una struttura storica e fortemente identita-
ria per il territorio. Per il vecchio ospedale di Valdobbiadene, infatti, viene definita in maniera puntuale una desti-
nazione risolutiva nel rispetto della sua storica valenza sociosanitaria. Non si tratta soltanto della ristrutturazione
di un complesso immobiliare ma anche della riorganizzazione e riqualificazione delle attività assistenziali. Siamo
di fronte ad un traguardo di grande importanza per la collettività locale e quella di tutta una fascia importante del-
la Marca Trevigiana”.
Queste le parole del Presidente della Regione del Veneto dopo aver sottoscritto l’aggiornamento all’accordo di
programma per la riconversione del dismesso Ospedale Guicciardini di Valdobbiadene (Treviso). Insieme al Go-
vernatore hanno firmato il documento il Sindaco di Valdobbiadene, il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevi-
giana, Francesco Benazzi, e il presidente dell’IPAB Istituti San Gregorio, Alberto Prandin.
Gli interventi principali previsti nell'Accordo di Programma, come la ristrutturazione del padiglione "Fabris" e del
padiglione "Piva”, la demolizione del padiglione "Geronazzo" e la realizzazione del parcheggio (gestione affidata
al Comune) con area di ammassamento in caso di emergenze sono stimati complessivamente in 6.500.000 di
euro. Della spesa se ne fanno carico gli Istituti San Gregorio. Tra i vari impegni specifici, l’Ulss 2 Marca Trevigia-
na parteciperà con un contributo di 500.000 euro e confermando la disponibilità al progetto degli immobili di sua
proprietà di cui gli Istituti disporranno in usufrutto gratuito per trent’anni rinnovabili. Gli Istituti e l’Azienda si sono
impegnati a realizzare gli interventi edilizi previsti, previa acquisizione delle dovute autorizzazioni, entro cinque
anni dall’immissione degli Istituti nel possesso dell’immobile.
L’integrazione all’accordo interviene su quello siglato ormai tredici anni fa e che aveva trovato solo in parte attua-
zione, incontrando sensibili difficoltà, soprattutto a causa della cambiata situazione del mercato immobiliare che
ha ostacolato alcune alienazioni da parte degli enti firmatari, necessarie per procedere agli interventi.
“Oggi abbiamo in mano la chiave per andare avanti – aggiunge il Governatore -. La determinazione della Regio-
ne a giungere all’attuazione risolutiva ha trovato tutta la collaborazione necessaria da parte degli altri enti coinvol-
ti. Li ringrazio perché hanno svolto un lavoro non facile, concordando e concludendo nuovi impegni che hanno
consentito questo risultato di oggi a beneficio di una così ampia comunità”.
(AVN) – Venezia, 16 settembre 2020 - 16 settembre 2020 Comunicato n° 1310

Tampone obbligatorio per i rientri da:


Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna
Accesso diretto per l’esecuzione dei tamponi in drive-in
Il Ministero della Salute, con ordinanza del 7 ottobre 2020, ha disposto da oggi l’obbligo di effettuazione del tam-
pone per le persone che rientrano da: Dal 16 ottobre 2020 il drive-in tamponi di Feltre
 Belgio sarà operativo tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30
 Francia in via delle Industrie – zona Peschiera nell’area
 Paesi Bassi dell’ex fabbrica Marangoni,  con accesso libero
 Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord per bambini, ragazzi e adulti sintomatici del
 Repubblica Ceca mondo della scuola e rientri dall’estero.
 Spagna Aggiornamento del 12.10.2020

Per l’esecuzione di questi tamponi in Ulss Dolomiti sono disponibili i drive-in con ACCESSO LIBERO (senza pre-
notazione, senza impegnativa) di:
 Belluno – Sagrogna – tutti i giorni – dalle 8.30 alle 12.30.
 Feltre – via delle Industrie – zona Peschiera nell’area dell’ex fabbrica Marangoni – tutti i giorni – dalle
8.30 alle 12.30.
 Caprile – Piazzale parco giochi – lunedì, mercoledì, venerdì – dalle 17.00 alle 19.00
 Tai di Cadore– Piazzale Dolomiti – martedì, giovedì, sabato – dalle 17.00 alle 19.00
Per ulteriori approfondimenti e casi specifici si rimanda all’Ordinanza del Ministero della Salute del 7/10/2020.
Per le informazioni scrivere a: covid_19@aulss1.veneto.it
Comunicato stampa Uls 1 Dolomiti - Ultima modifica: 8 Ottobre 2020
18 CRONACA

Malga Paoda… in bianco


di Tristano Dal Canton
Grande sorpresa, domenica mattina 27 settembre,
quando la famiglia Miuzzi (Pierela Staff) si è sveglia-
ta ed ha trovato le proprie mucche a mangiare una
bella granita fresca...
Bella bianca e soffice come una "prima neve" set-
tembrina... che non è però mancata la mattina suc-
cessiva sulle circostanti Dolomiti (sul Serva era
comparsa qualche giorno prima, a dir la verità) e
Prealpi...
La famiglia Miuzzi da anni tiene con maestria Malga
Paoda ed i suoi pascoli, offrendo ottimi formaggi e ri-
storo ai camminatori che transitano per la selvaggia Cengia di Prada percorrendo l'Alta via n.8 (altrimenti detta
"degli Eroi") o semplicemente quelli che si recano sul Monte Tomatico o sul sentiero che percorre la cresta dal
Monte Santo al Sassumà. La malga, oltre ai prodotti locali, offre gratuitamente un punto di vista splendido sia
verso la Valbelluna che la pianura veneta.

Ricordando Federico Curto


di Alessandro Bagatella
Sono passati ormai quattro anni (12 ottobre 2016 – 12 ottobre 2020) dalla
dipartita di Federico Curto, il reggente di Malga Pradalon, alle pendici del
Monte Tomatico, da giovane con i suoi genitori e poi con la sua famiglia.
Con l’aiuto della teleferica Federico ha costruito una malga modello e la sua

cordialità lo ha fatto ben volere da


tutti, procurandogli molte amicizie.
I famigliari e gli amici lo ricordano
sempre con affetto.

rinnovo Controlla il numero di scadenza del tuo


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abbonamenti Eviterai di perdere qualche numero della rivista.
19 COME ERAVAMO

Matrimonio d’epoca a Santa Maria


di Alessandro Bagatella
Purtroppo delle persone in foto non ce ne sono più viventi e solo chi li ha incontrati può riconoscerli. La foto è
stata scattata a Santa Maria di Quero Vas, in occasione del matrimonio di Antonio Piccin e Italia Bagatella.

ATTUALITÀ

La Distribuzione Diretta farmaci a Feltre cambia orari


Da lunedì 12 ottobre 2020, il servizio di distribuzione diretta dei farmaci, situato al piano terra nel padiglione
Gaggia Lante nell’ospedale di Feltre, sarà aperto dalle 9.30 alle 13.30 dal lunedì al venerdì.
Gli utenti possono contattare il servizio via mail scrivendo a farmacia.fe.distribuzionediretta@aulss1.veneto.it o
via telefono allo 0439/883571, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 per concordare appuntamenti per il ritiro
di farmaci anche in altre fasce orarie.
La distribuzione diretta è un servizio pubblico del Dipartimento del Farmaco dell’Ulss Dolomiti che eroga diretta-
mente e gratuitamente alcune categorie di farmaci ai cittadini garantendo la continuità terapeutica ospedale – ter-
ritorio. Vengono erogati:
Medicinali specialistici che prevedono accessi periodici alla struttura Ospedaliera
Medicinali non specialistici per trattamenti acuti
Medicinali dal prontuario Ospedale-Territorio (PHT) – prima prescrizione
Farmaci, Parafarmaci, dietetici, dispositivi medici, antisettici e disinfettanti autorizzati per la cura e la pre-
venzione delle malattie Rare e della Fibrosi cistica
Inoltre, grazie al processo di centralizzazione dell’attività di presa in carico del paziente affetto da patologia rara
attraverso l’adozione di un account provinciale unico per l’accesso al Registro delle malattie rare, gestito dalla
UOC di Farmacia, è possibile per i farmacisti visualizzare tutti i piani terapeutici aziendali migliorando la presa in
carico del paziente con malattia rara. Comunicato stampa Uls 1 Dolomiti Ultima modifica: 8 Ottobre 2020
20 ASTERISCO

La foto di copertina
(M.M.) La foto è un collage di vari momenti della appena
trascorsa campagna vendemmiale che ripercorre le prime
Non fare il forte con il vino, fasi che vanno dalla raccolta dell’uva, al passaggio alle
perché ha mandato molti in rovina. prime operazioni in cantina. Quest’ultima è ora il luogo
La fornace prova il metallo nella tempera, deputato in cui si creano i presupposti per far fruttare al
così il vino i cuori, in una sfida di arroganti. meglio quanto fatto in vigna. L’uva ha dato il primo succo,
fermentato in botte con le bucce, e poi travasato con la
Il vino è come la vita per gli uomini,
torchiatura, per affinarsi fino ad essere pronto per la sua
purché tu lo beva con misura. presenza sulle tavole di casa. Un processo laborioso, len-
Che vita è quella di chi non ha vino? to e carico anche di saperi, per avere un sapore che farà
Questo fu creato per la gioia degli uomini. schioccare la lingua, felici di aver saputo cogliere il meglio
Allegria del cuore e gioia dell'anima da questo meraviglioso prodotto della natura. Molte sono
le idee riguardo al vino e spesso contrastanti. Chi lo av-
è il vino bevuto a tempo e a misura.
versa per ragioni ideologiche, culturali, religiose, chi lo so-
Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, stiene per esserne produttore, venditore, consumatore.
con eccitazione e per sfida. Basterebbe avvicinarlo con il buon senso, non rinnegando
L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, l’appartenenza del vino alla nostra cultura. Anche gli
ne diminuisce le forze e gli procura ferite. scienziati sono concordi nell’affermare che un consumo
moderato, specialmente di vino rosso, ha evidenti funzioni
Durante un banchetto non rimproverare il vicino,
terapeutiche e preventive, senza dimenticare che il vino
non deriderlo nella sua letizia. crea socialità se consumato in compagnia. Ce lo ricorda
Non dirgli parola di rimprovero anche Il libro del Siracide, nel brano che vi proponiamo in
e non tormentarlo col chiedergli ciò che ti deve. pagina. E sentite cosa scriveva San’Agostino: “Bevuto
moderatamente, il vino è un medicamento; bevuto in ab-
Siracide 31, 25-31 bondanza si conosce che è un veleno. Per la giocondità,
non per l’ubriachezza fu creato il vino”. In alto i calici,
dunque, con intelligenza e moderazione.

CRONACA

Per chi (non) suona


la campana…
(M.M.) Qualcuno avrà notato il suono diverso delle campane della chiesa di
Quero. Mancava qualcosa… In effetti mancava un batacchio ad una delle cam-
pane presenti sul campanile. Si è spezzato ed è finito sulle reti di sicurezza di cui
è fornita la struttura.
Prontamente recuperato, il pezzo, di circa 13 chilogrammi di peso, sarà sottopo-
sto alla necessaria riparazione a cura di una ditta specializzata, per poi rifar sen-
tire il proprio suono alla popolazione.

MOSTRA

 
21 ATTUALITÀ

Funzioni di Presidente e Scrutatore di seggio elettorale


Modalità e scadenze per presentare la propria candidatura
Sono aperti a partire da giovedì 1° ottobre i termini per l'iscrizione nell'elenco delle persone che possono essere
designate all'ufficio di presidente di seggio elettorale e per l'iscrizione a domanda nell'albo degli scrutatori.
Per esercitare le funzioni di Presidente di seggio, è necessario possedere i seguenti requisiti: essere iscritto
nelle liste elettorali del Comune di Quero Vas e aver conseguito un titolo di studio non inferiore al diploma di
istruzione secondaria di secondo grado (diploma di scuola media superiore).
Sono esclusi dalle funzioni di Presidente di seggio elettorale:
 coloro che, alla data delle elezioni, abbiano superato il 70° anno di età;
 i dipendenti dei Ministeri dell'Interno, delle Poste e delle Telecomunicazioni e dei Trasporti;
 gli appartenenti alle Forze Armate in servizio;
 i sanitari delle U.S.L. che svolgono le funzioni già di competenza dei medici provinciali, ufficiali sanitari e
medici condotti;
 i Segretari comunali ed i dipendenti del Comune addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici
elettorali dei Comuni;
 i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.
I cittadini interessati all’iscrizione nell’albo dei Presidenti di seggio elettorale possono presentare la domanda
entro il 31 ottobre utilizzando il modulo scaricabile dal sito Internet del proprio Comune.
Per l'iscrizione nell'albo degli Scrutatori di seggio, è necessario possedere i seguenti requisiti: essere iscritto
nelle liste elettorali del Comune di Quero Vas e aver assolto gli obblighi scolastici.
I cittadini interessati possono presentare domanda entro il 30 novembre utilizzando il modulo scaricabile dal
sito Internet istituzionale del proprio Comune.
Le domande possono essere inoltrate in una delle seguenti modalità:
 via email all'indirizzo del proprio Comune, rispettivamente: querovas.bl@cert.ip-veneto.it oppure anagra-
fe.comune.alanodipiave.bl@pecveneto.it con allegata la copia di un documento d'identità valido;
 via fax al numero 0439-787584 per Quero Vas, 0439779003 per Alano di Piave  con allegata la copia di
un documento d'identità in corso di validità;
 direttamente all'Ufficio Elettorale presso il Municipio, chiamando il numero 0439.781843 per Quero Vas,
0439.779018 per Alano di Piave per richiedere un appuntamento.

CRONACA

Al controllo del Mose un volontario alanese


Gioacchino Rizzotto ha partecipato alle operazioni contro l’acqua alta
(M.M.) In prima pagina, sul Corriere del Veneto del 3 ottobre, la foto della sala
controllo del Mose,
la diga di paratie a
difesa di Venezia
dall’acqua alta. Vi si
nota, al centro, la
figura del volontario
della Protezione
Civile alanese:
Gioacchino Rizzotto,
intento a scrutare lo
schermo che
monitora le varie fasi
delle operazioni. Il
volontariato si
conferma una vera
risorsa per il paese.
Bravo Gioacchino!
22 CRONACA

Carmelo Sajeva taglia il traguardo degli 80


di Alessandro Bagatella
Il dieci settembre scorso, l’ultimo CapoStazione di Quero Vas, Carmelo Sajeva, ha festeggiato alla grande, con
moglie e figli, nipoti ed amici, il suo ottantesimo compleanno. Come possiamo vedere in foto, si sono ritrovati in
tanti da “Al Cacciatore” per festeggiarlo. Auguri Carmelo, ci rivedremo al centenario!

ATTUALITÀ
23 ATTUALITÀ

Documento sulla «fratellanza umana per


la pace mondiale e la convivenza comune»
Founder’s Memorial, Abu Dhabi - 4 febbraio 2019
Prefazione
La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare. Dalla fede in Dio, che ha creato
l’universo, le creature e tutti gli esseri umani – uguali per la Sua Misericordia –, il credente è chiamato a esprimere
questa fratellanza umana, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più
bisognose e povere. Partendo da questo valore trascendente, in diversi incontri dominati da un’atmosfera di fratellanza
e amicizia, abbiamo condiviso le gioie, le tristezze e i problemi del mondo contemporaneo, al livello del progresso
scientifico e tecnico, delle conquiste terapeutiche, dell’era digitale, dei mass media, delle comunicazioni; al livello della
povertà, delle guerre e delle afflizioni di tanti fratelli e sorelle in diverse parti del mondo, a causa della corsa agli arma-
menti, delle ingiustizie sociali, della corruzione, delle disuguaglianze, del degrado morale, del terrorismo, della discri-
minazione, dell’estremismo e di tanti altri motivi. Da questi fraterni e sinceri confronti, che abbiamo avuto, e
dall’incontro pieno di speranza in un futuro luminoso per tutti gli esseri umani, è nata l’idea di questo «Documento sulla
Fratellanza Umana». Un documento ragionato con sincerità e serietà per essere una dichiarazione comune di buone e
leali volontà, tale da invitare tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana a
unirsi e a lavorare insieme, affinché esso diventi una guida per le nuove generazioni verso la cultura del reciproco» ri-
spetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende tutti gli esseri umani fratelli.
Documento
In nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convive-
re come fratelli tra di loro, per popolare la terra e diffondere in essa i valori del bene, della carità e della pace.
In nome dell’innocente anima umana che Dio ha proibito di uccidere, affermando che chiunque uccide una persona è
come se avesse ucciso tutta l’umanità, e chiunque ne salva una è come se avesse salvato l’umanità intera.
In nome dei poveri, dei miseri, dei bisognosi e degli emarginati che Dio ha comandato di soccorrere come un dovere
richiesto a tutti gli uomini e in particolar modo a ogni uomo facoltoso e benestante.
In nome degli orfani, delle vedove, dei rifugiati e degli esiliati dalle loro dimore e dai loro Paesi; di tutte le vittime delle
guerre, delle persecuzioni e delle ingiustizie; dei deboli, di quanti vivono nella paura, dei prigionieri di guerra e dei tortu-
rati in qualsiasi parte del mondo, senza distinzione alcuna.
In nome dei popoli che hanno perso la sicurezza, la pace e la comune convivenza, divenendo vittime delle distruzioni,
delle rovine e delle guerre.
In nome della «fratellanza umana» che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali.
In nome di questa fratellanza lacerata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato e
dalle tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini.
In nome della libertà, che Dio ha donato a tutti gli esseri umani, creandoli liberi e distinguendoli con essa.
In nome della giustizia e della misericordia, fondamenti della prosperità e cardini della fede.
In nome di tutte le persone di buona volontà, presenti in ogni angolo della terra.
In nome di Dio e di tutto questo, Al-Azhar al-Sharif – con i musulmani d’Oriente e d’Occidente –, insieme alla Chiesa
Cattolica – con i cattolici d’Oriente e d’Occidente –, dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via; la collabora-
zione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio.
Noi – credenti in Dio, nell’incontro finale con Lui e nel Suo Giudizio –, partendo dalla nostra responsabilità religiosa e
morale, e attraverso questo Documento, chiediamo a noi stessi e ai Leader del mondo, agli artefici della politica inter-
nazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convi-
venza e della pace; di intervenire, quanto prima possibile, per fermare lo spargimento di sangue innocente; e di
porre fine alle guerre, ai conflitti, al degrado ambientale e al declino culturale e morale che il mondo attualmente vive.
Ci rivolgiamo agli intellettuali, ai filosofi, agli uomini di religione, agli artisti, agli operatori dei media e agli uomini di cul-
tura in ogni parte del mondo, affinché riscoprano i valori della pace, della giustizia, del bene, della bellezza, della fratel-
lanza umana e della convivenza comune, per confermare l’importanza di tali valori come àncora di salvezza per tutti e
cercare di diffonderli ovunque.
Questa Dichiarazione, partendo da una riflessione profonda sulla nostra realtà contemporanea, apprezzando i suoi
successi e vivendo i suoi dolori, le sue sciagure e calamità, crede fermamente che tra le più importanti cause della crisi
del mondo moderno vi siano una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il pre-
dominio dell’individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l’uomo e mettono i valori mondani e materiali
al posto dei princìpi supremi e trascendenti.
Noi, pur riconoscendo i passi positivi che la nostra civiltà moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnolo-
gia, della medicina, dell’industria e del benessere, in particolare nei Paesi sviluppati, sottolineiamo che, insieme a tali
progressi storici, grandi e apprezzati, si verificano un deterioramento dell’etica, che condiziona l’agire internazionale, e
un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità. Tutto ciò contribuisce a diffondere una sensazione
generale di frustrazione, di solitudine e di disperazione, conducendo molti a cadere o nel vortice dell’estremismo ateo e
agnostico, oppure nell’integralismo religioso, nell’estremismo e nel fondamentalismo cieco, portando così altre persone
ad arrendersi a forme di dipendenza e di autodistruzione individuale e collettiva.
La storia afferma che l’estremismo religioso e nazionale e l’intolleranza hanno prodotto nel mondo, sia in Occidente sia
in Oriente, quelli che potrebbero essere chiamati i segnali di una «terza guerra mondiale a pezzi», segnali che, in varie
parti del mondo e in diverse condizioni tragiche, hanno iniziato a mostrare il loro volto crudele; situazioni di cui non si
24 ATTUALITÀ

conosce con precisione quante vittime, vedove e orfani abbiano prodotto. Inoltre, ci sono altre zone che si preparano a
diventare teatro di nuovi conflitti, dove nascono focolai di tensione e si accumulano armi e munizioni, in una situazione
mondiale dominata dall’incertezza, dalla delusione e dalla paura del futuro e controllata dagli interessi economici miopi.
Affermiamo altresì che le forti crisi politiche, l’ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali –
delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi, a discapito della maggioranza dei popoli della terra – hanno genera-
to, e continuano a farlo, enormi quantità di malati, di bisognosi e di morti, provocando crisi letali di cui sono vittime di-
versi Paesi, nonostante le ricchezze naturali e le risorse delle giovani generazioni che li caratterizzano.
Nei confronti di tali crisi che portano a morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani – a motivo della
povertà e della fame –, regna un silenzio internazionale inaccettabile.
È evidente a questo proposito quanto sia essenziale la famiglia, quale nucleo fondamentale della società e
dell’umanità, per dare alla luce dei figli, allevarli, educarli, fornire loro una solida morale e la protezione familiare. Attac-
care l’istituzione familiare, disprezzandola o dubitando dell’importanza del suo ruolo, rappresenta uno dei mali più peri-
colosi della nostra epoca.
Attestiamo anche l’importanza del risveglio del senso religioso e della necessità di rianimarlo nei cuori delle nuove ge-
nerazioni, tramite l’educazione sana e l’adesione ai valori morali e ai giusti insegnamenti religiosi, per fronteggiare le
tendenze individualistiche, egoistiche, conflittuali, il radicalismo e l’estremismo cieco in tutte le sue forme e manifesta-
zioni.
Il primo e più importante obiettivo delle religioni è quello di credere in Dio, di onorarLo e di chiamare tutti gli uomini a
credere che questo universo dipende da un Dio che lo governa, è il Creato-re che ci ha plasmati con la Sua Sapienza
divina e ci ha concesso il dono della vita per custodirlo. Un dono che nessuno ha il diritto di togliere, minacciare o ma-
nipolare a suo piacimento, anzi, tutti devono preservare tale dono della vita dal suo inizio fino alla sua morte naturale.
Perciò condanniamo tutte le pratiche che minacciano la vita come i genocidi, gli atti terroristici, gli spostamenti forzati, il
traffico di organi umani, l’aborto e l’eutanasia e le politiche che sostengono tutto questo.
Altresì dichiariamo – fermamente – che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio,
ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue.
Queste sciagure sono frutto della deviazione dagli insegnamenti religiosi, dell’uso politico delle religioni e anche delle
interpretazioni di gruppi di uomini di religione che hanno abusato – in alcune fasi della storia – dell’influenza del senti-
mento religioso sui cuori degli uomini per portarli a compiere ciò che non ha nulla a che vedere con la verità della reli-
gione, per realizzare fini politici ed economici mondani e miopi. Per questo noi chiediamo a tutti di cessare di strumen-
talizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco, e di smettere di usare il
nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione. Lo chiediamo per la nostra fede
comune in Dio, che non ha creato gli uomini per essere uccisi o per scontrarsi tra di loro e neppure per essere torturati
o umiliati nella loro vita e nella loro esistenza. Infatti Dio, l’Onnipotente, non ha bisogno di essere difeso da nessuno e
non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente.
Questo Documento, in accordo con i precedenti Documenti Internazionali che hanno sottolineato l’importanza del ruolo
delle religioni nella costruzione della pace mondiale, attesta quanto segue:
– La forte convinzione che i veri insegnamenti delle religioni invitano a restare ancorati ai valori della pace; a sostenere
i valori della reciproca conoscenza, della fratellanza umana e della convivenza comune; a ristabilire la saggezza, la
giustizia e la carità e a risvegliare il senso della religiosità tra i giovani, per difendere le nuove generazioni dal dominio
del pensiero materialistico, dal pericolo delle politiche dell’avidità del guadagno smodato e dell’indifferenza, basate sul-
la legge della forza e non sulla forza della legge.
– La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il
pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la
quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla
libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una
certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano.
– La giustizia basata sulla misericordia è la via da percorrere per raggiungere una vita dignitosa alla quale ha diritto
ogni essere umano.
– Il dialogo, la comprensione, la diffusione della cultura della tolleranza, dell’accettazione dell’altro e della convivenza
tra gli esseri umani contribuirebbero notevolmente a ridurre molti problemi economici, sociali, politici e ambientali che
assediano grande parte del genere umano.
– Il dialogo tra i credenti significa incontrarsi nell’enorme spazio dei valori spirituali, umani e sociali comuni, e investire
ciò nella diffusione delle più alte virtù morali, sollecitate dalle religioni; significa anche evitare le inutili discussioni.
– La protezione dei luoghi di culto – templi, chiese e moschee – è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani,
dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli attraverso at-
tentati o esplosioni o demolizioni è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del
diritto internazionale.
– Il terrorismo esecrabile che minaccia la sicurezza delle persone, sia in Oriente che in Occidente, sia a Nord che a
Sud, spargendo panico, terrore e pessimismo non è dovuto alla religione – anche se i terroristi la strumentalizzano –,
ma è dovuto alle accumulate interpretazioni errate dei testi religiosi, alle politiche di fame, di povertà, di ingiustizia, di
oppressione, di arroganza; per questo è necessario interrompere il sostegno ai movimenti terroristici attraverso il rifor-
nimento di denaro, di armi, di piani o giustificazioni e anche la copertura mediatica, e considerare tutto ciò come crimini
internazionali che minacciano la sicurezza e la pace mondiale. Occorre condannare un tale terrorismo in tutte le sue
forme e manifestazioni.
– Il concetto di cittadinanza si basa sull’uguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia.
Per questo è necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare
25 ATTUALITÀ

all’uso discriminatorio del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e dell’inferiorità; esso prepara il
terreno alle ostilità e alla discordia e sottrae le conquiste e i diritti religiosi e civili di alcuni cittadini discriminandoli.
– Il rapporto tra Occidente e Oriente è un’indiscutibile reciproca necessità, che non può essere sostituita e nemmeno
trascurata, affinché entrambi possano arricchirsi a vicenda della civiltà dell’altro, attraverso lo scambio e il dialogo delle
culture. L’Occidente potrebbe trovare nella civiltà dell’Oriente rimedi per alcune sue malattie spirituali e religiose causa-
te dal dominio del materialismo. E l’Oriente potrebbe trovare nella civiltà dell’Occidente tanti elementi che possono aiu-
tarlo a salvarsi dalla debolezza, dalla divisione, dal conflitto e dal declino scientifico, tecnico e culturale. È importante
prestare attenzione alle differenze religiose, culturali e storiche che sono una componente essenziale nella formazione
della personalità, della cultura e della civiltà orientale; ed è importante consolidare i diritti umani generali e comuni, per
contribuire a garantire una vita dignitosa per tutti gli uomini in Oriente e in Occidente, evitando l’uso della politica della
doppia misura.
– È un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti po-
litici. Inoltre, si deve lavorare per liberarla dalle pressioni storiche e sociali contrarie ai princìpi della propria fede e della
propria dignità. È necessario anche proteggerla dallo sfruttamento sessuale e dal trattarla come merce o mezzo di pia-
cere o di guadagno economico. Per questo si devono interrompere tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che
umiliano la dignità della donna e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei
propri diritti.
– La tutela dei diritti fondamentali dei bambini a crescere in un ambiente familiare, all’alimentazione, all’educazione e
all’assistenza è un dovere della famiglia e della società. Tali diritti devono essere garantiti e tutelati, affinché non man-
chino e non vengano negati a nessun bambino in nessuna parte del mondo. Occorre condannare qualsiasi pratica che
violi la dignità dei bambini o i loro diritti. È altresì importante vigilare contro i pericoli a cui essi sono esposti
– specialmente nell’ambiente digitale – e considerare come crimine il traffico della loro innocenza e qualsiasi violazione
della loro infanzia.
– La protezione dei diritti degli anziani, dei deboli, dei disabili e degli oppressi è un’esigenza religiosa e sociale che
dev’essere garantita attraverso rigorose legislazioni e l’applicazione delle convenzioni internazionali a riguardo.
A tal fine, la Chiesa Cattolica e Al-Azhar, attraverso la comune cooperazione, annunciano e promettono di portare
questo Documento alle Autorità, ai Leader influenti, agli uomini di religione di tutto il mondo, alle organizzazioni regio-
nali e internazionali competenti, alle organizzazioni della società civile, alle istituzioni religiose e ai leader del pensiero;
e di impegnarsi nel diffondere i princìpi di questa Dichiarazione a tutti i livelli regionali e internazionali, sollecitando a
tradurli in politiche, decisioni, testi legislativi, programmi di studio e materiali di comunicazione.
Al-Azhar e la Chiesa Cattolica domandano che questo Documento divenga oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le
scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione, al fine di contribuire a creare nuove generazioni
che portino il bene e la pace e difendano ovunque il diritto degli oppressi e degli ultimi.
In conclusione auspichiamo che:
questa Dichiarazione sia un invito alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non cre-
denti, e tra tutte le persone di buona volontà;
sia un appello a ogni coscienza viva che ripudia la violenza aberrante e l’estremismo cieco; appello a chi ama i valori di
tolleranza e di fratellanza, promossi e incoraggiati dalle religioni;
sia una testimonianza della grandezza della fede in Dio che unisce i cuori divisi ed eleva l’animo umano;
sia un simbolo dell’abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia
creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano.
Questo è ciò che speriamo e cerchiamo di realizzare, al fine di raggiungere una pace universale di cui godano tutti gli
uomini in questa vita.
Abu Dhabi, 4 febbraio 2019 Sua Santità Papa Francesco - Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb
Il documento è tratto da La Civiltà Cattolica 2019 I 391-399 | 4048 (16 feb/2 mar 2019)

Lettera enciclica “Fratelli Tutti”


Sul sito del Vaticano è disponibile la nuova enciclica di Papa Francesco
http://www.vatican.va
Qui il riferimento del Santo Padre, nell’introduzione, al documento sopra pubblicato.
5. Le questioni legate alla fraternità e all’amicizia sociale sono sempre state tra le
mie preoccupazioni. Negli ultimi anni ho fatto riferimento ad esse più volte e in di-
versi luoghi. Ho voluto raccogliere in questa Enciclica molti di tali interventi collo-
candoli in un contesto più ampio di riflessione. Inoltre, se nella redazione della Lau-
dato si’ ho avuto una fonte di ispirazione nel mio fratello Bartolomeo, il Patriarca or-
todosso che ha proposto con molta forza la cura del creato, in questo caso mi so-
no sentito stimolato in modo speciale dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb,
con il quale mi sono incontrato ad Abu Dhabi per ricordare che Dio «ha creato
tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a
convivere come fratelli tra di loro». Non si è trattato di un mero atto diplomatico,
bensì di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto. Questa
Enciclica raccoglie e sviluppa grandi temi esposti in quel Documento che abbiamo
firmato insieme. E qui ho anche recepito, con il mio linguaggio, numerosi documenti
e lettere che ho ricevuto da tante persone e gruppi di tutto il mondo.
26 COME ERAVAMO

Veduta
Veduta del
del ponte
ponte sul
sul Piave
Piave
poi
poi divelto
divelto dall’alluvione
dall’alluvione del
del 1966
1966
di Alessandro Bagatella
di Alessandro Bagatella
Come potete notare dalla foto che qui pubblichiamo, non esisteva ancora la nuova statale Feltrina. La strada che
Come
portavapotete notare
a Feltre dallaattraverso
passava foto che qui pubblichiamo,
il passaggio nondella
a livello esisteva ancora
stazione. la nuova del
All’imbocco statale
ponteFeltrina. La strada
per il paese che
di Santa
portava a Feltre passava attraverso il passaggio a livello della stazione. All’imbocco del ponte per
Maria c’era la stradina del Canal Vecio, fino al 1956, allorquando è stata costruita la nuova Feltrina. il paese di Santa
Maria c’era la stradina del Canal Vecio, fino al 1956, allorquando è stata costruita la nuova Feltrina.

ATTUALITÀ

Regolamenti edilizi comunali


Adeguamento al regolamento edilizio tipo (RET)
I Comuni di Alano di Piave e Quero Vas hanno approvato l’adeguamento del Regolamento Edilizio Comunale vigente
al Regolamento Edilizio Tipo (RET). Gli elaborati sono consultabili sui siti internet dei rispettivi Comuni, al menù
“Amministrazione trasparente”, sezione “Pianificazione e governo del territorio”.
Il REC ha per obiettivo l'indirizzo ed il controllo della qualità edilizia, ovvero la definizione dei livelli minimi di requisito
delle opere urbanistico-edilizie, nonché delle modalità di verifica degli stessi in sede di progetto, in corso di esecuzione
e ad opere costruite.

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27 RICETTE

Cotognata de Pom Codogn


di Alessandro Bagatella
La nostra abbonata Graziella Moret, di Sanzan, vista la buona produzione di mele cotogne, si è esercitata con
la vecchia ricetta della non-
na per fare la marmellata e
la cotognata, lavorando per
tutta una giornata.
Il sottoscritto può confer-
marne la vera bontà, perché
ha avuto l’onore di assag-
giarla.
E’ proprio vero che ”le robe
(ricete) de canton no le per-
de mai staion”.

Di seguito un paio di ricette


tratte dalla rete internet che
possono essere di stimolo
per cimentarsi nella stessa
attività della nostra abbona-
ta.
Buon lavoro e buona degu-
stazione agli appassionati di
arte culinaria e pasticceria!

Cotognata. Ingredienti: 2 kg. di mele cotogne, il succo di tre limoni, zucchero


Pelare e togliere il torsolo alle cotogne ,poi affettarle e porle in una casseruola, coprire con acqua, aggiungere i
succo di tre limoni e portare a bollore. Quando sono cotte passarle nel passaverdure e pesare quello ottenuto.
Prendere altrettanto zucchero che si fa sciogliere in un tegame con poca acqua, unire la crema di mele
,mescolare spesso e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa mezz'ora. Versare questo composto in stampini
di metallo e far raffreddare. Si usa conservarla in scatole di ferro, avvolte in salviette di carta ( io uso gli stampini
di carta dei muffin). tratto da: Cibo del Bellunese https://www.facebook.com/CibodelBellunese/
Le mele cotogne. Zucche, zucchine, pesche, prugne, susine. Sono solo alcuni esempi di frutta e verdura che
settembre inizia a regalare. La mela cotogna è, invece, un frutto spesso dimenticato. Appartiene al gruppo delle
pomacee come la mela e la pera. L’albero del cotogno arriva dall’Asia ma è conosciuto in Italia già dal tempo del
Romani. Viene coltivato un po’ in tutte le nostre regioni anche se è poco diffuso. Una maggior presenza si regi-
stra in Puglia, Sicilia e Campania. I suoi frutti non sono facilmente reperibili nella grande distribuzione. A seconda
delle varietà, le cotogne possono essere maliformi o piriformi. In ambedue i casi troviamo frutti molto profumati
che, quando maturi, hanno una colorazione giallognola. La principale qualità della mela cotogna è l’essere
ricca di pectina, una fibra altamente solubile e con proprietà addensanti. Quest’ultima, grazie alle sue caratteristi-
che, aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue ed è dunque un validissimo alleato
nella prevenzione di patologie cardiovascolari. Oltre a questo risulta essere valida alleata dell’apparato digerente.
Sempre grazie alla pectina, infatti, aiuta la mobilità intestinale. Oltre alla pectina, vi è l’acido malico, che favorisce
la digestione ed ha proprietà antiinfiammatorie.
Cotognata e confettura
Vi presentiamo la ricetta della cotognata, e, da questo procedimento, può dar luogo anche alla confettura di mele
cotogne.
Ingredienti: 2 kg di mele cotogne mature 1 kg di zucchero il succo e la buccia di 1 limone non trattato 2 pizzichi
di cannella e qualche chiodo di garofano se vi piace
Fate bollire le mele cotogne, tagliate a pezzettoni, in abbondante acqua. E’ importante che conservino anche la
loro buccia. Appena sono ben cotte le lasceremo raffreddare nella loro acqua di cottura. Poi le sbucceremo e le
passeremo col passaverdura fino ad ottenere una purea omogenea. La verseremo in una casseruola addizio-
nando lo zucchero e porteremo ad ebollizione. Ci vorranno circa venti minuti e ci sarà sempre da mescolare il
composto. Aggiungeremo la cannella, il succo e la buccia di limone. La cottura sarà perfetta quando la confettura
rimarrà immobile. Lasceremo riposare in uno stampo per 24 ore e la lasceremo asciugare per 2/3 giorni, ricor-
dandoci di non esporla all’umidità. Poi potete servirla, a fette o nelle dimensioni che più vi aggradano. Per la con-
fettura di mele cotogne: seguire lo stesso procedimento fino alla fase di cottura, ma poi, anziché versare il com-
posto in uno stampo per il riposo, versarlo in vasetti di vetro sterilizzati. Chiuderemo i vasetti e li capovolgeremo
fino al raffreddamento completo in modo da creare il sottovuoto che conserverà a lungo la confettura.
tratto da https://rovigo.italiani.it/mele-cotogne-tempo-di-raccolta-e-di-ottime-ricette/
28 ATTUALITÀ
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