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Quindicinale

Anno XXXI

20.01.2010
Numero

553
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO, VAS, SEGUSINO

Frassetto riconfermato presidente della Pro Loco di Fener - pag. 1


Trasporto solidale AUSER - pag. 2
Flavia De Paoli in pensione - pag. 8
Presepio subacqueo di Alano - pag. 13
Le dimissioni di Sereno Solagna - pag. 18/19
Da Chipilo a Cilladon - pag. 22
Chiuso in redazione il 11.01.2010
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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il tornado Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER (Belluno). direttore responsabile: Mauro Mazzocco. redattori: Sandro Curto, Silvio Forcellini. collaboratori:
Alessandro Bagatella, Francesco Dal Canton, Ivan Dal Toè, Gianni De Girardi, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Silverio Frassetto, Ermanno Geronazzo, Cristiano
Mazzoni, Sergio Melchiori, Antonio Spada, Andrea Tolaini.
abbonamenti: italia Abbonamento annuale (18 numeri)  20,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri)  40,00.
L’abbonamento può essere sottoscritto o rinnovato nei seguenti modi: 1- versando la quota sul c/c postale n. 10153328 intestato alla pro LOCO di FENER; 2- pa-
gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO “DA MILIO” - Alano; pasticceria “dolci pensieri” - Fener - BAR JOLE - Fener; MAURO MAZZOCCO - Quero;
ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; bazar di A. Verri - Segusino.
disopercolatura, ovvero con la rimozione degli “opercoli”, sorta di tappi che le api applicano quando le cellette sono
piene di miele. Quest’operazione viene effettuata manualmente, con l’ausilio di un’apposita forchetta, oppure con
un procedimento meccanizzato grazie alla macchina disopercolatrice. Una volta disopercolate le celle, i telai ven-
gono posti nello smielatore che, grazie alla forza centrifuga,1 fa fuoriuscire il miele, che, una volta fatto cronaca
filtrare e ripu-
lito, viene convogliato nei maturatori. Nella fase di smielatura, il miele è esposto all’aria, che viene eliminata attra-
verso la fase di decantazione, in cui il miele viene messo all’interno di un maturatore: l’aria, così come le impurità,
vengono a galla, formando una schiuma in superficie, che viene poi rimossa. Dopo la decantazione, il miele appari-
rà più limpido e, prima che inizi la cristallizzazione, viene invasettato per la vendita al dettaglio.
L’attività della signora Follador non si limita alla produzione del miele ma, grazie alla sua passione, anche della
pappa reale e del propoli. La produzione della pappa reale risulta molto complessa e delicata e prevede una cura
giornaliera dell’alveare. La signora Michela è associata, per quanto riguarda la produzione di pappa reale,
all’associazione CO.PA.IT per la produzione e la valorizzazione della pappa reale fresca italiana.
L’attività dell’apicoltore non è semplice come potrebbe sembrare, dato che, oltre alle complicate fasi di cura e di
produzione del miele, che devono essere puntuali e precise, va affrontato anche il problema della morìa delle api,
che negli ultimi tempi non ha risparmiato nemmeno le nostre zone. Questa morìa è causata soprattutto dal Varroa,
un acaro parassita che, attaccandosi alle api, può trasmettere dei virus mortali per l’intera colonia. A questo pro-
blema dobbiamo aggiungere la mancanza di applicazione, da parte degli organi autorizzati, della legge regionale n.
23 del 18.04.1994 per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’apicoltura, che regolamenta il nomadismo, cioè il
trasferimento delle arnie in Comuni diversi da quello di residenza dell’apicoltore, per poter effettuare la raccolta di
miele per le diverse fioriture. La mancanza di attuazione di questa legge fa sì che il nostro territorio sia meta di api-
coltori provenienti della pianura i quali, senza presentare le richieste di trasferimento delle proprie arnie da presen-
tare obbligatoriamente all’Ulss e agli organi competenti, occupano il nostro territorio, con il rischio di portare anche
malattie. Sarebbe opportuno infatti che, se si vuol far in modo che certe figure professionali importanti per la nostra
cultura, non solo eno-gastronomica, possano continuare la loro attività e magari trasmetterla ad altre persone ap-
passionate, sia necessario che le autorità locali agiscano tempestivamente quando si parla di legalità e applicazio-
ne della legge.
Chi fosse interessato ad acquistare il miele della signora Michela, può telefonare al numero 0439-779727
o recarsi direttamente presso l’abitazione in via Ugo Bartolomei 13 ad Alano di Piave.
*Chi fosse invece interessato a far conoscere i propri prodotti sul Tornado, può contattare Antonio Miotto
all’indirizzo mail antoniomi8@alice.it o al numero 347-9640262 in ore serali.

Tre appuntamenti da non perdere


Domenica 14 febbraio: il Carnevale alanese con la sfilata dei carri
Organizzata dalle Pro Loco di Alano e di Fener, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Alano, la
tradizionale sfilata dei carri allegorici si svolgerà quest’anno domenica 14 febbraio. Ritrovo e partenza da Cuniol,
premiazioni a Campo, con il programma completo (tappe intermedie e orari) che verrà pubblicato sul prossimo nu-
mero del Tornado. Per le iscrizioni dei carri rivolgersi, entro il 7 febbraio, ai presidenti delle Pro Loco organizzatrici.
In caso di maltempo, la sfilata sarà rinviata alla domenica successiva.

Martedì 16 febbraio: “Oggi trippa…” alla Trattoria “Alla Posta” di Fener


Martedì 16 febbraio invece, consueto appuntamento con “Oggi trippa…”, cena su prenotazione proposta dalla Pro
Loco di Fener che quest’anno si terrà presso la Trattoria “Alla Posta” di Fener con inizio alle ore 19.30. Iscrizioni
presso la Trattoria “Alla Posta” (tel. 0439-779437) o ai consiglieri della Pro Loco di Fener.

Domenica 21 marzo: pranzo di pesce al “Gambero” di Cortellazzo


Domenica 21 marzo, infine, gita a Cortellazzo per il pranzo di pesce al ristorante “Al Gambero” e successiva sosta
con visita libera di Treviso. Iscrizioni (fino ad esaurimento dei posti in pullman) presso la pasticceria-caffetteria “Dol-
ci Pensieri”, a Fener in piazza Dante, con acconto di 10 euro. La gita è proposta dalla Pro Loco di Fener e
dall’Inter Club Fener.

La sottoscrizione a premi dell’Inter Club Fener


(s.for.) Mercoledì 6 gennaio, presso la sede di via Nazionale e subito dopo la visione di Chievo-Inter, sono stati e-
stratti i biglietti vincenti della sottoscrizione a premi organizzata dall’Inter Club “Massimo Moratti” di Fener. Ecco di
seguito i numeri fortunati: 1° premio - televisore LCD marca LG M237W con decoder DTS incorporato - biglietto
n.2171 # 2° premio - macchina fotografica digitale Nikon Coolpix L19 - biglietto n.1003 # 3° premio - decoder
DTS Strong Prima III - biglietto n.1696 # 4° premio - maglia ufficiale Inter stagione 2009-2010 - biglietto n.0261 #
5° premio - navigatore satellitare - biglietto n.0670 # 6° premio - biglietto omaggio per Inter-Juventus del 18 aprile
2010 - biglietto n.2145 # 7° premio - cesto gastronomico - biglietto n.1616 # 8° premio - trapano a percussione
Black & Decker 500W KR50CRE-QS - biglietto n.1867 # 9° premio - robot da cucina - biglietto n.0106 # 10°
premio - coppia di bottiglie di vino del 17° scudetto - biglietto n.0002 # 11° premio - polo nera dell’Inter Club Fe-
ner - biglietto n.0433 # 12° premio - beretto di lana dell’Inter - biglietto n.0597 # 13° premio - orologio - biglietto
n.0585 # 14° premio - bandiera dell’Inter - biglietto n.1228 # 15° premio - t-shirt blu dell’Inter Club Fener - bigliet-
to n.1156 # 16° premio - orologio - biglietto n.1213 # 17° premio - bottiglia di vino prosecco del 17° scudetto - bi-
glietto n.0751 # 18° premio - t-shirt nera dell’Inter Club Fener - biglietto n.1240 # 19° premio - bandiera dell’Inter
- biglietto n.0008 # 20° premio - t-shirt blu Inter Club Fener - biglietto n.1523 # 21° premio - bandiera dell’Inter -
biglietto n.0594 # 22° premio - t-shirt nera dell’Inter Club Fener - biglietto n.0657 # 23° premio - orologio - bi-
glietto n.1041. Per il ritiro dei premi, da effettuarsi entro e non oltre il 1° febbraio 2010, chiamare il numero di cellu-
lare 347-8004030.
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LA FESTA DEGLI AUGURI. DI TUTTO E DI PIU’.


Si erano prenotati in cento, e si sono presentati in oltre centoventi. Troppa grazia, che ha messo in crisi la perfetta or-
ganizzazione del pranzo. Per fortuna che
le efficienti cucine del Ristorante al
Castel di Prada avevano sfornato
lasagne in abbondanza, e così tutti i
commensali sono stati adeguatamente
satollati.
E così è stato anche per l’eccellente
arrosto al latte, per le verdurine cotte e
crude, per i formaggi, per la frutta, i vini e
il caffè. Ah! dimenticavo gli antipasti!
C’erano anche quelli, vari e squisiti, e
per di più generosamente offerti dalla
sezione di Quero dei donatori di sangue.
Dopo il pranzo, servito nell’ampia sala
della casa delle Associazioni di Quero,
hanno portato il loro saluto il sindaco di
Quero Sante Curto e la signora Cristina
Mazzalovo a nome dell’Amministrazione
comunale di Vas. Nei brevi interventi
abbiamo sentito lusinghiere parole di
apprezzamento per i servizi dei nonni
vigili e degli autisti volontari. E ai nonni
Nella tradizionale foto Resegati, presen-
tiamo i soci nati in novembre e dicembre e
che sono, da sinistra:
Pietro BERTON, Eugenio CASAMATTA,
Dirce DAL BON, Anita BARP, MariaPia
CURTO, Alberto BIGATEL, Teresa
CECCOTTO, Vittorio FIORAVANTI, Alba-
no TOLAINI, Elda VETTORETTI, Pietro
RECH e Mario MAZZIER.

vigili, agli autisti volontari e agli accompagnatori


dei bambini della scuola materna di Alano è
stato dedicato un momento particolarmente
simpatico con la consegna, da parte della
presidente Anna Maria Dalla Favera, di un
piccolo omaggio natalizio, unico “compenso” per
un anno intero di attività generosa e
disinteressata. Un altro spazio è stato dedicato
ai soci che hanno compiuto gli anni nei mesi di
novembre e dicembre. Le squisite torte da loro
offerte sono state spolverate in un battibaleno.
Tanto velocemente che un’intera tavolata è
rimasta all’asciutto e si è dovuto tamponare la
falla con dosi massicce di panettone. Una
parentesi gradita anche se fuori copione è stata
la visita di una delegazione di cittadini francesi
accompagnata dall’assessore querese Alberto
Coppe e capeggiata da Antonio Specia,
originario di Schievenin e reduce da un
importante incontro a Venezia, presso la Re-
gione, dove gli è stato conferito un prestigioso
riconoscimento quale personaggio veneto
distintosi all’estero. Antonio Specia, infatti, è
diventato direttore della Cassa Primaria di Assi-
stenza dell’Ariège, nei Pirenei, oltre ad essere
anche un apprezzato studioso di storia del
lavoro italiano in Francia. L’inattesa visita è stata
anche l’occasione di apprezzare la nostra
Renata nella inconsueta veste di interprete quasi
simultanea. Il bel pomeriggio di festa si è
concluso con l’omaggio floreale ai soci nati in
novembre e dicembre e con il sorteggio della sottoscrizione a premi, come al solito dotata di ricchi premi e pregevoli
omaggi e diretta da Gigliola.
4 attualità

Presentato il volume di Martino Durighello


(M.M.) Giovedì 10 e venerdi 18 dicembre, rispettivamente a Quero ed Alano di Piave, è stato presentato il libro del
maestro Martino Durighello, uscito per suo desiderio con la sigla de “Il Tornado” come casa editrice (regalo quanto mai
gradito per la stima che ci ha dimostrato), e in ambedue le occasioni i relatori sono stati i Sindaci dei rispettivi Comuni.
Sono state due serate intense, nel corso delle quali i relatori hanno dato prova di appassionata partecipazione al pro-
getto messo in cantiere dal maestro Martino e illustrando l’opera agli intervenuti hanno dimostrato non solo di averlo
letto, ma di averlo “vissuto”. Per un libro di memorie credo che questa sia la massima espressione di apprezzamento e
sono sicuro che questa sensazione l’hanno avuta anche coloro che hanno scelto di ascoltare la presentazione del li-
bro. Qui proponiamo la prefazione curata dal sindaco di Alano di Piave, e ricordiamo, nello specchietto qui riporta-
to, i recapiti nei quali è possibile procurarsi il libro (14,00 €uro). Una lettura che permetterà anche a noi di condivi-
dere episodi e situazioni con il maestro Martino, confrontando i nostri ricordi con i suoi, magari instaurando un dialogo
con l’autore, del quale proponiamo un brano tratto proprio dal libro e in tema con i fatti d’attualità: “Poarét”, che ricorda
come veniva trattato chi bussava alla porta chiedendo aiuto e carità.
Il nostro tempo vive sempre il rischio incombente della banalizzazione della
parola, del suo svuotamento di significato, con l'esito, che ne consegue, di un
imbarbarimento delle relazioni umane.
Quando, invece, riusciamo a mantenere sospesa la parola sull' abisso di
volgarità e di carenza semantica, troviamo la forza di esultare, quasi trattenendo
il respiro, per un dono prezioso che ci viene elargito. E questo dono si
materializza, qui, attraverso il lavoro di Martino Durighello, che con sapiente
semplicità ci restituisce alcune pennellate del quadro intenso della nostra
memoria collettiva, attraverso il ricordo di persone, luoghi, momenti ed emozioni,
che ci aiutano a riscoprire la ricchezza di un percorso storico complesso, traccia
illuminante di quell'indigenza esistenziale che ci deve spingere ogni giorno a
trovare le ragioni del dialogo tra di noi; un dialogo che decolla necessariamente
proprio dalla confessione reciproca di un limite e dal disperato bisogno di un
incontro con l'altro. Ecco perché centrale nelle descrizioni di questo libro è
l'umanità salvata o sommersa, esaltata o umiliata di coloro che non hanno avuto
diritto di cittadinanza negli scritti autorevoli di qualche cattedratico, ma che
trovano qui il loro riscatto. In altre parole potremo dire, con Dietrich Bonhoeffer,
che "dobbiamo imparare a valutare gli uomini più per quello che soffrono, che
per quello che fanno o non fanno".
Punti vendita Credo sia questa la cifra più autentica del lavoro di Martino Durighello: l'aver
reso giustizia, da par suo, di un percorso umano all'interno di una storia
Redattori de “Il Tornado” "minore", che minore non è e che per noi significa ancora molto in termini di
Alano: valore ed identità, declinandolo con sguardo disincantato ma partecipe e sempre
Panificio Errandi capace di stupirsi delle latitudini del cuore.
Bar “Al Piazzol” Nelle delibere consiliari dell'immediato secondo dopoguerra, ho trovato le liste
Alimentari Collavo dei poveri, e leggendo il capitolo dedicato ai "poarét", a quanti non hanno avuto
Da Meto nemmeno il sollievo di essere inseriti in tali elenchi di umanità ferita, mi sono
Tabaccheria Piccolotto chiesto se davvero ci siano ancora alibi per compiere una chiara scelta di campo
Caffè Speranza a favore degli ultimi, di coloro che da certa storiografia sono gettati nel fango!
Ecco perché questo non è un semplice libro di memorie, ma una vibrante
Cartolibreria Da Milio
riscoperta della vera umanità che trasuda dal lavoro, dal sacrificio, dall'umiltà,
Merceria Codemo ma anche dal gioco, dal sano divertimento, dall'attaccamento alla terra come
Fioreria Manuela necessità allora ed, ora, come fuga da ogni astratto intellettualismo. Questo libro
Merceria Angela e Corina rappresenta pure una riscoperta della chiara coscienza del valore della cultura e
Locanda Alpina della necessità di condividerla con gli altri, dell' amore per i bagni d'azzurro nelle
Alimentari Codemo ore di vita che rendono ricche le nostre relazioni e che ci fanno respirare a pieni
Fener: Edicola Via della Vittoria polmoni il presente. Devo confessare che alcune pagine le ho lette trattenendo a
Colmirano: Panificio forza l'emozione, in altre ho riscoperto alcuni passaggi della mia infanzia e
Campo: Bar Acli; Museo adolescenza, in altre ancora ho sorriso. Nell'incipit del libro, l'Autore utilizza una
Vas: Locanda Solagna metafora particolarmente evocativa: "I ricordi sono ciottoli levigati dal fluire del
tempo" e, più avanti, egli afferma: "Ecco i miei ricordi [ ... ] Tessere di un
Quero: Cartolibreria Schievenin
mosaico che il lettore saprà scernere, ordinare, disporre, per ricreare, come in
Feltre: Librerie un grande dipinto, il senso della vita". Da questi enunciati ricavo un ordine di
lettura chiaro che sottende, a mio avviso, queste pagine ed insieme un insegnamento per il presente: in questa nostra
società, che Bauman definisce liquida, dobbiamo trovare l'antidoto ad un individualismo esasperato, che tenta di divo-
rare morbosamente ogni esperienza, rifiutando la capacità di attendere, di rispettare il respiro della vita, come sape-
vano fare i nostri contadini di un tempo; osservando l'avvicendarsi delle stagioni, essi comprendevano le tappe della
semina, dell' attesa, sperando e pregando per il raccolto; essi avevano la capacità di sostare in silenzio e di non pre-
tendere che tutto dipendesse da loro, come, invece, oggi siamo inclini a pensare.
Ringrazio il Maestro Martino Durighello, per aver raccolto questi ciottoli di memoria ed averli condivisi con il lettore, in
un lavoro inedito e ben riuscito, comunicando con intensa partecipazione il valore immenso del saper gioire di una vita
nascosta ed insieme avere il coraggio di una vita pubblica.
Dottor Fabio Dal Canton SINDACO DI ALANO DI PIAVE
5 attualità

Poarét
Avevano giorni e orari fissi e venivano per lo più dai paesi vicini: da Quero, da Vas, dal Canalét, da Pederobba. Di tanto in tanto
ne capitava uno di nuovo che, magari, poi non si vedeva più.
<<Da onde vegnzu, vu, parón?». Suonava strana quella parola: parón, padrone. Padrone di che?
Oh, no! Non parón nel senso di proprietario, ma nell'antica accezione di PATRONUS, protettore, inviato dalla benevolenza degli
dei ad onorare la tua casa, per cui il mendico è sacro ed accolto come il più caro degli ospiti.
Oh, se si leggesse ancora Omero! Avrebbe molto da direi: anche sul razzismo e sull' antirazzismo e sulla tolleranza ...
Venivano, quindi, alla porta ed intonavano con voce lamentosa una cantilena monotona ed inespressiva che ripetevano alla
porta successiva e poi all' altra ancora:
<<Ave Maria ... Requiem aeternam ... », spesso storpiando le parole, vuoi per ignoranza, vuoi per suggerimento (scherzoso?):
«O, qua nó ghe n e gnent, parón, ghe ól che ndéve da ... : quei si che i a i schèi»; e così Tiziano (da Vas?) Recitava:
Rechiemeterna, Tecla e Ciani va l marcà, ciapa tanti schèi pace ame.
E c'era la fémena de l vendre, quel cèo bon che non si lamentava mai e ringraziava anche quando lo si rimandava a mani vuote;
e quel catìu insistente e mai contento, e quel grant, e quel zòt: tutti col loro giorno e col loro orario.
Quando la mamma andava giù al formisèl a lavar le robe: «Téndeghe a la casa e co vien quel de l ... Daghe na mèda pala de farina;
mèda, nò de pì; che ghe n é poca».
Ecco: mezza paletta di farina, un tozzo di pane e sul mezzodì una fetta di polenta calda, appena saltata dal pajolo sul tajér; a
volte anche un pezzetto di formaggio; nei giorni fortunati, tra Natale e Sant'Antonio, perché "Befanìa tute le feste porta via, ma la
bonaman de i galantomi la dura fin da Santantoni", quando si aveva ammazzato il maiale, anche mèdo buranèl de luganega,·raramente
una palanca, che non c'era nemmeno per sé stessi.
«Grazie, che Dio ve la rende». E qualche volta niente: «O me despias, paron, ma anco no o gnent da darve». «Grazie in stes, parona, che l
Signor ve jute; Avemaria ... ».
Qualche anno più tardi, quando ormai i poarét stavano sparendo, la maestra ci aveva fatto imparare il sonetto “Il Mendico" di G.
Zanella:
È mezzodì. Sotto l'ombroso noce / che il gran fusto contende alla vecchiaia / siede il mendico e leva la sua voce / querula, a cui d'incontro il
cane abbaia.
La mia cara maestra, la "rossa da Feltre", Teresa Bertolini.
Erano gli anni duri della guerra e della confusione del dopoguerra, quando si parlava per la prima volta di libertà, di democrazia,
di referendum, di Costituente, di repubblica o monarchia.
Poi tu, cara maestra, seguisti con apprensione i miei studi e ti dolesti quando ti dissi che mi ero iscritto alle magistrali. Proprio
non volevi che facessi il maestro anch'io:
«No, Martino, questo torto non me lo dovevi fare!».
Ma quando mi diplomai non eri più ad Alano: ti rividi di tanto in tanto al seggio elettorale perché tornavi per le votazioni; e poi a
Treviso, ospite di un pensionato per anziani.
Un giorno, avvisato dalla "carità" di altra collega comune amica, potei partecipare al tuo funerale in quel freddo pomeriggio (freddo
non per la temperatura) al cimitero di Foen: una decina di persone che lanciavano occhiate curiose a quel forestiero. E il prete:
«E lei, chi è?».
«Un vecchio scolaro». «Ma chi?»
«il nome non importa: un vecchio scolaro, uno dei tanti ... ».
Cara maestra, poaréta anche tu, se al tuo funerale non potesti racimolare che una manciata di persone e uno scolaro tra i mille
da te educati. Tu mi insegnasti anche quello che non c'è nei libri, quello che nessuno ha mai scritto, che nessuno scriverà mai. Oh,
potessi anch'io dire altrettanto almeno per uno, uno solo dei miei tanti scolari ...
È mezzodì. Sotto l'ombroso noce ...
Ed io, recitando la poesia, rivedevo Pošno, pien de pulz e de pedoci, seduto sulle travi appoggiate al muro della stalla di Jacomo
Pànpano, bagnato di piscio, tremante di freddo e di febbre.
La mamma gli portò una scodella di minestra di fagioli calda. Se ne andò senza finirla. Il giorno dopo lo trovarono moribondo
sotto il portico di Nani Pilato, laggiù al Bardigón e morì poche ore più tardi nella cucina di Mario de i can, appoggiato alla fornela.
«Póro vecio, avrebbe avuto bisogno di una scudeléta de brodo - disse mia madre - ma saverlo ... ».
O forse dell' ospedale; o forse nemmeno di quello.
Quello di cui "avrebbe avuto bisogno" avrebbe dovuto averlo prima: ora era giunto alla fine del viaggio e il piatto di pasta e fagioli
era anche troppo, tanto che ne aveva avanzata.
Incredibile? Le strutture sociali del tempo non permettevano nient' altro: emarginavano questi derelitti. O forse non si trattava di
emarginazione; era semplicemente impossibilità. E si rimediava come si poteva, dividendo con loro quel poco che c'era, con amore,
sottraendolo dal necessario, togliendoselo di bocca.
Era l'obolo della vedova: la Carità, amore del prossimo (e di sé stessi); pietà del loro "grido", che l'orfano, la vedova, lo straniero
e il povero "gridano" a Dio. Il povero grida e Dio l'ascolta:
Egli ha pietà del povero che grida e del misero che non trova aiuto ...
Altro che togliere Dante e Manzoni dalla scuola per far posto alla letteratura dell' antirazzismo!
È mezzodì...
Il cane abbaia ancora al suono della campana di mezzogiorno, il cane che lecca le piaghe di Lazzaro, il cane che riconosce
Ulisse mendico alla sua stessa porta, il cane che distingue il passo di colui che viene a chiedere senza vergogna, perché "per
l'uomo in bisogno non è buono il pudore".
Il cane abbaia ancora, ma, fortunatamente, non c'è più il mendico che "leva la sua voce querula" davanti alla nostra porta. (Né
c'è più l'ombroso noce ... ).
E il pane avanza sulla mensa e va ai conigli, alle galline, alle immondizie.
Ma il povero c'è ancora; e oggi diamo di più, molto di più del tozzo di pane. Molto di più: tutto ciò che ci avanza (che è tanto). In
realtà diamo quello che "abbiamo in più", non di più, strombazzandolo ai quattro venti sui giornali, alla televisione, magari
"scaricando" dalle tasse, salvo poi rifiutare l'alloggio all'extracomunitario. Anche noi, ma eravamo ragazzini, rincorrevamo lo
straccione motteggiandolo e lo prendevamo magari a sassate, ma un portico, una stalla, un fienile non veniva rifiutato ad alcuno.
Invero tanta generosità odierna a ... Pagamento mi fa inorridire.
Materialmente utile, certo, a loro, ma non a noi; né questo dare risolve il problema, che non è qualcosa di "nostro": è senza
partecipazione. Mi farebbe perfino paura tanta generosità senza "carità", se non fosse che c'è anche il rovescio della medaglia: chi
silenziosamente dà di suo e di sé con "Carità". Giovani, per lo più, che operano senza squilli di tromba, non solo per il croato,
l'albanese o l'etiope, ma per il povero vicino, che magari non è povero di denaro, ma di qualcosa di più, cui manca la carità,
appunto (carità = caro), l'affetto dei suoi simili.
Dio mi perdoni: io invidio questa gente. La invidio perché non so fare altrettanto, io, che non so dare se non quello che ho "in
più". La invidio e la ringrazio.
E la prego di perdonarmi.
6 girogustando

Girogustando in Feltrino:
il miele del Grappa di Michela Follador
di Antonio Miotto *
Questa settimana il giro eno-gastronomico nel nostro territorio ci porta in centro ad Alano di Piave, dalla signora Mi-
chela Follador, apicoltrice da circa dieci anni che aderisce all’associazione “Apicoltori del Grappa”. Questa associa-
zione, che raggruppa circa 160 apicoltori, garantisce il miele attraverso dei sigilli numerati che vengono consegnati
all’apicoltore socio quando viene rispettato lo specifico disciplinare. Questo disciplinare, oltre a delimitare un deter-
minato territorio di produzione, che nel caso specifico è quello del comprensorio del monte Grappa, prevede soprat-
tutto il rispetto di un’agricoltura biologica e delle leggi regionali e nazionali in tale materia.
Il miele, un prodotto antico
La produzione del miele ha origini antichissime, dato che sono state trovate tracce di arnie risalenti al 4° millennio
a.C.: per secoli ha rappresentato, infatti, l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile ed era utilizzato, a par-
tire dalla civiltà egizia, anche per scopi curativi, tant’è vero che nelle tombe di alcuni faraoni sono stati rinvenuti vasi
di miele ermeticamente chiusi, il cui contenuto si è perfettamente conservato. I Greci lo consideravano addirittura
“cibo degli dèi”, offrendolo in voto in grandi quantità, e attribuivano a questo alimento la proprietà di allungare la vi-
ta. I Romani ne importavano grandi quantitativi, specie da Malta, dalla quale, pare, derivi il nome originale “Meliat”,
appunto “terra del miele”. I Maltesi lo utilizzavano, oltre che come dolcificante, anche per produrre la birra e per
conservare alcuni cibi.
La produzione del miele e l’attività della signora Michela Follador
L’attività della signora Michela nasce dalla sua grande
passione per le api ed attualmente la sua produzione si
attesta a circa sette-otto quintali di produzione annua,
utilizzando venticinque arnie (le casette delle api, nella foto
a fianco) che, a seconda del periodo e del tipo di fioritura,
vengono spostate nel territorio del Comune di Alano di Pia-
ve.
La stagione della produzione del miele è breve e varia in
base alla tipologia di fioritura che l’apicoltore decide di
sfruttare. La signora Follador effettua il “nomadismo”, una
pratica comune tra gli apicoltori, che prevede lo sposta-
mento delle arnie in zone dove fioriscono piante diverse. In
questo modo, la nostra apicoltrice produce in primavera il
miele “Millefiori” durante la fioritura del tarassaco, succes-
sivamente sposta le arnie nella zona del Piave, per ottene-
re il miele di acacia, mentre durante la tarda primavera le
sposta in zona Marche per ottenere il miele di castagno e in zona Massiccio del Grappa per avere il miele di mon-
tagna (nella foto sotto, due confezioni di miele di acacia e di castagno prodotto dalla signora Michela Follador).
La produzione del miele prevede una serie di operazioni
molto delicate, che determinano la qualità del prodotto.
Esso viene prodotto dall’ape sulla base di sostanze
zuccherine raccolte in natura, in particolare il nettare,
ottenuto dalle piante da fiori, e la melata, che è un derivato
della linfa degli alberi. La produzione del miele inizia già
nel gozzo dell’ape operaia, o ape bottinatrice, durante il
suo ritorno verso l’alveare, attraverso una reazione
chimica, che permette la creazione di fruttosio e glucosio,
che si aggiungono al nettare succhiato dall’insetto. Giunta
all’alveare, l’ape rigurgita il nettare, ricco d’acqua, depo-
nendolo in strati sottili sulle pareti delle celle dell’alveare.
E’ poi compito delle api ventilatrici mantenere nell’alveare
una corrente d’aria, che consenta l’evaporazione
dell’acqua ancora presente nel miele. Quando la percen-
tuale di acqua si riduce dal 17 al 22%, il miele può esser
considerato maturo e a quel punto le api lo
immagazzinano in altre cellette che, una volta piene, vengono opercolate, ovvero sigillate. Si pensi che in un alvea-
re in ottima salute si possono trovare dalle 70.000 alle 80.000 api e che l’equilibrio di questo piccolo microcosmo
viene mantenuto dalla sola ape regina!
La lavorazione dell’uomo inizia dove finisce quella dell’ape, ovvero alla fine delle fioriture, dopo che le api hanno
immagazzinato il miele nei favi. Per poter estrarre il miele, l’apicoltore ha bisogno innanzitutto di togliere le api pre-
senti nel melario: per quest’operazione, si ricorre al soffiatore, un metodo rapido, che consente l’evacuazione delle
7 girogustando

api in pochi secondi, e agli apiscampi. Una volta tolti dall’arnia, i melari vengono portati in laboratorio ed accatastati:
in questa fase, viene anche controllato il livello di umidità presente nel miele. Se c’è un’eccessiva quantità di acqua,
si deve procedere alla fase di deumidificazione. Quando il miele è sufficientemente deumidificato, si procede con la
disopercolatura, ovvero con la rimozione degli “opercoli”, sorta di tappi che le api applicano quando le cellette sono
piene di miele. Quest’operazione viene effettuata manualmente, con l’ausilio di un’apposita forchetta, oppure con
un procedimento meccanizzato grazie alla macchina disopercolatrice. Una volta disopercolate le celle, i telai ven-
gono posti nello smielatore che, grazie alla forza centrifuga, fa fuoriuscire il miele, che, una volta fatto filtrare e ripu-
lito, viene convogliato nei maturatori. Nella fase di smielatura, il miele è esposto all’aria, che viene eliminata attra-
verso la fase di decantazione, in cui il miele viene messo all’interno di un maturatore: l’aria, così come le impurità,
vengono a galla, formando una schiuma in superficie, che viene poi rimossa. Dopo la decantazione, il miele appari-
rà più limpido e, prima che inizi la cristallizzazione, viene invasettato per la vendita al dettaglio.
L’attività della signora Follador non si limita alla produzione del miele ma, grazie alla sua passione, anche della
pappa reale e del propoli. La produzione della pappa reale risulta molto complessa e delicata e prevede una cura
giornaliera dell’alveare. La signora Michela è associata, per quanto riguarda la produzione di pappa reale,
all’associazione CO.PA.IT per la produzione e la valorizzazione della pappa reale fresca italiana.
L’attività dell’apicoltore non è semplice come potrebbe sembrare, dato che, oltre alle complicate fasi di cura e di
produzione del miele, che devono essere puntuali e precise, va affrontato anche il problema della morìa delle api,
che negli ultimi tempi non ha risparmiato nemmeno le nostre zone. Questa morìa è causata soprattutto dal Varroa,
un acaro parassita che, attaccandosi alle api, può trasmettere dei virus mortali per l’intera colonia. A questo pro-
blema dobbiamo aggiungere la mancanza di applicazione, da parte degli organi autorizzati, della legge regionale n.
23 del 18.04.1994 per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’apicoltura, che regolamenta il nomadismo, cioè il
trasferimento delle arnie in Comuni diversi da quello di residenza dell’apicoltore, per poter effettuare la raccolta di
miele per le diverse fioriture. La mancanza di attuazione di questa legge fa sì che il nostro territorio sia meta di api-
coltori provenienti della pianura i quali, senza presentare le richieste di trasferimento delle proprie arnie da presen-
tare obbligatoriamente all’Ulss e agli organi competenti, occupano il nostro territorio, con il rischio di portare anche
malattie. Sarebbe opportuno infatti che, se si vuol far in modo che certe figure professionali importanti per la nostra
cultura, non solo eno-gastronomica, possano continuare la loro attività e magari trasmetterla ad altre persone ap-
passionate, sia necessario che le autorità locali agiscano tempestivamente quando si parla di legalità e applicazio-
ne della legge.
Chi fosse interessato ad acquistare il miele della signora Michela, può telefonare al numero 0439-779727
o recarsi direttamente presso l’abitazione in via Ugo Bartolomei 13 ad Alano di Piave.
*Chi fosse invece interessato a far conoscere i propri prodotti sul Tornado, può contattare Antonio Miotto
all’indirizzo mail antoniomi8@alice.it o al numero 347-9640262 in ore serali.

cronaca

Tre appuntamenti
Miky da non
Pizza ha riaperto perdere
a Segusino
Domenica
(s.for.) Lo scorso 14 13 febbraio:
novembre - dopo il Carnevale alanese
la breve parentesi fenerese,con la sfilata
conclusasi qualche dei carri
mese fa, e il decennio di
permanenza al “900” di Vidor - Michele & Marika (nella foto) hanno riaperto a Segusino, in viale Italia a fianco del
Organizzata una
distributore, Pro Loco
dallepizzeria con di Alano e di
un’ottantina di Fener,
posti a in collaborazione
sedere. con l’Amministrazione
Qui i buongustai, Comunale
che già conoscono di Alano, la
e apprezzano la
tradizionale sfilata dei carri allegorici si svolgerà quest’anno domenica 14 febbraio. Ritrovo e partenza
bontà del loro lavoro, avranno a disposizione una ricca scelta di pizze tradizionali, ma anche tranci di pizza soffice e da Cuniol,
premiazioni
teglie a Campo,
famiglia. con pizzeria
Miky Pizza, il programma
anchecompleto
da asporto(tappe intermedie e orari)
(tel.0423-979943), cheilverrà
osserva pubblicato
seguente orario:sul prossimo
dalle nu-
11.00 alle
mero del Tornado. Per le iscrizioni dei carri rivolgersi, entro il 7 febbraio, ai presidenti delle Pro Loco
14.00 e dalle 17.00 alle 23.00. Chiuso il lunedì sera e la domenica a pranzo. Michele, Marika e il loro staff (di cui fa organizzatrici.
In caso
parte di maltempo,
anche la sfilata
la “fenerese” sarà rinviata
Alessandra Fabris)alla
vi domenica
aspettanosuccessiva.
numerosi. Dal Tornado, ovviamente, tanti auguri di buon
lavoro.
Martedì 16 febbraio: “Oggi trippa…” alla Trattoria “Alla Posta” di Fener
Martedì 16 febbraio invece, consueto appuntamento con “Oggi trippa…”, cena su prenotazione proposta dalla Pro
Loco di Fener che quest’anno si terrà presso la Trattoria “Alla Posta” di Fener con inizio alle ore 19.30. Iscrizioni
presso la Trattoria “Alla Posta” (tel. 0439-779437) o ai consiglieri della Pro Loco di Fener.

Domenica 21 marzo: pranzo di pesce al “Gambero” di Cortellazzo


Domenica 21 marzo, infine, gita a Cortellazzo per il pranzo di pesce al ristorante “Al Gambero” e successiva sosta
con visita libera di Treviso. Iscrizioni (fino ad esaurimento dei posti in pullman) presso la pasticceria-caffetteria “Dol-
ci Pensieri”, a Fener in piazza Dante, con acconto di 10 euro. La gita è proposta dalla Pro Loco di Fener e
dall’Inter Club Fener.

La sottoscrizione a premi dell’Inter Club Fener


(s.for.) Mercoledì 6 gennaio, presso la sede di via Nazionale e subito dopo la visione di Chievo-Inter, sono stati e-
stratti i biglietti vincenti della sottoscrizione a premi organizzata dall’Inter Club “Massimo Moratti” di Fener. Ecco di
seguito i numeri fortunati: 1° premio - televisore LCD marca LG M237W con decoder DTS incorporato - biglietto
n.2171 # 2° premio - macchina fotografica digitale Nikon Coolpix L19 - biglietto n.1003 # 3° premio - decoder
8 cronaca

Comune di Alano

Flavia De Paoli in pensione


di Sandro Curto
Col 31 dicembre 2009 Flavia De Paoli, mitica
ragioniera del Comune di Alano di Piave, è andata in
pensione. Originaria della frazione di Campo ma
residente ad Anzù di Feltre dopo il matrimonio con
Plinio Zatta, Flavia era stata assunta il 1° gennaio
1971 e lascia quindi il servizio dopo trentanove anni
nei quali ha collaborato con ben sei sindaci: Collavo,
Meneghin, Spada, Piccolotto, Codemo e Dal Can-
ton.
Croce e delizia dei vari amministratori, che trovava-
no in lei, responsabile del bilancio, un freno agli in-
terventi e alle spese se non adeguatamente coperte
o prive di finanziamenti ma anche una valida colla-
boratrice nello spulciare i vari capitoli per raschiare
qualcosa qua e là in modo da consentire di far fronte
alle varie emergenze.
In questo lungo periodo Flavia si è sempre contrad-
distinta per la sua grande professionalità ma anche
per l'umanità con la quale ha trattato con ammini-
stratori, colleghi e cittadini facendo trasparire nel suo
modo di agire un grande amore per il paese. Grazie di tutto, Flavia, e buona pensione!

LETTERE AL TORNADO

L’annosa questione…
di Maria Grazia Licini
Nel leggere il commento di Ivan Dal Toè sui punti esposti durante il Consiglio Comunale di Alano del 30 ottobre
(vedi “Tornado” n. 550, pag. 2), mi ha colpito la definizione: la “casa dei gatti” di Campo. Mi domando e doman-
do: come si può disprezzare una casa, che non è da considerare quattro mura, ma un universo nell’universo che
ha racchiuso gioie, dolori, sentimenti, lavoro e tanti tanti pensieri. Quest’ “annosa questione” è una casetta in mez-
zo ad un incrocio, una volta aveva un giardino piccolissimo dove, alla sua destra, c’era un albero sempreverde che
sembrava proteggere con i suoi rami quella fragile dimora e, alla sua sinistra, un triangolino di terra dove d’estate
sbocciavano gli iris.
Qui viveva la cara Signora Gigetta. Rivedo il suo sorriso sempre dolcissimo, le sue rughe poste quasi per
sbaglio in quel viso, i suoi capelli ricci, stranamente neri malgrado l’età, il suo passo zoppicante, il suo corpo con-
torto come un albero dopo tante tempeste ma nonostante tutto fiera e dignitosa. Non racconto la sua infanzia sof-
ferta. Si era sposata con un pittore, uno dei suoi lavori fu dipingere il monumento ai Caduti di Campo; dai suoi qua-
dri spicca la particolarità dell’artista e della persona, è difficile essere se stessi ai nostri tempi, allora doveva essere
un’impresa. Quando il vino sopraffaceva la sua persona, umiliava sua moglie davanti a tutti, e lei rispondeva col si-
lenzio rifugiandosi nella lettura. Lui morì e lasciò sola la Signora Gigetta a continuare il suo percorso di vita; quante
volte la ricordo ferma davanti al monumento dei Caduti ad ammirare il dipinto del marito, testimone che amore e ar-
te vivono oltre la morte. A quei tempi, la sua cultura era rara, quasi tutte le donne di allora si rivolgevano a lei per-
ché scrivesse per loro lettere ai figli, ai mariti o ad altri: era la mano che traduceva in parole scritte un universo di
sentimenti e segreti di un paese. Col passare degli anni i suoi amici più cari divennero gli animali, i cani e i gatti, lo-
ro le davano affetto disinteressato senza ipocrisia.
Gli anni passavano, un giorno fu ricoverata in ospedale, furono fatti dei cambiamenti per rendere più como-
da la sua dimora, lei però, ritornata a casa, non trovava più le sue cose, il suo piccolo grande mondo non era dove
l’aveva lasciato lei. Questo aveva aggravato il suo disorientamento tempo-spaziale. Alle volte le persone anziane
racchiudono i ricordi negli oggetti, questi diventano importanti perché sono delle chiavi per aprire le porte del loro
vissuto, se queste non si trovano più ci si può perdere nel passato e nel presente. Non si può descrivere lo smar-
rimento di chi ha la consapevolezza di non essere più padrone della mente. Non voglio ricordare le ultime tappe
della sua vita, ma ricordarla quando mi accoglieva nella sua casa sommersa dai libri e dai gatti; mi offriva il caffé
nel servizio più bello, quello con i manici color oro e con le stampe cinesi. Al mio compleanno, mi regalava imman-
cabilmente una scatola di cioccolatini, incartata con tanta cura, e nel porgermela faceva un gesto con la mano co-
me se mi desse il suo cuore.
Sono trascorsi diversi anni dalla sua morte, un balcone della sua casa, rimasto aperto per tanto tempo,
sbatteva sul muro ad intervalli regolari: sembrava scandire il tempo che scorre, ma lei, quella casa, è ancora lì for-
se a testimoniare “UNA “GRANDE VITA SILENZIOSA”.
9 cronaca

LETTERE AL TORNADO

orario negozio:
mattino ore 8,30-12,30
pomeriggio ore 16,00-19,00
chiuso il lunedì
e mercoledì pomeriggio

mercati:
martedì - Feltre
mercoledì - Agordo
giovedì - Sedico
venerdì - Feltre
sabato - Belluno
Via Nazionale - Quero (BL) - Cell. 392 6969516
10 LETTERE AL TORNADO

In ricordo di Vittoria Andreazza vedova Bagatella


Non piangete la mia assenza,
sentitemi vicino e parlatemi ancora,
io vi amerò dal cielo come vi ho amato in terra…

Il 22 dicembre scorso dopo lunghe sofferenze, assistita amorevolmente dai


figli e dalla nuora, ha lasciato la vita terrena per raggiungere i suoi cari Vit-
toria Andreazza vedova Bagatella, di anni 96.
Nella sua vita ha conosciuto sacrifici e tragiche vicende. A soli quattro anni
dovette lasciare la propria casa a causa della Grande Guerra andando pro-
fuga a Villapaiera; a dodici anni il suo primo lavoro a Milano come baby-
sitter da un fornaio; poi cambiò famiglia e, oltre che la governante, fece
anche la cuoca alle dipendenze di un medico, dove rimase per moltissimi
anni. In seguito si fidanzò con Fiorello e, dopo il loro matrimonio, nacquero
due figli ai quali, nonostante il difficile periodo di miseria, cercò sempre di
non far mancar nulla.
Il secondo conflitto mondiale la vide partecipe come staffetta partigiana, ri-
schiando la morte ogni qualvolta si recava dal comandante della Brigata “I-
talia Libera” a Montebelluna o sulle pendici del Grappa per portare o ricevere ordini. Venne più volte spogliata e
perquisita, fortunatamente senza che mai fossero ritrovati i messaggi che nascondeva invece nelle manopole della
bicicletta… Fu madrina inoltre del Gagliardetto Anpi di Quero.
Durante la sua vita, oltre che accudire la famiglia, fu bidella nelle scuole di Santa Maria, partecipò come Pioniera al-
la formazione del gruppo Donatori di Sangue “Bortolo Furlan”, guadagnandosi la medaglia d’oro. In paese era sem-
pre pronta a portare la sua solidarietà, andando nelle varie famiglie a fare iniezioni a chi aveva bisogno, a qualun-
que orario e con qualsiasi condizioni di tempo.
Ora da diversi anni purtroppo era inferma ma seguita sempre con amore dai figli e dalla nuora, in special modo dal
figlio Alessandro che viveva assieme e la seguiva con amore giorno e notte dedicandole tutto il suo tempo… La sua
mente lucida le ha dato l’opportunità di raccontare tante storie belle ma anche brutte, vissute nei suoi lunghi anni, a
quanti andavano a trovarla, e specialmente ai suoi nipoti che adorava intensamente. In famiglia ha lasciato un vuo-
to tremendo, nonostante la sua veneranda età aveva parole buone e affettuose per tutti, di pace e serenità.
Nella Chiesa di Santa Maria si sono svolte le esequie davanti ad una folla immensa, giunta anche da lontano per
darle l’estremo saluto. La famiglia desidera ringraziare il Dottor Longo e l’infermiere Gianpietro assieme alle assi-
stenti domiciliari per le amorevoli cure prestate; un sentito grazie a quanti ne hanno onorato la sua memoria e le
sono stati vicini in questi momenti difficili, alla corale di Alano per i canti, a Luigi Rizzotto che con la tromba le ha
suonato il “silenzio” prima di essere tumulata; ai cinque gagliardetti rappresentanti i Donatori di Sangue, compreso
quello di Feltre. Un grazie veramente a tutti ma soprattutto a lei, per essere stata una grande guida per tutti noi!
CIAO VITTORIA!
Tua nipote Laura
L’intera redazione del Tornado è vicina al dolore della famiglia Bagatella per la perdita dell’amata Vittoria, e
si stringe in particolare all’amico Alessandro, nostro insostituibile e instancabile collaboratore.

Ricordando
Federico Benato
E’ già passato un anno dalla scomparsa del
nostro Socio ed Alfiere Federico Benato. Con
queste righe i Fanti della Sezione Alano-
Quero lo ricordano con affetto e riconoscenza,
a circa un anno dalla sua prematura ed ina-
spettata scomparsa e nel mese in cui compiva
gli anni. Con la sua mancanza sono venute
meno la vivacità, l’allegria e la disinteressata
disponibilità di Federico, non solo tra i Fanti
ma anche nella collettività. Egli ha lasciato un
palpabile vuoto tra noi e tra quanti ne
condividevano l’amicizia. Nel ricordarlo ci
sentiamo vicini ai familiari.
(Nella foto, Federico Benato al raduno di Pia-
cenza).
11 attualità

Qual è la causa?
Nell'uomo, come nell'animale, la rabbia è una malattia mortale causata da un virus
(Iyssavirus). Il virus si colloca nel sistema nervoso. Già prima della comparsa dei
sintomi esso è presente nella saliva dell'animale infetto e si può trasmettere all'uomo
attraverso la morsicatura, la leccatura di pelle non integra o attraverso il contatto con
le mucose.
Quali animali possono infettarsi?
Solo i mammiferi possono infettarsi e sviluppare la rabbia. Uccelli, pesci, rettili non si
ammalano. In Europa la maggior parte dei casi sono segnalati nella volpe rossa e, in
misura molto minore, in altri animali selvatici (procioni, mustelidi come per esempio il
tasso, erbivori selvatici, pipistrelli, ecc.) e domestici (cani, gatti, furetti, bovini, ecc.).
Le specie animali maggiormente colpite da rabbia variano anche in funzione del
territorio interessato.
Quali sono i segni negli animali infetti?
Un animale con la rabbia presenta modificazioni del comportamento: l'animale
selvatico perde la naturale diffidenza verso l'uomo, mentre gli animali normalmente
mansueti presentano fenomeni di aggressività. Si possono osservare difficoltà nei
movimenti, paralisi e infine morte. Tuttavia, va sottolineato che un animale che
contrae l'infezione può manifestare i sintomi a distanza di settimane o mesi. Per
questo motivo, non sempre si può risalire all'esatto momento in cui è avvenuta
l'infezione.
Quali precauzioni prendere per evitare il rischio?
Evitare qualsiasi contatto con gli animali selvatici e con qualunque animale
sconosciuto, anche se si mostra socievole. Non adottare animali selvatici come
animali da compagnia. Se un animale selvatico si comporta in modo strano, va
segnalato ai veterinari delle Aziende sanitarie, alla polizia municipale o alla guardia
forestale. Si devono vaccinare gli animali domestici (nelle zone a rischio la
vaccinazione è obbligatoria per i cani, consigliabile per gatti e furetti) e segnalare al
veterinario ogni comportamento anomalo o inusuale osservato negli animali da
compagnia. Gli animali domestici, anche se vaccinati, non devono essere condotti nei
boschi o al di fuori dei centri abitati. Il movimento di animali domestici e uomini
nell'habitat silvestre può spingere gli animali infetti a muoversi verso nuove aree e
questo facilita la diffusione della malattia. Si ricordi che gli animali che andranno
all'alpeggio nel periodo primaverile, o che pascolano sul territorio provinciale, vanno
sottoposti a vaccinazione seguendo le indicazioni fornite dal Servizio veterinario.
Cosa fare se si è morsicati?
Lavare la ferita con abbondanti acqua e sapone per almeno 15 minuti: questo riduce il rischio di infezione. Recarsi in qualsiasi caso
al pronto soccorso per le cure del caso e spiegare come si è verificata la morsicatura. Il medico, se necessario, somministrerà il
trattamento vaccinale antirabbico post -esposizione. Nel caso di morsicatura da parte di un animale domestico è importante riuscire
a identificarlo (l'animale può essere sottoposto a una sorveglianza per 10
giorni).
Esiste una cura per la rabbia?
No! Non esiste una cura per la rabbia, ma molto può essere fatto per
prevenirla. La prevenzione si basa sulla vaccinazione preventiva (pre-
esposizione) per evitare lo sviluppo della malattia (si applica a chi svolge
attività professionali Ha rischio specifico", come veterinari, guardie forestali,
cinovigili, guardie venatorie, ecc.) e sul trattamento antirabbico post -
esposizione, da effettuare subito dopo il presunto contagio, come in caso di
morsicatura da parte di un animale sospetto.
La rabbia è presente nella regione del Veneto?
L'ultimo caso di rabbia nella volpe diagnosticato in Veneto risaliva al 1983, in
provincia di Belluno. Da novembre 2009 la rabbia è ricomparsa nella provincia
di Belluno a seguito dell'evoluzione dell'epidemia che, originatasi in Slovenia,
ha interessato la regione Friuli Venezia Giulia a partire dal 2008. Attualmente, i
casi segnalati in Slovenia sono prevalentemente localizzati lungo il confine
sud-orientale con la Croazia, anche se alcuni casi sono registrati al confine
con la provincia di Trieste. L'Austria è invece indenne da rabbia.

Sabato 23 gennaio vaccinazione ad Alano di Piave


Presso Municipio lato via San Francesco
Dalle ore 8 alle ore 9 utenti di Fener - Dalle ore 10 alle ore 11 utenti di Colmirano
Dalle ore 9 alle ore 10 utenti di Campo - Dalle ore 11 alle ore 12 utenti di Alano Capoluogo
12 attualità

La foto di copertina
(M.M.) Lo scatto ce lo diede anni fa il nostro amico ed abbonato Aldo Felici, appassionato fotografo e co-fondatore
dell’associazione “Il Fotogruppo”, cittadino di Vas. Tiriamo fuori dal cassetto, per questa prima copertina del 2010,
questa fotografia che ci sembra ben rappresentare il tema che dovrà essere al centro dell’attenzione del corso del
nuovo anno e la cui urgenza è ribadita anche dai recenti fatti: la solidarietà. Questo l’ingrediente principale richiamato
anche dalle massime autorità laiche e religiose e di seguito proponiamo stralci del discorso del nostro Presidente della
Repubblica, che ha sottolineato proprio questa necessità. Il testo completo si trova a questo indirizzo web:
http://www.quirinale.it
Brani tratti dal messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 31/12/2009
"Buona sera a voi che siete in ascolto.
Nel rivolgervi, mentre sta per concludersi il 2009, il più cordiale e affettuoso augurio, vorrei provarmi a condividere con
voi qualche riflessione sul difficile periodo che abbiamo vissuto e su quel che ci attende. Un anno fa, molto forte era la
nostra preoccupazione per la crisi finanziaria ed economica da cui tutto il mondo era stato investito. La questione non
riguardava solo l'Italia, ma avevamo motivi particolari di inquietudine per il nostro paese. Oggi, a un anno di distanza,
possiamo dire che un grande sforzo è stato compiuto e che risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale:
non era mai accaduto nel passato, in situazioni simili, che i rappresentanti degli Stati più importanti, di tutti i continenti,
si incontrassero così di frequente, discutessero e lavorassero insieme per cercare delle vie d'uscita nel comune inte-
resse, e per concordare le decisioni necessarie. Proprio questo è invece accaduto nel corso dell'ultimo anno. L'Italia -
sempre restando ancorata all'Europa - ha dato il suo apprezzato contributo, con il grande incontro del luglio scorso a
L'Aquila, e ha per suo conto compiuto un serio sforzo.
….
Perciò guardiamo con fiducia, con più fiducia del 31 dicembre scorso, al nuovo anno.

Dissi da questi schermi un anno fa: affrontiamo la crisi come grande prova e occasione per aprire al Paese nuove pro-
spettive di sviluppo, facendo i conti con le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo - dalla crisi
deve e può uscire un'Italia più giusta. Ebbene, questo è il discorso che resta ancora interamente aperto, questo è l'im-
pegno di fondo che dobbiamo assumere insieme noi italiani. Ma come riuscirvi? Guardando con coraggio alla realtà nei
suoi aspetti più critici, ponendo mano a quelle riforme e a quelle scelte che non possono più essere rinviate, e
facendoci guidare da grandi valori: solidarietà umana, coesione sociale, unità nazionale.

C'è una cosa che non ci possiamo permettere: correre il rischio che i giovani si scoraggino, non vedano la possibilità di
realizzarsi, di avere un'occupazione e una vita degna nel loro, nel nostro paese. Ci sono nelle nuove generazioni riser-
ve magnifiche di energia, di talento, di volontà : ci credo non retoricamente, ma perché ho visto di persona come si
manifestino in concreto quando se ne creino le condizioni.

Il nuovo slancio di cui ha bisogno l'Italia, per andare oltre la crisi, verso un futuro più sicuro, richiede riforme,
richiede convinzione e partecipazione diffuse in tutte le sfere sociali, richiede recupero di valori condivisi. Va-
lori di solidarietà: e il paese, in effetti, se ne è mostrato ricco in quest'anno segnato da eventi tragici e dolorosi, da ul-
timo sconvolgenti alluvioni. Se ne è mostrato ricco stringendosi con animo fraterno alle popolazioni dell'Aquila e dell'A-
bruzzo colpite dal terremoto, o raccogliendosi commosso attorno alle famiglie dei caduti in Afganistan, e come sempre
impegnandosi generosamente in molte buone cause, quelle del volontariato, della fattiva e affettuosa vicinanza ai por-
tatori di handicap, ai più poveri, agli anziani soli, e del sostegno alla lotta contro le malattie più insidiose di cui soffrono
anche tanti bambini.

Solidarietà significa anche comprensione e accoglienza verso gli stranieri che vengono in Italia, nei modi e nei limiti
stabiliti, per svolgere un onesto lavoro o per trovare rifugio da guerre e da persecuzioni: le politiche volte ad affermare
la legalità, e a garantire la sicurezza, pur nella loro severità, non possono far abbassare la guardia contro razzismo e
xenofobia, non possono essere fraintese e prese a pretesto da chi nega ogni spirito di accoglienza con odiose preclu-
sioni. Anche su questo versante va tutelata la coesione, e la qualità civile, della società italiana. Qualità civile, qualità
della vita: aspetti, questi, da considerare essenziali per valutare la condizione di una società, il benessere e il
progresso umano. Contano sempre di più fattori non solo di ordine materiale ma di ordine morale, che danno senso
alla vita delle persone e della collettività e ne costituiscono il tessuto connettivo. E' necessario che si riscoprano e si
riaffermino valori troppo largamente ignorati e negati negli ultimi tempi. Più rispetto dei propri doveri verso la co-
munità, più sobrietà negli stili di vita, più attenzione e fraternità nei rapporti con gli altri, rifiuto intransigente
della violenza e di ogni altra suggestione fatale che si insinua tra i giovani. Considero importante il fatto che nel
richiamo alla solidarietà e ai valori morali incontriamo la voce e l'impegno di religiosi e di laici, della Chiesa e del mondo
cattolico.

Serenità e speranza sento di potervi trasmettere oggi. Speranza guardando all'Italia che ha mostrato di volere e saper
reagire alle difficoltà. Speranza guardando al mondo, per quanto turbato e sconvolto da conflitti e minacce, tra le quali
si rinnova, sempre inquietante, quella del terrorismo. Speranza perché nuove luci per il nostro comune futuro sono ve-
nute dall'America e dal suo giovane Presidente, sono venute da tutti i paesi che si sono impegnati in un grande pro-
cesso di cooperazione e riconciliazione, sono venute dalla nostra Europa, che ha scelto di rafforzare, con nuove istitu-
zioni, la sua unità e rilanciare il suo ruolo, offrendo l'esempio della nostra pace nella libertà.
Questo è il mio messaggio e il mio augurio per il 2010, a voi italiane e italiani di ogni generazione e provenienza che
salutate il nuovo anno con coloro che vi sono cari o lo salutate lontano dall'Italia ma con l'Italia nel cuore.
Ancora buon anno a tutti".
13 LETTERE AL TORNADO

PRESEPIO SUBACQUEO DI ALANO: LASCIA, O RADDOPPIA?


Decima edizione del presepio
subacqueo nella fontana di
Alano. In parte rinnovato rispetto
all’anno scorso, l’ormai tra-
dizionale “plastico” ha riproposto
nella sua forma inconsueta il
grande mistero della natività,
cercando di ricreare, attorno alla
più celebre mangiatoia del
mondo, momenti e aspetti,
anche fantastici, di quella che
poteva essere la Giudea di 2000
anni fa, sotto il dominio dei
Cesari. Ecco perché, vicino agli
agglomerati urbani della vecchia
Palestina e ai resti archeologici
di varie epoche, compaiono
templi, colonnati, e perfino un
teatro in stile rigorosamente
romano. Naturalmente la fantasia e l’immaginazione hanno fatto il resto, creando, con la modestia dei materiali adope-
rati e sfruttando la suggestione creata dall’acqua, una rappresentazione di particolare fascino che tanto è piaciuta ai vi-
sitatori. Attorno alla
grande fontana
ottagonale si è
vista sempre tanta
gente, proveniente
anche da fuori
zona, e i giudizi
raccolti sono stati
positivi e in molti
casi entusiastici. E chi può dimenticare la meraviglia
dei bambini, che girano attorno alla vasca felici e con
gli occhi sgranati, e sottolineano con grida gioiose la
scoperta di ogni piccolo particolare? Ciò ripaga, natu-
ralmente, il tanto lavoro, la fatica, le difficoltà
incontrate per offrire alla cittadinanza un dignitoso
regalo di Natale.
Arrivati alla decima edizione, adesso si
pone un problema. Continuare così,
fare di più, o… fermarsi? La soluzione
più semplice, per i non addetti ai lavori,
sarebbe la prima, non tenendo conto
dell’onerosità dell’impegno, del tanto
tempo richiesto e, perché no, degli
acciacchi di cui madre natura ci
gratifica con incredibile generosità. La
seconda è quella che ci solletica di più,
ma la fontana, per la sua struttura,
pone dei limiti oltre ai quali è
impossibile andare. Poi c’è la terza
soluzione, che è la più semplice, ma
anche la più dolorosa. Abbiamo tempo
per pensarci.
Pensiamoci.

Grazie a tutti coloro che hanno in qualsiasi forma contribuito alla realizza-
zione e alla messa in opera del presepio.
Grazie a quelle brave persone che, in occasione di un imprevedibile
black-out, hanno restituito la luce al presepio con tempestività e lodevole
perizia.
Grazie a quanti continuano a gettare le loro monetine nei salvadanai posti
in tutti gli esercizi commerciali della piazza a favore dei bambini
dell’Unicef.
gli amici della fontana
14 LETTERE AL TORNADO

Di seguito l’articolo della lista di minoranza “Insieme per Quero” non pubblicato su “Quero Informa”

L’ipocrisia della Democrazia


di Vittorio Alberti - lista di minoranza “Insieme per Quero”
Le parole sono strane “cose”, dovrebbero essere dei contenitori di significati, ma troppe volte, mal usate od usate in
mala fede, si trasformano in entità vuote per ingannare le persone distratte o in buona fede.
Una delle peggiori parole è la parola “democrazia”, la quale - com’è ovvio - è usata a sproposito senza
comprendere il suo significato. Se etimologicamente la parola democrazia significa “governo del popolo”, tale si-
tuazione non è mai avvenuta. Difatti, quando si parla di democrazia si pensa subito all’antica Grecia, ma in Grecia
non è mai esistita perché chi poteva prendere le decisioni non erano tutte le persone, ma solamente i cittadini, figli
di cittadini liberi, proprietari terrieri e che potevano pagarsi un’armatura. Gli altri non avevano nessun diritto. Nella
Repubblica Serenissima c’era la democrazia, ma chi l’esercitava ed aveva potere di decisione erano solamente i
ricchi mercanti, mentre il popolo aveva pochissimi diritti. Pertanto, ciò che viene definito democrazia non ha nessun
rapporto con la libertà e possibilità dei cittadini di auto-governarsi, ma essenzialmente con la possibilità economica.
Sta proprio nella parola “democrazia” l’inganno. Se democrazia significa potere del popolo, noi sappiamo perfet-
tamente che i cittadini hanno diritti, mentre il popolo è composta da persone prive di diritti ed asservite al
potere, pertanto un “potere del popolo” non solamente non è mai esistito, ma speriamo non esista mai, perché noi
vogliamo continuare ad essere cittadini con diritti, e non popolo asservito.
Se guardiamo alla realtà dei paesi occidentali, vediamo che il concetto di “governo democratico” è estremamente
diverso da paese a paese. In Italia viviamo in una repubblica costituzionale parlamentare, e questo significa due
cose: 1) che i cittadini non possono governare direttamente, ma devono eleggere dei loro rappresentanti; 2) che i
rappresentanti hanno il potere d’emettere leggi, ma all’interno dei limiti definiti dalla Costituzione.
Nell’ultima riforma “Berlusconi”, è stata tolta dalla scheda elettorale la preferenza, pertanto il cittadino non può più
decidere i propri rappresentanti, che gli vengono invece imposti dai partiti, i quali fanno eleggere amici, parenti, a-
manti ecc. Se questo non bastasse, negli ultimi 15 anni, anno dopo anno, i diritti si sono sempre più ridotti arrivan-
do, come nell’odierna finanziaria, al fatto che il governo “Berlusconi” prende i soldi del TFR… Sì, proprio i soldi dei
lavoratori accantonati per la loro vecchiaia! Con che diritto, se questi soldi sono di proprietà dei cittadini? Ma siamo
in democrazia e, con l’arroganza ed il potere, si può fare qualsiasi cosa…
In molti Comuni, chi è stato eletto sindaco appartiene ad una determinata area politica, e poco importa chi si pre-
senta, basta appartenere a quel determinato schieramento per venire eletto, pertanto non solamente i cittadini non
hanno la possibilità di scegliere, ma s’instaura una precisa categoria di politici, che potremmo definire un’elite, fatta
di pochissime persone che decide i destini d’un Comune. Difatti, questo gruppo di persone cercherà di volta in volta
una persona da “mettere come sindaco”, quindi nessuna possibilità di scegliere visto che tutto è già stato deciso…
“Quero Informa”
Dopo le recenti elezioni comunali, il nuovo gruppo di minoranza ha deciso d’inserire un proprio articolo su ogni
numero di “Quero Informa”. Difatti nel penultimo numero c’era il nostro articolo mentre, se controllate, in questo
numero manca. Come mai? Eppure l’articolo era stato regolarmente inviato alla redazione. Nello stesso giorno in
cui la redazione di “Quero Informa” ha ricevuto il nostro articolo, avevo presentato un’interrogazione al sindaco
Sante Curto chiedendo quali garanzia ci dava in termini di obiettività, democrazia e trattamento. Il sindaco ci
aveva dato la massima garanzia, difatti l’articolo del gruppo di minoranza… non è stato pubblicato! Perché?
Come mai? Ovvio, la democrazia dei pochi (oligarchia) non coincide con i principi e i diritti dei cittadini, e pertanto,
pur avendo inviato l’articolo 15 giorni prima della chiusura di redazione, pur avendo ricevuto la conferma dalla
biblioteca della ricezione dell’articolo, l’articolo non è stato pubblicato.
E ritorniamo alla nostra benedetta democrazia…
In questa realtà, democrazia vuol dire: se scrivi cose che mi piacciono sarai pubblicato; invece, se scrivi cose che
non condivido ti censuro, …anche se i soldi per stampare “Quero Informa” sono di tutti, elettori di maggioranza e di
minoranza. Ma cos’avevamo scritto? Tutte cose che voi lettori sapete già, pubblicate e mai smentite nei numeri
precedenti del Tornado… E pertanto ecco a voi, senza censure e senza minacce, l’articolo che doveva uscire
su “Quero informa”:
Lista “Insieme per Quero”
Pur ritenendo troppo presto per esprimere un giudizio sulla nuova Amministrazione guidata dal Sindaco Sante Cur-
to, dobbiamo rilevare con rammarico che le vecchie abitudini della precedente Amministrazione Zanolla fanno fatica
a morire. Mi riferisco innanzitutto alla volontà di questa Amministrazione di non condividere, non solamente
con la nostra lista ma con nessun cittadino, le scelte e le decisioni che riguardano tutti noi.
Fin dal primo Consiglio del 23 giugno abbiamo posto la necessità di essere sempre ed in ogni caso dalla parte dei
cittadini e delle famiglie, in questo momento di grave difficoltà occupazionale ed economica, proponendo sia un de-
ciso intervento in favore delle famiglie in difficoltà, sia riconoscendo il diritto alla gratuità dei libri di testo per la scuo-
la dell’obbligo.
La maggioranza, proprio su nostra sollecitazione (come da intervento del consigliere Vittorio Alberti del
23.06.2009), ha deciso di dare un contributo pari al 50% del tetto massimo di spesa. Noi riteniamo che, dopo 60
15 LETTERE AL TORNADO

anni d’attesa, ricevere un contributo pari al 50% del costo dei libri è a dir poco una presa in giro, ritenendo che
l’Amministrazione comunale abbia le risorse per riconoscere un tale diritto costituzionale.

Stampa locandine inaugurazione cinema 876,00 Stampa libro sul cinema 3.640,00
Contributi alle associazioni 58.600,00 Regalo di 350 ciotole per “4 passi in amicizia” 777,00
Acquisti spazi per “Palio Sette Ville” 3.529,12 Stampa libro “La Stretta Finale” (circa) 16.000,00

Noi di minoranza non intendiamo discutere la validità di queste spese, ma sottolineare che in questi anni si è data
precedenza ad alcune iniziative, a discapito del diritto alla gratuità dei libri di testo come sancisce la nostra Costitu-
zione.
Crisi Economica
Ormai da più di un anno, a più riprese, abbiamo portato in Consiglio comunale la necessità si sostenere le famiglie
e le attività produttive. Alla nostra ulteriore richiesta, nel Consiglio comunale del 30 settembre, sui “reali interventi”
che saranno fatti dall’Amministrazione, la risposta della maggioranza è stata lapidaria: 1. Quale sostegno ai cittadini
che hanno perso il lavoro e alle famiglie in difficoltà? Nessun sostegno da parte del Comune; 2. Quale sostegno
alle attività produttive? Nessun sostegno da parte del Comune; 3. Quale sostegno al commercio? Nessun so-
stegno da parte del Comune; 4. Quale sostegno all’artigianato? Nessun sostegno da parte del Comune.
Centralina Idroelettrica sul Torrente Tegorzo
Il progetto è stato presentato dall’ennesima ditta del Trevigiano, l’8 febbraio in Provincia di Belluno, firmato
dall’ingegnere Roberto Bizzotto e dall’ingegnere Fabio Tempesta. La prima notizia certa è arrivata al Comune di
Quero ed all’Ufficio Urbanistica il 12 giugno, comunicata dall’assessore Bruno Zanolla, il quale s’è ben guardato di
comunicarla nei consigli comunali del 23 giugno, 26 giugno e 30 settembre. Perché l’Amministrazione di Quero
ha taciuto tutti questi mesi e cosa vuole o vorrebbe nascondere? Perché i cittadini e le loro organizzazioni non
devono essere informati di ciò che succede nel nostro Comune? Perché quando si parla di valle di Schievenin c’è
sempre qualche azienda che vorrebbe sfruttarne le risorse? Tutto è solo pura coincidenza?
Rifiuti – Riciclaggio – Inceneritori
Come tutti voi sapete, l’Amministrazione di Quero non si è mai realmente impegnata sul riciclaggio dei rifiuti, tanto
che siamo fermi sotto il 45%, mentre Comuni virtuosi hanno superato l’85% con la conseguente capacità di
ridurre la tassa per l’asporto rifiuti. La politica della precedente Amministrazione e dell’attuale assessore della
Provincia di Belluno, ingegnere edile Bruno Zanolla, è sempre stata quella di riciclare poco per sostenere la neces-
sità d’un inceneritore in provincia di Belluno. Noi riteniamo che prima d’esprimere un parere, dobbiamo sapere e
conoscere come stanno le cose.
Inceneritore e Tumori
Tra i più recenti studi, possiamo citare lo studio effettuato nel 2007, in provincia di Venezia, dal Registro Tumori
dell’Istituto Oncologico Veneto, il quale è stato la più convincente dimostrazione di un aumento di rischio di
cancro associato alla residenza vicino a inceneritori: esso evidenzia come il rischio aumenti di 3,3 volte fra i
soggetti con più lungo periodo e più alto livello di esposizione. Sempre nel 2007, lo studio “Enhance Health Report”,
finanziato dalla Comunità Europea e condotto per l’Italia nel Comune di Forlì, dove operano due inceneritori, ha
portato a evidenze significative rispetto al sesso femminile: in particolare, si è registrato un aumento della mortalità
tra il +17% e il +54% per tutti i tumori, proporzionale all’aumento dell’esposizione; e questa stima appare partico-
larmente drammatica perché si basa su un ampio numero di casi - 358 decessi per cancro tra le donne esposte e
166 tra le non esposte - osservati solo nel periodo 1990-2003 e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni
nell’area inquinata. Nel 2008, poi, uno studio francese condotto dall’Institute de Veille Sanitarie ha rilevato un au-
mento di tumori di tutte le sedi nelle donne e, in entrambi i sessi, dei linfomi maligni, dei tumori del fegato e dei sar-
comi dei tessuti molli. Per finire una domanda: perché dobbiamo morire di cancro perché alcuni imprenditori posso-
no fare i soldi?

Corso di solfeggio per tutti


con la Banda Cittadina di Alano
La Banda Cittadina di Alano di Piave organizza un nuovo corso di solfeggio per quanti vogliono avvicinarsi
alla musica. Il corso è per allievi giovani e meno giovani a partire dai 9 anni di età. Per tutti gli interessati ci
sarà un incontro lunedì 25 Gennaio 2010 alle ore 20 presso la sala prove in via Brigata Re adiacente alla
chiesa parrocchiale, sede “Schola cantorum”, dove verrà comunicato data di inizio e modalità del corso. Il
corso si terrà il lunedì dalle 18 alle 19.
Per eventuali informazioni rivolgersi a Elisa Errandi
(tel. 348 3618586 - 0439 779748 ore serali)
16 LETTERE AL TORNADO

La Befana in Valle di Schievenin


La befana vien di notte… con le scarpe tutte rotte…
Anche quest’anno, il 5 gennaio 2010 s’è rinnovato il patto d’onore e passione tra la Valle
di Schievenin e la montagna. Da settimane, ad ogni occasione e dalle più svariate parti si
sono accatastati quintali di rami ed arbusti per riaffermare quel dono così prezioso, che
ad ogni stagione si rinnova, la legna.
Una catasta che, pian piano, s’è innalzata per essere pronta alla vigilia dell’epifania, per
essere accesa in un enorme e sacro falò. Un fuoco per scacciare le tenebre e l’anno che
è passato, con tutti i suoi problemi e difficoltà e per riaccendere le speranze sull’anno
appena iniziato. Un rito antico di migliaia di anni legato alla natura, all’agricoltura ed alla
storia di chi vive in montagna. Un rito sacro di passaggio e di purificazione da ogni male.
Un grande falò di buona fortuna che a tutti noi è sempre più necessaria.
Quest’anno le novità sono state molte.
Il falò è stato trasferito nella più ampia e consona area festeggiamenti, servita da un
comodo e riscaldato capannone, dove con i rituali dolci e vin brulé è stato servito un
caldo minestrone di fagioli con pasta, cucinato con amore, passione e con dei grossi
pezzi di lardo che l’hanno profumato, assieme a del rosmarino, d’antichi profumi che ci
hanno riportato bambini…di fronte al ricordo di piatti traboccanti e fumanti di minestrone
di fagioli, dove le notti d’inverno erano sempre troppo fredde ed il riscaldamento sempre eccessivamente parco.
Mentre le fiamme rischiaravano, con lunghe lingue tutta la valle che…come una
ragazzina arrossiva di tal calore, l’arrivo della befana è stato salutato da tutti i
bambini…e non più bambini, con un hurrah…perché lei, la buona strega bianca, era
accompagnata da un cavallo e dal “befanon”, per riaffermare che la buona magia non
è solamente un dono delle “donna stria”, ma anche di tutti quegli uomini e padri dal
cuore sincero e premuroso.
La partecipazione dei cittadini è stata tanto appassionata che il freddo non si sentiva,
mentre il profumo del falò si mescolava all’entusiasmo dei bambini che ricevevano in
dono le calze ricche di dolci, degli adulti che mangiavano minestrone e bevevano
senza paura vin brulé… mentre le più discrete “donne” sorseggiavano caldo e
fumante tè. Una notte ed un’epifania nuova ed appassionante, fatta da chi ama la
montagna e tutti quei riti antichi di buona fortuna che hanno fatto la nostra storia.
Se il segreto di chi è la befana ed il befanon deve rimanere celato nei nostri cuori, il
grazie a tutti i partecipanti…grandi e piccoli… è invece sincero e manifesto a tutti e
per tutti.
Grazie a chi ha collaborato con la nostra associazione, grazie al negozio d’alimentari
di Oriana a Schievenin che ci ha regalato i dolci per le calze e a chi le ha cucite…ed
un grazie anche alla meravigliosa natura della valle di Schievenin che ci ha voluto tutti
salutare ed abbracciare con una bella e…finale nevicata.
Associazione Pro Schievenin - Valle di Schievenin – Quero (BL)
cronaca

A Romano Remor il premio dei vigili del fuoco


Il 4 dicembre a Belluno,
presso la caserma dei vigili
del fuoco, ci sono stati i
festeggiamenti per la festa
di Santa Barbara.
Il programma prevedeva la
Santa Messa, il saluto del
comandante provinciale e la
premiazione per lodevole
servizio al personale
permanente.
Croci di anzianità per i 15
anni di servizio sono state
consegnate a numerosi
permanenti e volontari, tra
questi Romano Remor, al
quale vanno le nostre
congratulazioni.
Lo vediamo nella foto
mentre riceve il
riconoscimento da parte del
Comandante dei Vigili del
Fuoco di Belluno.
Alimentari Via D. Alighieri, 26 - FENER (BL)
PUTTON GABRIELE Tel. 0439 789388
18 LETTERE AL TORNADO

Le dimissioni di Sereno Solagna


di Antonio Deon
Sereno Solagna, come chiedevano da tempo i consiglieri comunali di minoranza, si è dimesso dalla carica di as-
sessore del Comune di Vas a causa delle sue azioni e dei suoi comportamenti, rimettendo tutti i suoi mandati e tutti
i suoi poteri nelle mani del sindaco. La motivazione delle dimissioni addotte dall’ex assessore, ex vicesindaco, ex
sindaco, fa riferimento a non meglio precisati motivi di salute. Noi sappiamo però che le ragioni vere sono altre e
non propriamente onorevoli per un amministratore della “cosa pubblica” come era l’assessore dimissionario. Per
parte nostra, se il consigliere Solagna si trova anche in una situazione di salute precaria, non può che esservi un
convinto augurio di pronta e duratura guarigione senza se e senza ma, ad ogni buon conto, però, senza prendere
fischi per fiaschi.
L’ex assessore Sereno Solagna, oltre ad una serie di incarichi affidatigli dall’attuale sindaco, come URBANISTICA,
MANUTENZIONI, GESTIONE PERSONALE OPERAIO e SICUREZZA SUL LAVORO, disponeva, dal mese di ago-
sto 2001, di una parte del SERVIZIO TECNICO, affidatogli con Decreto dell’allora sindaco Sereno Solagna, assu-
mendo con esso la qualità di Dirigente Responsabile cui dipendono anche il procedimento di diritto di accesso agli
atti e del trattamento dei dati in possesso del proprio ufficio: in sostanza ne era il responsabile, signore e padrone,
sotto tutti gli aspetti. Le competenze riguardavano: GESTIONE SQUADRA OPERAI E BIDELLI – GESTIONE
SERVIZIO SGOMBERO NEVE – SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE SUI POSTI DI LAVORO D.LGS.
624/94 E PREVENZIONE INCENDI FABBRICATI COMUNALI – MANUTENZIONE PATRIMONIO DISPONIBILE
ED INDISPONIBILE COMUNALE – CAVE, MINIERE, ESTRAZIONE INERTI – RAPPRESENTANZA COMUNE IN
CONFERENZA DEI SERVIZI.
Successivamente, con l’uscita del Comune di Segusino dall’Unione Setteville, e con esso dell’architetto Lucio Lus-
su, dipendente di quel Comune, cui era affidato dall’Unione Setteville il SERVIZIO TECNICO del Comune di Vas,
un altro stuolo di competenze è piovuto sulle spalle del sindaco/dirigente Sereno Solagna in aggiunta alle prece-
denti già in suo possesso: GESTIONE IMPIANTI TERMICI EDIFICI COMUNALI – GESTIONE IMPIANTI DI DEPU-
RAZIONE E FOGNARI – GESTIONE DISCARICA INERTI – GESTIONE E MANUTENZIONE ACQUEDOTTI E
RETI DI ADDUZIONE DISTRIBUZIONE ACQUA POTABILE – GESTIONE ECOCENTRO – MANUTENZIONE IM-
PIANTO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA – FABBRICATI E IMMOBILI – SERVIZIO PULIZIA STRADE URBANE ED
EXTRAURBANE – AMMINISTRAZIONE IMMOBILI COMUNALI, CONDOMINI, ECC. – PROTEZIONE CIVILE –
GESTIONE DEGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE SULLA SENTIERISTICA MONTANA – GESTIONE DEGLI
ALUNNI DI STAGE ESTIVO PRESSO IL COMUNE DI VAS – GESTIONE EDIFICI – ACQUISTI DEI CARBURANTI
– GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI - GESTIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI – ACQUISTO MATERIALI
VARI AD USO SQUADRA ESTERNA – SERVIZIO RACCOLTA DIFFERENZIATA RIFIUTI - SERVIZIO RACCOL-
TA RIFIUTI SOLIDI URBANI – APPALTO FORNITURE MATERIALI PER LAVORI IN ECONOMIA OPERE PUB-
BLICHE ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI DI COMPETENZA – PRATICHE AMMINISTRATIVE PER
MANUTENZIONE PATRIMONIO DISPONIBILE ED INDISPONIBILE COMUNALE – APPALTI DI PULIZIA – AC-
QUISTO VEICOLI ATTREZZATURA E MACCHINARI DEL COMUNE – GESTIONE ACQUISTI SEGNALETICA –
GESTIONE EDIFICI – SERVIZIO MENSA SCOLASTICA – ADDOBBI NATALIZI – AUTORIZZAZIONE IN GENERE
PER MANOMISSIONE DI STRADE, AREE E SPAZI PUBBLICI.
Questa impressionante quantità di deleghe deriva anche e soprattutto dalla possibilità per i piccoli Comuni di attri-
buire ai componenti dell’organo esecutivo (Giunta) la responsabilità degli Uffici e dei Servizi ed il potere di adottare
atti anche di natura tecnica gestionale. Questo è quello che è stato fatto a Vas, senza peraltro tenere in debito con-
to che, per poter svolgere questi incarichi, è necessario avere titoli e competenze - dei quali il Solagna era total-
mente sprovvisto - oltre naturalmente ad una carica di rettitudine e di doti morali che ne avvalorino la scelta. Ma
come, l’idraulico, l’elettricista e, in generale, tutti coloro che operano nei vari settori produttivi e dei servizi devono
possedere titolo e competenza per certificare obbligatoriamente il loro lavoro, e gli amministratori pubblici no? Ma
che storia è questa? Come è possibile che chi opera nelle strutture comunali deve avere i titoli per poterlo fare (in
Ragioneria il ragioniere; all’Ufficio Tecnico geometri, ingegneri, architetti; in generale, nei vari Uffici, diplomati e lau-
reati), mentre agli amministratori/dirigenti non è richiesto niente? Ma in che Paese viviamo?
Allo stato delle cose, abbiamo capito che Sereno Solagna prima si è autonominato dirigente (2001), poi (dal 2004),
e per sei anni, è stato nominato dirigente dall’attuale sindaco Andrea Biasiotto, e tra i vari settori che dirigeva vi era
quello relativo alle CAVE e alle MINIERE, dove troviamo la VASMINING, società questa che gestisce la MINIERA
SCALON, nei confronti della quale il Comune di Vas vanta anche un rapporto di interessi regolato da una Conven-
zione liberamente sottoscritta dalle parti, che ne regola, tra le altre cose, anche i rapporti economici.
In questo quadro, l’assessore/dirigente Sereno Solagna, colui che per delega dal 2001 rappresentava il Comune di
Vas nei rapporti con la società VASMINING, la ditta concessionaria della MINIERA SCALON, e quanti in generale
interessati all’attività, doveva preoccuparsi non dei suoi personali interessi, come è emerso durante l’udienza del 24
novembre scorso presso l’aula penale del Tribunale di Belluno, bensì degli interessi del Comune di Vas e di quelli
più generali su come doveva essere gestita tecnicamente la sicurezza nell’esecuzione dei lavori nel cantiere della
miniera, che però si può fare solo avendone i requisiti e le competenze, anche morali, oppure affidandosi a chi i re-
quisiti e le competenze li possiede davvero, ma questo, forse, avrebbe impedito certi comportamenti un po’ disinvol-
ti, diciamo così, e pertanto non lo si è fatto…
19 LETTERE AL TORNADO

Queste dimissioni, per come sono maturate, pongono anche altre questioni. La legge attribuisce ai sindaci la possi-
bilità di essere eletti per due mandati consecutivi (10 anni), poi si sospende. Noi, di questa sospensione voluta dal
legislatore, ne facciamo una lettura che porta inequivocabilmente nella direzione del ricambio degli uomini nei luo-
ghi di potere, necessario per evitare il formarsi di veri e propri sistemi di potere tesi a favorire interessi personali e di
piccoli gruppi a discapito del bene comune, opinione, questa, che si dimostra tanto più convincente e necessaria
quanto più si verificano vicende come questa capitata nel Comune di Vas. Pertanto, se anche a Vas si fosse rispet-
tato lo spirito della legge e persone come Sereno Solagna, che per tanti anni ha occupato posti di potere dominanti,
fosse ritornato alla vita civile, si sarebbe fatto un buon servizio alla trasparenza e alla credibilità delle Istituzioni. In
definitiva,come si dice dalle nostre parti, morto un Papa se ne fa un altro, ed il mondo ha sempre camminato in a-
vanti e non si è mai fermato.

Protagonisti anche alcuni componenti del MC “Moto in Moto” di Alano

Motobabbi e Solidarietà
a cura del Moto Club “Moto in Moto” di Alano di Piave

Il 5 dicembre 2009 il Clubcbf, gruppo di motociclisti di Ve-


nezia, ha sfilato per le vie cittadine di Mirano e fino a Spi-
nea all’istituto per minori “Casa di Nazareth” per la conse-
gna di doni raccolti dal Club per un momento di solidarie-
tà. Il Clubcbf ha organizzato in piazza a Mirano (VE) una
raccolta di fondi, generi alimentari, materiali didattici e giochi nei giorni 5 e 6 dicembre. La raccolta, come ogni an-
no, ha avuto un grande successo. I motociclisti, giunti da molte parti d’Italia con i loro vestiti da Babbo Natale, han-
no colorato di rosso la piazza e le vie di Mirano. In un lungo serpentone motociclistico hanno raggiunto “Casa di
Nazareth”, dove li attendevano i ragazzi a braccia aperte. Alcuni membri del Moto Club “Moto in Moto” di Alano
di Piave hanno partecipato all’evento consegnando un furgone carico di doni offerti da loro, da negozianti, amici e
simpatizzanti del Basso Feltrino. I membri del Moto Club di Alano di Piave ringraziano tutti per la generosità e per
averli aiutati in un piccolo, ma grande gesto, che ha reso felici tanti bambini e ragazzi. Maggiori informazioni e foto
si possono trovare nei siti: http://chirignago.altervista.org/nazareth.shtml, www.clubcbf.com e www.bassofeltrino.it.
Nelle foto a corredo dell’articolo, alcuni membri del Moto Club “Moto in Moto” di Alano di Piave con Suor Licia Fari-
nelli, responsabile di “Casa Nazareth”.

cronaca

Nozze d’Oro a Vas


per Maria e Luigi
Nella foto, i nostri abbonati Maria e Luigi Deon in occasione dei
festeggiamenti per il loro 50° di matrimonio, che hanno avuto
luogo il 2 gennaio scorso. Agli sposi l’augurio di tanti altri anni
insieme da amici e parenti e dalla redazione del Tornado.
20 LETTERE AL TORNADO

Comunicato stampa dell’associazione AriaNova

Ora, nell’aria di Pederobba, anche gli


idrocarburi policiclici aromatici cancerogeni
Dopo i metalli pesanti e le diossine, trovati nei terreni quasi un anno fa,
ora l’Arpav rivela anche che a Pederobba e Onigo i livelli di Idrocarburi
Policiclici Aromatici (IPA) sono ben al di sopra dei limiti di Legge. Il da-
to è riportato nello Studio dell’Arpav realizzato nel quadro della cam-
pagna di analisi dell’impatto ambientale del locale co-inceneritore e
intitolato “La qualità dell’aria nel Comune di Pederobba - Seconda campagna di monitoraggio dal 31/12/08 al
25/02/09 e sintesi finale dei risultati”. Lo studio è basato su rilievi dell’inverno scorso, ma è stato reso noto solo a ot-
tobre 2009.
Arianova richiama il Sindaco, il Consiglio Comunale e l’Arpav alle proprie responsabilità e alla necessità di identifi-
care le vere cause di un così preoccupante inquinamento da IPA. Al Comune in particolare chiediamo più informa-
zione e risposte concrete in termini di tutela della Salute Pubblica.
A pagina 22 dello Studio si legge: "Appare quindi evidente che i valori di concentrazione di benzopirene monitorati
presso i siti di Pederobba, con la sola eccezione di Cimitero, si collocano su livelli indicativi sensibilmente superiori
al limite previsto dalla normativa (...) poiché è stato evidenziato in letteratura scientifica (...) la concentrazione di
benzopirene viene spesso utilizzata come indice del potenziale cancerogeno degli IPA totali". Ancora lo Studio
spiega che il limite di Legge è di 1 ng/mc mentre le misure hanno “evidenziato presso i siti di Zona industriale e O-
nigo valori di concentrazione media pari a 1,7 ng/mc”. Quasi il doppio del limite di Legge. Gli IPA sono inquinanti
molto pericolosi perché altamente tossici e cancerogeni e perché si “bioaccumulano”, cioè il corpo non se
ne libera MAI.
Riscontriamo con rammarico che l’Amministrazione comunale, così solerte nel pubblicare sul proprio sito Internet e
divulgare ai media locali i risultati delle analisi ambientali quando sono positivi, in questa occasione non ha informa-
to la popolazione di risultati così allarmanti. Sul sito del Comune, www.comune.pederobba.it, l’unica voce riguar-
dante la qualità dell’aria (“Analisi delle emissioni in atmosfera”) rinvia a delle vecchie analisi a camino al co-
inceneritore della Cementirossi, mentre non c’è traccia dello Studio dell’Arpav “La qualità dell’aria nel Comune di
Pederobba - Seconda campagna di monitoraggio dal 31/12/08 al 25/02/09 e sintesi finale dei risultati”.
Per completezza di informazione, riportiamo come l’Arpav, sul suo sito, descrive e caratterizza le fonti degli IPA:
“FONTI. Gli IPA vengono rilasciati nell’aria attraverso processi di combustione incompleta di numerose sostanze
organiche. Le attività umane responsabili di tali processi sono il trasporto veicolare e le combustioni in impianti
termici, centrali termoelettriche e inceneritori” (http://www.arpa.veneto.it/salute/htm/fattori_rischio_ipa.asp).
Per maggiori informazioni visita il nostro sito: www.associazionearianova.it.
Pederobba, 8 dicembre 2009

cronaca

Ha aperto a Fener il bar “L’Eclisse”


(s.for) Sabato 19 dicembre, con la
esibizione di un barman acrobatico, è
stato ufficialmente inaugurato a Fener il
bar “L’Eclisse” (ex bar “Al Bivio”). Situato
in località Ponte Tegorzo, è gestito da
Bianca Bolzan, di Onigo, che si avvale
della preziosa collaborazione di
Annamaria Milazzo, bolognese. Chiuso
il giovedì, il bar “L’Eclisse” apre alle 5.30
del mattino e chiude alle 20.00 (orario
continuato). Al mattino Bianca e
Annamaria attendono la clientela per
ricche prime colazioni e, dopo le 17, per
simpatici “Happy Hour” a base di
stuzzichini e aperitivi a prezzi contenuti.
In più, al bar “L’Eclisse” sarà possibile
assistere alle partite di calcio trasmesse
in tv. A Bianca ed Annamaria gli auguri
di buon lavoro dalla redazione del
Tornado.
21 LETTERE AL TORNADO

Mathias e Elena sposi!


In data 11.07.2009 a Chiesa Vecchia di Fontane di Villorba (Tv) sono
convolati a nozze, il Carabiniere Mathias Mottola, effettivo alla Stazione
Carabinieri di Rezzato (Bs), e la signorina Elena Lorenzon.
Le sarei grato se potesse pubblicare le foto allegate. Il papà della sposa
è il Brigadiere Piero Lorenzon effettivo alla Divisione Carabinieri Unità
Mobili e Specializzate di Villorba (Tv), sposato con la signora Gianna,
mentre il papà dello sposo è il Luogotenente Francesco Mottola,
Comandante della
Stazione Carabinieri
di Quero (Bl),
sposato con la
signora Francesca.
…. Ringraziando …
porgo tanti auguri di
liete festività a lei e a
tutta la Redazione
del Tornado.

IL COMANDANTE
(Luogotenente
Francesco Mottola)

cronaca

Rocco e Dorinda:
uniti da 60 anni
Rocco Zucchetto e Dorinda Vettor hanno
festeggiato il loro 60° anniversario di
matrimonio il 31.12.2009 (doppia festa per la
coincidenza della fine del 2009) circondati dal
figlio Nicola, dalla nuora Roberta ed i loro tre
nipoti: Gianni, Dominic e Gioia.
Con loro numerosi amici e mancavano,
purtroppo, i parenti di Dorinda (anche se
numerosi), dato che vivono sparsi per l’Italia e
all’estero.
Anche Rocco e Dorinda sono stati all’estero
per lavoro, trascorrendo 40 anni di vita in
Inghilterra, da dove sono rientrati nel 1987
stabilendosi a Quero, dove tuttora vivono.
22 cronaca

Da Chipilo a Cilladon
Eduardo Montagner Anguiano ce l’ha fatta! Dal Messico ha raccontato la storia di Giuseppe Roman, partito da Cilladon
per Chipilo e tornato in terra, dopo la morte, per verificare i cambiamenti intervenuti nella società. Premiato al convegno
Soraimar di Asolo, il 28 novembre, Eduardo ha voluto visitare i luoghi dai quali ha mosso i suoi passi il personaggio del
racconto ed è stato ricevuto anche dalla giunta comunale querese. Accompagnato da Gianluigi Secco, Daria De Rui e I-
vana Bizzotto ha visitato il Balech, spargendo anche terra raccolta in Messico, sulla tomba di Giuseppe Roman, attorno al
Balech. Eduardo ha visitato anche gli uffici demografici del Comune che, tramite Ivana, lo hanno assistito nelle ricerche
dei dati anagrafici e l’azienda agricola di Monica Miuzzi, in quel di Cilladon. L’emozione della visita lo accompagnerà nella
sua vita e noi gli auguriamo di poter pubblicare quanto prima il suo libro di racconti, ora tradotto da Gianluigi Secco, quel-
lo dei Belumat, e reperibile, al momento, per capitoli sul sito dell’Associazione “Soraimar”: www.soraimar.it, nella sezione
“Archivio delle tradizioni”. Nelle foto, di Daria De Rui, per
colonna, dall’alto: Eduardo con il sindaco di Quero Sante
Curto e l’assessore Alberto Coppe; Consulta i documenti
storici con Ivana Bizzotto; In compagnia di Monica e Luigi
Miuzzi; Ancora con Ivana Bizzotto e Mauro Mazzocco in
anagrafe; In visita al Balech; Con Gianluigi Secco nei locali
di produzione formaggi della ditta di Monica Miuzzi.

LETTERE AL TORNADO
CORRERE È BELLO
di Serena Schievenin
La corsa è l’attività fisica da sempre praticata dall’uomo ed è l’attività sulla quale si basa la
maggior parte delle attività sportive; è il primo gesto naturale e spontaneo di un bambino dopo
che ha mosso i primi passi. La corsa è anche idee che leggere volano in piena libertà.
Correre è bello, perché ti fa sentire efficiente, correre perché ti lascia una sensazione
inevitabile di star bene. Correre perché nella corsa senti la tua anima e la tua mente che si
liberano in piena libertà e autonomia. Correre perché con il suo saldo pulsare ti dà il ritmo
dell’esistenza. Correre è bello perché ti da delle belle sensazioni.
Correre, inoltre, è salutare e ti permette di esorcizzare gli acciacchi legati al sedentarismo, e ti
libera dagli stress accumulati durante la giornata. Correre ti fa sentire e pensare positivo.
La corsa ti permette di vivere, conoscere la natura nella quale ci muoviamo in tutta la sua
bellezza e la fa sentire un tutt’uno con la tua persona.
È una pratica sportiva semplice che consente di mantenere e di sviluppare una buona forma
fisica migliorando l’efficienza cardiocircolatoria. Ma è anche un’attività piacevole. Sembra infatti che abbia un’attività ri-
lassante e migliori il tono dell’umore.
Con queste righe, credo di riassumere tutte le sensazioni provate da chiunque pratichi o abbia praticato in passato,
l’attività della corsa. Passeggiando per le vie di Quero o per i comuni limitrofi, ci si può accorgere di quante persone,
soprattutto negli ultimi tempi, si siano avvicinate al mondo della corsa. Chi venti minuti, chi un’ora, ma sempre di corsa
si tratta. Si inizia con un giro della campagna, e passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, si arriva a correre una
dell’esistenza. Correre è bello perché ti da delle belle sensazioni.
Correre, inoltre, è salutare e ti permette di esorcizzare gli acciacchi legati al sedentarismo, e ti
libera dagli stress accumulati durante la giornata. Correre ti fa sentire e pensare positivo.
La corsa ti permette di vivere, conoscere la natura nella quale ci muoviamo in tutta la sua
bellezza e la fa sentire un tutt’uno 23
con la tua persona. LETTERE AL TORNADO
È una pratica sportiva semplice che consente di mantenere e di sviluppare una buona forma
fisica migliorando l’efficienza cardiocircolatoria. Ma è anche un’attività piacevole. Sembra infatti che abbia un’attività ri-
lassante e migliori il tono dell’umore.
Con queste righe, credo di riassumere tutte le sensazioni provate da chiunque pratichi o abbia praticato in passato,
l’attività della corsa. Passeggiando per le vie di Quero o per i comuni limitrofi, ci si può accorgere di quante persone,
soprattutto negli ultimi tempi, si siano avvicinate al mondo della corsa. Chi venti minuti, chi un’ora, ma sempre di corsa
si tratta. Si inizia con un giro della campagna, e passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, si arriva a correre una
maratona. Anch’io, appassionata della corsa, ho iniziato proprio in questo modo, anche se l’emozione di correre una
maratona non l’ho ancora provata. Si inizia un po’ per caso, per tenersi in forma, per perdere quel chilo di troppo e poi
si arriva al punto di non riuscire a farne più a meno. Diventa quasi una necessità, un bisogno.
Chi guarda da fuori, vede noi appassionati della corsa come dei “matti”, perché secondo alcuni non c’è niente di bello a
correre così a lungo senza uno scopo o un motivo preciso. Con la pioggia o con il sole, con il caldo o con il freddo,
niente ti ferma più. È proprio per questa serie di motivi che ho voluto approfondire l’argomento attraverso una ricerca,
raccogliendo informazioni sulla vita del maratoneta, se segue una dieta specifica, se fa uso di integratori, come e quan-
to si allena, ma soprattutto capire quali sono i motivi che spingono una comune persona a percorrere quei famosi 42km
e 195m. Dall’analisi dei dati raccolti emerge che il maratoneta medio è un uomo con un’età compresa tra 46 e 50 anni
e svolge la professione di impiegato. Ha avuto un passato da sportivo, e nella maggior parte dei casi ha praticato lo sci
di fondo, il ciclismo e le discipline dell’atletica, in particolare del mezzofondo. Si tratta per lo più di sport di endurance,
in cui la componente aerobica è predominante. La maggior parte dei maratoneti, e precisamente il 32% di loro, si dedi-
ca alla disciplina da circa 3 anni, il 25% da 15 anni, il 14% da più di 20 anni e un significativo 10% da un anno. Questo
sta dimostrare come da qualche anno, il fenomeno della corsa abbia subìto un grande incremento e abbia suscitato un
forte interesse sulle masse. Nell’arco della settimana, il maratoneta, percorre dai 30 ai 40 km e nel proprio program-
ma annuale è prevista una sola maratona che prepara nell’arco di 3-4 mesi.
In seguito ad una competizione è previsto un periodo di recupero e/o scarico, durante il quale si sottopone prevalente-
mente a sedute di stretching. Nella maggior parte dei casi ha iniziato a correre per piacere. Non è un fumatore e non
segue una dieta specifica. È stato poi chiesto agli atleti di descrivere quali sensazioni provano quando tagliano il tra-
guardo, e quasi tutti sono concordi nel dire che si tratta di un’emozione unica e indescrivibile.
Allenatori vari, atleti vincitori di medaglie olimpiche o vincitori di maratone importanti sono concordi nel dire che
<<…correre è bello..., …che la corsa ti fa stare bene, con il corpo e con la mente, con la psiche e con gli altri…>>.
Correre dice Baldini, <<…è una grande palestra interiore, che ti insegna a conoscerti e a rispettarti, nel fisico e nella
mente…>>.
Sull’argomento corsa ci sarebbe ancora tanto da dire, da raccontare e da approfondire. Spero, in futuro, di averne
l’opportunità, magari con altri articoli, così da poter condividere con i lettori del Tornado la mia passione per l’attività
sportiva e in particolare per la corsa.
Tengo a precisare che in questo articolo si è parlato della corsa, ma è l’attività sportiva in generale che fa be-
ne, sia al corpo che allo spirito, qualunque essa sia.
cronaca

W gli sposi Sonia


& Alessandro
di Alessandro Bagatella

Mi scuso con i lettori per la pubblicazione…in


grosso ritardo del grande evento celebrato il 9
maggio 2009 presso il santuario di San Vittore e
Corona, ma la foto mi è stata recapitata solo la
settimana prima di Natale. Noi tutti del Tornado
auguriamo agli sposi Sonia Dorz e Alessandro
Andreatta i nostri più vivissimi auguri di una lunga
e felice vita matrimoniale assieme.

Martina
presenta Mattia
di Alessandro Bagatella

Martina Gallina, che vediamo nella foto, è


lieta di presentare il fratellino Mattia, ed
assieme augurano un bellissimo 2010 a papà
Paolo e mamma Alessandra, non
dimenticando nonni, zii e parenti di
Valdobbiadene e tutti i lettori. Il Tornado
ricambia gli auguri di Martina e Mattia, e
augura loro una vita ricolma di gioia e di
felicità. Complimenti anche ai genitori per la
bellissima coppietta.
- biglietto n.0008 # 20° premio - t-shirt blu Inter Club Fener - biglietto n.1523 # 21° premio - bandiera dell’Inter -
biglietto n.0594 # 22° premio - t-shirt nera dell’Inter Club Fener - biglietto n.0657 # 23° premio - orologio - bi-
glietto n.1041. Per il ritiro dei premi, da effettuarsi entro e non oltre il 1° febbraio 2010, chiamare il numero di cellu-
lare 347-8004030. 24 LETTERE AL TORNADO

Una riflessione sui primi sei mesi di gestione del Comune di Vas

FOTOGRAFIA DI UN SEMESTRE
di Elisa Corrà - capogruppo “Lista per Vas-Scalon-Caorera-Marziai”
Dalle scorse Elezioni Comunali sono trascorsi sei mesi circa, e nel frattempo numerosi avvenimenti, che hanno co-
involto il gruppo di maggioranza attualmente in carica, si sono succeduti. Rispetto a questi avvenimenti il nostro
gruppo di minoranza ha fatto il compito che gli spetta, come previsto dal decreto legislativo rispetto al quale ci si as-
sume la responsabilità dell’incarico nel momento in cui si viene eletti, e cioè ha vigilato, sempre in termini collabora-
tivi, su come veniva amministrato il Comune.
Svolgendo questo compito, a più riprese, ci siamo trovati di fronte ad evidenti problemi di gestione del Comune che
hanno evidenziato, molto spesso, incompatibilità tra gli incarichi affidati nella Giunta Comunale e le persone stesse
cui questi ruoli sono stati dati.
Ricordo, in questo senso, che due degli assessori nominati dal sindaco Biasiotto, sono stati, proprio per questo
problema, l’uno dimesso (Sereno Solagna, che è stato sostituito attualmente da Primo Corrà, a cui facciamo i mi-
gliori auguri di buon lavoro, e speriamo segni un cambiamento in positivo rispetto al suo predecessore) e l’altro
(Cristian Corrà) destituito in parte dei suoi mandati per problemi di incompatibilità tra alcuni incarichi e la professio-
ne privata che riveste. Ricordo ai lettori che la Giunta nel Comune di Vas è composta da tre persone, quindi il fatto
che si sia dovuto intervenire e correggere su due dei tre componenti rende evidente la debolezza politica di cui ri-
sponde il sindaco nelle scelte che ha operato dal momento del suo incarico.
A questo si aggiunge un elemento, non trascurabile, che ha contribuito a porre in evidenza queste contraddizioni, e
cioè quello di aver continuato a scegliere persone e gestire la cosa pubblica in modo pressoché identico da oltre
quindici anni e, se ci riferiamo al sindaco in carica (che comunque è in naturale continuità con le precedenti ammi-
nistrazioni in cui era sindaco Solagna), anche nel precedente mandato le persone in Giunta erano proprio le stesse
nominate nel suo secondo mandato.
I problemi che sono emersi nell’ultimo periodo erano quelli già presenti e conosciuti in passato; se si voleva davve-
ro, si sarebbe potuto segnare un cambiamento già dall’inizio di questo nuovo mandato. Cosa che avrebbe evitato i
problemi che poi si sono verificati e che sono esattamente quelli che noi abbiamo sottolineato con le nostre azioni e
con le nostre dichiarazioni nel corso di questi mesi.
Se il Comune vuole essere di esempio ai cittadini, lo deve essere in primis con la coerenza e la trasparenza delle
azioni che i suoi amministratori compiono ogni giorno. Questo è il minimo comune denominatore che anche noi,
come gruppo di minoranza, ci aspettiamo per dialogare in modo serio e costruttivo, confidando, inoltre, che vi sia un
maggior coinvolgimento dei cittadini alla vita del Comune, cosa che troppo spesso viene dimenticata e che è fon-
damentale per infondere senso civico nella comunità, facendo sentire il Comune stesso come la casa di tutti noi.

OTTANI nasce nel 2008 come sfogo letteral-senti-


mentale: la mia ultima convivenza finita, poi lo sfogo è fini-
VILLA CINESPA DI ALANO to, è ritornato il sereno e son rimasti 6 raccontini più una
SABATO 23 GENNAIO preghiera.
ORE 21 Il tema, ovvio,è l'aMMore, quello con la eMMe maiuscola
“OTTANI” per intenderci, in cui la voce e la musica si fondono insie-
di e con Marco Tizianel me creando un canto plastico e ritmico in cui la parola è
con Beniamino Noia (musiche) musica e la musica è parola.
Riflessioni dolci amare su quello che mai passa di moda e
che ancora far girare il mondo, su quello di cui tutti inti-
TeATrO mamente siamo in affamata ricerca: .il “petrolio”, ovvia-
mente…

Il Mercatino
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Paolo Curto campione provinciale


allievi di ciclismo
di Sandro Curto
Paolo Curto, classe 1995, residente a Carpen di Quero e militante nella
gloriosa Unione Ciclistica Foen che da tanti anni opera nel settore
giovanile delle due ruote, è diventato campione provinciale di ciclismo su
strada 2009, categoria allievi, secondo anno.
La prova decisiva si è svolta a Fonzaso il 30 agosto, la consegna del
riconoscimento ufficiale al ristorante "Al Moro" di Mel lo scorso 4 dicembre.

Nelle foto Paolo con la maglia di


campione provinciale riceve il bacio della
miss di turno a Fonzaso il giorno
della gara e nella serata della
premiazione con i dirigenti del Pedale
Feltrino e, alle spalle, il suo allenatore
Alfonso Scopel.
Complimenti e in bocca al lupo per la
prossima stagione.
cronaca

Erica e Luana neo laureate


Il 29 Ottobre 2009, Erica Spada e Luana Scopel hanno
conseguito la laurea in Infermieristica presso l'Università
degli Studi di Padova.
Le nostre due neo laureate hanno discusso rispettivamente
le tesi intitolate "Puerperio ed etnie: il nursing transculturale
del dolore" e "Accertamento della autonomia e disabilità in
pazienti con ictus cerebrale".
Si congratulano con le due neo laureate i genitori, le nonne,
i parenti e gli amici augurando loro un “in bocca al lupo” per
la loro carriera professionale appena iniziata.

Stati creativi: artisti a confronto


di Katjusa' Casagrande
È stata inaugurata sabato 5 dicembre, con una presentazione del libro di poesie “Rosa d'autunno” la rassegna
culturale “Stati creativi”, che ha offerto al pubblico alcune opere di diversi e differenti artisti veneti. L'iniziativa, che
godeva del patrocinio del comune di Feltre, ha messo infatti in gioco diverse espressioni artistiche, dalla poesia alla
pittura, dalla musica alla ceramica, al patchwork nello spazio della Galleria Via Claudia Augusta in Piazza Maggiore;
qui dal 5 al 13 dicembre sono stati raccolti i lavori di Claudio Brunello, Concetta Ferrazzi, Daniele Marcon, Alessandra
Piva, Gino Prandina, Luisangela Sambo, Vania Sartori, Donata Smaniotto, Luisa Smaniotto, Diego Fent, Flavia Forlin,
Giuliana Cecchin, Sabrina Munerol, Michela Tosatto, Luisa Giacomin e Luana Gorza. È toccato alla poetessa
zumellese aprire la rassegna “Stati creativi”, con la presentazione del volume “Rosa d'autunno”, presso l'Unisono Jazz
Club. Dalla raccolta sono state tratte alcune poesie, che i lettori di Incontrarte hanno introdotto attraverso un dialogo tra
due amici che si incontrano in un caffè e si confrontano sul volume, leggendo ciascuno con la propria sensibilità sia le
poesie sia la personalità dell'autrice; alcuni brani sono stati poi interpretati per il pubblico, cercando di sintetizzarne il
messaggio fondamentale, espresso anche dalla lirica eponima, “Rosa d'autunno”, che coglie come gli “splendidi petali
scarlatti” di una rosa autunnale resistano alla nebbia e alle avversità del tempo. All'espressione poetica si è alternata
quella musicale, grazie agli intermezzi curati dal sax tenore William Nisi e da Massimo Bustreo al pianoforte.
L'iniziativa era finalizzata alla raccolta di fondi per l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) di Belluno e per Mano
Amica di Feltre.
26 cronaca

(s.for.) Addirittura “la Repubblica”, nell’articolo che proponiamo di seguito, si è occupata della vicenda di Mar-
co Pizzolotto e Roberto Squeri che, da operai metalmeccanici all’Acme di Valdobbiadene, sono diventati im-
prenditori di successo aprendo recentemente a Treviso il quarto sexy shop della catena “Le Tentazioni”, dopo
quelli di Pederobba, Bassano del Grappa e San Vendemiano. Entrambi sono molto conosciuti nella nostra zo-
na: Marco, originario di Ron di Valdobbiadene, risiede da anni a Fener, mentre sempre a Fener è facile incon-
trare Roberto, di San Vito di Valdobbiadene, con la moglie Tiziana.

La svolta di due operai trevigiani. «Abbiamo assunto anche tre ragazze che erano rimaste senza lavo-
ro, tutte donne normali, vestite in modo normale, nulla di appariscente, vogliamo un clima semplice,
cordiale, familiare». «Gli oggetti più richiesti? Bambole gonfiabili, video, oggetti, lingerie maliziosa».

Marco & Roberto, da operai a imprenditori


di successo nel settore dei sexy shop
di Roberto Bianchin
«Nella vita ci vuole fantasia», sorride Roberto, maneggiando un oggettino da
trenta centimetri modellato sulle fattezze che furono del leggendario John
Holmes. Quella fantasia a cui ha dovuto fare ricorso quando, dopo trent'anni
passati in fabbrica da operaio metalmeccanico, si è ritrovato su una strada.
Licenziato. «E chi mi assumeva più?».
Così, insieme a Marco, un altro operaio, suo compagno alla catena di mon-
taggio, ha deciso di cambiare vita, e con i soldi della liquidazione ha aperto
un sexy shop. E poi un altro. E ancora un altro. E un altro ancora. L'ultimo, il
quarto, l'hanno inaugurato pochi giorni fa davanti all'aeroporto di Treviso. E
hanno assunto tre dipendenti. Tutte donne. Anche loro operaie e commesse
che avevano perso il lavoro. «Da operai siamo diventati imprenditori», se la
ride, contento perché «gli affari vanno bene a dispetto dei tempi», e convinto
che il mondo del sesso può diventare un rifugio dalla crisi. Proprio come per
gli operai di "Full Monty".
Ma non è al cinema, bensì a un gioco antico e fanciullesco, che si è ispirato Roberto Squeri, 48 anni, sposato con
due figli, trevigiano, operaio fin da quando ne aveva 14 alla Acme di Valdobbiadene, una grossa fabbrica di motori
agricoli. Perché insieme al suo amico Marco Pizzolotto, 51 anni, operaio nella stessa fabbrica, con cui condivideva
lo spiritaccio briccone di questa terra "gioiosa et amorosa", amava scherzare e fantasticare. «Cazzeggiare, anche».
Finché un giorno, per scherzo, riscrissero il gioco dell'oca in chiave erotica. Fu un successone con gli amici. Di qui
l'idea di proporlo a un distributore di giochi erotici per metterlo in vendita. Diego Bortolin, friulano, fornitore di sexy
shop, lo comprò, ribattezzandolo "Re o Regina". «Fu lui a darci l'idea di aprire un sexy shop - racconta Roberto - noi
all'inizio restammo sorpresi. Ma perché mai dovremmo farlo? Poi riflettemmo. Ne parlai con Tiziana, mia moglie. E
ci dicemmo: perché no? Restava il problema che non ne sapevamo un accidenti di queste cose. Neanch'io prima, io
facevo il fornaio - ci disse Diego - poi scopri che in fondo non c'è differenza: pane e sesso sono entrambi indispen-
sabili. Ci convinse. Ed è stata la nostra fortuna».
Marco uscì per primo dalla fabbrica, nel 2002, e aprì il primo sexy shop chiamato "Le Tentazioni", come poi tutti gli
altri, a Pederobba. Roberto fu licenziato nel 2005, quando la fabbrica fallì e chiuse i battenti, e aprì il secondo nego-
zio a Bassano. L'anno scorso il terzo, a San Vendemiano, «perché ormai ci era venuta la mentalità imprenditoriale».
E adesso il quarto, a Treviso, nella città più importante, un po' fuori dal centro, «perché non dev'essere troppo in vi-
sta», ma facilmente raggiungibile. E finalmente, come gli imprenditori veri, il lusso di potersi permettere di assumere
del personale. Tre dipendenti, tutte donne rimaste senza lavoro: un'ex cassiera di supermercato, 43 anni, a Pede-
robba, un'ex operaia metalmeccanica di 35 a San Vendemiano, un'ex camiciaia di 38 a Treviso. «Tutte donne nor-
mali, vestite in modo normale, nulla di appariscente, vogliamo un clima semplice, cordiale, familiare. Siamo sempre
operai, gente perbene». Tutta vestita di nero, accollata che più non si può, Elsa Casarin, veneziana, sposata, sta
dietro il bancone del sexy shop appena aperto a Treviso, uno spazio grande, arioso, luminoso. Faceva la camiciaia
finché la sua fabbrica non ha chiuso, poi si è adattata a fare le pulizie e lavare i piatti, «lavoretti saltuari, per pagare
il mutuo di casa». Ha appena venduto a un distinto signore di mezza età un affare monumentale da 35 centimetri al
prezzo di 135 euro. Dice che all'inizio ha avuto «un po' di imbarazzo», poi è passato, «è un lavoro come un altro», e
che i clienti sono gentili, al massimo qualche proposta di uscire la sera e qualche domanda «un po' indiscreta».
«Mai avuto noie», dice Roberto, tranne alcune proteste dei vicini e qualche performance dei soliti esibizionisti. Quasi
tutta locale la clientela, molti gli "habitués", soprattutto fra i 35 e i 45 anni, ma anche molte coppie, e parecchie don-
ne. A Bassano, più donne che uomini. In cima agli acquisti, i video, gli oggetti, la maliziosa lingerie. Vanno fortissi-
mo le bambole gonfiabili: per 300 euro ce n'è una che parla e geme. Ma il preferito da ambo i sessi è "Rabbit", dal
nome del coniglio, un vibratore molto versatile. Perché «anche nel sesso ci vuole fantasia».
da “la Repubblica” di lunedì 21 dicembre 2009
27 CALCIO

Calcio - Seconda Categoria


PIAVE TEGORZO IN PIENA CRISI
di Cristiano Mazzoni

Chiuso il 2009 con la sconfitta interna ad opera del Valdosport (la trasferta della 14a contro il Fiori Barp Sospirolo
rinviata causa maltempo verrà recuperata domenica 21 febbraio) la Piave Tegorzo inizia male anche il 2010
perdendo di misura con la Ztll Sx Piave. Due sconfitte che la relegano al terz’ultimo posto in piena zona play-out
ma anche a soli due punti dal pericoloso ultimo posto che vuol dire retrocessione diretta. Una situazione difficile
per la squadra di Giuseppe Prosdocimo in piena crisi di risultati e che non riesce a trovare il bandolo della
matassa per tirarsi fuori dai bassifondi della classifica. I prossimi impegni vedranno la Piave Tegorzo impegnata
domenica 24 gennaio a Caerano, in quella successiva ospitare l’Eagles Pedemontana mentre domenica 7
febbraio (ore 15:00) farà visita al Fossalunga.

13a GIORNATA: Piave Tegorzo – Valdosport 1 a 2


Anche contro il non trascendentale Valdosport la Piave Tegorzo deve cedere l’intera posta al termine di una gara
non entusiasmante sotto il profilo del gioco. Nella prima frazione i locali partivano contratti e venivano subito
puniti dagli ospiti che al 6° passavano in vantaggio quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla terminava
sui piedi di Bellini che con un bel tiro dal limite superava Giulio De Faveri. La Piave Tegorzo tentava di reagire
ma gli ospiti erano bravi a tenere in mano il pallino del gioco anche se non riuscivano a creare occasioni
pericolose. Tutt’altra musica nella ripresa dove i padroni di casa entravano in campo trasformati. La partenza era
veemente e portava al pareggio. Era il 16° quando Paolo Scopel su punizione dai venti metri disegnava una
parabola a scavalcare la barriera che si insaccava sotto l’incrocio dei pali. I locali continuano a premere e al 18°
sfioravano il raddoppio quando su un traversone dalla destra il tocco ravvicinato di Luciano Dal Molin veniva
respinto con bravura da Minute. Due minuti dopo l’incornata di Mirko Schievenin da posizione favorevole
terminava alta sulla traversa mentre al 25° era Simone Binotto a mancare il vantaggio calciando addosso il
portiere a due passi dalla porta. Gol sbagliato, gol subito. Ed ecco giungere puntuale la rete del Valdosport al 27°
quando la botta di Sanvito su calcio di punizione bucava la barriera e terminana alle spalle dell’incolpevole Giulio
De Faveri. La Piave Tegorzo cercava di recuperare lo svantaggio ma senza riuscirci terminando la gara in dieci
uomini per l’espulsione di Paolo Scopel.

15a GIORNATA: Piave Tegorzo – Ztll Sx Piave 0 a 1


Ennesima battuta d’arresto per la Piave Tegorzo che sul terreno amico deve cedere di misura nel derby
bellunese alla Ztll Sx Piave. Dopo un inizio equilibrato era la Piave Tegorzo al 7° ad avere una buona opportunità
quando su un lungo traversone Fornasati in presa alta si lasciava sfuggire la palla senza però che Simone
Binotto in buona posizione riuscisse a trovare il tocco vincente.
Scampato il pericolo gli ospiti prendevano in mano le redini del
gioco costringendo sulla difensiva i padroni di casa. La costante
pressione si concretizzava al 20° quando al termine di una
bell’azione corale veniva smarcato al tiro Signoretto che da
posizione ravvicinata superava Valter Canova. Nella ripresa la gara
si faceva più vivace. La Ztll Sx Piave creava subito due opportunità
per raddoppiare dapprima al 1° con Brancher e poi al 5° con Ben le
cui conclusioni venivano sventate con bravura da Valter Canova.
Con l’ingresso di Khalid Rahli la manovra locale diventava più
incisiva tanto che al 9° la girata di Andrea Coppe terminava di poco
alta sulla traversa mentre due minuti dopo toccava a Fornasati
salvare sull’incursione dell’attaccante marocchino. Gli ospiti non si
scomponevano e si rendevano insidiosi al 13° con un tiro di
Signoretto alto sulla traversa e al 33° con una botta dal limite di
Ndiaye a lato di poco. Al 35° la Piave Tegorzo aveva la palla del
pareggio ma sul cross di Simone Binotto spizzicato da Andrea
Scopel l’incornata di Andrea Coppe a colpo sicuro sorvolava la
traversa. Al 45° era la squadra di Bernardi a sfiorare il raddoppio
con una percussione di Scarton il cui tiro ad incrociare veniva
sventato con bravura da Valter Canova. Nell’ultimo dei cinque
minuti su una mischia in area Andrea Coppe trovava il pareggio ma
L’attaccante Simone Binotto veniva annullato per evidente fallo di mano.

CLASSIFICA CAMPIONATO DOPO 15a GIORNATA


Caerano 35, SP Calcio 2005 – San Vittore 29, Fiori Barp Sospirolo 28, Ztll Sx Piave 25, Union Maser –
Fossalunga* 24, Valdosport 23, Altivolese 16, Bessica 15, Juventina Mugnai 11, Eagles Pedemontana – Foen
10, Piave Tegorzo 9, Agordina – Lentiai 7. (* 1 punto di penalizzazione)
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Karate - Medaglie al 9° Trofeo Lavis per l’AIL


Buon Momento per l’A.S.D. SHU REN KAN , realtà sportiva del Karatè che da oltre 13 anni opera nel territorio feltrino nel-
le due sedi di Alano di Piave e Feltre e che conta circa settanta iscritti. Domenica 13 dicembre l’associazione ha parteci-
pato al “9° Trofeo Karate Lavis per l’AIL” , annuale appuntamento organizzato nella località Trentina per raccogliere fondi
per ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 300 atleti prove-
nienti da Trentino, Veneto ed Emilia Romagna e suddivisi in diverse categorie. Cospicuo il bottino dell’associazione che
con 7 atleti schierati ha conquistato 2 Ori , 1 argento e 2 Bronzi nelle prove di Katà, ottenendo anche il 3 posto assoluto
come associazione iscritta. Ottima la Prestazione di Sebastiano Tronto negli Esordienti fino a cintura arancione, che alla
fine di una lunga eliminatoria ha conquistato meritatamente il gradino più alto del podio. Finale tutta per lo SHU REN KAN
nella categoria Seniores fino a cintura verde dove gli atleti hanno dominato la categoria con Francesco Biesuz al primo po-
sto e Nicola Bellomo al Secondo. Buona anche la prestazione di Mattia Debus nei Juniores cinture Nere e di Roberto Cec-
cotto Negli Assoluti Cinture Nere entrambi terzi classificati. Piena soddisfazione per il Responsabile tecnico
dell’associazione Ivan Burgoni per i risultati conseguiti che, pur dedicandosi all’ insegnamento del karate tradizionale rie-
sce a imporre i suoi atleti anche nel campo agonistico contro società che praticano l’agonismo puro. A Novembre alcuni
suoi tesserati hanno sostenuto a Trento gli esami FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali) per il
passaggio a cintura nera. Gli atleti coinvolti nell’esame sono stati De Faveri Andrea e Collavo Elena per il 1° Dan. Dinnan-
zi a una commissione regionale formata da dirigenti e tecnici federali i candidati hanno dovuto presentare delle combina-
zioni di tecniche di stile e di Katà, un combattimento simulato e codificato contro più avversari in cui vengono valutati pre-
cisione, velocità e potenza dell’esecuzione. Inoltre Domenica 15 Novembre il Presidente dell’associazione Ceccotto
Roberto c.n. 3° Dan ha sostenuto a Bolzano l’esame federale per l’acquisizione della qualifica di Aspirante Allenatore, il
primo passo per l’abilitazione all’insegnamento come insegnante tecnico. Piena soddisfazione del responsabile tecnico
dell’associazione Ivan Burgoni, Istruttore 5° Dan per i risultati conseguiti e per la costante crescita dei suoi allievi negli ul-
timi anni.

Per info Ivan Burgoni 347 5978279


Mail: ivan.burgoni@gmail.com

cronaca

Il 1955
di
Alano
di
Piave
(S.C.) Dal nostro
abbonato Claudio
Lasta riceviamo e
pubblichiamo la
foto dei coscritti
del 1955 di Alano
riunitisi per un
incontro
conviviale il 7
novembre scorso
alla trattoria "da
Cialt" di Curogna.
30 CALCIO

ASTERISCO
Riceviamo dal nostro lettore Meneghin Neirotti Gilberto un altro spunto di riflessione:
31 LETTERE AL TORNADO

Anche quest’anno sono arrivate le festività e come l’anno scorso io e mio zio Fortunato abbiamo realizzato il presepe,
sempre con il solito impegno e la solita passione. Ringrazio mio nonno, che come l’anno scorso, ci ha reso disponibile
una stanza dove abbiamo allestito il presepe, che vogliamo illustrare a tutti i lettori de “Il Tornado”, e colgo l’occasione
per augurare loro Buone Feste! Mauro Morandin

A Carpen di Quero nuovo recapito de “Il Tornado”


Si affianca ai già numerosi recapiti, ed agli incaricati della redazione, il Bar Piave di Manfroi Giu-
liana, nella frazione querese di Carpen, nell’offrire la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento
al nostro periodico. Un servizio utile e gradito, che consentirà sia ai residenti della frazione, ma
anche a chi si ferma per un caffè, di prenotare la copia del quindicinale, rinnovando
l’abbonamento o decidendo, vista la comodità, di sottoscriverlo per la prima volta.
Grazie a Giuliana ed ai suoi collaboratori e grazie a tutti coloro che si adoperano per far crescere
la diffusione de “Il Tornado”, quindicinale di attualità del basso Feltrino.
32 poesia

cronaca
Premiato l’ISISS Verdi Valdobbiadene per il progetto “LA TEMPRA”
Nel corso della manifestazione Orientainsegnanti 2009, tenuta lunedì scorso a Treviso, si tenuta la premiazione dei
progetti vincitori del concordo “ Didattica della scienza 2009”. Il premio, promosso da Confindustria e dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha come obiettivo Innovare la didattica della scienza per promuovere e
rafforzare l’apprendimento in area tecnico – scientifica ed accrescere l’occupabilità sostenibile dei giovani. Affermare
la cultura della sperimentazione attraverso il potenziamento della didattica laboratoriale. Favorire l’integrazione delle
scienze per superare la frammentazione delle discipline. Promuovere l’orientamento non solo come pratica di
informazione e convinzione, ma anche come strumento di formazione, privilegiando l’orientamento di genere. Coltivare
i talenti e promuovere il merito nell’apprendimento delle discipline scientifiche e tecnologiche. I premi sono suddivisi in
tre sezioni:
tipologia istituzione scolastica tematica
scuola secondaria di primo grado Orientamento verso la scienza e la tecnologia
Istituti tecnici e professionali Scienza e tecnologia
licei Scienza e tecnologia
Per i vincitori sono previsti stage in una impresa o in un centro di ricerca del Veneto della durata di tre giorni.
pubblicazione del progetto vincitore sul numero speciale Sole 24 ore scuola e sugli Annali della Pubblica Istruzione. La
giuria del premio prevede un comitato tecnico scientifico composto da esperti di didattica della scienza, dirigenti tecnici
e amministrativi del MIUR, rappresentanti del mondo imprenditoriale, del Piano Insegnare Scienze Sperimentale e del
Progetto Lauree Scientifiche presieduto dall’on. Luigi Berlinguer, Presidente Commissione Sviluppo della Cultura
Scientifica e Tecnologica. Al premio hanno partecipato circa 160 scuole italiane, e per la sezione istituti tecnici e
professionali il premio è stato assegnato all’ISISS Verdi Valdobbiadene per il progetto “LA TEMPRA”. Per l’istituto
Verdi di Valdobbiadene hanno ritirato il premio la Dirigente Scolastica prof. Maria Chiara Bazan e i proff. Paolo Forin,
Carmelo Leone e Alessandro Sartor dalle mani del presidente UNINDUSTRIA ing. Vardanega e dal Vicepresidente di
Confindustria ing. Gianfelice Rocca e dal dr. Giovanni Biondi, capo dipartimento del MIUR. Il progetto è stato
sviluppato da una classe dell’Istituto Verdi di Valdobbiadene, che conta 550 allievi, e ha permesso di associare
concetti teorici a fenomeni della quotidiana attività dei ragazzi. Un video riassuntivo del progetto stesso
permette di diffondere in modo semplice concetti di natura scientifica, con un linguaggio e una codifica adatti
a studenti di scuola superiore. Le attività svolte hanno visto attività laboratoriale interna all’istituto che l’aggancio con
le aziende del territorio; alcune attività si sono svolte presso i laboratori metrologici di aziende del territorio dotate di
attrezzature adeguate.
Si può visionare un video esplicativo su: http://www.youtube.com/watch?v=W6Yy2bMQYo0
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