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periodico di attualit dei comuni di alano di piave, quero, vas, segusino

http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
Chiuso in redazione il 07.11.2011
Uomini di parola - pag. 1
Mercatini di Natale a Quero - pag. 5
In gita con la Pro Loco di Quero - pag. 8
Vita e opere di Monsignor Angelo Maddalon - pag. 10-11
Ecco le pupe di Pupa - pag. 22-24
Quindicinale
Anno XXXIII
16.11.2011
Numero
586
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il tornado Sede: via J. Kennedy - 32031 FeneR (Belluno). direttore responsabile: Mauro Mazzocco. redattori: Sandro Curto, Silvio Forcellini. collaboratori:
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aStERiSCO
La foto di copertina
(M.M.) Lidea della copertina nata durante un giro di ricognizione in bicicletta e dalla vista delle foto scattata dal gio-
vane querese Matteo Bollotto. Mi sono allora ricordato della pubblicazione del maestro Martino Durighello ed ho pen-
sato di abbinare le belle immagini ad alcune note storiche. A voi giudicare il risultato.
Le sotto riportate note sono tratte da: Il sacro popolare ad Alano di Piave, saggio ad opera del maestro Martino Duri-
ghello pubblicato nel volume III di Alano, la memoria e limmagine di una Comunit a cura di Giancarlo Follador, edi-
zione Comune di Alano di Piave, stampato da Grafiche Antiga, Cornuda, 1993. Il testo completo della ricerca ricco di
note e preziose annotazioni di costume. Una lettura che consiglio caldamente a tutti.
I capitelli: vi chi li vede sotto l'aspetto puramente storico, chi sotto l'aspetto artistico-estetico, chi li vede come un
fatto meramente folkloristico, chi di religione, di fede e di piet; altri se ne serve per interpretare la psicologia della civil-
t contadina, altri ancora li considera i simboli della nascita, del trionfo e della decadenza dell'irrazionale e della super-
stizione, oppure semplicemente un dato di fatto da rilevare, annotare e catalogare con oggettivo distacco, lasciando
ai... posteri il compito di interpretare eventuali significati e trarne indicazioni per ulteriori conoscenze. Certamente i ca-
pitelli sono tutto questo; e non solo. Essi sono, pi di quanto pu apparire, un fenomeno complesso, difficile da cogliere
e da interpretare nei suoi molteplici aspetti, sia considerati separatamente, sia nel confronto e nella interdipendenza,
per essere ricondotti all'unit nella totalit di un fenomeno che, al di l e al di sopra di ogni considerazione, e rimane
un fatto umano di squisita spiritualit, che si estrinseca nello spazio e nel tempo in forme codificate da una prassi ul-
tramillenaria, che va dal menhir e dal dolmen alle pi sofisticate e moderne strutture iconografiche. Nella presente in-
dagine: per quanto possibile, si cercato di considerare ogni aspetto del problema, ben lungi, comunque, dal pensare
di poter esaurire l'argomento che, allo stato attuale degli studi, presenta ancora troppi interrogativi. Un rammarico: poi-
ch l'indagine si fonda soprattutto sulla tradizione orale, essa avrebbe dovuto svolgersi almeno una trentina di anni fa;
ma, allora, infatuati del moderno, pensavamo pi a distruggere che a conservare, dal mobile relegato in soffitta alle po-
sate di ottone, dall'attrezzo antiquato al muricciolo dell'orto: ora, troppo tardi, ci rendiamo conto di ci che abbiamo
perduto.
Ma i capitelli? Certamente non sono la religione; a volte non sono nemmeno un fatto strettamente religioso. Cos
come le leggende sulla vita dei Santi non sono i Santi, ma il fiorire spontaneo e riconoscente dell'elemento fantastico
intorno ai Santi, cos i capitelli e le altre manifestazioni del sacro, non sono la religione, ma l'estrinsecazione e la con-
cretizzazione del bisogno interiore di religione dell'uomo. E cos come le tombe non servono ai morti, ma ai vivi, (cfr.
Foscolo: I Sepolcri), cos i capitelli non servono a Dio, alla Madonna, ai Santi, ma agli uominiche in essi fissano i mo-
menti forti della loro vita, i fatti memorabili, privati e pubblici, gli avvenimenti che hanno lasciato un segno, in definitiva
la loro storia. Se poi consideriamo che essi documentano soprattutto tristezza, tribolazione, sofferenza, meglio si pu
comprendere come siano parte viva, membra, carne del popolo, che, malgrado tutto, li conserva e li rinnova. I capitelli,
quindi, non sono il frutto di unepoca passata; e lo dimostrano i restauri, le ricostruzioni e le nuove erezioni di questi ul-
timi anni. Si potrebbe obiettare che gli attuali capitelli sono sempre pi spesso frutto di iniziative singole e private. Pu
darsi (del resto anche una volta), ma essi, anche se privati, sono sempre esposti al pubblico, allattenzione degli altri;
sono sempre un fatto comunitario oltre che di attualit.
8 - CAPITELLO DELLA CHECA
Frazione: Campo, localit Spinonce
Ubicazione: Lungo la strada per Schievenin, oltre il dosso
del Breit, sopra uno spuntone roccioso, a lato della strada,
rivolto ad Ovest
Tipologia Architettonica - Edicola a base rettangolare
270x115x65
Tipologia di Dislocazione - Struttura di delimitazione di
propriet
Tipologia Socio-Culturale - Popolare comunitario (in origine
probabilmente privato )
Intitolazione - Cristologica: Sacro Cuore di Ges
Costruttore - Antonio Mondin (Toni Recia)
Motivazione della costruzione - Forse in sostituzione di precedente ricovero sacro
Et - Eretto nel 1898; restaurato nel 1971
Tecnica e Materiali - Costruito in muratura con tetto a tre spioventi costituiti da lastroni di pietra rossa
Iscrizioni - Sulla destra della nicchia una pietra (50x33) incastonata nell'intonaco porta la seguente iscrizione:
ERETTO L'ANNO 1898 - BENEDETTO SOLENNEMENTE DAL P. MISSIONARIO ANTONIO SILVESTRI
DEGLI OBLATI DI PADOVA IL 3 NOVEMBRE 1898; quindi una croce e poi: A CHI BACIA QUESTA CROCE
INDULGENZA DI 40 GIORNI. Sulla facciata di destra, quasi sotto lo sporto del tetto, ormai illeggibile: MONDIN
ANTONIO FECI.
Stato di Conservazione - Discreto
Devozione e Culto - Fiori di plastica e freschi a cura di Silvia Buttol.
Descrizione - Chi viene da Schievenin verso Campo, all'inizio della salita verso il Breit, si trova di fronte un ca-
pitello sulla sinistra, un metro e mezzo pi in alto, con un breve spazio antistante, protetto da una palizzata di
tubi di ferro su due lati, cui si accede per una gradinata in calcestruzzo. Sulla facciata anteriore si apre una nic-
chia a base quadrata e volta a botte (85x45x45), con appesa sulla parete di fondo un'immagine a stampa, in-
corniciata in legno e protetta da vetro (45x35).
Notizie Varie - La denominazione di Capitello della Checa (Francesca) si riferisce alla moglie del costruttore.
L'iscrizione fa pensare che l'occasione dellerezione (o ricostruzione) sia stata una Santa Missione predicata a
Campo in quellanno. Una ventina di metri pi distante c'era la casa della "Checa" (ora un rudere) nella quale
esisteva una nicchia con immagine della SS Vergine. Il restauro del 1971, realizzato da Pacifico Spezia su ini-
ziativa del fratello Giovanni, consistette nella costruzione della gradinata, la protezione del tetto e pochi ritocchi,
rispettosi dell'antica struttura.
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Biblioteca Unione Sette Ville - Comuni di Quero e Vas - Pro Loco di Quero
Spettacoli teatrali
al Centro Culturale di Quero

Sabato 26 novembre ore 20,30
La Compagnia Teatrale
FUORI DI QUINTA

presenta

Quella volta che la luna cadde
nel secchio













Uno spettacolo scritto e diretto
da Andrea Dassi

Chi riuscir a prendere la luna, tra il poeta,
il sognatore e il filosofo?
Chi scoprir i segreti del giardino di Madame, aperto
ogni notte al mondo?
Chi sapr abbracciare un albero
come si faceva un tempo?
Una storia che sa di verde e sa di blu,
in cui la notte prende vita
e lascia che sia il giorno a sognare.
Una storia che come una treccia si disfa
quando giunta lora di andare a dormire.

Ingresso 5,00 minori di 14 anni 3,00
Domenica 4 dicembre ore 20,30

La Compagnia
TEATRO INSTABILE
ISSIS VERDI di Valdobbiadene

presenta

Il settimo si ripos










Commedia brillante in due atti
di Sammy Fayad

Fine anni cinquanta. Antonio Orefice un normale
impiegato di una piccola ditta e la domenica mattina
vorrebbe poter dormire fino a tardi. E vedovo e si
costruito il suo piccolo mondo in cui cerca di sentirsi
sicuro, purtroppo per lui circondato da una
costellazione di personaggi che non gli rendono facile il
compitocome se non bastasse, una domenica
mattina, verr sballottato da un turbinio di eventi a
causa di un cameriere pasticcione, una giornalista
pedante, un maresciallo, un professore e.chiss se
trover alla fine trover un po di pace

Ingresso 5,00 minori di 14 anni 3,00

INFO Biblioteca di Quero tel. 0439 787097 - E mail biblioteca.quero@feltrino.bl.it
Marted 9,00-13,00 Gioved e Sabato 14,30-18,30
Lestremo saluto a Suor Giustina
(M.M.) Lavevamo salutata una prima volta lo scorso ottobre, quando la Casa Madre aveva
deciso che le suore non sarebbero pi rimaste a servire la Casa di Riposo San Giuseppe di
Quero. Suor Giustina (Elena Carandino), classe 1919, aveva servito la comunit querese per
35 anni, regalando il suo tempo, la sua pazienza, la sua gentilezza ai tanti ospiti della casa di
riposo, ma anche ai bambini dellasilo e della dottrina. Lasciato Quero, Suor Giustina era
entrata nella comunit della Casa di Riposo Cottolengo, nella parrocchia della Madonna
dellOrto, a Venezia. Qui ha trascorso i suoi ultimi giorni di vita terrena e qui, il 3 novembre,
giunta una piccola delegazione di queresi per darle lultimo saluto. I tanti anni passati a
Quero, la sua dolcezza hanno lasciato un segno indelebile nella comunit, che la ricorda con
affetto. (Foto di A. Remor, scattata in occasione del saluto alle suore a Quero, 3 ottobre 2010)
attualit
CROnaCa
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Una delegazione del Valderoa e del Comune di Alano in trasferta in Germania
Continua il rapporto di amicizia
tra alpini alanesi e riservisti bavaresi


di Laura Rech


Dura ormai da un ventennio lamicizia tra il Comune di Alano di Piave e gli amici bavaresi, che in alternanza si impegnano
ogni anno ad organizzare un incontro. Questanno, come da tradizione, stata la volta del Gruppo Alpini Valderoa di
Alano di Piave, che nei giorni 23-24-25 settembre, assieme al sindaco Serenella Bogana, il vicesindaco Gianpaolo Spada
ed altri simpatizzanti, si sono recati in Germania per il gemellaggio con il Gruppo Riservisti bavaresi Oberland. Arrivati
in Germania ed assegnate le camere presso la caserma di Lechfeld in
Lagerlechfeld, si sono diretti per un saluto di benvenuto da parte del sindaco nel
municipio di Scheuring dove avvenuta la registrazione nel libro degli ospiti. La
serata poi proseguita nella tenda allestita allesterno della sede degli amici
riservisti, con piatti tipici e birra; non poteva mancare la banda ad allietare la
serata con musica bavarese!!! La mattina seguente hanno partecipato alla
giornata dei riservisti sfilando assieme nella piazza di Schongau fino al
monumento in ricordo dei caduti. Al termine si sono diretti a Monaco verso il
tanto atteso Oktoberfest, dove non poteva mancare birra a volont e
unatmosfera di festa e gioiosa serenit, sempre in compagnia degli amici
riservisti dell Oberland. Per concludere in bellezza la giornata, sono ritornati a
Scheuring alla tenda e cenato in loro compagnia. Domenica mattina, dopo la
colazione in caserma, si sono diretti verso il lago e campeggio Rieggsee di Hofheim, dove ad accoglierli cera un caro
amico del Gruppo Alpini Valderoa, Albert, che da anni, nonostante let avanzata, ci fa visita in Italia, portando con s
limmancabile tabacco da naso! Dopo il pranzo a base di wuersteln nella baita Brugge, arrivato il momento dei salu-
ti, durante il quale gli amici del gruppo Oberland non hanno mancato di stupire omaggiando le signore della compagnia
con il cuore tipico dell Oktoberfest e sottolineando nuovamente quanto sia importante continuare a mantenere questo
rapporto di amicizia tra i due gruppi!

Alano ricorda
il 4 novembre
(s.for.) Anche questanno la sezione alanese della Associa-
zione Combattenti e Reduci, in collaborazione con il Comune
di Alano e le associazioni darma locali, ha voluto ricordare la
data del 4 novembre 1918, che segn la fine del primo con-
flitto mondiale. Nella foto, la deposizione di una corona
dalloro al monumento dei caduti di Fener, dove sono ricordati
tutti i caduti e i dispersi della frazione nel corso della Prima
Guerra Mondiale (1915-1918), della campagna dAfrica
(1935-1936) e della Seconda Guerra Mondiale (1940-1945).
Scopo delliniziativa, che ha toccato tutti i monumenti del
Comune, infatti quello di non dimenticare il sacrificio dei
nostri caduti civili e militare di tutte le guerre.

CROnaCa
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attualit
15
a
Giornata della Memoria
Zona II
ASSOCIAZIONE FELTRINA
DONATORI VOLONTARI SANGUE
Le sezioni di:
Alano di Piave "Silvia Mazzier "
Lentiai
Marziai Caorera - Vas "Madonna del Piave"
Quero "Bortolo Furlan"
Raccogliendo l'invito dell'AFDVS,
nell'intento di consolidare nella nostra grande Famiglia, unita dal
comune gesto del dono del sangue, quei vincoli di amicizia e di affetto
che si sono creati nel corso di oltre 50 anni di impegno nel Volontariato,
con la volont di ricordare e di portare al cuore ed alla mente i volti
e le storie dei Precessori, affinch non vada perso quel patrimonio di
memoria che ci consente di capire ed orientarci ad una corretta azione di
promozione alla donazione,
le Sezioni della ZONA Il sono liete di ospitare
DOMENICA 27 novembre 2011
la
ore 09,30 ritrovo davanti la chiesa parrocchiale di Alano di Piave
ore 10,00 SS. Messa in onore dei Donatori di sangue defunti
ore 12,30 Pranzo presso il ristorante/pizzeria Al Molin
piazza Martiri - Alano di Piave
CHI DONA SANGUE DONA VITA
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casi seguirai le indicazioni di un istruttore sullo schermo e imparerai ben nove stili di ballo diversi, tra
cui l'Hip-Hop, la Salsa, il Mambo e il Reggaeton.
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CROnaCa
In ricordo di Virginia DellAntone
Virginia, 76 anni, ha salutato tutti per lultima volta e la sua dipartita ci stata
annunciata, con dolore, dal marito Giulio Berton, nato a Quero nel 1935, da anni
residente con la moglie a Limana.

Al triste annuncio hanno partecipato i figli Aurora, Angelo e Arianna, addolorati
dallimprovvisa scomparsa della mamma, i generi, i nipoti, le sorelle Daniela e
Margherita, i cognati, le cognate ed i parenti tutti.

Le esequie si sono tenute nella Chiesa Arcipretale di Limana il 28 ottobre scorso.
Vas: i Donatori di Sangue in festa
Il 6 novembre la sezione dei donatori di sangue di Marziai-Caorera-Vas, guidata da Annita dOrazio, ha celebrato la
propria festa chiamando a raccolta i volontari locali e di tutto il Feltrino. La Santa Messa ha preceduto il momento con-
viviale, svoltosi allagriturismo Le Mesine, in quel di Bigolino di Valdobbiadene, preceduto da un corroborante aperiti-
vo offerto dagli Alpini di Vas, che hanno allestito un rinfresco oltremodo gustoso e gradito. Don Luigi Dalla Longa ha ri-
percorso, a margine dellomelia, le sue personali vicende che lo hanno visto interprete della donazione, prima come
donatore e poi come ricevente, dando testimonianza dellimportanza dellatto di donare il sangue. Il sindaco Andrea
Biasiotto ha salutato i volontari sottolineando limportanza della loro dedizione, silenziosa ma non per questo meno
preziosa. Infine, le parole del presidente dellAssociazione Feltrina Donatori Volontari del Sangue, Prof. Saverio Mar-
chet, hanno dato risalto allopera condotta dalla locale sezione dei donatori di sangue. Una comunit piccola, quella del
Comune di Vas, ma che esprime un alto numero di volontari. Con riferimento alle percentuali, se nel feltrino il rapporto
fra popolazione e donatori mediamente del 3%, nel Comune di Vas si registra un rapporto del 6,7%. Un dato confor-
tante, che fa il paio con la buona percentuale di giovani che praticano la donazione di sangue e che fa ben sperare per
il futuro, offuscato da cattivi presagi a causa dellelevata et media dei donatori stessi. Alla cerimonia sono intervenuti
17 gagliardetti di altrettante sezioni e ben 48 sono stati i donatori vassesi premiati per la loro generosit. Qui di seguito
riportiamo i nominativi di coloro che hanno ricevuto un attestato che conferma la riconoscenza della collettivit per la
loro generosit. Lincontro stato anche occasione per rinnovare il direttivo dellassociazione, che provveder, al suo
interno, a rinnovare le cariche sociali. Al termine delle operazioni di voto sono risultati eletti: Annita dOrazio (43 voti);
Quinto Vergerio (24); Manolo Vergerio (23); Marino Vergerio (22); Loredana Zanella (21); Ernesta Bozzato (20); Paola
Tieppo (20); Roberto Sudiero (19); Laura Zanella (18).
Diplomi di Benemerenza (10 donazioni)
Luca Casagrande, Katia Cassol, Desiree Dall'Asen, Vittorio De Gan, Maicol Deon, Giovanna A. Deon, Mauro Gallina,
Fabrizio Grillo, Giancarlo Petrizza, Cristina Sampieri, Michele Scarton, Imerio Solagna, Viviano Solagna, Lucia Tieppo,
Paola Tieppo, Giusto Vergerio, Ivano Vergerio, Venceslao Vergerio, Andrea Zanella, Claudia Zanella
Medaglia di Bronzo (15 donazioni)
Luca Casagrande, Katia Cassol, Vittorio De Gan, Edda Deon, Mario Gallina, Giancarlo Petrizza, Michele Scarton,
Imerio Solagna, Roberto Sudiero, Davide Vergerio, Giusto Vergerio, Ivano Vergerio, Manolo Vergerio, Andrea Zanella,
Viviano Solagna
Medaglia d'Argento (25 donazioni)
Ivano Deon, Sandrino Deon, Giancarlo Petrizza, Rosanna Zanella, Giuliano Deon, Roberto Sudiero, Michele Scarton
Medaglia d'oro (40 donazioni) Pergentino Dallo
Distintivo d'Oro (60 donazioni) Targa d'argento (80 Donazioni)
Quinto Vergerio, Marino Vergerio, Rina Dal Piva Angelo Solagna, G. Gottardo Zanella



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CROnaCa
In gita con la Pro Loco di Quero
Domenica 23 ottobre la
Pro Loco di Quero al fine
di ringraziare tutti i suoi
collaboratori ha
organizzato lannuale
gita mantenendo fede ad
una tradizione che ormai
da oltre 10 anni
caratterizza il sodalizio
guidato da Teresa
Gallina.
Due corriere con un
centinaio di persone a
bordo si sono mosse alle
8 del mattino dalla
centrale piazza Marconi
alla volta di Gorizia.
Visita alla citt: punto
focale di congiunzione
fra il mondo latino, slavo
e germanico. La storia
della citt friulana ci
porta nel 1500 quando
lallora conte Leonardo
mor senza discendenti e
lasci in eredit la
contea goriziana a
Massimiliano Primo
dAsburgo. Questo atto
testamentario non fu
per ritenuto valido dalla Repubblica Veneta che nel 1508 occup militarmente la citt. Ma solo un anno dopo la citt
cadde ancora in mano asburgica. Da allora la citt venne comandata dai conti asburgici fino al novembre1918 quando
la citt venne definitivamente ripresa dallesercito italiano. Nel corso della seconda guerra mondiale la citt venne oc-
cupata dalle truppe naziste che furono scacciate nel maggio
1945 dai partigiani iugoslavi. Al termine del conflitto, con il
trattato di pace, la citt venne divisa in due parti: la Gorizia
italiana e la Nova Gorica territorio iugoslavo. Emblematica la
scelta della divisione del territorio: la parte storica della citt
rimase in mano italiana mentre la parte commerciale con
limportante stazione ferroviaria di Gorizia Montesanto
rimase in mano iugoslava. Dal 21 dicembre del 2007 la
Slovenia entrata a tutti gli effetti nel trattato di Schengen e
le citt di Gorizia e Nova Gorica sono oggi finalmente senza
interposti confini. La visita alla citt stato un momento
culturale importante per tutti. Poi la comitiva si spostata al
castello goriziano, il maniero costruito nel 1300 sorge su un
colle che domina lintera citt. Abbiamo visitato la sala
dei cavalieri con il museo delle antiche armi medioevali,
la loggia degli stemmi con gli affreschi e le pitture delle
varie casate goriziane, il salone degli stati provinciali
luogo del governo della citt, la cappella di San
Bortolomeo ed infine la sala del granaio dove un
grande plastico rappresenta lo sviluppo urbano del
castello e della citt che lo attorniava. La mattinata
scivolava via velocemente, tanto velocemente da farci
correre veloci lungo le strette vie della citt medioevale
per raggiunger il pullman. Da qui alla volta di San
Daniele del Friuli, dove un lieto pranzetto ci attendeva
in un rinomato agriturismo. Un buon pranzo ci rimetteva sereni alla visita del prosciuttificio e alla degustazione del pro-
sciutto crudo DOC San Daniele. In serata tappa a Codogn per degustare in una tipica trattoria stuzzichini di pesce
con un buon bicchiere di vino.
Ora non resta che attendere gli altri appuntamenti festosi con la Pro Loco, primo di tutti la Sagra dei Scios che il pros-
simo anno verr organizzata ritornando alla vecchia tradizione: due fine settimana. Ultimo appuntamento della Pro loco
Happy New Scios al quale vi aspettiamo numerosi. (Foto di Settimo Rizzotto)
9
CROnaCa
Quero: i soliti Alpini
Aperto il sentiero del Coston che va da Malga Paoda alla borgata Le Croci e a Carpen. Di sabato mattina di buona
lena i volontari, armati di tutto loccorrente, hanno lavorato per 5 ore riportando il sentiero in ottime condizioni, libe-
randolo da alberi, rovi, arbusti che lo ostruivano da tanto tempo. (Nelle foto di Giuseppe Miuzzi alcuni momenti dei lavori)

10
PERSOnaGGi
(s.for.) Una nostra affezionata lettrice di Campo (forse nel tentativo diredimerci?) ci ha invitato a ricordare sulle pagine
del Tornado la figura di don Angelo Maddalon, indimenticato parroco di Campo dal 1919 al 1944 e di Quero dal 1944 al
1967. Lo facciamo molto volentieri, proponendo ai nostri lettori le parole scritte dal Comitato Parrocchiale in occasione
della sua dipartita da Quero nel 1967.

Vita e opere di Monsignor Angelo Maddalon
Nato a Rivai di Arsi il 26 giugno 1886, entr nel seminario nel 1899 a soli 13 anni. Ce-
lebr la sua prima Messa nel luglio 1909 e fu destinato cappellano a Solagna dove
rimase fino al 1917. Alla morte del parroco di Campo, Don Geminiano Todesco, fu
mandato a sostituirlo come economo spirituale. Si era in piena guerra, il paese era
sotto il tiro incrociato delle artiglierie e grande pericolo incombeva sui parrocchiani.
Leconomo si mise in cammino e, dopo molte peripezie e inauditi sacrifici, pot
raggiungere Feltre e, in un secondo tempo, Belluno. Si rec dal governatore per
chiedere provvedimenti per la popolazione in pericolo, ma senza risultato. Ritorn
avvilito a Campo per dire ai parrocchiani che ognuno doveva provvedere alla propria
salvezza. Lentamente e a malincuore ben si sa, la popolazione lasci il paese e and
profuga. Anche leconomo dovette seguirne la sorte e si rifugi a Sedico prima e a La
Valle di Agordo poi. Passarono i tristi e lunghi giorni. La guerra fin e, a poco a poco, la
vita ritorn nella valle.

Si era nel 1919 e monsignor Pelizzo, vescovo di Padova, chiam don Angelo per no-
minarlo parroco di Campo. La Parrocchia era un cumulo di rovine e di desolazione ed il
giovane parroco mise tutto il suo zelo ed il suo cuore per lopera di ricostruzione. Riful-
se in quegli anni la sua opera di pastore, tutto dedito al bene spirituale del gregge, che
era allora sbandato e disperso. Quel lento lavoro di penetrazione dette frutti copiosi, e,
ancor oggi, se ne vedono gli effetti.

Si dedic con amore e tenacia alle opere parrocchiali: la casa canonica, che lasci ai successori comoda, capace e ben
messa; lasilo infantile giudicato, dalle autorit, uno dei migliori per la disposizione dei locali e per larredamento; iI cam-
panile, ricostruito in pietra di Schievenin, snello, solido, artistico; la chiesa, su disegno dellarchitetto Contini, sorta come
un fungo, nel 1923-24, consacrata nel 1929 da sua ecc. mons. Dalla Costa e arricchita, nel 1935, di un modernissimo or-
gano; ultimo lavoro la Casa della Dottrina cristiana con la grande sala teatro e delle belle aule.

A tutte queste meravigliose opere si aggiunsero i lavori di ripristino a Colmirano ed a Tessere: il pavimento della chiesa di
S.Giacomo; la nuova cappella della chiesa della Salute; il nuovo banco per i paramenti in sacrestia; lavori nel santuario
della Madonna di Tessere.

Tutto ci resta viva testimonianza della bont e delloperosit del parroco don Angelo negli anni trascorsi a Campo.

Nel 1943 mor mons. Innocente Ferrazzi, arciprete di Quero, per il quale don Angelo ebbe una profonda venerazione e
grandissima stima ed il vescovo lo nomin suo sostituto. Il 25 marzo 1944, festa dellAnnunciazione della Vergine, fece il
suo solenne ingresso a Quero, accolto dal giubilo di tutta la popolazione, che gi conosceva la bella figura e le opere di
don Angelo. Larciprete inizi subito la sua missione prodigandosi tutto per il bene spirituale e materiale dei fedeli, che
Dio gli aveva nuovamente affidati. Prima preoccupazione fu di abbellire la Casa del Signore con decorazioni e pitture e
con l'installazione di altoparlanti, affinch tutti potessero udire la voce del pastore che parla in nome di Dio. L8 febbraio
1946, completati i lavori, vi fu linaugurazione.

Ma la seconda guerra mondiale, da poco cessata, aveva lasciato le sue dolorose tracce anche a Quero: rovine, devasta-
zioni, disordini morali e spirituali e vittime. Durante il periodo bellico il cuore del padre sofferse molto; egli, nella sua bon-
t, si adoper in tutti i modi per alleviare, consolare, aiutare il popolo. La sua carit rifulse, in modo particolare, quando,
noncurante del pericolo, sal sul Grappa per ottenere il rilascio degli ostaggi del suo paese. Fece visita alle maestre, si-
gnorine Ostuni e signora Rago, detenute, le consol e si adoper per la loro liberazione. Finalmente, con infinita gioia, nel
maggio 1945 fece suonare a festa le campane: latroce guerra era finita. Non erano, per, finite le pene. La guerra lasci
le sue ferite nelle persone e nelle cose. Il periodo fu duro: miseria, disoccupazione, scontento. Gli uomini dovettero emi-
grare per vivere e larciprete si prodig, con tutta leffusione e generosit del suo cuore, nellaiutare, consigliare, difender
il suo gregge.

Il 1 aprile 1947, acquist uno stabile per farne la Casa della Dottrina Cristiana per raccogliere i ragazzi. Assillava, per, il
pensiero dei vecchi, che, a causa dell'emigrazione, rimanevano soli, malaticci e indifesi. Il cuore dellarciprete fu sensibile
al problema e dedic met delledificio comperato, a questo scopo. Infatti, il 19 marzo 1948 fu inaugurata la Casa di Ri-
poso, affidandone la cura alle rev.de suore del Cottolengo, che, con tanto amore, svolgono la loro delicata missione. Dal
1957, la Casa di Riposo fu ingrandita, abbellita sempre ad opera dellarciprete, tanto che oggi la possiamo veramente di-
re un ambiente accogliente per i ricoverati, che accorrono anche da altri Comuni, come ad un asilo sicuro, trovando in
esso: pace, serenit, sollievo morale e spirituale. Pure nel 1948, larciprete acquist il cinema Prealpi per dare, spe-
cialmente ai giovani, un luogo di divertimento sano e tranquillo. Nel 1954, fece installare gli apparecchi per
lelettrificazione delle campane. Nel 1957, fece costruire nuove stanze nellasilo per poter accogliere la Scuola di Avvia-
mento, in attesa che venisse costruito il nuovo fabbricato.

Lamore dellarciprete per i suoi parrocchiani non ebbe sosta. Pens ai figli lontani che avevano dovuto abbandonare il
paese per ragioni di lavoro e li raggiunse, non solo col pensiero e con la preghiera, ma facendosi pellegrino per loro: si
11
rec in Piemonte, in Liguria, in Lombardia a visitarne i nuclei e si spinse anche in Valle dAosta, in Svizzera riportando da
ogni viaggio grande consolazione e conforto, che attutirono i disagi e la stanchezza dei viaggi. Per mantenersi sempre
pi in contatto coi suoi emigranti miglior la corrispondenza con la stesura e linvio del Bollettino LEco del Piave il qua-
le, oltre che portare la dolce voce del padre spirituale, illustra la vita della Parrocchia.

Nel 1950 larciprete si rec in Terra Santa per attingere da quei luoghi benedetti maggior forza e spiritualit da trasmette-
re ai suoi fedeli e guidarli nellardua ascesa verso il cielo. Il 16 agosto 1959, fu una data memorabile per i queresi:
larciprete celebr il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale, tra il giubilo della popolazione festante tutta stretta attorno
al suo pastore. Il 29 giugno 1961, fu nominato monsignore. Questo fu un nuovo motivo di gioia per il popolo che vide, con
ci, riconosciuta tutta la sua vasta opera di bene.

Un dolore colp la famiglia parrocchiale, quando nel 1962 larciprete, sofferente, per due volte fu ricoverato in ospedale.
La grazia di Dio e la sua forte fibra ebbero ragione del male ed egli ritorn guarito fra i suoi fedeli, che tanto avevano pre-
gato e trepidato per lui.

Nel 1964, monsignore, instancabilmente, dette il via a nuove opere: la nuova sala parrocchiale del cinema; la cappella
per i sacerdoti in cimitero, ideata dallarchitetto prof. La Padula di Roma; il riscaldamento della chiesa. Con la costanza e
la fede nella Provvidenza, monsignore riusc, nonostante le difficolt, a portar a termine tutti questi lavori. Il cinema venne
inaugurato il 7 agosto 1966 alla presenza del vescovo e delle autorit civili e religiose del Comune e della Provincia. Nello
stesso anno fu inaugurato il riscaldamento della chiesa ed il 27 agosto 1967 fu pure inaugurata la cappella per i sacerdoti
in cimitero, con la celebrazione della S. Messa.

La permanenza in Quero del rev.mo monsignore fu un continuo esempio di operosit edificante, di vita vissuta secondo lo
spirito evangelico e i parrocchiani, tutti, nel giorno del distacco si stringono a lui, riconoscenti, per ringraziarlo del bene ri-
cevuto e delle grandi opere realizzate nelle quali resta il suo ricordo.




Brava Chiara!
di Sandro Curto

Lo scorso 11 ottobre Chiara Licini, 22 anni di Colmirano, ha
conseguito la laurea in Educazione Professionale nei Servizi
Sanitari allUniversit di Padova, col punteggio di 110 e lode.
Questo il titolo della tesi: La comunit terapeutica. Il ruolo
delleducatore professionale nel percorso terapeutico comu-
nitario della persona con disagio psichico.
Con lei si congratulano mamma Daniela, pap Mario, la so-
rella Ilaria, i parenti tutti, gli amici e naturalmente anche la
Redazione del Tornado che augura un pronto inserimento
nel mondo del lavoro.


Irene Saonara si laureata!
di Silvio Forcellini

Lo scorso 28 settembre invece, Irene Saonara, figlia
della fenerese Antonella Meneghin e del padovano
Giovanni Saonara, si laureata in Scienze Politiche e
delle Relazioni Internazionali presso la facolt di
Scienze Politiche dellUniversit Cattolica del Sacro
Cuore di Milano. 110 e lode la votazione conseguita,
con una tesi dal titolo: Il seme buono: Armida Barelli e
lemancipazione femminile in Italia (1918-1948). Nella
foto, vediamo Irene il giorno della laurea attorniata dai
nonni feneresi Anita e Marcello Meneghin. E proprio ai
nonni ha dedicato, tra le pagine della tesi, un
affettuoso ringraziamento che riportiamo di seguito:
Grazie ai nonni Anita e Marcello, per il sostegno e
lincoraggiamento continuo e per avermi spronato a
fare sempre del mio meglio. Grazie per lospitalit, in
particolare quella delle ultime estati (anche se dite
sempre che quella casa miae non sono ospite),
senza la quale questo traguardo sarebbe stato molto
pi sofferto e sudato. Grazie alla nonna che ha sempre fatto magie pur di strapparmi un sorriso, fossero esse palloncini
attaccati al muro o buonissimi strudel salati. Grazie al nonno che non si stanca mai di dire a noi nipoti che siamo i p bei,
grazie anche perch grazie ai tuoi racconti sulla Giac mi sono appassionata alla storia dellAzione Cattolica.
PERSOnaGGi
CROnaCa
12
auSER
Auserflash
A CURA DEL CIRCOLO AUSER ONLUS "AL CAMINETTO" DI ALANO QUERO VAS - VIA ROMA 29 32030 QUERO 0439.787861

UNA FESTA DI COMPLEANNO CON I FIOCCHI
TRENTADUE FESTEGGIATI IN UN COLPO SOLO!
Il conto facile da fare. I soci nati in settembre e ottobre sono tanti perch sono stati messi in cantiere tra
gennaio e febbraio, cio nel periodo in cui molti lavoratori impegnati allestero tornavano a casa per le feste. C
anche unaltra motivazione: gennaio e febbraio sono mesi freddissimi, e siccome noi soci dellAuser abbiamo
tutti una certa et, ricordiamo benissimo come le nostre case allora non fossero troppo riscaldate. Per cui,
indugiando sotto le coltri, i nostri bravi genitori hanno consentito che noi, piccoli spiritelli vaganti nel creato,
venissimo al mondo.
E ora, in breve, la cronaca. Nonostante la
concomitanza con altre manifestazioni, la
festa stata allegra e partecipata. E, con
cos tanti festeggiati, immaginatevi quante
torte e quanti pasticcini! Trionfo del
colesterolo! Molto gradite le castagne
arroste, belle calde e saporite, e coadiuvate
da un ottimo vinello. Ricchi ed apprezzati i
premi messi in palio dalla sottoscrizione per
la solidariet, ottimi (e abbondanti) i cori
diretti dal nostro socio Ugo.
Per la foto di gruppo dei festeggiati, della
premiata ditta Resegati, molto difficile dare
un certo ordine ai nomi. Abbiamo suddiviso il
gruppo in tre file, confidando nel vostro senso
dellorientamento. Si parte dal basso, da
sinistra a destra. Prima fila: Antonia
DAmbros, Beatrice Mondin e Nadia Menin.
Seconda fila: Antonio Resegati, Maria Cimolato, Clara Mazzocco, Giuseppina Dal Canton, Ugo De Toffol, Maddalena
De Faveri, Rosa Maria Grillo, Maria Rita Rento, Angela Codemo, Clara Mazzier, Dorinda Vettor, Rocco Zucchetto.
Terza fila: Corona Mondin, Mariangela Fioravanti, Giuseppe Ceccato, Altea Codemo, Francesco Carelle, Corrado
Benvenuti, Angelica Spada, Silvana Prosdocimo, Lino Zanella, Gigliola Canzi, Bruno Melchiori, Elena Uccella, Ottavia
Rossa, Silvia Mondin, Piero Piccolotto e Pietro Spada. Nascosta ma presente, Alessandra Buttol.

SABATO 10 DICEMBRE 2011
ORE 12,15
PRESSO LA SALA DELLE ASSOCIAZIONI DI QUERO

TRADIZIONALE
PRANZO DI NATALE
PER STARE INSIEME E FARCI GLI AUGURI
MENU
PASTICCIO DI LASAGNE
ARROSTO ALLA MODA DI PRADA
VERDURE
MACEDONIA DI FRUTTA
SEGUIRA LA FESTA DI COMPLEANNO
IN ONORE DEI SOCI NATI IN NOVEMBRE E DICEMBRE
CON BRINDISI, TORTE PER TUTTI I GUSTI E DOLCERIA VARIA.

PER CONCLUDERE: LA SOLITA SOTTOSCRIZIONE A PREMI PER
LA SOLIDARIETA, CON PREMI A SORPRESA.

PRENOTARSI PER TEMPO AL SOLITO INDIRIZZO DI VIA ROMA 29 QUERO
tel. 0439.77861 pomeriggi di luned mercoled venerd.
13
CROnaCa
Amici del Tomatico e del Grappa
Escursione alle Grotte del Caglieron
di Alessandro Bagatella

Domenica 30 ottobre un gruppetto di Amici del Tomatico e del Grappa, amante della
buona compagnia e delle escursioni a portata di tutti, ha organizzato un fuori programma
per visitare a Fregona le meravigliose Grotte del Caglieron. Partiti da Quero-Vas in auto, ci
siamo portati dapprima a Conegliano, poi alle grotte meta della nostra gita. Chi non ha po-
tuto, per motivi personali, fare la breve ma significativa escursione, ha potuto sostare per
tutta la giornata nei pressi dellentrata. Gli altri sono invece partiti dal parcheggio davanti al
campo sportivo, per raggiungere poi il resto della comitiva al ristorante dove abbiamo
pranzato in allegria assaporando un ottimo men. Tra una burla e laltra si fatto sera
quando ognuno di noi, dopo i consueti ringraziamenti del responsabile agli organizzatori,
ha fatto ritorno a casa con un arrivederci a un prossimo incontro. Ah, per chi non le avesse
viste, le grotte meritano senzaltro una visita

Il 4 dicembre il pranzo sociale
di Alessandro Bagatella

Il gruppo Amici del Tomatico e del Grappa si ritrover a Pederobba al ristorante da Bastian - alla Vecia il prossimo
4 dicembre alle ore 12.30 per il pranzo sociale del diciannovesimo anno escursionistico. Sono invitati tutti i soci e i simpa-
tizzanti con le loro famiglie; inoltre gradita la presenza anche di coloro che, per cause di forza maggiore, hanno dovuto
lasciare il gruppo. Si prega gentilmente di dare conferma al responsabile al numero 0439-788052 (ore pasti), entro e non
oltre il 26 novembre. Grazie a tutti.

COMPLIMENTI A LUCIO DORZ Alessandro Bagatella, personalmente e a nome del gruppo Amici del Tomatico e del
Grappa, si complimenta con Lucio Dorz per i suoi splendidi racconti escursionistici pubblicati su queste pagine.



4 dicembre, Santa Barbara
di Alessandro Bagatella


Con le foto di Giorgio Galli, in cui ritratto il momento in cui stato fatto saltare lultimo diaframma della galleria Vas-
Segusino, voglio ricordare ai lettori del Tornado quanti tra i nostri minatori hanno perso la vita nelle gallerie o a causa del-
la silicosi. I quali erano tutti accomunati dalla devozione per Santa Barbara che ogni anno festeggiavano alla grande. Ri-
guardo invece alla galleria Vas-Segusino, i problemi ad essa legati sono evidenti e speriamo che, prima o dopo, vengano
finalmente risolti.


S.Barbara

O Santa Barbara, martire bela, de noi minatori tu s la stla. In te le galerie e in te i cunicoli, o Santa Barbara par sen-
pre guidaci. Son minatori, ma fioi toi, o Santa Barbara itene anca noi.

Poesia scritta da Alessandro Bagatella e catalogata nel libro personale il 4 dicembre 2009

14
CROnaCa

La Schola Cantorum di Alano
comunica che
alla ricerca di talenti nellambito del comune che vogliano esibirsi con
brani cantati o suonati in occasione del concerto di fine anno che avr
luogo sabato 17 dicembre nella chiesa parrocchiale.
Chi fosse interessato e per saperne di pi pregato di contattare la Schola
Cantorum entro e non oltre mercoled 30 novembre.
Schola Cantorum Concerto di fine anno2011
Al figlio Toni Deon, nostro valido collaboratore, e agli altri familiari, la redazione del Tornado si stringe commos-
sa per la scomparsa del caro Giovanni.
Il Comune di Alano all Expo delle Dolomiti
di Silvio Forcellini

In occasione della prima edi-
zione dell Expo delle Dolomiti
- Patrimonio dellUmanit, in
programma a Longarone dal
30 settembre al 2 ottobre, il
Bim ha messo a disposizione
dei vari Comuni alcuni spazi ri-
servati allinterno della fiera. Il
Comune di Alano ha colto la
palla al balzo chiedendo la
collaborazione degli Amici
del Museo, che hanno
allestito da par loro lo stand
immortalato nella foto. Al suo
interno - presidiato dagli
stessi Amici del Museo e da
alcuni amministratori alanesi -
erano contenuti reperti bellici,
libri e anche depliant
pubblicitari dei vari esercizi del
Comune. Un grande schermo,
inoltre, diffondeva immagini
particolarmente accattivanti del nostro territorio, mettendone in evidenza molti aspetti particolari che a volte sfuggo-
no. A questo proposito lAmministrazione di Alano vuole ringraziare per la collaborazione - oltre naturalmente agli
Amici del Museo - anche il gruppo fotografico sanvitese A.R.D. nelle persone di Antonio Todoverto, Romeo Me-
neghello e Doriano Baiocco. Concludendo, si trattato di unoccasione importante per far conoscere e promuovere
il territorio alanese, porta di accesso alle Dolomiti, e i molti visitatori hanno mostrato un particolare interesse per
quanto proposto. Questo - a detta dei promotori delliniziativa - lascia ben sperare in vista di un ritorno in termini di
presenze turistiche nella nostra zona, in particolare orientate verso gli aspetti storici e naturalistici che, come si sa,
sono molteplici.


Con il Tornado
a Cabo Da Roca
(S.C.) E stato un gentile omaggio quello che la nostra abbonata di Alano
Luigia Carniello ha voluto farci scattando una foto con il Tornado in primo
piano a Cabo Da Roca, sulla costa dellAtlantico, nel punto pi occidentale
dEuropa.
La localit portoghese, che si trova nel distretto di Lisbona, luogo di grande
affluenza turistica proprio per questa particolarit e in tutte le cartoline o an-
nulli speciali a ricordo della visita vi la frase del poeta Luis Vaz De Camoes
incisa sulla lapide del monumento in pietra che vediamo nella foto: qui... do-
ve la terra finisce e il mare comincia.




Al figlio Toni Deon, nostro valido collaboratore, e agli altri familiari, la redazione del Tornado si stringe commos-
sa per la scomparsa del caro Giovanni.
Il Comune di Alano all Expo delle Dolomiti
di Silvio Forcellini

In occasione della prima edi-
zione dell Expo delle Dolomiti
- Patrimonio dellUmanit, in
programma a Longarone dal
30 settembre al 2 ottobre, il
Bim ha messo a disposizione
dei vari Comuni alcuni spazi ri-
servati allinterno della fiera. Il
Comune di Alano ha colto la
palla al balzo chiedendo la
collaborazione degli Amici
del Museo, che hanno
allestito da par loro lo stand
immortalato nella foto. Al suo
interno - presidiato dagli
stessi Amici del Museo e da
alcuni amministratori alanesi -
erano contenuti reperti bellici,
libri e anche depliant
pubblicitari dei vari esercizi del
Comune. Un grande schermo,
inoltre, diffondeva immagini
particolarmente accattivanti del nostro territorio, mettendone in evidenza molti aspetti particolari che a volte sfuggo-
no. A questo proposito lAmministrazione di Alano vuole ringraziare per la collaborazione - oltre naturalmente agli
Amici del Museo - anche il gruppo fotografico sanvitese A.R.D. nelle persone di Antonio Todoverto, Romeo Me-
neghello e Doriano Baiocco. Concludendo, si trattato di unoccasione importante per far conoscere e promuovere
il territorio alanese, porta di accesso alle Dolomiti, e i molti visitatori hanno mostrato un particolare interesse per
quanto proposto. Questo - a detta dei promotori delliniziativa - lascia ben sperare in vista di un ritorno in termini di
presenze turistiche nella nostra zona, in particolare orientate verso gli aspetti storici e naturalistici che, come si sa,
sono molteplici.


Con il Tornado
a Cabo Da Roca
(S.C.) E stato un gentile omaggio quello che la nostra abbonata di Alano
Luigia Carniello ha voluto farci scattando una foto con il Tornado in primo
piano a Cabo Da Roca, sulla costa dellAtlantico, nel punto pi occidentale
dEuropa.
La localit portoghese, che si trova nel distretto di Lisbona, luogo di grande
affluenza turistica proprio per questa particolarit e in tutte le cartoline o an-
nulli speciali a ricordo della visita vi la frase del poeta Luis Vaz De Camoes
incisa sulla lapide del monumento in pietra che vediamo nella foto: qui... do-
ve la terra finisce e il mare comincia.




lEttERE al tORnaDO
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Per Sandro Santangelo un anno
da incorniciare: 5 vittorie su 5 gare!
di Silvio Forcellini

Anno da incorniciare per il fenerese
Sandro Santangelo, 60 anni, titolare
dellomonima falegnameria e grande ap-
passionato di auto, che al volante della
sua Lancia HF Fanalone del 1970 ha
inanellato cinque vittorie nelle cinque
gare di velocit in salita disputate nel
2011 (nella classe 1600 cc auto
storiche). Questa la sua marcia
trionfale: l8 maggio 1 nella 39
a
Vittorio
Veneto-Cansiglio; il 5 giugno 1 nella
42
a
Tolmezzo-Verzegnis; il 31 luglio 1
nella 61
a
Trento-Bondone; il 7 agosto 1
nella 37
a
Alpe del Nevegl (e terzo
assoluto del proprio raggruppamento, il
secondo, riservato alle auto di qualsiasi
cilindrata immatricolate nella prima met
degli anni Settanta); il 25 settembre 1
nella 29
a
Pedavena-Croce dAune. Un
en plein di successi che avrebbe
consentito a Sandro di aggiudicarsi a
mani basse anche il campionato
trivenetose solo si fosse ricordato di iscriversi via internet, cosa che non ha fatto consentendo cos a un altro
concorrente, giunto regolarmente alle sue spalle, di fregiarsi del titolo. Come se ci non bastasse, di qualche set-
timana fa la lettera della Fia, la federazione automobilistica mondiale con sede a Ginevra, in cui si ipotizza la possi-
bile squalifica del nostro addirittura per doping, essendo risultato positivo a un controllo al termine di una delle ga-
re disputate. In realt Sandro, per problemi di ipertensione, assume dal 2003 un comune betabloccante, che per
stato inserito dalla Wada, lorgano preposto alle analisi, tra le sostanze dopanti. La vicenda, dunque, destinata a
risolversi presentando apposita documentazione, gi inviata da Sandro in terra elvetica. Una cosa, per, ci preme
precisare in conclusione: medicina per medicina, il Tornado chiede espressamente al medico curante di Sandro, il
dottor Augusto Longo, di prescrivere al nostro eroe anche qualche pastiglia per la memoria, cos da ricordarsi
diiscriversi alle gare o di mettere la benzina nel serbatoio (vedi Tolmezzo-Verzegnis dello scorso anno, episodio
documentato sul Tornado n. 562)

(Nella foto, Sandro Santangelo posa con la sua Lancia HF e i trofei vinti nel corso del 2011)

Anche Fener
ha ricordato il Sic
(s.for.) Anche Fener ha ricordato Marco Simoncelli, il
motociclista deceduto a soli 24 anni a Sepang, in Indone-
sia, nel corso della penultima prova del Moto GP. Nella fo-
to, lo striscione che un noto appassionato di motori del
luogo ha esposto sulla cancellata del patronato per ricor-
dare cos questo grande campione la cui tragica morte ha
colpito tutta lItalia. Lo stesso striscione stato poi espo-
sto anche al Parco del Piave in occasione della gara di
automodelli radiocomandati in programma la domenica
successiva.




Il Mercatino del Tornado
A Quero insegnante con lunga esperienza d lezioni di inglese. Per informazioni, contattare il 339.7423263






La Classe del 31
festeggia gli 80 anni!
Siamo del 31,
ma non lo dire a nessuno!
Andiamo tutti contro vento
per ritrovarci a 100!

(Piero Loia)

Nella foto, i coscritti alanesi del 1931
riunitisi di recente per festeggiare assieme
le 80 primavere.

In primo piano: Giovannina, Pasqua,
Teresina, Elena.

In secondo piano: Terzo, Anna, Teresa,
Piero.

In terzo piano: Fidelia, Luigino, Caterina,
Marcello, Diego.




CROnaCa
16
lEttERE al tORnaDO



RUBRICA DI FOLKLORE LOCALE E PATRIOTTICO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE INCONTROLLABILE
VENTISEIESIMA PUNTATA A CURA DI PROCOPIO COLETTI

PALCOSCENICO
Tra i vari mestieri che rimpiango di non aver fatto o che mi sarebbe piaciuto fare se ne avessi avuto, diciamo cos,
le physique du rle, il teatro. Non necessariamente come attore, per. Mi sarei accontentato di fare lautore dei
testi, lo scenografo, il regista o, perch no, anche il suggeritore. Ho sempre subito, insomma, il cosiddetto fascino
del palcoscenico. Invece mi sono dovuto accontentare di fare limpiegato. Trentacinque anni di scartoffie, di
telefono, di pratiche, di regolamenti, di vita uggiosa, di cose ripetute fino alla disperazione. Per anche le gioie del
posto fisso, dello stipendio sicuro, delle ferie garantite, della pensione.
Ricordo ancora le recite dellasilo, il palco allestito tra i pini di casa e quello che non sono mai riuscito a realizzare
nel prtego da Renzo, o le opere teatrali in collegio. In questultime profusi tutte le mie migliori qualit non solo
come fine dicitore ma come regista, costumista ed autore delle storie. Solo che, proprio quando allestii lo
spettacolo che doveva darmi gloria imperitura, fui bloccato dalla censura. Gli attori avevano gi mandato a
memoria le battute, i costumi erano pronti, il fondale era gi stato ridipinto, insomma quando mancavano poche
ore al debutto arriv il perentorio ordine del rettore di sospendere il tutto. Aveva preso visione del copione, lo
aveva ritenuto scurrile, sovversivo, impregnato di concetti inaccettabili e diseducativi, allusivo, fuorviante e via
vomitando. Insomma una cosaccia indegna di cos bravi ragazzi e lesiva dellonorabilit dellistituto.
Quando ormai pensavo che la strada del teatro mi fosse preclusa per sempre, mi giunse la proposta di curare la
realizzazione di uno spettacolo teatrale per le ragazze di Alano, da realizzarsi nella sala dellasilo. Avevano scelto
Cuore di schiava, una vicenda al tempo delle persecuzioni contro i cristiani, ambientata nella Roma dei Cesari.
Accettai di buon grado. Ero in un momento di crisi post-scolastica, e un diversivo faceva proprio al mio caso.
Distribuite le parti, presi gli opportuni accordi con la committenza (rappresentata dallinstancabile suor Donatilla);
rifatte le scene e ripristinato il sipario, disegnai i vari costumi che poi ogni attrice si sarebbe dovuta preparare
utilizzando vecchie lenzuola e scampoli vari, secondo le disponibilit personali. Soltanto Luciana trasgred.
Dovendo sostenere il ruolo di una contadina della campagna romana incaricata di tenere i collegamenti fra i vari
gruppi di cristiani che vivevano nella clandestinit, si present sul palco con camicetta a fiori, ampia gonna stile
vamp, corpetto da vespa, cappellone di paglia e cesto pieno di fiori finti. Il massimo, per passare inosservata.
La recita fu un grande successo. Il pubblico si
commosse fino alle lagrime non solo perch la
storia era molto coinvolgente ma anche per
lindiscutibile bravura delle interpreti.
E, come ogni spettacolo che si rispetti, dopo i
pianti, le risate. Cos, conclusasi tra i singhiozzi la
tragedia, segu una brillante farsa che consacr il
successo di Rita, esilarante protagonista di Ava
che brava!. Rita interpret la parte di una
cameriera un po folle che ne combinava di tutti i
colori fraintendendo gli ordini della padrona e
creando una serie di divertenti equivoci.
Eravamo nel 1955 (ossia 56 anni fa!).
E doveroso ricordare che Alano aveva avuto, in
precedenza, e per diversi anni, anche unottima
compagnia di teatro maschile, che recit in diversi drammi a tinte forti e poteva contare su alcuni elementi di
sicuro temperamento. Ricordo soprattutto le farse, dove primeggiava un attore dotato di una innata sottile
comicit. Era Adolfo, un mattatore nato, pieno dironia e padrone della scena. E, guarda la combinazione, era
anche il fratello di Rita, la nostra spettacolosa Ava. Quando si dice che buon sangue non mente
Purtroppo larrivo del cinema disperse questo civilissimo tipo di spettacolo, tant che anche il nostro teatro, per un
certo tempo, divent una sala cinematografica, per essere poi destinato ad altro uso per esigenze della casa di
riposo.
I lettori pi giovani si chiederanno come mai nei teatri parrocchiali si recitassero solo drammi e commedie per sole
donne o per soli uomini. Oggi la cosa sarebbe quasi improponibile, ma ai nostri tempi la separazione dei sessi
era rigorosa. I bambini andavano a dottrina sopra la latteria e le bambine allasilo, in chiesa cerano i banchi per gli
uomini e quelli per le donne. Perfino nelle processioni e nei funerali la discriminante era rigorosa: meni davanti e
fmene da dro. E ovvio che una compagnia teatrale mista avrebbe consentito una pi ampia scelta di libretti e
di storie, visto che il teatro solitamente si ispira alle vicende dellumanit nel suo insieme e non soltanto ai
dialoghi delle carmelitane o ai fioretti di san Francesco. Oggi, comunque, una separazione di questo tipo non
sarebbe pi attuabile, data la liberalizzazione nei rapporti fra i sessi e visto il recente clamoroso successo del
bunga bunga.
Piero
Nella foto Resegati, da sinistra:
Rita nei panni di Ava, Rosalina in quelli di Madame Peluche, Luciana (la spia travestita da ciociara), Antonietta
S. nel ruolo di amica di Peluche, e poi Teresina, Gianna, Donata, Maria, Lidia, Domitilla e Antonietta R. nei loro
bei costumi fatti in casa. Seduto: Piero, giovanissimo e promettente regista.
Per sorridere
I 7 NANI NON ERANO 7

il nano cuoco: mestolo
il nano calzolaio: sandalo
il nano falegname: truciolo
il nano dei nani: mignolo
il nano veneziano: gondolo
il nano celibe: scapolo
il nano biricchino a letto: cigolo
il nano asiatico: mongolo
il nano malato: embolo
il nano in fin di vita: rantolo
il nano camorrista: cutolo
il nano lanaio: gomitolo
il nano bambino: pargolo
il nano sempre raffreddato: moccolo
il nano orologiaio: pendolo
il nano orafo: ciondolo
il nano verduriere: broccolo
il nano parrucchiere: ricciolo
secondo nano parrucchiere: boccolo
terzo nano parrucchiere: spazzolo
il nano che ama la sera: crepuscolo
il nano barocco: fronzolo
il nano pi dotato: merolo
il nano tenerone: coccolo
il nano con alito fresco: mentolo
il nano fastidioso: spigolo
il nano olandese: zoccolo
e sua sorella un p particolare: zoccola
il nano sempre confuso: brancolo
il cugino finlandese del nano: gnomo
il nano letterato: Pascolo
il nano teenager: brufolo
il nano violinista: tremolo
il nano comunista: avantipopolo
il nano maiale: truogolo
il nano nascosto: cercalo
il nano caseario: provolo
il nano ingegnoso: dedalo
il nano centometrista: prendilo
il nano preistorico: cavernicolo
il nano erborista: cavolo
il nano fotografo: grandangolo
Prediche inutili
nel 50 anniversario della morte di Luigi Einaudi
Apparse in dispense a partire dal 1955, queste attualissime prediche inutili
furono riunite in volume nel 1959. LItalia si illudeva allora di vivere in pieno
miracolo economico, ma Einaudi, conscio della fragilit del fenomeno, cercava
di individuare le cause profonde della mancanza di solidit dei progressi
compiuti e di indicare gli opportuni rimedi. Einaudi non si stancava di insistere
sulle norme del buon governo, dalleconomia alla scuola, alla pubblica
amministrazione, alla legislazione sociale e al finanziamento dei partiti. Amava
ripetere che per deliberare occorre conoscere la realt nella quale si opera
attraverso studi non viziati da tendenziosit o schemi preconcetti. La
concretezza e la lucidit dellanalisi si traducono nella classica nitidezza delle
pagine. Qui, come nelle altre sue opere, Luigi Einaudi ammirevole per il rigore
scientifico, lapertura mentale, e lesemplare chiarezza dellesposizione,
accessibile a tutti i lettori.
Luigi Einaudi (Carr 24 marzo 1874 Roma, 30 ottobre 1961) Esponente
illustre di quella scuola di pensiero liberal-democratico che ha decisamente
concorso al Risorgimento e alla rinascita dellItalia del secondo dopoguerra,
stimato Governatore della Banca dItalia, giornalista brillante, fu uomo politico
dentro e fuori il Parlamento e poi Presidente della Repubblica Italiana (1948-
1955), saggio, competente e discreto.

Il libro qui raffigurato, dal quale tratto il brano sotto riportato, si pu chiedere in prestito alla Biblioteca di Quero
Giova deliberare senza conoscere? AI deliberare deve, invero, seguire l'azione. Si delibera se si sa di po-
tere attuare; non ci si decide per ostentazione velleitaria infeconda. Ma alla deliberazione immatura nulla
segue. Si fatto il conto delle leggi rimaste lettera vana, perch al primo tentare di attuarle sorgono difficol-
t che si dovevano prevedere, che erano state previste, ma le critiche erano state tenute in non cale, quasi
i contraddittori parlassero per partito preso? Le leggi frettolose partoriscono nuove leggi intese ad emen-
dare, a perfezionare; ma le nuove, essendo dettate dall'urgenza di rimediare a difetti propri i di quelle male
studiate, sono inapplicabili, se non a costo di sotterfugi, e fa d'uopo perfezionarle ancora, sicch ben presto
il tutto diventa un groviglio inestricabile, da cui nessuno cava pi i piedi; e si costretti a scegliere la via di
minor resistenza, che di non far niente e frattanto tenere adunanze e scrivere rapporti e tirare stipendi in
uffici occupatissimi a pestar l'acqua nel mortaio delle riforme urgenti.




18
attualit
lEttERE al tORnaDO
Coscritti 1963 del Basso Feltrino
Il giorno sabato 26 novembre 2011 si svolger la prima cena dei coscritti del 1963 residenti nel Basso Feltrino (Comuni
di Alano, Quero, Segusino e Vas). Lo scopo quello di amalgamare il gruppo per poter organizzare un grande evento
al raggiungimento del 50 compleanno (2013). La quota di partecipazione di 50 euro e comprende aperitivo, cena, in-
trattenimento musicale dopo cena e presente per ricordo della serata. Il programma prevede l'aperitivo al Jole bar di
Fener e la successiva cena presso l'Asolo Golf Club in sala riservata.
Informazioni presso i coscritti: Anna Binotto (338.1986519); Livio Dalla Piazza (328.3577366);
Fulvio Mondin (340.9809865)
Iscrizioni entro il 23 novembre (con versamento della caparra di 20 euro) unicamente presso l'edicola/cartoleria di
Quero (per contatto coscritto Gino Dalla Lana 0439.787012)

COMUNE DI ALANO DI PIAVE
PROVINCIA DI BELLUNO
32031 ALANO DI PIAVE P.zza Martiri, 12 P.I. 00207050253
Prot. nr. 6183 Alano di Piave, 26/10/2011
AVVISO AL PUBBLICO
TRASPORTO STUDENTI a.s. 2011/2012
BANDO PER AGEVOLAZIONI
Si avvisa che il Consorzio BIM PIAVE assegner al Comune di Alano di Piave un contributo
finalizzato ad intervenire a favore delle famiglie per il contenimento della spesa legata al trasporto studenti, cos come
indicato con deliberazione del Consiglio Direttivo n 77 del 03/10/11. Chi fosse interessato, entro il giorno 30
NOVEMBRE 2011, deve:
compilare la domanda di richiesta di contributo esclusivamente on line al link a cui si pu accedere attraverso il sito
internet del Comune: www.feltrino.bl.it (Comune di Alano di Piave BUONO TRASPORTO BIM)
presentare allUfficio dei Servizi Sociali del Comune di Alano di Piave, negli orari di apertura, i seguenti documenti:
- attestazione ISEE relativa ai redditi dellanno precedente;
- documenti giustificativi di spesa;
- copia di un documento di identit.
Lerogazione di tale contributo alle famiglie richiedenti avverr secondo una graduatoria disposta dalla Giunta
Comunale sulla base di specifici criteri di assegnazione.
Per ulteriori informazioni e chiarimenti rivolgersi allUfficio Servizi Sociali comunale, presso Municipio, gioved e venerd
dalle ore 09,00 alle ore 12,30 - tel. 0439 779939 - e mail: servizisociali.alano@feltrino.bl.it.
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Rosanna SCHIEVENIN
Doppio volo della
cicogna in casa
Galiano
Doppio volo della cicogna questanno in casa
Galiano, a Quero, per la consegna di due
preziosi fagottini, uno rosa e laltro azzurro.
Il 27 aprile nata infatti Valentina,
secondogenita di Elena Galiano e Massimo
Rosa di Quero, arrivata ad allietare le giornate
della sorella Elisa.
Il 14 luglio nato invece Gianluca, figlio di
Ilaria Galiano ed Angelo Capobianco, residenti
a Roma, venuto a tenere compagnia alla
sorellina Angelica.
In questa bella fotografia ritratta la bisnonna
Armida Mazzocco, che con orgoglio presenta i
suoi quattro bisnipoti ai lettori del Tornado. E
cogliendo questa occasione i familiari tutti
inviano ad Armida, che festeggia le 87
primavere nel mese di novembre, i pi cari
auguri di buon compleanno.
P.S. Un ringraziamento particolare al signor
Corrado Corr che ha realizzato la cicogna che
ha effettuato la doppia consegna.


CROnaCa
19
PITTORI PER GENERAZIONI!!!
PITTORE RESTAURATORE
di Ferdinando Carraro
Via Roma - Quero (BL)
Cell. 339.2242637
Car. Edil
CROnaCa
20
El pom prussian
di Beatrice Zanolla
Siamo da tempo ormai entrati in un epoca dove linfinita e mirabile diffusione di strumenti di comunicazione ha portato
la nostra civilt in un mondo cos detto virtuale. Nuove tecnologie invadono il nostro mondo non c quasi pi comuni-
cazione verbale, la nostra vita piena di slogan, di miti mediatici e di star di ogni genere, desiderosi di apparire con
ogni mezzo ed ad ogni costo con il solo pretesto di vivere una vita che valga la pena di essere pienamente vissuta.
Senza togliere limportanza o denigrare i benefici delle innovazioni di questo nostro nuovo tempo, credo sia importante
non perdere mai la percezione del concreto, della nostra vera umanit, fatta di conoscenza, di umilt, di amore per il
prossimo, di rispetto per il vicino, di sensibilit per la fragilit umana e soprattutto per la grande responsabilit che noi
tutti abbiamo nella gestione dellambiente. Da sempre In tutte le Epoche luomo stato al centro della storia, e come
tale doveroso di farsi carico di una sana vivibilit ambientale. Negli ultimi tempi per sono in molti a pensare che la na-
tura sia solo un bene materiale da mettere a disposizione delluomo, delle multinazionali e di coloro che cercano di ri-
cavarne solo grossi benefici economici, che il rispetto per laria, lintegrit delle falde acquifere sia un perditempo da
fissati ambientalisti, preoccuparsi per ambiente ed ecologia futura sia inutile e superfluo, e inoltre rispettare i ritmi della
natura e della vita in generale, siano solo sentimentalismi da oziosi tradizionalisti. Credo veramente che il futuro pa-
gher caramente le conseguenze di questa superficialit. E doveroso prendere coscienza dellinestimabili bellezze di
questa nostra terra Veneta, in ogni suo aspetto: storico, culturale, architettonico, culinario e soprattutto paesaggistico.
Spesso a catturare la nostra attenzione la semplicit, la gaiezza di un piccolo borgo, lo scorcio di un paesello, soven-
te lo cerchiamo lontano senza accorgerci delle bellezze naturali che abbiamo sotto gli occhi. Un esempio Faller, im-
merso nel verde, paesino nitido, pulito, quasi antico e misterioso, ma allo stesso tempo innovativo. Perfetto, e a mio
parere a misura duomo. Con la sua spontaneit non poteva che rappresentare con grande fierezza un frutto unico e
primario: la mela, pi precisamente el Pom Prussian. A Faller sono stata spesso, ultimamente alla fine di agosto con
una collega di lavoro: Antonella Dalla Piazzetta siamo risalite verso cima Loreto. Tutto immerso nel verde parliamo un
po della storia che ha reso nota questa variet di mela proprio in questa zona e Anto, con aria sognante, mi dice: Qui
in primavera ci voglio tornare deve essere una meraviglia; pensa, con tutti questi meli fioriti. Chiss Forse le piante
pi vecchie fanno ancora parte di quelle marze portate dalla Prussia (oggi Lituania) alla fine dell800 e inizi 900. Sono
stati proprio gli uomini di queste zone che emigrarono cercando lavoro in miniere di carbone e di ferro in quella terra
prussiana, quando alla vigilia della prima guerra mondiale con linasprirsi della politica locale furono costretti a rimpa-
triare. Tornando a casa pensarono di mettere nella valigia le cosi dette calmelle di questa variet di mela a loro molto
cara, (probabilmente era lunico sostentamento alimentare nei periodi di fame e carestia). Constatarono che detta va-
riet crescendo in un ambiente con temperature molto simili a quelle dellaltopiano avrebbero attecchito molto bene
anche al loro paese. Poi per alcuni decenni sono state dimenticate. Ma i giovani sovramontini, consapevoli di tanta
bont, hanno ben presto ripristinato la coltivazione. Nel 1996 a Faller si fondato il consorzio del pom Prussian. Spes-
so si sente dire che solo un grande business a ruotare attorno a questi prodotti. Io concordo solo in piccolissima par-
te. Credo invece che a far germogliare e fiorire ogni anno queste meravigliose piante sia la gratificazione della terra
verso luomo; per lamore che lui gli dedica, per il ricordo del sudore dei minatori di allora, per gli emigranti che partiva-
no, per le lacrime di chi rimaneva, per tutti coloro che sono tornati con la gioia di coltivare, dissodare e aver cura del
proprio piccolo appezzamento di terra e la montagna se amata e rispettata ripaga sempre. A Faller ogni quarta set-
timana di ottobre si celebra la manifestazione dedicata alla mela prussiana. Le tecniche di coltivazione han conservato
un forte legame con la tradizione e la naturalit di questa terra, il basso impatto ambientale coincide perfettamente con
i metodi di agricoltura integrata e coltivazione biologica. Lo stesso Disciplinare del Pom Prussian prevede il divieto
assoluto di erbicidi e cascolanti di sintesi chimica, vietati interventi di fertilizzazione limitati o mirati, la difesa fitosanita-
ria basata sullutilizzo di prodotti di classe tossicologica non classificata. La coltivazione della mela prussiana avvie-
ne in piante sparse in prati arborati, si tratta di una pianta molto vigorosa e raggiunge 5 -6 metri. La ripresa vegetativa
avviene la prima decade di aprile (un mese pi tardi della mela golden), la fioritura si evidenzia tra i primi 10-15 giorni
di maggio. La maturazione del frutto inizia la prima settimana di ottobre in poi. Il frutto ha una pezzatura molto varia va
da 280 gr. a 450 gr.; di forma conica appiattita il peduncolo particolarmente corto e profondo. La buccia liscia al
tatto, ma spessa, i colori si fondono tra il verde, il giallo e il rosso, la polpa consistente, di colore bianco chiaro, il sa-
pore eccellente e per questo molto apprezzata, nonch catalogata da Slow- Food, Legambiente, Fedelparchi e segna-
lata nell Atlante dei prodotti tipici Italiani. Le mele prussiane vengono raccolte a maturazione avvenuta. La tradizione
vuole che il frutto non subisca altre manipolazioni prima del consumo se non quello di una sana conservazione in locali
areati come fienili, granai dove il frutto viene coperto con bucce di baccello di fagiolo. Il Disciplinare del Pom Prussian
prevede la conservazione in celle frigorifere e in futuro anche strutture a conservazione con atmosfera controllata. Per
ora le mele vengono commercializzate dai primi di ottobre fino e non oltre il 20 maggio. La coldiretti ha calcolato che la
maggior parte degli alimenti che noi giornalmente portiamo alla bocca percorre almeno 2000 km, davvero una cifra
IMPRESSIONANTE che si potrebbe abbattere facilmente usufruendo dei prodotti naturali locali che crescono nel pe-
riodo di acquisto. In Italia il 90% delle merci viaggia su gomma (tir, furgoni, camion) recando notevoli problemi al
traffico e allambiente, ma non solo: la frutta e verdura che a volte arriva dallaltra parte del mondo (non matura e senza
sapore) pu avere un costo maggiore fino a dieci volte rispetto quella locale stagionale. Per questo tanta importanza,
normalmente la mela un frutto destagionalizzato, non il pom prussian che si commercializza solo in un periodo limita-
to dellanno (cio finch la conservazione naturale lo permette) mantenendo cos maggiormente tutte le meravigliose
sostanze organolettiche del frutto. Un dolce povero e semplice, ma ottimo.
Schiacciata di mele. Un kg. di mele sbucciate e pulite dal torsolo, 120 gr di farina 00, 120 gr di zucchero, un
pizzico di sale, due uova, mezzo cucchiaino di lievito, se necessario un po di latte. Tagliare le mele a pezzetti piccoli,
piccoli, spruzzare un po di limone. A parte montare a neve gli albumi. Sbattere in una ciotola capiente i tuorli duovo
con lo zucchero, aggiungere una alla volta sempre mescolando tutti gli altri ingredienti per ultimo le mele. Foderare la
teglia del forno con lapposita carta forno. Stendere limpasto, livellarlo bene e infornare a 150 per circa un ora

lEttERE al tORnaDO
21
lEttERE al tORnaDO

Un avvenimento storico
di Angelo Ceccotto

Quando si parla di avvenimenti storici risalta in ognuno di noi
qualcosa di straordinario. Come non definire storico ed e-
stremamente importante la presenza dell On. Dott. Csaba
Hende, Ministro della Difesa Ungherese, rappresentante di una
nazione che ci fu avversaria nella prima guerra mondiale. Egli
per la prima volta dopo 93 anni ha rotto lo steccato di un
avvenimento storico che ci ha visti prima belligeranti, poi divisi
dalla guerra fredda ed ora lanciati verso la conciliazione di un
amaro passato. Lincontro in terra del Sacro Martirio, sul
massiccio del Monte Grappa, ha suggellato lardire di una
fraterna amicizia tra le due nostre nazioni. Va evidenziato che
questa opportunit stata possibile a seguito dellinvito fattogli
dal Comm. Angelo Ceccotto in data 10.11.2010 e colto come
una opportunit in cui si sarebbe finalmente poste le basi di una
concreta amicizia commemorando unitamente tutti i caduti.
Lincontro stato fruttuoso specie in terra bellunese ma con rilevanti defezioni da parte della istituzioni politiche e ministe-
riali italiane. Per attenuare tale disagio causato da altri, si sentito il dovere di inviare al Signor Ministro Ungherese le do-
verose rimostranze, sotto riportate;

Egregio Sig. Ministro, mi permetto di rivolgermi a Lei, incoraggiato dal nostro cordiale incontro avvenuto i giorni 6-7 ago-
sto 2011 in occasione della Sua graditissima visita alla commemorazione su Cima Grappa.

In qualit di Presidente del Comitato dellAlto Onore del Grappa che, insieme al Circolo dAmici Ungherese Monte Grappa
e il Comune di Crespano del Grappa, si fatto promotore dellinvito al Sig. Ministro a tale evento, desidero rinnovarLe il
mio pi sentito ringraziamento per averci onorato della Sua preziosa presenza. Mi preme inoltre esprimere la mia e la no-
stra gioia di aver potuto conoscere in Lei, Sig. Ministro, non solo lalta rappresentanza della stimata Nazione Ungherese,
ma anche una persona che, con le sue qualit umane, nella sua estrema semplicit, ci ha trasmesso un insegnamento
non indifferente. Purtroppo, non siamo pi abituati a vedere uomini politici che sappiano unire nella loro persona le virt
dellumilt, della cultura, della sensibilit e della saggezza. per questo motivo che lincontro con Lei, Sig. Ministro, si
rivelato significativo non solo a livello diplomatico, ma altres a livello umano.

A maggior ragione sono e siamo rimasti in molti amareggiati e rattristati per le mancanze nei Suoi confronti, sia sul piano
organizzativo, sia su quello di cortesia umana. Ci dispiace profondamente che, per motivi a noi estranei, non Le stato
dato tutto ci che in qualit di alto rappresentante del Governo Ungherese Le sarebbe spettato.

Nella speranza che, nonostante le imperfezioni, Lei e i Suoi collaboratori possiate giudicare positiva e fruttuosa la visita
nel nostro territorio e la partecipazione alla commemorazione in onore dei Caduti Vostri e nostri, Le faccio i miei pi since-
ri auguri per il Suo lavoro a servizio della Nazione Ungherese. Con apprezzata stima

Presidente Angelo Comm. Ceccotto

A seguito del nostro comunicato, qualche giorno fa abbiamo ricevuto, in forma verbale dal Ministero della Difesa Unghe-
rese, lespressa ammirazione per la benevole accoglienza riservata all On. Csaba Hende, il quale si render disponibile
a ricambiare lospitalit in occasione di una nostra eventuale visita in Ungheria.



La scomparsa di
Giovanni Deon (Nani Cot)
Avrebbe compiuto 94 anni tra pochi giorni, Giovanni, ma un pomeriggio dello
scorso ottobre, senza tanto disturbare, ci ha salutati e se ne andato. Era orgo-
glioso della sua et e lessere luomo pi anziano di Vas; adesso ha passato il te-
stimone e non c pi.

Giovanni Deon era il maggiore dei fratelli di una famiglia numerosa arrivata a Vas
tra le due guerre da Scalon e la sua vita fu caratterizzata in giovent da sette lun-
ghi anni - dal 1938 al 1945 - arruolato con la Brigata Alpini Julia, prima come mi-
litare di leva a Udine, poi in guerra sul fronte greco-albanese dal quale, nonostan-
te tutto e a differenza di altri, aveva avuto la fortuna di ritornare a casa.

Finita la guerra, si era formato una famiglia per la quale, con il suo carattere tena-
ce, ha vissuto e lavorato; quindi la vecchiaia con i racconti sulle ristrettezze vissute in giovent, sulla guerra vista coscien-
temente come occupazione di altri paesi, gli anni del lavoro in cartiera lontano da casa e gli ultimi mesi vissuti con grande
dignit in attesa, a malincuore, della fine.


Un avvenimento storico
di Angelo Ceccotto

Quando si parla di avvenimenti storici risalta in ognuno di noi
qualcosa di straordinario. Come non definire storico ed e-
stremamente importante la presenza dell On. Dott. Csaba
Hende, Ministro della Difesa Ungherese, rappresentante di una
nazione che ci fu avversaria nella prima guerra mondiale. Egli
per la prima volta dopo 93 anni ha rotto lo steccato di un
avvenimento storico che ci ha visti prima belligeranti, poi divisi
dalla guerra fredda ed ora lanciati verso la conciliazione di un
amaro passato. Lincontro in terra del Sacro Martirio, sul
massiccio del Monte Grappa, ha suggellato lardire di una
fraterna amicizia tra le due nostre nazioni. Va evidenziato che
questa opportunit stata possibile a seguito dellinvito fattogli
dal Comm. Angelo Ceccotto in data 10.11.2010 e colto come
una opportunit in cui si sarebbe finalmente poste le basi di una
concreta amicizia commemorando unitamente tutti i caduti.
Lincontro stato fruttuoso specie in terra bellunese ma con rilevanti defezioni da parte della istituzioni politiche e ministe-
riali italiane. Per attenuare tale disagio causato da altri, si sentito il dovere di inviare al Signor Ministro Ungherese le do-
verose rimostranze, sotto riportate;

Egregio Sig. Ministro, mi permetto di rivolgermi a Lei, incoraggiato dal nostro cordiale incontro avvenuto i giorni 6-7 ago-
sto 2011 in occasione della Sua graditissima visita alla commemorazione su Cima Grappa.

In qualit di Presidente del Comitato dellAlto Onore del Grappa che, insieme al Circolo dAmici Ungherese Monte Grappa
e il Comune di Crespano del Grappa, si fatto promotore dellinvito al Sig. Ministro a tale evento, desidero rinnovarLe il
mio pi sentito ringraziamento per averci onorato della Sua preziosa presenza. Mi preme inoltre esprimere la mia e la no-
stra gioia di aver potuto conoscere in Lei, Sig. Ministro, non solo lalta rappresentanza della stimata Nazione Ungherese,
ma anche una persona che, con le sue qualit umane, nella sua estrema semplicit, ci ha trasmesso un insegnamento
non indifferente. Purtroppo, non siamo pi abituati a vedere uomini politici che sappiano unire nella loro persona le virt
dellumilt, della cultura, della sensibilit e della saggezza. per questo motivo che lincontro con Lei, Sig. Ministro, si
rivelato significativo non solo a livello diplomatico, ma altres a livello umano.

A maggior ragione sono e siamo rimasti in molti amareggiati e rattristati per le mancanze nei Suoi confronti, sia sul piano
organizzativo, sia su quello di cortesia umana. Ci dispiace profondamente che, per motivi a noi estranei, non Le stato
dato tutto ci che in qualit di alto rappresentante del Governo Ungherese Le sarebbe spettato.

Nella speranza che, nonostante le imperfezioni, Lei e i Suoi collaboratori possiate giudicare positiva e fruttuosa la visita
nel nostro territorio e la partecipazione alla commemorazione in onore dei Caduti Vostri e nostri, Le faccio i miei pi since-
ri auguri per il Suo lavoro a servizio della Nazione Ungherese. Con apprezzata stima

Presidente Angelo Comm. Ceccotto

A seguito del nostro comunicato, qualche giorno fa abbiamo ricevuto, in forma verbale dal Ministero della Difesa Unghe-
rese, lespressa ammirazione per la benevole accoglienza riservata all On. Csaba Hende, il quale si render disponibile
a ricambiare lospitalit in occasione di una nostra eventuale visita in Ungheria.



La scomparsa di
Giovanni Deon (Nani Cot)
Avrebbe compiuto 94 anni tra pochi giorni, Giovanni, ma un pomeriggio dello
scorso ottobre, senza tanto disturbare, ci ha salutati e se ne andato. Era orgo-
glioso della sua et e lessere luomo pi anziano di Vas; adesso ha passato il te-
stimone e non c pi.

Giovanni Deon era il maggiore dei fratelli di una famiglia numerosa arrivata a Vas
tra le due guerre da Scalon e la sua vita fu caratterizzata in giovent da sette lun-
ghi anni - dal 1938 al 1945 - arruolato con la Brigata Alpini Julia, prima come mi-
litare di leva a Udine, poi in guerra sul fronte greco-albanese dal quale, nonostan-
te tutto e a differenza di altri, aveva avuto la fortuna di ritornare a casa.

Finita la guerra, si era formato una famiglia per la quale, con il suo carattere tena-
ce, ha vissuto e lavorato; quindi la vecchiaia con i racconti sulle ristrettezze vissute in giovent, sulla guerra vista coscien-
temente come occupazione di altri paesi, gli anni del lavoro in cartiera lontano da casa e gli ultimi mesi vissuti con grande
dignit in attesa, a malincuore, della fine.

CROnaCa
Al figlio Toni Deon, nostro valido collaboratore, e agli altri familiari, la redazione del Tornado si stringe commos-
sa per la scomparsa del caro Giovanni.
Il Comune di Alano all Expo delle Dolomiti
di Silvio Forcellini

In occasione della prima edi-
zione dell Expo delle Dolomiti
- Patrimonio dellUmanit, in
programma a Longarone dal
30 settembre al 2 ottobre, il
Bim ha messo a disposizione
dei vari Comuni alcuni spazi ri-
servati allinterno della fiera. Il
Comune di Alano ha colto la
palla al balzo chiedendo la
collaborazione degli Amici
del Museo, che hanno
allestito da par loro lo stand
immortalato nella foto. Al suo
interno - presidiato dagli
stessi Amici del Museo e da
alcuni amministratori alanesi -
erano contenuti reperti bellici,
libri e anche depliant
pubblicitari dei vari esercizi del
Comune. Un grande schermo,
inoltre, diffondeva immagini
particolarmente accattivanti del nostro territorio, mettendone in evidenza molti aspetti particolari che a volte sfuggo-
no. A questo proposito lAmministrazione di Alano vuole ringraziare per la collaborazione - oltre naturalmente agli
Amici del Museo - anche il gruppo fotografico sanvitese A.R.D. nelle persone di Antonio Todoverto, Romeo Me-
neghello e Doriano Baiocco. Concludendo, si trattato di unoccasione importante per far conoscere e promuovere
il territorio alanese, porta di accesso alle Dolomiti, e i molti visitatori hanno mostrato un particolare interesse per
quanto proposto. Questo - a detta dei promotori delliniziativa - lascia ben sperare in vista di un ritorno in termini di
presenze turistiche nella nostra zona, in particolare orientate verso gli aspetti storici e naturalistici che, come si sa,
sono molteplici.


Con il Tornado
a Cabo Da Roca
(S.C.) E stato un gentile omaggio quello che la nostra abbonata di Alano
Luigia Carniello ha voluto farci scattando una foto con il Tornado in primo
piano a Cabo Da Roca, sulla costa dellAtlantico, nel punto pi occidentale
dEuropa.
La localit portoghese, che si trova nel distretto di Lisbona, luogo di grande
affluenza turistica proprio per questa particolarit e in tutte le cartoline o an-
nulli speciali a ricordo della visita vi la frase del poeta Luis Vaz De Camoes
incisa sulla lapide del monumento in pietra che vediamo nella foto: qui... do-
ve la terra finisce e il mare comincia.




22
Resoconto dellincontro, a Roma, con la signora Marita Grazia Oliva Lapadula, nipote della celebre Bice Lazzari.
Ecco le pupe di Pupa
di Silvana Brusini
Forse dovrei scusarmi per il titolo che pu apparire
irriverente, ma in realt venuto spontaneo e vuole
esprimere tutta lammirazione per una meravigliosa
Signora che a Quero molti ricordano proprio con il
nome di Pupa.
So che in molti parlano ancora della famiglia
Oliva; ricordano l ospitalit nella casa di via
Roma, la disponibilit a porgere un aiuto.
Qualcuno infatti si sistemato nel lavoro e
qualcun altro ha conosciuto la loro
prodigalit. Infatti, quella domenica di giugno in trasferta a Roma, portavo alla
Signora Marita Grazia proprio i saluti di molti queresi, e labbraccio di qualche
signora che ha conosciuto molto bene la famiglia e ama ancora ricordarla con affetto.
Eravamo in tre diretti a Roma per completare un progetto, promosso dal Comitato di
biblioteca dellUnione Setteville, dedicato alla storia della nostra comunit. E a Roma
volevamo raccogliere la testimonianza della Signora Maria Grazia sugli anni vissuti da lei a
Quero durante la Seconda guerra mondiale. In realt accompagnavo Doriano Dalla Piazza e
Fulvio Mondin, i veri intervistatori (attrezzati di tutto punto come si addice a quel ruolo); il mio compito era presentarli
allarchitetto Filippo Lapadula, il figlio della Signora Pupa. Era stato proprio Filippo a convincere la mamma a
raccontare (per i giovani queresi) la sua esperienza vissuta in quegli anni difficili. Le aveva assicurato che sarebbe
stata cara la sua testimonianza sulla vita durante loccupazione tedesca, durante le leggi razziali e la persecuzione
degli Ebrei. Cera voluto qualche mese, perch accettasse: era molto restia, non voleva apparire e parlare di memorie
ancora private. Da parte mia, coglievo loccasione di quel viaggio per mantenere una promessa fatta nel novembre
scorso: farle visita per conoscerci personalmente. Non potevo nascondere n a Doriano, n a Fulvio la forte emozione
per lincontro con la amatissima Pupa. Ne avevo sentito tanto parlare quando con Silvia Carelle stavo preparando un
opuscolo sulla vita artistica di Bice Lazzari; chiedendo notizie o ricordi, fra le persone di Quero, ho scoperto che era
proprio amatissima.
A Roma volevo soprattutto ringraziarla a voce per la infinita disponibilit mostrata durante la stesura; per averci fornito
tutto il materiale e offrendoci la sua personale testimonianza sulla vita e larte di zia Bice. Tutto con una gentilezza e
cordialit quasi incredibili. Gi allora mi era venuto spontaneo dedurre che quella Signora dalla calligrafia bellissima,
fosse speciale. Ora per a questo viaggio si era aggiunto un ulteriore
regalo: a margine dellincontro avremmo potuto visitare larchivio di zia
Bice. A margine!? Si fa per dire. Lappuntamento era fissato per le 8,30
nella sua abitazione e allincontro ci accompagna il figlio, larchitetto
Filippo, figlio dellarchitetto Attilio Lapadula, che nel 1960 progett la
Cappella del nostro cimitero. Ora molti queresi lo conoscono meglio
anche per la campagna di raccolta fondi per il restauro dellopera. Con
Filippo facciamo quattro passi a piedi per il centro di Roma: una
sensazione sempre forte, perch ovunque si vada, si cammina nella
Storia. Il palazzo in cui vive la Signora Maria Grazia ha bellissimi e alti
rampicanti che ricoprono la facciata, e tutto intorno molto curato.
Particolare anche lingresso, un po bohmien (ho subito pensato che in
quella casa ci vivessero degli artisti). Ed ecco, in cima alle scale
dellultimo piano ci accoglie una Signora sorridente, minuta, delicata, con
un abitino giovanile e ballerine rosse ai piedi. Ci d il benvenuto con
quella voce gentile che gi conoscevo. Dopo averle dato la mano mi
sono permessa, sfacciatamente forse, di abbracciarla. Subito per mi
sono scusata dicendo che le portavo gli abbracci di molte signore di
Quero. Guardando il suo viso sereno, non si poteva non notare lo
sguardo, quegli occhi verdi molto belli. Le sussurro: occhi verdi come
quelli di Bice Lazzari? sono lunica in famiglia ad avere ereditato gli
occhi verdi, ma non belli come quelli di zia Bice.
Ci invita ad entrare in una casa piena di luce; ovunque, quadri, piante,
fotografie, cimeli, ricordi che la rendono piena di vita e svelano molte
passioni. Poi un terrazzo pieno di verde e una scala che porta ad un
altro terrazzo da cui si domina tutta Roma. Mentre Doriano e Fulvio
preparano le attrezzature per filmare e fotografare, la Signora mostra i
quadri di Zia Bice appesi alle pareti, e spiega i momenti artistici che
rappresentano. Poi si sofferma su oggetti ed altre opere create
soffermandosi sui ricordi che suscitano. Vivere in mezzo ad un tesoro
simile, deve essere meraviglioso e la Signora Maria Grazia ci ripete
Sono stata fortunata! Figlia unica, cresce coccolata e amata da
tutti i familiari. A Milano e a Venezia frequenta le scuole migliori, di tipo
svizzero. Ha una zia artista che ladora e crea appositamente per lei
vestitini bellissimi e maschere di carnevale uniche; le sceglie i mobili della cameretta, con tanti piccoli Pinocchi. Vive a
Milano dove il padre un importante funzionario di banca, anche un po geniale. Negli Anni Trenta (33-34) partecipa
ad un progetto interessante: uno sportello bancario a bordo di navi da crociera sulle rotte del Mediterraneo e
dellAtlantico.
Quero entra nella vita di Maria Grazia nel 1938, quando la famiglia trascorre le vacanze estive nellAlbergo al Sole.
Pap Nico raggiungeva lei e la mamma il sabato; spesso arrivano anche le sorelle della mamma: ladorata zia Bice,
con zio Diego, e zia Nin con zio Carlo e il cuginetto Tobia. Pi tardi, quando scoppia la guerra, pap decide di
prendere in affitto una casa e trasferirvi la famiglia: voleva che lei e la mamma vivessero un po tranquille, lontane da
Milano divenuta ormai troppo pericolosa. Infatti la loro casa in Corso Magenta sar bombardata, perch si trova di
fronte al Palazzo delle Stelline, sede della Gestapo. In quel bombardamento la famiglia Oliva perse quasi tutto; si
salvarono solo pochi mobili, quelli portati a Quero; e fra questi la sua cameretta. Durante lanno scolastico Pupa
lasciava Quero per frequentare a Venezia le scuole superiori, abitando nella casa che sua nonna Francesca aveva
messo a disposizione di Carlo e Nini Scarpa. E proprio qui scoprir lesistenza delle leggi razziali e il loro terribile
significato. Ma la casa di via Roma a Quero continuer ad
essere, in qualsiasi periodo, luogo dincontro e di ospitalit,
anche in tempo di guerra. Fra i conoscenti che Pupa ricorda
conversare con mamma Gina ci sono le sorelle Ostuni, Gina
Miuzzi, la maestra Rago; e poi la sua amicizia con i ragazzi pi
piccoli della famiglia Forcellini e ancora le famiglie Resegati e
Favero. Pupa stata anche madrina di battesimo di una
bimba querese. In tempo di guerra la casa di via Roma ha
anche accolto (accolto si fa per dire! Sono stati costretti a
farlo), un generale tedesco con il suo attendente. E il generale
dormiva nel letto della cameretta dei Pinocchi; quasi
impossibile crederci vedendone le dimensioni. (Forse,
abbiamo pensato ci dormiva tutto rannicchiato). Pupa studia
con impegno e ama larte, e a 16, 17 anni rivela buone doti
artistiche, anche se ora non vuole dirlo, ma per lei parlano i
lavori che ci mostra; sono precisi e pieni di fantasia,
nonostante la realt che la circondava. S, perch si
susseguivano i lunghi inverni freddi della guerra, le brutture del
conflitto. E quando arrivava Natale non cera nulla da sperare.
Maria Grazia per volle rispondere allappello di Don Maddalon: Pupa bisogna fare qualcosa per questi bambini,
perch almeno per loro sia Natale davvero. Bisognava dunque fare qualcosa; lei si guarda in giro, per casa, cerca nei
mobili, nei cassetti, raggruppa vari gomitoli di lana, usa i ritagli di pannolenci regalati da zia Bice e gli scampoli di stoffa
della Signora Tecla, la proprietaria della merceria in via Nazionale. E si dice bisogna creare qualcosa di speciale. Con
laiuto delle amiche realizza, per i maschietti, sciarpine, cappellini e guanti di lana, coloratissimi. Per le femminucce
crea delle bambole di pezza. Per quel Natale arriveranno i doni. Era bastato qualche ritaglio di pannolenci, qualche
piccolo scampolo per dar vita a delle meravigliose pupattole.
La Signora Maria Grazia ce ne ha mostrate alcune, ed stato davvero unemozione prenderle in mano: coloratissime,
perfette, elegantemente vestite, tenerissime da tenere in mano. Mi venuto
spontaneo pensare solo la nipote di Bice Lazzari poteva fare dellArte Applicata
cos significativa e bella. E in quel momento mi uscita lesclamazione ma
queste sono le pupe di Pupa! Chiss se qualche bambina querese di allora
ha conservato la sua pupa; magari lha riposta in fondo ad un baule? Sarebbe
davvero bello poterla mostrare ai bambini di oggi; non solo perch
testimonianza di un tempo molto difficile, ma anche perch quelle bambole sono
davvero bellissime. Per questo ho chiesto di poterle fotografare. Chiss se
qualcuno le ricorda, le riconosce? Spero proprio che le bambine che ne hanno
ricevuta una in dono, abbiamo percepito con quanta cura e passione siano
state cucite; sono pupe che sprizzano gioia, allegria e voglia di giocare.
Quelli sono stati anni durissimi e la Signora Maria Grazia inizia a raccontare la
sua vita a Quero; per noi una testimonianza importantissima. Inizia dai suoi 14
anni, poi ricorda la povert, la paura, le vendette, ma anche la solidariet della
comunit querese verso gli Ebrei. Racconta della personale partecipazione di
mamma Gina in difesa di persone in pericolo. Lei stessa, fattasi un po pi
grande, ha cercato di evitare tragedie; da anni conosceva molti giovani di
Quero, li ha visti mutare a causa della guerra. Sono diventati nemici, capaci di
molta ferocia e pi di una volta si messa fra loro per evitare vendette. E a
Doriano racconta vicende dolorose e tristissime: rappresaglie, incendi,
deportazioni, ed episodi che mostrano quanto in basso possano giungere gli
esseri umani. Questa lunga e struggente testimonianza non fa che confermare
la banalit del male.
Finita la guerra per la famiglia Oliva, riprendono gli appuntamenti estivi con Quero, ma nel 1948, Maria Grazia sceglie
Quero anche per vivere un momento importantissimo della sua vita: il matrimonio con il suo adorato Attilio. Lo aveva
incontrato per la prima volta a Roma; era un architetto, titolare con il fratello dello Studio Lapadula: Pupa aveva 14 anni
e, ci sussurra che, per lei fu amore a prima vista. Si sono uniti in matrimonio 9 anni dopo, quando Attilio si sent
sicuro di poterla rendere felice. A presenziare la cerimonia era venuta da Venezia una persona molto cara a Pupa,
Monsignor Angelo Maria Gottardi (destinato a diventare pi tardi vescovo di Trento). Come testimone di nozze fu
scelto lo zio Carlo Scarpa. Da quel momento in casa Oliva le vacanze estive si susseguono anche per rallegrare nonna
Francesca Lazzari e mamma Gina. Da Roma Pupa raggiungeva Quero con i suoi 3 bambini. Nel 1960 don Maddalon
chiese allarchitetto di progettare, per il cimitero di Quero, una cappella destinata ai sacerdoti. Per la famiglia Oliva fu
sempre un susseguirsi di legami con la comunit querese, di scambi ed inviti a raggiungere Roma. Quero stato nel
cuore di Pupa anche in quel dolorosissimo 1981; nel mese di marzo scomparve il suo amatissimo Attilio, poi zio Diego
CROnaCa
23
ad un progetto interessante: uno sportello bancario a bordo di navi da crociera sulle rotte del Mediterraneo e
dellAtlantico.
Quero entra nella vita di Maria Grazia nel 1938, quando la famiglia trascorre le vacanze estive nellAlbergo al Sole.
Pap Nico raggiungeva lei e la mamma il sabato; spesso arrivano anche le sorelle della mamma: ladorata zia Bice,
con zio Diego, e zia Nin con zio Carlo e il cuginetto Tobia. Pi tardi, quando scoppia la guerra, pap decide di
prendere in affitto una casa e trasferirvi la famiglia: voleva che lei e la mamma vivessero un po tranquille, lontane da
Milano divenuta ormai troppo pericolosa. Infatti la loro casa in Corso Magenta sar bombardata, perch si trova di
fronte al Palazzo delle Stelline, sede della Gestapo. In quel bombardamento la famiglia Oliva perse quasi tutto; si
salvarono solo pochi mobili, quelli portati a Quero; e fra questi la sua cameretta. Durante lanno scolastico Pupa
lasciava Quero per frequentare a Venezia le scuole superiori, abitando nella casa che sua nonna Francesca aveva
messo a disposizione di Carlo e Nini Scarpa. E proprio qui scoprir lesistenza delle leggi razziali e il loro terribile
significato. Ma la casa di via Roma a Quero continuer ad
essere, in qualsiasi periodo, luogo dincontro e di ospitalit,
anche in tempo di guerra. Fra i conoscenti che Pupa ricorda
conversare con mamma Gina ci sono le sorelle Ostuni, Gina
Miuzzi, la maestra Rago; e poi la sua amicizia con i ragazzi pi
piccoli della famiglia Forcellini e ancora le famiglie Resegati e
Favero. Pupa stata anche madrina di battesimo di una
bimba querese. In tempo di guerra la casa di via Roma ha
anche accolto (accolto si fa per dire! Sono stati costretti a
farlo), un generale tedesco con il suo attendente. E il generale
dormiva nel letto della cameretta dei Pinocchi; quasi
impossibile crederci vedendone le dimensioni. (Forse,
abbiamo pensato ci dormiva tutto rannicchiato). Pupa studia
con impegno e ama larte, e a 16, 17 anni rivela buone doti
artistiche, anche se ora non vuole dirlo, ma per lei parlano i
lavori che ci mostra; sono precisi e pieni di fantasia,
nonostante la realt che la circondava. S, perch si
susseguivano i lunghi inverni freddi della guerra, le brutture del
conflitto. E quando arrivava Natale non cera nulla da sperare.
Maria Grazia per volle rispondere allappello di Don Maddalon: Pupa bisogna fare qualcosa per questi bambini,
perch almeno per loro sia Natale davvero. Bisognava dunque fare qualcosa; lei si guarda in giro, per casa, cerca nei
mobili, nei cassetti, raggruppa vari gomitoli di lana, usa i ritagli di pannolenci regalati da zia Bice e gli scampoli di stoffa
della Signora Tecla, la proprietaria della merceria in via Nazionale. E si dice bisogna creare qualcosa di speciale. Con
laiuto delle amiche realizza, per i maschietti, sciarpine, cappellini e guanti di lana, coloratissimi. Per le femminucce
crea delle bambole di pezza. Per quel Natale arriveranno i doni. Era bastato qualche ritaglio di pannolenci, qualche
piccolo scampolo per dar vita a delle meravigliose pupattole.
La Signora Maria Grazia ce ne ha mostrate alcune, ed stato davvero unemozione prenderle in mano: coloratissime,
perfette, elegantemente vestite, tenerissime da tenere in mano. Mi venuto
spontaneo pensare solo la nipote di Bice Lazzari poteva fare dellArte Applicata
cos significativa e bella. E in quel momento mi uscita lesclamazione ma
queste sono le pupe di Pupa! Chiss se qualche bambina querese di allora
ha conservato la sua pupa; magari lha riposta in fondo ad un baule? Sarebbe
davvero bello poterla mostrare ai bambini di oggi; non solo perch
testimonianza di un tempo molto difficile, ma anche perch quelle bambole sono
davvero bellissime. Per questo ho chiesto di poterle fotografare. Chiss se
qualcuno le ricorda, le riconosce? Spero proprio che le bambine che ne hanno
ricevuta una in dono, abbiamo percepito con quanta cura e passione siano
state cucite; sono pupe che sprizzano gioia, allegria e voglia di giocare.
Quelli sono stati anni durissimi e la Signora Maria Grazia inizia a raccontare la
sua vita a Quero; per noi una testimonianza importantissima. Inizia dai suoi 14
anni, poi ricorda la povert, la paura, le vendette, ma anche la solidariet della
comunit querese verso gli Ebrei. Racconta della personale partecipazione di
mamma Gina in difesa di persone in pericolo. Lei stessa, fattasi un po pi
grande, ha cercato di evitare tragedie; da anni conosceva molti giovani di
Quero, li ha visti mutare a causa della guerra. Sono diventati nemici, capaci di
molta ferocia e pi di una volta si messa fra loro per evitare vendette. E a
Doriano racconta vicende dolorose e tristissime: rappresaglie, incendi,
deportazioni, ed episodi che mostrano quanto in basso possano giungere gli
esseri umani. Questa lunga e struggente testimonianza non fa che confermare
la banalit del male.
Finita la guerra per la famiglia Oliva, riprendono gli appuntamenti estivi con Quero, ma nel 1948, Maria Grazia sceglie
Quero anche per vivere un momento importantissimo della sua vita: il matrimonio con il suo adorato Attilio. Lo aveva
incontrato per la prima volta a Roma; era un architetto, titolare con il fratello dello Studio Lapadula: Pupa aveva 14 anni
e, ci sussurra che, per lei fu amore a prima vista. Si sono uniti in matrimonio 9 anni dopo, quando Attilio si sent
sicuro di poterla rendere felice. A presenziare la cerimonia era venuta da Venezia una persona molto cara a Pupa,
Monsignor Angelo Maria Gottardi (destinato a diventare pi tardi vescovo di Trento). Come testimone di nozze fu
scelto lo zio Carlo Scarpa. Da quel momento in casa Oliva le vacanze estive si susseguono anche per rallegrare nonna
Francesca Lazzari e mamma Gina. Da Roma Pupa raggiungeva Quero con i suoi 3 bambini. Nel 1960 don Maddalon
chiese allarchitetto di progettare, per il cimitero di Quero, una cappella destinata ai sacerdoti. Per la famiglia Oliva fu
sempre un susseguirsi di legami con la comunit querese, di scambi ed inviti a raggiungere Roma. Quero stato nel
cuore di Pupa anche in quel dolorosissimo 1981; nel mese di marzo scomparve il suo amatissimo Attilio, poi zio Diego
e nel mese di novembre la lasci anche zia Bice. E stata proprio Pupa ad accompagnare, da sola, zio Diego nel
nostro cimitero e vi tornata pi tardi per portare zia Bice nella sua ultima casa. Ma Quero non ha mai smesso di
esserci nel suo cuore. Forse per questo mi ha sussurrato quando sar il momento mi porter anche il mio Attilio!
(anche in questo somiglia a Zia Bice). Lo ha bisbigliato, magari perch non sentisse il suo Pipo, impegnato a
mostrare alcune opere, e altri documenti storici a Doriano e Fulvio. Poi, spenti i microfoni, Filippo ci invita a seguirlo
nellArchivio che oggi custodisce le opere di zia Bice. Io mi sono incamminata quasi in punta di piedi verso quella
stanza; avrei potuto guardare dal vivo le sue opere, avrei potuto toccare gli stessi oggetti, respirare la stessa aria.
Aperta la porta ci attendevano opere, opere, ovunque opere e tutte catalogate; i quadri protetti con panni e
ordinatamente riposti, in apposite scaffalature. Poi disegni, progetti, un manichino con un abito creato da Bice Lazzari
e indossato per il suo autoritratto, gioielli in materiali poveri disegnati e realizzati da lei. E poi eleganti scatole
ordinatissime contenenti altri bellissimi gioielli, abitini creati per bambini (alcuni fatti apposta per Pupa). Straordinarie le
borsette e gli accessori dabbigliamento; alcuni, datati 1928 potrebbero essere perfetti per leleganza di oggi.
Incredibile! Allora Bice Lazzari aveva solo 28 anni. Tutto meticolosamente conservato con cura, direi con amore.
Molte opere mancavano perch prestate ad una mostra in corso al Macro, il Museo dArte contemporanea a Roma.
Poi Filippo ci mostra unopera di Bice Lazzari; stata scelta appositamente dalla Signora Maria Grazia, per farne dono
al Comune di Quero. A fianco 2 poster-locandine dedicate alle mostre internazionali a cui ha partecipato Bice Lazzari.
Una certa emozione ha preso ognuno di noi tre, seguita poi dal timore di sciupare lopera durante il viaggio di ritorno.
E stato difficile lasciare quella stanza, ma si era fatto veramente tardi e ci attendeva un lungo viaggio. Altrettanto
difficile il commiato; non finivamo di scoprire ancora cose interessanti. Io continuavo a salutare la Signora Maria Grazia
e, nuovamente maleducata, lho abbracciata ancora. Ma mi pareva il solo modo di ringraziare per avere conosciuto
Pupa: una donna nobile di animo e capace di grandi sentimenti. Che non solo la nipote di una grande artista; lei
stessa artista. Certamente crescere al fianco di Zia Bice lha arricchita di tanti segreti nelle tecniche, ma la creativit
era gi sua. Lei dice sono stata molto fortunata, ma credo che siano stati fortunati anche coloro che le sono vissuti
accanto. Certamente larchitetto Filippo, affettuosamente chiamato dalla mamma Pipo, che nel suo DNA ha una
altissima percentuale di genialit. Come epilogo possiamo confermare che lopera e le locandine sono giunte a
destinazione sane e salve. Consegnate a chi di dovere saranno a disposizione di tutti i queresi. La testimonianza della
Signora Maria Grazia, su una importante pagina di storia querese, merita lattenzione di tutti i giovani, perch non si
dimentichino di chi li ha preceduti.
Magari molti giovani potrebbero chiedere alla loro nonna, se in un Natale della loro infanzia, hanno ricevuto in dono
una di quelle pupe di Pupa. (Le foto del servizio sono di Fulvio Mondin)
Una litografia in omaggio
al Comune di Quero
La famiglia di Bice ha omaggiato il Comune di una bella
litografia che, a breve, sar esposta nella sede
municipale. Qui sotto la descrizione interpretativa
dellopera.
Bice Lazzari (Venezia 1900 - Roma 1981) L'artista,
prima di dedicarsi alla pittura, aveva studiato violino e
pianoforte al Conservatorio, quindi la musica
influenzer sempre la sua opera. In questa litografia del
1974 il reticolo di linee, verticali e orizzontali, uno
spartito musicale, mentre le pennellate colorate, nere e
rosse, rappresentano dei suoni improvvisi o crescenti,
continui o frammentati, leggeri o forti che vogliono
esprimere l'immagine visiva di una melodia.
CROnaCa
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e nel mese di novembre la lasci anche zia Bice. E stata proprio Pupa ad accompagnare, da sola, zio Diego nel
nostro cimitero e vi tornata pi tardi per portare zia Bice nella sua ultima casa. Ma Quero non ha mai smesso di
esserci nel suo cuore. Forse per questo mi ha sussurrato quando sar il momento mi porter anche il mio Attilio!
(anche in questo somiglia a Zia Bice). Lo ha bisbigliato, magari perch non sentisse il suo Pipo, impegnato a
mostrare alcune opere, e altri documenti storici a Doriano e Fulvio. Poi, spenti i microfoni, Filippo ci invita a seguirlo
nellArchivio che oggi custodisce le opere di zia Bice. Io mi sono incamminata quasi in punta di piedi verso quella
stanza; avrei potuto guardare dal vivo le sue opere, avrei potuto toccare gli stessi oggetti, respirare la stessa aria.
Aperta la porta ci attendevano opere, opere, ovunque opere e tutte catalogate; i quadri protetti con panni e
ordinatamente riposti, in apposite scaffalature. Poi disegni, progetti, un manichino con un abito creato da Bice Lazzari
e indossato per il suo autoritratto, gioielli in materiali poveri disegnati e realizzati da lei. E poi eleganti scatole
ordinatissime contenenti altri bellissimi gioielli, abitini creati per bambini (alcuni fatti apposta per Pupa). Straordinarie le
borsette e gli accessori dabbigliamento; alcuni, datati 1928 potrebbero essere perfetti per leleganza di oggi.
Incredibile! Allora Bice Lazzari aveva solo 28 anni. Tutto meticolosamente conservato con cura, direi con amore.
Molte opere mancavano perch prestate ad una mostra in corso al Macro, il Museo dArte contemporanea a Roma.
Poi Filippo ci mostra unopera di Bice Lazzari; stata scelta appositamente dalla Signora Maria Grazia, per farne dono
al Comune di Quero. A fianco 2 poster-locandine dedicate alle mostre internazionali a cui ha partecipato Bice Lazzari.
Una certa emozione ha preso ognuno di noi tre, seguita poi dal timore di sciupare lopera durante il viaggio di ritorno.
E stato difficile lasciare quella stanza, ma si era fatto veramente tardi e ci attendeva un lungo viaggio. Altrettanto
difficile il commiato; non finivamo di scoprire ancora cose interessanti. Io continuavo a salutare la Signora Maria Grazia
e, nuovamente maleducata, lho abbracciata ancora. Ma mi pareva il solo modo di ringraziare per avere conosciuto
Pupa: una donna nobile di animo e capace di grandi sentimenti. Che non solo la nipote di una grande artista; lei
stessa artista. Certamente crescere al fianco di Zia Bice lha arricchita di tanti segreti nelle tecniche, ma la creativit
era gi sua. Lei dice sono stata molto fortunata, ma credo che siano stati fortunati anche coloro che le sono vissuti
accanto. Certamente larchitetto Filippo, affettuosamente chiamato dalla mamma Pipo, che nel suo DNA ha una
altissima percentuale di genialit. Come epilogo possiamo confermare che lopera e le locandine sono giunte a
destinazione sane e salve. Consegnate a chi di dovere saranno a disposizione di tutti i queresi. La testimonianza della
Signora Maria Grazia, su una importante pagina di storia querese, merita lattenzione di tutti i giovani, perch non si
dimentichino di chi li ha preceduti.
Magari molti giovani potrebbero chiedere alla loro nonna, se in un Natale della loro infanzia, hanno ricevuto in dono
una di quelle pupe di Pupa. (Le foto del servizio sono di Fulvio Mondin)
Una litografia in omaggio
al Comune di Quero
La famiglia di Bice ha omaggiato il Comune di una bella
litografia che, a breve, sar esposta nella sede
municipale. Qui sotto la descrizione interpretativa
dellopera.
Bice Lazzari (Venezia 1900 - Roma 1981) L'artista,
prima di dedicarsi alla pittura, aveva studiato violino e
pianoforte al Conservatorio, quindi la musica
influenzer sempre la sua opera. In questa litografia del
1974 il reticolo di linee, verticali e orizzontali, uno
spartito musicale, mentre le pennellate colorate, nere e
rosse, rappresentano dei suoni improvvisi o crescenti,
continui o frammentati, leggeri o forti che vogliono
esprimere l'immagine visiva di una melodia.
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lEttERE al tORnaDO
Sullinadeguatezza della nostra classe politica
di Silvio Forcellini

Dicono tutti che c' la crisi ma i ristoranti sono pieni un classico delluomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice
lavventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che
costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di go-
verno, una svolta storica: vuol dire che luomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, arrivato al ver-
tice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti.
Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: che bello, finalmente un pirla come me al potere, questa s che de-
mocrazia. Ma probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati
da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori.
Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresen-
tati nel mondo da uno che pensa e parla come lultimo di noi un bruciante fallimento. Votare per uno come noi signifi-
ca sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo - soprattutto
- non abbiamo mai votato Berlusconi.

Queste considerazioni, scritte da Michele Serra nelle scorse settimane, collimano perfettamente con quanto ho sempre
pensato e sostenuto e fanno il paio con analoghe considerazioni dello stesso Serra (pi datate, che riguardano ancor og-
gi forse solo il vertice di quel partito e poco altro: amministratori locali leghisti preparati ce ne sono in giro!), considerazioni
che riporto di seguito come spunto di riflessione per i lettori del Tornado:

Le polemiche sul parlare rozzo della Lega difettano di memoria storica. L'idea che il popolo possa e anzi debba e-
sprimersi bassamente per distinguersi dai figli di pap e dai fighetti , storicamente parlando, solo una scemenza
dellultima ora. Massima ambizione del popolo, e spesso anche sua orgogliosa pratica, sempre stato il raggiungimento
di quella cultura e di quella dignit che gli erano negate dalla discriminazione di classe. Dell' ignoranza e della volgarit
di modi il popolo si sempre vergognato, perch sapeva benissimo che erano la prova della sua subalternit. Operai
e contadini sognavano figli laureati, rispettavano i professori e vedevano nei libri il bene prezioso, e a loro precluso, del-
la conoscenza. La lotta sindacale e operaia per i corsi delle centocinquanta ore stata una delle pagine pi gloriose del
riscatto popolare in Italia. Non c' peggiore tradimento del popolo che convincerlo dellinevitabilit della sua igno-
ranza: sono sempre stati i padroni a pensare che i subalterni non avessero alcuna necessit di acquisire cultura, e anzi
la cultura potesse renderli riottosi, e snaturarne il ruolo di bestie da lavoro. Non mai stato il popolo, sempre stata la
piccola borghesia frustrata a odiare la cultura.

Non un caso se tre personalit di epoche diverse, diversissime tra loro, ma accomunate da un grande spessore intellet-
tuale, si siano espresse in modo univoco sullargomento. Alexis de Tocqeville (1805-1859), francese, tra i pi importanti
studiosi del pensiero liberale, nel suo celeberrimo saggio La democrazia in America scriveva: La democrazia il po-
tere di un popolo informato. Il cubano Jos Mart (1853-1895), poeta e scrittore, considerato in patria il pi grande e-
roe nazionale in quanto leader del movimento per lindipendenza, ricordava sempre: Bisogna essere colti, per essere
liberi. Celeste Negarville (1905-1959), condannato dal regime fascista a 12 anni di carcere per la sua attivit politica,
comunista, membro dellAssemblea Costituente e primo sindaco eletto democraticamente nella Torino del dopoguerra,
amava ripetere: Listruzione obbligatoria, lignoranza facoltativa. Mi piacerebbe chiedere ai nostri politici, un po
come fanno Le Iene, se per caso abbiano almeno una vaga idea di chi fossero i tre personaggi che ho citato in prece-
denza




26
E arrivata
Lara Giulia Perotto
Per la gioia del fratello Leonardo, dei nonni Zancaner Giuliano e Anna, di
Quero, di nonna Vittoria, dei cugini Marco ed Enea e degli zii a casa di
Elena e Massimo Perotto arrivata Lara Giulia, che da Feltre saluta tutti con
tanto affetto!

Benvenuto
a Samuele
Felici i neo genitori
Alessandro Dal Zotto ed
Eva Zanella, residenti a
Quero, per larrivo del
primogenito Samuele che
da queste pagine saluta i
nonni Sergio e Maria di Vas,
Floriano e Viviana di Quero e la bisnonna Marcella Dalla Costa, che
non perde occasione per tenerlo stretto stretto in braccio, come
testimonia la bella foto che la mostra orgogliosa del bisnipote. Auguri a
Samuele per una felice e serena crescita!

E Aurora, Aurora
Fiocco rosa in via Piave a Quero, per la gioia di mamma Elena e pap Roberto. E arrivata Aurora, che vediamo sorri-
dente tra le braccia delle bisnonne: Giuseppina e Anna. Un saluto condito da tanta felicit anche dai nonni Franco e
Luisa, Iliana e Giorgio. Alla quarta generazione, che festeggiamo con entusiasmo, non ci resta che auspicare il tra-
guardo della quinta.
(Il titolo la parafrasi dellincipit di una bellissima canzone di Ivano Fossati, che ha come refrain: l'aurora, l'aurora,
poco ancora e la notte se ne va, e ancora: l'aurora, primavera, vita vera, quante cose mi dar)

In visita a Malga Cinespa
segnalazione di Sergio Carelle
E datata 1952 questa foto di famiglia scattata a Malga Cinespa. Un
bel ricordo, immortalato in unimmagine che ritrae la famiglia di
Sergio.
Da sinistra: Moreno Carelle, Antonio Carelle, Maria Buttol, Sergio
Carelle, Nadia Carelle e Innocente Buttol.
Grazie a Sergio per aver condiviso questa istantanea e per le altre
che ha portato in redazione e che useremo nei prossimi numeri, a
ricordo di momenti, episodi del nostro passato.

CROnaCa
COmE ERavamO
27
COmE ERavamO
Quero: Asilo 1950
foto segnalazione di Roberta Mazzocco
Ringraziamo la nostra lettrice Roberta per questa splendida foto e anche Domenica Mazzocco per la collaborazione
nel cercare di individuare alcuni nomi dei bambini ritratti in questa foto dello Studio Resegati, datata 1950, che ritrae in
una non ben precisata occasione alcuni bambini dellasilo di Quero (ma forse anche qualche scolaro). Dovrebbero
essere i nati delle classi (?) 1943, 1944, 1945 e 1946, ma lasciamo ai lettori riempire gli spazi bianchi e riconoscere le
suore che compaiono in foto assieme a Suor Maurilia, la prima a sinistra, e a Don Angelo Maddalon (al centro).

1 10 Giulietta Roman 19 Bruno Della Bianca 28 37 46
2 11 20 Giuseppe Miuzzi 29 38 47
3 12 21 Gabriele Faccinetto 30 Giovannina Mazzocco 39 48
4 Severino Rizzotto 13 Renza Dalla Piazza 22 Fausta Schievenin 31 Pierina Dal Canton 40 49
5 Romeo Andreazza 14 23 Ada Rizzotto 32 41 50
6 15 24 33 Giuliana Fantinel 42 51
7 Fortunato Vivenzi 16 25 34 Bianca Sbrovazzo 43 52
8 17 Pietro Ceccato 26 35 44
9 18 27 Luciana Dal Canton 36 45
Quattro generazioni
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Via Piave, 16 - 32030 VAS (BL)
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28
CalCiO
Calcio - Prima Categoria
SP Calcio 2005 a met classifica
Partite campionato:
7
a
giornata: AltivoleseMaser SP Calcio 2005 1 a 1
8
a
giornata: SP Calcio 2005 Alpago 1 a 2
9
a
giornata: Cordignano SP Calcio 2005 0 a 1
Classifica campionato dopo 9
a
giornata:
Fontanelle Alpago 23, Plavis 17, Castagnole 15, Godega Concordia 14, Fregona Caerano SP Calcio 2005 13,
Vazzolese 12, Follinese S. Lucia 10, Altivolese Maser 8, Limana Sedico 5, Cordignano 1.

Calcio - Seconda Categoria
Piave Tegorzo in caduta libera
Partite campionato:
7
a
giornata: Piave Tegorzo Valdosport 2 a 3
8
a
giornata: Marchesane Piave Tegorzo 4 a 2
9
a
giornata: Piave Tegorzo Eagles Pedemontana 1 a 1
Classifica campionato dopo 9
a
giornata:
Marchesane 23, San Vittore 18, Valdosport 17, Bessica 16, Riese Vall 15, Lentiai Valbrenta 13, Spineda Giovanile
Ezzelina Aurora Cassola 12, Santa Croce 10, Eagles Pedemontana 7, Arsi 6, Piave Tegorzo 5, Pove 4.

20 Novembre: 1
a
scadenza del censimento
Se restituisci spontaneamente il questionario entro il 20 novembre
non riceverai la visita del rilevatore a casa tua!
Infatti a partire dal 21 novembre 2011 e fino al 29 febbraio 2012 parte la fase di completamento della rilevazione sul
campo a cura dei rilevatori, che dovranno recuperare i questionari non restituiti, rilevare le famiglie non iscritte nelle li-
ste anagrafiche al 31 dicembre 2010, rilevare le abitazioni non occupate.
In ogni caso anche durante questa fase potrai restituire spontaneamente il questionario. Ma attenzione alla
scadenza! Il termine di scadenza della consegna del questionario da parte dei cittadini sar differente a seconda
dellampiezza del Comune di residenza, come di seguito indicato:
entro il 31 dicembre 2011: nei comuni con meno di 20.000 abitanti;
entro il 31 gennaio 2012: nei comuni compresi tra 20.000 e 150.000 abitanti;
entro il 29 febbraio 2012: nei comuni maggiori di 150.000 abitanti.
Non dimenticare che il 9 ottobre e' la data cui devi fare riferimento quando rispondi alle domande.
Se compili il questionario su carta, puoi consegnarlo a mano nei centri comunali di raccolta
Questionario censimento on-line = nessun errore
Il consiglio di compilare il questionario on line: la compilazione tramite web facile e guidata, consente
di evitare errori e di non fare la fila in comune per la riconsegna. La ricevuta automatica. Chi non in
grado di compilare via web pu farsi aiutare da qualcuno che conosce e sa utilizzare internet o chiedere di
essere aiutato dal personale incaricato dal Comune, rivolgendosi allufficio anagrafe.
Cristina Spada
laureata
in Beni Culturali
Congratulazioni a Cristina Spada, di Alano, (nella
foto con il fratello Paolo) che si brillantemente
laureata allUniversit di Trento in Beni Culturali il 25
ottobre scorso e ......
in bocca al lupo per la specialistica che sta gi
frequentando al Firenze.

CROnaCa
attualit
29

ASSOCIAZIONE FELTRINA DONATORI
VOLONTARI DI SANGUE
LE SEZIONI DI
ALANO DI PIAVE, QUERO,
MARZIAI-CAORERA-VAS
Organizzano per donatori di sangue, familiari e simpatizzanti tutti
GITA AI MERCATINI DI NATALE
DI COLLALBO E DI LEVICO TERME
GIOVEDI 8 DICEMBRE 2011
Programma:
Partenza con pullman della ditta Baratto: dalla piazza di Alano. ore 6,10
dalla piazza di Quero ore 6,20
dalla piazza di Vas ore 6,25
Breve sosta lungo il percorso di andata.
Ore 09.30 circa: arrivo a BOLZANO, dove verr presa la nuova funivia del Renon, che porter i
partecipanti in 12 minuti circa a SOPRABOLZANO, da dove possibile godere il
panorama della citt di Bolzano, dei vigneti e dei boschi circostanti. Da qui si
prender il trenino storico a scartamento ridotto per arrivare, in 15 minuti circa
attraverso i prati e boschi locali, al paese di COLLALBO. Visita libera al paese di
Collalbo e al famoso mercatino di Natale, dellAvvento contadino, con artigianato del
Renon, prodotti agricoli, specialit calde e musica tradizionale.
Ore 12.30 circa: pranzo presso un hotel di Collalbo.
Ore 15.00 circa: partenza con il trenino da Collalbo a Soprabolzano, discesa con la funivia a Bolzano
per riprendere il pullman per andare a visitare il mercatino di Natale di LevicoTerme,
con arrivo alle ore 17:00 circa. Visita libera alla citt di Levico e al mercatino.
Ore 19.30 partenza per il rientro con arrivo alle ore 21.00 circa.
Quota di partecipazione 55,00 da versare allatto delliscrizione
Ancora posti disponibili per la seconda corriera. Per iscrizioni rivolgersi a:
Alano: Spada Serena c/o Cartolibreria (0439 779623), Zatta Stefano (0439 779278),
Quero: Susanetto Silvano 0439 787592; Schievenin Albertina, c/o cartolibreria via XXXI Ottobre
Marziai-Caorera-Vas: Deon D'Orazio Annita (0439 788124), Tieppo Paola (0439 789111)
Le iscrizioni si intendono chiuse al raggiungimento del numero massimo di trasportati da n.1 corriera
In caso di pi iscrizioni la seconda corriera verr organizzata in presenza di almeno 45 iscritti.
Il Mercatino del Tornado
A Quero insegnante con lunga esperienza d lezioni di inglese. Per informazioni, contattare il 339.7423263






La Classe del 31
festeggia gli 80 anni!
Siamo del 31,
ma non lo dire a nessuno!
Andiamo tutti contro vento
per ritrovarci a 100!

(Piero Loia)

Nella foto, i coscritti alanesi del 1931
riunitisi di recente per festeggiare assieme
le 80 primavere.

In primo piano: Giovannina, Pasqua,
Teresina, Elena.

In secondo piano: Terzo, Anna, Teresa,
Piero.

In terzo piano: Fidelia, Luigino, Caterina,
Marcello, Diego.




CROnaCa
30
attualit
Indulgenza plenaria in onore di S. Girolamo Miani
PENITENZIERIA APOSTOLICA
Prot. N. 998/10/I
BEATISSIMO PADRE, Francesco Moscone, Preposito Generale della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca,
assieme ai confratelli, di cuore manifesta i sensi di dovuta obbedienza e di filiale veneratione alla Tua Santit e
umilmente espone. S. Girolamo Miani, trascorsa una giovent iraconda e lussuriosa, essendo stato messo in carcere dai
nemici l'anno 1511, fu liberato dalle catene per materna intercessione della Beata Vergine Maria, si convert a Dio, in
seguito, si mise assieme con i compagni congregati completamente a disposizione di tutti coloro che erano finiti in
miseria, soprattutto orfani e infermi, il che fu l'inizio della Congregazione dei Chierici Regolari chiamati di Somasca.
Subito dopo ammalatosi di peste nel curare i miseri mor a Somasca presso Bergamo in Lombardia. Fu canonizzato da
Clemente XIII Sommo Pontefice, e da Papa Pio XI eletto e dichiarato Patrono universale presso Dio degli orfani e della
giovent abbandonata. Per celebrare santamente questa felice memoria cinque volte secolare, si terranno eccezionali
sacre funzioni e vari progetti spirituali, dal giorno 27 Settembre 2011 fino al giorno 27 Settembre 2012, col fine di
promuovere nei fedeli una salutare devozione verso S. Girolamo Miani, e perch, col suo aiuto, i loro costumi si
conformino pi intensamente al divino Evangelo. Affinch poi sia aperto pi abbondantemente il tesoro della grazia
divina ai fedeli che interverranno alle dette celebrazioni, il Rev.mo Oratore implora dalla Tua Santit il dono delle
Indulgenze come Giubileo. E Dio ecc.
Giorno 4 Marzo 2011
La PENITENZIERIA APOSTOLICA, su speciale mandato del Sommo Pontefice, e facendo assolutamente volentieri
conoscere la paterna benevolenza del medesimo, in onore di S. Girolamo Miani, concede con piacere un Anno
Giubilare con annessa Indulgenza Plenaria, da lucrarsi dai fedeli davvero pentiti sotto le consuete condizioni
(confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), che
potranno anche applicare per modo di suffragio alle anime dei fedeli che dimorano in Purgatorio.
A. - in tutte le Case religiose e Chiese affidate alla cura pastorale dei Somaschi: nei giorni in cui si aprir e si chiuder
solennemente l'anno giubilare (giorno 27 Settembre 2011 e giorno 27 Settembre 2012), nella solennit del Fondatore (8
Febbraio 2012), nel giorno anniversario in cui S. Girolamo fu dichiarato Patrono universale degli orfani e della giovent
abbandonata (14 Marzo 2012), nel giorno del natale dell'Ordine (29 Aprile 2012);
B. - nella casa per esercizi spirituali di Quero, nel Santuario di S. Maria Maggiore di Treviso, nel Santuario di S.
Girolamo Miani di Somasca, nel Santuario del Santissimo Crocifisso di Como, nella Basilica detta del Calvario in
Salvador: un giorno qualunque dell'anno giubilare.
Gli anziani, ammalati, e quanti per grave causa non possono uscire di casa, potranno parimenti conseguire l'Indulgenza
plenaria, con la solenne rinuncia di ogni peccato, e con l'intenzione di osservare, non appena si possa, le tre consuete
condizioni, se si uniranno
spiritualmente alle
celebrazioni o ai
pellegrinaggi giubilari, dopo
aver offerto le preghiere e
sofferenze loro o disagi della
propria vita a Dio
misericordioso attraverso
Maria. Perch pertanto riesca
pi facile per la carit
pastorale l'accesso, a
conseguire il divino perdono
attraverso le chiavi della
Chiesa, questa Penitenzieria
con ogni premura richiede
che sacerdoti forniti delle
opportune facolt a ricevere
le confessioni, si offrano nei
Santuari giubilari con pronto
e generoso animo alla
celebrazione della Penitenza.
Il presente decreto vale per
l'Anno Giubilare di S.
Girolamo Miani.
Qualsiasi cosa contraria non ostacola minimamente.
FORTUNATO S.R.E. Card. CALDELLI Penitenziere Maggiore
Giovanni Francesco Girotti, O.F.M. Conv. Vesc. Tit. di Metz, Reggente
31
Pizzocco, anzi Pizoc!
http://bonviazboatl.blogspot.com/
di Lucio Dorz
Giornata strepitosa con un cielo blu ed aria tersa. La luce illumina cos intensamente da esaltare le
montagne. Ho il Pizzocco di fronte, solitario sembra l'ombelico del mondo. Ufficialmente vi salito per
primo il barone von Zach dell'esercito asburgico alla fine del 1700 per rilievi topografici. Balle!! Chiss
quanti saranno saliti prima di lui. Ma si sa verba volant et scripta manent...Dell'ascesa del generale fu
messo nero su bianco, di probabili valliggiani le
gesta orali si sono perse neglio orripilanti
baratri d'intorno portate via dai venti. Ma lo
immagino l'asburgico stufo di beghe confinarie
e di continue interpellanze di avvocati e di redimere contese;
un giorno sul far dell'alba abbia preso un manipolo di militi e
qualche scout indigeno, caricati come bestie da soma con
strumentazione cartografica e si sia diretto alla cima del
monte a delimitare parcelle agrarie una volta per tutte. Decido
di salire a met del d quando diverse nubi bianche hanno
cominciato a tinteggiare la tela blu. S'aggirano lente
anch'esse a mappare la cintura montana. Parto dall'area di
sosta, su oltre il paese di Roer. Davanti continua diritta una
larga carareccia che porta al rifugio Ere, ma pi posto per
bagordi enogastronomici e...vinassa vinassa fiaschi de vin...
A destra invece, schivo tra il folto della vegetazione, parte il
sentiero che si fa subito ripido. Lo aggredisco d'impeto, ho
voglia di liberarmi dallo stress del mitico nord est, la regione che si pavoneggia come la locomotiva economica dell'Ita-
lia, pi simile alla produttivit teutonica che alla sgangherata macchina manufatturiera italica. Che in questi anni s'
drogata di yuppismo arrivista fin de sicle andando avanti vorticosamente alla cieca. Qualche furbo e cinico talmente
veloce s' fatto la fuoriserie per poi andare a sbattere contro un platano o cadere con qualche aviogetto imbullonato
come un meccano e la massa s' svenata di fatica per poi far la fila coi danari dentro ad una banca o ad un supermer-
cato...Fanculo operoso nord est! Ti porto io a sferragliare su questi ruvidi sentieri ed a smaltire le panze troppo imbotti-
te di ingordigie. Mentre ascendo verso l'alto tra le fronde del bosco, alzato lo sguardo vedo che il tempo d di mano col
pennello. Colora di grigi le nuvole dai toni grigio piombo, al fumo di londra a tracce di nero seppia. Dopo aver superato
lesto l'andirivieni arrivo alla forcella Intrigos, che svela al di l la spaventevole Val Falcina che sembra chiamare a s
abissi e precipizi. A lato poi si erge la poderosa parete del nostro: ottocento metri di piombo da muratore, sbiancata da
un recente crollo. Continuo sospinto da una fresca brezza a ridosso della parete rocciosa tra ghiaini ed arditi passaggi.
Poi riemergo in alto su pendii verdi infiorati. Gi la valle operosa sembra silente, ferma. Si va verso il Pizzocchetto. La
fantasia dei nomi qui stata piuttosto deludente; oltre a Piz, Pizzocco, Pizzocchetto, Pizoc non si va... In cielo intanto
s' formata una linea di demarcazione che gira l'orizzonte. Sotto ci regala ampi panorami, sopra si arreda di cupi ten-
daggi. Superato l' "arditezza" di una cengia esposta dietro il monolite, rimane l'ultimo tratto. Ricordo bene l'ultima volta
che l'ho fatto, una fatica bestia, da credere la cima un miraggio, ma mi stavo sparando in sequenza questo monte ed il
dirimpettaio Tre Pietre. Oggi invece zompo tra le roccette ed i baranci agile similcamoscio. In fondo questa montagna
ha il vantaggio di essere salita agevolmente senza uso di canapa, nylon o tintinnante ferraglia messneriana. Arrivo in
cima in simultanea con le nebbie che ascendono a raffica dalla profonda Valscura. Mi soffermo, guardo gi. Penso che
chi giunge quass si senta davvero, per qualche decina di minuti, padrone del mondo. Le nebbie si muovono freneti-
che trascinate dalle fole. Scendo anche se sento che una parte di me vorrebbe restare lass ancora. Strano monte il
Pizzocco, ha mille volti un trasformista. Se lo guardi da occidente sembra un arrotondato pacioso colle roccioso , da
oriente un dente aguzzo su una rampa di lancio, a settentrione si sdoppia in due torri gemelle. Anche questo nord
est.

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Riceviamo da una
nostra lettrice la
segnalazione di una
pagina apparsa sulla
rivista Io Donna di
Repubblica, con
preghiera di
divulgazione ai nostri
lettori della riflessione
che vedete qui a lato
pubblicata.
Lintervento si legge
anche in internet,
allindirizzo che sotto
segnaliamo e sul sito si
possono trovare anche
molti altri spunti per
pensare, condividere,
dissentire Insomma
ci sembrata una
buona occasione per
promuovere un po di
ginnastica mentale o,
se preferite, per
chiedere una pausa
per considerare i
termini sui quali
impostiamo la nostra
esistenza.
Fatene luso che
ritenete pi opportuno.
Buona lettura
http://www.nonsolomamma.com - http://d.repubblica.it/argomento/Elasti

Rubriche
Appunti & divagazioni di una (non solo) mamma
BRICIOLE DI FELICIT
Da lanciare, come fossero coriandoli, perch le cose belle vanno
condivise. Senza paura di perderle
di Elasti
Cara Elasti, non lo vorrei dire a voce troppo alta... Io sono felice! Anch'io
ho un quasi lavoro, un mutuo da pagare, due figli piccoli, i nonni
lontani. Anch'io faccio fatica ad arrivare a fine mese, sono preoccupata
per il futuro. E soprattutto anch'io sono tornata a casa due volte con un
nuovo fagotto in braccio, la pancia sciolta e un senso di silenzio in
testa. E ora sono fagocitata dai due micro-esseri che da quando
arrivano in casa a quando escono c' il caos totale. Anche mio marito si
addormenta tutte le sere sul divano (spesso mi chiedo come mai non
abbia sposato lui invece di me...). Per sono profondamente felice. Sar
grave? Arianna
Cara Arianna, esistono in natura creature adattabili che si insediano in habitat
inospitali e proliferano, a dispetto dell'ambiente ostile che le circonda. Tra
queste ci sono i licheni, le blatte, i coleotteri e alcuni rettili. La felicit un po'
come loro: imprevedibile e accomodante. Si insinua tra i cuscini di un divano
coperto da briciole di biscotti e da un marito privo di sensi, tra le rate di un
mutuo, in un carrello del supermercato colmo di spesa e di bambini, nelle
pieghe di una quotidianit sfinente e appagante, nel blob di una cesta dei
giochi, tra una macchinina e un Barbapap, nella calca di un autobus all'ora
di punta. La felicit un virus democratico ed egualitario, come quelli che
funestano l'inverno dei bambini all'asilo, ma molto pi simpatico e molto meno
contagioso. grave la tua personale felicit, che altri definirebbero
abbrutimento, alienazione, tunnel? No, la soggettivit il suo bello. Ho un
amico che soffre di vertigini, ogni domenica va a scalare montagne, per
sconfiggere i suoi fantasmi, dice, e quando arriva in cima un po' gli viene da
vomitare un po' tocca il cielo con un dito. Quella la sua interpretazione di
felicit. Mio figlio piccolo felice quando pulisce sotto il letto con il suo
mocio in miniatura. Lo fa cantando, con la bocca aperta e gli occhi che
luccicano. Mio marito, economista marxista barese, felice quando mangia
cicorie bollite leggendo best seller dai titoli accattivanti (Marxism and Morality,
Making Sense of Marx, per citarne un paio, nel caso ti venisse voglia di
condividere il piacere della lettura). Io sono felice quando faccio gli
addominali insieme alle aitanti over 60 della palestra di quartiere e l'istruttore
ci guarda accartocciate e ansimanti e dice: "Guarda un po' che belle
vongolone". grave? Ma quello che pi mi ha colpita nella tua lettera
l'onesta, sincera e spudorata ammissione di felicit. Non comune guardarsi
dentro e concludere: "S, sto proprio bene". E lo ancora meno avere l'ardire
di comunicarlo al prossimo. Perch la felicit solitamente e tristemente un
fatto privato, da tenere chiuso dentro l'armadio perch non scappi, perch gli
altri non lo vedano, non lo rubino, non ne siano invidiosi. Annunciare "sono
felice!" un atto di generosit e di coraggio. Perch pi facile condividere
gli affanni e ricevere empatia e solidariet nella sventura che non nel gaudio.
Nonna Mem, la bisnonna dei miei figli, ha novant'anni, porta tacchi
vertiginosi, divide l'universo femminile in "ragazze ferme-ferme" e
"leggerine" ed per me un canone. Sostiene che le gioie e i successi non si
raccontano in giro. "Perch mai, Mem?". Non dato sapere, non si fa e
basta. Per una volta non sono d'accordo (in verit anche la teoria delle
"ferme-ferme" e delle "leggerine" mi lascia perplessa, ma non ho mai avuto il
coraggio di dirglielo). Le cose belle si condividono e si lasciano libere di
andare dove vogliono, senza paura di perderle. Quindi grazie, Arianna, per
avere trovato, sui cuscini del divano, briciole di felicit, oltre a quelle di biscotti
e a un marito dormiente. E grazie per avercele lanciate, quelle briciole, come
fossero coriandoli.
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