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Quindicinale

Anno XLI

27.02.2019
Numero

717
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

Andrea Dalla Piazza primo fra i giovani di Sanremo - pag. 1


Carnevale 2019 - pag. 2/3
È nato il comitato “salviamo il parco del Piave” di Fener - pag. 4-5
San Valentino e il percorso vita - pag. 6/7
Valentino Rech riconfermato capogruppo del “Valderoa” - pag. 10
Chiuso in redazione il 18.02.2019 - Prossima chiusura il 11.03.2019
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER-ALANO di PIAVE (BL). DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Mazzocco. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Ales-
sandro Bagatella, Ivan Dal Toè, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Andrea Tolaini.
ABBONAMENTI: ITALIA Abbonamento annuale (18 numeri) € 25,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri) € 50,00.
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sul c/c Banco Posta intestato alla PRO LOCO di FENER, IBAN: IT49 M076 0111 9000 0001 0153 328; 3- pagando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO “DA MILIO” - Alano;
BAR JOLE - Fener; CARTOLIBRERIA SCHIEVENIN ALBERTINA - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR
“BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 MUSICA

Irraggiungibili
E’ il titolo del brano di Andrea Dalla Piazza,
vincitore del premio Giovani al Sanremo NewTalent W2019
“Ti va se questa sera, senza lasciare traccia alcuna,
ce ne andassimo a ballare di nascosto sulla luna.
Sarebbero incerti i nostri passi, pesanti come sassi,
su una musica assente, io e te per sempre”
(M.M.) Il suo nome artistico è “Andrea
Dp.” e la sua passione per la musica lo
sta facendo conoscere anche al grande
pubblico. L’ultimo exploit il giovane que-
rese lo ha fatto affermandosi al concorso
sanremese per i giovani talenti emergen-
ti. Suo il primo posto nella categoria
Giovani, dopo un lungo percorso in cui

ha superato tante e tante prove selettive.


Basterà dire che ai nastri di partenza, cir-
ca quattro mesi fa, erano in tremila can-
didati. Andrea ha inviato il suo provino via
web e poi le diverse audizioni hanno
scremato e selezionato gli artisti facendo
scendere a novanta il numero dei concor-
renti. A quel punto Andrea stava già am-
mirando il panorama di Sanremo, dove si
sono svolte le prove eliminatorie. Rimasti
dapprima in venti e poi in dieci fino alla
scelta dei cinque vincitori, uno per ogni
categoria in gara. Una sfida emozionan-
te, condotta sotto i riflettori e lo sguardo
attento di pubblico e giuria, ascoltato da
tante celebrità che hanno frequentato le
sale del teatro sanremese in cui si sono
svolte le varie fasi della competizione. In
questo turbinio di luci e sentimenti An-
drea non ha perso il sangue freddo ed ha
giocato al meglio le sue carte vincenti,
convincendo tutti della validità del suo
messaggio artistico e meritando, il 9 feb-
braio scorso, il primo premio nella cate-
goria Giovani, consegnatogli da Maria
Teresa Ruta. Adesso dopo anni di studi e
qualificate esperienze musicali, lo aspet-
ta un futuro denso di impegni e pieno di
rosee prospettive. Resta ancora molto
cammino da fare, Andrea ne è consape-
vole, ma l’affermazione in questa compe-
tizione canora gli offre la possibilità di at-
tivare buoni contatti per tentare di rag-
giungere nuovi traguardi. Lo sorregge
l’amore per la musica, la sua determina-
zione e l’appoggio della famiglia che asseconda le sue scelte artistiche. Intanto già si trova traccia della sua attività sui
canali web e chi vuole conoscerlo meglio vi trova interviste e può anche ascoltare alcuni suoi brani.
Principali affermazioni musicali
2016 "Tour Music Fest" - Roma
19/03/2016 vincitore microfono d'argento (sez. inediti) festival della canzone - Mira
(Ve)
02/02/2013 vincitore premio della critica (sez. inediti) X edizione "Voci nuove città di
Vittorio Veneto"
semifinalista alla 61a edizione del festival di Castrocaro
2018 finalista area sanremo
2
3
O PRO LOCO DEL MASSICCIO DEL GRAPPA ORIENTALE

Pro Loco di Alano e Fener


CONSORZIO PRO LOCO DEL MASSICCIO DEL GRAPPA ORIENTALE

Pro Loco di Alano e Fener

ta
2019
2019
Sfilata
i Carri Domenica
Domenica
cherati
Mascherati 03
03
MARZO
MARZO
Programma Programma
ore 12,20 Ritrovo in Piazza a FENER
ore 12,20 Ritrovo in Piazza a FENER
ore 13,00 Partenza sfilata
ore 13,00 Partenza sfilata
o ore
Martedì 05 Marzo
13,20
ore 13,20
Arrivo ai Faveri
Arrivo ai Faveri
ore 14,10 Arrivo a Campo ore 14,10 Arrivo a Campo
ore 20.00
a” “oggi Trippa”
ore
ore
15,00
15,50
Arrivo a Colmirano
ore 15,00 Arrivo a Colmirano
Arrivo ad Alano con sfilata
ore 15,50 e votazione
Arrivo ad Alano con sfilata e votazione
er pressoore
Sala Parrocchiale
16,20 Fener PREMIAZIONIoreIN 16,20
PIAZZA AD ALANO
PREMIAZIONI IN PIAZZA AD ALANO
ore 16,50 Partenza per ore
Uson (facoltativa)
16,50 Partenza per Uson (facoltativa)
anti cena per soci e simpatizzanti
ore presso
17,10 Arrivo a USON
ore per la tradizionale
17,10 conclusione
Arrivo a USON per la tradizionale conclusione
er prenotazioni Pro Loco Fener

ARRO È RESPONSABILE PERILTUTTI CAPOCARRO È RESPONSABILE


GLI ALTRI COMPONENTI PER TUTTI GLI
DELALTRI COMPONENTI DEL CARRO.
CARRO.
Gli orari sono indicativi e potranno subire modifiche
icativi e potranno subire modifiche durante lo svolgimento della manifestazione.durante lo svolgimento della manifestazione.
N.B. Le iscrizioni si raccolgono fino al 24-02-2019
N.B. Le iscrizioni si raccolgono fino al 24-02-2019
Modulo di iscrizioni, regolamento e scheda tecnica saranno scaricabili dal sito www.prolocoalano.it a partire dal 04-02 oppure presso i recapiti delle 2 Pro Loco
da tecnica saranno scaricabili dal sito www.prolocoalano.it a partire dal 04-02 oppure presso i recapiti delle 2 Pro Loco
In caso di maltempo la sfilata verrà rinviata alla domenica successiva
di maltempo la sfilata verrà rinviata alla domenica successiva
Stampa DBS Rasai - 2.19

Stampa DBS Rasai - 2.19


4 CRONACA

E’ nato il Comitato “Salviamo il Parco del Piave”


di Fener, lanciata una campagna
di sensibilizzazione e di raccolta fondi
Comunicato Stampa del Comitato “Salviamo il Parco del Piave”
Ricostruire il Parco del Piave di Fener, la missione del Comitato “Salviamo il Parco del Piave”, «polmone
verde e cuore pulsante della nostra comunità, purtroppo distrutto dagli eventi atmosferici dello scorso 29
ottobre», spiegano i promotori dell’iniziativa. Avviata una raccolta fondi e una campagna di
sensibilizzazione verso le istituzioni e il mondo imprenditoriale.
Ventimila euro per ripartire. Ventimila euro per
rimettere a posto quello che la natura ha distrutto in
una notte. Ventimila euro per sistemare il Parco
del Piave. E’ la missione che si è posta il neonato
Comitato “Salviamo il Parco del Piave”, a Fener
di Alano di Piave, in provincia di Belluno. Con la
collaborazione della Pro Loco di Fener,
dell’associazione “Libero Pensiero”, del Comitato
Genitori “School Festival”, dell’ASD Prealpi Rc e con
gli auspici dell’Unpli.
«Partiamo da una considerazione - spiegano Marco
Bollotto e Claudio Dal Canton, promotori del
Comitato - e cioè che il Parco del Piave non è un
parco e basta. E’ il cuore pulsante di una intera
comunità che conta diecimila persone tra i Comuni
di Quero Vas, Alano e Segusino. Una realtà
importante per i nostri giovani e per le famiglie che
frequentano il sito in occasione di concerti, fiere,
manifestazioni scolastiche e sportive. Una realtà
distrutta dagli eventi atmosferici del 29 ottobre
scorso, e attualmente inservibile. Dopo tre mesi di
attesa, di segnali almeno incoraggianti da parte delle
istituzioni, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche, di non dare per defunto uno spazio così importante per tutti
noi, e abbiamo deciso di formare un comitato che ha come obiettivo quello di dare voce alle esigenze per la
risistemazione del sito. Abbiamo fatto realizzare una perizia e abbiamo iniziato a ripulire la zona dal fango.
Purtroppo però le condizioni sono disastrose e la buona volontà, da sola, non basta. Con questa nostra prima uscita
chiediamo a tutte le realtà, imprenditoriali e istituzionali che gravitano attorno al Parco del Piave, ma anche
semplicemente a chi di buon cuore, di contribuire, anche con un piccolo gesto, alla raccolta fondi per la
ricostruzione, e alla stampa di puntare i riflettori su questa nostra martoriata realtà».
95mila euro il danno complessivo stimato dalla perizia firmata dallo studio Da
Corte. «Ma ne bastano 20mila per ripartire - spiega Lorenza Segato della Pro Loco di
Fener - e per rimettere in piedi il minimo e indispensabile per potere essere messi
nelle condizioni di organizzare i primi eventi».
Eventi come lo School Festival, rassegna musicale organizzata dai genitori dell’Istituto
Comprensivo di Quero-Alano, giunta ormai alla quinta edizione, e che rischia di
fermarsi il prossimo giugno; eventi come il Reset Festival promosso dall’associazione
“Libero Pensiero” e che ogni anno, col richiamo di artisti locali e internazionali, porta
migliaia di visitatori in paese con un indotto importante per alberghi e ristoranti; eventi
come il campionato italiano GT della pista di automodellismo telecomandato, la più
“anziana” d’Italia.
«20mila euro - spiega Silvestro Forcellini dell’associazione “Libero Pensiero” - per rimettere a posto almeno
l’impianto elettrico, le cucine, i bagni, la caldaia, i frigoriferi e l’attrezzatura necessaria a far funzionare il sito».
«Noi abbiamo già iniziato i lavori di sbancamento del fondo - spiega Michele Dalla Piazza dell’associazione ASD
Prealpi RC - ma è solo il primo passo di un lavoro complessivo che ha bisogno dell’impegno di tutti».
Recita la relazione tecnica: “…lo straripamento del fiume Piave, che ha coinvolto l’intera zona in seguito al
sommergimento dell’argine sinistro posto a difesa della zona in cui sono situate le strutture fisse, ha comportato il
trasporto di una quantità stimabile in 600/800 mc di materiale fangoso e detriti, che hanno sommerso tutte le
strutture. Il ritiro dell’acqua, avvenuto in modo graduale, ha permesso il deposito del materiale stesso sotto forma di
stratificazione per altezza pari a circa 40/50 cm residuali. L’area (una zona pianeggiante di 3 ettari alberata a tratti,
con le strutture principali a servizio di tali eventi che sono: un fabbricato in laterizio ad un unico piano con copertura
5 CRONACA

in materiale prefabbricato e coibentatura in tavolato e pannelli a sandwitch in materiale plastico autoestinguente; un


modulo prefabbricato adiacente al fabbricato principale adibito a bagno di servizio; una pista regolamentare adibita
all’esibizione sportiva di modelli di automobilismo con adiacente palco di cronometraggio, si presenta come una
grande e uniforme distesa di fango e sabbia compressa. Il livello del bagnamento sul fabbricato principale è
evidentemente misurabile in altezza per cm 180. La pista di automodellismo non è più visibile perché coperta da 50
cm di detriti. Il fabbricato adibito a bagno è divelto dalle sue fondamenta e gli scarichi sono spezzati. L’intera area è
tempestata da massi di diverse dimensioni trasportati dalla forza del fiume e tutta l’area è di difficile praticabilità,
perché parte della strada di accesso è sparita o è stata scavata dall’erosione dell’acqua in movimento…”.
Il comitato, con questa prima uscita, lancia perciò una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi (è attivo
l’Iban della Pro Loco di Fener - IT71Q0200860990000103103271 - intestazione: Associazione Pro Loco Fener, via
J.F. Kennedy n. 2, 32031 Alano di Piave BL - causale: SALVIAMO IL PARCO DEL PIAVE), e invita politici, istituzioni
e mondo imprenditoriale a incontrarsi per un sopralluogo al Parco del Piave, a Fener, alle ore 17.00 di mercoledì 20
febbraio 2019, nel tentativo di poter trovare delle soluzioni per una fattiva e proficua collaborazione e una veloce
ricostruzione del sito. «Il tempo non è molto, gli eventi devono essere programmati già per giugno, ma siamo
fiduciosi di potercela fare con l’aiuto di tutti».
Alano di Piave, 15 febbraio 2019

Sopra, alcune foto scattate dopo l’esondazione del Piave a Fener alla fine di ottobre 2018: come si presentava
l’area del Parco del Piave, in particolare la baita della Pro Loco di Fener (all’esterno e all’interno) e la pista per
automodelli radiocomandati.
6 CRONACA

San Valentino: la festa degli innamorati


con l’inaugurazione del percorso vita lungo “la via dei mulini”
a cura di Mimo Favero e Alberto Coppe (foto Settimo Rizzotto)
Giovedì 14 febbraio, grazie al sodalizio querese Comitato Fe-
steggiamenti San Valentino ed altri volontari del paese, è stata
organizzata, nella Valle del Tegorzo la storica ricorrenza di San
Valentino. La manifestazione, rivolta soprattutto alle famiglie e ai
bambini, senza dimenticare tutti gli innamorati, ha visto la parte-
cipazione di molta gente proveniente dalle Comunità della Conca
del Piave. Il parroco di Quero, don Alessio Cheso, durante la
santa messa ha approfondito il tema dell’amore, della fedeltà e
del sacrificio che contraddistingue ogni coppia ed è finalizzato al-
la costruzione di un rapporto rispettoso gli uni verso gli altri. Al
termine della messa come consuetudine la benedizione delle
arance benedette e la loro distribuzione a tutti i presenti. La novi-
tà di quest’anno è stata però l’inaugurazione del percorso vita “la
via dei mulini” che si snoda in quest’oasi di pace. Si tratta di un
sentiero naturalistico ciclo pedonale che inizia dalla Casa
Cantoniera, scende lungo la “bestemadora”, si innesta sulla
stradina che arriva al mulino Banchieri-Oratorio di San Va-
lentino, da qui si gira a sinistra per arrivare al “Pont de i
Osèi” e poi ecco il percorso vita, lungo il quale sono allestite
postazioni attrezzate per la ginnastica ed il movimento del
corpo. Si prosegue il cammino oltrepassando un piccolo ponti-
cello in legno situato sopra l’antica “rosta” che un tempo portava
l’acqua alle pale dei mulini posti lungo il Tegorzo e si arriva al
mulino di Lucia Furlan. Qui si può fare un piccolo spuntino
all’agriturismo la Vallina, degustando ottime tisane naturali e visi-
tando il museo del mugnaio. Dopo una
breve sosta ci sia avvia lungo la stradina
comunale, da pochi giorni migliorata nel
suo manto di asfalto, e al primo tornante
si gira a sinistra imboccando il ripristina-
to sentiero che correndo lungo il torrente
Tegorzo ci porta nelle vicinanze della
peschiera di Schievenin. Da qui, lungo
la comunale, si arriva al Ponte di Cagnin
e percorrendo la stradina in sponda de-
stra del torrente si arriva alla frazione
alanese di Campo, visita al museo della
Grande Guerra e dell’Emigrazione, e poi
si scende al “Pont de i Osèi” lungo il
tracciato in ciottolato dell’antica strada
romana. Il percorso intero misura cir-
ca 6 chilometri, è adatto a tutti, alle fa-
miglie, agli amanti della natura e a quan-
ti vogliano in tranquillità trascorrere in
salute alcuni momenti della giornata.
Questo progetto è nato dalla collabora-
zione tra le due amministrazioni comu-
nali di Quero Vas ed Alano di Piave ed è
stato realizzato grazie al contributo eco-
nomico del Gal Prealpi Dolomiti e del
Bim Piave. Il costo complessivo
dell’opera di progetto è stato pari a
120.000,00 €uro, dei quali 80.000,00
sono stati finanziati dalla Regione Vene-
to attraverso il Gal Prealpi Dolomiti,
18.000,00 da parte del Bim Piave e i ri-
manenti dal bilancio dei due Comuni. Il
percorso vita rappresenta oggi una im-
portante opportunità per il nostro territo-
rio, sfruttandone al massimo le potenzia-
lità e testimonia ancora una volta
l’unione tra le due Comunità che proseguono il cammino assieme nella costruzione del futuro. La festa è poi prosegui-
ta, per la gioia dei bambini, con il lancio delle arance lungo la scarpata, sul prato, ma anche dentro il ruscello. Per gli
adulti c’era il rinfresco, offerto a tutti dal Comitato Festeggiamenti San Valentino.
7 CRONACA

Il nuovo percorso vita a San Valentino


a cura di Stefano Bavaresco
Giovedì 14 febbraio nell'area attrezzata di San Valentino, si è svolta l'ormai
tradizionale festa dedicata al santo degli innamorati con la Santa Messa, il
sempre amato lancio delle arance e l'immancabile rinfresco finale. Ma questa
volta la cerimonia ha avuto un sapore diverso dal solito: parallelamente alla
classica manifestazione, è stato inaugurato il nuovo percorso vita che d'ora
in poi caratterizzerà questa splendida area. L'operazione realizzata rientra
nel progetto di riqualificazione del percorso ciclo pedonale “Pont de i Osei”,
portato avanti dal Comune di Quero Vas in tandem con il Comune di Alano di
Piave, tramite l'Unione Sette Ville, con fondi europei (FEASR - Programma di
sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020 - Infrastrutture e informazione per lo
sviluppo del turismo sostenibile nelle aree rurali – Servizi di base e
rinnovamento dei villaggi in zone rurali). Nella zona antistante il ponte che
collega i due Comuni, è stato completato il nuovo percorso che parte da
Campo, attraversa la passerella continuando poi a costeggiare la sinistra
orografica del torrente Tegorzo, lungo la Via dei Mulini, fino ad arrivare
all'innesto con la strada comunale per Schievenin nei pressi di località
Madonnetta. Lungo tutto questo tracciato, della lunghezza complessiva di 1,5
km, è stato installato un impianto di illuminazione che ne permette la
percorribilità anche in orario serale. La vera innovazione di questo progetto è però il percorso vita, creato per rendere
più dinamiche le passeggiate di coloro che transiteranno in zona. È composto da 11 stazioni realizzate in legno per
svolgere diverse attività ginniche all'aperto (stretching, slalom, spalliera, ecc.) rendendo la zona, di fatto, una palestra a
cielo aperto. A tagliare il nastro per l'ufficiale avvio di questo nuovo itinerario, è stato il presidente del Comitato

Festeggiamenti San Valentino, Girolamo (Mimo) Favero, attorniato da tanti bambini, chiamati per l'occasione a reggere
il nastro. All'inaugurazione erano ovviamente presenti i sindaci di Quero Vas e Alano di Piave, Bruno Zanolla e
Serenella Bogana, che hanno sottolineato la bontà di questa iniziativa, che vuole dare maggior visibilità ad una delle
più belle zone naturalistiche del territorio e, al tempo stesso, consolidare quel legame che si è creato negli ultimi anni
tra i due Comuni. I sindaci hanno poi voluto ringraziare Avepa, il GAL Prealpi e Dolomiti e il Consorzio BIM Piave di
Belluno i quali, con i loro finanziamenti, hanno reso possibile la realizzazione di questa impresa. Questo nuovo
percorso realizzato è una grande occasione, per i nostri concittadini ma non solo, per vivere appieno i bei luoghi in cui
abbiamo la fortuna di risiedere ed una bella opportunità di fare attività fisica all'aperto, immersi nella meravigliosa
cornice di San Valentino.

L’U.n.i.r.r. di Feltre rinnova le cariche


Agnese Merciani Rech di Alano è VicePresidente
(G.P.) Sabato 26 gennaio 2019 alle ore 9 si è svolta nella chiesetta di Feltre di Santa Maria degli
Angeli, appartenente fino al 1806 all'annesso convento delle Clarisse, una messa celebrata da
Monsignor Lino Mottes in suffragio dei caduti e dispersi in Russia. Numerosa la presenza di civili
e rappresentanti delle varie armi. E' seguito poi il pranzo presso il ristorante della birreria Peda-
vena. Con l'occasione si sono rinnovate le cariche dell'associazione Unirr di Feltre che raccoglie
tra i suoi iscritti parenti e familiari dei reduci e dei dispersi in Russia. Sono stati eletti alle rispetti-
ve cariche le seguenti persone; presidente signora Dal Zotto Rita di Feltre, vicepresidente si-
gnora Agnese Rech di Alano di Piave, consiglieri Lionello Furlin del gruppo ANA di Fonzaso,
Silvano Menin del gruppo ANA di Arsié e Beppino Cecchet del gruppo ANA di Pedavena. Segre-
taria Valeria De Paoli di Villabruna di Feltre. L'Associazione annovera tra i suoi iscritti anche l'alpino centenario Bortolo
Maccagnan, classe 1919, già appartenente al battaglione Val Cismon della divisione Julia e reduce di Russia. All'asso-
ciazione, che organizza ogni anno la gita pellegrinaggio a Cargnacco, possono iscriversi non solo i familiari dei reduci,
ma anche i simpatizzanti e gli appassionati di storia e coloro che intendono portare avanti e mantenere vivo il ricordo
della tragedia militare vissuta dai nostri militari in Russia.
Sito dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia: https://www.unirr.it/
8 CRONACA

I dati pluvio-nivometrici raccolti dalla stazione di Fener del Consorzio di Bonifica “Piave”

Basso Feltrino: nel 2018 pioggia nella media


di Silvio Forcellini
Il 2018 è stato, in quanto a precipitazioni piovose sulla nostra zona, un anno so-
stanzialmente nella media. E’ questa la prima considerazione che emerge scor-
rendo i dati della stazione di Fener del Consorzio di Bonifica “Piave” raccolti
dall’amico Gioacchino Conte, che ringraziamo per la collaborazione che non
viene mai meno. Nel 2018 sono caduti sul Basso Feltrino 1.443,5 mm di pioggia
(nel 2017 ne erano caduti 1.302,7 mm; nel 2016 1.631,2 mm; nel 2015 solo
1.017,3 mm; nel 2014 invece ben 2.243,3 mm). Nel 2018 si sono avuti 130 gior-
ni interessati da rovesci temporaleschi (più 1 dalla neve), contro i 93 del 2017, i
122 del 2016, i 95 del 2015 e i 166 del 2014.
Questi i valori delle precipitazioni mese per mese con, tra parentesi, quelli del
2017: gennaio 77,9 mm (nel 2017: 0,0 mm); febbraio 52,0 (71,3); marzo 127,2 (81,0); aprile 115,0 (120,1); maggio
149,6 (99,0); giugno 156,1 (175,7); luglio 228,3 (160,0); agosto 90,4 (30,0); settembre 91,5 (146,3); ottobre 196,3
(30,0); novembre 150,2 (200,9); dicembre 9,0 (188,4).
I mesi più “bagnati” del 2018 sono stati luglio per quantità complessiva (228,3 mm) e maggio per numero di giornate
piovose (22), mentre nel 2017 il record era toccato a novembre, con 200,9 mm, e sempre a maggio, con 16 giorni
piovosi. La giornata con più pioggia del 2018 si è avuta il 21 luglio con 70,2 mm, mentre nel 2017 era il 6 novembre
con 115,5 mm. Al dicembre 2018, invece, il record negativo con soli 9,0 mm
(mentre nel 2017, per tutto il mese di gennaio, si era registrata una totale as-
senza di precipitazioni).
Come curiosità, riportiamo anche i dati relativi agli ultimi giorni dell’ottobre 2018,
in cui una parte del Basso Feltrino è finita sott’acqua, più per l’esondazione del
Piave che per la pioggia caduta, come si evince anche dai numeri che seguono:
49,8 mm il 28 ottobre; 49,0 mm il 29 ottobre; 61,0 mm il 30 ottobre.
Per gli amanti delle statistiche, riassumiamo di seguito le rilevazioni degli ultimi
dieci anni relative alla pioggia: nel 2018 1.443,5 mm; nel 2017 1.302,7 mm; nel
2016 1.631,2 mm; nel 2015 1017,3 mm; nel 2014 2.243,3 mm; nel 2013 1.622,3
mm; nel 2012 1.622,2 mm; nel 2011 1.507,1 mm; nel 2010 2.233,6 mm; nel 2009 1.671,2 mm. Ovviamente la quan-
tità di pioggia caduta nel complesso si riflette più o meno anche sul numero delle giornate interessate dal maltem-
po: 130 - come detto - sono stati infatti i giorni “bagnati” del 2018, contro i 93 del 2017, i 122 del 2016, i 95 del
2015, i 166 del 2014, i 150 del 2013, i 107 del 2012, i 104 del 2011, i 131 del 2010 e i 112 del 2009.
Per quanto riguarda infine la neve, nel 2018 è caduta in una sola occasione (l’11 dicembre), una “spolverata” nem-
meno rilevata dalle statistiche, ma anche negli anni precedenti i valori registrati erano stati esigui: 13,0 cm nel 2017;
0,0 cm nel 2016; 4,0 cm nel 2015; 0,0 cm nel 2014; 23,0 cm nel 2013; 8,7 cm nel 2012; 0,0 cm nel 2011; 10,5 cm
nel 2010; 10,0 cm nel 2009.

Notizie in breve
a cura di Sandro Curto
ELEZIONI COMUNALI DI QUERO VAS IL 26 MAGGIO E’ ormai ufficiale che le elezioni amministrative 2019 sa-
ranno accorpate con quelle europee e si terranno domenica 26 maggio. Ad essere interessato è il Comune di Que-
ro Vas che tornerà alle urne per la seconda volta dopo la fusione. Nell’ambito della Comunità Montana Feltrina si
vota anche ad Arsiè, Pedavena, Santa Giustina e Seren del Grappa.
CALCIO: AMATORI ELIMINATI IN COPPA In attesa di riprendere il campionato che li vede in testa alla classifica,
gli Amatori Piave Tegorzo sono stati eliminati in coppa agli ottavi di finale, sconfitti in partita unica per 3 a 1 dalla
squadra della Madonna della Salute di Maser.
SCOPA: LICINI-RIZZOTTO VITTORIOSI A POSSAGNO L’inedita coppia formata da Aldivo Licini e Gianantonio
Rizzotto, entrambi di Colmirano, ha vinto una gara di scopa all’asso organizzata, sabato 26 gennaio, a Possagno.
Se per Aldivo non è una novità piazzarsi ai primi posti, per Giananatonio, meglio conosciuto come “Pablo”, si è trat-
tato di un debutto in gara con vittoria.
NUOVA AGENZIA DI ONORANZE FUNEBRI A FENER Da qualche mese è aperta a Fener, davanti all’Hotel Te-
gorzo, una nuova agenzia di onoranze funebri, recapito della Friz srl che opera a Ciano del Montello dal 1961.
DECESSI ALANESI Alla veneranda età di 92 anni è deceduto uno dei nostri più anziani abbonati, Giovanni Code-
mo “Miet”, a lungo emigrante in Svizzera. Ci hanno lasciato anche Prassede Collavo vedova Pisan, di anni 87, e
Manuela Sanchez (“Manolita”) di anni 87, di origine spagnola e vedova di Nazzareno Collavo. Alle famiglie le con-
doglianze della Redazione.
9 CRONACA

Nuova illuminazione alla Croce del Piajo


di Silvio Forcellini
A tre anni dall’inaugurazione, il gruppo “Fener I Giovani” ha provveduto alla sostituzione di tutti i led che contribui-
scono all’illuminazione della Croce del Piajo, che sovrasta la frazione ed è ben visibile anche dai paesi limitrofi.
L’intervento, effettuato nel pomeriggio di sabato 17 febbraio, è stato finanziato con i proventi delle varie iniziative
promosse dal gruppo: il pic-nic alla Croce del Piajo del 1° maggio, “la partita del cuore”, “la cena de Quéi da Fener”.
Terminati i lavori (la differenza è ora ben visibile anche a occhio nudo), meritato “spuntino” per i baldi e bravi “gio-
vani” con i gamberoni e i canestrelli preparati sul posto da par suo da “Chef Bubba”.

Alfonso e Franco: ottanta volte auguri!


di Sandro Curto
Sono personaggi talmente
noti che non hanno biso-
gno di presentazioni. En-
trambi sono nati nel feb-
braio del 1939, uno l’undici
e l’altro il quindici, hanno
quindi raggiunto il traguar-
do delle ottanta primavere
e, con la generosità che li
contraddistingue, non
hanno lesinato nei festeg-
giamenti che sono durati
una settimana con vari
appuntamenti. Formano,
già da qualche anno, una coppia fissa anche a scopa e, nonostante l’età e qualche battibecco, sono reduci da due
vittorie consecutive nelle ultime gare disputate in zona al bar “Piave” di Carpen e al “Sole” di Quero. Uno è Franco
Dal Canton, originario di Cilladon, ex emigrante in Svizzera e storico barista di Quero per decenni; l’altro è Alfonso
Maschio, ex dipendente delle Industrie Meccaniche di Vas, più volte consigliere comunale di Vas e della Comunità
Montana Feltrina, anima della Parrocchia e delle feste del patrono San Leonardo, ormai passate nel dimenticatoio.
Nelle foto di Paolo Feltrin la tavolata in onore di Franco al bar “Fly” di Quero e i quattro coscritti del 1939 presenti:
Alfonso, Corrado, Franco e Giordano; in quelle di Piero De Faveri la festa a sorpresa organizzata dalla famiglia di
Alfonso al bar “Ricci” di Alano con tanto di torta, alla presenza di parenti, amici e di un folto gruppo di scopisti. AU-
GURI!
10 ALPINI

Gruppo Alpini Valderoa


Assemblea dei Soci del Gruppo Alpini Valderoa
Valentino Rech riconfermato Capogruppo (per molti anni ancora…)
Sabato 26 gennaio si è svolta l’annuale Assemblea del Gruppo Alpini Valderoa. Come è con-
suetudine, dopo il saluto ai soci presenti da parte del Capogruppo, è stato osservato un mo-
mento di silenzio a ricordo degli alpini del gruppo “Andati Avanti”. Ha preso poi la parola il ca-
pogruppo, con un sunto delle varie attività svolte dal gruppo nel corso dell’anno passato ed il
doveroso e sentito ringraziamento a tutti coloro che, con il proprio impegno e tempo dedicato
hanno reso possibile affrontare al meglio e con ottimi risultati tutti gli appuntamenti in calenda-
rio. A seguire è stato presentato il programma per il 2019. Ha preso poi la parola il Segretario, il
quale ha illustrato il bilancio 2018, sottolineando in particolar modo l’entità economica che il
consiglio direttivo ha deciso di destinare in corso d’anno al sociale, erogando dei contributi
economici ad enti, associazioni, borse di studio ed a sostegno dell’attività della scuola primaria di Alano. Argomento
centrale sono state le votazioni per il rinnovo del direttivo del Gruppo, con le quali sono stati riconfermati i consiglieri
uscenti, oltre all’ingresso di alcuni nuovi alpini per dare ancor maggior sostegno alle attività in programma. A votazioni
concluse è stato quindi riconfermato Valentino Rech quale Capogruppo. Ringraziamo ancora una volta tutti i nostri
tesserati, ed in particolar modo coloro che da lungo tempo si dedicano alle molteplici attività del “Valderoa”. Un ringra-
ziamento va inoltre al rappresentante della Sezione ANA Feltre, il consigliere sezionale Carlo Tirel del gruppo di Pez
presente alla serata, al nostro Sindaco, sempre partecipe. Un ultimo grazie va al nostro Capogruppo che, da molti an-
ni, con il suo “fare semplice”, riesce sempre a coinvolgere i nostri associati e simpatizzanti, e come scherzosamente
(ma non troppo), ogni tanto si dice all’interno del direttivo: “Valentino stai tranquillo, sarai il nostro Capogruppo per
molti anni ancora…..” Il Direttivo del Gruppo Valderoa

Per non dimenticare: centenario 1918 - 2018


Domenica 25 novembre 2018, zaino in spalla e partenza all'alba per raggiungere
uno dei luoghi simbolo della prima guerra mondiale, il fiume sacro alla patria, il
Piave . Dopo un viaggio di oltre 300 km costeggiando il massiccio del monte
Grappa, incontriamo Crespano del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba. Sono
alcuni dei paesi che hanno vissuto sulla loro pelle la crudeltà della guerra.
Arriviamo a Pederobba, paesino reso famoso per il ponte di barche citato nel
celebre film di Monicelli: la grande guerra. A sinistra del Piave si erge il sacrario
dove riposano oltre 900 caduti Francesi della 37 divisione duramente
impegnata nella battaglia d'arresto del monte Tomba e Grappa .
Proseguiamo ancora per un breve tratto di strada che ci porta
all'imbocco della valle del Piave, siamo passati dalla provincia di
Treviso a quella di Belluno, ci fermiamo nel luogo stabilito dove ci
attendono gli amici Alpini del gruppo monte Cornella di Quero. Il
Capogruppo Lorenzo, con Wilmer e Claudio ci invitano nella loro
gradevole sede dove ci viene offerta una speciale colazione a base
di soppressa, formaggio di malga e prosecco. Dopo questa gustosa
sosta si procede alla visita del mausoleo Germanico costruito sul
colle Maor con magnifica vista sul Piave. L'amico alpino Doriano ci
spiega che la costruzione in porfido riprende la forma di una fortezza
con mura possenti. Una piccola scalinata ci conduce all'interno e
dopo pochi passi ci si trova nella sala d'onore dove veniamo accolti da uno
straordinario mosaico che raffigura 12 soldati tedeschi afflitti per la perdita dei
loro commilitoni. Appena fuori ci troviamo nel luogo dove riposano 3.465 soldati
AustroTedeschi. Dopo questa emozionante visita ci portiamo al ponte del Fante.
Questa zona del Piave, con il monte Cornella alle spalle, è stato il primo
baluardo della difesa nella battaglia d'arresto, nei 5 giorni che salvarono l'Italia,
in quel tragico Novembre del 1917 dopo lo sfondamento del fronte a Caporetto.
Grazie alla tenace resistenza dei fanti della brigata Como che con il loro
sacrificio (ricordiamo uno su tutti: la medaglia d'argento al Sotto-Tenente Carlo
Daccò, che a soli 19 anni, comandante di una batteria di artiglieria da
montagna, sul monte Cornella veniva colpito a morte da una granata nemica)“
riuscirono a rallentare l'avanzata degli Austroungarici, dando il tempo
necessario all'esercito Italiano di attestarsi sulla linea del fronte Monte Grappa,
Piave, Montello. Con un omaggio floreale e l'onore ai caduti del Piave termina
questa giornata dedicata al ricordo dei nostri nonni, che per un'idea di Patria
ben diversa da quanto oggi qualcuno vuol fare credere, hanno dato la loro vita
credendo in questo ideale. Con questa interessante e commovente visita,
ringraziamo gli amici Alpini per l'ospitalità e terminiamo il nostro percorso,
durato quasi quattro anni, sui sentieri dei ricordi in occasione del centenario
della prima Guerra Mondiale.
Per il gruppo Alpini A.De March di Somma Lombardo
Armando Curto
11 LETTERE AL TORNADO
12 CRONACA

Decima edizione
per gli assaggi di prosecco col fondo
di Sandro Curto
L’accogliente sala della Casa delle Associazioni di Alano ha
ospitato, sabato 9 febbraio, la decima edizione degli assaggi
di prosecco col fondo, manifestazione organizzata dal Gruppo
Alpini “Valderoa”. Sessantasei i presenti che hanno espresso
il loro giudizio votando sulla scheda profumo, colore e gusto
dei vini delle aziende di Francesco Follador e Filippo Follador
di Santo Stefano, “Caneva da Nani” di Guia e Giulio Zanotto di
San Pietro.
Per l’occasione lo staff del “Valderoa”, coordinato in cucina dallo chef Giancarlo Sartor (“Jack”) ha preparato e ser-
vito una cena di gran qualità con una serie di antipastini raffinati e con piatto principale lo stinco di maiale con po-
lenta.
Dopo le operazioni di scrutinio, effettuate da Sandro Curto, Claudio Dal Pos, Paolo Feltrin e Fabio Polloni, il capo-
gruppo Valentino Rech ha proclamato vincitore per l’edizione 2019 l’azienda di Filippo Follador rappresentata dal
padre Ugo che si aggiudica il titolo per la seconda volta. Foto di Piero De Faveri.

Il 1958 in festa
per le sessanta primavere

(S.C.) Lo scorso mese di novembre i coscritti del 1958 dei comuni di Ala-
no e Quero Vas si sono ritrovati per festeggiare il raggiungimento del tra-
guardo dei sessant’anni. Il primo appuntamento, sabato 17 novembre, è stata una cena al ristorante “Villa Luisa
Francesca” nel comune di Montebelluna, il secondo, al quale hanno partecipato sette alanesi, una gita di tre giorni a
Barcellona la settimana successiva. Nelle foto il gruppo al ristorante con la tradizionale torta e quella con Mario,
Gianni, Loretta, Sandro, Rino, Bruna e Diana sotto l’Arco di Trionfo, uno dei simboli della città catalana costruito in
occasione dell’Esposizione Universale del 1888.
13 CRONACA

Schievenin: grotta della Madonna di Lourdes


I disastri del vento di ottobre/novembre 2018
segnalazione di Settimo Rizzotto
Sono andato alla grotta dedicata alla Madonna di Lourdes in Schievenin. Il vento del mese di ottobre dello scorso anno
ha fatto anche qui un disastro: un bellissimo posto stravolto! Tanti pini sradicati, impossibile arrivarci; anche la stradina
rovinata e pure lo steccato e la via crucis. Sarà un lungo lavoro ripristinare tutto!

E’ on line il nuovo portale


dedicato al maltempo
che ha colpito il veneto
tra ottobre /novembre 2018
http://www.regione.veneto.it/web/veneto-in-ginocchio
14 BOCCE

Bocciodromo aperto
Continuano le serate con “Bocciodromo Aperto” presso
l’impianto coperto di Fener, gestito dall’Asd Ponte Tegorzo in
collaborazione con HRTegorzo, per promuovere il gioco delle
bocce. Diversi sono gli aspiranti bocciofili che stanno imparando
le tecniche di gioco sotto la scrupolosa guida del direttore tecni-
co Vittore Schievenin, coadiuvato da alcuni consiglieri del soda-
lizio fenerese. Il bocciodromo è aperto il Martedì, Giovedì e Ve-
nerdì dalle ore 20, mentre la Domenica dalle ore 15. Come già
annunciato, Sabato 8 e Domenica 9 Giugno Fener sarà sede
della Finale del Campionato Italiano a Coppie. Ben trentadue
sono le coppie protagoniste, provenienti da tutta Italia, che si
daranno battaglia per aggiudicarsi il titolo.
Nei prossimi numeri de “Il Tornado”
e nel sito della ASD Ponte Tegorzo
www.pontetegorzo.it verrà comuni-
cato il programma definitivo.

Terzo posto per Vittore e Franco


Domenica 17 Febbraio presso il Bocciodromo di Cavarzano a Belluno, ottimo terzo posto
per la formazione della Asd Ponte Tegorzo composta da Vittore Schievenin e Franco Fran-
ceschin nella gara Invernale organizzata dal Comitato Belluno-Feltre.
Nella foto: Vittore e Franco premiati dal consigliere provinciale del Comitato Belluno-Feltre
Stefano Pauletti.
ASTERISCO

Il Tornado in Croazia:
franchising?
(M.M.) Volevamo tenere segreto questo secondo ramo d’attività del nostro Gruppo, ma
con un fiuto degno di un segugio il nostro abbonato alanese Paolo Piccolotto ci ha
scovato e così ecco svelata la nostra seconda, segreta, sede societaria, estera, situata
nella splendida isola di Pag*, in Croazia. Non sarà offshore, ma da qualche parte
bisogna pure iniziare! Complimenti al nostro lettore, a cui riconosceremo un
abbonamento gratuito alla nostra edizione in lingua croata. Come dite? Non se la beve,
questa promessa? Speriamo, almeno, che all’interno del locale che ci mostra in foto
abbia rimediato uno spritz. Bravo Paolo!
*Situata di fronte alla costa della Dalmazia nord occidentale si estende per circa 60km e presenta
una costa molto articolata ricca di baie e con un retroterra verde e collinoso. E' posta a sud
dell'isola di Rab, ed è l'isola degli uliveti, delle saline e dei pizzi.

LETTERE AL TORNADO

Micronido Il Girasole
via Piave Vas n. 22 – 32038 Quero Vas
Come ogni anno si da inizio alle iscrizioni
al micronido di Vas per l'anno educativo 2019-2020.
Un ambiente ideale su misura di bambino in cui i piccoli potranno sperimentare svariate
esperienze con la mediazione e la guida di educatrici qualificate.
Per i genitori interessati è possibile visitare la struttura ed avere tutte le informazioni previo
appuntamento telefonico al n. 0439-788080.
Le educatrici saranno ben liete di accogliervi.
15 ATTUALITÀ

Izourt: una tragedia da non dimenticare


segnalazione di Alberto Coppe
Ci sono nomi, eventi destinati all'oblio della memoria se qualcuno, parenti e associazioni, non ponesse con forza il loro
ricordo di fronte alle comunità cui proprio questi nomi, questi avvenimenti appartengono.
È il caso della tragedia d'Izourt nei Pirenei francesi. Avvenne 80 anni fa, esattamente il 24 marzo 1939, e vi trovarono
la morte 31 operai di cui 29 italiani, 4 erano bellunesi. Provenivano da Quero, Santa Giustina, Sedico e Vigo di Cadore.
La località di Izourt é tra le montagne al limite tra Andorra e Francia a 1650 m di altezza, nei Pirenei; in quel periodo
una diga era in costruzione per sbarrare un laghetto, il cantiere comportava dei baraccamenti per gli operai ed é qui
che, alle 7.30 del mattino di quel tragico 24 marzo 1939, una tormenta di neve di una incredibile intensità si abbatté sul
cantiere, dei venti violentissimi ed il peso di oltre sei metri di neve scoperchiarono e fecero crollare le baracche mal-
grado fossero state costruite solidamente, in pietra, dagli operai stessi. I superstiti tentarono di soccorrere i compagni
feriti sotto la neve e le macerie, il freddo era polare, le condizioni meteorologiche estreme, le installazioni elettriche, te-
leferica distrutte, senza l'elettricità nessun mezzo di comunicazione possibile: la tormenta impedisce ogni tentativo. I
primi soccorsi arriveranno solo nel pomeriggio, si poté evacuare i primi feriti l'indomani 25 marzo, la sera stessa il pre-
fetto ordinò l'evacuazione della zona, lasciando sul posto della catastrofe i corpi dei deceduti, che saranno trasportati a
valle, dai militari francesi, alcuni giorni dopo; i morti sul lavoro avevano tra i 23 e 52 anni e furono inumati nel piccolo
cimitero accanto alla chiesa, del paese di Vicdessos. La seconda guerra mondiale sta per scoppiare, gli italiani diven-
teranno, per un periodo, dei nemici della Francia, le tombe degli operai italiani verranno dimenticate ed eliminate. Dal
2002 qualcosa si muove per ricordare quei morti. In Veneto, ma così anche in Friuli tutti nomi dei defunti furono trovati,
ed anche i loro familiari. Oggi nel cimitero c'é una bella lapide, con tutti i nomi dei morti, dei gemellaggi sono stati con-
cretizzati tra comuni italiani e francesi, tra cui quello di Quero e Auzat. L'Associazione Bellunesi nel Mondo, tramite il
presidente Oscar De Bona, in collaborazione con i Comuni bellunesi colpiti da questa tragedia e l’associazione france-
se “Ricordate” sta mettendo a fuoco l’organizzazione per il ricordo ad 80 anni da questo triste evento. Le commemo-
razioni svoltesi nel 2012, per l'inaugurazione del Cammino della Memoria, che parte da fondovalle di Vicdessos per sa-
lire su, alla diga d'Izourt hanno sempre visto una massiccia rappresentanza italiana in terra francese. E anche
quest'anno quei morti saranno ricordati: il 22 e 23 giugno prossimi italiani, francesi, portoghesi, andorriani e spagnoli si
ritroveranno a quota 1600 metri sui Pirenei, alla diga dell’Izourt, per onorare i lavoratori morti. L'Izourt non sarà il nome
di una battaglia della Grande Guerra, ma forse proprio per questo vale la pena di non essere dimenticato.
Nel frattempo il comitato gemellaggi di Quero Vas sotto la guida di Claudio Dal Pos e dell’assessore Alberto Coppe
stanno predisponendo il dovuto per organizzare la trasferta in Francia assieme ad un gruppo di paesani e ai famigliari
di Primo Mondin, uno dei tanti morti sul lavoro di quella immane tragedia.
Foto 1 e 2: 1939 i baraccamenti del cantiere per la costruzione della diga dell’Izourt. Foto 3: fine marzo 1939 trasporto defunti a valle

A lato: primavera 1939: Cimitero di Vicdessos: i


primi famigliari piangono i caduti sul lavoro. Sot-
to: visita in terra francese nell’estate del 2014.

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16 PER NON DIMENTICARE

La testimonianza di Federica Haglich, la cui famiglia originaria di Lussinpiccolo fu accolta a Fener

Il “Giorno del Ricordo” delle vittime delle foibe


e di chi fu costretto all’esodo
di Silvio Forcellini
Oltre al “Giorno della memoria” che il 27 gennaio ricorda le
vittime della Shoah, il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il
“Giorno del ricordo”, istituito con legge n. 92 del 30 mar-
zo 2004 per non dimenticare le migliaia di italiani (gli storici
calcolano tra le cinquemila e le quindicimila persone) mas-
sacrate in Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia tra il 1943 e il
1945 (e anche oltre). Uccisi dai militari titini solo perché
erano italiani. O, come ha meglio precisato lo storico Raoul
Pupo nell’orazione ufficiale pronunciata lo scorso 10 feb-
braio nell’aula del consiglio regionale del Friuli Venezia
Giulia, «Non si è trattato di una politica di eliminazione glo-
bale della presenza italiana, quanto piuttosto di una politica
di distruzione dell’italianità adriatica, così come si era stori-
camente configurata, perché giudicata incompatibile con le finalità del nuovo regime». Non una vera e propria “puli-
zia etnica”, mista a odio politico e ideologico e mascherata da azione di guerra, ma poco ci manca. O, anche, una
sorta di vendetta contro i fascisti, autori a loro volta dell’invasione della Jugoslavia, di precedenti crimini di guerra in
terra slava e della forzata italianizzazione delle terre di confine. Nelle cavità carsiche chiamate foibe (nella foto so-
pra, l’imbocco di una di queste) vennero gettati ancora vivi, gli uni legati agli altri con filo di ferro, uomini, donne, an-
ziani e bambini che in quel periodo di grande confusione bellica si erano ritrovati in balia delle milizie di Tito. Il
“Giorno del ricordo” - la data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di pace che assegnava alla
Jugoslavia l’Istria, la Dalmazia e parte della Venezia Giulia - non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche
alla grande tragedia dei profughi italiani di origine giuliana, istriana, fiumana e dalmata: ben 350mila costretti
all’esodo, a lasciare case e ogni bene per fuggire con ogni mezzo in Italia dove furono accolti.
Tra questi, la famiglia Haglich (formata dal papà Milan, la mamma Maria e le
due figlie Marisa e Federica). E proprio Federica Haglich, in una lettera al Gaz-
zettino pubblicata in occasione del “Giorno del ricordo” di cinque anni fa, oltre a
far rivivere i terribili giorni dell’esodo, ricordò che la sua famiglia fu accolta a
Fener “con tanto affetto” (così come molti altri nuclei familiari di esuli, di cui in
paese si ha memoria ancor oggi). In seguito alla pubblicazione sul Tornado di
quel testo (che non ripropongo, optando invece per una recente intervista al
Gazzettino rilasciata da Federica Haglich proprio alla vigilia di essere ricevuta al
Quirinale dal presidente Mattarella), emersero poi tanti ricordi da parte dei nostri
lettori, in particolare quelli di Carla Franzoia e di Anna Bacchetti (fenerese tra-
piantata in Friuli con il marito Lino Fabris). Anna ci fece avere addirittura una fo-
to d’epoca (a fianco) scattata a Fener davanti al portego ristrutturato solo qual-
che anno dopo dal papà Severino Bacchetti per farne un magazzino per i for-
maggi, quasi di fronte al bar di famiglia. In prima fila vi è Federica Haglich; al
centro Sisto Bacchetti, Anna Bacchetti e Marisa Haglich; dietro un’amica comu-
ne, tal Fiammetta. Corredando il tutto con la notizia che gli Haglich abitavano al-
lora nella casa poi acquistata dai compianti “Genio” e “Isetta” Dalla Favera, nel
cortile dove si affaccia anche l’abitazione del fratello Sisto.
La stessa Federica Haglich (nella foto a sinistra) - della cui amicizia mi onoro - su-
bito dopo mi scrisse quanto segue, ricordando gli anni trascorsi a Fener:
«Caro Silvio, quanti ricordi hai fatto tornare a galla di quegli anni trascorsi felice-
mente a Fener! Sono tutte immagini molto belle di spensieratezza vissuta in un
paesino fatto a misura d’uomo, dove tutti sono amici di tutti e tutti insieme pronti ad
aiutare i più deboli. Ricordo Annalisa e tutta la sua cara famiglia del bar da Sisto, la
famiglia Franzoia e in particolare Carla e la sua mamma che mi regalava la pallina
di gelato d’estate, il tabaccaio Canello, l’albergo in piazza dove andavamo a vedere
la televisione al giovedì sera quando trasmettevano “Lascia o raddoppia”, il mec-
canico Ferruccio dove andavo - con la mancia ricevuta per qualche piccola cortesia
- a prendere la biciclettina a noleggio, l’asilo delle suore, la scuola di ricamo estiva,
il catechismo pomeridiano, la chiesa un po’ staccata dal paese e per raggiungerla
dovevo fare molta attenzione per attraversare la strada, la mia prima Comunione e
le lacrime di emozione di mia mamma perché tutta sola, la mia scuola elementare,
il Piave dove andavamo d’estate a rinfrescarci e una infinità di altri ricordi bellissimi che mi faranno compagnia per
tutta la vita. Grazie per tutto questo, non lo scorderò mai!».
17 PER NON DIMENTICARE

Federica Haglich, originaria di Lussino, oggi vive a Mogliano e sabato sarà ricevuta da Mattarella.
« L’assassinio di mio zio avvenne nel 1956: tardi per essere conteggiato.
Ma sui nostri documenti come luogo di nascita è scritto “Jugoslavia” ».

«Io, dalmata, piango ancora: tanti drammi, zero giustizia»


intervista di Paolo Navarra Dina
«…e il trasferimento in una casa di parenti
a Fener nel Bellunese. Ricordo che venimmo accolti benissimo.
Quel paesino ci venne incontro. Passammo lì sette-otto anni…»
Quando lasciò Lussino aveva due anni, ma ancora oggi parlando di
quell’isola e dei ricordi, alcuni molto tragici che accompagnarono la storia
della sua famiglia, le vengono le lacrime agli occhi. La voce si piega
all’emozione. Federica Haglich, 69 anni, vive a Mogliano Veneto, ma il
suo cuore è tutto su quell’isola. Lì riposano i suoi genitori («Mio padre ha
voluto essere sepolto lì, mia mamma lo ha seguito, quando è mancata.
Sono lì, guardano la Baia di San Martino»). Sabato, Federica sarà a Ro-
ma, al Quirinale, invitata dal presidente Sergio Mattarella con una delega-
zione delle associazioni di esuli giuliano-dalmati e istriani, per celebrare la
Giornata del Ricordo.
Un segnale importante, ma ancor oggi l’opinione pubblica continua a
dividersi su questo dramma nazionale. «Le polemiche segnano tutti
noi. E quello che più mi ferisce è che ci sono fior fiore di intellettuali pronti
a negare, o solo a relativizzare, quella tragedia. E glielo dico con amarez-
za con un paragone forte. Ci sono persone chiamate a parlare per la Gior-
nata del Ricordo, che negano la storia. È come se per parlare della Shoah
si decidesse di far parlare i nazisti...».
Però oggi c'è più consapevolezza di quello che accadde. «Certamen-
te. Io stessa solo l’anno scorso ho trovato la forza di parlare di quello che
costò alla mia famiglia. L’ho fatto, non a caso, davanti ad una scolaresca
ed è stata una esperienza molto bella».
La Dalmazia, l'isola di Lussino, una storia famigliare. «Siamo venuti
via nel 1951. Qualche anno dopo il vero e proprio esodo dell’immediato
Dopoguerra. Mio padre intuì che la vita si stava facendo sempre più diffici-
le per gli italiani. Nei ricordi di mia mamma c’era sempre quell’abbandono,
Lussino che dal piroscafo diventava sempre più piccola…».
Poi l’arrivo ad Udine in un campo profughi e il trasferimento in una casa di parenti a Fener nel Bellunese.
Ricordo che venimmo accolti benissimo. Quel paesino ci venne incontro. Passammo lì sette-otto anni e poi arri-
vammo a Mestre. Ma la tragedia non era finita».
Cosa successe? «Mio zio, il fratello di mia mamma, che voleva andare via da Lussino, tentò la fuga molti anni do-
po, nel 1956, undici anni dopo la fine della guerra, assieme ad altri due compagni. Di loro non si seppe nulla per 40
anni esatti. La verità è emersa dal mare 40 anni dopo, quando vennero recuperati i resti di quattro persone (com-
preso l’uomo che aveva venduto loro la barca per la fuga). Tra di esse mio zio. Scoprimmo che fu assassinato in-
sieme agli altri. Ma c’è di peggio».
Sarebbe a dire? «Ci siamo sentiti dire dallo Stato che mio zio era stato ucciso “fuori tempo massimo” stabilito dal
Trattato di Osimo. Quindi, oltre la beffa dei beni requisiti senza indennizzo o con un risarcimento iniquo, abbiamo
scoperto che il sacrificio di mio zio è rimasto vano. Morire fuggendo nel 1956 non comporta il fatto che possa esse-
re legato alla tragedia degli italiani di Dalmazia. Il triste conteggio degli assassinii termina con il 1950. Mi piacereb-
be che questa norma venisse “allungata” di qualche anno per fare veramente giustizia».
Ci vorrebbe un intervento da parte del mondo politico. «Esattamente. Ma non mi faccio illusioni. In passato, era
il 2009, l’allora presidente della Camera, Gianfranco Fini, si impegnò affinché venisse tolta dai nostri documenti di
identità, alla voce “luogo di nascita”, la parola Jugoslavia. Stiamo ancora aspettando che lo Stato tolga di mezzo
quella dizione, ormai anacronistica».
È solo un pezzetto di carta... «Quando ricoverammo mia madre in ospedale, prima che ci lasciasse per sempre,
sul foglio di accettazione c’era scritto “nata in Serbia-Montenegro”. Lei si alzò dalla barella e disse con tutta la voce
che aveva in corpo: «Sono italiana! Correggete immediatamente!».
da “Il Gazzettino” del 7 febbraio 2019

Nelle tre foto in questa pagina, alcuni momenti del “Giorno del Ricordo” al Quirinale, sabato 9 febbraio 2019: 1)
l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; 2) Federica Haglich con il Presidente del Consiglio
Giuseppe Conte; 3) al Quirinale, davanti al tabellone che ricordava l’appuntamento.
18 ATTUALITÀ

Bice Lazzari
Partiamo da qui, da questo piccolo opuscolo, fortemente voluto dall’allora Sindaco Sante Curto e dal Presidente della
biblioteca, Fulvio Mondin, per ricordare e celebrare
la poliedrica artista Bice Lazzari. Quasi un decennio
fa si scrisse: “Noi oggi vogliamo ricordare due illustri
veneziani che hanno molto amato i nostri luoghi e
che ci hanno lasciato un’importante testimonianza
della loro presenza. Ma vogliamo soprattutto farne
memoria per le giovani generazioni affinché possa-
no trarne motivo di orgoglio”. I due illustri veneziani
erano appunto Bice Lazzari ed il cognato Carlo
Scarpa, che per la famiglia Rinaldo /Lazzari disegnò
la tomba che accolse anche le spoglie di Bice. Nel
2010 fu posta una targa all’ingresso del nostro cimi-
tero per omaggiare il progetto di Scarpa e fare te-
stimonianza delle celebri persone ivi sepolte.
E certamente la nostra Comunità può essere orgo-
gliosa che un’artista conosciuta a livello internazio-
nale come Bice Lazzari abbia scelto come dimora
eterna proprio Quero, Lei che avrebbe potuto esse-
re sepolta tra i grandi artisti di Roma; purtroppo le
giovani generazioni, per loro fortuna, non si recano così spesso al
cimitero e quindi si è deciso di rispolverare la memoria di Bice
Lazzari riportandola al centro del panorama culturale del nostro
Comune, dove merita di stare.
Ma non voglio, per il momento, svelare altri dettagli. Seguiteci sul-
le pagine del Tornado e nei prossimi numeri Bice Lazzari, grazie
alla passione di un nutrito gruppo di volontari, riuscirà ad affasci-
nare anche chi, fino ad ora, non ha avuto modo di apprezzare la
sua ARTE.
Ketty Bavaresco, Assessore alla Cultura

ASTERISCO

Grazie, Fiorinda!
(M.M.) Grazie alla nostra abbonata Fiorinda, che, nel farci gli
auguri per il nuovo anno di impegno appena intrapreso, ci ha
regalato anche la sua riconoscenza per il lavoro che svolgiamo
nell’opera d’informazione con il Tornado. Un lavoro sicuramente
parziale, nel quale mettiamo, comunque, tutta la nostra
passione. I complimenti di Fiorinda ci gratificano molto. Grazie!
19 LETTERE AL TORNADO

La befana in Schievenin
a cura dei gestori del chiosco Bar-H
Anche quest'anno la Befana è arrivata in valle di Schievenin, all'area pic-nic, accompa-
gnata dal suo immancabile Befanone e trainata su di un carretto da uno strano, ma sim-
patico asinello! Tanti e tanti bambini ad aspettarla davanti ad un grande falò preparato
con attenzione e cura dagli amici del BAR-H. Sono state distribuite più di 130 calze offer-
te dal chiosco BAR-H, tagliate e cucite manualmente dalla nostra paesana Bruna. Duran-
te la festa anche quest'anno abbiamo avuto come ospiti le amiche della zumba, che si
sono esibite con vari balli intrattenendo il pubblico e facendo ballare anche la Befana!
Grazie alla proloco di Quero, in collaborazione col chiosco BAR-H e ad alcune mamme e
maestre dell'asilo di Quero, si è potuto mangiare dei buoni panini onti, bere del buon bru-
lè, cioccolata calda, tè e tante caramelle! Il ricavato di ben 690 €uro è stato devoluto in
beneficenza all'asilo di Quero. Ringraziando tutti coloro che hanno aiutato per la realizza-
zione della manifestazione: da chi ha cucinato, chi ha montato gazebi e cucina, chi il falò,
la zumba, il DJ e chi poi ha smontato e ripulito tutto, ringraziando la Befana, Befanone e
asinello, ma soprattutto tutti i bambini e genitori che hanno partecipato numerosi, vi ricor-
diamo l'appuntamento per il prossimo anno, sempre più allegri e numerosi!!!

COME ERAVAMO
Amici di Carpen: 10 anni fa…
Era il 2009 e si inaugurava la sede dell’associazione
di Alessandro Bagatella

Dieci anni fa, il quattro aprile 2009, è stata inaugurata la sede degli Amici di Carpen, gruppo di volontari che si impegna
per lo sviluppo e la vita del paese, programmando feste ed avvenimenti. In questi dieci anni di attività tanto è stato fatto
e tante sono ancora le cose da realizzare in programma e, un po’ alla volta, i volontari contano di riuscire a portarle a
termine. Non possiamo che dire bravi a quanti si adoperano, attraverso la volontaria disponibilità del proprio tempo ed
energie, per garantire la miglior riuscita possibile alle tante iniziative che aiutano a conservare vive le tradizioni del
paese.
20 AUSER

Circolo Auser “al Caminetto”


Festa del tesseramento
di Elda Franzoia*
Domenica 27 gennaio, festa del tesseramento Auser, è stata una giornata piuttosto fredda, ma l’atmosfera del Risto-
rante Tegorzo, di Fener, ha fatto scordare ai Soci l’inverno facendo trascorrere a tutti una bella giornata in lieta compa-
gnia. Gli Auserini erano 105, provenienti dai comuni di Alano e Quero Vas, ma c’erano soci da Valdobbiadene, Cama-
lò, Feltre e Segusino. Mancava una ventina di persone all’appello trattenute a casa dall’influenza. Il menu, ricco come
sempre, ha proposto delle pietanze nuove e saporite che hanno incontrato i gusti dei presenti. Hanno partecipato alla
festa il Sindaco di Alano di Piave Prof.ssa Serenella Bogana, il Sindaco di Quero Ing. Bruno Zanolla e la Presidente
Provinciale Signora Verena Dall’Omo. Nei loro interventi
hanno sottolineato la reciproca collaborazione e sono stati
accolti dai Soci con un caloroso applauso. Bellissimi e nu-
merosi i premi della sottoscrizione, alcuni acquistati
dall’Auser e altri offerti dalle Ditte della zona alle quali va il
nostro ringraziamento. L’ultimo numero abbinato ad un bel
televisore è stato estratto dal Sindaco di Alano di Piave e
vinto dalla Signora Domenica De Paoli di Campo che ha ri-
cevuto il premio con grande gioia. La Presidente Carla
Franzoia ha ricordato che il 27 gennaio è l’anniversario del
Giorno della Memoria, accolta dall’ONU nel 2005 e ha invi-
tato i presenti ad osservare un minuto di silenzio per i mi-
lioni di ebrei morti nei campi di concentramento e perché
non abbiano più da ripetersi devastazioni e orrori del genere. Prima di sera i Soci sono stati sorpresi da una inaspettata
nevicata, ma fortunatamente tutti sono rientrati in famiglia senza riportare danni.
*Presidente Circolo Auser al Caminetto

ATTUALITÀ

MLOL! Tutto da scoprire il nuovo servizio digitale


delle Biblioteche Bellunesi che offre E-book, quotidiani e riviste gratuitamente
e accessibili ovunque!
E’ nato un nuovo servizio nelle Biblioteche
Bellunesi: il prestito digitale, immediato,
gratuito, accessibile 24 ore su 24 direttamente
dal proprio dispositivo.
La Provincia di Belluno, a partire da gennaio di
quest’anno, regala infatti a tutti gli utenti delle 63
Biblioteche Bellunesi, l’accesso alla piattaforma
MLOL di prestito digitale.
MLOL, acronimo di Media Library Online, è la
prima e principale biblioteca digitale italiana,
fruibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Attraverso il
portale MLOL delle Biblioteche Bellunesi,
accessibile all’indirizzo bibel.medialibrary.it sarà
possibile prendere in prestito gli ebook dei
maggiori editori italiani, consultare migliaia di
giornali provenienti da tutto il mondo e accedere a
centinaia di migliaia di altre risorse digitali.
Per essere iscritti al nuovo servizio ogni
persona iscritta alla rete delle Biblioteche
Bellunesi, può richiedere le credenziali alla propria
biblioteca; una volta ricevuti username e password, sarà sufficiente disporre di una connessione Internet per accedere
al sito e iniziare a consultare le risorse disponibili, da qualsiasi luogo e da qualunque dispositivo (pc, tablet,
smartphone, e-reader).
In modo semplice e immediato si potranno scaricare 2 e-book al mese ed accedere senza limiti alla
consultazione di quotidiani e riviste , dal Corriere della Sera con i suoi supplementi alla Gazzetta dello Sport,
da Focus a Donna Moderna, da Sale e Pepe a Quattroruote.
Il nuovo servizio di prestito digitale potenzia il ruolo delle nostre biblioteche come strumenti di
inclusione sociale e ponti per l’avvicinamento alla conoscenza dal momento che è accessibile a tutti, senza limitazioni
di orari e barriere fisiche. Sarà possibile anche la consultazione di risorse in molte lingue, la fruizione dei testi scelti in
lettura agevolata per andare incontro alle esigenze di utenti con disabilità visive o uditive, di anziani o di persone
affette da dislessia o deficit cognitivi.
Il prestito digitale si rivelerà una preziosa risorsa anche per le nostre scuole grazie alla ricchezza dei materiali
didattici accessibili a partire dalla piattaforma e ad interessanti banche dati messe a disposizione gratuitamente che
potranno arricchire l’offerta formativa e divenire utili strumenti di ricerca: alcuni esempi fra tutti l’archivio storico del
In modo semplice e immediato si potranno scaricare 2 e-book al mese ed accedere senza limiti alla
consultazione di quotidiani e riviste , dal Corriere della Sera con i suoi supplementi alla Gazzetta dello Sport,
da Focus a Donna Moderna, da Sale e Pepe a Quattroruote.
Il nuovo servizio di prestito digitale potenzia il ruolo delle nostre biblioteche come strumenti di
inclusione sociale e ponti per l’avvicinamento alla conoscenza 21 dal momento che è accessibile a tutti, senza limitazioni
ATTUALITÀ
di orari e barriere fisiche. Sarà possibile anche la consultazione di risorse in molte lingue, la fruizione dei testi scelti in
lettura agevolata per andare incontro alle esigenze di utenti con disabilità visive o uditive, di anziani o di persone
affette da dislessia o deficit cognitivi.
Il prestito digitale si rivelerà una preziosa risorsa anche per le nostre scuole grazie alla ricchezza dei materiali
didattici accessibili a partire dalla piattaforma e ad interessanti banche dati messe a disposizione gratuitamente che
potranno arricchire l’offerta formativa e divenire utili strumenti di ricerca: alcuni esempi fra tutti l’archivio storico del
Corriere della Sera e la Macaulay Library, il primo e il più vasto archivio scientifico al mondo di registrazioni audio e
video sulla biodiversità.
Tutte le informazioni su questo nuovo servizio sono disponibili nel portale delle Biblioteche Bellunesi
all’indirizzo bibel.regione.veneto.it, anch’esso recentemente rinnovato nella grafica e nei contenuti per renderlo
perfettamente adattabile a qualsiasi dispositivo e, naturalmente, presso qualsiasi biblioteca della rete provinciale.
Buona lettura!

Quero, una scultura per Piazza Marconi?


(M.M.) Tempo fa, parecchio tem-
po fa ormai, mi parlarono di que-
sta proposta facendo anche il no-
me dell’artista che avrebbe mate-
riale idoneo allo scopo: il com-
pianto Francesco Guerra. La per-
sona che me ne parlò aveva an-
che cercato di interessare qualche
rappresentante politico, ma finora
non è dato sapere se vi sono pos-
sibili sviluppi a questa suggestiva
ipotesi. Non sono autorizzato, al
momento, a dichiarare chi ha avu-
to questa bella idea, ma lo svol-
gersi dei lavori al verde di Piazza
Marconi di Quero, le notizie di
studi sulla piazza degli studenti
patavini di architettura mi induco-
no a rispolverare l’idea. Perché
non una bella scultura in piazza?
In foto: una simulazione per… “vedere di nascosto l’effetto che fa!”

(M.M.) si è
concluso il
censimento dei
luoghi italiani
da non
dimenticare e la
località querese
qui a fianco
citata ha
raccolto 234
voti, fermandosi
al 469° posto in
classifica.
L’area, ora di
proprietà del
FAI, aspetta il
momento
propizio per
essere
valorizzata.
22 LETTERE AL TORNADO

Il debito pubblico
di Ermanno Geronazzo
Si parla ogni giorno del debito pubblico del nostro Paese che aumenta di ora in ora e che ha raggiunto il record di
2.345 miliardi di euro a novembre 2018, pari a 38.000 euro a testa, neonati e centenari inclusi… Dati francamente
impressionanti che allarmano l’opinione pubblica, soprattutto perché da ogni parte sentiamo dire che questo è il
nostro grande problema, che “abbiamo vissuto e continuiamo a vivere al di sopra delle nostre possibilità”, che
occorre fare sacrifici per ridurlo, onde non gravare sul futuro delle prossime generazioni. Di qui i pesanti vincoli per
gli investimenti di ogni tipo di governo, dall’attuale ai precedenti.
Fin qui l’informazione che ci viene data dalle fonti ufficiali, dalle università, dall’Europa. Questa però, è bene dirlo
subito, non è la sola… campana, solo che prospettive diverse dal cosiddetto “pensiero unico” non hanno spazio.
Viene operata una censura preventiva, eppure ci sono tanti economisti - anche qualificati - che ci dicono altre cose
in proposito. Questo articolo vuole riportare una logica diversa di quella che siamo abituati a sentire e che, credo,
ha una sua coerenza. Mi pare giusto che le persone conoscano le diverse visioni per poter poi scegliere quale pare
loro più ragionevole e credibile. Dunque vediamo le cose come stanno, in modo più elementare possibile, seppur
forzatamente sommario.
COS’E’ IL DEBITO PUBBLICO? Cominciamo dalle fondamenta. Il debito pubblico è la somma dei deficit annuali di
un bilancio statale. Rientra in questa definizione il debito dello Stato nei confronti di individui, imprese, banche, sia
nazionali che esteri, o verso gli altri Stati. Questo “debito” è formato dalla moneta nazionale (un tempo la lira), dalle
obbligazioni o titoli di Stato (a fine 2017 l’84%). Vi è da rimarcare, peraltro, che il debito del nostro Paese è al 68%
verso soggetti economici italiani, il che si traduce in investimenti o risparmio privato.
PERCHE’ UNO STATO VA A DEBITO? Uno Stato ricorre al debito perché semplicemente spende più di quanto
incassa e questo lo fa per le spese del suo funzionamento, per gli incentivi in alcuni settori, per gli investimenti a
supporto dell’economia nazionale. E’ bene chiarire un punto importante: a fronte di un debito dello Stato c’è un
credito, quindi un’entrata, da parte della cittadinanza nazionale: stato sociale, risparmio dei cittadini, sanità, ferrovie,
viabilità, territorio…insomma, il presupposto per i fondamentali diritti di cittadinanza di ciascuno di noi.
In definitiva significa che più lo stato fa debito pubblico, meglio stanno i suoi cittadini! E’ vero, purtroppo, anche il
viceversa: meno spende lo Stato e peggio stiamo noi. Questo lo sento dire molto poco…
Se poi ricordiamo come nel 2012 sia stato introdotto il cosiddetto “pareggio di bilancio” in Costituzione, è chiaro che
ogni governo in carica, qualsiasi sia il suo orientamento, si trova pesantemente condizionato, in pratica ha le mani
legate nelle decisioni in materia economica.
Stando così le cose capiamo facilmente come non ci sono soldi per la scuola, per la ricerca, per la manutenzione
del territorio, per i trasporti, per la viabilità… Pensiamo in più che lo Stato Italiano non parte affatto da zero: negli
ultimi dieci anni solo gli interessi sui debiti emessi sono costati 760 miliardi, quindi l’Italia ad inizio gennaio è già
“sotto” di quasi 80 miliardi! Mettiamoci pure la corruzione, gli sprechi ed… altro ed ecco che, credo, il quadro sia
completo.
LO STATO E’ COME UN PADRE DI FAMIGLIA? Ci dicono continuamente che non si può spendere più di quanto
si produce, che lo Stato è come una famiglia che deve tener conto del suo bilancio. Ma questo accostamento è
improprio: una famiglia non può stampare moneta, né chiedere ad una banca di crearla per lei. Lo Stato sì. O
meglio, precisiamo, uno Stato a “piena sovranità” che batte la propria moneta. Esistono stati (Stati Uniti e
Giappone, ad esempio) che hanno un debito pubblico molto più alto del nostro eppure da loro questo non è un
problema.
C’è un altro aspetto da evidenziare: quando si fa un mutuo anche decennale si carica sulle spalle alla ‘famiglia’ un
debito che è perlomeno dieci volte la capacità di reddito annuale, ad oggi il debito pubblico è meno di 1,4 volte
questo rapporto (Debito/Pil). Insomma, se proprio vogliamo trovare un punto in comune fra lo Stato e una famiglia,
esso è nella necessità di poter generare valore dal proprio lavoro e dalle proprie attitudini, solo in questo modo i
debiti sono sostenibili, l’esatto contrario delle politiche di austerità perseguite sino ad ora.
COSA S’INTENDE PER SOVRANITA’ Uno Stato è detto “sovrano” se può decidere quanta moneta immettere nel
sistema e quindi può regolare la propria spesa, bilanciando l’emissione di moneta con il ricorso al debito privato.
L’Italia, con l’entrata nell’Euro, ha rinunciato alla prerogativa di battere moneta, demandandola alla Banca Centrale
Europea. In pratica è accaduto che il debito pubblico è rimasto tutto sulle nostre spalle, solo che ora l’Italia deve
pagarlo in una moneta sulla quale ha più nessun controllo. Quando paghiamo troppe tasse, quando ci tagliano
pensioni e servizi vari, ricordiamoci di questo decisivo particolare!
Ci troviamo, attualmente, davanti ad un paradosso: lo Stato non ha il controllo della politica monetaria, la sua
sovranità è quindi “limitata”, essendo soggetta a vincoli di fatto esterni, come quelli che ci vengono dalle autorità
monetarie europee.
Le fonti d’informazioni che ci vengono riportate insistono nel convincerci che il debito pubblico è la prima causa
della crisi, mentre nessuno sembra interessarsi dei debiti privati: moltissime famiglie che non ce la fanno e sono
costrette ad indebitarsi anche per spese essenziali come una cura odontotecnica o in ragione dei perversi
meccanismi del “credito al consumo”, proprio perché lo Stato “restituisce” sempre meno.
Viene spontaneo da chiederci: come mai il debito pubblico pare diventato il problema dei problemi solo in questo
secolo... E prima? Era comunque altissimo, eppure pochi ne parlavano, perché uno Stato sovrano non può fallire,
23 LETTERE AL TORNADO

mentre uno Stato che deve ricorrere al mercato per le proprie esigenze (come noi adesso), è legato mani e piedi ai
“mercati”, che altro non sono se non un ristretto gruppo di banche, fondi speculativi e centrali finanziarie
sovranazionali.
Chiediamoci ancora come può funzionare un sistema in cui uno Stato deve finanziarsi alle condizioni degli altri, con
una moneta uguale per Stati ad economie diversissime. Traete voi le conclusioni. O L’Europa diventa qualcosa di
diverso (ma chi comanda adesso lo consentirà?), oppure la crisi non passerà mai, perché è una conseguenza di
questo attuale sistema.
(elaborazione dell’articolo “Storia del debito pubblico in Italia” di Lidia Riboli su “Indipendenza” n. 45 novembre/dicembre 2018)

69° Festival di Sanremo

E a me che piaceva Ghemon…


di Silvio Forcellini
Solo in un paese “incattivito” e “rincitrullito” come è l’Italia di
oggi, può succedere che il vincitore del Festival di Sanremo -
evento “nazionalpopolare” per eccellenza e “spettacolo” che
spesse volte ha la tendenza di virare all’horror - provochi tante
e tali polemiche.
Ci si è scandalizzati del ribaltamento del televoto (tra
parentesi, tanto criticato in passato per aver premiato “cani e
porci”) da parte delle altre due giurie presenti in sala… Ma se il
regolamento (giusto o sbagliato che sia) prevede che il voto
“popolare” pesi solo per il 50%, questo è, punto. Gli Avion
Travel, ad esempio, nel 2000 vinsero allo stesso modo,
ribaltando l’esito del televoto, e nessuno fiatò: oggi, quindi, la storia semplicemente si ripete, ma allora non c’erano
questo clima mefitico e questa grottesca contrapposizione tra popolo ed élite, come ha scritto un quotidiano
nazionale parlando del festival (“…il popolo con Salvini e prima gli italiani; la casta, l’élite naturalmente di sinistra,
contro Salvini e con gli immigrati nati in Italia”) o come hanno dichiarato il secondo classificato (“…non è il festival
del popolo”) o un politico assurto incredibilmente a incarichi di governo (“Ringrazio Sanremo perché quest’anno ha
fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed élite”). Diciamolo: sono solo
canzonette, ma c’è chi non perde l’occasione di buttarla in politica anche in questo caso, ovviamente un tanto al
chilo (d’altronde, se si ha un unico neurone, e funzionante a intermittenza, il risultato è questo).
Facendo un paragone “alto” a proposito di regole (in questo caso elettorali), Donald Trump ha avuto in termini
assoluti meno voti di Hillary Clinton, ma è - legittimamente - il presidente degli Stati Uniti, mentre da noi un tizio
senza arte né parte fa il bello e il cattivo tempo con una percentuale alle ultime “politiche” di poco superiore a quella
di Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, al televoto sanremese (e, soprattutto, inferiore a quella “raccattata”
sempre alle “politiche” dal Partito democratico ai minimi storici)… Così, tanto per dire…
Ma forse a dar fastidio è stata proprio la vittoria di un ragazzo il cui padre è egiziano… Oltre che “incattivito” e
“rincitrullito”, il nostro è ormai diventato un Paese dalla memoria corta, se non cortissima. Ma scusate: Ermal Meta,
vincitore nel 2018, che origini aveva? E, andando un po’ indietro nel tempo, Riccardo Cocciante (1991) e Anna Oxa
(1989 e 1999)? Anche in quelle occasioni nessuno fiatò ma lo ripeto: altri tempi (anche se nel caso di Meta è
trascorso solo un anno), altro clima…
Smarrito il buonsenso, ci ha pensato per fortuna Fiorello a mettere le cose a posto: «Chi vince ha vinto! Non
dovrebbe interessare da dove viene, chi è il padre, la madre, il paese d’origine, l’orientamento sessuale, il taglio di
capelli, il gruppo sanguigno”…». Ineccepibile!
Ma poi: Mahmood (nella foto sopra), Ultimo, Il Volo… Canzoni, tutte,
non indimenticabili… A me piaceva Ghemon, ma non rompo le balle
perché è arrivato solo dodicesimo !!!
P.S. Il rapper romano Rancore - che ha cantato “Argento Vivo” con
Daniele Silvestri e Manuel Agnelli - si era esibito al Parco del Piave
di Fener nell’edizione 2013 del “Reset Festival”…

Gino e Romina
(S.C.) Dall’archivio dell’alanese Luigino Rizzotto detto Gino spunta
questa foto (a fianco) scattata nei pressi di Dortmund, in Germania,
nel 1981 dove si trovava emigrante. Con lui una giovanissima
(aveva vent’anni) e bellissima Romina Power impegnata in una
tournée all’estero con Albano.
24 ATTUALITÀ

Gli eventi di ottobre 2018 e la gestione dei materiali legnosi


Indicazioni dalla Regione per le aree del demanio idrico
Riportiamo, qui sotto, parte del testo con cui si specifica che alcune operazioni di asporto del materiale legnoso sono
effettuabili, in certe aree, senza dover mettere in atto pratiche burocratiche.
Per informazioni ed approfondimenti è possibile rivolgersi agli uffici tecnici comunali.

I nostri giovani talenti ed appassionati di musica si esibiscono nuovamente per uno spettacolo
unico all’insegna della solidarietà. L’incasso della serata servirà per la ricostruzione del Parco
del Piave di Fener, devastato dall’esondazione del Piave di fine anno 2018.
Vi aspettiamo numerosi!!!
25 JUDO

Trofeo
Grisignano
Un fine settimana di fuoco per il
Judo Alano che ha coinvolto 17
atleti, tra grandi e piccoli, nel
palazzetto dello sport di Grisignano
di Zocco (VI).

La gara si è svolta sabato 2 e


domenica 3 febbraio 2019 con una
partecipazione di circa 800 judoka
tra la fascia agonistica e
preagonistica.

Due le medaglie alanesi tra gli


agonisti: argento per Valentina
Bertoldo e bronzo per Gabriele
Vidorin, 9° posto per Fan Xiao
Feng, Alessio Dal Canton ed Enea
Van Den Bosch.

I piccoli atleti li possiamo vedere


qui a fianco orgogliosi di essere
saliti sul
podio, chi
primo, chi
secondo e
qualche terzo
classificato.
 

A.S.D. JUDO ALANO DI PIAVE 
Palestra Comunale 
in Via Don P. Codemo 
 Tel. 0439 779457 | Cell. 348 0447706 
 
CRONACA
Auguri Tarsilla !!!
Il 05 febbraio Tarsilla Mondin ha raggiunto un traguardo davvero im-
portante, le sue prime 90 primavere. Tarsilla nasce a Schievenin nel
1929, si sposa con Romolo Schievenin e dà alla luce tre splendidi fi-
gli: Miranda, Vilmer e Mirka. E’ riuscita a festeggiare con il marito 50
anni di matrimonio, ha ben 7 nipoti e da poco i pro nipoti sono saliti a
9. Come non essere felice di una grande famiglia come questa. Sem-
pre in gamba lei, su e giù per le sue montagne adorate, un passo che
nessuno di noi giovani riesce a tenere. Per non parlare della passione
per la casa ed i suoi
fiori. Attorniata da tutti
i famigliari, Tarsilla ha
festeggiato le sue 90
candeline domenica
10 febbraio al risto-
rante Tegorzo Un
momento di festa e di
unione per questa
mamma, nonna e bi-
snonna.
Cara TARSILLA, au-
guri di cuore, ti vo-
gliamo un mondo di
  bene. La tua famiglia
 
26 MOSTRA

ASTERISCO
La foto di copertina
(M.M.) Ancora Tristano Dal Canton e un suo scatto per la copertina di fine febbraio. Abbiamo pescato dal nostro archi-
vio questa foto, effettuata nel mese di dicembre dell’anno 2014. Era il 29 dicembre alle ore 9:16, come svelano i meta-
dati dell’immagine e Tristano ha ripreso la “posa” gelata di Malga Paoda con una fotocamera Panasonic DMC-FZ200,
impostata su ISO 100, nr. F=4 e velocità di otturazione pari a 1/1.300 s. Sullo sfondo le montagne che fanno corona al-
la Valbelluna.
27 ATTUALITÀ
28 RASSEGNA STAMPA

“Mister Dinamite” Danilo Coppe di Segusino


abbatterà il Ponte Morandi
GENOVA. La conferma è arriva martedì dalla sede legale e operativa di Parma: l’azienda Siag Srl ha vinto la gara
d’appalto per abbattere il ponte autostradale Morandi di Genova. Il titolare della ditta è Danilo Coppe, il “guru”
dell’esplosivistica italiana, nato Milano ma originario di Segusino. La prossima settimana inizieranno i lavori di de-
molizione del “ponte della morte”, che il 14 agosto scorso causò 43 vittime. Prenderanno parte al cantiere anche
tecnici della Siag, per occuparsi della parte relativa all’abbattimento del viadotto, facendo uso delle più moderne
tecniche con esplosivi. Un intervento molto delicato, da realizzare in collaborazione con una cordata che si occupe-
rà anche della rimozione e dello smaltimento di quel che resterà del Morandi. Il segusinese Danilo Coppe conosce
da tempo quel ponte e, proprio per questo, il 22 agosto scorso aveva effettuato un sopralluogo ed aveva consegna-
to ad Autostrade per l’Italia un preventivo di abbattimento controllato. Chi è Danilo Coppe e di cosa si occupa quoti-
dianamente? Geominerario con all’attivo più di seicento interventi documentati, Coppe è laureato anche in Scienze
criminologiche e della sicurezza. È il fondatore dell’azienda Siag, dal 1989 leader nazionale nelle demolizioni con
esplosivi. Un uomo a tutto campo, insomma. Coppe ha anche fondato e presiede l’Istituto ricerche esplosivistiche,
tiene un master all’università di Bologna, è docente per l’Agenzia industrie difesa, per l’Aeronautica militare, per il
Centro intelligence interforze e per diversi comandi provinciali e regionali dei Vigili del Fuoco. Coppe è inoltre con-
sulente fisso della Polizia giudiziaria, collaboratore dei Carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di
Parma, del Gis (Gruppo intervento speciale) di Livorno e del Nocs (Nucleo operativo centrale e di sicurezza) della
Polizia di Stato a Roma. Non da ultimo, gli è stato dedicato il programma televisivo “Mister Dinamite”, in onda sul
canale 59 del digitale terrestre, che racconta il lavoro che Coppe svolge insieme al suo team.
da “Qdpnews.it”, notizie online dall’Alta Marca Trevigiana, del 31 gennaio 2019

Nuova chiusura a Segusino, serrande abbassate


per l’edicola-cartolibreria del centro
SEGUSINO. Stop alla vendita dei giornali, ancora un mese per gli articoli cartolibrai, poi l’edicola “Harmony” di
Carmela Leggiero, in centro a Segusino, chiuderà. Ennesima chiusura che va a ridurre i servizi essenziali offerti so-
prattutto alle persone anziane. Il motivo sarebbe da imputarsi a due ragioni: una rigida burocrazia, che non fa di-
stinzioni tra grandi città e piccoli paesi di provincia, e la già nota decisione della signora Leggiero di intraprendere
una nuova attività lavorativa. «Le difficoltà incontrate in questi anni dall’edicola “Harmony” non sono di certo estra-
nee a tutti noi commercianti del paese», ricorda Lorena Coppe, titolare dell’adiacente Gastronomia Coppe, nonché
consigliere comunale di Segusino con delega ai rapporti con le attività commerciali. «Da quando ho aperto la mia
attività sono passati vent’anni, fin da subito mi sono messa in gioco per cercare di dare il meglio in termini di servi-
zio ai cittadini di Segusino - spiega Coppe - Certamente nel corso di un’attività, si sa, si incontrano periodi duri, altri
meno facili, alternati anche da belle soddisfazioni. Purtroppo però, l’ago della bilancia lo fa la clientela. In questi an-
ni con il susseguirsi delle aperture di centri commerciali, dei grandi supermercati con orari continuati per tutto il
weekend, la gente non viene più a spendere nel suo paese, determinando, con questo, effettivamente la morte del
centro». Di questo parere anche altri commercianti di viale Italia, la strada principale del paese, ritenendo ulterior-
mente che la cessata attività dell’edicola comporti per Segusino un grande vuoto nella vita e nelle attività del centro.
Alla fine del 2017 aveva abbassato le serrande anche il “casolin” di Mario Sartor, andato in pensione dopo ventidue
anni di attività. Il 25 marzo 2017 aveva chiuso invece la filiale di Unicredit, per questo l’amministrazione Paulon si
era a lungo prodigata per installare un Atm di prelievo contanti 24 su 24 in piazza Papa Luciani. Tuttavia, dopo
l’attivazione dello scorso 20 novembre, lo sportello era stato distrutto e svuotato da ladri ancora ignoti alle 2 di notte
del 15 dicembre 2018. «La signora Carmela, che ringrazio per gli anni di attività in paese - dichiara il sindaco Gloria
Paulon - ha recentemente intrapreso un’altra attività lavorativa. Certo che, solo con i giornali, si fa fatica a sbarcare
il lunario, conoscendo le condizioni imposte dai distributori. Mi auguro che si faccia avanti qualcuno con fantasia ed
intraprendenza - prosegue Paulon - che possa rilevare l’attività aggiungendo anche altre categorie merceologiche,
che servono sempre in un paese piccolo. Si sa che gli scenari di mercato cambiano ed anche le attività devono
evolversi con essi. Che sia facile, no di certo». Ci sono, però, delle novità sullo sportello Atm: «Abbiamo già indivi-
duato la nuova locazione con la ditta installatrice e verrà ufficializzata a breve», ha concluso il primo cittadino.
da “Qdpnews.it”, notizie online dall’Alta Marca Trevigiana, del 1° febbraio 2019

Riqualificazione completa. L’intervento costerà un milione. Il sindaco Zanolla: «Per quest’anno


abbiamo predisposto una serie di lavori che interessano anche i paesi».

Quero: palestra delle medie, lavori in vista


QUERO VAS. Oltre 7 milioni di euro di investimenti già finanziati per il 2019 per il Comune di Quero Vas. Un piano
delle opere pubbliche di tutto rispetto per l’Amministrazione del Basso Feltrino che mira alla realizzazione di grandi
opere, senza dimenticarsi però delle piccole come quelle legate alla manutenzione del territorio. La parte da leone
del piano opere pubbliche la fa il progetto di realizzazione della ciclabile che da Busche arriva a Fener (il Comune di
29 RASSEGNA STAMPA

Quero Vas è capofila per cui nel progetto rientra anche il tratto di Lentiai e quello di Alano). «Attualmente stiamo at-
tendendo l’ok al progetto dall’Unione Montana», spiega il sindaco di Quero Vas Bruno Zanolla. «Proseguiremo nei
prossimi mesi con le progettazioni definitive ed esecutive».
La palestra Un intervento importante che verrà realizzato il prossimo anno è quello della demolizione e rico-
struzione della palestra della scuola media; complessivamente parliamo di oltre un milione di euro finanziato dallo
Stato. «Stiamo attendendo solo che arrivi il decreto da Roma per andare avanti», afferma Zanolla. «Come ben sap-
piamo, costa meno demolire che adeguare un edificio; per questo, avendo le possibilità economiche, lo facciamo. È
evidente che un edificio realizzato ex novo permette una migliore efficienza e standard più elevati». Sempre in tema
edifici, sono in corso le procedure d’appalto per la riqualificazione energetica dell’edificio ex Eca di Quero (550mila
euro.
Le altre opere Nell’elenco anche interventi di manutenzione generalizzata sul territorio: dal potenziamento e alla
messa a norma dell’illuminazione pubblica in tutte le frazioni del comune al piano delle asfaltature (150mila euro di
asfalti che verranno eseguiti tra marzo, aprile e maggio), dagli interventi sul verde alla messa in sicurezza stradale
(100mila euro di barriere stradali a Cilladon). «Nella frazione di Scalon è prevista la sistemazione dell’ex scuola
elementare che diventerà un centro civico con l’obiettivo di creare anche lì un luogo dove i cittadini possano ritro-
varsi», chiude Zanolla. «Con lo stesso obiettivo stiamo valutando l’acquisto di un fabbricato che possa diventare
una sede civica per la frazione di Santa Maria».
da “Il Gazzettino” del 3 febbraio 2019

Tubo spaccato tra Campo e Schievenin:


strada a pezzi e spunta la vecchia discarica
ALANO DI PIAVE. Il tubo
dell’acquedotto si rompe, frana la scar-
pata e la strada che dalla frazione di
Schievenin nel Comune di Quero Vas
porta a quella di Campo ad Alano di
Piave: emessa un’ordinanza di chiusura
da parte del Comune di Alano. Dai primi
sopralluoghi effettuati sul posto infatti
sembra proprio che la causa dello smot-
tamento e del conseguente cedimento
della strada sia da imputare alla rottura
di un grosso tubo dell’acquedotto che
serve la frazione di Schievenin (Quero
Vas), il comune di Alano di Piave e la
Trevigiana. Un acquedotto datato che
negli ultimi anni ha creato diversi proble-
mi. La seconda ipotesi che si era deli-
neata nelle primissime ore ma che poi è
andata affievolendosi, è che a causa
delle forti piogge avesse ceduto il terre-
no sotto la tubatura causando quindi la
rottura del tratto di acquedotto.
Il sopralluogo Nel corso della mattinata, sul posto, si è recato il vicesindaco di Alano di Piave Angelo Zancaner per
rendersi conto in prima persona di quanto accaduto. «Il danno è notevole in quanto, da una prima analisi, sembra
che il tubo di grosse dimensioni, parliamo di circa 40/50 centimetri di diametro, si sia rotto, causando quindi lo smot-
tamento che si è portato via anche un bel pezzo di strada. Tutto il materiale è sceso a valle invadendo il terreno di
un privato e sfiorando una stalla con dentro degli animali. Abbiamo prontamente contattato il proprietario che ha
capito la situazione». Il primo problema da risolvere è quello dell’acqua. Sul posto sono giunti i tecnici di Ats, ente
gestore dell’acquedotto nel Basso Feltrino, che si sono messi subito al lavoro. Il personale reperibile ha provveduto
ad ordinare il pezzo che arriverà da Bologna; l’obiettivo è di ultimare i lavori entro la prossima settimana. Non ci sa-
ranno però disservizi idrici né per la frazione di Schievenin (Quero Vas) né per la zona di Alano di Piave e della
Trevigiana in quanto i tecnici Ats hanno creato un bypass sopra la strada che permette quindi il rifornimento idrico
delle abitazioni.
La strada Uno dei problemi più importanti da affrontare, soprattutto in chiave sicurezza, è quella della strada. «Par-
te della strada è rimasta al suo posto però non ci sono le garanzie di sicurezza: potrebbe franare ancora. Perso-
nalmente la situazione mi preoccupa molto», dichiara il vicesindaco. Abbiamo subito emesso un’ordinanza di chiu-
sura ed abbiamo transennato la strada per evitare che qualcuno decida di percorrerla. Si tratta però di una via mol-
to frequentata, soprattutto da chi va a camminare o a correre. Invito tutti loro a non scavalcare le transenne e a non
percorrere la via in quanto poco sicura». L’Ats si farà carico del ripristino della strada. È evidente però che ciò non
accadrà domani. Il vicesindaco non si sbilancia sulle tempistiche però ci vorranno parecchie settimane prima che la
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strada torni ad essere percorribile in quanto sarà necessario prima di tutto ripristinare il muro di sostegno e poi ripri-
stinare la strada.
La discarica Un danno importante che si somma ad un altro problema. «Fino agli anni ‘80 quella zona era una di-
scarica», spiega il vicesindaco. «Nulla di abusivo, voglio specificarlo bene; in quegli anni era normale portare i rifiuti
nelle valli. Il cedimento della strada e della scarpata sottostante ha quindi fatto riaffiorare le immondizie che sono
scese a valle». La società Ats si è già attivata e nei primissimi giorni della prossima settimana si recherà sul posto
con uno scavatore per cercare di portare tutto il materiale (massi, terra e rifiuti) in un angolo e poi, nel più breve
tempo possibile, verrà a prenderlo per portarlo via. Sarà quindi importante capire come smaltire i rifiuti e tutto il ma-
teriale.
da “Il Gazzettino” del 3 febbraio 2019

Valle di Schievenin: nessun inquinante


ALANO DI PIAVE. Si tratta per lo più di residui di plastica e vetro: nessun rifiuto inquinante è finito nella valle di
Schievenin. A confermarlo sono le analisi effettuate dall’Arpav che ha dato così via libera alla bonifica. Era il primo
febbraio quando un grosso tubo dell’acquedotto che corre sotto la strada che collega la frazione di Campo di Alano
di Piave a Schievenin di Quero Vas si era rotto. Il guasto ha causato uno smottamento del terreno, portando a galla
una vecchia discarica degli anni ‘80, e il cedimento della strada che è stata chiusa in via precauzionale per garanti-
re la sicurezza. «L’Arpav ha eseguito delle analisi sui rifiuti che sono venuti alla luce, confermando che si tratta di
nylon, plastica e vetro, nessun materiale pericoloso o inquinante quindi», spiega il vicesindaco di Alano di Piave
Angelo Zancaner. «L’Ats, l’ente gestore dell’acquedotto nel Basso Feltrino, ha quindi provveduto con una ditta
esterna e con alcuni lavoratori socialmente utili che il Comune ha messo a disposizione, a fare una raccolta di tutti i
rifiuti, differenziandoli». Un sospiro di sollievo quindi per tutti, soprattutto per il proprietario del terreno su cui i rifiuti
sono finiti e sulla quale fa pascolare il bestiame. L’altro grosso problema è quello del cedimento della strada. «L’Ats
provvederà a sistemare la strada, probabilmente sarà necessario realizzare un muro di contenimento in modo tale
che il terreno non ceda più. I tempi non saranno però brevi in quanto sarà necessario prima fare dei carotaggi e ve-
rificare la situazione di tutto il tratto», prosegue Zancaner. È una strada parecchio trafficata da persone che corrono
o vanno in bicicletta. Proprio per questo è stato deciso di circondare l’area con delle alte barriere e di riaprire solo
per loro la strada, permane il divieto per le auto. «Chiedo - conclude Zancaner - a chi la percorrerà di essere re-
sponsabile e di non mettere in pericolo la propria incolumità, sporgendosi o altro».
da “Il Gazzettino” del 12 febbraio 2019

Nel Veneto patria delle lenti. L’estero pesa sul 90% del fatturato ma Usa, Cina e Germania frenano.

E il distretto degli occhiali non vede la fine della crisi


Di lenti per scrutare i segnali mutevoli della congiuntura, in questo lembo del Veneto, un’ottantina di chilometri tra il
Basso Feltrino e il Cadore, passando per Agordo e Longarone, ne hanno in abbondanza. Non solo perché siamo
nel cuore del distretto degli occhiali, eccellenza del made in Italy, ma anche perché le industrie del settore vendono
sui mercati internazionali i nove decimi di quel che producono e quindi sono i punti d’osservazione ideali per misu-
rare la pressione dell’economia reale e provare a prevederne lo stato di salute nel futuro, quantomeno prossimo.
Qui, tra l’Alto Trevigiano e il Bellunese, la correzione al ribasso delle previsioni sul Pil nazionale sono la certificazio-
ne di ciò che i direttori commerciali delle aziende sanno da tempo. Perlomeno dall’autunno dello scorso anno: se-
condo i dati raccolti dalla Camera di Commercio di Belluno, nei primi nove mesi 2018 le esportazioni dell’industria
dell’occhialeria hanno registrato una flessione del 3,5%, che vanifica i progressi anche significativi (più 5,3%) degli
altri settori dell’industria locale. La tendenza non si è modificata nell’ultima porzione dell’anno, né in questo primo
scorcio del 2019. E siccome le esportazioni pesano per circa il 90% dei fatturati, è facile immaginare la frenata nei
conti delle imprese. Cosa è accaduto? Sono sensibilmente diminuite le vendite negli Stati Uniti, in Cina e in Germa-
nia, spiega il Monitor dei Distretti di Intesa San Paolo, e la buona performance delle vendite in Francia, Olanda e
Spagna non ha compensato. Sono in calo occhiali da sole e montature in plastica, cioè la fetta di gran lunga più im-
portante dell’export, e gli incrementi in doppia cifra delle vendite di lenti e occhiali da vista non bastano per tenere in
attivo il bilancio: è negativa (-1,5%), infatti, anche la variazione tendenziale. L’occhiale va peggio della media di
un’economia locale che stava appena rialzando la testa dopo gli anni della Grande Crisi, come testimoniano i dati
che più da vicino misurano la fiducia dei cittadini: le compravendite immobiliari, fino all’autunno, erano in crescita
(più 11,8%, il doppio della media nazionale), le immatricolazioni di nuove auto addirittura del 14%. Il punto è che
nell’Alto Trevigiano e soprattutto nel Bellunese l’occhiale è quasi tutto. Un colosso (Luxottica, ad Agordo), tre grandi
aziende (Marcolin e De Rigo, nella zona di Longarone, Safilo a Longarone e in altri tre siti produttivi nel Nord Est), e
almeno 250 piccole e medie imprese (12mila lavoratori). Parecchie produttrici ed esportatrici in proprio, 10, 20, an-
che 30 milioni di fatturato, tantissime nell’indotto. «Quando calano gli ordini dall’estero, l’onda si propaga a tutto il
settore», dice Mario Pozza, imprenditore e presidente della Camera di Commercio locale, «si comincia a lavorare
un po’ meno, si fermano i piani di assunzione, invece degli straordinari tutti i giorni si esce alle cinque del pomerig-
gio». Salvo la crisi della Safilo (nel 2018 le vendite sono scese sotto il miliardo e un’altra quarantina di posti di lavo-
ro sono in bilico) non risultano problemi occupazionali rilevanti. Ma certamente le spie rosse degli allarmi sono ac-
cese. «I numeri ci fanno riflettere e ci costringono a tornare a mettere in campo tutte le contromisure che da un paio
d’anni a questa parte credevamo di poter finalmente archiviare», ammette Lorraine Berton, titolare dell’occhialeria
31 RASSEGNA STAMPA

Arlecchino di Quero Vas e da pochi giorni leader degli industriali bellunesi. «La frenata si percepisce chiaramente,
gli ordini dall’estero sono più rarefatti, i magazzini che hanno merce da smaltire si prendono tempi più lunghi per le
scelte e i rialzi anche spettacolari degli anni scorsi sono ormai un ricordo». Dalle aziende del Bellunese sono usciti
proprio in queste settimane i Tir carichi di occhiali per la prossima estate, e negli uffici già si lavora alle collezioni del
2020. È il tempo delle stime, delle previsioni: «Io resto prudentemente ottimista - dice Berton - abbiamo goduto per
alcuni anni di numeri straordinari, un rallentamento fisiologico ci sta. Certo, possiamo serenamente escludere il
“nuovo boom economico” di cui hanno parlato alcuni esponenti del governo. Probabilmente il 2019 confermerà la
situazione di attesa di questi mesi, penso non sia azzardato pronosticare dati più o meno fermi sui valori del 2018».
Ed è tanta grazia che le aziende degli occhiali vendano all’estero quasi tutto quel che producono: «Perché se lavo-
rassimo prevalentemente in Italia allora sì sarei veramente preoccupata».
da “la Repubblica” del 7 febbraio 2019

La sfida di Amerigo, in Vespa fino al Gran Sasso


QUERO VAS. Amerigo Schievenin di Quero Vas in sella alla sua Vespa 50 sta affron-
tando il “crazyitalianrally winter”, una corsa non competitiva con partenza da Biella e
arrivo a Castel del Monte (L’Aquila). Un’avventura impegnativa per il vespista feltrino
che si troverà ad affrontare strade tortuose e ghiacciate, ma con la voglia di divertirsi e
di spingere al massimo la sua due ruote. Il “crazyitalianrally winter” è un percorso con
quattro check point sui passi. Comincia ai piedi delle Alpi e si snoda lungo la dorsale
appenninica per terminare alle pendici del Gran Sasso. La particolarità di questa corsa
è che deve essere portata a termine in soli tre giorni. Il comun denominatore di questa
versione del rally è la montagna: l’80% del percorso si svolge su stradine di montagna
in quota e si affronteranno innumerevoli salite e discese con temperature molto basse.
Una bella sfida che Amerigo Schievenin, 46enne molto conosciuto nel tessuto sociale
ed associazionistico, ha deciso di affrontare. E le difficoltà non hanno tardato ad arriva-
re. Partito da Quero Vas, prima di arrivare a Oropa la sua vespa 50 Piaggio ha re-
gistrato due guasti meccanici. Prontamente risolti da Schievenin, ieri mattina è giunto
alla partenza in perfetto orario. E via alla gara che lo ha portato ieri pomeriggio al primo check point, sulla Cisa; il
tutto nonostante la marmitta rotta dopo aver centrato una buca e riparata con un po’ di fil di ferro. Chi volesse segui-
re l’avventura di Amerigo potrà collegarsi al link https://www.crazyitalianral-ly.com/it/crazy-live/.
da “Il Gazzettino” del 9 febbraio 2019

Un servizio in più per i residenti, ma soprattutto per i turisti che visitano o passano
per il comprensorio. La soddisfazione della sindaca Bogana per aver intercettato il contributo europeo.
A carico del Comune restano le spese accessorie e la ricerca di un gestore.

Alano: frazioni e centro in un clic,


10 punti wi-fi entro l’estate
ALANO DI PIAVE. Internet a portata di tutti. In arrivo ad Alano di Piave dieci punti wi-fi ad accesso libero che sa-
ranno posizionati in alcuni siti strategici anche nelle frazioni più periferiche del comune. Un progetto importante che
ha da una parte l’obiettivo di abbattere il divario digitale che ancora permane in tanti territori e, dall’altra, di offrire un
servizio in più ai turisti che visitano il comune del Basso Feltrino. Un progetto che si è reso possibile grazie a un fi-
nanziamento europeo. Alano è l’unico comune della provincia di Belluno ad averlo ottenuto.
L’investimento Il progetto prevede l’installazione di dieci punti, sia interni che esterni, da cui gli utenti avranno la
possibilità di avere l’accesso libero ad internet. «Non sono ancora stati individuati tutti i 10 punti in cui andremo ad
installare il wi-fi», spiega la sindaca di Alano di Piave Serenella Bogana. «Saranno privilegiate le piazze periferiche
per dare la possibilità a chi abita nelle frazioni più lontane di usufruire di questo servizio. Inoltre si terrà conto di al-
cuni luoghi interni come la sala delle associazioni o ad altre sale che il Comune mette a disposizione dei volontari».
Bogana non nasconde la sua soddisfazione: «Per il Comune aver intercettato questa possibilità europea è motivo di
soddisfazione: molti abitanti potranno così utilizzare un servizio che oggi è diventato anche strumento di lavoro, ma
ricadute positive ci saranno anche per i turisti che arrivano da queste parti». L’obiettivo dell’amministrazione comu-
nale è quello di installare questi dieci punti entro l’inizio dell'estate.
Le risorse Questo importante progetto è stato possibile grazie all’intercettazione di un contributo di 15mila euro,
proveniente da fondi europei. Il Comune avrà a carico solo le spese accessorie. «La parte più consistente del lavo-
ro è ora individuare una società che gestisca poi concretamente questo servizio», prosegue Bogana. Il Comune di
Alano è l’unico in provincia e non è quindi possibile fare delle valutazioni comparate in termini di preventivo, alcune
richieste per gestire il servizio sono già arrivate al Comune anche dalla Germania. Se ci fossero più enti a dover
trovare un gestore faremmo “massa critica” e quindi i costi si abbasserebbero». Proprio perché più si è, più i costi si
abbassano, il Comune di Alano sta attendendo di vedere se, nel prossimo bando, saranno finanziati altri comuni
della provincia di Belluno in modo da potersi accodare».
da “Il Gazzettino” del 17 febbraio 2019
32 LETTERE AL TORNADO

Giancarlo De Faveri in pensione

Dal 1° novembre 2018 Giancarlo De Faveri, classe 1960, di Uson, è in pensione e lo scorso 10 febbraio ha pensa-
to bene di festeggiare l’agognato traguardo in compagnia di familiari, ex colleghi di lavoro e amici presso il ristoran-
te-pizzeria “La Miniera” di Vas. Nelle foto, alcuni momenti della festa della pensione.

Novità all’ “Estetica Elisir” di Fener


L’ “Estetica Elisir” di Elisa Marchet, a Fener di Alano di Piave, ha il piacere di comunicarvi che con l’inizio del me-
se di marzo all’interno del centro estetico potrete trovare una nuova attività: “Incanto” di Erika Castellan. Due figure
professionali specializzate in diversi campi dell’estetica che si fondono assieme per la cura del vostro corpo e il be-
nessere dell’anima: Elisa vi seguirà in tutti i trattamenti viso e corpo (compresa l’epilazione), nel massaggio, nei trat-
tamenti specifici per i piedi e nella riflessologia plantare; Erika invece sarà a vostra disposizione per manicure e pe-
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