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Quindicinale

Anno XL

26.04.2018
Numero

702
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

A Campo ricordato Egidio Forcellini - pag. 1/2/3


Linea Verde a Caorera - pag. 4
Inaugurato il nuovo Birrificio di Quero - pag. 5
Il nostro grazie a Martino Durighello - pag. 8
Testamento biologico - pag. 24/25
Chiuso in redazione il 16.04.2018 - Prossima chiusura il 30.04.2018
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER-ALANO di PIAVE (BL). DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Mazzocco. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Ales-
sandro Bagatella, Ivan Dal Toè, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Andrea Tolaini.
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1 CRONACA

A Campo ricordato Egidio Forcellini


di Silvio Forcellini
Domenica 8 aprile a Campo, nell’ambito delle celebrazioni nei 250 anni dalla morte, è
stato ricordato Egidio Forcellini, “il principe dei lessicografi”. Una Santa Messa in
memoria è stata celebrata da monsignor Giampaolo Dianin, rettore del Seminario
Vescovile di Padova, coadiuvato da don Roberto Ravazzolo e don Francesco Setti-
mo, messa “animata” dalla Schola cantorum di Alano e dal Coro parrocchiale di
Campo. Al termine della funzione, in una chiesa gremita, ha preso la parola don Ra-
vazzolo, presbitero diocesano, membro del Coordinamento Pastorale Diocesano, de-
legato vescovile presso la Pastorale Universitaria, rettore presso la Chiesa di Santa
Caterina e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, professore presso il Semi-
nario Vescovile, direttore presso il Centro Universitario e Residenza Dottorale e pres-
so la Facoltà Teologica del Triveneto. Don Ravazzolo ha tratteggiato la figura e
l’opera del Forcellini con estrema semplicità ma, al contempo, con estrema incisività
ed efficacia. Dalle sue parole è emersa con forza e chiarezza la straordinaria cultura
ed intelligenza del Forcellini, pari però alla sua umiltà e modestia (come è stato sotto-
lineato anche da monsignor Dianin durante l’omelia; non a caso il Forcellini diceva di
sé: «Io non intendo di fare al mondo comparsa di letterato, ma d’ignorante quale sono: anzi desidero di non compa-
rire per nulla»). Soffermandosi sul Lexicon Totius Latinitatis, l’opera “titanica” che impegnò il nostro conterraneo per
circa quarant’anni della sua vita e di cui una copia faceva bella mostra di sé sulla balaustra della chiesa di Campo,
don Ravazzolo l’ha definito “uno strumento innovativo”, tanto più se rapportato al suo “predecessore”, il Calepino
“vecchio” di due secoli. Tanto per capirci, il Lexicon non è un semplice dizionario come quelli che utilizzavamo al li-
ceo, ma “un dizionario latino scritto in latino”, per la cui compilazione il Forcellini consultò un numero sterminato di
testi classici custoditi nella biblioteca del Seminario di Padova, per attribuire così alle singole parole il loro esatto si-
gnificato a seconda del contesto. Un metodo di lavoro meticolosissimo, quello del Forcellini, che - ha tenuto a speci-
ficare don Ravazzolo con una certa ironia - dovrebbe essere preso d’esempio ancor oggi, in quest’epoca di “fake
news”. Il Forcellini però non vide stampato il “suo” Lexicon, uscito dalla tipografia del seminario patavino nel 1771,
tre anni dopo la sua morte sopraggiunta il 5 aprile 1768 nella sua casa ai Faveri; d’altronde - chiudeva il suo inter-
vento don Ravazzolo - il suo era un lavoro per i posteri (in primis, per gli allievi del seminario patavino), un po’ come
l’ulivo che poi è stato piantato all’esterno della chiesa di Campo dove riposa Egidio Forcellini, che verrà visto da fi-
gli, nipoti, pronipoti e che ricorderà così, a chi verrà dopo di noi, la figura e l’opera dell’illustre latinista e lessicografo
figlio di questa terra. Terra che, assieme alla sua famiglia, fu determinante - “più del seminario” - nel forgiare il ca-
rattere del Forcellini. Ai giovani, nel suo saluto ai presenti, si è rivolto anche il sindaco di Alano Serenella Bogana,
annunciando una serie di iniziative in cantiere che contraddistingueranno questo 250° dalla morte e che interesse-
ranno le scuole locali. Per far giustamente conoscere - concludeva il sindaco citando il titolo di un bel libretto della
maestra Maria Prest - “un grande uomo di un piccolo paese”. Questa bella giornata in ricordo del Forcellini si è infi-
ne conclusa con un rinfresco per tutti gli intervenuti, giornata che è stata promossa da Comune di Alano di Piave,
Parrocchie di Alano di Piave, Campo e Fener, Chiesa di Padova, Università adulti e anziani “Conca del Piave”,
Schola cantorum di Alano e Coro parrocchiale di Campo, Pro Loco di Alano di Piave e di Fener, Circolo Acli di
Campo.
2 ATTUALITÀ

«Egidio Forcellini, grande latinista e grande


uomo fattosi piccolo per naturale modestia»
a cura di Silvio Forcellini
Domenica 8 aprile, nel corso del ricordo dedicato a Campo alla figura e
all’opera di Egidio Forcellini, ci si è spesso soffermati sull’umiltà e sulla
modestia dell’illustre lessicografo, due delle peculiarità del suo carattere.
In internet ci siamo imbattuti in un interessantissimo articolo del professor
Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia e insegnante in un
liceo di Pieve di Soligo, che prende spunto proprio dall’umiltà e dalla
modestia del Nostro per tracciarne un eloquente ritratto. Lo proponiamo
di seguito a beneficio di tutti i lettori del Tornado.

Vi sono delle nature dolci, riservate, modeste, riluttanti a qualunque forma


di pubblicità o di ostentazione, irriducibilmente riservate pur senza essere
umbratili o scontrose, anzi bonarie, pazienti, comprensive, che non si
preoccupano né si adombrano se altri le sorpassano nel giudizio del
mondo, magari non per meriti superiori, ma semplicemente per l’attitudine
a una certa qual disinvolta spregiudicatezza; nature che si appagano
della tranquilla coscienza di sé e del sereno perseguimento del proprio
dovere, aliene da ogni eccessiva ambizione, costanti e pacate nella loro
spontanea affabilità. Ebbene, una di queste anime fu quella di Egidio
Forcellini, insigne latinista, filologo e lessicografo, nato nel piccolo borgo
di Fener in comune di Alano di Piave (provincia di Belluno), là dove il fiume si restringe per l’ultima volta tra i monti
prima di stendersi a valle, il 26 agosto 1688, e morto a Fener il 5 aprile 1768, poco prima di compiere ottant’anni.
Fratello maggiore di Marco (Fener, 25 aprile 1712 - Susegana, 27 novembre 1794), poeta e scrittore di buon nome,
già membro dell’Accademia dei Granelleschi dei fratelli Carlo e Gasparo Gozzi, indi magistrato della Repubblica di
Venezia, Egidio Forcellini proveniva da una famiglia contadina, ma possedeva intelligenza e attitudine allo studio,
riuscendo a entrare, nel 1705, nel seminario di Padova, istituto che godeva allora anche di un indiscusso prestigio
culturale e dove conobbe il celebre lessicografo Jacopo Facciolati (Torreglia, 4 gennaio 1682 - Padova, 26 agosto
1769), di sei anni più anziano, che gli fu amico e, in un certo senso, maestro. In un certo senso. Perché il Facciolati
(il cui vero nome era, in realtà, Fasolato) gli fu guida e ne fece un validissimo collaboratore, essendosi il Forcellini
fin da subito distinto per l’eccellente predisposizione allo studio del latino; ma vi è qualche ragione di pensare che
ne abbia anche un tantino sfruttato la buona volontà e l’infaticabile dedizione al lavoro, arrivando ad assumersi il
merito della ciclopica fatica e della geniale opera di erudizione che vide la luce nel 1771 (dopo, quindi, la morte
dello sfortunato autore) che va sotto il nome di Lexicon totius latinitatis e che segna un vertice assoluto della
lessicografa latina, di cui rappresenta una svolta rispetto ai modelli allora in auge, come il Dictionarium latinum di
Ambrogio Calepino, nonché una profonda ristrutturazione metodologica. Il bello è che già in precedenza il Facciolati
aveva mostrato la tendenza a utilizzare il lavoro del suo allievo senza rendergli il dovuto riconoscimento, e questo
per ben due volte: allorché venne pubblicata una nuova edizione del Calepino, nel 1718, e, poi, allorché fu data alle
stampe una imponente Ortografia italiana, nel 1721. In entrambi i casi la fatica era stata quasi tutta del Forcellini,
ma il suo nome non era comparso nemmeno nelle pagine interne, mentre il nome del Facciolati era apparso come
quello dell’unico estensore. Un comportamento quanto meno discutibile, anche se tutt’altro che insolito e niente
affatto passato di moda, se è vero - come è vero - che così fan tutti, o quasi tutti, i professori universitari dei nostri
giorni, allorché sfruttano senza tanti complimenti il sudato lavoro dei loro studenti ed assistenti, facendolo
bellamente passare come proprio. Così ne ricorda l’amabile figura il saggista Nello Vian, nato a Vicenza nel 1907 e
morto a Roma, nel 2000, segretario della Biblioteca vaticana e poi segretario generale dell’Istituto Paolo VI di
Brescia (in: N. Vian, Il leone nello scrittoio. Aneddoti e curiosità letterarie, Reggio Emilia, Città Armoniosa, 1980, pp.
91-3): «Il Lexicon totius latinitatis, un monumento della lessicografia di tutti i tempi, vide la luce per la prima volta nel
1771. Quattro volumi in folio, 5.700 colonne di stampa. Ne era stato autore un prete cultore dell’umiltà, Egidio
Forcellini, che si amava insignire solo del titolo di “alunno del Seminario di Padova”. La storia dell’impresa merita di
essere presentata, per esemplarità. Nativo di un paese di poche case, Fener, nella ristretta piana tra il Piave e il
Grappa, il Forzelin (come è la grafia originaria, derivata con probabilità del lavoro artigiano) era di famiglia
contadina che si tramandava uno stemma. Ma questa “arme di casa”, come egli la chiamava con ironia certa,
appare così oscura che non si distingue più nel dipinto, quanto nella sua vita. Con la retta dei poveri, entrò a sedici
anni nell’istituto che avrebbe accresciuto di fama, e presto si guadagnò la mensa, servendo («cum onere
inservienti»). Un illustre maestro gl’infuse il gusto del latino, e in cambio ne ottenne una servitù senza condizioni, di
cui pare si sia valso anche troppo («ladro non era, ma usurpatore un po’», scrive il Tommaseo, questa volta con
qualche ragione). Occasione, non sola, fu la rifusione di un vecchio vocabolario latino, spesso «coctus et recoctus»,
il Calepino. I quattro anni di fatica dell’alunno vennero riconosciuti dal maestro nella prefazione appena con
l’accenno che il sasso era stato rotolato «non sine ope strenuissimi adolescentis». Dopo l’esperta ricottura, sorse
l’idea di un rifacimento totale. Il Forcellini lo mise in cantiere con tutto l’impegno. In sei anni lo portò alla voce
“comitor”, ma in una successione di governo il nuovo vescovo dovette ritenere l’opera eccessiva per la proporzione
3 ATTUALITÀ

e la spesa. “Licenziato a forza”, l’artefice fu rispedito alle sue montagne, dove tenne sette anni la direzione del
seminario di Ceneda. All’arrivo di un altro vescovo, tornò a Padova, e si rimise al “tavolo calepinario”, come
modestamente chiamava la sua industriosa officina. Nel 1742 era giunto a “pone”, ma la nomina a confessore del
grosso seminario gli sottrasse praticamente il tempo per andare avanti. «Il mio Calepino sta male, al solito
interrotto, impedito quasi ogni dì, costretto a camminare colle tartarughe», scriveva, con umorismo non recriminante
né commiserante. Dopo nove anni, nel ‘51, liberato dall’ufficio, con una tirata finale di sedici mesi, riuscì a portarlo a
termine. Altri due anni richiese la rilettura, e otto la trascrizione fatta da copista in sedici volumi. Ma l’opera, di quasi
intera una vita, non andò ancora alla stampa. Né si sa che l’autore dimostrasse impazienze e risentimenti. A
settantasette anni, nel gennaio 1765, domandò di tornare dove era nato, in quel «meschino paese della miseria,
quasi fuori del mondo» (parole sue), e l’ottenne per grazia, con annui ducati cento. Visse tre anni, ancora, umile tra
umili, conforme al suo “costume aureo e puro”, elogiato da uno dei suoi vescovi. Si dilettava in lavori di artigianato,
e tra casa e campi, dove andava a “piccar” l’uva. Del suo sapere, il grande vocabolarista diceva che, se pur c’era,
era “scienza di parole”, nel senso inferiore che “l’imitazione di Cristo” le assegna in paragone al primato delle opere.
E protestava: «Io non intendo di fare al mondo comparsa di letterato, ma d’ignorante quale sono: anzi desidero di
non comparire per nulla». Con l’usata reverenza ricordò quel suo troppo esigente maestro, il Facciolati, nella
prefazione lasciata per il lessico, e vietava che altri lo pungessero in sua presenza, perché sentiva che «ciò punge
l’anima». Non mancava, per sua natura, di spirito. Sotto il ritratto alquanto florido dell’autore di un “Direttorio
mistico”, scrisse il versetto di Giovanni “non giudicate dalle apparenze”, in greco. D’un piovano, un omonimo
Forzellini, notò con esatti termini “la ventraia smoderata fuori di piombo”. Un nipote che vestiva con qualche
eleganza temeva che avesse a diventare “nepos”, che latinamente vale anche scialacquatore. Ma il suo gusto era
nella fede e carità, espresse con semplici sentenze, come “spes mea certa Deus”, “donar bisogna tutto a Dio”. Della
sua latinità non si serviva più che a effondere la contrizione, in distici. Morì il 5 aprile 1768, martedì dopo Pasqua,
alla vigilia degli ottanta, e fu sepolto da povero, «non avendogli trovato potere maggiore». Questo principe dei
lessicografi non vide la stampa del suo grande dizionario, che andò in tipografia solo dopo la sua morte, e si
pubblicò con la data del 1771. Il titolo, dato da altri, sarebbe apparso a lui certo troppo ampio. Non si sa per
determinazione di chi, il nome del reale autore venne preceduto, ancora, da quello dell’iniziale maestro, con
qualche incongrua ambiguità sulle parti: Totius latinitatis lexicon, consilio et cura Jacobi Facciolati, opera et studio
Aegidii Forcellini. Sbaglierebbe, tuttavia, chi volesse ascrivere la bonomia, l’umiltà, l’assoluta mancanza di
ambizione del Forcellini a semplice mitezza di carattere, a naturale ripugnanza della celebrità, a dolcezza e
tolleranza nei confronti dell’ambizione del maestro e dell’amico. No: nella sua modestia, nella sua serena
accettazione di un ruolo marginale, anzi, del mancato riconoscimento pubblico del suo enorme lavoro filologico -
perché, almeno in privato, vogliamo credere, e quasi sperare, che il Facciolati non sarà stato altrettanto avaro - vi è
qualche cosa di più e di diverso. Qualcosa, crediamo, che non ha tanto a che fare con la naturale predisposizione
del suo carattere, o, almeno, non solo con essa, ma con un afflato di autentica spiritualità, di autentica religiosità, di
autentico abbandono in Dio: perché chi possiede un tale spirito - come lo possedettero generazioni e generazioni di
studiosi, di artisti, di scienziati del Medioevo - non persegue la propria gloria, né si cura dell’ammirazione del
mondo, ma persegue soltanto e unicamente la gloria di Dio, di cui si ritiene un modesto, e fors’anche indegno,
strumento. Un servo inutile, secondo la definizione del Vangelo, si riteneva Egidio Forcellini: aveva risposto con
umiltà e dedizione totale al richiamo divino, ma sapeva di non aver fatto nulla con le proprie forze e di essere stato
nient’altro che un operaio al servizio d’un disegno più grande: da ciò la sua mansueta disponibilità a ritornare
nell’ombra, la sua aspirazione alla quiete del paese natìo, lontano dagli onori e dalla fama del mondo; da ciò la sua
serenità interiore, il suo equilibrio, la sua assoluta mancanza d’invidia o di amarezza. Da ciò, ancora, la sua
inclinazione alla vita semplice, la naturalezza con cui seppe passare dallo scrittoio dell’erudito ai lavori della vigna e
dell’orto, dal seminario della città famosa, ove era pur qualcuno, all’anonimato di un villaggio ai piedi delle Prealpi,
in cui non c’era un’anima che potesse comprendere e apprezzare il suo valore di latinista; e da ciò, per ultimo - ma
non da ultimo - la sua assoluta dirittura e benevolenza, per cui non tollerava che, in sua presenza, si dicesse
alcunché contro il suo invadente e non troppo scrupoloso maestro, perché il suo cuore era troppo limpido per
contenere la mala pianta del risentimento e troppo grande per albergare i germi dell’invidia o della gelosia. Era,
insomma, un vero cristiano, come ne ha prodotti tanti, nel corso del tempo, la società contadina pre-moderna,
particolarmente nel Nord-Est d’Italia: galantuomini dello spirito, umili membri di una “civica Dei” che viveva accanto
alla città degli uomini, dominata dall’ambizione e dalla malizia, anzi intrecciata ad essa, e tuttavia radicalmente
diversa da essa, quanto sono diverse le spighe di grano dalle ortiche e dalle erbacce che si mescolano in mezzo a
quelle: uomini e donne che, probabilmente, sono ancora fra di noi, accanto a noi, che incrociano i loro passi con i
nostri, ma che noi, il più delle volte, non sappiamo vedere, né riconoscere, proprio perché non fanno rumore, si
muovono in punta di piedi e fanno del bene con estrema semplicità, con pudore, quasi con ritrosia, e intanto
contribuiscono a rendere più lieta e amabile anche la nostra vita, senza che noi ce ne accorgiamo. L’albero buono
non può dare frutti cattivi, e viceversa. Vi sono ideologie che promettono la pace, la giustizia, la libertà, ma intanto
camminano sulle gambe di uomini e donne meschini, prepotenti, ambiziosi, che seminano dolore e amarezza
intorno a sé; e vi sono ideologie che non promettono il Paradiso in terra, perché vedono l’uomo così com’è, ossia
incapace di trasformarsi, da solo, in un angelo, ma che indicano, nondimeno, la via del Bene, perché lo vedono
anche come può diventare, se si lascia guidare da un Amore più grande: e sono queste ultime che producono una
messe copiosa di uomini e donne di pace, portatori di autentica comprensione fraterna e messaggeri di perdono e
riconciliazione. Rendiamo omaggio, pertanto, in Egidio Forcellini, non solo allo studioso esimio e disinteressato; non
solo all’uomo buono e mite, lieto di qualunque sorte venga da Dio; ma anche a quella religione e a quella cultura
che hanno saputo produrre, nel corso della storia, tanti uomini e donne di tal fatta.
4 CRONACA

Linea Verde per il centenario


Visita anche nel Basso Feltrino, a Caorera
Linea Verde ha ricordato il centenario della fine vittoriosa della Prima Guerra Mondiale Domenica 15 aprile. Daniela
Ferolla e Patrizio Roversi si sono mossi in Veneto tra il Monte Grappa ed il Piave, i luoghi della "guerra di posizione" e
della controffensiva italiana contro l'esercito austriaco. A un secolo da quegli avvenimenti la Grande Guerra occupa
ancora uno spazio importante nella memoria collettiva delle persone che abitano queste terre e resistono a distanza di
tanti anni innumerevoli tracce e monumenti che la ricordano. Queste testimonianze, spesso collocate in scenari natura-
li meravigliosi, sono oggi degli importanti segni della memoria che ancora emozionano. Dalla trasmissione abbiamo ri-
preso alcuni fotogrammi che testimoniano il passaggio in zona della squadra di Linea Verde, che ha visitato il museo
del Piave “Vincenzo Colognese” a Caorera, la distilleria “Le Crode” e il caseificio di Busche. A Bassano, sul ponte, si è
esibito il coro Ana di Feltre e fra i coristi figura Guerrino Perenzin, nostro abbonato e per tanti anni sostenitore della
nostra pubblicazione con inserti pubblicitari della sua attività imprenditoriale di fabbricazione di lampadari.

In foto, dall’alto da sx: Il conduttore Roversi al Museo del Piave con Diotisalvi Perin, anima del Museo; una ripresa
all’interno del museo con i volontari all’opera; l’affresco sul muro della distilleria “Le Crode”; Roversi e il titolare della di-
stilleria: Vincenzo Agostini, mentre “assaggiano” il profumo della grappa, riscaldata sfregandola sul palmo delle mani;
all’interno del caseificio “LatteBusche” e, infine, inquadratura del coro Ana di Feltre con Guerrino Perenzin al centro
della foto, in seconda fila.
ATTUALITÀ

I documenti d’identità: pensiamoci per tempo!


L’estate arriverà presto e ci sarà il tempo di concederci qualche viaggio/vacanza. Ma abbiamo i documenti di identità in
ordine, validi per l’espatrio? Meglio controllare e pensare al rinnovo per tempo, per non trovarci nell’impossibilità di par-
tire o, peggio ancora, bloccati in frontiera. Per la carta di identità cartacea ci vuol poco ad averla, ma la versione elet-
tronica si fa su appuntamento ed arriva per posta dopo circa sette giorni lavorativi dalla registrazione. Il passaporto, in-
vece, richiede ancora più tempo ed è meglio preventivare un mese prima di averlo in mano dal momento della
registrazione in Questura. Per le carte di identità si possono chiedere informazioni ai propri uffici comunali, mentre per
il passaporto si trovano spiegazioni e modulistica anche sul sito della Questura. Attenti anche alle foto: devono es-
sere recenti, vale a dire non più vecchie di sei mesi e fatte secondo le norme Icao, come indicato dal Ministero
dell’Interno. Un bravo fotografo dovrebbe conoscere queste norme. Basterà che specifichiate che la foto tessera vi
serve per il passaporto. Per la carta di identità valgono le medesime caratteristiche. Attenti alle scadenze, dunque!
5 CRONACA

Per Emil Bagatella e Adriano Mondin è un sogno che si avvera.


Tra i tanti tipi di birra prodotti, ce n’è uno dedicato anche al nostro giornale.

Inaugurato il nuovo Birrificio di Quero


di Silvio Forcellini

Un sogno che si avvera. Sono passati otto anni (era il 2010) da quando due amici queresi, Emil Bagatella e
Adriano Mondin, iniziarono quasi per scherzo - ma con grande passione - a produrre birra artigianale. Ma visto
che il prodotto incontrava il gusto degli appassionati, che cominciarono ad acquistarlo in quantità sempre maggiori,
emerse ben presto l’inadeguatezza del piccolo birrificio, situato in origine all’imbocco del ponte sul Piave che colle-
ga Quero e Vas. Da qui l’idea di un nuovo luogo di produzione, più adatto alle sopravvenute esigenze. I lavori di co-
struzione, in una nuova area sempre a ridosso della “Feltrina” e nei pressi della zona industriale querese, iniziarono
quindi nel novembre del 2016, per terminare il mese scorso. E martedì 27 marzo 2018, con il rituale taglio del na-
stro, l’agognato e meritato traguardo è stato finalmente raggiun-
to, con grande soddisfazione di Emil e Adriano. Nella nuova area
in via Feltre 23, che dispone anche di un ampio parcheggio, ora
sorge un birrificio di 500 metri quadrati destinato alla produzione
(peraltro attivo già dall’ottobre 2017), con una potenzialità che
oscilla tra i tremila e i quattromila ettolitri all’anno. E una birreria
di 300 metri quadrati, con circa 130 posti a sedere e una cucina
aperta sia a pranzo (con menù fisso, tre primi e tre secondi) sia
a cena (con menù più “rustico”). Nella sala - molto calda e acco-
gliente, grazie anche al molto legno utilizzato - si può quindi
pranzare o cenare ma, ovviamente, anche assaporare con la
dovuta calma - e a prezzi davvero contenuti - i numerosi tipi di
birra prodotti in loco. Ben venti, infatti, sono le spine a disposi-
zione dei clienti (di cui due a pompa). Otto contengono le birre
“tradizionali”, quelle che hanno accompagnato l’intera avventura
imprenditoriale di Emil e Adriano, mentre dodici quelle “stagionali”, che si alterneranno a seconda dei periodi. Tra
queste anche la birra “Tornado”, dedicata espressamente al nostro giornale, “birra a bassa fermentazione aroma-
tizzata al peperoncino “habanero”, che presenta color chiaro, gusto pulito e profumo caldo ed avvolgente del pepe-
roncino”. Ringraziando Emil e Adriano per il pensiero, non possiamo non sottolinearne il coraggio nell’affrontare una
sfida di tale portata in un momento storico non certo favorevole, augurando a loro e all’intero staff del Birrificio di
Quero (che conta al momento di una quindicina di persone) buon lavoro e un futuro…a tutta birra. Per concludere,
ricordiamo che il locale querese è aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 6 del mattino (per le prime colazio-
ni) fino alle 2 di notte (per un’ultima birra in compagnia). Per informazioni o prenotazioni: tel. 347 504 8761. Oltre
alla birreria di Quero, resta aperta anche quella di Busche, rilevata da Emil e Adriano nel 2014.

(foto di Cristian Icia Bagatella, tratte da Facebook)


6 CRONACA

Andrea Tolaini a Milano


per i 110 anni dell’Inter
di Sandro Curto
Mese di marzo indimenticabile per il
nostro collaboratore Andrea Tolaini
che, oltre a raggiungere l’importante
traguardo dei quarant’anni (auguri!)
con festa a sorpresa organizzata da
familiari e amici al bar “Piave” di Car-
pen, ha avuto il privilegio di essere
invitato il 9 marzo a Milano per i 110
anni dell’Inter grazie al suo impegno,
poi lasciato, di coordinatore di buona
parte degli Inter Club del Veneto e di
quello da presidente del locale Inter
Club “Massimo Moratti” con numeri
record di tesserati. Naturalmente Andrea non si è lasciato sfuggire l’occasione ed è partito a razzo per la città me-
neghina dove, con una certa emozione, ha potuto passare una giornata incontrando personaggi che hanno fatto la
storia nerazzurra come Moratti, Mazzola, Corso, Zanetti e molti altri. Nelle foto, Andrea con Massimo Moratti, San-
dro Mazzola e Javier Zanetti.

A convivio i nati
nel gennaio 1948 di Quero
(S.C.) L’iniziativa di radunare i nati del gennaio 1948 di Quero era partita
alcuni anni addietro da Sergio Carelle e non poteva di certo fermarsi in
questo 2018 con l’importante traguardo dei 70 anni appena raggiunto. E
così l’appuntamento è stato rinnovato sabato 3 marzo all’agriturismo “Le
Mesine” di Valdobbiadene. Nella foto a destra, “i
magnifici sei” con, da sinistra, Antonio Corrà, Silva-
no Mazzocco, Angelo Santoni, Bruno Andreazza,
Giovanni Andreazza e Sergio Carelle.

Primavera e…primavere
Nella competizione anagrafica, il primato va a lei, a Silvia Dalla Favera, con le sue 95 (qua-
si 96) “primavere” (nella foto a sinistra). Onore al merito! Per quarant’anni concittadina fene-
rese (ora risiede a Feltre), Silvia ha il piacere - dalle pagine del Tornado - di inviare ideal-
mente una cartolina di cordialità e di auguri…“di lunga vita” a tutti i cari feneresi conosciuti e
ai loro familiari.

Accadde nel 1998


a cura di Sandro Curto
GUIDO LIO SINDACO DI SEGUSINO Con il 51% dei voti contro il 29% della lista “Nuovo Impegno per Segusino” di
Renzo Zanella e il 20% della lista “Insieme per Segusino” di Giovanni Vardanega la lista “Lega Nord/Liga Veneta e
Segusino Indipendente” vince le elezioni comunali di Segusino indette dopo il commissariamento del Comune cau-
sato dalle dimissioni del sindaco precedente Antonio Stramare. Nuovo sindaco diventa Guido Lio con assessori
Giuliana Serafini e Giovanni Cappellin.
PIAVE TEGORZO SALVA Con un pareggio all’ultima giornata sul campo del Valdosport, la Piave Tegorzo, allenata
da Mauro Dal Canton, conquista una storica salvezza nel campionato di Seconda Categoria. Grande protagonista
anche in questa stagione Fabio Polloni con 14 reti all’attivo.
MUORE LUIGI STEFANI Dopo una lunga malattia muore, nella primavera 1998, il professore Luigi Stefani, sindaco
di Quero dal 1970 al 1980 e a lungo insegnante di francese alle scuole medie di Alano. Il Tornado n. 344 gli dedica
la prima pagina con un articolo di Doriano Dalla Piazza che ne evidenzia le doti umane e la figura politica.
7

Il gruppo “Fener I Giovani” propone il tradizionale

PIC-NIC

Il gruppo “Fener I Giovani” propone il tradizionale


ALLA CROCE DEL PIAJO
MARTEDI’ 1° MAGGIO 2018

PIC-NIC PROGRAMMA
ore 8.00: ritrovo dei partecipanti a Fener, in Piazza Dante,
e partenza verso la Croce del Piajo
ore 10.00: “merenda” alla Croce del Piajo
ore 12.00: super-grigliata
con pollo, costesine, salsicce, braciole, polenta e…vino a volontà

ALLA CROCE DEL PIAJO


pomeriggio in allegria

(chi vuole, può raggiungere la Croce del Piajo


per suo conto e nell’orario che preferisce)

prenotazioni entro venerdì 27 aprile 2018


presso la “Gelateria Due Valli” di Fener
o rivolgendosi ai componenti del gruppo “Fener I Giovani”
8 ATTUALITÀ

Il nostro Grazie a Martino Durighello


Quando un anno fa è mancato il Maestro Martino Durighello, diverse associazioni e singoli cittadini avevano espresso
il desiderio di organizzare un appuntamento per ringraziarlo di quanto ha fatto per il nostro territorio. Già quattro anni
fa, nel festeggiare con un concerto-reading i suoi 80 anni, era stata evidenziata la sua presenza così attiva e ricca di
proposte.
E così, su invito dell’Unione dei Comuni di Alano e Quero Vas, quanti hanno collaborato negli anni con il maestro si
sono ritrovati attorno ad un tavolo: i cori parrocchiali, alcuni componenti di quello che fu il Coro de Lan, il Coro Polifoni-
co Nuovo Rinascimento (già intenzionato a fare un omaggio a Martino nella rassegna biennale), l'Università degli Adul-
ti/Anziani “Conca del Piave”, il coro Voces Plavis di Bigolino (ultimo coro diretto da Martino), alcuni suoi studenti che
hanno iniziato ad apprezzare la musica grazie a lui, il gruppo di poesia organizzatore per dieci anni con la Biblioteca di
Quero di “Poesia è…”, le Farine Fossili, il gruppo del Centro Culturale.
Elencando tutte le iniziative realizzate grazie a Martino è emerso che una sola data non sarebbe stata sufficiente. È
stato quindi ideato un programma con tre appuntamenti: due concerti nel mese di maggio nelle chiese di Quero e Ala-
no e un evento venerdì 12 ottobre nel Centro Culturale di Quero. Con la collaborazione delle Parrocchie di Alano e
Quero, della Pro Loco di Quero, l’A.S.A.C. Veneto, il coordinamento e il sostegno dell’Unione dei Comuni di Alano e
Quero Vas.
Per condividere con la comunità locale quanto Martino, in modo silenzioso ma determinante, abbia stimolato le nostre
menti con la sua passione per il canto, la poesia e la storia locale.
9 AUSER

CIRCOLO AUSER “AL CAMINETTO” 
di ALANO DI PIAVE e QUERO VAS 

Anche quest’anno il circolo Auser “Al Caminetto” organizza il soggiorno estivo. Dal 3 al 17 giugno
presso l’hotel “Le Terrazze” a Riccione, in posizione centrale e a pochi metri dal mare.
Prenotazione obbligatoria e versamento acconto entro il 24 aprile.
Per informazioni, programma dettagliato e prezzi rivolgersi in sede!
Informazioni e prenotazioni in sede AUSER di Quero Vas tel.0439 787861 
Dal lunedì al venerdì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 

ASD Ponte Tegorzo BOCCE

Gara “Festa di Primavera”


Si è svolto presso il Bocciodromo
di Fener dal 3 al 7 Aprile un torneo
di bocce denominato “Festa di
Primavera”. La manifestazione
organizzata e ideata
dall’inossidabile Armando Gerlin e
dal Gruppo Sportivo Bocciofilo
Tegorzo, ha visto ai nastri di
partenza 16 terne. La vittoria finale
è andata alla terna composta da V.
Schievenin, Bronca e Franceschin
che si sono imposti alla formazione
composta da G. Licini, Dal Pian,
Paoletti. Terzi classificati pari
merito le terne: A. Gerlin, P. Licini,
Zanatta e Turrin, Carazzai,
Sbizzera. Premi in medaglie d’oro
alle prime quattro terne
classificate. Il consueto rinfresco
offerto dallo staff dei F.lli Gerlin ha
concluso il torneo. Nella Foto di
Bruno Macor (che ringraziamo
pubblicamente) i vincitori.
Tutte le foto su
www.pontetegorzo.it
10 RASSEGNA STAMPA

All’ospedale di comunità di Alano si prepara il servizio sette giorni su sette

L’assistenza medica si potenzia


ALANO DI PIAVE. La Regione vuole assistenza medica sette giorni su sette per una presenza media di almeno
quattro ore al giorno dei medici e fisioterapia tutti i giorni. E il primo ospedale di comunità ad essere attivato in re-
gione e il primo accreditato, ovvero quello di Alano di Piave, e l’Usl Dolomiti hanno deciso di prendersi qualche me-
se di tempo - fino a maggio - per adeguarsi alle direttive regionali. E poter poi rinnovare per altri cinque anni il con-
tratto di collaborazione. «La delibera di giunta regionale 433 del 6 aprile 2017», precisa la direttrice Alessandra Pi-
lotto, «prevede l’estensione 7 giorni su 7 per una presenza media di 4 ore giornaliere da parte del medico o dei me-
dici. Le nuove modalità sono già state condivise con l’Usl ma bisogna avere il tempo di strutturare il servizio secon-
do quanto chiede ora la Regione. L’assistenza medica continuerà ad essere garantita per larga parte dai medici del
dipartimento di medicina, geriatria e lungodegenza di Feltre, coi quali abbiamo costruito una proficua collaborazio-
ne. Sono cinque anni che lavoriamo in un clima di perfetta continuità di cura con l’ospedale di Feltre, un equilibrio
costruito attraverso anni di dialogo e confronto e infine maturato col contributo tecnico e organizzativo del coordina-
tore Livio Simioni. Per noi», auspica la direttrice Pilotto, «l’obiettivo è quello di proseguire l’opera iniziata nel 2012 e
fatta crescere negli anni attraverso l’esperienza di tanti professionisti, e quindi di concordare un rinnovo contrattuale
di almeno cinque anni, tale da giustificare l’investimento finanziario messo in campo per provvedere ad installare
l’impianto di ventilazione/ossigenoterapia a parete, così come richiesto dall’Usl. E soprattutto per dare continuità ai
contratti del personale assunto per questo servizio. Da quando è nato il progetto di ospedale di comunità, infatti,
l’organico è stato incrementato di quasi il 50 per cento, con contratti che nel tempo si sono tutti trasformati in tempo
indeterminato». L’ospedale di comunità di Alano dal 2012 ha rappresentato il punto di riferimento per altre realtà
analoghe. «Per noi è grande soddisfazione constatare che tutte le Usl hanno previsto per questo biennio il poten-
ziamento dei posti letto territoriali attraverso l’attivazione di numerose strutture intermedie, il che sta ad indicare che
l’esperienza del nostro progetto pilota è risultata più che positiva. Certamente ci auguriamo», aggiunge Pilotto, «che
i nuovi posti letto di ospedale di comunità che la nostra stessa Usl è in procinto di attivare, non inficeranno il nostro
tasso di occupazione, e su questo punto abbiamo chiesto rassicurazione». Intanto anche nella stessa struttura di
Alano di Piave i posti letto passeranno da quindici a venti. E questi nuovi posti letto dovranno avere un tasso di oc-
cupazione molto alto, vicino al cento per cento. «Abbiamo chiesto formale rassicurazione che la collaborazione fra
ospedale e territorio sia sempre attiva e che i pazienti in condizioni di fragilità, dopo la stabilizzazione ospedaliera e
prima del rientro al domicilio, continuino a trovare un punto di riferimento ad Alano».
da “Il Corriere delle Alpi” del 28 marzo 2018

E’ Luigi Codemo, classe 1969, figlio di emigranti in Svizzera

Milano, un alanese alla guida


della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei
MILANO. Un alanese alla guida della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei (Gasc)
che ha sede a Milano all’interno della settecentesca Villa Clerici. Si tratta di Luigi Code-
mo, classe 1969, figlio di emigranti in Svizzera ma amante della sua terra d'origine, Ala-
no di Piave, dove approdò all’età di 10 anni, con in tasca un lungo periodo di scuola te-
desca. «Ad Alano mi sentii finalmente a casa», ricorda. «Basilea è splendida, ma pur
sempre una città; qui invece ci sono prati, boschi, montagne. Ero sempre in giro: alla fi-
ne della prima estate parlavo già in dialetto». Seguirà il diploma al liceo classico “Panfilo
Castaldi” di Feltre e la laurea in Filosofia alla Cattolica di Milano.
Da dove nasce il suo interesse per l’arte sacra?
«Il mio interesse è sempre stato rivolto alla filosofia applicata al linguaggio e alla comu-
nicazione. Mi sono laureato con una tesi sulla comunicazione del prodotto cinematogra-
fico. Così ho lavorato prima per il programma Media dell’Unione Europea, poi per la
Warner Bros e poi ancora per diverse agenzie di pubblicità. L’arte sacra ha una forza comunicativa che mi ha sem-
pre attirato. Me ne resi conto al liceo a Feltre, quando un giorno Claudio Comel, il professore che mi trasmise
l’amore per la filosofia, ci presentò un suo studio sui gamberetti raffigurati nelle Ultime Cene affrescate in molte
chiese lungo il Piave. Comel ci leggeva un segno nascosto di eresia. Una tesi affascinante, che però a mio avviso
non regge: quei gamberetti sono piuttosto un simbolo di risurrezione. Comunque quella lezione mi destò il desiderio
di approfondire l’arte come strumento di comunicazione e quindi della necessità di una competenza di tipo teologico
e filosofico nella lettura del patrimonio d’arte. Due anni fa, poi, la direzione della Gasc».
L’arte sacra suscita ancora interesse?
«Dipende dall’approccio usato. Se ho davanti un quadro con una natività o una crocifissione non posso limitarmi a
descrivere lo stile, la tecnica pittorica, la vita dell’autore, citare date e nomi. Sembra scontato, eppure mi imbatto
ancora molto in cataloghi, didascalie e presentazioni che bombardano il visitatore con informazioni tanto erudite
quanto noiose. E subito dimenticate».
Qual è allora lo scopo dell’arte sacra in un museo?
11 RASSEGNA STAMPA

«Accompagnarci nelle domande che ci toccano in prima persona: cosa posso sperare? Come ricominciare una vi-
ta? È possibile perdonare? Quando l’arte sacra ci affianca nelle risposte alle domande vitali, allora diventa affa-
scinante e coinvolgente. A mio avviso non basta più che un museo sia “esperto d'arte”. È piuttosto chiamato ad es-
sere “esperto di umanità attraverso l’arte”».
Come facilitare questo approccio?
«Prima di tutto rallentando. Non posso far “ingurgitare” in una sola visita al museo 100 opere tra quadri e sculture in
60 minuti. Le opere vanno godute. Alla Gasc abbiamo iniziato a proporre percorsi di 3-6 quadri su un tema specifi-
co».
C’è secondo lei da parte degli artisti moderni un interesse verso l’arte sacra? Si pensi, ad esempio, al fatto
che fra qualche mese Feltre avrà un più grande museo diocesano di arte sacra con, appunto, una sezione
dedicata al contemporaneo.
«Sì, e molto. Il che è un bene. La novità, la sperimentazione è benvenuta, ma deve essere chiaro che l’arte cristia-
na è fatta per una comunità. Non basta avere una propria personale idea di sacro. L’arte deve comunicare: ci deve
essere un riferimento condiviso e questo è dato dal grande codice delle Sacre Scritture. Fra i progetti in cantiere ho
quello di valorizzare il patrimonio d’arte conservato nei depositi e lasciare che la fede continui a interrogare con arte
la vita».
da “Il Gazzettino” del 1° aprile 2018

Sostituirà quello lesionato nel 2012 durante l’alluvione

Val di Schievenin più accessibile grazie al ponte


QUERO VAS. Arriva il nuovo ponte sul Tegorzo, un manufatto importante che darà piena fruibilità pedonale ma so-
prattutto automobilistica a chi necessita di raggiungere il borgo di Schievenin. La realizzazione di questo manufatto
è solo uno dei tanti tasselli che l’amministrazione di Quero Vas sta posando in queste settimane per far diventare la
valle di Schievenin un importante polo turistico-sportivo.
Il primo progetto «Nel corso dell’alluvione del 2012 il ponte esistente aveva subito dei grossi danni ed abbiamo
dovuto limitare anche il transito dei veicoli», spiega il sindaco Bruno Zanolla. «Abbiamo segnalato i danni alla Re-
gione la quale ha stanziato un contributo di 300mila euro che abbiamo quindi investito per la realizzazione del ma-
nufatto che sta sorgendo più a monte rispetto a quello esistente per consentire un miglior deflusso delle acque con
l’aumento della quantità di acqua che può passare sotto di esso. Inoltre verranno realizzare delle scogliere e verrà
messa in sicurezza tutta l'area». I lavori sono iniziati nello scorso autunno, dopo lo stop del periodo invernale in
questi giorni sono ripresi con l’obiettivo di essere terminati entro fine primavera. «In questo progetto rientra anche
una riqualificazione generale dell’area, con la realizzazione di una piazzetta, di un parcheggio e quant’altro», ag-
giunge Zanolla.
Il secondo studio Questo secondo progetto riguarda l’ampliamento del chiosco presente nell’area picnic di Schie-
venin, la riqualificazione delle ex scuole e la valorizzazione delle vie di roccia. Si tratti di un progetto dal costo com-
plessivo di 1 milione e 250mila euro finanziati dai fondi per i comuni di confine di varie annualità. «Attualmente è in
corso l’ampliamento del chiosco», spiega Zanolla. I lavori sono ripresi dopo la sosta invernale e contiamo, entro
maggio, di poter consegnare la struttura finita ai gestori in modo tale che possano fare la stagione estiva con una
struttura pienamente funzionante». Per la riqualificazione della ex scuola i tempi saranno più lunghi, si parla del
completamento per l’autunno. Ricordiamo che lì verranno ricavate delle stanze per l’ospitalità e la creazione di un
punto di ristoro: contestualmente all’avvio dei lavori verrà aperto il bando per la gestione di questa struttura. Il Co-
mune di Quero Vas punta quindi a creare un vero polo turistico in valle, sistemando, mettendo in sicurezza e va-
lorizzando con i fondi dei comuni di confine 2018 le vie di arrampicata (circa un centinaio), ma anche l’installazione
di attrezzature per l’avvicinamento alla pratica dell’arrampicata.
da “Il Gazzettino” del 29 marzo 2018

Il pesce d’aprile del bancomat a Segusino


SEGUSINO. A Segusino sportelli bancomat non ce ne sono più da diverso tempo (più di un anno). Ed è così che il
giorno di Pasqua (che coincideva con il primo aprile) qualche buontempone ha pensato di tappezzare il paese con
volantini che annunciavano l’apertura di uno sportello della Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi, un istituto ban-
cario che aveva la sua sede centrale a Moena (Trento). C’è voluto poco a capire che si trattava solo di uno scherzo:
all’orizzonte non c’è alcuna prospettiva del genere.
da “La Tribuna di Treviso” del 4 aprile 2018

ASTERISCO

Il Mercatino del Tornado


A Fener, in località “Fornaci”, affittiamo laboratorio/magazzino di circa 260 mq disposto su due piani, dotato di ba-
gni e uffici e con all’esterno ampio parcheggio. Per informazioni: tel. 349.2974175.
12 ATTUALITÀ

Il 16 marzo a Feltre ha
riaperto il Bar La Chiusa…
di Silvio Forcellini
E’ iniziata il 16 marzo scorso l’avventura di Elisa Curto nelle vesti di ge-
strice del Bar La Chiusa. Storico locale alle porte di Feltre, “sovrastato”
dal santuario di San Vittore e Corona, da oltre 60 anni è una tappa obbli-
gata per chi transita lungo la “Feltrina”. “Condotto” per molti anni da Wal-
ter Zanella (nostro affezionato lettore di Caorera nonché presidente della
locale Pro Loco), e poi da Karin Dartora (anch’essa molto conosciuta in
zona per aver lavorato allo Jole Bar e al Bollicine), ora riapre al pubblico
rinnovato ma senza perdere l’atmosfera di osteria che per tanti anni lo ha
contraddistinto. Già dalle 5 del mattino è possibile gustare il primo caffè,
per poi proseguire con gli aperitivi di mezzogiorno e sera fino alle 20, ora-
rio di chiusura. Ma già in questo primo mese di attività sono stati offerti
due eventi ai clienti, la sera dell’inaugurazione con l’esibizione del cantan-
te Christian Pugliese e il weekend successivo con l’esibizione del chitarrista statunitense Travis Raab accompagna-
to dalla bellunese John Denver Project Band. Molte le idee che la giovane gestrice ha in mente per i prossimi mesi
per intrattenere gli avventori, non solo da sorseggiare o da sgranocchiare, ma anche a livello musicale e culturale,
anche per riscoprire le origini del nome de La Chiusa in parte già ripercorse nelle illustrazioni che si possono ammi-
rare nella saletta interna del bar. Come Tornado non possiamo che rivolgere un grosso “in bocca al lupo” alla nostra
giovane conterranea (Elisa è infatti originaria di Carpen) per questa nuova avventura, invitando i nostri lettori a se-
guire le sue proposte o sulla pagina Facebook del bar o, molto più semplicemente, fermandosi a gustare un buon
bicchier di vino accompagnato da un paninetto o da un invitante snack. Al Bar La Chiusa Elisa Curto è coadiuvata
da Alessandra Fabris, di Santa Giustina ma con trascorsi feneresi, e da Corona Paludetto, di Lamen. Giornata di
chiusura del bar: il mercoledì.

…e il 1° maggio a Segusino
riapre il Bar-chét
di Silvio Forcellini
Martedì 1° maggio - con il concerto del Trio Porco Quintet - riapre i batten-
ti anche il Bar-chét, il celeberrimo chiosco segusinese gestito dalla vulca-
nica Stefania Franceschin che, il giorno dell’inaugurazione, ospiterà an-
che Ape Regina Street Food (che delizierà i presenti con la sue pizze pre-
libate) e le illustrazioni di Lucia Serrano e le poesie di E.D.T. della mostra
“Il risveglio” (visibile fino al 29 aprile in Corte Finadri a Segusino e orga-
nizzata da “Il Collettivo”, la “neonata” ma già attivissima associazione cul-
turale guidata da Stephanie Rebuli che promuove l’arte in tutte le sue
forme). D’ora in avanti, dunque, e per tutti i giorni della stagione estiva, il
Bar-chét rappresenterà una vera e propria oasi di pace e di tranquillità, di
svago e di allegria in prossimità del Piave, grazie anche alle sue proposte
musicali e culturali. Per descriverlo, iniziamo dal “look”, che anno dopo
anno viene rinnovato, dato che in casa Franceschin la creatività non manca! Quasi tutto ciò che fa parte
dell’arredamento non è nuovo, bensì orgogliosamente ritornato a nuova vita o riciclato creativamente partendo da
diversi materiali di recupero. Poi le proposte enogastronomiche, che puntano come sempre su prodotti locali («per-
ché ne siamo fieri!», sottolinea Stefania), biologici, equosolidali, con un occhio di riguardo per le diverse esigenze
alimentari. Molte le novità di questo 2018, dal pane di grani antichi macinati a pietra di un piccolo mulino ai prodotti
13 ATTUALITÀ

del PPL (“Piccole Produzioni Locali”) come insaccati, formaggi e vino, fino alla collaborazione con Gioia Gelato, ge-
lateria artigianale di Fener. Insomma, ce n’è per tutti i gusti! E anche quest’anno non mancheranno i consueti “ape-
ritivi musicali”, con la presenza sia di artisti locali che, addirittura, internazionali (e per essere puntualmente aggior-
nati sui vari appuntamenti musicali in programma consigliamo di seguire la pagina Facebook del Bar-chét Chiosco),
ma molte altre ancora sono le sorprese in serbo, da scoprire di volta in volta! Conclude Stefania: «Il Chiosco Bar-
chét esiste perché è frutto della sincera compartecipazione di molte persone, che - ciascuna a suo modo - hanno
contribuito a far crescere quest’idea. Compresa la persona che pubblicherà questo articolo, che ci supporta sem-
pre. Quindi un grazie a tutti gli “amici del Bar-chét” e buona estate a tutti!» Noto anche, per l’appunto, con il nome di
“chiosco dell’estate”, il Bar-chét è situato in un terreno di proprietà di Stefania sito in via Verri 34, sul lato destro del-
la “provinciale” poco prima della galleria Vas-Segusino. Stefania, nella sua attività, è coadiuvata come di consueto
da tutti i suoi familiari, in particolar modo dalla mamma Rosanna e dalla sorella Dorotea. Buon lavoro!

Corso di vela alla Cartiera di Vas


Ti interessa la vela? Vuoi provare una esperienza bel-
la e divertente in pieno mare?

Il Vela Club Montebelluna e la associazione La


Charta vi propongono questo corso, indirizzato a
chiunque intenda avvicinarsi alla vela, anche solo per
fare una esperienza diversa.

Il percorso, condotto da Paolo Sartor, istruttore già


“esperto velista” della Lega Navale Italiana, fornisce
le conoscenze di base indispensabili per iniziare a
condurre una barca a vela.

Posti limitati, approfittatene !!!

PROGRAMMA:
- Architettura e strumentazione delle barche a vela, tipi di armo, modalità d’uso
- Il vento e la regolazione delle vele alle diverse andature
- Cenni sulle norme relative alla navigazione da diporto e per evitare gli abbordi in mare
- Venti e principali fenomeni meteomarini
- Prove pratiche in mare
A tutti i partecipanti sarà fornito un manuale di vela
CALENDARIO DELLE LEZIONI:
Giovedì 3 maggio: lezione teorica in Cartiera a Vas, ore 20.30
Domenica 6 maggio: uscita in mare
Domenica 13 maggio: uscita in mare
Opzionale: week end in Istria di fine corso (fine maggio/giugno)

INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI:
Cell: 329.2599260 - Mail: velaclubmontebelluna@libero.it 
14 TEATRO

12 Maggio – ore 20.45 al Centro Culturale di Quero


LE FARINE FOSSILI VI INVITANO A TEATRO

Ricette d’amore
di Cinzia Berni – Gruppo Teatrale Giovanile di Roncegno

TRAMA

Giulia, Irene e Susanna si


trovano a casa di Silvia
per preparare l’esame di
un corso di cucina che
frequentano insieme. La
preparazione comune
delle nostre permette loro
di entrare maggiormente
in confidenze parlando
delle proprie vite, degli
amori, dei sogni, fino a
che Luca, bel ragazzo
ospite del vicino di Silvia,
rimasto al buio sotto la
doccia e poi chiuso fuori
casa mentre cercava di
riattivare la corrente
elettrica, piomba tra loro
vestito solo da un
asciugamano intorno alla
vita.

La foto di copertina ASTERISCO

Il giacinto a grappolo, noto come Muscari, deve il suo nome ai grappoli di fiori blu e viola. È una pianta perenne molto
resistente, facile da coltivare. Il Muscari originario dell’Europa è presente anche in Asia Minore e nel bacino del Medi-
terraneo, venne coltivato per la prima volta alla fine del sedicesimo secolo e attualmente annovera oltre 40 specie co-
nosciute. Appartiene alla famiglia delle Liliaceae, il suo nome deriva dal greco antico “musk” (muschio), in riferimento al
suo profumo caratteristico. Non tutte le specie di Muscari portano i fiori blu, ad esempio il Muscari botrioide, autoctono
italiano possiede fiori di colore bianco. Ciclo Colturale. La maggior parte delle specie di Muscari fiorisce tra febbraio e
aprile mentre alcune fioriscono in autunno. Si presentano in genere come piante basse con piccoli fiori di colore blu in-
tenso, in alcuni casi anche neri, raccolti in densi grappoli. In alcune specie, i fiori superiori del grappolo possono differi-
re per colore e forma da quelli posti nella parte sottostante. Il Muscari è una pianta molto diffusa nei giardini rocciosi e
può raggiungere i 20 centimetri in altezza. Curiosità su Muscari. Il Muscari è spesso usato in cucina. Sia i fiori che i
boccioli possono essere messi sott’aceto. In Italia meridionale, il bulbo di Muscari comosum (cipolla selvatica) è larga-
mente utilizzato in molte ricette tradizionali. È largamente utilizzato per preparare diversi piatti in combinazione con uo-
va, zucchine, patate, formaggio e olio.
15 CRONACA

La strada di Schievenin e quella della “bestemadora”


ripulite a lucido dai rifiuti.
di Alex De Boni
Importante risultato ottenuto
grazie al lavoro di una decina
di volontari organizzati dalla
Protezione Civile di Quero
che nel primo fine settimana
di aprile hanno dedicato i loro
sforzi per ripristinare il decoro
ambientale delle due vie co-
munali. “Nella strada che por-
ta in località Schievenin ab-
biamo raccolto molte lattine di
birra e carte varie”, racconta
Cristian Dalla Piazza, presi-
dente della Protezione Civile
querese. “Nella strada della “
bestemadora”, invece, “ab-
biamo recuperato
anche rifiuti più in-
gombranti come vari
bidoni di ferro e addi-
rittura lavatrici. La
speranza è che il de-
coro pubblico ed il ri-
spetto per l’ambiente
venga mantenuto e
che la situazione ri-
manga come
l’abbiamo ripristinata
con questo interven-
to”, conclude Dalla
Piazza ringraziando
il comitato San Va-
lentino che ha fornito
cibo e bevande al
gruppo che ha lavo-
rato alla giornata
ecologica.
ALPINI

Il Gruppo
Monte Cornella di Quero
organizza il viaggio in corriera
Domenica 13 maggio
in occasione dell’adunata
a Trento
Programma
Ore 05.30 partenza da Piazza Marconi con sosta intermedia
il ritorno è previsto dopo che il gruppo ha sfilato con sosta intermedia e
rinfresco.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 20,00
ISCRIZIONI FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI
ai seguenti numeri:
Antoniazzi Lorenzo 3334386893 - Schievenin Vilmer 3357283640
16 LETTERE AL TORNADO

In memoria di Antonia Dalla Piazza


L’8 gennaio 2018 ci ha lasciato nostra zia Antonia, nata nel 1929. Ha at-
traversato gli anni del prima e dopo guerra senza mai farsi vincere dalle
difficoltà. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo delle rappre-
saglie e dei rastrellamenti dei Tedeschi, dopo che fu incendiato Schieve-
nin la stessa sorte stava per toccare a Quero. Fra le persone che scappa-
rono per rifugiarsi in montagna c’erano i suoi familiari, ma Antonia non
volle seguirli e rimase a casa da sola, perché diceva: “io non ho paura,
resto qua”. Alla fine degli anni ‘40, seguì il destino di quasi tutte le giovani:
una valigetta con pochi vestiti, il treno, per “andar a servir a Milan”. Rac-
contava che alcune “parone” la trattavano bene, ma c’era anche chi le mi-
surava il cibo: comunque sempre al lavoro, solo due ore la domenica per
ritrovarsi fra paesane, compagne di fatiche e magri salari. Dopo Milano
lavorò per un periodo come guardarobiera negli hotel di Cortina. Rientrata
a Quero si dedicò al lavoro di sarta, appreso da ragazzina dalla cugina
Ida. Dotata di buon gusto e occhio fine, quando stendeva la pezza di tes-
suto sul tavolo vedeva già il lavoro finito, sapeva suggerire e consigliare il
modello più adatto ad ogni figura. Tutto veniva cucito a mano e rifinito con
molta accuratezza: in un altro contesto avrebbe potuto lavorare in una
maison di lusso. Il suo primo lavoro importante fu il mio abito per la Prima
Comunione, poi indossato da altre bambine. Per i famigliari rimasti in ca-
sa, lei era il capofamiglia: dottori, ospedali, uffici, pratiche? Ci pensava
sempre Antonia. Insieme a mio padre Anacleto, era la nostra memoria
storica: riscostruiva avvenimenti, parentele, vite delle persone, a loro ci si
rivolgeva per avere notizie precise sul passato. Si ricordava, ad esempio,
di quando gli Ebrei internati in paese andavano a prendere il latte da me

Barba Nin. Lei mi portò a vedere quella cosa eccezionale che,


primo in paese, acquistò Piereto (albergo Al Sole): la televisione!
Quando poi nei primi anni ‘60 i film vennero proiettati nel salone
della scuola materna, mi era permesso andarci perché lei mi ac-
compagnava. Con il tempo, la sua casa era diventata il salotto
delle amiche, che davanti a una tazza di tè e con l’uncinetto, i
ferri o l’ago in mano lavoravano e commentavano gli avvenimenti
di Quero.
Ora che lassù hai ritrovato la tua famiglia, la Ginevra, la Bianche-
ta e le altre amiche, chissà quante chiacchere potrete ancora fa-
re.
Ti ricordano la sorella Bianca, la nipote Letizia e tutti gli altri nipoti e pronipoti.
Ivana
a
1 foto dall’alto: anni 30/40 da sx Antonia, la madre Emilia, le sorelle Letizia e Bianca (nella foto assente la sorella
Gemma); 2a foto: stesso periodo, i fratelli Vittore, Giovanni, Fiorino, Anacleto; 3a foto: il vestito della mia Prima Comu-
nione

Il Mercatino
Vendo Peugeot 207 1.4 70cv diesel, anno 2006, 190.000 km, Cinghia di distribuzione, pastiglie e dischi
dei freni nuovi 2.500,00 €uro - Se interessati contattare Federico +393203811330
17 CRONACA

ASD Ponte Tegorzo:


10 nuovi abilitati all’uso del defibrillatore
Lo scorso sabato 6 aprile, dieci soci
dell’ASD Ponte Tegorzo hanno parte-
cipato al corso “FULL D” organizzato
dal Comitato CRI di Feltre in collabora-
zione con gli Istruttori del Comitato CRI
di Selvazzano dentro (PD), ottenendo
l’abilitazione all’uso del defibrillatore.
I corsisti “Full D” hanno appreso le tec-
niche per la rianimazione cardiopolmo-
nare (RCP) con e senza l’uso del defi-
brillatore sia nell’adulto che in età pe-
diatrica (BLS-D e PBLS-D) e le cono-
scenze sulle adeguate manovre di diso-
struzione vie aeree (MDVAE). Tutte le
foto su www.pontetegorzo.it
Dal 1 luglio 2017 è in vigore l’obbligo di
dotarsi di defibrillatori anche per le associazioni e le società sportive dilettantistiche Nella foto sopra il gruppo dei par-
tecipanti. Mentre nella foto sotto un mo-
mento del corso.
La Croce Rossa Italiana è ente accredi-
tato dal Coordinamento Regionale
Emergenza e Urgenza (CREU) per
l’erogazione di corsi per la formazione di
personale autorizzato all’uso del defibril-
latore. I nostri corsi vengono realizzati
secondo le linee guida dell’E.R.C. (Eu-
ropean Resuscitation Council) ed ILCOR
(International Liaison Committee on Re-
suscitation) ai sensi del Decreto del Mi-
nistero della Salute del 26 giugno 2017
(GU Serie Generale n.149 del 28-06-
2017) e della DGRV 2847/2014. Per
eventuali ulteriori informazioni è pos-
sibile compilare il modulo online oppure
scrivere all’indirizzo email: feltre@cri.it
LIBRI
Da Bolzano a Belluno,
La guida ai musei a cielo aperto delle Dolomiti orientali
Fresco di stampa il nuovo libro di Antonella Fornari che accompagna alla scoperta
dei luoghi –mausoleo della Grande Guerra
Non solo natura: le Dolomiti custodiscono dei veri e propri mu-
sei all’aperto, spazi nei quali convivono testimonianze storiche
preziose e paesaggi spettacolari. Per visitarli bisogna salire su
alcune delle vette più belle dell’arco alpino, a piedi o attraverso
le apposite navette, ma il sacrificio vale l’emozione: quel che si
svela li è molto più di quanto qualsiasi libro di storia potrebbe
raccontare. Lo spiega bene Antonella Fornari nel suo ultimo
volume, fresco di stampa per
Edizioni DBS: “Guida ai musei
a cielo aperto delle Dolomiti
Orientali”. Sono 160 pagine a colori in cui l’autrice-alpinista accompagna il lettore su
montagne dai nomi celebri come Monte Piana, Cinque Torri, Lagazuoi, Sasso di Stria,
Croda Rossa di Sesto, Marmolada. Per ognuno di questi luoghi, al fianco delle indica-
zioni pratiche legate alla sentieristica e alla percorrenza, Fornari indica rilevanze stori-
che, monumenti, testimonianze sopravvissute della Grande Guerra. Non è però una
delle solite guide ai sentieri: Fornari riesce a trasmettere in modo concreto al lettore il
senso e la visione di quanto avvenne sulle cime dolomitiche tra 1915 e 1917: le difficol-
tà della vita militare ad alta quota, la sfida delle necessità quotidiane, la precarietà di
esistenze sospese tra la vita e la morte. E’ un libro dunque da leggere, non solo da uti-
lizzare per escursioni ad alta quota, complice anche il ricchissimo apparato fotografico:
oltre duecento immagini, tutte scattate dall’autrice, che costituiscono un prezioso aiuto
per chi – anche dal salotto di casa – vorrà ripercorrere almeno con l’immaginazione i
luoghi in cui si è combattuto.
Antonella Fornari, “Guida ai musei a cielo aperto delle Dolomiti Orientali. Grande Guerra per non dimenticare”,
Edizioni DBS, Rasai di Seren del Grappa (BL) 2018, EAN 9788833680019, € 10 - 160 pp, colore
Per info e richiesta materiali a scopo redazionale: Laura Pontin, coordinamento editoriale laura@edizionidbs.it
18 ATTUALITÀ

UFFICIO TRIBUTI IMU TARI ICP


ORARIO APERTURA SPORTELLO
MARTEDI MATTINA
VAS: DALLE 8,30 ALLE 10,00
QUERO: DALLE 10,30 ALLE 12,30
Per comunicazioni urgenti potete contattare l’Ufficio Tributi del Servizio Associato Tributi
dell’Unione Montana Feltrino al nr. 0439.317574 dalle ore 8,30 alle ore 12,30 (tutti i giorni)
********************

UFFICIO SERVIZI SOCIALI


APERTURA AL PUBBLICO: MERCOLEDI
DALLE ORE 9,00 ALLE 12,30
Tel. 0439.781032
e.mail: servizisociali.alano@feltrino.bl.it
Per segnalazioni o contatti in altre giornate è possibile rivolgersi all’Ufficio Servizi
Sociali del Comune di Alano di Piave (tel. 0439.779020-int. 8) aperto il venerdì dalle
ore 9,30 alle ore 13,00 oppure all’Assistente Sociale presente nella sede Ulss di Fener
nelle giornate di lunedì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12,30 (tel. 0439.789346)
LETTERE AL TORNADO

Ricordando Adriano Mondin


di Alessandro Bagatella
Sono già passati tre anni dalla tua prematura dipartita: non ti abbiamo dimenticato un at-
timo, sei sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti con il tuo sorriso e la tua bontà.
La voglia di fare, di aiutare gli altri era nel tuo DNA; il museo di Campo e la famiglia era-
no le tue grandi passioni.
Ciao Adriano! Da lassù ricordati di noi tutti in questa valle di lacrime sperando di ricon-
giungersi un giorno e di godere insieme il premio meritato.
Riposa in pace.

La moglie, il figlio, i genitori, il fratello, la sorella e i parenti tutti.

Ricordando Nonna Gianna


Ci hai lasciato all’improvviso e un immenso vuoto ci ha circondato. Una tristezza dai
tuoi bimbi ora grandi, che non ti dimenticheranno mai. Quanti viaggi con il pulmino
giallo: Schievenin, Quero, Santa Maria, Carpen e Vas. Chi all’asilo, chi a scuola,
Nonna Gianna ci hai sempre accompagnato.
Nonna Gianna. I miei figli così ti chiamavano: da piccolini, e sei sempre rimasta,
anche adesso che son cresciuti, la Nonna Gianna di tutti i bambini. Quando salivano
sul pulmino una bella accoglienza li aspettava. Un bel viso, con capelli biondi e un
grande sorriso gli si presentava loro innanzi. Tutti seduti e con un grande esempio:
Nonna Gianna ci faceva fare il segno della croce e una preghierina rivolta alla
Madonnina. Al pomeriggio ci portava tutti a casa. Qualche canzoncina assieme si
cantava. Belli quegli anni, ormai passati. Tanti ricordi, ma la nostra Nonna Gianna è
sempre nei nostri cuori. Come ci seguivi da quaggiù, quando eravamo piccolini,
seguici dai giardini del Paradiso, dove troverai Luigi, lassù. Ciao Nonna Gianna, da
tutti i tuoi bambini, grandi e piccini. D’Incau Mirella
19 AUSER

Attività Auser marzo 2018


Per il Circolo Auser “Al Caminetto” di Alano di Piave e Quero Vas anche marzo è stato
un mese intenso. Mercoledì 21 marzo un nostro gruppo di soci ha trascorso una giorna-
ta a Vicenza. La mattina è stata dedicata alla visita del Santuario della Madonna di Mon-
teberico che è il più noto e frequentato santuario Mariano del Veneto e che custodisce al
suo interno molte preziose opere d’arte. La passeggiata intorno al Piazzale della Vittoria
ha poi riservato una bella sorpresa: scolpiti sulla balaustra di pietra ci sono molti puntato-
ri che guardano le varie montagne che furono scenari della prima guerra mondiale e tra
questi puntatori, in bella evidenza, quelli che ricordano la stretta di Quero e le nostre
montagne (vedi foto a lato). Nel pomeriggio giro per il centro storico della “città del Pal-
ladio” (numerosi monumenti sono inseriti nell’elenco dei patrimoni dell’umanità

dell’Unesco). E infine visita guidata alla mostra “Van


Gogh - tra il grano e il cielo” dedicata al famoso pittore
olandese. La giornata è stata veramente impegnativa,
ma i partecipanti si sono dichiarati soddisfatti.
Domenica 25 marzo un bel gruppo di soci si è ritrovato
al ristorante Grill Station di Quero per pranzare insieme
e festeggiare l’arrivo della primavera. Il pranzo ha sod-
disfatto tutti… unica grande assente “la primavera”!
In foto, da sinistra a destra: il gruppo Auser nell’antico
refettorio del santuario davanti alla tela “cena di san
Gregorio Magno” che è una delle celebri Cene di Paolo
Veronese;
in piazza dei Signori davanti alla basilica palladiana in
attesa di accedere alla mostra di Van Gogh;
infine:
pranzo in compagnia, al ristorante "Grill Station".
ATTUALITÀ

Sabato 28 aprile 2018, ore 20.30


L’autostrada del cosmo: verso il Big Bang, scansando
le bufale
dott.ssa Lisa Benato e dott. Enrico Gazzola
Siamo continuamente bombardati da informazioni e spesso non
è facile capire se siano attendibili, soprattutto se di natura scienti-
fica, a causa di chi, per interessi economici, politici o personali, si
impegna a screditare la scienza, diffondendo false credenze.
Come difenderci dalle bufale? Ci vuole un fisico bestiale... anzi,
due!
Enrico Gazzola, ricercatore dell'Università di Padova, e Lisa
Benato, ricercatrice dell'Università di Amburgo, ci aiuteranno a
distinguere quando la scienza sconfina nella fantascienza, o an-
cor peggio nella frode, e ci rassicureranno su tante delle paure
infondate diffuse dai media e dai social network.
Ingresso libero
20 CRONACA

Finale Nazionale del 5° Campionato Studentesco di Giochi Logici


Eleonora Curto, di Quero Vas, sul podio
A Modena finale nazionale di Giochi Logici, con alunni della
primaria, delle medie e del liceo scienze applicate!
Circa 1.000 ragazzi provenienti da tutta Italia, qualificatisi attraverso le
selezioni provinciali, si sono contesi gli ambiti titoli scolastici, sia indivi-
duali che a squadre.
Il 7 aprile scorso alla finale nazionale di Giochi Logici disputata a Modena
Eleonora Curto della classe quarta dell’Istituto Canossiano di Feltre si è
classificata al primo posto assoluto nella categoria riservata alla scuola
primaria. Bravissima Eleonora! Si congratulano con lei i genitori Stefano
Curto e Maria Lucia Perenzin, assieme alla sorella Laura, i nonni e tutti i
parenti ed amici!!
Ideatore e realizzatore del progetto: Ing. Alberto Fabris
Comitato Scientifico: prof. Andrea Sacchetti (Docente Unimore), Ing. Al-
berto Fabris, prof. Silvano Monastero
Realizzato grazie al patrocinio dell'Università degli Studi di Modena e
Reggio Emilia e del Comune di Modena
LETTERE AL TORNADO

E poi dicono che i giovani…


Da loro abbiamo tanto da imparare!!! Grazie, a questi nostri figli meravigliosi.
Caro papà,
per la tua festa ho pensato di non comprarti niente.  

Credo abbiano più valore poche parole dette con il cuore che il più prezioso dei regali. (M.M.) Una mamma ci ha 
Pensando a ciò che un padre e una madre sono per i figli, credo che ogni giorno recapitato la lettera che 
dovrebbe essere la loro festa. Il dono della vita è impagabile, ancor più se quella vita
è amata, cresciuta, educata con sacrifici, impegno e coraggio. Io mi ritengo una figlia ha scritto a suo 
privilegiata. La solidità di un padre fedele, onesto e coraggioso, l’entusiasmo di un padre, chiedendo di 
padre fiducioso e ottimista, la solidarietà di un padre umile, generoso e altruista, la pubblicarla a testimonianza 
creatività di un instancabile lavoratore sono stati e sono tutt’ora i doni più preziosi che della ricchezza di 
ho ricevuto. Sono valori edificanti per un figlio, sono pilastri sui quali si fondano le
scelte per il nostro futuro. Se la mia vita oggi è ricca e serena lo devo a te, che, sentimenti e valori che 
assieme alla mamma mi avete dato tutto il bene possibile. Grazie anche per i tuoi ancora abitano i nostri 
limiti senza i quali non avremmo bisogno di relazioni e senza relazioni vivremmo nella giovani. La accontentiamo, 
solitudine e nella presunzione di essere perfetti. Il Signore ti protegga e ti faccia il felici di poter sottolineare 
dono di vivere ancora per molti anni. Spero anch’io di averti dato qualche piccola
soddisfazione e spero anche che nella nostra famiglia non manchino mai la serenità e momenti  così intensi. 
la voglia di crescere insieme. Buona festa!!! Ti voglio bene, Sara
ASTERISCO

2018:
Prima uscita
in moto
segnalazione di Antonio Bronca
La foto, di FotoColor Resegati di Quero, testimonia il
ritorno in strada per la prima uscita della stagione
2018.
La speranza è che sia un buon anno, con tante belle
gite al mare ed in montagna, all’insegna della guida
responsabile, prudente e rispettosa del Codice della
Strada.
Il centauro Antonio Bronca, residente a Quero Vas
(Bl), augura a tutti i centauri una bella stagione e
manda un saluto a tutti i motociclisti.
21 LETTERE AL TORNADO

Cooperativa Sociale Arcobaleno ‘86 Onlus


Ad amici, collaboratori e sostenitori,
ringraziamo di cuore le persone che da anni ci sono vicine, e chiediamo perdono se ci permettiamo
di ricordare che è possibile sostenere la Comunità “Villa San Francesco”, la Cooperativa Sociale
Arcobaleno ‘86 onlus, sede pure del Museo dei Sogni, Memoria, Coscienza e Presepi, anche con
queste modalità e iniziative:
5x1000 ALLA COOPERATIVA SOCIALE ARCOBALENO ‘86 ONLUS
Siamo grati a quanti sosterranno le nostre attività sociali, educative e formative con la destinazione
del 5x1000 dichiarazione dei redditi 2017 - Partita IVA 00686770256 - alla Cooperativa Sociale
Arcobaleno ‘86 onlus, sede anche del Museo dei Sogni, Memoria, Coscienza e Presepi, della
Comunità di Villa San Francesco, del quale hanno fruito oltre 4000 gruppi organizzati con 300.000
persone e che vive solo di quello che pensa, crea e offre a tutti.
GLORIE CICLISMO TRIVENETO
Le Glorie Ciclismo Triveneto presiedute da Mario Beccia organizzano una pedalata solidale con
partenza dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno ’86 Onlus in Loc. Casonetto a Vellai di Feltre
e arrivo alla Comunità “Villa San Francesco” a Facen di Pedavena, il giorno 5 maggio 2018 con
ritrovo alle 9.30, manifestazione aperta a tutti.
Per info: info@comunitavsfrancesco.it
XXIII ed. FESTA DEL VOLONTARIATO SOCIALE
25-26-27 maggio 2018, presso la Cooperativa Sociale Arcobaleno ‘86 onlus, avrà luogo la XXIII
ed. della Festa del Volontariato Sociale, dal tema RESTITUISCITI AL MONDO PRIMA CHE
VENGA SERA, che vedrà numerosi appuntamenti culturali, sportivi, artistici, solidali e formativi.
I FIORI E LA VERDURA A KM 0 DELLA COOPERATIVA SOCIALE
ARCOBALENO ‘86 ONLUS
Presso la Cooperativa Sociale Arcobaleno ‘86 in Feltre, è possibile acquistare bellissime piante di
gerani, piantine annuali da giardino e piantine da orto.
Siamo a disposizione anche per eventuali consegne a domicilio con qualsiasi quantità. Segnaliamo
che sarà possibile acquistare verdura a Km 0.
Per prenotazioni rivolgersi al numero 0439/80668 e chiedere di Alessandra o Giancarlo,
oppure scrivere a: info@comunitavsfrancesco.it
L’ARTE CHE EDUCA E TRASFIGURA
La mostra l’arte che educa e trasfigura sui 38 anni di vita educativa ed artistica del pittore Vico
Calabrò con “Villa San Francesco” rimarrà allestita fino al 6 maggio, l’orario per le visite è dalle
10.00-12.00 / 15.00-18.00.
È possibile ordinare alla scrivente mail o acquistare direttamente alla Casa degli Affreschi il libro
25 ANNI DI AFFRESCO IN CASA EMMAUS, edito per l’occasione.
LA COMPRAVENDITA DI CRISTO – TUTTO A TRENTA DENARI
La mostra la compravendita di Cristo – Tutto a trenta denari, realizzata in occasione della
Quaresima 2018 rimarrà allestita permanentemente e sarà visitabile al Museo dei Sogni, Memoria,
Coscienza e Presepi, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 18.00.

Franco Antonio, di Vas, caduto nella 1a Guerra Mondiale


Il Comune di Scurelle cerca i famigliari
Pubblichiamo di seguito il testo della lettera che il Sindaco di Scurelle, in provincia di Trento, ci ha autorizzato a render
noto.
Buongiorno,
a seguito di ricerche storiche su un piccolo cimitero risalente alla Prima Guerra Mondiale, che si trova sul
territorio montano del nostro Comune di Scurelle (Tn), è stato rinvenuto il nome di un caduto nato a Vas:
Franco Antonio di Paolo, nato il 10.08.1890, caduto in guerra il 16.06.1916. Sono con la presente a
chiedere se vi sono parenti ancora in vita da poter contattare per rendere loro noto il luogo di sepoltura del
soldato e poter presenziare ad una manifestazione che si terrà l’estate prossima in occasione
dell’inaugurazione dei lavori di ripristino del cimitero. Grazie per la collaborazione.
Chi avesse notizie di qualche discendente di questo soldato, può rivolgersi all’anagrafe del Comune di Quero Vas
(mail: anagrafe.querovas@feltrino.bl.it) e saranno presi contatti diretti con il sindaco del Comune di Scurelle. Da una
prima ricerca negli archivi anagrafici non è stato possibile risalire a notizie certe, essendo molti componenti della
famigliari originaria o deceduti o emigrati in altre parti d’Italia.
22 COME ERAVAMO

La chiesa di Campo
a cura di Silvio Forcellini

Queste tre bellissime foto in bianco e nero


fanno parte della collezione privata del
nostro abbonato Luciano Mondin (che
ringraziamo per avercele prestate per la
pubblicazione). Nelle prime due, antece-
denti alla Grande Guerra, si vede la chiesa di Campo con il campanile a fianco, in posizione diversa rispetto ad og-
gi. Inoltre sono ben visibili, oltre alla fontana, anche una chiesetta e la locanda “Al Leone” (sull’estrema destra), lo-
cale che ospitò la famosa cena “de i osèi” in occasione dell’inaugurazione del vicino ponte, crollato lo stesso giorno
e che proprio per questo prese il nome di “pònt de i osèi” (recentemente tornato a nuova vita). Nella terza foto inve-
ce, risalente agli anni Venti, un momento della ricostruzione della chiesa di Campo, distrutta nel corso del primo
conflitto mondiale e inaugurata nel 1929, come recita la lapide (nella quarta foto) che si può ammirare oggi
all’interno della chiesa stessa.
23

in collaborazione con il Circolo A.C.L.I. di Alano Quero-Vas organizza per il giorno

DOMENICA 27 MAGGIO 2018


una gita al favoloso PARCO GIARDINO SIGURTA’ di Valeggio sul
Mincio, con successiva visita a Borghetto sul Mincio, famoso per i suoi mulini ad acqua
ed inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”.
-Partenza ore 07.30 da Campo davanti al circolo
-Rientro previsto in serata, al più tardi per le 21
Costo : 40 € adulti – 38 € per bambini/ragazzi ( dai 5 ai 15 anni)
La quota comprende : viaggio in pullman GT , tasse-parcheggi e pedaggi, ingresso al Parco Sigurtà,
assicurazione medico-bagaglio.
Non comprende: ingressi di altro genere oltre a quelli specificati, pranzo e cena, tutto quello non
espressamente elencato alla voce “comprende”.
Le iscrizioni (con versamento dell’intera quota) vanno effettuate tassativamente
entro il 05/05/2018
Il prezzo fa riferimento ad un minimo di 25 partecipanti
Per informazioni ed adesioni : Lisa c/o Circolo A.C.L.I. 3409226392
SBIZZERA SRL - Via G. Marconi, n. 8 – 32031 Alano di Piave (BL)
Tel. 0439 779005 – e-mail: info@sbizzera.com – C.F.e P.IVA 00935790253
24 ATTUALITÀ

Testamento biologico
Disposizioni anticipate relative ai trattamenti sanitari
Scheda informativa tratta dal sito internet del Comune di Belluno
Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la Legge n. 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni
anticipate di trattamento”, composta da 8 articoli. I temi principali della legge riguardano il Consenso Informato (art.
1), la Terapia del dolore, il divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e la dignità nella fase finale della vita (art. 2),
come comportarsi con Minori ed Incapaci (art. 3), come registrare le proprie Disposizioni anticipate di trattamento (art.
4) e infine la Pianificazione condivisa delle cure (art. 5).
Il consenso informato
All’articolo 1, la legge «tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona» e
stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso «libero e informato»
della persona interessata.
Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata, in modo completo, aggior-
nato e a lei comprensibile, riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e
dei trattamenti sanitari, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto degli stessi.
Ogni persona ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario pro-
posto. Il medico curante è tenuto a rispettare la volontà del paziente di rifiutare il trattamento o l’accertamento proposto
ed è esente da ogni responsabilità civile o penale. In ogni caso il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari
a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali.
Il consenso informato trova il suo presupposto nella relazione di cura tra paziente e medico ed è in questo rapporto di
fiducia che si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza, l'autonomia professionale e la respon-
sabilità del medico. Nella relazione di cura vengono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte
dell'unione civile, o il convivente oppure una persona di sua fiducia.
Le disposizioni anticipate di trattamento DAT
Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autode-
terminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso
Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il
consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.
E’ possibile indicare una persona di propria fiducia, denominata «fiduciario», che faccia le veci nelle relazioni con il
medico e con le strutture sanitarie. Il fiduciario deve rappresentare le decisioni prese dalla persona che l’ha indicato
quando quella stessa persona non sarà in grado di esprimersi. Si tratta di un’indicazione che può essere revocata in
qualsiasi momento e il fiduciario stesso può rinunciare alla nomina attraverso un atto scritto.
L’eventuale nomina del fiduciario, che deve essere maggiorenne, deve essere fatta contestualmente alle DAT.
L’accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione anche da parte sua delle DAT, o
con atto successivo, da allegare alle DAT. Al fiduciario è rilasciata una copia delle DAT. Il fiduciario può rinunciare alla
nomina con atto scritto, che è comunicato al disponente. L'incarico del fiduciario può essere revocato dal disponente in
qualsiasi momento, con le stesse modalità previste per la nomina e senza obbligo di motivazione.
Nel caso in cui le DAT non contengano l’indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia di-
venuto incapace, le DAT mantengono efficacia in merito alle volontà di chi le ha sottoscritte.
I minorenni sono esclusi da tutto questo: il consenso informato è espresso da chi ha la responsabilità genitoriale o dal
tutore. Va comunque sempre tenuto conto della volontà della persona minore, «in relazione alla sua età e al suo grado
di maturità, avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del medesimo, nel pieno rispetto della sua
dignità».
Modalità di dichiarazione
Le Disposizioni anticipate di trattamento possono essere scritte a mano, al computer o video-registrate.
Negli stessi modi possono essere rinnovate, modificate e revocate in ogni momento. In caso di emergenza o di urgen-
za «la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni».
Le DAT, per ora, possono essere firmate davanti a un pubblico ufficiale o a un notaio (prossimamente, anche presso il
Servizio Sanitari Nazionale). I documenti sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi
altro tributo, imposta, diritto e tassa.
Altre informazioni
• La legge considera trattamenti sanitari la nutrizione, l’idratazione artificiali (somministrazione di nutrienti o soluzio-
ni idroelettrolitiche per via endovenosa o intragastrica su prescrizione medica).
• Nel nostro Paese l’aiuto al suicidio e l’eutanasia sono vietati e non possono essere contenuti nelle Dat.
• Ogni struttura sanitaria garantisce la piena e corretta attuazione dei principi di cui alla Legge 219/2017
• La legge inoltre ribadisce che il rifiuto o la rinuncia al trattamento sanitario non possono comportare l'abbandono
terapeutico. Sono sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l'erogazione delle cure palliative di
cui alla legge n. 38/2010 (Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore).
Documenti da presentare
Dichiarazione redatta nei modi spiegati sopra. Si consiglia di leggere il vademecum predisposto dal Comitato Etico Per
la Pratica Clinica dell’ULSS 1 Dolomiti.
25 ATTUALITÀ

Guida alla compilazione delle proprie Dat


(predisposta dal Comitato per la pratica Clinica dell’ULSS 1 Dolomiti)
Questa guida vuole essere di aiuto per coloro che desiderano esprimere le disposizioni anticipate di trattamento (DAT)
secondo quanto previsto dalla legge 219 del 22/12/2017. La norma, nel ribadire il principio di autodeterminazione del
paziente in merito all’accettazione o al rifiuto di accertamenti, scelte terapeutiche o singoli trattamenti, rende possibile
esprimersi non solo all’interno della relazione di cura presente, attraverso la pianificazione condivisa delle cure, ma an-
che in previsione di un eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, esprimendo la propria volontà attraverso le Di-
sposizioni Anticipate di Trattamento – DAT. Le DAT vanno redatte in scrittura privata e consegnate personalmente
presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza, che provvederà poi all'annotazione in un apposito registro.
NELL'ATTO DI ESPRIMERE LE VOSTRE DAT SUGGERIAMO DI CONSIDERARE I SEGUENTI PUNTI
1. Ha il diritto di essere informato e di richiedere una pianificazione condivisa delle cure relativa alla situazione
che OGGI sta vivendo. Ha il diritto di avere, ma anche rifiutare, informazioni sulla Sua salute in termini di diagnosi,
prognosi, rischi, benefici dei diversi trattamenti (art.1) e, nel caso di patologie croniche invalidanti e inarrestabili, di pia-
nificare via via con il medico le terapie ritenute più idonee alla conservazione del Suo concetto di salute e dignità (art.
5). Se si trova in questa situazione lo strumento migliore è quello della Pianificazione Condivisa delle Cure, atto che
permette un confronto continuo tra Lei e il Suo medico di fiducia rispetto alla progressione della malattia e alle possibili-
tà terapeutiche.
2. Con le DAT può esprimere ciò che vorrebbe fosse rispettato nel Suo DOMANI. Prima di redigere le DAT è op-
portuno essere informato sulle condizioni che la legge prevede per la compilazione delle stesse e sulle relative conse-
guenze mediche. In particolare va ricordato che:
 si chiede alla persona di immaginare un momento futuro in cui potrebbe non essere nelle condizioni di potersi
esprimere e autodeterminarsi;
 classicamente la condizione prevista è quella di uno stato di non guarigione secondo le attuali conoscenze
scientifiche;
 le scelte della persona possono essere fatte sia nel consenso sia nel rifiuto di accertamenti diagnostici, o scel-
te sui singoli trattamenti;
 è consigliata la scelta di un fiduciario nel momento in cui la persona non possa esprimere il proprio consenso;
il fiduciario sarà interprete del concetto di dignità, vita e salute del disponente; si consiglia pertanto di informar-
lo rispetto al compito che si assume con la sottoscrizione delle DAT;
 le DAT possono essere modificate in qualsiasi momento. Se v’è un regime di urgenza, possono anche essere
comunicate al medico a voce o videoregistrate in presenza di due testimoni.
 La legge stabilisce che la nutrizione e l’idratazione artificiali sono a tutti gli effetti trattamenti sanitari.
3. Le DAT possono essere disattese. Nel caso siano incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica del pa-
ziente o nell’occasione in cui siano intervenute dal momento della sottoscrizione nuove scoperte che offrano un miglio-
ramento delle condizioni di vita, le DAT possono essere disattese.
4. E’ garantita sempre la terapia del dolore ed è fatto divieto di ostinazione irragionevole delle cure. Nel caso in
cui il paziente rifiuti alcuni trattamenti, è sempre garantita la terapia del dolore. Nei pazienti con prognosi infausta o di
imminente morte, è fatto divieto di intraprendere irragionevolmente cure inutili o sproporzionate; il medico, in presenza
di sofferenze resistenti ai trattamenti sanitari, col consenso del paziente, potrà ricorrere alla sedazione profonda conti-
nua in associazione con la terapia del dolore. (fine della guida)

Le precisazioni del Ministero


Il Ministero dell’Interno, Direzione Centrale per i Servizi Demografici, ha diramato una Circolare per fornire ai Comuni le
prime operazioni indicative per l’applicazione delle norme di cui alla legge 27 dicembre 2017, n. 219 (norme in materia
di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) entrata in vigore lo scorso 31 gennaio. Il Ministero si
sofferma, in particolare sulle disposizioni contenute nell’art. 4 della legge che, come noto, coinvolgono, tra l’altro, gli Uf-
fici di Stato Civile. Pertanto, nel caso che le DAT siano redatte per scrittura privata da consegnare all’ufficio di stato ci-
vile del Comune, Il Ministero dell’Interno, d’intesa con il Ministero della Salute, fornisce i seguenti indirizzi applicativi:
1. L’ufficio dello stato civile è legittimato a ricevere esclusivamente le DAT consegnate personalmente dal dispo-
nente residente nel Comune
2. L’ufficiale non partecipa alla redazione della disposizione né fornisce informazioni o avvisi in merito al contenu-
to della stessa
3. All’atto della consegna l’ufficiale di stato civile rilascia la ricevuta di avvenuta consegna che potrà anche essere
apposta sulla copia della DAT;
4. Non dovrà essere istituito nuovo registro dello stato civile e le DAT ricevute saranno registrate in ordine crono-
logico.
5. Le DAT dovranno essere conservate dall’Ufficio di Stato Civile garantendo il rispetto dei principi di riservatez-
za dei dati personali di cui al D.lgs. 30/06/2003, n. 196.
6. L’Ufficiale di Stato Civile dovrà garantire e assicurare un costante raccordo con l’ufficio anagrafe nella registra-
zione delle DAT
7. In questa fase le DAT non potranno essere trasmesse alle strutture sanitarie in attesa dell’emanazione del de-
creto del Ministero della Salute
La Legge di bilancio del 2018 ha previsto e finanziato l’istituzione presso il Ministero della salute di una Banca dati de-
stinata alla registrazione delle DAT, istituendo, con Decreto direttoriale del 22.03.2018, un Gruppo di lavoro, con rap-
presentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Il Grup-
po di lavoro definirà i contenuti informativi della Banca dati, le modalità di registrazione e di fruibilità delle DAT e le
misure di sicurezza per la protezione dei dati personali, da far approvare al Ministero con proprio Decreto,
26 LETTERE AL TORNADO

Una riflessione politica


di Angelo Ceccotto
In democrazia il voto è un diritto importante, rappresenta la scelta personale di chi vota e per questo va rispettato,
altrimenti verrebbe meno il senso della democrazia, divenendo una sudditanza o peggio un’anarchia. Dato che il
voto elettivo sortito dal 4 marzo ha determinato tre blocchi, attualmente la politica Italiana si trova in una situazione
ristagnante. Si afferma da chi ha avuto più voti che causa dell’inghippo è l’ex premier Renzi, quel Renzi rottamatore
che con la sua grinta e spregiudicata schiettezza ha avuto l’arduo coraggio di smantellare in parte la ristagnante
burocrazia parlamentare. Tanto per far memoria, riporto i temi referendum che gli italiani democraticamente hanno
rifiutato:
“Il provvedimento proponeva in particolare una radicale riforma del Senato della Repubblica, la cui principale
funzione sarebbe diventata quella di rappresentanza delle istituzioni territoriali, concorrendo paritariamente con
l'altra camera all'attività legislativa solo in determinati casi. Il numero dei senatori sarebbe stato ridotto da 315 a 100
membri, i quali - eccetto cinque nominati dal Presidente della Repubblica - sarebbero stati eletti dai Consigli
regionali fra i loro stessi componenti e fra i sindaci dei propri territori. La Camera dei deputati sarebbe rimasta
quindi l'unico organo ad esercitare la funzione di indirizzo politico e di controllo sull’operato del Governo, verso il
quale sarebbe rimasta titolare del rapporto di fiducia. Venivano anche introdotte alcune modifiche nel meccanismo
di elezione del Presidente della Repubblica e di nomina dei giudici della Corte costituzionale. La riforma
contemplava inoltre la rimozione dalla Carta dei riferimenti alle Province, l'abolizione del Consiglio Nazionale
dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e la soppressione dell’elenco delle materie di legislazione concorrente fra Stato
e Regioni; erano previste anche modifiche in tema di referendum popolari, procedimento legislativo e uso
della decretazione d’urgenza” .
Sicuramente tali provvedimenti non saranno stati perfetti ma era l’inizio di un miglioramento di un ingessato
Parlamento che non riesce a legiferare per i molteplici passaggi burocratici istituzionali da sopprimere, tanto evocati
da Berlusconi nelle passate campagne elettorali. Se quel voto fosse stato positivo, forse oggi non saremmo
nell’attuale incertezza politica, quella che ha determinato la volubilità degli italiani smemorati i quali hanno
privilegiato il piacere egoistico di farsi del male anziché prestarsi alla solidarietà per ridurre l’attanagliante
burocrazia. L’imperativo era togliere di mezzo Renzi il rottamatore, divenuto scomodo per i partiti d’opposizione, per
i sindacati personalizzati, per molti politicanti, come per gli antenati compagni di partito del PD refrattari al
cambiamento, agnostici al suo aggressivo e decisionale modo di governare. Che egli abbia delle colpe per mancate
scelte di fondo nella vita quotidiana non si nega, come non si può negare di aver riportato in positivo la fonte
economica del Paese. Positività che contraddice quanti affermano d’essere in toto gli ultimi in Europa, dimenticando
che siamo ancora l’ottava potenza mondiale e la terza in Europa, e che gli stati europei sono 28; questi politici
snobisti dovrebbero rivedersi la matematica. Non sorvolo sulle famose banche toscane con il tanto fango lanciato
contro Renzi e la sua famiglia addirittura con denuncie volutamente manomesse cavalcate morbosamente da chi
smaniava di coinvolgere con ogni mezzo il premier Renzi, nascondendo volutamente i disastrosi fallimenti delle
banche venete, che hanno depredato anche esse migliaia di risparmiatori veneti, riducendoli alla drammatica
povertà e alla disperazione, se non al suicidio. Questa tragedia si è evitato di propagandarla ai veneti poiché
rappresentava una potenziale mina vagante elettorale. Altri aspetti di cui si è evitato di parlare: l’eterna mangiatoia
della Pedemontana, il Mose veneziano, la specificità mai concessa alla provincia di Belluno, l’uscita di Sappada dal
Veneto con il voto favorevole del Consiglio Regionale, la sanità accentratrice che lascia scoperte le periferie (specie
quelle montane). Di queste negatività i veneti evidentemente ne vanno orgogliosi e fieri visto il voto sortito
recentemente, considerandole storture marginali di percorso da silenziare. Non si dimentichi l’indegno affondo
verso Renzi e il Papa fautori di un’invasione biblica di migranti che avrebbero tolto i benefici acquisiti del benessere
e della sicurezza a noi Italiani, senza guardare a ritroso i milioni di Italiani emigrati nel passato in tutto il mondo. Si
aggiunga l’insensibilità dell’ex premier nell’aver stravolto la contrattualità lavorativa, sollevando un polverone
d’incostituzionalità, ricadendo su esso l’ingiuste maldicenze facenti presa sul populismo. Ma siamo sicuri che la
colpa sia solo di Renzi o anche di molte incrostazioni partitiche da nascondere del passato e del presente?
Ritornando al voto, è ben visibile chi ha avuto più voti, ma nessuno ha vinto per governare, trovandoci invece nel
guado dalle prospettive molto ristrette per un nuovo governo che inducono a ritornare al voto. Ma che fine han fatto
quel governo e quei ministri sbandierati con enfasi in TV prima delle votazioni, cosa aspettano a prendere posizione
e a governare, perché si temporeggia giacché hanno vinto? Domande e riflessioni che dobbiamo pur farci! Ecco
come si distinguono questi vincitori, precursori evangelici dai facili miracoli popolari, fautori di distinta beneficenza,
rassicuranti al cospetto del popolo, limpidi, candidi e immacolati il cui consenso in parlamento era quello
impeccabile del No. Come non ricordare il loro comportamento in Parlamento, fautori degli abituali sventolii di
cartelli denigratori verso il governo del premier Renzi: “siete i distruttori del tessuto sociale, corrotti e mafiosi, siete
degli assassini, avete le mani sporche di sangue, ecc…”, tutti comportamenti indici d’inciviltà e di mancanza di
rispetto parlamentare. Ben si ricorda il lugubre e barbaro gesto, alla Camera, quel cappio da impiccagione per il
Presidente del Consiglio. Se questa è riverenza politica e collaborazione, cosa ci possiamo aspettare da questi
personaggi che ancor oggi continuano insultare e diffamare chi ha perso. Ora che costoro si proclamano vincitori ed
epuratori di corrotti e infedeli, vedremo se saranno altrettanto severi nell’estirpare il dilagante sistema mafioso
laddove hanno preso i voti, voti a personaggi che forse entreranno in Parlamento democraticamente! Certo, chi ha
perso pesa ora come domani l’amara sconfitta, ma non può accettare le miserie di chi sempre ti ha ritenuto nemico.
27 LETTERE AL TORNADO

Va evidenziato che i nodi vengono sempre al pettine come pure “chi la fa l’aspetti”! Parliamo pure della legge
elettorale fatta per sconfiggere qualcuno, ma se si ottiene il 50% + 1 dei voti non c’è scampo, il resto sono solo
scusanti appigli. S’invoca con insistenza lavoro, lavoro, lavoro, più che necessario specie per i giovani, ma nessuno
dà specifici indirizzi; e quali prospettive circa la situazione nel mondo: l’embargo verso la Russia, la guerra in
Ucraina e in tutto il Medio Oriente, il divario delle due Coree, l’ingarbugliata politica del Sud America, la fame
dell’Africa che dobbiamo mantenere, l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, i dazi americani, l’invasione
commerciale della Cina… Si pensa a tutto questo e quale può essere il lavoro del futuro? E’ qui che il mio ottimismo
viene meno, nel vedere le sorti del mondo travolto da un cataclisma di incertezze. Poiché dobbiamo avere fiducia,
aspetteremo con simpatia anche il governo che verrà, in modo benevolo ad assolvere le lusinghiere promesse.

ATTUALITÀ

L’Ordine degli Ingegneri in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della
Provincia di Belluno ha organizzato una serie di incontri in varie sedi comunali del territorio provinciale al fine di
informare la popolazione sulle potenzialità dello strumento tecnico – fiscale

“SISMABONUS”
La Cittadinanza è invitata a partecipare all'incontro che si terrà
Venerdì 4 maggio 2018 alle ore 20,30
a QUERO
nella Sala delle Associazioni, Via Nazionale
(di fianco alla Biblioteca comunale)
Il materiale presentato dai Relatori (Ingegneri e Dottori Commercialisti) sarà scaricabile, liberamente e senza
password, dai rispettivi siti dei due Ordini Professionali interessati dove potrete trovare anche l’elenco dei
Professionisti che, con la loro disponibilità, hanno reso possibili queste serate divulgative.

BOCCE

Bocce:
il torneo di Pasqua
segnalazione di Antonio Bronca
Il torneo annuale di Pasqua, svoltosi a Pederobba (Tv),
quest’anno è stato vinto da giocatori della bocciofila Asd Pon-
te Tegorzo. Al primo posto Antonio Bronca (a sx in foto) ed al
terzo posto Fortunato Cadorin, ambedue residenti a Quero
Vas (Bl). Nella foto, scattata da FotoColor Resegati di Quero, i
due giocatori posano con due uova pasquali giganti. Se il
buon giorno si vede dal mattino… speriamo che sia un buon
inizio per un ottimo campionato.
A tutti gli atleti auguri per una positiva stagione sportiva.
28 ATTUALITÀ

Con la prossima dichiarazione dei redditi


scegli di devolvere il 5 x mille dell’IRPEF a
Associazione Feltrina Donatori Volontari Sangue
La legge finanziaria prevede che ogni contribuente potrà scegliere se destinare la percentuale dell’imposta sul reddito,
nella misura del 5 per mille, a sostegno di uno dei seguenti settori: Enti del volontariato (Onlus, associazioni di
promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e
provinciali, associazioni e fondazioni riconosciute);
Enti della Ricerca Scientifica e dell’Università;
Enti della Ricerca Sanitaria;
Attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute del Coni come
attività di interesse sociale.
Il contribuente potrà donare il 5 per mille apponendo
CF: 91007860256 la propria firma nel settore :
“Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non
lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e
fondazioni” e indicando, nello
spazio sotto la firma, il codice
fiscale della Associazione
Feltrina Donatori Volontari di
Sangue: 91007860256
Se, nel settore prescelto, non
viene indicato il codice fiscale ma
si appone la sola firma, le somme
saranno ripartite in modo
proporzionale in base al numero
di preferenze ricevute dalle
associazioni appartenenti alla
stessa categoria. Se il cittadino
non esprime alcuna preferenza, il
5 per mille resterà allo Stato.
La tua firma al 5xmille, non ha
alcun costo per te, ed è invece
molto importante per
l’Associazione Feltrina Donatori
Volontari Sangue, per questo ti chiediamo di aiutarci ad informare chi ancora non conosce l’iniziativa.
Con un semplice gesto, potrai segnalarla ad un tuo amico.

COME ERAVAMO

Lavori di un tempo con i mezzi posseduti


di Alessandro Bagatella
La foto a fianco è stata scattata dal sottoscrit-
to in una azienda agricola della Valle di La-
men qualche anno addietro con il contadino
e le mucche a trainare il carretto. Anche a
Quero, nella mia infanzia, ricordo di aver visto
scene simili con umili contadini che non ave-
vano la possibilità di comprarsi mezzi agricoli.
Quante fatiche dei nostri nonni e dei nostri
padri che si sacrificavano a lavorare piccoli
appezzamenti di terreno, scomodi, piantando
vigneti, alberi da frutto e zone prative che ora
dobbiamo abbandonare per la devastazione
della fauna selvatica. Mi piange il cuore dover
abbattere vigneti con qualità di uve introvabili
piantate dal nonno un secolo fa. Da anni non
si vendemmia più e quindi bisogna abbando-
nare campi e prati all’avanzare di rovi e spine.
Bel biglietto da visita per i turisti di passaggio
per i nostri paesi. Speriamo che i futuri governanti trovino una valida soluzione a questi problemi che coinvolgono pic-
cole e grandi aziende.
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