Sei sulla pagina 1di 1

L’ECO DI BERGAMO

MERCOLEDÌ 26 SETTEMBRE 2018 39

CulturaeSpettacoli
CULTURASPETTACOLI@ECO.BG.IT
www.ecodibergamo.it

Dal cardinale Mai al rettore Grassi


tracce scalvine nella storia dei Gesuiti
Religione. Nel novembre 1799, grazie a Papa Pio VI, fu possibile aprire a Colorno di Parma un noviziato privato
Sei candidati iniziarono la loro formazione religiosa: i primi 5 arrivarono dalla Bergamasca, 4 dei quali da Schilpario
ANDREA SPOLTI alla guida di San Giuseppe Pi- ri e seconda superiora generale
«Oggi i Gesuiti non ci gnatelli. Sei candidati iniziaro- della Congregazione delle Fi-
sarebbero se non fosse stato per no la loro formazione religiosa glie del Sacro Cuore. Figlia del
Schilpario». Lo sostiene mons. il 21 novembre: i primi cinque dottor Giovanbattista Grassi
Osvaldo Raineri, figura storica arrivarono da Bergamo già il 16 detto il Dottor Benissimo, ma-
della Val di Scalve, classe ’35, tra mentre il sesto, Vincenzo Ca- dre Giovanna Francesca Grassi
i maggiori esperti internazio- vazza, vi giunse da Bologna. era nipote di padre Grassi, di cui
nali di cultura etiopica. Autore Quattro schilpariesi, dunque suo padre era fratello. I suoi
di quasi 400 pubblicazioni, - Angelo Mai e i tre Grassi - e un nonni paterni erano Fiorino
mons. Raineri è Consultore bergamasco, Soranzo, che furo- Grassi e Alma Mutti, quest’ulti-
della Congregazione per le no accompagnati da padre Lui- ma zia di Pietro Aurelio Mutti,
Chiese Orientali, e dal 1983 al gi Mozzi, pure bergamasco, il patriarca di Venezia per 5 anni a
2014 ha insegnato Lingua e Isti- quale dopo la soppressione del- partire dal 1852.
tuzioni etiopiche al Pontificio la Compagnia divenne arcipre-
Istituto Orientale a Roma. Oggi te del Duomo di Bergamo. Le parole di Papa Roncalli
è tornato a vivere al suo paese Anche se fu chiaro fin dal- San Giovanni XXIII, altro illu-
natale, dove è facile incontrarlo l’inizio che i novizi non avreb- stre patriarca di Venezia, nella
tra la biblioteca intitolata a bero potuto emettere i voti ca- prefazione alla vita di madre
mons. Andrea Spada e la chiesa. nonici a Colorno, avrebbero co- Grassi ricordò come «nel solo
Memoria storica del paese, la munque potuto farlo in seguito, raggio della famiglia Grassi del
sua proverbiale disponibilità al in Russia. Il permesso papale di Grumello quante altre figure
racconto offre spunti di grande aprire quel noviziato pare fosse passano e splendono - si legge
interesse storico e culturale. solo verbale, come Pio VI soleva in un numero del Giornalino di
«È il 1799 - spiega Raineri -, la fare in circostanze simili. Lo Schilpario del 1961 - così da ren-
Compagnia di Gesù era stata stesso padre Giovanni Antonio dere illustre qualsiasi casato
soppressa 26 anni prima da Grassi testimoniò in seguito co- pur distinto: prelati insigni,
Clemente XIV. Dalla metà del me: «Questi permessi accordati missionari d’alta fama in Italia e
XVIII secolo i Gesuiti erano da Pio VI furono vivae vocis ora- all’estero, sacerdoti pii e vene-
stati scacciati da tutta Europa culo, ed è la cosa così nota che randi che ressero la parrocchia
con eccezione della non può mettersi in d’origine ed altre e di cui alcuni
Prussia e della Rus- questione». raggiunsero fama non comu-
sia Bianca, dove la Giuseppe Grassi ne».
Compagnia di Gesù fu l’unico dei 6 a en- Tra loro, per i suoi meriti di-
era riuscita a con- trare come coadiu- plomatici, amministrativi e tec-
servare un’esisten- tore laico. Durante nici all’Università di George-
za canonica grazie il noviziato, Nicola town, ma non solo, va sicura-
alla protezione del- Grassi scrisse in mente ascritto padre Giovanni
la dinastia imperia- una lettera quanto Antonio Grassi, schilpariese
le, in particolare fosse colpito dalle naturalizzato americano. Ac-
della zarina». Mons. Osvaldo virtù di padre Pi- canto a lui, un posto ancor più di
In questo quadro Raineri gnatelli: «Tutti ve- primo piano lo occupa il cardi-
si inserisce Schilpa- nivamo prevenuti Il soffitto della Chiesa del Gesù a Roma, voluta dal fondatore della Compagnia di Gesù, Ignazio di Loyola nal Angelo Mai. Ad entrambi, la
rio, 15 anni prima della «rifon- di trovare un sant’uomo per di- Compagnia di Gesù deve molto
dazione gesuita» del 1814, rettore, ma il fatto superò (poi morto prestando servizio «vesuviani» di fumo), la macina li e padre Giovanni Antonio di più di quanto la Storia forse
quando Pio VII ripristinò l’Or- l’aspettazione». E ancora: «Egli in un ospedale militare a Po- del grano, la torchiatura del lino Grassi, di cui quest’ultimo fu te- oggi ricordi.
dine. Il nome del paese scalvino teneva con noi a maniera di lock, in Bielorussia, ndr) e Gio- per ottenere l‘olio, e le lavora- stimone al processo di beatifi-
entra nella storia dei Gesuiti amichevole conversazione bel- vanni (Antonio) Grassi. (…) zioni del legno nelle segherie, cazione: «L’allontanamento del Una lezione di umiltà
grazie a due figure conosciute a lissimi discorsi di spirito che in- Nello stesso anno i giovani di grazie alle grandi ruote mante- giovane gesuita dalla scena del Per terminare con le parole di
livello mondiale: Angelo Mai, fervoravano alla perfetta virtù Colorno che non poterono re- nute in movimento dall’acqua suo noviziato - si legge nel libro padre Grassi, in uno degli scritti
l’insigne cardinale cantato an- cristiana». Lo stesso padre carsi in Russia: Nicola Grassi, del fiume Dezzo. - fu segnato da un fatto, la cui relativi al suo periodo america-
che da Leopardi, e Giovanni Mozzi tornò a Colorno alcuni Angelo Mai e Vincenzo Cavaz- memoria rimase sempre viva in no: «Non è vera Storia che io ab-
Antonio Grassi, rettore del- mesi dopo e scrisse ad un ami- za, emisero i loro primi voti ma Il Vesuvio e la vista del Forno lui. In questa occasione fu rassi- bia inteso di scrivere, sono Me-
l’Università di Georgetown a co: «Vivevano tutti contenti, questi - la stessa formula dei vo- La lettera è datata 23 novembre curato da San Giuseppe Pigna- morie che serviranno alla storia
Washington. A quest’ultimo tutti pieni di fervore». E in altra ti semplici degli scolastici - fu- 1804 e l’episodio è descritto in telli che non avrebbe lasciato e di queste se ne farà la scelta
l’istituzione americana deve la lettera: «Questa è una vera casa rono voti di devozione». latino la cui traduzione som- l’Italia per sempre, ma che sa- come si crederà».
sua stessa sopravvivenza, tanto di Paradiso. Il superiore princi- maria recita: «Il monte Vesu- rebbe tornato in futuro alla sua Una lezione di umiltà da par-
da poterlo considerare il suo ve- pe Pignatelli è un santo, ed egli Una lettera del porporato vio, dopo che per diversi giorni terra nativa. Per il Grassi, que- te dell’autore, fra gli altri, del-
ro fondatore. dice che i suoi giovani sono an- «Da Napoli, dove poi fu manda- ebbe mandato continuamente sta rassicurazione aveva tutta la l’interessantissimo volume
«Sono gli unici due schilpa- geli». to a insegnare Umanità e Reto- fumo, irruppe quindi in un fiu- solennità di una profezia ispira- «Notizie varie sullo stato pre-
riesi citati nel prestigioso Di- Il seguito è raccolto nel volu- rica, - racconta ancora Raineri - me di fuoco mentre la gente ta di un uomo di Dio. Nei nume- sente della Repubblica degli
zionario biografico degli Italia- me di padre Marek Inglot «La il futuro cardinale Mai scrisse fuggiva lontano. L’eruzione è rosi pericoli per mare e per ter- Stati Uniti» (1818), virtù che pe-
ni dell’Enciclopedia Treccani - Compagnia di Gesù nell’Impe- una lettera in altisonante e ara- durata due giorni e a me che la ra che in seggio egli affrontò, rò non stupisce da parte di una
continua Raineri - sebbene la ro Russo (1772 -1820) e la sua bescato latino all’allora parroco guardavo di notte (se è lecito non dubitò mai, né temette, persona che fu anche molto at-
storia dei Gesuiti di quel perio- parte nella restaurazione gene- di Schilpario don Giovanni paragonare cose grandi a cose poiché confidava che, presto o tiva in opere di carità a favore di
do sia legata a doppio filo anco- rale della Compagnia» (Ed. Grassi, raccontandogli come il tanto piccole) mi si rappresen- tardi, avrebbe messo piede sul bisognosi di ogni credo. «Vide e
ra a Schilpario con Nicola e Giu- Pontificia Università Gregoria- fumo del Vesuvio gli ricordasse tava l’immagine, che nei vostri suolo italiano, cosa che in realtà conobbe lo splendore e il fasto
seppe Grassi, ma anche a Ber- na. Roma 1997): «Questi giova- la vista del Forno di Schilpario, Forni spesso avevo visto, quan- fece (nel 1817, ndr)». La famiglia delle corti - si legge in una Me-
gamo con Antonio Soranzo». ni, formati nello spirito ignazia- dalla parrocchiale intitolata a do apertasi la via usciva la colata di origine di padre Giovanni moria a lui dedicata - ma ne par-
Nel novembre del 1799 infat- no dal futuro Santo (Pignatelli), Sant’Antonio». Direttamente del ferro». Il volume di Albino Antonio Grassi, nato a Schilpa- la con quella sublime freddezza
ti, grazie a Pio VI, fu possibile non portavano l’abito religioso. sotto la chiesa del paese, infatti, Fedriga «Schilpario - La sua Ca- rio il 10 settembre 1775 e morto che s’impara alla scuola di Cri-
aprire a Colorno, oggi in provin- Al termine del biennio, il 31 di- la contrada del Forno era il luo- sa di Riposo e luci della sua sto- a Roma il 12 dicembre 1849, die- sto». Verrebbe davvero da dire,
cia di Parma, un noviziato pri- cembre 1801 vennero accolti go dove fino agli anni ’30 avve- ria» (Ferrari Edizioni) ricorda de i natali anche a madre Gio- parlando di Gesuiti, «Ad Maio-
vato nell’ex convento domeni- dal padre Kareu due di questi nivano la fusione del metallo invece un significativo episodio vanna Francesca Grassi, cofon- rem Dei Gloriam».
cano di Santo Stefano, affidato novizi, i padri Antonio Soranzo (con conseguenti copiosi sbuffi legato a San Giuseppe Pignatel- datrice con Santa Teresa Verze- ©RIPRODUZIONE RISERVATA