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CAMPANE DI POSINA

FUSINE, CASTANA e LAGHI

Sede:
Piazza G. Marconi
36010 POSINA (Vicenza)
tel. 0445 748118

Pubblicazione PRO MANOSCRITTO


delle Parrocchie di:
S. Margherita V.M. in Posina, S. Rocco in Fusine,
S. Pietro Apostolo in Castana e S. Barnaba in Laghi

Stampa:
Stab. Tip. G. Fuga & Figli - Arsiero

In copertina: Posina dall'alto Foto: Roberto Lorenzato

Un ringraziamento a tutti i collaboratori

Le offerte raccolte dalla distribuzione del bollettino


sono destinate alle opere parrocchiali.
Il Signore ama chi dona con gioia!
Si apre una finestra...
È la prima volta che scrivo nel nostro "Campane di Posina" e mi sono detto che que-
sta è un'occasione da non perdere per entrare in silenzio nelle vostre case, nelle contra-
de, tra i nostri emigrati.
Credo anche sia giusto esprimere con don Roberto (parroco insieme a me) il mio gra-
zie a quanti in diversi modi, mi hanno aiutato ad entrare in questa nuova realtà, a quan-
ti mi hanno spalancato le porte delle loro case e del loro cuore come anche l'ospitalità
che mi ha fatto sentire subito "in famiglia".
Non so quanto possano interessarvi i sentimenti che nascono nel mio cuore, ma sono
convinto che si diventa amici soprattutto quando si è capaci di comunicare qualcosa di
sè stessi.
Nel mese di maggio dell'anno scorso stavo tranquillamente preparando le ultime atti-
vità dell'anno pastorale ed il campo scout in parrocchia di Bertesinella, quando una tele-
fonata... davvero mi ha cambiato la vita!
Il Vescovo infatti mi ha chiamato e proposto di essere parroco assieme a don Roberto
con e per voi della Val Posina e di Arsiero.

Una finestra si è spalancata, anche se a dire il vero però finora ho guardato soltan-
to. In silenzio, con dolcezza, in punta di piedi, senza troppo disturbare, comincio solo
ora a conoscere i primi volti, le prime storie, le nostre contrade. Insieme con don Roberto,
ho goduto dei primi paesaggi, dei colori della natura e del silenzio che ti fa pregare,
anche se non lo vuoi.
Là in fondo c'è il Pasubio con tutta la sua maestosità e la sua storia, la Perlona, il Monte
Spin, ... il Gamonda, il Monte Majo, il Priaforà, le contrade, i sentieri ora appena trac-
ciati che parlano di strada, di fatiche, di sacrifici, di incontri, di nostalgia.
La natura, diceva Baden Powell, fondatore del Movimento Scout, è anch'essa parola
di Dio, la grammatica, il libro che ti porta alla meraviglia, alla scoperta, all'incontro e
così mi sono messo subito a studiare questa "grammatica" davvero speciale ed unica.
Ho voluto avvicinarmi pian piano a voi per imparare. Ho visto gli occhi e le mani dei
nostri anziani: occhi limpidi e belli, mani che parlano ancora oggi di sacrifici, di lavo-
ro, di lacrime, di ricordi. Sopra la credenza di ogni cucina, il luogo "sacro" di ogni casa,
trovo le fotografie di bisnonni, nonni, genitori, parenti emigrati all'estero presenti nel
cuore e negli affetti di ogni famiglia, tanto che nei primi incontri con alcuni di voi, il pen-
siero correva là, guardando le fotografie ingiallite dal tempo.
Desidero con don Roberto, farmi compagno di viaggio, avere l'atteggiamento dell'a-
scolto più che della parola per portare a ciascuno il "sorriso di Dio" la Sua vicinanza
specie nei momenti della solitudine, dell'amarezza, della croce.
In questo farmi vicino, vorrei che il mio affetto, se non la pia presenza, sia anche là
dove vivono e lavorano i nostri emigranti che anche adesso, credo, si portano dentro il
profumo dei nostri boschi, della terra ed il ricordo "geloso ed unico" della casa e della
contrada da cui sono partiti.
Anche loro sappiano attraverso questo primo augurio, di esser presenti in modo
diverso, ma non per questo meno forte, nel mio cuore, nella mia preghiera, riconoscen-
do in loro tante storie fatte anch'esse di amarezza e di sacrificio.
Appena arrivato, mi sembrava giusto, sono entrato quasi subito nelle nostre chiese,
costruite in anni non certo facili dal lavoro dei nostri anziani: lì ho trovato i segni di una
fede semplice ma forte, ma anche i segni degli "acciacchi del tempo".
Tutte le nostre case, anche quelle là su in alto nelle contrade, cerchiamo di renderle
belle e accoglienti. Mi domando: "E la Casa del Signore?" Sono convinto che la vogliamo
altrettanto bella, pulita, rimessa a nuovo perchè la chiesa è il luogo che il Signore si è
scelto per "piantare la sua tenda tra le nostre tende", per "piantare la sua casa tra le
nostre case", là dove lavoriamo, fatichiamo, camminiamo.
È per questo, non per altro, che mi auguro ci sia una risposta per il restauro della
nostra chiesa in cui probabilmente siamo stati battezzati, in cui abbiamo imparato a
conoscere il Signore.
Lo sappiamo
come le offerte ordi-
narie non sono suffi-
cienti per coprire le
Posina è... incontrarsi
spese ordinarie: ora
c'è bisogno di un sup-
plemento di carità da
parte di tutti per la
manutenzione straor-
dinaria.
Approfitto di que-
ste pagine per chiede-
re scusa se in questo
primo incontro non
ho potuto (non volu-
to!) avvicinare tutti
come sarebbe stato
giusto e mio dovere,
credo anche che sap-
piate essere vicini a 7 ragazzi del catechismo con le loro insegnanti e don Roberto
questo prete che però
Foto: Roberto Lorenzato
vi vuole bene essendo
questa della Val Gruppo Escursionistico di Posina a Malga Bisorte
Posina e di Arsiero la
mia famiglia.

don Stefano

Non ultimo, rin-


grazio quanti in diver-
so modo con tenacia,
come coordinatore o
con l'apporto di arti-
coli hanno reso possi-
bile questo numero di
"Campane di Posina,
Laghi, Fusine, Casta-
na".
2 - Campane di Posina
Antichi
splendori

La grande migrazione avvenuta nei


secoli scorsi tra il XIX-XX sec. (1800-
1900), cambiò di molto l'aspetto e l'i-
dentità di numerose contrade di
Posina; se in talune contrade si pote-
va contare su abili artigiani, o altre
figure simili, con l'emigrazione tutto
cambiò.
Numerose contrade si spopolavano
improvvisamente, per la guerra e
successivamente per la mancanza di
lavoro, furono sicuramente queste
alcune delle cause più deleterie del
fenomeno.
A distanza di molti anni non c'è
stato ancora quel ritorno sperato alle
contrade, molte cose sono cambiate.
Particolare di via Munari
Lo stile di vita, le comodità, la men-
con residenti ed emigranti nell'estate 2004.
talità della gente, il boom economico
registrato dopo la metà del 1900, Foto: Roberto Lorenzato
hanno influenzato la vita di molti.
Ciò nonostante esistono delle ecce-
Chissà se la stessa via ricevette il toponimo
zioni: d'accordo, oggi le contrade sono state
dall'antico mestiere del mugnaio (munaro).
recuperate dai nuovi proprietari, almeno così
Sembra di sì, se pensiamo che poco lontano
qualcosa è rimasto custodito. Per comodità di
dall'abitato, a valle, esistevano numerosi
ricavare notizie ed elementi di ricerca, mi sof-
mulini.
fermerei sull'abitato di via Munari: un tempo
Tutte queste figure elencate con il passare
si contavano quattro osterie, due di esse ave-
del tempo e il manifestarsi degli eventi, spa-
vano la "corte" per il gioco delle bocce (dal
rirono, si estinsero, rendendo vuoto e silen-
Costa e dal Castello); c'erano pure tre prati-
zioso il caseggiato.
canti "scarpari" (calzolai) Smittarello, Losco
A distanza di parecchi anni con l'apertura
Ettore e Dante; una "ovarola" (Melina) che
del negozio "la Botteghetta" lì nella stretta di
praticava il baratto con sapone per candeg-
via Munari, pensando alle cose appena scrit-
giare; un veterinario conosciuto con il nome
te, mi chiesi: "Chissà se il timone del tempo
di Riccardo; un ufficio postale; una "stazione
ha invertito la rotta...".
metereologica" gestita da una signora
(madre di Smittarello Arduino detto Totò) e
Roberto Lorenzato
per concludere ai Munari vi era la residenza
del Podestà: l'industriale signor Gaetano. posenaelbravo@libero.it

Campane di Posina - 3
W l'acqua! A Peralto per un giorno
si respira ancora
l'atmosfera di più di 50 anni fa...

In occasione del 50° anniversario della ricostruendo la camera degli sposi, la cucina
costruzione delle fontane nelle contrade della della signora Cecilia e l'angolo degli attrezzi
Val di Riofreddo, grazie alla "legge sulla mon- del signor Giovanni.
tagna" del 1952, abbiamo deciso, con la Tutti quelli che ci sono venuti a trovare, cam-
grandissima collaborazione dell'associazione minando tra le quattro contrade di Crosara,
"Le Cinque Valli", di fare festa per un bene Peralto, Maga e Cise e ascoltando le "ciacole"
preziosissimo, proprio l'acqua. di tre "esperte guide turistiche" (Michele
L'idea è partita due anni fa dalla "bambina Berta che ha anche immortalato le pose ed i
più piccola della contrada" nel 1953, la signo- momenti più belli della giornata, Susi che ha
ra Ivana Comparin, che oggi ha ceduto il tito- coordinato le varie attività ed io che li ho
lo a Soraya Busato e che guardando vecchie affiancati cercando di imparare l'arte!) hanno
fotografie ha pensato di ricordare e far cono- potuto scoprire le bellezze ancora quasi sco-
scere a tutti la vita della gente delle nostre nosciute e le storie della gente della valle.
contrade e le fatiche di ogni giorno, quando Abbiamo sistemato il vecchio sentiero che,
non esistevano ancora gli acquedotti, le lava- prima dell'arrivo del nuovo acquedotto, gli
trici, tutte le comodità che noi abbiamo. abitanti di Peralto seguivano per andare alle
Rovistando tra i vecchi ricordi abbiamo recu- "tre fontane" a prendere acqua e che prose-
perato fotografie, documenti, attrezzi, vestiti gue fino a Crosara tra boschi e campi.
e siamo riusciti ad allestire due piccoli musei, A mezzogiorno non potevano mancare natu-
ralmente gli gnoc-
chi della Irma e per
i coraggiosi escur-
sionisti che affron-
tavano la "Lispa" in
contrada ad aspet-
tarli vi era un
abbondante ristoro.
Al pomeriggio ci
sono venuti a trova-
re, per allietare la
festa, il "Ludobus",
per la gioia dei più
piccoli e più tardi il
gruppo di danze
popolari "I
Tirinballo" ed il coro
"Monte Caviojo".
Tra canti, balli e
Momento di festa in Contrà Peralto scorpacciate varie

4 - Campane di Posina
però alla fine della
giornata non doveva Incanto di Natale a Laghi
mancare un momen-
to più serio.
Ringraziamo infatti il
nostro parroco Don
Stefano che ha bene-
detto l'acqua delle
fontane, riunendo
tutti i presenti alla
festa in un momento
di preghiera.
Abbiamo lavorato
tanto e per noi è
stata una grande
occasione per mette-
re "in mostra" ciò che
ci è tanto caro e che
vogliamo recuperare Cavallaro: Chiesetta S. Valentino Foto: Omar Oliviero
e salvaguardare nel
tempo. Il paese di Laghi si è vestito a antiche varietà. Negli stand della
Ringraziamo ancora festa prima e dopo Natale, nel Pro Loco, addobbati con rami d'a-
tutti quelli che ci giorno della Vigilia e nel giorno di bete, veniva servito il vin brulé
hanno aiutato per Santo Stefano, per accogliere chi con l'aroma delle spezie, la cioc-
questa giornata e, ha voluto condividere l'emozione colata calda e si potevano assag-
oltre alle persone già dell'accensione del presepio nel giare i famosi gnocchi di Laghi.
nominate, anche l'As- lago, del corteo dei pastori con le Nel mezzo della piazza, accanto
sociazione Culturale zampogne, delle luci del mercati- ad un grande falò si potevano
ed il Piccolo Coro di no in piazza. ascoltare i canti e le musiche
Castana, la Comunità Appena arrivato l'imbrunire si delle nostre tradizioni. Un piccolo
Montana e il Comune sono accese le luci del presepio salbanelo, l'omino fantastico
d'Arsiero. costruito nell'acqua e il riflesso ha delle nostre antiche fiabe, è stato
Il nostro lavoro non è assunto le forme di una magia. il simbolo di questa suggestiva
Subito dopo un corteo di fiaccole manifestazione, ricreato in picco-
finito e questa festa è
è partito dai laghetti e si è sno- le statuette assieme all'anguana,
solo l'inizio!
dato per un breve percorso fino all'orco e alla stria.
alla piazzetta, assieme ai pastori, Il giorno di Santo Stefano la chie-
Sperando di ottenere
al loro gregge di pecore, al suono sa di S. Barnaba si è riempita
sempre degli ottimi
delle zampogne. Attorno al cam- come ogni anno in occasione del
risultati, veniteci a concerto: un appuntamento
panile era allestito il mercatino:
trovare!!! importante che ha più di dieci
si poteva acquistare, per la gioia
dei bambini, la calza della befa- anni e che ha visto la partecipa-
Vi aspettiamo. na, quella di un tempo con pochi zione di tre gruppi corali.
dolci, le carrube, i mandarini, le
Vanessa Busato
noci, le mele di Laghi e della L'appuntamento è per il prossimo
e il "Gruppo di Peralto"
valle. Nelle bancarelle anche i Santo Natale d'incanto, a Laghi.
prodotti della terra, i fagioli, le
patate, i formaggi, le pere di Nadia Dal Molin

Campane di Posina - 5
Posina si riscopre cimbra
Si può affermare che Posina, dopo essere grandi pascoli sui monti più alti, i quali con i
stata dimenticata da storici, linguisti ed loro nomi di origine latina (per esempio:
esperti di toponomastica sia cimbra che Pasubio, Novegno, Monte Alba, Vaccareze,
veneta, si riscopre in buona parte di origine Cima Quaro, Malga Buse, Passo della Borcola,
cimbra. D'altronde essendo circondata da Passo Xomo, Campedello, Campiglia, ecc.)
zone di colonizzazione teutonica non poteva confermano la provenienza dalla pianura.
essere diversamente (senza ovviamente In seguito dopo la discesa delle prime qua-
dimenticarci dei nomi e insediamenti vene- ranta famiglie bavaresi documentate nel
to-latini). 1053 sui monti del veronese e vicentino,
chiamate dai vescovi e dai signorotti allora
Lo conferma l'accurata ricerca che da qual- feudatari per dissodare e mettere a coltura la
che anno sta impegnando De Pretto Renato zona montana, seguirono altri piccoli gruppi
e Lorenzato Roberto, assessore allo sport e di famiglie o comunità.
alla cultura della nuova amministrazione Si può dire con approssimazione che i primi
comunale da poco insediata, entrambi forte- coloni tedeschi si insediarono a Posina poco
mente appassionati della loro valle. prima del 1200, lo testifica la nota studiosa
La ricerca è nata qualche anno fa nell'in- fiorentina, Giulia Mastrelli Anzilotti in "Gli
tento di fermare nel tempo i numerosi nomi insediamenti cimbri dei tredici comuni vero-
di luogo presenti ancora nella tradizione nesi e dei sette comuni vicentini", estratto da
orale delle persone più anziane che, fino agli Archivio per l'Alto Adige, rivista di studi alpi-
anni '50-'60, praticando un lavoro prevalen- ni 1988, la quale afferma: un documento
temente agricolo e boschivo erano a contat- databile 1200 che è conservato nell'archivio
to quotidiano con questi microtoponimi. trentino dello statthalterei-archiv di Innsbruk,
La prima parte consisteva nel raccoglierli parla di coloni tedeschi chiamati
contrada per contrada, una raccolta che è sull'Altopiano di Folgaria e di Lavarone dai
durata più di un anno (grande soddisfazione signori di Caldonazzo e fra tali coloni c'è un
ha dato l'accoglienza, la collaborazione e le Enrico de Posena e Posena è senza dubbio
calorose chiacchierate fatte con le persone Posina nel vicentino.
interpellate). Aggiunge: un altro documento datato 16
Si sono raccolti più di mille nomi dei quali febbraio 1216 e riportato nel Codex
circa 300 di origine cimbra. Vangianus attesta come il vescovo di Trento
A questo punto sembrava doveroso intra- Federico Vanga conceda che, sempre
prendere il difficile lavoro di dare un signifi- sull'Altopiano di Folgaria, vengano costruiti
cato ai nomi raccolti, pur con la consapevo- 20 masi dallo stesso Enrico de Posena e dal
lezza dei propri limiti. Il metodo adottato è suo compaesano Ulrico. Questi sono i primi
stato quello del confronto con libri di illustri due documenti nei quali si nomina per la
studiosi, libri di toponomastica, vocabolari prima volta il nome di Posina.
cimbri, veneto antico, latino medievale, ecc. Il periodo della colonizzazione cimbra,
Inoltre, cosa molto importante, il confronto quindi, continuò fino al 1300-1400 circa
con il significato dato e il luogo così chiama- sovrapponendosi a insediamenti neolatini. La
to. loro provenienza era dalla Baviera meridio-
Si scopre così, che a Posina i primi insedia- nale, dal Tirolo occidentale, dall'Oberinntal,
menti furono intorno al 1000, rari insedia- dall'Oetzstal e da altre zone.
menti forse all'inizio stagionali per sfruttare i A Posina si parlò cimbro fino al 1600 e un
6 - Campane di Posina
mistilingue fino al 1700. Questa
gente lasciò nella toponomastica e
specialmente nei microtoponimi la
testimonianza della loro lingua e
delle loro attività, prevalentemente
boscaioli e roncatori. Lo testimoniano
i vari nomi di luogo raute = zona
disboscata, ronco, praca, frata che
segnò nelle centinaia di piccoli che si
ripetono con lo stesso significato. I
carbonai lasciarono gli spiazzi dove si
faceva il carbone di legna. Poi segui-
rono lavoratori di supporto come
beber (contrada e anche cognome
attuale) con il significato di tessitore;
leder (contrada e cognome attuale)
che significa lavoratore del cuoio;
rader (contrada e cognome attuale)
vuol dire ruotaio; serman (cognome
attuale) e sermani (contrada) signifi-
ca tosatore; rozzer = cavallaro; stoner
= lavoratore della pietra (scalpellino);
taizze (contrada Griso nel 1700) e
soprannome taiz = tedesco; telder
(contrada) = le valli; axe (contrada) =
luogo della lepre; nolle (contrada) =
cima o costa di monte scoscesa, lam-
bre (contrada) = luogo di sassi;
monte perlona = slavina dell'orso; el
tale = la valle; val del pache = valle Contrà Leder, alle pendici del M. Majo.
del torrente; bainerche = costa dei Il nome di fattura cimbra richiama l'antico mestiere
dei lavoratori del pellame o del cuoio.
vignali; e altri: tapelucche, cassetale,
caseneche, moiental, cafraute, Foto: Roberto Lorenzato
rotempale, pernipale.
pletamente tradotti in veneto o italiano; lo
Poi altri nomi di contrade veneto latine,
dimostra l'estimo del 1707 dell'archivio di
quali leparo = luogo della lepre; molesini =
Stato di Vicenza nel quale si attesta, un certo
terreno molle, umido; pistore = fornaio;
Iseppo Gaigar detto "pruchele" nel Maso del
benetti da benedetto; ligheli = chi ha giurato
Pruchele, e nel 1733 lo stesso Iseppo Gaigar
fedeltà al proprio padrone (periodo del feu-
detto "pontesello" nel Maso del Pontesello.
dalesimo). Poi una serie di contrade, nella
parte bassa della valle Maraschini, Fornasa,
Naturalmente questa ricerca verrà raccolta
Morini, Bagattini, Caprini, ecc.
in un libro con l'intento di aver dato un con-
Si sta consultando anche la toponomastica
tributo per capire da questi nomi, l'influenza
storica dell'archivio di Stato di Vicenza, atti
di secoli di attività sulla trasformazione agri-
notarili dal 1500 e estimi dal 1700 al 1800,
cola e forestale del territorio.
gli unici rimasti, con discreti risultati. Molti
dei nomi trovati sono scomparsi e altri com-
Renato De Pretto

Campane di Posina - 7
GIOVANNI STEDILE: ulteriori chiarimenti
In riferimento all'articolo da Il mio articolo ha riportato i ria. Spesso nel Bollettino si
me scritto e pubblicato su fatti descritti da Remo riportano storie narrate dagli
Campane di Posina 2002- Dall'Osto, nipote di Giovanni stessi paesani e non è il caso
2003, pag.19, mi si è fatto Stedile. di non credere a queste sto-
notare che, prima di scrivere È noto a tutti qui in paese che rie, anche perché, in molti
che Giovanni Stedile è stato questo amato garibaldino, era casi, sono fatti noti anche ad
effettivamente attendente di stato effettivamente atten- altre persone o cose già risa-
Garibaldi a Caprera, avrei dente di Garibaldi. Chi non pute.
dovuto documentarmi di più. dovesse credere, per ragioni
In aggiunta mi è stato detto sue, a questi fatti riportati da 2°: la spedizione dei Mille è
che Stedile non era tra i Mille Remo, non dovrebbe fare solo una delle innumerevo-
di Garibaldi, e questo è vero. altro che andare a trovare li imprese di Garibaldi
Infatti già sapevo che tra i Remo in persona, per conte- Forse qualcuno pensa che chi
Mille di Garibaldi c'era un stargli la sua storia o per chie- non è elencato tra i Mille di
altro Posenato, un certo dergli chiarimenti. Garibaldi, non abbia fatto
Giovanni Lighezzolo, menzio- Comunque, prima di arrivare parte delle sue schiere di
nato anche su una targa pre- a questo, posso dire di avere combattenti. In effetti,
sente a Porta Castello, a trovato un'altra testimonianza Garibaldi ha combattuto
Vicenza. Su questa targa sono scritta riportata su un libro molte battaglie ed è stato
incisi i nomi dei Garibaldini di edito nel 1989, dal titolo "Tra veramente un grande eroe
Vicenza e provincia, partiti per Astico e Posina", scritto dal del Risorgimento. Insieme a
l'eroica impresa. Su queste dott. Antonio Brazzale dei lui hanno combattuto migliaia
cose avrei da fare alcuni chia- Paoli, edizioni "La e migliaia di uomini, che cre-
rimenti: Serenissima". A pag. 63 del devano in lui e nelle idee del
libro è riportato che Giovanni Risorgimento. Non è possibile
1°: il Bollettino Parrocchiale Stedile fu attendente di rilegare qualunque nome di
non è un libro di storia Garibaldi a Caprera. garibaldino solo alla spedizio-
Ben lungi dall'esserlo, il ne dei Mille. Pensate che
nostro amato Bollettino Occorre capire che il Giovanni Stedile non aveva
Parrocchiale ha riportato in Bollettino Parrocchiale è un ancora compiuto 13 anni
tanti anni diversi fatti, storie giornalino serio, come lo è quando ci fu l'ardua impresa
ed avvenimenti. In modo par- sempre stato, ma di modesta dei Mille. Mentre Giovanni
ticolare sono stati descritti fattura. Non si può pretende- Lighezzolo aveva quasi 37
avvenimenti quotidiani che re che chi riporta delle storie anni quando partecipò alla
riguardano la vita del paese e sul Bollettino vada a docu- leggendaria spedizione.
dei suoi abitanti, nonché sto- mentarsi alla biblioteca
rie di varia natura descritte da Bertoliana di Vicenza e che 3°: vedo con piacere che
persone della valle, ed altro impieghi tempo a dismisura Campane di Posina è letto
ancora. Alcuni racconti sfiora- per ottenere precise ed con attenzione
no la leggenda e a volte le inconfutabili documentazioni Nonostante alcune difficoltà,
storie riportate vengono, per che attestino un fatto. Questo di varia natura, negli anni,
diversi motivi e non in modo lo si può e lo si deve fare questa modesta pubblicazio-
intenzionale, leggermente quando si scrive un libro ne ha continuato a vivere e a
modificate o alterate col pas- mirato ad un preciso argo- testimoniare la vita del
sare del tempo. mento, in questo caso di sto- paese. So che Campane di

8 - Campane di Posina
Posina è sempre
atteso con interesse
dagli abitanti della
L'ultima delle "Terragnole"
valle. Ora il suo
appuntamento La mostra mercato tenutasi l'ulti- lavoro.
annuale è nel perio- ma Domenica di Ottobre, mi ha In epoca post-bellica le "terragno-
do estivo. Bisogna dato l'occasione di conoscere una le" usavano esclamare: "andiamo
cercare di mantene- persona veramente particolare: la in Italia". Questa curiosa afferma-
re viva questa inte- signora Ines Gerola classe 1931 zione è ancora ricordata oggi
ressante e caratteri- dai Scottini, contrada di dalla signora Ines, rimembrando
stica pubblicazione, Terragnolo. La Ines sicuramente si le figure più anziane del suo
cercando di farla può definire l'ultima delle paese, ma soprattutto ricordando
uscire almeno una "Terragnole", così venivano chia- le origini Sud-tirolesi, con le tradi-
volta all'anno. Chi ha mate in Valposina le donne tren- zioni e culture, mentalità, che
qualche racconto, tine che, nell'anteguerra, dalla val distinguevano i due stati, quello
qualche fatto o qual-
di Terragnolo attraverso il passo italiano e quello austriaco.
che idea che ritenga
della Borcola calavano a Posina Con la signora Ines è stata una
possa essere inserita
per commerciare. breve e piacevole chiaccherata,
nelle pagine del
In val di Terragnolo erano cono- conclusasi con una stretta di
Bollettino, si faccia
sciute come le "Ovarole" perché mano ed una foto ricordo.
avanti, scrivendo di
di solito erano le uova oggetto di Arrivederci ai prossimi racconti.
persona, se può, o
esponendo la sua commercio.
storia a chi si occupa Uova in cambio di mele, piantine Roberto Lorenzato
di ortaggi vari, farina di grano posenaeIbravo@Iibero.it
di raccogliere i vari
articoli da pubblicare saraceno, ciliegie, salumi,
(Roberto Lorenzato, formaggi.
nella maggior parte Ines racconta che quando
dei casi). Ritengo praticava questo lavoro,
che sia di fonda- utilizzava qualsiasi mezzo
mentale importanza di fortuna per scendere in
non perdere valle, verso la fine degli
Campane di Posina. anni 1960 proprio sul fini-
Posina, negli anni, re di questa attività, giun-
ha perso diverse geva in paese anche in
cose. Non facciamo auto assieme ad un certo
in modo che anche Livio.
questo appunta- Non solo a Posina pratica-
mento annuale con vano questo mestiere, ma
il Bollettino le "Ovarole" si dirigevano
Parrocchiale venga a anche a Valli del Pasubio,
mancare irrimedia- Arsiero, Vallarsa, calcando
bilmente. Sarebbe i vari sentieri e strade di
una grave perdita collegamento dei citati
per tutti. paesi.
Solo la neve dei mesi La signora Ines Gerola classe 1931.
Agosto 2004
invernali interrompeva L'ultima delle "Terragnole".
Roberto Salerno temporaneamente questo Foto: Roberto Lorenzato
robysale@inwind.it

Campane di Posina - 9
Posina. Alla chiesa della Madonna di Monte Majo

Austriaci e italiani fratelli nel ricordo


Omaggio comune alle vittime della Grande guerra

di Giovanni Matteo Filosofo la strada della Borcola, il luogo del ricordo


attorno alla suggestiva chiesetta della
La storia dell'uomo è fatta di sangue. Soltanto Madonna di Monte Majo.
ricordando le tragedie passate ci può essere Un posto d'onore è spettato alla folta delega-
un futuro migliore. Se poi la memoria acco- zione della Croce Nera dell'alta Austria, testi-
muna i nemici di ieri e li fa fratelli, allora si monianza viva di sentimenti d'amicizia e di
può sperare nella pace. È stata questa la una visione sovranazionale della storia. Valori
trama del pellegrinaggio commemorativo per che hanno spinto ben dieci sindaci ad essere
presenti accanto al vicepre-
fetto Scipioni, al rappresen-
tante della Provincia
Luciano Zerbaro, al presi-
dente dell'Ana provinciale
Giuseppe Galvanin, e al
gen. Luciano Bocus
dell'Ancr del Vicentino. Il
presidente della Croce Nera
Friedrich Schuster ha cedu-
to la parola al suo vice Karl
Harner per ricordare i 15
anni di profonda amicizia
che lega Posina all'Austria.
Poi, nelle inconsuete vesti
Momento della celebrazione
di oratore ufficiale, il sinda-
dei caduti del Monte Maio alla Contrà Cervi.
co di Posina Paolo Pertile,
Foto: Roberto Lorenzato ha voluto ricordare gli orro-
ri della Grande Guerra, che
le vittime del monte Majo e della val Posina ha toccato profondamente anche la valle, di
durante 41 mesi di battaglie combattute nella altri conflitti successivi, e di quelli tuttora in
Grande Guerra. corso. "L'evoluzione - ha detto - ha prodotto
Il paese, tutto pavesato di tricolore e degli cultura, regole, valori, ma il vecchio e atavico
stendardi biancorossi, ha accolto quanti sono tarlo dell'aggressività è ancora presente nel-
saliti per un appuntamento atteso. Il corteo l'animo dell'uomo. Per questo, le insicurezze e
guidato dal drappello delI'VIII Genio le paure permangono, nonostante la luce
Guastatori della "Folgore", comandato dal della pace". La pace, una speranza viva anche
ten. Matteo Tuzi, è dapprima sfilato in parata, nell'omelia del cappellano militare, mons.
sulle musiche della Banda di Arsiero: una Claudio Vanetti, insignito dalla Croce Nera con
breve sosta meditativa al capitello del Cristo la massima onorificenza per i suoi servizi resi
mutilo, seguita dalla deposizione di corone al su vari fronti.
monumento ai caduti, nell'ex cimitero milita- Mercoledì 28 luglio 2004
re. Poi, il trasferimento a contrà Cervi, lungo da "Il giornale di Vicenza"

10 - Campane di Posina
La famiglia Costabeber in Brasile
Nel nostro Bollettino parrocchiale sono trascrit- Fino a destinazione, 4a Colonia Imperiale di
ti nelle sue edizioni interessanti notizie e infor- Silveira Martins, furono trasportati via fiume
mazioni relazionate con i discendenti degli fino a Rio Pardo e dopo 6 giorni, seguirono a
emigranti della Val di Posina. Come discenden- piedi e con l'ausilio di un carretto tirato da buoi,
te della terza generazione della famiglia di attraversando boschi e campi.
Costabeber Luigi e Apolonia Benetti, rimetto Della sede della Quarta Colonia, furono incam-
questa collaborazione. minati alla terra a loro destinata nella Linha
Nella piccola città di Posina, in provincia di Seis Dois. Il terreno era montagnoso e coperto
Vicenza, il mese di marzo del 1883, trascorre- di una foresta quasi impenetrabile. Arrivarono
va come al solito tranquillo così come l'attività in una notte molto fredda e si accamparono
dei suoi abitanti. Faceva freddo e le cime e sotto grossi alberi, in una valle, al margine del
pendici delle gigantesche montagne che cir- fiume Guradamor.
condano la località rimanevano ancora coperte Dopo un penoso lavoro di disboscamento e
di gelo. Ma c'era un'eccezione: un piccolo coltivazione della terra, la famiglia Costabeber
numero di famiglie vivevano giorni di preoccu- aveva già abbondanza in casa e un poco per
pazioni e d'angoscia. Siccome avevano deciso vendere. In Brasile sono nati i tre ultimi figli:
di emigrare in Brasile, cominciarono a prepara- Catarina, Joao e Maria. Nove dei dieci discen-
re il lungo e penoso viaggio. denti di Apolonia e Luigi si sposarono ed ebbe-
Una di queste famiglie era Costabeber Luigi, ro un totale di 82 figli. Un'alta media di 8,2 per
sua moglie Benetti Apolonia e sei piccoli figli: coppia. Davanti all'impossibilità di mantenere
Pietro (14 anni), Giovanni Battista, Leopoldo, tanta gente nell'area di terra inizialmente
Giuseppe ed Antonio, quest'ultimo sei mesi di destinata, dopo il matrimonio dei 9 figli, con
vita. Luigi e Apolonia, dopo tanto riflettere e eccezione di Giuseppe, tutti gli altri reimmigra-
discutere la questione, optarono per l'emigra- rono in nove regioni di colonizzazione del nord
zione. L'Italia povera e sovrappopolata non del Rio Grande do Sul. L'agricultura fu sempre
aveva più condizione di mantenere i suoi figli, la principale attività economica. Eppure, negli
invece il Brasile disponeva di abbondanza di ultimi anni, un grande numero di discendenti
terra e faceva in Italia un grande sforzo per hanno scelto l'esercizio di altre professioni di
accogliere l'immigrazione italiana. livello superiore: medici, dentisti, agronomi,
I Costabeber, nonostante l'amarezza di lasciare ingegneri, computisti, economisti, ecc.
il luogo di nascita, i parenti, gli amici e cono- Sicuramente, oggi la discendenzia supera
scenti, di affrontare il sacrificio di un lungo e 3.000 persone. Cirilo Costabeber della terza
penoso viaggio, di abitare in un altro paese, generazione, nel suo recente libro LA NOSTRA
con lingua, clima, usi e costumi differenti, GENTE che contiene l'albero genealogico della
hanno deciso di emigrare. famiglia di Luigi e Apolonia Costabeber è
Nei primi giorni di aprile di quell'anno, assieme riuscito ad elencare 2.631 nomi.
a un gruppo di famiglie posenate, si imbarca- RIUNITA LA DISCENDENZA COSTABEBER.
rano sulla nave Patagonia con destinazione Qui al sud del Brasile è comune alle famiglie,
Brasile. Nel giorno 3 maggio, dopo i sacrifici di principalmente d'origine italiana e tedesca,
un viaggio in terza classe, stanchi, arrivarono al sparse nel paese, fare incontri periodici per fra-
porto di Rio de Janeiro. La gioia fu immensa. ternizzare, per consolidare i legami di parente-
Dopo giorni di attesa i posenati furono imbar- la tra fratelli, cugini ed amici delle diverse
cati con destinazione a Porto Alegre (capitale generazioni, per ricordare gli anni di lavoro e di
dello stato del Rio Grande do Sul). È stato un difficoltà degli antenati, per potere trasmette-
percorso di 8 giorni in una nave di cabotaggio. re ai loro discendenti migliori condizioni di vita

Campane di Posina - 11
Santa Messa
del secondo
Incontro
discendenza
Costabeber
nella chiesa
di Sant'Antonio
a Silveira Martins

e finalmente, per rafforzare lo spirito di italia- Vergilio è discendente di terza generazione


nità. degli emigranti Luigi ed Apolonia. Ancora in
La discendenza Costabeber cominciò anche a chiesa, dopo la messa si sono fatti i saluti del
fare i suoi incontri itineranti. Il primo è stato presidente della commissione della festa e del
fatto a Pejucara, nel giorno 3 maggio 1998. Il sindaco del comune locali. In quella opportuni-
secondo a Silveira Martins, sede dell'antica tà, io ho fatto la presentazione del libro LA
Quarta Colonia. Il terzo, a Sao Luiz Gonzaga. Il NOSTRA GENTE, nel quale ho elencato i nomi
quarto ed ultimo nella città di Ijuì, nel nord del di 2631 discendenti degli emigranti
Rio Grande do Sul. Il quinto avverrà nella mia Costabeber. Durante la manifestazione, dopo
città di Santa Maria nell'anno 2006. Tutti gli la messa, si è fatta una sfilata di macchine per
appuntamenti furono di due giorni di attività. le vie della città fino al club, dove si è pranza-
Il primo è dedicato a una rotta turistica nella to con musica, canzoni italiane, balli e incoro-
città sede dell'evento. La sera una conferenza nazione della regina della festa, che nel 2003
sul tema dell'immigrazione e colonizzazione è stata la signorina Ana Libera Costabeber
nel luogo visitato e finalmente cena. Nel Searton. Alle ore 18.00 fine della festa.
secondo, domenica, la mattina le cerimonie
religiose. Fino alle ore dieci nel salone parroc-
chiale, c'è il ritrovo dei partecipanti, iscrizioni e Questo articolo è stato scritto affinché i pose-
merenda. In seguito, comincia l'atto principale nati e il loro discendenti sparsi nel mondo sap-
dell'incontro con la solenne celebrazione della piano il destino di una delle loro famiglie di
S. Messa. Nel 3° incontro, il vescovo della dio- emigranti, che con il loro lavoro fecero la terra
cesi di Santo Angelo, D. Estanislau Amadeu scelta, più ricca, più prospera e più felice, ma
Kreutz e sei sacerdoti, furono i celebranti. anche per raccomandare ad altre famiglie l'e-
Nell'ultimo evento i celebranti furono il vesco- sempio e sentano la gioia di fare incontri fami-
vo emerito della diocesi di Cruz Alta, D. Jacob gliari.
Roberto hilgert, Frei Aleir Antopnio Gallina e Cirilo Costabeber
Pe. Virgilio Costabeber. Risalto che il Pe.

Chi desiderasse scrivere storie di altre famiglie di Posina


emigrate nel mondo, è ben accetto.
Verranno pubblicate sui prossimi bollettini.

12 - Campane di Posina
CIRILO Testimonianze
COSTA BEBER
nato il 27 aprile 1920
a Cachoeira (Brasile)
del passato
originario di Posina
residente a Santa Maria tra Posina
Brasile
Cirilo Costa Beber è un emigrato di
ed il Sud-Tirolo
terza generazione, che non ha mai
dimenticato e non ha mai voluto
dimenticare le sue origini italiane e
la difficile strada percorsa dal
Abina Costa (1910)
nonno, che partì nel 1883 da Aspettate che vi racconto la mia storia...
Posina. Sono venuta a 14 anni alla "màsera" di S. Giorgio di Rovereto, con mia sorel-
Questo suo amore per la terra d'ori- la maggiore. Quattordici anni eh! e mia sorella ne aveva sei di più, quindi
gine è oggi molto evidente in tutte le venti. Ero la più giovane, ma ero grande come sono adesso... e là sono rima-
cose che egli ha saputo fare, con sta, il primo anno, sui trentotto, quaranta giorni. E dopo è venuta una qui di
intelligenza, tenacia e quel pizzico Volano, che aveva l'osteria, e mi ha preferita qui, al bar.
di fortuna che "arride agli audaci". La più piccola eh! Mia madre "no, no te lasso nar, te sei massa zòvena...".
Uomo colto e imprenditore di sicu- Dunque, partire da Posina, venute su a piedi dalla Borcola, sei ore di cammi-
ro successo in varie imprese com- no; ero giovane, con le scarpe brutte. Siamo arrivate alla "màsera" e là mi
merciali, con un fatturato comples- mettono con tutta questa brigata - eravamo in venticinque, ventotto, non mi
sivo che nel solo 2000 ha superato i ricordo quante, tutte da Posina... fino al '25, '26 erano tutte da Posina le
15 milioni di dollari, egli ha voluto donne della "màsera", dopo hanno cominciato ad andare queste qua del
ricordare la sua terra d'origine inse- Trentino. In fondo era anche una bellezza, perchè alla sera canti si facevano!
rendo sempre, nelle ragioni sociali Si andava per Rovereto, al cine... una bellezza era...
delle sue attività, nomi quali Noi venivamo su perchè le trentine non volevano andare alla "màsera",
"Posina" e "Italia"; origine e storia erano signore, questa è la verità.
di emigrazione che ha anche onora- lo mi ricordo, perchè ho 69 anni, stavano molto bene i trentini; le vicentine
to con libri da lui scritti e pubblica- erano "lavoratore", loro andavano "no le sbazilàva"; le più tante restavano
ti, quali "Na terra do sonhos", "La qui quaranta giorni, per il tabacco verde e dopo tornavano ancora su. Dopo
storia della famiglia Costa Beber", hanno preso quelle del Trentino e quelle di laggiù non le hanno più volute. E
"La storia dell'economia del muni- allora, quelle laggiù sono andate tutte a servizio; se andate giù non trovate
cipio di Santa Maria". più nessuno; troverete quattro vecchie come me...
Fondatore e oggi Consigliere del Qua stavamo bene; guardate che in ogni casa avevano una serva, qua a
Circolo Vicentini di Santa Maria, Volano. Tutti, quasi, per noi era una miseria... Veniva giù a prenderci uno qui
dove egli vive ed opera, anche in da S. Giorgio, ho in mente ancora il nome, Berto; era anni che veniva giù e
qualità di Presidente della Camera poi le ragazze si "congiugavano" l'una all'altra; vieni tu, vieni tu, vieni tu e
di Commercio della Città ed espo- così si combinavano 24,28,30 ragazze. Molte andavano a Mori, a Tierno,
nente di spicco dell'economia loca- sempre vicentine; Posina, Laghi, Fusine.
le, ha saputo essere punto di riferi- Ma quello che tirava su le donne era soprattutto Raffaello. Era uno con l'oca-
mento per la Comunità italiana e rina, brigante, fino eh! drittone... era da Posina ma era sempre in giro qui in
tramite qualificato per il costante Trentino.
mantenimento dei rapporti fra gli Lui andava su, suonava l'ocarina e mandava giù le donne di quei paesi, che
emigrati in Brasile e la terra d'origi- erano miseri perchè allora non c'erano strade e portavano tutto a spalle;
ne vicentina. sassi, terra, tutto a spalle... Questo "omenèt" andava anche in Folgaria, edu-

Campane di Posina - 13
catissimo, sempre pulito, con la farfalletta e suonava questa tata; all'alba mi sono svegliata a Velo d'Astico, che mio padre
ocarina; erano sempre quelle ma suonava anche bene e poi mi aveva portata, poveretto! Mia madre invece - viene da pian-
faceva il giro col piattino. gere a pensarci - con un bambino di otto mesi, e una di quat-
E reclutava le donne per la "màsera"... o se qualcuna voleva tro anni, una di nove, una nipotina di dodici e la nonna, pove-
andare in servizio, conosceva tutte le famiglie quassù "trovème ra vecchia di ottant'anni, è scappata per il "Colo".
'na putèla" e lui arrivava con questa ragazza, la accompagnava È una storia da scriverci un libro, questa; ho pianto abbastanza
su. E un po' qui, un po' lì ci guadagnava sopra. Allora venivano io... Invece che venire dalla nostra parte, sono andati diretta-
tutti a piedi, perchè c'era una strada infame, mia come adesso. mente a Schio. La mattina mi sveglio e non trovo più mia
Venivano quassù perchè ai nostri paesi non c'era niente; legna madre.
e boschi ma basta... Adesso non c'è più nessuno; le famiglie C'erano le bestie, ma cosa ne faccio io delle bestie? Io volevo
sono in America, in Francia, sono andati via tutti; tornano quan- mia madre... vedevo tutti questi soldati venire dentro; cavalli,
do hanno una sessantina di anni per fare un po' di riposo. Aria soldati, con tutti questi cannoncini, questi schioppi. E mio padre
buona, aria sana, ma, cari miei, non c'è lavoro per vivere. Già che non c'era perchè era andato in cerca della moglie, che era
allora gli uomini giovani erano via, in America, in Francia; a scappata con due maiali... pensate! Finalmente sono arrivati!
casa c'erano solo gli anziani; o bambini o anziani. Per strada avevano venduto tutto e avevano comprato un car-
Quando venivamo qua, stavamo anche bene, eravamo ben rettino, perchè mia nonna era vecchia e non ce la faceva a
viste. Qualcuna ci ritornava anche la primavera per i "cavalieri"; camminare e tutti questi bambini... Insomma, dopo otto giorni
o a servizio o a zappare... ho rivisto mia madre; ero disperata, disperatissima a non
Noi, da Posina, eravamo allegrissime tutte; queste di qua non vederli più, a non veder altro che quelle puttane di vacche che
parlavano, erano gelose... noi, sangue vivo, sangue bello, avevo lì... Un poco per volta ci siamo ritrovati e abbiamo ripre-
anche laggiù ai nostri paesi! Abbiamo sempre ballato, ci sono so a camminare; dormivamo, un giorno sotto un portico, un
più balli di qua "qua se' tuti cetinàzi"... lo, a dir la verità, sono giorno sul fieno, un giorno in strada e sempre avanti finchè ci
andata poche volte a ballare, perchè ero piccola, ma le altre, siamo trovati a Longare... pieni di "piòci"! tutti pieni, perchè si
ciò, diciotto, vent'anni, ventiquattro... me non mi prendevano dormiva assieme, altro che quelli del Vietnam! a quali condizio-
neanche con loro, perchè ero troppo piccola e mi facevano ni... Per fortuna che mio padre aveva con lui parecchi soldi. E a
stare a casa a lustrare le scarpe, a tutte! Longare ci avevano raccolti tutti assieme, i profughi e il gover-
Una volta a quattordici anni non eravamo niente, non come no ci dava il rancio, come i militari; si andava con un "bandòm";
adesso che a dodici anni sono già signorine! E cantavamo... mi un po' di minestra, un po' di formaggio, un pane lungo così.
ricordo che cantavamo al Berto "oggi è l'ultimo giorno, doma- Poi siamo stati fortunati, perchè a Torresela, lì vicino, mio padre
ni è la partenza, farem la riverenza a quelle che resta qua"; ma ha trovato una vecchia casetta e siamo stati lì tutta la guerra.
brave, brave di cantare! E poi andavamo anche a vendemmia Li ci siamo "spiòciati", messi un po' a posto ma abbiamo preso
per il Berto e ci diceva "cantè! canté" perchè non mangiassimo la rogna; e chi non aveva la rogna aveva qualla malattia che se
uva, perchè 24, 25 di quelle lì te ne mangiavano... quelle la prendi muori subito, una specie di colera. Non avevi da lavar-
"donàze", che erano grande e grosse, "famàe"! Ma era bello, ti, da bere... e ne morivano anche cinque, sei in una famiglia!
sapere... io non ho goduto niente, perchè non sapevo niente, Della rogna ho ancora i segni sulle gambe...
ma quelle grandi si godevano; ritornavano a casa a mezzanot- Nel '18 siamo tornati ancora a Posina, con tutto questo bazar
te, l'una, e io ero già a letto... ero piccola... di figli; invece, era morta la nonna. Siamo entrati in casa e
Anche morosi ne avevano tanti, facevano come tutte le abbiamo visto sopra di noi il cielo...! Ecco quello che abbiamo
donne... ma non ne sono rimaste qua molte. trovato.
Certo che laggiù invece, non è rimasto più nessuno. lo abitavo E nella seconda guerra, le case gliel'hanno bombardate e poi
alla "Costa", eravamo in otto famiglie prima della guerra, poi è bruciate, nella mia contrada, perchè era zona partigiana; però
stata bombardata ed è diventata un piano... Guardate, noi si sono sbagliati, perchè i partigiani erano in un'altra contrada.
siamo partiti il 24 maggio; mi ricordo come se fosse adesso, E la nostra l'hanno rasa al suolo, hanno fatto un piano!
avevo sei anni, compiuti in aprile. Nel '24 ho cominciato a venire quassù. Avevo quattordici anni.
lo e il mio povero papà; avevamo quattro vacche, due manzi;
a me hanno dato il secchio per mungere, un "fazòl" sulla Testimonianza raccolta nei
testa... mi viene ancora da piangere. Mi ha messo davanti a Corsi sperimentali per lavoratori - 150 ore
tutte queste bestie e lui dietro; io con le "sgàlamare" e abbia- di Rovereto nell'a.s. 1978-79 il 28.3.1979
mo camminato tutta la notte. Ero piccola e mi sono addormen- Umberto Mojentale
u_moientale@hotmail.com

14 - Campane di Posina
Posina. I corsi organizzati dal 1999 da Elvise Lighezzolo in Contrà Lighezzoli

A scuola di avventura sul Pasubio


Trekking, roccia e ponte tibetano
E sul laghetto Main si apprendono anche i segreti
per vogare sulla canoa indiana
di Giovanni Matteo Filosofo erbe medicinali, animali e Lighezzolo, da veri esperti,
tracce, minerali e fossili della come gli istruttori del soccor-
Elvise Lighezzolo "l'esplorato- zona; verranno insegnate tec- so alpino di Arsiero, della
re", è ritornato nella sua niche per superare le insidie scuola di canottaggio di
Posina, per dare gli ultimi della montagna; si apprende- Padova e da personale medi-
ritocchi alle attrezzature del rà l'abc di roccia, come la co.
centro Trekking & Avventura, discesa a corda doppia, il pas- Le iscrizioni sono aperte.
aperto dal '99 in Contrà saggio su torrenti e canaloni Per informazioni anche sull'e-
Lighezzoli, lungo la strada per col ponte tibetano, l'uso, sul quipaggiamento, che ciascun
Passo Xomo. laghetto Main, della canoa corsista deve portare con sè,
È lì che Elvise, posinate di indiana; tecniche di orienta- ci si può rivolgere ai numeri
nascita, ma poi cittadino del mento, cartografia, uso della telefonici 338 6910022, 049
mondo per il servizio venten- bussola, lettura delle carte 638635, 0445 748002.
nale svolto in una base missi- topografiche, costru-
listica, e ancor più per le sue zione di rifugi e bivac-
innumerevoli spedizioni, chi".
spesso in solitario, compiute Lo scopo non è quello
nel deserto sahariano, sui di costruire dei Rambo.
fiumi siberiani della Ciucotka, "Infatti - sottolinea
oltre il Circolo Polare Artico, Lighezzolo - i corsi
nell'Amazzonia, nella Terra sono aperti a tutti, per
del fuoco, a Cape Horne e in vincere le proprie
Patagonia, ha investito i paure e scoprire i pro-
risparmi di una vita. pri limiti, in simbiosi
L'obiettivo: attrezzare un cen- con una natura ancora
tro operativo, adatto a corsi incontaminata.
estivi di addestramento, cia- Dopo i primi allena-
scuno della durata di una set- menti, il vero e proprio
timana, in cui la selvaggia Val trekking, della durata
Posina e la vicina area pasu- di tre giorni, si farà sul
biana sono un'ideale palestra Pasubio, con pernotta-
d'addestramento per giovani mento e pasti al rifugio
e adulti. Papa e al Lancia, e
"Il corso - dice lo stesso ritorno al campo base".
esploratore - si prefigge di far Una vacanza, quindi,
divertire e di dare una solida diversa, nella verde val Elvise Lighezzolo durante
educazione ambientale. Posina. un'esercitazione
Scopriremo insieme fiori, fun- presso la diga del Main.
Esperienze comunque
ghi, frutta selvatica, piante ed guidate, oltre che da Foto: Roberto Lorenzato

Campane di Posina -15


Posina 2004
Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa su Posina per collaborare alla stesura del Bollettino
Parrocchiale "Campane di Posina". Per me, non Posenate, ha fatto molto piacere ricevere que-
sto invito e fornire così qualche mia impressione.
Cosa posso dire di Posina, non lo so, oppure sì. Che mi piace, si vive rilassati, si respira un'aria
diversa e di notte si vede il cielo con tutte le stelle a portata di mano, che c'è 'silenzio'; cose
che, dove vivo io, poco più di 60 km da Posina, sono solo un ricordo ormai.

Come ho conosciuto Posina creato da Roberto Salerno in Internet.


Ci siamo quindi ritrovati con Didier Beber e sua
Fino a due anni fa, ad agosto, questo nome mi figlia Mathilde, Javier Silvestri e Anna, ed altre
diceva poco. persone che non sto ad elencare.
Se ho iniziato a frequentare la valle lo devo
solo a mia moglie Daniela perché lei ha volu-
to fare una ricerca sulle sue origini, scoprendo Le Contrà
così che il suo bisnonno era originario di
Posina, contrà Bettale, ed emigrò a Chiampo Ne abbiamo visitate parecchie: dalla contrà
nel lontano 1872 prendendo il cognome Balan, a Fuccenecco, fino al Griso.
Bettali. Come ho detto, abbiamo visitato Ce ne sono di molto belle e curate, mentre
Posina per la prima volta nell'agosto del 2003. altre sono abbandonate se non addirittura
Non so se è stato l'entusiasmo di mia moglie disabitate e questo è un grosso problema non
nel vedere quei luoghi, ma c'è stato qualcosa solo di Posina ma di tutti i paesi montani: l'ab-
dentro di me che mi ha fatto sentire non estra- bandono della gente, dei luoghi. Questo è un
neo di quei posti. Da allora siamo venuti quasi duro prezzo da pagare a questa società moder-
tutti i mesi a fare un giretto e nell'agosto 2004 na che ci ammalia con tutte le sue comodità e
abbiamo trascorso tutto il mese a Posina, in ci fa perdere cultura e tradizioni.
contrà Bettale. In quel periodo abbiamo avuto
la fortuna di conoscere molte persone del
luogo ed anche alcuni emigrati conosciuti La Gente
prima solo 'virtualmente' tramite il sito di
"Posina e la sua gente" Forse un po' chiusa? Non direi. Forse legata
(http://groups.msn.com/Posinaelasuagente) alle proprie origini di paese montano, gente un
pò "dura" perché abituata ad arrangiarsi
per vivere la dura vita di montagna.
Qualcuno, non ricordo chi, mi chiedeva se
Posina e la sua valle fosse un luogo
dimenticato o ameno...
A me non sembra che la Val Posina sia
un luogo dimenticato, forse un po' riser-
vato; ameno lo è di certo. Ho trovato
questa valle molto bella e ricca di storia,
purtroppo anche legata alla Grande
Guerra, ma comungue viva ed operosa.
Ho partecipato alla manifestazione di
fine luglio svolta in contrà Cervi in ricor-
do dei Caduti sul monte Majo durante la
Grande Guerra. Sono rimasto sorpreso
16 - Campane di Posina
nel vedere i nemici di una volta uniti a
noi italiani a manifestare per un mondo
migliore, e soprattutto insieme per non
Biblioteca Comunale
dimenticare la grande tragedia italiana
e austriaca avvenuta in questi luoghi. di Posina
Ho assistito anche al matrimonio di
Stefano e Clara e al battesimo della pic-
Con la scadenza del mandato comunale, decade
cola Alessia e mi ha colpito la semplici-
anche il comitato di gestione della biblioteca, in atte-
tà della cerimonia senza quel lusso
sa del suo rinnovo di persone. In questi ultimi cinque
sfrenato che sono abituato a vedere
anni, il gruppo bibliotecario nonostante un avvio non
nelle pianure.
certamente felice, con il trascorrere del tempo è
Auguro loro tanta felicità.
andato consolidandosi. All'interno si è riusciti a crea-
re un'atmosfera di gruppo e di lavoro ideale per por-
tare a termine un programma veramente impegnati-
Anche per questo dico che la Val Posina
vo per il nostro paese. In attesa di una nuova Pro
non è un luogo dimenticato, ma ricco
delle piccole cose che servono per Loco, il comitato della biblioteca è riuscito con l'impe-
vivere bene e che la civiltà frenetica a gno, la costanza, l'aiuto di molte persone del paese a
cui siamo ormai, purtroppo, abituati, ci portare a termine il suo mandato con parecchie sod-
ha fatto perdere. disfazioni. Dalla scuola, alle attività ludiche-culturali,
Come dicevo prima, ho avuto la fortuna alle gite ed escursioni, alla sagra, ecc. Con l'aiuto del
di conoscere Javier e Anna, due ragazzi volontariato si è potuto concludere felicemente que-
argentini, anche loro alla ricerca delle sti cinque anni. Il comitato uscente augura ai futuri
proprie origini, e nel giorno della componenti della biblioteca un sincero buon lavoro
Mostra Mercato, il 31 ottobre, assieme per il futuro del nostro piccolo paese.
a Daniela e Roberto Salerno, abbiamo Un componente
fatto una passeggiata fino all'ottava
galleria del Pasubio.
Dai loro sorrisi credo che
abbiamo lasciato a questa
coppia un ricordo indelebile
per questa piccola escursio-
ne fuori programma.
Erano entusiasti nel vedere
quei posti, la giornata nel
pomeriggio è stata stupen-
da e il panorama che si
vedeva da lassù ora potete
immaginarlo.
Per me l'anno 2004 e stato
qualcosa, sotto certi aspetti,
di indimenticabile e la Val
Posina, con la sua gente, ha
contribuito anche a questo.
Ringrazio tutti e a presto.
Alcuni componenti volontari
Adelino Fioraso / Daniela Bettali per le varie manifestazioni culturali a Posina.
adelinofioraso@hotmail.com
danielabettali@hotmail.com Foto: Roberto Lorenzato

Campane di Posina - 17
Il diario del Colonnello Chiapparini
Il Colonnello Michelangelo mente, e l'Amministrazione Bersaglieri. Dall'alto della
Chiapparini: un nome cono- Comunale di Posina ha fatto postazione della sua batteria,
sciuto soltanto quando la un'opera egregia, nel pubbli- tra il Passo dell'Ometto e gli
Signorina Elvira Losco fece carlo, con una documentazio- Alberghetti, cercava di
leggere la sua "Ode a Posina" ne fotografica eccezionale. distruggere le armi pesanti
a mio padre e a me, in occa- Mi ha interessato molto leg- austriache, spesso con buon
sione del nostro primo viag- gerlo. Ho avuto un'altra pagi- successo. Non solo: come
gio a Posina, nel 1960. Ma na della storia della Vallata, ufficiale di collegamento,
non siamo mai riusciti a cono- scritta da "chi c'era", in un aveva la possibilità di incon-
scerlo personalmente. periodo successivo a quello in trare gli ufficiali degli altri
Nonostante la fittissima corri- cui mio padre operava in una reparti, e di avere così un
spondenza con mio padre, il zona adiacente, sempre nel quadro degli avvenimenti.
Colonnello ha sempre Settore Alta Val Posina. L'entusiasmo del Tenente
rifiutato di incontrarlo a Soprattutto è stato interes- Chiapparini, nel prendere il
Viareggio, dove abitava, o a sante il confronto tra le suo posto al comando della
Lucca dove era Presidente modalità di operazione delle 598° batteria, risalta dalle
dell'Associazione Combattenti due Armi. Mio padre, ufficiale parole del suo diario:
e Reduci. Scelta sua, legata di Fanteria, sorvegliava lo "Posso dire che il 22 marzo
(come scriveva) alle sue con- sbocco delle vallate dal 1918 fu uno dei giorni più
dizioni di salute. Non sapeva- Monte Majo, in una logorante belli della mia vita".
mo quasi nulla della sua per- guerra di posizione. Il Tenente La responsabilità non gli
manenza in Val Posina. Chiapparini, ufficiale di pesava. Era pronto a tutto,
Era necessaria la pubblicazio- Artiglieria, "sparacchiava" con i suoi artiglieri. Ogni sua
ne di alcune parti del suo (secondo la sua definizione) a riga dimostra l'orgoglio, la
"Diario" per conoscerlo vera- protezione e difesa dei gioia di essere chiamato a
quell'incarico, e la cura e l'at-
tenzione con cui seguiva tutto
e tutti.
Erano i giorni che facevano
forse già sentire come la fine
delle ostilità fosse vicina,
mentre mio padre era in zona
nel periodo più "caldo": si
preparavano, alla fine del
1916 e nel 1917, mesi molto
duri, compresa la disfatta di
Caporetto.
Il 12 giugno 1918 il Ten.
Chiapparini scriveva come la
carenza dell'artiglieria, in
quell'occasione, fosse stata
forse decisiva. Orgoglio di
Artigliere o realtà? Non so.
Le Memorie di mio padre non
Frontespizio del libro "Un artigliere sul Pasubio"

18 - Campane di Posina
aiutano, per questo. Per i
giorni della disfatta parla-
no solo di lotta corpo a
Ferragosto a Fusine
corpo, nella zona di
Caporetto, dove mio È tradizione ormai
padre fu fatto prigioniero incontrarsi a Fusine
il 25 ottobre 1917 e suc- per il giorno di
cessivamente decorato di Ferragosto.
Medaglia d'Argento. Un folto gruppo di
Al termine delle ostilità, il amici parenti, qual-
Ten. Chiapparini potè che emigrato danno
vedere gli effetti deva- corpo all'ormai con-
stanti prodotti dai tiri sueto pranzo comu-
della sua batteria su quel- nitario organizzato
la del suo misterioso dal gruppo volontari
avversario, il capitano della parrocchia di
ungherese Hammer, che Fusine.
si trovava ai Sogli Bianchi. Nell'estate del 2003
La sua soddisfazione fu non potei aderire
immensa. causa impegni, ma
Le poche righe scritte il 4 nell'Agosto del 2004
novembre 1918 termina- accettai volentieri di
no come terminavano esserci.
sempre le lettere scritte a È un momento di
mio padre: VIVA L'ITALIA! aggregazione tra
Al suo entusiasmo, al suo parecchie persone, è
amore per la Val Posina si l'occasione per
deve la ricostruzione incontrarsi con amici
della Chiesetta della Fusine - Agosto 2004
che non si vedono Monica e Lara Zambon
Madonna del Monte
da tempo, giovani e alla loro mostra di pittura.
Majo, a Cervi.
meno giovani. Da Foto: Roberto Lorenzato
Il 28 luglio 1968 il Col.
notare che la festa
Michelangelo Chiapparini
nella piccola frazio- pagne di scuola un tempo, che
non potè assistere alla
ne, inaugura i festeggiamenti con vero impegno e capacità
grande cerimonia: si era
riunito ai suoi artiglieri il 14 Agosto con vari intratte- hanno sfoderato il meglio di
caduti in battaglia. Ma nimenti, il 15 per il giorno sè con paesaggi e natura.
l'ultima domenica di dell'Assunta, ed il 16 che è la Brave davvero.
luglio Posina lo ricorda e festa del patrono della comu-
Intanto, dopo le brevi chiac-
lo onora sempre. nità.
chierate con i residenti, giun-
Sono tre giorni molto impe- ge l'ora di salutarsi, e dirsi un
Primavera 2005 gnativi per lo staff. arrivederci al prossimo anno,
Fra i vari intrattenimenti, mi là sul Cimone ampie nuvole si
Augusta Ficalbi ha incuriosito in particolare la stagliano nell'azzurro del cielo,
mostra di pittura allestita nella forse in giro un breve tempo-
saletta adiacente all'ex coope- rale avrà fatto il suo corso.
rativa.
Complimenti alle autrici Roberto Lorenzato
Monica e Lara Zambon com- posenaelbravo@libero.it

Campane di Posina - 19
Tappe della vita La montagna,
(dati aggiornati al 30 giugno 2005)

POSINA
una nebbia
Battesimi Lighezzolo Alessia di Stefano e Clara Ines
Canzoneri Alessia di Massimiliano e Lorena Alle volte, la montagna sembra proprio ci
Dall'Osto Diego di Daniele ed Elisa attragga in un modo che si avverte più
Lefevre Camilla di Jean Marie e Charlotte intenso e insistente, quando il tempo si
vede che è instabile e incerto.
Defunti Fuccenecco Luigi Quando accade, come oggi, che a uno
Canderle Giovanni Alberto squarcio di azzurro segue sempre più spes-
Lorenzato Gelindo so un addensarsi di nubi sospinte da cor-
Losco Lucio renti su in alto, mentre tuona lontano tra le
Zambon Caterina Ida creste e le cime . E allora può succedere
che si sente incompreso un richiamo che
Dal Pra Luigina
invoglia a percorrerla su tracciati isolati e
Zambon Carlotta
sperduti, come andando a cercare nei luo-
ghi dintorno una inconscia metafora di pro-
blemi e fatiche del mondo che è dentro,
FUSINE come fossero momenti della vita in cui
Battesimi Muraro Irene di Enrico e Raffaella urge il bisogno di esternare, nel mondo di
fuori, inquietudini e domande rimaste
Defunti Maraschin Primo sospese.
Canavicchio Aldo Queste valli, non è sempre cielo azzurro,
Caprin Aldo colori vivaci e la vista che spazia su contra-
de e declivi, procedendo su sentieri e per-
corsi evidenti; spesso anche si incontra
CASTANA questo tempo che, se forse non minaccia di
Battesimi Comparin Erik di Giorgio e Cristina pioggia, porta lento a inghiottire i crinali e i
Rader Eleonora di Roberto e Maria Luigia costoni, mentre intorno scolora di grigio. Ho
Zanotello Matteo di Massimiliano ed Elisa lasciato da poco le stalle Campiello, tra le
tracce nel bosco qualche raggio di sole, alle
Defunti Cornolò Maria rade ogni tanto si spazia lontano verso
pascoli e malghe, altipiani e paesi. Giunto
Comparin Carmela
ai prati e ai muretti, alle Zolle di dentro, ci
sono nuvole basse che indugiano lente tra
LAGHI
le piante e la strada. Si comprende che in
Battesimi Calgaro Davide di Flavio e Cristina alto, verso malga Toraro, sarà solo la neb-
Lissa Vanessa di Loris e Giovanna bia. Uno squarcio di azzurro, quasi fatto più
intenso, si intuisce che è l'ultimo, mentre
ancora dal basso sopraggiungono sparse
Defunti Lissa Vittorio altre nubi.
Sartori Giannico Alla malga, tutto intorno s'acquieta, e la
Lissa Italo Igino nebbia la si coglie dinanzi, luminosa, avvol-
Menara Maria gente, alternante di luci e di ombre. Ora
Mogentale Marcellina tutto è diventato più immobile e fermo, e
Mogentale Ernesto ogni tanto improvvisa al mio passo si profi-
Dal Molin Marcellina la una sagoma scura vicina, per un attimo

20 - Campane di Posina
penso a qualcuno che incrocio, a un incon-
tro che ho atteso negli anni; ma ora è un
tronco spezzato di un abete colpito dal ful-
mine, ora un masso imponente che sovra-
sta il sentiero o una macchia di verde più
scuro sul costone che è a lato.
Questo mondo di ombre e di luci sembra
un gioco che sospinge a riandare ad
incontri creduti perduti che invece ancor
vivi ci restano dentro.
Il sentiero segnato l'ho smarrito da tempo,
mi ritrovo con i passi stentati tra gli arbu-
sti e i rami di macchie di mughi, e ogni
tanto minuscole rade di prati senza uscita.
Tutto intorno è silenzio e una luce diffusa, Foto: Adelino Fioraso
l'incertezza si è fatta tutt'uno con l'am-
biente, non ostile, tranquillo, che accoglie
in un senso di calma profonda. E ripenso al passaggio lontani, poi mi accosto al ciglione del prato, c'è un
ai Casoni Viosa, stamattina, il sentiero percorso e il dirupo di rocce scoscese che mi illudo per un attimo
tracciato che ho innanzi non sono più cosa mia, ora sia la via per uscirne. La montagna si è fatta un'attesa
conta soltanto il presente, questo mondo di nebbia e e nient'altro, e così sono venuto a cercarla, senza vista
di luce è oramai più importante del percorso in pro- sui profili dei monti, senza neanche i colori, senza
gramma. Ci sono nebbie diverse, rifletto, alle volte neanche un sentiero e una meta, senza avere il piace-
sono scure e opprimenti il respiro, questa invece è leg- re di percorrerla. Resta solo un legame essenziale,
gera, trasparente, come fosse un invito a cercare trac- questo bianco soffuso che accoglie e che sospinge a
ciati diversi. Altre nebbie mi vengono a mente. Da lasciare le solite prese, un contatto quasi cieco e pro-
ragazzi, alle Pale, già al Rosetta il sentiero si inoltrava fondo in cui tutto sembra farsi sospeso, le certezze
nelle nuvole, si avvistava con ansia gli ometti di pietra quotidiane tutte insieme si sono messe distanti, resta
traversando l'intero altopiano, si viveva come un gioco solo il presente. Sento i passi che cercano risposta,
eccitante e si fosse bendati. A Forcella di Sopra final- sento l'erba e la terra che pesto, sento i sassi e i rami
mente i cartelli, c'era un po' di paura ma più intensa la dei mughi che mi chiudono dovunque il passaggio, ma
gioia di sapere di uscirne. Poi, più tardi, scendendo, non scorgo il sentiero, c'è un incontro che manca, che
improvvisa si apriva la vista, inattesa si stendeva la può essere vicino, a due passi, non mi è dato trovarlo,
valle, S. Lucano, Col di Prà, c'era quasi un rimpianto che il tracciato è nascosto.
riandava al percorso su in alto, fatto solo di suoni ovat- Giunge un soffio improvviso di vento, è il levarsi della
tati e di luce diffusa... brezza serale, e d'un tratto comprendo che, solo un'al-
tra mezz'ora, e tutto questo mondo si dissolverà.
E comprendo che allora la nebbia era il gioco di tene-
Torneranno le cose a collocarsi come sempre, torne-
re il sentiero, mentre ora la nebbia è qualcosa più
ranno le malghe, le piante dei boschi, le montagne e
intenso e sofferto, ci sospinge a trovare la forza di
il sentiero, anche il tempo presente non sarà come
lasciare i sentieri battuti di sempre, e cercare un altro-
prima, tornerà vincolato tra passato e futuro. Sento
ve. I sentieri battuti, i tracciati segnati di rosso, alle
farsi imminente il congedo, come fosse una sorta di
volte, succede, li si vive come fossero binari, obbligan-
addio; sento che questo mondo senza tracciato, que-
ti, come fossero tracce che alla fine distolgono da un
sto smarrimento, questo distacco senza tempo, tra
andare più vero.
poco tutto si dissolverà. Mentre arranco a fatica tra
Quasi stessi sognando, mi sorprendo a pensare che mughi ed arbusti, come sussurrate da queste nebbie
esistono altri sentieri, che è fatica trovare come fosse- che già iniziano a diradare, mi riaffiorano le parole del
ro segreti, si vorrebbe portarli alla luce... poeta, appuntate sulla guida: "Viandante, il sentiero
Ogni tanto mi arresto e mi pongo in ascolto trattenen- non esiste, il sentiero si fa camminando".
do il respiro: ci sono pascoli e mandrie, campanacci
Paolo Campogaliiani

Campane di Posina - 21
La leggenda
della montagna Vaccaresse
A proposito di storie strane, sentite un pò andava al di là della morte. I parenti quando
queste! Gli anziani raccontano che un tempo fu morto legarono saldamente la cassa ad un
la malga Vaccaresse era tutto un suono di carro tirato da un robusto mulo, ma all'im-
campanelli e di campanacci, mentre le bestie provviso sorse un turbine di vento ed un forte
vagavano in cerca dei pascoli migliori. Gli odore di zolfo, ed il carro sparì inghiottito dal
uomini salivano dai paesi sottostanti per fare Buso delle Vaccaresse che era a diretto con-
l'aiutante "casaro", e fra i compiti loro asse- tatto con l'inferno. Un altro testimone affer-
gnati vi era quello di portare il burro nel ma che gli abitanti di Fusine chiamano la
fondo del Buso delle Vaccaresse, dove, anche voragine suddetta "Buso dei pichè" (degli
in estate esisteva un certo accumulo di neve. impiccati). Si narra che a Fusine esisteva un
Per agevolare la discesa era stato calato un certo Nane abilissimo artigiano, che con pochi
tronco d'albero. Una volta, racconta il nostro colpi riusciva a fabbricare una "broca". Nane
testimone, un ragazzo, scendendo lungo il era innamorato della Rosa e sognava di fare
fusto sentì qualcosa di misterioso, come se una famiglia con lei. Ma il padre di lei si
qualcuno lo avesse afferrato per un piede. oppose categoricamente e la costrinse a spo-
Immaginatevi lo spavento del povero casaro! sare uno di città. Nane, disperato, si impiccò
Gli anziani raccontano pure che molti anni vicino al buso. Ancora adesso nelle notti illu-
prima un riccone del posto che non aveva ni si può sentire il suono della sua fisarmoni-
mai fatto carità alcuna, giunto al traguardo ca che fa le serenate a Rosa. E ancor più tre-
della sua vita, lasciò scritto per testamento mendo fu ciò che capitò a due abitanti di
che nessuno avrebbe ricevuto un soldo di Velo. Una domenica essendo uno di loro
eredità se egli non fosse stato sepolto nel rimasto in malga per sorvegliare, sentì uscire
monumento funebre da lui fatto costruire; dal buso un urlo fragoroso che con un cre-
voleva dimostrare a tutti che il suo potere scendo terribile durò un paio d'ore. Poi, fra
fumi rossastri gli apparvero tre-
dici individui avvolti in sacri
paramenti arrovesciati, che sal-
modiando inni a lui ignoti fecero
attorno al nero abisso una spa-
ventosa tregenda. Il malgaro,
deciso a vendere cara la pelle, si
armò di coraggio e del fucile e si
appostò in un luogo opportuno,
ma il pover'uomo fu addirittura
terrorizzato quando vide uscire
uno scheletro che si unì dinocco-
landosi alla ridda degli altri per
poi tutti assieme, con ululi assor-
danti dileguarsi nel baratro.

Gianluca Maraschin

22 - Campane di Posina
L'occhio del Priaforà
è tornato all'antico splendore
Luglio 2004. Torno a
Posina dopo qualche
mese di assenza; final-
mente un periodo di
ferie mi attende. Come
sempre mi guardo un
po' in giro cercando
qualche novità o qual-
che cambiamento avve-
nuto negli ultimi mesi.
I terreni verdi non anco-
ra assaliti dal bosco,
sono sempre più rari.
Ogni anno che passa mi
colpisce sempre più il
settore del Xomo, con il Prima di salire al Priaforà sosta presso Campedello.
suo pascolo verde visibi- Foto: Roberto Lorenzato
le da Posina, sempre più
ristretto. Anche la con-
trada di Cucco è sempre più nascosta dalla siano saliti fin lassù, per fare "piazza pulita" di
vegetazione incombente e dalla via Canova si tutto ciò che ostruiva l'occhio immoto del
vede spuntare nel mezzo del bosco un solo Priaforà. Una vera e propria operazione chi-
camino. rurgica, con strumenti quali la motosega e la
menara. Un'operazione unica al mondo, per-
Le occhiate tra i monti si susseguono..., ma
chè credo che mai sia stata compiuta un'ope-
ecco che qualcosa di diverso si presenta alla
razione del genere su un occhio, con questi
vista: il "buso" del Priaforà...
strumenti.
Erano già molti anni che il foro era sempre
Penso che questi giovani, a dire il vero anche
più coperto dalla vegetazione e quindi sem-
di mezza età, abbiano un particolare affetto
pre meno visibile. Con un cannocchiale, si
per la propria valle e certamente non voglio-
poteva vedere chiaramente che davanti al
no perdere tutto ciò che di caratteristico ha.
buso le piante avevano coperto la vista per
Ora tutti possono guardare lassù per rimirare
oltre tre quarti.
pienamente questa meraviglia della natura,
Andando avanti di questo passo, nel giro di
non dimenticando, nel contempo, di ricordare
qualche anno, non si sarebbe più vista la luce
i fatti d'arme avvenuti in quei luoghi e in tutti
passare attraverso questo foro così caratteri-
i monti del circondario.
stico.
Ora l'occhio del Priaforà è nuovo e fulgido,
Ora, come per incanto, l'occhio risplende di
come allora, come sempre.
vivida luce, come una volta.
Ma cosa può essere successo?
Agosto 2004
Da "voci" che girano in paese, sembra che un Roberto Salerno
gruppo di giovani arditi di Posina e dintorni robysale@inwind.it

Campane di Posina - 23
Sogli bianchi: sentiero dei partigiani
lungo le crode
di guerra e pace
Il 28 Agosto 2004, per chiudere in bellezza le rica presidiata, nella guerra 15-18, dall'arti-
ritempranti ferie a Posina, io, Romea, Antonio glieria del cap. Hammer che doveva difender-
C. e Renzo D. decidemmo di percorrere la cre- si dall'avversario italiano ten. Chiapparini
sta sommitale sul versante est dell'accrocaro insediato sulla ben visibile testata opposta
del Pasubio. L'idea mi venne guardando una del Nido d'aquila.
vecchia mappa di Cesco Zaltron. Così con la Si segue sempre il fronte Austriaco quasi pia-
complicità del tempo buono, dai 1207 mt. del neggiante sui 2000 mt. di quota e, il pensie-
passo della Borcola con il sentiero europeo E5 ro non può non andare a quei valorosi euro-
iniziammo a risalire la boscosa omonima pei in guerra! Inoltre questo intrigante ed
costa. Alla sorgente Fontanel del Moro inizia- affascinante sentiero veniva frequentato, 25
no gli aperti e distesi pascoli della ex malga anni più tardi, dai partigiani che combatteva-
costa (1845mt.) ora frequentati dai camosci e no ancora i teutonici fratelli. Poi le armi ven-
dai galli di montagna. nero riposte ed ora si chiama nella prima
Il sentiero sale lentamente tra questi fioriti parte, sentiero della Pace. Senza fatica
prati a cavallo tra la val Gulva e la val Caprara seguendo la logica direzione di "ometto in
il cui bordo precipita dai dirupati sogli bianchi ometto" si arriva alla selletta di quota 2077
sull'alta val Posina. Superati i ruderi della mt. ed in breve alle sette croci a più antico
malga si scende leggermente lungo l'affilata ricordo di sanguinoso scontro tra pastori.
cresta con la gradita e rara presenza di ele- Pochi minuti e il nostro itinerario termina alla
ganti orchidee (scarpette della Madonna). chiesetta S. Maria del Pasubio, a quota 2070
Quindi risalendo si evidenziano i capisaldi e mt. Dopo il pranzo al sacco, con alcuni rumo-
trinceramenti della prima linea Austro-unga- rosi ma simpatici veci alpini non paghi, salia-
mo sulla cima Palon. Si
ritorna alla chiesetta e, da
qui giù per la selvaggia
val Caprara osservando,
ora da sotto la Sky-line
del sentiero percorso.
Nel tardo pomeriggio,
alla luce di un luminoso
tramonto, da Posina vol-
giamo lo sguardo al
"castello" dei sogli bian-
chi, lassù in alto, simbolo
di questa particolare e
appagante escursione.

Posina 4 Giugno 2005

I soji bianchi presso la Costa della Borcola Renzo Fiorenzato

24 - Campane di Posina
Un saluto
Anche quest'anno, puntualmente, il nostro bollettino par-
rocchiale porta le notizie e le novità che riguardano la nostra
comunità nelle case di tutti i posenati.
Di questo dobbiamo un ringraziamento particolare all'a-
mico Roberto Lorenzato che con costanza si prodiga affinché
non si perda questa importante tradizione. Campane di
Posina, infatti, permette anche a chi risiede lontano di avere
notizie sul paese d'origine.
Per la prima volta ho il piacere di scrivere come Sindaco,
una carica che ricopro con orgoglio in quanto ritengo che
Posina sia ancora legata ai valori della famiglia e della per-
sona, valori nei quali anch'io credo fermamente.
Ringrazio tutti per l'opportunità che mi è stata concessa
e vi confermo che il mio massimo impegno, per i prossimi
cinque anni, sarà quello di lavorare per migliorare e far cre-
scere la nostra comunità.
Con l'occasione porgo un saluto a tutti i posenati, in Italia
ed all'estero, con la certezza che il legame con il nostro
paese rimarrà sempre vivo. Il neosindaco Andrea Cecchellero
giura fedeltà alla Repubblica.
Il Sindaco
Andrea Cecchellero Foto: Roberto Lorenzato

La Gioia
Mi ricopre come il muschio fa con il sasso,
teneramente con gli occhi, di neve avvolge i miei rami spogli,
mi protegge con le sue ali materne nel nido dell'infinita maternità,
accarezza il freddo mio corpo come vento soffiato da labbra sconosciute.
Mi sospinge nell'altalena della vita lasciandomi senza fiato,
mi accoglie come vento vergine negli abbracci di chi incontro,
mi sussurra dolci parole attraverso chi mi sta accanto.
Sfiora con tocco lieve i tasti della mia vita come se l'avesse vista nascere,
mi strapazza con la sua sobrietà,
mi ubriaca con la sua spontaneità,
fa sgorgare da me piccole gocce salate che non so fermare
e mi rialzo fradicia di lei.
È la gioia:
colorata farfalla
che incurante delle stagioni
si posa sulla mia piccola anima.

Irma Lovato

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