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Quindicinale

Anno XXXIII

20.04.2011
Numero

576
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO, VAS, SEGUSINO

Giro d’Italia 2011 in provincia - pag. 1


La speranza di suor Vincenziana - pag. 2
Inaugurata a Feltre la mostra di Tancredi - pag. 4
Piave Tegorzo praticamente salva - pag. 9

Auguri di Buona Pasqua!


Chiuso in redazione il 11.04.2011
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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LA LEGNA CHE TI SCALDA

il tornado Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER (Belluno). direttore responsabile: Mauro Mazzocco. redattori: Sandro Curto, Silvio Forcellini. collaboratori:
Alessandro Bagatella, Francesco Dal Canton, Ivan Dal Toè, Gianni De Girardi, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Silverio Frassetto, Ermanno Geronazzo, Cristiano
Mazzoni, Sergio Melchiori, Antonio Spada, Andrea Tolaini.
abbonamenti: italia Abbonamento annuale (18 numeri)  20,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri)  50,00.
L’abbonamento può essere sottoscritto o rinnovato nei seguenti modi: 1- versando la quota sul c/c postale n. 10153328 intestato alla pro LOCO di FENER; 2- pa-
gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO “DA MILIO” - Alano; pasticceria “dolci pensieri” - Fener - BAR JOLE - Fener; MAURO MAZZOCCO - Quero;
ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; bazar di A. Verri - Segusino.
1 CICLISMO

Il Giro d’Italia 2011 in provincia di Belluno

Martedì 24 maggio il Giro d’Italia arriva sul


Nevegal per una crono scalata corta e di
difficile interpretazione. Pendenze non
impossibili, ma che arrivano dopo un giorno di
riposo e che metteranno a dura prova gli atleti.
Mercoledì 25 maggio la carovana del Giro
partirà da Feltre per dirigersi verso Tirano,
attraversando il Trentino e affrontando le
scalate di Tonale ed Aprica. Per l’occasione
numerose sono le iniziative di contorno alla
presenza del giro in provincia. Informazioni
dettagliate sui programmi e sulle varie
manifestazioni si possono trovare sul sito:
www.giroitaliabelluno.it

ASTERISCO
Al molin de la guera
di Alessandro Bagatella
Conservo questo attrezzo con particolare cura e devozione, a ricordo
di quanti hanno sofferto la fame durante la Grande Guerra.
Nell’impossibilità di andare al mulino per procurarsi la farina per la po-
lenta, a causa del coprifuoco e dei bombardamenti, veniva usato in ca-
sa. Ed era, di solito, un lavoro affidato ai bambini. Una volta uscita la
farina, questa veniva passata con un “crivèl” ed eccola pronta per la
polenta…
2 CRONACA

La speranza di Suor Vincenziana


Raccolta fondi dei ragazzi delle medie di Quero, coordinati dall’insegnante Alessandra
Seganfreddo, con un bel banchetto di torte proposte ai visitatori della fiera di Quero.
L’abbiamo incontrata un pomeriggio di febbraio: si chiama Suor Vincenziana. E’ una
donna minuta, dal viso dolce e segnato dalle esperienze, dagli occhi che trasmettono
pace e armonia, ma anche forza e sicurezza. E’ veramente una persona con
un’incrollabile buona volontà, un senso pratico e concreto delle cose. Appartiene
all’ordine delle Piccole Figlie di San Giuseppe da Verona ed opera in Uganda. Lì ha
riaperto la scuola, un luogo dove i bambini possono trovare un po’ di speranza e di cibo,
che le loro famiglie non possono permettersi. Suor Vincenziana ci ha descritto una
realtà “sofferente” dove guerra, povertà e fame hanno lasciato profonde ferite; ci ha fatto
capire che per vivere bene non serve avere tutto, ma basta sapersi accontentare.
Attraverso il suo esempio, abbiamo compreso quanto sia importante impegnarsi
concretamente per gli altri e donare anche solo un sorriso a chi è disperato, lontano o
vicino che sia.
Anche noi allora vogliamo dare il nostro piccolo contributo, impegnandoci nella raccolta
fondi per aiutare Suor Vincenziana a migliorare la sua scuola, che ospita circa
duecentotrenta bambini e il dispensario dove ogni giorno molti malati vengono curati.

(M.M.) Ci si sono messi d’impegno i ragazzi della terza media di


Quero ed hanno allestito un banchetto stracolmo di torte e dolci fatti
in casa per raccogliere offerte a favore della missione di Suor
Vincenziana. Non si sono sottratti alla collaborazione nemmeno gli
insegnanti dell’Istituto comprensivo fornendo alcune torte per
l’occasione. L’accoglienza del pubblico della fiera di primavera di
Quero è stata ottima. I ragazzi hanno raccolto così tante offerte da
finire i dolci prima che terminasse la fiera. Nelle parole introduttive a
questa pagina si coglie lo scopo dell’iniziativa, che tenta di
aggiungere una goccia al mare che deve soddisfare le necessità di
quelle popolazioni a cui manca di tutto. Un aiuto concreto, portato con
l’entusiasmo dei ragazzi, con l’auspicio che stimoli altre iniziative a
favore della speranza di Suor Vincenziana.
Nelle foto: I ragazzi e la loro insegnante impegnati nell’iniziativa e alcune immagini della missione in Uganda

Il Mercatino
Vendo casa a Cilladon con terreno ( ex scuola) a 20.000 euro.
Per informazioni telefonare al n° cell 329.0259670
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CON GRUPPO ALPINI VAS
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PROGRAMMA:
Venerdi’ 6 maggio: ore 24.00 Partenza in pullman da Alano di Piave c/o
la sede del Gruppo
Sabato 7 maggio: in mattinata arrivo a Torino e sistemazione al campo
Domenica 8 maggio: Sfilata come da programma
Nel pomeriggio partenza da Torino, arrivo in
serata ad Alano di Piave
Per info e prenotazioni
c/o la Sede Alpini “Valderoa” (tutti i sabato pomeriggio)
o c/o Capogruppo e consiglieri – cell. 348/8009749
COME ERAVAMO

Prima comunione a Schievenin


foto segnalazione di Amedeo Mondin
Correva l’anno 1957 quando è
stata scattata questa foto, di
proprietà di Amedeo Mondin.

Con il parroco don Bruno


Baldoin troviamo alla sua
destra Vincenzo Mondin e alla
sua sinistra Ernesto Specia.

Nella prima fila, da destra:


Bruna Mondin, Amedeo
Mondin, Vittorino Benato,
Renato Specia, Meraldo
Schievenin e, infine, Edda
Specia.

Un bel ricordo, che Amedeo


ha voluto condividere con tutti
i nostri lettori e per questo lo
ringraziamo, anche a nome
delle persone qui ritratte.
4 CRONACA

Inaugurata a Feltre la mostra di Tancredi


di Silvio Forcellini
Venerdì 8 aprile è stata inaugurata a Feltre, alla galleria d’arte moderna “Car-
lo Rizzarda” in via Paradiso, la grande mostra dedicata a Tancredi
Parmeggiani (1927-1964). Feltrino di nascita, Tancredi è stato definito “forse
il più eclettico e straordinario pittore italiano degli anni Cinquanta e Sessanta,
con una vita e una vicenda professionale unica, che già all’epoca lo
contraddistinsero come il genio e l’enfant prodige della nuova pittura italiana”.
Non a caso trovò in Peggy Guggenheim una mecenate d’eccezione che ne
promosse le opere nel mondo. La mostra feltrina - con oltre 150 tra opere,
disegni, scritti e documenti anche inediti di Tancredi e un importante volume
di nuovi studi che la accompagnano - vuole rendere quindi il dovuto onore a
un artista molto noto ai grandi musei e agli addetti ai lavori, meno al grande
pubblico. E’ giusto sottolineare come l’idea di ricordare degnamente questo
illustre figlio del nostro territorio venne, circa quattro anni fa, al notaio Enzo
Rossi e alla moglie Elettra Dalla Favera, fenerese trapiantata a Feltre,
architetto, amante dell’arte nonché affezionata lettrice di questo giornale
(oltre che carissima amica). Un’idea decisamente ambiziosa e
apparentemente impossibile da realizzare, causa anche la mancanza di fon-
di. Poi il coinvolgimento dapprima del Comune di Feltre, e successivamente
di molti altri enti e sponsor - unito alla passione, all’impegno e alla caparbietà dei promotori - ha consentito che
l’intuizione dei coniugi Rossi diventasse realtà. Una realtà di cui si sono occupati anche i grandi quotidiani nazionali,
a dimostrazione del valore e dell’eccezionalità dell’evento. “Repubblica”, ad esempio, all’indomani
dell’inaugurazione ha dedicato un ampio spazio alla mostra e alla figura di Tancredi nelle pagine della cultura, con
un articolo di Fabrizio D’Amico che proponiamo di seguito. Prima di lasciare i nostri lettori alla scoperta di Tancredi,
ricordiamo solo che la mostra rimarrà aperta fino al 28 agosto 2011 con i seguenti orari settimanali: dal martedì alla
domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00). Per ulteriori informazioni invitiamo tutti gli
appassionati a visitare il sito internet http://mostratancredi.feltre.eu.
Feltre dedica una grande retrospettiva al suo maestro, che morì a 37 anni
In cento opere la storia di un artista che non ha ancora la fama che si merita

Tancredi, la libera astrazione del pittore “anticubista”


di Fabrizio D’Amico
FELTRE. Oltre cento opere, dai dipinti maggiori ai disegni più rari e
spesso trascurati - splendidi, e sempre annuncianti una nuova sua
stagione ideativa – fanno la bella mostra che dedica a Tancredi la città
di Feltre, ove il pittore nacque nel 1927: a cura di Luca Massimo Bar-
bero, la ospita la Galleria civica d’arte moderna “Carlo Rizzarda”
(catalogo Silvana, aperta fino al 28 agosto). Tancredi (nella foto a
fianco) è un nome quasi mitico per chi ama la pittura deI XX secolo, e
nel contempo è da un pubblico più vasto quasi ignorato. La sua vita fu
breve (trentasette anni: soglia misteriosamente fatale, in secoli diversi,
a tanti); e brevissimi furono dunque gli anni che egli poté destinare al
lavoro: poco più d’un decennio. Dopo un primissimo avvio, occupato
soprattutto dalla frequenza all’Accademia di Venezia, dove si era
trasferito, e dal canonico viaggio di studio a Parigi nel 1947, fa l’esordio
alla galleria Sandri di Venezia, presentato da Virgilio Guidi, nel maggio del ’49, ove mostra ancora - è lui stesso a
confessarlo - solo “risultati esperientistici”.
La prima maturità risale all’anno trascorso a Roma, dove si reca all’avvio del ’50, e ove frequenta Perilli, Dorazio e
quanti allora gravitavano attorno alla piccola ma aggiornatissima libro-galleria dell’Age d’Or; oltre a Turcato, nella
cui stanza gli capita di dormire prima d’essere meno precariamente
ospite di Milton Gendel, che lo aggiorna certamente sulla situazione
della nuova pittura americana, peraltro già avvistata da Tancredi alla
Biennale veneziana del ’48. Nella vita randagia che conduce a Roma,
“tipica dell’artista romantico” - seppur costretta in una città “troppo
piccola e impoverita per consentire un’autentica bohème”, come
ricorderà eGendel - Tancredi sa cogliere il seme che gli varrà, al suo
ritorno a Venezia, Io sbocciare pieno della sua pittura. Che sarà, subito,
“anticubista”, come dirà poi: vale a a dire subito al di là delle sintassi più
usuali praticate dalla pittura italiana; subito lontana da preoccupazioni -
rigidamente formaliste, da programmi, da bandiere già da altri issate;
votata al colore, libero, ora clamoroso ora trasparente, sempre gioioso;
astratta, certo, ma serbando un forte profumo di natura, di connivenze con la realtà, con i suoi tempi e luoghi: tanto
5 CRONACA

che il primo ciclo di dipinti perfettamente maturi fu intitolato da Tancredi alla “primavera" («nel 1951 dipinsi un qua-
dro che si chiamava Primavera e che è al Museo d’Arte Moderna di New York dal 1952. E’ un paesaggio universale
dipinto con delle piccole pennellate scritte in modo quasi incontrollato e mosso, che fanno pensare ad un prato in-
fiorato» disse più tardi; e a quel primo quadro altri seguirono, sul medesimo tema).
D’altronde, oltre alla conoscenza dell’opera di Fontana, anche la cer-
tamente larga e fortificante frequentazione della pittura americana,
consentitagli dall’amicizia con Peggy Guggenheim al suo ritorno in la-
guna da Roma, non spinse Tancredi verso una nozione di astrattismo
rigoroso, di tradizione neoplastica o neocostruttivista, che invece era
patrimonio corrente della nuova pittura italiana che guardava soprattut-
to a Parigi; essendo la Scuola di New York, da subito e sempre di più
nel corso del progredire degli anni Cinquanta, percorsa da una
tensione eterodossa verso un’idea di “figura”, e di natura, che fece
indicare ad esempio allo stesso Clement Greenberg il lontano
capostipite del modo allora attuale oltreoceano in Monet, e soprattutto
ovviamente nella sua opera tarda, più che nella linea Cézanne-Picasso
(nel volume che accompagna la mostra odierna è Francesco Tedeschi
a delineare nitidamente la vicenda di Tancredi “accanto” a queste inflessioni dell’arte statunitense). Dopo le Prima-
vere, individuato nel “punto” il suo monema plastico, che il colore e il caso indotto dall’automatismo e dall’“istinto”
avrebbero aggregato o disperso nello spazio, reso drammaticamente centripeto o liricamente centrifugo, Tancredi
immaginò le Venezie, schermi diafani di luce, nelle quali giocava un ruolo
fondamentale la lenta emissione luminosa dal fondo e il suo invadere
l’intera superficie; ed è questo forse l’unico frangente in cui la pittura di
Tancredi si stringe ad altre esperienze, quali quelle del veneto Mario
Deluigi, o di Mario Nigro. Poi, al limitare del decennio, furono le Facezie e i
Matti che occuparono questa sua tarda stagione (e la mostra odierna ne
fornisce splendidi esempi). Nella trama sapiente delle Venezie presero
allora a nascondersi, a far d’improvviso, in,ultimo a mostrarsi senza più
remore, in uno spazio incendiato e vorticante di segni di squarci di traiettorie
le piccole figurette dei “Matti” - «tanti piccoli matti con dei cazzi senza palle
e delle teste grosse, gonfie di decorazioni. armature e retoriche comuni» -
che diranno tutto il malessere crescente e il grido di rivolta di Tancredi verso
la società che si pretende “civile”, e verso l’acquiescenza degli uomini
all’odio, alla ferocia reciproca, alla volgarità di cui si circondano.
Finché nel ’62, prossimi dunque alla fine, vennero i Fiori: quadri di disperso,
sontuoso, sciabolante colore, che si disponeva spesso accanto e sopra al
collage fatto con fiori di stoffa e carte diverse, tutte raffiguranti fiori. Era il
suo ultimo canto di fiducia nella pittura (a quella “pittura appena nata” che voleva giovanilmente ardimentosa, felice
di sé e certa del proprio vitale destino); un canto intonato scegliendosi a pretesto, in polemica silenziosa con il mon-
tante clima neo-dada, uno dei soggetti nei secoli più amati e ritratti - i fiori, appunto.
(Le immagini delle opere di Tancredi, così come la sua foto, sono tratte dal depliant illustrativo della mostra “Tancredi/Feltre”)

Comune di Alano, la campagna elettorale


si fa anche su Facebook
di Silvio Forcellini
Manca meno di un mese al voto per il rinnovo del Consiglio comunale di Alano (domenica 15 e lunedì 16 maggio),
ma già da tempo la campagna elettorale impazza, cercando di utilizzare anche nuove forme di comunicazione. La
prima a “sbarcare” su Facebook, il social network più popolare tra i giovani, è stata Serenella Bogana, l’attuale ca-
pogruppo di minoranza che, a cinque anni di distanza, si ricandida alla carica di sindaco alla guida della lista “Nuo-
vAlano”. Nella scorse settimane Bogana ha creato su Facebook un gruppo “Serenella Bogana candidata sindaco”,
motivandolo in questi termini: «E' un gruppo aperto creato per essere al passo con i nuovi canali di comunicazione,
naturalmente tutti avranno la possibilità di avanzare proposte, lanciare idee, ma soprattutto vuole essere un modo
di coinvolgere la fascia più giovane della popolazione che va valorizzata e coinvolta nelle scelte future. Si porrà at-
tenzione a quello che i giovani avranno da dirci, saranno prese in considerazione eventuali proposte e discusse con
i promotori. Faremo anche noi delle proposte, valuteremo la risposta e ci faremo promotori di tutte quelle iniziative
che vedono i giovani protagonisti, giovani - conclude Bogana - che magari si sentono più a loro agio a comunicare
con Facebook, che è diventato il loro modo di interagire, piuttosto che avvicinarsi ad un’istituzione che magari sen-
tono troppo lontana da loro». Al momento di andare in stampa (lunedì 11 aprile), non si conoscono ancora i nomi di
tutti i candidati (il termine ultimo per la presentazione di candidature e liste è infatti sabato 16 aprile). Certa, al mo-
mento, è la candidatura a sindaco di Luigi Codemo, alla guida di una nuova lista. Ricordiamo che Codemo, vice-
sindaco uscente, ha già ricoperto la carica di sindaco dal 1997 al 2006. Possibile anche la presenza di una terza li-
sta, “Arcobaleno”, con un proprio candidato sindaco. Ma di tutto questo ci occuperemo più diffusamente sul pros-
simo numero, presentando candidati, liste e programmi.
6 CENNI STORICI

La via Claudia Augusta Altinate


Riflessioni in margine alla vexata quaestio
di Martino Durighello – seconda puntata
IL MILIARIO DI FENER E LA VIA ASOLO – FELTRE
Quando fu rinvenuto il miliario di Fener furono in molti a gridare al ...miracolo. Ecco – si disse – ecco per dove passava
la grande via Claudia Augusta! E in molti si accodarono come tante pecore, acriticamente: si poteva in tal modo porre
fine alla diatriba e dimostrare, finalmente, che la via tracciata da Druso passava proprio per Feltre. Galeotto fu, quindi,
l'ostinazione a voler vedere la via passare per questa città.
Il monolito recante il numero XI è sicuramente autentico, segno del passaggio di una via romana ed è sempre stato là
dove fu rinvenuto (poche decine di metri più in qua o più in là non cambiano nulla). Una stradina apparentemente
campestre con inizio dall'antico capitello di San Benedetto che si trova poco discosto dalla pietra miliare e passa dietro
il cimitero di Fener, fu riconosciuta come d'epoca romana e questa seconda scoperta fugò in molti ogni dubbio residuo.
Ci si dimenticò, quindi, senza tanto riflettere che, come abbiamo detto precedentemente, una via per questi luoghi al
tempo di Druso sembra quanto mai improbabile: se il toponimo Quero, come pensiamo, deriva da Aquer (acqua), tutta
la conca Bassofeltrinara (Quero, Alano, Campo, Colmirano e, soprattutto, Fener, dovevano essere sommersi o,
comunque, paludosi e non adatti.*
E poi c'è quell'undici che sta a significare undecim millia passuum. Undici miglia, circa 17 Km. Da dove? I romani
misuravano la lunghezza delle loro strade dal punto di origine delle stesse; allora da Altino? Assolutamente no: le
miglia sono molte di più e quindi il miliario non può essere riferito alla via in discussione. Sicuramente una traversa. Da
Feltre? Potrebbe essere: da Feltre a Fener sono, guarda caso, circa 17 Km. Sorge un dubbio: da Feltre partirebbero
due vie, una verso Belluno ed una verso Fener; è possibile, ma questa per dove proseguirebbe? Un luogo di una certa
importanza vicino a Fener è Asolo, guarda caso, lontana circa 17 Km! Ad Asolo poi giunge la via Aurelia da Padova.
Non sarebbe, allora, più logico far partire da Asolo una diramazione per Feltre, lungo la quale Fener si troverebbe
precisamente a mezza strada? Undecim millia passuum da una parte e altrettanto dall'altra. Asolo più che Feltre nel
passato ebbe maggiore relazione con Quero, essendo questa zona soggetta alla diocesi patavina. Inoltre trattasi di
una via commerciale, costruita molto dopo la C.A.A. (almeno cento, centocinquant'anni dopo), quando la Conca
Bassofeltrina divenne più abitabile. Questa via (Asolana), provenendo da Cavaso e transitando per Fener, sarebbe
salita a Quero per poi infilare il Canale della Piave e raggiungere Anzù e Feltre. Essa fu denominata “Strada del
Canal”.
APPENDICE: Strade e ponti.
Dove conduceva la via che dal capitello di San Benedetto passa a monte del cimitero di Fener? Con tutta probabilità
trattasi di una via d'epoca Romano-Bizantina. Essa, secondo il nostro parere, avrebbe raggiunto il Tegorzo e di qui un
ramo avrebbe proseguito per Quero e uno per i Faori e quindi, salito a Colmirano e arrivata a Uson, sarebbe discesa
al Calcino per attraversarlo sul ponticello a monte dell'attuale campo sportivo e quindi risalire a Campo per poi
raggiungere Quero e Schievenin.(?)
Un altro percorso ipotizzabile (e forse più probabile): dai Faori a Campo e di qui discesa al ponticello di cui sopra, via
per Uson, Balzan fino al gemello ponte della Stua. Di qui, come ancora oggi, si poteva salire per i Colleselli e per le
Olte, scavalcare la Forchetta di San Daniele e quindi raggiungere Feltre e Seren risalendo il Tomatico o La Valle di
Sassumà.
I ponticelli sul Calcino sopra citati sono tipici del tempo romano-bizantino per forma e per scelta del punto di
scavalcamento: strettoia del torrente, unica arcata, larghezza di circa un metro e mezzo- due, ancoraggio alla roccia o
a rialzo su terrapieno, arco a tutto sesto.
Simili sono numerosi altri ponti, come quello sul Rimonta in località Bardies di Mel, o quello sul torrente Grigno poco a
nord di Castel Tesino, od infine il famosissimo ponte sul Senaiga a Lamon, e questo sicuramente lungo la via Claudia
Augusta Altinate.
PER CONCLUDERE
Sconcerta non poco, ed in parte smentisce l'ipotesi da noi sostenuta, la netta deviazione dopo il superamento della
Piave (Nave di Mel). Abbiamo più volte e con decisione sostenuto la tesi della direzionalità unica delle strade romane.
Verrebbe da pensare, in base a questa tesi, che possano aver ragione i sostenitori di un itinerario Belluno-Cadore e di
conseguenza la via per il San Boldo (3^ ipotesi) o quella per il Monte Cesen (2^ ipotesi); non quella per il Fadalto,
essendo troppo dirupata la stretta valle Lapisina e perciò inadatta al passaggio delle legioni.
Ma c'è il miliario di Rablat: come potremmo giustificarne la presenza là dove è stato rinvenuto, cioè lungo la Val
d'Adige? Amenoché non si pensi, con altri studiosi, che vi siano due C.A.A., una da Altino (laguna veneta) per Belluno
e il Cadore e un'altra da Ostiglia (valle padana) diretta a Trento, o perlomeno due rami iniziali che si riuniscono appunto
a Trento. Non sono ipotesi liquidabili in.. quattro e quattr'otto. La situazione è alquanto ingarbugliata e, alla luce di
quanto fino ad oggi possiamo sapere, senza via d'uscita.
Senonché il tratto che porta da Zumelle a Cesiomaggiore non è una semplice deviazione, ma un vero e proprio cambio
di direzione, una diversa idea, una finalità diversa. Da una direzione SN, come è da Altino a Falzé e mantenuta più o
meno da tutte le ipotesi esaminate, si passa decisamente ad una direzione EW, cioè dalla Valle della Piave alla Valle
dell'Adige. Una bazzecola! La domanda che nasce spontanea: cosa può aver fatto cambiare così drasticamente a
Druso il progetto iniziale? Oppure il progetto era proprio questo fin dall'inizio: raggiungere Trento attraverso la
Valsugana e proseguire fino al Danubio con un'unica via? O qualcosa di grave o più urgente è intervenuto a consigliare
il collegamento delle due vie con una traversa lungo la Valsugana rinviando la realizzazione del progetto che avrebbe
dovuto raggiungere la Drava via Cadore? Non lo sapremo mai.
Ad ogni modo, per quanto interessante il problema esula dal nostro intento che è quello di individuare il percorso più
logico e più idoneo per superare le Prealpi trevigiano-bellunesi. Sia pure con tutte le incertezze e gli interrogativi che ci
lasciamo alle spalle, ci sembra di aver, se non risolta l'annosa questione (non pensavamo certo di poter giungere a
tanto), almeno di aver contribuito a rendere meno confuso il discorso o di aver dato lo spunto per maggiori
approfondimenti e ricerche di elementi chiarificatori.
7 CENNI STORICI

DUE ISCRIZIONI
Iscrizione di Cesiomaggiore
TI(berius) CLAUDIUS DRUSI F(ilius) CAESAR AUG(ustus) GERMANICUS PONTIFEX MAXIMUS TRIBUNICIA
POTESTATE VI CO(n)S(ul) IV IMP(erator) XI P(ater) P(atriae) CENSOR VIAM CLAUDIAM AUGUSTAM QUAM
DRUSUS PATER ALPIBUS BELLO PATEFACTIS DEREX(e)RAT MUNIT AB ALTINO USQUE AD FUMEN
DANUVIUM M(ilia) P(assuum) CCCL.
Trad.:
Tiberio Claudio, figlio di Druso, Cesare Augusto Germanico Pontefice Massimo, insignito della potestà di
Tribuno per la sesta volta, Console per la quarta, Imperatore per l'undicesima, Padre della Patria, Censore, la
via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, fortificò da Altino al
fiume Danubio per 350 miglia.
Iscrizione di Rablat
TI(berius) CLAUDIUS CAESAR AUGUSTUS GERMAN(icus) PONT(ifex) MAX(imus) TRIB(unicia) POT(estate) VI
CO(n)S(ul) DESIG(natus) IIII IMP(erator) XI P(ater)P(atriae)
(vi)AM CLAUDIAM AUGUSTAM QUAM DRUSUS PSTER ALPIBUS BELLO PATEFACTIS DEREXTERAT MUNIT A
FLUMINE PADU AD (f)LUMEN DANUVIUM PER (milia) P(assuum) CC(...).
Trad.:
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, Pontefice Massimo, insignito della potestà di Tribuno per la sesta
volta, Console designato per la quarta, Imperatore per l'undicesima, Padre della Patria la via Claudia Augusta,
che il padre Druso, Aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, fortificò dal fiume Po al fiume Danubio per 250
miglia.
Nota.
1- L'iscrizione di Rablat dovrebbe essere precedente a quella di Cesio, in quanto il termine “designatus” si riferisce al
momento in cui l'Imperatore assume il consolato che eserciterà nell'anno successivo.
Traduzione e nota di Pocchetto Prof. Mirta

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Informare per conoscere


venerdì 13 e giovedì 19 Maggio
Centro Culturale di Quero dalle ore 20,30
In Italia ci sono più di tre milioni di volontari che tutti i
giorni operano, chi nell’assistenza agli anziani, chi nelle
emergenze, chi con i disabili, o chi nella sanità in
generale. Altri ancora entrano in azione a seguito
d’incendi, terremoti, alluvioni, smottamenti, o qualsiasi
altro evento naturale, gli uni dipendenti da altri capaci di
creare una “catena di soccorso” compatta e solidale. Il
nostro compito è di divulgare tutto questo e renderlo
comprensibile a tutti i cittadini; a tal proposito nei giorni
venerdì 13 e giovedì 19 Maggio l’Associazione Volontari
Antincendio Boschivo e Protezione Civile del Comune di
Quero organizza, in collaborazione della biblioteca
dell’Unione dei Comuni Setteville di Quero e Vas, due
riunioni informative per diffondere la cultura di Protezione
Civile. Gli incontri avranno luogo presso il Centro
Culturale di Quero dalle ore 20,30.
Nel primo incontro si parlerà dei Piani di Protezione
Civile di Quero e Vas, con la presenza del sig. Girola
Maurizio ingegnere e tecnico informatico che in questi
anni ha realizzato per conto della Comunità Montana
Feltrina il piano sovracomunale di Protezione Civile di tutti
e tredici paesi della C.M.F. Nella seconda serata si
parlerà di rischio sismico, presente nei due comuni e nella
provincia in generale (viste le notizie provenienti dal
Fadalto e zone limitrofe). Al fine di spiegare al meglio
come si interviene a seguito di un terremoto, verranno
presi di riferimento gli interventi della protezione civile
provinciale, compreso la protezione di Quero,
nell’emergenza in Abruzzo presso il Comune di San
Panfilo d’Ocre. Durante la serata verrà portata la
testimonianza dei volontari che hanno operato in
quest’emergenza, proiettando numerose foto scattate in
quei luoghi.
Queste serate sono state pensate dai volontari, con lo
scopo primario di creare una conoscenza di auto
protezione .
VISTA L’IMPORTANZA E L’UTILITA’ DELL’ARGOMENTO CONFIDIAMO NELLA VOSTRA PRESENZA.
TUTTE LE FAMIGLIE DI QUERO E VAS SONO INVITATE
CRONACA

In ricordo di Agostino Mondin


La notizia della sua scomparsa è giunta dalla Svizzera lasciando tutti attoniti. Era
abitudine vedere Agostino e consorte tornare a Quero, soprattutto l’estate, per
riassaporare le arie del paese natale. Nel numero 568 del nostro giornale avevamo dato
notizia dei festeggiamenti del 60° anniversario di matrimonio. Vogliamo ricordarlo con
quelle stesse parole, che dipingono una vita d’amore per la moglie Rina, per la famiglia,
per il lavoro e per il proprio paese d’origine.
“Agostino e Rina si sono giurati eterno amore il 17 dicembre 1949, nella chiesa
parrocchiale di Schievenin, loro paese d’origine. Nel lontano 1955 si sono trasferiti in
Svizzera, a Ballaigues, dove hanno trovato ambedue lavoro nella fabbrica Maillefer,
famosa per la fabbricazione di strumenti per dentisti. Nonostante i tanti anni trascorsi
all’estero, Rina e Agostino non hanno mai dimenticato la terra natia e, ogni volta che gli è
possibile, tornano a Quero per ritrovare amicizie e luoghi noti.”
Di lui ci resti questo bel ricordo, questo esempio di dedizione. Ai famigliari sentite
condoglianze.
9 CALCIO

Calcio - Seconda Categoria


Piave Tegorzo praticamente salva
Eurocalcio promosso in 1a categoria
di Cristiano Mazzoni
Con la vittoria sul Foen la Piave Tegorzo ha praticamente ipotecato la salvezza senza passare per i play-out. Infatti vi-
ste le contemporanee sconfitte di Arsiè e Spineda, quintultima e quartultima in classifica, ora alla compagine allenata
da Enrico De Faveri basterà cogliere almeno un punto nelle prossime due gare per centrare matematicamente la tanto
sospirata salvezza senza passare per le forche caudine degli spareggi sebbene lo dovrà cogliere contro due squadre
ai vertici delle classifica benchè già qualificate per i play-off. Infatti, dopo la pausa per le festività pasquali, il campiona-
to riprenderà domenica 1 maggio (ore 16:30) nella quale la Piave Tegorzo farà visita all’Angarano Azzurra seconda
della classe mentre in quella successiva, ultima di campionato, ospiterà a Segusino il Riese Vallà attualmente quarta
in classifica.
27a GIORNATA CAMPIONATO: Eurocalcio – Piave Tegorzo 4 a 0
Pessima prova per la Piave Tegorzo che sul campo della capolista Eurocalcio è stata trafitta da un poker di reti. La
prima della classe ha fatto valere tutta la sua superiorità tecnica chiudendo la partita già alla fine del primo tempo gra-
zie alle doppiette di Crestani al 15° e al 28° e di Dissegna al 35° e al 42°. La squadra allenata da Enrico De Faveri non
riusciva mai ad impegnare l’estremo avversario neanche nella ripresa quando i locali badavano soprattutto a gestire la
palla. Con questa vittoria l’Eurocalcio ha matematicamente vinto il girone conquistando la promozione in Prima Cate-
goria con tre giornate di anticipo.
28a GIORNATA CAMPIONATO: Piave Tegorzo – Foen 2 a 0
Con due reti ad inizio ripresa la Piave Tegorzo ha fatto suo il derby feltrino contro il Foen in un match dominato la gara
per tutti i novanta minuti tanto che il risultato finale poteva essere ben più
ampio. Nel primo tempo i padroni di casa prendevano subito in mano le
redini del gioco imponendo il proprio ritmo e sfiorando il vantaggio già al
10° con un tiro dal limite di Federico Meneghin che, deviato da un
difensore, terminava di poco fuori. Un minuto dopo l’incornata di Andrea
Coppe, a colpo sicuro, veniva respinta sulla linea da Prigol mentre al 23° la
botta di Enrico Sacco dal limite veniva smanacciata in angolo da De
Bastiani. Al 38° era Khalid Rahli a seminare il panico nell’area ospite con
una conclusione che lambiva il palo mentre due minuti dopo era Paolo
Scopel a sprecare un’ottima opportunità calciando alto da favorevole
posizione. Nel finale di tempo toccava a Davide Berra, ben servito da
Matteo Prosdocimo, mancare il bersaglio. La grande mole di gioco dei locali
veniva premiata nella ripresa che si apriva con il meritato vantaggio grazie
a Mirko Schievenin che con un pregevole pallonetto superava De Bastiani
in uscita. Non passavano due minuti che la Piave Tegorzo metteva al
sicuro il risultato siglando il raddoppio con Matteo Prosdocimo ottimamente
assistito da un incontenibile Khalid Rahli. Solo all’11° il Foen si faceva vivo
con una conclusione al volo di Zuglian che si spegneva sul fondo. Quindi
erano ancora i padroni di casa a legittimare la vittoria sfiorando in due
occasioni la terza rete: dapprima al 25° con un tiro di Mirko Schievenin che
Il difensore Luciano Dal Molin terminava sull’esterno della rete e poi al 38° con Andrea Coppe che solo da-
vanti a De Bastiani calciava addosso al portiere.
CLASSIFICA CAMPIONATO DOPO 28a GIORNATA:
Eurocalcio 64, Angarano 53, Valdosport 49, Altivolese Maser – Riese Vallà 48, Valbrenta – San Vittore 42,
Cassola 41, Santa Croce – Bessica – Piave Tegorzo 36, Arsiè 30, Spineda 29, Eagles Pedemontana 28,
Campolongo 20, Foen 17. (Riese Vallà 1 punto di penalizzazione).

Agraria
MARCHI
MANGIME PER CANI:
FISH E RICE € 23,90 Kg 15 - CHICKEN E RICE € 23,90 Kg 15
MANGIME PER CANI CUCCIOLI Kg 4 € 7,50
CORTECCIA LAPILLO SASSI VARIE MISURE - VASI PER FIORI
PALI DI CASTAGNO E PINO IN AUTOCLAVE
CARRIOLA DA € 37,00
Chiuso il Mercoledì pomeriggio

Zona Industriale, 68 - PEDEROBBA (TV) - Tel. e Fax 0423 688902


10 CRONACA

Fiera
Fiera di di
S.S. Croce
Croce aa Quero
Quero 1010 Aprile
Aprile 2011
2011
a cura
a cura di Oliva
di Oliva De Rui
De Rui
Nonostante
Nonostante
l’anticipo
l’anticipo di 2 di 2
settimane
settimane sulla sulla
data data
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calendario,
calendario, vista vista
la coincidenza
la coincidenza
quest’anno
quest’anno in viain via
del tutto
del tutto eccezio-
eccezio-
nale nale
con la con la
Pasqua,
Pasqua, l’antica
l’antica
FieraFiera di S Croce
di S Croce
si è svolta
si è svolta in unin un
climaclima di festa
di festa e e
partecipazione.
partecipazione.
MolteMolte le defezioni
le defezioni
delledelle bancarelle
bancarelle
dei commercianti
dei commercianti
che hanno
che hanno
lasciato
lasciato tanti tanti
postiposti
vuotivuoti
lungolungo
la vialaprincipale
via principale

del paese,
del paese, avendoavendo già preventivato
già preventivato la loro la presenza
loro presenza in altre
in altre fiere fiere
che che
cadevano
cadevano proprio
proprio in questain questa
data.data.
Gli stand
Gli stand deglidegli agricoltori
agricoltori sonosono
stati stati allietati
allietati da una da bella
una bella presenza
presenza di di
visitatori
visitatori che che
hanno hanno potuto potuto degustare
degustare ed acquistare
ed acquistare i prodotti
i prodotti
esclusivi
esclusivi del nostro
del nostro territorio
territorio querese
querese con spesa
con spesa a menoa menodi km.di 0
km.. 0.
Anche Anche la bellissima
la bellissima giornata
giornata primaverile,
primaverile, con con temperature
temperature
decisamente
decisamente estive,
estive, non non è stata
è stata “disturbata”
“disturbata” dal sempre
dal sempre presente
presente
ventovento
che chenellenelle precedenti
precedenti edizioni
edizioni creava creava
non non
pochipochi problemi
problemi
logistici,
logistici, visto visto la posizione
la posizione estremamente
estremamente ventilata
ventilata di fronte
di fronte alla alla
canonica.
canonica. Così Così le mucche,
le mucche, asini asini e pecore
e pecore con iconloroi cuccioli,
loro cuccioli, si sono
si sono
godutigoduti
un bel unfuori
bel fuori
programmaprogramma attirando
attirando la curiosità
la curiosità dei piùdei piccoli.
più piccoli.
MoltoMolto apprezzato
apprezzato il saporeil sapore
ed iledgusto il gusto inconsueto
inconsueto dellodello
SchizSchiz
appenaappena sformato
sformato in diretta
in diretta dallodallo
staff staff
delladellafam. fam. Pierela.
Pierela. Una Unabellabella giornata
giornata impegnativa
impegnativa per ilper il gruppo
gruppo deglidegli agricoltori
agricoltori di di
Quero,Quero,
guidatiguidati dal presidente
dal presidente Francesco
Francesco Spadarotto,
Spadarotto, che siche si propongono
propongono per promuovere
per promuovere e valorizzare
e valorizzare il Territorio
il Territorio at- at-
traverso
traverso la riscoperta
la riscoperta delladella identità
identità produttiva
produttiva delledelle
nostrenostre vallate.
vallate. Foto Foto di Alberto
di Alberto Coppe Coppe

Complimenti, Davide!
di Alessandro Bagatella
Lo scorso 14 marzo, a Brescia, si è laureato “tecnico di radiologia”
Davide, figlio della nostra abbonata querese Vanda Schievenin. Ec-
colo nella foto con la nonna Angela Specia, anch’essa di Quero.
Complimenti a Davide per il traguardo ottenuto, con l’augurio di un
pronto inserimento nel mondo del lavoro.

Per Marina Melchiori


laurea specialistica
in Giurisprudenza
(s.for.) Il 25 marzo invece, a Treviso (sede staccata dell’Università di Padova),
ha conseguito la laurea specialistica in Giurisprudenza la fenerese Marina Mel-
chiori (nella foto), figlia del nostro valente collaboratore Sergio Melchiori e di A-
driana Storgato. Marina, seguita nella stesura dal professor Giovanni Caruso,
ha discusso una tesi in diritto penale sul tema della privacy dal titolo: “Privacy e
diritto penale: tra evoluzione dell’oggettività giuridica e nuove esigenza di tute-
la”. Anche per Marina i complimenti della redazione e l’augurio di un pronto in-
serimento in campo lavorativo.
11 ATTUALITÀ

La Biblioteca La Pro Loco Il Punto L'A.I.F.V.S.


Unione Sette Ville di Quero Giovani
Comuni di
Quero e Vas (BL) PRESENTANO
VENERDI
29 APRILE 2011
ORE 21.00

AL
CENTRO
CULTURALE
DI
QUERO
Con l'intervento
di Paola Conte Con immagini
Responsabile realizzate da
della Sezione Ivan Rizzotto
di Treviso
LETTERE AL TORNADO

COMUNE DI ALANO DI PIAVE


PROVINCIA DI BELLUNO
32031 ALANO DI PIAVE – Piazza Martiri, 12 – P.I. 00207050253
Cari cittadini,
desidero ringraziare per la sensibilità dimostrata tutti coloro che hanno destinato il
proprio 5 per mille del 2009 a favore del Comune di Alano di Piave, contribuendo ad
aiutare concretamente l’Amministrazione Comunale nella gestione dei servizi sociali.
Tale comportamento esprime autentica solidarietà sociale.
Le somme destinate verranno utilizzate per migliorare i servizi rivolti ai cittadini, per
sostenere le famiglie, gli anziani, i disabili, per supportare il volontariato e per tutti quei
servizi sociali che permettono di migliorare la qualità della vita delle persone.
Invito a confermare questa disponibilità e fare la stessa scelta a favore del nostro Comune anche quest’anno quando
compilerete la dichiarazione dei redditi.
Il Sindaco - Dal Canton Fabio

In ricordo di Giorgio Codemo


Un anno fa, il 13 Aprile, improvvisamente ci ha lasciati.

I familiari lo ricordano a quanti lo conoscevano e gli hanno voluto bene.

La moglie e i figli ringraziano tutti per le molte manifestazioni d'affetto ricevute.


12 CRONACA

La morte di Aldo Balzan…


di Silvio Forcellini
Lo scorso 21 gennaio un altro caro amico se ne è andato
prematuramente. Si tratta di Aldo Balzan, classe 1941, che avrebbe
compiuto 70 anni il prossimo 24 giugno. Prima di ritirarsi nella sua
casa fenerese per la meritata pensione, dal 1967, e per circa 35 anni,
aveva gestito – assieme al fratello Gigi e alla sorella Lidia – il bar di
proprietà del nonno a Castion. Molto conosciuto e frequentato, il “bar
de Balzan” (così era chiamato) fungeva all’epoca non solo da osteria,
ma anche da rivendita di tabacchi e, per l’adiacente campo di balinét
di cui disponeva, anche da sede della società “La Castionese”. Di
carattere a volte burbero, Aldo però sapeva conquistarti con il suo
inconfondibile sorriso e con la sua grande generosità, che
manifestava anche regalando svariati souvenirs alle persone che conosceva. “Leggendarie”, a questo proposito, le
sue trasferte a San Marino per “rifornirsi”, al pari di quelle nell’ex Jugoslavia per una mangiata di pesce, di cui era
grande appassionato. Tornato a Fener da Castion, era facile incontrarlo in compagnia dell’amico Piero Loja, con il
quale baruffava a giorni alterni per poi fare pace un istante dopo (previo pagamento di un’ombra da parte di Piero,
quasi sempre “colpevole” delle arrabbiature di Aldo, che non a caso lo ricambiava chiamandolo…“troja”). Per
ricordare l’amico Aldo (e, al contempo, Aroldo Forcellini, scomparso a sua volta lo scorso 10 febbraio), gli “Amici del
Lunedì” – ossia il gruppo che frequenta da decenni la ex falegnameria dei fratelli Balzan ai Faveri, teatro di
abbondanti libagioni – hanno fatto una donazione in denaro a “Mano Amica”, l’associazione feltrina di volontariato
per l’assistenza domiciliare al malato terminale molto presente da tempo anche nella nostra zona: un gesto, quello
degli “Amici del Lunedì”, che fa loro particolarmente onore. Ai familiari di Aldo – e in particolare ai fratelli Ivo e Mario,
nostri affezionati abbonati da lunga data – vadano le sentite anche se tardive (per colpa mia) condoglianze del
Tornado.

…e quella di Giovanni Foggiato


di Alessandro Bagatella
Giovanni Foggiato se ne è andato in punta di piedi, a soli 61 anni. Nativo di Pederobba,
da diversi anni abitava a Quero, tanto da poter essere definito quasi un “querese doc”.
Nella sua vita Giovanni ha conosciuto sacrifici e sofferenze, nell’assistere i suoi genitori,
prima la mamma e poi il papà. Da qualche tempo era in pensione, ma purtroppo non ha
avuto la possibilità di godersela appieno. Sempre pronto alla battuta, grazie al suo carat-
tere socievole e bonario trovava amicizia con tutti. La sua dipartita ci lascia tutti senza
parole, non ci sembra vero che ciò sia accaduto in così pochi giorni. Ciao Giovanni, pre-
ga per noi. Ti ricordano l’amico Alessandro e tutti gli amici della Ferroli con i quali hai la-
vorato fino a poco tempo fa e che ti hanno accompagnato in tanti alla tua ultima dimora.
Ai parenti tutti le più sentite condoglianze dai compagni di lavoro della Ferroli, dagli amici queresi e, ovviamente,
dall’intera redazione di questo giornale.

La famiglia Glicidio ringrazia


Attraverso le pagine del nostro giornale i familiari di Roberto Glicidio desiderano ringraziare quanti hanno preso par-
te alle esequie del caro Roberto: il Gruppo Alpini “Monte Cornella” di Quero, quello del Monte Miesna e di Tomo, gli
amici infermieri e i tanti amici che lo hanno accompagnato all’ultima dimora. La famiglia inoltre desidera ringraziare
la redazione del Tornado e quanti le sono stati vicini in questi tristi momenti della dipartita.

COME ERAVAMO

Cinque amici
e una fontana
(p.p.) La vecchia fontana di Alano è da sempre il riferimento ide-
ale per un incontro fra amici o per un appuntamento importante.
Lo conferma questa vecchia foto di sessantadue anni fa. I cinque
baldi giovanotti dalle belle braghe larghe, ritratti al tramonto di
una calda giornata estiva del 1949, sono Giovanni Spada Cor-
tès, Giovanni Codemo Cementin e Antonio Codemo Fedòt, in
compagnia di due amici di Meano, Vittorio Vieceli e Gino Barp.
13 CRONACA

DONATORI DI SANGUE DI ALANO - QUERO - VAS

Riuscita la gita a Pirano


di Alessandro Bagatella

Per la tradizionale gita organizzata dalle tre sezioni del Basso Feltrino dell’Associazione Feltrina Donatori Volontari
di Sangue, domenica 3 aprile sono partiti di buon’ora due pullman della ditta Baratto con destinazione Pirano, defi-
nita “la piccola Venezia d’Istria”. Durante il percorso, sosta d’obbligo per fare merenda e visita lampo sul lungomare
di Trieste, per poi arrivare a Pirano per un ricco pranzo di pesce. Successivamente visita libera della cittadina con
assaggi di vini locali. Poi tutta la compagnia si è trasferita a Portorose per una giocata al casinò. Non so se ci siano
stati più fortunati o meno, l’importante è che la gente si sia divertita, come è avvenuto. Al momento della foto, tanti
mancavano, come sempre accade in questi frangenti: speriamo di immortalarli tutti la prossima volta. Le sezioni di
Alano, di Quero e di Vas dell’Associazione Feltrina Donatori Volontari di Sangue ringraziano quanti hanno parteci-
pato e danno appuntamento a giugno per una nuova gita.

PRO LOCO DI FENER

Da Caorle tutti contenti


di Sandro Curto
Gran bella giornata, domenica 10 aprile, quella
organizzata dalla Pro Loco di Fener in
collaborazione con Autoservizi Sbizzera; bella sia
sul piano meteorologico sia per l’abbuffata di
pesce che per il programma rispettato in pieno
senza alcun intoppo. Oltre quaranta i partecipanti
fra Alano, Quero, Fener e Vas guidati dal
presidente della Pro Loco di Fener Silverio
Frassetto che, partito piuttosto malconcio, si è
rinfrancato al primo prosecco. Dopo l’aperitivo a
San Donà c’è stato l’ottimo pranzo di pesce al
ristorante “da Tituta”, situato alla periferia di
Caorle, che non ha fatto rimpiangere il “Gambero”
per qualità, quantità e simpatia delle cameriere.
Nel pomeriggio, prima del rientro, una breve
passeggiata per calli e campielli di una Caorle as-
solata e affollata. Nella foto parte dei partecipanti
in posa sul lungomare davanti al campanile
cilindrico considerato uno dei vanti di Caorle per la
singolarità della sua struttura, unica al mondo.

Tennis Club Tegorzo, aperta la stagione


(s.for.) Complice il bel tempo, il Tennis Club Tegorzo ha aperto la stagione agonistica. Il sodalizio fenerese comu-
nica inoltre che, da maggio in poi, si terranno i consueti corsi di tennis tenuti da un istruttore. Per informazioni in
merito, chiamare il 340-8603634.
14 LETTERE AL TORNADO

Claudio Carelle
Cavaliere della Repubblica
Grazie al suo impegno associativo in sede locale e provinciale, il Presidente Claudio
Carelle è stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica
Italiana. L’annuncio della lodevole distinzione onorifica gli è pervenuta dalla Prefettura
di Belluno, rilasciata dal Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano con il
D.P.R. in data 27 dicembre 2010. I Fanti della Sezione di Alano-Quero si congratulano
con il loro Presidente.

I Fanti di Alano-Quero in assemblea


Si è svolta sabato 12 marzo la assemblea
generale dei Fanti della Sezione di Alano-Quero,
presso la sede delle Associazioni di Alano. Nella
esposizione delle attività svolte lo scorso anno e
di quelle in programma per l’anno corrente, si è
evidenziata una grande vivacità associativa, con
una rinnovata gestione affidata al dinamico
Presidente Claudio Carelle, che per l’occasione è
stato festeggiato per il recente “Cavalierato”
concessogli al Merito della Repubblica Italiana.
Non potevano mancare il neo Presidente della
Federazione Provinciale di Belluno, sig.
Costantino Berton, il Consigliere Nazionale
dell’Associazione Fanti d’Arresto, geom. Gianni
Cav. Lazzari e il Commendatore Angelo
Ceccotto, al quale per l‘occasione perveniva dalla
Direzione Nazionale del Fante di Milano,
l’attestato di Presidente Provinciale Onorario a
vita, per i molti anni di grande impegno nella
Federazione Fanti di Belluno. Questi gli incarichi scaturiti dalla votazione dell’assemblea: presidente Claudio
Carelle, vicepresidente Renzo Niero, segretario Fabio Zancaner, cassiere Domenico Mazzier, consiglieri Liberale
Errandi, Nilo Codemo, Luciano Mondin, Fulvio Mondin e Carlo Rambaldi. A chiusura dell’assemblea, è stato
apprezzato da tutti i convenuti, l’ormai tradizionale momento conviviale sapientemente organizzato dalle mogli dei
Soci che ringraziamo sentitamente.
A cura della Sezione dei Fanti di Alano-Quero

A proposito
di Carnevale…
A proposito di Carnevale, noi di mezza
età (e più…) ci si divertiva così, con po-
co, con semplicità, ma con tanta voglia
di far passare una serata in allegria nel
teatro di Campo. La foto a fianco risale
al periodo 1986-1990. Chi si riconosce o
abbia qualche curiosità in proposito, può
rivolgersi alla
Compagnia Teatrale di Colmirano
Alimentari Via D. Alighieri, 26 - FENER (BL)
PUTTON GABRIELE Tel. 0439 789388
16 ASTERISCO

Il 19 giugno 2000 ci ha lasciati


Ricordando don Donato Carelle
segnalazione di Clara Zanin
Una persona: don
Donato Carelle, con
pregi e difetti, come
ne abbiamo tutti, che
per Quero ha fatto e
dato tanto. Questa
foto, del 1984, ne è
una testimonianza,
vedendolo circondato
da tutti 26 i suoi
chierichetti E non
sono pochi!
(M.M.) la foto della
nostra lettrice mi ha
fatto tornare alla
memoria gli incontri
che si facevano con i
chierichetti e
combinazione ha
voluto che negli
stessi giorni mi sia
capitata fra le mani

una istantanea dei tempi andati, scattata dallo studio Foto Resegati il 25 marzo del 1969, che ho deciso di riproporre ai
tanti nostri lettori. Di sicuro in molti si riconosceranno in questa foto, come nella prima. Ho anche notato che è
trascorso un decennio dalla dipartita di don Donato Carelle e approfitto della foto di Clara per proporre del materiale
sulla figura di don Donato, giunto a Quero a fine 1967 e per lunghissimi anni pastore delle anime queresi. Un ricordo
che vuole essere segno d’affetto e di riconoscenza.
Ho avuto la fortuna di conservare copia del ripristinato bollettino parrocchiale di allora: “L’Eco del Piave”, strumento
molto caro a don Donato, che con esso alimentava il sentimento di comunità e ripercorreva gli avvenimenti salienti
della vita dei parrocchiani. Nella prima pagina è stilato il suo programma, la missione che contava di esercitare a
Quero. Ne ripropongo alcuni brani, significativi per ricordare meglio la figura di don Donato, semplice ma caparbio,
consapevole dei limiti umani, ma ottimista e fiducioso nella capacità di superarli, con l’aiuto della provvidenza Divina,
cui egli sempre consegnava ogni attività. “Ecco i punti programmatici: 1) Approfondire l’istruzione religiosa: è base
17 ASTERISCO

fondamentale per una vita cristiana convinta; 2) Sensibilizzare la santificazione della festa: è il grande dovere cristiano,
dalla cui osservanza deriva la provvidenza Divina nelle famiglie; 3) Promuovere la frequenza ai Sacramenti e alla
preghiera: sono mezzi necessari per garantire l’innocenza dei fanciulli, la fortezza morale della gioventù, la fedeltà
coniugale degli sposi, l’onestà di tutti.
Il mio desiderio è quello di arrivare, attraverso il mio lavoro pastorale, a tutto e a tutti: piccoli, gioventù, genitori, malati,
poveri, vecchi, lavoratori, emigranti. Purtroppo sono solo ed esistono in me tanta pochezza e tante deficienze; trepido
fortemente davanti alle gravi responsabilità che mi pesano. Però, ve lo dico con schiettezza e con sincerità: ho buona
volontà di fare del bene, perché vi amo intensamente ed ho fiducia nell’assistenza materna di Maria Santissima e nella
vostra benevola comprensione e nella vostra fattiva e solidale collaborazione”.
18 LETTERE AL TORNADO

I politici possono tutto,


ma almeno non ci prendano in giro
articolo di Massimo Fini – segnalazione di Silvio Forcellini
La Camera ha deciso di sollevare davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione per il processo per
concussione e prostituzione di minori che vede imputato a Milano il presidente del Consiglio, ritenendo che quando
Berlusconi telefonò alla questura milanese per indirizzare nel senso da lui voluto la sorte della ragazza Ruby, agì
nella sua funzione di premier e va giudicato quindi dal Tribunale dei ministri e non da quello di Milano.
I nostri parlamentari possono fare tutto, darsi un diritto diverso da quello dei comuni cittadini, occupare diret-
tamente o attraverso i loro sottopanza Enti di Stato, fra cui quel ganglio fondamentale di una moderna democrazia
che è la Televisione, spartendoselo fra destra e sinistra, dare posti di lavoro e di dirigenza ai propri figli, nipoti, co-
gnati, generi, mogli, amanti, attribuirsi abitazioni che spetterebbero ad altri, farsi pagare da terzi la metà
dell’acquisto di una casa lussuosa e non per questo sparire dalla scena politica andando a nascondersi in Nuova
Zelanda sotto una pecora merinos (quelle che hanno il pelo lunghissimo). Possono fare tutto: sono, insieme ad al-
cune oligarchie economiche cui sono intrecciati i padroni di un Paese cui noi non siamo che i sudditi.
Ma una cosa, almeno, non dovrebbero permettersela: di prendere in giro i cittadini, di fare torto alla loro in-
telligenza per quanto modestia la si reputi.
La Camera ha infatti deciso di sollevare il conflitto di attribuzione sostenendo che quando Berlusconi telefo-
nò alla questura di Milano lo fece nelle sue vesti di presidente del Consiglio per evitare un incidente diplomatico con
l’Egitto dato che gli risultava che la marocchina Ruby era nipote del presidente egiziano Mubarak. Se io, per na-
scondere una marachella, avessi raccontato una palla equivalente a mio padre, mi avrebbe dato uno schiaffo che
mi avrebbe girato la faccia. Puntualmente tornano a galla cose totalmente illogiche come “il processo breve” che è
come il calmiere del pane di manzoniana memoria. Adesso l’ultima alzata d’ingegno è la “prescrizione breve” se
l’imputato risulta incensurato. Ora, per qualsiasi delinquente c’è sempre una prima volta. Uno commette il suo primo
reato, è incensurato, scatta la “prescrizione breve” e se la cava. Ne commette un secondo, ma è sempre incensura-
to e viene salvato dalla “prescrizione breve”, e così via all’infinito. Se passa questa legge demenziale, avremo la fi-
gura inedita del “delinquente abituale incensurato”.
Ci si stanca a dover ripetere sempre le stesse cose e sempre per le stesse questioni, per quelle che Pier
Ferdinando Casini chiama, con delicato eufemismo, “le ossessioni giudiziarie” di Berlusconi. Ci si stanca a vivere in
un Paese dove, oltre ad alcuni valori di fondo, per i politici, onestà, dignità, lealtà, che sono quelli che tengono in-
sieme una comunità, è venuta meno anche la logica più elementare. In altri tempi si poteva abbandonare la propria
nazionalità per diventare apolidi. Oggi non si può più. Siamo costretti a rimanere italiani. Io vorrei essere turco. Per-
ché sono sicuro che nemmeno in Turchia certe “cose turche” sarebbero permesse.
(da “Il Gazzettino” di venerdì 8 aprile 2011)

La “sottomissione estatica”
articolo di Michele Serra – segnalazione di Silvio Forcellini
Se qualcuno mi dicesse «devi tagliarti la barba, induce diffidenza, dà l’impressione che chi la porta voglia nascon-
dere qualche malformazione», io gli risponderei: «vada subito da uno psichiatra, ma ne trovi uno bravo perché ne
ha molto bisogno». Invece il giovanotto con il pizzo che sì è sentito apostrofare da Berlusconi con quella frase metà
cafona, metà demente, pareva deliziato, come chi si sente immeritatamente irradiato da una luce salvifica.
Lo so, ci si ripete: ma ciò che più sbalordisce, in questa parodia di regime che chiamiamo berlusconismo, è
la totale mancanza di autonomia e dignità dei sottoposti. E’ una specie di sottomissione estatica che rimanda allo
stato di soggezione degli affiliati a una setta religiosa, non certo ai rapporti politici così come si dipanano, di norma,
in democrazia.
Quando si assiste a liturgie e cerimonie di questo culto mortificante, il sentimento che prevale è l’imbarazzo
per conto terzi. Viene voglia di prestare assistenza alle vittime, sia pure consenzienti. Da barbuto a barbuto, vorrei
dire al “malformato” che esistono risposte - anche cortesi - che aiutano a rispedire ogni offesa al mittente. Ma prima
bisognerebbe che lui capisse di essere stato offeso. E qui sta il vero problema. Forse insolubile.

(da “la Repubblica” di domenica 10 aprile 2011)

ASTERISCO

Cercasi cameriera/e
In zona Basso Feltrino si cerca ragazza/o con minima esperienza da impiegarsi come cameriera/e per il periodo
che va da maggio a settembre. Se interessate/i, chiamare lo 0439-776171.
19
20 CENNI STORICI

Un doveroso ricordo
di Alessandro Bagatella
Questo articolo - tratto da “L’Alpino” - mi sembra doveroso riproporlo anche ai lettori del Tornado. A ricordo di quanti
sono partiti e mai più ritornati per dare al nostro Paese, grazie al loro sacrificio, un avvenire migliore in un’Italia libe-
ra e democratica.

Dal Piave al Don. E ritorno.


Intervista con Giacomo Ciotti, cadorino dì Sottocastello, frazione di Pieve di Cadore, tra i pochi a ritor-
nare “a baita”.
Giacomo Ciotti da Sottocastello, 87 anni portati
benissimo, è uno degli undicimila alpini che ha po-
tuto fare ritorno dalla steppa o, se preferite, uno dei
cinquantasettemila che partirono nel 1942 per la
Campagna di Russia. A sentirlo raccontare di quel
difficile periodo della propria giovinezza ti pare
davvero di rivivere le esperienze raccontate da
Giulio Bedeschi, nei suo “Centomila gavette di
ghiaccio” o da Nuto Revelli ne “La strada del davai”.
Una tragedia oggi dimenticata, che allora coinvolse
tanti giovani gettati in una guerra assurda, svaniti nel
mare della steppa e dei quali, come qualcuno ha
scritto, “è rimasto solo il dolore delle mamme”.
Giacomo è il penultimo dei 5 figli di Rodolfo e Gio-
vanna Tabacchi, nato il 13 ottobre 1922. La sua av-
ventura militare iniziò il 15 novembre del 1941,
quando ricevette la cartolina che lo chiamava ad U-
dine, alla divisione alpina Julia. Qui venne incorporato come radiotelegrafista nell'11° btg. misto del Genio, appena
rientrato dal fronte greco-albanese, e il 6 agosto 1942 la sua compagnia T.R.T. partì per la Russia, con radio cam-
pali e stazioni fototoniche ed ottiche.
La tradotta da Udine si avviò alla volta di Villaco, Monaco, Norimberga e Varsavia. Dopo Minsk il convoglio fu attac-
cato dai partigiani russi e mitragliato. Infine, dopo 15 giorni, giunse ad Isjum, da dove il viaggio proseguì, a piedi,
verso il Don, distante 300 chilometri. La marcia fu funestata da un attacco di cavalieri ucraini, che ferirono il sergen-
te maggiore Prati e uccisero il sottotenente Miege, ma alla fine si arrivò al Don, tra Novokamenke e Dukowoje, per
prendere il posto di reparti ungheresi e tedeschi.
Giacomo con il suo gruppo fu inviato a Saprina, dove si mise subito al lavoro per preparare le difese in riva al fiume,
ma soprattutto i ricoveri sotterranei per resistere all’inverno russo, che era già alle porte. Fu qui che Giacomo compì
i suoi 20 anni.
Nel dicembre ci fu il crollo della VI armata tedesca a Stalingrado ed i russi diedero il via all’offensiva sul Don, sfon-
dando i settori rumeno ed ungherese, oltre a quello della 385a divisione tedesca. L’11 dicembre la Julia fu inviata a
chiudere la breccia e Giacomo con i suoi compagni fu aggregato al btg. L’Aquila e spostato a Seleni-Jar, 300 chilo-
metri più a sud, dove si dovevano fermare i sovietici che, oltrepassato il Don, cercavano di aggirare il nostro schie-
ramento per chiuderlo in una sacca.
Sebbene superiori in uomini e mezzi, i russi furono fermati per primi dagli alpini de L'Aquila che, tra il 19 e il 25 di-
cembre, persero 815 uomini. Ai superstiti del battaglione si affiancò l'intera Julia che mandò all’attacco perfino i ge-
nieri ed i conducenti, costretti a combattere con le baionette dopo che le armi automatiche erano state rese inservi-
bili dal gelo. Fu in questi dolorosi frangenti che i tedeschi definirono la Julia “Divisione miracolo” ed iI gen. Eibl
chiamò gli alpini “PanzerSoldaten”.
Verso metà gennaio la Julia iniziò a ripiegare, ma era in ritardo: con eroici sacrifici cercò di unirsi alla Tridentina, ma
fu quasi annientata dai russi, tanto che ben pochi si salvarono.
Giacomo iniziò così il suo calvario, con l’unico obiettivo di salvare la pelle: «Gettai il fucile e le bombe a mano per
non avere pesi Inutili, il freddo era intenso, più di 40° sotto lo zero, mi avvolsi in sei coperte da campo, ai piedi misi
un bel paio di scarponi e mi fasciai le mani con delle calze di lana avute da mia madre e così bardato iniziai ad a-
vanzare nella steppa. Era una marcia estenuante, costellata dalle incursioni dei partigiani e più di una volta mi toccò
di fuggire sotto i colpi dei loro “parabellum”.
Alla sera cercavo ricovero nelle poche isbe, dove riposavamo tutti accatastati uno sull’altro, senza togliere mai le
scarpe. Una notte mi addormentai in una di queste abitazioni, che erano fatte di paglia, e ad un certo punto qualcu-
no le diede fuoco, forse per riscaldarsi o forse per dispetto, perché non l’avevano lasciato entrare. Dovetti fuggire e
mi salvai per miracolo perdendo tutta la mia roba. Trovare cibo era un problema, in genere si entrava nelle isbe e si
scendeva nelle cantine ma non si trovava niente. Una volta volevo entrare in una cantina e mi imbattei in un tede-
sco che voleva fare lo stesso. Lui tirò fuori la sua pistola, ma fui più svelto: lo presi a pugni e lo feci fuggire. Un’altra
21 CENNI STORICI

volta rubai da un’auto tedesca una gavetta di crauti, guai se mi avessero visto! Mi capitò anche un fatto curioso: in
un villaggio capitai in un pollaio e riuscii a catturare una gallina, ma ero così stanco che la nascosi dietro la schiena
e mi addormentai. Al risveglio la gallina era sparita, rubata da chissà chi.
Dopo tante sofferenze e i tremendi scontri di Postojali, Limarew, Nikitowka e Arnautowo, arrivai con gli altri a Niko-
lajewka.
Ricordo benissimo quel giorno, il 26 gennaio, una giomata grigia e
fredda (-30°). La nostra colonna giunse alla mattina, ci trovavamo
su una specie di altopiano e ai nostri piedi c’era la città con la ferro-
via e il campanile. Su questo i russi avevano piazzato le
mitragliatrici e ci tenevano inchiodati sul posto. Non si poteva
avanzare e sapevamo che eravamo in trappola. Da lassù si
vedevano i nostri della Tridentina che cercavano di rompere
l’accerchiamento, ma senza riuscirci. C’era una intera formazione
corazzata russa, schierata tra le colline e il paese, una situazione
disperata e in più gli aerei russi ci sorvolavano, mitragliandoci. lo mi
nascosi sotto la pancia di un mulo morto. Combatterono per tutto il
giorno e verso sera il gen. Reverberi salì su un carro tedesco, che
era stato rifornito di benzina da un aliante, e guidò l'attacco verso il
famoso cavalcavia della ferrovia, rompendo l’assedio e aprendoci la
strada della salvezza.
Da Nikolajewka camminammo ancora per 200 chilometri e final-
mente il 31 gennaio giungemmo a Shebekino, dove ci attendevano le prime ambulanze. Ci fecero la disinfestazione
e ci mandarono all’ospedale di Dresda: qui mi diedero un chilo di zucchero e la Wehrmacht mi consegnò il nastrino
della Campagna di Russia, che ancora conservo. In treno, finalmente giunsi all’ospedale di Cesenatico, dove arriva-
rono mio padre e mio zio: ero così magro che non mi riconobbero: avevo un principio di congelamento alle dita dei
piedi e per il gelo mi era caduta tutta la pelle delle mani».
Ma intanto Giacomo era ritornato “a baita” e per definirlo più che fortunato basti un dato: per trasportare in Russia i
nostri alpini ci vollero 200 treni, per riportarli a casa ne bastarono 17.
WaIter Musizza - Giovanni De Donà
COME ERAVAMO

Chi si
riconosce?
di Alessandro Bagatella
La foto a fianco - sempre tratta da
“L’Alpino” - si riferisce al Btg. Bel-
luno della Cadore, 78a cp., 7° Al-
pini, 1°/’38, caserma Salsa, anni
1960-61 a Belluno. Per festeggia-
re il cinquantesimo dal congedo il
prossimo 21 maggio 2011, chi si
fosse riconosciuto nella foto può
contattare Angelo Tessarolo, tel.
0444-348798.

Vivere è invecchiare
POESIA

di Pierangela Ceccotto

Vivere è invecchiare Vivere è come essere parte di un futuro


ricordando del passato, che sembra irrealizzabile,
aiutando con l’inesperienza riuscire a sfruttarlo nel modo più giusto,
chi dovrà affrontare il futuro. costruirlo con impegno e forza,
Vivere è lottare per la propria libertà, provare felicità vedendolo cambiare.
dare il meglio di sé per conquistarla Vivere è anche soffrire
ed usarla nella maniera più corretta per le persone più care a cui si è dato parte di sé,
perché non sia d’ostacolo ad altri. partecipare per poi subire sprezzanti opinioni.
22 ASTERISCO

50 euro
Paolo, con la faccia triste e abbattuta, si ritrovò con la sua amica Carla
in un bar per prendere un caffè. Depresso, scaricò su di lei tutte le sue
preoccupazioni... e il lavoro...e i soldi... e i rapporti con la sua
ragazza... e la sua vocazione!... Tutto sembrava andar male nella sua
vita. Carla introdusse la mano nella borsa, prese una banconota da 50
EURO e gli disse: - Vuoi questa banconota?
Paolo, un po' confuso, all'inizio le rispose:
- Certo Carla... sono 50 EURO, chi non li vorrebbe?
Allora Carla prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo
diventare una piccola pallina. Mostrando la pallina accartocciata a
Paolo, gli chiese un'altra volta: - E adesso, lo vuoi ancora?
- Carla, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 50 EURO. Certo che lo prenderò anche così, se
me lo dai.
Carla spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede, riprendendolo quindi sporco e
segnato.
- Continui a volerlo?
- Ascolta Carla, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 50 EURO, e finché non lo
rompi,conserva il suo valore....
- Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o accartoccia,
continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre... Quello che devi chiederti è quanto vali in realtà e quanto
vali per coloro che ti amano, e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento o cosa direbbero di te degli
estranei.
Paolo si paralizzò guardando Carla senza dire una parola, mentre l'impatto del messaggio entrava profondamente
nella sua testa. Carla mise il biglietto spiegazzato di fianco a lui, sul tavolo, e con un sorriso complice disse:
- Prendilo, ritiralo perché ti ricordi di questo momento quando ti senti male... però mi devi un biglietto nuovo da 50
EURO per poterlo usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno. Gli diede un bacio sulla guancia e si allontanò
verso la porta.
Paolo tornò a guardare il biglietto, sorrise, lo guardò e con una nuova energia chiamò il cameriere per pagare il conto...
Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande:
1 - Nomina le 5 persone più ricche del mondo.
2 - Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo.
3 - Nomina 10 vincitori del premio Nobel.
4 - Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come miglior attore o attrice.
Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si
impolverano! I vincitori si dimenticano! Adesso rispondi a queste altre:
1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
2 - Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
3 - Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.
4 - Nomina 5 persone con cui passi il tuo tempo.
Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con
molti soldi, o i migliori premi... Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni
modo stanno con te.
Rifletti un momento. Questa vita è molto breve! Tu, in che lista sei? Non lo sai?... Permettimi di darti un aiuto...
Probabilmente non sei tra i famosi, però sei tra quelli che molti amici ricordano…. o potresti esserci.....

TENNIS

Il Tennis Club
Quero-Vas
sulla stampa
nazionale
Nel numero di Marzo il
tennis club di Quero e
Vas è stato segnalato
per l’attività di stage
tennistico, entrando nel
circuito promosso dalla
Tennis Consulting, che
insegna il metodo
spagnolo, che con
nuovi metodi di
allenamento e video
analisi permette di
apprendere in minor
tempo.
23 LETTERE AL TORNADO

Sono convinto che, ognuno di noi ogni anno più o meno nel mese di
febbraio/marzo, si sia chiesto cosa stessero cercando quei.. “matti”..
di sera e per di più sotto la pioggia..
Tante le supposizioni fra le quali:
“cercano i rospi per mangiarseli”. In
realtà sono un gruppo di volontari che
stoicamente hanno scelto di regalare qualche ora del loro tempo per salvare centinaia di
rospi dall’essere schiacciati dalle “nostre” vetture in transito.
“All’inizio di ogni primavera, gli anfibi si destano dal letargo e, a decine di migliaia, migrano
in massa verso i corsi d’acqua per deporvi le uova. Per farlo, devono attraversare vie molto
trafficate rischiando di essere brutalmente schiacciati dalle automobili.”
L’impegno è notevole anche se ricco di soddisfazioni, “salvarli è un’esperienza unica ed
entusiasmante”.
Purtroppo le persone che si dedicano a questo sono poche, per questo motivo è partita
questa campagna di sensibilizzazione.
I rospi, purtroppo per loro. non spiccano per la loro bellezza o tenerezza.
Sono sicuro che se al loro posto si cercassero conigli o caprioli certamente i volontari
sarebbero molti di più. Ogni animale è importante anfibio o mammifero che sia..
”La compromissione delle possibilità di vita di tali animali, oltre a
rappresentare una grave perdita di biodiversità, è da considerare
come un pericoloso segnale d’allarme: basti pensare alla loro
importanza nella catena biologica (si nutrono di larve, insetti,
mosche, zanzare, ecc) e alla loro prerogativa di rappresentare un
prezioso bioindicatore per comprendere quanto sia sano l’ambiente in
cui viviamo.
AIUTIAMOLI
E’ molto facile ed altrettanto bello, si tratta solo di raccoglierli, riporli in
un secchio e liberarli al lato opposto della strada..tutto qui!
Per informazioni:
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oppure telefonate alla referente per la zona di Segusino: Cinzia
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Gian

PITTORI PER GENERAZIONI!!!

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di Ferdinando Carraro
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Cell. 339.2242637
24 LETTERE AL TORNADO

Parrocchia di Quero
Toscana e Umbria: Siena, Monte Oliveto,
Pienza, Assisi, Norcia, Cascia, Gubbio
dal 22 al 26 agosto 2011
1° giorno: QUERO / SIENA / ABBAZIA DI MONTE OLIVETO / CHIANCIANO TERME
Ritrovo dei Signori Partecipanti e partenza dai luoghi di convocazione, con autopullman G.T. riservato, per
Siena. All'arrivo incontro con la guida e visita di questa splendida cittadina toscana con particolare
attenzione al centro storico: Chiesa di San Domenico, Piazza del Campo, Fonte Gaia., Palazzo Pubblico,
Torre del Mangia, Duomo, Santuario della Casa di S. Caterina ecc. Pranzo in Ristorante. Al termine
partenza per Chianciano Terme, sosta all'Abbazia di Monte Oliveto per la visita del Monastero con la bella
Chiesa, la farmacia e l'antica Biblioteca con manoscritti e incunaboli di raro valore. S. Messa. Sistemazione
in hotel, cena e pernottamento.
2° giorno: PIENZA / MONTEPULCIANO / CHIANCIANO TERME
Trattamento di pensione completa. Pranzo in ristorante in corso di escursione. Intera giornata dedicata
all'escursione a Pienza e Montepulciano, sosta e visita guidata di queste due splendide cittadine toscane.
Pienza: la città del Rinascimento per eccellenza, prende il nome dal suo fondatore, Papa Pio II che riuscì a
farIa realizzare in soli quattro anni, dando vita ad un gioiello senza precedenti per l'armonia dei monumenti e
la perfezione architettonica. Si potrà ammirare: Piazza Pio II, Cattedrale, Palazzo Piccolomini ecc.
Montepulciano: la perla del Cinquecento per le sue numerose opere architettoniche di quel periodo si trova
su un poggio che domina la Val di Chiana, in un territorio già abitato dagli etruschi e dai romani. Rientro
quindi in hotel per la cena ed il pernottamento.
3° giorno: CHIANCIANO TERME / ASSISI
Prima colazione in hotel. Partenza per Assisi, uno dei maggiori centri religiosi italiani per le mistiche
memorie di San Francesco. Sosta per la visita dell'imponente Basilica di Santa Maria degli Angeli, che
custodisce all'interno la splendida Cappella della Porziuncola, il Roseto e la Cappella del Transito. Al termine
trasferimento a San Damiano, visita del Santuario e S. Messa. Pranzo e sistemazione in hotel. Pomeriggio
dedicato alla visita guidata del centro storico di Assisi: Piazza e Basilica di San Francesco, Basilica di Santa
Chiara, Duomo di San Ruffino e passeggiata attraverso i vicoli del pittoresco centro storico con suggestivi
scorci e splendide vedute sulla pianura sottostante.
4° giorno: CASCIA / NORCIA / ASSISI
Prima colazione, cena e pernottamento in Hotel. Pranzo in Ristorante. Mattinata dedicata alla visita guidata
di Cascia, sosta e visita dei luoghi di Santa Rita: il Monastero dove visse la Santa per 40 anni e la Basilica
che domina tutta la cittadina. S. Messa. Nel pomeriggio visita guidata di Norcia: antica cittadina umbra, dove
nacquero San Benedetto e Santa Scolastica. con particolare attenzione alla Chiesa di San Benedetto ed alla
Cattedrale. Rientro quindi in hotel.
5° giorno: ASSISI / GUBBIO / QUERO
Prima colazione in Hotel. Al termine proseguimento per Gubbio, incontro con la guida e visita di questa
splendida cittadina dalle tradizioni secolari che conserva numerosi ed antichi monumenti: Piazza Quaranta
Martiri, Chiesa di S. Francesco, Palazzo dei Consoli, Piazza della Signoria, Duomo ecc. Pranzo in
Ristorante. Al termine partenza per il viaggio di ritorno, con varie soste lungo il percorso autostradale, l'arrivo
ai luoghi di provenienza è previsto nella serata.
LA QUOTA COMPRENDE: il viaggio in autopullman G.T., incluso di pedaggi autostradali, permessi di circolazione e
parcheggi * La sistemazione in Hotel 3 stelle, in stanze a due letti tutte con servizi privati * Il trattamento di pensione
completa, dal pranzo del 1° giorno al pranzo dell'ultimo giorno * Le bevande.ai pasti (1/4 di vino e ½ acqua minerale) *
Le visite e le escursioni, come da programma. Il servizio di guida locale, per le visite come da programma * I.V.A, tasse
e percentuali di servizio • L'assicurazione sanitaria.
Non comprende: gli ingressi e tutto quanto non menzionato sotto la voce "comprende"
Quota di partecipazione € 505,00
Acconto € 200,00 - Iscrizioni fino al 30 Giugno 2011 - Supplemento camera singola € 25,00
Per informazioni: chiamare Don Stefano Tel. 0439 780400 - 3475867816
ATTUALITÀ
Ciclomotori, targa obbligatoria
anche per quelli in circolazione da prima del 2006
In varie scadenze. Lo prevede il decreto del Ministero delle Infrastrutture
(ASAPS), 5 aprile 2011 – I ciclomotori in circolazione da prima del 14 luglio 2006 dovranno avere la targa. La Gazzetta
Ufficiale ha pubblicato il relativo decreto del Ministero delle Infrastrutture ed entro il 1° giugno 2011 la targa dovrà
essere richiesta dai proprietari di ciclomotori con il contrassegno che inizia per “0”, “1” e “2”. Scadenza prolungata al 31
luglio 2011 per chi ha una sequenza che inizia con “3”, “4” e “5”; sino al 29 settembre 2011, avranno invece tempo i
proprietari di ciclo con contrassegno che inizia con “6”, “7” e “8”. Ultima scadenza al 28 novembre 2011, e comunque
non oltre il 12 febbraio 2012, per i contrassegni che iniziano per “9” o con la lettera “A”.
Tratto da: http://www.asaps.it/ il portale della sicurezza stradale
sa. Ed era, di solito, un lavoro affidato ai bambini. Una volta uscita la
farina, questa veniva passata con un “crivèl” ed eccola pronta per la
polenta…

25 ASTERISCO

La devozione dei nostri nonni


di Alessandro Bagatella
Qualche mese fa, rovistando tra le mie cose, nel libro da messa di mia nonna ho trovato un santino, del 1926, della
comunione pasquale nel santuario dei santi Vittore e Corona. Ho immaginato che senz’altro doveva essere stato
dato a mia nonna, perché in quel tempo la popolazione di Santa Maria e paesi limitrofi si recava ogni martedì a Fel-
tre a piedi per comprare quel formaggio, il cosiddetto “pinción”, che tutti usavano anche perché era il più economi-
co. E senz’altro si trattava del martedì della Settimana Santa, durante il quale mia nonna dapprima si recò al merca-
to e poi, sulla via del ritorno, sul Monte Miesna a fare la comunione pasquale. In ricordo suo e di tutte le persone
devote di allora voglio proporre ai lettori questo santino di 85 anni fa.
26 CRONACA

Bond su Protezione Civile Quero:


"situazione sbloccata, la cartella incriminata è stata cancellata"
Una situazione paradossale "risanata" in tempi record. Rientra l'allarme per gli uomini della protezione civile di Quero,
che nei giorni scorsi avevano denunciato un'ingiustizia: il fermo del loro fuoristrada per un bollo non pagato e non
dovuto. A sbloccare la situazione è stato il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, che ha sollecitato gli
uffici della Regione a cancellare la cartella esattoriale incriminata, quella che ha di fatto permesso a Equitalia di
fermare il mezzo di protezione civile. "C'è stato un difetto di comunicazione tra strutture", spiega Dario Bond, "ma gli
uomini della protezione civile possono stare tranquilli. L'ufficio Ragioneria e Tributi della Regione ha trasmesso a
Equitalia i dati corretti. Per i prossimi anni non ci saranno più problemi". Equitalia, a sua volta, provvederà nei prossimi
giorni a comunicare ufficialmente alla protezione civile di Quero i nuovi dati. La stessa agenzia di riscossione pochi
giorni fa - il 22 marzo - ha revocato il fermo, sottolineando però la necessità di cancellare la cartella. "Da un punto di
vista operativo è un risultato significativo", afferma il vicesindaco di Quero Bruno Zanolla. "Ringrazio Bond e gli uffici
per aver risolto una questione che negli anni ha creato non pochi malumori. Con la protezione civile e il suo presidente,
Davide Pes, c'è sempre stata la massima sintonia. Il loro impegno è prezioso".

È arrivato Michele!
Ciao a tutti!!
Mi chiamo Michele Scaramuzzo e sono nato a Feltre il 25 novembre
2010 per la gioia di mamma Sabrina Tieppo e papà Mauro.
Mando un saluto ai nonni Luigi (Gigetto) e Lucia (Gianna), di
Marziai, Michele e Isabella, di Caserta, agli zii e alle cuginette che
mi vogliono tanto bene.
Ringrazio anche tutte le persone che sono state felici, insieme a
mamma e papà, del mio arrivo in quel di Vas!!!

ATTUALITÀ

In giugno si vota per quattro referendum


Pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 4 aprile 2011 i decreti presidenziali che indicono i
referendum popolari i cui comizi elettorali sono convocati per il giorno di domenica 12
giugno 2011, con prosecuzione delle operazioni di votazione nel giorno di lunedì 13
giugno 2011.
Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito
presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti
referendari dichiarati ammissibili:
a) referendum popolare n. 1
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;
b) referendum popolare n. 2
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale
investito. Abrogazione parziale di norma;
c) referendum popolare n. 3
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
d) referendum popolare n. 4
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del
Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n.
23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Associazione Feltrina
Donatori Volontari
Sangue
27 CRONACA

Quero: brusalavecia 2011


Anche quest’anno la Pro Loco di Quero, in
collaborazione con la Biblioteca dell’Unione dei
Comuni Sette Ville, ha mantenuto fede alla
tradizione locale nell’organizzare il rogo della
Vecia, riproponendo il film Brusalavecia 2010
Girato a Quero ed a Venezia, con la regia di
Doriano Dalla Piazza, l’assistenza di Fulvio
Mondin ed il montaggio di Fabio Perla, il film
racconta le vicende della Vecia (Clara Zanin),
costretta a scappare dalla Casa di Riposo alla
ricerca del “cesso” per “farla” in libertà. In aiuto
gli viene Mokkio (Bruno Bagatella), che per
tutelare gli ultimi “cessi de cane, tole e foratoni”,
diventerà Governatore del Veneto superando
all’ultimo voto Toni Taia nelle elezioni regionali,
dopo un avvincente crescendo che si fa beffa
delle moderne tecniche di persuasione elettorale.
Con gran un finale, che passa da Mokkio
Governatore in tuta verde che arringa i Veneziani
sul Canal Grande da palazzo Ferro Fini, alla
Vecia che fugge verso la libertà
sul profilo dei prati di Cilladon in
una fresca alba di febbraio.
Nell’occasione, per la prima ed
unica volta, sono state viste le
scene più divertenti degli “attori”
impegnati in favolose
improvvisazioni fuori dal copione
ufficiale.
Non annunciato nei manifesti, ma
a conferma che il rogo della Vecia
a Quero riserva sempre qualche
irripetibile sorpresa, Doriano ha
tirato fuori dal cilindro un
“testamento” di stretta attualità,
relativo alle dimissioni
dell’Assessore Alberto Coppe,
fornendo finalmente ai Queresi la
verità, che riportiamo in sintesi.
Infatti, i dipendenti del comuni di
Quero, per vendicarsi della giunta
comunale che aveva scambiato il
pensionamento di un dipendente
con la festa di liberazione, hanno
(e non si sa per quale motivo) preso di mira e distrutto il mitico vespone di Alberto Coppe, appena restaurato.
Disperato per il danno subito, e non riscontrando traccia degli autori del misfatto, Coppe dava il via alle indagini
scoprendo come nell’auto del Sindaco vi fosse il ben di Dio per poter fare a pezzi una vespa: punte, scalpelli, martelli,
trapani, demolitori, etc..
Riuscito ad infilarsi di nascosto dal portellone posteriore del furgoncino grigio, con gli attrezzi sotto la giacca pronti per
essere portati nel laboratorio delle analisi dell’Ospedale per verificare se vi fossero ancora tracce di vernice del suo
mitico vespone, Coppe veniva scoperto dal Sindaco, riuscendo tuttavia a venir fuori dall’impiccio con una invenzione
incredibile: quegli attrezzi gli servivano per scolpire una vespa di marmo a memoria del suo vespone. In un crescendo
di reciproci dispetti e sospetti, con la “casela de la malta” e quel che vi sta dentro (punte, martelli, mazzuoli e trapani)
sempre dentro alla macchina del Sindaco e ritenuti da Alberto il corpo del reato, il testamento termina con la più
classica delle quartine:
“Coppe ...
al Municipio el ghe gira sempre intorno
sicuro di mettere le mani un giorno
sugli attrezzi che Sante cen in te la casela
par tornar in comun co le ciavi in scarsela”
Per finire in bellezza, grande rogo della Vecia, nel parcheggio del campo sportivo. Il fuoco è diventato padrone di una
enorme catasta di legna sovrastata dalla Vecia con la scopa in mano, illuminando a giorno l’intero piazzale. Poi, per i
bambini caramelle e cioccolato, mentre ai più grandi la frasca Pro Loco ha offerto vin brulè, thè, cioccolata calda
porchetta e tanti buoni dolci.
L’attesa ora è per il prossimo anno, e che poeti, attori, registi, notai e quanti altri dal “testamento della vecia” vogliano
trarre ispirazione, diano libertà alla fantasia per l’appuntamento del 2012.
PRO LOCO QUERO
28 LETTERE AL TORNADO

Lunedì 25 aprile le malghe di Valmorèl (prealpi bellunesi)


Escursione facile. Ritrovo a Lentiai (piazza Crivellaro) alle 8. Trasferimento: in auto alla località Valmorèl (mezz’ora) -
Percorso: Valmorèl (800) – Pianezze (1.017) – malga Van (979) – malga Canal del Gatt (971) – malga COR (1.300) –
casè
re Frascon – Valmorèl. Pranzo al sacco - Ritorno alle auto previsto per le 14,30. Dislivello complessivo 550 metri –
Note: lungo la salita si potranno vedere delle curiose statue lignee; da malga COR ottimo panorama verso la pianura.

Domenica 22 maggio Cima Grappa (da san Liberale)


Escursione di media difficoltà. Ritrovo di fronte alla stazione di Quero Vas alle 6,30. Trasferimento con auto proprie a
san Liberale (40 minuti). Percorso: san Liberale (718) – sentiero 152 – pian de la Bala (1.374) – malga val Vecchia –
rifugio Bassano a cima Grappa (1.748) – sosta e pranzo – sentiero 151 – san Liberale. Pranzo al sacco o presso il rifugio
Bassano. Ritorno alle auto previsto per le 16,00. Dislivello complessivo 1.030 metri. Note: Il Grappa per eccellenza è
la Montagna “fuori porta” per una camminata, in poco tempo già siamo alti sulla pianura veneta che in un panorama
mozzafiato si stende ai nostri piedi. Il Grappa è ideale per chi desidera rivisitare testimonianze della prima guerra
mondiale in un ambiente ancora selvaggio ed aspro.

Domenica 29 maggio La via degli Ospizi - sulle antiche tracce dei viandanti in val Cordevole
Escursione facile. Ritrovo a Feltre (Foro Boario) alle 7 o a Santa Giustina (quasi di fronte al Municipio) alle 7,20.
Trasferimento in pullman alla Certosa di Vedana (mezz’ora). Percorso: dalla Certosa di Vedana alle Miniere di Valle
Imperina sulla destra orografica del Torrente Cordevole. Pranzo al sacco. Arrivo al pullman previsto per le 15,30.
Dislivello complessivo circa 750 metri (saliscendi diluiti nello spazio e nel tempo). Note: 1) percorso lungo ma vario,
appagante,offre visuali che spaziano dalle cime circostanti alle ampie aperture sul bacino del Cordevole con tratti idilliaci
che invitano alla quieta passeggiata fino ai rientranti canaloni con forre, rocce incombenti e visioni bellissime verso i
versanti dei Monti del Sole. 2) Due tratti rientranti verso metà percorso prevedono il passaggio breve su cenge
abbastanza larghe ma con visione esposta del fondovalle,comunque attrezzate con fune metallica per ulteriore
sicurezza. Costo massimo del trasferimento in pullman € 15
ESCURSIONI SUCCESSIVE
Dom. 12/06 – Città morta (dal passo del Tonale)
Dom. 26/06 – malga Domador (massiccio del Grappa)
Dom. 10/07 – Piccola Croda Rossa (Dolomiti Ampezzane)
I programmi e le foto delle escursioni sono disponibili anche sul sito www.bassofeltrino.it
Informazioni ed adesioni: Edy Ballerin 0439.56391 Fulvio Mondin 0439.776111
Luciana Facchin 349.1977428 dopo le 17 Nadia Dalla Sega 333.3616402
e.mail: escursionismosenzaconfin@tin.it. O escsenza.confini@libero.it
Nella foto una rappresentanza del gruppo
Escursionismo senza confini il 10 aprile sulla cima del
Cesen, assieme a 2 accompagnatori d'eccezione:
l'assessore di Quero Germano Mazzocco e Giuseppe
Miuzzi.
La facile escursione (che era il quarto appuntamento
del 2011 del gruppo) si è svolta sui colli che attorniano
il monte Cesen, in una splendida giornata. Guidati da
Germano Mazzocco gli escursionisti hanno potuto
ammirare ottimi scorci verso le Vette feltrine e verso la
pianura.
Durante l'uscita Giuseppe Miuzzi ha illustrato ai
partecipanti le peculiarità del percorso dimostrando le
sue ottime conoscenze delle cime circostanti
elencandole una ad una. L'uscita si è conclusa con un
momento convivale presso il rifugio Posa Punèr.
Fulvio Mondin
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