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Quindicinale Editrice ASD Ponte Tegorzo

Anno XLIII

17.09.2021
Numero

757

Quero: ad agosto scorribanda di ladri - pag. 1


Speciale elezioni comunali di Alano - pag. 2-3-4-5-6-7
Giro delle fontane 2021 - pag. 9
Fener, chiuso lo storico negozio di alimentari - pag. 10
XXVI Sagra della Zucca a Caorera - pag. 11
Chiuso in redazione il 08.09.2021 - Prossima chiusura il 04-10-2021
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Tassa Pagata/Taxe Perçue/Ordinario - Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - Aut. n° 0055/2021 del 15/01/2021 - Stampe in regime libero - DCB BL
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1 CRONACA

Quero: ad agosto scorribanda di ladri


Salire agli onori della cronaca per gli episodi di furto nelle case non è stato davvero piacevole per gli abitanti di
Quero, che hanno trascorso svariate notti con la paura di ricevere visite sgradite da parte di malintenzionati che
sembravano agire con una professionalità davvero insolita. Furti a raffica eseguiti con destrezza, velocità e an-
che sfrontatezza. Un paese, Quero, che ha conosciuto momenti di vera paura. Le indagini sono scattate imme-
diatamente ed anche gli incontri al vertice per cercare una soluzione al problema, manifestatosi anche in altre
realtà locali della provincia, come testimoniano gli articoli della stampa locale. Qui di seguito riportiamo il mes-
saggio dell’Amministrazione comunale ed i consigli minimi per un controllo del proprio ambiente.
Vertice sulla sicurezza
Si porta a conoscenza che questa mattina (2 settembre 2021)
nella Sede Municipale di Quero Vas si è tenuto un vertice – an-
che a seguito degli altri precedenti incontri tenuti la scorsa set-
timana in Prefettura - con il Prefetto, il Questore, il Comandante
Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per fare il
punto sulla sicurezza del territorio e sulla sede provvisoria della
locale Caserma dei Carabinieri.
L’esito dell’incontro è stato molto positivo ed ha permesso di
definire le linee guida per un’adeguata gestione dell'organizza-
zione della sicurezza del territorio e assicurare una continuità
della presenza delle forze dell’ordine sul territorio e programma-
re ulteriori rafforzamenti del controllo a seguito dei recenti even-
ti accaduti. Prossimamente saranno inoltre attivati specifici in-
contri formativi con la popolazione alla presenza delle stesse
forze dell’ordine
Si è inoltre definito l’accordo in merito alla collocazione della
sede provvisoria della Caserma dei Carabinieri presso lo stabile
della canonica di Vas come a suo tempo auspicato e proposto
dal Comune, grazie anche alla disponibilità della Curia e della
Parrocchia e delle Poste che hanno messo a disposizione gra-
tuitamente i locali. I lavori partiranno appena sarà formalizzata
la richiesta degli interventi necessari da parte del Comando dei
Carabinieri. da https://www.comune.querovas.bl.it
Il messaggio dell’Amministrazione comunale
Cari Cittadini,
Con riferimento agli spiacevoli episodi dei giorni scorsi, si fanno
alcune precisazioni: le attività di prevenzione e indagine sono affidate alla
Forze dell’Ordine. Anche in questi giorni sono attivi i servizi sul territorio forniti
dall’Arma e dalla altre Forze in stretta collaborazione tra di loro. E’ stata assi-
curata l’intensificazione di tali servizi. L’Unione dei Comuni dispone, da molti
anni, di un sistema di videosorveglianza comunale nr. 45 telecamere il cui
funzionamento è sempre garantito e controllato dal locale comando di Polizia.
Questo però da solo non basta. Infatti la videosorveglianza, come noto, è un
utile strumento come deterrente e a disposizione delle Forze dell’Ordine in fa-
se di indagine post-evento. E’ pertanto fondamentale l’attenzione di tutti per
far sì che la sicurezza passiva di ognuno di noi diventi la sicurezza di tutti.
Per questo, si richiama l’attenzione di tutti i cittadini ad attivare l’azione
di osservare e segnalare ogni sospetto.
Si elencano alcuni e semplici consigli che tutti possono mettere in pratica
per aumentare il livello attenzione e prevenire questo tipo di eventi.
Vigilare e ad ogni minimo sospetto su persone, macchine ecc., di gior-
no e di notte, chiamare ed avvisare subito il 112.
Possibilmente fare in modo che la casa sembri abitata anche quando non ci siete, accendere le luci inter-
ne e/o il televisore.
Rendere difficile l’accesso alla casa tenendo chiuse le porte, le finestre ed i cancelli, le porte dei garage e
dei magazzini.
Chi volesse può installare un proprio sistema di allarme o rilevatori di movimento che accendono le luci.
Illuminare tutti gli altri punti di accesso alla vostra casa.
Infine, nei siti istituzionali https://www.carabinieri.it si possono trovare altre utili indicazioni.
L’Amministrazione Comunale - Ufficio di Polizia Locale
2 SPECIALE ELEZIONI

Alano di Piave – Elezioni comunali 3 ottobre 2021


PROGRAMMA DELLA LISTA ALANO RINASCE
Il candidato Sindaco DARIO CODEMO
Introduzione:
Alano rinasce è formato da un gruppo di persone che ama il proprio paese e territorio ed
è accomunato da un’idea di rinnovamento rispetto
all’attuale amministrazione.
Vediamo in Alano di Piave
moltissime opportunità di sviluppo, da più punti di vista: culturale, turistico, ambienta-
le e, forse il più importante, sociale. Abbiamo deciso di vivere nel comune di Alano
proprio perché amiamo il nostro paese, che sa offrire delle peculiarità e delle bellez-
ze di cui andare orgogliosi: da un bellissimo territorio che si estende dal fiume alla
montagna, ad una vivace attività socio-culturale e associativa. Sappiamo però che
per valorizzare e quindi mantenere vivo tutto questo non ci si può limitare a “gestire
le cose”, occorre avere una visione a lungo termine. Come vogliamo che sia Alano
di Piave fra 10-20 anni? Uno dei punti principali per la nostra idea di amministrazione è quella dell’ascolto del cit-
tadino, di un’amministrazione più vicina alle persone, che ascolti le idee e le problematiche di tutti in modo pro-
positivo. L’amministrazione può fungere da traino e da spinta a tutte quelle iniziative promosse da associazioni,
comitati e gruppi informali del paese. Un’amministrazione può infatti valorizzare queste esperienze, metterle in
rete, creando un terreno fertile e un dialogo anche a livello sovracomunale con altre istituzioni, per poter genera-
re opportunità di sviluppo. La nostra idea è quella di proporci come lista alternativa all’amministrazione uscente,
un gruppo politicamente trasversale e composto da persone prive di interessi economici direttamente o indiret-
tamente collegabili all’attività amministrativa comunale. Intendiamo proporre una nuova alleanza tra comunità
ed amministrazione, poiché riteniamo che qualsiasi proposta politica possa realizzarsi pienamente soltanto at-
traverso la partecipazione attiva e responsabile dei cittadini. Il rilancio della nostra comunità (da questo “rina-
scita”) è l’obiettivo comune che racchiude tutti i punti del programma. Non si può infatti parlare solo di sviluppo
sociale, economico o turistico senza coinvolgere la comunità, le imprese, le scuole, la popolazione in generale.
Proprio da questo il “Comune” dovrà portarsi verso l’idea di un senso più ampio di Comunità, più che una sem-
plice “struttura amministrativa” o luogo fisico.
È in primis l’idea di comunità che va rilanciata, attraverso l’ascolto e l’appoggio di chi ha voglia di fare o ha delle
idee propositive. Proponiamo una visione di insieme, con vero spirito di interesse e di amore per il luogo dove
abbiamo deciso di vivere, il Comune di Alano di Piave.

PROGRAMMA DELLA LISTA – Estratto -


ALANO RINASCE si impegnerà a:
Rilanciare il tessuto socio-culturale ed economico del paese
Essere presenti sul territorio ed ascoltare le persone e i cittadini
Coordinare, favorire e promuovere le associazioni di volontariato, comitati e gruppi informali e le attività
già in essere
Valorizzare tutto il territorio, comprese le frazioni
Supportare tutti i progetti e le idee a costo zero
Favorire la partecipazione delle persone alle scelte e decisioni dell’amministrazione
Far diventare Alano un paese accogliente in cui sia piacevole vivere

SERVIZI. Servizi comunali più attenti ai bisogni delle persone, rilanciandoli verso lo sviluppo socio-economico,
anche per rendere attrattivo il territorio per nuove attività, oltre che per agevolare le attività già esistenti.
Ampliare gli orari di ricevimento del sindaco e dei rappresentanti, anche attraverso incontri dedicati alle frazioni

SCUOLA – SPORT e CULTURA. Sensibilizzazione dei bambini a partire dalla scuola per valorizzare il territorio,
anche con progetti ed esperienze dirette sul territorio da parte dei bambini e ragazzi, che possano coinvolgere
anche i privati. Idea di una scuola diffusa che tratti i temi dell’educazione ambientale, civica e sociale.
Ascolto delle problematiche e dei suggerimenti da parte del corpo insegnante e dei genitori.
Sviluppo di un turismo storico-culturale da integrare all’attuale offerta legata al tema della “Grande Guerra” e del
museo MUST con la valorizzazione di altri personaggi illustri come Egidio Forcellini e Antonio Nani.

BAMBINI-RAGAZZI. Ascolto delle necessità e delle proposte da parte di bambini, ragazzi e adolescenti, per for-
nire spazi di incontro e aggregazione alternativi dedicati ad attività sportive, artistiche, culturali o di gioco.

TERRITORIO-AMBIENTE. Politica di sviluppo territoriale ed ambientale coordinata per valorizzare la grande va-
rietà del patrimonio alanese: malghe, fiumi, paesaggi, sentieri storico-naturalistici, fontane etc.
3 SPECIALE ELEZIONI

RAPPORTO CON LA COMUNITA’. Presenza più costante del territorio da parte del sindaco, a disposizione per
le necessità di ascolto della popolazione. Attivazione di canali di comunicazione variegati: dalle bacheche fisiche
alle bacheche virtuali tramite internet. Informazione trasparente delle varie iniziative ed opportunità in essere o da
attuare. Supporto alle iniziative di carattere locale di aggregazione da parte delle frazioni del paese. Attivazione
di un canale di dialogo attraverso dei referenti rappresentanti delle comunità straniere del territorio, per facilitare il
dialogo e il rispetto delle regole oltre che per favorire l’integrazione tra culture differenti. Valorizzazione delle atti-
vità della biblioteca, contribuendo allo sviluppo di nuove progettualità.

FUSIONE DEI COMUNI. Alano Rinasce non è per una fusione asettica, basata sui conti economici. Siamo con-
sapevoli che l’unione dei servizi può portare a vantaggi sia dal punto di vista delle economie di scala che dal pun-
to di vista delle opportunità di attrarre finanziamenti. Il tutto però senza dimenticare il presidio sul territorio, in-
dispensabile per i cittadini. Qualsiasi opzione che dovremmo valutare avrà pertanto come priorità il
mantenimento dei servizi essenziali, decisi assieme ai cittadini, ed un presidio anche fisico sul territorio.

ARTIGIANATO ED INDUSTRIA. Sviluppo integrato con lo spirito della Responsabilità Sociale d’Impresa, tramite
un tavolo di confronto con le attività commerciali, produttive e di servizi.

TURISMO. Valorizzazione del territorio con un’idea di turismo sostenibile, di prossimità, turismo “slow”, che non
comprometta ma valorizzi il territorio, anche attraverso progetti integrati, con scambi di esperienze e collabora-
zioni con comuni o territori limitrofi.

ANZIANI. Favorire i presidi strutturati già presenti (case di riposo, sportello USL) e valutare la necessità di inte-
grare con ulteriori servizi

SALUTE. Sviluppo integrato del concetto di salute (benessere psico-fisico) a partire dal coinvolgimento della
scuola con progetti educativi che pongano attenzione a corretti stili di vita.

DISAGIO SOCIALE E FASCE DEBOLI DELLA POPOLAZIONE. Supporto personale alle situazioni di disagio
più critiche e sviluppo dell’aggregazione della comunità che può fornire supporto in questo senso.

RAPPORTI CON I TERRITORI EXTRA-COMUNALI. Collaborazioni e sinergie con i comuni limitrofi, dalla sem-
plice condivisione di servizi a progetti di più ampio respiro (come per es. il marchio d’area MAB Unesco, ma non
solo).

ATTENZIONE A BANDI E FINANZIAMENTI. Investimenti di risorse (umane e temporali) per l’individuazione di


bandi, dalle fondazioni private alle istituzioni pubbliche, per ottenere finanziamenti.

FRAZIONI. Occhio di riguardo alle frazioni, sia dal punto di vista del decoro urbano che dalle opportunità di svi-
luppo e dei servizi.

LAVORI PUBBLICI – URBANISTICA – TERRITORIO. Valutazione dei progetti già attivi e delle nuove opportuni-
tà o necessità in un’ottica integrata: con il coinvolgimento della popolazione e dei soggetti economici interessati,
sempre nell’ottica di una valutazione di impatto economico, ambientale e sociale.

Conclusioni
Queste sono solo alcune delle proposte che abbiamo raccolto in questi mesi di lavoro, ma il programma non si
conclude con queste pagine. Alano Rinasce è un gruppo che è partito con l’idea di coinvolgere chi ha delle idee
da proporre. Considerate quindi questo come un punto di partenza, una “bozza” alla quale tutti possono contri-
buire e scrivere assieme il futuro che vogliamo per noi e per le nostre famiglie.

I candidati
DARIO CODEMO, candidato sindaco.
Nato il 09/11/1983 a Feltre e residente ad Uson di Alano di Piave. Laureato a
Padova in Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro,
con Master in Scienze e Tecniche della Prevenzione, della Sicurezza e
dell’ambiente presso Ca’ Foscari di Venezia. Lavora come libero professioni-
sta nel campo della formazione in materia di Salute e sicurezza sul lavoro e
nella consulenza tecnica. Da sempre, per passione, impegnato nel volonta-
riato nel proprio paese: presidente della Pro Loco di Fener, vicepresidente
dell’associazione Vivere la Vita di Segusino, segretario dell’associazione Li-
bero Pensiero.
4 SPECIALE ELEZIONI

ADELE BRUCCULERI. 37 anni. Diplomata in Ragioneria e Perito Commerciale, ha studiato Studi Internazionali,
impiegata presso uno studio di Consulenza del Lavoro.
SUSY CANDIAGO. Nata a Valdobbiadene, 53 anni, vive ad Alano perché si innamora del posto e della sua gen-
te tanto che vi si trasferisce nel 2006. Laureata in Economia e Commercio a Ca' Foscari, lavora nell'area tecnico-
amministrativa e delle certificazioni ISO Qualità e Ambiente in un'azienda vicina. In Paese, è membro attivo dal
2015 di Famiglie in Rete, gruppo di persone di Alano che dedicano parte del loro tempo a seguire bambini e ra-
gazzi in momenti di temporanea difficoltà.
GABRIELE CODEMO. Nato il 29/09/1988 a Feltre e residente ad Alano di Piave, Perito meccanico e operaio nel
settore dell'occhialeria, volontario in diverse associazioni, tra cui Libero Pensiero e Pro Loco Fener.
VALENTINA FANTIN. Nata a Feltre il 22/09/1990 e residente a Campo, laureata in Logopedia presso l'Università
di Padova, lavora come Logopedista presso strutture residenziali per disabili adulti e anziani, servizio di consu-
lenza per il servizio di assistenza domiciliare Ulss2. Attiva nelle associazioni di volontariato locale quali libero
pensiero e donatori di sangue.
ANDREA GIACOMELLI. Nato il 7/01/1984 a Valdobbiadene e residente ad Alano, dipendente privato con man-
sioni organizzative, amante della montagna, i suoi sentieri e le malghe del territorio.
FRANCO SIMIONI. Nato il 23/12/1964 a Valdobbiadene e residente ad Alano, dipendente di azienda edile ala-
nese, per anni è stato impegnato in prima persona con la famiglia nella gestione di una malga comunale.
RICCARDO ZATTA. Nato il 26/07/1987 a Feltre e residente a Campo di Alano di Piave, diplomato in Tecnica di
Industria Mineraria ad Agordo e Geometra a Feltre, con diverse esperienze lavorative sia nel pubblico che nel
privato, in tutti i settori produttivi, anche in montagna. Attualmente ricopre il ruolo di operaio in una ditta di perfo-
razioni. Volontario presso le associazioni di Protezione Civile e Antincendio Boschivo, Donatore di Sangue,
membro ASA per le competizioni ciclistiche sportive.

I candidati nell’ordine in cui sono elencati


Qui sotto: estratto dal manifesto di convocazione dei Comizi
5 SPECIALE ELEZIONI

Alano di Piave – Elezioni comunali 3 ottobre 2021


PROGRAMMA DELLA LISTA UNITI PER ALANO
Il candidato Sindaco AMALIA SERENELLA BOGANA
ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA
Le linee guida future dell’Amministrazione
Il Comune non è un’entità se stante ma fa parte di un sistema dove cittadino ed ente
sono attori alla pari e la domanda dell’uno trova corrispondenza nella risposta dell’altro.
L’amministratore deve saper ascoltare con umiltà il cittadino, siano essi i suoi problemi e i suoi preziosi con-
sigli.
“UNITI PER ALANO” si impegna a:
• Dare la possibilità, anzi sollecita la popolazione Alanese a partecipare in maniera attiva alle riunioni
del Consiglio comunale, secondo i protocolli dettati dall’emergenza Covid, concedendo al termine
della discussione uno spazio di circa un quarto d’ora dove esprimere, previa messa a protocollo nei
giorni precedenti la riunione, in modo chiaro e pertinente le proprie idee e suggerimenti.
• Proseguire l’attività di ascolto della cittadinanza mantenendo e potenziando gli orari di ricevimento e
soprattutto garantire la disponibilità e la facile reperibilità di Sindaco, Assessori e Consiglieri delegati.
• contribuire ed indirizzare una parte del bilancio comunale, garantendo così un maggiore coinvolgimen-
to di essa a livello economico nelle scelte dell’amministrazione.
• Incentivare l’iscrizione all’albo dei volontari per creare una rete di cittadini disponibili a dedicare del
tempo per il bene comune.
• Dare la massima pubblicità delle delibere comunali sulle tematiche e novità più importanti per la comu-
nità.
• Tener pulite ed ordinate le bacheche presenti sul territorio, per permettere una facile lettura dei
documenti esposti. A questo proposito è stata stipulata un’apposita convenzione con l’AUSER.
• Aggiornare costantemente il sito internet comunale per consentire alla popolazione di conoscere ciò
che le interessa anche in periodo di chiusura degli uffici, a cominciare da cosa offre il territorio (struttu-
re ricettive, malghe, istituti, impianti).
• Favorire il dialogo con la Pubblica Amministrazione che nel corso degli anni è sostanzialmente
cambiata grazie alla trasformazione digitale che permette ai cittadini di accedere, attraverso lo stru-
mento informatico, ai servizi comunali. Siamo consapevoli che non tutte le persone hanno dimesti-
chezza con l’informatica (pensiamo agli anziani in modo particolare, ma anche altre tipologie di
persone); per cui sarà cura dell’Amministrazione e degli uffici supportare ed accompagnare chi si trova
in difficoltà ad espletare le pratiche che li coinvolgono.
• Mantenere attiva la bacheca virtuale sulla piattaforma Facebook (“Alano in Bacheca”) per raggiungere
una larga fascia di popolazione, soprattutto i giovani, e coinvolgerli nelle diverse attività proposte
dall’Amministrazione. Verrà valutata la possibilità di attivarsi anche su altre piattaforme social per le
comunicazioni dell’amministrazione.
• Porre la massima attenzione alle esigenze del personale e valorizzare le capacità, all’insegna di
un’organizzazione dove amministratore e dipendente sanno collaborare proficuamente al fine di ga-
rantire sempre alla comunità un servizio di qualità. Continuare il dialogo con il Comune di Quero Vas
per avviare un percorso condiviso alla luce delle recenti riforme degli Enti locali.

PROGRAMMA DELLA LISTA – Estratto -


FUSIONE DEI COMUNI. Negli ultimi anni è stato portato a termine il progetto di unificazione dei servizi con il
Comune di Quero Vas. Tale progetto ha permesso di ottimizzare le risorse, al fine di economicizzare i costi e di
mantenere i servizi alla popolazione soprattutto in considerazione della continua riduzione dei trasferimenti dal-
lo Stato agli Enti locali ed alla riduzione del personale dipendente. Le continue valutazioni e verifiche hanno
portato a consolidare la convinzione dell’utilità del progetto di fusione per la creazione di un Comune unico
tra le due realtà territoriali, il quale permetterebbe un’ulteriore ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse com-
plessive. All’interno di tale percorso ci impegniamo a:
Consultare, come previsto dalla legge, la popolazione tramite referendum popolare con esito a va-
lore vincolante sull’iter;
Garantire ai cittadini la permanenza dei servizi e uffici esistenti;
Assicurare tramite lo Statuto una rappresentanza in seno alle singole aree territoriali (Municipi).
POLITICHE SOCIO-ASSISTENZIALI E SANITARIE. “Uniti per Alano” intende farsi promotore di una serie di misu-
re sociali finalizzate alla tutela e alla valorizzazione della persona in ogni sua formazione e momento di vita.
I giovani: i giovani sono il nostro futuro; a loro consegneremo la nostra storia, il nostro territorio, la nostra cono-
scenza; “UNITI PER ALANO” intende farsi promotore di una serie di iniziative finalizzate ad una loro crescita sana
e culturalmente stimolante.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla Famiglia ed agli Anziani.
6 SPECIALE ELEZIONI

CULTURA E SPETTACOLI. Le associazioni, la biblioteca, il Museo di Campo, la scuola.


“Uniti per Alano” crede fortemente nel suo apparato associativo, offrendo un sostegno nella ricerca di contributi
economici nonché di valutare l’opportunità di uno sviluppo comune dei progetti con le altre Associazioni. Per
questo, un assessore ed un consigliere avranno il ruolo non solo di semplici referenti ma anche di interlocutori at-
tivi. “Uniti per Alano” si impegnerà a favorire un coordinamento tra le varie associazioni nell’ottica di una sempre
più importante promozione e crescita del territorio.
Per quanto riguarda la scuola, saranno mantenuti in efficienza ed in alcuni casi potenziati i servizi erogati dal
Comune inerenti la salvaguardia del diritto-dovere allo studio.
IL MUST. Il Museo Storico Territoriale continua la cura di pubblicazioni storiche e l’organizzazione di mostre con
l’auspicio che il Museo possa riprendere al più presto le attività in maniera completa. Sarà cura anche trovare dei
finanziamenti per sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con le nuove tecnologie tese al risparmio energe-
tico. A tal proposito è stato redatto un progetto di riqualificazione energetica dell’edificio. Inoltre, il museo sarà do-
tato di 5 e-bike che implementeranno l’offerta della visita in un’ottica di promozione territoriale.
La Biblioteca. Intendiamo continuare a sostenere le attività proposte che coinvolgono tutte le fasce d’età e in-
centivare la collaborazione con l’Istituto Comprensivo attraverso progetti condivisi. A seconda dei bisogni dote-
remo la biblioteca di strumenti, anche informatici, adeguati. Le aree esterne saranno oggetto di sistemazione per
creare spazi funzionali alle attività della biblioteca.
LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. Le attività presenti sul territorio ed il supporto del Comune
Anche il tessuto economico del nostro territorio ha risentito della crisi economica mondiale e pandemica, le più
gravi dal dopoguerra; tuttavia, ai nostri imprenditori non mancano ancora voglia di fare, creatività e capacità di
competere. Uniti per Alano intende: sostenere il settore con riguardo ai lavoratori privi di ammortizzatori sociali,
seguire l’evoluzione del mercato del lavoro, in modo particolare legato alle nostre imprese, e nello stesso tempo
valutare, sentiti gli imprenditori, una riqualificazione della zona industriale di Alano, sostenere l’agricoltura locale,
promuovere progetti a sostegno dell’occupazione giovanile.
GLI IMMIGRATI. L’integrazione all’insegna della legalità. Il fenomeno migratorio ha radici lontane ed è un
elemento strutturale sia del contesto internazionale che nazionale e locale. “Uniti per Alano” intende proporre un
cammino di integrazione attraverso regole chiare e precise per tutti. E’ doveroso favorire percorsi di inserimento
dei cittadini stranieri, attraverso dialoghi interculturali volti al superamento delle differenze, in tal senso ci attive-
remo per l’organizzazione in loco di corsi di lingua italiana, utili per favorire un reale inserimento.
L’AMBIENTE. Inquinamento, Smaltimento rifiuti, tutela dell’ambiente. Alano ha aderito al patto dei sindaci
ed ha adottato il PAES (Piano di azione per l’energia sostenibile) con il quale l’Amministrazione si impegna a
promuovere iniziative per la sensibilizzazione della popolazione nei confronti dell’inquinamento (favorendo inter-
venti volti al contenimento delle emissioni e dei consumi) ed a porre in atto alcuni interventi sul patrimonio pubbli-
co espressamente volti al risparmio e al contenimento energetico.
Utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura. In accordo con le normative comunitarie e nazionali, è obiettivo
dell’amministrazione la riduzione e la razionalizzazione dell’uso dei prodotti fitosanitari in agricoltura, nel rispetto
del diritto di impresa e in principio di precauzione.
Lo smaltimento dei rifiuti. Il Comune di Alano ha adottato il sistema di raccolta rifiuti porta a porta spinto dal
2011. Con il sistema di raccolta porta a porta si è inoltre potuto realizzare un incremento della qualità del diffe-
renziato e di conseguenza la parziale compensazione dei costi di raccolta. Il tutto ha portato al contenimento dei
costi complessivi del servizio, il quale grava, come prevede la legge, interamente sui cittadini.
IL TERRITORIO. Il nostro territorio: una risorsa da curare e promuovere. Nell’ambito della programmazione
territoriale, “UNITI PER ALANO” intende portare a termine il programma per la stesura del PAT (Piano di Assetto
del Territorio), strumento che si occupa della materia del governo del territorio, con riferimento all’urbanistica. Ci
impegniamo, compatibilmente con le risorse ed il personale a disposizione, a manutentare la viabilità del centro e
delle frazioni, anche in un’ottica di sicurezza stradale, a tal proposito si valuterà anche la posa di dissuasori in al-
cuni tratti che presentano traffico sostenuto e alla eliminazione delle barriere architettoniche sui marciapiedi dei
centri abitati. Alcuni tratti di muretti a secco, ormai dissestati, saranno oggetto di sistemazione/rifacimento, come
in alcuni tratti sarà rifatto il manto stradale.
IL MASSICCIO DEL GRAPPA. E’ in fase di revisione il Piano di Riassetto Forestale, strumento di gestione del
patrimonio silvo - pastorale. Ci impegniamo, nel corso della redazione, a coinvolgere tutti i soggetti interessati
con incontri tematici. Al fine di garantire a tutti l’accesso al patrimonio del Grappa, è necessario continuare a cu-
rare e mantenere in buono stato i sentieri, le strade silvo-pastorali e recuperare i manufatti presenti sul territorio.
Uniti per Alano intende accedere ai Fondi del piano di sviluppo rurale ed altri bandi per proseguire con la riqualifi-
cazione e recupero del territorio montano, (fondamentali sono le Associazioni che operano periodicamente con
sfalci e pulizie), garantire la manutenzione dei fabbricati delle ex malghe per un ampio utilizzo a fini turistici delle
stesse, in particolare il recupero della malga Doc per completare il rinnovamento di tutti gli stabili. Rivalorizzare il
patrimonio storico-naturalistico, promuovere la storia del Massiccio del Grappa e dei percorsi relativi alla Grande
Guerra ed inoltre realizzare manifestazioni sportive e culturali di vario genere. Promuovere un turismo che non
sia mordi e fuggi, sia responsabile, di qualità e di prossimità, con la creazione di pacchetti che incentivino la col-
laborazione tra le diverse realtà associative ed economiche della nostra comunità e a sensibilizzare i cittadini che
devono sentirsi protagonisti di un racconto diretto del territorio e divulgarlo attraverso il sito
www.terredelbassofeltrino.it.
7 SPECIALE ELEZIONI

IL MAB UNESCO. Il Comune di Alano ha aderito, insieme a 25 comuni afferenti al Massiccio del Grappa, al pro-
gramma Mab Unesco per la candidatura a Riserva della Biosfera “Monte Grappa”.
IL PIAVE. In collaborazione con le Associazioni del territorio, UNITI PER ALANO, si impegna a sollecitare gli Enti
superiori che hanno competenza sull’area, interventi di messa in sicurezza delle zone spondali e di sistemazione
delle scoperture dei pali di fondazione dei piloni del ponte.
LA PIAZZA. Alano a differenza di altre realtà non ha una piazza che sia centro di aggregazione e possa servire a
sede di manifestazioni ufficiali, l’amministrazione intende riproporre il concorso di idee per la riqualificazione di
Piazza Martiri.
Area EX-Eca. La nostra proposta per una definitiva sistemazione dell’area ex-eca è quella di realizzare un pro-
getto definitivo/esecutivo per il recupero funzionale dell’area (la porzione vicina alla Casa delle Associazioni). Ad
oggi è stato predisposto un progetto preliminare di sistemazione dell’area, con spazi dedicati alle manifestazioni
a disposizione per tutte le Associazioni. La nostra volontà è quella di revisionare il progetto in modo da creare
un’area funzionale dal duplice scopo: ricreativo con predisposizione di spazi per sagre, feste di paese e la predi-
sposizione di un eventuale campo di emergenza di Protezione Civile. Un’area quindi dal duplice scopo: a dispo-
sizione delle Associazioni in tempo di pace, pronta ad ogni evenienza in caso di calamità

Chi Siamo
IL CANDIDATO SINDACO BOGANA AMALIA SERENELLA (Al centro della foto)
63 anni, laureata, insegnante di lettere, neopensionata, da sempre impegnata nel mondo del sociale. Sindaco
uscente, Consigliere provinciale. (I consiglieri elencati secondo la posizione in foto, da sinistra)
LIDO BEINAT
62 anni, diplomato, pensio-
nato, attivo nel volontariato e
nella promozione della storia
della Grande Guerra, mem-
bro dell’Associazione Amici
del Museo, di cui è rappre-
sentante in Comune, amante
della montagna.
LUIGI SPADA
60 anni, laureato, direttore
tecnico presso un’azienda di
prodotti petroliferi, Vigile del
fuoco volontario, membro del-
la Protezione Civile, Consi-
gliere dell’Unione Montana
Feltrina, consigliere uscente.
ANGELO ZANCANER
53 anni, lavoratore interme-
dio, donatore di sangue,
sportivo, da anni organizzato-
re di eventi sportivi nel mondo dello sport, amante della montagna, vice-sindaco uscente.
MICHELA SIMIONI. 54 anni, diplomata, insegnante alla scuola primaria di Alano di Piave, attiva nel mondo del
volontariato.
NOVELLA CODEMO. 70 anni, laureata in Servizio Sociale, pensionata, ex dipendente ULSS 8. Assessore
uscente, membro dell’esecutivo nella conferenza dei sindaci dell’ULSS 1.
CARLO SOLDA’. 63 anni, diplomato, impiegato in una società di ingegneria, appassionato di moto e sci.
CELESTINA DALLA FAVERA. 66 anni, pensionata, attiva nella Protezione Civile e nel volontariato all’interno
della comunità di Fener.
ALEX GALLINA. 22 anni, studente universitario di Scienze Politiche, impegnato nel sociale, Vice-presidente del-
la pro-loco di Alano di Piave, animatore, appassionato di sport.
CLAUDIO DAL ZOTTO. 32 anni, laureato in Ingegneria Civile, libero professionista e collaboratore in uno studio
tecnico, donatore di sangue, appassionato di nuoto, impegnato in politica, assessore in Unione montana feltrina,
consigliere uscente.
INCONTRI CON LA POPOLAZIONE
 23 SETTEMBRE ore 18:00 – Piazza di Fener (in caso di maltempo Sala Teatro, con Green Pass)
 27 SETTEMBRE ore 20:30 – Bar Acli - Campo
 29 SETTEMBRE ore 18:00 – Parcheggio - Uson
 01 OTTOBRE ore 20:30 – Bar Ricci - Alano di Piave
8 ATTUALITÀ

Afghanistan 2021, per i Paesi occidentali


L’anno del brusco risveglio
di Cesare Turra
Non ricordo le immagini della ritirata degli Stati Uniti dal Vietnam, ma credo che le
scene apparse allora in televisione possano essere state simili a quelle che abbiamo
visto in questi giorni per gli americani e le altre forze occidentali che si ritiravano
dall’Afghanistan.
Operazione di ritiro avvenuta con successo, ha chiosato il Presidente Biden, ma le
parole non hanno cancellato il disagio che abbiamo provato di fronte alle immagini dei
disperati che tentavano di lasciare il Paese aggrappandosi al carrello degli aerei mili-
tari che decollavano, per poi lasciarsi cadere miseramente a terra, o di quei genitori
che cercavano di passare i propri figli ai soldati americani perché almeno loro, i loro figli, fossero portati in salvo
lontano da un regime che imporrà solo restrizioni e fanatismo.
E’ cambiato il modo di fare la guerra, si è giustificato il Presidente Biden, preannunciando che gli Stati Uniti sa-
ranno sempre più impegnati nelle battaglie che si combattono nello spazio virtuale dell’elettronica che sono altret-
tanto micidiali delle bombe fisiche, perché ormai siamo talmente dipendenti dall’elettronica che un’aggressione ai
sistemi informatici di un Paese lo può mettere in ginocchio al pari di un bombardamento, distruggendo la sua
economia, disattivando i sistemi di difesa militare, acquisendo dati strategici, cancellando o alterando tutte quelle
informazioni che sono poste alla base di una qualunque decisione politica, economica e sociale.
Tutto vero. Solo che questo non ci toglie da davanti gli occhi le immagini drammatiche che abbiamo visto, non
serve a rispondere alla domanda se non fosse stato possibile un diverso modo di ritirarsi più organizzato, più di-
sciplinato e, alla fine, più dignitoso.
In un periodo storico in cui già normalmente ci si interroga in Europa sull’accoglienza o meno dei migranti, se ri-
ceverli e come, vedere che Stati Uniti e Europa creano in medio oriente i presupposti per altre sofferenze, per al-
tre fughe di massa e, di conseguenza, per altri flussi d'immigrazione verso i Paesi europei, ci dà un profondo
senso di frustrazione e di impotenza. Con una aggravante:
“…per questi giovani, ragazze o l’Afghanistan è un Paese in cui circa un quarto di popolazione
ragazzi che siano, il risveglio alla è nata e cresciuta nell’illusione adombrata dalle forze ameri-
can-europee dell’esistenza di quei diritti di libertà, eguaglian-
realtà sarà particolarmente duro za, istruzione, autodeterminazione e democrazia che ora ca-
e doloroso…” dranno nel vuoto come un bel sogno colorato che si dissolve
alle prime luci dell’alba per lasciare spazio ad una tetra e
oscura realtà. Per questi giovani, ragazze o ragazzi che siano, il risveglio sarà particolarmente duro e doloroso,
perché si troveranno all’improvviso a vivere leggi, costumi, istruzione e abitudini che non sono quelli in cui sono
cresciuti.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, si sono resi conto che la democrazia non è una merce che si esporta, ma che è una
pianta che per maturare e dare frutti necessita di tanto tempo, tanta pazienza e tanta cura. Nei vent’anni rimasti
in Afghanistan si sono visti crescere i primi germogli, ma probabilmente erano necessari molti altri anni perché il
senso della libertà radicasse così profondamente in tutta la popolazione afgana da portarla a prendere in mano
le sorti del proprio Paese, anche militarmente, liberando così le forze straniere dall’onere che, lo riconosciamo, è
stato e sarebbe stato particolarmente pesante in termini di costi, impegno, vittime sul campo. Ma il risultato sa-
rebbe stato un Paese “amico” e forse anche politicamente stabile in un area che - da quanto ricordo - è sempre
stata particolarmente “calda”.
Per noi europei, poi, resta la tristezza di fondo che anche in questa occasione non si è vista la presenza di una
Unione europea con una politica e una strategia estera comune, andando come di consueto a traino di Stati Uniti
e NATO, senza essere particolarmente visibile nella gestione delle situazioni venutesi a creare: all’insegna del
motto “ognuno per sé e Dio con tutti”, che è ben lontano dai quei principi di unità non solo economica, ma anche
politica, sperata dai Padri fondatori settanta anni fa, ogni Paese europeo presente in Afghanistan ha dato
l’impressione di essersi arrangiato come meglio ha potuto, lasciando un Paese totalmente abbandonato a sé
stesso.
Abbandonate le armi, quanto meno quelle tradizionali, ora verrà il tempo della diplomazia e della negoziazione. A
noi non resta che sperare nell’intelligenza del nuovo potere al governo nel non volersi isolare completamente dal
mondo c.d. occidentale, ma non ne siamo per nulla convinti. Anche l’immediato riconoscimento del nuovo gover-
no da parte di Russia e Cina che intravedono nelle nuove sorti dell’Afghanistan un’opportunità di espansione del-
la propria influenza economica e politica, fa intravedere uno scenario politico per il medio oriente particolarmente
incerto e inquietante per il futuro.
9
10 CRONACA

Fener, chiuso lo storico negozio di alimentari


di Silvio Forcellini

Lo scorso 27 agosto ha chiuso a Fener il negozio di ali-


mentari di via Dante. Un esercizio storico, che negli anni
ha visto diverse gestioni: aperto dai F.lli Forcellini nella
prima metà del secolo scorso (prima i fratelli Leone e Sil-
vio, poi i loro figli Aldo, Armando, Aroldo e Guido), dal
1985 al 2006 è stato gestito da Guerrino Possa (che vi
aveva lavorato come dipendente dall’età di tredici anni), dal 2007 al 2018 da Gabriele Putton (che, come Guerri-
no, aveva iniziato a lavorarci dall'età di tredici anni), e poi, per un anno e mezzo, da Yolanda Valdemora, moglie
di Guerrino Possa, con la fondamentale collaborazione di Gabriele Putton. Rimasto chiuso solo poco più di due
settimane, il 18 agosto 2020 il negozio aveva riaperto i battenti con il nome “La bottega di Fabrizio e Sandra” e la
gestione di una coppia di Santa Giustina, Fabrizio e Sandra Carazzai, molto simpatici e disponibili e che si eran
fatti fin da subito ben volere dai clienti abituali. Ma anche alla luce del nuovo mega-insediamento commerciale
nel vicino paese di Pederobba, i coniugi Carazzai si son visti costretti a gettare definitivamente la spugna dopo
poco più di un anno, data l’esiguità della clientela locale, insufficiente per fronteggiare le spese. E così un altro
pezzo di storia del paese che se ne va, un altro servizio essenziale per la comunità (e soprattutto per la popola-
zione più anziana) che non c’è più…
Nella foto a destra: Guerrino Possa e Gabriele Putton, che in quel negozio hanno trascorso gran parte della loro
vita lavorativa; nella foto a sinistra: gli ultimi gestori del negozio, i coniugi Carazzai.

Grazie dalla famiglia di Eros


"Un GRAZIE infinitamente sentito dalla famiglia Dal Canton per la partecipazione dimostrata in ricordo di
Eros che ha comportato la raccolta di € 4.100,00 di offerte devolute all'Istituto Oncologico Veneto di
Padova e all'Associazione Mano Amica di Feltre."

Il Girasole
di Antonio e Renata
Quando si dice: avere il pollice verde!
Qualche seme caduto dalla gabbia del pa-
pagallino di casa ha fatto germogliare
questa grande pianta vicino alla veranda di
casa dei coniugi Remor, di Quero.
Una fioritura robusta e spettacolare, che
accoglieva i visitatori come uno splendido
raggio di… sole!
11

QUESTA ASSOCIAZIONE PRO LOCO HA BENEFICIATO

PROVINCIA COMUNE UNIONE PRO LOCO Consorzio Tutela MUSEO DEL PIAVE
DI UN CONTRIBUTO DEL CONSORZIO DEI COMUNI
DEL BACINO IMBRIFERO MONTANO DEL PIAVE

PATROCINIO DI BELLUNO DI QUERO VAS MONTANA FELTRINA CAORERA Zucca Santa Bellunese Vincenzo Colognese APPARTENENTI ALLA PROVINCIA DI BELLUNO
Caorera - Belluno - Dolomiti
REGIONE del VENETO

XXVI Sagra Zucca


Mostra Mercato della Zucca Santa Bellunese
e delle eccellenze della terra dell'artigianato locale Caorera 2021
Quero Vas - BL

Sabato 2 Domenica 3
Ottobre 2021 Ottobre 2021
Ore 10.00 Ore 8.00
Apertura
Apertura
Mostra Mercato
Mostra Mercato
Ore 12.00 Ore 10.30
Santa Messa
Apertura stand accompagnata dal coro
gastronomici con
Ore 11.00
Gnocchi, Crespelle, Intrattenimento con
Pasticio, Polenta e FRANCO BEL COSTANTIN
Goulash.
Dolci e gelato.
Ore 14.00
Intrattenimento con
SABRINA E LA SUA
FISARMONICA

Ore 12.00
Apertura cucina centrale
su capannone con
gnocchi, crespelle,
pasticcio e spiedo.
Cucina esterna sul parco
con tagliatelle, ravioli,
risotto, fiori di zucca
Ore 18.30 fritti, dolci e castagne
arroste.
Cena a base di
zucca e spiedo Ore 14.00
Ore 20.30 Continua
Musica e spettacolo l’intrattenimento con
con CRISTIAN GROUP Franco Bel Costantin
Vivaldo

Ore 15.00
Giochi per bambini
Ore 18.30
Cena a base di
zucca
ZUCCA SANTA BELLUNESE ISCRITTA ALL’ELENCO NAZIONALE
PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI

Stand con dolci, gelato, marmellata, sughi


tutti derivati della Zucca Santa Bellunese
Domenica in piazza ci sarà un percorso gastronomico con degustazione di piatti tipici quali dolci, gelato, pane a base di Zucca. Artigiani con dimostrazioni degli antichi mestieri
Visitate il Museo del Piave “Vincenzo Colognese” della Prima Guerra Mondiale 1914-1918 dove sono operative 5 postazioni di volo simulato multimediale
12 CRONACA

La morte
di Giacomo Rizzotto
(S.C.) Dopo breve malattia è deceduto nel mese di agosto Giacomo Rizzotto, classe
1943, residente a Uson di Alano di Piave. Persona stimata e benvoluta, prima della pen-
sione aveva lavorato a lungo all’IMA Ferroli di Colmirano. Alla famiglia le condoglianze
della Redazione.

Completata l’area verde a Cuniol


Sono stati completati i lavori nell’area verde in località Cuniol, voluti dall’amministrazione comunale di Alano e
volti all’abbellimento del territorio. Si ringrazia tutti coloro che si sono impegnati per la realizzazione della stessa.

Il mercatino
del Tornado
Vendo carrozzina
per persone con problemi di deambulazione.
Seduta cm. 46. Nuova. Tel. 347.0397844.
Vendo bici da corsa in ottime condizioni. Tel. 347.0397844.

COME ERAVAMO

Accadde vent’anni fa
a cura di Sandro Curto
Rivisitando i numeri del Tornado usciti nel settembre 2001 troviamo ampio spazio dedicato all’inaugurazione, nei
locali dell’ex scuola media di Alano, della mostra fotografica “Migrar - i sogni nella valigia” ideata e coordina-
ta dalla locale Famiglia Ex Emigranti con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale. A dare il loro saluto
sono intervenuti, nell’occasione, il presidente A.E.B. di Alano Bruno Campana, quello provinciale Gioacchino
Bratti, il sindaco Luigi Codemo, il presidente della provincia di Belluno Oscar De Bona, il consigliere regionale
Guido Trento e l’onorevole Maurizio Paniz. Le foto esposte coprono l’emigrazione del secolo appena terminato
con particolare spazio al dopoguerra e al lavoro in miniera.
Per quanto riguarda le notizie sportive Cristiano Mazzoni ci racconta della Piave Tegorzo ripartita, dopo la retro-
cessione in terza categoria, col nuovo allenatore Paolo Pocchetto, uno dei giocatori simbolo della società aven-
dovi militato fin dal 1991, anno della fondazione.
13 CRONACA

Alpini di Pederobba
In ricordo dei Caduti sul Monte Tomba
di Alessandro Bagatella
Il Primo Agosto duemilaventuno, rispettando la tradizione, gli Alpini di
Pederobba hanno ricordato i propri Caduti sul Monte Tomba. Causa le
restrizioni dovute all’attuale situazione di pandemia, le celebrazioni si sono
svolte in formato ridotto, ma questo non ha impedito al Gruppo Alpini di
commemorare i Caduti per la Patria.
Davanti al cippo che ricorda i Caduti è stata scoperta una nuova targa,
presentati gli onori militari, partecipe la banda cittadina di Pederobba, i
rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e diversi gagliardetti di
gruppi intervenuti in rappresentanza.
L’omelia è stata celebrata dal parroco don Giuseppe, appena rientrato
dalle missioni in paesi poveri e sempre in guerra.
Al termine una bicchierata in amicizia, consumata in tutta fretta per
l’incipiente temporale che incombeva, carico di acqua mista a grandine.

Lavori ferroviari senza sosta


di Alessandro Bagatella
La macchina che propongo in fo-
to, ripresa nei pressi della sta-
zione di Quero Vas durante i la-
vori del cantiere di elettrificazio-
ne della linea ferroviaria, sosti-
tuisce il lavoro di decine di per-
sone e risparmia numerose ore
di lavoro, accorciando i tempi di
esecuzione dell’opera. Il mac-
chinario sostituisce le traversine
sbloccandole dagli appositi fermi
e rimette le campate di binario.
La moderna tecnologia ha sosti-
tuito tanta manodopera per lavo-
ri che, forse, oggi non si trove-
rebbe per simili attività manuali.

Il registro del Monte Tomatico


di Alessandro Bagatella
Grazie al nostro “postino” Orazio Villabruna, è stato
recuperato il registro delle firme che metto a
disposizione degli escursioni in cima al Tomatico. Si
è riempito di tanti autografi, dediche ed espressioni
di gratitudine per la possibilità di godere di una bella
passeggiata e di un magnifico panorama da una
località molto suggestiva e relativamente facile da
raggiungere. Quest’anno non si contano scritte
irriverenti e tutti hanno usufruito con civiltà del
registro firme, strumento di condivisione dei propri sentimenti in vetta, dei propri ricordi
legati al Monte Tomatico. Ora c’è un nuovo registro per la nuova stagione e quello
vecchio lo consegnerò, come negli anni scorsi, alla sede del C.A.I. di Feltre.
14 CRONACA

E’ stato proposto dalle parrocchie di Alano e di Segusino

Il campo scuola 2021


Dal 17 al 24 luglio, un gruppo di 10 ragazzi dalla 1a alla 3a superiore
hanno partecipato al campo scuola che si è svolto nella Valle di La-
men, accompagnati da tre animatori e da Don Gabriele, parroco di Se-
gusino. È stata una settimana all’insegna dell’unione fraterna tra le par-
rocchie di Alano e Segusino, piccole realtà che dopo la pausa forzata,
causata dalla pandemia, volevano ricominciare, mettersi in gioco, vi-
vendo un TEMPO DI GRAZIA-KAIROS, filo conduttore di questo cam-
po scuola. Abbiamo chiesto ai ragazzi di spiegare alla comunità, cosa
ha rappresentato per loro quest’esperienza; lasciamo a loro la parola:
֎ “Per me il campo scuola è un posto dove imparare, sfogarsi, dove mi sento al sicuro”.
֎ “È un posto dove conoscere persone nuove che diventeranno prima amici e poi una famiglia, che si aiuta a vi-
cenda e c’è sempre, nei momenti belli e in quelli brutti”.
֎ “Riassumendo, per me il campo scuola è una cosa bellissima, senza la quale non sarei quello che sono.
֎ È una settimana ricca di emozioni, di condivisione, di crescita personale e di gruppo”.
֎ “Campo scuola è un momento magico dove fare nuove amicizie e maturare. Dove si valorizza lo spirito di
squadra e ci si stacca dalle famiglie e dalla tecnologia. Un posto dove si rinasce”.
֎ “È una bellissima esperienza che si vive in sette giorni, nella quale esprimere emozioni e sentimenti è
d’obbligo. È inoltre una grande opportunità per socializzare”.
֎ “È un’esperienza molto positiva e significativa ma anche divertente”.
֎ “Campo scuola significa nuove esperienze, nuovi amici e nuove emozioni, tutto racchiuso in un unico percor-
so”.
֎ “È un’occasione da non perdere perché si conoscono nuove persone e si imparano cose nuove che ti cambia-
no la vita”.
֎ “Il campo scuola è un’esperienza che bisogna provare almeno una volta. Si passa una settimana in compagnia
di amici, risate e attività stimolanti”.
Il campo scuola è la conclusione di un percorso educativo durato un anno e che proseguirà accompagnando
questi giovani ragazzi in un percorso di formazione vera e propria per diventare animatori. Non ci si improvvisa
animatori ma lo si diventa per passione, per fede, perché si desidera mettersi al servizio degli altri, volontaria-
mente, gratuitamente. Crediamo fortemente in questa realtà, che è stata messa a dura prova dalla pandemia, ma
questo campo scuola ci ha dato la spinta per ripartire, mettendoci in discussione e siamo pronti a rinnovare que-
sta realtà partendo dai giovani, i nostri giovani.
Gli educatori: Francesco, Claudia & Irene

con il prezioso contributo di: Denise, Elena, Giovanna, Alessandro C., Alessandro B., Davide, Tommaso, Marko,
Elia e Giuseppe.

Ringraziamo Don Gabriele, perché la sua presenza è stata preziosa, e Don Francesco, sempre disponibile con
tutti noi.
Un ringraziamento particolare va a Marcello: eletto Masterchef del campo scuola, valido ed importante aiuto per
noi educatori ed ottimo maestro di cucina per i ragazzi.
15 CRONACA

ASTERISCO

La pianta delle farfalle


di Alessandro Bagatella
Questo tipo di fiori un tempo si vedeva di color viola. Sono i cosid-
detti “poggia farfalle”. Ora ne abbiamo visti anche di colore bianco,
come quelli che vedete in fotografia, ripresi nell’area tra il Castello
di Quero Vas e l’abitato di Santa Maria. La natura ha infinite possi-
bilità di espressione e non smette mai di regalarci stupore.
Caratteristiche generali: La Buddleja è un arbusto caducifoglio a
rami arcuati Dimensioni medie : dai 2 ai 5 m. a seconda delle varie-
tà. Pianta originaria della Cina è stata importata in Europa nel 1893,
coltivata nei giardini e nei parchi è presto sfuggita alla coltura e sta
diventando un pianta invasiva, essa infatti si adatta facilmente ad
ogni tipo di suolo preferendo quello calcareo. Attualmente è comu-
ne in Europa dove cresce su dirupi e nei luoghi incolti, golene, rive
di fiumi e di laghi, radure forestali, scarpate ferroviarie, dalla pianura
fino a oltre 1300 m. Le foglie sono verde scuro, lanceolate e talvolta coperte da una peluria biancastra nella parte
inferiore. La buddleja fiorisce da fine giugno a fine ottobre/novembre. Può essere un punto di forte attrattiva se
utilizzata in macchia di più esemplari in un grande giardino oppure come esemplare unico, in un giardino di pic-
cole dimensioni, che le farfalle visiteranno sovente nelle ore più calde del giorno e al calar del sole. Questa parti-
colarità le fa derivare il nome volgare con cui la chiamano gli anglosassoni: Butterfly Bush (Arbusto delle Farfalle)
I fiori ermafroditi, attinomorfi, profumati, molto numerosi, sono riuniti in pannocchie apicali cilindriche lunghe 20-
50 cm. Ciascun fiore che può avere, a seconda delle varietà colorazioni dal rosa al viola scuro, e dal bianco al lil-
la, è formato un calice campanulato con sepali saldati più corti del tubo, una lunga corolla tubulosa terminante
con 4 lobi e una specie di occhio rossastro al centro e con 4 stami inseriti nel tubo. Hanno un lieve ma soave pro-
fumo che spazia dalla fragranza di vaniglia a quello di miele. Fiorisce sui rami dell'anno. La propagazione avvie-
ne per talee di legno semi-maturo lunghe 10-13cm. in luglio/agosto e si piantano in serra fredda in miscuglio di
torba e sabbia in parti uguali. Si mettono a dimora ad ottobre o a marzo dell'anno seguente. Si ottiene facilmente
anche da seme, in serra tiepida verso la fine dell'inverno. Tratto da: http://www.ilgiardinodegliangeli.net/
16 CENNI STORICI

Giacomo Casanova passò per Quero Vas?


di Cesare Turra
Tutti hanno sentito parlare di Giovanni Giacomo Casanova, il noto seduttore libertino veneziano
del ‘700. Quando Casanova - unico caso nella secolare storia della Repubblica veneta - riuscì a
fuggire tra la notte del 31 ottobre e il 1 novembre 1756 dal famoso e temutissimo carcere dei
Piombi di Venezia, si diresse verso Borgo Valsugana, allora posto sotto la giurisdizione del ve-
scovo di Trento, passando per Feltre. E’ dunque possibile che nel suo tragitto possa essere
passato anche per il basso feltrino, anche se, secondo lo stile letterario del grande seduttore,
poco propenso alla descrizione dei luoghi visitati e molto più dettagliato sulle vicende che lo vi-
dero per protagonista, non ci sono molti dettagli sulle località in cui ebbe modo di passare e fermarsi durante la
celebre fuga che lo rese noto e famoso presso tutte le corti d’Europa. Ricostruire il tragitto percorso durante la
fuga, dunque, è un’indagine che parte dai pochi riferimenti contenuti nei due testi scritti dallo stesso Casanova
sull’argomento (“Histoire de ma vie” - Storia della mia vita, e “Histoire de ma fuite des prison de la République de
Venise qu’on appelle les Plombs” - Fuga dai Piombi) e che dovrebbe con-
templare anche l’analisi di alcuni dati storici fondamentali come la viabilità
dell’epoca e la presenza delle famiglie nobili citate nei due resoconti nelle
zone interessate. Con i limiti dunque posti dalla sola lettura dei due testi
biografici e dalla consultazione della mappa delle zone, abbiamo cercato
di trarre alcune deduzioni che qui sotto illustriamo, rimanendo però aperti
anche al contributo dei nostri lettori, che invitiamo a partecipare a questo
interessante gioco di ricostruzione e a fornici eventuali dati storici in loro
possesso. Questo, in estrema sintesi, il resoconto di Casanova sui giorni
immediatamente successivi alla sua fuga dai Piombi: lasciata Venezia e
arrivato in gondola con il complice Balbi fino a Mestre, si dirige in carrozza a Treviso dove prenota una carrozza
per Conegliano, ma subito dopo dichiara che, a piedi:
“Uscii da Treviso per porta San Tomaso, camminando tranquillamente come chi se ne va a passeggio; e,
dopo aver percorso un miglio sulla strada maestra, mi inoltrai fra i campi, deciso a mantenermi alla mac-
chia fin quando non mi vedessi fuori del territorio della Repubblica. La via più breve sarebbe stata quella di
Bassano, ma io scelsi la più lunga (…), nessuno avrebbe immaginato che per evadere dallo Stato io bat-
tessi la via di Feltre, la più lunga cioè fra quante conducevano nella giurisdizione del vescovo di Trento”.
Lungo il percorso i due fuggitivi decidono di separarsi per non dare nell’occhio e aumentare così la possibilità di
successo della fuga: Balbi dovrà raggiungere Borgo Valsugana passando per il bosco del Montello, ritenuta la
via più facile e più breve, Casanova invece per le montagne in direzione di Feltre, cammino più aspro e più lun-
go. Non è facile stabilire dove si trovassero nel momento in cui si accordarono, salvo che Casanova parla di una
sosta effettuata dopo tre ore di marcia da Treviso. Dovendo il Balbi passare per il bosco del Montello e riportando
Casanova subito dopo che avrebbe dovuto “passare due fiumi” (due fiumi distinti o passare due volte lo stesso
fiume, recandosi magari prima sulla sinistra Piave per poi ritornare sulla destra Piave?), è possibile ipotizzare che
si trovassero sulla destra Piave indicativamente nella zona tra l’odierna Nervesa della Battaglia e Spresiano an-
che se poi nei due testi si accenna ad un solo attraversamento di fiume, il giorno precedente il suo arrivo a Feltre.
Divisosi dal Balbi, Casanova prosegue la sua fuga e “scorto poco lungi un pastore che guidava un piccolo gregge
su per la collina, pensai di chiedergli le informazioni che m’erano necessarie. - ‘Amico’ - gli domandai - ‘che nome
ha questo luogo?’ - ‘Valdobbiadene, signore’. Ne fui sorpreso; avevo fatto più cammino di quanto ritenessi.” Nel
testo della Fuga dai Piombi, invece, si riporta lo stesso fatto, ma si indica una diversa località: “Su una collinetta,
a cinquanta passi da me, vidi un pastore che conduceva un gregge di dieci o dodici pecore e mi rivolsi a lui per
chiedergli le necessarie informazioni. Mi disse che quella località era val di Piadena ed io rimasi sorpreso della
distanza percorsa”. Da una veloce ricerca effettuata su internet, non ho trovato tra Conegliano e Valdobbiadene
una località che si chiama “val di Piadena” né ho memoria di averla mai vista girando in auto. Quindi potrebbe
essere un refuso dovuto all’assonanza di Val di Piadena con Valdobbiadene, corretto poi dallo stesso Casanova
nel successivo testo della Storia della mia vita, di molti anni successiva rispetto al testo della Fuga dai Piombi. In
ogni caso, se si trattava realmente di Valdobbiadene, l’incontro dovette avvenire ai suoi estremi confini, in una
zona posta tra la collina e la pianura, perché immediatamente dopo vengono raccontati tre interessanti episodi
che, con una approfondita ricerca storica, consentirebbero di individuare la giusta collocazione geografica del
percorso di Casanova prima di arrivare a Feltre. Il primo episodio riporta la beffa che un impudente Casanova fa
al Capitano di Campagna, cioè al capo degli sbirri: mentre quest’ultimo è assente per qualche giorno alla ricerca
del fuggitivo, Casanova si presenta in casa del capitano e, approfittando di un malinteso, convince la moglie a of-
frirgli la cena, a prestargli le cure per le ferite riportate lungo la fuga e ad ospitarlo per la notte. Il secondo episo-
dio racconta dell’incontro di Casanova in una chiesina con il nobile Marcantonio Grimani, nipote dell’inquisitore
di Stato, e la moglie Maria Pisani, che gli rifiutano l’assistenza richiesta. Il terzo episodio vede invece Casanova
ospite in casa di un tale Rombenchi, in quel momento assente da casa perché “andato a un matrimonio sull’altra
sponda del fiume e che avrebbe passato la notte fuori”. Alcuni autori ritengono che si possa trattare di Gabriele
Rombenchi, che aveva l’incarico di console del re di Napoli a Venezia. “Dopo un eccellente sonno di undici ore,
17 CENNI STORICI

partii nuovamente e attraversai il fiume, dicendo che avrei pagato il traghetto al ritorno” (1). Dopo un ulteriore
cammino di cinque ore si ferma a mangiare presso un convento di Cappuccini; prima del tramonto entra in ca-
sa di un conoscente che ritiene essere un amico, ma che lo respinge in malo modo per paura delle ritorsioni del
Tribunale dell’inquisizione, e quindi, dopo un cammino di altre due ore, si ferma a mangiare e a dormire nella ca-
sa dei contadini del luogo in cui si trova. Il mattino dopo, Casanova fa comprare dal contadino presso cui ha pas-
sato la notte “una vecchia finanziera azzurra, di grosso panno, appartenente al curato. Gliela pagai due zecchini
e me ne andai. A Feltre poi acquistai un paio di scarpe , e a cavallo di un asino passai la bicocca detta la Scala”
che corrisponde alle odierne scale di Primolano dove allora era collocato il confine della Repubblica di Venezia.
La sintesi descrittiva e la mancanza di indicazione delle ore percorse come avvenuto durante il racconto della fu-
ga, fa ritenere che la casa dei contadini in cui Casanova ha dormito non fosse molto lontana da Feltre, ma anche
in questo caso è difficile individuare il luogo preciso che però, se la cronistoria del racconto dello stesso Casano-
va è corretta, dovrebbe trovarsi collocato nelle zone, intese in senso sufficientemente ampio, tra Valdobbiadene
e Feltre. Se l’indicazione di Valdobbiadene riportata dal Casanova come località in cui incontrò il pastore è corret-
ta, è molto probabile che per arrivare poi a Feltre Casanova sia passato per il basso feltrino e dunque per
l’odierna Quero Vas, non avendo rilevato sulla mappa altri passaggi che - a nostro parere - possano essere age-
voli ad una veloce fuga verso Feltre come, per esempio, il passo San Boldo per scendere poi a Trichiana, tragitti
che sarebbero stati particolarmente lunghi e difficoltosi anche per gli abiti inadatti indossati dal fuggitivo, del tutto
inidonei a percorrere i sentieri di montagna, come conferma lo stesso Casanova quando, guardandosi, nota co-
me fossero del tutto sgualcite quelle “scarpine sottili fatte soltanto per camminare sul bel selciato di Venezia”,
tant’è che arrivato a Feltre non può fare a meno di comprarsi delle nuove scarpe più adatte alle strade che deve
percorrere per la fuga. Studiando la mappa del territorio, e tenendo presente il riferimento al passaggio di “due
fiumi”, si può ipotizzare che dalla località in cui si separò dal suo compagno di fuga Balbi, un primo passaggio del
Piave possa essere stato fatto nella zona di Susegana e che poi il Casanova abbia proseguire a nord verso le
zone delle odierne Pieve di Soligo e Follina, ed entrare quindi nel territorio di Valdobbiadene come indicato nelle
due biografie.
Bibliografia: Giacomo Casanova, Fuga dai Piombi. Il duello, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, 1989
Giacomo Casanova, Storia della mia vita, volume quarto, Dall’Oglio Editore
(1) Sul tema dei traghetti sul Piave, si veda l’interessante articolo di Loris Curto riportato qui sotto: “I traghetti sul Piave”.

I traghetti sul Piave


di Loris Curto
I servizi di traghetto sul Piave erano anticamente attivi in molte località lungo il corso del fiume. In provincia di
Belluno ricordiamo quello fra Salzan di Santa Giustina e la frazione di Nave a Mel, quello di Trichiana e quello di
Caorera. Nel trevigiano si è anche conservata una filastrocca popolare che faceva riferimento ai traghettatori del-
la zona in concorrenza fra loro:
“O Signor da Vidor ciolé la barca e vegneme cior, che quel da Bigolin l’è massa picenin, quel da Zian l’é n
poro can, de quel de Onigo no me fido e quel da Col nol me vol”
O Signor da Vidor prendete la barca e venitemi a prendere, perché quello di Bigolino è troppo piccolino,
quello di Ciano è un poveraccio, di quello di Onigo non mi fido e quello di Covolo non mi vuole.
Su una parete del Centro Polifunzionale Comunale di Vidor, si può ammirare un affresco, opera di Aldo Rebuli,
che raffigura l’attività del traghetto. A Falzè di Piave, in località Passo Barca, il traghetto rimase attivo fino al
1970. A Madorbo, località di Cimadolmo, il traghetto era in funzione fin dall’epoca romana. Il termine Madorbo
deriverebbe da “Maedim Urbis”, ovvero città di mezzo, in quanto il luogo era a metà strada fra Tarvisium (Trevi-
so) e Opitergium (Oderzo). Il traghetto cessò la sua attività nel 1966, quando fu costruito il ponte a Cimaldomo.
L’ultima traghettatrice fu Dilva Gaiotto che ha anche ispirato un romanzo alla scrittrice Alessandra Jesi Soligoni:
“Ines del traghetto”. Nel libro è narrata la storia di Ines, la giovane traghettatrice che nella
sua attività vive in armonia con la natura ed in simbiosi col fiume finché la costruzione del
ponte cambierà completamente la sua vita.
18 LETTERE AL TORNADO

Memorie di Carlo Resegati


a cura di Claudia Veronese
Quest'anno mio nonno Carlo Resegati avrebbe compiuto cento anni. Sono passati ben ottant'anni dalle vicende
di guerra che lo hanno condotto, con il Settimo Reggimento Bersaglieri, prima nel deserto libico, poi nel Sud
Africa, fino agli Stati Uniti d'America. Ben prima dell'8 Settembre, mio nonno aveva infatti deciso di collaborare
con le forze statunitensi. Questo ha comportato per lui qualche vantaggio durante la prigionia, ma anche qualche
rischio, essendo l'esito della guerra ancora incerto. Anche il fratello Antonio ha fatto una scelta analoga, pagando
con la vita nel 1944, ucciso con due compagni di Vas; ha ottenuto la Croce al Merito di Guerra per attività
partigiana. Ho deciso di copiare queste pagine da lui scritte e di realizzare il suo volere di pubblicare alcune sue
memorie, per dare modo alle persone che lo conoscevano di ricordarlo, e alle persone che non lo hanno
conosciuto di avere una sua testimonianza. Quanto scritto è stato il più possibile da me verificato con documenti
e da mie ricerche personali. Ringrazio la redazione de “Il Tornado” per aver dato spazio a queste righe e per il
prezioso supporto.
La mia famiglia prima della guerra era composta di sette fratelli [oltre a
Carlo sono Antonio – morto nel 1944 –, Antonia, Paolina, Giovanna,
Emilia, Lodovico], tre maschi e quattro femmine, tutti sani. Mio fratello,
il più vecchio dei maschi, della classe 1916, fu richiamato alle armi di
stanza al Distretto Militare di Belluno. Il 6 gennaio 1941 venivo
chiamato di leva anch'io. Non sapevo ancora quale fosse la mia
destinazione, ma di primo mattino quando giunsi al Distretto di
Belluno, mio fratello Antonio Resegati mi venne incontro e mi disse
che ero destinato al 7° Reggimento Bersaglieri, e mi disse ancora Sei
un bel Bersagliere, ma se vuoi c'è un altro posto dove potresti essere
ugualmente abile”. Ma io, orgoglioso del Corpo che mi avevano
assegnato, gli ho risposto di lasciare il destino al suo corso. Le ultime
parole che udii mio fratello dire sono: ”Fai il tuo dovere, e stai attento
che siamo in guerra”. Mi scrisse a Bolzano, dove io ero stato
destinato. Ho visto mio fratello ancora per poche ore a Strigno, dove il
mio Battaglione di Complemento del Settimo Reggimento Bersaglieri
completava le grandi manovre sul Monte Ortigara e nella Valsugana.
Poco tempo dopo partii, non avevo ancora vent'anni e mi trovavo in Africa. Tripoli, il battesimo del fuoco nemico:
appena sbarcati, ancora nel lungomare i caccia nemici seminavano la morte tra i miei compagni, e da quel giorno
il mio spirito si rinforzava sempre di più. Ero nei fortini di Tobruk, non so di preciso la zona, ma so che dove stavo
io era il fortino R.7. Dentro c'era il comando della Settima Compagnia, comandata dal Capitano Luigi Rubagotti. Il
fortino era composto di tre piazzole di mitraglia e una piazzola anticarro 47/32. Io ero nella piazzola di mitraglia,
essendo porta-arma mitragliere. Il fortino è stato colpito più volte. Il rancio ci era portato una volta al giorno, alle
ore 11 di notte. La nostra camionetta veniva adagio fino a qualche centinaio di metri dal fortino, scaricava le
marmitte in fretta e caricava i vuoti, ma ogni sera caricava anche i cadaveri dei miei compagni, che venivano
trasportati indietro con quel solo mezzo e sempre a quel solito orario.
Negli ultimi giorni il nostro Capitano veniva rimpiazzato: Luigi Rubagotti quella sera piangeva, era un po' anziano
e stanco. La sua fierezza, quando per la prima volta lo vidi dove noi di Complemento abbiamo raggiunto il
Reggimento, si era un po' affievolita. Ci salutò tutti e se ne andò, e non lo vidi più. Aveva due nomi che chiamava
tutta la notte: [Giovanni] Dal Canton e il mio. A me diceva: ”Stai attento Resegati”, la piazzola di punta era la mia
con la Breda; e Dal Canton perché era porta ordini. Il nostro comandante fu rimpiazzato dal Tenente Zichillo, ma
pochi giorni dopo lasciavamo il fortino: il combattimento ora era all'aperto e in tutte le direzioni.
Otto o dieci giorni, non ricordo con esattezza, ma dopo seguirono durissimi giorni di scontri con il nemico
all'aperto e con poca acqua. Con tutte le macchine ferme, la prima cosa era di guardare il radiatore se aveva
ancora acqua, per potersi bagnare le labbra che ormai erano gonfie. Ricordo ancora quell'ultima mattina, ci
eravamo raggruppati e avevamo formato una piccola difesa con buche nella sabbia. Lo sfinimento era al suo
limite massimo. Un Tenente, il signor Pappadia, mi disse di fare la buca più grande perché voleva stare vicino a
me con la mitragliatrice, ma siamo stati ancora per qualche ora assieme.
Poche ore dopo si faceva l'alba e con i primi bagliori la battaglia cominciò. Ormai venivano da tutte le direzioni
con autoblindo e carri armati leggeri. Negli ultimi momenti ricordo un autoblindo davanti a noi: faceva a zig zag e
nella torretta un soldato nemico con un portavoce gridava: ”Arrendetevi, siete circondati”. Ancora pochi spari da
parte nostra, il nemico si riavvicinò e le batterie dietro di noi ormai sparavano sopra di noi: erano mortai d'assalto
tedeschi. È stato un disastro, mi sentivo sollevare, sbattere di qua e di là nella sabbia.
Io mi risvegliai, e la prima cosa che mi ricordo sono i reticolati del Campo Satellite, dove tanti erano curati. Non
parlavo, ma avevo lo stesso tanti amici che mi aiutavano e ho cominciato a comprendere e ricordare qualche
cosa. Non so quanto lungo fu il periodo trascorso in Egitto, so che ho anche scritto a casa mia, dove mi
credevano ormai morto. Un compagno del mio paese aveva scritto a sua madre che io sicuramente ero stato
colpito in pieno, quella mattina del 16 dicembre 1941. A casa mia avevano ricevuto uno scritto dove informavano
19 LETTERE AL TORNADO

che io ero disperso. Tutti qui a Quero mi hanno pianto per morto. Quei mesi non so ancora come li abbia passati,
solo quelli che mi erano vicino possono dirlo. Ricordavo che ci fecero imbarcare per il Sud Africa, allora ero
rimesso in sesto abbastanza bene. Nel Sud Africa stavo abbastanza bene, sempre aiutato da amici come il
Sergente di Marina Capo Cannoniere Pratella e il Sergente Mario Motis: mi hanno aiutato a comprendere che ero
ancora vivo. Mi imbarcarono a Città Del Capo per poi sbarcare in America del Nord, a New York, destinazione
Florence, Arizona.
Comincio a perdere il poco di controllo, e sono caduto nel sonno e ancora non so cosa sia successo. Io non
posso sapere, ma quello di cui sono certo, e lo dirò sempre, è che gli Americani mi hanno curato bene, e devo a
loro se io ancora oggi posso scrivere e pensare, non perfettamente ma abbastanza. Solo guardando queste
cartelle degli ospedali americani mi faccio un'idea di come io sia stato ridotto in quei periodi. Ricordo dei
lunghissimi viaggi e si può vedere dall'Arizona a El Paso in Texas, dal Texas a Long Island, New York. Ricordo
che nell'ultimo ospedale di fianco alla mia stanza c'era un nostro Generale, credo sia stato Bergonzoli, decorato
con due stelle. Aveva un bel pizzo di barba, voleva che io mi mettessi la sua divisa e ricordo che mi guardava,
ma piangeva sempre. [Non è chiaro se un prigioniero non collaboratore come Bergonzoli e un collaboratore
come Carlo potessero avere contatti, seppur in ospedale militare; i periodi della loro permanenza a Long Island
però sembrano coincidere]. Confusi e lunghi mesi ho trascorso così fino al giorno del rimpatrio. Dissi che a
qualunque costo dovevo arrivare a casa, e ci sono arrivato.
Al mio ritorno, dopo quasi cinque anni di assenza da casa mia, ho saputo che mio
fratello era caduto. Era stato in Jugoslavia con i Carabinieri Ausiliari e, tornato in Patria,
si è arruolato volontario nelle fila partigiane. Io non so spiegare molte cose di lui, so solo
che non c'è più.
Non volevo saperne di niente, per qualche tempo stavo sempre solo. La brutta sorte
che era toccata a mio fratello mi aveva nuovamente scosso, non lo avevo mai saputo
prima. La mia casa era ridotta malamente, ho cercato di dimenticare, di non pensare e
nascondere a tutti quello che mi era successo. Mi hanno chiamato a visite di controllo e
dicevo sempre che stavo bene, purché mi lasciassero andare a casa. Ho cominciato a
lavorare dopo quasi un anno dal rimpatrio nella Cartiera Zuliani a Vas, dove lavoravo
prima della partenza. Mi sentivo di poter lavorare e ho lavorato sempre. Sono sposato e
con tre bambine, e vivo in casa con mio Padre. Il fratello più giovane, della classe del
'31, è partito anche lui per l'Australia, dove è tutt'ora sposato. Le mie sorelle sono tutte
sposate, ma lontane. La mia famiglia, un tempo invidiabile, ora è distrutta anche da
tante avversità della guerra.
Se leggete tutte queste cose che ho scritto, non ridete: sono tutte parole di una piccola
parte della mia vita.
Carlo Resegati è nato a Quero il 16 novembre 1921. Viene arruolato nel Settimo
Reggimento Bersaglieri, e impiegato nella postazione di mitragliatrice presso Tobruk.
Antonio Resegati, Non si sa in quale battaglia Carlo sia stato catturato, ma la data è il 16 dicembre 1941,
morto nel 1944 sempre nei pressi di Tobruk. Ferito e privo di sensi, viene fatto prigioniero e, dopo la
permanenza in Egitto nel Campo Satellite, viene imbarcato per Durban verso Città Del Capo, in Sud Africa, dove
viene poi condotto al Campo per prigionieri di guerra di Zonderwater, vicino a Pretoria. Questo campo di
concentramento ospitava oltre 100.000 prigionieri, perlopiù di origine italiana. Trascorre un periodo nell'ospedale,
fornito di materiale medico dalla Croce Rossa Internazionale e con medici di eccellenza. Viene poi impiegato in
lavori forestali in un'area al di fuori del Campo. Decide di collaborare con le forze americane e il 10 aprile 1943
viene imbarcato per gli Stati Uniti d'America. La nave è la Queen Elizabeth, che facendo sosta a Rio De Janeiro
giunge a New York. Dapprima a Camp Florence, in Arizona, viene poi trasferito in varie destinazioni, fino ad
arrivare a Long Island, da dove viene rimpatriato a Napoli nel 1946. È stato parte dell'Associazione Nazionale
Bersaglieri e dell'Associazione Invalidi e Mutilati di Guerra.
Si legga anche l'articolo, reperibile in internet: https://www.ilpost.it/2010/06/15/i-diavoli-di-zonderwater/ sulle
attività sportive nel campo di concentramento di Zonderwater, tratte dal libro: "I diavoli di Zonderwater".
CRONACA

Laurea in Gestione Aziendale


per Walter Rizzotto
Lo scorso 20 luglio Walter Rizzotto, di Alano di Piave, ha conseguito la Laurea
Triennale in Gestione Aziendale presso il Dipartimento di Economia e Management
dell’Università di Trento.
Walter ha discusso la tesi dal titolo: “La Telemedicina nel SSN: rischi e benefici”.
Si congratulano con lui, orgogliosi e felici, i genitori Mauro e Ornella, il fratello Brando,
i parenti e gli amici, che a Walter augurano un futuro pieno di soddisfazioni.
20 LETTERE AL TORNADO

Vaccino sì - Vaccino no
di Angelo Ceccotto
Ma perché dovrei vaccinarmi? Domanda legittima, come è legittimo chiedersi: perché non vaccinarsi?
Questa questione è all’ordine del giorno dove c’è chi si diverte a creare confusione e dove l’intransigenza alle re-
gole diviene una sfida. A mio parere è un dovere civico e morale vaccinarsi senza la ricerca d’incertezze, di cavilli
ideologici, d’interesse politico o economico. Con questo il problema è risolto? No! Ci sono problematiche diverse:
c’è chi per diverse patologie è nell’impossibilità di vaccinarsi, come pure i bambini di una determinata età, e c’è
chi giustamente fa previsioni su quale prospettiva futura si nasconde dietro questo vaccino. Domande e risposte
a cui oggi la scienza trova difficoltà nel dare certezze per il futuro. Il dilemma sta nel vedere a ferragosto il virus
che si espande velocemente come l’estate scorsa in occasione delle ferie quando la gente, considerandosi libe-
ra, incorre nella fatalità dell’infezione. Vistosa è l’imprudenza tra la gente, quanta “faciloneria”, specie tra i giovani
che si pavoneggiano senza mascherina per le piazze e gli ambienti commerciali infrangendo la normativa di por-
tare la mascherina in modo corretto in zone ben definite. Non mancano le strategie di contestazione nelle piazze
sollecitate da partiti i quali, sull’onda di presunte incertezze e fanatismo, cercano voti in nome della libertà.
Ma quale libertà? Non credo sia libertà l’occasione di scontri con la violenza, una violenza creata da idee mal-
sane o mal informate, quantomeno quella di cavalcare una presunta convinzione d’essere immuni al virus. La li-
bertà non è un privilegio personale che permette incoscientemente di far quel che si vuole. Se questa è convin-
zione di libertà, lasceremo sicuramente in eredità ai nostri figli un pesante macigno sulle loro spalle.
Libertà è quando ognuno è libero dentro le regole democratiche e non danneggia gli altri come previsto
dalla nostra Costituzione. Allora, come risolvere quest’ondata di contraddizioni? Il fatto sta che ci sono molte
ragioni da ambo le parti, ma se vogliamo uscirne, dobbiamo porci un po’ di fiducia altrimenti incorreremo negli
estremi già visti, di camion militari carichi di salme, forse morti in mancanza di un vaccino. Ora, vista
quest’opportunità vaccinale che impedisce l’espandersi dei contagi, va auspicato che ognuno operi secondo co-
scienza, ma attenzione: se infetto, non è concesso espandere il Covid per una convinzione personale togliendo
la libertà e provocando drammatiche conseguenze ad altri. Parlando con un padre di famiglia - no vaccino - gli ho
posto questa domanda: se malauguratamente fossi portatore del virus, entrando in casa e salutando affettuosa-
mente i tuoi genitori, o dando l’amorevole bacio a tua moglie e ai tuoi figli infettandoli, auspicando di non avere
drammatiche conseguenze, ma se malauguratamente succedesse l’urgente ricovero e accadesse il dramma di
un decesso di uno di loro, con quale coscienza affronteresti il caso nel quotidiano e per tutta la vita? Sentiamo
che gli odierni ricoveri sono per il 95% di quanti non hanno inteso vaccinarsi. Orbene, per rispetto e giustizia al-
trui, a costoro farei pagare tutte le spese ospedaliere e derivati, giustificando quella democrazia e libertà tanto in-
vocata…

Riceviamo e pubblichiamo la poesia che la nostra abbonata Maria Biz ha dedicato - nel secondo anniversario
della morte - a Roberto Spada “Tabarìn” (1° novembre 1956 - 2 settembre 2019), personaggio molto conosciuto
in loco anche per il suo lavoro di postino.

“Roberto Spada” (per Lucia)


di Maria Biz
Sono stato il portalettere / in tutto il comune / di Alano di Piave e limitrofi. / Porta per porta, /
pioggia, neve e vento, / senza smettere mai un momento. / Di notizie portavo alla gente /
ogni giorno immancabilmente, / buone o cattive, ma sempre vive. / La speranza era viva in
me / di arrivare all’età della pensione. / Ma il destino ha giocato l’ultima carta. / Quasi alla
pensione, / una brutta malattia mi aveva colpito / senza darmi l’invito. / Anno dopo anno... / la
sofferenza è stata straziante / senza darmi tregua ogni istante. / L’unica cosa bella che la
mia famiglia / e la cara moglie Lucia, con il loro aiuto, / mi hanno sempre dato speranza e al-
legria. / I cari nipotini tanto li ho amati / e quanto dal cielo saranno ricordati. / Lo so che i miei
cari / mi sono sempre stati vicino, / durante la mia malattia / nascondevano bene il loro dolo-
re, / vedendomi giorno dopo giorno soffrire, calcolando il poco tempo / che mi rimaneva pri-
ma di morire. / Quanto ho supplicato la SS. Vergine Maria, / il figlio suo Gesù, / di lasciarmi un altro po' in terra
quaggiù, / per un po’ di sollievo, di refrigerio e armonia, / per restare con la cara moglie Lucia. / Passeranno gior-
ni e notti insonni, / io sarò sempre al tuo fianco, / mia adorata… / Sappi che nella vita ti ho sempre tanto amata. /
Non piangere la mia scomparsa, / con voi sempre sarò, anche se non mi vedete. / Dal cielo veglierò il vostro
cammino, / finché Dio lo vorrà e poi un lontano giorno / essere ancora felicemente assieme / per tutta l’eternità.

Juventus Club Quero Vas “Fino alla Fine”


Aperto il tesseramento 2021/2022
info@juventusclubquerovas.it – Gloria: +39 339 7939677
21 CRONACA

Sentieri di montagna di Vas e Scalon


di Patrizia Fregona
Da qualche giorno si possono notare in piazza a Vas e a Scalon dei nuovissimi pannelli che illustrano alcuni
sentieri della zona. L'idea è partita da Virginio De Biasi
proprietario dell'Osteria Centralino, visto che spesso i suoi
clienti chiedevano informazioni riguardanti l'esistenza,
l'agibilità, la lunghezza, la difficoltà dei sentieri del posto.
Virginio ne ha parlato con Romeo Mazzalovo capogruppo
degli Alpini di Vas, il quale si è immediatamente attivato per la
realizzazione di un tabellone che contenesse tutte queste
informazioni. In appena tre mesi i pannelli sono stati
predisposti. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione
di tante persone che hanno preso a cuore questa iniziativa: il
Gruppo Alpini di Vas con Lorenzo Zuccolotto che ha costruito
la struttura in ferro, Beatrice Mazzalovo che si è occupata del
progetto grafico utilizzando le foto scattate da Roberto
Sudiero, Cristian Corrà che ha curato la parte burocratica e
l'Osteria Centralino, le Bollicine caffetteria, la Locanda Solagna, Vini Biasiotto e il Comune di Quero Vas che
hanno contribuito economicamente. ll pannello illustra, prendendo come base la cartina Tabacco numero 68,
cinque percorsi di diversa difficoltà che sulla mappa sono contraddistinti da un colore con le indicazioni della
durata e del dislivello. Di seguito una sintesi per ognuno:
Anello rosso: parte da Scalon e raggiunge la cima della Miliana e prosegue fino a Vas (6 ore circa,
dislivello 850 m.)
Anello verde: da Vas a Casere Pra passando per la Croera (5 ore circa, dislivello 665 m.)
Anello giallo: da Vas a Casere Pra passando dal Castelir (3 ore circa dislivello 470 m.)
Anello blu: da Vas al Castelir fino alla Masiera (1.30 ore circa, dislivello 250 m.)
Anello rosa: da Vas passando per il Cargador (1.30 ore circa, dislivello 250 m.)
Ciascun sentiero offre all'escursionista che lo
percorre un'ampia veduta sulle Vette Feltrine, sulla
pianura e, con il cielo terso, anche sulla laguna di
Venezia. Vanno affrontati con attrezzatura da
montagna adeguata, valutando anche le proprie
capacità ed i propri limiti. Il Gruppo Alpini di Vas ha
sempre avuto cura dei percorsi della montagna
locale, approfittando delle giornate di addestramento
per la Protezione Civile, ne sono stati puliti numerosi
in questi ultimi 20 anni. Purtroppo la vegetazione si
riappropria velocemente dei suoi spazi e i percorsi
vanno manutentati continuamente; attualmente se
ne occupano gli alpini, Beppe Dallo e alcuni
volontari. La speranza è di vedere sempre più
persone lungo questi antichi camminamenti, utilizzati
un tempo dai nostri nonni per raggiungere le loro
coltivazioni agricole.
Buone escursioni a tutti!
In foto: All’inizio, il cartello a Vas. Qui sopra: a Scalon, da Sx. Lorenzo Zucccolotto e Mazzalovo Romeo

Laurea in Commercio Estero per Elisa Rosa


Il 22 luglio Elisa Rosa, di Quero, si è laureata alla triennale in Commercio Estero e
Turismo (curriculum Commercio Estero) presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Elisa
ha concluso il suo percorso con un ottimo risultato, discutendo una tesi dal titolo
"L’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria: prospettiva internazionale ed effetti
sulle decisioni economiche”.
Ciò ha ricompensato il suo impegno, da sempre costante e proficuo, nello studio.
Si congratulano con Elisa i genitori Elena e Massimo, la sorella Valentina, i nonni e gli zii
augurando un futuro ricco di soddisfazioni, sia per la prosecuzione della sua carriera
universitaria, sia in ambito lavorativo.
22 CRONACA

Pillole di Scienza&Tecnologia
Fabrizio Bernardi a “SuperQuark”
di Tristano Dal Canton, con il contributo grafico di Roberto Dal Zotto e Mauro Mazzocco
E non si ferma il viaggio “stellare” di Fabrizio
Bernardi, astronomo querese impegnato nel calcolo
di traiettorie di oggetti celesti. Il 25 agosto egli è stato
ospite del noto programma del quasi centenario
Piero Angela “Superquark”, intervistato da Lorenzo
Pinna, giornalista e divulgatore scientico collaboratore del pluridecennale
programma su RAI1. Il servizio riguardava la missione HERA dell’ESA, fatta in
collaborazione con la NASA per un esperimento di deflessione del satellite di un
asteroide. Hera – che prende il nome dalla dea greca del matrimonio – sarà
dunque la prima sonda dell'umanità ad incontrarsi con un sistema di asteroidi
binari, una classe poco conosciuta ma che costituisce circa il 15% di tutti gli
asteroidi ad oggi catalogati. Hera è il contributo europeo ad una collaborazione
internazionale a doppio veicolo spaziale: la NASA effettuerà prima un impatto
cinetico sul più piccolo dei due corpi, quindi Hera seguirà con un dettagliato
sondaggio post-impatto
che trasformerà questo
esperimento su larga scala
in una possibile tecnica di
difesa planetaria. In questa intervista di Superquark si è
parlato anche in generale del problema degli asteroidi
pericolosi e di cosa si sta facendo per risolverlo. In questo
contesto l'Italia è un eccellenza mondiale, è proprio qui,
infatti, che è nato il primo servizio al mondo per il
monitoraggio degli asteroidi: si chiama NEODyS e viene
fornito a Pisa; il responsabile di questo servizio è proprio
Fabrizio Bernardi e l’azienda da lui cofondata SpaceDys
(di cui abbiamo parlato in un numero precedente). La
sonda salperà nel 2024 verso Didymos, il sistema doppio di
asteroidi preso come esempio di tutti quelli che potrebbero
rappresentare un serio rischio di impatto col pianeta Terra.
In estrema sintesi, oltre a raccogliere preziose informazioni su questi oggetti, quello che verrà anche fatto è molto
simile a
quanto
abbiamo
visto in
qualche film
di
Hollywood
qualche
anno fa:
scagliare
un piccolo
oggetto
contro
l’asteroide
e valutare
se sia
realmente
possibile
cambiarne
la traiettoria
di collisione
con la
Terra.
Riportiamo la roadmap della missione e, per chi vuole, un interessante video a questo link:
https://www.wired.it/scienza/spazio/2021/06/11/esa-missione-hera/
Per chi invece vuole riguardare il servizio con Fabrizio, può farlo in qualsiasi momento ritrovando la puntata su
RaiPlay: https://www.raiplay.it/programmi/superquark
23
24 ASTERISCO

La Transumanza
di Alessandro Bagatella
Questa immagine è tratta da un video che è stato molto diffuso in re-
te, pubblicato anche dal presidente della Regione Veneto Zaia sulla
propria pagina FB. Siamo sul Passo San Boldo e possiamo immagi-
nare il disagio per gli automobilisti, data la ristrettezza della carreg-
giata, sulla quale il traffico è regolato a mezzo di semafori. Certo che i
poveri pastori fanno una vita ramenga, un po’ in alto, un po’ in pianu-
ra… una vita non certo invidiabile. Osservando questo grande gregge
mi è tornato alla memoria di quando eravamo piccoli e non si voleva
andare a dormire. I nonni ci dicevano: “conta le pecore, così ti ad-
dormenti”. In questo caso penso sia difficile contarle! Un pensiero lo
voglio rivolgere ai nostri paesani mandriani: la famiglia Miuzzi in
Paoda, Giuseppe Curto sul Tomatico, la famiglia Gallina sul Monte
Piz e tanti altri che si dedicano all’alpeggio mantenendo pulite le no-
stre montagne e dandoci prodotti genuini. Grazie a tutti, con l’augurio
che le vostre fatiche possano essere un giorno premiate.
Fotogramma tratto dal video pubblicato il 6 maggio su:
https://www.facebook.com/zaiaufficiale/videos/straordinaria-
transumanza-sul-passo-san-boldo-tv/2136782916620982/
[📹📹📹📹 video di Marina Lea Zaffaroni]

Una maschera per le mucche?


segnalazione di Agnese Merciani
Non preoccupatevi, non è una mascherina anticovid, ma
un dispositivo contro l’inquinamento da… rutto delle
mucche! Eh sì, pare proprio che abbiamo inventato que-
sto strano marchingegno per intercettare l’emissione dei
vapori emessi dalle mucche quando fanno un bel ruttino.
Quel che esce inquina e i dispositivi servono per filtrare il
fiato e i gas della digestione. Sono stati inventati dalla
start-up Zelp e prodotti dalla multinazionale Cargill e po-
trebbero entrare in commercio presto. Pare che siano in
corso dei test per verificarne l'efficacia e per capire se
possano influire sul benessere degli animali. In foto co-
pia del quotidiano che ci ha fornito Agnese, pubblicato
nella vicina svizzera, Cantone di lingua francese, il 5/6
giugno 2021. Della questione si parla da qualche tempo
e pare che l’impatto ambientale dell’allevamento animali
sia un serio problema per l’emissione di gas metano. A
differenza di quello che si pensa, più che quelle dovute
alle flatulenze, la maggior parte (oltre il 90%) delle emis-
sioni di metano dovuta a batteri e processi digestivi è
causata attraverso bocca e naso delle mucche, sotto
forma di rutti e respiro. La maschera, per lo più costituita da plastica, incorpora le narici: all'interno della masche-
rina dei piccoli ventilatori alimentati ad energia solare intrappolano in una camera con filtro il metano emesso e
una volta saturo il filtro è sostituibile; grazie a una reazione il metano viene trasformato in CO2. E’ una specie di
convertitore catalitico, ma pensato per le mucche. Insomma la multinazionale sembra credere a questa tecnolo-
gia e sta sperimentando il sistema per andare in produzione per il 2022. La Cargill conta di venderle per
un’ottantina di dollari l’anno a bovino, riducendo le emissioni di metano nell’ambiente fino al 60%, in combinazio-
ne con altri metodi come additivi per mangimi, alghe e altre soluzioni che riducano l’inquinamento.

RINNOVO ABBONAMENTO: CONCISI NELLA CAUSALE


Per il rinnovo abbonamento è possibile rivolgersi ai punti vendita indicati in seconda di copertina o usare il
conto corrente postale o il bonifico, sempre segnalati in seconda di copertina. Ricordiamo l’importanza di
comunicare il proprio numero di abbonato e, per i correntisti, di scrivere una causale breve, concisa:
basta il codice abbonato, nome e cognome e aggiungere: rinnovo Tornado. Così evitiamo troncamenti
nella comunicazione negli estratti conto e possiamo attribuire facilmente il rinnovo a chi spetta. Grazie
25
26 ATTUALITÀ

Pillole di Tecnologia
Mpeg4 e DVB-T2: rinviato il passaggio
di Tristano ing Dal Canton
Diversamente a quanto programmato, slittano in avanti i due switch-off previsti ancora nella roadmap del 2019
per settembre 2021 (cambio codifica) e giugno 2022 (cambio
standard di trasmissione).
Cambio codec. In un incontro tra il ministro dello Sviluppo
economico Giancarlo Giorgetti e le associazioni del mondo della
Tv e dei rivenditori è stato deciso di non confermare per il 1°
settembre il passaggio intermedio dalla codifica Mpeg2 a quella
Mpeg4. Si partirà dal 15 ottobre 2021 e nemmeno di netto ma
gradualmente, cominciando da alcuni canali.
Cambio standard trasmissivo. Slitta anche il definitivo
passaggio allo standard DVB-T2, che richiede una sostituzione
molto più estesa di televisori e decoder. Non avverrà più dal 30
giugno 2022 ma a partire dal 1° gennaio 2023.
Come mai? La causa principale sembra essere la lenta
sostituzione dei televisori, dovuta principalmente alla pandemia (altre priorità, difficoltà finanziarie, mancanza sul
mercato di componentistica, poca comunicazione). La prima campagna di incentivazione al ricambio dei
televisori varata dal precedente governo, con vincoli basati sull'Isee, non ha prodotto risultati. Recentemente il
ministero dello Sviluppo ha invece lanciato il decreto per i bonus rottamazione fino a 100 euro senza vincoli Isee,
in attuazione della legge di bilancio 2021, cosa che sarà comunicata in maniera più diffusa.
Ed il cambio frequenze per lasciar spazio al 5G? Non si ferma però il “refarming”,
ovvero liberare alcune frequenze tv per trasferirle ai gestori telefonici (banda 700MHz)
che si sono aggiudicati risorse di banda con l’asta 5G. Per questo punto esiste infatti una
direttiva europea fissata al 30 giugno 2022. Tecnicamente, il refarming senza lo
spegnimento del DVB-T provocherà, per i broadcaster televisivi, una disponibilità minore
di frequenze a disposizione. Dunque, rimanendo con il vecchio sistema trasmissivo,
dovranno spegnere qualche canale secondario o accettare di diminuire la qualità
dell’immagine dovuta alla meno banda a disposizione.

COME ERAVAMO

In gita a Zumelle nel 1967


segnalazione di Romeo Mazzalovo
Molti nostri lettori si riconosceranno in questa foto propostaci dal nostro abbonato Romeo. Una bella combriccola
di giovani per una spensierata gita a visitare il Castello di Zumelle. Bastava poco per svagarsi e stare assieme!
27 BOCCE

ASD Ponte Tegorzo: estate sugli scudi


a cura di Andrea Tolaini
Tra i tesserati “vecchi”, attuali e “in prestito” la ASD Ponte Tegorzo è stata protagonista in alcune delle gare
organizzate dal Comitato Belluno/Feltre nel mese di Luglio, con piazzamenti di tutto rispetto sia a livello
Regionale che Nazionale. (Specifico che nelle gare di propaganda Regionali e Nazionali le società posso
“prestare” i propri tesserati ad altri sodalizi).
Gara regionale di propaganda
Lo Scorso 4 Luglio nella Gara Regionale di propaganda
organizzata dall'associazione Bocce Club Belluno tre dei
quattro finalisti sono tutti provenienti dalla Ponte Tegorzo.
Eccoli nel dettaglio e in foto: 1° classificati Diego Schievenin e
Antonio Spezia (Mugnai ex Tegorzo), 2° classificati Vanzaghi
Bruno Elvis (Tegorzo) e Dinello Alessandro (Pederobba ma in
prestito alla Tegorzo).
Selezione campionato italiano
Individuale cat. D
Nella gara di Selezione al Campionato
Italiano individuale Categoria D organizzata
dall'ASD Mugnai il nostro tesserato Vanzaghi
Bruno Elvis si è classificato al quarto posto. Grazie dalla Ponte Tegorzo.
ASD bocciofila Dolada Seribell - Gara nazionale a quadrette
Con al partecipazione di Bunino Mauro già Campione Italiano, Europea e Macario
Aldo già Campione del Mondo e Italiano, nella Gara Nazionale di Propaganda a
Quadrette i nostri quattro protagonisti Armando Gerlin, Vanzaghi Bruno Elvis,
Bunino Mauro e Macario Aldo si sono classificati al 4° posto battuti in semifinale
dalla formazione della Triestina. Eccoli sotto in foto:

Gara “Amici delle bocce”. Continuano le gare organizzate dagli “Amici delle
bocce” presso i campi esterni dell'Hotel Tegorzo. Nell'ultima dello scorso 5
Settembre la vittoria finale è andata alla coppia Ranuzzi-Fregona.

CRONACA

Aldo Scariot festeggia 93 primavere


Il 2 agosto Aldo Scariot, di Quero Vas, ha compiuto la bellezza di
93 anni che ha festeggiato con i suoi familiari.
Oltre a fare parole crociate ad Aldo piace lavorare il legno e qui
possiamo vedere alcune delle sue opere, frutto di passione,
dedizione e precisione esecutiva, non senza una vena artistica.
28 COME ERAVAMO

Un aiuto per la Chiesa di Santa Maria


di Alessandro Bagatella
Riprendo un mio intervento uscito nel marzo 1994 sul bollettino parrocchiale di Quero per sottolineare
l’importanza della Chiesa della frazione di Santa Maria, destinataria di particolari indulgenze, come si legge più
sotto, concesse dal Sommo Pontefice. La chiesa ha bisogno di manutenzione straordinaria e un intervento
straordinario sollecito a tutti coloro che hanno a cuore non solo il luogo religioso, ma anche la storia del luogo,
edificato con i sacrifici di tutta la gente della frazione e depositario della memoria collettiva della nostra Comunità.
29 ATTUALITÀ

https://www.trevisovolontariato.org/promozione/tre-bandi-letterari-dedicati-agli-studenti-di-belluno-e-treviso/
Ai bandi dedicati a Buzzati e
Zanzotto possono partecipare
tutti gli studenti universitari
iscritti ad una delle Università
del Veneto o iscritti altrove ma
residenti a Belluno o Treviso.
Nel primo caso, considerando il
particolare rapporto di Buzzati
(anche scalatore) con le
Dolomiti, gli organizzatori
invitano a scegliere, come
argomento (non esclusivo) di
riferimento, le Terre Alte
Dolomitiche come le
considerava lo scrittore.
Nel secondo, ricordando la
sensibilità e l’attenzione di
Zanzotto alle dinamiche
ambientali, come argomenti (non
esclusivi) sono suggeriti il
paesaggio e la natura, che,
come scriveva il grande poeta
trevigiano, “contribuiscono a
formare le creature che li
abitano, ricevendone in cambio
un arricchimento spirituale che
va oltre il piano biologico”.
Riservato alle scuole secondarie
di secondo grado di Belluno e
Treviso, invece, il bando
dedicato a Rigoni Stern. La
partecipazione è individuale o di
gruppo (di classe) se coordinato
da un insegnante. In questo
caso, sulla base della sensibilità
di Rigoni Stern sull’importanza di
tutelare e valorizzare l’ambiente,
gli organizzatori del concorso
invitano a scrivere i propri
elaborati avendo come
argomenti (non esclusivi) di
riferimento le dinamiche
ambientali e i cambiamenti
climatici.
30 LETTERE AL TORNADO

La conservazione della memoria


di Angelo Ceccotto
Il nostro sentire non poteva esimerci dal prestarci alla pulizia
della targa sita in Via Monte Tomba ad Alano di Piave, riguar-
dante l’Eroe Ten. Fausto De Rossi, Medaglia d’Argento al Va-
lor Militare, Fante del 1° Reg.to “Brigata Re”, il quale partecipò
nel 1918 (1a guerra mondiale) alla liberazione di Alano. Noi
Fanti, quali eredi di quella storia e mossi dalla volontà di non
dimenticarne la memoria, ci siamo impegnati dando corso alla
pulizia della suddetta targa marmorea, togliendo la nera incro-
stazione. Così ora appare più dignitosa e decente la testimo-
nianza delle gesta di questo Eroe divenuto patrimonio storico
del nostro comune e nazionale. Con amara sorpresa si nota
che la targa è divisa in due parti, a causa delle intemperie in-
vernali che, con il gonfiore del ghiaccio formatosi dietro la
stessa, ha provocato il suo cedimento. Tale fattore va messo
ben in evidenza all’amministrazione comunale, di cui si auspi-
ca la sensibilità e il valore civico e morale, per prestarsi con
una certa urgenza a ottemperare a questo intervento evitando
l’irreparabile. Aggiungo: sentendomi ancora alanese esprimo,
con spirito dell’ordine, dispiacere e tanta amarezza nell’aver
visto nel periodo di ferragosto il degrado in cui giaceva il mo-
numento del S.Ten. Ugo Bartolomei, Medaglia d’Oro al Valor
Militare. Tralascio la polemica, ma evidenzio un fatto: che
senso ha avuto togliere la pavimentazione di porfido che noi
avevamo fatto, proprio per mantenere pulito l’ingresso allo
stesso monumento? Mi rattrista e mi angoscia vedere le er-
bacce e i formicai che, irriverenti, deturpano una zona sacra di
alto valore eroico nazionale. Comprendo le varie difficoltà og-
gettive del momento, non facili per nessuno quando tutti sia-
mo sottoposti a vincoli e restrizioni, ma una “sfalciata” avrebbe
dato una immagine più decorosa. In merito propongo un prov-
vedimento onde evitare in futuro tale degrado: esportare il ter-
riccio sul ciottolato e poi fugarlo con cemento così da evitare il crescere delle erbacce antistanti il monumento,
dando dignità a questo luogo simbolo del sacrificio.

ASTERISCO

Perle veneziane in Alaska


di Loris Curto
Di recente Mike Kunz e Robin Mills, archeologi dell’agenzia statunitense
“Bureau of Land Management” in un articolo della rivista "American Antiquity"
hanno annunciato il ritrovamento di perle veneziane in vetro di Murano in
Alaska a Punyik Point. La datazione al carbonio 14 di fibre vegetali ritrovate
assieme alle perle le fa risalire agli anni fra il 1440 e il 1480. Le perle sarebbero
giunte in quei luoghi portate da mercanti che attraversarono la via della seta ed
il mare di Bering. I primi ritrovamenti a Punvik Point risalgono agli anni '50 e '60
ad opera di William Irving della University of Wisconsin.
Irving trovò due perle turchesi, ciascuna con un foro al centro. Kunz e Mills
sono tornati nel luogo dello scavo ed hanno portato in luce altre perle. I due
studiosi ritengono che quelle perle potrebbero essere i primi oggetti europei
arrivati nel Nuovo Mondo via terra.
Il 17 dicembre 2020 l’arte delle perle di vetro veneziane e dei perlai francesi è
stata riconosciuta come patrimonio immateriale dall’Unesco.
31 ATTUALITÀ
32 ASTERISCO

Cerca la parola
(M.M.) In questo schema esercitate il vostro colpo d’occhio e la capacità di lettura in ogni direzione e trovate le
parole che sono elencate a fianco. Ci vuole un po’ di pazienza e tempo, ma potete farcela! Buon divertimento!

alano
banchieri
barbeghera
campo
caorera
carpen
casondelsol
cilladon
colmirano
costacaorera
doc
faveri
feltre
feltrino
fener
marziai
7milies
monfenera
mure
paoda
prada
piz
quero
santamaria
sanvalentino
sanzan
scalon
schievenin
segusino
tomatico
vas

Le soluzioni
del
cruciverba
(M.M.) Non era difficile, vero?
La soluzione era pronta per la pubblicazione, in
versione capovolta, fin dalla scorsa edizione, ma
un problema in fase di stampa ha fatto saltare
quattro pagine del nostro periodico.
Niente di grave, per fortuna. Siamo convinti che
abbiate risolto il cruciverba senza nemmeno un
piccolo aiutino. Comunque, per confermare la
bontà delle vostre risposte, eccovi la soluzione
definitiva, versione diritta, con le parole giuste.
Alla prossima!
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Tel.: 0423 64373 - Fax: 0423 681757 Sabato e Domenica
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E-mail: officinabailo@virgilio.it dalle 11.00 alle 21.30
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