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CIRCOLARE INFORMATIVA PER I SOCI DELLA FAI - FEDERAZIONE APICOLTORI ITALIANI

Corso Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma


Telefono 06.6877175 - Fax 06.6852287
MINISTERO REGIONE DEL VENETO Email: segreteria@federapi.biz • www.federapi.biz
DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Protocollo FAI n. 1620/2013

Notizie a cura del Presidente APAT Stefano Dal Colle

Sede Legale e Laboratorio Collettivo: Sede di Treviso:


Via E. Porcù 13 - 31040 c/o Consorzio Agrario
Nervesa della Battaglia (TV) Via Feltrina Km 5
Tel. 0422.771281 - Fax 0422.771735 Castagnole di Paese (TV)
e-mail: apicoltoriapat@virgilio.it Tel. 0422.265603
Sede di Belluno: Sede di Venezia:
Via Arten fraz. Caupo c/o ex Scuole “F.lli Grimm”
Seren del Grappa (BL) Via Veronese 54 - Spinea (VE)
Tel./Fax 0439.394802 APICOLTORI IN VENETO Tel. 041.5410774
Sede di Padova: FAI VENETO Sede di Oderzo:
Sala Dante in Piazza Dante www.veneto.federapi.biz Museo di Apicoltura
Conselve (PD) Magera di Oderzo (TV)
Riferim. Paolo Molon 347.9714305 NOTIZIARIO 2-2013 Via Sgardoeri - Tel/fax 0422.815459
Finanziato ai sensi del Reg. CE 1234/2007 - programma 2012/2013

Le Sedi APAT sono aperte nei pomeriggi di: martedì a Belluno e Spinea, mercoledì a Treviso, giovedì a Nervesa SS. Angeli e Spinea

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Sede di Conselve il primo giovedì di ogni mese, orario 20-23.30; Sede di Oderzo il 2° e 4° mercoledì del mese, orario 17–19

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V P
OLTA AGINA CONVEGNO A ODERZO 28 APRILE 2013

N
on c’è dubbio che in un’Assem- DOMENICA ASSEMBLEA E
blea annuale, specie se di Apicol- 20 OTTOBRE CONVEGNO APAT
tori, si corra il rischio di annoiare
i Soci più attenti alla pratica che non agli
adempimenti prescritti dal Codice Civile.
è altrettanto vero, d’altro canto, che mi-
nimizzare equivarrebbe a censurare la
lunga lista di cose che meritano invece di
P resso il Museo di Apicoltura di
Oderzo (T V) e Sede periferica
APAT, in Via Sgardoeri 3/a località
Magera, domenica 20 ottobre 2013
U na giornata incredibilmente fa-
vorita dalla sorte questa sul
Montello, località nella provincia
di Treviso dove ha sede l’Associazione
essere messe in un bilancio sì economico,
ma anche organizzativo.
dalle ore 9.30 si svolgerà il tradizionale “APAT Apicoltori in Veneto”.
I 35 anni che quest’anno l’APAT-Apicol- Convegno giunto alla 19^ edizione. Favorita dalla sorte dicevo, perché do-
tori in Veneto celebra con la propria As- Il programma prevede, dopo il saluto po giorni di piogge e temporali, Giove
semblea sono stati, proprio per questo, un del Sindaco di Oderzo Pietro Dalla Li- ci ha regalato una giornata ventosa ma
doveroso inventario della storia recente e bera e dell’Assessore all’Agricoltura soleggiata: il suo “omaggio” all‘APAT
passata di una squadra che sa vincere. Fa
impressione vedere il piccolo gruppo
Ermes Campigotto, l’inaugurazione del- per i suoi 35 anni di attività. I meteo-
provinciale di un tempo strutturato oggi l’opera in tema apistico dello Scultore rologi ci hanno spiegato che è solo
in 5 Sedi e 14 Gruppi locali, con Tecnici, Breda Arturo. una pausa. A noi non importa se que-
Direttivo, Soci e Collaboratori – quasi un Le Relazioni saranno: sta è solo una pausa; a dir il vero ci in-
migliaio di persone – che interpretano lo • “Lo stato di salute degli alveari in Ita- teressa come apicoltori, purtroppo, vi-
spirito di aggregazione e si distinguono
per qualità e intensità dell’impegno pro-
lia“ – Claudio Porrini, Dipartimento sto che sono e saranno i g iorni più
fuso. Un dato tra tutti fa riflettere dinanzi di Scienze Agrarie dell’Università di piovosi degli ultimi cinquant’anni. Og-
a questa volontà del fare: 380 incontri, Bologna. gi però ci rilassiamo e godiamo di
1.500 ore di formazione e 7.000 presen- • “Cenni di genetica pensando alle api questa tregua.
ze. L’impegno di un anno… per il bene di regine“ - Cecilia Costa, Centro per la La giornata APAT si è articolata in tre
un’apicoltura che chiede di esser fatta be-
ne!
Ricerca e la Sperimentazione in Api- fasi: la prima, impegnata per l’appro-
coltura di Bologna. va zione di rela zioni e bila nci; la se-
Raffaele Cirone
Presidente FAI
Federazione Apicoltori Italiani 8 81
continua da pag 1

8 CONVEGNO ODERZO 8
DOMENICA 20 OTTOBRE

Per l’occasione sarà allestita una Mostra storica del hanno fatto “squadra”; un’amichevole aggregazio-
Museo di apicoltura dal 1979 al 2012 attraverso i più ne, disponibile a far fronte alle richieste della col-
significativi documenti e fotografie e, al termine, il tra- lettività e delle Istituzioni che a questa Associazio-
dizionale rinfresco con dolcetti a base di miele. ne spesso si rivolgono. Per rimanere nei numeri: 5
Sedi Apat e 14 sedi di Gruppi Locali che si tramuta-
no in circa un migliaio di persone tra iscritti e non
continua da pag 1 iscritti, e dove sono impegnate decine di collabora-
tori, oltre al Direttivo e ai Tecnici che si mettono al
8 ASSEMBLEA E CONVEGNO servizio di tutti gli Apicoltori, impegnandosi anche
APAT 28 APRILE verso coloro che non sono associati. Tutto a favore
dell’apicoltura, concetto fondamentale dell’Associa-
conda come conveg no forma tivo con le pa rtecipa - zione APAT.
zioni di titolati relatori; la terza conviviale, piacevol-
mente gradita a tutti: un utile contributo al consoli- A testimonianza di questo debbo ricordare i Convegni
damento dei rapporti d’amicizia tra gli Apicoltori as- svolti nell’anno 2012: Conselve, Nervesa, Oderzo, SS.
sociati. Angeli. Senza entrare nel dettaglio delle particolarità
tematiche, in questi convegni sono state proposte e ri-
RELAZIONI E BILANCI PROGRAMMATI: partite sia informazioni scientifiche che tecniche.
relazioni del bilancio consuntivo e preventivo, rela- Per la parte scientifica sono stati chiamati ad interveni-
zione dei Revisori dei Conti e votazione finale per re le principali personalità in campo scientifico nazio-
nale, per la parte tecnica i maggiori esperti nazionali,
principalmente apicoltori propositori di interessanti ed
innovative tecniche per lo sviluppo dell’apicoltura.
Oltre ai Convegni sono stati disposti anche Corsi di for-
mazione presso le sedi locali APAT delle province di Pa-
dova, Venezia, Treviso e Belluno frequentati da centinai
di Apicoltori o di inizianti. Una stima approssimativa
indica in oltre settemila le presenze totali nei 380
incontri organizzati dall’APAT.
Le attività sono state preparate e organizzate con parti-
colare attenzione dal Direttivo ma gli importanti risul-
tati sono stati raggiunti grazie al generoso contributo di
l’approvazione. quanti si sono resi disponibili nelle sedi provinciali e
La relazione del Presidente APAT Apicoltori in Veneto locali.
conclude questa prima parte dell’Assemblea Ordina- Altri avvenimenti importante per la vita associativa è la
ria dei Soci. Nella sua relazione il Presidente Stefano partecipazione collegiale agli eventi Nazionali come
Dal Colle si è soffermato quasi inventariando quanto Apimell di Piacenza e i Giorni del Miele di Lazise oppu-
fatto nell’anno, ma nell’elencare i risultati raggiunti re lo Stage in Toscana. I risultati di queste partecipazio-
ha colpito il traspor to e la passione con cui si è ni hanno dimostrato che non sono solo incontri forma-
espresso, facendo trasparire dalla sua voce una com- tivi e culturali ma anche momenti di forte aggregazione
binazione d’entusiasmo ed emozioni particolarmen- associativa.
te accentuati nel momento in cui ha rivolto i ringra-
ziamenti alle squadre impegnate nelle molteplici for- Al termine della votazione e dopo l’approvazione del
me di collaborazione. bilancio è intervenuto l'Assessore del Comune di Ner-
Conti, proposte economiche, spese, contabilità più o vesa della Battaglia Maurizio Gottardo che, portando il
meno complesse sono di norma le attività che tutte saluto del Sindaco Fiorenzo Berton, ha comunicato le
le Associazioni devono portare a conoscenza dell’as-
semblea e quindi porre a votazione.

Tutto questo potrebbe sembrare freddamente


aritmetico; invece, quando dai numeri escono im-
pegno e fatiche collettive, anche i numeri posso-
no essere accompagnati da emozioni come ha
fatto trasparire Stefano. 380 sono stati gli incon-
tri organizzati l’anno scorso, 2012, dove centinaia
di persone, oltre ad incontrarsi per la formazione,
Maurizio Gottardo e Stefano Dal Colle

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prospettive che si stanno aprendo nella gestione reale della Regio-
dei locali dove l'APAT ha il Laboratorio Collettivo e la n e Ve n e t o
Sede Legale. presso l’Isti-
La coesione della squadra, dice Stefano Dal Colle, è tuto Zoopro-
l’elemento principale per la riuscita di qualsiasi im- filattico Spe-
pegno, ognuno nella consapevolezza delle proprie rimentale
capacità. Non esiste incarico, qualunque esso sia, d e l l e Ve n e -
che non diventi tessera importante per il completa- zie. L’analisi
mento di quel mosaico rappresentativo dell’Asso- di 90 cam-
ciazione. Franco Ravagnan pioni di cera
ricevuti pro-
A questo punto desidero inserire un elemento impor- porzional-
tante della vita associativa dell’APAT mente da tutte le Associazioni Venete, oltre a dimo-
Apicoltori in Veneto: l’anniversario per i suoi 35 anni strare che la strada della collaborazione tra Istituzioni
dalla fondazione. ed Associazioni è quella giusta, ha stabilito che il rile-
In questi anni ha accumulato una tale quantità di vamento d’inquinanti è molto contenuto, addirittura
esperienze che a ragione è divenuta un importante assente per alcune sostanze.
punto di riferimento per l’Apicoltura Veneta. Non mi entusiasma il citare cifre e resoconti provvisori
Il susseguirsi di collaboratori, coordinatori, referen- (quanto prima verranno resi noti i risultati totali e da
ti locali ed associati volonterosi, capaci ed appas- questi trarremo le nostre conclusioni); fermiamoci a
sionati, ha imposto quest’Associazione con autore- quanto detto dal dott. Gallina a conclusione del suo
volezza all’attenzione generale Veneta e Nazionale. intervento: tutto s’indirizza verso la cera di qualità.
Questa sua consistente organizzazione, con moltissimi Poi il dott. Franco Ravagnan (ASL 8 – Castelfranco
soci capaci e volenterosi, professionisti e non, si è im- Montebelluna -a nome anche del suo Capo Settore
pegnata fattivamente in innumerevoli iniziative Euro- dott. Stefano De Rui) ha ricordato l’opportunità offerta
pee, Nazionali, Regionali e Provinciali senza rinunciare anche agli Apicoltori con le PPL (Piccole Produzioni
ad attività pratiche per l’Apicoltore come ad esempio Locali) invitandoli ad approfittarne e a rivolgersi con fi-
quella che viene definita “Nuclei del Veneto per il Ve- ducia alle varie ASL.
neto”: esperienza che si rinnova già da qualche anno

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L’opportunità offerta per le PPL è senza dubbio una di-
e che permette un maggior controllo delle malattie e mostrazione di diversificazione della vendita dei pro-
delle api rinnovando il patrimonio apistico del Veneto dotti alimentari. In molte città e paesi hanno istituito
con il patrimonio genetico del territorio stesso. un mercato differito per giorno e luogo dedicato ap-
Se dovessi scrivere tutto quanto è, e fà, quest’Associa- punto alle PPL, favorendo quindi sia i piccoli produtto-
zione dovrei scrivere decine di pagine; quindi conclu- ri sia i consumatori che apprezzano le specialità locali.
do questa parte con quanto ha affermato il Presidente
Stefano Dal Colle: queste numerose iniziative mostra- Infine la relazione del dott. Antonio Nanetti (CRA
no un forte impegno dell’Associazione al raggiungi- Api di Bologna) dal titolo “Vecchie e nuove malattie
mento di obiettivi interessanti l’intero settore apistico delle api -Varroa e Nosema”.
e solo un’Associazione forte, consistente, ben organiz-
zata e presente nel territorio può farvi fronte.

IL CONVEGNO
Prima di passare ai singoli interventi dobbiamo ringra-
ziare i Relatori che sono stati ca-
paci di rinnovare quello spirito
di ricerca e curiosità che si anni-
da in ogni Apicoltore.
Il dott. Albino Gallina con il
suo intervento dal titolo “Le
problematiche della cera nel-
l’apicoltura moderna” ci ha ri- Antonio Nanetti
portato a considerare con at-
tenzione uno dei tanti proble- Ci ha proposto complessi studi sull’efficacia del tratta-
Albino Gallina mi pratici dell’apicoltura. mento con l’acido ossalico Apibioxal, anche in riferi-
La cera come ricettacolo di so- mento alla mortalità delle regine, generalmente atte-
stanze inquinanti è stata oggetto di uno studio ricerca stata attorno al 5%,. Studi che si traducono in dia-

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continua da pag 3

8 ASSEMBLEA E CONVEGNO
APAT 28 APRILE

grammi a torta, a colonna e a linee con due tre o più dovrebbe far intuire il possibile contagio. Ossia: la
variabili, insomma tutto questo per farci meglio sproporzione tra covata e api presenti sia sulla cova-
comprendere, visualizzandole, le differenze che si ta che nel nido (in sintesi: molta covata e poche api)
possono avere con procedure, tempi e quantità dif- devono far riflettere e pensare ad una possibile infe-

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ferenti di principio attivo. Il nosema ceranae è una stazione.
patologia a prima vista asintomatica, a differenza Non ci sono ufficialmente cure. Sembra che l’acido
dell’ormai vecchio nosema apis che era facilmente ossalico a basse concentrazioni possa essere benefi-
riconoscibile dalle vistose e particolari deiezioni. Del co, ma questo è ancora in fase di studio. Alcuni pro-
nosema ceranae ci si accorge solo quando ormai è dotti integratori possono essere utili e un altro ele-
in stato avanzato. mento per il possibile controllo dell’infezione è la
Molto interessante l’aspetto pratico della descrizione sostituzione della regina.
degli effetti del nosema ceranae: la vista di api che Sono state molto interessanti e appropriate le do-
non riescono a volare e camminano a terra, sintomo mande degli intervenuti.
comune a molte altre patologie, non dà garanzie Dopo un timido inizio l’atmosfera si è scaldata con
della diagnosi ma una percepibile prevalenza della un crescendo da dover a malincuore interrompere
covata rispetto ad una visibile diminuzione di api per poter permettere alla squadra di eccezionali cuo-
chi e collaboratori di portare a tavola il loro lavoro
della mattinata.
Come tradizione APAT vuole, il piatto tipico di questo
giorno deve essere alla brace, impegnando per que-
sto una squadra di cuochi e collaboratori che ci ha
permesso, con il loro lavoro e la loro disponibilità, di
trascorrere un bellissimo momento conviviale. Sul
loro volto sempre il sorriso, sempre gentili ad ogni
richiesta degli invitati, la battuta sempre pronta,
senza mai lasciar trapelare la stanchezza dell’impe-
gno.

Una bellissima squadra in un’efficiente organizzazio-


ne: grazie.
Giacomo Perretta

Corso di base
in Apicoltura
Seren del
Grappa
Un momento della lezio-
ne pratica in apiario al
Corso di base in Apicol-
tura presso la Sede APAT
di Seren del Grappa in
Provincia di Belluno. Nel-
la foto, oltre ad alcuni
giovani neoapicoltori, il
Coordinatore del Corso e
Responsabile della Sede
Omer Cappellaro

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“I GIORNI DEL MIELE” - LAZISE 2013 ora ha varcato le nostre frontiere ed è stata avvistata an-
Si svolgerà da venerdì 4 a domenica 6 ottobre, a Lazise sul che in Italia, in provincia di Savona. Originaria del sud-est
Garda, la più importante manifestazione apistica del Ve- asiatico, questa vespa è in grado di arrecare gravi danni al-
neto e tra le prime grandi vetrine dell’Apicoltura in Italia. veari che vengono attaccati e portati rapidamente alla to-
Noi vi proponiamo, come di consueto e con il collaudato tale distruzione.
percorso e orario, il viaggio in pullman per la domenica:
gli Apicoltori avranno così l’opportunità di partecipare al FORMAZIONE SPECIALISTICA:
Convegno nella mattinata e visitare nel pomeriggio la Mo- SECONDO SEMINARIO FAI-APISCAMPUS
stra. Si chiama “FAI-Ligustica” ed è il programma ministeriale
Come sempre, per evitare di rimanere esclusi vi racco- che la FAI-Federazione Apicoltori Italiani è impegnata a
mandiamo di prendere contatto con la Sede APAT per realizzare ai sensi della legge n. 313/2004 per la Discipli-
avere le opportune informazioni e prenotare al più presto na dell’Apicoltura.
la vostra adesione. Nell’ambito di tale programma di attività la nostra Orga-
nizzazione di riferimento, la FAI appunto, ha attuato una
VESPA VELUTINA: seconda sessione di assistenza tecnica, su scala nazionale,
PRIMA SEGNALAZIONE IN ITALIA. È ALLARME denominata “APISCAMPUS”. Quest’azione è funzionale
In Francia ha già distrutto migliaia di alveari ed è stata alla attivazione, da parte del Ministero delle Politiche Agri-
classificata come una emergenza nazionale cui tutte le cole, Alimentari e Forestali, di Centri di Riferimento Tecni-
Autorità, a partire dal Ministero dell’Ambiente, stanno cer- co (CRT) e alla conseguente formazione di figure compe-
cando di far fronte per evitare che rechi ulteriori e gravi tenti e qualificate che operino in seno alle Associazioni e
danni agli allevamenti api- che siano in grado di offrire supporto specialistico agli Api-
stici. Si tratta della Vespa coltori.
velutina, l’imenottero di Un bel gruppo di Tecnici APAT ha partecipato al Seminario
origine asiatica che attacca di formazione svoltosi a Roma presso la Sede della FAI, ar-
e distrugge gli alveari. Da ticolato in due giornate di lavoro, con impegnativi moduli
tempo era stata segnalata didattici esclusivamente dedicati alla tutela e salvaguardia
nell’area di Nizza e c’era dell’ape italiana e con particolare riferimento alle questio-
dunque da aspettarselo: ni riguardanti le tecniche di allevamento e di selezione.

PIANO DI LOTTA ALLA VARROA


Di seguito riportiamo una sintesi delle “Linee guida per ripresa dell’attività e si effettua con:
il controllo dell’infestazione da varroa destructor nella API-BIOXAL (Chemicals Life, p.a. acido ossalico), con
Regione Veneto” elaborate dal Centro Regionale di Api- temperatura superiore a +10°C, in assenza di covata, in
coltura del Veneto – Istituto Zooprofilattico delle Vene- presenza di volo.
zie.
Le linee guida hanno lo scopo di indicare le strategie di Somministrazione per gocciolamento:
intervento per il controllo della varroa, tenendo conto sciogliere completamente il contenuto della confezione
delle seguenti esigenze: di ApiBioxal nel quantitativo indicato di sciroppo (ac-
qua e saccarosio in rapporto 1:1).
• Protezione del patrimonio apistico - Busta da 35 g in 500 ml di sciroppo.
• Salvaguardia delle produzioni dai rischi derivanti dal- - Busta da 175 g in 2.5 litri di sciroppo.
l’impiego di sostanze acaricide - Busta da 350 g in 5 litri di sciroppo.
• Semplicità e quindi accessibilità dei trattamenti ad un Il trattamento deve essere eseguito in unica sommini-
numero il più elevato possibile di Apicoltori strazione, gocciolando con una siringa la soluzione sui
favi, trasversalmente alla loro direzione, alla dose di 5
Periodo autunno-invernale ml per favo occupato dalle api.
Nel territorio regionale avviene quasi invariabilmente
un’interruzione di deposizione autunno-invernale che è Somministrazione mediante sublimazione:
utile ai fini del controllo dell’infestazione da varroa; l’in- utilizzare un apparecchio per sublimazione a resistenza
tervento autunnale servirà quindi a ridurre in modo elettrica. Versare 2,3 g di API-Bioxal nell’apparecchio
drastico il grado di infestazione delle colonie, rappre- sublimatore spento. Introdurre l’apparecchio profonda-
senta il presupposto per lo svernamento e la successiva mente attraverso l’apertura di volo, evitando il contatto

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con i favi. Sigillare per evitare la fuoriuscita delle Blocco di covata/confinamento della regina
api e dei fumi. Alimentare l’apparecchio rispet- Il blocco della covata crea le condizioni ottimali
tando le indicazioni del produttore per 3 minuti e per ridurre la presenza di varroa e, se realizzato
ripristinare l’apertura di volo non prima di altri 10 dopo il raccolto principale, può essere seguito da
minuti. un trattamento con API-Bioxal (vedi sopra) che
Dopo ogni utilizzo raffreddare e ripulire l’appa- ne aumenta ulteriormente l’efficacia. Infatti, ap-
recchio da ogni eventuale residuo. Come liquido plicando il blocco di covata si realizzano le stesse
per il raffreddamento e/o la pulizia utilizzare ac- condizioni di assenza di covata del periodo inver-
qua potabile. nale.
Nelle ultime stagioni il ricorso a questo tipo di in-
Trattamento estivo tervento in stagione attiva ha fornito risultati de-
Api Life Var (Chemicals Laif; p.a. timolo, euca- cisamente interessanti per il controllo della var-
liptolo, mentolo e canfora) roatosi, divenendo uno degli interventi estivi di
Con temperature comprese fra 15-20°C e 25- particolare rilevanza, insieme alla Produzione di
30°C: 2 porzioni (il contenuto di una busta) collo- sciami artificiali, cioè l’asportazione di favi con
cate sopra i favi, alla periferia della zona di cova- covata ed api per creare nuove colonie nel perio-
ta. Ripetere dopo 10-12 gg. do compreso fra aprile ed agosto, tenendo conto
delle condizioni locali.
Dosaggio ridotto (idoneo a temperature elevate,
es. inizio agosto): 1 porzione (metà del contenu-
to di una busta) spezzata in 3-4 parti disposte so-
pra i favi, alla periferia della zona di covata. Ripe-
tere ogni 7-10 gg per un totale di tre volte.

Apiguard (Vita Europe; p.a. timolo)


U n Apicoltore ci ha segnalato la presenza dei
gruccioni nella zona della barena nella
Laguna Veneta. Il problema non è nuovo e in inter-
Con temperature medie comprese fra 15 e 40°C: net non mancano le descrizioni di questo splendido
una vaschetta per 14 giorni collocata sopra i favi. uccello, le sue abitudini alimentari, i problemi che
Ripetere il trattamento per altri 14 giorni con crea agli Apicoltori.
un’altra vaschetta. Fra i vari interventi vi proponiamo il seguente, forse
la soluzione meno traumatica per riuscire ad accet-
Thymovar (Andermatt Biocontrol; p.a. timolo) tare l’inevitabile convivenza.
Non utilizzare con temperature superiori a 30°C; Il Gruccione (Merops apiaster) è un variopinto uc-
una striscia di cellulosa tagliata in tre pezzi collo- cello della famiglia dei Meropidae , vive in Europa
cata sopra i favi per 3-4 settimane. Ripetere il meridionale ed in alcune zone del Nord Africa e
trattamento della stessa durata con un’altra stri- dell'Asia occidentale. Si nutre prevalentemente di
scia. insetti, soprattutto api, vespe e calabroni, ed è per-
ciò ovviamente temuto dagli apicoltori. La caccia
INTERVENTI DI TECNICA APISTICA, utili a dimi- del gruccione è vietata poiché la specie è protetta.
nuire il livello di infestazione, sono: Come dice il nome scientifico le api sono il loro ci-
bo preferito (ma anche vespe e calabroni). Dove c’è
La rimozione della covata da fuco: allevamento il gruccione, quindi, ci sono le api!
di covata da fuco in appositi favi da rimuovere e “Certo, gli apicoltori subiscono questa concorrenza
distruggere dopo l’opercolatura o semplicemente ma, nei confronti delle api, il danno prodotto da in-
asportando covata da fuco opercolata. setticidi e trattamenti chimici è incomparabilmente
superiore”.
“Perciò facciamo il tifo per entrambi" è la conclusio-
ne sulla quale invitiamo i nostri Apicoltori ad inviare
le loro osservazioni e proposte per un eventuale ri-
medio al problema.
Pausa estiva
per le Sedi APAT
Le Sedi di SS. Angeli, Belluno, Treviso, Oderzo
rimarranno chiuse dal 6 al 22 di agosto com-
presi; Spinea (Venezia) chiude fino al 15 set-
tembre.
Saremo quindi a disposizione degli associati
fino a giovedì 1 agosto e riapriremo martedì
27 agosto a Seren del Grappa, mercoledì 28 a
Treviso e Oderzo e giovedì 29 a SS. Angeli.

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Promemoria di tecnica apistica

Sergio Perandin • Medico Veterinario

Trattamenti anti varroa:


ponderare ogni anno la
scelta
ccoci ormai prossimi al periodo dei trattamenti per il con- seguente abbiamo trattato con Apibioxal gocciolato (5 cc per

E trollo della varroa destructor. Come ogni anno gli apicol-


tori si trovano di fronte alla scelta di che trattamenti
usare. Molti continuano ad utilizzare sempre gli stessi metodi
il numero di telai presenti prima dell'asportazione) e in con-
temporanea è stata fatta una alimentazione con sciroppo.
Con la covata asportata sono stati formati 69 nuclei a cui al 6°
perchè si trovano bene o sono facili da somministrare oppu- giorno è stata aggiunta una cella reale matura. Al 24° giorno i
re non vedono nessun difetto nel loro metodo. Come ogni nuclei sono stati trattati con Apibioxal. I nuclei erano compo-
apicoltore nomade si domanda dove è meglio portare le api sti da 6 telai di covata di cui uno solo coperto di api.
quell'anno (spesso anche dove le portano gli altri), gli apicol- Ai restanti 134 alveari è stata cercata e ingabbiata la regina in
tori più attenti ogni anno si chiedono che trattamento usare gabbiette Scalvini, asportati 2 telai di covata opercolata coper-
senza dare per scontato che la scelta sia sempre la stessa. ti di api e 24 giorni dopo sono stati trattati con Apibioxal (5cc
L'anno scorso insieme al solito gruppo di amici ci siamo ritro- per telaio di api).
vati a scegliere fra due biotecniche per creare l'assenza di Con i telai estratti sono stati costituiti 66 nuclei composti da 4
covata utile per il trattamento con Api Bioxall. telai coperti di api e contenenti covata opercolata. A questi
Il dubbio amletico era blocco della regina o asportazione della nuclei è stata fornita una cella reale matura al 6° giorno e al
covata! 24° è stato somministrato Apibioxal.
Per risolvere il dilemma le abbiamo usate entrambe in un Ogni giornata lavorativa del quartetto composto da Francesco,
confronto di campo con 60 alveari nel Cansiglio e 134 sul Michele, Sergio e il nuovo aspirante apicoltore Francesco è
massiccio del Grappa (entrambi in Veneto a circa mille metri terminata al tavolo del bar a discutere delle tecniche di lavo-
s.l.m.). ro, degli svantaggi, dei vantaggi e di come riuscire a migliora-
In 60 alveari abbiamo cercato la regina, asportato tutti i telai re. Da queste numerose e animate discussioni e da come
contenenti covata e aggiunto favi sterilizzati o fogli cerei per sono venuti fuori gli alveari e i nuclei dall'inverno sono emer-
arrivare a 6-7 favi in base alla forza della famiglia. Il giorno se le riflessioni che ho schematizzato di seguito.

ASPORTAZIONE BLOCCO DELLA REGINA


Da ogni alveare si crea almeno un nucleo difficilmente soffoca- Formazione di 1 nucleo ogni 2 famiglie omogeneo e ben strut-
bile per le poche api, i nuclei sono meno omogenei e più debo- turato grazie alla possibilità di scegliere il favo di covata oper-
li rispetto a quelli del blocco colata da inserire.
Le prime api giovani sane post-trattamento nascono dopo 21- Le prime api giovani e sane post trattamento nascono dopo 42-
23 giorni 46 giorni
La regina non subisce lo stress dell'ingabbiamento e continua La regina ingabbiata depone peggio di quella non ingabbiata
a deporre con lo stesso ritmo senza bloccarsi per 21 giorni. Non quindi è caldamente consigliato sostituirla. Con gabbiette in cui
è stata sostituita la regina la regina può deporre si evita almeno in parte il problema.
La famiglia rimane strutturata bene e risulta ben stretta al trat- Al trattamento la famiglia è meno compatta perché è stata
tamento con Api Bioxal® gocciolato. La famiglia non cala dopo stretta meno. Calo della famiglia molto variabile in base all'in-
il trattamento. festazione visibile, soprattutto alla nascita delle prime api gio-
Necessitano molti favi sterili da inserire nelle famiglie in quan- vani sane nate dopo il trattamento circa 45 giorni dopo il bloc-
to i fogli cerei vengono costruiti parzialmente viste la stagione co.
e l'altitudine Il trattamento effettuato nei 21 giorni post isolamento risolve le
La ricerca della regina occupa molto tempo eventuali re infestazioni avvenute nei 21 giorni successivi
all'isolamento della regina, bisogna togliere le gabbiette
Scalvini, per eliminare la covata che c'è all'interno.
Servono le gabbiette.
La ricerca della regina occupa molto tempo
Promemoria di tecnica apistica

Ricerca della regina Isolamento della regina in una gabbietta Scalvini inserita fra due telai
in modo che sia asportabile pure la gabbietta

Asportazione: cosa si può migliorare: Varroa.


1) Per ottenere nuclei forti e omogenei conviene scegliere i favi Spero vivamente di aver suscitato l’interesse di chi non cono-
con covata opercolata in quanto la covata fresca spesso sceva queste tecniche e di aver stimolato la prodiga fantasia
muore. Così facendo si riduce il lavoro successivo di pareg- degli apicoltori nel trovare altre migliorie. Rimane certamente
giamento. più facile l’uso delle tavolette o altri metodi; occorre considera-
2) Sostituire la regina negli alveari madri inserendone una re però che tutti hanno vantaggi o svantaggi: lascio ad ognuno
nuova, conviene in assenza di covata in quanto la regina scegliere quali svantaggi siano più accettabili nella conduzione
viene accolta più facilmente. dei propri alveari.
3) La ricerca della regina può essere evitata spazzolando diret- Un termometro per misurare la quantità di varroa
tamente le api. Nel caso in cui la regina muoia o venga Cosa serve: un vaso da 1 kg di miele con tappo in rete con
persa durante l'operazione, si potrà, qualche giorno dopo al maglia da 2 mm, vasetto da 100 ml (es quello delle analisi
momento della somministrazione del gocciolato, inserirne delle urine), zucchero a velo, vaschetta bianca.
una nuova. Individuare gli alveari orfani risulterà facile gra- Procedura in campo: estrarre un favo contenente covata, riem-
zie al tipico ronzio riconoscibile già all'apertura dell'arnia. Un pire un vasetto da 100 ml con le api facendo scorrere il vaset-
accorgimento utile ad evitare di spostare le regina nel to dall'alto verso il basso. Attenzione a non far cadere la regina
nucleo prevede di prelevare le api necessarie allo sciame dal nel vasetto. Il vasetto da 100 ml conterrà circa 300 api (ma
melario se ancora presente oppure dal coprifavo lasciato deve essere ben colmo). Rovesciare il vasetto dentro al vaso da
rovesciato e con l'escludiregina al momento della levata dei 1 Kg e aggiungere un cucchiaio di zucchero a velo. Agitare
melari: in questo caso si formerà un bel gruppo di sole api bene il vaso per impastare bene le api con lo zucchero (atten-
operaie raccolte nello stesso coprifavo rovesciato. ti a non rovesciare lo zucchero fuori dal barattolo).
4) I fogli cerei dovranno essere inseriti al posto dei favi di cova- Lasciare riposare per un minuto le api dentro al vaso.
ta solo se l'asportazione viene anticipata entro la metà di Rovesciare il vaso sopra alla vaschetta bianca ed agitare per
Luglio, in caso di temperature miti e previa importazione o circa un minuto in modo da far cadere lo zucchero e le varroe
un'adeguata alimentazione. che si sono staccate dalle api.
Blocco di covata: cosa cambiare: Per facilitare la conta delle varroe conviene mettere un po'
• Anticipare il lavoro anche in caso di importazione tardiva d'acqua nella vaschetta.
come in questo caso, isolando la regina anche durante la Contare le varroe e dividere il numero per tre e si ottiene la
fine dell'importazione produttiva. percentuale di infestazione delle api adulte. Ad esempio: se ho
• Utilizzare le gabbie più grandi che oltre a permettere una contato 6 varroe (6 diviso 3 = 2) avrò un'infestazione del 2%
buona deposizione fungono anche da trappole per la Liberare le api. La percentuale ottenuta indica quante varroe
sono presenti sulle api adulte e non è comparabile con il
Spazzolatura della covata numero di varroe che cadono. La percentuale è un
numero più interessante perchè dice quante varroe
ci sono. Quindi se la prova dello zucchero a velo è
fatta dopo il trattamento, ci dice quante varroe non
sono state uccise e se è il caso di fare un altro trat-
tamento o se si può stare tranquilli. Quando l'infe-
stazione è del 5% (cioè sono cadute 15 varroe sulle
300 api), è ora di fare un trattamento. Se la percen-
tuale è sotto al 2% si può stare tranquilli.
Questo “termometro” è utile sia per capire se il trat-
tamento ha funzionato ma anche per individuare
quali apiari sono i primi da trattare. Se si hanno
molti alveari non serve misurare su ogni alveare; per
apiari sullo stesso posto e composti da 15 a 80
alveari.è sufficiente la prova su soli 8 alveari.