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Quindicinale

Anno XXXIII

06.04.2011
Numero

575
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO, VAS, SEGUSINO

Inaugurati i lavori alla scuola di Alano - pag. 1


Ciao, Diana! - pag. 2
Quero: consegnati i libretti postali ai nuovi nati - pag. 3
Cinesi a lezione di riciclo - pag. 4
Con il porta a porta vince il Basso Feltrino - pag. 20
La Via Claudia Augusta Altinate - pag. 24-25
Chiuso in redazione il 28.03.2011
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER (Belluno). DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Mazzocco. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI:
Alessandro Bagatella, Francesco Dal Canton, Ivan Dal Toè, Gianni De Girardi, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Silverio Frassetto, Ermanno Geronazzo, Cristiano
Mazzoni, Sergio Melchiori, Antonio Spada, Andrea Tolaini.
ABBONAMENTI: ITALIA Abbonamento annuale (18 numeri)  20,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri)  50,00.
L’ABBONAMENTO PUÒ ESSERE SOTTOSCRITTO O RINNOVATO NEI SEGUENTI MODI: 1- versando la quota sul c/c postale n. 10153328 intestato alla PRO LOCO di FENER; 2- pa-
gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO “DA MILIO” - Alano; PASTICCERIA “DOLCI PENSIERI” - Fener - BAR JOLE - Fener; MAURO MAZZOCCO - Quero;
ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 CRONACA

«Più integrati nella scuola bella»


Ieri il taglio del nastro per l'edificio delle medie di Alano completato e ampliato
di Ivan Dal Toè
Inaugurazione in grande stile per il completamento dei
lavori di ampliamento e restauro della scuola secondaria.
Nonostante la pioggia e la modifica del protocollo
previsto, sabato 19 marzo il pubblico ha gremito la
palestra comunale per festeggiare uno spazio accolto
come centro vitale per la comunità. Con il completamento
del terzo e ultimo stralcio, la scuola rinnovata negli spazi
e negli arredi, si presenta ora più funzionale e sicura.
L'intervento è costato 265 mila euro con un contributo
regionale di 175 mila euro. Ora la scuola, che ha visto fra
l’altro il rifacimento del tetto e il consolidamento delle
strutture, può vantare il rinnovo delle sei aule, tre nuovi
spazi per i laboratori, una confortevole aula magna ed
una sala mensa più funzionale ed accattivante. La
giornata di ieri è stata però anche occasione per ribadire
la centralità della scuola nella vita del paese e nella
crescita dei futuri cittadini. Nel corso della cerimonia che
ha visto alternarsi canti ed esibizioni dei bambini della primaria e dei ragazzi della secondaria con gli interventi della
banda cittadina, sono state ricordate e premiate alcune figure significative che hanno attraversato la scuola alanese.
La circostanza ha quindi coniugato l'anniversario dei
cinquant'anni della primaria e la ricorrenza dell'Unità d'Italia.
«Oggi - ha esordito Michelangela Ceccotto, assessore e
anima della giornata - festeggiamo una scuola dove la
diversità è un valore e l'unità nazionale a misura di
bambino». E miracolo dell'integrazione scolastica, il tricolore
ieri è stato sventolato da bambini e genitori dai diversi colore
di pelle. «E' una giornata piena di gioia e significato», ha
detto il prefetto Maria Luisa Simonetti che, sottolineando la
bellezza degli inviti personalizzati dai bambini, ha
evidenziato la funzione della scuola come luogo di
educazione per i futuri cittadini su valori fondanti come la
tolleranza, l'unità, il rispetto dei diritti e dei doveri. Il sindaco
Fabio Dal Canton, impegnato in un triplo taglio del nastro
che ha simbolicamente aperto le porte agli alunni di diverso
grado d'istruzione, ha auspicato che «la scuola sia sentita
come parte della vita comunitaria». Questa - ha poi aggiunto
- «è l'opera a cui mi sento più legato nel pensiero e nel
cuore». Ha evidenziato il connubio fra radici e apertura al
mondo l'onorevole Maurizio Fistarol, mentre sulla
funzionalità dei nuovi spazi «adeguati sui criteri della
moderna didattica» si è invece soffermata il dirigente
scolastico Gina Doro che ha ricordato come «una buona
scuola è anche una scuola bella dove vi sia benessere e
piacere di starci bene». L'architetto e docente Mauro Miuzzi,
che ha seguito l'ultimo stralcio dei lavori, ha ricordato come il
rinnovamento della scuola abbia accompagnato l'impegno di
varie amministrazioni testimoniando la crescita della
comunità. (Articolo del Corriere delle Alpi del 20.03.2011)
2 CRONACA

Ciao, Diana!
Ciao, Diana!
diSilvio
di SilvioForcellini
Forcellini

Ciao, Diana!
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Ciao, Diana!
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alle ore 18.30 nella chiesetta dell’Addolorata, in centro a Fener, una Messa ordinata dai coscritti del 1957 per ricor-
dare Diana Drusian. Terminata la funzione, i coscritti del 1957 si ritroveranno per un rinfresco o una pizza in com-
(s.for.) Il prossimo
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alla Croce del Piajo, che sovrasta la frazione. Novità di quest’anno, la escursione sul Monte Tomba in collabora- al presidente della Pro Loco di Fener allo

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po “Fener I Giovani”; pomeriggio in allegria. Per prenotazioni, rivolgersi al presidente della Pro Loco di Fener(s.for.)
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mo che Sereno, originario di Schievenin, è attualmente consigliere comunale di Quero.
Pubblichiamo di seguito questo ricordo d’infanzia che riguarda Sereno Mondin, scritto dall’amico AlessandroTiziano.BagatellaLa foto a
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3 CRONACA

Sempre più multietniche le cicogne nel Basso Feltrino


Consegnati i libretti postali per i nuovi nati
Ivan Dal Toè

Per il dodicesimo anno, l’amministrazione comunale ha consegnato sabato 26 marzo i libretti postali per i nuovi nati.
Un’iniziativa che ha fatto scuola tanto da esser stata riproposta in diversi Cmuni della Provincia. Intanto Quero si con-
ferma sempre più multietnico. Nel 2010, su 23 nuovi nati 12 sono stranieri. E confermando la tendenza che vede in
crescita la comunità cinese, sono ben cinque le cicogne con “con gli occhi a mandorla”, che sono volate a Quero, quasi
il 20 per cento. Ad ogni bambino è stato consegnato un annullo postale personalizzato con impressa la data di nascita
del bimbo e un libretto da 260 euro. “Questi soldi – ha detto il sindaco Sante Curto – non risolvono i problemi delle fa-
miglie, ma vogliono rappresentare un segno dell’amministrazione, convinti che la famiglia rappresenti un elemento im-
portante per lo sviluppo del territorio. L’iniziativa fa parte di un progetto che prevede il sostegno all’attività scolastica e il
trasporto degli alunni”. “Il momento è difficile – il commento del vicesindaco Bruno Zanolla – ma la politica fa delle
scelte e siamo convinti che famiglia, scuola e sociale siano gli ultimi capitoli dove andare a togliere risorse. Il nostro
bando di assegnazione – sottolinea poi - ci è stato richiesto dai Comuni di mezza provincia, segno che si tratta di
un’iniziativa di valore”. Sottolineano la positività del processo di integrazione il senatore Gianvittore Vaccari e il consi-
gliere regionale Dario Bond che ha osservato come “nel Basso Feltrino si percepisce un’integrazione fra etnie che non
è sempre riscontrabile in altri territori”. Poi Bond, ha promesso il massimo sostegno all’imminente progetto di ristruttu-
razione delle scuole secondarie, che ha già incamerato un contributo di 1 milione di euro da Venezia. Questi i bambini
premiati ieri, citati in ordine di nascita: Ambra Benato, Francesco Polloni, Zhang Zinuo, Wang Jia Ning Carlo, Ni-
cole Bordin, Gioia Maria Schievenin, Giacomo Spada, Yossra Benmoumen, Nicola Antoniazzi, Youssef Reda
Goudadi, Wu Quian, Weng Shaowei, Bryan Gallo, Fatima Doumbia, Chiara Mondin, Diarra Diaw Mame, Giorgia
Vedova, Youssra El Allouchi, Eliano Sula, Michelle Bagatella, Lorenzo De Paoli, Zhu Yi Yao, Maria Lamiri.
(Articolo del Corriere delle Alpi del 27.03.2011)

Per i minori un conto da capogiro


Un anno in comunità costa 131 mila euro, i Comuni aiutano Quero
Sono figli della crisi o del disagio socioeconomico i minori accolti in comunità che, nell'anno in corso, sono in quattro e
incidono sul Comune domicilio di soccorso, ossia Quero, per 360 euro al giorno. E' solo l'associata fra Comuni a salva-
re il bilancio querese dal tracollo finanziario. La quota giornaliera per i ragazzini accolti nelle comunità alloggio va da un
minimo di 80 euro ad un massimo di 103. Il Comune di Quero, attualmente, spende 360 euro al giorno che moltiplicato
per tutti i giorni dell'anno farebbero oltre 131 mila euro se l'associata dei Comuni (che si sono messi assieme con una
quota parte per far fronte all'emergenza), non corrispondesse il sessanta per cento di questa cifra astronomica. E se
questa è la nota dolente che si ripete a rotazione fra i Comuni dell'Usl 2 (lo scorso anno era stato Alano ad avere il
maggior numero di casi nel Basso Feltrino), la situazione sociale ed economica di questa area omogenea ed insieme
specifica per quanto riguarda la presenza straniera, non sembra presentare criticità particolari. Merito di amministra-
zioni oculate che hanno messo in atto strategie per il monitoraggio ed il coinvolgimento dei cittadini non comunitari
puntando all'integrazione. Questo è quanto emerso dalla riunione dell'esecutivo dei sindaci Usl 2, presieduta dal vice-
presidente Oscar Dall'Agnol, alla presenza dei dirigenti aziendali e delle associazioni che si occupano di formazione e
inserimento lavorativo (centro territoriale permanente e Enac). I dati più significativi usciti dall'indagine degli ammini-
stratori di Quero e Vas, presentata nel corso della riunione, sono quelli che riguardano l'assistenza sanitaria e sociale,
il lavoro e la salubrità delle case date in affitto ai cittadini non comunitari. Cosa, quest'ultima, che è migliorata nel corso
degli anni grazie ai controlli di Usl e Comuni. «Il distretto sociosanitario di Fener garantisce un buon monitoraggio della
salute pubblica», dice Sante Curto, sindaco di Quero dove si è tenuta la riunione dell'esecutivo, «e tramite gli ambula-
tori ostetrico e ginecologico riesce a coinvolgere le donne straniere, comprese quelle che per cultura sono le più refrat-
tarie ad approcciarsi con il mondo esterno». Il mercato del lavoro, nel Basso Feltrino, è ormai saturo. Ma da quanto
hanno confermato gli amministratori di quest'area in sede di esecutivo, i licenziamenti in massa si sono contenuti. Quel
che invece resta critico è lo stop ad ogni nuova assunzione.
(Articolo di Laura Milano dal Corriere delle Alpi del 23.03.2011)
4 LETTERE AL TORNADO

Mancata convenzione o mancata convinzione ?


In qualità di Consigliere Comunale del Comune di Quero vorrei esprimere la mia più
profonda indignazione per la mancata commemorazione del 150° anniversario dell’Unità
d’Italia che si doveva tenere nel Consiglio Comunale del 17 marzo. Il Consiglio Comunale è
stato revocato appellandosi ad una mancata convenzione tra il Comune e la Pro-Schievenin
per la gestione dell’area pic-nic e delle ex scuole elementari in località Schievenin. Essendo
la convenzione uno dei sette punti all’ordine del giorno, posto per quella seduta, mi chiedo
perché non si sia comunque voluto svolgere il Consiglio Comunale per gli altri sei punti
all’ordine del giorno, sottolineando che la sola Commemorazione dovrebbe essere motivo
d’incontro della comunità tutta presso la sala Consigliare. Inoltre nessun incontro in piazza
per l'alza bandiera e il canto dell'inno nazionale, nessun invito ad esporre la bandiera italiana alle finestre delle case,
nessuna celebrazione per un anniversario così importante: solo un imbarazzante silenzio.
Quale, dunque, la vera motivazione che ha portato l’Amministrazione Comunale alla revoca della seduta consigliare: la
mancata convenzione o la mancata convinzione dell’importanza di celebrare il 150° dell’Unità d’Italia?
Il Consigliere Silvia Carelle
CRONACA

Differenziata: Cinesi a lezione di riciclo


Partecipata l’iniziativa proposta dalla protezione civile in collaborazione con il Comune di Alano
di Ivan Dal Toè
Cinesi a lezione di riciclo.
Erano una cinquantina, sabato
26 maggio, gli appartenenti alla
numerosa comunità cinese di
Alano che hanno risposto
all’invito della protezione civile
e del Comune per conoscere
meglio le modalità di conferi-
mento della raccolta
differenziata. L’ambiente, unico
per tutte le etnie, diviene così
veicolo di integrazione. Ieri, più
di qualche cittadino che è
transitato per il centro di Alano,
ha strabuzzato gli occhi nel
vedere raggruppati prima
davanti alla piazzola ecologica adiacente alla palestra, poi all’ecocentro comunale, decine di uomini e donne cinesi alle
prese con sacchetti e pile di oggetti di vario materiale da separare. L’iniziativa, nata da un’idea di Alda Panciera e Fa-
bio Mazzier della protezione civile, con la collaborazione del Comune prosegue un ciclo di incontri con la popolazione
che proprio la protezione civile aveva organizzato prima dell’inizio della raccolta spinta del secco. “Avevamo fatto – ri-
corda Panciera – una decina di incontri, un paio rivolti agli stranieri. Ora riteniamo utile fare una verifica rendere sem-
pre più efficiente la raccolta”. Ad Alano il nuovo sistema ha visto crescere le percentuali di differenziata di circa il 15 per
cento raggiungendo una percentuale del 64,9 per cento. “Un buon risultato – commenta Panciera - che però ci dice
che c’è ancora molto da lavorare anche sul versante della qualità del conferimento. Per questo motivo, grazie all’aiuto
di Jin Yong, un giovane ragazzo che si è dimostrato sensibile al problema e che parla molto bene l’italiano, abbiamo
pensato di incontrare la numerosa comunità cinese per verificare le loro conoscenze e fornire ulteriori spiegazioni”.
L’handicap linguistico certo non favorisce il recepimento dei regolamenti e più volte l’assessore all’ambiente Andrea
Tolaini aveva indicato nella numerosa presenza straniera una delle cause di un dato di raccolta più basso rispetto ad
altri Comuni. Assieme all’alanese Martina Lipia, che ha dato la propria disponibilità in qualità di interprete, era presen-
te anche il vicesindaco Luigi Codemo, che ha espresso la propria soddisfazione per la partecipazione. “Visto
l’interesse – ha detto, tradotto poi in cinese - riponiamo molta fiducia nei vostri confronti”. Così, dimostrando grande at-
tenzione, i presenti hanno partecipato
ad una sorta di gioco che consisteva
nel separare in base al relativo
conferimento le diverse tipologie di
materiale. Numerose le domande, ma
non è mancata anche una piccola
polemica. “Noi facciamo bene la
raccolta – ha detto una signora
orientale - perché ripetete a noi queste
cose – quando a nostra volta troviamo
le piazzole in disordine?”. “Noi ci
rivolgiamo a tutti – ha spiegato
Panciera – e abbiamo incontrato
spesso anche la popolazione locale. Continueremo però a fare incontri specifici per far comprendere meglio
l’importanza del differenziare bene”. E per la prossima settimana c’è già in agenda un incontro con alcune donne ma-
rocchine. (Articolo tratto dal Corriere delle Alpi del 27.03.2011)
5 ATTUALITÀ

Biblioteca Unione dei Comuni di Quero e Vas


Pro Loco di Quero
presentano:

DOMENICHE ANIMAT(t)E
Spettacoli di Narrazione e Figure animate aspettando l’estate
@
CENTRO CULTURALE DI QUERO
DOMENICA 10 APRILE ORE 17
ALBERTO DE BASTIANI

La Storia di Pinocchio
SPETTACOLO DI NARRAzIONE
Con pochi oggetti di legno, i pupazzi del gatto e della volpe, i burattini del teatro di Mangiafuoco, le canzoni
del grillo parlante e del paese dei balocchi, un solo attore racconta e dà voce a questa storia. Pinocchio
nel suo andare incontrerà tanti personaggi fantastici, tante voci. Ad ognuna di loro Pinocchio regalerà un
po’ della sua vita, un sogno, una speranza, una bugia. Voci che lo guideranno, o lo aiuteranno a perdersi per
poi ritrovarsi in quel movimento che segna l’esperienza del crescere, dove se si ascolta con attenzione e si
guarda bene, non manca la poesia.

DOMENICA 8 MAGGIO ORE 17


PAOLO RECH

Festa diSPETTACOLO
Compleanno
DI BURATTIN I
E’ un giorno importante oggi per il coniglio Ginetto: è il suo compleanno e il burattinaio gli ha promesso “un
paio di mani morbide e calde come il pane”. In baracca si fanno i preparativi per la festa, con Arlecchino e
Leo, il leone, che si preparano a recitare la poesia, Colombina che va a prendere la torta e si attende anche
l’arrivo di zia Orsa dalla lontana Lettonia. Ma si sa, quando tutto sembra andare per il meglio, ci si mette
di mezzo il Diavolo a fare il guastafeste.
Da un’idea di Gigio Brunello nasce questo spettacolo poetico, con numerosi colpi di scena ed un ingegnoso
impianto teatrale, che parla con semplicità del delicato passaggio dall’infanzia alla fanciullezza.

DOMENICA 29 MAGGIO ORE 17


TEATRO IN TRAMBUSTO

Varietà Prestige
SPETTACOLO DI MARIONETTE
Una donna su un palco tra oggetti un po’ retrò, decide di dar vita alla meraviglia di un teatro di lustrini, lunghi abiti di seta,
bravura, raffinatezza e zucchero…quando le persone cercavano quell’incanto e gustavano la dolcezza che l’Arte Varia sapeva
donare, perché si sa: “la vita è amara quando in fondo non c’è zucchero”. Un omaggio al mondo del varietà e dell’avanspettacolo,
alla rigorosa spensieratezza di Boris Vian, alle scarpe con il tacco, alle marionette a filo, alle pailettes, al rossetto rosso e
ai pianoforti giocattolo. Piccoli quadri musicali in un gioco di commenti e battute tra la marionettista, le sue marionette e il
loro pubblico… se ne avrà voglia!

INGRESSO UNICO 3 e
I bambini dovranno essere accompagnati da un adulto. L’organizzazione declina ogni responsabilità.
Stampa DBS -3-11

Info: Biblioteca di Quero tel. 0439.787097 - E mail: biblioteca.quero@feltrino.bl.it


martedì 9,00 – 13,00 • giovedì e sabato 14,30 – 18,30
6 ATTUALITÀ

Il Comune di Alano di Piave


in collaborazione con le Associazioni d’arma ed ex combattenti Alanesi
organizza

ANNIVERSARIO DEL 25 APRILE


presso il Monumento agli alpini (Zona Industriale Colmirano)
Programma
• ore 09,45 - Ritrovo in Piazza Martiri e deposizione Corona al monumento Partigiano;
• ore 10.30 - S. Messa ricordando i Caduti per il Tricolore
presso la Chiesa S.Giacomo di Colmirano;
• ore 11.45 - Sfilata al Monumento degli Alpini e discorsi di rito;
• ore 12.30 - Ristoro.
Il Sindaco le Associazioni d’Arma ed Ex Combattenti Alanesi

Sarà presente la Banda Cittadina


Associazioni e cittadinanza sono invitati
(Dr. Fabio DAL CANTON)

I prossimi appuntamenti proposti dall’Auser


APRILE 2011
10 aprile: Festa dei compleanni per i nati in aprile e maggio con pranzo di BACCALA’.
Vendita ortensie per TELEFONO AZZURRO nelle piazze di Quero (14/4) ed Alano (16/4).
Dal mese di aprile, ogni giovedì, dalle 16:00 alle 17:00, corso di ginnastica dolce presso la palestra
della Casa di Riposo di Quero.
MAGGIO 2011
3 - 6 maggio: Gita in Toscana • 18 maggio: incontro con il Prof. Quadretti sul tema: “L’unità d’Italia ed il Tricolore”
GIUGNO 2011
1 – 15 giugno: Soggiorno marino a Rimini – VILLA MEROPE
26 giugno: Pic-nic a Campo in collaborazione con il Comitato Festeggiamenti di Campo
Tutti i mercoledì presso la sede di Quero, incontro per i soci che amano il gioco della tombola o delle carte. Anche ad
Alano di Piave, presso la biblioteca comunale, è a disposizione una sala per gli incontri del mercoledì.

3 MAGGIO: Sansepolcro - pranzo in ristorante - Assisi -


visita alla città (basiliche di S. Francesco e S. Chiara, cattedrale
di S. Ruffino, S. Maria degli Angeli, eremo delle carceri,
abbazia di S. Benedetto) - cena in hotel
4 MAGGIO: colazione in hotel. - Città della Pieve - visita
alla città: le splendide chiese, i palazzi, la casa del Perugino -
Montepulciano - pranzo in ristorante, visita alla città etrusca
e alle grandiose mura - Montalcino - visita alla città: le mura,
la fortezza, le chiese medievali - assaggio del celebre vino
"Brunello". Cena in hotel.
5 MAGGIO: colazione in hotel - Siena - visita alla città:
piazza del Campo, il meraviglioso duomo, le viuzze antiche, le
contrade. Pranzo in ristorante, quindi tappa ad Asciano, nota
per le sue "crete", e a San Giovanni d'Asso, (patria del
tartufo bianco) con i suoi meravigliosi panorami, i calanchi e le
"biancane". Visita all'abbazia di monte Oliveto. Cena in hotel.
6 MAGGIO: colazione in hotel - visita a San Gimignano, la città delle 100 torri. Pranzo in ristorante, quindi visita alla città di S.
Miniato. - rientro
La quota di partecipazione (€uro 400,00 per i soci e €uro 410 per i non soci) comprende:
viaggio e visite in pullman - spese autista, pedaggi e parcheggi, sistemazione in Hotel ***, in camere doppie con servi-
zi privati - trattamento di pensione completa come da programma - guida per la città di Assisi e per tutta la 2a e la 3a
giornata - assicurazioni medico e bagagli + ass.rct - gadget, i.v.a. La quota non comprende ingressi, mance, bevande
extra, e quanto non espressamente qui sopra specificato. Supplemento camera singola: 60,00 €.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PRESSO AUSER QUERO TUTTI I MARTEDI' E VENERDI'
DALLE ORE 15,00 ALLE ORE 17,00
7 CRONACA

Auser: i compleanni di Marzo


Enrica Mazzier, Pasqua Billò, Giuseppina Dal Canton,
Antonia Grillo e Stefano Zatta: questi i cinque
festeggiati presenti, su venti, alla festa dei compleanni
del 27 marzo, svoltasi nella sala delle associazioni di
Alano di Piave. Li vediamo qui a fianco nella foto, a
partire da sinistra. Stefano, da buon cavaliere, ha
lasciato l’onore della prima fila alle dame. In tutto erano
comunque una cinquantina gli intervenuti all’iniziativa e
l’atmosfera è stata quella consueta: allegra,
spensierata, con l’irrinunciabile esibizione del coro dei
sempre verdi. Canzoni e arie musicali che riscaldano
ugole, cuori e la stessa sala, a conferma, una volta di
più, che è bello stare insieme. A corollario della festa,
durante la quale i festeggiati sono stati sommersi dagli
auguri, ha avuto luogo una sottoscrizione a premi che,
per quantità e qualità dei premi, avrebbe meritato una
più ampia partecipazione di pubblico. Poco male: sono
aumentate le probabilità di vincita per coloro che hanno
aderito all’invito del circolo Auser “Al Caminetto” per un
pomeriggio in compagnia, per scambiare qualche
parola, fare gli auguri a chi compie gli anni e intrecciare
nuove amicizie o consolidare quelle di vecchia data.
Nelle foto qui sotto: altri momenti della festa.

Una “Magnifica” crociera


Sulla nave Magnifica della MSC anche un gruppo del locale circolo Auser

La proposta di una crociera Auser è stata lanciata a titolo sperimen-


tale dalle sedi regionali di Piemonte, Lombardia e Veneto, quasi con
timore, ma l’esito dell’iniziativa ha superato ogni più rosea previsio-
ne, tanto da chiudere a 1200 le prime adesioni, costringendo gli or-
ganizzatori ad un secondo turno di 400 iscritti. Ottima è stata giudi-
cata l’esperienza dai soci del Circolo “Al Caminetto”, una quindicina,
che vediamo nelle foto in versione di gala e tempo libero. Organiz-
zazione impeccabile, vita sulla nave ricca di comodità e scandita da
attività le più diverse, escursioni, dopo la partenza da Venezia, in
luoghi ricchi di storico fascino: Bari, Rodi, Izmir, Atene, Olimpia,
Dubrovnik. Otto giorni indimenticabili, con incontri tra tutti gli iscritti
Auser per rinsaldare lo spirito solidale dell’associazione. Allo studio
la possibilità di ripetere l’esperienza nel 2012, magari su altre rotte.
8 CRONACA

Quero: la burocrazia appieda la Protezione civile


La beffa del bollo non pagato e non dovuto costa il fermo del fuoristrada in dotazione ai volontari locali
di Ivan Dal Toè
Un intoppo burocratico, legato al mancato pagamento del bollo, costa il sequestro dell'unico mezzo in dotazione alla
protezione civile. Il fermo è la conseguenza di un incredibile difetto di comunicazione fra Regione ed Equitalia che si
trascina dal 2003 quando l'associazione aveva fatto regolare
domanda per l'esenzione di pagamento. «La vicenda è
paradossale», commenta il presidente della squadra locale
Davide Pes dopo aver ricevuto ieri la notifica di fermo. E
affiancato da Pietro Cadorin del coordinamento Cmf denuncia:
«Ci troviamo nella condizione di non poter essere operativi in
caso di emergenza a causa di un disguido burocratico. La
settimana prossima - afferma provocatoriamente - convocherò
un direttivo e sottoporrò ai volontari la facoltà di
autosospendersi fino a quando il mezzo non sarà riscattato.
Tanto a piedi possiamo fare ben poco». Il problema sorge
all'indomani dell'acquisto del nuovo Defender nei primi mesi del
2003 quando l'associazione decide di pagare la tassa
semestrale del precedente mezzo (poi ceduto al Comune) per
inoltrare, come previsto dalla legge, la successiva richiesta di
esenzione di bollo per il nuovo. Tutto regolare, ma negli uffici
regionali rimane registrata l'insolvenza per i restanti sei mesi,
con ricaduta sul nuovo mezzo acquistato. Così da sette anni
l'associazione si ritrova a rispedire alla Regione la cartella esattoriale inviatale da Equitalia, precisando la propria
posizione di associazione regolarmente esentata. Questa volta, l'ente di riscossione ha però direttamente inoltrato una
notifica per il fermo amministrativo del mezzo segnando l'apice della paradossale vicenda. «Il 28 settembre scorso -
spiega Pes - la Regione ci ha inviato una lettera in cui ribadiva la regolarità della nostra domanda, riconoscendo il
disguido nell'errata comunicazione dei dati fra le strutture regionali. Adesso ci troviamo a rischiare una multa da 700 a
3000 euro se ci spostiamo con il mezzo». Solo poche settimane fa l'associazione aveva concluso la raccolta fondi per
pagare le spese processuali ai due volontari che nonostante fossero stati riconosciuti estranei all'incidente accaduto ad
una manifestazione, si erano visti recapitare una parcella di circa 17 mila euro di spese processuali. Ora sono le
maglie della burocrazia, questa volta talmente larghe da perdere il flusso di comunicazione fra enti, a creare un nuovo
grattacapo all'associazione. «In questo modo - dice Pes - sono sempre i volontari a rimetterci». Poi fa un appello.
«Chiedo ai consiglieri regionali bellunesi di farsi carico di questa vicenda ad aiutarci a risolvere definitivamente la
questione. Siamo disponibili ad un incontro, ma sappiano – aggiunge scherzando - che siamo a piedi». (articolo del
Corriere delle Alpi del 19.03.2011)
Ricordando
Antonia Carlesso
Ved. Citton
di Alessandro Bagatella
Il 28 febbraio scorso, dopo una sofferente e
lunga malattia durata tre anni, Antonia ha
lasciato la vita terrena per raggiungere i suoi
cari. Originaria di Mussolente, Antonia è stata
per diversi anni parte attiva del “Gruppo Amici
del Tomatico e del Grappa”, al cui interno
aveva trovato un’amicizia serena e allegra,
che, nonostante tutti i suoi problemi, la
rendevano felice. Antonia è stata una donna
generosa e forte, pronta sempre allo scherzo
e se si trovava con la compagnia che sapeva
cantare, desiderava, prima del rientro,
intonare un canto in allegria. Il sottoscritto ed
altri cinque del gruppo hanno preso parte alle
sue esequie e nel corso del rito è stata letta la
preghiera di chi va in montagna, portando il
pensiero anche di chi non ha potuto essere
presente. Ciao, Antonia! Ti ricordo con questa
foto sul Monte Cornetto, sul quale gli amici di
Padova ci avevano accompagnato. Noi ti
ricorderemo nell’escursione notturna, assieme
agli altri amici. Ciao, Antonia. Dai sentieri del
Paradiso guida anche noi su sentieri meno
tortuosi.
9 CRONACA

COME ERAVAMO

LETTERE AL TORNADO
10 ATTUALITÀ

La gallina e lo stivale
Cina e Italia si incontrano
a cura di Martina Lipia
COSA LA CINA PENSA DEL RISCHIO NUCLEARE
11 marzo 2011. Il Giappone è colpito da un tremendo terremoto di magnitudo 8.9 e da un conseguente e ancor più ter-
rificante tsunami. Tutti gli occhi sono ora puntati sulla centrale atomica di Fukushima, nel nord del paese, a 250 km cir-
ca in linea d’aria dalla capitale Tokyo. Quella che è la cronaca la conosciamo bene, il livello di radioattività cresce di
ora in ora. Influenzati dagli eventi, molti governi si riuniscono per discutere sul da farsi e per analizzare ancor più a
fondo la questione dell’energia atomica.
Anche la “grande gallina” dice la sua. L’incidente di Fukushima ha convinto le autorità cinesi del bisogno di un esame
approfondito al programma atomico nazionale. Lo scorso 16 marzo il governo di Pechino ha così disposto
“un’ispezione generale precauzionale delle infrastrutture nucleari cinesi” nonché “il rafforzamento dei regolamenti ri-
guardanti la sicurezza”, parole del Primo Ministro cinese Wen Jiabao che si leggono nel comunicato ufficiale diramato
dal Consiglio per gli Affari di Stato. Verranno quindi sospesi temporaneamente tutti i progetti di costruzione di nuove
centrali, compresi quelli già in fase di sviluppo. Anche il colosso Cina, dunque, mette i freni al proprio ambizioso pro-
getto nucleare preferendo un atteggiamento di cautela.
Parliamo di numeri: quante sono le centrali nucleari attive in Cina? Attualmente sono 13 i reattori funzionanti al di sotto
della Grande Muraglia, distribuiti so-
prattutto lungo le zone costiere nel sud
del Paese; ma altri 27 reattori sono già
in fase di costruzione e non si devono
dimenticare i 50 nuovi progetti di im-
pianti pianificati ed ora, gioco forza,
temporaneamente congelati. A tutt’oggi
il governo di Pechino ottiene dallo sfrut-
tamento nucleare solo l’1,9 per cento
del fabbisogno di energia nazionale.
L’obiettivo è quello di alzare la percen-
tuale al 5 per cento entro il 2020. Per
ragionar in termini di denaro, entro i
prossimi nove anni la China National
Nuclear Corporation (CNNC) ha in pro-
getto l’investimento di oltre 80 miliardi
di euro nell’energia atomica dei quali 50
da impegnare entro il 2015.
Nel frattempo proseguono i tentativi per
la messa in sicurezza di Fukushima e il
governo cinese chiede a Tokyo infor-
mazioni più dettagliate e tempestive sulla situazione della fuoriuscita di radiazioni. Il premier cinese Wen Jiabao ha
rassicurato i cinesi che non corrono rischi dalle radiazioni emesse dalla centrale giapponese, ma la psicosi dilaga tra la
popolazione, incoraggiata anche dai messaggi che appaiono sulle chat e sui blog. Le scorte di sale di molti supermer-
cati stanno ormai per finire. Due sono le principali motivazioni della “corsa al sale”: innanzitutto, per il suo contenuto di
iodio, esso può aiutare a preservare la tiroide dagli attacchi delle radiazioni nucleari. La seconda ragione è che le ra-
diazioni possono contaminare l’acqua di mare e di conseguenza anche il sale che da questa viene estratto. I tecnici ci-
nesi monitorano 24 ore su 24 i livelli di radiazioni e continuano a smentire che il Paese sia interessato da qualsiasi con-
taminazione affermando che le correnti del vento allontanerebbero le radiazioni verso il Pacifico. Ma la paura è tanta e
non mancano i mercanteggiamenti, tanto che i governi territoriali delle province dello Shandong e di Hainan (nel sud
del Paese) hanno disposto delle multe fino a 2 milioni di yuan (circa 200 euro) per coloro che speculeranno sul prezzo
del sale.
“La Cina ha bisogno di energia per continuare nel suo sviluppo, ma questa energia deve essere pulita e sostenibile” ha
detto il responsabile di Greenpeace per l'Asia dell'est, Li Yan, che con favore ha accolto la notizia presa dal governo di
rallentare, almeno momentaneamente, la sua corsa al nucleare. Secondo l'Aiea (l’Agenzia Internazionale per l’Energia
Atomica) nel 2009, con 2.252 milioni di tonnellate di risorse energetiche, la Repubblica popolare cinese è stata il mag-
gior consumatore di energia al mondo. Ma si deve anche dire che, per recuperare, ha speso il doppio degli Usa in e-
nergie verdi. E nel nuovo piano quinquennale appena approvato l'investimento complessivo per l’ambiente dovrebbe
toccare i 3.000 miliardi di yuan, circa 350 miliardi di euro.
Come si evolverà la situazione? Staremo a vedere, con la speranza che le decisioni che i governi prenderanno siano
tali da arrecare il maggior bene, o perlomeno il minor danno, alla popolazione.
ASTERISCO

Macchina fotografica digitale smarrita a Colmirano


Trovata per terra, a Colmirano, una macchina fotografica digitale compatta. Chi l’ha trovata, purtroppo, non ha ricono-
sciuto nessuna delle persone che ci sono nelle foto e non risce a restituire l’oggetto al legittimo proprietario. Se qual-
cuno ha smarrito la propria digitale in quella zona ce lo faccia sapere o si rivolga direttamente alla biblioteca comunale
di Alano di Piave, dove la macchina è custodita.
11 CRONACA

Consegnate le riconoscenze
ai donatori di sangue di Alano di Piave
di Cristiano Mazzoni
Grande festa per i Donatori di Sangue di Alano di Piave domenica 13 marzo 2011 in occasione della consegna dei
diplomi, delle medaglie e delle targhe ai propri donatori. Dopo diversi anni dall’ultima cerimonia di consegna sono sta-
ti assegnati diplomi, medaglie e targhe ai donatori della sezione intitolata a “Silvia Mazzier” che hanno superato un
certo numero di donazioni.
Alla giornata, ottimamente
organizzata dalla sezione
locale, erano presenti, oltre ad
un gran numero di donatori,
anche il Sindaco di Alano di
Piave Fabio Dal Canton, il
caposezione Fidas di Alano di
Piave Stefano Zatta, il
vicepresidente Fidas della
Associazione Feltrina Giovanni
Cassol, il primario del centro
trasfusionale di Feltre Giovanni
Di Mambro ed una numerosa
rappresentanza di tutte le
sezioni feltrine Fidas.
Tutti i convenuti hanno preso
parte alla messa celebrata da
padre Gian Piero Borsari il
quale ha descritto l’importanza
della donazione del sangue.
Di seguito si sono susseguiti gli
interventi del sindaco, del
vicepresidente FIDAS
dell’associazione feltrina, del
primario del centro trasfusionale e del caposezione FIDAS di Alano tutti incentrati sull’importanza della donazione e
sull’invito ai giovani di avvicinarsi a questa forma di generosità. Poi il corteo si è spostato in Municipio dove sono sta-
te consegnate le riconoscenze. Questi, in dettaglio, i premiati: diplomi (10 donazioni) a Maurizio Buttol, Ornella Ca-
relle, Rudy Ceccato, Gianluca Codemo, Daniele Codemo, Daniela Corso, Franco Dal Canton, Manola De Paoli, Ste-
fano Giotto, Daniele Mazzocco, Andrea Pisan, Nicola Pisan, Ivano Quaggiotto, Paolo Rizzotto, Raphaela Schafer,
Andrea Scopel, Vladi Secci, Massimo Storgato e Danilo Zago; medaglie di bronzo (15 donazioni) a Norma Buttol,
Bernardo Collavo, Giorgio Durighello, Daniele Mazzocco, Cristiano Mazzoni, Andrea Pisan, Nicola Pisan, Stefano Pi-
san, Ivano Quaggiotto, Andrea Scopel, Paolo Scopel, Romeo Scopel, Antonio Teo, Gioacchino Tessaro e Danilo Za-
go; medaglie d’argento (25 donazioni) ad Angelo Codemo, Bortolo Dal Bon, Santino Lipia, Claudia Mazzier, Michela
Pisan, Luigi Rizzotto, Valter Rossi, Paolo Scopel, Antonio Teo e Angelo Zancaner; medaglie d’oro (40 donazioni) a
Antonio Carelle, Giuseppe Dal Zuffo, Michela Pisan, Antonio Rech, Pietro Scopel, Luigi Spada e Livio Tonin; distinti-
vo (60 donazioni) a Sandro Costa; targa (80 donazioni) a Francesco Pisan e Sandro Costa. Al termine delle premia-
zioni è seguito il pranzo al Ristorante “Al Molin” di Alano di Piave.
(In foto: il gruppo donatori di fronte al Municipio di Alano di Piave)

Agraria
MARCHI
TERRA PER FIORI PAGHI 2 PRENDI 3 PZ. - CORTECCIA DA 5,00 € LITRI 80
SASSI VARI COLORI 1 PZ. € 8,00 2 PZ. € 15,00 - PALI VARI TIPI CASTAGNO
TELO PACCIAMATURA VARIE MISURE - FIORI PANSÈ - PIANTINE ORTO
Chiuso il Mercoledì pomeriggio

Zona Industriale, 68 - PEDEROBBA (TV) - Tel. e Fax 0423 688902


12 LETTERE AL TORNADO

Un terribile incidente d’auto ha strappato Elsa Mondin, 64 anni, di Quero, ai suoi cari ed ai suoi amici lo
scorso 13 marzo, sulla strada statale Feltrina, nella curva a breve distanza dall’incrocio con via Piave. La
notizia ha lasciato tutta la comunità querese nello sgomento e si è propagata rapidamente. Da Faenza, Lia
Dalla Piazza ci ha mandato questo ricordo di Elsa, con preghiera di pubblicazione. Nel farlo ci uniamo al
dolore delle figlie e del marito, del fratello e dei famigliari tutti e formuliamo le condoglianze di tutta la
famiglia de “Il Tornado”. (M.M.)

Ricordando Elsa Mondin


- Quando tornavo a Quero d'estate la prima persona che contattavo telefonicamente eri Tu, cara Elsa.... si
perché noi in comune avevamo la passione per la musica, sia classica che jazz (quest'ultima a Te piaceva un
po' meno). Quanti concerti da Bassano ad Asolo e nelle Ville Bellunesi! Ti trasformavi quando ascoltavi un
concerto e le nostre anime in quelle occasioni si sono incontrate tante volte. L'ultima occasione che ho avuto
è stata d Agosto al Teatro della "Sena" con un pezzo teatrale di Goldoni. Hai voluto offrirmi quella serata...
eravamo contente di vedere delle cose assieme. Quanti viaggi con quella "pandina rossa" che ti ha portato
alla morte.
Sono ancora attonita, non ci posso credere che tu non sia più qui tra noi. Avevi a cuore le tue ragazze, sapevi
quanto è importante la cultura, ne parlavamo spesso.
Conservo ancora nel mio cellulare un tuo messaggio scritto dopo che io sono tornata a Faenza. Eri la gioia
di vivere, nonostante le difficoltà che la vita ci riserva, eri sempre positiva. Quella tua squillante risata, mi
sembra ancora di sentirla.
Ciao amica mia, spero che il cielo ti riservi altri splendidi concerti.
Lia Dalla Piazza

CRONACA

Premiati per 25 anni di lavoro


Venticinque anni di lavoro alla Luxottica, fabbrica di
occhiali, e il traguardo viene sottolineato da un
apprezzamento ufficiale della ditta, che ha
consegnato, nel corso di una cerimonia, il ventinove
ottobre dello scorso anno, attestati di benemerenza e
gratitudine. Fra i premiati anche il nostro abbonato
querese Francesco Dal Canton, che qui vediamo in
foto con il titolare Leonardo Del Vecchio e il
vicepresidente Luigi Francavilla. Ha ricevuto il premio
anche Giuseppina Deon in Sudiero, nostra lettrice di
Vas. Francesco lavora nello stabilimento di Sedico e
la sig.ra Giuseppina in quello di Pederobba.
Dopo la consegna degli attestati e le foto ricordo, la
festa è continuata con un pranzo al ristorante “Villa
Gioia Grande” di Rosà (Vi).

Da Varese si presentano
Neve e Scilla
Ciao Mauro, ti invio una foto per presentarti le mie bambine Neve e
Scilla, siamo sulla sponda del lago di Varese (dove abito da più di 10
anni ormai...). Sai una curiosità....entrambe le mie principesse sono
arrivate insieme alla laurea...già perchè mentre mi stavo laureando in
Scienze Internazionali la cicogna mi ha annunciato che sarebbe arrivata
Neve e mentre mi stavo laureando in Relazioni Internazionali (la laurea
specialistica) è tornata per annunciare Scilla, tra l'altro mi hanno portato
anche molta fortuna perchè in entrambi i casi ne sono uscita a pieni
voti!!!!
Vi ringrazio per il vostro impegno nel redigere “Il Tornado” rendendolo
una lettura piacevole e mai banale, e facendo sentire un po' più vicino a
casa chi è lontano...continuate così! Ernestina Bagatella
13
14 LETTERE AL TORNADO

RUBRICA DI FOLKLORE LOCALE E PATRIOTTICO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE INCONTROLLABILE


DICIOTTESIMA PUNTATA A CURA DI PROCOPIO COLETTI

RICORDI DI QUARESIMA
racconto della Passione, descrivendo i momenti della
flagellazione, della corona di spine, della crocifissione.
la processione del venerdì santo Nella chiesa tutti sono presi dal pathos di questa voce
poderosa, quando l’oratore si accorge che io e l’amico
La processione del venerdì santo era il momento più
atteso di tutta la settimana santa. Vi partecipava Angelin lo stiamo innocentemente mimando tra le risatine
tantissima gente, più ancora del Corpus Domini. Se ne degli astanti. Una mano, l’enorme manona di don Ciscato
parlava già un mese prima, perché tutti volevano sapere si infila allora tra le nostre due teste, e pànfete a sinistra
chi sarebbero stati i penitenti vestiti col saio che e pùnfete a destra, e poi ancora a sinistra… Il dolore mi
avrebbero preceduto la sfilata dei fedeli trascinando la toglie il respiro, vedo un cielo tutto blu, e miliardi di
croce. E poi c’erano i gruppi dei figuranti che, lungo il piccole stelle luminosissime… Ripresa coscienza, mi
tragitto, rappresentavano le scene della via crucis. lascio scivolare sul pavimento e raggiungo la porta
Ricordo una crocifissione molto realistica col “povero laterale, umiliato e urlante. Appena fuori della chiesa mi
cristo” congelato dal freddo, e una flagellazione tolgo di dosso “tònega” e cotta, e le scaravento nell’ orto
realizzata con un impressionante sperpero di “sangue”… della Rosetta. Dove da sempre prosperano le ortiche.
Ricordo anche quelle malefiche puntine da disegno,
naturalmente arrugginite, che un ignoto teppistello quando Beppino scese dalla croce…
buttava là dove sarebbero passati i “flagellanti” scalzi...
Don Ciscato reggeva la croce con le reliquie, e col suo I riti religiosi mi affascinavano. I funerali col grande
vocione stentoreo che non abbisognava di altoparlante catafalco in mezzo alla chiesa, il terrorizzante canto del
intonava i canti della penitenza, mentre il coro delle “dies irae”, la lavanda dei piedi, le rogazioni in mezzo ai
fanciulle rispondeva: “Gesù mio perdòn pietà”. campi, la processione del “Corpus Domini” che
Il parroco era contornato dai chierichetti e dai cappati con percorreva l’intero paese col grande stendardo rosso di
il medaglione dorato sul petto che reggevano il sant’Antonio abate, le case imbandierate con i copriletto
baldacchino e i “ferài”. Tutte le finestre delle case erano
illuminate da tremolanti candeline, e i fedeli più devoti e i tappeti, e il solenne canto del “Lauda Sion
esponevano piccoli altari. Il tutto era molto solenne, Salvatorem”… Erano momenti molto suggestivi che poi
suggestivo, e ci coinvolgeva tutti. io ricreavo a casa, facendomi i paramenti di carta,
accendendo candele su un improvvisato altarino. Mi ero
specializzato soprattutto nei funerali, e ogni volta che
la gatta, le sberle moriva un gatto, un cane, un canarino, celebravo solenni
e la tonaca alle ortiche esequie con successiva pietosa inumazione della salma,
con la partecipazione di tutti i ragazzini del luogo. La più
Anch’io ho fatto il chierichetto, anche se la mia è stata grossa la combinai proprio durante la settimana santa.
una carriera rapidissima. Mia mamma aveva fatto cucire Beppino, il figlio del meccanico della filanda, accettò di
tonaca e cotta recuperando il tessuto necessario dal farsi crocifiggere. Allora fissai un’assicella orizzontale al
corredo di mia nonna, compreso il merletto. Per cui ero tronco di un pino, vi legai i polsi del malcapitato che,
l’unico, della mia squadra, ad avere la “còtola” della coperto del classico straccetto bianco, si lasciò bloccare
misura giusta. La chiesa era bellissima, piena di misteri. anche le caviglie alla base dell’albero. Per sicurezza lo
Soprattutto la sacrestia, con tutti quei cassetti, quegli legai strettamente alla “croce” all’altezza dei fianchi. Poi,
armadi zeppi di paramenti multicolori, e con il con i rossetti prelevati in negozio, lo dipinsi di sangue
nascondiglio del vino e dell’incenso… E poi l’organo, tutti dappertutto. Non contento, preparai anche una corona di
quei comandi, quei tasti, la pedaliera, il mantice per dare “spin del Signor” che allora abbondavano in via Monte
fiato alle canne… Era successo che un mariuolo aveva Tomba, e gliela misi in testa. Dopo un po’ di tempo venni
infilato dentro al mantice la gatta di “Toni orbo”. chiamato da mia madre che mi mandò alla posta.
Evidentemente sapeva che poco dopo si sarebbero riuniti Beppino rimase solo più di un’ora. Il tempo necessario
i cantori per provare i canti della settimana santa. Infatti perché mi dimenticassi della mia vittima. Mi resi conto
successe il putiferio. Immaginate le urla della bestiola e della situazione solo quando sentii sua madre che, dalla
gli strilli della Mariuccia quando l’addetto ha cominciato a filanda, lo chiamava a gran voce. Mi precipitai
gonfiare il mantice! Naturalmente se la presero subito sul…calvario e provvidi immediatamente a deporre il
con me perché qualcuno mi aveva visto gironzolare nei malcapitato dal patibolo. Ormai era sera, e Beppino
dintorni. Inutile ogni proclamazione di innocenza, tanto aveva le labbra blu ed era tutto intirizzito. Lo aiutai a
che fui immediatamente sospeso “a divinis”. Non sto a rivestirsi e a togliersi di dosso tutto quel rossetto. Ebbi
dirvi il dispiacere di mia madre, che intervenne presso il anche la sfrontatezza di chiedergli se si era divertito. “Se
parroco supplicandolo di concedermi la grazia. Fui tua mamma ti chiede qualcosa, dille che abbiamo giocato
riammesso in sagrestia, ma la mia “carriera” era ormai agli indiani”, gli suggerii. Non so se mi ascoltò. Certo che
compromessa. Intanto arriva il venerdì santo. Avevo non si fece più vedere nei paraggi per qualche mese.
lavorato tutto il giorno a preparare i “bicchieri” con la
carta rossa, con la sabbia e i moccoletti, li avevo disposti I ovi de pasqua
su tutte le finestre… e poi ero andato in chiesa per la
cerimonia che precede la processione. Il momento è Tutti gli anni, a Natale, a Capodanno e a Pasqua, mia
solenne. Don Ciscato sale sul pulpito, mentre io e madre ci mandava a fare gli auguri ai vicini di casa. Le
Angelin, vestiti da “zaghéti”, prendiamo posto subito nostre mete obbligate erano la signora Pierina moglie del
sotto. ll parroco inizia, con voce ispirata e vibrante, il segretario comunale, la sàntola Amalia, la maestra
15 LETTERE AL TORNADO

Emiliani, le signore del Caffè Speranza, la podestaressa, “mandolato” o di uova sode. Ricordo, in particolare, le
le sorelle Licini Pompeo e “me sàntol Guido Bee”. La bellissime uova delle sorelle Pompeo, tutte decorate a
frase era sempre la stessa: “L’à dit me mama tanti mano dalla signorina Marina con i pastelli Giotto. Erano
auguri”. Tutto bene, solo che a fare gli auguri finivo per talmente ben disegnate che mi guardavo bene dal
andarci sempre e soltanto io perché mio fratello trovava romperle per mangiarle. Purtroppo facevano ugualmente
sempre una buona scusa per non farsi vedere. Così le una brutta fine perché ci pensava Orazio a sfracellarle
raccomandazioni (“fa’ pulito, satu”, “fa’ al bravo tosatel”) utilizzandole nel gioco della “palanca”
erano tutte per me. Tornavo a casa tutto sbaciucchiato e
con le tasche stracolme, a seconda del calendario, di Pierino

ATTUALITÀ

Educare ancora? Sì, grazie!


(s.for.) Sull’invito alla cerimonia di inaugurazione dei lavori di completamento della scuola secondaria di 1° grado
“Italo Calvino” di Alano (di cui ci parla il nostro Ivan Dal Toè in altra parte del giornale) comparivano, corredati dagli
splendidi disegni dei ragazzi, anche tre interessanti riflessioni sulla scuola che vogliamo condividere con tutti i lettori
del Tornado.

…per “accendere” i giovani come fossero fiaccole


… Un piccolo campanile, una chiesa addossata ad una casupola e dentro la casa su una parete, là in fondo: “I care”,
la scritta che dice: mi importa, mi sta a cuore! A distanza di alcuni anni dalla prima visita alla scuola di Barbiana
ripenso a quei bambini e ragazzi figli di contadini, che lassù, cinquant’anni fa, in un posto dimenticato dagli uomini,
studiavano tutto il giorno per trecentosessantacinque giorni all’anno, perché lì nessuno era “negato per lo studio” e
ad ognuno ero offerto la possibilità di avere la parola, cioè di intendere e di farsi intendere. Ripetere, ancora oggi, che
ci sta a cuore lo scuola, che ci stanno a cuore i nostri bambini e ragazzi, ha un sapore del tutto nuovo, rinnovato nello
slancio educativo che sentiamo per loro e il prendersi cura della loro crescita significa imparare che “il problema degli
altri è uguale al mio, sortirne tutti insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia!”. Dire “I care”, ancora oggi, significa
assumersi l’impegno di far strada a tutti senza farsi strada, significa che l’occhio e il cuore devono correre sempre su
chi ha meno, significa cercare, nel suo sguardo distratto, l’intelligenza che Dio ci ha messo certo uguale agli altri. “I
care” significa lottare per chi ha più bisogno, se solo provassimo questa inquietudine, ci sveglieremmo la notte col
pensiero fisso per cercare un modo nuovo di fare scuola ma anche di fare politica. Bisogna amare per vedere, perché
non si vede che con iI cuore. Ogni nostro bambino deve poter firmare la propria vita, coltivando i suoi talenti e i suoi
sogni e per noi valga l’espressione evangelica: “Siamo servi inutili, abbiamo fatto ciò che dovevano fare”.
Fabio Dal Canton, Sindaco di Alano di Piave

... per uscire dalla mediocrità


Il compito di educare è delicato e complesso, è un atto che richiede passione, attenzione, sensibilità, capacità di
ascolto e di dialogo. Ogni educare è una sfida che non si può lasciar cadere nel vuoto, perché educare significa
“accompagnare, prendersi cura, voler rischiare di credere nell’altro, avere coraggio”: proprio come amare. Ogni
giorno la scuola deve vivere la propria dimensione educativa in questo senso. A scuola i ragazzi devono essere
aiutati a scoprire se stessi, la bellezza e la serietà della vita, a sentirsi a casa nel mondo globalizzato che li circonda:
in una parola, hanno bisogno di maestri, di “maestri esperti in umanità”. Il vero educatore è colui che sa parlare prima
ancora che all’intelligenza, al cuore di coloro che vuole far crescere, come nella scuola di Barbiana, il cui obiettivo
fondamentale era quello di formare uomini. Allora educare ancora, educare sempre con più forza e consapevolezza
di prima, con energia e cuore per continuare a colorare di speranza il futuro.
Gina Doro, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Quero

…perché ciascuno trovi la sua strada


… “Può la scuola recuperare valori autentici, rapporti d’amicizia, di reciproca stima, di collaborazione come una
piccola società dove vige il rispetto dell'altro? lo penso che per gli educatori autentici niente è impossibile: se noi
offriamo ai nostri bambini, ai nostri ragazzi una scuola capace di trasformare le diversità in valori positivi, può
avvenire il cambiamento della società dal suo interno. Soltanto così i bambini e i ragazzi d’oggi, che la società ha
formato a sua immagine secondo le regole attuali fondate sul consumismo e la competizione, possono diventare
cittadini attenti, educati, motivati, responsabili. Ogni bambino che nasce è un cittadino libero che ha diritti e doveri: li
può esercitare da subito nella piccola società democratica che è la scuola: non una scuola che esclude, boccia,
giudica con i voti, ma una scuola che accoglie come veri amici i bambini e i ragazzi, dà loro la parola, stabilisce
regole condivise, promuove le capacità di ciascuno attraverso una valutazione formativa. Per noi i valori rimangono e
la scuola non li può ignorare, ma può lavorare per formare cittadini che sanno accettare le regole dei dialogo e della
pratica democratica”.
da un editoriale di Mario Lodi, maestro elementare, scrittore e pedagogista
16 ATTUALITÀ

Comuni di
Alano di Piave, Quero, Vas,
EcoTato
l’ecologia cresce
t !

SALVAGUARDIA
SALUTE PER AMBIENTALE
IL BIMBO
V
VEEN
NEER
RDDII 8
8A RIILLE
APPR E meno rifiuti
meno allergie O
ORREE 2200..3300 meno spreco di materie
meno eritemi prime
S
SAALLA
AAAS
SSSO
OCCIIA
AZZIIOON NII ddii Q
QUUEERRO
O

BILANCIO una proposta

Per informazioni: FAMIGLIARE


ecotato@gmail.com fino a 1300 euro in collaborazione con
cell. 340.8904819 di risparmio
in 3 anni

Cari GENITORI,
le amministrazioni comunali di Alano, Quero, Vas e Segusino Vi vogliono invitare alla serata informativa
in oggetto per presentare il progetto “Ecotato. L’ecologia cresce con te” promosso dal gruppo
“Ricicliamo Basso Feltrino” e accolto dai quattro Comuni.
Il progetto riguarda la promozione dell’utilizzo di pannolini lavabili di moderna concezione per la
prima infanzia. Con questa iniziativa, che vogliamo proporre alla Vostra attenzione, oltre ad assicurare
un maggior benessere ai propri figli è possibile ottenere un significativo vantaggio economico dando un
contributo concreto alla riduzione dei rifiuti urbani e, non ultimo, contribuire a diffondere un piccolo
ma importante segnale di sensibilità ecologica.

Alla serata, rivolta in particolare ai genitori o futuri genitori con bimbi in età da
pannolino, saranno presenti esperti e genitori che hanno provato i pannolini lavabili

Le motivazioni che ci portano a sostenere questo progetto, sono diverse e possono essere così riassunte:
Tutela dell’ambiente: Si calcola che ogni bambino “produca” nei primi tre anni di vita circa 1 tonnellata di
pannolini usa e getta che attualmente vengono smaltiti in discarica o con incenerimento. Da sottolineare che
notevole è il consumo di materie prime (soprattutto plastica, derivata da petrolio) per la loro produzione.
Risparmio economico: Si calcola che per l’acquisto dei pannolini usa e getta per i tre anni d’uso ogni
famiglia spende circa 1500/1800 euro, senza contare gli eventuali costi di smaltimento. La cifra potrebbe
essere ridotta a 300/400 euro con i pannolini lavabili.
Benessere dei bambini: L’utilizzo di pannolini monouso fatti esclusivamente di plastica non permette alla
pelle di traspirare, creando così un ambiente umido, caldo e privo di ossigeno, ideale per lo sviluppo di
eritemi. Per evitare questo problema l’interno dei pannolini viene trattato con ”materiali aggiuntivi” che nelle
pelli più sensibili possono causare arrossamenti. A questo vanno aggiunti i gel chimici superassorbenti per
catturare la pipì spesso a base di sodio policloridato (vietato nei tamponi assorbenti per donna in quanto
sospettati di provocare pericolosi shock tossici).
I sindaci di
Alano di Piave, Quero, Vas e Segusino

Il Mercatino
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star-jet anno 2006, 3 porte, km. 70.000.
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volante, volante e pomellino marce in pelle, fendi nebbia,
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PUTTON GABRIELE Tel. 0439 789388
cile) inserita nel programma 2011 si svolgerà il 17 aprile con partenza alle ore 7.30 da Santa Maria e con destina-
zione Piandeleguna-Col de Rori. La seconda (sempre facile) avrà luogo il 1° maggio, in collaborazione con la Pro
Loco di Fener e in ricordo di Mario Durighello: partenza alle ore 7.00 dalla piazza Dante di Fener con destinazione
Monte Tomba, per poi ritrovarsi alle ore 12.30 alla Croce del Piajo per una grigliata in compagnia. Per qualsiasi ul-
teriore informazione rivolgersi al responsabile del gruppo18
“Amici del Tomatico e del Grappa”, Alessandro
LETTERE Bagatella,
AL TORNADO
telefonando, in ore pasti, allo 0439-788052.

Pubblichiamo di seguito questo ricordo d’infanzia che riguarda Sereno Mondin, scritto dall’amico Tiziano. La foto a
destra ritrae Sereno da bambino, quella di gruppo a sinistra è stata scattata nei luoghi descritti nel testo. Ricordia-
mo che Sereno, originario di Schievenin, è attualmente consigliere comunale di Quero.
Alessandro Bagatella

Dedicato a Sereno Mondin e alla sua montagna

Domenica 21 agosto ab-


biamo ripercorso con alcuni
amici il sentiero che da Pra-
da porta in località Cengia di Prada. Spesso tra le nostre chiacchierate Sereno mi parlava di come visse l’infanzia
tra le sue montagne. Ma una storia mi colpì in modo particolare: all’età di 12 anni egli visse per 2 mesi, esattamente
dal 15 agosto al 15 ottobre del 1954, con la sola compagnia di Gioachino l’asino e Cornet la capra, nel casón Le
Pausce, zona tra il Palòn e il Monte Santo a circa 1200 metri. Qui si raccoglieva e si portava poi giù al paese il fieno
per gli animali. A quel tempo scoppiò un’epidemia chiamata “la febbre maltese”, che dilagò tra la popolazione. An-
che il piccolo borgo di Prada ne fu colpito e, tra gli abitanti, Sereno fu vittima di questo virus, che portava febbre al-
tissima e dolori fortissimi nel corpo e in molti casi la morte. A quel tempo i farmaci erano ancora poco efficaci e col
passare dei giorni la situazione non migliorava. Allora il medico del paese provò un espediente: decise che l’unica
speranza era di portarlo ad una quota più elevata, dove l’aria più pulita e l’isolamento da altre persone avrebbero
potuto fargli smaltire gradualmente la malattia. Per Sereno. ancora bambino. fu una prova di vita indimenticabile;
ancora oggi ne parla con occhi e mente lucida. La mamma saliva ogni 3-4 giorni dopo circa 2 ore di cammino e gli
portava la polenta e un po' di formaggio. Poi tornava giù al paese. Le lunghe notti passate al buio, ad ascoltare con
orecchie tese i rumori della montagna o i passi di qualche animale, che con il tempo imparò a non temere ma a co-
noscere, le giornate assolate o i temporali improvvisi in compagnia dei suoi due amici, resteranno un ricordo inde-
lebile. Passava le ore tra i prati e i boschi, assaporandone i profumi e gli odori, cercando di colmare la solitudine ma
soprattutto il senso di abbandono che un bambino sente lontano dalla propria famiglia. Da questa storia a lieto fine
ognuno può trarre delle considerazioni. lo, a distanza di oltre 50 anni, ho provato grande piacere nel ritrovare lassù
con Sereno, in modo diverso ma in compagnia di tanti amici, il gusto della polenta e del formaggio. Con affetto,
Tiziano

Buon compleanno,
Roberta!
Era il 20 febbraio del 1993 e, per la felicità della so-
rella Lisa, della mamma Serenella Mazzier (origina-
ria di Alano) e del papà Renzo Men (nostri abbonati
di Guia) nacque lei: Robertina, piccola, bionda e as-
sai carina. Oggi, 20 febbraio 2011, alla mega festa in
tuo onore, attorniata da parenti e amici “belli e tanto
monelli”, circa una settantina, hai spento la tua di-
ciottesima candelina. Tanti auguroni da tutta la com-
pagnia, in particolare dai “santoli” Gioachino e Luigi-
na Rizzotto, di Campo.
19 CALCIO

Calcio - Seconda Categoria


La Piave Tegorzo torna a vincere
di Cristiano Mazzoni
E’ finalmente tornata a vincere la Piave Tegorzo che nelle ultime tre uscite è riuscita a raccogliere quattro punti che la
mantengono fuori dalla zona play-out seppure a soli tre punti dal quint’ultimo posto. L’ultima vittoria risaliva al 30
gennaio quando la squadra allenata da Enrico De Faveri si era imposta nel derby col Valdosport. Da allora la
compagine bianco-verde era riuscita ad ottenere solo tre pareggi in sette gare che l’avevano fatta precipitare in
classifica. A quattro giornate dal termine la situazione rimane comunque sempre a rischio sebbene la squadra abbia le
capacità e le qualità per centrare la salvezza diretta. I prossimi impegni vedranno la Piave Tegorzo affrontare in casa
domenica 10 aprile il Foen poi, dopo due domeniche di pausa, una per eventuali recuperi ed una per le festività
pasquali, farà visita domenica 1 maggio (ore 16:30) all’Angarano Azzurra mentre in quella successiva, ultima di
campionato, ospiterà a Segusino il Riese Vallà.
24a GIORNATA CAMPIONATO: Arsiè – Piave Tegorzo 1 a 0
Nonostante una buona prestazione la Piave Tegorzo è uscita sconfitta di misura dal campo dell’Arsiè al termine di una
gara molto agonistica e scarna di occasioni. Un pareggio avrebbe sicuramente fotografato meglio l’andamento di un
incontro tutto sommato equilibrato, risolto da un guizzo dell’ex De Carli. Dopo un primo tempo che scivolava via senza
grossi sussulti, nella ripresa era la squadra di mister Enrico De Faveri a rompere gli indugi imbastendo alcune azioni
interessanti. Ma al 29’ i locali, nella loro unica vera occasione, passavano in vantaggio grazie a De Carli, bravo ad
eludere il proprio marcatore e a superare Alex Faccinetto in uscita. La Piave Tegorzo non si scomponeva e reagiva
prontamente tanto che, dopo solo un minuto, riusciva a pervenire al pareggio con Andrea Coppe che però l’arbitro
annullava per un presunto fuorigioco. Al 35’ lo stesso Andrea Coppe veniva espulso per somma di ammonizioni ma
ciò non impediva alla compagine bianco-verde di rendersi pericolosa con Diego Codemo, Khalid Rahli e Mirko
Schievenin, senza però trovare la via del gol.
25a GIORNATA CAMPIONATO: Piave Tegorzo – Bessica 0 a 0
Pareggio a reti inviolate in quel di Segusino tra Piave Tegorzo e Bessica al
termine di una partita scialba e povera di occasioni. Nella prima frazione
partiva bene la Piave Tegorzo che al 6° si rendeva pericolosa con un tiro
ravvicinato di Davide Berra, che veniva smanacciato in angolo da Trento.
Solo al 25° si facevano vedere gli ospiti con un tiro dalla distanza di
Pellizzari bloccato in tre tempi da Giulio De Faveri. Al 38° i locali
imbastivano una bell’azione corale, non finalizzata però a dovere da Mirko
Schievenin, la cui conclusione si spegneva sul fondo. Nella ripresa le due
formazioni si facevano più intraprendenti e la gara si vivacizzava. Al 3° era
la Piave Tegorzo a rendersi pericolosa quando Khalid Rahli, su un cross di
Mirko Schievenin, spizzicato da Davide Berra, non trovava la deviazione
vincente. Sul capovolgimento di fronte era il Bessica a sprecare
incredibilmente con Pastro, che da posizione ravvicinata sparava alto sulla
traversa. Al 18° un tiro al volo di Seganfreddo veniva neutralizzato da
Giulio De Faveri ma al 28° era la squadra di mister Enrico De Faveri ad
avere la palla del vantaggio quando, al termine di una bell’azione corale, il
tiro fiacco di Andrea Scopel superava sì Trento in uscita, ma veniva
respinto da un difensore. Al 35° era Federico Meneghin ad avere una
Il centrocampista Federico Meneghin buona opportunità, ma il suo tiro da posizione defilata non inquadrava la
porta. Prima dello scadere Mirko Schievenin, da favorevole posizione,
aveva un’ultima occasione ma la sua botta si spegneva sul fondo.
26a GIORNATA CAMPIONATO: Piave Tegorzo – Spineda 1 a 0
Un gol di Meneghin dopo soli 30 fa gioire Piave Tegorzo contro lo Spineda, diretta concorrente per la salvezza, al
termine di una gara non bella sotto il profilo del gioco ma agonisticamente valida. Una vittoria sofferta per la squadra di
mister Enrico De Faveri che nonostante il vantaggio iniziale ed in superiorità numerica per tutta la ripresa ha dovuto
faticare non poco per contenere uno Spineda mai domo e molto critico sull’operato arbitrale. Pronti via e la Piave
Tegorzo passava: Andrea Coppe difendeva palla al limite e serviva per l’accorrente Federico Meneghin il cui tiro si
infilava sotto l’incrocio dei pali. Al 10° le prime proteste ospiti quando Sapo lanciato a rete veniva toccato da Marco De
Martin senza però che l’arbitro intervenisse. Al 18° i locali in contropiede sprecavano una buona opportunità con Davide
Berra mentre al 28° era Furlan a dire di no ad un bel tiro di Andrea Coppe. Ma due minuti dopo era lo Spineda a
divorarsi il pareggio con Cecchin il cui raso terra, con Giulio De Faveri in uscita, sfiorava il palo. Al 44° toccava ai
padroni di casa reclamare per un netto calcio di rigore su Andrea Coppe non ravvisato dall’arbitro che nei minuti di
recupero espelleva l’estremo ospite per un presunto tocco di mano fuori area che fermava Andrea Coppe lanciato a
rete. Nella ripresa ci si aspettava una Piave Tegorzo più volitiva ed invece era lo Spineda a premere. Al 2° l’incornata di
Stradiotto, colpevolmente solo in mezzo all’area, terminava di poco a lato, ma era al 20° e al 27° che gli ospiti
divoravano il gol del pareggio: dapprima con Cecchin lanciato a rete il cui pallonetto sfiorava la traversa e poi con Sapo
che solo davanti al portiere calciava incredibilmente a lato. Nel finale lo Spineda reclamava il rigore per un atterramento
di Zamprogna sul quale l’arbitro sorvolava.
CLASSIFICA CAMPIONATO DOPO 26a GIORNATA:
Eurocalcio 58, Altivolese Maser 48, Angarano 47, Riese Vallà –Valdosport 45, Valbrenta 39, San Vittore –
Cassola 38, Santa Croce 35, Bessica – Piave Tegorzo 33, Arsiè 30, Spineda 26, Eagles Pedemontana 22,
Campolongo 19, Foen 17. (Riese Vallà 1 punto di penalizzazione).
20 CRONACA

Immigrati: in coda a Quero tra dubbi e paure


Esame d'italiano, i più si dichiarano impreparati: «Ci hanno chiamati il giorno prima»
Elmdin Juiu ha 17 anni e viene dalla Macedonia. Ma si sente italiano. Come lui, tanti altri stranieri che ieri hanno so-
stenuto al Ctp l'esame per ottenere il "permesso per soggiornanti di lungo periodo". E' il giorno del test, per chi è resi-
dente in Italia da almeno cinque anni, e davanti alle porte della scuola media di Quero sono una trentina che aspettano
di affrontarlo. Pochissimi però si sono preparati. Si chiedono che domande gli faranno: se scritte, orali o al computer.
Entrano in aula al buio. Non sanno nemmeno quali prove dovranno affrontare e quasi tutti sono stati chiamati dalla pre-
fettura di Belluno con meno di ventiquattro ore di preavviso. «Mi hanno telefonato il giorno prima alle 15», protestano
Yllka e Petrit, coniugi albanesi residenti a Santa Giustina, lei casalinga e lui meccanico a Sedico. «Ho seguito un corso
di lingua un giorno alla settimana», aggiunge la moglie. «Riesco a leggere bene, mentre faccio più fatica a parlare per
l'uso dei verbi». Le fa eco il marito: «Per me che ho 54 anni, con un contratto di lavoro e documenti regolari è difficile.
Non ho studiato, ho guardato solo la televisione italiana, anche in Albania».Prima di sedersi tra i banchi della prova al
del Ctp (centro territoriale permanente) di Quero, c'è chi incrocia le dita, chi chiacchiera con un amico, altri sono arrivati
da soli. I giramondo all'esame di italiano sono macedoni, camerunensi, kosovari, cinesi, ucraini, indiani, marocchini, al-
banesi. Devono dimostrare di sapere la lingua di Dante superando le prove che da lì a poco gli verranno sottoporranno
dagli insegnanti. Sì, ma quali, di che tipo? Le domande, anche le più facili, potrebbero rappresentare degli insidiosi o-
stacoli per chi non ha ripassato. Aspettano di rispondere all'appello e non sanno cosa dovranno affrontare. Come Re-
gina, operaia venticinquenne, albanese d'origine e sedicense d'adozione: «Per me è il primo test, abito con mio fratello
che ha già la carta di soggiorno», spiega. «Mi hanno avvertito prima i sindacati, ma il Prefetto mi ha chiamato lunedì al-
le 10. Elmdin Juiu, diciassettenne che abita a Mel da 3 anni, ha letto qualcosa: «Un libro, i giornali, però sono abba-
stanza nervoso», ammette. La cittadina ucraina Lyubomyra Vypasnyak, residente a Lentiai, si è allenata andando a le-
zione. Insieme a lei, altre quattro connazionali, che lavorano come badanti e si dicono «troppo preoccupate.
Tremiano». Zhong Zhirong, operaio cinese di Alano di Piave: «Sono venuto a provare. Non mi sono preparato, non so
cosa mi faranno fare».Qualcuno parla già bene l'italiano, altri fanno più fatica ad esprimersi. In molti non approvano l'i-
dea del test: «Sarebbe meglio che la legge cambiasse», sostiene il marocchino Baahri Redouane, residente ad Arsiè.
«Non ho mai visto il quaderno, questa situazione crea difficoltà». Da Pedavena dov'è impiegato nel settore dell'occhia-
leria, Kumar Arvind, indiano, ribadisce di aver «saputo dell'esame solo il giorno prima. Non ho idea di cosa mi chiede-
ranno. Ho provato anche a cercare su Internet».
(Articolo di Raffaele Scottini e Anna Minazzato dal Corriere delle Alpi del 23.03.2011)

Con il porta a porta vince il Basso Feltrino


I dati di Quero, Vas e Alano. Coppe: «Ora bollette più leggere»
di Ivan Dal Toè
Anche nel Basso feltrino così come in tutta la Comunità Montana Feltrina il nuovo sistema di raccolta spinta del secco
ha dato i suoi frutti. Nel secondo semestre dell’anno scorso, da quando cioè è partito il porta a porta, i comuni di Alano,
Quero e Vas hanno visto crescere la percentuale di differenziata dal 15 al 20 per cento. Sabato 12 marzo l’assessore
comunitario Alberto Coppe, fino ad un paio di mesi fa assessore all’ecologia del comune di Quero, ha convocato in
una riunione in sala municipale gli assessori Andrea Tolaini per Alano, Germano Mazzocco per Quero e Cristian
Corrà per Vas per illustrare i dati della raccolta e concordare alcune strategie di miglioramento del servizio. Coppe,
che da fine dell’anno scorso è uscito dalla giunta e a breve terminerà il referato anche in Cmf ha poi suggerito ai colle-
ghi la linea politica conseguente ai traguardi raggiunti. “Dal 2012 – ha detto – bisogna che l’impegno dei cittadini si tra-
duca con uno sconto sulla tariffa”. I dati parlano chiaro e vedono la crescita della differenziata per ogni tipologia di ma-
teriale con una tendenza positiva in crescita. A fare la parte del leone è Quero che arriva a toccare il 75 per cento di
differenziata (61,3% nel 2009), seguito da Vas a quota 68,9 per cento (48,8 nel 2009) e da Alano che si attesta al 64,9
per cento contro il 50,1 raggiunto l’anno precedente. La forbice della raccolta si allarga soprattutto per Vas, che regi-
stra la performance migliore con un aumento del 20 per cento della differenziata. In particolare è l’umido a raddoppiare
pressoché in tutti e tre i Comuni, mentre aumenta sensibilmente anche la raccolta dei materiali conferiti all’ecocentro
(beni durevoli, legno, ferro, rifiuti particolari ecc.) Fra i dati meno positivi, la raccolta della carta ad Alano che risulta
pressoché stabile e il conferimento del multimateriale (vetro,plastica, lattine) a Vas, in flessione rispetto al 2009.
L’aumento del secco non proporzionale all’aumento della differenziata e le significative percentuali di impurità presenti
nella plastica (diminuite da quando si sono chiusi i cassonetti con i lucchetti) indica però che c’è ancora da lavorare sia
sull’informazione che sulla repressione degli atteggiamenti degli “eco-furbi”. E se da un lato Coppe ha sollecitato il
premio tariffario per chi ricicla bene (incidendo sul costo fisso, la sua proposta), tutti gli assessori concordano sulla ne-
cessità di intensificare monitoraggio e ispezioni dei sacchetti, sanzionando chi sgarra. “Le sanzioni applicate dal comu-
ne di Alano – spiega Tolaini – si sono dimostrate utili dimezzando le irregolarità” (articolo del Correre delle Alpi del
13.03.2011)
ASTERISCO

Le date insolite nel corso del 2011


segnalazione di Francesca Rech
Fate attenzione! Quest'anno avremo o abbiamo avuto quattro date insolite... 1/1/11, 11/1/11, 1/11/11, 11/11/11 e non è
tutto... Prendi gli ultimi due numeri dell'anno in cui sei nato - ora aggiungi gli anni che compirai quest'anno, e il risultato
sarà 111 per tutti. Questo è l'anno del denaro!!! Quest'anno ottobre avrà 5 domeniche, 5 lunedì e 5 sabati. Ciò accade
solo ogni 823 anni. Questi anni particolari sono conosciuti come "Moneybags" (borsa portasoldi). Auguri!
21 LETTERE AL TORNADO

Agrinotizie
A cura di Oliva De Rui
Con delibera N° 13 del 07-03-11 la giunta comunale di Quero si è attivata per rinnovare l’autorizzazione
cumulativa per l’attingimento di acqua pubblica per uso irrigazione a favore degli agricoltori. I punti di
possibile prelievo sono: fiume Piave in loc. S Maria – torrente Tegorzo nelle località S. Valentino - Redia
Bassa e Schievenin, per il periodo da Giugno a Settembre 2011 compresi!
Gli interessati potranno presentare domanda, presso l’ufficio urbanistica, compilando l’apposito modulo
entro il 30-06-11 previo pagamento di Euro 35,00 per spese di istruttoria pratica.
Si ricorda ai cosiddetti “Furbi” che prelevano acqua senza la dovuta autorizzazione che la legge punisce con
sanzioni pesantissime i trasgressori, obbligandoli ad ulteriori spese processuali per difendersi dall’accusa di furto a
danno dello stato.

Sempre nella stessa data si è deliberato per rinnovare anche per l’anno in corso il servizio informativo erogato dal
CO.DI.TV. inerente la difesa fitosanitaria delle colture agricole in particolare la vite. Nota dolente: alcuni Viticoltori che
seguivano con particolare interesse questa materia, nell’ultimo periodo ci hanno ci hanno lasciati (deceduti), causando
un impoverimento del bel gruppo che si era creato per rilanciare e promuovere questa CULTURA. Pochi hanno
creduto in questa opportunità di sviluppo del territorio tanto che con i diritti della Riserva Regionale assegnati alla
provincia di Belluno solo 6,8 ettari sono stati richiesti da agricoltori bellunesi, per i rimanenti 3,2 ettari abbiamo dovuto
cercare fuori provincia (i cosiddetti foresti) per non doverli rimandare al mittente. E poi ci preoccupiamo se sempre i
foresti vengono qui a “sfruttare” le nostre risorse territoriali:
agricole (30 ettari di frutteti a Cesiomaggiore; 20 ettari di vigneto in comune di Limana ecc. ecc)
energetiche (turbine idroelettriche sui nostri torrenti) e non ci domandiamo se negli ultimi anni non ci sia stato un
impoverimento delle uniche risorse che rappresentano la ricchezza dei nostri Paesi: LE RISORSE UMANE le sole
capaci di farci vedere-capire e promuovere le potenzialità di un territorio.

Prima trasferta del nuovo


Viola Club Feltre
Aperte le iscrizioni per la trasferta a Firenze per
assistere alla partita fra la squadra Viola e la
Juventus. Informazioni ed iscrizioni si ricevono nella
sede del Club, il bar-osteria Casot di Feltre o
telefonando al numero 347.0498930.
Il termine delle iscrizioni è il 10 aprile.
Partenza da Feltre alle ore 7 di domenica 17 aprile.
L’iscrizione comprende il trasporto e il biglietto
d’ingresso allo stadio. I costi variano in base al
settore scelto nello stadio ed al numero degli iscritti.

organizza
una gita a Brescia
“città da svelare”
DOMENICA 15 MAGGIO 2011
Per Soci e Simpatizzanti
Programma di massima:
ore 06,00 Partenza da Alano
ore 09,20 Arrivo a Brescia e visita al Museo Santa Giulia, con la sezione romana e Domus delle Fontane e Dionisio
ore 12,30 PRANZO.
Pomeriggio: visita al centro storico Piazza Vittoria – Duomo Nuovo Tempio Capitolino – Basilica e Teatro. Seguirà:
visita Cantina Franciacorta rientro ad Alano previsto per le ore 22,30 circa
QUOTE PARTECIPAZIONE: SOCI € 36,00 NON SOCI € 42,00 BAMBINI FINO a 14 ANNI € 30,00
ISCRIZIONI: fino a completamento dei posti e comunque entro il 30 aprile 2011
Presso presidente: Spada Serena (cartoleria da Milio) versando caparra di € 10,00
Maggiori dettagli sul programma nel prossimo numero del Tornado o presso la Presidente
22 LETTERE AL TORNADO

Grazie, da “Angela e Corinna”


Certo che la vita presenta sempre delle sorprese… e, se siamo recettivi disponibili alla novità ci accorgeremo che ogni
cosa si può volgere al bene.
Con questo pensiero inizio una piccola riflessione sorta nei mesi scorsi dopo la chiusura del negozio di “Angela e
Corinna” di Alano per sopraggiunto pensionamento.
Ecco: l’inizio dell’attività, dovuto più che altro al bisogno di dare una mano a mamma Domenica, non è stata una scelta
personale secondo desideri o aspettative proprie; c’era un’opportunità di sviluppo e la possibilità di intraprendere
qualcosa di diverso, più giovane, di dare un’impronta personale nella proposta degli acquisti senza cadere
nell’eccessivo. All’inizio era importante conoscere le persone che si rivolgevano a noi, il loro modo d’essere, le
preferenze, il modo di esprimersi con colori e forme. Sono stati i primi passi che poi si sono rivelati determinanti:
conoscere, incontrare, lasciar esprimere e, più di ogni cosa, saper ascoltare le persone che entravano nel negozio.
Così, piano piano, si è creata una familiarità, con modalità varie, perché ognuno ha un suo modo specialissimo di
relazionarsi. Non è sempre facile cogliere le sfumature dei sentimenti altrui e capire da un’espressione, uno sguardo,
una velata parola ciò che accade, quello che cambia nella vita degli altri. Ma un poco alla volta si comprende che alla
base di ogni lavoro ci sta l’arte di convivere. Prima del comprare e vendere viene la ricerca di quello che può
interessare e piacere, l’aiutarsi ad esprimere anche all’esterno ciò che si sente dentro, il capire insieme che veramente
le cose belle rallegrano, stimolano ad essere più sorridenti e amabili. E soprattutto, a volte, piccole cose come una
sciarpa, un paio di calzini colorati o articoli per bambini, rappresentano segni di affetto e, pur restando cose di
consumo, se inserite in un contesto di relazioni costruttive hanno un loro significato nel vivere quotidiano.
Nel percorso di questi quarant’anni si può dire che il negozio, oltre al lavoro, è diventato un luogo di INCONTRO, un
posto in cui ritrovare delle amiche o conversare con persone scambiandosi un saluto, un ragguagliarsi sulle ultime
vicende, un raccontarsi. Il vendere e l’acquistare allora non sono state le uniche modalità del ritrovarsi, anzi a volte,
spesso sono passate in secondo piano rispetto alla piacevolezza del rivedere volti amici.
E proprio per questo non è stato facile “lasciare l’attività”… E ritornano a volte un po’ di nostalgia e qualche piccolo
rimpianto, perché, in effetti, nel tempo della pensione cambiano abitudini ed orari, si è ristretto l’orizzonte relazionale
con le persone del paese.
Ma concludendo………….. In positivo: è giunto il momento di dire un GRAZIE di cuore a tutti coloro che in questi anni
con la loro presenza ci hanno dato fiducia, ci hanno sostenuto ed hanno incrementato il nostro lavoro ma soprattutto
hanno contribuito a fare del nostro negozio “Angela e Corinna” un luogo di “ INCONTRO “.
Siamo stati bene insieme………continuiamo a salutarci con affetto.
04 Febbraio 2011 Riconoscenti, Angela e Corinna

CRONACA

40° Anniversario di
matrimonio per Guido e Rita

Era il 20 Febbraio 1971 quando Guido Curto e Rita Moret


pronunciarono il fatidico SI, nella chiesa parrocchiale di Sanzan,
attorniati da parenti ed amici festanti.
A distanza di 40 anni gli sposi, attualmente residenti a Quero, hanno
voluto festeggiare questa bella ricorrenza ritrovandosi “Al Molin” di
Alano di Piave per una serata in allegria assieme alle famiglie dei
loro figli Cinzia e Mariano.
I nipoti Arianna, Simone e Kevin augurano ai nonni ancora tantissimi
anni di felice vita assieme e li abbracciano calorosamente.
23 LETTERE AL TORNADO

A Valdo tiene banco la questione antenne

La questione antenne a
Pianezze è sempre al
centro del dibattito
politico a Valdobbiadene.
Qui alcuni degli ultimi
articoli apparsi sulla
stampa locale e
segnalatici da Franco
Corrado

In alto articolo apparso su “La Tribuna di Treviso” martedì 18/01/2011; sotto: articolo apparso su “Il Gazzettino di Treviso”
in data 11/02/2011, e, a lato, quello apparso sul “Corriere del Veneto” in data 11/02/2011.

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24 CENNI STORICI

La via Claudia Augusta Altinate


Riflessioni in margine alla vexata quaestio
di Martino Durighello – prima puntata
1 – INTRODUZIONE
Di tanto in tanto ritorna alla ribalta la discussione sull'itinerario della famosa via romana che da Altino, con un percorso
di oltre 500 km, giunge al Danubio. Certo è il punto di partenza: Altino, oggi piccola frazione di Quarto d'Altino, circa 7
km a sud del capoluogo, ma al tempo aureo dell'Impero Romano, una fiorente città ed un importante porto. Qualcuno
discute ancora sul... traguardo finale, ma, pochi chilometri tra il Danubio e la città di Augsburg (Augusta Vindelicum)
sono insignificanti e la questione oziosa... Tutt'altro che oziosa e insignificante è invece la tormentata questione circa
il percorso seguito dalla via, particolarmente nel suo secondo tratto, cioè dopo Falzé di Piave, tra l'arrivo alle Prealpi e
la Valsugana. Di questo tratto si ipotizzano vari itinerari e gli studiosi sono molto discordi, anche perché, a nostro
modesto parere, al di là della scarsezza di reperti archeologici e delle teorie, ognuno, per così dire, tira l'acqua al suo
mulino (o di chi “scuce” i mezzi per le ricerche, che tutti vorrebbero avere per... figlia una così grande opera!)
Tralasciando il percorso riguardante il primo e il terzo tratto della via (Altino-Falzè di Piave e Valsugana-Danubio), sui
quali sembra esserci ormai accordo totale, ci soffermiamo sull'itinerario relativo al tratto centrale dove ancora, e chissà
per quanto, sono in ballo per lo meno sei diverse ipotesi. Bisogna però, una volte per tutte, convenire che il tracciatore
della Claudia Augusta Altinate, Drusio o altro che sia, era militare fino al midollo e pertanto teneva esclusivamente
conto delle situazioni che potevano agevolare e rendere sicura la marcia delle legioni e di nient'altro. Soprattutto non
aveva remore, né interesse a... perdere tempo per agevolare gli interessi di persone e/o di luoghi, come la città di
Feltre, già sicuramente romanizzati. Gli interessi di città romane fiorenti come Feltre avrebbero avuto altre vie per le
loro attività socio-culturali e i loro commerci: (diramazioni, attraversamenti, vie di collegamento, rami collaterali), magari
più comode, ma non utili a chi doveva assicurare il controllo e la pacificazione delle nuove conquiste e procedere all'
ampiamento dei confini dell'impero e alla loro sicurezza. Solo così si potrà giungere alla soluzione della “vexata
quaestio”.
2 – IPOTESI DI POSSIBILI ITINERARI
1) Via della Piave: da Falzè a Cornuda - Fener - Quero - Feltre.
2) Via del Cesen: da Falzè a Valdobbiadene - Monte Cesen - Garda di sotto - Garda di sopra - Stabie –
Ronchena – Cesana; oppure: Capitel di Garda - m. Arten - Colderù - Lentiai.
3) Via Passo San Boldo: da Falzè a Pieve di Soligo - Tovena - P.S.Boldo – Trichiana.
4) Via Sella del Fadalto: da Falzè a Conegliano (?) - Ceneda – Fadalto - Belluno.
5) Via Sinistra Piave: Da Falzè a Valdobbiadene - Segusino - Busche – Feltre.
6) Via Passo di Praderadego: da Falzè a Pieve di Soligo – Follina – Valmareno – Praderadego - Castello di
Zumelle – Nave – Cesio.
Queste le ipotesi più accreditate presso gli studiosi. Esaminiamone ora i pro e i contro:
A) sulla base degli scarsi reperti archeologici;
B) sulle argomentazioni degli studiosi;
C) sulla logica e la praticità dei Romani.
Teniamo pure presente il fatto che essi avevano l'abitudine di puntare diritti allo scopo senza perdersi davanti alle
difficoltà che potevano incontrare e che le grandi vie che essi tracciavano avevano inizialmente scopi militari e solo in
un secondo tempo economico-commerciali e culturali.
L'intelligenza e la praticità dei Romani si può vedere anche dalla odierna rete viaria (strade, superstrade, autostrade,
ferrovie) italiana di oggi. Certo che là dove essi erano costretti a salire e scendere montagne, costruire terrapieni e
canali bonificando zone paludose o aggirandole e cercare il punto più favorevole per gettare un ponte in luogo sicuro e
difensibile, noi ricorriamo a gallerie e viadotti; ma le migliori direttrici ce le hanno tracciate loro. Il primo tratto della
C.A.A, Altino-Falzè di Piave (sul quale ormai più nessuno discute) è un rettilineo in direzione NNE, il che fa pensare ad
una precisa idea di puntare direttamente alle Prealpi (passando a mezza strada tra Valdobbiadene e Ceneda) senza
deviazioni né a W (seguendo la Piave), né a E verso il Fadalto. Nel primo caso il tracciatore avrebbe scelto la linea
Treviso-Montebelluna-Cornuda; nel secondo si sarebbe tenuto più a E, puntando direttamente verso N per
Conegliano-Ceneda-Fadalto. (In questo caso, però la via avrebbe poi presa la direzione del Cadore e non della
Valsugana). No, la linea Altino-Falzé è ormai assodata e universalmente riconosciuta. Quindi una deviazione
dell'itinerario da Falzé in poi metterebbe in dubbio la prima ipotesi e lascerebbe molto perplessi per vari motivi.
Esaminiamo le varie ipotesi di nostra conoscenza.
a
I Ipotesi:Via della Piave: da Falzé a Cornuda-Fener-Quero-Feltre.
A) Il territorio trevigiano nei cento anni a cavallo dell'era cristiana (50ac-50dc) ed in particolare tutta la zona del
cosiddetto Quartier di qua del Piave era paludosa, ricca di risorgive, una delle quali (o più d'una) dà origine al Sile che
alcuni scambiarono spesso per il nostro fiume. Lo stesso Plinio il Vecchio (morto nel 79d.C. per le esalazioni sulfuree
del Vesuvio) non cita , tra i fiumi del Trevigiano, la Piave. Nomina bensì l'Anasso (Anaxum flumen) che risulta essere
la parte alta del percorso plavense fino a Quero e Fener*. B) Tutta la valle bellunese della Piave, dopo la frana del
Fadalto che bloccò il percorso del Fiume lungo la Val Lapisina, fu sommersa dalle acque che si riversarono nella piana
bellunese-feltrina divagando alla ricerca di un proprio letto e detto territorio fu per lungo tempo alla mercé delle piene e
delle esondazioni del fiume che cambiava spesso direzione e che lo rendevano in gran parte paludoso ed inadatto al
percorso di strade, specialmente di quelle a carattere militare, come testimoniano toponimi e scavi. C) Si rifletta anche
sul fatto che le strade militari romane rifuggono dai percorsi che costringono a costeggiare i fiumi (piene, esondazioni,
secche, frane, paludi) e da vie fra gole strette, dirupi, anfratti (come un percorso sulla sinistra o sulla destra della Piave
dopo Quero): troppo soggetti ai capricci delle stagioni e spesso inagibili, specialmente in primavera, quando le legioni
iniziavano le loro campagne. D) Inoltre le strade militari romane evitano di correre lungo le valli dove le legioni
potevano essere facilmente colpite dall'alto: sono sempre costruite in modo da poter dominare dall'alto e tenere sotto
controllo i centri in basso. La logica ci porta quindi a rifiutare un percorso che segua la valle della Piave da Falzé a
Feltre.
25 CENNI STORICI

IIa Ipotesi: Via del Cesen: da Falzé a Valdobbiadene- M.Cesen-Garda di sotto-Garda di sopra-Stabie-Ronchena-
Cesana; oppure Capitel di Garda-M.Arten-Colderù-Lentiai.
Una via attraverso il Monte Cesen per giungere direttamente a Feltre? Possibile, ma non sembra ci siano, a tutt'oggi,
sufficienti elementi per sostenerla. Questo tracciato avrebbe di positivo il fatto di correre una via in quota secondo la
pratica romana; però da Falzé a Valdobbiadene (la Dubladinis di S. Venanzio) seguirebbe una direzione che sposta
verso W la direttrice originaria e ciò non è conforme alla mentalità romana. Buone sono, invece ambedue le direttrici
dopo il Cesen che differiscono di poco. Sfavorevole invece sarebbe l'ultimo tratto del percorso: sia nel primo caso che
nel secondo obbligherebbe il passaggio per la zona paludosa delle Villaghe e dei dintorni di Feltre. Non dimentichiamo
che ancora oggi bastano pochi giorni di pioggia per allagare Mugnai e le Torbiere di Lipoi che la via avrebbe dovuto
percorrere; amenoché non si voglia guadare la Piave, salire da Pez (pozzo?) a Cesiomaggiore (chissà perché?) per
poi raggiungere Feltre passando per Cesiominore, Can, Soranzen... Murle. Un giro vizioso che non ha alcun senso. Lo
avrebbe se da Cesiomaggiore si proseguisse come secondo altre ipotesi, escludendo Feltre. I sostenitori di questa via
si rifanno ad alcuni segni di romanità presenti nei dintorni di Lentiai quali:
- il Toponimo Centore, che richiama le centuriazioni romane;
- una lapide funeraria a Corte;
- una pietra di centuriazione a Colderù.
Indubbiamente segni di romanità, ma posteriori alla costruzione della C.A.A. in quanto si riferiscono alla distribuzione
delle terre ai legionari e non al loro passaggio lungo una via militare.
a
III Ipotesi: Via Passo San Boldo: da Falzé a Pieve di Soligo-Tovena-San Boldo-Trichiana.
Per il San Boldo? Ci porterebbe verso Belluno piegando il percorso a E, allontanandoci ancor più da Feltre. Questo
percorso avrebbe senso solo nel caso che la C.A.A. dovesse proseguire per il Cadore e, attraverso Dobbiaco,
raggiungere la Val Pusteria. Ma, allora, come giustificheremmo il miliario di Rablat? Certamente una tale via doveva
esistere, ma, forse, non poteva essere la nostra. Piuttosto doveva essere una via che passando per Feltre, magari
provenendo da Asolo, proseguisse per Belluno; di questa, però, ci occuperemo più avanti.
IVa Ipotesi: Via Sella del Fadalto: da Falzé a Conegliano-Ceneda-Fadalto- Belluno.
Vale quanto detto per l'ipotesi precedente: la linea di marcia si sposta decisamente a E allontanandosi definitivamente
da Feltre. La naturale continuazione non può essere che la via di Dobbiaco. E' comunque interessante notare come
l'attuale A27 segua proprio questo itinerario, dal mare a Soverzene, con la chiara intenzione di proseguire per il
Dobbiaco e oltre confine. A parte tutto, se l'idea del tracciatore romano fosse stata questa, da Altino avrebbe puntato
diritto a N: Ceneda (oggi Vittorio Veneto), la Val Lapisina, il Fadalto; ma la stretta valle da Ceneda al Fadalto lo
avrebbe sconsigliato. Pensiamo proprio che questa ipotesi non tenga assolutamente conto dei criteri ispiratori
dell'ingegneria stradale romana.
Va Ipotesi: Via sinistra Piave: da Falzè a Valdobbiadene-Segusino-Busche-Feltre.
Un itinerario del genere, se accettabile da Falzè a Valdobbiadene come abbiamo visto in precedenti ipotesi, appare
semplicemente assurdo da Valdobbiadene in poi. Esso, infatti, contraddirebbe alla logica della sicurezza e speditezza
della marcia: alla mercé dei capricci del fiume, lungo un percorso angusto e tutto avvallamenti adatti ad ogni tipo di
imboscata, precario, per giungere poi dove? Nelle paludi di Busche-Cesana. E tutto per raggiungere ad ogni costo
Feltre!
VIa Ipotesi: da Falzé a Pieve di Soligo-Follina-Valmareno-Praderadego-Castello di Zumelle- Nave-Cesiomaggiore.
E' senz'ombra di dubbio l'itinerario più accreditato dagli studiosi e il più credibile in assoluto. Esso possiede tutti i
requisiti di una via militare romana che abbiamo fin qui esaminati: linea retta, marcia sicura, lontana dai pericoli legati
ai fiumi, evita tratti paludosi, si tiene fuori da passaggi angusti, gole e zone franose, etc. Dopo Falzé continua lungo la
stessa direttrice puntando diritto verso le Prealpi trevigiane e proseguendo per Pieve di Soligo, Follina, Valmareno, si
inerpica in tutta tranquillità fino al passo di Praderadego per poi discendere al Castello di Zumelle,** attraversare la
Piave nei pressi di Nave e quindi risalire in tutta tranquillità a Cesiomaggiore e di qui (probabilmente) al Passo di Croce
d'Aune, Sovramonte, Lamon, Castello Tesino e immettersi nella Valsugana. E Feltre? Tutte le ipotesi di tutti gi studiosi
hanno lo stesso difetto: sono talmente impegnati a trovare un percorso che li porti a Feltre che perdono in tal modo di
vista lo scopo primo della via che non era quello di passare per grandi città, ma agevolare nella sicurezza la marcia
delle legioni. Qualcuno fa deviare la C.A.A. per Belluno e il Cadore. L'ipotesi sarebbe accettabile, se non ci fosse
l'epigrafe di Rablat. Che ci starebbe a fare allora quella pietra, là, dove è stata rinvenuta? Appare quindi chiaro che si
tratta di un'altra via: una via commerciale che univa le due grandi città venete, probabilmente quella Asolo-Feltre-
Belluno che sicuramente incrociava la C.A;A. e di cui parleremo in seguito. Già, Feltre: poteva l'importante centro della
romana Feltria essere escluso da una via di tale importanza? La nostra risposta quindi è: SI', poteva; anzi, doveva per
i seguenti motivi: 1) La via C.A.A., come tutte le grandi vie romane nasce con intenti esclusivamente militari e solo in
un secondo tempo, a conquiste territoriali definite e pacificate, diventerà via di comunicazione e di commercio.
Pertanto Feltre non poteva essere nei programmi del tracciatore della via. 2) Feltre in quel tempo era quasi tutta
arroccata su un cucuzzolo e circondata da paludi e, malgrado quanto si può pensare non rivestiva grandi interessi
militari ed inoltre era già fortemente romanizzata e lasciarsela alle spalle non costituiva pericolo alcuno. 3) Ripetiamo
che i Romani non amavano costruire le loro vie in terreni che avrebbero potuto rallentare la marcia dei legionari o
renderla pericolosa e preferivano tenersi sempre a mezza costa. Così si giustifica un percorso apparentemente
assurdo come quello che porta a Cesiomaggiore, Croce d'Aune, Sovramonte, Lamon, che lascia da una parte una città
come Feltre, ma di difficile accesso. Ciò detto ci affrettiamo a precisare che Feltre era troppo importante per essere
esclusa dalle vie di comunicazioe. Infatti era percorsa da un'importante arteria commerciale che la collegava a Belluno
e più tardi anche col trevigiano. Ma di questa parleremo più avanti; per ora ci basti dire che secondo quanto esposto fin
qui non ci sentiamo di affermare che la C.A.A. passasse per Feltre. E così ci siamo inimicati tutti i feltrini, ma crediamo
di aver servito la verità.
NOTE
* rinvia a: M.D. La Conca Basso Feltrina: Dissertazioni toponomastiche con divagazioni (Ined.)
** il Castello di Zumelle doveva essere una torre che aveva la sua gemella (da cui il toponimo: zumelle = gemelle) sul colle ove oggi
sorge l'abitato di Mel. Le due torri servivano a controllare la via commerciale da Feltre a Belluno che, in quella zona, incrociava la
Claudia Augusta Altinate e difendere da eventuali e molto probabili bande di ladroni persone e merci transitanti.
26 ATTUALITÀ

Comune di Vas Comune di Quero Comune di Alano di Piave

“CINQUE PER MILLE”


IL CITTADINO CONTRIBUENTE PUO’ SCEGLIERE
La Legge Finanziaria consente di destinare il 5 per mille delle imposte IRPEF al
Comune senza alcun aumento del prelievo fiscale.Se deciderete di destinare il 5 per
mille al Vostro Comune, verrà utilizzato per migliorare i servizi rivolti ai cittadini, per
sostegno alle famiglie, agli anziani, ai disabili, per sostenere il volontariato e per tutti quei servizi sociali che permettono
di migliorare la qualità della vita delle persone. Per destinare il 5 per mille al Comune dovete semplicemente apporre la
firma nel riquadro del modello di dichiarazione dei redditi nella sezione: "Attività sociali svolte dal comune di
residenza del contribuente". Destinare il 5 per mille al proprio Comune non comporta maggiori imposte da
pagare, cioè non costa nulla. È un’occasione importante per far rimanere immediatamente una parte delle Vostre
imposte nel Vostro Comune. E’ un modo per far rimanere nel nostro territorio una parte della ricchezza prodotta
da cittadini. Diversamente, quel 5 per mille andrà in un fondo generale su base nazionale.
La possibilità offerta dalla legge di destinare il 5 per mille non è in alcun modo alternativa alla preesistente facoltà di
devolvere l'8 per mille allo Stato e alle Istituzioni religiose.
COSA FARE
I contribuenti effettuano la scelta di destinazione del cinque per mille della loro imposta sul reddito delle persone
fisiche, relativa al periodo di imposta 2010, utilizzando il modello integrativo CUD 2011, il modello 730/1-bis redditi
2010, ovvero il modello unico persone fisiche 2011 apponendo la propria firma sul riquadro relativo al Comune di
residenza.
In particolare:
Chi non deve fare la dichiarazione dei redditi, ma ha un reddito da lavoro dipendente o pensione certificato dal
modello CUD, deve compilare la parte adibita alla
destinazione del cinque per mille allegata al modello stesso, poi mettere il modello CUD e la parte integrativa in una
busta chiusa su cui andrà apposta la dicitura “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”; la busta
andrà poi consegnata ad un qualsiasi sportello bancario, oppure in posta o ad un CAAF;
Chi presenta il modello 730 dovrà compilare il modello
allo stesso modo e consegnarlo ai CAAF (Centro Assistenza Fiscale) entro il 31 maggio 2011.

Contributi a sostegno dell’affitto: anni 2009 e 2010


L’Ufficio Servizi Sociali dei Comuni di Alano di Piave, Quero e Vas avvisa che al fine di sostenere le fasce sociali più
deboli, sono previsti dei contributi regionali a favore delle famiglie meno abbienti, con contratto di affitto regolarmente
registrato e determinati requisiti economici, per far fronte alle spese per il canone di locazione delle abitazioni
sostenuto nel biennio 2009/2010.
Le domande devono essere presentate entro il giorno 15 MAGGIO 2011 solo ed
esclusivamente ai seguenti CAAF, convenzionati con i rispettivi Comuni:
Per i residenti nei Comuni di Quero e Vas
⋅ CAAF CGIL ufficio di Feltre Piazzale Parmeggiani, 13 tel. 0439 80463
⋅ CAAF CISL ufficio di Feltre Via Monte Grappa, 3 tel. 0439 840405
⋅ CAAF UIL ufficio di Feltre Via Monte Cima, 1 tel. 0439 89543
per il solo Comune di Quero anche:
⋅ CAAF ACLI ufficio di Feltre Piazza Vecellio tel. 0439 2106
Per i residenti nel Comune di Alano di Piave
⋅ CAAF CGIL ufficio di Feltre Piazzale Parmeggiani, 13 tel. 0439 80463
⋅ CAAF CISL ufficio di Feltre Via Monte Grappa, 3 tel. 0439 840405
⋅ CAAF UIL ufficio di Feltre Via Monte Cima, 1 tel. 0439 89543
⋅ CAAF ACLI ufficio di Feltre Piazza Vecellio tel. 0439 2106
⋅ CAAF EPAS ufficio di Belluno Via San Pietro 5 tel. 0437 27476
⋅ CAAF COLDIRETTI ufficio di Belluno Via del Boscon 15/a tel. 0437 915211
Per ulteriori informazioni e chiarimenti rivolgersi ai CAAF suddetti oppure all'Ufficio Servizi Sociali:
◦ Sede di Quero – presso Biblioteca Civica – tel. 0439 787097
aperto al pubblico il mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e il sabato dalle 10,00 alle 12,00
◦ Sede di Vas – presso Municipio – tel. 0439 788162
aperto al pubblico il martedì dalle 9,00 alle 12,30
◦ Sede di Alano di Piave – presso Municipio – tel. 0439 779020
aperto al pubblico il venerdì dalle 9,00 alle 12,30
27 COME ERAVAMO

Giovani ragazze queresi fotografate nel 1933


a Quero in via Roma con lo sfondo della "Villa Rossa"

La prima a sinistra è Lisa, la cui figlia Anna, mia amica di gioventù, abita da anni con la sua famiglia a Chicago, la
seconda, vicina a Lisa, è mia zia Mari, recentemente deceduta a Cles, dove abitava. L'ultima a destra è mia zia Ines
sorella di Mari abitante a Parma, la penultima alla sinistra di Ines è Regina, sorella di Bruno, già titolare della bottega
posta vicino alla Chiesetta di S. Antonio a Quero. Tutte le persone citate hanno lo stesso cognome "Dal Canton".
Molte altre foto di Quero nuove ed antiche sono visibili nel racconto "Cinema Prealpi" del sito http:/altratecnica.it,
raggiungibile nel menù che porta tra le "attività diversificate". Marcello Meneghin

LETTERE AL TORNADO

Ciao a tutti,
sono Giorgia
e mando un bacio alla mia mamma
Annalisa Curto, al mio papà Romano
e ai miei fratelli Mattia e Martina.

Saluto con tanto affetto i nonni di


Quero, quelli di Saccol, gli zii, i miei
cugini e...
a tutti Voi un bel sorriso !!!!!

Giorgia Vedova

Il Mercatino
Vendo casa a Cilladon con terreno ( ex scuola) a 20.000 euro.
Per informazioni telefonare al n° cell 329.0259670
28 CRONACA

I nipotini di Nonno Vittorio Fioravanti e Annamaria Dalla Favera

I nostri abbonati queresi Vittorio Fioravanti e Annamaria Dalla


Favera presentano con orgoglio i loro nipoti. Nella foto,
partendo da sinistra in alto, incontriamo Ludovica e Veronica
Fioravanti, figlie di Michele e Susy. Qui a fianco il cuginetto Iago, figlio di Silvia Fioravanti e Claudio Perissinotti. Con il
loro bel sorriso salutano tutti i lettori della nostra grande famiglia!
LETTERE AL TORNADO
La tassa sull'imbecillità
di Marcello Meneghin
Il titolo di questa nota è una frase, testualmente riportata, che
apparteneva a Gigi Stefani, grande e stimato querese, intelligente
e preparato nei campi più disparati come cultura, arte, sport,
musica, politica, ecc. e purtroppo venuto a mancare qualche
anno or sono. Io non mi sento di commentarla se non riportando
quanto lo stesso Gigi era solito aggiungervi: "Il lotto è la tassa
sull’imbecillità perché quanto più una persona è imbecille tanto
più gioca al lotto".
Il mio giudizio, che si riferisce genericamente a tutti i giochi che
come il lotto inducono a sperare in una grossa vincita spendendo
denaro anche in quantità notevole, si condensa in questa regola:
la probabilità che io ho di vincere al lotto è la stessa che avrei di
ritrovare per strada un pacco di banconote smarrite da qualcuno.
In pratica la mia probabilità è pari allo zero.
Ma voglio raccontare un piccolo episodio realmente accaduto. Una persona a me cara, avendo sognato tre numeri, si
accaniva, fortemente ostacolata da me stesso, nel voler giocarli al lotto. Alla fine ha deciso di farlo ponendomi questa
condizione: siccome tu sei contrario ad una vincita di cui io invece ho la certezza, vuol dire che con il ricavato della
giocata offrirò ai miei genitori una porta nuova di ingresso alla loro casa in sostituzione di quella ormai consumata dal
tempo. E così è stato, i numeri sono stati proprio estratti dall’urna, il premio vinto è stato quello previsto per la nuova
porta che si trova tuttora all'ingresso di casa. Ma l’episodio non finisce qui. Trascorsi un paio di mesi, la stessa persona
vede in sogno tre nuovi numeri e, memore di quanto già accaduto, manifesta fermamente l'intenzione di riprovare con il
lotto. Io, allo scopo di dimostrare che il lotto è un bidone, faccio presente che, vista la sicurezza di vincita, questa volta
sarebbe sciocco limitare l'impegno economico come la volta precedente. Logico invece mettere in palio una cifra con-
sistente ed atta non solo a sostituire una porta ma addirittura a finanziare il restauro e rinnovamento dell'intera casa. Le
cose sono andate esattamente come da me previsto. É stata sì investita una cifra considerevole ma il risultato è stato
pari a zero. Conclusione: con l'importo totale effettivamente speso nelle due giocate al lotto si sarebbe potuto costruire
non una, ma due porte come quella realmente messa in opera. Come dire che il lotto è servito a far costare la porta il
doppio di quello che si sarebbe speso decidendo di ordinarla direttamente senza tanti giri viziosi. In altre parole un esi-
to finale totalmente negativo come negative risultano sempre tutte le azioni legate ad un gioco stupido come il lotto.
Inutile ricordare come ci siano persone che spendono continuamente grossi importi di denaro nella vana speranza di
ottenere chissà quali mirabolanti esiti dal lotto. Alle mie timide osservazioni rispondono: però il tale, pur se residente
molto lontano da noi, ha vinto centinaia di migliaia di euro! Ed ecco la mia conclusione si tratta sempre di un’altra per-
sona diversa dal mio interlocutore e molto lontana da qui !
E’ ben noto il seguente metodo adottato da qualche allocco e che porta a risultati disastrosi. Si incomincia a giocare un
ambo impegnando una cifra molto piccola e poi si ripete la stessa combinazione ma raddoppiando ogni volta l’importo
scommesso in modo che la vincita, comunque arrivi, sia sicuramente tale da coprire tutte le spese sostenute fino a
quel momento, garantendo inoltre un notevole surplus. Seguendo dette norme, la vincita al lotto è sicura ma ad una
condizione capestro che è quella che ha portato molti alla rovina economica: avere il coraggio di perseverare giocando
sempre la stessa combinazione numerica dell’ambo fino all'arrivo della vincita ma, ovviamente, raddoppiando ogni vol-
ta la somma investita. E’ logico che il giocatore ad un certo punto è costretto a fermarsi non essendo umanamente
possibile raggiungere investimenti superiori alle proprie possibilità finanziarie, il che significa un vero disastro economi-
co. Risulta anche di un certo interesse esaminare in dettaglio alcune modalità spesso adottate nella scelta dei numeri
da giocare al lotto: ci si regola sulla data di un compleanno, l'ora in si è verificato un avvenimento importante, l'abbina-
mento con una numerologia ben nota degli argomenti percepiti dai nostri sensi. Ad esempio se si ha avuto la sorte di
provare paura, il numero da giocare è 90, se si è pensato alle gambe delle donne il 77, se è morto qualcuno il 47 e co-
sì via. Osservo: ma che relazione può esserci tra questi eventi ed i numeri che poi saranno estratti? Sicuramente nes-
suna! Un altro fenomeno interessante concerne i numerosi imbonitori che consigliano i numeri da giocare al lotto trami-
te giornali, televisione, programmi per computer ecc. ecc. Io chiedo: ma queste persone che affermano di conoscere
così bene i numeri da giocare per vincere, perché, invece di proporli agli altri non li giocano loro stessi diventando subi-
to multimilionari?
Evidentemente la cosa non ha alcun fondamento!
Termino l'argomento lotto con un'altra regola ritenuta essenziale e cioè quella basata sul ritardo accusato da certi nu-
meri che fa sì che si investano grandi somme su di essi in quanto un numero ritardatario ha, secondo una convinzione
molto radicata, molte probabilità di venire estratto. Questa è veramente una affermazione errata in quanto è scientifi-
mento con una numerologia ben nota degli argomenti percepiti dai nostri sensi. Ad esempio se si ha avuto la sorte di
provare paura, il numero da giocare è 90, se si è pensato alle gambe delle donne il 77, se è morto qualcuno il 47 e co-
sì via. Osservo: ma che relazione può esserci tra questi eventi ed i numeri che poi saranno estratti? Sicuramente nes-
suna! Un altro fenomeno interessante concerne i numerosi imbonitori che consigliano i numeri da giocare al lotto trami-
te giornali, televisione, programmi per computer ecc. ecc. 29Io chiedo: ma queste personeLETTERE
che affermano
AL diTORNADO
conoscere
così bene i numeri da giocare per vincere, perché, invece di proporli agli altri non li giocano loro stessi diventando subi-
to multimilionari?
Evidentemente la cosa non ha alcun fondamento!
Termino l'argomento lotto con un'altra regola ritenuta essenziale e cioè quella basata sul ritardo accusato da certi nu-
meri che fa sì che si investano grandi somme su di essi in quanto un numero ritardatario ha, secondo una convinzione
molto radicata, molte probabilità di venire estratto. Questa è veramente una affermazione errata in quanto è scientifi-
camente dimostrato che tale numero ha esattamente le stesse probabilità di essere estratto come le ha qualunque al-
tro dei 90 numeri presenti nell’urna, prova ne sia che spesso detti numeri continuano a non uscire anche dopo periodi
molto più lunghi di quanto si potesse pensare e a deludere le migliaia e migliaia di giocatori che si accaniscono con
detti numeri ritardatari.
Un altro gioco d'azzardo che va per la maggiore ai nostri giorni è la "slot machine" molto diffusa non solo nelle case da
gioco ma anche in moltissimi bar. Questo gioco, assurdamente, è ancora più demente del lotto. Infatti l'uscita dei risul-
tati non è affidata al caso come accade nell'estrazione dei numeri del lotto il che ammette le favolose vincite che ogni
tanto vi si verificano nella realtà, ma è invece frutto di programmi per computer che non si limitano alla sola casualità
(random in termine tecnico) ma sono, a mio giudizio, soggetti a regole dettate dal compilatore del programma stesso e
quindi con tutte le possibili limitazioni del caso, pur se sottoposte a severe verifiche da parte dell’Ente Statale di con-
trollo. Da notare soprattutto la rapidità con cui avviene ogni giocata, prova evidente che siamo in presenza di una vera
"macchina mangiasoldi”.
Personalmente trovo interessante assistere, ovviamente senza impiegare nel gioco nemmeno un euro, alle giocate nei
luoghi totalmente dedicati ad essi come le case da gioco o le sale delle "slot machines". È bello esaminare le persone
e le modalità di gioco.
Ad esempio nelle slot machines, si nota che, per il giocatore, più è rapida la macchina più lui stesso diventa svelto nel
premere il tasto di rigiocata rendendo l'operazione una specie di tic maniacale con un dito della mano agitato da un
tremore quasi fosse dovuto al morbo di Parkinson e dato dalla fretta di arrivare a quella vittoria finale che non arriva
mai. L'eventuale vincita viene segnalata vistosamente da un rumoroso precipitare di monete che ha lo scopo ben pre-
ciso di allettare il malcapitato giocatore fino ad indurlo a rimettere immediatamente in palio l'intera vincita con il funesto
e ben prevedibile risultato finale.
Io ho notato come i giochi più partecipati non siano affatto quelli che richiedono abilità particolari bensì quelli più veloci.
Come dire che la cosa più importante è poter conoscere subito l'esito della giocata seguente e subito dopo ancora
quella successiva, prova lampante di una vera e propria mania ossessiva .
Vorrei raccontare la mia esperienza di visita della sala da gioco del Casinò di San Remo. La prima volta non ho potuto
entrare perché non ero vestito come da regolamento e cioè con giacca e cravatta. Per la verità esisteva in loco anche
la possibilità di noleggio di detti indumenti ma io ho preferito tornare il giorno dopo ovviamente vestito di tutto punto. La
prima cosa che mi ha attratto è stato un tavolo di roulette circondato da molti spettatori e da un nutrito gruppo di guar-
diani di controllo e nel quale un giocatore con calzoni blugins e camicia scollata e quindi non certamente "in divisa" a-
veva la particolarità di giocare con estrema facilità cifre enormi di denaro trasformando direttamente sul tavolo da gioco
pacchi di banconote in pile di fiches che poi distribuiva un po' dovunque sui numeri, su nero/rosso, su pari/dispari, su
colonne o dozzine in conclusione su tante possibilità di vincita contemporanea secondo me difficili perfino da ricordare
ma che avevano il merito di fornire in fretta una moltitudine di risultati. Alcune volte il personaggio ha anche vinto
somme considerevoli, ma in tali rare occasioni si è dilettato a ricompensare lautamente il croupier il quale si affrettava
a far cadere le fiches avute in omaggio attraverso un'apposita fessura di cui era dotato il tavolo verde facendo capire
trattarsi di una regola in vigore quella di devolvere una parte della vincita. Anche in questo caso, ripeto con notevolis-
simo impiego di denaro, era chiaramente visibile una sola preoccupazione e cioè il voler conoscere risultati con una
sequenza il più rapida possibile da attuarsi con numerose e ricche giocate contemporanee. Inutile dire che la finale
consisteva in una perdita di cifre enormi. Durante l'operazione mi colpivano le modalità usate dal croupier per trasfor-
mare il pacco di banconote in pile di fiches e che si basava nell'allargare sul tavolo verde e in ordinata e lunga fila le
banconote il che, oltre a consentire un rapido conteggio del denaro, dava a tutti i presenti una chiara idea dell'impegno
economico in corso. Tale esposizione avrà anche instillato nella mente dei numerosi spettatori presenti un folle deside-
rio di imitazione, ma in me ha invece fatto nascere un senso di indignazione indescrivibile: com'è possibile esista gente
che dissipa ricchezza in quel modo?
Vorrei ora parlare del bingo, una specie di tombola d'altri tempi attualmente diventata un avanzatissimo insieme di mo-
derna automaticità. L'interesse di una visita alla sala bingo è duplice. Da una parte la complessità ed intelligenza del-
l'apparato automatico di estrazione e comunicazione sia vocale e sia visiva tramite una serie interminabile di video
sparsi un pò ovunque e dall'altra il comportamento dei giocatori. Anche al bingo la preoccupazione più importante è
sempre quella della velocità. Tutto si svolge con una dinamicità impressionante; anche gli altoparlanti diffondono frasi
così veloci da poter essere comprese solo dagli abitué. Anche il comportamento dei giocatori desta non poca meravi-
glia. Una volta in possesso delle cartelle è un piacere (anzi "era" un piacere, come vedremo) annullarvi man mano i
numeri estratti usando pennarelli particolari atti a imprimere sulla carta dei grandi circoli vivamente colorati in rosso o in
verde che rendono chiaramente visibile le due possibili vincite cioè la "cinquina" oppure il "bingo". Attualmente le cose
sono radicalmente cambiate. Non è più necessaria alcuna azione manuale da parte del giocatore essendo tutte le
schedine acquistate rese visibili sullo schermo di cui è dotato ogni giocatore che se ne sta immobile e pronto ad urlare
"cinquina" oppure "bingo" a seconda della vincita che appare del tutto automaticamente sul suo schermo.
Anche in questo gioco si nota la preoccupazione di evitare qualunque intervento del giocatore, di non dargli alcun im-
pegno, non deve cioè compiere nessuna scelta né dimostrare alcuna abilità ma solo assistere inerme al susseguirsi di
procedure sempre più veloci che hanno un solo scopo: far desiderare la giocata seguente quella appena passata e
quindi istigare la persona a giocare, giocare sempre più velocemente e quindi con spese sempre più elevate.
Quelle soprastanti sono solo le mie impressioni su alcuni giochi d'azzardo. Ma ce ne sono molti altri dei quali non so
nulla né mi interessa conoscere di più e che possono anche non presentare gli aspetti negativi da me indicati. Spero
soltanto che quanto ho scritto possa contribuire a far cambiare idea a qualche lettore sollecitandolo ad impiegare me-
glio il suo tempo ed il suo denaro. Ci sono mille modi per farlo, andando a visitare le meraviglie dell'Italia, prendendo
parte a spettacoli, teatro, cinema, concerti, mostre d'arte, gite in montagna, gare sportive e di ballo e le mille altre cose
che arricchiscono la persona. Ma soprattutto si può e si deve stare lontani da giochi di azzardo che sono studiati sol-
tanto per ingannare invischiando in un giro perverso, che porta ad aumentare sempre di più la perdita di tempo e dena-
ro in attività che di positivo hanno ben poco.
Concluderei ricordando Gigi Stefani ed assieme a Lui, che senza dubbio dall’alto dei cieli concorda con me, invitare i
lettori a rifiutarsi di pagare una tassa come quella che lo stesso Gigi ha provocatoriamente, ma molto efficacemente
chiamato "la tassa sull'imbecillità".
30 CRONACA

Successo del SHU REN KAN a Bolzano


Positiva la trasferta del SHU REN KAN in territorio Trentino, l’associazione con
sede a Feltre e Alano di Piave ha partecipato con successo al “7° Trofeo Alto
Adige” svoltosi a Bolzano.
Al suo esordio sul tatami ottima la prestazione della giovane Asja Dal Zotto; nel
kumitè, categoria Esordienti Femminili cinture Marroni\Nere, l’atleta Alanese ha
conquistato il gradino più alto del podio nonostante si sia trovata contro atlete
locali e con già esperienza acquisita, ma che non hanno potuto niente contro la
sua preparazione e la sua freddezza nell’affrontarle, tanto da non subire
neanche un punto da parte delle atlete avversarie.
Buona anche la seconda posizione nella prova di Katà, va comunque ricordato
che le avversarie che Asja si è trovata di fronte sono specializzate o nel Kumitè
o nel Katà e difficilmente gareggiano in entrambe le specialità.
Lo stesso giorno si sono anche svolte le qualificazioni per gli assoluti del
Campionato Italiano. Ceccotto Roberto (cn 3Dan) ha mancato di un soffio la
qualificazione alla finale nazionale di Bari classificandosi al secondo posto nel
Kumitè - 60Kg
Nere, cedendo
così il titolo
conquistato l’anno scorso. Stesso risultato anche nella
prova di Katà dove Ceccotto non è andato oltre il secondo
posto.
Per info: Palestra comunale Alano di Piave
Martedì e Venerdì 18:00-20:00
Ivan Burgoni 347 5978279
E-Mail: ivan.burgoni@gmail.com
Foto Atleti: Sopra: Asja Dal Zotto sul podio
a fianco:
da Sx Ceccotto Roberto (Presidente 3Dan), Biesuz
Francesco, Dal Zotto Asja, Burgoni Ivan (Responsabile
Tecnico 5Dan)

COME ERAVAMO

Accadde nel 1991


A cura di Sandro Curto
Nell’ultima rubrica sul 1991 (Tornado nr. 572) avevamo pubblicato la notizia della rinascita della locale squadra di cal-
cio col nuovo nome di Piave Tegorzo ed ecco che il nostro abbonato di Vas Alfonso Maschio ci ha fornito una foto
dell’epoca con il nuovo consiglio direttivo insieme con gli allora sindaci Piccolotto (Alano), Stalliviere (Quero) e Solagna
(Vas). Completiamo l’informazione, sempre rileggendo il Tornado di allora, ricordando che il consiglio, nella sua prima
riunione, nominò presidente Giorgio Giotto di Fener e vice Italo Rizzotto ed Emilio Pisan.

Altre notizie pubblicate nella primavera 1991 riguardavano i 20 anni di presidenza della Pro Loco di Fener di Mario Du-
righello, la rielezione a Presidente della Comunità Montana Feltrina di Orazio Piccolotto, il rientro ad Alano, dopo 25
anni trascorsi fra Spagna, Africa e Sudamerica, di Antonio Spada, l’elezione di Luigi Codemo a presidente della riserva
di caccia di Alano di Piave.
31 LETTERE AL TORNADO

Alanesi al Carnevale di Galliera Veneta


(s.for.) La nostra lettrice Mi-
rella Collavo, nata ad Alano
e figlia di Antonio Collavo e
Maria Biz, risiede da tempo a
Galliera Veneta. E proprio al
Carnevale 2011 organizzato
nella cittadina padovana si ri-
feriscono le due foto che ci
ha inviato e che proponiamo
ai lettori. A destra, il carro
mascherato alla cui creazio-
ne ha attivamente partecipa-
to la stessa Mirella; a sini-
stra, il figlio 24enne di Mirel-
la, Alessio Grillo, mentre
guida il corteo con tanto di
cornamusa e costume scoz-
zese.

Buon compleanno, zio Dino!


di Angelo Ceccotto
Furono anni importanti, della mia vita e di quella di mia moglie
Dina, gli anni da emigranti in quel di Ivrea (TO). Il nostro
amato lavoro ci diede immense soddisfazioni. Al sottoscritto
come operaio meccanico e poi responsabile di reparto e
operatore per l’estero nella Commissionaria LANCIA del
Piemonte e Valle D’Aosta. Quel periodo fu propizio di incontri
con le autorità istituzionali locali e industriali allacciando
rapporti di fiducia e amicizia che proseguono tuttora. Dina
invece, assunta alla Montedison dopo un breve periodo di
conoscenza dell’ambiente lavorativo conseguì il corso di
Maestra d’Azienda. In questo contesto non posso dimenticare
il grande e fraterno apporto degli zii Gilda e Dino Facchin,
feltrini anche loro, che ci sostennero con amorevole vicinanza
nei momenti difficili ma soprattutto festosi dei fine settimana.
La foto a fianco ne è la dimostrazione più lampante, scattata
dopo una soddisfacente e esuberante festa in ricordo dei
momenti felici, assopiti da una stanchezza inconsueta, non meno avvolti in profonda meditazione. Attraverso il
“Tornado”, a cui gli zii sono abbonati, vada il nostro particolare ricordo allo zio che compie gli anni il prossimo 11 aprile,
e giungano a lui i più affettuosi auguri ed un abbraccio di cuore da parte di Dina e Angelo.

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32 CRONACA

Spaccio di cocaina, la mente è un “querese”


L’OPERAZIONE Capo della banda il dominicano Diego Severin, che risiedeva nel Basso Feltrino. Gli arre-
stati, secondo i carabinieri, ogni mese smerciavano circa un chilo di stupefacente.
Fiumi di cocaina nel Veneto, mente dell'organizzazione un “querese”. Tutti in arrivo dalla Repubblica Dominicana.
Che finivano nel mercato trevigiano. La droga era destinata perlopiù a prostitute dominicane e albanesi alle quali lo
stupefacente serviva per prolungare gli “orari di lavoro” lungo le strade del sesso e per migliorare le prestazioni as-
sicurando un maggiore divertimento per i clienti. In cambio della dose quotidiana di cocaina le lucciole offrivano ai
pusher una prestazione sessuale gratuita. E' questa una delle novità emerse dall’operazione condotta dai carabi-
nieri del comando provinciale di Treviso, denominata “Truman” dal soprannome con cui era conosciuto
nell’ambiente il capo dell’organizzazione dominicana che gestiva il traffico di droga. Cinque gli arresti, notificati in
carcere in quanto tutti e cinque si trovavano già in galera. Il giorno di Natale dello scorso anno le manette erano
scattate ai polsi del capo banda Diego Severin, 56enne dominicano ma residente a Quero, del connazionale
35enne Eduardo Heredià Rodriguez e del barista triestino Paolo Stricca di 51 anni. Erano stati “pizzicati” alla sta-
zione ferroviaria di Montebelluna con due etti di droga. In novembre erano stati, invece, arrestati un 48enne ghane-
se, titolare di un negozio etnico a Quinto, e il pavimentista 39enne Nicola Bonora, residente a Caerano. Nel corso
dell’operazione sono state emesse anche due ordinanze di obbligo di dimora nei confronti di due gíovani, un
19enne e un 22enne di Maser e Possagno, l’uno operaio e l’altro disoccupato, pusher della banda criminale che te-
nevano i contatti con la clientela. Le indagini hanno appurato un giro d’affari di 100 mila euro e uno smercio di un
chilo di cocaina al mese. Un giro di droga di notevoli proporzioni che veniva ceduta anche nel mercato bellunese e
padovano. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 5 mila euro in contanti e 300 grammi di cocaina.
LA STRATEGIA Gli “angeli volanti” trasportavano nel corpo le partite di droga
Il capo della banda criminale, Diego Severin, con un “covo” a Quero la cui esistenza era sconosciuta anche ai com-
ponenti della sua stessa organizzazione, aveva ormai raggiunto l’età della pensione, nonostante i suoi 56 anni. Sta-
va, infatti, per ritirarsi dal giro avendo accumulato una piccola fortuna in conti esteri, tutti dirottati sulla Repubblica
Dominicana. Intanto, però, aveva messo in piedi una organizzazione di tutto rispetto, che si riforniva attraverso cor-
rieri, chiamati in gergo “angeli volanti”. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di donne provenienti dalla Repubblica
Dominicana che facevano tappa negli scali spagnoli per poi sbarcare negli aeroporti di Milano, Brescia e Venezia.
Una volta in Italia, le donne venivano prelevate in auto e accompagnate in appartamenti dove venivano effettuate le
operazioni di evacuazione degli ovuli.
(articolo di Valeria Lipparini, tratto da “Il Gazzettino” di sabato 26 marzo 2011)

COME ERAVAMO

Fener, c’era una volta il Club…

(s.for.) Le due foto, di proprietà di Dario Spada, si riferiscono alla seconda metà degli anni Settanta, periodo in cui i
giovani feneresi presero in affitto una stanza che dava su Piazza Dante per incontrarsi, ascoltare musica… Nacque
così il mitico “Club”…e nacquero anche alcune storie d’amore che si protraggono ancor oggi. Nella foto di gruppo
sono riconoscibili, in piedi da sinistra, Sergio Melchiori, Vitalba Zemke, Walter Pellizzoni, Firmino Dal Canton, Lo-
renza Segato, Soave Tomasi, Marina Merelli, Dario Forcellini e Dario Spada; seduti, sempre da sinistra, Franca
Melchiori, Mario Cesaro, Doretta Zin e Leone Forcellini. Nell’altra foto, un elegantissimo Dario Spada si prepara per
un brindisi (forse in occasione del suo ventitreesimo compleanno), attorniato da due bellezze locali: Franca Mel-
chiori e Vitalba Zemke.
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