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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
\ AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHI A
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
RITI,
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DT CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIII.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

E
ERA ERA
J-jRA (Aera). L'era è presso a greci, o dalla fondazione di Ro-
poco lo stesso che Epoca (Fedì), ma, o dai o in altra si-
consoli,
essendo anch'essa un punto fìsso, mile maniera. Osserva inoltre che
dal quale si principia a contare si trovano notate le antiche me-
gli anni. Altri la definiscono una morie particolarmente di Spagna,
,

serie d'anni civili, adattata per con- con l'era, dicendosi nelle storie sa-
tare i tempi, riferendosi a un pun- gre e profane, nei concilii ed al-
to storico od astronomico; ed al- tre scritture, essere seguita questa
tri l'epoca, cioè il principio cro- o quell' altra cosa nell'era tale e :

nologico di un qualunque fatto de- confrontandosi gli anni di essa con


gno di particolare osservazione. La gli anni di Cristo, si trova che
differenza però tra le ere e le epo- ebbe principio alcuni anni prima,
che consiste in questo, che le epoche laonde volendosi aggiungere all'era
sono punti fissi , determinati da gli anni del Signore, doveva dirsi
cronologisti, e le ere sono punti l'anno N. N. dell'era, di Cristo N. N.
determinati generalmente da qual- Supposto questo, nascono due dub-
che popolo o nazione. Il dotto p. bi,il primo è del nome, cioè quale

Menochio, nel tomo III delle sue sia l'origine della voce Era; il se-
Sluore, a pag. 364, parlando del condo, con quale occasione sia stato
.modo di computare gli anni se- inventato questo modo di compu-
condo l'era, dice eh' è stato assai tare gli anni. Alcuni hanno detto
differente in vari tempi e luoghi che non si doveva scrivere questa
il modo di computare gli anni nel- parola con M
dittongo, ma con
l'istorie, come nelle scritture pub- i aspirazione Hera s volendo che
bliche e private, perchè alcuni gli sia derivata da Herus3 il Signore.
hanno contati dalla creazione del Altri sono stati del parere che si
mondo, altri o dalle Olimpiadi dei debba scrivere Aera> e che perciò
6 ERA ERA
sia così detto ab Aera, perchè nel ria di quel fatto, tanto segnalato
bronzo si notassero il numero de- e memorabile. Tuttavolta l'origine
gli prima lette-
anni. Altri, che la di questa parola è molto incerta.
ra A
deve dalle altre separarsi, e Alcuni la da aesj
fecero derivare
voglia dire abbreviatamente An- perchè indica vansi gli anni con cer-
nus, e con le seguenti Annus eras, ti piccoli chiodi di rame, ed il
J
ovvero così A. ER. A. cioè An- Macri nelle Not. de vocab. eccL
nus eras Augusti, perchè vera- tra le diverse etimologie che ripor-
mente al tempo di Augusto ebbe ta, che fa derivare que-
cita quella
il suo principio, o secondo altri sta voce da JEs, perchè nelle mo-
Annus erat regni Augusti, facen- nete di bronzo si notava ed im-
do con quelle lettere una sola pa- primeva l'anno corrente. Altri di-
rola. cono che la parola Era si dovreb-
Il Baronio nelle annotazioni al be scrivere èra. In cronologia a-
Martirologio Romano, a' 22 otto- dunque, un'era è un metodo rice-
bre riferisce queste congetture , vuto di contar gli anni, i quali
che sono di alcuni autori spagnuo- scorrono riferendosi tutti, secondo
li che cita ; quindi aggiunge che la loro successione, ad un punto
la sua possa essere la più proba- fisso storico od astronomico, eh' è
bile, colla quale dà ragione del il principio di questa era. Così
nome , e dell' istituzione dell'era. l'era cristiana è metodo di con-
il

Questo autore si fonda su quanto tare gli anni trascorsi dopo la na-
scrisse Dione Cassio nella di lui scita di Gesù Cristo, essendo l'an-
storia, il quale mentre distintamen- no di questa nascita il primo del-
te racco u la le cose seguite di an- l'era di questo nome. A voler qui
no io anno, dice che nel consola- riportare un ristretto delle ere prin-
to Marzio Censorino e di Cal-
di cipali, -di cui si sono serviti i ero-
visio furono da Augusto,
Sabino, nologisti e gli astronomi, ci atter-
per mezzo di Domizio Calvino, remo ai migliori e più critici trat-
domati certi popoli della Spagna, tatisti delle ere diverse.
e che ristesso Domizio raccolse
tanta quantità di denaro dalla Spa- Ere anteriori a quelle di Gesù
gna, che non solo bastò per le spe- Cristo.
se del trionfo, per le quali si so-
leva dalle altre provincie dell' im- U era mondana degli ebrei fu
pero contribuire, ma fu eziandio istituita antichissimamente, ma al-
sufficiente a riparare alcune fab- cuni critici fanno al più risali-
la
briche di Roma. Tiene adunque il re all'undecimo secolo dell'ersi vol-
Baronio per molto probabile, che gare. Dagli ebrei viene chiamata
questa copiosa contribuzione di de- l' era della creazione del mondo,
naro, fatta dalla nazione spagnuola e la incominciano 3761 anni avan-
in quell'anno, nel quale cominciò tiGesù Cristo. Dunque il primo an-
l'era, ab aere colleclo, abbia avu- no della nostra era volgare è il
to il nome e l' origine, e che par- 3762, secondo quella degli ebrei,
ticolarmente le provincie di Spa- incominciando in primavera giusta
gna si sieno servite di quel modo lo stile ecclesiastico, ed in autunno
nel computare gli anni, in memo- 4i questo medesimo primo anuo,
,

ERA ERA 7
per Io stile civile. L'era degli ebrei padri, e scrittori ecclesiastici dei
è regolata dal ciclo di diecinove primi secoli. Più di cento dicias-
anni, composto di dodici anni lu- sette sistemi s'inventarono per con-
nari, e di sette altri della medesi- ciliare la storia sagra colla profa-
ma natura, i quali ricevono un'in- na, tra' quali vuoisi il più lungo
tercalazione, quindi chiamansi em- quello di Alfonso re di Castiglia,
bolismici. e Piegiomontano, che pone la
di
creazione dicono
Sull'era della nascita di Gesù Cristo all'anno
i che la sagra Scrit-
cronologisti, 6984 del mondo, mentre il vene-
tura non fu data per soddisfazio- to Lippomano la ritrae all'anno
ne della curiosità; e la Chiesa, ob- 36 16. Il p. Riccioli stabilisce i

bligandoci a venerare tuttociò che cinque seguenti canoni intorno a


in essa si rapporta al domma, la- questi sistemi:
scia poi alle dispute i punti di
scienza umana : come per esempio i.° Dalla creazione del mondo a
la questione sulla durata dei sette Gesù Cristo, nessuno conta più
giorni della Genesi. Sarebbe più di 7000 anni, né meno di
importante determinare i tempi 3700.
dopo la creazione di Adamo ; ma 2. Dal testo ebraico, dalla Volga-
la santa Scrittura neppur qui gli ta, e dalla storia umana, sem-
ordina altrimenti che col contare gli bra più probabile che decorres-
anni vissuti dai dieci patriarchi anti- sero 4 IQ, 4 anni: in tale ipotesi
diluviani. In ciò corre differenza non possono essere più di 433o
tra i testi, e differenza tra gl'in- anni, né meno di 3705.
terpreti sul modo di ordinarne la 3.° Dai settanta, e dalla più vera

serie, onde nasce la varietà tra i storia umana appariscono 5634


modi di contare gli anni dopo la anni; in tale ipotesi è fatto non
creazione secondo i testi ebreo, essere stati più di 5t)o4 anni
samaritano, dei settanta in Euse- né meno di 5o54-
bio, di Gioseffo, di Giulio africa- 4-° Sebbene alcuni siensi ingegnati
no, di s. Epifanio, di Pelavio, e d'investigare l'origine del mon-
di altri. Avvertono i cronologisti, do da alcuni caratteri del cielo,
che i primi padri della Chiesa si e dalla posizione delle stelle, e
attenevano alla versione dei set- dei veri segni del zodiaco, ogni
tanta, come attesta Eusebio, il opera loro riuscì invano; e alle
quale pure dichiara corrotti i nu- volte caddero in errori gravis-
meri della Volgata, ossia del testo simi, attribuendo al mondo una
ialino della Bibbia; altrettanta dif- età più favolosa che vera.
ferenza è nei patriarchi successivi 5.° Probabile è aver Dio creato

al diluvio, cioè in quella che si il mondo 5634 anni avanti la


chiama seconda età del mondo. nascita di Gesù Cristo.
Molte ragioni però militano a fa-
vore della cronologia dei settanta, Alcuni cronologisti sostituiscono
che sono criticamente riportate dai a creato il mondo, creato l'uomo,
cronologisti; e Giuseppe Flavio, il perchè da Adamo soltanto comin-
più dotto ebreo, segui anch'egli la ciano i dati per valutare il tem-
cronologia, come fecero tutti i santi La maggior parie
pò. L.a ie dei
ciegh storici
8 ERA ERA
adottano il calcolo di Usserio, se- ci greci, a Timeo scrittore sicilia-

condo il quale nacque Gesti Cristo no, e posteriore al regno di Ales-


nell'anno4°°4 dopo la creazione. sandro il Grande. Questa era
Questa varietà non reca poi mol- venne però accettata lungo tempo
ta confusione, giacche si riferisce dopo l' introduzione de' giuochi o-
soltanto ai tempi più antichi,
e limpici nella Grecia, ed all'epoca
quasi affatto la si evita col segna- di questa accettazione ne fece se
re gli anni non dalla creazione, riferire il puntoa molti
iniziale

raa dalla distanza da Gesù Cristo. secoli addietro. Sull' epoca della
I più moderni cronologisti dicono, istituzione de'giuochi, eranvi molte
che fondamento della
principal incertezze, per cui non potevasi ri-

cronologia sagra dopo la Bibbia, montare sino alla detta istituzione,


è la cronaca di Eusebio vescovo laonde si cercò di scuoprire un
di Cesarea, della quale non si eb- punto fisso fuori da qualunque
be che piccola parte, fin quando contestazione; e fu scelto quello in
il vicario del patriarca armeno ne cui venne introdotto l' uso d' in-
scuopiì a Gerusalemme una tra- nalzare al vincitore ne'giuochi, del-
duzione armena, che portò a Co- le statue ed altri pubblici monu-
stantinopoli verso il 1787, donde menti. In tal modo si rimontò fi-

fu mandata a Venezia una copia no a Corebo, che pel primo otten-


nel 1790, che servì poscia per ne l'onore di una statua. Fu dun-
un' edizione fatta in Milano nel que l' era delle Olimpiadi nella
18 18. Ma già più intiera copia sua origine fissata a quella in cui
se n' era avuta a Venezia stessa Corebo aveva ottenuto un tale ono-
nel 1793, in cui si eseguì un'edi- re, cioè 776 anni avanti Gesù Cri-
zione nel medesimo anno 18 18 sto, formandosi ogni olimpiade di
colla latina traduzione, che com- quattro anni, essendo i giuochi
pie i frammenti già conosciuti. celebrati ogni quattro anni. L'usò
delle Olimpiadi fu continuato sino
Era di Abramo. alla fine del quarto secolo dell'era
nostra. AH' imperatore Teodosio
Questa incomincia colla voca- I viene attribuito l'editto, che
zione di detto patriarca, fissata a vietò di contare per mezzo delle
201 5 anni avanti Gesù Cristo, ed olimpiadi.
al primo di ottobre. L'anno 2016
di quell'era incomincia con l'istes- Era di Nabonassar.
so giorno immediatamente anterio-
re al principio dell'era cristiana: E una delle più celebri ere, e
Eusebio si servì dell' era di Abra- delle più generalmente usate nelle
mo per la sua cronologia, e fu diverse mutazioni dei tempi. L'a-
imitato da altri cronologisti cri- stronomia ne ritrasse grandi van-
stiani. taggi , perchè Tolomeo nel suo
Almagesto conformò ad essa la da-
Era delle Olimpiadi. ta delle osservazioni che trovò ne-
gli scritti de' suoi predecessori .

L' introduzione di quest' era si Teone, che fiorì dopo di lui, ne


attribuisce nelle opere degli stori - imitò l' esempio e la necessità di
;
2

ERA ERA 9
esprimere con termini uniformi Varrone aveva vennero
raccolte,
l'epoca delle osservazioni che do- assorbite nell'unità romana, e cad-
vevano fra di loro essere confron- dero in dimenticanza.
tate, fece moltiplicare quest'esem-
pio. Questa era prese il suo no- Era di Alessandro il Grande.
me da Nabonassar, considerato il
fondatore del regno di Babilonia ; È conosciuta altresì col nome
ed il suo principio è fissato al di era di Filippo, o dei Lagidij
mezzogiorno di un mercoledì, che e la morte di Alessandro n' è il
era il26 febbraio dell'anno 747 punto essenziale. Il suo primo anno
avanti Gesù Cristo. Si serve que- incomincia col ^i5 dell' era di
sta era dell'anno vago, ossia di 365 Nabonassar, e nel 12 novembre
giorni, senza intercalazione, essen- dell'anno 324 avanti Gesù Cristo^
do stato tale l'anno egiziano. Somigliante in tutto alla succitata
era, può essa considerarsi come
Era di Roma. un'appendice, e il rispetto che tutti
i popoli dell'Egitto particolarmen-
L' era di Roma, che dicesi della memoria del
te professavano per la
fondazione della città, è posta da macedone conquistatore, fu il mo-
Vairone nel terzo anno della sesta tivo dell'istituzione dell'era di A-
olimpiade da Verrio Fiacco nel-
: lessandro, o di Filippo Arideo suo
l'anno seguente, 755 o 754 anni figlio, oppure dei Tolomei, cioè i

avanti Gesù da Catone poi


Cristo : Lagidi suoi successori in Egitto,
nel 752. Infinite sono le dispute dei dove quest'era fu prontamente ri-
cronologisti per determinare que- conosciuta, lì suo primo giorno,
sto tempo, paragonandolo anche il 12 novembre, non fu quello
ai celesti fenomeni. L' opinione di della morte di Alessandro, benché
Vairone del 7^5, 21 aprile, è se- sia il punto iniziale dell'era; ciò
guita da Dione Cassio, Plinio mag- deriva dall' uso che avevano gli
giore, Vellejo Patercolo, Claudio egiziani di contare gli anni del
imperatore, Lattanzio Firmiano ec, regno de' loro principi, riferendoli
ma Dionigi di Alicarnasso, e Tito sempre al principio del loro anno
Livio seguono 1' opinione di Cato- civile; ed il primo del loro mese
ne. Gli anni poi venivano notati thot dell'anno 42 ^ di Nabonassar,
più comunemente col nome dei due cadendo in queir anno nel dì 1
consoli, che reggevano la romana novembre, questo giorno diventò
repubblica. Prima di Dionigi il il primo dell'anno con cui comin-

pìccolo, la Chiesa e i Pontefici cia l'era di Alessandro. Gli astro-


calcolavano il tempo per gli anni nomi se ne servirono spesso, come
di Diocleziano, è pei fasti conso- fecero alcuni scrittori de' primi se-
lari, i quali fasti cominciarono coli dell'era cristiana.
dall'anno 244 delia fondazione di
Roma, secondo marmi del Cam-
i Era dei Seleucidì.
pidoglio; oppure 245 secondo l'e-
poca di Varrone, vale a dire 5og Questa pur si distingue co' no-
avanti Gesù Cristo. In quanto alle mi di era di Alessandro per con-
ere degli altri popoli italiani, che fusione coll'era del conquistatore
io ERA ERA
macedone, o per rapporto a suo di dodici mesi, ciascuno de'quali
figlio dello stesso nome; era dei portava il nome di
del un segno
greci,ovvero era dei Sirv-Mace* zodiaco. L'epoca radicale della me-
doni, Tarikd'houl-Karnain , ossia desima fu l'esaltazione al trono di
era dei contratti de' giudei di Si- Tolomeo Filadelfo, ed i cronolo-
ria, soggetti ai re greci. Questa era non dubitarono punto a con-
gisli

è una delle più conosciute, come tare gli anni dell'era con quelli
delle più usate negli scritti, e sui stessi del regno di Tolomeo. Su
monumenti; ed è perciò che tro- di che consultato l'Almagesto IX,
vasi nel libro de' Maccabei, sulle 7, toni. II, pag. 170, essendo il
medaglie ed altre incisioni greche, primo giorno di Dionigi il 24 di
nella storia ecclesiastica, ne'padri giugno dell'anno 283 avanti l'era
della Chiesa, e nei concili, nelle cristiana, essa incominciò nel sol-
opere degli orientali, e particolar- stizio di estate che precedette l'e-
mente degli arabi, i quali se ne saltazione al trono di Filadelfo,
servono ancora quando non fanno fissata molto approssimativamente
uso degli anni dell' egira. Tutti al 2 di novembre dopo il mede-
gli autori sono d'accordo intorno simo solstizio.
le cause della sua istituzione, ch'è

l' innalzamento di Seleuco JNicatore Era di Tiro.


al trono di Babilonia, dopo la dis-
fatta di Demetrio Poliorcele a Baia re diSiria, avendo nel-
Gaza, e la morte di Alessandro l'anno 25 avanti Gesù Cristo ac-
1

re di Macedonia. Sono egualmen- cordato ai Tiri l'autonomia, que-


te d'accordo sull'epoca ini-
tutti sti consagrarono un tale avveni-
ziale di quell'era, che è l' estate mento colla istituzione di una nuo-
dell'anno 3 2 di Gesù Cristo. Se-
1 va era, della quale questo atto
condo l'opinione comune Tanno ba- protettore fu il motivo, ed ab-
bilonese sarebbe stato fisso a giorni bandonarono l'era dei Seleucidi.
365 ed un quarto per questa mede-? La nuova era incominciò col 19
sima epoca. ottobre, corrispondente al mese di
hyperberetqus.
Era di Tolomeo Filadelfo,

Il regno di questo principe fu Era Cesariana di Antiochia.


confuso coll'era di Dionigi l'astro-
nomo. Dionigi istituì la sua era Essa riguarda Giulio Cesare,
nel regno di Tolomeo Filadelfo, e la vittoria da lui riportata a
e ne riferì il primo anno al prin- Farsaglia nell'anno /\.S avanti Ge-
cipio del medesimo; ma le due sù Cristo. Antiochia si servì di
epoche iniziali non furono assolu- quest'epoca per le sue date, inco-
tamente le stesse: ciò che segue minciando dal primo giorno del
accenna quanto avvi di analogo, suo anno, che principiò nell'autun-
e di differente tra l'una e l'altra. no dello stesso anno 4^ avanti
Gesù Cristo. La medesima città
Era di Dionigi.
aveva altresì istituita un'era in
Questa era, tutta astronomica, onore di Pompeo Magno; quindi
componevasi di anni solari fissi, Giulio Cesare vincitore ottenne
ERA ERA ir
egual distinzione. Però non andò nell'Aragona nel 1 35o ; in Valen-
guari che all'era di Cesare suc- za nel 1 358 ; in Portogallo nel 1 393 ;

cesse quella che inco-


di Augusto, in Castiglia nel 1/4.22 , ed anco
minciò nel primo settembre; vi- nel 1 4 5 secondo
1 altri : questa era
gilia dell'altra famosa battaglia di si regolava coll'anno giuliano or-
Azio, ed in memoria di essa. I dinario.
greci, i quali seguivano l'era Ce-
sariana di Antiochia, la incomin- Era Aziaca.
ciavano col loro anno medesimo,
dal 49. La famosa battaglia d'Azio die-
de occasione a questa era, la qua-
Era Giuliana. le venne ammessa in diverse pro-
vi ncie del romano impero con le
Prese il suo nome da Giulio Ce- seguenti differenze. In Egitto dove
sare che riformò il calendario, ac- l'era fu primieramente istituita,
comodandolo per un anno di 365 il suo principio venne fìssalo al
un 366.°, intercalato ogni
giorni con primo del mese tìiol 3 ossia al 3o
quattro anni; ed è questa la me- di agosto immediatamente ante-
morabile riforma donde prese ori- riore al giorno della battaglia, la
gine 1' era giuliana. Essa incomin- quale succedette nel 2 settembre
ciò Tanno 45 avanti Gesù Cristo. dell'anno 3o avanti Gesù Cristo;
Pel calcolo regolare de' tempi an- essendo il 3o di agosto il giorno
teriori a detto anno, i cronologisti giuliano fisso corrispondente al
si servono degli anni della stessa primo di thotì ovvero primo del-
era giuliana, benché la medesima l'anno vago egiziano il 719 di
non ed è appun-
esistesse ancora, Nabonassar. I greci d' Antiochia
to in questo caso, che si chiama- incominciarono l'era aziaca col pri-
no anni dell'era giuliana proletti- mo settembre del medesimo anno .

ca. Tanto di questa era, come di In Roma quest' islessa era princi-
diverse delle ere qui memorate, si piò col primo gennaio seguente,
tratta in parecchi ed analoghi ar- cioè dell'anno 29 avanti Gesù Cri-
ticoli di questo Dizionario. sto. Quest'era non ebbe lunga du-

rata, e fu confusa collera seguente.


Era di Spagna.
Era degli Augusti.
Ebbe origine dalla conquista di
tutta la Spagna fatta da Augusto Parecchi sono i motivi che si

nell'anno 39 avanti la nascita di danno per lo stabilimento di que-


Gesù Cristo, ed incominciò col st'era; fra gli altri l'atto del se-
primo gennaio dell'anno 38. Fu nato che conferì ad Augusto la
quindi di uso generale nella Spa- suprema autorità. Quello però che
gna, in Africa, e nel mezzodì della sembra più certo è lo stabilimen-
Francia. L' accettazione generale to medesimo dell'uso dell'anno fìs-
poi deli' era Cristiana ne fece per- so da Augusto colT intercalazione.
dere l'uso, e venne questa era a- L'anno vago egiziano fu renduto
bolita con decreto dell' autorità fisso da Augusto colf intercalazio-
pubblica in Catalogna nel 1180; ne di un 6.° epagomeno, od uà
,

i* ERA ERA
306.° giorno ogni quattro anni; Cristo nacque net 747.° anno della
Teone di Alessandria disse, che fondazione di Roma ,
poiché egli
questa riforma ebbe luogo quan- dice non poter essere nato il Mes-
do il primo giorno dell'anno vago sia ne prima del 746, ne dopo il
egiziano 29 agosto
corrispose
al 749. Non dopo il 749 perchè Cri-
giuliano, quinto anno del regno
il sto nacque vivente Erode il gran-
di Augusto secondo gli egiziani. de. Ma Erode morì nella prima-
È uniformemente riconosciuto che vera del 75o, come consta dalle
l'Egitto fu soggetto a quel prin- monete di Erode Antipa, e dal 2 5
cipe fino dall'anno 29 avanti Ge- dicembre 749 alla primavera del
sù Cristo, e che la sua autorità 75o non poterono accadere quei
vigeva in Egitto in quel medesi- fatti della prima infànzia del Re-

mo anno. Il quinto anno di que- dentore; cioè non solo l'adorazione


sta autorità equivaleva al i5 avan- de' magi, ma la fuga in Egitto
ti l'era cristiana; in questo i5.° la uccisione degli innocenti ec, fatti
anno il 29 agosto giuliano cor- che richiedono ben più di tre me-
rispose in fatto al primo thot va- si. Aggiungasi essere nato Cristo
go egiziano; 29 agosto giuliano
il mentre Ponzio Saturnino era pro-
dell'anno 25 avanti Gesù Cristo è pretore della Siria, e fu tale fino
dunque il punto iniziale dell'era al 748. Perciò Gesù Cristo non
degli Augusti, di cui si fece uso nacque dopo 749, né nell'anno
il

dal principio dello stabilimento stesso 749, essendo nato ai 2 5 di-


dell'autorità romana in Egitto, e cembre come porta una costante
durante il corso dei primi secoli veneranda tradizione. Non potè na-
dell'era cristiana. scere prima del 746, poiché Cristo
nacque essendo il mondo in pace,
Era Cristiana , di Gesù Cristo 9 ciò che non avvenne avanti il 746.
ovvero dell' Incarnazione 3 od Era Non nacque nell'anno 746 perchè
volgare. si deve supporre che la beata Ver-

gine il concepisse appunto nel tem-


Fu ed è ancora quest' era di po della pace universale. E sicco-
uso universale, principalmente nella me la pace sotto Augusto avvenne
chiesa latina, ed in occidente. N'è nel 725, nel 729, e nel 746 nel
l'origine la nascita di Gesù Cristo, mese sestile; perciò non si può dire
per cui fu lungamente disputato essere stafo concepito il Messia nel
intorno all'epoca reale di questo 746, stando alla costante tradizione
grande avvenimento, e le più ap- della sua nascita al 25 dicembre. Non
prezzabili ricerche dimostrano che nacque nel 748 poiché rimanendo
dovrebbe essa incominciare tre ,
ferma la sua nascita nel 25 dicem-
quattro, o cinque anni prima del- bre, siccome nacque sotto Ponzio
1
l'epoca fissatale neh* attuale nostro Saturnino pro-pretore della Siria,
computo; su di che è a consul- e di già nel 748 ebbe Ponzio per
de vulgaris aerae emen~
tarsi l'opera successore Varo, perciò sarebbe na-
dottane del p. Sanclemente abbate to Cristo sotto' Varo, e non sotto
camaldolese, stampata in Roma nel Ponzio Saturnino. Dunque non es-
1793. In quest'opera eruditissima, sendo nato il Redentore prima del
dimostra 1' infaticabile autore, che h\$> non nel 746, non nel 748,
,

ERA ERA i3

non nel 749, né dopo il 749, ri- secolo in Francia ed in Inghilter-

mane, secondo V opinione del dot- ra. L'uso in Francia però non fu
tissimo camaldolese, l'anno 747? a ^ bene stabilito se non nell'ottavo se-
quale si dovrebbe attribuire la glo* colo, per la volontà e coll'esempio
ria della nascita del Messia. Que- di Pipino, e del suo figlio Carlo
sta opinione piacque assai al Pon- Magno. I concili di Germania del
tefice Pio VI, allora regnante, di- 742, di Lestines del 743 , e di

modoché credevasi dai dotti di quel Soissons del 744» presero la data
tempo, che il Papa avrebbe rinno- dagli anni dell'incarnazione; dal
vato e corretto l'era volgare, chia- qual tempo, e massime da Carlo
mandola Era Cristiana- Pio. Non Magno, gli storici sono accostumali
devesi ommettere che l'era volgare a pigliare la data dei fatti che re-
incominciò dal primo gennaio del- cano, dagli anni di Gesù Cristo
l'anno Varroniano 754, 4^-° à*el- dappoiché, dopo il regno di quel-
l'impero d'Augusto, perciò l'era l'imperatore l'usanza di mettere le
Dionisiana ha origine o dal 754, date, servendosi degli anni della
o dal 753. incarnazione, diventò quasi genera-
Ma l'uso prevalse alla scienza, le. Da ciò rilevasi, ch'essendo stala
ed èseguendo un tal uso
, che , l'era cristiana istituita molti secoli

contasi presentemente l'anno i843 dopo la nascita di Gesù Cristo, fu

di detta era. 11 suo stabilimento facile il variare, ed anche l'ingan-


non risale al di là del sesto secolo narsi intorno l' anno preciso di

di Gesù Cristo. Dionigi per la sua quella medesima. Però i


nascita
statura appellato il piccolo o l'esì- calcoli istorici non ne soffrono ve-
guo, abbate in Roma, di nazione run detrimento, ed il primo anno
scita, cominciò il primo a prendere dell'era cristiana, essendo messo in
la data degli anni dalla nascita di concordanza anno ben cerio
coli'

Gesù Cristo, nel suo ciclo pasqua- di un'altra era,non ne può risul-
le, verso l'anno 527 secondo al- tare né ommissione, né confusione.
cuni, o 54i secondo altri. A quel- Il p. Lupi nel tom. I delle sue
l'epoca si dà il nome di Era cri- Dissertazioni, dice che la nascila
stiana, Era volgare, Era Dioni- del Redentore si deve fissare cin-
siana. Per Taddietro si computa- que anni e sette giorni prima del-

vano gli anni del cristianesimo, l' era comune , che non vi è mese,
qualunque ne sia stata la cagione, se si eccettui luglio, in cui non vi
coll'era di Diocleziano. Sembrò al- sia chi sostenga, essere nato Gesù
l'ingegnoso Dionisio, siccome esper- Cristo, la cui nascita si deve fissare
to nelle matematiche ed in crono- nella notte che precede il dì 25
logia, cosa non opportuna alla cri- dicembre. Sull'epoca dell'incarna-
stiana repubblica il computare i suoi zione in uso ne' secoli ottavo, no-
anni dal nome del più fiero persecu- no e decimo ci dà erudite notizie
tore del nome cristiano, pensò egli il Borgia, Difesa del dominio della,

dunque a formare un'epoca, la quale Sede apostolica, pag. 93 e 94.


incominciasse dal glorioso nascimen- L'era cristiana, volgare, comune,
to di Gesù, e da questo ne trasse o dell' incarnazione, è composta di
il nome. Dionisio la propose in Ita- anni giuliani. L'uso d'incominciare
lia, e venne accettata nel settimo questo medesimo anno, fu variabile
,

tf\ ERA ERA


nel medio evo, come in seguito fu rono l'era cristiana, con quella dif-
variabile la maniera di contare la ferenza che notammo all' articolo
successione degli anni secondo Pe- Calendario.
ra cristiana. È provato dai monu-
1
menti scritti, che in diversi paesi Era di Diocleziano, o de martiri.
incominciossi l'anno, i.° al primo
di marzo; 2. al primo di gen- L'esaltazione di questo principe
naio; 3.° al 25 dicembre; 4*° a l all'impero fu per gli egiziani il mo-
25 marzo, anteriore al primo gen- tivo, e l'origine dell'era che ne
naio del numero 2. ; me-
5.° nel porta il nome. 11 calendario egi-
desimo giorno, ma contando un ziano era già regolato da un anno
anno di meno; 6.° a
Pasqua di ri- fìsso, ossia di giorni 365 ed un quar-
surrezione; 7. al primo gennaio, to, sino dai tempi di Augusto. E
ma contando un anno di più del perchè gli contavano an-
egiziani
numero 2. Su questo grave pun- cora gli anni del regno degli im-
to si possono consultare gli articoli peratori, incominciando dal primo
Anno, Anno del Pontificato, Bol- giorno di quello, durante il quale
le, Calendario, ed altri relativi ar- saliva ciascuno di essi al trono
ticoli del Dizionario. così essendo stato Diocleziano pro-
clamato imperatore ai 17 settem-
Era di Costantinopoli. bre dell'anno 284, il 29 agosto
precedente cioè il primo giorno
Ha questa per origine la crea- dell' anno egiziano fu da essi te-,

zione del mondo, secondo la chie- nuto come il primo del di lui re-
sa greca, la quale conta 55o8 an- gno; questo stesso giorno del me-
ni avanti primo anno dell' era
il desimo anno fu pure il primo del-
cristiana. Sebbene il reciproco rap- l'era che istituirono in onore di
porto di queste due ere non pre- quel principe. L'era di Diocleziano
senti alcuna difficoltà, nondimeno fu poscia chiamata era de martiri,
ve ne può essere alcuna nella con- a motivo delle persecuzioni sofferte
cordanza precisa degli anni, per la dai cristiani pochi anni dopo. Su
ragione che l'era di Costantinopoli questa era il succitato p. Lupi ec-
sembra si servisse di due anni di- co quanto scrive. Dionisio, che forse
versi nel loro cominciamento, prin- per umiltà prese il nome di pic-
cipiando l'anno civile col primo colo, per quanto la rozzezza del
settembre, mentre per P anno ec- suo secolo il comportava, appli-
clesiastico il primo giorno fu il 2 r candosi in Roma a ristorare le

marzo, od il primo aprile. È egual- scienze, prostrate per le invasioni


mente certo che gli anni dell'era barbariche, nel tradurre che face-
mondana di Costantinopoli comin- va dal greco nel latino idioma vari
ciavano col primo settembre se- , opportuni libri, s'imbattè nel ciclo
condo i greci, ed al primo gennaio, di cui la chiesa Alessandrina ser-
secondo i romani. Trovasi usata vivasi per regolare la Pasqua ; e
nel settimo secolo per le date dei giudicando essere opportuno l'adat-
concili,ed i russi la conservarono tarlo al calendario romano, lo tras-
fino regno del czar Pietro il
al portò dal greco, e dimostrò cori
Grande, epoca in cui essi sosti tui- esso a' latini il vero metodo del
. ,,

FRA ERA |0
computo orientale. Ma perchè gli l'Ascensione di Gesù Cristo in cie-
alessandrini, secondo il costume lo. Secondo questa era, per le date
molto diffuso in que' tempi, con- da lui stabilite, il primo anno cor-
tavano gli anni loro tanto solari, risponde al trentanovesimo dell'era
quanto lunari dal primo anno del- cristiana.
l' impero di Diocleziano, che tanto
insanguinossi nel sangue de' fedeli, Era degli armeni.
fu questa era chiamata de' marti-
li. Abborrendo Dionisio tal epoca, Questa era propriamente detta
e giudicando indegna cosa, che do- che servì vasi di un anno vago di
vesse la Chiesa regolare i suoi com- 365 giorni senza intercalazione, eb-
puti sulla memoria d' un persecu- be per origine la separazione della
tore sì fiero, salì sopra l' era dei chiesa armena dalla latina, in con-
martiri, per quindici Enneadecaele- seguenza della condanna del con-
ridi o dieci novi ne d'anni , e calco- ciliodi Calcedonia, e per epoca
lando essere nel primo anno di iniziale il 9 luglio dell' anno 532
questa nato il Signore, fu forse il di Gesù Cristo. Inoltre usavano al-
primo, o almeno il più accredita- tresì gli armeni nella loro liturgia
to , a contare gli anni dell' incar- di un anno fisso od intercalato. Il
nazione del Verbo. Quindi, essen- loro primo giorno di questo anno
do bramosi i romani Pontefici di fu fissato agli 1 r del mese di ago-
stabilireun metodo certo per re- sto giuliano. Adoperarono in se-
golare le feste mobili promossero ,
guito il computo, secondo questo
nella chiesa di occidente V accetta- anno giuliano, e così trovaronsi in
zione del ciclo orientale secondo , concordia, per i giorni coi latini
la versione fattane da Dionisio. Per colla sola differenza di cifra per
conseguenza ne venne un grande gli anni, a motivo della differenza
utile alla storia ed alla cronologia, delledue ere ec. Talvolta gli ar-
e la insieme col ciclo
diffusione, meni nei loro atti servironsi anche
Dionisiano, a tutte quante le na- dell'era volgare. Questo è quanto
zioni dell' era cristiana, benemerita si raccoglie dai nostri cronologisti,
per le memorie conservateci e di- ma a voler parlare con più esat-
stinteper ben tredici secoli, che tezza riporteremo sull' era armena
da quel tempo sono trascorsi quanto si legge nella dotta opera
Benemerita altresì potrebbe chia- intitolata Quadro della storia let-

marsi in riguardo de' tempi a lei teraria dì Armenia, del rispettabile


antecedenti, se il conto fatto dal- monsignor arcivescovo Sukias So-
l' erudito monaco affine di trovare mal, abbate generale de' monaci ar-
la natività di Gesù Cristo, fosse meni s. Lazzaro in
mecchitaristi di
stato felice egualmente, che labo- Venezia, a Parlando egli
p. 34 e seg.
rioso. della letteratura del secolo VI, dice
che questo fu per l'Armenia af-
Era dell'Ascensione, fritto da politiche turbolenze, e dal-
le guerre sino dall'epoca in cui il
Il greco autore della cronaca tiranno Isderge troncò le comuni-
Pasquale, o di Alessandria, volle cazioni coi greci. Però alla metà
servirsi di un'era, il cui motivo fu di tal secolo si eifettuò l'impor-
1

16 ERA ERA
tante correzione del calendario ar- 552 anni e il resto , , aumentato
meno, nel modo seguente. di una unità, darà l' era armena.
Sì erano rettamente computati Quindi è , che il corrente anno
i tempi pel corso de' primi 532 i843 dell'era volgare, corrisponde
anni dell'era volgare, ma da tale all'anno 1292 dell'era armena.
anno sino al 55 1 non vi era che
confusione. A determinare un or- Era di Hiesdedger.
dine fìsso e invariabile, sì pel cle-
ro che popolo, e per rego-
pel Presso i persiani quest'era ebbe
larsi intorno alla annual ricor- origine dall'esaltazione di Hiesded-
renza della Pasqua, e pegli altri ger al trono di Persia, che vuoisi
giorni festivi, si applicò di propo- avvenuta ai 6 giugno dell'anno
sito Mosè II Elivardense, appena 632 di Gesù Cristo. Regolavasi
elevato alla dignità patriarcale di allora questa era coll'anno vago,
Armenia. Per sì grave argomento ossia di 365 giorni. Continuò co-
convocò nell' anno 552 di Cristo sì fino a Dagelaleddin, sultano di
un sinodo nella città di Tevino, o Khorasan . Ma questo principe nel-
Duvina nella provincia di Arara t; l'anno 4^7 dell'Egira, 1075 di
e siccome versato nella cognizione Gesù Cristo, corpo de-consultò il

de' periodi e cicli solari, e di quan- gli astronomi, e venne quindi con-

to può dare norma a formar un chiuso che l'anno dell'era sarebbe


perfetto calendario , così, coll'aiuto fisso. Fu determinato l'ordine dei

di parecchi suoi vescovi, e di altre giorni che sarebbero per questi


erudite persone, stabilì alcune re- effetti intercalati, fu fissato l'equi-
gole fondamentali , che all' ardua nozio di primavera al 14 marzo
impresa servissero di base. Primie- giuliano, ed il principe ordinò che
ramente, acciocché in avvenire questa riforma del calendario a-
procedessero i computi colla bra- vrebbe il suo principio coll'anno
mata regolarità, nel medesimo an- 471 dell'egira, ossia 1079 di Ge-
no dell'era comune 553, agli 1 sù Cristo. Questa era fu pure
luglio fissò il principio dell'era ar- chiamata Melikana, essendo cor-
mena, cioè il primo giorno del pri- retta de Melik-Sebah- Dagelaleddin.
mo anno il perchè sino all' anno
, Del resto i persiani fanno l'anno
i32o dell'era volgare, vi è tra di questa era di 365 giorni, quat-
questa e l'armena, la differenza di tro ore, 49o", 48 ""; ed al-
l $ >

552 anni. Siccome poi col volger cuni astronomi la considerano co-
dei secoli, a cagione dell'anno bi- me una delle ere più esattamente
sestile, cresceva l'era armena, e di- determinate.
minuiva la detta differenza, fu cre-
duto opportuno di aggiungere al- Era dell' Egira.
l' era armena nel i32o un altro
anno, e ne risultò la differenza Egira è una voce araba che
che tuttora sussiste d'anni 55 1. Ed significa fuga, e della quale gli
è perciò, che a voler trovare a' no- storici, e i cronologi si servono per
stri dì l'era armena fa d'uopo dif- denotare l'epoca, da cui i mao-
falcare 55 1 anni dall'era volgare, mettani cominciano a contare i
o a meglio dire devonsi sottrarre loro anni, cioè dal tempo in cui
ERA ERA 17
Maometto fuggi dalla Mecca e hagge. Ecco poi nomi dei giorni
Medina. Questo avvenimento ebbe della settimana. 1. el-Ahat ì
2. el-
luogo la notte del giorno i5 o Thani, 3. el-Theleth, 4. el-Arba 3
1 6 luglio, di venerdì, nell'anno 622 5. el-Khamis, 6. el-Giumea, 7. el-
dell'era cristiana.Fino da quell'e- Sebt.
poca, stabilita per la prima volta
da Omar, i mussulmani non con- Era della repubblica Francese.
tavano gli anni loro se non che
dall' ultima guerra considerabile Benché impor-
di corta durata,
eh' essi avevano sostenuta. Alcuni ta farne cenno, segnando molti at-
scrittori arabi la incominciano ai ti ancora in uso, e potendo servi-

1 5 luglio : tutti i maomettani si re di regola per trovare la con-


servono di questa famosa era per cordanza degli anni, dei mesi e
le loro date, ad esclusione di qua- dei giorni fra i due calendari di
lunque altra. Gli anni dell' egira Gregorio XIII , e repubblicano.
sono lunari, e distribuiti in cicli Se ne conoscono altresì molte ta-
di 3o anni; diecinove di questi vole già fatte. Col 12 settembre
trent'anni sono comuni, ossia di 1792, in cui fu proclamata la re-
354 giorni ;
gli undici altri chia- pubblica francese , si promulgò
matisi perchè di 355
intercalari una nuova era. Contava gli anni
giorni, e questi anni sono il 2, 5, da esso 1792, cominciandoli la
7, 10, i3, 16, 18, 21, 24, 26, mezzanotte del giorno che succede
e 29. I mesi di queste due sorta all'equinozio vero d'autunno, per
d'anni sono in numero di 12, al- l'osservatorio di Parigi. L'anno di
ternativamente di 3o e di 29 gior- quest'era fu di 365 giorni, diviso
ni negli undici anni intercalari il
: in dodici mesi di trenta giorni per
12. mese è di 3o giorni: è adun- cadauno, e seguiti da cinque, o
que chiaro che i rapporti degli sei altri complementari, che aggiun-
anni dell' egira, con gli anni del gevansi al fine. Un sesto giorno
calendario gregoriano sono varia- complementario aggiunto periodi-
bilissimi, la differenza naturale es- camente faceva gli anni sestili. Il
sendo di undici giorni fra questi mese era diviso in tre decadi di
due anni, e la diversità delle inter- dieci giorni : i giorni denomina-
calazioni aumentando ancora le va nsi primidì 3 duodìf tridì 3 quarti -
differenze medesime. Di più: i dì ec 3 decadì doveva essere di
il

giorni dell'anno dell'egira comin- riposo. I mesi erano divisi in au-


ciano col tramontar del sole. A tunnali 3 in invernali, in primave-
motivo pertanto di sì grandi varie- rili ed in estivi. Gli autunnali e-
'_,

tà succede ben di rado, che un rano: Vendèmiaire, Brumaire, Fri-


anno dell'egira incominci e termini maire Gli invernali erano: Nivó-
.

nello stesso anno dell'era nostra se 3 Pluvióse, Ventóse. I primave-


"volgare. Ecco nomi dei mesi tur-
i rili erano : Germinai 3 Floreal,
chi : r. Muharrem , 2. Sefer, 3. Prairial. Gli estivi poi Messidor, :

Reb-il-evvel} 4- Reb-il-aker3 5. Ge- Thermidor, Fructidor. I quali no-


masil-evvel3 6. Gemasil-aker, 7. mi flel calendario repubblicano
Regeb 3 8. Sciabar, 9. Ramasan 3 rammentavano il progresso, ed i
10. Scewal, i\.Zilcade 3 vii. Zìi* lavori successivi della campagna,
voi. XXII.
i8 ERA ERA
oppure lo slato dell'atmosfera nel- do. Eraclea è situala sul mare di
le diverse epoche dell'anno. Il pri- Marmara in Romania, distante cin-
mo giorno del calendario repub- quantadue miglia da Costantinopo-
Hicano era il 22 settembre per li, e settanta da Gallipoli. Ancora
gli anni I, II, III, V, VI, e VII si vedono degli avanzi di grandi
repubblicani, che sono il 1792, muraglie e di vecchi fabbricati.
I
79 3794, '79 6 J 797> e *79 8
>
1
>
Al presente è una citta della Tur-
gregoriani ; 2 3 settembre per gli chia europea nella Romelia, con
nnni IV, Vili, IX, X, XI, XIII, duplice porto sul mare di Mar-
e XIV che furono il 1795, 1799, mara, chiamata Erekli3 od Hera-
1800, 1801, 1802, 1804, e i8o5 clea. V. Tracia.
gregoriani finalmente il primo
: Eraclea, o Perinthus, fu celebre
vendemmiale , corrisponde al 24 nelle notizie ecclesiastiche, giacche
settembre dell'anno XII, ch'era il il vescovo di Bisanzio, poscia Co-
180 3. L'anno VII avrebbe dovu- stantinopoli (Fedi), come dicesia
to essere comune secondo l'ordine questo articolo, era ad Eraclea
gregoriano; ma invece i repub- soggetto. Fu Eraclea la sede del-
blicani lo fecero bisestile, il che l'esarcato di Tracia, pur si
che
alterò la corrispondenza coll'anno disse esarcato di Romania, ed il suo
nostro. Questo calendario durò arcivescovo era uno de' più conside-
meno di quattordici anni : il suo rabili della chiesa greca. La sua
i4-° anno
cominciando nel 2 3 sede vescovile, eretta nel primo se-
settembre i8o5, terminò col 3i colo, nel secondo divenne metro-
dicembre seguente, il quale corris- poli, e nel quarto fu elevata al
pondeva al giorno io nevoso an- grado di esarcato di tutta la Tra-
no XIV. Un decreto del senato cia, colle seguenti sedi vescovili
del 2 1 fruttidor, anno XIII, rista- per suffraganee: Phanarium, o Fa-
bilì il calendario gregoriano, inco- nari, che poi si eresse in arcive-
minciando dal primo gennaio se- scovato; Bisia, o Bilsier, anch'essa
guente 806. Della durata delTef-
1 eretta in seguito in seggio arcive-
fimera repubblica romana, procla- scovile; Gano, Gallipoli ed Arcà-
mala in Roma dai repubblicani diopoli, che pur furono decorate
francesi 1798, e
a' i5 febbraio del grado arcivescovile; A tira o
5
terminata a 28 settembre del se- Metri, Turulus, Redasto, Miriofì-
guente anno, si parla all'articolo ti, Peristasi, Cheropoli; Apri seu
Diario ni Roma. Teodosiopoli, Drusipara, e Midia,
ERACLEA ERACL1A. V. tutte e tre divenute in progresso
Citta* Nova o Eraclea. arcivescovati. Delcos, o Dercon Mai- ;

ERACLEA . Città vescovile e ton, la quale eziandio ebbe l'ono-


metropolitana della provincia di re dell'arcivescovato; Caclos seu
Europa, nella diocesi di Tracia, Cyla, Sabadia, Afrodisios, Lisima-
chiamata Pcrinthus, Per\nta 3 ed ca o Hexamili, Pamphili, Teodo-
anche Pantiro. Essa fu sotto que- ropoli , Chalcis } Daonia , Lizici,
sto nome celebre per l'anfiteatro tSergentza, e Adriana. Questa sede
di marmo formato di una sola conta quarantotto vescovi, le cui
qualità di pietre, il quale fu tenuto notizie riporta il padre Le Quien,
per una delle meraviglie del mon- 11 eli ' Oriens Chrisl., lom. I, pag.
ERA. ERA 19
11 or e seg. Attualmente Eraclea, e quelli di un teatro scavato nel
Hcracleen., è un titolo arriverò- monte. Cinque vescovi vi ebbero
vile in partibus, che conferisce la sede, cioè Aploneto, Dionisio, Teo-
Sede apostolica, con quattro sedi doro, Gregorio 1, e Gregorio li,
suffraganee titolari, cioè Callipoli, come si ha dall' Oriens Christ.,
Dercon, Medea, e Miropoli. Su toni. I, pag. 906. Nella Siria sa-
questa Eraclea o Perinto abbia- gra, a p. 260, sono le notizie di
mo interessanti notizie, anche ec- Eraclea, sede vescovile di Palesti-
clesiastiche, dal Eonarroli, a pag. na, città meridionale del Libano,
149 e seg. delle sue Osservazioni sotto la metropoli di Cesarea, il

storiche sopra alcuni medaglioni cui vescovo Procopio fu presente


antichi. ad un sinodo provinciale di Geru-
ERACLEA la Grande. Città salemme, celebralo ne' pi imi anni
vescovile della provincia di Ar- del sesto secolo dal patriarca Gio-
oadia, nel patriarcato di Alessan- vanni.
dria, nell'Egitto, sotto la metro- ERACLEA di S,ìlbace. Città
poli di Oxyrincus seu Behense, la episcopale della provincia di Ca-
cui erezione, al dire di Comman- ria, nella diocesi d'Asia, sotto la
ville, nono secolo. Abbia-
risale al metropoli di Questa
Stauropoli.
mo da Sozomeno, che s. Antonio sede nel concilio Calcedonese è
era di Coma, villaggio dipendente chiamata Heraclia Lyncestidum.
da Eraclea Magna, h' Oriens Christ., Policromo che intervenne al conci-
nel tom. II, pag. 579, dice che Ho d'Efeso, Menandro che fu a quel-
ne furono vescovi, oltre Pietro lo di Calcedonia, e Basilio che si
Meleziano, Pottamon, Ipaziano, ed recò al sinodo di Fozio, ne furo-
Eraclide. no vescovi. Oriens Christ, tom. I,
ERACLEA sul Latmo. Città ve- p. 904.
scovile della provincia di Caria, ERACLEA Sintica. Città vesco-
nella diocesi d'Asia, sotto la me- vile della prima provincia di Ma-
tropoli di Afrcdisiade, cosi chia- cedonia, nell'esarcato del suo no-
mata per essere sul monte Latmo, me, diocesi dell' llliria orientale,
quindi sotto Stauropoli. La sede sotto la metropoli di Tessalonica,
venne eretta nel secolo quinto, ed eretta nel quarto secolo. Nel sesto
è pur conosciuta sotto il nome di divenne arcivescovato onorario dcl-
Hagio Porto. Questa città dell' A- la diocesi di Bulgaria. Dicesi pure
sia minore nella .Fonia, è situata Pelagonia 3 e Xevosna. Plinio la
in fondo al golfo Lalmico, sulle chiamò Eraclea Sintica, perchè po-
rive del Lalmus. Fu vittima della sta nella contrada di tal nome,
destrezza di Artemisia regina di all'oriente della città di Scotusa,
Caria, che non avendo potuto e poco lontana dallo Strimone.
prendeila per assedio, usò dell'ai- De' sette vescovi, che vi ebbero
tifìzio per sorprendere suoi abi- i sede, di soli cinque si sa il nome,
tanti senza difesa. Restò sotto il cioè di Evagrio, Quintillo, Beni-
dominio di questa regina sino alla gno, Teodosio, e Giovanniciot di
sua morte. Seguì la sorte della tutti ne dà le notizie 1' Oriens
Jonia, e tra le sue rovine distin- Christ., tom. II, p. 82 e seg.
guevansi gli avanzi di un tempio, ERACLEA del Ponto o Por*
,

20 ERA ERA
tici. Città vescovile dell'Asia mi- altre Chersoneso nella Tracia, e
nore, della provincia Orioriade, Calatide nella Mesia. Eraclea som-
nella diocesi di Ponto, sotto la ministrò alcuni soccorsi a Tolo-
metropoli di Claudiopoli. E situa- meo contro Antioco, soccorrendo
ta sopra un piccolo golfo presso anche i romani marina,
colla sua
il mare di Marinara, col nome di ilche però non impedì a Cotta,
Erekii, o Eregri. Ora è una città collega di Lucullo, e malgrado il
della Turchia asiatica nell'Anato- trattato offensivo e difensivo tra
lia, sangiaccato. 11 golfo è chiuso Roma ed Eraclea, di prenderla
al nord da una piccola penisola, per tradimento, saccheggiarla, e
anticamente chiamata Acherusia quasi ridurla in cenere. Sdegnato
Chersonesus. Erekii è cinta da un il senato romano di tale turpissima
muro fiancheggiato di torri, e azione, rinviò tutti i prigionieri
rinchiude varie moschee, bagni ed ristabilì gli abitanti nel possesso
altri edifizi; ancora esistono avan- de' loro beni, e riparò la città.

zi della sua passata grandezza. La Augusto, dopo la battaglia d'Azio,


rada ed il molo sono sicuri nell'e- pose Eraclea nel dipartimento del
state, a cagione delle alture che Ponto, congiunto alla Bitinia, ed
li circondano. in tal modo fu questa città in-
L'antica Eraclea stava a venti corporata all' impero, sotto al qua-
stadi di là dal Lycas, sopra una le crebbe in floridezza. Passò poscia
costa elevata, e dominante il ma- sotto l'impero de' greci, e quando
re. Tutti gli scrittori la celebrano già incominciava a declinare, le si

come una più belle dell'o-


delle diede il nome di Penderachi, il

riente. Si mantenne in repubblica quale sembra essere un nome cor-


governata dai propri magistrati in rotto di Eraclea del Ponto. Teo-
mezzo a due possenti sovrani, Mi- doro Lascaris la tolse a David
tridate e Nicomede, ai quali ser- Comneno, imperatore di Trebison-
viva di comune barriera. Si crede da. Indi i genovesi s'impadroni-
fondata dai milesii, ed accresciuta rono di Penderachi nella loro con-
da una colonia di Augara, alla quista di oriente, e la conserva-
quale si un popolo di
congiunse rono fino che Maometto II, im-
Beozia, oriundo di Tanagra. Que- peratore de' Turchi, gli scacciò, e
sta colonia si mantenne in forma da tal epoca rimase in potere degli
repubblicana sino a che Clearco ottomani.
se ne impadronì tirannicamente, Le notizie ecclesiastiche ci dico-
il che fecero i suoi successori per no, che Eraclea fu elevata a seg-
quasi un secolo. Fu esposta alle gio vescovile nel secolo quarto, e
invasioni dei gaulesi, ma riacquistò nel decimoterzo diventò metropoli
la propria libertà, sino al tempo quando Claudiopoli, di cui era
che Mitridate, sconfitto da Lucul- prima sufFraganea, cessò di esserlo.
lo, s'impadronì di essa facendo Conta dodici vescovi, che vi ebbe-
uccidere tutti i romani, che vi si ro sede, e sono: Eusebio, Teodo-
trovavano. Il suo popolo numero- ro I, Epifanio, Stefano, Giovanni
so, e le sue frequenti navigazioni I, Paolo, Melezio, JMiceforo, Teo-
sul Ponto-Eusino , la misero in doro II, Giovanni II, e Metodio,
grado di fondar Colonie, e fra le giacché del decimo vescovo s'igno-
ERA ERA 21
ra il nome. Di questo e degli verso ed ivi fondò un
Ratisbona,
altri si leggono le notizie nell' O- monistero. Onorato del dono dei
riens Christ., tona. I, pag. 57 3. Al miracoli, ancor vivente, morì in
presente Eraclea, Eracleen., è un questa città, e dopo morto, segna-
titolo vescovile m partibus infide- lati prodigi resero celebre la sua

lium, che conferisce il Sommo tomba. Gli scozzesi ricordano il gior-


Pontefice, ma dipendente dall' an- no 9 febbraio sacro alla sua me-
tica sua metropoli di Claudiopoli, moria.
egualmente sede titolare in parti- ERARIO (Aerarium). Tesore-
bus. Il Bonarroti, nelle Osserva- ria del pubblico; e dicesi del luo-
zioni storiche sopra alcuni meda- go destinato a conservare il teso-
glioni antichi\ riporta erudite noti- ro, e delle persone, che custodi-
zie sopra Eraclea di Ponto, da pag. scono ed amministrano esso tesoro.
2j5 a 283. ERARIO PONTIFICIO. ^.Te-
ERACLEOPOLI. Città episco- soro Pontificio.
pale dell' isola di Creta, nella dio- ERASMO (s.). Illuminato da una
cesi dell' llliria orientale, sotto la viva fede, e tutto ardente di amo-
metropoli di Gortina. Teodoro suo re verso Gesù Cristo, predicava il

vescovo sottoscrisse al VII conci- santo vescovo Erasmo le verità del


lio generale. Oriens Christ. 3 t. II, vangelo in que' tempi , nei quali
pag. 268. Tolomeo la chiamò regnando Diocleziano e Massimia-
Eracleo, e la pone sulla costa set- no, il cristianesimo veniva fiera-
tentrionale di Creta. mente perseguitato. Non andò gua-
ERACLIOPOLI. Città vescovi- ri, che preso Erasmo e condotto
le della prima Armenia, nella dio- dinanzi al tiranno, fu obbligato to-
cesi di Ponto, sotto la metropoli di sto a mutar consiglio, o ad assog-
Sebaste. Gli atti VII concilio del gettarsi ai più crudeli martori.
generale la chiamano Didachtoe, Niente turbatosi il santo vescovo
e le storie greche ne fanno un ad una tale intimazione, tutto gio-
arcivescovato. Commanville la chia- condo e sereno, sostenne quanto di
ma Pedactoe seu Heracleopolis, e più atroce immaginar poteva quel
la crede eretta nel nono secolo, e crudo. Cacciato dipoi in prigione
quindi arcivescovato onorario. Que- tutto pesto e piagato, e per ec-
sta città fu così chiamata quando cesso di barbarie fatto persino pri-
l' imperatore Eraclio fece la guerra vo di alimento, era esposto a mo-
ai persiani. Ne furono vescovi An- rire di fame. Liberato prodigiosa-
tenogene, Giovanni, e Teodoro. mente dalla prigione, si diresse
Oriens Christ., tom. I, pag. 4^7. verso Lucrano, terra della Puglia,
ERARDO (s.). Nacque in Iseo- e sparse anche in que' luoghi l'e-
zia, e percorsi gli studi sacri, si vangelica semente con non dissi-
recò in Germania a predicare il mile zelo di prima. Molti e rapi-
vangelo. In Treveri diede lezioni di furono i vantaggi, che colla pre-
di sacra Scrittura. Avendo il santo dicazione ivi ritrasse; recatosi fi-

vescovo Idolfo, nell'anno 753, rinun- nalmente in Formiana, città non


ziato alla sua dignità per recarsi nella molto lungi da Gaeta, coli' esem-
solitudine a terminare i suoi giorni, pio, colla voce , e col dono dei
Erardo sull'esempio di lui si mosse miracoli, santificò que' popoli in-
,

aa ERA ERA
volti dapprima nelle tenebre del rette di come quella del dis-
pietà,
gentilesimo, e li condusse all'ovile pregio del mondo. Nell'anno i49*
di Gesù Cristo. Indebolito dagli fu ordinato sacerdote, quindi passò
anni, e molto più dalle fatiche e a Parigi col vestito dell' Ordine a
dalle austerità, mentre un giorno proseguire i suoi studi. Nel corso
slava in orazione, udì una voce di pochi anni, andò e ritornò varie
dal che gli disse: Erasmo
cielo, volle e per diversi motivi da Pa-
mio fedele, perchè come buon sol- rigi in Inghilterra. Ma mosso fi-
dato hai combattuto per me, vieni nalmente da vivo desiderio di ve-
a riceverne la corona. Subito vide dere i5o6 si recò a
l'Italia, nel
egli una corona ricchissima, che gli Bologna, ove dimorò un anno, e
**ra portata dal cielo, e chinando fu laureato in teologia. In que-
il capo rispose: Ricevi, Signore, in sto mentre ottenne dal Papa Giu-
pace il mio con questo
spirito: e lio II la dispensa da' suoi voti,
in figura di bianca colomba, ac- e quindi da Bologna passò a Ve-
compagnato dagli Angeli, se ne vo- nezia, come correttore nella cele-
lò al suo Creatore , che dato gli bre stamperia di Aldo Manuzio.
avea fortezza nelle battaglie, e li- Chiamato a Padova dal principe
berato lo avea tante volte da' tor- Alessandro figliuolo naturale di Ja-
menti e dalla morte. Mori li i copo IV re di Scozia, lo seguitò a
giugno dell'anno 3o3. Il suo corpo Ferrara ed a Siena, e da qui, ec-
fu deposto nella chiesa di Formia, citato da'suoi amici, si condusse a
e dopo trasferito a Gaeta, ove al Roma, ove fu benissimo accolto dal
presente trovasi onorato con gran Papa e dai Cardinali , e special-
divozione. Il martirologio assegna mente dal Cardinale de' Medici
il 2 giugno solenne alla sua me- poscia Leone X. Dopo avere per-
moria. corso molti altri luoghi, e ricusati
ERASMO Desiderio. Nacque a ovunque onori e dignità, si stabilì
Rotterdam, verso l'anno i465, e di- in Basilea. Neil' occasione in cui
venne poi apostata dell' Ordine a- Leone X venne elevato alla santa
gostiniano, ed autore di una setta Sede, col consenso di lui, gli dedicò
di mille eresie,appena potute con- la sua edizione greca e latina del
futare in ventidue libri da Alber- nuovo Testamento, la quale fu gra-
to Pio; colle quali eresie l'empio ve soggetto di molta critica. Tale ei a
Erasmo preparò la strada in Ger- la stima, che di lui avea Carlo V,
mania a Lutero, per disseminarvi che lo fece consigliere de' suoi stati
le sue egualmente perniciose, e il d'Austria; titolo che gli accrebbe
suo astio contro i religiosi, arri- credito e riputazione. Verso l'anno
vando a chiamar giudaismo la teolo- i520 compose le sue parafrasi sul
gia. Sino all'età di nove anni fu chie- nuovo Testamento, per cui mol-
richetto nella cattedrale di Utrecht. tissimi eccitarono la facoltà di Pa-
Morto Gherardo suo padre, i suoi rigi a censurare i suoi colloqui
tutori lo costrinsero a prendere l'abi- familiari , come conlenenti molti
to di canonico regolare di s. Agosti- errori contro la fede ed i buoni
no. Nel chiostro dimostrò somma costumi ragione per cui Erasmo
:

assiduità allo studio e grande ca-


, pubblicò con somma astuzia ed oc-
pacità: anzi compose alcune ope- culto dolo, alcune spiegazioni e di-
ERA ERB *3
chiarazioni sopra ogni censurata in nove volumi in foglio, con una
proposizione, e le indirizzò alla lettera dedicatoria all' imperatore
stessa facoltà con una prefazione
, Carlo V. I due primi tomi, ed il
rispettosa ed onorevole ad esso quarto contengono le opere gram-
corpo. Non è vero che per ammol- maticali , rettoriche e filosofiche;
lire la di lui durezza Paolo III volesse il terzo comprende le sue lettere;
innalzarlo al Cardinalato, e molto il quinto i libri di pietà ; il sesto
meno che gli conferisse una pen- la versione del Testamento nuovo
sione di seicento scudi , essendo con le sue annotazioni ; il settimo

pur falso che gli offrisse consi- le sue parafrasi parimenti sui nuo-
derevoli uffici. Clemente VII ed vo Testamento; l'ottavo le tra-
Enrico Vili, re d' Inghilterra , di duzioni di alcune opere de' Padri
propria mano gli scrissero, per greci ; ed il nono le sue geolo-
trarlo ognuno appresso di se. Il gie.
re Francesco I, Carlo V, Sigis- Ad onta della riputazione che si
mondo re di Colonia, Ferdinan- procacciò col suo ingegno e dot-
do re d' Ungheria e molti altri trina, Erasmo fu un perniciosissi-
principi, tentarono in vano di rite- mo eretico, e li principali suoi er-
nerlo negli stati loro con notabili rori sono notati dal Bernini nel
pensioni. Dopo averne perduto l'a- Compendio delle eresie, a pag. 596.
micizia, Lutero cercò colle più insi- Mise in derisione i santi, e chi gli
nuanti espressioni di cattivarsi il suo venerava, così fece dei divoti pel-
animo, anzi stimolato Erasmo dagli legrinaggi, delle sagre cerimonie, ri-
amici suoi contro l'opinione di Me- ti, feste, reliquie de' santi, delle chie-
lantone, compose un che trattato se, digiuni, e delle indulgenze. Scris-
intitolò: Conferenza sul lìbero ar- se contro la potestà del Papa, chia-
bitrio, in cui attacca V errore di mò tirannide de* preti le decreta-
Lutero, senza punto toccare la per- li, aggravando i sagri canoni ; ri-

sona. Se non che vedendo final- provò ne' sacerdoti e ne' vescovi il

mente che il corpo de' pretesi ri- celibato, e preferì alla verginità il

formatori diveniva ogni dì più po- matrimonio che non sempre contò
tente in Basilea, si ritrasse nel per sagramento; diceva superflua
1529 a Friburgo, ove diinorò circa la confessione auricolare ; illecita la

sett'anni affaticando continuamente. guerra de' cristiani contro il turco;


Nel i536 ritornò a Basilea, dove proibito a' fedeli il giusto giura-
fu onorato con la dignità di ret- mento, e lecita la bugia ; dubitò
tore dell' università. Dappoiché eb- delle sagre Scritture, approvò l'a-

be riveduti i suoi scritti, e li pose rianesimo. Morì da mai cattolico,


in istato d'essere tutti stampati, non però da luterano, poiché Ec-
morì d'una dissenteria a' dì 12 lu- clesiae judicio se, librosaue sitos

glio d'anni settanta. Fu quivi se- subjecil.


polto, e nella piazza maggiore gli ERBIPOLI (Herbipolen.). Città
fu eretta una statua di bronzo, con residenza vescovile nel regno
effetto della stima e venerazione*, di Baviera, chiamata anche JVurtiur
che di lui aveano i basileesi. burg o Wurzburgo, Virisburgum3
Tutte le opere di Erasmo ven- capoluogo del circolo del Meno in-
nero stampate a Basilea nel i5/±o feriore, e di due presidiali. E ia
,, ,

24 ERB ERB
vaga situazione sul Meno, distante s. Kiliano, o Chiliano, cioè verso
ventuna leghe da Norimberga, e l'anno 678, e s. Bonifacio arcive-
quarantanove da Monaco E sede . scovo di Magonza, nell'anno 742,
di un commissariato generale, di o 75 1, ovvero nel 760, l'eresse in
una corte di appello, di una dire- sede vescovile, e vi stabilì un ve-
zione di polizia da un alto ; cinta scovo. Nella vita del Pontefice s.

muro, e da profonda fossa, con Zaccaria, si legge ch'egli nel 742


sei porte. La città è divisa in due confermò l'erezione di questo ve-
parti dal Meno , cioè la città pro- scovato, sotto la metropoli di Ma-
priamente detta che sta sulla spon- gonza. Dopo l'anno u 65, il ve-
da destra, ed il quartiere del Me- scovo divenne principe del sagro
no sulla sinistra sponda. Il fiume romano impero, e duca di Fran-
è attraversato da un bel ponte. conia, al dire di Comman ville; ma
Dalla parte del quartiere del Me- secondo altri il re Pipino, in ve-
no, sorge su di una rupe alta quat- nerazione del primo vescovo di Er-
trocento piedi, la fortezza di Ma- bipoli, li dichiarò duchi di Fran-
rienberg, o Martinberg. Non è la conia, con diritto d'ogni giurisdi-
città edificata regolarmente; tutta- zione civile. E malgrado 1' aliena-
via si osservano parecchie parti ele- zione di una parte dellaFranco-
ganti, ed un bel castello regio con nia, fatta dall' imperatore Enrico
giardini. Hannovi trentatre chiese, IV, i vescovi di Erbipoli, sino agli
tra le quali si fa distinguere la cat- ultimi del secolo decorso , sempre
tedrale antica ; ammirandosi pure conservarono la sovranità nella lo-
la cappella di Schonborn. Wurz- ro vastissima diocesi.
burgo possiede vari utili stabili- Il primo vescovo fu s. Burcar-
menti, come la casa degli orfani do. Altri santi onorarono questa
molti spedali, università cattolica, illustre sede vescovile, come s. Ar-
la quale prima era diretta dai ge- none, che edificò la cattedrale , e
suiti, che conta circa settecento stu- venne ucciso dai normanni nell'89 1
denti, ed alla quale appartengono quando sbaragliarono le truppe
una biblioteca, gabinetti di storia dell' imperatore Arnoldo. S. Bru-

naturale e di fìsica, e l'importan- none, figlio di Corrado II, duca


te ospedale Julius, che ha un isti- di Cario tia, rifabbricò la cattedra-
tuto di partorienti, un giardino le. Essendo andato in Ungheria
botanico , un anfiteatro d' anato- nell'anno io45 coli' imperatore En-
mia ec. Questa città contiene inol- rico III, e cenando con quel prin-
tre un un seminario nor-
ginnasio, cipe, la soffitta della sala cadde
male , un seminario ecclesiastico improvvisamente addosso alle per-
scuole ec. ed un teatro. Erbipoli
, sone quivi riunite. L'imperatore
ha bei passeggi, ed i dintorni sono soltanto n'andò illeso, e s. Bruno-
coperti di pingui vigneti. Antica- ne ne mori in conseguenza delle
mente era capitale della Franco- ferite e lacerazioni riportate. Al-
ed imperiale , ma
nia, città libera cuni dicono , che fu canonizzato
poscia ne divennero signori i suoi verso l'anno 124^, e si celebra la
vescovi. sua festa a' 17 maggio. In quanto
La fede fu predicata sul decli- agli altri vescovi di Erbipoli , ne
nar del secolo VII, dallo scozzese trattano gli scrittori ecclesiastici del-
ERB ERB 25

la Germania massime di quelli


, Bamberga in metropoli , Erbipoli
della Franconia. Per terminare poi in di lei suffraganea, e che la parte
le antichissime ch'eranodifferenze, bayarica della diocesi di Fulda sareb-
fra questo potente vescovo (la cui be aggiunta alla diocesi di Wirtzbur-
rendita si faceva ascendere ad an- go o Erbipoli, venendo stabilite le
nui scudi centomila) e l'abbazia rendite, il capitolo, e quanto appartie-
di Fulda, Benedetto XIV, nel l'jSi, ne a questo vescovato. Tuttociò si ef-
eresse questa in vescovato ; ed in fettuò colla bolla del primo aprile
compenso ai vescovi di Erbipoli, 1 8 1 8, Dei ac Domini Nostri Jesu
per lo smembramento che per ciò Christi, e nel concistoro de' 2 ot-
fece d' una parte della loro diocesi, tobre, PioVII preconizzò in vesco-
coll'autorità della costituzione Ro- vo di Erbipoli, monsignor Adamo
mana Ecclesia, data a' 5 ottobre Federico de Gross della medesima
1 752 ,
presso il Bullar. Bened. città.

XIV, tom. IV,35, concesse il


p. La cattedrale è dedicata a s.

privilegio del pallio, e di farsi pre- Andrea apostolo ; l'antica lo era al

cedere dalla croce astata nella lo- ss. Salvatore, il cui capitolo com-
ro diocesi soltanto, come gli arci- ponevasi di ventiquattro canonici
vescovi, salve le prerogative dell'ar- capitolari , e di ventinove domici-
civescovo di Magonza, alla cui pre- liari. Attualmente composto di
è
senza, o a quella de'Cardinali e dei due dignità, il prevosto ed il de-
nunzi (
qualora essi non glielo per- cano, di otto canonici fra' quali il

mettessero), non potrebbe usare di teologo, ed il penitenziere, di sei

tali distinte insegne; cosi ancora nei vicari, e di altri preti e chierici
comizii dell' impero, ai quali erano addetti al servigio divino. Nella
intervenuti come principi di esso, e cattedrale, in cui avvi il sacro fonte
sovrani di Erbipoli e suo dominio battesimale, esercita le funzioni di
temporale. Questo vescovo, col cir- parroco un sacerdote. Nella mede-
costante territorio, componeva un sima si venera il corpo di s. Bru-
vescovato sovrano, con superfìcie none vescovo di Erbipoli, che al-
di i65 leghe quadre, e popolazio- tri chiamano e confondono con s.

ne di circa duecento ottanta mila Burcardo (Vedi), che fu il primo


individui, che dopo il trattato di vescovo di Erbipoli o Wurtzbur- ,

Presburgo del 26 dicembre i8o5, go, ed ebbe in successore Megin-


fu dato all'arciduca Ferdinando III gando. S. Burcardo venne seppel-
gran duca di Toscana, in cambio lito prima nella cattedrale di Wurtz-

del dominio sul vescovato di Salis- burgo, poscia vicino a s. Chiliano,


burgo accordato alla Baviera. Ma sul monte s. Maria, dove avea fat-

restituiti dopo il 181 3 a quel so- to edificare un monistero col titolo

vrano gli etruschi dominii, rientrò di s. Andrea. 11 vescovo di Erbi-


Erbipoli sotto il bavaro regime, poli, Ugo, fu quegli che, con au-
cui era stato concesso nelle note torizzazione del Pontefice Benedet-
politiche Finalmente nel
vicende. to Vili, fece la traslazione delle re-
concordato fatto nel 18 17 tra il liquie di s. Burcardo ai 14 otto-
Pontefice Pio VII, e il re di Ba- bre del 983. In seguito l'abbazia
viera Massimiliano Giuseppe, si con- prese il nome di s. Burcardo, che
venne l' erezione della chiesa di poi nel i4^4 fu cambiata in un
,

±b ERB ERB
collegio di canonici. Decente è l'e- gonza, di Colonia, di Salisburgo,
piscopio. Oltre la cattedrale, nella e di Vienna con molti de' loro ve-
città sonvi altre otto chiese par- scovi sulfraganei, e molti abbati,
rocchiali col battisterio: evvi il se- vi compilarono un regolamento
minario pei chierici, ed alcune con- composto di quarantadue articoli
fraternite. La mensa vescovile ad o canoni, per la maggior parte ris-
ogni nuovo vescovo, è tassata nei guardauti la disciplina ecclesiastica.
libri della camera apostolica, in In questi canoni si veggono dis- i

fiorini seicento. ordini, che allora regnavano in


Germania. Tra gli altri molti ec-
Concilii di TVurtzburgo, o Erbipoli. clesiastici frequentavano le osterie,

giuocavano ai dadi, entravano nei


Il primo si celebrò neh' anno monisteri delle religiose, giuocava-
1 080, ed in esso venne ricevuto no nei tornei, mantenevano concu-
nella comunione della Chiesa En- bine, entravano nei benefìzi per
rico IV imperatore. Regia t. XXVI, intrusione fraudolenta, e riceveva-
Labbé toni. X, Arduino tom. VI. no benefizi da mani laiche senza
Il secondo ebbe luogo nel ii3o la collazione dell'Ordinario. I ve-
in ottobre, contro l'antipapa Ana- scovi trascuravano in guisa la vi-

cleto II, ed in favore del legitti- sita delle loro diocesi, che trova-
mo Pontefice Innocenzo II, che vi vansi persone sessagenarie, le quali
la riconosciuto per tale, in presen- non erano cresimate. Ne minore
za dell'arcivescovo di Ravenna suo era il rilassamento presso i mona-
legato. Pagi, ad hunc an., Diz. dei ci: alcuni vestivano abiti secolari;
Concili. si permetteva troppo alle religiose
Il adunò a' 2 3 maggio
terzo si di uscire dai monisteri, e di prov-
11 65, ma non è riconosciuto; al- vedere in particolare manteni-
al
tri lo registrano al 1 66 con Len- 1 mento e al vestito loro. Per l'al-
glet. L' imperatore Federico I, e tra parte si dilapidavano i beni
quaranta vescovi, compresi quelli degli ecclesiastici, oltraggiavansi le
che non erano ancora consagrati loro persoue, erano impunemente
giurarono che non riconoscerebbe- uccisi , feriti , mutilali , carcerati ;

ro mai il legittimo Pontefice Ales- tutti questi disordini erano l'effetto


sandro III, e che starebbero invio- almeno in parte della lunga vacan-
labilmente attaccati all'antipapa Pa- za dell' impero , della deposizione
squale III. Due inviati d'Inghilter- di Federico II, fatta nel concilio
ra giurarono a nome del loro re generale di Lione, dal Papa Inno-
Enrico II, che osserverebbero tut- cenzo IV, ciocché avea ridotta la
lociò, che imperatore avesse giu-
1' Germania in istato d' anarchia. I
rato. Pagi, ad hunc annum., Diz. concili perciò radunati non vi op-
de Concili j Mansi, Suppltm. t. II, ponevano che delle scomuniche e
col. 555. degl' interdetti ; deboli rimedi per
Il quarto venne celebrato nel mali sì gravi, particolarmente per
1287, a' 18 marzo. Lo presiedette le violenze, alle quali non si po-
Giovanni vescovo di Frascati le- , teva opporre che la podestà seco-
gato del Pontefice Onorio IV in lare. Regia t. XXVIII, Labbé t. XI,
Germania. Gli arcivescovi di Ma- Arduino t. VII, e Diz. de Concili.
,

ERG ERG 27
Il p. Mansi, nel t. Ili, col. 129 la città d* Albarazin , o d' Albari-
e i3o del citato supplem., crede zin,fre due villaggi chiamati Grie-
che debbasi aggiugnere agli atti di gos e Gualatiaz, dove secondo l'an-
questo concilio quanto si legge nel- tica tradizione del paese, era si-
la cronaca di Eccardo, vale a dire tuata la città di Ercavica. Si tro-
che il vescovo di Toul, già fran- vava lungi da Segobriga o Arco-
cescano, si oppose solo in questo briga, il cui vescovato era soggetto

concilio a ciò, ch'esigeva giusta- a quello di Ercavica, ch'eretto nel


mente il Papa Onorio IV intorno sesto secolo venne sottoposto alla
ai beni Di più un
ecclesiastici. : metropoli di Toledo. Erangli pure
canone nel quale fu ordinato agli soggette le sedi di Compiuto, pre-
abbati, alle abbadesse, ai priori ec, sentemente Alcalà di Henares, Si-
che ritenevano alcuni possedimen- guenza, e Falera o Valeria, sog-
ti ecclesiastici per cauzione, avendo gettate poscia a Cuenca. Ervarica
ricevuto più di quello che aveva- fu distrutta interamente dai mori,
no prestato, dovessero restituirlo ai ed il vescovato venne trasferito in
prelati delle chiese cui appartene- Albarizin, Lobetum, siccome il luo-
vano i detti beni in origine. Lo go più proprio, ed il più fotte pei
stesso p. Mansi nel tom. HI, col. vescovi e pei cristiani, dopo avere
343 e seg. cita un' assemblea te- avuto ventisette vescovi. Albarazin
nuta in Erbipoli pel ristabilimen- è suffraganea dell' arcivescovo di
to della pace in Germania nel Saragozza ; la sua cattedrale è de-
i 1 2 1 ; e dice che non va confusa dicata al ss. Salvatore; il capitolo
con l' altra di cui parla Anselmo ha quattro dignità, otto canonici
di Gemblac, dappoiché in questa compreso il penitenziere, e diversi
nulla fu conchiuso, ciò ch'ebbe luo- beneficiati. Un prete esercita ivi

go neh' altra. le funzioni di parroco, vi sono pure


ERCAVICA, o ERGA VIC A. Cit- nella città due altre parrocchie,
tà vescovile della Spagna Tarra- tutte munite di battisterio. L'epi-
gonese, già abitata dai celtiberi scopio è contiguo alla cattedrale;
al sud di Bilbilis, ed assai una vol- vi sono quattro monisteri, e con-
ta considerabile. Tito Livio, par- venti di religiosi, ed uno di mona-
lando della campagna di Gracco che, come avvi il seminario, l'ospe-
dice che Eigavica, città illustre e dale, e il monte di pietà. Ad ogni
possente, cadde in potere di lui. nuovo vescovo lamensa è tassata
Strabone la cita come una di quel- nei libri della camera apostolica in
le, il cui territorio fu il teatro del- fiorini cinquanta.
la guerra tra Sertorio e Marcello. ERCOLAJNI Luigi, Cardinale.
Secondo il Morales, Ercavica, che Luigi Ercolani, discendente da no-
altri pur chiamarono Ergavico., era bile famiglia di Sinigaglia, nacque
situata tra la città di Cesarea e in Foligno a' 17 ottobre del 1758.
quella di Malina, dove scorgesi pre- Mandato a Roma da' suoi sino dai
sentemente un luogo chiamato Mu- più teneri anni, fu educato nel no-
da di s. Giovanni, nel quale tro- bile collegioNazareno dei pp. Sco-
vansi molte vestigia d'antichità ro- lopi , compì i suoi studi nella
e
mane. Queste vestigia sono nel re- nobile accademia ecclesiastica , e
gno d' Aragona, a cinque leghe del- quindi continuò a dimorare quasi
*8 ERG ERC
sempre nella medesima città. Seb- fica il nostro Cardinale uomo re-
bene egli sia stato l'ultimo super- ligiosissimo, e degli indigenti largo
stite maschio di sua doviziosa fa- sovvenitore. Ebbe egli questa ab-
miglia, nondimeno restò sempre bazia per alcun tempo, prima in
celibe, e benché secolare fu ognora governo, poi in amministrazione, e
più intento alla pietà, che alle cose dopo di lui fu dal Papa conferita
mondane. Allorquando nel 1814 al Cardinal Cavalchini. Ma questi,
felicemente fu ristabilito in Roma avendola quasi subito abdicata, ven-
il paterno e soave governo ponti- ne di nuovo Ercolani destinato a
ficio, egli per la fiducia e stima presiedervi, e la ritenne sino alla
eh* erasi guadagnata, meritamente morte. Di questa abbazia il Cardi-
fu scelto fra i membri della con- nale fu provvido benefattore, sia col
gregazione di governo temporanea- l'istaurare le chiese, cui fece dono
mente stabilita, ed ebbe il mini- di suppellettili ed arredi sagri , e
stero delle finanze, avendo già fat- sia col migliorare i fondi delle pa-
to parte della deputazione delle niceli e,i facendo rifiorire il semi-
medesime finanze al cessare dell'e- nario di s. Salvatore, coll'incorag-
ra repubblicana. Non andò guari, gi mento accordato ai maestri, e col
che, senza percorrere veruna car- mantenervi a sue spese undici gio-
riera prelatizia, Pio VII lo anno- vanetti. Ai suoi diocesani in più.
verò tra i suoi prelati domestici, modi fu utile, ed estese la sua ge-
e lo promosse alla cospicua carica nerosità persino alla chiesa di s.

di tesoriere generale. Ne funse l'uf- Salvatore in Campo di Roma, per-


fizio con zelo, integrità, e con van- chè soggetta all'abbazia di Farfa,
taggio de'luoghi pii, i quali pel cam- operandovi utili ristauri. Fu inol-
biamento dell'amministrazione stra- tre prefetto dell'economia della sa-
niera, che avea soppressi , suc-
li gra congregazione di Propaganda
cessivamente andarono a ripristi- Fide, e fece parte di quella de' ve-
narsi. Rapida perciò ne fu la pro- scovi e regolari, del concilio, della
mozione alla sagra porpora; laon- correzione de' libri della Chiesa o-
de Pio VII agli 8 marzo 1816 lo rientale, della fabbrica di s. Pie-
creò Cardinale diacono, e lo riser- tro, di consulta, del buon governo,
vò in petto: poscia lo pubblicò nel della lauretana , e dell' economica.
concistoro de' 11 luglio del mede- Eziandio fu visitatore apostolico
simo anno. All' articolo Diaconie dell' arciconfraternita della ss. An-
Cardinalizie (Vedi), dicemmo co- nunziata , e del monistero de' ss.

me il Cardinale passò all'ordine Giacomo e Maddalena , non che


presbiterale col titolo di s. Marco, con visitatore della pia casa de' ca-
essendosi ordinato sacerdote. Il me- tecumeni. Fra le sue protettone,
desimo Papa, nel 18 18, lo fece ab- nomineremo la benemerita congre-
bate commendatario, ed ordinario gazione di s. Ivo, il collegio dei
dell'abbazia di s. Maria di Farfa, maroniti, e quello dei caudatari,
e di s. Salvatore maggiore. Di que- le arciconfraternite degli agonizzan-
sto pastorale governo fa onorata ti, del ss. Crocefisso, di s. Girola-
menzione il eh. monsignor Marino mo della carità , del monistero di
Marini, nella Serie cronologica di s. Orsola di Foligno, delle bene-
questi abbati, a pag. 28, e quali- dettine di Corneto, e delle cappuc-
,,.

ERE ERE 29
cine di Fabriano ; dell' intero Or- Note alle vite de' Papi di Avigno-
dine carmelitano ; della congrega- ne, t. I, tacendo questo fatto, scri-
zione del buon Gesù Foligno di ve che il monaco Elia fu uditore
della città di Sinigaglia, di Pergo- delle contraddette. Nel novembre
la e di Poggio Mirteto. Fu an- del 1 35 1 trovossi presente al con-
che grande di Spagna, e gran cro- cilio provinciale celebrato nella cat-
ce dell'Ordine della Concezione. tedrale di Beziers dal Cardinale
D' animo grande, \isse con decoro Pietro del Giudice, arcivescovo di
corrispondente alle sue ricchezze Narbona. Fu promosso quindi al
e con una carità verso i poveri Cardinalato in Avignone da Inno-
la quale non avea altri limiti, che cenzo VI a' 19 dicembre del i356,
quelli delle proprie forze. Dopo es- e gli fu assegnato il titolo di s.

sere intervenuto al conclave per Stefano in Montecelio. Da questo


l'elezione di Leone XII, e di aver però, nel 1 363, dopo la morte del

beneficato la sua chiesa titolare, al Cardinal Alberti, passò al vesco-


modo che dicemmo al voi. XII, vado di Ostia e di Velletri. Fu an-
pag. 88 nonché i
del Dizionario, che in seguito designato coi Car-
propri famigliali, assalito da una dinali deputati a giudicare la cau-
paralisi, con lenta e dolorosa ma- sa di Riccardo, arcivescovo di Ar-
lattia finì di vivere a' io dicem- ni acano, contro i frati mendicanti.
bre 1825, nell'età di sessantotto Innocenzo VI gli diede eziandio la
anni, e fu deposto in mezzo alla commissione di esaminare la con-
detta chiesa titolare, con corrispon- troversia insorta tra il vescovo di
dente e decorosa iscrizione di elo- Valence e Aimaro conte di Poi-
gio. tiers, a cagione del castello di di-
EREDIO (di s.) Elia, Cardina- sta. Così pure Urbano V lo de-
le. Elia di Eredio volgarmente
s. stinò giudice della quistione, che
saint Yrieix, nacque in Attano, og- allora si agitava tra il capitolo del-
gidì s. Aredio nel Limosino, e pro- la cattedrale di Parigi , e quello
fessò nell'Ordine di s. Benedetto della collegiata di s. Benedetto.
Nel i335 divenne abbate di s. Pose fine alla mortale carriera in
Fiorenzo, nella diocesi di Samur, Avignone, l'anno 1367, e in quella
e ricevette la laurea nel diritto ca- cattedrale ebbe la tomba. Scris-
nonico. Ma spinto dal desiderio di se alcune opere, di cui al presente
condurre una vita più austera, co- non si ha memoria alcuna anzi :

me scrivono parecchi autori , ab- da molti scrittori vengono piutto-


bracciò l'Ordine minoritico, presso il sto attribuite al Cardinale Elia di
quale così si distinse nella più pro- Nabilan {Vedi).
vetta virtù, che il Papa Clemente EREMBERTO (s.). Nacque s.

VI, nel i345, lo promosse al ve- Eremberto nel contado di Poissy,


scovado di Uzes. Non mancano pe- e sentitosi chiamato allo stato mo-
rò scrittori, tra' quali Giorgio Eggs, nastico andò a ricoverarsi nel con-
nel Supplemento alla porpora dot- vento di Fontenelle. Clotario UT,
ta, i dimostrano con forti
quali informato della santità e dottrina
prove non esser vero quel passag- di Eremberto, lo propose alla sede
gio dalla benedettina alla france- vescovile di Tolosa. Obbedì egli

scana famiglia ; e il Baluzio nelle contro sua voglia , e resse quella


,

la eri: ERE
diocesi con ed edificante
saggio dopo il terzo secolo della Chiesa, che
governo pel corso di anni dodici cominciarono a vedersi uomini di
in capo ai quali, attesa la sua vec- tal pietà, che si confinavano nel
chiaia e i molli acciacchi, non po- recinto di una Cella (I''etli), dove
tendo più attivamente disimpegna- senza uscirne giammai menavano
re il gelosissimo incarico, si dimi- il resto della vita, superando coloro
se spontaneo, e tornò di bel nuo- che si chiamavano anacoreti. Du-
vo al suo monistero, sotto la di- ro questa sorte di monaci per più
rezione di s. Lamberto, successo a secoli, e quantunque da Cassiano,
s. Vandrillo. Morì santamente verso e da s. Isidoro non sia approvato
Tanno 671, e la sua festa è asse- l'istituto loro, pure dal popolo ris-
gnata 14 maggio.
a' cuotevano una gran venerazione.
EREMITA (Eremita, Anacho- Tali si possono chiamare anche gli

reta, vir solitarius). L'eremita è un stiliti, famosi in oriente. Trovatisi


uomo divoto, che si è ritirato nel- ancora vergini e donne, che chiu-
la solitudine, per meglio dedicarsi se in qualche cella , seguitarono
a Dio , attendere alla orazione, ed questa maniera di vivere. V. Ere-
alla contemplazione delle cose ce- mo, e Disciplina Regolare.
lesti, ed ivi vivere lontano dal con- Alcuni fanno rimontar l'origine
versare del mondo. Eremita è voce della vita eremitica sino ad Elia,
greca, che significa solitario. Si di- ed a s. Gio. Battista. Però l' opi-
stingue T eremita dall' Anacoreta nione più comune è che s. Paolo
(Vedi), perchè questi discostandosi primo eremita, nativo della bassa
dalia conversazione umana, vive so- Tebaide, fosse il padre, ed il pri-
litario nei deserti, cibandosi di er- mo degli eremiti. Le persecuzioni
be, o altri prodotti e fruiti della contro i seguaci del vangelo die-
terra, ad imitazione Giovanni di s. dero occasione ai primi cristiani
Battista. Anacoreta poi si chiama d'ambo i sessi, di ritirarsi nei de-
colui, che nel proprio monistero serti tanto per evitare le crudeltà
vive separato dagli altri monaci dei tiranni, quanto per praticarvi
chiusi nella cella, come sono, al gli esercizi della vita Asceta, o A'
dire del Macri, i camaldolesi ere- scetica (Vedi). Che la vita solita-
miti, ed i certosini. I maroniti li ria e monastica venisse introdotta
chiamano Habis, che significa im- nella Chiesa sino dai suoi primi
prigionato. Appresso di essi vi sono tempi, lo si legge nel Ruinart, Atti

anche vescovi che nei monisteri


, sinceri de martiri. Che poi lo stato
fanno vita da anacoreti, chiusi, e eremitico sia eccellente in sé stesso,
separati dagli altri monaci, e vi- lo abbiamo dagli scritti de' santi
vono in perpetuo silenzio. Il Mu- padri pieni di elogi su questo pun-
ratori, nelle Dissert. sopra le an- to. Parecchi fra loro vi hanno pas-
tichità Italiane, nella dissero LXV, sato una parte della loro vita, ed
sull'erezione de' monisteri , e del- ingiustamente gli eretici la condan-
l'istituto de' monaci, dice che una nano, come dimostra il Bergier al-
volta furono rinomati anche gì'//*- la voce Eremita. Egli dice « alla :

chiusi, cioè gli eremiti antichi , la parola Anacoreta abbiamo fatto


vita austera de' quali si tirava die- 1'
apologia della vita solitaria , ov-
tro l'ammirazione d'ognuno. E fu vero eremitica, e contro la stolta
ERE 3ERE 3r
censura dei filosofi increduli, mo- la città, i quali hanno la custodia
strammo, che un tal genere di vi- di dette chiese, incedono in abito
ta non è un effetto di misantro- religioso di lana naturale, vivono
pia, ne una violazione dei doveri di questue, ed oltre che dai supe-
della società e dell'umanità, ne un riori delle rispettive chiese, sono
esempio inutile al mondo, e con- dipendenti dal Cardinal vicario.
futammo i tratti satirici lanciati dai Qui appresso riporteremo i prin-
protestanti contro gli eremiti ". cipali Ordini , e congregazioni di
Forse alcuni scelsero questo gene- eremiti, secondo l'epoca de' tempi,
re di vita per non essere dipen- in cui furono istituiti, i quali però
denti, altri per nascondere il liber- nella maggior parte più non esi-

tinaggio col velo della pietà; ma stono.


questi abusi non sono giammai stali Eremiti di s. Paolo. V. S. Pao-
comuni , ed assai ingiustamente gli lo rumo eremita, Ordine religioso.
increduli ne accusano i solitari in Eremiti di Monte Luco. Rac-
generale. Gli antichi storici, ed an- conta il Bonanni Catalogo , degli
che i romanzieri parlano con ve- Ordini religiosi, par. HI, pag. IX,
nerazione degli eremiti ; compren- che in un monte poco distante dal-
devasi che se non ne fosse stata la città di Spoleto, chiamato Mon-
sincera , non avrebbero
la pietà te Luco, vivono alcuni eremiti, i
perseverato lungo tempo nella vita quali riconoscono la loro istituzio-
austera , che avevano intrapreso. ne da s. Giovanni di Antiochia.
Tra gli stessi protestanti si forma- Questi si recò in Italia, fu creato
rono alcune società, che, tranne il vescovo di Spoleto dal Pontefice s.

celibato, hanno molta rassomiglian- Caio, e patì il martirio sotto Mas-


za colla vita degli antichi cenobi- simiano 1' anno 3o4- Ciascuno di
ti: tali sono gli emuli, o ernute- questi eremiti vive ritirato in sepa-
rii , setta di entusiasti introdotta rate celle, come gli eremi de' ca-
negli ultimi tempi nella Moravia ,
maldolesi. Riconoscono però, e di-
nella Veteravia, nell'Olanda e nel- pendono da un capo chiamato il

T Inghilterra, conosciuti sotto il no- priore, che eleggesi ogni anno con
me di fratelli moravi. voti segreti vi sono sacerdoti e
:

Si distinguono due sorta di ere- laici, i primi chiamati padri, i se-

miti gli uni sono attaccati a qual-


', condi frali. Però tali eremiti pel-
che regola appartenente alla Chie- le vicende de' tempi, terminarono
sa, e vivono sotto un legittimo su- di esistere nel secolo decorso. L'a-
periore ;
gli altri non lo sono , e bito nella forma partecipava di
portano solamente l'abito, che pos- quello dei paololti, ed il colore era
sono dimettere quando loro piace. cannella scuro. Dopo averlo preso
I primi eremiti sono veri religiosi, facevano un anno di noviziato, in-
e godono dei privilegi propri del di erano ammessi nella congrega-
elencato ;
gli altri non lo sono, e zione senza voli , onde potevano
perciò non lì godono. Di questi ritirarsi, od essere licenziati. Si e-
ultimi ve ne sono nelle chiese sub- sercitavano negli esercizi spirituali
urbane di Roma, e in qualche e manuali ; potevano possedere be-
chiesa di titolo, o diaconia cardi- ni stabili, e quanto raccoglievano
nalizia, poste ne'rimoti luoghi del- dai benefattori ponevasi in comu-
39. ERE ERE
«e. Alcuni di questi eremili anda- quella di Ansano. S. Isacco vuoi-
s.

vano scalzi , altri usavano scarpe si scrittore di monastiche regole


o zoccoli, e fuori del romitorio pei cenobiti del monte Luco. Negli
portavano il cappello , il bastone eremi pur eretti con austeri ordi-
e la sporta, come si vede nella fi- namenti, rinnovati dal celebre Vi-
gura, che produce il Bonanni. Di gile vescovo di Spoleto, fiorirono
questi religiosi si leggono le noti- romiti di provata santità, tra'quali
zie storiche nel Jacobilli nella vita fra Egidio di Gregorio da Spole-
di Francesco di Paola, nel Leon-
s. to, e il b. Gregorio di s. Brizio,

cilli, e nel Campelli nella storia di che oggi si venera in un altare


Spoleto. Ma da ultimo, nel i836, dedicatogli nella metropolitana spo-
vennero compendiate dottamente letina.
nell' Orazione accademica illustra- Eremiti di s. Agostino. V. Ago-
ta con erudite notte, e detta per stiniani O EREMITI DI S. AGOSTINO,
la solenne distribuzione de' premi ED AGOSTINIANI SCALZI.
dell' arcivescovile seminario Spole- Eremiti Camaldolesi di Tosca-
tino. Ivi, a pag. 22, si legge che na. V. voi. VI, pag. 297 del Di-
negl'impuri boschi, e ne' delubri zionario s tuttora esistenti.
del monte Luco, mercè i Benedet- Eremiti fondati da s. Guglielmo
ti e gl'Isacchi, ebbero culla i ce- di Vercelli. V. Monte Vergine,
nobiti di occidente. Si celebrano i tuttora esistenti.
superstiti eremi, e pel primo quel- Eremiti fondati da s. Gugliel-
lo maggiore di Nostra Signora del- mo. V. Guglielmiti.
le grazie, eretto dal vescovo di Eremiti di Monte Bello. V. Gi-
Spoleto Sanvitale, e dal Cardinal rolamini fondati dal b. Pietro Gam-
Cibo abbellito; cosi si parla del bacorta, tuttora esistenti.
luogo prescelto a sua dimora da Eremiti Girolamini. V. Girola-
s. Isacco e suoi compagni e con- mini istituiti nel secolo XV in Fie-
sorti nel martirio, che patirono sole. V. Girolamini di Fiesole, non
sotto Domiziano e Massimiano. Si più. esistenti.
descrive il cenobio di s. Giuliano, Eremiti Camaldolesi di Monte-
la cui chiesa vuoisi uno de'migliori Corona. V. voi. VI, pag. 3oi del
monumenti dell'architettura più re- Dizionario, tuttora esistenti.
mota del medio evo. Essa fu eretta da Eremiti detti Coloriti. 11 p. Fi-
un altro s. Isacco, abbate coetaneo di lippo Bonanni sua
gesuita, nella
8. Benedetto, colla sovvenzione del- parte I del Catalogo degli Ordini
la santa vergine Spoletina Grego- religiosi, a pag. CXXXVII, tratta
ria. Ivi dicesi essere questo santo dell' eremita religioso detto colori-
l' istitutore di av-
quella schiera to, e ce ne dà la figura e le no-
venturosa di santi eremiti, che po- tizie. Racconta egli, che nel regno

polarono i romitori del monte Lu- di Napoli eravi un Ordine reli-

co. I cenobiti di s. Giuliano adot- gioso, il quale si chiamava de' co-


tarono poscia la regola benedettina, loriti da un colle di Calabria, co-
e con essa fiorirono per lunga età, si detto, situato presso la terra di
ed ebbero santissimi abbati e mo- Morano nella diocesi di Cassano,
naci sepolti in detta chiesa, mentre sul qual colle era un'antica e di-
le ceneri di s. Isacco riposano in vota chiesa, dedicata alla gran Ma-
è

ERE ERE 33
dre di Dio. Un
pio sacerdote, chia- penitenza. Nel regno di Navarra,
mato Bernardo, nativo della terra e principalmente presso la città
di Regiano, fabbricò presso tal chie- di Pamplona, fiori questa congre-
sa un piccolo tugurio, dove, ve- gazione religiosa, distribuita, come
stito un abito aspro di eremita, riferisce il Maurolico, in cinque
viveva in continue orazioni e peni- eremi, in ciascuno de' quali vive-
tenze, e venerato da tutti quelli vano otto eremiti . primo
Il si

che visitavano la chiesa. Perciò al- chiamava di san Clemente , il

cuni furono allettati a vivere seco secondo della Madonna di Mon-


lui, e quindi la principessa di Bi- serrato, il terzo di Bartolom-
s.

signano donò loro, nel i552, il meo, il quarto di Martino,


san
colle con tutto il territorio. l'ultimo di s. Fulgenzio. Vivevano
Questa concessione, venendo con* con molta austerità, camminavano
fermata da Pio IV, nel i56o, si con piedi nudi, vestivano con pa-
accrebbe in essa il numero degli e- no grosso di lana, osservavano con-
remiti. Avendo poi ordinato s. Pio tinuo silenzio, cibavansi di legumi,
V, nel 1567, che tutti quelli i e bevevano acqua; si disciplinava-
quali vestivano abiti differenti dai no tre volte la settimana, ed ogni
secolari, o li lasciassero o profes- giorno nella quaresima ; dormivano
sassero i voti religiosi, questi ere- sulle nude tavole , e portavano
miti elessero di vivere sotto la re- sempre pendente dal collo una cro-
gola degli eremiti di s. Agostino; ce di legno assai pesante. La to-
il perchè nel 1592 professarono naca che cingevano
, attorno ai
pubblici voti, ritenendo però il lombi con cintura di pelle, era di
nome di coloriti, e l'abito, eh' colore lionato, come il corto man-
una tonaca, un cappuccio largo e tello, quale ne cuopriva le spal-
il


tondo, sopra del quale usavano un le. Fiorì questa congregazione di
mantello corto, il tutto rozzo, e di penitenti per molti anni soggetta
lana dei colore naturale , come di al vescovo di Pamplona; ma reca-
lana era la cintura. Volle però tosi in Roma il superiore, ottenne
monsignor Fivizano, allora vicario da Gregorio XIII l' approvazione
generale dell' Ordine romitano di delle costituzioni, e l'esenzione dalla
s. Agostino, che portassero sotto giurisdizione vescovile, oltre la fa-
la cintura di lana quella di cuoio coltà di eleggere un provinciale da
propria degli eremiti agostiniani, cui tutti gli eremiti fossero gover-
e che gli oblati la portassero sul- nati. il V.
p. Bonanni, Catalogo
la tonaca.Questa congregazione con- degli Ordini religiosi, parte I, pag.
fermata da Clemente Vili, si dilatò CXXIII, ove pure ce ne dà la fi-
in guisa che nei primi del secolo de- gura. Tratta di questi eremiti an-
corso contava undici conventi, go- che il Bergier, al proprio articolo.
vernati da un superiore col titolo Eremiti di Roma. Narra il Fa-
di vicario generale. La vita di fr. nucci, nelle Opere pie di Roma,
Bernardo fondatore di questi ere- che un certo Albenzio Rossi cala-
miti, nel 16 io fu pubblicata colle brese, della terra di Cedraro, dopo
stampe da Gio. Leonardo Tufa- avere per lungo tempo cercata l'e-
rello. lemosina per l'arciconfraternita del-
Eremiti di .9. Giovanni della la Carità dei cortigiani, e per le
VOL. XXII. 3
, ,,

34 ERE ERE
zitelle del Conservatorio di s. Ca- cappella, eh' è sagra nll'AsceiiMcnc.
ieri fid. dt Fu nari (ledi), fondò coi Gli eremiti vivevano sotto la pro-
soccorsi di pii benefattori in Ro- tezione di un Cardinale con vita
ma, e presso la porta Angelica nel- comune, dando ogni giorno da
la Leonina, un piccolo ospe-
città mangiare a tredici poveri, secondo
dale. Quivi egli riceveva i poveri l'istituzione del fondatore. Celebra-
romiti forestieri per alloggiarli , e vano la festa dell'Ascensione, e quel-
prmcipalmente assisterli se infermi. la della beata Vergine agli 1 1 giu-
Ad aiuto di questa opera elesse gno, perchè in tal giorno nell'an-
de' compagni , i quali cercassero no 16 18 fu per la prima volta
l'elemosina, dicendo con voce alla: esposta alla pubblica venerazione
Facciamo bene adesso che abbia- ovvero perchè fece il primo mira-
mo tempo. Vestivano panno grosso colo. L'abito adottato poscia da
di lana bianca, ed incedevano per questi eremiti, è, come si vede
Roma co' piedi scalzi , e col cap- nella figura riportata dal p. Bo-
pello in una mano, tenendo nell'al- nanni, nel Catalogo degli Ordini
tra la bussolelta per ricevere l'ele- religiosi, par. 111. pag. XIV, ove
mosine. Appresso 1l'ospizio, o speda- riferisce le notizie di essi. Consiste-
le, eravi una piccola chiesa dedi- va in abito di tela grossa bianca
cata all' Ascensione del Signore corto, mantello pure corto, cap-
nella quale il fondatore di questi pello bianco. Siccome poi non por-
eremili co' compagni, recitava le tai ano calze, usavano scarpe o
litanie con altre orazioni. Il Paa- sandali , come scrive il Piazza
ciroli dice, che la chiesa con ap- Opere pie di Roma _,
pag. 35,
provazione di Sisto V, fu fabbri- capo X Dello spedale dell''Ascen-
cata nel 1 588. La loro congrega- sione de' romiti a porta Angelica.
zione, che sembra incominciata nel Questo scrittore aggiunge, che Cle-
i588, successivamente si aumentò mente X
collocò in una parie del
senza professare voti religiosi, per convento dei romiti un ospizio pei
cui molti individui presero l'abito convertendi (Vedi), eie è per quelli
eremitico. Nella chiesa Albenzio po- che recavansi in Roma ad abiura-
se una divota immagine della b. re gli scismi e le eresie, avendo
Vergine, la quale nel 1587 avea contribuito a sì lodevole impresa
portato da Terra santa, e pei mi- il Cardinal Cesare Rasponi coli' e-

racoli e per le grazie, che Dio ope- redità a tal effetto lasciata. In pro-
rava a favore di quanti con divo- gresso di tempo l' ospizio venne
zione ad essa ricorrevano, prese la trasferito ove ora sta ,
presso la

denominazione di s. Maria o Ma- chiesa di s. Giacomo Scossacavalli


donna delle Grazie, e pel concor- in Borgo. Cessando poi di esistere
so, e per 1' elargizione dei fedeli gli eremiti, in vece la chiesa ed il

massime del Cardinal Laute, si po- contiguo convento si diedero ai re-

tè edificare la bella chiesa, che tut- ligiosi della Penitenza (Vedi), delti
tora sussiste , rimanendo sempre degli Scalzetti, dopo la metà del
l'immagine in particolar venera- secolo decorso. A detto articolo si

zione. Perchè poi rimanesse la me- riparlerà della Chiesa di s. Maria


moria dell'antico titolo della chie- delle Grazie.
sa , Albenzio le dedicò la prima Eremiti di monte Senario. Nel-
ERE ÌLKE 35
l'anno 150,3, Lelio Baglioni fioren- si, p. I, pag. CXXV1I, ove ne riporta
tino, generale dell'Ordine de' servi anche la figura. Tali eremiti cessa-
di Maria, vedendo che nel monte rono di esistere nel decorso secolo
Settario, ove ebbe principio la sua EREMO (Eremiti). Luogo solita-
religione, e dove erano sepolti i rio e deserto , soliludo, focus de-
corpi dei beali fondatori, abitavano serlus dove abitano gli Eremiti
,

in luogo angusto tre suoi religiosi, [Fedi). Pigliossi ancora sovente il


determinò di fabbricarvi dappresso nome di eremo per solitudine, o
una chiesa, con decoroso convento. deserto renoso, ed ancora si chiamò
All'uopo ottenne, nel 1 601, da Cle- eremitaggio o remilaggio, ed anco ere-
mente Vili, mediante la bolla De- mitorio e romitorio. Anticamente gli
cet, facoltà di porre ad effetto il eremi erano in luoghi incolti e sel-
suo desiderio, che eseguì a tenore vaggi, o anche nel più folto o nel
della pontificia prescrizione Nel . più cupo delle foreste meno frequen-
nuovo convento pose sette sacerdoti tale. I solitari, che vi si ritiravano,
con alcuni laici, i quali vivessero non crede vansi mai abbastanza lonta-
conforme alla primitiva fondazione, ni dal commercio degli uomini; ma
non mangiassero mai carne, digiu- la fama delle loro virtù si spar-
nassero ogni seconda e quarta feria geva loro malgrado, e procurava
dell' anno e il venerdì , ma nella ad essi a poco a poco ammiratori,
quaresima ed avvento il digiuno di voti e discepoli, co'quali talvolta
di tali tre giorni fosse di pane ed edificarono un
monistero {Vedi) ,
acqua ; come ancora prescrisse, che coltivavano mettevano a frutto
e
vivessero in perfetta vita comune. i terreni che trovavano all'intorno,
Questo eremo venne dichiarato a- o anche diboscavano le foreste vi-
derente al convento di Firenze, det- cine. Perciò siffatti diboscamenti, e
to della ss. Annunziata, e soggetto bonificazioni agricole furono soven-
al generale dell' Ordine. Dipoi il te cagione, che vicino a quegli e-
medesimo Clemente Vili, colla bol- remi primitivi si riunissero abita-
la In his rebus, confermò la pre- tori, e formassero borghi e città.
cedente, ed ordinò che tra gli e- Loda la solitudine, ne dimostra i
remili fosse eletto un vicario, auto- pregi con opportuni testi, massime

rizzandolo ad accordare agli infermi di s. Bernardo de laudibus eremi,


di mangiar carne. Indi Paolo V ag- il Sarnelli nella lettera XLV1I ,

giunse col disposto della bolla Se- Dell'amore della solitudine, nel t.
dis Apostolicae, emanata nel 16 12, VII delle sue lettere ecclesiastiche.
la facoltà di accettare i novizi, miti- Dal p. Menochio, Stuore, tom. I, p.
gando il digiuno in pane ed acqua 604, abbiamo il cap. LVIII, del
nel mercoledì. Questi eremiti ve- Monserrato di Spagna, dell'imma-
stivano di panno nero, con to- gine di Nostra Signora, che quivi
naca, pazienza e cappuccio
con , si venera , e degli eremiti, che spar-
un mantello lungo, e colla barba latamente abitano in quel monte.
come cappuccini. Michele Fioren-
i Degli eremiti , e della loro varia
tino, ed altri storici de Serviti {Ve- condizione, e tenore di vita, eru-
di), descrissero questo eremo, ed ditamente tratta il Garampi nella
i religiosi eremiti, non che il p. Bo- dissertazione III delle sue Memorie
natini, Catalogo degli Ordini religio- ecclesiastiche.
36 ERE ERE
Narra il che il
Sarnclli, loc. cit., si in mala parte, e che significa
celebre gesuita Toledo procurò in- un errore pertinace contro la tede,
darno presso Clemente Vili, che non che falsi e perversi domini
i

l'avea creato Cardinale, di rinun- e le opinioni contro il cattolicismo,


ziare a tal dignità per ritirarsi in in origine indicava una scelta, un
luogo solitario, e gliene scrisse os- partito, una setta buona o cattiva.
sequiosissima lettera. Il Papa, che Tale è il senso del greco hacresis,

non voleva privare il sagro Colle- derivato da aeromai, prendo, scel-


giod'un uomo sì dotto e santo, go, abbraccio. Dice vasi eresia pe-
lo fecechiamare e gli disse che , ripatetica, eresia stoica per indicare
Dio voleva, che non lasciasse il suo le sette di Aristotile e di Zenone ; e
uffizio; e licenziandolo, sorriden- i filosofi appellavano eresia cristia-
do, soggiunse che insieme andreb- na la religione insegnata da Gesù
bono al deserto. Dalla solitudine Cristo. L'apostolo Paolo dichiara, s.

di Majella nell'Abruzzo, fu tolto s. che nel giudaismo avea seguito L'e-


Celestino V, e collocato nella cat- resia farisea, che fra gli ebrei era
tedra apostolica, ma per tornare ad in pregio più di qualunque altra.
essa, passati cinque mesi ed otto Veramente, se eresia avesse allora
giorni , rinunziò solennemente al significato un errore, questo nome for-
pontificato. E mentre Amadeo III, se sarebbe convenuto più alla setta dei
ultimo conte, e primo duca di Sa- sadducei, che a quella de'farisei. An-
voja, rinunziati i suoi stati, viveva che il Macri, nella Not. de vocab.
nel romitaggio di Ripaglia, dagli eccl. , dice che questo nome tal-
scismatici del conciliabolo di Basi- volta fu preso in buon senso dagli
lea fu eletto in antipapa col nome scrittori ecclesiastici. Sinesio chiamò
di Felice V, che poscia virtuosa- Haeresim la filosofia; e Costantino
mente rinunziò per la pace della imperatore servissi di questo voca-
Chiesa. Del tempo in cui Amadeo bolo per dinotare la religione cri-
stette nel romitaggio, e del tenore stiana, la quale Tertulliano ancora
di vita ivi tenuto, parla nell'Isto- in buon senso chiamò divinavi se-
ria degli antipapi Lodovico Agnel- ctam, de pali. cap. ult. L'eresia si

lo Anastasio, t. II, p. 2g5 e seg. definisce pertanto un errore volon-


Al presente gli eremi regolari so- tario e pertinace contro qualche
no quelli degli eremili camaldolesi, domma di fede. Altri la definisco-
come quello sopra Frascati, onorato no un errore volontario ed ostina-
dalla presenza di vari sovrani, e to di un cristiano, riguardante una
Cardinali, e da Benedetto XIV, lo o più verità cattoliche, vale a dire
è ogni anno dal
regnante Grego- verità rivelate da Dio, e proposte
rio XVI. In quest'eremo, come nar- come tali ai cristiani dalla Chiesa.
ra il Cardella nel t. VII, p. i4 2 >
Quelli che vogliono scusare questo
nel 1666 fu tenuto un capitolo ge- delitto, domandano come si possa
nerale, composto di tutte le con- giudicare se un errore sia volontario
gregazioni dei camaldolesi, e pre- od involontario, colpevole od in-
sieduto dal protettore di essi Car- nocente, se proceda da una pas-
dinal Volunnio Bandinelli. sione viziosa, piuttosto che da una
ERESIA (Heresìs). Questa pa- mancanza di lume. Ecco come ri-
rola greca, che al presente prende- sponde il Bergiei i.°Che come la ;
ERE ERE 37

dottrina cristiana è rivelata da Dio, della Chiesa (Vedi). L'obbiettiva è


è una colpa voler conoscerla da pure contraria alla fede, sia che si
se stessi, e non per mezzo di quel- conosca tale, o che non si conosca.
li, cui Dio ha stabilito per inse- I medesimi teologi dividono altresì

gnarla ; che voler scegliere una o- l'eresia formale, in eresia mentale,


pinione per formarne undomma, è o puramente interna, la quale non
ribellarsi contro l'autorità di Dio; apparisce esternamente, ed in ester-
2. Poiché Dio ha stabilito la Chie- na che si manifesta colle parole,
sa, il corpo dei pastori per am-
od o per qualche altro segno.
maestrare i fedeli; quando la Chie- Iddio permise, che vi fossero e-
sa ha parlato, è un orgoglio perti- resie sino dal principio del cristia-
nace per parte nostra resistere al- nesimo, e nel tempo in cui ancora
la di lei decisione, e preferire i vivevano gli apostoli, ad oggetto di
nostri lumi ai suoi ;
3.° La passio- convincerci che l'Evangelio non si è
ne, che ha guidato i capi di setta stabilito nelle tenebre, ma nella
e i loro partigiani, si è manifesta- luce; che gli apostoli non sempre
ta dalla loro condotta, e dai mez- ebbero uditori docili, ma spesso
zi che hanno adoperato per istabi- trovarono di quelli eh' erano di-
lire le loro opinioni. Aggiunge il sposti a contraddirli; che se avessero
Bergier, che Bayle definendo un narrati fatti falsi, dubbi, o soggetti a
Eresiarca (Vedi), suppone, che si disputa, non avrebbero mancato di
possa abbracciare una opinione fal- confutarli, e convincerli d'impostura.
sa per orgoglio, per ambizione di Gli stessi apostoli se ne querelarono,
essere capo di partito, per gelosia, dicendo ch'erano contraddetti dagli
e per odio contro un antagonista, ec. eretici sopra i donimi (Vedi), e non
e lo pruova colle parole di s. Pao- sui fatti. Scrivendo s. Paolo a'Co-
lo. Un errore asserito per tali mo- rinti,I, Cor., v. 19, disse loro: E
tivi certamente è volontario e col- necessario che vi sieno delle eresie,
pevole. Non può dirsi Eretico (Ve- affinchè si conoscano quelli, la cui
di) colui che sostiene una cosa fede è messa alla prova. Come le
contraria alla decisione della Chie- persecuzioni servirono a distingue-
sa,allorquando la sostiene in buo- re i cristiani veracemente attaccati
na fede e per ignoranza. I teologi alla loro religione, dalle anime de-
fanno varie distinzioni sulla eresia, boli e di virtù vacillante ; così le

come la formale, la materiale, e eresie separano gli spiriti leggeri


l'obbiettiva. La formale è quella di da quelli che sono costanti nella
sopra accennata, vale a dire l'asse- loro fede; tanto riflette Tertulliano.
rire una proposizione contraria alla Per altro era d'uopo che la Chiesa
fede, e questa ha tutti caratteri op- i fosse travagliata, perchè si conoscesse
posti a quella materiale, ed è in la sapienza e la solidità del sistema
questo senso la massima .fuori del- che Gesù Cristo avea stabilito af-
la chiesa non vi è salute. La ma- fine di perpetuare la sua dottrina.
teriale ha per oggetto una cosa Era cosa buona, che i pastori in-
contraria alla fede, che non si sa caricati d'insegnare, fossero obbli-
essere tale, per conseguenza, senza gati a fissar sempre i loro sguardi
pertinacia, e colla sincera disposi- suir antichità, consultare i monu-
zione di sottomettersi al giudizio menti, ricominciare senza iuterru-
36 ERE ERE
zione la serie della tradizione, non » te rinforzata, divinamente pian-
istaucar.si d'invigilare sul deposito « tata, dalla custodia degli angeli
della tede, ed essere stati costretti *>circondata, e dalla Mugolar prov-
a farlo pei continui assalti degli » videnza e protezione di Dio mu-
eretici. Senza le dispute degli ultimi » Dita siffattamente, che le porte
secoli, dice il Bergier, forse sarem- »» dell' inferno in ni un modo po-
mo ancora immersi nello stesso » Iranno prevalere contro di essa;
sonno, che i nostri padri: dopo la « e queste porte vengono figurate
turbolenza delle guerre civili la » per le persecuzioni de' tiranni, o
Chiesa suol fare conquiste. Qualo- »> per la rabbia degli eretici, o pel
ra gl'increduli vollero fare un sog- » furore degli scismatici, o per la
getto di scandalo della moltitudine « scelleraggine e malvagità degli
di eresie, di cui fa menzione la » uomini ". Imi in uri-abili sono le
storia ecclesiastica, non videro: i.° provvidenze prese dai romani Pon-
che la stessa eresia per ordinario tefici contro le eresie, ed concili i

si è divisa in molte sette, e alcu- che furono perciò celebrati, come la


ne volte ebbe dieci o dodici no- istituzione della Congregazione del-
mi diversi; cosi fu de'gnostici, dei la santa romana ed universale in-
manichei, degli ariani, degli euti- quisizione, detta del s. Off/zio (Fe-
chiani, e dei protestanti; i.° che di), principalmente preposta alla
l'eresie degli ultimi secoli furono estirpazione delle eresie, che sono
una ripetizione degli antichi errori, di grave danno pei fedeli e per
come i nuovi sistemi di filosofia la Chiesa. Fu
Papa Giulio HI, il

non sono che le visioni degli anti- che pubblicò una bolla contro i
chi filosofi; 3.°
che gl'increduli secolari , i quali s' intromettessero
stessisono divisi in diversi partiti, nel conoscere i punti di eresia ; ed
e non fanno che copiare le obbie- allora senato veneto ordinò, che
il

zioni degli antichi nemici del cri- nei domimi della repubblica , agli
stianesimo. inquisitori ecclesiastici fossero ag-
Si che nel secolo de-
osserva, giunti de' secolari. Prima di Giulio
cimo la divina Provvidenza dispo- III, giàil predecessore Alessandro

se, che poche eresie turbassero la IV, de haeret. in sexlo, aveva proi-
pace della Chiesa, in un tempo, bito a qualunque persona laica,
che per la rozzezza, e sterilità del sotto pena della scomunica, di dis-
bene , e per l' abbondanza della putare sulle eresie. V. il Bernini
malvagità , fu appellato il secolo a pag. 449> cne «porta le disposi-
di ferro, di piombo ed oscuro. La zioni di Alessandro IV contro gli

cattedra romana ne andò sempre eretici.

esente, ed illibato si conserva il suo 11 p. Menochio poi, nel tomo I


splendore, dappoiché, come dice il delle sue Stuore, a pag. 586, ci dà

ven. Bellarmino, praefat. in lib. de il cap. XLV


Come s'intendono quel-
Rom. Pont., » il Pontificato roma- le parole che la Chiesa dice nel-
>» no, non già nel consiglio urna- lojfizio della beata Vergine : Gau-
« no, non nella prudenza, non nel- de, Maria Virgo, cunctas haercses
" le forze per tempo si è tanto sola interemisti iu universo mundo.
»» conservato , ma
perchè questa Fra le ragioni che riporta , note-
• pietra è dal Signore siffattameu- remo essere stata la Madre di
,

ERE ERE 39
Quello, clie ha scacciato le tene- secolo tanno esposta l'istoria delle
bre di tutti gli errori, quale mae- eresie; nella seconda sono nove-
stra degli apostoli, la dottrina dei rati gli scrittori eresiologi , che
quali getta a terra tutte le eresie; hanno formata l'istoria di tutte, o
e perchè ha dato particolare aiuto di buona parte delle eresie; nella
a coloro, che sono stati i campioni terza sono notati compendiatori
i

della fede, e si sono opposti all'e- d' istoria o eresiolo-


ecclesiastica
,

retica perfìdia. I protestanti soven- gia. Tale opera va però letta con
te accusarono gli autori ecclesiasti- qualche cautela, avendovi gl'intel-
ci, che fecero il catalogo delle e- ligenti notata qualche inesattezza
resie, come Teodoreto, s. Epifanio, ed anche qualche errore. Nel tomo
s. Agostino, Filastrio,ec. di averle IV del supplimento della Bibliote-
moltiplicate mal a proposito, di ca sacra ec. delle scienze ecclesia-
avere messo fra gli errori alcune stiche, dottissima opera pubblicata
opinioni ortodosse od innocenti ; in Milano dall'editore Fanfani, a
ma i nemici della Chiesa cattolica pag. 294 e seg., si legge un utile
sono cattivi giudiciin materia di ed erudito catalogo delle eresie e
dottrina. Parecchi autori posteriori degli eretici principali dal secolo
fecero la storia novero delle
e il primo dell'era volgare fino al se-
eresie, fra' quali faremo menzione colo decimottavo, sino al numero
di due. Domenico Bernini ci diede di duecento ottantotto ; coll'avver-
l' Istoria di tutte l'eresie, che com- tenza che per altre novissime sette
pendiata ed accresciuta da Giusep- discoperte del citato decorso seco-
pe Lancisi , venne per prima
la lo, e in principio del corrente, pre-
volta pubblicata in Venezia nel cise notizie si pubblicarono a Pa-
1737, coi tipi del Salviati. L'altra rigi, nel 18 14, da M. Gregoire,
è dell'abbate Pluquet, che compilò coli' opera intitolata: Storia delle
il Dizionario delle eresie, degli er- sette religiose, che dal principio del
rori e degli scismi, che va sotto passato secolo fino all'epoca attua-
il nome di Tommaso Antonio Con- le, sono nate, o modificate, o estin-
tin C. R., per aver tradotta l'opera te nelle antiche quattro parti del
dal francese, ed accresciuta con mondo. Però è noto, che se Gre-
nuovi articoli, note ed illustrazio- goire è un uomo stimato per la
ni, di cui nel j
77 r fu pubblicata dottrina, è però un autore, il quale
in Venezia, nella tipografìa Garbo, si deve leggere con diffidenza, es-
la seconda edizione, corretta ed au- sendo stato un vescovo costituzio-
mentata di un sesto tomo intorno nale, che dicesi sia morto senza ri-
le frodi degli eretici, per cura del- trattare l'errore.
lo stesso Conlin. Jn quest'opera a Ulteriori e più recenti notizie
pag. XXVI si legge un erudito finalmente, oltre quanto dicesi ana-
catalogo degli scrittori eresiologi, logamente in vari articoli di que-
dal primo secolo al decimosesto e sto Dizionario, si possono vedere
seguenti inclusive ; quindi seguono nella Continuazione della storia del
tre classi di notizie storiche : la Cristianesimo 3 proseguita dall' ab.
prima rammenta i principali scrit- Giovanni Bellomo, e pubblicata in
tori d' istoria ecclesiastica , i quali Venezia da Girolamo Tasso nel
di anno in anno , o di secolo in i832 ; e nella Istoria universale
,

4o ERE ERE
della Chiesa, dalla predicazione eretico. Ma, come osserva Rergier,
degli apostoli fino al pontificato di poiché s. Paolo comandò a Tito
Gregorio XVI, barone Hen-
del di schivare un eretico dopo averlo
rion, di cui abbiamo un* edizione corretto una o due volte (e. 3, v.
italiana pubblicata in Mandrisio nel io), egli dimostra che si può co-
i838, dalla tipografia della Miner- noscere, se un uomo sia eretico, o
va Ticinese. no, se il di lui errore sia innocen-
I fonti cattolici, donde può im- te o volontario, degno di perdono
pararsi con sicurezza a fuggire l'er- o di censura. Quelli che pretesero
rore, sono i concili, massimamente doversi tenere come eresie soltanto
i generali, e le costituzioni ponti- gli errori contrari agli articoli fon-
fìcie. Siccome gli errori dominanti damentali del cristianesimo, niente
tra i sono stati principalmen-
latini hanno guadagnato ; dappoiché non
te condannati dall' ultimo concilio v' è alcuna regola certa per giudi-
generale tenuto in Trento, così la care se un articolo sia o non sia
santa Sede esige, che nel professare fondamentale. Un uomo dapprima
la fede si segua il medesimo con- può ingannarsi per buona fede; ma
cilio, e si dichiari colla forinola tosto che resiste alla censura della
detta di Pio IV. Gli orientali poi Chiesa, cerca far proseliti, formare
si assoggettano ad una professione un partito, congiurare, fare rumo-
di fede più ampia, che scorre per re, non più la buona fede lo fa
tutti i concili generali finora cele- operare, ma V orgoglio e V ambi-
brati. Siccome gli errori dei gian- zione. Quegli eh' ebbe la disgrazia
senisti sono stati condannati spe- di nascere ed essere allevato in se-
cificatamente da Pio VI, colla bolla no all'eresia, di succhiare sin dal-
Auctorem fidei3 se si tratta di essi l'infanzia l'errore, certamente è
bisogna riportarsi a tale veneran- molto meno reo; ma non si può
do documento; e bisogna pure ri- conchiudere che sia innocente ,
portarsi principalmente alla bolla specialmente quando può conosce-
del medesimo Pio VI, se trattasi re la Chiesa cattolica ed i carat-
degli errori della costituzione det- teri, che la distinguono dalle diver-
ta civile del clero di Francia. I se sette eretiche, ovvero sospettar-
Pontefici successori non hanno ces- ne. Tanto male, tanto grave dan-
sato di emanare gli opportuni de- no, tutto si deve agli eresiarchi*
creti, ai quali i veri cattolici, figli Nel secolo primo della Chiesa in-
docilidella Chiesa, attendono per sorsero gli eresiarchi Simone il Ma-
sapere in tutto e per tutto le trac- go, Cerinto ed Ebione, Menandro,
eie, secondo le quali devono nel Imeneo, Filetto, ec. V. Semidei,
credere appuntino regolarsi. Compendio della storia degli ere-
ERESIARCA ( Haeresiarchus siarchi Napoli 1737; e Travasa,
_,

Haeresiarcha Inventore o primo


). Storia critica delle vite degli ere-
autore di un' Eresia (Vedi), ov- siarchi del primo secolo della Chie-
vero il capo di una setta di Ere- sa, Venezia 1752.
tici (Vedi). Dissero alcuni prote- I più antichi eresiarchi sino a
stanti, che non è facile sapere che Manete capo de' manichei, insorto
cosa sia un'eresia, e che è sempre nel terzo secolo, inclusivamente fu-
una temerità trattare un uomo da rono o alcuni Ebrei (Vedi), che
,

ERE ERE 41
volevano assoggettare i cristiani al- ne nella sua propria setta, che non
ia legge di Mosè, od alcuni paga- sia stato confutato e contraddetto
ni mal convertiti , che volevano in molti punti da queglino stessi,

sottomettere la dottrina cristiana che avea sedotti ; gli dicono


uni
alle opinioni dap-
della filosofia; anatema agli altri, ed entrambi ar-
poiché i tempi non
filosofi di que' rossiscono del nome del loro fon-
videro senza gelosia un popolo che datore ; i luterani non seguono i

dispregiavano, divenuto senza stu- sentimenti di Lutero, ne i calvini-


dio infinitamente più illuminato di sti quelli di Calvino. Nel terzo se-
essi sulle questioni più interessanti colo Tertulliano, nel lib. de prete-
il genere umano, sulla natura di script.y descrisse anticipatamente gli

Dio e dell' uomo , siili' origine di eresiarchi di tutti i secoli ; ed E-


tutte le cose, sulla provvidenza rasmo ne fece un ritratto perfet-
che governa il mondo, sulla regola tamente simile. Rigettano, dice Ter-
dei costumi. Cercarono appropriarsi tulliano, i libri della Scrittura che
una parte di queste ricchezze, per danno loro fastidio , interpretano
far credere che si dovevano alla gli altri alla loro foggia, non si

filosofia, anziché al vangelo. Una fanno scrupolo di cambiare il sen-


religione rivelata da Dio, che pro- so nelle loro versioni. Per acqui-
pone di credere dei misteri , sot- stare un proselito, gli predicano la
tomettere la ragione e la curiosità necessità di esaminar tutto, di cer-
al giogo della fede, vincolare le care la verità da sé stessa ; quan-
passioni morale severa del
colla do lo hanno acquistato non per-
vangelo, questo è un doppio sagri- mettono più che loro contraddica.
fì/io penoso alla natura ; non è Lusingano le donne e gì' ignoran-
perciò meraviglia, che in ogni se- ti, col far loro credere, che ben
colo si sieno trovati uomini poco presto sapranno più che tutti i

disposti a farlo, o che dopo di a- dottori ; declamano contro la cor-


verlo fatto, tosto sieno ritornati ad- ruzione della Chiesa e del clero;
dietro. I capi dell'eresie non fece- i loro discorsi sono vani, arrogan-
ro che portare nella religione lo ti, pieni di fiele; camminano die-
spirito contenzioso, inquieto, gelo- tro a tutte le passioni umane ec. ec.
so, il quale regnò sempre nelle Gli eresiarchi nello spargere gli av-
scuole di filosofia. Gli eresiarchi velenati loro dommi contro la pu-
più antichi, e che furono in istato rità della vera fede, presero lo spe-
di verificare i fatti riferiti nell'e- cioso titolo di riformatori, con dia-
vangelo, non ne contrastarono mai bolica astuzia dimostrando ad ogni
le verità, e sebbene impegnati a qualità di persone, che gli eccle-
screditare la testimonianza degli apo- siastici della Chiesa romana vive-
stoli, non ne negarono la sincerità. vano affatto alieni dalle regole del-
un eresiarca potesse preve- la primitiva Chiesa, come dice-
dere la sorte della sua dottrina vano Lutero e Calvino. Per tal
non avrebbe coraggio giammai di guisa gli eresiarchi acquistarono

ISe
pubblicarla. Non
cui sentimenti sieno stati fedelmen-
v' è un solo, i credito e concetto in
rare molti altri al loro partito, non
modo da ti-

te seguiti dai suoi proseliti , che tanto dell'infima plebe, ma anco-


non abbia prodotto guerre intesti- ra della primaria nobiltà , illustri
,

4* ERE IBI
per untali, e pei vasti loro domi- L'eretico è propriamente quegli
mi, il che assai contribuì a dilata» che, professando il cristianesimo ;

re 7Ìe più i loro errori. Fede rito sostiene con ostinazione un erro-
11, il Grande, re di Prussia, ed re contro la fede, tanto se questo
anche celebre filosofo, parlando del errore tende alla speculazione, quan-
protestantismo, dice che Io propa- to se tende alla pratica. Tre sono
gò in Germania l'avidità de' prin- le condizioni che qualificano un
,

cipi per occupare i beni ecclesia- eretico. La prima è la professione


stici ; in Inghilterra la passione del del cristianesimo, ed in ciò l'ereti-
re Enrico Vili per le donne: in co differisce dal giudeo e dall'ido-
Francia una canzone, che aveva latra ; non è però necessario che
per ritornello: O frati, frali do- un uomo sia battezzato per essere
vete ammogliarvi. eretico; poiché un catecumeno, il
ERETICO (Haerelicus). Segua- quale faccia professione di credere
ce o difensore di una opinione nel vangelo, e che negasse ostina-
contraria alla credenza della Chie- tamente qualche verità di fede, sa-
sa cattolica. Sotto epiesto nome non rebbe eretico davanti Dio, quan-
solo si comprendono quelli che in- tunque non lo fosse in faccia alla
ventarono un errore , e che per Chiesa, in modo di esserne punito,
propria elezione l'anno abbracciato, perchè non vi appartiene ancora
ma quelli ancora eh' ebbero la , come non battezzato. La seconda
sventura d'esserne fino dall'infanzia condizione necessaria per fare un
imbevuti , e perchè nacquero da eretico, è di rifiutare di credere
genitori eretici. Eretico, dice Bos- una verità rivelata, e decisa dalla
suet, è quegli che ha un' opinione Chiesa ;
giacché la rivelazione, e la
sua, che segue suo proprio pen-
il decisione di essa, assolutamente de-
siero, e la sua particola r opinione; vono in ciò concorrere. Non basta
un cattolico al contrario segue sen- per un articolo di fede che una
za esitare il sentimento della Chie- cosa sia rivelata e contenuta nella
sa universale, giacche l'ereticità è parola di Dio, bisogna pure che
l'opposto di cattolicità e di orto- Ja Chiesa abbia dichiarato che vi è

o meglio e-
dossia. Dicesi ereticità, compresa, e l'abbia proposta da
resia,perchè appunto significa mar- credere come articolo di fede. La
ca di eresia impressa ad una pro- terza condizione è l'ostinazione, per
posizione colla censura della Chie- lo che la buona fede, la semplicità,
sa. Dimostrare poi l'ereticità o ere- V ignoranza la volontà di abban-
,

sia di un'opinione, è far vedere donare l' errore se si conoscesse


eh' è formalmente contraria ad un impediscono che uno si chiami ere-
domma di fede deciso e professa- tico. Il Bergier, all'articolo Eresia,
to dalla Chiesa cattolica. Chiamami in proposito ecco come si esprime:
eretici negativi, quelli che, sebbe- « Non pretendiamo asserire, che
ne convinti di eresia con prove non vi sieno molti uomini na-
incontrastabili, stanno sempre sulla ti nell' eresia , che per la po-
negativa, dichiarano di avere or- ca loro sono in una
cognizione
rore della dottrina di cui sono ac- invincibile ignoranza, per conse-
cusati, e professano di credere le guenza scusabile innanzi a Dio; ma
verità opposte. per confessione di tutti i teologi
ERE ERE 43
sensati» questi ignoranti non devo- ecclesiastica, nell'irregolarità, nella
no essere messi nel numero degli perdita de' benefìzi , e nell'impo-
eretici. Quanto a quelli che difen- tenza di possederne de' nuovi. Gli
dono un'opinione falsa e cattiva eretici incorrono pel solo fatto nel-
senza pertinacia, soprattutto se non la scomunica maggiore, non di di-
1

I hanno inventata per un' audace ritto divino, ma solamente di di-


presunzione , ma se l'hanno avuta ritto umano, secondo il parere del-
dai loro genitori sedotti, e caduti la maggior parte de' teologi. Que-
con diligenza van-
nel!' errore, e se sta scomunica fu pronunziata nel
no e sono
in traccia della verità, concilio generale lateranen.se IV,
pronti a correggersi, qualora l'a- celebrato Innocenzo
dal Pontefice
vranno trovata, non si devono met- III, contro tutti gli eretici, con
tere tra gli eretici ". Tale è il lin- riserva al Papa, secondo il comu-
guaggio dei teologi sulla nozione ne diritto, e secondo gradi della i

degli eretici. Passeremo ad accen- eresia. Le prime leggi fatte dai pri-
nare, coll'autorità de' medesimi teo- mi cristiani contro gli eretici risa*
logi, le cose principali riguardanti liscono a Costantino, il quale, nel-
gli eretici, sui loro giudicii, pene, l'anno 371, proibì con un editto
commercio, libri, dispute, e sulle leassemblee degli eretici, coman-
provvidenze prese dai sommi Pon- dò che loro templi fossero dati
i

tefici sui seguaci dell'eresia. alla Chiesa cattolica, e confiscati.


Essendo l' eresia contraria alla Il Bergier, all'articolo Eretico, ri-

religione ed allo stato, ove non sia porta le successive repressioni de-
ammessa la libertà e tolleranza dei gli eretici fatte da altri imperatori,
culti, è un delitto ecclesiastico e e le leggi perciò pubblicate pro-
civile insieme. E delitto ecclesiasti- scrissero gli errori , e ne arresta-
co perchè combatte la dottrina del- rono la propagazione lagrimevole.
ta Chiesa, lo è civile perchè dis- In sostanza egli prova ad eviden-
turba la pace de' regni , cagiona za , che i principii e la condotta
scandalo ec. Come delitto ecclesia- della Chiesa cattolica furono costan-
stico la conoscenza spetta al giudice temente gli stessi in ogni secolo;
della Chiesa, il quale deve dichia- cioè adoprare le sole istruzioni, e
rare quali sono le opinioni contrarie la persuasione per ricondurre gli
alla dottrina della Chiesa, e punire eretici quando sono pacifici al suo
con pene canoniche coloro che le grembo; implorare contro di essi
sostengono con ostinazione; come il braccio secolare quando sono fe-
delitto civile la cognizione è devo- roci, violenti e sediziosi. V. il vo-
luta ai giudici secolari, che hanno lume XVIII, pag. 3oi e seg. di
maggiori o minori poteri secondo questo Dizionario, ove si parla di
i luoghi. alcune crociate contro gli eretici e
Le pene decretate contro gli e- gli scismatici. Il commercio, ossia-
retici si dividono in temporali , o no matrimoni cogli eretici, sono
i

spirituali. Le temporali erano la illeciti, quantunque validi, ed il


confisca de' beni, ì'infamia, l'esilio, Papa può colla suprema sua au-
la prigione, la morte ec. ; le spi- torità permetterli, su di che sono
rituali consistono nella scomunica, a vedersi gli articoli Dispensa, Di-
nella privazione della giurisdizione vorzio, e Matrimonio. Sono illeciti
ii ERE ERE
perché proibiti dalla Chiesa, nei ritenere libri de' luterani, e di qual-
concili di Calcedonia, di Elvira, di sivoglia altri eretici. Perciò fu egli
Sardica, dal terzo di Cartagine, e ilprimo Papa, che abbia fatta la
di altri. Non sono invalidi, perché prima generale proibizione de' li-

non dichiarati nulli, né dal diritto bri eretici ,


poiché prima di lui
naturale, o divino, né da quello ninna pontificia legge si trova, la
comune. Il matrimonio contratto quale generalmente proibisse la let-
fra due cattolici , non è sciolto tura di libri simili, sebbene spesso
quanto al legame, ma solamente ritrovatisi proibiti particolari libri
quanto al letto ed all'abitazione, degli eretici, o di particolari ere-
quando uno de' coniugi si fa ere- sie. V. Indice de' libri proibiti.
tico.Il concilio Tridentino senten- Le dispute cogli eretici sui punti
ziò l'anatema contro quelli, i quali controversi sono permesse, giacche
dicono che un tal matrimonio è abbiamo da s. Paolo, Acl. e. 17,
sciolto quanto al legame. E sciol- ad Tic e. 1, che disputava nelle si-
to dunque quanto al letto ed al- nagoghe cogli ebrei eli' egli vuole ,

l'abitazione soltanto, come pure se- che un vescovo sia capace di cor-
condo 1' uso della Chiesa. reggere, e di convincere quelli i

E proibita la lettura de' libri quali contraddicono la verità. Nul-


eretici dal diritto naturale a tutti la di più comune nell'antichità ec-
quelli a' quali questi libri sono clesiastica, quanto le dispute de' pa-
dannosi, anche allorché avessero il dri contro gli eretici, cui combat-
permesso di leggerli, obbligando il tevano perpetuamente, tanto a viva
diritto naturale tutti indistintamen- voce quanto in iscritto, come lo
te, e ciò per evitare qualunque oc- provano le analoghe opere polemi-
casione o pericolo di perdersi. I che; ma vi sono le debite regole
trattatisti di queste materie danno e condizioni, acciò simili dispute
le spiegazioni sulla estensione e sieno permesse. Il Bergier all'articolo
restrizione di siffatto divieto. Sino Controversia, dopo averla definita,
dal nascere della Chiesa gli ereti- disputa, o in voce o in iscritto sulle
ci non si sono contentati di com- materie di religione aggiunge , :

por libri per disseminare i lor er- » Questa sorte di dispute sono ine-
rori, ne hanno anche inventato, e vitabili, perchè il cristianesimo sem-

composto sotto il nome dei per- pre ha avuto ed avrà dei nemici :

sonaggi i più venerabili dell'anti- sono necessarie perchè niente si de-»


co e del nuovo Testamento. Il No- ve trascurare per ricondurre nel
vaes nella vita di Alessandro VI buon sentiero i traviati. Se distur-
dice, che questo Pontefice verso bano la pace bisogna prendersela
l'anno i5oo fece delle leggi con- con quelli ne sono primi
che i

tro la stampa de' libri degli ereti- autori, e spiegano bandiera contro
ci.V. il Zaccaria, citila proibizione la dottrina della Chiesa. Perchè
9
de libri. Giulio III, a' 22 aprile producano buoni effètti, è mestieri
i55o, con apostolica costituzione, che da una parte e dall' altra non
rivocò a tutte le persone, eccettuali solo sieno libere, ma sempre tenute
gì' inquisitori, le facoltà che potes- dentro limiti dell' onestà e della
i

sero avere ottenute da' Pontefici moderazione". Fra i controversisti


suoi predecessori , per leggere o nomineremo a cagion di onore, il
, ,

ERE ERE 4>


ven. Cardinale Bellarmino gesuita, e poi confermato dal concilio Pi-
il quale essendo stato mandato da ceno.San Stefano I insistè sulla
Gregorio XIII a predicare in lin- massima di nulla doversi alterare
gua latina, contro gli errori del l'antica tradizione dalla quale con-
luteranismo nelle Fiandre, vi an- stava che gli eretici tornati alla
darono ad ascoltarlo i più dotti Chiesa, dovevano soltanto purgar-
protestanti, d'Inghilterra e dell'O- si colla imposizione delle mani, e
landa. Quindi il Papa lo destinò non già col secondo battesimo; co-
ad insegnare le controversie contro me ancora constava dalla medesi-
i protestanti, nel collegio Romano ma tradizione, che il battesimo am-
da lui fondato: quivi lavorò in ministrato colle parole evangeliche
que' trattati, che ci rimangono in era valido benché fosse ammini-
questa importante materia. Fra le strato dagli ereticio dagli scisma-
opere di lui, le sue Controversie, tici, e costantemente il Pontefice
stampate più volte in quattro to- protestò che il battesimo conferito
mi, saranno sempre un eterno te- colla debita forma dagli eretici
stimonio della sua vasta dottrina, non dovevasi reiterare. Molti auto-
e del suo impegno per la difesa ri sostengono, che questa contro-
dell'autorità pontificia, essendo que- versia non fosse dagli orientali e
st' opera l'ampio arsenale, donde i dagli africani riputata cosa appar-
teologi dopo di lui hanno cavato tenente al domma cattolico, ma so-
le armi contro gli eretici, ai
loro lo da essi creduta riguardare la
quali niuno fu mai tanto formida- semplice disciplina. V . il Marchetti,
bile fra tutti i contro versisti. Van- Esercii. Ciprianiche circa il batte-
no pur lodali, s. Francesco di Sa- simo degli eretici. Papa s. Caio del
les vescovo di Ginevra, che nelle 283, determinò, che nessun pa-
sue prediche convertì settantamila gano od eretico potesse accusare i
eretici ; il gran Bossuet , Piccole cattolici. Nel concilio lateranense,
Pelisson, Papin, i fratelli Wallem- celebrato 1' anno 3 1 3 dal Papa s.

bourg, per non dire di altri, il


e, Melchiade, venne condannato il ve-
dottissimo Cardinal Gotti domeni- scovo africano Donato, capo dei
cano, ed il celebre Cardinal Gerdil donatisti, i quali negavano la vali-
barnabita. dità del battesimo dato dagli ere-
Intorno poi alle principali prov- tici.

videnze prese dai sommi Pontefi- Il p. Chardon, nel t. I, capitolo


ci sugli eretici, abbiamo, che san V della Storia de' Sa grani enti, tratta
Pio I Papa, eletto nell'anno i58, che non fu mai creduto doversi repli-
ordinò che gli eretici venuti dalla care la Confermazione una volta ri-
eresia de'giudei alla religione cat- cevuta dalla Chiesa, e che dagli
tolica, vi fossero ricevuti, e battez- avvenimenti si esamina , se siasi
zati. Vi fu una gran controversia creduto il medesimo circa quella data
tra il Pontefice s. Stefano 1, e s. dagli eretici, con le diverse discipli-
Cipriano vescovo di Cartagine, il ne su questo grave punto, intor-
quale co' vescovi africani, e dell'o- no a che può vedersi l'articolo Con-
riente sosteneva doversi ripetere il fermazione (Vedi). Il medesimo
battesimo dato dagli eretici, ciò Chardon riporta la benedizione
che da quel Papa venne proibito, sopra quelli che si convertono dal-
46 ERE ERE
l'eresia, maniera con
e la cui la lius, presso il Bull. Rom. t. IV,
Chiesa riceveva prima gli eretici par. I, pag. 2G7, ordinò che tut-
convertiticolla imposizione delle ti quelli, i quali dentro tre mesi
mani, accompagnata dalla invoca- abiurassero i loro errori, eccettua-
zione dello Spirito santo, giacché te le persone dipendenti dalle in-
nella maggior parte delle chiese quisizioni di Spagna e Portogallo,
orientali ed occidentali si faceva , con privata penitenza fossero dagli
l'unzione col crisma a quelli che inquisitori riconciliati, e che gl'im-
ritornavano dall' eresia al cattolici- penitenti si costringessero colle pe-
smo. Valfridio Strabone, il quale fiorì ne ordinarie, a soggettarsi alla Chie-
nel nono secolo, afferma, che al sa cattolica. Nel pontificato poi di
suo tempo, e prima ancora, gli e- Clemente VIII, vedendo Enrico IV
retici si riconciliavano col crisma, re di Na varrà, calvinista-ugonotto,
e colla imposizione mani.
delle che non sarebbe riuscito di a-
gli
Conchiude il Chardon, che nel più scendere pacificamente al trono di
delle chiese gli eretici si ricevevano Francia, se persisteva nella sua set-
alla cattolica con que'mede-
unità ta, domandò a'suoi ugonotti, se
simi riti con cui si dava il sagra- poteva salvarsi nella religione ro-
meli to della Confermazione, e ciò mana, ed essendogli stato risposto
forse non per confermarli di nuo- affermativamente, disse : sarà dun-
vo, ma solamente per impetrar lo- que meglio eli io vada in cielo re di
ro la grazia dello Spirito santo per Francia che re soltanto di Navar-
ì

unirli interiormente ed utilmente ra. Cominciò quindi ad istruirsi


alcorpo della Chiesa. Col ripeter- ne' nostri dommi, ed ai5 luglio
si tale unzione la Chiesa non in- i5o,3 abiurò pubblicamente in Pa-
tendeva reiterare il sagramento rigi nella chiesa di s. Dionisio il

della Confermazione, perchè in con- calvinismo, professò la fede catto-


ferire questa
usava il termine di lica, e ricevette dall'arcivescovo di
segno o segnatilo, e quando am- Bourges l'assoluzione dalle scomu-
metteva gli eretici alla sua comu- niche incorse per l'eresia, lo che
nione adoperava il termine consi- convalidò con bolla Clemente Vili,
gliare. Con questa diversità di opi- Divinae gratiae presso il Bull. _,

nioni manifestava la Chiesa le sue Rom. t. V, part. Il, p. 127, dopo


differenti intenzioni. aver dichiarata nulla quella del-
Vittore III, del 1086, in un con- l'arcivescovo, perchè data senza la
cilio celebrato a Benevento, "vie- autorità della santa Sede. In que-
tò con pena di scomunica, di rice- sto tempo Gondislavo Ponze, spa-
vere dagli eretici i sagramenti del- gnuolo di gran dottrina, pubblicò
la penitenza, e dell'Eucaristia. Av- in Roma un Commentario, nel
visato il Pontefice Giulio III, che quale pretendeva di provare che
molte persone di tutte le condi- il Papa non poteva dispensare un
zioni, cadute in eresia differivano ricaduto nell'eresia per poter esse-
la loro conversione a motivo della re eletto re, al quale sentimento
pubblica penitenza, cui secondo le rispose egregiamente il francese
leggi ecclesiastiche dovevano subire Arnoldo Ossat, poi Cardinale, con
con pregiudizio della loro riputa- un'opera, che allora però non ven-
zione, mediante la costituzione II- ne stampata.
ERE ERE 4-
Sapendo Clemente XII, che mol- e da ogni parte eli frequente si

ti eretici di Germania per tempo- odono confortanti e stupende con-


iali interessi non abiuravano gli versioni dall' eresia r.lle verità dei-
errori, pubblicò una bolla, nella la Chiesa apostolica romana; e il

quale concesse ad essi il pacifico predominante puseismo d'Jnghilter-


possesso de' beni ecclesiastici che ra, ravvicina di molto gli animi
godevano, i frutti de'quali serviva- alle sante pratiche religiose della vera
no al mantenimento delle loro fa- Chiesa. Laonde a gran passi procedia-
miglie, purché alla religione cat- mo per un'era nuova e tutta gloriosa
tolica facessero ritorno . Questa pegli annali del mondo cattolico,
paterna provvidenza trasse alla ve- qualora il divin Padre de' lumi e
ra fede un gran numero di ereti- delle misericordie continui a spai-
ci. Volendo poscia nel ij35 leva- gere le sue celesti benedizioni sui
re l'ostacolo per cui alcuni luterà- membri che vivono disgraziatamen-
ui dei Palatinato, e del ducato di te separati dal centro e dall'unità,
Neoburgo, non tornavano al giem- fuori della quale non avvi salvezza.
bo della Chiesa cattolica, per ti- Florido altresì è lo stato attuale
more di perdere i benefizi eccle- delle missioni in Europa,
Asia, A-
siastici dai loro maggiori usurpati, frica, America ed Oceania, dove i
Clemente XII concesse loro, come veri discepoli di Gesù Cristo, in
avea pur fatto coi sassoni, la fa- virtù della missione data da esso
colta di poterli godere come prò- ai suoi apostoli, e trasmessa di
pri, acciò non temessero di cadere generazione in generazione ai Io-
in miseria. Qui noteremo, che tra ro legittimi succesori sino ai no-
ie legr' imperiali sopraccennate, ev- stri tempi, non cessino di obbedire
vi quella riportata dal Bernini, Sto- alla voce divina; essendo intente
ria delle eresie, sec. VI. cap. IV, le numerose missioni a confermare
cioè di Giustiniano I, il quale or- nella fede i cattolici, a promovere
dinò che i cattolica figli di ereti- e predicare la dottrina di Gesù
ci, potessero ereditare, e domandare Cristo, anche dov'è ignoto il nome
gli alimenti, non però i figli ereti- cristiano, e ad illuminare gli sci-
ci da' padri cattolici. Delle prodi- smatici e gli eretici sulle tenebre
giose e repentine conversioni degli de'loro errori. Le nostre missioni
eretici, tratta il Bernini, il quale sono perciò un'opera veramente del
fa pur menzione dell' Ospizio dei tutto cattolica ed apostolica, sia ri-

Convertendi (Vedi), eretto in Ro- guardo al principio ed ai mezzi, sia


ma nella città Leonina, nel ponti- riguardo al modo e all' oggetto,
ficato di Clemente X, pegli ere- Opportuno ed analogo a questo
liei convertendi
,
già incomincia- argomento, ci sembra il far qui
to da
Giovenale Ancina e Maria- menzione dell' applaudita disserta-
no Soccino prete dell'Oratorio, e zione del Cardinal Bartolomeo Pac-
poi compito coi generosi aiuti dei ca, decano e principal decoro dei
Cardinali Rasponi, Nini e Gastaldi, e sagro Collegio, e da lui stesso con
tuttora fiorente. forza ed eloquenza recitata nella
In questo maraviglioso secolo sala massima dell' università Ro-
emiuentemente predomina lo spi- mana, per la solenne apertura del-
l'ito e la tendenza al cattolicismo, la celebre e benemerita accademia
,

43 ERE ERE
di Religione cattolica, a' 27 aprile e del marchese di Pombal : peroc-
i843. Tolse egli a subbietto della ché costoro, alleandosi coi filoso-
dissertazione appunto la esposizio- fanti e sofisti della Francia, e se-
ne dello stato attuale della Chiesa, guitando le teorie dei giansenisti
e delle credenze religiose nei vari guastarono il pubblico insegnamen-
paesi di Europa, con quella piena to, e l'adito aprirono a libri pe-
cognizione storica delle cose, che stiferi d'ogni maniera. Ancora ri-
gli danno una luminosa e lunga guardò l' Inghilterra, e si rallegrò
spcrienza degli affari, come delle del numero crescente delle chiese,
persone, l'erudizione e la dottrina de' fedeli, delle regolari congrega-
di cui èeminentemente adorno. In- zioni, a fronte del vivo impegno e
cominciando dalla Germania, disse, delle forti opposizioni dell'anglica-
che sebbene abbia a deplorarsi la no protestantismo. Per ultimo a-
perdita de' principati, delle badie e nimò gì' italiani a tenersi sempre
delle cospicue rendite fatta dal cle- più stretti alla cattedra di Pietro,
ro nei secoli XVIII e XIX in quel- e a guardarsi da coloro che vor-
le contrade, tuttavia v' era oggi un rebbero allontanare questo nodo
motivo di consolazione nel rilevare soavissimo di unità religiosa, come
dal confronto di quei secoli coi si guardarono i padri nostri dal
tempi nostri il risvegliamento dello contagio calvinista e luterano. Tal
spirito ecclesiastico, ed il riacceso mirabile discorso fu subito reso di
zelo in quel clero ed in quei pa- pubblica ragione colle stampe di Do-
stori. Dipoi, analizzando le varia- menico Ercole in Velletri, bramando-
zioni infinite del protestantismo, in- sene da tutti avidamente la lettura.
dicò i suoi languori, prevedendone Alcune cose interessanti e ris-
lo sfacimento. Dalla Germania tra- guardanti gli eretici, si leggono al-

passando alla Francia vi ritrovò la categoria haeresis, et haercticos,


cagioni diverse, altre di gioia, al- nella Nolitia del p. Plettemberg del-
tre di dolore. Sono queste il deismo, lacompagnia di Gesù. Gli errori, le
che debellato imbaldanzisce anco- costumanze nefande attribuite ca-
ra, le associazioni del Fourier, del lunniosamente ai cristiani dagli e-
Saint-Simon, del Chàtel, i mille retici, i quali più volte per pravi
romanzi che guastano ne' giovanili fini alterarono gli atti dei marti-
intelletti ogni idea di moralità : so- ri, sileggono nel p. Ruinart, Al-
no quelle l' istituto della propaga- ti sìnceri dei primi martiri della
zione della fede, che da Lione, ove Chiesa cattolica. Che gli eretici fos-

nacque e si valido, promuove con sero cagione di molte e gravi dis-


ogni ragione di aiuti i trionfi del- sensioni sino dal principio della
l' evangelio ; sono la dottrina e lo Chiesa, e che mai sempre i catto-
zelo del clero e dell' episcopato , lici zelassero con grandissima atten-
che con intimo nodo alla
stretti zione di ri condurli alla vera fe-

cattedra della verità, combattono i de ne tratta il p. Mamachi, Dei


,
3
nuovi e i rinnovati errori. Poscia costumi de cristiani. Della forinola
invitò a piangere su le note vi- che usano i romani Pontefici scri-
cende della chiesa spagnuola e por- vendo agli eretici, e della benedizione
toghese, riferendo l'origine di tan- apostolica, che alcuni di loro non
to male alle iufluenze dell' Arancia dubitarono dare ai medesimi , si
,

ERE ERF 49
può vedere nel V, pag. 65 e voi. ateniesi , avanti di Troja, secondo
6G del Dizionario. Finalmente no- Strabone, e posteriormente, al dire
teremo, che non si usa più di ri- di Erodoto. Portò prima i nomi
cevere gli eretici con una specie di Melaneis e di Arobia; fu per
di confermazione, di cui parlam- lungo tempo considerabile^ ed era
mo di sopra Abiurano i loro
. in uno statò florido sotto il regno
errori, s'impone loro una peniten- di Dario figlio di Itaspe. Allorché
za salutare, e poi si assolvono dal- i Persiani portarono la guerra nella
la scomunica in forma Ecclesiae Grecia, fu questa città da essi di-
consueta. strutta. Si riedificò ben presto, di-
ERETRA o ERITREA ( Ery- venne ricchissima , e sussìsteva al
threa). Città vescovile della diocesi tempo di Strabone. Menedeo vi sta-
d'Asia, e nell'esarcato del suo no- bili una scuola di filosofia, i cui di-
me ;una delle dodici della Jonia, scepoli chiamaronsi Eretri. Al pre-
in una penisola con un porto, sot- sente non resta che la memoria e
toposta alla metropoli d'Efeso, ed la persuasione che esistesse in un
eietta nel quinto secolo, chiamata suolo chiamato dai greci moderni
anche Passaggio, e Ritrè. Secondo Gravalinais. Al presente Eretria e
Strabone, diede essa il nome alla Vatia, Eretrian., è un titolo vesco*
celebre sibilla Eritrea , ovvero vi vile ut partibus , sotto la metro-
ebbe i natali. Questa città fu eret- poli egualmente in partibus di Cal-
ta da Neleo, figlio di Codro. Pau- cide, ossia Negroponte. Il regnali*
sania pretende che avesse per fon- te Pontefice ne fece vescovo in
,

datore Eritreo figlio di Radaman- partibus , monsignor Andrea Scott>


to, condusse una colonia ;
che vi ed insieme vicario apostolico del
ina Cnopo essendo quivi giunto con distretto occidentale di Scozia, vi-
una quantità di jonii, la ingrandì, cariato che tuttora funge , e go-
e la popolò sempre più. Aveva un verna.
tempio di Ercole, e due porti, uno ERFORT, ERFURT (Erfordia).
chiamato Casytes, l'altro Eritreo. Si Città Vescovile negli stati Prussia*-
conoscono cinque vescovi, che vi ni, provincia di Sass, capoluogo di
ebbero residenza , cioè Eutichio reggenza e di circondario, già ca-
Draconzio, Teotisto, Eustazio, e Ar- pitale della Turingia, fra Weimar
saflo. Oriens Christ. t. I, p. 727. e Gotha, altre volte chiamata Bi-
Eritrea o Colira, Aerftren., al pre- cungium o Bicorgium. Questa cit-
sente è un vescovato titolare in tà viene da alcuni posta nella Mi-
partibus infidelium, sotto il patriar- snia. Dicesi inoltre, che Meroveo re
cato pure in partibus di Costanti- di Francia desse ad Erfort il suo
nopoli. nome, e perciò venne anche chia-
ERETRIA. Città vescovile di mata Merigisburgo. E cinta di mu-
Eubea, sulla riva del mare^ poco ra e fosse, non che difesa da una
distante da Calcide o Negroponte, cittadella chiamata Petersberg , e-
in faccia alla foce deìVAsopus, che retta sopra la collina che domina
sul continente formava in questo la città, e dal forte Cyriaksburg.
luogo i limiti della Beozia, e quel- La città è assai estesa, ma una
li dell'Attica. Si congettura essere parte del luogo che occupa è com-
stata questa città eretta da alcuui posta di soli giardini, oltre sei sob-
VOt. XXII, 4
5o ERF ERF
l)orglii. Rinchiude qualche hel cdi- sero sotto la protezione dei duchi
fìzio, e fra le chiese cattoliche é di Sassonia. Il re di Svezia Gu-
degna di osservazione l'antica cat- stavo se ne impadronì, quindi nel
tedrale. Vi sono utili stabilimenti, 1648, pel trattato di Osnabrulv, ri-
come un monistero di orsoline, due tornò sotto il dominio degli arci-
orfanotrofi, ec. Uno di questi prima vescovi diMagonza. Gli abitanti
era convento, ed ivi Lutero avea non volendo obbedire, furono dal-
fatto la sua professione religiosa. l' imperatore posti al così detto
Avvi pure un'accademia di scienze bando dell'impero; ed il re di
ed arti, una biblioteca, un museo, Francia mandò truppe all' arcive-
un gabinetto di storia naturale, ec. scovo di Magonza, che nel 1664
L'università di Erfort fondata, se- lo fecero padrone della cittadella,
condo alcuni, nel i3(>2, e secondo la quale fu per lui governata da
altri nel i 392, fu riunita a quella un governatore, ossia Vìce-Domi-
di Halle nel 1816: il fondatore nus, che sceglieva dal suo capito-
era Corrado Winsperg, ot-
stato lo, ed al quale il popolo prestava
tantesimo arcivescovo di Magonza. giuramento di fedeltà. Appartenne
L'origine di questa città risale al poscia alla Prussia a titolo d' in-
quinto secolo, e prese il nome che dennizzazione, indi fu ceduta alla
porta dal castello situato nelle sue Francia nel trattato di Tilsit. Suc-
vicinanze, il signore del quale a- cessivamente venne riunita alla Sas-
veva un diritto di pedaggio dal sonia ; ma dopo la battaglia di Je-
castello alla città, che al tempo di na, la città cadde nel potere dei
s. Bonifacio era già considerabile. francesi , con un parco di cento
L'imperatore Lodovico II, nell'852, venti pezzi d'artiglieria. Nel 1808
vi tenne i comizi provinciali ; ed quivi ebbe luogo una memorabile
Enrico I, e Ridolfo I vi adunaro- conferenza fra l'imperatore di Rus-
no una dieta imperiale. La città sia, e quello di Francia ; e nel
fu anticamente alleata coi margra- 181 3 questa piazza protesse forte-
vi e landgravi di Misnia, Assia e mente la ritirata dell'armata fran-
Turingia, cogli arcivescovi di Mag- cesedopo la battaglia di Lipsia.
deburgo, coi duchi di Sassonia , e La sede vescovile venne eretta
con altre case sovrane. Benché non in Erfort, verso l'anno 742, da s.

sia mai stata città immediatamen- Bonifacio apostolo dell' Alemagna ,

te, e libera dell'impero, .ciò non lo che approvò il Zac-


Pontefice s.

ostante fu in possesso di vari di- caria. S. Bonifacio vi pose per ve-


ritti signorili e privilegi. Le pre- scovo il beato A delardo, che ne fu
tensioni, che l'elettore di Magonza il primo e l'ultimo vescovo, dappoi-
ebbe sopra questa città , sino dai ché essendo egli, insieme a s. Bo-
tempi dell'imperatore Ottone, il nifacio, stato ucciso nelle missioni
quale donolla agli arcivescovi di di Frisia, il vescovato di Erfort fu
Magonza, dopo la morte di Bur- unito a quello di Magonza. La
cardo signore di Turingia, furono chiesa collegiale principale è dedi-
soggette a molte controversie. Do- cata alla beata Vergine. Prima in
po che Erfort abbracciò il lutera- Erfort, e nella sua diocesi eranvi
nismo, gli arcivescovi perdettero la alcune abbazie e monisleri. Sicco-
loro autorità, ed i borghesi si po- me questa città era troppo lonta-
,

ERF ERG Si
na dalla sua metropolitana, gli ar- Il terzo ebbe luogo nel 1074 in
civescovi di Magonza avevano l'u- ottobre. Sigifredo arcivescovo di
sanza di nominare un suffraganeo Magonza volle assoggettare gli ec-
che risiedeva e faceva le funzioni clesiastici ai decreti del concilio ro-
episcopali in Erfort , e nei paesi mano dello stesso anno contro la

vicini di Assia, Turingia, Eichsfeld simonia, e la incontinenza de' chie-


e Sassonia. costrinse a non più indu-
rici; gli
giare,ed a rinunziare o al matri-
Concili dì Erfort. monio, od al servigio degli altari.
I chierici allegarono molti pretesti
primo fu celebrato Tanno 932
Il per eludere le provvidenze dell'ar-
il dì primo di giugno, sotto En- ci vescovo^ che sarebbe stato ucci-

rico I re di Germania. Vi si fe- so, se i suoi vassalli non avessero


cero dai vescovi cinque canoni. Con quietato i più furibondi. In que-
essi venne vietato di patrocinar le sto concilio volle reprimersi anco
cause ne' giorni di domenica, nelle la simonia. Diz. de' Concili.
feste, e ne' giorni di digiuno; ed Il quarto si adunò nel 11 49-
ai giudici fu imposto di non rice- Fu presieduto dall'arcivescovo di
vere citazioni di alcuno avanti di Magonza, Enrico, che vi terminò
loro, nelle settimane che precedono le vertenze tra l'abbate di Burgi-
la festa di Natale, e quella di s. lin, e il conte Piron eh' erasi im-
Gio. Battista, ne dalla quinquage- padronito di alcuni beni dell' ab-
sima fino all'ottava dopo Pasqua. Jjazia. Venne inoltre deciso che l'in-
Venne ordinata la celebrazione del- cestuoso conte d'Hildensheim non
le feste dei dodici apostoli, e di potesse contrarre matrimonio prima
digiunar le vigilie, che sino allora di aver fatto la penitenza che gli

erano state osservale. Si vietò di verrebbe imposta. Venne inoltre


presentar libelli, di citare in giu- citato l'abbate di Harevelde, il qua-
dizio quelli che vanno alla chiesa, le senza consultare l'arcivescovo di
o che vi sono, affine di non distorli Magonza, aveva accettato l'abbazia
dalle preghiere, e d' imporsi da per di Fulda. Mabillon, Annal. s. Be-

te digiuni, che alcuni facevano più ned. tom. VI, pag. 466 ; Mansi
per superstizione, che per pietà. Suppl. t. II, col. 47 2 «

Pagi, ad hwic annum; Diz. de Con- Il quinto concilio si tenne l'an-


cili. no 1^35. Si ordinò che venissero
11secondo fu tenuto l'anno 1078, celebrate tutte le feste, le quali a-
a' io marzo, non però riconosciu- vevano un officio proprio. Mansi,
to. Vi si divisero le decime di Tu- Suppl. t. II, col.919.
ringia tra Enrico IV re de' roma- ERFORT. F. Herford.
ni, e Sigifredo arcivescovo di Ma- ERGASTOLO oERGASTULO
gonza, di cui le principali erano (Ergastulum). Prigione in cui si
delle abbazie di Fulda e di Her- tenevano anticamente gli schiavi
feld. Diz. de' Concili. Il Mabillon, incatenati a lavorare. Oggi si pren-
A nnal. s. Bened. t. V, p. 72, al- de per carcere ristrettissimo. Bion-
l'anno 1075, lo dice celebrato nel do da Forlì, nella sua Berna trion-

1074, ed accennato come di Ma- fante _, a png. 161, parlando delle


gonza, se pure non è il seguente. diverse carceri dell'antica Roma,
,

5i ERI ERI
dice che l'Ergastolo era un luogo, L'atto di sua canonizzazione asse-
ove si condannavano i colpevoli a gna la di lui festa ai 16 marzo.
farviqualche lavoro, come soleva- ERICO di Svezia (s.). Sino dalla
no gladiatori, e quei che
essere
i sua prima età incominciò Erico a
segavano i marmi. Il Macri , alla fornire la mente collo studio delle
voce Ergasterium, racconta che fu scienze, e adornare il cuore di ogni
usata per significare il mouistero cristiana virtù. Divenuto adulto, si
un luogo di lavoro, il pubblico unì in sacro nodo con Cristina fi-
tributo pagavano le officine
che glia d' Ingone IV, re di Svezia.
ed anche il postribolo.
della città, Morto che fu Smerchero II, con-
y. Carcere, e Lipsio, de Ergastu- vocati gli stati, scelsero gli svedesi
lis t II, i5. Nello stato Pontifìcio, Erico per loro re, e lo collocaro-
ed in Corneto, avvi il carcere pei no sul trono. Governò egli da sag-
chierici colpevoli , che appunto si gio re, vegliando sopra se stesso
chiama Ergastolo. Di esso parlam- coll'assidua preghiera, coll'austerità
mo al voi. IX, pag. 263, ed al del digiuno, e adoperandosi verso
voi. XVII, pag. \hi del Diziona- i suoi popoli affinchè esattamen-
rio; ma colla qualifica di Pia ca- te amministrata fosse la giustizia,
sa di penitenza. Gio. Giorg. Simon sbandita la prepotenza, e tolto il
scrisse de Ergasteria disciplinaria, mal costume. Di spesso si recava
Jenae 1678. al letto degli infermi, e li solleva-
ERIBERTO (s.). Trasse i natali va, se poveri, con larghe limosine.
da un'illustre famiglia della Ger- Fabbricò molte chiese, e con savie
mania, e compi i suoi studi nel leggi represse gli abusi, ed assicu-
monistero di Gorze in Lorena. rò la pubblica tranquillità ne' suoi
Tornato a Worms sua patria, di- stati. Benché d' indole pacifica, non
venne prevosto di quella chiesa, e potè sottrarsi di prender l' armi ;
di poi cancelliere dell' imperatore ma noi fece mai per capriccio, né
Ottone III. Fu chiamato in segui- per voglia d' ingrandimento solo ,

to a reggere la chiesa arcivescovi- per difesa de' suoi popoli. Assog-


le di Colonia. Egli si recò a Ro- gettata la Finlandia, perchè questa
ma a ricevere il sacro pallio dalle era in preda al paganesimo, diede
mani del Pontefice Silvestro II, e l' incarico di predicarvi il vangelo

partito per Colonia, fu ivi conse- a s. Enrico vescovo di Upsal , e


crato il dì 24 dicembre 999. Con fece anche innalzare un gran nu-
quella sollecitudine, eh' è propria mero di chiese.
dei più santi pastori, resse Eriber- Magno, figlio del re di Dani-
to la chiesa affidatagli , e la sua marca, il quale vagheggiava per
carità verso i poveri, la sua umil- mire ambiziose la corona di Sve-
tà, ed suo fervore nella preghiera,
il zia, aizzato da alcuni svedesi osti-

gli attiravano di continuo l'ammi- nati nel paganesimo, cospirò contro


razione e venerazione dei suoi dio- i giorni del santo re Erico, e rag-
cesani. Finalmente, occupato nella giuntolo nel momento che usciva
visita pastorale, fu colto da grave dalla chiesa, nel giorno dell'Ascen-
malore, e dovette fermarsi nella sione, dopo aver udita la messa, i

piccola città di Duitz, ove placida- congiurati si slanciarono contro di


mente morì li 16 marzo 1022. lui, lo rovesciarono da cavallo, ed
ERI ERI 53
offeso in mille modi, gli mozzaro- l'arciduca Carlo esponendogli quan-
no per ultimo il capo in odio dei- to soffrivano
i monaci dagli otto-
la religione. Il suo martirio accad- mani; e Daniele, che viveva nel
de il giorno 18 maggio dell'anno 1720. Al presente Erisso, Aran-
1 1 5 1 .Il suo corpo si conserva then.j è un titolo vescovile ira par-
tuttora incorrotto nella chiesa di tibus } che conferisce il sommo Pon-
Upsal, e molti miracoli furono o- tefice, sotto l'arcivescovato egual-
perati alla sua tomba. La festa di mente ira partibus di Tessalonica.
lui è assegnata ai 18 maggio. ERISSO , seu Hierissus. Sede
ER1MANNO, Cardinale. Non ci vescovile della seconda provincia
e chiaro a qual titolo e diaconia, dell' isola delle Cicladi, nell'esarca-
O ordine cardinalizio, Erimanno ap- to d' Asia , eretta nel nono secolo
partenesse perchè il suo nome
,
secondo Commanville, Hist. de tous
trovasi scritto semplicemente in una les arch. et évéq. 9 e fatta suffra-
bolla spedita in Cremona da Ur- ganea della metropoli di Mitilene.
bano II nel 1095, a favore dei ERITREA. V. Eretrea.
monistero di s. Egidio, la quale ERIVAN, IREWAN, o REVAN
fu anche confermata nel concilio (Revanum). Città arcivescovile della
di Piacenza. Persia, già capitale della grande
ERINDELA ( Aeryndelen.). Se- Armenia, nel patriarcato di Ezmia-
de episcopale d'Asia, nel patriarca- zin ,capo luogo di provincia, e di
to di Gerusalemme, sotto la me- distretto, sulla riva sinistra del
tropoli di Tarso. Con tal qualifica, Zenghi. È
composta di circa due
e con quella di titolo vescovile ira mila case sparse in mezzo a campi
partibus> la santa Sede conferisce fertili e deliziosi giardini, ed è di-

questa dignità. V. Mireo, Not. E- fesa da una fortezza, situata sopra


piscopatuurn. una roccia che s'innalza perpendi-
ERIOPOLI. V. Tripoli. Sede epi- colarmente a cento tese al di sopra
scopale della Fenicia marittima, e ti- del livello del Zenghi, protetta dal
tolo vescovile ira partibus infidelium. lato opposto da una larga fossa, a
ERISSO , seu Hierissus. Città secco, su cui si gettarono dei ponti
vescovile della provincia di Mace- amovibili. Questa fortezza ha un
donia nella diocesi dell' Illiria orien- doppio recinto di terra , fiancheg-
tale, sotto la metropoli di Tessa- giato da torri, e rinchiude il pa-
lonica, ed eretta nel nono secolo, lazzo del governatore, edifizio so-
al dire di Commanville, il quale lido ed elegante, una bella mo-
inoltre aggiunge che divenisse poi schea, una fonderia di cannoni,
Era situata
arcivescovato onorario. delle caserme ec. Gli abitanti, per
a' piedi monte Athos, e fu pur
del la maggior parte armeni, fanno
chiamata Agios Oros 3 Monte San- un commercio considerabile coi rus-
to, ed Apollonia. Si disse Monte si ed i turchi. Conta circa dieci
santo, o sagro, dal gran numero mila abitanti.
di monaci, i quali vi dimoravano, Erivan, secondo l'opinione degli
tutti governati dal vescovo. h'Oriens armeni, è il luogo in cui ritirossi
Christ.j II, p. 100, registra tre
t. Noè, dopo essere disceso dal mon-
vescovi.Davide del 1 564 ; Euge- te Ararat, ove arrestossi l'arca.
pio suo successore, che scrisse al- L'istoria de' turchi fa provenire la
,

54 ERI ERK
paiola Erivan da un verbo ar- lazzo di Tiridate: altri però asse-
meno che significa vedere, e' dice riscono, che il palazzo di Tiridate
che si diede un tal nome alla città, fosse in Valarsciabat; cui forse al-
perchè il suo territorio fu il pri- cuni chiamarono Artaxata, ed al-
mo scoperto da Noè, appunto quan. tri, che Erivan sia subentrata alla
do scese dall' Ararat. Altri dicono, detta città di Valarsciabat, cosi
che la parola Erigati significa ap- chiamata perchè fu edificata dal
parizione, perchè a chi discende dal re armeno Valars. A dodici leghe
monte Masis, il quale nella Scrit- dalla parte dell'oriente vi era la
tura è detto Ararat, apparisce sol- famosa montagna volgarmente det-
tanto la pianura, ed il paese di E- ta di Ararat, e che i turchi chia-
rivan ; ed ancora perchè quivi ap- mano Agridg, cioè montagna alta,
parve, dopo il tremendo diluvio e gli armeni ed i persiani, Macis.
l'arca di Noè. Non vi è apparenza Erivan è registrato da Comman-
che questa città sia stata eretta ville pel primo arcivescovato della
prima della conquista degli arabi sede patriarcale di Ezmiazin, il cui
in Armenia, mentre non vi si scor- arcivescovo risiedeva ad Armena-
ge nemmeno segno di remota an- Perkìk.
tichità. Un tempo stava un terzo ERIZI o SIZON. Città vesco-
di lega più lunge, ma avendo mol- vile della Caria, nell'esarcato d'A-
to sofferto nelle guerre Ira i tur- sia, sotto la metropoli d'Afrodisia-
chi ed i persiani, ed essendo sta- de, che Commanville disse eretta
ta quasi distrutta in seguito di lun- nel nono secolo. I vescovi Papia
ghi e diversi assedi venne riedi- , e Magno vi ebbero sede. Oriens
ficata neli635, sul luogo che oc- Christ. t. I, p. 922.
cupa presentemente. I turchi se ne ERKONWALDO (s.). Trasse i

impadronirono nel i582; e costrus- natali da un'illustre famiglia d'In-


sero la sua fortezza , la quale fu ghilterra. Egli sentì e secondò sino
presa dai persiani nel 1604. Però dalla sua infanzia una santa incli-

i turchi vi rientrarono dopo la nazione al servizio del Signore. Per


morte di Abbas I, nel 1629; ma otteuere perfettamente lo scopo, se-
poscia Cha-Sefi, sultano di Persia, guendo i consigli dell'evangelio, di-
gli scacciò nel i635. Tuttavolta venuto adulto, abbandonò la pa-
nel 1724 nuovamente i turchi si tria, e si recò nel regno dei Sas-

impadronirono della fortezza con soni orientali. Venduti i propri be-


grande loro sagrifizio ma venne , ni, converti il ricavato nell 'erigere
ripresa dai persiani nel 1748, che due monisteri, l'uno a Chertsey
la conservarono sempre, respingen- presso il Tamigi, e l'altro a Bar-
do con somma perdita anche i rus- king nella contea di Essex, e que-
si, i quali, nel 1808, tentarono sto per religiose. Presiedette Er-
d' impadronirsene. A due leghe e- konwaldo per molti anni al regi-
ravi il celebre amnisterò, detto dai me del primo, traendovi la sua
turchi delle tre chiese, ossia Ezmia- santità di vita gran numero di di-
zin. Sui confini del territorio di scepoli. I] re Sebba, che domina-
Erivau si vedono le rovine della va in quei dì, da pari fama ecci-
città chiamata dagli antichi Arta- tato, chiamò il santo solitario a se-
xala> e fra esse gli avanzi del pa- dere sulla cattedra episcopale di
ERL EHM 5$
Londra, e venne consecrato da s. dignità, oltre il preposto maggiore,
Teodoro vescovo di Cantorbery, nel- sono il lettore, il cantore, il cu-
l'anno 6j5. Governò egli quella stode, il preposto della B. V. Ma-
illustre e vasta diocesi pel corso ria de Castro, l'arcidiacono, e l'ar-
di anni undici, con ogni sollecitu- cidiacono di Pankota. L'episcopio,
dine, ed evangelica carità; final- vasto edifizio, è vicino alla sontuo-
mente spiro nel bacio del Signore. sa e ricca cattedrale. Nella città
Fu seppellito nella sua cattedrale vi sono cinque conventi pei reli-
di Londra, e la tomba di lui di- giosi, il seminario cogli alunni, l'o-
venne celebre pei frequenti mira- spedale, ed altri utili e pii stabili-
coli. Ricorre la sua festività li 3o menti. Ogni nuovo arcivescovo è
aprile. tassato ne'libri della cancelleria a-
ERLAUo ERLAW (Agrien.). postolica, in fiorini tremila, in pro-
Città con residenza arcivescovile porzione delle pingui rendite della
nel regno di Ungheria. Oltre quan- mensa, e della sua ampia arcidio-
to di questa illustre metropolitana cesi.

dicemmo all' articolo Agria, qui ERLUFIO (s.). Mosso dall'esem-


aggiungeremo, che suo odierno al pio di vari missionari, che percor-
patriarca arcivescovo, dal regnante revano l'Alemagna predicandovi il
Pontefice fu dato in vescovo au- vangelo di Gesti Cristo, abbandonò
siliare, monsignor Carlo Rajner di Erlufio la patria, e si diede con
Strigonia, fatto vescovo di Amoria santo zelo a raccogliere frutti co-
in partibus, nel concistoro de' 17 piosi nella mistica vigna. Promos-
aprile 1840; e che il primo ve- so dipoi al vescovato di Verden,
scovo fu Catapranus del 1099. So- egli adempì esattamente ai doveri
no poi a nominarsi s. Buldo, il dell' episcopato , e si rese degno
Cardinal Tommaso Bakacs del 49^, 1 sempre più. della altrui stima e
il Cardinale Ippolito d' Este del venerazione. Alcuni però di quei
1 498 , Benedetto Risdey, fondato- barbari, in vendetta dell'abbando-
re dell'accademia Cassiovense, del no, che ne sentivano i falsi loro
1648. idoli, per i trofei riportati dalla
La cattedrale è dedicata ad o- predicazione di Erlufio, il trucida-
nore di Dio, ed a Giovanni a-
s. rono in Eppokstorp l'anno 83o. Il

postolo ed evangelista, ante Por- giorno io febbraio è sacro alla sua


tam La ti nani _,
ed ha il fonte bat- memoria.
tesimale , esercitando le funzioni ERMANO Giuseppe (b.). Da po-
della parrocchia tre cappellani. Fra veri genitori nacque in Colonia
le reliquie, che nella medesima si sotto l'impero di Federico Barba-
venerano, avvi il corpo di s. Sim- rossa. In età assai verde si ricovrò
plicio martire. Il capitolo si com- nel monistero di Steinfeldt diretto
pone di sei dignità, la prima del- dai canonici regolari di Premonstra-
le quali è il prevosto maggiore, to. Attendendo con ogni sollecitu-

di sei canonici, comprese le pre- dine alla vita contemplativa , vi

bende del teologo, e del peniten- pervenne egli rapidamente in grado


ziere, in tutto dodici canonici, ol- sublime, a mezzo del digiuno, del-
ire otto onorari, non che di altri l'umiltà e dell'orazione. Molte fu-
preti e chierici per l'officiatura. Le rono le tentazioni , a cui il mali-
56 EHM E KM
gno spirito volle esposto il nostro pontificato di Alessandro III eser-
santo, ina egli seppe rintuzzarle citò l'ufficio di vice cancelliere, e
tutte col favore della grazia cele- fu creato prete Cardinale del ti-

ste. Vivamente divoto alla Vergine tolo di Susanna alle due case.
s.

santissima, ricordava con tenerezza Soscrisse una bolla, nel 1 66, spe- 1

di affetto a Gesù. Cristo il mistero dita da quel Pontefice a favore del


di sua incarnazione, e si sentiva monistero di s. Croce in Gerusa-
in soave estasi rapito, ogni qual- lemme di Roma. È probabile cosa,
volta recitando le laudi, giungeva che morte di lui sia accaduta
la
al cantico Benedictus. Giunto al ter- nel 1172, dopo cinque o sei anni
mine di sua vita, vi si dispose con di Cardinalato. Sappiamo infatti
quella tranquillità, che non può esser che il suo titolo nel 1171 era pas-
sentita se non da chi è in pace col sato ad altro soggetto.
suo Iddio. Il giorno 7 aprile del 1236 ERMANNO, Cardinale. Erman-
Etmano volò al cielo, e fu sopran- no fu creato diacono Cardinale di s.

nominato Giuseppe per la sua ca- Angelo, nella sesta promozione fitta
stità. È onorato nei Paesi Bassi, da Alessandro III, nel 1179- Stese
ed il suo corpo riposa nell'abbazia di sua mano una bolla, spedita in
di Steinfeldt. La sua festa è fissa- Laterano dal nominato Pontefice a
ta il di 7 aprile. favore della chiesa e del moniste-
ERMANNO, Cardinale. Erman- ro di s. Clemente dell'isola di Pe-
no, creduto da alcuni appartenente scara. L' Ughellio ci riferisce, che
alla famiglia Cibo, conseguì dal Pa- l'originale di questa bolla si con-
pa Alessandro li, del 1061 , il servava presso il Cardinale Giro-
grado di Cardinale, col titolo pre- lamo Colonna, commedatario del-
sbiterale de* Santiquattro o piutto- l'anzidetto monistero.
sto di s. Vitale , come vogliono ERMAS (s.). Romano di nasci-
altri autori. Nel pontificato di Ur- ta, e da illustre famiglia sortito,
bano II fu arciprete della Chie- si diede Ermas a seguire la scuo-
sa romana, e sebbene fregiato di la degli apostoli , e meritò che
tanta dignità, pure per volontà lo stesso s. Paolo lo ricordasse in
del Pontefice, portò il pallio all'arci- una sua lettera diretta ai Roma-
vescovo di Milano, per singoiar di- ni. Pieno di fervore e molto be-
stinzione di quel pastore. S. Gregorio ne versato nelle divine lettere, com-
VII Io spedì legato nella Corsica, do- pose un libro intitolato del Pasto-
ve ebbe molto a sofferire in difesa re. Questa opera è scritta in uno
della giustizia e della fede. Si fa stile semplice e pieno di unzione, ed

menzione di Ermanno negli atti è divisa in tre parti. La prima e la


sinodali promulgati da Urbano II terza rapportano molte rivelazioni
nella città di Troja nella Puglia, in forma di apologhi, per condurre
e così pure nella vita dell'anzidet- i cuori alla santità de' costumi; la
to Papa, scritta da Pandolfo Pi- seconda poi, divisa in dodici capito-
sano. li, racchiude le principali regole
ERMANNO, Cardinale. Erman- della morale cristiana. A questa
no suddiacono e notaio apostolico, seconda parte diede Ermas il tito-

al quale il Panvinio attribuisce il lo del Pastore; perchè il di lui

titolo di maestro, nei principii del angelo tutelare gli appariva, sotio
ERM ERM 57
quella figura per istruirlo, quando vanio, città del Brabante, trasse i

egli la scriveva. Una gran prova suoi natali Ermelinda nel sesto se-
si è questa dell'antichità della dot- colo. Nell'età di anni dodici consa-
trina cristiana intorno agli Angeli grò al Signore la sua virginità. I

custodi. Visse sotto il pontificato genitori di tentarono inutilmen-


lei

di s. Clemente I, è ascritto nel te di torla dal suo divisamento, e


novero dei santi, e la sua festa è dopo averne sperimentata la co-
assegnata li 9 maggio. stanza, le diedero un pieno assen-
ERMELANDO (•.). Nacque Ér- so. Per sottrarsi da ogni monda-
melnndo in Noyon da nobili geni- na distrazione, si rifugiò in un luo-
tori, e conobbe per tempo, che la go chiamato Bevec, ed ivi visse in
vera nobiltà consiste nel seguir la orazione e nel digiuno, per viep-
virtù. Penetrato di questa verità, più piacere al celeste suo sposo.
nel corso de'suoi studi non mai si Passava dal ritiro alla chiesa, e
permise accomunarsi coi giovani
di perchè ebbe a conoscere un gior-
suoi pari, e visse sempre a se, man- no, che due giovani tendevano lac-*
tenendosi puro ed incontaminato. ci alla sua virtù, fuggì di subito
Spedito alla corte di Clotario III, da Bevec, e si recò a Meldrik, ed
servì quel principe in qualità di ivi consumò il resto del vivere suo
coppiere, ed accortosi che i suoi conducendo una vita solitaria, e
si adoperavano per provvederlo di tutta spesa in austerità e vigilie.

una sposa , coll'assenso del re si Spirò santamente il dì 29 ottobre


allontanò dalla corte. Rifugiatosi sul terminar del sesto secolo, È ono*
nel monistero di Fontanelle, e ri- rata con celebrità a Meldaert nel
cevuto da s. Lamberto, intraprese Brabante, e la sua festa ricorre in
il suo noviziato. Compito questo, tal giorno.
fu ammesso alla professione, e per ERMENEGILDO (s.). Da Leo-
la sua specchiata virtù venne an- vigildo re de' goti in Ispagna nac-
che ordinato sacerdote da s. Audeno que Ermenegildo, e fu allevato
arcivescovo di Rouen. Alcuni anni nell'arianismo. Cresciuto negli anni,
dopo Nantes dal santo
fu spedito a s'impalmò con Ingonda, cattolica
vescovo Pascano, con altri suoi zelantissima, e figlia di Sigiberto
compagni , e da di là passarono re d'Austrasia. Il padre di lui as-
nell'isola di Aindre, ove fabbrica- sociatolo alla dignità reale, gli die-
rono due chiese, che divennero poi de a governare porzione de' suoi
celebri sotto il nome della badia stati, ed ebbe Siviglia per capitale.

di Aindre. Governò egli santamen- Le virtù di Ingonda e le continue


te pel corso di vari anni in quali- ammonizioni eh' ella dirigeva al
,

tà di abbate quel monistero, e final- suo sposo , perchè abbandonasse


mente sentendosi dalle fatiche, dal- l'arianismo, fecero tale impressio-
l'età, e molto più da' digiuni vicino ne nel cuore di Ermenegildo, che
al termine di sua vita rinunciò , finalmente si arrese alle verità del-
al governo a lui affidato. Placida- la cattolica fede, e dal santo ve-
mente spirò verso l'anno 710. Il scovo di Siviglia Leandro fu rice-
martirologio romano assegna la vuto nella Chiesa, ed unto col san-
sua festività il dì i5 marzo. to crisma. Leovigildo sdegnato col
ERMELINDA (s.). Presso Lo- figlio per un tal cangiamento di
EHM EHM
udienza, lo spogliò della corona nel quale viene dal martirologio
non solo, ma il minacciò altresì eli romano assegnato il suo glorioso
...ilo tifila moglie e
de' beni, martirio. •

della vita medesima, se non muta- ERMENEGILDO. Ordine tu/uc-


va consiglio. Ermenegildo ad una sire di Spagna.
Nell'anno 1808,
tale intimazione cercò l'appoggio per le discordie intestine della Spa-
di vari principi per contrapporre gna, e per le armi violenti di Na-
ia forza alle violenze paterne ; ma poleone, il re Carlo IV dovette ce-
tradito nella implorala assistenza, dere il regno a Ferdinando VII
non potendo resistere ad un asse- suo figlio; quindi profittando Na-
dio in Siviglia, che durò per più poleone di una occasione favore-
di un anno, si diede alla fuga, e vole, fece rinunziare ambedue alla
si rifugiò a Cordova, e poscia ad corona, che diede al proprio fra-
Osselo. In questa città eravi una tello Giuseppe Bonaparte. Ma de-
chiesa molto bene fortificata, ed in clinata la fortuna di Napoleone, si
quella si rinchiuse con trecento uo- risolvette egli nel i8i3 di resti-
mini scelti. Non fu Ermenegildo tuire la Spagna, che mai aveva po-
neppur salvo in questo sacro asi- tuto domare, al legittimo re Fer-
lo, che strappato a forza dai sol- dinando VII, ciò che effettuò a' i5
dati del padre suo, tu caricalo di dicembre. Tornato il principe nei
catene, tradotto a Siviglia qual suoi stati, dopo essersi occupato a
prigioniero, e posto in una torre. riordinarli ,
per rendere durevole
Tentò Leovigildo, ora colle minac- a' posteri la memoria del suo ri-
ci e ed ora colle promesse, di con- torno al trono, nel 18 14 eresse l'or-
durre il figlio a rinunziare al cat- dine cavalleresco di s. Ermenegil-
olicismo ; ma costante il principe do , acciò fosse di guiderdone a
nella abbraeciata credenza , stava que' prodi sudditi che sì a lungo

impavido attendendo il martirio. e con sì gran coraggio avevano


La prigione divenne intanto per sostenuto i suoi diritti alla corona,
lui una scuola di virtù; col digiu- contro le forze del formidabile con-
no volontario si macerava, col ci- quistatore francese. Fu stabilita per
licio domava ia carne, colla fervi- decorazione a' cavalieri una croce,
da prece si univa a Dio. Il Sab- che sospesa ad un nastro di seta
ba to santo deiranno 586, suo pa- ondata di colore rosso, ma con orli
dre incaricò un vescovo ariano a colore di perla, si dovesse portare
recarsi da lui, ed offerirgli la sua nella sinistra parte del petto; e in
grazia, purché volesse ricevere la pari tempo furono pubblicati i sta-
comunione dalle vescovili sue ma- tuti dell' ordine.

ni. Ermenegildo rigettò con orrore ERMESIANI. Seguaci delle dot-


una siffatta proposta, e rimproverò trine di Giorgio Ermes. Questi nac-
il vescovo cjual seguace di un'em- que in Dregerwald, nel principato
pia dottrina. Montalo il re sulle eliMunster nella Westfalia. Studiò
fùrie a sì franca condotta, ordinò nel collegio o ginnasio di Rheines>
che gli fosse mozzata la testa, ed dal 1785 al 1792, nel quale an-
Ermenegildo senza opporvi resi- no passò a Munster per cominciar
slenza si sottomise al fiero colpo, il corso di filosofìa nella universi-
il che seguì il giorno i3 aprile 3
tà. Nello studiare teologia sorsero
,,

ERM ERM 59
in lui diversi dubbi intorno a Dio, Domesticatosi Ermes, come si è
alla rivelazione, e alla vita eterna. detto, con la nuova Kant
filosofìa di
Nel i 798 ricevette 1' uffizio di pro- e di Fichte, e al nuovo metodo
fessore nel ginnasio di Miuister, introdotto da Stalller, si propose
continuando in pari tempo i stu- niente meno che di date una di-
di filosofici e teologici ; encomian- mostrazione compiuta e rigorosa a
do grandemente nelle sue lezioni priori, colla sola ragione; della reli-
Kant e Fichte. Nel declinar del gione cristiano -cattolica. Rigettati
1798 ricevette la tonsura, quindi perciò tutti i metodi seguiti dai santi
gli ordini minori, il suddiaconato, padri, dagli scolastici e dai teologi
e nel febbraio 1799 il presbitera- che loro tennero dietro, volle tentare
to, a titolo della mensa così detta una via novella onde ottenere il

del principe. Nel 1807 fu fatto suo scopo. A tal effetto risolvette
professore ordinario di dommatica di fare astrazione da tuttociò che
neir università di Miinster, ed al- credeva, e da tuttociò che sapeva;
lora incominciarono le sue verten- di presuppone che non vi fosse
ze sul metodo dell'insegnamento, ancora per lui nulla di certo, uè
e sull' uso della lingua tedesca di sicuro; di dubitare di tutto, non
perchè con questa alterava il sen- pur della dottrina cattolica, ma di
so del rigoroso parlare teologico ; ed qualsivoglia verità, dell'esistenza di
incominciò successivamente a far Dio, di quella del mondo, e della
conoscere i suoi sentimenti, massi- ben anco di giun-
possibilità stessa
me in un suo Parere intorno al- gere ad una cognizione qualunque
le controversie tra il capitolo di di tutti questi oggetti. Pose perciò
Miinster, ed il vicario capitolare ildubbio positivo qual punto don-
in opposizione ad un comando di de cominciare le ricerche sue , e
Pio VII. Nel 18 19 pubblicò l' In- volle far prova se perverrebbe alla
troduzione alla filosofia, e passò perfine a superare un cotal dub-
all' università di Donna a professo- bio col suo pensiero, e trovar cos\
re di teologia dommatica. Ivi nel un punto d'appoggio solido, un
seguente anno pubblicò la sua In- primo principio di cognizione e di
troduzione alla teologia cristiano- certezza, da cui potesse in processo
cattolicaj e continuando ad inse- dedurre le verità tutte della reli-

gnare la teologia in quella univer- gione cattolica. In altri termini


sità sino all'anno i83r, in questo una base, e uno
cercò di stabilire
mori a' 26 maggio, nell'età di cin- fondamento su cui potesse
stabile
quantasei anni. Lungi dal fare la da prima innalzare l'edificio di un
storia di Ermes, e de' suoi segua- sistema delle verità generali , indi
ci, premettemmo questi cenni sto- successivamente, e per una conca-
rici ,
per riportare l' idea gene- tenazione stretta e rigorosa , delle
rale che della dottrina di Ermes verità religiose, della verità cristia-
ci diede il dottissimo p. Giovanni na, e della verità cattolica, di mo-
Perrone della compagnia di Gesù, do che si trovasse in istato di for-
il celebrato autore delle tanto ac- mare definitivamente questo dilem-
clamate Praelectioncs theologicae ma o non si dà verità alcuna, o
:

nel toni. VII degli Annali delle se si dà, questa verità è il catto-
scienze religiose, a pag. 65. licismo. Tale è l' idea generale del
, 1 ,

6o ERM ERM
lavoro di Ermes; tale lo scopo do più o meno grave erronee, con-
ch'egli si propose, al quale appli- venendovi pienamente i più cele-

cò l'animo con ostinata costanza bri teologi di Germania; laonde il

e a cui ottenere, lottò, com'egli sommo Pontefice Gregorio XVI re-


confessa, seco medesimo più di gnante, nel settembre 1 835 emanò
venti anni. Fin dal i8o5 avea egli il decreto di riprovazione e con-
gittato il germe del suo sistema in danna delle opere Ermes. Nel di
un breve scritto che comparve al voi. IX de' citati Annali, a pag.

pubblico sotto il titolo di Ricerche 32 1 e seg., è riportato Ada Her- :

su la verità interiore del cristia- mesiana, ec. scripsitt p. I. Elve-


nesimo. Piti tardi poi, cioè allor- nich, in cui il p. Perrone tolse ad
ché credette avere raggiunto il fi- esaminare il sistema filosofico del-
ne che si aveva prefìsso, diede in l'Ermes ; e nel voi. X, a pag. 6
luce l'opera grande della Intro- e seg., abbiamo Esamina d'una
:

duzione, divisa in due parti, della diatriba contro il R. p. Perrone,


quale si è fatta menzione. Non che scritta da un pseudo Lucio Sin-

però ottenere il suo scopo, gli fallì cero Ermesiano vero. Nel voi. XVI
esso intieramente, e tutto capovolse poi, a pag. 25 1, sono riportate: Ri-
l' insegnamento cattolico, e tolse le flessioni sul metodo introdotto da
basi della certezza, e con ciò della Giorgio Hermes nella teologia cat-
dimostrazione del cristianesimo e tolica, e sopra alcuni speciali er-
del cattolicismo. rori teologici del medesimo, disser-
Quindi insorsero due partiti, uno tazione che il eh. autore p. Per-
contrario ad Ermes, l'altro favore- rone recitò nell'accademia di reli-
vole il primo lo accusò come au-
: gione cattolica di Roma, meritan-
tore di novità perniciose, e indu- do di stamparsi pure separatamente.
centi allo scetticismo e al sovver- ERMETE (s.). Neil' anno 1 32 ,

timento de' principii cattolici; il durante la persecuzione di Adria-


secondo che da lui prese il nome di no imperatore Ermete ricevette
,

Ermesiano, sostenne essere anzi il la palma del martirio in Roma.


proprio maestro sommamente or- Nella via Salaria fu deposto il suo
todosso, e sostenitore della vera fe- corpo, ed ornata la sua tomba con
de e del cattolico insegnamento grande magnificenza dal supremo
contro il protestantismo ed il ra- Gerarca Pelagio II. Parecchie chie-
zionalismo. La lotta andò sì avan- se vantano di essere arricchite del-
ti, che ne venne in cognizione la le reliquie di lui, ed il martirolo-

santa Sede, la quale nel i833 ne gio romano ne riporta la festa a' dì
incominciò 1' accurato esame , che 28 agosto.
continuò con lentezza e maturità, ERMINONE ( s. ). Nacque in

richieste dalla gravità della cosa, Laon. Cresciuto in virtù e versato


dappoiché la dottrina di Ermes molto nelle scienze ecclesiastiche
agitava e teneva in dissensione di- fu promosso all'ordine sacerdotale.
verse provincie della Prussia, e spe- Divenne in appresso abbate di Lo-
cialmente la Westfalia. Risultò da- bes nell' Hainaut succedendo de-
,

gli accurati esami , contenere le gnamente a s. Ursmaro. La sua


opere di Ermes dottrine sovversi- umiltà, l'austerità di vita, e lo spi-

ve del principio cattolico, e in gra- rito di preghiera edificarono i re-


ERM ERM 61
ligiosi a lui soggetti. Consecrato cadessero a terra allorquando vi en-
vescovo, fu anche dal Signore fa- trò il Signore del mondo. A minia-
Torito deldono di profezia. San- no Marcellino asserice, che era
tamente mori il dì i5 aprile del- una città celebre. Le sue rovine
l'anno 737, ed in tal giorno il ro- si vedono nel villaggio d'Achu-
mano martirologio ne assegna la munein, nel basso-Egitto. Otto ve-
festa. scovi vi ebbero sede, cioè Conone,
ERMOCAPELIA (Hermocape- Fasileo, Andrea, Gennadio, Euge-
lia ) . Città vescovile della pro- nio, Paolo, Severo, Chail, ed un
vincia di Lidia, nella diocesi d'A- giacobita. Oriens Christ. tom. II,
sia, sotto la metropolitana di Sar- pag. 5g5.
di, la cui erezione risale al secolo ERMOPOLI la piccola. Città
nono. Teopisto e Niceforo ne fu- vescovile del primo Egitto, sotto il

rono vescovi. Oriens Christ. t. I, patriarca di Alessandria, e la me-


p. 890. tropoli di tal nome, eretta nel se-
ERMOGENE, Cardinale. Er- colo quinto. Strabone dice, eh' è
mogene Cardinale prete della S. R. vicina al Nilo dalla parte del mon-
C. e del titolo di s. Prisca, inter- te. Fu ritiro famoso di un gran
venne ad un concilio celebrato nel numero monaci, ch'erano sotto
di

761 dal Papa s. Paolo I. Credesi la giurisdizione del vescovo della


che sia stato elevato a quella digni- città. Commanville e il p. Vansleb
tà dal Pontefice Stefano II, detto III, dicono essere presentemente Demen-
antecessore del nominato s. Paolo I. hour presso il Delta ove non sono
ERMOGENE, pittore di profes- più vescovi né melchiti, né copti. E-
sione, innalzò nel secondo secolo rodoto narra, che fu vicino a Sebe-
cattedra di eresie in Alessandria. nyte, piuttosto presso al mare, al-
Diceva, che la materia era eterna ed l'est di Ruto. Abbiamo dieci ve-
increata, che i demoni doveano un scovi i quali vi ebbero sede, Am-
giorno riunirsi alla materia, e che mon, Draconzio, Isidoro, Dioscoro,
il corpo di Gesù. Cristo stava nel Isaia, Gennadio, Zaccaria, Menna,
sole. Scrissero contro di lui Ter- Gabriele, ed un altro che fiori nel
tulliano, s. Teofilo, Eusebio e Lat- 1147. Di tutti si riportano le no-
tanzio. tiziedal p. Le Quien, Oriens Christ.
ERMOPOLI la grande. Città tom. II, pag. 5i4 e seg. Al pre-
vescovile, e capitale della Tebaide, sente Ermopoli, Hermopolitan. , è
nel patriarcato di Alessandria, sot- un titolo vescovile in partibus ,

to la metropoli di Antinoe, eretta dipendente dalla metropoli in par-


nel quinto secolo, che Commanvil- tibus di Damiata, che suole confe-
le dicepur chiamarsi Benesuef. Pli- rire la santa Sede. Ne portò il ti-
nio la chiama città di Mercurio, tolo vescovile il celebre monsignor
Mercurii oppidum, perchè vi si Dionisio Antonio Luca Frayssinous,
onorava questa divinità sotto la te- l'autore della Difesa del Cristia-
stad'un cane. Alcuni pretendono nesimo. Dopo la sua morte, il re-

che la Reata Vergine e s. Giusep- gnante Gregorio XVI, nel concisto-


pe ivi si recassero con Gesù Cristo ro de' 27 gennaio 1842, lo con-
bambino, nella fuga in Egitto, e ferì a monsignor Antonio Fuathow-

che vi fosse un tempio, i cui idoli ski di Posnania, che in pari tem-
,

IÌ2 ERA ERS


po lece sufTraganeo all' arcivescovo stina-. questa è la croce di merito
di Plosko in luogo di Pultow. in argento, e la medaglia del me-
ERNESTINO. Ordine equestre rito. I gran croci portano al lato
di Sassonia. A seconda degli sta- sinistro del petto una piastra ot-
tuti de' i5 dicembre i833, i du- tagona, alternativamente d'oro e di
chi della linea Ernestina, Federi- argento, sulla quale si trova im-
co di Sassonia- A Itenburg, Ernesto pressa la croce bianca, e nel mez-
di Sassonia-Meiningen , e Hildbur- zo un campo d' oro colla corona
ghausen, per onorare la memoria di ruta e l'epigrafe: fideliter et
della linea speciale di Sassonia-Go- constanter. 1 commendatori della
tha- A Itenburg , estinta nel 1825, prima classe portano la croce, ma
rinnovarono 1' Ordine dell'integrità senza piastra al di sotto. Pei sud-
germanica, che porta per divisa : diti sassoni, gl'impiegati civili han-
fideliter et constanter, istituito già no di più in questa decorazione
nel 1690 da Federico I duca di una corona di quercia, e i soldati
Sassonia - Gotha - A Itenburg come , una corona di alloro. La decora-
un'onorifica distinzione, ed una ri- zione comune a tutte le classi, ma
compensa al merito ; però tutti i di differente dimensione, è una cro-
principi del ramo Ernestino, appe- ce ottagona smaltata in bianco, e
na nati, per diritto sono noverati incrostata d'oro: lo scudo della
alla prima classe di questo ordine faccia principale della croce rap-
equestre. L'ordine si divide in quat- presenta il busto del duca Erne-
tro classi, cioè di gran croci, di sto Pio, stipite della linea Erne-
commendatori di prima classe, di stina da cui piglia nome l'ordine,
commendatori di seconda classe, e e nel rovescio vede lo stemma,
si

di cavalieri; rimanendo stabilito il e l'epigrafe menzionata dell'ordine


numero dei membri in nove gran stesso. La medaglia poi ha sulla
croci, dodici commendatori di pri- faccia il busto del fondatore di
ma classe, diciotto della seconda quella linea che la conferisce, e nel
e trentasei semplici cavalieri , non rovescio vi è il motto.
comprendendosi nel numero gli stra- ERRHA, ERRA, seu HERRI.
nieri. Coloro che sono fregiati del- Sede vescovile della seconda pro-
la gran croce nel tempo istesso
, vincia di Arabia, nel patriarcato
sono aggregati alla nobiltà, tras- di Gerusalemme, sotto la metro-
missibile ai discendenti; e ciascuno poli di Boslra, eretta nel secolo
dei duchi delle tre linee, ha il di- quinto. Ebbe un sol vescovo.
ritto di nominare i propri sudditi ERSK1NE Carlo, Cardinale. Car-
a tutte le menzionate classi dell'or- lo Erskine, oriundo da nobile fa-
dine, sino alla concorrenza del nu- miglia di Scozia, nacque in Roma
mero prestabilito. Nell'ammissione ai i3 febbraio 1743. Sino dai tem-
degli stranieri, il cui numero è in- pi d'Innocenzo VI il capo della
determinato , debbono concertarsi famiglia Erskine sedeva nel parla-
almeno due delle case ducali capi mento d'Inghilterra col titolo di Pari
e conferitrici dell'ordine. Oltre le sotto il nome di lord Niellie. Ricevuta
suddette quattro classi, vi è anco- una buona educazione letteraria e
ra una decorazione aggiunta all'or- religiosa, e dedicatosi al servigio della
dine medesimo della linea Erne- santa Sede, siccome dotto nella giù-
ERS ERS £3
imprudenza, e celebre nell'esercizio veduta né permessa dopo la lagri-
dell'avvocatura, in Roma meritò mevole riforma, fu decorata da iscri-
che alcuni lo chiamassero il restau- zioni lapidarie, che in islilcpurgatissi-
ratore del bello scrivere forense nel mo ed ottimo gusto furono composte
latino idioma, prima di lui alquan- dallo stesso Erskine, e che venne-
to trasandato. 11 perchè fu da Pio VI ro collocate intorno al tumulo; ed
annoverato nel collegio degli avvo- inter solcmnia vi si recitò l'elo-
cati concistoriali, quindi fu fatto ca- gio funebre. L'orazione poi dal-
nonico della basilica vaticana, e l' Erskine composta in lingua in-
promosso alla prelatura domestica, glese per tale circostanza, ebbe sì

ed alla rilevante carica di suo udi- generale accoglienza e plauso, che


tore , dandogli poi in vice-uditore ,
nella medesima città di Londra fu
monsignor Alessandro Lacchi ni pro- obbligalo darla alle stampe, e ven-
tonotario apostolico. Divulgatasi la ne poscia tradotta e pubblicata in
voce di un congresso da tenersi dalle italiano da monsignor Pio Ferrari.
potenze belligeranti contro la Francia Nel ritornare da Londra a Roma,
sullapace generale, il Cardinal de passando per Parigi ebbe udienza
Zelada segretario di stato, in data da Napoleone, che nel congedarlo
àe 6 giugno 1793, deputò e nomi- gli disse: mi piacerebbe esservi u-
nò monsignor Erskh.e a rappre- tile 3 perchè vi stimo assai. In Lon-
sentare in detto congresso la santa dra il nostro prelato avea sostenu-
Sede, e gli spedi conseguentemen- to la corrispondenza della congre-
te le credenziali , e le istruzioni. gazione di Propaganda fide colle
Il medesimo Pio VI lo inviò in missioni orientali, che sovvenne ge-
Londra colla qualifica diplomatica nerosamente . lasciando poi a di-
di residente presso la real corte di sposizione della congregazione la
Inghilterra, o v'ebbe onorevole acco- somma 34/ 7 ie sterline. 11
di 1 1 «

glienza, e si vide ammesso in cor- nuovo Papa Pio VII diede all'Er-
te in abito nero ecclesiastico, cosa a skine per coadiutore nel! avvocatu-
quel tempo singolarissima. Essendo ra concistoriale monsignor Agostino
morto nel fine di agosto 1799 il Valle, quindi volendone rimunera-
Pontefice in Valenza di Francia, mon- re i meriti, le virtù, e i servigi
signor Erskine a sue spese gli fece prestati alla santa Sede, mentre
celebrare nella chiesa di s. Patrizio era pure suo uditore, nel concisto-
di Londra solennissime esequie , cui ro de'3 febbraio 1801 lo creò Car-
intervennero tutti i ministri delle dinale dell'ordine de'diaconi, pub-
corti cattoliche , insieme a quello blicandolo in quello de' 17 gennaio
di Russia, come si legge nel No- i8o3, nella settima promozione car-
vaes, t. XVII, pag. 193, che nota dinalizia. Indi gli conferì per dia-
fossero allora scorsi circa 270 an- conia la chiesa di Maria in Cam- s.

ni dacché l'Inghilterra si era sepa- pitelli, annoverandolo alle congre.-

rata dalla Chiesa cattolica, nel qual gazioni del concilio, di Propaganda
tempo non 'eransi più praticati si- fide, deVili, e della fabbrica di s.
mili omaggi ai Romani Pontefici Pietro. Divenne protettore del re-
defunti; ciò che pure abbiamo dal gno di Scozia, del collegio scozzese
Cancellieri, Possessi, Tal p. ^.7.0. in Roma, del monistero di s. Fran-
pompa funebre, che non crasi più cesco detto di Monte Luce di Pe-
64 tRS ERU
rugia ; come ancora fu visitatore l'arciprete fece una bella risposta.
apostolico del monistero de'ss. A- Venne sepolto in una camera sot-
gostino e Rocco nella terra di Ca- terranea di detta chiesa di s. Ge-
llaiola, e per un tempo fu anche novieffa, ov' erano già stati sepolti
pro-segretario de'brevi pontificii. In- i predefunti Cardinali Capraia, e
vasa Roma dagl'imperiali francesi, Vincenti; ed inbalsamato, fu ri-
il nostro Cardinale, come tutti gli posto nelle solite tre casse, come si
altri, fu deportato in Parigi, dove costuma coi Cardinali. Venne scolpi-
morì, nell'età di 68 anni, ai 20 ta sopra una lastra di granito la
marzo 181 1, e venne esposto nel- modesta e semplice iscrizione com-
la chiesa di s. Tommaso d'Aquino posta dal medesimo porporato Er-
sua parrocchia, parata a lutto, es- skine, e trovasi ripetuta in una con-
sendosi posto sopra il letto del simile lastra marmorea, nella men-
cadavere il baldacchino; e dopo le tovata sua chiesa diaconale di s.

consuete esequie venne sepolto in Maria in Campitela, o in Portico,


quella di s. Genovieffa. Essendo e- di Roma.
gli morto nel giorno stesso che ERUDIZIONE (Eruditio, Do-
nacque il figlio di Napoleone, chia- ctrìna ). Vocabolo che propriamen-
mato il re di Roma, ed attese le te vale dirozzamento ma si usa ,

pubbliche che per tale avve-


feste anche in significato di dottrina, e
nimento ebbero luogo, dovette il quindi dai nostri antichi scrittori
suo corpo rimanere nella casa quat- si accennano uomini di grande e-

tordici giorni, celebrandovisi tutto rudizione, letterati di non ordina-


dì messe ed uflìzi. 11 decimottavo ria erudizione, ec. Pigliossi poi in
giorno decretato avendo il consi- men largo significato l' erudizione
glio di stato che gli si rendessero per o sia dottrina e co-
filologia,
gli onori come ad un senatore, fu gnizione di molte cose, acquistate
perciò trasportato in funebre car- non per argomentazione o discorso,
rozza con grande accompagnamento ma per semplice veduta o quasi
di milizia alla chiesa suddetta di s. veduta de* sensi o della mente,
Tommaso, destinata dal ministro dei conservata nella memoria. Quindi
culti a tali solenni esequie, coll'in- si disse l'erudizione rara, vasta,
tervento del seminario di s. Sul- meravigliosa, profonda, recondita,
pizio, dei preti della parrocchia, e sacra, ecclesiastica, profana, filosofi-
di tutti i vescovi e Cardinali che ca, istorica, filologica, ec, e talvolta
trovavansi allora in Parigi, prenden- anche triviale. Così il Dizionario del-
do luogo dopo di essi il mini- la lingua italiana, e il Dizionario
stro de' culti in grand'abito di eti- delle origini. Colle nozioni di questa
chetta. Cantò la solenne messa di seconda utilissima opera, e coll'au-
requie il Cardinal Giuseppe Doria, torità di altri scrittori, aggiunge-
e dopo le consuete cerimonie , fu remo altre erudizioni sul vocabolo
trasportato col medesimo corteggio erudizione, titolo di questo nostro
in s. Genovieffa, e qui ricevuto da Dizionario, nel quale parecchi so-
una deputazione del capitolo di no gli articoli eh' espressamente ri-

nostra Signora ; e il curato nel guardano la scienza e il vocabolo


consegnarlo all' arciprete della chie- erudizione ,
principalmente quella
sa ne recitò il funebre elogio a cui della antichità.
ERU ERU 65
L'erudizione, secondo il d'Alem- non leggevano e non conoscevano
bert, è un genere di cognizioni, se non che greci scrittori, ed al-
i

in cui i moderni
sono singolar- si cuni fanno loro il rimprovero di
mente distinti per due ragioni più : avere ereditato dagli antenati loro
il mondo invecchia, e più s'au- una specie di disprezzo per tutto
menta la materia dell'erudizione, quello che scritto non era nella lo-
e per conseguenza dee trovarsi al ro lingua. Tuttavia siccome al tem-
presente maggior numero di eru- po degl' imperatori romani, ed an-
diti , come maggiore quantità di che avanti quel periodo, molti scrit-
ricchezze trovasi, allorché avvi mag- tori greci , come Polibio , Dione ,

giore abbondanza di numerario. Diodoro Siculo, Dionigi di Alicaiv


D'altronde l'antica Grecia non fa- nasso ed altri, avevano scritta la
ceva gran conto se non che della storia romana , e quella di altri
sua storia e del suo idioma , e i popoli, così t' erudizione storica, e
romani non erano se non che ora- la cognizione de' libri anche sem-
tori e politici ; lo studio adunque plicemente greci, formato aveva si-
dell'erudizione propriamente detta, no da que' tempi un oggetto con-
non era molto coltivato dagli an- siderabile dello studio de' letterati
tichi. Tuttavolta trovossi in Roma d' oriente.
sul finire della repubblica, e poscia Costantinopoli ed Alessandria
sotto gl'imperatori, un piccolo nu- avevano due biblioteche riputatis-
mero di eruditi , come il celebre sime, come le aveva avute Roma :

Vairone, Plinio il naturalista, ed la prima fu distrutta nel secolo


alcuni altri. Però il trasferimento Vili , per ordine dell' insensato
della sede dell' impero a Costan- Leone V Isaurico, la seconda fu
tinopoli, la divisione dello stesso bruciata da' saraceni nel secolo pre-
impero, e in seguito la distruzione cedente. Fozio, che viveva sul de-
di quello d'occidente, annientarono clinar del secolo IX, allorché quasi
ben presto in quel genere qualun- tutto l'occidente era immerso nel-
que specie di cognizioni in questa T ignoranza e nella barbarie più
parte del mondo, massime nel se- profonda meno quelle eccezioui
,

colo decimo. Al secolo decimoquin- che in più luoghi abbiamo notalo,


to si deve il risorgimento e glo- ci lasciò colla sua famosa bibliote-
rioso incremento delle scienze, seb- ca, o ragguaglio di molti libri, ch'e-
bene possa fondatamente dirsi che gli aveva letti attentamente, un mo-

in Italia rinato già fosse il gusto numento immortale della sua va*
della erudizione* e coltivato gran- sta erudizione, al modo che dicem-
demente quello studio, massime mo al voi. ,
XX
pag. 8 del Di-
dopo il ritrovamento e la pubbli- zionario. Dal gran numero del*
cazione de' classici greci e latini. le opere, delle quali egli porta giù*
L' oriente si sostenne per lungo dizio, o delle quali riferisce estrat-
tempo anche nei secoli che delti ti o frammenti, e delle quali è in
furono della barbarie, e la Grecia oggi perduta una grandissima par-
più o meno ebbe sempre alcuni te, si raccoglie che la barbarie del*

uomini dotti, versali nella cogni- T imperatore Leone, e dei sarace-


zione de libri, e specialmente nel- ni per comando di Omar, non ave-
la storia. Ma que' dotti per lo più va ancora potuto distruggere lì
VOL. XXII. 5
66 BRU ERU
gusto dell'erudizione nella Grecia. tradotti dal Poggio Bracciolino dal
Benché i dotti, che successivamen- greco in latino Senofonte, e Dio-
te fiorirono dopo Fozio, non fos- doro Siculo; da Flavio Biondo fu
sero egualmente forniti di erudi- scritta l' Italia illustrata; da Anto-
zione quanto quel grand' uomo, nio degli Agli s'incominciarono a
tuttavia per lungo tempo appresso scrivere gli Atti de* santij da Gre-
la comparsa di quel patriarca sci- gorio di Trebisonda si voltò in la-
smatico, ed anche sino alla presa tino Eusebio della preparazione e-
di Costantinopoli fatta nel i453 vangelica, Platone de legibus, VAI-
da Maometto II, la Grecia ebbe mageston di Claudio Tolomei, ot-
sempre alcuni uomini istrutti, o tantina omelie di s. Gio. Crisosto-
almeno versati nella storia de' loro mo sopra s. Matteo, e due orazio-
tempi, e nelle lettere, tra' quali ni di san Gregorio Nazianzenoj
possono annoverarsi Psello, Tzetze, da Nicolò Peratto si tradusse Po-
Suida, Eustazio commentatore di libio; da Lorenzo Valla Tucidi-
Omero, che fu poi arcivescovo di de (per la qual versione Nicolò
Tessalonica, non che Giorgio da V gli sua mano cinque*
diede di
Trebisonda, il Cardinal Bessarione, cento scudi ed Erodoto j da Gua-
)

ilpatriarca Gennadio, ec. E qui rino Veronese, e da Gregorio di


ad onore dell'Italia nostra va notato, Città di Castello, la Geografìa di
che la prima versione e illustra- Strabone } e la traduzione de' li-
zione latina del commento di Eu- bri de regno di Dionej da Pietro
stazio sopra Iliade di Omero, fu
l' Bandidio Decembrio, Appiano A-
pubblicata in Firenze nel iy3o lessandrino; da Teodoro Gaza al-
dall'eruditissimo. p. Alessandro Po- cune opere di Aristotile, e l' istoria
liti fiorentino delle scuole pie. Cre- delle piante di Teofrastoj da Egi-
desi comunemente che la distru- dio Libellio alcuni opuscoli di FUo-
zione dell'impero orientale sia sta- ne Ebreo; e da Giannozzo Manetti
ta la cagione, o almeno una delle il vecchio e il nuovo Testamento.
cagioni che promossero il rinasci- E laddove il Petrarca cento anni
mento delle lettere in Europa; e prima per la lettura che faceva
,

si vuole da alcuni, che i dotti del- di Virgilio, veniva chiamato miscre-


la Grecia cacciati o fuggiti da Co- dente, nel pontificato di Nicolò V,
stantinopoli e ben accolti dal Pa- l'Iliade, e V Odissea di Omero , da
pa Nicolò V, e dai Medici di Fi- Orazio romano e da un altro, di
renze col loro sapere, e colle ope- comando del dottissimo Pontefice,
re che seco portarono, ricondusse- munifico mecenate delle lettere e
ro lumi della erudizione nell'oc-
i suoi cultori, in latini versi furono
cidente, il che (dice il citato Alem- tradotte. Non deve tacersi che l'ar-
bert) non è vero se non in parte. rivo in Europa dei dotti dalla Gre-
Che le lettere greche e latine cia era stato preceduto dalla uti-
avessero da Nicolò V una grande lissima invenzione della stampa, e
protezione, Io abbiamo dalManni, gli stessi francesi osservano che pre-
Storia degli anni santi, pag. 72 e cedentemente erano comparse le
seg. Egli dice che per ordine di opere di Dante, del Petrarca e
quel Papa, e con convenienti ono- del Boccaccio, le quali ricondotta
rari vennero a beneficio universale avevano in Italia l'aurora del buon
, ,

ERU ERU 67
gusto e deir amore allo studio dei » a voi ricorressi, trovando un ar-
classici. * chivio, un museo, una bibliote-
I suddetti greci di Costantino- » ca sempre aperta nella vostra
poli riuscirono sommamente utili y>memoria. Poiché tenete, per dir
ai letterati di occidente per la pie* « così, tutto il tesoro ed il capi-
na cognizione della lingua greca •» tale dell'immensa erudizione che
che incominciarono ad insegnare » possedete, in pronto e lucidis-
con regolare metodo, e della quale ti simo contante, da dispensare, e
resero comune lo studio, forman- « d'arricchire chiunque ne abbiso-
do allievi talmente ingegnosi, che » gna ". 11 Muratori , il Tirabo-
ben presto eguagliarono e supera- schi, l'Andres, e tanti altri sommi
rono i loro maestri. Lo studio dotti,furono appellati principi dell'i-
profondo delle lingue greca e la- taliana erudizione, nella quale fu tan-
tina , e degli antichi autori che to celebre il mentovato Cancellieri.
parlato e scritto avevano in quelle In oggi il vocabolo di erudizio-
lingue, preparò insensibilmente gli ne si applica più comunemente a-
spiriti ai buon gusto della erudi- gli studi della filologia, ossia stu-
zione., e della bella letteratura. Fu dio delle belle lettere, e di quello
allora che i dotti dell'occidente si che chiamiamo appunto erudizione,
avvidero che Demostene e Cice- non che dell'antiquaria. Egli è
rone, Omero e Virgilio, Tucidide perciò, che per ultimo accenneremo
e Tacito, seguiti avevano gli stessi quanto Filippo Buonarroti scrisse
principii nell'arte di scrivere, e fa- sullo studio e sulla difficoltà del-
cilmente ne trassero la conclusione, l'erudizione, nel suo proemio alle
che quei principii erano i veri fon- dotte Osservazioni istoriche sopra
damenti dell'arte. Ciò non pertan- alcuni medaglioni antichi. Il vero

to i veri principii del buon gusto, sapere consiste in gran parte, non
dice il citato d'Alembert, non fu- nell'avere apprese e conservate nel-
rono ben conosciuti ed accurata- la memoria molte cose, ma bensì
mente sviluppati se non quando si nel discernimento di conoscerne il

ricominciò ad applicarli alle lin- valore, la scienza di esse, le cose


gue viventi; e in questo ancora chiare e certe dalle dubbie, e la-
primi furono gì' italiani. Siccome la E se veruna scien-
sciare le inutili.
memoria tenace è il principal ca- za ha bisogno di un sì fatto pre-
pitale di un vero erudito, nell'in- paramento d' intelletto e cautela ,

titolare l'eruditissimo Cancellieri al lo studio dell'erudizione e della an-


celebre cav. Millin la Dissertazio- tichità è quello che ne ha una
ne intorno agli uomini dotati di necessità particolare, solo per non
gran memoria, ec, cosi gli scrive- le cagioni addotte,ancora pel ma
va: •> Finche ho avuto la sorte di gran numero degli scrittori, e per
•» starvi vicino a Parigi ed in Ro- la varietà delle opinioni che ci
* ma, non mi facea di mestieri sono, non che per la differenza
» di consultare verun libro. Qua- degli stili,ond' è molto difficile in
» loia mi occorreva di procurar- una strada tanto frequentata da
» mi qualche notizia, o di sapere ogni sorte d' ingegni seguitare le
» quale autore avesse scritto sopra vestigie che conducono alla veri-
» qualunque materia, bastava che tà. Ma siccome tali cose rendono
68 ERU ERU
difficile un tanto studio, è pur ve- lo, che per vendicarsi di Oreste, il
ro che con grandissima utilità si quale avea proclamato imperatore
assuefa l'intelletto, e lo rende più il proprio figlio Romolo Augusto,
abile ad apprendere e seguire in ogui detto per dispregio Momillo Au-
affare la verità; imperocché, se l'e- gustolo, come sdegnato in un ai
sercizio delle altre scienze ce lo suoi partigiani, nulla curando la

restringe, per così dire, ad un cer- rovina d'Italia, chiamò gli eruli,
to, solo e regolato metodo che , popoli della Seandivania, inviando
non è tanto a proposito per gli a tal uopo una legazione ad Odoa-
altari comuni, lo studio dell' eru- cre, cui s. Severino avea predetto

dizione dall'altro canto è più adat- il suo futuro ingrandimento. Odoa-


tato ad abilitarlo a ben discernere cre dopo poca resistenza, nel 47*>
e giudicare negli accidenti, e nelle occupò anche Roma depose Ro- ,

cose umane, dipendono da


le quali molo Augusto rilegandolo nella
congiunture e cagioni diverse ed Campagna, cioè in Luculiano, ca-
uràni te, per la ragione che questa stello vicino a Napoli, dando cosi
scienza dipende, come si è detto, fine al romano impero cinque se-
da molti principi*!. coli dopo la sua fondazione > e la
ERULI (Heruli).
Questi anti- possente dominazione romana fon-
chi popoli ebbero l' origine nella data da Romolo, e stabilita da
Germania o nella Pomeriana, se- Augusto ebbe fine sotto l' infelice
condo S trabone e Tacito, e furo- e debole principe, che indegna-
no prima chiamati Lemovii. Tolo- mente portava il nome di ambedue.
meo nella sua geografia , dice che Lungi Odoacre di assumere la
gli eruli uscirouo dalle isole del porpora imperiale, prese in vece
golfo del Codano o dell'Ellespon- l' insegne e il titolo di re d'Italia,
to Danico. Zosimo e Procopio che fissando la sua sede in Ravenna
ci fanno conoscere i principii di (Fedi). Allora Roma venne consi-
questi popoli , attribuiscono loro derata come città secondaria, sot-
un'estrema ferocia. Questi popoli toposta al governo dei luogotenenti
entrarono in Europa , dopo aver del re, e le sue provincie limitrofe
passato lunghesso il Ponto Eussi- formarono il ducato romano. Ri-
no. Gli uni si stabilirono sulle ri- cordevole Odoacre del vaticinio di
ve del Danubio, altri imbarca-
si s. Severino, gli scrisse invitandolo
rono, ma vi perirono in gran nu- a domandare ciò che avesse volu-
mero. Fecero la guerra ai lom- to. Odoacre mostrò molta mode-
bardi, e poscia agi' imperatori gre- razione, e sebbene seguace dell'a-
ci, per cui Anastasio fece loro la rianesimo, non turbò le cose sa-

guerra, e in parte li sottomise. gre, e concedette varie grazie ai

Giustiniano 1 accordò loro delle vescovi cattolici. L' erulo conqui-


terre, e li sollecitò a farsi cristia- statore mise nel suo consiglio il
ni, siccome poi diremo. Al dire di celebre Cassiodoro , creandolo nel
Procopio gli eruli entrarono in I- 485 conte delle rendite private, e
talia nell'anno 47^, avendo alla tre anni dopo conte delle sagre
loro lesta Odoacre. Narra il Ri- largizioni. Indi nell' anno 487 vin-
naldi, all'anno 47 5, num. 3, che se Feba re de' rughi, e lo mandò
Giulio JXepote imperatore fu quel- schiavo con la moglie Gisa in Ita-
ERU ERU 69
lia,ove trasportò pure le sue genti mi, e la meraviglia comune per la
quando superò Federico figliuolo profonda sua dottrina. Fu caro as-
di Feba, che avea ricuperato il pa- sai a Nicolò V, che Io fece refe-
terno reame. Mal soffrendo Teo- rendario, e lo ammise nel palazzo
dorico re degli ostrogoti o visigoti vaticano, affidandogli liberamente le
in Italia, che in questa nobile e cose di maggior importanza. Lo di-
bella regione regnasse pure O- chiarò quindi uditore di rota, e nel
doacre, ottenne l'assenso da Zeno- i44^ gb' vescovado di
conferì il

ne imperatore di oriente di mar- Spoleti, da cui


richiamò l'anno
lo
ciar contro di lui con poderoso seguente per eleggerlo a suo vica-
esercito l'anno 489. Lo vinse in rio in Roma. Succeduto poi nel
due battaglie, lo costrinse a rac- trono pontificio Calisto III, fu egua-
chiudersi in Ravenna, e dopo tre le il grado di onore eh' ottenne
anni di Teodorico a' 5
assedio, presso questo Papa, ed anzi da lui
marzo 49/3 ebbe per capitolazione sarebbe stato promosso alla sagra
la città, indi dopo pochi giorni a porpora, se le umane passioni che
tradimento uccise Odoacre, termi- talvolta nascondonsi anche nelle
nando colla sua morte il regno persone eminenti, non gli avessero
degli eruli in Italia. Fu dunque ingiustamente opposto de' speciosis-
nel 493 che Teodorico assunse il simi obbietti. Pio II però, non avu-
titolo di re de' goti e d' Italia, e to riguardo a' nemici di lui a' 5
,

Roma fu a lui sottoposta. Abbia- marzo 1460 , lo creò Cardinale


mo inoltre dal citato Rinaldi, al- dell' ordine de' preti , e gli asse-
l'anno 527, num. 52, la conver- gnò il titolo cardinalizio di s. Sa-
sione al cattolicismo degli eruli, ed bina e l'abbazia delle tre fonta-
essendosi recato il loro re Getes a ne. Decorato di sì cospicua digni-
Costantinopoli, si fece battezzare, e tà, con mensa frugale ed u-
visse
l' imperatore Giustiniano I, ch'erasi mile suppellettile, per modo di ren-
servito degli eruli nella guerra di dersi il modello dell'altrui condot-
Persia, lo tenne al sagro fonte. Di ta. Nondimeno sapea sostenere i

questa conversione degli eruli ne diritti suo grado con tale


dell'alto
trattano anco Evagrio e Niceforo. fermezza da lasciarne le più lu-
ERULI Eberardo, ovvero Ber- minose memorie, e raccontasi nella
nardo, Cardinale. Eberardo Eruli vita di lui che non abbia voluto
nacque in Narni l'anno 1409. Giu- discendere a fare pel primo la vi-
sta il Ciacconio e l'Ughellio ebbe sita al secondogenito del re di Na-
i natali da famiglia volgare ed poli recatosi in Roma , sebbene i
oscura ; ma secondo Sperandio,
lo suoi colleghi l'avessero già fatta.
il Marchesi , il Viviano, sembra In Narni avea fondato un ampio
piuttosto che avesse abbastanza ci- monistero ed uno spedale pei po-
vile casato. Ciò si conferma da veri con una chiesa in Monterosi.
quanto disse Pio II nel concistoro Dimesso il primo titolo, nel i474j
in riguardo all'Eruli, cioè non igno- sotto Sisto IV, passò al vescovato
bili loco natus. In qualunque mo- di Sabina, e quindi sostenne la le-
do però siasi la cosa, egli è certo gazione di Perugia e dell'Umbria.
che fino da' primi anni si rese lo Ebbe amicizia col Cardinale di
specchio della integrità ne' coslu- Pavia, che di lui parla molto nel-
, ,

70 ERZ ERZ
le sue lettere, e col santo arcive- nura, di un'alta monta-
a piedi
m'(ivo di Firenze Antonino, il qua- gna, chiamala Egarli-Dagh , e di
le spesso usava di consultarlo ne- molte colline, distante due leghe
gli affari della più grande impor- dal braccio settentrionale dell'Eu-
tanza. Morì in età di settanta an- frate. E assai grande, cinta di mu-
ni nel i479> e *" se P°' to ne ^ a ba- ra, e fosse; nel centro avvi una
silica vaticana, dove ottenne anche cittadella circondata pur di fossa,
un'iscrizione, che venne poi illustra- e da doppia muraglia in pietra
ta dall'erudito ab. Dionisi ne' suoi ed è fiancheggiata di torri. Questa
Monumenti delle grotte vaticane. cittadella ha quattro porte, e rin-
ERUMNINA. Sede episcopale chiude il palazzo del pascià, e qua-
d'Africa, il cui vescovo Massimia- si tutta la popolazione turca. Si
no intervenne al concilio di Cabar- distingue tra le sue numerose mo-
susa nell'anno 2 34- Not. Afr. schee l'Ulà Giamì, vastissimo edi-
ERYTRHAEA. V. Eretra. fìzio. Vi sono inoltre molti bagni
ERYTRHON. Sede vescovile del- pubblici, bazar, e belle piazze : la
la Libia Pentapoli, nel patriarcato fabbrica della dogana è pur vasta.
Alessandrino, sulle coste del mare. Quivi è il centro del commercio
Si crede stabilita da Marco, co-
s. fra la Persia, la Turchia, ed altri
me pure le sedi d'Idrace e di Pa- luoghi ,
perchè è assai frequen-
lebisca; luoghi poco considerabili, tata dalle carovane. Si calcolano
che le furono aggiunti, sebbene nel i suoi abitanti a circa settantamila ,

quarto secolo avesse ognuno il turchi, armeni, greci ec. Sebbene


proprio vescovo. È noto, che il il clima sia freddo , e l'aria pura,
concilio di Sardica avea proibito di la peste vi fece delle grandi stragi
erigere vescovati ne' borghi. Si sa nel precedentemente avea
1807 :

ancora che ad onta di ciò ve ne provato il flagello del terremoto


furono molti nella Pentapoli, in a' 9 luglio 1784. Fuori della porta
altriluoghi d'Africa, ed in Asia. di Tauris, vi sono ameni passeggi,
Commanville dice, che Erytrhon molti bei sepolcri di santoni , che
venne eretta nel quinto secolo e , si vanno a visitare, e sorgenti mi-
dichiarata suffragauea della metro- nerali assai rinomate.
poli di Cirene. Neil' Oriens Christ. Commanville, de tous
nell' Hist.
tom. II, pag. 625 , sono le notizie les archèv., che Erzerum è
dice,
de* quattro suoi vescovi Orione residenza di un arcivescovo arme-
Sabazio, Paolo e Teofilo. no, che prima chiamavasi di Surp-
ERZERUM, Erze-Roum, Aziris, Xrixor, ossia di s. Gregorio, nel pa-
o Teodosiopoli ). Città arcivesco- triarcato d'Ezmiazin (Vedi), e nel
vile dell'Asia maggiore nel patriar- monistero di tal santo. La provin-
cato di Ezmiazin, della nazione ar- cia d'Erzerum si componeva del-
mena, la quale chiama questa cit- l'arcivescovato d' Erzerum, e di tre
tà col nome di Cariti o Garin. s vescovati suffraganei. Questi vesco-
antica capitale dell'Armenia mag- vati erano Surb-Astuasasin, con re-
giore. Essa appartiene allaTurchia sidenza nel monistero della Madre
asiatica neh' Armenia , ed è capo di Dio, quattro leghe lungi da Er-
luogo di pascialatico e di sangia- zerum ; Ginisuvanch) con moniste-
cato, sorgendo in una vasta pia- ro distante otto leghe da Erzerum ;
ESA ESA 71
e filamruanavanch, città nel Be- tado Venosino, allora domini» del-
glerbei d'Erzerum. Oltre a ciò e- la Chiesa romana, ed anche quelli
ranvi gli arcivescovati onorari di di nomina o presentazione di prin-
Derganav aneti, residente nel mo- cipi sovrani d' Italia ed isole adia-
nistero d'Erzerum, e di Arsingam. centi, si dovessero esaminare pub-

Di Erzerum si tratta in vari ar- blicamente alla presenza del Papa,


ticoli del Dizionario , massime al nella sagra teologia, ovvero in sa-
voi. XVIII, pag. 3 e 124, ove 1 1 gri canoni. Ed è perciò, che Cle-
dicesi del suo stato presente sì delle mente Vili istituì la Congregazio-
provincie che le sono soggette, che ne deW esame de* vescovi (Vedi),
degli armeni cattolici, di quelli sci- al quale articolo si riporta quanto
smatici, ed anche dei greci. riguarda la congregazione cardina-
ESALTAZIONE della ss. Cuo- lizia, il prelato suo segretario, gli

ce, Festa. V. il voi. XVIII, pag. esaminandi, ed il modo pubblico o


236 e seg. del Dizionario. segreto col quale si fa l'esame. Di-
ESAME (Examen, inquisitio). cesi inoltre essere soggetti all' esa-
L' esame prendesi generalmente : me tutti i vescovi delle parti sud-
i.° per la ricerca colla quale si dette, i vescovi coadiutori e suf-
procura di scuoprire la verità di fraganei (massimamente dell'Italia),
una cosa i.° per la deposizione
: e quelli che essendo vescovi tito-
de' testimoni 3.° per quello della
: lari sono ad una chiesa
trasferiti
religione , dappoiché gì' increduli residenziale. Ivi pure si dice chi
bene spesso hanno insistito sulla gode l'esenzione, e chi n'è dis-
necessità di esaminare le prove del- pensato. Altre analoghe notizie so-
la religione, la quale in vece di no riportate all'articolo Concisto-
proibircelo, e' invita anzi a farlo : ro, cioè nel voi. XV, p. 23oe seg.
4-° per la discussione di coscienza, del Dizionario. Aggiungeremo qui,
o il riscontrare che devono fare i che prima d'incominciar l'esame
cristiani tutti i giorni alla sera, ed il Papa legge l'orazione che suole
allorquando essi si dispongono a recitarsi al cominciar delle con-
confessarsi , affine di conoscere le gregazioni cardinalizie \ e che gli
loro colpe :
5."
prova della per la esaminatori de* vescovi essendo Car-
capacità che aspira a
di quello dinali ,
prelati , e distinti reli-

qualche carica, od a qualche gra- giosi ,


prima esaminano i prela-
do nelle scuole, o negli ordini sa- ti, o i religiosi, poi i Cardinali.
gri, ovvero a qualche benefizio a Dall'esame sono dispensati gli esa-
cura di anime. Di tutte queste, e minatori, gli uditori di rota, i con-
di altre specie di esami si tratta , sultori del s. offizio ec, ma essi

a' rispettivi articoli. Solo qui ag- sono tenuti a presentarsi all' atto
giungeremo un cenno sull'-E^me dell'esame, e ad inginocchiarsi avan-
J
de vescovi. ti il Pontefice alla presenza degli
Gregorio XIV prescrisse la di- esaminatori. Il Papa però li fa su-

ligenza da usarsi nell'esame de' ve- bito alzare. Lessi in carte autenti-
scovi ; quindi Clemente VIII de- che, che sono pure dispensati dal-
cretò, che gli eletti ai vescovati di l' esame ed esentati i vescovi di
libera provvisione del Papa, com- Gorizia, di Trento, di Macarska, di
presi quelli di Avignone, e del con- Sardegna , di Savoia ec. Fu per le
72 ESA ESA
testimonianze uffiziose ilei sovrani, » dinalis Marefusci objectionibus
e la considerazione delle spese e »» respondebis sitque hoc perpe-
,

dell'incomodo dei viaggi, che l'e- >» tuutn nostrae erga te benevolen-
same dei vescovi fu ristretto ai soli ti monumentum ".
tiae
promossi ai vescovati d'Italia. Dal- ESARCA, o ESARCO (Exar-
iemedesime carte rilevai, che Cle- chus).Questa parola significa pro-
mente XI, Benedetto XIII, e Be- priamente principe, o capitano. E
nedetto XIV talvolta approvarono nome di uffizio e dignità ecclesia-
alcun vescovo, il quale nell'esame stica e e propriamente
secolare ,

si smarrì ; anxi Benedetto XIV e- era che dall'imperatore di


colui
saminò in privato monsignor Co- oriente veniva preposto come suo
lombari, eletto di Bertinoro, ch'era vicario al governo delle provincie
stato riprovato nell'esame pubbli- d'Italia soggette all'impero, e che
co. In questo talvoltaesaminò lo ordinariamente risiedeva in Raven-
stessoPapa, come fece Pio VI ; ne na. V. Esarcato d' Italia o di
mancarono esempi sotto Clemente Ravenna , ove dicesi che X Africa
XIII, Clemente XIV, Pio VI e avea il suo esarca, ossia governa-
Pio VII, che alcuni eletti vescovi, tore. La dignità ecclesiastica di tal
non sostenendo bene l'esame, non nome era di diverse specie ; pri-
furono approvati e perciò non , mieramente per officio della chiesa
promossi all'episcopato. Non solo si Costantinopolitana, e chi lo funge-
dispensarono alcuni dall' esame , e va era come un legato del patriar-
ad altri venne accordato quello ca. A lui spettava raccogliere le
particolare , ma ad altri bastò la decime, ed eseguire altri negozi
sola presentazione nel pubblico esa- della chiesa. Secondo il Codino ta-
me, e quindi vennero esentati dal- le esarca era uno de'm inori officia-
l' indulgenza pontificia, per ispecia- li della chiesa di Costantinopoli,
le considerazione. giacche egli lo registra il quaran-
Noteremo per ultimo, che anche tunesimo, dei quarantasei che no-
gli avvocati concistorialipromossi mina nel lib. 4- Nel pontificale
al vescovato , credono
godere il della Chiesa greca si legge una
privilegio di esenzione dall' esame, formola dell'istituzione degli esarchi.
e ne fecero umile rappresentanza Il patriarca, fatta l'imposizione del-
al Papa Pio VI quando promosse le mani, dà loro un comando o
all'arcivescovato di Taranto l'avvo- che contengono la
lettere testimoniali,
cato concistoriale Capecelatro. Non obbligazione delle loro cariche. Es-
fu data allora alcuna risposta, ma si dovevano visitare i monisteri
quando il detto avvocato si pre- che dipendevano dal patriarca, cor-
sentò all' esame, il Pontefice si e- reggere i superiori e gl'inferiori, fa-
spresse con queste parole » Ut : re uno stato delle rendite dei mo-
># nostrani erga te clementiam o- nisteri, dei vasi sagri, degli orna-
>' stendamus placet a rigido exa- menti ec. L' esarca inoltre co-
» mine te dispensare; habemus me legato e deputato di detto pa-
» enim non unum sed multiple* triarca, faceva la visita delle pro-
» doctrinae sapientiaeque tuae prae- vincie al medesimo sottoposte, con
» clarum testimonium ; idcirco tuis potere di prevenire e di correggere
» ita exigentibus meritis soliusCar- gli abusi con saggi ed opportuni
ESA ESA 73
regolamenti, come d'interdire e de- ceseos Exarchum adeat, etc. Conc.
porre quelli che meritassero puni- Calced. can. 9. Finalmente ripor-
zione, e di assolvere i penitenti. teremo su questa dignità di esar-
Questa non era che una autorità ca, anche quanto ne scrive il Sar-
delegata, e non propria e persona- nellinel tonti. IX delle Lettere cccl.,
le attaccata ad una sede. nella lettera XL.
Altra specie poi d'esarchi erano La polizia ecclesiastica della chie-
quelli di una diocesi, che presie- sa orientale era costituita in que-
devano a molte provincie. Esso sta maniera, che i vescovi delle
era superiore al metropolitano, ed sedi inferiori erano soggetti ai me-
inferiore al patriarca, corrisponden- tropolitani di ciascuna provincia;
do la sua dignità a quella del Pri- sopra i metropolitani vi erano gli
mate (Vedi). Chiamavansi esarchi esarchi, che in occidente sono detti
coloro fra i vescovi che venivano primati, come a presidenti di più
scelti dai patriarchi , per visitare provincie ecclesiastiche; e sopra gli
in loro nome una parte della loro esarchi i patriarchi, di maniera pe-
diocesi o provincia. Il Macri nella rò che la potestà, che competeva
Not. de vocab. ecclesiastici, dice a'vescovi inferiori intorno ai pro-
che questa voce Exarchus Provin- pri sudditti, e la loro giurisdizione
ciae , significava il metropolitano non riceveva detrimento alcuno dai
o l'arcivescovo, come si raccoglie da gradi superiori, salvo il diritto del-
queste parole: Exarchi Provinciae le appellazioni. Gli esarchi più ce-
dico auttm episcopi metropolitani. lebri di tutto l'oriente furono il

Conc. Sardicensis can. 6. Sopra nominato Efesino nella diocesi del-


questo canone Balsamone dichiara, l'Asia; il Cesariense nella Cappado-
come per nome di esarca in que- cia, a cui era soggetta la diocesi
sto luogo s' intenda il primate, il di Ponto ; il Tessalonicense nella
quale nei concili si sottoscriveva diocesi di Macedonia; e il vescovo
dopo i patriarchi, e prima dei me- di Eraclea nella diocesi di Tracia,
tropolitani : Exarchus aulem dioe- a cui nei primi tempi era sogget-
cesis non unius cujusque provinciae to il vescovo di Bisanzio o Costan-
metropolitanus est, sed metropo- tinopoli (V. Diocesi). A quell'ar-
litanus totius dioecesis : dioecesis ticolo avvertimmo che in orienle
vero dicitur, quae multas in se il nome di diocesi era assaipiù
provincias contine!. E così sotto ampio che in occidente, dappoiché
il patriarcato Costantinopolitano si presso gli orientali la diocesi ab-
enumeravano tre esarchi, o primati: bracciava più provincie, che ubbi-
l'Efesino per tutta l'Asia; quello di divano ad un esarca o patriarca;
Cesarea di Cappadocia in Ponto; e ciascuna provincia, cui presiede-
il terzo era il prelato di Eraclea vano i metropolitani, si chiamavano
nella Tracia, e perciò esarca del- Esarchie, e quelle di ciascun vescovo
l'esarcato di Tracia. Aggiunge lo inferiore dicevansi parrocchie. V.
stesso Macri, che di cesi Exarchus Esarcato Ecclesiastico.
Dioeceseos, in significalo di prima- ESARCATO ECCLESIASTICO,
te. Si auteni cimi ipsius provinciae Diocesi composta di diverse pro-
metropolitano episcopus, vcl cleri- vincie ,
presieduta da un vescovo
citSy controversiam habuerit, veldioe- insignito della dignità di esarca,
74 ESA ESA
essendo come un primate, o
egli richiamo dal comando delle armi in
come un metropolitano non di una Italia, quando gli fu sostituito Nar-

provincia ma di più provincie. sete, che per essere eunuco, e per-


/". Esarca e Diocesi. siano era il disprezzo de'greci. Gli
ESARCATO D'ITALIA, o di emuli pertanto di Narsete rappre-
Ravenna. Così chiamavasi quella sentarono all'imperatrice Sofia, che
parte d'Italia che era governata dal- Narsete profittava de'tesori, co'qua-
l'esarca, cioè dal vicario o prefetto li potevasi risarcireil depauperato

per l'imperatore di oriente, il qua- erario imperiale; laonde essa co-


le risiedeva ordinariamente in Ra- me potente presso il marito Giu-
venna per difenderla in un ai do- stino II, imprudentemente scrisse
mimi ad essa annessi, contro i lon- a Narsete, che non conveniva ad un
gobardi, che avevano conquistato tut- eunuco il maneggio delle armi, per
ta l'Italia. Dopo che Odoacre re degli cui poteva tornar fra le ancelle a
Ertili (Fedi), ebbe per condiscenden- filare.Adontato fieramente Narsete
za de'goti in balia l'impero di occi- continuò l'allegoria, rispondendo a
dente, e costrinse l'inetto imperatore Sofìa, ch'egli a'suoi comandamenti
Romolo Augusto ad abdicare l'impe- ubbidiva, ma che del filo fatto
rio in Ravenna a'2 3 agosto dell'an- dalle sue mani, una tela tessuta
no 47 5> fissò la sua sede in Ra- avrebbe, che né essa, ne il suo
venna, per cui Roma fu considera- marito sviluppare giammai potreb-
ta come città secondaria, sottoposta bero. Quindi Narsete sollecitò Al-
al governo dei luogotenenti del re boino, re de'longobardi, ad occu-
Erulo_, e le sue provincie limitrofe pare l'Italia, che trepidava al solo
formarono il ducato romano. Ma loro nome, essendo stata testimone
Teodorico avendo poi vinto co'suoi del valore di quegli scandiva ni ,

goti o ostrogoti Odoacre, lo spen- quando ausiliari di Narsete scaccia-


se a tradimento, restando cosi i rono i goti. Ad evitar l'odio dei
goti signori d'Italia. A liberare dal romani, Narsete da Roma si con-
servaggio questa regione, Giustinia- dusse a Napoli, intanto che i lon-
no I inviò contro gl'invasori pri- gobardi riempirono di spavento e
ma Belisario, e poi Narsete, che ri- di stragi l'Italia.
portarono sui nemici gloriose vit- Sedeva sulla cattedra apostolica
torie. Sarebbe stata felice l'Italia se il Papa Giovanni III, amicissimo di

i trionfi del prode Narsete avesse- Narsete perchè aveagli ottenuta


ro posto termine alle sciagure di da Giustino II la dignità di ex-con-
lei; ma questo medesimo capitano sole. A placar l'ira di questo , re-

che era la cagione di sua


stato cossi a Napoli, gli riuscì di persua-

tranquillità,divenne invece l'auto- derlo, e seco il ricondusse in Ro-


re della pubblica rovina. Narsete ma, ove morì di dispetto vedendo-
lodato per valore ed altre virtù, si impotente di rimediare alla ro-
ebbe taccia di disordinato amore al- vina d'Italia, giacché Alboino avea
le ricchezze; e venuto in odio ai fissata la sua residenza in Pavia,
patrizi romani, fu da essi accusato e dato principio al regno longobar-
all'imperatore Giustino II. Gli a- dico, che durò 206 anni: altri dicono
mici di Belisario profittarono del- 184, ed computandovi il tem-
altri,

la circostanza per vendicare il suo po che governò Narsete, anni 218.


31

ESA ESA f$
Giunse in questo tempo, spedito munì di valide soldatesche Roma e
da Costantinopoli a Ravenna, Lon- Ravenna. Cosi ebbe principio l'esar-
gino patrizio, fatto successore di cato di Ravenna, di cui andiamo a
Narsete, seco recando per mare un dire di quali dominii componevasi,
esercito. Udita egli la morte di rammentando qualche tratto stori-
Narsete, trasmise all'imperatore il co principale, mentre il resto si

cadavere di lui chiuso in cassa di dice all'articolo Ravenna (Fedi).


piombo, ed insieme tutto l'immen- Siccome gli esarchi alcune fiate a-
so tesoro del defunto. Essendo sta- busivamente, e al modo che di-
to Longino spedito in Italia con cemmo ad Elezione de sommi Pon-
nuova fog-
assoluto arbitrio, inventò tefici (Fedi), influirono all'elezio-
gia di governarla, facendo Raven- ne dei Papi, e talvolta ne ratifi-
na, non più Roma, sede della pre- carono l'esaltazione pegl'imperatori
fettura, né chiarnossi duca, ma e- di oriente, speriamo non riuscirà
sarca dell'Italia, a somiglianza del discaro che qui si riporti il nove-
governatore dell'Africa, che pari- ro de'medesimi esarchi., che pren-
menti esarca nomavasi E perchè . diamo dalla celebre opera del eh.
della venuta de'longobardi teme va- Cesare Cantù: Cronologia per ser~
si, fortificò Longino le città fron- vire alla storia universale^ a pag,
tiere d' Italia verso Lamagna, e 354.

Esarchi dì Ravenna.

Narsete, duca d'Italia dal 544 al 568


Longino primo esarca « 568 584
Smaragdo » 584 5 9°
Romano » 5o,o
^97
Callinico ....>» 597 602
Smaragdo, per la seconda volta *» 602 611
Lemigio • » 61 1 616
Eleuterio » 616 619
Isacco » 619 638
Platone » 638 648
Teodoro I Calliopa * 648 649
Olimpio » 649 652
Teodoro I Calliopa, per la seconda volta . . * 652 666
Gregorio « 666 678
Teodoro II » 678 687
Giovanni Platino »»
687 702
Teofilace *»
702 710
Giovanni Rizocopo » 710 711
Eutiehio » 7 1
7 i3
Scolastico » 7 1
727
Paolo >»
727 728
Eutiehio, per la seconda volta « 728 752
Astolfo pose fine all'esarcato il 752.
.

76 ESA ESA
Dal Muratori, e dalla seconda e fertili piani. Soggiungo però il

sua dissertazione, del regno d'Ita- Muratori, che alcuni vollero am-
lia e de' suoi confini, rilevasi quel- pliare r esarcato comprendendovi
li dell'esarcato Ravenna. Egli di Piacenza, Parma, Reggio e Mode-
pertanto dice che lungo la spiag- na, ma aggiunge che ciò non è
gia dell'Adriatico arrivava il domi- vero. Di quelle quattro città, e per-
nio de' longobardi sino ai contini sino d'Imola, sul principio s'impa-
di Ravenna , dove risiedendo gli dronirono i longobardi ; e Mauri-
esarchi, cioè i ministri ossia go- zio imperatore nell'anno 5c)o, col-
vernatori postivi dagl' imperatori legato co' franchi, ricuperò Mode-
greci, davano il nome di esarcato na, Mantova, Aitino, Cremona, ed
a parte dell'Emilia, ed a Flaminia, altri luoghi. Il re Agilulfo in ap-
tuttavia suddite del greco impero. presso tutto riprese, e il confine
Noteremo che l'Emilia è un'anti- degli stati tornò ad essere fra Mo-
ca contrada d'Italia, cui la strada dena e Bologna. Presero poi altri
Emilia diede il nome, situata fra re longobardi l' esarcato, e resta
ilPo, l'Apennino e la Flaminia. tuttavia in Bologna un monumen-
Comprendeva porzione della Lom- to del dominio del re Luilpranclo in
bardia di Po, e della Ro-
là dal quella città. Pipino re de' franchi, co-
magna, si estendeva da Rimini si- me meglio diremo, restituì e fece un
no a Piacenza, rinchiudendo por- dono dell'esarcato al Romano Pon-
zione degli stati della Chiesa, e tefice; e perchè il re Desiderio
dei ducati di Parma, Modena, tornò ad occuparlo, Carlo Magno
Mantova e Mirandola, colle città lo ricuperò alla Chiesa Romana,
di Piacenza, Parma, Reggio, Bolo- e conquistò per se il regno d'Italia.
gna ed Imola. La Flaminia poi, Fin qui il Muratori. Ma di altre
altra contrada d'Italia, cosi chia- interessanti notizie dell' esarcato di
mata ne'primi tempi. I popoli di Ravenna, oltre quanto dicesi a quel
questi paesi, detti lingoni e seno- citato articolo, de' suoi popoli che
ni, erano gaulesi venuti a stabilir- si posero sotto la protezione della
visi dalle provincie di Langres e santa Sede, del dono fattone ad
di Sens, per lo che questa parte essa da Pipino, e quali provincie
di Italia prese poscia il nome di abbracciasse, lo diremo brevemen-
Gallia Cisalpina, quindi di Roman- te coll'autorità del Borgia, Memo-
diola o Romagna. Noteremo inoltre, rie isteriche di Benevento, tom. I,

che sebbene 1' Anastasio , in Vii. pag. 8 Di questo esarcato,


e seg.
Steph. Ili, ove riporta il modo come dominio pontificio, si parlò an-
come l'esarcato fu dato alla santa cora all'articolo Comacchio (Fedi).
Sede, non vi comprenda la pro- L'empio Leone l'Isaurico aven-
vincia del Piceno, tuttavolta il do dichiarato guerra alle sagre im-
Borgia è di avviso coi geografi, magini, e vessando popoli Italia- i

che ancor essa stesse sotto il go- ni in altre guise, questi, all'udire
verno degli esarchi di Ravenna che l'imperatore minacciava d'im-
Il Piceno, contrada dell'Italia anti- prigionare zelante Pontefice s.
il

ca, lungo l'Adriatico, abitato dai Gregorio siccome difensore del


II

picenti originari della Sabina, è un culto delle sagre immagini, si sot-


paese vagamente variato da colline trassero dalla sua ubbidienza, ricu-
ESA ESA 77
saremo di pagaie i tributi, ed li- rientale. Venivano questi angustia-
ni ti ai longobardi signori del resto ti dalle armi vittoriose di Luit-
d'Italia, presero le armi in difesa prando, eh' erasi impadronito di
del Papa. Si pensò in questo tem- Ravenna capitale dell'esarcato, e
po dagl'italiani di eleggere un nuo- di altri luoghi, mentre le forze
vo imperatore, e di condurlo spal- dell' esarcato erano ineguali per far
leggiato dalle loro armi a Costan- fronte al nemico, né da oriente ri-

tinopoli; ma il saggio s. Gregorio ceveva aiuti, perchè Costantino,


li, sperando nel ravvedimento di succeduto nel 741 a suo padre
Leone, raffrenò gli spiriti. Roma Leone, era impegnato a reprime-
però, e i luoghi del suo ducato, re il cognato Artabano, il quale
soggetti sino allora all'imperatore tentava detronizzarlo. Laonde tan-
d'oriente, verso l'anno y3o si sot- to l'esarca Eutichio, che Giovanni
trassero anch'essi dall'ubbidienza di arcivescovo di Piavenna, per iscam-
Leone, e de' suoi ministri , cioè pare mali maggiori, si raccoman-
dagli esarchi di Ravenna , come darono a s. Zaccaria, acciocché qua-
narrano Teofane, Cedreuo , e Zo- le amico del re Luitprando fa-
nara presso il Bellarmino, de Rom. cesse l'uffizio di mediatore. Non fu
Poni. cap. 8, Ponendosi dun-
lib. 5. renitente il Pontefice a queste do-
que Roma in libertà costituì il Pa- mande, per cui prendendo subito
pa (l'autorità temporale del quale cura e sollecitudine di quelle Pro-
da molto tempo era quivi riverita) vincie, nelle quali sebbene gl'im-
per capo suo non meno che del du- peratori greci ne ritenessero il ti-

cato romano. Non andò guari che tolo di padroni, non ne curavano
s. Gregorio II, con coraggio, dovè la conservazione e la difesa. Dopo
opporsi al re Luitprando, il quale avere il Pontefice a mezzo de'suoi
confederatosi con Eutichio patrizio, legali pressato il re, con l'offerta
ed esarca di Ravenna, macchina- di molti doni, s' incamminò egli
va di soggettare a sé duchi di i stesso alla volta di Pavia. In pas-
Spoleto e Benevento, e la città di sando per Ravenna vi fu salutato
Roma all'esarca, che ne dovea fa- ed accolto con questa tenera accla-
re l'assedio. Fu allora, che il Pa- mazione: Bene venit Pastor, qui
pa ammansò colla sua robusta e- suas relìquit oves i et ad nos qui
loquenza il re longobardo, lo in- perituri eranius liberandos occurrit.
dusse a rendere omaggio a s. Pie- Giunto s. Zaccaria nella regia cor-
tro,a ritrocedere coll'esercito, e ad te di Pavia, indusse Luitprando a
implorare il perdono all' esarca restituire alcuni territorii a Raven-
come il Pontefice gli accordò. I na, e due parti del territorio a
santi Pontefici Gregorio III e Zac- Cesena, obbligandosi di restituire
caria difesero contro i longobardi poi Cesena rimanente
stessa, ed il

alcune città del loro dominio, da del suo territorio. Ciò venne in
essi prepotentemente occupate; an- cognizione di Costantino, il quale
zi il secondo, come padre comu- per compensare il Papa di quanto
ne, rivolse le sue cure sui popoli avea operato per la quiete dell' e-
dell' esarcato, e della Pentapoli pro- sa reato, concesse all'apocrisario del-
vincia del medesimo esarcato, che la santa Sede, che gliele doman-
ancora dipendevano dall'impero o- dava, le due masse, o sieno unio-
7« ESA ESA
ni di vari predi e possessioni, che si sotto la protezione e difesa del-
erano di ragion pubblica, appella- la sede Apostolica, implorò ed ot-
te Ninfa e Norma. tenne l'aiuto di Pipino re di Fran-
Dopo che l'esarcato di Ravenna eia, ove il Papa si recò nel 754.
si pose sotto la protezione dei Pa- In questa occasione Stefano III un-
pi, successivamente ne sperimentò se re di Francia Pipino, insie-
i benefìci effetti. Il medesimo Zac- me co' suoi Car-
figli Carlo e
caria continuò a proteggere pò- i lomanno, dichiarandoli patrizi dei
poli dell' esarcato, conchiudendo a romani, affinchè s'impegnassero ai-
favore di esso col re Rachisio un la difesa dellaromana, e
Chiesa
trattato di pace per venti anni, degli stati suoi, e convenne tra si

A Rachisio successe nel regno lon- Stefano III e Pipino, che rito-
gobardo Astolfo suo fratello nel gliendo questi colle armi dalle ma-
749. Questi nel pontificato di Ste- ni degli usurpatori longobardi l'e-

fano lì, detto III, e nel 752 mos- sarcato di Ravenna, egli per mu-
se le sue armi contro V esarcato, nifìcenza degna di cattolico prin-
occupandone la capitale, di dove cipe lo donasse alla Chiesa Romana,
scacciò Eutichio ultimo degli esar- come narra de Marca, de Cori-
il

chi, ed indi orgogliosamente le ri- cord. lib. I, cap. 12, § 3; la qua-


volse contro le città del ducato le Chiesa da tanti anni aveva as-
romano, tentando ogni via di sot- sunto tutto il peso di quelle pro-
tomettere ancora queste al domi- vincie, e tanto si era affaticata per
nio longobardo. Adoperò il Papa salvarle,come ora per ricuperarle
donativi e preghiere, ed ottenne dalle mani de'longobardi.
capitoli di pace per quaranta an- Erano stati, siccome abbiamo
ni. Ma il re ponendo in non cale detto, i popoli dell'esarcato abban-
la giurata fede, tornò a minaccia- donati da'greci in preda de'barbari,
re i romani ed il Papa, volendo e perciò costituiti in diritto, a fine
che ciascuno del ducato gli pagas- di provvedere alla propria salvez-
se un soldo d'oro in tributo. Al- za e conservazione, di separarsi dal
lora il santo Pontefice credette capo dell'imperio; e vedendosi pa-
miglior partito far uso dell'autori- droni, o di rimanere sotto il giogo
tà e della forza. Ricorse prima a Co- dei re longobardi, o di darsi ad
stantino, cui doveva essere a cuo- altri, erano già donati ai Papi
si

re la repressione di Astolfo, che ch'eglino avevano da prima eletti


avea occupata Ravenna e buona per loro duci e protettori. Venne
parte dell'esarcato; ma quel prin- quindi Pipino in Italia nello stes-
cipe impegnato nel sacrilego pen- so anno 754 alla testa di pode-
siero di distruggere le sagre imma- roso esercito contro del re Astolfo,
gini, dimentico del dovere conna- ed assediatolo in Pavia, il Papa
turale ad ogni principe di difen- per liberarlo dal totale esterminio
dere e conservare i propri stati, fu che gli sovrastava, gli offrì la pa-
sordo alle richiesle del Papa. Que- ce affine di risparmiare anche il
sii dunque per sottrarre dall'ava- sangue cristiano purché gli re- ,

rizia de' longobardi ducato 10- il stituissequanto aveagli tolto, e gli


mano ed popoli dell'esarcato, che
i consegnasse Ravenna, eie altre città
Zaccaria suo predecessore avea pie- da lui occupale, secondo il conve-
, ,,

ESA ESA 79
mito col re Pipino. Il timore di Borgia, a pag. 18 e seg., riporta
maggiori disastri indusse Astolfo ad quanto ne scrissero l' Anastasio
accettar con giuramento tali condi- Cencio Camerlingo presso il Mura-
zioni; ma appena Pipino tornò in tori, Antiq. italìc. med. aev. diss.
Francia, e Stefano III in Roma, 69, l'epistole contenute nel codice
il longobardo re con infame perfi- Carolino, e l'Ughelli nel t. II, Italia
dia andò ad assediare quella città sacra. Pel resto è a vedersi Ravenna,
nel 7 55, non senza grave danno e Sovranità" de' romani Pontefici.
de'luoghi suburbani. Subito Pa- il Il Frizzi nella bella storia che ci
pa fece sapere al re di Francia il ha dato di Ferrara, al tom. II eru-
temerario procedere di Astolfo ditamente parla dell'esarcato detto
laonde volò Pipino ad assediarlo anco Emilia, dei suoi confini del ,

in Pavia, obbligandolo a ridurre modo cui passò dai greci ai lon-


ad effetto tutte le condizioni della gobardi, e come donato ai roma-
precedente pace. Per tal modo si ni Pontefici; quindi come usurpato
stabili dominio temporale, che
il dagli arcivescovi di Ravenna, e da
la Chiesa Romana gode presente- altri , e come tornato alla Chiesa.
mente, non solo colla restituzione Per ultimo non riuscirà discaro
de'luoghi intorno a Roma, e massi- aggiungere quanto il p. Antonio
me della città di JMarni, che
du- i Brandimarte, minore conventuale,
chi di avevano tolto al
Spoleto scrisse dell' esarcato nel suo Piceno
ducato romano; ma anche colla Annonario, ossia Gallia Senonia
cessione di Ravenna, della Penta- illustrata, a pag. 1 2 e seg., ove par-
poli, e di tutto l'esarcato. Allo la pure della summentovata Pen-
strepito di queste vittorie ed av- tapoli. Distrutto il dominio de' go-
venimenti, si scosse l'imperatore ti in Italia, e costituita Ravenna
Costantino, ripetendo con promesse città capitale dell' esarcato, il Pi-
ed offerte, le nominate provincie a ceno Annonario o Gallia Togata,
Pipino; ma il religioso principe ri- formante ora la metà della .pro-
spose che per niuna ragione a-
, vincia della Marca, mutò allora
vrebbe permesso che quelle città nome, e la parte marittima di esso
fossero alienate dal diritto della fu chiamata Pentapoli, e la parte
Chiesa Romana, giacche non per montana fu chiamata Provincia dei
altro fine aveva egli intraprese quel- Castelli, e fu divisa in due pro-
le spedizioni, come si legge presso vincie. L'anonimo ravennate enu-
l'Anastasio, in Vit. Steph. III. Quin- merando le regioni d' Italia dice
di con ampio diploma Pipino re- che la sesta era Annonaria Pen»
stituì donò alla Romana Chiesa
e tapolensis, cui adnexa pars Pice-
il dominio assoluto dell'esarcato di ni annonarii , septima est supra
Ravenna, e perciò osserva il Cenni, ipsam Pentapolim, idest Provincia
tu praefat tomo IV A nasi. Bi- Castellorum, quae ab antiquis
bliothec. num. 21-22, che il prin- Il p. Berretti contro il Fontanini
cipato della Chiesa Romana non fu supplisce la parola aggiungendo
allora istituito, ma bensì amplificato. quae ab antiquis dieta est Pice-
Sul novero delle città e luoghi niun, e crede che il contado Fer-
sottoposti all' esarcato di Ravenna, mano sia la Provincia de' Castelli,
suoi confini ed estensione, il citalo li Catalani, Stefano Borgia, ed il
,

8o ESA ESB
Rallaclli uniscono a lui. 11 Bran-
si tati del re Astolfo per la Penta-
di marte però pensa diversamente, poli per l' Emilia, come narra
e
e crede che la Pentapoli Annona- Anastasio Bibliotecario, per riceve-
ria, a cui era annessa porzione del re le chiavi delle città, e portatosi
Piceno, l'osse composta in principio in Roma le depositò nella confes-
da cinque città, cioè da Rimino, sione di s. Pietro , e glidonò o
da Pesaro, da Fano, da Siniga- restituì le città di Ravenna, Ri-
glia, e da Ancona, cioè dalla Gal- mini, Pesaro, Conca, Fano, Cese-
lia marittimo, e che la Provincia na , Sinigaglia , Jesi , Montefeltro ,

de' Castelli situata sopra la stessa Urbino, Cagli, Luccoli, Gubbio ec.
Pentapoli, che dagli antichi fu chia- Siccome i longobardi divisero l'I-

mata Piceno, composta della


fosse talia in ducati, cos\ chi sa dire
Gallia Montana, cioè da Cameri- quanti ducali costituirono colla Pen-
no, Maidica, Attidio, Tufìco, Sen- tapoli, che loro fu ritolta, e po-
tino, Alba, Ostia, Suasa, Pitulo, scia donata e restituita con tal no-
Jesi. La voce Pentapoli è compo- me alla santa Sede ? Anastasio Bi-
sta da due parole greche, che si- bliotecario, nella vita di Adriano I,
gnificano cinque città. Col tempo la nomina il ducato Fermano, Osi-
provincia di Pentapoli distese i con- mano, Anconitano, e dice che es-
fi imperocché nel sinodo roma-
ni ; sendosi gli abitanti di questi vo-
no celebrato nel 680 sotto il Pa- lontariamente dati alla santa Sede,
pa s. Agatone, gli atti del quale more romanorum tonsurali sunt.
furono poscia inseriti nel sesto con- ESBONA. Città vescovile della
cilio Costantinopolitano , i vescovi provincia di Arabia, nella Samaria,
di lumini, di Pesaro, di Fano, di diocesi di Antiochia, sotto la me-
Numana, Osimo, di Ancona, tutti
di tropoli di Bostra. Esbona, Esboti
uniformemente chiamano se stessi o Esebon era la capitale de'moa-
vescovi Provinciae Penlapolis. Lu- biti qui regnò Seon re degli a-
:

dovico Pio, confermando le dona- morrei, che poi fu vinto ed ucciso


zioni e restituzioni fatte alla Chie- in sanguinosa battaglia dagli israe-
sa da Pipino e da Carlo Magno, liti. Gli amorrei l'avevano conqui-
pone molte città nella Pentapoli stata dai moabiti. Era nella tribù
con queste parole » Similiter et : di Ruben,, e separata pei leviti, ai
» Pentapolim, videlicet Ariminium, confini della tribù di Gad, incontro
»» Pisaurum, Fanum, Senogalliam, a Gerico. Nella Sìria sagra si leg-
» Anconam, Ausimum, Hesim, Fo- ge, eh' era lontana dal Giordano
>» rum Sempronii, Monte Feretri, venti miglia^ e quaranta dal mare
m Urbinum , et territorium Bal- Asfaltide; e che celebri erano le

» nense, Callem, Luciolis, et Eu- sue fontane, vaste., e mirabili pel


» gubium cum omnibus flnibus, modo col quale erano costrutte. Gen-
» ac terris ad easdem civitates per- nadio, Zosio e Teodoro ne furono
» tinentibus". Queste città non e- vescovi, Oriens Christ. toni. II, p.
rano più degl'imperatori greci, ma 864- Al presente Esbona, Esbonen ,

erano passate in mano dei longo- è un titolo vescovile in parlibus,


bardi . Pipino re di Francia le che conferisce la sede Apostolica,
ritolse al re Astolfo, mandò Fulra- sotto la metropolitana di Bostra,
do abbate di s. Dionisio co' depu- altro titolo in parlibus. Attualmente
,

ESC ESC 8r
n'è vescovo monsignor Antonio Pez- ma, e vi ottenne la protettola del-
zoni dell'Ordine de'niinori cappuc- l'Ordine cistercense e del regno
cini, promosso a tal dignità, ed a vica- di Francia , e fu ascritto ancora
rio apostolico del Thibet ed Indostan, alle congregazioni del s. officio e
a' 27 gennaio 1826, da Leone XII. de' vescovi e regolari. Nel 1608 fu
ESCART (d') DI GIURY An- destinato al vescovado di Metz ; e
na, Cardinale. Anna d'Escart di in questa diocesi con molto impe-
Giury de' conti di Limoges con- , gno si adoperò alla riedificazione
giunti colla real casa di Fran- della Chiesa quasi abbattuta dalla
cia Tanno i435, nacque in Pa- formidabile eresia di Calvino. Po-
rigi e fu rigenerato colle acque
, chi assai erano ivi i cattolici quan-
battesimali nella chiesa di s. Pao- do egli assunse le redini dello spi-
lo. Professò dapprima nel moniste- rituale governo ; ma pochi ezian-
io benedettino Benigno di di s. dio erano gli eretici quando egli
Bigione, e colà diede principio ad lasciò colà le sue spoglie mortali.
esercitarsi in ogni genere di cri- Predicava con ardentissimo zelo, ed
stiane virtù. Riuscì di ammirazio- era infaticabile nel cercare tutte le
ne a Caterina de' Medici , regina vie per persuadere e convincere.
di Francia, a Carlo IX, e ad En- Obbligò ancora tutti gli ebrei della
rico III, il quale conosciuto anco- diocesi a trovarsi presenti ogni sab-
ra il profondo sapere di lui , nel bato alla predica che si faceva nel-
i584, lo nominò al vescovado di la chiesa di s. Paolo , ne mai la-
Lisieux. Assunto il reggime pasto- sciò cura per faticosa che fosse
rale, cominciò con ogni potere a quando trattavasi della salute dei
purificare la sua diocesi dagli er- suoi. In mezzo a tante serie e gra-
rori che v* erano disseminati, e ri- vissime occupazioni trovava tem- il

condusse in ogni luogo la pietà, e po di consecrarsi ed all' orazione ,

la purezza della fede. In alcune alla contemplazione de' divini mi-


dissensioni nate tra Ja corte e i steri, non meno che di esercitarsi
grandi del regno si rese mirabile nelle più aspre corporali peniten-
pel suo ben misurato contegno, e ze. Era di venerabile aspetto, ga-
per la sperienza consumata che stigatissimo nel parlare, e assai mode-
mostrò negli affari. Neil' interregno sto nello sguardo. Vivea separato dal-
specialmente dovette fare più volte le conversazioni, contento di tratte-
il viaggio di Roma, e sono indici- nersi soltanto con poche, ma sa-
bili i rischi e le fatiche che in tali pienti persone. Nondimeno era af-
incontri sostenne pel bene della fabile, cortese ed umano con tutti.

Chiesa. Clemente Vili, pesati ch'eb- La sua mensa riducevasi al neces-


be tanti meriti di quel vescovo in- sario per mantenere la vita, il suo
signe , a' 5 giugno 1 5g6 lo creò corredo era ristretto assai per quan-
Cardinale prete di Susanna, s. to chiedeva il decoro della sua di-
e gli prescrisse tempo stes-
nel gnità, il vestito di molto dimesso,
so di non abbandonar più la ma ben eloquente. Non usava pre-
Francia , la quale dalla presenza dilezione pei carnali parenti, ne vi
di dovea ripetere i più gran-
lui fu esempio eh' egli volesse distin-
di Ma dopo la concilia-
vantaggi. guerli nel lasciare loro legati, o
zione di Enrico IV, recossi in Ro- abbazie, benefìzi ecclesiastici pri-
vol. xxu. 6
1

8a ESC ESC
ma che se lo avessero meritato coi barie e l'empietà, non si perdette
ben provati servigi. Che se qual- però di coraggio il santo pastore,
cuno lo stimolava a superare que- ed in un giorno di grande festivi-
sti suoi giusti riguardi, rispondeva tà idolatrica in Strengis_, col suo
con franchezza pensiamo che cosa : clero si presentò in mezzo a que-
avrebbe fatto s. Carlo Borromeo in ll'infedeli. Perorò con forza, rim-
queste circostanze. Nel conclave di proverò la loro condotta, e veden-
Paolo V poco mancò che fosse e- do le sue rimostranze, pre-
inutili

letto Papa. Questo celebre perso- gò Signore di far conoscere la


il

naggio morì nel 1 6 1 , e fu se- sua possanza con qualche visibile


polto nella sua cattedrale. Il Suas- segno. Una grandine all'improvviso
sy, nel suo martirologio Gallicano, si suscitò, ed un fulmine atterrò
fa menzione di questo Cardinale l'ara e distrusse tutto quello che
a' i g aprile, giorno della sua morte. servire doveva al sagrifìzio di que-
ESCHILLO (s.). Inglese di na- gl' infedeli. Un tale prodigio fu da
scita, allevato e cresciuto nei sodi que' protervi accagionato a magico
principii della cattolica religione, ar- spirito, e si vendicarono col santo
deva di cocente brama, che occa- vescovo mettendolo a morte a col-
sione se gli presentasse per semi- pi di pietre. Fu seppellito nello
nare sul campo evangelico le ce- stesso luogo, ove egli sostenne il

lesti dottrine. Intesa dall'arci vesco- martirio. Ivi indi appresso venne
vo di Yorch s. Sigifredo l'aposta- eretta una magnifica chiesa e la ,

sia della Svezia, deliberò di recarsi tomba del santo fu onorata da


sul luogo, ed Eschillo, che n'era una moltitudine di prodigi. Morì
anche parente, con somma alle- s. Eschillo nell'undecimo secolo, e
grezza gli si fece compagno. La la festa viene celebrata in Isvezia
santa parola enunciata da questi e nella Polonia li \i giugno.
due zelantissimi apostoli , riportò ESCLUSIVA. Avvertenza paci-
copiosi frutti di benedizione, e di fica, cui impropriamente fu dato
salute. Il re ed popolo concepi-
il il nome di privilegio e di prero-
rono per essi una grande venera- gativa; avvertenza che talvolta le

zione, e dovendo s. Sigifredo ritor- tre corti di Vienna, Parigi e Ma-


nare al suo gregge, questi fu pre- drid esercitano per un solo indi-
gato dal re a voler lasciargli Es- viduo nei conclavi per la elezione
chillo, e consecrarlo per loro ve- de' sommi Pontefici , dichiarando
scovo. Fu quindi dal s. arcivesco- non riuscir loro gradita la esalta-
vo conferita ad Eschillo la pienez- zione di un Cardinale, per loro
za del sacerdozio , e la chiesa di particolari ragioni e motivi. Nei
Svezia, sotto un tanto pastore, cre- primi tempi l'esclusiva non soleva-
sceva ogni dì più a moltiplicare i no darla che l'imperatore, ed il

credenti alle verità del vangelo. Per re di Francia, come quelli ch'era-
mala ventura trucidato il re Ingon no intervenuti , al modo che di-

da un'orda d' infedeli, fu posto su remo, alla eiezione pontificia. A


quel trono Swenone, detto il San- voler conoscere l'origine della con-
guinario, ed in allora la novella suetudine delle esclusive, e la pru-
chiesa ebbe a sentirne funestissimi denziale tolleranza de' Pontefici, fa
eflEetti. Introdottasi di nuovo la bar- d'uopo principalmente, anzi è ne-
,

ESC ESC 83
cessano leggere l'articolo Elezione tore, fu Gregorio VII, del 1073.
s.

de' sommi Pontefici Romani. In es- Ma per la pretensione di Enrico


so si vedrà pel corso di tredici se- IV sulle investiture ecclesiastiche
coli, qual fu la maniera di creare (abuso che s.Gregorio VII vole-
i Pontefici, in qual modo s'immi- va togliere ), nacque la famosa dif-
sero nella pontifìcia elezione i re ferenza tra il sacerdozio e l' impe-
di dapprima, indi gli impe-
Italia rio, per cui il Papa fulminò le cen-
ratori di oriente, o per essi i loro sure e pene canoniche. Irritato per-
esarchi di Ravenna, e poi gl'impe- ciò Enrico IV, in un conciliabolo
ratori di occidente, trovandosi per- pretese di deporre il Pontefice, sur-
ciò la Chiesa romana per molto rogandogli scismaticamente 1' an-
tempo soggetta a dolorose vicende, tipapa Clemente III. Da questo
fino a dover pagare un tributo scisma nacque 1' eresia degli En-
nella pontificia elezione, e consa- ricliiani condannati nel concilio
,

grazione. A queste vicende fu ella Quintdineburgense o di Quedlinbur-


costretta di cedere o per la pre- go nell'anno io85, i quali osavano
tensione dei sovrani di que' giorni, affermare che 1' imperatore aveva
,

o per la che
necessità della pace , somma autorità sopra l'elezione dei
a cagione de' tempi spesso manca- vescovi e del Papa, e perciò non
va ne' sagri comizi onde alcuni , si doveva conoscere per legittimo,
Pontefici dovettero talvolta ricor- se non se l'eletto dall' imperatore,
rere all'assistenza degli ambascia- o dal re di Germania. Fu dunque
tori imperiali ,
per essere da èssi dopo Gregorio VII, che ricupe-
s.

garantiti dai contrari partiti, e dal- rarono i sagri comizi l'intera loro
le fazioni nella loro consagrazione libertà, che gli eletti non aspettas-
e coronazione. Sì fatta assistenza sero l'assenso degli imperatori per
che vuoisi secondo alcuni essere effettuar la consagrazione e coro-
un personale privilegio agi' impera- nazione ; indipendenza mantenuta
tori Carolingi accordato , fu nuo- sino ai nostri dì. Resta però la
vamente praticata dagl' imperatori connivenza dell'avvertenza pacifica
tedeschi, i quali non si contenta- delle esclusive che l'imperatore di
rono della sola assistenza de' loro Austria, e i re di Francia e di
ambasciatori, ma talora vollero al- Spagna talora danno per mezzo dei
tresì intromettersi nell'elezione me- rispettivi ambasciatori presso la san-
desima de' Pontefici , finche essa ta Sede, o di quelli straordinari,
dal clero, cuisi univa la presenza che spediscono talvolta in sede va-
del popolo romano, fu trasferita cante al sagro Collegio de' Car-
saggiamente dai Papi a' soli Car- dinali , adunali in conclave per
dinali, che non senza contraddizio- l' elezione del Pontefice ; manife-
ne degli antichi elettori furono stando essi l'esclusiva direttamen-
dopo qualche tempo stabiliti pa- te al Cardinal decano, acciò lo
cificamente in questo diritto. V. partecipi ai Cardinali elettori. So-
Cardinali, ed Ambasciatori. gliono ancora i medesimi amba-
L' ultimo Papa, alla cui consa- sciatori dichiarare siffatte avverten-
grazione assistettero gli ambascia- ze a mezzo di qualche Cardinale
tori, e che prima di questa signi- nazionale, o aderente alla corona,
ficasse la sua elezione all'impera- e per lo passato que' Gardinali ch'e-
, ,

84 ESC
rano protettori, ambasciatori, o mi- TI, hanno un scuso ben diverso ed
nistri dei tre nominati monarchi assai piìi limitato né deve tacersi
;

per loro facevano noti ai colleglli che vi si rinvengono dai dotti cri-
i sentimenti del sovrano, cui era- tici delle viziature, il perchè van-
no addetti. Del modo di dar 1* e- no consultati , Baronio all' anno
sclusiva si parlerà al suo paragrafo. 1059, cap. i, dist 23, num. 23 e
seg.,ed il Berardi ad decret. Gra-
I. Opinioni sull* esclusiva. II. E-
ttarli; par. 2, cap. 82. Egli è per-
sempì di quando non fu attesa,
ciò, che ripeteremo col p. della No-
o venne rivocata. III. Esclusiva
ce, Adnot. in Chron. Cassin., pag.
de* Cardinali. IV. Modo di da-
34i, edit. Parisiis, 1668, che se gli
re V esclusiva.
imperatori hanno avuto qualche
I. Il Novaes, nel tomo XIII, p. concessione sull' elezione de' Ponte-
som-
9, degli Eleni, della storia de* fici, ciò avvenne o per rintuzzare
mi Pontefici^ su questo argomento gli scismi, o per difendere la s.
dice quanto qui riportiamo. Vo- Chiesa. Nascendo sempre nuove vi-
gliono alcuni che il preteso privi- cende, e cessando le antiche, ben
legio della esclusiva, che oggi qual- poteva qualunque con-
annullarsi
che volta viene esercitata ne' con- cessione, come appunto fecero s.
clavi dalle trenominate coiti, ab- Gregorio VII nel concilio di Late-
bia avuto il principio dal concilio rano, e Vittore III in quello di Be-
lateranense, celebrato da Nicolò II nevento.
nel 1059, e sia compreso nella L' uso dunque delle esclusive ,
Dislint. a 3, cap. 1. Ma quel de- soggiunge il Novaes, che si pratica
cantato privilegio agi' impelatoli da circa cent'anni in qua (egli pub-
accordato , come bene osserva il blicò la sua opera nel terminare
Cenni, Bull. bas. vatic t. Ili, p. del decorso secolo, ma dimostrere-
228, risguarda solamente la coro- mo co' fatti storici in appresso che
nazione, non già l'elezione dei som- la consuetudine di questa pacifica
mi Pontefici. Questo punto lo spie- avvertenza ebbe incominciamento
gammo al citato articolo Elezione, molto tempo prima, onde forse po-
nel quale dicemmo, che Nicolò II teva dire il Novaes praticarsi con
non concesse ad Enrico IV il di- maggior frequenza da cento an-
ritto di eleggere di propria auto- ni ec. ), fondasi nella connivenza
t or ita il Pontefice, perchè essendo piuttosto che nell' autorità Ponti-
l'elezione pontificia una facoltà spi- ficia ; dissimulazione di savia prov-
rituale ed ecclesiastica , non può videnza, affinchè il supremo capo
essere giammai di essa capace un del mondo cattolico non sia eletto
principe secolare; ma bensì sem- con dispiacere de' sovrani, avendo
bra che in parte gli permettesse di sempre desiderato la santa Sede

confermare l'elezione fatta dal cle- che a tutti sia accetto il loro pa-
ro romano, ovvero di nominare il dre e pastore.
Pontefice, a richiesta però, ed a Su queste e molte altre ragioni
nome soltanto dello stesso clero, a appoggiato, il Cardinale de Lugo
cui allora apparteneva l'elezione. gesuita, nel conclave del i655, in
Ma le espressioni usate o che si , cui fu assunto al pontificato Ales-
attribuiscono al Pontefice Nicolò sandro VII, compose sull'avverten-
ESC ESC 85
za dell'esclusiva una scrittura, la si amba-
facesse alla presenza degli
quale diede motivo ad alcune osser- come si legge nel
sciatori imperiali,
vazioni per parte del Cardinale Al- capo Quia Sancta Romana, di-
:

bizi. Abbiamo ancora il Discorso stin. 63 ; cosi vogliono che nei


istorico-politico-legale e teologico sovrani cattolici dell'imperio, o del-
.sopra V Papi, per i-
esclusiva dei la Francia forse si trasmettessero
siruzione ai signori Cardinali in le parti del popolo, il quale se e-
J
conclave per la morte d Innocenzo sclusivamente non eleggeva o e-
XIII, al quale rispose l'avvocato scludeva, avea grande influenza,
Sozzini con alcune riflessioni, che o un avanzo palesava di quella in-
vanno unite a quel discorso nella fluenza, in certe epoche da esso
descrizione ms. di questo medesi- esercitata. Oltre ai citati autori
mo conclave fatta dal Cardinal Zon- suU' esclusiva possono consultarsi:
dadari, che si conserva in Siena pres- il p. Giuseppe Tamagna., Origine
so la sua famiglia de'marchesi Chi- e prerogative de' Cardinali, tom. I,

gi, dove il Novaes la lesse. Questi cap. VII ; Dell'elezione del romano
invita a leggere, nelle sue Dissert. Pontefice ai Cardinali della S. R.
stor. critic, Giangiorgio Estor, Com- C. riservata ; ed il Discorso ano-
mentario de j'ure esclusivae, ut ap- nimo sopra l'esclusiva dei Papi,
pellant quo Caesar Aug. uti po- Venezia 1722.
test, quum Patres purpurati in crean- II. Che talvolta la pacifica avver-
do Ponti/ice sunt occupati, Jenae tenza dell' esclusiva non sia stata
1 740. L' Oltieri poi, nella Storia attesa, ed altre volte sia stata ri-
di Europa, tom. Vili, p. 5 io, di- vettata ne abbiamo diversi esempi,
,

ce, che l'esclusiva la quale si suole per cui ne riporteremo alcuni. Nel
attendere per un solo soggetto che i555, per morte di Marcello II,
possa dispiacere a ciascuna delle nel primo ingresso del conclave,
tre corone, l'imperio, la Francia e Mendoza ambasciatore di Carlo V
la Spagna, talora si ammette non imperatore, e re di Spagna e Na-
per patto o determinazione alcuna, poli, esortò il Cardinal Giampietro
ma soltanto per provvido riguardo, Caraffa napolitano a non pensar
acciò non nascano guai di veruna punto al pontificato, perchè dal
specie alla Chiesa, e non sia di pre- suo sovrano era in primo luogo e-
testo a malcontento, nel caso che scluso, a quel modo che n'aveva
alcuno de' mentovati principi, come ricevuto due prece-
l'esclusiva ne'
fra i cattolici i più. potenti, non denti conclavi per morte di Paolo
volesse avere tutta la filiale con- III, e Giulio III, siccome narra il

fidenza in un Papa che suo


col Pallavicino nella Storia del conci-
dispiacere fosse eletto. Finalmente, lio di Trento. A questa intimazio-
quelli eziandio che ammettono la ne, il con intrepidezza
Cardinale
avvertenza delle esclusive , ripor- e serietà rispose L'imperatore non
:

tano tra le altre ragioni, che sic- potrà impedire che se Dio mi vuol
come nei primi secoli della Chiesa Pontefice, io non lo sia: anzi al-
concorreva il popolo alla elezione; lora sarò pili contento, perche non
e siccome Stefano IV, per ovviare obbligato di questa dignità se non
agli scandali, massime nell'intrusione chea Dìo solo. V. L'Oldoino in Ciac-
dell'antipapa Costantino, ordinò che conio ViL Ponti/, t. Ili, col. 824.
8f> ESC ESC
Otto giorni dopo il Cardinale re- decaduto dalla sovranità di esso
stò eletto Papa per adorazione, e per la suddetta guerra) in tre con-
prese il nome di Paolo IV. La clavi provò l'esclusiva, e nel quarto,
scissura fra Carlo V, e il Cardinal l'annoi5gi venne esaltato
t col
Caraffa , accadde quando essendo nome di Clemente Vili, con l'in-
vacata la sede arcivescovile di Na- clusione dello stesso Filippo li.

poli, a lui la conferì Paolo III ai Correndo l'anno 1644» nel con-
9 novembre i549; ma per Top- clave per morte di Urbano Vili,
posizione del viceré Pietro di To- nel quale si procedeva all'elezione
ledo non potè entrarne in possesso, del Cardinal Pamphily, non ostan-
se non in tempo di Giulio III, il te l'esclusiva che
Cardinal Anto-il

quale per ciò ottenere, a'21 set- nio Barberini, nipote del Papa de-
tembre i55o, scrisse una lettera funto, e potente per essere capo di
assai risentita a Carlo V. Tale fu cinquanta e più Cardinali, creature
l'affetto ch'ebbe il Cardinale per dello zio, gli aveva procurata dalla
la sede di Napoli, che ne ritenne Francia, perchè il detto Pamphily
il governo nel pontificato. era creduto aderente alla Spagna
Nell'Istoria de conclavi dei Pon- siccome stato nunzio presso il re
tefici romani, a p.799, si osserva es- Filippo IV , tuttavolta 1' esclusiva
sere costante opinione, già dichiara- fu sospesa dall'ambasciatore france-
ta col detto comune, semel exclusus, se Sansciamon, per opera del Cardi-
semper exclusus9 ed ivi si aggiunge, nal Theodoli, e del marchese suo
che siccome gli spagnuoli si oppon- fratello. Quindi avendo il Cardina-
gono alla esaltazione di chi una le Panciroli guadagnato colle per-
volta fu da loro impedito che suasioni il detto Cardinale Barbe-
giungesse al pontificato, cosi ognuno rini, ad onta della valida resistenza
tenne sino dalla creazione d'Inno- del Cardinal Bichi, tutto aderen-
cenzo X, che le loro forze si sareb- te della corte di Francia, il Pam-
bero in tutti i conclavi opposte phily venne Papa, e prese
creato
all'esaltazione del Cardinal Sacchet- il nome d'Innocenzo X. Per que-
ti; e che ben potevano mancare sta sospensione di esclusiva, restò
i motivi della prima esclusione, ma cosi irritato il re di Francia Lui-
sempre sarebbe durato nel suo vi- gi XIV, che privò il Cardinal Bar-
gore quello di averlo escluso una berini della protezione del suo rea-
volta.Con tuttociò questa regola me, e chiamò in Francia l'amba-
ha avuto talora la sua eccezione, sciatore, non perchè il re fosse con-
come quando il Cardinal Aldo- trario alla persona d'Innocenzo X,
brandino dichiarato dissidente di ma perchè il cardinale e 1' am-
Filippo per la memoria di Sil-
II, basciatore ne avevano prima da
vestro suo padre ministro favo- lui procurato l'esclusiva. Pur trop-
rito di Paolo IV (il quale in qua- po talvolta le brighe, l'ambizione
lità di avvocato del fisco pon- e l'abuso di fiducia di qualche Car-
tificio, a* 27 luglio i556, in pub- dinale , o di alcun ambasciatore
blico senato citòil re come reo di nei conclavi tradirono la propria
violato giuramento, già prestato a coscienza, non che i propri sovra-
Giulio III nel ricevere in feudo il ni, e sagrificarono degnissimi Car-
regno di Napoli , e lo dichiarò dinali, cui per altro Dio non avea
ESC ESC 87
destinati a suoi vicari. Altra volta piose votazioni, sebbene avesse a-
i ministri delle corti furono di ciò vuto l'esclusiva della Francia, per-
cagione con detrimento della repu- chè con ecclesiastica fermezza , nel
tazione del rispettivo sovrano. congresso di Mmister, qual nunzio
Morto Innocenzo X nel i655, nei apostolico, avea parlato della poca
primordi del conclave, molti sagri inclinazione del Cardinal Mazzarini
elettori del partito Barberini, con- primo ministro di Francia , alla
correvano pel Cardinal Sacchetti, pace che ivi procurava conchiu-
si

che ricevette l'esclusiva dalla Spa- dere. Il Cardinal Sacchetti però


gna. Allora divulgossi una scrittura con una robusta lettera, scritta allo
che si attribuì al Cardinal Albizi, stesso Cardinal Mazzarini, ottenne
ma poi si seppe essere stato lavo- che l'esclusiva fòss*e ritrattata, laon-
ro dell'avvocato Lini^ in cui si vo- de subito il Chigi fu eletto Papa
leva, che i principi con grave colpa con venticinque voti di scrutinio ,

e con obbligo di risarcire i danni si e trentanove di accesso, non man-


opponessero all' esaltazione di qual- candogli che il suo voto, il quale
che Cardinale; e che gli elettori nello scrutiniosi diede da lui al
ancora peccassero gravemente, se Cardinale Sacchetti, e nell'accesso
per compiacerli, o per privato in- al Cardinal Pallotta. Egli prese
teresse, negassero il voto a'meri- il nome di Alessandro VII. Così
tevoli. Ebbero luogo in allora i terminò questo conclave, la cui lun-
suaccennati scritti dei Cardinali de ghezza fu celebrata da Gregorio
Lugo ed Albizi. Nella citata Storia de Pina, ne'suoi Componimenti, pag.
dei conclavi, si leggono interessan- 9. Pei dibattimenti poi relativi al-
ti notizie sull'esclusiva del Cardina- l'esaltazione di diversi soggetti, nel-
le Sacchetti, che dalla medesima la mattina dell'elezione uno del
Spagna l'aveva ricevuta nel prece- conclave graziosamente disse: « Che
dente conclave. Vi fu pure in questo stravaganza è mai questa? Gli spa-
conclave qualche trattativa pel Car- gnuoli vogliono un Papa senza in-
dinale Bapaccioli , ma sebbene a lui teresse; iuno che avevano
francesi
non fosse impedimento l'essere na- escluso; Cardinali giovani un sa-
i

to da un bottegaio di Collescipo- nese; ed i Barberini uno che non


li, e col solo merito del sapere e è loro creatura " .

dei costumi essere giunto alla por- III. L'esclusiva de' Cardinali ha
pora ; tuttavia era di fresca età ,
luogo quando una parte di essi si

contando quarantasei anni ed , oppone costantemente ad altra, che


aveva un'abituale malattia di calco- vuole innalzare al pontificato un
li, che lo faceva riputare di corta soggetto, il quale non piace alla
vita. A questo impedimento si ag- prima, per cui talvolta ad un Car-
giunse l'esclusiva della Francia. Fu dinale per molti giorni mancò un
tuttavia rivocata questa esclusiva solo voto per restar eletto, come
contro il Rapaccioli, ma il trattato avvenne al Cardinale Aldovrandi,
per la esaltazione di lui non pre- nel conclave in cui fu eletto Bene-
se perciò maggior vigore. Quindi detto XIV, ed al Cardinale Belliso-
» sagri elettori si rivolsero al Car- mi nel conclave nel quale venne crea-
dinal Chigi di Siena, porporato di to Pio VII. Si osserva che le esclusi-
Innocenzo X, che sempre avea co- ve reciproche per gl'interessi tanto
,

SS FSC ESC
pubblici che particolari, ritarderei Pio II e Pio III, tutti zii e nipoti,
no T elezione di Gregorio X coti come dei cugini Leone X e Cle-
trentatre mesi e due giorni di se- mente VII, non volendosi più nel-
de vacante, per cui quel Papa sta- le famiglie raddoppiati i pontificati.
bili il Conclave (Fedi); non po- Ne valse al celebre Cardinal Ales-
tendo pone rimedio a tal vacanza sandro Farnese l'affetto dei Cardi-
di sede, e alle reciproche esclusive nali, la stima dei principi, e l'in-
dei quindici Cardinali, che allora teresse principalmente del redi Spa-
componevano il sacro Collegio, la gna, per sedere sulla sedia occu-
presenza di due re, ch'erano a par- pata dallo zio Paolo III. Per mor-
te dell'impegno, e che perciò e- te di Adriano VI volle il Cardinal
ransi recati in Viterbo, luogo del- Colonna promovere l'elezione del
l' elezione. Per simili reciproche Cardinal Giacovacci o Jacobazzi
esclusive dei Cardinali, l'elezione di ma que'Cardinali, ch'erano del suo
Clemente V fu preceduta dalla se- stesso partito, gli diedero l'esclusiva,
de vacante di dieci mesi, e ven- come quegli che seguiva le parti
totto giorni: ne egli né Gregorio dell' imperatore, e in conseguenza
X erano Cardinali. Le esclusive dei contrario agl'interessi di altri prin-
Cardinali, che per morte di Cle- cipi. Nel conclave in cui restò e-
mente V, ed elezione di Giovanni lelto Clemente Vili, doveva eleg-
XXII, volendo gli uni un Papa di gersi adorazione il Cardinal
per
Guascogna, cui altri ripugnavano, Santorio detto San Severina ; ma in
fecero durare la sede vacante ven- quel punto surse il Cardinal A-
tinove mesi, e diciassette giorni. Fu scanio Colonna, e gli diede l'esclu-
da alcuni notato, che nel conclave siva,dicendo ad alta voce: Asca-
tenuto pel conciliabolo di Basilea nio Colonna non vuol San Severina
nel 1439, l'antipapa Felice V dai Papa, perche non e dato da Dio.
trentatre elettori benché in tre, Ciò bastò per istornare la elezio-
scrutini sedici di essi gli avessero ne di lui, che tenevasi come fat-
dato l'esclusiva, a' 5 novembre con ta, ond'ebbe anche spogliata la
ventisei voti restò eletto pseudo Cella (Fedi). Dopo la morte di
Pontefice. Urbano Vili, il Cardinal Montal-
Venne da alcuni osservato, che to fermò i negoziati diretti alla
dopo il Pontificato di Paolo II ve- esaltazione del Cardinal Mazzmini,
neziano, s'introdusse una politica con una pubblica e costante prote-
comune nel sagro Collegio, contro sta. In questo conclave, prima che
i Cardinali veneti, ma questo abu- il Cardinal Sacchetti avesse la for-
so, s'è vero che abbia esistito, fu male esclusiva dalla Spagna, l'ave-
tolto nella elezione di Alessandro va dai Cardinali, perchè ventiquat-
Vili. Si nota a pag. 809 dell'Isto- tro di questi aventi alla testa il

ria de''conclavi > che l'esclusive dei Cardinal Albernoz l'escludevano dal
Cardinali dal secolo XVI in poi pontificato. Nel conclave di Clemen-
pei stretti congiunti de' Papi sono te X, il Cardinal Conti fu escluso
manifeste, non volendosi rinnova- da molti suoi colleghi, perchè avea
ti gli esempi di Eugenio IV e troppi parenti; ed il Cardinal Gri-
di Paolo II, Sisto IV e Giulio II, maldi venne escluso per opera prin-
di Calisto III ed Alessandro VI, di cipalmente del Cardinal Altieri. Era
ESC ESC 89
\ agallo del re di Spagna il Cardi- lo scrutinio inopinata, fino a teme-
nal Pigna tei li , ed era soggetto di re de' rimproveri della loro corte.
tanta viriti, che i ministri di Fran- Altri dicono, che avessero dimo-
cia non si avanzarono a dargli strato questo dispiacere affine di non
l'esclusiva; e pure, al diredi alcu- essere ripresi dal proprio sovra-
ni, non si potè conchiudere la sua no, e che il Cardinal Haeffelin li

esaltazione, se prima non


conob- si avesse segretamente avvisati dell'e-
be la neutralità del nuovo Papa, lezione. La maniera poi più. con-
che prese il nome d'Innocenzo XII. veniente di dare l'esclusiva, è quel-
Nel conclave di lui fu dai Cardi- la di significarla al Cardinal de-
nali escluso il Cardinal Barberini. cano del sagro Collegio, o a voce
IV. L'esclusiva si pratica in o in iscritto, il quale a mezzo di un
questo modo nei conclavi da chi biglietto, o in altro modo, la no-
è incaricato. Quel Cardinale che tifica a tutti i Cardinali. Siccome
è ministro , ambasciatore , ben il Cardinal Giacomo Giustiniani
affetto ed attinente ad una del- romano, fu l'ultimo ad avere l'e-

le tre corone cui è concesso di e- sclusiva, all'articolo di sua biografia

metterla per un soggetto, il quale ne riporteremo il modo, e il di-


sia stato dalla sua corona incom- scorso da lui perciò pronunciato
benzato di dare l'esclusiva a quel al sagro Collegio.
porporato Cardinale, che potesse Noteremo per ultimo, che la
divenir Papa, si pone sulla soglia magnanimità e la clemenza de'Pon-
della porta della cappella dello tefìci eletti nei conclavi in cui qual-
scrutinio, e ad ogni Cardinale, che che Cardinale ebbe l'esclusiva, fe-
per essa entra nella Cappella rac- cero sì che per essi praticassero
comanda prendere in
di conside- debitamente tutti i riguardi. Usa-
razione , che il Cardinal N. non rono quindi ad essi distinzioni, con-
sarebbe gradito al suo sovrano. ferirono loro benefizi ecclesiastici,

Il Cardinale che n' è , incarica- li promossero a cariche cospicue,


to, dà pure l'esclusiva col recarsi ed a notabili onorificenze, e li con-
alle celle dei colleghi, ed avvisar- sultarono ne'gravi affari, come quel-
li dell'esclusiva, se concorressero nel li che avevano meritato la fiducia,
Cardinal N. Queste manifestazioni il rispetto, e l'alta considerazione
vanno fatte avanti che i Cardinali della maggior parte del sagro col-
incomincino l'atto dello scrutinio, legio. Di alcuni di siffatti Cardina-
giacche quando si celebra lo scru- li,ch'ebbero l'esclusiva, e che poi
tinio, di cui trattasi all'articolo E- furono beneficati , e meritamente
lezione, già citato, e molto meno distinti dai Pontefici , faremo qui
quando leggonsi i voti, l'esclusiva breve menzione, oltre quanto di
non è in tempo di essere presa in essi si dice alle rispettive biografie.
considerazione, ne si attende, come Innocenzo XIII fece vicario di Ro-
raccontasi essere avvenuto nel 1823, ma, il Cardinal Paolucci appena
allorché legge vansi i voti per la eletto, il qual porporato aveva
elezione di Leone XII, la quale ai avuto l'esclusiva dall'imperio, e po-
Cardinali francesi Clermont, e de scia Benedetto XIII lo promosse .

la Fare, che dicesi avessero per lui a segretario di


stato, e nella sua
l'esclusione della Francia, riuscì nel- assunzione al pontificato, e precisa-
-

90 ESC ESE
incute nell'atto della votazione, vo- loro abitanti. L'esenzione uni verta
to in favore di Ini nello sernlinio. le, o totale, sottrae pienamente una
Benedetto XIV, appena seguila la persona, od una cosa, dalla poten-
Mia esaltazione, conferì la cospicua za e dalla giurisdizione dell'Ordi-
e urica di pro-datario al Cardinal nario, per sottometterla immedia
Aldovrandi, che era stalo escluso temente alla sede apostolica. L'e-
<la alcuni Cardinali. Altrettanto pra- senzione particolare o parziale non
ticò Clemente XIII col Cardinal sottraeva in tutto, ma in parie
Cavalchili), (piando la Francia Io solamente un luogo od una per-
escluse, conferendogli il pro-dataria- somi dalla giurisdizione dell'Ordi-
io. Questo uffizio si diede da Leo- nario. Tale è la definizione, che i

ne XII al Cardinal Severoli subito canonisti danno della natura della


dopo la sua elezione, ricevuta a- esenzione, e sue specie. Essi inol-
\endo l'esclusiva dall'imperatore di tre trattano della proprietà, degli
Austria. Da ultimo, divenuto Pon- effetti, e delle prove dell'esenzione ;

tclìce il Gregorio XVI,


regnante dell'esenzione de'monisteri, le qua-
dichiarò il suddetto Cardinal Giu- li piene ed intere furono frequen-
stiniani, che avea ricevuto l'esclu- ti dall'ottavo al nono secolo, co-
siva dalla Spagna, primieramente sì sui sagramenti, e sulla discipli-
Cardinal palatino mediante la ca- na esteriore della diocesi, e sul
rica 'di segretario de'memoriali, ed rispetto dovuto a' vescovi; e del-
in seguito gli aggiunse quelle altre l'esenzione de' capitoli, le quali e-
cariche ed onorificenze, che ripor- senzioni sono più recenti di quel-
teremo nella sua biografia. le de'monisteri. V. il Tomassini, de
ESCOBLEAU Francesco, Car- vet. et nov. Eccl. di scipi. part. I,

dinale. V. Surdis (de). lib. 3, cap. 16 e 27, e de la Com-


ESENZIONE. Privilegio che di- be, Giurisprud. canon., alla parola
spensa da alcuna obbligazione; exem- Esenzione ; Benedetto XIV , de
ptio s exceptio, invmmitas. Dicesi poi Synod. dioec; l'articolo Abbate, ed
esente, esento, per privilegiato, fran- altri relativi di questo Dizionario.
co, libero, inimunis. L'esenzione in ESEQUIE. Cerimonie e pom-
generale è una dispensa, che ec- pe funebri, che si fanno nella se-
cettua dalla regola comune. L'esen- poltura o mortorio di un morto:
zione ecclesiastica è o temporale, o exequia, justa funebria, parentalia.
spirituale. L'esenzione temporale è Questo vocabolo deriva da obse-
quella che il principe accorda ; l'e- quium, perchè le esequie sono gli e-
senzione spirituale è quella che dà slremi doveri o servigi, che si ren-
la Chiesa: questa è personale, o dono ai defunti. Questa parola in
reale, o mista, od universale, o latino significò eziandio 1' uffizio ec-

particolare. L' esenzione personale clesiastico, o la messa che si fa ce-


è quella che dispensa una perso- lebrare pei morti. Il Macri, alla
na dall'obbedienza del suo superio- parola Exequiac . dice essere cos'i

re ordinario, sottoponendola alia chiamato 1' uffizio che si fa pel


giurisdizione immediata di altro su- defunto, perchè con esso si esegui-
periore. L'esenzione reale, o locale, sce la sua volontà, come insegna
è quella che cade sui luoghi, co- Mutio cappuccino, de Off. mori.
me sulle chiese, e sui monisleri coi cap. 6. Durando però stima che
,

ESE ESE 91
V etimologia di questo vocabolo si quale che stimava pia la teo-
disse,
derivi da ciò, che 1' uffizio de' rnorti logia degli esercizi di s. Ignazio,
si recita extra lioras canonicas. che quella dì tutti insieme i dot-
Donato poi dice, che tal nome ha lori del inondo. Così il p. mae-
la sua origine, perchè i defunti so- stro d'Avila, con simili sentimenti
no seguitati dai vivi all'altro mon- diceva, che questi erano un effi-
do. Jl vescovo e martire
s. Zeno- cacissimo istromento della divina
ne, nelsermone terzo sopra A bra- grazia, per la riforma della vita
mo, chiama Isacco Fivas exequias, e de 'costumi. Ne dubitò s. Carlo Boi -
mentre stava in procinto di esse- romeo di dichiarare, che dagli eser-
re sagrifìcato. Carlo V volle, che cizi di s. Ignazio trasse principalmen-
vivente, e disteso sul feretro gli si te le norme per porsi nella strada
celebrassero le solenni esequie. V. dell' apostolica Dal li-
perfezione.
Funerali. bro degli esercizi san Carlo traeva
ESERCIZI Spirituali. In ma- ogni giorno l'ordinario soggetto
teria di pietà, cosi si chiamano o delle sue contemplazioni alcune ,

le pratiche cristiane giornaliere dei delle quali il medesimo Piazza ri-


fedeli o certi giorni di ritiro
, porta a pag. 218 e seg. Fu san
che si scelgono per meditare e far Francesco Borgia che ottenne da
l'esame della propria condotta, o Paolo III la bolla Pastoralis of-
pei libri che racchiudono le me- ficiij con l'approvazione degli e-
ditazioni destinate a questi ritiri, sercizi spirituali di s. Ignazio.
per la riforma della vita, o per Questa pia opera non solo fu
^ricevere gli ordini sagri. Il p. Me- praticata di frequente da molti
noebio nelle sue Stuore, tomo III, santi, e servi di Dio, ma anche
p. 207, nel capo XXIII tratta: Quan- dai Pontefici, ad onta delle im-
to sia efficace rimedio per rifor- mense cure per la Chiesa univer-
mare la vita il ritirarsi per alcu- sale. Clemente IX due volte all'an-
ni giorni^ per occuparsi in eserci- no si ritirava a fare gli esercizi
zi spirituali. Dei pregi ed utilità spirituali nel convento di s. Sa-
degli esercizi spirituali ne tratta bina. Benedetto XIII una volta
pure il Piazza nell' Eusevologio, , all'anno ritira vasi nel piccolo con-
trattato XI, capo IX, massima- vento del suo Ordine domenicano
mente di quelli composti da s. Igna- a Monte Mario, ed ivi faceva i
zio nel suo libro aureo degli Eserci- santi esercizi, dava sfogo alle sue
zi spirituali: questi dal medesimo penitenze, ai suoi digiuni, confor-
santo furono chiamali un mezzo mandosi alle religiose pratiche del-
potentissimo per mettere in cuore la comunità sia di giorno che ói
di chi che sia lo zelo per la propria notte. Benedetto XIV, prima di
eterna salute, e per quella degli celebrare l'anno santo dell' univer-
altri. Il citato Piazza riporta le sale giubileo, per maggiormente
sentenze e gli alti elogi, che degli avvalorare colla sua, la disposizio-
esercizi di s. Ignazio fecero Pietro ne che in altri eccitava per l'ac-
Ortiz, celebre dottore dell'accade- quisto dell'indulgenza del giubileo,
mia di Parigi, e fi*. Luigi di Gra- si ritirò per dieci giorni a fare gli
nata grande ornamento dell'Ordine esercizi di s. Ignazio, sotto la di-
de' predicatori, altro teologo, del rezione del gesuita p. Duranti per
è

Vi ESE ESE
niten/iere della basilica vaticana, cizi per dieci giorni, quindi stabi-
Clemenle XIV, avanti di farsi con- lirono che potessero fruire eguale
Mgiwre, non essendo vescovo, si indulgenza quelli che gli avessero
ritirò per nove giorni al ritiro dei fatti per cinque giorni. Ed accioc-

santi esercizi, affine di prepararsi che questo gran beneficio fosse co-
a sì sublime dignità. mime anche alle religiose ed alle
Alessandro VII, nel i656, aven- monache di qualsivoglia istituto,
do fatti venire in Roma i due ni- massime alle novizie, eh* entrano
poti Agostino, e Flavio poi Car- ne' monisteii per abbracciare lo
dinale, li mandò a fare gli eserci- stato religioso, Innocenzo XI ordi-
zi di s. Ignazio nella casa di no- nò, che ninna fosse ammessa per
viziato de' gesuiti presso s. Andrea la monacazione, se prima non aves-
al Quirinale, ove gli avea già fat- se per qualche tempo fatti gli e-
ti il nipote di Pio IV il Cardinal sercizi affine d'ottenere da Dio lu-
s. Carlo Borromeo. Questo luogo me e grazia a conoscere, se lo sta-
fu destinato per gli esercizi spiri- to , a cui si dedicava , era per
tuali dal medesimo s. Francesco procurare ad essa 1' eterna sai-
Borgia, generale della compagnia vezza: e rinnovando il decreto di
di Gesù, pei Cardinali, prelati, ec- Alessandro VII ordinò, che quelli,
clesiastici, e laici di nobile o civi* i quali dovevansi promovere agli
le condizione. Inoltre Alessandro ordini sagri prima di riceverli si
,

VII prescrisse con sua bolla, eh' ritirassero per dieci giorni a far
la 169 del Bull. Rom. tom. V, gli esercizi spirituali di s. Ignazio,
p. 366, rammentata dal Lamberti- Innocenzo XII poi determinò, che
ni, Istituzioni io4, che tutti gli i parrochi, ed i nuovi ministri del
ecclesiastici, i quali in Roma si do- sagramento della penitenza, si do-
vevano promovere agli ordini sa- vesserò preparare ad un così im-
gri, per trenta giorni dovessero portante ministero, col far per die-
esercitarsi nella pia casa de'Signo- ci giorni gli esercizi spirituali di
ri della Missione sì negli esercizi s. Ignazio, e meditare le cose
spirituali, che nelle funzioni de' sa- eterne.
gii riti e delle cerimonie. S. Vin- Non solo Clemente XI avanti
cenzo de Paoli, fondatore di quel- di entrare in conclave per ordi-
l' istituto e delle missioni ai pove- narsi sacerdote premise il riti-

ri della campagna, nella detta ca- ramento degli esercizi spirituali ,

sa istituì gli esercizi spirituali, non ma dipoi, essendo Pontefice, con


solo pei chierici ma anche pei lai- una lettera circolare a' vescovi d'I-
ci. Diversi vescovi nelle loro dio- talia, data il primo febbraio 17 io,
cesi introdussero sì fatta utilissima ponendo in vigore il decreto d'In-
opera, come pur fece in Milano il nocenzo XI come si legge nel
,

detto s. Carlo, col nome di Asce- Bull. Maga., tom. VIII, p. 4 22 >

sacra solitudine. Tanto


te riunì ossia comandò loro, che gl'iniziandi agli
alle case della compagnia di Gesù, ordini sagri facessero precedere gli
che a quelle della Missione pegli esercizi spirituali di s. Ignazio per
ordinandi, e per tutti gli altri, i dieci giorni; inculcando a' vescovi,

Pontefici accordarono l'indulgenza che esortassero i canonici, i par-


plenaria a chi ivi facesse gli eser- rochi, i beneficiati, i sacerdoti ec,
-

ESE ESE p,3

a farli almeno una volta l'anno mezzi i più opportuni


per ascol-
nelle case dei gesuiti o dei mis- tare con profìtto la voce di Dio,
sionari. Imperciocché diceva quel ed essendo diffìcile il conservarsi
gran Pontefice, che in quel sagro ben raccolto dopo a-
nello spirito
ritiro si lavava facilmente qualun- ver ascoltata la parola del Signore,
que macchia di polvere mondana, quando debba andar vagando
si

si ricuperava lo spirito ecclesiastico, per affari, o per domestiche faccen-


l'intendimento dell'anima s'innalza- de, quindi in Roma sono molte
alla contemplazione delle cose case religiose e laiche, nelle quali
tva
divine, e la norma del retto e san- ricevonsi le persone di ambo i

to vivere o s'imparava o si confer- sessi, e vi si fanno trattenere per


mava. Roma, centro del cattolici- un numero di giorni stabiliti, man-
smo, si dislingue anche negli eser- tenuti e serviti di tutto, acciò solo
cizi spirituali, che in più volte al- attendano alla contemplazione del-
l' anno si fanno in vari luoghi, il le massime di nostra santa religio-
perchè accenneremo principali. i ne, ed al pensiero della riforma dei
Narra il gesuita p. Memmi nelle propri costumi. In tal modo si

Notizie istoricìie dell'Oratorio detto danno gli esercizi dalle monache del
del p. Gravita, pag. 146, che ivi Bambino Gesù, del Divino Amore,
nel 1673 si cominciò a dare pub- dalle Orsoline, ed in genere in que-
blicamente gli esercizi spirituali di sta stessa guisa si praticano dagli
s. Ignazio, non solo ai fratelli del- Ordini regolari dell'uno e dell'altro
l'oratorio, ma a quelli che voles- sesso, dagli ospizi, e dai conserva
sero profittarne, e riporta meto- il toni, desistendo in quei giorni da-
do e la forma di essi. Quindi, a gli studi e dai lavori, e non am-
pag. 208, per le cure del p. Tyr- mettendo alcun commercio colle
so Gonzalez, generale della compa- persone estere. Nella casa de'mis-
gnia, nel 1702, col l'approvazione di sionari di s. Vincenzo de Paoli a
Clemente XI, fece istituire gli eser- Monte Citorio, si danno gli eserci-
cizi per le dame, che ne furono zi per lo spazio di dieci
spirituali
sommamente liete, ed il Papa con- giorni in tutti i tempi che prece-
cesse perciò grazie e privilegi spi- dono le ordinazioni generali, ed ove
rituali. Va notato che al presente debbono ritirarsi quelli che
tutti

gli esercizi non si danno più dai sono per ricevere qualunque degli
gesuiti nella casa del noviziato, ma ordini sagri, quando non sieno re-
in quella presso la chiesa di s. Eu- ligiosi, o non si trovino in qualche
dove più volte all'anno
sebio, li dan- seminario o collegio dove fanno
no tanto ad ecclesiastici, che ai re- gli esercizi sotto la direzione di
ligiosi di altried ai se- Ordini , persona a ciò destinata. Nella stes-
colari. V. il dott. Agostino Thei- sa casa debbono radunarsi tutti i
ner : // seminario ecclesiastico, o parrochi e confessori di Roma, non
gli otto giorni a s. Eusebio di Ro- regolari, per lo spazio di cinque
ma. Questa opera fu scritta in te- giorni ogni due anni a fare gli e-

desco, e dal p. Giacomo Mazio fu sercizi spirituali. Quivi pure si dan-


recata in italiano , e stampata in no gli esercizi ai secolari nella set-
Roma nel 1 834- timana santa, oltre di che vi si

Essendo poi il ritiro uno dei ammettono nel corso di tutto fan-
94 ESO ESO
no tanto gli ecclesiastici che i lai- Oziavano nei giorni solenni , men-
ci, i quali per loro divozione vo- tre in questi il patriarca di Co-
gliono, o dai superiori sono man- stantinopoli trova vasi all'altare sen-
dati a ri ti larvisi , costituendosi ad za i suoi primari utfiziali. Benché
essi in tal caso un parlicolar di- diaconi, erano gli esocataceli di u-
rettore, che assiduamente si accom- na grande autorità, avevano il di-

I
M^na con loro, e li guida nelle ritto di assumere le pianete non ,

opere proprie di tal ritiro. la stola, erano chiamati Cardinali,

Dai religiosi passionisti sul mon- e godevano quelle prerogative, che


te Celio, e dai religiosi francescani notammo al voi. XIX, pag. 3o8
nel ritiro di s. Bonaventura alia del Dizionario. Aggiungeremo, che
polveriera antica, presso il foro ro- probabilmente furono chiamati eso-
inaiio, più volte fra l'anno trat- cataceli per quanto si racconta dal
tengonsi agli esercizi spirituali per- Codino. In Costantinopoli il palaz-
sone anche di alta portata, e tan- zo patriarcale e gli appartamenti
to gli uni che gli altri ordinaria- del sincello, e di tutti i monaci ,

mente una ammettono


volta l'anno i quali erano al servizio del pa-
agli esercizi soli ecclesiastici. Lun-
i triarca, occupavano in quella città
go sarebbe ad enumerare tutti i un luogo assai basso ; mentre i

luoghi, le chiese e gli oratorii di grandi officiali alloggiavano fuori


Roma, in cui vi si fanno gli eser- di quella valle, e in altre parti.
cizi spirituali per ambo i sessi. Di Furono questi perciò chiamati e.?o-

ciò per la maggior parte si parla cataceli3 persone cioè che sono fuo-
ai rispettivi articoli, come del pio ri dei calaceli, ossiano luoghi bassi.
luogo di Ponte rotto, di s. Pa- ESOMOLOGESI (Exomologe-
squale in Trastevere, di s. Galla, sis). Confessione, secondo la parola
del ritiro de' divoti di Maria sul greca. Con questo nome per altro
monte Gianicolo, ed altri molti, e appresso i santi Padri ordinaria-
persino dei condannati esistenti in mente non s'intende la confessio-
Castel s. Angelo; de'quali, e di al- ne sagramentale ma , la pubblica
tri, tratta d. Guglielmo Costanzi confessione , e gli atti conseguenti
neir Osservatore di Roma, tom. I, dei penitenti , i quali sulla porta
lib. XI, capo I, e seg. V. Cate- della chiesa con abito vile, confes-
chismo, e Dottrina Cristiana. sando di essere miserabili pecca-
ESOCATACELI, o Exocatacoe- tori, ^domandavano perdono dai fe-
li. Nome generico che davasi in deli raccomandarsi alle loro
con
Costantinopoli al grand' economo ,
orazioni. V. s. Cipriano, lib. 3, e-
al gran o gran maestro
sacellario, pist. 27, dal quale si apprende si-

della cappella, al gran scevofilace, gnificare esomologesi una mera ri-

o custode de' vasi, al gran carto- conciliazione colla chiesa dei pub-
filace, o maestro della piccola cap- blici penitenti, poiché in caso di
pella, ed al proteedico, o primo necessità, o pericolo di morte, qual-
difensore della Chiesa. Gli esoca- sivoglia diacono, con licenza del suo
taceli erano in principio sacerdoti, prelato, poteva assolvere tali peni-
ma furono poscia ridotti all'ordine tenti, siccome qualsivoglia chierico
di diaconi, giacche avendo siccome di ordine del prelato può assolve-
sacerdoti le loro chiese, in esse uf- re dalle censure. Tanto dice il Ma-
ESO ESO $5
cri nella Not. de' vocab. ecci, alla sto il motivo per cui la Chiesa
parola Exomologesis. esorcizza quelle creature, affine di
Per più si dava principio a
lo scacciarne i demonii, che di esse si

questa penitenza pubblica nel pri- abusano, e di questo potere ella


mo giorno di quaresima, nel quale si è sempre prevaluta. Le creatu-
i penitenti, coperti di cenere e ve- re che la Chiesa esorcizza ordi- ,

stiti di cilicio, si fermavano sotto nariamente sono quelle afflitte da


i portici delle chiese per udire la qualche possesso od ossessione del
messa ed i divini uffizi ; ma poi demonio, i luoghi infestati dal de-
al tempo della consagrazione, era- monio; l'acqua, il sale, l'olio, e le
no riconciliati , come si raccoglie altre cose di cui ella servesi nelle
dai rituali antichi. La voce esomo- sue cerimonie. Essa esorcizza pure
logesi significa pure, o più pro- i bruchi ed altri insetti perniciosi
priamente, quell'ultimo atto del per le piante, le cavallette, le tem-
pubblico penitente, quando compi- peste ec. per impedire loro di nuo-
ta la soddisfazione impostagli , era cere ai prodotti della terra. Lo
condotto dal vescovo in chiesa ove stesso che con un sem-
Gesù Cristo,
prostrato in terra alla presenza di plice cenno poteva porre in fuga
tutto il clero e di molto popolo i demonii, volle tuttavia servirsi
,

detestava le passate colpe promet- di alcuni segni e cerimonie este-


tendo di non commetterle più. V. riori. Prudenzio, in Apoteos. con-
Tertulliano, de Poenit. cap. 91, ed tra Jud., compose alcuni versi, nei
il citato s. Cipriano lib. J, epist. quali si contiene la forinola usala
II. La confessione de' peccati pro- in quei tempi, mentre si esorciz-
priamente si dice in greco Exa- zavano gì' indemoniati energume-
goreusìs.Finalmente talvolta col ni. Gli esorcismi hanno una virtù
vocabolo Esomologesi vuoisi signi- indipendente dalle disposizioni del-
ficare la pubblica processione, con l' Esorcista (Fedi) , e producono
segni di penitenza, per placare Id- infallibilmente il loro effetto, a me-
dio , ed implorare la sua divina no che non incontrinsi ostacoli da
misericordia in tempo di qualche parte dell'esorcista o delle perso-
grave gastigo, come ha dal con- si ne in favore delle quali si fanno

cilio di Toledo XVII, can. 6, e da gli esorcismi. Il perchè gli esorci-


quello celebrato sotto s. Leone III, sti debbono prepararsi a questa
al can. 3i. V. Chiesa, Confessio- cerimonia col digiuno , colla pre-
ne, Penitenza. ghiera , coli' umiltà , colla purità ,
ESORCISMO (Exorcismus). Ce- astenersi da qualunque questione
rimonia della quale si serve la curiosa ed inutile, e seguire pun-
Chiesa per iscacciar demonii dai i tualmente tutto ciò eh' è prescritto
corpi ch'essi possedono o che im- nel libro degli esorcismi. V. Ener-
portunano, o dalle altre creature, gumeno.
di cui abusano o possono abusarsi. Il Sarnelli, nel tom. IX delle
Dice Gesù Cristo nell'ultimo capi- Lett. eccl., tratta perchè gli esor-
tolo di s. Marco: questi miracoli cismi hanno la conclusione, Per
saranno con quelli
avranno che Dominimi Nostrum Jesum Christian,
creduto, essi scaccieranno ì demo- qui venlurus est judicarc vivos, et
mi in mio nome. È dunque giu- morluosy et saeculum per ìgnem.
,

96 ESO
Amen. Quindi col Micrologo , de tre nota, che talvolta demonii i

observ. Ecclesiae, cap. 7, dice che s'ingegnarono d'ingannare gli esor-


i demonii niuna cosa temono più, cisti fingendo, e volendo far cre-
che il rammentar loro il giorno dere, che lo spirito ch'era in quel
del giudizio, quando tutti saranno corpo, era l'anima di questo o di
ridotti nell'inferno in sempiterno; quello, per dare ad intendere che
imperocché, sebbene sieno stati dan- non tutte le anime de' dannati an-
nati dal principio del mondo, su- davano all'inferno, e per turbare
bito che peccarono, e sieno conti- la fede sul giudizio, e sulla risurre-
nuamente cruciati dal fuoco infer- zione de' morti.
nale, che per l'onnipotenza di Dio 11 p. Menochio, nelle sue Stuo-
sentono anche assenti, nondimeno re tom. Ili, p. 46*9, cap. LXXVI
nel giudizio universale saranno da Degli esorcismi degli ebrei, nana
Gesù Cristo di nuovo coartati, e che il Cardinal Toledo, sopra il
carcerati nell'inferno. V. Demonio. capo II di s. Luca, all'annotazione
Soggiunge il medesimo Sarnelli 4i, osserva come anche avanti la
che anticamente si facevano gli venuta di Gesù Cristo, avevano gli
-esorcismi non nelle case private per ebrei i ed esorcisti,
loro esorcismi
la paura, non nelle chiese per ri- i qualiadoperavano in iscaccia-
si

verenza, ma all'aria aperta, ciò che re i demonii dai corpi ossessi ed


non si pratica più. Si domandava energumeni e che tra gli ebrei
,

il nome del demonio, e il segno eravi la tradizione dello scongiu-


della uscita, il che si fa oggi an- rare, essendo stato Salomone, se-
cora, e si stimava utile esorcizzare condo Gioseffo , l' inventore degli
i cibi che gli ossessi od energu- esorcismi contro i demonii. Sulla
meni mangiavano come
, si vede quale autorità riferisce Beda, che
dal rituale romano. Sono poi gli Salomone ordinò nel tempio alcu-
esorcismi certe orazioni e coniu- ni esorcisti, ed insegnò loro il mo-
razioni usate dalla Chiesa, come si do di scongiurare in da un libro
vede nel concilio IV cartaginese lui composto; anzi Origene, nel suo
il quale per materia dell' ordine trattato 55 sopra s. Matteo, affer-
dell' esorcista to dà il libro degli ma che al suo tempo conservavasi
esorcismi, dalla Chiesa approvati. il detto libro. Il Rinaldi all' anno
Dell'ordine degli esorcisti si fa men- 56, narra come Eleazaro
num. 2,
zione da s. Ignazio martire, nel- esorcizzò in presenza dell' impera-
l'epistola agli antiocheni, ed in tore Vespasiano. S. Epifanio, nella
quella di s. Cornelio Papa a Fa- eresia 3o, dice essere stata comune
biano. Sino dalla nascente Chiesa, opinione fra gli ebrei, che se al-
si usò discacciaredemonii cogli i cuno avesse saputo il nome di quat-
esorcismi, come in unione a s. Giu- tro lettere, cui i greci chiamano
stino martire, de ventate Christia- Telragrammaton , e gli fosse stato
na* religionis, dicono altri antichi lecito di proferirlo, avrebbe avuto
padri. Fu poi particolare ufficio potestà sopra gli spiriti maligni.
dell'ordine divinamente istituito, ed Noteremo per ultimo che non ,

a questo effetto destinato dalla Chie- mancarono anticamente ingannato-


sa, come prova il Baronio ne' suoi ri , i quali giravano per le città,
Annali, all'anno 56, il quale inol- professando per guadagno l'arte di
,

ESO ESO 97
cacciare i demonii , servendosi, in antichi rituali si prescrìve la ceri-
vece degli esorcismi, di superstizio- monia della ordinazione degli esor-
ni ed incantesimi, de' quali parla cisti. ricevono il libro degli
Essi
Ulpiano lege j ff. de variis ,
et ex- Esorcismi (Vedi), dalle mani del
traordinariis cognìtionìbus. V. s. vescovo , che loro dice prendi e :

Dionisio Areopagila nel lib. de Ec- studia questo libro 3 ed abbi la po-
clesiast. hierarchia al cap. 3, e s. destà d'imporre le mani sugli e>
Cipriano nell' episl. j6. nergumeni, sieno battezzati, sieno
ESORCISTA (Exorcisla). Chie- catecumeni. L' ordinazione dell' e-
rico tonsurato, che ha ricevuto sorcista si fa durante la messa, co-
quello tra gli ordini minori che
, me le altre.
porta un tal nome. Si dà questo L'esorcista deve preparare l'ac-
nome al vescovo, od al sacerdote qua, il sale, e tuttociò ch'è neces-
delegato dal vescovo, il quale esor- sario per fare I' acqua benedetta ,
cizza un posseduto dal demonio, di cui servesi la Chiesa per iscac-
un energumeno. Questo termine di ciare i demonii, ed accompagnare
esorcista deriva dal greco, che si- il sacerdote,quale fa nella chie-
il

gnifica scongiurare, invocare il no- sa l'aspersione dell'acqua benedet-


me Dio per iscacciare i demo-
di ta. Dice il Macri, eh' era anco of-
nii dai luoghi o dai corpi ch'essi fìzio dell' esorcista di esorcizzare i

posseggono. Sembra che i greci catecumeni prima di ricevere il san-


non riguardino la funzione di e- to battesimo, come persone sog-
sorcista come un ordine, ma come gette impero diabolico, e cita
all'

un semplice ministero, convenen- gli scrittori che parlano di questa


dovi s. Girolamo. Tuttavolta il p. specie di esorcismi, notando che s.
Goar, nelle sue note sull'Eucologio Isidoro chiamò gli esorcisti Actores
de' greci, prova coli' autorità di s. templi, lib. 2, cap. i3 de Eccles.
Dionisio e di s. Ignazio martiri off. Secondo il pontificale romano
che questo era un ordine. Questo era pure officio degli esorcisti di
ordine dà il potere agli esorcisti avvisare quelli che non comunica-
appunto di scacciare i demonii per vano, acciò dessero luogo agli ai-
mezzo dell' invocazione del nome tri, di versare l'acqua pel ministe-
di Dio. Sebbene però questa fun- ro, d'imporre le mani sopra gli os-

zione sia riserbata a' sacerdoti, nep- sessi e gì' infermi. Il Sarnelli , t.

pure essi possono incaricarsene sen- VI, lett. XVI, num. 8, osserva che
za licenza del vescovo. Non è vie- avendo l' esorcista la potestà del-
tato di darla anche ai chierici ca- l'ordine di esorcizzare, può far an-
paci purché possano , come dice
, che il segno della cróce, dove l'e-
Fleury, distinguere gli ossessi ed sorcista lo richiede; ed aggiunge
energumeni dai fraudolenti. Nei che il Marcanzio, Hort. past. Can-
primi tempi erano frequenti le in- delabr. myslic. trat. 5, lect. 4» as-
vasazioni, specialmente fra i pagani. serisce come nella chiesa di Liegi
Per testificare poi un maggior dis- nel sabba to santo, quando si por-
pregio del potere dei demonii, si tano gl'infanti a battezzare, si com-
adoperò per discacciarli uno dei mettono gli esorcismi, che si fan-
ministri inferiori della Chiesa. Nel no prima del battesimo, a' chierici

quarto concilio cartaginese, e negli d'ordini minori, acciocché si di-

voi,. XXH.
7
L

93 ESO ESP
mostri la loro potestà in qualità stare negli
pertinacemente,
invasi
cT esorcisti. Dal Rituale romano ap- lo esperimentarono gli apostoli, e
parisce, che detti esorcismi richie- lo dimostra Origene, in Josue ho-
dono molti segni di croce. Nel to- mil. 24. Gli stessi apostoli ci fan-
mo X tratta nella lett. LXIII, Co- no sapere, che eranvi esorcisti giu-
me possano gli spiritati intromette- dei, i quali si vantavano di scac-
re, emandar fuori del corpo lo- ciare i demonii in nome di Gesù
ro, cose solide e grandi. Invita Cristo. Marco 9, 37 ; Luca 9, 49«
quindi coloro che vogliono esor- V. il Psello, Della natura dei de-
cizzare gli energumeni, a leggere monii , e spiriti folletti, Venezia
il libro delle disquisizioni magiche, i645.
di Martin del Rio, lib. 3, sect. 6, ESORCISTA o ESORCISTA-
ove particolarmente discorre di que- TO. secondo degli ordini mino-
11

sta materia, come filosofo e come ri, divinamente istituito, avvegnaché

teologo; ne parla nel lib. 6, sect. la più sana opinione è quella del

3, de Remediis supernaturalibus di- dottore angelico, e de'più accredi-


linis, seti ecclesiaslicis, ove nella tati teologi, che anche gli ordini

pag. 719 fra le allre cose avvisa, minori abbiano per istitutore nostro
che gli guardino di non
esorcisti si Signore Gesù Cristo. V. Ordine,
ischerzare col demonio
né intro- , Esorcismi, ed Esorcista.
durre con lui discorsi giocosi, dap- ESPEN (Van)Zegero Bernardo.
poiché il cacciar via i demonii co- Celebre canonista e giureconsulto,
gli esorcismi della Chiesa è cosa nato in Lovanio nell'anno 1646, si
santa: e però si deve trattare san- diede per qualche tempo alla teolo-
tamente, siccome hanno fatto quan- gia scolastica; ma non essendo suffi-

ti da principio adoperarono con ef- ciente questa arida scienza ad ali-

ficacia il rimedio degli esorcismi, e mentare il suo intelletto, si dedicò


se talvolta non si discacciò il de- allo studio della disciplina antica e
monio, res clara est, in peccatis moderna della Chiesa, e ne acqui-
vel obsessi , vel abjurantis posse stò profonda e vasta cognizione.
contingere, vel ob majorem ipsius Nel 1675 gli fu data la laurea
aegri utilitatem, Deique gloriarli. dottorale, e da questo tempo in poi

Pegli esorcismi , come si disse al insegnò con applauso questa scien-


precedente articolo, molto giovano za nel collegio di Papa Adriano
i Dal Rinal-
digiuni, l'orazione ec. VI. Se non che la fama cui go-
di, all'anno 56, num. 6, si appren- dea di uomo celebre, ed i suoi
de, che talora esorcizzarono anche meriti gli destarono non pochi in-
i laici; ma i concili vogliono, che vidiosi nemici,né più godendo del-
i vescovi non permettano di esor- la primiera pace, massime per aver
cizzare ai non ordinati. Si stabili- approvata la consagrazione di Stee-
1
-
rono poi molte cautele, perchè ne- noven arciveseovp scismatico d'

gli esorcismi non si frammetta al- trecht come canonica, dovette riti-

cuna superstizione. Che poi la fede rarsi prima in Maestricht, e poi


dello spiritato aiuti assai la virtù nella città d'Amersfort, ove finì di
dell'esorcismo, l'insegnano s. Ci- vivere nel 1728, di anni ottanta-
priano, de idolatr. vanit., ed altri ; tre. Le principali sue opere sono :

e che gli spiriti maligni sieno soliti i,° Jus ecclesia stianti universum,
,

ESP ESP 99
nella quale si mostra quanto eru- il Sarnelli, nel tom. X,
XXif, lett.

dito altrettanto zelante di quelle della festa della ss. Annunziata


massime erronee sparse in tutte le (Vedi), dice, che in molte chie-
altre sue opere, per cui meritarono se costumavasi celebrarla agli 8 di-
di essere condannate, e proscritte dal- cembre, perchè appunto non si sti-
l'Indice. 2. De peculiarità te, et si- mò celebrare la solennità dell' inef-
monia. 3.° De officiis canonicorum. fàbile incarnazione del Verbo eter-
4«° Tractatus historico canonicus no in quaresima tempo di tri-,

in canones. 5.° De censuris. 6.° De stezza, come si ha dal detto conci-


promulgatione legum ecclesiastica- lio, tenuto dall'arcivescovo Eugenio.
rum. 7. De recursu ad Princi- Se non che succeduto
essendogli
pem. 8.° Alcune scritture sugli af- S. Idelfonso, quale difese la pu-
il

fari de' suoi tempi. Opere tutte, le rità della Concezione immacolata
quali offrono chiara prova dell'as- di Maria Vergine (Vedi), contro
sidua lettura che fatta avea della alcuni eretici i quali l'impugnava-
Scrittura sacra, de'padri, de'conci- no, volle che detta festa in avve-
li, del diritto civile e canonico. Il nire si celebrasse col nome del-
Bergier ci avverte che questo dotto l' Espettazione del parto, e sette
giureconsulto spesso ripete il già det- giorni il Natale (Vedi),
innanzi
to dal p. Tomassino; che in diverse non quaresima destinata agli
nella
opere volle servire al partito dei esercizi della penitenza, od alla
nemici della Chiesa, ch'egli avea solennità della risurrezione di Ge-
abbracciato ; e che i suoi senti- sù Cristo.
menti sul Formulario, e I* Apolo- ESPIAZIONE (Expiatio). Si pren-
gia dello Steenoven, come riempi- de per l'atto od azione, colla qua-
rono dì amarezza suoi giorni, cosi i le si pena decretata con-
soffre la

lo manifestarono come uno de' più tro il o pei sagrifizi che


delitto,
zelanti partigiani del giansenismo. si fanno a Dio per la remis-
ESPETTATI\E. V. Aspetta- sione de'peccati; si dicono anche
tive. espiazione quelle cerimonie, che Dio
ESPETTAZIONE del parto ha istituite per purificare gli uomi-
della b. Vergine [festa). Celebrasi ni dalle loro colpe, non solo coi
in diverse parli della cristianità sagrifizi, ma eziandio co'sagramen-
e specialmente in Ispagna, per de- ti, e colle opere di penitenza. Qua-
creto del concilio Toletano X del lunque espiazione del peccato si fa
657, a* 18 dicembre la festa dell'In- mediante l'applicazione dei meriti
carnazione del" Verbo divino, essen- di Gesù Cristo, e co'detti mezzi
do vietato ne'giorni quaresimali, se- da lui istituiti. Le altre cerimonie,
condo il costume della Chiesa orien- come le aspersioni dell'acqua be-
tale, seguito dall'ambrosiana, di ce- nedetta, le assoluzioni ec. non sono
lebrare in allora veruna festa, come altro che un simbolo ed un segno
giorni destinati alla cristiana peni- della purificazione , cui la grazia
tenza, ch'esclude ogni dimostrazio- divina opera nelle anime nostre;
ne di allegrezza, per cui la Chie- segni stabiliti per avvertirci di
sa non usa altri abiti sagri , se chiedere a Dio questa grazia. Se-
non i lugubri. Così il Piazza, E- condo la credenza cattolica, le a-
merologìo, a' 1 8 dicembre. Parlando nime di quelli che muoiono senza
ioo ESP ESP
avere interamente soddisfatto alla leanza, ed
velo che separava il
il

giustizia divina, purgano nel pur- santo dal santuario. Sacrificava po-
gatorio dopo la morte le reliquie scia a fianco dell'altare degli olo-
od avanzi de'loro peccati. Gli ebrei causti il becco destinalo dalla sor-
avevano diverse sorta di sagri fizi di te ad essere sagrificato. Ne portava
espiazione pe'falli commessi per i- il sangue nel santuario, e sette vol-
gnoranza contro la legge, e per pu- te faceva delle aspersioni col suo
rificarsida certe immondezze le- dito intinto nel sangue fra l'arca
gali, ch'erano ritenute come falli ed il velo, che separava il santo
da doversi espiar con certe vittime. dal santuario. Dopo ciò, faceva
Questi sagriflzi di espiazione non delle aspersioni all'intorno del ta-
rimettevano per se stessi falli reali i bernacolo col sangue del becco ;

commessi contro Dio; riparavano quindi recavasi all'altare degli olo-


semplicemente la mancanza este- causti, ne bagnava le quattro cor-
riore o legale , ed assolvevano i na col sangue del becco e del
trasgressori dalla pena temporale torello, e l'innaffiava sette volte con
con cui Dio od i giudici puniva- questo stesso sangue; metteva la
no questi falli, quando trascura- mano sulla testa del becco, che
vano d'espiarli nel modo prescrit- era destinato ad essere libero, con-
to dalla legge. fessava i suoi peccati e quelli del
La festa solenne dell'espiazione popolo, pregava Dio
che li scari-
celebra vasidagli ebrei il decimo casse sopra di lui , e consegnava
giorno del mese di tìzri, il quale questo becco ad un uomo, il qua-
corrisponde al mese di settembre. le lo conduceva in un luogo deser-
Gli ebrei la chiamano festa del to, e lasciavalo in libertà, ovvero
perdono, perchè esp'ravansi le colpe lo precipitava, secondo altri. Per
di tutto l'anno. Le principali ceri- questo si chiamava tal becco il

monie erano, che il sommo sacer- Capro emissario. Fatta questa ce-
dote dopo essersi lavato tutto il rimonia il sommo sacerdote si la-
corpo, vestivasi di semplice lino, vava tutto il cqrpo nel tabernaco-
indi offriva un torello ed un arie- lo, e vestendosi di altri abiti, im-
te pe'suoi peccati, e per quelli de- molava in olocausto due arieti,
gli altri sacerdoti : poneva le ma- uno per se, l'altro pel popolo. La
ni sulla testa di tali vittime, e con- festa dell'espiazione solenne era u-
fessava i suoi peccati e quelli di na delle principali festività degli
sua casa; poscia riceveva dalle ma- ebrei, i quali in tal tempo viveva-
ni dei capi del popolo due becchi no nel maggiore riposo, ed osser-
o capri pel peccato, ad un ariete vavano un digiuno rigoroso. Que-
per essere offerto in olocausto in sto era il solo giorno, in cui fosse
nome di tutta la moltitudine. Indi permesso al sommo sacerdote di
tiravasi a sorte, quale dei due bec- entrare nel Santo dei Santi, ove
chi dovesse essere sagrificato, e qua- era l'arca dell'alleanza.
le posto in libertà. Allora il som- La quarta solennità, la quale 9Ì

mo sacerdote incensava il santuario, celebra al presente dalla sinagoga,


ed intingendo il dito nel sangue è questa delle espiazioni tenuta ,

del torello già sagrificato, ne get- per la principale che abbia luogo
tava sette volte fra l'arca dell'al- in tutto l'anno, come descrive Pao-
ESP ESP 101
lo Medici, Riti e costumi degli qualche omicidio, allorché si vede-
ebrei, capo XXIII, Del digiuno e va nel cielo qualche prodigio, ed
festa delle espiazioni. Primiera- allorché espiare volevansi le città,
mente passano gli ebrei la notte, gli eserciti, i templi , ec. Apollo-
che precede tal festa, nella sinago- nio Rodio ha minutamente descrit-
ga, intenti nella preghiera e negli te tutte le cerimonie delle espia-
esercizi di penitenza. Si vestono zioni pegli omicidii, ch'erano le più
d'abiti di lutto, di bianco o di ne- gravi sino dai secoli eroici. Diffe-
ro, ed alcuni indossano l'abito con renti erano le cerimonie romane
cui bramano essere seppelliti. Van- da quelle de' greci sull' espiazione,
no alla sinagoga senza scarpe e e le storie ce ne danno ampie de-
senza calze, ed ivi fanno quattro scrizioni.
preghiere solenni, cioè alla matti- ESPINAY (d') Andrea, Cardi-
na, al mezzodì, al vespero ed alla nale. Andrea d' Espinay nacque di
sera. Quando è notte, e veggonsi nobilissimo lignaggio nella bassa
le suonano il corno per in-
stelle, Bretagna. Fu
abbate di s. Croce
dicare che il digiuno è terminato, di Bordeaux, canonico di quella
e ritornando allora alle proprie metropolitana, priore di s. Marti-
abitazioni, si vestono di abiti bian- no de' Campi a Parigi, e licenzia-
chi, e rompono il digiuno osser- to nel diritto canonico. Nel i479>
vato per tutta la giornata , ed Sisto IV, per favore del re, lo pre-
in quel giorno si riconciliano reci- pose alla Chiesa di Bordeaux, ed
procamente. Sogliono confessarsi si- Innocenzo Vili nel 148 3 lo creò
no a dieci volte in un giorno, prin- a' 9 marzo prete Cardinale di s.
cipiando dalla vigilia avanti cena, Martino, indi per singoiar distin-
in memoria del nome di Dio, che zione gli spedì in Francia il cap-
per altrettante volte pronunziava il pello cardinalizio, destinando per
sommo sacerdote. V. su questa fe- darglielo, il nunzio di quel regno
sta il Sarnelli, Lettere ecclesiasti- Leonello Cheregato. Alessandro VI,
che, tomo IV, lettera XXVII, che nel 1 499, Io trasferì all'arcivescovato
la chiama Chipurim, cioè della pro- di Lione, ma gli concesse di tenere
piziazione, anche in espiazione del ben anco Chiesa di Bordeaux ;
la
peccato commesso dagli ebrei nel quindi fu nominato governatore di
deserto, adorando il vitello d'oro. Parigi. Fu accettissimo al re di Fran-
I greci e i romani facevano cia Carlo Vili e Luigi XII, ai quali
espiazioni , col mezzo delle quali rese importanti servigi. Accompa-
pretendevano di purificare i colpe- gnò Carlo Vili quando prese pos-
voli ed anche i luoghi profani.
, sesso del regno di Napoli, e nella
L'espiazioni presso gli antichi ro- battaglia di Fornonovo , accaduta
mani consistevano in alcune ceri- nel i49^> colla croce nelle mani,
monie particolari, colle quali inten- e colla mitra in testa, volle star-
devano placare Tira di Dio mani- sene sempre accanto del re. Ripro-
festata con alcuni prodigi. Vi ave- vò poi altamente la condotta di
vano però diverse sorta di espia- quegli ecclesiastici , che avevano
zioni, e ciascuna
cerimonie aveva prese le armi contro il nemico, in-

proprie. Le principali erano quelle segnando loro , che pei sacerdoti


che si praticavano in occasione di l'arme più sicura è la croce. Nel
io2 ESS EST
1 4^5 s* era trovato presente all'as- Ebrei, nel suo
Dizionario della
semblea del clero gallicano. Mori Bibbia, alla parola Esseniani.
in Parigi nel castello di Tournel- ESTAIN (<T) Pietro, Cardi-
les l'anno i5oo , e fu sepolto nella nale. Pietro d'Estain, nobile fran-
chiesa dei celestini presso 1' altare cese, nacque nel castello di Estai n,
maggiore. diocesi di Rodez. Fu monaco be-
ESPOSIZIONE dbl SS. Sacra- nedettino, e poi vescovo di s. Flour,
mento dell'Eucaristia. V. Euca- donde nel i368 fu trasferito al-
ristia § IV. Delle esposizioni della l'arcivescovato di Bourges. Urbano
SS. Eucaristia. V, a' 7 giugno 1370, lo creò prete

ESSENI o ESSENIANI (Essaci). Cardinale di s. Maria in Trastevere,


Setta celebre fra i giudei verso il dalla quale passò al vescovato di
tempo di Gesù Cristo. Lo storico Ostia. Indusse con altri Cardina-
Gioseffo parlando delle diverse set- li Gregorio XI a trasferini colla
te del giudaismo, ne annovera tre corte in Roma, ed ivi egli pure
principali, i farisei, i saducei, e gli morì nel 1377, pie** di meriti
esseni, ed aggiunge che questi ul- pegl' incorrotti suoi costumi, e per
timi erano di origine giudei; per- l'ammirabile sua destrezza nel ma-
ciò equivocò s. Epifanio quando neggio dei più difficili affari, e di
gli annoverò fra le sette samarita- gloria per le sue legazioni in Ita-
ne; il loro modo di vivere si av- lia eseguite con gran vantaggio
vicinava molto a quello de' filosofi della santa Sede.
pitagorici. Siccome menavano una ESTAMPES (d') Achille, Car-
vita austera ed erano divisi dagli dinale. d'Estampes di Va-
Achille
altri, alcuni li riguardarono come lensè, nacque in Tours di nobile
scismatici, non volendo gli esseni famiglia nel i584- Fanciullo anco-
neppure sagrificare nel tempio, van- ra, fu ascritto all'Ordine religiosa
tandosi in vece di praticare ceri- gerosolimitano, e nell'età d' anni di-
monie più sante. In quanto ai co- ciassette cosi era divenuto esperto nel
stumi furono lodati da tutti, e te- combattere, che nell'assedio di Mal-
nuti pei più virtuosi, onde anche ta, posto dai turchi, egli guerreggiò
i pagani ne fecero encomio. Quelli con virile calore fino a che vinto
però dei quali parla Filone, sono dalie gravi ferite, e perduta la me-
differenti da questi, perchè secon- tà d'un orecchio per un colpo di
do il sentire di s. Girolamo, parla moschetto, depose le armi. Riavu-
Filone dei cristiani di Egitto, di- tosi poi in sanità, militò nelle Fian-
scepoli di s. Matteo, sotto nome dre e nelle Gallie; e nell'assedio
pure di esseni, pensando di lodare di Montalbano, contro gli ugonotti
la sua nazione, mentre vedeva quel- riportò quattro mortali ferite. Si
la chiesa ancora giudaizzante. Era- volle premiare il di lui valore, e
no chiamati Essei, o Jessei da Ge- venne tosto avanzato al grado di
sù nostro Salvatore o da les- , capitano. Passò quindi a militare
se padre di Davide su di che , in qualità di generale sotto le ban-
va letto quanto dicemmo al volu- diere di Carlo Emanuello duca di
me XVIII, pag. 202 del Diziona- Savoia, dove in una sortita da lui
rio. V. il p. Calmct nella Biblio- fatta nell'assedio di Verrua, contro
teca sagra, al titolo: Setta degli gli spagnuoli, riportate otto ferite
s

EST EST io3


ed abbandonato da'suoi, fu fatto ino è come trasportato fuori di sé
prigioniero di guerra. Ricuperata stesso in modo che sono sospese le
poi la sua libertà, servi in quali- funzioni de' suoi sensi. Il rapimen-

tà di ammiraglio al re Cristianis- to di s. Paolo al terzo cielo era


simo, nel famoso assedio della Ro- un' estasi. Abbiamo dalla storia ec-
cella, dove fece tali prodigi di va- clesiastica, e dalle vite de' servi di
lore, che atterriti gl'inglesi non osa- Dio, che questi furono rapiti in
rono di aiutare gli ugonotti, e la estasi per lungo tratto di tempo,

piazza fu ridotta all'obbedienza del e persino per intere giornate. Pu-


legittimo principe. A questo fatto re la menzogna e l' impostura pos-
si richiedeauna ricompensa ben gran- sono imitare l'estasi reale. Mao-
de, e in vero fu egli subito dichia- metto persuase gli arabi ignoranti,
rato generalissimo di tutte le trup- che i parosismi di epilesia cui era
pe francesi. Nelle controversie in- soggetto, erano estasi nelle quali
sorte tra Luigi XIII e la madre riceveva le divine rivelazioni. Di-
di lui, l'Eslampes tenne il partito cesi estasi contemplativa ,
quando
di questa, e n'ebbe anzi il coman- in certe persone sono sospese le
do della fortezza ; ma temendo funzioni de' sensi esterni, gli orga-
poscia lo sdegno del Cardinale di ni interni s' infiammano , si agita-
Richelieu, ritirossi in Malta, dove no, e mettono l'anima in uno sta-
diede eguali segni del suo invitto to di riposo, di quiete, che le sem-
valore. Da Malta chiamato a
fu bra assai dolce. Siccome ciò in al-
Roma, e il Pontefice suo
gli affidò il cuni può essere effetto di tempe-
esercito sotto la dipendenza del Cardi- ramento, devesi usare molta pru-
nal Barberini per la guerra d'Italia. denza prima di decidere, che que-
Sotto la di lui condotta, le squadre sto sia un effetto soprannaturale

pontificie guerreggiarono cosi van- della grazia, ed una elevazione del-


taggiosamente che Urbano Vili, qual l'anima a Dio.
degna ricompensa, lo vestì della sa- ESTE (d') Ippolito, Cardinale.
gra porpora, dichiarandolo a' 1 3 lu- Ippolito d'Este detto I seniore,
glio i643 Cardinale diacono di s. A- dei duchi di Ferrara, nacque nel
driano. Fece due volte il viaggio di 1478. Sortì più felici disposizioni
le

Francia; ma nella prima gli fu inti- naturali , e giunto appena all' età
mato di non entrare neppur in Pa- di sette o nove anui, per insinua-
rigi,che troppo il re era adirato con- zione di Beatrice sua zia, e moglie
tro di lui per aver imbrandite le ar- del re Mattia d' Ungheria , fu no-
mi contro il duca di Parma ; nella minato da questi ad arcivescovo
seconda poi fu ammesso all'udienza, di Strigonia. Però Innocenzo Vili
ma senza poter ottenere quello che ricusato avea sulle prime di con-
domandava. Consumato dalle fati- fermare tale prematura elezione;
che, morì in Roma nel 1646, e ma essendosi egli recato in Roma
fu sepolto nella chiesa di s. Ma- col duca Ercole suo zio, ricevette
I

ria della Vittoria, senza alcuna iscri- la pontifìcia approvazione; col pat-
zione. to però che non gli fosse data l'e-
ESTASI ( Extasi 3
raptus ani- piscopale consegrazione prima della
mi extra sensus). Rapimento dello età canonica. Per sette anni si trat-
spirito, situazione nella quale l'uo- tenne presso di quel sovrano, e
,

io4 EST EST


colle sue gentili ed insinuanti ma- simi doni, e gli conferì il vicaria-
niere si rese universalmente ap- to d'Italia, nell'occasione in cui
plaudito ed amato. Colà apprese venne spedito col carattere di le-
assai bene l'arte militare, e riuscì gato a Cesare, come eziandio a
a meraviglia nel maneggiare le ar- Ladislao re di Ungheria, ed a Si-
mi più difficili, come nel coman- gismondo re di Polonia. Sembra che
dare e diriger le truppe. In età di per la guerra della casa d'Este col
quindici anni, a'2i settembre i49^, Papa, non vi fosse un perfetto accor-
fu creato da Alessandro VI diacono do di spirito tra lui e il Pontefice
Cardinale di s. Lucia in Selci ; e Giulio II. E infatti chiamato da que-
a titolo di commenda , come si sto a Roma, finse di essere stato
postumava frequentemente in quei assalito da grave malattia per istra-
tempi , gli vennero assegnate pa- da, e così deluse il Papa presso del
recchie metropolitane e cattedra- quale avea saputo colorir molto
li ; anzi il prefato Pontefice , nel bene la cosa. Con tuttociò non si

1497, gli conferì per opera di Lo- tenne abbastanza sicuro in Italia,
dovico Moro, la chiesa stessa di e si quietamente al suo
trasferì
Milano, da governata per lo
lui vescovado, con un pretesto
fattosi
spazio di tredici anni; e nel i5o2, chiamare colà dal re di Ungheria.
la chiesa di Capua. Pio IH ami- Che egli avesse ragione di temere il
cissimo della casa d' Este, un anno Pontefice, lo si conobbe di poi dalla
dopo, gli diede la chiesa di Ferrara, maniera onde giustamente venne in
e nel i5o7 Giulio II gli conferì il Roma trattato il duca Alfonso I. Suc-
vescovato di Modena, colla dignità ceduto però Leone X, di cui go-
di arciprete della basilica vaticana, deva la più intima confidenza, tor-
alle quali dignità fu aggiunta l'ab- nossene a Roma; e fatta rinunzia
bazia di Nonantola con qualche al- della chiesa di Milano , cangiò la
tra. Recatosi a Roma affine di rin- sede di Strigonia con quella di A-
graziare Alessandro VI della sua gria, la quale non obbligava a re-
promozione alla porpora, e di là sidenza.Era questo Cardinale mol-
quindi partito per soddisfare agli to amante delle arti s delle scienze
impegni dell'alta suo condizione, e della musica, non meno che de-
vi ritornò poi in occasione del ma- gli esercizi cavallereschi , ne' quali
trimonio del principe suo fratello profondeva gran parte sue
delle
Alfonso I con Lucrezia Rorgia, ed rendite. Manteneva al suo servizio
ivi rimase per qualche tempo. Ma suonatori, cacciatori, buffoni ed al-
sotto il pontificato di Giulio II av- tra gente di beli' umore. Stipen-
viatosi di bel nuovo a Ferrara diava eziandio non pochi scienziati,
die grande aiuto al duca Alfonso I oratori, poeti; cosicché la corte di
nei pericolosi cimenti cagionati dal- quel libéralissimo principe si potea
le armi de' veneziani e da quelle dire l'accademia delle scienze e delle
del Papa. In tale incontro si di- arti. Il famoso Lodovico Ariosto, ch'e-
ressecon tanta prudenza e sveltez- ternò la memoria di questo Cardinale
za, che meritossi la stima de' più nelle sue opere, dopo quindici anni
gran principi dell' Europa , e sin- di fedel servitù,perde la sua gra-
golarmente dell'imperatore Massi- zia; ma nonne seppe mai il
se

miliano, che lo regalò di graziosis- vero motivo. Aveva il Cardinal d'j^-


,

EST EST ,o5


ste molte belle virtù del cristiano ra. Si coltivò nelle scienze presso
oltre ad una tenera devozione per 1'università di Padova, secondo che
la beata Vergine, in onore della ne dicono parecchi autori, o piut-
quale ogni giorno recitava l'officio, tosto in Ferrara, giusta la più co-
ed ogni anno dotava dieci fanciul- mune sentenza. Frequentò fino da-
le ; egli nudriva una singolare ca- gli anni più verdi, oltre la corte
rità pei poverelli, che ogni di pro- paterna, quella ancora di Francia,
vedea del cibo o del vestito. Era e ben presto crebbe in tutte quelle
poi attaccatissimo alla santa Sede, e doti, le quali si rendono indispen-
ne diede le più. chiare prove, quan- sabili al governare. Nel i53o, ebbe
do nel conciliabolo di Pisa non da Paolo III l'arcivescovato di Lio-
volle punto aderire alle suggestioni ne, e nel i5^6 la chiesa di Au-
dei nemici di Giulio II, ohe lo ec- tun. Poi Giulio III gli conferì, nel
citavano a dichiarategli contrario. i55o, la metropolitana di Narbona,
In tale incontro si condusse con e quattro anni dopo quella di Aucb.
tale saggezza, che la corte di Fran- Pio IV, nel i562, lo assunse alla
cia se ne chiamò molto contenta, sede di Arles; ma, nel iSQj, egli
e assieme a qualche altra si con- la rinunziò a favore di Prospero

venne nello assegnargli il glorioso Santacroce. Ebbe in seguito parec-


titolo di sapiente. Morì in Ferrara chie abbazie; ma non mai la chie-
nel i520, e fu sepolto in quella cat- sa di Ferrara, come alcuni autori
tedrale; ma nel 1607 venne traspor- si sono adoperali di dimostrare. Pel-
tato nella medesima chiesa appiedi le istanze di Francesco I, a' 20 di-
del sepolcro di Urbano III, e rin- cembre i538 fu creato da Paolo III
chiuso in un'urna marmorea. Scris- diacono Cardinale di santa Maria
se la battaglia eh' egli stesso con- in Aquiro, e poscia da Giulio III
dusse nel dì 22 dicembre i5og, fu fatto governatore di Tivoli. In
alla Policella
, contro alle armate appresso venne incaricato della le-
veneziane, cui sbaragliò pienamen- gazione al senato veneto, e quindi
te, e spogliò di tredici gallere ed presso il re di Francia Enrico II,

altri legni minori. Tal descrizione ch'era stretto con lui in parentela,
per volontà del Cardinale fu vol- dal quale ottenne peculiar protezio-
tata in latino dal Calcagnini. Di ne a favore del concilio, che allora
questo magnanimo Cardinale, co- celebravasi in Trento. Finita la le-

me degli amplissimi Cardinali Ip- gazione, si recò nuovamente in Ro-


polito giuniore, Luigi, ed Alessan- ma , ed ivi ricevette l' incarico di
dro, se ne parla molto nell'articolo governare la città di Siena a no-
Ferrara (Vedi), ove è pure la sto- me del re di Francia, al quale s'era
ria della sovrana casa d'Este. La data quella città. Pio IV Y onorò
vita di questo Cardinale fu scritta per due volte della legazione del
con grande eleganza da Alessandro Patrimonio, e di quella di Germa-
Sardi. nia presso T imperatore per facili-
ESTE (d' ) Ippolito, Cardina- tare la via della pace. Nella va-
le. Ippolito d' Este detto li o giu- canza della santa Sede per la mor-
niore, nipote del sullodato Car- te di Paolo III, egli era quasi per
dinale, nacque nell'anno 1 5oo, ,
essere eletto Pontefice. Questo fat-
dalla famiglia dei duchi di Ferra- to sarebbe sufficiente ad annuncia-
,

io6 EST EST


re quali virtù corredassero la bell'a- che gli veui van commessi. Nel to-
nima di lui. Infatti era libéralissi- mo terzo delle vite de' principi
mo co' poveri, generoso assai cogli troviamo anche un'altra sua lette-
uomini di merito, cultore delle ra al vescovo di Caserta, colla da-
scienze, candido ne' costumi, gran- ta i gennaio i562, nella quale si
de nelle sue idee, e celebre assai legge una sua discolpa scritta a
pei suoi talenti. A tutto ciò univa cagione di una certa calunnia, che
poi anche una splendidezza nel trat- gli venne data presso la santa Sede.

to, un' ospitalità singolare, e molta Dal cav. Ercole ha V Ora-


Cato si

prudenza nel maneggio degli affa- zione falla nelle esequie del Car-
ri. In Tivoli con somma magnifi- dinal Ippolito d'Esle, che fu stam-
cenza edificò la villa d'Este, cele- pata a Ferrara pel Baldini nel i 587.

bre per diversi titoli ,


perchè de- ESTE (d') Luigi, Cardinale. Luigi
corata di giardini, di fabbriche, di d'Este, nipote dell'anzidetto Ippolito
un palazzo con superbe pitture, ed giuniore, nacque in Arezzo l'anno
ivi accolse anche Enrico II di i5j8, dalla nobilissima famiglia
Francia, che trattò con isplendi- dei duchi di Ferrara. Giulio III
dezza degua di tanto sovrano. Do- nel i553 lo creò vescovo della
sua
po la sua morte quella villa venne patria. Trasferitosi poi in Francia
in potere del Cardinale Luigi suo ni- presso la corte di Enrico II, otten-
pote, indi del Cardinale Alessandro, ne parecchie abbazie ed anche la
che dovette poi sostenere una lite chiesa di Auch ri inumatagli
, dal
col Cardinale decano del sacro Col- detto Cardinal Ippolito suo zio. Pio
legio, che spiegava non pochi di- IV, nel concistoro de' 26 febbraio
ritti. La veduta di questa superba i56i, lo creò Cardinale dell'ordi-
villa , della quale si parla all' ar- ne de' diaconi, sebbene assente, e
ticolo Tivoli (Fedi), e della sua quindi gli diede per diaconia la
prospettiva , dà al palazzo ed al chiesa de' ss. Nereo ed Achilleo,
giardino l'idea d'un castello in- e dipoi lo fece governatore di
cantato, e vuoisi che Torquato Tas- Tivoli. Quattro anni dopo incon-
so dimorando in questa villa alla trò a Trento la sorella dell'impe-
splendida corte del Cardinal Ippo- ratore Massimiliano^ che s'era con-
lito II, si lasciasse ispirare da que- giunta in matrimonio con Alfon-
sto delizioso soggiorno nella descri- so li suo fratello, e l'accompagnò
zione del palazzo di Armida. Non sino a Ferrara. Fu poi dichiarato
così potè accadere all'Ariosto, come protettore della Francia presso la
alcuni pretendono, essendo quell'in- santa Sede, e in quell' ufficio molto
signe poeta morto alcuni anni a- si adoperò per la concordia dei
vanti che la villa fosse fabbrica- principi co'Pontefici s. Pio V e Gre-
ta. Mancò a' vivi nel i5ji 3
e da gorio XIII. Per commissione di
Roma fu trasferito a Tivoli, e se- questo Pontefice, fece due volte il
polto nella chiesa di s. Maria Mag- viaggio della Francia ; nella prima
giore con una breve iscrizione. Ab- delle quali, vivente Carlo IX in-,

biamo di lui alcune lettere tradotte tervenne ad un' assemblea a nome


in francese , che dirette aveva al della sede Apostolica , e nella se-
Papa ed al santo Cardinal Borro- conda si accinse a persuadere En-
meo , tu Ite riguardanti gli affari rico III, afliuchè non prestasse al-
EST EST 107
cun aiuto al suo fratello ii duca una brevissima iscrizione postavi da
di Aleuson, il quale faceva guerra Cesare d'Este, che fu poi duca di
nelle Fiandre a Filippo 11 re di Modena. Da Leonardo Salviati si
Spagna, e si riconciliasse piuttosto ha T Orazione delle lodi di d. Lui-
con quel monarca. Presiedette an- gi d' Este Cardinal3 Firenze 1587;
cora all'assemblea del clero, tenu- e da Sebastiano Forno Ardesi, 1
ta in Blois, e si distinse in ogni Vari lamenti d'Europa nella mor-
incontro pel suo intemerato amore te di d. Luigi Cardinal d' Este y
alla giustizia e all' equità. Dimes- Padova i587.
sa la sua diaconia, ottenne quella ESTE (d') Alessandro, Cardina-
di Maria in Via Lata, e diven-
s. le. Alessandro d'Este, cugino di Al-
ne cosi il primo dei Cardinali dia- fonso duca di Ferrara, e fratello
11,
coni. Fu protettore dell' Ordine duca di Modena^ nacque
di d. Cesare
de' cisterciensi , de' canonici di s. nel i568. Cresciuto negli anni, le
Giorgio in Alga; e nel i58i pro- belle qualità della suapersona si
tesse Giovanni Leves de la Cossiè- svilupparono per maniera che in ,

re granmaestro di Malta, con molti breve divenne l'ammirazione degli


altri cavalieri, che s' erano recati in stessi precettori di lui. Era di modi
Roma per giustificarsi d'una ca- soavissimi, di presenza avvenente,
lunnia. Egli li ricevette in sua ca- e d' ingegno acutissimo. Studiò iu
sa aMonlegiordano, e li trattò Padova le lettere e le scienze, e
con molto splendore, somministran- specialmente quella delle leggi. A-
do il vitto ancora alle persone del rnava assai gli uomini colti, ed anzi
loro seguito, che, secondo il Car- con loro sempre impegnato
era
della, ascendevano a mille. Fu nella conversazione. Clemente Vili,
mecenate de' letterati , ma non me- nel concistoro de' 3 marzo 599, lo 1

no benefattore de' poveri, anzi ver- creò diacono Cardinale di s. Maria in


sava nel loro seno gran somme di Via Lata, e poscia governatore di
danaro, e ne prestò ancora a tal Tivoli. Visse in Roma con {splen-
oggetto al Cardinal Osio, che da- dida magnificenza, e fatto di poi
va tutte le sue sostanze in patri- ritorno in patria, si trasferì in Ispa-
monio dei miseri. Racconta il Sal- gna a visitare Filippo III, dal quale
viati, che tra le altre sue benefi- fu accolto con sommo onore. Nel
cenze, diede eziandio cinquecento 1621, Gregorio lo promosse XV
fiorini ad un certo, che spinto dal al vescovato di Reggio, dove mo-
bisogno aveva derubato nella casa strò un incomparabile zelo per la
di lui qualche materiale. Riscosse salute del suo popolo, e pei van-
questo Cardinal d'Este le più bel- taggi del pubblico. Visitò la diocesi,
le lodi de' suoi contemporanei, che celebrò sinodi , tolse abusi , stabili
lo dicevano il lume del sacro se- regolamenti, corresse errori, regolò
nato, l'ornamento della corte ro- la clausura delle monache, e pre-
mana, e il tesoriere de' poveri. Po- pose degli eccellenti parrocchi alla
se fine a' suoi giorni in Roma nel cura del suo gregge. Per la inter-
i586, dopo venticinque anni di cessione di lui i chierici regolari
Cardinalato. Trasferito a Tivoli, fu teatini furono introdotti in Mo-
sepolto nella Chiesa di s. Maria dena, e ben assai provveduti. Ne-
Maggiore de' minori osservanti, con gli ultimi anni della sua vita fis-
,

io8 EST EST


so di nuovo il suo soggiorno in co episcopio, ma non lo vide com-
Roma , dove trattassi con mol- piuto. Trasferì in un luogo molto
ta splendidezza ; ma sofferendo as- più convenevole le sagre reliquie
sai delia salute , si recò a Tivoli de'santi Grisanto e Daria. Ma oc-
per respirare un' aria migliore ; ed cupato assai in all'ari di altra sor-
ivi sorpreso da gravissima malattia ta, che non sono gli ecclesiastici,

si fece portare in Roma, dove, rinunziò la sede nel 1 66 1 sotto Ales-


l'anno 1624, spirò nel bacio del sandro VII, riservandosi una pen-
Signore. Il cadavere di lui fu tras- sione di duemila scudi, e l'uso del
ferito a Tivoli , e venne sepolto palazzo episcopale. Aveva contem-
nella chiesa di s. Maria de* minori poraneamente ottenuto il vescovato
osservanti francescani, presso al Car- di Montpellier; ma Innocenzo X,
dinal Luigi d'Este. Lasciò alla sua quantunque sulle prime glielo avesse
cattedrale dei doni assai preziosi accordato, pur volle che lo dimet-
e tutta la suppellettile della sua tesse. Era però provveduto di pa-
cappella domestica. recchie abbazie in Italia e in Fran-
ESTE (d') Rinaldo, Cardinale. cia, e tra le altre quella di Clu-
Rinaldo d'Este, de'duchi di Mode- gny. Fu anche protettore della
na, nacque nel 1618. Negli anni pri- Francia presso la s. Sede. Dimessa
mi di sua vita si dedicò alla carriera la sua diaconia, ottenne successiva-
delle armi, e molto dava a sperare di mente nel 167 1 da Clemente Xil
se per la sperienza ed abilità som- vescovato di Palestrina; ma l'anno
ma che vi mostrava, e per l'acuto seguente egli compì la mortale
suo intendimento, e forte coraggio. carriera in Modena , ed ivi ebbe
Abbracciò poscia lo stato ecclesia- tomba nella chiesa de' cappuccini.
stico, e venne ad istanza dell'impe- ESTE (d') Rinaldo, Cardinale.
ratore a' io luglio, ovvero a' 16 di- Rinaldo d' Este, anch'esso de'duchi
cembre 1641 creato da Urbano Vili di Modena, e nipote del preceden-
diacono Cardinale di s. Nicolò in te, nacque in detta città a' 2 5 giu-
Carcere, ed ascritto alle congrega- gno i655. Essendo ancor vivi nel-
zioni de'riti, di Propaganda, de' ve- la curia romana gli affronti recati
scovi e regolari, ed altre. Sebbene ad essa dal Cardinal suo zio nel
vivesse in mezzo allo splendore del- pontificato di Alessandro VII, pel
la grandezza pure apparve sem-
,
notissimo trambusto de' soldati cor-
pre sobrio, pio, continente e devo- si, e dell' ambasciatore di Francia
to, come pure inalterabile negl'in- Crequì nessun conto volevasi
, in
contri sinistri. Sembra però, da il nostro Rinaldo decorarsi del Car-

quanto ne scrive il Battaglini, che dinalato. Quindi per le vive istan-


fosse un carattere alquanto in-
d' ze del suo cognato Giacomo II re
quieto. Alessandro VII lo stimava cattolico d'Inghilterra, a' 2 settem-
assai, e due Clementi IX e X,
i bre del 1686, fu creato da Inno-
per l'esaltazione de'quali molto con- cenzo XI, diacono Cardinale di 8.
tribuì, lo amavano teneramente. Nel Maria della Scala. Ma essendo
1 65 1 , creato vescovo di Reggio da morto nel 1 694 senza successione il

Innocenzo X, si mostrò zelantissi- di lui fratello Francesco II duca di


mo per la ecclesiastica disciplina. Modena, egli, che non avea ancora
Pose le fondamenta ad un magnifl- ricevuti gli ordini sacri, a' 2 1 mari
,

EST EST 109


zo 1695 dimise la porpora Cardi- stro delle sentenze è una delle mi-
nalizia, Brun-
e sposò Carlotta di gliori teologie che abbiamo,
svich duchessa diAnnover, cognata ESTOJN Adamo, Cardinale. A-
del re de' romani, per continuare damo Eston, nato di oscura fami-
la successione della sua nobilissi- glia nella contea di Herford nel-
ma famiglia. Dopo avere ottenuto l'Inghilterra, professò ancor giova-
da essa numerosa prole, il duca netto nell'Ordine benedettino pres-
Rinaldo morì di apoplessia a' 26 so il monistero di Nordvich. Cre-
ottobre 1737 d'anni ottantadue. sciuto nella pietà del pari che nel
ESTEVENS (d') Giovanni Al- sapere, lesse teologia nell'universi-
fonso, Cardinale. Giovanni Alfonso tà di Oxford ; poscia fu nominato
d'Estevens nacque in Àzambuja vescovo di Londra, e per le istan-
castello di Portogallo, diocesi di ze di Riccardo II, creato da Ur-
Lisbona. Sulle prime si diede alla bano VI, a' 18 settembre 1878,
carriera delle armi; ma poscia da- prete Cardinale di s. Cecilia. Cad-
tosi allo stato ecclesiastico, fu prò- de in sospetto di tradimento con-
mosso al vescovato di Silves nel tro il Pontefice , e perciò nel
1389, dopo due anni fu trasfe- 1 385 fu carcerato nella città di

rito a quello di Porto poscia ,


Nocera de' Pagani con altri cinque
a quello di Coimbra, e nel 1402, Cardinali. Vuoisi che desse fonda-
alla metropolitana di Lisbona. Fu mento a tali sospetti, l'aver lui

due volte ambasciatore in Roma, scritte in cifra alcune lettere a


Giovanni XXIII lo creò prete Car- Carlo Durazzo re di Napoli, le ,

dinaie di s. Pietro in Vincoli, nel quali non poterono da alcuno ve-


concistoro de' 6 giugno 14.11. Mo- nir mai esplicate. Siasi però la co-
ri nel i4*5, in Bourges, città del- sa comunque si voglia, egli è cer-
le Fiandre, stimato per uomo di to che, sebbene venisse lasciato in
rara prudenza e di letteratura di- libertà sotto la custodia di un che-
stinta, rico di camera , di nazione fran-
ESTIO Guglielmo, di Gorenna cese, fu nondimeno deposto dalla
in Olanda, di nobile famiglia, fece di lui dignità. Bonifacio IX pe-
i suoi primi studi ad Utrecht, ed rò , conosciuta meglio la cosa , lo
apprese la filosofia e teologia a restituì ai perduti onori, e scrisse al-
Lovanio. Nell'anno i58oebbela lau- cune lettere vantaggiosissime al par-
rea di dottore in teologia nella lamento d' Inghilterra. Morì con
stessa città. Accadde la sua morte fama di singoiar virtù in Roma
a Douay nel 161 3, mentre conta- nel 1398, ed ebbe sepolcro nel-
va setlantadue anni di età. Abbia- la sua chiesa titolare. Due secoli
mo di lui molte dotte opere in circa dopo la di lui deposizione,
latino. 1 .° La Storia de martiri di smosso il terreno di quella chiesa
Gorenna, uccisi nella rivoluzione per istabilire il nuovo pavimento,
che il calvinismo cagionò in quel fu trovata la salma incorrotta, che
paese; i.° Alcuni Commentari in 1 , venne trasferita con grande onore
volumi in foglio; 3.° Osservazioni al lato sinistro della porta di quel-
sui passi difficili della sagra Scrit- la dove si vede il suo an-
chiesa,
tura 3 stampati a Douay ed in An- tico mausoleo, colla statua rappre-
versa. Il suo commentario sul mae- sentante il Cardinale in abili pon-
no r.ST EST
tificali giacente sull'urna. L'Eston mai il reggime di quella diocesi. Ad
conosceva assai bene le lingue o- istanza del re cristianissimo, a' 18 di-
rientali, e produsse molte opere cembre 1439, da Eugenio IV fu
sulla divina Scrittura, facendone creato prete Cardinale di san Mar-
ancora una versione dall'ebreo; tino; ma egli non volle assumere
cosa che da s. Girolamo fino a quei la sacra porpora, se prima non
tempi non era stata eseguita da alcun ottenne di reggere contemporanea-
altro autore. Compose ancora l'uffi- mente la chiesa di Angers. Nel 1 452,
zio per la festa della Visitazione Nicolò V
lo spedi legato a laterc
di Maria Vergine, come si può ve- presso i re di Francia e d'Inghil-
dere in Lambertini, De feslis, ec, terra per conchiudere tra loro la
la cjual festa era stata istituita da pace; ma tutto fu inutile. In quel-
Urbano VI per ottenere 1' estinzio- 1' occasione però diede riforma al-
ne dello scisma che devastava la l' università di Parigi ; cosa che gli
Chiesa. meritò il titolo di ristauratore del-
ESTOUTEVILLE Guglielmo , le lettere e delle scienze. Carlo
Cardinale. Guglielmo de' signori VII, re di Francia, lo desiderava
d'Estouteville e Vallemont, di san- suo ambasciatore presso Calisto IH;
gue regio, nacque in Normandia l'an- egli però non volle accettare quel-

no 1402. Professò nel monistero del- l' incarico, perchè


Io credeva in-
la Congregazione di Clugny, fu dotto- compatibile suo ministero. Il
col
re in legge canonica, e priore di s. re nondimeno l' ebbe in altissima
Martino de' Campi presso Parigi. In stima, ed anzi voleva che i suoi
seguito venne arricchito colle pre- ministri in Roma non imprendes-
bende di molte chiese, la prima sero cose di grande rilievo, se pri-
delle quali fu quella di Mirepoix ma noi consultavano. Il Pontefice,
nella Linguadoca, che ottenne da valendosi del favore che godeva
Eugenio IV nel 1 4^ i, e ritenne presso quel principe, lo mandò in
per due soli anni ; quella di Di- qualità di legato presso di lui af-
gne nella Provenza, ch'ebbe nel fine di eccitarlo a prender parte
i43g, e possedè fino al i44^; nella guerra contro i turchi ; ma
quella di Nimes, che gli fu confe- la spedizione riuscì senza effetto,

rita nel i44*> e dipoi nel i45o perchè il re dovea impiegar le sue
ebbe quella di Lodève da Nicolò forze nel ricupero della Norman-
V; nel i^5i quella di Muriena dia e della Gujenna. Fabbricò in
nella Savoja; e un anno dopo il Roma da' fondamenti la chiesa e
vescovato di Roano. Alcuni vorreb- il convento di s. Agostino agli ere-
bero che avesse avuta anche la mitani, de'quali aveva la protezione
chiesa di Béziers, ma pare cosa presso la santa Sede, e ne assegnò
più, probabile che l'ottenesse a so- ancora considerabili rendite. Quan-
lo titolo di commenda. Quando do era arciprete di santa Maria
era vescovo di Lodève, istituì nel- Maggiore, risarcì le navi laterali
la chiesa di s. Genesio la confra- e le volte di quella basilica, do-
ternita della ss. Annunciata, e re- nandole molti sagri vasi d'argento
stituì alla cattedrale di Digne tut- e d'oro, e parecchie suppellettili di
te le che aveva da essa
rendite gran valore. Abbellì l'altare della
percepite, perchè non avea assunto confessione, e l'ornò di quattro
EST EST 1 , r

glandi colonne di porfido che tut- è, per cosi dire, il compimento e


tora esistono. Fabbricò anche una la perfezione, ma produce lo stesso
cappella dedicata a' santi Michele effetto in riguardo alla cristiana
Arcangelo e Pietro Apostolo, la vita in generale rimirata, dovendo
quale più non esiste, ma se ne ve- essa essere una perpetua peni lenza,
de però qualche traccia nell' inter- giusla l'espressione del concilio di
no della basilica. Nel 14^2 con- Trento, 14 de extr. unct.
sess. ,

sagrò solennemente l'altare della L' estrema unzione è un sagramen-


ss. Annunziata in Firenze, come se to, che contribuisce a procurare la
ne legge memoria in quella cap- remissione de' peccati ai fedeli ma-
pella. Sisto IV lo elesse Camerlen- lati pericolosamente, che dà loro
go della S. R. C, carica resa va- la forza di ben soffrire e ben mo-
cante per la morte del Card. Or- rire,che ravviva loro la fede e ,

sini. Fu
ancora uno di que' Car- che procura loro la salute , dove
dinali, che accompagnarono Pio li questa sia utile all'anima loro, sic-
i n Mantova. Questo Papa, nel 1460, come meglio si dirà. Non ministrasi
dal vescavato di Porto, che aveva ai condannati a morte, non ispe-
ottenuto da Nicolò V, lo trasferì rando essi per tal mezzo la salu-
a quello di Ostia e Velletri, dove te corporale. Questo sagramento
fabbricò l'episcopio, e in Cori, cit- non ebbe in ogni tempo il nome
tà della diocesi, un convento di di estrema unzione, ma il riportò
agostiniani. Cessò di vivere in Ro- dall' abuso introdotto, e troppo co-
ma nel i483, ed ebbe la tomba munemente ricevuto da alquanti
nella chiesa di s. Agostino. Lasciò secoli in qua, di aspettare agli estre-
una pingue eredità ai suoi nipoti, mi a riceverlo, siccome osserva il
pei quali aveva comperato varie p. Chardon, Storia de' sacramenti,
terre. Nel conclave per l'elezione tom. II, lib. Ili, dell' Estrema un-
di Pio li poco mancò che non con- zione.
seguisse il triregno che ambiva, ri-
manendo deluso pei motivi che 5 I. Denominazione , natura ed
narrammo al volume XV, pag. 283 esistenza della estrema unzione,
del Dizionario. e suo autore.
ESTRÉES (d') Cesare, Cardi-
nale. V. Etrees. L' estrema unzione è chiamata
ESTREMA UNZIONE. Sagra- dai greci olio santo, olio con ora-
mento istituito per sollievo spiri- zione, perchè 1' olio n' è la mate-
tuale e corporale degl' infermi. ria. Dai latini si chiama olio del
Si conferisce loro facendo diverse sagro crisma, olio di benedizione,
unzioni con olio benedetto dal ve- sagramento della sagra unzione,
scovo nel giovedì santo insieme unzione degli ammalati, estrema
col crisma e 1' olio de' catecumeni, unzione perch' è l' ultima unzione
accompagnate da certe preghiere, che si fa sui fedeli, il sagramento
che esprimono lo scopo ed il fine di quelli che passano da questa
di queste unzioni. V. Olio Santo. vita all'altra, il compimento e la
Meritamente si colloca il sagra- consumazione della penitenza, una
inento della estrema unzione dopo celeste medicina per l'anima e pel
quello della penitenza, di cui egli corpo. In un antico Manuale, pres-
uà EST EST
so il Borgia, Memorie t. Ili, pag. »» que confessate i vostri peccati
18 r, si contiene l'ordine Exlre- « gli uni agli altri ". Il concilio di
mae unctionis, e secondo tale scrit- Trento in conformità di questa
tore questo sagramento s' incomin- dottrina, nella sess. i4, can. ^de-
ciò così a chiamare verso la line cretò: Se alcuno dirà, che l'e-
»»

del secolo duodecimo, poiché pri- >» strema unzione non è veramen-
ma dicevasi Sacramentimi unctio- » te e propriamente un sagramen-
nis, Unctio infirmorum, ec. Alcu- » to istituito dal nostro Signore
ni attribuiscono sì fatto cambia- » Gesù Cristo, e promulgalo dal-
mento di nome alla variazione al- »* l'apostolo s. Giacomo ma che ,

lora seguita dell' antichissimo rito « solamente è una consuetudine


di ricevere la sagra unzione pri- » ricevuta da' padri, oppure un'in-
ma del sacrosanto Viatico (Vedi), n venzione umana , sia anatema ".
con posporla a questo, chiedendola Nel can. 2 » Se alcuno dirà, che
:

dopo. Più verosimile però sembra » la sagra unzione, la quale è data


1' opinione di
quelli, che riferisco- »»agl'infermi, non conferisce la
no il cambiamento a denotare che » grazia, non rimette i peccati, ne
questa unzione è l'estrema tra quel- » solleva gl'infermi; e che a' dì
le cui riceviamo, prima nello sta- » nostri non deve più essere in
to di catecumeni, poi quando sia- » uso, come se un tempo non fosse
mo battezzati , indi nella confer- « altro stata che la grazia di sa-
mazione, e finalmente quando sia- » nare gì' infermi , sia anatema ".
mo prossimi a far passaggio da Nel can. 3 » Se alcuno dirà, che
:

questa all'altra vita. Ed in fatti « la pratica e l' uso della estrema


anche dopo che l'uso s'introdusse « unzione secondo che la santa
di chiamare questo sagramento E- « Chiesa romana 1' osserva , ripu-
strema unzione, leggesi ammini- *» gna alsentimento dell'apostolo
strata prima del viaLico in uno , « s. Giacomo , e che per questo
de' più antichi documenti presso il m bisogna farci qualche cambia-
Wabillon, e del 1209, in praefat. « mento, e che i cristiani possono
saec. Is Bcnedict. n. 98. » senza peccato disprezzarla sia ,

L' estrema unzione è un vero » anatema ". Nel can. 4 «Se al- :

sagramento della legge nuova. Da- » cuno dirà, che i preti della Chie-
gli scritti degli apostoli la Chiesa » sa, cui s. Giacomo esorta di an-
trasse ciò che crede e pratica per » darsene ad unger l' infermo, non
rapporto a questo sagramento. Leg- » sono i preti ordinati dal vesco-
giamo nel XIV versetto del V ca- * vo, ma i più antichi di età d'o-
pitolo dell' epistola canonica del- « gni comunione, e quindi, che il

l' apostolo s. Giacomo: « S'infer- m ministro della estrema unzione


" ma alcuno tra voi? chiami i sa- » non è il solo prete, sia anate-
>> cerdoti della Chiesa, e preghino » ma ". Dopo di ciò sembra qui
>> sopra di esso , facendogli delle inutile riportare altri anteriori e
*> unzioni coli' olio nel nome del posteriori monumenti , anche del-
<> Signore ; l' orazione unita alla l'accordo della Chiesa greca e della
» fede, salverà l' infermo, ed il Si- Ialina in tutti tempi
i , nel rico-
» gnore lo solleverà, e se ha pec- noscere il sagramento della estre-
*> cati gli saranno rimessi ; dun- ma unzione.
,,

EST EST n3
Secondo le parole di s. Giaco- sua bocca
propria , lo si ha dal
mo, la estrema unzione ha le tre concilio di Trento. È vero, che il

condizioni necessarie e sufficienti concilionon disse espressamente


per fare un sagramento della nuo- che Gesù Cristo abbia istituito im-
va legge: i." è un segno sensibile mediatamente 1' estrema unzione
e sacro che consiste nella unzione ed è perciò che non devonsi con-
dell' olio, e nella preghiera del sa- dannare gli antichi scolastici, i qua-
cerdote; 2.* è un segno che pro- li pretendevano che gli apostoli a-
duce la grazia, poiché rimette i vessero istituito questo sagramento
peccati, i quali non possono essere per ordine di Gesù Cristo; ma nes-
a
rimessi senza la grazia; 3. è un sun teologo ha sostenuto dopo
lo
segno istituito da Gesti Cristo, giac- il concilio tridentino. Quindi si so-

ché un segno sensibile non può no accordati tutti col dire, che Ge-
produrre la grazia, né la remissio- sù Cristo aveva istituito questo sa-
ne de' peccati senza che sia istitui- gramento con tutti gli altri, e che
to da Dio, potendo egli solo dare gli apostoli l'avevano pubblicato.
agli elementi sensibili la virtù di È inoltre probabile, che Gesù Cri-
produrre la grazia. Origene, ho- sto lo abbia istituito nel tempo
mil. i in Levita parlando delle dif- che passò tra la sua risurrezione
ferenti maniere, colle quali si ri- e la sua ascensione, e dopo l' isti-
mettono dalla Chiesa i peccati, u- tuzione del sagramento della pe-
nisce1' estrema unzione alla peni- nitenza, di cui, lo ripetiamo, l' e-

tenza, e dice che il peccatore vie- strema unzione è il compimento


ne purificato quando si eseguisce e la perfezione.
ciò che prescrive s. Giacomo. E s.
Gio. Grisostomo, lib. Ili, cap. 6, § II. Materia e forma della
del Sacerdozio 3 dice che i sacerdoti estrema unzione.
rimettonoi nostri peccati, non solo
quando ci battezzano, ma anche Sonovi due sorta di materie ne-
quando fanno sopra di noi l' un- cessarie dell'estrema unzione, la
zione di cui parla s. Giacomo. Os- materia remota, e quella prossima.
serva il Bergier, eh' egli è da cre- La materia remota è l'elemento
dere, che Gesù Cristo abbia isti- di cui è composto il sagramento
tuito od ordinato questo sagramen- della estrema unzione; la materia
to, poiché gli apostoli niente fece- prossima è l'applicazione di questo
ro che pei di lui comandi, e per elemento. L'elemento della materia
l'ispirazione dello spirito di lui. remota è l'olio d'uliva, indicato
Che Gesù Cristo sia l'autore im- espressamente da s. Giacomo ed ,

mediato dell'estrema unzione, co- approvato da Eugenio IV, e dal


me di tutti gli altri sagramenti del- concilio di Trento. E pure neces-
la nuova legge, vale a dire che sario per la validità del sagramen-
non abbia dato solamente l'ordine ed to, che l'olio sia benedetto, secon-
il potere d' istituirlo a' suoi aposto- do parere di molti teologi; ma
il

li, nel che, siccome si esprimono non è necessario che sia benedet-
i trattatisti, consiste l'istituzione to dal vescovo, bastando la bene-
mediata; ma che l'abbia istituita dizione di un semplice sacerdote.
egli stesso immediatamente colla Ciò è nella Chiesa greca , a secon-
vol. x\it a
n4 EST EST
da dell'approvazione di Clemente odoratimi , gustum , laclum deli-
Vili, ina tra i latini la benedizio- u isti.
<l

ne dell'olio pegl' infermi è devolu- La pratica dei greci è di unge-


ta ai soli vescovi. Altri teologi opi- re la fronte, il mento, le due guan-
nano, ch'espressamente dev' essere ce, il petto, le mani ed i piedi.
benedetto per questo uso, dicendo L' uso più comune dei latini è di
che la benedizione particolare è ungere gli organi de' cinque sen-
quella che lo costituisce materia timenti: gli occhi, le orecchie, le
valida del sagramento della estre- nari, la bocca, i piedi e le mani.
ma unzione. La materia prossima In molti luoghi si ungono pure le

poi di questo sagramento è l'un- reni, ma agli uomini soltanto. Nel-


zione che il sacerdote fa sull' in- la chiesa di Parigi si sostituisce a
fermo, perchè è l'unzione che Io quest'ultima unzione, quella del
Spirito Santo ha ordinata nel ca- petto tanto per gli uomini, che
pitolo quinto dell' epistola di san per donne: In foeminarum un-
le
Giacomo. Questa unzione deve far- ctione tangat tantum sacerdos par-
si in forma di croce, perchè tale lem pectoris superiorem, come si
è l'uso della Chiesa, ma ciò non è legge nel rituale di Parigi. Il Duran-
necessario per la validità del sa- do nota, come alcuni del tempo
gramento. Non è neppur necessa- suo insegnavano non doversi far
rio che il sacerdote faccia l'unzio- l'unzione alle spalle, perchè già
ne col pollice immediatamente ,
fatta nel battesimo, né doversi un-
può farla con qualche istrumento gere sulla fronte, ma sulle tempie,
secondo l'uso della sua chiesa; chi era stato cresimato. Quando i

bisogna però che 1' unzione sia tale sensi e le membra


che devonsi
da poter dire, che la parte del cor- ungere sono doppi, si comincia
po alla quale si applica è vera- dal destro. Quando l'infermo man-
mente unta. Il Ma cri riporta, che ca di qualche membro, dove si
in tempo di peste è lecito al sa- deve fare l'unzione, bisogna farla
cerdote unger l'infermo con una nella parte del corpo la più vici-
bacchetta, Diana, traci. 4 de Sa- na, come sarebbe ai polsi se Y in-
crani. Resol. 167; anzi alcuni pen- fermo avesse le mani tronche. Se
sano che basti ungere una sola r infermo spira prima che le un-
parte, dicendo la solita forma, Sii. zioni sieno compite, si deve cessa-
3 pari, quaest. 32, artic. 7, opi- re. La unzione delle mani si fa
nione approvata dall' università di al di dentro per i laici o secola-
Lovanio l'anno i588. Il medesimo ri, ed al di fuori per i preti, per-

Macri deferisce al sentimento del chè il di dentro delle loro mani


citato p. Diana, il quale in tal è già stato consagrato coli' ordina-
caso stima bene, che il sacerdote zione. Non si fanno unzioni alle
unga con prestezza un orecchio, orecchie de' sordi, né agli occhi dei
e cosi degli altri sentimenti, pro- ciechi fino dalla nascita: si fa l'un-

nunciando una sola volta la forma zione sulle labbra dei nati muti,
seguente per tutti: Per istas san- ma dicendo solamente quidquid
clas unclioneSj et suani piisimam peccasti per gustum. S. Tommaso
miserìcordiam indulgeat libi Deus dice necessaria per la validità del
auidquid per visitili 3 auditum , sagramento l'unzione de'cinque or-
EST EST 1 i5T

gnni dei sentimenti ; ma molti teo- era un tempo indicativa ed asso-


logi credono valido il sagramento luta, cioè pronunciata al modo in-
con una sola unzione sopra uno dicativo, come si scorge da quella
degli organi de* sensi, almeno quan- del rito ambrogiano in uso sino
do si ha premura, e nelle malat- dal quarto secolo, e citata da san
tie contagiose, pronunziando que- Tommaso, da s. Bonaventura, da
sta formola universale: Indulgeat Riccardo di s. Vittore ec. Anche
tibi Deus quidquid peccasti per il Macri dice, che la forma del
sensus. Ma
dire del Chardon,
al rito ambrogiano nell'amministrazio-
loc. 371, in quanto alle
cit, pag. ne di questo sagramento, non è
parti del corpo che si ungono deprecatoria o deprecativa, ma in-
neir amministrazione di questo sa- dicativa, che però non viene ap-
gramento, avvi un' infinita varietà provata da alcuni dottori fondati
giusta i luoghi e i tempi. In al- sulle parole di s. Giacomo, orent
cuni siungevano molte parti, in super eum: con tuttociò non si
altri pochissime. Vi sono anche deve condannare la forma usata
esempi della unzione fatta in una da questa Chiesa, approvata da
sola parte del corpo, e s. Eugen- altri, come dal p. Suarez tom. 4>
do fu unto solamente al petto. disput. 40, sect. 3, num. 8. Una
Siccome questa unzione ha per fi- antichissima formola ambrogiana
ne, quantunque men principale, la viene recata da s. Bonaventura,
guarigione dell' infermo, in molte Dist. 23, art. 1, quaest. 4, che di-
chiese facevasi specialmente sulla ce : Ungo te oleo santificato in
parte addolorata, in cui era la se- nomine Patris 3 ec. Un libro sagra-
de del male, come si può vedere mentale di Venezia, approvato dal
nei rituali presso Martène. il p. Papa Leone X, ha : Ungo te oleo
La forma poi dell' estrema un- sancto, ut hac unctione protectus
zione consiste in queste parole, che fortiter3 stare valeat adversus ae-
il sacerdote pronuncia facendo le reas catervas 3 in nomine Patris,
unzioni » Che Dio per questa
: ec. La forma dunque non è sta-
« santa unzione, e per la sua piis- ta sempre deprecatoria in tutte le
» sima misericordia , vi perdoni Chiese particolari. Anche presso i

>» tutti i falli, che voi avete com- latini, non sono che circa cinque
» messi colla vista, coll'udito, col- o sei secoli, ch'è universalmente ri-

l'odorato, col gusto, col tatto ". cevuta. Si trova anche in un ri-

Dicono i trattatisti , che di tut- tuale ms. di Jumieges, ch'è alme-


te lequi riportate parole, non vi no tanto antico Per istam unctio-
:

sono che queste, le quali repu- nem et suarn piissiniam misericor-


tinsi essenziali: che Dio vi per- diam indulgeat tibi Dominus quid-
doni , indulgeat Deus, per
tibi la quid peccasti per visurri, ec. Essa
validità del sagramento, perchè si- è simile in tutti i rituali. Al tem-
gnificano sufficientemente la causa po del Pontefice s. Gregorio I, in
principale del sagramento eh' è Roma si faceva uso d' una forma,
Dio; l'effetto del sagramento che che in parte era deprecatoria, in
è la remissione de' peccati; il sog- parte assoluta ed indicativa. Essa
getto ed il ministro del sagramen- comprendeva queste parole, che so-
to. La forma dell'estrema unzione no assolute, inunge te, e queste
, ,

n6 KST EST
altre che sono deprecatorie, fri te I greci al presente si servono di
habitet virtù* Cliristi. Nei rituali, una forma deprecatoria, ina la for-

avverte pure il Chardou, le parole ma deprecatoria e l'indicativa od


della forma sono estese assoluta- assoluta sono egualmente convene-
mente, e in altri deprecativamente, voli e sufficienti per la validità del

in altri un modo misto. Diver-


in sagramento, per quelle spiegazioni
se forinole si leggono in un sagra- e ragioni che ne danno gli scrittori
mentano di Catalogna, e nell'anti- di questo argomento. Il sacerdote
co pontificale di Naibona. poi deve pronunciare la forma del
Neil' oriente ancora la estrema sagramento nel medesimo tempo
unzione è noverata tra i sette sa- che fa le unzioni, di modo che non
gramenli, ed il Renaudot c'istruisce deve terminarla se non quando
della credenza dei greci, e dei loro termina 1' unzione de' membri che
riti su questo punto, lib. V, cap. sono doppi, eccettuato il caso che
i , Delle cerimonie che i greci T infermo pel grave male sia estre-
orientali usano per la estrema un- mamente in pericolo.
zione, delle quali parleremo al § Deve pure asciugare le unzioni
VI di questo articolo. Solo qui con un poco di cotone o di stop-
noteremo, che i greci ed orientali pa, od altra cosa simile, a meno
usano olio benedetto non dal ve- che quegli che l'assiste non sia negli
scovo, ma dai sacerdoti nella ce- ordini sagri, nel quale caso gli sa-
lebrazione di questo sagramento rà permesso di asciugare le unzio-
come si disse di sopra; ma il p. ni fatte dal sacerdote. Ciò che ha
Goar avverte, in not. ad Euchol., servito per asciugare le unzioni
citando 1' istruzione di Clemente deve essere portato in chiesa in un
Vili, la quale porta per titolo : bacino pulito, per essere abbrucia-
Circa oleum sanctum infirmorum 3 to, e le ceneri si gettano nel sa-
fattapei greci, ove dice che nei crario. Terminate che abbia il sa-
luoghi soggetti ai latini essi non cerdote le unzioni, egli stropiccia
sieno obbligati a pigliar l' olio be- il suo pollice e le dita che hanno
nedetto dal diocesano, perchè giu- toccato l'olio, con mollica di pane,
sta l'antica consuetudine della loro quindi si lava ed asciuga le mani :

chiesa, essi lo benedicono nel me- la mollica, e l'acqua della lavanda


desimo tempo, che lo amministra- per le mani, secondo le prescrizio-
no. Inoltre il p. Goar, per non ni de' rituali, devonsi gettare nel
lasciar verun dubbio su questa ma- fuoco.
teria, si fa un dovere di soddisfare
alle obbiezioni dei teologi più pre- § III. Ministro dell'estrema
venuti in favore de'principii scola- unzione.
stici, secondo i quali egli e l' Ar-
cudio fanno consistere la forma di I soli sacerdoti sono i ministri
questo sagramento fra i greci in capaci di conferire validamente il
una orazione che comincia Padre : sagramento dell' estrema unzione,
santo) medico delle anime ec, la punto di fede deciso dal concilio
quale spiega i principali suoi effetti, di Trento, come riportammo di
cioè la remissione de' peccati, e la sopra, nel can. 4- Questa decisione
guarigione dei corpi. del concilio è appoggiata alla Scrit-
EST EST 117
tura, ed alla tradizione. Per la » sma, quale consagrato dal ve-
il

Scrittura, s. Giacomo dice espres- » scovo deve essere adoperato non


samente, che sono i sacerdoti che « solo pei sacerdoti, ma per tutti
debbono amministrare Y estrema » i cristiani nelle infermità loro
unzione; per la tradizione quella *» e de' loro attinenti ".
delle due Chiese, le quali hanno Qualunque prete, tanto secolare
tempre riconosciuto in tutti i tem- quanto regolare, può validamente
pi soli sacerdoti per ministri del-
i amministrare il sagramento della
la estrema unzione, come si può estrema unzione, perchè questo po-
vedere negli Eucologi de' greci, e tere è unito al carattere sacerdo-
ne'rituali dei latini. È dunque inu- tale ; ma non vi è che il solo par-
tile, che i novatori pretendano che roco, od il sacerdote commesso da
il vocabolo presbiteri significhi gli lui che possa amministrarlo lecita-
antichi Jaicij perchè evvi unito quel- mente; e se qualche altro prete seco-
lo di ecclesiae. Si può però dire, lare o religioso volesse amministrarlo,
secondo il parere di moltissimi teo- oltre al peccato mortale che com-
logi,che il Papa s. Innocenzo 1 metterebbero ambedue, il religioso
permise a tutti i fedeli anche laici incorrerebbe la scomunica maggiore
d'applicare l'olio sugl'infermi in pel solo fatto, non potendone essere
caso di bisogno, ed allorquando non assolto che dal Papa. Sono però
vi sono preti per farlo, presso a eccettuati i casi di necessità, come
poco come possono essi servirsi del- se il parroco fosse assente o impe-
l'acqua del fonte battesimale, o di dito, o pure se ritardasse, ed allo-
qualche altra cosa benedetta; ma ra qualunque prete potrà ammini-
in questo caso l'unzione non è mai strare T estrema unzione. Sebbene
sagramentale. Il Chardon riporta le la pluralità de' sacerdoti sia stata
parole della lettera, che s. Inno- altre volte necessaria per precetto
cenzo I scrisse a Decenzio vescovo ecclesiastico, affine di amministrare
di Egubbio, cioè Gubbio, il quale l'estrema unzione, non è in oggi,
dubitava se i vescovi potevano am- e non giammai stata, per precet-
è
ministrare l'estrema unzione: « Che to divino. Le parole di s. Giaco-
« l'apostolo avea parlato de' soli sa- mo, le quali esigono più preti, pre-
» cerdoti perchè i vescovi occupati sbyteros, non racchiudono che un
» da moltissime brighe non pote- dovere di convenienza soggetto alla
» vano andar a visitare gl'infermi. disposizione della Chiesa, d'altron-
» Del resto, se il vescovo può, o de non avvi nella Scrittura niente
» vuole, gli è lecito benedirli e un- di più ordinario e comune, quanto
» gerii, anzi ciò gli conviene ". quello di prendere il singolare pel
Indi, inprova che la Chiesa con- plurale, ed il plurale pel singolare.
fidò mai sempre a' sacerdoti o ve- Tutta volta, dice il p. Chardon, ci-
scovi un tal ministero, il Chardon tando il p. Martène, t. II, e. VII,
così traduce l'altra parte della pon- art. IV, che questa unzione degli
tifìcia decretale: « Non vi ha dub- infermi facevasi da uno o più sar
»» bio, che il testo di s. Giacomo cerdoti, e gli atti de' santi ne re-
* non si debba intendere de'fede- cano esempli ne' due modi; anzi
» li infermi, i quali possono esse- alcuni rituali prescrivono che si fac-
» re unti col santo olio del cri- cia da più sacerdoti, altri suppon-
n8 EST EST
gono che si faccia da uno solo, se- dar loro la estrema unzione, quan-
condo le diverse consuetudini delle d'anche non avessero altra malat-
chiese, e la comodità de' luoghi e tia che la loro decrepitezza. Dice

de' tempi, giacche nelle ville era dif- il p. Chardon, che questo sagramen-

ficile radunar molti sacerdoti, spe- to non fu mai dato ai sani, ma rac-
cialmente in tempi che il loro nu- conta come lo ricevesse certa Odila,
mero non era grande. Fra questi cui era stata predetta la morte, seb-
sacerdoti, soggiunge il p. Chardon, bene allora sanissima. Osserva poi,
alle volte uno applicava l'olio san- che se s. Giacomo escluse i sani da
to, e l'altro proibii va la forinola questo sugramcnto, escluse ancora
delle orazioni. Altra volta tutti in- gl'innocenti, come sono i fanciulli
sieme ungevano le parti del corpo ed i neofiti, ne si trova ver un esem-
consuete, e ciascuno recitava la me- pio di tale unzione data a' novelli
desima forma. Altre volte infine uno battezzati, finche portavano la ve-
di loro ungeva una parte del cor- ste bianca. Nella vita dell'abbate
po dell'infermo, e un altro un'al- Adelardo si legge ch'eravi dubbio
tra, recitando ciascuno le forinole a se dovesse darsi tal sagrameli to a
quella parte adattate. Non si cre- coloro, i quali erano vissuti con tan-
deva però essenziale al sacramento ta purità, che non si presumevano
che più sacerdoti lo ministrassero, rei d'alcun peccato; a questi tali

benché si credesse più conveniente d'ordinario non si ministrava.


e più conforme al precetto aposto- In quanto poi all'età di quelli
lico, come asserisce s. Tommaso. che debbono riceverla, gli statuti
di Odone vescovo di Parigi, e quelli
di Simone e Galone legati di In-
§ IV. Soggetto dell' estrema unzio- nocenzo III, ordinano, che l'estrema
ne j ed effètti di questa. unzione si dia a chiunque abbia
l'età della discrezione; il che pare
conforme allo spirito della Chiesa,
L' apostolo s. Giacomo chiara- poiché in quell' età i figliuoli sono
mente accenna i soggetti, a* quali capaci di peccato, e in conseguenza
si dee ministrare l' estrema unzione, di un sagramento istituito per la

quando Infirmatur quis in vo-


dice : remissione de' peccati. Nondimeno
bis? Il soggetto dunque, o la per- vi sono autori, tra' quali Durando
sona, cui devesi dare questo sugl'a- di Menda, e Federico Nausea, ve-
mento, è il solo adulto battezzato, scovo di Vienna in Austria, i quali
e pericolosamente malato. I fanciul- vogliono che non si dia, se non in
li, che non hanno l'uso della ra- età di diciotto anni, e questo ulti-
gione, non sono capaci dell'effetto mo anche dice almeno in questa
principale dell'estrema unzione, il età. Gli statuti della chiesa di Pa-
quale consiste nella remissione dei rigi proibiscono che si dia ai gio-

peccati,o degli avanzi de' medesi- vani privi dell'uso della ragione,
mi. £ il solo battezzato che possa a' furiosi, agli sciocchi. Quanto ai
riceverlo, perchè battesimo è la
il frenetici e furiosi qualche ac- per
porta degli altri sagramenti. I vec- cidente, si darà loro l'estrema un-
chi decrepiti sono considerati come zione, purché non vi sia pericolo
pericolosamente ammalati, e si deve attuale d'irriverenza da parte loro
EST EST ug
verso sagramento. Quelli di Vail-
il gni di contrizione, e poscia abbia-
lant di Guisli, vescovo d'Orleans, no perduta la favella, o sieno di-
n'escludono anche i rei condanna- venuti pazzi, o delirassero, oppure
ti a morte, i fanciulli innanzi la non sentissero; tuttavolta si am-
prima comunione, i pazzi, e quel- ministri ".
li che non l'hanno mai domandato. Circa gli effetti della estrema un-
Le Gouverneur, vescovo di s. Ma- zione, il primo è quello di accre-
lo, esclude solamente gli stolti na- scere la grazia santificante, cioè quella
ti, perchè non poterono mai pec- che rende il giusto ancora più giu-
care, ma se hanno avuto qualche sto ; rimette
i peccati tanto morta-
momento di ragione si deve dare liche veniali, in quanto alla colpa,
anche ad essi l'estrema unzione, per- ma per accidente e secondariamen-
chè in questi momenti possono ave- te, avendo Gesù Cristo istituita la
re offeso Dio, e cosi sono capaci estrema unzione, prima per santi-
dell' effetto del sagramento. Il Car- ficare vieppiù un moribondo già
dinal Monti, arcivescovo di Milano, santo, per fortificarlo contro le ten-
esclude i fanciulli, i pazzi, gli sco- tazioni del demonio, contro i dolori
municati denunciati, gl'impeniten- della malattia, contro la languidezza
ti pubblici peccatori, i condannati dello spirito; ed in secondo luogo
a carcere perpetuo, e le partorien- per rimettergli i peccati veniali od
ti. Bit.Ambr. de sacr. Extr. UncL, anche mortali, qualora per inno-
p. 170. Ne sono esclusi pure i sol- cente dimenticanza non gli fossero
dati schierati in battaglia contro il stati rimessi
per accidente nel sa-
nemico, e in procinto di combat- gramento della penitenza; terzo, la
tere; ed escluse ne sono pur anche estrema unzione rimette almeno una
le persone le quali si trovano in parte della pena de' peccati, perchè
pericolo di naufragare. è il compimento della penitenza, e
Molti autori accusarono i greci, perchè dà al cristiano, in quanto
ed altri orientali, de' grandi abusi può, l'ultima disposizione per an-
circa questo sagramento, che am- dar a godere della gloria del pa-
ministrano ai sani del pari che agli radiso; quarto, cancella il rimanente
infermi, perchè i sacerdoti, dopo de'peccati, vale a dire l'inclinazione
aver unto l'infermo, si ungono scam- al male, la tiepidezza nel far bene,
bievolmente, ed ungono gli astanti. l'inattitudine nel pensare alle cose
Su di che va letto il p. Chardon, t. II, celesti, cagionate dai peccati attua-
p. 386 e 387, ove rapporta la di- li; finalmente solleva l'anima del-
fesa che fa degli orientali il p. l'infermo, e la fortifica, eccitando in
Renaudot, col raziocinio del Tour- lui la confidenza nella misericordia
nely, de sacr. Extr. Urici, quaest. 3, di Dio; gli dà dei soccorsi partico-
p. 4^5. Interessante è la nota ana- lari per evitare tutti i pericoli, e
loga che ivi si legge del p. Ber- superare tutti gli ostacoli della sa-
nardo da Venezia minor riformato. lute dell'anima in quegli ultimi mo-
Altri teologi dicono: « Agli infer- menti della vita; gli dà qualche
mi che ricercano con mente sana, volta la salute del corpo, quando
e con sentimenti perfetti questo sa- è pel meglio dell'anima sua, secon-
gramento, o verosimilmente lo chie- do molti teologi.
derebbero, ovvero hanno dato se-
,

ìio EST EST


§ V. Proprietà, disposizione ', e di- sima malattia, perchè queste diffe-
vertita dd rito dell estrema un- renti situazioni della stessa malat-
zione. tia, se questa è lunga, sono come
varie malattie, allorquando per in-
Le proprietà dell' estrema unzio- tervalli accada qualche specie di
ne sono la sua necessità, e la sua convalescenza, che abbia posto l'in-

reiterazione. L'estrema unzione non fermo fuori del pericolo di morte.


è necessaria alla salute di necessità Pio II mori in Ancona a' i4 ago-
di mezzo, perchè i catecumeni pos- sto 1 464, avendo prima doman-
sono essere giustificati dal battesimo, dati e ricevuti tutti i sagramenti.
ed i battezzati dalla penitenza. Non Egli già aveva ricevuta l'estrema
è necessaria di necessità di precetto unzione quando fu attaccato dalla
divino, poiché l'apostolo s. Giacomo peste al concilio di Basilea. Alcuni
ne comanda il ricevimento a tutti teologi che opinavano non poter-
i fedeli, che sono pericolosamente si ricevere due volte, furono di
malati, e le sue parole sono tenu- sentimento che non gli si dovesse
te un vero precetto da alcuni teo- reiterare. Non ignorava il dottissi-
logi e da'concili, tra' quali da quel- mo Pio II, che questa opinione
lo di Colonia del i538. L'estrema era stata sostenuta nel secolo XII,
unzione, al dire di altri teologi, è ma sapeva ancora che aveva essa
necessaria di necessità di precetto avuto pochi partigiani , e perciò
ecclesiastico, e questo precetto si prova non volendola seguire, si fece am-
per la premura che la Chiesa ha ministrare per seconda volta an-
la
sempre avuto di conferire questo che questo sagramento. V. Berca-
sagramento agli ammalati e per , stel, Hist. de l'Eglise, tom. XVI,
l' ordine che ne ha dato a' suoi pag. 1 69. Gregorio XIV , dopo
ministri in un gran numero di una lunga infermità, nella quale
concili. Va qui avvertito, coll'aulo- tre volte fu vicino a morire, che
rità di s. Alfonso de Liguori, lib. perciò per altrettante volte spedi-
5, tract. 5, e. i e 733, che non ronsi corrieri ad invitare i Cardi-
consta né del precetto divino, né nali al conclave, soccombette alla
dell' ecclesiastico ; laonde la comu- violenza del male a' 1 5 ottobre 1 5g r
ne sentenza de' teologi , come os- dopo avere ricevuta la estrema un-
serva Io stesso autore, nega essere zione, che nella sua vita gli ven-
grave peccato, tolto però lo scan- ne amministrata quattro volte. Cle-
dalo ed il disprezzo, il non rice- mente XIII cessò di vivere nel
vere l'estrema unzione. Aggiunge 1769; ma nel 1765 a' 19 agosto,
però, che può ben gravemente pec- essendo stato sorpreso da forte sin-
care l'infermo contro la carità ver- cope, gli furono amministrati i sa-
so sé stesso, non ricevendo, allor- gramenti del viatico e della estre-
ché lo può, questo sagramento. ma unzione, e gli fu letta la for-
Si dava altre volte l'estrema un- inola della professione di fede, che
zione colla comunione alla stessa secondo l'uso de' Papi sottoscrisse.
persona, nella stessa malattia, e nel Passati però pochi momenti ricu-
medesimo stato della malattia; ma però interamente la sanità, per cui
si può e si deve dare a lui più la colletta prò Ponlifice infirmo,
volte nei diversi stati della mede- nelle messe, fu cambiata con quel-
,

EST EST 121


la prò gratiarum actione. Ai Pon- vo d'Amburgo, leggendosi nella
tefici la estrema unzione soglio- vita di lui » che sette d'i innanzi
:

no ministrarla i Cardinali Peni- « la sua morte si cominciò ad un-


tenzieri Maggiori (Vedi). Abbia- » gerlo coli' olio santo , e che ri-
mo dal Macri, che nella Spa- m cevè la salutare medicina colla
gna costumavasi dedicare in per- » comunione del corpo e sangue
petuo al servizio di Dio, coloro * di Cristo ogni giorno, finché re-
che sopravvivevano dopo di avere » se l'anima a Dio ". Ciò dimo-
ricevuto l'olio santo, come perso- stra qual conto si debba fare del-
ne conservate in vita per miracolo l' opinione di quelli, i quali inse-
e grazia singolare del Cielo; il gnavano non doversi replicare la
perchè dal concilio Toletano XIII unzione degl' infermi, non solo nel-
fu ordinato che non si conferisse la medesima malattia, ma neppure
questo sagramento, se non a colo- in tutta la loro vita. 11 Chardon
ro, i quali lo domandavano con sen- lascia poi ai teologi esaminare, se
timenti perfetti, ed erano sani di un infermo che abbia ricevuta una
mente. volta l'estrema unzione dal vesco-
Dicemmo poc'anzi superiormen- vo, debba poi, per rispello al ca-
te, che l'estrema unzione altre vol- rattere vescovile, riceverla da un
te si dava colla comunione, e d'or- semplice sacerdote.
dinario innanzi al viatico. Questo Passando a dire sulle disposi-
è l'argomento, che con altre par- zioni dell' estrema unzione, diremo
ticolarità discorre il p. Chardon che la prima disposizione necessa-
nel cap. II, insieme al tempo in ria all' infermo per ricevere il frut-
cui terminò 1' uso, e che si dava to, o l'effetto del sagramento, è lo
per più giorni successivamente, col- stato della grazia, perchè l'estre-
1' opinione de' primi dottori scola- ma unzione non è un sagramento
stici sopra la sua reiterazione. Ri- de' morti, ma de' vivi ; ed è per-
porla pertanto le prove dell'estre- ciò, che quegli il quale la ministra
ma unzione data innanzi al viati- deve far confessare il malato , o
co, confermandone l' usanza cogli almeno eccitarlo alla contrizione
antichi rituali citati dal p. Mar- se non può confessarsi. La secon-
lene. Quest' uso durò sino al prin- da disposizione è la virtù, attuale,
cipio del secolo XVI; ed il Lati- e la fede nella virtù del sagra-
nojo, nel suo trattato della unzio- mento , accompagnata dalla confi-
ne degli infermi, reca le testimo- denza in Dio, dalla rassegnazione
nianze di vari rituali di Francia, alla santa sua volontà, dall'unione
in cui si vede , che tal disciplina di spirito col nostro Signore ago-
durò sino dopo la metà del secolo nizzante nell'orto, o nel Calvario ;

XVII. Né mancano antichi esem- le dimostrazioni di penitenza , che


pi, che l' estrema unzione venne accompagnavano il ricevimento del-
data dopo del viatico. Dagli anti- l'estrema unzione negl' infermi , e
chi rituali si ha inoltre, che si rei- sino a quando essi cuoprivansi col-
terava 1' estrema unzione per set- la cenere e cilicio, è quanto trat-
te giorni continui. Questa usanza ta il Chardon nel capitolo V. I cri-
si trova ridotta in pratica nella stiani anticamente credevano, che
persona di s. Ramberto arcivesco- la miglior maniera di prepararsi a
raa EST EST
comparire al tribunale di Dio, Tos- zione se gli metteva
il cilicio o il
se la penitenza, e i più santi tra cappuccio sulla testa, dopo averlo
loro erano i più persuasi di tal ve- asperso con acqua benedetta, di-
rità. Sulpizio Severo, narrando la cendosi: « Rivestitevi della veste
morte di s. Martino, dice che, quan- » candida in nome dell'uomo nuo-
tunque consumato da febbre arden- * vo, che fu creato nella giustizia
te, non cessava di attendere a Dio, h e santità della verità, il quale è
passando le notti in vigilie ed ora- » G. C. Signor nostro, che vive e
zioni, coricato in lettosopra la ce- » regna ec. ". Nel XVI secolo in
nere e il cilicio, dicendo non con- Rohan ed Evreux si costumava
in
venir ad uumorire altri-
cristiano spargere cenere in figura di croce
la
menti, e che peccherebbe se desse sul petto dell' infermo, senza coprir-
altro esempio. Questo pietoso ed lo di cilicio, e ciò facevasi prima
edificante costume passò poi in leg- di ungerlo, e dopo di averlo co-
ge in molti luoghi della cristianità, municato, pronunciando le parole:
e divenne in qualche modo parte Memento homo, quia pulvis es t et
del rito della estrema unzione. Da in pulverem reverteris. V. Ceneri,
un antico Ordine Romano ms. del- e Cilicio.
la biblioteca di Corina, da quello Giusta il Manuale della diocesi
di Kutoldo, e da altri viene pre- di Limoges, dopo che l'infermo avea
scritto lo stesso. Nel secondo si leg- ricevuto il viatico e l' unzione, si

ge così. « Tal è l'ordine dell' lin- copriva spargevano


di cilicio, e si

ai zione degl' infermi. Il sacerdote sopra lui ceneri benedette, accom-


» dice all'infermo: fratello perchè pagnando il tutto con parole mol-
« mi avete chiamato. Questi rispon- to commoventi; e questo spargi-
» de: perchè mi diate l'unzione. Il mento di ceneri si faceva fino a
» sacerdote gli dice: il signor Gesù tre volte in figura di croce. Fuvvi
» Cristo vi dia la vera unzione... pure l'uso di trai* l'infermo dal
» Ma s'ei vi rimira pietoso, e vi risa- letto dopo ricevuti gli ultimi sa-
n na, manterete voi questa unzione ? grameli ti, e distenderlo sopra un
» Ei risponde: la manterrò. Ailo- cilicio coperto di cenere benedetta.
m ra il sacerdote gli fa una croce Questo rito trovasi comandato in
» colla cenere sul petto, e gli mette tre antichi Pontificali mss., e si ri-

h il cilicio, dicendo ec. ". Un an- portano dal p. Chardon. Tale pia ce-
tichissimo Pontificale ms. della chie- rimonia divenne couiunissiraa nella
sa di Cambray contiene lo stesso Chiesa, massime ne' monisteri ; e s.

rito, e le orazioni per la benedi- Ugone abbate di Auny ne fece una


zione delle ceneri e del cilicio; ed regola per tutti i religiosi del suo
il Launoyo ci ha dati lunghi estratti Ordine, prescrivendo a quelli che
di tali mss., come anche di rituali assistono gl'infermi, quando li veg-
ed altri libri su questo argomento. gono agli estremi, di distendere in
In alcuni luoghi, come nella dio- terra un cilicio, spargervi sopra la
cesi di Vannes, dopo che l'infermo cenere in forma di croce, indi co-
aveva ricevuto il viatico, prima di ricarvi l' infermo. Altrettanto adot-
dargli l'estrema unzione, se gli fa- tarono i certosini ed altri religio-
ceva un segno di croce sul petto si, come i cisterciensi ed altri con
colla cenere benedetta, e fluita l' uu- qualche varietà, cioè un sacco o
EST EST 123
stuoia in vece del o della
cilicio, § VI. Altre cerimonie dell' estrema
paglia. Tanto fu praticato da mol- unzione e superstizioni insorte
_,

ti cristiani laici, e da parecchi prin- su di essa.


cipi, siccome fecero Luigi il Grosso,
s. Luigi IX, ed Enrico III re d'In-
ghilterra. In progresso di tempo sif- Il sacerdote accompagnalo da un
fatte pratiche penitenti furono tol- chierico, giunto presso l'infermo col-
te, contentandosi di spargere della l' olio santo, gli fa baciare la cro-
cenere sul letto del moribondo, e ce, lo asperge d'acqua santa, in uno
costumandosi pure involgere i ca- cogli assistenti, l'esorta, dice l'ora-
daveri ne'cilici, sui quali eransi di- zione, poscia immerge il pollice del-
stesi Nel manuale della
infermi. la mano destra nell'olio degl'infer-
Chiesa Venezia, impresso nel
di mi, e fa le unzioni in forma di
i555, siccome ivi osservavasi tal croce cominciando dall'occhio, es-
disciplina, così vi è la benedizione e sendo chiusa la palpebra. Termina-
gli esorcismi delle ceneri, e la be- te le unzioni il sacerdote recita an-
nedizione del cilicio da porsi sopra cora delle preghiere, le quali sono
l'infermo o sopra il defunto, con seguite da un' esortazione all' infer-

analoghe orazioni. Nota il p. Ber- mo, e l' eccita a raccomandarsi al


nardo da Venezia, traduttore ed Crocefisso, a pensare alla sua morte
annotatore del Chardon, che for-
p. e passione, e ad unire i suoi do-
se da talivenne il costume nei
riti lori a quelli di Gesù Cristo, ed ap-
secoli più vicini a noi, che molti plicarne il frutto con cristiana ras-
moribondi chieggono l'abito fran- segnazione. Per quello che riguarda
cescano, il quale, soggiunge, è un P ordine , col quale bisogna am-
cilicio,perchè venga steso sopra il ministrare l'estrema unzione, è dif-
loro corpo sul letto, e muoiono con ferente secondo le diverse diocesi.
esso coperti; al qual costume avrà Anticamente usavano gl'infermi di
poi dato maggior desiderio l'acqui- andar alla chiesa se potevano, o di
sto delle indulgenze concesse dai farvisi portare per ricevere l'estre-
Papi a chi muore col detto abito ma unzione; laonde si rileva che
in dosso. Tutto ciò, osserva il Char- gl'infermi non la ricevevano sem-
don, prova che i fedeli in molti pre distesi in letto, come ora si fa;
luoghi usavano dare chiari segni di e da molti rituali del p. Marlene
penitenza alla loro morte, e in al- sappiamo, che eziandio ricevendola
cune diocesi innanzi, o dopo, o nel nelle case loro, la ricevevano fre-
tempo stesso della estrema unzione; quentemente inginocchiati o seden-
cosicché si può dire che questa ce- do. Ciò prescrive il rituale di Sa-
rimonia ne fosse parte in alcune lisburgo, dicendo: » L'infermo si
chiese, non però parte essenziale metta in ginocchione alla destra del
"
del sagramento: dappoiché ella era sacerdote, e si canti l' antifona, ec.
usanza lodevole in alcuni paesi, men- Osserva il p. Chardon, che questa
tre in altri era sconosciuta. Cosi la maniera di riceverlo sarebbe più
Chiesa risplende, come la sposa dei conforme allo spirito della Chiesa,
cantici, per questa gradevole varie- e mostrerebbe più di rispetto per un
tà della sua disciplina. sagramento sì proficuo alle anime
nostre; ma per così fare, nou bi-
n4 EST EST
sognerebbe aspettare a chiederlo nel- sieme condanne e provvidenze
alle
T ultima estremità, come si fa og- prese opportunamente.
gidì, ma in tempo che l'infermo Il sagramento della estrema un-

fosse ancora in forze, ed avesse la zione si può, anzi si deve dare


mente libera, per conoscere e pro- ancorché privi di sensi,
agi' infermi
fittare di tanto bene. tranne qualche caso straordinario,
Il Chardon riprova Pattendere pro- per esempio come quello di un pub-
priamente punto estremo, per l'am-
il blico peccatore, colpito e tolto di
ministrazione di questo sagramen- sentimenti in tale stato, e che non
to, quando l' infermo è mezzo mor- abbia dato alcun segno di pentimen-
to, il che è contrario all' intenzio- to, come esprimesi Benedetto XIV, de
ne della Chiesa. Questo abuso eb- Synado dioecesana lib. VII, e. 2 3.
be origine nel secolo XIII, per l'o- L'adulto battezzato, benché privato
pinione sparsasi, che quelli i quali di sensi dalla forza del male, può
avessero ricevuto l'estrema unzione, ricevere tutti quegli effetti, che que-

se guarivano non potessero più usa- sto sagramento produce di sua virtù,
re il matrimonio, mangiar carne, e ossia, come dice la scuola, ex ope-
andar scalzi. Un concilio d'Inghil- re operato j non quelli ex opere
terra ci fa sapere essere stata dai operanti? sùbjecti, come avverrebbe
falsi dottori sparsa questa opinione se l' infermo accompagnasse la sa-
fra la plebe; anzi i vescovi per cra unzione coi divoti movimenti
sradicarla dichiararono, che ne de- dell'animo. La Chiesa poi mai non
testavano e scomunicavano gl'in- permise, e molto meno prescrisse,
ventori. Durando queste idee false che si desse la estrema unzione ai
e ridicole, vennero riprovate dai fanciulli non ancora giunti all'uso
concili di Worcester, di Winche- della ragione.
ster, di Oxford Anche in Fran-
ec. Il principale effetto di questo sa-
cia, o almeno in Normandia, si sta- gramento si è quello espresso da s.
bilì tale superstizione; fallace opi- Giacomo colle parole : et si in pecca -
nione, che in parte sussisteva ver- tìs fuerit, remittentur e?', giacche l'ef-

so la fine del secolo XV nella dio- fetto principale di un sagramento


cesi di Verdun. Affine di vincerla non può essere la fìsica e tempo-
del tutto, si volle piuttosto, per non rale guarigione; ma i fanciulli pri-
iscandalezzar i semplici, aspettare ma della discrezione del bene e
quasi l'imminente pericolo di morte del male morale sono incapaci di
per conferire questo sagramento, e commettere peccato, dunque inca-
prevalse un tal uso, tuttora in pra- paci di questo sagramento. Che se
tica. Non
deve tacere, che altro
si si legge alcuna unzione praticata in
motivo dell'abuso di ritardare l'e- alcuna chiesa co' pargoletti, quella
strema unzione, fu l'avarizia d'al- non era un sagramento, ma una
cuni preti, i quali esigevano tante divota cerimonia per impetrare la
cose da quelli, a cui la ministrava- sanità del fanciullo. V. Benedetto
no, che mettevano i poveri nella XIV, de Synodo dioec. lib. VII, cap.
impossibilità di riceverla, e distor- 21, ed il Tournely. Il p. Martène,
navano i ricchi dal domandarla. Il de anliq. Eccl. ritibus cap. 7, art. 1,
Chardon riporta l'esigenze di sif- par. 2, prova il medesimo con an-
fatti ecclesiastici a pag. 382, in- tichi monumenti. Quanto poi al Cai-
,

EST EST n5
dinal Cusano, epistol. ad Bohem., all'infermo con somma dolcezza,
e Maldonato, de Sacramenti?, i qua- diceva un'orazione dopo l'aspersio-
li sembrano asserire il contrario, ne dell'acqua benedetta, e un'altra
dice Cornelio a Lapide aver così dinanzi il letto, prima di parlargli.
parlato senza fermo fondamento Mettendosi poi inginocchione innan-
come da certi monumenti ec-
risulta zi all'infermo, gli domandava: Fra-

clesiastici seppure non vadano in-


; tello, perchè ci avete voi chiamali?

tesi quegli autori di una unzione Questi rispondeva Acciocché vi :

divota senza la pronunzia della for- piaccia darmi V estrema unzione. Al-
ma sagra menta le ; unzione la qua- lora il sacerdote doveva con poche
le consta essere stata in uso nella e soavi parole istruirlo, e dirgli :

Chiesa, come può vedersi nel Tour- Preparatevi prima a fare una buo-
nely, de Ex trema Vnctione quaer., na confessione, e poi riceverete l'un-
3 in addinone. zione. Se era un secolare, gli di-
Le cerimonie e le orazioni che an- ceva Assettate gli affari di vostra
:

ticamente accompagnavano l'unzio- casa, e se avete livore con alcuno


ne degli infermi, le prenderemo da perdonategli, acciocché per divina
un Pontificale ms. del monistero pietà, e virtù di questa unzione pos-
di Jumieges in Inghilterra, il cui ca- siate ricevereil perdono de' peccati.

rattere è di circa mille anni. « Quan- Seguiva una breve orazione, e l'in-
« do i sacerdoti saranno stati chia- fermo si confessava. Si dicevano le
» mati alla casa dell'infermo per litanie coi capitoli e l'orazione, e
« fargli l'unzione, il più. degno tra un'antifona, che comincia: An-
» loro si vesta di cotta, stola .... gelusRaphael , ec. Dopo si un-
» il diacono, che porta il vangelo gevano le ciglia , le orecchie , le

» e l'olio degli infermi, e così i ce- narici, i labbri, il collo, le spalle,


» roferari, si vestano ciascuno giusta il petto, le mani, e i piedi in for-
» il loro ordine. Un ceroferario ma di croce, aggiungendo a ciascu-
» porti nella mano dritta un cero, na unzione un' orazione adattata,
« e nella sinistra un turibolo con come per esempio, Ungo te oculos
» incenso. Così preparati, quando tuos ec. ; la quale era seguita da
» entreranno in casa dell'infermo, il un' antifona e da un salmo. Il li-
» sacerdote tenga nella mano sini- bro raccomanda d' ungere la parte
« stra il libro che contiene le ora- afflitta, o la sede del male. Dopo
» zioni di questo uffizio, e colla tutte queste unzioni e formole, il
» destra faccia segno della cro-
il Pontificale dice: « Si fa questo,
» ce, acciocché possa con umiltà m acciocché, se i cinque sentimenti
» e timor di Dio compiere quan- » del corpo e dello spirito sono
w to avrà cominciato. Nell'ingresso » macchiati, si mondino con que-
»> dica l' antifona : La pace sia in » sto divino rimedio ". Finalmente
» questa casa, e ne' suoi abitanti, chiudevasi la cerimonia con otto o
» e sopra quelli eh' entrano ed nove orazioni, colle quali si doman-
» escono da essa ". Stando il sa- dava a Dio per l' infermo la re-
cerdote alla porta faceva un'orazio- missione de' peccati e la sanità. Il

ne adattata Poi avanzandosi asper-


.
Rituale ambrosiano del Cardinal
geva coli' acqua benedetta, dicendo: Monti, pag. 168, prescrive bensì la
asperges me ec. Indi si accostava unzione dopo il viatico, ma avver-
126 EST EST
te i parrochi, clic non aspettino a Il rituale di Gabriele patriarca dei
farla quando l'infermo è fuori di cofti prescrive così: «S'empie d'o-
se, anzi, se v'ha pericolo che dopo lio buono della Palestina una lam-
la comunione possa egli restar pri- pada con sette stoppini, che si col-
vo di cognizione, vuole che seco loca dinanzi l'immagine della B.
portino il vaso dell'olio santo, as- Vergine, appresso l'è vangelo e la
sieme col vaso della ss. Eucaristia, croce. Siradunano sette sacerdoti,
per ungerlo subito, dopo averlo co- o più o meno, che non importa. Il
municato. maggiore comincia l' orazione del
In quanto alle cerimonie che i rendimento di grazie, eh' è nella li-

greci ed orientali usano per l' estre- turgia di s. Basilio. La incensa pri-
ma unzione, riporteremo quanto ne ma di leggere 1' epistola di s. Pao-
scrive il dotto Renaudot. Queste ce- lo. Poi dicono Kyrie eleison,
tutti :

rimonie consistono in un maggior l'orazione dominicale, il salmo 3i ,

apparato di riti e di orazioni che l'orazione pegl' infermi, eh 'è nella


non nell'occidente. L'uffizio si fa liturgia,ed altre particolarità nota-
ordinariamente da sette sacerdoti, te nell'uffizio dellaestrema unzio-
in che pretendono seguire alla let- ne. Finite le quali, accende un lu-
tera le parole di s. Giacomo: In- cignolo facendo la croce sopra l'olio,
ducat presbyleros, ec. Se però non e gli altri frattanto cantano salmi.
si trovano sette, lo fanno cinque, o Quando poi ha terminate le altre o-
tre, ma non mai un solo. Siccome, razioni pegl' infermi, legge la lezione
giusta la loro disciplina, non si dell' epistola cattolica di s. Giacomo
aspetta che l'infermo sia agli estremi in lingua cofta, e poscia in arabo.
per dargli l'olio santo, così que- Poi dice: Sanctus, Gloria Patri,
sta cerimonia spessissimo si fa nel- l'orazione del vangelo, un salmo
la chiesa, ove si fa portare l'infer- alternativamente con un altro sa-
mo. Si può tuttavia in casa di que- cerdote, poi un evangelo in cofto,
sto far l'uffizio, quando non sia in e in arabo le che se-
tre orazioni
istato di essere trasferito. Si pren- guono nella liturgia, Padre, una al
de olio di oliva, si mette in una l'altra per la pace, un'altra gene-
lampada con sette lucignoli, e il rale, il simbolo niceno, e l'orazio-
più anziano de' sette sacerdoti dice ne che gli vien dietro. Comincia
preghiere e benedizioni. Poi si un- poi il secondo sacerdote dalla be-
ge r infermo in diverse parti del nedizione del suo lucignolo, accen-
corpo, dopo aver acceso il primo dendolo, e facendo il segno di croce.
lucignolo, e così degli altri conti- Poi dice 1' orazione dominicale, e il

nuando le orazioni, e facendo il resto come il primo. Gli altri per


segno di croce. Perciò Tommaso ordine fanno lo stesso; cosicché, giu-
di Gesù, ed altri, scrissero, che i sta l'osservazione dell'autore della
cristiani orientali non danno l'estre- scienza ecclesiastica, in questa fun-
ma unzione agl'infermi, ma li un- zione si dicono sette epistole, sette
gono coli' olio di una lampada, per- evangeli, sette salmi, e sette ora-
chè non avevano presa informazio- zioni particolari, oltre le comuni
ne da genti di quelle parti, e mol- tolte dalla liturgia. Finita ogni co-
to meno da' loro libri ecclesiastici, sa quegli per cui si fa tal benedi-
che tutti contengono questo uffizio. zione, se le sue forze il permetto*
EST EST ,27
no, si accosta, e si fa sedere colla ricevuto moriranno se danzeranno
faccia rivolta all' oriente. I sacerdoti nel rimanente dell'anno, o che sia
gli tengono alto il libro de'vange- peccato filare nella camera dell'in-
li sopra il capo, e gì' impongono fermo moriente, perchè mona se
le mani. II sacerdote anziano dice si cessa dal filare o se il filo si
,

le orazioni proprie, poi fanno alza- rompe, o che non si debbano lavar
re l'infermo, lo benedicono col li- i piedi, se non molto tempo dopo
bro de' vangeli, e recitano il Pater che si ha ricevuta 1' estrema unzio-
noster. Poi si apre il libro, e si leg- ne, o che bisogni aver sempre una
ge sopra di lui il testo che a ca- lampada od un cero acceso nella
so s'incontra. Si recitano il sim- camera del malato finché dura la
bolo, e tre orazioni, dopo le quali malattia, o che nel tempo in cui
si alza la croce sopra il capo del- si amministra sia d'uopo di un cer-

l'infermo, e allo stesso tempo si re- to numero di candele o di ceri ac-


cita sopra di lui l'assoluzione gene- cesi. Queste ed altre sono le super-
rale della liturgia. Se il tempo il stizioni sulla estrema unzione, ri-
permette, si dicono altre orazioni, provate dalla Chiesa, di che tratta
e si fa la processione per la chie- M. Thiers nel Trattato delle supersti-
sa colla lampada benedetta, e cande- zioni, tom. XIV, lib. 8. Il Chardon
le accese , chiedendo a Dio la sa- per ultimo, a pag. 3 96 e seg., ri-
nità dell'infermo per l'intercessione porta per appendice al trattato del-
de' martiri ed altri santi. Se l'in- l'estrema unzione un documento,
fermo non può andare all' altare, che ne contiene l'antichissimo rito,
un altro fa le sue veci. Dopo la e il modo come si amministrava
processione, i sacerdoti ungono colle circa nove secoli addietro, chiama-
solite unzioni l' infermo. Tali sono to dal p. Morino il ms. di Sicilia.
i riti prescritti dal patriarca Gabrie- Del Cardinal Stefano Eorgia, ab-
le per la chiesa Giacobita di Ales- biamo l'erudita dissertazione, de
sandria, ilche affermano anche Eb- Sacramento Extremae Unctionis,
nassal ed Echmini. I giacobiti so- non che il Compendium ordinis Ale-
riani hanno riti assai somiglianti, i xandria illustratimi, atque latina lin-
quali non descrivo, perchè non dif- gua donatimi, una cimi caeteris orien-
feriscono essenzialmente, come an- talium ecclesiarum de sacra ELAJO
che l'uffizio de'greci e degli etiopi ". lampade officiis editimi. Ivi il eh.
Finalmente, circa le superstizio- autore si propose di addimostrare,
ni insorte in occasione della estre- che quantunque i copti ossia ales-
ma unzione, oltre quella sum men- sandrini amministrino altramente
tovata, ci fu pure l'immaginare che il sagramento della estrema un-
questo sagramento diminuisca il ca- zione, nondimeno in ciò convengo-
lore naturale, faccia cader i capelli, no coi greci ortodossi riguardo al-
o acceleri la morte, o che le donne l'essenza.
incinte che lo ricevono soffrano mag- ESTREVELD. Luogo d'Inghil-
giori dolori nel parto, e che porti terra dove fu tenuto un concilio
la itterizia ai loro figli, ovvero fac- nell'anno 703, di cui parla il p.
cia morire in poco tempo le api le Mabillon, Annal. s. Bened. t. II, p. 5.
quali sono intorno alla casa dell'am- ESTUNICA Giovanni, Cardi-
malato, e che quelli che l'hanno nale. V. ZUNIGA.
1*8 ESU ETÀ
ESUPERIO (s.). Nativo di Aqui- comincia dalla vocazione di Àbra-
tania, crebbe Esuperio cogli anni mo, termina coll'uscita degl' israe-
in santità e dottrina, per cui alla liti dall'Egitto nell'anno del mon-
morte di s. Silvio fu innalzato al- do 25 1 3, e comprende 43 1 anni.
la sede di Tolosa. Quivi fece egli La quarta età comincia coll'uscita
brillare la sua carità verso i po- dall'Egitto, termina colla fondazio-
veri, che più volte a sof-
lo espose ne del tempio di Salomone nel-
frire la fame per ,
provvedere ai mondo 2992, e compren-
l'anno del
bisogni de' suoi fratelli. Sotto il suo de 479 annì La quinta età inco-
'

episcopato i vandali ,
gli svevi e mincia dalla fondazione del tempio
gli alani recarono alle Gallie orri- di Salomone, termina colla cattivi-
In tanta iattura Esupe-
bili guasti. tà di Babilonia nell'anno del mon-
rio con sollecitudine la più viva do 34i6, e comprende 4^4 anni-
si adoperò a soccorrere gì' infelici. La sesta età principia dalla catti-
S. Girolamo tenne con lui corris- vità di Babilonia, termina colla
pondenza di lettere, e molti elogi nascita di Gesù Cristo , successa
faceva in quelle della sua carità; nell'anno del mondo 4°o°> il quar-
e lo stesso s. Paolino vescovo di to, o secondo altri il quinto anno
Nola, scrivendo nell'anno 4°9> P UD_ avanti l'era cristiana, e compren-
blicava Esuperio per uno dei più de 584 anni- Quindi si osserva
insigni vescovi delle Gallie. S'igno- una notabile differenza tra la Bib-
ra il luogo e l'anno di sua morte. bia ebraica, seguita dalla Volgata,
E onorato in Tolosa nel giorno 28 e la Bibbia dei settanta intorno
settembre. la cronologia degli anni del mon-
ESUPERIO (s.). Poche sono le do: la Bibbia greca dei settanta
notizie, che si hanno di questo conta dalla creazione del mondo
satito. Romano di nascita, predicò fino alla nascita di Abramo, 1 5oo
l'evangelio Normandia, eresse
in anni di più della Bibbia ebraica
la chiesa di Bayeux, e divenne an- e della Volgata, e da ciò appunto
che il primo suo vescovo: mori proviene la divisione, e i diversi
verso la fine del quarto secolo. opinamenti dei cronologi. Su que-
Nell'anno o,43 il suo corpo venne sto argomento si possono vedere
trasferito a Corbeil, sette leghe di- gli articoli Epoca ed Era, ove sono

stante da Parigi. Ivi è in grande riportati alcuni autori che trattano


venerazione pei molti prodigi ope- di esso. Inoltre sulle suddette sei

rati, e la sua festa si celebra il dì età, si può vedere il gesuita Mu-


primo di agosto. sanzio nelle sue Tabulae Chrono-
ETÀ' del mondo. Sono ordina- logicae. Sulle età del mondo nar-
riamente tutti i tempi che prece- ra cose erudite il Sarnelli nelle
dettero la nascita di Gesù Cristo, Lelt. eccles., tom. Ili, p. 91 e 92,
che dividonsi in sei età. La pri- e tom. IV, pag. 3i, num. 8.
ma comincia col mondo, termina ETÀ* dell'uomo. Diversamente
al diluvio universale, comprende da vari autori sono stati divisi i

i656 anni. La seconda età comin- gradi dell'età degli uomini. Aulo
cia col diluvio, termina colla vo- Gellio nel lib. io, cap. 28 ne fa

cazione di Abramo, nel 2082, e solamente tre, cioè la puerizia, la

comprende 426 anni. La terza età gioventù, e la vecchiaia, seguendo


j,

ETÀ ETÀ 129


in ciò l'autorità di Tubcrone, il sto grado dura sino ali 'estremità
quale riferisce clic Servio Tullio, della vita.
sesto re di Roma
chiamò ,
putti Il Pontefice s. Gregorio I, nel
tutti quelli che non avevano an- lih. II de' suoi Morali, al cap. i5,
cora compiti dieciselte anni, dopo fa parimenti cinque gradi, che so-
del qual tempo entravano nella no questi: infantici, pueritia, adole-
classe da' giovani, e si ascrivevano scenza, Juventus, senectus. Ecco poi
tra' soldati, e questa età sino al- come si esprime. « Prima hominis
l'anno quarantesimo sesto si esten- « aetas infantia est, cura et sit in-
deva, indi cominciava la vecchiez- nocenter vivit, nescit tamen fari
za, ch'era l'ultima, e durava per innocentiam quam habet; ac dein-
tutto il restante della vita. Gale- de pueritia sequitur, in qua jam
no, famoso medico, distinse quat- valet dicere, quod vult; cui suc-
tro gradi, nel suo libro Dcfinitiones cedit adolescenza, quae videlicet
mcdicae: il primo è dei giovani prima est aetas in operatione ;

il secondo è di quelli che con quam Juventus sequitur, scilicet


voce greca chiamò acmazontas apta fortitudini, ac postmodum
che equivale a vigorosi, il che ap- senectus etiam per tempus con-
partiene alla virilità; il terzo di grua maturi tati ". Il dottore s. Gi-
quelli ch'erano in uno stato di rolamo nel lib. 3 contra Pelagia-
mezzo fra questi che abbiamo nos, seguendo Filone ebreo, e Pla-
detto, ed i vecchi che metteva tone filosofo, numera sette gradi di
nell'ultima classe. A Marco Var- età.« Quid dicemus de utriusque
rone però parve che si dovesse » sexus aetate diversa, quae juxta
distinguere in cinque gl'adi, cioè: w Philonem, et prudentissiraumphi-
il primo è dei fanciulli sino al- t» losophorum, ab infantia usque
l'anno decimo quinto, e questi con « ad decrepitarti senectutem septe-
voce latina si dicono pueri3 quasi » nario ordine devolvitur, dum si-
puri, perchè sono impuberes; il » h\ sit invicem aetatum incremen-
secondo è dei giovani , l'età dei » ta succedunt, ut quando tran-
quali comprende i primi trenta an- « seamus de alia ad aliam sentire
ni della vita, e questisono da Var- » minime valeamus ". Il medesimo
rone detti adolescens, perchè ado- s. Girolamo scrivendo sopra il cap.
lescunt, stanno in crescere; nel ter- 6 di Amos profeta, numera que-
zo, che dai trenta anni si estende ste sette età dicendo :infanzia, pue-
sino ai quaranta anni compiti, so- rizia, gioventù, età matura, vecchiez*
no quelli appellati juvenes, giova- za, età decrepita. La medesima
ni, perchè possono colle forze cor- distinzione fa anche Ippocrate prin-
porali giovar alla patria, servendo cipe de' medici, il quale dice che il

alla milizia; il quarto grado è di primo grado finisce ne' sette anni,
quelli che hanno passato quaranta- ilsecondo ne' quattordici, il terzo
cinque anni, sino ai sessanta, e que- il quarto
ne' diciotto, ne' trentacin-
stil'istesso autore chiama seniores, que, il quinto ne' quarantacinque, il
perchè già si vanno avvicinando al sesto ne' settantuno, il settimo final-
quinto ed ultimo grado di quelli mente si termina colla vita. Solo*
che non seniores, ma assolutamen- ne ne' suoi versi elegiaci divise tut-
te si dicono senesj vecchi ; e que- to il tempo della vita umana in
vol. mi. 9
i3o ETÀ ETÀ
dieci parli, e Clemente Alessandri- ci permetteremo qualche cenno su
no riferisce detti versi, ne' quali non tali età che richiedonsi per ognu-
solo si pongono i gradi dell'età, no. E
primieramente, per riguardo
ma ancora quello che in essi occor- a' benefizi,ve ne sono sacerdotali,
re agli uomini, mentre che per cioè che non possono essere confe-
quelli vanno ascendendo e discen- riti se non ai preti, gli uni per la
dendo. Sono tutti questi gradi di- legge, gli altri per la fondazione:
stinti per settenarii nel primo set- ; relativamente a questi ultimi, che
tenario nascono all'uomo denti; i sono le cappelle sacerdotali ed al-
nel secondo Jit pube*, ed alto alla tri simili benefizi , osservasi alla
generazione; nel terzo spunta sulle lettera la legge particolare della fon-
guancie e sul mento la prima la- dazione, e non si possono conferire
nugine della barba; nel quarto l'uo- se non a quello che sia già prete.
mo è nel maggior vigore delle sue Rispetto agli altri benefizi, come le
forze corporali; nel quinto è in età prebende, le cappelle o semplici prio-
conveniente a pigliar moglie, per rati, ocommende, bisogna seguir
le

lasciar prole, che poi gli succeda; l'uso, a norma del quale ve ne so-

nel sesto si perfeziona il giudizio, no alcuni, che non si danno se non


ed aspira l'uomo a cose grandi, e a coloro che sono negli ordini sa-
sdegna le piccole; nel settimo e gri, altri a' semplici chierici; moti-
nell'ottavo cresce tuttavia il sape- vo per cui sonovi tanti chierici che
re, e la facoltà di spiegar bene rimangono semplici tonsurati o sot-
con la lingua concetti della men-
i todiaconi. Da una tal regola derivò
te; nel nono comincia a declinare quella dell'età : bisogna avere ven-
il vigore dell'animo; e nel decimo ticinque anni pei benefìzi sacerdo-
è l'uomo maturo per la morte. I tali, ventidue per quelli che obbli-
versi greci di Solone sono citati dà gano in sacrìs, e sedici pei bene-
Clemente Alessandrino nel lib. 6 fizi regolari, essendo questa l'età

Stromatuni, e prima da Filone nel nella quale si può far professione.


lib. i de mundi officio. Pei benefizi di semplice tonsura la

L'età competente per le dignità regola non è tanto certa : a nor-


ecclesiastiche, la decretò il concilio ma del concilio di Trento, sess. 2 3,
di Trento, sess. 24 de Reforni., e. e. 6, se ne potrebbe ottenere qual-
12. « È proibito a' vescovi di am- cuno prima dei quattordici anni,
» mettere un ecclesiastico ad una età nella quale secondo il diritto
» dignità, se ei non ha ordine sa- romano si sorte di tutela. In Fran-
» grò richiesto da quei benefizi, o cia seguivasi una regola antica dei-
w almeno se non ha l'età necessaria la cancelleria romana, a tenore del-
» per ricevere quest'ordine nel tem- la quale richiedevasi undici anni per
« pò prescritto dal gius, e dal con- le