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a s 7^é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E l'IU CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADt DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LXMI.

tWvemCrvt ^oll^^

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
M D CC CL I V.
La presente edizione e posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
r Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni

relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STOK ICO -ECCLESIASTICA

SIR SIR

i^IRI A o SOR.IA, Syrìa. Patriarcato questo in buona parte li distinguerò in


d'Antiochia tle'siri, Patriarchatus Antio- corsivo. La Siria, àeiia altrimenti Soria,
chea Syrornm, e vicariato apostolico del- dedusseil nome da Siros favoloso figlio di
la Siria. La Siria ovvero Scria, è una va- Apollo e di Sinope, persuasi i greci e i fe-

sta fertilissima contrada della Turchia A- nici scrittori che pel i ."l'abitasse. Dagli e-

siatica, di cuiforma la parte più meridio- brei fu detta Aram Aramea,da Aram
e
nale, tanto famosa anche nelle storie del- figlio di Sem nato da Noè, come è costan-
l'antico e del nuovo Testamento, ora re- te opinione tra gl'interpreti, quali aller-
i

gno, ora provincia, situala nell'Asia occi- mano aver egli scelto per suo dominio i

dentale. Fochi sono i luoghi resi più cele- gioghi settentrionali e orientali del 3Ion.'
bri, e staticon più nomi distinti quanto la le Libano j lasciando i meridionali e gli

Siria, per comprendere la Palestina {^V.) australi al possesso del suo cugino Cha-
chiamata Terra di Chanaan, Terra pro- naan figlio di Cham, il quale die nome
messa. Terra d'Israele, Siria Palestina, e a'fau)osi cananei. Erodoto confuse la Si-
per antonomasia di venerazione Terra ria con l'Assiria, che sta fra la Media e la
santa 3 comechè contiene Gcrusalcnvne Mesopotamia. Questa Siriaca regione va-
(/'.) culla del cristianesimo, ed un empo- stissima dell'Asia fu illustre, florida, po-
rio di santuari celebratissimi presso tutte tente, numerosa di popoli, ricca di fonti
le nazioni. Ed è perciò che considerata e fiumi, di svariate piante, di miniere, e
questo punto di vista , mi
la Siria sotto per favore di natura amenissima. La Si-
giova principalmente preferire il Terzi, ria fu degna per privilegio, celebre per
nella compilazionedi sua compendiosa de- dignità, madre di monarchi e di eroi, e-
scrizione generale , la parziale avendola saltata co' piìi alti encomi nelle sagre e
sviluppata ne'tanti importanti e numero- profane carte, eletta dalla divina sapien-
sissimi ;uticoli delle città e regioni nella za per culla il'una religione tutta divina, e
Siria comprese, che anzi ucl ricordarli iu Ucstiuala luogo di sue strepitose mcravi-
,

4 SIR Sin
glie; ma per le colpe cle'suoi popoli, per per capitale), SiriaCelesiria (o Siria in-
l'caiulazionee gli otliiche infieriiono Ira cavata o vuota per le sue valli, essendo
i legiianli, miscramenle sangue intrisa eli sue principali cillà quelle della TelrnpO'
do-
civile e dalle divisioni indebolila, fu li, Cesarea, FAiopoli), Siro .Fe///c/tì!, Siro-

mata e abbattuta dal feno de'suoi con- Damasco, &S\vo Prt/<".s^'/j<7. Tutte queste
cjtiistalori,"feoia da tanti secoli soggiace al Sirieche prendevano l'aggiunto dalle con-
dominio degl'infedeli seguaci di Maomet- trade che contenevano o da'luoghi prin-
to. Secondo Tolomeo, la Siria si estende cipali, si suddivisero in altre parli mino-
dal grado Si" al 36" del noslro tropico, ri, eruditamente descritte dal Terzi^ed io

termina nell'oriente al fiume Eufrate, a ne parlai agl'indicati luoghi. La s. Scrit-


occidentealMedilerraneo,ad aquilone coi tura appunto distingue ordinariamente le
jjioglii del monte Tauro edeli'Amano, ed Provincie di Siria col nome delle cillà che
a mezzotli coU'Arabia. Cornelio la protrae n'erano le capitali, ed altri geografi divi-
iinoall'Armenia maggiore eall'Osroena; sero la Siria in 3 sole parti, cioè la Siria
J'Iinio dalla Cilicia all'Arabia, assegnan- propria o la Siria alta, la Cele Siria o Si-
dole per confini Seleucia marittima , e ria bassa, e la Siria Palestina. La Siriaal-
Zeugma sull'Eufrate. Quelli che più sot- la conteneva la Comagena, la Cirrestica,

tilmenledividono la Siria, sonodi parere laSeleucidee alcuni altri piccoli paesi, ed


che la Fenicia sia da lei circond;ita, eche esteiidevasi dalmonte A man a settentrio-
di essa ne sia la parte marittima. Strabo- ne fino al monte Libano a mezzodì; fu in
ne, imitalo da Girolamo, racchiude la
s. seguitochiamala la Siria Antiochena. La
Siria tra l'Eufrate eil Mediterraneo, tra 2." Siria incominciava al Libano e conti -

la palude Sirbonide e il monte Tauro, il nuava sino all'Anti-Libano; essa contene-


che coincide con 1' asserto da Tolomeo, va Damasco col suo territorio; e perchè
J^omponio INIela vi comprende la Babilo- era quasi tutta composta di grandi val-
nia, e in conseguenza la Blesopotamia due alte catene di monti, così chia-
late fra
rOsroena e l'Arabia; ed altri in fine nep- mavasi Cele-Siriao Siria Cava. Dall'Anti-
pure escludono la Caldea, la Cappadocia, Libano sino alla frontiera d'Egitto era la
la Cilicia e l'Armenia. Quindi è che spes- Siria Palestina. Tutta la costa di queste
so dal sagro testo è nominata Siria di Me- due ultime, era ciò che greci chiamava-
i

sopotamia, Siria Saba, Siria Damascena, no la Fenicia, da Arad fino a Gaza o al


Siria di Fenicia, Siria JMaacha, Siria De- monte Carmelo. Con tulle le riprodotte
capolitana, Siria Cava o Curvia, Siria di divisioni e ripartizioni della Siria, si fa-

Cilicia, e Siria di Palestina. Da Tolomeo, cilita la conoscenza delle discrepanti re-


Siria Piobob, Siria Istob, Siria di Coma- lazioni degli scrittori su questo interessati-
gena, SiriaApamena, Siria Seleucia, Si- lissimoargomento. Lecosledella Siria so-
ria Parapotamia, e Leuco Siria abitala no frastaglialissime, e due catene di mon-
da'cappadoci del monte Tauro e delle co- tagne venendo dall'Arabia entrano nella
ste del Ponto Eusino e denominali siri- Siria. Tulla la [)arle posta all'est di esse
bianchi, e talora della Siria Babilonica. è interamente piana e coperta d'arene, né
Senza dire della divisione che ne fa in io offre che un immenso deserto arido, non
j3arti l'Abulense, meglio è dire col Terzi, frequentato che da tribù erranti di Be-
che secondo la distribuzione delle sagre duini, visi vedono qua e là sparse alquan-
storie, delle tradizioni de'ss. Padri, e dei te oasi che servono di stazione alle caro-
geografi e scrittori piìi celebri della Chie- vane, ed è all'estremità di questo deserto
sa, la Siria va divisa in
7 provincie:
Siro- che trovansi le maestose rovine di Palmi-
Mesopolamìa , S'wo- Ca ppadocia , Siro- ra. L'Eufrate non fa chebagnare una pic-
Cotuageua o Eufraiesia (cou Sainosata cola parte del limite uord-csl; tra i fiumi
-

S 1 II S I R 5
clic innafTiaiio il cciilioc l'ovpsldel pap<;c, questo conio ìiU valle die si esfendc li-.i

la maggior parie è asci lilla tliiiaiile l'è- ilLibano e il JMedilenaneo, e sommini-


slale; rimarcasi però l'Oionle, die sccn- slra in abbondanza ogni sorla di produ-
de dal dorso oiienlale dell'Anti Libano zioni, e vi s'inconliano. la palma e il nl-
c quindi altiavcisa la catena stessa per slncia lerebiiìthtis.l\\!'n\ciu\o i fianchi del
iscaricarsi nel Mediterraneo, il quale ri- Libano, si trovano tutte le produzioni del
ceve tutte le acque del divo occidentale; clima dell'Emopatia vile e il gelso vi so-
il mar JMorto al sud non è die un gran no coltivati colla massima cura, ed il vi-
Icigo senza scolo, e forma un bacino par- noe lascia che producono emulano quel
ticolare,il cui solo tributario importante li di Francia e d'Italia : la coltivazione
è ilGiordanocelebralissimOjOra Chiaria dell'olivo e del tabacco vi si estende an-
o Sciarià. vanno ad ingros-
Altri fiumi ch'essa sopra molti terreni, essendo un.i
saie il lago di Dar-el IMargi, che occupa gran porzione di quelle montagne posse-
il fondo della valle di Damasco, ed è pu- dola da Iribìi liberee industriose. Alla ba-
re senza scolo visibile, come qiiellodi Ki- seorientaledell'Anti-Libano, in mezzo ai
neri 11 al tioid,incui recasi il Koik, dievie- rami di questa catena, stendonsi l)elle pia-
ne dai monti d'Ainlab; parecchi toirenti nure, le (jiiali ricevendo pure una porzio-

si perdono ancora nelle arene del deser- ne dcirumitlilà delle montagne sommi-
to. O.'trea'detti laghi e che sono ciascuno nistrano abbondanti raccolte di granirle
il ricettacolo d'un bacino particolare, si pianured'ilauran edi Lesgeal sud di Da-
liaimo eziandio a distinguere il rinomato rnasco sono particolarmente notabili per
lago di Tiberiade ora Tabarieh, e il lago la loro feracità. Bellefoieste cuoprono le
Famieb formato dairOionte; altri laghi montagne di queste contrade, ma il di-
sono salsi, come quello di Gebul e d'Ai- feltod'ogni via dicomunicazione alquan-
Zarka. clima cocente nelle pianure è
Il lo praticabile, ne impedi-ice il profitto 11

temperato da brezze sulle coste, e le valli Libano Libano olliono folte sei-
e l'Anti-
godono sopralluUo d'una temperatura ved'abeli,mailcedro sì rinomatovi s'in-
deliziosa; pura vi è generalmente l'aria, contra di rado. Questo paese produce tut-
qiiantun(]ne di sovente sia visi mostrata la li gli animali domestici d'IOuropa e nutre
peste, e nelle montagne fa talvolta li eddis- molti bestiami, e particolarmente bovi,
simo.ll fondodclsuolodi questa contrada cammelli, gazzelle, buffali, muli, asini di
è una sabbia mista d' una quantità suflì- particolare leggerezza, capre e pecore; i

ciente di terra vegetale e di calcarea. La cavalli del pascialatico di Damasco sono


Siria, quanloalla parte abitata, può con- di bellissima razza. Alibondano il polla-
siderarsi come una serie di valli, il mas- me, l'uccellame e la selvaggina; ma fiu- i

siino numero delle quali fivoiito del di- mi riescono poco pescosi; le api, sopra
ma pili felice e della più sorprendente ii- tutte qndledella Palestina, danno pregia-
berlosità; ma l'agricoltura n'è trascura- tissimo miele, però non si sa trarre parti-
ta; nondimeno si raccolgono grani, sesa- to dalla cera. 'Tra leconchiglie cheraccol-
mo.robbia, lino,za(!erano, cotone e fruì- gonsi sulle coste, incontransi ancora quel-
li eccellenti, come melarancie, limoni, pi- le che agli antichi tiiii somministravano

stacchi, melagranate, pesche, albicocche, la loro eccellente Porpora tanto decanta-


mandorle, fichi e meloni; la vite e l'olivo ta.Va questa fertile regione sgrazialamcn-
guerniscono la maggior parte de'poggi. te soggetta a nugoli di cavalletleo locu-
La canna di zuccaro, il nopal sul quale ste (bavvi una qualità di queste locuste
vive la cocciniglia, rindignfiia, e parec- che olbe un passabile nutrimento, sarà
chic specie di piante aromatiche cresco- quelloscnzadubbiodi cui cibavasi s. Gio.
uoscuzu cultura. SopralluUo uulabileper lìatlisla nel deserto), che ordinariamen-
6 SIR. SIR
te vigiungono da'deserli d'Arabia dopo renledel mondo, trovasi ridolloa uno sta-

un inverno caldo che le fa sbucciare, e in to dc[)lorabile di languore. Tiipoli, Saitl

poco d'ora vi divorano tutte le piante e oSidone,Scanderona,c parecchi altri por-


sinoicgemmedegli alberi. Ma questa av- ti fanno bene ancora alcune esportazioni

venturosa contrada per tanti titoli cele- di cotone, seta, tabacco, frutti secchi, no-
bre a'ieujpi degli Ebrei, per le ricchezze ci di galla, pelli, lobbia, cavalli in Euro-
e per amenità di suolo, non ha più tutta pa;ma le grandi relazioni che la Siria man-
quella bellezza e singolare fertilità, dopo teneva coll'Arabia, colla Persia e coli' in-

le invasioni Aq' Saraceni ayah'i, àe Croce- terno dell'Asia sono presentemente quasi
signali e de' Turchi. Olirei lupi dorali, del tutto annientate, perciò rarissime le

le jene e le pantere, si rinviene una quan- carovane di que'paesi, le quali circostan-

tità spaventevole di lucertole,serpeuti, vi- ze e l'oppressione d'alcuni pascià, cagio-

pere, scorpioni e allri velenosi insetti. Pre- nano in parte lo spopolamento della re-
senta la Siria quantità assai grandedi vul- gione. E impossibile precisare la popo-

cani, tulli eslinlijperò i fuochi sotterranei lazione di questa parte dell'impero otto-
l'agitano di sovente e producono frequen- mano, e pare ascendere a più di 3 milio-
ti terremoti che portarono la distruzione ni, essendo grande la varietà delle tribù
uelle principali città; tra gli sltri quello che vi risiedono. I turchi e i greci forma-
del1822 rovinòquasi intieramente Alep- no la massa della popolazione delle città;
po o Berrea, Antiochia, Scanderona o A- le tribù più numerose sono quelle de'dru-
lessandretta e altre città; se ne risentiro- si e de'maronili: i primi parlano arabo e
no Gerusa-
delle scosse a Tripoli, Said, la loro religione è una setta nemica del
leinnie e altrove; uscirono fiamme da una maomellismOjSi valutano piùdÌ2oo,ooo
inoutagna situata tra GisserilChourl e armi4o, 000, abitano il monte
e atti alle
Antiochia; si scoscese un'altra montagna, Libano, sono bellicosissimi e vivono qua-
e mutò in quella parte il letto dell'Oron- si indipendenti; i maroniti, popolo più pa-
te; più altre si aprirono; rimasero secchi cifico , montagne nel
risiedono in dette
de'ruscelli, altri crebbero il volume delle Kesroano e diconsi ascendere a più di
loro acque; ed in più siti fu visto uscire I 00,000, sono cristiani e per la più parte
dalla terra un fumo d'odore solfuroso. Il cattolici. Due altre tribù meno importan-

regno minerale j)are poco ricco, né vi si ti, benché assai numerose, sono quindi i

conosce che una miniera di ferro alquan- meluali o methuali che abitanola pianu-
to importante; il marmo, l'alahastro, la ra tra Libano e l'Anti-Libano, e gli a-
il

pietra da fabbrica e quella dacalce, la ter- risariiji occupano la catena di mon-


quali
ra da follone per fabbricare il sapone so- tagne delle quali è il Casio una nelle prin-
no più cocnuni; parecchi laghi sommini- cipali sommità. La Siria èdivisa in 4 pa-

strano sale, conje quello di Gebul; il mar scià la li ci. Acri, Aleppo ^Daniascoe Tri-

IMorlo è particolarmente rimarcabile per poli, ma non ha la sua antica estensione.


l'asfalto che ne galleggia e che gli valse Didìcileiinpresa è il riportare in breve
il nome di lago Asfaltile. L'industria esclu- e con semplici cenni la serie delle diver-
fiivamente rinchiusa entro le città, èstata se doQiinazioiii cui soggiacque la Siria, ed
molto più attiva d'adesso, ed esercitava- a quasi tutte le forme di governo, e sono
£Ì in fabbriche di cotoncrie, seterie, sapo- poche le contrade che pouuo vantare l'an-
ne profumato, confetture,friillisecchi,ec.; tica celebrità della Siria. Nel i.° periodo
le manifatture delle lame da sciabola di della storia degli ebrei vi si trova un re-

Damasco sono sempre stimatissime per gno potente di cui fu capitale Damasco,
l'eccellente tempera. Ilcuininerciodi tpie- e che coin[)reiidevv» la Fenicia, culla del
sta contrada, che altre volle fa il più fiu- coinuìcrcio, il- quale ue'lempi antichi fu
SIR SIR 7
ili.°epei" Iitngo tempo il solo di cui non del regno A n tioco XIII nell'annodel mon -
poleicno esseie ej^iuTgliate l'estensione e do 3Q4o.e non gli lasciò che la provincia
la prosperilìi. Iddio con una serie di stre- di Comageiia il regno di Siria diventò
:

pitosi proḍ;i vi condusse il suo popolo allora provincia romana. Ad onore di Pom-
(l'Israele, che in piogres!.o di tempo fon- peo, e meglio di Giulio Cesare, ebbe ori-
dò il regno di Giuda, diviso poi in quelli gine VErn Cesariana d'Antiochia. Ecco
della Giudea o Giuda, e di Samaria o la serie degli antichi redi Siria. He di So-

lsiae!e.LaSiria,comesi legge nella s. Scrit- ha oSofene. Rohob, e Adarazer vinto da


tura e come racconta lo storico Giusep- David rede'giudei. Ile di Damasco. Ra-
pe, ebbe anticamente i suoi re particola- zan, Ezion, Lobremone, Benadad I, Be-
ri, la Bibbia facendo menzione di Chu- nadad II,IIn7acl, Benadad III, Razin sot-
sau Kasatbaim, che fu vintodaOlhonie- to il quale fu conf|uistalo il regno da Te-
legiudicedegl'israelilijAdai'ezer vintodal glath-Philassar. lìe eli Ente sa.To\\\ e Jo-
re David, che mise un suo presidio nella ram. Questo regno fu soggiogalo da're di
Siria di Damasco , e la Siria fu serva e IN'inive, gli assiri Scnnacherib e Asar-Ad-

sua tributaria; Razan figlio d'Eliada che don. Sorse poi altro regno d'Emcsa e fu
dopo abbandonato Adarezer re di Siria dominato da're Sampsicernmo I, Giam-
adunò gente, e temendo di David si recò blico I, Alessandro, GiamblicoIIjSampsi-
a Damasco e quivi fu fatto re fla'suoi se- ceramo Azime, Soenio, indi conquista-
II,

guaci, e fu nemico d'Israele per tutto il to dagli arabi."Vi fuTholmai re di Ges-

tempo di Salomone; Benadail 1 figlio d'E- sur, il cui regno occupò l'nssirio re Te-
7Ìon re di Siria, che abitava in Damasco, glath-Philassar. La Siria poi cadde sotto
per seguire desiderii d' Asa re di Giuda
i il dominio de're di Persia e de're di Ma-

mosse guerra a Basan re d'Israele; Hazael cedonia. Ecco la serie de're Seleucidi di
untore di Siria dal profeta Elia in Dama- Siria. Nel 3 1 2 avanti la nostra era Seleu-
sco; Razin con Phacee figlio di Romelia co I i\7cflf/07'e capitano d'Alessandro il/rt-

re d'Israele, assediò Gerusalemme in cui g«o governa (ore diBiì hi lonia;nel2 7 q An-
stava rinchiuso Achaz re di Giuda: que- tioco I Solerò, 260 Antioco II Teo, 1l\'j
sti mandò ambasciatori con ricchi e pre- Seleuco II Callinico, 9.7.5 Seleuco 111 (,>-

ziosi doni a Teglath-Philassar re d'Assi- rflf/«o,222AntiocoIHil Grande, i86Se-


ria, aflinchè lo salvasse da tanto pericolo, leucoIV Filopatore,ì'j^ Antioco IV E-
e (pjesti condiscese al suo desiderio. Pre- pifane, 64 Antioco V Enpatore, i6-y. De-
i

sa Damasco, la rovinò, trasportandone gli metrio i5b/«?ro_,i4oAlessandroZ/rti/^, 44


I I

abitanti a Cirene, e uccise Razin. Dopo DemefrioII7V7frt/o/<'ji43Antioc(A 1 7eo,


la morte d'Alessandro 3/agno, che avea i4o Trifone,! 3c) Antioco VII iS"/V/f/<°,i3i

conquistata e signoreggiata laSiria, diven- Demetrio II di nuovo, i25(con quest'an-


tò questa un gran regno per la divisione no incomincia VEra dì Tiro) Alessandro
fatta de'dcminii di quel conquistatore fra Zehina,\ 25Seleuco V,i23 AnIiocoVIII
i suoi capitani. Questo regno incominciò Grìpo,i 12 Antioco IX Cizìccno,C)^ Se-
l'anno del mondo 3682, cioè 323 anni a- leucoVI Nicatore, dal 94 all'85 Antio-
vanti la nascita di Gesù Cristo,durò 258 co X Eusebio, Antioco XI e Filippo, De-
anni, ed ebbe 27 re, di cui Seleuco I Ni- metrio 111 Euchero, Antioco XII Dioni'
catorefiì ili.", e Antioco XIII Y Asiatico sio, 85 Tigrane, Antioco XIII V Asiatico
l'ultimo: Seleuco I edificò Antiochia e vi dal 70 al 64, nel quale anno la Siria di-
stabih la sua reggia, pubblicando le leggi venne provincia romana, lasciando aqucl
di Licurgo e di Solone : da lui incomin- re la sola Comagena. Fra lo smembra-
cia r/:>(t de Seleucidi. Pompeo JlJagno mento della monarchia de'Seleucidi tro-
co'roniani vincitore dell'oriente, spogliò \ansi in Edcssac^ve, 7 de'quali chiama-
4

8 SIR SIR
li Al)garo(Je'quaIi riparlala Patriarca- il governo della Siria, la quale poscia sog-
to Armemj), indi (|ue.slo piccolo regno e- giacque alla giurisdizione del potentissi-

ziaiiclio Cu occupalo cla'romani, che già fa- mo /7rryt7/o d' Oriente, \,\ cuii.' metropo-
cevano governare la Siria tlai loro pre- li era Antiochia, dal (|aale dipendeva il

sidi e da'prelori, pi oconsoli,questorij Ino- detto conte con autorità amplissima civi-
golenenli, prefetti, governatori. Abusan- le e militare. I persiani nel ^43 dichiara-
dosi Antioco XIII re di Coinagena e Iri- ta guerra all'imperatore Gordiano, occu-
l)ulaiio de'romani, dell'indulgenza del- parono la Siria e presero Antiochia, indi
l'imperatore Vespasiano, questi Io privò furono debellati. Nel 38<S per l'insurrezio-
del regno. Questo imperatore e il suo fi- ne d'Antiochia, l'imperatore Teodosio l

glio Tito dierotio fine a're stranieri della per punirla la privò del grado di metro-
Giiidea[n\ quale articolo riportai la loro poli della Siria, e l'attribuì a Laodicea.
serie, quella de're di Giuda e quella dei Nella divisione dell'impero romano la Si-

re Maccabei), prendendo Gerusalemme, ria fece parte dell'impero greco d'Orien-


rovinandone il Tempio e disperdendo gli te, la cui capitale era Costantinopoli. I Sa-
ebrei, che si sparsero per tutto il mondo. raceni arabi avendo già incominciate le

L'antica Gerusalemme finché esistè col loro scorrerie sulla Siria, nel 535 s'impa-
Tempio fu la sola metropoli di tutti i giu- dronirono di Tripoli, e vi costituirono un
dei non solo che abitavano ne'limiti del- regolo, il quale pressoché vi distrusse la
la Terra Promessa, ma in tutte le parti religione cristiana. Nel 539 ' P^'siani de-
d'oriente, d'Etu'opa ed altrove. In Geru- vastarono la Siria, Cosroe I arse Antio-
salemme sovrastava la maestà del Som- chia e distrusse altri luoghi; nel 574 que-
ìlio Poìitcfice, e del gran Sinedrio, dal sto re nuovamente invase la Siria, vi fece
qualedipendevano i i5'mef/n"njinori spar- un gran numero di prigioni, ed arse varie
si nelle ricordate regioni. I padri d'ogni città. Di nuovo la Siria nel 6o3 fu rovi-

Sinagoga moderavano le cose sagre e le nata da Cosroe 1 re di Persia che nel 6


1 1

umane, secondo le circostanze de'Iuoghi prese Gerusalemme, guastò luoghi san- i

e de'iempi, tutti i giudei riconoscendo, e ti, vendè i cristiani agli ebrei, e portò in
benché sparsi e dimoranti in qualunque Persia schiavo il patriarca Zaccaria, invo-
paese straniero, il centro d' unità della landoiiss. legno della Croce, che ricupe-
loro metropoli Gerusalemme, pagando le rò l'impera toreEraclio. I\Ia sotto il suo im-
primizie al Tempio le Sinagoghe tanto peroeuel634 saraceni avendo preso ar-

tl'orienfe che d'occidente, e le decime se- dire contro romani e vincendoli di fre-
i

condo diritti cheaveanoii proto-Sine-


i quente, presero Damasco, la Fenicia e al-
drio e Sommo Sacerdote, La Siria ebbe tre parti della Siria; quindi compì la con-
il pretore proprio o pro-pretore, il presi- quista della Siria, della Palestina e di Ge-
de o procuratore imperiale che rappre- rusalemme nel 638 Omar successore di
sentava l'imperatore, come lo fu Ponzio Maometto. A Gerusalemme ed as. Sepol-
Pilato. Ebbe pure la Siria legali con re- i cro narrai della venerazione delle nazio-
sidenza in Aiitiochia,antica reggia de'siri, ni cristiane per luoghi santi edi frequen-
i

ed anche in altri luoghi ad arbitrio; dimo- ti Pellegrinaggi nella Siria, non meno la

randoin Antiochia, anchei prelori o pro- dominazione che vi estesero i saraceni. A.

Augusto, l'Asia e Cipro era-


prelori. Sotto liberare dalla profanazione maomettana
no devolute al governo del senato roma- la regione santificata dai patriarchi, da
no; ma Antiochia e la Siria a quell'mipera- Gesù apo-
Cristo, dalla B. Vergine, dagli
tore, e però indipendenti uno dall'altro. stoli che ebbero
vi natali, ed ove pure i

Indi o prima fti istituita da'romani la di- nac(|uc, visse, morì e gloriosamente risor-
gnità di conte d'Oriente, a cui fu affidato se il divino Riparatore, Papi Sih'eslroII i
SIR SIR 9
e s. Gregorio P^l I^romossevo Io zelo del sto piazze prese, perdute e riconquistate al
ciisliaiiesimo, contro i fanatici e ciiuleli prezzo di tante stragi videro guerrieii, il

suoi nemici, onde togliere dalle loro mani cui nome vivrà immortale. Perclièegliè
i luoghi s;mti. Fu iS"(/i'e5fro //del ^99 uno là che illustrossi il fiore della nobiltà di
de'primi Papi ad eccitare i principi cri- Francia (e di altre valorose e pie nazioni)

stiani alla guerra sagra ; e Sergio //^del cotanto numerosa e impaziente, che loro
looq impedì agli ebrei la distruzione del insegne talora per fin confondevansi. Là
s. Sepolcro, non che indusse i principi cri- combattevano (oltre i tanti prodi d'altre

stiani a forte lega per cacciare i saraceni nazioni e niolteplici eroi itaIiani,come nar-
da Sicilia, nel quale articolo rilevai, che ro in tanti articoli) Baldovino e i suoi Ira-

in Siria e nel i o4^ ebbe origine il celebre telli come di\e leoni a fianco d'un leuue;
oixWneGerosoliiiiiCano.'MnUrbano linei Golfredo, Tancredi, Argante, Raimondo
I oqj fece promulgare la famosa s.guerra, di Tolosa, Gaston de Foix, Lefold gen-
ed ebbe luogo la i .''C/'ocM^<i inSiria, per la tiluomo fiammingo che lanciossi ili. "sulle

quale dopo sanguinosi ed eroici combatti- mura della città; tutta questa santa mili-
nienti, guidati da GolVredo di Buglione, zia ed intrepida, chela primiera riconqui-
nel loqq i crocesignati presero Gerusa- stoGerusalemme, che l'Europa cristiana
lenitile, liberarono il s. Sepolcro e altri san- da secoli ridomandava alacremente, pose
tuari dalle mani degl' infedeli, ed impa- campo in quelle pianure, alle rive de'tor-

dronilisi di gran parte della Siria fonda- renti, ai pie delle città che noi andiamo a
rono il regno latino di Gent^nlemme, ed descrivere, e dove ritroveremo la loroglo-
alcuni principati come ^'J^'0f/H<z e Tri- ria, le loro disgrazie, le loro virtù, i loro
poli,Edexsa, Tiro, Jaffa ed altri. Si leg- errori, ad ogni pie sospinto. Ove il re di
gè nella Descrizione della Terra Santa: Francia che rendeva ad ognuno giustizia
y> Dove mai intiere falangi d'armati colla sotto le ombrose piante di Vincennes, e
croce sui loro mantelli brandendo la spa- riconciliava principi; il gran re s. Luigi
i

da, pieni d'un'ardenlissiraa fede, e di uno i.Yvittoriosoe trionfaatede'suoi stessi vin-

zelo fiualcbe volta imprudente, accorsi dal ci tori, morente sulla cenere a Tunisi dopo
fondodeirAlemagna,dalle rive della Sen- aver lasciato a'suoi popoli un codice di sa-
na e della Loira, dalla Gran Bretagna (ed vie leggi, ed al suo figlio ammirabili pre-
eziandiodairitaliaedaallrecontrade,non diciamo, fu egli più bello, più
cetti; ove,

però dalle gelose Grecia e Russia), e dal- prode, più pio che su questo suolo bene-
l'ispane religiose provincie, popolazioni detto econsecrato, ch'ei visitò con sì for-

crisliane che si davano la manoparten- tunosee varie vicende?OveRiccardoC«or


do, camminavano sotto lo stesso stendar- <^/iLio/2e (re d'Inghillerra),Filippo II suo

do, e perdevano ben sovente la loro forza degnorivaleeamico, l'imperatore d Ale-


fi la loro gloria per divisioni intestine, per magna confederato per questa guerra pie-
libcrare il s. Sepolcro e cacciar gl'infede- tosa, e tutti cavalieri che formarono la
i

II detentori delle divine insegne, dove, ri- bella scorta loro, ove Cecero essi maggior-
pelianio , diedero esse sanguinose batta- mente risplendere le virtìi loro guerrie-
glie? scalarono le più alle muraglieV ver- re e con maggior gloria? Finalmente quai
sarono il più nobil sangue d'Europa? E- luoghi furono celebrati da un poeta più
gli è a s. Giovanni d'Acri, l'antica Tale- illustre di Tasso? (è il poema del guerrie-
inaiile, a Jajfa sotto le mura di Gerico e ro che respira il valore e la gloria, e che
di Geritsalcnìiiie. Dopo aver quai pietosi pare scritto in mezzo ai campi di Marte
e pacifici pellegrini pregato l'Eterno sul sopra un inarzialescudo,dicerauloredel-
nionleOlivelo.essipreparavansiallacon- V Itinerario da Parigi a Genisnleinnie).
quista della città difesa da Solimano; (jne- (>uai descritti da viaggiatori pari a Cha-
'->'
VUL. I X\ II.
è

IO SIR SIR
teaubiiaricl,Micliaud,nyroneLamarlino? assunsero que'principi che si credevano
(sipuò aggiungere con più di ragione lut- in diritto di portarlo, e tutlora l'usano i re
ti quanti qne'benemeriti storici ecclesia- delle due Sicilie e di Sardegna. Del pro-
sticiche illuslraiono la Siria, con ispiri- lettorato sui cristiani d'oriente e parlico-
te veramente religioso e senza romanti- larmentedi Siria, eseicitatoda diversi so-

cismo, checelebrai nc'lanti articoli che ri- vrani cattolici, pr incipalmente dallaFran-
guardano la Siria ed suoisantuari). Qua-
i eia, riparlai a s.SEPoixROjin un alle recenti
li rovine furono visitate con maggior ri- pretensioni della Russia, perciò in terribi-
spetto e commozione? Diteci ove sieno le le guerra colla Turchia. Al tempo delle
città distrutte sulle quali si preghi, sulle crociate/! principi cristiani fondarono vari
cui rovine si pianga dopo 22 secoli? Ge- vescovati latini, posero vescovi latini in

rusalemme, la città santa per eccellenza, citlàgià vescovili, ciò che vndo rimarcan-
come Roma, il punto di mira dell'univer- do a'rispettivi articoli. Nella Siria ebbero
sointiero. Tutti coloro che vivonoall'ora- origine celebri e benemeriti ordini eque-
i

bra della Croce rivolgono gli occhi verso .^trie ospedalieri, oltre il Gerosolimitano,
quelle città privilegiate (e singolarmente de' Templari, (\.\ s. Lazzaro, (ìt\s. Sepolcro,
Nazareth, Betlemme e il suo Presepio); da e Teutonico^ per la custodia de'santuari,
tutti gli angoli del mondo cristiano, dei e per la difesa e ospitalità de'pellegrini che
principi, de'religiosi,de'sapienti, delle da- intraprendevano il viaggio di Siria. Dopo
me illustri, delle vecchie cadenti (come chela Siria fu inondala del sangue de'cro-
l'ottuagenariaAnna Cheron,che ci lasciò ciatiede'maomettani per più secoli, pre-
una Relazione del viaggio in Gerusalem- valsero gli ultimi e sotto la dominazione
me), (Ielle giovani damigelle, dell'impera- de'soldani d'Egitto restò la Siria. Mentre
trici e de'poveri pellegrini, vengono a pro- ancora si disputavano la Siria e singolar-
strarsi sulla pietra del s. Sepolcro; inces- nìente i Luoghi santi, i crociali egl'infe-
santemente un nuovo interesse prende- deli,a'3omaggioi 202 la contrada fu scos-
si a quelle mura tante volte distrutte e sa da un grandissimo terremoto : cadde
fìltreltante riedificate; colui che non può una notabile parte di Acri, insieme al pa-
salutarle col guardo, ascolta con un vivo lazzo reale; Tiro soggiacque a gran rovi-
piacerei viaggiatori più felici di lui,ecom- na; Acca rocca fortissima fu abbattuta e
piacesi di leggere le commoventi loro re- eguagliata al suolo; e Tripoli rovinò con
lazioni, e cerca almeno un compenso nel- orribile uccisione di uomini, didonnee di
la fedele pittura de'Iuoghi che non gli è fanciulli. Egualmente ili 263 fu fatale ai
dato percorrere, perchè il sentimento re- cristiani e crociati, per le tante irruzioni
ligioso, questa vita dell'anima, conferisce e assalti de'saraceni, contro Tolemaide,
più che la gloria, le lettere e le arti, e- Betlemme, Aleppo, IN'azareth e altre cit-
sistenza a' monumenti caduchi, ne fa e- tà che sperimentarono il furore mussul-
terna la rimembranza, e loro imprime una mano. Finalmente nel 1290 gl'infedeli
sorte di sagra venerazione incancellabi- s'impadronirono di Tripoli, e nel 1291 di
le". Con una serie di combattimenti re- il Acri, l'unica città ch'era rimasta in pote-
gno latino di Gerusalemme durò contro re de'crisliani nella Siria, per armi del le

gli sforzi de'maomettani 88 anni,che regi- sultano di Babilonia, ed furono i cristiani


strai a quell'articolo, riportando la serie banditi da tutta la contrada, e quelli che
de*re,e terminò nel il mao-
1 1
87 quando poi l'abitarono furono guarentiti daFran-
mettano Saladino sultano ù' Egitto espu- eia e altre generose nazioni, uno alla in
gnò Gerusalemme. Invano ebbero luogo conservazione de'santuari. MaCasa la s.

diverse altre memorabili Crociale pel ri- ove fu concepito dalla B. Vergine il Re-
cupero di Gerusalemme,ilcui litolo regio dentore, e che questi colla divina madre
SIR SIR li
abitò e santificò, per mano degli angeli fu roda di Gezzar, ed al soccorso degl'ingle-
ti asportata pi'ocligiosamenleaZ^ore/o,nel- si si deve il poco felice successo di quella

lalMarca d'Ancona, nel teriitoiio della cit- gigantesca spedizione che narrai a Egit-
tà vescovile ò'iRecanati. I successivi avve- to. Bonaparle dopo le sue conquiste fat-
nimenti li comePA-
ripoitaia'Iiioghi loro, te nel 798 in quella regione, avea simu-
I

LESTi^A, Guardiano del s. Sepolcro, Pre- lato amicizia a Selim III imperatore dei
sepio: Papi sempre curarono il ricupero
i turchi, e solo in guerra co'famosi mama-
della Terra santa, e la conservazione del- lucchijche governati da 24 loro bey, ri-
le venerabili memorie die racchiude, fra conoscevano il supremo dominio del gran
i quali dopo la presa di Costantinopoli e- signore che inviava al Cairo un pascià,
seguita nel 1453 da Maometto II impe- sempre attraversato da'bey nell'esercizio
ratore de'turchi, con che rimase estinto del suo potere. Pertanto avea egli sino dal
l'impero greco, si segnalarono Calisto III principio istituito un divano di 4o sceiki,
clie a tal unpoistitm o più regolarmente col mezzo de'quali affettava di governare
stabilì la /l//7/m(7 pontificia, e Pio II che quasi in nome di Selim III. Ma appena
nel congresso ùìMantova proclamò la cro- giunta a Costantinopoli la notizia del-
ciata navale,per fienare l'orgoglio de'fur- l'occupazione francese dell'Egitto, subito
midabili ottomani. Oltre gli autori citati quell'imperatore concitatosi a sdegno di-
ne'ricordali articoli, e riguardanti le cro- chiai ò guerra agl'invasori, e si collegòcon
ciate, aggiungerò: Giuseppe Orologgi, /- Inghilterra e Russia per ricuperare quel-
storia della guerra sagra di Gentsaleni- l'importante parte del suo impero. A ta-
nu'j Venezia i SGi.Nel 5i6avendoSelira
i le oggetto ordinòche si allestissero due po-
1 imperatore de'turchi intrapreso la guer- derosi eserciti, unoaRodi,raItroinSiria,
la di Siria, neliSiy interamente la tolse Diquesto3.°nediè ilcomandoal suddet-
a'soldanì d'Egitto, a'quali sino allora a- to Acmet pascià d'Acri soprannominalo
•vea ubbidito, ed incominciò la contrada Djezzar o beccaio perle atroci sue barba-
a far parte del vasto impero ottomano, rie. Costui pose prontamente in marcia un
che tuttora la conserva. Tuttavia sotto di forte esercito per l'Egitto, ma Bonaparte
esso la Siria non fu perfettamente assog- celeremente lo prevenne. Pertanto, assi-
gettata, né pacifico il possesso, perle fre- curatosi della fortezza El-Arisch, una del-
quenti insurrezioni de'bellicosi drusi. Fa- le chiavi d'Egitto, e attraversato il cele-
kcrdin loro emiro vi esercitò lungamen- bre deserto già percorso dagl'israeliti nel
te un'autorità quasi indipendente dalla recarsi in Siria, sforzò Jalla e passò a fil

Porta ottomana, che fu costretta a man- di spada 2000 turchi fatti prigionieri. Di
darvi forze considerabili per conquiderlo. più in Siria formò segrete intelligenze coi
Alla metà del secolo scorso, Daker sceik drusi dell'Anti-Libano sempre nemici dei
d'una potente tribù araba vi si formò pu- maomettani, eco'metuali seguaci fanatici
re uno stato e si può dire indipendente d'Ali, che perciò anch'essi odiano turchi. i

dall'impero, e resistette lut)ga pezza alle Bonaparte con soli 18,000 uomini, fra i
armi turche, alleandosi col bey d'Egitto: qtiali eranvi copti e arabi, animoso s'inol-
dopo di lui sopravvenne il famoso e fe- trò in Siria nel 1799. Invitò drusi e me-
i i

roce pascià d'Acri Acmet dettoDjezzar o tuali a unire alle sue le loro forze, ma es-
Gezzar, che non tardò ad imitar l'esem- si vollero attendere il conquisto d'Acri, la
pio de'suoi predecessori, ma il cui sistema quale da Bonapai te fu assediata con tut-
di governo tornava molto più funesto al te le sue genti. Però fu essa pertinacemen-
paese. Fu sotto questo capo che accadde te difesa da Acmet e dal famoso Sidney
la memorabile invasione de'francesi capi- Smith commodoro inglesech'eravi accor-
tanati da Bonoparle, ed all'energica fe- so colla sua squadra, e potè irapadronir-
12 SIR SIR
sicleirailif^Iieriefrnncosi di gi'OSSO calibro Francia e Inghilterra, e in conse»
alleato,

colle cjuali (l()V(eano battere la piazza. An- guenza del solenne concordato stipulato
zi Ronapaitesi vide assalilo da una nioj- con esse in questo annoi 854, contro la
titddiiiedi liu(;lii,cl)oil loro fanatismo re- formidabile guerra di E.ussia, è conve-
ligioso a vea spinti iid unirsi presso il mon- nuto neir importantissimo atto riguar-
te Tabor. in un tratto Bonapnrte piom- dante la piena eguaglianza di tutti i sud-
Ijandosu loro li pose in rotta, e cacciò si- diti ottomani di qualunque religione di-
noalle portedi Damasco. Ma non perqiie- nanzi alla leggeea'tribunali, abilitandoli
sto riuscì contro Acri: 8 disperati assalti purea tutti gl'impieghi dello stato. Tan-
s'infransero comecontro uno scoglio, per ta liberalità del sultano produsse male
cui fu costretto levar l'assedio. A'28 mag- umore nel vecchio partito de' turchi; e
gio portatosi in Jada trovo infetti di pe- per essersi opposto il gran muftì, capo de-
ste suoi soldati all'ospedale, onde ritor-
i gli ulema, si dice che venne destituito.
na to in EgittOjallVon lo ad A boukir 18,000 Così tutte quante le popolazioni cristia-
mamalucclii, ed a* 25 luglio li sconfìsse ne dell'impero di Turchia godranno e-
tanto completamente, che restarono o sul guaglianza di diritti civili e politici, il li-
campo o furono tratti prigionieri. Uditi bero acquisto delle proprietà e la libera
da Napoleone idisaslri di Francia, lasciò loro trasmissione; l'abolizione del ca-
l'Egitto imbarcandosi ad Alessandria ai ratch o ìiaradsch, ossia testatico de'raià,
23 agosto 799, donde approdò a Frejus
I il quale consideravasi per l'addielro co-
e di là passò a Parigi, Dopo la morte del me un riscatto de'raià stessi dal servizio
crudele Acmel Djezzar, fu la Siria ancora militare ; il diritto a' medesimi di testi-

perturbala dalla spedizione de' vecabiti, moniare avanti la giustizia, sia civile che
che minacciavano d'invaderla interamen- criminale. In tal modo si aprirà al cristia-
te. Pareva che dopo quel tempo la Siria nesimo un'era novella, di equità e recla-
godesse d'una tranquillità, cui l'oppres- mata da tanti secoli.
sione de'pascià o l'ambizione di alcuni di Nella Siria nacque, visse, predicò la re-

essi non poteva far isperare lunga dura- ligione cristiana ilR^edentore, vi operò stre-
ta, allorché nel 1 83 i il celebre Mehemet- pitosi prodigi, e formato il collegio de-
Alì viceré d'Egitto, essendosi disgustato gli apostoli di altrettanti sili, a questi or-
con l'imperatore Mahmoud II, fece inva- dinò la promulgazione di sua dottrina e
dere la Siria dal valoroso figlio Ibraim pa- Evangelo per tutto il mondo; ivi sotfe-
scià coll'esercito egiziano, onde riunirla al rendo acerbissima Passione e morte per
suo governo. Dopo l'occupazione d' Acri, la redenzione dell' uman genere, ed ivi

JafFa, Aleppo, Gerusalemme e altre città, ascese gloriosamente al cielo. La Siria è


il gran sultano mediante trattato accon- quella parte dell'Asia, nella quale mira-
sentì a'desiderii di j\Ielien)et-Alì, unendo bilmente fu adempito il piìi gran sagra-
Nondimeno nel 1839,
la Siria all'Egitto. mento uomini
della riconciliazione degli
per quanto raccontai a Egitto in riferi- con Dio; in essa Gesìc Cristo pose fon- i

re l'occupazione dellaSiria, per nuove rot- damenti della sua C/n'e^rt, dichiarò s. Pie-
ture tra il viceré e la Porta, questa colie tro suo r icario in terra colla pienezza del
forze unite d'Inghilterra, Austria, Prussia pontificalo, e celebrò i misteri augustis-
e Piussia, bombardò e riprese Berito, fe- simi della nostra avventurosa redenzio-
Me-
ce sbarazzare la Siria dagli egiziani, e ne. Ed è perciò che dopo la conversione
hemet-Ah l'evacuò interamente, laonde al cristianesimo dell'impero romano, la
come prima trovasi nel pieno dominioot- Palestina, parte nobilissima della Siria,
lomatio. Il sultano regnante, AbduI Me- di venne e si mantiene tenero oggetto del-
djid-Rhan, ad istanza delle putenti sue la comune venerazione, e da tutte le par-
S I 11 SIR i3
li accorrono pellegrini a veneiMrnei Iiio-
i nome di cristiano, che distinse il giudeo
t^Iii illuslrali dalla presenza del SaUntore, credente nella nuova legge di Cristo dal
della D. Vergine Maria, degli Apostoli, non credente, ricevesse ili ."e il principe
de' Discepoli e di una schiera innunie- degli apostoli a pastore, come osserva s.

rahde di santi. La Siria non solo vanta Giù. Crisostomo, siccome città che im-
di aver dato i natali al divino fondatore [)ose a' Fedeli il bel nome di cristiani e
della Chiesa e al suoi. "capo supremo s. tulio l'orbe credente si disse quindi Cri-
Pietro di Betsaida, ma eziandio ad altri stianesitìio. Avendo s. Pietro peli. "tra gli

5 sommi Pontefici, che sono s. Aniceto apostoli predicato Cristo, così ila le città

deliG^ d'Ainisa, Sisinnio del 708, Co- questa prima prese il nome di cristiani,
del 708,5. Gregorio ///del 78 1,
slaiiliiìo come una certa corona onorevole di cri-
e s. Zaccaria del 74'- Quanto ad An- stiani. Avendo s. Pietro eletto per ve-

tiochia, vi liorirono un numeroso stuolo scovo successore in Antiochia s. Evo-


di nomini illustri, ed in santità di vita dio, partì per Roma e ai 18 gennaio vi
egualmente in gran numero, riferendo- stabilì la santa Sede Apostolica trasferi-
ne la cronologia il Terzi a p. 3c) e seg., tavi d' Antiochia, la c[uale sarà perpe-

e fra essi molli gloriosi martiri : vaglia tua sino alla consumazione de' secoli. La
per tulli ricordare s. Gio. Grisostomoj e Chiesa in detto giorno celebra la fèsta
IVa'dottori della chiesa Siriaca nomine- della Cattedra di s. Pietro in Roma, ed
lò s. Efrem. Papa s. Sergio /nacfpie in a'2?. febbraio la festa della Cattedra di
Antiochia o in altra parte di Siria, e dìcesi s. Pietro in Antiochia. Il patriarca di An-
educalo in Sicilia: certamente fu di Antio- tiochia dilatò la sua giurisdizione eccle-
chia GioK'unni V. Di Ijetlemme fus. Eva- siastica non solo in tutte le chiese di Si-
m/o, di Cesarea di Cappadocia s.Zositno ria, ma altresì in quelle di Cilicia, Ara-
(altri con Fico lo vogliono di Calabria e bia,Media, Persia, Assiria e Indie; laon-
di Keazio), di Gerusalemme Teodoro I,\ de Evantio paragonò il patriarca Antio-
quali tulli sono altrettanti Papi della na- cheno e il conte d'Oriente ai due gran
zione siriaca. In Siria fu istituita dal Sai- pianeti del cielo : lotui orientalis orbis
valore la ss. Eucaristia, ivi s. Pietro ce- spiritnali, civilique tnajestate praefnlget,
lebrò la I
.' lìlessa, ed esercitò il i

atto seu luminar ibus firniamentuin, sebbene
di gi urisdizione pontificia nel Co«<: ///oche il patriarca estese l'amplissima giurisdi-
peli.°fu tenuto in Gerusalemme. Ivi egli zioneanche su chiese di provincienon sot-
esercitò l'aposlolico ministero della pre- toposte al conte d'Orienle. Quanto a'suc-
dicazione, inviandoda questa privilegiata cessori di Evodio, credo pila opportu-
s.

legione a fare altrettanto gli apostoli per no riprodurne poi la serie. La famosa An-
tulio il mondo. Nella ò'^w^nVz ammini- tiochia già nata al mondo per Seleuco I,
strò la confermazione, in Cesarea bat- col nome del padre e del figlio suo, ri-
tezzò Cornelio centurione romano pel i.° nacque alla luce del vangelo per opera di
Ira'genlili, e nella città d' Antiochia, la s. Pietro primo romano Pontefice, come
più famosa dell'oriente, e la S.'tleU'iin- figlia primogenita della chiesa orientale,
pero romano dopo Roma e Alessandria, e tli venne in breve nel suo soggiorno e dopo
lissò s. Pietro la sua sede nell' anno 38 di t|uesto insegnatrice di moltissime pro-
o 89 e la ijualegovernò 7 anni. Questa fu vincie e popoli il'oriente; anzi vuoisi che
la 1.^ sede del principe degli apostoli, ed s. Pietro sedendo in Antiochia anche in
in essa la Religione cristiana prese il no- occidente inviasse banditori della fede e
me, ineiili e ^It anliorheni furono i primi vescovi, come (|uello di i9//v/c7i.y<z città ce-

a chiamarsi Cmtiani.YéVdi ben giusto che leberrima di Sicilia. Nel concilio di Ni-
Auliuchia, lu cui ebbe il natale liiisi^ue cua I nel 325 furono divise le provincia
i4 SIR SIR
dell'Asia e slabilili i coufini delle due chie- e vescovi suflraganei d'Apatnea della 2.'

se Aiilioclieua e Gerosolimittiiia o Cesa- provincia di Siria,diLrtorf/Verto provincia


ricuse, poiché dopo la distruzione di Ge- di Teodoriade, di Tarso nella i
.^ provincia
lusalenìPìe falla da Tito, la sua cattedra di Cilicia, ù'Anazarbo nella 2.'^ provincia
fu trasferita a Cesarea di Palestina. Ma di Cilicia, di Selcncia della provincia d'I-
insorte poi vaiie contese giurisdizionali a sauria, di Tiro della provincia di Feni-
motivo de* limiti, questi furono nuova- cia marittima, di Z^^wj^^co della provin-
mente prescritti nel 4^11, e reintegrala la cia di Fenicia del Libano o mediterra-
chiesa di Geiiisalenime della cattedra e nea, di Gerapoli della provincia Eufrate-
preminenza di metropoli, riconoscendosi se, e di £^(/e55<3 della provincia d'Osroena.
i diritti di Patriarca, ripugnante s. Leo- Notai a Patriarca, che in principiodella
ne 1. Dipoi nel concilio di Costantinopoli Chiesa vi furono 3 soli patriarchi, il Pa-
del 553, a decoro della s. città fu eretta pa di Roma per VEuropa, quello d' A-
patriarcale,con piena approvazionedi Pa- lessandria per {'Africa, quello d'Antio-
pa Vigilio, e con sottrarsi dall'Antioche- chia per r Asia, quante allora erano le

na le 3 Provincie di Palesùiia e loro chiese parti del mondo conosciuto. Dipoi dopo
metropolitiche e vescovili; cos'i la Siria il Papa fu riconosciuto il patriarca di Co-
ebbe l'onorificenza di due patriarchi. Per- stantinopoli, e per ultimo quello di Ge-
ciò ubbidivano al patriarca diGerusalem- rusalemme. Dell'origine del patriarcato
me i metropoliti di Cesarea, Nazareth, d'Antiochia ragionai anche a Gekarchia
Petra e Bostra, colle loro sedi vescovili; ECCLESIASTICA. Si conoscono dueconcilii
e nella città olire il patriarca sire vi fer- sotto il nome diSiria. Quel lo del53 Scontro
marono la loro residenza i vescovi di Gior- gli origenisti; quello deli 1 1 5 detto pure

gia de'GiacobiliSiri, d<i'IìJ a reniti- Siri, di Palestina per la deposizione d'Arnoldo


degli Armeni, de' Copti o Etiopi, ed in patriarca di Gerusalemme, che neli 16 i

seguito quelli pure d'altri riti e nazioni, Papa Pasquale II restituì alla sua sede.
come il patriarca latino e suoi suffraga- Ne primi 4 secoli della Chiesa contene-
nei. Al patriarca di Antiochia ubbidiva- va questa chiesa siriaca tulli i popoli la

no 6 vaste Provincie, Cilicìa, Fenicia, Si- di cui lingua volgare era od il il siriaco
na, Mesopolamia,Arahia eCipro, le (juali sito caldeo; questa lingua era parlata non
furono divise ini 2: Cilicia maggiore, e solamente nellaPaleslina e nellaSiria pro-
Cilicia minore o Isauria; Fenicia me- priamente detta, ma anche iu una parte
diterranea, e Fenicia marittima; Siria dell' Armenia e nella Mesopotamia. Al-
in Tetrapoli, Salutare, e Eufratensej Me- l'articolo Li?fGUA parlai ancora della lin-
sopotamia maggiore, e Mesopotamia mi- gua siriaca, e della lingua parlata da Ge-
nore o Osroena; Arabia AeiQv\.a,e Arabia sìi Cristo e dagli apostoli, riportando le
Petrea; Cipro. E tutte queste e le altre opinioni sul siro caldeo o ebraico, e quan-
Provincie soprannominate, con tulli quei to si opina sul grecismo, e loro alfabeti.
metropoliti e sufifraganei sono riportali ai Va notato, che i siri antepongono la vo-
loro articoli. Inoltre Antiochia fu residen- ce Mar, a'nomi degli apostoli e degli e-
za de' patiiarchi Siro, Latino, Greco e chiamano loro
vangelisti, poiché gli arabi i

Maronita, co'loro sulTraganei nelle loro Dominus, cotne os-


santi 71/ar, invece di
sedi; mentre il patriarca d'Antiochia dei servò l'Assemanni, Acta Martyrum occi-
Siri Giacobiti dimorava iu Eclessa. Il pa- dent. p. 4 12' Durante suddetti primi i

triarcato Antiocheno propriamente in Si- 4 secoli del cristianesimo, la fede si è con-


ria, ebbe dipendenti oltre le sedi arcive- servala in Siria nella maggior purezza ,

scovili onorarie e le vescovili sudraganee perchè le prime eresie non vi gettarono


della 1.' provincia di Siria, i metropoliti profonde radici, e l'arianesimo vi cagio-
SIR SIR iS
nò ben pocliidisoicrmi, cioè quelli che rac- gliodi chiamarsi Caldei e orientali, piut-
conterò riportando la serie tie'palriarclii toslochè nestoriani. Il Terzi nella Siria
siri d'Antiochia. Ma nel V secolo, allor- sacra parla della nazione m^tro/aV^j-della
ché Neslorio venne condannalo dal con- nazione sira e suoi errori , dicendo che
cilio d'Efeso, i Ncstoriani banditi dal pa- i sii i hanno in comune gli errori de'Gre-
triarcato di Costantinopoli si ritirarono c/j della nazione j'ezedeim, che sebbene
«ella Mesopotatnia e nellaCaldea, ivi spar- il vocabolo equivale a discepolo di Ge-
sero i loro errori e strapparono così dal sù Cristo, elo confessano figlio di Dio e
grembo una pai te dei
della chiesa siriaca nalo da una vergine, sono privi del bat-
popoli che professavano puramente la fe- tesimo e d'ogni altro sagramento, pro-
de del vangelo. Suf finire del medesimo fessano l'errore degli origenisti che le pene
secolo e in principio del VI gli Euticliìa- non sono eterne, e che il de-
ilell'inferno
ni proscritti dal concilio di Calcedouia e monio ritornerà in grazia,ondespesso l'in-
dalle leggi degl'imperatoriebberoungran vocano in aiuto; della nazione nesloria'
Diunero di seguaci nella Siria, o nel pa- «a, dei cui patriarchi ragionai meglio n
triarcato d'Antiochia chiamalo pure la Seleucia, e denominato anche Cattolico
Diocesi dorìenle, perchè greci di Co- i come titolo d'equivalente dignità; della
slniitinopoli erano più all'occidente. Ma nazione giacobila e loro errori ; e della

dall'altra parte nestoriani della Caldea


i nazione de'drusi e loro errori, quali tras- i

e della Mesopolamiu chiamaronsi gli O- sero il nome e origine da un capitano sotto


rieiitaU,t(\ siri d'Antiochia furono det-
\ la cui insegna loro progenitori passarono
i

ti gli Occulentali. Così la chiesa siriaca dall'Europa nell'Asia col pio Goffredo
trovossi divisa in 3 parti, come dichia- di Buglione. In Palestina furono presi-
rai meglio negli articoli che vado a indi- diari d'alcune città di frontiera, ove dal
cai e. Gli ortodossi o cattolici vennero dai lungo soggiorno contrassero matrimoni
loro avversari chiamati Melchi li ow ero con donne nazionali e si propagarono in
realisti, perchè seguivano la medesima gran numero, finché perdendo franchi i

credenza degl'imperatori, ed in seguito o latini il dominio del regno di Gerusa-


presero anche il nome di Maroniti, cioè lemme e de'circostanli principali, e re-
quella porzione così chiamata da'monaci standovi i drusi, si ritirarono alle falde
omonimi che riconoscono per fondatore del Monte Libano (al quale articolo già
il celebre s. Marone. I greci raelchiti for- ne tenni proposito, così de'meluati o me-
marono 3 patriarcati, in Antiochia, in Ge- tualiti). Ma siccome non v'ha nemico più
rusalemme, in Alessandria, e di tulli 3 polente del commercio co'viziosi, nascen-
trattai a MELCuiTt. I maroniti dimorano do per ordinario dal contatto il contagio,
nel Monte Libano, ed è la più numerosa così la mistura di questi co'saraceni, non
delle nazioni orientali cattoliche, e quel- meno che la libertà del vivere, trasportò
la che più delle altre nel rito si avvici- i drusi a notabilissimi errori. Credono i

na al latino. Gli eutichiani chiamaronsi punti principali de'noslri articoli, la na-


Giacobili, dal nome del jnouaco siriaco scita, la morte Reden-
e risurrezione del
Giacomo BaradeooZanzale, che percorse tore; e che i giudei e maomettani sieno
i

la Siria e la Mesopotamia nello slesso se- in istato di dannazione; ma non hanno


colo, collo scopo di liunire in una sola né tempio, né altare, né sagrifizio; tutta
chiesa i Monofistti; \ quali giacobili ri- la loro fiducia si riduce nella provviden-
conoscono,(lopoil Patriarca y[ìev loro di- za e misericordia di Dio, non osservano
gnitario il Mafriano
un Primate, ossia digiuni, né fesle, e neppure tutti pre- i

al quale fu assegnata la chiesa di Mos- cetti del decalogo. Già ad Antiochia non
sul. partigiani di >'eslorio amarono me-
I solo tratteggiai i punti prìncipalidella sto
i6 SIR SIR
lia della chiesa d'Antiochia, ma in breve lo conosce che ÌMacario, il quale come
si

descrissi i paliiarcali (Ie*inaroiiiti,de'gre- il predecessore Macedonio era stato in-


co-melchili,e con piìidetlaj^lioa'loiu ap- nalzalo alla sede d'Antiochia e ordinalo
positi e'cilali articoli, non die il patriar- in Costantinopoli senza il consenso del cle-

cato de' siri. Desolata questa chiesa da- ro e del popolo, qu.'de ostinalo difensore
gli scismi e dall'eresie, che inseguito nar- del moMolelismo fu pure condannalo nel
rerò, ed anche de Sa'eriani e Monolelili, concilio diCostantinopoli del 68o.La sede
tanti errori sempre più la degradarono. d'Antiochia deserta di pastore fino al 687
Nel VII secolo maomettani s'impadro-
i per l'invasione e dominio de'saraceni,il

nirono della Siria e de'paesi circonvicini, quantunqueavessesempreun vescovo no-


e vennero sempre favoriti nelle loro con- minato ma senza residenza, fu vacante di
quiste ta Dio da'nestoria ni, quanto da'gia- elezione per 4o anni prima dell' impero
cobiti. Questi fanatici eretici preferirono di Costantino I V Copronimo del 74 '
, 'Q
il giogo debarbari al dominio degl'im- cui Ilezaii calido d'Antiochia permise fi-

peratori greci di Costantinopoli, nella spe- nalmente a' cristiani di eleggersi un ve-
ranza di acquistare la superiorità sugli or- scovo, che continuarono a nominare sino
todossi, e non trascurarono nulla per ren- al secolo XI. Sebbene i maomettani ab-
dere questi ultimi sospetti a'Ioro novelli biano sempre ne'paesi conquistati sparsa
padroni, credendo di avere ad essere me- l'ignoranza e la barbarie per mezzo del-
glio trattati. Questa triste condizione del l'oppressione, pure non poterono solfo-
patriarcato d'Antiochia commosse viva- care fra'cristiani siri Io studio delle let-
mente il Papa s. Martino I, il quale con- tere e delle scienze. Osserva l'Assemanni,
siderando quanto era vi penetrata l'eresia Bibl.Orieiìt. t. 3,p.5,che in lutti i tempi vi

de'monoteliti, onde nello spazio d'8o anni furono degli scrittori checomposero molle
non eravi stato vescovo d'Antiochia che opere nella loro lingua, tanto fra gli or-
avesse ricevuto il concilio di Calcedonia, todossi,quanto fra gli eretici. Le scuole
e che i vescovi d'Egitto, che non erano diEdessa, di Nisibi, di Amida tenute dai
veri giacobiti o monoflsiti, ma solamente nesloriani, hanno sussistito fino al secolo
monoteliti, erano costretti a farsi ordina- XI. Dipoi i turchi tutto distrussero: sol-
re da'vescovi della Siria marittima della tanto i monaci conservarono qualche let-
diocesi d'Antiochia, nel 649 raccolse in teratura, e fu la religione che conservò
Roma il celebre concilio di Laterano. In questa fioca luce, la quale senza dubbio

esso il zelante Papa condannò i monote- polrebbedi venta re splendidissima. Quan-


liti, per cui adirato Costante II impera- do Antiochia ne! secolo XI fu presa dai
tore ne fece riprovevole vendetta, e s. IMar- crociali latini, togliendola al giogo de'sa-
lino I ne fu la vittima. Non essendovi al- Giovanni IV allora patriarca della
raceni,
lora alcun patriarca di Gerusalemme, il medesima, non potendo accostumarsi ai
Papa nominò Giovanni metropolita di Fi- riti latini , si ritirò in Costantinopoli, e
ladelfia in Arabia visitatore in suo nome lasciò ad essi la cura di provvedere quella
di tutte le chiese d'oriente, con ogoi po- chiesa con un nuovo patriarca, conie fe-
tere e autorità, alfinchè stabilisse vesco- cero di fatto: quanto alla successione di
vi e sacerdoti tanto in Gerusalemme che Giovanni IV, ossia de' patriarchi di rito
in Antiochia, alti ad opporsi
all'errore ed siriaco, la riporterò per ultimo ondegiun-
a ristabilire la sana dottrina, raccoman- gere a'nostri giorni. I crociati assediaro-
dandolo peiciò a due vescovi della pro- no Antiochia nel 097, e Boemondo pro-
1

vincia d'Arabia, pregandoli a sostenere de normanno de'principi di Sicilia e prin-


il suo inviato con soccorsi e consigli. S'i- cipe diTaranto l'investi a'2 ottobre. Que- I

guoia l'esito delia legazione poalilicia, so- sto assedio fu lungo csauguiuoso, ma li-
SI R SIR 17
nalatente i ciisliaiii, per l'assidua colili- ci non ammellono ilsuo patriarcato), a
nuazionc tie' loro travagli, o come altri cui successero nel 1 i36 Rodolfo della 1

vogliono per una segreta intelligenza, la diocesidiLeManschefudeposto,nel i^i 1

presero a'28 giugno io<)8, ed avcnilo ivi Almerico di Limuges die ricevè alla lede
st.d)ilila la sede d'un principato, ne die- call(jlica una inolliludine di maroniti, nel
tlcio il promesso titolo allo stesso Ijoe- 1 1S8 Rodolfo II, nel 120 I s'intruse il «re-
inondo I the sposò a Cliarlres neh loG CO l*ielrol,nel 1 208 Pietro 11 acni mandò
Costanza di Francia figlia del re Filip- il pallio Papa Innocenzo III, nel 1 2 19 il

pò I e di Berla d' Olanda egli ebbe a : cardinal Raniero, che secondo il p. Le


successori i seguenti principi d'Antiochia. Quicn morì nel 226; quindi si trova nel
i

JNcli I I iBoernondolIjUel I iSoCostanzo, 122G stesso Alberto già vescovo ili Bre-
lich i3y Raioiondo, neh i4o '^oeuiondo scia, neh 240 li. Elia domenicano: fr.Cri-

111, sotto il quale e nel 200 fu rumilo a


1 stiano duuienicano era patriarca (piando
questo ilprincipalo purlalinodi Tripolij neh2G8 maomettani
i [)resa Antiochia,
nel 120 iBoemoudolV,neh 23;TBoen)on- avanli l'altare e vestito delle sagre vesti
tloV,nel I 253 Boemonclo \ I.alcui tempo l'uccisero con alti 4 religiosi del suo or-
i

attaccata da'saraceni lu Antiochia presa dine. Non pertanto il Papa per aver cu-
a' 29 maggio 12G8 da Bibar soldauo di ra de'callolici di Siria di rito latino, no-
Babilonia o d'Egilto, e siiccheggiata. Nel minò patriarca neh 268 Opizio o Ollo-
12748'' successe Boemondo VII, il quale Bono Ficschi, che intervenne al concilio
nel 289 perde ancora Tripoli, [ireso dal
I diLioneII deh 274,e poi nel 1 288 lu fallo

soldauo Kclaun. Morto il patriarca Gio- amministratore diGif/jowrt sua patria. Do-
vanui in Costantinopoli, gli abitanti d'An- pò Opizio non si trovano altri patriarchi
tiochia gli sostituirono un successore di fino a Isnardo Tacconi di l^avia, fatto nel
loro rito, che sempre proseguirono a no- 1 3o8 da Clemente V arcivescovo di Te-
minare, fino all' espulsione de' latini dal- be, vicario di Roma, e neh 3 patriarca i 1

la citt^. Di questo il p. LeQuien, Oriens e amministratore di Pavia; ma (Giovanni


r/u/if., ne tratta nel l. 3, p. 785, ed a p. XXII neh 3 19 lo privò di dette dignilìi
1 i ìij riporta la serie de'patriarchi antio- e restituì il titolo di Tebe. Clemente VI
cheni latini, descrivendo il patriarcato, a nel 134.2 fece patriarca Geraldo Odone
cui furono attribuite per suliraganee le o Ottone generale de'minori, spedito da
chiese di Laodicea, Gabella, Aiilara- Benedetto XII in Ungheria, ed ammini-
da, l^ipoli, BiblOj Stleuciaj e le me- stratore di Catania. Nel riportare poi col
tropolitane di Tarso, Edessa, Jpamca, Terzi la serie de'palri;Érchi successori di
GerapoU , Corico, Maniislra, IVicosia, s. Pietro, ripailerò meglio di alcuni dei
aventi suffraganei : inoltre furono sulfra- nominali, ed altri ancora ne aggiungerò.
ganci del patriarcato latino d' Antiochia Nota il p. Le Quieti che i successori an-
i vescovati di Abia, Alcppo, Costanza, cora portarono il semplice titolo ìVj^ìJ/'-
Diocesarea, Orlosia. Boeinondo 1 dopo tibiis d'Antiochia di rito latino, e di molti
esseisi composto con l'imperatore greco parlai a'Ioro luoghi. Qui mi limiterò a
A lessici Comneno, neh 1 1 o circa ottenne registrare cjuelli che leggo nelle Notizie
da Pa|)a Pasquale per ."patriarca la- 1 1 i di Ixonia. GibertoBorromeo milanese da
lino Bernardo di Valenza di Francia (a Clemente XI (non X come è stampalo
Siena co' palrii storici notai che Saliiu- nel voi. LXI,p. 3 j)consagrato patriarca
1

bene sanese, trovandosi all'espugnazione d'Antiochia e vescovo di Noi'ara (come


d'Antiochia co'sanesi crociali, ne fu fitto rilevai anco a pAiRiAncA tra gli esempi
patriarca per avere pel 1. "salilo le sue niu- che riportai Ac[>iìli\i\ìc\ì\inpartibus,che
ìu; uiu il Pccci conlcasa che diversi stori- a un tempo lurouo vescovi di yiurisdi-
s

i8 SIR SIR
zione) nel i'7i4) e crealo cardinale nel arcivescovili e vescovili dell' antico pa-

1717. Restalo vacante il titolo sino al triarcato, come vado dicendo a'ioro luo-
1724, Benedetto XI 11 a*20 dicembre vi ghi. Il p. Le Quien, Oriens cfirislianus,
Iraslatòda Sorrento Filippo Anastasi na- nel t. 2, p. 23g e seg. descrive didusa-
poletano. Nel 1735 Clemente XII elesse nienle il vastissimo e illustre patriarca-
Gioacchino Por^oc^rrero di Madrid, nel to d'Antiochia di rito siriaco, colla serie
I 743 cardinale. Avendo Antonio Maria de'patriarchi, la quale è pure narrata dal
Pallavicini di Cremona ricusato il car- Terzi, Siria sacra p. ^2 e seg. e di cui
dinalato,BenedettoXIV nel 743 lo creò 1 mi gioverò, essendo indispensabile di ri-
patriarca d'Antiochia, e in morte gli e- portare almeno in breve successori di i

resse un deposito che descrissi nella bio- s. Pietro nella sede Antiochena, ancor-

grafia. Nel I
7 5 1 gli surrogò Lodovico Ca- ché molti ne furono indegni. Per unità
Uni di Brescia, già vescovo di Crema, e di argomento reputo meglio qui ripro-
poi Conimendntoreàì s. Spirito e nel 766 i durre la serie de'patriarchi siri, e quelli
cardinale. A'22 dicembre Clemente XIII che distinguerò in carattere corsivo, co-
vi trasferì dall'arcivescovato pure in par- me tutti gli articoli che così distinguo, gli
libiis di Nicomedia, Domenico Giordani hanno in questo mio Dizionario.
della diocesi di Manfredonia, Pio VI nel Dopo avere il galileo s. Pielro prin-
i78itraslalò dall'arcivescovato in par- cipe degli apostoli e primo Pontefice del-
tihns di Tarso, Carlo Camuzio di Tol- la chiesa universale fondala la sede di
mezzo diocesi d'Udine: nel 1788 vi no- Antiochia, circa l'anno E- 3q di nostra
minò Giulio Maria della iS"o«;rtr§//<^diPia- ra, dopo 7 anni, come dissi, per traspor-
cenza , ed avendolo fatto cardinale nel tare la Sede nposlolica in Roma, ordi-

1795, gli sostituì ai 22 settembre Gio. nò successore nel vesco^wto d'Antiochia


Francesco Guido di Bagno de'Talenti di il creduto suo cittadino s. Evodio, come

Mantova, già arcivescovodi Mira in par- suo discepolo e per l'eminenti virtù che
tihns. Inoltre Pio VI essendo nella cer- rifulgevano in lui:si celebra vergine e
tosa di Firenze, a' i3 gennaio 1799 di- martire nel ji, dopo aver governato 25
chiarò patria rea d'Antiochia A ntonioDe*- anni. Gli successe s. Ignazio, ancor egli
pnìg-y-Damelo Palma, poscia nel 8o3
di 1 discepolo di s. Pielro e dicesi da lui or-
creatocarditialeda Pio VII. Rimasto va- dinato: Niceforo crede che sia quel fan-
cante il titolo, quel Papa nel 1 822 locon- ciullo che Gesù Cristo prese tra'suoi di-
Lorenzo
ferì a Mallei romano, che nel scepoli, per esaltar la virtù della sempli-
i833 Gregorio XVI elevò al cardinala- cità ; fu anche discepolo di s. Gio. Evan-
to. Indi questo Papa preconizzò patriar- gelista. In odio della fede fu condotto le-

chi d'Antiochia in parlibus Antonio Lui- gato in Roma, e dilaniato dalle fiere nel
gi Piatti romano a' 2 oltobrei837, già Colos'^eo nel 107, ovvero nel i io, altri
arcivescovo di Trebisonda in parlibus ritardano il martirio ali 16, nella perse-
e nel concistoro de' 24 novembre i845 cuzione di Traiano. Scrisse diverse epi-
mg.' Gio. Nicolò de'marchesi Tanara di stole riguardanti il cullo divino e la di-

Bologna, promosso dall'arcivescovato di sciplina ecclesiastica, e trattò divinamen-


Urbino, morto di recente a Nizza il 4 di- te: De Convenlibus ecclesiastici sj Densa
cembre 853. Non solo Papi conferisco-
1 i divinoruni Sacranienlorumj De ss. Eu-
no il titolo patriarcale in varlibiis d'An- charisliaj De Or din ib us ecclesiaslicisj De
tiochia, Anliochen , ma eziandio i titoli Hierarchiae ecclesiaslicaejDesacris vir-
vescovili e pure in parlibus sotto il me- ginibusjDe jfjuniis, ec. Afferma s. Gi-
i\ei>\vao^Q[\Q^ono:Alniira^DevaseoDerbe, rolamo, ch'egli del Redentore così scris-

Epifania, Cabala, Rosaj olire gli alui se: Ego vero post resurreclionem in car-
SIR SIR 19
ne cum vidi, et credo quia sii. Discepo- da'decreti conciliari de' vescovi appellò a
lo degno e successore tu s. Eroiie, vene- Cesare allora Aureliano, che negò ascol-
rabile per pietà e mansuetudine, e ne re- larlo. Gli fu surrogato Domno I che mo-
be testimonianza col sangue sparso per la rì nel 273 ; Timone vivea nel 2 83; s. Ci-
lede l'annoi 3i. Nellostesso anno gli suc- rillo di Santo
patria antiocheno detto il

cesse Cornelio, e governò la chiesa An- dal candore de'coslumi, è annoverato nel
tiochena con opere ed esempi di rara vir- martirologio romano tra 'confessori, ben-
tù sino ali 68. Fu promosso indi a que- ché Mombritio asserisca che morì per la

sta cattedra s. Teojfìlo enumerato tra'di- fede in carcere negli ultimi del IH seco-
scepoli di s. Pietro, e la rese illustre col- lo. Tiranno resse la chiesa i 3 anni e mo-
l'indefessa applicazione, confutando l'e- rì nel 3 I 2; Vitale intervenne a due con-
resie di Marcione e di Ermogene, co'Ioro cini, uno celebrato in Ancira, l'altro in
MarcionilieóErniogeniani:sciìs,ie più vo- Neocesarea nel 3i4, ristorò molte chie-
lumi a difesa della verità cattolica e man- se di sue Provincie, e in meno di due anni
cò di vita nel 82. Indi Massi mi no che
i vis- mancò di vita, avendo a suo tempo l'im-
se sino al 191; poi s. Serapione dottissi- peratore Costantino 1 dato pace alla Chie-
siino, morto pieno di meriti e di virtù nel sa, ed accordato al cristianesimo il libe-
2 I 3; nel giorno stesso del transito del pre- ro esercizio del cullo. Eletto per consen-
decessore venne eletto s, Asclepiade, che so di tutto il clero s. Fitogonio, rintuz-
ili martirizzato nel 219; Fileto morì nel zò l'orgoglio di Ario e suoi seguaci, te-
2 3o ; Zebino ne! 24' ^- Cabila in tale 5 nendoli gelosamente lontani dalsuogreg-
anno fu eletto con generale plauso per ge, e volò al cielo nel 3 1
9. Paolino di E-
la sua singolare pietà, esiliato nella per- dessa morì nel 324; o''
successe s. Eti-
secuzione di Decio, e ristretto in oscuro stazio per l'eccellenza di sue virtùcogno-
e penoso carcere, morì martire di fame mìnato il Grande, già vescovo di IJer-
ed'angustienel 253,contemporaneamen- rea o A leppo, eresse molti templi, visitò
te a'ss. Urbano, Priliano e Jipolonio fan- personalmente le chiese di sue provincie,
ciulli d'Antiochia, svenati per la profes- scrisse più volle in difesa della religione
sione cristiana. Fabio d' A|)amea disce- cattolica; da Costanzo imperatore fu per
polo di s. Asclepiade governò Antiochia insidie degli ereticifòi.ycZ'/rt/j; confinato in
sino al 255; s. Demetrio o Demetriano Traianopoli, ove perì fra mille patimenti
di rara eloquenza e pietà, vero |)adre dei nel 340. Eulalio fu eletto nell'assenza di
poveri, zelantissimo dell'onoredi Dio,con- Eustazio, ma morendo dopo pochi mesi,
tlannò nel concilio provinciale d' Antio- il clero Eusebio di Cesarea, il
gli sostituì
."
chia Novaziaiio antipapa e autore del i quale però virtuosamente ricusò di lascia-
scisma della chiesa romana, e per la per- re senza necessità la sua chiesa sebbene
secuzione di ValerianoeGullieno fu mar- meno illustre, e vi fu assunto Eufianio, il

tire nel 263. Paolo di Somosata di costu- quale in meno due anni morì. In suo
di
mi e dottrina perverso,caposelta (\q' Pan- luogo, e già morto s. Eustazio, successe
lianisli, occupò subito la cattedra Antio- Placentio prete di Cesarea che visse nel
chena; dopo 7 anni vi piantò la sua ere- 340 quando l'eresia degli Ariani avve-
sia, onde fu condannato da Papa s. Fe- lenò gran tratto d'oriente. Essendo mor-
lice I, ed anche dal concilio nazionale di to Costantino I, i suoi figli essendosi di-
Antiochia del272 ne'suoi errori sulla fede viso l'inqìero, toccò a Costanzo l'Asia, l'O-
come eresiarca, deposto e spogliato della riente e l'Egitto, Provincie le più infette
sede; fu confulatoacerrimanienteda Mel- dal veleno d' Ai io, ed egli degenerando
chiorre prete d'Antiochia, celebre scritto- dalla pietà del [)adre,come proclive a quel-
."
re ecctcìiia&lico; ma l'miquu Paulo pel i la peruiciusa scila, non lasciò di sostenerla
20 SIR SIR
con aidoif.l'.ipn s.GiiiIioI aveiitloavocato stalo deposto, confinato nella Tracia , e
a se la causa (li s. ^'Itamisio d' Alessandri,!, sostituito E vozio ariano d'Alessandria nel
ituk'tjtiainenle depostoda d(ie conciliabo- 3()o, che però visse pochi mesi, onde nel
li, lo giudicò innocente e restituì alla sua 36 1 gli successe Doroteo, che professan-
chiesa, i pertinaci vescovi ariani die im- do gli errori degli ariani, in breve ne di-
maginavano tale risultato, vollero cele- venne capoparte e di nuovi errori anco-
l)iare in oriente altro conciliabolo, [)ro(ìt- ra, co'cjuali molto afflisse il suo gregge.
taiido della solenne deilica7,i(jiie del tem- Intanto s. IMelezioera ricorso a Lucife-
pio patriarcale d' Antiocliia, che piinci- ro vescovo di Cagliari e legato apostoli-
pialo da Cuslanlino 1 erasi terminalo da co, protestando eli abborrire l'aderenza
(Jostanzo, e con tale magnificenza che fu degli ariani; ma non restando Lucifero
detto Douiinicurn aureum; laonde in nu- persuaso e tenendo la sede per vacante
mero di 3o e tutti ariani, separatisi da vi promosse Paolino fornito d'eroiche vir-
60 cattolici, condannarono nel concilia- tù. Così con tre patriarchi divisa l'ubbi-

bolo d'Antiocliia s. Atanasio, e gli sosti- dienza, fu scisma nella chiesa d' Antio-
tuirono l'ambizioso e indegno Gregorio chia e durò quasi 5 anni. 1 Sc/ii-aria- 1

di Cappadocia. Tuttociò avvenne nel pa- ni, vedendo che 1' imperatore Gioviano
triarcato di Placenlio. Altro conciliabo- non li curava, ricorsero a s. Melezio tor-

lo fu tenuto in Antiochia nel 344, per nato dall'esilio, perchè nel 363 radunas-
aboliiedal Sitiiholo Niceno la parola co/i- se un concilio in Antiochia, e alle sue de-
stislanziale, ma i vescovi ariani non po- terminazioni promisero soggettarsi, e s,
terono ingannare i padri Ialini del con- Melezio gli esaudì. Lettosi in esso il sim-

cilio di iMdaiio. INel 34^ assunto a cpiesla bolo jNiceno, 2y vescovi ariani che l'a-
ca ttedraStefa no \i sparse immediata men- veano abborrilo l'accettarono concorde-
te gli errori cheavea appreso dalla scuo- mente. 11 Papa s. Z^rt/«r/50 /a vendo scritto
la d'Ario, ed aggiunta la perfidia alla pra- lettere a Paolino, in cui apriva i suoi so-
vità de'costumi tentava per forza ammor- ApoUinnrisla e prescri-
spetti su V itale
barne il suo ovile, (juando lu de[)oslo e vendogli quanto doveasi fare, furono ca-
inori nel 3 > j. Eudossio discepolo del mar* gione nell'oriente d'altri movimenti;
tireantiocheno s. Luciano, degenerò dal- poiché erano esse una tacita ma chiara
la santità del maestro, olìVendo incenso protesta, colla quale il Papa veniva a ri-
agl'idoli; indi aderì agli ariani, fra'quali conoscere per legittimo vescovo di An-
divenne il pessimo, occupò con inganno tiochia Paolino, a danno di s. IMelezio,
la sede d'Antiochia nel 356,e resosi a tulli di che si prese gran pena s. Dasilio zelan-
odioso, venne deposto dal sinodo di Se- tissimo dell'onore di s. IMelezio, e con al-

Icnciaj tultavolta ostinandosi ne'suoi er- tri vescovi orientali prese il consiglio di
rori, passò col favore di Costanzo a oc- spedire per la Roma Do-
terza volta in
cupare la chiesa di Costantinopoli ivibat- : roteo prete antiocheno. Papa ricevuta 11

tezzaudo l'imperatore Valente, lo fece la lettera degli orientali, tenne un sino-


giurare di propagar nell' impero l'aria- do in Roma vi condannò gli apollina-
,

nesimo. Nel 36o s. Mdezio dalla chiesa risli, e riguardo alla contesa di Paolino
di Sebaste passò a questa in conseguen- con s. Melezio, a quello die vinta la causa,
zadelconciliodi Seleuciae perciòcol con- senza però che rigettasse il 2. "dalla co-
senso pure degli ariani, uia per propu- munione cattolica. Di più avendo Gi-
s.

gnar la fede cattolica gravissimi furono i rolamo interpellato s.Damaso I, con qua-
disagi che sofìri di cai cere e d'esilio. Quan- le de' due litiganti partiti dovesse co-

do gli ariani assunsero alla sede Antio- municare, rispose il Papa che comuni-
chena s. Mclczio, lemeudusidi uullilà eia casse couPaoliuu. Progredendo uoudime*
SIR SIR 21

no Io scisma a diviileie la clilesa d'An- tVAnn<;fasiopreleanlioc1ienn,aii»nrc(1el-


tiochia, che per morte di Evozio e Do- l'eresia che hi 15. Vergine fb?se madre di

lolco capi degh ariani, reslava Ira' cai- Cristo, ma non di Dio, ed altre,the tutte
tolici Paohno e s. IMelezio, nel 3"" per furono co' iVc^/or/Vz/i/condannaleda Papa
troncarlo si celebrò nella città un sinodo, s.Celestino I e dal concilio generale d'E-
ovesolosiconvennechesi riconoscesscper feso solennemente, ove intervenne il pa-
legittimo |)atriarca quello che sopravvi- Iriarca Giovanni con numeroso seguito
vesse all'altro, ma tal progetto non (uap- di prelati, però con Neslono tenne un con-

pro\ato dal concilio di Costantinopoli. Di ciliabolo. Di questo si pent'i, e nel ^"07.

poi l^aolino volle traiisigeie con s. Mele- radunato un concilio provinciale in An-
zio e finiie lo scisma, con dividere il reg- liochia, vi condannò formalmente ÌNeslo-
giraento della chiesa , col patto che chi rio e i Nesloriani , approvando quanto

di loro sopravvivesse fosse il solo pasto- dal concilio d'Efeso erasi determinalo ;
redi tutto il gregge: s. Daniaso I appro- indi nel concilio del 43:T detestò e con-
vò convenzione nel sinodo del 3Ho, e
la dannò le opere perniciosissime di A'eslo-

limise alla perfetta comunione s. Mele- rio, e di Teodoro di IVIopsuesla e di Dio-


zio. Questi morì gloriosamente nel 38 r, doro di Tarso di lui fautori, e piene di
e Paolino nel 38q. Il virtuoso s. Flavia- bestemmie. A lui scrisse Papa s. Sisto III,
no prete antiocheno, nell'esilio di s. Me- e lo riconciliò con s. Cirillo d'Alessandria,
lezio, lu assunto dal clero grado pa- al Mortonel 44^ Giovanni, gli successe Don-
triarcale, ma non fu confermalo dal Papa: no Nepote che si palesò seguace degli er-
nel 3S4 celebrò in Anliochia un concilio rori di Nestorio, e siccome li professava
in cui condannò gli eretici iS'(7rcq/òr/, già in parte Iba vescovo d'Edessa, nel con-
anatem.'ilizzalidaquellodi Sida,eli chia- cilio provinciale d'Antiochia del 44-^ ^^
mò distruttori della divina legge. Flavia- obbligato Iba a fare la solenne professio-
no lodalo per zelo, prudenza e savie7za, ne di fede secondo il simbolo IS'iceno: Don-
feceammirare la sua carità pastoralealla no continuando ne'suoi errori, nel 4^'^
COI ledell'imperatore Teodosio I, in ma- fu spogliato della dignità dal sinodod'E-
niera the ottenne la grazia per gli abi- fesO. Massimo, quantunque eletto per o-

tanti d'Antiochia cheaveano infrante le pera e favore degli eretici Enlichinnì, fu


statue di quel principe all'occasione d'una contuttociò confermato dal Papa s. Leone
nuova imposizione. Questo santo dopo il la cui si umiliò, e morì nel 4^^- Basi-
4o2 fu ricevuto nella sua comunione da lio ascese a questa sede nel 456, il cui can-
Papa s. Innocenzo I, mori nel 4"4i ^ §'' dorè di vita servai di norma a tutti i ve-
successe Porfirio di fede e di costumi per- scovi d'oriente, e passò a miglior vita nel
Terso; ma dopo 4 anni colla sua morte .si 4^9- Acacio visse i-l mesi, indi Martirio
ristabilì la pace in questa chiesa. Alessan- che procurò con sommo studio di .slabi»
dioche ne divenne palriaica, come pa- lire nel clero la disciplina ecclesiastica, ma
store veramente apostolico, adoprò l'in- calunniato e pei turbato da Pietro Gnaf-
gegno e il valore per abolire le scissure feo detto Fullone dall' impiego di lavar
che da 70 anni l' affliggevano, terminò panni mentie era monaco degli ncemeti\
lo scisma e raori nel 4 Giovanni che • ' • dopo 2 anni si dimise proferendo con a-
1

gli successe, per la grande aderenza con marezza queste parole Clero immorige- .•

INestorio e suoi seguaci, si rese a lutti so- ro, popido rebelli, et Ecclesiae contami"
spello de'loro errori, da'quali poi si rav- nolae reunncio, <:eri'ata interini ì)iihi un-
vide. ÌVestorio avea occupata la sede di cerdoti^ di^nitule. Dopo due anni ad i-
Costantinopoli , donde era stalo espulso stanza dell'imperatore Leone 1 ripreseli
s. Gio. Crisostomo, e adottali gli errori governo della chiesa, e mentre con fer-
22 SIR SIR
Tore si nppltcnva alla riforma dei riti o Antiochia, condannati come Eiidchìnni,
^\e'ci)slum\,ne\^'J^i^^^ut^\.o[\\\'\m^)e\oZe e Fulloneanche come invasore della chic
noneerelico enlicliiano, questi che mol- sa Antiochena, ed eretico apollinarista, sa-
to favoriva il Frullone, rimosse Martirio belliano e teopaschita, e per le parole da
d.nlla sctle e con tlispotico eililto gli sur- lui aggiunte al Trisagio. Fullone mori
rogò il competitore : ritiratosi Martirio a nel486,ereutichiano l'alladiosenz'altro
\ita privala nella Cnppadocia, tranquil- titolo col favore de'suoi settari s'intruse
lamente mori nel 4*^4- Fiillone perfido, nella sede, turbò la pace de' cattolici , e
lano d'onori, religioso iniquo, ostinato nella sua vita fu come Fullone, moren-
seguace d'Eutiche, invase la cattedra di do nel 496- I vescovi delle provincia al-
Antiochia col patrocinio di Zenone quan- lora nominarono patriarca s. FlavianoII,
do era conte d'oriente, e vi comunicò il il quale con valore corrispondente alla
contagio del suocuorejindiesiliatodaLeo- sua gran virtù propugnò decreti del con- i

ne I,di notte fugg"i d'Antiochia, e sicco- cilio tli Calcedonia, rintuzzando i men-
me Follone brigava per ritornarvi, vi si titi litigi degli avversari, ed in questo a
opposePapa S.Simplicio, ma appena mor- lui si aggiunse Elia intrepido patriarca di
to l'imperatore Leone I vi si reslilu'i ad Gerusalemme. Ma rinvigorite le fazioni
esercitarvi la sua perfidia. Più volte pri- degli eulichiani e degli ariani, e aduna-
valo Fullone con sentenza della Sede s. tisi inconcilioi loro vescoviin Sidone verso
della dignità usurpa la,espuIso nuovamen- il 5i I , esiliarono s. Flaviano e poi Io re-
te nel 477>'' clero cattolico con clamori strinsero in ca rcere in Petra, ove per 5 anni
di gioia elesse patriarca s. Stefano , ma restò fia'disagi e morì. Severo di Sozo-
dopo 6 mesi1 e mentre celebiava fu cru- poli di Pisidia gli successe: da gentile, i-

delmente ucciso dagli eutichiani e il ca- dolatra e mago si fece cristiano, monaco
davere gettalo neirOronte. Nel medesi- ed eutichiano. India pattididovere aboli-
mo 479 Acacio di Costantinopoli gli die re dalla chiesa orientale il concilio di Cal-
per successoreStefano il Giovane^ seguen- cedonia, fu dall'empio imperatore Ana-
do il Papa s. Simplicio, e vis-
consiglio dì stasio 1 eletto patriarca verso il 5 16. Di-
se sino al482, In questo per 1' elezione venuto capo degli erelici Severiani,i\x tal-
del successore fu celebrato un concilio in mente infesto a' cattolici, che gareggia-
Antiochia,oveda*vescovi provinciali nella vano in lui l'iniquità e la fierezza. Que-
basilica patriarcale, e co'com uni suffragi sto mostro profanò la sede 6 anni e qua-
fu scelto Calendione di angelici costumi si un mese. Paolo II nel 52o gli successe

e d'eminente pietà, e fu decretata la tra- a lui simile in tutti gli errori e nella pra-
slazione del corpo di s, Eustazio patriarca vità de'costumijforse pe'rimorsi della pro-
da Filippi ov' era morto, e con solenne pria coscienza si dimise dopo 3 anni. Iiuli

pompa fu eseguita. Calendione seguendo Eufrasio prete santissimo della chiesa ge-
il costume de'catlolici suoi predecessori, rosolimitana, restò ucciso nel terribile ter-
mandò il vescovo Anastasio a prestare ub- remoto del 525. Dipoi s. Efrem o Eu-
bidienza al romano Pontefice. Confina- fiamio d'Amida conte d'oriente, di rara
to da Zenone in Oasi di Tracia per ope- pietà e dottrina, essendo stato preposto
ra d'Acacio, che poc'anzi avea ricevuto a riparare le rovine della città, per uni-
Fullone nella sua comunione, terminò di versale acclamazione de' vescovi e del clero
•viverenel484. Fullone ii'vase nuovamen- fu assunto alla dignità patriarcale. Scrisse
te la cattedra, ma Papa s. Felice II detto egregiamente contro Giacomo Siro, ca-
111scomunicò Acacie come autore del i.° po della setta de'giacobiti e contro gli er-
Scisma fra la chiesa greca e la latina, e rori di Severo: visse nella cattedra 18 anni
come fautoiedi Fullone falso vescovo di e morì nel 546. Subilo gli successe Don-
SIR SIR 23
nino che non fu punto degenere tla'suoi nobrardoi 2; poi vuole che la sode vacas-
cosluiiii, intervenne al concilio di Costan- se 22 anni, dopo i quali succedesse Ma-
tinopoli del 55 e morì nel 56 1. il ba-
1 cedonio eretico, e dopo 8 anni fosse eletto
silinno del monte Sinai s. Anastasio Si- in Costantinopoli nel 638 Giorgio ere-
natta (così fu chiamato anche Anasta-
s. tico monotelila, e che dopo 5 anni i ve-
sio il solitario) di rara austerità, mansue- scovi eleggessero Macario, il p. LeQuien
tudine e altre virtù,chc lo resero un pro- riportando un tratto di detti Annali, ri-

digio di quel secolo e chiaiìssimo sciitto- marca maggiori discrepanze. Teofane ba-
le ecclesiastico. Ala invidiando gli empi siliano di Sicilia fu eletto dal concilio di
la lianquillità di sua chiesa, lo calunnia- Costantinopoli del 680 e morì nel 686.
rono d'axerne dissipalo l'erario, e ripu- In quest'anno il clero d'Antiochia elesse in
gnato agli editti di Giustiniano I a favo- successore Costantino diacono della chie-
re degl'Incorruttibili, e perciò esiliato e sa siracu'.ana e rettore del patrimonio del-
solo dopo 23 anni reintegrato, morendo lachiesa romana in Sicilia, creduto un
nel 599 ciica. Gregorio, molto commen- compendio di virtù, mentre era di sensi
dato da Evagi io, resse la chiesa diu'ante e di costumi pessimi e contaminato da
tale e^ilio, e Baronio l'annovera fra i
il mille errori, onde fu biasimato Papa Co-
legittimi patriarchi, pel decreto d'un si- none per averlo ordinato, senza prima
nodo che ingiustamente per compiacere informarsi dilui dal clero romano giu-

l'imperatore depose s. Anastasio : morì sta il savio costume: i vescovi provinciali


oppresso da'dolori articolari nel 595. Nel e il patriarca di Costantinopoli ricorse-

5q9 fu eletto s. Anastasio II il Giovine ro a Giustiniano II, il quale da'suoi mi-


che fece la professione di lède in presen- nistri lo fece porre in carcere, ove mise-
za de'vescovi e mandò a I^ipa s. Grego- ramente morì. Gli fu surrogato Tommaso
rio 1 : promosse con tale zelo e ardore la secondo i citati Annali, o Alessandro li

religione cattolica, che per rabbia da'giu- come vuoleGenebrardo,che visse 6 anni 1

dei fu con piìi ferite ucciso, trascinato il e morì nel 702, aggiungendo che la sede
coipo per la città e gettato nell'Oronte vacò 40 snni altri scrivono che nel 699
:

nel 609; ma Bonoso conte d' oriente ven- la reggeva Aimerico. Secondo gli Anna-
."
dicò tanta enorme crudeltà, con orribile li, a Tommaso successe Giorgio nel 1 1 r

stragedi que'scellerati. Gregorio 11 visse anno di Chalifà Habdelraalech principe


sino al 637 quando la città (u presa e di- de'saraceni che regnava nell'Egitto e nel-
strutta da'saraceni. Anastasio 111 fu mac- la Siria nel 686. Visse Giorgio 24amii,
chiato degli errori de' giacchiti , e morì e 3o vacò la sede. Teofilato fu eletto nel
infelicemente nel 677. Macario capo dei 744 sotto il i."de'soldani Almanzor, ego-
Monoteliti appena assunto al patriarca- vernò 6 anni; Teodoro nel 701 e fu esi-
to negò l'ubbidienza al romano Ponte- liato da' saraceni ; si fece rappresentare
fice, indi temeraiiamenle opponendosi al nel 787 al concilio di INicea 1 1 da due ve-
concilio celebralo in Costantinopoli nel scovi provinciali, morì verso la fine del
G80, fu in pena del suo ardire spoglia- secolo, e vacò io anni la sede. Teodoro
to della dignità : si recò in Roma per ap- armeno fu eletto dal sinodo provinciale
pellare alla s. Sede, ma perseverando nel- dell' 81 I, sotto il soldano Basidio Aba-
la sua empia credenza, ivi morì proba- sade, e governò circa 1
7 anni. Giobbe nel-

bdmenteimpenilcnle nel 708. Qui la cro- r 829 regnando il soldano Almamone,


nologia de'palriaichi discorda cogli An- governò3 anni, seguili da 35di vacanza.
1

nali d'Eutirhio patriarca d'Alessandria, Nicolao creduto prete della chiesa dama-
il quale dice che s. Anastasio 11 governò scena, neir864 sotto il soldano Alvate-
6auui, mentre BaroDÌo scrivalo, e Ge- chio, e visse sino all' 887. Stefano eletto
24 S 1 R SIR
palriarcn nel spp;nente anno, governò po- pietà nella chiesa Antiociienn. si oppose
chi mesi. IS'eir S8() circa Taddeo, visse energicamente al patriarca di Gerusalem-
o.o anni e 3 vacò la sede. iNel 900. Simo- me clic gli usurpava alcune provincie, ed
ne detto Zarcaidf. e morì nel 91 3. Elia a tale elfelto inviò legati a Papa i'asqua-
nel 9 1 1) dollissimo, sedè 28 anni 4 va- e le 11, morendo nel i i dopo 3() anni di
3()

cò il patriarcato dopo la sna morte. Ma- governo. Rodolfo I occupò con artifizio
cario il visse circa il 960. Col suUVagio la sede, e col favore del popolo corrollo
di tulio il clero, per le sue rare virtù, gli da'suoi doni, contro il consenso dell'ar-
fu sostituito il discepolo s. Mario arme- cidiacono Lamlierlo, e di propria auto-
no , e Dio comprovò la sua santità con rità ricevè il pallio patriarcale dall'alta-
molti miracoli. Rivolto il suo animo alla re di s. Pietro; né qui terminando il suo
peregrinazione de'sanli luoghi di Pale- ardire, pretese contendere il Priinalocol
stina, spontaneamente cede la dignità a romano Pontefice, a cui negò del tutto
Eletiterio. In Gerusalemme patì vari di- la dovuta ubbidienza. Il clero altamen-
sagi dn'saraceni, molti deVpiali convertì te si condolse col Papa Innocenzo II , il

alla fede. Indi recandosi in pellegrinag- quale deputò legato apostolico il car-
vi

gio per l'Europa, visitò molti santuari e dinal Alberico vescovo d' Ostia. Giunto
sagri cimiteri de'marliri, restando inPian- questi in Antiochia, vi radunò neh 142
dra nel monastero di s.Bavone, ove morì un concilio di tulli i vescovi di Siria_, e
nel 1012. Eleuterio visse sino al 1028, citato Rodolfo I a comparirvi, recò in sua
quindi Teodosio nelio3o e col rpiale si difesa molte prove insussisteuli, che in-
termina la cronologia Alessandrina. Ea- debolite dal numero de'testimoni fiscali,

ronio coir auloiità di Teofane dice che ed esaminata ad istanza del clero la for-

nel 'jf\i col permesso d'Alvalid principe ma di elezione _,comune decreto


fu per
«legli arahi, fu assunto alla sede patriar- dichiarala nulla, e dopo 4 anni di governo
cale rinomato Stefano, che dopo due
il restò condannalo e deposto dalla digni-
anni ehhe a successore Teofilalo patrizio tà ; pena nel vicino
indi fu racchiuso in
d'Edessa assai loilato, e per aver appel- monastero di s. Simone Stilila, ove con
lalo dal doojinalorearabo all'imperato- segni almeno esteriori di penlimenlo mo-
re, fu confinato nel paese de'moabiti, o- li: Almerico di Limoges col suffragio di
ve sopravvisse 6 anni, dopo il quale dice tutto il clero fu promosso alla dignità pa-
Terzi che non si trovano altri patriar- triarcale. Era in quel tempo principe di
chi sino a'Iatini. II p. Le Quien nella più Antiochia Piaimondo parente di Golfre-

diftìisa e completa serie de'palriarchi di do, il quale avendo preleso d' arrogarsi
Antiochia, <lo[)o Elia II registra iseguenti. alcuni diritlie preminenze proprie del pa-
Teodorol li, Basii iol I, Pietro II I nel o53, i triarca, fu cagione di gravissimi disturbi
Teodosio 111, Emiliano delioySj Nice- trail clero e popolo antiocheno, anzi pas-

foro del 089, Giovanni IV in tempo del


1 sando a più detestabili eccessi imprigio-
quale fu espugnata Antiochia da' latini. nò Ainierico, e dopo alcuni mesi a istan-
Anche della precedente serie p.LcQuien il za di Baldovino III re di Gerusalemme,
riporta altri non conosciuti dal Terzi, ma fu rimesso in libertà e visse sino al 1 i 88
dalla brevità sono impedito d'entrare in circa. Indi Rodolfo II, a cui scrisse amo-
altre discussioni. Narra il Terzi, che sot- revolmente Papa Innocenzo III; le pre-
tralla Antiochia nel 1 098 e prima di Ge- giale doli del suo grand'animo lo resero
rusalemme dal giogo de' saraceni, il i.° caro a tulli i principi dell'oriente. Dopo
patriarca di rito latino che vi sedè regnau- la sua morte per le gare insorte (ra'prin-
tio i Ialini fu il riferito Rernardo, il qua- cipi dominanti, e per le controversie re-
le con sommo studio ristabilì il cullo e la ligiose sollevale fra'callolici egli scismati-
,

SIR s I p. •?. ì:

ci, lungo tempo la sede vacante. S'in-


restò soggiacque alle loro accanite persecuzio-

(iiiseTcodoio Balsaaione caitnhuio della ni e morì nel 2C)G, venendo da'maroniti


1

chiesa di Cosfanlinopoli, ed eletto dai ve- registrato nel catalogo de'ss. martiri. Gio-
scovi scismatici : per I' odio che nutriva vanni fiorì ncliSoG e scrisse più lettere
pe'Ialini, raccolse molli decreti apostolici al Papa, piene di ubbidienza e d'umiltà,
e conciliari, frammischiandovi iidlniti er- e chiuse in quiete i suoi giorni dopo 38
rori, e alcuni canoni denominati di suo anni di governo. Davide I essendo cattoli-
capriccio apostolici, che dalla Chiesa non cf) si contaminò per opera d'un eremita
furono mai ricevuti né approvali, e la- degli errori de'giacobiti, e fu rimosso dalla

sciò di se infelice memoria. Continuan- cattedra. Davide li di candida fede e or-


do la serie de'patriarchi Ialini col Terzi, nato di morali vii tu, spedì i suoi legati
confrontandola colla già riprodotta del p. nel 1438 al concilio di Firenze, dove il
LeQuien,si vedranno le varianti. Nel 1219 Papa Eugenio IV gli conferì il titolo e le
il cardinal Raniero, mì cui lode scrisse al insegnedi patriarca d'Antiochia. Nel i4Ì7
clero e popoloOuorio 11 I.Se il p. Le Quien Giacomo Pietro ricevè un breve da Papa
a questi prolungò la vita con probabile Nicolò V , e altro dal successore Calisto

durala, il Terzi gli die 20 anni di gover- in, ne'quali fu riconosciuto patriarca an-
no. Elia latino gli fu surrogato nel 243, i tiocheno. Pietro eletto nel 1 4G8 sottoscris-
e per suo fatale destino presa Antiocliia se la professione di fede che mandò alPapa
da Bandecar fiero soldano d'Egitto, non per Grifone prete, e morì nel 1492. Si-
più nitri latini o franchi salirono questa mone alla cui pietà raccomandòPapaLeo-
cattedra (mentre il p. Le Quien ci dà al- ne X con ispecial breve i cattolici disper-

cuni palriarchi,almenodi titolo,chiaraan- si per l'oriente, spedì un legato al con-


do con altro nome il patriarca che restò cilio di Laterano V, morendo nel 1323.
vittima neir eccidio)^ né la città risorse Il successore IMosc Accarense riportò dal
piii dall'antica figura. Un misero avanzo Papai soliti titoli e onori, e morì neh 565.
del clero e popolo fedele si ritirò tra'gio- IMichele visse fino al i58o. Giosefto pel
ghi inaccessibili delLibano,abitali dai ma- I ."introdusse nella chiesa orientale l'os-
leniti cattolici. Simone che in quel tem- servanza del Caleiiflario GregorianOj e
po con titolo di patriarca reggeva quella finì divivere nel i6o5. Giovanni cogno-
nazione, accolse amorevolmente la smar- minato il Santo per le virtù che in gra-
rita gregge scrisse : al Papa Alessandro do eroico in lui risplendevano, illustrò e
IV l'agguagliandolo di quella cristianità listorò l'afflitta chiesa orientale; fu caro
ossequiosa e ubbidiente alla s. Sede, e ne a'Pa[)i,ne riportò doni e onori, e morì
ottenne il titolo e dignità di patriarcad' An- neli633. Gioigio riuscì carissimo a Ur-
tiochia, e così i successori. Daniele gli suc- bano Vili, da cui ebbe olirei titoli edoni
cesse e visse circa il 28 Luca promos- i 1 . ragguardevoli, il pallio [)atriarcale col bre-
so appena a quella cattedra, cadde infe- ve Non aruit opinino, e morì neh 645.
liceniente negli errori de'monoteliti, e il Giovanni Bualio chiaro pel rigore della
popolo fedele che temeva contaminarsi di ilisciplina monastica, propagòa mezzo dei

quel male, procurò l'adunanza d'un si- suoi vescovi la religiotie cattolica in mol-
nodo di molti vescovi, presiedendolo Ili- te città d'oriente, e colmo di meriti pas-
nierico visitatore apostolico, ove a pieni sò di vita neh 660. Gioselfo Achele Ac-
voti Luca fu deposto. iN'eÌ i 290 gli venne curense subilo gli successe, conseguì dal
surrogaloCabriele.che con fortezza corri- Pape» gli onori e insegne patriarcali; scrisse
spondente al candore di sua fede, propu- in verso eroico De. Priinalii Ponlificis
gnò la religione cattolica, estirpando gli e governò ([uasi 3 anni. Neh 664 Gior-
abusi seminati da'nemici nel gregge; ma gio Betlleni peritissfmo nelle sagre sto-
VOL. LXVH.
5.6 S 1 R
rie, ricevè con breve tla Alessandro VII loscrisse gli alti : il Papa fece diversi de-
iconsneli onori, e governò 7 anni. Slefa creti per la riunione alla chiesa romana
nolùlensc dolio e perito nelle lingue, gin de'siri, maroniti, caldei, giacobili e altre
alunno del Collegio Iìlaroni(ad\T>^oma, sette d'oriente, ma nella più parie ebbe
fallo pai riarca nel G7 conseguì da Cle- 1 1 , poca durala. A Doroleo 1 successero Mi-
mente X il pallio e le preminenze di pa- chele III, Teodoro V, IMichele IV, Do-
triarca d'Antiochia; vivea a tempo del roleo Michele V, Doroteo 111, Gioac-
II,

Terzi, col qunle perciò termina la serie. chino IV del 564, Michele VI del 576,
I 1

Ma siccome egli la finì co'maroniti,ch'è Macario 11, Gioacchino V, IMichele \ li


uno de'4 patriarchi antiocheni, compre- del 582, Gioacchino VI, Gioacchino VII
I

so il litolare latino, gli altri essendo il gre- dell 5c)3, Doroleo IV del 1610, Atanasio
co-nielchile ed il siro, tutti cattolici at- III deìi6i8, Ignazio 111, Cirillo IV del
tualmente, e bramando io di dare la suc- 1628, Eutimio II, Eutii'.liio, Macario 111
cessione di quello de' siri, per quanto è del 643, Cirillo V, Neofito del 673, Ci-
I 1

possibile, riporterò i registrati dal p. Le rillo secando nel 686, Atanasio IV del 1

Quiendopo il suddetto Giovanni iV, che 1724, Cirillo lertio, Anastasio secando,
si trovò nel I oqS alla presa d'Antiochia Serafino, Cirillo VI cattolico del i 733 \i\

faltada'lalini,e non coiifacendosi co'Ioro comunione colla s. Sede, Silvestro scisma-


usi e riti, partì dalla città, si recò a Co- licoepatriarcad'Aiitiochia 1 62,°, col qua-
stantinopoli e di lui tratta Fausto Naironi letermina la serie il p. LeQuien. All'arti-
maronita, Dissertatio de origine, nomi- colo Seleucia, arcivescovato dipendente
ne, et religione maronitarnni. I seguenti dal patriarca d'Antiochia, e nel VI secolo
patriarchi quasi tutti greci lo furono nella CaltoUco ossia patriarca de'caldei, ripor-

più parte di titolo, per cui di loro, me- tai la loro SCI ie cronologica, fra 'quali no-
no alcuno, si hanno poche notizie, e de- tai que'patriarchi che professarono le ve-

gli altri appena nomi: fecero residen-


i rità cattoliche e resero ubbidienzaalPapa,
za in Aleppo o Cerrea, ed in altri luoghi. come fra gli altri nel i553 a Giulio HI
A Giovanni IV patriarca sirod'Aulio- di Simone o Giovanni Sulaka, e de'suc-
Teodosio 1 Vo Teofilo, indi
cliia successe cessori ortodossi, come Abdjesu o Servo
Giovanni V, poi Soterico eletto dal pa- di Gesù monaco di s. Antouiodottissimo,

triarca di Costantinopoli, di rea dottrina, che ottenne da Pio IV la conferma di pa-


per cui fu dannato nel sinodo deli 5. 1 i triarca massimo de'cristianidiMuzale nel-
Atanasio 11 benedì il matrimonio di E- la Siria orientale, la cui professione di i'iì-

manuelcComneno con IMa ria figlia di Rai- de fu letta nella sessione 22 del concilio
mondo conle d'Antiochia, neh 178 Si- di Trento, e da lui soltoscrilta a'7 marzo
meone li, Teodoro IV Balsamone nel i562, onde il Papa gli die il pallio e ri-
1 I 86,Gioacchlno l,nierotheooDoroleo, colmò di (Ioni. Di questi due prelati tratta
Simeone III, David, Eulimio 1, Teodosio ancora ilPiazza neW Euse\'ologio Romano
o Teodoro V il Piincipe, Arsenio, Ciril- Irat. ijCap. 3: De\'escovi di Soria
f Si-
lo 11, Dionisio I, Cirillo 111, Dionisio II, ria. Ivi parla de'due patriarchi di Siiia,
Sofronio, Giovanni VI,lMarco 1, Ignazio l'uno de'nesloriani orientali, l'altro de'ne-
lì, Pacomjo I, IMichele l,nel i 378lVIarco storiani, i quali diveise volte furono am-
II, l'acomio 11, Kicoue, Michele 11, Pa- messi alla comunione roniana; e che A-
comio HI, Gioacchino 111, Marco 111, Do- bdjesu tornato lieto in oriente consagrò
roteo I che intervenne al concilio di Fi- diversi aicivescovi, vescovi e preti cattoli-
renze celebrato nel 1 43c) da PapaEugenio ci. A Giacobiti parlai di diversi palriaichi

IV per l'unione della chiesa Greca alla chesi riunirono alias. Sede, come di Nehe
Ialina, a mezzo del suo vicario che ne sot- me a Gregorio XII J, portandosi in Roma
SIR SIR 27
ove fermò la sua dimora. Nnrra il Ter- ncqnistalo il sitoameno con casa, giar-
zi , che dopo la mela del secolo XVII il dino, (irlo e chiesa della Madonna della
patriarca de'siri che risiedeva in Aleppo Sanità posta in via Felice presso s. Ma-
chiamalo Eusebio, di rara pietà e peri- ria lAIaggiore tra'Monti Viminale e Qui-
zia uelle materie conciliari, per opera dei rinale, poco lungi duir antico Vico Pa-
leresiani scalzi si umiliò alla s. Sede, per trizio e sugli avanzi delle famose terme
cui Papa Innocenzo XI voleva dargli un Novaziane e Timoline. Questi locali da
coadiutore per agevolare la conversione pie persone erano stali donati aBcnfrU'
de'siri eterodossi; ma tolto di vita e suc- Celli pe'convalescenli del loro ospedale, e
cedendo in suo luogo altro patriarca male [lercio la chiesa prese il nome di s. Ma-
afletto a'cattolici, tolse alla chiesa il pro- ria della Sanità; supplendo a quanto man»
fillodi quelleanime. Poi fuelello patriar- cava per la cotnprit.i scudi i5oo il car-
ca Andrea che rese id^hidienza al Pa[)a, dinal Pamphil), vi riservò l'accesso al
ed a questi fu sostituito Pietro ossequio- giardino per sollievo e ricreazione degli
so della s. Sede. Già all'articolo Antio- alunni del Co//eg^/o £//irt/jo, ove sono am-
CHiA feci ricordo, che il patriarca de'siri messi anche i giovani siri. La chiesa al-
Pietro con altri prelati nazionali, nel de- lora prese il nome di s. Efrem siro,e vi
clinare del XYII secolo dall'eresia ven- s' incominciarono a celebrare dai siri con
nero all'unità della vera Chiesa, scriven- abiti e lingua siriaca,! sagri riti colla pro-
do alla Congregazione di propaganda fi- pria liturgia siriaca, e la festa del santo,
de, che rappresenta la s.Sede cogli orien- ornamento e splendore di sua nazione, ai
tali e altre nazioni. Questo patriarca si re- g febbraio Gi)^, trasferita dal i. "in cui
I se
cò in Roma nel i(3(jG, con altri vescovi ne fa con elogio nieniorìa nel martirolo-
paternamente da Innocenzo XII,
accolti gio romano, con l'intervento d'alcuni car-
insieme al di lui coadiutore
Isac. Abbia- dinali, e cosi dopoiSoo anni si vide in
nio dal citalo Piazza, che pubblicò l'o- Roma tal funzione, come esprimesi il con-
pera nel 698, che l'ultimo vescovo sire
I temporaneo Piazza. Siccome la congre-
a' suoi tempi venuto in Roma all'ubbi- gazione di propaganda nel 1748 volle a-
dienza del Papa, fu Atanasio Safar ve- lienare tali locali in favore de'niinori con-
scovo di Mardin, il quale col proprio de- ventuali, per foiinar vi il collegio delle loro
naro e con quello questualo nella Spagna missioni di Moldavia, di Costantinopoli
e donato alla congregazione di propagan- e d'Adrianopoli, onde religiosi chiama- i

da, espose a questa il suo desiderio e quel- rono la chiesa di s. Antonio pel quadro
lo de'vescovi cattolici di sua nazione, che che vi posero all'altare maggiore, così del-
fosse investito a favoie delle chiese della le comprile e vendile e delle località me-

medesima, afline d'avere in Roma come glio parlai nel voi. XXVI, p. 12G. La na-
le altre nazioni orientali un proprio ospi- zione sira, come ho narralo, si divise dal-
zio, con chiesa ove potessero esercitare le l'unità callolica circa alla metà del VI se-

sagre funzioni secondo il loro antichissi- colo, seguì gli errori de'giacobiti e de'ne-
mo rito siriaco approvalo dalla s. Sede. sloriani principalmente, ed ebbe due ean-
E che l'ospizio servisse non solamente per che tre patria reati conteinporaneijche pe-
abitazione de'vescovi siri che si recava- rò neh 700 si ridussero aduno. Nel Bull.
noaRoma autorizzali dallacongregazione Pont, de propaganda fide , t. 3, p. 338, si

di propaganda, ma ancora di altre per- legge l'eruditissima lettera apostolica di


sone di quella nazione e con quel lego- Benedetto XI V,////<2fwe5/<H/,de'25 mar-
lamenlo che fosse piaciuto alla congre- zo 175^: Syriacis et Anncnis in Lali-
gazione stabilire, la quale fece il tleoreto noruin Ecclesiis sacra pera genlihus prò-
per l'isliliuioue dcHOspizio. Pertanto fu priui/i riluin sirvari praecipilurj niis'
28 SIR SIR
sionaviis dtiiegalurfacultas lUspensancli in pati iarca, tornalo in Siria mosse guerra
eosdcrn syriacos etarmcnos super absd- a mg.r Giarve, che si rif(Jgiò nel
Resroano
ncntia a piscihus jcj'unii tempore: oinnes di MonleLibano. Trovato ivi sicuroasilo,
dvtiique graecos et orientales ritits con- fondò un monastero a cui die il titolo di s.
sen-andos esse decernitiirj tnoneiUurqiie M.'' Liberatrice, dello Sciarphe,\oàoihQ
missionarii, ut in orienlalibus converten- costituì per se e successori sede del patriar-
dis, eos ab crroribus, et schismate revo- cato antiocheno de'siri cattolici. Per prov-
cent, non a suis approbatis ritibus aver- vedere alla slabilità del monastero e dei
tant. NeììjSi il patriarcato antiocheno suoi beni, supplicò la s. Sede a riceverlo
(le'siri, per la morte di Giorgio 1 fierissi- 1 1 sotto la sua protezione; e Pio VI l'esaudì
nio nemico del nome latino, tornò a'cat- col breve Exposuit nobis, de'22 maggio
per opera di mgr Ignazio Michele
tolici I787, Bull, citato p. 20I. Avendo il pa-
Giarve vescovo allora di Aleppo. Questo triarca perduto suoi beni in patria, e
i

prelato era nato e involto negli errori dei per la fondazione del monastero si tro-
monofisili, prevenuto però dalla divina vò gravato di debiti, laonde spedì in Ro-
{grazia, e mosso dalle lettere che gli scrisse ma mg.' Saffar per implorare qualchesus-
la congregazione di piopaganday?^^, nel sidio: la congregazionedi propaganda non

1773 abbracciò la lede cattolica. La pro- solamente lo soccorse, ma per mezzo del
paganda assicuratasi della di lui sincera nunzio di Madrid ottenne dal redi Spa-
conversione, prima lo dichiarò ammini- gna un diploma onde potere questuare
stratore e poi vescovo della chiesa soria- in America. Ivi recatosi mg.r Saffar, rac-
na d'Aleppo. Passato a peggior vilailsud- colse più di 35,oooscudi,detrattelespese,
dettoereticoGiorgio 111, mg.'Giarvecon- e quindi l'investì a Roma in Luoghi di
sigliate da'suoi e autorizzato dalla con- Monte j i quali per le vicende narrale in
gregazione di propaganda corse a I\Iar- quell'articolo, si ridussero a 53go scudi,
din, occupò la sede patriarcale de'siri che coll'annuo frutto di scudi 227. Ultima-
vi era stabilita, richiamò alla vera reli- mente si dividevano tra il patriarca co-
gione e convertì 4 vescovi col clero e 5oo me arcivescovo di Gerusalemme, e il mo-

del popolo, tutti eretici giacobiti. Il ve- nastero Ragmil di s. Efrem fondalo da
scovo di Babilonia mg/Gio. Battista Me- mg.r Numetalla Rodsi arcivescovo siro
roiidot de Vouborn della Franca Contea, cattolico di Damasco, che nel 1739 pro-
ch'erasi trovato alla morte del patriarca, fessò la regola di s. Basilio. Era ufficio di
e avea impegnalo mg r Giarve a procu- que'monac'i l'istruire i fanciulli e i gio-
rarsi l'elezione al patriarcato, ciò che gli vani de' vicini villaggi. Soccorso dalla pro-
riuscì, volle il vescovo portarne egli stes- paganda, si dovea cambiare in semina-
so la consolante notizia a Pio Vi in Ro- rio, tanto più che la medesima sommi-
ma. Ivi il Papa nel concistoro de' 5 di- i nistrava ancora annui scudi 200 per l'è-
cembre 1783 ne confermò l'elezione, e ducazionedel clero cattolico. A mg. 'Giar-
gli conferì il pallio previa la sanazione da ve successe nel patriarcato a'20 dicem-
qualunque difetto. Nel t.4)P-235 del ci- bre 1802 mg. ^IgnazioMicheleDaher d'A-
tato Bullarinni, si riporta l'allocuzione leppo, che nel 1810 rinunziò riservando-
di Pio VI, Juciindiun nobis, per la pre- si la sede d' Aleppo. Mg.^ Dionisio Mi-
conizzazione del patriarca, e gli atti per chele Hadaja arcivescovo d' Aleppo a-
l'istanza e concessione del pallio. Il par- bdicò prima di ricevere l'istituzione ca-
tilo scismatico ne restò irritato, e l'ere- nonica. Fu eletto mg. ^ Ignazio Simeoni,
tico vescovo Matteo si portò in Costan- traslato dall'arcivescovato di Damasco,
tinopoli, ove ottenuti potenti firmani dal agii 8 mar£0i8i6da Pio VII, indi a ca-
gran signore acciò fosse lui riconosciuto gione di salute anch'eg li ri nunzio nel 181 8.
SIR SIR 29
Dipoi «idi 820 fu eletto l'aicivescovosiro diuvalo du'monaci ; per mensa avere le
tliGernsa lemme, mg.' Igiiaziol'ietioGiar- pie ollerte de' fedeli, perciò non tassato
ve di A leppo, nipote del patriarca di tal ne'libri della camera apostolica. Tulta-
nome, preconizzato patriarca antiocheno volla ha nel Monte Libano la rendita di
de'siri, e amministratore della chiesa arj, scudi 3oo,e nel lo stato ecclesiastico 3 censi
civescovile di Gerusalemme di rito sire, in sorte di circa 12,000 scudi. Il defunto
da Leone XII nel concistoro de'28 gen- patriarca, come arcivescovo di Gerusa-
naio 828. Nel Bull. Pont, de propagan-
1 lemme, a veaottenuto nel 18 i8da Ire dello
da fide t. 5, p. 28 e seg. vi è la lettera due Sicilie Ferdinando I l'uniiua pensio-
scritta nel 1 820 alla congregazione di pro- ne di scudi 200. Nel concistoro de' 7 a-
paganda da mg/" Giarve partecipandole prilei854 il regnante Pio IX preconizzò
l'elezione (come procede co'patiiarchi 0- patriarca di Antiochia de'siri mg.i' Igna-
lien tali lo dissi nel vol.XVI,p.i5o,XLl V, zioAntonio Samhiri di circa 5o anni, tras-
p. i53), e colla professione di fede catto- lata ndolo dalla chiesa di Mardin, e gli con-
lica ;
quella de' vescovi elettori che do- cesscfil pallio. Xella proposizione conci-
mandarono alla medesima la conferma e stori *e si legge r elogio del nuovo pa-
il pallio; il decreto della congregazione triarca perla sua pietà, zelo e soavità, on-
sottoscritto dal prefetto cardinal Mauro de riconciliò alla Chiesa molli eterodossie
Cappellari nel 1827, di approvazione e giacobiti. Che avea fatta la professione di
ratificato da Leone XII; l'istanza pel ri- fededa Urbano VI II prescritta agli orien-
cevimento del pallio, la preconizzazione e teli, nelle mani di mg.^' Benedetto Pian-

concessione del Papa eseguita con allocu- chet gesuita, arcivescovo in parùbus di
zione; il ringraziamento del patriarca per Traianopoli, e delegato apostolico della
avere ricevuto il palliodallo stesso Leone Mesopotamia. Che il Papa avea stabili-
XII, a tale elfelto essendosi portatoin Ro- to che la sede patriarcale si trasferisse in
ma. Ivi rimase diversi anni, intervenne quella regione e nella città di Mardin.
alle cappelle pontifìcie fra' vescovi e pa- Chela chiesa patriarcale siro-cattolica era
triarchi assistenti al soglio, onde talvol- grande ed elegante, con cura d'anime am-
ta sorreggeva al Papa il libro o la cande- ministrata dallo stesso patriarca con l'a-
la, celebrò in rito siriaco, e ritornato al iuto del suo clero; il seminario esistendo
monastero di s. Efrem nel Monte Liba- in iMoiite Libano. Che la mensa forma-
no, Gregorio XVI gli scrisse il breve Non v?si dalle elargizioni de'fedeli e dalle de-
sine magno, de'24 dicembre 83 1 i, Bull. cime. Che il patriarcato si estendeva a
cit. p.71, di lode per curare la restau- Bagdad, a Damasco e persino nell'Egitto,
razione della regolare disciplina. Questo con moltissimi siro cattolici, essendo suf-
patriarca ebbe la consolazione, che la Por- fraganei del patriarcato 8 vescovati. La
ta ottomana neli83o emanò un firma- nazione manca d'istituti monastici, e
sira
no, col quale accordò la libertà, ossia l'in- quando si nominano monaci, questi non
dipendenza de'sii cattolici dal patriarca i sono che sacerdoti che vivono in comune
eretico. Morì il patriarca neli85f . Xella sotto la dipendenza del patriarca. I catto-
proposizione concistoriale di detto ultimo lici di questo patriaicato sono sparsi nella
patriarca si legge, che il nuovo patriarca Siria, nella Mesopotamia e nell'Egitto, esi
assume un nome diverso dal precedente, fanno ascenderea 3(),ooo; ma fatalmente
.

ossia ne aggiunge altro per i '(lo zio però glieieticisirigiaC'jbitisomQjanoa20o,ooo,


che si chiamava Dionisio Michele, al i° ed illoro patriarca risiede nel monastero
sostituì quello d'Ignazio);
che risiede nel di Zafaran.II patriarca de'siri ha seguen-
i

Monte Libano nel monastero di s. Maria ti arcivescovi e vescovi suffraganei. Geni-


Liberatrice, ove nella cura d'auiuic ccoa- salt.'/unCj flicrosoljiniUin Syioruni, ar-
3o SIR SIR
civescovalOjfil presente vacante, sebljene peich(' nella sommità Mosè vide la patte
none unita l'aniininistrazione stabihnen- principale deliaTerra promessa e vi morì,
Ic al patriarca. J leppo o Btrtea, Aleppin ciò che afferma pure il Terzi. Quanto a
Sjroriiin, arcivescovato; altri arcivesco- Reriatim, vi sono Kariatcin o Due Bor-

vi dello stesso rito avendovi gli armeni, i ghi, boigata della Turchia asiatica in Si-
aiaronili, i melcliiti : n'era aoiniinistra- ria, nel pascialalico di Damasco, sulla stra-
lore il patriarca mg/ Giarve, ed attual- da che da questa cittàconduce alle ro-
mente vaca. Ber'Uo o Baiiul, BeritfiiSy- vine di l'almira, sulla costiera del deserto;
ro/'«//j_, arcivescovato; altri arcivescovi di ed ima cittì» d'Arabia della pureRhabra
egual rito avendovi inaroDÌti,i
i nielchiti : nel Nedjed, laonde sembra meglio Reria-
ìì è vescovo mg/ Giuseppe Halic. Da- tim corrispondere a Rariatcin. Nel i835
masco, Daiiiascen LSyvoniin, arcivesco- fii fallo vescovo di Nebh o Nabkekeria-
vato; altri arcivescovi del medesimo rito tiia l'odierno nig.r Gio. Matteo Nakar
vi hanno i melchiti, i maroniti : nel i SSy convertilo dall'eresia. Tripoli, Tripoli-
fu fallo arcivescovo l'odierno m"^ Gia- tan SYroruni, residenza eziandio de' ve-
como Heliani con ver li to dal l'eresia. /^/Vrr- scovi de'melchiti e maroniti: vaca la se-
bekiroCarainila,DiarbfkirenSyrorutn; de dei siri. Anni addietro mg."^ Antonio
altri vescovi vi hanno i caldei e gli ar- Abdemesich era stato consagrato dal pa-
meni: n'è vescovo mg/ Antonio Samhiri triarca eretico e destinato pel Malabar;
convertito dall'eresia, e come vecchissimo convertito in Damasco ricusò portarsi
erasi riliralo inCerito. Inoltre in Diarbekir presso il patriarca cattolico al monastero
risiede un arcivescovo nestoriauo ed il pa- di s.Maria Liberatrice, ed errò per l'Eu-
li iarca giacobita. Emesa o Htms o TJoms, ropa. Ho riportato due sedi di più del-
Eincscn Syroriinij altro vescovo vi hanno le 8, perchè prima erano sudi aganee del
imelchiti nel i834 fu fìUto vescovo il
: patriarcato siro. Di altri siri parlai a'io-
presente mg/Gahriele Ilomsi, che a vendo ro luoghi, come all'articolo Indie orien-
pochi cattolici si ritirò in Ale[)po. Mardin ìaij. Nel voi. XXXIX, p. 48, ragionai
o Marda^ Mardincn Syrorunij anche gli della Liturgia de'Siri; ne' voi. Vili, p.
armeni e caldei vi hanno vescovi, ed
i i 232, IX, p. I 70, descrissi l'abilo col quale
giacobiti vi si trovano in mollo numero; il patriarca siro recavasi allecappelle pon-
già ne fu vescovo il suddetto mg.^' Sam- tificie, e sempre col capo coperto, il che
hiri patriarca. Illosiil o Mossul, Mausi- rilevai pure altrove e nel voi. V, p. 70; i

lien, residenza pure del patriarca de'cal- e della mitra feci parola nel voi. XLV,
dei, ed i nestoriani co'giacobiti vi posse p. 277 , ove a p. 276 notai quali vesti
dono belle chiese. Talvolta eblie un ar- concesse Alessandro IV al patriarca la-
civescovo ed ora n' è vescovo il già ri- tino di Gerusalemme nella Siria e prin-
ferito a tale articolo. Nebk oNabk e Ke- cipato d'Antiochia. Il p. Eonanni che nel
riatim: non feci articolo comechè non 1720 pubblicò La Gerarchia ecclesia-
antica residenza vescovile, e priva di me- stica, nel cap. 77 tiene proposito De'Si-
morie. Appena trovo, che Nebk è un ri e de' Maroniti, e riporta diverse fìgu-
borgo della Turchia asiatica, nella Siria, le esprimenti le loro vesti sagre e civili.

nel pascialalico di Damasco, con looo Quanto ai siri egli dice. » Hanno in R.o-
famiglie e acqua eccellente: altri la di- ma la loro residenza alcuni vescovi della
tono piccola città della Siria. Vi fu la nazione siriaca, la quale perchè soggetta
città vescovile di JXebo o Nabo, ch'ebbe all'impero del turco nella Palestina e nel-
a vescovo Gonio, il quale fu al concilio di la Fenicia, è necessitata patire molte per-
Calcedonia. Essa era presso monte ili
il secuzioni ,' principalmente quelli i quali
lai nome, nella T'/ìT'Ù di Ruben, famoso professando la ti-dc cattolica sono uniti al-
SI Pt -SIR 3i
laclliesa romana, e riconoscono per soni- con l'amillo, e detta appendice è di drap-
nio pasture tli essa il romano Ponteijoe. po ili seta simile alla sopravveste e sto
Godono questi molli privilegi della cliie- la.Copre il capo un berrettone rotondo
siiyreca,ondeconsngranòil Pane [cinien- parimente del medesimo drappo e di co-
tiilo,ma usano diversi riti nelle loro sagre lore uniforme, con una croce nella cima,
funzioni ; siccome anche nelle vesti di essa e il tutto rende maestà. Il diacono siro
adoperate. La figura 76 chequi si espo- usa il camice e la stola, come i greci, la
ne rappresenta un prete siro vestito con quale è anche comune a'suddiaconi, co-
veste talare nera, e con sopravveste pa- me riferisce il Morino, De Ordiii. p. i 7D:
rimenti talare con maniche larghe a guisa Apud i>jros, subdiaconì, et leclorts ora-
tli cocolla monastica, econ incapo un tur- rio gcsfant, ut iti eoriini ordinalionibiis
bante come usano ne'paesi orientali, poi- legerecst". Nella Gerarchia ecclesiasti-
ché in Italia usano cappello. L'immagi- ca di Falaschi, vi è rappresentato in li-
no 77 esprime un vescovo siro vestito di gure colorite il patriarca siro con l'abito
ahilo talare, e con mantello parimenti che usa quando Papa assiste alle cap-
il

lalaie simile ad un piviale, ma increspa- pelle, e coll'abilo quando il Papa fa pon-


to attorno al collo; di colore paonazzo tificale: ili. "consiste in
una specie di pi-
tiene in capo un cappuccio, il qualesidice viale violaceo,con piccolo cappuccio sen-
di s. Antonio, poiché in memoria di quel za ornamenti; il 2.° formasi del camice,
santo l'adoperano. Avanti il petto pende del piviale fiorato e ricamato, a guisa di
Lina stola, come uno scapolare pazienza, pazienza, [)endendo nel davanti una simile
ornata con 3 croci, nella destra tiene una stola larga con croci, oltre la croce pel-
ciocecolla quale suole benedire il popolo, lorale e l'anello,
il capo essendo coperto

e nella sinistra un bacalo pastorale ter- da una mitra latina sovrastata da croce,
mi nato nel la ci ma da due teste di serpenti, e decorala con ricami e gemme. A INIon-
i quali si riguardano l'uno e l'altro, e TE Libano notai, che non solo era resi-
suole essere ornato di gioie. L'immagi- denza de'palriarchi de'siri, de'maroniti,
ne 78 rappresenta il medesimo vescovo de'grecinielchiti, degli armeni (dopo pe-
con l'abito col quale inRoma viene am- rò che nel dominio turco fu reso libero
messo nelle cappelle pontificie, cioè con il culto cattolico), ma ancora e in Anlu-
il roi comunemente camisia
chelto, detto ra del prelato vicario apostolico d'Alep-
romana, sopra cui ha un mantello talare pò e delegato apostolico della Siria, ed
di colore paonazzo, e in capo tiene la ber- ai mentovati è succeduto l'odierno mg.*'
retta nera comune a' sacerdoti e vesco- Paolo Brunoni dell'isola di Cipro, origi-
vi della chiesa latina. Quando il vescovo nario di Lugo in Romagna, già vicario
siro celebra la s. messa, comparisce co- generale di mg. 'Giuseppe Valerga attuale
me lo rappresenta l'immagine 70), cioè patriarca Ialino residente in Gerusalem-
vestito di camice di lino bianco, cinto con me , che eletto con breve pontificio del
cordone come sacerdoti Ialini. In luo-
i regnante Pio IX arcivescovo di Tarona
go però di manipolo usa due mezze ma- in partibus, a' 17 luglio 18 53 fu cousa-
niche di drappo di seta come greci, e i gialo dal cardinal Fruusoui prefetto ge-
gli pende dal collo una stola cucita dal nerale della congregazione di propagan-
collo sino oltre la cintura. In luogo di pia- da nella chiesa del collegio Urbano, co-
neta usa una sopravveste siniile al piviale me si legge nel n."^ 161 del Giornale di
esenzacap[)Uccio;sopra di esso nella parte Roma del 853; indi nell'agosto parti pei
1

di dietro al capo apparisce un'appendice la Siria. Questo prelalo è vicario aposto-


in furn)a di bavaro alzato, al (jwaieè con lico in Siria pe'Iatini, e delegato aposto-
giunto uu panno di Imo che copre le spalle lico pc'uumerosi oiieulali dc'diverai rili
-

32 SIR SI R
clie dimorano in Siria. Fu Gregorio XVI, sendovi allres'i diversi seguaci delle chie-
eal modo dello a Monte Libano,c1ic sia- se greca ed armena, oltre i cofti, i nuaroni-
JjìTi le giurisdizioni del prelalo e del p. li, i melchiti, i caldei o nestoriani, gli eu-
guardianodels. Sepolcro, e Pio IX quello tichiani o monofisiti,ed i giacobiti. 11 giu-
tlienel 1847 riprislinandoilsuddellopa- daismo conta esso pure molti credenti nel-
liiarca residenziale in Gerusalemme, fis- la Siria,dove venerano alcuni monumen-
sò i limiti delle prerogative del p. guar- ti sagri al loro culto. Finalmente consi-

diano, e la giurisdizione del patriarca, derabile eziandio è il numero de'Iatini di-


argomento di cui riparlai a s. Sepolcro. moranti in Suia. Per (juestn vasto e com-
Della giurisdizione del vicario apostolico, plicato articoloj pel complesso delle sue
che abbraccia tutta la Siria tranne la Pa- celebri taemorie, si ponno anche vedere
leslina, a Monte Libano indicai luoghi i gli autori contenuti ne'citati articoli, ed
ove ne parlai prima era più assai vasto,
: i seguenti, facchini. De ecclesiastica hie-
jioichè comprendeva l'alto Egitto e l'A- rarchia originibus, ilisscrtatio, Mulinae
rabia. Principali luoghi di sua giurisdi- 1703. Bar Hebraei, Clironicon syriacnm
zione, oltre i latini del ftlonle Libano, so- e fodd. Bodlciaiiis descript, coniuncliin
no Aleppo o Bcrrea, Antiochia, Latacliia edìderunt p. J. Bruns, et G. Kirsh, Li-
o Laodicea Sidone o Saida Damasco,
, , psiae789. Rudiiiienluiìi syrìacwii, lio-
I

ferito, Arissa, Tripoli. la Aleppo o Ber- maei6i8. Diaconale syriacum, Romae


rea, considerata la capitale della Siria, la 1736. Chresloinathia syiiaca max imam
casa del vicario apostolico costò alla con- partem e codd. inss. colicela j edid. G.
gregazionedi propaganda quasi34ooscu- /C«os,Goltingaei 807. Oberleilner,G/c>i-
di : il predecessore dell' attuale riceveva salili m syriaco latino ad Chrestoinalhia
dalla medesima annui scudiaoo e per com- syriaca <3ccowjof/rt/o, Viennae 1827. A-
pensi 3oo. Antiochia perde la sua ripu- età ss. Martyruiii orientalinm et ocei-
tazione e la sua rinomata grandezza; del dentaliiiinj acctd. Acta s. Simonis Sly-
suo antico splendore non rimangono che litae aEvodio Assemanus ^ Ptomae
S.
catacombe e acquedotti fra rovine. 1 ne- l 'j/^S.ÀlpIiabettun syro-chaldaenm, llo-

hanno un patriarca, e vi si con-


storiani vi mae 1797. Abulpharagh, si ve Bar ìie-
tano 10,000 soggetti al pascialatico d'A- ì)vae\,Chronìconsyriacum,h\i)s\ae 789. i

leppo. In Laodicea vi è un convento di A mira e, Grammatica syriaca sivechal-


francescani, ed è sede d'un vescovo gre- daiea, Piomae i 596. Acurense, Grani-
co. In A rissa vi sono i francescani, con o- inatieae linguae syriacae, Uomaei647.
spizio e collegio. Dello slato degli altri, B rcviarium feriale syriacum ss. Eplirem,
ripeto che l'accennai a Monte Libano e et Jacob syrorum juxta rilum cjusdein
loro articoli. Solo qui dirò, che il patriar- naiionis, Romae 1696, 1787. B. Efrem,
caarmenodi Cilicla definitivamente tra- Sermoni divotissimidal greco nella voi-
sfiiiirà la sua residenza ia qualche luogo gar lingua tradotti, Venezia i545. Ca-
diCiliciaje che il patriarca de'greci-mel- stelli, Lexicon syriacum ex ejus lexico

chiti oltre nella residenza del Monte Li- heptaglotlo cur. et noi. Jo. David IMi-
bano,dimora ancora in Damasco,.Alessan- chaelis, Goltingae i 788. Codex syriaco
dria eGerusalemme. Terminerò col dire, hexaplaris ambrosiano niediolanensis e-
che la religione principale professala in og- dìtus et lai. vers.a M. IVorberg, Loudini
gi nellaSuia è il maomettisnìo,ed suoi se- i Golhorumi787. J. B. Ferrari, i\'o'/ie/z

gnaci formano il maggior numero degli clator syrìacus, syr..lat., Romae 1622.
abitanti. Molti cristiani trovatisi pure at- Ilolfmaiini, Grammalicae syriacae, Ha-
tualmente in Siria, ma non tulli appar- laei 827. Stefano Borgia, Cominenlarius
teugunu ulla chiesa cattolica rouiaua, es- ci ritussatulalionis Crucis in ecclesia An-
,

S I Tv SIR 33
tiochtna syroium setvalus, Roniae 7 79. i dogmale baplizandoruin cuminfuntiurn,
Rii schii, Lexicon syrìacum chrcsthonia- tuni aditltoruni in pervigiliis Paschae et
iluac siiae syriacae accomodatunt, Ho- Pentecosles, ad\'ersus anahaptistas et so-
fae I yBc). OfTicium [triniti riluiin: cecie- cinianos, epìstola ad anabaptistani lon-
sìacsyrorum rìinronilni'um ,\\omae 83o. 1 dinensem ,V\.o\x\a(ì 17 5). Sull' ammini-
Psalleriiun idioniate syro, Romae 757. 1
strarsi poi il battesimo nellaPastinaePen-
Tychseu, Eltmentnle syriacuin , sistens tecoste, abbiamo di Gio. Nicolai, Dele-
graniinalicariì, chrestoinalhiain el glos- teri usa baptismi, Parisiis 1670. 11 Pac-
sariiini sid>j(inctis IXtab. acreexprcssisy ciaudi. Antiquii. Clirist. dissert. 2, cap. 5,
Rasti ocliii I 793. Card. AViseman, Home dice che olire i due memorati giorni, si

syriacae, seu cominenlaiiones et anecdo- amministrava pure in quello di s. Gio.


ta rcs vel liUeras syriacas spectaiilia Ralli'^la,ciòche potrebbe credersi un rito
RoinaeiS^S. Ordo fninislerii jitxla ri- particolare di qualche chiesa, comequel-
tiinni ecclesiae niaronitaritm, Montisfa- lo delia lesla d^W Epifania, di cui parla
lisciiGqg. Rituale aliaeque pine prtca- s. Gregorio iVazianzeno nell' Orat. 4 so-
tioiies adusuin tcclesiae inaroniiicae,V\.o- pra il battesimo. Però il battesimo solen-
niaei 83q. ne non si amministrava mai, so non che
SIRIGIO (s.), Papa XL. Romano e fi- nellecatledrali o nelle chiese parrocchia-
glio ili Tiburzio, che alcuni pietendono li. Anticamenle al battesimo eranvi due
uella nobile fanviglia Onofri di Foligno, padrini, uno per l'istruzione, l'altro pel
iiisietneas.iy/A'f5^/o/(/'^), cardinale pre- battesimo, il 3.° poi era per la conferma-
te dei titolo di s. Pudenziana in Pastore, zione. Ebbe Girolamo questi 3 padri-
s.

o come altri vogliono cardinale diacono ni, cioè Cromazio, Giovino eEusebio, e

fatto dal predecessore s.Datnaso 1,(11 crea- li chiamò sempre suoi padri. Gli antichi

to Papa a' i 2 gennaio del 385. Dicesi che canoni un solo Padrino volevano pe'ma-
sia l'autore del Comniumcantes [f ^.) nel- scili, ed una sola Madrina per le femmi-

la messa. In una sua importantissima de- ne. Secondo il Visconti, Observat. eccl.
cretale, scritta a I merlo vescovo diTarra- 1. I, e. 32, un maschio era padrino del-

gona, presso Couslant, Epist. Rom. Pon- la femmina; qualche concilio [ìorlicolare

tif. 1. 1
, p. G24, in Siricii cpisl. i , la prima approvò padrini e uiatìiiue unitamente
de'Papi che da'critici sia stimata legilli- per fanciulli o fanciulle da tenersi al bat-
ina, fra le altre molte cose che contiene, tesimo, cioè due maschi e una femmina
permise a' Monaci [V.) di prendere l'or- per un fanciullo.e due femmine ed un ma-
dine sacerdotale, ciò che ad essi fino al- schio per una fanciulla. Per gli antichi
lora non era permesso; proibì che Bi- i canoni, in cui fu |jerme>so un solo padri-
gami (f.), e ammogliali con vedove si no per un fanciullo, è recala la ragione
potessero ordinare; determinò che gli Or- dell'unità d'un Dio, d'una fede, d'un bat-
dini (f^.)si ricevessero con interstizio di tesimo> e l'unità di chi spiritualmente è
tempo, prescrivendo WCtUbalo (F.) a Sa- immagìnedelgenitore, come lo era il pa-
cerdoti e Diaconi (F:); e che il Batte- drino, così appunto per quella similitu-
simo (F.) non fosse an)miiiistralo solei;- dine appellalo. Alcuni concilii non ecu-
iiemente, senza necessità, fuor della Pa- menici, forse per niolivi particolari, che
Sfjua eòi Pentecoste. 11 conte Giovanni A- consigliavano la più espressa fede sensi-
carni provò che il battesimo degl' infanti bile della Trinità, colf andar de* secoli
fu nella primitiva chiesa greca e latina in permisero o comandarono tre padrini ;
uso solenne, colla lettera: De Paedoba- siccome anche la chiesa universale per op-
ptisrno solcami m I-Ecclesia latina ctgrae- porsi pili sensibilmente e più elìicacemen-
ca, sive de perpetuo Ecclesiae riiu ac Icdupo la 3.' iiiimcrsione dc'ballezzati ne
34 SIR SIR
iiiliodiisse una sola; ed ora concesse, ora sanclit. Siricii, t.
^, p. 721 ; Benedetto
iicgò la comunione del calice a'IaicijCc. Fu XIV, De serv. Dei beati/, lib. 4, par. 2,

nosto in segui io alla suddetta lettera ad !• cap. 5, n. 4j P- 22, ef in Epist. adJoaii.


iiierio, un decreto di sSiriciojSconosciulo V reg. Portug. praeniissa a lìJartyrol.
a Dionigi il Piccolo, in cui ordina die tutte Roni.j e Sacchini presso i Bollandisti ad
le cause che riguardano lareligione e l'in- dìeni irf.juìi. cap. 4) "• 3o. In 5 ordina-
leresse della Chiesa, debbano essere por- zioni nel dicembre creò Si vescovi, 27 o
(aleinnanzi al tribunale de' vescovi, e non 3 I preti, I () o 1 9 diaconi. Fu egli il 1
."

(le'principi della terra. Inoltre s. Siricio successore di chiamò Pa-


s. Pietro che si

condannò i/l/(Z/a'c7ie/, \PriscillanìsU,Gio- pa (^'.). Governò I 3 anni, un mese e io


viiiiano [F.) monaco milanese e quelli giorni, e moù di 74 anni, a' 22 febbraio
della sua setta, co'quali negava la vergi- del 398. Fu sepolto nel cimitero di Pri-
nità di Maria ss. Le
Feb- inezie che dal scilla nella via Salaria, e quindi trasferi-
broniofuronodelte sopraquesta condan- to da s. Pasquale I nella chiesa di s. Pras-
na di Gioviniano, fatta da s. Siricio, sono sede. Il suo epitaillo lo loda come libe-
ilottainenfe confulate dal Zaccaria nel* rale e misericordioso, e per avere reso il

\' Aliti- Fthbronio t. 3, p. 75. Anche il suo pontificato procurando al po- felice,

dotto p. Cappellari, poi Gregorio XVI, polo una solida pace,e sostenendo molle
// trionfo citila s. Sede, rimarcò che le persone contro la collera dell'imperato-
pspiessioni di s. Siricio nella condanna di re, perchè mantenevano i diritti della
Gioviniano, finono male interpretate dai Chiesa. Il Papa poco dopo la sua elezio-
novatori. Come pure dimostrò, che s. Si- ne scrisse una lettera all'imperatore Alas-
ricio si fece superiore a'concilii ecumeni- simo per esortarlo a seguire e difendere
ci, ricusando di giudicare come delegalo la vera fede,ed informarlo di Agrecio fatto
del sinodo provinciale capuano, quando sacerdote contro 1' ordine de' canoni. Il

questi lo richiese acciocché ultimasse da vescovo s. Ambrogio, con tutto il conci-


se la causa del vescovo diSaidica Bono- liodi Milano, trovò \n questo Papa lecjua-
so, capo ad' Bono'iiaiii (f^-), accusato di lità d'un buon pastore, dicendolo degno
errore sopra la verginità della gran Ma- d'essere ascoltato e seguilo dalle pecore
dre di Dio dopo il parto, e ne rese ragio- che componevano il gregge di Gesù Cri-
ne con quella risposta che riporta. Attac- sto. Le decretali di s. Siricio sono una pro-

cano alcuni la santità di questo Papa, per va della sua dottrina, del suo zelo per
non aver fatta pronta resistenza al vele- la fede, e del suo amore per la disciplina

no degli errori,cheper molto tempo ten- della Chiesa. Si vuole che s. Siricio abbia
ne celati Piufino monaco d'Aquileia, sco- consagrata la Chiesa di s. Paolo nella via
perti poi da s. Marcella dama romana, Ostiense [f^.).\jtnd\è s. Siricio fosse posto
e da Pammachio senatore di Roma. Di fra'santida Pietrode Natalibus,»z Catal.
Rufino lungamente trattano mg.'' Fou- ,cap. 3; da Geuebrardo, in Cìiroii.
ss. lib. I

taniiii nella Storia letteraria cV Aqaileia, p.288,e iiiChronograph.Yih. 2,an.398;


e il p.deRubeis, non tanto wq Monumenti da Luitprando, in fit. Suniinor. Pont.
(iella chiesa rt(jr«i7e/e.9e,stampati nel i 74o> p. 44j dallo Spendano all'anno 3g8, n.
due anni prima dell'opera di Fontaniui, I, e da altri; e sebbene il suo nome fosse
quanto nelle Dissertaùiones de Tarranio, nel Martirologio del Beda, e in quello del
seti Tyraniiio Rufino monacho et pres- monastero di s. Ciriaco di Roma, tuttavia
Iiylero, Veneliis754. Da queste calun-1 ilBaronio non volle metterlo nel Mar-
nie però ditendono s. Siricio, il Fioren- tirologio romano da lui corretto, per Ire
tini , Exercit. 16 in Martyrol. Hieron. motivi: i.°perchès. Siricio, ad esempio
ad VI hai. dtceiubr.^ Noris, Dissert. de di s. Damaso I, non avea usato dell'epe-
S I II SIR 35
ra Girolamo nello scrivere lelellere
(li s.
•• dulie (|iiali fo questa conclusione, che
nonlifìcie, e non avea favorito questo s. voi stando costi, date qui maggior aiuto
dottore; i.° perchè era stato poco giusto e fate maggior servizio, che se vi fossero

con s. Paolino di Nola ; 3.° per la conni- giunti 5o prelati". Paolo IV per le ob
vcnza nel frenar l'eresia degli Origeni- bliganti maniere, dolce naturale e per
slije l'eretiche astuzie di luifìnoedi Me- l'esimie virtù del vSirleto, ad imitazione
lania. Tutti questi delitti apposti a s. Si- del predecessore l'assegnò in precettore
ricio, furono egregiamente dileguati dai a'prcpri nipoti Alfonsoe Antonio Carat-
citati Fiorentini e Noris, e diti Pagi, in f.i, e fattolo protonotario apostolico par-

/'/V, s. ly/r/c/'i 1. 1 , n. 1 4; laonde llenedet- tecipante, per la sua sperimentata iute-


toXlV ne inserì il nome nel Maiiìrolo- grilà l'ammise alla più intima conliden-
gio romano da se corretto. Vacò la s. Se- za, ragionando sovente con lui di mate-
de iq giorni. rie sagre ed ecclesiastiche, recitando in-
SilUClO, Cardinale. V. s. Stnicio 6leme!eorecaiioniclic,egusfando di seii-

Papa. tirlo in tempo della mensa disputare sulla


SlPiLETOGuGLiELM0,Crtrr///2^/f.Na- teologia e de'luoghi più diUicili della di-
to di tenui fortune nella terra diGuar- viiia Scrittura, valendosi in molte occa-
davalle presso Stilo in Calabria, da un sioni de'suoi consigli. 11 Papa si propo-
padreche prolungò la vita sino a o5an- i ne va di elevarlo al la [)orpora, ma la mor-
i;i, si applicò allo studio delle lingue e- le glielo impedì. Grato Sirleto alla me-
l)raica, greca e Ialina, nelle quali tanto moria ea'benefìzi ricevuti da l*aolo IV,
s'inoltrò che tutte le parlava come la na- prese ad istruire nelle lingue greca ed e-
liva, e ad esse accompagnò quello della braica i giovani teatini in s. Silvestro al

filosofia, matematica e teologia, e pel ra- Quirinale, ove visse alcun tempo dopo la

ro talento e prodigiosa memoria di cui morte del Papa, alla quale assisiè. II suc-
era fornito, fece in tali scienze rapidi prò- cessorePio IV ereditandone la stima, af-
giessi. Portatosi in R.oma privo d'ogni fidò alla cura di Sirleto s. Carlo Borro-
umano soccorso e colla sola Bibbia, ben- meo suo nipote, il quale benché impie-
tosto si rese cognito a'dotti e letterali, e gasse religiosamente tutto il tempo che
fu ammesso tra'famigliari del caidinale gli rimaneva da' gravi affari allo studio
Cervini per più anni, e tenendolo in sua del le scienze, per questeconcepì il più vivo
casa gli somministrò abliondanlemente il trasporto allesue insinuazioni. Sopraltut-
bisognevole. Divenuto il cardinale Mar- to gli guadagnarono il cuore di s. Carlo
cello II, lo nominò segretario de'memo- la vita edificante e gl'illibati costumi, on-
riali e lo die a precettore de'suoi nipoti de alle sue fervide istanze e a quelle di
Riccardo ed Erennio Cervini; ma Mar- tutto il sagro collegio Pio IV a' 12 mar-
cello II visse 11 giorni. In quale concetto zo i 5G5 lo creò cardinale diacono e poi
e stima fosse divenuto il Sirleto, rilevasi prete di s. Lorenzo in Pane e perna. Ac-
ciaile lettere degli scrittori contempora- celiò contro sua voglia, siccome umilis-
nci, riferite o accennate dal p. Lagomar- simo,l'eminente dignità, e s. Carlo gli do-
.'•ini nelle note al Poggiano. Ma ninna te- nò un Crocefisso d'oro, che pervenuto poi
fclimonianzaècosìperlui onorevoIe,quan- uellemani d'Innocenzo \I, lo regalò alla
toquelladelcardinalSeripando, che seri- chiesa dis. Carlo al Corso. Nel i5()6 s.

\endogli dal concilio di Trento in rispo- PioV lo dichiarò amministratore del ve-
sta su diverse questioni agitate dal sino- scovato di s. Marco, e nel 1 jGS di quello
do, gli dice che la sua lettera su di esse di S([uillace, a cui lo trasferì, dove ne'5
gli era riuscita assai gradita, come con- anni che lo governò fu (nodello delle piìi

Icucnle maggior copia di belle aulorilà sublitui virtùulsuo greggc,che istruì col-
,

3f) S I R SIR
I.i divina parola, e poi rinunziò al nipote e copiosa d'Italia come persona privala
Marcello. Per la vasta sua erudizione s. e se (jueslo pure non fosse bastato, con
J*io V nel I 570 lo decorò della carica di lidava in Dio per ridurla a perfezione, pei
I)ibliotecfirio di s. Chiesa, hiblioteca che cui si aggravò di debiti, a imitazione dei
arricclù di preziosi codici e volumi da lui ss. Tommaso di Villanova e LoreiizoGiu
diligenletnenle cercali in ogni parlejquin- sliniani. Nel descrivere talechiesa nel voi

di d'ordine di quel Papa si applicò alla XLVII, 272, co'suoi storici dichiara
p.
riforma del Breviario e Messale roma- che la Gregorio XIII, gittò lai.
edificò
no a tenore de'decreti del Tridentino, e pietra e consagrò il cardinal Sirleto. Pa
nella composizione del Catechismo roma- re adunque che il merito della costruzio
no (coll'aiuto e opera di Foscarari vesco- ne si deva in parte al cardinale. Di fre
vodi Modena, di Marini vescovo di Lan- quente si applicava alla preghiera, per
ciano,edi Foreno, tulli dotti ed eccellenti mezzo della quale ottenne da Dio il di
teologi domenicani), perseverando ani- sprezzo de'beni e delle vanità del mondo,
inosamenlenell'esercizio di gravi ed enor- contribuendovi la lettuia della vita di s.

mi fatiche, quantunque fosse di debole Carlo Borromeo, che il cardinal Valerio


complessioneedi cagionevolesalule sog- avea aflldato alla sua revisione e corre-
geltaanon lievi incomodi. Fu mentre e- zione. Colmo morì in Roma nel
di ineriti

la bibliotecario della Vaticana, che que- 1 585, d'anni 7 e fu sepolto nella detta
i ,

sta venne da Gregorio XIII donala di chiesa litolare da lui magnificamente re-
mss. e di libri stampati, cui tolse dalla staurata quasi da'fondamenti e liberan-
sua particolare libreria. Sisto V lo depu- dola dallo squallore dell'anlichila; dove
tò a vegliare sull'edizione Valicana del- in una nicchia della cappella di s. Chiara
la Bibbia f in che fu successo dal biblio- vedesi il suo busto scolpito in marmo al
tecario cardinal Caraffa. La sapienza di naturale e con elegante iscrizione. Scris-
questo cardinale rifulse pel mirabile suo se parecchie opere, il cui elenco si legge
vivere virtuoso, e specialmente nella mi- in Torrigio, Descript, cardinalibiis p.2 f

sericordia co' pò veri a' quali ne ricopri- e illustrò con note i libri d' alcuni anti-
va la nudità, e gituise in tempo d'in- chi padri e dottori della Chiesa, ma non
verno a spogliarsi delle proprie vesti, e- ne permise l'impressione. Intervenne a 3
ziandio dell'interiori e più necessarie. A- conclavi, neli.° de'quali per morte di Pio
limentava poveri giovanetti dotati di ta- IV poco mancò che non gli succedesse,
lento,pagava loroi maestri, e provvedeva perchè s. Carlo vedendo non riuscirgli il

de'libri necessari. Gregorio XIII vedendo suo primo tentativo pel cardinal Moro-
quanto fosse intento a benelicar le per- ni, rivolse le sue premure pel cardinalSir-
sone virtuose, lo soccorse di grosse som- leto, e molti già avea tratti al suo parti-
me. Talvolta nel colmo dell'inverno ra- to, fra'quali e impegnalissioio il cardinal
dunava presso la basilica Vaticana quei Ghislierijche fu l'eletto s. Pio V. Ma il

giovanetti che vendevano fascetli di le- i timore che un uomo lutto immerso ne-
gna, e dopo averli con singoiar pazienza gli studi, non fosse troppo opportuno al

ammaestrati ne'misleri della fede, com- governo e a sostenere la mole di tanti af-
prava fascetli a prezzo maggiore del con-
i fari, ne fece deporre il pensiero. Giovan-
sueto. Narra il Cardella, che avendo po- ni Vazmolta nell'orazione funebre che si
sto mano alla fabbrica della chiesa di s. ha stampata del cardinale, pose nel suo
Maria de'Monti, rispose al maestro di ca- giusto lutne i pregi del Sirleto, e tra le
sa che non bastare denari a
lo avvisò i altre cose non dubitò d'asserire, non es-

proseguirla, che avrebbe vendutola pro- servi statoda 3oo anni aquella parte car-
pria biblioteca, la quale era la piìi scelta dinale di lui più dotto, asserzione che mi
SIR SIR 37
sembra troppo azzardata. Tultavolla al- divide in 3 maiche, cioè UJok, Iregh e
cuni dissero argulamente, che i sogni del Vukovar. Illok, ///ot7/, antica e ragguar-
cardinal Sirleto erano da pregiarsi assai devolecitlà, giace non lungi dalla riva de-
più delle vigilie di molli uomini doUi, es- stra delDanubio, in una posizione deli-
sendo stalo più volle udito in sogno di- un castello residenza ducale, una
ziosa. Ila

spulare de'più astrusi argotnenli in lin- chiesa greca, ed un convento di france-


gua greca e latina, e proferire bellissime scani, la cui chiesa racchiude la tomba dcl-
sentenze; né deve ciò recar meraviglia, l'ulliuio degli antichi duchi del Sirmio,
per la sua continua occupazione iu leg- morto nel i SaS. Illok era un tempo foi ti-

gere e scrivere. 11 cardinal Osio lo disse ficaio, e si pielende che i 3 castelli in ro-

oracolo a cui si ricorreva da chiunque a- vina, situati sopra vicine aIture,sieno slati
\ea dubbi nella lingua greca. Lo gì an nu- eretti da'romani, che dominarono sulla
mero di scrittori citati da Cardella, con contrada. Iregh è un borgo a piedi della
somme lodi ne encomiarono l'innocenza, montagna di Carlo'witz, i cui abitanti si

la virtù e la dollrina; e valga per tulio occupanopriucipalmente nella coltivazio-


l'osservare, chela stima che ne fece s. Car- ne della vile, e vi si trovarono alcune ro-
lo Cu tale, ch'egli si faceva pregio e glo- mane antichità. \ ukovar è città posta al
riava d'imitarne le azioni e averlo in luo- confluente della Vuka e del Danubio. La
go di maestro. \ uka la divide in vecchia e nuova. E se-
SlRlMlO o SIRMICH (Syrmien). Ve- de d'un prolopapa greco, ha due chiese
scovato e comitato dell' Ungheria nella greche, ed un conventodi francescani con
Schiavonia civile, ossia nella bassa Pan- chiesa. Si distingue per le varie fabbriche
nonia fra la Drava e la Sava, il cui terri- di seta, la quale si ricava in abbondan-
torio, secondo altri, si estende fra il Da- za da'gelsi e bachi che si coltivano. An-
nubio e il distretto militare oreggimen- che il vino è un significante prodotto. Il
tariodiPelerwaradioo.Ha 20 leghe qua- i mercato di Vukovar è uno de'principali
diate di superficie, attraversala dalla ca- della Schiavonia. Appartiene alla fami-
tena de'mouli di CarloTvitz e di Fru>ka- glia magnatizia de' conti Elz, forse lino

Gora, che separa bacini del Danubio e


i da quando fu tolto al ducalo del Siruiio
della Sava, ili. "de' quali forma il limite un distretto considerabile, che si riunì al
seltentrionale.il suolo è generalmente pia- governo adiacente, come rileva \' Alma-
no e in parte paludoso, ma d'una feiti- nach (le Gotha pel i836. Dappoiché a
lilà straordinaria. Luono e copioso è il Odescjichi famiglia narrai come l'im-
raccolto del grano, del riso, del vino ri- peratore Leopoldo I nel 1 697 investì del

nomato, delle prugne eccellenti che fan- ducato Sirmio con sovianilàd. Livio
di

no la diletta bevanda della slivavicza, dei I Odescalchi nipote del defunto ven. In-
gelsi pe'bachi da seta, e di altre produ- nocenzo XI Papa, e lo dichiarò principe
zioni, allevandosi pure mollo bestiame dell'impero, con allri titoli e privilegi, il
bovino e porcino. Si rimarca al nord-o- lutto e col libero e perpetuo dominio du-
vest Io slagno di Pulacsa assai co:ìsidera- cale perse ediscendenti legittimi dell'uno
bile, ed al sud- est varie paludi che pre- e dell'altro sesso in infinito. Attuai mente è
sentemente sono in parte asciugate me- duca titolare di Sirmio il principe d. Li-
diante il molto benigno
canale d'iarszin ; vio III 6." duca di sua famiglia Odescal-
n'è il clima. Le montagne di Fruska-Go- chi, che esercitò la sovranità ducale nei
ra contengono miniere importanti di car- paesi compresi ne'distretti d'illokelregh,
bon fossile. La sua popolazione si fa ascen- che contengono un territorio di 3o miglia
dere a circa 120,000 individui. Questo quadrale, con '[-2,824 abitanti, secondo
comitato, di cui è capoluogo Vukovar, si il citato Alinonach del 1H47 Questi dn-
,

38 S 1 Pt SIR
clii Oilescaldii non hanno mai ilsiccìiilo nosccrein questo paese, si devono distìn-
in quel loio diiciitoj tranne d. Baldassar. guere gli srortlisci,ei] i laurisci clj'erano
re li clic vi fece sponlaneanienle quaiclie g^rtf/Zf.vi d'origine e condottivi da Ihenno.
dimora, pej l'amore della quiete fuori del- il qual(! tolse la contrada a Tolomeo fra-
le politiche perturbazioni della patria Ro- tello del re di IMacedonia, che vi donai-
ma. II suo figlio d. Innocenzo soggiornò navado[)Ochè Filippoil Macedone la con-
in Pieshurgo, discosta 7 giornate poslaH quistò ai popoli quasi selvaggi che l'abi-
dalle frontiere del suo dooiinio, senza re- tavano. Assoggettata interamente da Ti-
carvisi se non quando gli piaceva. II figlio berio all'impero romano, sino alla sua de-
d. Livio III abitualmente dimora in Pio- cadenza rimase tributaria di Roma. la
ma nel suo Palazzo Odescalchi (^'.), a quell'epoca deplorabile laPannonia fu as-
Vienna, e talvolta a Bracciaxo altro suo soggettata da'goti e poi dagli unni, e nel
ducatodi cui riparlai nelvol.LV'II!,p. 2 i t, C)0o una nazione scita, mescolata agli ulti-

11 principe d. Livio godè pacincamen- III mi venne a stabilirvisi. L'antica Panno-


le il ducato del Sirmio con sovrana giu- nia corrisponde ora alla bassa Austria, al-
risdizione fino a'ri volgimenti repubblica- la bassa Ungheria e Srhiai'onia [f^.)\a
ni, che nel 1 848 commossero tutta quan- Europa. Il p. Parlato, Illyrici sacri, t.i,
ta y Liighf^ria,e si faceva rappresentare p. 70, riferisce clie la città di Sirmio era
da un vice-principe; ma in quell'infelice capo di tutto l'Illirio e della nobilissima
e memorabile epoca di universale delirio, Pannonia 2. a, e sede del prefetto del pre-
in Ungheria furono soppresse tutte le so- torio dell'IUirio. Narrai a Pio.ma, descri-
vranità e baronali giurisdizioni; ed ora go- vendo le principali gesta degl'imperato-
de ducato come signore proprietario dei
il li romani, che in Sirmio vi ebbero la cul-
possedimenti che in esso a lui apparten- la diversi di essi, e anche la tomba. Inol-

gono, oltre il titolone per lemedesimepo- tre il Sirmio vanta un gran numero di
liliche vicende rinunziò ancora ai diritti personaggi illustri, precipuamente mili-
feudali su Bracciano, come rilevai nel ci- tari e valorosi. Ma di sì rinomata città, an-

tato volume. Sotto i romani e ne'primi che per la sua sede ve-covile, e pe'concilii
secoli della Cliiesa esisteva in questo va- econciliaboli che riporteròinfine,nonpiìj
sto tratto di paese la celebre e antica cit- rimane traccia, sebbene molti geografi la
tà di Sirmio, Sinuium, Sirniich in isla- suppongano succeduta e che sorgesse nel
voj, ed era una delle più formidabili for- luogo dell'attualecittà di Mitrowitz nella
tezze dell'impero, ed i suoi dintorni fu- Schiavonla militare, sulla riva del piccolo
rono sovente il teatro di sanguinose bat- fiume Bow et, non lungi dalla Sava ove si

taglie nella bassa Pannonia di cui era la getta : essendosene impadroniti i turchi,
capitale. La Fannonia è una delle prin- nel 1699 la cederono all'imperatore Leo-
cipali contrade dell'Europa, fra il Danu- poldo 1. All'articolo Illiria, oltre l'aver
bio, laSa va, la Mesia, la Norica. Nella parlato della predicazione dell'evangelo,
guerra che Augusto poitò a'giapidieai dissi la città di Sirmio capitale dell'Illiria
dalmati dell'IUirio, le armi romane per tanto pel civile, quanto per gli affari del-
lai. volta penetrarono nella Pannonia, e la chiesa; e che la sua autorità di metro-
Tiberio incaricato del comando di queste poli fu divisa fra le città di Lo'h [P\)
regioni nefciceuna provincia romana. Au- metropoli della Pannonia, di Ocrida o
gusto Pannonia supcriore o
la divise in Acrida [T^.) metropoli della Dacia, e di
Pannonia inferior e o bassa, che
alia, e in Salona (/'.) metropoli della Dalmazia
poi prese nomi di Pannonia
i e di Pa/i- j
.'^
alla quale successe poi la metropoli dii5y9^-
nonia 2.', ed ebbe diveise suddivisioni. Z(7//'o(/^'.).Coiiimanville nnW Hisloire de
Fra i popoli che gli antichi ci fecero co- tous Ics archcveschtz el d'csclicz^ chiama
SIR SIR 39
la cillà di Siimio o Zerem, metropoli di vescovato di Sirmio, e come privo non so-
Pnnnoiiia ed esarcato dell'I lliriaoccideri- lo del capitolo e canonici, ma del semina-
lale, sede vescovile, nel IV secolo arcive- rio, dell'episcopale residenza, e della cat-

scovile, quindi rovinala da;^li unni verso tedrale ancora, 1 iim in perpetuo al cou-
il460, divenne un borgo della Schiavo- finanle vescovato di Bosnia, la cui nomi-
nia due leghe dalla Sava, e che sulla fi-
!» na per privilegio apostolico concesse alla
ne del secolo X s. Stefano I re d'Unghe- medesima velina, unenAonequcprincipa-
ria vi ristabifi la sede vescovile sullraga- liler i onde il suo vescovo
line vescovati,
Dea di Colocza^e riebbe i suoi vescovi nel Bosnia e Sirmio, con pie-
s'intitolasse di

secolo XII, che però non rinvenni né nel na giurisdizione sulle due diocesi e godi-
p. Parlato, nell'esemplare che posseggo, mento delle rendile delle due mense, re-
uè nel p. Le Quien. \\ M'ueo, Noli ti a e- stando sulFraganeedella metropolitana di
piscopatiium, stampala nel G i r 3, egual- Colocza, e lo sono tuttora. All'articoIoBo-
mente la dichiara sullraganea di Colocza, sfi.\ vescovato, mi proposi per unità di
ma allora giaceva sotto il dominiode'tur- notizie in (piesto di riportare i suoi vesco-
chi. Il vescovo di Sirmios. /r(''jpo(l^'.) nel vi, ed insieme di riparlare del vicarialo

3o4 d'ordine di Probo governatore della apostolico di Bosnia, e aggiungere altre


provincia fu martirizzato. Prima d'essere nozioni analoghe all'articolo Bosnia pa-
decapitato, offri a Dio la sua vita a glo- scialatico della Turchia e già antico re-
ria del suo nome, e pel bene ilei popolo gno, che ereditò la s. Sede.
della chiesa cattolica di Sirmio; indi dopo La Bosnia è uno de'piìi importanti pa-
che gli fu troncalo il capo, fu gettato il scialati dell'imperoottomano, e occupa la

corpo nel fiume Boìvet, che scorreva pres- parte più occidentale della Turchia Eu-
so la cillà. Nel 34qera vescovo Potino, ropea, avente circa una superficie di 3, 000

già discepolo di Marcello d'Ancira, con- leghe quadrate. Assai montagnosa, ha di-
tro i cui errori fu tenuto quel concilio in veisi corsid'acqua e suoi (lumi princi- i

Sirmio che poi descriverò, e fu deposto e palisono navigabili, con belle ('ore-»te che
esilialo. Anche im Germano fu vescovo somministrano mollo legname da costru-
di Sirmio. Nel concilio del 38 tenuto in 1 zione e da lavoro, pingui pascoli, vigoro
A quileia, v'intervenne il vescovo Anemie, sa vegetazione,' la quale è contrariata nel-
e occupò il posto presso s. Ambrogio me- l'inverno da'venli impetuosi, e nell'estate
tropolitano del vicarialo d' Italia. Nelle da un sole ardente : il clima è piuttosto
Notizie di Roma leggo i seguenti 3 ulti- freddo. Abbondanti sono i frulli, il liquo-
mi vescovi di Sirmio. Nel 1734 Ladislao re delle prugne rimpiazza il vino, sebbe-
Szoreny di Slrigonia, a cui nel 1749 ^" ne questo non manchi, anzi colle oli ve for-
dato in coadiutore Nicolò Gyvovich di ma uno de'principali prodotti. Gli uccel-
Sabbioticellodiocesi di Stagno, e vescovo li e gli animali selvaggi vi sono comuni,

d'Anemuria in parlibus : gli successe nel bellissimi bovi,i uìontoni danno una la-
i

1753. Nel 17G2 Gio. Lanista Pa\y di na finissima, le capre sono numerosissime,
Karlino diocesi di Zagabria. Clemenle i cavalli forti, eccellente il miele. Il ferro
XIV col breve Vniversis OrbisEcrlesiis, è il solo metallo che si eslrae dalla terra,
de'q liiglioi773, Bull. Pont, de propa- benché il paese ne contenga altri, aven-
ganda fide 5q,e Bull. Roin.conl.
^ l.
4, p. I dovi romani travagliate fino delleminie-
i

t.
4j p- Goj, ad istanza di M.' Teresa re- re d'oro: le sorgenti minerali vi sono ab-
gina il'Ungheria, alla quale per la fonda- bondantissime. L'induslre popolazione si

zione e dotazione delle sedi di Sirmio e occupa nella preparazione de'cuoi, in tes-
Eosnia spettava, dopo aver traslalo a Za- suti di lana grossi, in manifatture d'armi

gabria il vescovo Paxy, restalo vacante il ein altro. Il commercio di transito è con-
4o s 1 II S I U
sidorabile, e le priiicipnli città di depositi parte della Transilvania, oltre la Bosnia,
sonoNovi-UazarjZvv^ornik, Dagna-Louka, la Dalmazia si fece chia-
Bulgaria e la :

JMoslar, Gradisca, e Bosua Serai,cosi det- mare Czar, e per un momento ebbe in
ta dal serraglio clie vi fece costruire Mao- mira di marciare, su Costantinopoli. Ma
uictlo li, residenza delle principali auto- ia morte lo sorprese a mezzo de'suoi suc-

litìi , (juanlunque il pascià sia fìssalo a cessi, quindi ambiziosi luogotenenti si di-

Traìvnik: questa città è vantaggiosamen- spularono la sua eredità. Però nel 1389
te situata, parte in pianura e sul declivio r indipendenza della Servia soccombet-
d'alcuni monlicelli, difesa da vasto castel- te ne' piani di Cassovia, sotto la poten-

lo fortidcato; vi sono 80 moschee, molte za d' Amurat I sultano d' Adrianopoli.


chiese greche e cattoliche; è il centro del- Nella sanguinosa guerra tra i turchi, gli
le relazioni commerciali tra la Turchia e luigheresi e i bosniaci, i primi si resero
laDalmazia.La popolazionedeliaRosnia è tributaria la Bosnia, e nell'anno i4^3,
calcolata piìid'820,ooo,de'quaIi lòOjOc-o dopo avere ucciso il re Stefano V, Mao-
catlolici.il nome di Pannonia inferiore di- metto II l'incorporò al suo vasto impero.
segnò presso una porzionedel-
gli antichi Dettagliale storiche notizie si ponno leg-
la Bosnia. I serbi verso la metà del VI se- gere nel p. Farla to, lUyrici sacri, t. 4> P-
colo si sparsero sulle rive del Danubio, 37,in Episcopi Bosnenses, che dice pro-

e stabilironsi nel paese che porta il nome mulgala la fede cristiana nella Bosma nei
di Senna (/^.), nella Bosnia, e nel Mon- tempi degli apostoli da' loro discepoli, e
tenegro che descrissi a Scutari. Dopo a- come nel dominio degl'imperatori greci
ver fondato il loro regno, caddero in po- d'oriente soggiacque alla defezione dalla
tere de'greci che li convertirono al cri- chiesa romana nello scisma di Fozio, dal
stianesimo. Nel medioevo! bosniaci erano quale la purgò Belallre d' Ungheria quan-
vassalli de'sovrani d'Ungheria, indi si for- do verso il I I 36 l'uni al suo dominio col-
iì)ò il suo regno. I servianiabitanti ne'no- la Servia. In seguito vi s'introdusse l'e-
minati paesi e nella Bosnia, a vicenda i- resia degli albigesi, de'palarini, de'mani*
dolatri e cristiani, sottomessi e ribelli, re- chei e altri, che vi dilfusero i loro errori,
sistettero a' saraceni, e vinti da' bulgari, i quali per le cure de'Iegati de'Papi, per
questi li trassero prigioni nelle loro mon- quelle de' vescovi e de're d'Ungheria fu-
tagne. Uno de'loro capi potè fuggile a tale rono sterminali; essendone assai beneme-
schiavitù, e ricominciò la lotta per pro- riti i domenicani e francescani, che pa- i

lungarsi fino al secolo XII. Allora spun- tirono anche la morte per le crudeltà de-
tò pe'serviani l'era della prosperità colla gli eretici. Occupato il regno da'turchi, la

dinastia de'iVemanja. lli.° di questo no- popolazione si compone di maomettani, di


me, Stefano, ebbe le qualità d'un fonda- caltolici Ialini parlanti l'idioma slavonico,

tore d'impero : colla sua abilità e corag- e di serviani e greci scismatici, oltre gli e-
gio sottomise la Bosnia, la Dalmazia, le brei.Loda i bosniaci per robustezza di cor-
rive del Danubio; prese ii titolo di gran po,per valore militare, per probità. I cat-
Zupano o Giupano, e fece governare la tolici poi sono zelanti del divin culto, ri-
Bosnia da un Zupano: abdicando negli verenti verso i ministri di esso, osservan-
viltimi di sua vita, si ritirò sul monte A- ti della disciplina ecclesiaslica,e tenaci nel-
thos, ove avea fondato un monastero. I la lojo vera religione, in che assai sem-
suoi successori continuarono le conqui- pre giovarono i francescani minori osser-
ste con varie vicende, fino alla metà del vanti, i quali vi hanno due provincie, la
secolo XIV. A quest'epoca Dukan, eclis- Bosnia Croata, la Bosnia- ArgentinajCser-
sando la gloria di Stefauo,divenne sigilo- citando con fervore gli uflici di parroco.
redeir Albania, della Macedonia, edi una Incerta è l'origine del vescovato di Bosnia,
SIR SIR 4t
eneirSy" era in uno olla Servi/i (^F.) nel- crociate alacremente convert'i e punì l'e-

la giurisdizione dell'arcivescovo di Spa- retica pravità, e ne ricevè alte lodi da Pa-


lalro, poi di Dioclea, soiio il l*apa Ales- pa Onorio 111, contribuendovi alle con-
sandro II del 1061 in quella dell'aicive- versioni l'opera de' domenicani. Avendo
souvo iV Anlivari^ inili de'ciicoslanli ve- un vescovo patarino invaso la sede di Bo-
scovi di D.drtiazia e di Servia che se l'ai- snia, ne fu espulso nel 233 dal legalo di
i

tribniroiio. Alcuni dissero, che s. Bonifa- Ungheria cardinal Giacomo Vilri d'ordi-
cio camaldolese apostolo à\ Russia {^F.), ne di Gregorio IX, e sostituito un catto-
ove fu decapitato nel looq, fosse consa- lico di cui pure s'ignora il nome, dotto e

gralo arcivescovo Bosnensern^senza esser- idoneo, encomiando con epistola il Papa


ne il pastore. Dopo Antivari , «i trova la ilbanodi Bosnia Zibislavo, ilqualecoslriri
chiesa di I>osnia soi^getta successi vauieu- un nuovo episcopio al vescovo nella città
tea'metropolilani i\\R(7gusa nel i 1 43, nel di Bosna Scralio. Neil 238 divenne ve-
Iiqi nuovamente a quello di Spalati o, scovo il b. Giovanni Ponsa Teutonico di
nel principio del seguente secolo a quello Westfalia, domenicano chiaro per dottri-
di Colocza, a cui rimase. 11 ."vescovo di 1 na e santi là di vita, e Gregorio IX lo di-
Bosnia certo è "Uladislavo verso ih i4'> chiarò pure legato apostolico in Panno-
dopochere Dela U erasi impadronito del- nia contro gli eretici, pe'qiiali spiegò il piìi

la contrada e l'avea riconciliala colla s. fervoroso zelo e cooperò all'edificazione


Sede; indi si trova Micovanodeli i 5o,lla- della cattedrale in Seralio o Bosna, indi
dagastodeli 17 i 01 197,3 lem pò del fina- nel 1 240 si dimise dal vescovato, e poi fa
le Culino gran hano di Bosnia abbracciò eletlogeneraledelsuo ordine nel i 241 In .

l'eresia de'p«//7n/n e difese chi la piofes- questo gli successe il vescovo Aimo, nella
sava. Circa il 1200 per loro favore fiorì cui epoca i tartari invasero la Bosnia e la
il vescovo Daniele, e cos'i principe e pasto- devastarono, a tanti guai si aggiunse il rav-
re divennero fautori di quegli empi. Papa vivamento dell'eresia patarina che lo zelo
Innocenzo III gravemente ammoni Eme- del predecessoreavea quasi estinta. Aimo
rico re d'Ungheria, ad espellere dalla Bo- eccellente pastore ricorse alla s. Sede per
snia i patariìji, onde Daniele fu privato aiuto onde liberare dal pericolo in cui lio-
della dignità, ed esiliato verso il 1 2o3. A. vavasi la chiesa di Bosnia, e l'ebbe da In-
cagione degli eietici che aveano occupa- nocenzo IV, e da Bela IV re d'Ungheria,
to la cattedrale di Rrescevum e l'episco- il quale con ogni maniera perseguitogli

pio, vacò la sede sino al 1288, nel qual eretici. L'arcivescovodi Colocza contro di
tempo i legali pontificii convertirono mol- essi bandi la croce, e pose in opera tutte
ti eretici, e tuttavia nel 1 223 insorse l'an- le esortazioni per convertirli, concedendo
tipapa Bartolomeo di Bosnia, crealo dai il Papa la remissione de'peccati a'croce-
palariiii e dagli albigesi colla piìi sfronta- signali che fossero periti ne'combaltimen-
ta audacia, pe'loro seguaci dispersi nel- ti.Molli eretici ritornarono al grembo del-
Questa larva d'an-
rilliria, Italia eGallia. la Chiesa, altri furono soggiogati colle ar-
tipapa che venne consultato da detti o- mi, onde Innocenzo IV in rimunerazio-
slinali eretici, fece residenza nella Bosnia ne definitivamente fece sufl'raganea della
nella sua breve durala, e fece suo vicario chiesa di Colocza questa di Bosnia. iVel
e vescovo degli eretici in Gallia un oriun- 1253 fu vescovo fr. Giovanni II di Fri-
do di Carcas>ona dimorante a Porlos e
e burgo francescano, ma nei 256 la sede 1

nelle parti diTolosa. Andreall re d Unghe- era vacante. Bela IV donò la città di Dia-
ria pose ogni studio per l'estirpazione di kovar, Diacovuni, al vescovo di Bosnia e
s'i perniciose selle, ed Hugrino arcivesco- la costituì sua sede. ìVeli28o fiori il ve-
vo di Colocza colla dotti ina e colle armi .scovo fr. Andrea ungaro, che dovette fa-
VOL. I.XVII. 4
f^i S I R SIR
sempie infeslava la
licare per l'rrcsiurlie landi canonico di Bosnia nel 33 esor- i "ii,

conlrocla,onfle Slenmo re tli Servia, a cui tando d'Ungheria a rimuovere quei


il le
allora nl)biHiva, vi costiliù per inquisito- laicicheaveano usurpato beni della men- i

ri i rrance<;cani. Non è a dire quanto e suc- sa. Gli successe nel 343 Bongiovanni di 1

cessivamente quasi lutti iPapi premuro- Piacenza, clie Iraslato nel 1


349 ^ t'armo,
samente si affaticarono per la restaurazio- venne sostituito il b. fr.Pellegrino diSasso-
ne del caltolicismo in Bosnia, tutto nar- nia francescano d'esimia santità, caro al
randosi dal p. Parlalo, e molto si adoprò bano Stefano, e co'suoi religiosi fu sollecito

il vescovo Andrea coadiuvato da'suoi re- a propagare le verità cattoliche, alle qua-
ligiosi, pastore lodntissimo. A vendo Pao- li convertirono molti eretici e scismatici.
lo Breberio bano di Dalmazia e Croazia Nel 357 I fr. Pietro II francescano o dome-
aiutato Andrea III re d'Ungheria contro nicano, sotto di cui morì l' eccellente ba-
il redi Servia, a questi lolla la Bosnia, a no Stefano e gli successe il nipote Stefa-
lui la die in rimunerazione nel i 3o3 cir- no Tuariko, che assunto il titolo regio
I

ca, il quale bano studiosamente propugnò quale re di Rascia e di Bosnia, come im-
la religione cattolica e vegliò per la com- plicato negli errori de' greci fu infesto ai
pressione degli eretici. Non si deve lacere cattolici; il vescovo però e lo zelo de'fran-
che alcuni registrano due vescovi agosti- cescani operarono molle conversioni. A.

niani, fr. Michele del 274 e fr. Bonifacio1 quest'epoca si trovano due vescovi di Bo-
del 128 ijSulFraganeie adiutori dei vesco- snia greci, in Glasinacz e in Randigosfo.
vo di Trento ili.°,di quello di Basilea il Nel i37q Domenico vescovo, nel i384
2." Neli3o4 successe a fr, Andrea il ve- Gregorio sotto il quale e ne! 3g2 diven- 1

scovo Nicola che intervenne al concilio di ne re di Bosnia Slefjno 11 Dabiscia, e nel


Preshurgoj nel i3io fr. Benedetto Gui- j 3g6 gli successe Stefano 111 o Tuariko
chard ungaro domenicano di molla scien- Scuro; i francescani sostenendo la religio-
?a esingoiar virtù, forse neli3i4 trasla- ne cattolica perturbala dagli eretici, dai
to alla sede di Transilvania, onde quella Papi ebbero la vicaria o custodia di vari
di Bosnia fu data in commenda al vescovo luoghi per difendervi la fede. Nel 1 388 fr.

5uacense o d' A nti vari Ne! 3 7 fr. Pietro


. i i Giovanni III ThomeusMaravitio domeni-
ungaro domenicano,pel trasferimento del cano; nel 4 o Benedetto II de Benedetti
1 I

predecessore a Ragusa, prudente e di som •


ch'ebbe un vescovato laborioso, ardendo
ma erudizione, che curò di correggere i laBosnia perintestinediscordiee perguer-
depravati costumi del popolo e di condur- re,a un tempo essendovi tre re, e quieta-
lo alla pietàPapa Giovanni XXII se-
: il le le cose lutto si dedicò all'esercizio di
veramente ommonì Mladino bano di Bo- provvido pastore, e fu legato de'lre re al
snia, ad espellere da'suoi dominii gli ere- concilio di Costanza. Ma avendo Stefano
tici, senz'edetlo per la pessima sua indo- III o Tuariko II contro l'emulo Ostoia in-
le e quale usurpatore de'diritti ecclesia- vocato l'aiuto de'lurclii, questi comincia-
stici,ed esercitando allie iniquità, percui rono a invadere il regno. Neh 427 Dio-
fu dato il banale a Slefano dinasta di Croa- nisio Takch canonico di Varadino ; nei
zia, che il Papa lodò per tutelare gl'inqui- j 428 Giuseppe di Strigonia funestalo da
sitori francescani, i quali in questo tem- 4 vescovi eretici e inlrusi,,nelqual lerapo
po ebbero su tale uffizio controversia coi SI recò in Bosnia s. Giacomo della Marca
domenicani; ma Giovanni XXII l'aggiu- qual commissario a riuvigf)rirvi la disci-

dicòa'francesrani. Avendoil capitolo del- plina religiosa , e Stefano III o Tuariko


la chiesa di Bosnia eletto il vescovo, Be- 11 diventò solo re, ma avverso al cattoli-

iiedello XII nel i334 non lo riconobbe cismo. Il vescovo Giuseppe il dimorava

se non da lui uominalo, e fu Lorenzo Lo- in Diakovarchediventò stabilmente lase-


SI R SIR 43
(le vescovile, dopocliè i lincili occupa- mandò legati gì congresso di lìLuilo^'a a
loiio Bosna o Seralio. Papa LugeMÌo IV Pio li, [)er unir le sue armi control tur-
commise la conversione degli eretici della chi nella promulgala crociata. A Stefano
Bosnia, aiiclie ussiti, ai fraiicescnni, la vi- IV nel 1460 successe il figlio Stefano V,
caria e l'inquisitorato per frenar l'eresia e la regina Caterina sua moglie recatasi
con ampli privilegi e facollà, e propagar- in Roma, lasciò erede del regno la chiesa
\\ laverà lede, con giurisdizione quasi e- romana allorché morì. Siccome la regina
piscopale e perfino d'amministrar la eie- fu sepolta nella chiesa di s. Maria d'A-
sima. Neil /pò si trovano vescovi i fran- raceli di Roma, così il p. Casimiro nelle
cescani fr. Stefano, e fr. Antonio dello, Memorie ;5^onr/je della medLSima ripor-
preposti uno per la Bosnia Croata, l'altro ta la lapide del suo sepolcro e (juella er-
per la Bosnia Visorana. Giù nel i443 f» rata da altri, non che la lapide in carat-
Tuarlko 11 era successo il re Stefano IV teri illirici o serviani non più esistente.
Tlioniasco de Jablonovidi, a cui per la Discorre delle notizie di questa regina di
fede ortodossa Eugenio IV inviò legato Bosnia, del suo marito che chiama Ste-
Tommaso vescovo di Farsaglia; fu ricevu- fano Tommaso, di suo padre Steflino, dei
to con onore, e il re ebbe il titolo e le in- suoi e fratello Stefano. Che Stefano
figli

segne reali per autorità pontificia, e sem- Tommaso abiurali mani- gli errori de'
bra che vi fossero costituiti due vescovi chei, fu battezzato dal cardinal Giovanni
Ialini nel regno. Intanto Amurat II sulta- Carvajal. Hiiic Eugen'ms IF PP. coro-
no de'tmclii, dopo la vittoria di Verna, narli obluHljCl poiìdfìcalis ecclesias in Bo-
piombò sulla Bosnia e la fece tributaria siiia voluit erigere. Il re perciò provocò

d'annue 23,000 monete d'oro. IVella le- l'odio de'turchiede'nianicheijC fuespid-


gazione di Tommaso, Stefano IV re di Bo- sodal regno; gli scrisse confortandolo Ca-
snia e di Rascia (parte della Servia the listo HI, e II mostrò e-
il successore Pio
Tuarlko I avea unito alla Bosnia), ch'e- gual sollecitudine per onde reintegrar- lui,

rasi convertilo co'magnati al caltolicismo, lo nel Irono e combattere turchi. Dopo i

adunò nel 1446'"^ Cogniz un generale con- la sua morte Caterina sua vedova regi-
gresso de'prelali, baroni e voivodi del re- na di Bosnia, chiamò alla successione il
gno, in cui si fecero per la regione e pel figlio se avesse abbandonato il maomet-
regno vari decreti. V'intervennero il le- tismo e abbracciato il caltolicismo, ed in
galo che occupò il I. "posto, il metropoli- sua vece la figlia Caterina se avesse fallo
tano e vescovi greci, ed i vescovi latini: gli allrellanlo. Il p. Casimiro confuta tulli
atti sono riportati dal p. Parlato. Tom- quegli scrittori che di>isero giunta la re-

maso fu pur legato di Papa Nicolò V, che gina in Roma nell'anno santo 1
4/ '> «^'20

come predecessore e successori scrisse


il 1 aprile con 4o cavalieri. Imperocché era-
al re, il «piale mosliò singolare benevo- \i già stabilita da c) anni prima, e vicino
lenza pe'francescani. Eletto Calisto III, il alla chiesa di s Marco nel rione Pigna e
re Stefano IV mandò una legazione in Ro- fino dal pontificato di Paolo II; se pure
ma e Nicolò Testa a prestargli ubbidien- non voglia credersi che partila da Roma
za, ed il Papa col figlio Slelano li ricevè vi si restituisse in dello anno. R^ilornan-
nella prolezione della s. Sede, es'-endo mi- do al re Stefano V, non andò guari che
nacciati da IMaomello II im[)eralore ilei neh 463 Rlaoiiietlo II invase la Bosnia e
turchi che neli4'>3 avea preso Costanti- uccise il re. Sotto gli ultimi due regni pa-
nopoli, e gli mandò il vessillo colla croce re che ne fosse vescovo Stefano Radosni-
omle combatterli, con Giovanni Uimiade chi. I tuichi commisero nel regnoorribi-
e Scanderberg eioi crisliani. Pel zelo del li uccisioni, crudeltà e devastazioni, non
re si convertirono 3 dinasti, e Stefano IV risparmiando chiese eallari, vergini e ma-
-

44 S IR SI R.

trone, e fu forlunalo chi polè riparare in cesrano flel i ^r3, con facollàdi esercitare
Dalmazia: le reliquie de'cristiaui furono i [)onti(icali ne' finitimi luoghi de' turchi
coltivale con successo dal costante eope- ove non è il vescovo, indulto concesso an-
roso zelo de'francescani, esposti alle ves- che ad altri vescovi di Bosnia. Nel i 588
sezioni de'Iànalici Diaomeltani. Il corjio fr.Francesco di s.Stefanofiaucescano, con
di s.Luca evangelista da Costantinopoli fu autorità di visitar la chiesa di Belgrado,
portato nell'isola di s. INIauraepoi in Jaic- vescovato ora unito a Seniendrìa (f^-), il

za, finche fu tiaslato in Venezia, le prove cui vescovo talvolta ainuiinistrò la chiesa
recandole il p. Parlato nel parlare della di Bosnia. Indi furono nominati 3 vesco-
contraria controversia, per sostenere! tao- vi dagl'imperatori come re d'Ungheria,
naci di s. Giustina di l'adova di posseder- ma non approvati dalla s. Sede. Nel 1 6oo
lo essi. Dopo l'occupazione de'lurchi,viep- Luigi de Vilasko Vesprim,nel 1607
di

più in Diakovar fu stabilita la residenza Francesco 11 Erghelio di Zagabria colla


del vescovo diBosnia, per cui i vescovi s'iu- ritenzione di quella prepositura, poi tra-
titolarono Bosnensis alias Dìacovensisj sferito a Vesprim. Nel 1610 Giovanni IV
essa è munita e trovasi ne' confini delle Telegdini colla ritenzione della preposi
diocesidi CinqneChieseediSirmio.Inse- turadi Strigonia. Poscia Tommaso li Ba-
guito francescani pel loro contegno pru-
i lasfi, Stefano 11 Senney, e Giovanni V Po-
dente e virtuoso si conciliarono la vene- sgai e Vincenzo Ziiggoni, ma nonconfer-
razione ùe'turchi, e poterono restare nel mali dal Papa, solo nominati dal re d'Uu-
loro dominio a operarvi immenso bene, gheria : la s. Sede elesse amraini-
invece
amminislrando le parrocchie e fruendo stratori Antonio e Tommaso vescovi di
de' privilegi che ottennero dai maomet- Scardona.Nel 63 i Giovanni VI Marcia
1

lani. Laonile al vescovo di Bosnia restò il o Marnavilio bosniese nobilissimo educa-


titolo, menUeinessa d'allora in poi vi re- to in Pioma,clie la congiegazione di prò-
starono i francescani a esercitarvi il mini- paganda deputò alla riforaia dei-
y^t/e

stero ecclesiastico, finché poi come dirò l'ordine di s. Paolo i.° eremita in Unghe-
fu eretto il vicariato apostolico di Bosnia, ria: tornalo in Iioma consagrò la chiesa

esercitato da un loro religioso minore os- di s. Girolamo nel 1 634, ^^ cui riparlai a

servante. Ecco la successione de' vescovi Schiavonia, e fu amministratore di Dri-


tilolaridiBosnia, residenti inDiakovar nel vasto. Nel 1639 fr. TonnnasolII Marna-
doininiodel re d'Ungheria. Benedetto Ili vitio consanguineo del predecessore, frati-
del i46q, Mattia del i486,e nel i48gSte- cescano di egregie qualità, neh 645 Gio.
fano eletto; nel 1491 Luca traslaloa Csa- Girolamo, nel i647fr.MarianoMaravich
nad da Alessandro VI, che gli sostituì nel di Piombo francescano traslalodalla chie-

1494 ^^L)'""^'*^!^*^!^^!' po' ^^ Sirmio; nel saDuinnense,di cui ritenne l'amministra-


i5o2 Michele Chesuli, nel 5i 6 Donato 1 zione, ch'ebbe controversia col vescovo di
Torre,neli526Giorgio llPalisneoin tem- Macaiska su R.ama, parte della diocesi di

pò del quale Solimano II compi la eoa* Bosnia, e fu in suo favore giudicata. Va-
quista di Bosnia insieme a Jaicza,che se- cata nel 1660 la sede fu amministrata dal
guendo altri dissi a Bosnia forse Diako- vescovo Dumnense o di Macarska, e nel
var, ma è diversa. Neli53o circa Biagio 1662 ne amministratore apostolico fr.
fu
Cavacich, che calunniato e recandosi io Francesco Svimirovich arcivescovo d'A-
Piomasi sommerse nel Drino. In quesl'e- crida. Nel 1669 fr. Nicolò IlOlouchich di
poca francescani per le vessazioni de'tur-
i Piombo nella Bosnia francescano, dotto,
chi, gran somme doverono sborsare. Do- virtuoso e prudente, benemerito vescovo,
pn il breve vescovato di Tommaso vi fu costruì la cattedrale di Diakovar, istituì
sede vacante fino a fr.AnlonioMatteifrau- il clero inferiore del capitoloper l'unioia-
SI R SIR 45
tura, edificò col permesso tle'turchi l'e- repiscopio,ed inDragotin restaurò la chie-
piscopio in (hescevum di Bosnia, già se- sa, aumentò le rendite della mensa , co-
de vescovile: convertì molti eretici e sci- struendo diversi edilizi. Con questi nel-
smatici, e morì nella propria abitazione \ Itlyrici sacri si termina la serie de've-
di Diakovar per cospirazione di ladroni scovi, com^'nhcoWe Notizie di Roma.
i:\iQ

di Rascia, e Dio conlermò co'miracoli la Avendo Clemente XIV, come notai, nel
santità di sua vita. Nel 1702 l^ietro HI 1773 riunito vescovati di Sirmio e di
i

Ciiernkovicli croato canonico di Zagabria, Bosnia, ne dichiarò i.° vescovo a' 2 od icem-
dotto, pioeamabile, che morì prima del- bie Matteo Francesco Rertiza di s. Vito
la spedizione delle bolle. Neil 708 Gior- diocesi di Pola. Gli successero, neli8oG
gio 111 Patacich nobile croato di Zajezda, Antonio Mandicsdi Posega diocesi di Za-
di eccellente qualità e sapere, aumentò il gabria; nel 18 16 Emelico Carlo Rullai di
divin culto, ristabilì in Diakovar l'episco- Prozozic diocesi di Zagabria. Gregorio
pio, e la cattedrale che i turchi aveauo ro- XVI neh 83 id'AlbaReale vi trasferìPao-
vinata, e consagrò nel 1709; presso la
la lo Mattia Szutsits di Colocza, e neh 834
città edificò e dotò un convento pe'fraii- mg.' Giuseppe Kukovich di Zagabria. A.-
cescani espulsi da' turchi da Modricia, e vt-ndo abdicato, il Papa Pio IX nel con-
così gl'introdusse nella della città; purgò cistoro de'a omaggio 18 5opreconizzò l'at-
il territorio di Diakovar da'Iadri, celebrò tuale vescovo mg.rGiuseppe Strossmayer
ilsinodocolsuoclero, e v'intervenne quel- d'Essek nella Schiavonia, già cappellano
lo di Sirmio col vicario o amministrato- aulico in Vienna edireltore d'uno stabili-
re del medesimo Luca Natali. Nel 17 16 mento ecclesiastico. All'articoloBosNtA ve-
Pietro IV I3achicli d'i Spalatro, abbellì e scovatogià parlai in breve dello statodet-
dilatò la cattedrale riedilìcata dal prede- la diocesi; secondo l'ultima proposizione
cessore ,
provvedendola di sagre suppel- concistoriale è questo. Risiede il vescovo

lettili. In Diakovar ridusse a elegantecap- in Diakovar, sulla strada da Essek a Bro-


pella una moschea, ivi restaurò una chie- di e a 6 leghe da Essek, ove sono circa 3oo
sa parrocchiale, e tre cappellein altri luo- case e più di 2000 fedeli. La cattedrale
ghi. Nelir^o Francesco Ili Tausy croa- dedicata a s. Pietro aposlolo,ha i! capito-
to, nubile di Lipnick,cauonico diZagabria, lo composto ili 4 dignità, lai.'^èil piepo-
consagrò nuovamente la cattedrale e le silo, le altre il lettore, il cantore, il custo-
donò 1751 Iraslato a
de'sagri arredi, nel de, 6 canonici colle prebende del teologo
Zagabria. Gli successe Giuseppe Antonio e del penitenziere, ed altri preti e chieri-
Chiolnich di Vivochin diocesi di Zagabria ci: l'episcopio le è contiguo. La cura d'a-
e di questa canonico e arcidiacono, dotto ni me col batlisterio è nel la chiesa d'Ognis-
educato nel collegio ger-
e di belle virtù, santi; vi è un'altra chiesa parrocchiale col
manico ungarico di Roma, autore dell'ap- s. fonte, e quella del seminario. Il vesco-
pendice de'suoi predecessori alla serie del vo mg.'^ Rukovich incominciò la fabbri-
p. Parlalo, fu consagrato dall'arcivescovo ca d'un monastero, che forse sarà compi-
di Colocza, ch'ebbe per assistenti i vesco- to. Le due diocesi riunitesi estendono ia

vi Giorgio di CinqueChiese, e Nicola Giu- lunghezza a circa 3o miglia, in larghezza


seppe Gyvovich di Sirmio: visitò la dio- a 1 o; il luogo principale è la libera e regia
cesi e l'aumentò di 3 parrocchie, essendo città d'Essek o Es/ek, forte e capoluogo
ridotta a 4j nella cattedrale eresse un de- della Schiavonia civile sulla riva destra
coroso alt. ire al titolare s. Pietro, rese più della Drava e già capitale della Pannonia
solida la campanaria e vi aggiunse
torre inferiore, facendola credere la quantità
la campana maggiore, le donò de' vasi di de'suoi vetusti monumenti l'antica tar-
argento, ritabbricò di materiale e ornò sici o iUunia colonia romana. Si diceche
4G S l R SIR
nel 335 vi fu creilo un vescovalo, soppres- elle in luUa la Turchia non si trova pro-
so verso la fine del V secolo. Inoltre vi vincia che con tanti cattolici possa gloriar-

sono comunilà privilegiate, griiudi casti 1- si ([uanti quelli di questo vicariato, ascen-

li e vaste possessioni. dendo a circa I 4o,ooo. Essihannovi il no-


Vicarialo apostolico di Bosnia. Oltre viziato, e mandano pegli studi 3o religiosi

quanto ho detto più sopra sulla sua ori- ne'loro conventi d'lJngheria,ei 2 in Italia.
gine, e il cennoiiportaloa DosNiA pascia- I conventi, i parrochi, i cappellani vivono
lato, riferisce il p. Fallato a p. 84, t^lie do- di limosine di messe, e di questua. I con-
po morte del vescovo Micolò li non
la , venti però hanno pure de'beni stabili, che
poitaudusi piìj in Bosnia vescovi ad am- i posseggono con intlulto pouùCiàoad lei/i'
niìnislrare la cresima, i bosniaci sudditi pus, che si rinnova alla scadenza. Quan-
oltomani ricliicscro alias. Sede un pasto- do debbono restaurarsi, il governo otto-
ie insignito nella dignità vescovile, e Cle- mano esige fortissimeconlribuzioni. Il vi-

mente XI gli esaudì nella persona di fr.


1 carialo, diviso in 3 circondari,ha 55 par-
Matteo Deliviuli minore osservante insi- rocchie. Suttjeska è l'odierno convento re-
gnito neh 735 del titolo di vescovo Doli- sidenza del vicario apostolico, con chiesa
ncAji/i per averne cura. Per sua morte ac- dedicala a s. Gio. Battista. Altro conven
caduta in Krescevo, Benedetto XIV nel to è quello di Folca o Foinizza, con chie-
1 740 ne allldò l'amministrazione a fr. Pao- sa sagra allo Spirito santo; altro è quello

lo Dragevicli del medesimo ordine, colla di Krescevo, con chiesa sotto l'invocazio-
stessa qualifica di vicario apostolico e di ne di s. Caterina v.e ni. I religiosi dipen-

vescovo di Diurii'iiì Macedonia. Ambedue denti da essi e ripartiti nelle parrocchie e


i vicari non solo furono vescov'iBosiìensis, stazioni sono circa 06. Vi sono due cap-
i

ma aitcht Diimnensix, ed il p. Parlatori- pelle, nella villa Radmiluzia, e nella ter-


porta i bi evi di destinazionee di consagra- ra di Varefs : negli altri luoghi i divini
zione. Nel i 766 essendosi dimesso il vica- uffici si celebrano sotto tende e capan-
rio Dragevich, gli fu sostituito nell'am- ne, con altari portatili. Il vicario aposto-
minislrazione Bonaventura Benicli mi-
Ir. lico ha le facoltà dalla congregazione di
nore osservante. Nel i832 da uno stalo propaganda fide della forinola 2.'' e altre
delle missioni dipropaganduy?(/e ap[)ren- straordinarie. Nel i83c) furono ridottele
do che il vicarioapostolicodi Bosnia e in- feste, e trasferite le vigilie a' subati. Nella

signito del carattere vescovile, allora era provincia hanno molle chiese greci sci- i

fr. RalFaele Barissich vescovo d'Azoto in smatici. Fuori del vicarialo si trova un
parlibus, residente nel convento di Foi- numero di sacerdoti. La detta congrega-
uizza, e nominato da Gregorio XVI in ta- ziouesuoldare un'elemosinaa titolo di ve-
le anno. Nel 84*^ nelle Notizie dì Roma
1
stiario a'religiosi bosniesi, quando dimo-

s'incominciarono a pubblicare i vicariati rano studenti ne'conventi d'Italia. Ad in-

apostolici, ed in esso leggo ancora ujg.rBa- tercessione dell'Austria si ottenne un fir-

rissichjcosìne'successivi annijma dal i85o mano a favore de'catlolici della Bosnia.


in poi trovo il p. Andrea Raracich de'mi- II vicario apostolico riceve dalla congre-
noii osservanti pro vicario interino, e lo gazione di propaganda l'annua pensione
è tuttora. Secondo altro stato più leceu- discudi 3oo. Per decreto della medesima
te delle missioni e vicariato apostolico di approvato da Urbano Vili, il provinciale
Bosnia, registrerò le seguenti notizie. Dai prò tempore assume il governo del vica-
tempi remoti la missione è aflldalaa'fran- riato, vacando la sede, e assume la cura
cescani minori osservanti, e traessi si sce- e custodia dell'archivio. Nel n.° 212 dtì-

glieil vescovo vicario apostolico. Sono es- VOsiervatore Romano deli 85 1 si lei;ge.

si beucuiercnlÌÉ)SÌuìi della religione, poi- « Il viaggio di S. E. il nunzio apostolico


SI a SIR 47
(caidiiial Viale- Prcià) presso l'imperiale li poi rinnovarono i Nestoriani[F.)j ma
leal corte d'Austria, perle basse regioni l'airettocheil popolo gli portava rese luu-
del Danubio, trasse nuovameule l'atten- go tempo inutili gli sforzi che si fecero per
zione universale, sulle condizioni del cat- privarlo della sua sede. Fotino non lico-
tolicismo nelle provincie turche della Bo- nosceva che una sola operazione nel Pa-
snia ed Erzetjovina. E' ben naturalech'es* dre, nel Verbo e nello Spirito santo; se-
se senibiano opportunissime a desiare condo lui il Padre solo era Dio; egli crede-
simpatia in tutta (juanta l'Austria catto- va un Verbo eterno, ma non sussistente e
lica. Il numero de'cattolici inque'paesi a- distinto personalmente dal Padre; egli vo-
scende a 200,000 anime. I loro alFari ec- leva che il Verbo fosse come una estensio-
clesiaslici vengono attualmente disimpe- ne che il Padre faceva di se, quando vo-
gnati da sacerdoti dell'ordine francescano, leva operare al di fuori. Egli sostenne, che
i quali coinpenetrati della loro s. missio- Gesù Cristo non fosse che un puro uomo
ne, si ussoggellano non di rado a grandi (per cui i suoi settari furono anche detti
privazioni e patimenti per onestamente a- per bestemmia, Hoinnncionisti, secou-
tal

dempieila.Un membro dell'accennatoor- dochè avverte s. Agostino nel Scnn. 26);


dine vi la le funzioni di vicario apostolico; ch'egli non era Dio, che non bisognava o-
ma puie non si poterono sempre evitare norarlo, se non in qualità d'uomo; ma di-
delle inegolarità e degl'inconvenienti nei ceva altresì che il Verbo avea abitato in
rapporti di quella chiesa cattolica. Come lui, ed erasi unito a lui in un modo par-

si dice, laSede avrebbe già da qualche


s. ticolare. Si crede anco che gli accordasse
leaipo pensato a ristabilire un vescovato il titolo di Figliuolo di Dio, senza voler
per la Bosnia. l'areCLliie comunità catto- però ch'egli fòsse avanti di Maria, né ch'e-
liche espressero il voto d'essere soggette gli avesse creato il mondo, nò che ci fosse
al vescovo di Diakovar, che porta già da avanti lutti i secoli. I vescovi d'occiden-
tempi remoti il titolo di vescovo del Sir- te, dopo tanti tor-
inquieti di vedere che
mioeilella Bosnia. Allorché Porta nel- la Ariani i^r.) aveano cagiona-
bidi, c\\Q'^\\
l'unno 1840 (dev'essere errore di stampa) to alla Chiesa, Fotino ch'era stato due an-
conquistò (juesla provincia, fu trasferito ni prima condannato dal concilio di Mi-
il vescovato per cattolici bosniaci a Dia-
i lano e deposto, non cessasse di eccitarne
kovar, e più tardi fu conferita la plenipo- ancora cogli errori ch'ei sempre sostene-
tenza di vicario apostolico ad un missio- va, si radunarono in questa città per de-
nario del paese. A (|uanto dicesi, la Sede porlo nuovamente dal vescovato. Ma sic-
apostolica avrebbe l'intenzione di condi- come colla sua eloquenza s'era acquista-
scendereal desideriode'cattolici della Bo- to un gran numero di settari Foliniani
snia.Vogliamo credere che in tal caso la (/^.), lutlociòche potè fare il concilio fu
sublime Porta non porrà ostacolo all'a- di scrivere agli orientali contro questo e-
dempimento d'un si giusto e naturalede- resiarca, secondo il costume che hanno i

siderio, ma anzi che si presterà operosa- vescovi di avvertire i loro confratelli di


mente ad appoggiarlo. 1 voti migliori dei ciò che merita la loro atten^,i(joe. Reg. l.

popoli cattolici dell'Austria s'tiniranno (i 3. Lubbé t. 2.


t|uesto generoso intendimento". Il 2." fu conciliabolo tenuto dagli aria-
Concila del Sirinio o Sitili ich. ni £'»ieZ»/Vin/(/^)al numero di 22 vesco-
Il I ."fu tenuto nel
349 *^ composto dei vi orientali nel 35i. Lo strepilo ch'ecci-
vescovi d'occidente, contro l'eresiarca Fo- tavano gli errori di Fotino, e ch'egli pre-
tino ch'era vescovo della città, ch'era sta- dicava più arditamente che mai, avendo
lo già scoiuunic.ito e deposto perchè rin- obblig. ilo l'imperatore Costanzo di far te-
nova va gli erroride'ó\jZ> t'//aj»/(/^'.),i t|ua- ucre uu couciiiu a Su luiu, la mag^ioi p^tr-
48 SIR SIR
le ile' vescovi die v'iiilervenoeroerano eu- Fabricio nel t. i i, p. 879 òeWn Bihliot.
sebiani. Conluttociò 8Ì com[)iac(|ueio di Graec. cita altri autori che di questo ar-
fur mostra del loro preteso amore pei- la gomento hanno trattato, a'quali si può
fede, non potendo patire d'essere chiamati aggiungere Zaccaria nelle sue Disserta'
eretici, per la qual cosa alfellavano il no tioneslatiiiae, t. 2, dissert. 8, De Synodo
me di cattolici, simulavano di far quello Syrniiensi.
cli'è proprio de'cattolici, e così comincia- Il 3." e conciliabolo fu tenuto nel SSy.
rono a combattere gli eretici che troppo Gli ariani ovvero gli eusebiani compilaro-
bassamente sentivano del Figlio di Dio, no in esso un nuovo formolario peggio-
mentreessilocombaltevaoo in altre ma- re de'precedenti, ed aifatlo eretico; ed è
niere e con altri errori. In questo conci- quello cheil grande Osio vescovo di Cor-

lio Fotino, essendo stato conviolo di te- dova, secondo alcuni , ebbe la disgrazia
nere la dottrina di Sabellio capo d^iSabel- di sottoscrivere, e che da altri vuoisi pure
liaiii, Paolo Samosateno capo de'iSii-
e di sottoscritto da Papa s. Liberio, sebbene
mosaieni [f'.), fu deposto; e volendo mo- altri ciò attribuiscano al seguente, come
strare d' essere cattolici scrissero contro vado a nairare; poiché il p. INIassari nel-

Fotino 27 anatemalismi. La sua deposi- la Dissert. sopra il concilio diSirinio, ri-

zione fu approvata a dir vero da tutto il gettando tutte le altre opinioni, colloca il

mondo, ma non cos"i quello che gli stessi concilio sulla favolosa caduta di s. Libe-
vescovi fecero poi, imperciocché approva- rio nell'arianesimo, verso la fine del 353,
rono la formola fatta dal falso concilio di e difende il p. Mansi (/^.) che sostenne
Sardlca ( F.), e ne drizzarono un'altra in quest'epoca,contro le opposizioni fatte dal
greco che fu riguardata come sospetta;poi- p. Maniachi (F.)eda altri eruditi. Lab-
chè lungi dall'alTermare che il Figliuolo bé t, 2. Arduino t. i. Reg. t. 3. R.inaldi al-
di Dio è consostanziale al Padre, non di- l'anno 357, n.°i e seg.
cono nemmeno che gli sia simile, e scuo- Il 4'° e conciliabolo nel 358 o 359, col-
prono la loro empietà dicendo:» Noi non l'iuterveulodi 3oo e più vescovi occiden-
eguagliaraoil Figliuoloal Padre, mai non tali, oltregli eusebiani. Gli ariani contro
concepiamo, che gli è sommesso". Tutta- l'usodellaChiesa vi distesero un'altra nuo-
volta molti grandi uomini riceverono la va formola a'22 maggio, nella quale die-
uuova regola e formola di fede come or- dero all'imperatore Costanzo, loro gran-
todossa, tali furono fra gli altri s. Ilario, de fautore, il titolo di Re eterno, che ne-
nel suo Trattato de sinodi, e Vigilio di gavano al Figliuolo di Dio, Il Papa s. Li-
Tapso nel suo libro contro Eutiche. Fo- berio, al dire d'alcuni, fu ristabilito, do-
tino fu bandito dalla chiesa di Sirmio,e poché ebbe sottoscritto il formolario a-
l'imperatore lo mandò in esilio. Labbé t. riano, e condannalo s. Atanasio, la causa
2. Arduino t. i. A Sardicì parlai dell'e- del quale era allora inseparabile da quel-
rudita controversia, sull'epoca dellacele- la della fede. Labbé t. 2. Arduino Reg. 1 .

Lrazioue de'concilii diSardicaediSirnìio. 3. Questa pretesa caduta di s. Liberio, e


Grave contesa ancora sul concilio di Sir- la debolezza di Osio, altri la riportano al
mio, e sulle famose forinole di fede <\el- conciliabolo precedente. Sia comunque,
ItSirinieiisi, era già stata tra i gesuiti Sir- nella biografìa di s. Liberio riportai dii
nioudoePetavio. Le loro dissertazioni su Terse autorità, che dimostrano favolosa
questo argomento furono inserite nel t. 4 e falsa la caduta di s. Liberio e di Osio
delle Opere del Sirmondo. Può anche ve- nel concilio di Sirmio. Le 3 famose for-
derside JNJarca, nella dissertazione: De moleo regole di iiìòeSirniiensi, nate nei
tempore Sjynodi Synniensi, Piena riaej conciliaboli diSirmio,alto e grave rumore
e il p. Couslaut nelle uote a s. Ilario. II menarono nella chiesa e nella storia eccle-
SI R S I R 49
siastica.Lai.'fu stesa contro Fot'mo, e si que il p. Massari, che s. Liberio ardente
tacque maliziosamente la paiola onioii- di zelo di guadagnare gli ariani, riducen-
Sion dal concilio di rs'icca I consagrala ad duli a confessar la fede JNiceua, e di met-
esprimere la consuslaiizialità del Figlio tere l'unione e la pace tra gli orientali e
iieireleino Padre, e per questa nascosta gli occidentali, scrisse replicate lettere u
fiode dell'eresia ariana, fu rigettata dal Costanzo imperatore, aninchè fosse con-
zelante e imperlurbabiles. Atanasio. Laa.* vocalo un concilio in Aquileia. Dopo va-
furmola !>i vuole da alcuno che sia stata rie inutili istanze, che produssero gran-
coo) posta da Osioetla Polamio, ches. Ila- dissime aiUizioni al Papa, per le sollecita-
rio chiama hesten)n)ia,oveiion soIo(juella zioni degli eusebiani colla speranza di do-
parola onde Iraevasi la noruìa della caltu- minare, onde costringere vescovi a con- i

lica tede lusop[)ressa, ma si dichiarò il Fi- fermare quanto aveano essi fatto in Tiro
glio minore del Padre nella dignità, nel- contro s. Atanasio, si celebrò fiualmenlo
la maestà, nella gloria, e ad es^o sogget- il concilio nel 355 in Milano, dove si por-
to. La 3.'^ loruiola sirmiense è opera di tò l'imperatore. Fu però un pessimo con-
Lapillo vescovo d' A ncira, e vi si proclama ciliabolo, a segno che i vescovi iiriani te-
il Figlio di Dio, e simile al Padre, manou mendo la sollevazione del popolo irrita-
sì ammette il nome di sostanza, quasi in- to contro di loro, trasferirono il concilio
dotto per inavvedutezza da' Padri di ^i* nel palazzo imperiale, per cui si accrebbe-
tea, non trovandosene nelle s. Scritture ro i mali all' ultimo segno. Le minacce,
menzione. Si questiona ancora a quale del- la forza, la violenza, la tiraimia dell'im-
le 3 formole sirmiensi si solloscrisse s. Li- peratore che apertamente proteggeva gli

berio. Alcuni sostengono la i.'formola, la ariani e voleva che la sua volontà f jsse leg-
quale in se slessa era cattolica, sebben.3 ge inviolabile e canone, furono i soli ca-

Culla sottrazione {\e\\'oniousion vi avesse- noni osservali in quest'adunanza. Ad o-


ro gli eretici un pravo senso. Al-
sottinteso gni conto volle l'imperatore e vollero pu-
tri pretesero che Ia2.^formola venne con- re gli ariani, che prima d' ogni altra cosa
sentita da s. Liberio. Altri in (ine opina- si venisse alla condanna di s. Atanasioas-
uo che aderisse alla 3." 1 suoi apologisti seute; e furono tulli esiliali que'sanli pre-
fanno immune il s. Papa da ogni sospet- lati che costantemente ne sostennero l'in-

to d eresia, e di linguaggio e annuenza e- nocenza, per non tradir la fede e abbrac-


terodossa e acattolica, e non anìmetlono ciar l'eresia ariana : inutilmenlei legati di
l'accettazioneesoscrizione di nessuna for- Pcipa s. Liberio domandarono la condan-
inola. A Rimim nel descrivere il concilio poi na dell'eresiarca Ario, la cui dottrina Co-
conciliabolo celebrato nel 3 k), per essersi stanzo sostenne per cattolica; il diacono
adottata la fornioladiSirinio,e [ler averlo Ilario, uno de'Iegali, fu spogliato, lacerato
s. Liberio fulminato colla scomunica, no- il dorso colle verghe, e insultato con mot-
tai che di nuovo l'imperatore Costanzo lo teggi. Gli ariani consigliarono Costanzo a
cacciò da Roma. Il p. ALissari nella Dis- tentare il Papa, colla speranza, che lui vin-
s<-rt. sopra il concilio di Sinnio, e sopra to, le loro empie dollriiie sarebbero pio-
la fa\'olasa caduta di s. Liberio e di O- fessale da tutto il mondo. Aventlolo spe-
ii'djSostienela celebrazionedel concilio nel rimentalo inaccessibile a'doui, impertur-
3 j8, e la fissazione di tal epoca non si de- babile alle minacce, lo fece strascinar da
ve riguardare conìe un semplice puntodi Roma a Milano, figurandosi colla sua pre-
critica o storica curiosità, tua [ìiutlosto co- senza d'intimidirlo. Ma persistendo sem-
me una premessa necessaria e intrinseca pre coraggiosame.ite s. Liberio ne' suoi
per dimostrar faUa la caduta di Pa[)a s. santi sentimenti, fu finalmente dal perfi-
Liberio e del veacuvu Gaio. IS'arra duu- do e prepoleulc Costanzo mandalo iu e-
5o SIR S J S
silio, dove rimase due aoni, cioè fino al to per allora a Cordova; ma divenendo
tcmjjo incili pollatosi a Roma Costanzo, «empie più pressanti l'istanze degli eiinu-

tu piegalo e indotto dalle matrone a li- clii e degli ariani die atturniavcuio e iu-
heiarlo, come attestano Teodoreto, Am- lliienzaviuio l'arbitrario e eretico Costan-
niiaiio Alarcellino, ed altri gravi autori, zo, fu flualmeìite esilialo a Sirmio erite-
'l'urnò dunque a Roma
Libello nel 357, s. untovi per più d' un anno. Ora cpiesto
e però essendo dimostralo che il concilio grand'uoino, l'onor delle Spagne, il difen-
Sirmio non fu tenuto die nel 358, ca-
di soie della Chiesa, l'esempio della virtù e
de a lerrii da se stessa l'accusa con cui da prudenza, e del vero vigore vescovile, eb-
alcuni si è denigrato la vita di sì glorioso belaoallivu sorte d'essere accusato dagli
Pontefice, cioècli'egli vinto dal tedio del- scrittori moderni come prevaricatore,e di
l'esilio, dalla forza e dalle frodi, siasi 11- aver tradito la fede e s. Atanasio da lui

iialmeute indotto a sottoscrivere una del- difesi sino all'età di 100 anni; ed il quale
le due (orinole di fede composte dagli a- s. Atanasio si dilFuse per lui in mille lodi,
liani e semi-ariani in dueloroconciliabo- Il p. Massari prova coududeuteraeule es-
li tenuti in Sirmiodupoil conciliodel 358, sere stale aggiunte da mano straniera le
come osserva il p. Massari. Questi inoltre parole che sembrano indicar la caduta di
ribatte vittoriosamente la testimonianza Oslo, perchè troppo ripugnano alle pre-
inconlrariodis.GirolamOjil quale, com'è- cedenti. E siccome non lo persuase l'au-
gii prova, spesse volte si lasciò ingannare turila di s. Girolamo rispetto alla favo-
da rumori e da persone poco degne
falsi Iosa caduta di s. Liberio, minor conio an-
bene esaminare le cose. Gli
di fede, senza cor ciede debba farsi del testimonio di s.

opponeletestimonianzediTeodoreto,So- Ilario, il qiiule rfì libro de'ó'moc// accusa


zomeno, Sulpizio Severo,e quella inecce- Osio della peggio:" caduta che darsi pò-
zionabile dello slesso S.Atanasio, e d'altri, tesse; giacché non solo dice che sottoscris-

i c|uali tutti parlano con grandi elogi del- se, ma di più che fu l'autore e bandito-
la costanza di s. Liberio nel solfrire ogni re della peggior furinola d arianisaio.Op-
.sorta di persecuzioni per la buona causa, punendosi eSso a' genuini e spuri scritti

Egualmente trionfante è l'apologia che il di s. Atanasio a Eilostargio, a s. t'ebadio


p. Massari fa di Osio grande vescovo di d'Agen, a Sulpizio Severo, a s. Agostino,
Cordova, che purga con quanto scrisse di u Socrate, a Sozomeno; si deve conclude-
lui s. Atanasio slesso. Quantunque fosse le, che s. Ilario avendo composto il suo

riuscito agli ariani dopo il conciliabolo di libro verso il 36o, mentre era nella Fri-
MiIanodel355 di mandare in esilio tan- già in esilio, dove s'ignura va, come scrive
ti vescovi degni e insigni, ed alla fine au- egli stesso, che fede tenessero gli occideu-
die s. non credevano però d'aver
Liberio, tali, facilmente restò ingannalo dalle fal-
fallo nulla se non si disfacevano ancora che
se voci solile a spargersi dagliariani, e
d'Osio acerrimo propugnatore del Sii/i' Osio non polca smentire come giù morto.
bolo [F.) JXiceno, che secondo s. Alaua- SIS. Sede patriarcale armena , nella
siofucon)[)osto da lui stesso. Sapendo che Turchia asiatica, pascialatico d'I Ichil, ca-
le miiuicce non l'allenirebbero, istigaro- poluugo di sangiacato, a pie del Tauro,
no Costanzo a farlo venire a Milano, per sopra un affluente del Djium, sulla riva
prucuraredimuoverlocollepreghierejl'e- del mare distante 3 o 4 leghe da Tarso,
sortaziuni e tutti gli altri mezzi, ch'eran- i00 e piìi da Costantinopoli e iSo da Ez-
ii ingannare gli altri. Nulla
praticati per iniaziu o Ecsiniasin, nel paese di Cilicia
essendusi potuto ottenere, e non tiovan- (/".)ora Caramauia nell'Asia minore,
dosi in lui ombra di colpa, il venerabile Questa celebre città già capitale della pie-
Vecchio pressoché ceateuario fu rimanda» cola Armenia o Cilicia, e resideuia de'suui
SIS SIS Si

re Rubeaili, a'ioro tempi era assai bene posito,oltre a'citati articoli, a Patri arca-
fiibbiicata, con quaiilità tli decorosi pa- To armeno; laonde ((uanlo a Sis, ripor-
liizzi e molle cbicse di cui ancora si ve- landocni al riferito in tali luoghi, mi li-

dono le rovine. La cattedrale dedicala a niilerò a dire. Glie in questa città vi t'u-

». non è molto ancora in piedi,


Sofia era rono tenuti de'concilii, come quello del
in^ieulead alcune case,triile (piali (|uella i 3o7;(|uellodV/f/rt/2rtnel i 3 i bove si tro-

delpaliiarca, abitazione molto vasta, ma varonopiùdi 3o vescovi di sua dipen(Ien-


nousalub^ein(3 mesi dell'anno. Il re d'Ar- za, e dove la fede ortodossa fu approva-

inenia Leone 111 fece rifabbricare di ver* la e condannati HJoiìoflsili[r.); e quel-


i

si monasteri e chiese rovinati nelle guer- lo del trasferin)ento della sede


44?
P^'
1

le co'maomettani,ecinse di mura la cit- in Ezmiazin , di cui feci parola nel voi.


tà di Sis sua capitale, onde metterla in XXII,p.25i. In Sis è dunque il 2.° pre-
sicuro dd un'improvvisa aggressione, ed lato della gerarchia armena scismatica, e
eziandio vi fece costruire de'palazzi ma- vi si venera un braccio di s. Gregorio It-
gnillci. Non polendo più i patriarchi ar- laminatore. \ patriarchi pretendono di a-
menistarseue pacificamente in Ezmiazin vere in loro la successione non interrot-
(/'.), ove s. Gregorio V lUuiniiialore i." ta, ma prevale quellod'Ezmiazin. Quan-
Crt^/o//c-o(/'.)epalriarcadegli armeni fon- do il patriarca era cattolico, Papa Inno-
dò la sua sede, nel 4^2 la trasferirono a cenzo 111 gli raatidò il pallio nel 120 i, e

Tuin o Tevin, nel gqS a Ani (di cui ri- coronavano in Sis re i d'Armenia, come
parlai a Patriarcato armeno ed a Sira- Giovanni di Lusignano nel 342, e Leo- 1

ce), indi in altri luoghi, e finalmente nel ne VI tu fallo coronare in Sia da Papa Ur-
1 ig4 a Sis, seguendo il re Leone II, do- bano V, ma poco dopo e neli37 mao- i i

ve limasero fino ali44' " '447> fino al mettani d'Egitto presero e bruciaronoSis,
tempo del patriarca Ciriaco Siriaco, in cagionandovi quelle rovine da cui non si
cui furono coslrelli ritornare ad Ezmia- riebbe, e neh 373 il sultano compì la cou-
zin. La qual cosa essendo dispiaciuta a- quista del regno d'Armenia. I patriarchi
gli abitanti di Sis, ed essi credendosi au- di Sis per rispetto a'ioro re armeni, che
lorizzati a conservar la sede patriarcale, riconoscevano la s. Sede, presta vano ubbi-

conlinuarono a creare in Sis i loro pa- dienzaal Papa, ed eransi alleati co'Iatini,

triarchi, valendosi io ciò anchedell'auto- aveanoabiurato loroerroried eransi riu-


i

rilà della Porla ottomana, e fino al 1 554 '^'•^' ^"^ chiesa romana; ma poi divenuti

conservarono il eia
titolo di Cattolico sudditi de'turchi ritornarono allo scisiu.i
preminenza su quello d' Ezmiazin , indi in cui miseramente vivono tuttora, oltre
ebbero il 2.°posto,essendo devoluto il 3.° gli antichi errori di eresia. In progresso
airaltropatiiarcad'Agtmarfinodali 1 i3 di tempo alcuno fece qualche tentativo di
dcrivatoda unoscisina tra gli armeni. INIa riunione alla chiesa latina, ma furono po-
niuno di questi 3 patriarchi armeni es- co sinceri e di breve durata. ^eiVOnens
sendo restali in unione alla chiesa 1 orna- vhristianus si trovano registrati seguen- i

iia, pel loroscisma ed eresie, ebbe origine li patriarchi cattolici di Sis, cioè ne 1. , p, 1

il patriarcato armeno cattolico di Cilicia 1417 e i4^B, t. 2, p. i52i. JN. arcivescu-


(f'.),c(jn primate a Costantinopoli (r.), vo e nietropoliluno di Sis,cancelliere del
nella «jualeciltà l'arcivescovoarmeno sci- red'Armenia,che scrisse a Papa Innoceu-
smatico, come dirò, ottenne poi dal gran zo III , facendogli la sua sommissione e
signore il titolo e la giurisdizione [)alriar- chiedendogli il pallio. Dionigi ma vescovo
cale. Ma di tulli questi e altri patriarca- giacobila di Si>, nel 1 2G4 i'ssislè ali ordi-
ti ch'ebbero gli armeni, e delle notizie sui nazione del patriarca Ignazio III. Costan-
le e Slilla nazione ai mena, ne ìcuni pio- tino patriarca di Si» assistette ai ricorda-
52 SIS SIS
ti concilii tenuti neli3o7 e nel i 3 i6. A- migliesparsenelleciltà della Cilicia e del-
zaria patriarca di Sis scrisse n Fapa Gre- la Siria. Quando il patriarca armeno si

gorio XIII, ctl a Sisto che gli successe V stabili in Sis la sua autorità si estendeva
nel i58T, facendo professione d'altacca* su tuttala nazione, indi come dissi fu cir-

mento alla fede della chiesa romana. Nier- coscritta entro piii ristretti confini pel ri-
ses o Niersete era a Gerusalernaie verso stabilimento della primaria seded'Ezmia-
la metà del secolo XV. Davide confessò zin, a cui unirorisi tutti quelli della gran-
la fede romana relativamente alla s. Eu- de Armenia e di Persia; dimodoché più
caristia, in Alepponel marzo 1668 a Cle- non gli restarono,oItre la contrada in cui
mentelX.ll patriarcaCruciador pari men- erasi stabilito, se non alcuni vescovi spar-
te fece la medesima professione di fede cat- si nell'Asia minore e nell'Europa, qua- i

tolica nel 167 2 a Glemene X. Comman- li duranti le crociate, pel frequente con-
\\\\e,Hist. des avchev., dice cheSis con- tattoco'lalini,eransi alfezionati alla chie-
serva rovine che fanno testimonianza del sa Ialina, cioè quegli stessi vescovi i cui no-
suo antico spIendore,che ottenne dall'im- tai si trovavano sottoscritti a' concilii di
peratorgrecolaqnalitàdi patriarca d'An- Sis e di Adana, tenutisi sotto la stessa au-
tiochia ,
per quelli del rilo armeno, e in torità nel secolo XIV. Siccome l'impera-
conseguenza del concilio diTarso del 1177, tore de' turchi, che riveste della dignità
e che divenne patriarca di Sisne'primi del questo patriarca, ha interesse che il pa-
secolo XI li colle seguenti sedi per sulì'ra- triarcato torni all' investito di qualche
ganee, Arcive-covati:S!amboalo Cosina- vantaggio, perchè lo compri a prezzo più
t!nopoll,cheue\ secoloXinerclfo,nelXVlI caro, così conservò lur)go tempo di-
gli i

pretese i diritti di patriarca e poi l'olten- ritti che competevano su tutte le chie-
gli

ne da'lurchi; Gerusalemme eretto nel se- se armene del suo dominio in Europa e
colo XII con residenza nei monastero di nell'Asia minore. Il patriarca vendeva le
S.Giacomo; Aleppoo Ber rea in Siria nel prelature di tutti questi luoghi, riscuote-
secolo XI li; Tessalonica\nMac<t(.\on\a nel va le decime, e traeva in particolare gran
secolo XII!; Cipro con residenza a Nico- profitto dal mirone, ch'è il crisma della
sia nel secolo Xll Tarso
; in Gilicia nelse- conferraazione,e che pagasi generosamen-
coloXIll. Vescovati: Anazarbo inCilìcia te, avendo gli armeni scismatici in qual-

eretto come i seguenti nel secolo XIII; cheguisa più fede alla confermazione che
Tiana in Cappado-
Jllopstiesla in Cilicia; al battesimo. Per tal modo veniva egli a
cia ; Neocesarea Cappadocia ; Andra
in procacciarsi una rendita ragguardevole,
in Galazia con altri 7.5 vescovati che non e poteva quindi sfoggiarla. Ma in questi

più esistono. Aggiunge che il patriarca di ultimi secoli molto si tentò contro di lui,

Sis s'intitola: Servo di Dio N. patriarca egli si tolse ciò che avea di migliore; poi-
e primate dtila piccola Armenia e degli ché primieramente gli arcivescovi armeni
armeni che sono in Cilicia, Siria e Pa- scismatici di Costantinopoli, a forza di de*
lestina, ministro della destra e del tro- naro ottennero dalla Porta ottomana i di-

no di s. Gregorio Illuminatore. Sembra ritti patriarcali t;on solo sulla loro città,
che la giurisdizione di questo prelato si e- ciòchesarebbegià mollo, ma bensì sulle
stenda sulle chiese della piccola Armenia, Provincie che sono le più vicine dell'A-
della Cappadocia e della Cilicia. Secondo sia, e su quasi tutte quelle dell'Europa.
Leonardo di Sidone col finire del secolo Sicché senza portarsi sino a Sis, ciascuno
XVI il patriarca di Sisavea ancora sot- ricorre a questi ne'suoi bisogni, e perchè
to la sua dipendenza i3 prelati arcivesco- il patriarca di Sis ricusa per questo mo-
vi o vescovi, con un gran numero di pre- tivo di consagrarli, perciò inducono essi
ti secolari e regolari, e circa 23, 000 fa- altri prelati persiaui,da lui non dipendea*
SI s SIS 1:3

ti, a venir tla loro e ad ordinarli. Oltre sinnio fu il compagno de'suoi viaggi. I-

a ciò, il pnlriarca d'Eziuiaziu fa sovente gnorasi pure in qual maniera l'imo e l'al-

deVloni alla Porta per ottenere che quel- tro terminassero i loro giorni, non essen-
li di sua nazione esistenti Turi hiii pos- in do appoggiata a sode ragioni l'opinione
sano indirizzarsi a lui, e gli stessi non tan- che >ieno stati martirizzati. Furono falle

to vi si portano per tal concessione, quan- parecchie traslazioni delle loro reliquie,
to pel gran rispetto che conservano per e la loro festa è segnata il i ."di settembre.
la sede di Gregorio Illuminatore. Gli
s. Tanto riportasi dal Butler; meglio è ve-
arcivescovi in fine che ha il patriarca di dersi Reims, e particolarmente Soissors,
Sis in Gerusalemme comprano que'me- ove coli' autorità di altri scrittori notai,
desimi diritti pe'pellegrini che si portano che i ss. Sisto e Sisinnio sembrano dibce-

a visitarela 7Vr/v7 5rt/i/<7, laonde quasi più poli di Pietroeda lui mandali a Reims
s.

nulla restò a questo patriarcadiSis, il qua- e a Soissons; che probabilmente furono


le si può dire ch'è un'ouibra di quel che ciascuno vescovi d'anibeduele chiese, non
era. che martiri, e perciò fio ili nel i.° secolo j

SISAMO. Sedcvescoviledella provin- della Chiesa. Quanto a s. Sisinnio è pure


cia di Dardania, nella diocesi di Servia, chiamato Siiiicio e Sinizio.
sotto la uìetropoli d'Aciida oOcrida. Li- SISINNIO (s.), martire. Venne dalla
lio de'suoi vescovi, di cui ignorasi il no- Cappadocia in Italia sullo il regnodi Teo-
me, occupava questo vescovato verso il dosio il Grande, insieme coi ss. Martirio
1076. Oriens dir. t. 2, p. 32 3. ed Alessandro, quali erano greci di na- i

SiSCIA. Sede vescovile della Panno- scila e fratelli. Si fermarono alcun tem-
nia, nell'esarcato dell'llliria occidentale, po a Milano presso l'arcivescovo s. Am-
eretta nel declinar del HI secolo sotto la brogio, il quale li raccomandò a Vigilio
metropoli diColocza.Nefu vescovos. (^«/• vescovo di Trento. Questo dopo avere or-
^/^o(/ .), che pat'i il martirio nel 3o3 ov- dinato Sisinnio diacono. Martirio letto-
vero nel 3o4- Siscia o Sisek, ovvero Sis- re , ed Alessandro ostiario, li mandò a
seg,non è più che un borgo d'Ungheria predicare la fede nelle valli delle Alpi,
nella Schiavonia posto sulla Sava, e la ,
ove il cristianesimo era assai poco cono-
sede vescovile fu trasferita a Zagabria, sciuto. Esercitando il loro zelo nel can-
capitale della Croazia moderna, e da essa tone Anaunia, detto poi Valle d'Ana-
di

distante 2 leghe. Siscia sotto romani fu i gna o d'Egna, ora Val di JNon, vi ebbero
città iinportantee viebbero l'ofllcina mo- a soffrire più indegni traltamenli; nou-
i

netaria, e n'è fatta menzione nella 7V'o/i- dimeno colla loro pazienza, dolcezza e ca-
tia inìperii, come osserva Sarnelli, Lelt. vità guadagnarono un gran numero d'a-
eccl. t.io, lett. 20, n.° 16. nime a Gesù Cristo, e s. Sisinnio venne
SISIINJNIO (s.), vescovo di Reinis e di a capo d'innalzare una chiesa nella bor-
Soissons. Fu il successore di s. Sisto nel gata diMetone oMedolo. Volendo un gior-
governo delle chiese di Relais e di Sois- no i pagani obbligare i novelli cristiani
sons, che non erano allora due sedi sepa- a prender parte ad una delle loro feste,
rate come furono alcun tempo dopo. La Sisinnio e i suoi compagni vi si oppose-
vita di questo santo non è meglio cono- ro con tutte le loro forze, per la qual cosa
sciuta che(|uella del suo predecessore. L'o- irritati quei barbali gellaronsi loro ad-
pinione piìi probabile è che s. Sisto sia dosso e li trascinarono a' piedi degl'ido-
stato mandalo nelle Gallie sotto l'impe- li perchè vi sagrificassero, ciocché ricu-
ratore Diocleziano, dopo la morte di s. sando essi costantemente di fare, li bat-
Crispino e di s. Crispiniano, che soffrirò- terono con tanta crudeltà, chelasciaronli
no il aiarlirìo a Soìssous nel 287; e s. Si- per morti sul luogo, e Sisinnio spiiòpo-
5:4 S I s STS
co dopo. 11 (Vi «glieli (e pigliarono Mar- lo non mollo prima. La rimembranza
lirio, e legatolo pi^'{)it;cli ad ima leva lo delle virtù di (piel patriarca degli ana-
tiasscMO a traverso i ciottoli finché mo- coreti vieppiù infervorandolo ad imitar-
rì. Preso pure Alessandro, tentarono pri- lo, la sua penitenza era rigidissima, ri-

ma d'intimorirlo colle minaccie, e in sua goroso suo silenzio, e quasi continua la


il

presenza bruciarono i corpi di Sisinnio sua orazione. Tale era il concetto in cui
e di Martirio; ma persistendo esso nella tenevnsi la sua santità, ch'egli meritò la
confessione della kàe, lo gettarono sullo confidenza di lutti i solitari di quella con-
slesso rogo, e così ancli'egli compì il mio trada;anzi molti veiiivanoda lontano per
sagrificio a'29 maggio del 397. I fedeli addomandarlo di consiglio nelle vie in-
raccolsero le loro ceneri, che furono [)or- terne della perfezione. E>sendo venuti al-
tale a Trento, ed in seguilo distribuite in cuni ariani sulla sua montagna osarono
diversi luoghi. Indis. Vigilio fece fabbri- dogmatizzare fra'suoi fralelli. Sisoe nulla
care una chiesa nel luogo ove questi santi ad essi rispose, ma fece cenno a un suo
erano stati martirizzati. Il martirologio discepolo di leggere in loro presenza un
jomano celebra la loro memoria il detto trattato di s. Atanasio contro l'arianesi-
gioino 2g maggio. mo; locchè bastò a chiuder loro la boc-
SISliNWlOPapaLXXXlX.Nalivodel- ca, e dopo averli in tal maniera confusi,
la Soiia o Siria, figlio di Giovanni, fu e- li rimandò colla solita sua dolcezza. Egli

letlo Pontefice a' 1 8 gennaio del 708. E- fu eziandio un perfetto modellodi umiltà,
ra egli travagliato sillaltamente dalla po- e faceva sempre entrare questa virtù iu
dagra, che ordinariamente non poteva far tutti gli avvertimenti ed istruzioni che da-
uso né ilelle mani, né de'piedi. Malgrado va agli altri. Giunto in età assai avanza-
però i suoi incomodi, siccome era d'ani- ta e sentendosi spossato dalle infermila,
mo grande, ed amava i cittadini di Roma si ariese al consiglio del suo discepolo A-
e rabbellimenlo di questa città, così fece braamo, e s'indusse a recarsi per alcun
cuocere della calcina per la restaurazione tempo a Clisma, città posta sulla spiag-
delle mura, e per la rinnovazione de'tem- gia o poco lungi dal mar Rosso. Ramma-
pli che minacciavano rovina; ma quando ricalo però di aver lasciato la sua solitu-
avea egli già ilisposti tutti i materiali pel- dine, vi fece ritorno, ed ivi placidamente
le grandi opere che meditava, la morte lo spirò verso 1' anno 4^9 1 dopo 72 anni
rapì all'amore e alla venerazione de'ro- almeno da che crasi ritiralo sulla mon-
niani, che in luiaveano concepite molle tagna di s. Antonio. La sua festa è nota-

speranze, sebbene Papi non ancora fos-i ta nei martirologi greci a'6 di luglio, ed
seio assoluti sovrani di Roma, il che eb- in alcuni calendari latini ai 4 dello stesso
l)e luogo pochi anni dopo. Governò 20 mese. Non devesiconfonderequesto santo
giorni la Chiesa, ne'quali fece un'ordina- con due altri Sisoe, che viveano nel me-
zione in cui creò un vescovo per la Cor- desimo secoloj l'uno soprannominato il
sica. Teruiinòdi vivereall'improvviso ai TcbanOfCUe soggiornava a Calamonenel
7 febbraio 708,6 fu sepolto nel Vatica- territorio di Arsinoe; l'altro che avea la
no, Vacò la sede un mese e 9 giorni. 1
sua cella a Petra.
SISOE(s.), anacoreta. Egizio di nascita, S\STERO'S,Sislarinm,S('guslero,Se-
abbandonato il mondo in giovanile età, si gesfeio. Citlà vescovile di Francia iu Pro-
dove visse per
ritirò nel deserto di Scelti, venza, dipartimento delle Alte Alpi, ca-
alcun tempo sotto la disciplina dell'abbate poluogo di circondario e di cantone, a 6
Hor. Desiderando trovare un luogo più leghe da Digue, e più di 9 da Gap, sulla
remolo, passò il Nilo e si nascose sopra sponda destra della Durauza,al ounflueii-
una monlagua, su cui s. Antonio era uior- le del Buechj con un ponte di pietra so-
SIS SIS 5j
|irn cinscuno ili flelli fiumi. Possicele il II nominalo in allio concilio il* A vigno-
trihuiiiile di 1 /istanza, con.seivaiioiie del- ne riordinò la pieposilura d'Oulx; l*ic-

ie i{)oleclie, dilezione delle conlribuzio- Sabrnnodeli \c)3; Ugono di Lati-


tre di
ni indirette, collegio comunale e socielù diin del 233; lìnrico de'lìaitolomei poi
i

d' agiicollura. Estendesi alleiadici d'una arci\csLOvod'Ainbi un;Arlaudodeli38q;


lupe sulla quale sorge una vecchia citta- Andiea Fontana piacentino, già abbate
della che la difende al nord, e serv'i un di s. Onoralo, del «464; Inietto Filoli in-
tempo di prigione al celebre Casimiro re di arcivescovo d'Aix eabbale di s. Pon-
di Polonia, ed ha uu muro di cinta mer- /.io Antonio de Cupis d'Asti del i^gr.
;

lato e fiancheggiato da toni; ma tali fui- l^er gli altri vedasi la Gallia Christiana
lificazioni sono dominale da allure \ici- 1. 1. Gli ultimi vescovi registi ali iiellei\'o-

ne che le lentlono pocodilcn>ive. Animi- tizie cìi lioiiia sowo: Pietro Laniltenii di
1 asi nella tatltdrale dedicala alia D. \ er- Luideaux nel 'Jio; Loilovico deSulhou l

gine un quadro d'uno de'Nanloo, ed ol- de Saint Tropes d'Ailes neli764; Fran-
ile a questa vi si trovano 2 altre chiese, cesco de Bovel di Gienoble nel 1789,
l'ospedale, la casa d'arresto e altri slabi- al cui tempo Pio VII soppresse questa se-

limenli. Ila fabbriche ili cappelli, concie de pel concordato del 1801. 11 capitolo
di pelli, penloleria e fornaci da calce. E era composto di 4 dignità, di 8 canonici
patria di alcuni illustrijdel malemalico e di o beneficiali, due de'qiiali adempi-
i

Albertel e del pubblicista Gaspard de vano alle funzioni di parroco. Eranvi 0.


Beai. Il territoiio,<li natura calcarea, prò- comunità d'uomini e 4 di donne. La dio-
duce sopraltulto del buon vino, molte no- cesi avea 5o parrocchie. Il vescovo gu-
ci e mandoi
le,e nutre quantità di Sei vag- deva 5,ooo lire di rendila, e pagava 800
i

gina.Vi si sono trovate urne cinerarie, fioiini per le bolle,

lampade, vasi, medaglie rouiaiic, e altri SISTO (s.), vescovo./^. Sisi?fNio (s.),

monumenti antichi Quesl'aulichissima SISTO Papa Vili. Prete roma-


I (s.),

città era conosciuta da' romani sotto il no del rione Via Lala, da alcuni creda-
nome di Segustemm. Nel secolo IX ebbe lo della famiglia Coloimaju figlio di Pa-
a difendersi da'saiaceni, e dagli ungheri store,slirpe senatoria di Iiomn, trovando-
che penetrarono allora nell'alta Proven- si Giunio Pastore che fu console con Pa-
za. Tenne nelle guerie religiose pepi o- pirio Eliano nel 1 63, dalla quale forse sa-
lestanli, e i'i\ piesa da'cattolici neh 562. rà propagata la famiglia Pastore di Ge-
li duca di Lesdiguieres loro la tolse pò- nova, la quale fa per arme un bacolo pa-
co tempo dopo, e consegnò poi al dii-
la storalealzaloin unanuvola.Secondol'Ol-
ca di Guisa governatole della Provenza, duino, venne anno\eiato fra'canonici re-
La sede vescovile fu eretta nel secolo V golari, indi fu crealo Papaa'^c) maggio
sotto la metropoli d'Aix. Ne fu 1 ."vesce- deli 32, co'voli di lutto il clero. S'igno-
vo Crisafio o Cri>apio nel 4*52 che inler- lano le sue particolari azioni, come con-
venne al concilio d'Ailes, e fia'successori fessa anche il Duller. Determinò, secon-
iioDiinerò Giovanni del 509; Valerio del do il libro Pontificale, che i sagri vasi,
5i 7; A\olo del 54 i,clie per iiilzzu d'un cioè colite e palina, non potessero toc-
procuialoi e si fece lappi esentare nel con- carsiche da' miiiislri sagri e che niun ;

cilio d'Oile.'iiis; Geiiesio fu al !^.° cuììó- vescovo chiamalo in lloma e ritornato nel
lio di Parigi; Fioddonio o Froiilo è eie- suo vescovato, vi fosse ricevuto senza pre-
tlulo delia stirpe de'conli di Nizza; Pie- senlare al popolo le Ittlcre apostoliche
troche gli successe oriondo di Aizia, poi chiamale Foi inalt (di cui riparlai a vSi-
Iraslatoa Vaison; Geraldo 1 iu eletto nel gilli pontificiiÌ, colle quali significa vaii-
concilio d' Avignone deI]o6o; Geraldo si l'unità delia fede e il mutuo amoie Ira
d6 S 1 S SIS
ilcnpn e le mpml)ra doll.i Chiesn. Pioi- no qunlclie vescovo di nome Sisto, a cui
lù die ror/;o//7//' fossero di seta o dipinti,
i d pur dato il che
titolo di Ponlìfex, ciò
ma solamente (li lino. Comandò che si os- avvenne per molte altre Reliquie più* con-
servasse, e non già introdusse, come al- troverse, ovvero abbiano qualche nota-
cuni lianno scritto, l'uso istituito dagli a- bile porzione di quelle de'due altri santi
postoli òcW'ìnno San ri US nella messa, op- Pontefici Sisto II e Sisto III. Trovo la
pure ordinò che il popolo lo cantasse col digressione anche importante, non solo
celohrante. Quelli che afìermano essersi per quelle chiese che vantano il possesso
eglichiamalo Fcscovo de' vescovi, s'at- del corpo di s. Sisto I la ha realmente,

tengono ad ima sua lettera apocrifa. E- ma eziandio per schiarimento degli ar-
gualmente suppositizie sono da'moderni ticoli in cuine feci cenno, ed ancora per
critici tenute le due decretali attribuite dare un ulteriore saggio de'tanti contrasti
a s. Sisto I, una a tutti i fedeli, l'altra a insorti sull'identicità de' Cor^j\j(7/i^/ e del-
tutte le chiese. In 3 ordinazioni nel di- le ss. Reliquie {F.)j e perciò quanta sa-
cembre creò 4 vescovi, g o i i preti e 3 prudente cautela occorre nel-
via critica e
diaconi. Governòganni, i o mesi e 8 giorni. lo stabilire chipropriamente ne gode la
Lodato per somma mansuetudine e libe- parte maggiore ola minore, ovvero qual-
ralità versoi [)overi, patì glorioso martirio che brano, e quanta profonda venerazio-
a'6 apiile deli42, nel rjual giorno se ne nead esse si debba. Riferisce Novaes, SlO'
celebra la fc^la. Dichiara il Butler, File ria de' Pontefici t. r, p. ^1, che il coipo
de Padri, de' Marlin e degli altri prin- dis. Sisto I fu sepolto nel Vaticano, donde
cipali santi , che pare non sia s. Sisto I trasferito nella Chiesa di s. Sabina, di-
quegli che è nominato nel canone della poi nel I 1 82 Innocenzo II lo donò a Rai-
messa e al quale tutti i martirologi danno nolfo conte d' Alife, ma la mula che lo
il titolo di marlirej ma piuttosto s. Sisto trasportava lo condusse miracolosamente
I I,il cui martirio è celeberrimo nellaChie- ad Alatri, ove ricercato nel 1 584 ^^^ ^^'
sa. Aggiunge, che si custodiscono alcune scovo Ignazio Danti (che celebrai in tanti
reli(juie di s. Sisto I nell'abbazia di s. Mi- luoghi e a Palazzo apostolico Vatica-
chele nella Lorena, le quali vi furono so- no), fu ritrovato e trasportato con grande
lennemente deposte dal cardinal di R.etz, pompa nell'altare maggiore della catte-
a cui Cleoiente Xneavea fatto dono. Nel drale; citando il Novaes in prova di sue
J/iario Romano anruiale, a'6 aprile, an- asserzioni, l'Oldoino nelle Addizioni al
nunziando la festa di s. Si-.to I Papa e Ciacconio, P'it. Pont. t. i, p. io5 e 106
martire, si dice che in s. Pietro in Vati- (ove si leggono le due lapidi marmoree
canovi èilcorpo.Siccomequeslocon mag- riprodotte dal Vittorelli e collocate nel-
gior probabilità lo po<isiede la cattedra- la cattedrale d'Alatri in memoria del tra-
le dell'antichissima e illustre città (\' A- sferimento e del ritrovamento del s. cor-
latri, come notai in quell'articolo (ove po, già esistente nella basilica Vaticana,
seguendo altri lo dissi martirizzato nel non parlandosi della chiesa di s. Sabina;
27 e trasferito iuAlatriuel
i 33, mentre i i notando l'Oldoino che il s. corpo dalla
è meglio ritenere l'anno 4^ per la morte, 1
basilica Vaticana era stato portato alla
e l'annoi ìot, per la traslazione) e della chiesa di s. Sisto, secondo Panvinio, e che
quale riparlai in piij luoghi, come nel voi. parte di esso fu concesso ad Alatri,aldire
XXVll, p. 26g,così è indispensabile una di Torrigio), e Lambertini poi Benedet-
digressione, per le pretensioni che di verse to XIV, De Canon, ss. lib. 4, pai'- 2,cap.
chiese hanno d venerare il corpo di s. Si sto
i
27, n.°ii, e. 3i, n.°34- L' Ughelli nel-
1, forse prendendo una parte pel tutto, r Italia sacra t. 8, p. 207, in Jllifani
o venerando per sommo Ponlelìce rouia- episcopi, scrive che la cattedrale è sagra
SIS SIS 57
a S.Sisto Papa e raavlìie,lip-^ana trans- ter ciislodinntur. Io però non restando-
In tu fu eri ut j hucHsque in sacello sub ne convinto, nell'articolo Savona, nel
con fissione veneranlur. Le Proposizio' ricordare Icdelmenle che nella cattedra-
ni {^'^.) concislotiali sogliono dichiarare le si venerano tali corpi, quanto a quello

le reliquie principali chelccaltediali pos- di s. Sisto I notai, c/ic altre chiese anco-
sedono, ed avendo riscontralo le ultime ra credono possedere. I descrittori della
due d' Alife del1826 e del 1848, allatto basilica Vaticana e delle sue reliquie, lutti
non si nominano quelle di s. Sisto I. Lo convengono che in essa fu sepolto s. Si-
stesso Ughelli nel t. r, p. 288, in Alatri- sto I, se non che alcuni dicono esistervi
ni episcopi , ecco quanto riporta. Inter il corpo, alti'i le reliquie, come ho riscon-

plures ss. Reliquins polilur corpore, l'el tralo ne'medesimi. Valga per tutti ricor-
sane ejuspraecipiin parte Sixti Papac et dare il pubblicato dal Cancellieri nella
lì/, quod cium e basilica l'aticana Al- dotta opeia , De secretariis novae Ba-
Ufìuiii transveherentur, niiraculoseapud silicae Falicanae t. 3, p. 1490, Z?e //;o-
Alatriuni conqnievitan. i 32. Leggo poi i nastcriob. Martini , e citando il Mallio
iielledue ulliiuepioposizioni concistoriali scrive: qui Xy stani P. et M. sepuluuii
del 18 l'i e del i8i)id'Alatri, che nella cat- fuissc dicit/uxtaferratani, prope corpus
\.eL\vi\\e,plura sauctorum pignora clerc.ii- b. Petti. Riportando 1'
indice delle reli-
ter assen>ata, inter quae corpus s. Xixti quiedellabasilicadcll'Alfarano, ap. 1657
Papne et marlyris dictae civitalis patro- vi è notato che presso il corpo di s. Pie-
ni. Trovo nel sacerdote IMonti, che nel tro vi fu sepolto quello di s. Sisto I, ed
i()f)7 pubblicò me-
il Compendio delle a p. I 666 che nel tabernacolo 36.''vi so-
morie historiche della città di Savona, y^. no delle sue reliquie. Riproducendo poi
212, che nel G 2 u ivi portato da Ro-
1 i f l'elenco delle reliquie del Grimaldi, che
ma il corpo di s. Sisto Papa e marti- 1 si mostrano al popolo nella 2."'' festa di Pa-
re, tiie Anibrosio Pozzobonello ottenne squa, al n.°39 vi sono comprese quelle
per Ippolito Pavese suo genero, da col- di 8. Sisto 1, e si aggiunge: il corpo del
locarsi sotto l'altare d'una sua cappella quale è in questa Basilica. Il l'anvinio,
nella chiesa di s. Giacomo de'zoccolanli. De septem Urbis Ecclesiis, riporta che
Fu con general processione di tutto il cle- nel I. "altare dopo il maggiore della ba-
ro secolare e regolare, del vescovo e del silica Vaticana fu riposto il corpo di s. Si-

magistrato, portato per la città, salutato sto I Papa. Nella Storia d'^life t\\ Ales-
colle artiglierie della fortezza e delle ga- saiulioabliateTelesinosi nolachecadeti-
lere del porto. Con universal divozione dodal tetto tlellcì chiesa di s. Pietro un tra-
e segni di allegrezza ne celebrò la città ve,cobe e ruppe un altare nel quale era ri-

la di lui traslazione, perchè nel suo ar- postoil corpo del glorioso s. Sisto I. Ed e-
rivo ricevè mirabile soccorso di copiose gualmenle si legge nelle lezioni proprie
pioggie, cheeslinsero la siccità di più me- della diocesi d' A latri pel s. Pontefice: /«•
si. Poscia fu trasferito nella cattedrale, terini una ex ingentibus Faticanae ba-
dappoiché apprendo dalle ultime 2 pro- silicae trabibus contignationenifulciens.
posizioni concistoriali per la cattedrale di Ciò fu tratto {\à\y Istoria mss. di Adinol-
Savona, dell'annoi 833, e del1842 (per fovescovod'A lati i, scritta nell'anno! 1^2,
singoiar coincidenza nel medesimo con- ossia soli 20 anni dopo la venuta del corpo
cistoro de'24 gennaio, in cui fu letta la di s. Sisto I in detta città. L'eruditissi-
proposizione per Alatri), che in essa 5^;z- mo Piazza nel 1687 stampò in Roma la
ctoruin pignora , inter quae corpora b. sua Effemeride J^aticana, ove a'6 aprile
Oclaviani e/usdcm civìtatis episcopi , et parlando di s. Sisto I, narra che il cor-
s. Xisti I Pontificis et marlyris dccen- po fu ttunulato nel cimiterio di Calisto,
VOL. LXVII, 5
9

58 S I S SIS
tlonde levalo da s. Pasquale I (tlell'8 i
7J,
te di rilroTarlo nel 1 584 a' ' 2 marzo rin-

questi lo seppellì nella basilica Vaticana chiuso iu im' arca di piombo, dove leg-
in cui gli dedicò un altare tutto coperto gevasi in lettere gotiche la seguente iscri-

d'argento e ornato colla tribuna soste- zione. Hic recondilum est corpus s. Sistì

nula da 4 colonne, con molle immagini Papae 1 et fllartyris. Onde con somma
d'oro e d'argento. Era questo aliare in allegrezza della cillà, e concorso di tut-
imoratoriovicinoall'ahare maggiore nel- ta la provincia del Lazio a così lieta e

la destra parte delia basilica, come lo de- memorabile traslazione , fu con tulle le

scrive ilMallio nella sua PianlaVaticaìia. dimostrazioni d' onore e di venerazione


Nella basilica vi sono, oltre il corpo, al- il sagro corpo levalo dal luogo umile, o-
tre sue reliquie. Dopo avere il Piazza tut- ve giaceva, e posto sull'altare maggiore
tociò asserito, nel 1
7 1 3 pubblicò in R.O- splendidamente ornalo, alla presenza dei
ina e dedicala a Clemenle XI la bella o- seguenti vescovi venuti a così solenne (un-
pera, Ernerologio di Roma, nella quale zione , cioè monsignor Gasparo Viviani
avvertendo che le notizie delle reliquie vescovo d' Anagiii , Ortensio Datlisla di
de' santi die in essa descrive, furono da Veroli, Flaminio Filonardi d'Aquino,
lui lolle da'regislri della Visita apostoli- Giacomo Massimo di Segni , di Giulio
ca fiilla alle chiese di Roma per coman- Ongaresco governatore di Campagna, e
do di Sisto V, ai 6 aprile ecco quanto sopra le proprie spalle con una splendi-
dice di s. Sislo dopo avere riprodotto
1, dissima pompa e apparalo, e concorso in-
l'cpilanìo ingegnoso di 5 versi posto al finito di popolo, fu portalo a'5 aprile I 584
di lui sepolcro.corpo levato da Pasquale
11 in una celebre processione per tutta la cit-

1 (del
1 090) dal cimilerio
I diCalislo (deve tà. Kè si lasciò con pia civiltà di render
mancare; fu portalo) a s. Pietro in Va- consolato il religioso conte Rainolfo au-

ticano, poi miracolosamente sotto Inno- tore indiretto di così segnalata felicità ,

cenzo li nelii32 alla cillà d'Alalri, co- perocdiè gli fu dato un pezzo di osso del

me allesla Ciacconio, secondo la seguente s. Pontefice, e pe'meiiti e patrocinio im-


narrativa." Di questo s. Pontefice essendo ploralo dal pio personaggio, rimase quel-
stalo donalo il corpo da Innocenzo 11 nel la cillà d'Alife liberata dal flagello della
1 32 aPiainolfoprinciped'Alire,iulempo
1 peste (questa notizia pare che dovesse an-
che quella città eia travagliata dalla pe teporsi al ritrovamento, comeavvenimen
slilenza,cou isperanza di dover eSNcre li- to conseguenza del miiacoloso arrivo in
berala da quel contagioso male pe' me- Alali i). Celebra la città d' Alatri solen-

lili del s. Ponlefìce martire, mentre la nemente la festa del ss. Pontefice 3 volte
mula, che portava il ven. deposilo, inve- l'anno, lai. "agliigennaiogiornodel mi-
I

ce di proseguire il solilo cammino per il racoloso acquisto di così gran tesoro; la


Lazio, torcendo mirctcolosamenle il viag- 2." festa nel mercoledì di Pasqua di ri-

gio, andò col sagro peso alla cillà d'Ala- surrezione per l invenzione del s. corpo;
lri , né fu possibile giammai che i con- la 3. 'colla chiesa universale per il suo glo-
dollieri la potessero guidare altrove, ri- rioso transito in cielo. Tratto dal p. An-
cevuto dagli alalrini con sommo giubilo e drea Ferrari min. con. in Hist. translal.s.

onore. Ma colle vicende del tempo essen- 45'/jtv/'".Non coiilentochi pubblicò neliy 1

dosi smairila la memoria ove quello gia- il t. 2 iinWEiìierologio del Piazza, di a«


cesse,uel pontificalo di Gregorio XI lU en- vere questi allora defunto già corretto a
ne in pensiero a Mario Ignazio Datile di favore d'Alalri quanto avea asserito nel-
reriigin (/'.) vescovo d'Alalri di prose- V Effemeride f'alicana , nello stesso E-
guire le diligenze fatte da' suoi anleces- ììicrologio. miniera di sagra erudizione,

suri pei- iicercarlo, e gli riuscì felicemeu- a'21 novembre ci diede: Digressione so
A

SIS SIS ^9
jjra la traslazione ed esistenza del cor- peste non meno in Alife che ne'convici-
po di s. Sìslo I Papa e martire nella città ni paesi; e gli alatrìni elessero s. Sislo [

di Alatri. Racconta (|uiiidi l'allonimo au- per patrono, celebrando poi sempre l'an-
tore della niedesitua, che dopo avere a'6 niversario dell'av venturoso arrivo agli I I

aprile sulle autorità ivi riferite, asserito gennaio, ed in seguito anco il mercoled"ì
che il corpo di s. Sisto I riposa uella cat- fra l'S." di Pas(jua, in memoria della vit-
tedrale d' A latri per miracolosa traslazio- toria da loro otteiuita verso il 336 con- i

ne, pei' avere neh 716 preleso il vesco- tro l'esercito del re d'Aragona, ad inter-
vo d'Alife di avere rinvenuto il corpo del cessione di s. Sislo I. Nel 584 il cardinal I

III edesi mos. Papa nella sua cattedrale, fat- Filippo Boncompagno litolare della C/z/e-
tane solenne traslazione, e procuratane sa di s. Sisto di Roma, come lo era stalo
ancora la pubblicazione di tal fatto per lo zio Gregorio XIII, bramoso di cerca-
gli avvisi pubblici; perciò non tanto per re il corpo di detto santo, ottenutane li-

maggior comprovazione di cjuelloche già cenza dal Papa, ordinò al vescovo d'A-
si è dello dalla di vola e erudita penna del lalri Danti che ne facesse esattissima di-
defunto ab. Piazza , quanto anco in ri- ligenza per rinvenirlo. Ad onta che il ve-
prova dell'eccitala pretensione degli a« scovo sapesse che due predecessori per a-
lifaiii, passa a riferire brevemente l'isto- vei ne tentato la perquisizione nell'altare
ria delle due traslazioni, ed i segni incon- dedicato a s. Sislo I, uno nell'alto per-
trastabili dell'esistenza di dello s. cor- de la vista, l'allro assalilo dal mal caduco
po nella città d'Alalri. Narra quindi, che gli cadde il martello dalle mani, ma con-
gravemente oppressa Alife dalla peste, a fidando il prelato nel merito dell'ubbi-
porvi un argine il suo signore Rainolfo dienza, fece aprire l'altare a'4 marzo, e
domandò a Innocenzo II il corpodi qual- vi trovò un vaso pieno di reliquie con per-

che saiito,alla cui inlei cessione venisse la gamena, nella quale si legge che nel i 5y i

ciltà liberata dal flagello. In questo tem- a' 12 maggio fu dedicato l'altare dal ve-

po nella basilica Vaticana caduto un gros- scovo alalrino Rodolfo (o Adinolfo) in o-

un
so trave fracassò altare, e allora ap- noie di Gesù Cristo, della B. Vergine,
parvero dentro una cassetta le ossa di S. di s. Sisto I, cu/US corpus in hoc altari
Sisto 1, lo Papa con esso
che indusse il reconditiun est, e di altri santi. Allora mg/
oaudlieRainolfo.Postoils. corposi! mula Danti invitato il popolo alla preghiera e
decenlemenle ornala, fu inviala ad Alife, al digiuno per affare di sommo rilievo^

ma essa voltò strada e si recò in A latri, nella domenica Laelare ei i marzo, rotto
a fronte delle battiture e carezze per de- di nuovo l'altare, rinvenne una cassetta

viarla a proseguire lo stabilito viaggio (e- di piombo coll'iscrizione Hic recondi-


:

guali falli prodigiosi avvennero pure per tiis est corpus s. Sixti PP. Primi, et Mar-
altre ieli(|uie, come ho dello in diversi lyris. All'aprirsi la cassetta usci fuori soa-

articoli). I prodigioaccorso il vcscovoPie- ve odore d'incenso, che riempì tutta la


lio, il clero, popolo d'Alalri, lasciaro-
il chiesa. 11 vescovo nel dì di Pastjua pubbli-
no che la mula naturalmente guidata dal- cò al popolo l'avveuiito [ler la solenne tra-
la divina provvidenza, indicasse ove si do- slazione, la quale seguì al modo detto col-
vea venerare, ed essa si fermò innanzi la r intervento di 20,000 persone, indi fu
catledidle di s. Paolo, avanti la cui por- situalo il s. corpo con maggior decoro e

ta s'inginocchiò sulle scale, come [ler ac- onore sotto l'altare maggiore. Però il ca-
cennare che la liberassero dal peso che po conservando ancora capelli canuti fu i

portava. A contentare la desolazione de- chiudo in busto d'argento per l'annua e


gli alifani delusi, fu loro accordato un dito solenne processione per la ciltà, e un os-
di s. Sislo 1, e ciò bastò a far cessare la so della gamba destra fu dato alle mo-
Co SIS SIS
naclie hcnedeltìne dcirAnnumiala. L'a- gressione, che rimane provato da tante
nonimo, olire il tenore della pergamena, incontrastabili ragioni, che il corpo di s.

riporta quello della lapide marmorea po- Sisto I riposa nella cattedrale di s. Pao-
sta in un pilastro e che narra in breve il lo d'Alatri, onde per divozione verso il

trasferimento in Alatri del s. corpo, e il santo e a gloria della città, ripetè a fa-
suo ritrovamento. Gregorio XII per tu t- 1 vore di tale città quell'eloquenti parole
tociò concesse in perpetuo indulgenza ple- che pronunziò s. Leone Inel sermone in

naria per gli I r gennaio, e pel mercoledì onore di s. Pietro e di s. Paolo venuti in

in Albis. Indi l'anonimo per vieppiù pro- Roma, per abbracciarne il patrocinio, e
vare r identicità del corpo di s. Sisto I quelle altre contenute nell'altro sermo-
in Alatri, ricorda le affermative testimo- ne dello stesso Papa, in die Nalnliss. A-
nianze clie si leggono nel Ciacconio; nel poslolornin. Il vescovo Danti Gommisela
p.Giacobbej^/Z*/. /'o«^J•nelPapebrocllio, compilazione della seguente opera , piti
Ada ss. 6 aprilis, cap. i de sepoUura, tardi pubblicata: Breve narrazione del-
translatione, et invenlione s. Sixd j óeU la miracolosa traslocazione di s. Sisto 1
l'Uglielli che dichiara essere in Alife sol- Papa e martire da Roma nella città d'A'
tanto ///?5tìr«^,cioè semplici reliquiejl'ufii- latri j di d. Cosmo Bonannl, \oagm 1703,
zio divino della basilica Vaticana, in cui si Napoli 72 I. Già nel 689 era slata im-
I 1

suppone venerarsi nelle sue sagre Grotte, pressa in Iionciglione, del p. Gio. Andrea
dicendosi s. Sixù P. et 31. dup. habemus Ferrari, Fita di e mar- s. Sisto I Papa
ejus corpus, poiché fu costume de'Papi tire. La Breve narrazione veramente fu
nel concedere i corpi de'santi di non far- ristampata in detto anno a Napoli, e po-
ne restare priva affatto la chiesa dalla qua- sta in line delle Notizie che vado a ri-

le gli estraevano, riservandolene qualche cordare, onde confutarla co'capitoli 6, 7


buona parte, ciò che serve,secondo il Pa- e 8 princi|)almenle. Nicolò Giorgio, No-
pebrochio e altri scrittori, a conciliare le tizie istoriche della vita e martirio e se»
controversie sui diversi possessori, anzi poltura di s. Sisto I Papa e martire, e
la basilica di s. Paolo ha pure delle re- di varie traslazioni del suo sagro corpo,
liquie di s. Sisto I e ne fa l'uffizio col ri- e dell'ultimo ritrovamento fattone nella
Io doppio. Noterò fra' descrittori della città d' Alife, Napoli 721. hi questo li-
I

basilica di s. Paolo diRoma, che alfer- bro si dice, che nella cattedrale vescovile
mauo ivi venerarsi una gamba di s. Si- à' Alife, ora unita all'altra cattedrale di
sto I Papa, il p. Partenio ossia IMazzo- Telese {^'.), riportando le prove degli a-
lari. Diario sacro t. 6, p. 121. Inoltre latrinijsi conserva il corpo di s. Sisto I,

osserva l'anonimo contro gli alifaui, che e con qualche maggiore particolarità au-
sino al 1 7 1 6 a veauo serbato allo silenzio, nualmenlesolennizza la trasIaziouedaPio-
che deve servire a loro confutazione il de- ma corpo agli i a-
in detta città del s. 1

creto della s. congregazione dei riti del gosto portando la statua del santo
I I 3 1 ,

1607, confermato da Paolo V, eche ri- nel luogo ove fu deposta l'arca, e vi fu e-
porta, nel quale oltre il supporsi indu- retta una chiesuola, per quindi con so-
bitata l'esistenza del corpo di s. Silvestro lenne processione ad esempio dell'anti-
I nella cattedrale d'Alatri, e sussistente ca, riportarla alla cattedrale. In questa
laconcessionedell'indulgenza plenaria di è una lapide indicante, che il corpo di s.

GregorioXIU, confermato l'imme-


resta Sisto 1 conservasi in una sotterranea cap-
tuorabile privilegio che godeva tale chiesa pella di quel tempio, trasferitovi dalla ba-
di celebrar la festa del santo e con pro- silica Vaticana nel i 1 3 i , e che agli 8 a-
cessione nel mercoledì mi^/Z'W colla messa prilei7 16 se ne fece la solenne invenzio-
propria. Conclude l'anouimo la sua di- uè da nig.r Angelo M.' Porfirio cameri-
,

SIS SIS 6i
iiese vescovo d'Alife. Di più nel libro si dottrina e autorità confutò l* eresie dei
trova la descrizione delle ossa ritrovate, SabeUiani , de' Chitiastri e altri eretici.
6 agostoiyiG dal chirurgo e a-
fatta a' In una ordinazione nel dicembre creò 2
natomico Domenico Boccaletti romano. vescovi, 4 preti e 7 diaconi; e governò
Terminerò col di re che a'4seltemI)rei84o laChiesa i i mesi ei?. giorni,epoca di pon-
la s. congregazione de'rili con decieto con- tificato che altri pretendono allungare a
fermato da Gregorio XVI, approvò l'iif- diversi anni. Intanto l'imperatore Vale-
lìzio proprio di s. Sisto I F.ipa e marti- rianOjdopo aver lasciato in pace la Chie-
re, colle lezioni adattate alla storia del- sa e mostratosi favorevole a'cristiani, di-

la sna traslazione in Alatri e per quel cle- venne loro fiero persecutore per super-
ro. La s. Sale dopo la morte di s. Sisto stizione, a istanza di Macriano seguace
1 vacò 7 giorni. de'maghi di Persia. Esso riuscì a persua-
SISTO 11 (s), Papa XXV. Di Ale- dere Valeriano, che i cristiani nemici di-
ne, figlio di Filosofo, posto nel catalogo chiarati della magìa e degli Dei, impe-
de'canonici regolari da quelli che hanno divano l'eirelto de'sagriflzi e la prospe-
fatto tanti altri Papi della medesima pro- rità dell'impero. Valeriano divenne fu-
fessione, diacono oarcidiaconodella chie- rioso contro i cristiani, e 01 dinò al sena-
sa romana sotto il predecessore s. Stefa- to che i vescovi, i preti, i diaconi fosse-
no I, ili crealo Pontefice in età già avan- ro giustiziati senza dilazione, quando an-
zala a'aS agosto del 260. Dice Pearson, che volessero ubbidire che senatori, le ; i

in Annalib. Ciprianicisadan. 258, ch'e- persone elevate e cavalieri romani si de-


i

gli dal luogo dove giacevano, trasportas- ponessero dalle dignità e spogliassero dei
se nelle catacombe i corpi de' ss. Pietro loro beni,e ricusando di sagriflcare si moz-
e Paolo {f'-), acciocché i fedeli nel fu- zasse loro la lesta; che le dame fossero pri-
rore della persecuzione, che allora viep- vale delle possessioni, ed esiliale che gli ;

più inasprii, alla presenza di quelle sagre ollìcialt o servi imperiali carichi di cate-
reliquie, avessero maggior sicurezza nelle ne mandassero a lavorare ne'poderi im-
si

stazioni, cioè ne\\& sa^ve Sinassi [V.) periali,dopo la confisca de'beni. Pertanto
ch'essi radunali facevano ne'sepolcri dei s. Sisto II, dopo essere stalo detenuto nel

marti ri, perseverando si no all'ora di nona Carcere Mamertino, a'G agosto del 261
nelserviiiodivino. A questo Papa s. Dio- pali su d'una croce, come dicePrudenzio,
nisio d'Alessandria scrisse tre lettere per Hymno 2, o lasciando piìi certamente la
prendere consiglio da lui sopra certe dif- testa in mano al manigoldo sotto la man-
ficollà, e lo pregò di tollerare per qual- naia, come vuole s. Cipriano x\?:\XEpisl.
che tempo (jiielli tra gli asiatici che so- 82, su di che è a vedersi Daronio all'an-
stenevano un' erronea opinione circa la no 26 (,n.°5.Altri dissero aver s. Sisto li
validità del balltsimo conferito dogli e- patito glorioso martirio in un cimiterio,
retici, per la gran controversia che sul bat- o in (piello di Calisto di Prelestalo, ove
tesimo era insorta sotto Slefano I{f^-)-
s. si ritiravano i cristiania celebrare i divini
Perciò il Papa li trailo con molta indul- misteri, malgrado il divieto di Valeriano,
genza, esicontenlòd'esorlnrli fortemenle che notai a Cimiteri di Roma, in compa-
a non allontanarsi dalla verità. A s. Si- gnia di Quarto prete o diacono. L' im-
sto Il vengono altribuile due lettere, u- peratore volle che il supplizio seguisse in
ua diretta ad un certo vescovo chiamato un cimiterio, per intimorire cristiania i

Gralo,e l'altra a'fedeli delle Spagne, ma frequentarli nell'avvenire. Essendo slato


ambedue sono stimale spurie. Leboeuf condotto al tempio di Marte perchè sa-
riferisce che «. Sisto li inviò ad Auxer- grifjcasse, e rifiutandosi, fu allora portato
re per apostolo s. PtUegiiuo. Culla sua iu delta prigiouc; di nuovo couduUo al
62 SIS SIS
tempio, ivi si pose in orazione, disse dex- lettere, per congratularsi seco dello zelo

linai te Deus, ed i cristiani presenti i\- che mostrava nel difendere la dottrina cat-
sposeioyé meli; quindi tosto ne cadde una prima delle quali loda il Trat-
tolica, nella

palle. Mentre il Papa andava al suppli- talo del cardinale, e da lui composto in
zio, s. Lorenzo [f\) che avea fatto arci- favore della grazia di Gesù Cristo com-
diacono, mostrò gran dolore di non aver baltula da' pelagiani. Il p. Garnier, in-
la bella sorte di seguirlo, per cui gli disse gannato dalle calunnie de'pelagiani, cre-
che fra 3 giorni ciò otterrebbe, e che il dè che il cardi naie dapprima favorisse que-
trionfo di lui sarebbe slato più glorioso sti eretici con V ITypogiioslicon, ma poi

del suo, perchè non n'era molestato per si mutasse: questo candjiamento è asso-

lasuaelàavanzata,esi verificò. Pus. Sisto lutamente privo di prove, poiché se il cam-


II sepolto nel cimilerio di Pretestato. A biamento fosse stalo reale, la storia non
Chiesa di s. Sisto dissi perchè fu eretta l'avrebbe taciuto. Dopo a ver figuralo an-
in suo onore, e che vi fu poi trasferito dal che ne'ponlificali de'ss. Bonifacio I e Ce-
ciniiterio di Pieteslalo, pare da s. Leone lestino!, con meraviglioso consenso di tut-

III. Dopo tale trasferimento il luogo,con- ta Roma, come uolòs. Prospero m Chron.
tiguo alla chiesa e la chiesa stessa di s. p. 744} f" creato Papa a' 26 aprile del

Sisto, fu detto anche cimilerio di s. Si- 432. Avendo egli fin da quando era ca-
sto, come notai alla citala chiesa. Nel voi. techista con gran zelo anatematizzato sul
LXl V, 67 raccontai, che di re-
p. 1 66 e 1 pergamo in faccia del popolo i dogmi er-

cente si penetrò nel cimilerio medesimo, ronei pelagiani, come testifica s. Agosti-
dopo molti secoli. Si legge negli Annali di no neW Epi si. iCj^, cap.i; così divenuto
£'r5to«,che l'imperatricelrmengarda nio capo della Chiesa con singolare sollecitu-
glie di Lotario I ottenne verso l'SSo da dine si oppose a' loro perniciosi raggiri.
s. Leone IV il corpo di s. Sisto li, e che Giuliano d'Eglano pelagiano famoso, a-
lo depose nell'abbazia d'Erslein in Alsa- dopcrandosi di tutta forza per essere ri-
zia, di cui l'aulicachiesa ancora ne porta messo nella sede e rientrare nella comu-
il nome. Sarà stata una porzione, poiché nione della Chiesa, pose in opera ogni ar-
il Z?/a/ jo/io«/dt«o, nell'annunziare che la tifizio, onde farsi credere veramente con-

sua festa si celebra a'6 agosto nella chiesa vertito; ma s. Sisto III non si lasciò in-

di s. Sisto, dice che vi si conserva il cor- gannare, e ricusò a Giuliano quanto non
po di s. Sisto II. Altrellanto afferma Piaz- meritava. Dopo aver confermalo il con-
za iaA\' Enierologio di Roma, di più di- cilio d'Efeso, approvalo dal predecesso-

cendo che parte del capo è nella chiesa re, s'applicò Cullo stesso zelo a dissipar
de' ss. Quattro, delle sue vesti io quella la fazione de'Nestoriani, e a dileguar Io
di Lorenzo in Lucina, altre reliquie es-
s. scisma nato per cagione dell'eresia di Ne-
sendo nella chiesa dei filippini. Vacò la storio, del quale scisma erano fautori al-
Sede apostolica un mese e 6 giorni. cuni vescovi orientali. Scrisse a Nestorio
SISTO III (s,), Papa XLVl. Romano per niuoverlo a ricevere le decisioni del
e figlio di Sisto, Papa s. Zosimo lo creò concilio d' Efeso che avea condannato i
cardinale prete, siccome dolio, magna- suoi errori, ma questo eresiarca non vol-
nimo, pieno di zelo e valore. Quando quel le soltomellersi. Però ebbe la consolazio-

l'apa condannò i pelagiani, tali eretici di- ne di riconciliare gli orientali e Giovan-
vulgarono falsamente per l'Africa, che il ni vescovo d'Anliochia, con s. Cirillo pa-
cardinal Sislo parteggiava per loro; ma triarca d'Alessandria, e fece molti elogi
il cardinale fu ih. "che disse anatema con- all'umiltà eallesuedisposizio ni pacifiche.
tro i loro errori, dopo la pontificia sen- Giovanni, ch'era fautore di Neslorio, fi-

tenza. Il perchè s. Agostino gli scrisse due nalmeuteconfessò ch'era stato 2Ìustameu-
SIS SIS 63
(c'condannafodal concilio, esosliluito nel- peratore l'avea privato de'benì, gli am-
la sua sede Massimiliano, Da questa pace ministrò il Viatico, ne unse il cadavere
ii-starono esclusi tra due metro-
gli altri, e prese amorevole cura di farlo seppel-
politani, Elladio di Tarso e Eulero di Tin- lire. Volendo il Papa erigere un trofeo in
nì, i quali ostinati nella loro perfidia, ap- onore della B. Vergine, per la vittoria ri-

pellarono dal concilio a s. Sisto IH, che portata contro l'eresia di Nestorio, am-
non fu ad essi favorevole, sol perchè essi pliò e quasi rinnovò la Chiesa di s. Illa-
non desisterono di patrocinare gli errori ria Maggiore (/^.), che arricciù di pre-
di Nestorio. Trattano benissimo la sto- ziosi doni e copiose rendite: ivi pose il suo
ria di rpiest'appellazione due Pagi nella i nome coli' epigrafe di Episcopns Plehis
Critica del Daronio, an.43 3,n.° i o,e nella Dei,(ìe\ qual vocabolo parlai a Pieve. Di-
/'ita (li s. Sisto in, dove fanno vedere ce l'Ugonio, che con quelle parole vol-
(pianto a tolto hanno alcuni creduto, che le Papa dimostrare, che avea fatti (|ue-
il

non mai a'Pontelìci romani, ma sempre ai gli ornamenti perchè il popolo di Dio che
generali concilii, abbiano antica mente ap- visitava la chiesa, li godesse. In tale ba-

pellalo vescovi orientali. Il Primato (P^.)


i silica coprì l'altare con lamine d'argento
liei Papa è chiaramente dimostrato dalle del peso di 3oo libbre, le die 5 vasi d'ar-
lelleie di s. Sisto ili a'vescovi d'oriente, gento di 5 libbre, calici ministeriali d'ar-
e vi si dice die il sommo Pontefice è in- gento ciascuno di 3 libbre, boccali.acqua-
caricalo della cura di tutte le chiese del manili, corone, camlellieri ,
profumieri,
mondo; che non si può senza peccalo stac- un cervo per gettar acqua nel battisle-
carsi dalla fede della chiesa apostolica ro- rio, il tulio di argento. /\llre degne me-
mana, nella quale s Pietro non cessa d'in- morie della sua magnificenza lasciò nel-
segnare per bocca de'suoi successori quello la Chiesa di s. Lorenzo fuori delle mu-
ch'ebbe appreso da Gesù Cristo. Aven- ra di Roma, nella Chiesa di s. Giovan-
do s. Sisto III scritto a'vescovi dell' llli- ni in La[erano,tà'\u altre basiliche e chie-
ria , eccitandoli a onorare e ubbidire il se diRoma. In 4 ordinazioni creò nel di-
vescovo di Tessalonica come vicario apo- cembre 5ì vescovi, 22 o 28 prelati, e
stolico, le sue parole furono abusale dai 13 diaconi. Governò la Chiesa, acerri-
novatori ; come però debbansi intendere, mo mpugnaf ore de'pelagia ni enestoriani,
i

l'insegnò il dotto p. Cappellari, [)0Ì Gre- e molli ne fece rientrare nel suo arem-
gorio XV I, nel Trionfo citila s. Sede, cap. ho, 7 anni,i mesi e 2 giorni. Morì a'28
1

2, u." I I . Nel 433 s. Sisto HI ordinò ve- marzo del 44o> giorno in cui se ne ce-
scovo di Ravenna s. Pietro Crisologo, es- lebra la festa, e fu sepolto nelle catacombe
sendo a ciò miracolosa mente avvisalo dal- accanto alla suddetta basilica dis. Loreu-
l'aiiONtolo s. Pietro. A Roma, nel descri- zo:a lire sue reliquie si venera no nella chie-
vere il concilio tenuto nel 433, narrai che sa di s. Croce in Gerusalemme, ove fu
Basso d'una delle migliori case della citlà, celebrato il memorato sinodo. Abbiamo
osò denigrare la riputazione del Papa con di s. Sisto IH 8 lettere. Lar.^ai vescovi
orribile calunnia; ma essendo stalo esa- il'orienle del concilio d'Efeso; la 2.' e la
minalo l'aliare alla presenza dell'impe- S.'^a S.Cirillo di Alessandiin; la 4-" a Gio-
raliire Valeiitiniano IH, questi lo condan- vanni patriarca d' Antiochia ; la Ci.^ e la
nò, ed i vescovi lo privarono della comu- G.'^ a Perigene vescovo ili Corinto; la 7.^

nione. ÌN'on pertanto, s. Sisto IH a imi- a Proclo vescovo di Costantinopoli; l'S.''

tazione del Salvatore, non solo perdonò a'vescovi ilell'lUiria chesi doveano adii»
al suo fiero nemico, ma anzi lo visitò in nare in concilio. .Avea scritto altre molle
persona nel ma le da cui fu cui pi fo, gli som- lettere che si sono perdute, e Ira <pieste
uiiuislrò tulio il bisognevole perchè l'iiu- ad Auteiio di Cai'li)jjine,nella quali» cipo-
-

64 SIS SIS
neva lasua opinione sopra l'eresia di Pe- biscia , egli poteva iliisi savonese, e co-
jagio, a s. Agostino ed a s. Alipio, Nel- me tale lo riconobbero i suoi coetanei ;

la Bi/jlioleca de Padri i\ trovano 3 trat- tua dopo tal separazione, fu detto e con
tali attribuiti a s. Sisto III, cioè delle rie- ragione d'Albisola. Neli4i4)'" ^"' "^*^'
cbezze, dei cattivi dottori e delle 0[)ere que, essendovi gran mortalità, ond'è che
Vacò la cliie-
della lede, e della castità. molti fuggendo a Ile parli remote del coni
sa romana un mese e giorni. i i mercio, Leonardocondussela mogiienel-
SISTO IV, Papa CCXXII. France- la villa di Pecorile, sul territorio di Celle,
scodella Rovere nacque nello stato di Gè- ove nella casa degli Spolorno si sgravò di
nova a'2 1 luglio i4 '4 {'^oa pare il 1417 Francesco. Gli Spotorno tuttora padro-
sostenuto da Platina, Panvinio, Ciacco- ni di quella casa, ne mostrano l'avveu-
uio, e dall'anonimo autore della Vita di turosa e memorabile stanza. Grave que-
Sislo II', il cui originale mss. si conser- stione insorse sulla condizione de'genito-
va nella libreria dell'ospedale di s. Spi- ri di Francesco, e ben disse il Vaccolini
rito,aldiredeir01doino),nella villad'Al- nel cenno biografico, che con l'efligie di

bizola Albisola, territorio poco distan- Si>.to IV pubblicò nel t. 7, p. p. 8g del-


le da Savona. Molti scrittori questiona- V Album di Roma. « Dicotal uomo non

no sulla patria, il Foglietta dice Celle 5 vuoisi corcar l'origine; che altri forse per
miglia da Savona, ma un bel numero di odio alla Chiesa troppo la deprime; al-

da Novaes, nella Storia di


slorici citati tri per gradire troppo l'innalza : piùglo-
Sisto IV, sostengono Albizola; e questo ria a lui, essere stato a se slesso autore
aggiunge, che un numero ntaggiore di grandezza Chi vorrà oggi niegarne
di sua !

scrittori che nomina, lo allermano di Sa- Fonore alla famiglia dulia Rovere, an-
\'ona,come nato in una villa di sua ca- tica e nobile del Piemonte? " Riferisce
sa vicino a Savona, ove sua madre si era JNovaes, eh' era la famiglia della R.overe
ritirala per paura della peste che infie- una Piemonte, il ceppo
delle nobili del
riva nel Genovesato, a'quali si accresce della quale provenuto da'longobardi vi-
i'autorità del medesimo Papa in diversi vea nel 700: alcuni la fanno originaria
brevi diretti a'cittadini di Sa^'ona,<A\e- dello stato sanese, ove fiorì col nome di
gli chiama sua patria; laonde a tale ar- conti Ghianderoni, cambiando nel variar
ticolo narrai le dimostiazioni d'esultan- paese il nome del fruito con quello della
za de'savonesi alla sua esaltazione, la Ro- pianta, ch'è lo stetnma de'Rovere; come
sa d'oro, che il Papa loro donò, e le sue rileva Gigli, Diario Sanese t. 2, p. o3. i

naunilicenze esercitate colia città. Il sa- Si vuole da diversi scrittori, IVa'quali Fre-
cerdote Semeria i\(t\\^ Storia eccltsiasli- goso storico genovese e in questo ben i-
ca di Genova e della Liguria, (\\c\i\avdi struito, che Francesco fosse figlio d' un
Albisola la patria di Sisto IV, per testi- pescatore, mestiere che dicono aver egli
monianza de' piìi gravi scrittori antichi pure esercitato ne'suoi primi anni, e che
e moderni, abitando suoi genitori Leo- i passando nel Piemonte si guadagnasse in
nardo della Rovere
Lucchina Rlonleo-e tal guisa l'amore di casa della Rovere,

ne, quella parte d'Albisola che dicevasi che questa gli die il suo cognome e la sua
la Fida de Bruciati, in un luogo detto arme. Aggiungono che il fratello di lui
ancora oggidì de' Papi (per esservi pur Battista fosse barcarolo nel tempo ch'egli
natoda Raffaele fratello di Sisto IV, Giù- era frale, e che con una barca de'Pavesi
liano poi il gran Giulio li). E perchè tal di Savona facesse de' viaggi col carico di
contrada spettavaalloraal comune di Sa- formaggi da Cagliari a Savona. In essa
vona, dal quale fu slaccata verso il 53o i serviva Ginliano suo figlio giovinetto, ed
peruuirlaoiestituirlaallacomuuitàd'Al- esscado Battista morlo in Cagliari, se ne
SIS SIS Gj
venne il Savona, econlinnò
figlio salvo a di maestio ili filosofia e teolo|5Ìa,e ben pre-
a servire in detta barca, che in breve re- sto per la sua etnincnte dottrina fu ciiia-
stò [)reda de'corsari e Giuliano srliiavo. malo teologo acutissimo e oratore egre-
I\Ia prima che la fusla potesse lidiirsi in gio. Quindi le università d'Italia fecero
Larberia, fu liberata da'cavalieri di Ko- a gara in averlo per lettore, e l'oUenne-
di, e Giuliano restalo libero si pose a ser- ro l^idova, Bologna, l'avia, Siena, Firen-
vire un di que' cavalieri. Venuto egli a ze, e Perugia della quale consegui la cit-

snpere che lo zio era cardinale, si recò in tadinanza.Dalosialla predicazione, fu gin-


Roma e fu mandato a studiare in Pavia; dicalo eloquentissimo dicitore, in tutte le
creato poi lo stesso zio Papa, tornò in Ilo- città d'Italia ove ascese il pulpito. Fatto
ma. Su questa narrazione si poniio leg- suo compagno dal generale Sarziiela, fu
gere: Lorenzo Cappellini, Ra^ionanienli ministro [)rovinci.iledella provincia diGe-
i'arì, Genova iSyó; e 1' Anonimo della nova che visitò e(Iicacemente,e vicario ge-

ì'ila di Sisto IV, presso Muratori, Seri- nerale per l'Italia, dopo essere stato pro-

jìlor. Rer. Ilal. t. 3, par. 2, p. 1 o53. Altri cuiafore generale dell'ordine, per cui a-
peròsostengono.che da Simone della Ilo- bitò il luogo contiguo alla chiesa di s. Sai-
vere, passatodalPiemontein vSavona,(|ui- valorein Onda, che con questa ora èdell.i
vi avesse Francesco la nascila da Leonar- congregazione denominala Regina degli
do della Dovere, che vi esercitò i princi- Aposloii (V.), ed in memoria vi fu po-

jiali ulilzi della patria, e da Luchina I\Iu- sta iscrizione marmorea: finalmente nel
gnone dama di quella città, quali i fug- 14^4 al capitolo generale di Perugia e
gendo la peste si ritirarono in una loio perconsiglio di s. Giacomo della Marca fu
villa ove nacque Francesco, a cui fatto eleltoniinistrogeneraledell'ordine/'V^T/z-
l\ipa la fiimiglia della A'owrrc (/'.), quel- cescano , al quale articolo notai quanto
la (ìe'Riario (V.), e di altri parenti do- ne fu benemerito, eche ottenne pe'con-
vetlero il loro incremento nelle ricchez- ventuali la Chieia desi. XII ripostoli.
ze e negli onori. Parve alla madre vole- Del suo governo, ecco come si espresse
re del cielo, che il fanciullo Francesco ve- il p. AVadingo, « Ed in vei'o, egli pare-

slisse l'abito francescano, onde di q anni va fatto dalla natura per governare: co-
enlròtra'frati minori. ]\el convento di Sa- sì era alTabile, nel dire efficace, arguto nel
vona imparò la grammatica, i lodali co- rispondere; padre a lutti, reverendo ai
slumi e le regole dell'ordine dal p. Gio- buoni, temuto da'catlivi; nel conversare
fauni di Pinerolo;in Chieri, nel conven- cogli uomini dotti erudito, né acciglialo
to edilicalo da s. Francesco, studiò la dia- co'semplici: con lagioni, non con ingiu-
lettica, della quale molto si piacr]ue in ; rie riprendeva altrui dalle colpe commes-
Pavia e in Bologna ascoltò lezioni teolo- se; prudente aticora, parco nel vitto, di a-
giche e filosofiche, e ne tenne pubblica speltogiocondo". Aggiungerò col Fdelfo,
disputa in Genova innanzi al capilologe- in lib. 28 Epistolar., ch'egli era slatti'
nerale de'suoi religiosi, in cui si distinse ra qnndani heroicaj mentre il Cappe!-
fra tutti. Avendosoli 20 annijSembiòassai lini dice ch'era piccolo, co>>ì ÌNovaes. Os-
singolare ch'egli sapesse francamenlera- serva il Cardella,cheallora fu checontut-
gionaredi scienze cos\ alte, con facondia, lo l'impegno si dedicò a promuovere i
chiarezzae profonda soUigliezza : fr. Gu- buoni sludi nell'ordine, ed ebbegran par-
glielnioCasaleminislrogeneralede'mino- te nella controversia eccitatasi tra'fran-
ri, ne restò tantocooìmosso,chenon8oppe cescani e domenicani sul Sangue (V.) di
tenersi dall' abl)rncciare allettuosamcnle Cristo, intorno al quale sni'ise un'opera,
il valoroso disputante, lodarlo e inoorag- De Sanguine C/iristij olire Dcjiitiiris con-
girlo. Francesco vice ve iu Padovail lilolo tingcnlibusy ed allre sopra argomenti fi-
66 SIS SI S
losoflci elco\oi^\à, come De potenda De!; nali si rinchiusero inconclavc, preseli no-
e /Je Conceptioiie Firginis, nioslraiulo ine di Sisto IV. Trovo io Rinaldi all'au-
s, Tommaso e Scoto concordi nelle sen- noi476,n.''i9,clies.Giacomodella Mar-
lenze se discordi apparivano nelle paro- ca suo correligioso, gli avea predetto il

le, il perchè e meritanienle il consiglio generalato dell'ordine, il cardinalato e il

di lui nelle cose «Iella fede fu tenuto in pontificato. Sembra che nello stesso gior-
giandissimo conto. Non avea ancora fi- no sia stato con^agrato vescovo dal cardi-
nila la visita de'conventi dell'ordine, che nai d' llstouteville, ma non volle essere
stando in Pavia per condursi a Venezia, benedetto e coronato sulle scale di s. Pie-
ricevè lettera da Roma, che Paolo Hai Irò che 7 giorni dopo, a'sSdi detto mese.
i

I
7 selteodjre 1467, previo indulto di con- Nel quale, con cpiella pompa descritladal-
(inuar nel generalato fino al capitolo, lo l'Infessura nel suo DiVzr/o, presso Mura-
avea creato cardinale dell'ordine de'preli tori, Scriplor. Rer. Ital. t. 3, par. 2,p.
a istanza del celebre cardinal Ressarione. i 43, ove per lai.^ volta in vece di /pro-
1

Questi oltre l'essere protettore dell'ordì- cesf:o si legge il vocabolo Possesso, s\ re-

ne e titolare de' ss. Apostoli, era suo a- co alla basilica Lateranense. In questa
micissimo, socio nella greca e latina elo- magnifica funzione insorse tal tumulto
(pienza, non pidjblicandocosa alcuna pri- nella plebe, calpestata dalla guardia pa-
ma d'averne riportato il di lui giudizio, pale, ch'egli andò a pericolo della vita
Tornato in Roma
ben accolto dal Pa-
fu nello stesso suo trionfo e tra gli applausi,
pa, e da' cardinali che gli somministra- e gli toccarono anche molle sassate sulla
rono larghi sus>.idii. Paolo 11 nell' im- piazza Laterana, le quali cessarono per
porgli il cappello cardinalizio, disse agli essersi interposto il cardinal Latino Or-
astanti : Ecco il nostro successore, comQ sini, personaggio di grande autorità coi
riferisce il p. Wadingo, Annal't 1. 3, p. 1 suoi concittadini. Appena la repubblica
427. Questi però col Ciaccofiio e altri, di Genova seppe la sua assunzione al tri-

crrò sul tempo dell'elevazione al cardi- regno, che mandò una solenne ambasce-
nalato. Ricevè per titolo la Chieda di s. ria d'8 onoralissiini cittadini a preitar-
Pielro in Vincoli , ne fece restaurare il gli ubbidienza, al modo notato in quel-
propincjuo palazzo del titolare, il eli e a f- l'articolo, e riportandone privilegi; ed a
fermano Semeria e Vaccolini, e vi si re- Savo^j a dissi di quella pur da essa man-

cò ad abitare nìodo edificante colla fa-


in data a Roma. Già i fasti di questo me-
niiglia, conlimiando diletti suoi studi e
i morabile pontificalo gli ho sparsi a'iuo-
intraprendendo quelli del gius canonico, ghi loro, laonde mi limiterò a breve ri-

Passati (|uasi4anni, per morte di Paolo capitolazione, potendosi il di più vedere


II entrò in conclave a' 6 agosto, e vi por- in quegli articoli che indicherò in corsi-

lo per conclavista il figlio di sua sorella vo e ne'relativi. Priina cura di Sisto IV,
Violante, p. Pietro Riario francescano di di alti spiriti e zelo ecclesiastico, fu la ri-
grande ingegno, il quale molto si ado- forma della disciplina, e la guerra saa-
prò per l'esaltazione dello zio. In prin- la, dedicando suoi pensieri per ritro-
i

cipio 18 sagli elettoli volevano Papa il


i vare mezzi di reprimere gl'impeti del-
i

cardinid Bessaiione, che se ne schermì pei l'imperatore ottomano MaomettoII.Per-


suoi 80 anni ; ma nel 3. "giorno di con- ciò a'iG dicembre spedì a diversi prin-
clave concorsero con tulli i voli nella per- cipi d'Europa per eccitarli all'unione con-
sona del cardinal della R.overe, e lo crea- tro il comune nemico, 5 cardinali legati,
rono Papa a'g agosto 47 1 I, in elii di 07 fra' quali Ressarione in Francia, Rorgia

anni ; ed egli in memoria di s. Sisto 11 poi Alessandro VI in Ispagna, Rarbo in

Papa, nel giorno della cui festa i cardi- Germania e Ungheria, e Caraffa, già ce*
SIS SIS 67
lebie pel suo zelo militare, per comnntlar basilica Laleianense ripristinò i canoni-
la llolla contro gl'infecleli. Impose le de- ci secolari, e limovendone regolari die i

cime agli ecclesiastici, concesse indiilgen- loro il titolo di Canonici regolari Late-
ze a' crocesignati, e per operare con più r^'2^«5/,conce<:se loro molti privilegi, e di-
eflicacia, fece partire nell'anno seguente poi die loro l'abbazia di s. Pateroiano di

in Levante, sotto il comando dello sles- Fano, colconsenso del vescovo Andrea
so cardinal Caraffa, una flotta che benedì Pil),al modo che narra Amiani nelle Me-
in peisona, come rilevai a Marina fon- morie isloriche di Fano: e Gio. Battista
TiFiciA, forse col rituale ivi citato. Con J)Qa\ex\n\\\^ Esequie celebrate per la fel.
(piost'armata, si rese e fu saccheggiata e me. di Sisto If nel cenlesimo anno del'
bruciata Smirne; ma questo non fu ba- /' unione della badia di s. Paierniano,
stante a frenare il possente Maometto IF, alla congregazione de'canonici regolari
per quelle vaste conquiste ch'enumerò a del ss. Sahatore, Pesaro i584- Inoltre
Sisto IV l'ambasciatore veneto Dcrnar- fabbricò pei- quanto dirò, a'medesimi ca-

do Giustiniani, con orazione la quale si nonici,Ia Chiesa di s. Diaria della Pare^


legge nel fine del ricordalo trattato del di cui riparlai nel voi. LXI V, p. i 7 ei8;
l'apa sul Sangue prezioso di Cristo. Nel mentre il già nominato cardinal Caraf-
i47 1 fece la sua i." promozione e creò fa, non solamente edificò a'canonici re-
soltanto cardinali i suddetti nipoti fr. Pie- golari il contiguo monastero lernjinalo
trio /»/<7r/o e Giuliano della /lore/Vj,- qua- nel i5o4, ma fu loro largo d'altre be-
sii divenne il glorioso Giulio 11, T altro nefìcenze. Di tutto egregiamente scrisse
poco visse alquanto ambizioso, e sover- C.i\v\oFea, Pro nìenwriaperlaven. chiesa
cliiamenteprodigoe magnifico. Nellosles- dt s. Maria della P(7rf', Roma 18 1 7. Nel
801471 die al senato romano la custodia i^'j^S\%\o IV istituì il vescovato di Ca-
delle antiche statue di bronzo ch'erano sale, colla bollaPro Ecclesiae; appro-
nel palazzo Lateranense,e che notai a IMu- vò l'ordine òe Minimij confermò quello
SEO CAriTOLi^o (ove fu errato 1* anno); degli Agostiniani scalzijec] agli Agosli-
del'a qual munifica concessione esiste nel ni ani eremiti, della provincia di Lombar-
palazzo de'conservatori una rnemori.i in dia, die la Chiesa di s. Maria del PopO'
marmo, ivi ritrovata dal marchese Mei- In, che rifabbricò da' fondamenti, oltre
chiorri presidente antiquario del mu<eo, l'avergli costruitol'ampio convento an-
ecomeinedita e di bella latinità, pubblicò nesso, donato propincpii terreni, istitui-
nel Saggiatore Romano l. i,p. 27,7. Per to nella chiesa 6 penitenzieri come nel-
estinguere l'eresia degli us'^ili, nel \\'J'X le basiliche e beneficati in altre guise. In
Sisto IV riconobbe re di Boemia quello conferma del G////'//fo universale ridotto
iyUngheria Mattia, assolvendo boemi i da Paolo II ad ogni i5 anni Sisto IV ,

dal giuramento fatto a Ladislao II figlio celebrò VAnno santo\/^j5, essendo egli
del re di Polonia. Investì del ducato di il r. "secondo alcuni che diede a questa in-
Terrara Ercole I, con annuo tributo. E- diligenza i! nome di Giubileo, altri attri-

sentò Ferdinando I le di Napoli, sua vita buendolo a Clemente VI. In questo ri-
durante, dall'annuo censo, purché faces- cevè splendidamente in Boma colla sua
se presentare l'omaggio della Chinea,{\\- naturale magnificenza. Cristiano I re di
fendesse il litorale pontifìcio da' corsari, Danimarca, Giovanni duca di .V^j.vo/i/Vr,

soccorresse il Papa ne'bisogni con triip- Ferdinando I re di Napoli colla moglie,


pe , e riunisse le sue armi per combat- già essendovi Carlotta regina di Cipro
lere il turco. Ordinò che nell' avvenire (alloggiata nel palazzo poi Ospizio dei
gli Uditori di PiOt.ì , in vece di ì .\ fos- Convertendi, e ora collegio ecclesiastico
seroia. l'er contentare i romani, ncliu [ic'converteDdi inglesi, come rilevai nel
G8 SIS SIS
Tol. LXIII, p. I24> *^ *^'^' quale parlano tirò in diversi luoghi, lasciandovi per le-

gli /annali delle scienze religiose, a." se- gato il cardinal Cibo, poi successore In-
rie 1. 1 i,p. 12 5), e Caterina regina di
^o- nocenzo Vili. Per arrestarne il flagello,

5«/a che lasciòregno alias. Sede. A SiR-


il con copiose indulgenze impegnò fedeli i

MIO, riparlando meglio delia Bosnia, col a celebrare la festa della Concezione di
n. Casimiro da Roma, rettificai quegli INIaria, ch'egli dice espressamente imma-
scrittori che dissero la regina Caterina colata. Della solennedisputa tenuta sulla
(morta in Ronia di 54 anni,a'25 ottobre medesima da Sisto IV avanti di se, feci

1478) venuta in Roma neh 475, men- parola nel voi.XXVI, p. 107. Quindi il
tre essa vi si recò sotto Paolo li. Nel me- Papa partì da Roma a' io giugno per Vi-
desimo anno apri la strada che dal suo lerbo , Campagnano , Vetralla, Amelia,
nome si chiamò Sistina, e dal Castel s. Narni, Acquas^)arta, lìagnorea, Asisi, Fo-
Angelo conduce va a s. Pietro, poi det- ligno, da cui riparti per Roma a'7 otto-
ta Borgo s. angelo, E qui noterò, che bre, essendo prima stato a Spoleto, Pie-
Ja via dell' Orso fu già denominata Si- s. Lorenzo, Monte
diluco, Rieti, Poggio
stilla perchè questo Papa la fece lastrica- Lebete e Momentano, rientrando in [io-
re, cambiandola nomenclatura per quel- nia a'23. Nel 1477 Sisto IV rivolse le sue
la scultura di marmo esprimente un or- cure a mantener la [)ace d'Italia, alTinchè
so, e collocata sull'angolo del fabbricato, INIaometto li vedendola in guerra civile

donde incomincia il vicolo del Soldato. non vi Milano per


entrasse; perciò spedì a
Al tielto giubileo concorrendo pochi pel- legato il cardinal Arcimboldi, con piena
legrini in R.oma, per timore della guerra autorità di scomunicar tutti quelli che cer-
e delia poca sicurezza delle strade, il Pa- cassero novità per l'uccisione del duca Ga-
pa pose il giubileo in Dologna^n Beneven- leazzoM.'Sforza.Un'alti a legazione man-
to e in vantaggio pure del reame di Na- dò al regno di Napoli, affine di togliere

poli come rimarcai nel voi. LIV, p. 160. il pericolo di guerra che temevasi, perchè
Egualmente nel 147^^ 'I Papa ordinò che molti dicevanocheFerdinando I come fi-

le feste della Visitazione della B. Vergi- glio naturale d'Alfonso V d'Aragona, te-

ne, e A' Ognissanti i\ celebrassero con 8.'' neva ingiustamente il regno e che questo
Nell'anuostesso eresse in metropoli eccle- spettava a Giovanni II red'Aragona:que-
siastica Avignone, ch'era dominio della sle turbolenze si quietarono con isposare
chiesa romana, ne lece legato e i. "arcive- Ferdinando la figlia di Giovanni 11, ed
1

scovo il nipote cardinal Giuliano, con au- il Papa spedì a benedir le nozze il cardi-

mento d'autorità; ed avendoli cardina- nal Borgia legato. In detto anno dichia-
le inAvignone fondato il collegio f/e//^/?o- rò festedi precetto quelle della Concezio-
vere, il Papa l'approvò e vi prescrisse gli ne, àe.\\a Presentazione al Tempio, di s,
statuti colla bolla Sacrosancta romana Anna, di s. Giuseppe, e di s. Francesco

ecclesia, da' 1 3 agosto j.^6,Biill.Pont.(le


1 per tutta la Chiesa. Notai a Concistoro,
fìrop.fide,\ppend\xl.ì ,]). 12. In quest'an- che il Papa si recò col sagro collegio a te-

no Maoraello dopo aver conquistato


li nerlo nella camera dell'infermo cardinal
Teodosia, si accinse a piombar sull'Italia, Latino Orsini, e osservai ch'egli fece piìi

laonde il Papa stimò suo dovere di re- P/-o/?io:;/o/zt cardinalizie de'suoi predeces-
priiìierne gli sforzi, con iuviarediversi le- sori, avenilo creato in 8 concistori 34 car-
dati a'principi cristiani affine di concitar- dinali, fra'quali uscirono Innocenzo Vili
glieli contro; ma lesue premure e suoi i e Giulio II; perciò rilevai a Sagro Col-
paterni desiderii non riuscirono con suo legio, che Sisto I V senza riguardo al con -
." ampliò più di
cordoglio d'alcu n elFelto. Nello stesso tem- cilio di Basilea, pel i lo
po, compresa Roma da PeslUcaza, si ri- lutti i predecessori. A Firenze raccontai
SIS SIS %
In famosa congiuro tIe'Pa7zi,scoppiata nel de annalista d'Italia, approvò le cose ve-
I 478 a'7.6 oprile conilo i/iyf<^//V/, nel duo- re, lihallè con modcraziune le false oal-

mo e alla presenza del nipote del Papa terate.AnchcMnratori confessa che il gio-
cardinal Raflaele Biario, che corse peri- vane cardinal Riario verosimilmente non
colo di eìsere ucciso come Giulianode Me- era consapevole di ciò ch'era per succe-
dici restando (erito il fratello di questi
, dere. 1 nemici di Sisto IV vogliono che
Lorenzo. 1 principali congiurali con Sai- fosse inteso non solo della congiiu-a, ma
viali arcivescovo di Pisa furono poi mas- di più de'mezzi, e perciòdell'omicidio sa-

sacrali, e il cardinal Kiario imprigiona- crilego che ne dovea risultare. Il flimoso


lo, perchè era fama che Sisto iV non po- tragico Alfieri, audacemente nella trage-
tesse soffrire Medici, perchè frastorna-
i dia: La congiura de Pazzi, fa dire al Sal-
vano l'iimbizione dell'altro nipote Giro- viati uccisore di Giuliano, che lostilo glie-
lamo fiiario divenuto principe di /Hor//, lo die il Papa dopo averlo benedeltol II

eche per la lagioiie opposta Pazzinves- i Semeria che difende Sislo IV, nel conve-

sero acquistala la sua benevolen7a. Olire nire ch'egli volesse togliere o impedire la
a ciò i fiorentini a isligozione di Lorenzo signoiiade'Medici, solennemente procla-
Ic'iitaiono occupare alcune città pontifi- ma calunnia che fosse inleso de'mezzi or-

cie, onde Sisto JV pieno d'amarezza per ribili della trama, come per tale la rico-

tanti Irisli avvenimenti, indignato nello nobbe Fleury, ed anche altri autori nien-
stesso 1 478diè sentenza di scomunica con- te favorevoli a'I'api. Sislo IV fulminò le

tro i complici di tali delitti, e sottopose censure contro g!i uccisori del Salviati,

Firenze all'interdello per morie vio- la perchè sebbene colpevolissimo, non do-
lenta del Salviati. 1 non si cu-
fiorentini veano farsi giustizia da per loro. Dalle ri-
rarono delle papali censure, e solo mollo cerche fatte dal Semeria emerge, non do-
tempo dopo rilasciarono il cardinal dia- vere far meraviglia che i fiorentini scrit-

rio, ingiustamente ancli'egli accusalo di tori contemporanei non discolpassero il


connivenza co'Pazzi, Il Papa fatta lega col Papa, avendo prevalso nella lotta pos- i

redi Napoli, spedino grande esercito con- senti Medici venuti in allo favore de'lìo-
trol fiorentini, comandalo da Alfonso fi- rentini per la loro seducente liberalità e
glio del re, e da Fedei ico duca d'Uibi- splendidezza. 1 Pazzi d'allrondeerano ge-
uo cioè le milizie dellaChiesa. Questogiu- neralmente odiati dal popolo e così Sai- i

sto rigore die motivo a molli popoli d'I- viali, il quale odio couie per rimbalzo ri-

talia e oltramontani per lacerar la ripu- cadde sul Papa e suoi, poiché il tradimen-
tazione di Sisto IV, ed insieme di forma- to de'primi e la crudeltà indispose tutti
re con Irò di lui una lega, composta di Lui- gli animi, anche pel sagro luogo ove lu
gi XI redi Francia, il duca di Milano,! commesso l'eccidio e nel supremo mo-
veneziani, il duca di Ferrara e altri fau- mento dell'elevazione dell'Ostia adorabi-
tori de'fiorenlini. Dipoi non pochi scrit- le; enei caldo delle passioni de'partili di-

tori incolparono Sisto IV dell' uccisione venta troppo diflicile il discerneie il ve-

di Giuliano e di far parte della congiura, ro dal lalso. Fra le diverse citazioni d'au-
e fra gli altri critici Muratori ne scrisse tori, che si leggono nel Semeria, onde di-
acerhamente. Però le sue imputazioni e- fendere Sislo IV, si 1 icorda una lettera
quamenle furono ponderateda gravi sto- del re Luigi XI al Papa, colla preghiera
rici e segnatamente dal p. Spotorno nel- di non lasciar impunito alcuno de' con-
la Storia leilcraria t. 'x, p. 5, che pro-
i 1 giurati, di fare riparare detto eccesso, e
fessando quel gran principio dell'arte slo- di far punire tutti delinquenti e tulli
i

rica, nulla dire di falso, nulla tacere del- (juelli che ne sono consenzienti o parte-
la verità, seguilo nella narrativa il gran- cipanti. In essa non si appalesa neppur il
70 MS SIS
Mjspello di credere die il Papa Hjsse in- pra di essa lebasi dell'apologia, con chia-
leso della congiura. S'invita ancora a leg- mare ad esame i discorsi che si tennero
j^erc, La voce della ragione, t. xi, p. i S^: preventivamente col Papa, e le risposte del
iSislo 1 V
Lorenzo il lìJagnifìco, che ap-
e. Papa stesso. Quindi confrontò le date del-
|)uuto e con buone ragioni discorre del- le operazioni del governo fiorentino con
l'a vvcnia)enlo. Non che si può leggere la qiiellede'risconlri edelle misure che pren-
confessiouedcl Monlesecco e riportala dal deva Sisto IV, che non era mai stato
il

Koscoe, come il Sismondi avverso a Sisto effettualo in sua difesa per ciò che riguar-
IV, nella Vita di T^orenzo il Magnifico, da le conseguenze della congiura, e così
t. 2 append. p. yS, la quale viene ripro- rivendicò l'onore del medesimo Papa an-
«lotta insieme colla scomunica o contro- che contro le accuse del de Potter.
scomunica del sinodo fiorentino contro Nel 147B Ferdinando V re di Spagna
il Papa. Leggo negli Annali delle scien- ottenne da Sislo IV una bolla per stabilire
ze religiose, 1. 3,p. 222, che il dotto mg.''
1 il tribunale dell'inquisizione sotto l'auto-
Stefìino Rossi nell'accademia di religione rilà del ree indipeiulenza da'vescovi. Su
cattolica inliomaa'27 maggio 84 1 1 lesse questo grave argomento meglio è veder
la dissertazione: Ri/Iasioni in difesa del Spagna. Essendo signore di Bracciano il

Papa Sislo IF, perciò che ne dissero il celebre Virginio Oisitii, gran con testabile
ile Potter ed altri storici rispetto alla con- del regno di Napoli e uno de'[)iìi valorosi
giura de Pazzi e sue conseguenze. Prese capitani, ilPapaagli 1 i luglio partì da Ro-
l'illustre prelato le mosse dalla contrad- ma per godere l'amenità del silo, e poi vi
dizione, a cui per divino oracolo fu e sarà ritornò a' 16 settembre, come favorevole
sempre esposta la legge evangelica; e ve- agli Orsini e contrario a'Colonna, essen-
nendo alla marna, da cui sembra trava- do gli Orsini grandi amici del nipote Gi-
gliato il nostro secolo, di voler did'amare rolamo Riario. A Colonna famiglia e a
tolti gli atti delIaChiesa e disonorare prin- Op.sim famiglia e articoli relativi delle lo-
cipalmente i romani Pontefici, mostrò di ro possessioni, limarcai che il Papa ebbe
quanta infamia si siano coperti qucgl'i- motivi di mostrarsi avverso ai primi, be-
taliani scrittori che si appigliarono a sif- nevoloai secondi. Deposlo AntonioCoIon-
fatto mezzo: e ne offrì in breve la giusta na dall'eminentedignilà di Prefetto di Ro-
idea dell'empio e insolente libro che de ma, prima ne rivestì il nipote Leonardo
Potter non arrossì d'intitolare Storia del della Rovere, poi l'altro nipote Giovan-
Cristianesimo. Quivi volse la mira il pre- ni della llovere a cui iWèSinigaglia {^f
lato a liberare Sisto W dulia taccia ripe- Gli Orsini costanti e polenti emuli de'Co*
tuta già da tanti altri, e rimessa in cam- lonna imbaldanzirono a loro danno, for-

po da quel corifeo della dilfamazioue,che ti che per loro mostrava


della parzialità
Sisto IV fosse il capo della congiura dei apertamente il Papa, e gli sperperarono u
Pazzi. E per dimostrare il Papa puro pu- oppressero. Frattanto Lorenzo Colonna
lissimo del sangue di Giuliano de ftledi- prolonolario apostolico, per ordine di Si-
ci trucidato da' congiurati, pose innanzi slo IV e del re di Napoli, venne obbliga-
l'avvenuto della congiura con tutte le sue to a rendere il contado di Alvi a Virginio
circostanze; e rigettati gli storici sospetti, Orsini, die avrebbe sborsato 4,000
gli 1

.si attenne a que'tlocumenti che risultano ducati, prezzo pel quale il re lo avea com-
dal processo couqiilalo allora da Cartolo- pralo dagli Orsini. Prima di far questo
meo Scala i .°cancellieredelgovernodiFi- doveauo eseguirsi certi capitoli riguardo
renze; e scelta fi;i questi la deposizione di alla casa Caetani, falli tra 'I prolonola-
Gio. I3atti>la del Monlesecco, che cunian- rio e il Papa; ma quello insospeltito che
dava le truppe colà chiamale, piantò su- gli si tendessero insidie, si diiuse in casu
SI s SIS 7 E

co' suoi e con molti nffeyionati e parenli Innna. vSi cessò dalle rovine e dagl'incen-
disila famiglia, secondo ilcosluinodi quei di quando nulla eravi piìi da rovinare,
tempi, con fortificazioni di bastioni, e ri- né da incendiare dall'avversa fazione. Il
pari di gente armata. Allora il Papa or- prolonolario poi, chiuso in Castel s. An-
dinò a Virginio e « l'aolo Orsini figlio gelo, do[)Oun mese di crudeli torture tu

del cardinal Latino, die colle loro genti decapitalo, e l'I iifessura che tutto raccon-
armale andassero a prendere il piolono- ta, qual notaro assistè alla tumulazione
lario; ed inoltre mandò «lai prelato i con- dell'infelice Lorenzo. Tutta velia Sisto IV
servatori di Roma e il priore de'caporioni, creò cardinale Giovanni Colonna, e poi
a persuaderlo clieandasse a palazzo, si po- per un anno lo tenne prigione in Castel
nesse a'siioi piedi e lo avrebbe perdonalo. s.Angelo per sospetto d'infedeltà, e per
Due volle il prolonotai io u'^ci a cavallodi questo anco il cardinal Savclli e\)heS me-
casa per ubbidire, ma i suoi colle armi lo si di egual prigionia. Nel r
470 "'o' te le-
cosli inscio con furorea rilornare,dicendo gazioni mandò Sisto IV a 're e piinci[)i cri-
che non sarebbe tornato vivo e loro lascia- stiani, per indurli a iiilraprendere la sa-
li in briga. Inasprito Sisto IV volle che in gra guerra contro i maomellani comuni
(pialunque modo si pigliasse, e gli Orsini nemici, e muovere i popoli a prenderla
uniti alle milizie pontificie, a quelle dei croce di questa spedizione. Intanto l'eser-
Crescenzi e di altri, circondarono WMonle ciloponlilicio, uiiiloa quellodi Ferdinan-
Qiiiriiitìleox'eviì la casa de'C(iloi)na,e tro- do Ijfecc molle conquiste sui fiorentini;
vata resistenza venne a combatlimen- SI ma avendo il re più a cuore l'ingiandi-
to per più ore, con morti e feriti d'am- menlo delle cose sue, chela causa del Pa-
bo le parli. Entrali gli Orsini nella casa pa, si Lorenzo de Medici, il
pacificò con
trovai Olio il prolonotario e ferito in una (piale così impedì l' imminente eccidio
mano, alcuni gl'iiilimarono d'andare in «iella patria. A Firenze poi raccontai, co

prigione, ed egli esclamò: non mai, piut- ine nel 1480 il Papa si pacificò co'fioren-
tosto ammazzatemi. Ma Virginio Orsini lini, e come gli assolse battt^ndo legger-
avendogli dello: renditi a me e non aver mente con una bacchetta gli ambascia-
p<iura;son contento, soggiunge il prelato, lori. In questo tempo Maomelto II,pri

e li seguì. Lungo la via incHinlialo Filip- ma assalì inutilmente />0f//, e poi sor[)re-
po Savelli, partigiano de'Colonna, fu in- se 0;r<7/i/o, ove commise inaudite atroci-
timato dagli Orsini a due: \ iva gli Or- tà. Spavenlata luUa Italia, il Papa vole-
sini; e poiché rispose, non In voglio dire, va rifugiarsi in /^t'/g'/jo/if, indi con miglior
subito l'uccisero. A vendo alcuno insulta consiglio lutto si diede all'aiuto e difesi
lo il prolonolario, e minaccialo che qual della greggia di Dio alla sua cura commes-
traditore l'avrebbe impiccilo per la go- sa. Ordinò pertanto a'discordi principi di
la, \irginio impedì che gli fos>»e incnnlo talia almeno tregua, e che unili rivoltas-
tli stocco, e disse: im|MCcherelc me, pri- sero le armi contro il nemico di lutti: nel

ma di lui. Intanto dalle genti del Pa[>a e dì dell'Asci-nsione fece lega con \enezia,
«legli Orsini al Quirinalesciiza clislinzio- spedì a JNapoli il cardinal Rangoni lega-
ne furono saccheggiale chiede e case, fra lo, perchè segnasse di croce fedeli, ri i

le quali quella del lellerato PomponioLe- cliiese preinurosamenle sovrani ollrt- i

ti, allerrale quelle de'Coloiina , de'della montani d'aiuto,e proj)onendoa tulli pie-
^'alle e di quanti erano ili lor parte; e co- nissima indulgenza li sollecitò alla difesa
sì Roma ne fu tanto Ira vagliata, che si leu- della minacciata ci islianilà. Promise d'al-
neconsiglio da'conservalori edal popolo, lestire una (lolla di 5o galere, per unirla
per mandare al Papa, che se non volesse alla napoletana di 4o;a>audòlegato a Ge-
<lel tulio perdere lacilt:i,da3scpacc u'Co- nu\a il cardinal Savclh per lai vi l'arma-
72 SIS SIS
mento navale e |>aciilcaie i ciUndini, che il Papa passò in Corneto, in Toscanella
avea sollialti dal dominio di Mdano, e e Viterbo; poscia fu a Konciglione, a Bac-
licoi'ieudo all'inleicessione dc'santi per cano, a IMonte Rosi ove pranzò (de' due
placare lo sdegno divino, meglio stabili ultimi luoghi parlai nel voi. cil. p. i i
7); e
l'annna celebrazione di loro 8.' I turchi dopo aver desinalo in Borghetto, nel Vi-
da Otranto si diressero alla Santa Casa terbese, da Virginio Orsini, ritornò lie-
per predarla, ma presi da timor panico tamente in Roma, e visitata la chiesa di
si ritirarono. Trovo nel p. Gallico, Din- s.Maria del Popolosi reslitui al Valicano.
ria caerenionialia^ de ilineribus Pontifl- Nel 14B I Sisto IV fa consolato in più mo-
cuni, quanto in breve qui dirò. Per gl'in- di. Iddio togliendo di vita Maometto II

tensi calori di Roma e pel timore di con- liberò il mondo cristiano da tante afflig-
tagio, non che per sollevare alquanto l'af- genti trepidazioni, e così verificossi la pre-
faticato animo, Sisto IV con due cardi- dizione di s. Giacomo della Marca. Nel
nali eia famiglia domestica a' 12 settem- Tevere giunse la flotta di Portogallo per
bre 480 ritornò aBracciano, ricevuto no-
1 combattere turchi, e il Papa la benedì.
i

bilmente da V irginio Orsini; indi si recò Giunse pure in Roma 1' ambasceria del
a ]Monterano(dicui nel voi. L Vili, p. 1 35, re d'Etiopia, per rinnovare l'antica unio-
0.5 e2 52)dal proprio nipoteBartolomeo
I ne colla chiesa romana e prestare ubbi-
Toppo, accolto con regio apparato, e glie- dienza a Sisto I V. Di pili nell'istesso anno il
lo concesse in vicarialo col litolodi contea, Papa pose nel martirologio i ss, Bernardo,
dichi arando Virginio con te di Campagna • Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto fran-
no (di cui nel voi. LVIll, p.i i5). A'2 ot- cescani martirizzati in Marocco. Indi nel
tobre passò alle Allumieree alla Tolfa (di 1 482Solenriemenle canonizzò il francesca-
che nel cit. voi., pi 3
34), per visita- I e i no card inai S.Bonaventura, e bea tifico il b.
re le miniere d'allume e dare gli ordini Giovanni Bono agostiniano, permetten-
opportuni per la sollecita escavazionedel done il culto senza restrizione di luogo e
iiìinerale; indi discese alla cillàe porlo di di persone, onde alcuni scrittori lo dicono
Civilaveccìiia, della quale fu benemerito. canonizzato, come permissione rarissima
3\aria mg.^ Annovazzi nella Storia di Ci- nelle beatificazioni. Raccontai a Sicilia e
s'ita\'ecchia[\'>uh\ì\\ca\.a nel 853)a p.258, 1 R.IMIN1, che Ferdinando I redi Napoli, eoo
che Sisto nelle sue cure per frenare con- i ingraliludine e ribellione alla s. Sede, nel
quistide'lurclii,riflettendoal porto di Ci- 1482 spedì un esercito sotto il comando
vitavecchia unico sul Mediterraneo per lo del figlio Alfonso duca di Calabria ,
che
stato pontificio, che avrebbe potuto di spinse arditamente le sue genti alle porte
molto essere utile al passaggio tlelle navi, di Roma, ove però fu respintoda'romani.
vi si recò per ripararne i guasti, cagiona- Mentre i collegali veneti colla flotta ope-
li da'flutti e dd'pirali; e in un congresso rarono un diversivo nel litorale napole-
perciò tenuto, disse che slima vaJa restau- tanOjil Papa dopoavereacerbauiente rim-
razione di quel porto mollo opporluna al- proverato il re, aflldòle sue milizie e quel-
la curia romana e a lutto il suo regime. le de'veneziani a Roberto Malatesta de'si-
Laonde die gli ordini per le convenienti gnoridi Rimini, il quale riportò sui nemi-
lavorazioni, e pare intorno alla gran mo- ci a'2 I agosto presso Velletri una com-
le dell'antemurale, al destro e sinistro piuta vittoria; intimorito Ferdinando I,

iMacciodel porlo, come a rendere piìista- senza riserva si assoggettò alle prescrizio-
bili due fortini che sono al suo ingresso; ni pontificie, e restituì Benevento e Ter-
al ristabilimento del faro, allo spurgo del- racina che a vea occupale. Sisto IV assistè
lemasse eterogenee che l'ingombravano nel punto estremo Roberto venuto a mor-
esopra altre operazioni. Da Civitavecchia te, e con onore lo fece seppellire iu Va-
SIS SIS 73
ticann, in nohllc mnnmiici\to marmoreo, dclln (jnale tliè il convento eia Chiesadi
]*arole di lode si debbono ancora a Vir- v. Pietro iìlontorio al b. Amadeo franca-
j^inio, aNicoIaea GiordanoOrsini,iqua- scano suo confessore. Approvò Sisto IV
li avendo il coniando di 3 delle 6 parti l'iintico modo di recitare '\ì Rosario, con
dell'esercilo papale, anch'essi sconfissero iniliilgenza. Da' Diari(.\e\ rammentato p.
i napoletani nel lungo poi detto perciò Gallico imparo, cheSisto IV a'9 novena-
Campo morto, lo che rilevai nel voi. XII, hrei483, portatosi in lettiga a s. Paolo,
p. 3i5. Per questa vittoria il Papa fab- s'imbarcò per con 3 cardinali, Bor-
O.y^j'a

l)ricò la suddetta chiesa di s. Maria della già, Giuliano e Basso della Rovere, oltre

i'ace. Nel 1 4H3 non [lotendo Sisto IV ot- iprelati domestici; indiandòa Porto trat-
tenere che i veneti levassero l'assedio da tatodi lauto convito dal cardinal Borgia.
Ferrara, si separò dalla loro lega, e iuve- e pel Tevere si restituì in Roma. Nel 484 r

ce contro di loro si collegò co'llorcnlini, Sisto IV si affaticò molto per difendere


col marchese di Mantova, col duca di Fer- la libertà della s. Chiesa in Portogallo^^ev
rara e il re di Napoli, il cui figlio Alfonso quanto ivi riportai, insieme alle dichia-
lo dichiarò il Papa vicario dell'esercito ratecensure. Per la stessa difesa delle ra-

poiitincio,edilqualein una battaglia pie- gioiii della s.Sede prosegui la guerra con-
se pai te dell'armata veneziana. Inqnesto tio i veneti, ((uantiiuqiie la facesse suo
tempo si fece un congresso in Cremona, malgrado, come amantissimo della pace,
per trovare i mezzi di rendere la pace al- Supplicavalo quel senato per essere asso-
l'Italia, e fu stabilito che si sconjunicas- luto dalle censure incorse, e fingeva es-
seroi veneti qualora non si ritraessero dal- ser disposto a concordia per potere sicu-
l'impresa. Questo decreto fu confermalo ramente attendere a far nuovi apparec-
dal Papa in concistoro, e lo mandò a tut- 11 Papa troppo tenacedel di-
chi di gente.
ti i sovrani, adinchè Io pubblicassero nei ritto della Chiesa, vi mandò suo legato
lorostali. La repubblica di Venezia si ap- il cardinal Costa, chedomandaiidopiùco-
pellò dal Papa al futuro concilio; ma Si- se delle ollerle da'veneli, fu costretto con-
sto IV dimosliòcou una bolla, essere l'au- tentarsi di meno, perchè il re di Napoli
toiilà (Iella s. Sede e di chi in essa risie- e gli altri alleati di Sisto IV, avendo più
de, superiore a tutti i concilii. I veneti si riguardo a' loro vantaggi, senza di lui sa-
studiarono di concitare contro il Papa i puta stabilirono la pace co' veneziani, e
re di Spagna e di Francia, supplicandoli ne tratta a lungo il Sabellico presente a
di approvare la loro appellazione: non so- queste cose, neW Enead. io, lib, io. Sentì
lo restarono inutili i loro maneggi ma , si gran dolore il Papa per tal pace, che
Luigi XI volle che la sentenza pontificia aggravatosi nell'iufermilà che pativa, vi
si pubblicasse con gran solennità. Insorta soccombette. Se finora cronologicamen-
calda disputa fra i domenicani e france- te accennai le principali gesta e avveni-
scani (tulli ricolmati di privilegi da Sisto menti del suo pontificalo, adesso andrò
IV, colle bolle presso il /><///. Tion/.), sopra notandone altre, senza indicazione di da-
\eSiimnialcd\s,. Caterina da Siena, il Pa- te. Dopo aver creatocardiiiali nipotiGiu- i

pa checonesse fossedipinta. Inoltre


vietò lianodella /lOi'ere, Pietro e Rallaele /i/Vz-

proib'i ad ambedue gli ordini didispulare rio, compartì eguale onore all' altro ni-
suirimmacoluta Concezione. IWpelo, che potè Girolamo Basso della Rovere, come
quanto fece Sisto IV pe'suoi Francescani^ purea'fratelli Cristoforo e Domenico del-
lo registrai in quell'articolo e negli altri la Rovere de'signori di Viconuovo lori-

analoghi; qui dirò che nel Bull. Poni, de nesi,forsesuoiparenlioper rinnovar l'an-
prop.fidc, Appendix t. r ,p. i u, vi è la boi- lica pai enlela,o stabilirne una nuova, con

la Sacrae zeliis religioni^, coll'aulorilà darcal lorofratello Stefano per isposa Lu-
VOT. I XVII. 6
74 SIS SIS
cretia (lolla Rovciesoiellatlel conte di Si- so il duca Russia Ivan 111, die G,ooo
di

nigaglia. Al nipoteLeonardo della Piove- scudi d'oro, il quale pe'suoi audiasciato-


re die in moglie una nipote di Ferdinan- ri si riunì colla chiesa rou'.ana, seguendo
do e col (lucnfo di Sora per dote. Gi-
I gli sponsali nella basilicaVaticana.A quel-
rolamo BiariOjfiltro nipole,(:liealciinidis- l'articolo notai che poco durò l'unione,
sere figlio, oltre la signoria di Fori), per e che i czar per tale matrimonio accon-
la quale ne restò vitliuìa, ricevè anche /• sentito da Sisto IV adottarono l'aquila
777o/<7,con Caterina Sforza per consorte, con due teste,pe'diritti acqnistatisuH'iui-
che in altre nozze divenne madre del [)a- perodi Costantinopoli. Con gian zelo ot-
dredi Cosimo granduca di Toscana; in-
1 tenne Sisto IV, che la cattolica religione
oltre lo fece generale di s. Chiesa, e l'in- fosse propagata nell'isole C'rt/j(7/7V, e in al-

vesti de'coutadi Valentinese e Diese, che tre parli del mondo. A Rosa d'oro par-
Luigi XI restituì alla s. Sede, e poi ritol- lai dona te, oltre alla patria, a Er-
di quelle

se Carlo Vili, non ostante le lagnanze <lel nesto duca di Sassonia, a Lodovico III
Papa, che rimarcai nel voi. Ili, p. 242. marchese di IMantova, a Cristiano re di I

Procurò il maritaggio di Giovanni conte Danimarca, al doge di Venezia Verdra-


di Sinigaglia e preletto di Roma, con Gio- min,a Eberardo conte di Wiirtemberg,
vanna di Montefeltro, onde derivò a'del- e a Federico di Monte Fel Ire da lui eleva-
la Rovere il vasto ducato d'Urbino e sue to duca d'Urbino, oltre lo Stocco e ber'
importanti appartenenze. Sisto IV fu bia- rettone benedetti. Impose nuovi dazi , e
simato per tanto esorbi tanleamorepe'pa- accjebbe gli antichi, e non senza critica
venti, altrielevandonea'vescovati e ad al- esigette molte decime da'prelali. Dice il
tre dignità; ed ancora per la facilità nel- n.°i 38 del Giornale di Roma del 1849,
le concessioni, per cui somministrò peri- cheildaziosui macinamento del frumen-
colosi esempi a'Papi e a'sovrani, arrivan- to è uno de'più antichi dello stalo pon-
do a permettere, che Alfonso bastardo di tificio, esseudoveue memoria da Sisto IV.

Ferdinando d'Aragona, figlio di re Gio- Nell'interessante opera di mg.'" Nicolai,


vanni II, e fanciullo di quasi 6 anni, aves- lìJeniorie e leggi sulle campagne e anno'
se in commenda pingue arcivescovato
il na di Roma, lìopo le leggi di G regorioXI I,
di Saragozza. Il gran bisogno ch'ebbe di registrate per le prime, trovo quelle di
denai'O per far tante guerre, lo condusse Sisto IV sull'agricoltura, riferite e confer-
ad alcune azioni che oscurarono non po- mate con quelle di Giulio II da Clemen-
co In sua memoria,ed il Bonanni pretende te VII; ed eziandio i provvedimenti di Si-
che pel I. "abbia introdotto nel palazzo a- sto IV
sull'agro romano, e sulle provin-
postolicola guardia Si'izzera.Dh&i aPiEw- cie del Patrimonio e di Marittima. Cono-
DITA ECCLESIASTICA, e notò Pan\inio, che sciutosi che la penuria del grano in Ro-
fu ili. 'Papa che istituì nuovi ulllzi da po- ma derivava dalla trascurata coltivazio-
ter vendei-e,e perciò detti FacabiH(J'.)j ne delle campagne che si lasciavano in-
ma che però ospitò onoratanteute in Ro- colte, perciò il Papa stabilì che proprie- i

ma, oltre le ricordale regine, e mantenne tari dovessero coltivare una 3. 'parte al-
a sue spese, Andrea Paleologo già signo- meno di loro terre, e se rifiutavano fosse
re di Morea e fratello dell'ullinìo impe- lecito a chiunque di romperle e seminar-
ratore greco (che alloggiò nell'antico Pa- vi, domandandone però licenza a'giudici
lazzo apostolico de ss. Apostoli, ed ivi pu- che destinò, quali anche dovessero sta-
i

re Federico quando lo fece duca d'Urbi- porzione del prodotto da darsi ai


bilire la
no), Leonardo di Tocco stato principe di medesimi propiietari;prov vedimeli oche t

Albania,anibeduecacciatida'turchi:a So- ebbe ottimo elfelto, perchè profittandosi


fia figlia nipote del Paleologo, che spo- di questa licenza si accrebbe l'agricoltu-
SIS SIS 7^
la. Amante della magnificenza e ili accre- rettori, librai e altre persone, perctiè tut-

scere la ornamenli di Roma,


maeslà e ijli te avessero cura della biblioteca. Non ri-

a ([iieirailicolocekbiai le sue benemeren- condusse 1' acqua Vergine in Roma da


ze, eolie per politico consiglio del re Fer- Salone, come alcuni scrissero, bensì ne
dinando I tleuiolì imignarii e perticali, i riparò l'acquedotto dal IMonte Pinolo
ed allaigò le strade e aoipiiò le piazze, le fino allo sbocco attuale nella Fontana
lastricò di mattoni e livellò, onde Roma di Trevi j come leggo nel già ricordato
prese un nuovo aspetto; curò la conser- Fea , nella Storia delle acque antiche
vazione degli antichi niuiHiineiili, e fece sorgenti in Roma. In breve con un epi-
scavi fecondi di oggetti d'arte. Ilinnovò gramma celebrò le opere di Sisto JV il

la tribuna alla Chiesa de ss. XlfJposto- p. Silos, Mausolea Rem. Pont., p. 3o5.
li, rifdbbricò il Ponte Sisto, riedificò Ì'O- In somma egli lasciò belle memorie in
speciale (il s. Spi ri lo e fece formare un dor- Roma che gli è grata per gli aumentati
mitorio per albergarvi i nobili inferuìi ca- suoi pregi, avendo pure restaurate quel-
duti nella mendicità. IVella Chiesa di s. le altre chiese chedichiarai nel descriver-
Pietro in 1 ineoli rinnovala volta della le;e per dirla in poche parole con l'Ol-
nave traversa, e la beneficò in diversi mo- doino, tante iscrizioni e stemmi sì vedo-
di. Edificò nella basilica e Chiesa di s. Pie- no di lui in Roma (molti furono distrut-
la cappella del coro, ove volle esser- ti e mutilali dai repubblicani, sempre a-
vi sepolto, e vi operò quanto altro descris- cenimi nemici delle armi gentilizie, co-
si a quell'articolo. Nel Palazzo apostolico me simbolo e insegna di aristocrazia, che
l'alicano vi esegui ciò ebeivi narrai, l'a- desolarono la città sullo scorciodel secolo
bitazione degli svizzeri,e la sontuosa Cap- passato), che delle sole pietre sul quale è
pella Sistina, ove tuttora si celebrano le scolpito il suo gran nome o le sue genti-
pon lificie funzioni. Aumentò l'edifizio del- lizie insegne, se ne potrebbe forse fabbri-
la Biblioteca Vaticana, V accvehhe d\ li- care un vasto edifizio. Mecenate de'Iette-
bri e di codici rarissimi, noncbedi ren- rati e degli artisti, gli accolse in Roma be-
dite e di ministri, ed a Cidliotecario di nignamente e iiicoragg'i, chiamandoli d'o-
.s. CniES.4 raccontai che dopo il vescovo gni parte d'Italia e special mente di Tosca-
tl'Aleria Gio. Andrea Bussi, vi pose il ce- iia,onde preparò il secolo di RafTaele. Tor-
lebre Platina, ciò cbe ricorda l'allie'ico e- mentalo da una malattia ai tetica, come
sistente i\e\iìIiiseo 1 aiicano,e neri[)ar- dice Novaes, oartitiide che attacca le ar-
lai altrove. Sisto IV^ perfezionò il gran pen- ticolazioni ossia la gotta ,
per la suddet-
sieio concepito dal magnanimo IN i colò V, ta pace co' veneti de'suoi alleali, inaspri-

perchè la biblioteca Vaticana fosse de- tosi il male, lasciò di vivere a' i 3 agosto
gna di Uoma. Per renderla copiosa di co- a 5 ore di notte del 1484) d'anni 70, 22
dici e di libri, ne fece provvedere per tut- giorni e i 2ore, avendo governatola Chie-
taEuropa, e presso di se ebbe letterati sa e regnato i 3 anni e 3 giorni. Fu sepol-
anco come segretari apostolici.
insigni e to vestito di sotto coll'abito fiancescano,
L'aumento della biblioteca fu celebrato nel modo riportalo da! p. Gallico, Ada
da molti sapienti e storici, assegnandole caereuionialia, che ne descrive la morte
peidofe,raiinuaoirertadi loo scudi d'oro e i uovendiali,censura lido suoi famiglia- i

degli Scrillori apostolici {r.).\\ilah\\\, ri d'ingratitudine, per mancare le vesti

oltre il bibliotecario (con i o scudi d'oro necessarie. Venne tumulato in s. Pietro


mensili, 3 domestici, un cavallo e la par- nel i4c)3 in nobilissimo inausoleodi bron-
te di palazzo pel vitto, con titolo di scu- zo scolpito dal celebre Pollajoli, ove con
diere, e la garanzia di o,ooo scudi d'oi ragione vi effigiò tutte le scienze, e nel-
III), scrittori latini, greci ed ebraici, cor- r epilullìu fu sellilo che avea restaurata
7G SIS SIS
l'alma città; dopo essere stato presso l'al- e patria, poscia lafamiglia da cui derivò,
tare maggiore e nella sua cappella del co- (juindi lasciate da parte nìolte altre par-
ro, ove imljnrazzando,lIrbano Vili Io tra- ticolari notizie, riportaleda'suoi biografi,

sferì in quella del ss. Sagramento,ma re- che sarebbero pure interessanti a legger-
sta vuoto per quanto riportai e deplorai si, per dovere di brevità scriverò il com-

altamente a SEP0Lf;R0 de'pomani Ponte- pendio delle molteplici e principali glo-


pici, ed meravigliosi candelabri furono
i riose azioni del gran Pontefice, e dell'e-
falli dorare per uso dell'altare [)npale nel- stinzione di sua discendenza; potendosi
le solennità. A'aS aprile minori osser- i leggere il di più e altre notizie negli arti-
vanti, dopo la processione delle rogazio- coli che andrò indicando in carattere cor-
ni, vengono a recitare intorno al raonu- sivo. Il Ratti, Della famiglia Sforza, t.

menlole preci d'espiazione pel magnani- 2, p. 34^, co' documenti che si conser-
mo Pontefice, gloria immoi tale del loro vano nel prezioso archivio della medesi-
insigne ordine. Come notai, non si ponno ma, descrive la storia eziandio della fa-
a Sisto IV negare difetti, e alcuni scrittori miglia Peretti, perchè il cognome, le in-
ne parlano svantaggiosamente, Ira'quali segne, le ricchezze di padronato ecclesia-
Volterrano. E' però certo, che Sisto IV
il stico, le superstiti possidenze, le prero-
d'animogrande e nobile, generoso e pron- gative l'ereditò e si compénetrano nel-
to nel beneficare, profondo filosofo e teo- l'antica e illustre faniiglia Sforza, cele-
logo, dotto nelle lingue, di talento nello bre e potente per im complesso di rile-
scrivere, di straordinaria scienza, dotato vanti pregi. Pertanto egli dice, che per
dimolle virtù, integro ne'costumi, di lo- una continuata serie di sinistre combina-
devole applicazione agli affari, protetto- zioni, la famiglia Peretli terminò quasi
re delle lettere, delle arti e de'suoi culto- col suo nascere. Di essa o per meglio dire
ri, ebbe la debolezza d'essere dominato di sua grandezza fu fondatore il cardinale
dall' eccessivo amore pe' suoi congiunti. fr. Felice Peretti poi Sisto V; e questi che
Delle sue monete tratta Scilla; delle sue può dirsi meritamente ili.°, fu propria-
medaglie il Bonanni, e delle quali nella mente anche l'ulti modi sua famiglia, sem-
zecca pontificia vi sono 4 coni. Vacò la s. brando che Dio non abbia voluto accor-
Chiesa i i giorni. dare a quel gran Papa
la compiacenza pur

SISTO V, Papa CCXXXVII. Il suo troppo da lui desiderata e tanto vagheg-


nome è splendido e perenne elogioj per giata, di vedere i propri suoi nipoti sta-
le sue strepitose gesta, rigido ma giusto, biliti in Roma e formare una nuova ca-
col suo geniopervenne a imperitura rino- sa principesca. I Peretti, secondo le piìi

manza. D'animo veramente magnanimo, antiche memorie riportate dal p. Tem-


operò tante e sì grandi cose, clie sembra pesti, erano originari di Schiavonia, da
incredibile come in pochi anni ed in a- dove eransi trasferiti nella Marca d'An-
vanzata età abbia potuto eseguire tante cona, ossia che di là fossero slati costret-

sontuose e gigantesche imprese. Siccome ti partire, come da alcuno si vuole, per


la sua vasta mente ed eccellente cuore violenze e persecuzioni del dominio tur-
ilki<;lrò ancora la sua patria e la sua fa- chescOjOsia che motivi d'inleresseglia-
jiiiglia, promesso agli articoli
e per aver vessero consigliati a cambiar clima. Quan-
di rinvio, Grottammare e Peeetti fa- do nacque Sisto V, la di lui casa fin da
miglia, oltre a Montalto, di qui espres- alcune generazioni avea stabile domici-
samente parlare d' ambedue, onde evi- lio in Montallo, della qual terra i di lui
tare ripetizioni, pel singoiar interesse che genitori, Perelto o Pieigentile Peretti e
sempre si prese su tultociò che lo riguar- IMariauna di Camerino, erano principali
do; così prima descriverò la sua origine cittadini e possidenti, secondo l'opinione
SIS SIS 77
d'iilcnni. Il Piazza nellci Gerarchia cnr- sembra doversi ritenere favoloso), che re-
(/iuuliziuj[)iìi\i[iiL\oi\t\\iì Chiesa dis. Gi- candosi a predicare il quaresimale in A.-
rolaino degli Schiai'oni ,i\i)iviscc che con- scoli avea smarrita la strada, Felice cor-
sta cIu'iDSs. clell'archivio della medesima, se a lui e l'accompagnò sino alla città,
che ili. "degli anleuali di Sisto V, venu- ove giunto non potè il religioso indurlo
to dalla Dalmazia nella Marca Anco- a ritornare al suo luogo. Accompagnan-
nitana (tlicono dopo l'invasione d'AoiU' dolo nel viaggio, gli avea raccontato, che
rat II) fu un talZanetlo Peiettidel luogo non potendo suo padre per le poche for-
dello Cuscizza nella Schiavonia. Questi tune secondarne il genio che avea per lo
eia ascendente di Sisto V in 4-° gi'ado, siud io, desidera va ardentemente chetiual-
all'eima Ratti , che aggiunge esser falso che religioso lo prendesse al suo servigio,
(juanlo ha scritto il sempre satirico e bu- e eh' egli in ricambio s' ingegnerebbe a
giardo Gregorio Leti, che Sisto V l'osse II- fargli tutto, purché gli fosse agevolata la
glio d'un bifolco, destinato egli stesso a maniera di studiare. Meravigliato il fran-
guardar luandre di porci, dal qual me- cescano delle spiritose risposte del fanciul-
stiere passasse a vestir l'abito di s. Fran- lo, e vedendolo risoluto a prendere l'a-

cesco. Abbiamo dal Cardeila, Memorie bito del suo ordine, lo presentò al guar-
storielle de'earduiali, in quelle di Feli- diano che lo vestì frate converso. A ta-
ce Peietti, che egli era da IVIonlalto, ma le racconto del Fleury, creduto dal Car-
nato in Groltammare (già diocesi di Fer- della, questi soggiunge di non però in-
mo, ed al tempo di Cardella come al pre- tendere di riprovare la contraria sentenza
sente di Ripatransone) di bassa condizio- degli altri storici. Le virtù sono quelle
ne, quantuiKiue il Tempesti si
Galli e il che rendono gli uomini illustri, per cui
scostino in questo punto dal sentimento maggiore è a riputarsi la nobiltà, che con
comune, dimostrando con replicati do- esse si acquista, di quella che vantasi pei
cumenti la nobiltà della famiglia Palet- natali. Il Graziani, di cui vado a parlare,
ti; nel che però il Tempesti singolarmen- dice su questo proposito Nohililatempo-:

te non ebbe il pubblico plauso, come nel steris dare, quam a majorihus accipere
ri ma nenie deirer'.ul ita opera. Dichiaran- magnifìcentius esse. E questa sentenza
do inoltre, che il Fleury, tra gli altri, iSìo- corrisponde a quella di Pitagora: Nohi-
ria ecclesiastica, t. 5cj, p. i 36, scrive in- lior a quo genus incipit. Il Novaes nel-
genuamenle, che suo padre fu vignaiuo- laStoria di Sisto F, narra che questi, già
lo d'un ricco uomo di quella terra, il qua- FelicePcrettijUacquea' 3 dicembre i52 ii

le gli fece sposare la sua serva chiamata (di venerdì a crei 6, come postillò Sisto
Gabana, da cui ebbe 3 figli e peli. "Fe- V nella sua vita mss. del suo segretario
lice; e non [)oteiido il suo padre nudrir- mg.r Antonmaria Graziani, Vitae Sixti
lu, lo iliè a un villano del paese per cu- V Pont. Max. hrc^is enarratio, che l'a-
stode de'suoi agnelli (nel mss. inedito del vea soggettata alla sua correzione, ma il

p.Francesco Catalani da Montelparo, di- Tempesti dubita che l'annotazioni di que-


ceche il padre l'accordò a servire un ricco sta inedita narrazione sieno di propria ma-
conladuiù per guardare gli armenti). IMa no del Papa), nella terra di Groltamma-
non essendo il padrone soddisfallo del suo re, dello slato di Fermo (non più dioce-
servizio, lo castigò riducendolo alla cu- si, com'egli asserì) nel Piceno, alla quale
stodia de'suoi porci. Per necessità con- i suoi genitori, e mentre la madre era di
veiu)e al giovinetto di assoggetlarvisi; ma lui incinta, furono costretti ritirarsi da
come (piello che avea nobile inclinazio- JMonta Ito, per isfuggi re gli elfett ideila giu-
ne, essendosi abbattuto nel fr.incescaiiu stizia, o per causa criminale o per debi-
tr. .Alichclaii^clo ScUcri (questo racconto to civile. Ch'erano quelli Pcretlo de'Pc-
78 SIS SIS
lelli^ come si cietic comutiemeiile con- sire malrona accenna alcune belle nozioni
ladino di IMoiilalto, e IMariaiiiia Kicciio sulla ili lei famiglia,chep('r aver dalo nel
cia di Carnei ino, famiglia che sebbene per fratello un Sisto V, fu già in Italia avuta
senlimenlo della maggior paitedegli scul- in assai pregio eonoranza. Incomincia col
tori fosse allora di bassa condizione, po- protestare, che furono e sono discordi pu-
co dopo si vide salita ad un alto grado re al presente le opinioni degli sloiici in-
di nobiltà per la parentela che contras- torno alla sua origine, poiché alcuni av-
se. Dice inoltre Novaes, che gran cjueslio- visarono, che illustre fosse e dalla Dalma-
iie simosse negli ultimi tem|)i per isla- zia venula nella Marca per isfuggire(come
bilire se Sisto V sia nato a IMontalto o tante altre famiglie, e lo riportai in vari
a Grotlamiiiare. Il Galli gentiluomo di articoli) le immanità del turco, allorché
Montalto e il p. Tempesti, lungamente invase (juella provincia; allri invece o-
discutendo questo punto, convengono e pinaronojcheorigiuaria della Marca Fer-
massiuie il 2.°, che Peretto o per le det- mana, da umile ma onesta condizionede-
te come scrive Galli, o per fug-
cagioni rivasse(e tra le testimonianze che riporta,
gire il terrore chea IMontalto cagionava Perello viene pur dello Francesco e del
il duca d'Urbino Francesco M." 1, come Castello di Farnese). Quindi non curando
vuole Tempesti, si recò a Grottamma- le tante favolose nai razioni che intorno
re e vi nacque il figlio Felice, che non alla famiglia Peretli si sdissero, segue il

perciò lasciò di appartenere per patria a dettato da Sisto Va mg.»' Grazia ni, il qua-
Montalto. Quindi Novaes rimarca disco- le naira che i di lui genitori e della so-

starsi i due storici dal comune sentimento rella Camilla, furono assai probi, ma cos'i

degli altri, circa i natali di Sisto V, laon- umili e poveri ch'erano costretti col gior-
de il Tempesti fu in ciò criticato per es- naliero lavoro coltivare un piccolo cara-
sersi opposto all'universale opinione, che j)0 in Groltammare, castello del conta-
Felice nella sua infanzia si esercitasse nel dodi Fermo, perlinentealla matronaDia-
guardare i porci. In conferma racconta, na Devecehis patrizia fermaua, altri dico-
e il simile fece Cancellieri ne Possessi p. no a Lodovico di tal famiglia, e che ivi

5o5, che il cardinal Silvio Valenti avca ambedue venissero al mondo. Fu il pa-
un quadro di Wan Dik, ove si vedeva Si- dre loro Pietro chiamato Perello a ca-
sto V da ragazzo a suonare il piiFero col- gione forse di sua piccola persona e pel
le unghie lunghe, e il pievano suo zio in vezzo tanto usato a que'leuipi di dare al-
allo di dargli in preojio un bicchier di vi- tra uscita a'noini accorciandoli, e la ma-
no da bere, e accanto la sorella Camilla : dre una Marianna di Camerino di cui si

in fondo del quadro era no d uè caui infor- ignora il casato. Tre figli (alcuni dissero
ma di troie. Lessi nelle diverse Lettere 7, come rileva Novaes) ebbero essi dal
erudite, pubblicate dal marchese Filip- loro matrimonio. Felice nato nel Dai, 1

po Bruti Liberali tli Ivipatraiisone, che Camilla due anni appresso, e Prospero
i genitori di Sisto V nacquero in IMon- morto in verde età. Crescevano giova- i

talto, ed egli vide la luce iuGrollamma- nelti nella casa paterna attendendo a que-
re, avvertendo che su questo controverso gli ufllci che ad agricoltori si addicono, e

punto storico, meglio di tulli ne scrisse Camilla avea cura d'imbiancare paa- i

l'avv. Gaetano de Minicisdi Fermo, nei niliiii per alleviar così i bisogni della fa-
j\loiiuinenli di Femio e suoi diiitoiiii, i'ai^c. miglia. FrallanloFelice in tenera età pas-
6 Sulla ìuedagUa di Camilla Peretti,
: sò a Monlallo presso lo zio fr. Salvatore
pubblicata auche nel I.16 dcW'Jlbu/ìi di Ricci minore conventuale il quale co- ,

Roma, e C(j1 disegno della medesima. Al- nosciuto aver il suo nipote sorlilo dalla
la descrizione della medaglia di sì illu- natura un lemperumcuto d'auimo pron-
SIS SIS 79
to e sveglialo, il fece attendere agli stujì; al nord dell'imboccatura del fiume Tesi-
e vestilo ch'ebbe dipoi l'abito dell'oidi- no, poggia su d'un monte,e distendendosi
iie liancescaiio de'conveiiluali, si fece di- giìi pel tieclivio all'aspetto del mare, va

stinguere per l'assidua e profonda appli- a spandersi ne'sobboighi della Madonna


cazione alle scienze e alle lettere, e per degli Angeli, e di s. Agostino. Si eleva il

la vivacità dell' ingegno; nò andò guari I." al nord-est su d'mia prominenza, le


die potè percoii'ere 1' Italia esercitando cui radici sono lambite dalle aopie tna-
ovunque con zelo e facondia l'apostoli- rine, in quella parte cioè iu cui l'antica
co ministero. Riservandomi di riparlare scogliera che denominata molo (o porlo
l della vita religiosa di fr. Felice, debbo incompleto costrutto fin dal i2r)()) s'inol-
prima sdebitarmi della promessa di de- tra alla direzione del sud-est a farsi ri-
scrivere la fortunata e celebrata sua patria paro contro l'impeto de' flutti suscitati
nativa, a vendo giù dello aMoNTALTO esse- da veuli tempestosi su delizioso pogget-
:

re questa patria d'origine, di domicilio pa- lo trovasi il 2.°, e tale ampiezza di spiag-
terno e di educazione: se la patria di na- gia lascia verso il mare da potervi sorge-
scila di Sisto V per niolto tempo fu ar- re con bella simmetria numerosi edifi-
gotnenlodi controversie, non cade ora più zi, che costituiscono la parte moderna di

in dubbio, ch'egli sortisse natali in Grot- i Grottamraare.L'aprica situazione di quel


tammare, allora stato di Fermo. Quan- suolo, e la copia delle acque che limpi-
to alla regionePiceno o Marca a cui ap- de e fresche sgorgano dalle circostanti col-
partiene intieramente Sisto V, siccome line, rendono quelle adiacenzeadattealla

fu tlalla natura privilegiata d'amenissi- coltura di aranci, limoni, e d'ogni ma-


moclima, di cielo ridente, di fertili cam- niera d'agrumi. Queste piante col verde
pagne a ogni utile coltivazione, così ne- perpetuo delle loro foglie frammisto al
gli abitanti suoi sortì uno svegliatissimo giallo vario eaurato de' pomi, non che
ingegno e un'imlolcgenerosajpercui mol- a' candidi fiori che riempiono l'aere di
li Ila loro con nobibssime imprese, e eoa soave fragranza, danno a quelle campa-
inagniliche azioni si resero in tutte l'età gne l'aspetto ridente di perenne prima-
fjn)osi e illustri ; a tulli però gloriosa- vera. Oltre a ciò estesa è la coltura de-
mente sovrasta Sisto V piceno e marche- gli ulivi, del lauro, d'ogni specie di viti,

gi.ino. cenno storico dunque che vado


Il d'alberi e [)iante d'ogni sorta di frutti, e
a seri verediGrotlammare, principalmen- in tanta ubertosa copia da provvederne
te lo ricaveròdall'eruilitissiuio opuscolo: le convicine città. La salubrità del clima,
Memorie sloriche di GroUanvnare, Ri» la vaghezza delle prospettive piltorichesi
palransone tipografia Jalfeii84i- L'au- di mare che di terra, la comodità delle
tore anonimo, che ed anziani
a' priori passeggiate, ne rentlono gradevole il sog-
della comune patria dedicò questo suo giorno. I molti, svariati e deliziosi giar-
lodevole lavoro, merita doppio elogio per dini, con peschiere popolale di variopin-
averci nascosto suo nome, ch'è
il il can. ti pesci, ne accrescono l'amenità, meri-
d. Gio. Bernardino Mascaretli. tando speciale ricordo le ville Sgariglia
G rollarli i/Ki re, Cryplìsad Marc, Cd ed Azzolini, il 1 ."[)atrizio ascolano e il 2.°

Siro Cryptanim ad lìLire.lù situala nel- nobile fermano. Dice l'avv. Castellant),
la delegazione di Fermo e governo tUl che il vescovo Bacher nel mezzo dell'a-
distretto di tal nome, nella diocesi di Uipa- bitato abbellì una sua villa, oggi posse-
Iransone. Sorge in quella spiaggia iiia- duta da'Laurenli; e che la piazza di Grot-

rittima dell'Ailrialiconel Piceno, la qua- tanimare è ornala della statua di Sisto


le dopo quelle di Sol renio e di Gaeta è la V, C(Ui riscrizioncche trovo nel can. Ma-
[>iìi amena d'Italia. Ad un iiiC^zu miglio icarcUr. SlsIo A'. P. O.M. Civi Mnnifi-
1

8o SIS Sl S
centissinio.liLva comune opinione nc'pas- re. Tuttavolla nell'auliche memorie non
sali secoli, che presso a dot la
11) mare fosse s'incoutr.'i Grottammare che ne'piimidel
Cupra lUarilli/na,
esistita l'antica città di secolo XII, col nome di Grocle o Gru-
la quale viene detta Giotlammare nel- pte, e più tardi Crypleo Grupte ad mare.j
l'iscrizione della sontuosa tomba di Si- ene'secoli precedenti in suo luogo trovasi
sto V, il (juale per tale ritenne la sua a- sempre nominato il castello Subporlica.
mala patria nativa. Peiù questa opinio- Laonde sembra che Grottammare sia sta-
ne, dopo quanto ha scritto nelle Antichi- to fabbricato sulle rovine di questo ca-
tà picene e nella sua Cupra Jlariiiirna che presentanilo latina origine può
stello,

benemerito piceno Coluc-


l'infaticabile e rimontare a ben remota antichità. Noa
ci, non è più sostenibile. Parlò pure di si deve tacere, che il documento del Re-

Grottammare Eugenio Lorenzo Polido- gistro Fermano de'sc) aprile i io3 pare
ri, nelle Opposizioni alla Cupra Marit- distrugga questa opinione col far men-
tima. Si può vedere le poche parole che zione tanto di Supporlica che di Grot-
riportai su Cupra Marillinia e su Cupra te, come castelli contermini. Per spiega-
Montana, nell'articolo Piipatransone. A re come ciò avvenne, devesi richiamare
rintracciare le origini di Grottammare, alla memoria le tnolteplici invasioni dei

presso le mura lungo la via che condu- popoli stranieri, e le tievastazioni alle (pia-
ce al convento di s. IMaria de'iAIonti, e- li soggiacque la contrada. Istruiti gli abi-

siste una serie di puticoli costituenti au- tanti da deplorabile esperienza, osi da-
lico sepolcreto, come pare non possa du- vano alla fuga, o riparavano in ben mu-
bitarsi dell'esistenza di altro sepolcieto nite alture quand'erano assaliti. Gli a-
pur antico alla distanza di circa un mez- bitatori di Supportica, che Io storico pa-
zo miglio su'monli in un predio de'couti trio colloca nella parte di Grotlauimare

Paccaroni (il conte Luigi tratto dall'a- che resta sotto al monte, é probabile si
menità di Grottammare nel 1624 emi- edificassero un forte castello sulla som-
grò da Fermo, (issò la sua dimora in que- mila del monte slesso, dove difesi da una
sto luogo, e fu sepolto nella chiesa de'mi- parte da inaccessibili balze, dall'altra da
nori osservanti), ove nel marzo deli 84 elevate mura e torri, trovarono ivi quel-
si scuoprirono vari sepolcri con avanzi di la sicurezza che loro mancava nel bas-

armi, di varie figuline che richiamano l'i- so. Si vuole derivato il nome del castello
dea delle arti etru^che, come pure pezzi Suhportica, dall' aspetto de' portici che
d'ambra e altre anticaglie. Da ciò vuoisi doveano esistervi. Avvenuta in seguitola
dall'autore inferire, che ne' vetusti tempi distruzione del vetusto castello, o per i-

esisteva in quelle vicinanze un castello o scoscendimenlo del monte, o per nemica


oppido, ed avanzi di castello o oppido di inciu'sione, il popolo del troppo angusto
più alta età si trovano nel luogo slesso G/o//eavrà rioccupaloeincastellato l'ab-
dove sorge Grottammare. Tanto nel for- bandonato suolo, animatovi da migliori
mar fondamenti al teatro comunale, che
i tempi e da favorevoli circostanze. Per tal
alla chiesa e pievania di s. Gio. Battista e- modo si sarebbe rinvenuto il luogo diSup-
dificala su elegante disegno di Pietro IMag- porlica da dove vennero datati parecchi
gi, come nell'eseguirsi degli scavi in alti i diplomi d'imperatori, e fra gli altri quel-
punti del caseggiato, s'incontrarono mu- lod'Ottone in favore di Giovanni ab-
I

ra rovesciate, archi, lucernetle di coccio, bate di s. Croce nel 968, contro Gaidul-
e rollami d'ogni materiale. Adunque è fo vescovo di Fermo. Ne' Registri Fer-
probabile, che mentovali sepolcreti ap-
i mani si fa menzione di più castelli, ville
partenessero a quel castello o oppido sulle e corti ch'esistevano dentro l'attuai ter-
cui rovine veuiie iaoalzato Groltatumu- ritorio di Grotlauimare. Il caslello Ischia
SIS SIS 8 r

eia ni ili là del Tesino, e con esso la cor- dine, e prima di passare in potere de' ve-
te di s. T'incenzo soggetta al suo mini- scovi di Fermo, era stato successivamen-
stero o distretto della giurisdizione di-I- te posseduto da più famiglie laiche, forse
la Chiesa. Vi era in quella parte anche per usurpazioni o pre[)otenli investiture,
il castello Stallo, che confinava con AL- od anche per la dilapidazione di chi do-
bcro. Di qua dal fiume Tesino pre>so la vea curamela conservazione. JN'ella chie-
chiesa abbaziale di s. ÌMarlino cravi /';/. sa di s. iMarlino per antichissima osser-
la Magna o Maine, poi la corte di Tin- vanza si celebra una festa col nome di i^^r-
niano e di Rodano, il castello Carello, gra, quando ili. "luglio cade di domeni-

e in line la corte e il ministero di s. Pa- ca, con indulgenza plenaria in forma di


ttiniaiio,duMde rilevasi qiiantoanlico sia giubileo per gli 8 giorni precedenti e se-
in ([uesti luoghi il culto ili s. l'aterniano guenti :sempie vi fu immensocoiicorsodi
protettole principule di Grotlammare. divoti, e nel 7 4 si eiiumerarono4t)jOoo.
i 1

Fra tutti i castelli soggetti all'illustre e Ha luogo una solenne cavalcala di per-
potente città di Fermo occupava Grot- sone civili, nella quale un allltre porla
lauimare il i." posto, secondo lo statuto la bandiera che l'arcivescovo ili Fermo
vecchio di Fermo, ed è sta lo sempre pres- manda al comune in ogni ricorrenza. E'
so (pjella in molta considerazione. Ouan- tradizione che Innocenzo Ili o altro Pa-

do nel I 24>3 il cardinal Pianiero Capocci pa passando pel luogo concesse l'indul-
ne confermò i privilegi, le concesse la re- genza, vescovi la riconobbero, ma quel-
i

staurazione del Girone o propugnacolo lo di Ripatransoiie Bacher nel i8o3 la


a Groltauìmare, ed ancora se ne vedo- fececonfermare da Pio VII. Altro auli-
no gli avanzi nella parte più elevata era : co convento esisteva in Grottammare e
munito d'alte mura e di spessi ed elevali apparteneva agli agostiniani; esisteva nel
torrioni. Anche a premura di Fermo fu 10896 pare succeduta la chiesa da quel-
dato principio ad un porto innanzi aGrot- la della Madonna degli Angeli, già det-
tammare neli2f)i), ma non fu portato a ta di s. Agostino vecchio. Gli agostiniani
Loin[)imento per aver già hmocenzo IV aveano altra chiesa deilicata a s. Palcr-
uel 124(3 accordato ad Ancona un piivi- niano, e neli5i7 la rifabbricarono più
jegio, poi rinnovato nel 187 5, col (ju;de grande, vi costruirono il convento e vi
si proibì la costruzione d'alcun porto lun- trasferirono la loro dimora. Soppresso il
go la riva pontilìcia dell'Adi iatico a dan- convento, fu unito alla pieve di s. Gio.
no di quello d'Ancona, la quale certanien le Ballista con parte de'beni. La chiesa di
ne avrà impedito il proseguimento. iNuo- s. Agostino avea pregevoli alfreschi or-
vo interessamento per Grotlammare mo- inai deperiti, nel coro però sono 1 4 ta-
strò l'aerino, quando elevato alla catte- vole di mano maestra reputale del Cri-
dra apostolica l'immortale Sisto V, giu- velli o di Pinturicchio. Il comune pel be-
dicò nel I 585 a'iq novembre doverglisi ne spirituale della popolazione introdus-
un idoneocittadino in commissario pera- se in Grottammare i nnnori Osservanti
ver dato i natali a si gran Pmilefìce. Né riformali, e nel 1 G 4
1 '^1"' il convento 0-
di minor considerazione re|)utar si ileve difìcalo nel ripiano che sovrasta Grottam-
le premure ch'ebbe in quell'anno di e- mare , contiguo alla preesistente chiesa
slìnguere le civili discordie che lacerava- di Maria de'Monti, da dove fu trasfe-
s.

no Grottammare. Non lungi da Grol- rita nella nuova chiesa la B. Vergine di-
taiomare in vicinanza del fiume Tesino pinta egregiamente a fresco dal Pacchia-
esisteva un monastero di monaci bene- rono disce[)olo ili Pietro Perugino. Leg-
dettini, la cui chiesa di s. INIai tino tutlo- go nel maichese Ricci, Memorie desili ar-
ia calale: eia uno de pm anlicui dell or- U>li (UlLi Milita li Ancona, clic Ir. Lo-
-

S2 SIS SIS
leiizo Eonoini i ipaiiu, che dipinse in va- Per durevole ricordo di tale im-
tlolaila.

ri cenobi della Marea, nel iGj'J' dipinse presa che tanto onorava Camilla, fu co-
piire nel cliiuslro di questo suo conven- niata una medaglia nel cui diritto è il ri-
Io, ove mori iieli6G(). Se Groltamrna- tratto di lei a destra col cnpo velato se-

re hen a ragione va fastoso per aver da- condoil costume di (juel tempo, e la leg-

lo i natali a Sisto V e alla di lui sorel- genda : Camilla Peretta Sixti P P.iM.
la principessa d. Camilla, non gode me- Sovor. Nel rovescio è scolpito il prospet-
iio pe'vantaggi che dalla loro generosi- to del tempio coll'epigrafe Santa Lu- :

ti'i gli provennero. Il Papa gli donò eoo i eia An. D. !\l DLXXXX. Questa meda-
sciuli in (Iole pel mantenimento del pub- glia è nella chiesa collegiata di Groltam-

I)lico maestro di lingue greca e latina, mare. Aggiunge l'avv. De Alinicis ch'è
gli assegnò due posli gratuiti nel collegio ignoto se la medaglia fosse fatta per o-
IMonlalto di Bologna, oltre altri favori, norare la pietà di Camilla, e si conget-
])a cardinale essendo minacciata Grot- tura che s'imprimesse per collocarsi nel-
tammareda frana del monte sovrastali- le fondamenta del tempio, e che il dise-
te, gli olteniiedal tesoriere generale dog
i gnofosseconcepitodalcav.DoineiiicoFoii-
icuili per ovviare al pericolo. Animato tana architetto di Sisto V. Non fu reca
dallo spirito dell'illustre concittadino, il to a esecuzione il disegno, poiché il pro-
magistrato publ)Iico di Groltammaredi- spetto dell'attuale tempio, per quanto es-
vise in due precettori l'istituzione della so sia solido, non corrisponde a quello li-

gioventù nelle lettere, ed eresse le calle- gurato nella medaglia. Si die compimeu-
i\ie ili filosofia e teologia, a/lldandole ai toalla fabbrica nel 5q5, come apparisce i

del li benemeriti francescani riformati. Ca- marmorea scolpita nella


dall' iscrizione
inilla però si dimostrò di gran lunga più maggior campana della chiesa e pubbli-
generosa, poiché eresse in monumento cala dallo stesso chiaro scrittore e dotto
perpetuo a Dio e di amor fraterno, il so- archeologo. Perchè nulla mancasse al de-
lulo e maestoso tempio dove esisteva la coro del tempio, ottenne Camilla da Cle-
casa chela vide nascere col fratello, e do- mente Vili la bulla Immensa Dei, chi
\'egli caduto d'8 anni in una fossa d'ac- i 5c)7, per potervi erigere il capitolo o col-
qua, ne fu liberato dalla zia Piacentina legiata col preposto e 4 canonici (cappel-
per l'uitei cessione della B. Vergine, indi lani li chiama la bolla, ma poi il vesco-
lo dedicò a s. Lucia v. e m. a eterna me- vodiPvipatransoneOrsini nel i Gyolifece
moria dei giorno natalizio di Sisto V, in dichiarare canonici dalla s. cougregazio-
cui era stato alla terra dal cielo dona- ne de' ne concesse al nipote Mi-
riti), e
to. Vi eresse una collegiata che arricciù chele e discendenti il padronato. L'en-
d'argenti, di paramenti e altre su|)pel- comiato can. Gio. Bernardino Mascaret-
lettili, e dotò di convenienti rendile, le li è inoltre autore dell'interessaute 71/e-
quali perle politiche vicendede'lempi, in moria sulla collegiata dis. Lucia in Grot-
cui deperirono la più parte degli argen- tamniare, che il tipografo Jaffei impres-
ti (sussiste però il calice che usava Sisto se di recente in Ripatrausone neh 853.
V quando era vescovo di s. Agata de'Go- Questa è come una bella appendice al-
ti), sono (piasi ridotte al nulla. Si fanno l'istoria patria, descrivendo la chiesa e i

voli [)erchè la principesca casa Sforza Ce- doni falli di recente da'suoi patroni, dai
smini patrona del tempio lo ridoni al- preposli,e altri benefattori del luogo, che
l'antico splendore. L'avv. De ÌMinicis ri- piu" v' innalzarono delle cappelle ed e-
ferisce che Camilla destinò 8,000 scudi 1 ressero cappellanie. Si narra che il ve-
per la fabbrica della chiesa e l'incomiu- scovo Piecco le regalò il corpo di s. Co-
ciò neliSgo, e impiegaudoue 7200 per stanze martire, Iraslulandolo dalla chiesa
SIS SIS 83
tli s. Agostino; ila ultimo il. Filippo De ra di Uoma. Di tale trasporto parla ilCo-
Aitj^elis (fratello clell'oclicnio preposto ti. slaiizi, L' Osseri'nlorc di Roma t. ?., sup-
A'igiislo) canonico teologo della basili- plemento p. i\^, e del Glosse che ne as-
ca di llecanati, ed al <piale è dedicata la sunse l'iuìpresa, elfelluata dal l*aci. Og-
JÌItiiipria, riia ariiccliita d'un ninnerò giili le industrie piìi che al mare sono ri-

ben grande di s. reliquie con corri^^pon- volte a far fiorire l'agricoltura e il coiu-
denti urne e busti, dotando la sagrestia niercio di terra. Da più anni esiste una
per la loro pubblica csjiosizione. Si de- privilegiata rapineria di zuccheri, unica
scrive la sua udlciatura, e come cessaro- nello stalo pontificio, ed altre fabbriche
no per le perdute rendile i canonici, re- sono in attivila. Nel pontificio di Leone
standovi il solo preposto, col cappellano XII il conte i'rancesco Paccaroni di L'er-
del ss. Crocefisso; le controversie insorte mo eresse la raffineria, ed a lui subentrò
colla pieve di s. Gio. l'atlista; e si ripor- a dirigerla il di lui fratello conte Gio. Bal-

tano i cataloghi de' preposti e de' cano- lista: il chirografo, La Salitila di N. iSl,

nici, l'idliaio de'(jiiali porla la «lata del concesso colla privativa da Leone XII ai
i8i(). Gioltatnuiare è pur debitrice a 23 luglio I Si j, lo trovo nel t. iG, p. 333
Camdla Ceretti de' monti pecuniario e (\ABull.lloni.conL Indila rallhicriasolto
frumentario, di tanto sollievo alla classe Gregorio XVI non poco fio r\ coU'ulililà

indigente, non aventlo poi altro rifugio de' suoi prodotti, quale decoroso stabili-
ciie l'ospedale di s. Antonio: Clemente mento di corameicio e d'industria, eoa
Vili prescrisse die gli arcivescovidi Fer- perfettissimi prodotti. Nota l'avv. Castella-
ino fosseio perpetui curatori de' memo- no, Lo Sialo Pontificio, che ipieslo rag-
ralidueraonti di pietà. Buona parte della guardevole opificio accrebbe l'uiìportan-
popolazione (che il riparlo territorialedei za commerciale e le rendile del paese, es-
i83G enumera a 4o5o anime, ma è cre- sendo la 2.' raffineria introdotta in Ita-
sciuta) sino ab aiUìcjuo fu occupala al- lia dopo Milano. Vi sono pure fondachi
l'esercizio della navigazione. La natura- di diverse manifatture, e altre fabbriche

le situazione di Grottammare l'Iia fatto come del cremor di tartaro; e la musi-


inogni età considerare coraescala pel traf- ca viene coltivata da una società di filar-
fico de' cereali e di altre produzioni dei monici, che vanta professori di singoiar
Ticini paesi, ed è stalo sempre frequen- perizia. Nel finir dello scorso secolo per
tato da barche sì patrie che straniere; e mantenere il genio delle belle lettere si

neli22f) una (lolla veneta v'incendiò le eresse l'accademia di poesia óc'nisi'fglta-


navi anconitane, che vicaricavanooscari- ti del Tesino. II più bel vanto di questo
cavano merci. 11 marinaio di Groltani- popolo è lo spirilo religioso, ond'è ani-
mare è in gran riputazione per la peri- mato; prova ne sono le numerose e ben
zia di sua arie e pel coivnggio d'alfroii- corredate confraternite che sotto diversi
tar le burrasche, tutto affidato al patro- titoli onorano Gesù Cristo e la B. Ver-

cinio della B. Vergine Addolorala pe'tan- gine; l'impegno con cui celebrano le sa-

ti sperimentali elicili. Nel iH^yeneliSaS gre feste e accorrono alle prediche, le va-
ilpadron Giuseppe Paci da Grottamma- rie istituzioni di di vote preci, le chiese in-

re fu ili. "thedopo la decadenza dell'im- fine dedicale al culto di Dio e all'onore


pero lomano fece galleggiar sul Tevere de'sanli suoi. I luoghi muniti dalla na-
massi colossal ; imperocché Ira^iiortò da tura o dall'arie sono i più es|)osti alle

Venezia a Roma le due colonnelli gia- vicende della guerra e ilelle civdi discor-

nilo bianco e nero del Seuìpione di palmi die. Cosi fu di Grottammare ch'era for-
romani iirchilellonicij per l'arco di IMa- i
,
te per topiigrafica posizione e per la roc-
cidiu della Chiesa di s. Paolo fuori Itimi' co, cinto dì mura e munito di caimoui;
84 SIS SI S
e nel 1799 le tiuppeche an- collellizie barbaramente lo posero a sacco e rovi-
darono all'assedio d'Ancona occupata dai na, facendo schiavi uomini e donne. Nei
francesi, tolsero dal toriione dell' ospe- prin)i del coirente secolo il mare tu in-
dale una glossa colulniiia e altro canno- festato da' pirati algerini e tunisini, che
ne. Il pubblico stemma perciò consiste in derubarono barche e nocchieri. Questi piìi

una torre njerlata, che si eleva tra due volte uniti in flottiglia, e armati di can-
alberi d'aranci, e questi pel vanto del luo- noni e spingardi alfrontarono i corsari,
go d'essere come il centro della coltura ma con diversa ventura ; forse spettano
di questo grato e utile vegetabile, men- a quelle vantaggiose que' 3 schiavi mao-
tre la torre allude a qualche fatto di va- mettani in diverse epoche battezzati. Ol-
lorosa difesa da nemico assalto. Riferi- tre Sisto V e Camilla Peretti, Groltam-
sce il Catalani, De Ecclesia Firniana, che mare si pregia di altri illustri, e le Me-
re'primi del secolo XIII il castello Boc- morie del eh. can. Mascaretti, oltre la
cabianca eGrottammare per essersi uniti Biografia di Sisto V
scrina dall' a\>v.
a' conti di Monte Fiore e Aspramente, Giuseppe Fracasselii, eia Biografia di
corsi all'armi contro i luoghi soggetti al Caniilla Perelli scrina da Camilla Pai-
vescovo di Fermo Adenolfo, sostenne- trinieri Triulzi, coll'incisione della sud-

ro un assedio dalle truppe di quel pre- descritta medaglia, e ambedue con sue
lato, e da' collegati di Ripatransone. A note, contengono e dal medesimo com-
ciò si a""iun"e, che uno de'torrioni nel pilate, la Biografìa di Medoro Patriar-
i5G5 portava il nome di Torrone del- ca protomedico di Sisto V, Clemente Vili
la halLaglia. Vi sono memorie le (|uali e Paolo V, dotto medico che si distinse
dimostrano quante volte si trovò il luo- nella botanica; la Biografìa della ven. ser-
go tra lo strepilo delle uìilizie e i peri- va di Dio Lavinia Sernardi ne' Giani-
coli delle fazioni. Apprendo dal Compa- marini, che visse santamente negli stati di
gnoni, ZiCij'g'rtP/ft'/jrtfp. 35o,cheuel i4Ì2 vergme, di coniugata, e di terziaria del
vi dimorava la celebre Bianca moglie di- 3. "ordine di s. Francesco, e sepolta pres-
letta di E^rancesco Sforza marchese del- so l'altare maggiore di s. Maria de'Mon-
la Marca, ed a' i\ settembre vi scrisse ti, riscuote culto per le meraviglie ope-
una lettera a Macerata. Nel (46o le mi- rate da Dio a sua intercessione; la Bio-
lizie papali vi posero il campo, e nello grafìa di Gaetano Fraccagnani vescovo
stesso anno vi si ritirarono con tutta l'ar- di Città della Pieve, alla cui cattedrale

mata Federico di IMonte Feltro e Ales- elesse il campanile; e la Biografìadi Ga-


sandro Sforza, dopo la sanguinosa batta- spare Francesco Saverio Giaininarini
glia di s. Flaviano. Anche nel 1465 vi fu- dotto e pio avvocato, consol^ pontificio
rono adunate le milizie della Chiesa, ca- di Fiume e di tutto il litorale Ungari-
pitante da Francesco Piccinini. Nel i484 co. Indi l'amor patrio del can.° Masca-
essendostati battuti fermani dagli ascola-
i retti ci dà le notizie biografiche degl' il-

ni collegati contro i ripani, Grottamma- lustri che fiorirono nell'antica e nobile


re andò soggetto a una scorreria degli ul- famiglia de'conti Palmaroli, commende-
timi, con danno de' giardini e incendio voli per opere di pubblica utilità, e Pie-
de'palischermi. Inoltre il luogo per la vi- tro pittore salì a gran rinomanza pel sia-
cinanza del mare replicatamente soggiac- golar magistero in restaurare le pitture
que alle depredazioni e furore de' pirati de'piìi celebri autori, ed in Roma distac-
.saraceni e turchi. Nel 1470 vi fecero i se- cò pure dal muro e trasportò con prodi-
condi uno sbarco, e vi fu d'uopo delle mi- gio d'arte su tela il celebre alfrescu ili

lizie fermane per cacciarli. A' io luglio Daniele da Volterra, esprimente la De-
1 02 5 diverse galere e fuste maomeltune posizione dulia Croce, ed esislcule nella
SIS S I S 85
Chiesa (Iella ss. Trinità al Plncio, e iiel mone E.icci da Marano. Nella chiesa fu
18 1 I , come rilevai nel vol.LllIjp.So'jdei trovato nel decliiiardel secolo XVI il cor-
francescani di merito dislinto, Lodovico po di s. Basso, e vogliono alcuni che ivi
e Innocenzo llliassi de'oiinoi osservanti, i fosse anticamente la città di Nicea e di
ediGiiiseppeFrezzaeKnnenegildoGner- cui poi fu vescovo corpo del s. Basso, il

rieri conventuali; quindi di d. Felice l'c i- quale dice ch'era bellissimo a vedere e
nardini vicario generale in ForJimpopD- ihe [\\ porlatoper niaggioiesicurezza nel-
li, del can. Eugenio Polidori clie già rauj- la chiesa principale di Marano: il santo
inenfai e die illustrò le patrie anticliil;'i, fu martirizzato nel 3^6 sotto Decio e Va-
did. Egidio Agnelli cappellano di Pio VII, Icriano (il i ."morì nel 2 5i, il ^..''nel 9.G0,
di Giosafat Ravenna agronomo, ed altri dunque devesi di molto anticipare l'epo-
delle famiglie De Angelis, Loy e Scoc- ca : nel 826 regnava Costantino 1 e per-
cia. IN'el t. K), p. i35 i\e\\'^lbufn di Ilo- ciò trionfava il cristianesimo), e se ne ce-
ma si \es."c una bella
eo neci'olo"in sci il-
D lebra la festa a' 5 dicembre. Soggiunge
ta da d. Alessandro Atti pel cav. Salva- lo stesso p. Civalli, che nella chiesa del
tore Bernardini valoroso milite al servi- convento vi è un monumento antico ('i
zio dell'Austria massime di marina, e poi marmo, e che di Marano fu Gio. Battista
suo console in diversi porti e per ultimo Evangelisti grammatico e poeta di mollo
di Sinigaglia. Groltammare è residenza nome, che ncli58f) dedicò le sue [oesie
d'un governatore, e contiene nel suo go- al celebre cardinal IMontallo nipote ili Si-
verno le comuni di Campo-Filone, IMa- sto V. Quanto a s. Basso che si veneia
rano, Pedaso con l'appodiatos. Andrea, col suo corpo in Marano, come siatoi."
la I
.^ e la 3.^ dell'arcidiocesi di Fermo (il vescovo e nativo di Nizza (e l'alFerma il
lìiporlo territoriale dxcewùo lai. "di Fer- can. Bima, Serie de'vescovi del regno di
rala, credo errore), le altre della diocesi Sardegna"), in quell'articolo ne parlai; e
tli Ripatransone; conCalindri,i5V7gij-/o<'/e/ perchè Nizza in latino dicesi Nicja e Ni-
Pontificio statole altri, ne dirò alcune pa- caca, iiice erroneamente supporre che

iole. Campo Filone è in colie e piano, presso Marano fu già una città di tal no-
con molti fabbricati chiusi da mtua, e me. A RiPATRANSONE parlando della nuo-
con circa 3oo abitanti. JMarano, Maria-
i va e vantaggiosa via Cupren«e, che da
TUini, con territorio in colle e piano, ed IMontaltoe Grottammare procede perPii-
asilo marittimo foiinalo d;il Tesino che patransone, e delTautica Cnpra Marit-
ha foce nell'Adriatico; ba niolli e buo- tirtta e suoi scrittori, dissi che sembra cer-
ni fcibbricati racchiusi da mura, con bel tamente abbia esistito quella celebre cit-
borgo alla marina. Vi è la collegiata con tà, nel territorio ove sorge Marano; e che
canonici eretta nel 8 8, prima di s. Ma- i i questo castello nel 1229 dal vicario im-
ria iu Castello, poi di s. Basso vescovo, periale di Federico II fu dato a R^ipalran-
annoverando quasi 1900 abitanti. 11 p. sonc, la quale l'incorpoiò tra gli altri suoi
Civalli nella l'isita triennale della Mar- Pcdaso ha teriiloiio in colle e
castelli.

ca presso Colucci, Antichità picene , t.


^
piano presso al mare con buoni fabbri-
25, p. 82, tratta di Marano, che chiama cati, essendostazione di finanzieri e di pe-
terra vaga e deliziosa in riva del mare, scatori , e giace nella parte destra della
copiosa d'acque che scorrono con bellis- foce dell'Aso: I appcjdiato s, Andrea, the
sima vista, abbondante di aranci e altri il suddetto riparto pone nell' aicidiocesi

agrumi, di vigneti, oli\eli e altri alberi di Fermo, trovasi edificato in colle e cinto
fruttiferi. A ggi unge che i suoi conventuali di mura. Ora ritorno a Sisto Y e sua fa-
nel suburbio aveano il convenlino di s. miglia.
Basso, edificato in gran parte dal p. Si- Felice Perelti in età di 7 anni fu poslo
8G SIS SIS
n sliidiarenel convento tlogli agosliniafii fece in molle nllre delle
nlllà d'Ilalia con
di GioHamniare, come vuole Novaes, il gran frutto dc'popoli. Trovo neW'Ora-
quale aggiunge ciie di io o di 12 al dire zinne a lode del cardinal Compagnoni
<liCardella vestì l'abito de' minori con- 31arrfoschi, di Pirro Auri.spa,p. aq, die
ventuali nel convento di Monlallo, nel fi. Felice fece i suoi sludi in Macerata,
quale dopo un anno fece solenne profes- dove disputò in filosofia contro il cele-
sione neh 532, a|)plicandosi con succes- bre Francesco Piccoloniini, indi insegnò
so. Dopo 6 anni lu mandato a Pesaro per in quell'università sublime scienza. An-
impararvi la fìlosolla, ne! 1
53g passò nel che nel can.°Mascaretti ho letto, che nel
convento di .Iesi, e neli54o sino al sei- i55o insegnò filosofia nell'università di
tenibie dimorò in Rocca Contrada, don- Macerata. Il Vaccoliiii nel t. 4, p. • del-
de passòa F'errara per ascollare teologia, Y Album di Roma, pubblicò la breve bio-
eqiiiudi a Bologna nel 543. Dopo un an- I grafia di Sisto V col suo ritrailo, e ri-
no fu destinato lettore di sagri canoni nel ferisce che di 12 auuiìn Ascoli die il suo
convento di Piimini, e di qui nel 1 546 si nome a'conventuali, e che in Asisi dispulò
trasferì coU'islesso incaricoa Siena, dove con l'acume di Scoto a fronte di M. An-
nel I 547SÌordinòsacerdote,enelseguente Ionio Calabrese (lettoiedi (ìlosofiain Pe-
anno portatosi in Fer{no,a'26 luglio vi rugia dottissimo); che nei 1 55o predicò
ricevè la laurea dottorale. Terminato il in Siena e l'anno appresso in Camerino ;

triennio di reggente in Siena, pel quale fa predicò ancora a Perugia, a Napoli, a Gc-
scelto nel capitolo generale d' Asisi cele- nova. Nella Biblioteca Chigiana si Irò-
brato nel 1549, ed in cui fu destinato a vano mss. le Memorie scrille di propria
sostenere pubbliche tesi senza veruna as- inanodel p. Felice Peretli, che poi fu Si-
sistenza,come quello che lapidamenle a- sto T" , di tulli i lno°ld doi'e studio, in-
vea fatto segnalali avanzamenti negli slu- segno, predicò, e di quanto fece nella re-
di e nella sagra eloquenza; andò poi reg- ligione. Queste memorie gettano a terra
gente nel convento di Lorenzo di Na-
s. le favole d'alcuni mss. da'quali Grego-
poli nel 1 553, e nel 1 556 fu nominalo al rio Leti copiò le sue maligne invenzioni,
leggenlalo di Venezia, senza essere ini- e tulle le inezie del mss. attribuito ad An-
pedito insì faticosi impieghid'uscirebene toiimaiia Rozio priore di s. Giacomo di
spesso a illustrare i pulpiti d'Italia. 11 (in Tolentino, e intitolato: lita di Sisto V
qui detto è sulla fede di Novaes, però di- cominciando dall' annoi 5^S, chcS. B.
rò altre opinioni e notizie. Il eh. Fracas- si addottorò, fino alla sua promozione al

setti asserisce die lo zio l'indusse in Mon- cardinalato, la quale si Qonserva nella li-

talto ad assumeie l'abito del suo ordine breria del consultore dels. offizionelcou-
convenluale, il quale [loi vestì in Ascoli vento de'conventuali de' ss. Apostoli di
d'aniiii 3,senza cambiareil suo nomeFe- Roma. 11 Ma refoschi e-
cardinal Mario 1

lice.NarraCardella,chefr. Felice nel I 548 gaio al già conventuale Clemente XIV


si trovò al suddellocapitologenerale,du- un ritrailo antico di Sisto V vestito da
ve alla presenza del cardinal Pio di Caipi convenluale. Restituitosi a Roma fr. Fé-
(come |uollettore dell'ordine) sostenne lice Peretli,da Paolo IV fu a' 17 gen-
con gran presenza di spirito conclusione naioi 557 dichiaraloiuquisitore della ^'^'
teologica, chegliguadagnùlaslimae Taf- de del dominio veneto; poscia chiamalo
fello di quel porporato, il quale chiama- a Roma dal cardinal Pio e fatto suo teo-
tolo poscia in Roma, gli die campo di e- logo, in seguilo Pio IV lo nominò teo-
sercitare i suoi talenti col predicare nella logo del concilio di Trento, consultore del
basilica de'ss. Xll .Apostuli, con animi- s. oHlzio (carica per lai.' volta conleiita
1 azione e stupore di tutta Romajocchò a'couvenluaii, e fu allora che il suo amo-
SIS SIS 87
levole cnrdinal Pio Io fece conoscere e dichiarò vicario generale de'suoi conven-
ani:iie tltil p. Gliislieii comuii>.si>rio ilei tuali, pei' la morte del generale, riceven-
s. Pio V), professore e let-
ofljzio e poi s. dolo in Asti; 17 novembre, o a'i:T
ed a'
toienell'uni versiti lomaiui.Quipeiòdeb dicembre come vuole Ugheiji, lo creò ve-
Lo Doline con l'avv. Fiaca>.selli, che il p. scovo di s. Agata de' Goti nel regno di
Ft'lice ili svegliato e aculo ingegno, d'aiii- JNapoli.ln questa città fu consagratoa' 2 1

nio pronto e intraprendente, nio di na- gennaio! .'jG^, e a'2() ne prese possesso;
tura alquanto austera, era amante della indi a' 17 maggio! Syo lo slesso s. Pio V
giustizia e della verità sopra ogni cosa. lo creò cardinale prete della Chiesa dis.
Jl perchè non poteva a meno di biasimare Simeone, {titolo che [loi egli soppresse e
il biasimevole, né facilmente acconsen- liasfeiì nella Cliiesa di s. Sahuilore in
tiva ad opi n ioni, eh e sebbene soslen lite da Lauto i!e' Manliigiaiii), e poco dopo fu
persone autorevoli, egli non ereileva ra- lia-ferito a (piella di s. Girolamo degli
gionevoli. Per questo amore pel giusto e SehiavoiiijCon qiie'doui e provvista che
pel vero non ebbe troppi amici nell'or- ricordai nel voi. LII, p. 275, e volgar-
dine, ne potè conseguire il grado di pro- mente dalla patria d'origine fu denomi-
vi nclale della Ma rca,sebljene aperta mente nato il cardimd lìJonlatlo. Ma il Ratti
protettodaleardiiud Pio. Aggiunge il Fra- esclude aifalto il Simeone, e
titolo di s.

casseltijChefu due volte inquisito! e a \e- riporta la testimonianza che a'i^ giugno
nezia,ma nell'una e nell'altra dovè pai tir- gli fu conferito quello di s. Girolamo de-
ne non senza essere incoi so iinjualche pe- gl'Illirici. Di più afferma, die il cardi-
ricolo per avere scrupolosamente adem- nale volle che i suoi parenti al casato Pe-
pito gli obblighi del suo dilllcile ministe- relli aggiungessero quello di ÌVIontalto,
ro in quella repubblica [)oieiite e tanto dandone l'esempio, e così chiainaronsi
gelosa di sua intlipendenza. Altri voglio- i suoi cardinali pronipoti. Do|>o avere s.

no cheavesse un carattere ii requieto, on- Pio V eietto in vescovato Pupatranso-


d'ebbe non pochi contrasti co'suoi cor- da Fermo vari luoghi co-
ne, sottraendo
religiosi. Indi seguì in lui un notabilecam- me Giollammare, a' 17 dicembre 57 i i

biamento, mediante un contegno dolce traslocò il cardinale alla sede di Femio,


e alfai)ile, il quale contribuì non poco a che allora comprendeva IMontalto, colla
far risaltare le belle cpialità di cui era a- qualifica di vescovo amministratore per-
dorno,primaappaniiateda unnmoreacre petuo, al cui tempo Gregorio XI 11 com-
e severo. Nel 1 56
suo ordine lo scelse
i il pensò con alcuni luoghi perduti dalla i

a procuratore generale, impiego che so- diocesi per la formazione di «piella di Ri-
stenne con applauso de'suoi coiieligiosi, pairansone. Il sigillo della sua cancelle-
peiciò abitando in s. SaUatoie in Onda, ria, conservato in Fermo nel museo De

ora della congregazione della Ixcf^in a de- JMinicis, ha l'iscrizione di Epus. Finita-

Dal medesiuìo Papa nel se-


gli /Ipostoli. lììts el Pniiceps. Dipoi Gregorio XIII, al
guente anno fu dato per teologo al car- concia ve del quale era intervenuto il car-
dinal lìoncompagno (poi Gregorio XIII, dinale, accettò la cessione della chiesa di
e nel voi. LV, p. ic\\ ripoilai la predi- Fermo dal cardinale emessa, ed a' 1 4 a-
zione al ponlifiealo fatta ad ambidue da gostoi 577 la conferì a Domenico Piiielli.

un bullone del re, a cui riuscì accettissi- In tem[)o deiramininistiazione il cardi-


mo, insieme al Castagna poi Cibano VII) nal Pei etti fondò in Fermo il seminario,
legato Xì*t\\ASpagna,\iti\ esaminar la causa e fece quelle altre cose notate a tale ar-
deirarcivesc<>vo di Toledo (iarranza. Pri- ticolo, e si decise a rinunziai la per meglio
ma di tomaie Roma.s. Pio V gli mandò
in altenileie alla con ezione opere del
delle
lu) bieve dt'j/j. 'jeuuaioi jd^, \u cui lo dolloi e i. Attili ogio chepubbiicò nel pou-
88 S I S SIS
lificnfo. Di qiipsle opere era slatn falla Vnv'm architetto ingegnere del mu-
sig."^

lai." ediziont* verso ili 485 dal p. Venia nicipio di lioma; tanto piìi che nc'duilor-
ngosliiiiaiio, indi neh 488 la riprodusse ni VI sono moltissime case che diconsi a-
ili IMilano il Crivelli. Dopo 4 anni Gio- bitale da caidinali poi Papi. Nella fascia
vanni A nier!)ac!iio di Basilea, aggiungen- sotto il parapetto del mezzanino del pro-
do gli argomenti di Giovanni A la pi de cer- spetto esterno vi è questa iscrizione: Pe-
tosino di Basilea, ristampò nel i4o^
ivi le trus Cribelius Mediolanen. sibi ac suis a
in 3 voi. Erastiionel i52'j le distinse in 2 fundnmeiìtis erexit. Nella fascia a livello
voi., aggiungendovi qualche trattato ine- del pavimento del i.° piano si legge l'i-

dito e con sua censuraj la qual edizione es- scrizione: Julius II Pont. Max. Pau-
sendo corretta in Parigi, di Pia 2 anni Gio. lus Pont. I\Iax. Vrbanus III Poni.
Costerio canonico regolare la ripurgò nel Max.., il (jualeèdella famiglia Crivelli.
1 55 1, onde ne fu fatta la ristampa in Basi- Nel I
.° piano nell'arma del soditlo antico
Ica nel I 555 in3 vol.;finalmenteilGiglioz- vi è quest'iscrizione: UrbanusPont.Max.
7,o raniiiò le diligenze del Costerio colla Tierc/o. DuiKjue non appariscono memo-
sua edizione di Parigi deli568. Tutta- rie di Sisto V.Nel cortile esisteva una pie-
volla leopere di s. Ambrogio erano di tra con scalini, che serviva per raonlare
tal maniera depravate, che meritavano a cavallo ed uscire per via Giulia, ove ri-
d' essere nuovamente rivedute e ripur- sponde l'edilìzio a'n.i 22 e 1 23 ; costume
gate. Il cardinal Peretti dunquesiaccinse usato innanzi 1* uso delle Carrozze. A-
a questa laboriosa e dotta fatica, e v'im- vendo qualche analogia a IMontallo l'i-

piegò più di 12 anni, ed esattissima di- scrizione che trovasi per le stale, senz'al-
ligenza, uscendo allestampe già Papa col tro la riporterò. Donius haec ciun altera
titolo S. Anihrosiì episcopo
: Mediolanen- adnexa pauperum puellaruni nuberi'
sis opera a Felice Perello de Monte Al- tinnì cii'itatis Montisaltiin Piceno ex in-
lo fr////7, Bomaei579ad i585, volumi 5. tegro restauratae, auctae ac in totuni
Ebbe essa sì grande applauso, che subito ipsaruni sumplibus adeptae. Cura et di-
fu ristampala in Parigi neh 6o4 con lau- ligentia Illini. et Rnii. d. Francisci Ant.
to credilo di stima che quasi ogni i o anni Marcucci Ep. M. Alti Alnìaecpie Urbis
si ristampò, sinché neh642 si aggiunse- Ficesgerens; et Rnii. d. Philippi An- M .

IO le note del Nannio, gli scolii scelti d'al- tonelli ejusd. ecclesìae cathed. archidiac.
tri autori,leanimad versioni del Vellosel lo, adininistratorum. A. D. x']']']- La lun-
ed i
pp. !\laurini la ripiodussero con tanto ghezza di questo articolo, non mi per-
pregio che il mondo letterario 1' appella mette altre ricerche. Vedendosi il cardi-
la buona edizione 3Iaurìna, Parigi 686 1 nale poco in grazia di Gregorio XI II, co-
pel Coignard, poscia riprodotta in Vene- meosserva il principe Massimo nelleiVoft-
zia nel 75 iu4 voi., econ nuove aggiun-
[ 1 zie istoriche della V illa Massimo [\a(\\\^-
te nel 1782 in 8 voi. 11 card ina le dicesi che le eruditissima opera au)piamenle ti ai-
abitòinRoma nella via di s. Lucia delGon- tando delle cose riguardanti Sisto V, il
falone n.°22,ch'è la casa chiamata f/e'P»- suo nobile autore si può comprendere fra
pazzi pe'molti stucchi che ne adornano la gl'istorici di quel Papa), già /^/V/rz /I7o/i-
f icciata esterna, come leggo nel cav. Bel- talto, risolvette da uomo prudente, co-
li, Delle case abitate in Roma da parec- m'egli era, di ritirarsi dallo strepito del-
chi uomini illustri^ p. 8 i.Tale è pure la la corte e dai pubblici affari, e vivere in
tradizionecomune,ma il tacerlo nella sua luogo solitario onde attendere più ricon-
accurata e bella opera il principe Massi- centratoallo studio, nel 1 576 acquisti) per
mo mi fa restare dubbioso, anche per le 1 5oo scudi la vigna del d.^ Gugliehni-
ricerche che uè ho fuUe al proprietario ni, siccome posta vicino alla sua predi-
SIS SIS 89
Iella Chiesa di s. Maria Maggioro , in un bambino e morto in età infantile, Pro-
cui venerava Io prodigiosa imningitie del- spero ne fu si dolente che ne mori nel 1 56o,
la B. Vergine, pei- la quale professava te- estinguendosi veramente con esso la suc-
nera divozione, essendo stalo liberalo da cessione della casa Perelti. Camilla eb-
molli pericoli a sua intercessione, e per- be dal suo matrimonio Francesco e Ma-
chè neh 574 avea comincialo a fabbri- ria Felice. Divenuto fr. Felice consulto-

care il magnifico mausoleo al marchigia- re del s. offizio, ed essendo uniforme l'in-


no iVicolò IV, che giaceva in oscuro e ne- clinazione, la tempra, l'ingegno di Ca-
gletto luogo. Nella comprila fece figurare milla a quello del fratello, l'amore tra
la sorella Camilla, che allora abitava nel- loro era scambievole, essendo inoltre or-
la pur comprata dal cardinal fratello
casa nala Camilla da soavità di maniere e da
nella contrada detta allora dal vicino pa- inlegrilàdi costumi, presso di lui in Roma
lazzo della Cancelleria de'Riari, ed ora la chiamò colla propria famiglia nel
562, 1

de'Leulari,e da luì era mantenuta, forse già rimasta vedova dice il principe Mas-
per non far comparire d'essere credulo simo, ma non pare. Da quel tempo Fran-
troppo ricco dal Papa che vedeva sfavo- il cognome paterno,
cesco eMaria, lasciato
revole: questa vigna fu come il nocciuo- assunsero quello della madre e dello zio,
Io, onde poi nel suo pontificato si formò il quale così volle per proseguire il suo

la sontuosa villa Monlalto. Il cardinale proprio casato, forse prevedendo la sua


prese tanto alfetto alla vigna, che mollo futura grandezza^ che alcuni storici ri-
l'abbelfi e vi fabbricò il palazzo che tutto- tengono ch'egli ne avesse ricevuta sicu-
ra chiama Felice o Perelti, ed ove de-
si ra predizione. Tra quelle che si raccon-
terminò di passare il rimanente de'suoi tano, e tra le tante dicerie mi limiterò a
giorni, abitandola gran parte dell'anno, riportarne due. Il sogno del padre rap-
e piantandovi egli slesso coi suoi fami- presentò la futura grandezza di Felicesuo
gliari le viti e gli alberi falli venire da figlio, seri ve il Grazia ni: Quem e-
su di che
rimote contrade. Dipoi vi aggiunse l'ac- liamnarraresolitumaccepinìniperquie-
quisto di altre due vigne, de'CappelIetti teni admonilum se fiiisse, nascilunini si-
e di Zerla, e fabbricato il palazzo lo de- hi filittm, qui oliquando admagnas opes
corò di pitture, essendone architetto Do- esset perventurus, ac Felicem ex eo in-
menico Fontana, come pure del deposito fnnfent appellasse. Quando Felice era
di Nicolò IV, e della sontuosa cappella fanciullo rivolgeva grandi cose nel suoa-
Sistina o del Presepio, incominciata a co- nimo, come quella di voler un giorno di-
struire dal cardinale nella detta basilica. ventar Papa; e cresciuto con l'età sembra
APuTTOCABDiNALiziodissi,che glielo tol- che ne coltivasse il pensiere, giacché aven-
se Gregorio Xlll,a cui era poco in grazia, do dovuto fuggire da Venezia a chi di ,

dicendo non è povero chi fabbrica; per ciò Io proverbiava, dicesi che rispondes-
cui dovè sospendere le fabbriche del pa- se : Che avendo fatto voto di esser Papa
lazzo e della cappella, e poi alla meglio a R.oma, non avea credulo di farsi appic-

le continuò pel denaro procurato dall'ar- care a Venezia. Afferma però il p. Tem-
chitetto. Prima del cardinalato, Camilla pesti, che il p. Felice Perelti fu unito ia
essendo avvenente fu sposala da Gio. Bat- santa amicizia con s. Ignazio, con s. Fe-
tista IMignucci di Monlalto (d'una delle lice cappuccino, con s. Filippo Neri e eoa
principali famiglie dice Ratti, di povera altri servi di Dio. Che s. Felice gli pre-
e onesta famiglia scriveMassimo), e sua disse il pontificato, ed il simile fece il b.
sorella Girolama nel 559 si maritò con
1 Nicolò Fattore minore osservante. Camil-
Prospero Perelti fratello di Camilla e di la fu sollecita a procurare a'suoi figli con-
fr. Felice: da quest'ultimo essendo nato veniente educazione sotto di saggi mae-
VOL. Lxvir. 7
9" SIS SIS
siri, quinili Fabio Da-
mmitò la figlio n dispetto ohe provava per la posposizio-
mnsceni gcnliiuomo romano con 3ooo ne del duca, con apparente gioia, nienlre
scucii (li (ìole,ollre alcune possessioni. INIa- Camilla afietluosamente accolse la nuora,
lia passala a miglior stato, nel continuo usandole tutte le cure di madre amoro-
succedersi di più lieta ventura di cose,con- sa, prevenendo persino ingegnosamente
servò sempre l'umilia di cuore, la bon- isuoi desiderii; e [)er le sue premure s'im-
là di costumi e l'atlabililà del tratto, il pegnò il fratello cardinale che Ottavio Ac-
perchèsariin molla estiinazioneedi venne coramboni fratello di Vittoria ottenesse
argomento di comuni lodi. Frallanlo in- il vescovato di Fossombrone a'i 5 marzo

nalzato fr. Felice alla narrata dignilà car- iSSg, e riuscì ottimo pastore; facendo
dinaliziOj l'altro nipote Francesco delle eleggere l'altro fratello Giulio gentiluo-
pi il rare doli fornito, fa talmente s'invagiù mo di camera del cardinal Sforza; ed in-
di Vittoria Accoramboni nobile di Gub- oltre s'interpose perchè all'altro fratello
bio, die ila molti anni dimorava in Ro- Marcello fosse tramitlata con esilio la pe-
ma. Era Vittoria dotata di spirito lusin- na di morte a cui era stalo condannato,
gbiero e vivace, e di tanta bellezza cbe senza che Tarquinia si cambiasse dal suo
forse in Italia primeggiava, unendo a essa risentimento. Per questo modo potè Mar-
gentil modo di favellare e di portamento. cello furtivamente ripatriare, e di nasco-
Ma tali straordinarie prerogative, percliè sto ricoverarsi presso Vittoria, soffrendo

non regolate da saggia furono disciplina, lo Camilla e Francesco con prudenza. Una
cagione di gravissime disavventure a lei notle,a'2 7 giugnoi 583,fusvegliatoFran-
non menojcbea quelli cui avvicinava. Per Cesco per una lettera pressante di Mar-
quanto acceso fosse il giovanile cuore di cello, che lo scongiurava a recarsi tosto
Francesco per ravvenenleVittoria,dinon all'Esquilino. L'ingenuo cognato pron-
minor tempra era l'amore che da lungo tamente si vestì per contentarlo, ne val-
tempo sentiva per essa Paolo Giordano sero le dissuasioni della trepidante ma-
Orsini polente duca ili BraccianOjVedovo dre e della sposa per tema qualche dis- di

d'Isabella sorella del granduca diToscana grazia. Giunto l'incauto Francesco all'E-
Francesco I, che virtuosa in varie doti e squilino, o meglio come altri dicono pres-
assai bella, per scostumatezze avea slran- so s. Silvestro al Quirinale e presso gli
golata,Iasciandogli un figliochiamatoVir- orti Sforza, d'ordine del rivale Orsini fu
ginio. Se l'Orsini era un gran signore, a- ferito da 3 archibugiate, da e trucidalo

\ea però più di g lustri, corpulento e de- 3 sicari. Maria de-


Allora fu sepolto in s.

forme e afflitto da umore cancrenoso. Tar- gli Angeli,e nel i58S solennenienle venne

quinia Paluzzi degli Albertoni romana e trasferito nella cappella Sistina di s. M."
madre di Vittoria, guidata dall'interes- Maggiore. Ad onta dell'accorta dissimula-
se e dall'ambizione, preferiva il duca al zione del cardinale, e del profondo dolore
nipote del cardinale, e sebbene Roma già da cui fu colpita Camilla, questa ed il car-
lo designava successore a Gregorio XIII. dinal fratello prudentemente tentarono
A Francesco però iocliuavaClaudio padre placare Gregorio XIII che voleva espia-
della giovane, saggianoenteconsidei andò re sì atroce delitto, e nel riunirsi la nuo-
che alla figlia non mancava con tal ma- ra alla sua famiglia le ilonò tulle le gem-
trimonio convenevole stalo, olire ilconsi» me e i preziosi arredi di cui era stata for-
derareledisparietàtra il duca eFrancesco, nita. Non ostante le istanze pacifiche del
e di questi il candore de'coslumi, per cui cardinal Peretti e della sorella, il Papa
stretto il contralto, dopo avere ottenu- oidinò il processo sull'assassinio, e fu al-
to l'assenso del genitore e del zio di lui, lora che il duca Orsini partì per Brac-
seguì lo sposalizio. Tarquinia simulò il ciano, seco recando Vittoria colla carne-
SIS SIS 9^
1 iei'a,ela mncliecl.i luUi creduta complice «Joggelli degni del papato, imperocché tra
del misfalto, liUtavolta facendo pialiclie quelli cicali da Paolo III erano in gran
per iscol parie cogli afflili! madre e prozio gri<lo il detto nipote e Savelli; tra quelli
tlell'ucciso. Questo contegno del cardina- di Pio IV il nipote Serbelloni, Sirleto,
le da alcuni si ammira come un gran trat- Paleollo e Santacroce; Ira quelli di
s. Pio

to di politico accorgimento, poicliè seppe V, Montalto, Cesi e Santorio; etra quelli


pme dignilosamenle riceveie la visita di di Gregorio XIII, Torres, Laureo, Ca-
condoglianza dell'audace duca; e in con- stagna poi Urbano VII, e Facchinetti poi
cisloro, quando il Papa con lagrime di InnociMizoIX. Nel i.°scrulinio ebbe il car-
sdegno gli promelteva giustizia, il car- dinal Albani I 3 voti, e fu il maggior nu-
dinale lo piegò a sospendere il suo rigo- mero che altri avesse, progredì ma non
re, intendendodi peidonareclnunqiie fos- l'esaltazione, perchè essendo vedovo con
se l'autore del delitto. Sorpreso il l'apa figli, si tenie che questi potessero regna-
tli questa stoica iiiditferenza, disse poi col re con lui. Indi il cardinal Altemps co-
pioprio nipote: T tramente costui è un minciò a trattar la pratica pel cardinal
^roii frate. Nondimeno a istaiìza del car- Sirleto, aiutato dal cardinal Medici e dal-
dinal deMediciedell'anibasciatorediSpa- le creature di Pio IV, ma subito fu esclu-
gna, Gregorio XIII fece rincliiudere in Ca- so per la contrarietà de'cardinali, prio-
stel Angelo Vittoria, e proibì di sposarsi
s. cipalmente Este, Farnese e Sforza, co-
senzail suo consenso con
1' Orsini; ma mechè troppo immerso negli studi e po-
morendo il Papa a'i o aprile 1 585, ilduca co opportuno agli affari. Dopo di ciò il

ne profittò, e co'suoi partigiani e corru- cardinale Boncompagno propose il car-


zioni liberò Vittoria e poi !a sposò, a fronte dinal Castagna, ma questi pure restò e-
della ripulsa del vescovo di Fossombro- scluso per essere troppo favorito dalla
ne, e con Lodovico Orsini suo congiim- Spagna, e per essere stato di recente ele-
to partirono per Padova, alcuni dicono vato nel dicembre 1 583. I cardinali vol-
nppena eletto Sisto V, altri circa 5o gior- tarono le pratiche in favore del cardinal
ni dopo. Frattanto da Maria Peretti e da Torres, il quaie era tanto accetto al sa-

Fabio Damasceni erano nati 4 '^gl'> A- gro collegio, che non fosse stalo
se allora
lessandro e Michelej Flavia e Or>ina, i assente, sarebbe senza dubbio rimasto e-
quali lutti peradozioiiedel pro-zio sichia- letto; ma avendone timore il cardinal de
luavano Damasceni Peretti, dopo la mor- Medici co'suoi aderenti, convennero coi
te di Francesco o già lo facevano come cardinali Bonelli e Rusticucci di far sen-
dissi. za indugio Papa il Moutalto; comechè
Permorledi Gregorio XIII, nel gior- nella stima generale per pietà, ingegno,
no di Pasqua a'2 i aprile 1
58') entraro- severità di costumi, pieno di moderazio-
no in conclave (descrillo dall'autore ano- ne dimostrata nell'alienazione dagli af-
nimo éit ConctaK'i de Pontefici Romani, fari di governo, sembrando, benché noi

stampato nel 1 6G8, che vuoisi Burcardo, fosse, di debole salute. Per tirar dunque a
e Leti continuatore, echequi in rislretlo questo partito il cardinale Boncompagno,
accenno) 4'2 cardinali, regolatori de'quali il caldina! lliario essendo stroppiate» dal-
erano i cardinali Farnese nipote di Pao- la gotta, si fece portare alla celladi quel-
lo III, Este, Altetnps nipote di Pio IV, lo, e gli disse che la pratica pel cardinal
ijouelli ni|)ote di s.Pio V, Medici poi gran* Montalto eia tanto innanzi, che sicura-
duca di Toscana Ferdinando I, e Don- mente sarebbePapa,ond'egli non tentasse
oompagnonipoleili GregorioXllI,il qua- impedirlo, per non procurarsi la propria
le naturulmentecontava il partito piìi mi- rovina; e lo stesso andò a dirgli il cugino
Lucroso. Nel sa;;ro culU'sio eranvi molli cardinal Vaslavillani. Congregatisi nella
,

92 SIS SIS
manina seguente, ^4 aprile 1585 e 3.' menso concorso di gente, andò a pren-
giornodi conclave, cardinali per lo scru-i dere possesso nella basilica Lateranense,
tinio, nel tempo che in cappella si legge- facendo da palafreniere e tenendogli la
vano le bolle a' cardinali Ferreri e Ma- staffa per cavalcare uno degli ambascia-
drncci, allora venuti in conclave, il car- tori principi del Giappone (ove pur dissi
dinal d'Este uscendo fuori, fece chiamar delle dimostrazioni generose e amorevoli
il Boncompagno, e gli disse che
cardinal che loro fece, e degli ufllzi d'ossequio che
in quel punto cardinali Allemps e de
i gli prestarono, di che pure nel voi. LV,
Medici volevano far Papa Montallo, per p. iSg e 240, dicendo chi assistè al suo
lo che aveano determinato di dare a lui soglio nella coronazione), e restò a pran-
quell'onore, afiìnchè da lui riconoscesse zo co' medesimi ambasciatori nella sud-
il pontificato. Rientrati essi in cappella detta sua vigna. Niuna vita de'Papi è fe-
proclamarono Papa il cardinal fr. Felice conda dianeddotiedi motti arguti, quan-
Peretti e lo adorarono, nel modo detto nel to quella di Sisto V, veri o esagerati che
voi. XXI, p. 2 I
g, e confermarono con i
• sieno, molti essendo stati copiati dal Le-
scruliuio,a ore 1 5,essendo mercordì, gior- ti, che può chiamarsi il Voltaire dell'età
no più voltememorabile e fausto pel Pe- sua, come esprimesi Cancellieri nella de-
retti, per quanto rimarcai a Epoca. Per scrizione del suo possesso, dalla quale ne
soddisfare alla preghiera del cardinalBon- ricaveròalcuni;avvertendoche la Fitadi
compagno titolare della chiesa di s. Si- Sisto /'del Leti devesi riguardare per un
sto, e perciò detto il cardinal di s. Sisto romanzo, come egli stesso confessa nelle
(come lo era stato lo zio nel cardinalato), sue Lettere stampale in Olanda, piutto-
memoria di Sisto IV del
e per rinnovar la sto che una storia. Pertanto si racconta
medesimo ordine de'conventuali.e come che nel cardinalato usava il bastone per
lui da umile condizione sollevato all'a- appoggiarsi, comparendo come avesse af-
pice della più augusta grandezza, prese il fievolita la salute, con voce interrotta da
nome di Sisto V. Guglielmo Bianco del tosse. Appena eletto Papa lasciò il basto-
nome Sixtus Qtiintus de Monte Alto ne, e ritto intuonò le preci con voce for-
formò questo anagramma : Tantos exu' ma e forte, con sommo stupore de'car-
les doinuit. E il cardinal de Vandome, dinali edel popolo. A Porte oicHiESEdissi
delle stesse parole ne formò un altro nien- cosa si pone in bocca a Sisto V nell'ingres-
te meno arguto, anzi purissimo: Sixiiis so della porta Lateranense. Quando mon-
Quintus de Monte Alto : Mons tutus in tò a cavallo pel possesso, lo fece con tan-
quo statlex Dei. In questo giorno, come ta leggiadria, che il detto ambasciatore
osserva Pietro Galesini neWaFìta di Sisto disse modestamente non saper fare al-
/^mss.jfu fondalaE.oma secondo compu- i trettanto. Il Papa soggiunse: Siamo pe-
ti di Lattanzio Firmiano,la quale daSisto santi e vecchi perchè abbiamo un mon-
Vaveada ricevere maggior lustroeorna- do sulle spalle. Il cardinal Farnese rispo-
inento,e lo compendiai in breve a Roma. se: Vostra Santità non era cosi leggero
Anche in giorno di mercoledì volle essere quand'era cardinale. A cui il Papa disse:
coronato, e nel i.° maggio giorno della Più pesanti eravamo in quel tempo, ve
morte di s. Pio V suo gran benefattore, lo concediamo, perchè allora avevamo il
dal cardinal de Medici e forse per malat- mondo sotto i piedi e nel cuore; e adesso
tia del i.° diacono cardinal d' Este, alla lo abbiamo sulle spalle e nell'anima, e ci
presenza di nobiltà e popolo innumera- è di gran leggerezza. Corre fama che il

bile. Nella domenica di detto mese, cioè


I
." cardinal de Medici, quando si recò ad a-
a'5, accompagnalo da 33 cardinali e da dorarlo in s. Pietro co'suoi colleglli, e ve-
gran numero dì prelati e nobili, con im* dendolo slare diritto e appoggialo mae-
SIS SIS 93
stesamente alla spalliera della sedia, così uomo anconitano
governatore di Bor-
;

gli un altro
parlasse. Vostra Santità ha go il marchese Roberto Altemps, figlio
gai 1)0da quello che avea quand'era car- legittimato del cardinale, per le obbliga-
dinale. A cui rispose Sisto V: Mentre e- zioni che a questi avea di sua elevazione,
ra va mo cardinali siamo andati colie s[)al- erigendo poi in ducato suo feudo di
il

le basse e a capo chino per cercar nella Ga//(°.ye; e nel seguente anno eresse in du-
terra le chiavi del cielo; ma adesso che cato Segni in favore di Alessandro Sfor-
l'abbiatno trovate,guardiamoil cielo, non za nipote del cardinal Francesco. Nomi-
svenilo più bisogno alcuno della terra. nò segretario di stato il cardinal Rusti-
IVel voi. XXI, p. 70 dissi che il Papa in-
I cucci; datario mg.rAldobrandini, poiCle-
vece di gettar denari alla plebe per la co- mente Vin;coMfermògovernatorediRo-
ronazione, li fece distribuire a' veri po- ma mg.r Sangiorgio; fece maggiordomo
veri per le case e pegli ospedali; e nel voi. mg.r Sanlorio vescovo d'Alife. Nel rice-
LV,p. 42 indicai i luoghi ove notai ch'e- vere gli ambasciatori spediti dalla repub-
gli non volle per tal solennità il consue- blica di Venezia, per rallegrarsi di sua
to convito, anche per la penuria de'vi- esaltazione, concesse al senato alcuni pri-
vt;ri in cui trovavasi Roma, onde lepi- vilegi, fra' quali 1' applicazione della 3.*
damente e considerandolo un superfluo parte de'beni ecclesiastici di quel domi-
scialacquamento, dichiarò : Non voler e- nio per mantener l'armata navale contro
gli che contro di lui si rinnovasse la sa- i turchi, ed un posto perpetuo a un ve-
tira fatta contro Augusto, che languen- neziano tra gli uditori di rota. Fu ih."
do e morendo poveri dalla fame, splen-
i Papa a introdurre il Giubileo nel princi-
didamente banchettava nobili. Egual- i pio del suopontificato,per impetrarlo sa-
mente non permise che giusta il solito lutevoleal cristianesimo, forza e pruden-
per la coronazione si aprissero le carceri za a ben governare, ed a tal fine a' 27
a'prigioni,dicendo:Chepur troppo eraa- maggio processionalmente si recò dalla
\ì dappertutto malfattori, onde non con- chiesa d'Araceli in quella di s.M.^ Maggio-
veniva aumentarli, altrimenti si sareb- re. Il materno cordoglio diCamilla sua so-
bero accresciuti i tanti mali che si deplo- rella per l'acerba e tragica perdila di suo
ravano. In ([ue'giorni di allegria fece te- figlio, fu molto lenito dall'elevazione al-
nere appesial patibolo duefratelli diCo- la cattedra di s. Pietro dell'amato fratel-
ri, che venuti a godere la finizione, nel lo. Narrano alcuni, che diversi cardinali
tornare a casa trovali da'birri con pisto- fecero in tal fausta occasione tornare a
le furono subito itnprigionati e giustizia- Roma Camilla, per presentarla improv-
ti. Il Papa restò irremovibile alle preghie- visamente al fratello,abbigliandola a gui-
re de'cardinali, degli ambasciatori giap- sa di principessa, temendo che al Papa gli

ponesi e della stessa sua diletta sorella. spiacesse rivederla con dimesse vesti. Re-
Passali 2 giorni fece decapitare un gen- cata d. Camilla al cospetto diSisloV,quesli
tiluomo spolelino, per aver messo mano che tanto l'amava mostrò non sapere chi
alla spada contro un suo nemico. Nello fosse (come a veano fallo colle madri5e/jtf-
slesso giorno di sua elezione, dimostran- dello X [e Nicolò F", e lo dissi alle loro bio-
dosi grato con tutti, confermò generale grafie e a Parente).Laonde congetturan-
di s. Giacomo Boncompagno figlio
Chiesa done cardinali la cagione,nel dì seguente
i

di Gregorio XI II, colla provvista di 100 di nuovo la presentarono al Papa vestita


scudi il mese, e gli die il governo di Fer- come prima. A Mòra Sisto V abbracciando-
mo che allora frullava \o 5ooo scudi an- la alfettuosamente ledisse: Riconoscereiu
nui; dichiarò castellano di Castel s. An- lei l'antica sorella, ed a lui spettare di dar-

gelo il tuo parente Nicolò ToUini geulil- le lu qualità e il manlo di priucipcnsa, aoa
-

94 SIS SIS
ad altri. Questo è uno dc'taiili aneddoti de punire l'alrocilà del misfatto. Già Si-
inverosiuiili, attribuiti a Sisto V, anche sto V a' i 3 maggioi585 avea ad istan-

pel raccontalo di sopra, e forse ne fu in ven- za de'cardinali, pel i ."crealo cardinale il

tore Leti, come d'altre favole, coni' egli prò nipote Alessandro Damasceni Perelti
stesso confessò anco alla regina di Fran- essendo di i4 anni, e riuscì magnanimo
eia. Frattanto Vittoria vedova di Fran- e celebralissimo, edegno del pro-zio che
Cesco Perelli, e moglie dell'Orsini, viag- lo deputò sopra tutti gli aflari de'priu-
giandoconessoe col cugino di questi Lo- cipi e sopra tutte le causedello slato, ma.
dovico, lasciato che egli andasse a Vene- gnificamenle provvedendolo. L'altro pro-
zia, coniugi da Padova passarono al la
i nipote Michele d'8 anni, dopo avello e-
go di Garda fermarono a Salò. Ma
e si inancipato con breve del i.'^dicembredal-
la cancrena della gamba del duca aven- la podestà paterna con piena autorità ,

do fatto mortali progressi, dispose di sue e col solo assenso del cardinal fratello, lo
ricchezze; ed a Vittoria che piangeva ve- L\\ch\avh Principe assi.slente al soglio pon-
dendosi in disgrazia del Papa piozio del- tifìcio, Govrrnalore di Borgo, carica prò-
i.
l'ucciso non meno degli Or-
"consorte, pria de' nipoti dei Papi e vacala perchè
àini per la disparità del matrimonio, le l'Alteinpsaveudo rapila unagenlildonna
destinò 100,000 scudi ed altre grandez romana era fuggito in Avignone; poi capi
ze,e che si mantenesse con corte compo- tauo de' C^i'fl//<»gg'/er/u della guardia del
sta di 4o persone. Spirato nel novembre corpo del Papa. A d. Camilla Sisto V fece
l585 il duca. Vittoria considerando la subito donazione di tulli suoi beni, con- i

perduta fortuna, per la violenta morie di sistenli nella s. Maria Mag-


vigna o villa a
Francesco, si voleva uccidere con una pi- giorCj ed molte case poste nella via
iti

stoIa,quaudo sopraggiunto il fratello Fla de'Riari, ed in seguito in suo nomed'an-


minio lo impedì, mentre l'altro fratello no in anno andò facendo adi lei favore
vescovo la consigliò darsi a Dio. Ritira- altri acquisti. La repubblica di Venezia
tasi Vittoria a Padova,
vi andò pure Lo- nello stesso 58 5 ascrisse alla sua nobiltà
1

dovico Orsini, che riteneva nullo e come i fratelli Peretti, Alessandro cardinale e
estorlo il testamento, onde s'impossessò Michele, li dichiarò senatori e die il li-

de'beui a nome di Virginio figlio del de- tolo di Donna all' ava Camilla. Ormai
fuuto. Vedendosi Vittoria costretta a di- debbo accennare le magnanime gesta di
chiarare il lasciato dal marito, ricorse al Sisto V,chedestaronorammirazionenou
duca di Ferrara esecutore testamentario, che d'Italia, di tutta Europa e di altre
ed al patrocinio del senato veneto, che or- remole regioni, ripetendo l'avvertenza,
dinò fosse messa in possesso dell'eredità ; che quanto distinguo in carattere corsi-
etemendo di non conseguirla, scrisse umil- vo, contiene la descrizione di ciò che ap-
meute a Sisto V, implorando per limo- pena qui vado indicando.
Sina 5oo ducati d' oro per essere collo- SistoVlrovòlostalopontificioingrau-
cala in un monastero di Venezia o di Ro- de travaglio per la copia e insolenza dei
ma. Alentre il Papa stava per esaudirla, banditi che tulio inquietavano; le cose e
Lodovico senz'altro fece uccidere \'itlo- le persone non erano sicure; i baroni feu-
Flaminio, ed ecco come miserameu-
ria e dali colle loro prepotenze e tirannie fra-
tefim Vittoria per l'ambizione della ma- stornavano l'azione governativa; Roma
diedi vederla duchessa di Bracciano, non e l'Italia erano pure afflitte dai ladri, dai
abbastanza ammaestrata dall' assassinio sicarii, dagli omicidi e piene di malflit-
dellai. moglie del duca. La repubblica tori. Qual fosse il deplorabile sta lo in cui
di \ euezia lece giustizia, troncò capo il a quell'epoca era l'Italia e priucipalinen-
a sicaii e fece strangolare Lodovico, on- le il dominio della Chiesa, lo descrive il
SI s SIS 95
jj. Tempesti. A die
fai cosa re fanti mali, arrestò esclamando: Ringrazia Sisto che
UDiì ostatile riinecli posti da Gregorio
i tui spai'enta, del rexio a quest'ora ti avrei
AV/Zsiiofinlecessore, dura vano a motivo scdiinuto. Sisto V segnalò il suo regno per
della troppa di lui dolcezza, ed io gene- pruilenza e fermezza che lo fece conosce-
rale eccessiva moderazione, !>ua prima cu- re alto uomo di slato; aumentò l'eserci-
ra fu di ristabilire in Roma e nello stato zio della possanza S|)irituale della s. Se-
la pubblica sicurezza; ed pervenne egli vi de, ripi istillò in Roma l'ordine e il buoa
e tosto con energica prontezza e con rigo- costume, ed accrebbe le ricchezze del suo
re Salutare di pene, non disgiunto da e- stato. Si suole dire, che a Dio piitcque più
(|uità e gmstizia imparziale. Con una ma- la scveiilà di Sisto V, che la santità di
no spense il male, coH'altra lece il bene, s. Pio V. Inoltre, il pontificato di Sisto
essendosolitodire,di recar pace colla spa- V segna un'epoca ben notevole nella no-
da;e dove prima nelle città e luoghi, mas- stra storia, per aver egli domato la pie-
sime feudali, era un vivere incerto e tri- [)Otenza, i delitti e le crudeltà de'baroni
sto, tornò riposato e tranquillo. Allorché e feudatari, laonde non furono poi così
uscì la I
.'^
volta dal palazzo apostolico, il fie(|uenlile loro soperchierie e ributtan-
popolo gridò: Santo Padre abbondanza ti abusi, stabilendosi apocoa pocouo nuo-
V: Pregate Dio
e giustizia. Rispose Sisto vo ordine di cose a vantaggio degli op-
per l'abbondanza, percliè la giustizia ve pressi popoli che gemevano sotto i loro
ramministrerò io. l'erlaiilo, dichiarato- duri gioghi. In tempo di Sisto V tutti tre-
si Sisto V immantinente vindice de'de- mavano, Muratori negli Annali
e dice il

litti e de'malviveuli, con animo costante d' Italia, che nella sua epoca con tal no-
e risoluto di eliminarli e punirli, colla me si metteva paura a' bambini. Tanto
bolla Hoc nostri Pontificatus iniu'o, del era l'indeclinabile rigore della sua giu-
I .° 585, Bull. Rom. t. 4>pai'4>
luglio 1 stizia, che sembrava non si curasse di farsi

p.iSy, rinnovò tutte le costituzioni dei amare da'suddi ti e soltanto temere. iNou
suoi predecessori e precipuamente quel- perciò egli adoperò scomuniche con Irò sif-

la da Giegorio XllI emanata neh 578, fatta gente, persuaso che sarebbero per
contro i sicari, banditi, incendiari e si- le anime loro maggior danno che alili-
di
mile gente di malaOare. Diede ordini pre- là. iXcl voi. p. 20XV,
parlai del conci-
1

cisi e severi a' suoi ministri, legati e go- sloro de'3 dicembre i 585, nel (piale for-
vernatori, e co'rigori della sua inaltera- mò la celebre bolla sulle qualità e nume-
bile giustizia, dalia quale non potessero ro (Iti' Cardinali che doveauo formare il

sottrarsi neppure i più potenti personag- Sagro collegio, prescrivendo agli asseti-
gi,dopo aver dato un generale perdono li di venire a Roma per visitare i Lina'
a tutti coloro che aveano dato ricetto e na Apostoloruni, e questo pure a' Vescovi
con versato co'bandi ti. Quindi ottenne pri- come facevasi anticamente, e per rende-
ma d'un anno, con immortai sua gloria, re ancora conto alla Congregazione del
che in tutto lo stato ecclesiastico e anche concdio del gregge commesso alle loro cu-
in molte parti d'Italia, restasse libera dai seguente anno in cui si
re; di (|uello del
tanti malvagi che l'affliggevano, quali i gravò dell'esorbitante numero de'[)relali
al solonome di Sisto /' tremavano, on- Referendari t sull'indegnità d'alcuni, on«
de Ira loro si avvisavano ricordati, che : de vi provvide; e della penitenza impo-
regna Sisto. Ciò divenne proverbiale, per sta al polente cardinal Farnese, per es-

CUI venuti a rissa due servi di cardinali, sersi vantalo di a\er Iralugato il nipote
nell'alto che uno caduto in terra, l'altro duca di Panna gran fi:udatai io, condan-
eragli sopra percoullccaigli il pugnale nel nato a morie come detentore di una pi-
petto, neir impelo dciid collera pure si slolella. Xou fu però uiiuor« della sua ri-
--

96 SIS SIS
gidezza la vigilanza e generosità del buon vivevano oziosi in Roma, e che le fem-
governo verso tutti i sudditi. Molti sono mine per ciò e per bisogno vendevano il

i ne ricorderò uno che con


tratti parziali: proprio onore, alllne d'impedir tanti mali
bell'ailicolo pubblicò il cb. ab. Zanelli, restaurò le importanti arti della Lana e
neìV^lbiirii di Roma
33 i, e in- 1. 1 o, p. della Sela, e di fabbricare i drappi e gii

titolato V Insalala di Sisto A'. Caduto in arazzi, volendo che per tutte le terre si

povertà un avvocato, ch'era stato amico piantassero i moricelsi. Nella sua magni-
del Papa innanzi la sua esaltazione, ne am- ficenza, non cedendola agli antichi iaì-
malò dalla pena. Volle la buona fortuna peratori romani, restaurò sontuosamen-
che il suo medico lo fosse pure di Sisto te gli Acquedotti, e ricondusse molte Ac-
V(aIMEDrco parlando degli archiatri, dis- que in Roma, massime a vantaggio del
si pure di quei e del chirurgo di Sisto V), Quirinale, dell'Esquilino e altri Monti dì
ecome riniermo gli narrò suoi bisogni, i Roma, dove eresse di verse Fontane di Ro-
commosso medico ne istrmil Papa. Que-
il ma, coll'acqua per lui denominata Fe-
sti troncò il discorso, ma dal suo giardi- erigendone la mostra principale sul-
lice,

niere mandò all'infermo una cesta pie- laPiazza di Termini eoa disegno del cav.
na di cicoria, e in fondo una considera- Fontana. In questa piazza, ove formò il
bile quantità di zecchini. Puicevendo sif- principale ingresso della sua magnifica
fatta pontifìcia insalala, l'avvocato fu P'illa fllontalto, alla quale congiunse la

penetrato da tale letizia e il suo fìsico ne vigna presso s. IMaria Maggiore, edificò
licevè SI grandescossa,che tornato il me- un'altra pubblica fonte perchè le pove-
dico lo trovò quasi guarito. Già Sisto V re donne senza spesa potessero lavarvi t

avea detto al medico ui un 2. "discorso, panni. Nella stessa Piazza di Termini vo •

che voleva egli curare il suo cliente: E' leva formare il bacino del canale naviga-
una posta che vi levo, ma voi siete ab- bile, che avea stabilito costruire colle ac-
bastanza provveduto, e poco potreste da que dell'.\niene da Ti voli a Roiua, opera
lui sperare. Quando [)oi il medico vide la gigantesca e utilissima se si fosse eiTettua-
medicina, dichiarò al convalescente : Che la edegna d'un Sisto V. Tale canale a-
Ippocrate non avea questi rimedi; ed in vrebbe facilitalo non poco il trasporto del-
seguito al Papa: Che nella botanica non la pietra tiburtina,di cui inRoma si fa tan-
trovasi tale specie d'insalala, per cui ce- to uso, e della calce, che da que'Iuoghi
do alla Santità vostra tutti i uìiei amma- ivi pur si conduce. 1 prodotti de'colli ti-

lati. Altura Sisto V soggiunse: Di amma- burtini e luoghi adiacenti, con facilità si

lati ne ho abbastanza, ma tutti con mio sarebbero condotti alla capitale; vantag-
dispiacere non posso curare alla stessa gio incalcolabile per questa e per quelli.
maniera. Poscia passò in proverbio, pei Leacque dopo aver compito il loro cam-
bisognosi di denaro: Ci vorrebbe V insala- mino col giungere nel bacino si sarebbe-
ia di Sisto F
! Per la penuria de' grani ro potute impiegare per l'andamento di
minacciando la fame, comandò che per moltissimi opificiij e per servire ad uso
ogni luogo si aprissero i granari pubbli- di altre fonti, che a maggior ornato del-
ci, e che la farina si vendesse a'poveri ap- la città o comodo de'privati potevano e
penaSquattrini la libbra. Promulgò una difìcarsi, oltre altri vantaggi che ne po-
bolla in vigoie della quale deputò 3 car- tevano derivare. Quanto all'acqua dal suo
dinali ad ascoltar gli aggravi fatti a'sud- antico nome appellala Felice, oltre gl'in
specialmente a'pupilli, fanciulle e
diti, e dicati articoli, si può vedere il dotto Fea
vedove, e volle che lutto a lui riferisse- nella Storia delle acque, che ci dà esatte
) 0, per provvedere col la sua autori tà ai re- e importanti notizie sull'operato da Si-
lativi buogui. ludi coaslderaudochetuolti sto V, che pose in eHetlo il decretalo da
j

SIS SIS 97
Gregorio XIII, dopo aver fatto un ving- alti al Matrimonio, come impotenti ad
gìo alle sorgenti, come u Pantano ile'GrilIi essere genitori e aver figli; pubblicò una
al di sotto della Colonna di cui riparlai bolla sui Bastardi e illegittimi; vietò ai
a- Labico. Vi lavorarono conlinuatuenle religiosi di ospitare i pellegrini o viaggia-
2000 uomini, e talvolta 3 e 4000 secondo tori, senza averli trovali idonei per le let-

il tempo più accomodato di f*ibbricare. tere de'loro superiori, perchè molti ban-
IS'otaFea, che però nel lungo viaggio del- diti e malviventi si fingevano tali; prese
l'acquedotto non si fece alcun purgato- provvidenze sulla ly/z/iO/j/Vz confidenziale,
rio, che gli antichi dicevano piscina li- circa i benefizi ecclesiastici. Comandò che
rnariaj e che il benefico Pontefice fu in- fosse rimessa nel calendario e breviario
gonnatodoppiamentedaglieruditi, qua- i romano la festa della Presentazione del-
li gli fecero credere e dire ne' suoi atti, la B. Ferginej concesse a s. Francesco di

che si era ricondotta a Roma l'acqua Ap- Paola il rilodoppioelu celebrazione della
piè e la Marcia, e con tale acqua aprì 6 festa a'2 aprile, il rito semplice a s. Gen-
fonti nella sua villa Montalto. JN'el voi. naro e compagno, e il rito doppio a s. Ni-
XVII, p.io, ed a monache Cistercietisi, cola dello da Tolentino , ma nato in s.

raccontai il modo col qua le Sisto V eresse Angelo diocesi di Fermo, a s. /\ntoiiio dì
un monastero presso la Chiesa de ss. Vi- Padova ed a s. Pietro martire. Riconob-
to e Modesto, la quale concesse all'y^r- be per bealo, con equipollente beatifica-
ciconfraleniuadi Bernardo, trasfoien- s. zione, il b. Simeone fanciullo di Trento;
do poi le religiose in s. Susanna; e che in- ordinò chesi celebrasse per tutta laChiesa
oltre colla hoWa Sacrosanclae, ut iZ lu- con ritosemplicee iuMessina col rito dop-
glio 587, Bull. cit. p. 323, vicino al sud-
I pio la festa de'ss. Placido e coni pagni bene-
detto monastero formò un conservatorio dettini martìri, e con gran solennità nella
di oneste Vedove e zitelle. All'accademia basilica Vaticana annoverò tra' dottori
di s. Luca donò la chiesa di s. Martina, di s. Chiesa il cardinale s. Bonaventura
che meglio descrissi a Scultura; all'or- francescano, ed indi vi canonizzò s. Die-

dine della Mercede die la chiesa di s. A- go minore osservante. Nel Giappone e-


driano, ed a quello da' Minimi la chiesa resse iu sede vescovile Funai. Approvò la
di s. Andrea delle Fratte colla bolla In congregazione de Ministri degl'infermi,
coeli ihrono, deli 585, Bull. cit. p.i4'2. quella de Cistcrciensi foglianti, e le mo-
Regalò il Palazzo apostolico d' araceli nache Cistcrciensi fulliensi, e di cui il
a'miuori osservanti, situato adiacente al I ."monastero fu il ricordato di s. Susan-

loro convento; restaurò la chiesa di s.Mar- na. Fondò r arciconfraternita del Cor-
Seminario faticano e per
la, vicina al done di s. Francesco nella basilica de'con-
comodjtà della Famìglia pontifida, t ne ventuali in Asisi; conferì de' privilegi ai
riparlai nel voi. XLIV, p.i 17; restaurò Certosini; confermò e accordò privilegi
ancora la Chiesa de' ss. XII Apostoli , alle confraternite del ss. Rosario j con-
ampliando il contiguo convento de' suoi cesse molle indulgenze alle congregazio-
religiosi e già da lui abitato, colla spesa ni stabilite ne'collegi de' Gesuiti ailiìhui
di 5,000 scudi; e rese magnifico quello
I l'indulgenza plenaria perlafesla dell'im-
de'domenicani di s. Sabina e già Palaz- niacolala Concezione. Dispose che i Cap-
zo apostolico di s. Sabina, e ne fece più puccini senza licenza della s. Sede potes-
magnifica lachiesa.Co'vasti pensieri della sero amu)ettere nell'ordine i minori os-
sua magnificenza, non trascurando Sisto servanti; conferì privilegi a' cavalieri di
"V l'attenzione che dovea prestare all'è* s. iS/^/io/, ed assegnò annue renditeal-
conomia della disciplina e al cullo divi- l'arciconfraternita del Gonfalone per la

no, dichiarò che gli Eunuchi uou crauo ledeiizioue degli Schia^'i^aì quale articolo
gS SIS SIS
narrai i generosamenle liberali daSisloV. no nascosto. Nicolai Memorie sulle
nelle
Non solo a isluii/a de'priiicipi delhi lega campagne e annona Roma, nel.l. 2,
di
callolica si oppose che l'eresiasi stabilisse p. 44jI''^''^'^*-'' sussidio di 200,000 scudi

iiiFiaiicia,e ad Eurico III re di Navarra, applicato all'aimona da Sisto V; e nel t.

poi Enrico IV re di Francia, di succe- 3, p. 89, de' privilegi e sussidii concessi


dere a Eurico IH redi tale regno, come dal Papa all'agricoltura. Dopo aver ac-
UgonoUoj ma co'fautori lo dichiarò in- cennato che il sistema dell'annona era di
corso nelle censure ecclesiastiche, e sciolse provvedere il grano a suo conto o sia della
i di lui sudditi dal giuraniento di fedel- camera apostolica, e quindi da essa an-
tà. 11 re di Francia non volle pubblicar nona Si somministrava il grano a prezzi
la bolla, onde il Papa di natura calda e fissi a'fornari di Roma e dipendenti dalla
intollerante di si gravi atfronli senedolse medesima, i davano una pagnotta
quali
col re, e lichiaiuò il Nunzio Ragazzoni, d'8 oncie d'ottima qualità per un baioc-
soslitiiendogliFraugipanijche ricusato in co; dopo d aver tietlo de'granari magni-

nome del re dall'aiubasciatore iu Roma fici fabbricati da Gregorio XI II, e che que-

come seguace della lega, il Papa restò fer- sti molle facoltà l'annona e pulr-
fornì di
ino perclièsi ricevesse. In questa occasio- blicò una bolla contro gl'incetlatori ed e-
ne a leu ni calvinisti cercarono guadagnar- filrattori di grano e anche degli animali

si la grazia del re di Navarra, e però uà necessari all'agricoltura, racconta il mezzo


pedante fia loio pubblicò il libro: Aif- più efficace adoperato da Sisto V. Egli
viso piacevole (lato alla bella Ilalia da [lertanto osserva, che il suo genio assai ra-
un gioi>ane nobile francese j iu cui con ro d'eseguire le più ardue imprese, gli fe-

Dante, Petrarca e Boccaccio vomitò fa- ce ben vedere,che alle prov videnze de'suoi
cete bestemmie contro il Papa,^volendo antecessori conveniva aggiungere mezzi
con essi provare ch'egli era il vero An- più forti per ottenere l'intentò. Egli era
ticristo, Dipoi sotto Clemente Vili gli ri- d'una severità spaventevole: se avesse vo-
spose adequatamente il gesuita cardinal luto con un cenno obbligar tutti pro- i

Cellarmino con \' Appendix ad libros de prietari dell' agro romano a rompere e
Stini. Pont, qnae conlinet responsioneni seminare tutti loro vasti terreni, sareb-
i

ad iibruin qitcnidain Anonyninni, cui ti- be certamente stalo ubbidito. Ma suoi i

tultts est: Avviso ec. Indi uscì un altro talenti gli facevano ben conoscere, che u-
insolentissimo libro intitolato Fnlinen : na legge violenta avrebbe prodotto un be-
£riUuni,d\ Francescollofmann, ed un'al- ne effimero e momentaneo. Egli perciò si
tra più lunga apologia di Pietro Belloio, appigliò al progetto di stabilire un fondo
ove questi giureconsulti fecero spiccare di 200,000 scudi, per imprestarsi sotto
la passione loro, non la verità. Pieno di la cura e amministiazione d'una congre-
religioso zelo per la celebrazione delle pon- gazione che deputò pe' poveri agricoltori
lilicie funzioni nelle 7 principali basili- cheavessero coltivato le campagne roma-
che di Roma, rinnovò in queste le Cap- ne; e fissò regolamenti perchè tal dena-

pelle Pontifìcie. Lagnandosi la plebe ro- rOjchedovea un sussidio d'im-


servii e per

mana della carestia, Sisto V minacciò i presa tanto importante, non si dissipas-
conservatori diRoma di toglier \oio\'An- se in altri usi. Del tribunale di agricol-
nonae Grascia, e prese quelle efficaci mi- tura meglio ne tenni proposilo a Sesta-
sure che riportala tale articolo, sommi- To ROMANO. Confermò privilegi de'for- i

nistrando 00,000 scudi del suo privato


1 nari, e nello slesso tempo Iu rigoroso con
peculio. Le medesime sollecitudini rivol- quelli che abusavano, come fece con quel-
se all'olio, di cui eravi penuria, perchè i lo che mescolando cenere nella farina, gli

privati possidenti come il grano l'avea- fu decretata la morte, dopo la quale il Pa-
-

SIS S I S 99
pa fece Iil)ei>aie quanti trovavano ctir-
si lenze di venute intollerabili. Neper queste
cernii [)er dehili, c!je I>;igò cuUn sua ren- cure particolari del governauiento tem-
dita particolare, e inoltro die loro 600 porale, traliist'iava il Papa d'impiegarsi
scudi d'oro in limosina. Attilio Blasclii do- con singoiar premura alle cose che riguar-
po avere spietatamente scannati un cogi- davano il suo apostolico ministero. Scris-
110, colla moglie e due loro figli, fuggilo se [)erciò a Carlo arciduca d'Austria e ad
da Bologna camminava baldanzoso per alili principi, consigliandoli a bandii>'gU
Firenze credendosi in sicuro, e cliciLsan- eretici da' loro slati, e fu ubbidito pre-
gue innocente sparso 36 anni avanti non cipua mente da 11 'a rei duca,
quale con ri- il

gridasse più vendetta di lui. Diede egli goroso editto vietò l'uso d'ogni altra re-
Il uova occasione al granduca di consegna l'- ligione ne'suoi stali, fuori della catlulica,
Io al governo ponlificio, e condotto a Ro- j)er cui Dio lo rimunerò con particolari
ma fu decapitato. Un fautore disicarii fe- favori.
cequella satira che riportai nel voi. LI V, Amorevole Sisto V colla Marca e col-
p.i I
7, e saputa ddl Papa, crollando il ca- la sua patria d'origine, concesse alle ter-
po disse: Queste ptisquìnate ... Quale pa- re e università delsuo l'reiidato, libera
squillate .... tremino l A Nicolò Azzolini facoltà di mutuo commercio per l'esito
capitano de'cavalleggieri, e parente di De- delle biade, e vi eresse 4 vescovati :s. Se-
ciò poc'anzi creato cardinale da Sisto V veri/10, Tolentino, I\Ioit(alto[o\\.VQ i favo-
the lo amava teneramente, fece troncar ri e doni notali a qucsl'.irliculo, ove [lur
il capo [)erchè in rissa uccise collo schiop- dissi che vi volea trasportare il s. Sepol-
po un suo alfiere. Una signora romana cro), che inoltre fece residenza del prela-
non contenta d'infamar se stessa, procu- to preposto al presidalo, e Loreto^ ove for-
rò cheil suo drudo abusasse della giova- mò un donò parie del suo
magistrato, gli

ne figlia. Sentenziata a morle,ilPapa volle due rami di pe-


8lemiiia,cioè tremolili con
che la figlia fosse testimone del suo sup- ro (il quale si compone d'un leone raoi-
plizio. Avendo il Papa pubblicato un e- panle che legge con una zanna un ramo
ditto contro i bestemmiatori, in vigore con tre peri, e sulla fascia che ne traversa
di questo fu esposto alla berlina uu coc- il corpOj a capo vi è una stella, nel fine

chiere di personaggio cospicuo, e gli fu Ire monti), e quantoaltrodissi al suo ar-


fcjrata la lingua. Indi emanò la bolla, Coc// ticolo : terminò il prospello esterno del
etterrae Creator, Bull. cit. p. 1 7G, contro santuario e vi fece le magnifiche porte di
gli astrologi giudiciari, fulminando gravi bronzo. Per gratitudine lulla la Marca a
pene contro le figure genetliache, cbia* pie delle scale del sa ntuariogl'innalzò una
ma te volgarmente nati vita, per mezzo del- statua di bronzo. Eresse in arcivescovato
le quali gli astrologi formano giudizio de- la sua antica sededi Fermo, e fece rifiorire
gli eventi liberi, dipendenti dalla libertà l'università: ifermani riconoscenti gl'in
umana. Quindi i maligni,segueiulo il Le- naizaiono incontro al palazzo municipale

ti, con falbissima temerità pubblicarono una statua di metallo, e rOtlinelli gli di-
ch'egli l'avesse proibita perchè l'avea pra- resse l'elogio: De Firmo Piceni Urbe no-
ticata,echeseneservì per giungere al pa- hilissimaAw Macerata poi ialitu'i la Rota
pato. Promulgò ancora se veri editti contro per le cause delia provincia. A Bolog.va
le fraudi che si conuncltevano per mez- parlai del collegio Montallo ivi istituito

zo di carte e di dadi, chiamale baratte- per 5o giovani m.irchegiani, tli qiie'luo-


ria; e contro le donne di maTaffare, pe- ghi che enumerai, fra quali iMonlallo, i

gli omicidii che succedevano ne'loro ri- Fermo Grotlammare. Ed


e a Collegio
dotti. A C.\r.NEVALE DI Roma riportai co- PI S. BoNAVE.VTURA SlSTINO dissi clie Si-

me Sisto V oc liforiuò gli abusi e picpo- slo Y riblilui iu Roma nel convento dei

loo SIS SIS


ss. XII Apostoli pe'religiosi conventuali e pei a di 3oo braccianti e più carri di tra-
per ispiegaie le opere tlis. Bonaventura. spoili la volle aperta in ima sola notte.
Ma nulla è ciò in paragone della splendi- Questa strada Sistina giunge ove lateral-
da magnificenza colla quale Sisto V,eiiiu- mentecomincianoquelledi Porta Pincia-
lodegli antichi imperatori, sontuosamei»- tia edi CapoleCase; ed ivi è proseguita dal-

le abbellì Roma. V'innalzò l'O/'c/Zico £,(3- la viaFelice.Per allettare poi lepersonead

teranense, {'Obelisco /faticano, V Obeli- ornare quelle strade con fabbriche, spe-
sco del Popolo^V Obelisco Liberiano. Idei- cialmente la Felice e la Pia, Sisto V col-
lo stesso desiderio che avea di conserva- la bolla Decet ronianiun, de'iS settem-
re l'antichità, fece restaurare la superba bre 587, Bull. cit. p. 346, concesse dei
I

Colonna Tiaiana, e nella sommità vi col- privilegi a chiunque vi stabilisse l'abita-


locò la statua di bronzo dorato rappre- zione, tra'quali Novaes registrò, sebbene
sentante s. Pietro: sulla Colonna Anioni non piti in vigore: Che le case ivi fabbri-
na pose la statua pur di bronzo dorato cate non soggiacessero a confisca, se non
esprimente s. Paolo. A nobilitare Roma per delitto di lesa maestà. Che gli abitan-
e per cnaggior suo comodo fece aprire 6 ti non potessero essere molestati per de-
bellissime strade, anche per agevolar le biti contratli fuori dello stato ecclesiasti-

"visite a'suoi santuari. Lai.'' fu quella che co. Che gli artisti fossero esenti da ogni
dalla ss.Trinità de'JVIonti conduce a s. M.* imposizione determinata da' lorocoaso-
Maggiore, esi chiama dal suoantico nome li. Che chi le abitasse per due anni con-
/^e//tr,come già rilevai nel voi. XIII,p. Sj tinui, godesse i privilegi de'cittadini ro-
e altrove per le seguenti. La 2." quella che mani. Aggiunse inoltre a' I 3 antichi Rio-
da s. M.^ Maggiore si stende a s. Croce in ni di Roma quello Borgo, onde sono
di
Gerusalemme. La 3.' conduce dalla por- i4, e gli die parte del suo stemma gen-
ta di s. Lorenzo a s. Maria Maggiore. La tilizio e nel modo descritto all' indicato
4-" da detta porta a s. Maria degli Ange- articolo. Sembrando al Papa una mo-
li sulla piazza di Termini, e al Quirina- struosità che la basilica Lateranense or-
le; e queste due furono da lui aperte col mai non avesse più abitabile l'antico Pa-
denaro spettante al suo assegnamento ,
triarchio, antica residenza de'Papi, edifi-
perciò nell'iscrizione incisa nell'arco che cò il magnifico Palazzo Apostolico La-
si eleva in mezzoalla strada, e per cui cor- te/•^/^e/^5e, quindi e contiguo costruì quel
re l'acquedotto dell'acqua Felice, vi fece bel portico Sistino, il qualesporge in fuo-

scolpire : Sixlus [^ vias ulrasqne ... lon- ri dal prospettominore di tale Chiesa di
gasjatasquesua impensa stravit. A. D. s. Giovanniin Luterano, dov'egli comin-
1 586 Poni. II. La o.^- dalla Colonna Tra- ciò a dare al popolo la solenne benedizio-
iana pel Viminale a s. Maria Maggiore, ne apostolica. Nel palazzo sperava di ri-
e volle ancora che si estendesse fino a s. cevervi l'imperatore Rodolfo II, per poi
Pietro, onde all'uopo fece atterrare mol- coronarlo, e gliene fece invito. Per mag -
te case. La
conduce dal Luterano al
6.' gior splendoredel capitolo della basilica,
Colosseo.Fece ancora accomodare la stra- ordinò che nelle feste maggiori usasse 4
da Flaminia fuori della porta del Popo- mazze d'argento, da portarsi da'manda-
lo, e quella di Monte Cavallo o Quirina - tari del cardinal vicario di Roma, e che
le che va a Porta Pia, con marciapiedi la- ogni due anni dovesse far loro la caoae-
terali. Altra via che devesi a Sisto V è la ra apostolica, col denaro delle multe pe-
Sistina, così detta dal suo nome, che dal- nali. Ripristinò il nunzio apostolico nella
la piazza della chiesa della ss. Trinità al Svizzera; ed assegnò entrate a\V Arcicon-
Pincio si diparte verso la parrocchia di fr,ilfrnila della Pietà de' carcerati, per
8. Andrea delle Fratte, la quale eoa l'o- liberare i debitori prigioni, e le accordò
SIS SIS 101
privilegi, come di liberare un reo di mer- l'impreso di Terra santa, e forse da que-
le. Quando Sisto V fu assunto al soglio sto dei ivo la tradizione del trasporlo del
trovò l'erario pontificio aflallo esausto, e s. Sepolcro nellaMarca.Nel voi. XXIX, p.
l'esecuzione de'suoi v;isti pensieri, le spe- 2 7 8, descrissi la (.ìùcf^a eì'ospizio dei cento
se immense necessarie a'suoi disegni, i bi- p/f// fabbricati da Sisto V [iti Povero, on-
sogni della Chiesa, lutto richiedeva quel de sbandirda Roma l'immornlee rovino-
denaro che non avea la camera aposto- so accattonaggio de' molesti questuanti
lica. Per supplire dunque a tanti bisogni oziosi, ed olii e a ciò applicò gli annui frut-
cominciò la ril'orma degli ufiìzi Vocabili ti di 100,000 scudi per doli alle vergini
e ne creò degli altri cioè la vendita di , pericolanti, e per liberare dalle carceri i

molte cariche e impieghi. Molti scrittori debiloii. ^'ella Chiesa dis. Maria Mag-
perciò lo biasimarono,ed anche pel nume- giore compì la sontuosa cappella Sistina
ro grande de'dazi da lui imposti, i quali del Presepio, con rendile e ricchi utensi-
da molti col Cecarelli e col Galesini fu- li sagri, preposto e cappellani di padro-
rono registrali sino a 23. Validamente nato di sua famiglia, nella persona di Mi-
difende Sisto V
suo storico Tempesti, il chele Peretti e suoi discendenti, e con due
che sostiene non aver egli imposta altra altre laterali cappelle in onore di s. Lu-
gabella, che quella sola delladella fogliet- cia e di Girolamo, dichiarandone pro-
s.

ta, la quale tolse dopo un anno. Ecco i tettore prò ttmpcre il cardinale più an-
vacabili da Sisto V migliorati o eretti di tico della Marca, ed il quale lo fosse pu-
nuovo, come si può vedere a'ioi o artico- re de'collegi di s. Bcnaventura in Roma,
li, a'quali per le somme che p^igavano per e di Monlalto in Bologna, come già ri-
l'acquisto accordò emolumenti e privile- cordai nell'ai licolo Piceno; mentre a Se-
gi. Il co\\e^\o àt Secretavi apostolici, l'uf- polcro be'fomam Pontefici riparlai dei
fizio del cardinal Camerlengo dis. Cìiie- due magnifici edificati da Sisto V in det-
sa, quello del Tesoriere generale, quello ta cappella, per se e per s. Pio V, olire
dell' Uditore di camera , il collegio dei la sepoltura pe'palroni, non che di quel-
Chierici di camera, Vufi'ìiio del Commis- lo verso la poi la della slessa basilica per
sarto della camera , quello di Datario, IN'icolò IV. A Bologna agitata dalle fa-
il òe Prolonolari apostolici par-
collegio zioni restituì la quiete, e die tremendi
tecipanti (de' privilegi de' quali, e dimi- esempi di rigore. Giovanni Pepoli, uno
nuiti dopo la pubblicazione dell'artico- de'più illustri cavalieri bolognesi, tene-
lo, feci parola anco all' articolo Dotto- va in suo castello prigione un sicario.
re), quello óe' Referendari, quello de'ca- 11 cardinal Salviati legato glielo doman-
"valieri Lauretani,ìa privativa óeWaSlam- dò, ed egli alteramente rispose: Che nel
perla camerale, l'erezione àeUa Stampe' suo feudo era solo soggetto a Dio, ne ri-

ria Vaticana, il vacabile degli Jrchiviòó. conosceva Papa o altro principe tempo-
Notori, il collegio de'Notari di Campi' rale. Lo fece arrestare e ne die per istaf-
doglio, di cui anche a Senato Koma.no. fetla avviso a Sisto V,il quale ordinò che
Inoltre Sisto V per gli stessi bisogni creò in Roma si trattasse la causa del prepo-
nuovi Luoghi di Monte, altri ne riformò, tente feudatario. In questo tempo ebbe
assegnando rendilea chi ne faceva acqui- il Papa lettere di Pepoli inlerceltate e a
sto , e li dichiarai in tale articolo insie- lui sommamente ingiuriose, e dal proces-
me air uso che fece del denaro incassa- so risultò che avea posto in libertà il si-

to, giustificando la pontificia determina- cario tanto pernicioso all'ordine pubbli-


rione.ollre i milioni di scudi riposti inCrt- co. Condannato Pepoli da'giudicia mor-
stfl s. /angelo per gli straordinari bisogni te, ordinò Sisto V ni cardinale di proce-
della s. Sede, e secondo alcuni anche per dere contro di lui come a suddito libcl-
.(,2 SIS SIS
Iceieodi lesa maelà;ondemalgiail(ir;ip- ni, seiiameiile ammonì e minacciò, qua-
poggio dc'potenli Benlivoglio e d'Alfoii- lora non si pentisse per l'aulorità usiu''
solldncadi Fcirarn, gli fu mozzato il ca- [)ala alla giurisdizione ecclesiaslica ; non
pò non senza gran terrore di tutta Dolo- die le sue coslanli diligenze in f.ivore del
gna. Tuttavia volendo il Papa mostrare re e del regno di Francia, sono tutti te-
iili'amplissima casade'PepoIi cli'egli am- stimoni delle sue cure paterne co'principi
ministrava la giustizia, creò cardinale e colIaCliiesa,dellcquali scrivelungamen-
(iiiido fratello del decapitato. Restavano te il Tempesti. Con 4 utilissimi edilli or-
in Bologna a reprimere i Malvezzi di fa- dinòclie sirispettasserogli Ebreijche non
zione contraria a'Pe[>oli, e non meno di si dicessero scavi in Roma e fuori sen/.a
questi nocivi alla provincia per gare citta- licenza del governo, onde ripararealle ro-
dine.Aveano nel precedente pontificato vinecliecagiouavanoagliedifizieallestra-
impunemente incendiato molte campa- de; clieniuno trattenesse in ragionamen-
gnede'Bianchetti, onde il cardinal Salvia- li le monache alle porte o allegrate, per
tid'ordine di Sisto V intimò di risarcir- rimuovere gravissimi sconcerti, pe'quali
ne prontamente danni, altrimenti si sa-
i alcuni furono puniti coU'estrerao suppli-
rebbero tenuti ribelli. L'esempio di Pe- zio; finalmente per la nettezza delle stra-
poli fece ritirare alcuni Malvezzi a Firerj- de di Pvoma,sia pel suo decoro, sia per la

rimanendo Pirro intiepido a Bologna;


ze, sua salubrità. Pel buon regolamento dei-
ma questi chiamato in giudiziodal cardi- la disciplina ecclesiastica, in meno di due
naie per aver fatto ammazzare Bartolo- anni emanò 72 bolle. Indignato della
meo Bolognelti, uno de'cittadini più co- prammatica sui titoli onorifici prescritta
spleni, fu assalito da tanto timore che per da Fdippo li re di Spagna, se ne gravò
salvar la vita fuggì precipitosamente, e altamentecol suo ambasciatore Olivare?,
ilPapa lo dichiarò reo di lesa maestà. In e decretò la scomunica a que'cardinali che
mezzo a queste cure, non rallentò quelle ricevessero lettere senza V Illnsirlssimo e
in vantaggio de'principl stranieri e per la il Ueverendissimo, per cui il re dichiarò
chiesa universalejCome provano il tratta- non aver inteso di vietarli a'cardinali, ne
lo col re di Polonia pel conquisto della i titoli convenienti agli ambasciatori che
Moscovia, e il nunzio spedito per l'elezio- aveano luogo nella cappella pontificia.
ne del nuovo re Sigismondo HI, a cui poi Qui ricorderò, che a Roma nel riportare
inviò legato il cardinal Aldobraudini, per i senatori di Roma da lui creali, fra'qua-
far porre in liberlàMassimilianoarciduca li Pelicano di Macerala (che avendo mi-
d'Austria, locchè ottenne con la celebre gliorale le carceri Capitoline vi pose Io
j)ace; l'elezione del nuovo arcivescovo di stemma di Sisto V'), e Biondi di Montai-
Cesancon, ad onta di quel clero; le pre- lo, il i ."si astenne dal recarsi a dette cap-
lutu-e per appagare il senato svizzero, sul- pelle per contrastargli il luogogli amba-
la riforma alquanto eccessiva introdotta sciatori. Pretendendo il senato di /'e«e-
dal nunzioTricarico;quanlosi adopròper nominar l'iibbate di s. Cipriano
zia di di
impedire l'iniqua moi le della virtuosa re- Murano, si oppose l'inflessibile Sisto V
ginadi Scozia Maria Stuarda, eper ven- con tanta energia, che costrinse il senato
dicarla dopo seguila, commosso dalla let- con singoiar esempio a rivocar il decre-
terà che ricevè e scritta da quella, sagri- lato; onde il Papa ebbe a dire che il se-
ficaia dall'odio d'Elisabetta che scorna- nato veneto aveagli rubalo il cuore, e pò-
nicò, e prima di sua decapitazione, col- scia lo compiacque in luttociòche il Pa-
legandosi con Filippo II re di Spagna, pa domandò al medesimo, e s'interpose
che per altro con lettera di proprio pugno per la cessazione dell'ostilità fra la repub-
e da we ripoitala nell' urlicelo Sovra- blica e l'ordine Gerosolimitano, che a vi-
SIS SIS io3
cendn eransi catlniati grossi hnstimcnti, rjimse sino nlla lanterna o cupolino. A-
coinediirusainenlenaira Tempesti. ASa- vendo demolito il crollante Sellizonio, ne
voiA feci parola dello veilenza insorta tra impiegò in parlei mateiiaìi per la basilica
ilducaCarloEiiianuele I,pel Piacelo Re- Vaticana, e per la sua cappella di s. Ma-
gio exequa tur che preleiuleva porre sulle ria Maggiore. Alla chiesa ilnW Ospedale
bulle. INon scjlo a Lu>so, ma purea Ro- di s. Spirito eresse la facciata esterna. Nel
ma ragionai come Sisto V lofrenòcon lo- Palazzo apostolico faticano trasferì ove
devole praiD malica, ancliesulledoli e sui si Mova e nel locale da lui costruito la />/•

liiuerali. Avendo in tal guisa portalo ai blioteca f'alicana jiUeomb ó\ pi ture sto- t

sudditi immenso utile, delibierò di giova- richeei.scrizionijdellequali riparlai bLet-


re a tutti fedeli con dare egregia norma
i TERA e altrove, ne ai crebbe le rendite e i
per la spedizione più [ironia delle cause ministri, e la congiunse all'.r^rr/ià'/o del-
loro discusse in Roma, ed a qlle^lo fine la s. Sede: per maggioiornamento della
confermò e istituì le seguenti i 5 Congre- medesima biblioteca, vi collocò contigua
gazioni cardinalizie (ognuna delle qua- laStamperia P aticana, ove compì l'iiii-
li ha il suo articolo), riservando però alla piessione delle suddette opere di s. Am-
supiema autorità pontificia la conferma brogioe fece uscirnealliesagree classiche,
o la risoluzione delle cause e cose più gra- ed incominciando pure la pubblicazione
vi. Esse furono, e quasi tutte esistono, le óeWaBibhia corretta. iXelioslesso Palazzo
congregazioni dell'Inquisizione o s. Oflì- apostolico Faticano pnnc\p\ò il magni-
zio, dellaSegnatura di grazia, della Con- fico palazzo che di presente abitano i Pa-
cistoriale,sull'Abbondanza dello stato pa- pi, ed in esso quanto altro notai
vi fece

pale, de'Rili, per la Marina e armala na- a quell'articolo. Continuò il Palazzo a-


Ville* dell'I ntlice de'libri, del Concilio di posloUco Quirinale, e ne decorò la piaz-
Trento, per sollevargli aggravi di detto za confonteeco'due famosi colossi di mar-
stato, sull'Università romana o studi, pei mo che diconsi rappresentare Castore e
Regolari, pe' Vescovi, per le Strade, ponti Polluce,eda'2cavalli prese il nome il mon-
e acque, per la stamperia Vaticana da lui tee In piazza : ne parlai ne'vol. XLV 1II,[).
ristabilita, per le Consultazioni dello stalo 190, LUI, p. 3o. Sisto V
pare che abbia
pontificio, ossia di Consulta, Rimaicai a donata la Rosa r/ oro al santuario di Lo-

Sagro coiiecio, die per l'aumenlodi tali leto, certamente la regalò alla vedova di
congregazioni,iie'C'oAir/«/or/ notabilmen- Cosimo I, alla gtandiithe<?n di Toscana
te sì diminuì la trattazione degli afIari,con Cristina, e al marito Feidiuandol ex car-
vantaggio del decoro dovuto alla maestà dinale lo Stocco e berrettone benedetti.
papale,perchè talvolta alcunicardinali ec- Intanto Sisto V magnificoancheco'pa-
cederono i limili della moderazione in e- renti, andava aumentando loro gli onori
sporre il proprio parere, laonde ci vedo e le ricchezze. Al pronipote Michele Da-
un significante e utilissimo tratto di fino masceni Peietti, per le sue belle qualità
acume della mente del granPontefire, la di niente e di cuore, conferì la carica di
cui azione esecutiva d'alloia in poi ebbe governatore d'Ancona nel 5S'^,e 1 di Fer-
più lalitudme e indipendenza. Così Sisto mo nel 1589. '" quest'anno il Papa gli

\ fu benemerito de'successori, per l'au- comprò il mau'he«alo!d'lncisae la contea


mento (il esercizio dell'autorità papale, e diCalusio nelMoiiferrato per 187, Tioo scu-
!>uviana nel frenare i feiid.ilari tlie tanli di, e dal duca di Mantova che vendè que-
guai aveano dato a'*uoi picilecessori. \ e- gli stati, ne fece dare l'investitura cumu-
dendo Sisto V imperfetta la cupola della lativamente al cardinal Montalto oPeret-
Chiesa eli s. Pietro in l'alicano^ animo- li e al fratello Michele. Piìi considerabi-
so ne intraprese la mirabile erezione, che li ancora furono i beni slabili, che in lui
io4 SIS SIS
ricaddero per mezzo della sua ava mnfer- Ratti, col quale ancora procedo nelle no-
na d. Camilla, per la quale il Papa sem- tizie della famiglia Peretti. Rimarcai nel
pie conseivava il più tenero amore fra- voi. LV,p. 24o,che negli sposi eciiginiCo-
terno. OH re le donazioni memora te, d'an- lonna e Orsini, ed a riguardo di tali ma-
no in anno le andò facendo degli altri ac- trimoni, Sisto V perpetuò in loroene'di-
fjtiisti. Tali furono il castello della Lepri- scendonti la dignità di Princìpi asiistenti
gnana compralo per 3g,ooo scudi,! ca- alsogUo pontifìcio. Imperocché a tale ar-
sali di Palidoro, s. Angelo e Castel Lom- ticolo riportai prima e dopo di taleepoca |,

bardi per scudi 80,000, il casale di Tor- chi furono principi assistenti al soglio,
i

re in pietra per 70,000, il palazzo Com- anzi mi piace qui ricordare quanto fu pra-
mendone Borgo per scudi 18,000, al-
in ticato nel pontificato dell'immediato pre-
tro simile de'Mall'ei nel rione Pigna, mol- decessore Gregorio XIII, benché già fos-
te vigne, molti censi, e stabili di vario ge- sero assistenti al soglio i principi Colonna
nere. Mirandopoi Sisto Vallostabilimeo- edOrsini.Essendosi recato inRoma il mar-
to de'suoi pronipoti adottati nella di lui chesedel Vasto e Pescara, d'ordinediGre-
famiglia,sebbenenon dubitasse del l'amo- gorioXIIIebbeil (."luogoin cappella pon-
redi d. Camilla pe'medesimi, ebbe la cau- precedenza sul
tificia e nel soglio, anzi la

tela ch'ella istituisse suo erede universale duca Sora Giacomo Boncompagno fi-
di
IMichele in vigoredi legale testamento del glio del Papa. Il marchese del Vasto e Pe-
i58g, econaltra donazione inler vivose scara portò più volle lo strascico del Man-
perpetuofidecommissoa favore dello stes- to pontificale, somministrò al Papa l'ac-
so e suoi discendenti nel Sgo. Anche le 3 i qua per la Lavanda delle mani, sosten-
pronipoti di Sisto V, Orsina e Flavia, es- ne le Baldacchino sotto il quale
aste del
sendo venute in pregio d'ogni rara eccel- incedeva GregorioXllI,in una parola, e-
lenza, bellezza e virtù, unendo la seconda segui le funzioni tutte che spettanoal lai-

a tali doti singoiar perizia nel canto e nel co più nobile nella cappella pontificia. Le
suono, per ciò si sposarono a'personaggi quali notizie in dettaglio si ponno legge-
più cospicui di quel tempo. Flavia venne re negli antichiDi<tr/mss. esistenti nell'ar-
richiesta da due ardentissimi
in isposa chivio de'maestri delle ceremonie ponti-
competitori, VirginioOrsini duca diBrac- ficie, e mg." Cassina prefetto di essi nel
ciano, e il principe di Joinville primoge- pontificato diClemente XI, nel 1720 ne
nito del duca di Guisa. lli.°fu prescelto ricavò autentico estratto.Tanto cumulo
benché figlio di quel Paolo Giordano,che d'onorificenzee grandezze non alterarono
di tanto lutto e angoscie era stato cagione punto la virtù di d. Camilla, la quale si
a'Peretti, onded'uopo che d. Camilla
fu die tutta nel sovvenire i miseri, nell'eser-
facesse uso di sua virtù. Orsina la doman- citare la pietà: tra le benefattrici illustri
dò e ottenne JMarc'Antonio Colonna du- dell'ospedale dellaCorisolazione di R^oma
ca di Paliano e Tagliacozzo, gran conte- è registrato il suo nome per ulììci pietosi

stabile del regno di Napoli; e dipoi Orsi- e larghi sovvenimenti. R.iconoscendo Si-
na sposò in seconde nozze Muzio Sforza sto V la sua origine dalla nazionedalraati-
marchese di Caravaggio. Questi duplici nao illirica, restaurò da'fonda menti l'anti-
auspicatissimi sponsali furono celebrati ai co suo titolo di s. Girolamo de' Schiavo-
20 marzo 58q, con 80,000
1 scudi di do- ni, v'istituì la collegiata e ne dichiarò pa-
te per ciascuna, e altri 20,000 (id usiint troni il pronipote Michele e suoi discen-
domesttcnm, niundiimque ntuliebrem. La denti : di tutto meglio riparlai, anco pei
letizia del Papa, quella de'parenti, ma- i recenti abbellimenti, nel voi. LXll p. ,

gnifici doni, le poetiche composizioni, ac- 166 e seg.Ne fu benefattore anche il fra-
compagmuono quest'imenei: ne traila il tello cardinale e titolare della medesima,
-,

SIS SIS to'!

erigendovi contiguo un nttovo spedale. II ora essendo informali, che non è che an» •

re FrancialLnvìco 11! essenilosi [)aci-


(li hizione, f<)ndata sopra un falso pretesto,
ficaio colla lega, che eschuleva dallasua non sperate da noi nessuna [irotezione. 1:^
successione Enrico 111 redi INavnira co- Fra pensieri che
senz'altro, lo licenziò. i

me acattolico, ma credendo aspirarvi il occupavano Sisto V in questi e altri spi-


duca di Guisa lo fece uccidere, in uno al nosi all'ari, non lasciava egli di attender»;
fratellocardinaldi G«i.fr7j imprigionando alla soddisfazione del suo pensaremagua-
il cardinal di Borhone, l'arcivescovo di nimo. Fece collocare la Scala santa a-
Lione Pietro e altri. Sisto V ne fu estre- vnnti il santuario di Sancfa Sanclorunt
mamente addolorato, fulminò un lerrihi- e per la custodia vi formò il collegio Sisli-
le Monitorio contro il i-e perchè si pur- no composto del preposto, cappellani e al-
gasseda'delilli commessi, eallasua morte tri ministri con rendite, concedendone il

gli negò l'esequie nella cappella pontifi- padronato al pronipote INIichelee discen-
cia, perchè morto disuhbidiente al moni- denti. .Al citato articolo narrai, che il l*a-
torio. Avendo poi promesso il redi iVa- pa Pio IX,nvendo restaurato l'edilizio che
varrà d'ahiiu'are gli errori, il Papa si di- contiene tali santuari, e volendo aOidar-
spose a riconoscerlo col nome d'Enrico lo alla curaecustodia (\q Pa<;sionisli.co\-

I \ ,e spedì a Parigi per legalo il cardinal la bolla Decet Ronianuni Pontificeni, dei

Gaetani, con l'assegnamento di 100,000 i 3 giugno 853, presso il n.°i 9 del G/'or-
1 i

ducali,e 3oo,ooo in aiutodella lega, fin- naie di Rotnadi laieanno, previa laspou-
che non vedeva (|uale de'due parlili era tanca rinunzia e consenso dell'attuale pa-
il pili giusto, oltre rf.j,ooo scudi mensili trono del collegio Sislino, ducad. Loren-
per la guerra. Mentre in Roma era vi il zoSforza-Cesarini Peretli ]Montallo,so[i-
duca di Lucemhurgo spedilo da'principi presse il medesimo collegio. Inoltre il Pa-
del sangue che aveano acclamato Enrico pa dispose, che dalle rendite stabilite dal
IV, l'audace Olivares ambasciatore di predecessore pel collegio e culto del san-
Spagna, e perciò gran fautore della lega di tuario,si prelevasseroannui scudi 100 per
cui era capo Filippo II, chiesta udienza l'istituzioned'una cappellania obeneficio
a Sisto V, Che se non licenzia-
gli disse: ecclesiastico, con titolo di rettore all'in-
va da Roma
Lucemhurgo, e non isco-
il vestifoe l'obbligo della celebrazione e ap-
municava tulli gli aderenti del re di Na- plicazione d'una messa secondo ristiluzio-
varra, avea ordine dal suo re di dover fa- ne, in ogni domenica nella cappella, po-
relesue proteste. Adiratoil Papa, con tuo- tendola far celebrare anche da altri. La

no autorevole rispose: Che proleste? che nomina l'allrilmì al mentovalo duca e


proteste? Voi ollendcte la maestà del vo- suoi discendenti maschi, e da presentarsi
Siro re, che noi conosciamo quanto sia al cardinal vicario di Roma. Che ideiti
principe savio, e oQ'endete la maeslà no- patroni ricevessero dai religiosi passioni

slra. ... L'amore che portiamo al re Filip- sii ogni anno per la festa della Purifica-
poll,è la vostra fortuna; già m'intende- zione,una candela di cera bianca di 3 lib-
ici E con un balenar di ciglio, licenzian- bre, in memoria tlell'istiluzione di Sisto
dolo suonò il campanello. Intanto il re di V e dell'antico padronato. Dlchiaiòpure
Navarra riportò la celebre vittoria d'ipri il Papa, che il preposto, cappellani e chie-
contro onde l'IJlivares tornò al-
la lega, rici del soppresso collegio Sislino ritenes-
l'udienzadiSisto V,e gli presenlòle sup- sero i loro titoli e percepissero le rendile
pliche de'collegati, che imploravano soc- annesse a'ioro benefìzi, finche non fosse-
corso. Rispose il Papa: Cene, bene. Sin- ro provvcdutialtrimenli,dovend(W/j/«faf
che abbiamo creduto che la lega fosse per celebrare, celeraqueofTicin exercere per-
causa di religione, l'abbiaiuo fatto... ma ^ant. Come ancora il Papa conservò d li-

VOL. LXVI». 8
loG SIS SIS
tolo soinpllccmonle onorifico tli patrono sari II litorale pontificio, ed a chi ne af-

del santuario al duca ea'siioi discenden- filia) la ciuti e il comando. Leggo nei Fran-
li maschi primogeniti, esonerandoli dal- gipani, Istoria eli Ch'ilai'ecchia, che Si-

le ol>I)Iigaxioni incrcnli a'paironi. La no- ilo V ncIiliSB si portò in essa con nu-
mina peròdella cappellfii)ia obeiieficioec- meroso corteggio,ove benedì solennemen-
clesiaslico avrà luogo quando dalle prov- te le IO galere quivi fatte da lui fabbii-
viste ffodule da^rindividui dell'ex colle- care, e dopo lai benedizione ordinò che
gioSislino,pcr vacanze di quelli che le per- in Ijreve fossero equipaggiate e ai male,
cepivano, vi saranno disponibili annui riportando i versi co'quali lo celebrò un
scudi oo.FinaImenteilPa[)a Pio IX si ri-
I poeta. Visitò la città, e la fortezza di Giu-
servò a sua libera disposizione l'oratorio lio li, e comandò che si munisse la città
della confralcruila del ss.Sagramento del- dalla parteancor debole. Vi condusse l'ac-
la basilica Laleranense, e situato sotto la qua dolce, o riportò 1' antica |)e' vetusti
cappella di S.Lorenzo annesso al Saiicta condotti restaurati, per uso pubblico del-
Sanctnriim. I passionisli,consoaime elar- la fontana, e accomodò la darsena, come
gite dal Papa, vanno costruendo la casa ancora munì la fortezza di molli pezzi di
religiosa contigua. Si legge nel n.° 227 cannoni, facendo il simile alle galere pon-
di detto Giornale di Roma, che inoltre tificie. Considerando il Papa l'incomodo
Pio IX commise alj'egregio scultore Ja- e dispendio de'sudditi nel tragittare con
romano, l'esecuzione in marmo
cornetti barca il Tevere, per mancanza del ponte
delgruppo rappresentante il Cacio di rovinato nella via Flaminia sotto Olrico-
Giuda, nell'atto che questi lo imprime li e la Sabina ove ne riparlai, nel i 58g
sulla fronte del Salvatore, episodio terri- intraprese colla direzione del suo architet-
bile che dicesi finora non espresso in mar- to Fontana la fabbrica d'un ponte, al qua-
mo; e che poi si collocherà a piedi della le,sebbene lo compì Clemenle Vili, re-
Scala santa. Di piìi ne] Giornale dlRo' stò il suo nome, e si chiama Ponte Feli-
via del medesimo i853, si parla d' un ce: egli vi spese 4o>6oo scudi, e Clemen-
bell'avanzo dell'antico palazzo di Late- te Vili v'impiegò 36,o35 scudi. Perchè
l'ano con pavimento di musaico grandio- le Chiane d'O/c/e/o esalavano aria noci-
so, trovato presso il 2V/c///i/o e la Scala va e la camera apostolica vi dissipava i-
santa, oltre 8 monetine rare, 5 coniate nutilmente molto denaro, le vendè ad al-
in Pavia sotto Ottone 111 e s. Enrico II, cune comunità vicine per 82,000 scudi,
'lina deldoge Gradonico, altra di Cesare il qual prezzo destinò a fondare il Luogo
Pico li tinca di Mirandola e Concordia; di Monte detto Chiane pel frutto del
delle
e finalmente una di Sisto V con ritratto 6 per 100. Convien due che Sisto V eri-
e iscrizione, e nel jovescio s. Francesco gesse altri 4 ponti, perchè suole volgar-
che riceve lestinmiate: l'epigrafe Man- mente dirsi, che giltò 5 ponti, che innal-
tallo indica il luogo nella quale fu battu- zò 5 obelischi (veramente sono4), fece sca-
ta. Quesliealtri monumenti si trovarono turire 5 fontane, eresse ripristinò 5 u-
negli scavi eseguiti piessol'edifizio diSisto uiversilà (della romana ne fu assai bene-
Y, per gli accemiali lavori,dopo che pub- merito anche nell'edifizlo), pose 5 milio-
blicai l'articolo Scala santa, ove avendo oro in Castel s. Angelo, e
ni di scudi d'
citata questa biografia ponno servirgli di ordinò che non più di 5 cavalli o muli
appendice, colle altre posteriori notizie portassero a macinare il grano e condu-
qui raccolte. Già a Civitavecchia toccai cessero la farina a'forni, in di verse riunio-
quantoSisloV vioperò;eda]MARiivA pon- ni di tali animali, a'quali di recente sono
quanto spese per costruire in Civi-
tificia stali sostituiti r carri con due o tre cavalli.
ta vecchia 1 galere onde difendere da'cor- A Sezzec a Paludi Pontine raccontai che
SIS SIS 107
Sisto V (la religioso soleva dire essere ri- e l'opera avanzava con velocità stupen-
servalo a lui illoro prosciugamento, quin- da, per cui aveasi ragione di sperare che
dimetterne loro campi a coltura, e l'in-
i con immenso vantaggio pubblico sarebbe-
Imprese con successo, recandosi a visita- si condotta a fine l'ardua impresa, se una
re lavori e le nuove campagne in Tel-
i morte intempestiva non rapiva Sislo V,
tetri y Terracini, Piperno, Sczze e altri per la qua le si rallentò l'impegno degl'im-
propinqui luoghi del territorio Pontino, presari; luttavolta per molli anni dopo si
per le liete notizie che avea inteso de'fe- conservarono in buono slato terreni gii» i

condi risultati di sì grandiosa e utile im- ricuperati, efiuono per lungo tempo col-
presa. Vi si traltenneiS giorni, ne inco- tivati. Assalito Sisto Va'20 agosloi5go

raggi gli esecutori per la continuazione, da febbre, che medici stimarono terza-
i

ed usò con tulli maggiore li-gli alti della na, e non volendola egli curare, perchè
beralità e in ima maniera degna tli sovra- era solilo rispondere (come l'imperatore
no generoso; del che restano belle memo- Vespasiano e come Papa Paolo IV), che
rie nel libro della tesoreria segreta dal il principedee morire in piedi, o con Au-

I ')86 ali5f)o,come apprendo dal Nico- gusto (o uno degl'imperatori, che dev'es-
lai, De boni flcamenli delle terje Pontine. sere lo sfesso Vespasiano)ripeteva secon-
Questi rileva i vantaggi prodotti dalle o- do altri : Oportel inìperalorem stanteni
Iterazioni eseguite d'oi dine del Papa tan- mori. Però In terzana si camiMÒ in con-

to animoso, confutando il Leti che a que- tinua,onde suo malgrado fu costretto a


sto viaggio die per motivo polilico qual- guardarci! letto, nel quale dopo vari sve-
che conquista. Egli parli da Roma in let- nimenti mortali, assistitoda'cardinali Al-
tiga agli r t ottobre 589, e senza aver ti-
I dobrandini penitenziere maggiore,che gli
more dell'aria insalubre, che nel tempo somministrò sagraraenti il pronipote
i
,

tl'aulunno colà soleva essere pestifera, o- iMontallo, Pinelli e Giustiniani, in tefn[)o


gni giorno fece una scorsa a'siti paludosi, d'un orribile temporale di lampi, tuoni e
portandosi da se suoombrelloin mano; il pioggia dirottissima, rese l'anima al suo
e per minuto guardando tutto quello che Creatore, a'24 agosto al dire del p. Tem-
si faceva, e fermandosi in piedi ad osser- pesti, o a' 27 come vogliono maggior
la

varci lavori, proDiovevaa meraviglia l'o- [)arte degli autori, circa le ore 22 e d'an-
pera. Si vuole che si Uallenesse per mol- ni Gf). Il suo pontificalo e regno fu quello
teore vicino al nuovo canale ch'erasi for- della giustizia e della magnificenza, tale
mato, ed a cui fu imposto il nome di Si- cominciò e (ini : durò 5 anni, 4 niesi e 3
sto ,ne\\a possessione di Carrara, e che ivi giorni, ne'quali in 8 promozioni creò 33
alzala una trabacca passasse una notte, cardinali, e fra di essi 7 piceni oltre il ni-
donde il luogo venne volgarmente detto pote !Moiitallo;cioè .Xldobrandiiii di Fano
il'padiglione di Sisto J^.i^cl ritorno dai e poi Clemente Vili, Azzoliui fermano,
paesi Pontini fu ricevutoda'Caelani du- Galliosimano,Palloltadi Caldarola, Pier-
chi di Sermouetain Cisterna con ogni sor- benedetti camerinese,PetrocchinidiI\Ion-
ta dionore e di ossequio, e quindi si ri- telpare, Boccafuoco di Sarnanoe conven-
condusse sollecito a Roma. iS'on pare che tuale. Fu il i.°che mori nel palazzo Qui-
questa gita gli accelerasse la morte, per- rinale, e perciò il 1
.° i di cui Precordi fu-
chèessendovislatoallaccalo dalla febbre rono lumulati nella chiesa de'ss. Vincen-
terzana dovè tornarsene in lioma per zo e.Anastasio. IN ella noi le seguente fu por-
curarsi, ed alcuni dissero inesattamente lato il suo corpo in lettiga al Vaticano,
che fu cagione del termine di sua vita, il e quivi in piccola tomba sepolto in depo-
quale avvenne più tardi. Si continuò nel sito interino nella cappella ih s. Andrea,
diseccaiueuto con impegno ardeulissiuio, donde ucU'auuo scgucule a'20 agosto il
, (,8 S I S SIS
pronipolc cardinal Monlalto con sonino- pedirono 1* iiif;ime attentalo alcuni ma»
sissima ponjpn lo trasferì al superbo ino- gtinti romani, fra iqiiali si distinsero ma- i

miinentocheil Papaeiasi eiello nella sua rilidellepronipolidel Papa, Orsini e Co-


cappella Sistina in s. Maria Maggiore, e lorma al quale avca creato cardinale i!

del quale parlaianche a Sepolcro de'ro- congiunto Ascanio, avendo egli fallo al
MANI FoNTEFicij portando a vicendail ca- popolo una bella parlata. Come suole ac-
davere sulle loro spalle i canonici delle cadere alla morte de'Papi, quelli che a-
3 basiliche patriarcali. Abbiamo di Lai- veano maggiormente figurato sotto Sisto
do Catani, La pompa funerale falla dal V, furono bersaglio di persecuzioni, in-
cardinal Monlalto nella trasportazione clusivamente al celebre aichitelto Fon-
delle ossa di Sisto /^^ Roma 59 i i . V'in- tana. Nondimeno cardinali confermaro-
i

tervennero 39 cardinali, e presso il Tem- no in capitano geneialei! principe Miche-


pesti trovasi l'orazione funebre che vi fu le Perelti, e d. Camilla e gli altri parenti

recitala, da chi ricordai nel voi. XLIX, riceveiono dal popolo romano molle di-
p. 51 . ì:^ e Novendiali la pronunziò lo sles- mostrazioni d'alFelto; e la memoria slessa

so Caiani: OratiofunebrisSixtif^ P. M. del Papa, dopo quel primo e provocalo


hahitaRoinaeia basilica s. Pe//'/, Romae furore, divenne talmente cara a'romani,
1 590.11 suo monumento sepolcrale rap* che nonsi parlò che di lui e tutti ne pian-
presenta la pace da lui conclusa tra il re sero grave perdila, chiatnando fala-
la

di Polonia e l'arciduca d'Austria, le tan- lissimo giorno per Roma quello in cui ,

te sue opere di pubblico ornamento e di chiuse per sempre i suoi occhi, e nel qua-
Ijeneficenza, gli energici alti di giustizia le sembrò la natura prenderne parte col-

che posero fineal brigantaggiocheda tan- le intemperie in cui proruppe. Tuttora


ti anni desolava lo stato papale, e la re- presso i romani e le nazioni il suo no-
stituita pubblica quiete. Si può vedere l'i- me è gloriosamente ricordalo, e resterà
scrizione che fece pel suo tumulo il p. Si- sempre immortale. Sisto V era di robu-
los, Rlausolea /?o/7i.Po/2^. Ilcardinal Pe- sta e vivace complessione, di giusta sta-

retti pro-nipote fece incidere sulla di lui tura, il colore del suo volto non era del
tomba eh' era nato in Grottammare, ed tutto né bruno né macilente; l'aspet-
educato in Mollalto. Dopo la sua morte, to era grato e signorile, gli occhi vivaci
come rilevai a Roma, nel voi. LXin,p. e piccoli con pupille nere, e con ciglia i-

36 e in altri luoghi, fu empiamente ol- narcale è un po' grosse; la fronte spazio-


traggiala la sua gloriosa memoria! Alcuni sa e con qualche ruga, il naso eia bocca
fautori delia lega di Francia, fra i quali proporzionati, la barba folla,bianca e lun-

era capo il rammentato Olivares, aven- ga, conforme all'uso de'grandi di sua e-
do concitato per dispetto banditi di Na- i poca. Il Tempesti del suo ritrailo anco-
poli con incredibile temerità pretesero
,
ra fece più lunga descrizione, e vi com-
deporre Sisto V prima di sua morte, co- prese il politico e il virtuoso. Dice lo sto-
me eretico e fautore d'eretici,per a ver prò- rico de'Papi l'egregio gesuita Novaes, ci-
tetloEnrico IV Borbonej indi morto che tando Cercastel, Storia del cristianesimo:
fu sollevarono 5ooo plebei ad atterrare " Bisogna però confessare, che Sisto V do-
la statua che il senato e popolo romano vea essere dal popolo romano e da tutti
con giusta gratitudinegli aveano innalza- compianto, quanto lo dev'essereun buon
ta inCampidoglio,conqueU'iscrizione ri- padre. Egli a dispetto della sua nascita noa
portata da Novaes (ed ove aveafaltocol- seppe pensare cose mediocri, tutto in lui
locare i creduti trofei di Mario). Tale fu era grandezza d'animo,tullo costanza nel-
lo scandaloso e deplorabile tumulto, che la sua condotta. Era magnifico, splendido

con pena a istanza del sagro collegio jm- e liberale. Provvidegenerosameule di uf-
SIS SIS 109
Tizi i benemerili, di ricompensa i buoni li, Notizie intorno alla vera origine, pa-
uiiiii$trì,(Ji(.luli le zitelle, di limosi ne i po- tria e nascita del sommo Pontefice Sisto
veri, di Ospizio gl'invalidi , e di spedale /', Ripatransonei754. Ilorfei, P'arie i-
grinleimi. Era dotalo d'intelletto acuto scrizioni di Papa Sisto V disegnate e in-
e penetrante, di volontà fervida e intra- tt7gliatc,l\omai5S^. De Cesare, Fitadi
prendente, cose per l'ordinario le più dif- Sisto F, iVapoli 755. Compendio
I storico
ficili, di singoiar presenza di spirito, di me- della vita e gesta diSisto/",\eaez\a 1770.
moria tenace, mortai nemico del vizio, nel La sgraziala f^ita che di Sisto V fu pub-
conversare dolce e ameno, ma senza riso, blicala daGregorioLeli, vedesi tradotta in
dovendo parlare al pubblico era enfatico, francese da Giovanni le Fellettier eslam-
maestosoecloquente Usuo temperamen- pala nel iIj94- ^'iì* abbiamo altra edizio-
to era focoso, e perciò quando rimprove- ne di Bruxelles 1
7 1 7, V Histoire de la i'ie

rava adirato, sembrava clie fulminasse. du Pape Sixtecinquiime. Ognuno peral-


Mangiava e beveva assai parcamenle,e ve- tro sa, che il Leti per non niorir di fame,
stiva con poverlà, sebbene pulitissimo di a tutti ipotentati d'Europa vendè la sua
genio, ma negli abiti da usare in chiesa venale penna, e perciò tulle le sue opere
mantenne tal maestà preziosa, che il suo riempì di menzogne, d'inezie e d'inesat-
Triregno superava in beltà e valore tri- i tezze, come nella sua f^ila di Sisto K,
regni degli altriPapi.In quasi tutte lescien- che pubblicò sotto il uome anagrammu-
ze era a meraviglia versato,non alieno dal- tico di Geltio Ruggeri. Il p. m. Casimiro
le muse, e d'un incredibile cognizione del- Liborio Tempesti minorconventuale e se-
le filosofiche e teologiche facoltà. Insom- gretario generale dell'ordine, ri vendicò da
ma o Sisto V si consideri nel regolamen- quel famelico scrittore la gloria di Sisto V
to del suo privato, o nell'amministrazione luediante la Storia della vita e geste di
pubblica, o negli affari scabrosissimi ch'e- Sisto V sommo Pontefice dell'ordine dei
gli ebbe con diversi principi, si dovrà con- minori conventuali di s. Francesco, Ve-
venire, essere egli stato uno di quegli uo- nezia i 754. Il Colucci nel t. 3 i\it\V Anti-
i

mini rari che fannoonoreall'umanitàjche chità picene, pubblicò di d. Andrea Laz-


gloriosamente riempì l'enorme interval- zari d'Urbino: Elogio storico di Sisto f^
lo che si trova fra la capanna di suo pa- P.M. Nel 1843 fustatnpalaiu Fermo con
dre ed il trono del Vaticano, e che fu un note: Sisto V
, canzone di Francesco Pa-

de'sovrani piìi degni di regnare". Scrisse palini. Ora compirò le notizie de'di*icea-

il Vaccolini. » I nemici della Chiesa intin- denli di Sisto V. Questi fu un Papa de'più
sero stoltamente e lingua e penna nel fie- economi, e con breve pontificato e a fron-
le per denigrare anche un Sisto V; ma il te di tante grandiose imprese condotte a
sole è sempre sole, ed ogni nebbia dile- termine felicemente, lasciò ricca la came-
guasi al vivo lume " Il p. Bonanni, Nu- I ra apostolica e pingue l'erario papale. Pu-
ìiiisntata Poiif.,ó die le sue medaglie il- re la sua eredità deve essere stata mollo
lusliale, con importanti notizie sulle sue ragguardevole, poiché la sorella d. Camil-
ge>tee monumenti eretti; e lo Scilla trat- la che gli sopravvisse 5 anni, I si trovò a
ta di sue monete nella Notizia delle mo- portata d'acquistare nuovi stali ecospicui
nete jìonlifìcie. Nella Serie de coni dime- feudi. Comprò dagli Orsini il marchesato
dtiglie ponliflcic che si conservano nella di Mentana o Nomento nel 1594 e per
zecca di R.oma, se ne descrivono 14 degli 25o,oooscudi;da*Piccolominiduchid'A-
esistenti. I\Iolti scrittori dall' Oldoino in malfl neh 091 01594 comprò la città di

Ciacconio accennili, scrisseio le opere e le Veiiafro, baronia di Pescina&Và contea


la

lodi di Sisto V^ Mi limiterò a ricordarne di Celano: tulio con alUo testamento del
alcuui,oltrc i già cita li. Pietro AutuuiuGul- I 596 assùggellò al già fatto fidecoramis-
Ilo SIS SIS
so ìq favore del pronipote Michele, il qua- rico III. Wella Chiesa di s.'Susanna, à.
le in poco leuipodiveune onode'prinii ha- Camilla da'fondamenti la nobilissi-
rifece

roui iojiiuiii,e perchè ad essi ikjd avesse ma s. Lorenzo, facendo in es-


cappella di
a cetlere neppur ne'liloli, b'ili[)po III le sa traslerire con autorità pontificia cor- i

di Spagna e delle due Sicilie neli(io5 lo pi de'ss. Geuesio eLleulerio; di piti asse-

<lichiarò principe di Venafio che elevòa gnò un fondo per due cappellanie, e al-
piincipalo.Tanteonorilicenze e ricchezze quante doti per povere zitelle da distri-
così consideiabili, la parentela d'un Pa- buirsi nel giorno di s. Susanna, dichiarau-
pa che avea sapulo l'ars