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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXI.

BtWmcrvò, fi».

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLIM.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

ST OR CO -ECGLESI ASTICA
I

S
SAL SAL
SALVATORE (s.) della Baia di lela alla costa, tagliata da parecchi viot-
tutti i Santi nel Brasile (s. Salvatoris toli traversali: non vi sono che vecchie
in Brasilia). Città con residenza vescovile case mal fabbricate, immensi magazzini
del Brasile (V^neW America meridiona- e alcuni edifìzi pubblici, i più importanti
le,con porto di mare,capoluogodella pro- tra'quali sono la borsa, ch'è bella, la chie-
vincia e della comarca di Bahia, sopra li- sa di Nostra Signora, la dogana, l'arsena
na lingua di terra, che avanzasi all'est del- le ed i cantieri di costruzione. Vie rapi-
la Baia di tutti i Santi, a 280 leghe da Rio dissime lastricate di mattoni conducono
de Janeiro s. Sebastiano, capitale del- da questo quartiere alla città Alta,meglio
l'impero del Brasile. La situazione di que- fabbricata, più ventilata, e donde si gode
sta città, che dalle sponde del mare sorge d'amena vista sul porto e sulla costa. I

in forma d'anfiteatro sul fianco d'una col- principali edifìzi sono : la chiesa già dei
lina, il cui ripiano superiore trovasi a cir- gesuiti, a'nostri tempi convertita in cat-
ca 200 piedi sopra il livello del mare, gli tedrale, tutta rivestita di marmo giallo
edifìzi e le case frammiste a cocchi ed a europeo, e risplendente d'ornamenti d'o-
banani, i numerosi forti che la difendo- ro, d'argento e di bronzo, la quale è sot-
no sopra tutti i punti, ed il porto ch'è dei to l'invocazione di s. Ignazio Loiola, con
più belli del mondo, piacevolmente sor- fonte battesimale. Il capitolo si compone
prendono il mare se
viaggiatore che per di 5 dignità, lai/ essendo il decano, di
le accosta; ma l'interno non corrisponde 9 canonici comprese le prebende del teo-
proporzionatamente a si splendido aspet- logo e del penitenziere, di 4 canonici con
to. La città ha circa una lega di lunghez- metà della congrua, di 12 cappellani del
za, compresi i borghi di Vittoria e di Bom- coro, e di altri preti e chierici addetti alla
fim.Dividesi in città Alta e Bassa, la qua- divina uffiziatura. Un canonico esercita
le ultima denominata Cidade Baixa o l'uffizio di curato nella parrocchia. Fra
Praya, consiste in una lunga via paral- le reliquie si venera parte della vera ss.
4 SAL SAL
Croce. Alquanto distante è il comodo e- tano più di 2000 bastimenti, portoghesi,
piscopio, posto in mirabile situazione. Vi americani, francesi, inglesi, tedeschi e di
sono altre chiese parrocchiali e tutte mu- altre nazioni, che ogni anno entrano nel
nite di battisteri, 2 chiese collegiate, 7 con- porlo. La popolazione ascende a circa
venti di religiosi, 4. monasteri di monache, 1 20,000 abitami, compresi quelli de'bor-
3 conservatorii, 3 ospedali, diverse con- ghi,de'quali quasi 4o,ooo bianchi, 3o,ooo
fraternite, il collegio, una biblioteca ed mulatti, e il resto negri.
il seminario. Sono pure rimarcabili, il pa- Questa città, detta Soteropolis, fu fon-
lazzo del governo per la sua estensione, data da Tommaso de Souza sotto il re di
il teatro novellamente costruito, l'ostello Portogallo Giovanni III neli549.Secou-
di città, la zecca, l'ospedale civile e la ca- do altri storici, Manuel Pigneiro porto-
sa degli orfani. Vi hanno parecchie piazze ghese, da furiosa tempesta battuto, ven-
e fontane pubbliche: la piazza regia, ov'è ne quivi felicemente a salvarsi il giorno
il palazzo governativo, supera le altre in di Tutti i Santi, e per atto di gì atissima
importanza, ed ivi si trovano ancora il memoria, di essere scampato da mortale
palazzo della Ragione e le carceri, vasto pericolo/intitolò la spiaggia Baia di Tutti
e solido fabbricato. Vuoisi che il numero i Santi, ed incominciò la fabbrica della
di tutte le chiese e conventi sia 52, es- città 200 braccia dal porto, che chiamò
sendole chiese parrocchiali tutte bene or- del ss. Salvatore. Gli olaudesi nel 1623
nate internamente,e tra'cou venti primeg- la presero, la saccheggiarono, e infine le
giano, il francescano estesissimo, quello dicrono fuoco. Vi stabilì la residenza il

de'carmelitani,chesi distingue per la sua viceré, e l'udienza reale, col consiglio so-
chiesa moderna, e quello de'benedettini. vrano, e fu capitale del Brasile fino al
11 cimiterio è degno di figurare tra'mo- 1773, che simile titolo passò a Rio Ja-
numenti di questo genere. Vi è una ve- neiro o s. Sebastiano. Neil' aprile 1 83 1

traia, e molti artisti d'ogni professione, i scoppiata nella città una rivoluzione, eb-
quali pel gusto che hanno di lavorare in be per risultato il cambiamento del go-
istrada, angustiano molto il transito. Tra vernatore, ch'era portoghese, e non me-
i forti che difendono il porto,i più impor- no la strage e l'espulsione di tutti gl'in-
tanti sono il forte do Mar, sotto la pro- dividui di quella nazione. PapaGiulio III
tezione del quale vengouo a dar fondo i a'25 febbraio 55 1 1, ad istanza di Giovan-
vascelli, i piccoli forti di Antonio do
s. ni 111 redi Portogallo, istituì la sede ve-
Barro, s. Maria e s. Diego; barinovi pure scovile di s. Salvatore, e la dichiarò suf-
batterie, tra le quali più considerabile è fraganea dell'arcivescovo di Lisbona. Di-
quella di s. Philippe ; il forte s. Pedro è poi per le domande di Pietro li reggente
il maggiore di tutti quelli che difendono poi re di Portogallo, Innocenzo XI colla
la città: in generale tali difese sono poco bolla Inter pastorali? qffìcìi, de' 16 no-
formidabili, perchè mal provvedute d'ar- vembre 1676, Bull. Rotti, t. 8, p. 3, ele-
tiglierie e con deboli guarnigioni. Con- vò questa sede al grado arcivescovile ,

siderabilissimo è il traffico di questa città, previo il consenso dell'arcivescovo di Li-


riceve essa annualmente dai porti del- sbona, e salvo il giuspatronato regio:
l' Europa , America settentrionale,
dell' stabilì per su (fraga nei i vescovi di 1. Lo-
dell'Africa e dell'Indie mercanzie di lutti dovico de Maragna/iOj Olinda di Fct-
i generi e produzioni territoriali; mentre nambucoj e s. Sebastiano di Rio Janeiro
si fanno anche considerabili esportazio- (^.). In seguilo gli furono da alili Papi
ni in oro, pietre preziose, zuccaro, tabac- eziandio assegnati per suffragante i ve-
co, legno del Brasile, cuoi, balsamo di co- scovi di B eie ni de Para oParà y
lì J aria n-
paiba, ipecacuana e altre droghe. Si con- ne, s. Paolo, Coyax, Cuyaba } Angola
SAL SAL ì
e.v.Tommaso^.). Gvegor'ioW] colla di- elica o voi. LVII, p. 1 4 f ei46, sembra
sposizione di cui parlai nel voi. XXXVIII, che s. Salvatore sia ancora capitale di sua
p. 3 8, nel 844 sottrasse dalla metro-
1 1 repubblica. E' situata amenamente in una
politana di s. Salvatore i suffragane! e se- bella valle, circondata da montagne im l
di vescovili di s. Tommaso, ed Angola o boseate, una delle quali al nord-est, è un
Angora di Africa, e li sottopose al pa- vulcano che si ebbe il nome della città,
triarca di Lisbona. Finalmente il regnan- ed il quale in diversi tempi cagionò colle
te Pio IX, colle lettere apostoliche Ad o- sue eruzioni gravissimi danni. Le vie so-
ves dominicas rite pascendas, de'7 mag- no dritte , e le case ben fabbricate e co-
gio 848, eresse la sede vescovile di s. Pie-
1 mode. La cattedrale, ottimo edifìzio,é de-
tro nel Rio Grande (/z.) e la fece su (Ira- dicata alla Trasfigurazione di GesùCristo,
ganea dell'arcivescovo di s. Salvatore, il ed è l'unica parrocchia della città, ed ha
quale perciò ha 9 vescovi suflPraganei. Dal il battisterio, con cura di anime che si

j 843 la sede metropolitana di s. Salva- amministra dal parroco. Il capitolo ha una


tore è vacante. Ne furono ultimi arcive- dignità , e tre canonici con conveniente
scovi: nel 74 Giuseppe Botelho de Ma-
1 i dotazione , ed altri preti e chierici pel di-
tos di Lisbona. 1770 fr. Emanuele di s. vino servizio. Vi sono quattro case reli-

A gnesecarmelitanoscalzo,delIa diocesi di giose, alcune confraternite, ospedale , se-


Lisbona, traslato da Angola. 1773 Gioac- minario, altre chiese e cappelle, decente
chino Borges di Figueiroa di Lisbona, tra- palazzo vescovile ch'è prossimo alla cat-
sferito da Ma ria n ne. 1779
fi'. Antonio tediale. Ben provveduto n'è il mercato.
Correa agostiniano di Porto. 1 804 d. Giu- E' questo l'emporio dell'indaco del dipar-
seppe da s. Scolastica monaco benedet- timento, nel quale sommamente n'è este-
tino di Porto. 18 i5 Francesco di s. Da- sa la coltivazione: conta più di 4°, 000
maso di Guimaraes, traslato da Malac- Fu fondata neli5i6 in un luo-
abitanti.
ca. 820 d. Vincenzo de Soledade dell'or-
1 go chiamato Bermuda, ma trasferita 12
dine di s. Benedetto di Porto. Dopo se- anni dopo nel sito che occupa attualmen-
de vacante Leone XII nel concistoro dei te, per essere più a portata di assicurarsi
a 1 maggio 182 7, a presentazione dell'im- della sommissione degl'indiani; crebbe e
peratore del Brasile, preconizzò arcive- fiorì prestamente, e Carlo V le concesse
scovo Romualdo Antonio de Seixas, del- il titolo di città nel r545. Papa Gregorio
la diocesi di Belem di Para, della quale XVI, colle lettere apostoliche Universa-
eia stato vicario generale e capitolare, e lìs Ecclesiae procurano, de'28 settembre
arcidiacono della cattedrale. Ampia è l'ar- 1842, l'eresse in sede vescovile, suffraga-
un gran numero di
cidiocesi, e contiene nea dell'arcivescovo di Guatimala. Per
parrocchie. Ogni nuovo arcivescovo è tas- 1

vescovo, nel concistoro de' 1 7 gennaio
r
sato in fiorini 1 1 6, ascendendo le rendite 1 843, nominò mg. Giuseppe Giorgio de
dellamensa a circa 16,000 cruciatorum Viteri-y-Ungo nato in s. Salvatore, già
monetae illamm partami. rettore del seminario arci vescovile diGua-
SALVATORE (s.) nell'America Cen- timala; e inviato dal governo alla s. Se-
trale (s. Salvatoris in America Centra- de per trattare gli affari ecclesiastici per
le). Città con residenza vescovile della re- l'arcidiocesi, e provvedere le sedi vescovi-
pubblica di Guatimala, e chiamata pure li vacanti; il perchè a'29 gennaio fu con-

s.Salvador o Consolatali nell'America sagrato vescovo in Roma, nella chiesa di


meridionale, capoluogo dello stato e di- s. Francesca romana delle oblate di Tor
partimento del suo nome, sopra un fiume de'specchi, dal cardinal Giacomo Filippo
tributario del grande Oceano, a 5o leghe Fransoni prefetto di propaganda. Ma es-
da Guatimala. Per quanto dissi a RErue- sendo qualche tempo che la sede era va-
6 S A L SAL
caule,da circa 4 auni, imperocché il re- no molti animali selvaggi, feroci e vele-
gnante Pio IX a'5 novembre 1849 lia * nosi la vaghezza e varietà degli uccelli
:

sferì l'encomiato prelato alla sede vesco- rapisce Io sguardo. Gli abitanti vivaci e
vile di Nicaragua, capitale della repubbli- allegri, seguono la poligamia. Il sovrano
1
ca omonima , egualmente nell America è dispotico ed ereditario, e i grandi del
centrale, il medesimo Papa nel concistoro regno hanno le provincie infeudate. Uu
de' io marzo 1 853 nomino vescovo l'at- grossolano feticismo regnava nel Congo,
tuale mg/ Tommaso Michele Pineda-y- quando nel 1484 Diego Cam oCanus por-
Zaldana,traslatandolo dalla chiesa vesco- toghese, visitando colla sua squadra le co-
vile d'Anligona in partìbus, già parroco ste, discoprì il Congo, sotto Giovanni II

d'Isalco nell'arcidiocesi di Guatimala,da re di Portogallo, e chiamò la capitale col


lui conferitagli nel 1848. La diocesi com- nome di s. Sai vatore.Quel navigatore por-
prende la provincia di s. Salvatore, e con- tò a Lisbona parecchi negri e li fece istrui-
tiene molte parrocchie e luoghi. Ogni nuo- re nel cristianesimo, mentre portoghe- i

vo vescovo è tassato ne'iibri della came- si rimasti nel Congo catechizzarono il con-
ra apostolica in fiorini 33, ascendendo le te di Sonho zio del re. Ritornati i negri
rendite della mensa a quasi 8ooo scudi con ricchi donativi, Seguiti da sacerdoti
romani. per compiere la conversione degl'idolatri,
SALVATORE Congo, Sotero-
(s.) di il re e tutta la sua famiglia abbracciarono

polis. Città vescovile della Guinea infe- l'evangelo, e cambiarono i propri nomi.
riore nell'Africa, capitale del regno di Con- Fu allora, e nel 1 49 1 al dire di Com man-
go o Bassa Guinea, chiamata ancora Bau- ville, che vennero istituite le sedi vesco-
za Congo o Panza Congo. Sorge sul rial- vili di s. Salvatore, e Loanda poi unita
zo o pendio d'una montagna pietrosa e ad Angola. Nell'articolo Nigrizia parlai
molto elevata, a circa 6 leghe dalla spon-
1 di tali sedi e de' progressi che vi fece la

da sinistra del Zairo. 11 palazzo del re si fede cattolica, che sebbene vi rimise il pie-
eleva in un vasto ricinto, che abbraccia de l'idolatria, poi vi rifiorì in modo, che
pure abitazioni separale per le donne e il vescovato di s. Salvatore, soggetto al-
pe' famigli è una munita cittadella. Le
: la sede di s. Tommaso, fu assoggettato a
case de'nativi sono irregolarmentedisper- quella di Lisbona unita a quella d'Ango-
se, costrutte di canne e paglia, e nell'inter- la, per opera di Clemente Vili, ad istan-
no guernite di stuoie. I portoghesi vi oc- za di Filippo II, riservando ai re di Por-
cupano un quartiere separato e fabbrica- togallo la nomina del vescovo e de'cano-
to di pietra, dove sono due chiese , una nici; anzi da altri si crede quel Papa isti-

de'missionari, l'altra fabbricata da alcu- tutore del seggio vescovile. Parlai pure
ni gesuiti. Questo vasto quartiere è cinto delle relazioni tra're di Congo e diversi
di muraglie e conteneva la cattedrale, for- Papi, che riceverono ambascerie d' ub-
se una delle accennate due chiese. Crede- bidienza, e pel i.° Paolo V, cui re Alva-
si la città abitata da 40,000 individui. Il ro pregò di mandargli missionari per la
regno di Congo è grande ed appartiene propagazione del vangelo. Urbano Vili
all'Etiopia (V). Il suolo è ubertoso, il e Innocenzo vi spedirono X
cappuccini, i

clima temperato e salubre; quindi molte- e se ne resero tanto benemeriti , per la


plice e singolare è la sua flora. Abbonda prefettura stabilitavi nel 1640, talvolta
di erbaggi, di frutliedi preziose piante : composta di 5o missionari, che ad un cap-
di pini, cedri e palmizi si compongono i puccino fu attribuito il diritto di corona-
maestosi boschi. La parie montuosa è ric- re il re, il quale prima di questo atto era
ca in miniere di ferro e di rame; i mar- perseguitato dal popolo. Ma negli ultimi
mi più fini hanno cave inesauribili. Vi so- tempi, il solo bene che tali religiosi polo-
SAL SAL 7
vano fare,consisteva nel battezzarci bam- per ìa 1 .'volta fu recitata inBologna. Haec
bini, essendo i popoli immersi in un mi- Antiphona primum Bononiae in grandi
scuglio di ridicole superstizioni. Conside- frequentia populi, et sub ingenti celebri-
rando sudditi il re come una divinità,alla
i tempio s. Dominici
tate fui t recitata in
sua morte gl'immolanodeglischiavi.I por- frat. praedicatorum ad vesperam pervi'
toghesi esercitano nel regno la più gran- giliiNativitatis Domini,A. 23g.Nel con- 1

de influenza e potere, avendolo consoli- cilio di Pennafiel (V.) del i3o2 fu ordi-

dato con V erezione di fortezze con arti- nato il canto quotidiano ad alta vocedel-

glierie, che sono lo spavento degl'indige- laSalve Regina, dopo la Compieta, ap-
ni. Congo al presente è prefettura apo- partenendo quest'antifona alle antifone
stolica delle missioni pontificie. finali, di cui parlai ad Antifona : dell'al-
SALVE REGINA. Antifona antichis- tra antifona Beata Dei genitrix, che do-
sima in onore della B. Vergine Maria, po tale ora ordinò che si cantasse Gre-
che siccome divotissima preghiera la Chie- gorio IX, lo ricordai alla sua biografia.
sa ha inserito nell' uffizio divino, e con Sull'origine e sull'autore della Salve Re-
essa lo termina nella maggior parte del- gina diversi sono pareri. Secondo alcu-i

l'anno, particolarmente dal sabbato pre- ni e Giovanni eremita, in vita s. Bernar-


cedente la domenica della s. Trinità, si- di lib. 2, § 8, p. i3o4i R> composta dal
no al vcspero del sabbato precedente la dottore Bernardo abbate, morto nel
s.
a
domenica i dell'avvento. Le affettuose
. 1 153, che l'intese da un Angelo, e quan-
espressioni che con tiene, l'ardente fiducia to egli dice sulla Salve Regina, Io notai
che ispira verso Maria,l'hanno a ragione a Regina, ove riportai altri attributi del-
resa comune fra i fedeli, i quali di conti- la B. Vergi ne; secondo Alberico in Chrón,
nuo la recitano anche separatamente dal adan.i i3o,daAimaroo AimarddiMon
ss. Rosario (F.). La riporterò volgariz- teil vescovo di Puy in tempo d'Urbano

zata.»» Dio ti salvi, o Regina (V.), madre II, del quale era legato degl'armata dei
di misericordia; vita, dolcezza e Speranza crociati, che come dissi nel voi. XV11I,
nostra, Dio ti salvi. A te alziam la voce p. 282, fu il 1

a prendere la croce e mo-
esuli figliuoli d'Eva; a te sospiriamo ge- rì nel 1098; secondo Durando, Ralional
mendo e piangendo in questa valle di la- lib.4,cap. 22, e Mabillon, Armai. Bened.
grime. Su via adunque, o nostra avvo- ad an. 986, §89, da Pietro di Moson ab-
cata, rivolgi anoique'tuoi occhi pietosi. bate di s. Pietro, poi vescovo di Compo-
E dopo quest'esilio mostraci Gesù, frut- stella;e secondo altri e Arnoldo Wion,
to benedetto del tuo ventre. O clemen- inLigno vitae lib.5, cap. 1 o5,'eBona, Di-
te, o pia , o dolce Vergine Maria ". La vin. Psalmod. cap. 16, § 20, p. 53o, da
chiesa romana riconosce l'uso delle Anti- Ermanno Contratto monaco benedettino
fone (V.) da s. Celestinol Papa del 4^3, nelro59- Vedasi Lambertini, De Festis
come eruditamente dimostrò l'Ensche- B.M. F. § 1 74, p. 3 1 3. Pio VI nel 1786
nio, Ada ss. t. i Aprii, die sexta : ne approvò il pio esercizio introdotto e pro-
prendesse l'idea dalle chiese orientalo ne pagato nGermania, sulla recita della Sal-
i

avesse eccitamento dal recente uso della ve Regina 3 e del Sub tuurn praesidium
chiesa Ambrosiana diMilano.Gregorio IX 1 00 gior-
e concesse ogni dì l'indulgenza di
nel ! 2 38 ordinò, che terminati i Vesperi, ni, domeniche 7 anni e 7
ed in tutte le

ogni venerdì si cantasse la Salve Regina: quarantene, a tutti cattolici, quali mos- i i

1'Advocat attribuisce l' introduzione di sida vero spirito'di religione, per ripara-
quest'uso al p. Giordano generale de'do- re in qualche modo alle ingiurie fatte con-
menicani morto nel 1 237. Nel 1. 1 4» p- 346 tro l'onore della Madre di Dio e de' san-
degli Opuscoli del p. Calogerà, si dice che ti, e per difendere il culto e la venerazio-
8 SAL SAL
ne verso le loro sagre immagini, recite- Maria Salviati divenne granduchessa di
ranno di mattina la Salve Regina coi ver- Toscana, Giannozzo fu viceré di Cipro,
setti D'ignare me, e Benedictus Deus in Francesco fu gran maestro dell'ordine di
sanctis suisj e di seta il Sub tuum praesi- s. Lazzaro, Alemanno neli5oo fu com-
dium t
co* detti versetti. A coloro poi che re- missario nella guerra diPisa,che soggiac-
citeranno ogni giorno lesuddette preghie- que a Firenze, Giacomo sposò Lucrezia
re,Pio VI accordò parimenti in perpetuo de Medici sorella di Leone X e zia di Lo-
T indulgenza plenaria d' acquistarsi due renzo duca d'Urbino, Francesca fu ma-
volte ogni mese, cioè in due domeniche dre di Leone XI de Medici, e la quale era
a proprio arbitrio, nelle quali confessati nata da Lucrezia, Bernardo priore gero-
e comunicati pregheranno secondo l'in- solimitano di Roma, generale delle gale-
tenzione del Papa. Di più Pio VI conces- re di Malta, ed espugnatore di Corone e
se indulgenza plenaria, colle stesse con- Modone inMorea, poi cardinale.Per non
dizioni, in tutte e ciascuna festa della D. dire d'altri, i nobilissimi Salviati ebbero
Vergine e nella festa d'Ognissanti. Final- cavalieri de' più cospicui ordini, diversi
mente concesse l'indulgenza plenaria in vescovi ed i seguenti 5 cardinali. Si poti-
articulo mortiSyù tutti quelli che avendo no consultare: Garmnv'im, Isloriagenea-
in vita recitate le detti preci, si siano al- logica delle famìglie nobili toscane e um-
lora confessati e comunicati, o almeno sia- bre, t. Majoratus, et F!«
5. Fiorentina
no di vero cuore contriti. Tanto si legge deicommissi Philippi de Salviatis. Di-
nella Raccolta delle s.
Indulgenze ,p.263. scorso genealogico sulla discendenza le-
Oltre commentatori di altre preghiere,
i gittima e naturale de* nobilissimi mar-
spiegarono la Salve Regina: Giovanni Pe- chesi Tommaso e Leonardo fratelli Sal-
troso, Spiegazione sopra i titoli delle Li- viati, da un comune stipilo, con le linee

tanie della Madonna, e della Salve Re- maschili. Albero genealogico della «0»
gina, Roma 1792. P. Bartolomeo Sorio, bilissima famiglia Salviati di Firenze,
Esposizione della Salve Regina, Verona colla discendenza de' marchesi Tomma-
i85a. so e Leonardo, comprovala per gradi di-
SALVIATI G\ov A*m,Cardinale. No- stinti, legittimi e naturali, con autentici
bilissimo fiorentino d' illustre famigliac- e genuini documenti, con V estinte linee
ene celebra il Marchesi, nella Galleria mascoline de' marchesi e duchi Salviati,
dell' onore, ed anticamente denominata Fideìcommiilenli, Firenze 1795. Senten-
Caponsacchi, traendo la sua origine da za data in Firenze nella causa Salviati,
Fiesole, ove ne'circostanti monti ebbero 1796. Giovanni nipote di Leone X pei'
il dominio di Poggio Croce, e di Luccole canto di sorella e zio di Cosimo I gran-
fortezza fabbricata neh 187 dal cav. Ca- duca di Toscana, avendo dato saggio di
ponsacco eprincipalissimo cittadino. Fra robustezza di giudizio, meritò che Leo-
i Salviati fiorirono 20 gonfaIonieri,e mol- ne X neli5i6,e avendo 26 anni, gli af-

ti uomini segnalati e celebri nella toga, fidasse l'amministrazione della chiesa di


nella spada, e uelle lettere, tra' quali il Fermo: indi nel i.° luglio 1 5i 7 lo creò
cav. Lionardo valente filologo, istituto- .cardinale diacono de'ss.Cosimo e Damia-
re della famosa accademia della Crusca, no, e dopo 3 anni gli conferì il vescova-
ed autore di opere pregiate. Furono po- to di Ferrara. Nel i53o
il parente Cle-

tenti nella repubblica fiorentina, e signo- mente Vllgli conferìgoverno del la dio-
il

ri di castella. Molti de'loro personaggi si cesi di Volterra, e neh 53 r lo destinò a


resero rinomati ne'comandi politici e mi- presiedere alla chiesa di Teano (che al-
litari. Ebbero parentele e attinenze colla cuni confusero conTrani)e s. Severina,
primaria nobiltà e con principi sovrani. e neh 532 a quella di Bitelto, Francesco I
SAL SAL 9
re di Francia, di cui era affine, ebbe per fiorentino fu ad ornare le finestre
il i.°

lui singolare predilezione, ed esso colle con frontispizi, e le porte con colonne e
insinuanti e amabili sue maniere si gua- con cornicione. Questa novità fu da prin-
dagnò tanto il cuore del monarca, che di- cipio biasimata e poi imitata da tutti. Ag-
cesi lo nominasse verso ili53o, ai vesco- giunge che quelle bugne troppo grosso-
vati di s. Papoul e d'OIeron,e vuoisi pa- lane e di malgarbo, que' mensoloni alla
re di Beziers e di Vaison, ma nella Gal- ringhiera, e quel cornicione goffo (tale
lio, Christiana non se ne fa alcuna men- sempre riesce, quando ha mensole in ve-
zione. Il cardinale fu tenuto in altissima ce di modiglioni), rendono l'apparenza di
slima anche da altri sovrani. Clemente questo eclifizio più mastina che greve. E
VII lo incaricò di splendide legazioni a perchè que'risalti al cornicione? Del re-
diversi principid'Europa, e singolarmen- sto le divisioni sono in grande; le fine-

te all'imperatore Carlo V in Madrid, pel stre sono ben guarnite; il cortile è spa-
richiamodelle truppe spagnuole dagli sta* zioso, e tutto il resto magnifico". Nel voi.
ti della Chiesa e per la liberazione dalla II, p. 288 (e non 228 come per errore ti-
prigionia di Francesco I. A questo dipoi pografico si legge a Palazzo Salviati) ,
si recò due volte, per interporlo presso notai che il governo acquistò poi il pa-
Carlo V, per la libertà di Clemente VII lazzo e vi collocò l'archivio Urbano, cioè
assediato in Castel s. Angelo, e perchè gli gli atti pubblici de'notari, i di cui uffici
imperiali partissero da Roma, stabilendo furono chiusi. Dicesi che il cardinale pri-
un abboccamento tra il Papa e l'impe- ma di detto palazzo, già ne possedeva al-
ratore in Bologna. A tale legazione suc- tro in Roma per ragioni ereditarie; nel
cesse quella di Parma e Piacenza solto ntiovo tra gli artisti che v' impiegò ad
Paolo III, con vantaggio e decoro della abbellirlo, vi fu Francesco o Cecco Rossi
s. Sede, e con alta riputazione e fama del fecondo pittore a fresco protetto dal car-
suo nome, avendovi con somma pruden- dinale, che ne coltivò ì talenti e ne age-
za quietato i rumori che si erano susci- volò lo sviluppo, onde comunemente vie-

tati. Destinato di nuovo legato a la te re ne chiamalo Cecco Salviati. Il cardina-


a Carlo V per concludere la pace d'Eu- le fu grandemente encomiato, essendosi
ropa, ricusò di andarvi, temendo di cader reso celebre pe' suoi meriti, talenti, dot-
nelle mani dell'imperatore, e così salvare trina, erudizione, benignità, modestia e
ildecoro della dignità cardinalizia. Nel- morigeratezza di costumi ; detto perciò
l'anno santo 1 55o, essendo già vescovo di dal cardinal Sadoleto, uomo chiarissimo,
Porto, aprì la Porta santa di s. Paolo. 11 sommamente pregievole perla sua affa-
Palazzo Salviati(F.) fu da lui riedificato bilità, pel suo sapere, per l'integrità del-
in Roma, quasi incontro la chiesa di s. la vita, e pel possesso di tutte le virtù. F

Leonardo de'camaldolesi (di cui nel voi. letterati e i ebbero nel cardinale un
dotti
XXVIII, p. 260) e rimpetto al presente caldissimo mecenate, ricevendo da luia-
Porto Leonino, con architettura di Bra- silo e conforto; ne aveva sempre piena la

mante,secondo alcuno, ma parediNanni di casa, e molti di essi gli dedicarono le loro


Baccio Bigio certamente; altri ciò attribui- opere, tenendo con esso corrispondenza
rono al seguente cardinal Salviati suo fra- letteraria. Furono sue delizie Giraceli, Pi-
tello, il quale sembra meglio ritenersi che gna, Gagio, Ariosto, e Teresa Foscari che
soltanto l'ingrandisse per ricevervi Enrico gì' intitolò le gesta di s. Francesco in ver-

III re di Francia, che pensava di portarsi si eroici. Dopo essere intervenuto a'eon-
in Roma. Di questo palazzo Milizia, At- clavi di Adriano VI, Clemente VII, Pao-
tila degli scrittori,nella Roma delle belle lo III e GiulioIII, in quest'ultimo sareb-
arti p. 1 46, dice ; « Che Baccio d'Agnolo be stato senza meno eletto Papa, se uon
io S A L SAL
si fosse opposto Carlo V, geloso dell'af- niere,si portò in quel geloso impiego con
il cardinale avea col re diFran tale integrità e prudenza, che meritò di

finità che
eia Enrico II, raccomandato dalla regina essere nominato nel 1 549 alla chiesa di
di Francia, dalle ricchezze e potenza de- s. Papoul per rinunzia del cardinal fra-
gli Strozzi. Finì di vivere gloriosamente, tello, che in progresso rinunziò al nipote
ma non già nella memoria de'posteri, nel Anton Maria; quindi Pio IV neh 56 Io 1

i553, nel monastero di Porto di Raven- trasferì a Clermont, il quale Papa a'26

na de' canonici Lateranensi, d'anni 65. febbraio ad istanza di detta regina lo creò
Trasferito a Ferrara suo vescovato, fu cardinale prete di s. Simeone, titolo che
sepolto nella cattedrale onorevolmente, poi cambiò con l'altro di s. Prisca. Per-
pressoUrbanoIII,a destra dell'altare mag- fezionò il sontuoso palazzo Salviati posto
giore, con iscrizionemarmorea, ove per sulTevere,sul fine della viaLungara,per
isbaglio si dice morto nel 55o. 1 ricevervi Enrico III re di Francia, che
SALVI ATI Bernardo, Cardinale. Pa- pensava recarsi in Roma. Prestò la sua
trizio fiorentino, fratello del precedente assistenza agli stati del regno tenuti in

e cavaliere gerosolimitano, quantunque Parigi nel i55^, e poscia al conclave di


assai giovane,fu pel suo valore fatto am- s.PioV. Abbandonò inRoma questa val-
miraglio delle galere del suo ordine, e le di pianto nel i568, ed ebbe onorata

postosi in corso per vendicare la luttuosa sepoltura in s. Maria sopra Minerva. Pao-
perdita di Rodi fatta da'suoi, rese il suo lo Giovio Io celebrò prima d' essere ec-

nome tremendo a'turchi; mentre rovinò clesiastico, come uomo di spirito intre-

Tripoli, ed entrato nel canale di Fagiera, pido, d'animo ben composto, e della mi-
ridusse in un mucchio di sassi tutte lefor- lizia marittima assai pratico e sperimen-
tezze, che si opponevano al suo passag- tato.

gio e alle sue conquiste. In altra occasio- SALVIATI Aston Maria, Cardinale.
ne comandando la flotta di sua religio- Nobile fiorentino, pronipote di Leone X
ne, prese l'isola e città di Corone e di e de'precedenti cardinali, per la costante
Modone Morea, e scorrendo sino allo
in sua virtù ed eccellente dotto-ina , singo-
stretto di Gallipoli, abbruciò l' isola di larmente nelle materie legali, fu fatto da
Scio, e molti schiavi ne condusse seco. In Pio IVneli 56 r, ad istanza del re diFran-
premio di tanta militare intrepidezza e cia vescovo di s. Papoul. Intervenne al

segnalato valore, ottenne dal gran mae- concilio di Trento, dopo il quale rinun-
stro il priorato di Capua, e poi quello di ziata liberamente la sua chiesa senza pen-
Roma. Quindi con Filippo Strozzi e Lo- sione, affinchè venisse provveduta oVua
renzo Ridolfi fu spedito dal suo ordine prelato, che per ovviare con maggior ef-
ambasciatore a Carlo V
in Barcellona, in- ficacia alle nascenti eresie, sapesse me-
nanzi a cui perorò con grande efficacia ed glio di lui conoscere costumi
l' indole, i

eloquenza a favore della libertà di sua e l'idioma de'francesi, ottenne da s. Pio


patria.Col medesimo Strozzi trasferitosi V nel maggio 1 571 un chiericato di ca-
Francia, f:i promosso al gra-
alla corte di mera, nel quale uffizio studiossi che tan-
do di capitano, e combattè da prode in to in Roma, che nello stato ecclesiastico
parecchie campagne. Quivi la regina Ca- regnasse perpetua abbondanza. Nell'istes-
terina de Medici sua congiunta, lo esortò so anno fu spedito internunzio in Fran-
vivamente a rinunziare alla professione cia a re Carlo IX per gli affari della le-
«Ielle armi, e ad arruolarsi alla milizia ec- ga contro il turco, dove molto operò a
clesiastica. Vestito quindi l'abito clericale, vantaggio della religione e allo sterminio
fu provveduto dal re di alcuni benefizi. degli eretici, anche presso principi d'I-
i

Dichiarato dalla regina suo i.°-elemosi- talia, co'quali dovè trattare nel viaggio
SAL SAL li

che Intraprese in dicembre , Invece del piuttosto da lui tenuto a vile e spregiato.
cardinal Condii legato in detto regno. Conosciute però nella fondazione dell'or-
Gregorio XIII appena eletto nel 1^7 2 ri- dine le belle imprese, che da s. Camillo

spedì il Salviati in Francia con caratte- e suoi virtuosi figli si operavano a prò
re di nunzio ordinario, dove si tratten- delle anime, cambiò il disprezzo in amo-
ne sino al 1 578,e in tal congiuntura pre- re e stima, si diede a venerare il fonda-
stò il suo favore a' cappuccini, che in- tore, ed a proteggere con grande impe-
trodusse nel reame. Si acquistò gran no- gno nascente utilissimo ed esemplare
il

me nella nunziatura, per le fatiche so- istituto. Benefico e magnifico, ampliò e

stenute in que'turbolentissimi tempi, nei dilatò nel 1600 V Ospedale di s. Giaco-


quali accadde la memorabile strage degli mo in Augusta detto degl'Incurabili (^.)>
ugonotti nella notte di s.Bartolomeo,che già avendovi nel 1 5c^5 rifabbricata la ma-
frenò ma nonabbattè Y audacia di tali gnifica chiesa (che descrissi nel citato ar-
crudeli eretici. Caterina de Medici regina ticolo, colla medaglia monumentaleco-
di Franciariconobbe per parente, e
lo niata pel cardinale), e gli accrebbe le ren-

divenuto decano de' chierici di camera, dite, e Io stesso fece con l'Ospedale di s.
Gregorio XIII a* 11 dicembre i583 lo Rocco {V.)' Inoltre nella chiesa di s.Gia-
creò cardinale diacono di s. Maria in Ac- como istituì un collegio di cappellani be-

quiro, e Sisto V nel 1 585 legato di Bo- neficiati, per cantare ogni giorno il divi-

logna, dove procurò che il suo governo no uffizio e la messa, aver cura della sa-
facesse godere in quella cospicua città grestia e della chiesa, ed i Papi gli con-
un'invidiabile pace, col mezzo di sua in- cessero diversi privilegi. Gettata a terra
corrotta giustizia. Quindi parti da Bolo- la Chiesa di s. Maria in Acquiro (F.),
gna con estremo rammarico de'ciltadini, che minacciava rovina, con isplendida
che lo accompagnarono per lungo tratto munificenza nel i5cji ne fabbricò altra
di viaggio, chiamandolo ad alta voce pa- più ampia. Indi come pietoso e amante
dre della patria e liberatore della pro- degli orfani, per la loro istruzione negli
vincia. Passato alla legazione di Roma- studi ecclesiastici e scientifici, ivi eresse il
/r
gna,vi sterminò diverse masnade di ban- Collegio Salviati (T .) i assegnando al me-
diti e malviventi, che infestavano il paese. desimo rendite particolari, con una villa

Mentre era legato ricusò generosamente per ricreazione degli orfani non lungi dal-
1
i donativi soliti farsi a'iegati, e se dovette la Chiesa de ss. Quattro (P-), nel cui
accettarli subito li distribuì a'poveri. In- contiguo monastero eransi collocate le or-
nocenzo IX gli die la presidenza su tutti fane, e di ambedue gli Orfanotrofi [V.)
i romana, unitamen-
tribunali della curia fu benemerito e generoso protettore que-
te al cardinale Pierbenedetti; e Clemente st'amplissimo porporato, che celebrai in
VIII, oltre all'averlo annoverato tra'car- tutti i citati articoli. La sua liberalità si

dinali della segnatura di grazia, gli affi- estese alle basiliche patriarcali Lateranen-
dò la presidenza di tutto lo stato ponti- se e Liberiana, alle quali donò possessio-

ficio, la quale il cardinale volle pronta- ni, denari e luoghi di monte. La Chiesa
mente dimettere appena il Papa creò car- de' ss. Gregorio e Andrea al monte Celio
dinali nipoti: ma Clemente VIII aven-
i (Fùy di cui era abbate commendatario,
done conosciuta l'integrità, la prudenza sperimentò la generosità del cardinale,

e il valore, volle onninamente che con- formando la strada e la piazza innanzi ad


tinuasse nell'ufficio. Ebbe intrinseca ami- essa, ed eresse contigua alla chiesa bel-
cizia con s. Camillo de Lellis, e fu pro- lissima cappella, che descrissi nel citato
tettore del nascente suo ordine <\z Mini- articolo. Essendo la di lui madre Costan-
stri dcgl' Infermij che in principio era za Conti signora di Giuliano, nella de-
i2 SA L SAL
legazione diFrosinone, il cardinale lo po- riose fatiche incontrate a prò della s.Se-
polò e ornò di fabbriche, e nel secolo se- de, per tante opere cospicue ed egregie
guente il duca Francesco M/ vi fabbricò di cui fu autore,giammai desiderò alcun
dai fondamenti il convento e la chiesa dei premio, né tampoco avanzò ai Papi istan-
frati minori, nel modo narrato dal p. ze per essere provvisto di beni ecclesia-
Casimiro da Roma, Memorie dr conventi stici, avendo le sue mire rivolte al pub-
della provincia romana p. 1 5j. La casa blico vantaggio, e non mai a 'cuoi privati
del cardinale era la sede della carità e interessi. Di lui ninno vi fu più giusto nel
l'asilo de'poveri, non avendo giammai li- proferirei! proprio sentimento,niuno più
cenziato da se alcun bisognoso senza il verace nel dare adequate interpretazioni
sussidio di qualche limosina, per la quale alle Iegi»i, ninno che nel fare giustizia al
virtù avea tale trasporto, che non con- merito fosse di lui meno eslimatore delle
tento de'poveri che a lui ricorrevano in persone. Il cardinal Bentivoglio nelle sue
fòlla, gli andava rintracciando nelle pro- Memorie scrisse, che per comune giudi-
prie case, e quelli precipuamente che per zio era stimato degno di sopravvivere a
vergogna non comparivano in pubblico, un Clemente VI 11, e di succederlo nella
generosamente provvedendoli del biso- maggior dignità, come tanto lo imitava
gnevole, mostrandosi splendido eziandio in tutte le altre virtù.
co'letterati, e molto benefico co' propri S A LVI A T A l am anno, Cardinale. SoV'
I

domesticane voleva modesti egravi. Cle- ti nobilissimamente i natali in Firenze


mente Vili si portò a visitarlo e bene- dall'illustre e celeb.re prosapia de' mar-
dirlo al primo avviso ch'ebbe di sua pe- chesi di Montieri, e divenne il decoro e
ricolosa malattia, la quale con amaro cor- lo splendore di essa e della patria. Am-
doglio di quel gran Papa, non meno che rnaesUato nelle scienze dagli uomini più
di tutti i buoni, lo tolse di vita in Roma suo tempo, e tra gli al-
dotti e insigni del

alla pubblica beneficenza nel 1602, in e- trida Pascasio, Giannetti, e da Giusep-


tà di 66 anni non compiti, divenutoi. pe Averani, il quale nel 1696 in Pisa gli
cardinale prete di s. Maria in Trastevere. conferì la laurea di dottore, e di essi di-
La luttuosa perdita di questo amplissi- venne poi impegnatissimo fautore e me-
mo porporato fu pianta a calde lagrime cenate. Dopo aver scorse le provincie più
da ogni condizione di persone. Diede il colte dell'Europa, e visitale le corti dei
suo voto ne'conclavi di Sisto V, Urbano principi e le accademie de' letterati, re-
VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX e Cle- Firenze ricco di lumi e di nuo-
stituitosi a

mente VlU,ed ebbe sepoltura nella sud- ve cognizioni, si die vieppiù a coltivare
delta chiesa di s. Giacomo innanzi all'al- gli studi e la conversazione delle persone
tare maggiore,sotto una lapide adorna di le più erudite, senza lasciare di adempie-
metalli, sopra di cui leggesi un breve e- re nel tempo stesso i doveri della cristia-
logio. Gli scrittori più parchi nell'eneo- na pietà, che lo rendeva così generoso coi
non potero-
iniare le azioni de'cardinali, poveri, che non contento delle larghe li-

no a meno di commendare le virtù di An- mosine che loro somministrava, voleva


ton Maria, che dal grave propendeva al servire colle proprie mani suoi dome- i

severo,integerrimo di vita e di sentimen- stici, allorquando cadevano malati. Mor-

to, fornito di singoiar talento e molta to in Roma suo fratello Giovanni uno ,

attivitàjgrand'amatore e benefattore dei de' più rispettabili prelati della corte ro-
poveri, nemico capitale dell' abbomine- mana, fu persuaso dagli amici a portarsi
vole lusso, della vanità e d'ogni esterna nell'alma città. Eseguito quantunque di
apparenza. Fu notabile in questo porpo- malavoglia il loro consiglio, nel 1707 fu
rato insigne e glande, che per tante glo- ainmessoda Clemente XI tra'protouotari
tSAL SAI i3
apostolici, ed essendo in età di 3j anni qua! si conveniva all' elevata sua condi-
fu subito destinato nelTistesso anno a por- zione, mostrando inclinazione di servire
tare in Francia le Fascie benedette (V.) la s. Sede, Benedetto XIV lo ammise in
al duca di Borgogna, col carattere di nun- prelatura, e spedì inquisitore a Malta nel
zio straordinario. JVel 1711 ilPapa lo fece 1754. Clemente XIII nel 1760 Io pro-
\ice-legato d* A vignone,ovecolla sua spec- mosse a vice-legato d'Avignone. Occupa-
chiata religione, giustizia, mansuetudi- ta questa città dalla Francia neh 766, fu
ne, liberalità e buona grazia, si guada- dichiarato chierico di camera e presiden-
gnò l'affetto di que'popoli,che lo riguar- te delle armi. Poscia fu nominato udito-
davano come amatissimo padre. Ivi ac- re generale della camera da Clemente
colse con grande onorificenzaGiacomolII XIV, finche Pio VI in premio delle sue
re cattolico d'Inghilterra, che dallaFran- benemerenze, a'23 giugno 1777 Io creò
cia trasferì vasi a Roma, per la cui vali- cardinale diacono di s. Maria della Sca-

da protezione ottenne neìiyiy la presi- la, donde passò alla diaconia di s. Maria

denza d'Urbino; cariche da lui sostenute in Via Lata, quando divenne il .° del- 1

con gran lustro e decoro, e pari dispen- l'ordine de' diaconi. Lo stesso Pio VI lo
dio, finche sul compiersi del pontificato annoverò alle congregazioni cardinalizie
di Benedetto XI li recatosi inRoma,quan- del concilio, de' vescovi e regolari, di pro-
luuque non fosse al Papa cognito se non paganda, de'riti, dell'immunità, del buon
per fama, nondimeno esso ammirando governo, della fabbrica, di Loreto e Avi-
nel prelato singoiar illibatezza di costu- gnone, della consulta, della disciplina re-
mi, senatoria e prudente sincerità, gli golare, della ceremoniale, dell'indice, e lo
piacque agli 8 febbraio 1 780 crearlo car- fece prefetto della segnatura di grazia. In-
dinale prete di s. Maria d' Araceli, e Io oltre successivamente lo nominò protet-
ascrisse alle congregazioni del concilio ,
tore del regno d'Irlanda ecollegio irlan-
propaganda, immunità, e riti. Questo de- dese di Roma, degli ordini gerosolimitano
gno porporato in tanta varietà d'impie- ede'minori conventuali, delcollegio Mori-
ghi, si fece amare da qualunque ordine taltodi Bologna, de'luoghi santi di Pale-
e condizione di persone. Dopo aver avu- stina, del collegio de' caudatari, degli e-
to la consolazione di contribuirecon tut- remitia Porta Angelica, delle arciconfra-
ta l'efficacia del suo valore, e col proprio ternite della ss. Trinitàde'pellegrini, del-
voto allelezione del concittadino e affine la Morte, e di altri 12 sodalizi in Roma
Clemente XII, questi nel 1 73 1 lo dichia- e nello stato, di 4 università artistiche,di
rò prefetto della segnatura di giustizia, 7 terre della s. Sede, delle religiose del
legato d'Urbino, e gli conferì alcuni ric- Bambin Gesù di Palestrina, di s. Tom-
chi benefizi. Ma nel 1733 passò all'altra maso di Fabriano, di s. Apollonia d'A-
vita, in età di 64 anni non compiti, espo- sisi, dell'Assunta di Viterbo, ec; pro-pro-
sto nella sua chiesa titolare, ed in luogo tettore del collegio di s. Bonaventura di
di deposito ivi futumulato. Trasferito a Roma. Fu lodato per mirabile pietà e ze-
Firenze il cadavere, a tenore di sua te- lo religioso, commendato per generosità
stamentaria disposizione, fu sepolto nella senza fasto, grande senza alterigia, faci-

chiesa di Marco nella cappella di s. An-


s. le senza viltà ; esercitò la liberalità con
tonio, dentro la tomba de'suoi antenati, viscere di compassione, e per altre virtù,
con elegante iscrizione. che d. Luigi Cuccagni rettore del collegio
SALVIATI Gregorio Anton Maria, irlandese celebrò con lettera dedicatoria
Cardinale. Nobile fiorentino de'duchi di dell'opera : Dell'autorità e giurisdizione
tal famiglia, uacqueiu Roma a' 12 dicem- rfe//aC7i/esa,chealporporatointitolò,par-
bre 1722. Educalo e istruito nelle scienze ticolarmente rimarcandola sollecitudine
j
4 SA L SAL
premurosa e l'impegno che avea pel col- ta rimola, dalla quale fu poi tratto per
legio irlandese. Nel n.° 2046 del Diario collocarlo sulla sede episcopale di Albi.
di Roma del 1794 si riporta, che il car- Continuò a vivere in povertà, ricusando
dinale per 6 mesi pali gravi incomodi di di accettare i volevano
presenti che gli si

peggiorando il male, munito dei


sa Iute, e fare; e sera sforzato a prendere qualche
sagt amenti della Chiesa e della benedizio- cosa, la dispensava tosto a'poveri. A ven-
ne apostolica, a'5 agosto rese l'anima a do il patrizio Moriamolo generale di Gon-
Dio in Roma nel palazzo Salviati, d'an- trano re di Borgogna, fatto un gran nu-
ni 72 non compiti, con dispiacere degli mero di prigionieri in Albi, il santo ve-
ammiratori delle sue egregie qualità. Si scovo li seguì e tutti li riscattò. Nel 1
8.°

narrano suffragi e gli onori funebri, che


i anno del suo episcopato, essendosi svi-
accompagnato dal parroco e vice-parroco luppata in Albi una malattia contagiosa,
di s. Spirito, il corpo fu portato in car- che faceva grandi stragi, s. Salvio, ani-
rozza nella chiesa di s. Maria sopra Mi- mato da instancabile zelo, nulla ommise
nerva apparata nobilmente a lutto. Dopo pel sollievo e per l'assistenza del suo greg-
il funerale, in cui celebrò la solenne mes- ge. Sentendosi vicino all'ora estrema, si

sa di requie il cardinal Caprera, colle so- fece fare uncataletto, cangiò vestimenti,
lite 3 casse fu deposto nella tomba gen- e si preparò con tutto il fervore alla mor-
tilizia ivi esistente, nella cappella di gius- te. Sopravvisse di poco al sinodo di Bren-
patronato de'duchi Salviati e dedicata a nac, al «quale assistette uel 58o. Il mar-
s.Antonino arcivescovo di Firenze. Nar- tirologio romano indica la sua festa ilio
rai all'articolo Borghese famiglia, che di settembre, che si crede il giorno della
nel principe d. Francesco, come figlio di sua morte.
d. Marianna ereditiera de' duchi Sal- SALVIO (s.), vescovo "di Amiens.Con-
viati, passarono le facoltà di questi, i ti- dusse in sua giovinezza una vita assai
toli, le prerogative e le onorificenze, di mondana;ma avendogliDio toccato il cuo-
cui morendo nel 1839 ne investì il suo ra, egli distribuì i suoi beni a'.poveri, e
terzogenito d. Scipione Maria Gio. Bat- fece fabbricare un monastero sotto l'in-

tista duca Salviati, nato a Parigi. All'ar- vocazione della B. Vergine e di s. Pie-
ticolo poi del Collegio Giuslieri raccon- tro, nel quale si ritirò. Ivi passò molti an-
tai,che fu posto sotto la protezione dei ni nelle pratiche della penitenza e della
duchi 'Salviati prò tempore e che dopo ,
carità; quindi secondando l'impulso del
la morte del cardinal Gregorio Salviate suo zelo, si dedicò al ministero della pre-
essendosi in lui estinta la nobilissima stir- dicazione, e ne ritrasse copiosi frutti. Pel
pe, restato il collegio senza la protezione suo merito fu eletto a successore di s. O-
de'duchiSalviati, di questa GregorioX VI norato sulla sede di Amiens, e disimpe-
reintegrò la medesima nella persona del- gnò tutti i doveri episcopali cou molto
l'encomiato odierno duca, il quale ripri- zelo e pietà fino alla sua morte, che av-
stinò leesequie anuiversarie al fondatore venne a'28 ottobre del 61 5, secondo l'o-
del collegio, e quanto altro dissi nel voi. pinione più comune, o del 695, secondo
XLV, p. 238. molti altri autori. Qualche secolo dopo
SALVIO (s.), vescovo di Albi in Lia- venne il di lui corpo trasferito da Amiens
guadoca nel VI secolo. Dopo aver eser- a Motitreuil sul mare nella bassa Piccar-
citata una delle primarie magistrature dia, dove egli è pure oggidì venerato con
della provincia, si ritirò in un monaste- gran divozione. Il martirologio romano
ro, ove divenne il modello dei fratelli,che registra il nome di s. Salvio aglii 1 gen-
lo elessero abbate. Egli abbandonò que- naio, che sembra essere stato il giorno
sta carica per rinchiudersi in una cellet- della traslazione delle sue reliquie.
SAM SAM 1 .7

SAMARCANDA o SAMARKANDA. io tribù d'Israele (V.), II paese di Sa-


Città della Tartaria indipendente, nella maria comprendeva le tribù d'Efraira e
Bukaria, in riva alSogd o Zer-AJscian. di Manasse al di qua del Giordano, egli
Ha due recinti di mura, assai ben fabbri- abitanti presero nomedi samaritani. E'
il

cata, sovrano risiede nella cittadella* Vi


il un paese, montuoso ma fertilissimo, e le
sono da a5o moschee, con 4o madresseh sue vallate sono irrigale da più fiumi-
dove professori del culto maomettano fan- celli che contribuiscono alla sua fecondi-

no corsi di legislazione e di lingua araba. tà ; gli olivi soprattutto vi sorpassano il

Si osserva il sepolcro di TimuroTamerla- numero delle piante d'ogni specie; la sel-

no,bellissimo monumento in diaspro, sor- vaggina quadrupede e volatile non vi è


montatoda un'immensa cupola,equelli di rara. La città era situata sul monte Se-
parecchi altri personaggi illustri. Samar- merone o Samaria,e fu fabbricata da A m
canda presa nel 1220 da Gengiskan con- ri o Homri 6.° re d'Israele, che incomin-

tro il sultano Mehemet, divenne sotto Ta- ciò a regnare l'anno del mondo 3079, a-
merlano la capitaled'uno de'più vasti im- vanti Gesù Cristo 9 18, e fu la sede di tut-
peri del mondo, e questo conquistatore, ti i re suoi successori, de' quali riportai
per avervi fissato la sua principale sede, aGiuDEi, sino alla caduta di que-
la serie

la rese il centro della più alta civiltà, in- storegno ; mentre la residenza de' re dt
troducendovi le arti e le scienze di tutta Giuda continuòdopo la separazione del-
F Asia; fiorendo ancora per l'immenso le tribù ad essere Gerusalemme ( ^.).Am-
commercio che faceva colla Russia, colla ri o Homri per costruire Samaria comprò
Turchia, Cina e India. Unita verso la me- il suo monte per due talenti d'argento o
tà del secolo XVI alla Bukaria, per ope- 9734 lire di Francia. Tutti i resi erano
ra del kan Abdullah, perde colla sua in- compiaciuti d'abbellirla, per cui era la più
dipendenza l'antico suo splendore, e vi si bella, la maggiore e la più forte città del
cerca indarno presentemente la traccia de- regno di Samaria, oltre l'esserne la me-
gli antichi e magnifici suoi edifizi, de'qua- tropoli, invece di Sichem ediThersa già
li gli storici arabi ci lasciarono descrizioni residenze de're d'Israele. Sostenne parec-
meravigliose. Al tempo della conquista chi assedi contro Benadad redi Siria; ma
fu ancora la capitale della Bukaria, ma quello ch'ebbe a sostenere contro Salma
poi questo titolo le è stato tolto per dar- nazar red' Assiria durò 3 anni, dopo quali i

lo a Bukara; nondimeno il kan la visita egli la prese 724anni avanti G.C., e con-
ogni anno, ed al suo avvenimento al tro- dotti ne'suoi stati il re e gli abitanti tut-
no vi si reca pure per la ceremonia del ti
?
distrusse intieramente il regno. I chu-
Ruktasc, che consiste nel farlo sedere so- tei furono mandati, non pensaro-
che vi

pra la pietra d'un marmo azzurrognolo, no a ristabilirla, e si fermaronoin Sichem,


coperta di feltro bianco ,
per mezzo del che diventò la capitale del loro stato. Ta-
quale viene 3 volte alzato dai rappresen- le era la condizione di Samaria, quando
tanti delle 5 classi della società. Samar- Alessandro Magno entrò nella Giudea.
canda fu una delle provincie ecclesiasti- I chutei in seguito ristabilirono qualche
che della diocesi de'caldei, e si conosco- sembra che diventasse
casa a Samaria, e
no due suoi vescovi Giorgio ordinato dal
: nuovamente capitale al tempo de'Macca-
cattolico Sebarjesu II, ed N. metropoli- bei, giacchéAlessandro Baleo re di Siria
tano della provincia di Samarcanda. O- restituì aGionata Maccabeo molte città
riens chr. t. 2, p. 1296. che avea distaccate dal paese di Samaria.
SAMARIA. Paese e città vescovile del- Quando Salmanazar distrusse la città,
la Palestina(r.)e de\\a Giudea (F.^gm i popoli israeliti fatti schiavi portarono
capitale del regno del suo nome delle seco i 5 libri di Mosèo Pentateuco, scrii-
,6 SAxM SA IVI

li in antichi caratteri ebraici, ed è il te- sercito la diede al sacco, la spianò intie-


sto chiamato Samaritano. I chutci erano ramente, e sulle sue rovine fece passare
qua-
popoli abitatori di là dall'Eufrate, i i torrenti, in castigo d'essersi confederata
li da principio continuarono ad adorare co'suoi nemici: ma Aulo Gabiuio procon-
solamente gl'idoli, e frammischiarono in sole della Siria, cominciò a ristabilirla, ed
seguito il culto del Signore con quello Erode il Grande, restituitole l'antico lu-
ch'essi rendevano ai falsi dei ma dopo : stro, vi fabbricò un rem pio e diversi e-
il ritorno degli israeliti dalia schiavitù, difizi, la cinse di mura e la chiamò Seba-
la sagra Scrittura, che non dissimula la ste in onore d'Augusto, che gli avea do-
loro gelosia contro gli ebrei, e i cattivi nato la provincia* In questa città lo stes-
uffici dai cimici o samaritani fatti centro so Erode fece morire i suoi figli Alessan-
loro alla corte di Persia, non che le insi- dro e Aristobolo, facendoli poi sotterrare
die tese per impedire la riedificazione del- ad Alexandrion. A Samaria furono se-
le muradiGerusalemme,non rimprovera polti profeti Eliseo ed Abdia: Isaia, E-
i

loro mai in alcun luogo che adorassero zechiele e altri profeti più volte la minac-
gl'idoli. Non sembra altres'i che questi po- ciarono de'fulmini del cielo. Samaria fu
poli abbiano avuto un tempio comune assegnata da Augusto al tetra rea Arche-
prima dell'ingresso di Alessandro Magno lao, indi fu aggiunta dall'imperatore Clau-
nella Giudea ma in seguito a vendo com-
: dio al regno d'Agrippa. A'tempidiGesù
a
preso colla lettura de 'libri santi, che Dio Cristo, Samaria era la 2. provincia di
voleva essere adorato nel solo luogo che Palestina , e comprendeva gli antichi e
avea egli scelto, e gli ebrei non volendo memorati territorii della tribù d'Efraim,
permettere loro di andare al tempio di Manasse possedeva al di qua
e quelli che
Gerusalemrne,fabbricarono i samaritani-, delGiordano. Essa occupava tutta l'esten -
col consenso di Alessandro,il tempio di sione da oriente a occidente, compresa tra
Garizim, Manasse figlio di Jaddo
di cui quel celebre fiume e il Mediterraneo, ciò
fu nominato gran sagrificatore. I sama- che la ponevanord della Giudea e al
al
ritani si ribellarono poi contro Alessan- sud della Galilea, separando quelle due
dro, il li cacciò da Samaria, mandò
quale Provincie. I samaritani, non essendo com •

i suoi macedoni ad abitarne la città, e die- posti che di chutei, e perciò non della stir-
de la provincia agli ebrei. Questa prefe- pe d'Abramo, si opposero ai giudei per
renza d'Alessandro per gl'israeliti servi la ricostruzione del Tempio, e poi di not-
ad aumentare l'animosità fra'due popoli te lo profanarono. I samaritani aveano
ebreo e samaritano; ed allorché un ebreo la legge del vero Dio, ma erano scisma-
avea meritato un qualunque castigo, ri- tici della legge Mosaica,e non si attene-
tira vasi perevitarloa Sichem, ed abbrac- vano che ai 5 libri di Mosè, ossia al Pen-
ciava il culto di Garizim. Quando gli e- tateuco samaritanojdividevansi in 4 sette,
brei erano nella prosperità, i samaritani che non differivano tra loro quanto alia
non tralasciavano di chiamarsi pure essi legge,raa soltanto circa alla solennità del-
ebrei ed al contrario quando venivano
:
le loro feste e circa la qualità delle carni
oppressi da qualche disgrazia, sosteneva- che loro era lecito o vietato di mangia-
no di non aver nulla di comune con I- re. Non avendo alcuna relazione co'giu-
sraele. E' questo ilcontegno da essi tenu- dei, perciò Gesù Cristo, che voleva ave-
to al tempo di Antioco Epifane.Gioseffo re un riguardo a questi ultimi, proibì ai
nelle sue antichità dice che Samaria fu suoi discepoli d'entrare nelle città i\esa-
presa da Giovanni Ircano I, figlio di Si- maritani. Nondimeno li chiamò, ma osi
mone 111, uno de'sommi sacerdoti e redi opposero tosto un grande ostacolo alla
Giuda Maccabei, che con formidabile e- loro vocazione con un rifiuto ostinato e
SAM SAM i
7
<li Ge-
sprezza nte della divina parola che landò quanto era stato loro accordato. La
sù Cristo loro portava, e non fu che dopo nazione samaritana, senza aver mai avu-
la conversione della peccatrice Fotina o to una parte molto importante sul teatro
Samaritana, che modificarono alquanto del mondo, si è nondimeno conservata fi-
Questa conversione
le loro prevenzioni. no a'riostri giorni, ed in mezzo agli scon-
avvenne al pozzo o fontana di Giacobbe, volgimenti avvenuti nella Palestina, i sa-
quando ilSalvatore si pose a sedere sull'or- maritani serbarono la loro religione,!» lo-

lo di esso: e perchè la samaritana si fece ro lingua, i loro libri sagri, i sacerdoti, ed


meraviglia di ciò, essendo egli giudeo, i di il luogo principale del lorocultq. Ripeto,
cui connazionali non a veano alcun consor- che qualche scrittore afferma, che la reli-

zio e relazione coi samaritani, s'impegnò gione dei samaritani,acerrimi nemici degli
quindi dal Salvatore quel mirabile collo- ebrei, è un mescuglio di giudaismo e d'i-
quio, che operò la prodigiosa conversione dolatria. Vedasi Nuove illustrazioni sul-
della samaritana e di molti samaritani l'origine del Pentateuco de* Samaritani
da lei chiamati a conoscere chi erasi ma- d'un religioso benedettino della congre-
nifestato pelMessia,e Gesù dimorò con gazione di s. Mauro (d. Maurizio Pon-
essi due giorni. Giacomo e Giovanni a- cet), Parigi 1760. I critici hanno notato
postoli prima volevano far discendere il alcune differenze tra il Pentateuco degli
fuoco dal cielo, perchè gli abitanti avea- ebrei e quello de'samaritani. Rinaldi negli
no ricusato ospitalità al lorodivin mae- annali ecclesiastici, dice che i samarita-
stro, il quale però represse il poco illu- ni si divisero in 4 sette. Quanto all'origi-
minato loro zelo. Dopo la discesa dello ne dell'inimicizia tra i giudei e samari-
Spirito santo sopra gli apostoli, il diaco- tani, essa derivò dall'avere i nuovi abi-
no s. Filippo andò a predicare ai sama- tanti diSamaria continuato nell'idolatria,
ritani la dottrina di Gesù Cristo, e s. Pie- anche dopo che un sacerdote giudeo man-
tro vi si recò dopo a cresimare conver- i dato da Salmanazargl'istruì nella legge di
titi, equivi ebbe la prima disputa con Si- Mosè, che in parte osservarono colle loro
mone Mago(V.) samaritano, che voleva superstizioni. Dipoi Sanaballat, mandato
ottenere a prezzo d'oro il donode'mira- in Dario 307 anni avanti
Samaria da re
coli; impostore che co'suoi prestigi avea G. C.,edificòsul monte Garizim un tem-
sedotti alcuni de'primi cristiani dopo la pio sontuosissimo, a persuasione di Ma-
partenza degli apostoli. Ma i samaritani nasse fratello di Jaddo sommo sacerdote,
rinunziando alia loro antica legge, non che apostatando dai giudei dopo aver spo-
ammisero mai francamente la nuova del sato una straniera contro la legge, s'ac-
vangelo; in seguito furono i più crudeli costò ai samaritani, e cosi facendo sci-
persecutori de' cristiani, abbruciarono i sma, si fece chiamare sommo sacerdote.
loro templi , ne trucidarono i vescovi , i Altre notizie sui samaritani si ponno leg-
sacerdoti ed i cristiani d'ogni età e sesso, gere nello stesso Rinaldi. I samaritani o-
al punto che l'odio loro spinto agli estre- ra non si trovano che a Napoli o Na-
mi, accese sovente lo zelo degl'impera- poluza (F.) l'antica Sichem, ed a Joppe
t

tori greci e particolarmente di Zenone, (F.) o Giaffa, benché essi credano di a-


Anastasio! eGiustiniano I, chesi videro vere tuttora numerose colonie di confra-
costretti a rovinare le loro città, e dare telli in Egitto. Eranvi altre volte sama-

ai cristiani il monte Garizim. Dopo che Damasco e a Gaza (y.)j ve u'e-


ritani a
T
Giustiniano I li castigò, avendo sama- ì rano pure in Ascalonae'm Cesarea(P .)
ritani dichiarato di volersi far cristiani, di Palestina. Si distinguono i samaritani
concesse loro de' privilegi; ma pel finto dalle altre nazioni o sette, per un turban-
loro contegno li punì Giustino li, annui te che portanp^sempre nel sabato euel-
VOL. LXI.
m^f\
i8 SAM SAM
le feste; quando vanno alle sinagoghe lo- gelte a Gerusalemme ed ai re di Giuda
ro portano vestimenti bianchi, e seguono le sole tribù di Levi e di Giuda. Espu-
alla lettera ciò che hanno conservato del- gnata la città dagli assiri e medi, le 10
la legge di Mosè. La loro legge è la sles- tribù in pena di loro infedeltà furouo tra-
sa, e contiene come presso gli Ebrei(P.) smigrate in Babilonia, per cui la città fu
6 1 3 precetti; ma vi è qualche divario nel- popolala insieme al paese non solo dai po-
l'adempimento de'medesimi, tra il rito e- poli chutei idolatri, ma dagli elamiti, cal-
braico e il rito samaritano. I samaritani dei, assiri, persiani e medi, iquali seguen-
cosìrimangono segrega ti dai turchi, dagli do i patrii riti associarono i loro falsi nu-
; non
ebrei e dai cristiani si ammoglia- mi al culto del vero Dio del paese occu-
no che fra loro. Occupano aNapolioNa- pato. Terminata la monarchia degli assi-
poluzaoNaplousa, uu quartiere separato ri e caldei, e dato principio a quella dei
assai vasto e che prese il loro nome; le persiani e medi, per clemenza di Ciro mol-
case comunicano le unecolle altre: in una ti delle tribù tratte in ischiavitù torna-
di esse al i .°piano è la sinagoga. Il i .°gioruo rono in Samaria, ove procurarono estir-
di Pasqua samaritani celebrano
i a mez- pare l'idolatria, ma poi moltissimi cad-
za notte la festa del sagrifizio dell'agnel- dero ne'medesimi errori e superstizioni,
lo, che fanno cuocere, distribuiscono agli costituendo una nuova setta che parteci-
assistenti e mangiano nella chiesa, non po- pò de*riti mosaici e degl'idolatri. Terzi

tendolo più fare, sono ormai 4o anni, sul narra pure che nel centro di Samaria, s.
monte Garizim. Come gli ebrei, i sama- Elena costruì ragguardevole chiesa in o-
ritani aspettano la venuta d' un profeta, noie di s. Gio. Battista, con regolare ar-
che manifesterà il suo spirito e dovrà li- chitettura di perfetto quadrato: nel mez-
berarli dall'oppressione, ed essi inoltre zo della gran nave vi collocò il suo vene-
credonoavere certi prodigi pe'quali lo ri- rando busto trasferito dal castello di Ma-
conosceranno quando si annunzierà. La cheronte presso il lago Asfaltide, ma poi
città di Samaria, affatto distrutta, fece la il santo corpo sotto Giuliano apostata fu
fortuna della ricordala Napoli o Naplou- tratto dai gentili di Gaza, e giltato nelle
sa che si è arricchita sulle sue roviue. Vi fiamme ne dispersero le ceneri al vento,
si vedono ancora delle colonne in piedi, ed preservando Iddio il sagro capo, che mi-
altre semisepolte; ma in luogo di sontuo- racolosamente più tardi rinvenne il sa-
si magni lìdie, di cui altre
palazzi e di case cerdote Marcello sotto l'impero di Valen-
volte andava superba, non si trovano che te , come restò preservato il dito indice
caverne, ove gli arabi cercano ricovero. della mano destra. Neil' istessa chiesa si

Il Terzi, Siria sagra, p. i56, tratta di veneravano i ricordati sepolcri de'profe-


Samaria antica e quale sede vescovile di ti, ove orando s. Paola ebbe un'orribile

Palestina, che con voce greca fu detta Se- visione, di che scrisse s. Girolamo. In Sa-
basteìiy per significare il culto o sagrifi- maria nel declinar del i.° secolo nacque
zio, che nel vicino monte Garizim offri il filosofo s. Giustino, eminente in pietà
Abramo al Signore, ovvero ciò derivasse e di rara dottrina, grande apologista dei
dal tempio erettovi da Manasse, dicendo cristiani, onde Io celebrai anche a Roma.
pure degli altri nomi cui fu chiamata Sa- Altri santi uomini e per virtù mirabili
maria. Celebra lesueanticaglie e rovine fiorirono nel monastero presso la celebre
delle mura, già fiancheggiate da 20 tor- valle diSichem. Era in Samaria il famo-
li, e di altri avanzi del fasto di sue ma- so Leprosorio rammentato dalla sagra
gnificenze che primeggiarono nella Pale- Scrittura, ove da ogni parte affluivano i

stina dopoGerusalemme, come reggia del- languenti infermi : le sue acque minera-
le 1 o tribù d'Israele, restando di essesog- li scorsero poiobbliquamente per la vai-
SAM SAM r
9
le, senza restarvi memoria di sue fabbri- Chiude essa al sud il golfo di Scala No-
che, sebbene a pubblico beneficio le ri- va,ed è separata dal continente dallostrel-
storarono i romani. Narra di più ilTerzi, to Piccolo Boghaz. In gran parte coperta
che divenuta Samaria sede vescovile suf- dimontagne altissime, con belle pianure
fraganea della metropoli di Cesarea del- ben coltivate e doviziose di prodotti. Vi
a
la i. Palestina, nel 53 1 i samaritani e- si trova del marmo, e vuoisi anche minie-
lessero tumultuariamente per loro re un re d'oro, argento e piombo. E' governa-
tal Giuliano implacabile nemico de'cri- ta da un agà turco: Megali Chora u'è la
stiani, che molti ne uccise, altri esiliò, tra capitale; ma la principale città è Vathi,
ì quali Basilio zelantissimo vescovodi que- con porto grande e comodo. L'isola quan
sta chiesa; altra persecuzione ferocissima do era abitata dai cariichiamavasi Par-
fu quella del 6i4>»n cui dal ferro e dal thenios, il nome di Samo,che
né ricevette
fuoco di Cosroe 1 1 re di Persia (V.), re- dopo varie vicissitudini, avendo portato
starono vittima 480 campioni della fede. anche quello di Dryusa, per la quantità
Gli altri vescovi di Samaria ricordati da di quercieond'è coperta. Ebbe i suoi pro-
Tei zi, sono: Marino che fu al concilio Ni- pri re, il più celebre de'quali fu Policra-
ceno, Pristiano intervenne al 1 .°di Costan- te, e vogliono alcuni che sotto di lui sia
tinopoli., Pelagio a quello di Gerusalem- nato il che si alzò a tan-
filosofo Pittagora
me. Indi la sede vescovile fu unita a quel- ta sapienza quanta forse non era stata
,

la di Napoli o Naplousa. A suo tempo, il prima nel mondo pagano: compose d'o
patriarca eterodosso de* greci vi manda- gni cosa un corpo di sue dottrine, cui die
va un vescovo, ma cattolici ubbidivano
i nome di filosofia, e soleva dire : Vana
al patriarca che risiede in Monte Libano. essere emenzognera ogni sapienza che
La s. Sede fecedi Samaria, Samarien, un non è operativa di bene, e non operativa
titolo vescovile in partibus, sotto l'arci- a buona norma esser quella, che dopo
vescovato pure.' in partibus di Cesarea. aver fatto migliore chi la professa, ogni
Questo titolo fu conferito a diversi vesco- artenon volge a far migliori gli altri. Si
vi suffraganei del cardinal vescovo subur- può vedere Augusto Bernardo Krische,
bicario di Sabina (f.). Essendo restato De socielatis a Pylhagora in Urbe Cro-
vacante per morte di Domenico de Jorio, tonatiarum conditae scopo politico cotn
Leone XII nel concistoro de'31uglio 826, 1 mentatio, Gotlingaei83o. Questo vanto
lo die a Carlo Adalberto barone di Be- è questionato, e s. Tommaso d' Aquino
yer della diocesi di Colonia, abbate pre- lo dà a Samo Itala-Calabra: di egual sen-
inostratense,deputandolo.suffraganeo del- timento furono, il can. calabrese Miche-
l'arcivescovo di Colonia. Gregorio XVI langelo Macri, Discussione storico-critica
agli 11 agosto i843 dichiarò vescovo di sulla italo-greca città di Samo vera pa-
Samaria, e coadiutorecon futura succes- tria di Pittagora, Napoli 1 83 1 ; e di recen-
sione del vicario apostolico di Lancaster, te il cav. Ferdinando Deluca celebre ma-
Giacomo Sharples. Il regnante Pio IX nel tematico, geografo e storico, segretario
1 85o fece vicario apostolico di Natal e delle accademie del regno delle due Si»
vescovo di Samaria mg/ Francesco Al- cilie, che si dichiarò in favore di Samo
lard degli oblati della B. V. Immacolata. della Magna Grecia. In seguito l'isola di
SAMBORIA. F.PREMisLiAdi ritogre- Samo passò successivamente sotto la do-
co ruteno. minazione dei persiani e degli ateniesi ,

SAMO o SAMOS.
Sede vescovile e i- e fu rinomata per la sua fertilità. All'e-

sola dell'Arcipelago nella Turchia asiati- stremità orientale sopra una montagna
ca, sulle coste dell' Anatolia, sangiaccato si vede il sito ove fu la città di Samos, la
di Soglia, ora chiamata Susam-Adassi. cui magnificenza fu tanto vantata dagli
20 SAM SAM
antichi. Sonovi ancora avanzi de'suoi edi- l'arcivescovo di Smirne, come vicario a-

fizi, della cinta di mura con torri quadra- postolico dell'Asia minore.

te,d'un teatro, del tempio di Giunone, una SAMOGIZIA (Samogitien). Sede ve-
delle sue meraviglie, la quale dea finsero scovile con residenza in Wornia o IVIin-

i poeti nata in quest'isola all'ombra d'un dick, nella Russia prima lo era in Ros-
:

albero d'Agnocasto.La statua di Giunone, siena o R.ossieny capoluogo di distretto,


cui si attribuirono prodigi, la scolpì Smili- presso la sinistra sponda del Dubisa, che
de. I persiani incendiarono e saccheggia- sotto i re di Polonia era la capitale della

rono il tempio, e poi ne innalzarono altro Samogizia e la sede di una dietina. Ave-
più. splendido, in seguito depredato da va la cattedrale e due altre chiese. La Sa-
"Vene. A tenere vi eressero un tempio le mogizia è un antico paese d'Europa, li-

cortigiane, col prezzo di loro attrattive. mitato al nord dalla Curlandia, e dal Bal-
Vi ebbe culto anche Nemesi. Bello n'era tico all'ovest ,da quest'ultimo e dalla Prus-
l'acquedotto, d'antico porto, di cui resta sia al sud,ed all'est dallaLituania propria-
un molo artificiale. Samo fece coniare me- mente delta. Formò esso una provincia
daglie a Decio. Secondo AuloGellio sono dell'antico regno di Polonia, ed era an-
stati i samii inventori delle stoviglie, e nesso alla Lituania (V .); ed oggi trovasi
quelle di quest'isola erano molto ricercate in gran parte fuso nel governo russo di
presso romani. Per l'abbondanza de'suoi
i Vilna. I russi ed polacchi chiamano que-
i

vasi, derivò il proverbio: E che volete por- sto paese Imond. I cavalieri porta-spade
tar vasi a Samo? Negli Atti degli aposto- l'hanno posseduto dal i4°4 al \^\\. E'
li si Paolo approdò a quest'i-
legge che s. un paese gran parte coperto di boschi,
in
sola andando verso Gerusalemme. Nel V ed abitato dai ciudi, o tchoudes come scri-
secolo vi fu eretta la sede vescovile, sotto vono i francesi. Questo paese fu ili.° che
la metropoli di Rodi, indi nel XV diven- di tutte le provincie polacche unite alla
ne sede d'un arcivescovo onorario greco. Russia, alzò nel 1 83 1 lo stendardo dell'in-
Il i.° vescovo fu s. Leone, celebre per la surrezione; e gl'insorgenti lituani in apri-
sua vita austera e pe'suoi miracoli, il di le s'impadronirono di Rossiena, dopoa-
cui corpo fu trasferito a Venezia, come ri- ver disfatto un corpo di truppe russe. La
porta Bollando a'9 aprile. Ne furono suc- città di Wornia è nella Samogizia nel go-
monaco d'eminente virtù,
cessori, Isidoro verno diRowno, distretto di Telsce: tra
altro Isidoro che fu al concilio di Trullo, le città che ora sorgono celeremenle in
Eraclio che intervenne al7. generale, An- Russia, noverasi pure la città di Rowno,
timo deli 638, Giuseppe Georgirene che che dal i843 viene costruita in nuovo si-
fu cacciato in principio del secolo XVII, to e giusta un piano sanzionato dall'im-
ri ti rossi in Londra, ove in una chiesa e- peratore Nicolò I. La cattedrale è sotto
sercitò le funzioni nel suo rito, e pubbli- l'invocazione de' ss. Pietro e Paolo apo-
cò in greco la Descrizione dello slato at- stoli, edilìzio ampio e decentemente or-
tuale dell'isole di Samos, Nicaria e Pa- nato, e 1 000 passi distante è l'episcopio di
lemos. Oriens christ. t. 1, p. 929. Al pre- legno. Il capitolo è composto di 6 dignità,
a
sente Samo, Samosaten, è un titolo vesco- Iai. essendo l'arcidiacono, di 3 canonici
vile in partibus, sotto il simile arcivesco- e delle prebende del teologo e peniten-
vato di Rodi. Gregorio XVI a'27 maggio ziere, di
9 preti e de' chierici pel
, divino
1 846 fece vescovo di Samo e vicario a- servizio. La cura delleanime non si eser-
postolico del Giappone mg. l'AgostinoFor- cita nella cattedrale, ma nella chiesa di s.

cade, alunno del seminario delle missioni Alessandro martire,ov'è l'unico fonte bat-
straniere di Parigi. I cattolici dimoranti tesimale. Non vi sono altre chiese, bensì
iu Samo ed in Nicaria sono soggetti al- confraternite, seminario con alunni, e o-
SAM SAM 2i
spedale. La sede vescovile fu eretta nel occasum mari Baltico, ad orientem flu-
1 4 o 01 4 1 3 suffraganea della metropoli
1 vioNiewiaza.Enumerabatidcircoi iopa-
di Gnesna, dopoché il re Jagel Ione o Vla- roecias, 7 monasteria virorum, quorum
dislao V riunì alla Polonia la Samogizia. 6 cum adnexa cura ammarimi, et 1 mo-
Pio VI colla bolla Maximis undiquepres' nialium,atque universum quingen-
ita in
si, nel 1798 avendo riordinate le diocesi tum milliacatholicorum. Veruni juxta lit-
passate nel dominio della Russia, sottras- teras apostolicasdiei 3 juliii848, Univer-
se il vescovo di Samogizia da Gnesna, e sale Ecclesiae, comprehendet unfversam
io sottopose al nuovo metropolitano di regionem,quaepraesentibuslimitibusgu-
Mohilow. Al vescovo di Samogizia venne bernii Kownensis,et Curia ndiae contine-
dato un suffraganeo col diritto di succe- tur; qua de causa praeter duos suffraga-
dergli, ed eziandio un coadiutore* La sua neatus actu existentes tertius constituen-
provvigione ammontò a 5,ooo rubli di cIlis eri t, qui in Curlandia resideat, ad pre-
argento, da ritrarsi dai beni ecclesiastici. scriptum in citatis litteris apostolicis ".
Fino agli ultimi tempi e prima di detta Ecco vescovi
i riportati dalle annuali No-
epoca, la mensa vescovile avea conserva- tizie di Roma. 1 736 GiosafatRarp. 1 740
to nella sua integrità tutti i suoi beni, che Antonio Tyszkievicz di Vilna, traslato da
producevano T annua rendita di 16,000 Mennìlinparlibus.ì 762 Giovanni Lopa-
zecchini ossiano 5o,ooo rubli. Il clero se- cinski di Vilna. 1778 Stefano de'principi
colareavea in capitali 1, 33o rubli, che 1 1 Giedroyc di Vilna, traslato da Livonia :

annualmente davano di rendita 37,820 nel 1 782 suffraganeo de'decanati di IVfed-


rubli : i servi addetti a 'suoi villaggi era- nik, Antonio Malinowski domenicano di
no 538o. Il clero regolare possedeva fon- Grodno, vescovo di Cinna in partibus :

72,754 rubli, che ne rendeva-


di valutati nel1786 altro suffraganeo Taddeo Giu-
no annualmente 10,328, con g52 servi seppe Bukaty di Wilna, vescovo di Te-
addetti ai villaggi. Nella diocesi ultima- spia in partibus : nel 1 79 1 coadiutore con
mente vi erano 1 4 conventi, due monaste- futura successione Giuseppe Arnolfodei
ri abitati da 34 religiose, una casa delle principi Giedroyc di Vilna, vescovo d'Or-
sorelle della carità, il seminario con /[o tosia in partibus. Un tempo i detti due
alunni, 4o scuole : i preti secolari nel 1 834 suffraganei governarono la diocesi, vacan-
erano 432; vi erano i benedettini, i re- te del vescovo, e nel 1804 in vece del Bu-
ligiosi del 3.° ordine, i carmelitani del- katy fu fatto suffraganeo e vescovo inpar-
l'antica osservanza, i francescani, gli sco- ftZwsd'Adramito,Sinione de'principi Gie-
lopi; nella totalità erano 186 religiosi. Nel droyc di Wielczka diocesi di Samogizia,
detto anno le parrocchie in tutto il vesco- che col Malinowski. continuarono a reg-
vato sommavano aio5, le chiese succur- gere la diocesi. Nel 18 9 però divenne ve-1

sali a 5g, e le cappelle a 92. Nella con- scovo effettivo il suddetto vescovo d'Or-
venzione tra i regnanti Papa Pio IX, e tosia. Nel concistoro de'28settembre 1
849
Nicolò I imperatore delle Russie, de'3 a- Papa Pio IX fece vescovo l'odierno mg. r
gostoi 847, fu riconosciuto che la diocesi Mattia Wolonczewski di Nantray dioce-
di Samogizia oTelsce suffraganea di Mo- si di Samogizia, per morte del predeces-
hilow, abbraccia i governi di Curlandia sore, già per 20 anni professore erettore
e quello di Kowno, entro que' limiti in del seminario di Wornia. Ogni nuovo ve-
cui oggi si trovano. Nell'ultima proposi- scovo classato in fiorini 33, ascendendo
zione concistoriale è detto. » Dioecesis Sa- le rendite della mensa a circa 6000 scudi
mogitiensis erat hactenus circumscripta romani, senza aggravio di pensioni, iique
ad septentrionem Curonia, ad meridiem proven iunt ex bonis immobilibus aliisque ì

ftuvium Niemen et regno Borussiae, ad, juribus.


22 SA M SAM
SAMOSATA. Sede vescovile u° Asia, cattolici, e regolando saggiamente tutte
città antichissima egià capitale della Co- le cose. Ad istigazione degli ariani rice-
magene, sulla riva destra dell' Eufrate, vè un messo di Valente che lo confinava
presso il monte Tauro. Come capi tale del -
in Tracia, che accolto con sembiante ila-
la Comagene, fu residenza di re Antioco, re,paternamente ammoni di sottrarsi a-
quando Pompeo gli accordò quella pro- popolo che lo a-
gl'inevitabili insulti del
vincia, ed i suoi successori ne furono pa- mava, prima che si divulgasse il decreto,
droni sino a Tiberio che la ridusse in pro- Secondo il Terzi, Siria sacra, p. 1 4 tra r ,

vincia romana. Caligola e Claudio la re- idisagi e l'angustie morì nell'esilio illu-
stituirono di suoi re. Vespasiano di nuo- stre confessore della fede nel 370 : al di-
vo la ridusse a provincia romana la chia- ; re del p. Le Quien, Oriens christianus
mò Flavia e le confermò le leggi muni- t. 2, p. 934, fu richiamato a Samosata nel
cipali, con l'aggregazione all'italiche. E- 378 dopo là morte dell'imperatore; assi-
raclio nella spedizione contro la Persia ,
stèal concilio d'Antiochia nel 379, e por-
ne fece la sua piazza d'armi. Samosatafu tatosi in seguito aDolichio o Dolico fu qui-
patria di Luciano sofista, e dell'eresiarca vi ucciso da una tegola gittatagli sul ca-

Paolo di Samosata; ora chiamasi Semisat po da una ariana, come si ha dal martiro-
città della Turchia asiatica. Diventò me- logio a'2 giugno. Durante la sua assenza
1

tropoli della provincia Eufratesia, allor- s'intruse Eunomio ariano, ma gli abitan-
ché si formò tal provincia, corrispondente ti Samosata non vollero avere comuni-
di
all'antica Comagene; grado che poi passò cazione con lui, non riconoscendolo per
a render più celebre Gerapoli{V) di Si- legittimo pastore; ed altrettanto fecero
ria, nella nuova divisione delie provincie. coli' empio successore Lucio, che fu ca-
Là sede vescovilefu eretta ne'primi anni gione dell' esilio di molti cattolici dalla
del IV
secolo, sotto la metropoli di Ge- città. Finalmente fu nominato Antioco,
rapolioMembisc,e nei XII divenne arci-» nipote di s. Eusebio,ed egli pure si mostrò

vescovato onorario. Teodoreto esaltò la zelante difensore della fede cattolica con-
laicità del popolo nella difesa del clero tro gli ariani. Quanto agli altri vescovi di
e de' prelati cattolici, contro l' insolenza Samosata, sino ad Abramo II che ne oc-
degli eretici ariani. Peperio è ili.° vesco- cupava la sede nel 942 , vedasi il citato
vo conosciuto di Samosata, che si trovò Oriens christianus 3 ove a p. 1 462 si legge
Niceno e d'Antiochia nel 335
ai concilii la serie de'seguenti vescovi giacobiti che
o 34i. Indi s. EuseMth^y.) del 36 1 a- pur ebbe Samosata. Severo 1 ordinato
mico di s. Basilio, e nel 363 sottoscrisse nel 5$5 o 597, Teodoro sedeva nell' Vili
la lettera sinodale del concilio d'Antiochia secolo, Costantino dal 746 al 765, Seve-
all'imperatore Gioviano sulla consustan- ro scomunicato verso il 797 dal pa-
II fu

zialifà, e nel 872 la lettera de'vescovi di triarca Ciriaco per avergli fatto chiudere
oriente agli occidentali : per l' eminente le quando voleva entrare nella cit-
porte
spirito di questo santo vescovo, tutto ar- tà Timoteo dell' 878, Tommaso vivea
;

dente di zelo e di carità , fugò dalla sua nel secolo XI, Atanasio del 1 075, Timo-
chiesa gli avanzi dell'arianesimo e gli er- teo II deli i43, N. del i583. Samosata,
rori de'samosateni; propugnò le dottrine Samasaten, è un titolo vescovile in par-
apostoliche e i decreti del concilio Nice- tibus che conferisce la s. Sede, sotto l'ar-
no, contro gli editti di Costanzo e di Va- civescovato egualmente //2^flrf/&M9 di Ge-
lente fautori degli ariani; munito di au- rapoli. LeoneXl I nel concistoro de'3 inag-
torità apostolica, visitò con abito milita- gio 1824 lo conferì a mg. r Giacomo M. a
re le chiese di Siria, Fenicia e Palestina, du Pout di Villafranca, che Pio Vili ai
creandovi molti vescovi, preti e diaconi 5 luglio 1 83o trasferì a s. Diez, Gregorio
.1
SAM S A N 23
XVI ad Avignone e Bourges, ed il Papa trovò coi Massimiauisti uel 394 al con-
Pio IX creò cardinale. cilio di Calbarsussa, e nel quale fu con-
SAMOSATENI, SAMOSATENSI o dannato Primiano, sottoscrivendo la let-
SAMOSATIANI. Eretici così chiamati tera mandata a tutti i vescovi d' Africa.
dal loro capo Paolo di Samosata, vesco- Morcelli, Ajr. chr.
vo d'Antiochia verso il 262. Siccome poi SANCTA SANCTORUM. V. Scale
furono pur detti Paulianisli, a quest'ar- sante, Tempio di Gerusalemme, Ghiesa,
ticolo parlai de* loro errori condannati. Sacrario.
S AMPSEI o SH AMSEI. Settariorien- SANCTUS,SANCTUS,SANCTUS.Io-
tali, de'quali in Haeres. 53 scrisse s. Epi- no e cantico angelico (diversodall'altro,
fanio, non è facile conoscere le opinioni, Trisagio, V.) del Prefazio (F.) della Mes-
non potendosi porre nella classe degli e- sa, che i greci chiamano inno trionfale;
brei,nè in quella de'cristiani,nède'pagani, e si dice e fa parte anche dell' inno del
sembrando i loro dommi un miscuglio de- ringraziamento Te Deum lauda mus^V.):
gli uni e degli Pare che adorassero il
altri. quest'inno si trova in tutte le liturgiegre-
sole; altri credono che ammettessero l'uni- che e latine. E un cantico di lodi e di
tà diDio,f acessero delle abluzioni e seguis- gloria che il profeta Isaia dice che canta-
sero molte altre pratiche della religione vano serafiui ad alta voce alternativa-
i

ebraica: s. Epifanio credette che fossero mente davanti al trono della Maestà di-
gli Esseni (V.), o gli Elcesaiti o Elcesia- vina. Santo, Santo, Santo il Signore Dio
ni,o Samseani, eretici che insorsero nella degli eserciti : della gloria di lui è piena
Chiesa in principio del secolo II. Essi eb- tutta la terra, cantavano alternativamen-
bero per autore l' ebreo El cesai , che si te i serafini, riferisce s. Cirillo, non per-
unì ai seguaci di Ebione (V.) eretico, e chè si stancassero nel cantare, ma perchè
che per farsi autore di setta inventò alcu- si lasciavano l'un l'altro l'onore di cele-
ni nuovi falsi dommi. Nemico della vir- brare le lodi del Signore. E quello che
ginità, obbligava i suoi proseliti a mari- diceva l'uno lo diceva l'altro; onde s. Gi-
tarsi pretendeva che si potesse esterna-
: rolamo per questi due cori di serafini in-
niente adorar gl'idoli, purché il cuore non tese due Testamenti, perocché quello che
i

vi avesse parte. Oltre diversi errori su canta il vecchio è ripetuto e si dice nel
Gesù Cristo, tranne i sagrifici,osserva va- nuovo : nulla è in essi discordante e di-
no la legge di Mosè, rigettando quasi tut- verso. La ripetizione fatta tre volte del-
ti i libri dell'antico e nuovoTestamento. la voce Santo indica il mistero delle tre
Si stabilirono gli elcesaiti principalmen- divine persone in una sola sostanza, per
te nella Palestina al di là del Giordano. cui quest'inno de'serafini fu sempre nel-
SAMUELE (s.) , martire. Sofferse il la bocca della Chiesa. V. Coro degli An-
martirio insieme ai ss. Elia, Geremia, geli. Questa triplicata voce di lode, isti-

Isaia e Daniele(V.), coi quali erasi por- tuita dagli apostoli, fu introdotta a far par-
tato a visitare i confessori condannati ai te del s. Sagrifizio e segue il prefazio; s.

lavori nelle minieredi Cilicia. Ritornan- Sisto I Papa deli 32 comandò che si os-
do a Cesarea nella Palestina, fu arrestato servasse, ovvero ordinò che il popolo la
del pariche i suoi compagni, e con essi cantasse col celebrante, come riporta Ba-
crudelmente tormentato e condannato a roli io, Annal. eccl. ad an. 142, n.°i2; e
morire da Firmiliano governatore della Micrologo, De ecclesiast. observat. cap.
provincia, nell'anno 309. Il martirologio 1 1 : vedasi Santo , e Bona , Rerum H~
romano ne menzione il 16 di febbraio.
fa turg. 1. 2, ciò, ove tratta del rito e ori-
SAMURDA.
Sede vescovile d'Africa, gine di quest'inno. Il Magri, Notìzia dei
poco conosciuta. Donato suo vescovo si vocaboli ecclesiastici, al vocabolo Sanctus
24 SAN SAN
avverte :« Per errore del volgo ignoran- so diconsi sandali, tranne il Papa che nei

te, da alcuni si batte il petto, quando nel- sandali non adopera il colore paonazzo,ma
la messa si odono le sopraddette parole; il rosso e il bianco, dagli altri essi si usano
il chenon fanno le persone intelligenti ". di 5 colori, bianco, rosso, rosaceo, verde e
Il medesimo alla parola Campana (/^.), paonazzo, precisamente secondo il colore
disse che è un abuso il suonarla al San- de'paramenti; essendo tanto le scarpe che
ctus^ perchè non si suona nella cappella lecalze di drappo di seta frammista ad oro
del palazzo apostolico, celebrando il Papa o argento. Ai cardinali quando celebra-
la messa bassa o udendola ; ma siccome no in cappella pontificia coi sandali rosa-

in e c sa non si suona neppure il Campa- cei, questi a loro li somministra la sagre-


nello (V.) all'elevazione dell' Ostia (F), stia papale. I sandali del Papa quando ce-
tranne messe dette nella cappella se-
le lebra pontificalmente, cioè scarpe e cal-
greta,ne seguirebbe do vei\si tal suono pu- zari, sono ricamati decorosa mente con or-
re tenere per abusivo. Avverte peròLam- nati di diverse foggie,col segno della ero*
bertini, Della s. Messa,sez. i, cap. xi, che ce sulla tomaia delle scarpe. Quando il

fu esteso il rito di suonar la campanella al Papa celebra pontificalmente, dopo aver


Sanctus del prefazio,ed all'elevazione del- intuonato l'ora di terza e sedente nel tro-
l'Ostia (e del Calice), per eccitare gli a- no piccolo , frattanto che si prepara per
stanti a divozione (l'origine la riportai ne- la messa, nel modo che dissi nel voi. IX,
gli articoli citati); non sapersene il prin- p. 17, l'uditore di rota suddiacono apo-
cipio , ma doversi mantenere il rito in- stolico ministrante, ricevendo dalsagrista
trodotto ove esiste, essendo ne' sagri riti i sandali ossia scarpe ed i calzari pontifì-
perniciosa la variazione. Celebrandos. Fi- cii sopra un piatto d'argento e coperti di
lippo Benizi, nel tempo della consagrazio- un velo, si reca al trono; ed ivi mentre
ne furono udite dagli astanti le voci degli due votanti di segnatura quali accoliti a-
angeli, che cantavano Sanctus, Sanctus,
: postolicitengono alzate le fimbrie ante-
Sanctus, Domine, Deus Sabaoth. V. Ho- riori della falda,con l'aiuto d'un aiutan-
sanna, ed commentatori e volgarizzatori
i te di camera del Papa stesso (e qua! cu-
degli Inni sagri, come il can. Giandome- stode generale delle sue vesti,che il Chiap-
nico Giulio , Poetica versione degV inni poni in Ada canonìzationis, p. 226, chia-
sacri della s. Chiesa, Torino 1816. Sa- ma sub custode vestium),a questo gli met-
muele Biava, Melodie sagre ovvero inni te i sandali e calzari del colore proprio
volgarizzati,^. 7; ed altri riportati airi- della solennità, avendo già il nominato
cordati articoli, ed eziandio all' articolo cubiculario pontifìcio levate dai piedi del
Trisagio, altro inno insegnato pure per Pontefìcele scarpe usuali; quindi egli cal-
divina rivelazione, chiamato altresì Che- za al Papa altre più nobili scarpe o san-
rubico e trionfale. dali con croce pure bellamente ricamata,
SANDALI, Sandali. Sorta di scarpe e soliti adoperarsi ne'medesimi pontificali.
e calzari, che usano il Papa, cardinali de-
i Questi terminati, dopo aver il Papa depo-
gli ordini de'vescovi e de'preti, non che i sti i sagri paramenti sul letto de'medesi-
vescovi ; gli abbati, altri prelati ed altri mi, gli sono tolti i detti sandali o scarpe ed i

ecclesiastici per privilegio ,


quando por- calzari dall'aiutantedi camera nella stanza
tano gli abiti pontificali. Sono nella for- detta della Ftf/d^/^jCalzaudogli le scar-
ma come le scarpe e le calze , e di que- pe usuali che glia vea levate al detto trono.
ste più comodi perchè ad esse si sovrap- Qualche Papa costumò assumere i sanda-
pongono, fermandosi sopra il ginocchio li ole scarpe e calzari analoghi, avanti di
con fettuccia o nastro. Tanto le scarpe prendere paramenti pontificali, per mi-
i

che le calze dette calzari, che in coojples- nore incomodo, ponendoglieli l'aiutante
SAN SAN 25
di camera. Negli articoli Calze e Calcef, come esprimente le attraversature delle
Scarpe, Fascia, trattai delle antiche co- fascie in croce, di cui formavansi silfalti

perture delle gambe e de' piedi, civili e calcei : ne'calcei de Patrizi si facevano si-
sagre; ed essendo gli antichi sandali ocal- no a 4 di tali intrecciamenti,che Ulpia-
cei de'Papi,e loro odierne scarpe, orna- uo chiamòfasci ae cruales pedulesque, le
te del salutifero segno della Croce, que- quali erano ravvolte una sopra l'altra e
sta si bacia nel Bacio del piede (F.) che si coprivano le gambe; come fra molti mo-
fa loro per venerazione, del quale omag- numenti si vede nell'immagine del buon
gio riparlo a Scarpa, ed eseguito anche Pastore effigialo ne' vetri cimiteriali e nei

senza l'ornamento della croce. Notai nel sarcofaghi di marmo. Alcuni calcei ser-
XL1I, p. 70 ed altrove, che quando i
Voi. i vi vano solo per difendere le piante de'pie-
7
Papi prendevano il Possesso (Z .) coi sa- di dall' asprezza delle strade, e tal sorte
gri paramenti, calzavano pure sandali, i di calceo o sandalo dai greci chiamavasi
e con questi di colore rosso sono sepolti : subligo ,
perchè consisteva in una suola
anticamente si usavano tumulare coi san- che ricopriva la sola piantade'piedi, e in
dali neri, e lo rimarcai nel voi. VI, p. 2 o5, alcuni legacci per fermarlo. Dice Magri
parlando del Cadavere del Papa. I car- al vocabolo Compagi, eh' erano sandali
dinali vescovi ed i cardinali preti, nonché usati dagl'imperatori e senatori romani,
gli altri vescovi, si espongono e seppelli- cosi detti per le varie legature e fascie a
scono coi sandali paonazzi, o scarpe e cal- modo di rete formate; onde alcuni leg-

zari di drappo simile, con quelle avver- gono Campagi. I calcei caligae serrati
tenze che notai all'articolo Funerale. I affatto nel piede, simili allacaliga, la qua-
cardinali diaconiche non hanno l'uso dei le vestiva il piede e quasi mezza gamba,
sandali, si espongono e seppelliscono co- con apertura nel collo del piede per più,
gli altri sagri paramenti loro propri, ma agevolmente calzarli, la quale apertura
con iscarpe nere. Agli altri cui per privi- si affibbiava, dice Buonarroti nelle Osser>

legio fu accordato l'usode'sandali, doven- vazioni sui vasi antichi di vetro, che ta-
dosi stare ai termini della concessione, se lora impropriamente furonodelti sanda-
dessa è stabilita soltanto per la celebra- li. Il Piazza nella Gerarchia cardinali-

zione di alcune feste edivini uffizi, gl'in- zia, p. 708, riferisce che i sandali o sor-
dividui che ne hanno 1' uso non ponno te di calze chiamate calighe furono usati
seppellirsi coi sandali. E regola generale dai soldati antichi romani, e gli diede pre-
per chi ha l'uso demandali, che questi non gio nell'uso Caio imperatore, che da esse
si mettono nelle messe pei defunti, come fu chiamato Caligola, perchè da fanciul-
neppure si fa uso de' guanti nelle mede- lo portò sempre questa specie di scarpe,
sime. I sandali ocalceio calzari degli an- ed anco per acquistarsi con tale uso l'ap-
tichiromani, e propri principalmente dei plauso popolare, come rimarcò Tacito.
senatori, erano scarpe o stivaletti di pel- Tali calighe o calze furono poi usate per
le nera chegiungevano sino a mezza gam- segno d'onore dai cardinali diaconi regio-
ba, con una specie di mezzaluna nelle le- nari della chiesa romana, ad esempio de-
gature, ossia un C, che simboleggiava il gli apostoli, e furono piuttosto appellale

numero cento, quanti furono in origine compagi, per le varie legature e fascie in-
i senatori in Roma, e quanti furono per trecciate a modo di relè, ed aperte di so-
ordinario nelle colouie e ne' municipi! i pra, usate ancora dagl' imperatori e se-
decurioni; perciò si chiamarono calcei lu- natori romani; per cui s. Gregorio I scri-
nati. Fra gli ornamenti de'consoli si com- vendo al vescovo di Siracusa suo legato,
presero i calcei o calzari, detti anche coni' fortemente si querelò contro i diaconi
pagi, vocabolo di greca derivazione, sic- della chiesa di Catauia, perchè avessero
26 SAN SAN
ardire di usare simili sandali apostolici, nudi i sopra piedi : nel santuario di San-
essendo questo privilegio solamenlecon- età Sanctorum di Roma, afferma Maran-
cesso dai predecessori ai diaconi della chie- goni che si conservano i sandali o scarpe
sa di Messina. Magri riferisce che cano-
i di Gesù Cristo; e nella tavola lapidea e-
nici di Messiua, facendo l'uffizio di dia- sistentenella chiesa di s. Paolino alla Pie-

cono calzano tuttofai sandali; e che que- gola di Roma, tra le reliquie vi sono re-

sto privilegio proprio degli antichi diaco- gistrati de' vestimenti di Gesù Cristo e dei
ni romani, laSede concesse ad altridia-
s. suoi sandali. Quando il divinMaestro proi-
coni, ed il Toledo dichiarò:
concilio di bì a'suoi apostoliche non portassero cal-
Compagis vero calceari absque aposto- zari, deve intendere di que'calcei ser-
si

lica licenlia non permittitur diaconis. Il rati che coprivano tutto il piede, non già

p.GiacomoPovyard carmelitano ci diede di quelli che difendevano le sole piante,


l'eruditissima Dissertazione sopra V an- solee o sandali; onde quando l'Angelo li-

teriorità dclbacio de*piedi de' sommi Poti- berò s. Pietro dal carcere, gli disse: Cai-
leficiy all'introduzione della croce sulle cea le caligas luas. Il Torrigio , Grotte
loro scarpe o sandali) e sopra le diverse Vaticane p. 3 52, non solo parla della re-
forme , colori ed ornati di questa parte liquia de' sandali di Gesù Cristo, ma ri-

del vestiario pontificio 3 Pvoma 1807. Pro- ferisce che nella chiesa delle monache di
va l'anteriorità del bacio de'piedi de' Pa- s. Bernardo di Milano si conserva uno
pi, all'introduzione del segno della croce demandali di s. Pietro.I'primi sommiPon-
sulle loro scarpe o sandali, richiamando tefici ed
primi vescovi, imitatori zelan-
i

questo segno alla mente di quelli che si tissimi degli apostoli, immersi anch' essi
prostrano Papi per rendere loro tale
ai nelle persecuzioni e nei patimenti , co-
omaggio Y idea di Gesù.
di venerazione, stretti a fuggire o a nascondersi nelle ca-
Cristo, la sua Croce, e quanto ha patito tacombe, ne'cimiteri e in altri luoghi sot-
per noi, onde 1' atto si riferisca secondo terranei,non ebbero tempo, ne campo
l'intenzione de'medesimi Papi, non alla di abbellire i loro rozzi sandali. Però non
loro persona, ma a Gesù Cristo di cui qui ostante que' tempi infelici , e il ritenere
in terra sono vicari. Indi dichiara cheta- che allora non fossero diversi vestimen- i

le bacio o omaggio ebbe principio con ti degli ecclesiastici da que'de'laici o se-


quelli resi a Gesù Cristo medesimo e a- colari,siccome poscia nella mitra e in al-
gli apostoli, a s. Pietro e successori. Ciò triornamentisi trovauo esempi di abbel-
si praticò innumerabili volte anche dai limenti, quindi pare verosimile che fos-
più potenti sovrani Imperatorie Re(F.) } sero essi solleciti per maggior decoro di
i quali si fecero altresì un pregio di eser- ornare pure i loro calcea menti, nou con
citare diversi uffizi ossequiosi verso il ro- sandali ricchi, perchè questi lasciandosela-
mano Pontefice, sia in quello di Palafre- pre i sopra piedi nudi, non sarebbero con-
niere (V.) con addestrare il loro cavallo, venuti alle sagre funzioni , ma probabil-
sia nella Lavanda delle mani (F.) col mente calcei nobili e onorevoli comuni
versar 1' acqua su di esse, sia ne' Pranzi ai laici; ed inconseguenza ch'essi adope-
(/^.),sia nel sostenere lo strascico de\ Man- rassero a foggia- di scarpe pontificali il

to (F.) pontificale, oltre l'esercizio di al- calceo cavo, ch'era il distintivo de'nobili,
cuni uffici di diacono, vestiti colla pom- senatori e consoli , ora col nome di cai-
pa delle loro sovrane insegue e al cospetto ceus lunatus, ora di mullcus, il quale co-
della gerarchia ecclesiastica, e de'Ioro po- priva tutto il piede dal calcagno sino al-
poli e corte. Le più antiche immagini di la punta del medesimo, senza verun ti-

Gesù Cristo e degli apostoli trovatisi di- rante ne' fianchi, e assai simile al calcea-
pinte con sandali, che lasciano scoperti e mento moderno detto pantofola, come si
SAN SAN 27
vede negli antichi monumenti, eziandio di Ercole erano scalzi, que'di Fenicia u-
de'Papi, enumerati dal p. Povyard. I cal- savano scarpe di lino, gli egiziani avevano
zari di porpora era il i.° distintivo degli scarpe di papiro o scorza d'albero. 11 Pa-

imperatori greci: Du Gange fli risalirne pa però sagrifica col piede coperto, per
l'uso a'primi trionfatori romani; e Baldo- varie ragioni spiegate dai liturgici, e ri-
vino I imperatore latino di Costantino- portate dal p. Bonanni: cioè come com-
poli, li assunse nella sua coronazione. Di- pimento della dignità sacerdotale, per la
venuta la Chiesa libera sotto Costantino il verecondia, perchè come capitano della
Grande3 e<\ il culto cattolico reso pubbli- milizia cristiana dev'essere sempre pron-
co, s. Silvestro I per rendere le sagre fun- to a perseguitare il demonio, ed a cor-
zioni più maestose,incomiciòad usare ve- rere per propagare l'evangelo; inoltre le

stimenti sagri più ricchi, e perciò da se scarpe si vogliono segno d'animo e co-
stesso, o d'ordine di Costantino, come di- stanza, mentre chi è scalzo cammina ti-

cono i suoi atti, sostituì ai calcei cavi sem- mido e tardo, e che il Papa tiene coper-
plici, altri più preziosi per la materia e to il piede, per significare Ja libertà e la
per gli ornati, di lino bianco, calceos seu grazia acquistata da Cristo co'suoi viaggi.
sandalia curii linleis, come i senatori, ed Il Magri poi, Notitia de 'vocaboli eccle-
altrettanto a 'cardinali della chiesa roma- siastici, all' articolo Sandalia, dichiara
na concesse. Uno de'suoi calcei di velluto che i sandali sono usati da'vescovi nella
in seta verde oscuro, con ornamenti, ed messa, per denotare che devono teuere
altro di s. Martino I di color rosso oscu- i piedi calzati e preparati alla predicazio-
ro, che si conservano tra le reliquie della ne; erauo però que' de'primi secoli aper-
chiesa de'ss. Silvestro e Martino a'Monti ti dalla parte superiore, come quelli dei
di Roma, d'uopo convenire, che in gè-
fa cappuccini. Inoltre significare i sandali
neredi scarpe pontificali, sono più anti- i l'incarnazione del Verbo, ricoperto colla
chi monumenti di questo genere che pos- spoglia della nostra umanità; ed alcuni
sa offrire l'antichità ecclesiastica. Quan- scrittori li chiamarono pedules, calcei,
to alla forma della scarpa di S.Silvestro soleae. L'uso di portar la croce ne'sanda-
I, essa è conforme a quella delle scarpe li è antichissimo, come si vede nelle pit-
o calcei cavi delle figure de'monumenti ture di mosaico delle chiese di Roma. Ne!»
del 2. , 3.°, 4^° e 5.° secolo, e simile alle la tribuna di s. Prassede si vede la figura
imperiali esenatorie de'primi secoli. Me- di s. Pasquale I dell'8 r
7 con una crocet-
glio parlo de'sandali all'articolo Scarpa, ta bianca nella punta de'sandali, secondo
Il p. Bonanni, La Gerarchia ecclesia' il costume di que'secolij così ancora nella
stica, considerata nelle vesti sagre, cap, tribuna di s. Agnese, riedificata nel 62^
55: Delle vesti usate dai vescovijdìce che da Onorio I nella via Nomentana, si ve-
in primo luogo si prescrivono le scarpe, de quel Papa colla medesima crocetta.
col nome di sandalia e calighe con cui Nella cappella di s. Maria adfontem, vi-
si comprendono le scarpe e le calze, u- cino al battistero Lateraueuse,eretta da
sandosi le une eie altre dai vescovi, qua- i Giovanni IV del 640, si osservano due
li volendo celebrare solennemente, pri- Papi colla crocetta nelle punte de'sanda-
ma si pongono li calzari de'sandali di taf- li. Aggiunge che anticamente tutti gli ec-

fettanoo altro drappo paonazzo,e dopo le clesiastici usavano sandali per modestia,
scarpe o sandali. Ai sacerdoti ebrei non sebbene con qualche differenza secondo
era lecito orni re sagri fìzi co'piedi calza- la diversità dell'ordine, leggendosi né'ca-
ti,costume che non fu sempre osservato Magno, lib. 5, cap. 219;
pitolari di Carlo
dai sacerdoti gentili, che per lo più sa- Ut unusquisque presbyter missam or-
grificavano col piede coperto: i sacerdoti dine romano cum sandalis celebret. 11 ve^
28 SAN SAN
scovo prima portava i sandali allacciati rochi, t. 2, riporta che i sandali erano di-
per denotar l'accennata prontezza in pre- stintivo de' canonici antichi. Giovanni
dicare la parola divina, così pure il dia- XIII nel conciliodi Ravenna del 967 con-
cono; ma il sacerdote e il suddiacono a- cesse all'arci vescovo di Magdeburgo, che
doperavanoi sandali senza legatura. Ma i suoi 12 preti, 7 diaconi e 24 suddiaconi
sull'introduzione della croce sulle scarpe cardinali, cioè cattedrali, nelle feste po-
o sandali pontificii, con critica e partico- tessero usare sandali. Dal medesimo Pa-
i

lare erudizione, Povyard confuta Ma-


il p. pa ottenne Teodorico vescovo di Metz,
gri, ed il gran numero de' vari scrittori, per l'abbate di s. VincenzodiMetz, di po-
che male interpretarono monumenti an- i tere usare la dalmatica e i sandali. Nel
tichi,travedendo negli ornati demandali o 1049 s* L eoQ e IX trovandosi iu Colonia,
scarpe la figura della croce, la quale prò* accordò 1-7 preti della cattedrale, che ce-
priamente solo comparisce nel Papa In- lebrando ogni giorno all'altare di s. Pie-
nocenzo VII del i4°4> come dico a Scar- tro i divini uffizi, assumessero i sandali :

pa, parlando di quella del Papa. Voglio- l'uso di questi Re-


accordò al l'abbate di s.

no alcuni che s. Clemente 1 Papa del migio di Reims; nelio5o a Ricario ab-
93 tra le sagre vesti prescritte ai vesco- bate di MonteCassino e successori, la dal-
vi vicomprendesse sandali. Il p. Bo- i matica, i sandali ed i guanti nelle prin-
nanni dice che s. Bonifacio 1 del 4 8 pre- 1 cipali feste messe solenni; nelio53
per le

scrisse l'uso dei sandali a tutto il clero, concesse ancora l'uso de' sandali all' ab-
ma differenti da quelli de* vescovi, cioè bate di s. Giustina di Padova. Alessan-
una specie di scarpe, come pianelle, e dro II nel 1062 accordò la mitra e san- i

senza legatura. Ma perchè tale uso si co- dali al capitolo d' una chiesa di Boemia.
minciò a praticare indifferentemente dai Urbano II nel 1088 conferì il privilegio
diaconi e suddiaconi, con l'abuso anco- demandali all'abbate di Cluny. Lucio II
ra di altri indumenti propri de' vesco- del 1 44 accordò a Ruggiero I re di Si-
1

vi, fu proibito 1' uso dei sandali ai sacer- cilia 1' uso del bacolo, anello, dalmatica,
doti, diaconi e suddiaconi. Tale proibi- mitra e sandali. Eugenio III confermò nel
zione deduce particolarmente dalla let-
si 1 145 ai canonici di Colonia il privilegio
tela 28 del lib. 2, di s. Gregorio I del 590. dell'uso delle mitre, dalmatiche, e sanda-
Restarono quindi i sandali còme orna- lisecondo Nardi ma Novaes narra die :

mento de'vescovi, ed in progresso furono a'7 canonici che da s. Leone IXaveano


accordati dai Papi per singoiar privilegio ricevuto i sandali, aggiunse la dalmatica
ad alcuni abbati di monasteri insigni, e e la mitra, assistiti da altrettanti diaconi e
poi a tutti gli abbati regolari secondo l'Or- suddiaconi, con l'uso demandali. Per non
dine Romano, come avverte Bona e. 24,
§ diredi altri, all'abbate di Corbeia, cui nel
9 della sua Liturgia, assegna i sandali agli 1 154 Anastasio IVavea accordato il pri-
abbati, dicendosi ove si tratta della loro vilegio dell'anello., il successore Adriano
ordinazione : Episcopos dal ei baculiun, IV aggiunse quello demandali e della dal-
et pedulas, per la quale parola dice do- matiea. A Ravenna dissi dell'uso deman-
versi intendere i sandali. Anastasio Bi- dali concesso a'eanonici, così parlando di
bliotecario dice nella vita di Stefano IV altre cattedrali, e negli articoli denomi-
del 768, incombere al suddiacono met- ornamenti vescovili propri dei
nati e altri
tere i sandali al vescovo. Prima dell'ele- vescovi. Notai a CAHORSche il vescovo,co-
zione di quel Papa s'intruse l'antipapa me conte della città, celebrava pontifi-
Costantino, al quale nella deposizione fu calmente cogli stivali muniti di speroni in
strappata la stola e tagliati i sandali, co- vece demandali, ed accanto all'altare te-
me notai nel voi. II, p. i86.Nardi,£fc'/*xr- neva la spada, la miccia accesa e la ma-
SAN SAN *9
nopola. A Sarsina che quando pon-
dissi, Magni, ejusque parentum imaginesaere
tifica il vescovo, si pone sulla credenza incisas et a Joanne Diacono diligentis-
un elmo, la spada e gli speroni, in memo- sime descriptas, atquc in corwndem ve-
ria della sua antica signoria temporale. stimenta, etcalceamenta,praesertim ve-
Nella casa imperiale eranvi gli oflizi dei ro in sandalia s. Gregorii I, hoc est, in
sandalari, de' sandaligeri e sandalige- calceos Ponlificios Cruce insignilos ad
ridi, e puerì a pedibus. Si chiamavano stimmi Pontificis pedes osculandasj ncc
Sandaligeriili gli schiavi che portavano non in Pallium Pontificium, ac denique
e custodivano i sandali de'loro padroni, in tabulam quadralam ad occiput ejus-
mentre questi stavano collocati sui letti dem sancti, ec. Romae 1 5g5». Caerem.
ne* Pranzi (P^.), quando sortivano di ca* Romanum, lib. 1 ,c. 1 5. Giorgi, De Liturg.
sa, ec. Plauto annovera questi schiavi tra Eom. Pont. e. i4> p- 1 17- Sarnelli, Lett,
quelli che più avvicinavano loro padroni. i ecclesiastiche : t. 3, lett. 28. De femorali
Il quartiere di Roma ove stavano mani- i dell'antico Pontefice, e se loro corrispon-
fattori demandali, ed anche i librari, co- dono-i sandali de 'vescovi : t. 7, lett. 34-
me afferma A ulo Gellio, si chiamava San- Dell'uso de'femorali. Giulio Negroni, De
datario. Galletti, Del Primicero, p. 266, caliga veterum disserlatio, Amstelodamii
parla della scuola de sandalari di Sabi- 1667. Jo. Christop. Sagittarii, Disserta-
na, avente il priore e il protettore. Nel- vo de quaestione an Hebraei nudis pe-
V Elogio storico di mg.r Fabi vescovo di dibus incesserint? Jenaei644- Ant. By-
Amelia, di mg. r Fabi Montani, a p. 8 si 1 naey, Dissertano de calceis Hebraeorum,
narra, che Pio VI ad altri doni co'quali Dordraci 171 5, ma è un maligno com-
onorò quel vescovo, aggiunse 3 paia dei mento a'sandali usati da'Papi.J.Cristoph.
suoi medesimi calzari con sandali di vari Vithmanshausen, De calceo Hebraeo-
colori (cioè scarpe e calzari), dandogli fa- rum deponendo, Jenae 1721.
in sacris
coltà di usarli nelle sagre funzioni, colla Guill.Volandus, De sandaligerulis He-
stessa croce papale; privilegio singolaris- braeorum, Wittembergae 1 7 1 2. J.Adam.
simo ch'egli usò come grazia veramente Konig, De ritti portandi calceos, Amste-
particolare; ma nella repubblica del 1 798, lodamii 1702. Menochio, centuria V, e.

per avidità d'oro, furono tolte le croci che 1 2: Seche entravano nel Tempio
quelli
a perpetua memoria si .doveano custodi- di Gerusalemme per farvi orazione, o per
re gelosamente. Si chiamano pure san- offerir sagrifizi, vi entrassero e stessero a
dali quelli formati con semplice suola con piedi nudi? Jo. Fred.Durrii,Dmerf. duae
fascia di cuoio o di canape, usati dai re- de veterum calceamentis, Altdorfiii682.
ligiosi e dai confrati de'sodalizi,come no- Heur. Tob.Bi ttneri, Commentarla de cal-
usando zoccoli
tai ai loro articoli, altri i ceis veterum, Altdorfii 1740. Ant. Jul.
di legno. Nel i43 ei44 r, P or "
voi. II, p. Vanderhardt, De more calceos subiiga-
tai l'edificante modo comeLeone XII an- cu lis suis solvendi in dissert. de sludiis per
dò in processione nell'anno santo 1825, colloquia cum eruditis, Helmstadii 728. 1

coi piedi nudi e i detti sandali. Burette Sk^BOMm(Sandomirien). Città con


nette Dissertazioni sullamusica degli an- residenza vescovile nella Polonia, voivo-
tieni, dice che si servivano de' sandali d :
dia del suo nome, capoluogo di obvodia,
legno o di ferro per battere la solfa, af- a circa 20 leghe da Radom e da Lubli-
fine di rendere più sonora la pe»\,ussio- no, sulla sinistra spondadella Vistola, che
ue ritmica. Su questo argom*\ito, oltre i la separa dalla Gallizia, a 2 leghe 174 dal
citati, fra gli altri scrissero; Angelo Roc- confluente. E' cinta da un muro e da una
ca, De calceis PoM^ciis ernee insigni- fossa, ma fabbricata in legno. Anticamen-
ùs, ec. uè' suoi Scholia in s. Gregorii I te vi fecero residenza i re di Polonia. La
3o SAN SAN
voivodia di Sandomir o Sandomirz, che via;laonde nel concistoro de*25 gennaio
ha per capoluogo Radom, offre un suolo i844 1° trasferì a questa sede di Sando-
piatto e generalmente sabbioniccio, che mir che governa. La diocesi si estende
dividesi con ampie foreste, paludi egran per larghezza in 24 miglia polacche, ei 8
numero di stagni. Ricco e svariato è il per lunghezza, con 200 parrocchie e altri
regno minerale : vi si lavora particolar- luoghi. Ogni nuovo vescovo è tassato nei
mente il ferro, il piombo, il rame, ilzin- libri della camera apostolica in fiorini
co. La cattedrale di Sandomir è intitola- 1 1 12, con scudi 4ooo per mensa, secon-
ta alla Natività della B. Vergine, con bat- do 1' ultima proposizione concistoriale,
tisterio e cura d'anime che si amministra mentre nella precedente si dice 6000 e pa-
da un vicario. Il capitolo si compone di gati dall'erario.
3
4 dignità, lai. delle quali è il decanato, S ANDO VAL Bernardo, 'Cardinale.
di 8 canonici colla sola prebenda del pe- Spagnuolo de' marchesi di Denia, dive-
nitenziere, di 6 vicari e altrettanti man- nuto per la specchiata sua virtù e can-
sionari, e di altri preti e chierici pel divi- dore di costumi, celebre e famoso in tut-
no Vi è un' altra chiesa parroc-
servizio. ta la Spagna, guadagnatosi colle sue vir-
chialecols. fonte, due conventi di religio- tù l'animo del re Filippo IH, fu successi-
si, un monastero di monache, l'ospedale, vamente nominato a' vescovati di Jaen,
il seminario, il ginnasio. Manca di episco- Pamplona, Città Kodrigo.Quindi in gra-
pio verum supremum Poloniae regimen
: zia del duca di Lerma favorito del re,
ea auaeadsplendidam habitatìonem ne-
3
Clemente Vili a'3 marzo i5q8 lo creò
cessaria sunt , episcopo suppeditat. Pio cardinale prete di s. Anastasia , arcive-
VII colla bolla Ex imposita 3 òe'3o giu- scovo di Toledo , divenendo ancora su-
gnoi8i8, Bull. Rom. cont. 1. 15, p. 6t, premo cancelliere di Casliglia, inquisito-
istituì la sede vescovile, ne circoscrisse le re generale in tutti i domimi della mo-
parrocchie e la diocesi, eia dichiarò suf- narchia spagnuola e regio consigliere, i
fìaganea dell'arcivescovo di Varsavia. Di- quali impieghi furono da lui esercitati con
poi nel concistoro de' 17 dicembre 18 mirabile fedeltà e piena soddisfazione del
19
nominò 1

vescovo fr. Prospero Burzyn- sovrano. Nel governo di sua metropoli-
skiminore osservante riformato,di Thor- tana si studiò con impegno di dare ese-
zewc diocesi di Uladislavia. Dopo il 1 83 cuzione a'decreti del Tridentino; in con-
restò lungamente la sede vacante, però seguenza de'quali visitò la diocesi, cele-
amministrata dall'ausiliare Alessandro brò il sinodo e il provinciale concilio, nei
Debranoki di Premislia , fatto in detto quali furono stabiliti ottimi statuti, con-
concistoro da Pio VII vescovo di Leon- ducenti alla disciplina del clero e alla ri-

topoli inpartibus. Gregorio XVI nel con- forma del popolo, la quale affinchè si
cistoro de'24 gennaio 1842 credette di mantenesse costante e durevoIe,studiossi
por fine alla vacanza del vescovo preco- di promuovere con ardore la pietà e le
nizzando Clemente Bakicwicz di Chmiel- lettere, non collesole parole, ma ancora
nik diocesi di Cracovia, ma egli era mor- con l'esempio.Imitalore de'santi vescovi,
to a'2 gennaio, per cui l'imperatore Ni- adempì religiosamente i doveri imposti
colò 1 nominòcon ukase,che si legge nel- al pastorale ministero, anche con predi-
Y Allocuzione di Gregorio XFJde 22 care sovente, istruire i fanciulli e gl'i-
r
luglio 1842, n.°88, l'odierno mg. Giu- dioti ne' misteri della fede, ed ascoltare
seppe Gioacchino Goldtmanndi Veyhe- le sagramentali confessioni. Eresse nella
ropoli diocesi di Cuja via, che lo stesso Pa- sua metropolitana una sontuosa cappella
pa nel 838 avea eletto vescovo di Cali-
1 in onore della B. Vergine, fondò in Al-
sto in partibus e suflrnganeo di Uladisla- calà un monastero di religiose, e un con-
SAN SAN 3i
vento di cappuccini in Toledo, dove pa- di religiosi, ed i suoi famigliari erano per-
rimenti istituì diversi benefizi ecclesiasti- sone pie, oneste, esemplari, ed il cardi-
ci. La chiesa titolare di s. Anastasia pro- nale un modello di probità, di zelo e di
vò gli effetti di sua munificenza, edifi- Promosso all'arcivescovato di
religione.
candone il portico,che però rovinò in una Toledo e dichiarato supremo cancelliere
notte d'inverno. Le chiese povere furono di Castiglia e consigliere di stato, ritenne
da lui provvedute delle necessarie sup- sempre lo stesso tenore di vita, lasciando
pellettili, sovvenuti i bisognosi, tra'quali in morte eredi que'poveri che con tanto
distribuiva ogni anno 5o,ooo scudi: in amore aveva sovvenuto e beneficato vi-

19 anni di vescovato, oltre il già detto, vendo. Chiamato dal Signore a godere il

si che impiegasse in opere pie e


calcola frutto di quelle limosine, che per le mani
limosinei5o,ooo scudi. A torto dunque de' miserabili erano già state depositate
l'Amydenio calunniò questo cardinale di ne'tesori del cielo, passò da questa all'im-
soverchia avidità in cumulare denaro. Fi- mortale vita in Toledo nel 1 665, d'anni
nalmente nel 1618, d'anni 72 e pieno di 78 non compiti, e 5o di cardinalato, e fu
meriti, passò dalla transitoria all'eterna sepolto nella sua chiesa. Diversi letterati
vita in Madrid, e trasferito il suo corpo gli dedicarono le loro opere, tra'quali De
in Toledo,fu sepolto nella metropolitana, Lugo poi cardinale. Nella chiesa di Cal-
con prolisso e ben meritato elogio. cata vede una lapide in sua memoria.
si

SANDO VAL MOSCOSO Baipassare, Il gesuita Alfonsod'Andrada pubblicò,


Cardinale. Nato d'illustre prosapia nella Idea del perfedo prelado en la vida del
Spagna, compiti con successo suoi studi i carderia l d. B alias sar de Moscoso-y-
nell'università di Salamanca e nel colle- Sandoval arcobispo de Toledo, Madrid
gio d'Oviedo, ottenute le insegne di dot- 1668.
tore, fu incaricato della presidenza di tale SANDO VAL ROJAS Francesco, Car-
università e fatto decano della metropo- dinale. Spagnuolo de' duchi di Lerma,
litana di Toledo, arcidiacono di Guada- abbracciati fino da'primi anni gl'impie-
laxar e regio cappellano. Quindi ad i- ghi della corte, pel suo ingegno si avan-
stanza del re Filippo 26 anni fu
III, di zò presso re Filippo III a tal potente gra-
da Paolo V a'2 dicembre 6 1 5 creato car-
1 do d'autorità, che disponeva a suo talen-
dinale prete di s. Croce in Gerusalemme, to della monarchia di Spagna. Perduta
vescovo di Jaen e di Seez, celebrando nelle la moglie, s'invaghì dello stato clericale,
due chiese il sinodo, e visitandone le dio- onde per le premure regie a* 26 marzo
cesi, vi fondò conventi pe' cappuccini, e 1618 Paolo V lo creò cardinale prete,
un ospedale pe'poveri. Largo e profuso ma senza titolo per non essersi portato
co'miserabili,avea sempre le mani aperte nella curia romana. Ciacconio però affer-
per sovvenire alle loro necessità, e non ma ch'ebbe iltitolo di s. Sisto, che forse
giammai che si partisse dalla sua pre-
soffrì col cappello avrà conseguito per distin-
senza alcun mendico malcontento, som- zione, e trattato pel suo credito e pote-
ministrando loro assai più che non chie- re come i principi regi. Delle immense
devano o spera vano.Non vi fu bisognoso o ricchezze che avea cumulato, gran parte
tapino che sfuggisse agli occhi penetranti ne impiegò in onore di Dio e vantaggio
di sua generosa carità ; onde fu un pro- del prossimo, avendo tra le altre cose as-
digio che le sue rendite fossero sufficienti segnato alle università di Salamanca, di
per tante e sì profuse elemosine. I soli po- Vagliadolid e d'Alcalà annue rendite per
veri che alimentava in Roma, nel tempo 29,000 scudi. Finì di vivere nel 1 625 in

in cui soggiornò, ascesero a più migliaia. Vagliadolid, in credito d'uomo grande


La sua casa era simile ad un monastero e singolare nel maneggio degli affari pò-
32 SAN SAN
Narra l'Amydenio, che mentre era
litici. ronza alla s. Sede non volle mai valei

i.° ministro di Spagna, oltre l'immensa del diritto di farsi precedere dalla croc<
copia di regali, aveva una rendita di Nel i5o8 divenne vescovo di Sabina, e
800,000 scudi l'anno. Altri scrivono che chiuse in pace i suoi giorni in Roma nel
il cardinale fu accusato per vari capi di 1 509, di 60 anni, dopo essere stato in
suo stesso figlio il duca
delitti atroci, dal due conclavi. Venne sepolto con elegante
di Uzedo, e da Luigi Alliaga confessore iscrizione avanti l'altare maggiore della
del re, fino di aver cagionata la morte collegiata de'ss. Celso e Giuliano, di cui
della regina Margherita, per non aver e- era stato arciprete amorevole. De' suoi
moli nella grazia del re, il quale non po- averi istituì erede la confraternita d\San-
tendolo più sostenere in faccia al mondo eiaSanctorum , lasciando 6 volumi di
con tante macchie, ne punirlo per riguar- commentari sulle leggi canoniche. L' Ar-
do al grado cardinalizio e per difetto di gelati produsse il catalogo di sue opere
prove,deliberò d'allontanarlo dalla corte. edite ed inedite.
SAN GENES IO. Luogo presso Lucca SANGRO Oderisio, Cardinale. Nac-
ovefu tenutoun concilio nel i074» con ro ' que nella provincia di Campagna dalla
ì canonici diLucca. Reg. 1. 26; Labbét. 1 o; nobilissima famiglia de'conti di Sangro,
Arduino t. s. Ginesio della Marca
6. Di ed abbracciò giovinetto la regola di s. Be-
parlai ne' voi. XL,p. 290; dell'abbazia di nedetto in Monte Cassino (V.). Divenu-
s. Genesio nel voi. LVil, p. 34 e 35. to prevosto di quel celebre monastero,at-
SANGIORGIO Gio. Antonio, Car- tese con indefessa applicazione allo stu-
dinale. Nacque nobilmente in Milano, fu dio delle lettere, talché fu incredibile il

professore de' canoni in Pavia, e prevo- profitto e I' avanzamento che in pochi
s. Ambrogio in Mila-
sto della basilica di anni fece nell'acquisto delle scienze, pel-
no. Sisto i4?9 '° ^ece vescovo di
IV nel le quali si rese celebre e famoso, non che
Alessandria della Paglia, ad istanza del tenuto in somma riputazione in detto
duca di Milano, il quale lo spedì oratore monastero da' suoi confratelli, quali fe- i

a Matteo Corvino re d'Ungheria. Risentì cero sempre di lui grandissimo conto, e


ben presto la sua chiesa gli effetti della spesso Io impiegarono in rilevanti alfari.
sua generosità e beneficenza, avendo ar- La fama di sua dottrina propagata da per
ricchito la sagrestia di preziosi arredi, ab- tutto, mosse Pasquale 1 nel 1 1 o 1 1 1 1 1 1

bellita la cattedrale, e per essa acquistato a crearlo cardinale diacono di s. Agata.


ampio sito per fabbricarvi comoda abi- Indi nel concilio di Laterano del 1 1 22 fu
tazione pe'canonici. Siccome riputato per da Calisto II trasferito nell'ordine dei
uno de' più eccellenti e dotti giureconsul- preti, col titolo di s. Ciriaco alle Terme,
ti tempo, come ne fanno fede le
del suo e nel seguente anno fu eletto successore
opere legali da lui date alla luce, lo stes- di Gerardo abbate di Monte Cassino.Du-
so Sisto IV lo chiamò in Roma, lo am- rante il suo governo introdusse la disci-

mise tra gli uditori di rota, finche Ales- plina monastica nella Dalmazia, fondan-
sandro VI a'2 agosto o settembre 1493
1 do un monastero in Ragusi e molti be-
lo creò cardinale prete de' ss. Nereo ed nefizi nel suo monastero di Monte Cas-
Achilleo,eneli5oo vescovo di Parma, do- sino. Compose un volume di sermoni, e
ve risarcì quasi da'fondamenti l'episco- si trovò presente all'elezione di Gelasio II

pio, e fornì di nobili suppellettili la cat- e Onorio II, del quale non potè scansare
tedrale. Inoltre gli fu accordato il titolo l'indignazione, per averlo tenuto in poco
di patriarca di Gerusalemme, colla lega- conto nel cardinalato e meno nel ponti-
zione di Roma (/'.), in assenza di Ales- ficato. Accusato a Onorio 11, da Adenol-
sandro VI e di Giulio li, dove per rive- fo conte d'Aquino, d'ambizione e prepo-
SAN SAN 33
lenza, il Papa intimò al cardinale di re- rocche insospettito Urbano VI che il car-
carsi in Roma per giustificarsi. Ma egli dinale avesse cospirato con Carlo III con-
dimostratosi contumace a tale intimazio- tro la sua vita, lo fece chiudere in tetro
ne, che per tre volte gli fu replicata, pel carcere,dove afflitto con gravissimi tor-
prelesto che Onorio
mal preve- II fosse menti, dopo essere stato trasportato a
nuto,nellu 5/ settimana della quaresima Genova, venne condannato insieme con
del 125 fu deposto dal governo di Mon-
i 4 suoi colleghi air ultimo supplizio nel
te Cassino. Ricusò il cardinale di sotto- i385. Questa orrenda tragedia descris-
mettersi a quella sentenza,e obbligato dal sero, Maimbourg nella Storia dello sci-
J
popolo del vicino s. Germano a ritirarsi, sma d occidente} t. 1, p. 14; Becchetti, 1

si assicurò di alcune fortezze dipendenti Storia ecclesiastica, 1. 1, p. 207.


dal monastero, e cominciò a invadere o- SAN GIOVANNI DE LA PEGNAo
stilmente i feudi del medesimo ; laonde DE LA ROCCA. Monastero nell'Arago-
Onorio II si vide obbligato a procedere un concilio nel 1062,
na. Quivi fu tenuto
coll'anatema. Mori in Monte Cassino nel in cui fudeterminato che i vescovi d'A-
1 126, senza sapersi se si ravvedesse dei ragona sarebbero scelti fra* soggetti di
suoi falli, al dire diCardella; ma ho let- quel monastero. Reg. t. 5j Labbé t. 9;
to altrove che si pentì e abdicò a Onorio Arduino t. 6.

li l'abbazia. SANGUE, Specie sacramentale e fle-

SANGRO Gentile, Cardinale. Na- liquia del preziosissimo Sangue di Gesù


poletano di nobilissima e antichissima fa- Cristo e de' santi. 1 1 sangue è quel liquido o
miglia, essendo protonotario apostolico, fluido rosso vermiglio, che scorre nelle ve-
Urbano VI 8 028 settembre 1 378 lo
a'i ne e nelle aitevìe-.Sanguis^ruor. Dìo proi-
creò cardinale diacono di s. Adriano, e moudo di mangia-
bì sino dal principio del
legato di Napoli, dove si mostrò severo e re sangue o rappreso nelle membra de-
il

crudele contro i vescovi, abbati e altri ec- gli animali, o da essi separato, perchè il

clesiastici del partitodiGiovanna I e del- sangue è quasi la vita dell'animale^ per-


l'antipapa Clemente VII: alcuni ne car- chè la vita animale dipende talmente dal
cerò, altri tormentò, altri spogliò delle sangue, che l'anima non può vivere sen-
dignità e prebende, in modo che Urbano za il sangue stesso. Da ciò derivano i di-
VI potè in un giorno creare Zi napole- versi significati di questa parola nella s.

tani fra vescovi e arcivescovi, seguaci di Scrittura. Dio erasi riservato nella legge
Carlo HI Durazzo da lui riconosciuto re antica il sangue delle vittime, come pa-
di Napoli. Ne di questo contento,il cardi- drone assoluto della vita e della morte:
nale alla presenza del re e de'baroni del permise però il mangiarne le carni. Gli
iegno,come d'immensa moltitudine, nel- apostoli rinnovarono la proibizione di
la chiesa di s. Chiara obbligò Leonardo mangiare il sangue ma questa legge fu
:

Giffone già generale de'minori osservan- fatta per regolare i giudei, e diminuire
ti, e Jacopo d'Otranto anticardinale di l'orrore che avevano di trattare frater-
Clemente VII, il vescovo di Chieti e Mas- namente coi pagani convertiti. Isagrifizi
sello abbate, altri partigiani dell'antipa- che consistevano nell'offrire a Dio frutti i

pa, a gettare colle proprie mani nel fuo- della terra, e nell' immolare sugli anti-
co ivi apparecchiato i cappelli cardinali- chi altari diverse sorta d'animali, e in of-
zi, e le insegne vescovili e abbaziali, non frire a lui il sangue, furono quale figura
che ad abiurare il falso Pontefice e rico- del sagrifizio sanguinolento di Gesù Cri-
noscere il legittimo Urbano VI. In se- sto, per cui T uomo dovea essere riscat-
guitoDio permise, che a lui toccasse peg- tato, e del gran sagrifizio dell'Eucaristia,
gio di quanto avea fatto ad altri. Itnpe- che dovea appartenere alla nuova allean-
VOL. lxi. 3
34 SAN SAN
za. Nell'evangelo di s. Ma Ileo, pre zzo di ti. A Eucaristia parlai del domma che
sangue sono chiamati i 3o Denari (l.)> ilcorpo e sangue di Gesù Cristo è nel
che Giuda gettò nel tempio pentito di Pane o Ostia e nel Fino, che il sacerdote
aver tradito Gesù campo di sangue fu
: cousagra nella Messa. Degli eretici che
chiamato quello che fu comprato da'sa- impugnarono tale domma parlai ai loro
cerdoti coi medesimi 3o denari. Come articoli, come de' Sagramentari , che se-

nell'antica legge vi erano de'sagrifizi per guendo gli errori di Berengario eresiar-
il peccato, e che nel giorno della solen- ca, pretendevano che il Sagramenlo del-

ne Espiazione (V.) giudica vasi falla la l'Eucaristia rappresentasse solamente in


remissione de'peccati del popolo coll'a- figura il corpo e sangue Gesù Cristo,
di
spersione del sangue di una vittima, s. e che nella Consagrazìone non accadesse
Paolo fa un paragone Ira questi sagrifì- mutazione alcuna nella sostanza del pa-
zi e quello di Gesù Cristo. Osserva che ne e del vino. Anche gli Albìgesi caddero
i peccati non potevano essere cancellali nell'errore in rigettare la preseuza reale
col sangue degli animali; che quest'asper- di Gesù A Ostia
Cristo nell'Eucaristia.
sione del sangue non altro poteva puri- sagra non solo ricordai che dicesi ezian-
ficare che il corpo; ma che il sangue di dio Corpo e Sangue di Gesù Cristo, che
Gesù Cristo cancella veramente peccati, i dal sacerdote si spezza ed una parte si
purifica le anime nostre, e ci rende de- pone nel calice, tanto dai latini che dai
gni di entrare nel cielo, di cui 1' antico greci; ma ancora delle sagre ostie di Boi-
santuario non era che la figura. Leggia- sena, di Daroca che stilla-
e altri luoghi,
mo nel nuovoTestamento cheGesù Cri- rono sangue vivo. La ss. Eucaristia è quel
sto è il Redentore del mondo, e che die- ritrovato ammirabile della mente del-
de la sua vita, e sparse il suo preziosis- l'Uomo-Dio, col quale ha saputo rinve-
simo sangue per la redenzione di tutù, e nire il modo di ritornarsene all'Eterno
che il nostro riscatto fu fatto col sangue di vin suo Padre, e restarsene con noi fino
dell'agnello immacolato Gesù Cristo i : allaconsumazione de'secoli,di sagrifìcarsi
beati gli dicono nell'Apocalisse, ci hai ri- continuamente su nostri altari per con- i

scattati a Dio col tuo sangue. Essendo servare le sue vittorie sopra l'inferno: è
stato Gesù sul Monte Calvario (V.) CiO' quell'effetto amoroso del cuore di un Dio,
ce/isso (/^.),dopo spirato un soldato spie- pel quale è arrivato ad apprestare le sue

tatamente colla [cincia (V.) gli aprì il carni medesime ed il sangue a cibo e be-
costato, donde usci sangue e acqua. Dice vanda preziosa per sostentamento e spiri-
Rinaldi all'anno 34, n.°i 32, che da Me- tuale nutricazione nostra, perchè ci man-
tafraste si riferisce , che Maria Vergine teniamo nella vita di grazia. Si cerca da-
raccolse, per quanto le fu lecito, l'uno e gli eruditi, se nel venerdì santo si conser-
l'altra, e che aiutò intrepidamente colle vava, oltre la specie del pane, anche quel-
proprie mani a deporlo dalla Croce ( F.) la del vino. s. Ge-
Nel Sagramentario di
e pose nel suo santo seno i Chiodi (F.) Tommasi, Opere p.
lasio I, del cardinal
che gli ferirono le mani e i piedi. Anche 63, si legge Procedunt curii Corporc et
:

Niceforo greco attesta che la B. Vergine Sanguine Domini, quod ante die remali'
sotto la croce raccolse in un vasetto del sit, et ponunt super altare. Il Martene ,

sangue del divin Figlio. 11 Salvatore isti- De antiq. Eccl., 3,p.24, 276, con l'au-
t.

tuendo la ss. Eucaristia (V.), disse ai torità di altri sagramentari sostiene, che
suoi discepoli, presentando loro il calice si conservava l'uno e l'altro. Ma il Mabil-
del Vino Questo è il mio sangue,
(V.): lon, Mus. Ilal. anche ilVez-
t. 2, p. 7 i,ed
il sangue di una nuova alleanza, che sarà zosi ne't. 5, p. 84, t. 6, p. 66, Opere del
sparso per molti in remissione de'pecca- cardinal Tommasi, pretendono, che sot<
SAJNT SAN 3 7

10 l'indicazione del Corpo e del Stagne patriarca di Costantinopoli eretico mono-


di Cristo, debba intendersi la sola specie telita, accostandosi al sepolcro di s. Pie-
r
del pane. All'articolo Comunione trattai tro, ed ivi dal Calice (f .) consagrato slil

di quella sotto le due specie del pane e del landò nel calamaio del sangue di Cristo,
vino, segnatamente ne'§§ II e VII. La va- scrisse con questo liquore la sentenza di
ria disciplina circa la comunione sotto l'u- scomunica e di deposizione contro quel-
na e l'altra specie si costumò tanto in o- l'ostinato eretico* Che la Chiesa usò al-
riente che in occidente. Anticamente i fe- trettanto nelP 869 nel concilio Vili di
deli per lo più si comunicavano sotto am- Costantinopoli, per ordine dell'imperato-
bedue le specie^ e sotto l'unao l'altra, non reBasilio,nella condanna del patriarcaFo-
essendovi in delta epoca alcun precetto zio. Questi comparve nel sinodo co'suoi
ne divino, nèecclesiastico,il quale astrin- partigiani col bastone in mano, ma gli fu
gesse come che sia alla comunione sotto ordinato da Marino legato apostolico che
le due specie, ed in conseguenza era in lo deponesse, perchè era segno di pasto-
libertà de'cristiani partecipare della s. co- rale dignità. Quindi gli furono lette le sco-
munione o sotto ambedue o so-
le specie, muniche fulminate dai Papi ed vescovi ; i

lamente sotto di una, senza che per que- per sottoscrivere la condanna contro di
sto lesa mai fosse o la sostanza del sagra- lui, per maggior detestazione de'suoi er-

mento, o l'integrità de'suoi santissimi ef- rori e ostinazione, intinsero la penna nel
Specialmente agl'infermi si permet-
fetti. sagro sangue di Cristo.
teva d'intingere l'Eucaristia nel Sangue, Leggo nel p. Benoffi, Storia Minori
per maggior facilità d'inghiottirla, come tìca, p. 1 3g,che poco dopo il 1 35o nacque
osservarono molti liturgici. Nel voi. LI, p. tra'religiosi francescani e domenicani la

1 13 cenno come le immagini de'ss.


feci disputa del Sangue di Gesù Cristo. Il p.

Pietro e Paolo furono rappresentate col Francesco Baiuli guardiano francescano


labbro superiore assai accorciato, secon- in Barcellona mosse la questione se il :

do Vettori per maggior decenza nell'uso sangue di Gesù Cristo (f.) versato da lui
della s. Eucaristia sotto le due specie, e nella sua Passione^.) rimanesse unito
particolarmente per prendere il sangue o separato dalla sua divinità; e se sepa-
senza pericolo. Dicesi che s. Pio I (F.) rato nel triduo di sua Passione, gli si do-
stabilì pene ai sacerdoti negligenti, che a- vesse il Cullo (V.) di latria. Nicolò Ro-
vessero versato qualche parte del Sangue selli domenicano e poi cardinale, ne scris-
di Cristo nella celebrazione della messa. se al cardinal Giovanni Molendini, altro
11 rito che deveosservare il sacerdote nel- domenicano, e n'ebbe in risposta: che il
l'assunzione del sangue, lo riportali Mes- Papa Clemente VI avea condannato a vi-
sale romano par. 2, tit.io, robe. 4, e d. va voce l'opinione del guardiano mino-
DiclichjD/z. sacro-liturgico: Sangue sua rità come eresia. La disputa allora andò

assunzione. Nell'articoloFisTotA dico co- in silenzio, e si risvegliò 100 anni dopo


me con essa il Papa ne' pontifica li sorbi- inBrescia da S.Giacomo della Marca fran-
sce il sangue, secondo l'antica disciplina. cescano. Apprendo da Novaes nella Sto-
A Penjia narrai quando il Sangue di Cri- ria de' Pontefici, che menti eGregorio X 1
sto fu mischiato con inchiostro per sot- governava la Chiesa e l'infestava l'antipa-
toscrivere gravi atti e condanne. Il p.Me- pa Benedetto XIII con orrendo scisma,
nochio, Stuore, centuria 4, cap. 4 Del : nel 4o8fu eccitata nella provincia diSan-
1

Sangue del Signore infuso nel calamaio tongiaoXaintongra,dicui fu capitale del-


per scrivere con esso certe scomuniche, l'alta la città ò'xSaintes, la controversia: se
riferendo ancor lui che Papa s. Teodoro in terra sia rimasta alcuna particella del
I nel 647, volendo scomunicare Pirro già sangue che Cristo versò nella sua Pas-
36 SAN SAN
sione. Risposero i teologi parigini , che to alla sua presenza, colla hoWa Ineffab i-
il crederlo non era contrario alla pietà, lissummiprovidentm óe\ 1 ,° agosto 4^4» t 1

come riporta Dupin , Bibliotheca auct. Bull. Rom. t. 3, par. 3, p. 1 16 Proibido :

eccles. t. 12, cap. 8,p.i45>. Si può vede- praedicandij disputandi3 aul suadendi^
re, il cardinal De Lugo, De Incarnai di- haereticum, vet peccatimi esse, credere,
sput. i4, sect. 6, n.° 91, ove abbraccia Jesu Chris ti Sanguinem t in triduo suae
l'opinione de'domenicani;Gaetano,Com- Passionisi ab ipsa Divinitate divisimi, vet
mtnt. in d. Th. par. 3, quaest. 5/\., art. non divisimi fuisse. Pertanto Pio II or-
2; e Lambertini, Deserv. Dei beatif.Wb. dinò sotto pena di scomunica, che ambe-
4, par. 2, cap. 1 o, n.° 8 e 9, p. 5 1 e 52. due le patti dissenzienti osservassero su
Poco dopo questo tempo il sacerdote G io - questa materia e questione un alto eper-
vanni Huss boemo, capo degli eretici £/s- petuo silenzio ,finche dalla s. Sede non
sm(/^.),fu condannato e poi punito col fosse definita. Di questo argomento trat-
fuoco pei suoi errori, fra'quali sosteneva tano, Natal Alessandro, Hist. Eccles. t. 8,
necessaria la comunione sotto le duespe- p. 7jl'annalistaSpondano all'anno 1 462,
1

eie, e l'esistenza del pane e del vino dopo n.°i2; Lambertini che ne fece la storia,
anche fatta la consagrazione. Dipoi Pio nell'opera, Deserv. Deibeatif. lib. 2, cap.
11 condannò nuovamente tali errori, ab- 3o, n.° 3; il cardinal Petra nella citata
bracciali in seguito dai Protestanti (F.). bolla di Pio II, Consta. Apost. Nell'arìi-
Nel suo pontificato nuovamente levossi colo Mantova o voi. XLII, p. 2o3 rac-
grande questione tra i francescani e do- contai, come s. Longino dopo aver tra-
menicani se il sangue di Gesù Cristo
: fitto colla sua lancia il sagro costato di
che fu separato dal suo corpo durante Gesù Cristo, portatosi in delta città viri-
la sua Passione, fosse sempre rimasto i- pose suo ss. Sangue, il quale scoperto
il

postaticamente unito al Verbo. Fu de- miracolosamente sottoCarlo Magno, que-


nunziato all'inquisizione S.Giacomo del- sti pregò s. Leone III a certificarsene: che

la Marca, perchè avea sostenuta la ne- il Papa nelP8o4 vi si portò coi cardina-
gativa, ma se ne difese con onore, come li, e trovato presso le ceneri di s. Longi -

narra Tiraboschi , Storia letteraria dal no la venerabile e insigne reliquia, dichia-


1 400 al 5oo, lib. 2,cap. 1 Dell'ipostatica
1 . rò essere il vero sangue di Gesù Cristo
unione dell'umana e della divina natura uscito dal suo costato, e perchè fosse gè •

nella persona del divin Verbo, tratto nei losamente custodito sì inestimabile teso-
luoghi che la riguardano e parlando del ro, istituì il vescovatodi Mantova. Carlo
mistero dell'incarnazione. Novaesdice in- Magno ricevè dal Papa una particella del-
sorta la questione econtroversia nel 1462, la insigne reliquia, clic fu poi deposta nel-
ed agitata con gran calore tra'francesca- la santa cappella di Parigij indi si portò
ni e domenicani, nella quale primi so- i a venerare Sangue
il ss. iu Mantova. Ve-
stenevano Che il sangue di Cristo spar-
: dasi i Bollandisti, Acuì ss. die 1 5 mari,

so nel triduo di suaPassione,e separato dal p. 378; Lambertùii, De canoniz. ss. lib.
suo ss. Corpo non era stato unito posta 4, par. 2, cap. ro; ed il p. Onorato da

i

ticamente col Verbo divino, e che perciò Maria, t. 3 in Reg. critic. lib. 5, disser
non gli sidovea prestare il culto di la- 5. Altre notizie, oltre le riferite a iletto ar-
tria. Laddove i domenicani affermavano ticolo, si ponno leggere in Donesmoudi,
r*
il contrario, spalleggiati dal maggior nu- Istoria di Mantova par. 2, p. 1 1 e seg., 2
mero degli eruditi, fra'quali lo stesso dot- e seg., ove riporta che lo venerò pure
tissimoPio II, com'egli stesso dice ne'suoi riconobbe Pio II, ordiuaudochese nefa
Commentari, lib. 2, p. 537. Questo Pa- cesse Y ostensione nel dì dell' Ascensione,
pa,avendo fatto esaminare sì grave pun- esponendosi pure nel venerdì santo. E-
SAN SAN 37
ziandio discorre della disputa succennata, tissima, che nell'orlo di Getsemani, pres-
colle opiuioni di diversi
ss. Padri e teo- so Gerusalemme (V.) sudò veramente ,

analoghe al culto, istituen*


logi, e nozioni sangue mescolato col sudore ordinario,
dosi a Mantova in onore del ss. Sangue umore che esce dal corpo anco per so-
una confraternita cui concesse indulgen- verchio affanno e afflizione d'animo ri- :

ze Pio II. Dice pure della piccola parti- porta alcuni e«empi di quelli che per es-
cella che trovavasi nella chiesa de' frati sere condannati a morte,o per aver pian-
francescani presso Saintes,da tempo im- to quella di qualche stretto congiunto
memorabile; come di quelle che si vene- sudarono e piansero sangue.Aggiungecon
ravano in Bruges nella chiesa di s. Ba- s. Girolamo, che la veemenza e ardore

silio, raccolto da Giuseppe d' Arimatea, dell'orazione di Gesù nell'orto, furono la

e recatovi neh 148 da Tierrico conte di cagione del suo sudore sanguigno: il Ca-
Fiandra reduce dalla Palestina; ed inMar- jetano sul cap. 22 di s. Luca è di parere
siglia in un vasetto mescolato con terra, che Cristo sudasse sangue, perchè la ma-
e portatovi da s. Maria Maddalena, e che teria ordinaria del sudore era venuta me-
secondo il Pierio, nel venerdì santo si ve- no. Conclude col p. Su arez, che sudò san-
deva bollire. Inoltre chespruzzati di san- gue. Il venerato Sangue di Gesù Cristo
gue divino, oltre le Scale sante {V) e le di cui finora ho parlato, secondo alcuni
sagre Spine (V.\ sono in Torino la Sin- non è che quello che prodigiosamentestil-
done {V) 3 il Volto santo (V), che si a- lò alcuna volta dalle spine della Coro-
dora nella basilica Vaticana in Roma, na di Spine 3 e dai Crocefissi che i giu-
ov'è pure e nella chiesa di s. Prassede la dei o i pagani empiamente trafissero in
Colonna (V.) dove fu percosso con Fla- ischerno dell'adorabile Salvatore. Si può
gelli^.) il Redentore stesso; e che nella vedere s. Tommaso d'Aquino, par. Ili,

basilicaLateranense sia un'ampolla con quaest. 54, art. 2 ad 3; et Quodl. V, art.


del sangue e acqua usciti dal sagro petto, 5 Sanguis ille 3 qui in quibusdam ec-
:

forse dono di s. Leone I X che ne prese clesiis prò reliquiis conservatur3 nonflu'
quando fu in Mantova. In diversi altri ar- xit de latere Chris ti; sed miraculose di-
ticoli notai dove si venera il preziosissimo citur affluxisse dequadam imagineChri-
Sangue, come a Volterra, e nel voi. LI, sti percussa. Il Onorato, De Re-
citato p.
p. 247, dicendo che Celestino III ne pose t. 3, 243 dice
liquiis, dissert. 5, § 2, Nul- :

nella chiesa di s. Salvatore delle Coppel- lum alluni in terris superfluisseJesu Chri-
le, ora del collegio de'parrochi di Roma; sli Sanguinem praeter parliculas Mas,
)

e nel voi. LVII,p. 117, in cui parlando quae vel Passioni instrumentis , vel sacris
delle reliquie tratte daCostantinopoIi nel- sepolturae linteis adhaeserunt. E sem-
l'occupazione latina, enumerai parte del- bra che così l'intenda la s. congregazio-
la vera Croce con
istille del prezioso San- ne de'riti, nel decreto per la diocesi di Ve-
gue^ molte reliquie insigni che eb-
fra le rona de'22 settembre 1827, la quale vie-
be Venezia, vi fu pure del ss. Sangue. Il ta, inconsulta sede Apostolica , un pub-

Rinaldi negli Annali ecclesiastici , all'an- blico culto a quelle reliquie che si dicono
no 247 parla del Sangue di Cristo spar-
1 tinte del Sangue prezioso, le non so-
quali
so sulla Croce e trasportato in Inghilter- no degl'istrumenti della Passione, purché
ra, non che de'grandi onori fatti dal re e non godano una pubblica antica venera-
dai popoli. Il p.Menochio, Stuore 1. 1 cen- zione. Nondimeno uon sarebbe lodevole
turia 4> trattò nel cap. 22: Del sudore di una qualunque novità in tale proposito,
sangue di Gesù Cristo, e se fu sudore na- se non venisse fatta con tutta prudenza,
turale. Riportati il testo di s. Luca e al- e senza che v' intervenga la licenza del-
cuni pareri, dichiara tenersi per cosa cer- l'ordinario, come vuole il citato decreto.
38 SAN SAN
À Crocefisso parlai di quello di Belilo le, cioè una triplice pel Crocefisso, ed una
oltraggialo sacrilegameu te dagli ebrei, e per la detta reliquia, ma una volta sol-
che feritone il costato, ne uscì sangue e tanto, com'è di metodo; dappoiché la par-
acqua. Il Rinaldi dice anno l\ \(\ n.°
all' i
ticolare venerazione della Chiesa per la

1 7 e 1 8, che in Costantinopoli avendo un ss. Croce con quel culto che notai nel
,

ebreo percosso con coltello il volto d'una voi. XVIII,


p. 238, è propria del vener-
Immagine (V.) del Salvatore, ne scaturì dì santo. Il suddetto rito si pratica ancora
sangue abbondanza; ed all'anno or) i,
in ì alle reliquie che si ritengono per intrise
n.° 4? parla del sangue uscito in Pioma mi- nel sangue prezioso di Gesù Cristo, e mol-
racolosamente da un'immagine del Sal- to più per quelle della B. Vergiue e dei
vatore, percossa da un altro ebreo; di più santi, come si ricava dal l'accennalo decre-
all'anno 5oc), n.°io ei i, ragiona del san- to perla diocesi di Verona. Per altri de-
gue uscito dall'immagine di s. Teodoro, creti de' s. si potrebbe con tali
riti, non
per una freccia tirata da un saraceno pres- reliquie benedire il popolo, dicendo To-
so Damasco. In onore del ss. Sangue fu- nelli udì' Etichir idioti lib. 2, che tal be-
rono istituiti diversi sodalizi; la congre- nedizione non si dà che con Gesù Cristo
gazione delle Bemardone o monache ci» sagramentato. Tutta volta il Lambertini,
Q
sterciensi del Sangue prezioso ,di cui par- Notificazioni 47, t» 2, n. 45, sostiene il
lainel vol.XUl,p. 227; la congregazio- contrario, dicendo,che seTonelli fosse sta-
ne de'niissionari del Sangue preziosissi- to piùstudioso delle antichità della Chie-
mo di N. S. Gesù Cristo (^.), nel quale sa, prima di decidere avrebbe meglio pen-
articolo dico di altre pie istituzioni, come sato. In fatti nella descrizione dell'osten-
della festa e uffizio Sangue con- i\e\ ss. sioue delle reliquie (alla da Clemente XI,
cessa dal regnante Pio IX; non che l'or- furono raccolte tutte le autorità de'dot-
dine equestre del Sangue prezioso di Ge- tori, che approvano di benedire general-
sù Cristo (V.). Nel già citalo Diz. litur- mente il popolo colle Reliquie (F.) dei
gico di d.Diclichj vi è l'articolo : Reliquie santi, come osservò Morettine ritti osteu-
del Sangue prezioso, della ss. Croce,
ss. sionìs reliquiarum § 60. Tale consuetu-
e di tutti gV istrumenti della Passione t noti dine si pratica anche in Roma , e nella
che de santi, e loro culto da prestarsi. Av- basilica Vaticana col Volto santo, sagra
verte che non si pouno esporre sopra il Lancia, e ss. Croce Pio II dopo la soleu-
:

tabernacolo del ss. Sagra mento, mentre nissima Processione {V.) 3 benedì il po-
cioè si conserva in esso rinchiusa la ss. polo colla testa di s. Andrea. Questo e-
Eucaristia. Che le reliquie degl'istrumeii- ziandio è il rito de'greci, come si vede nei
li della Passione non si devono esporre loro Menologi. Da tultociò chiaramente
sotto il baldacchino o portare con Otti- rilevasi, che collesagre reliquie si die sem-

bfellino^V.), se nonché ove ne sia la con- pre una benedizione generale soltanto.
suetudine. Crede conveniente che il sa- A Martirio ed a Martire osservai la
cerdote che dovrà esporre tali e altre sa- gran di vola premura ch'ebbero primi i

gre reliquie, vesta cotta e stola e sia ac- cristiani di raccogliere sangue de'mar-
il

compagnato da due accoliti con torcie ac- tiri, e con somma venerazione, spremen-
cese.Dovendosi cantar messa e vespero dolo dalle loro vesti raccogliendolo con
solenne all'altare ove sia esposta la reli- ispugne, per collocarlo ne' loro sepolcri;
quia della ss. Croce, il celebrante e i sagri eche ilsangue nell'ampolla di vetro o nel
ministri non debbono genuflettere alti i- vaso di creta aspersi di sangue, unito alla
nienti , come se celebrassero ove si con- pai ma, segno di trionfo e di vittoria.pres-
serva rinchiuso il ss. Sagramento. Per- so il corpo d'undefunto, èsicurissimodo-
tanto l'incensazione non si farà due voi- cumenlo del suo martirio , auzi talvolta
SAN SAN 39
fu trovato sangue ancora rosseggiante,
il Dio conveniva; ponno avere anche a-
si

come riporta il p. Lupi, Dissertazioni t. nalogiaal vas electionis di s. Paolo, per


I, p. 1676 248, dicendo ancora che il va- indicar l'elezione e la predestinazione dei >

so di sangue ne'sepolcri è indizio di cri* santi, e con maggior frequenza trovansi


stianesimo,e che il sangue
il sepolto die ne'sepolcri degl'innocenti bambini e fan-
per la fede di Gesù
Di ciò trattano
Cristo. ciulli. Belleerudizioni in argomento scris-
pure,il Paoli, Notizie di s. Feliciano mar- se Buona rruoli, Osservazioni di vasi an-
lire; ed il Cancellieri, Dissert. sopra le tichi di vetro trovati ne* cimiteri di Roma.
ss. Semplicia e Orsa trovate co* vasi del O Chiesa beata, esclamava s. Cipriano,
sangue, ove riproducendo il decreto dei illustrata dal sangue de'gloriosi martiri.
s. riti, che il simbolo della palma e il va- Sangue prezioso Io chiamò s. Agostino,
so di sangue sono segni certissimi di pa- C reso tale, benché vile di sua natura 3
tito martirio, vi aggiunge le opinioni se perché simile a quello sagrosanto, che fu
i due segni definiti si devono prendere cu- sparso da chi non poteva aver peccati.
mulativamente o separatamente, preva- Sangue fecondo, scrivea Teodoreto, che
lendo quella pel solo vaso tinto di sangue, innaffiando il campo mistico della Chie-
che la pietà de' cristiani soleva murare sa facea germogliare e moltiplicarsi la na-
ni di fuori del loculo de* ss. Martiri, depo- scente cristianità. I miracoli operati dal
sti nelle catacombe. Poiché le replicate e capo dei martiri il divin Redentore pei
scrupolose esperienze chimiche, fatte da meriti del sangue sparso da'suoi seguaci,
Goffredo Liebnitz e da molti altri sopra cominciarono fino da quelli strepitosi ac-
Vali vasetti, hanuo posto fuor d'ogni dub- caduti nel trasporto di s. Stefano proto-
bio, che le deposizioni sanguigne, di cui martire, e gli abbiamo successivamente
sono tinti, sono di vero sangue, e non di in tutte le storie,che ne riportarono i più
composizioni minerali, come dimostrano edificanti meravigliosi esempi. Nel voi.
Fabretti , Lupi , Boldetti, Vettori. Fino LVI1, p. 107, dicendo della venerazione
dagli antichi tempi questa prova , ogni in cui furono tenuti i veliobrandei, che

qualvolta si édubitato della verità delle si ponevano sui corpi o sepolcri de'mar-
reliquie, è stata preferita ad ogni altra. I che
tiri, dissi s. LeoneI e s. Gregorio I,

fedeli che assistevano ai mera vigliosi com- forandoli con forbici e coltello, ne uscì
battimenti de'ss. Martiri, lo raccoglieva- vivo sangue. Iddio glorificò molti santi,
no a gara con santo fervore e trasporto con prodigiosamente conservare il loro
di voto, ovunque cadeva, e fin anche spre- sangue, lo che rimarcai ove si venerano
mevanlo dalle vesti degli stessi spietati car- molte di tali miracolose reliquie. Nel voi.
nefici, che ne restavano spruzzate e asper- XL VI I, p. 1 74 parlai del sangue di s. Gen -

se. Cancellieri a p. 39 e /\.o ci dà molle naro, che in ampolla tuttora si liquefa e


antiche testimonianze del santo uso di bolle, venerato nel 1849 dal regnante Pio
raccogliere studiosamente, e di conser- IX, come toccai nel voi. LUI, p. 216. 11
vare il sangue prezioso de'ruartiri ne'lo- dotto Benedetto XIV giustamente scris-
10 tormenti, in vaso di vetro e di creta. se, che se ogni altro prodigio ravviva di

Questi vasi però debbono distinguersi da ordinario la fede, e confonde l'incredu-


quelli che trovansi in disegno , o veri o lità in un sol paese o in una provincia,

reali, anch'essi incastrati nella calcina da il celebrato sangue di s. Gennaro é uno

qualche lato de* sepolcri, ripostivi senza strepitoso portento del mondo cattolico.
reliquie o vestigio alcuno di sangue in , Un sangue di s. Genna-
bell'articolo sul
significato che il defunto ivi deposto a- io si legge nel n.° 29 del Giornale Ro-
vea custodito il suo corpo moudo e im- mano del 1848, ove si loda la dotta dis-
mune da ogni sozzura, come al tempio di sertazione su questo argomento pubbli-
4o SAN SAN
1
cata in Napoli da mg. ' Antonino de Lu- ogni anno nella chiesa delle monache di

ca vescovo d' A versa. Questo stupendo s. Ligori di Napoli, conservandosi del san-
sangue denso e concreto, dall'arca in cui gue del s. Precursore e patrono dell'or-
è custodito si ripone sull'altare incontro dine, nella festa di sua decollazione con
al capo dello stesso santo martire, e per gran miracolo si liquefaceva, del colore
lo più in breve ora si scioglie e ferve co- come vivo rubino, quindi si vedeva nella
si liquido come allora spiccasse dalla ve- sua ampolla brillare e bollire; il perchè

na. Nel voi. LU, p.255, dissi del sangue nel i586 l'ordine gerosolimitano statuì,
fresco e vivido di Antonino, che si vene-
s. che tutti i dignitari e cavalieri trovandosi
ra in Piacenza. All'articolo Ra vello par- in Napoli, co'manti di punto dovessero as-
lai del sangue di s. Pantaleoneche prodi- sistere alla festa in detta chiesa. Delle re-
giosamente si liquefa nel giorno preceden- liquie del s. Precursore parlai in molti
te la festa, parte del quale si venera nella luoghi, come ne' voi. XXVIII, p. 287 e
chiesa óe filippini di Roma e si mantiene 296, LVII, p. 117.
sempre fluido, al modo che ivi notai. In- SANGUE PREZIOSISSIMODI N. S.
oltre in Roma nella basilica de'ss.XII A- GESÙ' CRISTO, Congregazione dimis-
postoli è un'ampolla contenente il sangue sionari. Ne fu fondatore il ven. servo di
fluido di s. Giacomo maggiore apostolo Dio d. Gaspare del Bufalo, canonico del-
delleSpagne,e per la sua festa si espone al- la basilica di s. Marco di Roma e missio-
la pubblica venerazione. 111. che ne fece nario apostolico. Nacque egli in Roma ai
menzione è l'Ugonio, nel libro delle Sta- 6 gennaio 17 86, dai pii e onesti coniugi
zioni di Roma ivi stampato neh 588, ma Antonio, ed Annunziata Quartieroni, ad-
non lo dice fluido. Lo conferma quasi un detti alla corte de'principi Altieri. Edu-
secolo dopo il p. Malvasia conventuale cato per ispecial cura di essi nella pietà
nella Storia della basilica de' ss. XII A- e nelle lettere, alle quali applicò con tut-

postoli, pubblicata in Roma neh 665, di- to l'impegno, crebbe alla virtù e diede fi-

cendo che si ammirava liquefatto e ru- no dalla più tenera età chiari segni di fu-
bicondo come se allora fosse cavalo dal- tura santità. Vestito degli abiti chiericali,
le vene. Anche Piazza ne\Y Emerologio di frequentò con assiduità le scuole del col-
Roma ricorda tale reliquia; ed in un an- legio romano, e ne riportò premi ed enco-
tico codice di memorie dellabasilica, nel mii. Ritraendo non ordinario profitto dal-
catalogo delle reliquie, è qualificato colle lescienze,e bramoso di viemmaggiormen-
parole, scmperjluens. E' poi antica tra- te erudirsi negli esercizi del sagro mini-
dizione del contiguo convento, che ne fos- stero a cui voleva dedicarsi, fu uno dei
sedato parte ai re di Spagna, che gli spa- più assidui alle radunanze accademiche
gnuoli tentarono una volta di rubarlo, e di teologia, che teneva nelle sue camere
r
che in seguito di ciò i Papi nel giorno di il dotto mg. Gio. Marchetti arcivescovo
s. Giacomo maggiore, in cui con grande d'Ancira,con tanto vantaggio dell'eccle-
pompa esponevasi, vi mandassero la loro siastica gioventù. Per la qual cosa si rese
guardia svizzera per custodirlo; uso che carissimo a quel prelato, come altresì al-

poi venne meno nel secolo passato. Il ram- l'egregio oratore e vescovo mg. r Baccolo,
mentato Paoli a p. 60 dice che s. Grego- dal quale apprese sì eccellentemcule l'ar-

rio diTours descrive la premura di quel- te difficilissima della predicazione, a cui


la dama, che senza riguardo corse a rac- si dedicò prestamente e con rapidi succes-
cogliere in una ricca conca il sangue .gron- si, per cui fu chiamalo un giovane apo-
dante dalla recisa testa di s. Giovanni Bat- stolo; il proprio parroco di s. Marco tal-

tista. Dal Pozzo, Historia della s. Reli- volta gli faceva fare in sua vece il cale-

gione di Malta par. i, p. 275, nana che chisoto dopo l'insegnamento della dotili*
SAN SAN 4i
na cristiana, e dopoché fu ordinato dia- ma, ove Pio VII. Riassunse to-
si restituì
1*
cono supplì a mg. Marchetti, facendo le sto l'apostolico ministero, e con maggior
lezioni scritturalicon comune soddisfa- fervore tutte le opere di pietà che avea
zione nella chiesa del Gesù. Non ancora precedentemente praticate, con tanta e-
sacerdote, il canonico di detta basilica di dificazionee vantaggio pubblico. Ampio
s. Marco d. Carlo Pace, lo nominò per ca- frutto raccolse dalle sue zelanti fatiche e
nonico coadiutore, e per la morte del me- predicazioni, si die ogni cura perchè ve-
desimo poco dopo lo divenne proprieta- nisse ristabilita la Pia unione di s. Paolo e
rio; Prima di questo tempo e nell'età di quella di s. Galla, adoperandosi perchè o-
1 7 anni avea chiesto ed ottenuto di farsi gni anno si stabilisse di dare prima della
monaco silvestrino, ma i genitori ne im- s. Pasqua gli esercizi spirituali agli stu-
pedirono l'effettuazione. Ordinatosi pre- denti dell'università romana, alle milizie
tesolimaggior assiduità si die a frequen- pontificie ed alle guardie nobili, ed egli
tare Ospizio di s. Galla ed a provve-
l'
t
stesso più volte ne fu incaricato; in una
dere per mezzo di catechismi alla istru- parola non si lasciava sfuggire occasioni
zione di que'miserabili, a'quali ivi si dà per operare il bene. Pieno di venerazio-
ospitalità e ricovero,divenendone poi su- ne per la benemerita compagnia di Gesù,
periore. Indi con d. Gaetano Bonanni, poi per s. Francesco Saverio, luminare di es-
vescovo di Norcia, eresse un oratorio not- sa e suo special protettore ch'erasi preso
turno neila chiesa di s. Maria in Vincis a modello, ebbe singoiar propensione per
all'arco de'saponari presso piazza Mon- entrarvi e professarne le regole; ma ester-
tanara, e si die ad esso principio cogli e- nata sua vocazione al Papa, questi gli
la

sercizi spirituali, onde ben presto fu fre- disse che dovea occuparsi esclusivamen-
quentato da molti con gran fervore (Es- te nel ministero delle missioni, laonde de-
sendo padrone diretto della chiesa il ca- pose tale pensiero e preseil detto da Pio

pitolo di s. Nicolò in Carcere, nel i83o VII come manifestazione divina. Dopo
con autorità di Pio Vili ne fu data l'in- aver dato nell'ottobre 18 14 gli esercizi
vestitura con 1' annesso fabbricato alla alle agostiniane di Frascati, si condusse
confraternita e ristretto dell'Immacolata in Giano diocesi di Spoleto per baudirvi
Concezione e s. Francesco Saverio. II so- la divina parola. In tal circostanza veden-
dalizio colle limositie fece eseguire nella do quasi abbandonata la maestosa chie-
chiesa molti restauri, cosi ai suoi annessi. sa e contiguo convento di s. Felice vesco-
Neli84o manifestatesi nel fabbricato al- vo di Spello, la brama di guadagnare a-
cune fenditure, si accorse alle debite ri- nime a Dio gli fece nascere l'idea di po-
parazioni). Invasa Roma e lo stato pon- ter in quel luogo riunire in comunità que-
tifìcio dai francesi, deportato Pio VII in gli ecclesiastici che amassero di dedicarsi
terra straniera nel 1 809, nel luglio del se- al ministero delle s. missioni, le quali si-
guente anno anche il canonico del Bufalo no dalla sua prima età aveano in lui for-
subì la sorte comune di quelli che non mato il più gradito pensiero; trovando il

vollero aderire al giuramento,onde Miol- sito opportuno al suo pio scopo, lungi da
lis l'esiliò a Piacenza, donde fu trasferito ogni strepito e adatto allo studio, perciò
a Bologna, quindi e successivamente nel- si propose domandarlo. Tornato in Ro-
le carceri di s. Gio. in Monte, d'Imola, e ma espose il suo divisamento all'ottimo
diLugo ristretto in una segreta, trattato prelato poi cardinal Cristaldi, col qua-
con estremo rigore e sorveglianza. Dopo leavea contratto grande amicizia, come
tanti patimenti, sul punto d'essere tra- zelante per le opere pie.11 Cristaldi, che

sportato in Corsica, cadde l'impero fran- fu poi uno de'benefaltori più insigni del
cese, ricuperò la libertà e ritornò in Ro* suo istituto, uou solo lo incoraggiò all'ini-
42 SAN SAP*
presa, ma si ofhì di coadiuvarlo coi far- ti, al modo che
Frosuone, pen-narrai a
ne domanda a Pio VII, il quale ravvisan- sò Pio VII alla morale colturadi que'po-
do il proponimento utile alla cristianità, poliper mezzo di ministri evangelici ; e
\i accondiscese, ed a mezzo della commis- volgendo la sua attenzione alla novella
sione amministrativa de'beni ecclesiasti- istituzionedelle missioni, con chirografo
ci, con rescritto de'3o novembre i8i4> degli 8 ottobre 821, ordinò al can.° del
1

accordo al canonico del Bufalo la chiesa Bufalo di aprire in quella provincia 6 ca-
e convento di s. Felice di Giano, venen- se. Prontamente si eseguirono le fonda-

do intestatala cessione, per di lui deside- zioni di Terracina, Sonnino e Sermone-


rio, al proprio compagno sacerdote Bo- ta ; in Velletri fu aperto un ospizio, e
nanni, come a superiore di questa casa. quindi le cjse di Fresinone e di Valle -
Ambedue nel luglio del seguente anno si corsa, con efficaci successi e dilatazione
recarono dal Papa a implorare la bene- dell'istituto, il cui spirito indefessamente
dizione apostolica sull'opera che andava- il fondatore rifuse ne' compagni che gli

no a cominciare; e Pio VII li esaudì e a- riuscì aggregare.Quindi colla sua attività


ni oiò all'i m presa, concedendo grazie spiri- talmente attese alla propagazione dell'o-
tuali e una somma di denaro per le prime pera delle missioni, che alla sua morte la-

spese. Portatosi il can.°del Bufalo a Gia- sciò aperte e bastevolmente fornite d'in-
iiOjColBonanni ealtri due compagni, prov- dividui 1 3 case. Volendo stabilire le rego-
vide all'occorrente per riordinare l'ab- le pelgoverno della congregazione, chia-
bandonato locale, ed a'i5 agosto, dopo mò a compagni, e diede
consiglio alcuni
esercizi e comunione generale, andò eoi forma a quelle inprincipioabbozzate per
compagni processionalmenteal vicinosao- la casa di Giano; quindi precedendo col-
t uario della Madonna del Fosco, ove do- Tesempio a tutti, vivamente ne racco-
po la predica si cantò il TeDeum^ in rin- mandò l'esatto adempimento: lequali re-
graziamento a Dio per la nuova istitu- gole dopo lunga esperienza, maturo con-
zione, ed ecco perchè poi la congregazio- siglio e continua orazione, perfezionò nel
ne de'missionari celebrò ili 5 agosto co- finir di sua vita. Per facilitare meglio al
me il giorno natalizio dell'istituto. Dispo- giovane clero la via di applicarsi alle mis-
ne le cose al buon andamento della fon- sioni, nel 1824 aprì nelle case di sua con-
dazione, e dopo statuito un metodo uni- gregazione convitti ecclesiastici, ne'qua-
i

forme di vita pe'suoi missionari, il cano- li i giovani sono istruiti mediante un cor-
nico ritornò in Roma per aprire in ogni so regolare di studi, e si esercitano an-

provincia una casa di missione con du- cora in uffizi analoghi allo stato di loro
plice scopo, cioè di dilatare bene che siil vocazione. Opportune regole stabilì ezian-
fa col ministero apostolico, e che questo dio pe'con vittori, i quali aumentarono il

fosse continuato e non interrotto. In Ro- numero degli operai. L'infaticabile mis-
ma adoperò pei le altre fondazioni, e
si sionario che per lo spazio di 22 anni e-
per aprirvi una casa centrale, pel som -
ivi vangelizzò i popoli, non solo senza inter-
ino utile che ne verrebbe a tutta la con- ruzione percorse quasi tutto lo stato pon-
gregazione. I desiderii del can.°del Bufa- tificio, ma fu pure in molti luoghi del re-
lo per allora non furono del lutto appa- gno ed a Benevento ove poi si
di Napoli,
gati, ma nel 18 19 potè aprire la 2.* casa aprì una casa; e da per tutto con acceso
Camerino, ed al-
in Pievelorina diocesi di zelo occupossi della santificazione altrui,
quanto dopo si fece pure la 3." fondazio- in maniera da potersi dire essere stato
ne nella chiesa abbaziale di s. Paolo di l'intiero vivere suo un esercizio continua-
Albano. Frattanto infestata la provincia to di apostolico ministero. Attirate dalla
di Marittima e Campagna dai mal vi veti fama di sue fruttuose missioni, da viciui
SAN S A N 43
e lontani paesi accorrevano a tonne le solse e dette opera sollecita a diffónder-
persone ad udirlo, in guisa che fatte an- la, pei' santamente accenderne ogni ani-
guste le chiese dovea predicar nelle piai* ma ; imperocché nel riprodurre le glo-
ze,e queste pure piene zeppe dalla mol- rie e la passione del Crocefisso, intende-
titudine. Divideva il pulpito col confes- va aprire le fonti della divina misericor-
sionale, senza interruzione e riposo; ed dia,mercè l'applicazione de'merili del di-
ehbe il contento di vedere tornali a Dio vin Sangue, ch'è appunto quello che de-
non pure ostinati peccatori,donne di mal ve placare la giustizia di Dio Padre; so-
affare, pubblici viziosi, ma eziandio più lendo dire sovente, la divozione al San-
corifei d'iniquità, lutti scossi dalla sua e- gue preziosissimo di Gesù Cristo essere
loquenza , dall' ingegno, dalla dottrina, l'arma de'tempi perversi in cui viviamo.
dalla perizia delle s. scritture, dall' irre- Del che intimamente persuaso, con votosi
prensibilità de'suoi costumi, dal disiute- legò a Dio, per operare tutto che possibile
resse, dal mirabile zelo che lo animava gli fosse per propagare questa divozione.

senza tregua, e dalla vita laboriosa e pe- Al qual fine si pose con accuratezza a leg-
nitente che menava per la salvezza de'po- gere le s. Scritture, i padri e dottori del-
poli. 11 metodo delle sue missióni e che la Chiesa, per raccogliere il fiore di quan-
stabilì per gli ascritti alla sua congrega- to vi è scritto intorno all'augusto miste?
zione, egli lo formò sulle traccie de' ce- ro, affine d'illuminarne meglio il suo in-
lebri e benemeriti operai evangelici, e telletto, erapirsene il cuore, ed avere air
principalmente de'Segneri, di Baldinuc- tresi ampia materia a favellarne. In fatti
ci; diPinamonti, de' ss. Alfonso de Li- era questo il precipuo tema vagheggiato
guori e Francesco di Girolamo, e del b. e gradito, anche de'suoi famigliari discor-
Leonardo da Porlo Maurizio; metodo che si. divampava il suo
Nelle missioni poi
sipuò leggere in uig. r Gentilucci, Coni- tenero affetto pel Sangue, e pieno di
ss.

pendiot par. 2, cap. 4, il quale celebra ol- fervore e zelo ne disvelava le glorie per
tre le virtù praticate dal servo di Dio, i modo, che gli attenti uditori si sentivano
doni singolari oude venne dal medesimo accender di amore verso tale divozione.
arricchito in ordine alla predicazione, le In sul finir della predica si faceva pre-
particolari conversioni seguite nelle sue sentare il Cristo morto con solenne e di-
missioni, gli avvenimenti prodigiosi che vota pompa , ed allora narrava con mi-
le accompagnarono, mezzi adoperati per
i rabile e commovente facondia , come il

rendere permanente il frutto ricavato dal- Redentore,che mostrava lacero e svenato,


le missioni, lo studio singolare nel pro- offrendo nel suo divin sangue un prezzo
muovere le glorie del preziosissimo e rea- infinito per la colpa infinita di sua ma-
le divino Sangue di Gesù Cristo (F.). Fi- lizia, fosse morto sulla Croce per riscat-

no dagli anni più verdi, il cau.° del Bu- tarci da eterna schiavitù, avesse vinta la
falo dimostrò divozione tenerissima ver- morte (perchè questa o sia la testa di mor-
so il prezzo infinito dell'umano riscatto, to si pone sotto piedi del Crocefisso, lo
i

la quale crebbe sempre più con lui iu spiegai nel voi. XV III, p. 269), debellato
modo da formare il primo e diletto suo ildemonio, chiuso l'inferno, aperto il pa-
pensiero; considerando che il sangue del- radiso, dove pur noi., egli duce, entrere-
l'Agnello immacolato, il quale fu prezzo mo trionfanti partecipando alle sue vit-
della comune redenzione dalla diabolica torie. Con sì infocati accenti, gli animi de-
schiavitù, sarebbe valevole a disarmare restavano inteneriti, compunti
gli astanti

il braccio di Dio irato, e propagandone e mossi a lagrime esospiri. Così egli pro-
la bella divozione fra'popoli si porrebbe pagando la divozione in lui tanto prezio-
un freno alle nequizie degli empi, si ri- sa e preponderante, aumentava ilnume-
44 SAN SAN
1*0 de' venera lori del Sangue, infervo-
ss. dicalo alle sue glorie, e si sogliono esegui-
rando pure i sacerdoti che lo coadiuva- re nella chiesa di s. Nicola in Carcere dal
vano a diffondere la prediletta divozione- capitolo e dall' arciconfraternita, con a-
E siccome il servo di Dio, che tanta par- naloghi sermoni; pio esercizio, che viene
teaveo a vuto'neirrstituzionedeirarcicon- pure eseguito in altre chiese di Roma.
fraternita del divin Sangue eretta da d. Quindi si occupò perchè il Boriarmi il ,

Francesco Albedini nella Chiesa di s. Ni- can.°Palma, ed il p. Amici oli vetano pub-
cola in Carcere, canonico di questa e poi blicassero colle stampe 3 diverse operette
vescovo di Tei racina, come dissi a quel- di brevi ragionamenti e meditazioni per
notando la reliquia che pos-
l'articolo (e ogni giorno di detto mese; di alcune delle
siede, avendo il sodalizio ottenute indul- quali, come della corona e 7 offerte, fece
genze da Pio VII, per la recita della Co- più volte la ristampa egratuitamente di-
rona divozionale del Sangue prezioso, al spensò. Desiderando poiché perenne fos-
modo che dichiarai in quell'articolo, qui se in tutto l'anno il culto al divin Sangue,
dirò che anco Leone XII ne accordò ai si affaticò perchè le nominate pratiche

minori osservanti d'Araceli, per l'offerta mensili, ove fosse possibile, avessero* luo-
del ss. Sangue. Nella corona poi si con- go successivamente in 1 2 chiese, o leggen-
siderano in 7 misteri le altrettante volte do le meditazioni contenute in que'libret-
in cui Gesù Cristo versò sangue dal suo ti, o meglio ancor predicando. Inoltre det-

venerabile corpo, cioè nella Circoncisione, te al suo istituto il nome di Congregazio-


nell'Orto di Getsemani presso Gerusa- ne de' Missionari del preziosissimo San-
lemme, nella Flagellazione per la Coro-
-, gue, affinchè viva e continua rimanesse
na di spine, nel viaggio che fece al mon- ne'suoi figli la memoria e la cura nel pro-
te Calvario, nella crocefissione per la la- muoverne senza interruzione le glorie e
cerazione óeChìodi} e quando gli fu aper- nel divulgarne i trionfi. L'anima innamo-
to il sagro costato colla Lancia), era sta- rata del servo di Dio ardeva del pio de-
to scelto apromotore della medesima di- siderio di veder con uffìzio e rito proprio
vozione con opportune facoltà, così de- celebrata in tutta la Chiesa la festa del
putava gli ecclesiastici suoi collaboratori ss. Sangue di Gesù Cristo (che in Roma
in aggregatoli per estenderla ovunque, particolarmente si celebra nelle chiese di
promulgazione che raccomandava tene- s. Nicola in Carcere, di s. Andrea delle
ramente pure ai missionari delle Missio- Fratte, e di s. Salvatore in Campo del-
Laon -
ni pontifìcie nelle parti più remote. la congregazione), esprimendosi che al-
de la divozione al preziosissimo Sangue lora avrebbe potuto dire: Nunc dimillis
di Gesù Cristo, per le zelanti e non inter- servimi luuni Domine. Ma ciò non fu a
rotte cure di lui, è diffusa non solo in I- suo tempo voler di Dio, il quale però di-
talia e in Europa, ma eziandio in più re- spose che brama di lui avesse compi-
la

gioni d'Asia, Africa e America, e si conta mento a'o agosto 1 849, quando il Papa
1

un numero prodigioso di ascritti ad essa, Pio IX, per mezzo della s. congregazio-
i quali venerano particolarmente il prez- ne de'rili, emanò solenne decreto, ordi-
zo ineffabiledell'umana redenzione. Nep- nando che in tutto l'orbe cattolico se ne
a
pur questo bastando all'ardente zelo del celebri ogni anno con rito di 2. classela
can.°del Bufalo, fece di tutto perchè nel- festività nella 1." domenica di luglio (pei
le chiese si recitasse la detta corona, non grandi restauri che si operano nella chie-
che le 7 offerte del divin Sangue, e per- sa di s. Nicola, neh 852 la festa con so-
chè s' introducesse la pia costumanza di lenne pompa fu celebrata dal capitolo e
far delle pratiche di vote nel mese di giu- dal sodalizio nella chiesa dis. Maria del-
gno, che è tutto il mese specialmente de- la Consolazione). L'infaticabile e virtuo-
SAN SAN 45
sissimo can.°delBufalo,daIla graduata de- scheria ,
gli fu celebrato il funerale , al

cadenza delle sue forze, se non anche me- quale accorse il popolo e specialmente
glio da Dio, conobbe non esser lontano il clero, dicendo gli uni agli altri, essere
il termine del suo vivere terreno, sebbe- morto un santo, aver perduto Roma un
ne in fresca età, per que' particolari nar- vero apostolo. La sua spoglia mortale ve-
rati dalsuo biografo mg. r Gentilucci. Mi- stitada missionario, fu chiusa e sigillata
nacciando la Pestilenza (V.) del cholera in una cassa di legno, e trasportata nella
l'alma Roma, Gregorio XVI per placare chiesa di s. Paolo d'Albano. Ivi alla pre-
sdegno di Dio e frastor-
colla penitenza lo senza dell'intera comunità de'missionari
nare il tremendo castigo, ordinò pubbli- fu aperta la cassa, e si rinvenne il cada-
che preghiere e missioni, che notai al ci- vere non solamente intatto, ma esalante
tato articolo. Il vicario cardinal Odescal- gratissimo odore , onde si tenne esposto
chi affidò al can.°del Bufalo la cura di pre- in chiesa per altre esequie, che si ripete-
dicare nella chiesa di Maria in Valli-
s. rono due altre volte a sfogo del pubblico
cella, ed egli avvampantedi carità pel be- affetto e venerazione, e per conservarsi il

ne dell'anime, e per nulla curante la sua corpo incorrotto. Nelle prime esequie un
affievolita salute, volontieri ne accettò l'in- missionario recitò l'orazione funebre; le

carico e fu l'ultima sua missione, termi- seconde furono celebrate dai confratelli
nandola a grave stento. Ma quanto più della pia unione del ristretto di s. Fran-
egliveniva affranto nel corpo, meglio si cescoSaverio; nelle ultime, che furono più
infervorava nello spirito, e tutti i pensie- solenni e con musica, oltre gli albanesi in
ri e gli affetti rivolgeva alla eternità, al folla, intervennero il capitolo della catte-
paradiso, a Dio. Ogni giorno più decli- drale, i seminaristi, e molti del clero se-
nando in salute, tornò a predire la sua vi- colare e regolare, e ripetuto l'elogio fu-
cina morte dimorando nella casa di s.
, nebre, mosse a generale tenerezza, edifi-
Paolo d'Albano, e tornato in Roma, op- cazione e pianto. Tutti fecero a gara per
presso da estremo languore, dopo avere avere qualche cosa a lui appartenuta, con-
esemplarmente ricevuti tutti sagramen- i tenti almeno il suo corpo con
di toccare
ti della Chiesa, assistito dall'altro servo fazzoletti, corone,medaglie e altri ogget-
di Dio d. Vincenzo Pallotti, istitutore del- ti. Passati
7 giorni dalla sua morte, sic-
l' Apostolato cattolico o congregazione e come la conservazione del cadavere non
pia società della Regina degli apostoli fu riputata naturale, per cui con tutte
(V .), placidamente esalò l'anima benedet- le legalità si conchiuse, che la sua totale
ta a Dio, a'28 dicembre! 837, d'anni 52 conservazione non era certa mente cosa or-
meno 9 giorni, dopo essere stato visitato dinaria, cosi la cassa mortuaria fu mu-
dal cardinal Giacomo Filippo Fransoni nita de'sigilli della curia vescovile e de-
amorevole protettore di questa congre- posta nella cappella di s. Girolamo. Già
gazione de' missionari del preziosissimo nel voi. XLV, p. 224 e 2 25, nel parlare
Sangue; amato dai buoni e rispettato dai del sodalizio eretto nel pontificato di Gre-
malvagi, fu splendido modello del clero, gorio XIII in ossequio al ss. Sangue, di
avendo consumato l'intero suocorso mor- quello esistente in s. Nicola in Carcere, e
tale, occupato sempre per l'onore di Dio, di questa congregazione de'missionari,feei
e perii bene del suo prossimo, dispiacen- parola degli onori funebri resi al servo di
te soltanto di non poterne fare quanto più Dio. Inoltre ricordai diverse delle sue pie
avrebbe avuto desiderio di farne. La sua istituzioni , e dichiarai quanto riguarda
gravissima perdita fu compianta da tutti, quella de' sacerdoti missionari , che non
massime dalla sua congregazione. Nella sono obbligati a voti, e dell'abito che ve-
chiesa parrocchiale di s. Angelo in Pe- stono, col Crocefisso che pendente a una
46 S A N SAN
collana tengonosul petto. 01 Irea ciò, nel n.° 22 del Giornale di Roma del 18^2
voi. XLIX, p. i83, feci parola delle A- Dipoi a' i-5 settembre, nell'adunanza del-
doralrici del d'win Sangue di Orte, isti- la stessa s. congregazione, fu proposto il

tuite dallo stesso servo di Dio. Grande dubbiò: Ansententia lata a judicibus de-
ed estesa ancorché vivente fu la fama di legatis ab Eni. ° cardinali Patrizi episco
santità del can.° del Bufalo, come di vir- pò Albanensi super cultu dicto ven. ser-
tuosissimo, di angelo in carne, di santo, vo Dei non exhibilo sive super paritio-
y

di uomo straordinario e singolare; 1' eb- ne decreti sa. me. Urbani Papae Vili
bero pure in venerazione, il servo di Dio siiconfirmanda in casa et ad efjfectum
mg. r Strambi vescovo di Al acerata (V.), de quo agitur? I cardinali risposero, che
ed il pio edottomg/Piervisani vescovo dovea confermarsi la sentenza data da»
di Nocera. Iddio a sua intercessione con- giudici, cioè che constava del non culto,
cesse non poche grazie, che registrò l'en- ed il Papa a* 3o settembre confermò il
comiato autore di sua vita in bel nume- rescritto della s. congregazione, come si

ro. Tante meravigliose guarigioni mos- legge nel n.° 233 di detto Giornale. Chi
sero gli ammiratori delle grandi virtù del ama conoscere in dettaglio quanto fino-
ven. Gaspare del Bufalo, a consigliare la raho accennato può trovarlo nel bel Com-
formazione de'processi sull'esercizio delle pendio della vita del ven. servo di Dio
medesime, come de'prodigi ottenuti dal- Gaspare del Bufalo canonico della ba-
la divina onnipotenza pel suo patrocinio, silica di s. Marco di Roma 3 edinstiluto-
affinchè con l'andar del tempo non aves- re della congregazione de' missionari drì
sero a mancare di vita quelli che di fatto preziosissimo Sangue di N. S. Gesìi Cri-
proprio potevano contestarli giuridica- sto, scritto da mg. r Emidio Gentilucci ca-
mente. I missionari di sua benemerita meriere d'onore di sua Santità e benefi-
congregazione, che più da vicino aveano ciato della ss. basilica Vaticana, Roma
ammirato il complesso luminosodisueec- t852. Fecero gran conto del ven. servo
cellenti qualità,se ne occuparono alacre- di Dio, i cardinali Cristaldi, Doria, Er-
mente; di conseguenza si compilarono 3 colani, Bussi, Odescalchi (altro servo di
Ancona, in Roma, in Alba-
processi, in Dio, che ci sbalordì colla rinunzia della
no; compiuti quali giusta le pontificie
i Porporaeòì tutte le sue dignità), eFran-
prescrizioni, ed in seguito di più che i oo soni vivente. Fu inoltre accettissimo ai
lettere postulatorie presentate alla s. Se- Papi Pio VII e Leone XII, quali fu- i

de per l'introduzione della causa di bea- rono benemeriti della congregazione da


tificazione e canonizzazione, cioè da car- lui fondata di questa e del servo di Dio
:

dinali, arcivescovi, vescovi, capitoli, con- fu pure ammiratore Gregorio XVI, dap-
gregazioni eordini religiosi, sodalizi e no- poiché oltre l'approvazionedella congre-
bili secolari, i cardinali componendi la s. gazione, dopo esame fatto dalla s.congie-
congregazione de'riti li presero ad esame, ne de' vescovi e regolari con decreto di ,

essendo ponente il cardinale Altieri; e questa de' [7 dicembre 84' e dal Papa 1

quindi riunitisi ai io. gennaio 18^2, al confermato, riportai nel voi. L, p. 29, che
dubbio proposto: An signanda sit com- a'27 luglio i84' avea concesso alla con-
missio inlroductionis seivi Dei Gasparis gregazione la chiesa dis.SalvatoreinCam-
del Bufa lo 3 risposero concordi: Signan- pò nel rione Regola, colla casa o ospizio
dttm esse commissionem 3 si Sanctissimo contiguo che divenne residenza del diret-
placuerit. Papa PiolX,essendosi degna-
11 tore generale e del procuratore generale
mano la commis-
to di segnare di propria dello stesso istituto, percui notai che nel-
sione,a'i5 gennaio di detto anno ne fu la chiesa vi fu sepolto d. Biagio Valen-
pubblicato il corrispondente decreto dal tin! del Porto di Recanati, che associato-
SAiN SAN 47
si al fondatore, era divenuto unito con lui gni e maestose colonne, e siccome sorge-
in tal modo, che dai suoi stima vansi non va in una piazza e isolata fu denomina-
essere due, ma un solo spirito, per lo che ta in Campo (della stessa opinione era
dopo molte fatiche apostoliche avea me- stato Panciroli, Tesori nascosti di Roma,
ritato d'essere eletto neh 838 a dirigere p. 74^), ed era situata incontro la chie-
la congregazione de* missionari del pre- sa della ss. Trinità de'pellegrini che al- :

a
ziosissimo Sangue. Ivi citai i luoghi ove l'attuale chiesa neh 690 pose la i. pie-
parlai di tale chiesa, già parrocchiale (e tra il cardinal Francesco Barberini (per-
«oppressa nel 1824 da Leone XII), nei ciò errò nell'epoca, essendo questi morto
quali narrai che s. Filippo Neri fondato* nel 1
679), quale vice-cancelliere e titola-
re della congregazione dell' Ora/ono^'.), re della basilica di s. Lorenzo in Dama-
nel 1 548 v'introdusse l'esposizione del ss. so, di cui è filiale la chiesa di s. Salva-
Sogramento poi detta Quarant'ore (?.), tore, come lo era la diroccata , dicendo
e vi trasferì il suo meraviglioso istituto che a suo tempo la parrocchia conteneva
dell'arciconfraternita e Ospizio della ss. 3o8 famiglie. Anche Venuti, Roma mo-
Trinità de pellegrini (F.), ed appartene- derna, p. 549, aflerma che in luogodel-
va alla celebre abbazia di Farfa, e alla la distrutta chiesa, neh 639 fu eretta l'e-
co ngregazione de'benedettini berretta™, sistente, e trasferite in essa le ragioni par-
che soppressi da Clemente Vili, la chie- rocchiali e dell'abbazia di Farfa, tuttora
sa fu data in governo a sacerdoti seco* vigenti. Marangoni che nell'Istoria del-
lari In faccia ad essa stendeasi ampia piaz-
. l'immagine del ss. Salvatore ci die il ca-
za, posto fìsso degli ortolani, che vi spac- talogo delle chiese al medesimo dedica-
ciavano glieibaggi, e dalla quale la chie- te,conferma che nel 1 639 la presente chie-
sa avea preso ilnomedel Campo, anche sa di s. Salvatore in Campo fu costruita
per allusione alla Cantica ò\Co\u\ che ven- nella piazzetta contigua al Monte di pie-
ne a salvar il mondo, dicendo Io sono il : tà e in sostituzione della precedente. I

fiore del campo. Indi con autorità d'Urba- recenti descrittori delle chiese diRoraa di-
noVIIIfu demolita la chiesa e incorporata cono altrettanto, ma con relazioni senza
l'area all' edifizio del Monte di pietà di Ro- importanza. Però si legge nel Bombelli,
ma onde renderlo isolato, ed in vece nel Raccolta delle Immagini della B. Vergi*
1
63g poco lungi dal medesimo Papa con ne t. 4> P- 1 7 • cne da Urbano Vili dal -
l' antico nome venne edificata la sussisten- l'antica chiesa demolita, fu trasferito nel-
te,con disegno e semplici ornati di France- la nuova quanto vi era. « Il pregio pio.

sco Paparelli (architetto che nelle sue fab- stimabile fu un'immagine antichissima di
briche tenne proporzioni giuste e gran- greco stile dipinta in tavola, rappresen-
diose, e le ornò con eleganza e sobrietà), tante Maria (con una stella nella parlesi-

e che a'nostri giorni fu restaurata, essen- nistra del petto) con in braccioli divin Fi-
do abbate commendatario di Farfa il car- gliuolo. Una corona di argento che la fre-

dinal Ercolani. Qui aggiungerò,che leg- giava, ed un'altra di voti sospesi intorno,
go in Martinelli, Roma sacra (stampata faceva fede de'prodigi che per essa ope-
neh 653), 298, essere statala chiesa
p. rava il tempo le
Signore. In progresso di
antica atterrata per ampliare il fabbri- fu aggiunta da
la custodia di cristallo
cato del Monte di pietà, e nel 1639 dai Giammaria Santucci per favore da Ma-
fondamenti costruita la nuova sulla pic- ria ricevuto. Se voi, oromani, a qualun-
cola piazza di detto Monte. Riferisce Bo- que chiesa, a qualunquealtare correte in
vio, La pietà trionfante,^. 179, che l'an- folla ad onoratela Vergine Madre, a que-
tichissima chiesa e) s. Salvatore in Cam-
i st'immagine v'invitano parecchi motivi.
po era a tre navi sostenute da varie Ì119Ì- Guardate in quel quadro appiè di Maria
48 8 à N SAN
il vostro gran protettore ed apostolo s. come narrai nel voi. LVH, p. 220. Ni
Filippo Neri. Qui egli, se noi sapete, die voi, XXXI II, p. 141 notai, che nel i84'
principio al suo apostolato. Innanzi a que- nella chiesa de'ss. Vincenzo e Anastasi<
sta Madonna con alcuni com-
ei si ritirava del rione Regola, vi fu ammessa la con-
pagni a far conferenze di spirito. Quivi fraterni la del sagro Cuore di Gesù, ch't
una volta con un discorso quanto privo ra prima nella chiesa di s. Salvatore in
di profani ornamenti, altrettanto ridon- Campo. Attualmente è direttoregenerale
dante di unzione divina, convertì t«e gio- di questa congregazione di sacerdoti mis-
vani licenziosi. In questa chiesa cominciò sionari, il r*mo d. Giovanni Merlini mis-
egli tuttora secolare a far pubblici ser- sionario apostolico.
moni in diverse ore del giorno, per ub- SANGUE PREZIOSODIGESIT CRI-
bidire al comando di questi zelanti eccle- STO, Ordine equestre. Vincenzo I duca
siastici che v'introdussero l'esposizione del di Mantova (Tr.), divotissimo dell'insigne
ss.Sagramento. Dal fervore di que'divo- reliquia del $s<Sanguedi GesuCristo (V.),
tiromani, che in questa chiesa udivano che si venera in tale cospicua città nella
Filippo, a questa immagine oravano con gran chiesa di s. Andrea, in occasione del
lui. Per le insinuazioni del santo ebbero matrimonio di Francesco suo figlio con
priucipio gli spedali de' pellegrini e dei Margherita di Savoia, nel 1608 istituì ,
convalescenti, opere che illustrano Roma con approvazione di Paolo V, l'ordine
assai più che non ammirate moli del
le di 20 cavalieri del ss. Redentore e del
Colosseo e delle Terme. Posso aggiunge- ss. Sangue, e nel giorno della Pentecoste

re ancoraché dall'orar frequente alla Ma- nella cappella ducale di coite ne ricevet-
donna di s. Salvatore del Campo s'infiam- te l'abito dall'altro figlio cardinal Ferdi-
mò di affetti divini, si accese di tenero a- nando Gonzaga, óoè\\ manto, la collana
more verso la gran Reina, la quale poi in e la spada. Quindi portatosi nella chiesa
una gravissima sua infermità proclama- di Andrea, con solenne pompa ammi-
s.

tamortale da'professori, gli apparve sul se all'ordine 1 4 cavalieri, che prestarono

letto del dolore, il consolò, ed in istante nelle sue mani il giuramento di esercita-
gli rese perfetta la sanità ... Le notizieri- re opere cristiane e virtuose, e di difen-
portate in questa leggenda, le raccolse già dere la religione cattolica, la dignità del
diligentemente d. Clemente R.ossi cura- Papa e il proprio sovrano indi fu falla :

to zelantissimo di questa parrocchia ". l'ostensione del vasetto col ss. Sangue e
Questa venerabile immagine tuttora è in della sagra Spugna, dopo il canto del Te
gran venerazione nella stessa chiesa, per Deum. Fu stabilita per insegna una col-
cui nel 184^ si pubblicò in Roma Noli' : lana in cui erano espresse in figure ovali
zie isteriche della chiesa in Roma di s. cartocci o verghe d'oro poste nelcrociuo-
Salvatore in Campo, e della immagine lo sopra le fiamme, e alternativamente il
di Maria ss. ivi venerata sotto il titolo del- motto del salmo Domine probasti me.
:

la Madre della santa Speranza, estratte Da essa pendeva una medaglia in cui si
fedelmente dalla Raccolta delle Immagi- rappresentavano dueAngeli che tenevauo
ni della B. Vergine di P. Bomhelli inciso- un calice, con 3 goccie del ss. Sangue, co-
re nel 792. Inoltre nella
1 medesima chie- ronato, e posto in un tabernacolo elegan-
sa è pure esposta alla pubblica venerazio- tementesraaltatOjColl'epigrafe: TV/Vu'/ js/0

ne una copia della Madonna della Mise- triste receplo. Volle con ciò esprimere ,

ricordia di Rimini, che nel maggio del conforme alla sentenza d'Ovidio, doversi
1 85o aprì gli occhi nella chiesa dis. Chia- sempre mantener la concordia, anche nel-
ra di detta città e appartenente a questa le cose avverse. L' abito da usarsi nelle
congregazione del preziosissimo Sangue, soleuuità, fu prescritto d'un manto di ra-
SAN SAN 49
so cremisi foderato di bianco, con mani- quale avea fondato un magnifico palazzo,
che larghe, or lato di ricamo in modo, che ne accolse la fredda spoglia, che fu collo-
fossero espressi i crociuoli come nel col- cata nella cappella della Madonna. Fab-
lare o collana; il vestito interiore di drap- bricò pure con immensa spesa il castello
po tessuto di seta, oro e argento; li calzo- di Meudon nelle vicinanze di Parigi.
ni., le calze e le scarpe di colorerosso.il SANNESIO Jacopo, Cardinale. Nac-
p. Bonanni, Catalogo degli ordini eque- que oscuramente in Belforte nella Marca,
striane tratta a p.io3e ne riporta la fi- e fatta prima qualche pratica nello studio
si ponno leggere in
gura. Altre notizie della legge,fu deputato a presiedere al giu-
Donesmondi, Istoria di Mantova par. 2, dizio delle cause civili delle appellazioni
p. 4 18 e seg. in Camerino. Portatosi a Roma per ten-
T
S ANGUI JN Antonio, Cardinale. De'si- tar la fortuna, con l'interposizione del fra-
gnori di Meudon, nacque in Francia da telloch'era assai amato daClemente Vili,
nobilissima prosapia, cui le rare preroga- gli riuscì di essere ammesso tra'famiglia-
tive, la vivacità dell'ingegno, e lasingolar ridel suo nipote cardinal PietroAldobran-
destrezza nel conchiuderei più delicati af- dini, allora prefetto di Castel s. Angelo,

fari, come lo die a conoscere in occasione il quale poi gli procurò un canonicato nel-
di trattar la pace tra Francesco le Carlo la basilica Vaticana, e il posto di segreta-
V, renderono caro estremamente alla
lo rio di consulta, adoperandolo inoltre in
sovrana casa di Francia , dalla quale fu affari di molta importanza, ne'quali aven-
nominato nel i533 a Clemente VII ve- do corrisposto non meno alla volontà del
scovo d'Orleans, e ad istanza di detto re, cardinale che del Papa,coll'impegno del
a'i 1 dicembre 1 53g Paolo III Io creò car- proprio fratello, che molto lo giovò, a'9
dinale prete di s. Maria in Portico. Inol- giugno 1604 Clemente VIII lo creò cai*
tre fu fatto governatore di Parigi, che sep- dinaie prete dis. Stefano al Monte Celio.
pe guardare e difendere dall' insidie dei Paolo V neh6o5 lo ascrisse alla congre-
nemici, non che dell' isola di Francia, e gazione de' vescovi e regolari e fece ve-
nel i543 venne dichiarato elemosiniere scovo d'Orvieto, cheseppegovernarecon
del regno. Fatta dal re la pace con Carlo mirabile dolcezza e prudenza; eVjuantun-
V,il cardinale con diversi principi, e il car- que non fosse di molta letteratura, sup-
dinal Carlo di Lorena, furono dati in o- plì a questo difetto colla costante probità
staggio. Nel i546 fu trasferito alla sededi di specchiati costumi, ma fu poco gene-
Limoges, eneh55o
da Giulio III all'ar- roso. Il cardinal Bentivoglio, nelle Memo-
civescovato di Tolosa ma le bolle solo , rie, ne biasima il basso lignaggio, il roz-
l'ebbe neh 553. Neh 547 con suoi colle- zo aspetto, le rustiche maniere, la debo-
ghi assistè ai solenni funerali di Francesco lezza dell'ingegno. Intervenne ai conclavi
I, la cui morte diminuì la possanza degli di Leone XI, Paolo V e Gregorio XV, e
amici della duchessa d'Estampes, impe- finì di vivere in Roma nel 1691,000 piti

gnatissima pel cardinale, e fece che il me- di 60 anni. Fu sepolto nella chiesa di s.

desimo ri uunzia ta la carica di grand'ele- Silvestro al Quirinale, avanti la cappella


mosinieresi ritirasse in Italia, quantun- del Rosario, sotto lapide splendidamente
que dopo alcuni anni ritornò in Francia. ornata, col solo suo nome inciso.
Intervenne al solo conclave di Giulio ITI, SANNIO o SANNITI, Sam/uum,Sa-
e morì in Parigi neh 55g, d'anni 57, nel- mnites. Patrimonio antico della s. Sede,co-
la sede vacante di Paolo IV, con che la me si ha da s. Gregorio I del 590, a cui la
Francia perde un valido sostegno, per le chiesa romana dava un distinto ammini-
sue insigni qualità. La chiesa di s. Cate- stratore o rettore, che soleva essere uno dei
rina della Valle degli scolari, presso alla primari chierici della medesima, nel mo-
voi. LXI. '

4
5o SAN SAN
do che notai a Patrimoni della chiesa robusto carattere che si segnalò per un ge-
romana, ove rimarcai che tra quelli che neroso disprezzo del pericolo e della mor-
cambiarono nome vi furono il Sannite e te; mentre le loro liberali istituzioni, ed i

l'Apulo o Puglia, che si dissero patrimo- lodati e virtuosi costumi, riuscirono a nu-
nio di Salerno e di Benevento (F.).\\ San- trire ed esaltare l'amor, proprio dellapa-
ino o Molise è ora una provincia del re- tria, che in se comprendendo ogni subli-
gno di Napoli, paese generalmente mon- me e ragionevole sentimento, sostenne con
tuoso, attraversato nella parte sud ovest gloria la virtù sannitica per tutto il corso
dalla catena degli Apennini, che lo copre della loro politica esistenza, e confedera-
colle sue ramificazioni e vi stabilisce la zione sannite, la quale si componeva dei
divisione delle acque tra il mare Adriati- pentii, caudini, irpini, caraceni e fren-
co e il mare Tirreno. Poco ritagliata è la tani, ancorché ciascuno di questi popoli
costa dell'Adriatico, ne offre che un capo formasse una lega a parte. Sono celebri
notevole, quello di Termoli (F.) con città le città di Telese, A lifé Isernia, Tr ven-
t
i

vescovile. Olirei prodotti dell'agricoltu- to , Caudium, Avellino, Conza, Beneven-


ra, vi sono grandi selve e quantità di pa- to, Orlona r Larino, Lanciano (^.), ed
scoli dove si allevano poche bestie cornu- altre celebrate anche ne'fasti ecclesiastici
te, ma moltissime pecore, capre e maiali: Grandi ed estese
pe' loro seggi vescovili.
assai diffusa vi è l'educazione delle api. furono anche sugli
le conquiste de'sanniti,

Questa provincia si divide in 3 distretti, etruschi della Campania. A Roma accen-


Campobasso, Isernia e Larino,\ quali ul- nai le loro guerre coi romani, principal-
timi hanno per capiluoghi le due città ve- mente quella che durò più di 70 anni, o
scovili omouime. Nelle varie vicende che 100 secondo Livio, e che finì colla con-
commossero V Italia (V.) tutta, in secoli quista che fecero i romani delle loro re-
non ancora spogliati dallebarbarie, ebbe gioni dopo averli soggiogati. Benché il ca-
il suo cominciamento la potente nazione rattere morale de' sanniti fosse molto con-
de' sanniti o samniti, la quale stabili con venientemente sostenuto dalla costituzio-
più certezza lo stato politico delle nostre ne fìsica d' un paese aspro , montuoso e
provincie. Una colonia di Sabini (V.) det- silvestre, non però trascurarono le arti, né
te certamente principio alla stirpe sanni- la pompa, in ispecie nelle cose da guerra.
te, mediante il solenne voto d'una sagra SANOCHIA. /^.Premislia di rito gre-
primavera. Secondo insegnano le tradi- co ruteno.
zioni di una età superstiziosa , si presero SANSATURNINO Nicolò, Cardina-
gli dei la cura speciale dell'infanzia de'sa- Ze.NativodiClermont, domenicano e mae-
biui , e mandarono un toro selvatico di stro del s. palazzo, fu creato cardinale pre-
singoiar bellezza ad animare e condurre i te da Urbano VI nel dicembre 38 1, ma 1

passi di quella gioventù guerriera nelle presto rinunziò la dignità avanti Giovan-
terre degli osci. Ivi dunque, in quelle ter- na I regina di Napoli seguace dell'antipa-
re degli osci , la nuova società
ordirono paClemente VII, che alla presenza di gran
de'sabelli, di cui formava la gente osca il moltitudine di popolo erroneamente ri-
pieno della popolazione, che avanzandosi conobbe per vero,avendolo fatto anticar-
in felicità , fece poscia sì gran figura nel dinale,per cui meglio ne parlai ne' voi. Ili,
mondo sotto nome di Sanniti, dando
il p. 211, XLI, p. 210.
origine ai non men celebri irpini e luca- SANSEVER1NO Teodino, Cardina-
ni, che tutti celebrai ne' relativi artico- le. Nacque nella provincia diCampagna,
li. Avvezzi i sanniti alla temperanza, al- secondo Ciacconio, Ammirato e altri, di-

l'ubbidienza, ai faticosi lavori de' campi, scendente dall'antichissima e nobilissima


dierono a que'popoli l'impronta di quel prosapia de'conti de'Marsi, dai quali av-
SAN SAN 5i
verte Corsignani, Reggia Manicano, par. Severino scrisse due sermoni per la festa

i , p. 266, uscirono pure i Berardi, i Sau- de'ss. Stefano protomartire e Placido.


gro , i Sa ose véro e altri principi, e che i SANSEVERINO Roscemanno o Ro-
Sanseverinode'principidi Bisignano e un smANOjCardinale. De'conti de'Marsi, che
tempo anche di Salerno, presero il cogno- alcuni dicono nato nella provincia di La-
me di Sauseverino dal castello omonimo. voro, e altri nella città di s. Severino nel-
Tuttavolta lo stesso Corsignani a p. 370, la Marca ,
professò la regola di s. Bene-
chiama questo cardinale, figlio di Berar- detto in Monte Cassino, e da Pasquale II

do conte de'Marsi. Professò fin da giova- del 1099 fu creato cardinale diacono di
ne la regola monastica in Monte Cassino^ s. Giorgio in Velabro. Si trovò ai concilii

ed attese per sì fatto modo alla coltura di Guastalla e di Lalerano, e all'elezione


delle scienze e delle buone lettere, che di- di Gelasio II, cui restò costantemente fe-
venne uno de'migliori soggetti di quel ri- dele, indi lo seguì da Roma in Francia
nomatissimo ordine; talché per la bontà al monastero di Cluny, dove essendo il
de'coslumi,per la chiarezza del lignaggio, Papa passato all'altra vita, fu eletloCa-

per generosa sua indole, e per la pro-


la listo II. I cardinali elettori spedirono in
fonda cognizione della sagra e profana Roma Sanseverino,non tanto per dar par-
dottrina, meritò di essere a insinuazione te agli altri cardinali che soggiornavano
del gran Ildebrando e pois. Gregorio VII, nell'alma città, della già fatta elezione,
creato cardinale diacouo di s. Maria in quanto per richiederli del loro consenso,
Portico, e forse secondo alcuni arcivesco- che da essi fu concordemente prestato.
vo di Sipontoda Alessandro II deli 061. Ritornato in Francia, accompagnò il Pa-
Divenuto Papa Ildebrando nel 1073, Io pa in Italia, che lo fece rettore di Bene-
promosse ad arcidiacono di s. Maria in vento , dove si può credere che morisse
Dòmnica, grado da lui stesso già occu- dopo il 1 123, mentre in quell'anno a'6
pato. Si mostrò però ingrato as. Gregorio aprile sottoscrisse una bolla di Calisto II.
VII, che vilmente abbandonò, persegui- SANSEVERINO Stefano, Cardina-
re il partito dell' antipapa Clemente HI. le. De'conti de'Marsi, nacque in Napoli,
Penetrato il santo di dolore per l'enor- ed essendo protonotario apostolico , da
mità di tale indegna azione, si studiò per Urbano VI a' 8 o 28 settembre 378 fu
1 1

mezzo di lettere piene diamore,di richia- creato cardinale. E' fama che alla pre-
marlo a più sani consigli , ma indarno. senza di Giovanna I regina di Napoli, la-

Scorgendolo adunque ostinato e pertina- sciasse la porpora, per passare alle nozze,
ce nell'iniquo scisma, si determinò di ful- al dire di Contelori.Baluzio però protesta
minarlo con 1' anatema e di degradarlo apertamente di non trovare autentico tale
da tutti gli onori, per iscuoterlo a ravve- fatto; nondimeno il contemporaneo An-

dersi. Visse in questo deplorabile stato si- gelo ministro generale de'minori, in una
no a Pasquale II, sotto il quale finalmen- lettera al re di Castiglia, de' 29 maggio
te peutito e dolente di sua apostasia, fu i38o, afferma di averlo veduto deporre
benignamenteassolto dallecensure incor- la porpora, ed io aggiungerò, come fecero
se, e alla perduta dignità restituito. Mori altri pei turbolenti tempi dello scisma, che
nel 1
099 o nel 1 1 00^ o meglio più tardi, seguiva Giovanna I. In vece Marchesi
poiché trovasi sottoscritto ad una bolla Del protonotariOy scrive che la morte non
deli 106, ma semplicemente come cardi- gli. permise goder lungamente la dignità
nale diacono di s. Maria in Portico. Al cardinalizia.
dire di Corsignani vi fu altro cardinale SANSEVERINO Federico, Cardina-
Teodino,puredi Alessandro II, che glo- le. Napoletano e non pare milanese , in

riosamente seppe mantenersi fedele. San- grazia del padre conte di Caiazzo,che era
52 SAN SAN
stato generale delle milizie pontificie nel- scudi di benefizi ecclesiastici, e liberale ol-
la guerra fatta da Innocenzo Vili a Fer- tre misura. Vide il fine di sue vicende in
dinando I Papa eletto
re di Napoli, fu dal Roma 5 6, essendo divenuto 1 .° del-
nel 1 1

vescovo di Malaga, e a'g o 1 4 marzo 1 489 l'ordine de'diaconi, ed ebbe sepoltura nel-
creato cardinale diacono di s. Teodoro, la chiesa di s. Maria d'Araceli, senza al-

ma non pubblicato. Nel 49 2 per morte


1 cuna funebre memoria.
d'Innocenzo VII I,il cardinal AscanioSfor- SANSEVERINO kmomo, Cardinale.
za bramando creare un successore a suo Napoletano,chiaro nou meno per nobilis-

talento, operò co* cardinali in modo che simo sangue, che per virtù, cavaliere del-

il s. collegio lo riconoscesse per legittimo l'ordine gerosolimitauo, fu creato ma non


cardinale, ammettendolo in conclave per pubblicato cardinale da LeoneX, mentre
l'elezione d'Alessandro VI, il quale aveu- era semplice laico, e ciò fu fatto sotto cer-
do in seguito formato sospetti non meno te determinale coudizioni, quali nou es-

di lui che dello Sforza, ritenneambedue sendo state da lui adempiute, uè da detto
in una specie d' onesto carcere, ma ben Papa, ne dal successore Adriano VI non fu
presto restituì loro la libertà. Intervenne giammai riconosciuto percardinale. Cle-
poi a' conclavi di Pio HI, e di Giulio II, mente VII però essendo assediato in Ca-
contro del quale, come nemico acerrimo, stel s. Angelo, ivi a'21 novembre 1527

sacrilegamente impugnò le armi, e con al- con tutte le formalità lo pubblicò in con-
tri4cai d inali ribelli die principio nel 1 51 cistoro cardinale prete di s. Susanna , e
al couciliabolo di Pisa (Z^.), spalleggiati fece protettore dell'ordine de'serviti. In-
dall'imperatore Massimiliano 1 e da Luigi di il cardinale ricevè la tonsura dal car-
XII re di Francia, infelicemente poi tra- dinal Farnese poi Paolo III, e quindi dal
sferito a Milano e Lione (V.). Per lo che cardinal Campeggi legato alatere'in To-
Giulio li lo spogliò del cardinalato e di ma ebbe ueh528 uello stesso castello le
tutte ledignità,non che scomunicò. Leo- insegne cardinalizie, essendo la città an-
ne X quindi nel concilio di Lalerano V cora invasa dai nemici, ed ottenne l'ar-
7 civescovato di Cosenza, l'amministrazio-
(Z .), lo ripristinò cogli altri ai preceden-
ti onori, dopo avere in iscritto e colla vo- ne perpetua di Conversano, ed anche l'ar-
ce detestato l'esecrabile attentato,in espia» civescovato di Taranto. Dopo 10 anni e
ziouedel quale fu loro imposto un digiu- nel 1 538 Paolo III, alla cui elezione con-
no al mese finché vivessero : Ciacconio tribuì, lo dichiarò vescovo di Lacedonia.
nella biografia di questo cardinale ne ri- Cambiati diversi titoli, fra i quali quello
porta la ritrattazione, e la furinola della di s. Maria in Trastevere, al cui capitolo
pontificia assoluzione. Pare che il cardi- applicò in perpetuo lerenditeegli emo-
nale nel 1496 ottenesse da Alessandro lumenti che appartenevano al cardinale
VI i vescovati diTero vanne e di Piochelle; titolare della medesima, a condizione che
e da Giulio II nel 1 5o5 quello di Novara, con essi si dovessero mautenere 4 sacer-
nel i5o8 l'arcivescovato di Vienna nel doti e 2 chierici in servizio di quella ba-
Delfìnato, e quello pure di Rouen, che ap- silica; alla fine nel 1 539 divenuto vescovo
pena ottenuto rinunziò al cardinal Gior- suburbicario di Sabina, nel 543 passò al
1

gio d'Amboise Ciacconio pretende che


: vescovato di Porto. Fu benemerito del-
fòsse vescovo anche diLacedonia,maU- l'illustre ed esemplare ordine de' Cappuc-
ghelli non lo registra tra que' pastori, lib- cini, che sotto Paolo III corse pericolo di

he la legazione della provincia del Patri- restare soppresso e unito all'ordine Fran-
monio, e Paride de Grassis ne'suoi Dia- cescano, se nou avessero prevalso i suo^
ri, dice che il cardinale fu d'animo gran- Imperocché, avendo il Papa in-
consigli.
de, altissimo di statura, ricco di 26,000 timalo una congregazione di G cardinali
SAN s a;n 53
per deliberare Se fosse spediente tale u- ni va all'elevata sua condizione. Sino dal-
nione, 5 di essi esternando sentimento af- la tenera età die saggio di quelle molte
fermativo, il oppose
solo Sanseverino si virtù, che dipoi fulgide risplenderono in
al comune e concorde parere; perorò con lui nel difficile esercizio del potere; come
eloquenza persuadente, ed espose sua sen- dello svegliato ingegno e dell'animogran-
tenza con tale energia e forza di ragioni, de da cui fu eminentemente ornato. A-
che gli riuscì di persuadere i cardinali a vendo nella savia sua condotta propen-
decidersi in favore de'cappuccini. Fu as- sione di servire la s..Sede,si recò in Roma
sai generoso co'poveri, mecenate de'dotti nel pontificato di Pio VI, il quale Io am-
e degli eruditi , i quali nobilmente sov- mise in prelatura , e successivamente lo
venne e aiutò sino alla morte, che losor- fece reggente della cancelleria apostolica,
prese in Roma nel r 543, ed ebbe tomba come apprendo dalle annuali Notizie di
nella chiesa della ss. Trinità al Monte Pin- Roma, e ponente di consulta. Leggo in
cio, senza alcun monumento. Nicolai, Sulla presidenza delle strade e
SANSEVERINO Lucio , Cardinale. aeque, t. 2 3 p. 1 49, che a'3o ottobre 1 800

Nacque in Napoli dai principi di Bisigna- Pio VII lo promosse al chiericato di ca-
no, e melilo che Filippo III lo nominas- mera, e nel 1807 Io nominò presidente
se all'arcivescovato di Rossano, a cui nel delle strade. Invasa Roma e lo stato pon-
i5g2 lo preconizzò Clemente Vili. Nel tificio da'francesi, e deportato Pio VI I nel

1598 vi celebrò il sinodo, e fu largo con 1


809 , soggiacque alla sorte di tutta la
monumenti di pietà, di munificenza e di prelatura, cioèai patimenti e alle vessazio-
pastorale sollecitudine , arricchendo la ni che in tanti luoghi deplorai. Neli8i4
metropolitana di preziose suppellettili e ristabilitoPio VII nellasua sovranità tem-
nobili arredi. Paolo V nel 1 6 2
1 lo trasferì porale, nello stesso anno e come dissi nel
alla sede di Salerno, di cui visitò con mi- voi. XXXII , p. 46 j Io reputò degno di

rabile diligenza l'arcidiocesi, e non con- dichiararlo pro-governatore di Roma. In


tento di avervi tenutoil sinodo,neli6i5 questo grave uffizio^ come ne'precedenti,
vi celebrò il concilio provinciale, che fu essendosi diportato giusto, diligente, at-
poi confermato dalla s. Sede, con immen- tivo e zelante, a premio delle sostenute fa-
so vantaggio di quel clero. Con somma tiche e delle sue esimie qualità, nel con-
lode disimpegnò la nunziatura di Fian- cistoro degli 8 marzo 1 8 6Pio VII locreò
1

dra, ónde in premio Gregorio XV a*2i cardinale dell'ordine de'dinconi, indi in


luglio 1621 lo creò cardinale prete di s. quello de'22 del seguente luglio lo pub-
Stefano al Monte Celio. Alla santità dei blicò, conferendogli per diaconia la chie-
costumi congiunse scienza ed erudizione sa di Maria in Portico, donde passò al-
s.

non ordinaria, singolarmentenelle facol- l'altra di s. Maria ad Martyres. Inoltre

tà teologiche. Intervenne al conclave dì Io annoverò alle congregazioni cardina-


Urbano Vili, dopo il quale lasciò questa lizie del concilio,di consulta, del buon go-
misera vita in Salerno nel 1623, d'anni verno, e delle acque; assegnandolo in pro-
58, e rimase sepolto nella metropolitana tettore della città di Jesi, e dell'arcicon-
con elegante iscrizione, che vi pose il ni- fraternità delle Anime del Purgatorio e-
pote Luigi Sanseverino principe di Bisi- retta nella chiesa di €resù e Maria di Ro-
gnano. ma , Io che rilevasi dalle citate Notizie.
SANSEVERINO Stanislao, Cardi- Afflitta la legazione di Forlì della traslo-
naie. Dalla celebre e nobilissima sua fami- cazione del cardinal Spina a quella di Bo-
glia , vide la luce in Napoli a' i3 luglio logna, Pio VII considerando la gran ri-

1 764. L'educazione e l'istruzione cristia- putazione che godeva il cardinal Sanse-


na, morale e scientifica, fu quale si conve- verino, e l'acume del suo intelletto, nel
54 sAM SAN
1 8 8 lo elesse legato apostolico di Forlì,
1 di Leone XII. Nel 1826 ottenne da que-
coti gran soddisfazione di quell' illustre sto Papa la facoltà di ampliare, restau-
provincia, e gliene die pubblici attcsta- rare e abbellire il palazzo pubblico, me-
ti, diesi ponno vedere uelle Memorie sto- diante erezione dai fondamenti dell'ala
riche del forlivese Placucci a p. 2i4eseg. sinistra del medesimo nella piazza di s.

Affettuoso e vigile preside, presto si gua- Carlo, il che celebrarono i forlivesi con
dagnòraniorede'suoi amministrati, pres- quanto riporta Placucci , parlando del-
so quali il suo nome ancora splende, re-
i l'aumento del palazzo apostolico, pel qua-
so perenne eziandio per averlo essi im- le l'appartamento nobile che fa di pro-

posto con marmorea lapide neli825 al- spetto alla piazza maggiore si accrebbe
la strada interna di Forlì , la quale co- di altro, corrispondente al già campo
steggiando le mura della barriera della di s. Carlo. Inoltre si aggiunsero nuove
demolita porta Gottogni, conduce a por- adiacenze al palazzo, colla erezione di al-

ta Ravaldino , per servire a qualunque tra ampia scuderia, e colla sistemazione


passeggio pubblico , anche di carrozze, della casa del pio istituto di s. Carlo, ac-
praticabile prima ai soli pedoni. Gover- quistata dal governo per le cure del car-
nando la provincia, al riferire di Placuc- dinale, perricovrare in essai famigli del-
ci, con somma sagacità, rara dottrina e la corte legatizia. All'articolo Forlì, nel
incorrotta giustizia, trovo nelle sue Me- celebrare questo porporato, non solo no-
morie, che ad emulare la gioventù allo tai che donò alla cattedrale il corpo di s.

studio, alla fine d' ogni anno scolastico Severina vergine è martire, ma eziandio
volle fare sotto il trono la pubblica so- rimarcai gli accennali restauri, ingrandi-
lenne distribuzione de'premi ai giovani menti e ornati fatti al palazzo pubblico,ove
del ginnasio, nella sala maggiore del pa- oltre la legazione risiede la magistratura
lazzo pubblico, coll'iutervento della ma- comunale, la quale, siccome l'edifizio ap-
gislratura,della commissione degli studi, partiene al connine, ne paga epagò sem-
e di tutti professori e maestri del mede-
i pre le tasse prediali , sebbene col patrio
simo stabilimento, distribuendo per sua islorico Bonoli, Io dissi edificato dal car-
particolare munificenza ai premiati me- dinal Albornoz legato, aumentato coll'e-
daglie d'onore. A suo tempo nella bella legante appartamento rispondente a det-
e colta Romagna fatalmente! capi-setta ta piazza di s. Carlo dal preside Fantino,

incominciarono ad allarmare il governo ed ingrandito con accrescimento pure del


col tar travedere i loro deplorabili pro- loggiato, dal cardinal Donghi legato. Nel
ponimenti; e pei sconvolgimenti di Na- Diario di Roma del 1826 co'numeri 39
poli e Piemonte, nel febbraio 82 1 1 passa- e 44 s' riportala narrazione minuta del-
rono per Folligli austriaci, diretti a re- l'ultima malattia del cardinale, la pianta
primere la ribellione de carbonari napo- sua morte , ed i solenni funerali che gli
letani. Non è quindi immaginabile quan- furono celebrati in Forlì , laonde mi li-
to il cardinale con senno e prudenza ve- miterò ad un cenno. Con singolare for-
gliasse pel mantenimento dell' ordine e tezza d'animo sostenne per molti mesi i
della pubblica tranquillità. Nel 1822 eb- travagli di lenta e penosa infermità d'i-
be il contento di] ossequiare in Forlì il drope di petto, e mentre ognuno si rat-
re Ferdinando 1 monarca due Sici-
delle tristava di vederlo consumare e disfarsi,
lie, che recavasi in Bologna. A'20 agosto egli solo mostrava di non avvedersene,
1 82.3 passato al riposo de'giusti Pio VII, parlandone di rado e come di leggiero
il cardinale si recò a Roma pel conclave, incomodo. Ne in tutto questo tempo vol-
e poscia nel gennaio 1824 si restituì alla le «iai concedere a se stesso alcun ripo-
legazione di Forlì, per nuova conferma so, o intermissione dalle cure pubbliche
SAN SAN $$
e dalle fatiche del governativo reggimen- VII, e nella lettera dedicatoria celebrò
to. Ma la intrepidezza sua non valse ad le magnanime doti del cardinale, ed fa- i

allontanare il pericolo estremo,inchefu sti de'suoi splendidi avi.


condotto più presto che dagli altri non SAN-SIMONISMO o SA1NT-SIMO-
si temesse. Allora volle ricevere il ss. Via- KESIMO. Setta che nacque e morì a'no-
tico in forma solenne, ond'essere agli al- stri giorni, il cui nome le derivò dal con-
tri di eccitamento ed esempio. Avendo- te Enrico di Saint-Simon francese e loro
r capo, il quale abbandonata la carriera
glielo somministrato mg. vescovo, lo rin-
graziò vivamente in uno al clero e alle delle armi e le speculazioni commerciali,
magistrature che l'aveano seguito, invo- si die a comporre diverse opere sulla po-

cando perdono d'ogni mancamento com- litica, sulla morale e sulla industria. Se-

messo; implorando con ardore dalla di- guaci delle sue idee principalmente fu-
vina misericordia non la salute del cor- rono Thierry, Comte, e Olindo Rodri-
po, di cui poteva forse abusare, ma quel- gues. Alcuni de'suoi discepoli inseguito
la dell'anima che con fiducia sperava pei sibeffarono di sua riputazione, e pubbli-
meriti del Redentore e per l'eilicacia dei carono che Saint-Simon, come industria-
sagramenti queste parole trassero le la-
: le erasi rovinato, come pensatore erasi e-
grime da tutti i circostanti. Dopo rice- saurito nel prender tutte le forme senza
vuto V olio santo, fra gli atti di benefi- mai muovere gli spiritiche fi-
riuscire a
cenza verso i suoi famigliari, a cui rivol- nalmente come moralista a vea tentato uc-
se puranche parte de'suoi pensieri, chiu- cidersi da se stesso. Come moralista egli
se in pace gli occhi suoi nell'ancor fresca die pel 1

l'esempio di quella emancipa-
età di 62 anni, agli 1 1 maggio 1826 (a zione, che suoi discepoli predicarono al-
i

Forlì dissi marzo, seguendo le uftiziali la donna. L'influenza ch'ebbe durò colla
Notizie di Roma del 82 7 e 1 1 828, laonde vita, e morì ignorato nel 1825, lasciando
qui rettifico l'abbaglio, come feci a Liceo diverse opere stampate, piene di sue em-
per l'Ateneo di Forlì per amore del vero), pie e sterili dottrine sociali. Allora alcu-
Lisciando di se desiderio ed esempio du- ni suoi amici vollero tentare di sviluppa-
rabile ne'superstiti, ed in grave dolore chi re alcune idée positive, che avea egli e-
lo conosceva e l'intiera provincia di For- sposto nelle sue opere o ne'suoi discorsi,
lì, dalla quale era amatissimo. Essa perde col foglio periodico il Produttore, e n'eb-
un preside d'antica sapienza e virtù, un be Comte la principale compilazione,che
generoso benefattore, un teuero padre; tentò di ridurre le questioni a sistema. I
siccome perde la s. Sede un amplissimo principii foudamentali di sua- dottrina e-
porporato, in cui non saprebbe dirsi s'e- rano che il genere umano era passato da
ra o più grande lo zelo della religione principio per un'era di teologia e di poe-
o più nobile il senno, o più esemplare l'in- sia. l' immaginazione che re-
Allora era
tegrità e la giustizia. Portato il cadavere gnava uomini; poscia era venuta
sugli
con gran decoro alla cattedrale di Forlì, un' era di filosofia ovvero di astrazione
gli furono celebrate magnifiche esequie, pura, e fu questo il regno del pensiero.
decorando il maestoso catafalco bellissi- Dallo stesso Comte doveva poi incomin-
me e onorevoli iscrizioni. Pontificò la mes- ciar l'era della scienza delle cose positive
sa il vescovo, accompagnata da commo- e il regno della realtà. Quanto alle idee

vente musica lugubre, recitandole lodi religiose, sosteneva che quell'idee sì sa-
dell'illustre defunto il can.° Sante Agel- lutari in epoche lontanissime, non poteva-
li. Indi con tutte le ceremonie fu sepolto no più avere nello stato virile attuale del-

davanti all'altare dis.Severina.il ch.E- la ragione umana , se non un' influenza


rasmo Pistoiesi gl'intitolò la Vita di Pio retrograda,che per conseguenza bisogna-
56 SAN SAN
va sostituir loro delle idee positive. Im- carne. L'abolizione dell'eredità. La sop-
perciocché, a'suoi occhi, era impossibile pressionedi qualunque luogo di punizio-
di ottenere una vera rinnovazione delle ne dopo la morte. Finalmente la deifi-
traccie sociali e quindi delle ^istituzioni cazione di Saint-Simon e del padre En-
politiche, se non, innalzando quelle che fantin.Passando di errore in errore, il
chiamansi scienze morali e politiche alla san-simonismo accusò la religione antica
dignità delle scienze fìsiche, e ciò coll'ap- d'aver oppresso la donna tenendola schia-
plicazione conveniente del metodo posi- va, e rimproverò alla religione cristiana
tivo, fondato da Barone, Descartes, ec. di aver cercato solamente di proleggerla,
In seguito la discordia divise bentosto i e non già di emanciparla; ciò che veniva
compilatori del Produttore y e successe a fare il san-simonismo, il quale procla-
X Organizzatore, ch'ebbe per ."missione i mava la donna libera e indipendente. la
d'introdurre l'elemento religioso nella tultociò questa setta travisava ancora la
scienza positiva; indi i compilatori assun- storia, il cristianesimo, e la donna stessa.
sero un tono mistico e ispirato. Dio, il Bazard ed Enfantin, dopo aver fondato
sentimento religioso, la coscienza, l'ispi- la gerarchia in cui sviluppa vasi la religio-
razione, l'umanità, la rivelazione perso- ne nuova, fondarono anche le ceremonie
nale, erano le parole più loro famiglia- che doveaho accompagnare i differenti
ri. Ed accorgendosi ben tosto che una re- atti della vita. Il padre supremo Enfan-
ligione senza gerarchia, senza preti, non tin pubblicò un corrispondente simbolo,
era vitale, si divisero essi in apostoli e di- poscia si separò da Bazard, e pretese che
scepoli, in padri e figli. La riunione de- la donna dovesse anch' essa partecipare
chiamò famiglia, la reli-
gli affigliati si del sacerdozio, e fu dichiarato l'uomo il

gione prese il nome di Chiesa San-Simo- più morale del suo tempo, il vero suc-
niana: l'autorità suprema fu concentra- cessore di Saiut Simon, il capo supremo
ta nelle mani di Bazard e di Enfantiu, della religione sansimoniana. La polizia
i quali portarono titoli di padri supre-
i non tardò a far sospendere le insulse pre-
mi. Sì aprirono in Parigi sale di conferen- dicazioni de' san-simonisti, che anzi fu-
ze e di predicazioni, ed alcuni giovani ab- rono accusati di truffa. Seguì altra scis-
bracciarono la novella fede, ripiena di sione tra Rodrigues, e Enfantin che con
empie assurdità. Acquistarono il giorna- morale stravagante cercò la donna Mes-
le Globose cui dottrine politiche si chia- sia tra le prostituite; quindi sursero tre
mavano allora un liberalismo avanzato e chiese san-simoniane, de'due nominati e
intelligente; dichiarando che era passato di Bazard, e nuovamente la polizia fece
il tempo del cristianesimo e ch'era mor- cessare le riunioni di questi esaltati. La
to,dovendosi fondare una nuova religio- corte di giustizia compilò un processo con-
ne: questa consisteva in una specie di e- tro i settari, di aver fatto e pubblicato di-
clettismo filosofìcojcomposto delle filoso- scorsi contrari alla morale pubblica e ai
Fichte alemanuo, e di Réid scozzese.
fìe di buoni costumi : furono condannati i ca-
Intanto i san-simonisti pretesero niente- pi a prigionia ed ammende. L'anarchia
meno che di cambiar Dio, la rivelazione, nella sedicente gerarchia giunse al colmo;
l'umanità, la storia, la regola de'costu mi, tentarono missioni tra gli operai del mez-
le nozioni del bene e del male. Stabilirono zodì e fuori di Francia , ma furono ac-
in rimpiazzo del cristianesimo, per loro colli coi fischi, i sassi e i bastoni. Indi i

principali domini, o ributtanti abberra- san-simonisti rinunziarono al loro nome


zioni il loro Dio-tutto o Panteismo (F.) e presero quello di Compagni della don-
universale. La negazione del peccalo u- na. Alcuni partirono per l'orienta a cer-
rigiaale. La preteusioue di riabilitare la carla donna Messia. Etifauliu uscito dal»
SAN SAN 57
la prigione, neh 833 passò in Egitto con dida evidenza i benefizi economici arre-
5 compagni, alcuni de'quali apostatando cati dalle dottrine e istituzioni catto-
si fecero mussulmani. Si può conchiudere, liche.
cheilsansimonismo come religione nuo- SANSONE (s.), vescovo. Nacque ver-
va, ossia rivelazione di Dio per mezzo di so l'anno 49° nel paese di Galles in In-
Saint Simon e d'Enfantin, andò a collo- da ragguardevoli geuitori, che
ghilterra,
carsi in serie con quegrinnumerevoli er- per bene allevarlo lo posero sotto la di-
rori, quali dopo aver stranamente ger-
i sciplina di s. lltuto abbate. Fatti rapidi
mogliato in alcuni uomini, dopo di aver progressi nelle scienze e nella virtù, fu or-
menato qualche rumore e di essersi at- dinato prete da s.Dubrizio vescovo diCaer-
taccato qualche discepolo, grazie a'bi ani leon. Nel 5 11 si ritirò in un'isola vicina
qua e là dal cattolicismo, svanirono
tolti per menarvi vita eremitica, con molti al-
in fumo, come tutti pensieri degli uo-
i tri servi di Dio, che avevano per maestro
mini infelicemente separati da Dio.Tut- e reggitore un santo prete chiamato Pi-
tavolta diversi sansiinonisli, inclusiva- rone. Essendosi recato a visitare suo pa-
mente a Bazard, rientrarono nel grembo dre, eh' era caduto pericolosamente am-
della nostra madreChiesa, e con iscritti
s. malato, gli rese la salute mediante le sue
difesero poi apertamente il cattolicismo. orazioni, e lo distaccò perfettamenle dal
La storia del san simonismo fu pubbli- mondo, per cui si ritirò tra gli eremiti
cata negli Annali di filosofia cristiana, co'qualiegli vivea. Guadagnò purea Ge-
che si stampano a Parigi. Negli Annali sù Cristo molte persone della sua fumi-
delle scienze religiose di Roma, nel 1. i5, glia , e le collocò iu vari monasteri. Nei

p. 243, riportandosi la dissertazione del- 5iG fece un viaggio in Irlanda a fine di


l'ab. F. Cerberi sul Razionalismo ( /"'.), perfezionarsi cogli esempi e colle istru-
si parla del sansimonismo, sue dottrine zioni di un gran numero di santi che a-
economiche e sociali: nel 1. 16, p. 3 vie bitavano iu quel paese. Tornato dipoi nel
riprodotta la dissertazione di mg. r Anto- deserto, si chiuse in una caverna ; ma s.
nino de Luca, ora vescovo d'Aversa, sul- Dubrizio lo fece venire al sinodo che si
l'empie e sterili dottrine sociali di Saint- tenne a Caerleon nel 52 o , e lo consacrò
Simon, con questo titolo: Non si pub mi- vescovo regionario. S. Sansone continuò
gliorare la condizione economica de'po- a praticare le stesse austerità, vietandosi
poli senza V aiuto delle dottrine e istitu- affatto l'uso delle carni,ed alcune volte
zioni della chiesa cattolica. Empietà e stando digiuno per due o tre giorni. Pas-
sterilità delle opposte dottrine e istituzio- sava sovente le intiere notti- ad orare in.
ni de' eoa detti socialisti moderni, Saint- piedi, pigliando soltantoqualche poco di
Simon, Carlo Fourier e Roberto Owen, riposo coll'appoggiare capo ad una pa-
il

tre solenni sognatori che si millantarono rete, allorché Motivasi oppresso dal son-
di aver trovato alla fìnfìne il segreto per no. Per trovare più ampio campo al suo
accorrere alle miserie economiche delle zelo, passò nell'Armorico cousuo padre,
odierne società; ma inoltre affermarono co'ss. MaglorioeMacutosuoi parenti.Qui-
che questo novello Eden non poteva ri- vi colla sua predicazione eco'suoi miracoli
fiorire quaggiù iu terra, se non ne dispa- convertì moltissimi idolatri, e fondò una
risse il cristianesimo, e segnatamente il badia, che appellò Dol o Dole, ove stabili
vero, il compiuto e l'efficace cristianesi- la sede episcopale. Sottoscrisse il 2. con-
mo, cioè il cattolicismo. Delirante bestem- Parigi nel 55?, e morì verso l'an-
cilio di
mia Queste ciance da farnetici , buci-
! no 564» Una considerabile porzione del-
nate dall'uno all'altro polo, non han par- le sue reliquie fu portata a Parigi uel se-

tori lo altro v lidio che il pone iu più spleu- colo X, ed è onoralo a'28 di luglio.
58 SAN SAN
SANSONI Raffaele, Cardinale. V. rubbio di grano che in quell'anno di ca-
Ili amo Raffaele. restia costava 20 scudi, e alcune monete
SANSULP1ZIO Michele Ebrardo, per sovvenire alle necessità in cui trova -
Cardinale. V. Ebrardo. vasi. Sollevato alquanto da queste corte-
SANTA CASA DI LORETO^ V. Lo- casa d'un suo amorevole,
sie, si ritirò in

reto e Reca nati. dove si trattenne finche le milizie nemi-


SANTACROCE PUBLICOLA Pro- che abbandonarono Roma. Ritornato in
spero, Cardinale. Di antichissima e no- patria, pei disagi patiti soggiacque a gra-
bile famiglia romana, datosi fin dall'a- vissima malattia che lo travagliò 8 mesi,
dolescenza allo slato chiericale, applicos- e riavutosi con fervore riprese gì' inter-
sicon tal fervore agli studi,che di 12 anni rotti studi. Frequentò quindi le case dei
Iraduceva con istupenda facilità dal gre- primi letterati di que'tempi, stringendo
co in latino le Con-
orazioni d'Isocrate. con loro sincera amicizia, non lasciando
tratta intima amicizia con Antonio Teo- trascorrere giorno senza vederli, procu-
baldi ferrarese, colla sua direzione si a- rando di trarre sempre da essi nuove co-
vanzò siffattamente nelle umane lettere, gnizioni. L'insigne sunnominato letterato
che divenne oggetto di comune ammira- Teobaldi, confinato in casa dalla poda-
zione. Perduti nel 1527 i genitori, in oc- gra, avea molto diletto di conversare con
casione che la peste penetrata in Roma Prospero e impiegava di verse ore del gior-
vi fece orribile guasto, e spogliato in pa- no a istruirlo, infervorandolo all'appli-
ri tempo nel sacco di Roma di gran par- cazione de'lunghi e fastidiosi studi. Ben
te delle sostanze paterne, con due fratelli presto il discepolo pe'suoi scientifici pro-
ancor bambini e due piccole sorelle di gressi si acquistò fama di eccellente in-

cui si prese cura, rifugiossi in Toffia nel- gegno e perito nella lingua latina, onde a
la Sabina. Gli abitanti che aveano obbli- persuasione del vescovo di Segni Grana,
gazioni e affetto pel defunto genitore Tar- si determinò a comporre e recitare un'o-

cjuinio avvocato concistoriale, mossi a razione nella chiesa di s. Maria Nuova, al-
compassione del giovane figlio e delle sue la presenza di molti cardinali e con ot-
gravi sciagure, fecero a gara per ospitar- timo successo, ed altra con molto spirito
lo, si protestarono apparecchiati a per- pronunziò il i.°gennaioi53o in Bologna
dere per essoquanto aveano e la stessa vi- avanti Clemente VII e Carlo V. Indi si
ta se facesse d'uopo, e gli assegnarono u- trasferì a Padova con tenui mezzi per ap-
na determinata somma per ogni settima- prendervi la giurisprudenza, ed ove per
na, affinchè potesse decentemente man- le strettezze in cui vivea,per sollecitare il

tenersi, in uno ai fratelli e sorelle. Non compimento di sue lezioni, con mirabile
appena trascorsi otto giorni dal suo ri- perseveranza notte e giorno era immer-
fugio in Toffia, si seppe che avvicinava- so nello studio, poco riposando e non cu-
si l'esercito che avea desolata Roma, on- rando i sollievi. Questo tenore di vita po-
de spaventati e atterriti gli abitanti cele- se in pericolo la sua salute, e per ricupe-
remente si ricovrarono nelle vicine mon- rarla dovette interrompere il suo siste-

tagne. Prospero colla sua debole e tene- ma. Ricuperate le forze si die a frequen-
ra comitiva, e col suo precettore, fu co- tare il celebre d. r Zannecchini e lo segui
stretto a ritirarsi in Vallecupohi, appo- a Vicenza, ove con pena intese la morte
diato di Rocca Sinibalda, dove non mol- dello zio Pompilio Santacroce avvocato
to prima erasi condotto Antonio Orsini concistoriale, e poi la piacevole notizia
duca di Gravina, il quale per l'amicizia d'essere stato a lui sostituito in età di 23
passata col di lui padre, a cui professava anni,ad istanza del collegio e annuendovi
grandi obbligazioni, gli somministrò un il Papa, come ricordevole dell'eloquente
SAN S A N 59
orazione che avea udita in Bologna. Pre- gnatosi il favore della regina Caterina de
sa la laurea dottorale ripatriò, e poscia Medici, ottenne che il cardinal di Lorena
accompagnò il collega Mignanelli a Niz- co' vescovi diFrancia si portassero al con-
za,ove Paolo III si portò per pacificare cilio di Trento. Riuscì di tanta soddisfa-

Cario V e Francesco I. Questo Papa in zione a Pio IV l'operato in questa con-


età di 28 anni lo ammise fra gli uditori di giuntura, che ad istanza della stessa re-
rota, ed il nipote cardinal Farnese recan- gina a' 1 2 marzo 1 565 lo creò assente car-
dosi in Germania dall'imperatore Carlo dinale prete e arcivescovo d' Arles, dio-
V in legazione, volle che Io seguisse, ma cesi che studiossi a tutto potere di preser-
poi in altro viaggio Io pospose a altri. Scos- vare dal contagio dell'eresia che furiosa-
so da questo avvenimento, conobbe che mente imperversava in Francia, a segno
non sempre il corteggiare apre la via agli chetrovossi in pericolo di perdere la vita
onori, ma la sola virtù, per cui con tutto per insidie tese dai fieri ugonotti, da lui
impegno si dedicò all'esercizio dell' udi- rigorosamente perseguitati e per cui ne
torato, mostrandosi pronto alle udienze, fu detto il martello. Restituitosi in Ro-

paziente nell'ascoltare anche gl'importu- ma, ricevè da s. Pio V il titolo da luie-


ni e gl'indiscreti, onde si conciliò l'affetto retto di s. Girolamo degli Schiavoni. II
e la stima della curia romana. Fatto ve- Bayle, Dizionario t. 4, p. 1 28, e Lucen-
scovo di Cissamia o Chisamo (sembra che zi nell'Italia sacra p. 2 ig,riferisconoche
per errore di stampa,occorso nel suo.Com'> il cardinal Santacroce fu che
il 1 .°fra tutti
mentano delle guerre civili della Fran- dal Portogallo recasse in Italia Tabac- il
7
cia, e ripetuto dal Mattei nella Storia deh co (T .), detto perciò dal suo nome Er-
la chiesa Pisana, sia stato detto arcive- ba santa e Erba Santacroce, riportando
scovo di questa,provando il conti arioCar- Bayle in proposito alcuni versi del cele-
della), fu spedito nunzio a Ferdinando I bre medico Castor Durante, ricavati daU
re de'romani, per determinarlo alla re- la Biblioteca del Mandosio. Altri col p.
stituzione di Piacenza; nella dieta di Pra- Carlo de'contiLodoli, negli Apologhi p.
ga pronunziò elegante orazione che si leg- 78, dicono che Giovanni Nicotdi Lingua-
ge in Ciacconio, e si affaticò con molto doca ambasciatore di Francia in Porto-
zelo per ricondurre gli eretici al seno del- gallo, portò da Lisbona a Parigi nel se-
la romana, confutando la necessi-
chiesa colo XVII l'erba trovata in Tabngo nel-
tà della comunione sotto le due specie. l'America settentrionale, una delle An-
Richiamato aR.oma da Giulio III, fu in- tille o Caribi e scoperta da Acozendez di

viato nunzio à Enrico II re di Francia Toledo, la quale erba fu detta prima Ni"
per la pace con Carlo V, ma senz'effetto. cotianao Nicoziana, indi del Gran prio-
Ritornato al suo tribunale,riprese l'eser- re, poi della Regina, per avere Nicot pie -
cizio d'uditore di rota, indi a mezzo del sentata V erba prima al gran priore di
cardiual Galli ottenne da Pio IV il go- Lorena, e poi alla suddetta Caterina re-
verno della città di Bologna, enei i56o gina di Francia. Certo è che in Roma
la nunziatura di Portogallo, con istruzio- per la costante tradizione che il cardinal
ne di fermarsi per alcuni mesi presso Fi- Santacroce portò pel 1 .° il tabacco in I-
lippo II re di Spagna,a fine di trattare la particolarmente inRoma,sino agli
talia e
continuazione dei concilio generale, e fu ultimi anni dai venditori di tabacco si è
accolto con dimostrazioni di particolare tenuta per insegna una croce bianca, ch'è
stima. Nel seguente febbraio 1 56 1 giunse lo stemma della nobile famiglia Santa-
Lisbona, dalla quale poco do-
alla corte di croce. Il cardinale dopo 8 anni rinunziò
po fu obbligato d'ordine pontificio a tra- l'arcivescovato d'Arles; fu a' conclavi di
sferirsi in quella di Parigi , ove guada- Gregorio XIII e Sisto V, il quale nel 1589
6o SAN SAN
lo fece vescovo d'Albano. Finalmente pie- con abbondante limosina. Nel tempo del-
no di meriti mori in Roma a'7 ottobre la peste che afflisse Bologna, fece un vo-

di tale anno, con 76 anni di età. Fu se- to alla B. Vergine del Rosario, interven-
polto nella basilica Liberiana, con quella ne a piedi scalzi ad una processione isti-
iscrizione cberiportaUghelli,donde poi la tuita in onore della medesima, da prati-
spoglia mortale fu trasportala nella chie- carsi in perpetuo ogni anno. Essendo ar-
sa di s. Maria in Publicolis, giuspatro- ci vescovo d' Urbi no celebrava ogni sabato

nato de' Santacroce, e collocata insieme nella chiesa al suo nome dedicata la s.

con quelle degli altri cardinali della stes- messa. Finalmente lenta febbre lo ridusse

sa prosapia,al destro lato dell'altare mag- alla tomba iuRorua neli64-i, d'anni 44>
giore, dove sotto l'effigie del cardinale, e- e non ?4 come scrisse l'Amydenio (altri
spressa assai al vivo in pittura, si legge un errori commisero Sanmartani auche
i ,

magnifico elogio. Scrisse questo cardina- pel luogo di sua morte), e rimase sepol-
le i Registri de suoi viaggi, stampati al- to nella chiesa di s. Maria in Publicolis,
l'Afa nel 1718; le Decisioni Rolalij il ri- dove al destro lato dell'altare maggiore
cordato Commentario] alcune Lettere a si vede la di lui effigie dipinta in tela e
Federico Nausea e a s. Carlo Borromeo fregiata di magnifico elogio.
Co ns lilutio nes laneae artis a Sixto V in SANTACROCE Marcello,£W//^.
Urbe erectaej De officio Legati. Abbia- le.Di antica e illustre famiglia romana,
mo la sua Vita compilata da Antonina nipote del cardinal Antonio,dopo aver ce-
ria Oraziani vescovo d'Amelia. leremente percorso la laboriosa carriera
SANTACROCE Antonio, Cardina- degli studi, e singolarmente della teologia
le. Nobile romano e nipote del prece- di cui die con pari spirito e valore pub-
dente, tosto ch'ebbe vestito l'abito pre- blica conclusione, ed essendosi versato nel-
latizio, ottenne da Gregorio XV la vice* le lingue greca e latina, si rivolse ad ap-
legazione di Viterbo , e poi da Urbano prendere la giurisprudenza, di cui meri-
Vili il governo di Marittima e Campa- tò la laurea dottorale. Annoverato tra i
gna come protonotario apostolico fu
, e canonici Vaticani e fra i prelati del buon
compagno del cardinal Barberini legato governo, Innocenzo X lo destinò com-
a latere in Francia. Dopo venne incari- missario a quietar le liti insorte tra Rieti
cato della nunziatura di Polonia, dove si e i popoli confinanti per acque del Ve-
le

acquistò i meriti , che mossero Urbano lino, nel quale spinoso affare ebbe molto
Vili a' 19 novembre 1629 a crearlo car- a soffrire prima di venirne a capo. Con-
dinale prete de'ss.Nereo ed Achilleo.Quin- chiusa al fine la sospirata concordia con

di venne ascritto alle congregazioni de' ve- gran soddisfazione del Papa, fu inconta-
scovi e regolari,di propaganda e della con- nente spedito vice legatoa Bologna, e di-
sulta. Nel i63i fu fatto arcivescovo di chiaralo commissario generale nelle 3 le-

Chieti, donde nel i636 venne trasferito gazioni di Bologna, Ravenna e Ferrara,
a Urbino, colla legazione di Bologna, don- come ancora dell'esercito pontificio,, adu-
de poj parti onorato dal cordoglio uni- nato e raccolto per l'espugnazione di Ca-
versale de' bolognesi, che ne piansero a- stro. Dopo due anni richiamato a Roma,
marameute la perdita. Lodato per gl'in- fu ascritto tra i prelati di consulta, e poi
tegerrimi costumi, professò sino dai pri- ad istanza di Gio. Casimiro re di Polo-
mi anni singoiar divozione alla B. Ver- nia, Innocenzo Xa'19 febbraio 652 Io 1

gine, ed essendo nunzio di Polonia, nelle creò cardinale prete di s.Stefano al Mon-
sue feste principali convitava poveri i teCelioe vescovo diTivoli, dove con l'am-
nella propria casa, e dopo averli amore- ministrazione da' sagramenti, colla pre-
volmente serviti a mensa, li congedava dicazione della divina parola, colla cele-
SAN SAN 61
brazione del sinodo che tenne e stampò Pnblicolis dalla famiglia Publicola San*
nel 658, cogli esempi d'un integerrimo
1 tacroce che n'è proprietaria; altri dicono
costume, e coll'abbondanza e generosità perchè ivi fu la casa del celebre P. Va-
delle limosine,si studiòdi promuovere po- lerio Publicola, che credesi ascendente
tentemente la salute eterna del proprio della nobile famiglia Santacroce; ma Pan-
gregge. Arricchì la cattedrale di preziosi ciroline' Tesori nascosti di Roma, p. 557,
arredi, e di nuova sagrestia con disegno avverte chegli antiquari pongono la casa
del celebre Bernini. Neil 656 propagato* di quel romano alle radici del Palatino
si contagioso morbo in Roma e nell' A- sotto il Palladio, e piuttosto doversi chia-
bruzzo, del quale egli pure fu attaccato, mare la chiesa inPubblico^óa] ClivuusPu-
Alessandro VII lo scelse a supremo pre- blicus o calata pubblica del Campidoglio,
sidente del tribunale sanitario, nel quale che era in questo sito. Martinelli la dice
pericoloso incarico ebbe tutto il campo in Publicolis e congiunta al Palazzo San-
di mostrare la sua carità e 1' apostolico tacroce (P .) nel riones. Angelo,ed io ag-
zelo di cui era animato. Preservò la dio- giungerò tra le vie del Pianto e de'Fale-
cesi dalla pestilenza per le sue preghie- gnami. Il quadro del i.° altare a destra
re, e voto fatto alla ss. Concezione, in o- è de| cav. Vanni, ed è pur suoquellodel-
noie della quale edificò magnifica cap- l'altare maggiore, rappresentante la Na-
pella nella cattedrale , e compose a sua tività della B. Vergine. Il s. Francesco
gloria un'orazione per cantarsi nella sua sull'altare a sinistra è buona copia di Ca-
festa. Altre memorie in Tivoli del suo il- iacci, eseguita dal bolognese Gio. Fran-
lustre casato, sono una porta della città, cesco Grimaldi/il qualediedei disegni del-
ed un sontuoso palazzo suburbano ina- le sepolture de'Santacroce,ove di sua ma-
mena situazione. Clemente IX lo deputò no ne dipinse i ritratti : suo è pure l'af-

con altri cardinali allacongregazioneso- fresco sulla porta della chiesa. I due de-

pra lo stato de'regolari, e Clemente Xgli positi del marchese Santacroce seniore,
assegnò quella di consulta e altre. Favo- e dql principe d. Scipione furono archi-
rì colsuo suffragio l'elezione di 3 Papi; tettati nel secolo passato, e il medaglio-
finalmente in R.oma con pia morte coro- ne co'putti in quest'ultimo furono esegui-
nò la lodevole vita nel 1674, di 56 anni. ti da Gio. Battista Maini.

Sebbene presso la porta laterale della ba- SANTACROCE Andrea, Cardinale.


silica Liberiana, al destro lato dalla par- Nacque in Pioma a'22 novembre i655,
te della tribuna gli fu eretto un magni- de'marchesi oggi principi di Santogemi-
fico monumento col suo busto di marmo ni, nipote del precedente. Postosi in pre-
e onorevole epitaffio , nondimeno fu tu- latura, dal governo di Tivoli assegnatogli
mulalo nella chiesa di s. Maria in Pw- da Clemente X, passò sotto Innocenzo XI
blicolis patronato' di sua famiglia, nella a vice-legato di Bologna. Alessandro VIII
tomba de'suoi antenati, con nobile iscri- avendo tolto al marchese Antonio suo fra-
zione, posta al destro lato dell'altare mag- tello il posto di capitano de'cavalleggieri,
giore, col ritratto del cardinale dipinto, in compenso promosse Andrea alla nun-
il quale fino dal i643 la riedificò dai fon- ziatura di Polonia, dalla quale nel 1696
damenti con sua facciata, coi disegni del- Innocenzo XII Io trasferì a quel la di Vien-
l'archi tetto Gio. Antonio de Fiossi, e l'ab- na, in cuisi adoperò con tutto calore pres-

bellì magnificamente con pitture, come so l'imperatore, affinchè fosse rimosso da


dichiara una lapide. Di questa chiesa feci Roma V Ambasciatore [V.) conledi Mar-
parola altrove, come nel voi. XX, p. 249, tinitz,che colle sue insolenti e temerarie
ed a Parrocchia, dicendo che questa la pretensioni iuquielava il Papa, il Gover-
soppresse nel 1824 Leone XI I. Si dice in natore, e il Principe assistente al soglio
C'2 SAN SAN
(F.) t come di fallo gli riuscì, surrogan- scrittori greci collocano la sua morte in
dosi il conte di Lambergb die si mostrò Ararat. Quanto però al corpo vi sarà sta-
devotissimo della s. Sede. Quindi Inno- to nella cattedrale di San Taddeo, poiché
cenzo XII >4 novembre 1699 lo creò
a* è certissimo che si venera in Pioma nella
cardinale prele di s. Maria del Popolo. basilica Vaticana, con quello di s. Simone
Fu al conclave di Clemente XI (cbe nel apostolo : anche la cattedrale di Tolosa
17 18 fece il marchese Santacroce duca ritiene di possedere parte de'corpi d'am-
di Oli veto, quando l'imperatore Io dichia- bedue. Si conoscono 3 vescovi armeni che
rò grande di Spagna), il quale nel 1701 occuparono la sede di San Taddeo: Gio-
lo nominò vescovo di Viterbo, dove per vanni in principio del secolo XIV, Zac-
sovvenire i poveri più volte impegnò la caria poco dopo e neh 32i, N.acui Be-
domestica suppellettile, per poter gene- nedetto XII scrisse nel 1 34* d'unirsi col
rosamente dotare non poche zitelle, la cui cattolico d'Armenia, per tenere un con-
onestà pericolava. Compose le discordie cilio contro gli errori di quel tempo. Que-
insorte tra il clero e il popolo, dando sem- sta chiesa ebbe pure degli arcivescovi la-
pre saggio di vigilanza e pastorale solle- tini, ih. de'quali fu Cachana, cui Gio-
citudine. Morì in Roma agli 1 1 maggio vanni XXII scrisse neh 32i, N. ne occu-
17 12, d'anni 56, e rimase sepolto nella pava la sede nel 1 34- 1 > Bertuccio, Gio.
chiesa gentilizia di s. Maria in Publico- Battista dell'Isola domenicano nominato
Vis, colla sua effìgie dipinta, fregiata di da Bonifazio IX, Girolamo il quale aven-
maguifìco elogio. Ai nostri giorni Leone do apostato, Martino V elesse in sua ve-
XII con breve de' 12 luglio 182 7 dichia- ce nel 424 Giobbe di Macho domenica-
1

rò duca di Corcbiano d. Luigi de' prin- no. Oricnschr. t. 2, p. 1 44^» *-^a P- x 386.
cipi Santacroce, come leggo nel n.°58 del SANTA GIUSTA. F. Oristano.
Diario di Roma: a Macerata parlai di SANT'ALBANO, Fantini s. Albani.
un suo palazzo. Città d'Inghilterra, nella contea di Iiert-
SAN TADDEO MA CU. Sede arci- ford,hundred di Cashio, sulle due rive del
vescovile dell'Armenia maggiore, nella Verulam o Musa, a più di 7 leghe da Lon -
provincia d'Artaz, sotto il patriarcato di dra, sulle rovine del Ferulammm de ro-
Exmiazin (7^.) o Ecsmiasin, cui furono mani, edove Cesare disfece Cassibelauno,
assegnale per suffragante le sedi vesco- anzisipretendecheivi la regina Boadicea,
vili di Auhar,Hoi,Jormi,Maralha e Sal- battuti romani ne fece trucidar 70,000,
i

maste. Fu dato il nome di s. Taddeo a unitamente ai bretoni che si erano loro


questa sede, perchè nella chiesa cattedra- sottomessi. Il suo moderno nome deriva
le si conserva corpo di quel santo apo-
il da un magnifico monastero fondato da
stolo, secondo alcuni. L'apostolo s. Giu- Offa nel 793 in onore di s. Albano (V.)
r
da .) ebbe il soprannome di Taddeo,
(/ i.° martire della gran Bretagna. Questo

ed è venerato dagli armeni, come s. Bar* santo ed il fondatore aveano, per quanto
tolomeo, per lóro apostolo. Dalla Meso- si dice, le loro tombe nella chiesa del mo-
potamia passò in Persia,mar- ove patì il nastero, che contiene altresì un gran nu-
tirio. Quelli che lo fanno morire nella Fe- mero di monumenti e di antiche iscrizio-
nicia e in pace in Cerilo lo confondono , ni. Molti uomini illustrivi sono sepolti, e
con s. Taddeo uno de'72 Discepoli, che fra gli altri Humprey duca di Gloccster,
dicesi predicò la fede a Edessa, e di cui il più giovane de'fìgli d'Enrico IV; il ce-
parlasi ne' Menei a'2 agosto; tuttavolta 1 lebre Francesco Bacone, lord Verulamio,
con Butler aEDEssA e nel voi. LI, p. 3 1 fu sepolto nella chiesa di s. Michele, e sul-
e seg. dissi che s.Taddeo apostolo fu quel- la sua tomba il famigerato Tommaso Mo-
lo che vi promulgò l'evangelo,edalcuni ro vi fece erigere la statua in marmo ne-
SAN SAN 63
io. Nel 793 l'abbate ottenne da Papa A- capitolo formasi di 18 capitolarle di 14
driano I la precedenza su tutti gli altri beneficiati. Vi è la cura d'anime propria
abbati <X Inghilterra (^.). Offa nel conci- del capitolo, che si esercita dai cappellani,
7
lio di Ceichyth (J .) gli donò beni consi- con battisterio. Vi sono altre chiese, un
derabili. L'abbate di s. Albano sedeva al ospizio, un ospedale, alcune confraterni-
parlamentoinnanzi a tutti gli abbati mi- te, 2 case caserma e scuola di
di carità,
trati, la qual precedenza vuoisi concessa navigazione : mancava
il seminario ed il

neh 1 54 dall'inglese Adriano IV molti : monte di pietà. Vasto è il porto, Porius


re confermarono questo privilegio; aven- Blendìum, sicuro, ben riparato, di facile
do l'abbazia 2 02 1 lire sterline di rendita, accesso, anche ne'tempi grossi,per le navi
avanti la lagrime vole pretesa riforma. La d'ogni grandezza le fregate di 4° can-
:

città deve l' origine a Ulsino 6.° abbate noni vi trovano pure un buon ancorag-
che costruì 3 chiese sulle 3 principali stra- gio, e vi giungono a marea alta. Le navi
de che conducevano al monastero. Nel ch'entrano nel bacino interno si legano
i45i e 1461 vi seguirono due battaglie, ad una bellissima riviera che le separa
tra'partigiani delle case di Lancaster e di dai magazzini e da'cantieridi costruzione.
a
York, ed in conseguenza della 2. la re- Viene difeso il porto da due castelli mu-
gina Margherita liberò dalla prigionia il niti, e da parecchie batterie. La città ha

re suo sposo. Nel 44^ in Sant'Albano fu diverse fabbriche di gomene e altri cor-
tenuto un concilio contro l'eresiarca Pe- dami, di cappelli , di maioliche e altre :

r
lagio, ed Pdagiani(f .)suQ\ settari. Reg.
i vi sono fucine, fonderia regia per ancore,
t. 7; Arduino t. 1; Labbe' t. 3. cannoni, bombe e palle. E' una delle piìt
SANTA mmK\Santanderien). Città importanti piazzedi commercio della Spa-
con residenza vescovile di Spagna, nella gna, che dall'indipendenza dell'America
Castiglia vecchia, capoluogo della provin- meridionale ha molto perduto, poiché il

cia omonima formata colla parte setten- suo porto era uno di quelli che aveano
trionale di quella di Burgos e con por- il privilegio di fare ogni sorta di traffi-
zione di quella di Toro , a 28 Seghe da co con quella immensa parte del mon
Burgos in una penisola, sulla costa setten- do ; e ne fa ancora uno considerabile col
trionale della baia del suo nome, formata nord dell'Europa. Il cabottaggio conBil-
dal golfo di Guascogna. E' sede di tribu- bao, s. Sebastiano e Baiona è attivissimo.
nali civili, commerciali, e di guerra, di Fra i suoi uomini illustri vannoricorda-
marina e politico; residenza pure d'un go- ti, il dotto teologo M. Suarez,e il pittore
vernatore civile e militare, e di consoli MadrazÒ. Nel suo territorio si ricava del
stranieri. Sorge sul pendipd'una collina, vino assai buono. I francesi entrarono in
con vie larghe, case ben fabbricate, cou Santander a' 1 6 novembre del 1 808, e la
ameno passeggio e sobborgo. La chiesa conservarono sino alla loro ritirata dal-
cattedrale è un antico edilìzio di stile go- la Spagna. IlPapa Benedetto XIV, ad i-
tico, dedicata alla B. Vergine Assunta in stanza di re Ferdinando VI, a' 12 dicem-
cielo, e non molto distante è l'episcopio. bre) 754 eresse il vescovato di Santander,
a
Il capitolo si compone di 5 dignità, 1 del- . e lo dichiarò suffraganeo della metropoli
le quali è il decano, di 1 1 canonici colle di Burgos, e lo è tuttora. Clemente XIII
prebende teologale e penitenziaria, di 1 nel concistoro de'29 marzoi762 dichia-
razionali, di 4 cappellani, e di altri preti
1 rò i.° vescovo Francesco Laso des. Pedro,
e chierici addetti all' ufficiatura, secondo di Poza diocesi di Leon. Gli successero,
l'ultima proposizione concistoriale. Inve- come si ha dalle Notizie di Roma: nel
ce si legge nel recente concordato, con- i784RaffaeleTommasoMendezdeLuar-
cili uso tra la Spagna e la s. Sede, che il ca, di Luarca d'Oviedo; nel 1820 Gio-
64 S A | SAN
vanni Gomez Duran, di Valde diocesi di crede esservi stato battezzato nel IV se-
Toledo; nel 829 Filippo Gonzalez Abar-
1 colo. Un muro di 180 piedi di lunghezza
ca religioso della Mercede, d'Avila d'O- sopra 3o di altezza è il solo avanzo della
viedo e traslato da Ivizada Pio Vili. Per sua magnifica cattedrale , costrutta dal
sua morte e dopo lunga sede vacante, il 1 1 62 al 1 320, ed in un sol giorno distrut-
regnante Pio I X nel concistoro de' 1 7 gen- ta dai feroci e pretesi riformatori nel 1 55g.
naio 1848 preconizzò l'odierno vescovo Questa chiesa si stimò essere una tra le

mg/ Emanuele Raimondo Arias Teigei- più grandi della cristianità, poiché dicesi
10 de Castro, di Cavanelas diocesi Oren- che avesse 7 piedi di lunghezza e 2 di lar-
se, già priore e dignità della cattedrale ghezza più che quella di s. Pietro a Ro-
di Pamplona e arcidiacono della metro- ma, dunque sarebbe stata la più vasta.
politana di Valenza. Ogni nuovo vescovo E' certo che la straordinaria sua altezza
è lassato in fiorini 700. La diocesi si e- eia bella sua simetria le diedero ili.* luo-
stende per più di2 5 miglia, e contiene 453 go fra'più pregiati edifìzi di gusto gotico.
parrocchie coi battisteri, ed altri luoghi. Questa città ha diverse fabbriche, vi è co-
SANT' ANDREA o S. ANDREWS o mune il giuoco della palla : ha mercati
S. ANDROUo SANTANDEB, Sanctis settimanali, e 5 fiere annue. Gli scozze-
Andrene Famim, A ndrea polis Rrgim lin- y
si onorano s. Andrea apostolo come pro-
r
da. Città arcivescovile della Scozia (P ) 9 tettore principale del loro paese.Gli storici
capoluogo della contea di Fife, sede d'un di questa nazione narrano che s. Regolo
un monticello, all'estre-
presbiterio, sopra abbate portò nel 369 da Patrasso o Co-
mità d'una baia spaziosa, a leghe da 1 1 stantinopoli le reliquie del s. Apostolo, e
Edimburgo, non molto discosta dal (na- fece fabbricare una chiesa per riceverle,
ie d'Alemagna. Fu un tempo assai con- con il monastero d' Aberneth (/^.) o Ab-
siderabile e la capitale della Scozia sotto bernethy, nel luogo dov'è ora la città di
il regno di Malcolm III: ora conta circa Sant'Andrea. Usserio dice che si veniva
5ooo abitanti. Congiuntamente a Perth, da'paesi stranieri in pellegrinaggio a que-
Dundee e Forfar, essa nomina un mem- sta chiesa, e che i monaci che la ufficia-

bro al parlamento. Il suo piccolo porto è vano furono pei primi appellati Culdei.
comodo e sicuro ma non pei grossi na-
: Poco dopo e nell'800 Hungo rede'Pitti
vigli ha un ingresso ristretto e trovasi e-
; donò de'beni considerabi alla stessa chie- li

sposto ai venti. Questa città ha circa 3 sa, in rendimento di grazie a Dio della
leghe di circuito. La sua celebre univer- vittoria riportata soprai nortumbri. Ken-
sità è la più antica della Scozia , fondata neth li re degli scozzesi, dopo dispersi i

nelr4 12 dal vescovo Enrico Wardlow, pitti e distrutta intieramente la loro po-
mentre la città era florida il Papa la con- : tenza nelsettenìrione della Bretagna, uel-
fermò. L'università acquistò nuovo splen- T845 ristorò e dotò riccamente la chiesa
dore sotto Giacomo Kennedy successore di s. Regolo, nella quale si pretendeva a-

d'Enrico, che fu reggente del regno du- vere un braccio di s. Andrea , delle cui
rante la minorità di Giacomo III. Ha 3 reliquie trattai nel voi. LV, p. 261, e di
collegi che produssero molti uomini in- altre sue notizie nel voi. LIX, p. 279;
signi in ogni ramo di scienze e lettere. anzi nel V e VI secolo la città riteneva
Presso quello Maria sta una bibliote-
di s. possederne il corpo. Quest'abbazia diede
ca composta di 36,ooo volumi questa : origine alla città di Sant' Andrea. I ca-
ha diritto ad un esemplare d'ogni libro nonici regolari succedettero ai culdei nel
stampato. Moltesono le antichità che qui monastero di Sant'Andrea, il quale di-
ancora si vedono, e fra le altre la torre venne una filiazione dell'abbazia di Sco-
e la cappella di s. Regolo s. Rulo, che si nc. L'abbate di questa casa avea uel par-
/

SAN S AN 65
lamento la precedenza sopra tutti gli ab» nel 1 191 confermò tale disposizione, e le
bati di Scozia, come si può vedere in Rei tli cose rimasero in quello stato fino all'infe-
p. 237; però nella Scozia erano più cele- lice sedicente riforma, che nel 1 56o abolì
bri le abbazie di Scone e di Holy. la gerarchia della chiesa cattolica. Prima
La sede vescovile vi fu trasferita nel di questa fatale epoca, il vescovo Patrizio
IX o X secolo da quella dì Aberneth isti- Graham successoredel sunnominatoKen-
tuita già nel V, per la gran venerazione nedy , ottenne dalla s. Sede la decisione,

de' re di Scozia verso le reliquie del pa- che l'arcivescovo di York non avea giu-
trono s. Andrea : Commanville riferisce risdizione sulla sede di Sant' Andrea, e
che il trasferimento seguì nell'85o. Gli che Sisto IV nel 1 47 1 l'erigesse in arcive-
arcivescovi di York ediCantorbery ten- scovato , con grado e titolo di primazia
tarono più volte di rendersi soggetti i ve- sul regno di Scozia, ciò che lo stesso Papa
scovi di Scozia, e per ciò ottenere tutto confermò nel i483. Indi l'arci vescovo go-
posero in opera sotto Enrico II re d' In- dè il diritto di consagrare re, ed i vesco- i

ghilterra, che loro era in ciò favorevole. vi del reame. L'arcivescovato di Sant'An-

Questo principe avendo convocati ve- i drea ebbe per suffraganee le seguenti se-
scovi di Scozia a Northampton, esigette di vescovili. Edimburgo, Brechin, Aber-
da essi che prestassero alla chiesa angli- don, Murray con residenza a Elgìn (f^-)j
cana lo stesso giuramento che avevano ed inoltre i vescovati, dell' Isole Orcadi
prestato a lui medesimo,e che si sottomet- eretto nel V secolo, di cui fu vescovo s.

tessero ai metropolitani del suo regno : Magno (V-) y con residenza a Kirkeval;
ma gli scozzesi risposero costantemente Dumblain istituito verso il 1 3ojDonkeld 1

che non vi avrebbero mai acconsentito, o Dunkeld eretto nel secolo VII, e rista-
e che tanto essi che i loro predecessori bilito neh i3o; Rosse istituito neh i3o,
non avendo mai dipenduto da altri che con residenza in Chanonri; Catnes eretto
dal Papa, conserverebbero inviolabilmen- nel secolo XI, con residenza a Doinok;
te le immunità delle loro chiese. Rug- Murtlac istituito nel secoloVII, venne tra-
giero arcivescovo di York produsse titoli sferito ad Aberdoh.
co'quali egli pretendeva di provare che SANTA SEDE. F.Sede Apostolica.
i vescovi di Glasgow e Galway (V.) gli S ANTESE, Aedituus, Mansionario.
erano sottoposti; ma il vescovo diGlasgow Quello che ha cura del santo, cioè della
protestò , che essendo la sua chiesa una Chiesa (V.) s
detto anche Mansionario
romana, essa non
delle figlie della chiesa (V\ Le sue attribuzioni sono diverse se-
si allontanerebbe punto dall' ubbidienza condo luoghi, e viene il più delle volte
i

che a lei doveva. L'arcivescovo di Can- confuso col fabbriciere e col Sagrestano
torbery , il quale pretendeva che tutti i (Vi). In Italia il vocabolo applicossi piut-
vescovi di Scozia gli fossero sottoposti tosto al custode d'una chiesa o d'un San-
persuase il re di rimettere ad altro tem- tuario (V.) y che non all'amministratore
po il giudizio di quella vertenza, speran- del medesimo, o al Deputato (V.). Non-
do che l'arcivescovo di York desistereb- dimeno in più ampio significatosi disse-
be dalla sua domanda, e che quando que- ro santesi i deputati della fabbrica o fab-
sti non portasse le sue pretese se nonché bricieri della chiesa, detti in latino Ma-
sopra due sedi, egli potrebbe facilmente Incularti, così nominati o perchè erano
attirarle tutte a se ma Clemente III Pa-
: scritti nella Matricola (V.),o perchè que-
pa del 1 187 pose fine ad ogni disputa, sta custodivano o il registro pubblico, nel
dichiarando che tutta la Scozia restereb- quale erano scritti i nomi de'poveri che
be sottomessa nello spirituale alla s. Se- chiedevano la limosina alle porte delle
de. 11 Papa Celestino III che gli successe chiese. Alcuni opinano che tra'poveri re-
VOL. LXI. 5
66 SAN SAN
gistrali neir elenco delle limosine, se ne pongano lo stesso titolo, mentre per a-
scegliessero alcuni per spazzar le chiese, verlo legalmente, dopo questo riconosci-
addobbare gli altari, suonar le campa ne, mento si deve riassumere la causa dalla
ec. Dicesi inoltre, cbe in appresso i depu- medesima congregazione de Riti (^/or-
tatio fabbricieri non ^sdegnassero di pi- mare l'apostolico processo anche sopra i

gliarsi essi medesimi quelle cure, il che Miracoli J^.J.questi debbono andare sog-
potè ancora contribuire ad attribuir loro getti al consueto esame, conseguire l'ap-
il nome di matricolari, giacché inquesta provazione, e quindi procedere alla for-
parte pigliarono il luogo de'poveri della male cauonizzazione, come si praticò da
matricola, che in addietro erano incarica- Pio VII nel 807 per s. Benedetto da Fi •
1

ti di quelle funzioni. Ma col propagarsi ladelfia, s. Angela Merici, s. Coleta Boi-


e consolidarsi il cullo cattolico, essendo let, beati di culto immemorabile. Avver-

state dotate le parrocchie, fu d'uopo che te il Gara m pi nelle Memorie ecclesiasù-


alcune persone s'incaricassero di ammi- c/*e,che l'ommissiouedel titolo di Beato
nistrare Beni di chiesa (F.) e la Ren-
i
y
o Santo, non deroga punto al culto che dai
dita ecclesiastica {V'.), per cui furonoan- Venerabili {F) servi di Dio si godeva, co-
che appellati Difensori (F.); e fu allora me può eziandio confermarsi coll'illustre
ch'essi si scarica ronodelle indicate incom- esempio dell'ordine de' Crociferi {F.) t
benze, le quali addossarono ai bidelli, ga- che vantandosi di essere stati istituiti da
staldi e altri ministri inferiori della chiesa, s. Cleto, Papa di sì antica venerazione
e si stabilirono quegli amministratori col nella Chiesa, che meritò d'essere espres-
nome di deputati alla fabbrica della chie- so nel canone della messa, nondimeno fi-

sa o fabbricieri. Questi in principiosi sta- no dal 1


1
70semplicemen •
s'intitolavano
bilirono nelle chiese parrocchiali, ma in te Cruciarli Bonae Memoriae Cleti. An-
appresso sene introdussero ancora nelle ticamente non si era riservata la s. Sede
cattedrali, ed anche nelle chiese de'mo- la facoltà di permettere qualunque sorta

nasteri; iti alcuni luoghi furono e so-


ed di pubblico culto verso i servi di Dio, de-
no fabbricieri laici ed ecclesiastici. I fab-
i funti con opinione di santità, e illustrati
bricieri sono riguardati come ufficiali del- dalla divina onnipotenza con segni so-
la chiesa ed a quelli di Francia venne
, prannaturali e miracoli. Ma salvo il pri-
assegnata nelle funzioni una specie di to- vativo diritto al Papa, di cui parlasi nel-
ga e un berretto, per distinzione. la decretale d'Alessandro III, di propor-
SANTI. 1 santi sono tutte le creature re cioè i detti servi di Dio alla venera-
ragionevoli, angeli (di cui a Coro degli zione della Chiesa universale con titolo di
Aggeli), o uomini, che Dio ammise \nPa- Santi, previo un rigoroso esame innanzi
radiso (Agalla partecipazione dell'eter- alla stessa Sede apostolica, eseguito sopra
na sua gloria, e specialmente quelli che le loro virtù e miracoli, per via d'una so-
sono stati canonizzati da'sommi Pontefi- lenne sentenza, che Canonizzazione si ap-
cicon solenne Beatificazione e Canoniz- pella, lasciavasi allo zelo e prudenza dei
zazione ( F.) 3 ovvero con riconoscerne a vescovi de' luoghi l'arbitrio di regolare
mezzo Congregazione de' Riti (F.)
della s. in questa parte la divozione deFedeli(F.)
il loro culto immemorabile, che equivale alla loro cura soggetti; supponendosi che
a equipollente beatificazione. I Beati(F.) per l'introduzione di questo nuovo culto
che hanno avuto dalla s. Sede il decre- non si ommettessero le diligenze neces-
to di conferma del culto immemorabile, sarie per assicurarne il fondamento, colla
da essa non ricevouo che il titolo di Bea* prova delle virtù e de'miracoli insieme:
to t benché ne'rispettivi luoghi lo abbia- ma sivolle però sempre, che nelle espres-
no di Santole nelle Immagini (F.) vi ap- sioni ed alti del culto medesimo si ossei-
SAN SAN G7
vasse quella giusta differenza, che ragio- tal mezzo ne stato riconosciuto degno dal-
nevolmente dovea passare tra la venera- la s. Sede, benché ancora non dichiara -

zione permessa da un vescovo particola- to santo colla solenne canonizzazione. Non

re al suo popolo, in conseguenza di una, così avveniva rispetto a' beati de' tempi
per così dire, privata cognizione fra esso antecedenti, godendosi da ciascuno senza
vigente nella santità del soggetto, a cui timore dirimprovero una piena libertà
si prestava, e fra il culto universale, a di fare o non far uso della permissioneac-
cui veniva eccitata dal sommo Pastore la cordata di onorarli e venerarli. A Con-
Chiesa tutta verso d'un servo di Dio, la gregazione dell'Inquisizione o s. Offi-
cui santità era stata solennemente da lui cio, narrai che anticamente si oppose al
approvata. Quindi la denominazione di falso culto de'santi,ciò che poi eseguì l'al-
Beati s l'ornamento de' raggi, Diadema tra de'riti. Inoltre il vocabolo di Santo
o Nimbo (/^.) nelle pitture, la venerazio- si dà a Dio stesso, il Santo de' santi, che

ne de'corpi e Reliquie (Tr.) de' servi di invochiamo col trisagio SanctusfJ^.), ed a


Dio, e tralasciati i suffragi e le dimostra- quelle cose chelo riguardano e da lui deri-
r
zioni di lutto, la celebrazione festiva del- vano, non che alla Chiesa[F .)\ comune-
le anniversarie loro memorie,i Lumi(V.) t mente il Papa si appella Santo Padre (f.).
usandosi per divozione l'0/zo(^.)che loro Santa si dice l'anima ch'è in luogo di sal-
arde dinanzi, ed anche l'invocazione delia vazione. Santo si suole chiamare chi iti

loro intercessione ne' divini uffizi, erano questo mondo vive santamente. Santo si

cose che dall'autorità ordinaria de'vesco- prende anche per pio, religioso, e per
vi potevano permettersi. Ma riconosciu- quanto dissi a Santità'. Entrarein santo
tosi poi per esperienza, che alle volte il o andare in santo,si dice delle partorien-
persone,o illuse o a torto im-
falso zelo di ti che si recano la \* volta dopo il parto

pegnate, giungeva a far violenza a'vescovi, in chiesa per la benedizione del sacerdo-
per introdurre senza le precedenti neces- te, di che parlai a PuRiFicAZioNE.Nell'an-
sarie cautele, oper accrescere oltre il do- fico e nel nuovo Testamento fu in uso la
vere simili culti, non senza scandali, dis- parola Santo, la quale in origine non si-
sensioni e pericolo d'inganni;UrbanoVIII gnifica altro, che una cosa qualunque se-
con provvida legge riservò allas.Sede an- parata dall'uso comune, e però si diede
che la facoltà di accordare la permissione a tuttociò ch'era consagrato a Dio spe-
di onorare i Servidi Dio ( ^.)col mero ti- cialmente, e che apparteneva alla sua re-
tolo di Beatile dentro que'limiti che se- ligione: quindi è, che tutt'i cristiani nel-

co porta semplice Beatificazione. Cosi


la la primitiva chiesa nascente si denomi-
con la generale riserva fatta da Urbano narono per essere eglino la fami-
santi,
Vili alla s. Sede, di qualunque permis- glia di Dio, ed il suo popolo prediletto
sione di culto, e stabilitesi le rigorose leg- separato dalla comune del secolo idolatra.
gi, con le quali ponderatamente e con o- Essendo quindi stato tralasciato questo ti-
gni scrupolosa cautela si procede anche tolo di Santo rispetto a'cristiani general-
aliamera beatificazione de'servi di Dio, mente,si trova poi adoperato peresprime-
non solamente si sono rimossi temuti i regli uomini giusti ed eminenti per le vir-
inconvenienti e pericoli; ma è cresciuta tù cristiane, in modo particolare ne'tempi
talmente di pregio la qualità di Beati, e di s. Paolino e di s. Girolamo; non però in
l'onore della formale beatificazione, che tal guisa e con tal non so-
distinzione, che
nel comune concetto non andrebbe esen- lamente tali padri, ma gli altri ancora non
te dalla taccia di temerario, chi impu- dassero un simile titolo a'vescovi, a'preti,
gnasse il culto, o ricusasse di prestarne a'diaconi, a'monaci ed alle monache; e se
alcun atto in parole od in fatti a chi per questo titolo non era allora un distintivo
68 SAN SAN
uomini perfetti, mollo me- 7
tire, dice Doni o Domnus (Z .) Stepha-
speciale degli
no si costumava, come ne* tempi nostri, di nusj e dagli spagnuoli si dava il Don ai
porlo quasi sempre a guisa di prenome a- santi, ad imitazione di Evodio nel 4'^j
vantii nomi de'santi. Per la qualcosa nel siccome gli antichi toscani dicevano Mes-
calendario romano dato fuori da Buche- ser (F.) s. Agostino. Gli arabi dicono ai
rio, sopra il canone di Vittore, e dal Rui- .santi Mar prò Domnus, e così a s. Mat-
nart dopo i suoi Atti sinceri de' martiri, teo. Donde si scorge, dice il Baronio al-
i!quale calendario viene già creduto del l'anno 4'6, n.°2 3, che secondo l'uso di
mezzo del IV secolo e de'tempi sotto Pa- favellare, la voce Dominus [V.) era pro-
pa s. Liberio, tanto nella deposizione dei pria di Dio, e l'altra Domnus comune ai
sommi Pontefici, quanto in quella de'ss. santi ed agli uomini, non che alle matro-
Martiri (V), mai avanti il loro nome non ne d'alta condizione, e non a'soli vescovi
vi è l'aggiunto di Santo, il quale però si o altri chierici d'ordine inferiore. A Dom,
legge quasi sempre nel calendario carta- parlando del Domnus Apostolicus , di-
ginese, che viene creduto del V secolo, chiarai che questa voce fu poi esclusi-
,

a
stampato la i . volta dal p. Mabillon nel vamente consag'rata a denotare il Papa ;
t. 3 de'suoi Analecli, e poi riportato dal ed altrettanto avvenne del titolo di San-
citato Ikùnart a p. 693; e vedendosi in to, anzi per eccellenza e per la venerazio-
questo calendario ad alcuni santi ancor ne che gli dobbiamo, lo chiamiamo San-
tralasciato, dà a divedere il costume, che tissimo ( P\),Beatissimo (F), e per astrat-
si andava allora introducendo, e
mostra to di santo, Santità (/^.): che santo e san-
per avventura che foss' egli 'copiato ed tissimo fu dato pure ad altri ed ai ve-
accresciuto da 'altro calendario più anti- scovato dico a Santissimo. L'annalista Ri-
co, che mai non avesse questo aggiunto naldi, all'anno 1076, riportando al n.°3 1

di Santo, il quale si vede poi sempre po- il Dictatus Papae, cioè le brevi sentenze
sto nel calendario del Polemio del 449* dichiarate nel concilio da s.Grego rio VII
Tanto rilevo dall' Adami, Ricerche^, io 3. (V.\ si legge che il romano Pontefice,
:

Sarnelli, LetL eccl. 1.


1, p. 20, conferma canonicamente ordinato, Santo diviene
che anticamente tutti i cristiani erano ap- per li meriti di s. Pietro, ciò affermando
pellati Santi, perla grazia santificante,che s. Ennodio vescovo di Pavia, ed essendo

per mezzo de'ss. sagra menti ricevono. Co- favorevoli al detto di lui molti ss. Padri,
sì loro disse l'Apostolo, omnibus, quisunt secondochè si contiene ne'decreti del b.
Romae,dilectis Dei,vocalisSanctis: Nunc Simmaco Papa. All'anno 5o3, n.i 6 e 7
Jerusalem ministra»
igitur proficiscar in riporta queste parole di s. Ennodio. Pre-
reSanctis: Ecclesiae Dei, quae est Co- dicando l'innocenza e le meravigliose vir-
rinthi, cum omnibus Sanctis qui sunt in tù di Simmaco, dice che l'indusse a tanta
universa Achaja: Salutate omnem San- fidanza la santissima vitade'romani Pon-
cium in Christo Jesu: Salutat vos omnes tefici passati, che dichiaròessere stati tras-

Sanctis, maxime qui de domo Caesaris fusi i meriti della vita di Pietro ne' suc-
sunt.JL negli Atti apostolici si legge: Fa- cessori suoi. Inoltre soggiunge: Chi du-
cium aulem, ut Petrus dum per tran-
est bita non esser santi quelli che sono a tan-
siret universos, deveniret adSanctos, qui ta dignità innalzati? e se mancano in al-
habilabanl Lyddae. Allora i cristiani e- cuno i meriti propri, bastano quelli che
rano veramente santi di costumi. Nel t. dati gli sono dal predecessore, cioè da s.

4 parlando a p. 1 3 del titolo di Don(V.), Pietro. Imperciocché, o egli innalza a que-


dice che si trova negli scritti di Evodio st'altezza coloro che sono per meriti il-
vescovo Uzalense nell'Africa, che parlan- lustri, oppure che senza
illustra quelli
do delle reliquie di s. Stefano protomar- meriti sono stati innalzati, prevedendo e-
SAN SAN 69
gli chi sfa per essere fondamento abile del- dine de'suoi disegni ad innalzare gli ani-
laChiesa. All'anno poi i i8o,n.°i 9, ripor- mi nostri verso la sua adorabile provvi-
ta Rinaldi, parlando di Papa Alessandro denza, e a farci dar lode alla sua potenza
III, che l'imperatore Federico I rampo- e alla sua bontà, e furono spesso operali
gnando Emanuele Comneno imperato- per .eccitare gli uomini a dare omaggio

re greco, perchè rendesse il dovuto ono- alla verità. Dice Buller, che certi critici
re all'impero d' occidente ristabilito dal fanno una guerra aperta a tuttociò che
Papa, l'invitò pure a rendere la dovuta viene chiamato miracolo; in ciò si avvi-
ubbidienza e riverenza al sommo Ponte- cinano agl'increduli ed a'nemici del cat-
fice, che il greco chiamava Santo. tolicisrao. Non si deve però tacere che so-
ACulto, a Reliquie (ove ancora par- novi stati de'falsatori tra i cristiani, ma
laidi quellerubate,ondealcune sono dub- sarebbe ingiustizia il far la Chiesa colpe-
biose), e meglio negli articoli in questo vole del loro.delitto. Ella ha sempre ab-
citati, parlai del culto de'santi, che noi o- borrito le frodi, dette pie da certuni per
noriamo come gli amici e i servi di Dio, un chiaro abuso di vocaboli; poiché esse
ha colmato de'suoi
ch'egli pm eletti doni contengono menzogne formali che , ol-
e delle sue .più preziose grazie. Il culto traggiano la verità ed essenza, e che non
che noi rendiamo loro è per conseguenza ponno essere tenute per leggiere quando
un culto religioso, e fondatosuli'eccellen- sono fatte in materia di religione. Mel-
za soprannaturale de' santi che ne sono chior Cano, sebbene si lagni amaramen-
l'oggetto, e chiamasi culto di dulia y di- te de'falsifìcamenti di alcuni scrittori di

verso da quello di latria che rendiamo a vite de'santi, tuttavia difende i monaci
Dio, e perciò non contrario al coman-
i.° dall'accusa loro data da alcuni ignoranti
damento, che ci ordina di adorafeDio e o maligni. Con maggior diffusione fecel'a-
di non adorare che lui solo. Il culto che pologia de' monaci il p. Mabillon. I più
rendiamo a'santi a motivo della loro san- noli degli antichi compositori o raccogli-
tità si riferisce a Dio che n'è il principio, tori di vite de'santi sono: Simeone Meta-
quale sorgente suprema della loro eccel- che fiorì nel 9 12; il b.Giacomoda
fraste,

lenza e santità. Egli è propriamente Dio Voragine, autore della Leggenda dorata,
quello che noi onoriamo ne' santi, giac- della quale parlai, oltreché nella biogra-
che essi non sono onorabili che per un fia, voi. XXVIII, p, 339, e fio-
anche nel
riverbero della santità di Dio in essi. E' rilo nel 290; Lippomano vescovo di Ve-
1

a questo centro di perfezione che va a ter- rona del 1 55o; Surio certosino di Colonia
minare tutta la gloria che noi rendiamo del 1570; Ribadeneira gesuita del i54o;
a'santi. E perchè non onoreremo noi i GiovanniCapgrave agostiniano morto nel
santi che sono nel cielo, giacche onoria- 1484, fece una leggenda de'santi d'In-
mo quelli che sono sulla terra? Se la san- ghilterra, pare seguendo il Sanctilogium
tità incominciata in questo esilio, rende di Tinmouth; i Bollandisti dotti agiogra-
gli uomini che la possedono tanto rispet- fi ossia scrittori di vite de'santi o libri sa-

tabili, qual rispetto non merita la santità gri, che pubblicarono gli Acta sanato-
consumata de' cittadini del cielo, tanto rum con note critiche e interessanti dis-
strettamente uniti a Dio nella partecipa- sertazioni, e di cui si giovò Butler. Vanno

zione della sua gloria? Il culto de'santi è pur ricordati Mabillon eMulteau pedan-
antichissimo nella Chiesa, e lo afferma s. ti benedettini; Nain e Touron per quelli
Cipriano parlando della Commemorazio- cisterciensi e domenicani; Ruinart per gli
ne (V.) do* Martiri. Nei miracoli operati Acta sincera Mar ty rum j Stefano e Giu-
damanti, noi vediamo le opere di Dio per seppe Assemani, che ci diedero gli Acta

eccellenza, le quali sono dirette nell'or- Martyrum orientalium et occidentalmm t


7o SAN SAN
e la BibUotheca orientale^ il 2.°ziodel cilegium Romanum, pubblicato dal dotto
precedente pubblicò , Italicae historiae cardinal Mai, si leggono nuove testimo-
scripiores, ed i Calendario ecclesiae II- nianze in favore dell'invocazione de'san-
niversae. Ma degli agiografi riparlerò in ti, e del culto delle loro immagini, e ri-

lineili quest'articolo. A Confessore dell* portate nel 1. 1


8, p. 240 degli Annali del-
fede, ne feci la distinzione dal martire che le scienze religiose. Già nel t.i3, p. 23
r
patì la morte per professarla. A Festa e ragionarono della dissertazione di mg.
descri vendo i di versi riti che la Chiesa as- Badia Sull'antichità, sito e uso delle sa-
:

segna a 'santi per onorarli nel Natalt( F.) t gre immagini ne'primi tempi della Chie-
parlai di tuttociò che riguarda tale ar- sa. Il culto che noi rendiamo alle imma-
gomento, come pure a Protettore, per gini, è un culto religioso e rispettivo. E'
que' santi che si concedono dalla stessa un culto religioso perchè è fondato sopra
Chiesa in patroni; e ad Ognissanti dissi l'eccellenza soprannaturale o sopra la san-
della festa che celebriamo in onore di tut- tità che i beati hanno acquistata co'soc-
ti i santi. Le chiese e gli altari gl'in inalzia- corsi e la virtù della religione. E' un cuU
mo a Dio, in nome e sotto l'invocazione to rispettivo perchè non si limita punto
di qualche santo che si vuole particolar- alle immagini, ma perchè passa agli ori-
mente onorare,ed a taleeffetto nella men- ginali, a' santi rappresentati dalle im-
sa e Pietra (/^dell'altare si devono por- magini. Noi salutiamo un'immagine, la
re le loro sagre reliquie, non perchè deb- baciamo, l'incensiamo, ci prostriamo a-
ba credersi esservi in esse divinila o vir- vauti ad essa; ecco la riverenza esteriore;
tù, ma perchè l'onore, la venerazione e ma il nostro pensiero, la nostra stima e
culto che ad esse si presta è riferibile a affezione, la nostra confidenza ci porta*
Pio, quale pe'meriti e intercessione dei
il no al prototipo, all'originale, al santo che
santi, ch'è in essi mirabile, compartisce rappresenta l' immagine ; ecco la nostra
le grazie: da ciò provengono due beni, intenzione, la nostra disposizione interio-
cioè che dalle orazioni e Preghiere (V.) re, ed il punto preciso della dottrina del-
se ne ritrae utilità e vantaggio, poiché e- la Chiesa concernente il culto delle san-
saminando e ponderando le virtù, de'sau- te immagini, ch'ebbero a nemici gV Ico-
ti siamo tratti a imitarli, come aperta- noclasti (F.) e tanti eretici. La divozio-
mente lo dimostra e stabilisce il concilio ne verso i santi non consiste ne'soli atti
di Trento, il catechismo romano, e gra- esterni di religione e di culto, ma bensì
vissimi autori. L'invocazione de'sanli fu principalmente nella pronta e efficace vo-
sempre in uso nella Chiesa. Il detto conci- lontà d'eseguire tuttociò che appartiene
lio ordina a' vescovi e a'parrochi, ed a tutti al culto di Dio, all'osservanza della santa
quelli che hanno l'obbligo d'istruire, che sua legge, come insegna s. Tommaso. I

diligentemente insegnino al popolo, facen- santi sono benefici verso tutti, che siano
dogli conoscere necessaria l'intercessione e loro veri divoti, a tenore de' bisogni, e
l'invocazione de'santi, la riverenza alle re- de'doni ne'quali un santo si mostra dal-
liquie^ il ritenere le sagre Immagini ( F.) l'altro distinto, per cui suole eccitarsi la
de'santi, legittimi mediatori presso Dio; divozione e il ricorso piuttosto ad un sau-
ed a Pittura parlai del modo come si de- to che all'altro. Perchè la preghiera sia
vono rappresentare,a vendo Urbano Vili non basta ch'essa sia accompa-
efficace,
vietato dipingere le immagini de'servi di gnata da tutte le condizioni richieste;
Dio e de' venerabili con V Aureola {V.) conviene altresì indirizzarla a quelli che
nel capo, finché non sono canonizzati. Le possano esaudirla in via di mediazione o
effigie de'santi si devono venerare per con - d'intercessione. Dio solo essendo l'autore
fessione degli stessi protestanti. Nello Spi- di tutti i beni, e soprattutto della grazia
SAN SAN 7
e della gloria, che sono l'oggetto princi- hanno comunione colle anime del pur-
pale della preghiera, è lui solo che noi gatorio, pregando Dio pei quelle, offeren-
dobbiamo pregare, come il solo allo ad do le buone opere,e specialmente il s. Sa-
esaudirci, coli' accordarci le cose che gli gn/zszo^.Jdell'altarepersoddisfarea'de-
domandiamo. Ma polendosi impetrare da biti ch'esse ritengono colla divina giusti-
Dio per via d'intercessione, e perchè vi anime purganti,gratissime de'suf-
zia; e le

sono tra'santi che regnano in cielo, ed i fragi, piegano Dio pe'fedeli che sono sul-
fedeli che sono in terra, una comunione la terra. Per godere beni compresi nel-
i

formata dallo spirito di carità, questo spi- la comunione de' santi, non basta avere
rito ci spinge ad implorare la intercessio- ricevuto validamente il battesimo, ma- è
ne de'santi, affinchè essi ci aiutino ad ot- necessario anche essere uniti al corpo del -
tenere da Dio le grazie, delle quali ab- la chiesa cattolica romana, per cui ne so-
biamo bisogno per giungere com'essi al no esclusi gP Infedeli, Ebrei, Apostati,
termine della felicità che possedono. Egli Eretici, Scismatici e gli Scomunicali^ f^.).
è dunque permesso ed utile di pregare i I fedeli cattolici sulla terra si chiamano
santiche regnano in cielo, perchè inter- sauti, perchè tutti sono chiamati alla san-
cedano per noi presso Dio. E' questo un tità e perchè tutti sono santificati dal bat-
punto di fede che fu definito dal^'concilio tesimo : hanno comunione fra loro con
di Trento nella sess. i5 contro
y
i Vicle- partecipare a vicenda de'beni spirituali
fisti, Luterani, Calvinisti (Z^.) e altri e- individuali, e comunemente godendo dei
relici. La Chiesa considerata in un aspet- beni generali e propri di tutta la chiesa
to generale e proprio d'ogni stato, d'ogni militante. Conviene pensare dell'invoca-
luogo, d'ogni tempo, è la società de'san- zione de'santi che sono in cielo, comedi
tiradunati sotto Gesù Cristo nel culto del quella de'santi che sono ancor sulla ter-
vero Dio. In questo aspetto si divide nel- ra, giacché i beati possono e vogliono a-
la società de'Santiìn cielo, e si dice Chie- iutarci presso Dio co'loro suffragi, al pari
sa trionfantej in quella delle anime dei de'santi che sono ancor sulla terra, de sua
Defunti (f.) nel Purgatorio (/'.), e chia- sorte securi, dice s. Cipriano nel suo libro
5

masi Chiesa purgante; in quella de Fe- Della moralità. Ora è certo che le pre-
deli cattolici (F.) sulla terra, che si ap- ghiere che si fanno a'sanli che sono anco-
pella Chiesa militante, come dissi altro- ra sulla terra, d'intercedere per noi pres-
ve. Queste tre parti componenti una sola so Dio, sono permesse ed utili, come ap-
gran società, sono animate dallo spirito pare da moltissimi testi dellaScrittura che
di Gesù Cristo, e fra di loro congiunte le autorizzano. La Scrittura inoltre non
co' vincoli della carità. Emerge da questo autorizza meno chiaramente l'invocazio-
spinto e da questa carità il principio e la ne de'santi che sono in cielo. Le Litur-
causa efficiente della Comunione de'santi, gie {V?) di s. Basilio e di s. Gio. Criso-
cioè una partecipazione de'beni spiritua- stomo, di cui si servirono le chiese d'o-
li gran società, e
fra le 3 parti di questa riente nel IV secolo, per la celebrazione
specialmente risulta a favore decompo- de'santi misteri, contengono frequenti in-

nenti la chiesa militante, una comunica- vocazioni dellaB.Vergineede'santi. Quel-


zione reciproca di molti e di diversi be- le di cui si servivano nel tempo stesso le

ni, che propri sono di loro esclusivamen- chiese d'occidente, ne fanno pure men-
te. I fedeli sulla terra hanno comunione zione, come lo assicura s. Agostino nel
co'santi del cielo, perchè ad essi offrono suo sermone 17. sulle^parole dell'Apo-
i loro ossequi e venerazione; ei santi del stolo e. r. E' altresì certissimo chei ss. Ci-
cielo intercedono grazie da Dio pe'fedeli priano, Girolamo, Agostino, Ambrogio
che sono sulla terra. I fedeli sulla terra e quasi tutti gli antichi Padri hanno par-
72 SAN SAN
che alcun al-
lato di questa pratica, senza è del pari un precetto l'invocarli, ma il

tro Padre siasi opposto, e senza che al- concilio di Trento decise esser buono e u«
cuno abbia detto che fosse una novità, tile l'invocare i santi, decretando: « I san-
il che dimostra evidentemente che essa tiregnano con Gesù Cristo, ed offrono a
era usata universalmente ne'primi tempi Dio preghiere per gli uomini quindi e ;

della Chiesa. Gli antichi Padri non solo cosa buona e utile l'invocarli e supplicarli
hanno fatto menzione di tal pratica, ma umilmente; ricorrere alle loro preghiere,
l'hanno anco consigliata, lodata e racco- al loro aiuto e assistenza particolare, per
mandata. In tutt'i tempi vennero prega- ottener grazie e favori da Dio, per mez-
ti i santi nella Chiesa, giacché i Padri del zo del suo figlio Gesù Cristo. Tale è l'u-
IVsecolOjCheraccomandavanodi pregar- so della chiesa cattolica, ricevuto da'pri-
li, non pretendevano d'introdurre alcuna mi tempi della religione cristiana, e con-
novità, ma seguire bensì l'esempio di forme il sentimento unanime de'ss. Pa-
quelli che gli aveano preceduti. L'invoca -
dri, e a'decreti de'santi concilii". Ricor-
zione de' santi venne spesso autorizzata derò un canone di quellodiSensdeh528,
da miracoli verificatissimi, sino dal prin- decr. 1 3: « I santi intendono le nostre-pre-
cipio della Chiesa: s. Agostino nel lib. 22 ghiere: sono penetrati dalle nostre mi-
Dio
della Città di }
d\ce d'essere stato testi- serie: sentono della gioia in vedendoci pro-
monio oculare di quelli avvenuti nell'in- sperati; il che è provato dalle s. Scrittu-
venzione del corpo di s. Stefano i.°mar- re. Si può dunque onorarli; si può cele-
tire, e li enumera. Se l' invocazione dei brar le loro feste, e leggere nella chiesa
santinon fosse ne permessa, né utile, ciò la storia de'lóro patimenti". Sarebbe poi
sarebbe perchè essi mancherebbero di po- contro la pietà, e assai pericoloso il non
tere di volontà per aiutarci. Il potere invocarli -mai, e la Chiesa istituendo feste
loro non manca. Essi sono potenti nel cie- in loro onore, c'invila a ricorrere alla lo-
lo, più che noi fossero sulla terra, giacché ro intercessione colla preghiera e altre o-
vi sono più graditi e più strettamente u- pere buone. Inoltre la Chiesa chiaramen-

niti a Dio. Essi hanno la volontà di aiu- te mostra la sua intenzione che s'invo-
tarci, perchè la loro carità è più viva, più chino i santi, giacché nelle sue pubbliche
ardente di quello che lo era quaggiù, e preghiere essa si volge spesso a loro, e
perchè fatti certi della loro propria feli- perchè i sagri ministri, a' quali impone
cità, essi intercedono sempre più la uo- l'obbligo di recitare il Breviario (/'. ),non

stra. L'invocazionede'santièdunque fon- possono adempiere un tale obbligo senza


data sulla Scrittura, sulla tradizione, sul- pregare i santi. Antichissime sono \e Li-
la pratica della Chiesa e sulla ragione. I tanie de' santi (^.)j antichissima è l'invo-
santiconoscono in particolare le preghie- cazione de'santi nella Messa (F.), %YIn-
re che loro sono indirizzate, siccome cose ni (F~.), le particolari Preghiere (F.); di
che hanno rapporto con essi, sia che Dio più la Chiesa onora i santi con moltissi-
le faccia loro vedere nella sua essenza, sia me pratiche pie, come sono le Novene, ì

che egli stesso loro* le riveli immediata- Tridui, gli Ottavari (/^.), ed altri lode-
mente, sia che impieghili ministero de- voli e di voti esercizi, non che permette i

gli angeli per farle conoscere ad essi, sia Pellegrinaggi (Tr.) a'ioro Santuari (V }3
final niente ch'egli si serva a tal fine de- anzi col premio delle Indulgenze^.) che
gli altri molti mezzi ch'egli ha ne' tesori pur concede nelle pratiche divozionali ad
inesauribili di sua onnipotenza e sapien- onore de'santi. 11 concilio di Trento, che
za infinita. Non è però articolo di fede, autorizza ed encomia 1' invocazione dei
che santi conoscano specialmente le pre-
i santi, ordina però di toglierne gli abusi e
ghiere che loro souo dirette ; come non 7
le Superstizioni (f .) che troppo spesso vi
SAN SAN 73
siframmischiano. Tra' principali abusi rina, e ad altri luoghi e cose, egualmente
ches'introducono sull'invocazione decan- per sottoporre gli uni e le altre alla loro
ti, i rimarcano i seguenti. Se il po-
teologi potente protezione.
polo semplice ripone maggior confiden- Sarnelli nel t. 3, p. 121 tratta, se ai
za ne'sauti che in Dio, e che invocandoli santi del vecchio Testamento fu promes-
non pensa quasi mai che nulla egli può sa la felicità eterna o la temporale sola-
ottenere da Dio senza la mediazione di mente citandola lett. 23 del 1.
: Perchè 1 :

Gesù Cristo. E' abuso se il popolo dimo- i Maccabei sieno annoverati fra'mar-
ss.

strasi più bramoso di ottenere i beni e al- tiri cristianie meritamente; conclude, non

tri vantaggi corporali coli' intercessione essere stata ai sant'idei vecchio Testamen-
de'santi, che di ottenere le grazie neces- to promessa la felicità o vita eterna, ma
sarie alla salvezza dell'anima; se è lode- essere loro dovuta come premio appar-
vole il ricorrere a' santi nelle malattie e tenente al nuovo Testamento, e come do-
altre afflizioni, è necessario invocarli pei no singolare di questo. Nel t. 5, lett. 35,
beni spirituali e per la salute eterna. So- n.° 4, rende ragione perchè de' santi del
no abusi titoli esagerati che alcuni dan-
i vecchio Testamento non se ne celebra la
no a'santi, e recitando certe preghiere non festa in ogni chiesa,ed enumera quelli che
autorizzate dallaChiesa, ed alle quali pre- dalle chiese latina e greca sono venera-
tendesi siano attaccate infallibilmente del- ti per santi, e quelli registrati nei Mar-
le grazie speciali. E' una superstizione, se- tirologio Romano (F .)j notando, che nel
condo diversi teologi, il credere che cia- Canone della. Messa (F.) si fa menzione
scun santo abbia il privilegio esclusivo lo- di Abele, Abramo e Melchisedech;dove
roattribuito, di sanare certe specie di ma- si celebrano le feste de'santi del vecchio
lattie, ad esclusione di altri. 1 santi s'in- Testamento quale Uffizio (F.) deve farsi;
teressano tutti a' mali ed a'beni de? fedeli che Dio conser-vò di diversi le reliquie,
che sono sulla terra; il potere della loro che talvolta sono apparsi a'moribondi, e
iutercessione non è già limitatoad un so- che si sono ottenute grazie da Dio a loro
lo soggetto. Egli si estende indistiutàmen- intercessione. Inoltre Sarnelli discorredi
te a tutto,perchè il potere di Dio, in vir- varie'erudizioni riguardanti i santi, come
tù del quale isauti possono soccorrerci, è che in questa vita non sipuò sapere chi
esso pure illimitato. Nondimeno è di fat- sia santo; che i santi non tutti hanno da
to, come l'esperienza prova, che avven- Dio i medesimi doni circa la sanità dei
gono al sepolcro e all'altare d'un santo, corpi; quando avanti le loro immaginisi
de'miracoliche non si verificano a quello recita il Paternoster che si deve intende-
d'un altro santo, e che Dio ha restituito re, cioè che preghiamo quel santo che ori
molte volte, per intercessione d'un san- insieme con noi e che per noi chieda quel-
tola salute a persone afflitte da una data lecose che si contengono in detta orazio-
malattia; quindi si può rivolgersi benis- ne domenicale, e che sia nostro interpre-
simo a quel santo piuttosto che ad un al- te e oratore appresso Dio, giusta il dichia-
tro, purché non si creda ch'egli abbia il rato dal catechismo romano. Avverte che
privilegio d'ottenere la guarigione ad e- i santi-co'loro meriti nelle indulgenze, non
sclusione degli altri santi. Sull'uso d'im- liberano dalla colpo, ma dalla pena. Sopra
porre i nomi de'santi a'fedeli nel Batte- il culto de'santi del vecchio Testamento,
simo, onde ne sperimenti il patrocinio abbiamo di mg/Prospero Bottini la dis-
chi lo ricéve, ne parlai a Nom£ e in fine sert.: De publicu culti s. Jobi, aliorum-
di Parrocchia, e ne'propri articoli trattai qac Sanctorum veteris Testamenti, ripor-
de'nomi de' santi che s'impongono alle tata da' Bollandisti nel t. 7 Acla SanctO'
Campane, alle Città, a' legui della Ma.' rum del mese di maggio, p. 665. 11 Sol\
7Ì SAN SAN
lerio traila, De Eleazaro Sene, septem gli Annali delle scienze religiose, p. 65,
tnartyribus, et eorum Matre, Bollandisli si legge un bel trattato su\V Invocazione
Aug. 1.
1 ,
p.5,a vendo riunite le lodi di Fi- De inquisitione mi-
de' santi. Castellini,
lone ebreo , di s. Leone I, di s. Gregorio raculorum Martyrum canoniza-
in ss.
]Nazianzeno,di s. Gaudenzio, di s. Ambro- tione, Romaei62g. Trombelli, Decultu
de santi
gio in onore loro. Baillet, Vite Sanctorum, Bonooiae 1740- Lapio, De
cidi antico Testamento, Parigi jo5. Be- i heroicitate virlulum in beatificandis , et
nedetto XIV, De Canonizatione Sancto- eano nizandis requisita, Romae 67 So- 1 1 .

rusparla a lungo De culla Sanctorum ve- no XIX secoli che Gesù Cristo, essendo
te.ris Testamenti. Il senatore Cornaro nella per lasciare la terra, fece a'suoi discepoli,
dissert.: Qnomodo ordinanda sunt Ve- e nella persona loro a tutti i cristiani, que-
netiis officia Sanctorum veteris Testa- sta consolante promessa: Io sono con voi
menti, ha distribuito le proprie lezioni infino alla consumazione de' secoli. I tem-
tratte dalle loro profezie, a ciascun santo pi che sono passati da quest'epoca già si

di quelli , ai quali sono dedicale alcune rimota, l'hanno veduta costantemente ve-
parrocchie di Venezia, cioè s. Mosè,s. Da- rificarsi, e tutte le anime che si mostra-
niele, s. Samuele s. Geremia
Giobbe, s. , rono fedeli alle impressioni della grazia,
e s. Simeone. Questo metodo fu avvalo- ricevettero dallo spirito di Gesù Cristo i

rato per la sua esecuzione da mg. r patriar- soccorsi necessari per giugnere a quel per-
ca Bragadino, facendo pubblicare un li- fezionamento sublime che noi ammiria-
bretto degli uffizi propri di detti santi mo negli amici di Dio. Fino dallo stabi-
.'/quali aggiunse anche quello di s. Laz- limento del cristianesimo sonosi accura-
zaro da Gesù Cristo risuscitato. Andrea tamente raccolti que'belli esempi di virtù
Micheli, Vite de' santi e personaggi illu- chetanti pii personaggi diedero alla terra,
stri dell'antico Testamento, Roma 1 786. iucom'fnciando dai Protonotari apostolici
Epurando Giuliari, Notizie delle donne (V.). Questo è uno de'tesori della Chiesa,
più celebri della santa nazione, e sono E- che essamostra con egual confidenza ai
va, Sara 3 Rebecca, Rachele, Ruth, Giu- suoi figli ed a'suoi nemici. Zelatiti scrit-
ditta, Ester e Susanna, Verona 1783. tori tramandarono all'età successive Te -
Una biblioteca di scrittori sopra Mosè, si difìcante racconto delle gloriose gesta de-
legge a p. sopra la sta-
48 della Lettera gli eroi della religione cattolica. La storia
tua di Mosh,de\ Cancellieri. Ne' voi. 5 e de'santi è in parte compendio della sto-
il

6 degli Annali delle scienze religiose si ria del Cristianesimo {V .), è la storia del-
riprodusse dal pav. Paolo Drach ebreo le grandezze meravigliose della nostra di-
convertito, Dissertation sur l'invocation vina e santissima Religione (V.) nel t
dom-
des Saints dans la Synagogue, stampata ina e nella morale; è la storia delle gesta
egualmente in R.oma anche a parte nel di tutti quegli eroi, che la Chiesa madre
1 838, e nella quale si prova, che l'invo- benefica innalzò agli onori degli altari, e
cazione de'santi fu ammessa anche nella che celebra e propone all'imitazione dei
Sinagoga.L'Andreucci, Hierarchia eccle- Prediche (V.), mas-
fedeli eziandio nelle
siastica t. 1, ci diede la 7." dissert. : De sime nei Sermoni e Panegirici. Le vi-
praecepto invocandi Sanclos , an sit, et te de' santi vanno unite colla narrazio-
quale. Muratori, Dissert. t. 3, dissert. 58: ne de'trionfi della Chiesa, de' trofei del-
Della venerazione de 'cristianiverso i san- la virtù la più eroica, della conversio-

ti, dopo la declinazione del romano im- ne de'popoli, immensi vantaggi che dan-
pero. Carlo Scribanio, De cullu et invo- no loro alto luogo sopra tutte le storie
catone Sanctorum: De Imaginem vene- profane. Le vite de'santi ci mettono in-

rationem, Autuerpiae. Nella 2." serie de- nanzi iu ogni maniera di persone de'no-
SAN SAN 75
bili esempi di tutte ie magnanime opere lezione eminentemente interessante del-
e di ogni sublime virtù, che tali sieno in leazioni principali de' santi che la Chiesa
fallo davanti a Dio, e giusta la sua legge, venera ne'suoi fasti, si trovano modelli di
i

la quale di ogni giustizia e gloria è vera virtù di tutti i secoli, di tutti gli stati, di

regola degli uomini celebratissimi per ar- tutte l'età: alla istruzione va sempre con*
dente zelo, per austera mortificazione, per giunta una tale unzione, che fa gustare
prode coraggio, per larghissimo disinte- la morale dell'Evangelo, venendo rifiuta-
resse, per umile e viva fede unita alla più to ciò che talvolta per troppa credulità
profonda dottrina per ferma speranza, si adottò da qualche storico. Questo im-
,

e per caldissima carità verso tutti gli uo- menso lavoro d'alto pregio meritò mol-
mini, e più verso Dio, vera fonte di du- tissime edizioni, ed in diversi idiomi. In-
revole felicità. AH' articolo Leggendario oltrea Leggendario feci parola degli At-
parlai di diversi scrittori di leggende di ti de' Santi del gesuita p. Bollando (F.)

vite de' santi, fra i quali il sacerdote Al- e compagni perciò denominati Bollandi-
bnno Butler (F.) inglese (ebbe a tradut- sti. Questa preziosa, classica e volumino-

tori dall' inglese in francese, ed anche a sa raccolta, tanto apprezzata dai Papi e
commentatori il can. Godescard, e il prof. in particolareda Alessandro VII, da tut-
Marie)cbe primeggia sugli altri ,per quan- ti i dotti cattolici, ed ancora dai più eru-
to si legge nella prefazione del traduttore diti tra' protestanti, restò infaustamente
che pure l'arricchì di bellissime
italiano, per le vicende de'terapi sospesa e inter-
ed erudite note. Questo grande, dotto e rotta nel 1 794, dopo la pubblicazione del
benemerito agiografo, in uno alle sue Fe- t. 6.° di ottobre degli Acta Sanctomm,
T
tte Mobili (perfezionate da mg. Giallone!* ch'è il 53.° della magnifica collezione. Nei
vicario apostolico di Londra, e tradotte voi. 2, p. i 33,
5, p. 3o4de'memorati An-
dall'inglese in francese dal sacerdote Na- nali , si notificò con tripudio de' cultori
got) presi per principale guida nelle bre- dellescienze massime religiose, l'intrapre-
vi biografie che pubblico in questo mio sa cotanto bramata della continuazione
Dizionario , insieme alla Continuazione de'celebrati Alti de' Santi de' Bollandisti;
di Carlo Butler nipote ed erede de'mss, che il governo del Belgio accordò ai re-
di Albano e distinto giureconsulto, e di ligiosi della compagnia di Gesù, succes-
una società di sacerdoti francesi (e dedi- sori naturali e legittimi degli antichi BoU
cata dall'editore cav. Giuseppe Battaggia, landisti,una somma sui fondi destinati al-
al cardinalCappellaio poiGregorio XVI), le scienze e alle lettere, per porli in ista-
supplendo con lo stesso Butler e con altri to di cominciare il gran lavoro, in pro-
agiografi al laconismo negli articoli re- seguimento dell'insigne raccolta; e che la
lativi. Io quelli poi delle città, vescovati, compilazione non si farà come la pubbli-
regni, ordini e congregazioni religiose di cata in Anversa, ma in Brusselles, dove si
ambo i sessi, ed altri articoli, tratto del- stamparono già alcuni volumi del mese
le gesta di molti di cui l'encomiato Bu- di ottobre. I nuovi Bollandisti, egualmen-
tler non ragionò.Questo sapiente scrittore te gesuiti,risiedono al collegio di s. Miche-
e sommo
critico, ma moderato, senza en- le. Questi odierni Bollandisti di Brussel-
tusiasmo e non intemperante, è lodevo- les ora hanno terminato la stampa del
leeziandio per le massime morali che pose t. 8.° di ottobre de'medesimi Acta San-
a
opportunamente in fine alla i. vita dei ctorum, che contiene le vile de'santi o-
santi d'ogni giorno dell'anno,con cornalo- norati ne' giorni 17, 1 8, ig e 20 di tal
ventiepiemanierejedinmodod'jstruiree mese. Altri fra'tanti agiografi sono i se-
edificare i fedeli, colle sue laboriose e stu- guenti. Frion, nipote del celebre Baillet,
diose fatiche di3o anni. In questa gran col- ci diede il ristretto di sua òpera : RUtreh
76 SAN SAN
lo delle, vitede santi , Parigi 17 io. C de f
riamente col titolo di Padre (V.) }
dicen-
P., Vite delle sante donne, delle marti- dosi Papa, Sanctus Pater o Sanclissi-
il

ri e delle vergini, per tutti i giorni del- mus Pater, non già con quello di Papa
l'anno, Parigi 1822, opera che difetta di o Sanctus Papa. Il Novaes, Disserl. alle
critica. Vigliega, // perfetto Leggendario vite de' Pontefici, p. 7, riferisce che il car-

della vita e fatti del Pf. S. Gesti Cristo dinale eletto Papa, dopo accettato il pon-
e di tutti i 1640. Ribade-
santi, Venezia tificato, comincia a chiamare Santissi-
si

ncira, Flos Sanctorum o Vile de santi, mo e Beatissimo, non solo a cagione del-
Venezia 778. 1 fasti della Chiesa nelle
1 la suprema dignità, come osserva Duar-
vile de* santi in ciascun giorno dell'anno, do, Commentar, in bulla Coenae, lib. 1
opera compilata da una pia società di cap. 4 quaest. 2,0. "17, ma anco perchè
5

ecclesiastici e secolari, cor redata di tavole tale viene creduto, al dire del cap. Cleri-
ùiramc,M.i[*ùQ 1 82 ^.Compendio annua- cos, dist. 21, verbo Ponlifex, e come e
le delle vite di lutti i santi, Colle 843.1 per quanto notai a Santo. L'Adami, Ri-
SANTIFICAZIONE. V, Canonizza- cerche p. io3 e seg.,nel parlare delle voci
z/one, Beatificazione e Santi. Sanclissimus e Sanctus, dice che Sanclis-
SANTINO (s.), vescovo di Meaux. Se- simus e Beatissimus, trattandosi non dei
condo alcuni scrittori, sarebbe stato di- sommi Pontefici ma de* Santi, non si tro-
scepolo di s. Dionigi di Parigi; ina se è vano usate che sul fine del IX e sui prin-
vero ch'egli abbia occupato la sede di Ver- cipii del secoloX. Sarnelli, Lettere ecc/. t.7,

dun, prima di quella di Meaux, sarebbe p. 8.1, parla del titolo di santissim.0 che si

invece vissuto nel IV secolo, cioè un se- dava agl'imperatori gentili, anchedai cri-
colo dopo che s. Dionigi aveva portato stiani, e secondo l'uso comune, per cui s.

nelle Gallie il lumedella fede. Altri han- Dionisio vescovo d' Alessandria, dicendo
no distinto due santi dello stesso nome, di Valeriano e Gallieno, li chiamò Cesa-
l'uno vescovo di Meaux, l'altro vescovo ri Augusti, uomini santissimi, non per ra-
di Verdun; ma nulla si può dire di cer- gione de'costumi, ma dell'ufficio e dignità;
to su questo punto di storiache risale ad ed aggiunge, che se gli empi furono così
un tempo così rimoto, e sul quale l'anti- appellati, con piùdi ragione si devouodi-
chità non ci ha lasciato alcun documen- re santissimi tutti i vescovi, almeno pel
to. S. Santino è nominato negli antichi grado, sedi condotta biasimevole. Il con-
martirologi ai 22 di settembre, benché al cilio romano del 5qi die a Teodorico re

presente se ne faccia la festa agli 1 1 di ariano i titoli di piissimo e santissimo.


ottobre a Meaux ed a Verdun. Egli è al- Rinaldi riferisce che per onore i gentili
tresì onorato nelle diocesi di Tours e di chiamavano santi i loro Sacerdoti (V),
Chartres. Eravi a Meaux una badia col ed all'anno 260, n.° 22, già aveva detto
suo nome nel IX secolo. il riportato da Sarnelli, poiché se cloni i

SANTISSIMO, Sanclissimus. Titolo da'ti da Dio si dicono santi, come accenna

d'onore e di venerazione che si dà al som- Cicerone favellando d' Ennio, il quale


mo Pontefice (V.) superlativo di Santo
t
chiamò santi poeti, essendo certo che Dio
i

(/".), col quale pure viene chiamato e di- talora dai principi eziandio cattivi per
stinto, anche dagli acattolici o eterodos- castigo de' peccatori : Dabo libi Regum
si. Gara m pi, Sigillo della Garfagnana, in furore hieo : Qui regnare facit homi-
p. 59, dice essere questo titolo e quello nem hypocritam. Inoltre osserva all'an-
di santo proprio del
Papa, avvertendo che no 109, n.° 56, che s. Dionisio Areopagi-
eziandio anticamente l'aggiunto di San- ta chiamò Timoteo, non il vescovo d'Efe-

lo e il superlativo di Santissimo, secondo so, ma quello che forse fu discepolo dei


il più comune uso, accoppiavasi ordina - ss. Pietro e Paolo Sanctissime fili Zi-
:
SAN SAN 77
mothcej ed all'anno 3?.5 3 n.°i2j, che il Panagiotato, vocabolo greco che signifi-
concilio Niceno chiamò santissimo Co- ca tutto santo, santissimo, non che Au-
stantino 1 il Grande. Parisi nelle Istru- tenta o signore, Despota padrone, Ecu-
zioni t. 3, p. 1 5, 56, narra che gl'impera- menico o universale, di Digitassimo, di
tori Arcadio, Antemio e Giustiniano I, Per grazia di Dio prestantissimo. Inol-
ed altri principi dierono nelle leggi il ti- IvePanagiotalo, Santissimo padrone mio
tolo di Santìssimo e di Beatissimo, tanto Papa e Patriarca d'Alessandria, si dice-
al Papa, quanto ad altri Pesco\'i(V.). Che va dagli altri patriarchi scrivendo a quel-
i latini riservarono il titolo Sanctum alle li ^'Alessandria, ed a quelli d'Antiochia
false deità e quindi agi' imperatori, cia- e di Gerusalemme, cambiato il titolo del-
scun de'quali chiamavano ora Sanclissi- la chiesa. Gl'imperatori di Costantinopo-
nÈtnij ora Sanctum Pa treni, ed Ovidio li assunsero il titolo di Santo e Santità,
vivente Augusto lo disse novum 3 et re- a motivo della sagra unzione che riceve-
centoni caelitem,ed appellò Santo. Si leg- vano nel loro incoronamento. Trovo nel-
ge nel testo civile, Sanctum CassiumPrae- la Memoria del can. Mancini, Giornale
torem } probabilmentejper Jasua integri- Arcadico X. 6o,p.i3g, che ad Ottone IV
tà e illibatezza. Nell'istesso senso Cicero- nel 12 io si attribuì inun diploma il ti-
ne chiamò Lateranense Virum sanctis- tolo inusitato a prendersi dagl'imperatori
simum, chiamò Erucio Virum
e Plinio medesimi, cioè Imperatorìs sanctissimi.
sanctum. Qualunque uso ne abbiano fat- Nella Storia del concilio di Trento del
to gentili, certo è che il Santo e San-
i Pallavicino, lib. 17, cap. 7, n.°i2, si dice,
tissimo fu in appresso comune ai vesco- che proponendo aldini che non si«omi-
r
vi, ed Alvaro netta ? ita di s. Eulogio dis- nasse la ss. Eucaristia (V.) senza qual-
y

se : Omnes sancti episcopi , non tamen che titolo d'onoranza, v'ebbe chi riprovò
omnes episcopi sanctij finalmente dichia- quello d' Augustissima , perchè l'Augusto
ra Parisi, fu ristrettoal solo Papa che , (V.) e Augustissimo fu assegnato agl'im-
veneriamo col titolo di Padre Santo e peratori secolari, e richiese in vece* quello
Santissimo, cui come capo visibile della di Santissimo , eh' è proprio del vicario di
Chiesa veramentecon viene. EziandioNar- Dio, senza aver in conto che il significa-
di,De' parrochi, 1. 1 p. 5 e 1 4 afferma
,
1
1
to diAugusto è lo slesso che ài Sagro, e
che il titolo di santissimo fu dato antica- non ponendo mente che secondo una tal
mente ai vescovi, non che santo, beato, ragione non dovrebbe dirsi la maestà di
beatissimo e benedetto, notando che sem- Dio, perchè il titolo ìYì Maestà (V.) è ora
bra veramente cosa strana quella di certi dato ai re temporali. Si disse dunque nel
novatori, a'quali dispiace che detti titoli i Sagra-
concilio sacrosanto e Santissimo
oggidì sieno rimasti e si diano al vescovo mento (V.), non assolutamente Venera-
di Roma {V.), che per essere il Pastore bile come oggi dicono alcuni ,
perchè si

(F.) universale li merita più di tutti; Io legge nella segreta della messa del dì del-
stesso dicasi della Genuflessione avanti le ceneri Venerabilis Sacramenti /poiché
di lui, e del bacio de'piedi o della croce il venerabile assolutamente denota Beda
delle loro Scarpe (V.): la chiesa romana come prete, e si dà ad altri servi di Dio;
è stala la più tenace degli antichi usi, ed si dovrebbe dire piuttosto mirabile con
in ciò ne convengono più arrabbiati ne-
i s. Tommaso, e dicesi continuamente nel-

mici suoi. Il clero di Fiandra nel 1091 l'orazione. Santissima diciamo la Trini-
die i titoli di Pastorum nostrorum, e di tà, e Maria Vergine(V.), e questa anche
Sanctissimi Patres ai vescovi. Scrivendo- Regina (F.). V. Nome de'Papi.
si al patriarca di Costantinopolidai me- SANTISSIMO SAGRAMENTO. V.
tropolitaui greci, gli davano il titolo di SAGR AMENTO, SANTISSIMO.
78 SAN SAN
SANTITÀ' Sanctimonia, , Sanclitas, Beatitudine. Per quanto ho già detto, e
Sanclitudo. Titolo del romano Pontefice pel narrato a SANTissiMO,non pare che a
(V.)t esi dice ancora per virtù e qualità tale epoca fosse divenuto il titolo Santità
congiunte nell'individuo, astratto ài San* esclusivo del Papa, bensì in seguito dai ve-
io (V.) y il quale vocabolo significa puro, scovi andò a finire o a concentrarsi nella
esente da ognispeciedi macchie e di pec- persona del sommo Pontefice, il che però

cati, che possono rendere l'uomo incapa- non avvenne in un tratto, ne improvvi-
ce di accostarsi alle cose sante. Con voce samente. Ne'prtmi secoli successivi Papi i

antica, secondo Magri, si disse Almilas per continuarono a dare questo titolo a' ve-
santità e beatitudine, ed Almjficus. Sic- scovi, come praticò con 3 vescovi Giovan-
come il vocabolo di santità e di santo si ni Vili dell'872. Vi ebbero persino degli
era costumato da prima di applicare a tut- abbati, a'quali si attribuì il titolo di San-
te le persone viventi, che col sentimento tità, e questo sinoa'tempi di s. Bernardo
di pietà e divozione professavano la reli- nel secolo XII. Ma i Papi furono assai
gione cristiana , come si legge negli Atti più spesso che tutti gli altri qualificati con
degli Apostoli, ed in molti passi dell'e- I l'epiteto diSantità^e rimase quindi giusta-
pistole di s. Paolo, in processo di tempo fu mente di assoluta loro proprietà, almeno
attribuito a' vescovi. Allorché a questi s'in- dal secolo XIV in poi, e lo ricevono da
dirizzava la parola, ciò facevasi come una qualunque monarca e principe, eziandio
specie di onesto elogio, e dicevasi Mostra dagli eterodossi. Abbiamo di Giulio Otto-
Santità. Papa s. IIaro,scrivendo verso il nel li, Discorso sopra l'abuso di dire Sua

465 a Leone vescovo d'Arles, usò il tito- Santità, Sua Maestà, Sua Altezza, sen-
lo di Sanctilas Vestraj indi s. Gregorio za nominare il Papa, V Imperatore, il
I ^go, scrivendo al patriarca d'Antio-
del Principe, Ferrara i586.
chia, si servi talvolta delle parole Veslra SANTO (s.), martire. V. Potino (s.).
Beatiludo, tal altra delle parole Vestra SANTO (il beato). Nacque nella dio-
Sanctitas, ed egualmente scrivendo al ve- cesi di Urbino di ragguardevole famiglia,

scovo di Milano che grandissima dignità e si era dedicato alla professione delle ar-
teneva in Italia , lo apostrofò pure colle mi. Essendo stato nella sua giovinezza
parole Mostra Santità. Dal popolo cristia- trattato aspramente uu di dal suo padri-
no questo titolo d'onore si rese partico- no, sguainò la spada e lo feri mortalmen-

lare de' vescovi; Carlo Magno nel 789 nel te. Questa disgrazia Io afflisse tanto, che

capitolare d'Aquisgrana, parlando de' ve- lasciò il mondo, si consagrò a Dio nell'or-
scovi, usò le parole, Sanctitas vestra. Va- dine di s. Francesco, e per umiltà non vol-
risi, Istruzioni t. 3, p. 57, osserva che Sari' le essere che frate laico. Egli praticò nel*

ctitas tua dicevasi ai vescovi della chiesa la sua novella professione le più grandi
primitiva; e sebbene nel 326 Costantino austerità , e versò continue lagrime pel
1 il Grande, per far onore al senato ro- delitto che aveva commesso. Per meglio
mano/ dicesse aver stabilito, circa all'or- espiarlo pregò Iddio di mandargli una pia-
dine senatorio : Veslrae sanctitali judi- ga simile a quella del suo padrino , e la
cium,examenque mandare, ut voseliga- sua preghiera fu esaudita, perciocché eb-
tis, qui splendori vestro patrimoni i viri' be a soffrire uu'ulcera che gli rimase in-
bus t et honestate vivendi, et nataliumdi- fino alla sua morte, avvenuta a'i4 a g°"
gnilate respondentj tuttavia dice Parisi, sto 290. Egli è onorato in questo giorno
1

per quanto sappiamo, citando DuCange, dal suo ordine, colla permissione di Pa-
CmIoss. verbo Sanctitas sin dal 349 trat- ,
pa Clemente XIV.
tavasi cosi il solo Pontefice, cui dicesi io- SANTO. V. Sanctus, Santi, Santis-
distinta mente la Santità Vostra e Vostra simo, Santità'.
SAN SAN 79
SANTO SEPOLCRO. V. Gerusalem- tinopoli e l'istituzione dell'impero latino,
me, Guardiano del s. Sepolcro, Sepolcro fatte dai francesi e veneziani, fece parte
Santo. del ducato di Naxos, ed in seguito si ar-
SANTOLO e SANTOLA. V. Padri- rese aBarbarossa, sotto Solimano impe-
no, Madrina. ratore de' turchi. In oggi Santorino fa

SANTORINO (Sanctorinen).CiHacon parte del nuovo regno di Grecia (V.), e


residenza vescovile nell'isola del suo nome, dipende dalla divisione amministrativa
nel mare Egeo. Santorino o Sant'Ermi delle Cicladi meridionali. Vi sono due ve-
o Degìrmenlik } isola dell'Arcipelago nel- scovi, uno greco scismatico, l'altro latino
le Cicladi meridionali , al sud di Naxos, cattolico, ambedue suffragatici del rispet-
lia la forma di mezzaluna, che offre una tivo arcivescovo di Naxos. Il i.° vescovo
baia o rada riparata dalle isole Therasia greco fu Dioscoro del IV secolo, che sot-
e Aspronisi. Le coste ne sono in gran par- toscrisse la lettera del concilio di Sardi-
te inaccessibili. Il suolo, d'origine vulca- ca. Andrea che ne occupava la sede nel
nica, è un mescuglio di pietre pomici, di 1642 si unì in comunione colla s. Sede,
ceneri e altre sostanze di tal natura : rie- e fece fabbricare alcune case pe' gesuiti
sce secco e difficile da lavorare , ma col- missionari nella sua isola. Zaccaria n'era
tivato bene produce in abbondanza orzo, vescovo nel 172 1. La sede vescovile lati-
cotone, frutti e principalmentebuonvino na fu istituita nel secolo XI II, dopo la fon-
che forma la ricchezza dell' isola e la sus- dazione dell'impero latino. III. vescovo
sistenza del vescovo. Vi si allevano molte fu Giovanni I, ma non si trovano altri fi-

pecore, capre e porci. Contiene borghi di i no a Giovanni de Nardo domenicano del


Pyrgos, e Skaro antica residenza del ve- i4^3, cui successero Domenico di Tor-
scovo ( che ora la fa in Fiià), ove hanno tona dell' istesso ordine neli52i, Marco
per lo piìi domicilio i cattolici, non esi- Laurens altro domenicano nel 1 555, indi
stendo più la città di Santorino, ed oltre trasferito a Campagna nel 56o. Bernar- 1

a ciò parecchi villaggi abitati quasi tutti do di Tropea domenicano nel 1 565,Ango-
da individui di rito greco, laboriosi, sobri e lo Calepiodi Ciprodomenicanoneli583,
industriosissimi; pii sono i cattolici, men- Antonio de Marchi di Scio domenicano
tre il clero scismatico è malvagio. Anti- morto nel 6 ed a lui fu sostituito Pie-
1 1 1 ,

camente quest'isola chiamata Thera,a\ea tro de Marchi, da Urbano Vili traslato a


prima portato il nome di Caliste ossia la Smirne nel 640, ed in vece nominò An-
1

Bella. Pretendevi che questa e altre ad drea Soffiano di Scio che passò alla sua
essa vicine sienosorte dal fondo del ma- pallia nel 1 64 1> Girolamo da Padova del
re : niente piùprobabilein un luogo ch'è 1648, ec. Orìenschr. t. 3, p. 1008. Nelle
stato spesso sconvolto dal fuoco e che of- Notizie di Roma sono registrati dopoLui-
fre in mille siti tracce di vulcani. Thera, gi Guarchi di Scio: 1789 Francese' Anto-
dicesi, prese il nome Theras, principe
di nio Razolitode'conveutuali. 1746 Dome-
della schiatta di Cadmo, che non poten- nico Mainetta di Scio. 758 Gio. Battista
1

do accomodarsi al soggiorno di Lacede- Crispi di Naxos. 1774 Pietro Delenda di


mone, dove menava vita privata, passò in Santorino. 1 8 1 5 succeduto per coadiuto-
quest'isola allora occupala dai discenden- ria Gaspare Delenda di Santorino. 1826
ti di Membliari,i quali l'abitavano i55o Francesco da Leonessa francescano rifor-
anni prima di nostra era. Se il suo nome eia prefetto delle missioni di Co-
miato, già p
attuale non sia un'alterazione dell'antica stantinopoli. 1829 Luca de Cigala o Si-
Thera, pare che tragga il nome stesso da galla. 11 PapaPioIXa'io settembre 847 1

santa Irene sua protettrice, che vi fu mar- nominò l'odierno vescovo mg. 'Francesco
tirizzata nel 3o4- Dopo la presa di Costan- Cuculia di Sita. Iti Fità vi è la bella cat-
80 SAN SAN
tediale proprietà de'lazzaristi, che vi han- varrà, lo che fu cagione di gravissime con-
no un ospizio con scuola pubblica, è de- troversie col Papa che lo scomunicò, e pri-
dicata a Dio sotto l'invocazione di s.Gio. vò del regno che venne occupatoda Fer-
Battista, col batlisterioecura d'anime af- dinando V re di Spagna. Acquistò l'ora
fidata ad un sacerdote deputato dal ve- Palazzo Pamphilj sul Corso (F.), ed ot-
scovo, il quale in poca distanza ha l'epi- tenute per scudi 2000 dal capitolo della
scopio. 11 capitolo ha 5 dignità, la ." del- i contigua chiesa di s. Maria in Via Lata
le quali è il decano, due canonici col- alcuneadiacenticase, l'aumentò. Essendo
le prebende penitenziaria e teologale, ed il palazzo oltremodo piaciuto a Giulio 11,

altri preti e chierici pel divino servizio. lo chiese eottennea buoni patti dal cardi-
a
Vi è un monastero di monache domeni- nale,per Francesco M. duca d'Urbino suo
cane che istruiscono le fanciulle, con chie- nipote. Ma le belle speranze date dal Pa-
sa di s. Caterina; forse anche le suore del- pa al porporato per ottenere l'intento,non
la Carità francesi, ed una confraternita. avendo corrisposto ai. fatti, anzi egli scor-
Alquanto ampia è la diocesi e contiene gendosi decaduto o vacillante nel ponti-
molli luoghi, come i villaggi di Condoco- ficio favore, sorpreso da profonda malin-
rì, Cartereado, Tirostephani, Milontade- conia, cadde in un'infermità che lo tras-
no e Mesevilà, che hanno le loro cappel- se alla tomba in Roma neli5io, in età di

le ed alcune digiuspatronato. Prima del 62 anni. Sepolto nella cappella del coro
1 8 o
i la cattedrale era in Skaro o Castel- della basilica Vaticana,sotto Urbano VI li
lo di Scauro, ma fu distrutta. Nell'isola fu trasferito in quella del ss.Sagramen-
di Nio, che dipende da questa diocesi, vi to, col solo nome inciso sulla lapide sepol-
sono alcuni Ogni nuovo vescovo
cattolici. crale.
è tassato in fiorini 33, corrispondenti a SANTORIO Giulio Antonio, Cardi-
a
scudi 240 di mensa, diminuiti d' una 4- naif.. Vide la luce in Caserta, nella villa
parte per le usurpazioni del vescovo gre- d' Ercole nel regno di Napoli, da nobile
co scismatico. fluniglia.Datosi allostudiodella giurispru-
SANTORIO Fazio, Cardinale. Nato denza sotto eccellenti professor^ ne meri-
in Viterbo da onesti e miserabili genitori, tò la laurea. Per alcun tempo si die a di-
si trasferì in Perugia occupandosi in fare fendere le cause nel foro, ma come quello
il pedante con alcuni de'giovani ch'erano ch'era molto dedito alla divozioue, ama-
applicati agli sludi nell'università, a'quali tore della purezza e candore de'costumi,
egli pure datosi di proposito, vi fece rapi- lasciata sì clamorosa professione, abbrac-
di progressi. Mentre però a fine di pro- ciò la vita ecclesiastica, e fatto giudice del-
cacciarsi il sostentamento , andavasi eser- l' inquisizione, e vicario generale del car-
citando nel molesto uffizio , tra gli altri dinal Alfonso Caraffa arcivescovo diNapo-
faceva da pedante a Giuliano della Rove- lienipotediPaolo IV,mosse all'eresia col-

re, che nel i/\.j 1 fatto dallo zio Sisto IV la voce e cogli scritti implacabile guerra,
cardinale, lo ammise tra i suoi famiglia- per cui più volte fu in pericolo di perdere

ri. Divenuto poi nel i5o3 Giulio 11, gli la vita, e tra le altre cose fu iniquamente
conferì diversi benefizi ecclesiastici, e nel calunniato da un perfido, d'aver cercato
i5o4 il vescovato di Cesena, cui aggiunse de' veleni per togliere la vita a Pio IV,
le cariche di chierico di camera e di data- severissimo contro i Caraffa, come raccon-
rio, e neli.° dicembre i5o5 lo creò car- ta a lungo l'Ughelli. Citato quindi a Ro-
dinale prete, promulgandolo agli 1 1 col ma, fu manifestata l'orribile calunnia dal-
titolo di s. Sabina. Lo
anche vescovo fece lo stesso calunniatore, che prima per due
di Pamplona, ma non potè prenderne il volte laconfermò con giuramento, e poi
possesso conti astato da Antonio re di Na- in pena fu impiccato per la gola. Restalo
SAN SAN 8r
assoluto come innocente, s. Carlo Borro- dinaie gli rappresentò doversi dare tale

meo lo presentò al zio Papa, che lo accol- protettoria piuttosto a un ricco e facol-
se con singolari dimostrazioni di benevo- toso cardinale, é il Papa rispose che gli
lenza, e lo regalò di cinquanta scudi con concedeva un porporato ricco di carità.
benigna cortesia, e gli offrì due cariche. Questo amplissimo cardinale, dottissimo
In tale occasione il cardinal Ghislieri poi nella liturgia, per cui gli fu commessa la
s. Pio Vebbe tutto l'agio di conoscere
, nuova coni pilazione del /tawfl/e Romano
la virtù di Santorio, onde assunto al pon- (F".) , assai zelante per la propagazione
tificato lo chiamò due volte a Roma, lo della fede, come dissi a Congregazione ni
fece suo cameriere, consultore del s. of- propaganda fide soggetto per bontà e
,

fizio, e nel 1 566 arcivescovo di s. Severi- prudenza segnalatissimo, fu a 6 conclavi,


na', prevalendosi della sua opera in affari nell'ultimo de* quali dovea essere eletto
di somma importanza. Ottenuto a gran- in luogo di Clemente VIII, per quanto
de stento il permesso di portarsi alla sua narrai ne' voi. XXI, p. 220, XXII, p. 88,
chiesa, partito da Roma e appena giunto a segno che gli fu saccheggiata la cella.
a Marino,ricevè lettere pressantissime del Il nuovo Papa rimessa a di lui arbitrio
cardinal Borromeo, che l'obbligarono su- la scelta dell'arcivescovato di Napoli o la

bito a retrocedere e tornare in Roma, do- propria carica di penitenziere maggiore,


ve appena giunto fu a' 17 maggio 1570 questa preferì, e poi nel 1
597 gli conferì
creato cardinale prete di s. Barbara, edal la sede di Palestrina. Alla dottrina e allo

suo arcivescovato fu detto il cardinal di zelo per la religione, accoppiò la pratica


s. Severina. Due anni avanti avendo s. delle cristiane virtù , ed una grandezza
Pio V designato di crearlo cardinale, dis- straordinaria d'animo, che gli facevadi-
se a un suo cameriere , si chiami il car- sprezzarelecose terrene. Tale fu la divo-
dinal di s. Severina, ed avendo quello ri- zione per la B. Vergine,che nella basili-
sposto non esservi tra i cardinali chi si ca a lei dedicata in Trastevere fece costrui-
chiamasse con tal nome , soggiunse tosto re quella partedi soffitto dorato, che cor-
il Papa, dico l'arci vescovo di s. Severina. risponde sul coro e sull'altare della con-
Gli conferì l'abbazia del b. Anastasio Car- fessione. Illibato ne'costumi, severo nelle
bone nella contea diClermonto Chiara- mortificazioni, oltrei digiuni e le peniten-
monte, diocesi d'Anglona, il cui monaste- ze colle quali macerava la sua carne, tal-
ro pressoché rovinato restaurò , richia- volta ad imitazione di s. Fraucesco, tra i

mandovi l'osservanza regolare, e lo stes- pruni e le spine si ravvolgeva per rin-


so fece colla chiesa di s. Maria Egiziaca tuzzar le diaboliche tentazioni. Mai ora-
degli armeni di Roma. Inoltre s. Pio V metteva celebrar la messa, tranne il ca-
lo fece protettore degli ordini de'basilia- so di grave malattia. Generoso co'po veri,
ni, serviti e cappuccini, della nazione gre- distribuì loro sopra 70,000 scudi, oltre
ca e illirica, e di tutta la chiesa orientale; le somme immense che impiegò ne' re-
laonde d' ordine di Gregorio XIII nella stauri e abbellimenti de' sagri templi; e
via Paolina aperta da Paolo III e poi det- quando non avea denari per sovvenire ,

ta Babuino, nel 1 58o pose la .' pietra nel- 1 i miserabili loro dava le vesti , la bian-
la chiesa del Collegio greco, e terminata cheria, i fazzoletti e sino i guanti. Final-
nel 1 583 la benedì. Con permesso di det- mente pieno di meriti fu chiamatoinRo-
to Papa a' 25 novembre i584 consagrò ma all'immortal vita nel 1 602, di 70 an-
la sontuosa chiesa dei Gesù di Roma, in- ni, e fu sepolto nella basilica Lateranen-
sieme coll'altare maggiore. GregorioXIII se in una cappella da lui fondata, con pro-
assegnandolo in prolettore alla confra- lissa ed elegante orazione postavi dai ni-
ternita di s. Girolamo della (parità, il car- poti Paolo Emilio arcivescovo d'Urbino,
vol. txr. 6
82 SAN SAN
e Giulio Antonio arcivescovo di Cosen- cuni gentili chiamarono ora Arcana, or a
za. Scrisse questo pio cardinale un gran Sanctuarìa le parti più segrete e riser-
numero d'opere, di cui l'Oldoino nell'y^- vate de'Ioro Tempii (F.yLa Chiesa adot-
teneo Romano ne die il catalogo, llcar- tò questo vocabolo in vari sensi.Si chiamò
dinal Baronio nelle note al Martirologio santuario un velo o pannolino detto bran-
chiamò il Santorio, uomo per erudizione deo, di cui parlai in tanti luoghi, che fa-

e santità di vita chiarissimo, e Paolo V cevasi anticamente toccare le sante Reli-


nella prefazione al Rituale Romano , lo quie (V?) de'martiri, e che poi si collo-
dice insigne per dottrina e per zelo di cava rispettosamente come una reliquia
pietà, lodando quello da lui con lungo nella chiesa che si dedicava in suo onore,
studio e fatica composto. Fu il cardinale quando cioè non era permessa la trasla-

fornito eziandio di prodigiosa memoria, zione delle reliquie. 11 santuario levato


onde quante cose avea lette, tutte agevol- dal sepolcro di s. Martino, fu trovato di
mente rammentava. Amante di faticare, maggior peso di prima, come si fosse in-
non fu mai veduto in ozio. Parco nel son- zuppato del suo Sangue ^.), e diversi
no, frugale nella mensa , ebbe orrore a brandei ne stillarono allorché furono in-
prendere regali, lo che soprattutto gli cisi. I Papi solevano mandare tali santua-

meritò gli encomi degli scrittori contem- ri o veli, eh' erano stati sui sepolcri dei
poranei. martiri o altri santi, come dono prezioso
SANTUARIO, Àdyta Sacrosancta, a'principi. Inoltre dai cattolici chiamasi
Sacrarium Sancta Sanctorum fiancuta-
y
santuario d'una Chiesa (V.) la parte del
r
rium. Luogo santo, reliquia di santi, par- Coro(V.) più vicina aìi'J Ilare (l .) mag-
te principale delle antiche basiliche,cbiese giore,, e nella quale stanno il celebrante e
e luoghi insigni, più sagri e di gran vene-
i gli altri sacerdoti in tempo del s. sagrili-
razione, poiché per denotare la santità del zio; in alcune chiese il santuario é chiu-
luogo fu applicato questo vocabolo.Presso so da una balaustrata ed laici non vi , i

gli ebrei il santuario era la parte più in- dovrebbero mai entrare. Questa maniera
terna e più segreta del tabernacolo e poi di disporre le chiese è antica, giacché cor-
del tempiodi Gerusalemme (VI), che con- risponde al disegno che diede s. Giovanni
teneva l'arca dell'alleanza e le tavole del- delle assemblee cristiane nell'Apocalisse.
la legge,e nella qual parte per conseguen- Sul santuario e sue parti, ed usi, special-
za degnatasi Iddio di abitare più parti- mente presso gli antichi cristiani, trattai in
colarmente che altrove chiamavasi an- : più luoghi analoghi, ed anche a Sacrario,
co il luogo santo, o il luogo santissimo, ed eziandio e particolarmente a Sagre-
SanctaSanctorum. Niuno ardiva entrar- stia,dicendo del Segretarium delle anti-
vi, fuorché il Sommo sacerdote, ed an- che basiliche. La parte principale del san-
ch'egli appena vi entrava una volta l'an- tuario era l'altare, ed a questo si riferi-

no, nel giorno cioè della solenne Espiazio- vano le altre parti, menti egli altari s'in-
ne. Secondo diversi passi della s. Scrittu- nalzavano sui sepolcri e memorie de'mar-
ra e dell'apostolo s. Paolo, quel santuario e perciò il tumulo o Confessione (/ '.),
tiri,

era la figura del cielo,e il sommo sacerdote con sua Fenestrella(V.) donde si calava-
che vi entrava l'immagine di Gesù Cri- no i brandei, fu una parte principale dei
sto; il vero Pon-
questo divino Salvatore è santuario. Nel mezzo del santuario stava
che entrò ne'cieli per essere nostro
tefice l'altare, dove il sacerdote oil vescovoof-
mediatore presso l'eterno suo Padre. Tal- friva il , voltando la
sacrifizio faccia al
volta però la parola santuario significa popolo assistente. Intorno all' altare do-
solamente il tempio, od in generale il luo- veanosolo distribuirsi gli addetti alsagii-
go in cui il Signore é adorato. Anche al- fizio, secondo il loro grado digeruicliia.
SAN SAN 83
Le basiliche del IV o V secolo della for- mente si chiamano santuari quelle chie-
ma più semplice aveano i santuari nello se e luoghi di generale divozione pei mi-
spazio racchiuso dentro I' arco della tri- steriche vi si operarono, come la Santa
buna; il quale spazio di alcuni gradi ele- Casa di Loreto e il Santo Sepolcro {V.)\
va vasi dal suolo, ed era separato dal re- per celebri memorie, per le sante imma-
sto della chiesa per una balaustrata, per gini e reliquie insigni che vi si venerano,
impedirne l'accesso al popolo, ed evitare per le indulgenze che vi si lucrano, econ-
confusione. Nel mezzo di questo spazio era cesse largamente da'Papi, ed a'quali da
il recinto dell'altare determinato dalle co- lontane parti i divoti si recano in Pelle-
lonne, che reggevano il baldacchino con grinaggio(F.). Tali sono in Roma princi-
tendine. In fondo della tribuna addossato palmente Scale Sante (F.), e contiguo
le
al muro era il trono co'sedili che dirama- santuariodi Sancta Sanctorum, Limino, i

vansi in semicircolo verso l'altare. In que- Apostolorum(F'.); in Subiaco(F.) il sa-


sto trono sedeva il vescovo nella sedia al- gro Speco, in Assisi (V.) la basilica e la
zata, circondato dai suoi sacerdoti, men- Porziuncola ( J'.), nella Spagna Compo-
tre intorno all' altare stavano i diaconi. stella (F.) ta Manfredonia (F.) il Mon-
a
Lai. modificazione di questa forma eb- te Gargano, per non dire di altri innu-
be luogo quando avanzato 1' altare o la merabili, che descrissi a'ioro articoli. E-
confessione fuori della tribunali fu d'uo- gualmente numerosissimi sono quelli sa-
po di cancelli laterali. La 2. "modificazio- gri alla B, Vergine, e de'quali trattarono
ne avvenne quando ingrandita una basi- Guglielmo Cuppenberg gesuita Atlan- :

lica, e restando dove prima era il tumulo, te M


ariano ossìa origine delle immagini
si dovè discostare il recinto dell'altare dal miracolose della B, Vergine Maria ve-
Presbiterio (Z7.), unendolo però a questo nerale in tutte le partì del mondo , Ve-
con cancelli che racchiudevano una par- rona 1839. Preposto Antonio Riccardi,
te dell' intercolunnio della navata della Storia de' santuari più celebri di Maria
a
basilica. La 3. variazione accade allorché ss. sparsi nel mondo cristiano, Milano

si aggiunse la navata traversale fra l'alta- 1840. Ab. Pouget, Storia de santuari
re e il presbiterio. Quindi dalla diversa più insigni della Madre di Dio, Parigi
origine e dall' uso differente delle parti 1847- Il nome di santuario fu usato iti

del santuario, derivò la diversa nomencla- un senso particolare dagl'inglesi, per si-
tura ch'ebbero i vari templi, e la confu- gnificare le chiese che servivano d' Im-
sione che trovasi ne* vari scrittori. Quan- munità (V.) e asiloa'malfattori,od a quel-
to alla costruzione de' santuari minori, li ch'erano considerati come tali. In ori-
i principii che regolarono la costruzione gine erano destinati soltanto
siffatti asili

de' santuari delle basiliche furono regola per rifugio agi' innocenti accusati e op-
e scorta anche nella costruzione delle tri- pressi ingiustamente, e per esaminare
bune minori e de'semplici oratorii. Con quindi la loro causa ne'casi dubbi e diffi-
questo vocabolo di santuario da non po- cili a giudicarsi; per impedire che si a-

chi fu indicato il presbiterio, le urne, gli gisse contro di essi con vie di fatto, o per
altari, le chiese nelle quali si conserva- dar tempo a' vescovi d'intercedere a fa-
no le reliquie de'martiri ; le sagre Im- vore de'delinquenti. Fino alio scisma di
magini (f/ .),\ simulacri più celebri detti Inghilterra, succeduto per Enrico VIII, i
eziandio taumaturghi, pei grandi mira- colpevoli rifugiati in tali asili o santuari
coli ivi operati dal Signore; i vari simula- vi erano sicuri da qualunque ordine o
cri dellaB. Vergine Maria che si venerano inquisizione giudiziaria,purchè nello spa-
sotto diverse denominazioni, i corpi stessi zio di 4o giorni riconoscessero i loro falli

de'santi,come de'ss. Pietro e Paolo.Final- e si assoggettassero al bando. Un laico che


84 SAN SAN
gli avesse strappati da quegli asili nel cor- s.Pancrazio d'IIamersIeve, per l'eccelse
so de' 4° giorni sarebbe stato scomuni- sue doti fu destinato a reggere la catte-
cato, ed un ecclesiastico per lo stesso fat- dra di teologia. Profondo e insigne teo-
to sarebbe incorso nella pena dell' irre- logo, e dottissimo interprete delle divine
golarità. scritture, fudenominato il 1. °s. Agostino,
SANTUCCI Jacopo, Cardinale. Na- ed in ricompensa del sublime suo meri-
to in Lucca, fu creato ai 1 7 dicembre to fu eletto abbate, e poi nelle tempora
1295 da Bonifacio Vili cardinale dia- di dicembre del 1 1 38 da Innocenzo II fu
cono di s. Giorgo in Velabro, e morì nel creato cardinale vescovo Tuscolano. Per
i343. Il Cordella dubita dell'esistenza di testimonianza di s. Antonino arcivescovo
questo cardinale, per le ragioni che ad- di JPirenze, fu tale la sautità di sua vita
duce. e l'eccellenza del suo sapere, che a' suoi
SAN VITALE ANToNioFRANCEsco,Ctfr- tempi non era vi chi potesse emularlo. Pri-
dinale. Nobile di Parma, ove nacque da ma d'essere cardinale fu onorato dal dot-
antichissima e assai illustre famiglia, ap- tore s. Bernardo, di cui godeva l'amici-
plicatosi allo stato ecclesiastico si trasferì zia, d' una lunga lettera , in cui il santo

in Roma dove ammesso da


, Innocenzo gli dà il titolo di Maestro titolo che in
,

XII in prelatura, ottenne un posto tra i bocca d' un s. Bernardo significava ben
votanti di segnatura e i consultori del s. altro da ciò che vale al presente,onde dagli
offizio, e da Clemente XI un canonicato uomini più eruditi di sua epoca venne ri-
Vaticano. Passato quindi alla vicelegazio- guardato oracolo di scienza e di dottrina.
ne d'Avignone, neh 704 fu fatto arcive- Scrisse diverse opere piene di pietà e di e-
scovo d' Efeso e nunzio di Firenze, e nel rudizione, delle quali i venerabili cardi*
1 706 assessore del s. offizio, mae»
poscia nali, Baronio ne'suoi Annali, e Bellarmi-
stro di camera dello stesso Clemente XI, no negli Scrittori ecclesiastici, fanno ono-
ilquale a'i5 aprile 1709 lo creò cardi- rata menzione fra tutte la più insigne è
:

nale prete di s. Pietro in Montorio, e lo il suoTrattato de 'sacramenti. Altre sono

ascrisse alle congregazioni del s. offizio, Commentari sulla s. Scrittura, e Trattati


de' vescovi e regolari, del concilio e altre, di pietà. Furono tutte stampate in Vene-
non che dichiarò arcivescovo d'Urbino. zia, colla vita deH'autore,dal Garzoni. Mo-

L'arcidiocesi ammirò in questo pastore il rì in Parigi della morte de'gi usti nel 1 1 3

suo zelo nella visita, nella generosità del- o 1 i4o, ovvero nel 1 142, di 44 aQni -

le limosine, e nella celebrazione de'sino- Qualche storico dubitò che morisse pri-
di, cui decreti con generale soddisfazio-
i ma di ricevere le insegne cardinalizie, ed
ne furono stampati. Giunto alla fresca età i mentovati cardinali lo escludono dal lo-

di 54 anni, cessò di vivere nel 1 714 tra ro novero, ma senza buona ragione, dice
le braccia di sua chiesa, e rimase sepolto Cardella. Si legge di questo pio cardinale,
nella metropolitana con semplicissima i- che prossimo al punto estremo, richiese
scrizione, che vivente erasi apparecchiata instantemente il ss. Viatico, ma siccome
modestamente. non poteva ritenere alcun cibo, gli fu re-
SANV1TTORE Ugone, Cardinale.^ cata una particola non consagrata; lo che
pri nelle Fiandre o la Sassonia Io vide na- avendo egli conosciuto per divina rivela-
scere, essendovi divergenza per la sua pa- zione, dopo avere altamente condannata
tria tra gli storici.Consagratosi aDiodi 1 quell'indegna simulazione, pregò il sacer-
anni tra i canonici regolari di s.Agostino dote che gli portasse il vero Corpo di Cri*
nel monastero di s. Vittore diParigi,quan- sto, ma non potendo riceverlo pel suoag*
tunquc altri vogliano che tale istituto ab- gravato male , allora egli disse : Venga il

bracciasse in Germania nel monastero di Padre al figlio, il Signore al suo servo; e


SAP SAP 85
prodigiosamente sparirono dalle mani del Il Mireo, Notala episcopatuum, registra
sacerdote le specie sagramentali. tra i vescovati suffragane! di Anlivari,
SAPORE (s.), vescovo di Beth-Nica- SuacinOy Suacinensis episcopus. Lo Sta-
tor,martire.Fu preso per comando del re del, Compendium geographiac ecclesia
Sapore II, insieme con Isacco vescovo di stìcae, conferma il su (fraga neato del ve-
Belli» Seleucia,essendo stati entrambi ac- scovo Suacinensis all'arcivescovo d' Anti-
cusati da' magi, perchè inalzavano delle vari. Nella Geographìa sacra, sive Nò-
chiese, e convertivano molte persone alla tuia antiqua episcopatuum ecclesiae li-

fede di Gesù Cristo. Condotti dinanzi al niversae, del p. Carlo da s. Paolo abba-
re, cou altri tre cristiani,nomati Maane, te fuliense, trovo registralo il vescovato
Abramo e Simone, ch'erano pure stali Suacinensem sotto la metropoli Ana-
arrestati, e volendo persuaderli di adora- narensis, e secondo altra notizia anti-
re il sole, dichiararono tutti ad una voce, ca, suffraganeo Antivarensis. Comman-
che non conoscevano che un solo Dio, e \ille, Histoire de tous les eveschez, di-
non adoravano che lui. Il santo vescovo ce che Suacium fu eretto in sede vesco-
Sapore venne quindi per ordine del re di vile da Papa Alessandro II nell' anno
Persia battuto sulla bocca sì fortemente, 1 062, con residenza del vescovo a Sappa

che gli saltarono fuori tutti i denti; poi gli o Satta borgo d'Albania, che a suo tem-
venne percosso tutto il corpo, erottegli le po si chiamava Nostra Dama di Sciatta,
ossa a colpi di bastone ; finalmente fu ca- vicino ad Antivari(V.), per cui dev'essere
ricato di pesanti catene, e caccialo in pri- presso il mare Adriatico e nell'Albania
gione, ove mori due giorni appresso : il turca, dopo che i mussulmani se ne impa-
barbaro principe per accertarsi della sua dronirono, a'quali fu tolta dai veneziani,
morte, gli fece mozzare la testa, e ordinò che perdendola nel i5y3 t e ricuperata
che gli fosse portata. Isacco fu lapidato. da'turchi, questi tuttora possiedono. Far-
Maane fu scorticato dalla sommità del ca- lato, Illyrici sacri3 riferisce che Alessan-
po sino all'ombilico, e spirò in questo sup- dro li elevò Anti vari a sede arcivescovile
plizio. Ad A bramo furono forati gli oc- nel 1062, e fra i vescovi suffragane! che
chi con ferro arroventato, e morì dopo le sottomise, vi comprese il vescovo Sua-
due giorni. Simone fu interralo inflno al censem. Nelle Notizie di Roma trovo ripor-
petto, ed ucciso a colpi di freccia. Questi tali i seguenti vescovi, eziandio risultato
santi martiri soffersero nell'anno 33g. I delle mie ricerche. Nel 729 Basilio Lindi
1

cristiani seppellirono segretamente i loro di Sappa.1 746 Lazzaro Uladagni della

corpi, e la loro festa si celebra a'3o di no- diocesi di Scutari. 1750 Giorgio Uladagni
vembre, della detta diocesi. 1765 Nicola Lindi di
SAPPA (Sappen). Vescovato d' Alba- Sappa. 1 791 Giovanni Logorezzi di Bri-
nia nella Turchia europea, nel governo no diocesi di Scutari, traslato da Pulati.
e pascialatico di Scutari. Quanto al luogo 1796 Antonio Angelo Radovanidelladio-
di preciso nulla posso dire, sebbene l'ab- cesi di Scutari.1808 Marco Negri. 1820
bia cercato sotto i nomi di Sappa, Salta, A léssandro Stimma. 1827 LazzaroUlada-
Sciatta, Suacino, e altri; dappoiché nul- gni Bianchi. 1829 Pietro Borzi della dio-
la ne dicono, Tolomeo uella Geografia cesi di Scutari ,
già alunno del collegio
universale, Baudrand nel Lexicum geo- Urbano e parroco in detta diocesi. 1840
graphiciwijLe Quien, Oriens christianus, fi*. Giorgio Labella di Narni, minore ri-

Casle\\aQo t Specchio geografico , il Dizio- formatOjfatto da Gregorio XVI, il quale


nario geografico universale stampato in a'26 novembre 843 gli surrogò l'attuale
1

Venezia, oltre altri dizionari geografici. vescovo mg. r fr. Pietro Severiuide'mino-
Solo mi riuscì riunire le seguenti notizie. ri riformati. Ecco poi le più recenti no-
86 SAP SAR
zioni sulla diocesi di Sappa. Tuttora il buee di cinghiali, attaccavano grosse spi-
vescovo è suffragane© dell'arcivescovo di ne nelle cinture e nelle scarpe; abitava-
Antivari, e fa 1' ordinaria sua residenza no nelle fenditure delle rupi , ove ban-
in Sappa. Vi sono la scuola pei chierici, chettando lautamente si abbandonavano
ed un ospizio fondato nel 1 837 dalla con- a tutti gli eccessi dell'intemperanza, im-
gregazione di propagandante, la quale piegandovi il denaro che raccoglievano
dà annui scudi 200 al vescovo e sussidia questuando. I ss. Girolamo e Benedetto

il bisognoso clero. La
popolazione catto- chiamarono sarabaiù i monaci vagabon-
lica è numerosa di più che 24,000 ani- di del loro tempo.
me. Le parrocchie sono 2 1, coi rispettivi SARACENI Gian Michele, Cardina-
parrochi. Esse trovatisi in piano e sulle le. Venuto alla luce da nobilissima fami-

montagne. Le parrocchie in piano sono glia di Napoli, e detto Girifalco da alcu-


quelle di Bliuisti, Ghiadri, Gramsci, Co- ni scrittori, fornito d'aurea indole, po-
delli, Daici,BaIba, Vierda, Sadegna, Na- tè ne'gravi studi far lieti progressi, ed es-
raci, Hoemeli, Demsciata, Trosciani con sendo arciprete di Torella, fu nominato
chiesa dedicata alla Presentazione e con da Carlo V all'arcivescovato d'Acerenza
possessione, Schiese, e Pistolli. Le parroc- e Matera, chiese unite che ottenne nel
chie nelle montagne sono quelle di Scel- i53i da Clemente VII. Intervenne sotto
lasù, Vigi, Chieci, Comani, Chielsa, Alsci- Paolo III al concilio generale, dove per
chic, Fiersa. Nella montagna trovasi la la sua eminente dottrina fece una lumi-
chiesa dell'Ascensione del Signore. nosa comparsa, e si acquistò la riputazio-
SAPPIRIO. Sede vescovile della dio- ne d'uno de'più dotti prelati di quell'au-
cesi dell'Armenia maggiore, sotto il cat- gusta assemblea. Giulio III prima del pa-
tolico di Sis. Pietro suo vescovo sedeva ai pato, essendo legato a latere dello stesso
tempi del cattolico Nierse. Oricns christ. concilio, preso dalle rare prerogative del
t. i,p. 1444. Saraceni,creatoPapalochiamòaRomae
SARA. Sede vescovile del Ponto Eusi- destinò a coprire parecchi decorosi impie-
no, di cui conoscono due vescovi fran-
si ghi^ tra gli altri quello di governatore del-
cescani Stefano nominato da Giovanni
: l'alma città,ue'quali avendo ampiamente
XXII nel 1 32 1 ,Cosimo trasferito da Cam- corrisposto all'espettazione formata di sua
balu o P.ekin da Urbano V nel 1370. O- prudenza, a'20 dicembre 1 55
abilità e
riens chr. t. 3,p. 1 101. Wadingo ne'suoi ne coronò il merito col crearlo cardina-
annali chiama il 1 .° episcopus Saraicen- le prete di s. Maria in Araceli, donde nel
sis Armenorum 3 il 2. episcopus Sarai- 1 565 Pio IV lo traslatòal vescovato di
censis Tartarorutn. Sabina. Già tal Papa nel i56o gli avea
SARABAITI. Falsi apostolici che com- affidato l'amministrazione di Lecce, che
parvero nell'Egitto subito dopo la mor- dopo un anno rinunziò a favore del ni-
te degli apostoli. Vennero chiamati Sa- pote Annibale Saraceni, con altri gravis-
rabaiti dalla parola ebrea sarab,die si- simi carichi, e quello singolarmente d'e-
gnifica ribelle j perchè col pretesto di se- saminare gli atti del concilio di Trento,
guire la via apostolica e di osservare fe- e quelli per la canonizzazione di s. Diego,
delmente la legge, disprezzavano i supe- insieme colla congregazione del s. offizio.

riori della Chiesa. Sostenevano che Ana- Con due altri cardinali fu destinato a com-
nia e Satura non avevano peccato nascon- porre i litigi tra'canonici regolari Latera-
dendo una parte de'loro be-
agli apostoli nensi e i monaci benedettini di Monte
ni, e pretendevano che la proprietà dei Cassino, e decise co'colleghi in favore dei
beni era permessa colla professione di po- primi. Inoltre fu de' 7 cardinali prepo-
vero e di povertà. Si vestivano di pelli di sti all'infelice processo de'Caraifa nipoti
SAR SAR 87
di Paolo IV. Dopo essere stato a 4 con- licosi e famosi pel valore col quale fecero
clavi, chiuse il periodo de'suoi giorni in tante conquiste, non senza grandi crudel-
Roma neIi58o, di 70 anni non compiti. tà, come lo furono nella letteratura e nel-
Trasferito il cadavere a Napoli, fu sepolto la medicina; e saraceno fu detto uno sti-

nella chiesa di s. Maria a Formello, nella le piuttosto che un genere d'architettu-


tomba di sua famiglia: nella chiesa di s. ra, che da'mori della Spagna si chiamò
Maria sopra Minerva di Roma si legge talvolta ancora moresca il suo carattere :

un epitaffio eretto alla sua memoria. essenziale consiste in forme svelte d'una
SARACENIoSARÀCINI.Popoli del- eccessiva leggerezza, e in costruzioni ar-
l'Arabia, che pretendono discendere da dite. Saracinesca si dice una sorta di ser-
Ismaele figlio di Agar e di Abramo. La ratura usata da' saraceni, ed anche una
moglie di questi, Sara, vedendosi sterile e porta o cancello pensile di legno o di fer-

avanzata in età, indusse il marito, onde ro, collocata sull'entrata d'una città o di
aver figli, a prendere e adottare per mo- una fortezza, e sostenuta da corde o da
glie di 2. ordine la sua serva Agar egi- catene avvolte ad un subbio, dimodoché
zia, la quale avendo concepito prese a svolgendosi medesimo, o anche taglian-
il

dispregiare la propria padrona; ma Sara do le saracinesca cade con im-


corde, la

con cattivi trattamenti l'obbligò a fuggi- peto, scorrendo dentro due canali o in-
re di casa. L'Angelo del Signore incon- castri laterali, incavati nelle spallette del-
tratala nel deserto la costrinse a tornare la porta : l'uso delle saracinesche è quel-
presso Sara e ad umiliarlesi. Quindi A- lo d'escludere al nemico l'entrata delle
gar die alla luce un figlio, cui pose nome porte. Delle conquiste, irruzioni, invasio-
Ismaele; ma quando Sara partorì Isacco, 11 i, stragi e atrocità de'saraceni ne parlai ai
da cui uscirono gì 'Isra e liti (I7 ), non po- loroarticolijlaondequi mi limiteròa qual-
tendo veder più di buon occhio Ismaele, che cenno indicativo. La storia araba es-
locacelo di casa colla madre,e di venne pa- sendo avvolta d'infinite nubi sino a Mao-
dre d'un gran popolo, che abitò l'Arabia metto, nulla se ne può dire di preciso; si
Felice, o la Deserta, o la Petrea,e furono i sa però che gli antichi arabi ebbero dei
discendenti chiamati Amareni o Agarei principi particolari che li governarono,
o Orientali. Ismaeliti, Saraceni, Arabi, e chedierono spesso a'ioro vicini de'gran-
Nabatei, Cedareni. Alcuni pretendono di soccorsi contro i loro nemici. Questi
che saraceni abbiano preso questo no-
i principi arabi furono vinti da' persiani,
me quali discendenti da Saia. La prelesa dagli egiziani e da' re dell'Assiria. Ales-
religione che Ismaele insegnò a' suoi 12 sandro il Grande sottomise l'Argia, e
figli, padri di altrettante tribù, si chiamò voleva stabilirvi la sede del suo impero.
lsmaelismo (^), diversa dall'Islamismo Jerotino re degli arabi si rese potente coi
o Maomettismo (/^.), che poi abbraccia- suoi 600 figli di tem-
madri diverse, nel
rono i Veramente il nome di
saraceni. po che i successori d'Alessandro si face-
saraceno non fu da prima comune a tutti vano la guerra. Ircano re de'giudei im-
gli arabi, ma fu proprio degli arabi del- plorò il soccorso di Aretas re degli ara-
l'Arabia Petrea, indi anche agli si estese bi, che assediava Gerusalemme, da dove
arabi dell'Arabia Felice, sebbene questi lo cacciò Sca uro luogotenentediPompeo.
venissero con altri nomi chiamati, cioè Qualche tempo dopo Aristobolo sconfis-
Omenti, Indiani, Sabei e Cusei. Simo- se Aretas ed Ircano, ed il medesimo Scau-
ne Assemani ci die Saggio sulV origi- : ro: essendo entrato nell'Arabia,questo re
ne, culto, letteratura e costumi deglia- gli die 3 00 talenti per obbligarlo a sgom-
rabi avanti il pseudo-profeta Maometto^ brare la contrada. Abodas, che successe
Padova 1 787. Gli arabi furono assai bel- ad Aretas/u fatto morire da Silleo per re-
88 S A R SAR
gnare in suo luogo. Contro Silleo, Ero- nia, e còme Mosè
ricusò di farsi consa-
de il Grande re di Giudea fece la guer- grare dall'eretico Lucio persecutore dei
ra, perchè proteggeva ladri traconiti.i cattolici, indi fu concesso per pastore al-
Naceb generale degli arabi venne ucciso la regina e suoi saraceni nel pontificato
in battaglia, il tiranno Silleo fu messo a di s. Siricio. La conversione però de'sa-
morte, ed Eneo detto Aretas gli succes- raceni,al dire dell'annalistaRinaldi all'an-
se per ordine d'Augusto,il che prova che no 372, n.° o3, si deve as. Uarione abba-
1

iromani erano già padroni di questo pae- te, il quale illuminò la regina che chiama

se, e che suoi re dipendevano da loro:


i Mauuia sul culto che co'suoi sudditi ren-
ma veramente tale conquista non fu com- deva a Venere, colla predicazione del van-
pila che sotto Traiano: Palma governa- gelo e colla liberazione di diversi inva-
tore della Siria sottomise gli arabi nel sati dal demonio. Dopo aver stabilito la
io3, ed allora abbandonarono le leggi loro chiesa il santo mori, e fu allora che
barbare, onde ricevere quelle de* romani, la regina volle un vescovo cattolico,men-
come più ragionevoli e umane. Gli ara- tre l' imperatore perseguitava la Chiesa
bi spesso si ribellarono, e Settimio Seve- per seguire l'arianesimo. Altro vescovo
ro, Macrino e Aureliano li ricondussero fu Eustachio, che sottoscrisse ai decreti
sempre al dovere. All'articolo Arabia ri- del concilio di Calcedonia del 45 1, ed al-
a
cordai la predicazione di s. Paolo, e la la lettera sinodale della 2. Fenicia all'im-
chiesa da lui fondata, pel popolo il più an- peratore Leone. Essendosi i saraceni di-
tico del mondo, che non cambiò mai se- visi in varie tribù, essi ebbero altri ve-
de, lingua e costumi. Dissi pure di altre scovi, i quali si sottomettevano a'metro-
conversioni al cristianesimo e del conci- politani più vicini, o a quelli da'quali e-
lio tenuto in Arabia nel secolo III, con- rano stati ordinati. Oriens christ. f.2,p.

tro gli eretici Arabi o Arabici (F.). Vi 85 1. A Parembola, sede vescovile de'sa-
fu una tribù di saraceni che al tempo di raceni, dissi che divenne vescovo lo stesso
Valente imperatore del 364, essendosi principe Pietro ordinato da Giovenale
convertita alla fede di Gesù Cristo, le fu patriarca di Gerusalemme, e assistè nel
assegnato un vescovo, che fu qualificato 43 1 al concilio d'Efeso. Auxilio o Auxo-
vescovo de'saraceni o della tribù de* sa- lao gli successe, fu al concilio di Efeso
il metropolitano di Damasco,
raceni sotto del 449> e S1 un > a Dioscoro eutichiano.
e Mosè ne fu fatto vescovo a richiesta di Giovanni intervenne a quello ricordato
Maria regina de'saraceni. Questa princi- di Calcedonia. Pietro II sedeva nel 47^.
pessa dopo aver devastata la Fenicia del Valente sottoscrisse nel 5i8 la lettera si-
Libano, la Palestina, ed una parte del- nodale di Giovanni patriarca di Gerusa-
l'Arabia, e dopo aver sconfitto i due ge- lemme, contro Severo e suoi aderenti.
nerali dell'armata di Valente, non volle Pietro III sottoscrisse la sentenza che il

far pace se non che che sa-


a condizione concilio delle 3 Palestine, tenuto in Ge-
rebbe dato a'saraceni per vescovo il det- rusalemme, decretò contro Antimo e al-
to monaco Mosè. L'imperatore vi accon- tri monofìsiti. Il Terzi,vS7ràz sagra p. 3 1
1

senti, e Mosè venne consagrato dal me- parla di Saracene città vescovile dell'A-
tropolitano di Damasco, non avendo vo- rabia, suffraganea del metropolita di Da-
luto recarsi a tal fine in Alessandria, giac- masco, e che ne fu vescovo Eustatio che
ché quella sede era in allora occupata da pose il suo nome all'epistola sinodica del-
Lucio intruso dagli ariani. 11 Platina, Vi- la provincia. Dice che questi saraceni trae-
te de Pontefici) in quella di s. Siricio del vano I' origine dagli antichi sceniti, dai
385 parla delle conquiste e vittorie sui madianiti, da Sara, da Ismaele, da Agar
romani di detta regina che chiama Mmi- secondo le di verse sentenze. Aggiunge che
SAR SAR 89
i saraceni erano avvezzi a vivere di ra- buto. I saraceni presto abbracciarono il

pi iie,riportando queste parole di Ammia- maomettismo e cooperarono moltissimo


no lib. 1 2: Saraceni, nec amici nobis un- a dilatare le conquiste stesse, essendosi a
quam, nec hostes optandi, ultro citroque lui assoggettati. Dopo la morte di Mao-
discurrentes, quidquid inveniri poterai, metto, Abou-Beker suo suocero prese il

momento lempovis vastabant, eie. Omnes nome di Califfo, che significa successore,
pavi sovte bellatores } saeminudi, coloratis erede, vicario.Muhavia generale del sul-
sagidis pubetenus amidi, equorum adju- tano Omar, altro suocero di Maometto.,
mento pernicium, graciliorumque carne- nel 632 sconfisse Ormisda Gasdegird re
lorum per diversa raptantes. Si può ve- di Persia {V.\ e fece passare questa mo-
dere Pellettier, Histoire des Sarrasins. narchia sotto il dominio de'saraceni, del
Nel 4^o saraceni si recarono col loro
i ramo degliArtassercidi.Omarpoi ne!632
re Alamondaro, d'animo grande e bel- invase la Sèria ed Antiochia {V?), e nel
licoso, ad aiutare i persiani contro l'im- 635 s'impadronì dell'Egitto (F.)e fu 2.
pero greco d'oriente, ma prodigiosamen- califfo e successore di Abou-Beker. Omar
te Dio gli pose tanto spavento che si tra- lasciò il titolo di califfo e prese quello di
boccarono in numero di 00,000 nell'Eu- 1 Etnir Maumeninjche significa Signore o
frate, come leggo in Jlinaldi, il quale principe de' credenti. Tuttavia i successo-
moltissime notizie riporta de'saraceni, e ri legittimi di Maometto ritennero il no-
qui le accennerò. Nel 5og danneggiarono me di Califfo, ed essendo primari capi
i

l'i m pero e martirizzarono alcuni san ti mo- della religione mussulmana, riunivano
naci ;mai saraceni profana tori del la chiesa nelle persone loro 1' autorità spirituale e
di s. Teodoro furono tutti da Dio puniti temporale, l'impero e il sacerdozio, a gui-
colla morte. Nel 6121 saraceni invasero sa de' primi imperatori romani, per cui
le provincie dell' impero, guastarono la sovranamente decidevano di tutti i punti
Soria, e grandi rovine fecero nella regio- dominavano sui popoli e ac-
di dottrina,
ne Gazense. Frattanto il fanatico Mao- cordavano investiture ad altri principi
metto idolatra dibassa nasci ta,o secondo maomeJtani.Treramisi conoscono di ca-
Mecca, che si diceva
altri de'signori della i.°i Rachedi o Rachedis, cioè discen-
liffi:

derivare da Ismaele, divulgò la sua nuo- denti in linea retta da Maometto, quali i

va religione, mostruoso miscuglio di cri- posero la sede del regno a Medina, città
stianesimo e di giudaismo, immaginato celebratissima d'Arabia nell'Hedjaz, o-
per distruggerli ambedue. Siccome l'Ara- ve nella principale Moschea [V.) o tem-
bia era divisa nella credenza nelle reli- pio de'turchi (de'più magnifici e rinoma-
gioni ebrea, cristiana e idolatra, perciò ti parlai ne'luoghi ove sono), eretto dallo
furbescamente accordò a ciascuna qual- Maometto, questi vi fu sepolto con
stesso
che cosa, lasciando a' voluttuosi arabi li- Abou-Beker e Omar, e perciò in gran ve-
bera dissolutezza di costumi, onde più fa- nerazione presso i turchi. Nella Meccaco-*
cilmente trovar seguaci, anzi promise tut- me patria di Maometto è pure rivolta la
ti i piaceri del senso nell'altra vita. La sua loro divozione con pellegrinaggi, deno-
Era{V.) incominciò nel 622, quindi ac- minata la Santa, come prima sede di sua
compagnò le sue predicazioni e legisla- potenza,con famosa moschea e la più bel-
zione colla spada, il ferro e il fuoco, onde la del maomettismo: è residenza di uno
rapide ed estese ne furono le conquiste; a sceriffo che di cesi discendente diMaomet-
motivo di avere l' impostore Maometto to;vi è sovrano e sacerdote,godendo gran-
esaltato i suoi settari a prender le armi diose rendite, oltre i doni che inviano i

per obbligare tutte le nazioni ad abbrac- principi e turchi doviziosi. 2. 1 Califfi


ciare la loro religione o a pagare un tri- propriamente detti Omniadi, che si sta-

voi. LXI. 7
go SA 11 SAR
7
bilirono nella Siria (T .), ed ebbero Da- mente sono, e le regioni che abitano, pro-
masco per capitale. 3.°Gli Abbassidi che fessanti il maomettismo. Nel 672 sara- i

lisuccedettero, si stabilirono a Bagdad ceni si sforzarono più volte di vincere Co-


r 7
(T .) o Babilonia (Z .), e di là estesero ben stantinopoli, ma furono rotti e moltissi-

lungi la loro potenza, sino in Africa^.), mi perirono sommersi. Nel 675 entraro-
in Sicilia (V) e nella Spagna (V). Ma no nellaSpagna,ma furono superati e vinti
l'autorità loro fu in appresso abbattuta ed dal piissimo re Vamba. Per averpace,nel
annientata da'governatori delle provincie 676 divennero tributari dell'imperatore

più lontane, i quali sollevatisi scossero il greco Costantino 111 Pogonato, il cui suc-

giogo de'loro capi, e presero essi medesi- cessore Giustiniano II nel 685 li vinse e
mi il titolo di califfi, non più riconoscen- soggiogò; ma colla perdita che nel 6q2
do ne'loro sovrani se non che capi della i fece dell'Armenia, si aprì un ampio adi-
religione maomettana, a'quali tributava- to ai saraceni, che nel 696 operarono al-
no vani omaggi. I maomettani d'Egitto, tre conquiste in Africa. Nel 707 rientra-

scosso il giogo de' califfi di Bagdad, nel- rono nella Spagna, cioè saraceni che a- i

1*870 posero loro califfi al Cairo: mori


i i veano sottomesso le coste dell'Africa lun-
dell' Africa furono loro soggetti fino al- go il Mediterraneo, la Sicilia e altre iso-
l'invasione turchesca. Laonde la barbara le. Agli articoli delle città e stati maritti-
nazione de' saraceni non va confusa con mi del Mediterraneo e Adriatico, parlai
quella de'turchi, co'quali ne'secoli poste- delle scorrerie e piraterie de'saraceni, co-
riori si trasfuse. Essendosi finalmente i me purea Schiavo dicendo come frenate,
Turchi (V.) impadroniti di tutte le con- eziandio quelle posteriori de'barbareschi
quiste de' saraceni, il califfato fu intera- 11 conte Giuliano era stato spedito ad essi

mente abolito, e l'autorità spirituale dei come ambasciatore, allorché la sua figlia
califfi passò nelle mani del muftì, ricono- fu violata da Rodrigo re di Spagna. Il con-
sciuto in oggi come capo supremo della te vedendosi oltraggiato , invocò la ven-
religione mussulmana. Pare che la vasta detta de'saraceni, e questi comandati da
potenza de'saraceni terminasse nel secolo un emir conquistarono gran parte
loro
XVI, quando perderono l'Egitto. I tur- della regione, e nel712 Cordova (F^che
chi venuti dal Turchestano dopo
in Asia, poi divenne califfato e.sussistè sino al o3 1 1

aver abbracciato la religione mussulma- in cui o prima si operarono gli smembra-


na de'saraceni, formarono l'impero otto- menti con l'erezione de' regni di Badajoz,
mano, e di Costantinopoli [V.) fecero la Murcia, Granata, Saragozza, Ma/ori-
sede de'loro imperatori o gran sultani. ca Valenza,Siviglia, Toledo e Cordova
y
r
Nel 63gi saraceni si resero tributaria (Z .). Immensi furono i mali, gli oltraggi e
l'Africa, occupando quanto aveano con- le crudeltà fatti da'saracenia'cristiani, co-
quistato i Fondali (V.), Verso il 660 co- me ovunque, pel fanatismo di far loro ab-
minciarono a dare il guasto alla Sicilia, bracciare per forza e con violenza l'assur-
e poco dopo in vari tempi si resero pa- do maomettismo; i sagri templi, come al-

droni di quest'isola, come anco della Ca- trove furono manomessi, profanati e ri-
,

labria (V.)e di altre vicine contrade : nel dotti a moschee, oltre quelle che essi edi-

669 grandi uccisioni di cristiani fecero i ficarono. In questo secolo , certi cristiani

saraceni in Sicilia. Altri riportano al 668 apostatiavendo adottato il maomettismo


r
la conquista dell' Africa, ovvero di altre o islamismo, si dissero Agareniani {J .).
provincie già possedute dai romani, come Nel 7 7 i saraceni cinsero d' assedio Co-
1

la Barbaria e le Mauritiane(V !), cui a- i stantinopoli, ma per virtù divina furono


bitanti si chiamarono perciò saraceni e miracolosamente sconfitti e ributtati; ab-

mori. Nell'articolo Mori dissi chi propria- bandonato l'assedio, l'armata fu distrutta
SAR SAR 91
dalle tempeste marittime, e dalia pioggia quisto dell' isola di Sicilia, ove i saraceni
di grandine infuocata: i particolari si pon- aveano fatto di verse irruzioni con immen-
iloleggere nell'annalista Rinaldi. Nel 7 1 so bottino, eziandio a danno Ut Patrimo-
Pelagio redi Leone e delle Asturie di Spa- ni della s. Sede (V-). Laonde i saraceni,
gna con manifesto aiuto di Dio, vinse
, cacciati i greci che la signoreggiavano, si
completamente i saraceni che volevano dilatarono indi in Calabria, e più tardi in
invadere suoi stati. La prima occupazio-
i altre regioni, con lunghi e incredibili di-
ne dell'isole di Sardegna e Corsica sembra V Italia (P.), che restò inon-
sastri di tutta

che 722. Chiamati


l'effettuassero verso il data di sangue, di stragi, di rapine e d' o-
a danno della Francia (^.), ne furono uc- gni eccesso deplorabile. Soggiacendo alle
cisi 5o,3oo 725; indi rin-
col loro re nel loro scorrerie anche Ostia (F.) nel lito-
forza ti,nel7 29 fecero nelle medesime Gal- rale de'dominii della chiesa romana, Papa
He (V.) grandissime stragi. Però verso il Gregorio IV nell' 828 la cinse di mura
73i furono vinti e messi in fuga da Car- e fortificazioni, onde impedirle e servire
lo Martello, cioè i saraceni di Spagna con a Roma come antemurale. Dissi a Porto
Abderamo loro re, il quale con 400,000 che Gregorio IV portò a Roma corpi dei i

combattenti avea occupato la GalliaNar- ss. Marlin che vi si veneravano , e fece


bonese, e ciò ad istigazione di Eudone du- smantellare la città, affinchè non si anni-
ca d'Aquitania ; questi dipoi pacificatosi dassero i corsari saraceni, che poi distrus-
con Carlo, contribuì alla quasi completa sero la città vescovile di s. Raffina o Sel-
distruzione che ne fece quel prode, e fu la va Candida (F.). A Ramiro I re di Leo-
salute della Francia. Avendo i saraceni in- ne e delle Asturie, nell'844 riuscì col di-
vasa la Provenza, e dato il guasto a Nizza, vino aiuto di respingere le forze saracene^
nel 738 li cacciò Carlomanno. Nel 781 che miravano a usurparne il dominio. Il
l'impero greco divenne tributario de' sa- Severano, Memorie delle sette chiese di
raceni,! quali nutrivano implacabile odio Roma, p. 167, narra che i saraceni afri-
contro greci, onde ne di ven nero i più
i fie- cani, nell'846 all'improvviso saccheggia-
ri e arrabbiati nemici. L'origine di que- rono Roma con istrage, non che saccheg-
sto risentimento cominciò sotto l'impera- giarono la Chiesa di s. Paolo (F.), e le-
tore Eraclio, il quale nell'impresa di Per- varono dalla Chiesa di s. Pietro (V.) tut-
sia avendo assoldato i saraceni, dopo aver tigli ornamenti, gli ori e gli argenti che

questi date prove di gran valore e fedel- decoravano la confessione e le porte, ma


tà, fece lorodiminuir le paghe, e chiaman- l'Apostolo li castigò. Imperocché, porta-
doli cani, grandemente gì' irritò. Allora tisi i saraceni a depredare anche Monte
i saraceni s' infiammarono di vendetta, e Cassino (V.)) essendone impediti miraco-
non respirarono che l'esterminio degli sta- losamente da un fiume cresciuto all'im-
ti greci sì in oriente che in occidente, come provviso, bruciati per dispetto di versi luo-
osservò Rodolà, DelC origine del rito gre- ghi del monastero, s'imbarcarono per tor-
co in Italia, lib. 1, p. 35. All' 820 si ri- nare in Africa, ma mentre erano vicini al-
porta la presa di Palermo capitale di Si- la costa giubilanti per la ricca preda, gli
cilia, fatta dai saraceni; neU'82 2 occupa- apparvero i ss. Pietro e Benedetto, e ram-
rono Candia (7^), e nell'82^ nuove in- pognandoli delle commesse depredazioni
vasioni patì la Sicilia, nelle parti domina- e atrocità, li minacciarono di punizione.
te dai greci. Dice Borgia, Breve istoria Questa non tardò, poiché insorta terribile
del dominio della s. Sede nelle due Si- tempesta, le navi urtarono ne'scogli e tut-
cilie, p. 1 04, che il greco Eufemio recato- to peti, tranne alcuni naufraghi per nar-
si nell'Africa, operò in modo che quel re rare il miracolo. A Salerno parlai della
maomettano s'invogliasse del pieno con- divisione del principato Beneventano e ,
92 SAR SAR
come contendenti chiamarono ciascuno
i Macedone furono superati nell'88o,e vin-
in aiuto i saraceni d'Africa, ed i saraceni ti nel mare di Napoli. Tuttavolta furi- i

di Spagna, i quali con impeto commisero bondi barbari disperatamente incendia-


molte barbarie. Nell'847,dice Rinaldi,che rono l'insigne monastero di s. Vincenzo
i saraceni sconfìssero l'armata navale dei di Volturno, e posero a ili di spada 1 mo-
veneziani. Neil' istesso anno, pel timore naci. Presso la basilica di s. Paolo, per
del ritorno de'saraceni, i romani ommise- metterla al coperto de'saraceni, Giovanni
10 certe formalità nell'elezione di s. Leo- Vili fabbricò Giovannipoli(F.).\x\o\ivQ
ne IV. 11 Papa magnificamente reintegrò Giovanni Vili nell'882 donò a Docibile
le spogliate basiliche e chiese di Roma, il duca di Gaeta ed al suo figlio Giovanni,
che saputosi dai saraceni, nell'849 con ar- il patrimonio che la chiesa romana pos-

mata navale si avviarono alla città per sedeva diTraetto e Fondi, acciocché guer-
predarle. Il Papa partì per Ostia ad affron- reggiassero contro i saraceni , come poi
tarli 5 e con l'aiuto de'napoletani e di que- fecero. Continuando i successi de' greci
gli altri che notai a Porto, distrusse edi- contro i saraceni, nell'884 ricuperarono
sperse la flotta, facendo molti prigionie- le città di s. Severina, Amantea e Tropea
ri. Con questi dipoi s. Leone 1 V (F '.) si già loro nido, ed i saraceni che presero li

servì per fortificare le mura di Roma, e passarono colla spada, gli altri si rifugia-

nella fabbrica della Città Leonina (F.) t rono in Sicilia. Nicolai, De' bonificamenti
nella quale comprese la basilica di s. Pie- delle terre Pontine, p. 1 07, deplora le fre-

tro, oude salvarla da altre aggressioni, a - quenti e feroci scorrerie, le rapine e le stra-

vendo applicato un'orazione pei napole- gi de'saraceni nel IX secolo, i quali occu-
tani che in mare combatterono i sarace- pati i luoghi marittimi, specialmente del
ni. Nella biografìa di s. Leone IV ricor- Lazio (V.)> piombavano nelle città e cam-
dai pure, che nuovamente avendo i sara- pagne prossime, saccheggiando e talmen-
ceni occupata la Corsica (V.) e la Sar- te spaventando gli abitatori, che dispersi
degna (V.), die ai fuggitivi abitanti luo- si rifugiavano altrove, costringendo a pa-
ghi per abitare , e terre per coltivare e gar loro tributi anche Roma. Per sì in-
trarci il sostentamento. Dipoi la Corsica festi ladroni le popolazioni delia Campa-
fu liberata da Ugo Colonna, speditovi da gna e Agro di Roma^F.), massime delle
Papa Stefano V. Racconta Severanoa p. città e mare, per le suc-
luoghi vicini al

295, che Lodovico 11 imperatore cacciò cessive devastazioni o per evitare massa-
d'Italia i saraceni, ossia dalla Puglia, Be- cri, gli abbandonarono, onde luoghi e le i

nevento e altre provincie; ed ì soldati suoi terre restarono desolate e divennero mal-
eh' erano morti nel conflitto, furono se- sane. In questo secolo anche la Sabina
polti nella Città Leonina, ove fu poi eret- (V.) più volte fu invasa e rovinata dai
ta la chiesa de' ss. Michele e Magno. Fa- medesimi barbari. A'saraceni non man-
talmente i saraceni furono richiamati in carono fautori e collegati, e perchè Ana-
Italia da Lamberto duca di Spoleto, e da stasio vescovo di Napoli fece lega con lo-
Adalberto marchese di Toscana, danneg- ro, Giovanni VIII lo scomunicò. Nell'885
giando le Alpi marittime. Non andò gua- il contedi Capua Atenulfo spedì in Roma
ri che gì' irrequieti saraceni stando per ambasciatori a Stefano VI, perchè l'aiu-
occupare Roma, Papa Giovanni V III nel- tasse a bandire i saraceni dal Garigliano.
1*877 li quietò con prometter loro l'anuuo Se deve credersi a Novaes, i saraceni sac-
tributo dÌ25,ooo mancuzi d'argento, mo- cheggiarono barbaramente Roma nel-
neta di quel tempo. Indi i saraceni fecero 1*896 (comedice nella Sloriadi Clemente
gravissimi danni per l'Italia, ma combat- VII, n.° 9). In questo stesso secolo e se-
tendo contro l'imperatore greco Basilio il guenti, gli ungheri ed i saraceni posero a
SAR SAR 93
ferro e fuoco il Piceno (^) 3 non anelan- polo cristiano, volle in persona interve-
do che prede e sangue, come riporta Co- nire a questa guerra. L'esercito de'cristia-
lucci in tanti luoghi delle Antichità Pi- ni in due bande divisOjStrinse da ogni la-
cene, Papa Giovanni X confermò ai no- to saraceni, e per 3 interi mesi ne tenne
i

minati duchi di Gaeta i concessi patrimo- forte e vigoroso l'assedio. Privi questi di
ni per aver gloriosamente combattuto
,
viveri, attaccato il fuoco alle proprie case,
contro i prò amo-
saraceni, e procurato sbucarono impetuosamente fuori de'loro
re christianae fìdei delere saracenos de recinti,esi dierono a precipitosa fuga,riti-
cuncto territorio A postolorum, seu et de
'
randosi nelle montagne e vicine selve: i

Beneventanis partibus. L' epoca del di- gl'inseguironoene sagrificarono


cristiani

scacciamento de' saraceni dal castello di un gran numero. Nel 938 Ramiro II re
Garigliano è gloriosa per Giovanni X, ed di Spagna ottenne una miracolosa vitto-
avvenne nel 91 5, recandovisi in persona ria sui saraceni; in seguito fu bruciata iu
alla testa della Milizia ( P '.), e assistito non Italia una loro armata da quella de'gre-
solo dai baroni di quelle contrade, ma a- ci, e furono cacciati dall'isola di Candia.
iutato eziandio opera subditorum fide- Dalla lunga dominazione de'saraceni nel-
lium suorunij praecipue marsicanorum 3 laSpagna, i cristiani furono chiamati mi-
cquivulorum i hernicorum, ve li terno rum- xti arabes, per cui la particolare liturgia
ane. Rodotà riferisce che i saraceni fatti di quel paese prese il nome di Mozzara-
forti nel Garigliano, scorrendo da per tut- bica (F.). Nel 972 Guglielmo I conte di
to, aveanodevastato lo stato romano, ca- Provenza sradicò dalle Alpi marittime e
puano e beneventano; echei danni gra- dalla Provenza i saraceni, animato all'in -
vissimi da loro recatasi debbano in gran presa das. Maiolo, che avendo sperimen-
parte attribuire alla malvagità di alcuni tato nella propria persona le crudeltà che
particolari conniventi, singolarmente di questi barbari erano solili usare, compian-
quei di Gaeta, i quali per trarre profìtto geva que' poveri cristiani che di quando
de* loro ladrocini, contro ogni dovere di in quando a costoro cadevano nelle mani.
religione e di giustizia , loro prestavano Ottone I imperatore d' occidente cacciò
aiuto e soccorso. 1 principi di Benevento d' Italia i saraceni, e ritenne la Puglia e
tentarono più volte di snidar tali masna- la Calabria, ch'erano della s. Sede, a ti-
dieri, ma siccome questi ricevevano rin- tolo di conquista. I greci cederono le loro
forzi dalla parte del Mediterraneo, face- pretese su queste provincie, ingrazia del
vano sempre valorosa resistenza. Anzi di- maritaggio d'OttoneIIconTeofania,figlia
venuti oltremodo insolenti, si gittarono di Romano imperatore greco, alla quale
con funestissime scorrerie sul ducato ro- fu data in dote la Puglia e la Calabria.
mano, desolando le chiese e le famiglie Questo non tolse che greci, unitisi poi coi
i

degl'infelici cristiani, fecero languire nel- saraceni, procurassero di spogliarci tede-


le miserie i popoli , e divorarono le ren- schi di questo paese. Ma nel 1008 Tan-
dite delle terre pontifìcie. Questi nuovi credi gentiluomo normanno passò nella
eccessi indussero Giovanni X , uomo di Puglia co'suoi 12 figli, e con un'armata
gran coraggio, a stringer lega co'principi di prodi avventurieri riportò considera-
confinanti e vicini, per isterminarli dal bili vantaggi sui saraceni e sui greci. Da
Garigliano. L'armata navale che a vea ri- quel tempo in poi i Normanni (P.) di-
chiesta alla corte greca di Costantinopoli, vennero signori della Sicilia e di Napoli,
guidata da Nicolò patrizio, venne a chiu- e ne riceverono l'investitura dai Papi, an-
der loro la via del mare e ad impedire i che in premio di aver debellati i saraceni
soccorsi che potevano sperare dall'Africa. e per difendere quegli stati dalle loro ag-
11 Papa per maggiormente animare il pò- gressioni. Le convenzioni coi normanni
94 SA R S AR
per cacciare i saraceni incominciarono da diante la quale fu ricuperata da'saraceni
Sergio IV Papa del 1009. Benedetto Vili Gerusalemme (V.) e diverse provincie,
che gli successe, non potendo tollerare che ond'ebbero luogo accani te e lunghe guer-
i saraceni di frequente assalivano i lidi del re, l'istituzione del regno di Gerusalem-
dominio della s. Sede, radunato copioso e- me e d'altri principati sovrani latini, non
sercito navale,li attaccò nel mar Tirreno che l'erezione di molte sedi vescovili. Stre-
e ne riportò mirabile vittoria. Prima di pitosi avvenimenti che narrai a Crocia-
questo tempo e nelioo4, Pisa(F.) d'or- te e articoli relativi , riportando tutte
dine di Mugeto re de'saraceni di Sarde- quelle combattute contro i saraceni, dal-
gna, fu messa a sacco e fuoco. Benedetto le quali derivarono insigni Ordini mili-
Vlllper la devastazione di Luni{F.) ec- tari (F.) t
principalmente per difendere
citò i pisani e Genova (F.) a liberar la gli stati conquistati dai saraceni e far lo-

Corsica e Sardegna dai saraceni, come


la ro continua guerra. Non Urbano II,
solo
eseguirono valorosamente. Nel io63 Pa- ma anche i successori accordarono am-
pa Alessandro II ricevè dai normanni, per piamente grazie spirituali e indulgenze a
la gran vittoria riportata sopra saraceni,
i quelli che avessero combattuto sarace- i

4 cammelli, ed egli mandò loro uno sten- ni. Contro di questi prima e dopo tale
dardo benedetto, acciò colla protezione di epoca, anche iconcilii promulgarono cro-
s. Pietro potessero distruggerli, conceden- ciate, e presero molte provvidenze sopra
do indulgenze a quelli che avessero guer- gl'immensi danni che recavano sarace- i

reggiato per liberare! luoghi di Sicilia an- ni, e sopra le funeste conseguenze della
cora occupali dai saraceni. Nondimeno loro coabitazione coi cristiani. Pisa e Ge-
i normanni talvolta assoldarono i sarace- nova colle loro flotte assai danneggiarono
come Roberto Gui-
ni nel loro esercito, i saraceni, e furono benemerite della cri-

scardo^! quale portatosi inRoma nel 1084 stianità. Neh i3g Alfonso I di Portogal-
per liberare s. Gregorio VII dai tedeschi, lo (F.) divenne re dopo la strepitosa vit-

i saraceni di Lucerà (F) vi commisero toria riportata sui saraceni : a tale arti-
quelle carnificine e devastazioni che mai colo riportai benemerenze de're por-
le

avea provato l'alma città in modo tanto toghesi Dell'aver tante volte combattuto
vol.LVIII, p. 166.
terribile e lo rilevai nel i saraceni, ed altrettanto dico a Spagna,

Vittore HI spedì nel r 086 una formidabi- pel zelo col quale fecero il simile i suoi re.
le flotta navale in Africa, composta prin- L'imperatore Federico II si col legò coi

cipalmente coi navigli di Pisa e di Ge- saraceni delreame di Napoli, a' quali $.
nova (F.) }
e riportò completa vittoria sui Chiara mostrandola ss. Eucaristia, libe-
saraceni, acerrimi nemici del nome cri- rò dall'assedio il suo monastero, ed /èssi-

stiano,che nelle loro frequenti invasioni si dall'eccidio. Gregorio IX mandò mis-


facevano Schiavi (F.), che obbligavano sionari per convertire i saraceni alla vera
al maomettismo e trattavano crudelissi- fede : a Missioni pontificie celebrai i Pa-
mamente: vi perirono 100,000 nemici, e pi come sempre furono solleciti della lo-

fu presa Mahdia all'oriente di Tunisi (F.) ro conversione; ed a Vescovi in partibus


e questa città ancora. Alfonso IV re dr dico di quelli cui i Papi conferiscono i

Leon espugnò la città di Toledo (F.) che y


titoli delle sedi vescovili, i cui luoghi so-
da 36o anni soggiaceva al dominio sa- no occupati dai maomettani. Furono i-

raceno. Urbano II nel 095 attuò il gran1 slituiti per la liberazionedegli schiavi fatti

pensiero ò'xs.Gregorìo FIl{F^fi\ libera- dai saraceni , i benemerentissimi ordini


re il Santo Sepolcro (F.) e gli altri luoghi de\hMercede(F.) ì
e della ss. Trinità della
di Palestina (F.) dalle mani de'sarace- redenzione degli schiavi o Trinitari (F.).
»i,con promulgare la Crociata (F.), rac- Manfredi usurpatore del regno di Sicilia
SAK s a a 95
e naturale di Federico li, per mantener- alle forze navali degli ordini equestri Ge-
si nel potere invocò l'aiuto de' saraceni, rosolimitano e di s. Stefano (V.) i : Papi
onde Papa Urbano IV vedendo assalite furono assai eminentemente benemeriti
le città di Romagna (?), fece predicar per impedire ai saraceni ed ai turchi la
la crociata e la sagra guerra, per cui mol- dilatazione delle loro conquiste. Mi gode
ti furono Crocesegnati ( V); ma per l'idi» l'animo a onore del papato di avere pel
peto de' saraceni nel 1262 dovè ritirarsi i.° raccolto e pubblicato notizie sulla Ma-
a Orvieto. Luigi IX (V) re di Francia, rina pontificia t nelle proporzioni impo-
ardente di zelo religiose, partì per la cro- stemi dalla natura essenziale di questa
ciata onde ricuperare i luoghi santi ri- mia opera. Nondimeno tutti gli altri ar-
conquistati da'saraceni, ma ne restò vit- ticoli ed relativi ponno
io esso citati , i

tima e meritò gli onori dell'altare. Nel di molto compensarne la brevità, e sup-
1 267 i saraceni di TSocera de 'Pagani(P'.) plire a tutte quante le notizie che la ri-
siribellarono a Carlo I re di Sicilia, a som- guardano, come Porto o Porti dello sta-
mossa del pretendente Corradino; ma fu- to pontificio, Malta e altri. Fra le na-
rono dispersi e costretti a farsi cristiani. zioni che si distinsero nel combattere i
Carlo II dipoi con severe leggi nel 1295 saraceni con poderose flotte, certamente
cncciò dal regno di Napoli superstiti sa- i primeggia Venezia (I7.). Ferdinando V
raceni, pel grave danno che ne derivava re di Spagna ebbe la gloria di estinguere
alla religione. Papa Giovanni XXII soc- nella Spagna il dominio saraceno, colla
corse i re di Maiorica contro i saraceni, presa di Granata(F.) e suo regno, caccian-
e inviò missionari per convertirli. Il suc- do da tutti suoi domimi 800,000 ebrei e
i

cessore Benedetto XII ricevè molte spo- saraceni. Vuoisi che Alessandro VI abbia
glie e schiavi saraceni, per la insigne vit- confermato V Inquisizione (V.) istituita
toria nel 1 34i riportata su di loro dai re nella Spagna, per impedire l'orribile me-
di Portogallo e di Castiglia. Urbano V scolanza di cattolicismOjgiudaismo e mao-
provocò gli aiuti di principi cristiani in mettismo per le false Già la
conversioni.
difesa dell'isole di Rodi e di Cipro (V.), storia de'saraceni si compenetra con quel-
che i saraceni d'Egitto e di Babilonia vo- la de'turchi. Laonde mi limiterò a dire,

levano aggredire. Nel 1 4 8 Martino « V fe- che nel 1 6 1 oFilippo III espulse dalla Spa-
ce bandir la crociata, per la guerra che gna 900,000 saraceni che vi erano an-
Giovanni II re di Portogallo intraprese cora qua e là annidati, ad onta delle 5 00 o
per lo sterminio de'saraceni. Papa Nicolò battaglie date loro dai suoi predecesso-
V fece di tutto perchè l'impero d'orien- ri. I gitanos, tribù nomadi della Spagna,
te non fosse conquistato dai maometta- il capo risiede in Saragozza (V.) 9 di-
cui
ni, che però nel 1 453 presero Costantino- scendono dai mori o saraceni conquista-
poli. Il successore Calisto III(V.) aven- tori della regione. Presentemente gli a-
do fatto giuramento di far guerra ai sa- vanzi degli antichi saraceni sono in par-
raceni ed ai turchi, e liberare Costanti- te soggetti ai turchi, ai persiani, e a prin-
nopoli quando diveniva Papa , lo man- , e molti fra essi
cipi particolari pagano
tenne: pertanto fece allestire una flotta un tributo a'primi. Così terminò la loro
navale, ond'ebbe la gloria d'essere ili.° estesa e formidabile potenza, che fece tre-

Papa che pose in mare un'armata poten- mare l'Europa, l'Asia e l'Africa, che do-
r
te. La I\larina(f .) militare pontificia eb- minò in tante parti e ne fu per tanti se-
be origine per raffrenare la baldanza sa- coli il terribile flagello. A gloria del vero
racena e turchesca, a vantaggio del cri- non debbo però tacerebbe questa nazione
stianesimo ovunque minacciato; e pugnò guerriera, che aspirava a diventar padro-
più volte con successo e valore, insieme na del mondo, si dichiarò in modo par-
96 SAR SAR
ticolare in favore delle scienze. Essa of- l'invocazione della B. Vergine Maria del
frì un ricovero alle lettere, ed agli studio- Pilar, nondimeno costituiscono una me-
si, cacciati o fuggiti da Roma e da Ate- tropolitana. Quella della Madonna trae
ne. Si coltivò tra i saraceni o arabi la fi- il suo nome dalla statua della ss. Vergi-
losofìa, e si insegnarono le scienze natu- ne che ivi si venera, eretta sopra un' alta
rali nelle accademie del Cairo, di Costan- colonna di diaspro,e di gran divozione so-
ti na, di Bassora, di Fez, di Tunisi, di A- prattutto in Aragona: è adorna di pietre
lessandria, ec. Si tradussero allora in a- preziose, e circondata da una quantità di
rabo le opere principali declassici greci lampade d'argento sempre ardenti. 1 1 ca-
a
e latini ; si tradussero pure varie opere pitolo componedii3dignità,la i. del-
si

matematiche, especialmente la geometria le quali è il decano, di i5 canonici, colle

d'Euclide. Gli ebrei medesimi ebbero il prebende del teologo e del penitenziere
permesso di stabilire le accademie o le in ciascuna, edalternativamente ufficiano
loro scuole di Flora e di Piendebita, nel- la cattedrale del ss. Salvatore e quella del-
a
le vicinanze di Bagdad, sotto
Coufah e di la B. Vergine. Nella i. vi sono partico-
il dominio de'saraceni, e unitamente ad larmente addetti 4 rationarios de men-
essi si dedicarono con qualche frutto allo sa^ 4 altri ecclesiastici, oltre
1 1 3 medio
studio dell'astronomia e della medicina. rationarios, cappellani del coro, e benefi-
Non è quindi strano se tanti lumi a noi ciati. Nella cattedrale della B. Vergine,
passarono dagli arabi nella medicina, nel- vi sono 17 rationarios} 16 beneficiati, e
a
la chirurgia,nella farmacia, ed anche nel- diversi altri sacerdoti. Nella i. chiesa la
la chimica, e se molte arti furono da es- cura d'anime 1' amministra il parroco
a
si introdótte, e molti oggetti d'arte furo- eletto per concorso, nella 2. do vicario
no fabbricati a loro imitazione. perpetuo nominato dal capitolo, in am-
SARAGOZZA(Ctìe?<zrdwgwsta«).Cit- bedue essendovi il baltisterio,e molte sa-
tà con residenza arcivescovile della Spa- gre reliquie e corpi santi. Oltre le men-
gna, capitale dell'Aragona (F.) e capo- tovate, vi sono moltissime altre chiese, 12
luogo della provincia del suo nome, a 33 delle quali parrocchiali, ma solo 6 hanno
leghe da Pamplona, 5f da Barcellona e il fonte sagro. Sono bene fabbricate di
60 da Madrid, in magnifica pianura, sulla pietra, al pari di tutti gli altri edifizi reti*
destra sponda dell' Ebro, che si trapassa giosi, e sono delle meglio ornatedella Spa-
sopra due belli ponti, uno di legno, e l'al- gna. Il palazzo arcivescovile è grandissi-
tro di pietra di 7 archi, e che vi riceve il mo e magnifico. Vi sono 9 monasteri di
fìumicelloHuerba, presso il canale Impe- religiose, ed altri di religiosi: si distin-
Sede del capitano generale dell'A-
riale. gue quello di s. Domingo sulla piazza di
ragona, d' un intendente militare, d'un questo nome osservabile pel mausoleo
,

sotto delegato di polizia,e de'tribunali su- di marmo d'un cardinale e per aitar ,
1'

periori della provincia.il recinto di questa maggiore della chiesa, pure di marmo
città, che l'Ebro bagna al nord el'Huer- bianco. Fra'5 ospizi il più bello è quello
ba al sud, viene formato da un muro po- della Misericordia, vasto edifìzio di pie-
co grosso, sovente interrotto da chiese, tra, nelquale circa 700 persone d'ambo
da conventi e da altri edifizi, ed aperto i trovano cure per le loro malattie,
sessi
da 8 grandi porte e 2 piccole. Saragoz- e mezzi di sussistenza con un facile lavo-
za è divisa in 4 quartieri, ed ha 2 sob- ro quando hanno ricuperalo la sanità; e
borghi , con molte strade. Si distingue l'altro degli orfani, dove un'infinità di
per due cattedrali, ampie, solide e ma- questi sventurati ricevono tutti i soccorsi
gnifiche: una è dedicata al ss. Salvatore, ed i mezzi di essere per l'avvenire al sicu-
volgarmente detta LaSeOj l'altra sotto ro dalla miseria. Numerose sono le con»
SAR SAR 97
fraternite, come le pie istituzioni; vi è il merse, hanno molta analogia coi vaga-
monte di pietà, il collegio per la pubbli- bondi conosciuti sotto il nome di zingari,
ca istruzione, e secondo l'ultima propo- ma co'quali non si devono confondere;
sizione concistoriale mancava di semina- come non si devono confondere cogli a-
rio. L'università fu fondata nel i474i e d ci tani, popoli antichi delle Spagne, che si

avvi ancora una società regia economica credono essere i lacetani di Plinio forse :

con cattedre di matematiche, d'econo- il vocabolo Gitanos, provenne in qualche

mia, di botanica, di chimica e d'agricol- modo da essi , secondo alcuno. I gitanos


tura; l'accademia regia delle belle arti, discendono dagli antichi mori o saraceni
che produsse parecchi grandi pittori; la conquistatori delle Spagne, ed il loro no-
biblioteca pubblica, ed altri stabilimenti me presente non è che un diminutivo di
utili e benefici. La borsa è un antico mo- Egypcianos. Sono di colore olivastro, di
numento quadrato, ornato de'busti de're costumi rozzi, e si occupano a predire la

d'Aragona, e che contiene una sala soste- buona ventura, essendo anche inclinati
nuta da 5o colonne doriche. Trovansi e- al ladroneccio. Il disprezzo, i pregiudizi
ziandio due caserme, una delle quali per del popolo, ed una cattiva politica con-
la cavalleria; e fuori della città 18 bei tribuirono forse a porli nello stato d'im-
passeggi pubblici, tra gli altri quello di s. moralità in cui si trovano. Le saggie or-
Encratide o Engracia. Circa ioo lese al- dinanze di Carlo III, verso la fine del se-
l'ovest giace il forte d'Aljaferia,[così deno- colo passalo, aveano per oggetto d'incor-
minato dal suo fondatore il re moro Ben- porarli al restante della società; ma es-
Aljafe, che ne fece la sua residenza. Oltre sendo il male troppo inveterato, non ot-
questa fortezza, e la torre nuova, anche tenne quasi alcuna modificazione. I gi-
1' antico palazzo dell' inquisizione serve tanos hanno una specie di polizia, alcuni
di cittadella. Un bell'acquedotto si osser- capi ed anche il sunnominato. Tempe-
va in vicinanza delle mura della città. rato è quivi il clima, ed contorni sono
i

L'industria, un tempo tanto fiorente, tro- feracissimi di grano, maiz, vino di buona
vasi ridotta ad alcune fabbriche; ed il qualità, frutti e legumi eccellenti, racco-
commercio, che favorito dalla situazione gliendovisi pure alquanto di seta. Rino-
mezzo ad un paese ricco e
della città in mati ne sono i pascoli, che trovansi in ma-
fertile, dalla navigazione dell'Ebro e dal no àeganaderos o proprietari d'armenti
canale Imperiale esser dovrebbe rag-
, di Saragozza, j quali formano una corpo-

guardevole, rimane limitato alle cose


si razione delle più antiche e meglio privi-
di consumo.Saragozza fu patria degli sto- legiate del regno.
rici G. Garcia di s. Maria, G. Zurita,G. Questa città antichissima, e che dicesi
Blanchas, e B. Leonardo di Argensola ; fondata dai fenicii,porta va il nome di Sai-
del poeta latino Prudenzio Clemente, del duba allorché giunsero nella Spagna i ro-
poeta Diaz di Fo ncalda; dello storico, o- mani. Giulio Cesare l'ingrandì, la popolò
ratore e poeta J. F. A. di Uztarroz; dei di veterani, e le diede il nome di Caesarea
pittori G. di Mora, A. Horfelin, J. Marti- Augusta, col titolo di colonia immunis: fu
nez, eD. J. Luzau Martinez ec; e final- abbellita di templi, d'un foro, d'un teatro,
mente di D. J. diPalafox-y-Melci, eroico d'un circo, e di bagni, de'quali non resta
difensore di Saragozza nel 1808 e 1809. piùvestigio;ma vedonsi ancora alcune par-
Si è in Saragozza che risiede il capo o re ti delle sue mura ,
particolarmente una
de' gitanos, tribù nomadi della Spagna porta oggi chiamata Puerta del Sol; quan-
e del Rossiglione, che pe'loro liberi co- to ai tre forti che la proteggevano al nord,
stumi, per la loro vita indipendente, per all'ovest e al sud, non se ne trovano più
la miseria e avvilimento in cui sono im- reliquie di sorta. 11 regno d'Aragona, che
98 SAR SAR
comprendeva l'antico paese de'celtibe- censo di25o maomezzeltini, ognuno e
ri, passò nel 47° dal dominio dei roma- reali, come attesta-
quivalente a 6 soldi
ni a quello dei goti. Nel 5^.1 si presen- no Roderico di Toledo, De rebus Hi'
tò dinanzi a Saragozza Childeberto I re spaniarum lib. 6, Surita lib. 2, e Maria-
di Parigi e Clotario I redi Soissons, ne na, De rebus Hispaniarum lib.i 1. Nel

spinsero vigorosamente l'assedio, cui le- 1 3 divenne re d'Aragona Giacomo I,


2 1

varono dopo essere entrati in accordi, nel nel1276 PietrolII, nel 1285 Alfonso III,
momento di prendere la piazza. Nel 7 1 nel 29 1 Giacomo II coronato in Roma
1

i saraceni discacciarono i impa-


goti, s' da Bonifacio Vili, che l'investì della Sar-
dronirono della città, e nel 714 compi- degna e dellaCorsica, ch'erano della chie-
rono il conquisto d'Aragona. Saragozza sa romana, come la Sicilia e Napoli, di
nel 1017 divenne capitale d' uno stato cui pure in appresso furono investiti re i

moresco de'saraceni, indipendente dagli d'Aragona; onde per tante intime rela-
altri maomettani. Nondimeno l'Arago- zioni colla s. Sede, in moltissimi articoli
a
na fu lai. a scuotere il loro giogo, e nel trattai dell' Aragona, degli aragonesi e
io35 fiorì Ramiro I suo re o conte, cui de'suoi re, come de'cardinali alle biogra-
successero nel io63 Sancio Ramiro re di fie. Nel 1327 salì al trono Alfonso IV, nel
Navarro, (A7 .), nel iog4 Pietro I re di i336 Pietro IV, nel 1387 Giovanni I,
Navarro, cui successe 1' altro re di Na- nel 1395 Martino I gran fautore dello
varro Alfonso I il Pugnace nel 1 1 o4-Que- scisma dell'antipapa Benedetto XIII, nel
sti dopo un assedio d'otto mesi, nel 1 1 1 1412 Ferdinando I, nel 1416 Alfonso
tolse Saragozza a'saraceni,con molte vi- V che guerreggiò nello stato pontificio,
cine castella, in seguito dell'intera scon- massime nel Piceno, nel 1^58 Giovanni
fitta ch'ebbero gP infedeli ne' suoi din- II redi Na varrà, nel 1479 Ferdinando II
torni. Secondo alcuni autori, il suo no- il Cattolico. Pel suo maritaggio con I-

me attuale è d'origine araba; al diredi sabella I regina di Castiglia e Leon(V.),


sarebbe una corruzione di quello
altri, si chiamò Ferdinando V re di Spagna
che portava sotto i romani. I re d'Ara- e fu avo dell'imperatore Carlo V. A suo
gona in processo di tempo divennero po- tempo fu in Roma a'9 gennaio 1 522 e-
tentissimi, e signoreggiarono molti stati, letto Papa Adriano VI suo maestro, men-
la Catalogna, Valenza,
principalmente tre trovavasi a governare la Spagna in
Majorca, Minorica, Iviza, Sardegna, Vittoria nella Biscaia;ed essendo raro il

Corsica, Sicilia, Napoli, ai quali arti- caso d'un Papa che viaggiò per la Spa-
coli ed a Spagna tratto di loro. Qui ne gna, mi farò lecito dirne qualche cosa,
riporterò la serie. Nel 1 i34 divenne re relativamente a Saragozza, ove alquanto
d' AragonaKamii o 1 1 che abdicò nel
r 1
37 soggiornò,del suo breve pontificato,e per-
e morì nel 1 47
1 i3y Raimondo
; nel 1 ciò importa l'operatovi al complesso del-
Berengario e Petronilla, nel 162 Alfon- 1 la storia. Narra l'Ortiz, testimonio ocu-
so II, nel 1 196 Pietro II. Questi neli2o4 lare, nella Descrizione del viaggio di A-
da Papa Innocenzo III fu fatto ungere driano VI dalla Spagna fino a Roma,
nella Chiesa di s. Pancrazio di Roma, p. 19, che da Tudela, per Mallen, giun-
e poi lo coronò nella basilica Vaticana, se a Pedrosa, ove battezzò la figlia del
come notai nel voi. XVII, p. 229, colla conte Ribagorsa e le impose il proprio

disposizione pontificia che d'allora in poi nome; laonde tanto per l'arrivo del Pa-
i re d'Aragona fossero coronati in Sara- pa, quanto per la neonata bambina, fu-
gozza dall'arcivescovo diTarragona: per rono celebrate feste grandissime, tra le
gratitudine il re fece tributario il suo re- quali all'usanza de' mozzarabi si fecero
gno d'Aragona alla s. Sede, coll'annuo delle danze, che rallegrarono Adriano
SAR SAR 99
VI benché di gravi costumi. Incammina- tro il palazzo, da dove e sulla più alta
tosi poi nel dì seguente per Saragozza, loggia compartì poi formalmente la be-
uscì all'incontro in lontananza di 9 mi- nedizione apostolica. Tale e tanto fu il

glia il viceré d'Aragona con tutto il tre- concorso degli spagnuoli per ricevere le

no di sua magnifica corte, colla soldate- palme e la benedizione papale, che non
sca e con tutte le insegne reali, e in que- è dato veridicamente di poterlo descri-
sta forma si accostò a baciare il piede del- vere, essendo POrtiz di sentimento, che
la Santità sua. Indi fu proseguito il viag- fu maggiore di quello ch'è solito vedersi
gio sino alla città, e per tutto quel tratto in Roma, e ciò pel proverbio: Omne ra-
di stradaconcorreva d'ogni parte la mol- mni pretto sus est. Nel lunedì santo il Pa-
titudine per vedere il Papa. A'^8 mar- pa si ritirò nel monastero girolamino di
zo giunse verso mezzodì Adriano VI al- s. Engrazia, ove come tutto dedito agli
le mura di Saragozza, e si fermò nel pa- esercizi di pietà, passò tutta la settima-
lazzo Adiaferia o Aljaferia, che sta sulla na santa sino agli 8 di maggio, lontano
strada prima d'entrare nella città, pre- da tutti i negozi temporali. Volle non-
parato con molta magnificenza. Dopo al- dimeno Adriano VI, che neh.° maggio
cuni giorni il santo Padre fece il suo in- fossero nella metropolitana solennemen-
gresso in città con quest' ordine. Perso- te pubblicate le regole di cancelleria da
ne scelte, uomini titolati, ed alcuni al- lui composte e stampate: io vigore di es-
tri signori assai nobili restiti in reale fog- se venivano ri vocale tutte le riservee tut-
gia d'abiti, che giudicati li avresti piut- te le aspettative^ e da quel giorno s'in-
tosto principi, che magnati ,
portavano cominciarono a spedire negozi sub Ari' i

il santo Pontefice in sedia pontificale ge- nulo. Alcuni dipoi vollero porre in dub-
statoria. Il popolo e il clero colla croce bio se le dette regole potevano aver va-
alzata erano i primi in questa specie di lore prima della Coronazione del Papa ,
processione, e poi seguiva l'ordine eque- ma esso già era stato tolto dall'estrava-
stre coi nobili del regno. La gente era sì gante di Clemente V, ove si decido: Che
folta che non poteva muover passo, e con le cose in questo genere stabilite dal Pa-
assai stento si potè reprimere V accorsa pa eletto, debbono aver valoreanche pri-
moltitudine. Ma
maggior travaglio fu
il ma di sua coronazione. Quindi il Papa
quando entrando il Papa nella città qua- scelse a deputati per esaminar le suppli-
si a passo di testuggine, si vide la comi- che e pel maneggio degli aflari pontifi-

tiva molto ristretta, perchè tutti voleva- cii, Tavera vescovo di Città Rodrigo e
no almeno toccare il piede pontificio, e poi cardinale, Coldesanzu già vicario del
le strade erano in proporzione pel nu- Papa quando era vescovo di Tortosa, il
mero delle persone troppo anguste. Fi- canonico e abbate di s. Pia della colle-
nalmente in mezzo alla calca si arrivò giata di Vittoria Diego Paternia, e Io sto-
alla basilica Cesareaugustana, ove fatta- rico d. r Ortiz,a'quali aggiunse il proprio
si breve orazione, cercò il Papa di scan- uditore. Il Papa fece datario il suo se-
sare tanta confusione; e però volle riti- gretario Teodorico Ezio, al registro as-
rarsi al palazzo dell' arcivescovo, e poi segnò il fiammingo Pietro di Roma, e si

sull'imbrunir della sera se ne andò alla mostrò parco nelle grazie, non ap-
assai
meglio che potè e in privato al magnifi- provando le troppo facilmente concesse
co suo ospizio. Nella domenica delle Pal- da Leone X, il quale amò mostrarsi trop-
me il Papa conformandosi al rito di tut- po liberale con tutti. Nell'inclita città di
la la Chiesa, si determinò farne la solen- Saragozza, per la singolarissima ventu-
ne benedizione come si usa in Roma, e ra del soggiorno a" un Papa, si radunò
distribuirle agli astanti, il che seguì den- gran numero di prelati, di cavalieri e di
oo SAR SAR
altri nobili soggetti , i primi potendosi polta una catasta di corpi di cristiani truci-
leggere in Ortiz. Inoltre vi giunsero d'I- dati per la fede, e poscia in mezzo a que'ca-
talia diversi personaggi, ed il cardinal daveri disse: Exullabunt sancii in gloria j
Cesarini legato del sagro collegio, in no- ed cadaveri ad una voce risposero: Laeta-
i

me ad esibirgli il suo ossequio


di questo bunturìn cubilibus suisj indi chinando il
e riverenza. Per le premure rinnovate corpo,riposò in mezzo ad essi.Dunque ben
al Papa, di sollecitare il viaggio a Ro- a ragione Adriano VI esultò in Vittoria
ma, Adriano VI a'i3 giugno partì 'dal- quando ricevè il dono di sua insigne re-
la celebratissima Saragozza, avviandosi liquia, che in tutta la sua vita avea de-
con gran corte per Tortona. Racconta De siderato, sino a dire che non cura vasi per-
Lagna, annotatore d'Ortiz, a p. 93, ri- ciò che si verificasse la voce sparsa di
ferire Giovio, che trovandosi Adriano sua esaltazione al pontificato. Ma Sara-
VI in Saragozza, visitando il corpo di s. gozza vanta pure altri atleti cristiani, cioè
Lamberto, s' infranse all' improvviso il s. Encratide (V.) martirizzata in Sara-
cristallo d'una lampada che ardeva in gozza d'ordine di Daziano, che pur fece
mezzo al tempio, il cui olio macchiò gli uccidere i 18 ss. Martiri di Saragozza
abiti de'sacerdoti e dello stesso Papa, e (F.) nel 3 04. Del resto Saragozza seguì
fu preso per sinistro presagio di breve i destini dell' Aragona e della Spagna.
vita del Papa. Con Rinaldi riporta pu- Nella guerra di successione, avendo l'A-
re, che donò ad Adriano VI la
la città ragona e Saragozza parteggiato per l'au-
mascella di Lamberto, che molto l'a-
s. striaco arciduca Carlo, controil duca di

vea ardentemente desiderata, ma nel ta- Angiò Filippo V, questi a'20 agosto 7 1 o 1

gliarsi dalla testa alla presenza del Pa- ne'dintorni di Saragozza patì grave dis-
pa stillò vivosangue; prodigio che si ren- fatta dall'esercito dell'arciduca, per cui
de dubbioso, poiché veramente tale re- la sua fortuna ne risentì un gran tracol-
liquia, e in superba teca d'argento e oro, lo. Tuttavia cambiata la fortuna della
Saragozza mandò a Vittoria appena sep- guerra, e consolidatosi Filippo V nel po-
pe l'elezione del Papa, giacché prima tere, con editto del 1714 abolì ogni pri-
non l'avea potuta ottenere da'sacerdoti vilegio che godeva l'Aragona e Saragoz-
di Saragozza, ad onta della interposizio- za, e leleggidel paese assoggettò a quel-
ne di Leone X
e Carlo V. Perché non si le della Castiglia. Il canale Imperiale di
confonda questo s. Lamberto coi 3 ve- Saragozza, incominciato da Carlo V nel
scovi riportati nelle biografie, e ad ono- 1 52g, essendo restato abbandonato, nel
re di Saragozza, dirò ch'egli fu un cri- 1770 una compagnia d'olandesi lo pro-
stiano schiavo e gentile, cittadino di Sa- seguì, finché lo ricostruì Carlo III ed ,

ragozza. Il tiranno Deciano o Daziano, incominciò ad essere navigabile nel 1784.


crudele ministro della persecuzione di Somma celebrità ebbe ad acquistare Sa-
Diocleziano egovernatore d'Aragona,Ca- ragozza ne' memorabili assedi sostenuti
talogna e Valenza, pubblicò un editto, contro francesi: il i.° incominciò a'i5
i

obbligando tutti a denunziare qualun- fu levato il 4 agosto,quan-


giugno 1808 e
que cristiano per costringerlo a rinunziar do dopo 49 giorni di trincera aperta e
la fede. Lamberto che l'avea abbraccia- 21 di bombardamento, il giovine gene-
ta ne fu avvisato dal padrone, ma per- rale Palafox soprallodato,energicamente
severando nella fede, fu da lui decapita- aiutato dalla popolazione e sin dalle don-
to fuori della città. Il santo martire pre- ne, riuscì a ribattere l' inimico, ed a co-
se colle sue mani il proprio capo già tron- stringere il generale Verdier ad allonta-
cato dal busto, e in questa positura entrò narsi; il 2. più terribile, principiato ai
inSaragozza sinoalluogoovegiacevainse» 20 dicembre dello stesso anno, non eh-
SAR SAR 101
he termine che il 22 febbraio 1809, che i. Neh 1 18 Papa Gelasio II in Clugny
gli spagnuoli oppressi dai ripetuti assalti consagrò Pietro in vescovo di Saragoz-
e disperati d'ogni sorta d'aiuti, resero le za, efuili.°dopo che re Alfonso I tras-
armi e la fortezza con [straordinari e non se la città di mano dai saraceni. Questo
ancora riparabili danni. Dopo di Saguo- pio principe zelando il ripristinamento
to e di Numanzia, non si era mai veduto del culto cristiano, mandò
Pietro al Pa-
un accanimento così straordinario nella pa acciocché l'ordinasse, e Gelasio II do-
difesa di nessuna piazza, e sopra ogni co- po averlo consagrato lo rimandò a Sara-
sa con sì scarsi mezzi : ammirarono gli gozza con un'epistola che scrisse a'fedeli
assedianti il valore e l'audacia degli asse- della città, concedendo la remissione dei
diati che ancor dentro difendevano la cit- peccati a chiunque confessato fosse mor-
tà, disputandola colle armi alla mano di to combattendo i saraceni ; e che quelli
edifizio inedifizio, ed il più delle volte ì quali avessero faticato in quell'opera
facevansi seppellire sotto le rovine di essi, santa, o dato limosina per rifare la di-
in mezzo alla più orrenda carnificina. Sti- strutta chiesa di Saragozza e mantenervi
masi che in conseguenza di questo assedio de' chierici, acquistassero secondo le fati-
vi perdessero la vita meglio che 3o,ooo che e limosine proporzionatamente quel-
persone, tra le quali più di 8,ooo com- la quantità di remissione di peccati e pe-
battendo, e il resto da una specie di ma- nitenze, e quelle indulgenze che il vesco-
lattia pestilenziale e per gli stenti. La per- vo avesse giudicato bene di concedere,
dita de' francesi non fu grandissima, se nella diocesi in cui dimoravano. Questa
non tra gli artiglierie ingegneri militari. concessione d'indulgenze Pietro promul-
La sede vescovile fu fondata nel i.° se- gò con sua lettera per tutta la cristiani-
colo della Chiesa, e poi divenne suffra- tà, e sembra che la chiesa riedificata sia
ganea di Tarragona. Vuoisi che ne fosse quella di s. Maria del Pi laro* antico cul-
primo vescovo s. Giacomo Maggi ore a po- to. L'ultimo vescovo fu XimenodeLuna,

stolo della Spagna. Furono suoi succes- nominato nel 296 e morto nel 1 3 2 Pa-
1 1 .

sori, s. Atanasio greco discepolo di s. Gia- pa Giovanni XXII considerando che nel
como, e soffrì novembre
il martirio ili.° regno d' Aragona non eiavi altro arci-
dell'anno 5g; Teodoro altro discepo-
s. vescovato che quello di Tarragona nel ,

lo di s. Giacomo, che passato in Africa 1 3 8 eresse in metropoli la cattedrale di


1

ricevè la palma del martirio a'26 mar- Saragozza capitale dello stesso reame, as-
zo dell'anno 71 ; s. Epitelio o Epitazio segnandole 5 suffragane*! de' 1 2 che avea
ottenne il martirio a'23 maggio deh o5. Tarragona, quali poi si aumentarono,
i

Qui vi è una lacuna nella serie dei ve- perchè i seguenti 8 registra Commanvil-
scovi di Saragozza, per cui Commanvil- le: Huesca, Jaca } Barbastro, Rota e-
le la disse eretta più tardi. Trovasi però retta nel g5o e unita a Barbastro nel
nel 2^5 s. Felice lodato da s. Cipriano, 1 loiyJlbaraziìiy Segorve, Temei3 Ta-
e morì martire; gli successero s. Valerio razona (F). Dice inoltre, che l'arcive-
I martire verso il 280; s. Valerio II pa- scovo di Toledo volendo esercitare la sua
trono della città e del vescovato di Sara- primazia su Saragozza, gli arcivescovi di
gozza, morì esiliato nella città d' Aneto questa avendo ricorso e appellato alla s.

nel 3 1 5; Valerio IH trovossi al concilio Sede, i Papi avocarono a loro la questio-


d'Elvira nel 324 e morì nell'istesso an- ne e mai la decisero. Al presente 6 sono
no; Casto nel 347 assistè al concilio di i vescovi suffraganei di Saragozza: Alba-
Sardica, ec; nel 646 morì s. Braulione razin, Temei, Tarazona, Huesca, Ja-
che 20 anni. Dopo l'occupa-
fu vescovo va, Barbastro. Il i.° arcivescovo di Sa-

zione saracena non vi furono più veseo- ragozza fu Pietro de Luna, succeduto al
Ica SAR SAR
-vescovo Ximeno nel i3i4> e nel 1 3 1 di Saragozza, che l'avea incorse per aver
da Giovanni XXII dichiarato arcivesco- dato il consenso a tali irregolari imposi-
vo; morì nel i345: successori sono ri-
i zioni, invitandolo a domandarne l'asso-
portati dagli storici di questa metropoli, luzione al nunzio di Madrid, all'uopo fa-

e diversi furono cardinali, come rimar- coltizzato, altrimenti intimava la sospen-


cai alle biografie. Nel i/^io ingiustamen- sione dall'esercizio episcopale; per cui
te fudata morte violenta al degnissimo e scrisse al capitolo metropolitano, che ad
venerando arcivescovo Garzia Heredia , un cenno del nunzio procedesse subitoal-
da d. Aulonio de Luna, il quale con una l'elezione del vicario capitolare.Nelle No-
truppa d'assassini V assalì a tradimento tizie di Roma novero dei
è riportato il

in uu bosco vicino ad Almunia, 12 leghe seguenti arcivescovi. 174^ Francesco A-


lungi da Saragozza. Ne fu il motivo, per- noa y-Busto di Calahorra, traslato da
chè l'arcivescovo non voleva aderire alle Pamplona. 1764 Luigi Garcia Manero
pretensioni al regno d'Aragona del con- d'Osma, trasferito da Torlosa. 1 768 Gio-
te d'Urgel , fieramente sostenuto da d. vanni Saes de Betragua di Calahorra, tra-
Antonio e dal suo parente Pietro de Lu- slatoda Lugo. 1779 Bernardo Velarde
na o iniquo antipapa Benedetto XIII. deSantander,trasferitodaTortosa.i783
La Spagna oltre essere lacerata da lun- Agostino de Lezo Palomeque di Lima ,
go scisma, era allora in grandissime rivo- già vescovo di Pamplona. 1 806 Raimon-
luzioni, e molti insorsero pretendenti al- do Giuseppe de Arce di Sanlander, e pa-
la corona aragonese, dopo la morte del triarca óeh'Jndie orientali. 1816 Ema-
re Martino. Gli stali d'Aragona, radu- nuele Vincenzo Martinez-yXimenes di
natisi in Saragozza per l'elezione del nuo- Siguenza, traslato da Astorga. 1 824 Ber-
vo re, dierono esempio di consiglio e di nardoFrancesco Caballero di Madrid, tra-
prudenza nella loro condotta, che sarà sferito da Urgel. Per sua morte, e dopo
ì' eterno onore di questa nazione, e fu lunga sede vacante, il Papa Pio IX nel
quale in simile congiuntura preso 1' a- concistoro de' 17 dicembre 1847 dichia-
v rebbe il saggio senato romano. Fu bia- rò l'odierno arcivescovo mg.r Emanuele
simato Sisto IV del 147 perchè permi-
1 > M." Gomez de las Rivas, di s. Maria de
se che Alfonso bastardo di Ferdinando, Garrona arcidiocesi di Burgos, traslato
figlio di Giovanni II re d' Aragona, es- da Jaca. Ogni nuovo arcivescovo è tassa-
sendo fanciullo di men che 6 anni, posse- to in fiorini 5ooo.L'arcidiocesi è amplis-
desse in commenda perpetua l'arcivesco- sima, e si estende per 35o miglia, nelle
vato di Saragozza, che un tempo avea quali sonovi molti luoghi e numerosissi-
di rendita 3o,ooo scudi almeno, mentre me parrocchie.
altri li fanno ascendere a 45,ooo, ed anco Concita di Saragozza.
a 5o, 000. Abbiamo dal p. Bonanni, Ca- Il i.°fu tenuto contro i Priscillianisti
r
talogo dagli ordini religiosi p. 24, che ,
(P .) 3 dai vescovi di Spagna, con l'inter-
la ven. m. de Villa Siniplis spagnuola, nel vento di quelli d'Aquitania, in numero
1 53 fondò il monastero delle monache
1 di 12, il i.° de'quali è chiamato Fitado,
di Saragozza, le quali usavano abito gri- che credesi sia s. Febado d'Agen. Non si
gio della forma ch'egli riprodusse.Neir/?- hauno tutti gli atti di questo concilio, ma
pistolae ttBrevia di Clemente XI, ve ne soltanto un frammento che sembra esser-
sono di querele a Filippo V,per aver sen- ne la conclusioue,in data 4 ottobre, e con-
za il beneplacito apostolico imposto tasse tiene diversi anatemi e vari regolamenti

al clero d'Aragona e di Valenza, le quali che riguardano i prisciìlianisli. Nel 1 so-
inoltre avea esatte colla forza militare. no condannate le donne che conversa-
D' intimazione di censure all'arcivescovo no con uomini stranieri sotto pretesto di
SAR SAR io3
dottrina, ovvero che tengono esse mede- Salviano, lungi dal sottomettersi a que-
sime delle riunioni per istruire le altre sto giudizio, levarono lo stendardo della
donne. Nel i.° sono condannati quelli che ribellione, e stabilirono Priscilliano ve-
digiunano nel giorno di domenica per su- scovo d'Avila. Il 2. concilio fu tenuto il

perstizione o che si assentano dalle chie- i.° novembre 592, dominando Recare-
se in tempo di quaresima per ritirarsi do Ire visigoto di Spagna. V'intervenne-
nelle montagne o in camere appartate, o ro 1 1 due diaconi che rappre-
vescovi, e
per tenere delle riunioni in case di cam- sentavanodue vescovi assenti. Artemio ar-
pagna. Nel 3.° è condannato quello il qua- civescovo di Tarragona e metropolitano
le sarà con vinto di non aver consumatola della provincia, presiedè il concilio. Fu-
ss. Eucaristia che ricevette in chiesa. Il rono fatti 3 canoni. III. statuì, che i pre-
4-° proibisce di assentarsi ne* 2 1 giorni ti ariani che torneranno in grembo del-
che vi sono dal 1 7 dicembre al 6 gen- la chiesa cattolica, potranno se sono puri
naio, cioè 8 giorni prima di Natale fino nella fede e ne'coslumi, esercitare le fun-
all'Epifania. Il 5.° esclude dalla comu- zioni del loro ordine, dopo di aver nuo-
nione i vescovi che avranno ricevuto vamente ricevuta la benedizione dai pre-
quelli che altri vescovi avranno esclusi ti, ed anche da'diaconi. Quelli però la cui

dalla chiesa. Nel 6.° è proibito agli eccle- vita non sarà regolare continueranno a
siastici di abbandonare il loro ministero, restar deposti abbenchè si considerino ap-
,

sotto pretesto di praticare una maggior partenenti al clero; ciò perchè ben pochi
perfezione colla vita monastica ; quindi osserva vano la continenza. E' ordinato nel
se lo abbandonano saranno espulsi dalla 2. che le reliquie trovate presso gli a-
chiesa, saranno più ricevuti se non
ne vi riani saranno portate a'vescovi e purgate
dopo che avranno chiesto e dato soddi- col fuoco che coloro i quali le terranno
:

sfazione per lungo tempo. II 7. è contro presso di se o le nasconderanno in qual-

quelli che attribuì vansi il nome di dotto- che luogo non conosciuto, incorreranno
re senza autorizzazione legittima. Nell'8.° nella penadella scomunica. 113.° prescri-
è proibito dare il velo alle vergini prima ve, che se vescovi ariani consagrarono
i

dell'età di ^.o anni, e coll'autorizzazione qualche chiesa, prima d' avere ricevuta
del vescovo. Gli eretici priscillianisti pro- la benedizione, siano nuovamente consa-
fessavano molti errori, con misteri infami grate da un vescovo cattolico. Dopoque-
e abbominevoli, tutto nascondendo con sti canoni, segue una lettera di 4 vesco-
l' ipocrisia. Abbonivano il matrimonio, vi del concilio, nella quale acconsentono
ed a mezzo delle donne ingrossarono tal- che i ricevitori del fìsco riscuotano un cer-
mente la lorosetta,che in poco tempo tut- to diritto per ogni moggio di grano, pro-
ti gli angoli della Spagna si trovò infetta veniente dalle terre della chiesa. Il 3. Con-
di questa eresia; e fi a'vescovi che vi si la- tenuto nel novembre 691, essen-
cilio fu
sciarono sedurre vi furono Istanzo e Sal- do vescovo di Saragozza Valdedredo o
viano. Gli eretici non osarono presentarsi Valdefrido. Furono fatti 5 canoni. Nel
al concilio e al giudizio de' vescovi. Ciò i.° si ordina a' vescovi di consagrare le
non ostante, furono condannati dal con- chiese ne'soli giorni di domenica : nel 2.
cilio e nominatamente Istanzo e Salvia- viene ingiunto a'vescovi di consultare il

no vescovi, Priscilliano eElpidio laici: an- primate tutti gli anni ,


per saper da lui
che Igino di Cordova fu scomunicato. I- quando debbano celebrar la Pasqua: nel
dacio vescovo di Merida,che avea com- 3.° è proibito di far servire i monasteri per
battuto con moderato zelo Istanzo e Sal- taverna da ricevervi secolari: il 4-° ri- i

iano, ebbe ordine di pubblicare da per guarda gli schiavi destinati al servigio del-
tutto il decreto de'vescovi. Ma Istanzo e la chiesa, e che venivano messi in libertà
io4 SAR SAR
alla morte del vescovo : nel 5.° si rinno- cavalli. Molti gelsi si coltivano ne'contor-
vò la proibizione alle vedovede're di ma- ni, e le montagne vicine contengono del-
ritarsi di nuovo, e si ordinò che prende- l'allume,e pressoTzaritzyn trovansi le ac-
rebbero l'abito di religiose e chiudereb- que minerali d'Iekaterin. Gli abitanti del-
bousi in monastero pel resto della vita. la cittàsuperano i 7000 quelli del go- :

La ragione del concilio è la mancanza di verno di Saratow a circa i,35o,ooo,tra


rispetto, ed anche gl'insulti, a'quali si e- i quali i russi formanomaggiornume-
il

spoi rebberotali vedove restando nel mon- ro; le colonie straniere di tedeschi, arme-
do.ll 4-° concilio fu adunato nel i o58, per ni e altri, vi contano più di 62,000 in-
riunite una crociata contro i mori sarace- dividui; gli altri sono tartari, ciuvassi e
ni, e fu una delle più antiche crociate di morduani. Questa città fu da prima co-
questo genere. Labbé t. 2, 5,6. Arduino strutta neli5gi dal czar Fedor I Ivano-
t. 1. Aguirre t. 3. witch sulla sponda sinistra del Volga pres-
SARAIVA Fbancesco, Cardinale. V. so il ruscello Saratouka, donde trae il
Soraiva. suo nome; dappoiché trovasi sulla destra
SARATOW (Saralowia). Città con sponda del fiume, è stata quasi ridotta
residenza vescovile nella Russia europea, in cenere nel 7 74 da un incendio. I frati
1

capoluogo del governo e distretto del suo cappuccini da lungo tempo vi hanno la
nome, a 160 leghe da Mosca, appiè di prefettura apostolica della missione, di-
montagne calve, sulla destra sponda del pendente da quella di Mosca (V.). Nei
Volga. E' cinta d'un muro con fossa che voi. LI, p. 324, LIV, p. 77 narrai come
la separa da un sobborgo. Le strade sono il PapaPio IX nella convenzione conclu-
r
larghe, regolari e ben allineate, ma la sa colla Russia (f
.) a'3 agosto 847 sta- 1

maggior parte delle case sono di legno. Che per provvedere anche al gran
bilì.

Indipendentemente dall' abitazione del numero de'cattolici armeni, che ne'domi-


governatore,e dai fabbricati de'tribunali, nii russi sono privi del proprio vescovo, e-
vi sono bellissime case di nobili ,
grandi resse la sede vescovile diCherson o Ker-
magazzini pubblici, ed una vasta piazza son di rito latino, con un vescovo suflra-
di mercato. Conta 6 chiese, un convento ganeo in Saratow, con quelle particola-
di frati e uno di religiose, un ginnasio e rità e regolamento ecclesiastico, che ri-
diverse scuole. Questa città è centro d'un portai ne'luoghi citati, insieme all' asse-
commercio grandissimo che si fa tra Mo- gno d'ambo i vescovi. Quindi il Pontefi-
sca e Astrakan pel Volga, fiume che nel- ce colla bolla Universalis Ecclesiae cu~
la bella stagione si vede coperto di bar- ra s de'3 luglio 1848, effettuò l'erezione
che cariche d'ogni sorta di mercanzie, e del vescovato di Cherson e del suffraga-
nell'inverno passano nella città migliaia neato di Saratow. Dipoi nel concistoro
di carrette di sale, poiché una grande pro- de'20 maggio i85o dichiarò vescovo di
T
duzione del paese è il sale, in copia mag- Cherson mg. fr.FerdinandoElanoKaha
giore somministrato dal lago d'Ielton, di domenicano, nato nella Galizia austriaca.
pesce tratto dalle fecondissime pesche del SARDEGNA, Sardinia. Isola, e Re-
Volga, e di caviale, che recansi nell'inter- gno d'Italia. Questo si divide in regione
no dell'impero. Sino dallo stabilimento continentale, o stati di Terraferma, com-
delle colonie alemanne la sua prosperità presi principalmente nel nome collettivo
cresce quotidianamente, e l'esportazione di Piemonte (f^.)j ed in parte d' Oltre-
de' prodotti al territorio particolari, più. mare o Insulare del Mediterraneo, eh'
importante ne rende il commercio. Vi si appunto la Sardegna e sue pertinenze,
tiene agli 8 luglio una fiera frequentatis- formanti porzione considerabile del rea-
sima dai calmuchi che vi conducono dei me. Non potendosi tali regione e parte
SAR SAR to5
con breve descrizione amalgamare non tranquillo nelle sue speculazioni il com-
senza confusione inevitabile, per maggior merciante; fra' più importanti golfi tro-
chiarezza e come in altri modi pratica- vasi quello di Cagliari sua capitale, come
rono i geografi, parlerò prima dell' iso- fra'porti meritano special menzione quel-
la, poi nel seguente articolo propriamen- li di Palmos, di Porto Conte e di Terra-

te del reame o complesso della monar- nova. Molte sono le montague che ingom-
chia sarda, la quale componesi de'popoli brano la superficie della Sardegna, quel-
di Sardegna, di Savoia, di Piemonte, del- le della parte settentrionale essendo aspre
la Lìguriaj tanto più, che a ciascuno di e scoscese, e quelle della parte meridio-
tali articoli trattai delle speciali e indi- nale meno elevate presentano dolci de-
viduali notizie che sono loro proprie. La clivi e amene valli. La principale catena
ragguardevole e celebre isola di Sarde- attraversa l'isola in tutta la sua lunghez-
gna, che ha titolo di regno e couferì a'pos- za, dallapunta di Longo Sardo, sino al
senti, nobilissimi e antichissimi duchi di capo di Carbonara: nel Gennargentu è il
Savoia (f\) effettive reali prerogative, si punto più alto della Sardegna, ergendosi
innalza maestosa sul mare Mediterraneo, agio tese sopra il livello dei mare, e le
Ira 38°52'e4i° 18' di latitudine nord, cui nevi che conserva sino a mezzo giu-
e tra 5°45 e 7°35'di longitudine. Già* gno, sono prime ad annunziare l'astro
ce in posizione vantaggiosa , mezzodì
al del giorno che spunta ad indorarle. Le
della Corsica, isola che le Bocche di Bo- più spaziose pianure che le montagne la-
nifazio la dividono per circa 3 scarse le- sciano tra di esse, sono quelle di Campi-
ghe , e la continuazione delle montagne dano verso Cagliari. Il maggior fiume,
subacquee, e le varie piccole e deliziose anzi il solo che propriamente ne meriti il
isolette da lei non altrimenti divise che nome, è l'Oristano chiamato anche Tir-
per brevissimi intervalli di mare, dierono so,che scaturendo dal clivo orientale del
ai geologi materia di congetture, che fos- Goceano, per la costa occidentale mette
se un tempo l'isola di Sardegna a quella foce sopra Oristano, nel golfo sottoposto.
di Corsica congiunta. Fra tali isolette che Ricorderò il Rio di Porto-Torres, rino-
la cingono d'intorno e dipendenti le fan- mato per conservare tuttora un ponte ro-
no gentil corona, primeggiano quelle di mano. Non vi souo veramente laghi, ma
s. Antioco, di s. Pietro, della Maddalena, sibbene stagni considerevoli, che hanno
della Caprera, d'Asinara, di s. Stefano, e comunicazione col mare mediante uu ca-
di Tavolara. Per la sua felice situazione nale, come la Scafa di Cagliari: altri men
di cui è favorita dalla natura, fusempre grandi sono pescosi, e nell'autunno ridon-
la Sardegna un punto centrale pel com- danti di uccelli acquatici, fra'quali si no-
mercio, sia per l'Italia e la Francia, sia tano i cigni e sino i pellicani che vi con-
per la Spagna e la Barbarla. Imperocché corrono a svernare. Le più nocive paludi
Livorno, Genova, Marsiglia formano la sono nelle valli della Nurra e nelle vici-
sua prospettiva settentrionale. Roina,Na- nanze della Scafa. Le sorgenti d'acqua
poli, Palermo le fanno barriera setten- dolce, che formano per un'isola la più in-
trionale. Guarda Tunisi e Bona dal lato teressante prerogativa, sono al nord più
australe; everso occidente le stazioni Ba- limpide e fresche: ne'luoghi ove si asciu-
leari più rendono il tragitto
agevole le gano o corrompono in estate, si supplisce
alle spiaggie di Valenza e di Barcellona. colle cisterne. Non mancano in vari punti
Vuoisi lunga da 60 a 65 leghe, larga da dell' isola le acque termali , salmastre e
20 a 3o, secondo le varie posizioni. La ne le acidule e ferruginose, che
solforose;
naturale formazione di vari golfi e porti furono presso i romani in gran credito.
nelle intagliale sue coste rende vieppiù Come accennai, quasi tutti i geologi con-
VOL. LXI. 8
] 6 SAR SAR
cordano a considerare quesf isola come no abitare in qualsivoglia stagione sen-
quella che colla Corsica abbia formato un z alcun morboso accidente. La malattia
solo paese, cui abbia diviso in tempi sco- più comune che ivi domina è la così det-
nosciuti qualche grande commozione, es- ta intemperie, che ordinariamente infu-
sendo quasi identica la formazione delia ria dal principio di luglio sino a tutto no-
suddetta catena di montagne che traversa vembre, e sul finire aumenta di maligni-
grande centrale di quella di
l'isola, colla tà e forza. La malattia che ne deriva, e
Corsica, che pare ne sia una continuazio- manifestasi con febbre intermittente e
ne. Si trovano in più punti dell' isola dei spesse volte continua, mena talvolta stra-
vulcani estinti; alcuni sembra che abbia- ge. Si suole ascrivere siffatta morbosa af-
no bruciato ad un'epoca posteriore al- fezione ai miasmi che dalle terre paludo-
l'ultimo scavamento delle valli, ma vari se si svolgono in estate, ed alla gran dif-
ai tri, e soprattutto nella parte meridiona- ferenza che vi passa tra la diurna e not-
le, hanno l'origine più. recente: grande è turna temperatura; poiché di sovente, al-
poi la varietà delle sostanze vulcaniche. Il l' insopportabile calore del giorno, succe-
suo clima quantunque si voglia general- dono notti freddissime con rugiada equi-
mente dagli storici insalubre, non trala- valente a pioggia. Fra'mezzi più atti a di-
scia tuttavia di possedere varie regioni io fendersi da queste inlemperie, è la pre-
cui si gode aria salutifera, così che varia cauzione di sempre conservare il capo e
la sua temperatura a norma della mag- il petto coperto qualunquesia la tempera-

giore o minore elevatezza de' luoghi , e turate di stare nelle proprie case, le qua-
mutazioni de'tempi, in modo che quan- li si disinfettano con fumigazioni d'aceto
tunque siano gli abitanti delleamene pia- e ginepro, non che astenersi da carni e
nure oppressi da un'atmosfera troppo pesci provenienti da regioni soggette a
calda che le dolci sorgenti disecca e cor- tale malattia. Si suole pure accendere dei
rompe, allontanando villici dalle interne
i grandi fuochi in vicinanza delle città, per
regioni dell'isola nude di vegetali, si re- dissipare le esalazioni del suolo. Nondi-
stituisce ben tostouna temperatura nor- meno la Sardegna, dalla natura larga-
male e propria alla conservazione della mente fornita d'ogni cosa, si merita sem-

vita, al ricomparir che fanno le autun- pre l'antica sua riputazione di fertilità, e
nali pioggie, che l'innovellano le acque e se le sue produzioni non sono quanto al
annientano completamente le morbifere tempo de' romani considerevoli, per cui
esalazioni. Il corso delle stagioni è rego- siebbe l'isola il pregio di considerarsi co-
lare ;ne'mesi di dicembre e gennaio, che me un granaio della repubblica, hanno a
sogliono altrove essere rigidissimi, quivi cercarsene le cagioni negli avvenimenti
alcontrario la temperatura è più dolce, de' quali è stata il teatro, nello scema-
^atmosfera più serena: in febbraio, mese mento di sua popolazione, e nella condi-
per la Sardegna il più tristo e disaggra- zione bisognosa in cui trovasi l'agricolto-
devole dell'anno, si fa sentire tutta l' in- che alla sua prospe-
re, oltre altri ostacoli
costanza e importunità delie lunghe e
l' rità si provvido governo a
oppongono. Il

noiose pioggie. Sogliono i sardi scegliere migliorare l'agricoltura ha adottato mi-


per villeggiare il maggio , epoca in cui sure per favorirla, dissodando vari ter-
delle migliori apparenze si adorna la ve- reni incolti, convertendo in boschetti di
getazione, e rientrano in città sul fluir di olivi diverse selve, facilitando con istra-
giugno. Ad onta però di queste variazio- de le comunicazioni , e adottando lode-
ni, nou tralascia di avere alcune parti, voli misure di miglioramenti: tuttavolta
quelle in ispecie montuose, che non ponno il riscatto de'feudi,dopo la loro abolizio-
a meno di essere sanissime, e che si pou- ne, non migliorò la sua condizione, th»p-
SAR SAR 107
poiché riuscì gravoso ai sardi di pagare mi ad onta di loro piccolezza. E-
servigi,
in moneta il dazio feudale imposto, che gualmente numerose e piccole sono le be-
prima pagavano in natura de' prodotti stie cornute. Da per tutto si allevano por-
agricoli; fu fatta la legge che i feudatari ci gran numero, oltre selvatici, la cui
in i

dovessero risiedere mezz'anno nei loro carne è più stimata. Particolarità nota-
feudi a pena di privazione della corri- bile si è l'assenza totale da quest'isola d'o-
spondente rata, ma non si attuò, onde gni bestia feroce, d'ogni animale veleno-
due milioni d'imposta feudatari li con- i so; non esistendo che il cinghiale, la volpe
sumano nel continente. Quest'isola pro- e pochi altri animali alquanto nocivi, ol-
duce sempre in abbondanza il grano d'u- tre alcuni insetti. Rari non vi sono i pic-
na qualità pei fetta, e moltissimo orzo. Gli coli volatili ; tra gli uccelli di rapina si

erbaggi d'ogni specie vi riescono eccellen- fanno distinguere 3 specie d'avoltoi; vi è


temente: mol tip licatissimi sono gli alberi il vespiere, uno de'più belli uccelli d'Eu-
fruttiferi e svariatissimi; i melaranci ed ropa ; tordi, merli, usignoli, storni e co-
i limoni vi acquistano straordinaria gros- lombi sono comuni; ma la caccia più co-
sezza e squisitezza, altissime divenendo le piosa consiste in oche, pernici e quaglie.
piante; i melogranati danno frutti d'enor- Singolare spettacolo presenta negli stagni
me grossezza; le vigne e i giardini sono meridionali il regolare periodico arrivo
pieni di mandorli, di brugne, di cerase, di numerose schiere d'anitre rosse, che
di lazzaruole,di fichi, di persiche, di coto- diconsi fiammanti le quali volando in
,

gni e altri pomi ; una specie d'albicocco marzo con simmetria dalle spiaggie afri-
produce l'albicocca lucente che a Caglia- cane, vi si soffermano sopra e discendono
riè stimatissima. Pochi paesi convengo- quindi a schierarsi nelle sponde per ri-

no meglio di questo all'olivo, per l'ab- partirne in agosto. Ne' fiumi sono in ab-
bondanza e ottima qualità degli oli. Le bondanza le trotle, le anguille e le laccie;
feraci vigne danno preziosi vini di varia grande varietà di pesci offrono le coste :

specie, e con gusto aromatico. Si coltiva le pesche più importanti sono quelle del
il tabacco d'ottima qualità, massime nei tonno, delle acciughe e della sardella. Al-
dintorni di Sassari. La B* parte circa del- cuni bassi fondi delle spiagge dell'isolette
l'isola è coperta nella superficie d'ampie d'Asinara, s. Pietro, e s. Antioco, som-
selve, popolate di piante che danno stu- ministrano in quantità assai grande la pin-
pendo legname da costruzione, di molte na marina: si trovano tartarughe di ma-
differenti qualità. Il ranuncolo di palude re e d'acqua dolce. Ricchissimo riesce H
trovasi da per tutto ne'fossi e sulle sponde regno minerale della Sardegna, ma le mi-
degli stagni: gli antichi lo chiamavano er- niere d'argento che vi si scavavano un
ba di Sardegna o erba scellerata^ pei che tempo, adesso sono del tutto ignote; pre-
coloro che ne aveauo mangiato morivano sentemente quelle di piombo formano la
in mezzo a convulsioni che attaccavano maggiore ricchezza minerale dell' isola,
estremamente muscoli della faccia, ge-
i contandosene circa 1 o. Sta il ferro sparso
nere di morte cui fu dato il nome di riso in parecchi punti, ed ha già dato belli
sardonico. Possiede la Sardegna un gran prodotti; sonovi anche vene di rame, mer-
numero d'animali domestici, quali ad i curio vergine, e antimonio puro. Il gra-
eccezione de'cavalli, delle mandrie nobi- nito può gareggiare con l'egizio, quello
li, e delle capre, le quali danno formaggi che contiene grossi cristalli di feldspato
pregiatissimi, generalmente sono sogget- rosa e incarnato e bel quarzo bianco : vi
ti a degradazioni nella forma e nella sta- Sono pure porfidi, diaspri bellissimi, a-
tura. Considerevole è il numero degli a- gate, ametisti, basalti, marmi, tra' quali
sini, che prestano all'agricoltura utilissi- diversi bianchi e atti all'architettura non
io8 SAR SAR
meno che alla scultura; dell' alabastro, chie, e talvolta la sede vescovile non assu-
gesso, nitro, allume, vetriolo. Le coste ab- me il nome dalla città ove risiede il ve-
bondano di coralli, e sonovi grandi saline scovo, ma dalla provincia chegoverna. Ec-
a Cagliari, nel golfo di Palmas, a Orista- co il novero delie sedi, le quali tutte han-

no, e nell'isola dis. Pietro e Carloforte. no articoli, ed in conseguenza con notizie


Le acque minerali eziandio vi sono in ab- spettanti alla Sardegna. Arcivescovati :

bondanza. Diverse manifatture esercita- Cagliarij Sassari, che si unì a Torres;


no l'industria, la quale in proporzione è Oristano, a cui si unì Santa Giusta. Ve-
corrispondente a'memorati prodotti del- scovati :A les } a cui si unì Ter-
Alghero j
l' isola. ralba j Ampurias trasferita a Castella-
La Sardegna trovasi amministrativa- ragonese ora Castel Sai do, ed a cui si u-
mente spartita in due grandi divisioni, nì Civita o Terranova, al presente stabi-
il Capo-Cagliari al sud, ed il Capo-Sas- lito in Tempio j Bisarchio; Bosa; Gal-
sari oLogudoro al nord. La suddivisio- telly-Nuoro j Iglesias j Ogliastra. Altre
ne è in provincie, che divise in distretti sedi vescovili di Sardegna, e delle qua-
comprendono 365 comuni. Le provincie li pure feci articoli, sono: Castro , Do-
del Capo-Cagliari sono Busachi^ Caglia-
: Ha, OtanayPloaghe, Sorra, Suelli,Sulciy
ri la cui città omonima è la capitale del- Tegula, Temo, Usci. L'arcivescovo di Ca-
l' isola , Iglesias, Isili , Lanusei, Nuoro. gliari è pure vescovo di Dolia , primate

Le provincie del Capo Sassari, sono: Al- di Sardegna e di Corsica , signore delle
ghero, Cuglieri, Ozieri, Sassari. Chiama- baronie di s. Pantaleo, Santadi e Snelli,
si pure il Capo-Cagliari, Capo di sotto ; priore di s. Saturnino, e consigliere del
ed il Capo-Sassari, Capo disopra deno- : re : la chiesa di Cagliari è la più antica
minazioni che bene indicano la situazio- della Sardegna. L'arcivescovo di Sassari,
ne ispettiva delledue parti, ma non am-
i come quello di Cagliari, da Commanvil-
messe negli atti pubblici. Da alcuni anni le, Histoire de tous les archeveschez, fu
tali divisioni soffrirono alcuni cambia- pure chiamato primate di Sardegna. Ma
menti; essendosi nella divisione del Capo- il Mattei non lo riconosce per tale, solo
Cagliari formata la provincia di Lepori, dice: Archiepiscopus Turrita nus non se-
e nella divisione di Capo-Sassari la pro- cus, ac Calaritanus gaudet ùlulo Vexil-
vincia di Tempio. Le ultime circoscrizio- pure quello d'Orista-
larii S. R. E.: lo è
ni di divisioni e ordinamento provincia- no o Arborea. Già notai a Cagliari, e ne
riporterò nel seguente articolo, par-
le, le riportai la questione in uno al giudicato
lando della monarchia sarda, e riguar- del tribunale della rota, che ad onta di
dano principalmente gli stati di Terrafer- eguale titolo che vanta l'arcivescovo di
r
ma. Il can.° Dima che pubblicò la sua o- Pisa (T .), l'arcivescovo di Cagliari s'in-
pera nel 845, dice che l'isola era divisa
1 titola primate. I canonici della sua me-
per naluralesua posizione in dnecapi, me- tropolitana sono tutti protonotari apo-
ridionale e settentrionale, ed in undici per indulto di Pio VII: con l'ul-
stolici

provincie per quantospetta alla parte am- tima proposizione concistoriale li enu-
ministrativa ed ecclesiastica, e sette sol- merai a 22, ma il can.° Bima afferma che
tanto riguardo alla giudiziaria, quale ha sono 29, oltre la dignità del decano. Ul-
6 tribunali di prefettura e una reale go- timamente il clero secolare si faceva a-
vernazione; le prefetture si suddividono scendere a 1 875 sacerdoti, ed il regolare
in mandamenti. Quanto all'amministra- a 1200 individui : le reudite ecclesiasti-
zione ecclesiastica si divide tuttora in un- che sommavano a scudi 200,000, delle
a
dici sedi, cioè tre arcivescovili e otto ve- quali una4. parte era assegnata alle men-
scovili ,
quali si suddividono io parroc- se vescovili. Fra le deplorabili iunovazio-
SAR SAR 109
ni civili, per le quali geme la Chiesa ne- ministrazioni ; come capitano generale,
gli stati sardi, debbo rammentare l'abo- ha il comando delle forze armate di ter-

lizione delle decime del clero di Sarde- ra e di mare, e durava 3 anni ordinaria-
gna, senza preventivo concerto e assen- mente. Il viceré in qualità di capo della
so delia s. Sede, decretata dal senato del magistratura ha il diritto di presiedere
regno, cioè da 38 de'58 votanti, ad onta ai tribunali, ed alla sua persona si ren-

della memoria offerta al senato dal se- dono i medesimi onori che si comparta-
natore Collegno, e dell'arringo sostenuto no al molte prerogative che
re; e fra le

dal senatore Castagnetta a'6 marzo 8 5 1 1 gode, una delle più belle è quella di far
giorno precedente all'adozione della leg- grazia, quale suole esercitare in due epo-
ge che abolisce le decimeecclesiastiche so- che fìsse dell'anno, e talvolta a suo pia-
pra ogni genere di frutti, e ascendenti a cimento. Il magistrato supremo dell'iso-
lirenuove 2,3oo,ooo; proposta alla ca- la e residente a Cagliari, porta il titolo

mera de' deputati fino da' 18 dicembre di RealeUdienza, nome originato dalla
1849 dal deputato Angius, nella quale dominazione spagnuola venne istituito :

tornata deputato Fois, accedendo alla


il nel 1 66 da Filippo IV, e ricevè
1 in segui-

legge, dichiarò le difficoltà che s'incon- to varie forme e miglioramenti, sino al-
trerebbero per eseguirla. E' da sapersi, l'organizzazione del 1 838 fatta da re Car-
che fino dal 1297 la Chiesa possedeva le lo Alberto, con cui pose la Sardegna in

terre abbandonate dai saraceni infedeli, ordine all'amministrazione della giusti-


e nel i3o4 concedeva le decime a Gia- zia quasi uniforme agli stati di Terrafer-
como II re d'Aragona e di Sardegna; in- ma, e la elevò a quello splendore a cui
di neh 349 egual concessione fece al re non giunse mai per l'addietro. Leggo nei
Pietro IV. Dipoi a'3o marzo 1409 nella descrittori della Sardegna, che il presi-
convenzione fra re Mattino e l'arcivesco- dente del tribunale Reale Udienza, par-
vo di Cagliari Antonio Descart, previo tecipando pure al potere legislativo, si
l'assenso della s. Sede, fu statuito, che chiamava reggente, ed avea grandi attri-
delle decime spettanti al clero di Sarde- buzioni. Ch'era a Sassari altro tribuna-
gna 3.° se ne dovesse consegnare al re,
il le, detto Reale Governazionet à\ cui è ca-
ossia due parti spettassero alla Chiesa ed po il governatore; giudica questa corte
a
una al re, onde la percepirono tutti suc- i in 2. istanza, ed è subordinata alla Rea-
cessivi governi. A fronte che 8 secoli par- le Udienza. In ciascuna delle due città

lavano a favore della Chiesa e del suo pos- principali vi è un tribunale di commer-
sesso, ne fu spogliata senza 1' annuenza cio, ed a Cagliari un tribunale chiamato
della s. Sede, ritardandosi così la sospi- del Patrimonio, che conosce tutte le cau-
rata riconciliazione con essa, che rende- se dicontrabbando, moneta falsa, e falso
rebbe il governo più forte nell'interno e nelle scritture. La giustizia amministrasi
più rispettato all' estero, come dichiarò nelle provinciedai prefetti, che tengono
il savio senatore Castagnetta. Si ponno presso di loro un viceprefetto ed un se-
leggere pe'dettagli il n.° 3 della Gazzet- gretario; giudicano sovranamente di tut-
ta di Roma1849, ed n.i 74 e 100
del i te le cause al di sotto di 5o franchi, ed
dell' Osservatore romano del 85 Inol- 1 1 . in 1/ istanza le cause criminali. Anche o-
tre apprendo dal can.° Dima, che l'au- gni distretto ha compostoun tribunale,
torità suprema in Sardegna viene rap- d'un delegato d'uno o più
di giustizia e
presentata da un viceré decorato della di- cancellieri non conosce che delle cause
:

gnità di luogotenente generale del re e di poca importanza, e rimanda a'prefetti


capitano generale.Come luogotenente del le cause maggiori civili e criminali. Dal-

re, è capo di tutte le civili e militari am- le sentenze de' tribunali inferiori si ap-
no SA R SAR
Udienza o alla Reale Go-
pclla alla Reale bera isolatamente intorno alle cose pub-
vernazione, secondo le divisioni; si poteva bliche e sopra quelle del proprio ordine,
dai giudizi di questi tribunali superiori ne cogli altri comunica se non per mez-
appellare al consigliosupremo di Sarde- zo di due deputati presi dal suo seno ;

a
gna, che siedeva a Torino e giudicava in T arcivescovo di Cagliari è i. voce dello
ultima istanza tutti gli affati di quest'i- staraento ecclesiastico. La riunione degli
sola. Soppresso il consiglio supremo nel statuenti forma le Cortes , ma non può
1847, e istituita la corte di Cassazione, avvenire se non per ordine espresso del
a questa fu attribuita la competenza de- re. Non si convocano gli stamenti se non
gli affari di Sardegna. Le leggi in vigo- in gravi casi : lo furono all'epoca dell'at-
re,prima delle ultime legislazioni , che tacco de'francesi nel 1 793, all'arrivo del-
accennerò nel citato articolo , erano la la famiglia reale di Vittorio Emanuele I,

Carta di Logu,i Capitoli di Corte, leRe- all'avvenimento al trono di Carlo Felice


gie Prammatiche, egli Editti e Pregoni. neh 821 :convocansidel pari tutte le vol-
Le pene sono le stesse che nelle altre par- te che si tratta di rinnovare od accresce^
ti degli slati sardi, dove la tortura fua- re le specie d'imposta diretta, che chia-
bolita nel 182 1. Le provincie, senza i mano donativo. Sono i sardi d'ingegno
prefetti incaricati della giustizia, hanno fertilissimo e ricchi d'immaginazione, a-
intendenti pegli affari amministrativi e manti delle scienze, dell'amena letteratu-
sono soprattutto per le finanze. Cagliari ra, e per particolare istinto coltivano la

è la residenza dell'intendente generale, poesia, con cui le ore del lavoro cambia-
che non dipende se non dal viceré, e tro- no in dolce trattenimento, e serbano qua»
vasi nelle sue mani intieramente l'ammi- si innato quell'antico entusiasmo nazio-
nistrazione delle finanze della Sardegna. nale che formò sempre uno de'più belli
Le provincie del Capo-Cagliari hanno caratteri degli abitatori dell'isola. I sardi
ciascuna un intendente e il sotto inten- sono ospitali, inchinevoli di propria vo-
dente, che non stanno però sotto i suoi glia al lavoro, costanti nel risentimento
ordini immediati.il Capo?Sassari ha un come nelle affezioni : se raro è il duello,
vice-intendente, che dipende dall' inten- non infrequenti sono le liti. Sotto i riguar-
dente generale, e le altre provincie di que- il sardo poco differisce dallo
di religiosi,
sto Capo hanno pur esse un intendente spagnuoloedal siciliano, co'quali un tem-
ed un sotto-intendente, subordinati al po fu in gran relazione, comechè sogget-
vice-intendente. Amministransi le città, un comune sovrano. Prima che l'au-
to ad
da corpi municipali divisi in due sezio- mento delle strade fornisse maggiori mez-
ni, col suo capo per ciascuna, denomina- zi di comunicazione, sussistevano mali u-
to capo-giurato; ciascuno degli altri co- mori tra gli abitanti delle due divisioni.
muni ha un consiglio municipale di 3, 5 Il comune Teresa di Gallura trae
di s.

o 7 membri, a norma della popolazione l'origine da un'antica emigrazione di cor-


e il capo ha il titolo di sindaco. Al tempo si, i quali avendo contratto grave inimi-

della dominazione spagnuola, Pietro IV cizia coi galluresi e coi banditi corsi,creb-

convocò nel i355 la 1/ assemblea degli be a segno da porre in repentaglio la tran-


stati generali di quest'isola, ch'ebbe il no- quillità non meno del paese, che della pro-
me di Statuenti; forma di rappresenta- vincia. A mediazione de'ministri regi, del

zione nazionale, che quantunque modi- rettore parrocchiale e del sindaco, nell'ot-
ficata, esiste composta degli ordini eccle- tobre i85o i sardi e i corsi si giurarono
siastico, militare e regio : ciascuno di ta- scambievole pace, e mutua dimenticanza
li ordini formando uno stamenlo separa- dell'offese ricevute. Generalmente sardi »

to che tiene le sue sedute a parte, deli- sono di statura poco elevata, sono però
SAR SAR ni
ben fatti e vigorosi, ed hanno gli occhi della Maddalena il corso, ed in quella di
vivaci, e la fisionomia spiritosa e nobi- s. Pietro il genovese. Sono le mode fran-
lissima: le donne sono osservabili pe'bel- cesi assai esattamente nelle città seguite
li occhi neri e scintillanti, e per la svel- dopoché ab-
dalle classi elevate e medie,
tezza della persona, non che robuste. L'e- bandonarono il costume spagnuolo; il po-
ducazione fra le classi uobili e agiate si polo conserva generalmente le antiche
uniforma in tutto a quella di Terrafer- foggie dell'isola, massimamente usando
ma, poiché si dà alla gioventù medesi- i il colletti o giustacore senza maniche, la
mi principii; si coltivano gì' ingegni , le cintura e il berretto frigio. La pubblica

menti si perfezionano, e si procura di se- istruzione si coltiva in Sardegna per lo


condare nobili istinti; perciò molti fra
i stabilimento di ben regolati istituti scien-

isardi salirono ad una non ordinaria ce- tifici, e innumerabili istituti per la mo-
lebrità nelle lettere, nella filosofìa, nella rale e civile educazione, che a'sardi con-
storia e nella teologia, come molti pure cessero monarchi dell' augusta casa di
i

furono gloriosi nelle armi, e alcuni nel- Savoia non pochi sono i monumenti
, e
le arti. Fiorirono pure in santità di vita con cui in un secolo e mezzo sempre tali
e nelle dignità ecclesiastiche, ed oltre un principi si dedicarono per richiamare a
gran numero di vescovi, abbiamo : s. Ila' nuova vita la nazione sarda, fra i quali
ro Papa del 461 di Cagliari, s. Simmaco hanno distinto luogo quelli che tendono
Papa del 498 di Samagia diocesi d'Ori- alla pubblica istruzione. Sin dal princi-
slagno; inoltre di Oristagno fu il cardi- pio del secolo XVII , nella dominazione
nal Agostino Pipia, e di Cagliari i car- spagnuola,vennero fondati due collegi, u-
dinali Benedetto Cao o Cajo, Diego Gre- no in Cagliari , l'altro in Sassari, per le
gorio CadellOy ed il vivente cardinal Lui- il 1. ° Reale o dei
scuole di latinità, detto
gi Amatdi s. Filippo e Sorso, vescovo di nobili, Canopoleno per essere stato
il 2.
Palestrina e vice cancelliere di s. Roma- fondato da Antonio Canopolo arcivesco-
na Chiesa. Dalle varie nazioni che a più. vo d' Oristano poi di Sassari , ambedue
riprese hanno popolato la Sardegna, de- sotto la benefica e saggia direzione dei
Mimesi il tnescuglio e complesso della lin- gesuiti; oltre a due altri detti di s. Giu-
gua sarda alterato dal greco, dal latino, seppe e diretti dai benemeriti scolopi: in
dall'arabo o africano, dall'italiano, dallo questi 4 collegi cominciano gli allievi dai
spagnuolo e dal francese. Si di vide la lin- primi elementi della lingua italiana e la-
gua sarda in due dialetti principali, cioè tina sino alla rettorica inclusivamente,
in quello di Cagliari nelle regioni meri- non ommessa l'interessante storia patria,
dionali dell'isola, che dopo la lingua ita- quella sagra e profana, e la geografia.
liana viene considerato la lingua del pae- Quasi tutte poi lecittà vescovili sono prov-
se, come più dolce; ed in quello di Logu- viste de'seminari pe'chierici. In pari tempo
doro che parlasi al Capo Sassari e detto furono erette due universitàjUna inCaglia-
Turritano, dialetto il più antico e puro, ri, l'altra in Sassari, ove un più largo cam-

nella parte settentrionale. Sebbene que- po si somministra agl'ingegni di quello fos-


gli dialetti sieno un ramo della lingua i- se per lo innanzi onde arricchire le men-
l diana, serbano in gran parte le desinen- ti loro di peregrine cognizioni, quali fu-
ze e la sintassi della latina. Oltre poi la rono da re Carlo Emanuele IH di molto
lingua italiana diesi pai la benissimo dal- ampliate di privilegi e facoltà, acciò po-
le persone colte e civili, ed ai diversi dia- tessero formare una solida base della pub-
letti loro propri, si parlano altresì in Sar- blica istruzione che sempre stette a cuo-
degna altre lingue e altri dialetti, come re ai regnanti di Savoia, e le munì am-
in Alghero il dialetto catalano, nell'isola bedue di particolari costituzioni, per cui
ni SAR SAR
ricevettero nuovo
uniforme re-
lustro e servendo di guarentigia per la restituzio-

golamento i supremi studi. Per le poli- ne. Barancellato è una specie di com-
11

tiche vicende che sul finire dello scorso pagnia d'assicurazione ai mata,che rispon-
secolo funestarono l'Europa, i progressi de di qualunque guasto rurale, furto e
scientifici restarono inceppati, se non che abigeato, quando non riesce ad arrestare
cessati gli ostacoli e tornata la pace, nuova il colpevole. Nelle primarie città vi sono
vita ripresero gli studi, ed un ordine mi- ospedali, ed i fanciulli esposti sono man-
gliore si die ai magistrati, si decretarono tenuti per contributo dal signore rispet-
onorificenze a fa vore de'pro fessori per ser- tivo del paese , dal parroco e dal corpo
vizi e per sapere benemeriti, nuove scuo- de' cittadini tassati in 3 eguali rate. Le
le si aprirono di medicina e chirurgia, vieche dopo il decadimento del romano
chimica generale, farmaceutica, e storia impero erano andate in rovina, risorsero
naturale. Si decretarono onori accademi- su nuovo magnifico piano, per istabilire
ci per varie facoltà, si formarono colle- più agevoli le interne comunicazioni. 11
gi e nuovi se ne crearono, e leggi parti- progetto che nel 1 780 incominciò la stra -

colari si stabilirono per gli esami pubbli- da verso Oristano, sospeso pe'torbidi del
ci e privati, per la condotta morale e re- 1 793, fu ripreso nel 820 con abbando-
1

ligiosa de' giovani, acciò nulla avesse la narsi le traccie dell'antica strada romana,
Sardegna a desiderare per l'istruzione del •
e fu stabilito di costruire una via centra»
la gioventù e pel benessere d'ogni scien- le che da Porto Torres per Sassari e Bo-
za. L' eccellente istituzione delle scuole norva, attraversasse il Marghine inferiore,
normali ne' dono di re Carlo
villaggi, è e quindi per Pauli-Latino si dirigesse a
Felice: i fanciulli di8 anni vengono am* Oristano, e per San Luri giungesse diret-
messi al corso triennale, ed padri di 5
i tamente a Cagliari. Facilmente pratica-
figli,che sono per leggi esenti da molti da- bili sirendono da vari punti di essa le
zi, perdono ogni privilegio, se non giusti- vie secondarie per Alghero, Bosa e Igle-
ficano che almeno due tra essi abbiano sias da un lato, e per la Gallura, Ozieri,
frequentato in tempo debito la scuola nor- Nuoro e la Ogliastra dall'altro. Sì felice-
male. Gli altri stabilimenti interessanti mente progredirono i lavori,che nel 1827
di quest'isola sono il consiglio di sanità, oltre la strada di piùche 127 miglia da
e la società agraria ed economica di Ca- Pauli Latino a Ursa, eransi compiti un,
gliari. "Vi sono i monti di soccorso stabi - gran numero di ponti o piccoli acquedot-
liti abanticonella Sardegna ed estesi qua- ti. Quindi lodevole emulazione si accese

si ad ogni comune, perfezionati dal fa- in vari circostanti comuni dal canto set-
moso Bogni no ministro di Carlo Emanue- tentrionale dell'isola, per costruire a pro-
le 111, sottoponendoli a varie giunte lo- prie spese le vie di diramazione. Negl'in-
cali , dipendenti dalle giunte diocesane, tervalli poi da uno ad altro villaggio, la
che concentrano nella giunta genera-
si regia munificenza imprese a costruireca-
le di Cagliari. Distinguonsi in monti fru- se di rifugio, che offrono al viandante op-
mentali o granatici , per la prestazione portuna stazione. Nella camera de'depu-
delle sementi agli agricoltori, restituibili tati del marzo i85o fu convenuto di do-
con lieve interesse dopo il raccolto, ed in tare laSardegna d'un sistema di strade,
monti di pietà o nummari, che sommi- che coordinate in una rete stesa su tutta
nistrano denaro per un anno ai richieden- l' isola, assicurino una facile e pronta co-

ti , modica corrisposta dell' uno e


colla municazione di tutti punlidell'isola stes-
i

mezzo perioo, onde supplire alle spese sa tra loro e le coste marine. Il governo
delle messi, ovvero comprar bovi, armen- sardo va a stabilire il telegrafo sottoma-
ti e istrumenti aratorii, le cose acquistate rino e terrestre, tra la Spezia e Cagliari
SAR SAR n3
per la via della Corsica. Da Cagliari il ciare i barbareschi dalle rive delI'Oglia-
telegrafo sarebbe condotto fino a Bona stra. In Torino, residenza del mouarca, è
nell'Algeria, e da Bona verrebbe prolun- un reggimento di cacciatori reali sardi,
gato fino a Malta. Da questa pare che il che riguardasi come corpo militare di-
governo inglese voglia stabilire con Lon- stinto nell' esercito piemontese, ed a cui
dra la stessa comunicazione del telegra- viene affidata la guardia del regio palaz-
fo sottomarino. La comunicazione diret- zo: il suo valore risplendetle sommamen-
ta per la via di telegrafo tra Malta e Lon- te nelle campagne di Savoia e di Nizza
dra sarebbe per seguenti punti, con van-
i dal 1 793 al 798. Non contiene la Sarde-
1

immensi Bona Cagliari, Spezia ,


taggi : ,
gna che tre città fortificate, Cagliari, Al-
Genova, Ginevra, Basilea, il Reno, il Bel- ghero e Castel Sardo; le città d'Iglesias,
gio, ed Ostenda. 11 re a* 19 marzo i853 Oristano e Sassari ha imo sol tanto una cin-
approvò la convenzione per lo stabilimen- ta murata; sono inoltre de'forti sopra pa-
to di una linea telegrafica elettrica, sotto- recchie isole, ma di poca importanza e ,

marina e terresti e } dalla costa di Spezia 67 torri fabbricate lungo la costa, alcu-
sino a Cagliari e al Capo Teulada, traver- ne delle quali non servono se non ad osser-
sando prima Corsica. La Fran-
l'isola di vare ciò che in mare accade; le altre per
cia nel seguente mese pubblicò un pro- la difesa della costa stessa, sono munite
getto relativo allo stabilimento d'un te- di artiglieria e hanno un piccolo presidio.
legrafo elettrico traFrancia stessa, ela La forza marittima ordinariamente con-
l'Algeria suo dominio, colla quale ranno- siste in un brick da guerra di 24 • più.

derà il continente europeo, traversando cannoni, ed in due specie di grandi scia-


l'isole di Corsica e di Sardegna; immen- luppe, armate ciascuna d'un pezzo d'ar-
sa via telegrafica che potrà prolungar- tiglieria. Vi è pure la marina mercanti-
si dall'Africa fino ad Alessandria d'Egit- le, ma le importazioni ed esportazioni si

to, per poi da questo punto arrivare al- fanno quasi intieramente su navi geno-
l' Indie orientali ed all'Oceania. La for- vesi che inalberano la stessa bandiera. Al-
za armata consiste di truppe regolari, e l'epoca fiorente del dominio romano, que-
di milizie nazionali; le prime composte st'isola conteneva, secondo i migliori sto-
in gran parte di piemontesi formano pro- rici,1,200,000 abitanli,che taluni voglio-
priamente la guarnigione. La popolazio- no aumentare sino a 2,000,000; del che
ne valorosa corre agevolmente alle armi, fa certa fede l' immenso novero di città
e sino dal secolo XV ad un segnale so- e villaggi distrutti, che il barone Manno
nosi riuniti numerosi battaglioni o per con tanta esattezza tracciò. Nel 1720, e-
respingere leorde africane, o per com- poca in cui finita la sovranità spagnuo-
battere i nemici degli aragonesi. Queste la, incominciava quella della casa di Sa-

milizie nazionali s'incominciarono a or- voia, non ne contava più che 327,000 :
ganizzare e nel 1799 furono poste in un neli775eragià salita a 426,380, ma sce-
piede uniforme ,comandate da capitani mò poi sino al 1 8 6, in cui più non eia
1

di fanteria e cavalleria : i semplici militi se non di 251,870. Dal 1817 non cessò
portano soltanto la coccarda nazionale, il movimento d'essere progressi vojbenchè

solo gli uffiziali indossando la montura. lento, sicché verso il i83o ascendeva a
In tempo di pace rendono molti servigi. 5oo,ooo. Ora vuoisi che l'isola compon-
Nel 1792 fu mirabile l'accordo col quale ga un 6.° clella popolazione degli stati sar-

i sardi, sospesi i particolari rancori, cor- di. una statistica del 1849 lessi che la
In
sero tutti dai più rimoti e montuosi re- Sardegna contava ormai circa 600,000
cessi a coprire la capitale dall'invasione. abitanti. Nella statistica pubblicata dal
Anche nel 1809 si segnalarono nel discac» regio governo sardo nel 1802 si dice, che

mbmmh ©offese
1
1
Silfi SAR
laSardegnain 3 divisioni ha 388 comuni, guisa di piccole torri coniche alte circa 6
1 8,074case, 1 34>o63 famiglie,547, i f i
1 piedi,ed innalzati con grosse pietre sen-
abitanti; la superfìcie è di chilometri qua* za cemento e con un'apertura dalla parte
drati 24,096,06 : 3 1 località stavano per superiore, destinati furono a racchiude-
essere erette in comuni. re le ceneri di que' popoli pastori che con-
L' isola Cadossene od Imma, detta ducevano vagando loro giorni e ripone-
i

poscia Sardegna, al riferire del p. Bre- vano la gloria nella stabilità del sepolcro.
sciani, fu ne'primordi del mondo cerca e Di una prima argiva colonia, da cui ebbe
abitata dai venutivi dall'oriente, come la Sardegna georgici precetti, viene salu-

tutto il litorale cui lambe la parte setten- tato condottiero il famoso Aristeo, e se
trionale del Mediterraneo, e come le altre può spargersi dubbio sulla venuta del
isoleche popolano questo nostro mare. personaggio, certo è d'altronde l'arrecato
Co'primi abitatori che furono Phalegi benefizio dell'agricoltura che nella nar-
dispersi ,come suona la parola ebrea pie- razione di adombra. Dall' Iberia condus-
gata poscia a Pelasgi, vennero le costu- se Norace nel canto meridionale dell' iso-
manze, le tradizioni, le religioni, i riti di la altre genti, che da lui si dissero Noresi,
quell'antico oriente culla che fu dell' u- e Nora si appellò la città primamente co-
mana famiglia. Dicono geografi che dal- i struita in vicinanza dell'odierna Pula; do-
l' apparenza di umano vestigio, che si vendosi forse anche alla venerazione in
fceorge nella sua figura geografica, trasse che questo capitano si avea,il somiglian-
l'isola l'antico nome greco à'Ichnusa, del te vocabolo col quale si designarono le
quale è sinonimo il Sandaliolin, che in innominate moli sepolcrali già ricorda-
Plinio citato dal p. Mattei e in altri auto- te, onde molti presero motivo di attri-

ri s' incontra ; ma quel di Sardegna, dal buirne al medesimo la fondazione. I se-


fondatore di una delle colonie poco dopo guaci Troiani del fuggitivo Enea, i Celli
acquistato, si è con raro esempio mante- dalla Gallia, gli Etruschi dalla Populo-
nuto senz'alterarsi per decorso di secoli e nia, i Siculi italiani dalla patria discac-
per variar di vicende. Sceverando il fa- ciati, approdarono tutti in vari tempi e
voloso dalle antiche tradizioni sulla po- su diverse spiagge della Sardegna ; ma
polazione sua primitiva, non può impu- delle famose migrazioni di Jolaocoi Te-
gnarsi che di molte migrazioni meta non spiadi e di Sardo coi Libici rimangono
fosse la terra sarda,la qualei nuovi venuti più gloriose le memorie e meno incerte.
allettava colla copia de'naturali suoi do- La numismatica fornisce medaglie, colle
ni.E del più. remoto tragitto hanno cer- quali ne'tempi romani venne onorato il
tamente l'onore gli arditi navigatori Fe- Sardus paterj Tolomeo accenna il tem-
n'icii, e gli esteri commilitoni associatisi pio a sua venerazione edificato, presso il

a'ioro conquisti. Fatti essi nelle Spagne capo di Frasca, sull'ingresso del golfo di
opulenti, dedussero ne'luoghi piii oppor- Oristano, Sardopatoris Fanum: Pausa-
tuni numerose colonie, né la Sardegna nia descrive la statua metallica diSardo
che serviva di posa nel veleggiar dall'o- in oblazione mandata dagl'isolani al tem-
riente, poteva essere tralasciata. Quanto pio di Delfo, né può il nome durevole del-
la vita pastorale continuassead essere in l' isola pronunziarsi senza che di questo
pregio presso quegli abitatori, ne fanno suo rigeneratore si desti la rimembran-
fede più vetusti monumenti che diconsi
i za ; del pari che i popoli Jolaesi sovente
noraghes, e che frequenti s'incontrano menzionati e detti poscia Dialesbi \a città }

nelle eminenze sarde, sino al numero di d'Jola e le gesta loro, sebbene oscurate
700. Questi edilìzi , intorno a'quali gli da tenebre mitologiche, ne rammentano
antiquari meno si accordarono , fatti a Jolao. I Corsi finalmente dell'isola vici-
SAR SAR iti
tia, in occasione di patrio tumulto, ripa- fo navale di Duillio, divisarono di con-

rarono ne' boreali angoli sardi, e quivi quistarla; avendo accennato a Pisa come
stanziarono con celebrità, per testimo- da questa i romani veleggiavano per l'i-
nianza di Plinio. Sì frequente concorren- sola colle legioni, essendo già alleati dei
za di nuovi ospiti mostra al lume dell'e- pisani. Lucio Cornelio Scipione die nel-
videnza in quanta stima nelle più lonta- la battaglia d'Olbia, colla morte di An-
ne età si tenesse la Sardegna, che Ero- none, principio al corso di quelle gesta
doto non dubitò di chiamare per bocca ch'essere doveano sì fatali a'dominatori
di greci capitani la massima delle Isole. dell'Africa, e tanto si addentrò nell'isola

Una libica irruzione arrecò agli abitatori vittorioso, che conseguì l'onor del trion-
della Sardegna, che sebbene di varia de- fo, menando dietro il suo carro in Cam-

rivazione, immemori delle nazionali ri- pidoglio i primi schiavi sardi, l'anno 2 5g
valità, pacificamente viveano, il terribile avanti l'era nostra. Proseguì con sorte e-
flagello della guerra, ed i greci special- guale il console Caio Sulpicio nella se-
mente soggiacquero ad esterminio, men- guente campagna il corso delle vittorie,
tre gl'iliesi o troiani ed i corsi ripararo- sicché Annibale di Giscone, appeso alla
no nell'ardue cime, e quivi sostennero la croce nella cittàdiSoIcioSulci dalle am-
propria indipendenza. E dalla Libia stes- mutinate sue genti, pagò la pena di sua
sa, salili già ad alto grado di potenza i mala ventura. Scoppiava intanto sulle li-
Cartaginesi, da quegli stessi antichi in- biche arene, la guerra de' mercenari, ed
vasori discendenti, verso l'anno 58o a- il fuoco della sedizione appiccossi anche

vanti l'era nostra, assalirono di bel nuo- alle milizie di Sardegna, le quali uccisero
vo l'isola guidati da Macheo; ma tale vi Bostareloroduceecrocefissero un secon-
trovarono resistenza, che volti in fuga, do Annone spedito a reprimerle, facendo
tornar dovettero ai patrii lidi, ed il du- di tutti cartaginesi dimoranti nell'isola il
i

ce pagò coli' esilio il disastro. Tentò A- più orrendo macello. Ma ne'sardi l'odio
a
sdrubale di riparare l'onta con una 2. della militare tirannide, succeduta all'a-
spedizione, che tornò del pari infelice; ma bituale governo punico, affrettò una ge-
dopo l'occupazione delleSpagne,potè un nerale esplosione, ed i mercenari ribelli

più avventurato condottiero vendicarse- furono da ogni angolo discacciati. Rima-


ne con forze superiori, ponendo a ferro e sta era così la Sardegna in balìa di se stes-

fuoco la contrada. Fermatovi così il pie- sa, troppo pingue preda perche! roma-

de, cartaginesi la sottoposero a dura do-


i ni conquistatori se ne astenessero per la

minazione, e con barbara non meno che fede detrattali ; non mancarono in fatti
stolida politica adoperarono d' isterilir* pretesti per dichiarare la guerra a Car-
la, ecomandarono le esistenti piante di- tagine, che dai sofferti anteriori disastri
struggersi, ogni nuova seminagione im- riaveva6i a stento, e bastò la sola minac-
pedirsi. Solo i corsi ed i troiani vissero cia a fare che Y isola venisse ai romani
imperterriti nelle solinghe loro rupi, ove ceduta in pieno dominio. Se non che sif-
furono ben presto raggiunti da una ma- fatta violenza operò dipoi la terribile rea-
no di spagnuoli ausiliari, che soperchiati zione di Sagunto, onde scoppiò tanto più,
dalla punica prepotenza, cercarono nella micidiale guerra punica. Roma pos-
la 2."

fuga lo scampo e col nome si distinsero sedè così Sardegna, ma que'tanti po-
la

di Salari. Tumultuosa, malferma e sem- poli che mai aveano piegatoancora il col-
pre a malincuore sofferta fu la signoria lo ad intiera soggezione, aizzati da' car-
cartaginese in Sardegna per lo spazio di taginesi, inalberarono di nuovo lo sten-
268 anni, quando Romani dopo
i la pro- dardo della rivolta , per il che volato a
spera guerra punica di Sicilia, ed il trio»* domarli Tito Manlio Torquato e riuscito
n6 SAR SAR
felicemente nell'impresa, ebbe a n ch'egli sopravvivere alla perdita della patria e
l'onore del trionfo, e la Sardegna fu la del figlio. Questa fu una vittoria di som-
i.* estera contrada che venisse dichiarata mo conto per la perigliante repubblica
provincia romana nell'anno i3 1 avan- romana, a cui recò Torquato trionfatore
ti l'era nostra. Da quest'epoca per altro itributi, le vettovaglie e gli schiavi. Tan-
incominciò la più ostinata e sanguinosa ta sciagura terminò di conquidere le po-
lotta tra' popoli , nemici ad ogni estra- polazioni sarde, che dovettero adattarsi
nea dominazione, e gli orgogliosi domi- coltempo al nuovo giogo e servire alla
natori pronti a vendicare col sangue e romana preponderanza. Vero è però, che
colle catene ogni resistenza. Non vi fu per a ricondurle a moderati sentimenti, ed
molti e molti anni console alcuno che non a rivolgerle a studi di pace, soprattutto
a vessead occuparsi nella pacificazionedel- contribuì la virtù di M. Porcio Catone,

la Sardegna, o che colà non si spedisse- della cui pretura ebbe tanto a gloriarsi
ro eserciti con sovente alla testa il con- la Sardegna. La sua temperanza e l'affa-

sole stesso, o che non si largissero i trion- bilità, la fermezza e lo studio delle gre-
fali onori al vincitore,ecopia non si traes- che lettere, da lui con Ennio coltivate,
se dall'isola di cattivi, che venduti poscia cambiarono l'aspetto dell'isola e vi get-
con fatica, attesa la soverchia moltitudi- tarono semi d'una
i civiltà sino allora non
ne, all'incanto, si dissero proverbiando: conosciuta. Gl'iliesi ed i baiati tuttavia
Sardi venales. Gli animi però sopra ogni rinnovarono dalle loro balze i commo-
credere si esaltarono dopo i vantaggi di vimenti, che repressi per un tempo con
Cartagine nella guerra Annibalica, ed vittorie dal pretore PinarioRusca, ven-
ai principi sardi Amsicora e Josto suo fi- nero poi dal consoleTiberio Sempronio
glio, sagrificati alla patria, non mancò che Gracco, con altre strepitose battaglie, nel
la penna d'uno storico che ne eternasse sangue ammorzati di più migliaia di vit-
le infauste sì ma assai gloriose azioni, trop- time del furore disperato. La quiete dei
po d;i<] ne! punto essendo deviato lo sguar- sepolcri quindi successe al fragor delle
do di Europa, pegli eventi di maggiore pugne, sì che a meno di qualche altra
importanza ond'erano le menti occupa- temporanea scaramuccia co'montagnar-
te. Uno slancio di ardor giovanile fece di,un lungo intervallo di finanziere espi-
toccare al prode Josto notabile perdita lazioni, solo rischiarato dalla famosa que-
nel i

scontro colle gentiromane condot- stura di Caio Gracco, ne conduce alle fa-
te dallo stesso T.M.Torquato intorno a tali civili gare di Roma, che alle più lonta-

Cagliari, e fu essa di augurio sinistro alla ne parti propagarono semi di sedizione. I


decisiva battaglia, che riunito al padre e luogotenenti de'due competitori Mario e
ai rinforzi punici comandati da'maggio- Siila bagnarono di sangue le terre sarde,
ri duci Asdrubale, Annonee Magone, ac- eQ. Antonio perì nel campo di battaglia
cese ne' dì seguenti presso la distrutta cit- per le mani del sillano L.Filippo. Vi eb-
tà di Cornus, non lungi dall'odierno vil- be quindi asilo e vi finì miseramente una
laggio di Pitinuri, in riva al fiume di Bo- vita angosciosa il console Marco Emilio
ga. La pugna fu combattuta con valore, Lepido, dopo le novità vanamente ten-
ma la fortuna romana prevalse; perì Jo- tate. Maggiori scosse dette alla Sardegna
sto nelle prime file, e vuoisi che dal fa- la guerra piratica, ne vi mancarono par-
moso poeta Ennio, centurione nell'eser- tigiani di quegli audaci, che il valore di
cito romano, partisse il colpo micidiale: Pompeo Magno potè con tanta gloria in
le disordinate schiere non iscamparono breve ora snidare dal mare Tirreno e dal
alla strage, i capitani cartaginesi furono Libico. Memoranda è pure per l'isola la
prigioni, ed il misero Amsicora non volle missione dello stesso illustre condottiero,
SAR