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Ó S Z^é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CHIESACATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE Piu" SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, N0!«
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XC.
Iwb'Sinn/Oirvt ^olL^,

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL Vili.
% -^"^ p. r

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

VEL VEL
Continuazione e fine dell' articolo l'ingresso lo ricevè il cardinale in cappa
Velletri. violacea, dandogli a baciare la Croce, e
dopo averlo 3 volte incensato, gli pre-
\jlemenle Vili si portò a Velletri sentò l'aspersorio. Allora i cantori co-
ai 20 febbraio i5g6 accompagnalo da minciarono il Te Dennt , terminato il

3 cardinali, cioè due suoi nipoti e il car- quale dal cardinale ^. Prote-
si disse il

dinal di Serraoneta, e vi giunse a ore ctor Noster etc, e l' orazione Deus o-
22. Fu ricevuto da' priori con nume- mniunifideliimi Pastor etc. La cena lau-
roso seguito di nobili a porta Napolita- tissima ebbe luogo nell'aula magna, il

na, percbè veniva da Cisterna; gli pre- Papa sedendo in mensa separata. Nella
sentarono le chiavi, e complimentaro- seguente mattina al fine della messa, dal-
no a nome di tutta la popolazione, es- l'altare maggiore benedisse popolo; il il

sendosi armata tutta la milizia urbana. quale altare nel dì precedente avea con-
Fu ricevuto quindi e con gran magni- sagrato il cardinal Gesualdo, colle reli-
ficenza alloggiato dal cardinal Gesualdo. quie de' ss. Clemente I, Ponziano e Eleu-
Nel d'i scguente,dopo aver celebrato mes- terio. Narra il can. Rauco. Nel principio
sa nella cattedrale, partì alla volta di Clemente Vili si riunì
del pontificato di
Roma. Il p. Gatlico, De Itineribus Rom. un numero considerevole di banditi e
Pon/., descrive con particolarità la visita di uomini facinorosi, capo de' quali era
di Clemente Vili a Velletri, l'incontro Marco di Sciarra, la masnada compo*
di 2 oc militi veliterni e del cardinal Ge- neudosi di 600più uomini. Uccide-
e
sualdo co' cittadini veliterni 2000 passi vano, saccheggiavano, rubavano e com-
dalla città, il popolo tenendo rami d'o- mettevano ogni sorla di scelleratezze. In-
livo in mano e acclamandolo. Alla porta festavano piucchè mai le proviociedi Ma-
tutta ornata si Irovò il capitolo e il cle- rittima e Campagna, e non era libera
ro, e l'accompagno alla cattedrale. Sul- alcuna terra, onde avcaoo iacusso in lui-
,

*
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li un gran timore. Il Papa mandò contro stendardo cristiano,, ed Orazio Ciiiaco
questa gente suo nipote Gio.
il geneiai capitano contro gli ugonotti di Francia.
Francesco Aldobiandini, il quale volle Fra le persone letterate fiorirono princì-
seco una compagnia della milizia urbana palinenle Curzio Petrucci udilordi Pujta
di Velletri comandala dal capitano Ot- in Firenze, conservatore di Roma e luo-
tavio Catelini. Furono inseguili i ban- gotenente del legato delhi Marca. Do-
ditifin presso il regno di Napoli in un menico Gallinelli primario avvocato in
luogo chiamalo Castro; ove giunti ve- i Roma. Tiburzio Baccari uditore del le-

literni fecero istanza d'avere la vaneuar- gato dell'Umbria e del Patrimonio, e


dia per con)batterli. Si venne all'armi; uditore generale del duca di Parcna e
de' banditi furono uccisi molli, alcuni Piacenza. Filandro Coluzzi professore di
presi e altri dispersi maniera che mai ; in filosofia neir università romana, [)rolo-
più si riunirono. Aggiunge il Borgia che medico di tutto lo stalo ecclesiastico, ed
ottenuta da'veliterni l'antiguardia per autore d' opere dotle. Io devo limitarmi
combattere, visto il luogo ove s'erano a ricordare i velilerni illustri riferiti dal
fortificati i banditi, i velilerni presero Bauco, poiché il registro di tutti può ve-
posto fra gli alberi e sassi, combatterono dersi nell'opere degli arcivescovi Theuli
valorosamente ne uccisero quantità, e
e e Borgia, e nel Ricchi. Morto a'i4 feb-
gli altri si posero in fuga. Questa disfat- braio i6o3 il cardinal Gesualdo, a' 19
ta de' banditi, che infestavano la Cam- gli successe il decano cardinal Tolomeo
pagna di Roma, si vede annoverata fra Galli denominato il cardinal di Como
l'altre imprese del general Aldobrandini sua patria, che nel n)aggio recandosi in
nella memoria postagli dal senato roma- Velletri, tra le altre cose ordinò doversi
no nella chiesa d'Araceli, ivi leggendosi : ad ogni modo ultimare la fabbrica del
Lalrociìiiis paiicas intra dies Lalio loto palazzo pubblico. Nel i6o5 facendosi
depulsis. L'iscrizione posta sull'arco del- diligenza nel piano diFaggiola nel luogo
la s. Francesco Solano, la ri-
cappella di appellato Uolubro, benché 3 miglia lungi
porta Casimiro da R.oma nelle Mc'
il p. da Velletri, per condottare l'acqua viva
morie della chiesa, d' Araceli. Il Borgia in città, Paolo V permise al comune di
loda il Catelini pel suo valore mostrato spendervi qualunque somma, e ne die
in quella fazione, e dice inoltre. Per prov- la soprinlendeuza al cardinal Oltavio
veder poi che nell'avvenire non avessero Bandiui. In detto anno compita buona
più a ingrossarsi fuorusciti e banditi i parte del palazzo, in ottobre vi si leone
nella Campagna di Koma, il cardinal il i,° consiglio. A' 3 febbraio 1607 per
Pietro Aldobrandini soprintendente del- decesso del cardinal Galli, a' io gli fu
lo stato, die la cura di perseguitarli al sostituito il cardinal Domenico Pinelli
colonnello Minio Torni d'Ascoli colla sua decano ; morto il quale a' 9 agosto 1 6 1 i

compagnia oc archibugieri a caval-


di i secondo l'Ughelli agii 1 1, al diredi Bau-
lo, e questi nel 1^98 fermò la sua resi- co a' 16, o ujeglioa'27 come scrive Co-
denza in Velletri, deputando il veliterno leti, citando gli atti concistoriali, dello
Fabrizio Gallinelli a suo alfiere colon- stesso agosto, assunseil governo spiritua-

Delio. Molti altri cittadini velilerni fio- le e temporaledecano cardinal Fran-


il

rirono nel secolo XVI nell'armi e nelle cesco di Gioiosa, e ne prese possesso ai
lettere. Fra' militari che presero stipen- 2 5 pel suo procuratore; poco dopo re-
dio sotto vari principi meritano ricordo candovisi di persona, venne accolto con
Alcide Santirecchia tenente colonnello grandi dimostrazioni d' alTetto e osse-
morto presso Slrigonia, Fulvio ZatFa- quio. Chiamato in Francia da Etnico
raui che peli.°su quelle mura piaulò lo IVj lasciò raccomaudalo il goveiuo di
3

VE L V E L 5
Vellelri al cardinal Scipione Borghese gotenenle, deputò in pro-governatore e
Paolo V. Il celebre archiletlo
ni[)ote di sopì intendente di V^elletri il prelato Luigi
Giovanni Fontana ultimò la condottura suo nipote e poi vescovo d'Ancona, ed
deUacque, con riunire 3 sorgenti d'ac- in vicarioAntonio Panoli arciprete della
<|ua viva da Faggiola, Velrice e Pelro- Ottenne da Paolo V la con-
cattetlrale.
ne; e per erigere le fontane facendo d'uo- ferma delle l'acùltà godute da' predeces-
po dilatare le piazze e allargare le strade, sori sulla giurisdizione temporale. Morto
Paolo V che avea molto a cuore l'ornato a' 3o marzo 1620, a' 6 aprile gli fu so-
e il comodo della città, vi spedì nell'ot- stituito decano cardinal Anton M.'
il

tobre 1612 il cardinal Ottavio Baiulini, Sauli, che pel suo uditore a' io prese
e fu risoluto d'ampliare due piazze, la possesso. Fini i suoi giorni a' 24 agosto
superiore delta del Trivio, e l'inferiore 1623, ed a' 3 ottobre gli successe il de-
I

appellata del Piano. Furono aperte an- cano Francesco M.^ Bourbon del Monte,
cora due strade, quella che porta al pa- prendendo possesso per procuratore. La
lazzo pubblico fu nominala Gioiosa, in città per dimostrare il suo inalterabile
onore del cardinal vescovo governatore, attaccamento alla s. Sede, mentre que-
e quella che dalla via Metabo conduce sta teneva in deposito la Valtellina, of-
alla piazza superiore, dal cognome di frì Urbano Vili i5,ooo scudi e si ob-
a
Paolo V fu detta Borghese. Ingrandite due com-
bligò alle spese degli utensili di
le piazze furono ordinate belle funti di pagnie di corazze. Il Papa ne conservò
travertino, come fu eziandio eseguito nel- grata memoria in tutto il suo lungo poa-
la piazza del Comune. In altre piazze tillcato, in ogni occasione favorendo i

furono costruite altre fontane, per beve- veliterni. In questa spedizione della Val-
ratoi delle bestie, e co'ritorni dell'acque sue guerre era maestro di cam-
tellina e

lavatoi.Tutta la grande opera della con- po il marchese Giuseppe Ginnetti veli-


dottura dell' acque finalmente fu com- temo, e commissario apostolico il fratello
pila e costò 100,000 scudi d'oro alla cav. Giovanni. Morto il cardinal del Mon-
città, onde ne fu posta memoria marmo- te a' 1 7 agosto 1 626,a'7 settembre gli suc-
rea nel palazzo pubblico. In questo tem- cesse il suddetto cardinal Ottavio Ban-
po llorì Ira' veliterni il servo di Dio dini,che elesse a pro governatore il suo
fr.Clemente Calcagni sacerdote cappuc- congiunto prelato Ascanio Malici, o Maf-
cino, e Paolo V fece vescovo di t^ossom- fei come scrive Borgia, e vi continuò fin-
brorie il nobile Lorenzo Laudi canonico ché visse il anno Ur-
cardinale. In detto
della cattedrale. Sempre intento Paolo bano Vili creò cardinale il celebre Mar-
V all'abbellimento della città, nel 161 zio Gineltio GlnntUì {^F'.) vclilerno, cou
ordinò che chiunque volesse fabbricare gran giubilo della patria, che gli donò
in ornamento della medesima, potesse 6000 scudi. liicoooscenti i veliterni a
costringere il vicino a vendergli la pro- Urbano Vili per altri benefizi, gli eres-
pria abitazione, purché non eccedesse il sero nel 1637 nella piazza Maggiore det-
Valore di 5oo scudi, e il compratore pa- ta del Trivio, una statua di brouzo, mo-
gasse io più l'8 per 100, il che tuttora dellala dal celebre cav. Bernino, assiso
è in vigore. Morto in Avignone il Car- in cattedra e vestito in abiti pontificali
dinal Gioiosa a' 23 27 agoslo i6i5,
a' in atto di benedire il popolo, colla spesa
gli successe il decano cardinale Antonio di 12,000 scudi, poiché molto costò il

M.'^ Gallo: a'g settembre fece prendere trasporto. L' iscrizione posta nella base
possesso, non seujbrando vero che dive- dimarmo si legge nel Borgia e nel Banco.
nisse vescovo a' 16, come registrò 1' U- Questa tnaestosa e magnifica opera, nel
gheilì. lu vece di uomioure 11 solito luo- 1 7(j8 fadistrutlu dalla forseoQata rabbia
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repubblicana. Nella citata biografia dei e alle ricreazioni, fu ventura che tosto
cardinal G inetti, erroneamente dissi col scese nella tomba a'i3 luglio i63o di
Renazzi, Notizie de Maggiordomi, p. anni 54- A' 3o subentrò al duplice re-
122, ch'egli avea eretto la statua, e qui gime di Velletri il cardinal Domenico
ne fo emenda. Morto il vescovo di Fos- Ginnasi, già da prelato vice-legato di Ma-
sombrone, Urbano Vili gli surrogò il rittima e Campagna, pel quale prese pos-
fratello Benedetto Laudi pur velilerno, sesso il congiunto Francesco (ninnasi e
il quale nel 1682 rinunziò la sede al ni- restò in Velletri per pro-governatore. Sot-
pote Gio. Battista Landi. Concittadini il- to questo porporato e pel provvido suo
lustri contemporanei furono ilconleGiu- governo furono estinti tutti i debili co-
seppe Bassi autore di scientifiche pro- munali, ed eretto il monte dell'abbon-
duzioni e delia descrizione di Velletrì, danza, onde gli fu decretata un'onorevo-
Lodovico Prosperi poeta, e Gio. Battista le memoria marmorea nel pubblico pa-
Rossi filosofo. JVel libro intitolalo, Del- lazzo. A'i2 marzo 1639 passalo all'altra
le donne illustri italiane dal XIII al vita il cardinal Ginnasi, a' 29 occupò il
XIX secolo, stampato in Roma verso il suo luogo il cardinale Emanuele Pio di
1 855 co' tipi Pallotta, a p. 3 1 6 leggo la Savoia; morendo ili. "luglio 164 il car- «

biografia dell' encomiato veliterno Ba- dinal Pio di Savoia, nello slesso giorno
silio Magni e da lui tratta dalla biblio- come vuole Ughelli o nel decorso del me-
teca Corsinìana di Roma, della suddetta se come scrive Banco, gli successe il car-
Virginia Vezzi natain Velletri nel i6oo, dinal Marcello Lanle, che recatosi nel
la quale esercitando con lode la pittura, maggio del seguente anno in Velletri,
la miniatura e l'intaglio, per la dolcezza lodò il consiglio delle querele solito farsi
dell'indole e la vivacità dell' ingegno, di dal magistrato ogni mese, nel quale a're-
queste doti e di sua bellezza invaghitosi clami de' cittadini amministravasi som-
Simone Vovet valente pittore francese, maria giustizia. Urbano Vili non potè
nel j 626 la sposò in Roma. Nel seguente indurre a far accettare l'arcivescovato di
anno richiamato Vovet in Francia da Cosenza al Girolamo Lanuvi no-
prelato
Luigi XIII col titolo di suo primario pit- decano della segnatura di
bile veliterno,
tore, Virginia co' propri genitori seguì il grazia ecommendatore di s. Spirito. Fra*
consorte, il quale è chiamato il Raffaello contemporanei illustri si legge nell' Al-
della Francia. Dimorò i 1 anni in Fran- bum di Roma, t. 24, p. 5o, l'articolo :

cia stimata da tutti e specialmente dal Marcantonio e Ndzzario Bassi da /^eZ-


re, alla presenza del quale Virginia so- /e^r/. E scritto dal sullodalo veliterno Ba-
leva dipingere. Ella passò di questa vita silio Magni, il quale dà erudita e critica
nel i638 lasciando a consolazione dello contezza di due produzioni de'medesimi,
sposo l'immagine di se in 4 figli, due non mancanti d'ingegno edi dotlrina.Es»
maschi e due femmine. Le sembianze si furono fratelli. Marcantonio compose

della pittrice veliterna l'avea incise a bu- la morale commedia: L'Amor Fido,
linoil rinomato francese Melian, e si ri- Nazzario scrisse la tragedia sagra: I gra-
peterono in una medaglia con quelle del vi tormenti di N. S. Gesù Cristo nella
marito nel rovescio. Le pitture di Vir- sua Passione. Ambedue il d."^ Nazzario
ginia non giunsero a noi, ma quanti scris fece stampare in Velletri nel 1689 da Al-
sero di belle arti italiani e francesi ne fonso dell'Isola, e dedicò al concittadino
fecero onorata menzione. Il i." agosto d."^ Teocrito Micheletli cav. di Cristo, con-
1 629 cessò di vivere il cardinal Bandini, giunto al capitano Giuseppe Micheletli,
ed il cardinal Giovanni Battista Deli che pur veliterno, che neh 643 combatten-
gli successe a'3 settembre, dedito all'ozio do per Urbano Vili contro il duca di Parr
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ma a Ponte Lagoscuro, ebbe gran paile niiis Magnius, da cui discese 11 lodato
nella vittoria.Di questi fratelli Bassi non Giulio Cesare benemerito de' carcerati.
ne parlarono Borgia e Kiccbi; ed ilTheu- Esiste la detta cappella e l'antiche car-
li soltanto fece cenno di JNazzario dotto- ceri, ma colla notabilissima differenza,

re in legge e protonolario apostolico, e che da quell'epoca fino al i832 erano


lo dice poeta di buon talento, ricordan- state più che sufficienti, essendo servite
do memorato suo componimento. Nel-
il ,
soltanto per la città e quale giurisdizìo*
la detta guerra il Papa nel 64^ levò da
, 1 ne privativa del cardinal decano. Ma dac-
Vellelri 4 compagnie, 2 di fanti e 2 di ca- ché Velletri io detto anno divenne capo-
valleria, condotte da Cesare Filippi ca- luogo di legazione, e perciò le carceri do-
pitano di lunga esperienza, e se uè servi vendo servire per tutta la provincia, riu-
per la custodia di Roma ; da dove poi scirono, per naturale conseguenza,angu-
partirono per unirsi all'esercito pontifì- slissimee tristissime per la salute umana.
cio nella provincia del Patrimonio, e die- In sostanza sono i sotterranei del palaz-
dero gran saggio di valor militare, di- 10 comunale, ed alcuno che le vide, le

stinguendosi ancbe Leonardo Coluzzi ca- qualificò tombe de' viventi. Di queste
pitano velilerno. Proseguendo la guerra, prigioni governative, narra il Theuli,
nel 1643 Velletri generosamente offri a che suo tempo esistevano nel mede-
al

Urbano Vili una compagnia dii 00 bra- simo palazzo comunale e sotto la curia
vi cittadini sotto comaudo il di Girola- criminale le prigioni pubbliche e segrete
mo Toruzzi cav. di Malta, supplendo a della città colla ricordata cappella. La
tutte le spese per essa; anche il Banco compassione verso carcerati commosse
i

lodando il capitan Micbeletti che contri- pure il più volte nominato veliterno Ba-
buì all'accennata vittoria col suo valore. silio Magni, discendente di Giulio Ce-

In tutto il corso della guerra circa 1000 sare Magni, che di recente ne fu viva-
veliterni militarono, oltre gli ufficiali e mente compreso, per amore altresì del
fra'quali marchese Giusep-
si distinse il patrio decoro, e siccome giureconsulto
pe Ginnetti sargenle maggiore generale professante la criminale difesa in Roma,
di s. Chiesa. Urbano Vili nel 1629 con- e di lui leggo l'eloquente, erudito e gra-
cesse di potersi celebrare messa nella cap- ve ragionamento letto nella pontificia
pella del ss. Crocefisso eretta dalla pietà accademia Tiberina, indi pubblicato nei
di Giulio Cesare Magno veliterno nelle n. 18 e 19 deli' Imparziale Fiorentino
carceri del palazzo pubblico per comodo del iBoy intitolato: Le Carceri. Dopo
di tutti i prigioni, pagando egli stesso le avere ragionalo dell'utilità pubblica, se
limosine per le messe, onde nella cap- i governanti si valessero sempre della sa-

pella vi fu posta un'iscrizione riferita dal pienza de' dotti, quali debbonsi avere
i

Theuli, e tuttora esistente. Il Ricchi tra in grande onoranza, passa a dichiai'are


un Erasmo Ma-
gl'illustri veliterniriporta con Ulpiano: il carcere è fatto per rite-
gno colonnello valoroso, che descrisse i nere non per punire i rei finche sieno
Viaggi d' Ungheria, na- e le quindici giudicati. Perciò riprova le antiche orri-
vigazioni in varie parli dell' Universo, bili prigioni, e loda quanto nel cristia-

da lui fatti, onde disse di lui: In pace nesimo fu ordinato a loro vantaggio, seb-
togam, in bello arma ferehal. Fino dal bene il carcere per quanto bello e spa-
i4oo un Pompeo Magni figura nel li- zioso sia di sua natura contiene una pena,
bro de'consigli. Questo cognome si scrìs- cioè la privazione della libertà, più pre-
se in latino Magnus eMagnius, ma deve ziosa dell'oro, anzi inestimabile, pel com-
leggersi in italiano Magni, in fatti era plesso eziandio delle conseguenze. Ma
priore del 1." bimestre del i5c)7 Anto- CIÒ eh' è più doloroso, ti il uou di iddo
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trovarsi in tale ioftìlice condizione anche gistrato manifesta al Sovrano Pontefice
degl'innocenti, i quali usciti di prigione la necessità in cui trovasi Velletri dopo-

ricordano per tutta la vita il durato pa- ché divenne capo di provincia, e perciò
timento, per aver perduto il prezioso te- le sue ristrette carceri devono accogliere

soro della salute. Riconosce giustissima tutti i delinquenti della medesima, on-

la punizione de' delitti, ma stima cosa de il provvido pontificio governo in-


conveiiientissima la divisione del carcere .nalzi comodo e proporzionato carcere,
degli accusati e de'convinti, de' giova- ne sarebbe sicuramente esaudito ; bea
netti e degli adulti; ed insieme rileva i conoscendo che al supremo Capo della
disagi derivanti dal vivere unitamente Chiesa, più degli altri principi, è a cuore
condensati, la pestilenza dell'aria, il tor- collatemporale felicità de'sudditi, l'eter-
mento degl'insetti, il danno della sanità, na loro salute. » Per la qual cosa, o pa-
non che funesti
i risultati provenienti dri eletti al veliterno magistrato, se vi
dall'ozio, il quale con Aristotile lo defi- scalda il petto di verace amore dì pa*
nisce: Morte dell'uomo; poiché vivere tria, se vi punge vaghezza di belle im-
è operare. Invece loda il propagalo si- prese, se vi è caro il bene della città,
stema penitenziario, e quello cellulare. provvedete innanzi a tutto agi' infelici
Infiammato d'alletto patrio e deploran- cittadini che colle spose e co' figli pian-
do r infelice condizione delle carceri ve- genti vi richieggono di soccorso. Togliete
lilerne, mentre celebra la sontuosità del da essi lo squallore che li ricopre, il buio
palazzo pubblico, ove si tengono musi- che gli accieca, la fame che li consuma.
cali accademie, s'imbandiscono splen- Basta la vostra voce a levarli d'ogni mi-
didi convili, si accoglie l'estremo della seria ; perocché il Sommo Gerarca traen-
pubblica allegrezza ; vi dimora il magi- do esempio da Innocen;'.o e da Cle- X
strato, abita il cardinal vescovo legalo, mente XI, il i.° de' quali fondò in Uoma
ed alloggia in varie circostanze il Sommo un nuovo carcere alla custodia più si-

Pontefice, e qualunque altro sovrano di cura e mite de' rei, una casa di
l'altro
passaggio per la città. Fero osserva cou correzione in s. Michele, accoglierà be-
pena, per contrapposto di tanta letizia, nignamente vostri voli, e si dorrà di
i

giacete nell'estremo sotterraneo del me- non avere in prima conosciuto il danno
desimo palazzo i caixerati che sospirano afliae di ristorarlo. Così adoperando, voi
e gemono nel dolore. E quel eh' è peg- darete generosa prova di somma bene-
gio, tali prigioni sono quali pateticamen- volenza a tutti quanti i cittadini, e la-
te descrive. Le chiama spaventose, an? scerete a' posteri, che vi benediranno,
gusle, d'aria spiacente, con pareti umi- memoria gratissima, ed io sarò contento
diccie; ed ivi stipati poveri e benestaa< d'aver mosso a commiserazione i cuori
ti, civili e plebei, giovani e attempati, vostri, e levala francamente la voce per
traendo giorni calamitosi, Peggiore è poi la causa dell' umanità ". B.ipiglio il filo

la condizione di quei più miseri giacenti di questi cenni storici. Il vescovo gover-
nelle segrete, dicendolo luogo pestifero, natore cardinal Lanle essendo nonage-
profonda, oscuro, se non che dall' allo nario, vedendo di non poter da se adem-
per un pertugio scende vm languido rag- pire il duplice regime, cou raro esempio
gio di luce, che appena imbianca gli a« rinunziò governo temporale. Innocen-
il

spelli tinti di mortale pallore. A porre zo X a Francesco Castagnacci,


l'allldò
rimedio a siffatta piaga aperta nel seno ma avendo desialo non poche querele
di sua patria, il velilerno Magni, per l'u- nel popolo, gli sostituì Fulvio Petrozzi,
tiliià de'cìlladini e la dignità del comu- Morto il cardinale a'29 aprile 652, gli i

ne, liepe per ferino, che se i'olUmo ma- successe il cardinal Giulio Roma,che ^ve-
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se possesso del vescovato e del governo 60, i5 de' quali doveano formare il con-
u'iu maggio, il quale per la carestia lo* siglio minore semestrale. Innocenzo X[

sto contribuì 10,000 scudi per acquisto nel 1677 fece vescovo di Ferentino Gio.
di grani, ed il pubblico nel suo palazzo Carlo Anlonelli seniore nobile veliteino,
pose memoria di gratitudine. Ma nell'i- arciprete e poi canonico teologale della
slesso anno lo rapi la morte a' 16 set- cattedrale. Pubblicò lodate opere, fra
tembre, Subentiò a' aS il cardinal Carlo le quali: De regimine Ecclesiae Episco-
de Medici. Intanto Alessandro VII di- polis. De tempore legali. De loco lega-
cliiarò arcivescovo di Mira in partibus, li. De /uribus et oneribus clericorum.
suiFraganeo patriarcale e vicai io aposto* Di questo dotto se ne legge l'elogio mar-
lieo di Costantinopoli, fr. Bonaventura moreo nel palazzo pubblico. A' i o dicem-
Theuli oTevoli minore conventuale piis- bre 1679 cessò di vivere il cardinal Bar-
simo e assai versato nelle lettere; ono- berini assai com pianto come giusto e pi'u-
rato anche del pallio partì per la sua re- dente, profuso co' poveri e magnifico
sidenza di Pera, Fra le sue opere ricor- nell'opere, di che è memoria nel detto
derò, oltre il Teatro hisloricq di Felle Irì, palazzo, A' 1 4 gennaio 680 divenne
1 ve-
di cui mi giovai, ['Apparato Minorilico scovo e governatore il cardinal Cesara
della provincia di Roma, Velletri per Facchinetti. Nel seguente anno Innocen-
Callo Bilancìoni 1648. La patria, di cui zo XI rallegrò i veliterni colla promo-
fu benemerito, ne fece scolpire l'elogio zione alla porpora del concittadino car-
in una gran lapide nel palazzo pubblico. dinal Gio. Francesco Ginelti o Ginnet-
Keli7i4ne pubblicò la vita Pietro An- che per debolezza vana chiaman-
ti (^f^^),

tonio Teocrito Borgia. La terribile Pe- dosi romano, indusse diversi scrittori a
flilenza di Roma del 656, da essa e da 1 crederlo tale; ma Bauco pubblicò la fede
Nettuno penetrò in Velletri, e dall' i lu- 1 di nascita e di battesimo ch'ebbe in s.
glio sino a' 3 maggio 1657 vi rapì 2716 Maria in Trivio di Velletri egli da fan- :

vittime. Lieta la città per la sua libera- ciullo fu educato in Roma, ove la sua
zione ne rese grazie a Dio, e con portare famiglia per la lunga dimora fattavi £0
in solenne processione l'immagine del- ascritta alle patrizie. Finì i suoi giorni
l'Immacolata Concezione, con voto di ce- il cardinale Facchinetti a'3o gennaio
lebrarne ogni anno solennemente la fe- i683,ed a'i5 febljiaiogli successe il car-
sta. 11 cardinal de Medici mai si recò n dinal JNicola Ludovisi, che non mancò
Velletri, non di meno è lodato per pia di recarsi spesso in Velletri e di mostrar-
generosità e indefessa vigilanza, anco pei* si zelante del pubblico bene. Morì a'
aver stabilito il pubblico archivio nel pa- agosto 1687, e pochi giorni dopo Inno-
lazzo del comune, dove furono raccolti cenzo XI commise il governo di Velle-

tutti gli atti notarili; morì a'


19 giugno tricon amplissimo breve al decano car«
1666, ed a' 17 settembre gli successe il dinal Alderano Cibo, finché la chiesa non
cardinal Francesco Barberini seniore, ni- fosse stala provvista dèi pastore, e ne fece
pote d' Urbano Vili, die per lo scarso prendere possesso a' 17. Nel concistoro
raccolto de'grani del 167 3 ne fece venire de' 10 novembre egli stesso ne fu preco-
in gran copia da Livorno. Nel 1675 fu nizzalo vescovo, indi morendo a 2. 01, lu-
fatta una nuova riforma sull'eiezione glio 1700. Gli successe 22 dicembre a'
de' magistrati, che per un biennio avve- il cardinal Emanuele Teodoro o Teodo-
nire si ridussero a minor numero, per sio de la Tour di Buglione, Nella guerra
le diminuite famìglie nobili perite nella per la successione di Spagna, Clemente
peste. I
4 priori trimestrali furono ri- XI re<tò neutrale, a ninno de' pretenden-
dotti u 3} ed il consiglio maggiore a soli ti Fdippo V e Carlo ili concedendo l'iU'
IO VEL VEL
vestitura del regno delle due Sicilie.Fra' tre due. Nel seguente anno per la pre-
baroni romnni il duca Caetani seguì il cedente siccità Velletri penuriò d'acqua,
Urìilito di Carlo III, ossia dell'arciduca ed a'i4 gennaio perde il pastore e pre-
d'Austria e poi iuiperalore Carlo VI, e side cardinal Astalli, cui successe a' 3
perciò fu a parie della rivoluzione fatta marzo il cardinal Sebastiano Antonio Ta-
in Napoli a suo favore nel 1702. Allora nara. Ora conviene fare onorevole men-
il Papa spogliò ilCaetani de' suoi stali, zione del nobile veliterno Alessandro Bor-
ed a' 4 giiig<io ordinò che 180 soldati gia di grande erudizione e dottrina, suc-
\eliterni si portassero a presidiare il for- cessivamente prudente e zelante vescovo
te di Sermonela già caduto in suo po- di Nocera, nominato legato apostolico
tere, e che lo ritenessero a disposizione della Cina, e in vece promosso all'arci-

della s. Sede. Nell'islesso 1702 Cleaien- vescovato di Fermo. Scrisse diverse o-


le XI inviò nel Lazio e Campagna Ro- pere. Indulto sopra il precetto d'aste-
mana il mg"^ Falconieri per
couiniissiirio nersi dall'opere servili in alcune feste.
liberarle dagli assassini che le desolava- Omelie e Pastorali. Della cristiana e-
no, e vi riuscì prontamente. Spaventosi ducazione: Del regno di Maria, Vita
terremoti sentironsi nel 170^ in Velie- di s. Geraldo vescovo e protettore di
tri, per consenso di que'che rovinarono Velletri, Vita di Benedetto XIll in la-

e desolarono Norcia e suo contado a' i4 tino. Storia della chiesa e città di Vel'
gennaio, Aquila e sua provincia a' 2 feb tetri, di cui mi sono profittato. Per mor-

Jjraio.Clemente XI nel 1709 dichiarò te del cardinal Tanara, avvenuta a' 5

vescovo d Urbania e Angelo in Vado, s. miggio 1724, subentrò non nello stesso
Antonio Antonelli canonico penitenziere mese, ma a' 12 giugno, il cardinal Fran-
e decano della cattedrale; altro illustre ve- cesco del Giudice, nel seguente anno ces-
Jiterno contemporaneo fu Giuseppe Pro- sando di vivere a' IO ottobre. In questo,
speri insigne letterato, autore della D/y- secondo Banco, ma veramente pel con-
serlatio liistorica Icgalis de Regimine cistoro de' 19 novembre, succeduto il car-
civitatìs Feliternac: ma il Ranghiasci dinal Fabrizio Paolucci, presto finì di
nella Bibliografia dello Slato pontificio vivere a'12 o 19 (o li come leggo nelle
)a dice stampata in Roma nel 161 5. Le Notizie di Roma) giugno 1726. il i ."
Provincie di Marittima e Campagna nel luglio fu vescovo e preside il cardinal
1
7 1 3 patirono strage nelle
bestie bovine, Francesco Barberini giuniore, nel cui pa-
e bufaline, per male contagioso. Termi- lazzo episcopale pernottò Benedetto XI II

nò i suoi giorni il cardinal di Buglione a' 27 marzo 1727, tornando da Bene-


8*4 marzo 17 i5, ed a' 16 gli successe il vento. Nella mattina seguente ammi-
cardinal Nicola Acciajoli, il quale morì se al bacio del piede i priori della città,
a' 23 febbraio 1719. A' 27 marzo il car- che gli offrirono in dono un bel reli-
dinal Orsini arcivescovo di Benevento e quiario d'argento colle reliquie del ri-
poi Benedetto XI il, scrisse a Clemente cordato s. Gei'aldo ; visitò la cattedrale
XI, che senza esaminare i suoi diritti ai e quindi partì per Roma. Così il Banco.
vescovati e governi annessi d'Ojtia e Vel- Ma la relazione del viaggio inserita nel
lelri, colla dignità di decano, al quale n." i534 del Diario di Roma del 1727
spellavano per anzianità, li conferisse al riferisce le seguenti particolarità. Prove-
cardinal Fulvio Aslalli,e il Papa l'eseguì niente da Cisterna, nella sera di martedì
8*27 aprile. Perla peste di Marsiglia del giunse a Velletri incontrato fuori della
j 720, trovandosi Velletri vicino alla ma- porla dal popolo in gran numero, e rice-
rina, prese precauzioni e fece murare la vuto nella chiesa della Madonna dell'Or-
porla di s. Lucia, qod che guardare l'ul- lo degli agostiniani dal cardinal Barberi-
VEL VEL 11

ni, e da'cai'dinali Aiiuibale Albani e Ler- dalla città il conte di Monlemar genera-
cari, co'quali si recò al duomo, ove l'os- lissimo colla sua divisione, giunse l'ii
sec|iiiò il suniaganeo de Paolis, e il ca- gennaio altro battaglione, e il colonnello
pilolo in cotta e rocchetto, restando a che lo comandava non volle alloggiare
pernottale nell'episcopio, ed il suo se- nelle caserme, e ostinatamente ordinò a'
guito nel palazzo del principe Ginnetti (ti- soldati che si portassero nelle case de'cit-
tolo conferitogli nel precedente anno da tadini. Mancando al magistrato il tempo
Benedetto XIII; ed aggiungo, che errò di provvedere, restarono le porte dell'a-
Novaes nella SLoria di Benedetto XIII, bitazioni aperte (luche durò il passaggio
col dire ch'egli avea pernottalo nel pa- degli spagnuoli, questi esigendo insolen-
lazzo Ginnetti), tutti trattali splendida- temente d'esser serviti e di avere vetto-
mente medesimo cardinal Barberini,
dal vaglie. Le donne furono rispettate, e tran-
Kella seguente mattina il Papa calò ad ne piccoli furti , altro non avvenne. Pe--
ascoltar la messa per tempo, e poi co' rò l'ordine stravagante, che cittadini do- i

cardinali Barberini e Lercari visitò gl'in- vessero essere responsabili delle diserzio-
fermi nell'ospedale de'benfratellijec.Que- ni , cagionò non pochi guai, l'acificali i

sto Papa fece vescovo di Ferentino il ca- belligeranti, 4 reggimenti di cavalleria


nonico della cattedrale Fabrizio Borgia, spagnuola recandosi a Napoli, producase-
nella quale lo consagrò il sullodato fra- lo disastro gravissimo a Vellelri. Narrai
tello Alessandro: di baia Relazione
lui si nel voi. LXV, p. 270, tumulto susci- il

della traslazione del corpo di s. Geral- lato in Roma a'aS marzo 1736 nel bas-
f/o,Velletri I
7 i4'BenedettoXIIl nel 1729 so popolo, massime di Trastevere, pel se-
volle tornare a visitare la sua amata chie- greto e forzoso ingaggio che facevano gli

sa di Benevento, partendo da Ruma a'28 spagnuoli di soldati. Intanto lai. "colonna


marzo. Pernottò a Marino indi la mal- , a'i3 aprile giunse a
di detta cavallerìa
lina de'29 giunse a Vellelri a ore 9, pre- 1
Valmont(jne, donde a'20 si recarono in
se la cioccolata da'benfralelh e partì su- Vellelri due ufiìziali per vedere i semina-
bito per Cisterna, accompagnato dal duca ti d'orzo e di biade, a fine di servirsene di
Caetani. JN'el ritorno, a'a giugno il Papa erba alla purga de'cavalli. Il popolo mon-
lidi la messa nella chiesa di s. Marzio di tò in furia e si sollevò , indi sul far del
Castel Ginnetti. Presso Vellelri fu incou- giorno de' 22 aprile erano in armi circa
trato dal cardinal Lercari segretario di 3ooo cittadini, né riuscì a' priori e pri-
stato, e proseguì con esso solo in carroz- marie persone di pacificarli. I capi insorti
23 il viaggio per Genzano. Tutto leggo occuparono le porte della città, e la ple-
nella relazione pubblicata co'n.i i8i6 e be furibonda di prepotenza da per tutto
1819 del Diario di Roma. Si guerreggia- s impadronì d'anni e di munizioni. A'23

va dalla Spagna contro l'Austria pel re- sparsasi falsa voce che gli spaglinoli avan-
gno delle due Sicilie (f^.), e prevalendo zavano verso Vellelri, subilo suonaionsi
gli spagnuoli l'infante d. Carlo di Borbo- le campane del palazzo pubblico e della
ne conquistò l'isola nel 1784 e se ne co- torre del Trivio, per chiamar all' armi,
ronò re in Palermo, e tale venne acclama- L'armamento fu sollecito e numeroso, on-
to in Napoli. Clemente XII rimase neii- de partire per Valmonlotie contro gli spa-
liale.. perchè gli domandava l'investitura gnuoli, tra' pianti e le strida delle donne
anche Carlo VI imperatore. Contro di trepidanti. Si obbligarono i gentiluomini
questi il re spedì in Lombardia i3,ooo ad armarsi, e si fortificò la città. Il magi-
soldati, pel passaggio de' quali si prepa- strato di tutto fece consapevole il segreta--
larono in Vellelri caserme con paglioni rio di slato e il cardinal Bai berini, e «pie-i

e coperte. Non ostante , appena parlilo sii a'25 porloisi in Vellelri sperando fre»
i-x V EL VEL
l'animo de'tiimultuanti. Pochissimo
rial- letri le milizie papali, con molti birri, e per
ollenne, benché per disarmare il popolo interposizione del vescovo Papa perdo-
il

ailopeiò persino le lagrime, e nel dì se- nò a tutti, solo venendo multato di poco
guente palli per Roma, lasciando la città un ricco facinoroso, i veliterni conoscen-
nel terrore, ed pacifici veliterni che non
i do scampata la loro patria dall' estremo
aveanopreso parte nella sollevazione, fra' eccidio a intercessione della loro celeste
nemici interni ed esterni; poicliè teaievasi Patrona, celebrarono solennissima festa
che gì' insorti finissero col saccheggio, e di ringraziamento. Morto il cardinal Bar-
gli spagnuoii esacerbati con porre la città berini a'27 agosto 738
( {io vado correg-
a ferio e fuoco. Mentre in tal frangente gendo le date del Banco colle Notizie di
reputavasi ventura il salvare la vita e te- Roma AeiìZiì rilevarle, altrimenti conver-
nevasi certa la rovina di Velletri, si ri- rebbe non rado riferire gli anacroni-
di
corse a'3 maggio con fede alla già espo- smi che sono un niente in confronto di
,

sta e prodigiosa immagine della Madon- sue benemerenze), a'2 settembre gli suc-
na delle Grazie nella cattedrale, protet- cesse il cardinal Pietro Ottoboni, il qua-
trice benefica de' veliterni. Vero portentol le a'6 fece prendere possesso, e 1' i i no-
Ad ore 23 i sollevati deposero l'armi, si- vembre eseguì il suo pubblico ingresso.
no allora inesorabili a qualunque esorta- Poco visse, morendo a'28 febbraio 740 1

zione, e poterono cittadini senza oslaco- i in tempo della Sede apostolica vacante,
lo partire dalla città, sapendosi imminen- che terminando a' 17 agosto coll'elezione
te la sua invasione. Il prodigio fu compie* di Benedetto XIV, questi nel concistoro
lo. Gli spagnuoii d'Orbetello e di Napoli de'2q preconizzò vescovo d'Ostia e Vel-
chiamati in aiuto, con promessa di sacco, letri il decano cardinal Tommaso Ptulfo,

sapulo il disarmo, fecero alto a Piperno e il quale fin dal precedente marzo ne avea

retrocessero. Allora il magistrato mandò assunto il governo, al dire di Bauco. De-


due ecclesiastici al generale spagnuolo iu stinò per suo uditore, come raccontai a'
VaUnontone, per informarlo del disarmo suoi luoghi, Gio. Angelo Braschi poi glo-
e invitarlo a venire con sicurezza a Velle- rioso Pio VI. Il cardinale tosto pubblicò
tri, il che eseguì a'6 festa della Madonna un bando contro ogni sorte di delitti, con
delle Grazie. Seguì lo spoglio di 1026 fu- pene proporzionate; e sotto il suo gover-
cili, l'arresto d'alcuni, la multa al comune no s'innalzò la grandiosa fabbrica de'pub-
«18, 000 scudi, un 3." cioè della prelesa, blici granai e dell'oliarla; non che si este-
il saccheggio delle case de creduli princi- se la giurisdizione territoriale della città,
pali rei, e la demolizione di quella d' uno coll'annessione alla mensa vescovile del-
de'primari autori dell'insurrezione, con- l'abbazia di Bartolomeo del Peschio, la
s.

tro i quali fu pubblicata la taglia per a- quale come dissi apparteneva a quella di
verli vivi o morti, oltre la mietitura delle Frascati. Nel 1743 morì io buon odore
biade a'3 giugno. Narrai a suo luogo, che di santità la veliterna e ven.suor Ange-
inoltre gli spagnuoii dierono fuoco al Sa~ la Caterina Borgia monaca di s. Lucìa in

le e Saline (/^.) d'Ostia, e da Palestrina Selci di PiOina, onde si cominciarono i


preselo a foiza 3ooo scudi. Finalmente processi apostolici per la beatificazione.
u'i5 di talmese accomodatele vertenze Ed ecomi a riparlare degl'infausti avve-
fra il Papa e il re, senza che Clemente XII nimenti di Velletri, fra'napolispani e gli
cedesse alle esorbitanti pretensioni del austriaci, che decisero la sorte del regno
cardinal Acquaviva ministro di Spagna delle due Sicilie a favore della dinastia re-
{F-), il generale spagnuolo partì da Vel- gnante, accennati nel voi. LXV, p. 27 j e
letri, con inesprimibile contento de'veli- articoli relativi, in uno all'edizioni dell'e-
Iciui. Subealrarouo alla custodia di Vel' legaulissima descriziuae latina, scritta da
VEL VEL i3
un ufTlziale del i-e Cnrlo, Castruccio Bona- re , e che il suolo facevano rotto e dilìl-

mici, la quale per la i


."
volta recata in ila- coltoso ad esser corso dalla cavalleria, spa-
liane dal (1/Montanari fu pubblicata in ventato dalla diflìcile impresa , avea sti-

Lucca nel 1841 in 2 tomi e col titolo: mato bene di riutanersi , fissando Nemi
Delle cose operate presso didietri nel- per centro del suo esercito; occupando
l'almo 1744^ della guerra Italica ec.La frattanto i monti Artemisio e Spino, 2 mi-
guerra accesa nell' Italia tra la Spagna e glia circa lungi da Velletri e sovrastanti
l'Austria pel possesso del reame delle ilue la città. Perciò il general Gages cono-
Sicilie, pendeva da dubbia fortuna. Do- sciuta la necessità d'impadronirsi di qua'
po varie battaglie, celebre fu quella data monti, gli assalii e prese a' 1 5 giugno, con
presso Camposanto sulle sponde del Pa- tanto successo, che se i na|)olispani aves-
naro; ambo le |)arli si vantarono d'essere sero continuato a combattere avrebbero
rimaste superiori. Rinforzati gli austriaci, riporlatocompiula vittoria,ed invece to-
comiuciaroiioa incalzare vieppiù gli spa- sto perderooo il monte Spino. In Velie-

gnuolìjche ridotti in poco numero si riti- tri nulla mancava ad essi ma penuria- ,

rarono nel regnodi Napoli inseguiti dagli vano d'acqua pegli acquedotti tagliati da-
austriaci comandati dal principe Lobko- gli austriaci, i quali erano alquanto coster-
witz, il quale divisò di rivolgere le sue nati per la cattiva riuscita di loro impre-
marcie verso lloma, muovere a ribellio- sa. Lobkoìvitz volle fue un ultimo ten-
ne la provincia di Campagna, onde più tativo' per risarcire la sua riputazione e
comodamente entrare nel regno. Penetra- aprirsi la strada al regno di Napoli, prò-
tasi dal re Carlo di Borbone questa delibe- fittandodell'errore de'nemici che mal cu-
razione , diresse verso tale parte tulle le stodivano l'ala sinistra; questa stabdi al-
sue forze, per assaltare nemico invece il l'improvviso d'assaltare, e in pari tempo
d' essere assaltalo, secondo consigli del i d'attaccare l'ala destra sino alla sommi-
conte Gages fiammingo, valoroso e peri- tà dell'Ai temisio.Adunque a' io agosto
to nell'arte militare. Pertanto, alzfilo il I
744» che sarà sempre celebre per la me-
campo da s. Germano, piegò alla volta moria d'un'iropresa la più audace e ben
d'Arpino, passò a Veroli, sì attendò in A- pensata, ma male eseguita, all'improvviso
dopo per 4 giorni si trasferì
nagni, e poco gli austriaci in numero di 6,000 coman-

aValmontone. Intanto il generale austria- dati dal conte di Biown, nottetempo con
co della regina M.^ Teresa, figlia ed ere- successo assaltarono l'ala sinistra,e vi peri-

de di Carlo VI, fece allo a Monte Roton- rono i fanti del reggimento irlandese col
do, da dove si recò a Marino. Saputasi dal loro generale Macdonal, dopo valorosa
re la vicinanza del nemico, non pensò più resistenza. Gli austriaci assalitori vitto-
di porre stanza a Frascati, ma ordinò l'oc- riosi, si avventarono contro la porta, l'ab-
cupazione di Velletri, non per stanziarvi, batterono e entrarono in Velletri. 11 re al-
ma solo per fare riposare Lobko- i soldati. l'avviso dell'assalto, balza dal letto, cinge
witz partito da Marino,coprì Nenii eGen- la spada e fugge al forte da lui formalo
zano confinanti col territorio veliterno. In- sull'altura de'vicini cappuccini e munito
di avvicinandosi alla città, il re vedendolo di numerosa artiglieria, ed ove si riuniro-
lontano 4 miglia, formò in Velletri il suo no il duca diModena Francesco II le l'am-
quartiere generale, alloggiando nel palaz- basciatore di Francia. 11 duca di Caslro-
zo Ginnetti, egli presentò battaglia. Lob- pìgnano solo restò in città per comando
liowilz mirando l'esercito napolispano, e del re, onde tentare se a tanto disastro
considerando le dìflicili e spesse valli, se- polevasi porre argine. Il re quindi con
minate di vigne, albereti, siepi e fossi, che forte animo si avanzò all'ala destra , e-
iatermeltevaosi fra il suo e l' esercito del sortò i soldati alla pugna e comandò da
i\ V E L VE L
esperli<isimo capilauo.Cli austriarl ppi 3 zione, inondato di sangue , per la felice
diverse vie tlirainniulosi per Vellelri vi difesa del duca di Caslropignano reslì
cagionai onn lenoi e, confusione, sfraj^e e sgr)mbro da'nemici. Il re ordinò il riposai
incendii intlescrivibili,col ferro e col fuo- de' soldati, che aveano combattuto dal»
co uccidendo quanti incontravano; e a- l'albeggiare (hio all'ora g."", obbligando!
perte le case de'paciflci cittadini, crudel- possidenti veliterni a somministrare cia-
mente le saccheggiarono, ammazzando e scuno un uomo e togliere a loro spese ^

imprigionando quanti spagnuoJi e napo- cadaveri dalle strade; e chiamale altn


letani vi trovarono. I palazzi ove allog- truppe dagli Abruzzi, rese fortissimi tuU
giavano capi dell'armata patirono il più
i ti i punti della città. Ali.°di novembi
lenibile sacco; cioè quello del conte To- Lol)kwovilzalzòil campoesi tolse aliavi
ritzzi albergo del duca di Modena, ed an- sta di Vellelri dirigendosi verso Rom«
che incendiato ,
quello del cav. Gregna ed il re fece marciare 1'
esercito a inse-'
dimora dell'ambasciatore di Francia, e guirlo sotto il comando del duca di Mo<
quello del cav. Dazi abitazione del conte dena e del conte Gages. Il re dopo avei
Gagespiù degli altri spoglialo. Intanlofu visitato Benedetto XI V , tornò a Napoli
assaltato il monte Artemisio, colla disper- Si gli austriaci come i napolispani stima
sione degli spagnnoli. Allora il re, Gages ronsi vincitori in Vellelri, raa de'prit
e gli altri capitani tanto si adoperarono, ne morirono l'joo, ede'secondi 4ooo. la
che radunata la truppa sconvolta eriani- Velletri poi, dopo tanti e sì gravi danni,
mata al combattimento, specialmente dal ammorbata l'aria, scoppiò una specie di
valoroso e intrepido Castropignano,s'iu»- pestilenza; e la popolazione ne restò deci-
pegno in grande zufl'a e con tanta strage mata, avendovi contribuito i patimenti e
che vi perirono alcuni primari ufiiziali, spaventi sofferti, che alterò la complessio-
fraVjuali il prode Francesco de Croy con- ne di tulli, in tutto il 1744 '"'*''' ''0"°' '4'^
te di Ceaufort, che fu poi sepolto con o- cittadini. La città deformata, i campi e le

norevole epitaffio nella chiesa di s. Gio. vigne devastate, tutto presentando rovi-
Battista. Merttre col più accanito furore na; i cadaveri mal seppelliti cagionando
rombattevasi per le piazze e le vie di Vel- infezione, da Roma fu spedito a presie-
lelri ,
quando gli austriaci si credevano dere allo spurgo della città mg." Alessan-
ormai padroni della città, affrontali con dro Clarelli, con 200 uomini e un gran
tanto coraggio furono compresi da tale numero di cairellieri. Quando i veliterni
terrore, che credendosi circondali da'ne- credevano d'esser liberi da tanti disastri,
mici, geliate l'armi si dierono alla fuga, a' 12 novembre videro entrare nelle loro
e perirono dalie balze da cui precipita- mura altre milizie spedite da Napoli pel
vansi. 1 uapolispani uccisero più della 3." campo di Viterbo, e fra malati e conva-
parte de' nemici, e guidali dal Gages ri- lescenti napolispani contavansi 4ooo sol-

conquistarono I' Artemisio e inseguirono dati. Il Dauco corregge diversi abbagli del-
i fiiggenli. Mentre l'infelice Velletri era lo storico Beccalini, fra'quali che gli au-
in preda al furore e al disordine, il duca striaci saccheggiarono il palazzo Ginnet-
diCaslropignano, che il re avea lascialo a ti, residenza del re, mentre il Bonamici

suo presidio, con gran valore dispose le nulla ne scrisse; uè il Novaes poteva dire
sue truppe in 3 colonne per far fronte al che r uilitore Braschi salvò le carie della
nemico, dopo reciproca strage l'arreslò
e cancelleria napoletana, per cui il regliene
in modo che fu compiutamente sbaraglia- restò gratissimo, perchè se vi fossero per-
to da' valloni e fìnunninghi furenti pei" venutigli austriaci, tal preda non sareb-
la morie del capitano loro conte dì Beau- be loro sfuggita, come fece il marchese
fori. Così Ycllelri nella massima desola- Novali nel palazzo Toruzzi, raa che nel-
VEL VEL I ^
rimpndronlrsidellefarle del Juca Ji Mo- duzioni , e con due dotte e vohiminose
dena restò prigioniero. Osserva Banco, scritture si studiò di provare e sostenere
the se gli austriaci non si abbandonava» l'antico privilegio de'veliterni di potersi
ocon avidità al bottino, l'innocente Vel* eleggere i due rettori e il giudice, nella
letri non sarebbe andata esente dall'ulti- morte del cardinal governatore. Eccone
inoesterniinio, ed essi sarebbero stali vin- il che ricavo dal Ranghiasci. Ra-
titolo

citori, perdendo il tenipoa commettere il gionamento fatto da un nobile cittadino


deplorabile spoglio de' pacifìci cittadini. di J^elletri a favore della sua patria in
11 cardinal Ptuifo volendo sempre più ri' occasione della bolla (Ad Populorum)
stringere l'autorità de'magistrati, emanò pubblicata da Benedetto il d^t
.**
XIV 1

una legge che loro vietava la pubblica- aprileij/iS, nella quale si provK'ede al
zione de'bandi concernenti la polizia e il governo delle città e de luoghi dello sta-
regolamento della città; ma conosciuti to pontificio in morte decloro governato-
gli statuti e i privilegi concessi da' Papi, ri. In Velletri pel Sartori, Fu ili." ditta-

si quietò, e i conservatori restarono ne* tore della società Volsca, e nel t. 2 de'sùoi
loro diritti. ristamparono ia
Nel 1 7^2 si Attia p. 265 vi è V Elogio scrittodal cav.
\eì'\U\s,Statuta Cwitatis Felitcrnae.Mo- Cardinali. In esso si tratta delle sue pro-
ri il cardinale a' 16 febbraio 1 ySSoi 754, duzioni, ed ancora i]e\Ragionamento pu!>
di 90 anni non compiti, ed a'9 aprile gli blicato neli 74^, e dell'altra dimostrazio-

successe il cardinal Pietro Luigi Caratla. ne pureanonima pubblicala dopo la prov-


Decesso a' 1 Sdicembre 1 755,a'i2 gennaio visione di Clemente XI li (incoi mi di-
1756 ne occupò il luogo il cardinal Ranie- spiace leggere qualificala la sua pontificia
roDelci. F'ra'veliterni illustri devono en-
si adesione ad essa colle parole: ecclesiasti-
comiare i segueuti, e pel i.°un gran ser- cità bonaria!), de'25 giugno 1759 (cioè
ico di Dio, religioso francescano. Dissi già la bolla Inter multiplices, presso i\ Bull.
più sopra che fu introdotta la causa per Boni, cont.t. 1 ,p. 2o5: Interdiciturelpro-
la beatificazione, ed è a buon termine, hibetiirne in Ecclesiastica Dilione,post
onde sperasi in breve tempo di venerarlo obilutnRomani PontiJicis,extraordina-
sugli altari, del ven. p. Filippi Visi veli- riiMagistratus, ani milituni Dnces eli-
terno, de'minori osservanti di Cori, nato gantur, ncque milites conscribi possint;
da una Banco, alla cui morie Dio operò idque adcivilalem Velitrarum exlendi-
prodigi per esaltare il suo servo, riposan- tur, decedente Cardinali Decano), onde
do il suo corpo nella chiesa di s. Maria provvedere al governo delle città e luo-
d' Araceli di Roma. Ivi fu pubblicata la ghi dello sfato nella vacanza della Sede
sua l ita neh 844- Francesco Filippi sa- apostolica. » Non istetle già muto il no-
cerdote della congregazione della missio- stro comune. Mg." Antonelli ebbe facile

ne di santa vita, la quale scrisse il p. Ve- e piana la via a dimostrare che quella
raci sculopo: la sua famiglia originaria di provvisione non poteva mai applicarsi a
Firenze, si stabilì in Velletri nel 1028 e Velletri, quando in Sede vacante nessu'
fu ascritta fra le nobili. Gìo. Carlo An- na mutazione si faceva presso di noi, do-
tonelli giuniore da uditore della nunzia- ve il cardinal vescovo continuava dal con-
tura di Colonia divenne inlernunzio e clave a disporre quelle cose che al gover-
governatore del principato di Massera- no si appartenevano. Questa era una e-
110 {J-^ ), e anche in Tiliole, Cisterna
poi videnza. Bisogna dunque trovar modo di
e Mortaiifìa nel Piemonte, altri luoghi chiudergli la bocca (cioè a'coui ponenti la
della s. Sede. Da Benedetto XIV fu di- Corte di Roma del qual vocabolo an- ,

chiaratone! I 7S2 vescovo di Diocliaesuf- che nel voi. LXIII, p. i53 ne ragionai).
fiaganeodi VtlIelri.PubblÌLÒ alcune pio» Fecero una giunta alla provvisioue (di Be-
1

i6 VEL V E L
nedoUo XIV), acciò quello che si dispo- colla riunione delle milizie, incaricandj
neva doversi operaie nello stalo alla mor- lutti i governatori a perseguitarli e cai
te dei Papa, avesse a operarsi a Yellelri cerarli, sparando anco control medesimi
olla morie del vescovo. Così tagliavasì il fino ad ucciderli impunemente. Già a'aj
«odo nel quale lo Anlonelli li aveva av- giugno dello slesso 76 1 era morto 1
il cai
volli, e che non potevasi distrigare ". il dinal Delci, ed a'i3 luglio gli era succe^
Pauco parlando della bolla di Clemente duto il cardinal Giuseppe Spinelli, Iraslalo
XI 1, dice clie proibisce alcune costnman-
1 da Porto e s. Ruffioa,e rinunziato 1' ar-
te delle città e de'Iuoghi dello stalo eccle- civescovato di Napoli. Questo cardinale
siastico nellamorte del Papa; proibizione a'2 gennaio 1763 pubblicò alcune rifor-
che si anche alla città di Velletri
eslese me concernenti i tribunali di Velletri. Fu
pel diritto che esercitava, vacando la sua il di lui governo sì nell' aramioistralivo,
sede vescovile, a mezzo del magistrato e come nel giudiziario esattissimo. Era tal-

dei pubblico consiglio,ed anche nella mor- mente rigoroso nella giustizia, che al mag-
ie o partenza del podestà, di eleggere due gior segno tenne a freno i delitti. Lasciò
lettori e un giudice cittadini, che assume- tanto nome e rispello per la sua giusti-
vano il comando e governo assoluto del- zia, che ne' governi posteriori, accaden-
la città, sino all'elezione e al possesso o do qualche misfatto, correva per la boc-
del nuovo cardinal vescovo governatore ca del popolo questa esclamazione: Oh
o del nuovo podestà. Tale elezione ed e- Spinelli! Giunse a segno tale la di lui in-
sercizio di giurisdizione de' rettori e del tegrità, che proibì a'suoi famigliari di an-
giudice cominciò nel i5i 3 e finì neh 755, dare mendicando le mancie \)eì' Velletri
poiché dopo la detta bolla non ebbe più e sua diocesi nel Nàtale e nell'agosto. Mo-
luogo; e siccome veniva considerata da' rì questo celebre porporato a' 2 aprile
veliterni un memorabile avanzo di anti- 1763 con rammarico di tulli
,
buoni i

ca libertà restata al popolo, così Bau- il ciltadmi. A'i6 maggio e traslato da Al-
co riportò l'elenco di que'cittadini chee- bano prese le redini del vescovato e go-
sercilarono carica si onorifica con giuris- verno il cardinal Carlo Alberto Guidobo-
dizione assoluta nel comando, nel detto no Cavalchini decano. Non rallentò egli
spazio di tempo. Fra gli elogi de'più illu- punto il rigore della giustizia esercitata
stri cittadini, si legge scolpito in marmo dal predecessore.Fece eseguire la condan-
quello di Gio. Carlo Anlonelli, nel por- na all'ultimo supplizio data contro alcu-
tico superiore del palazzo pubblico. Nar- ni malfattori, il che servì a frenare mag-
ra Novaes nella Stona dì Clemente
il giormente delitti né minore fu la di
i ,

XIII, che nel 1761 continuando malvi- i luì diligenza e vigilanza nell'amministra-
venti ad infestare molti luoghi dello sta- zione pubblica. Sotto di lui, trovo ne\Bnll.
to ecclesiastico, principalmente le provin- Ron7. coni. t. 3, p. 1 1 5, che Clemente XI 1

cie di Alarittima e Campagna, fino alle emanò breve Sincera Jideifàei apri-
il

vicinanze di Roma, con grande spavento le 1765: Numerus Consiliarioriun civi-

e pericolo di que'popoli, il Papa risoluto tatis Veletri ex sexaginta ad qnadra-


di rendere a questi la quiete coll'estirpa- gìnta reduci tur, nec non tempus exerci-
re quelli onninamente, con un bando del iii Magistraturae de trimestre ad qua-
cardinal Torregiani segretario di slato de* drimestre prorogatur. Insorte contro-
18 agosto, ordinò l'intera osservanza de* versie fra il cardinal decano e la Con-
precedenti bandi e bolle, precipuamen- gregazìone cardinalizia del Buon Gover-
te quella di Sisto V; ed inoltre comandò 720, in materia di giurisdizione sulla comu-
per la totale estirpazione loro, si dasse il nità di Velletri, Clemente XIII per deci-
&cg(io col suono delle campane all' armi, dere la logione delle due parti avea de-
V EL VEL 17
pillalo nnn paiiicolare congregazione «li poraledi Velletri al cardinal decano, Si-
() cardini) coH'ucliloi'c del Papa per se-
li sto V e Clemente XIV, achei due car-
grelario. Questa vertenza finalmente fu dinali che senza di essa subentrarono a
risoluta sotto Clemente XIV a' 22 feb- reggere la chiesa veliterna, e per breve
braio 744^ favore del buongoverno: ma
1 ten)|)0, furono Gio. Antonio e Fabrizio
il Papa in riguardo a'meritì personali del Serbelloni milanesi d'una stessa famiglia.
vecchio cardinal Cavalchini attuale go- Essendo morto il cardinal Fabrizio, a'
vernatore »li Velletri sospese 1' esecuzio- 18 dicembre I 775 divenne vescovo e go-
ne della sentenza finché questi vivesse. vernatoredi Velletri il cardinalGio. Fran-
IVIorlo poco dopo il cardinale a'7 marzo cesco Albani. Il principio del suo gover-
1774, ne il cardinal Gio. Francesco Al- no fu lodevole; ma in seguito fu di tali e
bani vescovo di Porto e s. Ruflina dive- s^i gravi pregiudizi, che ancora può dirsi
lluto decano, né il cardinal Enrico Bene- che cittadini ne risentano danni, come
i i

detto M.' Clemente duca di York vesco- si esprime lo storico veliterno Dauco. Non

vo di Fra'*cati divenuto sotto- decano, vol- ostante lo loda come vescovo, qual per-
lero oliare a'vescovati d'Ostia e Velletri, sonaggio di gran senno, assai pralico de
per cagione della lolla giurisdizione tem- maneggi della corte, e di animo inclinato
porale, onde passò a leggere queste chie- alla clemenza. Il cardinale a' 6 settem-
se a' 18 aprile il cardinal Fabrizio Ser- bre 1777 emanò una giuridica istruzio-
belloni traslalo da Albano, giusto, carita- ne sulla cumulativa, cioè che le cause pu-
tevole e munifico. Ebbe però governo bre- ramente laicali potessero Irallaisi avan-
vissimo, essendo morto a'7 ovvero come ti suo vicario generale re integra, sen-
il

registrano le Notizie di Roma l'S dicem- za che la curia laicale avesse diritto d'im-
bre 1775, (juando però già Pio VI col bre- pedire questa giurisdizione fra 1' una e
ve Lt primuin, de' 18 novembre 1775, r altra curia, si dovesse appellare o a-
Bidl. Roììi. coni. t. 5, p.i 65: Confiriiia- vanli allo stesso cardinale, o al suo udi-
tio omnium, clsingulorumprivilegioruni tore di camera, o al suo uditore gene-
Emincntissimi Episcopi Ostiensis et Fé- rale, per ottenere la circoscrizione de-
lileniensis super privativa ejusjurisdi- gli atti. Pio VI volendo emulare 1' au-
elione indictis CivilatibuSytam in civili- lica magnificenza romana pensò d'apri-
husy criminalibns et oeconomicis, exclit- re nuove strade consolari, per rendere
sive ad quaecuinque trihunalia Urbis, più facile la comunicazione co' regni e

etiant congrega lionis ad considtanda cogli stali limitrofi, e peragevolare mag-


pontijiciae ditionis negocia designatae, giormente il commercio, nel 1779 ordi-
et reintegratio j'urisdictionis privativae nò che si abbandonasse la vecchia strada
prò omnibus oeconomicis communi la tis che da Roma conduceva a Napoli pas-
rdilrarum exclusive ad sac. Congre- sando per Marino, e per la macchia del-
gationeni Boni Reginiinis. In tal modo la Faggiola o Fajola sempre favorevole
il cambiamenlo di governo di Velletri fu asilo de' malviventi, e per Velletri, quin-
di breve durala, per avere Pio VI annul- di si riprendesse il corso della via Appia.
lala l'anteriore sentenza e ristabilita nel Conoscendosi da' veliterni il grave dan-

cardinal decano la giurisdizione privali- no, che da questo cambiamento deriva-


va.L'accademia Velilerna a vea fatto |)lau- va al loro commercio, restando la loro
so all'esaltazione di Pio Giu- VI col libro: patria dislaccala dalla viaconsolare, sup-
bilo della Società letteraria Folsca per plicarono il Papa a non permettere che
l'esaltazione di Pio /^/, Velletri 1775. Velletri avesse questo pregiudizioje qua-
Piaccpie osservare al Dauco, che due Pa- lora loro accordasse la grazia richiesta,
pi convenluali toUcrolagiurisdizioaelem- dall'erarìocomuDale sarebbe fatta la spe-
VCL. xc.
^

L fi /
i8 V E L V E L
sa (.li quel trailo di strada, che la disine- Vellelri nella visita della cattedrali.', do-
cavadairiicceniiata viaAppia sino alla lo- ve veniva ricevuto con profonda vene-
ro cillìi. Il l'apa esaudì i voti de' veliler- razione dal vescovo sulFraganeo, da lut-
nijche erogarono a tal uopo più di5o,ooo to il clero., dalla magistratiu-a e dalla
scudi, e posero marmorea iscrizione sul- nobiltà, e dopo qualche oin di tralleni-
la spianala del ponte Ros«o, in parie poi mento nel palazzo pubblico, prendendo
spezzala da' repubblicani del 1798. Nel un ristoro dal cardinal decano, prose-
pontificato di Cletnente Xlli erasi slabi- guiva il suo viaggio. Altra fermata face-
litodi piantare la selva detta del Comune, va in Albano nell'episcopio, ivi pure vi-

e porla a coltivazione di vigneti collannuo sitando la cattedrale. In sostanza, tranne


canone di paoli 84 il rubbio; in quello di il 1782, vi si recò ogni anno fino e inclu-
Pio VI si elFettuò, e così fu nutnenlata la sive al 1796, onde è agevole leggere i

rendita pubblica eia privata per la quan- particolari de' ricevimenti, brevi tratle-
tità di vino che vi si raccoglie. Avendo nimenti e passaggi per Vellelri, ne' Dia-
l'io VI intrapresala gigantesca disecca- ri diRoma all'indicale epoche. Fioriva
zione e bonificazione delle Paludi Pon- in questo tempo 1' eccellente architetto
tine (/'.), di persona volle recarsi neli 780 veliterno Nicola Giansimoni, di cui [)iìi

a vederne i grandiosi lavori. A' 6 aprile volte dovetti parlare con lode, Nel 1789
si pose in viaggio con pochi di sua corte, Pio VI rallegrò i veliterni per la promo-
giinise in Vellelri tra le somme dimo- zione al cardinalato del celebie concitta-
strazioni di gioia e di venerazione di tut- dino Stefano Borgia (^.), di cui e delle
ta la popolazione. Scese al pubblico pa- sue opere ragionai in tanti articoli, che
lazzo e prese alloggio all' appartauiento pegli argomenti che trattò ne usai van-
superiore del cardinal vescovo governa- taggiosamente; dotto, eruditissimo e ze-

quanto raccontai superiormente,


tore, per lante porporato. I veliterni ringraziaro-
da lui trattato con nobile magnificenza. no il Papa pertanto onore, donarono al

Vi dimorò quasi due giorni, ammise al cardinale 3, 000 scudi e fecero pubbli-
baciodel piede tutto il clero, la magistra- che feste per 3 giorni. Formò 1* animi-
tura e la nobiltà, ed ebl)e in dono dalla razione de' letterati, di cui era il mece-
cillà un (piadro di Giulio Romano rap- nate e l'amico ; e lo celebrai in principio
presentante l'Adorazione de'ss. RelMagi, di quest'articolo. Alcuni sediziosi del bas-
allorché si recò a onorare le camere de' so popolo,profillando della troppa liber-
conservatori. Celebiò la messa nella cat- tà che regnava in Vellelri pel mal go-
tedrale, cioè nell'altare della Madonna verno, vollero tentare una rivolta contro
delle Grazie, e lasciò in dono a quella i priori, il vice-governatore e la nobiltà,
chiesa un ricco calice cuna gran pisside forse coll'inlenzione di rubare e saccheg-
d'eccellente lavoro, auibo d'argento do- giar le case de' possidenti più ricchi. Ne
rato. L'8 partì per Terraciiia (1 .),o\e fucapo Francesco Ferrante,dello il Conte
si trattenne fino a' 20. Pio VI quasi in Spacca; ma con 100 birri venuti dalioma,
lutti gli anni del suo pontificato, cioè in e con arresti si rimediò a tempo, non sen-
quelli notati ne' citati orticoli, portava- za notabile dispendio del comune. Io ora
si verso il fine d'aprilee nel uiese ili mag- non posso tener dietro al can. Rauco nel
gio a Terracina, confine dello stato e fin narrare gli straordinari e deplorabili av-
dove giunge la nuova linea di strada ila venimenti, con minuziosi particolari im-
lui falla; vi si tratteneva a diporto e per portanti alla storia urbana, che comin-
incoraggiare le lavorazioni dell'asciuga- ciarono nell'infausto 1798 anche in Vel-
mento per i5o 20 giorni; quindi sia nel- lelri, i quali egli a ragione dice sem-
l'andare e sìa uel ritorno lralt{incvasi in brano incredibili, e forse ne' futuri seco-
V E L VEL 19
lisaranno piesi per invenzioni, menlre due bandiere tricolori. Allora prezzola-
sono lulte inconlrastubili veiitù acca- li gridarono, finito il dispotismo de' pre-
ilule sotto i suoi ocelli. Di e^si e de' po- potenti, morte a'tiranni, abbasso gli a-
steriori tui limiterò aun fugace cenno, ristocratici. Indi fu saccheggiato l'appar-
grande della storia dello
iJd[)puicliè pel tamento vescovile, e si elessero alcune
sialo papale, di sua Soi'ranilà e di Ro- cariche di polizia per regolare provvi-
ma, in quegli articoli e ne' relativi ne soriamente la città, i capi della guar-
tenni proposito. Abbiamo poi di P. Pel- dia nazionale, ed a tutti fu imposta la

lisseri: Quadro storico degli av^'enìmeii' coccaida tricolore. Si suscitava una con-
li più interessanti accaduti nella città traria fazione, quando comparvero in
di Velie tri, e nelle provincie di Campa- città 5o dragoni francesi col comandan-
gna e Marittima dall' anno 1798 al te di piazza e vari udìziali. A'24 si eles-

1 799, Vellelri 800. Dopoché nel regno


i sero i consoli provvisori, ed i giudici ci-
di Francia[f'.) si suscitò il faiiatisiuo del- vile e criminale. Per false voci di Ro-
la libertà, che .scosse il giogo monarchi- ma a' 26 si commossero i popoli vici-
co, e tentò d'abbattere ani:he l'aliare, si ni e i veliterni contro i france.si, i quali
rienjpì quella già florida regione d'orro- prontamente fuggirono. Armatisi gì' in-
re, di disordine, d'ogni scelleratezza. Non sorti, in numero d' 870 intrepidi mar-
si ristette il fanatico pregiudizio del libe- ciarono contro i francesi di Roma, ma
ralismo entro i confini della Francia, n)a tosto si sciolsero per via. I francesi inte-
qual torrente impetuoso ,sorraontate l'Al- sa l'insurrezione, in numero di 2600 e
pi, inondò quasi tutta l'Italia, portando condotti dal general iVIurat si diressero
in trionfo il libertinaggio e l'irieligione, a Castel Gandolfo, adronlati da' riuni-
insegnando la ribt^llionc a' legittimi so- ti veliterni ; i quali conosciuta la supe-
vraui. Invaso lo stato pontifìcio da' re- riorità del necnico, dopo combattimento
pubblicani francesi, ad onta del fatale si dierono alla fuga, inutihnente volen-
tiattato di Tolentino (^.), Roma 1'
i i dola impedire i marinesi loro antagoni-
febbraio 1798 fu occupata dal general sti. Pochi incauti rifugiatisi nel palazzo
Berthier, a' i5 venne promulgata la re- apostolico. Murai fece aprire il portone
pubblica Romana o Tiberina, innalzato col cannone, e dopo vigorosa difesa furo-
l'albero della libertà in Campidoglio, ed no tutti tagliati a pezzi. La desolazione
a' 20 il detronizzato Pio f J {V.) fu tosto si sparse in Vellelri dal suono del-
strappato dal Vaticano, e deportato in le campane della cattedrale, della torre
Francia gloriosamente morì in Valenza di Maria del Trivio e del palazzo pub-
s.

{V.). Saputisi da'velilerni i primi lagri- blico, che chiamarono all'armi; lutti fra*
me voli casi di Ruma e del Papa, ne re- pianti e lamenti non pensando che a met-
i

starono costernali ed estremamente com- tere in salvo la vita e le sostanze nelle vi-
mossi di spavento, prevedendo i gravi gne, ne'boschi e ne' paesi convicini,i quali
disastri che loro sovrastavano. Anche in furono larghi d'ospitalità per più giorni,
Vellelri non mancarono democratici, ma specialmente Cori. Murai sceso in Alba-
pochi, fra' quali un cattivo ecclesiastico no, lo saccheggiarono soldati; e giunto in i

romano ivi domiciliato, che aderente al- Velletri ilr.° marzo la trovò vuota d'abi-
la setta ebbe ordine dal general Rerthier tanti, tranne pochi animosi restati a cu-
di democratizzar la città; il che con altri stodire le case. Preso alloggio nella casa
20 eseguì 8 febbraio piantando avan-
a' 1 Borgia, fu scongiuralo a ritirare l'ordine
ti al palazzo pubblico l'albero sedicente del saccheggio di 6 ore e di atterrare la
della libertà, col solito berrettone rosso, parte inferiore della città, da'cav. Gio.
die dicevano berretta di Urulo, e con Paolo Borgia e Paolo Toiuzzi, che ria-
ao VEL V E L
scìi 0110 a plncai lo. Pei ò volle In multa <li mnzioni del popolosi atterrarono gli al-

4ooo scodi, e che in leiniine ili 12 ore beri della libertà, e il tluca ripristinò
tulli i cittadini tornassero alle loro case l'antico magistrato; ma sì bella armatii
sotto pena della confisca de' beni. Parti- poco ordinala e composta di 52, 000 sol-
to Murai nel dì seguente, i velilernico- dati, fu sbaragliala a Civita Castellana
ininciarcnoa ripalriure, esi contjbbe die da francesi e polacchi; ed il re Ferdinan-
87 erano stati uccisi e 5o feriti; mentre do IV fuggente da Uoma traversò Velle-
i francesi ebbero 664 morti sul campo, tii a' 12 dicembre. Laonde a' 17 ilicem-

182 feriti e 4o cavalli uccisi. Passali 4 bre cotivenne fare rial/are gli alberi del-
giorni venne una guarnigione di 5oo fran- la libertà, e nel dì seguente cominciò il

cesi, ed i patriotti ripiantarono gli alberi passaggio de' francesi per la conquista
della libertà nelle piazze del Comune, del di Napoli, e come gli aliti gravoso per
Piano e del Trivio. Si abolirono lulli i ti- gli alloggi e le forzose contribuzioni. Nel
toli d'onore, tulli dovendo chiamarsi cit- piecedeiite luglio, naira l'aiinalista cav.
tadini ; si distrussero gli stemmi gentilizi Coppi, la maggior parte delle provincie
e l'iscrizioni lapidarie, e atleirala la cele- di Alarittima e Campagna, allora for-
bre statua d'Urbano Vili, Ira'viluperii manti il dipartimento del Circeo, si sol-
della rabbia repubblicana, non polen- levarono, e corsero all'armi; furono tru-
dosi spezzare venne fusa col fuoco e ven- cidali o arrestali quanti francesi e patriot-
duto il metallo a prezzo vilissimo. Ope- li si poterono raggiungere. Ne furono
ralo il disarmamento, si fucilarono 4 cause immediate la soppressione di mol-
coujplici della rivoluzione. Disciolto il li luoghi timore della militare
pii e il

consolato provvisorio, si (ormò la muni- coscrizione. Prima però che que'sollevati


cipalità di 7 edili compreso il presiden- potessero unirsi e ordinarsi, accorsero da
te, del prefetto consolare, del fpieslore, Koma forti distaccamenti di francesi e di
del segretario e dei conunissariu di [>uli- polacchi, e sul fine dello stesso mese di
zia. Inoltre eranvi un pretore con 4 as- luglio Ferentino fu preso e saccheggia-
sessori, uno scriba ; un presidente e un to; lo slesso accadde sul principio d'ago-
prefello consolare e uno scriba di censu- sto a Frosinone ed a Terracina, non o-
ra. A'26 giugno fu brucialo il libro dello slante la ben ordinala e validissima di-

d'oro, che conteneva l'elenco di tulle le fesa degli abitanti. Con questi esempi di
famiglie nobili; e l'S luglio s'obbligaro- terrore la maggior parie degli altri luo-
no gli ecclesiastici a vestir da secolari, e ghi si sottomise senza combattere. Colle
montar la guardia. Si soppressero con- i commissioni militari furono quindi con-
venti degli agostiniani e conventuali, il dannali a morte diversi de' principali sol-
monastero de' basiliani, il collegio de' so- levati che caddero in potere de' vincito-
U)aschi e tutte le confralernile. Toltele ri. Furono questi sconvolgimenti dello
chiese furono spogliale de' vasi sagri d'ar- stalo romano che misero in grande agi-
gento ed oro, e di altre suppellellili pre- tazione la corte di Napoli. Quindi per
ziose, ìnclusivamenle alle corone d' oro provvedere a' propri interessi e non la-
nel 1682 imposte dal capitolo Valicano sciar penetrare nelle sue provincie i ri-
alia Aladonna delle Grazie e al divin Fi- voltosi, occupò principati di Beneven-
i

glio, ed alla petliera di pietre preziose. to e d« Ponte Corvo fin dall'aprile, e più
Avanzandosi l'armata napoletana per oc- tardi intraprese la suddetta invasione del
cupare lo sialo della repubblica, condot- resto dello stalo, con infelice esilo per al-
ta dal duca di Sassonia, a' 25 novembre lora. Ne' primi del 1799 fu ordinalo in
entrò in Velletri, essendone parlili i fran- Yellelii l'abbassamento delle campane
cesi co' giacobini, per cui fra le accla- delle chiese soppresse, ma poi al ripristi-
a

V E L V EL 21
naiiienlo del governo papale si resliUil- rinfozar 1' ala del principe di Rocca l\o-
lono; segni orribile carestia, ed i facol- niiina, e finalmente a' 3o giunse la lieta

tosi verniero gravali di l'orli contribuzio- novella che l'armata napoletana era en-
ni. Nel maggio ri[)a$saroiio i francesi re- trata inR.oma contemporaneamente a-
tliici dal regno ili Napoli, dopo averlo conseguenza della con-
gli austriaci, in

bc'iiespoglialo,quindi cominciarono a ve- venzione col general Garnier di dover


nne nelle provincie di Rlariltima e Cam- sgombrare francesi dallo stato romano,
i

pagna gl'insorgenti napoletani, e ne'pri- imbarcandosi a Civitavecchia co' patriot-

inì di luglio pure in Vellelri perseguitan- li. La truppa


massa comandala da di

do giacobini; però a' io luglio tornaro-


i l'ezza fu congedata a piccoli corpi, che
no i francesi e ne uscirono a'3 i , restando disturbarono e danneggiarono Velletri,
tlisciulta la municipalità e abolito l' op- Cori assai di più, e così altri limitrofi
pressivo governo democratico. Il i. d'n- luoghi. Queste truppe d'insorgenti napo-
gosto un uilìzìale napoletano con uà letani in massa arrolate dal cardinal Fa-
corpo d'msorgcnli e con una truppa di brizio Riilfo si appellarono della Santa

cnlnbresi monturati, entrò in Velletri e Fede e Sanfedisti. Se avessero accoppia-


vi atterrò gli alberi della libertà; a' 4 vi to la moderazione, l'onestà e l'ordine, e
giimse il general fVodio, tutti in nome di cosi dicasi degl' insorgenti veliterni, sa-
Ferdinando IV re delle due Sicilie. Sa- rebbero slati riguardiiti cornei più be-
putoci che dalla parte di Marino, uniti nemeriti e illustri difensori della sovra-
a'marinesi e a'palriolti, i francesi si diri- nità; ma gli eccessi commessi da molti di
gevano perla via diFaggiola alla volta di loro oscurarono la gloria della beli' im-
Vellelri per sorprenderla; i veliterni suo- presa. Per cui \ì vocabolo Sanfedista
nata campana airarmi,in un baleno riu-
la venne odio ad ogni classe di persone;
in

nirono un corpo di circa 4ooo, compresi talmente che nel dialetto napoletano /^/r
gl'insorgenti ei Calabi esi, con diversi pezzi Santa Fede, il men tristo che valga è ru-
d'artiglieria recandosi in alcune posizioni bare e rapinare. A frenare i delitti degl'in-

viuitaggiose. Informali di ciò i francesi, sorgenti, fu obbligala la pubblica auto-


non si avanzarono. ]Ma a'2 1 agosto grave rità di servirsi del rigore e de' castighi.
fu il timore de'veliterni in sentire Rodio Adunatosi il conclave in Venezia per da-
disfatto a Frascati, colla perdila di mol- re il successore a Pio VI.il cardinal Al-
la artiglieria e del bagaglio, preveden- bani pronunziò il Discorso tenuto nel-
dosi iu)mìuenle una scorreria francese, la cappella del conclave il d'i primo di-
onde ognuno peusò a porsi in salvo co- cemhre 7 99 «/ Sagro Collegio de' Car-
1

gli eifelli preziosi, restando spopolata la dinali congregato per l'elezione del fu-
città. Difutti da Rocca di Papa
i francesi turo Sommo Pontefice, \{.oma 1800. A'
marciavano per Faggiola per discendere (4 marzo di cpiesto fu eletto Pio VII,
a Velletri, se a' 29 non entrava in Vel- cui il re Ferdinando IV restituì lo stato,
lelri il general Micbele Pezza detto fra e il Papa nominò legati a latere a' 32 o
Diavolo con 2600 uomini di truppa in a'2 3 maggio cardinali Albani, Roverella
i

massa e 4 pezzi di caimone, con gran con- e Della Somaglia, per riceverne la conse-
Unto del popolo ritornato. Il Pezza pre- gna in Ron)a, il che segui a' 23 giugno,
se provvide misure per la difesa, e passò ed a' 3 luglio Pio Vii vi fece il suo ingres-
a dare il guasto a Marino, dov' eransi so. vSubilo fu riattivato l'antico governo
annidati i patriotli fuggiaschi, essendo il in Vellelri, e ne riprese le redini il car-
|)op()l() allora del partito repubblicano, dinal Albani co(ne governatore, venendo
secondo Hauco. A' i5 settembre Pezza gli alfari pubblici regolati da'priori e dal
parti da Vellelri alla volta d'Albano per consiglio de' 40. Sebbene Pio VII catu-
23 VEL VEL
biò il sistema goveroalivo ili tulio lo sta- rnbbio; propoi'zionatamente le veflova-
lo, la sola Vellelii eccellilo dalla legge glie, onde obbligati i cittadini a nudrirsì
generale. Con suo molo-proprio il Papa di pessimi cibi ne risentirono i tristi ef-

fissò in 75 articoli il sistema daziale, che ((;lli nel i8o3, in cui si manifestò nella
portò seco l'intavolamenlo de' beni co- città un morbo putrido così pestilenzia-
rnunitalivi ; provvedimento
onde prese il le, che in pochi mesi rapì 87G indivi-
iV incamerare beni di tulle le comunità
i dui. Il cardinal Albani passò all'altra
dello stalo. Per l'annullamento della mo- vita a'i5 seltembie i8o3, a cui successe
neta plateale, delle cedole e degli asse- a' 26 il vescovo Tusculano cardinal duca

gnali sotto l'estinta repubblica, anche in di York, che nel dì seguente ne prese pos-
Velletri restarono moltissime famiglie sesso per procuratore, portandosi poi in
miserabili e comunemente tutte indebo- V^elletri nel novembre, dove fu ricevuto
lite negl'interessi. Col detto regolamen- colla massima allegrezza, cordiali accia-
to restò pure la comune di Velletri spo- niazioni e pubbliche feste, poiché i citta-
gliata di tutti i suoi beni, che furono le ditii da pili di 17 anni erano restali privi
grandi tenute di Lariano, di Faggiola e della presenza del loro vescovo e gover-
del Comune, che vennero dal-
in seguilo natore. Narra il Pistoiesi, f'ita di Pio
la camera apostolica alienali, avendo ri- T^If, t. 1, p. 243. « Due simultanei edit-
servato però a favore de' veliterni tutti ti del cardinal Consalvi segretario di sta-
que' diritti civili che prima godevano. lo, ebbero luogo a' 23 settembre i8o5.
Questo nuovo sistema non fu d' alcun Essi per intempestivo rigore servirono
danno a Velletri, poiché, per la pessima come di fomite al nascente brigantaggio,
Amministrazione de' beni e delle rendi- che insensibilmente ingigantiva ed infe-
te comunali, il debito assorbiva di gran stava le male augurate Provincie di Ma-
lunga la sua possidenza. Restarono abo- rittima e Campagna, e che produsse di-
lite, come già deplorai, tutte le corpora- poi, come vedremo, l'infelicità di tante
zioni dell'università artistiche, che in famiglie, e per la proclamata amnistia il

questa erano numerose. Alla serie


città iliscredito della corte di Roma. Il i, "editto
dell'accennate afflizioni e guai, suben- raggiravasi sulla fabbricazione, ritenzio-
trarono a flagellare veliterni il terre- i ne e delazione dell'armi; ed il 2.° sulla ret-
moto, la fame e una terribile epidemia. ta, spedita ed esemplare punizione de'de-
A' 29 dicembre 800 in Velletri fu gior-
1 lilti, fino alla pena capitale da subirsi nel
no di spavento ed orrore per la veemen- luogo dell'aggressione iis locix ubi : m
te scossa della terra, che poco mancò a crassati sunl".¥vailiain\o Napoleone I
restare la città tutta fra le rovine sepol- imperatore de' francesi avendo dichiara»»
ta : giammai i veliterni ne aveano pro- lo re di Napoli il fratello Giuseppe Bona'^
vata altra simile, e non vi fu fabbrica parie, ordinò la conquista del regno; quin-
che non restasse lesa, per cui rinnovatesi di lo stato pontifìcio fu inondato di trup
«lire 3 sensibili scosse, i cittadini fuggi- pe francesi, venendo olibligalo il gover
rono alla campagna. Questo flagello non no a somministrare a' soldati transitan
terminò che a' 5 dicembre del seguente ti viveri e alloggi. A' 20 gennaio 1806
anno, nel quale si udirono 16 scosse. Nel- stanziarono per 2 giorni in Velletri t 1,000
la notte de' 3i dello slesso mese, susci- annali, compresa la cavalleria, oltre l'ar-
lossi in aria una tempesta cosi spaveii- tiglieria e bagaglie. Non può immaginar
che incusse non minor timore e
losa,
pericolo del terremoto. Nel 1 802 poi la
si

do
la confusione,
delle famiglie per l'insolenze
il disturbo e l'incorno
commes-
I
carestia comune a lutto lo stato fu ù se da'militari. Occuparono per alloggiare
grande, che il grano costava 4^ scudi il tulli i conventi e molte chiese; incomoda
V E L V E L 23
che non
in Vellelri cessò (Ino alla restau- cese, che tolse al cardinale ogni potere e
razione Ferdinando V col nome diFer-
(li I lo esiliò da Roma, passando egli a Spo-
dinando I. A'26 agosto 806 poco mancò 1 leto, e ove
poi in sua patria Sinigaglia,
che tutta la città non fosse eguagliata al morìa' 2 3 gennaio 1811, e fu lodalo con
suolo e i cittadini sepolti fra le sue rovine elegio funebre da mg."^ Teloni poi vesco-
pel lejribiIelerrefnoto,unode'più spaven- vo di Macerala. Per la sua età decrepi-
tosi per la durata di 28 minuti secondi. ta, ebbe la patria per grazia in rilega-

Caddero alcune fidjbriche, fra le quali le zione. Per la sua dottrina e sommi meri-
chiese degli Angeli e di s. Maria in Via ti poteva dirsi anche ili.°del sagro col-
Latade'basiliani: le abitazioni sconquas- legio. Napoleone I dopo aver occupato
sate di mano in mano rovinando, fu d'uo- il regno di Napoli, s'impadronì dello sta-

po deniolirle e rifabbricarle, e nella mag- to papale e di Roma, fece arrestare e de-


gior partesi doverono restaurare. Resta- portare in estero paese i cardinali, i pre-
li cittadini salvi, tranne de' feriti, per
i lati e altri 6 luglio
ecclesiastici, ed a'
aver invocato il soccorso della Madonna 1809 anche Pio VII. Avendo cambiato
delle Grazie, a questa resero solenni rin- il governo e diviso tutto lo stato in vari
graziamenti, con voto perpetuodi festeg- dipaifimenli, Vellelri fu dichiarata sot-
giare l'anni vei sario del singolare prodigio lo-prefellura e capoluogo della provincia
e di osservare il digiuno nel i.° sabato di di Marittima, con residenza del sotto-pre-
maggio vigilia di sua festa; ed inoltre fu fetto francese colla sua corte. Vi erano i

dichiarata protettrice della città, e col- tribunali di pace, e il collegiale di i." i-

locata memoria marmorea nella catte- stanza, l'ufìlzio di polizia. La magistra-


drale. Morto in Frascati (nel voi. Xll, tura era composta del maire e di due ag-
p. 325, di ciò parlando prima della pa- giunti, con consiglio di 4o cittadini. Vi
rola Frascati, perommissione tipografie» esisteva numerosa truppa di fanteria e
mancano le parole Ostia e Felle tri in,: cavalleria, essendovi il quartier generale
allritnenti sembra che morisse vescovo di Marittima con un generale di divisione
di Frascati, peroni qui vi supplisco), suo e suo stato maggiore, oltre il forte quar-
prediletto soggiorno, \\ cardinale York tiere. La sotto prefettura di Veiletri di-

1807, dopo giusto e glorioso


a'i 3 luglio visa in i3 governi abbracciò tra città e
governo,benemeritoco'poveri,e co'semi- castella i seguenti /\5 comuni, ed i capo
naristi pel locale formato per passarvi i governo distinguerò in corsivo. P^el-
ili

mesi estivi. A' 3 agosto da Porlo e s. Ruf- capoluogo e capo di governo. Ser-
litri
fina vi fu traslato il cardinal Leonardo moneta con Cisterna e Norma. Sezze con
Antonelli, il quale sebbene non avesse il Dassiano. Terracina con Soun'mo e s. Fe-
suo vice-govei nalore e il suo uditore per lice.Pipcrno con Maeuza, Rocca Gorga,
Veìletri, per tutti gli alfari d'amministra- Pisterzo e Acqua Puzza. Segni con Gavi-
zione comunale, e le cause specialmen- gnano. Gorga e Carpineto. f^alinontone
te criminali, prima che si decidessero, do- con Monte Fortino e Lugnauo. Paliano
veano essere da lui rivedute e esaminale. con Piglio, Serrone e Sgurgola. Gema-
I ministri che lo servivano erano esattis- nn con Nemi, Civita Lavinia, Ardea, Net-
simi, e il governo di lui fu ordinato e giu- tuno e Porto d'Anzio. Albano con Castel
sto. Come il cardinal Borgia, avea an- Gandolfo e Ariccia. Marino con Rocca
ch' egli accompagnato a Parigi Pio VII Priora, Rocca di Papa e Grotta Ferrata.
nel 1804 per la coronazione dell'impe- Frascati con Monte Compalri , Monte
ratore Napoleone I. Veiletri poteva re- Porzio e La Colonna. Cori con Giuliano
putarsi felice, se non fosse stato inter- e Rocca Massima. Dal nuovo governo
rotto il suo regime dall'occupazione fran- imperiale francese furono aboliti i luo-
24 V E L VEl.
glii d'asilo ài Cniica e Campo Morto. Non (poiché è Cauco che narra dì sua patria)
Irovantlo perciò iinalfuttoii dove rifugiar- «lavasi da lutti in gran tiujore: aveasidd-
si per noi) cadere nelle mani della giusti- ficollà d'allontanarsi dalle porte della cit-
zia, riuniiousi in diverse torme, che au- tà: nelle vigne e ne' campi non eravi si-

mentate da numero considerabile di essi, curezza; eniuno ardiva di abitare ne'casi-


infestarono l'intere popolazioni, impedi- ni di campagna". Dacché fu stabilito il go-
rono il viaggiare, lesero diflicile il com- verno francese, come in lutto lo stato, e-
mercio, comechè da tutti temuti. L'infa- ziandioinVelletri furono soppressi e chiu-
me arte usata da questi assassini, era d'ar- si lutti conventi^
i monasteri e lutte le i

restare i ricchi viandanti, e di sorprende- altre corporazioni religiose, le rendile de'


re padroni ne'loro poderi, e quindi tas-
i quali furono demaniale. Lo stesso accad-
sarli d'una somma considerabile di più de a'beni del vescovato, del capitolo e de'
centinaia e anche migliaia di scudi , da beneficiati. IMolti fondi di questi luoghi
farsi ricapitare sui monti o nelle foreste, pii furono venduti. Olire il vescovo, alcu-
dove strascinavano quegl' infelici ; colla ni canonici ecurali che ricusarono di pre-
condizione, che se nello spazio di tante slare il giuramento proibito dal Papa e
ore non fosse stalo loro rimesso il dena- l'ululo do'fiancesi, furono esiliali; onde la
ro, gli avrebbero uccisi. Altri di nottetem- popolazione per mancanza del pastore o
po, con ingaruio penetravano nelle case dì tanti sagri ministri , molto sollrì nel-
de'possidenli, le svaligiavano de'denari e l'assistenza spirituale, come altróve, ben-
de'piìj preziosi oggetti che potevano rin- ché non risparmia ronsi sacerdoti rima- i

\enire, e per somma grazia loro lasciava- sti e non chiamali al giuramento nel col-

no la vita. Molti uomini e anche donne tivar la vigna del Signore. Il Dauco nel
furono le villiuiedi questi mostri crudeli, rilevare quanto fosse abborrilo il gover»
che a sangue fi eddo uccidevano con tor- no francese per le sue vessazioni, coscri-
Dtcnli inauditi chi loro capitava in mano, zione, dazi straordinari, conliruie e for-
e spesso lo stesso inforliuiio colpiva quel- zose contribuzioni, incomodi d'alloggi mi-
liche presentavano la tassata rapina. Per litari e pe'danni che cagionava alla Ghie- >

quanta industria adoperasse il governo sa; nondimeno loda buoni i stabilimenti


francese, mai gli riuscì d'estirparli. » Po- di polizia, l'esattezza e rigore della giu-
leva al certo la potenza francese togliere stizia co'delinquenli, per cui in Yelletri
questi mostri dal mondo; ma siccome fu sullo tal governo non accadde alcun orni-
da esso governo imposta una tassa binie- cidiOj e fu rara la delazione d'armi. Nel
sommi-
strale della del brigantaggio, che declinar deirini[)ero di Napoleone I, egli

nistrava non piccola somma al pubblico fu abbandonato dal cognato Murai re di

tesoro, non veniva presa alcuna forte de- Napoli, alleandosi coll'Austria e facendo
liberazione per ottenere il fine, acciò fos- tregua cogl' inglesi nel gennaio i8i4-
ie questa contribuzione permanente. Ri- Quindi si n)osse dal suo regno, ed occu-
j)ristino.>si il governo pontificio, e questi pò Roma e gran parie dello stalo papale,
ussassini seguitavano ad infestare special- fissandovi il governo provvisorio napole-
mente le due Provincie di Marittima e tano; il perchè in Yelletri al sotto-prefet-
Campagna, doveeransi annidali. Questo to francese successe il napoletano, e cos'i

governo fu più energico del francese con avvenne de'giudici, della polizia e della
vari stratagemmi e con rigorose ordina- guarnigione.
zioni ; finalmente sotto il pontificalo di Restituiti ì suoi dominii a Pio VII,
Leone Xll videsi del tutto estirpala que- rientrò in Roma trionfalmente a' 24
sta genia. In Velletri accadde qualche tra- n)aggioi8i4- Già in Yelletri a' 10 apri-
gico caio di questi funesti assassiui : qui le soleiutità di Pasqua erasi cautato ti Te

1
VEL VEL 35
Di uni per la libernrione della prigio- lo «lesso efTelto sej^uir ne dovesse (|iiel

iiia il(.'l l'upu; tua tlupu per un foi-Uiilo proporzìuiialo sistema, atto ad evitine
avvciiinieiilo insorse grave tumulto del (|tialuii(|ue collisione di politiche e mili-
p(jpulo contro In gtictinigiune, senza rile- tari operazioni. L'editto ricliintnò in vi*

\iinti conseguenze. Tale disastro si rio- gore quelle disposizioni altre v(jhe e ne»
novo a'26 maggio per l'indisciplinatezza gli altri tempi emanate, e specialmente

di 4<JOO soldati napoletani che ritorna- iolto il pontdìcato di Sisto V. In esso


vano nel regno; anche questo Iranjbusto niiin luogo vedevasi eccettualo, ma si e-
III. n chlie deplorabile risidlato, partendo stendevano le pontificie determinazioni

l'insolente troppa nel dì seguente. A' a6 anche a'Iiiughi baronali, avvegnaché esi-
Sellembre di detto anno fu preconizzalo gesserò questi una speciale menzione,
vescovo d'Oslia e Vellctri il decanocardi- L'impresa che credevasi della piìi facile

Hill Alessandro iMaltei, dopo treanni e più esecuzione riuscì sotto tutti gli aspetti la

d'8 mesi di sede vaciinle, che tosto prese più malagevole. Non bastando i primi
possesso del vescovato e «lei governo, ri- provvedimenti si venne a'secondi, indi a
ccvuto da'veliterni con indicibile giubilo degli ulteriori e si aumentarono le furze:

u venerazione,! quali da quasi 5 anni e- si spesero somme enoriru; a%coltaronsi i

rano restati privi del pastore preside. Al- progetti di molti, ma niuno de' tentativi
l'annoi 8 4'! 1
i^islolesi, / ila di Pio VII^ riuscì a svellere la pianta venefica, che
I. 4> P-
2*2) riporta. " ÌNè a rpiesto solo si spargeva i mortiferi influssi su quella pur
limitarono le core ili l'io VII. Egli vide, troppo male augurata provincia ". Seb-
che per una di quelle tante infauste con- bene una nuova |)outil!cia costituzione
seguenze della cessala invasione, diverse soppiesse le baronie e le particolari giu-
conventicole di malviventi andavano per- risdizioni, e pose tutti i popoli dello sla-
torbando gravemente alcune provincia lo pontilicio sotto le leggi generali (tran-
delio slato pontificio a segno, che n'era ne e in parte i pochi feudi che cessarono
lesala pubblica non meno che la priva- nell'odierno pontificato), pureVelletri ri-

la tranquillità. Que' provvedimenti, che mase sottoposto al governo del cardinal


l'umana prudenza e la saggia politica vescovo, non ostante alcune rimostranze
suggeiir possono sull'oggetto iujportanle fitte da'citladinì al Papa per esser colli-
di ottenere la estirpazione deli'mfeslanti presi nella nuova riforma; laonde si prò*
conventicole de'uialvi venti, furono poste seguì T antico costume dell' elezione de'
inopera coll'editlo pubblicato il giorno 3 priori e degli altri pubblici uffiziali col
dicembre. La provincia di Maiitlioia e consigliode'4o nobili. Intanto l'erarioco-
Campagna soggetta alla delegazione di inunale pagava il vice-govei nalore, i cau-
Frosinone offriva uno spettacolo di orro- cellieri e la forza, mantenendo i carcera-
re all'umanità, ed un motivo a'timori di ti j meiilre la popolazione era obbligala
chiunque fosse coslretto di transitarvi, a soddisfare al pagamento di lutti i dazi
Vivevano i crassatori in quelle macchie generali dello stato. In tal modo Velie-
fra le gole de'monti, e ogni giorno vede- Iri per mantenere la giurisdizione deca-
vasi contrassegnalo da un nuovo delitto, naie, era gravala di doppie imposte so-
.SilFatle circostanze non isfuggirono alla pia ogni altra popolazione dello stato. Il
considerazione del Papa, il (|uale ordinò, Villctti nella Pratica della Curia Ro-
i.he agli esecutori della giustizia, che già manaedc' tribunali di Roma e dello sta-
aveano con buon successu eseguila la cai- to, Roma 18 i 5, nel t. 2, p. 8 1, tratta: Z>e/
tura di molli individui di quell' infame Trihnnaldel Cardinal Decano.» ì\car-
conventicola, si aggiungesse (|ualche di- dinal decano del sagro collegio è vescovo,
iUccaroeulo di cavalleria, che u^cudo j)er ed iusieme governatore perpetuo d'Ostia
0.6 V E L V E L
e Vfclletri, con alili luontii della diocesi. cui si die alla coltura delle scien7e in mo-
Alza perciò Iribuiiale tanto in Vellelri, do, che [)resso i letterali fu in molta sti-

(juaiUo in IloMia, per giudicare con giù- ma. Fu segretario della società Yolsca, e
lisdizione privativa, ad esclusione delle per un triennio dittatore. Pubblicò varie
s, congregazioiii della Consulla e del sue produzioni, virtuosamente esercitò di-
Jìuon gDverno, e di qualsivoglia Tribu- versi incarichi, nel 1798 salvò la patria dal
nale eli Homo, le cause lolle civili e cri- già narrato estremo pericolo. Fu corte-
minali delia sua diocesi, sieno quelle tra se e probo, e si rese amabile e desiderato
laici, oppure Ira ecclesiastici; su di clic, da tutti. Si legge il suo Elogio negli yJtli
per quel di più che si potrebbe dire , ci della società f'olsca, t. 1, p.iq 5. Il ci-
liporliatno al breve stampalo del souìrno tato Pistoiesi al già liarrato aggiunge
Furilelìce Pio VI de'i8 novembre i'/'j5. nell'anno 8 9 a p. 2 11.» Non senza pro-
1 1

ìli Vellelri giudicano con giurisdizione fondo dolore vedea Pio VII aumentarsi
cumulativa il vice-governatore ed il vica- il numero de'malvivenli, che infestavano
rio, e da' giudicali dell' uno si ricorre a- la provincia di Marittima e Campagna.
«anli dell'altro. In Roma tiene un udi- Ninna impressione prodotta avea sull'a-
tore genei ale prelato, e questi giudica iu nimo di que'malfaltori , o il rigore che
figura di Segnatura, e di giudice ordina- spiegava giustizia, o la dolcezza delle pa-
rio, in rappresentanza del i.° carattere terne persuasive per richiamare quegl'i-
aauuetle o iiegii i ricorsi da'giudicali de' niqui sul retto sentiero. Gli omicidii , le
giudici di Vellelri, ed auclie da' propri, Grassazioni, i ricatti aumentati, si aumen-
qualora avrà giudicalo come giudice or- tarono pure le sollecitudini sovrane per
dinario. In figura poi di giudice ordina- dis()erdere quest' orda d' iniqui che tur-
rio, giudica le cause tanto in grado di ap- bavano quasi im[)ui)emenle la sociale
pellazione da'decreti de' giudici di Velle- Pure inutili riuscirono lepre-
tranquillila.
lri, quanto anche in I, 'istanza nelle cause, mure del sovrano, poiché a misura che
ove si traila d'obbligo camerale, oppuie aumenta vasi il rigore, si accresceva il nu-
quando il reo convenuto, benché sia di mero di quegl'infami, esi commettevano
Vellelri, dimora in Roma. Da'decreti di continue atrocità e misfatti su quella pro-
questo uditole generale si |)uò ricorrere vincia. IN'è la presente soltanto, ma vana

all'uditore di camera del cardinal deca- pure era stata la misura che venne in ,

no, e poi Uditore del Papa. iVotaro


all' conseguenza del concordato fra la corte
di <|ueslo tribunale è quello, che s'incon- tli Roma e quella di Napoli de' 19 luglio
tra a servire il cardinal decano ^;ro tem- 18 r8, diretta ad estirpare quest'orda di
pore , e perciò è mulabde insieme colla ladroni, che infestavano la provincia. Ma
persona del cardinal decano". 11 cardi- parveche disponesse Iddio, che do- inutili

iialMallei nel 1817 fiece una nuova ri- vessero rendersi lesollecitudini palernedel
forma sopra tribunali di Vellelri. Nel
i Ponlefice per riserbarne la gloria a Leo-
i8i5 la fame afflisse veliterui, in uno i ne Xn , sotto il cui glorioso pontificato
a buona patte dello stato pontifìcio; gran- (juelle terre e quelle selve più non vide-
de fu dunque la carestia e durò quasi uh ro le orrende catastrofi a cui le assog-
intero anno, ed il comune colle sue be- gettavano gli scellerati co'Ioro frequenti
nefiche provvidenze salvò molli indivi- misfatti. Non é pero a negarsi, che tutto
dui dal perir d'inedia. In detto anno pas- dal suo cauto operò Pio VII a beneficio
sò tra' più il velilerno conte Paolo M.' de'propri sudditi, e alla tranquillità del-
Toruzzi, meritevole di sommi elogi. E- la regione infesta la". A '20 aprile I 820 mo-
gli fu tra' pochi che conobbe nella sola r'i il cardinal .Matlei, ed a'29 niaggio fu
virtù consistere la vera JVubiUà{f'''.), per preconizzalo il cardinal Giulio M." della
V E L V E L ?.7

Somnglia, già vescovo Ruf- di Porfo e s. l'i, e lo confiilò ail alcuni suoi faniigli.i-
fìna, che fin tla'28 tlel pieceilente avea ri. Questi in suo nome imposero nuove e
Assunto il governo. Il Marocco riporta una gravosegabelle,8enza intelligenza «lei ma-
iscrizione che trovò dipinta nell'episcopio gislrato e del consiglio. Ardirono d'ahro-
appartamento del palazzo Vecchio, che gare il privilegio del mercato franco con-
dice avvenuto il suo ingresso a Velletii cesso da Gi-egorio XIII in tutti i sabati
a' 11 ottobre. Subito egli abbraciiò al- dell'anno, e in ciò anco di derogare agli
cune disposizioni del codice generale del- statuti municipali. L'erario comtmale non
lo stato ritenendo peto 1' antica forma
,
veniva con f|uesti nuovi dazi aiuuentato,
della giudicatura. Abolì il magistrato an- perchè il denaro colava in altre (nani. In

lieo de'/'/7on {/^.), e gli sostituì quello del tali critiche circostanze i veliterui rinuo-

Go tifa lo niere 8 anziani, com-


[T'.) cogli varono con maggior ardore a Leone XII
ponendo il consiglio misto d'una metà di i reclami per essere liberati dalla giurisdi-
nobili e l'altra di civili cittadini. Il gonfa- zione decanale, e compresi sotto la legge
loniere si scelse Ira' nobili, e gli anziani si generale dello stato, pe'maggiovi dispen-
nresero metà da' nobili e l'altra dal celo dii cui soggiacevano. Il Papa conosciuti
di cittadini civili. Tolse la squadra de' gì' inconvenienti di questa [)rivaliva giu-
birri col bargello malveduli;e presidiò la risdizione,si risolse restringerne il potere,
città colla guardia de'carabinieri detta di mala morteglielo impedì. Il cav. Ar-
polizia, come in lutti i luoghi dello sta- laud nella Storia di Leone XH^ t. i,cap.
lo, colcommissario tli polizia. Prese lo- 8, racconta. »> Parecchi briganti , sparsi
devoli provvedimenti sugli interessi co- nella Campagna di Roma, inquietavano
nuinitativi, onde l'azienda comunale in ilgoverno con una sfrontatezza inaudita,
pochi anni esiinsei debiti, ed alla sua mor- Mal puniti sotto il passalo regiuie ora ,

le fiu'iino trovali nell'erario del comune arrestati e incarcerati, o deportali in a!-


1 7,000 scudi. Era allenissimo di far gra- tre provincie, ora prosontuosi di un per-
zia a'delinquenti condannali, avendo per dono che sembrava forzato, volevano es-
massima: giustizia vìoderataj grazia a ser considerali come una potenza che ,

nessuno. Questo inflessibile principio ten- potesse trattare colie altre. S[)eclivano le
ne a freno non poco la popolazione dal loro cenciose deputazioni ad imporreleg-
comrnellere debiti. Stabilì una congre- gi persino alle città, e volevano ostaggi,
gazionedi persone scelte e inlelligenti per Un certo spirito pubblico, malamente di-
gli ornali e le fabbriche della città. Da retto da calcoli meschini, concedeva una
questo stabilimento cominciò Velletri ad protezione condizionale a que'ribaldi per-
essere abbellita maggiormente nella co- turbatori, il cui numero ogni giorno in-
struzione dell' abitazioni , nella rinnova- grossava. La paura, vile consigliera, raf-
zionedelleslrnde,ein tutlociòcheconcer- freddava le buone intenzioni de'gover-
ne l'interno ornamento della medesima, natori e de'loro luogotenenti. Per mala
E si die principio da lui alla fabbrica del sorle quel cotale straniero malcontento,
nuovo pubblico palaz70,ora dello delega- che tanlo si lagnava del governo, altra
tizio. Fortunata poteva reputarsi Velie- società non avea, se non quella ilegli al-
tri, se il cardinal Della Somaglia non fos- tri foraslieri,che, giungemlo a Roma per

se stato distratto ilall'incarico tìlUdatogh, diverse strade, narravano pericoli ne' i

nel finir del seltenibreiBxS, di segreta- quali erano incorsi nel loro viaggio. A.
da Leone XII. Egli fra laute
tio di stalo f{uesli dolorosi disordini bisognava ap-
incumbenzedel governo generale non pò- prestare un rimedio pronto ed
attivo: Leo-
leva pili di proposito attendere a »piello ne XII era diciòpieuamente persuaso me-
parlicolare di Vclletii, con 80 auui d' e- glie che ogni altra persona de'suoi sluli.
i8 V E L V E L
M tlisse clie il corilinal Severoli lo consì- cesi, Segni, Sene e Pi perno (quest'ulti me
- gliò d'incaricare duna missione pacifica due liunitt^alla diocesi di Tei niciua). («li

e insieme militare il cardinal Paliotln, co- nLilimli di queste montagne sono labo-
me risoluto, coraggioso e naluralnienle ru>si, industriosi, e non teoiono né il fVed-
piìi disposto a comandare determinario- do, né il caldo. E cosa coaiune per essi il

tii di rigore , condui re da


che a lasciarsi p»'rcorrere a piedi 3o ed eziandio 4o le-

Cdlcoli d'una ragionala clemenza. Leone glie in 9.4 ore. Le generazioni crescono
XII proponevasi tli temperare lo zelo del robuste e belle: vi s'iiicuntrano molle di
capo d'una diflìcile intrapresa, la qua-
s'i quelle corporature maschie e vigorose.cbe
le, perchè ben riuscisse, dovea essere de- Guercino ha dipinto su'suoi (pta-
Sjiessoil

licatamenle condotta. Si ottenne qualche di Ledunne,ed anche le ragazzette, ban-


i.

Juion esito, tuttavia senza un cocnpiuto no Un fare franco e determinato, e piene


trionfo,qitanlunquesiansiali'uopoiinpie- di animo e di brio attendono per Io più
gali sulle prime ulliciali sperimentati : la alle faccende domestiche, l loro costumi
somma è , ilie almeno si posero le basi sono esemplarissimi: qualunque minima
d'un futuro stabile ordinamento, che for- colpa verrebbe punita col più solenne di-
inerìiun duicvole soggetto di gloria nel sprezzo. I paesetti sono mal fabbricati, e
bel mezzo del pontificato di Leone Xll". si può dir quasi che non vi si conoscono
INel seguente rap. () soggiunge l'Artaud. sliade. Si viaggia per quelle montagne
« Nessuno lagnriassi di trovare in qiie- cos'i alla ventura, come faiebbesi ne'de-
8l'opera alcune partirolarizzate notizie serti. Un
grande albero, una rovina sono
Sidl'originc e sui carattere di que'malvi- isegnali più ordinari, che tracciano la via
venti, (he allora appellavansi briganti^ per recarsi da un paese all'altro. La ter-
però che io credo che sin qui non sianse- ra, abbastanza fertile, produce frumento,
ne pubblicatedi abbastanza esatte. Il pae- grano turco (zen mayz di Linneo, che
.se degli antichi volsci forma una catenadi l'Alberti chiama anco melicone.)^ legumi,
iiu)ntagne, che occupa un'estensione geo- frutta, vino, ulive e tabacco: vi si tentò
grafica di 3o leghe di lunghezza per 5 di pure la coltivazione del cotone, tua il di-
larghezza. Queste montagne erano il ni- fettodi manufattare per lavorarlo ha fat-
do di briganti: è diflìcile il trovare una lo abbandonare questa sorte di coltura
situazione, la quale contener possa mag- assai costosa.La legna non ha alcun va-
gior quantità di gente al coperto delle ri- loie: non bisogna far altro che tagliarla
cerche dcH'autorilà. Sono desse fortifica- e trasportarla a casa. Non vi hanno abi-
le dalla niitura; poste tra il mezzodì e il fazioni isolate: tutti sono raccolti ne' vii-

levante di I\oma, cominciano alla distan- b'^ggi, i quali sono popolati da 5oo sino a
7a d'8 miglia da (piesta città e vanno a 5ooo anime. Questa popolazione è divi-
finire nel regno di Napoli, ne'dintorni di sa in due classi, ciascuna delle quali veste
Alpino, patria di Cicerone: confinanti a diversamente. Quelli che compongono la
levante cogli Apennini, a mezzodì colle Aorg/iesM sono vestiti alla francese, come
Paludi Poiiiine, a ponente col monte Al- gli abitanti delle nostre piccole città; il

I)ano e Tii«coIo, inumo a settentrione le popolo ha una loviua particolare, e por-


pianuiedella provincia di Campagna, so- ta un cappellaccio largo e basso, con la

la parte accessibile, ma pericolosa, per- faida rialzata a destra ed a sinistra; il pae-


cliè presenta una gola avente una sola sano non [)orta cravatta; la camicia è sem-
Le u)onlagne, di
liscila. cui qui parila- pre aperta al petto. Il resto del vestire
mo, che sono gli antichi 0}oiiti Lepini, toiisisle in un giubbetto di tela bianca,
olirono una popolazione di 3o a 4o,ooo che discende sino alle anche, in brache
anime. CoDiprendonoaScomunieS dio- curie, generalmente d'una stoila di lana
-

V EL V L L 29
roma tendente al colore di cannella, die delta senza colleia. A questa domand.i
ait'iviino appena al gìnocciiiu il quale , potranno rispondere le st^guenti conside-
rimane sempre nudo. Non usa culzjue, se razioni. I paesi di cui io piulo, hanno ap-
si eccettua un pezzo di cuoio ili bufalo, partenuto sino alla (ine del i 8 6 alla fa-
1

che per mezzo di curdiceiieè unito in for- miglia Colonna, famiglia ben nota nella
ma di coturno ad un [teezo di tela che storia del secolo XII. Quesia, nata nel se-
cuopre le gambe. Questo è il vestire gior- no ile'disordini delle guerre civili, spesso
naliero. Quando i paesani vanno alla in guerra co'Pontellci, Cdgli Orsini e con
chiesa, od in città, tutto il loro vestiario non
altre possenti famiglie, «laluralmente
di ccremonia consiste inuna giacchetta pensò ad non a formare de'sol-
altro, se
simile allo spencer degl'inglesi, di panno dati. In que'feudi chi non avesse saputo
l'osso come quello delle brache: la por- maneggiare un'arma, sarebbe stalo chia-
tano essi sulla spalla e sul braccio sini- malo indegno d' essere un suddito Co-
stro, di maniera che \eggenduii un pu'da loimese ed in certe occorrenze non a-
^

lontano si prendono come vestiti di bian- vrebbe trovala grazia appo il suo signo-
co dal lato destro e di rosso dal sinistro re. Questa famiglia, quantunque soven-
(bisogna tener presente l'epoca in cui te domata da'Ponlefici, non si era mai
scrivea l'auloie, cioè i punlirìcati di Pio riconciliala con essi: aveva sempre con-
VII e Leone Xll,de'quaii e di Fio Vili servato uno spirito d'opposizione a' Fa-
scrisse e pubblicò le applaudite storie da pi, ed a malgrado delle loro minacce, ha

cristiano sincero. JNe' pontificati de' ilue sempre munite le sue fortezze di soldati
prin)i fu r.° segietario dell'ambasciata di portanti la nappa verde. In questa con-
Francia, perciò storico contemporaneo diziose di cose , i governatori Colonnesi
che fu (eslimonio di quanto narra, e di ben poco si affannavano della moralità
tutto pienamente istruito.Sui nostri costu- degli abitanti de'paesi soggetti alla loro
mi fecestudi accurati,couie lo dimostrano giurisdizione. Bastava ad essi aver uo-
le lodate sue opere). Questi meschini ve- mini atti al servizio uiiiitare. I Colonna
getano nella più crassa ignoranza. Hanno volevano esercitare assoluta ed esclusiva
poche scuole, pochissimi maestri, aluie- giurisdizione nelle loro provincie. L'au-
uo così era non ha mollo tempo. A mal- torità del Pontefice limitavasi a trasmet-
grado tuttavìa di questa profonda igno- tere bievetli di chierico (noterò, che ciò
ranza ,
pare che la natura abbia voluto è male espresso; l'Artaud intese allude-
in qualche modo compensare que'popo- re a quelli che prendevano la prima ton-
li.Sono essi dotati di una somma sagaci- sura pel (ine di togliersi dalla giurisdizio-
tà, ed hanno famigliari motti assai spiri- ne de'tribunali laicali e godere qualche
tosi. Nel loro dialetto usano di parecchie privilegio clericale) a tulli gli uomini o-
espressioni latine : dan-e come i latini, nesti che li chiedevano. Muniti di que-
uo essi del tu a tulli. Se incontrano un sti brevetti, erano esenti dalla giurisdi-
prelato lo salutano con queste parole
, : zione territoriale. Ma questo non era un
2^ua Eccellenza. Basta loro la conversa- passo all'incivilimenlo di qua' paesi : ri-
rione di IO nùnut'i per giudicare assai mediavasi ad un disordine con un disor-
prossiuìamenle del nterito morale della dine. Sopravvennero francesi nel 1809,
i i

persona colla quale hanno parlato. Al- Roma che


quali slabilironsi nella città di
cuni domandano perchè questi popoli so- avevano chiesto di attraversare solamen-
no I iinasti in tale specie di abbrutimento, te. Essi rovesciarono ben tosto la giuris-

che in molli di essi ha generato le più dizione de' Colonna, ed in seguilo dipoi
orribili passioni, il ladroneccio, i ferimen- tandosi meglio, pel bene del paese, di
ti e la ffiotle nelle Itti, e p«isino la vea- quello che avessero couiincìalO) vi ordi-
3o V E L V E L
narono con mollo vigore e buon esilo del- Je grandi vie. A poco a poco l'ordine si

le iiuturilù muuicipaii e de'tribunnli. In è lislabilito: ma quel mesliei'o era sem-


i;iò l'opinione secondava rammiiiistrazio- brato una buona cosa ad alcuni sUanie-
iie; e puossi dire, die io spirito pubblico, ri. Molli faci noiosi del paese^ litigi' ìi,ma.
senza il soccorso deirarnti, distrusse qua- neggiatori di coltello, abbandonavano es-
si interamente il brigandaggio. Neil' an- .si pure la loro famiglia per unirsi a que-
noiSi i e neli8i2 i briganti erano in sì gli stranieri ,
quando la forza pubblica
piccolo numero ridotti cbe se ne conta- mallevasi in cerca de'dislufbatoi-i dell'oi--
vano 7 od 8 comandati da certi fratelli ca- dine. V'ebbero persino degli sposi pio-
labreìii. Ma neli8i3 la medesima animi- messi , unirono alle bande de' la-
cbe si

iiisliazione francese distrusse quel jio'di dri, dilferendo le nozze al giorno in cui
Jjenecbe avea fallo negli anni auteceden- avessero ottenuto un* amnistia. Sventa-
li. S'imposero, come altrove, agli anticbi rate donzelle dicevano con dolore e qual-
leudi de'Coloima gravi requisizioni in uo- cbe volto con orgoglio: - Il mio promes-
mini, in cavalli, in denaro. Si consumalo- so è alla montagna 1 - Tal era la situazio-
no, prima eziandio cbe fossero scadute, le ne del paese che volevasi pacificare. In-
Jisle della coscrizione: si vollero persino tanto alcuni membri delle municipalità
tutti i cavalli, senza eccezione alcuna: si locali non facevano il loro dovere una :

pretese ordinare guardie d'onore... Na- commiserazione inescusabile confondeva


poleone dunque non avea cognizione al- il loro spirilo. Bisognava dunque soste-
cuna dello stato di questi paesi? Quegli nere energicamente l'autorità fedeli al
ubitanti irritati, tornarono a'Ioro primi- loro dovere, istruire le deboli delle loro
livi costumi. Si formarono bande di fa- obbligazioni, punire con fermezza i mal-
ziosi così detti yjo//Y/ci, die commetteva- cbe potevansi arrestare, e usar de-
vagi,
lio ogni maniera di eccessi sulle pubbli- menza insieme con certi caratteri irrilabi-
che strade sotto pretesto di molestare le li, aumentare il nu-
capaci di portarsi ad
inilizie di Gioacchino Murat. Alcuni co- mero Leone XII, determinato
de'ribelli.
mandanti romani, troppo deboli, dopo la d'annientare questo sedimento infetto di
partenza del governatore francese,annun- brigandaggio, chiamò a se gli uomini pro-
trarono, che tutti quelli che prendessero bi e religiosi, che avevano dell'autorità,
Je anni, e contribuissero a stabilire la si- del potere in que'paesi, per concertarsi a
curezza delle strade, otterrebbero un per- tale bisogno: fece distribuire ricompense
dono generale per tulli delitti anlerior- i a'piU zelanti promotori del buon ordine;
mente commessi. Mezzi imprudenti e fu- trasporlo in altre provincia quegli abitali-
iiesti! perocché alla iin fine bisogna poi ti di Sonni no, che davano tristi esempli; e
passare alla punizione de'delitti, sei col- intanto metteva sotto la più severa vigi-
pevoli che hanno goduto un'amnistia ne lanza tutta quella città, che i briganti a-
comnietlono ancora. Tuttavia quella pub- vevano avuto l'audacia di chiedere al me-
Micazione determinò una quantità di bri- desimo titolo ch'era posseduta dalla fa-
ganli a diventare gli ausiliari dell'auto- miglia Colonna. Tuttavia non si ollene-
lità. La provincia di Campagna venne vano ancora tutti (jue'buoni risultanìeii-
coperta duoiiiini armati, e non erano al ti, che potevansi aspettare da tanti sagri-

certo uomini che volessero poi costante- lizi, da tante sollecitudini dirette ad as-

uienle vivere soggetti alle leggi nuove per sicurare il ritorno della quiete iu quelle
essi. Così crearunsi parecchi corpi di ve- fatali contrade". Se il riferito dall'Artaud
ri definitivi briganti, i quali non usciva- non è in alcune cose del lutto esatto, dal
no giammai da' nascondigli delle loro da me esposto nel principio e nel decor-
monlaguc, che per andare a rubare sul- so di quesl'ailicolu si puòricavai'Depluu-
\' E L V E L 3i

«iliile i«;lli(lcnzi(3Me ìi se l'illustre fitiiice- l'aggressioni commesse a danno di Inlti i

se Arlatid fu persuaso, che niuiio si la- viaggiatori stranieri, che venivano spo«
mentasse, se nella storia d'un Papa da- glialijgeltatiprima brutalmenlecollayrtfC'
vo particolareggiate notizie sui malvi- eia a terra. Qui l'Artaud spiega tale inu-
venti che infestarono le nobilissime pro- mazione de'briganti, e descrive come pra-
vincia di Marittima e Campagna; con più ticavano il depredamento crudele di quan-
di ragione io mi dehho ciò attendere pel to i viaggiatori possedevano. Ad onta che
propostomi superiormente, e perchè que- l'inipresa fosse didlcile assai, continuando
st'articolo riguaidii, ècomune, si compe- il Papa ad insistere sulla dimissione del

nelra e rannoda colle vicende e fasti del- cardinalPalloltajl quale tentava sulle pri-

le medesime provincia come ripetuta- ,


me di rifititarla, gl'invio i cardinali Pacca
mente dichiarai. IN'ello slesso 1. cap. 8, 1
, 1 e De Gregorio per piegarlo; la dolcezza
l'Aiinud deplora all' anno 1824, perchè e fermezza de' quali ottennero la dimis-
il cardinal Pallolta ne'primi giorni della sione. Si presero nel medesimo tempo
sua missione di legato n laleie di t\Ia- prudenziali precauzioni, perchè gli attac-
rittima e Campagna, incaricato d'impie- chi comandati dal famoso
de' briganti
gare i mezzi più rigorosi e più acconci Massarone(oGasparone) venissero respinti
per distruggere i ricellacoli de' briganti, con intelligenza e buon accordo tra l'au-
fd assiemare le grandi strade ch'essi con- torità, non solo nelle grandi strade, ma
tinuavano ad infestare, avea pubblicato dovunque il IMassaroiie spedisse il più in-
un proclama da Ferentino sua residenza, fimo de'suoi luogotenenti. L'Artaud al-

che fu disapprovalo in Roma, per essersi l'annoi 824, '• 2,cap. I, narra l'ostinazio-
abbandonato ad atti così singolari che ne di Massarone nelle sue perfìdie, e che
dispiacquero al l'apa; laonde si riconobbe tristi invidiosi di sua fatale rinomanza,
che il cardinale non riuscirebbe coinpiu- da tulle parti comparivano, o per me-
laniente nella sua impresa. Allora fu, che gliodirenonaveano mai cessato d'inquie-
d'ordine pontificio, tulle ro{)erazioni del tare il paese. Mg.' Gio. Antonio Benve-
cardinale vernicio sottomesse all'esame nuti segretario del buon governo, prela-
della segreteria di stato, acciò le ulteriori to commendabilissimo pei* perspicacia
disposizioni fossero più saggie ed ellicaci. d'ingegno e splendore di virtù, colia ri-
Le notizie intanto della montagna, ove i tenzione di sua carica, fu mandato dele-
briganti sì erano ritirati, diventando sem- gato straordinario a Frusinone, invece del
pre [)iìi cattive, Leone Xll giudicò con- cardinal Pallotta, ma con minori poteri;
veniente di richiamare a Roma il cardi- egli si associò, in qualità di comaiidanle
nal Paliotta, invitandolo a doniandare la militare, Ru vinelli colonnello de'carabi-
8ua dimissione dalla legazione. Il cardi- nieri, uomo esso pure di buon ingegno e
nale si occupava priiicipalmenlea mante- risoluto, attissimo ad imprese che doman-
nere sicure da'biiganti le strade, che or- davano vigore e celerità. P^inaluiente nel
dinariamente venivano frequentate ma , cap. 22 l'Artaud racconta, che pubblica-
non portava o non poteva estendere le tasi la celebrazione dell'anno santo, il go-
medesime premure alla vigilanza sulle al- verno pourdlcio colle ulteriori sue ener-
tre parti di sua giurisdizione. Forse non giche disposizioni, rese più certa e asso-
avea suiliciente mano d'armati a sua di- lutamente infallibile la distruzione de'
sposizione; o forse bisognava cominciare, onde assicurale pellegrini sul-
briganti, i

com'egli procurava di fare, dal soffocare la sicurezza delle strade da' malfattori.
le (pici eie del cor|)o diplomatico, che as- Mg.' Benvenuti risiedendo nella provin-
saliva il cardinal JDella Somaglia segrela- Marittima e Campagna, ordinò pri-
cia di
lio Ui sialo colle sue note a proposilu del- tuaiueule, che le persone poste sotto la
32 V E L V E L
vigilanza <lella polizia , o die potessero «a perversa inclinazione, o die per com-
e'<serlo in seguilo,eil i parenti (le'hrigìinli messi (Idilli tlivenivano fuggiaschi. Si re-
I iconosciuli per tali, dovessero riliraisi sero [-.or Iroppocelohri nelle provincia ro-
iie'loro (lomicilii prima
tramonlo del tlel mane De Cesaris e ()asp!)rone,enelle na-
sole, sollo pene severissime. Cliionqne si pulelane Furia ed i Vaiidardli. Le mou-
abbaltesse ne'briganli, dovea darne avvi- lagne nella slale,ledei>erlecanjpagne ma-
so all'aulorità più vicine. Glie le pei so- riltin)e nell'inverno, ed i vasti bosclii soni-

ne sospelle non polessero uscire dal loro minislravanoa loro molli rifugi, ne'qoali
comune, se non munite di loglio di via. polevanofacilinenledeUidere la vigilanza
1 pastori, i propi ielari di bestiame, si sol- e la forza de'governi. Uniti in bande co-
toposero a rigorose discipline. IS'èsi om- stringevano i conladini ed i pastori asom-
ndsero |necauzioni sui cacciatori , sulle ministrar loro il villo. Violavano le l'eni-

immnnilà locali e personali sospese. Glie mine che potevano raggiimgere. Assalla-
i debili riferibili al brigandaggio si giù- vano doviziosi, e non conlenli
i di rapir
dicassero somniariamenle dal Iribnnale lorocpianloporlavanOjliconducevanosul-
piesieduto dallo slesso delegalo. E Leo- le montagne e gl'imponevauo enormi ta-
ne Xll volle esaminar le determinazio- glie pel riscatto. Se non ricevevano il chic-
ni per distruggere gli avanzi del brig'in- sto denaro li trucidavano fra'più orribili
daggio, onde allontanare ogni scandalo tormenti. Piesero fra gli altri nel i 82 e i

nel prossimo giubileo, e cosi felicemente taglieggiarono i camaldolesi dell' eremo


si pervenne al tanto sospiralo scopo; e le ch'è presso il Tuscolo, ed un collegio di
Provincie di Marittima e Gampagnariac- fanciulli esistenti alle porle di Terracina.
quistarono la loro piena tranquillità e si* Rovinarono molte famiglie e recarono
curezza, pel fermo operare di mg/ Ben- danni gravissicni all'inlerno commercio,
Tenuti, poi elevalo alla porpora. Il cardi- all' agricoltura e soprallullo alla pasto-
naie Della Soinaglia come segretario ili rizia. I governi adoprarono mezzi slraor-
slalo anch' egli contribuì al feru)o inlen- dinari per di'Slruggere tanli ribaldi. Tal-
dimento di Leone Xll, in liberare le prO' volta proposero premi a chiunque li uc-
\incie di Marittima e Can)pagna dagli as- cidesse. Altre volle disperando di rag-
.sassini che l'infestavano, e ciò del lutto si giungerli colla forza li richiamarono al-
ultenne felicemente nel 1825. Ecco come la società col conceder loro perdono e peii-

in tale anno il contemporaneo cav. Cop- sioni. Nella romana di Gampa-


provincia
pi lo ilescrive nel n.°i2 de'suoi Annali gna rimase celebre una strepitosa legazio-
d'Jlalia.» Le provincieprossime a Roma ne eseguita nel 1824^3' cardinal Pallot-
iuronopermollianni tormentate daglias- ta, il quale arbitrariamente sconvolse o-
sassini o briganti, male comune colie vi- gni cosa senza rimediare alcun male. Fi-
cine napoletane degli Abruzzi, della Ter- naluienle dopo esserne slati uccisi o giu-
ra di Lavoio e della Puglia. Nelle solle- sli/iali molle centinaia in quest' anno ,

vazioui di multe popolazioni contro fran- i «82 5 si ridussero ad una banda di 20 in-
cesi, allorquando essi occupavano queste dividiti. Questi nel mese di settembre Irò-
regioni, non pochi erano corsi alle armi vandosi pressoSonnino nella provincia di
più per amore della rapina che della pa- Gampagna, furono circondali dalle forze
Iria. Alcuni si assuefecero in lai guisa al pontilicie e napoletane. D'altronde era-
ladroneccio e vi persistettero anche dopo no ormai ristucchi di vivere più ad uso
terminati i popolari tumulti. Formali co- di fiere che di uomini, lutali angustie
M diversi nocchi di ladri, die scorrevano invocarono la mediazione di alcuni ec-
armali per le campagne, recavansi ad u- clesiaslici, e coll'opera loro ^ si arresero 1

uirvisi molti di coloi oche avevano la sles- a disciezioue Uvl governo pontifìcio, e iu*
V E L V EL 33
rono mnntlati a tertninnre i loro giorni zo de'suoi commissari, prolestaTa innan-
nella foltezza di Civitavecclìia (occupala zi a Dio , di volere un governo fondato

nel 1849 tia'fra noesi, i supersiili ftirono sulla giustizia, alla quale sarebbero sem-
trasportali in quella di Civita Castellana). pre dirette le sue cure. Perciò essersi cir-
Cirniiiesi resero alle forze napoletane". Il condato di persone note per la loro pro-
cardinal Della Somaglia passò airallra vi- bità, e di aver nominalo uditor generale
ta a'6 aprile i83o, eilal vescovato di Por- mg.' Bofondi uditoredi Rota (ora cardinal
to e s. lluflìna vi ili traslato a'29 iiiaggio presidente del censo), il quale colla pie-
il decano cardinal Bartolomeo l'acca, ciie na approvazione del Papa avrebbe eser-
preso possesso a' 5 loglio, sotto il nuovo citalo le funzioni governative nella parte
governo Vellcfri riebbe la sua trantpiil- politica ed economica, e nelle cose con-
lilà. Debbo notare, cbe Pio Vili a'9.4 a- cernenti l'amministrazione delle due cit-

prilei83o fece scrivere al cardinal l'ac- tà d'Ostia e Velletri; e che sarebbe l'orga-
ca^ dal cardinal Albani segretario di sta- no immediato de'suoi ordini, presso i vi-

lo, cbe acciò non rimanessero più a lun- ce governatori e presso il magistrato e
go ritardati alle popolazioni d'Ostia eVel- consiglio municipale. Che non potendo
lelri benefizi, cbe loro preparava la pa-
i poi l'uditor generale prestarsi all'eserci-
terna animinislrazione ch'era per intro- zio della podestà giudiziaria, questa a-
durvi, ed i quali sarebbero loro ancora verla delegata interamente all'avv, Giu-
per qualche tempo did'erili se si dovesse seppe Luigi Barloli suo uditore particola-
attendere, secondo il prescritto da Cle- re (poi avv, concistoriale e avv. geueraltì
mente XIII, che avesse preso possesso del fìsco); il quale col titolo d'assessuie ci-
della sede vescovile al cardinale riserva- vile avrebbe conosciuto e giudicato tul-
ta, l'autorizzavaad assumere immedia- le le cause, liti e controversie, che in pas-
tamente il governo temporale con tutta sato si giudicavano dal prelato uditore
quella parte di potere temporale che il generale, ed inoltre sarebbe egli l'organo
breve di Pio VI avea confermato a fa- immediato de'suoi ordini in tutlociòche
vore de' cardinali decani e vescovi della riguarda la giustizia civile. Aver pure no-
slessa diocesi. Di pili avvertì il cardinale, minalo uditore di can)era pe' ricorsi in
d' avere altrettanto comunicato a rag/ via di segnatura l'avv. Angelo Giansanti
Uafll uditore generale del defunto cardi- (al presente avv. concistoriale e avv. ge-
nal Della Somaglia, il quale prelato nel- nerale del fisco); e finalmente nomitrafo
l'attuale vacanza della sede Ostiense e Ve- uditore criminale l'avv. Demetrio Silva-
lilerna presiedeva interinalmente al go- ni Loreni, al quale apparterrebbe la cor-
werno d'ambedue le popolazioni. Pertan- rispondenza in ciò che concerne la giusti-

to ì! cardinal Pacca con notificazione, in zia punitiva. Volendo poi profittare de'
decano del sagro collegio e
cui s'intitolò lumi de' suoi rappresenlanli e conoscere
governatore perpetuo d'Ostia e Velletri, le loro operazioni, dichiarò il cardinale,
del i.^maggiOjdichiarò alle medesime po- che almeno una volta la settimana si sa-
polazioni la pontificia abilitazione per as- rebbero riuniti in congresso avanti di lui.
sumere governo temporale, benché la
il Per la formalità del possesso avere depu-
sede a lui riservata rimaneva ancor va- tato due primi nominati per commissa-
i

cante. In conseguenza avere assunto il ti- ri, coU'assistenzu degli altri due; e doven-

tolo e la podestà di governatore perpetuo dosi in tale circostanza radunare il consi-


sino da'27 aprile, ordinando che tulli gli glio municipale^ aver formala la nota di
atti amministrativi e giudiziari si faces- 48 consiglieri, metà nobili e l'altra citta-
sero in suo nome. Indi disse, che nel pren- dini, espressi nella notificazione, a tenore
dere allora il formale possesso per mez- del prescrilloda Leone XI pe'capoluoghi
l

VOI. xc.
34 VCL V EL
di legazione: confei mando il gonfaloniere però non potè penetrare nelle due fede-
e gli anziani. Invilo gli abitanti d' Ostia lissime di Marittima e Campagna. Velie-
e S'elicili di dirigersi a Ini con fiducia, prò- tri, ch'è la città più considerabile di esse,
ntetlendo migliorar la lorosorte, e toglie- sebbene da'liberali fosse stata segretamen-
re gli {djusi ove fossero , riducendo tulio te incitala aliasommossa, pure memore
d'equità, e mino-
alle vie di giustizia e del fedele attaccamento sempre dimostra-
rando i pesi per quanlolo permetteran- to alla s. Sede, non ascollò pravi consi- i

no le circostanze. Disse per ultimo la : gli de' faziosi. Quantunque in questo scon-
quiete e l'unione de'ciltadini, la privata volgimento la città fosse restala priva dì
sicurezza ,
1' esecuzione imparziale delle milizia , richiamala tutta iu Roma per
leggi costituire la pubblica felicità, la qua- opporsi alla scorreria che meditavano i

le era ili.° voto del suo cuore. Tanto ri- rivoluzionari, ed a'tentativi di quelli che
cavai dal biglielto e dalla notificazione, pretendevano destarvi scompiglio e rivo-
staoìpali in Roma, e credei opportuno di luzione; nondimeno si mantenne in pie-

darne cognizione, per spiegare come tal- nissimo ordine e tranquillità. À spese del
volta i cardinali decani assunsero il go- comune furono monturati e mantenuti 6o
verno temporale innanzi d' essere preco- uomini d'arme, che sotto comando d'uu il

nizzati vescovi in concistoro; ed ancora capitano dovessero guardare la città, e


per dare notizia di quanto praticavasi in conservarvi il buon ordine e la polizia.
tale circostanza, e come si costituiva il go- Marciando 6ooo ribelli alla volta di Ro-
verno dccanale prima che Velletri dive- ma il governo prese energiche misure,
,

nisse legazione. Il cardinal Pacca imme- presidiò CivitaCaslellana, coWocò un cor-


diatamente abolì dazi straordinari im- i po di truppe al Passo di Corese, di che
posti in nome del defunto predecessore, feci parola anche nel voi. LX, p. 67, on-

e qualche altro, che la libertà del popo- de impedire ad essi d'inoltrarsi , e Rieti
lo favoriva, specialmente nello spacciodel gli chiuse lepoi te e li disperse. Finalmen-
vino, 1.° ramo di commercio della città; te per l'intervento degli austriaci, e le o-
indi fece il suo ingresso in Velletri nel set- perazioni delle Milizie pontifìcie, i ribelli

tembre, tra la pubblica esultanza. Un ar- furono vìnti, e ripristinata la pubblica si-

co trionfale, bellissime luminarie, fuochi curezza. Gregorio XVI amando paterna-


artificiali, dimostrarono la gratitudine e mente i suoi sudditi e desiderando ren-
l'ossequio filiale de'velilerni. Di piìi essi derli felici , incolpato delle lagnanze d«
coniarono una medaglia analoga alla cir- popoli, nelle sue pubblicazioni cort beni
costanza inargento e bronzo, che sarà un gni sentimenti gli esortò a tornare alla dil
roonuuiento perenne di tanto vescovo go- vozione e a mantenersi fedeli alla Sovrc

vernatore. Da una parte è la svia ellìgie Ulta della Sede (V-)j invitandoli a ri
s.

Goll'iscrizione : B. C. Pacca S. C. Deca' correre a lui pe'propri bisogni, promet-


nus. Nel rovescio si legge l'epigrafe: Jd- tendo esaudirli in tutto quanto potesse. Itt
seriori Felicilatis Publicae S. P. Q. V . conseguenza di tali amorevoli inviti, i ve-
MDCCCXXX. Mentre i nemici dell'altare e literni si proposero di far conoscere al Pa-
del trono tramavano lo scoppio di ter- pa il desiderio d'essere rimossi dalla pri-
ribile rivoluzione, a' 2 febbraio i83i fu vativa giurisdizione del cardinal decano,
sublimato alla cattedra di s. Pietro Gre- e di venire soggettali alle leggi generali e
gorio XVI, l'insurrezione cominciando comuni dello stato, come aveano domali^
in Bologna a'4, credendo lul(o-
i ribelli dato a'suoi predecessori, anco per esser*
ra vacare la Sede apostolica. Questa de- sgravali da'doppi dazi pel mantenimento
plorabile rivolta si estese in quasi tutte del governo privativo; del resto essendo
le Provincie dello stalo pontificio, ma ben conienti del savio governo del cardi*

\
VEL VEL 35
nnl l'nccn. Le loro isfnnie ernno diretle scfi, di cui era diltatore."Ma il benefìzio

fl nieveniie In litmovazione tli nnteiiori pili grande, e che forma epoca ne' fasti
vessnzioni, inipeiocchè i cardinali giunti della patria, si è quello appunto di aver

al ilecaiifito , liiiiienclo in loro luminose protetto ed avvaloralo il volo unanime


cai'iciie, (loventloacciiilii-e a gravissimi af- della città a fine di ottenere dal Santo Pa-
fari e risiedere in Roma, impossd)ilitati a dre il moto-proprio del 832. I. "febbraio!

reggere in persona il governo d' Ostia e Imperocché quantunque l'antico gover-


Velleli i, confidandolo ad altri, questi tal- no decanale sia stato per lo passato buo-
volta non furono opportuni o ne abusa- no e proficuo a questa popolazione; pu-
rono, trattando velilerni non quali sud- i re pel cambiamento notabile delle circo-
diti dtl l'apa,n>adel cardinale decano. A- stanze, essendosi cambialosostanzialraen-
<lniique la città deputò Cesare Ulisse del te l'andamento generale delle cose,in og-
ceto nobile e Giuseppe Latini Macioti
,
gi ritorcevasi a pregiudizio quello slesso,
del ceto civile, per ottenere da Gregorio che prima era stalo a noi dato per pri-
XVI l'esaudimentodella sua ardente bra- vilegio; ond'è che la giurisdizione priva-
ma; ed al foglio d'autorizzazione de'aSki- tiva non era più combinabile col sistema

glioi83i,si sottoscrissero 272 cittadini collegalo ed uniforme delle leggi attua-


ecclesiastici, consiglieri, nobili, possidenti, li. Quindi a giusta ragione si può da noi

negozianti. Vernilo ciò a cognizione del concludere, che l' Em.^ V. come nel ri-
cardinal Facca,ordinò al gonfaloniere,che pristinare l'accademia Volsca le ha dato
trattandosi d'un affare di sommo rilievo, una nuova vita; cosi nel fare che Velletri
non era conveniente che si maneggiasse sia sede di legazione e capo della provin-
dal popolo; ma
che tosto convocasse il cia di Marittima le ha dato una nuova
consiglio, il quale se avesse approvato la esistenza. Ed oh felice la nostra città, se
richiesta del popolo, eleggesse 6 depotati conoscendo essa la propria sorte saprà ,

autorizzandoli di portare al trono sovra- profittare d'un tanto beneficio". Mentre


no i desideiii de'velilerni. Il consiglio se- pendeva la risoluzione della domanda,
guì il voto popolare, e scelse a tiepulali Gregorio XVI proclivead accordarla, tro-
mg/ Geraldo Macioti vescovo d'Eleusi e vandosi nella villeggiatura di Castel Gau-
sulfraganeo di Velletri il conte Stefano , dolfo, lunedì io ottobre i83i si recò ad
Coluzzi, il cav. Pietro Paolo Salimei , il onorare di sua presenza Velletri. Fu quin-
maggiore Clemente Borgia il capitano , di scrillo da Velletri e pubblicato nel n."
Giovanni Graziosi, e Clemente Cardina- 4 1 delle Notizie del giorno del 1 83 A i .

li. Gregorio XVI li accolse benignamen- ore 16 giunse in Velletri il Sommo Pon-
te, ed ascollata la causa, per cui Velletri tefìce,incontralo dal gonfaloniere cogli an-
gli avea inviata questa legazione, fece co- ziani fuòri di porta R.oinana,dal quale gli
noscere di non essere alieno dal decreta- furono presentatele chiavi della città. La
re quanto richiedevasi; però essendo la frequenza del popolo, gli applausi, le vive
domanda rilevante, meritava ponderata acclamazioni e l'allegrezza del medesimo
discussione. La grazia che domaiìdarono fecero ben conoscere la venerazione e la
i veliterni si compendia in queste pai'ole. fedeltà verso il sovrano. Il Papa per la
Di erigere una nuova provincia appella- via corriera si condusse alla cattedrale,
la di Marittima, della quale Velletri fos- dove fu ricevuto dal cardinal Pacca, da
se capoluogo, e il cardinal decano suo
il lutto il clero secolare e regolare, e da tut-
vescovo la regolasse col titolo di leeato a- ta la nobiltà. Dopo avere oralo innanzi
poslolico perpetuo. Disse po' mg.' Macio- il ss. Sagramento decorosamente esposto,
ti snirrnganeo , nella dedica al cardinal e ricevuto la sua benedizione, e pregato
Pacca del 1. 1 degli Atti ddlaSocittà Voi- nel santuario della U. Vergine delle Gra-
36 V E L V r:L
zie, posso nella sagrestia gronde. Ivi nssi- e fnvore intorno all'erezione della nuo-
«0 nel Irono preparato ammise al bacio va provincia e legazione. Date pure ^pe-
•lei piede i prelati, il capilolo, tulli gli al- ranzedi ritornare a Velleiri, noreI4pa>
tri ecclesiastici e gli alunni del seminario. lì accompagnalo dal cardinal Pacca lino

Da della basilica si trasferì nel palazzo a due miglia dalla città, tra l' incessnnli
vecchio destinatogli per abitazione, rice- acclamazioni e felici angurii del popolo,
vuto ivi pure dal cardinale, da'magislia- sventolando al ponte Rosso le bandiere
li, dal consiglio, dalla nobiltà e dagl'im- col pontilicio stemma. Iscrizioni tempo-
piegati pubblici, tulli schierali nell'atrio ranee erano stale collocate a porta Ro-
e per le scale. Preso alcun riposo nell'ap- mana, alla cattedrale, nel santuario del-
parlamento vescovile disposto a sua di- la Madonna e poi scolpita in marmo, al
mora, a preghiera del cardinale scese al- palazzo pubblico. Bande musicali da fia-
l'appartamentodel magistrato, e dalla sa- to e a corda della città l'avevano ralle-

la delle lapidi uscito sulla grandiosa loggia grata, il cardinale trattò splendidamen-
espressamente fabbricata, dopo le solile te il Papa e la sua corte. Altri particola-
precijGregorioXVIaflelluosamen te com- ri sui festeggiamenti e sinceio entusiasmo
partì l'apostolica benedizione all'immen- tie'velilerni, si ponno leggere nelle citale
so popolo, che ansiosamente dalla piazza Notizie; né mancarono poetiche compo-
la domandava. Tornato nel suo apparla- sizioni celebranti l'avvenimento, come di
tnento ricevè al bacio del piede il magi- Felice Valentini accademico volsco.
strato e il dame,
consiglio, la no])iltà e le Gregorio XVI col moto-proprio Ln-
le deputazioni di Sezze e di Sermoneta. minose prove di feritila inconcussa alla
Nell'ore pomeridiane, accompagnato dal s. Sede, del i ."febbraio 832 , Bull. Iloni.
1

cardinale, volle vedere la città a piedi, e coni, t.iq, p. 85, riportalo anche dal can.
ihilare i monasteri delle teresiane e del- Banco, pienan>ente appagò fervidi voti i

le Clarisse. Indi accettò le due mule del de' velilerni, con inesprimibile giubilo di
cardinale, col quale a spalla pertossi o essi. Con tale memorabile atto il Papa,

trottare fuori della porta Napoletana. Ivi encomiata la fedeltà de' velilerni, ricorda-
fu ad ossequiare il Papa ilcardinal Weld, le l'amplissime lodi e privilegi meritatisi
e ad un'ora di notte s'incendiò alla pre- da'suoi predecessori, inclusivaraente alla
senza sovrana un bellissimo fuoco artifi- prerogativa concessa al loro cardinal ve-
ciale sulla sottoposta piazza, e si elevò un scovo, per lo più decano del sagro colle-
globo areostalico. Tutta la città fu illu- gio, prima di prolezione della città co
minata, il palazzo pubblico a cera, come giurisdizione, poi di governatore perpetu
altri della nobiltà, e nella via corriera e della medesima, e cosi goderono lung
in(|aclla del comune ardevano su pali co- mente d'un reggimento dolce e tutto p
perti di verzura più di eoo fiaccole: l'al-
i terno; rammentate le riforme inlrodot
ta torre del Trivio era parimenti da fiac- in tutto lo stato , necessarie alla pubblici
cole illuminala sino alla sommità della amministrazione, rilevòcheil nuovoordi-
croce. Nella seguente mattina Gregorio ne di cose portando collisione colla pri-
XVI, dopo aver celebrato la messa, si de- vativa giurisdizione del cardinal decano,
gnò ricevere altre deputazioni de'luoghi e privando del godimento de'benefizi fat-

circostanti: mg.' Grati amministratore a- ti allo stato col nuovo sistema i veliler-
postolico di Terracina, Sezze ePiperno; ni, questi supplicarono Pio VII e Leone

e particolarmente la deputazione della XII a loro parteciparglielij quali Papi i

assiemò graziosamente, non me-


città, cui benché inclinassero a contentarli, ne fu
no del suo sovrano gradimento alle fatte rono impediti dalla morte. Divenuto egl' I
diaiosliazìoni, che della sua propensione Papa, quanto più insigni furono le rifor-
V E L VE L 37
me e i miglioranietili da lui decretati al stri fratelli cardinali dell'ordine de'vesco-
bene de'suclilili, tanto più fervorose si rei- vi, non che ad alcuni degli altri ordini,
leruroiiu le suppliche ile' velileriii a par» domandando loro , se fosse opportuno
leciparne, ed insieme a erigere la provin- l'istituii e la nuova legazione, e come si

cia ili IVIarilliina (che si t'ormò pure con potesse conciliare, che nella qualità di le-
alcune comuni tolte dalla Coiiutrca di gato fossero al cardinal decano attribui-
Roma), e allidnrne il governo al cardinal te quelle prerogative, che distinguendolo
vescovo con titolo di legalo apostolico, ed dagli altri legali, venissero ad equipai'are
erigendo in capoluogo la città di Vellelri. l'onoi'evole concessione con la quale nella
Di più i velilerni avergli rassegnalo un qualità di governatore perpetuo di Vel-
alto di adesione alle loro suppliche de' letri i nostri gloriosi pi-edecessori aveano
pubblici rappresentanti di vari luoghi e condecoi'alo nella di lui persona lutto il

città della Marittima, perchè fossero di- sagro collegio. A queste domande aven-
staccati dalla provmcia di Campagna o do essi corrisposto, prevalendoci noi de'
Frosinone ('.), ad essi di troppo incomo- loro lumi e del loio consiglio , abbiamo
do accesso, e riuniti alla nuova legazione risoluto a vantaggio della oosti'a dilettis-
di Velletri. Sembrando a lui piene d" e- sima città di Velletri, non che dell' altre
qiiità le cose esposte, oltre la considera- città, luoghi e terre che verranno qui ap«
zione del gran beiiefizio che ne derivava presso designate, di creare i:ina nuova le-

alle popolazioni situate nella costa di gazione, ed a vieppiù crescei-e il lustro e


monte che guardano il mare, e come so- la dignità del sagro collegio de'cai'dinali
no quasi separale dalla natura d'interes- di s. Chiesa romana nella pei'sona del lo-
si e di comunione dalle popolazioni della ro decano vescovo di Velletri, allìdarue
Ca(npiigiia , cosi ancora fossero divise ad essoil governo con titolo, diritti e pre-

d'amministrazione; e si formasse un ca- minenze di legalo, e con facoltà partico-


poluogo, nel quale avrebbero vicini e pron- lari non comuni agli altri cardinali legali
ti, e tulli applicati al proprio vantaggio E perchè questa deter-
delle Provincie.
ed al sollievo de' propri bisogni i magi- minazione dell'animo nostro sia iuessaad
stralied ministri del governo. Penetralo
i edetto senza ulterioi'e rilardo, di nostro
da questi riflessi, continua a dire il Papa, molo-proprio, retta scienza e deliberala
averli comunicati colla sua voce a' depu- volontà, colla pienezza dell'autorità apo-
tali di Frosinone, i quali ne' seutimenli stolicaordiniamo e comandiamo quanto
di moderazione, di giustizia e di disinte- segue. § I. La Legazione (f.) di Velle-
resse onde sono animati, sentendone tut- tri comprende la provincia di Marillima

ta l'importanza, e con piena soddist'azio- formata da'governi e paesi nella tabella


uedel suo animo, si limitarono ad itnplo* annessa alla presente cedola di molo-
rare, che nella erezione della nuova pro- proprio (che riportai di sopra descriven-
vincia fosse loro recalo minor danno.
il done tulli i luoghi). La città di Vellelri
w In tale stalo di cose rivolgemmo o^ni è il capoluogo. §governo della prò*
II. Il

nostra cura a conciliare gl'uiteressi delle viucia è allidato ora e in perpetuo al cai'-
supplicanti popolazioni colla dignità e il dinal vescovo d' Ostia e di Velletri, per
decoro del sagro collegio, del quale nou lo più Decano (P'.) del Sagro Collegio
è ultimo ornamento il governo e la giu- ( P'.). Egli prende il titolo, e gode lutti gli
risdizione esercitata dal cardinal decano onori, preminenze, prerogative,atU'ibu-
sopra le popolazioni di Oslia e Velletri. A zioni e privilegi della s. Sede. § 111. Il car-
questo fine credemmo conveniente di co- dinal vescovo Legato (/^.) dovendo per
uuinicare quanto concerneva quesl(j ne- ragione della sua dignità avere la resi-
gozio imporldult: a tulli i veuerubili uo- deazct ia Curia, viene ritppreseotalo uel
38 VE L V EL
capoluogo della provincia e legazione da da pubblicarsi sonoo saranno riservale o
ut» FiceLegnto. § IV. E adclello al cai"- concedute alla congregazione del buon
dinaie vescovo legalo un assessore spe- governo, debbano esercitarsi dal cardi-
ciale per gli affari della legazione. Que- nal vescovo legato di Vellelri nella sua
sto assessore risiede in Roma. E nomina- provincia o legazione. § VILE attrdjui-
to da noi sulla proposizione del cardinal ta inoltre persingolar privilegio allostes-
legato, e riceve uno stipendio fisso dal no- so cardinale legato la facoltà di presen-
stro erario. § V. Appartiene al cardinal tare le terne per quelle nomine degli nf-
legato: i.° Approvare qualunque aliena- fiziali e impiegati nella provincia, che di-
zione de' beni comunitativi, e qualun- pendono dalla nostra assoluta volontà a
que debito che le comunità della provin- nelle quali non ha luogo l'in tervento di;'
cia volessero contrarre. 2.° Il decidere sui consigli comunali, distrettuali o provin-
ricorsi che si promuovessero contro le ri- ciali. § Vili. Il vice-legato ha la sua re-

soluzioni del vice-legato e della congrega- sidenza in Vellelri capoluogo della pro-
zione governativa relativamente ad inte- vincia o legazione; amministra la pro-
lessi dellecomunità della provincia. Tutti vincia stessa o legazione in nomee vece
i ricorsi hanno sempre l'efFetlo puramen- del cardinal vescovo legato, e vi fu ese-
te devolutivo, dove la risoluzione contro guire gli ordini de'supremì dicasteri. § IX,
cui si reclama sìa d'altronde ritrattabile. Kisiede egualmente in Vellelri presso il

3.° L' approvare ogni imposizione non vice-legato un assessore legale. Vi risie-

considerata nell'art. 24, tit. 2." dell'edit- dono pine la congregazione governativa,
to de'5 luglio 83 1 in supplemento a'bi-
1
, il consiglio provinciale e la commissione
sogni delle tabelle cooiunilalive. 4'° L'e- amministrativa provinciale a forma del
saminare le proposizioni e domande de' disposto nell'art. 8, lit. 1.°, e negli art. i

consìgli comunitativi intorno alla rias- (• i4,tit.i 3.° dell'editto de'5 luglio 83 1 f,

sunzione degli § X. La giustizia civile e criminale si ain


-
statuti, ed il farne ragio-
nalo e dettagliato rapporto per ottenere ministra in Vellelri snella provincia co-
le nostre deliberazioni. 5.° L'esercitare me negli altri luoghi e provincie delio
personalmente la presidenza del consiglio stato. Risiede in Vellelri a quest'elfello,
provinciale, o di proporre a noi la nomi- oltre l'assessore legale, un tribunale ci-
na d'un presidente. 6.° 11 diritto di no- vile e criminale, che viene ordinalo, e
minare i membri de' consigli comunali dovrà procederecolle norme stabilite da-
neli." impianto, e di approvare le nomi- regolamenti de'
gli editti, notificazioni e

ne successive a forma dell'art. 4) ''t. 2.° 5 e 21 ottobre, 5 e i5 novembre i83i,


dell'editto de'5 luglioi83r; di ricevere e 5 gennaio corrente anno (argomento di
dalla congregazione governa ti va, e rimet- cui parlai a Tribunali di Roma). § XI.
tere a noi le terne di nomina de'deputa- Sono e saranno sempre ed in ogni futuro
ti a' consigli provinciali ; di partecipare tempo osservate ed eseguile in Vellelri e
a'consigli stessi il nostro ordine per l'a- nella provincia o legazione tutte le leggi,

dunanze straordinarie,ov vero per lo scio- editti, regolamenti o disposizioni emana-


glimento ne'casi preveduti dall'editto de' te da emanarsi intorno a qualunque
5 luglio i83i ; e dì rimettere in segre- ramo di pubblica amministrazione, co-
terìa di stalo le deliberazioni della con- me nel ri nianen te dello stalo. § XII. Com-
gregazione governativa intorno agli alti mettiamo specialmente al cardinale no-
de'consigli provinciali. § VI. Tutte l'at- stro segretario di stato la liquidazione e
Iribuzioui che nell'editto de' 5 luglio comuni fra*
divisione degl'interessi finora
1 83 I , e negli altri editti, regolamenti, or- paesi cheformano la nuova provincia, oÌ
dini e disposizioni generali pubblicate que che rimangono sottoposti alla delei
V EL V E L 39
.'
I
garione di Fiosiiione. Egli (ledile iri'e- rata 1 legazione dello slato pontificio, ed
: tiatlnMI nienti; t; s<'n7.a reclamo liille le a capo di tutte venne scritta ne'pubblici
ciiiitioversie, che pdlraniio iiisoigere per atti)". Appena pubblicalo in Velletri il

l'esecn^ioiie ilelleco*eoitliimte ed espres- moto proprio, l'esultanza fu generale, e


se nella presente cedola di molo-proprio. poi mostrò la sua gratitudine con pub-
§ XIII. La cillà d'Oslia esito tenilorio bliche luininarie e feste, con entusiasti-
è riunita alla Corna rea di Roma \)ei' es- che acclamazioni, e co'suddescritli mar-
sere governata come gli altri paesi della morei monumenti. A' 12 febbraio i832
«tessa Comarca a forma delle leggi gene si convocò un consiglio straordinario al-

ruli (nel voi. L,p. 5 1, di ciò parlando per la presenza di mg.' Macioli sutfraganeo

mancanza di due non, pare clie Grego- dichiarato vice-legato provvisorio. I con-
rio XVI
confermasse OstianeWa giurisdi- siglieri furono 32. Il prelato parlò del-
zione governativa del cardinal vescovo, l'esito felice sulla richiesta fatta da Vel-
onde qui deve però qui
lo rettifico. Si letri al Papa, colla istituzione d'un'altra
rauimentare. Nel successivo Riparto ter- legazione nello stato; fece conoscere quan-
ritoriale a lutto ili 833 e pubblicato nel to avea operato la deputazione, ed esor-
i836 si dice: Ostia già antica e illustre tò tulli a decretare un pubblico monu-
città, vescovato suburbano, giurisdizio- mento a perpetuare la memoria d'un fa-
ne del cardinal decano. Anche tale asser- vore e d'una grazia sì straordinaria. In
zione indusse all'emendata proposizione. nome del cardinal Pacca dichiarò, che
Di poi nella Raccolta delle leggi, Ostia esso avea assunto il titolo, le prerogati-
fu registrata nel Distretto di Roma: a- ve, il potere e l'attribuzioni di Legato
nime 5o, accrescendosi nell'inverno di perpetuo della s. Sede in f^elletri e sua
qualche centi naio di contadini. Nella Sta- provincia di Marittima, a forata del mo-
853 o Riparto modifica-
tistica a tutto I to-propriodi Gregorio XVI ; e che la città
to secondo cambiamenti a cui andò sog-
i di Velletri era slata prescelta in capoluo-
getto dopo i833, pubblicato nel 1857
il go.Quindifu letto il moto-proprio e le no-
dal ministero del commercio, Ostia è no- tificazioni analoghe del cardinal Bernelll
minata con Fiumicino e l'Isola Farnese, segretario di stalo, de' 4 e 6 febbraio, il

l'antica A'c;"o, dopo le parrocchie di Ro- quale non pocoadoperossi a fivore di Vel-
ma. Si dice Ostia contenere 20 case, 37 I letri. Fu decretalo, fino alta nomina de'
famiglie, 206 abitanti. Finalmente nel- nuovi consiglieri e della nuova magistra-
la successiva Statistica reltificata e pub- tura, a norma dell'editto de'5 luglio 83 1, 1

blicata dal ministero dell'interno a' i4 esercitasse provvisoriamente le funzioni


iiovembie dello stesso 1857, si avverte, di gonfaloniere il conte Stefano Coluzzi.
che essendosi cofuprese le frazioni nel- Al vice-legato provvisorio subentrò l'ef-
la popolazione de'comuni oappodiatidi fetti vo Francesco de Medici de'prin-
rog."^
cui fanno parte, così Ostia, Fiumicino e ci pi d'Ottaiano napoletano (nominato da

r isola Farnese non furono nominali. Gregorio XVI, e non da Pio Vili come
Quanto a Porto, egualmente non fu no- dissi nel voI.XLI V,p. 89).Così a' 12 feb-
minato, comecliè qualificato nel Riparlo braio i832 cessò la prerogativa, il tito-
del I 833
Già antica e illustre cillà, ve-
: lo e la giurisdizione di governatore per-
scovato suburbano, distretto e Comarca petuo di Velletri, dal 1 548 esercitati da'
di Roma, anime 2 5. Non nominandosi cardinali decani vescovi veliterni.La cit-
nella Statistica del
1 853, pare duncjue, tà andò crescendo di comodi e di orna-
che Porlo egualmente si consideri fra- menti, e ciascun gonfaloniere pensò a la-
zione di Roma. Noterò inoltre, che nel sciare di se memoria, con rordinaie pub-
i832 la legazione di Vtllelri fu dicbia- blici lavori a decoro della patria. Né man-
4o VEL V E L
parono succeisivameiitc altri illusili ve- Luigi Angeloni con elegante discorso.
lìlenii a iìoriie, ilc'quali giù feci onore- Trovo nel n.° 76 del Diario di Roma del
vole licoi do. Cleineule Cardinali dipoi tu i83G, che nel settembre il cardinal Pac-
compianto iti morie da'suoi cittadini per ca invitò i veliterni a preghiere e alla
l'onore e vantaggio che recava a Velie- triplice visita della Madonna dcdic Gra-
tri,daini tanto cimata. Contribuì al ri- zie, per lucrare l'indulgenza plenaria con-
sarcimento della società Volsca, ne com- cessa da Gregorio XVI, e per la preser-
pilò gli ^tU in 3 volumi; più volte ne fu vazione dal minacciante cholera, e vi si
segretario epoi dittatore. La pubblica bi- recò piu-e il cardinale. Come per la pro-
blioteca da lui promossa, l'ordinò e au- lezione della B. Vergine nel seguente an-
mentò, per cui venne dichiaralo biblio- no restò illesa Vellelri dalla pestilenza,
tecario. Celebre letterato, profondo ar- l'accennai più sopra. Mg.' Medici fu De
cheologo, illustratore de'monuruenti pa- pronjosso a uditore del camerlengato, in-
trii, l'elenco di sue pregiate opere riferi- di a maestro di camera, poi a maggior-
sce Banco, in uno alle patrie benemeren- domo, e mori cardinale nel jSJy. Nel
ze, anche per l'erezione della nuova pro- maggio i838 fu destinato a presiedere
vincia di Marittima, di cui fu scelto uno questa legazione qual vice-legato mg.'
de'4 consiglieri governativi, e col suo ta- lioberto Lolli di Ferentino ch'era ponen-
lento e cognizioni giovò al buon regola- Nel iSSg Gregorio XVI
te di consulla.
piento e interessi della medesima. L'a vv. nuovainenle onorò Vellelri di sua pre-
Giuseppe Pietromarchi nobile veliterno senza, lunedi 22 aprile. Narrano il prin-
fu di lustro alla patria, per la soda dot- cipe Massimo, colla Fii'lazionc del viag-
trina in giurisprudenza e teologia, e mi- gio Gregorio Xl' I da Roma a v. Fc'
d'i

rabile erudizione, colla quale die alla lu- lice, Banco, e n. 32 e 34 del Diaria
il i

ce in Vellelri varie dissertazioni. E senza di Roma. Da Albano fino a Velletii il re


tornare suH'aigomento, i meriti del cav. di Portogallo d. Michele accompagnò a
Luigi Cardinali, pel quale il Bauco scris- cavallo la pontificia carrozza. Sui confi-
se )a biografia, non si ponuo esprimere ni del territorio veliterno fu incontra-
in brevi parole. Mirabile e raro fu il suo to e complimentalo da'magislrali vestiti
ingegno, col quale adunò un' erudita e in robboue e col treno di 3 carrozze con
scelta libreria, e potè pubblicare diverse livree di gala, scortati dalla cavallerìa de'
dotte ed erudite produzioni scientifiche] bersaglieri; e a due miglia fuori della por-
perciò fu caro al cardinal Borgia e ad al- ta Romana, il Papa vedendosi venir in-
tri dottissimi ; assai slimato da'cardinali controil cardinal Pacca vescovo e legalo,

vescovi veliterni.Mg.' Bèrnetti invialo da unitamente a mg.' Lolli vice-legalo,asce-


Leone Xll in ambasceria all'imperatore se nella di lui carrozza per fare l'ingresso
di Russia Nicolò I, 1' ebbe a segretario nella città insieme, alla di cui nominata
della medesima per pontificia disposizio- porta sopra due torri recentemente co-
ne. Sposò la marchesa M.' Anna MuliFa- struite sventolavano due bandiere cogli
pazzurri rotnana,che colle sue viriti for- stemmi poiitilicii, e yi si leggevano due
mò la di lui felicità. Più volte fu segre- iscrizioni, le quali colle altre che in parte
tario della società Volsca, e poi dittato- nominerò si leggono nella Relazione, e
re. Incomparabile fu il suo amor patrio, tulle SI dispensarono nel ritorno coli' o-J||
ed anch' egli contribuì presso Gregorio puscolo:Z^e Gregorio O. i)I. //irli X FI P.
X\i per l'innalzamento di essa a capo seripliones temporariae felilernac Cle-
della provincia di Marittima ; perciò fu mentis Cardinali, Velitrisi839. Giunto
aggregato alla sua nobiltà. Fu egregia- il Papa a ore 23, in mezzo a fragorosi
lucule Igdalp nei fuqerultì dui eh. can. lieti i(ppl£((4ki di folto popolo, ueliu piai
VEL VEL 4i

del Coniuiie, siiioiilò alla chiesa parroc- lo e della cillà, oltre il gonfdoniere con-
cliiiWe di s. Michele Arcangelo, dove già te EUure Borgia; «:ome volle praticare ne'

essondo esposlu il ss. ^agraiiieiitu fu cuti seguenti giorni in altri luoghi. Alle orei 3
esso data la benedi/.i«jiie ila ti»g/ Fraiici e mezza della mattina appresso Gregorio
sulIViigaiieudi Velletii, a>sisleiuiovi il ca- XV l,dopoa»erammessoal bacio del pie-

pilulo col seiniiiariu. Inciiiiiirìiiuitosi poi de il magistrato ed esternato per lutto il

a piedi al vicino palazzo niiniicipale, il Pa- suogradiu)0'ito,parlìda Velletri,in mez-


pa trovò schierati nell'atrio e per le scale zo alla moltitudine che airelluosamenle
la congregazione governativa, la ajagi- gli augurava buon viaggio. Nel riturno poi

stralnra comunale, il corpo giudiziario, a'29 aprile il Papa partito da Terracina,


l'atUorilà militari, il corpo del consiglio, ed incontrato dal cardinal Pacca fuori di
la iiobillà e gì' impiegali pubblici. Indi Vellelii, unitamente a mg.'^ LoUi che a-
Giegorio XVI comparti dalla gran log- vea avuto 1' onore d'accotnpagnare Sua
gia, espressamente costrutta nel .°appar« i Santità a s. Felice, scese dalla propria car-

lauieuk), l'apostolica benedizione all'im- rozza per salire quella del cardinale, e coti
menso popolo radunato nella sottostante esso per porta Napoletana entrò nella cit-
piazza allegro e acclamante. Sopra la por- tà a ore 16, venendo complimentata dal
la del [)alazzo leggevansi óne iscrizioni, cardinal Falzacappa vescovo d'Albano. Al-
altra e prolissa era sulla porla della gran l'atrio della basilica catledrale, Gregorio
sala senatoria, celebrante l'istituzione del- XYI fu ricevuto dal clero e dalla n)agi-
la legazione. Asceso il Papa al superiore stralura , e dopo avere oralo e ricevuto
a[)partan)ento del cardinale, viammise al la benedizione col Venerabile, si recò be-
bacio del piede nella stanza del trono il nignamente a visitare lo stabilimento de'

clero, la magislralura e 1' autorità civili fratelli delle scuole cristiane. Smontato
e militari, le quali poi, mentre il Papa si indi nel pubblico palazzo, dalla loggia be-
era ritirato nelle camere destinategli, fu- nedì l'affollato e Iripudiante popolo, e am-
rono fatte servire di lauto rinfresco dal mise al bacio del piede l'autorità eccle-
cardinale, che simdmente trattò con sin- Dopo un trat-
siastiche e civili della città.
goiar magnificenza, tanto nell' alloggio, tenimento di 3 ore e più nelle quali il ,

quanto nella nobdtà della mensa, il Papa Papa col suo seguito fu trattato a splen-
con tutta la sua corte. Nella raedesinta dido pranzo dal cardinale, riparl'ida Vel-
sera, fu incendialo un fuoco d'artifizio letri a ore 19 tra incessanti acclamazioni.
sotto al palazzo, a vedere il quale, oltre Clemente Lucchiotfrì un sonetto stampa-
il Papa, era concorso innunierabile po- to in Vellelri; ed ivi pure impressi furo-
polo, non ostanlela pioggia, che neppu- no l'augurio e l'invito, ciascuno compo-
re impedì l'illuminazione generale della sto in 6 sestine dal dottore Luigi Leo-
città, e l'innalzanìcnto d'un globo arco* nardi, medico dell'Ariccia, limitrofa di Ca-
statico. 1 due palazzi comunali Furono il- stel Gandolfo, in nome di quel clero e po-
luutinali a cera, la torre del Trivio, e i polo per immensi benefizi gralissimi,neU
due prospetti delle chiese che guardano l'augurare (elice viaggio e nell'invilarea
la piazza del Comune aveano speciali lu- consolarli di sua sperimentata benefica
minari^: tulle le vie per dove passò il Pa- presenza. L'anno 1842 fu uno de'più fu-
pa erano ornale di festoni, e rischiarale per Vellelri, poiché per lo
nesti e infelici
da centinaia di faci. Dipoi tra' suoni di innanzi giammai vi si sperimentò il fla-
banda, si vide imbandita una latita meu- gello della grandine così frequente e tan-
sa, alla qualePapa, seduto in posto più
il to terribile. Diverse contrade di vigneti,
elevalo e distinto, si degnò ammettere le e molli seminali di grano odi biade resta-
pefsuue più ragyuEjiduvuli del suo segui- rouo duliulli. Ma il più grava e tmaie-
4i VEL VEL
iiìorabìle infortunio e clisastro che piom* erario la classe indigente, erasi degnato
bò sopra V'ellelri e il suo territorio, fu il ordinare che dalla tesoreria fossero posti
26 of^oslo, che sarà tanto più ricordevo- n sua disposizione scudi 6000; avendo
ìli per quanto fu luttuoso e dannevole, a sotnma eguale accordata alla città di Bo-
motivo (Iella grafuhne sterminatrice mai logna, abbenchè colpita da infortunii di
Così crudele dopo quella de' 10 agosto gran huìga maggiori. Pertanto il cardi-
j63i preceduta da trenjendo turbine
,
nale fece versare tale somma nel sagro
che fece crollare anche l'abitazioni e da monte di pietà di Velletri, lo fece riapri-

pioggia dirottissima non mai veduta la re colla facoltà d'estendere le sovvenzio-


siinile. La spaventevole grandine diuò cir- ni a titolo d' imprestito fino a scudi tre,
ca 20 ujinuti, e la comune eguagliava la e ordinò la restituzione gratuita di lutti
grossezza delle noci, e mischiata con va- ipegni per la somma non magi;iore d'u-
li pezzi di ghiaccio di varie forme e pe- no scudo. Nel 1843 Gregorio XVI pei*
santi da 6 a q oncie. in pochi momenti dimostrare il suoailetlou'fedelissimi sud-

questa massa di proietti stritolò tutti i diti di Marittima e Campagna, volle vi-
cristalli delle finestre dell'abitazioni vol- sitarne le Provincie con decoroso seguito,
te a oriente, spezzò ne' letti canali e te- nel modo in buona parte descritto nel
gole, e fece alti i gravi danni. Non può ri- [)rincipio di quesl' articolo, co' Diari di
spavento e il timore di tutti, an-
dirsi lo Roma e colla Relazione del viaggio fallo
che per l'incessante scroscio de'guizzanti da Gregorio Xf^I alle provincie. di Ma-
fulmini; (juindi generali gridi, pianti e la- rittima e Campania, del principe Mas-
rneiili. La successiva pioggia a torrenti simo. Ora quanto a Velletri, con essi e
inondò le case e le strade. In pochi mi- col Dauco riferirò la 3.' visita fattale da
nuli quasi tutto il territorio fu devastato, Gregorio XVI. Lunedì 8 maggio Grego-
disperse e atterrate le uve, e gran parte rio XVI proveniente da Terracina, giun-

dell'olive e altri frutti; le vigne furono ri* to al confine del territorio di Velletri, fu
dotte come nell' inverno. L'inondazione incontrato dalla magistratura, la quale
tie'fossi eguagliò al suolo vigne, canneti e per mezzo del conte Ettore Borgia gli pre-
«eminati di gi-ano turco; rese impraticabili sentò le chiavi della città, e più avanti
Je strade rurali, strascinò ima capanna e da mg."^ Lolli vice-legato e da mg."^ Pac-
vi restò annegato un giovanetto. Il dan- ca nipote del cardinale, venuti a osse-
no in città fu calcolato a circa 4ooo scu- quiarlo per parte del cardinal Pacca, trat-
di,equellodella campagna 100,000 dop-
a tenuto in Velletri da leggera infermità. Il

pie. Da 14,000 botti di vino eccellente che Papa avendo la carrozza piena d'un'in-
si raccoglievano, in quest'anno appena se finità di memoriali ricevuti in tutta la
ne ricavarono i5oo e cattivo, oltre la ces- strada da'contadiui e abitanti del territo-
sazione delle corrispondenti opere ma- rio veliterno, ridotti alla miseria dalla de-
nuali e de' trasporti. Ne furono conse- plorata grandine devastatrice di loro so-
guenza angustie e nnserie, ma nel seguen- stanze, versole ore 20 giunse alla porta

te anno vi furono meno risse e delitti per Napoletana, sulla quale erano stati inal-
l'acetosità del vino. Leggo nella notifica- berati in cima alle sue due antiche torri
zione del cardinal l'acca, de' 28 novem- due stendardi pontificii, con iscrizionece-
bre 1S42, intitolandosi per la misericor- lebrante il Papa, Provinciae Marittimae
dia di Dio vescovo d' Ostia e Felltlri, che InstanratoriBenignissimo Vclilras ter-
penetralo Gregorio XVI dall' iofortunio liuni Ingredienti. Fevmaioi'ì il Papa pres-

a cui fu soggetto il territorio veliterno, e so delta porta avanti la cattedrale, fu ri-

bramoso nel paterno suo cuore di soccor- cevuto dal suiFraganeo mg."^ Franci, dal

rere nell'alluali ristreltezze del pubblico capitolo, dal clero e dalla magistratura.
V E L V E L 4:1

Entrò nella cliiosu lulla parata eilluini- lalacorte, egregiamente lo composee de-
ntila con ningiiiliceiiza , al ili cui altare dico al Pap'i, cli'era slato amico e assai

maggiore, ilo v'era esposta rinimagine di slimato dal cardinale, il pronipote del nie-
Maria Vergine delle Grazie, furono caii- desiniomg/ Costantino Borgia nobile ve-
late in musica le litanie e dati la bene- lilerno, allora accademico ecclesiastico,
dizione col ss. Sagramento. Risalito il Pa- poi da Gregorio XVI dichiarato siioca-
pa in carrozza, col suo segnilo percorse ineriere segreto partecipante indi con- ,

quasi l'inlera città, le cui vie erano col» fermalo dal regnante successore, che pro-
ine di esultante popolo e le finestre ad- muovendolo a prelato ponente di consub
dobbatedi ricchi drafipi, per giungere al la^ n'è divenuto decano e vice-presiden-

palazzomiiiiìcipide, in cui il cardinal Pac le del 2.° turno. Fra'rnolti sonetti che in
ca, sebbene adranto dall'età e dali'inrer- sì lieta circostanza pubblicali furono pa-
mità, non polendo reggere ali'etnozione rimenli oll'erlì al Papa, nella Relazione
the provava nel sentire l'arrivo di Sua si leggono (|uelli di Giuseppe Minni, due
Santità, volle calare lino a piedi della sca- di Clemente Lucclii, altro del marescial-
la per riceverlo, ma la risab in portau- lo Fiorentini comandante i bersaglieri di
lina per amorevole ingiunzione del Pa- Velletri, e in nooje di tale compagnia al-
pa. Entrato poi il Papa nella vasta sala tro. Due iscrizioni si leggevano nel mo-
comunale, si recò a compartire la soleu- naslero di s. Chiara, ed al collegio de'fra-
ne benedizione all'ailoUalo popolo tripu- lelli delle scuole cristiane. Lascia fu fé-
dianlej dalla gran loggia appositamente steggiala con generale illuminazione, mas-
costruita e l'iccamenle addobbata, sui ili simene'principaliedifizi,e ne'palazzi |)ub-
cui lati leggevansi due iscrizioni, riporta- blici e Ginnetti; e con un bellissimo fuoco
te coH'allre nella Relazione e nel librel- d'artificio incendialo incontro al palazzo
lodislribuitodalla magislraturacollacol- comunale, accompagnalo dall' innalza-
lezioue stampala nelle medesime e inti- mento di vari palloni, e dicerie lucidis-
lolata al Papa. Nella scala del palazzo era sime stelle artificiali, di cui colori for- i

oltra lunga iscrizione, di gratitudine pel alavano un effetto sorprendente in mez-


soccorso elargito per la grandine deva- zo alla densissima nebbia che empiva
statrice. Indi il Papa passalo nel suo ap- l'atmosfera. Nel seguente giorno Grego-
parlamento, si fermò nella sala del Irono rio XVI partì dopo le ore i3 da V^elle-
per la cereraonia del bacio del piede, do- tri, prima consolando con un teneio ab-
polaquale ritiratosi nelle succamere voi braccio il cardinal Pacca, e ricambiando-
le avere seco a pranzo il cardinal Pacca, lo con espressioni cooìmoventi, senza vo-
inentre a tutta la sua corte veniva per lergli permettere d'accompagnarlo per le

cura del venerando porporato imbandi- scale, e lasciando vari contrassegni di sua
ta una lauta tavola, in cui sedevano 5o beneficenza, fra'quali scudi 5oo da di-
convitali , hi una lunga galleria benissi- stribuirsi a'|)0veri, e scodi i 5o per dotare
iTjo dipinta e decorala. Nelle ore pomeri- 6 povere zitelle, oltre l'aver conferito la

diane,non permettendo l'intemperie del decora/.ione di commendatore di s. Gre-


tempod'uscire, il Papaammiseairodieu- gorio Magno al gonfaloniere conte lìor-
za varie deputazioni e magistrali. In ta- già. Uscì dalla barriera di porta Pioma-
le occasione gli furono presentati vari uà, sulla quale sventolavano due bandie'
componimenti in versi ein prosa, fra'qua- re pontifìcie, con due epigrafi a'Iali, lun-
li il gonfaloniere gli umiliò del suo zio le go la strada ricevendo altro grandissimo
Notizie hiograficìie del cardinale Stefa- numero di memoriali, che dierono gli a-

no Borgia, Roma 843. Questo inteves-


1 bitanti del territorio veliterno, sempre a
sante libro, che fu pure dislribuilo a lui- da lutti acclamalo e beuedcllo. Il cardi-
44 VEL V EL
nal Piicca fu quale tentai descriverlo nel- Ne prese possesso a' 1 1 per procvira di-
la biogralìa, ed ivi ancora gli resi un tri- retta a mg.' Gesualdo Vitali canonico e
IjuIo eli gratitudine, perchè nella sua sin- vicario capitolare, che in questa circo-
gol.ne heuignità verso di me, come de- stair/a coid'ermò nella carica di vicario
cano elei sagro collegio e prefetto della s. generale dal medesimo esercitata sotto il

congregazione cerenìoniale,graziosainen- cardinal Pacca. Essendo vescovo di Vel- il

te accettò la dedica dell'edizione a parte letri legato apostolico nato della provin-
della n)ia opera storico-liturgica: Le Cap- cia di Marittima, intervennero a quest'at-
pelle Pontificie, Cardinalizie e Prelati' to non solamente gli ecclesiastici, ma an-
zie ; che nel i84i con questi stessi tipi cora il vice-legato con tulle l' autorità
pubblicai in numero di mille e cento e- governalive, tribunale, magistratura e
seniplari, tosto interamente esauriti. In- impiegati, indi agli 8 ottobre si recò in
di conque'soavi modi a lui famigliari, di- Velletri il cardinal Micara, ricevuto fuo-
chiarò il suo gradimento a voce, in iscrit- ri della barriera dalla magistratura e da*
to , e con dono onorevole di bellissima consiglieri. Vestitosi degli abiti pontifi-
scrivania d'argento, in cui primeggia la cali nella chiesa di s. Gio. Battista, di là

figura del cane con una penna in bocca; processionahnente accomprignato d al ca-
degiiando"si rilevare nel gentile biglietto pitolo e da tutto il clero si recò nella ba-
nccompagnatorio: » Avere scelto per suo dove furono fatte le con-
silica cattedrale,

ricordo la scrivania, come scrittore, ed il suete ceremunie. Indi a' 5 aprile i84'>
cane simbolo della fedeltà , caratteristica domenica delle Palme aprì la sagra vi-
che così bene si addice a Lei". Fra le pro- sita. Nella sera vi fu illuminazione per
letlorie ch'ebbe, vi fu quella del romano tutta la città, ripetuta nella seguente col-
almo Capranica (F.), detto già
collegio l'incendio di fuoco artificiale, con gran-
(Iella Sapienza Fert/iana, peichè fonda- de concorso di popolo e acclamazioni.
lo dal cardinal Domenico Capranica : ne Dopo che gli austriaci nel «744 taglia-
riparlai ne'vol. LXX, p. 227, LXXXI V, rono condotti che conducono 1' acqua
i

p.3 7. Questa protetloria l'esercitò pure


1 potabile in città, quest'elemento ormai
l'immediato suo successore, ed ora l'eser- mancava, insudicienti essendo riuscite le
cita il cardinal Altieri. A'19 aprile i844 riparazioni, ed i posteriori tentativi sem-
passò a miglior vita rotlimocurdinal Pac- brarono inutili per riaverla, a fronte del-
ca. Dispiacque generalmente la sua pei -^ le successi ve vistose spese. Nel 1842 l'in-
dita a' veliternij per essergli mancato il gegnere Girolamo Romani velilerno co-
benefattore e il padre. INou sarà per pe- minciò le operazioni che descrivee loda
rire giammai in Velletri la memoria del- il Bauco, per le quali nel i845 Velletri

l'illustre e dotto porporato, che tanto fa- vide sgorgare dalle sue fonti abbondan-
ticò, tanto patì, e tanto si adoperò pel be- tiacque, che mai più mancarono, prova
ne della Chiesa cattolica e pe' vantaggi evidente della regolarità dell'operazione.
dello slato pontificio. Oltre i consueti suf- Eglisi applicò ad altri miglioramenti, ma

fragi , dipoi in Velletri la sera dell' 8 siccome volevasi distruggere tutte le vec-
maggio 1845 la società letteraria Vol- chie condutture di piombo, il Romani
sca.con apposita solenne accademia, re- rinunziò all'incarico. Olirei delti lavori
te un tributo di riconoscenza al suo pro- idraulici, Velletri ha di lui la parte pò-
iettore. Viene descritta nel n.° ^o del sleiiore del palazzo Alfonsi, e il palazzet-
Diario di Roma del i845. A' 17 giu- lo Corsetti sulla via corriera. Pe' lavori
gno 844 *^^^ vescovato di sua patria Fra-
1 successivi si dovette seguire il disegno di
(jcati/u trasfei ito in (juesto il decano car- Romani, ina costarono molto. A' 28 no-
dinal fr. Lodovico Micaru cappucciuu. vembre 1 845 «)§.' Lolli fu proujosso a
V EL V E L 45
volante di sognaliiif», e nel dì «e£»n»»nte e denigrare co' loro esecral)lli scritti la

Iti vice-legalo n)g.' Slefnno de' maicliesì memoria di sì illustre e glorioso Ponte-
Entli jìonenle di consulla, «l)bievialore fice: conte se il suo governo fosse stalo
del parco inaqgioie e scguMario della anarchia completa (si ponno vedere gli

congrega7Ìone cardinalizia tieputala per articoli Roma, Storia, Tesoriere, Tri-


le verleuze de' pascoli di Ncpi. Con for- bunali DI Roma ec. ec). INè dee arrecare
se unico esempio, il municipio a dimo- ciò meraviglia; perchè avendo egli per-
strale il gradÌDienlo del nnovo vice-lega- seguitalo colla massima giustizia setta- i

lo, r 8 febbraio 1846 gli die una gran ri liberali, erasi tiralo addosso l'ira e l'o-

serata di musica nel palazzo del comu- dio di tutti i loro seguaci; i quali accadu-
ne, con invito di tulle le magistrature ta la morte di Gregorio XVI, liberati

della provinciale di personaggi anche ro- dalle prigioni, dalla galera e dall'esilio,
mani, (ra'quali il principe e la principessa sfogarono la loro bile colle più perfide
Lancellotli Ginnetti. A'iS maggio 1846 calunnie contro un Pontefice degno d'o-
sulla cillà e in parte del territorio vigna- gni rispetto e venerazione. Sentì Velelri
lo cadde una grandine sterminatrice più con sommo rammarico la pei dita del suo
grossa del 1842, ma meno estesa, né ac- sovrano benefattore, manterrà e- di cui

compagnata da tanta copia d'acqua, du- terna memoria;enon mancò iidì 5 sullra-
rando IO minuti. Gravi furono danni. i frare quella grande anima con solenni fu-
» Lunedi i." giugno passò agli eterni ri- nerali celebrali nella cattedrale coli' in-
posi il Sommo Pontefice Gregorio XVf, tervento di tutto il clero, del vice-legato,
presso che d'improvviso cedendo al peso dell'autorità governative, magistratura
tl'aiini 80, mesi 8, giorni i4(«ieaveadi e milizia con islraordinaria frequenza di
più; ma quanto facilmente po-
di ciò e di popolo". Il Diario di Roma del 1 846 col
trei aggiungere di quello che semplice- Snppiemenlo al n. 52 descrive tali fune-
mente vado a riportare col Banco, mi ri- rali, il dolore profondo e l'eterna rico-
metto air ampiamente riferito in tanti noscenza di Velleli i. E il precedente Sup-
luoghi). Conlava egli di pontificato i5 plemento al n. 49 riferisce le solenni ese-
anni, 1 mesi, g giorni (anco questo com- quie celebrate dalla confraternita degli
puto è erralo, essendo mesi 4 "^eno un i Amanti di Gesìi e Maria, e il sommo do-
giorno). Visse in diflìcilissimi tempi. Co- lore piovalo dal sodalizio per sì amara
minciò il suo pontificato colla ribellione perdita. A' 16 giugno fu eletto Sommo
di quasi tutto lo slato suscitata da' rifor- Ponteiìce regnante P/o IX[f'.). Il can.
il

matori liberali. Ciò nonostante adoperò Banco dopo aver narrato feslcggiarnen- i

tutti i mezzi possibili per restituire la li fatti in Velletri perla pronta cessazio-
tranquillità presso i suoi popoli. Si servì ne della sede vacante ed esaltazione del
d'una rigorosa giustizia per reprimere il comune padre e sovrano, dice. » Solle-
vizio, e per far fronte a' segnaci dei libe- vato sulla cattedra di Pietro Pio IX, in-
ralismo. Fu tulio zelante nel suo unicio cominciai otio non poche riforme nello
di Vicario di Cristo, the in varie parti stato, efìello dello svisceralo amore del
del mondo nuovo 3c) vescova-
istituì di Pontefice verso i suoi sudditi, che pen-
ti (se si vuole comprendervi vicariali i sava al modo di renderli felici. Le feste,
apostolici, il numero è maggiore); e nel- gli contemporaneamente comin-
viva, che
la Gran Bretagna formò 4 nuovi vica- ciarono in Pioma e in tutte le città dello
riati apostolici.Testimonianza infalli- stalo, sul principio furono una spontanea
hilc che la religione di Cristo non crol- dimostrazionede'popoli; ma ilcontiiuiar-
la. Non mancarono contullociò uomini le piìi del dovere, contro la volontà dello
malevoli, che hun tentalo di calunniare slesso Principe, il vcodetle iulemperan-
46 V E L V E L
ti, fu opera della farione, ohe vedeva nel- gli ohMigata pel riallacci.imento dell'ac-
le iniziale riforme il me/zo di pervenire qiie, e per la nuova condoltura delle rue-
allamela de' suoi desideiii. Vociferavasi desime.
per Roma, che il Papa avrebbe accorda- Nel concistoro dell' i i giugno fu tra-
ta l'tìinnistia a' rei politici. Qiie>ta voce, slato da' vescovati di Porto, s. Rullina e
che prima era un tlcsiderio, lÌMÌf|unsi per Civitavecchia a questo d' Ostia e Velie-
divenire certezza. In questo teu)po si era tri 1' odierno decano del sagro collegio
sparso per Roma l'anagramma seguente, cardinal Vincenzo Macchi, e per conse-
A Giovanni I\larin Dlastai Ferretti, h.- guenza divenne legalo apostolico della
nn^ViWnma, Grati nomi, amnistia eferra- provincia di Marittima, con gran con-
ta via. Pio IX avea incontralo in mezzo tento de' buoni veliterni, sperando mol-
ai suo stesso consiglio una forte opposi- ti vantaggi dalla sua somma prudenza,
zinne per questo perdono. Gii si mette- e singoiar perizia negli affari governati-
va in vista il Magico fine di Luigi XVI re vi. A.' i 3 giugno prese possesso per pro-
<!i Plancia. Ma egli fu salilo nella sua vo- cura fatta a mg.' Franci sulfraganeo, col-
lonlii. Cosicché il d'i i6 luglio soltoscris- ì'intervento del capitolo e tulio il clero,
se il ilccreto d' amnistia, e 8 fu prò-
il 1 del vice-legato, dell'autorità governative,
clamato. Il .*^allto Padre amava troppo consiglieri, giudici, della milìzia, di lutti
i suoi sudditi, voleva la loro felicità. Ma gl'impiegati e di molto popolo. A'5 lu-
gli amnistiati posti in libertà, tolti dalle glio fu pubblicalo l'ordine pontificio dei-
carceri, dalla galera e dall'esilio, a fronte l'armamento della guardia civica, e si
d'una grazia tanto singolare, dopo tante formò un battaglione di g3o uomini di-
loro tlitnoslrazioni di gratitudine, e do- viso in 6 compagnie, con tenente colon-
po solenni promesse di fedeltà costante nello nella persona del conte Ettore Bor-
e di filiale venerazione alla s. Sede e al già, e altri udiziali. Il cardinal Macchi ve-
sovrano Pontefice, conie han corrisposto? scovo e legato fece il solenne ingresso in
colla più nera mgratitudine, collo sper- Velletri a' 29 settembre. Ira l'acclama-
giuro e colla ribellione eccitata in tutto zioni deiraffollalo popolo, e con dimo-
lo slato pontificio. In Veletri non vi fu strazioni d'alfetto d'ogni celo di persone,
alcuno, che godesse dell'amnistia. Prova Si fecero pubbliche feste, generali lumi-
certa tlella fedeltà de' suoi cittadini alla narie, ordinata e risplendente essendo
Sede L'8 gennaio 1847 mg. Bruti,
"^

s. ". quelladellatorredel Trivio, ed i prospet-


dopo aver disimpegnato la carica di vi- ti de' due palazzi del comune e della vi-
ce-legato col'a massima esattezza e retta ce-legazione a cera, ed incendio di gran-
giustizia, il Papa lo nominò proconimis- dioso fuocoartificiale, oltre l'innalzarnen-
sario apostolico della s. Casa e città di lo di globi areostatìci ed il canto eoa
Loreto. Agli II fu dichiarato vice-lega- suoni dell'inno di Pio IX. A' 1 o ottobre
lo di Velletri mg."^ Antonio Pellegiini di la magistratura, per onorare il suo car-
Sonnino, di poi votante di segnatura e dinal vescovo e legalo, die solenne acca-
ora chierico di camera. A' 24 maggio demia di musica con rinfresco: la sala fi-

mori il cardinale Micara vescovo e lega- larmonica riboccò di spettatori. Avendo


lo di Velletri, Il governo. di lui sarebbe il gonfaloniere nobile Virginio Macioli
stato di non pochi vantaggi per Velletri fatto un indirizzo al cardinale, questi ri-

e sua provincia. Avea buone intenzioni, spose con tale franchezza e persuasione,
e l'avi ebbe eseguite se non fosse stato che destò l'ammirazione di lutti, ed ia
quasi di continuo travagliato da maiat- ispecie inculcò la pace che regnasse ne-
lle, e non fosse così presto sceso nel se- gli animi de' veliterni. Il n. 4o delle No-
polcro. Velletri in ogni modo dev'esser- tizie del giorno di Roma del i847 ^'s*
VE L VEL 47
scrive i parlicolari ilall'tccpnnnfo solen- tela delleamministrazionide' luoghi pii.

ne ingresso del cardinal Macelli in Vel- Desideroso del bene s[)irituale dell'ani-

presenlnzione delle chiavi della


jetri, la me, visitò in tutte ledoMieniche gli oralo-

città fatta alla barriera di porla Roma- rii in cui s'ammaestrano le giovinette ne*
na dal gonfaloniere, mentre era salutato rudimenti di nostra s. Religione; ed inter-
da loi colpi di morlari. Che disceso dal- rogandole su alcune parti della dolliina
ia carrozza avanti la chiesa di s. Marti- cristiana, premiò le più valenti. Pontifi-
no, ivi assunse gli abili pontificali, e po- cò nella cattedrale nella festa d'Ognissan-
stosi sotto il baldacchino sostenuto da 8 ti, pronunciando dopo l'Evangelo dotta
distinti soggetti, preceduto dal clero se- paterna omelia. Amatore dell'istruzione
cola ree regolare, e seguito dal vice lega- pubblica, volleassisterea'sag^i calle ptd)-
lo, da'consiglieri governativi, dalle au- bliche conclusioni tenute da' seminari-
torità municipali, giudiziarie e militari, sti, nelle scuole comunali, e piesso i mi-
dalia nobiltà, dall'intero corpo de'consi- nori osservanti, conferendo di pro[)ria

glieri comunali, dagl'impiegati pubblici, mano premi i ed esortando i giovani allo


dalla banda musicale, dalla truppa civi- studio. Fondò una scuola notturno pres-
ca e bersagliera, fra il suono delle cam- soi pp. dottrinari, e su tale esempio il mu-
pane, sparo de' mortari, e r.tcclama-
lo nicipio istituì altre scuole serali e l'aflidò
tioni eevviva dell'immenso popolo, essen- a'fratelli delle scuole cristiane; quindi sì

do tulle le finestre ornate »li parali, araz- r una e sì l'altre furono inaugurate dal
zi e bandiere, processionalmente si tra» cardinale con acconci discorsi, commos-
sferì alla basilica cattedrale. Ivi pervenu- so dal vedere 3oo giovani volonterosi di
to, tra il Canio M\' Ecce Sacerdo.f 3Ia- prò fi l la rne.Si occupò ancora d'utili prov-
gnus, ascese al trono, ed ammise capi- il vedimenti per migliorare il patrimonio
tolo e il clero al solito bacio. Terminato municipale, la servitù de' pascoli, il ma-
il canto, il cardinale recitò dentro il pre- teriale delle carceri, la pubblica istruzio-
sbiterio una dotta e tdlelluosa omelia, ne, gravame di qualche dazio comu-
il

che commosse e riempì tutti d'ammira- nale, e il compimento dell'incominciato

zione. Terminata la sagra funzione, de- edifìcio del teatro, a tutto nominando np-
posti gli abili pontificali, risali in carroz- posite commissioni. Sotto la sua presidou-
za, e si condusse al suo appartamento nel za apertosi il consiglio provinciale, fu an-
palazzo pubblico, residenza de' vescovi e che deliberalo d'impiantare in Velletri
legali. Indi da una finestra compartì so- capoluogo uno stabilimento agrarif) per
pra di tutti l'apostolica benedizione, fra l'educazione de' giovani poveri eabbiui-
un grido fesloso e imanimedi /-'Vi'rt Pio donali, e d'offrire al governo 2000 scudi
IX! Viva l'Ein" Macchi i'cscovo e lega- per r armamento della guardia civica.
to! Dipoi il n.
97 del Diario eli Roma del Allietò di sua animatrice presenza l'aula
1847 narrò.Cheil cardinal Macchi, emi- municipale nell'adunanza de'26 ottobre:
nente per ogni virtù e giusto apprezza- parlò da vescovo e da legato, ramineu-
tore delle utili riforme proclamate dalla lando i morali e civili doveri che incom-
sapienza di Pio IX, mentre dimorò inVel- bono a un corpo rappresentante l'infera
leiri 5o giorni, si die a lutl'uomo a con- città. Inoltre il cardinale die contiiuii e
solidare un uugliore e felice avvenire a* splendidi trattamenti, fece giornalmen-
veliterni che ama con alletto paterno. Le te dispensare copiose limosine a' poveri,
prime sue sollecitudini aveile rivolte al dispose In restituzione di lutti i pegni di
suo pastorale ministero, aprendo di per- 5 paoli, fatti nel s. monte da' 3 giugno 1

sona la sagra visita a'3 ollobre, ed ema- sino allora. Tanti olili provvedimenti e
liaudo vari decreti e oidinamenli a tu- beneficenze eccitarono ne' velitcrui una
48 VEL VE L
pubblica dimostrazione nella sera de' i4 ì suoi ministri, i pacifici sudditi, avendo-
novenilnc precedente alla sua partenza, ne tiat tato iimumerabili scrittori; ma sol-
la quale seguì previa altra della guardia tanto registrare le cose che hanno relazio-
civica, che agli encomi del cardinale cor- ne con Velletri, ed io in breve ripeterò.
rispose con claoiorosi evviva e con innal- Riempita Roma di f;icinórosi rifuggiti da
r.ire sulle
baionette de' fucili loro cap- i ogni parte dell'Europa per iscampare l'ul-
pelli,partendo benedetto da tutti, quale timo supplizio; ivi chiamati da'capi della
amatissimo padre e pastore. Il can. Bauco fazione liberale, i quali aveano stabilito di
scrivendo accuratamente anche la storia dar da essa principio alla vasta rivoluzio-
contemporanea (che io scrissi nel citato ne. Questi settari segnarono ogni loro
orticolo e con [>\ii diffusione ne' relativi, traccia d'orribili delitti, facendo palese al
ondecjui mi limiterò ad appena accennar- mondo a qual segno possa giungere l'in-

Ja, per quanto riguarda Velletri e sua pro- gratitudine. Essi insultarono la pazienza
vincia), passa a narrare la creazione della di quel Sovrano Pontefice, che avea po-
consulla di slato fatta dal Papa, e nomi- co prima loro donato il perdono, la patria,
nando per la provincia di Velletri 1' avv. la libertà, lecariche, gli onori. Il dì i 5 no-
Luigi Santucci patrizio velilerno a con- vembre 1848 ucciso il suo i.° ministro
sultore tli stato. La promulgazione dello conte Pellegrino Rossi nel momento che
statuto fondamentale del governo tem- andava a rappresentarlo nelle camere, si

porale negli stati della Chiesa de'r4 niar- giunse nel dì seguente obbrobriosamente
zo 1848, eie corrispondenti festive dimo- ad assalire ilPapa a mano armata nel pro-
strazioni, onde in Velletri si tennero i prio palazzo sulQuirinale col cannone, col-
comizi per l'elezione del deputato al col- l'incendio, col l'uccisione del prelato Se
legio elettorale de' 4 governi di Velletri, gretarìo delle. Lettere latine, e col disar-
iJegnijCori (al cui paragrafo parlai dell'in- mo degli Si'izzeri guardia pontificia. Gii
tera annessione del suo governo a questa fu imposto di notte di formare un ministe-
legazione), e Valmontone,i maggiori vo- ro a volontà del sedicente popolo, e di no-
li essendosi riuniti a favore dall'avv. Fe- minarvi taluno ancora di coloro ch'erano
derico Galeotti, e del cav. Luigi Cardina- a capo della più vergognosa rivoluzione. A.
li, prevalse il partito del i.°non senza pa- vista di tali esecrabili attentali intimori-
lese intrigo e così restò eletto. » Si disse li i cardinali, e per consiglio del Papa,
allora per la città. Scelta opportuna: poi- cercarono di porsi in salvo con uscir da
ché questi non sono tempi di Cardmaii, Roma, ed il cardinal Macchi giim<e in
ma di Galeotti ". Dopo qualche mese il Velletri a' 20 novembre e partì il 28 per
Galeotti rinunziando, la maggioranza e- Gaeta, Il Papa non poco costernalo pe*
lesse in deputato il conte Ettore Borgia. tragici attentati avvenuti sotto i suoi oc-
Decretatosi dal Papa l'arrolamentod'un chi, maggiormente fu compreso di spa-
esercito di volontari per la difesa dello sta- vento allorché fu accertalo, che a'26 del-
lo, per guardare i confini del Bolognese e lo slesso infausto novembre i rivoluziona-
Ferrarese, Velletri presentò 60 giovani co' ri aveano determinalo di consumare un
lorouniziali,a'quali furono dati scudi6oo assassinio esecrabile ecompleto nella stes-
per oblazioni contribuite dal cardinale sa sua santissima persona. Appena sep-
e dal clero secolare, inclusivamente alle pe r iniquo divisa mento, si raccomandò
monache. Protesta Bauco, non intende- a Dio, e si rimise allo zelo de' ministri
re descrivere tutte le scene luttuose e i delle potenze estere, e fece risoluzione di
terrìbili disastri, che piombarono sopra partire e fuggir da Roma, benché guar-
Roma (F.) e sopra lo stato contro la So- dato a vista e perciò con giave rischio.

vranità della s. Sede (/-'.), la Religione, Nella sera de' 24 novembre colle vesti iH

1
V E L VEL 94
semplice prete uscì di Roma, passando cessivamenle fece la repubblica, Io de-
perVelIelri alle ore 5 italiane, dovecam- plorai ne' ricordati articoli e altrove. » Il

Lio i cavalli nella posta, e nel dì seguen- popolo che riconosceva e invocava
poi,
te felicemente giunse a Mola di Gaeta. Ivi l'assemblea, non era il popolo dello sla-
nominò una commissione governativa to ron)ano, il quale, pacifico per natura,
per Roma, che non fu riconosciuta; e i imporre un gio-
fu intimorito, e lasciossi
deputati nominarono in vece una giunta go che abborriva sotto la democratica ti-
provvisoria, ìndi i rivoluzionari resi più rannia, li popolo invocato dall' assem"
audaci pubblicarono in Roma la costi- blea era una fazione di uomini facinoro-
tuente. Avendo la giunta stabiliti presidi si, irrequieti, per la maggior parte spianta-

pel governo delle Provincie, per Velletri ti, di una plebaglia corrotta: era un bran-

nominò il conte EttoreBorgia ai gennaio co d' avventurieri audaci, senza onore,


del memorabile 1849, il quale prese pos- senza religione. Il vero popolo è un ceto
sesso a' 5, e poscia si nominarono nuovi
1 della moltitudine razionale stretto dal-
consiglieri governativi. Il Papa Pio /A' le- l'unione concorde, e dal consentimento
vò intanloalto la sua voceapostolica, pro- della giustizia e dell' utilità. Questo po-
testando avanti a Dio e in faccia a tutto polo al non poteva creare la repub-
certo
il mondo contro tanti gravi e sacrileghi blica romana, la quale era immorale, ir-
attentali, come prima di partir da Roma religiosa e violalrice degli altrui diritti ".
avea fatto co' rappresentanti delle corti A' 12 febbraio cacciati a forza i carme-
d'Europa e di altre nazioni, e fulminò la litani dal convento, in questo si formò
Scomunica maggiore contro coloro che l'ospedale militare. Anche in Velletri u-
aveano dato opera a' falli diretti a dan- sci la legge della demaniazione de'beni ec-
no della pontìHcia sovranità, e special- clesiastici, e fu nominata la relativa depu-
mente contro la costiluente.ln Velletri la tazione, che senza scrupolo accettò l'in-

mattina degli 8 gennaio trovossi alla por- carico, non potuto effettuare per la bre-
ta della cattedrale adissa copia di tale ve vita della repubblica; alla quale pre-
scomunica, pose in bisbiglio la città, e starono intanto a' 4 marzo giuramento
nella notte fu strappata. D'ordine della di fedeltà le truppe, e in seguito tutti
giunta convocata in Velletri l'assemblea gl'impiegati furono obbligati all'adesio-
nazionale per l'elezione del deputato del- ne. L'ii di detto mese nell'assemblea
la provincia di Marittima per la costi- comunale si formò il nuovo municipio;

tuente, restò eletto Luigi Novelli veliter- il presidente, anziani, segretario, tutti ac-
no a' 22, In questo giunsero da Roma in cettarono: ed in casa Borgia si aprì il cir-
Velletri 25o soldati finanzieri indiscipli- colo democratico VolscOy con presiden-
nati, che assaltalo il convento de'minori te e segretario; democratica ri unione che
conventuali, vi entrarono di forza e de- poco durò, per le scissure insorte tra' re-
rubarono, con indicibile spavento de're- pubblicani. A' 1 3, dopo il solenne pranzo
Finalmente l' assemblea costi-
ligiosi. democratico delle truppe, fu innalzato
tuente in Roma avendo decretata la de- l'albero della libertà innanzi al quartiere
tronizzazione del Papa, e la Repubbli- della piazza del Trivio, fra le grida e il

ca Romana, questa fu proclamata in suono bande, oltre molti discorsi


delle
Campidoglio a' 9 febbraio; e nello stes- democratici. Nel dì seguente e con dispia-
so giorno si recò a fare altrettanto in cere de'buoni fu posto un gran berretto
Velletri il tenente colonnello Bartolo- repubblicano sulla Croce del campanile
meo Galletti con 800 soldati della le- di s. Maria del Trivio. A' 2 r formatosi
gione romana, di che nella sera fecero il consiglio municipale, indi a' 24 elesse
gran festa repubblicani. Quaulo suc- anziani, e fece slam-
i
il goufaloniere e 4
Ot. xc.
4
5o VE L V E L
jiare pe' soli velilerni 2000 scudi di car- laloa 5niiglia Itmgì dalia citlà da due de-
ta moneta. Si feceio piil)l)liclie pregliie- putazioni del clero e del comune. Intanto
le pel felice successo deiraimi repubhli- filili i preparativi per ricevere l'esercito,
cane; menlre nelle feste e ne' canti not- allerrato l'albero della hberlà, levato il

turni, era grido ordinario: morte n pre- berrettone repubblicano dilla Croce del
li. In Velletri ninno del clero si mostrò cauqianile del Trivio, furono innalzale
repubblicano, tranne 3 non velilerni. Per l'anni pontificie sidla porta Napoletana,
brcTilà tralascio altre notizie mbanp, nel palazzo della legiizione e nella caserma
propiiedella luttuosa circostanza. Dimo- de' Ciirabinieri, i (piali ripresero la coc-
rando il Papa in Gaeta nell'ospitìilissinio carda papale. Alle ore 18 giunse in Vel-
regno di JNapoli, circondalo dall'iunoro- letri la vanguardia, ed alle ig cominciò

see riverenti cure del religiosissimo Fer- l'entrala deli'e^ereilo. II re marciava nel
dmando II re delle due Sicilie, invocò da mezzo delle schiere accompagnalo dal
vari sovrani la loro difesa de'domiuii del- fratello d.Francesco di Paola conte di
la s. Sede, e aiuto per liberarci fedeli suoi Trapani, dal cognato d. Sebastiano in-
sudditi dall'anarcliia.E siccome l'Ausilia, fante di Spagna, dallo stato maggiore e
la Francia, la Spagna e il regnodelle due dal commissario apostolico mg.' Dome-
Sicilie si trovavano per la loro posizione nico Giraud, suonando a fesla tutte le

geografica in situazione di poter solleci- campane della città. L'esercito contava


tamente accorrere colle loro armi a ri- circa 8000 uomini, numerosa cavalleria,
s. Sede l'ordine
stabilire negli stati della 2000 pel treno, 3 batterie di cannoni di
sconvolto da una fazione di settari, il San- varie misure, moltissime casse di mu-
toPadre domandò loro l'intervento ar- nizioni, carri, bagagli e tulli altri attrez«
mato e prontamente l'ottenne. L'arma- zi di guerra. All'ore 2 r il re scese di ca-

ta della repubblica fiancese proveniente vallo avanti l'atrio della cattedrale, rice*
da Tolone a' a') aprile 1849 imbarcò a Ci- vuto dal capitolo in abito colla Croce co-
vitavecchia, e a'3o trovossi sotto Uouia ; rale. Entralo in chiesa orò innanzi il ss*
perchè la nazione francese volle I' onore Sagramenlo esposto nell'altare maggiore^
d' operar sola contro i repubblicani che e ricevuta la benedizione si diresse a vi4
difendevano Roma, onde far cessare la lo- sitare l' immagine miracolosa di Mariag
ro oppressione,e dopo vari comballimen- ss. delle Grazie, e volle che si recitassero
li l'esercito francese vi entrò a'3 luglio. le litanie. In questa occasione si ammiri
A'29 aprile l'esercito napoletano capila- anche da' velilerni la particolare divo-
natodallo stesso reFerdinando 11 penetrò zione e spirilo di religione di Ferdinanda
nello stato papale, e si fermò in Terraci- 11. Accompagnato dal capitolo sino alla
na. III. "maggio il preside e il comandan- fine dell'atrio riraonlò a cavallo, e allora
tedella piazza di Velletri l'abbandonaro- r esercito seguitò la marcia. Le finestre
no; si ritirò la magistratura repubblica- delle case erano parate, e il popolo eoa
na, e vi fu soslituila una rappresentan- contiuueacclamazioni ripetè: VìvailRe^
za di cittadini, per ovviare qualunque di- VWa Pio JX. Appena giunte le prime
sordine nella città, speciahnenic pel pas- file sulla piazza del Trivio s' impossessa-
saggio dell' esercito regio, alla lesta della rono del quartiere civico, disarmarono^
quale fu postoli cav. Giovanni Giaziosi la guardia e gli ulficiali, commciando a

con molti altri onesti e buoni cittadini. Si maltrattare lutti coloro che coltivava-
elessero 3 deputali a provvederle veltova- no la barba (segno stabilito dalla setta,
gliee lecaserme,oltre quello [tergliallog- dice liauco): in un momento tutte le bar-
gi eallriuniziali.A'2 maggio avviciniMiilo- be furono rase; egli uomini apparvero
siresercilonapoletaDO,ilrefucompliiueu- allora uomini, non mostri e orsi (sic). Il
VEL VEL 5i
re fu alloggiato nell* nppaiiamenlo del Nel dì seguente il distaccamento dopo a-
cardinale, e tiitli gli iil{Ì7.iali ebbero al- Val-
scoltata la messa, partì alla volta di
loggi convenienli al loto grado. Le trup- montone, ed a'g s'imbattè colla divisio-
pe occupa loiio le caserme, tutti conven- i ne repubblicana, e seguì tra loro una
ti, il seminario: la maggior parte dimo- scaramuccia presso Palcstrinn, con po-
rava sulle piazze, fuori della barriera e chissima perdila tra le parti. A' io tor-
della porta Napoletana. A'3 maggio giun- nò da Galestrina in Velletri l'armata na-
se in Velleiri un re con un
fratello del poletana,che seguitò la marcia perla Ric-
corpo di circa 3ooo uomini. La guardia cia. L' I i giunse d'Albano in Velletri una
civica fu sciolta d'ordine del Papa, edi- colonna regia di 2000 uomini con caval-
sarniE^ta. Il re ricevè il capitolo, benefi- leria e 4 pezzi di cannone, e tosto forti-
ciati, curati e seminario; e si portò sul- ficò vari punti della città, con ripari al-
l'altura de' cappuccini, per considerare le fosse che la circondano, demolendosi
quella meravigliosa posizione. Mg.'^ Gi- il ponte che conduceva mole di Gin- alle
raud per comando sovrano destinò pro- netti Lancellolli 16 arrivò altra ; ed a'

legato della provincia di Maritticna l'avv. truppa regia da Valmontone con 20 ar-
Raimondo Alfonsi. Nella sera fu illimii- restati e 3 carri di fucili presi nella pro-
nata tutta la città, e i due palazzi del co- vincia di Campagna. Nella mattina de*
mune e della legazione a cera. A' 4 mag- 17 i soldati dopo la niessfi partirono per
gio parli lutto l'esercito alla volta di Castel Gandolfo; ma nel dì seguente si

Genzano, ed il re volle prima ascoltare vociferò con certezza che Garibaldi colle
messa nel santuario della Madonna del- truppe repubblicane erasi presentato a
ie Grazie, coli' assistenza del capitolo, e Palestriua, a Zagarolo e Valmontone,
fece larghe limosine. Alle ore 20 giunse onde subito ne fu avvisato il re. Peronel-
in Velletri da Valmonlone un distacca- la sera cessolo Velletri la costernazione
mento di 4000 uomini, compresa la ca- all'ari ivo di buona parte dell'esercito con
"valleria,con numerosa artiglieria e baga- molta arliglieria,reduce d'Albano e dalla
glie. In questo giorno fu ripristinata l'an- Piiccia, e nel dì seguente giunse anche il
tica magislralura, i consultori, i tribuna- re co'suoi fratelli e il commissario aposto-

li. Il re avea formato una colonna mobi- lico. Questo movimento retrogrado che
le di truppa in massa composta di citta- destò meraviglia ne' veliterni e luoghi
clini per guardare il territorio veliterno, convicini, derivò come notai altrove da
con suo soldo e coccarda, nominando per questo. Che mentre in Roma eransi co-
capi Giuseppe Caprara eMarco Scipioni. minciate le trattative coU'inviato straor-
La truppa venuta da Valmontone partì dinario di Francia, Ferdinando di Les-
b'5 maggio per Genzano, e nel dì seguen- seps, ora preoccupato nel grandioso ta-
te fece altrettanto un treno di carri di glio dell' Istmo di Suez, il triumvirato
munizioni provenienti da Terracina. Nel- repubblicano vide il partito che poteva
la mattina de' 7 corse voce che in Val- ricavare da questa nuova posizione, che
montone era apparsa la divisione repub- lasciavagli tempo a respirare per par-
blicana del general Garibaldi, e che vo- te degli attacchi de' francesi, e senza ri-
levasi piegare su Velletri. Ciò udito i cit- tardo audacemente decise -una spedizio-
laduii sprovvisti di difesa pensarono di ne contro l'esercito napoletano ;
giacché
salvarsi, e la città restò spopolata. All'i- pendenti le negoziazionicoU'inviato fran-
stante fu spedita una staffetta •- * " coo cese, con iscaltrezza tirate in lungo, po-
al re perchè soccorresse Velletri, e sen- teva disporre di gran parte delle truppe
za indtigio il re mandò una colonna di che slavano inoperose in città, in numero
4000 tra fanti e cavalli cou artiglieria. di 1 5,000 COQ 1 2 pezzi d'artiglieria diri-
52 VEL VEL
geodosi alla volta di Velletii. 11 re Fer- guente entrò in Velletri ferito. Questa
dinando U.conosciuto che l'esercilo fran- zullà accadde nella contrada Colonnella
cese cnoiandato dal general Oudinot vo- circa due miglia dalla città. La cavalle-
leva solo la gloria dell'espugnazione e li- ria napoletana stretta sulla strada senza
beiazione di Roma, se i trattati non si potersi stendere impedita dalle folte siepi
accordavano, o per altri motivi, ordinò delle vigne, bersagliata dalla fanteria re
il ritiro del suo esercito nel regno. Dava pubblicana impostata dentro il vignelo,ri
egli riposo alla sua truppa in Velletri sa- costretta a retrocedere,dopoaver perdute
ltato 19 maggio, quando l'esercito repub- 26 soldati con un tenente ; non minori
blicano uscito da Roma
16 e 17 sotto a' fu il numero de'repubblicani periti. Cìv-
il comando del generale in capo Rosel- ca le ore i/^h\ fragore della moscbetle
li, de' generali Masi, Galletti avvocato, ria dell'accennato attacco, si die movi,
Garibaldi eBartolucci generale di caval- mento a tutto il regio esercito. Uscì fuo'
leria, e de' colonnelli Manara, Bartolo- ri della città un battaglione di fanteria

meo Galletti e Marchetti, si diresse sotto quasi mezzo miglio, il quale evitando li

Tivoli, equindi 8 a Zagarolo e Mon-


a' 1 pubblica via,si sparse nelle sovrastanti vi
te Fortino, mosse la mattina di detto 19 gne,dove trovò imboscate e insidie per o-

per Velletri. Circa le ore 1 italiane si 1 giii parte; si difendeva, ma eragli diilici«

vociferava per Velletri che Garibaldi col- le offendere i repubblicani impostati


la sua divisione era giunto a Lariano, sen- nascosti a guisa della caccia de' daini. Gli
za che i condottieri napoletani avessero convenne ritirarsi. 1 morti superarono il

poste sentinelle avanzate verso quella centinaio, molti furono i feriti e 3o i pri^"

parte; onde avvisatone il re, che riposa- gionieri. Mentre ciò avveniva al di fuori/
va nel palazzo municipale, ordinò che considerando il re chel'assalto da tentarsi
tutto l'esercito si ponesse sull'armi, ed e- da' repubblicani sarebbe stato di conse'
gli stesso comandò la truppa, ch'era ac- guenza, perciò ordinò che d'ogni parte si

campata nella vasta piazza del Trivio, e munisse la città. Qtiindi verso l'ore 16 fu-
la fecesituare nel palazzo Ginnetti Lao- rono trasportati e impostati 5 cannoni
cellotti con duepezzi d'artiglieria impo- sull'altura de'cappuccini con 2000 fucili!
stati nei cortile, onde i soldati occuparo- ri; e 2 cannoni furono collocati nella saliti

no que' grandiosi loggiati che a levante che batlevanola strada in Via Lata. NelU
scoprono la campagna. Fu spedita una sottoposta vigna Fortuna il casino si guar
numerosa compagnia di cacciatori a ca- ni di 200 soldati. Sul rauraglione dellj
vallo verso Lariano per fare delle scoper- barriera si posero 6 pezzi d'artiglieria, (

te. Questa s'imbattè colla divisione Gari- guardavano losbocco del ponteeil vigne
baldi, che senz'ordine del general Rosel- to sottoposto, con numerosa fanteria. Ut
li mosse da Monte Fortino per Velletri, cannone era sul cancello di ferro degli or
per cui si trovò solo in quest'attacco. Si ti Ginnetti Lanceliotti. Una linea di nuJ
venne all'armi, e nel primo scontro Ga- merosi soldati cominciando dal mura
ribaldi cadde dal cavallo feritogli e fu in della città prossimo al lavatoio di Meta<
grave pericolo; poiché il maggior Colon- bo, stende vasi lungo gli orli sino al sudi
na napoletano era per farlo prigioniere, detto palazzo. La porta Napoletana f«

se un suo lanciere non l'avesse salvato ben munita d'artiglieria e soldatesca. La


dandogli il proprio cavallo, e il suo dilet- parte di ponente e nel convento di s. Fran-
toMoro non l'avesse coadiuvato ucciden- cesco, e nell'alture della Coroncina, de'
do con colpo di pistola un tenente napo- pubblici granai e del convento del Car«
letano che avea investito di fianco il me- mineeraguardatae difesa da più di 2oo<
desimo Garibaldi ; ed il Moro nel dì se- soldati. Siccome la cavallerìa di cin
VEL VEL 53
3ooo uomini restava inoperosa, impedi- giunse a penetrare sino alta via suddet-
ta da' continuali vigneti circondali da ta circa un miglio e mezzo da porta Na-
Tolte siepi, fu disposta in modo che dal- poletana. Ivi trovaronsi 4 uiule cariche
la porta Napoletana progredisse divisa di biscotto guardate da pochi soldati che
io vari corpi fino al ponte dell'Incudini, dieronsì alla fuga, lasciando le bestie e

4 miglia lungi dalla ciltà. In alcuni col- il Poco dopo repubblicani veden-
carico. i

li di quella campagna erano im-


stati dosi circondati da un corpo di circa 5oo
postati diversi cannoni, e guardati da uomini,allora ilMarchetti,che inutilmen-
multi picchetti di cavalleria. Seguiti gli te avea aspellato il rinfoi-zo promessogli
accennati attacchi, si unì alla divisione da Garibaldi, ordinò la ritirala. Presela
Garibaldi la legione romana comandata sua truppa una vantaggiosa posizione,
dal colonnello Bartolomeo Galletti. Si a- né ricevè molestia alcuua da'napolelani,
vaiizaroiio queste truppe a tiro di rao- e circa la mezzanotte tornò nel quartie-
sclietto a zufTa sparpagliata. Sperimenta- re generale di Garibaldi posto nella vi-
vanogravi danni non solo dalla raoschet- gna di Francesco Mauimucari. Già il re
feria nnpoletaiia, ma più dalle mitraglie Ferdinando 11 co'suoi fratelli, lasciali gli
e granate dell'arliglierie, che fulminava- ordini opportuni, era partilo da Vellelri
iiu dall'altura de' cappuccini, dal palaz- circa le ore 1 8. Si pose egli alla testa della
zo Ginnetti e dal cancello di ferro degli cavalleria impostata ne'culli dell'accenna-
orti omonimi. Appena i repubblicani sì ta contrada dell'Incudini. Nella notte del
scoprivano dalla verzura delle vigne, da' 1 9 al 20 l'esercito napoletano abbandonò
ripari degli alberi, delle siepi, de' poggi, la città e rientrò nel regno. Il generalis-
delle case rurali e delle grotte, le quali simo repubblicano Roselli, cogli altri ge-
cose tutte servivano loro di barricate, nerali Masi.avv. Galletti, Barlolucci e il
non si salvavano. Essi aveano impostalo colonnello Mauara colle loro numerose
due pezzi d'artiglieria sidla strada pro- divisioni si tennero mollo lontani dal luo-
vinciale innanzi al cancello della vigna go del combattimento, né vi presero par«
del cav. Cardinali circa un buon miglio te alcuna. Pensa Dauco, che se fra que-
distante dalla città. All'ore 21 venne a' sti generali non vi fosse slata scissura, se

repubblicani un rinforzo di due batta- fossero stali esperti e coraggiosi, con for-
glioni della linea, per cui falli più ani- ze così imponenti e con in:provvisa sor-
mosi, senza comando si dierouo a rotta presa tutti uniti col general Garibaldi,
per quelle spaziose vigne, e rannodatisi avrebbero potuto impadronirsi di Velie-
in quadriglie, gruppi e drappelli, avvici- tri, e recare gravissimi danni all' eserci-

nandosi alcuni fino alle fosse della ciltà, to napoletano. IVIa disunite le forze, i re-
restavano sagrificati senza speranza d'al- pubblicani riportarono vergogna e som-
cuna conquista. Laonde dall'ore 2 sino i alo pregiudizio : tornarono a Roma colle
alle i^e mezza il fuoco dell'artiglierie mosche in mano, dopo avere ricevuta una
napoletane, e quello della moschetteria buona lezione. Veramente non vi furono
d'au)l>o le parti fu raddoppiato e spaven- battaglie propriamente, ma piuttosto si
toso. Una parie del i.° battaglione della pouno dire scaramuccie, attacchi e com-
linea sotto il comando del colonnello battimenti particolari alla spicciolata. La
Marchetti fu inviala sulla via postale per perdita de'napoIetani,da diesi ritirarono
tagliare la ritirala alle truppe regie, eoo il) città, non oltrepassò fra morti e feriti
promessa di Garibaldi che avrebbe spe- il numero di 20. Quella poi de' repubbli-
dito altra fanteria e uno squadrone di ca- canijde'soli feriti superò il mezzo migliaio,

valleria. Questa truppa partendo dalla de'quali ne morì una metà; a proporzione
Colouuella per vie segrete non ballule, furono gli uccisi, di cui aou si potè co-
U

54 V E L VE L
uoscere il uiirneio pieciso. Si è costan- vincie meridionali dello sialo pontifici
Che inteso l'arrivo dell'inviato fiances
tetuente dello in Velletri, clie
|)erarouo
della legione
il tuigliaio.

lomana
Basti il

coiidolla dal colon-


i morii su-
dire, che inRoma, stava tranquillamente in Ve
letri, in attenzione di vederne lo sciogli-
i
nello Gulletti e composla d'8oo uomini, mento. Che qualunque ne fosse l'evenla
ne restarono 200 soli, per cui il colon- riteneva per cosa certissima, che frani i

nello tornalo in Roma fu dal Iriumvira- cesi non avrebbero permesso, che pen-.
ralo promosso a generale. Nell'avvicinar- denti le trattative il governo dominante
si l'esercito repubblicano, i veliterni con- in Pioma potesse mandare contro di lui
cepirono gravi timori pel disastro ch'era le sue truppe, ed avrebbero ii» ogni ca-

per sovrastare alla patria, e cercarono il so impedito la spedizione. Che vedendo-


modo di salvarsi, quelli specialmente che ci invece iuaspettalamenle assalilo dal
uveano mostralo attaccamento al Papa migliore e più forte nerbodi forze repub»
o ch'eransi compromessi accettando o blicane,supponesse seguito un improvvi-
riassumendo le magistrature. 1 preli e so accordo a suo danno, e che perciò sde-
religiosi già minacciali di morie da' re- gnatosi rilirasse,e poi ne movesse querelo
pubblicani, eccello pochi nascostisi in a'francesi per non essersi opposti allaspc'
città, tutti fuggirono insieme co' secola- dizione contro di lui. 11 general Uose Ili
ri nel regno di iNapoli, o ne' paesi cir- saputo che l'esercito napoletano avea ab
convicini, ne' boschi e nelle vigne lonta- bandonato Velletri, nella mattina de'ac
ne. Le Clarisse furono costrette abban- vi entrò con tutto l'esercito repubblicai

donare il loro monastero, situato sulla no verso le ore io. Si disse, ch'era sta
piazza della Carriera, e ritirarsi in quel- promesso a' soldati il totale saccheggit
lo delle teresiane, che rimane nell'inter- della città, ma che a questa risoluzione
no della città. Lo strepito incessante del- si opponessero il general Galletti e il co-
l'artiglierie e della ruoschelteria per io nondimeno soldati J
lonnello Galletti; i

ore continue, produsse indicibile spa- Garibaldi derubarono e saccheggiarono


•venlo. Le chiese restarono chiuse per il collegio de'dottrinari.i conventi de'cap
diversi giorni, cessò il suono delle cam- puccini e de' minori osservanti, il semi'
pane, né trova vasi chi amministrasse isa- nario e il monastero di s. Chiara, da do
gramenli : fuggirono persino gli operai ve trasportarono tutti i letti nell'ospedali
delle vigne. iNon pochi soldati repubbli- militare pe' feriti, oltre il saccheggio d
cani atterrate le porte delle cantine, del- diverse case de'particolari. Presero qaai"
le grotte e de' casini, li saccheggiarono, tiere ne' detti conventi e in quello de
portarono via e consumarono considera- conventuali, nel seminario e nelle caser
bile quantità del «niglior vino. L'autore d
uie, e convertirono in istalle le chiese
del Soininario storico degli avveiiiiiitn- s.Maria del Trivio e di s. Lucia. Poser<
ti che occorsero negli Siati della s. Se- numerosa guarnigione nella barriera
de da' i4 novembre 1848 all'ingresso a porla Napoletana. E siccome tutta 1

de' francesi in Roma, ivi pubblicalo nel truppa era alfamata, gravissimi dan
i85o, giustificando la leale e religiosa recarono a' fornari e venditori di co
condotta diFerdinando li, uellj'intervenlo mesiibili. Il consiglio e la jnagistratur
per difesa del Papa, quanto alla sua riti- della repubblica ripresero il governo dei

rata colle truppe dal territorio romano, la città. Fu rialzato l' albero della liba
dice l'opinione piìi comune si fu. Che il re là, e si posero bandiere repubblicane n
in conseguenza di diplomatiche intelli- due palazzi del comune e della legazi
genze era persuaso di non incontrare la ne, e nel quartiere, dopo spezzate l'ari

uiiuiaia resisleuza uell'occupaie le prò- ponlìOcie. Si fecero luminarie, t: a ceti


V E L V £ L S5
ne' detti due palazzi à' 3 i i sulcliiti se- riuusaiido di anelare nelle caserme pre*
guiluruiio iiiipuneiuenle a sacclieg;^iai'e paiate, si sparsero perla città, e all'iui*

ie case de' papalini, e quella de' fratelli piuvviso uccuparonu l'ubìtazioni de'cil-
delle scuole cristiane; non mancarono ladini, die produsse confusione e nial-
il

curcerazioiii, ed in Giuliano imprigiona- contento, (incile dopo la mezzanotte il


runo l'arciprele Santurri clie fucilarono generale ad istanza della cuagistratura
iiiAnagni barbaraniente.La truppa par- ordinò die si ritirassero. A' c) partirono
ti, seco conducendosi una carrozza del per Genzano aSoo soldati, i ({uali furo-
carduial Macchi, e lasciando in Vellelri uo ricltiamati l'i ( dal general Cordova,
una guarnigione. A' 2/4. da Roma l'u spe- perchè Garibaldi co' suoi masnadieri si

dito nuovo preside Alfredo Cardinali,


il aggirava ne'contorni della provincia, e li

Mentre a' 3 luglio francesi erano en- i fece marciare coU'artiglieria a Valinon-
tiali in Roma, in Velletri giuuNe l'avvi- Ione. Il ritiro degli spagnuoli da Genza-
60 d'alleslireGooo razioni e 1000 forag- no avvenne ancora, perchè francesi ol« i

gi per l'esercito spaguuolojdie sino duH'B tre Roma doveano occupare la sua Co-
giugno era in Tenacina. Nel'dì seguen- marca. A*i4 venne da Valmontone par-
ie il preside repubblicano obbandunù la te di detto esercito culi' artiglieria, ed a'

cillà, col comandante di piazza. Uscito da ij fìnaUuente con editto si ripristinò il

Pionja Garibaldi, culla sua masnada, di- governo pontificio, e gli antichi iuipie-
ligendosi verso Tivoli, si proponeva fa- gali a'ioro uliizi. A'22 onorevolmente si

le una scorreria a Velletri per porvi con- scoprirono nel palazzo legatizio l'armi
tnbuzioni, perciò inviando esploratori, dei Papa e del cardinal Macchi, e nella
che fuggirono sentendo giunta la van- cattedrale si cantò solenne Te Dcuiit.
guardia spagnuola in quel punto, cioè a con luminarie nella sera e concerto delle
ore 1
7, provenienle da iiezze, la quale bande spagnuole. A'28 parti la cavalleria
«ubilo abbattè l'albero della libertà. L'è- e 2compagnie di fanteria perPaleslrina ;
Selcilo entrò a ore 20 composto di dodo ed in Velletri gli spagnuoli si fortificarono
combattenti con 8 pezzi d'ai tiglieria, con sull' altura de' cappuccini con 8 pezzi di
curi di munizioni e bagaglie. Eruvi al cannone, e vi formarono il quartiere gè-
c<niiando dell'esercito il general Fernan- nciale: poi giunsero 6 pezzi da montagna,
do Fcniaiidez de Cordova^ e con esso A' 3i fu sciolta la truppa in massa for-
ing. Giuseppe Berardi di Ceccano in qua- mata da Ferdinaudo 11. A' 3 agosto la
lilù di commissario straordinario punti- città diresse una deputazione a Gaeta per
flcio delle Provincie di Marittima e Cani- ossequiare il Papa, esternargli i sensi di
paglia, già vice-presidente del tribunale fedele sudditanza, e congratularsi pel ri-

civile di Roma, con istruzioni d'estende- cuperatodominiotemporaleAgli 8 si for-


re la sua giurisdizione in tutti i luoghi mò la commissione comunale provvisoria
che sarebbero occupali dagli spagnuoli. composta d'8 membri col prc'sidente cav.
L',*:sercitò fu collocato nelle caserme, ne* Giovanni Graziosi. Indi fu istituito il con-
coi) venti e nel seminario; i generali nel- sigilo di censura per la provincia, onde
l'appartamento del cardinale. A'5 tornò conoscere le magistrature e impiegali de-
ad occupare la carica di prò legato l'avv. guidipunizioue.ll{.°seltembrecessòd'es-
Aliuiisi; furono ripristinali i magistrati ser pro-legato l'avv. Alfonsi, ed il suo uf-
del governo papale, e cogli onori milita- flcio compenelrò nel commissario mg.'
si

ri fu innalzata la bandiera puntilicia nel Berardi. A' i4 novembre dopo l'esilio di


palazzo legatizio. A' 7 le Clarisse torna- quasi 1 mesi tornò da Gaeta in Vellelri il
i

runo ai loro monastero. Nel di seguente cardinal Macchi vescovo e legato. Fu per
gnuisero 3Goo soldati spagnuoli, 1 quali lui uu li iuufo,ricevuloiu forma pubblica,
56 VE L VE L
con salve d' artiglieria, suono di tutte le medesima
delle chiavi, sventolando sulla
cunipatie e serale illuminazione. Le trup- due grandi stendardi pontifìcii. Questa
pe spagnuole sparse nella provincia di parte della città non ha propriamente
Sabina e Rieti a poco a poco si riconcen- porta, ma ne teneva luogo un sontuoso
trarono in Vellelri, da dovea'aS comin* arco (che dice il Bailuzzì doversi conver-
ciarono in separati corpi a partire per ioi- tire stabile presso a poco dello stesso di*
liarcarsiinTerracina : gli ultimi due bat- segno e forma, qual monumento storico;
taglioni «paguuoli di Spoleto arrivarono mu finora non ebbe effetto), facendo cor-
in Velletri a' 20 dicembre. Nel gennaio po colla barriera e sotto il (|uale propria-
i85o per gratitudine ed a maggior de- mente segiù l'omaggio delle chiavi. Era
coro della furono aggi^egati alla no-
ciltà costruito di legname e tela, nel colore pe-
biltà velilerna cardinali Macchi, Anto-
i rò e nel disegno avea 1' aspetto d'un an-
nelli e Eufondi, prelati de Medici e 6e-
i tico arco trionfale. Nell'alto spiccava la'
rardi, il conte Baldassare Negronì e il statua esprimente il Pontefice in atto di
cav. Luigi Cardinali. A' 4 febbraio giun- 1
benedire, e altre due genuflesse rappre-
se inVelletri una compagnia di linea pon- sentavano la Fedeltà eia Sudditanza alla
tidcia perserviredi guarnigione, dopo la s. Sede. Quattro altre statue, due verso
partenza del residuo dell'esercito spa- settentrione figuravano la Pace e la .Spe*

gnuolo, la quale seguì a'28, lasciando di raoza,e due a mezzogiorno verso la città

se onorata nieuìoria per mirabile e rigo- simboleggiavano la Giustizia e la Fortez-


roso ordine, e siccome osservante la più za: con emblemi negl' intercolunnìi e in
esatta disciplina. La città in segno di sod- suir attico, e al solito con iscrizioni nelle
disfazione e di gratitudine ascrisse alla due faccie. Queste e le altre iscrizioni
sua nobiltà il general Cordova, con un fatte in questa lieta circostanza, le ripor-
presente. Abbiamo di Francesco Gigliuc- tano Bauco e Barluzzi. Ivi trova vasi uà
ci, Memorie della rù'oluzionc romana, signore inglese in assisa di arciere scoz-
Roma 1 853. Fatti atroci dello spirita zese ; era il figlio del celebre amuìiraglio
demagogico negli Stati ropiani^RaccoH' Cochrane. Mostrando di riverire da vi-
ti, Ora colla Relazione del
Firenze 1 853. cino il Papa, questi lo fece appressare, gli

viaggio del Papa Pio IX da Portici aRo- die graziosamente a baciar la mano, e
tna, del commend.Barluzzi, col can. Bau- volle pure baciare il piede. Egli fece tosto
co e col Giornale di Roma (che a p. 33o stampare in Londra dal Times la rela-
riporta il programma della commissione zione dell' arrivo di Papa Pio IX in Vel-
municipale delle pubbliche dimostrazioni letri, e la l'ipetè il Galignaais Messen*

che si propose celebrare per 1' avvenlu- ger. Dall' arco trionfale passò il. Santo

l'osu avvenimento), narrerò l'onore com- Padre col suo corteggio in tnezzoalla città'
partilo dal Pontefice alla città nel recar- per la via corriera. Vedovasi ornata la

visi di persona. Dissi già a suo luogo che strada dalla barriera sino alla porta Na-
nll'EpilalIìu, confine del regno di Napo- poletana, e quella delComune da più cen-
li, si presentarono a fargli omaggio mg/ tinaia di pali vestili di verzura uniti da
Berardi commissario pontificio,colIa de- beili festoni di mirto e fiori, e tulle le fi-

putazione dei consiglieri provinciali della nestre dell' abitazioni ornate di ricchi
legazione di Vellelri; ed inLai'iano il car- drappi di damaschi a vari colori. Intanto
dinal Macchi, che poi fece salire nella suonavano a festa tutte le campane e le
sua carrozza, colla deputazione del capi- bande musicali, frauìmiste al rimbombo
tolo eclerovelilerno. Alla barriera fu ri- di loi colpi de'morlari, ed a'plausi in-
cevuto dalla suddetta commissione mu- cessanti de' veli terni. Smontò il Papa neU
uicipale, che fece la consueta esibizione r alt io della calledralc« ricevuto dal ca^
VEL VEL 57
pìtoln, tutto la croce del quale incedeva- di Velletri, che gli presentò in dono il pa-
DO i capitoli delle due cullegiatedi Cori, norama della città miniato in argento,

il clero della città, quello regolare, le au- ed un disegno esprimente il trionfo della
torità governative e giudiziarie, tutti gli Religione, pur miniato d'argento e di fi-
impiegali e le commissioni, con mg/ Be- nissimo lavoro; il consiglio provinciale
t'ardi. Fu condotto sotto il baldacchino della legazione condotto da w^/ Berar-
portalo da 8 canonici sino alla porta della di, che olhì l' iconografia del bassorilie-
maggiore era esposto il
cliiesa. Nell'altare vo da collocarsi a spese della provincia
Venerabile, Papa inginocchiandosi sul
li nella facciata del palazzo legatizio, che
faldistorio, erangli vicini cardinali Mac- ì descrissi parlando di esso; e la congrega-
chi, Asquini,Ou Ponte Antonellì, che lo zione governativa. Accolse poi le deputa-
acconipugnavano nel viaggio; e mg/ zioni delle Provincie di Campagna e della
Franci suliragaueo comparti la benedi- Comarca d" Roma; le deputazioni delle
zione. Quindi passò il Papa alla cuppel» commissioni municipali di Sezze, Cori,
Ih della Madonna delle Grazie, e dopo Worma,Sermoneta, Porto d'Anzio; quelle
avervi orato, si recò in sagrestia e am- del clero secolare e regolare veliterno, ed
mise id bacio del piede i canonici, e lut- altre, non che parecchi litolati e distinti

to il clero secolare e regolare. Recatosi il individui della provincia e della capitale,


Papa nel palazzo pubblico, destinato per oltre la sorella del generalBaraguay d'Hil-
sua residenza, entrò nella sala delle la- liers. l''inita l'udienza il Papa pertossi col
pidi, e seduto in trono ascoltò il compii- cardinal Macchia visitarci monasteri del-
mento di felicitazione del general in ca- le Clarisse e delle carmelitane; quindi al
po della spedizione militare francese del palazzo Ginnetti Lancellotli, atteso osse-
Mediterraneo Baraguay d'Hilliers. Uscì quiosamente dal principe e principessa
sulla loggia ap[iositamente costrutta, e Lancellotli, ove in trono ammise alctuie
comparti 1' apostolica benedizione ad un dame cospicue romane, venute ivi per
immenso popolo, venuto da' paesi limi- aver quesl' onore. E poscia dalla loggia
troll eacclamaiite.Salito il Papa nell'ap- che guarda la piazza del Trivio comparti
piirtamento superiore del cardinal Mac- di nuovo la ponlidcia benedizione al nu-
chi, a tale elTelto addobbato splendida- meroso popolo esultante. Tornato alla
mente, si ritirò per poco tempo, indi pas- sua residenza, dopo il desinare passò il
sò a mensa, e fra'personaggi che vi am- resto del giorno in udienze accordate a
mise vi fu il general francese. Quella del- persone ragguardevoli. Venne in Vel-
la tavola di stato era ali. "piano, in uno letri anche il cardinale Patrizi vescovo
agli alloggi del seguito. Dopo il pranzo, d' Albano, per invitare il Papa a tratte-
dalle finestre godè dello spettacolo d'al- nersi in tal città alcun poco nel passar-
cuni fuochi a luce di Bengala incendiati vi. Nella sera il Papa discese col cardi-
sulla piazza, mentre i due palazzi del co- nal Macchi nell'appartamento della ma<
mune e della legazione erano illuminati gistratura per godere sulla loggia l'in-
a cera, come altri della nobiltà veliter- cendio d'un fuoco artificiale, sopra gran-
n<i,e brillanti luminarie rischiaravano la diosa macchina situata in contro al pa-
città, massime la gran torre del Trivio lazzo, essendosi rinnovata 1' illuminazio-
ed i prospelli delle due chiese sulla piazza ne per la città come nella sera precedente.
delComune.Ammise poi all'udienza qual- Le iscrizioni che acconcie a q<iesta cir-
che deputazione e altri illustri soggetti, costanza si videro per Velletri, olire quel-
ilcomamlanleeilcapitano delle
fra' quali Irtdell'arco, furono quelle delle due porle
guardie nobili. Nella seguente mattina il ilei palazzo comunale, per le sue scale, e
Papa ricevè la cuuimissioue municipale nella sala delle lapidi; nella porla della
59 V E L VEL
cailedrnle, nella facciata tletla chiesa di Icgitlo. Ma è un Hiilo, die dopo lale di-
k. iSiiuliiio 8, in quella della chiesa di s. sposizioiit; piincijìalmeiile il [xelato dele-
Augelo 2, in qnella della cliiesa delle gaio funge il yovernaiuento, ed il cardi-
ijliuiniale, nella porla del nionaistet'o di naie non nella alcuna parte; laonde cessò
fc. Chiara. iVelia nialtina de' 12 aprile l'autoiità civile e non leslòche il nome
<:iica le ore i3 il Papa parù per Ilonia dì legalodi più vasta provincia, cioè delle
fra gli evviva del nunierosopopolo, dopo tre nominale. Quindi cessò l' uUlzio di
ji ver concesso la croce dell'ordine l'iano al commissario pontificio di Maritlinia e
j)re»idenledellacommissionemunicipale, Cam|)agna di mg."^ Derardi, e della vice-
e medaglie agli altri memhri della me- legazione di Velletri, e venne promosso
tlesima; lasciando al cai dinal Macchi scu- a sostituto di segreteria di stalo e se-
di 5oo [)e' poveri, i quali vennero pure gretario delia Dauco loda 1' il-
cifra. Il

feovvenuti dal municipio. J cardinali A- lustre prelato per prudenza, moderala


squini, Du
Poni e Antonelli seguirono il giustizia, qual buono e giudizioso gover-
Papa. La commissione comunale e prò- nanle, ed veliterni gli conserveranno
i

viiiciale non lasciò quindi di recarsi in sempre gratitudine. Dichiarata la provia-


Koma, per rinnovare al Santo Padre le eia di Marittima delegazione apostolica e
proteste di fedele sudditanza e di filiale facente parie di delta legazione, il Papa
ultaccamento dell'intera città e provin- scelsea delegato il sullodato mg.'^ Bruti
eia, e di gratitudine pelcompartiloonore già vice-legato. Egli commissario aposto-
dei benigno soggiorno. Di poi nella sala lieo della s. Casa e città di Loreto, ne'
delle lapidi fu posta una marmorea iscri- tempi i più tristi tenne regolare e senza
z.ione, che ricorda la venula e dimoradi detrimento la vasta amministrazione di
Pio IX in Velletri. Nel di seguente anche quel sautuiuio, e così la lanciò ne'noti e-
il caiduial Macchi tornò in Roma, dopo venti. Fu ramingo come gli altri fedeli
aver dimoiato in Velletri quasi 5 mesi, ministri della s.Sede.E pai tito per l'orien-
Per ordine del l*apa il cardinal Antonelli tee visitati i santi luoghi di Palestina; fìni-
kcgretario di stato a'22 noveudire i85o te le vicende, tornalo infloma, fu nomina-
}'ubblicò la legge sul governo delle prò- lo protonotario apostolico partecipante e
vincieesuH'amminislrazione provinciale, specialmente deputato per gli atti della
Con essa lo stato pontificio fu diviso iu congregazione de' ss. Riti. Il 1,° maggio
4 leij;azioni, oltre il circondario della ca- i85i prese [)ossesso della nuova carica di
La legazione di Marittima e Cam-
j»ilale. delegato.Giàa'24 marzo per nomina so-
])agna si formò delle pio vincie e delega- vrana era stalo elelto il nuovo consiglio,
zioni apostoliche di Velletri o Marittima, il quale si riunì a'3o per formare le ter-

di Frosinoneo Campagna, e di Beneveu- ne della nomina del gonfaloniere e di 6


to, come La legazione di Ma-
già notai. aiiziiiiii,a termini dell'editto 24"<jvembre
rittiina e Campagna si conferisce seni- i85o; e nello stesso giorno cessò la com-
pre decano del sagro collegio,
al cardinal missione comunale provvisoria. Ne'primi
che la ritiene durante la sua vita. Per del 18 T2 mg.' Bruti fu promosso a/Jt'jg^ge/i-
questa legazione provvedimenti di alla
i te della caiici'llcria apostolica, e gii sue-
jiolizia, ed il movimento delle truppe di- cesse nella delegazione mg.'^AntouioBaiu-
jiendonoda' ministri competenti, il de- bozzi. Come Velletri celebrò la promul-
legato esercita nella sua provincia 1' au- gazione della definizione del dogma del-
torilà governativa ed amministrativa, di- 1'Immaiulata Concezione, seguita so-
peiulentemente dal cardinal legalo. Il de- lennissimamente nel tempio Paticano
legalo per gli affari della sua delegazione (''^•), lo narrai nel voi. LXXIH, p, yo,
conispoude ordinariumeute cui cardiual nel raccouture quuulo [)recedellc, uc-
'

V E L V E L 59
compagno U niemornlVile awe-
e seguì «. Pietro, da s, Paolo^ il quale nel re-
iiimetitu. Nell'anno i855 caduto in Ilo- carsi a Ruma nell'anno 6 idi nostra era e
ma in penosa e grave infcnnitìi il car> il I <j.° del ponlilicalo di s. l^ietru, secon-
diluii Macchi, siccome amultssimo ve» do i calcoli del medesi'.no Bauco, fu in-
scovo e legato, veliterni non cessarono
i contrato da una squadra di cristiani alle
di rivolgere fervidi voli a Dio perla pron- Tre Taberne, 3o miglia circa lontano da
ta gnarigione. Questa ollenula, si ralle- Roma, luogo che crede restasse poco di-
grarono e ne reitero pubbliche e solenni stante da Cisterna, che rimane 8 miglia
azioni di grazie all'Altissimo e alla Ma- lungi da Vellelri ; nia con buone ragioni
donna delle Grazie; ed il Papa si recò esclude che avesse potuto deviare dalla via
a vi>itarlo e confortarlo a' i5 nìarzo. Appia lungi 4 ojiglia dalia città, per dif-

Tutto riferiscono n. 6i e 62 del Gior-i fondere in questa la fede, essendo in istalo


nale di Roma. Dipoi il Supplemento del di prigioniere, e Luca non avrebbe om-
s.

n. I i3 riporta il program tua del gonfa- messo di riferirlo. S. Pietro spesso da

loniere conte Baldassiire Negroni, pe'fe- Roma usciva per annunziare le verità e-
gleggiamenli co' quali sarebbe celebralo vangeiiche ad altri popoli, come asseri-
il ritorno del cardinale in Veìletria'ia scono gravissimi scrittori, fra' (piali l'U-
maggio. Si descrive quindi l'incontro e ghelli, il Lucenti, l'Olloino, E ftcile a-
r ingresso triont'ule nella città, e come il dunque il credere, ches. Pietro abbia vo-
cardinale pose al colmo la generale esul- luto estendere le sue predicazioni sino a
tanza, con mostrare benigno gradimento Vellelri, distante da Roma 20 miglia. Po-
di tante lispellose e allettuose dimostra- teva ancora averlo fallo per ujczzo di s.

zioni. Registrai nel voi. LXXX, p. 166, Ch'Io da lui stabilito suo vescovo coa-
cheil Papa dichiarò n)g/ Bambozai nel diutore per annunziar la lede ne'sobbor-
marzo 856 direttore generale delle car-
1 ghi di Roma, come vuole Ciacconio, e poi
ceri, case dì condanna e luoghi di pena ; 3." sommo Pontefice ; e poteva anche a-
in pari tempo nominò delegiito a[>osto- verlo fatto per mezzo di s, EfialVodito,
lico di V ellelrì l'odierno mg,' Luigi Gior- ch'era uno de'ya discepoli di Gesù Cri-
dani, Riferisce il G ior nate di Roma dal- sto, al quale commise s. i^etro la cura

V 1 I settembre iSSy come Yellelri ce- di promulgar il Vangelo in tutta la pro-

lebrò il ritorno in Roma del Papa, dal vincia di Campagna, e il fece vescovo di
viaggio fatto ne' suoi stati, a Modena e Te/VtìffZ/jrt.Che questo santo vescovo an-
nella Toscana; e memore senipredel be- nunziasse la fede cri^lialia ìu Vellelri è
nefizio accorda loie nella ferro via, a ver de- opinione di Ughelli, di Lucenti, di Gon-
un monumento a perpetuare il
cretato zaies e di altri scrittori. Se vuoisi soste-
nome del munifico Gerarca, inviando nere, che s. Paolo predicasse la fede iu
inoltre il magistrato a rassegnare a'suoi questa crede Banco che però noa
cillà,
piedi le più sentile grazie. Fra le pubbli- dev'essere sUito il primo, perchè già era-
che dimostrazioni vi fu un bel fuoco ar- no scorsi I
7 anni del ponlilicalo di s, Pie-
tificiale incendialo sul colle di s. Lucia, tro non polendosi supporre che il suo
;

ove fu aperta testé una nuova passeggia- zelo, o quello di s, Cleto o di s, Epafro-
la, nomata Pia, dilo si restasse da non giungere sino a
L'origine della chiesa vescovile di Velie- Vellelri, luogo si vicino a lloma,a far co-
tri è involta fra le tenebre dell'antichità, noscere la dottrina di Gesù Cristo. Quan-
presto pelò entrò in Vellelri il salutifero do s. l^uolo fu da'crisliani incontralo al
lume della religione cristiana, llcau.baxi- Foro Appio e alle Tre Tubeine,foise non
co congettura che i prinji fondamenti cri- furono tulli ruinuni, e può credersi che
kliaui ia Velletii biuuo &lull gellali u dei fiu di esài ve ne lusserò puiede'uucsi cir-
6o VEL VE L
conviclni e anche velilerni. Forse allor- stiana penetrasse in Velletri al tempo
ché s. Fnolo «lìcliinrato in Roma inno- della primitiva Chiesa. Entrato il cristia-

cfnleeiasciiitoin libertà, parlendone per nesimo in questa città, devesi credere che
diverse regioni a recarvi la luce ilei Van- i Pupi ne decorassero la chiesa colla cat-
gelo, ovvero nel suo ritorno in Roma, tedra vescovile, sia per la frequenza del
potrà essersi recalo anche in Vellelri. In- suo popolo e sia per la vicinanza a Ro-
oltre in Velletri è tradizione, che ancora ma. Se mancano memorie per provare
s. Clemente /, poi 4-° Papa, istruisse il l'antichità del suo vescovato, per la po-
popolo veliterno, anzi si vuole che reg- anda-
ca accuratezza e infelicità de'secoli
gesse la chiesa di Velletri, e che seguisse ti, nondimeno questo vescovato fu sem-

s. Paolo nelle sue apostoliche fatiche. pre considerato come uno de' primi e
Rauco qualifica tale tradizione priva di principali. Ne'primi secoli vescovi che i

prove e senza fondaniento. Certo è che ressero questa cattedra furono veliterni,
s. Clemente I pure fu vescovo coadiuto- poiché ordìnavasi da'sagri canoni, che i

re di s. Pietro ne'sobborghidi Roma. Che vescovi si scegliessero tra'cittadinì, e vie-


se in Velletri è dedicata la basilica cat- tavano innalzare alla dignità vescovile
ledrale,con)e tullelechiese, a Dio,in ono- persone straniere; non mancano però
re di s. Clemente !; e sei velilerni ab ini- molti esempi contrari. La chiesa di Vel-
meinorahili lo scelsero per i ."loro protet- letri é stata sempre annoverata tra le cat-

tore, avranno forse ciò (atto per qualche tedre più antiche e primarie di s. Chie-
nitro impellente motivo. Dice il Piazza, sa, come tra le Siihurbicarie. Allorché
che i velilerni dedicarono a s. Clemente ebbero principio Cardinali {^P',), ed an-
i

1 la cattedrale, come a loro concittadino che prima che questa sede fòsse unita a
discendente dalla famiglia Ottavia, nou quella d' Ostia {f^-), fu sempre cardina-
meno die i ."apostolo della città, e secon- lizia sempre ambedue furono soggette
:

«lo alcuni anche i.°vescovo di essa, e suo immediatamente alla s. Sede, ed il suo
patrono. Si può vedere il Theuli lib. 2, vescovo il i.°fra'6 suburbicari. Le Ozioni
e. 2 :Ingresso della Fede in Felletri. (/''.) de* Vescovati Suburbicari, de' Ti-
E il Rorgia, lib. 2, secolo 1.°: Dal Nasci- toli e delle Z^mro«ie cardinalizie princi-
mento di Cristo Signor Nostro. Però il piarono neli4o9 e nel i4io. L'unione
veliterno Dauco, contro gli scrittori con- delle cattedre vescovili d'Ostia e Velle-
cittadini Theuli e Roigia, dichiara false tri l'operò Eugenio III nel i i49 stabil-
."
le opinioni, che s. Clemente I fosse il 1 mente, poiché prima lo erano stale a be-
vescovo di Velletri, e discendesse dalla neplacito de* suoi predecessori. Ciò av-
famiglia Ottavia e perciò veliterno. Es- venne perché Ostia, antica città fabbri-
sendo stata l'ancora l'istrumento del suo cata da Anco Marzio re di Roma, alla fo-
martirio, riferisce il Dorgia.dipoi per sua ce del Tevere perché vi si fermassero i
memoria fu tolta per impresa della chie- viaggiatori e le merci provenienti dal ma-
sa cattedrale di Velletri, che ne'tempi di re, e servisse d'ostacolo a' nemici di na-
Costantino 1 Magno fu a luidedicata. An- vigare su tal Hunìe, restò distrutta per
che il cardinal liorgia disse s. Clemente I le guerre civili di Roma e pel nocumen-
discendente dalla famigliaOttavia. IIRau- to dell'aria, onde priva d'abitanti lasciò
co seguì il sentimento del cav. Luigi Car- d'essere città. Ne riparlai a Tevere come
dinali Osservazioni di un antico sigil'
: parte di sua foce, ed ancor più a Porto,
lo Capitolare, presso il t. 2, p. 29^ de- detto anche Porto d'Ostia, rimpetto ad
gli y^tti dell'accademia romana di Ar- essa situato, e perché in principio fu un
clicologia. Dal sin qui narrato si ptiò con emporiodipendeute da Ostia, a spese del-
quasi certezza osserire, che la fede cri- la quale si accrebbe. Del Sale e Saline
VEL VEL 61
d'Oblia in quell'articolo ne ragionai, e<* perchè da lui si consagrava e ordinava
sendo divise dallo stagno d'Ostia che oli* il rumano Pontefice, e perciò coll'insegna
benda di pesce. Erano di Feio (T.) e del pallio orna il suo slenima gentilizio,
Anco Marzio l'ampliò e migliorò, indi e tuttora il vescovo d' Ostia e Yelletri
continuarono ad esercitarsi fino al 1798 l'eseguisce assistito da due altri cni<lina-

e furono riattivate nel 1826. A Tabacco, li vescovi suburbìcarì più anziani, in uno
trattando della Regia ponliflcia de' suli Intronizzazione e collocamento sul
all'

e tabacchi, dissi alcun'' altre parole del Trono (f^.), e Papa s. talentino (F.)
sale e delle saline d'Ostia. Di queste e del nell'827 fii prima introni/zato e poi cou-
Porlo Ostiense ossia Romano dovrò ra- sagrato. Gli ultimi tre esempi li dierono
gionarne in (Ine. Dopo l'unione d Ostia Clemente XI Y, Pio VI e Gregorio XVI.
a Yelletri, lutti i privilegi e le preroga- A cagione dell'avanzala età del cardinale
tive, i che appartenevano ai i. "ve-
diritti Cavalchini vescovo d* Ostia e Velletri e
scovato suburbicario d' Ostia, e rimar- decano del sagro collegio, consagrò «'19
cati in queir articolo, sì consolidarono, ntaggioi 769 Clemente XIV, il cardinal
compenetrarono e si resero comuni a que- Laute sotto-decano del medesinio e ve-
sto di Yelletri, essendo divenuta una sola scovo di Porto e s. Ruirina, coll'assislen-
cattedra ; inclusivaniente al diritto che za de' cardinali Albani vescovo di Sabi-
avea l'arciprete d'Ostia d'inlervenirealla na, e York vescovo cM Frascati, come car-
consagrazione e ordinazione del nuovo dinali vescovi suburbicari pìLi anziani, e
Papa, nel caso che il vescovo non vi si lo ricavo dalle notizie di Roma dì quel-
trovasse presente, che perciò passò nel- l'anno. PioVI fu consograto a' 11 feb-
l'arciprete della cattedrale velitertia nel- braio 775dal cardinal Albani (senza no-
1

l'assenza del vescovo d'Ostia eVelIetri, minarlo dice la Relazione di tutte le ce-

come ancora nel caso che il vescovo stesso remonie fatte per la consa graziane in
fosse esaltato al soglio poiitincio. Ma es- \>esco\'0 di Papa Pio FI, Roma ijj^,

sendo egli vescovo, s'intenderà forse d'in- dal decano) vescovo dì Porto e s. Rubi-
tervenire alla sua Benedizione. iNon per na e decano del sagro collegio, ch'ebbe
altro motivo dunque, rileva Banco, Be- ad assistenti cardinali Yoik vescovo di
i

nedetto XIII sommamente pratico delle Frascati e il cardinal Rezzonico vescovo


cose ecclesiastiche, nel suo breve col qua- di Sabina. Osserverò che il cardinal Al-
le decorò i canonici della cattedrale ve- bani in conclave fece quanto spetta al de-
literna dì cappa magna, appellò questa cano e pel ."rese l'adorazione d* Ubbi-
I

chiesa la prima tra le sei suburbicarìe, diènza; e leggo nelle Notizie di Roma
che sogliono reggere i cardinali più an- del 1775 nella nota de'cardinali secondo
ziani dell' ordine de'/'^eicoi-/, Prior E- l'ordine d'anzianità : i

d cardinal Alba-
piscoporuin. Papa s. Leone 11 nel 682 ni decano, 2.° il cardinal York sotto-de-
fu consacralo da'vescovi d'Ostia, di Par- cano, 3.° il cardinal Serbelloni vescovo
luogo di quello d'y^Ma-
to, e di V^elletri in d'Ostia e Yelletri pel narralo di sopra,
Ajo cui apparteneva, perchè allora quella 4.° il cardinal Rezzonico. Di conseguen-
chiesa si trovava priva del suo vescovo. za al cardinal Serbelloni per anzianità in-
Narrai a' suoi luoghi, che fino da' primi combeva per lo meno d'assistere al con»a-
secoli della Chiesa
Consagraziontt o
la grante ; sarà slato indisposto, ovvero non
ordinazione del Papa (^.)si eseguiva credette prestarsi come vescovo d'Ostia e
da 3 vescovi, ili.°de'quali era l'Ostiense, Velletri, a cui spetta consagrare il nuovo
per cui Papa s. Marco conferì al vescovo Papa se non è insignito del grado vesco-
d'Ostia l'insigne ornamento del Pallio, vile. Qualora non fosse Suddiacono, Dia-
di cui riparlai nel voi. LXXXI, p. 38, cono e Sacerdote, io questi articoli dissi

I
-

62 VE L VEL
come procede l'ordinazione dell'eletto decano riceve e poi rende, in quell'artico-
Papa, per mano del carilinal decano o del lo ne discono. Per assenza e impotenza
cardinal soUo-decano. Gregorio XVI n'6 del Decano (V.) in tutto supplisce nella
febbraio 1 83 i fu consagralo dal cardinal suprema dignità decanale il sotto-decano
Pacca decano del sagro collegio e vesco- del sagro collegio, d' ordinario vescovo
vo d'Ostia e Velletri, in unione al cardi di Porto (V.) e ss. Raffina e Seconda,
rnleGalleni solto-decano del medesimo già detto di Selva Candida, ed in Roma
e vescovo di Porto, s. Ruflìna e Civita- avea residenza Tevere (f.^
nell'isola del
vecchia, e al cardinal Arezzo vescovo di esercitandovi giurisdizione. Questo vesco-
Sabina, come più anziani. Dice il Banco, vo per lo più era Bibliotecario della s.
altro speciale privilegio decano del
del Sede ( K.^jCapo degli Scriniari (F.) ossia
Sagro Collegio (la segreteria e compu- Proloseriniario(F.). \iìo\\ve il Dauco re-
tisteria del quale ora trovasi collocata de- gistra il privilegio già particolare de' ve-
corosamente nel palazzo della Cancelle- scovi Ostiensi e Veliterni, nel giudicare
ria, come notai nel voi. LXXXII.p. 25o), privativamente sopra la cognizione delle
Sacri Senatns Principcm, è quello di causede'danni dati soprai beni del la men-
presiedere allo Scrutinio che neìConcla- sa vescovile; concessione ch'era stata fatta
ve si fa per 1' /^lezione del Papa, e la nel i635 da Urbano Vili al cardinal
Coronazione dell' Imperatore. Ne' due Ginnasi, ed è scolpita fuori della catte-
primi de'ricordati articoli riportai tutte drale. Sui privilegi e prerogative del car-
quante le prerogative del cardinal deca- dinal vescovo d' Ostia e Velletri, si può
no del senato apostolico, oltre quelle che vedere il Piazza. Le chiese d'Ostia e Vel-
esercita in Sede Vacante {V.)-, e dell'a- letri fiu'ono nobilitate da i i cardinali
pertura della Porla Santa di s. Paolo, eletti Papi nìentre le governavano: dì
(V.), se non è arciprete d'altre patriarca- Ostia, e come dissi nel suo articolo, fu-
li; e ne' due penultimi dichiarai la parte rono Urbano Onorio II, ed anche di
II e
ch'egli avea nella consagrazione degl'im- Velletri secondo Dauco; gli altri rife- li

peratori, la quale si fìiceva dal Papa, rirò nella serie de' vescovi d'Ostia e Vel-
bensì e col pallio in mancanza di questo, letri, tenendo presenti 1' Ughelli, Italia
cioè per sua assenza da Uoma o impo- sacra, t. i, p. 42 Episcopi Oslienses et
:

tenza, apparteneva al vescovo d' Ostia e Feliternenses. Piazza, La Gerarchia


Velletri, come eseguì il cardinal Pietro Cardinalizia: Di Ostia e Fellelri, Ripe-
Bertrand che coronò l'imperatore Carlo terò l'avvertenza, che non mi diffonderò
iV, insieme coli' imperatrice Anna sua nelle notizie de'cardinali vescovi, sebbene
moglie. Soltanto Clemente V per la co- divenuti Papi, perchè ne scrissi le biogra-
ronazione di Enrico VII deputò il cardi- fie; molto meno dopoché ebbero la giu-
nal vescovo di Sabina, benché tra'3 car- risdizione teniporale,avendone trattato di
dinali assistenti vi fosse quello d'Ostia e sopra in uno alle precise date dell'elezio-
Velletri. Facendo la coronazione il Papa, ne e del possesso, dopoché fu loro conces-
allora il cardinal decano vescovo d'Ostia laonde da quel-
sa In giurisdizione civile;
e Velletri, ornato del pallio, ungeva col- l'epoca in poi soltanto accennerò l'anno
l'olio esorcizzato l'imperatore. iNelle sa- iu cuidivennero vescovi. Egualmentedi
gre funzioni delle Cappelle pontifìcie, se- molto del loro operato già ne discorsi, e
deva sopra i Re, come nel ponlilìcale ce- sarebbe ripetizione il ridirlo. In Velletri

lebralo in s. Pietro nel 149^' perla festa fu stampato neli684: Facultales et pri-
de'ss. Fabiano e Sebastiano, iu cui il car- vilegia Emi, Cardinalis Decani in Epi-
dinalDella Rovere sedè sopra Carlo Vili scopatii Ostiensi, et Feliternensi in spi-
re di Francia. Quali Fisite il cardinal ritualibiis, et temporalibiis. il cardinal
V EL V E L (')3

Della Somaglia fece stampare in Pioma: quello d'Oslia sottoscritto per ordine
Giiirisdizinnc pri^'atù'ndt'ÌC Pjn,''vRe\\° aif.ibetico Betlalnr Otlicnsix. Tlienli e
Cardinal vescoK'odi Ostia e di Fcìlelri, Piazza confusero Bonifacio e Celio Boni-
decano del sagro collegio, slahiliin da ficio, e senza distinzione ne fecero un
Coslilnzioni apostoliche, riconosciuta <? solo vescovo. In seguito resse la cattedrn
dichiarata da decisioni del tribunale di Velleiri Silvano, che intervenne a'si-
della s. Rota, e da cosa giudicata. Que- nodi romani «li Papas. Simmaco del ^o r,

sta illustre e nobilissima chiesa vescovile, de'6 novembie jo?., nel ToS e in altro
è riguardala la J.* in dignil;», non sola- di dello anno del !.° ottobre, nel quale,

mente fra le chiese siibuil)icarie, ma do- come neh. "e 3.°de'non)inali trovasi s(tt-
po la Romana la r.' fra le chiese del cri- toscrillo Sylvnnus l'elilernns, e senza
slianesimo ; il cui cardinal pastore dal- dubbio è quello stesso del 2.° in cui è no-
rUghelli è dello Primus omnium epì- minalo Syvano e sottoscritto Sylviniis
scoporum. Egli, come gli altri cardinali Velilermts. Siccome nel Martirologio ro-
Vescovi Suhnrbicari ,ev» Ebdomadario mano a' o febbraiosi legge: la Campa-
I

(T •) nella proto-basilica Laleranense, ce- nia s. Sylviani episcopi et confessoi-is,

lebrando in ogni setlimana sull'altare pa- è controversia se sia il nostro SHvano o


pale pel Sommo Pontefice. III. "vescovo Siiviano vescovo di Terraciua. Il diligen-
(li Velleiri di cui siasi trovata memoria te can. Banco anche in questo riporta !e
è Deodalo, il rpiale intervenne al conci- discrepanti opinioni, senza però pronun-
lio di Roma convocalo da Papa s. Ilaro a* ziarsi. Dopo la morte di Silvano, per lo
ly novembre 465, nominandoci fra've- 90 anni non apparisce me-
spazio di quasi
scovi die v'intervennero Deodilo Feli- moria alcuna di vescovi velilorni.Nel 5q2
terno. Anche il Lucenti, segnilo dal Co- reggeva questa cattedra Giovanni I, a cui
leti, commentatori dell'Ughelli, con esso Papa s. Gregorio nel gennaio diresse
I

comincia la serie de'vescovi veliterni, che una lettera, ordinandogli che [)er evitare
r Ughelli avea principiala col 3.° Celio il furore de' longobardi trasferisse la sua
lìonifacio del 499Slin)a lìauco, che non sede in luogo più sicuro di sua diocesi
è però da dubitarsi, che molli vescovi pre- appellalo Arenata presso la chiesa di s.

cedes>ero Deodalo nella cattedra di que- Andrea apostolo. Allo slesso vescovo nel-
sta chiesa ; ma per i remoti tempi e suc- l'agosto il Papa inviò altra lettera, in cui
cessive infelici vicende politiche, accadde gli commise la cura e il governo della

a Velleiri come a molle altre insiiini cil- chiesa di TreTaberne, come dissi nel pa-
là vescovili d'esser priva di memoria de' ragrafo Cisterna, assoggettandola e u-
suoi primi pastori. Gli successe Bonifa- nendola alla chiesa di Velleiri, con pie-
cio, il quale si trova registrato tra'vesco- na podestà di disporre del suo clero e pa-
vi presenti al concilio celebialo in Roma trimonio. Ciò avvenne, perchè quella cit-
da Papa s. Felice Ili a'i3 marzo 4^ 7. lo- tà quasi distrutta da'lougobardi, e man-
di Celio Bonifacio trovasi nel concilio ro- cante del proprio vescovo, non restasse
mano di Papa s. Simmaco, del I. "marzo priva del [lastore. il nome
di Giovanni [

499, Episcopus FcUternns. E da rimar- trovasi registrato in uu privilegio con-


carsi la preminenza ch'egli vi ebbe, poi- cesso nel 5c)3 da detto l'apa all' abbate
ché la sua sottoscrizione segue immedia- di s. Medardodi Soissous, ed intervenne
tamente lu poiilifjcia. Il Laurenli o[)ina, al sinodo romano coiivocalo dnllo stesso
che due vescovi di Minlurno e di Vel-
i s. Gregorio I a'5 luglio 593. Sul mento-
leiri fos';ero in questo sinodo colhiterali valo luogo Arenala, vari sono i sentimen-
del Pjpa, essendo stali ambedue prefe- ti degli scrittori che ne fecero indagini,
rili fra il uumcio U' 82 vescovi, anche a ed è lucerlo il sito suo, come io è quello
64 VEL VEL
dove sorgeva Tre Taberne. Questa ci Uà re per immediato successore di Giovanni
si vuole die fosse nella via Ap|)in lungi 1 Umile nel 601, che
(levesi riconoscere
circa 4 da Cisterna, viciiioal lìu-
"liglifi a' 5 aprile di tale anno intervenne al si-
me A stura, in un luogo che ancora oggi nodo romano adunato da s. Gregorio I,
chiamasi Tre Taverne, ove si vedono le nel quale a favore de'monaci promulgò
vestigia d'antiche rovine. E comune opi- il celebre privilegio cliiamatoCr;//.9//7«^o,
nione, che questa città fosse dove ora esi- ed in questo pel 2. "vescovo si sotto.scrisse
ste Cisterna, che in lingua latina ne por- Hiunilis episcopus Delitrenxis. Il p. Lab-
ta il nome; sentimento opposto all'Iti- bé volle correggere tale sottoscrizione in
nerario d'Antonino che la fissa 4 miglia questa forma: Joannes hitmilis episcopus
lontano da detta terra. Piutloslo dovrà ì' tliternensis ; volendo con ciò infende-

dirsi, pensa Banco, che l'opinione derivò re, che il vocabolo Umile [F.) non sia
perchè Cisterna dalle rovine di Tre Ta- nome proprio, ma piuttosto un aggettivo,
verne acquistò maggior territorio e più ma senza alcuna prova. E sebbene diversi
numero d'abitanti, e ne asounse perciò il vescovi, anche veliterni, usarono l'epiteto
di lei nome in Ialino. Dal49q in cui De- humilis nelle loro sottoscrizioni, non può
cio era vescovo dell' antichissima chiesa però asserirsi che sia slato usato da Gio-
di Tre Taverne, sino al 592, epoca in cui vanni I. Comunque sia, eziandio il Rauco
accadde l'unione alla chiesa di Velleiri, pose nel catalogo de' vescovi veliterni li-
non trovatisi altri suoi vescovi. Dopo un mile dopoGiovanni Nel concilio di [Io-
I.

secolo e mezzo, per industria e cura de* nia del 649 di s. Martino 1 Papa, v'in-
vescovi veliterni, la chiesa desolata di Tre tervenne Potentino Belliternensi epìsco-
Taverne risorta al primo splendore si po, Neil' altro sinodo romano celebrato
sciolse la soggezione alla chiesa di Velie- sotto Papa s. Agatone nel 680, vi fu Pia-
tri, e fu ripristinata la sua sede vescovile. centino vescovo veliterno, che si sotto-
Kel 761 aveail proprio vescovo, così nel- scrisse Plncentinus episcopus provinciae
rSGp, dopo ilqual anno non trovasi me- Campaniae. Questi fu chiamato ancora
moria d'altri,ondevuoleLucentichesul fi- Placizio, poiché in altro sinodo tenuto in
ne del secolo XI la sua cattedra fosse nuo- Roma nello stesso anno, o nel precedente,
vatnenle sottoposta per seoipre alla veli- sopra gli affari della chiesa d'Inghilterra,
terna, nella cui diocesi è compreso anche si legge registrato Placitio Feliternensi.
oggi il luogo di Tie Taverne. Avverte L'Ughelli lo chiama Poteniius sive Pia-
i.
lìaoco nella "edizione del 1841 e nella centius, senza riportare Potentino (il che
2.° del 1 85 1 , che oltre l'Ughelli e il Piaz- darebbe a sospettare che vescovi del i

za che lochiauia s. Geraldo Moroneo (for- 680 e 681 fossero uno slesso personag-
se dal credersi discendente de' Merovei gio, il cui nome colle prime iniziali e fi-
re de franchi, popoli gei mani che conqui- nali si scrisse in diverso modo), e il Cole-
starono la Calila, e forse per questo al- ti, vel Placilius. La provincia de' volsci
cuni dicono francese e altri germano di
lo si chiamava Campania, ed ecco perchè
Batisbona), vi sono alcuni quali nel SgG, i s. Silvano e Piacentino si sottoscrissero
con anticipazione di secoli, erroneamente vescovi di essa, ma
debbonsi riconoscere
danno per successore a Giovanni I vesco- di Velleiri. Nel 683 a'i5 agosto divenu-
vo velilerno, s. (^eraido monaco e perciò to Papa s. Leone II, nella sua ordinazio-
fiorilo sotto s. Gregorio I, che da suo mo- ne si legge in Anastasio Bibliotecario:
naco l'elevòa questa cattedra: sono tante Qui suprascriplus sanclissimus t'ir or'
e solide le ragioni che
adduce,onde reputo dinatus est a tribits episcopis, idest An-
inutile il riferirle, essendolo stato nel se- drea Ilosticnsi, Joaniit Porluensi, et
colo XI, come dirò alla sua epoca. Inve- Piacentino ìelilernensi^ aggiungendo il
2

VEL VEL Gj
Novnes, in luogo del vescovo tV All)nno; cario, una veste r/e .W/i^r^c/, vocabolo che
ed inoltre dice che I* elezione dt;! l*apa il Magri spiega, drappo con croci in mez-
seguì a'i6 agosto 58'?.. A'7.3 luglio G85 zo, ed il Zaccaria, tcxtilc crucibns refcr-
eletto Papa Giovanni V, ancli'cgli fu con- lnni acrnx patens. Gregorio Episcopo
sagrato dal vescovo Andrea, assistilo da f ellitris si legge notato nel concilio Va-
qtie' di l'orto e Velleiri, cioè Giovanni e ticano d' Eugenio Papa dell' 826. Il ve-
Piacentino, onde si aigomenta dal No- scovo Giovanni III intervenne al sino-
vaes,che fosse ancora vacante la chiesa do romano dell'S dicembre 853 di Papa
dì Albano. Giovanni II fu al concilio di s. Leone IV, sottoscrivendosi /'yn'.9roy>«.y

Roma adunato da Papa s. Gregorio II Belliterncnsis; e fu pure all'altro di Ro-


a*5 aprile 72 i , e si sottoscrisse: Joanncs ma 8 novembre 862 adunato da Pa-
de' 1

hiimUis episcopus s. Ecclesine Vcliler- pa s. I contro l'arcivescovo di Ra-


Nicolò
nensìs hiiic constilulo a nobìs promul- venna. Fra tutti vescovi nominati nin-
i

gtito subscrip. Mei sinodo di Lalerano ce- no salì alla fama di Gauderico, che suc-
lebrato nel 743 da Papa s. Zaccaria, in- cesse a Giovanni III neir865,e fu detto
tervenne Grazioso vescovo veliterno, de- anche Gaudenzio, come lo chiamai col
nominato dall' Ughelli anche Grosso. In Cardella nella biografia, ove lo celebrai

altro concilio Lateranense, dallo slessoPa- cardinale amante delle lettere ede'lelte-
pa convocato nel ']^5, è registrato Gra- rati, singolare nello studio della storia ec-
(ioso f^ellilrias, e si sottoscrisse: Grado- clesiastica, e celebre per gravissime pon-
xns episcopus s. Kcclcsiae. Vellilernen- tificie legazioni. Anche Rauco lo ricono-

sis his gcslis atque sentenliae a ìiohìs sce per cardinale e nativo di Velletri.
proniitlgatae siibscripsìt. Nel 761 a' Non si trovò alla consagrazione di Pa-
f>iugno s. Paolo I celebrò il concilio ro- pa Adriano II, che seguì a' 4 dicembre i

mano, in cui fu fatto un costituto a fa- 867, perchè a motivo di false accuse da'
vore del monastero de' ss. Stefano e Sil- ministri di Lodovico 11 imperatore era
vestro OS. Silvestro in Capile, da lui fon- stato esiliato col vescovo di Nepi. Però Jj

dato nella sua casa paterna, e tra'vesco- il Papa tosto con molte e caldissime let-

viche v'intervennero in 3. "luogo si sotto- tere a Lodovico II ne ottenne la hbera-


scrisse: G ralianus hwnìlis episcopus A e- zione, e così Gauderico fu restituito alla
///re«.y/.«^(Cc/e5/<7e.Theuli e Piazza diGra- sua patria e sede, la quale ricuperò il suo
xioso e Graziano fecero un vescovo solo, concittadino e pastore. Nel concilio ro-
ma Lucenti distinse l'uno dall'altro. Pel- mano dell' 879 di Papa Giovanni Vili
lai. "volta Bauco introdusse nella serie figurò Gaudenzio il 1° de' cardinali ve-
de' vescovi veliterni Cidonato, omniesso scovi, e fupure nel novembre a quello
dagli altri palrii storici e dall' Ughelli, per- di Ravenna, e inoltri celebrati da detto
chè di lui non si ebbe notizia prima del Papa. Per sua cura fu scritta la vita di s.
73 I Cidonato intervenne nel 769 al si-
: Clemente I Papa e martire da Giovanni
nodo di Laterano tenuto da Stefano III Diacono, che non avendola coojpita, la
detto IV, trovandosi ivi scritto Cidonato terminò lo stesso Gauderico e dedicò a
Episcopo P illitriae. Nel pontificato d'A- Giovanni Vili. Nell'SgG il vescovo Gio-
driano I del 772 rUghelli riporta il ve- vanni IV intervenne al conciliabolo adu-
scovo Teodoro, raa di lui e d' altri ve- nato in Roma neir897 da Papa Stefano
scovi nel rimanente del secolo non si tro- VI detto VII, nel quale tolta a'vescovi la
va roen)oria. In quest'epoca Papa s. Leo- libertà de'loro pareri, volle che approvas-
ne 111 nel princìpio del secolo IX donò sero e confermassero quanto con inaudita
alla chiesa di s. Clemente (piae ponitur crudeltà avea egli operato contro il cada-
in f'eliiris, secoutlo Aiiablasio LiLliole- vere disumato del Pupa Formoso, già ve-
VOL. xc. 5
6G V E L VEL
.'
scovo cardinale ili l'orlo, percliè pei i Osila, rarcidiacono e gli altri cardinali.
<lal «escosato era salilo al papato, secon- Intervenne Teobaldo I al concìlio convo-
ilo Panviiiio <la lui chiamata usiirpario- calo in Roma da detto Papa nel 99G o
ne. Ma PapaGiovanni IX nel sinodo ro- 998, al quale si sottoscrisse Eplscopnx
mano dell' 898, o del ()o4 secondo Biiu- /^ e / lit(rnpnsìs,\ud\ i vescovi diPalestrina
co, revocò e abrogrò il fallo da Stefano e di Ostia. Lucenti lo chiama Cardinrilis,
VII contro Formoso. Negli atti di esso si wa non avendolo riportato Cardella, al-
legge : InterrogatnsJoonnesBellitrmius meno con tal nome, non ne feci biogra-
si intervenisset UH synodo, re spondili fìa. Gli scrittori delle serie de'vescovi ve-
interfuicoactuset iin'itas. Giovanni IV literni,dice Dauco, riferiscono che vacasse
non fu conosciuto dall'Ughelli e suoi con- questa sede sul fine del secolo X, notan-
tinuatori. Nella i.'melà del 946 trovasi do nel 1000 per successore a Teobaldo I,
inennuria del vescovo Leone I. Esiste di Giovanni che appellarono lV,il quale nel-
lui neir archivio di Velletri l'istroniento la sua pietà temendo l'irruzioni de'predo

d'un contratto enfiteulico, ch'egli fece ni saraceni, nascose le sagre suppellettili


in late anno con Demetrio figlio di Me- e le ss. Relìquie : danno per suc-
a questo
losio console, ed èia più antica scrittura cessoreOttone o Odone nel 002, e pon- 1

che in esso si conservi. Dice il Nibby che gono un altro, al quale fanno reggere il
s'intitolava eminentissimo console e duca, vescovato sino al ro46- Questo catalogo il
ed enumera i fondi ricevuti in enfiteusi Bauco lo giudica apparire apocrifo, come
posti Ira Velletri e le Castella, col l'obbli- mancante di prove. Dappoiché Teobaldo
go però un castello e di
di fabbricarvi I viveva ancora nel 101 5, essendosi sot-
stabilirvi una popolazione che coltivasse toscrìtto nel sinodo romano di Papa Be-
le terre. Di più Leone I intervenne al nedetto Vili, Tkeohaldus s. Felilerneti-
conciliabolo adunalo in Roma a' 6 no- sii Ecclesiae episropnsj e nt\ privilegio
vembre 963 dall' imperatore Ottone I dato da Papa Giovanni XIX dello XX
contro PapaGiovanni XII,chefuscismati- a' 17 dicembre 1026 in favore dellachie-

camentedeposto e in sua vece intruso l'an- sa di Selva Candida, trovasi soltoscrìllo


tipapa Leone Vili laico. Ma caccialo da' Theohaldus Belli Iren epi se. Negli atti
roDiuni e ristabilito Giovanni XII, que- d'un concìlioconvocaloin Roma da detto
sti nel concilio Valicano de'26 febbraio Papa, per conservar le ragioni della chie-
964 condannò l'imperatore e l'antipapa, sa di Selva Candida, si legge: No s vero
scomunicò e degradò i cardinali vescovi resideiìtes in Ecclesia s. Sylvestri, (pine
Porlo e d' Albano che 1' a-
d' Ostia, di est infra pnlatìnm Lateranense, una
veano consagralo; non che privati della cimi Theohaldo Bellilernensi, Petra
dignità cardinalizia e sospesi da* vescova- Praenestino, Benediclo Portnensi, Theo-
ti^ sebbene poi in tutto pare che fossero baldo Albanensi,Pelro Ostiensi, Domi-
reintegrati, tranne il vescovo d'Ostia co- nico Lavican eie. Questa precedenza del
me consagrante. Non si conoscono suc- i vescovo veliterno fa conoscere la dì lui

cessori diLeone I, sino a Teobaldo I, il avanzata età, onde può alfermarecon


quale a'27 maggio 997 sottoscrisse il di- ragione, che questi fosse lo stesso Teo-
ploma di Papa Gregorio V a favore de' baldo 1, di cui lai.* memoria trovasi nel
monaci di Monte Amiato, contro Esnal- 996. Lui morto, gli successe Leone 11^
do vescovo di Chiusi. L'ordine delle sot- apparisce da un contralto di donazione
toscrizioni riporta peri.°il vescovo d'Al- de' 2 I gennaio 1082, esistente nell'ar-
bano bibliotecario di s. Chiesa, per 2.° chivio della cattedrale, falla nelle mani
Teobaldu.s episcopus s, BellitìcìisisEc- di Leone II ad utilità dell'esistente par-
clesiat, (juindi i vescovi di Paleslrina, di rocchiale chiesa di s. Lucia, che dal me<
V EL VEL 67
tle^icoo ern stata consijgrata. Eyli iiiler- città, come già aveano fatto altri de* suoi
vt'ime :)l sinodo roinaiio di l'apii Heiiti- antenati. Posto ciò, può congeltiu'arsi che
«lelto IX del loSy o io38,in cui è sot- Giovanni o nascesse in Velletri o uè fosse o-
io!tcritlo LeoEf)ìscoj)us Belletrc/isis.Vtì riundo;non può poi,sostieneBauco,asserir-
tieilo ni'cliivio esiste un istroraeiito d'en* si che la nobilissitna famìglia Conti discen-

fileiisi lutto dei questo vescovo coi consen- da dalla famiglia Ottavia velilerna, poiché
so della congre-'iizione de' suoi preti, a' la famiglia degli Ottaviisi estinse in Ol-

i6 febbraio loSp. Il Cordella nelle 3Ic- laviano Augusto imperatore da un lato,


iniìrie slorirhc de' cardinali, non sola- e tlall'altro in Marco Ottavio, come più
aiente lo dice fregiato di talediguit-'i, ma sopra col medesimo dissi, Giovanni V a
credersi essere stalocilladiiio di Velletri; 3o marzo io58 per auiHizione, profittan-
atlrt-tlauto dissi nella biugrafia. Indi sem- do delle discordie de' romani, nel d» se-
bra successore imiuediato Teobiddo II guente alla morte di Papa Stefano X, di
o sia Teofilatto diverso dal precedente: notte e a oiauo armata s' intruse nella
io nella biografìa come cardinale lo cliia* cattedra pontificia, fiancheggiato dallo zio
mai Tcohaldo e che morì nel 1046. Ma Gregorio conte Lateranense e Tuscula-
dalle notizie riferite col Cardella, osser- no, da Gerardo conte di Galeria e da al-
vo che alcune si conipenetrano con Teo- tri potenti romani. Usurpato con violen-

baldo I. Caucu altro non sa diTeubaldo za il pontificato, assunse il nome di Be-


II, che fu antecessore di Giovanni Min- nedetto Ay/^y, econ tale è nel novero de-
cio, il quale fu creato in luogo di Teo- gli Antipapi. Dopo 9 mesi e 18 giorni fa

baldo cardinale vescovo di Velletri, la deposto e degradato dal vescovato e dal


qiial chiesa era allora fra le cardinalizie saceidozio nel concilio di Satri (^.), i
annoverata, come si ha dalCiacionio.Gio quali ultimi gradi poco dopo gli furono
vanni V Dlinclo de'Conti Tuscidani, già restituiti, secondo alcuni. Visse abbietto

monaco beneilettino di s. Anastasio di in Roma presso la basilica Liberiana , e


Roma, nel io5o fu promosso da Papa in essa fu sepolto; sebbene il Palazzi, po-
s. Leone IX alla dignità di vescovo car- co crìtico scrittore, il Piazza e altri, pre-
tlinale di Velletri. Intorno ad esso nasce tendano che passasse il rimanente de'suoi
(pialchecontroversia; imperocché Theuli giorni in Velletri e ivi fosse seppellito. Il

e Borgia lo dicono figlio diGuido de'Coii • Rauco registra altrove la sua morte al
li di Tusculi», nato da Alberico III e di- loSg. Il p." Zaccaria nella sua Lettera'
scendenlu dalla famiglia Ottavia di Vel- tura straniera storica, inserì una disser-
letri ; dr.''lo crede oriundo di Velletri e tazione del cardinal Stefano Borgia inti-
il 2.° ivi nato, ed il simile riferisce il Car- tolata Apologia del pontificalo di Be-
:

della, con l'Ialina e Ciacconio, e cardina- nedetto X. L'amor patrio l'indusse a vo-
le. Il Volalerrano lo dice velilern-j. A- ler dimostrare legitlitno Benedetto X,
scanio Landi nel Compendio delle, cofe come il poeta Gugliehno Burlo nella Cro-

di Velletri niss., io ritiene figlio di Gui- nologia de' Papi per tale lo contò, nella
done della nobile ftuniglia de'Guidoni di Brevis notilia Romanoruni Pontijìcwn.
Velletri. Sansovino lo 11 dice da Velie- Ma in vero , e lo confessa anche il can.
tri il:Panvìnio come il Ciacconio l'af- Rauco, a sentimento comune di tutti i
fermano oriundo da Velletri, ma nato in critici, Benedetto X deve reputarsi anti-
Roma. Tuttociò può esser vero, se si ri- papa. Il Novaes sebbene pretnise alla
fletta che a Guido padre di Giovanni nella Storia de' Sommi Pontefici la cronologia
divisione fatta col fratello toccarono beni i del Borio, dice che non avrebbe di/Bcollà
che Conti Tusculani possedevano
i in Vel- di arrendersi alla forza delle ragioni del-
lelrij per cui veune a blabìlirsi in questa l'iliustre e dotto Borgia, se noto gli.fosse
68 V r; L V EL
con quale autoiilà poteva Nicolò II de- ancora la cattedra di Vellelri. Pare che
pone un IcgiHiiuo Papa, o come prima non possa di ciò dubitarsi , anche se si
della degradazione e deposizione di De- riflella,che nella serie de' vescovi veliterni
X, non dovesse chiamarsi anti-
tiedcilo non si trova descritto altro vescovo se non
papa Nicolò 11, eletto, comesi suppone, dopo la morte del santo. E comune o-

in tempo d'un legilliino Poiilefìce. Non piiiione in Velletri, che il Damiani dopo
deve meravigliare se poi Benedetto XI il Mincio abbia avuto ancora questa se-»

prese questo nome, quasi riconoscendo de; ed altri credono che almeno lo fos-
quello di Benedetto X (pianto al nume- se quale amministratore apostolico del-
ro, invece di dirsi egli Benedetto X, poi- la n)edesiuia. E forse perciò, ed a richie-
ché già s. Leone IX erasi cosi intitolato, sta del cardinal Tanara vescovo ostiense e
ad onta che Leone Vili era stalo un an- veli terno, la chiesa di Velletri fu privile-
tipapa. Perciò sono in errore quelli che giata sul principio del secolo XV III, a
da tali due esempi, credono Leo- legittimi celebrar la festa di s. Pier Damiani con
ne Vili e Benedetto X. Lodovico Agnel- rilo doppio. Però il p. Maroni nel 1766
lo Anastasio nella Storia degli Antipapi, pubblicandoli Coniinenlarius de Eccle-
nel 1. 1, p. 200 e seg., riferisce quella di siis et Episcopis Ostiensibiis et Feliter-
EcnedeltoX. Narra la sua elezione tumul- nis,in quo Ughelliana series emendatur,
tuaria per aver corrotto molli, ed essere continuatnr et illustra tur j si oppose agli
senza spirito e senza merito. Che fu co- scrittori veliterni e al Caetani, dicendo do-
ronalo a' 5 aprile domenica di Passione versi considerare Damiani come visitato-
da Gregorio cardinal arciprete, e poi die re apostolico, e che chiamando egli ca- i

il pallio a Sligant arcivescovo di Cantor- nonici veliterni, canonicis nostris, s' in-
hery. In tempo di questo scisma era car- tenda de'canonici regolari ossiano mona-
dinal vescovo d' Ostia s. Pier Damiani ci, del quale istituto era anche il Damia-

dottore di quale fu acerrimo


s. Chiesa, il ni, cioè monaco dell'Avellana. Questa o-
difensore del legittimo Papa Nicolò II, pinione del Maroni è seguila dal veliter-
contro il Mincio, avendo scritto di lui con no cav. Cardinali, nelle ricordate Osser-
dispregio qua! ignorante. Il Theuli eidue vazioni di un antico sigillo capitolare.
Uorgia vogliono che o nella deposizione II BaUco quindi intorno a questa contro-

e rilegazione di Mincio, o dopo la di lui versia fece alcune osservazioni. Dice a-


morie, fosse da Nicolò II sostituito io suo vere il p. INIaroni preso foi-se un abba-
luogo nel vescovato di Velletri. Eglino per glio, non facendo alcuna distinzione fra
prova adducono un diploma d'Alessandro r istituto di canonico regolare e di mo-
li delio65, con cui concesse un privile- naco, per cui egli ne dichiarò la diversi-

gio al clero di Vellelri a istanza del san- tà; e che il Pennoni x\e.\\' Istoria tripar-
to, dal quale sembra eh' egli reggesse la tita, aCFermò che la chiesa di Vellelri fos-
chiesa velilerna. Producono pure una let- se fin da'suoi principii ufllziala da'cano-

tera di s. Pier Damiani , ad Annone ar- nici regolari. Da lultociò potersi conclu-
civescovo di Colonia , nella quale parla dere, che i canonici di cui fa menzione il
de'canonìci velilerni ridotti da lui a vita Damiani, siano canonici regolari e non
esemplare e penitente, ossia i canonici monaci; e che realmente questi canonici
della cattedrale; sentimento seguito da appartenessero alla cattedrale. Tanto piìi
Costantino Coetani che raccolse le opere quest'asserzione cresce di prova perchè
del santo dottore, per cui lo pone fra've- presso la cattedrale velilerna esisteva una
scovi veliterni. Perciò gli scrittori palrii antichissima fabbrica appellata canoni-
sostengono, ch'egli olire il vescovato di ca, della cpjale tuttora se ne mirano gli^

Ostia, in questa circostanza abbia retto avanzi nel resto del chiosUo. È comun«
V E L V E L Gi>

spntimenf<) degli scrittori eccle<iiaslici, die Ostia e Velletri, deve congeltùrarsi, che
i preti luldetti al servij^io della cattedrale fossero esse governale dallo stesso Da-
ne'priiui secoli della Chiesa doveano vive- miani. CoM il Banco. Leggo in Rinaldi
re in coiminioiie, a seconda delle prescri- all'annoi 06 1, n° 28, che s. Pier Damia-
zioni de'sagri canoni. Vivente il santo Ni- ni recatosi da Alessandro II, si studiò di
colò Il (e non Urbano II) nel ioTiq con- poter rinunziare il vescovato d'Ostia e la
vocò nn ooncilio in Amalfi, altri dicono cura della chiesa di Gubbio ingiuntagli
Mellì , nel quale ordinò la riforma de' da Nicolò II. Si contrastòsu queste cose
cliierifi a norma de' sagri canoni; ed A- molto e lungamente, trattando Damiani
lessandro II, che gli successe, in (|uello di la sua causa , ed Alessandro II resisten-

Roma del i o63 a persuasione dello stes- dogli come impugnandolo il gran car-
,

so s. Pier Dacniani rinnovò il decreto del dinale Ildebrando arcidiacono e poi glo-
predecessore, con obbligare i chierici al- rioso s. Gregorio VII. Inclinava il Papa
la Vita comune nel vitto e nell'abitazio- ad esaudirlo, ma Ildebrando era costan-
ne, tolta loro ogni particolare proprietà. te nelsuo contrario parere; onde il Da-
Dopo tali concilii, s. Pier Damiani si po- miani emessa la sua rinunzia tornò alla
se con proposito a riformare il clero di solitudine dell'Avellana, lasciando molto
Velletri, che per la vita canonica, a cui mesto Alessandro II. Di che per zelo, mol-
i preti veliterni furono obbligali, chiama- losdegno ne prese Ildebrando , il quale
vansi canonici, ma regolari, e se ne ha te- avrebbe voluto che fosse stato tenuto e-
stimonianze dalla sua lettera. Poste tut- ziandio contro voglia, e coslretto non o-
te queste premesse, arguisce il Dauco, che qualunque sua ripugnanza, e lega-
stante
il santo parlò de'canonici regolari addet- sapendo egli
lo co'ceppi dell'id^bidieuza,
ti al servigio della cattedrale, e non mai molto bene quanto giovamento recalo
de' canonici monaci. Senza decidere la avrebbe in que' calamitosi tempi alla
controversia soggiunge: sapersi di certo, chiesa romana Damiani il Pa-
l'assistere
che Damiani in quella convulsione di co- pa. Pervenuto l'uomo di Dio al suo ere-
se nella chiesa veliterna cagionate dallo mo, ad A-
scrisse un'epistola apologetica
scisma del suo vescovo Giovanni V, re- lessandro II con
e alcardinal Ildebrando,
golò gli affari ecclesiastici di Velletri. Se questo titolo: Dilectissimis Apostolicae
poi la sua presidenza sìa stata o come visi- Sedis elccto, et virga Assur H'ddehran-
tatore apostolico, o come vescovo, for- do. Siccome Ildebrando era violento ini-
merà sempre una questione. Sia comun- pugnatore del suo proponimetito,per l'im-
que, egli seguitò l'ordine cronologico de' mensa stima che ne faceva, Damiani gra-
vescovi veliterni coH'annoverarvi ancora ziosamente e scherzando lo chiama nel-
ilDamiani, registrandolo nel catalogo, s. r epistola Satana Santo, Satana perchè
Pietro Damiani nel io58. A ciò anco-
I era in ciò suo avversario, Santo perchè
ra si determinò, dappoiché avendo il san- egli il tutto faceva non con animo nemi-
to rinunziato al vescovato e cardinalato, co (come alcuno pretese), ma a buona in-
e ritornato all' Avellana ne baciò le mu- tenzione; essendo Ira loro una santa ini-
ro, Alessandro 11 ch'era slato consagralo micizia , mentre Ildebrando voleva rite-
da lui, per riverenza di uomo sì grande nerlo che non andasse alla solitudine e ,

non vi volle sostituire alcun altro esso vi- Damiani ricusava il'essere in modo alcu-
vente, benché ritirato nella solitudine A.- no impedito. Però non ostante il suo ri-
vellanense; ond'éche passarono degli an- tiro, il Papa finché visse non volle sosti-
ni senza residenza di vescovo alcuno. E tuire alcun altro nel suo vescovato ,
per
siccome questa vacanza succedeva nel riverenza alla sua dottrina e virlìi, e con-
tempo stesso ad ambedue le cattedre di liuuò a servirsene nelle legazioni aposlo-
70 V EL VE L
liche, alle qiifili egli sempre pronlaroenle uia e di Milano {ed allre)con sommi van-
ubbidì. Inoltre Hi sua niiunzia al carcli- taggi della s. Sede: visse santamente e pas-
Dolntoe al vescovato ne feci cenno nella sò alia patria de'beati a'6 dicendjrei 077
sua biografìa enei voi. LIV, p. 146, di- (o 1078. Di sua cappella nella cattedra-
cendo the ciò fece con Nicolò II e A lessan- le, come del recente qu.idro che lo rap-
ilro II. Tentai ora di poter stabilir 1' <'po- presenta intercedere da fJio la salvezza
ca della 2/ sua rinunzia, ma non mi riu- di Velletri dall' assedio de' saraceni, ne
scì. Certo è, che restò tuttavia vesscovo di parlai di sopia nel descriverla). Uiferi-
Ostia, che i mentovati due Papi vollero .sce Cardella, che al dire ilei continualo-
che proseguisse a governare, anzi conti- re d'Ermanno Contratto, crealo s. Geral-
nuarono a impiegarlo in servigio della s. do vescovo d'Ostia e Velletri, non hi nien-
Sede e con molteplici legazioni; e tuttociò te inferiore al s. Pier Da-
suo antecessore
conferma la probabilità che continuasse miani ; così da Co<lan-
scrisse Bertolilo
pure il govj'rno e la cura «Iella chiesa di za altro gravissimo scrittore di quel tem-
Velletri. Siponno consultare il citalo fi- po. Osserva Rauco che a priuja vista ,

lippino Rinaldi negli Annali Ecclesìa- sembra foise contraddizione che fosse
.^//Viy il suo confratello p. Giacomo Lader- crealo vescovo d'Ostia e poi di Velletri.
ibi the scrisse e pubblicò la Vita s. Pe- Egli rauimenta che le due chiese dopo
,

/ri Damiani S. R. E. Cardinalis Epìsco- Jo scisma di Giovanni Y Mincio furono


pi Oslicnsis et Veliternen-iis , Romae sem|)ie rette da un solo vescovo, anche
I 7<»2. La critica che ne fece l'autore del li- innanzi all'unione d'Eugenio III, a bene-
bro intitolato: Sejani etRuffìni, Dialo- placito de'Papi. Quindi non dover mera-
giisefe Ladercìiiana hi storia s. PeJriDa- vigliai e se
o s. Geraldo da Alessandro li fu
////rtn/, Parisiisiy25. E il dotto can. faen- esallato alla sede Ostiense e iinmediata-
tino d. Andrea Strocchi, Compendio del- menle dalsuccessores. GregorioVII pro-
la vita di s. Pier Damiani protettore di mosso alla Veliterna, la quale egualmen-
Eaenza,Wì\Si^^. In lai città moiìs. Pier le rimaneva ancora vacante per la mor-
)3amiani 3*22 febbraio 1072 di 66 anni te di s. Pier Damiani. Dopo quella di s.

ei4 di cardinalato, come riferisce il Car- Geraldo, fu da Gregorio VII crealo ve-
s.

della e citando i Bollandisti; onde pare scovo cardinale d'Ostia e Velletri Ollo-
ch'egli non consideri le fatte rinunzie del ne 1 o Odone da Chaiillon francese, di
cardinalato propriamente accettale, e di scacciatone priroaGiovamri scismatico,già
conseguenza altrettanto dovrà credersi intruso nella sede d' Ostia contro s. Ge-
della sua dignità vescovile con giurisdi- raldo, dall'antipapa Clemente III e dallo
zione. Sembra ciò confermarsi dall'appa- scismatico Enrico IV. Scomunicato que-
rire soltanto nel 1072 nella serie de' ve- sto persecutore della Chiesa da s. Greg<»-
scovi veliterni il cardinal s. Gherardo o nemico lìnal-
rio Vii, e di lui acerrimo ,

Geraldo, come chiamai nella biogra-


lo mente riuscì ad Enrico IV d'espugnare
fìa col Cardella. S. Geraldo di Ralisbo- Roma a'2 marzo 084, e nel giorno se-
I 1

na e monaco di Cluny, divenuto priore e guente fece collocare nella sedia di s. Pie-
cresciuto nella pietà, prudenza e dottrina, tro l'antipapa Guiberto col nome di Cle-

fu scelto da Alessandro li negli ultimi mente Ili. Questi nel 1087 intruse nella
mesi di sua vita a vescovo cardinale d'O- cattedra d' Ostia e Velletri il psetido ve-
stia, indi dal successore s. Gregorio VII scovo Giovanni. Di tale illegiUiino pa-
fatto vescovo di Velletri, e impiegato nel- store esiste nell'archivio capitolare un
le legazioni di Francia , ove celebrò un islromento stipulalo nell'anno VII del-
concilio a Poiliers a' i5 gennaio 10740 l'anlipoiitilìcatodi Clenìenle Ili, coopta-
I075(auche altri), di Spagna, di Oerma- le Amalo prete, col consenso di Giovan-
VEL VEL 71
ni vescovo, rinunciò e ceilè la chiesa de' giurisdizione , che in esso si leggono. Il

ss. Filippo e Giacomo, di's. Pratoie, e di Papa Pasquale 11 es^seudo con violenza
s. Aittoiiiiio a Serbato atciprete e altri stalo costretto da Enrico V, persecutore
preti di s. Clemente, a'cpiali la delta chie» come il padre Enrico IV dellii s. Sede,
sa apparteneva. Si crede, che questa chie- a concedergli il tanto contrastato privile-
sa rimanesse nella piazza , che tuttora gio dell' [iivcstiture ecclesiastiche (f^-)t
conserva il nome di s. Giacomo, la qua- questa concessione dispiacque a'cardinali
le è adiacente al chiostro dell'antica ca- zelanti della libertà ecclesiastica, tra'qua-

nonica. Del legittimo vescovo Ottone ( li furono Giovanni vescovo Tusoulano e


esiste memoria in un'antica iscrizione di Leone III vescovo di Velletri, i quali a-
tnnrmo nella chiesa di s. Silvestro di Vel* pertamente reclamarono contro tal fatto
letri, da lui dedicata nel io85 a' 20 lu- riprovato da'suoi predecessori e da più
glio. Questo vescovo, morto Papa Vitto- concilii. Il Papa due ve-diresse a questi
re 111, che avea consagrato coU'assisten- scovi da Terracina, dove dimorava, una
za de' vescovi di Porto e d' Albano, nel lettera che principia: Paschalis Episco-
marzo 088 1 in Terraciua fu eletto Papa e pus Servus servorwn Dei vencrabilibus
|Mese il nome d'Urbano Ily il quale so- fratribusJoanniTuscidanofitLeoniVel-
stituì iti suo luogo nella cattedra d'Ostia letrensis Episcopis el Cardinalibus in
e Velletri Ottone li da Chnlilloii figlio unum congregatis consortium, etpaceni
di Guidone suo fratello. Nel 1098 esi- iuDornino. In essa ilPapa rese loro ragio-
stendo ancora lo scisma di Clemente MI, ne di quanto avea fatto in grazia d'Enrico
nell'assenza da Uoma di Urbano II, dagli V, durante la sua prigionia, e nello stessa
scismatici fu adunato in quella città un tempo gli avvisa palernatnente a non i-
conciliabolojin cui fra'pseudo-vescovi car- sparlare contro di lui. Nasce controversia
dinali è nominato iu 2.''luogo/or//i«e,9 e- fra gli scrittori ecclesiastici intorno al ve-
fjiscopus Ostiensis, ch'è l' intruso Gio- scovo Leone III nominato in questa lette-
vanni già mentovato, né di esso trovasi ra.Baronio negli ^«^a/i dice esser stato
altra memoria. Eletto Papa Pasquale II, vescovo di Vercelli e non di Velletri, ed è
il cardinale Ottone II a'i4 agosto 1099 seguito dal Bìnio, De Conciliis; ma nel-
lo coiisagrò vescovo. Nel idi passò al* 1 la serie de* vescovi di Vercelli del can,
l'altra vita il cardinal vescovo Ottone II. Bima non lo trovo registrato in tale epo-
A questo successe nell'anno stesso Leone ca. Oppongonsi però gli scrittori ricor-
HI de'conti di Marsi della Campania, ed dati da Banco , ed il toro sentimento è
è quel vescovo nominato più sopra nel confermato da un codice Vaticano delle
paragrafo del castello di s. Giuliano, nar- Vite de' Pontefici, leggendosi in quella di
rando la traslazione del corpo di s. Mar- Pasquale II. Litera, quarti misit Domi-
co Papa nella sua chiesa di s. Vito , la nus Papa Tusculan. et Vclletren. Epi-
quale perciò da lui fu dichiarata la i." scopis j e così fu decisa la controversia,
dopo la cattedrale. L'Ughelli riporta la dice il Cardetla. Non mancano altri scrit-
lettera di Pasquale lì, El prava corrige- tori, i Leone III fosse
quali opinano che
re, de'6 aprile 1 1 02, diretta: Feletranae solamente vescovo di Velletri e non di O-
Urbis Ch'ibus, Aposlolicac Sedis fidcli- slia insieme; supponendo che prima del-
bus, Salute/n tt apostolicam benediclio- l'unione fatta da Eugenio III, la chiesa di
nem. Essendo nell'ottobre deli 100 mor- Velletri avesse sempre il vescovo distìnto
to l'antipapa. Pasquale II volendo accor- da quello d'Ostia. Ma ciò non è sempre ac-
rere a' bisogni della chiesa veliternii e caduto, poiché il Cardella nelle Memorie
frenarne gli abusi , a istanza della città storiche dc'Cardinaliy nella biografia del
col suo diploma stabili i coullui di sua cardinal Ugo, e il Novaes uella Storia de'
7» V EL VEL
Pontefici, in quella d'Eugenio IH, rifoii- co dice del prossimo Lamberto. Leone
scono che questo Papa nel i 5o creò car- i 111 inoltre era intervenuto al concilio di

dinale vescovo d'Oslia e Vellelii il bea- Guastalla; e trovasi sottoscritto ad un pri-


lo U^o, chiese che indi in poi restaro- vilegio concesso alla chiesa di Marsida Pa-
no costaiileinenle unite per decreto del- squale II,ad una concessione fatta tla
e
lo slesso Eugenio ili , sebbene prima lo tal Papa d'alcune terre all'abbate di Su-
fossero slate all'arbitrio de'predecessori, biaco neh 109, segnandosi Leo FclliCri'
precariamente e dissolvibili. Da queste nus. Sommamentelodato come zelante
autorevolissime testimonianze si scorge, della libertà ecclesiastica e come celebre
che anco prima d'Eugenio III reggeva le cronista, morì a'22 marzo 11 16. Sicco-
cattedre d'Ostia e Velletri un solo vesco- me il Bauco l'encomia per cronista, dirò
\o. Kifletle Bauco
, che dalla morte di io per esser quel Leone Ostiense o Leo-
Giovanni V
accaduta nel loSg sino al- ne tli Marsi celebre storiografo che in ,

l'unione decretata neh i49(circa),vi sono questogià ricordato articolo, oltre d'alcu-
go anni di divario, ed in questo spazio di ni sermoni e vite di santi, lo dissi autore
tempo gli scrittori della serie de' vescovi delia Cronaca (l'i MonlcCassino, nel qua-
veliterni registrano soltanto Odone e il le articolo ne riparlai. 11 Cardella dopo la

detto Leone; e che ciò supposto dovreb- biogialia di Leone de'conti di Marsi ve-
be dirsi, o che ciascuno di essi vivesse nel scovo d' Ostia e Velletri , riporta quella
vescovato mezzo secolo, o che la
(|uasi d'un Leone vescovo di Velletri,che si trovò
chiesa veliterna per alcun tempo fosse re- uelhi basilica Vaticana, quando Pasqua-
stata vedova; il che non si prova. Stringe il le Il fu imprigionato dall'empio Enri-

suo dire con dichiarare, potersi franca- co V, dulie cui mani gli riuscì fortunata-
mente asserire, che il Leone di cui si par- mente di soltrarsi sotto le vesti di villano,

la, altri non è che Leone de'conti di Mar- insieme col cardinal Giovanni de'contidi
si o Marsicano vescovo cardinal d' Ostia, Marsi vescovo Tusculano. Ma siccome le

e successore di Odone o Ottone 11 nel go- notizie di questi si compenetrano col car-
verno dell'una e l'altra chiesa suburbica- dinal Leone de'conti di Marsi , e dicendo
ria; il che provasi col fatto. Pasquale li lo, stesso Cardella che poco fondamento
scritta l'accennata lettera, nell' anno se- deve farsi del cardinalato di Leone, co-
guente adunò in Roma (nel 1 2) un con- i i me negato dal Borgia, il quale vi ricono-
cilio per annullare quanto forzatamente sce la confusione fatta con il vero Leone
avea fatto a favore d'Enrico V in pregiu- di Marsi, non credei farne biografìa e solo
dizio della Chiesa. Negli atti del concilio mi proposi qui darne un cenno ad evitare
trovasi L, Ostiensis, cioè Leone vescovo equivoci. Neh 17 subentrò a Leone Ili
1

d'Oslia, senza nominarsi di Velletri, di nella cattedra d'Ostia e Velletri il cardi-


cui ancora era vescovo. Essendovi inter- nale Lamheilodi Faijnano bolognese de*
venuti tutti gli altri vescovi cardinali sub Scaniiahccciii , del quale scrisse il con-
urbicari, essendo Leone col vescovo Tu- temporaneo Pandolto Pisano, ossia il car-
sculanu primi a riprendere il Papa,
stati i dinal Masca, narrando la sua assunzione
non poteva mancarvi. Né dovere ostare il al ponlifìcaloa'a r dicembre i 124*^"! "O-
vedere la lettera di Pasquale 11 diretta al me d'O/iOìio II, alla quale Irovossi pre-
vescovo (li Velletiie non d'Ostia insieme, sente. Liiinl>erlaii Oslic/isis episcopns ile

poi» Ile governandole andiedue, poteva or mediocre p/cLc coniitatns Bononìensi.s


di una e or dell'altra intitolarsi. E seb- gcniliis, bene lainen literatux^ a Domi-
bene in que'tempi vescovi veliteriii s'in-
i no Papa Pascìinli II recepUis est, ci in
titoliivnno solo d'Ostia, pure alle volte sì episcopiini JJelitrcnsem proniotus. Reti-
chiauiavano solo di Ycllclri, come il Uau >
yiosae aiUem niemoriae Calisto // Pa-
VEL VEL 73
pacJffitnctn^omncx patrcs (le c'irinCar- dine di s. nencdetlo nel ducalo di Wur •

flìnnh-s ttXc. Il Lnceiiti con altri scrittori, tenib('rg,ripoita6'f//VA<.y^^'>/jV*/tsrv('^/.sro-

parlniulo di Lamberto fi'a'vescovi d'Oblia pii.s; net seguente anno il Papa lo nomi-

e Velletri primn tleli'iinione d'EMysiiio nò legato rt /(^z/cvr in Lombaidia e morì


HI, sup[)one vizioso il testo di l'andulfo, nel I I 5o. Il Banco dichiara fin qui giun-
e \iiolei:lie in lufigo di lìclitrciiscin def- gere la serie de' vescovi velìterni [)rima
ilasi leggere Osliciiscm; mentre veramen- del decreto d'unione de' vescovati d'Ostia
te nel testo trovasi l'uno e l'altro, e così e Velletri, sebbene per l'innanzi cpiesla
lo trascrissero il Baronio, l'Oldoino e Por- unione era ad arbitrio de'Papi, il che ac-
rerio. Mentie eia vescovo d'Ostia e Vel- cadde per poco meno d' un secolo cioè ,

letri avea ordiniito prete e consagralo ve- da Giovanni V deposto nel io5c) sino al
scovo a' IO marzo Ii i8 Papa Gelasio II, I 1 5o; ma io temo dlie forse la sua inter-
ed a'c) febbraio i i i Q consagralo Papa Ca- pretazione sia alquanto lata, per tutti i

listo li già come


arcivescovo di Vienna, vescovi d'Ostia da lui riportati eziandio
atlernia Lodovico Agnello Anastasio. O- di Velletri, cioè per quelli che non lo pro-
norio II nella 2." promozione cardinali- vò, soltanto continuando la serie. E" ve-
zia latta nel dicembre 126, creò cardi- 1 ro però che pel deterioramento di Ostia,
nale vescovo d' Ostia e Velletri Giovali' sembra che Papi tralasciassero di prov-
i

ni VI da Dcdogna pi iore generale de'ca- vederla di vescovo sin da Pasquale II, e


«laidolesi, celebre [>er santa vita: il Cor- col solo titolo d' Ostia davano la cura
della lo dice soltanto vescovo d'Ostia. Mo- delle chiese d'Ostia e Velletri, senza no-
rì pieno di meriti neh i33. Il Banco gli minare Velletri espressamente; laonde in
«là per successore il cardinal Pietro II certo modo già ne formava una sola, fin-
benedettino neh 1 3o, il che f"i anacroni- ché Eugenio III le unì canonicamente per
smo colia precedente data, dal Ciacconio sempre.
detto vescovo d' Ostia , ciò che negano Dell'unione de'due vescovati cardina-
J'Ughelli e il p. Maroni; indi registra nel lizi suburbicari d' Ostia e Velletri fatta
I I 34 il cardinal Dragone o Drogonc. be- da Eugenio III neh ì /^q, non trovasi di-
nedettino francese vescovo d'Ostia e Vel- ploma, bolla o altro documento,che com-
letri, ma il Cardella dice solamente d'O- provi questo memorabile fatto così in-
stia; nel I I 35 il cardinal yflherico france- teressante alla dignità e preminenza del
se, ed egualmente il Cardella lo riconosce sagro collegio, per cui s' ignora in qual
per solo vescovo d'Ostia, sebbene Ban-
il modo fosse decretata. Non mancano pe-
co riporti le testimonianze di Panvinioe rò scrittori ecclesiastici in gran numero,
Ciacconio, nominandolo tra gli elettori di che questa unione riportano, fra' quali
Celestino 1 1 e Lucio 11, cardi iialis Oslicii- Bobeito abbate del monle s. Michele nel
xis ci f^elitcrnus, ceìebve pev legazioni in snpplimento che fece alla Cronaca di Si-
Europa e in Asia, ove celebrò i conciiii geberlo monaco Genblacense nel 181. 1

d'Antiochia e Gerusalemme. Lo stesso Trovasi ancora di Eugenio III notato in


llaucogli dà per successore nell' anno un antico codice de'romani Pontefici nel-
Ii47 Guido, non conosciuto con questo la biblioteca Vaticana, riferito da Baro-

nome dal Cardella, che anzi crede che nio Ilio univ'ii Episcnpalnin Velilcr-
:

Alberico ancora vivesse neh 1


4^J e tlice nuìii cuììi Ostiensi. Ma senza cercare al-
che ne parla 1' Ughelli ma cpiesti pure , tre prove, la continuata osservanza di
dicendolo fatto vescovo d'Ostia nel 48, i i questa unione ci là conoscere, che i titoli
nella sottoscrizione della bolla d'Eugenio d'ambedue le chiese uniti furono in una

HI, colla (piale neh i\<) ap|ìrovò la fon- slessa persona con perfetta eguaglianza,
dazione del monastero Arcuusuno dell'or- per cui i vescovi vtjliterui dopo questa u-
74 V EL V E L
iiìone si li'ovanu sempre intitolati e sot- pel ninneroso capitolo de'canonici e be-
tosci'itli : Episrojjus Osticiisis el J eli- neficiali nella catlediale, e pel numero
leriius. Ma pure l'eguaglianza del lilolo de' sagri miitislri che sotto l'altre 5 par-
non porla egiiagliniiza ili giurisdizione, rocchie assistono al cullo divino, e pe*
» he per es>eie Ostia desolata e allatto vuo- conventi di religiosi e pe' monasteri di
ta dì abitanti e mancante d' abitazioni, monache, e per la frequenza del popolo
pas>ò tolta nella chiesa di Yellelri, ed il e per l'estesa sua diocesi. Al contrario la
tallo lo dimostra. La chiesa velilerna e- chiesa d Ostia, e nella città e nella dio-
hcrcita piena giurisdizione sulle reliquie cesi eia distrutta. Iti non rimase uè ca*
delia chiesa osliense, come si vede nella pitolo di canonici, né clero, essendo re-
celebrazione de' sinodi in Yellelri. Sono stali i sagri templi sepolti nelle rovine.
stali in quest'occas'rone inlimali que' del La cura dell'anime si esercita in Ostia,
clero d'Ostia, e consideiali come gli al- in Castel Romano, in Decimo, iu Porci-
ti i della diocesi di Yellelri, dandosi al gliano, de'q'ialt luoghi tratta il Piazza, ed
parroco «l'Ostia, che si appella arciprete, il Ndjby ììkW Analisi de dintorni di Ro'
il luogo fra gli altri pairochi della dio- ///r^,edaiicliepiU'licolarnienled Ostia nel
cesi velilerna. Il titolo che si dà ne'sino- suo r'i/tgi^io antiquario ad Ostia colla
di a quest'arciprete, altro non è che di Carta itineraria da Roma ad Ostia, e
cappellano curato della cattedrale di s. quella delle J'^estigia d' Ostia antica, a-
Aurea Ostiense. Il luogo assegnalo al me- veiido pure ragionato della moderna,
desimo si scoige dopo tolti que' del clero presso gli Atti dell' Accademia Roma-
SI della città, come della diocesi, e come na d' archeologia, t. 3, p. 267. Castel
apparisce da'sinodi deli 678 e del 1698. Romano, 2 miglia lungi da Roma a si-
1

Nell'ultimo tenuto nel 18 17, fra gli uili. niella della via Laurentina, ha un paiaz»
ziali del medesimo non si trova nomina- zoinì[)onente fabbricato nel 73 dal car-
1 1

lo alFalto l'arciprete oatcìm parroco d'O- dinal Alberoni. Accanto ha un lungo fab-
stia. Così dopo la morte del cardinal ve- bricalo di case a guisa di borgat'i. La chie-
scova d'Ostia e Yellelri, il vicario capi- sa è dedicala a s. Michele. Così Nibby. A
tolare di Yellelri esercita la giurisdizio- tempo del Piazza, che lo dice io miglia
ne ordinaria in Ostia e nei suo distretto, distante ila Roma, era del marchese Sac-
couje in ogni altro luogo della diocesi ve- chetti, che vi avea fabbricato la chiesa e
lilerna. Questo diritto che già da molti se- vi manteneva il cappellano come suo pa-
coli era m vigorefaconferutatoperdecre- dronato. Declino, Castrum Pons Deci-
to della s. congregazione del concilio a' 3 mus, è IO miglia fuori la porta Ostien-
luglio1723. Fmalmente l'arciprete della se o s. Paolo, come il precedente, il cui
caltedrole velilerna ha acquistalo il dirit- potile é al X miglio dell'antica via Lau-
to d'intervenire alla consagrazione del lenlina, il quale serve a passare il rivo o-
Sommo Pontefice in caso che il vescovo monimo il più grande dell'Agro romano.
d'Ostia e Yellelri non vi si trovasse pre- Di presente proprietà de'Torregiani, do»
sente. Dal fin qui detto col can. Dauco, pò esserlo slato di Crescenzio, che lo do-
con lui dico ancora, sembra che piutto- nò nel secolo Kl al monastero di s. Paolo
sto possa supporsi, che la chiesa d'Ostia fuori le miu'a di Roma, dal (piale pas^ò
sia stala unita a questa di Yellelri, di t< quello di s. Alessio, poi a' Frangi pani e
quello che la chiesa di Yellelri a quella a'baroni del Nero. Yi è una specie di pa-
d'Ostia. Imperocché ad altri si tmisce chi lazzo del proprietario, la chiesa puri oc-
non può che non
reggersi per se slesso, il chiale di Antonio abbate, e altri fabbri-
s.

poteva dirsi della chiesa velilerna,la qua- cali rurdi, opere in gran parte edificale
le sempre é stala iu grande splendore e dal cardinale Torregiaiii circa il j 760.
V i: L VEL yfl

Nil)I>y ripoiia gli iivanzi tì'alcune lapilli re al cardinal vescovo in qiial paese so-
tiDiìilie e rilliislia. Il Piazza, ilnpo aver no per fissare la dimora per ogni buon
detto clic giace sopra erto monticello po- fine. Dal che è nato, che vescovi hanno
i

co salubre, riporta l' opinione che «juivi sempre consideratola chiesa velilerna per
pati il luarlirio s. IMartìna nobile roma- la loro principale sede, e qtiivi e non in
na, e da'cristianì fu edificala a suo ono- Ostia bau fatto e funno le maggiori fun-
re una chiesa, di cui appena si vedono le zioni del loro uflìzio. Io Velletri tennero
rovine; e pare che il corpo della santa ivi i sinodi, ivi sono gli olii santi, ivi leniro-
fosse deposto, con quelli de' ss. Epifanio no la cattedra e i tribunali. Allorciiè fu
e Concordie niortiri.Nel territorio si vuole dato al cardinal decano un vescovo suf-
che seguisse il mai tirio di s. Prisca vergine fraganeo che sup|)lisse in sua vece alle
roDtana, ove da'cristiani le fu eretta una funzioni annesse all'online vescovile, non
chiesa, e poi trasferito il suo corpo nella è stata a questo prelato assegnata la re-
Chiesa di s. Prisca di lioma. Quanto al sidenza e l'obbligo di adempiere queste
corpo di S.Martina lo stesso Piazza ueW E- funzioni che solamente nella cattedra di
mtrologio di Roma lo dice deposto an- VelletrijConsiderandosi quella d'Ostia co-
che nel ciniiterio di s. Calisto: ora si ve* nte distrutta. Poiché sebbene esiste «na-
nera in Ruma nella sua chiesa, che de* lerialmente in Ostia la chiesa tiedicata a
scrissi nel voi. LXIII , p. 5i, dell' acca- s.Aurea, non però vi esiste la chiesa for-
demia di s. Luca, e dove dissi che fu tro- mate, la quale non consiste negli edifìzi,
vato co'corpi de'ss. Epifanio e Concorclio, ma nel capitolo de* canonici , nel clero e
che ivi pure si venerano. Di PorcigliaiiQ nel popolo. La rendita della mensa ve-
ragionai nel voi. XXX VII, p. ciig, e si scovile di Velletri era assai tenue, che al
vuole che occupi il silo dell'antico Lau- più poteva ascendere ad annui scudi
reiilo già metropoli dell'antico Lazio, ora i5oo. Seguita l'unione della chiesa Ve-
denominandosi Castel Porziano. Il IMìiz- lilerna coirOstiense, siccome questo ve-
Casale Sacchetli pta-
za parla inoltre dì scovato si trovò largamente provvisto per
so Ostia, pei" cui in quell'articolo ne feci l'aggiunta delle copiose rendite della men-
parola. Questi luoghi propriamente con sa vescovile d'Ostia nella somma di scu-
siderali casali di lenimenti, non sono per- di 6000, fu smembrata da questo vesco*
ciò registrati nel riparto territoriale del- vaio la tenuta del Peschio delta di s. Dar-
lo stato pontificio. Essi sono inoltre gli a- tolomeo, che fu aggiunta alla mensa ve-
•vanzi dell'antica e illustre diocesi O- d' scovile di Frascati. Questa badia ficeva
stia. La cura dell'anime, in poco nume- anticamente parte del territorio veliler-
ro, si esercita da' parrochi amovibili sti- no, come rilevasi da documenti certi. Nel
pendiati da'signori de' luoghi per como- pontificato di Nicolò II, Gregorio conso-

do degli abitanti, i quali sono piuttosto le de' romani donò molle chiese e mona-
gente collettizia e mercenaria , che indi- steri al monastero di Monte Cassino, e fra
vidui originari e permanenti abitatori. gli altri vi fu il monastero di s. Angelo

Che sia cos\, viene provato da quanto leg- del Peschio nel territorio di Velletri. Ce-
gesi nel calendario de'preli della diocesi duta questa tenuta al vescovo di Frasca-
d'Ostia e Velletri. Nell'ullioio di aiusno ti, restòdislaccala dal territorio velileino,
vi esiste un avviso diretto a' parrochi e per cui egli vi esercitava piena giurisdizio-
cappellani d' Ostia, i quali nel tempo c- ne. Intanto non mancarono frequenti con-
slivo a cagione dell'aria malsana, soglio- travvenzioni, e gravi disturbi tra'cilladi-
no ritirarsi dalle proprie parrocchie e ni veliterni e il vescovo di Frascati. On-
chiese, restando que'Iuoghi affatto vuoti de per togliere afi'atlo ogni conlrover>ia
d'abitaoli; che però devono iar conosce- e lite fra il vescovo di Frusculi e il cumu-
76 VEL VEL
ne di Vellehi, Benedello XIV nel 1740 tri, decretando che per la validità de'te-

tolse al vescovo di Frascati, e diede al ve- stamenti a favore della Chiesa non si ri-

scovo d'Ostia e Vellelri, ch'era allora il chiedessero 705 testimoni secondo le ,

cardinal RulFo, la piena giurisdizione e il leggi civili, ma solamente 2 o 3 giusta ,

possesso di della tenuta, col peso di pa- la disposizione de'sagri canoni; e l'origi-
gare in perpetuo scudi 600 annui alla nale di (piesla lettera è nell'arcliivio del-
mensa vescovile di Frascati, il che tutto- la cattedrale. Alessandro III d<inò al det-
ra si osserva. Dopo la delta unione, ih." to vescovo una terra nel lerritorio veli-
vescovo cardinale registralo vescovo d'O- lerno. Nel vescovato del cardinal Allu-
slia è il b. £/go o Ugone francese, disce- cingoli, il popolo ostiense promise l'an-
polo di Bernardo dottore di s. Chiesa,
s. nuo tributo al Papa di due barconi di le-

e abbate delle Tre fontane, da Eugenio gna, quando dimorasse in Roma. Passa-
]|l neh i5o dichiarato cardinale e vesco- to all'altra vita Alessandro III, come già
vo d'Ostia e Vellelri. Donò Ugo a' suoi narrai, gli successe ih.° settembre i i8i
tuonaci cistcrciensi il monastero del (non* il cardinale Allucingoli col nome di A^h-
le di s. Maria diMarmosole diocesi di cio III in Vellelri, ed ivi fu coronato a'

Vellelri, il cui documento è nell' archi- 6. Siccome avea stabilito la sua sede e la

vio della cattedrale. Visse nell'esercizio curia coorte romana in questa città, vol-
delle virtù cristiane così santamente, che le seguitare a reggere ancora la cattedra
il Cireyo lo ascrisse tra'beati dell'ordine di Ostia e Vellelri. Avea però sostituito
di Cistello, essendo morto il 1
.° dicembre alla cura di quesla chiesa, col titolo di f^ì-

I I 58. Non voglio tacere, che il Piazza ad oe Domino [f^.), Ruggiero primicerio del-
onta di sua vasta erudizione e che fece la la cattedrale, ed applicò ad utilità della
8. visita della diocesi d'Ostia e Vellelri, medesima chiesa le rendite che al vesco-
comincia la serie de' vescovi dopo l'unio- vato appartenevano; di che esiste docu-
ne,seguendo il Ciaccouioeil Mancinel- mento autentico nell'archivio capitolare
con Alberico francese che dissi morto
li, In Vellelri Lucio ili esercitò le più graf
neh i48, mentre egli scrive nel i i5o, e esagre funzioni annesse al ponti llcato, co
indi glidà per successore Ugo cnrissicno me si ha da molli diplomi, bolle e bre*
n Bernardo, come lo era slato il car-
s. spedili colla data di Vellelri; come pun
dinal Alberico. Nel 58 Adriano IV pro- i 1 quella dell'erezione dell'arcivescovato d
mosse al vescovato d'Ostia e Vellelri il Monreale. Quando Lucio^III nel 118J
cardinal Ubaldo ^//»cmi,'o//diLucca,che parli da Vellelri , diede a questa chiesi
Novaes chiama decano del sagro collegio, per vescovo il cardinal Tcohaldo IL
in tempo del quale dimorando L^apa A- francese, già abbate di Cluny, anzi lo eri
lessandro 111 in Benevento diresse al ve- a' 17 giugno come rilevasi da un diplo<
scovo Ubaldo, all'aiciprete e canonici ve- ma prodotto da Ughelli nel t. i, p. 332,
iìterni una lettera riguardante le dispo- e sottoscritto pel 2.° dopo il vescovo di

sizioni lestamentarie, che si facevano a- Porlo, indi morto a'i4 novembre 1 188
vanli il proprio parroco, ordinando che Non riporto il luogo della morte e sepol
non si usassero le solennità prescritte dal tura de' vescovi, perchè colle loro notizii
diritto civile pel Testamento (f^-), che ri- lo descrissi nelle loro biografie. Neh i8c
chiede presenza di 5 o 7 testimoni, ma
la gli successe il cardinal Ottaviano Conti ro«"*
che fossero suOicienli :ì o 3 questa let- : mano, già elevato alla dignità cardinali-
tera si riporta net lib. 3 delle decretali di zia da Lucio III nella promozione da lui
Gregorio IX, con erudito commento del fatta in Vellelri, poi anche
Ro- vicario di
Gonzalez. Altra lettera sopra i testamenti ma e morto nel 206. In questo lnnocenÌ|
f

scrìsse Alessandro HI a'giudici di Vellu- IO III coufeilil vescovato al nipote Ugo?'"


V EL VEL 77
1 o Ugolino Co/i//tl'Anagni de'Conli tli Se- due iati della Croce, fililo incidere dallo
dili , ni'ciprete Vaticano. Al>bì<iino dal slesso dotto prelato illustratore. Il car-
ilaitghiasci, Dlandala FcUlrcnsibus^Co- dinal Borgia dimostrò col suo pregievo-
ranis ctSarminilanis (seu Sci inonetanis) lissimo Cowwr«/rtr/»5,cheLipsio,Gretse-
data anno 1207 circa ah HugoUno epi- ro, Fivizzani,Rocca, tutti scrittori della
scopo Ostiensiprò conservanda pace cani Croce del Signore, raccolti dal Cori nel-
Nyniphaenis et Silinis, Exst. inSlepha- le sue Simhole letterarie fiorentine, non

ni Bululio, AlisceL, Lucae edil.1761, l. avevano del tutto esaurito quest'insigne


3, p. 92. Questo vescovo tolse Ostiada argomento; e già nel precedente anno a-
alcuni invasori, e la foitilìcò con loiri e vea illustrato la Croce Vaticana donala
mura. Il cardinal Conti d'83 anni fu e- dall'imperatore Giustino li. All'illustra-

lelto Papa19 marzo 1227, prese il no-


a' zione della Croce Veliterna fu d'eccita-
raedi Gregorio JXe mori dicirca 98 an- mento al Borgia la gita fatta nello slesso

ni. Questo Papa ritenne il governo vesco- annoi 780 da Pio VI a VelleUi nel por-
vile di sua chiesa, e soltanto neli23 no- t tarsi a Terracina per visitare la memora-
minò vescovo d'Ostia e Velletii il nipote bile impresa del bonificamento delle Pa-
cardinal Rainaldo o Orlando Conti d'\-
I ludi Pontine. Consapevole l'erudito au-
nngni de'Conti di Segni, il quale ottenne tore dell' antico costume di riceversi i

dallo zio per Velletri grazie e favori, go- grandi principi nelle città coli' incontro
vernò la sua chiesa con fama di singoiar delle Croci, egli si avvisò di rimettere ia
probità di vita e umiltà di cuore per 32 uso per qualche parte l'antica costuman-
anni sino alla sua morte; dappoiché ele- za ,
proponendosi di presentare al Papu
vato alla cattedra apostolica a' 12 diceai- un' immagine incisa in rame di questa
brei 254 col nome d'Alessandro IF, ri- preziosa Croce, ed un conveniente com-
tenne il vescovato, e mori a' 25 maggio mentario che rilluslrasse. In mezzo al ge-
1261. Tolomeo da Lucca nel Iodarlo,nar- neroso rifiuto che Pio VI fece di tutti i
ra che or predicava, or ascoltava la pre- plausi e di tutti gli onori che gli si prepa-
dica tanto in Ostia, popolata allora me- ravano per la fausta circostanza restò ,

diocremenle,quanto inVelletrijonde sem- solamente al prelato la gloria di potere


bra che Ostia allora o fosse risorta al- eseguire susseguentemente questo suo di-
quanto, o non fosse ne'.lo stato in cui si visamento, con elegante lettera dedicato-
ridusse. Essendo Papa, e volendo lascia- ria a Pio VI, celebrando così il suo pon-
re un monumento sagro all' amata sua tificio passaggio per la sua patria; e tes-
donò una Croce d'o-
chiesa velilerna, le sendo come un diario del suo accesso al-
ro del peso d' i i oncie, ornala di perle o- le Paludi Pontine, venne insieme a fare

entro la
rientali e di varie pietre preziose, un'accurata storia de'Iavori per l'avanli
quale conservasi partedcl legno dellaCro- eseguili d'intorno alle medesime, nella
ce vera del Redentore. Egli la consagrò, qunl storia vede primeggiare il canale
si

e concesse molte indulgenze a chi la ve- ossia la linea Pia, idea concepita felice-
nerasse. Questa Croce conservasi nel re- mente dalla mente e dal genio di Pio VI,
liquiario della cattedrale; si espone e mo- come unica atta a produrre il grande ef-
strasi al popolo nelle duesolennìtà dell'A- fetto che si desiderava da tanto tempo;
scensione e di Clemente i protettore
s. oltre il rammentare la nuova via che
della città. Si ha dellamedesima l'eru- d'ordine suo andava costruendosi , per
ditissimo, Comincntarius de Critcc ì^e- rendere più comodo e breve il corso del-
lilerna , auctore Slephano Borgia sac. la posta; non meno i benefizi preparali
congreg. de Propag. Fide a secrclìs^ Ro- a'terracinesi per l'idea nudrìta da Pio VI
luaeiySo. lu e:i$o fi vede il disegno de' di g uidai e enti o il loro aulico porlo uu al-
4

78 V E L V E L
tro cannle d'iicqne Ponline, che fìicilitdn- vare i cloni the ficcvanotillf; chiese dì liO"|
«lo il loro ingresso in mare, producesse il ma. Questa Ciroce dallo chiesa di Vrile'
disterranienlo del porlo niedesiuio, e di tii pas>ò a quella d'Anagni e poi ritornò'
portare inoltre ac(|ùa piùsainbre e legge- nella vcliterna. Continuando la descri-
ra in Terracina da' vicini monti Lepiui} zione della Croce, dice che sulla parte,
di lutto facendo al Papa i più vivi rin- [)rincipale e nel centro è l'iininagine del,
graziaoìenli, in nome di Velletri antica Crocefisso, n)a senza //7o/o, del quale as-
capitale de'VoIsci e indi ascritta alla tri- sai ragiona, cotne d' ogni parte; lateral»
I)ù Pontina, e delle provincie di iMaritli- mente sono le immagini della B. Vergi*
ma Campagna. Dopo la dedicatoria co-
e ne e di s. 'Giovanni apostolo , rimarcau-
niincia commenlaiio con una prolusio-
il dole espresse senza duolo benché assisles-
re indirizzata al capitolo e canonici veli- sero alla Crocefìssione; cerca perchè sul;

terni,in cui si accenna l'antiche costumati- pallio che co[)re capo della ss. Vergina
il

ze, cioè la riforma ila loro esattamente e- vi è una crocetta o stella, e chiama scon-i
seguita, di s. Pier Damiani, e la vita co- cezza l'avere espresso vecchio ramata
mune parimenti da loro osservala; parlò discepolo, adducendo molli esempi di si-
di altre glorie e prerogative del medesi- mili monumenti. Passa a descrivere la fin
mo, come d'aver luogo il loro arciprete, gora posta nella [)arte superiore dell'aula
in mancanza di quello d'Ostia, nella con- perpendicolare, in allo di benedire colla
sagrazioue del Papa, quando non vi fos- mano nuda, che s'è proprio de' vescovi &
se presente il vescovo delle chiese d' O- altribuito anco a' laici ed agli Angeli, e

stia e Velletri; e di aver pure la nomina, forse esprimere un alto salutatorio : dal-
cioè il vescovo, canonici e capitolo veli- la chierica che si scorge , desume altro
terni, di 2 giovani velilerni da mandarsi argomento d' ecclesiasticità nella perso-i
al collegio di Perugia istituito dal cardi- na, e forse un Santo vescovo e meglio un
ìialCapocci (di che tratta ancora il suo Apostolo, anzi s. Pietro. Discende poi alla
zio arcivescovo Borgia, Sloria di P^clle- descrizione dell'allra figura in fondo al-
///, p. 3 I 3, rilevando che doveano essere l'asta, riconoscendovi s. Elena. Pa>su al.
chierici di Velletri sua diocesi, non prov- 1'
altra facciata della Croce, e descrive
^'isti di benefizio ecclesiastico sopra il va- 1' Agnello eh' è nel mezzo della medesi-
lore di 9.5 fiorini d'oro, onde apprender- ma, ed i4 fnislici animali simboli degli
vi per 6 anni la ragione canonica). Indi Evangelisti, che si vedono espressi ne'
loro ricorda la dignità di primicero e di lati; pe'cpiali riporta un emonio di eru-
preposto eh' essi aveano nel loro ceto, e dizioni e del loro cullo presso i copti. Da
lo nuove giurisdizioni e onori conseguiti ciò prende aigomenlo d'illustrare un'an*
tiel decorso del secolo. Perchè poi non tica Croce di bronzo esistente nella chie-
s'iuvaniscano delle nuove decorazioni co- sa abbaziale della ss. Trinità di Velletri,
rali, presenta loro 1'
umiltà della Croce padronato di sua fimiglia Borgia; ed in>
d'aversi sempre avanti gli oc( hi. Quindi oltre ad illustrare un antico greco en--
passa alla descrizione della Croce della colpio del uìonastero de' ss. Bonifacio ed
forma e grandezza della figura da lui Alessio di Roma, riproducendone la figu»
falla incidere; enumera le perle e le pie- ra incisa. Restandogli il rilevare la reli»
Ire preziose colorate e gli smeraldi che quia del s. Legno della Croce del Reden-
l'ornano, le figure che sulle due parti si loie, che in questo bel monumento è rac-i
trovano espresse in ismalto, e reputa il chiusa, nota il costume di collocar nelle
lavoro deirVlII secolo o del IX. Forse Croci diverse sagre Reliquie, ed insieme'
già esisteva da molti .'inni nel vestiario illustra una tavoletta della chiesa di sj
deTapi, dal (piale si solevano da essi ca- Maria in Campilelli di Kotua. Desci'ivj
o

VE L VE L 79
posci.1 il cnlfo che si presla in Vpllehì a 1 o.fio', cren cardinale e vescovo d'Ostia e
<|(iesto sagro monnmenlo, e eli sua espo- Velletri Enrico I Bartolomei o Romani
sizione nelle suddette feste , e nella feria detto Ostiense ài Susa, anche per essere
VI deH.i settimana santa, ne'qunli riti la autore della Somma Ostiense, movlo nel
cntledrale velilerna si conforma in parte ì'y.'jf. Nel dicembre (nelle tempora di
alla basilica Lateranense e in parte olla Pentecoste, dice il gesuita p. Bonucci, F-

Vaticana, commendando la pietà de' ve- storia del b. Gregorio X, p. 90) layS
literni verso Croce e Passione del Si-
la Gregorio X
promosse al cardinalato e al-
gnore, ed il religiosocostume di munire la chiesa d'Ostia e Velletri, non chea pe-
nella vigilia dell'Ascensione con Croci di nitenziere maggiore, fr. Pietro IH di Ta-
cera benedette le 4 porte della città e le rantnsia donienioano di Savoia e arcive-
principali contrade. Termina il commen- scovo di Lione, il quale nel concilio ge-

tario con eccitare il clero veliterno al oid- nerale di Lione II prese posto fra que'
io della Croce, che comprende la corame- che sederono alla destra del Papa, al qua-
morazione della l'assione dell'Uomo Dio; le successe a'2 i gennaio 1*276 col nome

e delle prerogative del capitolo e della d' funocenzo V, Poco visse e cosi i suoi
chiesa di Velletri, neiri»p[)en(lice pubbli- tre successori, onde restata vacante que-
ca 1 5 autentici documenti, ne'quali si par- sta sede vescovile, a'22 marzo 1278 Ni-
la dell'antiche monete che aveano corso colò III la conferì colla dignità cardinali-
in Velletri e specialmente tìe'proi-isìui zia al nipote fr. Latino Frangipane ro-
pecunia Scnntus, e de* rolomngcns! pe- mano e domenicano, poi vicario di Roma
cunia poco cognita, olire altre cose di pa- nello spirituale e nel temporale , morto
tria erudÌ7Ìone. Gli altri 3 documenti, a' IO agosto 1292 in buon odore di san-

qno riguarda la vita comune adottata nel tità, per cui dagli domenicani è
scrittori

I02O da' canonici di s. Egidio di Cepra- contato fra' beati dell'ordine. Il Banco
no, il che mostra l'antichità di questa e- tanto nel Compendio della storia Fé li-
semplnr comunanza nella provincia di terna, quanto nella Storia della città di
Campagna e Miirittima; ragiona d'altre feletri, troppo assolutamente asserisce,
cose, come della formola, Regnante Do- che gli si dà la gloria d'esser l'autore del-
mino Nostro Papn,ede\ gitu'amenlo.Pfr la Dies irae, dies illa (^.), sequenza,
salntem Domini Nostri Papac. Gli altri ritmo o Prosa [T''.) i\\ cui con certezza
due documenti illustrati uno è del sud- , si contrasta l'autore. E vero che io ne*

detto antico greco encolpio, coll'immagi- due articoli lo noverai fra quelli che se
ne del Crocelisso confitto con 4 chiodi, ne credono autori (fra'quali fr. Tomma-
avente a' due lati la Madonna e s. Gio- so da Celano, che nel f
." articolo per fal-
vanni; essendovi ncll' altra [)arte la C lo tipografico è detto Colano), anzi che la
Vergine cogli Evangelisti privi di simbo- comune opinione è pel cardinal Frangi-
h, de'(|ualì riparla, insieme al calicee pis- pani; ma lessi poi nel can. Giandomeni-
side donati da Pio VI alla cattedrale. L'al- co Giulio, Fersione poetica di tutti gl'in-
tro docuujenlo è il già discorso breve Ro- ni della Chiesa secondo il Breviario Ro-
tnanus Pontìfcx col quale Benedetto , mano, di alcune antifone della ss. Ver-

XIII liei 1724, concesse a' canonici ve- gine, delle quattro Sequenze della Mes-
literni, invece dell' almuzia che usava- sa, dell'inno Gloria in excelsis Deo, To-
no, la cappa paonazza con fodere di pel- rinoi8i6, che nella sequenza in discor-
li d' armellini nell' inverno, e nell' altre so non dice chi ne fosse l'autore realmen-
stagioni di Seta riiìieo orniesi/io. Ritor- te, probabilmente avendo trovato incer-
nando alla serie de'vescovi, morto Ales- to il poterlo asserire. Lessi ancora nel
sandro IV, il successore Urbano IV uel Manuale de fra ti Minori disposto dalp.
8o VEL VEL
Fliìtninin da LaU-ra,^oi\ìa 776, essere 1
suo nipote cardinal Bertrando I de Po-
lu stqtienzii composta ila fr. Tommaso tla yel o Poggcilo francese. Il lìauco non fa
Celano, benché altri rallribuìscano all'al- menzione d' mi vescovo intruso che ap^
tro uiinoi ila Matteo d'Acquasparla poi
fr. prendo anche tlal Lucenti. iNel 37.8 re- 1

cardinale. Forse questi la compose e l'al- catosi in Pioma lo scismatico Loilovico V


tro la pose in canto fermo? Conviene pru- pretendenle all' impero, ivi fece elc^ger(
denlemente concludere essere tuttora , l'antipapa Nicolò V, il quale fra gli au'
positivamente incerto il vero autore. Al ticardinali pure creò Giovanni de' conti
cardinal Frangipani nel1294succes.se il Alberti o Martini a' 17 maggio, dichia-
cardinal fr. Ugone o Ugo 111 Dilloinoo randolo insieme vescovo d' Ostia e Vef
Ayscellin francese doraeuicano ed arcive- letri. Per quanto dissi nel voi. LXXVI

scovo di Lione, morto con fama di santi- p. 172, sembra che tali false dignità U
tà neli297.DonifacioVlll nel 1299 com- ricevesse in Tivoli, ed ivi più- narrai clu
mendò questo vescovato a Leonardo Pa- l'antipapa co' suoi anlicardinali fuj^gi t

trasso d'Alalri suo zio, che a 11 marzo Todi, donde si ritirarono a Pi<:a a'3 gcii'
i3oo creò cardinale. In dello mc'^e lo naioi329. Ma Nicolò V abbandonato d(
stesso Papa fece vescovo il cardinal fr. Lodovico V, si sottomise al Papa nel 33o 1

INicolò l Bo< casini da Treviso do(neni- che l'avea scomunicato co'suoi seguaci, 1

cano, il quale meritò di succedergli nel fu condotto in A vignom; mentre Giovali


pontificalo col nome di Dcncdctto XI a ni cogli altri falsi cirdiuali, fuggendo al

22 ottobre i3o3j e quindi dalla Chiesa trove, terminarono di godere l'apparente


fu po>lo nel catalogo de' beati a' 7 lu- loro dignità. Si può vedere Lodovico A-
glio. In Velleiri e diocesi se ne celebia o- gnello Anastasio, Sloria degli Aiiti/ìapi
gni anno la memoria coH'uIìlcio e messa t. 2, p. t i5e seg. Meglio dell' intruso ve
di rito doppio minore. Poco dopo la sua scovo Alberti parlerò col Coinei', IVolizii

esaltiizione a' B dicembre creò cardinale


i delle chiese di f'cnezia, p. 1 1 . Giaconu
e vescovo d'Ostia e Velleiri fr. Nicolò 11 Albertini di Prato in Toscana, vescovi
Alberti o Albertini di P/-«fo domenicano, di Castello ossia di Venezia, per essers
che fatalmente conliibuì ali'eie/.ione di dichiaialo fautore di Lodovico V, n«
Clemente V, il qualecollo stabilire la pon- 327 fu cacciato dalla sede da Giovami
I

tifìcia residenza in Francia e in Avigno- XXII. Portatosi in Roma unse col sagri
ne, fu cagione d' immensi e lagrimevoli crisma il suo Lodovico, coronato impe
danni, e la chiesa d'Ostia e Velleiri ri- ratore da' deputali del popolo romano
mase senza la vicinanza del pastore, e for- ad istanza del quale fu dichiaralo dal
se o probabilmente ne avrà provalo le l'antipapa cardinale e vescovo Ostiense
conseguenze. Il cardinale neh 3 12 si re- false dignità che poco godette, poiché r<

cò in Roma per assistere alla coronazio- stiluito alla propria sede il legillinio pa
ne dell' imperatore Enrico VII, pel già store, l'usurpatore Giacomo fu deposto

notato, che segui a'29 giugno, onde con- espulso,morendo miseramente inGerens
getturo che avrà visitata la sua chiesa. nia ov' erasi ritiralo. Quanto al cardinal
Mortoli cardinale in Avignone nel i32 1, Poggetli da Giovanni XXII fu indi spedi-
ivi ebbe il vescovato il cardinal Piinaldo to legato in Italia con amplissime facoltà,
Il o Pieginaldo della 7W/^ francese, che e per 16 anni governò lo slato pontificio
assente dalla residenza mori in Avignone e Bologna, donde per insurrezione foggi
sul fine del 1327 e non nel i325 come neh 334 in Avignone, ove moi'i neh 35 1.
vuole Ughelli, e neppure nel i324 come Non si ha memoria, se nel suo soggiorno
corregge Coleti. A'27 dicembre di detto nello stato papale si recasse a Velleiri, ma 1

unno Gìovatml XXll nominò vescovo il falla il Piazza con dire che risiedendo ii
V r: L V EL 8i
\ \ ignone fu assente. Nel suo vescovato, in cui conclave, come osserva Cecconi, StO'
Osiia ancora era vi una considerabile po- ria di Palesi rina, p. a83, era decano del
polazione; ed il capitolo della cattedrale sagro collegio il cardinal Giovanni Cross
avea la dignità dell'aroiprele eio canoni- o Gross penitenziere maggiore e vescovo
ci. In suo luogo passò al vescovato nel di Palestrina. Perl'elezioned'Urbano VI
1352 il cardinale Stefano Albert fran- fece un nobile elogio a suo onore e poi gli
cese e insieme fatto penitenziere mag- si Urbano VI nominò vesco-
ribellò. Indi
giore, che anno a'i8 dicem-
nell' islesso vo d'Ostia e Velletri il cardinal Bertran-
bre divenne Papa Innocenzo l'I. Que- do II Lrt/g^r francese, ma ingratamente
sti nel i353 elesse vescovo il cardinal l'abbandonò per eleggere l'antipapa Cle-
Pietro IV Bertrand francese de' signori mente VII, eseguito questi in Avignone
di Colombier, che inviò neh 355 in Ro- vi terminò la vita nello scisma neli3Q3,

ma a coronare 1' imperatore Carlo IV, senza aver mai visitalo la sua sede, come
la f|ual funzione si fece a' 5 aprile festa nota il Piazza. Urbano VI per provvede-
di Pasqua. In questa occasione egli si re alla chiesa d'Ostia e Velletri nel tem-
Irasfeili in Velletri persoli i giorni agli i i po che il suo vescovo infelicemenlesegui-
api ile per consolare ilsuo greggecoHasua va il grande scisma d'occidente, vi man-
presenza. Tornalo in Avignone vi mori dò Giovanni Paolino canonico Vatica-
ili peste neli36t. In questo gli successe no, come vicario apostolico, e di lui esi-
Aiiloino o Andoino Albert francese, ni- ò.' una senteuz;i
ste nell'archivio capitolare
pote d'Innocenzo VI, e dopo aver cousa- de'i6 febbraio! 383. morto Bertran- Ma
grato Urbano V morì nel i363 in Avi- do II, l'antipapa Clemente V^ll audace-
gnone, senza mai aver veduto la sua chie- mente promosse l'anlicardinale fi'. Gio-
sa e le sue pecorelle, alle di lui cure com- vanni di Neocastro o Novacastro dome-
messe. Gli successe anno il
nell' islesso nicano francese, già maestro del s. palaz-
cardinal Elia di s. Eredio o Yrieixo Y- zo, suo cugino e parente, di cui parlai an-
rier francese, benedettino o come altri che nel voi. Ili, p. 2r4. Morto 1' antipa-
pretendono poi minorità, e finì di vivere pa, a' 28 settembre 3g4 gli successe il
i

inAvignone nel i 36y, egualmente sempre pseudo Pontefice Benedetto XIII, il qua-
assente dal suo vescovato. In questo di- le a'3 ottobre fu ordinato sacerdote dal-
ventò vescovo il cardinal Fr. Guglielmo I l' anlicardinale Guido falso vescovo di
Sondre francese domenicano, morto in Frascati (come vuole Novaes,*ma non re-
Avignone nel i373,e al dire del Piazza, gistrandolo rUghelli, sarà forse il da lui

avendo anch' egli lasciato in mano de' riferito Ira'vescovi Prenestini Guido Ma-
mercenari la sua gregge e senza averla lesec o Malosicco nipote di Gregorio XI
neppur veduta. Nello stesso anno Gregorio e da lui creato cardinale nel i375, indi
XI confeiì la chiesa d'Ostia e Velletri al seguendoli parlilo dell'antipapa Clemen-
cardinal Pietro V di Stagno o d'Estain, te neliSyS fatto vescovo di Palestrina,
il quale già legalo d'Italia, seguì il Papa secondo Cecconi e Pelrini. Questi aggiun-
nel ristabilire in Roma la residenza ponti- gono, che trovandosi nel sinodo di Pisa
ficia nel gennaio iSyy (essendo appro- del 1409 decano del sagro collegio de'
dato ad Ostia il Papa colla curia e cor- parliti diGregorio XII e antipapa Bene-
te ), quell'anno ivi terminò
e in suoi i detto XIII, si affaticò per la cessazione
giorni, colla gloria d'aver contribuito an- dello scisma; onde deposti ambedue no- i

ch' egli a tale riprislìnamento, e princi- minati, dichiaratasi sede vacante, restò e-
palmente s. Caterina da Siena, come la letto Alessandro V, il quale per togliere
celebro nell'articolo Ve5aissiso. Nel SyS i la mostruosità di trovarsi provviste le

successe nel pontificalo Libano VI , nel chiese di due prelati, a tenore dello sta-
VOL. \c. 6
«2 V E L V E L
luilo iielln sessi.oue xxi o xxii, nel cou- creare cardinale nel 1378,6 non 1373
cìsloro (Iti'aG giugno o più laidi, lrasf(?iì iiienda di stampa ; ma disgnslalosi deila
il cardinal Gactaiii tlalla sccIlmIì Palesili- ju'rtinacia di Denedetto XIII l'abbando-

no, (li cni era l<'giriimo pasloie, a quella nò e inon in Avignone neli4o'). Inoltre
ili l'orlo; acciò Guido leslassc canonica- l'antipapa nel 14^7 pretese ci e<ue vesco-
lnenlealla l'ieiieslioa, e fregialo allora le- vo d'Ostia e Velletri l'anlicaiilmale Gio-
gillittiatneiile di lai chiesa, inlervenne al- vanni VII Ai'fnct o Brognicr ii,i\\o'i:\v(\o,

l'elezione diGiovanni XXI II, morendo nel il quale abbandonalo lo scisma, nel 1409
i4i I. A Uri in lale elezione dicono deca- fu riconosciuto per cardinale vescovo nel
no del sagro collegio il cardinal Arn»el o Sinodo {f' .) di Pisa e da Alessandro V,
Ijiognier, peiciiè abbandonalo lo scisma, e non airalto prima, ed alliua fu pure le-
erngli successo nel decanato degli antìcai- gittimalo nel vescovato. Alessandro V era
clinali Guido), e l'i i consagralo vescovo stalo eletto in detto sinodo nel 1409, con-
dal Neocastro, il quale mori nello scisma tro Gregorio XII legittimo Papa e conilo
in Avignone a'4 ollobrei SgH. Già il Pa- il falso Bcnedello XII I, da'loro cardinali
pa Bonifacio IX udila la u)orte diBei Iran- e anlicardinali, i quali ultimi essendo dal
do 11, nello slesso i 3g2 promosse a que- sinodo riconosciuti per veri, nederivòche
sto vescovato il cardinal Fdippo iV Alea- òwt medesimi avevano uno slesso A e,yro-
con della regia stirpe de Valois, arcipre- vaio suhiirhicario, o un medesimo Titolo
te Valicano: era slato vescovo di Sabina, o Diaconia j laonde per togliere tale mo-
dalla quale chiesa l'avea deposto Urbano struosità permise Alessandro V le Ozio-
VII, sia per sospetti per la parenlela che ni y ossia il passaggio da un vescovato al-
avea col redi Francia seguace e fautore l'altro, o da un titolo o diaconia all' altra
dello scisma, e sia per la sua oondoUa te- in que'che aveano altro cardinale co' me»
luila iu Udine (^/.^ quando ebbe in com- desimi vescovati , titoli e diaconie. Vera-
menda il palriarcalo d' Aquileia : morì mente tutti i detti cardinali erano scomu-
in Romacon fama di santità e miracoli nicati da Gregorio XII e deposti , cioè i

nel 3q7. In questo gli successe il cardinal


1 suoi cardinali come ribelli, quelli dell'an-
Augeìo Acciiij'oli fiorentino, arciprete Va- tipapa come scismatici. Egli è per questo
licano e vice-cancelliere, merlo in Pisa nel che alcuno chiamò Conciliaholo il famo-
1 407. Continuando lo scisma sostenuto da so sinodo di Pisa (T^.). Osserva il citalo
])enedelloXlll,osòdopo la morte di Neo- Cecconi vescovo di Monlalto nella Storia
caslrodi conferire nel i4oo il vescovato di Palcstrina, ap. 287 e 292. Che fra le
d' Ostia e Velletri all' anticardinale Gio- pessime conseguenze del lungo scisma, una
vanni Repucavardi o Rupecaurda france- era quella che due cardinali avessero un
se, morto circa il i4o2, come dissi par- medesimo vescovalo,litoloo diaconia. I*er
lando di lui nel voi. ili. p. -ìaojquindi gli rimuovere tal disordine, nella sessione xx
sustilui l'anticardinale Pietro Corsini Cio- sì determinò di formare de'due collegi
renlino, già cardinale d'Urbano V, che cardinalizi uno solo, mediante T ozione
inoi\ in Avignone a' 16 agosto i4o5. O- d' uno de' due cardinali di dette catego-
slinalo l'antipapa nelle sue pretensioni, gli rie, contro la consuetudine coslanleinen-
die a successore l'anlicardinale fr. Leonar- le ritenuta nella Chiesa romana (tranne
do de Rossi dello Gidbne salernitano mi- poche eccezioni), per cui tulli zelavano in
norila e generale del suo ordine, morto vantaggiare le loro chiese, essendo a vita.
nel 407. Quanto a questa data conviene
1 Perciò col Panviniode|)lora le conseguen-
leggere la biografia che ricavai dal Ciac- ze [uegiudizievoli dell'ozioni, perle quali
conio e riportai nel voi. Ili, p. 212 , ove le chiese con nocevoli discapili di frequen-
io dissi dotto, che Uibaoc Vi lo voleva te hanno un altro cardinale, che appena
VE L VEL 8i
islallalo nella sua chiesa, mentre comin- il cardinal Brognier, in questa chiesa si e-
ciava ad adezionarvisi e conoscerne i bi- stinse Io scisma degl'intrusi nominalmen-
deve abbandonarla.
sogni, per le ozioni te. Morto il cardinal Corraro, il Coscia
Coirintrodursi consuetudine d'oliare
la geltalosi a'piedi di Martino V nel(4i9j
da una chiesa suburbicaria all' altra, ne fu da lui dichiaralo cardinal vescovo di
derivò, che morendo il decano tutti car- i Frascati e decano del sagro collegio, ma
dinali oliavano da un vescovato all' altro; visse 6 mesi. II cardinal Giovanni VII Ar-
e le Promozioni (P'.) solile a farsi ne'gior- met o Brognier morì in Avignone (ove
ni destinali alle Onh nazioni [F.), e spe- avea fondalo il collegio de'Savoiardi, co-
cialmenle nelle Quattro Tempora [f'.), me pia- dirò a Veìvaissino) a'i6 febbraio
nelle quali mercoledì o venerdì erano
il I 4^6. Secondo il Cecconi, Storia di Pa-
i Cardinali (F.) creal'ìy il sabato si pub- lestri/ia, p. 292, divenne decano del sa-
l)licavano ed ordinavano negli ordini mag- gro collegio il cardinal Angelo di Anna
t;iorì, domenica si consagravano ve-
e la Sommaiiva camaldolese, vescovo di Pa-
scovi, vennero poi a celebrarsi in qualun- lestrina, notando che in quel tempo non
que tempo. Nolo ancora il Ceccoui , che era stata fissala nella chiesa Ostiense si-
quindi il cardinal Ugone di Lusignano ve- mile preminenza, e morì nel 14^8 o
scovo di l'alestrina , pel t.° oliò ad una nel 1429 e decano del sagro collegio,
chiesa senza bisogno, cioè alla Tusculana. secondo Cardelh. Intanto lo scisma non
Delle ozioni ne riparlai ne' voi. LX,p.
98, 1 fu del tutto estinto, poiché morendo
LXXV, p. 224. Neh 4 IO permorted'A- il Benedetto XIII, fece giurare a*
falso
lessandro VelettoGiovanni XXIIF, ilcar- suoi anticardinali Bonafede, e Giulia-
dinal Armet l'ordinò sacerdote e consagrò no de Lobo o Dobla o Lobera spagnuo-
vescovo. Indi nel concilio di Costanza da 10,che da chierico di camera avea fatto
lui presieduto, poco mancò che il cardi- nel 1409 o t4'24 ^''*"^'""'^'"^'6 ^ poi ve-
nale non fosse eletto Papa nel 1
417; Mar- scovo d'Ostia e Vellelri, di dargli un suc-
tino V che lo fu, venne da lui ordinato giugno 1420 elessero
cessore. Essi a' IO
suddiacono, diacono j sacerdote e consa- l'antipapa Clemente Vili, consagralo da
grato vescovo, figurando qual decano del Giuliano. Fmalmenle, a'26 luglio 14^9
sagro collegio de'cardinali presenti al con- l'antipapa rinunziò la pseudo dignità, e
cilio delle3 Ubbidienze di Gregorio XII così fecero i suoi anlicardinali, e Giulia-
Corraro eroicamente rinunziante a mez- no a' 6 agosto nel palazzo del maestro dì
1

zo del procuratore, di Giovanni XXIII Montesa presso Paniscola. Di lui tratta


Coscia deposto, di Benedetto XlIIòe Lu- Ciacconio, Vìlae Pontificuni et Cardina-
na scomunicalo benché in premio della
; Unni, t. 2, p. 744- '0 oe parlai ne' voi.
virtù di Corraro, fra le distinzioni accor- 11, p. 211, III, p. 23o, 237, 238 e al-
dategli fu dichiaralo cardinal vescovo di trove. Per la detta morte del cardinal
Porto e decano del sagro collegio. Rac- Armet o Brognier rimase lungo tempo
conta Banco, che lo scisma dalla 1.' sede vacante la cattedra Ostiense e Veliterna
passò nelle sedi inferiori; ma però questa sino al i43i. In questo Eugenio IV le
chiesa d'Ostia e Vellelri non risenlìi al- die per pastore il cugino Antonio I Cor-

cun incomodo, perchè gli anlicardinali raro veneziano, nipote di Gregorio XII,
ssismalici che in Francia si arrogavano il trasferendolo dal vescovato di Porto e s.

titolo di vescovi d'Ostia e Vellelri rilene- PiulTìna, inconseguenza dell'inlrodotleo-


vano il solo nome, egiammai giunsero ad zioni da Alessandro V: fu camerlengo di
occupare la cattedra e ad amministrar- s. Chiesa, arciprete Valicano, ammini-
la. Nondimeno nel 1409, e non nel 1407 stratore del vescovato di Cervia dal r43>
com'egli dice, riconoscendo Alessandro V al 1
44®, e morì decano del s. collegio a' r
9
,

84 VEL V E L
j-etinaio 1 44 ^- ^^' ' 7 "'«oo'^ S'' successe il mo. Ne restaurò la cillà, che trovò da
corcìiiial Giovanni VJII Ccn'anlfs s[m- mollo tempo abbattuta; fi'ce farcii dise-
gnuolo, che cessò ili vivere a' 25 marzo gno della cattedrale di s. Aurea, e forse
1453 : iliiiioraiulo nella Spagna, qua! ve- die principio alla costiiizionc della torre
scovotliSiviglia,quancloNicoiò V nel i4 )2 attuale, la quale fu innalzala e forlifJca-
coronò iuiperalore Federico lll,qiiesli in la dal successore. Fu il i .° vescovo ch'eb-
\er,e fu unto coll'olioesorcizzalotlal cardi- be dalla s. Sede anche l'aulorilà tempora-
nal Concltilmero vescovo di Porlo e s. Pmf- le sui diocesani, la (piale in principio non
fìna. Noterò, che insorto l'antipapa Felice importava propritn» etile che prolezione
y di Savoia {^'), rinunziando poi l'un- e conservazione de' privilegi. Come ri-

liponlificalouel i449) Nicolò Vl'avea di- cevè in Ostia Pio II, lo narrai nel voi. LtV,
chiarato decano del sagio collegio e ve- p. 2 1 3e 2 1 4) e meglio verso il fine di que-

ficovo di Sabina, morendo nel i45>< In- st'articolo riprodurrò. 11 quale Papa ne'
di a'28 aprile 1453 occu[)ò la sede d'O- suoi Co/?/wic/jf^2ridescrisseO stia quale era
stia e Velletri il cardinal Giorgio Fic- a'suoi tempi. Le rovine che ora occupa-
schì genovese, morto l'i i ottobre i 46'- no mollo spazio indicano che Ostia fu un
Avverte il Borgia a p. Sj i òtW'Isloria dì tempo grande e magnifica. Aff'ezionalis-
] ellelri, ch'egli non fu decano del sagro simo alla sua chiesa, donò alla cattedra-
collegio, come prelesero alcuni scrittori, le molte preziose suppelletlili, e neh 475
i)oa essendo ancora a quel leD)po annes- concesse a'canonici lacappellania di s. Ge-
sa stabilmente tal dignità alla chiesa di raldo, come
ha da' suoi diplomi dati
si

Ostia e Velletri, ma bensì al più anzia- dal palazzo di s. Apollinare di Pioma ove
no de'vescovi cardinali, né il tempo di sua abitava, onde in Velletri esiste perpetua
|)romozione gli concedeva tale prerogati- meuìoria di lui. Consagrò nel i47' ve-
va, come osserva il Lucenti, il quale ec- scovo Sisto IV, sebbene ancora non di-
co quanto scrive ncW Italia sacra, l. i venuto decano del sagro collegio bensì ,

^.•jd.TìiCiacconiiun opere scribiliir obiis- morì a'22 febbtaio


fiegiatodi tale dignità
se (il Fieschi) Decanum Sacri Colle.gii. 1 483, colla fama d' essere stato uno de*
Secl si gradus liic desurnatur ex prae- principali restauratori delle lettere e del-
mineiilia Ostiensi sedis noiiduin liac le scienze. In detto anno Sisto IV vi tra-

splendehatpraerogativaj siex persona, sferì da Frascati il nipote celebratissimo


(juae prìor devenisse t ad Purpuram in- cardinal Giuliano della Rovere d' Albizo-
ter Episcopos liic sane erat Isidorus la,che nel 1481 avea consagralo vesco-
Thessalonicensis Sahincnsiian Episco- vo di Sabina, penitenziere maggiore. In
pus.Per ca etiam tempora Martinns Ostia fece fabbricare l'odierna cattedra-
Crumeriis, Latinum cardinalem IJrsi- le, sul modello di Piiitelli fallo fare dal
nian, Ostiensem, prò Sabinensenì,vitio- predecessore, la torre o rocca odierna fa-
se nominai. Nel detto i46i occupò la mosa, e le fortificazioni che coronano O-
cattedra della chiesa d'Ostia e Velletri il stia, coll'opera del celebre Satigallo , che
celebre e benemerito cardinale Gugliel- perciò dimorò due anni in Ostia, insieme
mo à' Estouteville francese cluniaceuse, alla torre di Dovacciano di difesa sul Teve-
del quale già nel paragrafo Cori narrai re. Nel voi. LIV, p. 2 i4, 'ipsula' come
le munificenze, ove stabilì nel conven- ricevè in Ostia lo zio Sisto IV. Si recò
to da lui liibbricato un' abitazione per più volte a visitare Velletri e il suo greg-
suo uso e de'vescovi successori, e poscia ge, vi ricevè con benemerenze de'cittaili-
lo dissi edificatore a sue spese del palaz- ni, come descrissi, Carlo Vili re diFrau-
zo vescovile di Velletri. In Ostia pure fe- cia nel palazzo vescovile, e fece allrellan-
ce sperìtueiilare la sua grandezza d'aui- to iu Ostia, in Velletri a sue spese ftibbri*

1
V EL V E L 85
co la sni^reslin della cattedrale, che ar- leslo cardiiuìlalo, e con snli 5 mesi di go-
rictlii di (Ioni e di sogli [>aran)enti, Iti" verno vescovile, a' 7 maggio 52/4. deca- t 1

collizzò i canonici a testare, ed ili." no- no del sagro collegio. A' 18 oiaggio ne
ven>l)rei5o3 tlivenne il gran Giulio 11. occnpò la cattedra lasciando qnella di ,

Questi dal vescovato snbuibicario di Sa- l'orlo, il cardinal Nicolò 111 Fieschi ge-
i^ma tosto vi trnslatò il celebre cardinal novese, per un sol mese, poiché mori de-
Oliviero Cnraffii napoletano, morto de- cano del sagro collegio a' 4. giugno. Nel 1

canodelsagrocollegioa'aogennaioi 5i i. dì seguentegli successe il celeberrimocar-


Giiilio II dalla sede di Porlo e s. Uulllna dinalAlessandro I Farnese *X\ famiglia
nell(j slesso anno vi trasferì il cngino cele- romana o nato a Canino, già con raro e
bie cardinal Rartìiele lìiario di Savona, e«empio vescovo suburbicario di Frasca-
tiopo essere stalo vescovo di Sabina, vi- ti, Sabina, Falestrìna e l'orto (non d'Al-

re-cancelliere e camerlengo (per le pri- bano , come pare quasi che si dica nel
marie caiiclie che vado accennando, per voi. XII, p. 34)- Nel tempo del suo ve-
l't-poche e loro dinata ponno vedersi gli scovalo frecpienleruenle portavasi in Vel-
ari icoli delle medesime). Secondo il Car- lei ri, non tralasciando cosa alcuna sì nel-
dcila e il NovaeSjda'fondamenti rifabbricò lo spirituale che nel temporale, che gio-
l-.i cattedrale di Porlo, equeìla di Velleiri, var potesse al suo gregge , colla vigilan-
l'anlica essendo in deplorabile slato. Do- za, colla sua protezione e con larghe be-
po varia forluna, morì a' G luglio iSar neficenze , fino a visitar gì' infermi che
ilecano del sagro collegio d'anni 6 e 44
i soccorreva colle sue mani, e aiibellì l'a-
di cardinalato (nel voi. IX, p. 292 e 298, pi-^copio e la calledrale. Passati piìi di io
lormai due elenchi, de'cartlinali eletti in anni dacché era vescovo d'0->lia e Vel-
giovanile età, e de'cardinali che goderò- lelri e decano del sagro collegio, a'i 3 ot-
no meno di 3 mesi la sublime dignilàje tobre i534 fu sublimato al liiregno col
nel voi. XV, p. 2qi , ftci un elenco de' nome di Paolo III. Per qualche tecupo
cardinali che vissero assai e intervennero volle ritenere 1' amministrazione dell.i

a multi conclavi). Nel medesimo anno chiesa d'Ostia e Velletri, (incile a'26 feb-
Leone X did vescovato di Sabina pron)os- braioi535 vi trasferì da Porlo il carili-
se a (ptesto , pure di Pale-
e lo era stato nai Girolamo Piccoloinini sanese, afhne
sirina, il cai dinal Bernardino Car^'aj'al di Pio II e nipote di Pio III morto in ,

spagnnolo. Sotto di lui eletto nel 322 A-


1 patria e decano del sagro collegio a' 2 i
driano Vlmentreera nella Spagna{P\), novembre loSy d'anni 62.
portandosi in Rouia approdò in Ostia ri- A'28 dicembre,o novembre come scri-
cevuto magnificamente dal cardinale. Do- ve l'Ughelli, del medesimo iSSy, da Por-
po inquieto cardinalato, morì decano del lo fu traslato in (piesta sede il cardinal
sagro collegio a'i6 dicembre i523; lui- Giovanni IX Domenico de Cnpis romei-
Livia nel dì seguente disse di lui Clemen- no, arciprete Laleranense e decano del
teV II in concistoro, essersi spento un gran sagro collegio: questi fuili.°de' vescovi
lume ilei sagro collegio, ed essere manca- ch'ebbe il titolo e l'ampia autorità di go-
to wn uomo per dottrina e sperienza de- vernalore perpetuo di Velletri , Ostia e
t;li aUari veramente insigne. Nello slesso diocesi, colla giurisdizionedel merce mi-
loncisloro il Papa die per pastore a que- sto impero, per bolla del i '748 di Paolo
^la chiesa il cardinal Francesco I óWen- IH. Il Piazza dice che accrebbe alla cat-
/// fiorentino, trasferendolo da quella di ledrale l'organo, la donò di molli para-
j'orlo, e siccome l'Ughelli dice a' 14 di- menti e v'istituì il sodalizio del ss. Sa-
Kinbre, converrebbe abbreviar la vita gramenlo. A' 10 dicembre i553 passalo
ùi 3 giorni al precedente. Morì dopo mo* agli elerni riposi il cardinale, Giulio HI
86 V E L VE L
nel dì seguente vi tiaslalbda Porto il \'n'- pte assente da questa sua sede, chiamalo
luoso cardinal Giovanni Pietro Ca- X in Francia per combattere la nascente e-

ra/pi napoletano, il quale confondatore rcsia, di cui fu anitnoso impugnatore ; il

Oc Teatini (/^.)i con non comune esein- perchè raccomandò la cura di (|uesla chie-
j)ioavea governato anclieì vescovati sub- s,i alcardinalGio. A ntonioiSe/'ieZ/o«t mi-

iirbicari di Albano, Sabina e Frascati, de- lanese, nipote del regnante Pio IV, poi
cano del sagro collegio (cioè, come avver- »uccessivau)ente vescovo di Sabina, Pale-
te Piazza, il piti anziano de'cardinali pre- strina, Frascati, Porlo e di questa sede,'
senti in Roma),di cui era particolare orna- come poi dirò. Cessalo di vivere in Fran-
mento, per l'integrità e santità della vita, cia il cardinal Tournon i 562,
a' 1 1 aprile
per la religione e la dottrina esen» piare. a' 18 maggio gli decano del sa-
successe il

Trovandosi in età di 79 anni restò elet- grocollegio cardinal Ridolfo Pio de'prin-
toPapa a'aS maggio 555 col nome di 1 cipi di Carpi vescovo di Porto, che pro-

Paolo Jr\ e poi morì d' anni 83 e giorni teggendo il frate conventuale Peretti, pie-
5o dopo glorioso e travaglioso ponliQ-
, parò la sua futura grandezza nel diveni-
calo. Paolo IV a'ag maggio i555 pose re Sisto V indi morì nel i564. 1» que-
,•

in suo luogo in questa cattedra il cardi- sto e dallo stesso Portovi fu traslato il de-
nal Giovanni XI de Btllay francese, già cano cardinal Fraucesco Pisani vene- 111

di Porto e prima di Frascati, che bene- ziano, che da 1.° diacono avea coronato
dì il detto Papa, e non cousagrò come Marcello 11 e Paolo IV. Pel i." ottenne
scrive Piazza, essendo già vescovo con- da s. Pio V la facoltà di tenere in Velie-
«agralo fin dal setteuìbre i5o6, e Pao- tri un vescovo in partibus per suffraga-
lo 111 nel 153^ gli avea imposto il pallio neo, che supplisse per la continua asse»-
quale arcivescovo come m' i-
di Chieti, zade'propri vescovi alle funzioni de'pon-
fctruisce la Storia di Paolo IT\ di Carlo onde neh 568 peli.° vescovo suf-
tificali,

Bromato da Erano, cioè p. d. Bartolo- il fraganeo fu uomiuato fr, Lorenzo Ber-


meo Carrara teatino bergamasco, che sot- nardini di Lucca domenicano vescovo di
to il detto nome anagrammatico, che io Corone, e non Cotrone come vuole il
jjreco significa: un cibo tolto da una inen- Piazza. Osserva questi ch'egli tardi per-
aa imbandita a spese di molti (cb'è qua n •
venne al decanato e dopo altri meno an-
lodireunacompiIazione,coscienziosa però ziani di lui, per l'assenza da Roma qual
per averne, come si dovrebbe, giustissima- vescovo di Padova. Dirò io: a molti de-
mente e con diligenza citalo le derivazio- cani agevolano questa dignità que' car-
ni), nascose modeslameule il proprio. Il diuali preti che non amano d' essere ve-
cardinal Bellay,minislrodelredi Francia scovi subui bicari, benché residenti in Ro-
in Pvoma, e non mai ambasciatore come ma. 11 cardinale Pisani dopo essere inter-
lo qualìfica Piazza, non potendo esserlo
il venuto a 8 Conclavi, morì d'afflizione
nemmeno d* Ubbidienza {T\) presso la Se- per la morte del nipote cardinal Luigi,
de apostolica, morì in seguito a' 16 feb- d' anni 76 e 53 di glorioso cardinalato
braio 56o. Dal vescovato di Sabina a'
I nel iSyo. lo questo a'4 luglio da Porto
19 marzo preconizzato da Pio iV passò vi fu trasferito il decano celebre cardinal

in questo ilcaidiualFrancescoll di Tour- Giovanni XII Moroni milanese, il qua-


non de'conti di Piossiglione e afline del re le con assai raro eseaqjio era stalo ve-
di Francia, decanodel sagro collegio. Non scovo anche delle altre 4 s«^di suburbica-

lo fu di Porlo come avverte il Lucenti, cor- rie di Frascati, Palcslrina, Sabina e Al-
reggendo rUgbellijil (juale fuseguilodal- bano, e così lo fu di tutte. Fu tanta la
lo Sperandio nella Sabina sagraj e per- vigilanza pastorale e l'impegno governa-
ciò non lo registrai a Porto. Egli fu seuj- tivo di quest'amplissimo porporato, che
V E L V E L 87
spessissimo portavasi in Vellelri per prov- dio della teologia e delle sagre lettere, isti-

vedere collii sua pieseiiza all'avauzainen- lla fia'caiionici velilerni la prebenda teo-
bene spirituale e
lo della relit;ioiie, e al logale, a norma de'decreti ilei concilio di
leinpoiale del popolo a lui commesso. Trento, ed alla cattedrale donò molti pa-
Fra' decreti del coucilio di Trento vi ramenttsagri.lXel [)recedenteanno diven-
fu quello che obbligava i vescovi a cele- ne sulfraganeo fr. Agostino Buzi minore
brare il Sinodo diocesano. Conoscendo osservante vescovodi Smirne. Il cardina«

ben egli la negligenza de' suoi antecesso- le mancato a'vi vi neh 589, fu sepolto nel-
ri, che da piìi secoli l'uso di radunare il la magnifica Chiesa del Gesìi (r.)t\\ llo-
sinodo aveano tralasciato, ne celebiò due ina, da lui colla contigua casa professa
nella cattedrale veliteriia. Il i." nel giu- fabbricata a' Gesuiti. Gli successe il de-
giioiSyS, presieduto per lui dal suosof- cano cardinal GiovanniXllI AnlonioiVcr-
fraganeo mg/ Uernardini; il 2." nell'otto- helloni milanese summentovato, già ve-
bre iSyq, presieduto dal cardinale stesso. scovo di Porto. Da questa chiesa pure per
1 mss, originali d' audjedue sono nell'ar- sua mcrte, nel i
59 1 fu promosso a vesco-
chivio capitolare: nell'ultiuio in 3 pagi- vo d'Ostia e Vellelri il decano cardinal
ne mirasi la sottoscrizione e il sigillo del Alfonso Gesf/rt/c/o napoletano. iN'eli5q2
cardinale. Se ne trova memoria nelle co- a' 2 febbraio consagrò vescovo Clemente
sliluzioni sinodali del vescovo cardinal Vili, e nel mese di luglio celebrò il sino-
Bourbon del iMonle del 1624. Secondo il do diocesano io Vellelri, e ristabilì il se-
Jacobilli, scrittore della vita del cardinal niiiiario diocesano,che per mancanza di
Rloroni, si crede con fondamento, ch'e- rendite non più esisteva. Si vede il suo ri-
gli inerendoall'osservanza de'decreti Ti i- trailo dipinto al naturale nella tribuna
dentini, dasse principio al seminario dio- della cattedrale, dalui fatta nobilmente

cesano veliterno, aj)[)ena venne al gover- decorare con pitture. Nel i5g7 fu fallo
no di questa chiesa. Do()0 la morte del sulfraganeo mg."^ V^iiicenzo Quadrimani
sulfragaiieo mg/ liernardini, gli successe vescovodi Nicea. Morto nel i6o3 il car-
fr. Eugenio fisavini ago>tii)iano vescovo dinale, dalla chiesa di Porlo a questa per-
titolare di Smirne. Il Cauco nel catalo- venne il decano cardinal Tolomeo Galli
go de'vescovi suifraganei lo registra nel di Como, già segretario di stato di Grego-
1572, inavvedutamente, perchè nel iSyS rio XIII. Pel suo decesso nel 1607 pari-
dice che il |)redecessore presiedè il sino- menti da Porto vi fu Iraslatoildecanocar-
do di quell'anno. Il cardinal Moroni do- diiial Domenico I Pmc//i genovese, arci-
po l'intervento a 5 conclavi e 35 anni di prete Liberiano, che fini di vivere nel
cardinalato, di 72 d'età morì nel i58o as- 161 1. In questo dal vescovato di Sabina
sai lodalo e pianto. Tosto gli successe i! ce- fu Iraslatoil decano cardinalFrancescoIV
lebre cardinal Alessandro 11 Farnese ro- di Giojosa francese, morto di 53 anni e
Diano, nipote di Paolo III, e già vescovodi 32 di glorioso cardinalato, nel palazzo a-
Porlo, arciprete Liberiano (e non Lalera- postolico d' A vignone nel 1 61 5. La sua as-
Dense, come dissi nel voi. XII, p. 324), e senza, per dimorare ili Francia dopo il ri-
poi Vaticano, decano del sagro collegio. chiamo del re, uou tolse a questa chiesa
Disse dilui l' imperatore Carlo V: Col- gli aiuti spirituali pel governo del suo
leginm Cardino Unni si ex talibus viris gregge, mentre volle che si celebrasse iu
co.istaf, profc.cto Senalns siaiilis nics- Vellelri il sinodo diocesano, dando perciò
guani genliuni reperietur. Ed il sagro le facoltà di presiedervi a mg."^ A.ntonioSe-
collegio ne vanta un numero iunumera- neca vescovo d' Anagni, e fu tenuto nel
bile, con tanto splendore e gloria. Nel 58 5 1 161 3. Peto al dire di Piazza, la sua as-
de>ideroso che fiorisse nel suo clero loslu- senza gl'impcdi ù'ellettuare il suo propo-
,SU VE L V E L
una villa neilaFag-
iiìiiiento di fabbricare anni 7 con penlìmenlo dello zio, onde e
1

giola, per lencleie nnieno a diporlo de' per la sua ignoranza non senza grandi dif-
vescovi quel luogo che fu altre volte l'og- ficoltà e opposizioni, non che ripugnan-
f>etto delie guerre e dissensioni sauguìno- za d'Urbano Vili) nel luglio i()3o. Nel-
ke nella Campagna. Nel suo vescovato av- lo stesso e al solito da Porto fu promos-
venne il definitivo deterioramento d'O- so a (|uesta chiesa il benefico decano car-
stia, pel narraloanchenel vol.Ll Vjp.2 i5. dinal Domenico li Ginnasij pio e libe-
IVel 1616 trasferito da Porto, subentrò il rale co"* poveri, nella cattedrale eresse la
decano cardinal Antonio 11 M." Gallo o- cappella de'ss. Protettori. Colla sua vir-

simauo, vigilantissimo pastore, che tenne tuosa parsimonia fondò in Roma il nio-
il sinodo diocesano in Yellelri a' io gen- uaslero delle Carmelilane Teresiane , e
naio 1618. Decesso nel 1 620, gli successe dispose che ne fosse sempre protettore il

il decano cardinal Antonio Ili M.' Sauli cardinal decano yoro tempore. In Ostia
genovese, già di Porlo: riguardalo l'ora- eresse un ospedale pe' poveri infermi e
colo del senato apostolico, fu a 8 conclavi pellegrini, e la chiesa di s. Sebastiano. Il

L" terminò i suoi giorni nel iGaS. In que- Piazza enumera le sue beneficenze colla
sto vi passò da Porlo decano cardinal
il caltifdrale di Vellelri, e rileva che nella
Francesco V M." Bourbon del Mantelle stampa per
città v'introdusse l'arte della
inarchesi di quel feudo della Maica e na- pubblico comodo. A suo tempo e nel i63i
to in Venezia , prefello della segnatura diventò sulFiaganeo tng.' Giuliano Vi-
ili grazia. Pio e caritatevole co'poveri, ce viaui vescovo di Solona, e poi nel i63g
kbrò in Vellelri il sinodo diocesano a'ag dell'/<o/ain Calabria Ulteriore. Termi-
f)prilei624. Wella cattedrale fece esegui- nò (li vivere il cardinale nel i63c) d'8(j
re a sue spese organo sontuoso, la cui
ini anni e 35 da Porlo qui-
di cardinalato, e
Ciissa pel disegno e duratura (sic) merita venne il benefico decano cardinal Car-
vi

e.-sere mollo slimala, ed esiste in buono lo I Ematiuele Pio di Savoia ferrarese,


stalo. Nella cattedrale d' Ostia eresse e beiieinerito porporato, anche per aver in
dotò la cappella di s. Monica , ove per gran parie animato il p. ab. L'gìwlli (V.)
molli anni era siala la santa sepolta, pri- a intraprendere la laboriosa e celebre o-
ma cliefosse trasferito il corpo nella Chie- y>e\iìi\e\V Italia sacra. iN'eli64ofu fatto
sa dì Jgosdno a JxOfì)a. Urbano VII!
s. suo suffraganeo mg."^ Camillo Andiiani
nel 1625 decretò, che vescovo d'Ostia il vescovo d'Almira. Nel seguente anno il
e Vellelri non potesse stare senza un ve- cardinale cessò di vivere, e gli fu surro-
scovo Sii/Jraganeo [F.),c\n assegnò scudi galo decano cardinal Marcello Lanle
il

5oo dalla mensa vescovile. Il Novaes ri- romano, già vescovo di Porto, aleni tem-
porta tale decreto all'agosto 1 628. Morto po e nel 1642 divenne suUVaganeo mg.
il cardinal del Monte nel 1626, in que- Alessandro Sperelli d'Asisi vescovo di
sto da Porlo vi passò il decano cardinal Tortosa, traslato poscia a Gubbio: in suo
Ottavio Bandini fiorentino, che favorì luogo nel 1643 fu surrogalo fr. Paolo Cie-
lo studio delle belle lellere e in Velle- ra veneziano agostiniano, vescovo di Vie»
lri protesse l'accademia de'SoIlevali, che sii nel regno di Napoli. 11 cardinale spleU"
ji'suoi giorni si aprì nel convento de'mi- didamente limosiniero, ne avranno sen-
iiori conventuali, morendo nel 1629. Nel za ilubbio sperimentalo i generosi elFelti
settembre gli successe il decano cardinal i bisognosi veliterni; rifabbricò 1' episco-
Giovanni XIV De// fiorentino, nipote di pio, e con raro esempio non permise che
Clemente Vili, morto dopo pochi mesi vi si ponesse lapide o stemma morì nel :

di 48 anni ([)eichè era arrivato al deca- i652 d' anni 91 e 46 di porpora, sen-
nato per essere sialo crealo cardinale di z'aver mai sufi'et'lo in sua vita alcuu ini
VE L V EL 89
comodo di $alule. Da Poi lo gli successe coll'assistenza del peritissimo, dotto e pro-

il ileciiiio canliiiai Giulio I Roma unla- fondo erudito Cai lo Bartolomeo Piazza,
iieM' a' IO maggio, niii a' i6 selteuilue e da Porto qui passò il deca-
ligiialiiiente

(li (")8 anni scese uella locuba, nell'anni- no cardinal Albergati Liidovisi bologne-
versario dello slesso giorno e ora in cui se, [lenitenziere maggiore, zelante pasto-
iiac(|Me. Egli era stato benefico vescovo di re e profuso co' poveri. Non vi fu eserci-

llccanali e Loreto, e munificenlissimo di zio di magnificenza, di generosa pietà e di

Tivoli, e cautissinio nel parlare con don- zelo episcopale che non praticasse. Risto-

ne. Ad una che l'importunava di trattare rò in Ostia il palazzo vescovile e la roc-

un negozio grave, niodest ìuìente rispose: ca; il qual palazzo per suo diporto avea
»» Se questo all'are s()elta alla vostra co- iiiagniflcamenie edificalo il genio d'Ales-
scienza, venga il confessore; sed'altra ma- sandro VI. Colla sua morte, avvenuta nel
teria, mandate il marito". Indi liasferilo 1687, '' vescovo di Porto cardinal Alde-
da Porlo, fu vescovo il decano cardinal rano Cibo de'principi di Massa e Carra-
Callo de Medici de'graiiduchi di To-
11 ra diventò decano e vescovo d' O^tia e

scana, che inai si portò al vescovato. Tut- Velletri, essendo segretario di stalo d'Iu-
lavolia, compiangendo Vellelri attacca- nocenzo XI. Sostenne con savia accortez-
ta da lieta peste, mandò larghi soccorsi za e gelosia le ragioni, le prerogative e il

a'poveii in lutto il tempo del malore. I(U« decoro del sagro collegio, da cui fu con pa-
piegò la somma che dissi per rifabbrica- ri corrispondenza ecoll'onore dovuto a si

re la cattedrale in parte rovinata, e il cain- supremo grado, slimato e riverito. Ripa-


pande. Fece togliere le colonne di mar- rò con gravi sfiese in Ostia il mal'influs-
mo che sostenevano la nave di mezzo, li- so di (|ueir aria infelice per cagione del-
Icnute insunicieuli a sostener il peso del l' acque palutlose e stagnanti; diseccan-
su(litto,e vi fece innalzare gli attuali gran do per quanto fu possibile le paludi più
pd.islri di pietra e mattoni. Mori di yo vicine all'abitazioni. Fece copiose limo-
aitili e 5o di cardinalato nel1666, e gli sine a cpie' contadini, destinati ne' tempi
.successe il decano cardinal Francesco VI p.ù pericolosi dell'anno alla coltura del-
Jùirhcrini il giuniore fiorentino, nipote le spaziose campagne ed a fabbricare il

l'Libano Vili, arciprete Lateranense e sale; altrettaiito sollecito di provveder lo-

poi Vaticano, bibliotecario e vice-cancel- ro ili aiuti spirituali. R.estaurò il palazzo


liere di s. Chiesa, prefetto di segnatura. vescovile d'Ostia, abbellì la cattedrale di
IN'ella sua magnificenza ornò la cattedra- s. Aurea e la donò di copiose suppellet-

U. della bellissima tribuna ricca di mar- tili, onde vi fu posta una lapide, clie rife-
mi , e donò alla sagrestia gran copia di risce l'encoiuiato Piazza suo vicario e vi-
sagri parumenti. L' i 1 giugno 1673 ce- sitatore , rinnovando con pitture e fini
lebrò in V'elletri il sinodo diocesano e fu marmi la cap[)elia di s. Monaca. 11 corpo
stampalo:Synodus l'elilrcnsis a Card. della santa ivi riposò dal SGa al i4^o,
Barberini anno 1678, liomae. Già nel nel quale Malfeo Vegio ,
|)io letterato e
1668 era divenuto sulfiaganeo fr. Anto- datario di Martino V, lo fece trasporta-
nio Molinari carmelitano vescovo di Te- re con soleiiiiissima pompa in Roma nel-
gaste. Con 5Q anni di cardinalato e 82 la chiesa del figlio, ove a sue spese eres-
d'dlà, nel 1679 morì il cardinale, e uel se una icca cappella. lu tale traslazione,
I

"^C8o da Porto fu traslato il decano car- Martino V recitò un'elegante orazione in


dinal Cesare Faccliintlli bolognese, pro- lode della s. Matrona, e col racconto d'al-
ni()ote d'Innocenzo IX, pro-vice-cancel- cuni miracoli seguiti nella medesima oc-
licre di s. Chiesa, morto nel i683. Con c.iiioiie. l'iistoròpure la calledrale di Vel-
àollcciUidme pusluiale visitò la diocesi, lelri uobilLuenle,efu beueflcculissiiuoco'
^o V E L V E L
vtlileiiii,.'il modo iiaiiatoJul Piazza. EI)' '719 '^ Pì'P'i f;li «liù a stiffraganeo w.i^.'

Jjc a sultragaiic'o nel iGc)4 '"S"' ^'^'''O INicolò Torzugo vescovo di .Saiiiaiia. Mm-
Murzi tibuitino vescovo tl'Elio(>oli. Voi- lo il cardinale a'23 febbraio ti 8q anni cir-

le che iicliGqS si celebrasse d sinodo dio- ca e 49 di cardinalato, il cardinal Orsi-


cesnno in VcUelri, dove non potendo in- ni poi lìenedelto Xlll, residendo nel suo
tervenire per l'avanzata età, vi fece pre- arcivescovato di Denevento, conte sotto-
siedere il fratello Odoaido Cibo palriar- decano e vescovo di l'orlo poteva oliare
ca di Costanlinopoli, ed as'^istere oltre il al decanato e vescovalo d' Ostia e Velle-
delto sidlVaganeo, mg/ Douìenico Erco- tri, ina con lettera de'27 marzo pregòC le-

le (Monaniii vescovo di Terracina , mg. mente XI, che senza esaminare suoi di- i

Gnzzoni vescovo di Sora, e mg.' Pietro rilli luUoconferisse al canlinal Aslalligià


Paolo Gerardi vescovo d' A nagni, lutti in- nel 1714 consagrato da dello Pa[)a in ve-
vitali per la solenne traslazione delle sa- scovo di Sabina. Il Papa lodala tal mo-

gre reliquie di s. Geraldo vescovo e pa- derazione, dichiarò che intanto niun pre-
Irono della cillìi, celebrata nell'occasione giudizio dovesse provenire al più anziano
del sinodo, il quale fu compilo a'24 e 25 cardinale nella vacanza del Dtcano del
novembre. 11 Banco di questo santo par- Sagro Collegio, essendo fuori della curia
laancora di sua nazione e patria, come li- rou)ana nella sua cattedrale; ma e come
belò la città da'nemici e da morbo con- dissi in quegli articoli, fatta esaminare la
lagioso, e del riconoscimento delle sagre cosa, decretò poi a'7 marzo 172 i che il

sue ossa, descrivendo la pompa di della decanaio in vigoie della Paola


bolla di
solenne traslazione. Il cardinal Cibo a'22 IV dovesse S[)etlare al cardinale più an-
luglio I700 passò all'altro mondo d'anni lieo presente in Uoma alla vacanza, esclu-
88 e 56 di cardinalato. Siccome Inno- si i più antichi che allora trovansi fuori di
cenzo XII era infermo non potè tenere Roma, se e qualora non lo sono per co-
concistoro per trasferirvi da Porto a que- mando del Papa; decreto poi confermalo
sta chiesail cardinal decano Emanuele da Clemente XII (abrogando quello fat-

Teodosio de la Tour di Buglione fiaiice- loda Benedetto Xlll). Quindi non in f'or-

he,consanguineodel re di Francia, nipote za di lai decreto , come dice Bauco ,


per-
tlel celcbi e maresciallo Tureniia, il quale clic posteriore, ma in conseguenza della
per impotenza dello stesso Innocenzo XII lettera del cardinal Orsini, Clemente XI
in detto annoavea aperto la porta santa nel concistoro de'27 aprile 1719 preco-
ilella basilica Vaticana. Morto il Papa a' nizzò decano e vescovo d'Oslia e Velletr

27 sellembre, fu eletto a'23 novembre il cardinal Fulvio Aslalli, nato nel sul
Clemente Xì e fu consamaloa'So dal car- feudo di Sainbuci diocesi di Tivoli; inJ
dinaie, funzione che non erasi veduta da a' i S maggio festa dell'Ascensione, il Pa
Clemente Vili Relazione
in poi. Si ha la pa gli conferì il pallio nella basilica Late
delle cereinonie falle nella basilica di ruiense, dopo avervi celebralo la messa
{.Pietro nel giorno 3o di noK'ernbrei'joi, come leggo nelle Notizie di Roma e n<
nel quale fu consagralo Clemente Xt. />/d/7odelCeccoui. Dopo la funzione, Cl«
Questo Papa a'2 1 dicembre promulgò il mente XI die la solila solenne benedizi(
cardinal Buglione in vescovo d'Ostia e ne. Terminòdi vivere a'i4gemiaioi72

Vellelri, che poi visitò nell'ultima sua d'anni 66, ed allora Clemente XI dichi
grave infermità, e per esempio fece-
tale lù decano il cardinal Sebastiano Antonii
ro il simile i cardinali, mentre finì di vi- Tt/ziar^j bolognese nato in Piouia, nel cot

vere di 72 anni neli7i5. In questo pas- cistoro de' 3 marzo trasferendolo a quel
ò da Porlo a questa chiesa il decano car- sta dalla chiesa di Frascati. Noterò, cIm

Uitial Nicolò V Acciajoli lioreuliuo, e nel le Notizie di Roma del 1 72 i , pubblicai*


V E L V E L 91
iprìmadi tnlcoiicisloio, riferiscono la luor- di altra chiesa, finché in concistoro non
le ilei cardinal Astrili, e fVa'cardinali vi- è preconizzato vescovo d' Ostia e Velie-
:\enli peli." lipoiiano qual AO/Zo-r/ectìf/iO tri e decano del sagro collegio, come leg-
liei sagro collegio \\ cardinal Orsini, bea- go negli antichi Diari di Ro/na : ora le
elle asciente e vescovo di Porlo, diuioran- proposizioni concistoriali dicono. SS, Do-
le nell'arcivescovalo di Benevcnlo, etl il niinusNostcr in proxiino consis torio prò-
;cardinal Tanara pel •2." qual vescovo di ponet Ecclesias Ostieri, et P'elilernen. iti-
Frascati (per oliare al qual vescovato fi- vicein perpetuo canonice uiiitas vacati,
rasi portalo a Roma da Urbino sua lega- per obituiìi ci. me. N. dain vivere S. R.
zione, e poi eravi ritornalo), e la diocesi E. Cardinalis N. ultimi illaruiii Episco-
d'Ostia e V'elletn è notata vacante. Dice pi dcfancli; quas Ecclesias optare inten-
il Novaes che alcaidinalc fu contrastalo (Ut Eiiius. et Rrnus. D. N. cjusdem S. R.
fortemente il decanaio col vescovato d O- E. Cardinalis N. S. Collegii Deca/ins,
klia e Velletri da' cardinali Orsini e Del hacteniis Episcopus Ecclesia rum vel Ec'
Giudice vescovo di Paleslrina, ilqualeot- clesias N.)cAVi\n\?i\¥iihv\z\oPaolucciÌov-
tenne il vescovato di Frascati già del Ta- livese, vicario di Roma, penitenziere mag-
nara, nel concistoro de'5 ntarzo 1721. giore, segretario del s. Olììzio, segretario
Morto Innocenzo XI 11, il cardinal Tana- di stato diClemenle XI ediBenedeltoXllI
la entrò in conclave, ma per toalaIJia do- stesso, il quale nel medesinjo anno gli die
vette uscirne, morendo a'5 maggio 1724 per suIFraganeo fr. Gioacchino M.' Oidi
d'anni 'j5; laonde a' 29 maggio elettosi carmelitano vescovo di Gas tona. Nel 1726
Papa il sotto-decano cardinal Orsini, il per morte del cardinale, toccava il vesco-
cardinal Del Giudice, come più anziano, vato d'Ostia e Velletri al cardinal Fran-
gli fece la solita interpellazioue se accet- cesco Pignaltelii teatino napoletano, che
tava il sommo pontificalo, e tutte le al- a'17 novembrei 725 da vescovo di Fra-
tre successive funzioni proprie del cardi- scati lo era divenuto di Porto e s. Rulli-

nal decano. Benedetto XI li nel i.° con- na; ma siccome dal 1708 trovavasi arci-
cistoro che tenne dopo la sua esaltazione vescovo di Napoli, non volle otta re al ve-
a' 12 giugno a.' fesla di l'entecosle, come scovato in discorso, ma bensì comesotlo-
appreiidoilidcotilemporaneodiarislaCec ilecano del sagro collegio divenne suo de-
coni e dal Novaes, dopo avere ringrazialo cano, e per tale io trovo nelle Notizie di
il sagro collegio per averlo innalzalo al A'owrt. Laonde da Palestrìna vi fu Irasla-
trono papale, con allocuzione riprodotta to il sotto-decano cardinal Francesco V 1 1 f

dal Cecconi, e dopo aver a[)erto la bocca Barberini il giuniore romano, pronipote
al cardinal Alberoni, propose le chiese d'Urbano Vili. Morto in Napoli a'5 di-
vescovili d'Ostia e Velletri (sic) unite pel cembre 1734 il decano cardinal Pignal-
cardinal Francesco VII del Giudice de- telii, divenne decano il cardinal Barberi-
cano del sagro collegio, originario geno- j.i. Eblie a suliraganeo mg."^ Gaetano de
vese nato iu Napoli, t: non conte dice il Paolis nobile veliterno e arciprete della
Dauco fallo vescovo nel maggio. Moti se- cattedrale, già da Benedetto Xlll preco-
gretario del s. Oflizio a' IO ottobre i 720, nizzalo vescovo di Caradra a'3 dicembre
ripelutamenle visitalo da Benedetto Xlll 1726. Nel 1788 per motte del porpora-
iiell'infiirmilà; il cui Funerale [F.)i'aaii' to, glisuccesse il decano cardinal Pietro
cooipagnato dalla Cavalcata (^.), pro- V 0//o/;o«« veneziano, pronipote d'Ales-
pria pure de'cardinali decani, come il ta- sandra Vili ,
già vescovo di Porto e s.

lamo funebre. Gli successe il sottodeca- Rullina, arciprete Liberiano e poi Lale-
no e vescovo di Porto (titolo diesi por- lanense, vice-cancelliere di s. Chiesa. De-
la dui cardiuulc cui s^>cUa il d<;cauc(lu^ o funto ueli74<^> pure da Porlo quivi pas-
i)i V E L V E L
su il (lecTno cardinal Tommaso fif^^na* r7Ìandio decanato. Di conseguenza a
ni

|ifilelano, vite-cniicellieie di s, Cliiesa e se- un tratto a' 16 maggio diventò vescovo


jjinlario del *. Llìlzio. lìenedelto XIV nel d'Ostia e Velletrre decano del sagro col-
745 yli die a siidrai^aneomg/Gio. Car-
I legio il cardinal Carlo 111 Alberto Gui-
lo Bandi vescovo di Bostra, il quale es- dobono CV/i'(7/r/j//?/"<li Tortona, a cui Cle-
sendo iidilore del earilinale, ollenne tale mente XIII neli76B die per sulfragaiieo
ullizio pel nipote Bra>>clii , che divenuto mg,' Antonio Vigliaroli vescovo d'Orlo-
Pio \'I lo creò cardinale: perciò nel 1775 sia. Quanto al cardinal Paolucci Merlini
il magistrato veliterno in onore del car- terminò ili vivere nello stesso 1763 l'i t

dinale e del Papa, nell' atda municipale giugno, cioè pochi giorni dopo. Narrai di
collocarono due lapidi riprodotte da Ma- s<i|)ra, che morto nel 774 i il cardinal Ca-
rocco, 3I011UIÌÌC11IÌ dello stato pnnlifirio, \alchini, di c)0 anni e 4o di caidinalalo,

1.6, p. I
74 e 1 75. Siccome Benedetto XIV spet l'indo la sede e il decanato al cardi-
nel 752 promosse d Bandi al vescovato
I nal Albani vescovo di Porlo, non volle
d'Imola, in tale anno dichiarò suliragnneo ottarvi,ma fu riconosciulodecano, e nep-
e vescovo di Dioclia il suliodalo veliterno pure il cardinal Yoik vescovo di l'^rascati,

eciinonico della catledrale mg/ Gio. Car- per aver Clemente XIV data la giurisdi-
lo Antonelli. JNel detto anno fu pubblica- zione temporale di Velletri alla Canore-
la i'opei-ii del gesuita p, Andreucci, De giizionc cardinalizia d(d buon governo,
Itpisco/)is Coi dinali.'i Subiirbicariis, in oiule passò a (piesta chiesa da quella d'Al-
cui si sosteneva poter essi ne'Iorp palazzi bano il cardinal Fabrizio Serbelloid nù-
in Roma conferire olire lai." Tonsura i lanese, morto
dicembrei 775.GIÌ suc-l'B

j.rimi Ordini (/'.) minori a'Ioro diocesa- cesse il dotto cardinal Giovanni
Fran- XV
ni; ina Beuc'iletto XIV dichiaròivi non j)o- cesco Alì>ani romano, pronipole di Cle-
ler conlijrir lai.' tonsura. IMorlo d'anni nienteXl,arciprete Liberiano, perchè Pio
<)0 il carilinalRullò nel 1753 (vei amen- VI avea ristabilito nel decano vescovo di
te le Notizie di lioiita del 1754 lo regi- Ostia e Velletri la giurisdizione goverrJI
sti ano ripetutamente vi»ente; in quelle ti va. Quel Papa nel i
779 gli die a sulh-JU
poi dell 755 lo leggo inortoa'22 febbraio ganeo ir. Filippo Bulla torinese de'mino-
1 7'53, ed a'c) aprile i 753 traslatoda Por- ri conventuali e vescovo di Zenopoli: nel
to il successore), ne occupò la sede il de- 1. 1
, p. I 85 degli Alù della Società lette'
cano cardinal Pietro Luigi Caraffa na- raria T olsca [''eli terna, vi è {'Elogio di
poletano, morto a'i5 dicembre 1755. Nel mg." Filippo Buffa dittatore della me-
j 706 fu vescovo d'Ostia e Velletri il de- desima. Per sua morte, che il Banco di-
cano cardinal Raniero Delci fiorentino, ce nel 1794 e I' autore dell' Elogio nel
the continuò n ritenere in commenda il 1796, Pio VI gli sostituì (dirò io colle'
suo antico titolo presbiterale di s. Sabi- Notizie di Roma
giugno i7o5) Ir. il i.°

na, e indi rifabbricò a sue spese la chiesa MicheleArgelali bologuesede'servidiMa-


di Maria del Trivio; morto di c)'* anni
s. ria vescovo d'I ppa. E siccomePio VII l'i i

nel 1761. In questo gli successe il decano agosto 1800 lo trasferì alle chiese di Ter-
lardinalGiuseppeiy/;///^/// napoletano già racina, Sezze e Piperno, a'22 ottobre fe-
ili l'orto;ed al (|uide per esser morto di 70 ce sulfraganeo, e non nel 1801 come re-
anni a' 12 aprile I 763 spettava succedere gistra Banco, tng.' Silvestro Scarani no-
il cardinal Camillo l*aolucciMerlini sotto- liile veliterno, ch'esercitava il vicarialodi
decano del sagro collegio e vescovo di Por- Ostia e non ancora sacerdote , col titolo
Iole
to e s. Runìua; ma per le sue abituali in- vescovile di Dulma. Il cardinal Albani n(
disposizioni, non soianienle ricusò di pas- 802 ricevè in 0>ti.i Pio VII, che
sare al vescovato d'Ostia e Vellelri, ma
I

co a vedere i luigliuramenli
vi si

latti alla fu I
V E L V E L c)3

[ma, egli scavi lionticliìlìi die facevo in- porlos<i all'improvviso in Vellelri per ri-

ilraprendere. KehboS con 84 anni d'eUi parare r oltraggio fallo a Dio per l' em-
,e 5G eli porpora , il cardinal Albani ler- pio furto sacrilego della pisside rubata

liiinù la sua caiiiera mollale, e gli suc- dal ciborio della eatlcili ale, venendo spar-
cesse il cardinal Enrico li Denedello M.* Per me-
se sull'altaie le s.igre paiiicole.
Clemente duca di Yoik, secondogenilo di moria , donò una grossa pisside
egli le

Giacomo 111 re d'Inghillena, nato in Ho- d'argento, coli' iscrir.ioue Jd repnran- :

ina, giù vescovo di Frascati, vice-cancel- dom furio sublalavi anno 807. JNlemo- 1

ilicre di s. Chiesa e arciprete Vaticano, jabile è la sua visita pastorale fatta in tal
.merlo d' 83 anni e Go di splendido car- anno, di cui riparlai nel paragrafo Co-
;tlinalalo nel 1807. Ebbe a sull'i aganeo, e r/. 11 disastro del suo patrio esilio impedì
Jo fupure de'successorisino al iSSy.mg.' diesi celebrasse il sinodo diocesano, per
Geraldo ]Macioli nobile veliterno e arci- cui teneva già pronto tulio il materiale; e
prete della cattedrale, da Pio VII a* 23 di più avrebbe eseguila l'erezione della
ì; marzo 807 I fatto vescovo d'Eleusi,secon- chiesa e casa parrocchiale di Lariano per
jdo le Notizie di lionui, dal can. I5<nifo en- provvedere al bene spirituale di tanti cit-
'coniiato per molta erudizione, bentmeri- tadini veliterni che ivi dimorano, al qua-
]to dell'incremento e del monlenimenlo le fine lasciò I 000 scudi. La sua carità era
idei pubblico bene patrio, [)eculiani:ente sì grande, che appena gli fu aflidala que-
[adoperandosi con Gregorio XVl per la sta chiesa, raddoppiò i sulìingi airaiiima
icreazione della nuova provincia e lega- del virtuoso prelato Saverio Antonelli ve-
zione di Marittima. Da l'orto passò a que- literno, ucciso in l'ioma a' i 2 luglio 1 768
sta chiesa decano cardinal Leonardo/^/i-
il e sepollocon iscrizione nella 2." cappella
toncllitW Sinigiiglia, pcnilenyiere maggio- a conili Evaiìgelii t]e\\a chiesa di s. Nico-
ire, arciprete Laleianense, prefetto di Se- la in Arcione (della quale parbii nel voi.
gnatura, segretario «lei s. Ollizio, pro-se- XVI, p. i3i); a cui fin d'allora a vea fat-
,gretariode'bievi, eccellente pastore, iiior- to applicare una messa quotidiana, per es-
.10 d'82 anni in rilegazione a'aS gennaio seie rimasto liafitlo a tradimento per i-

181 I. Per le raccontale miserabili vicen- sbaglio invece sua , mentre era assessore
de politiche deH'mvasione fiancese, que- del s. Oflizio e in odio dell'uflizio. Né mi-
sta chiesarimase priva per notabile lem- nore fu la carità e largizioni praticate da
.posulicpiesl'ottimo pastore, come di suc- lui co'Iuoghi pii (de'4 oralorii notturni
cessore vescovo. Olirei già racconlati e- da lui eretti in Pioma riparlai nel voi.
.
logi, il Dauco altri ne rende giustamente LXXXIV, p.i68),e verso i poveri, e per
j
al gran cardinale Antonelli, che io in tan- que'di Vellelri ne fu elemosiniere il can.
i
li luoghi celebrai. Lo dice di singolar Banco, alla cui cattedrale lasciò molti ric-
talento , di molla erudizione e dolio in chi arredi sagri e tutta la credenza d'ar-
. ispecie nelle materie teologiche ed eccle- genti di sua cappella, erigendo nella me-
siastiche : fu vescovo secondo il modello desima il beneficio residenziale denomi-
. di s. Paolo. Visitò spesso la diocesi, e cou nato Maria ss. delle Grazie, poi unito nel-
. zelo e indefessa fatica cercava rendere il la massa comune de'beneficiati. Se il can.
: clero esemplare e santo , acciò pur .santo Bauco per l'intimità goduta e per ammi-
. fosseanche il popolo. La sua apostolica razione ne fece lanli elogi, anche per la
voce spesso udivasi dal pulpito, e annun- sua il libala vita e profonda prudenza; io e
ziava la parola di Dio con taleetrusinuedi adonta che mi protestai, oltre il detto ile'
spirito e con dottrina
si soda, che persua- cardinali decani come governatori veli-
deva e commoveva. Ciò fece con maggior terni, che alle loro biografie ne tessei col-
ardore allorquando uel dicembre 1807 le principali gesta l'elogio, del cardinale
()4 V i; L VEL
Antonelli per grnlo aiìimo qui ne feci en- grafia col diplomatico, accurato e nobil
cezioiie. Questa ncon(iscei)z.a è perchè storico cav. Artaud, celebrando ancor qui
jtrecipiinmente a Itii dohbinnio un Fran- sii alTetluosamente, di lui esposi diver
resco Cancellieri, il principe defili eriulf- concetti, sulla primaria dignità a cui era
1i nioclorni, e delle cui inesauribili fonti pervenuto il cardinale per anzianità , e
il'eriiclizioni io graiiflenienle ne profittai. sull'eminente carica diplomatica che afl

JMi gode l'animo d'averlo leinlegrafo in cettò a 80 anni, succedendo al celebil


f|nesl' iniperiltire pagine. Intendo ricor- tissimo cardinal Consalvi romano e
dare Iq sua iscrizione sepolcrale che ri- riundo di Toscanella C^-). L'Artaud ifF"

mossa dalla basilica Laleranense, ripro- proposilo delle voci sparse su qualche ma-
dussi nel voi. LXXV, p. 35. Tale lapide le intelligenza quindi insorta tra il caA
jl Cancellieri fece porre sulla sua tomba, dinaie e il Papa, e del probabile suo rqj'
che elesse presso il cenotafio da lui coin- tiro dalla Segreteria di siato, come quel-
])oslo in onore del suo auìalissitno cardi- lo ch'era tanto dottamente istruito delle
nal patrono, ed esistente nella stessa pa- cose nostre, per essere stato tanti annii.
triarcale. La vescovile sede vacante ebbe segretario dell' ambasciata di Francia e
line a'26 setteud)rei8i4 col divenire de- incaricalo d'affari della medesima presso
cano del sagro collegio e vescovo d'Ostia la s. Sede, ecco come si espresse. »>Uii car-
V Vclleiri ilcaidinal Alessandro III lìlat- dinal decano, che sta bene ancora in pie-
tei romano, aiciprete Valicano, segreta- di, che può assistere alle ceremonie e da-
1 io del s. O/llzio e pro datario. Già a suo re udienza, e che desidera rin)aner nella
luogo raccontai che in Lariano pose ad carica che occupa, è un dignitario che dif-
elTelto il religioso desiderio del predeces- ficilmente può dimettere, il Papa ben
si

sore. Celebrò il sinodo diocesano in Vel- lo sapeva: pel solo cardinal decano il Sa-
Jetri ne'giorni 26, 27 28 maggioi 8 7;
e 1 grò Collegio si muove. Egli è quello che
gli atti del quale, come della visita men- scuote tulli que'gravi personaggi , che li

vionata del cardinal Antonelli , furono chiama, che gl'invita essi non si sposta- :

scritti con erudita e aurea latinità dal no mai, che dietro un suo comando". Fi-
virtuoso d. l*aoIo Polidori (l'^.), poi edi- naluiente il cardinale si ritirò dalla cari-

ficante cardinale , che Io assisteva come ca di Segretario distato. Dal 1808 vaca-
suo teologo. Vi si trattò del dogma, del- va quella onorificenlissima di Bililioteca'
Ja morale e della disciplina ecclesiastica. rio di s. Chiesa, e durante tale lacuna i
Si stabilì la norma regolatrice pecapito» cardinali segretari di stalo ne aveano fat-i

li, pe'parrochi, pe'padridi famiglia. Que- lo le veci ;


questa carica Leone XII nel
sto imparo dal eh. ab. Bellomo, Conti- I 826 conferì al cardinale, il quale feceal-
nunzionc. della storia del Cristianesiiiio, la biblioteca que'doni, di cui riparlai nel-
». 2, p. 248. inoltre mie noto che fu stam- la biografìa. Dopo aver esercitato il de-
pato con questo titolo: Synodus Dioece- canato sotto 3 i^api, morì d'86 anni nel

sana Ostiensiset ìSij ab


J'' eliterna an. i83o. Da Porto gli successe il decano
Jùìì. et fì. Card. Alex. Malhaajo f^c- cardinal Bartolomeo Pacea di Beneven-
lilris celehratum Piomae 1818. Morì il
, to, 2ià seqrelario di stato di l-*io Vii ,
<i

cardinal Matlei di 76 anni e 4' <^li poi- con esso sostenne con forte animo durn
pora; e dal vescovato di Porto passò a que- persecuzione e deportazione ; arciprcU-
sto il decano cardinal Giulio il Maria del- Lateranense, camerlengo di s. Chiesa, se

la ó'o?»tì'g//(7 piacentino, vicario di Roma, grelario del s. Offizio, pro-datario, e i.

arcipreleLateranense, segretario del s. Of- legato apostolico di Velletri per disposi^


fjzio, vice cancelliere di s. Chiesa, segre- zione di Gregorio XVI; il quale nel 837" 1

tario di sialo di Leone XII. Nella sua bio- gli die a suHragaoeo il pio, dolio e sag
e

V E L V E L 9^
mg/ Anloiiio {''ranci di Fil.icciniio Co- 63, (Inppniclu'qtieirinsijjiieniTiaineiUo lo
iicaili />V)//J//, vicntio geiieiale in Vel donianila in concistoro da perse il neovc-
riii, col lilolo di vescovo di Canata. Il scovo d' Ostia e Vellelri; mentre a p. 64
«rdinal l'acca q»»al preside di Vellelri, narrai come Gregorio XVI l'i i iuglioini-
anche pastore niuninco e yelanle, di so- pose il pallio al nìedesimo cardinal Mi-
,)ira, nella hiocrafia e alttove aflelttiosa- cara.Qoesli morto a'24 'nnp;gioi847, da
niente celebrai, per dottrina eerudizione, n)g/ Francesco l'enlinicdid cav. Anlo-
:niecenatede'lelterali, amatore intelligen- nio Neri snoi eredi fiduciari, furono n>an-
le di belle aiti, amabile e venerando a dati in legalo alla cattedrale di Velletri,
lutti, benefattore insigne di Velletri e sua una pianeta e la cassa degli argenti di sua
diocesi e provincia, generoso co'poveri e cappella. Il regnante Pio IX nel conci-
;Colla cattedrale, che abbellì e donò di co- sloro dell' giugno 847, assolse dal vin-
1 i i

(spiciii nlcn-iili sagri. Di più ristorò In cai- folo di vescovo di Porlo [T' .)^ s. Rnfjinrt
tedrale d'0.y//«,e ne abbellì l' ej)iscopio e Civila^'crchia [come Io stesso Papa nel
(formandovi il museo Ostiense (oltre rpiel- i854 disgiunse Civitavecchia e 1' uni a
i|lo domestico che indicai nella biografia), Corneto, conferendo la chiesa di Porto e
[e nel i83q vi ricevè Gregorio XVI, il s. Piuflìna al sotto-decano e arci|)rele Va-
Upiale vi si recò per migliorare la navi- ticano cardinal ftlario [vlallei di Pergola,
[{^azione del 7V'«'e/T, e la sorte d'Ostia on- ora pro-dainrio, già vescovo di Fr(i'!cnti

de liberarla dall'acque stagnanti, purgar e prefetto di segnatura, lo notai ne' voi.


l'aria dalle mefìtiche esalazioni, bonifica- LXXII,p. 275, e LXXVllI, p. 28o),rat-
|ie i suoi terreni e ripopolarla. Le vicende tuale decano del sagro collegio cardinal
|de* tempi oou gli permisero d' edelluare Yincenzo Macchi di Capo di Monte dio-
tali beiiefici divisamenli. Il canlinal Pac- cesi di IMoiitc Fiascoiic (nel qual artico-
,ca, infermatosi in Pioma di grave malat- Io narrai le sue benemerenze con quella
]lia,venne due volle alFelluosamenle visi- cattedrale), lo preconiz7.ò vescovo subui-
lato da Gregorio XVI, e poi morì nel ba- bicario d' 0-.tia e Vellt-tri. Già delegalo
tcio del Signore nel i844 d'88 anni me- npostolico di 7''or/oo'rt//o, arcivescovo di
'iK> i4 giorni, assai compianto. Gli sue-
I Nisiììi e nunzio di Si'izzera e di Fran-
,cesse il decano cardinal fr, Lodovico iMi- eia, prefetto della Segnatura di giustizia,
,( ara cappuccino, già vescovo di sua pa- come narrai in tali articoli; ora è segreta-
, fria Frascati, chiesa da lui ritenuta scn- rio del s. OHÌzio , segretario de' brevi e
I
za pregiudizio del sollo-decanalo, quan- perciò gran cancelliere degli ordini eque-
;do a'22 gennaio 1844 si astenne dal pas- siri pontificii, i.° legato apostolico di Ma-
'sare a quella di Porto e s. Ruffina, men- ritlima e Campagna, ossia «li Velletri e
Ire a'17 del successivo giugno pervenne sua provincia, e prefetto della s. Congre-
a questa. Come in tale concistoro, essen- gazionc cardinalizia della ceremoiiialc,
;do il cardinale maialo, il suo procurato- prefettura annessa al decanato, come lo

I
re cardinal Macchi indi lui nome da Gre- è la pioteltoria dell'arciconfialernita di

I
gorio XV I oliò questo vescovato, lo dissi s. Anna (\e Palafrenieri {F.) sino dalla
nel voi. L, p. 82, riportandone la formo- sua fondazione. Di sopra ragionai del suo
\
la , in lino a quella colla quale il cardi- solenne ingresso, delle molteplici e gene-
^
nai Macchi domandò dimettersi dal ve- rose beneficenze verso Vellelri e sua dio-
scovato di Paleslrina per passare al vaca- cesi; quanto sia zelante e provvido pasto-
to di Porto e s. Iluftina. Come nello sles- re, sollecito del decoro della casa di Dio,
so concistoro il cardinal Macchi fece istan- limosinierocogl'indigenti, benemerito del
za al Papa pel cardinal Micara del pallio, pubblico insegnamento civile e morale,
colla furmola, lo riportai nel voi. LI, p. Onde ben a ragione il can. Dauco dice,
.,(> V E L VEL
leputnisi forlunala la cillà e diocesi pov gnnnle Ponlefice Fio IX, olire ì listniivi

e>s<fr f;oveiiialn da un [)aslorecosì mimi- della rocca d'Ostia (destinala pe'condan-


fjco.anioroso, dotto, vii^ilanle e tulio l)un- nati a'Iavoii pidjblici, onde nelle buone
là. Papa gli die nel concisloio de' 27
11 stagioni adoperarli in opere agricole ed
sctlenìlire i852 a sullifiganeo l'odierno altre di pubblica ulilità, conke 1' impie-
mg. Gesualdo Vitali di Rlondolfo dioce- garli negli scavi medesimi, a vanlagj^io
si di Sinigagliii, preconizzandolo vescovo delle antichità e delle arti. Iieslanri ese-
d' Agalopoli. Dice la proposizione conci- guiti sotto la direzione del prof. Federi-
che successivamenle era slato vi-
sloiiale, co Giorgi, col doppio scopo di restituirla
cario generale di Ferrara, Ostia e Velie- alla sua forma e assicurarne la conser-
tri, Palestrina e nuovamenle d' Ostia e vazione, e senza recare nocumento alla
Velletri, come Io è tuttora, prolonolario sua struttura e superstiti oruamenli), si

apostolico, cameriere d'onore pontificio e riaprirono per cura e spese del prelato
arcidiacono di Paleslrina; encomiandolo mg. 'Giuseppe MilesiPironi-Ferrelli mi-
in essa il Papa per prudenza, probità, dot- nistro de'lavori pubblici e belle arti, ob
liìua come (iolìoì e in nlrofjite j'uris, re- cardinale legalo delle R.omagne, onc
riinique. iisii pracslanlia spccimiiia. Ili- rivedessero la luce altri monumenti pr«
ferisce la della ultima proposizione conni- gievoli per l'erudizione e per l'arte ; sol
storiale, ogni nuovocardinal vescovod'O- lo la direzione del eh. commend, Pieli
.stia e \ elletri non essere tassato ne' libri Ercole Visconti co'nmissario dell' anl|
della camera apostolica, né in quelli del chilà,edel cav. Gio Ballista Guidi ispt

sagro collegio. Ascendere le rendile della lore onorario de' medesimi scavi, Piicoi
mensa ad uiìdecini circiicr luìllia sento- dai i nìonumenli scoperti a Ostia, e ci
rum, ma colla perpetua pensione di scu- me il Papa andò tulio a vedere con pi(
di 600 a fijvore della mensa vescovile cere l'i 1 ottobre, ricevuto dal cardin|
Tusculana, ainscjne oueribiis gra\'ati. Macchi. Al cennochediedì, citai i num^
iJioece.ses unìtae salis sunl anijìlae, et ri del Giornale di llonia, che bene ogj
jiliira .sub se conlinent loca,c\\e tutti de- cosa descrissero. S'incominciarono gli sci

scrissi superiormente in questo stesso ar- vi in uno de' sobborghi, a poca dislani
licolo. da Ostia moderna, quasi dirimpello al
11 vescovato del cardinal Macchi forme- suburbana chiesa di s. Sebastiano, elj
là epoca, anche per Ostia. Imperocché, silo superò le concepite speranze; essei
dopo aver parlatoaqueU'ailicolodella fé- dono ubertosa primizia il prezioso sepc
lacità de'suoi scavi, inli apresi prima da creloivi trovato, con vari marmi pregie-
l'ioVl, epoi con piùsuccesso da Pio VII, voli, e iscrizioni delle romane famiglie
già notai nell'articolo Tevere, colla qua- dimorate in Ostia. Il ricordalo numero
le tanto si rannodano le sue notizie, come del G/o/vjfl/e, ecco come descrivel'odier-
iieli855, e nel modo rilisrilo dal n."! 07 na Ostia, quando la visitò Pio 11, rica-
del Giornale di Roma (il quale rileva a- vandolo da'suoi Commentari. »jVeggoii-
Vere il cardinal Macchi corrisposto e da- si diroccali portici, giacenti colonne e

lo a'voleii pontificii pronto adempimen- frammenti di statue, pareli d'un anlicc


lo, ed inoltre: essere benefica e provvida tempio spoglialo del marmo, e una par
intenzione del Papa, che con quanto si te d'un acquedotto. Le anlicheed ampli
estrurrà da' lécondi scavi, intende d'ac- mura della città crollarono, e ridotte ;

crescere gl'insigni musei pontificii di Ro- forma più angusta racchiusero sollanl(
ina ; ed all'evenienza quelli pure di Do- la cattedrale e pochecase; ma anche que
Jogna e di Perugia, dove siano d' ulile sle si dicono disIruUe da Ladislao re il
ogh studiosi delle arti), d'oidiue del re- Sicilia. Le mura souo per la più pari
V EL V EL 97
rotte, la chiesa crollata, reslantlo solo la figura al vero d' una donna velata seini-
parie superiore, ove sorge l'uitare mag- giacente. La statua d'un giovanetto, ve-
giore: tutte le altre case sono in rovina. Il stito colla pretesta e colla bolla penden-
palazzo episcopale fu coperto ed in par- te dal collo. Un busto femminile, che
ie restauralo dal cardinal camerlengo di per la sua bellezza meritò collocarsi nel
Papa Eugenio IV: e nessun altro edilizio museo Vaticano - Chiaramonli, perchè
vi ha da potersi abitare, tranne un'oste- sen)bia rappresentare la famosa Giulia
ria ed un'alta e rotonda torre fatta da figlia d'Augusto. Si apprende dal n. i 2 i

Martino V per custodia del luogo e per del Giornale di Roma, che il Papa Pio
vigilare il contrabbando. Ecco qual è al IX a' 28 maggio i856 si recò ad Ostia
presente Ostia, sì celebre presso gli an- per visitare gli scavi, ricevuto ossecjuio-
tichi. L'abitano pochi pescatori prove- samente dal cardinal Roberti presidente
nienti dalla Dalmazia, ed i custodi della di Roma e Comarcajda mg.' Milesi-Pi-
terra". Noterò che in progresso la Con- roni-Ferretli, dal commend. Visconti e
dizione d'Ostia e di sua cattedrale miglio- dal cav. Guidi. Si cocnpiacque osservare
rò, oltre r erezione della famosa rocca, in ogni loro parte gli oggetti d'antichità
che sono andato rammentando,
di sopra molto importanti ivi scoperti. E dopo
per munificenza de'cardinali vescovi d'O- aveie esternala la sua approvazione, am-
stia eVelletri. Successivamente il Giorna- mise al bacio del piede diverse persone;
le di Roma del 856, con articoli dell'en-
1 e partì per andare a vedere gli afi'reschi
comiato commend. Visconti, il quale fece che si stavano eseguendo nella basili-
conoscere eruditamente progressi vi i la vo- ca di s. Paolo, e restò a desinare nell'a-
ri di scavo per ricerca di antichità, e Tim- diacente monastero cassinese. Delle pa-
portanza del rinvenuto. Laonde col u. 7 l ludi, Iago o stagno Ostiense, ne parlai a
del Giornale si apprendono i risultati di Ostia, ed a Sale e Saline, quelle d'O-
quelli de* Bassi d'Ostia, di Monticelli, di stia producendo ottimo sale e meglio lo

s. Ercolano, di s. Sebastiano. Come per daranno se l'aria, come ora si spera, per-
ogni dove si trovarono nobili avanzi, e mettesse maqs'ior numero di lavoranti.
•i conobbe esservi più siti rimasti intat- Accennai nel voi. LXXXIV, p. 61 (oltre
ti all'anteriori ricerche. Gli oggetti tro- la bonificazione Piana o prosciugamen-
vati ne' vari edifìzi furono 4 grandi mu- to de' terreni vallivi del 1.° circondario
saici figurati, rilevale le composizioni a della provincia di Ferrara, di cui ripar-
nero sul fondo bianco; uno de' quali di larono il Giornale di Roma del 18 58
finissimo disegno con dadi tanto minuti col n. 23, e la Cii'iltà Cattolica nella
che supera l'artifìcio di molti musaici a serie 3.", t.
9, p. 234), '* pontificia conces-
colori. Quasi 100 iscrizioni antiche, inte- sione tendente a prosciugare lo stagno
ressanti anco per la dimostrazione de' d'Ostia, che ha intrapreso una società,
legami di famìglie fra la colonia Ostien- rappresentala dal cav. Felice Bidault, on-
se e Roma; e contenenti pure ricordi de rendere all'agricoltura assai parte di
d'iifTizi pubblici e privati, non che indizi quel territorio, e provvedere alla salu-
de' luoghi di Ostia e suburbani. Otto os- brità de' vicini latifondi, non che a quella
suari di varie forme e ornali, di meravi- stessa di Roma, alla quale riescono pre-
gliosa conservazione e del pììi elegante giudizievoli gli effluvi di quella vasta e
intaglio. Cinque sarcofagi con ben con- abbandonata palude. Riferì poi il n. 228
servati e leggiadri bassorilievi, di prefe- del Giornale di Roma^ che il Papa Pio
renza esprimenti ninfe sopra tritoni e a- IX 1*8 giugno 1857 si recò ad Ostia, ri-
nimali marini, a diporto nel placido ma- cevuto dal cardinal Roberti presidente
re. Diverse altre sculture, fra le quali la di Rooiu e Comarca, e dal sullodalo uig.*^

voi. xc.
7
98 V EL V E L
Milesi-Pironi Fent'lli. Dopo avere ora- se,anche con questo nome si appelli. 11
lo in chies.T,ferniossl anzi lutto ad un mo- medesimo Giornale di lìonia lìaì 1817
numento onorario, ove la società pel tli- produsse del commend. Visconti 1' arli-
seccameiilo per lo stagno Ostiense e per colo: Scavi d'Ostia, hi esso si aggiungono
l'ampliazioneemiglioraaienlotlellesaline oltre erudite nozioni alle riferite, per fui*

avea collocato in suo onore la martnorea conoscere la rara feracità del classico suo-
iscrizione, che il Giornale riporla,e com- lo Ostiense, che (juasi ad ogni poco trat-

posta dal commend. Visconti. Indi si con- to che ne venga rimosso, si hanno mol-
dusse a piedi agli scavi, accompagnalo teplici insigni dimostrazioni del fioren-
dal Visconti e dal cav. Guidi, percorren- tissìmo stalo della romana colonia. Si
do l'antica via Ostiense, la quale essen- parla, oltre de' nobili marmi, de' trova-
do fiancheggiata da' sepolcri ivi scava- li utensili in bronzo, in avorio, in vetro,

lli; lasciati sul luogo persuo volere, il in argilla e stucco. Delle scoperte rovine

Papa si fermò a osservar quelli aventi le ivi fatte di diversi edifizi, non lunge dal-
antiche iscrizioni, che ricordano cospi- la torre Covacciana, d'8 stanze o sale, hi
cui personaggi della colonia romana d'O- una vasta camera, le cui pareti sono anco-i
stia. Giunto alla porta dell'antica città, ra rivestile di avanzi di preziosi marmij
vide al lato di essa la stazione militare, trovossi in perfetta conservazione il pavii
dove in un nascondiglio furono trovate mento di musaico a colori vivissimi e vaj

219 medaglie del triumvirato d'Ottavia- riatijdi smalto e pietre, rappresenlanli (le

no, di Marc'Antonio e di Lepido. Oltre- ri e meandri,e intreccio d'ornati d'elegai


passato quel punto, osservò il Papa la te disegno; opera accurata eseguita ad ini^

grande statua di Cerere, e ammiratane tazionc de' tappeti asiatici degli assir
la bellezza ordinò che fosse collocala nel Questo musaico pare che dovrà decora
museo Vaticano, riempiendo così il vuo- re nel J'adcano il pavimento della sa
to lasciato nella sala rotonda dn quella la che va a dipingersi a fresco, con ra[

trasportata a Parigi (la Cerere Ostiense, presentarvi il promulgato dogma del


restaurata dal valentissimo scultore Pie- r Immacolata Concezione. In un'alti
tro Galli, con illustrazione se ne pubbli- camera un musaico bianco e nero pr(
cò il disegno wf^W Album di Roma, t. 25, senta in un quadro un amorino che ca
n." i4)' Fermò anche la sua attenzio- valca un delfino, spingendolo al cori
ne sopra 6 altre statue, e specialmen- colla frusta. Altrove in un musaico, pi
te sugli avanzi d' un colosso. Proseguen- re a bianco e nero, sono ritratti di na
do per la scoperta via dell* antica cit- turale grandezza 5 atleti, e quello ch'I
tà, giunse ove sì stava scavando la conti- nel mezzo corona se stesso. E
siccome
nuazione del pubblico condotto della co- lega e corrisponde al gran musaico tratt
Ionia Ostiense coll'epigrafe: Colonoruni dalle termeAntonianeed esistente nel int
Coloniae Osticnsis. Esternatasi dal Pa- seo Lateranense, probabilmente in ess
pa r alta sua soddisfazione per lutto- si trasporterà. Fra' moltissimi avanzi (

ciò ch'erasi fìttto dall'ultima sua visita, rari marmi, ancora esistono due colon
passò al palazzo dell'episcopio, dove fer- ne di giallo antico, in parte ancora erel
matosi alquanto, ammise al bacio del te sulle basi, e sembrano appartenenti
piede varie persone, a tutte comparten- un portico; anzi si congettura, con qua
do la sua apostolica benedizione. Rimon- che fondamento, potersi ravvisare ni
tato in carrozza, partì da Ostia, recan- discorso grande edifizio gli avanzi dell
dosi a pranzo nel monastero cassinese terme d'Ostia, edificate con ogni proft
contiguo alla basilica di s. Paolo, che per sione d'ornamenti nel principio dell'ini
giacere maestosamente sulla via Ostìen- pero di Autonino Pio; così quell'august
VEL VEL 99
nel coslrnii'le soddisfece nd una promes- ro miglioramenlì e della bonificazione
»n (li Ti:>iano,e se ne iva la conferma da' dello Stagno Ostiense, per indennizzarlo

holli de' mattoni trovati, spettanti al t." delle spese da farsi. Su di che devesi te-

anno del suo ìm[)ero. Tali teitne sog- nere presente la dichiarazione pubblica-
giacqiieio a incendio e quindi furono re- ta nel susseguente n.° 87 del Giornale.
staurate. Presso lo scavo vicino alla por- Nel n.° 90 si legge: Sua Santità si è be-
ta della città, si trovò un'iscrizione voti- nignamente degnata di porre l* augusta
va per la salute di Cornmodo; raro rno- suo nome nella sottoscrizione della So-

nu(nenlo, sapendosi che venne abolita cietà Pio- Ostiense pel bonificamento del-

ogni memoria di quel degenere figlio di lo Slagno ed il miglioramento


d' Ostia,

Miirco Aurelio per pubblico decreto. Col delle Saline. Giornale di Roma (\e\ìo
11

ritratto ili esso Conimodo si rinvenne an- stesso i858, n.° 97 narra Che il Papa :

cora un bollo in piombo, che ha all'intor- Pio IX, a' 29 aprile si recò ad Ostia, ac-
no r iscrizione della stazione del foro o- compagnato dalla sua nobile Camera
stiense per l'opera o pel materiale di ferro; segreta, ivi ricevuto dal cardinal Rober-
cosa che prima non erasi veduta in simili ti, dal conte Colloredo Walsée ambascia-
bolli, già per se stessi ben rari. Dichiarò tore d' Austria, portatosi a visitare gli

poi il n.° 25 del Giornale di Roma del scavi,da mg.' Alessandro Macioli arci-
i8'j8, avere il Fapa a' 20 gennaio per- vescovo di Colossi e vicario generale del
messo, in conseguenza delle concessioni cardinal Macchi, come vescovo d' Ostia
de' 4 "'"Sd'o i^'^S e 22 gennaio 1837, (secondo la rettificazione inserta a p. 395
approvandone gli statuti, per mezzo del dello stesso Giornale), e dal cav. Luigi
ministero del commercio e lavori pubbli- Tosi sostituto del ministero del commer-
ci, la formazione d'una società anonima cio e lavori pubblici. Dopo avere ascol-
di azioni, per le saline d'Ostia per Scan- tata la messa. Sua Santilà si compiac-
ni, e per 99 il bonificamento dello Sta- que rivedere gli scavi piìi vicini e altre
gno Ostiense. Indi m'istruisce il n°6'j del volte visitali, ed il commend. Visconti le

Giornale de'2 marzo i858, della for-


1 fu guida. Papa osservò il tempora-
Il

mazione della società stessa col titolo di rio ornamento fatto disporre per si fau-
Società Pio-Ostiense per le Saline e sta circostanza; si fermò lungo l'antica
Bonificamento dello Stagno d' Ostia, via a vedere i nuovi avanzi de* monu-
riportandosi in detto numero e nel se- menti sepolcrali scoperti, il nuovo sarco-
guente gli approvati statuti. La società fago in marmo ornato di sculture sulla
ha per iscopo.i. "Le saline d'Ostia, miglio- fronte, rinvenuto nell' ultimo sepolcro
ramenti e prodotti di esse.2.°La fabbrica- sgombrato a sinistra di chi giùnge alla
zione de' prodotti chimici che si ricava- porta liomana dell'antica città. Indi os-
no cMV acri ne nindri3°\\ prosciugamen- servò ancora l'antica stazione militare
to dello stagno d'Ostia e la coltivazione presso la stessa porta, compiacendo?! ri-

di esso.4.''Tntle l'operazioni d'industria, conoscere la disposizione appropriata al-


d'agricoltura e dicommercio che si lega- l'uso, non che le testimonianze della pre-
noa'sopra esposti oggetti della società. Di senza de' militi, che tuttora vi rimango-
questa è ingegnere in capo il cav. Dechar- no. Entrato Papa nella città, trovò nu-
il

me. Il n°'j5 del medesimo Giornale, ri- merosi frammenti marmorei e le statue,
porta l'articolo: Società Pio-Ostiense quali pili e quali meno conservate, ivi di-

per le Saline e Bonificamento dello Sta- sposte, rammentando quanta testimo-


gno di Ostia. In esso si contiene l'accor- nianza si vedesse in tali monumenti del-
datodnl governopontificioal cav.Didault, l' antico splendore dell' Ostiense colonia
concessionario delle Saline d' Ostia e io- e della potenza romana. Fermatosi nella
joo VEL VEL
piazzn che si apre all' ingresso della cit- va un leggiadro musaico, rappresenlnnle
tà, vide la fonte con parte delle decora- un genio che spinge al corso un delfina
zioni, edincnin a destra ; vide il diraninr- stando sopra esso a cavallo, furono a'picdi
si delle vie, la fabbrica presso alia quale del Pontefice i valenti incisori incanmii-i,
fu trovalo l'orologio solare in marmo, Tommaso e Luigi padre e figlio Sauli-
giù per sua nìunifìcenza nel museo Va- ni, e presentarono ridotto a cammeo il

ticano, ed il non lontano luogo dov'è an« grazioso soggetto, ed il Papa si degnò ac-
cora r iscrizione onoraria posta a Caio coglierlo benignamente. Accolse poi la
Grafiio Maturo. Veduto lo sviluppo che deputazione del consiglio amministrativo
i lavori di scavo erano per acquistare su della Scjcielà Pio-Osliense pel bonifica-
questo punlo, gli antichi condoni di piom- mento dello Slagno e miglioramento del-
bo per gran trailo conservali sul luogo, le Saline, a cui dimostrò quanto ha a
non senza dimostrare quanto approvas- cuore il buon esilo dell'impresa. Ammes-
se tulio l'eseguito, il Santo Padre passò si al bacio del piede gli scolari d'archeo-
in carrozza all'altro punto delle lavora- logia deli' università romana (i cui nomi
zioni. Quivi discese nell'inferno delle va- sileggono nel citalo Album di Ronidj
steTern)e Ostiensi, ne ammirò parte a insieme al sonetto da loro umilialo al
parte la disposizione accompagnala sem- Papa, ivi celebrandosi questa pontificia
pre da sontuosi ornamenti. Richiamaro- gita ad Ostia), il commissario dell'anli
no la sua attenzione i rari marmi onde chilà gli presentò una raccolta a stampi
le pareli sono in parie ancora rivestile, dell' antiche iscrizioni Ostiensi, in conti
gli avanzi delle colonne, i pavimenti in n nazione a quella pubblicata ne' passat
musaico, fra'(|uali arrestò la sua speciale anni. Sua Salitila mostrala la sua sovra
attenzione sui distinti pregi di quello na soddisfazione, e dopo essersi paterna
grande a colori imitante il discorso ricco niente trattenuto con villici adulti e fan^
babilonico tappeto, e nuovamente con- cìulli, die generosa elemosina e la sua be
fermò r ordine che venisse trasportalo nedizione, partendo a mezzodì per la pa
ad acrescere lo splendore del Valicano. triarcale basilica di s.Paolo, incontralo da
Passando più oltre, dove l'edificio del cardinali Anlonelli, Bofondi e Teodolfo
bagno è piìi profondo, lesse 1' iscrizione Merlel ( che poi nel declinar di giugno
composta e fattavi collocare dal commis- nominò proiettore di Cori), Nel mona-
sario dell'antichità, esprimente i pensie- stero ammise alla sua mensa tulli sun- i

ri ed che ben si confacevano alla cir-


i voli nominati cardinali, gli ambasciatori di
costanza ed al luogo, la quale venne ri- Austria, di Francia e di Spagna, gli ar-
prodotta dall'^^/i^m di Ronia,l. i5, p. civescovi Macioti e Falcinelli, altri ve-
109. Era quivi ancora la statua mulie- scovi, il general Goyon comandante la
bre ultimamente scoperta, lavoro per divisione francese di Roma, il genera
larilà d' artificio e per bellezza di con- None in essa comandante di piazza, ed al
servazione egualmente commendabile. E tri personaggi. Dopo il pranzo Sua San
a notarsi che si raro lavoro conserva trac- lilà visitata la basilica Ostiense, ritornò
ce della pittura sovrapposta con varie tin- «l Valicano. Tra le narrale ulteriori esca
te alla tunica e almanto, l'uno colorito vazioni, ricorderò il basso rilievo rap-
diporpora e l'altro di tinta cerulea. 11 presentante due de'falli d'Ercole; quan-
Papa ordinò il trasporto della statua, che do solfoca Anteo, e quando uccide Bu-
ha porporzioui oltre al vero, per esser siride.Tale scultura, egregiamente con-
poi collocala ne'ponlificii musei. Veduti servata, fu posta per avventura ad orna-
altri frammenti di scìdtura e passando re la stazione militare vicino alla porta,

oltre nel vasto edifizioj mentre osserva- presso la quale si rinvenne. JNella stazio-
VE L VEL IO!

ne meilcsiin.i si scuopn all' aulico suo merclo e industria, e di colli visitatori.


luoijo una tavola lusoria di marmo ,
Inoltre non si può tralasciare di ripro-
stata tl'uso a' soldati pe' loro giuochi. Il durre il disegno di ricostruzione dell'an-
connnendator Visconti, nel!' accademia tico Porto Ostiense o Romano, e quanto
romana d' aiclielogia, di cui è segretario si propone pel fine di risanare l'Agro Pon-

pei[)elun, pili volte dicliiarò il metoilo tino, col riferito egregiainente dalla Ci-
da lui fililo eseguire negli scavi per la viltà Cattolica, sevìe 3.', t.
9, p. 598, per
ricerca de'montitnenti tornati in luce in la sua grande importanza e per interes-
Ostia, progressivamente clieandavnsi fa- sare non solamente Ostia, ma Velletri
cendo; rilevando mento de^pre- l'accresci slesso e sua provincia,anche come argo-
gi edelleglorie monumentali che ne de- menti di cui tanto parlai in questo e in
rivavano a Roma (nel corrente i858 ne altri articoli, ed i quali hanno piena re-
ragionano n. 20, 3i, 62, 100, 109 e
i lezione con questomedesimo, L'egregio
I2g del Giornale di Roma). Inoltre nel ingegnere Vincenzo Manzini pubblicò nel
pregievolissimo Giornale Arcadico di 1857 inRoma: Del metodo di restituire a
Roma, di cui è direttore lo slésso com- Roma l'antico suo Porto, liberarla dal-
mendatore, si riportano del medesimo, l'inondazioni e da' centri d'infezione del-
e da Ini umiliale al Papa. Nel t. iSg. la sua aria, e delle conseguenti Bonifi-
Le Iscrizioni della Rocca d! Ostia per cazioni, navigazione ed irrigazione ge-
la prima volta riunite e pubblicate nel- nerale degli Agri Romano e Pontino, ri'
la faustissima occasione che il Papa sguardate quali basi di pronta e sicura
Pio IX si reca ad osservarla. Si ag- colonizzazione delle provincieMediter-
giungono alcune singolari iscrizioni rance Pontificie. Progetto dell'ingegne-
cristiane antiche scoperte in Ostia, do- re ec. Questo grandioso ed elaborato di-
ve si trovano infisse nel palazzo vesco- segno, per risolvere l'antico e importan-
vile, ec. Nel t. «42. Antiche Iscrizioni tissimo problema di sanare, rifiorire e
Ostiensi tornate in luce dall' escavazio- colonizzare tutta la Maremma Romana,
ne dell' anno 856, scelte e pubblicate
1 ilregnante Papa ha di nuovo proposto al-
nella faustissima occasione che il Papa l'esame de' dotti. La Civiltà Cattolica^
Pio IX si recò ad osservarle il 28 mag- occupandosi tanto utilmente anche delle
gio dell'anno medesimo ec. Si aggiun- scienze naturali, lasciando a' periti il giu-
gono alarne brevissime annotazioni a dicare della parte tecnica di quest'insigne
talune di esse Nel l. 5 della nuova serie. lavoro, reputò pregio dell'opera il darne
Antiche Iscrizioni Ostiensi, tornate in un breve ragguaglio, facendo insieme
luce dalV escavazioni dell' anno iS56 in plauso al Mair/ini del suo nobile pensie-
1 85 7, scelte dal commend.
e pubblicate ro e de* profondi studi da lui posti a ma-
P. E. f^isconti ec, nella faustissima oc- turarlo. Due sono le parti principali che
casione die il Papa Pio IX si recò ad abbraccia questo disegno, riaprire cioè
osservarle il giorno 8 d' ottobre iSSj. alle foci del fiume Tevere l' antico Porto
Per tutto (juanto i'accenoalo, per tanti Ostiense o Romano e risanare l' Agro
fausti auspicii, si è cominciato in Ostia Pontino; ambedue connesse intimamen-
un lusinghiero avvenire; laonde può ra- te fra loro e necessarie, secondo l'autore,
gionevolmente sperarsi, che Ostia presto a dare una compiota soluzione al quesi-
Gambiera suoi destini, la sua condizio*
i
to proposto. Quanto alla r.*: de' 3 porti
ne; e andrà nel materiale e nel formale a c'o'ebbe in antico Roma imperiale, cioè
riacquistare parte del suo antico splen- quello d'Anzio a levante, quello di Cen-
doree importanza, con miglioramento di tumcellé a ponente, e fra essi due quel di
aria, e perciò aumento d'abitanti, di com- Ostia o Romano in sulle foci del Tevere,
I02 V E L VE L
pare gìustflDiente all'autore che quest'ui- sero (la questo continuare direttamente
limo, come il più opportuno, fosse e an- la via su pei fiume sino a Routn; ed alla
cora sia il più clej^no di fonnare la vera bocca di questo canale trasverso |)iantò
porta ili mare della capitale del oìoiulo .A. robuste porte o chiuse contro gl'iiiterri-
rendei e al PortoOstiense oKomano l'an- menli, alle quali porte è dovuta la con-
tico splendore non altro si richiede, che servazione del porto per oltre a 1 5 seco-
ricostruirlo a un dipresso quale fu sotto li, come dalla loro distruzione deve ripe-
gl'imperatori. Claudio, che lo decretò nel- tersi la perdita del porto e il così rapido
l'anno 48 di nostra era, lo apr'i scavando e seuìpre crescente protendimento della
al lato della bocca foce tiberina un vasto spiaggia di Fiumicino. Il disegno dunque
bacino dentro terra e introducendovi il del jMauzini propone in ."
luogo di sca- 1

mare. Quindi gettò nel mare slesso due vare un bacino da lui chiamato Bacino
grandi aggerì, che ne chiudessero il seno, Pio, al modo stesso che Claudio scavò
e in sulla bocca di (|uesto alFondando la il suo porlo poi riaprire ed espuigare
;

gran nave che avea traspoi tato in Roma il Porto di Claudio e la Darsena Traia-

l'obelisco Vaticano, se ne servì di base na ora Lago di Porlo, sgombrandoli dal


all'isola che fabbricò per antigiiardo del fango e dalle niacerie, e in un lato della
porto,edal mezzo del quale sorgeva il gi- Darsena aprire lo sbocco ad un canale sal-
gantesco faro, imitato da quel di Alessan- so che vada a metter capo nel Tevere de-
dria, i 3oj00o operai occupali a ciò negli vialo a Ironie Galera, ovesaranno le porle
I anni che gli restavano di vita non ba-
I o chiuse Traiane costruite colle pro|)or-
starono a Claudio per veder compiuta zioni d'un grande sostegno moderno. In
l'opera. Questa fu terminata e inaugura- tal guisa il Porto Pio, nome dato dall'au-
ta dal suo immediato successore Nerone, tore al nuovo porto, allunganilo l'anti-
il quale non contento di tanto, volle an- co di quanto s'è inoltrata la spiaggia ver-
che Anzio sua patria costruire un al-
in so maie, si troverà alla testa dell'antico
tro sontuoso porto da lui chiamalo Nero- Porto Romano, di cui laddoppierà la su-
niano, ora detto Porlo d'yJnzio, Dipoi perfìcie, formando così uno de'più grandi
Traiano aggiunse al Porto Ostiense os- porli d'Italia, anzi del Mediterraneo. 11

sia Romano nuove e grandi opere, che nuovo porto occuperebbe una superfìcie
Io recarono al colmo del suo splendore. galleggiabile di metri quadralÌ2,632, 600;
Scavò dentro terra la Darsena Traiana, de'quali 474>3oo presi al mare, 887, 5oq
equivalente per ampiezza ad un 2.° por- pel nuovo Porto Pio, i,o43,85o pel Por-
to, comunicante col i.° per un largo ca- to Claudio, 256,85o perla Darsena Tra-
nale; di fianco al porto condusse la Fos- iana; e potrebbe egli solo ricettare più va-
sa Traiana, ora Canaledi Fiumicino (sul scelli che non tutti insieme i porti italia-
quale luogo frazione di Roma, come Por- ni, eccettuata Venezia. La Fossa Traiana
to e Ostia, non si devono dimenticare le non servirà più di bocca al Tevere, ma
nozioni statistiche recentissime di sopra munita di porte varrà a niellere in comu-
riferite, alle quali aggiungo, che la Sia- nicazione il porto col fiume, e per esso
Ustica del i853 del ministero del com- con Roma, affinchè poi le navi, dopo va-
mercio vi enumera: case loo, famiglie licato il sostegno, trovino fondo sudìcien-
aoo, popolazione Soy. Non ricordando le per continuare il viaggio di Roma, il

Porto, forse l'amalgamò a Fiumicino), e corso presente del Tevere dal sostegno sai
per mezzo d'un canale trasverso messa- rà corretto ed abbrevialo. Inoltre difìaiil
la comunicazione colla sua Darsena,
in co al sostegno si getterà sul nuovo Te vi
congiunse l'acque delTevere a quelle del redi JMaccarese (tenuta dell'Agro Piomaj
porlo interno, di modo che le navi potes- uo, presso io Stagno di Caiupo 5uluio e u
V EL VEL io3
, mare Mediterraneo, sponda destra
sulla doli fuor d'esso mediante nuove inalvea-
della foce minore del Tevere, ina non n zionial mare: le acque paesane trovereb-
contatto con esso, e presso la foce e sul- bero allora facile scolo, e il terreno ver-
la sponda destra dell'Arrone, fiume che rebbe in breve tempo prosciugato (il dot-
ila origine dal lago di Bracciano e si sca- to avv. C. Fea nell'opuscolo, Ristabili-
rica nel mare presso la torre di Maccare- mento'. i^Della città d' Anzio, e suo Por-
se. Questa tenuta è proprietà del princi- lo Neroniano.i. Della città d' Ostiacol-

pe Ros|)igliosi, ubertosissima e destinala l' intero suo Tevere. 3. Modo facile disec-

al pascolo delle vacche edelle bufale,lungi care le Paludi Pontine. In conseguenza


circa i4 miglia da Roma, fuori le porle proposizioni solide per la coltivazione
1
Porlese.s. l\incrazio e Cavalleggieri. Nel delle Campagne Romane j ed estensio-
I 5o8 di Roma fu dedotta la romana colo- ne del commercio direttamente coli' este-
i
nia marittima d'\Fregenae,c\ìe poi decad- ro mediante que' Porli o nuovi Territo-

I
de e maggiormente alla fondazione del riij secondo l'intenzioni di Sisto F", Cle-

Porto Ostiense o Romano) un robusto mente f^III, Innocenzo XII^ Benedetto


ponte, sopra cui passerà la via Porlueu- XIFe Pio VI, e della strada antica da
se, e i cui pilieri o piloni sosterranno le riattivarsi per Anzio, Roma i835. Egli
porle o chiuse destinate a tenere in collo ragiona ancora dell'opere di De Frony,
lencque magre, e a far correre, quandosi Description hydrogr. et histor. des ma-
voglia, l'intero Tevere chiaro nel canale rais Pontinsj e del cav. Fossombroni,
salso e attraverso l'intiero porto : mezzo Saggio sulla bonificazione delle Palu-
potentissimo d'espurgarlo, U Tevere poi, di Pontine). Di queste acque inoltre egli
che libero e diviso in più rami, i quali ne vorrebbe giovarsi per compiere un ca-
scemano l'impeto, minaccia d'impaluda- nale interno di navigazione, che parten-
re e d'interrire sempre più la spiaggia, do da Terracina, pel monte Circeo, per
incatenalo e costretto ad una sola bocca Anzio e pel Porto Romano si stenderebbe
a Maccarese,colmerà quello stagno, e sca- fino a Roma. Ad Anzio si riaprirebbe
ricandosi in mare con tutta la sua piena l'antico Porlo Neroniano, col quale co-
terrà sbarazzata la sua foce, mentre un municherebbe il canale sopraddetto. E
emissario, munito esso pure di sostegno, cosi, prosciugatigli slagni, colmati i bassi
condurrà V acque torbide del Tevere a fondi, governate le acque, tutto quel trat-
colmare l' altro Stagno d* Ostia ; sicché to di maremma che si stende daTerracina
saran lolli di mezzo que' centri d'infezio- ad Ostia e a Roma, cioè una superficie
ne e di sterilità. Tali sono principali lavo-
i di I 3oo miglia quadrale, capace di ben
ri ideati dal commendaloManzini nella i.' 25o,ooo abitanti, verrebbe radicalmen-
parte. Nella 2,' tratta delle terre Pontine te risanalo e restituito con immenso van-
M e del loro totale risanamento, compien- taggio alla colturaeairabitazione.')L'ira-
do l'opera degli anlichi romani, e poi de' presa tuttoché gigantesca e ardua, non
Papi, principalmente di Martino V, Sisto è certamente maggiore delle forze ma-
V e Pio VI, rimasta in gran parte inefil- teriali di cui oggidì può agevolmente di-
cace, o per incuria de'posteri, o per la fal- sporre la meccanica e l'idraulica, soprat-
con cui fu ne'
lacia de'principii idraulici tutto colle macchine a vapore, le quali
Tari tempi condotta", A questo scopo l'au- suppliscono ad un tratto le migliala d'uo-
tore propone come spediente capitale mini e di cavalli ; né delle borse, giacché
quel che già proposero nel 1800 Prony e coll'associaziune de' capitali tutto è pos-
Fossombroni, di escludere cioè dall'Agro sibile. Secondo i calcoli dell'autore la spe-
Pontino corsi d'acque stranieri, che so-
i da lui ideale ascen-
sa totale dell' opere
no la vera cauta delle paludi, couduceu- derebbe a aa, 2 19,500 scudi: ma que-
io4 VEL VEL
sti renderebljeio losto, mercè i leneni (Icmnon, cecryphalox, therisln'on o ihe-
actjuislali e luiglioiali, un prodotto di risCroii, che serviva loro di oriiamenlo,

41,012,600 scudi, cioè poco meno che e con cui esse si velavano e coprivano il

il 200 per 100; e ciò senza calcolare le volto, siaper guarentirsi dall'aria, sia
rendile de' porli di Roma e di Anzio, per nascondere il volto allo sguardo al-
dellit navigazione sul Tevere e «ul cana- trui. SìIIjUo costume è stalo in lutti i

le die da Roma e da Porlo metterebbe tempi osservato dalle donne degli orien»
per Anzio e pel Circeo a Terracina. Quan- tali per non esporsi in pubblico agli occhi

to al tempo, lutto sarebbe compilo in 20 degli uomini, massime in Turchia, Pa-


anni. III." decennio andrebbe ne' lavori, recchie divinità mitologiche vedonsi ne'
cioè4anni per costruire il nuovo l'orto monumenti col capo velato. Saturno lo è

Romano^dirìzzaree incatenare il Tevere, sovente, e siccome è altrimenti chiamalo


ed eseguir l'opere delle Paludi Fontine; e il Tempo, fu così rappresentato come co-
Gallili percolmare lutti gli stagni e co- lui che macchina nella sua lesta astuti
minciar lungo il lido una striscia di colta- progetti, o piuttosto perchè i tempi sono
raa bosco. Il 2." decennio sarebbe impie- oscuri e coperti d'un impenetrabile velo.
gato a coltivare i lerrenigià sani, suddivi- Anticamente col velo si simboleggiava, l'e-
derli, fabbricarvi e popolarli. Degli im- ternità; ed il velo fu anche geroglifico
mensi vantaggi poi, che il compimento di della notte, e del termine della vita urna*
sì grand' opera recherebbe a Roma, allo na, il che fu espresso ne' sepolcri antichi,
statoPoiitificio e all'Italia non accade par- col simulacro della Notte che distende un
sono uianifesti,soprattulto
lare: tanto essi velo per dinotare il fine de' tempi, al mo-
chi miri la nuova importanza che a'nosUi do riferito dall'annalista Rinaldi all'an-
mari promette di dare l'aprimenlo del- no 337, n.19, nel rendere ragione perchè
rislnio di Suez (di cui feci ulteriori pa- Costantino I fu espresso col capo tulio
iole nel voi. LX.XXVlI,p.i88e i92),e velato in una medaglia, (iiunone per pia-
che acquisterebbe senza dub-
la floridezza cere sempre più a Giove, dopo aver esau-
bio il nuovo Porto R.omano, che per ca- rita lotta l'arte degli acconciamenti, si

pacità sarebbe il 1° de' porti Medileria- coprì d'un bel velo bianco; questo attri-
nei, e per postura Iroverebbesi quasi nel buto della dea, secondo alcuni, serve a
centro della nuova e gran via che sta per indicare, che spesso le nuvole oscurano
prendere il commercio marittimo delle l'aria, della quale essa è simbolo. Anli*

nazioni ". camente si velava ancora il capo in se-


\ELO, Fclum, Carbasus. Tela finis- gno di dolore, ed i veli neri, come indizio
sima di seta cruda, stoffa più o meno leg- della morte, lo sono del Lutto (P^-)' In
gera. Velo si dice anche un abbigliameu- Grecia e in Roma velavasi il capo duran-
lo fatto di velo, e talora di tela lina, che te il lutto; ma i greci servi vansi in queste
portavano anticamente in testa le donne, occasioui di panni e di veli di color nero,
il quale non solo ancora usano, come si mentre le donne romane all'incontro im-
dice ne' nostri Dizionari, le monache e piegavano abili e veli di color bianco.
le villanelle, ma le donne in generale, Quello ch'era vi di singolare in questo cor
giacché in molti paesi dell'Europa, sq- stume sì è, che figli accompagnavano i
i

praltutlo in quelli del mezzogiorno, con- funerali de' padri loro colla testa velala,
servasi l'uso di coprirsi col velo. Le don- mentre le figlie seguivano il corteo col
ne greche allorché uscivano di casa ave- capo scoperto. Spiega Plutarco che que-
vano un lungo manto chiamato pcploii, sto si osservava, perchè figli devono ri- i

P un panno di stoffa assai fina e legger^, spettare al pari <ie' numi i padri loro,
chiamato calypliyt, paracalj(-/jlr(i, crc- che l§ figlie li devono piangere e Ume^j
VEL VEL io5
lare solamcnle siccome uomini moi'll. Al- Compai'ÌTano in pubblico col volto sco-

tri opinano, che tale cosluniunza prove- perto, giacché le soie donne maritale e-
niva da questo, che in occasione di [ulto scivano velate. Scrive Rinaldi, le donne

»i osservava nell'althigHamento il contra- spartanelodatissi(ne sopra tulle lealtre,le


rio di quello che solevasi praticare ordi- vergini solevano andare colla faccia sco-
nariiiniente. La stessa diversità dell'abito perta, e le maritate coperta, acciocché le
era osservala in simile circostanza in E- une trovassero marito, e le altre avendo
gilto e nella Grecia. A' parricidi fu decre- imariti non curassero di piacere altrui.
tala la pena di morte col volto coperto Ma soggiunge, che se le vergini spartane
da ini velo nero, dovendo incederealsup- sono riprese perchè portassero le vesti in-
plizioa piedi scalzi e con una lunga cami- sino al ginocchio, così non si devono lo-

cia; come morte esemplare, ad tcrrorcm, dare che s'esponessero colla faccia scoper-
secondo le leggi di molti popoli. Gli an- ta, quasi venali. Che direbbe il Rinaldi

tichi scrittori parlano di veli, che consi- se vedesse l'uso odierno, che le donne cri-

stevano in drappi particolari, sioiiglie- stiane, maritale e zitelle, portano cappel-


donne si ser-
voli a' veli di cui le nostre li, cheoltrelulto il volto lasciano scoper-
vono attualmente. Se le donne dell' anti- to quasi la metà del capo?! E che quasi
chità non trovavano necessario di nascon- quasi, in alcuni luoghi, rare sono (|uelle
dersi il volto loro, lo stesso velo riceveva che usano di appendervi il velo detto vol-
altre forme,edera accomodato diversa- garmente scullino, recandosi in chiesa?!
mente da questo venne che la parola
: Qualche volta ledonne non coprivano che
crcdernnon indica in pari tempo la ben- per metà il loro volto per convenevolez-
da con cui cingevasi ilcapo, e il velo che za. In Calcedonia quando ledonne incon-
' copriva interamente il volto. Questi veli travano un uo(no e principalmente un
erano finissimi e trasparenti, d'una slof- magistrato, non scoprivano che una me-
fii che fijbbricavasi nell'isole di Cos e di tà ilelle loro guance. Presso romani le i

A morgos Taranto e a Siris,


nella Lidia, a donzelle e le doime maritate non osava-
città d'Italia, ed è perciò che venivano no comparire pubblicamente senza esse-
denominati eoa, ainorginae strina. Sì re velate. Caio Sulpicio Gallo ripudiò la
traeano pure da Sidone, ov'erano tinti in moglie, perchè era uscita senzo velo.Que-?
porpora, caujechè presso i greci i veli fos- sto era ordinariamente d'una slolFa tin-
sero per l'ordinario di color bianco. Di- ta in rosso o in porpora, ornato .sovente
oearco descrive in modo singolare l'uso dì di frangie e chiamalo Jlammeum. he ma-
velarsi praticato dalle donne tebane. Es» trone romane avevano un altro modo di
se portavano sulla testa un velo bianco, velarsi, coprendosi la testa e la spalla
che a cagione della sua estrema (ìrìezza si dritta d'un panno chiamato Stola (F.)
accoinoda va al volto come una maschera, in greco e riciniumin latino, la cui mcr
ad eccezione degli occhi che rimanevano là era gettata sulla spalla sinistra. Il co-
sco[)erli col mezzo di due aperture che vi stume purea' celtiberi,
di velarsi giunse
si praticava. Le ateniesi servivansi egual- e le loro donne ornavansi d'un velo che
mente di veli. Euclide di Megara per sot- copriva tutta la persona, ed era fìsso sut
trarsi alla legge che proibiva sotto pena capo in modo affatto particolare. Esse
di morte agli abitanti di quella città di portavano delle collane di ferrocon lacnit
comparire in Atene, si travestì da donna, ne, che s'innalzavano al di sopra del ca-
si coperse il volto con un velo, e con sì po, e eh' erano incurvate assai in agget->
fatto stratagemma entrò la notte in Ate- lo ;
queste lamine servivano a sorregge^
ne, per trovarsi nella società di Socrate, re il velo, che le guarentiva dal sole, e
l'resso gli spaitaoi le giovani fanciulle loro servi va in pari tempo d'ornaoieulo.
io6 V E L V EL
Il costume di velarsi esisteva pure pres- rneum nuptiale, non pei* altro cei'la-
so i greci dell'Asia minore e presso gli al- mente, se non perchè era di color por-
ti i popoli dell'oriente; egli è a (juesli per- pora, per meglio dinotare questa virtù
sino die deve la sua origine tale costo- s'i propria delle persone maritate, di cui
Dtanza. Le donne nella Media non usci- uH'i ne forma il principal ornamento. La
vano che velale, e CI edesi che Medea loro benedizione nuziale seguiva mentre gli

regina ne introducesse l'uso. Il velo era in sposi erano coperti qnesto velo, per
di

uso nella Persia, e le rendite d'un'intera cui dice s. Ambrogio, che il matrimoiiio
provincia erano impiegate pe' veli della sia satiliflcato dal velo e dalla benedizio-
legina. Anzi Escliilo attribuisce assoluta- ne sacerdotale. Dice il Buonarroti nelle
mente l'uso de' veli alle donne persiane. Ossei\'azioni sopra i \'nsi nntichi di l'e-

Nell'Arabia le donne si velano con tanta tro, che il velo usato dalle donne cristia-

ansterità, che esse si coprono l'intero voi- ne nelle nozze, non è così antichissimo
lo ad eccezione d'on occhio. Negli Spo- come vogliono diversi scrittori; e quan-
salizi(V.)^\e%<^o i greci la nuova sposa si do fu introdotto venne colle benedizioni
coiuhiceva coperta d'un velo nuziale nel- ripurgato dalle superstizioni geiUilesche.
la casa del manto; essa non moslravasi E parla del velo portato dalle fanciulle
scoperta che il 3." giorno dopo le nozze, ch'erano per maritarsi. Nelle pompe nu-
ei regali che il marito faceva alla sua don- ziali di monumenti antichi mitologici, di
no, erano allora chiamati optcria e apo- marmo e musaico presso Wuìckelmann,
c.'i/jplcria,da calffìtra nome che indi- si vede sposa col volto coperto da un
la

cava il velo. romani osservavano lostes-


I velo nuziale bianco trasparente. A Spar-
so costume; presso di essi la giovane spo- la la statua di Venere Morfo, che avea
'
saera coperta d'un flaiivnewn implinle, un tempio con tal soprannome, era orna-
per cautelare la sua modestia. Quel velo la d'un velo cnlyptraj la dea era velata,

nuziale era color di fuoco o rosso, aìlnie colle catene a'piedi postegli da Tindaro
d'indicare il pudore ch'essa doveva sem- sia per la fedeltà e subordinazione del-
pre conservale. Nel citato articolo parlai le donne versoi loro mariti, sia per ven-
di dello velo e di quello che si usava in dicarsi di Venere, cui egli imputava l'in-

copiiie gli sposi neir atto degli sponsa- continenza e i disordini delle sue pro-
li; del velo usato dalle spose degli an- prie figlie. La statua di Polissena a Co-
tichi romani e anche cri- di altre nazioni slaiitinopoli avea il volto coperto dal ve-
stiane e co' loro signitìcali. li Chardon, lo crerleinnon, per indicare insieme il'

Storia de' Sacramenti, lib. 3, cap. 3: suo piidoree il dolore da cuiera compre-
Zhdl'antichità d' alcune, ceretnonie del- sa. Andromaca e Medesicaslo, in cattivi-
la celebrazione del Matrimonio, dice là presso i greci, erano rappresentate ve«
che s. Ambrogio parla del velo o pai- late nel celebre quadro a Delfo dipinta
lio, che si stendeva sulla testa di due ma- da Polignoto di Talo. Presso gli orientali,

l'itati cristiani, la qual cereraonia inse- come presso i greci, il velo usavasi anche
gnava loro, che il j)U(lore esser doveva nelle ceiemonie religiose. Enea facendo
la regola di lor condotta (forse da tal rito un sagrifizio aMinerva si copri la testa
ebbe origine quello col quale negli spo- alla foggia de'frigi Aristrando l'iudovi-
.

salizi il sagro ministro, dopo aver be- no, nlfereudo un


Giove esagrifizio a
Dedetti gli anelli nuziali, che in alcuni Minerva, era vestito d'un abito biancc
luoghi la sposa pure dà allo sposo, e e avea la lesta velata. La sacerdotessa dij
scambiali tali anelli dagli sposi, copre Siso[)oli, genio tutelare degli Elleni, noi
colla stola le mani a' medesimi sposi, e ardiva penetrare nel tempio di quella]
quindi li benedice). Egli Io appella /lain- divinità senza un velo bianco che le cO'
VEL 107
priva la teila e il volto. Tultavolla Ma- che esse attaccavano al di sotto del mento
crubìo nel liU i de'iiuui Satttrnalì, dice, con un fermaglio. Varrone dice, che le
che preikO greci Sagrifizi (f^.) si face-
i i donnechesagriflcavano, avevanOjConfor-
vano d'urdinarioa capo scoperto, l'ressu i memente al rito romano, la lesta coper-
romani ìSacerdolit ìeSaccnlolrs.u^r'.), ta d'un velo che chiamavasi vira. Se-
come il nuinine Diale odi Giove, e le /'c- condo Cicerone, nella sua orazione Pro
stali, e queUi che indirizzavano le loro domo, coloro che dedicavano un tem-
preijhiereo facevano sagriflzi agli Dei, por- pio a qualche divinila erano velati nello
tavano un Velo, ma con rpieslu dilierenza stesso modo de' sacrificatori. Insegnano
che coprivano il loro capo o d'un pontio Festo e Tito Livio, che i giovanetti e le
o della Toga, e che il volto d'ordinario fanciulle, che gli antichi popoli d'Italia
rimaneva scoperto. Si credeva, secondo consagravano agli Dei per calmarne lo
l'iularco nelle sue Questioni roriiaiie, che sdegno, erano condotti velali alle fron-
il costume di velarsi nelle ceremonie re- tiere per non più rientrare giammai nel-
ligiose procedesse da Knca. Questo eroe, la patria loro. I greci e romani ne* viag-
i

dopo il suo arrivo in Italia, essendosi oc- gi loro coprivansi la testa col tnanto o
cupato un giorno a fare un sagrilizio, e- colla Ioga, per guarentirsi dall' aria e
rasi velata la lesta vedendo passare Dio- qualche volta per non essere conosciuti.
mede suo nemico, e in tal modo terminò ]filosofi nelle lon» profonde meditazio-

quell'alto di pietà. Altri pretendono tlie ni facevano lo slesso, per non essere di-
l'uso di velarsi durante il sagrifizio os- stratti dagli oggetti da cui erano circon-
servavasì in segno dì rispetto alla divinità dati. Si velava ancora il capo per na-
alla quale si sagrificava, o piulloslo per scondere agli occhi altrui il rossore che
non conoscere o vederci segni di qual- si provava. Finalmente può osservare si

che sinistro presagio, che potevano ma- che all'avvicinamento imnu- di pericolo
nifestarsi durante la preghiera. Castore uente, inopinato, inviluppavasi mento il

lllosofo pitagorico, pretende che siccome coprendosi la lesta, e in quest'attitudine


il buon genio ch'è nascosto nel nostro si as[)ettava il suo destino con rassegna^
interno, prega numi, parimente il vela-
i zione,come,fra'tanli esempi, fecero l^ota-
aie del capo significa, che l'anima è co- peo e Giulio Cesare; e que' valorosi ro-
perta e nascosta dal corpo. Egli non era mani che per la salute della patria, dopo
se non a Saturno e all'Onore (in Roma pronunziata la formola che ripoitai al-
eravi il Tempio dclfOnort e della yir- trove, colla testa coperta di loro Ioga af-
Cu, che descrissi in quell'articolo) che si frontarono la morte gettandosimi- nella
sagrificava colla lesta scoperta: al i.° per- schia cou successo allo scopo. Osserva
chè il culto di quel nume era più antico di Rinaldi, che anco anticamente si velava-
quello che si Enea, o per-
attribuisce ad no gli occhi de'condannali alla decapita-
chè Saturno era annoverato fra le divi- zione o ad altri estremi supplizi; perciò
nità infernali, e che il suo cullo dovea l'apostolo s. Paolo chiese il velo a Plau-
essere distinto da quello delle divinità lilla, per bendarsi, secondo l'uso de'giu-

celesti. Queste diverse opinioni riferisce dei, come dimostra GioselTo, prometten-
Plutarco nelle dette Questioni. Quando dole che glielo avrebbe restituito, sicco-
le Vestali facevano un sagrifixio, esse me fece dopo morto apparendole. Non-
portavano il loro abito ordinario, i loro dimeno fu riposto nel suo sepolcro, e
capelli erano allacciati con una fjttuccia, perciò negato da s. Gregorio 1 a Costan-

lua esse ponevano inoltresulla lesta un ve- tina Augusta quando glielo chiese con
lo bianco, chiamato suffìbuluin, di foroia grandissime istanze. Siccome il velo in
oblunga e quudrala^ricauiatudi |Jorpuru, dello anche Sudario, in qucll' articolo
io8 VEL VEL
ne I ipat'Iai.Eravi nncora un'altra
manie- E oga ha lo d ice Qui subilo m ìlilutn stre-
I i :

ra (li velarsi [iialicata ila' romani, la qua- pita exterritus, in angulunise condidet,
le consisteva nel cociillus, o capperone, ohJccliKjftic. {'di cubicularii quod in in-
die copriva il capo e s'impiegava d'or- troita erat, cuhiculix se (exit. Ancor Ca-
tlinario nelle parlile di piacere, quando ligola atterrito dalle grida sediziose, rife-

non si voleva essere conosciuti. Presso i risce Svetonio, inter praelexta foribus
j umani esisteva un'usanza somiglievole vela se abdidil. Chi giungeva tra la can-
a quella «lar noi praticala a' nostri gior- cellataed il velo aveva ottenuto inlerio-
ni : idlorchè un uomo velalo incontrava rein admissioncrn. Di esso fa menzione il
una persona distinta, un amico o un ma- codice Teodosiano, lib. a. De Senatori-
gislialo, scopriva in segno di rispetto il bus, e Vopisco in Aureliano, cap. i 2. I ve-
con Saluto (f^.). INonio riferisce,
cap<i lari erano ministri ad forrs, c\oè una spe-
«uH'appoggio di Sallustio, che allorquan- cie di guardie d'onore, che custodivano
do passando si trovava sul cammino il il velo, dov'era l'ingresso per l'imperato-
dittatore, scoprivansi il capoe alzavansi le. Questi velari aveano il capoo soprin-
in piedi coloro ch'erano assisi. Il dit- tendente, ed il Grutero, p. 5gg, n.° 7, ri-

tatore Siila usava la slessa attenzione porta l'iscrizione in cui è nominato: Tha'
verso grande Pompeo, quantunque
il liuspraepositus Velariorwn doinus Au-
allora non fosse che un semplice pri- guslae. E sotto il n." 8 quella di L. Fla-
valo. Notò Seneca, che quando s'mcon- i'iussupra Velarios de domo Angus tae.
Irava im console, un pretore, qualche Non pare, come scrisse mg.' Fdippo del-
j)ersona di distinzione, scendevasi da ca- la Torre, De Inscript. M, AquUii che ,

vallo, scoprivasi la testa e lasciavasi lo- questi ministri velari, pula observassc
ro libero il passaggio. Il velo di Coserà vela, canne deduxisse ut palerei aditnv
tanto trasparente, che lasciava vedere il introeuntibus, quod hodie dicitur- alzar
corpo come se fosse nudo; per coi Var- la ideoque appellatosfnisse Ve-
portiera •

rone chiamò gli abili che n'erano forma- larios, Dappoiché troppo minore sarebbe
ti v'dreas togas, toghe di vetro; e Publio statoquest'udìziojenon couTenientea per-
Siro li disse t'^/j<H//z texlilein, [essuto di sone cheavvicinavanola persona del prin-
vento, nehulani lìncam, nebbia di lino. cipe. Tertulliano in Scorpiaco^ chiama
Questo velo, secondo Plinio, era slato in- questi ministri ve\an, potestates j'anitri-
ventato da una donna denominata Pan- ces, paragonandoli a Carila , a Forcuto,
dia. Si faceva il velo di Cos con seta fi- a Limentino, divinità tutelari e custodi
nissima, che si tingeva in Porpora avan- delle porte.Laonde ivi slavano per dife-
ti di tesserla, perchè dopoché il velo era sa enon per alzar la portiera, (piasi guar-
formalo, non avea bastevole sodezza per die del corpo del principe. Seneca li con-
conservare la tintura. In Roma da prin- siderò, De clem,: Ministri aulici et cor'
cipio non eran vi che le cortigiane, le qua- poris custodes non tantum praesìdii ve ,

li osassero di portare tali abiti; ma le al- rum edam ornamenti causa habentur.
tre donne non lardarono ad imitai le, e bell'antica corte v'erano pure gli u(Ii«

rie sussisteva ancora l'uso a' tempi di s. ziali accensi ^f7rtr?V, che secondo Nonio
Girolamo, che riposò nel Signore l'anno e Varrone aveano l'incarico d' eseguire
420. Ne'palazzi degl'imperatori romani, le chiamate, l'ambasciate e i voleri del
dopo aver percorse molte sale di superba principe. Gli antichi anfiteatri erano ri«|
Uìagnifìcenza, si vedeva una cancellata, e parati di tende, vela, che costituivano il

poscia un gran velo che copriva l'ingres- relariuni: ne parlai nel voi. LXXIll,
so, per conciliare venerazione alla mae- 246 e 249. Un velo sospeso come una
§tù del principe. Lampridio nella vita di cortina, sui raonumeotì, indica che l' aj
V E L VE L 109
rione In» luogo iiell'inlerno ileiP otlifizio si de'profumi. E questo velo che si squar-
e iKtii ull'Htia npertii; alcuni veli coìì so- ciò in due parli dall'ulto al biisso nel mo-
spesi lenirono luogo tii Uippezzetia , or- mento della morte di tiesìi Cristo. Que-
noH(losi COSI le volle tlellii slniiza , e fa- sta circostanza fu considerata come assai

cendo loro anche tener luogo di soHìtlo; rimarchevole da'P.idri della Chiesa: Dio,
chiama vansi vela Iriclinaria, I veli che dicono essi, testificava così che il tempio

fabbricansi attualmente in Italia non la di Gerusalemme non era più il santua-

ceilodo ceilaniente in finezza a quelli la- rio in cui soleva per l'inuinizi abitare, e

vorali dagli antichi. Nel voi. LXXXIV che quell'edifizio sarebbe presto distrut-

riparlai, a p. 1 34 della lana, a p. 87 dei i to; che il cullo che vi si celebrava a-


lino, ed a p. i\'è della seta ;
quanto alla vrebbe ceduto il luogo ad un cullo più
lana e al lino, l'ima e raltro impiegali puro e più gradito a'suoi occhi, come tra
nel divin culto del vero Dio sincf nella osservano s. Ciò. Crisostomo e s.
gli altri

legge Mosaico. Leone I. Il velo del leiupio squarcialo per


L'uso d'avere la lesta coperta o sco- la morte del Redenloie fu altresì un an-

perta ne'lempli non fu il medesimo pres- ticipalo preludio dell'enicacia di quella

so i anche fra gli adora-


diversi popoli , morte, per la quale prima inac-
il cielo,

tori del vero Dio. Il costume pei ò più ge- cessibile agli uomini, fu loro aperto; ed
nerale presso gli antichi fu che sagrili- i adempite tulle le figure, manifestati fu-
colori esercitassero le loro funzioni colla rono misteri non prima intesi. Imper-
i

testa coperta da un lembo della loro ve- ciocché dentro quel velo nessuno poteva
ste,perchè cos'i fossero meno dislialti, e entrare giammai, eccello il solo Sommo
perchè non potessero guardare uè a drit Sacerdote, ed egliuna volta sola all'an-
te né a sinistra. Cornelio a Lapide ed
,
no portando il sangue degli animali uc-
allri hanno osservalo che presso gli ebrei cisi nel dì dell'espiazione solenne e gene-
i sacerdoti non pregavano e non sagrifica- rale. Osserva il Rinaldi, colla leslimonian-
vano colla testa scoperta né nel Taber- za de'ss. Padri, che tìue erano i veli del
."
nacolo, né nel Teivpìo [^ .) ma , copri- tempio : quello esterno posto avanti al 1

Vania con una tiara o mitra ch'era un tabernacolo, dov'era il candelliere , la

ornamento. Nel crislianesimo,rifeiisceAs- mensa e il turibolo, e questo si divìse;


semani, il patriarca de' nestoriani nnizia r altro velo copriva l' inlima parie dei
colla testa coperta pure (juello di , così tempio cljiamato Sancta Sanctoruni. Si
Alessandria come anche monaci di s. , i divise dunque il velo ciie separava il po-
Antonio, copti, gli abissini, ed sii i-ma-
ì i polo da' sacerdoti, e perciò esposto alla
roniti , oltre il patriarca de' siri. In occi- vista di tulli. Nelle Chiese cristiane o
dente il sacerdote adempie le funzioni del lempli del vero Dio si fa altresì uso di
suo ministero colla testa scoperta, essen- diversa specie di veli. Chiamasi pure ve-
do proibito anche 1' uso del Berrettino lo panno con cui coprivasi V /altare fiiO'
il

clericale (V.), concedendosi licenza con ri deltempo della celebrazione de'sanli


limitazioni, ed egualmente occorre di- misteri. Onde il Magri nella Notizia de'
spensa per fare uso della Parrucca (/^.). vocaboli ecclesiastici, ó\ce che l elnm è
Eravi nel Tempio di Gerusalemme o un vocabolo die significa anche 7ova-
di Salomone (/'.) un velo di slolla pre- glia (V.) dell'altare. Anastasio Bibliote-
ziosa, appeso a due colonne, che separa- cario riferisce i doni die i Papi facevano
va il Santuario o il Santo de' Santi, in alle basiliche romane in porpore dorate,
cui eravi l'Arca dell'alleanza, dal restan- e in sete ricamale in oro, e intarsiate an-
te del recinto chìaiDalo santo : era cioè ciiedi gemme, in cui vi erano rappresen-
tra l'Arca e l'aliare su cui ardevano i va- tali o i falli dell' anlieo Teslaoiento, o i
no VEL VEL
misteri (Iella nuova alleanza, o nlciini fra le colonne de'teuìpli separavano i due
traiti della storia ecclesiastica, perchè ne sessi e ne impedivano la vista reciproca,

(ossero rivestili i loro principali altari. uomini Diaconi^ i


in ciò vegliando, pegli i

Oritle alcuni da quegli ornamenti ripe- Suddiaconi, ^'\ Ostiari (f^.)j' per le don-
tono l'origine de' Pniiotli, e quindi l'u- ne lePrcshitcresse^ìe Diaconesse,\e Siid-
so degli altari non più vuoti, ma ripie- diacoìiesse e le pie f edove (^J.) ha sepa-
ni, tra il coro e la nave, cioè avanti razione de' due sessi tuttora e in vigore
il Santuario o Sancta Sanctorurn (f^.), in moltissime chiese; in alcune poi di que-
luogo accessibile a'soli ecclesiastici, era- ste, nell'istruzionedella Dottrina crislia'
vi un velo o cortina steso durante VUf- na, il luogo delle donzelle è riparalo da
fìziaiura (.\e\ Scn'izio (livino (F.), chia- tende, avanzo della delta antica discipli-
malo pine Brandcuvi, ed i diaconi l'a- na. Anche anticamente eranvi tende e
privano dopo il Prcfazio , allorché il portiéte alle porle della Sagrestia, del
celebranle incominciava il Canone del- Coro, ed alle Porte di cluesa. Quanto a
la Messa. Conservasi ancora qtiesto ri- quelle del coro, rammentai nel volume
to in alcune chiese, particolarmente in LXXlll, p. 345, che essendo andate in
Francia, tra gli arsiieni e altri orientali, disuso le tende a'cori per impedir la vi-

come ricordai nel voi. LXXII, 2o5,


p. sta degli Stalli, s. Gaetano le prescrisse
riferendo i vocaboli con cui $j chiamava- a'suoi Teatini, e furono imitati da mol-
no i veli o tende co' quali chiudevansi ti cleri ,
principalmente di regolari. Il

gli altari isolati delle chiese, massime fin- Magri chiama Telotliyrttni la Portiera
ché fu in vigore la saggia diseiplìna del- (/.) o cortina, voce greco-latina compo-
r/^rrY7/;o,diversodal tenebroso delle i^ef- sta da P^eluni e dalla parola greca che
te. Il Magri nei vocabolo Altare y chia- significa Porta; onde tutto il vocabolo
ma bellissima la ceremonia antica usata quivale a portiera, e riporta gli esem{

la notte del s. Natale. Si copriva 1' alta- d' Anastasio Bibliotecario. Viene ancl
re con 3 veli; il i
.° era di color nero, che chiamala J/iiphitìiynmi, cioè di due poi
si levava finito ili. "notturno, e dinotava le, perchè la portiera si apriva da due il

il tempo avanti la legge; l'altro velo bian- ti. Di tali cortine ne fanno eziandio ti

co si levava finito il 2." notturno, e signi- sliajonianza versi di s. Paolino ed il


i

ficava il tempo della legge; 1' ultimo di sto d'Evagrio, da'quali se ne rileva il pn
colore rosso si levava finito il 3.° nottur- gio e l'antichità. Dissi nel voi. XII, p.i^'
no, ed era sindjolo della legge di grazia. che l'arcibasilica Lateranense di giorno e
Aggiunge, che l' istcssa ceremonia si fa- di notte era aulicamente sempre aperta,
ceva nel giorno Pasqua dopo ciascuna di soltanto essenilo nelle porte ripari, cor-
lezione, per essere un solo notturno. iNar- line e veli, o portiere, che il citalo Anj
ra inoltre, clie nella Spagna dal i.° gior- stasio chiamò Siparii. Delle ricche e ni
no di quaresima si tira un velo avanti bili portiere, che cardinali preti e diacij
i

l'altare maggiore, mentre ne'giorni feria- ni somministrano a' loro Titoli e Die
li si recitano l'ore canoniche e si canta la co/i/f, per le feste solenni, riparlai nel ve
messa , il quale velo si rilira nel tempo LXXV, p. 242. Alle chiese nell' esposi^
dell'elevazione delle specie sagramentali, zionedel ss. Sagramento in forma di Qua-
quando Vangelo, e finalmente
si canta il rancore {V.), è prescritto di tenere in-
mentre si dice l'ultima orazione sopra il nanzi porte maggiori una cortina. An-i
alle

popolo. Nel giorno poi del mercoledì santo che neirantichilà pendevano nell'interno*
si leva del tutto questo velo, quando nel delle basiliche e altre chiese, e specialmen-!
Passio si cantano le paroleei velimi Tew- te fra le colonne, de'drappi chiamati Pe4
p// imi»;// cs/.Anlicanienlecorline tirate risiroinata e Fcla. Quanto a' veli di raai
VE L V E L III
I gioie anticliità che servivano precisa* Santi, o ti nveano toccati. In più arti-
melile per ailoinare l'ultare, si appieiide coli ragionai de' veli brandei di seta o
da Palladio, che alcune matrone romane, di panno, che per toccare le ss. Reli-
rinunciando al mondo , dierono a que- quie si calavano dalla Fenestrella (^•),
st'oggetto omnia sua siiperhurneralia apertura o foro, detto in latino fene-
legiimenta. Il Buonarroti, Osservazioni strella, foramen, delle Confessioni [f"^.)

sopra ire ([ittici antichi, p. 260, narra delle chiese ,


precipuamente de' Liniina

che cristiani ebbero in costume ne'gior-


i ^postoloruni (/ •), e quindi ne traevano
ni più solenni di adornare le chiese di prodigiosa virtù, e si donavano a'fervo-
Tari arredi, principali de'quali erano al-
i rosi fedeli d' ogni parte del mondo, che
cuni panni preziosi, che chiamavano veli, li ricevevano e veneravano quali sagri te-
e che usavano di mettere pendenti agli sori. Nel voi. XLIII, p.i88, parlai della
archi o architravi delle navate, e special- coltre de'ss. Martiri, che si venera nella
mente ne' 4 lati delle cappelletle o ci- Nota il Magri nel vo-
basilica Vaticana.

bori, sotto (piali stavano gli altari. Tro-


i cabolo Altare, che era segno d' adora-
vo nv\ Se\€{ ano, Mi-riìorie sagre, p. lo^. zione il girare intorno al sagro altare,
Rusticiana nobilissima patrizia romana sotto di cui riposa vano le reliquie de'santi.
nel 601 mandò a s. Gregorio I alcuni E si legge nella vita di s. Fulgenzio: Po?/-
veli o panni preziosi per la con|essioiie di quam sacra Martyrum loca venerahi~
s. Pietro, per ornamento di essa. In mol- liter circuii. Altrove pure menzione si fa

le chiese per le /^e^/c solenni, tra gli ad- di taleceremonia,comenegli altidi s. Ot-
dobbi, si usano anco veli di diversi colo- i tone: Basilicani s. Galli ingressus cuni
ri. Vi furono veli brandei o sudari, che
i orando altana circuiret.E per tale elfet-
operarono prodigi come corpi de'Santi i to erano gli altari staccati dal muro, co-
che aveano toccato e lo prova Rinaldi , me vedono isolati in tutte le chiese au-
si

all'anno 55, n.''i2 e altrove. Che la sles- liche, ecostumano greci, all'altare de* i

sa virtù fu comunicata a' Fiori a altre co- quali però non è lecito alle persone lai-
se che toccavano i corpi de'Santi, lo dissi che di accostarsi. I Crocefissi e le ss. hit-

nel voi. LXXI X, p. 1 7 I ; e cosi la polvere ni agini {f"^.), nuche alcune le sagre statue,
che si formava sui medesimi, come rilevai delle chiese, nella settimana di Passione
nel voi. LXXI,p.
70. \\Brandeuin,o Pai' e nella Settimana santa [f^.) si cuopro-
Unni, o Santuarium, è un nome usato da- no con veli o cortine di seta paonazzi e
gli sciitlori della bassa latinità per signifi- neri. Nel /^Vrterr/) (/'.) sante il Crocefis-
care un lenzuolo di seta odi Imo, nel qua- so della Cappella pontifìcia fin dal pre-

le si avviluppavano i Corpi /le Santi e cedente mattutino ècoperlo di velo nero


le loro Reliquie (/^.), e questo nomeda- di seta; io diverse chiese si usa il paonaz-
vansi a' veli e pannilini co' quali tocca- zo. Però nella precedente mattuia del
vansi le medesime ss. Reliquie. Imperoc- giovedì santo nella cappella pontificia la

ché notai in più luoghi, aver dichiarato Croce dell'altare e il quadro di questo so-
s. Gicgorio del Sgo, che al suo tempo,
I no coperti di veli bianchi nelle chiese la :

e anco 5o anni prima di luì, non si to-


i sola Croce è coperta di velo bianco, a cui
glieva nessima parte dal corpo i\e:^ Mar- si sostituisce il velo paonazzo o nero, do-

tiri o altri Santi; t che quando si voleva po vcsperi e quando il celebrante proce-
i

gratificare qualcuno colle loro reliquie, de allo spoglio dell'altare. Fu lunga e con-
invece di mandare le loro ossa, si spediva trastata controversia fra'rubricisti, prima
in ima im pezzo di questi bran-
scatoletta che il decreto che vado a riportare definis-
dei, lenzuoli o corporali, che aveano ser- se il punto, ponendo fine a' dispareri, se
tilo in avvolgere le reliquie o corpi de* la Croce dell'altare nella mattina del gio-
112 V EL V EL
vedi santo debba essere coperta con ve- rio Fortunato; ed Ennodio vescovo Uza-
lo bianco o paonazzo. Alla s. congrega- lense, la cui fedeltàapprova s. Agostino,
zione de'rili fu falla la domanda: Iiujid' racconta d'un velo coli' immagi-
l'istoria
rìlurnitinferia V inCoenaDomini,diim ne di s. Stefano, che portava in ispalla
soh'ììinìs Miss a cinta tur Criix conperta la croce; il quale velo fu dall'Angelo da-
esse debeat T^claìnento Albo ratio/leso- to a Sennodo suddiacono pure Lzalense,
lemnitatis dici , seii Violaceo propler ed attaccato nella chiesa del Santo pro-
Passionis teiupus? Rispose con decielo tomartire vi concorse molto popolo a ve-
de'20 dicembre 1783. Albi coloris de- derlo e venerarlo. Invece delle pitture
bei esse Velimi Crucis Altaris in quo sulle mura delle chiese, un tempo si pre-
A/issa celehratur: Violacei vero Crucis ferì rappresentare le ss. Immagini su ta-
Processionis^et Allaris Lotionis. Dice il vole, onde nascondersi nelle persecuzio-
Piazza neir£'w?f'ro/og^/o,a'2 5 aprile, par- ni , come accennai nel voi. L XXI II , p,
lando delle Litanie maggiori, die ne'ce- 347: per lo stesso fine probabilmente si

remoniali antichi viene riferito, che per estese l'uso di dipingerle sopra i veli. Dis-
la peste che afflisse Roma sotto l'elagio si di sopra, che col capo scoperto i mini-
11, in esse siusavano Croci nere, ed il stri del culto devono celebrare i santi mi-
popolo vestiva con abili neri, e le Croci steri, tranne molli orientali, i quali credo-
degli altari si coprivano con veli neri in no più rispetto tenere il capo velato; quan-
segno di mestizia e di penitenza pertiin- to al comune de'fedeli, nella Chiesa pri-
la strage di persone. Cosi pure paravau- mitiva s. uomini ne*
Paolo decise che gli
si gli altari tulli di nero per l;i meilesiina sagri templi Preghiera
debbano fare la
cagione, come si ha dal Durando. Le ss. {V.) a capo e viso scoperto, e vuole che
Immagini che sono in grande venerazio- le Donne (V.) convenendo nelle chiese a
ne, sono sempre coperte da veli o drap- orare fossero velale (le donne giudee (
pi di seta, né si scoprono che per bisogni d'altre molte genti, anche avanti la ve
straordinari e nelle solennità, previa l'ac- nula di Cristo, ebbero in costume d'ai
censione di maggior copia di lumi innan- dar velate, e lo prova il Rinaldi all'anm
zi. In alcuni santuari^ come nelle città di 57,0. 84). Il medesimo Apostolo nella sui
Cori e di Velletri (V.), ^\uax^àos,^ scuo- Epist. i,ca\).i I, a'Coriiili, chiama il veh
prono le immagini miracolose, nella i." Polcslas,ytiv segno della soggezione delh
della Madonna del Soccorso, nella 2.' del- donna: Debet niulier potestateui haben
la Madonna delle Grazie, suonano tulle saprà caput propter Àngelos. Per la me
lecanjpane della cillà. Quando ciòsi pra- desima ragione il velo da Tertulliano, Z?(

tica in alile cliiese, solo suonano le pro- corona mi IJt. ,?ii detto: Hunidilatis san
prie campane. Notai ne'vol. XXXlV, p. dna. Lo chiamò pure Jugu/n, ed elegau
9, e LXXV, p. 204, che costumarono i temente , Honorigeram nolani virginl
primitivi cristiani^ alle porte delle chiese tatls. Il Buonarroti neW Osservazioni so
ch'erigevano in onore de' ss. Martiri, di pra i vasi antichi di vetro, tratta dei velj

appendervi alcuni veli, ne'quali era dipin- portato in capo dalle donne secondo 11

ta l'immagine o descritto il nome di quel prescrizioni dell'Apostolo, e dice che prò


Martire al quttle si dedicavano; e che ne' babilmente fosse lo stesso di quello eli

veli altresì si dipingevano le ss. Immagi- gliuomini nel tempo dell'orazioni tene
ni d'appendersi nell'interno delle mede- vano solamente sulle spalle. Si disse Do
sime chiese, onde venerarli. Narra Rinal- inenicale {V.) il velo col quale ledono
di all'anno 3g2, n.° 5&. Dell'uso de'veli si coprivano il capo nel ricevere la sj

ornati di sagre Immagini, chiara teslimo- Eucaristia: altre opinioni ponno vedere
uiauza Qc rendono s. Paolino e Yenau- in lulc articolo, lu Africa, al tempo di Tei'l
-

V E L VE L ii3
tiillinnnje donne andavano alla chiesa ve- vergini. p. Claudio Delle domenicano
Il

late: fu permesso alle zitelle di andiirvi nella sua Storia o Antichità dello stato
senza velo. i\Ja Terlulliano sostenne ch'e- monastico e religioso, Parigi '699, trat-
ra quello un abuso, e scrisse il libro De ta del velo delle Religiose (F.) e ne di-

Fìrgitiibus vclandis. Coloro i quali ne stingue 5 sorti: cioè il velo della Profes-
prendevano la difesa pretendevano che sione religiosa (^ •), il velo di consagra
un tale onore fosse dovuto alla vergiui- tione, il velo di ordinazione, quello di pre-
lìi; che caratterizzava la «aiutila delle ver- latura, e quello di continenza. Un'altra
gini ; che essendo riinarcabìli nel ten>pio opera sullo stesso argomento già era sia-

ilei Signore , invitavano così gli altri a la pubblicala nel 1680 a Lione e intitola-
imitale il loro esempio. Però Tertullia- ta: Del velo delle religiose e dell'uso di

no non accettò si (latte ragioni: dove avvi esso. Lo scopo dell'autore è di dimostra-
gloiìa, dice egli, avvi vanità, interesse, re che il velo delle religiose non dev'es-
debolezza, aiFeltazione ; ora la verginità sere chiaro e trasparente, ma fitto e tale

atTcttata è la sorgente di tutti i delitti. che possa nascondere il viso della perso-
Clemente Alessandrino voleva che le zi- na che lo porta. Il velo di professione è
telle dovessero portare un velo in chiesa quello che si dà alle religiose quando pro-
come le donne maritate, e ciò per non nunziano i loro voti. Il velo di consagra-
iscandalezzare i giusti. In molti paesi le zione è quello cheil vescovo dà alle ver-

litellevanno alla chiesa colla testa coper- ginicon certe ceremonie che non si osser-
ta da un velo bianco e le donne da un ve- vano nella professione ordinaria, e che si
lo nero. In altri usano ridicoli cappelli, i facevano anticamente ne' giorni di Pa-
che deplorai in principio, ed anco senza squa, di Natale, e talvolta nelle feste de-
il velo o portato ad ornatutn. L' abi- gli Apostoli. Si deve notare, che ne' pri-
to antico delle matrone e vedove roma- mitivi tempi della Chiesa di pericolo e di
ne cristiane, era di portare un velo sot- persecuzione, questa consagrazioneanli-
tilissimo rivolto intorno al capo in mo cipavasi nell' età prescritta. Magri poi Il

do di turbante , di che fa testimonianza dice, che secondo Papa la costituzione di


il Piazza nel Cherosilogio, p. 220. Il ve- s. Gelasio 1 e del Sagramentario di s. Gre-

lare le sagre Fergini (F.) si tiene per gorio I, il velo si dava alle vergini consa-
tradizione apostolica, essendo anlichissi* grale a Dio, nella festa dell'Epifania, nel-
IDO rito della Chiesa; la qual ceremonia la feria 2." dopo Pasqua, e nel giorno na-
allude allo spii ituale sposalizio della ver- talizio de' ss. Apostoli; e secondo s. Am-
gine col suo amato sposo Gesù ; ovvero brogio nel giorno della Pasqua di Pvisur-
denota la ritiratezza e verecondia che de- rezione. Questo santo nell'esortazione al-
ve avere la vergine in questo secolo, e la le menzione del rito di loro ve-
vergini fa
gloria e il premio nel futuro. Così il Ma- lazione. Il vescovo dava un anello (in di-
gri. Esso inoltre notifica che le sagre ver- versi luoghi lo si dà tutlora) a quella che
gini in Africa invece di velo portavano contraeva alleanza con Gesù Cristo , ed
alcune mitrelle fatte di lana tinta di por- osservava altre ceremonie,le quali non so-
pora. Oltre detti vocaboli, co* quali fa
i no più in uso che presso le Certosine{P'.),
thiauialo il velo, riferisce quello del Cri- e ne riparlai negli articoli celativi, li ve-
sostorao, Insigne suhiectionisj e quello lo di ordinazione è quello delle Diacones'
di s. Cipriano, il quale chiamò empio e Vedova, le quali,
se (F.), e ne riparlai a
sacrilego il velo col quale si coprivano i dopo una benedizione particolare che lo-
sagrificanli. Il velo è insegna di virgini- ro dava il vescovo, potevano cantare so-
tà, e dice il U inaldi, che le chiese di più lennemente il Vangelo al oiatlutiuo, non
nazioni appresero da' corinti a velare le però Della messa solenne. 11 velo di pre-
vot. xc. „- 8,

ti

ì
fòySemoyib. ¥m.
ii4 VEL VEL
latina o di superiorilà era quello clic (la- ne converti te, che do pò averlo por lato per
vasi i\\Y Àhhcide.sse (/'.) quando si bene- un anno intero non potevano ritorn:ire
dicevano. Sono più di due secoli ihe que- indietro dal santo loro proposito. Vi è
sta ceremonia non sì fa più nella benedi- altres'i il velo di prova ovvero di novizia-
."
zione deli'ahbadesse, cui era unita talvol- to, che si dà alle novizie nel i loro rice-
ta l'ordinazione di diaconessa. 11 velo di vimento, e che d'ordinario è bianco: in-
continenza e di osservanza è quello delle vece quello delle professe è comunemen-
f'^cdove (7^.) , e donne maritate separate te nero, eccettuale alcune religiose spe-
da' loro mariti che facevano profes»sione daliere, le suore converse degli ordini di
religiosa. Sichiamava facilini pvdoris et s. Brunone, di s. Domenico, del Carmine,
honoris. Alcuni hanno creduto ches. Ge- di s. Chiara e d'altre che portano il velo
lasio I Papa del 492 avesse loro proibi- bianco anche dopo la professione, le qua-
to di portare i! velo, perchè leggesi in una li tutte descrissi a'Ioro numerosi articoli,

sua lettera: Fuduas autem velare Poiili- dicendo pure del soggolo usalo da mol-
ficiiin mtilus atlenlct. Ma secondo la glos- tissime monache, che cuopre tutto il col-
sa, Papa proibì solamente a' vescovi di
il lo sino al mento, il velo nero delle reli-
dare velo alle vedove colle medesime ce-
il giose suole chiamarsi di grazia, almeno
remonia con cui egli lo dava idle vergi- di quelle cui fu concesso mentre n'era-
ni nella loro consagrazione. Avverte il ci- no prive. Prendere il velo significa far-
tato Piazza, sull'autorità di Gemma, />e si religiosa. Dicesi velare il con sagrare le

antiqui t. Rilu Missae, lib. i , cap. 2 3, e del vergini e le vedove. Il dare il velo alle re-
Pontificale Romamim, che s' impone il ligiose e ricevere i loro voti, non può far-

velo della professione, tanto aJIe vedove, lo che il vescovo il da lui incaricato. Il

quanto alle vergini, ma con questa diffe- velo non può darlo il sacerdote, nèponno
renza, che alle vergini viene posto in ca- le religiose prenderlo da lui. Altri per pri'

po dal vescovo colle proprie mani, e la vilegio danno il velo e ricevono voli. No i

vedova lo piglia da se medesima dall'al- tai nel voi. LXI, p. io3, che il concilio d

tare, ed essendo presente il sacerdote al- Saragozza proibì dare il velo alle vergin
la professione della vedova, le impone in prin)a dell'età di 4o anni, e coll'autorii
ca{)0 il velo. Anche il Magri parla della zazione del vescovo. Per altro osserverò
diversa specie de' veli per le donne dedi- che fin da'primi secoli della Chiesa, que
cateal divino servizio. lli.°lochiama Ve- sta costumò di ammettere alla professio
Inni professionis, ed è quello che si con- ne di verginità le pie donzelle che senti
cede nella professione religiosa alle vergi- vansi ispirate di consagrare allo sposo oc
ni calle vedove, e per queste colla dilfe- leste con ispecial voto il loro fiore imtot
renza notata dal Piazza. Il 2.°dicesi re- colato. L' età richiesta perciò era, coni
turn consecrationisj e si concede alle sole dimostra l'eruditissimo Tomassino , D
vergini, colle ceremonie e solennità asse- veter. et nov. Eccl. discipl., la slessa eh
gnate dalPo/i///?ca/e_,*questo velo non può secondo le leggi romane bastava a coi
concedersi prima che la vergine sia in età trarre lo Sposalizio, cioè di 12 anni. M
.'
di 26anni;edallora chiamavasi diacones- oltre a questa 1 dedicazione delle verg
sa, perchè poteva leggere il Vangelo al ni, laChiesa riserbava loro in età più na
mattutino. Il 3.° era il Fehmi consecra- tura una "2.' e più solenne consagrazione
iionis, col quale si consagravano le diaco- in cui riceveauo dal vescovo il velo ver
nesse nel 4o.° anno di loro età. Il ^.^ di- ginale. Ne' tempi di persecuzione quest
cesi Feluni prùelatìonis, il quale conce- consagrazione autìcipavasi di più ann
devasi ali'abbadesse. L'ultimo era dello e le caste spose di Cristo fui tifica vansi al

T'dum com'ersionis, che da vasi alle dou- le vicine lolle del martìrio sUingeudo pìi
VEL VEL ii>
fermi a pie dell' altare i celesti loro nodi lora tenuto lutto coperto. Altre seloav-
e ravvalorandoli coli' episcopale bene- volgevano intorno alla faccia , lasciando
dizione. Laonde le vergini cristiane che libero solamente un occhio, per vedere,
già si erano coli." voto sposate in eterno come dice s. Girolamo, aperta facìe^ vix
all'Agnello immacolato, quando le atroci unum oculiini lihcrant ad videndnm ,co'
persecuzioni stavano per prorompere, ar- sturoanza in parte osservata, soggiunge
dentemente bramavano di consumare la Cancellieri, anche a' dì nostri, dalle fan-
loro solcniie oblazione prima di morire, ciulle che andavano in processione vela-

e di maritare alla sperata palma bello e te a prender le Doti (/'.), distribuite da*
fiorito il virginale loro giglio. Le religio* iS'of/rt//z/(de'quaIi riparlai a Università."

se velate e coriste differiscono dalle Con- artistiche) e da altri luoghi pii. Dice an-
verse (T^.J.DeUe velazioni e vestizioni fal- cora , che le donzelle del Piemonte ne*
le da'Papi e da'cardinali, ragionai ne'vol. bassi tempi nell'andar fuori di casa si co-
XLVI, p. 47 e 48,LVn,p.9o,eLXIX, privano la faccia con un velo o altra te-

p. 128, i3o, i34, i35, i4o. Apprendo la, in cui f icevano due buchi , pe* quali
dal Rinaldi all'anno Sy, n.' 89, che il ve- vedevano a guisa di quelle che pongono

lo delle vergini dedicale a Cristo era di sul volto la Maschera (V.)y de'fratelli

né punto trasparente, e so-


tela più fitta, delle Confraternite co\ cappuccio delSac-
levasi benedire dal sacerdote essendo , co (P^-)j' e due altri ne facevano pel na-
biasimali veli radi delle donne. La ce-
i so e per la bocca, come dimostra il V^e-

remonia della velazione facevasi con so- cellio, fratello del celebre Tiziano, nella
lenne rito anche ne' primi secoli della Descrizione degli abiti dell'italiane. Lo
Chiesa, in determinali giorni, e come si slesso dice, che le nobili donzelle di Pari-
suole fare negli sposalizi de' secolari, se- gi non si lasciavano vedere il viso, per-

condo s. Agostino favellando di Deoie- chè lo portavano coperto con un pezzo di


triade nobilissima vergine: f^elationis a- seta o di raso nero; e quando incontra-
pophorcliun gratissiine acccpimusj re- vano qualche parente, si scoprivano per
gali che non si solevano dare se non uè' salutarlo. Confermasi quest'uso dal Bel-
sontuosissimi conviti, e da portarsi a ca- tinelli, Del risorgimento d'Italia, t. 2,

sa. Questa solennità si chiamava nozze, p. 369, ove dice che nel secolo XVII usa-
cioè spirituali con Cristo ; per la
falle vano in Francia di andare in chiesa, a*
qual cosa sono delle da s. Cipriano e da- passeggi e alle visite con raascherelle al
gli altri Padri, adultere di Cristo quelle volto per conservar la pelle delicata, né
che avessero prevaricato. Girolamo E s. scoprivansi se non allorché erano nelle
appellò suocera di Dio la madre d' una camere, e in luoghi difesi dall' aria. Fi-
vergine consagrata a Cristo. Nola Can- no da'primi tempi della Chiesa nelle sa-
cellieri nelMercato, p. iqS, che il con- gre liturgie s'introdusse l'uso de'sagri ve-
tenuto in Toledo nel secolo VII or-
cilio li, e le Oblazioni (/^.) si coprivano cou
dinò che il sagro velo delle vergini fosse un velo, come fanno gli Oblazionari[r,)
di color porporino o nero. Con questo si nella metropolitana di Milano. Chiama-
ricoprivano lutto il volto. Narra s. Am- si velo piccolo o sopracalice quello che
brogio di s. Solere, De horlatione ad copre il Calice (/^.). Dice il Magri qtìe-
virginità lem , lib. 4, p- 33 i, che nella slo velo dinotare l'oscura notte della pas-
peisecuzione di Diocleziano, condotta a- sione del Signore, quando furono istitui-
vanti al giudice, ed essendo costante nel- ti i Di questo velo ragio-
diviui misteri.
la fede, questi ordinò a' ministri che le na il canone apostolico 73. J^as aureunj,
dessero delle guanciate. Ella a tal coman- vel argcnteum, vcl i'eluin saaclificatuui
do scopri inlrepidameule il volto, fiuoal- ncnio ainplius in suiun usum converta t.
ii6 VEL V IL L
Chiama»? Sidnrium (o Sudnriitm) Pe- pistolae, o vicino al corporale ma non ,

plum. Col medesioio velo si copriva la mai sopra. La Palla si ileve porre sul cor-
faccia del sacerdote moribondo e agoiii/,- porale, quando non copre il calice o l'o-
zante; rito praticalo non solo dalla Chiesa stia; alcuni la pongono sul velo ripiega-

Ialina, ma ancora nella greca, come scris- to. E' vietalo d'usare il velo «lei calice, in
se s. Gregorio 1 a s. Cassio vescovo di luogodel pannolino o lavaglielo diesi dà
JNarni, Fpist.
87 in Ei'ang. La chiesa di b1comunicando nel ricevere la comunio-
Lione sebbene lo usa, ha conservalo l'an- ne.Qualche volta ho veduto esposto al-
tico rito di usare due Corporali, uno or- cun reliquiario con insigni reliquie, co-
dinario e l'altro grande col quale copre me della ss. Croce, collocarsi sopra il ve-

Je Oliale [F.) all'oflertorio e all' incen- lo del calice. Il niedesimo ab. Diclich nel-
sazione. Questo velo dev'essere dello sles- l'arlicolo Blessa solenne, esamina se in
so colore e drappo della Pianeta (^ •); questa il velo del calice si debba lasciare
talvolta è d'un drappo più leggero, più sulla credenza. Il suddiacono pollatosi
o meno ornato, ma corrispondente a quel olla credenza e assunto sugli omeri il ve-
paramento. Con esso si copre, olire il ca- lo lungo, si ricerca da' rubricisti , se nel
lice, la Patena, V Ostia e la Palla j si le- prendere il calice per portarlo all'altare,
va all'offertorio, si piega e si colloca pres- debba levare il velo che lo copre, e la-

so la Tabella delle Secrelej indi torna- sciarlo sulla credenza. Il Castaldo e il Ijra-

si a spiegare e si ripone sul calice dopo lion dicono di no. Il Gavanlo poi co' li-

la comunione. 11 eh. ab. Diclich, Dizio- turgisti Baiddry, Bisso, Lohuer e altri di-
nario sacro-liturgieo articolo Patena, , cono di si; prima perchè la rubrica del
dice che il sacerdote per iscoprire il cali- messale non fa alcuna menzione di dettOa
ce, leva il velo con ambo le mani. Il mi- velo piccolo, quantunque faccia j)arte di
nistro poi, se sia chierico vestito di cotta, tulle quelle cose che si debbono portar<

lo piega e non il sacerdote celebrante, co- col calice; e secondariamente perchè il ca-

me vogliono Bauldry, Tornelli, Sarnelli lice senza velo si porta piùspeditamenU


e tanti altri citati dal Merati.Ma il p. Mag- e coprendosi col velo lungo. Il velo lung(
gio nella sua opera eruditissima. De sa- che pone sopra gli omeri dal suddiacc
si

cris Caeremoniis j soslieue il contrario no nelle messe cantale o solenni, e di


dicendo: Cum haec plicatio facile a sa- quelliche compartono la benedizione col
cerdote ipso fieri possit, cimi suis mani- l'Ostensorio e con esso incedono in Pra
bus Velimi aiifert, ministriim hoc one- cessione, ovvero portano colla Pisside i

re liberans, ut celeriiis ampiillas et ipse ss. Viatico, chiamasi Umerale o Onu

ex abaclw sumere, et ad altare dcfer- rate {V.). Neil' Appendice del dotto ri
re queatj quod video ab omnibus obser- cordato Dizionario è il quesito.» l*erchl
vari, nisi aut Sacerdos aliter innuat, si tenga coperta la patena col velo ome
aut veli alicujus ratio idposcere videa- rale dal suddiacono nella messa solenni
tur: nam exceptis aliquibus auctoribus da vivo.^ e ciò non si faccia in quella d

comrnunius, dlii de Velo nihil loculi ju- morto? L'encomiato Diclich per sciogli*
hent, ut tunc a ministro solum ampul- re tale liturgico quesito, per averne poo
lae capiantur. Il qual parere, soggiunge scritto i commentatori de'sagri riti, a dar
il Diclich, secondo il citalo Merali, si de- ne qualche guisa una soluzione all'uo-
in
ve abbracciare nel caso che il ministro po, all'etimologia e origine, credette con-
fosse fanciullo, o incapace a tal funzione; veniente risalirea quella della patena. La
e in tal caso il sacerdote scoperto il cali- riprodurrò senza riferire gli autori che ci-

ce piegherà il velo e poscia lo porrà vi- ta. Comincia eruditamente a dichiarare,


ciuo alia tabella delle segrete i/i conili E- che la voce Patena è presa dall' antica
V E L V E L 117
pnrolii Plnlcna o Pia/ina cio« piccolo , greci usano ancora per patena un gran
piallo atlaltalo a contenere le piccole o- piatto assai profondo. Pertaulo invece di
blazìoiii die sì fanno e che sì distribuisco- trasportar la patena in sagrestìa, ed ivi la-

no. Fu cliiamala anco Palella, Patina sciai la sino al tempo d'usarla, viene cu-
e Patena dal verbo ^7rt/<?o, che sigiiiiìca stodita dal suddiacono, e secondo l'uso di
qiande e aj)erto. Nella chiesa d'Imola è varie altre chiese daun accolito, perchè
una polena d'argento di s. l^ietro Griso- sia pronto a somministrarla quand'oc»
lego, con in mezzo disegnalo un altare corra. Intorno a questo rito l'Amalaria
con Croce, 1' Agnello, e il distico: Quem noia alcune varietà. Nel secolo XII nel
vlehs lune chnra Crucis jamjixit in a- principio della prefazione Sursufn corda,
ra. - Ho stia fit gcntix primi prò labe pa- e dello il principio del canone, ur. accoli-
renti":. Picseiilenienle sono le patene mol- to con fascia al collo portava dalla sagre-
to più pìccole ili 6 secoli prima, luentre stia o dall'armadio la patena, la quale da
sì usavano allora per dintribuir la comu- lui sì custodiva dinanzi al petto, e coper-
nione a'fedelì, ed ora essendo molli i co- ta dalla medesima fascia per esser poi ,

muuìraiidi adoperasi la pisside.' Il diaco- presa alla metà del canone dal suddiaco-
no poi la proenla coli' ostia ,
perchè si no, che scoperta la e insegnava al diacono.
reputa a proposito, che per lo meno nel- In Parigi per tener la patena con più pro-
le messe solenni il sacerdote non offra se prietà, «ili cantore della cattedrale per no-
non ciò che gli conlribuisce popolo dal il me Ohei lo donò un bacino d' argento,
diacono rappresentato. Si leva la patena onde si posasse sino al momento, che per
dall'n ilare dopo l'offertorio, perchè dopo awetlire il populodeirimmirienlecoinii-
loco anni e più fu cretluto più opportu- nioiie,la si dovea mo>)trare ad esso. E nel
no di collocar l'ollerle sopra d'un panno- Micrologo antico <ii Nostra Donna, pure
li no, e perciò ella più «lon serve, che per in Paiigijsi legge questa particolarità, che

frangere sopra l'ostia, e per amministra- ivi si osserva come rito. Un giovane del
re la comunione. Difalti ne' primi secoli coro, cioè, o un chierico in cappa cusia-
della Chiesa si consagrava l'ostia sulla pa- dìsce la patena sopra un bacino finché ,

tena. Sì è poi mutata i' espressione ad , il suddiacono prendendola al princìpio


conficicndtun in ea Corpus Domini N. del Pater noster, la tiene innalzata sino
J. C, diesi usava nel consagrarla, esi po- al Paneni nostrum, per darla al diacono,

se nel Pontificale, confringendum in ea. che la mostra altresì, e al fine del Pater
lu Vienna pure così si osservava, secondo la porge al sacerdote. Giusta il messale di

il messale del iSig; greci però tuttora


i Grenoble involgevasiessa uel velo del ca-
consagrano sulla patena. Il motivo poi per lice, e così involta si lasciava al lato di-
cui non si lascia la patena sotto il corpo- ritto del sacerdote. Si tiene poi così in-
rale, come nelle messe privale, è per ri- nalzata, I
." per esser pronto suddiacono
il

cordare che ne' primi tempi del cristia- a prestarla, 2.° per avvertire fedeli che
i

nesimo poche erano le chiese e numero- s'avvicina il tempo per la comunione. La


se l'adunanze de' fedeli, e perciò copiose ragione mistica per cui il suddiacono so-
le comunioni, e quindi la patena era uti stiene la patena colla destra, sì è per di-
piallo capace di contener quanto era per notare la speranza certa della gloria futu-
consagrare il sacerdote, la quale appunto ra e della vera allegrezza, quando un po'
per la sua grande dimensione veniva ad prima colla siuistra matio trasportato a-
imbarazzar l'aliare. Nelle vite auliche de* veailcalice, simbolo delle passioni di c|ue-
Papi, dello il Pontificale di Daraaso, par- sta vita. Per la medesima ragione adun-
lasi d'un gran numero dì patene d' oro e que sì ommelle nella messa de'defuntì la
d' argento del peso di a5 e 3o libbre. I cereraoaia di sostener la patena, perchè
ii8 VEL VEL
ili questa messa la letìzia si esclude , se- uscire dall'acqua, lo afferma ancora il

condo rAmalatio e il Gemma. Nel voi. Cliardon, Storia de' sagramentl, 1.


1
, lib.

LXXXIII, p. 102, parlai tie'veli, i quali i,cap. I 1), detto pure conopeo, si frappo-
Ile' pontificali celebrali dal Papa si pon- neva fra il sacerdote e il Fonte batlesi-
gono sugli omeri del Sagrista del Papa nu/le, nel tuffarsi in esso le donzelle che
e de'nobili laici, ih.° nel portare coperti ricevevano il Battesimo,as%\s{\le dalle dia-
i sagri J^asi, i secondi nel portare egual- conesse; e forse da questo ebbe origine che
luente coperti i Tasiòe.\ boccale e baci- alcuni Battisteri o Fonti sagri sono co-
le per la Lavanda delle mani, onde ver- perti dal conopeo, come rilevai anco nel
ttjie l'acqua sulle pontificie mani; non che voi. XLIX, p. 7. 11 p. Lupi, Dissertazio-
del velo Fimpa o Plppa (P\) adopera- ni, t.i, parlando degli antichi battisteri e
lo da'sostenitori àt' Triregni e delle Mi- del battesimo per immersione, ragiona
tre del Papa e quanto a quesl' ultime,
,
de'iuoghi ch'erano ne*s. fonti separati pei*

miche de'cardinali e de' vescovi. 11 Mani- le donne. Dice insegnare l'Ordine roma^
polo (F.) ebbe origine da, quel Sudario no, che prima si battezzavano gli uomi>
o velo o fazzoletto che il celebrante
(/^.), ni, poi le donne. Ed il Casali De velC' ,

uDticamente portava al braccio sinistro ribns sacris Christianoruni rilibns, cap.


jier rasciugarsi le lagrime o il sudore; dal S, crede che il s. fonte quasi in due si di-
sudario usato intorno al collo da' Papi, de- |)artisse per mezzo d'un gran tavolalo, e
rivò il Fanone (V.). 11 Fanone, che usa il a questo forse in più battisteri serviva la
Papa ne'pontificali, dal Cancellieri è chia- colonna nel mezzo del fonte, per sostene-
mato velo di seta sottilissimo, a striscia, re cioè un lai divisorio. Soggiunge il p
vergulo di vari colori. Quando il Papa Lupi , almeno si dovevano tirare delle
iie'pontìfìcali fa al trono la comunione a' cortine, per cui racconta il riferito dall'au

cardinali diaconi ed a' nobili laici , due tore della. vita di s. Ottone apostolo del
}>relati uditori di rota sostengono uu ve- la Pomerania, nel far costruire 3 balli
lo lungo di seta bianca con merletto d'o- steri, uno detto mares pe'fanciullt, gli al

ro, per impedire la caduta per terra d'al- tri per le femmine e pegii uomini. Taf
cuna sagra Particola (o de'fiammenli di ta quoque diligenlia, tanta mnndilia <

eisa), come avvenne ad Alessandro VI e honestate Pater optimus Sacramenti ù

Innocenzo X. Il Grembiale o Gremiale peralionem ficriedocuit, ut nihil indeco


(F.) derivò dall'antico pannolino o ve- rum niìdl pudcndum
, nihil unqitatn ,

lo, che il vescovo solennemente parato e quod alieni gentilium minus piacere poi
cedente in cattedra teneva in seno, per set, ibi ageretur. Namque dolia gran
non macchiare colle mani la pianeta, dia valdae terrae allius immergi prat
forse innanzi l* introduzione de' Guan- cipit , ita ut ora doliorum usque ad gè
ti{F.). Chiamasi Onalmeute velo il co- nus liominisj vel minus de terra promx
nopeo o padiglione del Tabernacolo nerent: quibus aqua impletis,facilis e
{f .) e della Pisside {F.), e serve loro rat in eamdescensus. Cor tinas circa di
come di baldacchino, essendo del colore Uajixis columnellis ffunique includi^ l'iH
conveniente all'ufTizio che si celebra. An- oppandifecitj ut inmodum coronac velo
ticamente uu velo o cortina (come dissi undique cappa cingeretur. Ante sacer-
nel voi. IV, p. 219: