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S

Z^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE Piu" SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, N0! CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

PI

CELEBRI
CHIESA

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. XC.
Iwb'Sinn/Oirvt

^olL^,

IN

VENEZIA
MDCCCL Vili.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

-^"^

p.

La

presente edizione posta sotto


vigenti, per

la

salvaguardia delle leggi

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

l'Autore intende godere


relative.

diritto,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

VEL
Continuazione e fine dell' articolo Velletri.

VEL
l'ingresso lo ricev
il

cardinale in cappa

violacea, dandogli a baciare la Croce, e

dopo averlo 3
\jlemenle Vili si port a Velletri ai 20 febbraio i5g6 accompagnalo da 3 cardinali, cio due suoi nipoti e il cardinal di Serraoneta, e vi giunse a ore

volte incensato, gli pre-

sent l'aspersorio.

Allora
,

cantori coil

minciarono

il

Te Dennt
si

terminato
il

22.

Fu

ricevuto da' priori

con numegli

^. Protector Noster etc, e l' orazione Deus omniunifideliimi Pastor etc. La cena laudisse

quale dal cardinale

roso seguito di nobili a porta Napolitana, percb veniva da Cisterna;


pre-

tissima

ebbe luogo nell'aula magna,


in
al fine della
il

il

Papa sedendo
l'altare

mensa separata. Nella


messa, dal-

sentarono

le

chiavi, e

complimentaro-

seguente mattina

no a nome di sendosi armata

tutta la popolazione, es-

tutta la milizia urbana.

Fu
Nel
sa

ricevuto quindi e con gran magni-

popolo; il quale altare nel d precedente avea consagrato il cardinal Gesualdo, colle reliquie de' ss. Clemente
terio.
I,

maggiore benedisse

ficenza alloggiato dal cardinal Gesualdo.


d'i

Ponziano e Eleu-

scguente,dopo aver celebrato mescattedrale,


p. Gatlico,

Narra

il

can. Rauco. Nel principio

nella
Il

part alla volta di

del pontificato di

Roma.
di

De Itineribus Rom.

Clemente Vili si riun un numero considerevole di banditi e


di

Pon/., descrive con particolarit la visita

uomini

facinorosi,
la

capo de' quali era

di

Clemente Vili a Velletri, l'incontro 2 oc militi veliterni e del cardinal Ge-

Marco

di Sciarra,

masnada compo*

neudosi di

sualdo co' cittadini veliterni


dalla citt,
livo in
il

2000

passi

pi uomini. Uccidevano, saccheggiavano, rubavano e come

600

mano

popolo tenendo rami d'oe acclamandolo. Alla porta


si

tutta ornata
ro, e

Irov

il

capitolo e

il

cle-

l'accompagno

alla cattedrale.

Sul-

mettevano ogni sorla di scelleratezze. Infestavano piucch mai le proviociedi Marittima e Campagna, e non era libera alcuna terra, onde avcaoo iacusso in lui-

4
li

V E L
Il

V E L
stendardo
cristiano,,
gli

un gran timore.
il

Papa mand contro

ed Orazio Ciiiaco

suo nipote Gio. Francesco Aldobiandini, il quale volle


questa gente
geneiai
seco una compagnia della milizia urbana
di Velletri

capitano contro

ugonotti di Francia.

Fra

le

persone letterate fiorirono princconservatore

palinenle Curzio Petrucci udilordi Pujta


in Firenze,
di

comandala

dal capitano
inseguili
i

Ot-

Roma

e luo-

tavio Catelini.
diti

Furono

ban-

fin presso il regno di Napoli in un luogo chiamalo Castro; ove giunti vei

gotenente del legato delhi Marca. Domenico Gallinelli primario avvocato in

Roma. Tiburzio

Baccari uditore del

le-

literni fecero istanza

d'avere

la

vaneuar-

gato dell'Umbria e del Patrimonio, e


uditore generale del duca di Parcna e
Piacenza. Filandro Coluzzi professore di
filosofia

dia per con)batterli. Si venne all'armi;

de' banditi furono uccisi molli, alcuni


presi e altri dispersi

pi

si

maniera che mai riunirono. Aggiunge il Borgia che


;

in

neir universit romana, [)rolodi tutto lo stalo ecclesiastico,

medico

ed

ottenuta da'veliterni l'antiguardia per

autore d' opere dotle. Io devo limitarmi


a ricordare
i

combattere, visto
fortificati
i

il

luogo ove s'erano


i

velilerni illustri riferiti dal


il

banditi,

velilerni presero

Bauco, poich

registro di tutti

pu veTheuli
feb-

posto fra

gli

alberi e sassi,
e

combatterono

dersi nell'opere degli arcivescovi

valorosamente

ne uccisero quantit, e gli altri si posero in fuga. Questa disfatta de' banditi, che infestavano la Campagna di Roma, si vede annoverata fra l'altre imprese del general Aldobrandini
nella

e Borgia, e nel Ricchi.

Morto a'i4

braio i6o3
gli successe

il
il

cardinal Gesualdo, a' 19 decano cardinal Tolomeo


il

Galli

denominato

cardinal di

Como

sua patria, che nel n)aggio recandosi in


Velletri, tra le altre cose ordin doversi

memoria

postagli dal senato

roma:

no

nella chiesa d'Araceli, ivi leggendosi

ad ogni modo ultimare


palazzo
pubblico. Nel

la

fabbrica del
facendosi

Lalrociiiis paiicas intra dies Lalio loto

i6o5

depulsis. L'iscrizione posta sull'arco dels. Francesco Solano, la riCasimiro da R.oma nelle Mc' morie della chiesa, d' Araceli. Il Borgia loda il Catelini pel suo valore mostrato

diligenza nel piano diFaggiola nel luogo

la

cappella di
il

appellato Uolubro, bench 3 miglia lungi

porta

p.

da

Velletri, per condottare l'acqua viva

in citt,

Paolo

permise

al

comune

di

spendervi
la

qualunque somma, e ne die

in quella fazione, e dice inoltre. Per provveder poi che nell'avvenire non avessero pi a ingrossarsi fuorusciti e banditi
i

soprinlendeuza al cardinal Oltavio Bandiui. In detto anno compita buona parte del palazzo, in ottobre vi si leone
il

nella

Campagna
la

di

Koma,

il

cardinal

i, consiglio.

A' 3 febbraio 1607 per


gli

Pietro Aldobrandini soprintendente dello stato, die

decesso del cardinal Galli, a' io


sostituito
il

fu

cura di perseguitarli

al

cardinal
il

Domenico
a'

Pinelli
1

colonnello Minio Torni d'Ascoli colla sua

decano ; morto
co
a'

quale
1

9 agosto

compagnia

oc archibugieri a cavallo, e questi nel 1^98 ferm la sua residenza in Velletri, deputando il veliterno
di
i

secondo l'Ughelli agii


leti,

1, al

diredi Bauscrive

16, o ujeglioa'27

come

Co-

citando

gli

atti concistoriali,

dello

Fabrizio Gallinelli a suo alfiere colonDelio.

Molti

altri cittadini velilerni fio-

rirono nel secolo


lettere.

XVI

nell'armi e nelle

Fra' militari che presero stipentenente colonnello

dio sotto vari principi meritano ricordo Alcide Santirecchia

il governo spirituadecano cardinal Francesco di Gioiosa, e ne prese possesso ai 2 5 pel suo procuratore; poco dopo recandovisi di persona, venne accolto con

stesso agosto, assunse


le e

temporale

il

grandi dimostrazioni d' alTetto e ossequio.

morto presso

Slrigonia, Fulvio ZatFa-

Chiamato
lasci

in

Francia da Etnico
il

raui che peli.su quelle

mura

piaul lo

IVj

raccomaudalo

goveiuo

di

VE
Vellelri al cardinal
ni[)ote di

V E L
sop intendente di V^elletri
il

5
prelato Luigi

Scipione Borghese Paolo V. Il celebre archiletlo Giovanni Fontana ultim la condottura deUacque, con riunire 3 sorgenti d'ac<|ua viva da Faggiola, Velrice e Pelrone; e per erigere
le

gotenenle, deput in pro-governatore e

suo nipote e poi vescovo d'Ancona, ed

fontane facendo d'uo-

Antonio Panoli arciprete della Ottenne da Paolo V la conferma delle l'aclt godute da' predecesin vicario
cattetlrale.

po dilatare le piazze e allargare le strade, Paolo V che avea molto a cuore l'ornato
e
il

sori sulla giurisdizione


a'

temporale. Morto

3o marzo 1620,
il

a'

aprile

gli

fu so-

comodo

della citt, vi sped nell'otil

stituito

tobre 1612

cardinal

Ottavio Baiulini,

decano cardinal Anton M.' Sauli, che pel suo uditore a' io prese
possesso.
1

e fu risoluto d'ampliare due piazze, la

Fini
I

suoi giorni a'

24 agosto

superiore delta del Trivio, e l'inferiore


appellata del Piano.
lazzo pubblico fu

Furono aperte anal pa-

cora due strade, quella che porta

nominala Gioiosa,

in

onore del cardinal vescovo governatore, e quella che dalla via Metabo conduce
alla

623, ed a' 3 ottobre gli successe il decano Francesco M.^ Bourbon del Monte, prendendo possesso per procuratore. La citt per dimostrare il suo inalterabile attaccamento alla s. Sede, mentre questa teneva in deposito la Valtellina, of-

piazza superiore, dal

cognome

di

Paolo
le

fu detta Borghese.

Ingrandite

piazze furono ordinate belle funti di

travertino,
la

piazza del

come fu eziandio eseguito nelComune. In altre piazze

Urbano Vili i5,ooo scudi e si obdue compagnie di corazze. Il Papa ne conserv grata memoria in tutto il suo lungo poafr

blig alle spese degli utensili di

tillcato,

in

ogni occasione favorendo

furono costruite altre fontane, per beveratoi delle bestie, e co'ritorni dell'acque

veliterni. In questa spedizione della Val-

Tutta la grande opera della condottura dell' acque finalmente fu comlavatoi.


pila
citt,

sue guerre era maestro di campo il marchese Giuseppe Ginnetti velitemo, e commissario apostolico il fratello
tellina e

e cost

onde ne

100,000 scudi d'oro alla fu posta memoria marmoil

cav. Giovanni.
te a'
1

Morto

il

cardinal del

Monsuc-

7 agosto 1 626,a'7 settembre


il

gli

rea nel palazzo pubblico. In questo tem-

cesse
dini,

suddetto cardinal Ottavio Ban-

po
fr.

llor

Ira' veliterni

servo di Dio

Clemente Calcagni sacerdote cappuccino, e Paolo V fece vescovo di t^ossombrorie il nobile Lorenzo Laudi canonico della cattedrale. Sempre intento Paolo V all'abbellimento della citt, nel 161 ordin che chiunque volesse fabbricare in ornamento della medesima, potesse
costringere
il

che elesse a pro governatore il suo congiunto prelato Ascanio Malici, o Maffei

come
visse

scrive Borgia, e
il

vi

continu

fin-

anno Urbano Vili cre cardinale il celebre Marzio Gineltio GlnntU {^F'.) vclilerno, cou gran giubilo della patria, che gli don
ch
cardinale. In detto

6000

scudi.

liicoooscenti

veliterni

vicino a vendergli la pro-

pria abitazione, purch

Valore di

5oo

scudi, e

il

non eccedesse il compratore pail

Urbano Vili per altri benefizi, gli eressero nel 1637 nella piazza Maggiore detta del Trivio, una statua di brouzo, modellala dal celebre cav. Bernino, assiso
in cattedra e vestito
in atto di

gasse io pi l'8 per 100,


dinal Gioiosa a'
gli

che tuttora
il

in vigore. Morto in Avignone

Car-

in abiti pontificali

successe

il

27 agoslo i6i5, decano cardinale Antonio


a'

23

benedire

il

popolo, colla spesa


il

di

12,000 scudi, poich molto cost

M.'^

Gallo: a'g settembre fece prendere

trasporto. L' iscrizione posta nella base

possesso,
nisse

non seujbrando vero che divea'

vescovo

16,

come

registr
11

1'

U-

marmo si legge nel Borgia e nel Banco. Questa tnaestosa e magnifica opera, nel
di
1

gheil.

lu vece

di

uomioure

solito luo-

7(j8 fadistrutlu dalla forseoQata rabbia

6
cardinal

VEL
G inetti,
erroneamente
dissi col
p.

VEL
e alle ricreazioni, fu ventura che tosto
scese nella

repubblicana. Nella citata biografia dei

tomba a'i3

luglio

i63o

di

Renazzi, Notizie de Maggiordomi,

122, ch'egli avea eretto la statua, e qui ne fo emenda. Morto il vescovo di Fossombrone, Urbano Vili gli surrog il fratello Benedetto Laudi pur velilerno,
il

anni 54- A' 3o subentr al duplice regime di Velletri il cardinal Domenico


Ginnasi, gi da prelato vice-legato di
rittima e
sesso
il

Ma-

Campagna,

pel quale prese pos-

congiunto Francesco (ninnasi e


pel

quale nel 1682 rinunzi

la

sede al niil-

rest in Velletri per pro-governatore. Sotto questo porporato e governo furono estinti

pote Gio. Battista Landi. Concittadini


lustri

provvido suo
i

contemporanei furono ilconleGiudi scientifiche

tutti

debili co-

seppe Bassi autore

pro-

munali, ed eretto
danza, onde
le
gli

il

monte dell'abbonun'onorevo-

duzioni e delia descrizione di Velletr,

fu decretata

Lodovico Prosperi poeta, e Gio. Battista Rossi filosofo. JVel libro intitolalo, Delle donne illustri italiane dal XIII al XIX secolo, stampato in Roma verso il
1

855

co' tipi Pallotta, a p. 3

biografia dell' encomiato veliterno


silio

6 leggo la Ba-

memoria marmorea nel pubblico palazzo. A'i2 marzo 1639 passalo all'altra vita il cardinal Ginnasi, a' 29 occup il suo luogo il cardinale Emanuele Pio di Savoia; morendo ili. "luglio 164 il car

dinal Pio di Savoia, nello slesso giorno

Magni

e da lui tratta dalla biblio-

teca Corsinana di

Roma,

della suddetta

come vuole Ughelli o nel decorso del mese come scrive Banco, gli successe il cardinal Marcello Lanle, che recatosi
nel

Virginia Vezzi natain Velletri nel i6oo,


la
la

quale esercitando con lode

la

pittura,

maggio

del seguente

anno

in

Velletri,

miniatura e

l'intaglio,

per

la

dolcezza

dell'indole e

la

vivacit dell' ingegno, di

lod il consiglio delle querele solito farsi dal magistrato ogni mese, nel quale a'reclami de' cittadini amministravasi maria giustizia. Urbano Vili non

queste doti e di sua bellezza invaghitosi

sompot

Simone Vovet
nel
j

valente pittore francese,


in

626

la

spos

Roma.
in

Nel seguente

indurre a far accettare l'arcivescovato di

anno richiamato Vovet

Francia da
pitil

Luigi XIII col titolo di suo primario


consorte,

tore, Virginia co' propri genitori segu


il

quale chiamato

il

Raffaello

Girolamo Lanuvi nodecano della segnatura di grazia ecommendatore di s. Spirito. Fra* contemporanei illustri si legge nell' AlCosenza
al

prelato

bile veliterno,

della Francia.
cia

Dimor

anni in Fran-

bum
/e^r/.
silio

di

Roma,
e

t.

24, p. 5o, l'articolo

stimata da tutti e specialmente dal

Marcantonio
Magni,
il

Ndzzario Bassi da /^eZsullodalo veliterno Ba-

re, alla presenza del quale Virginia so-

E scritto dal

leva dipingere. Ella pass di questa vita

quale d erudita e critica

i638 lasciando a consolazione dello sposo l'immagine di se in 4 figli, due


nel

contezza di due produzioni de'medesimi,

maschi e due femmine. Le sembianze


della pittrice veliterna l'avea incise a bu-

non mancanti d'ingegno edi dotlrina.Es si furono fratelli. Marcantonio compose la morale commedia: L'Amor Fido,
Nazzario scrisse
vi
la

lino

il rinomato francese Melian, e si ripeterono in una medaglia con quelle del

tragedia sagra:

I gra-

tormenti di N. S.

Ges

Cristo nella

marito nel rovescio. Le pitture di Virginia non giunsero a noi, ma quanti scris
sero di belle arti italiani e francesi ne
fecero onorata menzione.
1

sua Passione. Ambedue il d."^ Nazzario fece stampare in Velletri nel 1689 da Alfonso dell'Isola, e dedic
d."^

al

concittadino

Il

i."

agosto

Teocrito Micheletli cav. di Cristo, con-

629
il

cess di vivere

il

cardinal Bandini,

ed
gli

cardinal Giovanni Battista Deli che

successe a'3 settembre, dedito all'ozio

al capitano Giuseppe Micheletli, pur veliterno, che neh 643 combattendo per Urbano Vili contro il duca di Parr

giunto

VEL
ma
a Ponte Lagoscuro, ebbe gran paile
niiis

VEL
Magnius, da
cui discese
11

7
lodato

Di questi fratelli Bassi non ne parlarono Borgia e Kiccbi; ed ilTheuli soltanto fece cenno di JNazzario dottonella vittoria.

Giulio Cesare benemerito de' carcerati.


Esiste la detta cappella e l'antiche carceri,

ma

colla notabilissima differenza,

re in legge e protonolario apostolico, e

buon talento, ricordanmemorato suo componimento. Nella detta guerra il Papa nel 64^ lev da Vellelri 4 compagnie, 2 di fanti e 2 di calo dice poeta di
il

do

che da quell'epoca fino al i832 erano state pi che sufficienti, essendo servite soltanto per la citt e quale giurisdizo* ne privativa del cardinal decano. Ma dacch Velletri io detto anno divenne capoluogo di legazione, e perci
le

valleria,

condotte da Cesare Filippi ca-

carceri do-

pitano di lunga esperienza, e se u servi

vendo

servire per tutta la provincia, riu-

per la custodia di Roma ; da dove poi partirono per unirsi all'esercito pontifcio nella provincia del Patrimonio, e die-

scirono, per naturale conseguenza,angu-

slissimee tristissime per la salute


In sostanza sono
i

umana.
le

sotterranei del palazle vide,

dero gran saggio di valor militare, distinguendosi ancbe Leonardo Coluzzi capitano velilerno. Proseguendo la guerra, nel 1643 Velletri generosamente offri a

10 comunale, ed alcuno che


qualific

tombe

de' viventi.

Di queste
il

prigioni governative, narra

Theuli,

Urbano Vili una compagnia comaudo vi cittadini sotto


il

dii

00 bra-

suo tempo esistevano nel medesimo palazzo comunale e sotto la curia

che

al

di Girola-

criminale

le

prigioni pubbliche e segrete

mo

Toruzzi cav. di Malta, supplendo a


le

della citt colla ricordata cappella.


i

La

tutte

spese per essa; anche

il

Banco

lodando il capitan Micbeletti che contribu all'accennata vittoria col suo valore.
In tutto
fra'quali
il

corso della guerra circa

1000
e

veliterni militarono, oltre gli ufficiali


si

marchese Giuseppe Ginnetti sargenle maggiore generale


distinse
il

compassione verso carcerati commosse pure il pi volte nominato veliterno Basilio Magni, discendente di Giulio Cesare Magni, che di recente ne fu vivamente compreso, per amore altres del patrio decoro, e siccome giureconsulto
professante e di
lui
la

criminale difesa in

Roma,

di

s.

Chiesa.

Urbano Vili

nel

1629 con-

leggo l'eloquente, erudito e gra-

cesse di potersi celebrare messa nella cappella del


ss.

ve ragionamento letto nella pontificia


n.

Crocefisso eretta dalla piet

di Giulio Cesare

Magno

veliterno nelle

accademia Tiberina, indi pubblicato nei 18 e 19 deli' Imparziale Fiorentino

carceri del palazzo pubblico per


di tutti
i

comodo

del

iBoy

intitolato:

Le Carceri. Dopo

prigioni,
le

limosine per
pella
vi

pagando egli stesso le messe, onde nella capIl

avere ragionalo dell'utilit pubblica, se i governanti si valessero sempre della saquali debbonsi avere grande onoranza, passa a dichiai'are con Ulpiano: il carcere fatto per rite-

fu posta un'iscrizione riferita dal

pienza de' dotti,


in

Theuli, e tuttora esistente.


gl'illustri veliterniriporta

Ricchi tra

un Erasmo Magno colonnello valoroso, che descrisse


i

nere non per punire

rei finche sieno

navigazioni in varie parli dell' Universo, da lui fatti, onde disse di lui: In pace togam, in bello arma ferehal. Fino dal
e le quindici

Viaggi d' Ungheria,

giudicati. Perci riprova le antiche orribili prigioni, e loda quanto nel cristianesimo fu ordinato a loro vantaggio, sebbene il carcere per quanto bello e spazioso sia di sua natura contiene una pena,

i4oo un Pompeo Magni


se in latino

figura nel

li-

bro de'consigli. Questo cognome


leggersi in italiano

si scrs-

cio la privazione della libert, pi preziosa dell'oro, anzi inestimabile, pel

Magnus eMagnius, ma deve


Magni,
in fatti era
1."

com-

plesso eziandio delle conseguenze.


CI eh'

Ma
iddo

priore del

bimestre del i5c)7 Anto-

pi doloroso,

ti

il

uou

di

8
degl'innocenti,
i

VEL
anche
quali usciti di prigione
la vita
il il

VE
gistrato manifesta al

trovarsi in tale ioftlice condizione

ricordano per tutta

durato paprezioso te-

timento, per aver perduto


la

soro della salute. Riconosce giustissima

punizione de'

delitti,

ma

stima cosa

Sovrano Pontefice la necessit in cui trovasi Velletri dopoch divenne capo di provincia, e perci le sue ristrette carceri devono accogliere tutti i delinquenti della medesima, onde il provvido pontificio governo in.nalzi

conveiiientissima la divisione del carcere


degli accusati e

comodo

e proporzionato carcere,

de'convinti, de' giova-

netti e degli adulti;

disagi derivanti dal

ed insieme rileva i vivere unitamente


il

ne sarebbe sicuramente esaudito ; bea conoscendo che al supremo Capo della


Chiesa, pi degli altri principi, a cuore
colla

condensati, la pestilenza dell'aria,

tor-

mento degl'insetti, non che funesti


i

il

danno

della sanit,

temporale felicit de'sudditi, l'eterna loro salute. Per la qual cosa, o pascalda
tria,

risultati

provenienti
lo defi-

dri eletti al veliterno magistrato, se vi


il

dall'ozio,

il

quale con Aristotile

petto di verace
vi

nisce:

Morte dell'uomo; poich vivere

se

amore d pa* punge vaghezza di belle imil

il propagalo sistema penitenziario, e quello cellulare. Infiammato d'alletto patrio e deplorando r infelice condizione delle carceri velilerne, mentre celebra la sontuosit del palazzo pubblico, ove si tengono musicali accademie, s'imbandiscono splen-

operare. Invece loda

prese, se vi caro

bene della

citt,

provvedete innanzi a tutto agi' infelici cittadini che colle spose e co' figli piangenti
vi

richieggono di soccorso. Togliete

didi convili,

si

accoglie l'estremo della


;

pubblica allegrezza
strato, abita
il

vi

dimora
il

il

magi-

cardinal vescovo legalo,

da essi lo squallore che li ricopre, il buio che gli accieca, la fame che li consuma. Basta la vostra voce a levarli d'ogni miseria ; perocch il Sommo Gerarca traene da Cledo esempio da Innocen;'.o mente XI, il i. de' quali fond in Uoma

ed alloggia

in varie circostanze

Sommo

un nuovo carcere
cura e mite de'
correzione in
i

alla custodia

pi

si-

Pontefice, e qualunque altro sovrano di

rei,

passaggio per

la citt.

Fero osserva cou


letizia,

s.

una casa di Michele, accoglier bel'altro

pena, per contrapposto di tanta

giacete nell'estremo sotterraneo del

me-

desimo palazzo
e

caixerati che sospirano

nignamente vostri voli, e si dorr di non avere in prima conosciuto il danno afliae di ristorarlo. Cos adoperando, voi
darete generosa prova di
volenza a tutti quanti
i

gemono

nel dolore.

quel eh' pegspaventose, an?

somma

bene-

gio, tali prigioni te descrive.

sono quali pateticamen-

cittadini, e la-

Le chiama

scerete a' posteri, che vi benediranno,

gusle, d'aria spiacente, con pareti


diccie; ed
ti,

umi-

memoria

gratissima, ed io sar contento


i

ivi stipati

poveri e benestaa<

d'aver mosso a commiserazione


vostri, e levala
la

cuori

civili

e plebei, giovani e attempati,

francamente
Il

la

voce per
il

traendo giorni calamitosi, Peggiore poi


la

causa

dell'

umanit

". B.ipiglio

filo

condizione di quei pi miseri giacenti


dall' allo

di questi cenni storici.

vescovo goverse

nelle segrete, dicendolo luogo pestifero,

natore cardinal Lanle essendo nonagenario,


pire
il

profonda, oscuro, se non che


gio di luce, che
spelli tinti di

vedendo
il

di

non poter da

adem-

per un pertugio scende vm languido rag-

duplice regime, cou raro esempio

appena imbianca

gli a

rinunzi

mortale pallore.
velilerno
la

porre

zo

rimedio a
tilii

siffatta
il

piaga aperta nel seno

di sua patria,

Magni, per

l'u-

de'clladini e

dignit del

comu-

governo temporale. Innocena Francesco Castagnacci, ma avendo desialo non poche querele nel popolo, gli sostitu Fulvio Petrozzi, Morto il cardinale a'29 aprile 652, gli

l'allld

ne, liepe per ferino, che se i'olUmo

ma-

successe

il

cardinal Giulio

Roma,che ^ve-

VEL
se possesso del vescovato

VEL
e del governo
la carestia lo*

u'iu maggio,
sto contribu
di grani,

il

quale per

10,000 scudi per acquisto


il

60, i5 de' quali doveano formare il consiglio minore semestrale. Innocenzo X[ nel 1677 fece vescovo di Ferentino Gio.
Carlo Anlonelli seniore nobile veliteino,
arciprete e poi canonico teologale della
cattedrale.
le quali:

ed

pubblico nel suo palazzo

pose memoria di gratitudine.


slesso

Ma
a'

nell'i-

anno

lo

rapi
a'

la

morte
il

16

set-

Pubblic lodate opere, fra

tembre, Subenti

aS

cardinal Carlo

de Medici. Intanto Alessandro VII dicliiar arcivescovo di Mira in partibus,


suiFraganeo patriarcale e vicai
lieo di
io

polis.
li.

De regimine Ecclesiae EpiscoDe tempore legali. De loco lega/uribus et oneribus clericorum.


se

De

aposto*

Di questo dotto

ne legge l'elogio mar-

Costantinopoli,

fr.

Bonaventura

Theuli oTevoli minore conventuale piissimo e assai versato nelle lettere; onorato anche del pallio part per la sua residenza di Pera, Fra le sue opere ricorder, oltre il Teatro hisloricq di Felle Ir, di cui mi giovai, ['Apparato Minorilico della provincia di Roma, Velletri per Callo Bilanconi 1648. La patria, di cui
fu benemerito, ne fece scolpire l'elogio
in

moreo nel palazzo pubblico. A' i o dicembre 1679 cess di vivere il cardinal Barberini assai com pianto come giusto e pi'udente, profuso
palazzo, A'
co' poveri

e magnifico
nel detto
ve-

nell'opere, di che
1

memoria
1

4 gennaio 680 divenne


il

scovo e governatore zo XI rallegr

cardinal Cesara

Facchinetti. Nel seguente anno Innoceni

veliterni colla

promo-

zione alla porpora del concittadino cardinal Gio. Francesco Ginelti o Ginnet-

una gran lapide

nel palazzo pubblico.


la vita

Keli7i4ne pubblic
flilenza di
1

Pietro

AnPe-

tonio Teocrito Borgia.

La

terribile

Roma del 656, da essa e da Nettuno penetr in Velletri, e dall' i luglio sino a' 3 maggio 1657 vi rap 2716
1

che per debolezza vana chiamanromano, indusse diversi scrittori a crederlo tale; ma Bauco pubblic la fede di nascita e di battesimo ch'ebbe in s. Maria in Trivio di Velletri egli da fanti (^f^^),

dosi

vittime. Lieta la citt per la sua libera-

ciullo fu

educato in
la

Roma, ove
Fin
i

la

sua

zione ne rese grazie a Dio, e con portare


in solenne processione

famiglia per

lunga dimora fattavi 0


suoi

l'immagine deldi cela fe-

ascritta alle patrizie.


il

giorni

l'Immacolata Concezione, con voto


lebrarne ogni anno solennemente
sta.
11

cardinale Facchinetti a'3o gennaio


il

i683,ed a'i5 febljiaiogli successe


dinal JNicola Ludovisi, che
zelante del pubblico bene.
di recarsi spesso in Velletri e di
si

car-

cardinal de Medici mai

si

rec n

non manc
mostrar-

Velletri,

non
il

di

meno

lodato per pia


pei*

generosit e indefessa vigilanza, anco

aver stabilito
lazzo del

pubblico archivio nel paraccolti

agosto 1687, e pochi giorni

Mor a' dopo Inno-

comune, dove furono


mor
a' a'

cenzo XI commise
tri

tutti gli atti notarili;

19 giugno
successe
il

1666, ed
pote d'

17 settembre

gli

il governo di Vellecon amplissimo breve al decano car dinal Alderano Cibo, finch la chiesa non

cardinal Francesco Barberini seniore, ni-

fosse stala provvista di pastore, e ne fece

Urbano Vili, die per

lo scarso

prendere possesso
de' 10

a' 17.

Nel concistoro

raccolto de'grani del 167 3 ne fece venire

novembre

egli stesso

ne

fu preco2.
01,

gran copia da Livorno. Nel 1675 fu fatta una nuova riforma sull'eiezione
in

nizzalo vescovo, indi


glio
il

morendo a
a'

lu-

de' magistrati, che per

un biennio avve-

22 dicembre cardinal Emanuele Teodoro o Teodo1700. Gli successe


la

nire
le

si

ridussero a

minor numero, per


trimestrali furono ri-

sio

de
la

Tour

di Buglione, Nella

guerra

diminuite famglie nobili perite nella


I

per

successione di

Spagna, Clemente
concedendo
l'iU'

peste.

priori

XI re<t neutrale, a ninno de' pretendenti

dotti u 3}

ed

il

consiglio

maggiore a

soli

Fdippo

e Carlo ili

IO

VEL
delle

VEL
due
Sicilie.Fra'

vestitura del regno

baroni romnni il duca Caetani segu il Urilito di Carlo III, ossia dell'arciduca d'Austria e poi iuiperalore Carlo VI, e
perci fu a parie della rivoluzione fatta
in Napoli a suo favore nel 1702. Allora
il

Nel seguente anno per la precedente siccit Velletri penuri d'acqua, ed a'i4 gennaio perde il pastore e pretre due.

side cardinal

Astalli,

cui successe a' 3

marzo il cardinal Sebastiano Antonio Tanara. Ora conviene fare onorevole menzione del nobile veliterno Alessandro Borgia di

Papa
a'

spogli
giiig<io
si

il

ed

Caetani de' suoi stali, ordin che 180 soldati


il

grande erudizione e dottrina, suc-

\eliterni
te di

portassero a presidiare
in

for-

cessivamente prudente e zelante vescovo


di

Sermonela gi caduto
s.

suo po-

Nocera, nominato legato apostolico

tere, e

della

che lo ritenessero a disposizione Sede. Nell'islesso 1702 Cleaieninvi nel Lazio e

della Cina, e in vece

promosso

all'arci-

le

XI

Campagna Ro-

vescovato di Fermo. Scrisse diverse opere. Indulto sopra il precetto d'astenersi dall'opere servili in alcune feste.

mg"^ Falconieri per liberarle dagli assassini che le desolavano, e vi riusc prontamente. Spaventosi
il

mana

couiniissiirio

Omelie e Pastorali. Della cristiana educazione: Del regno di Maria, Vita di s. Geraldo vescovo e protettore di
Velletri, Vita di Benedetto
tino.

terremoti sentironsi nel 170^ in Velietri,

per consenso di que'che rovinarono


2 feb

XIll

in la-

e desolarono Norcia e suo contado a' i4

gennaio, Aquila e sua provincia


Jjraio.

a'

Storia della chiesa e citt di Vel' tetri, di cui mi sono profittato. Per mor-

Clemente XI vescovo d Urbania e

nel
s.

1709 dichiar

Angelo in Vado, Antonio Antonelli canonico penitenziere


e decano della cattedrale; altro illustre ve-

te del cardinal Tanara, avvenuta a' 5 miggio 1724, subentr non nello stesso mese, ma a' 12 giugno, il cardinal Francesco del Giudice, nel seguente anno ces-

Jiterno

contemporaneo

fu

Giuseppe Pro-

speri insigne letterato, autore della D/y-

serlatio liistorica Icgalis


civitats Feliternac:

de Regimine
il

sando di vivere a' IO ottobre. In questo, secondo Banco, ma veramente pel concistoro de' 19 novembre, succeduto il cardinal Fabrizio Paolucci, presto fin di

ma

Ranghiasci

nella Bibliografia dello Slato pontificio


)a dice

vivere a'12 o 19 (o li

stampata

in

Roma

nel 161 5.

Le
nel

Notizie di

come leggo nelle Roma) giugno 1726. il i ."

Provincie di Marittima e
1

Campagna

bestie bovine, 7 1 3 patirono strage nelle e bufaline, per male contagioso. Termi-

luglio fu vescovo e preside il cardinal Francesco Barberini giuniore, nel cui pa-

lazzo episcopale pernott


a'

Benedetto

XI

II

suoi giorni

il

cardinal di Buglione
gli
il

27 marzo 1727, tornando da BeneNella

8*4 marzo 17 i5, ed a' 16 cardinal Nicola Acciajoli,


a'

successe

il

vento.

mattina seguente
i

ammibel reli-

quale mor
il

se al bacio del piede

priori della citt,

23 febbraio 1719. A' 27 marzo

car-

che

gli

offrirono in

dono un
visit
la

dinal Orsini arcivescovo di Benevento e

quiario d'argento colle reliquie del ri-

poi Benedetto

XI il,

scrisse a
i

Clemente

cordato

s.

Gei'aldo

cattedrale
il

XI, che senza esaminare


lelri,

suoi diritti ai

e quindi part per

Roma.

Cos

Banco.

vescovati e governi annessi d'Ojtia e Velcolla

Ma
n."

la

relazione del viaggio inserita nel


del

dignit di decano, al quale


li

i534

Diario di

Roma

del

1727

spellavano per anzianit,


cardinal Fulvio Aslalli,e
il

conferisse al
l'esegu

riferisce le seguenti particolarit.

Papa

niente da Cisterna, nella sera di

Provemarted

8*27
j

aprile.

Perla peste

di Marsiglia del

giunse a Velletri incontrato fuori della


porla dal popolo in gran numero, e rice-

720, trovandosi Velletri vicino


s.

alla

mala
l'ul-

rina, prese precauzioni e fece

murare

vuto nella chiesa della

Madonna

dell'Or-

porla di

Lucia, qod che guardare

lo degli agostiniani dal cardinal Barberi-

VEL
ni,

VEL
dalla citt
il

11

e da'cai'dinali Aiiuibale Albani e Lersi

conte

di

Monlemar
il

genera-

cari, co'quali
sec|iii
il

rec al

duomo, ove

l'os-

lissimo colla

sua divisione, giunse l'ii


colonnello
volle alloggiare

suniaganeo de Paolis, e

il

ca-

gennaio altro battaglione, e

pilolo in cotta e rocchetto, restando a

che

lo

comandava non
si

pernottale nell'episcopio, ed

il

suo

se(ti-

nelle caserme, e ostinatamente ordin a'


soldati che
tadini.
di

guito nel palazzo del principe Ginnetti


tolo conferitogli nel precedente

portassero nelle case de'cital magistrato


le
il

anno da

Mancando

tempo

Benedetto XIII; ed aggiungo, che err

provvedere, restarono

porte dell'ail

Novaes

nella SLoria di

Benedetto XIII,

bitazioni aperte (luche

dur

passaggio

col dire ch'egli

avea pernottalo nel pa-

degli spagnuoli, questi esigendo insolen-

lazzo Ginnetti), tutti trattali splendida-

medesimo cardinal Barberini, Kella seguente mattina il Papa cal ad ascoltar la messa per tempo, e poi co'
dal

mente

temente d'esser serviti e di avere vettovaglie. Le donne furono rispettate, e tranne piccoli furti , altro non avvenne. Pe-r l'ordine stravagante, che cittadini doi

cardinali Barberini e Lercari visit gl'in-

vessero essere responsabili delle diserzioni


,

fermi nell'ospedale de'benfratellijec.Questo

cagion non pochi guai,

l'acificali

Papa

fece vescovo di Ferentino

il

ca-

belligeranti,

4 reggimenti

di

cavalleria

nonico della cattedrale Fabrizio Borgia,


nella quale lo consagr
tello
il

spagnuola recandosi a Napoli, producaselo disastro gravissimo a Vellelri. Narrai


nel voi.

sullodato fra-

Alessandro: di

della traslazione del corpo di


f/o,Velletri
I

baia Relazione s. Geral7 i4'BenedettoXIIl nel 1729


lui
si

lato in

LXV, p. 270, tumulto susciRoma a'aS marzo 1736 nel basil

so popolo,

massime

di

Trastevere, pel

segli

volle tornare a visitare

la

sua amata chie-

greto e forzoso ingaggio che facevano

sa di Benevento, partendo

da
,

Ruma
1

a'28

spagnuoli di soldati. Intanto lai. "colonna


di detta cavallera

marzo. Pernott a Marino indi la mallina de'29 giunse a Vellelri a ore 9, prese la cioccolata da'benfralelh e part su-

a'i3 aprile giunse a Valmont(jne, donde a'20 si recarono in


Vellelri
ti

due

ufiziali

per vedere

semina-

bito per Cisterna,

accompagnato dal duca


giugno
di
s.
il

d'orzo e di biade, a fine di servirsene di


alla

Caetani.
lidi la

JN'el

ritorno, a'a

Papa
di

erba

purga de'cavalli.
si

Il

popolo
in

mon-

messa nella chiesa

Marzio

t in furia e

sollev

indi sul far del

Castel Ginnetti. Presso Vellelri fu incoutrato dal cardinal Lercari segretario di


stato, e prosegu

giorno de' 22 aprile erano

armi circa

3ooo

cittadini,

riusc a' priori e pri-

con esso solo in carroz-

23

il

viaggio per Genzano.

Tutto leggo

nella relazione pubblicata co'n.i

i8i6

1819 del Diario di Roma.


gno
gli

Si guerreggiapel re-

marie persone di pacificarli. I capi insorti occuparono le porte della citt, e la plebe furibonda di prepotenza da per tutto s impadron d'anni e di munizioni. A'23
sparsasi falsa voce che gli spaglinoli avan-

va dalla Spagna contro l'Austria


delle

due

Sicilie (f^.), e prevalendo

zavano verso Vellelri, subilo suonaionsi


le

spagnuoli l'infante d. Carlo di Borbo-

campane

del palazzo pubblico e della


all'

ne conquist l'isola nel 1784 e se ne coron re in Palermo, e tale venne acclamato in Napoli. Clemente XII rimase neiiliale..

torre del Trivio, per chiamar

armi,
spa-

L'armamento fu

sollecito e

numeroso, ongli

de partire per Valmonlotie contro


gnuoli, tra' pianti e
le strida delle
i

perch

gli

domandava

l'investitura

donne
magipie-i

anche Carlo VI
questi
il

imperatore. Contro di

trepidanti. Si obbligarono

gentiluomini
Il
il

re sped in

Lombardia i3,ooo
si

ad armarsi, e
rio di slato e
sii

si

fortific la citt.

soldati, pel passaggio de' quali

prepa-

strato di tutto fece consapevole


il

segreta--

larono

in

Vellelri

caserme con paglioni


,

cardinal Bai berini, e


in Vellelri

e coperte.

Non

ostante

appena parlilo

a'25 porloisi

sperando

fre

i-x
rial-

V EL
lagrime, e nel

VEL
letri le milizie papali,

l'animo de'tiimultuanti. Pochissimo ollenne, bench per disarmare il popolo


ailopei persino
le

con molti
il

birri, e

per

interposizione del vescovo

d se-

guente palli per Roma, lasciando


i

la citt

nel terrore, ed pacifici veliterni che non aveanopreso parte nella sollevazione, fra'

n a tutti, solo un ricco facinoroso, i veliterni conoscendo scampata la loro patria dall' estremo
eccidio a intercessione della loro celeste

Papa perdovenendo multato di poco

nemici interni ed esterni; poicli teaievasi

Patrona, celebrarono solennissima festa


di

che
gli

g' insorti finissero

col saccheggio, e

ringraziamento. Morto
date del

il

cardinal Bar-

spagnuoii esacerbati con porre la citt

berini a'27 agosto

a ferio e fuoco.

Mentre
il

in tal

frangente
e tesi

gendo

le

738 Banco
(

{io

vado corregconver-

colle Notizie di

reputavasi ventura
nevasi certa
la

salvare

la vita

Roma AeiZi
rebbe non
,

rilevarle, altrimenti

rovina di Velletri,

ri-

corse a'3

sta e prodigiosa

maggio con fede alla gi espoimmagine della Madon-

na delle Grazie nella cattedrale, protettrice benefica de' veliterni.

Vero portentol
si-

Ad

ore 23

sollevati

deposero l'armi,

no allora inesorabili a qualunque esortazione, e poterono cittadini senza oslacolo partire dalla citt, sapendosi imminente la sua invasione. Il prodigio fu compie*
i

rado riferire gli anacronismi che sono un niente in confronto di sue benemerenze), a'2 settembre gli successe il cardinal Pietro Ottoboni, il quale a'6 fece prendere possesso, e 1' i i novembre esegu il suo pubblico ingresso. Poco visse, morendo a'28 febbraio 740
di
1

tempo della Sede apostolica vacante, che terminando a' 17 agosto coll'elezione
in di Benedetto XIV, questi nel concistoro de'2q preconizz vescovo d'Ostia e Velletri il decano cardinal Tommaso Ptulfo, il quale fin dal precedente marzo ne avea assunto il governo, al dire di Bauco. Destin per suo uditore, come raccontai a'

lo.

Gli spagnuoii d'Orbetello e di Napoli


in aiuto,

chiamati
sapulo
il

con promessa

di sacco,

disarmo, fecero alto a Piperno e


il

retrocessero. Allora

magistrato

mand

due ecclesiastici al generale spagnuolo iu VaUnontone, per informarlo del disarmo


e invitarlo a venire con sicurezza a Velletri,
il

suoi luoghi, Gio.


rioso Pio VI.
Il

Angelo Braschi poi glocardinale tosto pubblic

che esegu a'6

festa della

Madonna

delle Grazie. Segu lo spoglio di


cili,

l'arresto d'alcuni, la

1026 fumulta al comune

un bando contro ogni sorte di delitti, con pene proporzionate; e sotto il suo governo s'innalz la grandiosa fabbrica de'pubblici

18, 000 scudi,


il

un

3." cio della prelesa,

granai e dell'oliarla; non che

si

este-

saccheggio delle case de creduli princi-

se la giurisdizione territoriale della citt,

pali rei, e la

demolizione

di quella d'

uno

de'primari autori dell'insurrezione, contro


i

quali fu pubblicata la taglia per a-

verli vivi

o morti, oltre

la

mietitura delle

biade a'3 giugno. Narrai a suo luogo, che


inoltre gli spagnuoii dierono fuoco al
le e

mensa vescovile delBartolomeo del Peschio, la quale come dissi apparteneva a quella di Frascati. Nel 1743 mor io buon odore di santit la veliterna e ven.suor Angecoll'annessione alla
l'abbazia di
s.

Sa~

la

Caterina Borgia monaca di

Saline
di tal

(/^.) d'Ostia, e

da Palestrina

Selci di PiOina,

onde

si

s. Luca in cominciarono i

preselo a foiza

u'i5
fra
il

3ooo scudi. Finalmente mese accomodatele vertenze Papa e il re, senza che Clemente XII
pretensioni
del

processi apostolici per la

beatificazione.

Ed ecomi
nimenti
delle
di

a riparlare degl'infausti

avve-

Velletri, fra'napolispani e gli

cedesse alle esorbitanti

austriaci, che decisero la sorte del

regno
j

cardinal Acquaviva ministro di

Spagna

due

Sicilie a favore della dinastia re-

{F-),
letri,

il generale spagnuolo part da Velcon inesprimibile contento de'veli-

gnante, accennati nel voi.


articoli relativi, in

LXV, p. 27

uno

all'edizioni dell'e-

Iciui.

Subealrarouo

alla custodia di Vel'

legaulissima descriziuae latina, scritta da

VEL
un
ufTlziale del
la
i-e

VEL
re
,

i3
dill-

Cnrlo, Castruccio Bonala


."
i

e che

il

suolo facevano rotto e

mici,

quale per

volta recata in ila-

coltoso ad esser corso dalla cavalleria, spa-

Montanari fu pubblicata in Lucca nel 1841 in 2 tomi e col titolo: Delle cose operate presso didietri nell'almo 1744^ della guerra Italica ec.La guerra accesa nell' Italia tra la Spagna e
liane dal (1/

ventato dalla

diflcile

impresa
,

avea

sti-

mato bene
frattanto
i

di riutanersi

fissando

Nemi

per centro del suo esercito; occupando

monti Artemisio e Spino, 2 mi-

glia circa lungi


la citt.

l'Austria pel possesso del


Sicilie,

reame delle ilue pendeva da dubbia fortuna. Dobattaglie, celebre fu quella data
sulle

Perci

sciuta la

da Velletri e sovrastanti il general Gages cononecessit d'impadronirsi di qua'


e prese a'
i

po varie
presso

monti,

gli assalii

5 giugno, con

Camposanto

naro;

ambo

le |)arli si

sponde del Pavantarono d'essere


gli austriaci,
gli
si

tanto successo, che se

na|)olispani aves-

sero continuato a combattere avrebbero

rimaste superiori. Rinforzati

riporlatocompiula vittoria,ed invece tosto


tri

comiuciaroiioa incalzare vieppi


gnuoljche ridotti
in

spariti-

perderooo
nulla

poco numero

il monte Spino. In Veliemancava ad essi ma penuria,

rarono
witz,

nel

regnodi Napoli inseguiti dagli


le

vano d'acqua
gli austriaci,
i

pegli acquedotti tagliati da-

austriaci
il

comandati dal principe Lobkosue

quali erano alquanto coster-

quale divis di rivolgere

nati per la cattiva riuscita di loro


sa.

impre-

marcie verso lloma, muovere a ribellio-

Lobkovitz volle fue un ultimo tenper risarcire


la

ne la provincia di Campagna, onde pi comodamente entrare nel regno. Penetratasi

tativo'

sua riputazione e
di Napoli,

aprirsi la strada al

regno

pr-

dal re Carlo di
,

Borbone questa delibeil

fittandodell'errore de'nemici che mal cu-

razione

diresse verso tale parte tulle le

stodivano

l'ala sinistra;

questa stabdi al-

nemico invece consigli del d' essere assaltalo, secondo conte Gages fiammingo, valoroso e perisue forze, per assaltare
i

l'improvviso d'assaltare, e in pari


d'attaccare l'ala destra sino alla
t dell'Ai temisio.
I

tempo sommi-

to nell'arte militare.

Pertanto,

alzfilo

il

campo da

s.

Germano, pieg
s

alla

volta
in

d'Arpino, pass a Veroli,


nagni, e poco

attend

A-

dopo per 4 giorni si trasfer aValmontone. Intanto il generale austriaco della regina M.^ Teresa,
figlia

Adunque a' io agosto 744 che sar sempre celebre per la memoria d'un'iropresa la pi audace e ben pensata, ma male eseguita, all'improvviso gli austriaci in numero di 6,000 comandati dal conte di

Biown, nottetempo con


vi peri-

ed ere-

successo assaltarono l'ala sinistra,e

de
re
di

di

Carlo VI, fece allo a Monte Rotonsi

rono

fanti del

reggimento irlandese col

do, da dove
la

rec a Marino. Saputasi dal

loro generale Macdonal,

dopo valorosa
la

vicinanza del nemico, non pens pi

resistenza. Gli austriaci assalitori vittoriosi, si

porre stanza a Frascati,


riposare

ma

ordin

l'oc-

avventarono contro

porta, l'ab11

cupazione di Velletri, non per stanziarvi,

batterono e entrarono in Velletri.


la

re al-

ma solo per fare


witz partito

Lobkoda Marino,copr Nenii eGeni

soldati.

l'avviso dell'assalto, balza dal letto, cinge

spada

e fugge al forte

da

lui

formalo

zano confinanti
lontano

col territorio veliterno. Inil

di avvicinandosi alla citt,

re vedendolo
il

miglia,

form

in Velletri

suo

quartiere generale, alloggiando nel palazzo Ginnetti, egli present battaglia.


liowilz

Lob-

mirando

l'esercito napolispano, e

munito numerosa artiglieria, ed ove si riunirono il duca diModena Francesco II le l'ambasciatore di Francia. 11 duca di Caslropgnano solo rest in citt per comando del re, onde tentare se a tanto disastro
sull'altura de'vicini cappuccini e
di

considerando

le dflicili

e spesse valli, se-

polevasi porre argine.


forte

Il

re quindi

con
,

minate

di vigne, albereti, siepi e fossi,


il

che

animo
i

si

avanz all'ala destra

e-

iatermeltevaosi fra

suo e

l'

esercito del

sort

soldati alla

pugna

comand da

i\

V E L
vi

VE
zione, inondato di

esperli<isimo capilauo.Cli austriarl ppi 3

diverse vie tlirainniulosi per Vellelri

cagionai onn lenoi

e,

confusione, sfraj^e e

incendii intlescrivibili,col ferro e col fuo-

sangue , per la felice difesa del duca di Caslropignano resl sgr)mbro da'nemici. Il re ordin il riposai de' soldati, che aveano combattuto dal
l'albeggiare (hio all'ora
g."",

co uccidendo quanti incontravano; e aperte


le

obbligando!

case de'paciflci cittadini, crudel-

possidenti veliterni a somministrare cia-

mente

le

saccheggiarono,

ammazzando

scuno un

uomo

e togliere a loro spese

imprigionando quanti spagnuoJi e napoletani vi trovarono. I palazzi ove alloggiavano capi dell'armata patirono il pi
i

cadaveri dalle strade; e chiamale altn

truppe dagli Abruzzi, rese fortissimi tuU


ti
i

punti della

citt.

Ali.di novembi

lenibile sacco; cio quello del conte


ritzzi

To-

Lol)kwovilzalzil campoesi tolse aliavi


sta di Vellelri

albergo del duca di Modena, ed an,

dirigendosi verso
1'

Rom
a inse-'
di

che incendiato

quello del cav.


di

Gregna

ed

il

re fece marciare
il

esercito

dimora dell'ambasciatore

Francia, e

guirlo sotto

comando
,

del
Il

duca

Mo<

quello del cav. Dazi abitazione del conte

dena e del conte Gages.


visitato

re

dopo avei

Gagespi
assaltato
il

degli altri spoglialo. Intanlofu

Benedetto XI V

torn a Napoli

monte Artemisio,
si

colla disperil

Si

gli

austriaci

come

napolispani stima

sione degli spagnnoli. Allora


e gli altri capitani tanto

re,

Gages

ronsi vincitori in Vellelri, raa de'prit

adoperarono,

che radunata

la

truppa sconvolta eriani-

ne morirono l'joo, ede'secondi 4ooo. la Velletri poi, dopo tanti e s gravi danni,

mata

al

combattimento, specialmente dal

ammorbata

l'aria,

scoppi una specie di


patimenti e complessio'4'^
le

valoroso e intrepido Castropignano,s'iu-

pestilenza; e la popolazione ne rest deci-

pegno
che
vi

in

grande

zufl'a

e con tanta strage


ufiiziali,

mata, avendovi contribuito


spaventi sofferti, che alter

perirono alcuni primari


il

la

fraVjuali

prode Francesco de Croy conche fu poi sepolto con os.

ne di

tulli, in

tutto
citt

il

1744 '"'*''' ''0"'


i

te di Ceaufort,

cittadini.

La

deformata,

campi e

norevole epitaffio nella chiesa di


Battista. Merttre col

Gio.

vigne devastate, tutto presentando rovina;


i

pi accanito furore
le

cadaveri mal seppelliti cagionando

rombattevasi per
lelri
,

le

piazze e

vie di

Vel-

infezione,

da

Roma
con

fu spedito a presie-

quando

gli austriaci si

credevano

dere allo spurgo della citt mg." Alessan-

ormai padroni

della citt, affrontali

tanto coraggio furono compresi

con da tale

dro

Clarelli,

200 uomini
liberi

e
i

un gran
veliterni

numero
a'

di cairellieri. Quando

terrore, che credendosi circondali da'ne-

credevano d'esser

da tanti disastri,

mici, geliate l'armi

si

dierono

alla fuga,

12 novembre videro entrare nelle loro


spedite
e fra malati e

e perirono dalie balze da cui precipitavansi.


1

uapolispani uccisero pi della 3."


ri-

mura altre milizie campo di Viterbo,


dati. Il

da Napoli pel conva-

parte de' nemici, e guidali dal Gages

lescenti napolispani contavansi

4ooo
gli

sol-

conquistarono
i

I'

Artemisio e inseguirono
l'infelice Velletri
il

Dauco corregge
saccheggiarono

diversi abbagli del-

fiiggenli.

Mentre

era

lo storico Beccalini, fra'quali che


striaci
ti,
il

au-

in di

preda

al

furore e al disordine,

duca

palazzo Ginnet-

Caslropignano, che il re avea lascialo a suo presidio, con gran valore dispose le
sue truppe in 3 colonne per far fronte al

residenza del re, mentre


il

nulla ne scrisse; u

il Bonamici Novaes poteva dire

che r uilitore Braschi salv

le

carie della
il

nemico,
in

dopo reciproca strage l'arresl modo che fu compiutamente sbaragliae


pei"

cancelleria napoletana, per cui

regliene

rest gratissimo, perch se vi fossero per-

to da' valloni e fnunninghi furenti


la

venutigli austriaci,

tal

preda non sarebil

morie del capitano loro conte d Beaufori. Cos Ycllelri nella massima desola-

be loro sfuggita, come fece

marchese

Novali nel palazzo Toruzzi, raa che nel-

VEL
rimpndronlrsidellefarle del Juca
the se
austriaci
Ji

VEL
Moduzioni
,

e con due dotte e vohiminose


si

dena rest prigioniero. Osserva Banco,


gli

scritture

studi di provare e sostenere


giudice, nella

non

si

abbandonava
dall'ulti-

l'antico privilegio de'veliterni di potersi

ocon
letri

avidit al bottino, l'innocente Vel*

eleggere

due

rettori e

il

non sarebbe andata esente


perdendo
il

morte
il

del cardinal governatore.

Eccone

inoesterniinio, ed essi sarebbero stali vincitori,

tenipoa commettere

il

deplorabile spoglio de' pacifci cittadini.


11

che ricavo dal Ranghiasci. Ragionamento fatto da un nobile cittadino di J^elletri a favore della sua patria in
titolo

cardinal Ptuifo volendo sempre pi ri'

stringere l'autorit de'magistrati,

eman
il

pubblicata

una legge che loro vietava


zione de'bandi concernenti

la
la

pubblicapolizia e

occasione della bolla (Ad Populorum) .** il d^t da Benedetto aprileij/iS, nella quale si provK'ede al

XIV

regolamento della
gli statuti
si

citt;

ma

conosciuti

governo delle citt e de luoghi dello stato pontificio in morte decloro governatori.

e
i

privilegi concessi da' Papi,

In Velletri pel Sartori,

Fu

ili." dittat.

quiet, e
diritti.

conservatori restarono ne*


1

tore della societ Volsca, e nel

2 de'soi

ristamparono ia \e'\U\s,Statuta Cwitatis Felitcrnae.Moloro

Nel

7^2

si

Attia

p.

265

vi

V Elogio scrittodal cav.


si

Cardinali. In esso

tratta delle sue

pro-

ri

il

cardinale a' 16 febbraio

ySSoi 754,
gli

duzioni, ed ancora i]e\Ragionamento pu!>


blicato nel
i 74^, e dell'altra dimostrazione pureanonima pubblicala dopo la provvisione di Clemente XI li (incoi mi di-

di

90 anni non
il

compiti, ed a'9 aprile

successe

cardinal Pietro Luigi Caratla.

Decesso a' 1 Sdicembre 1 755,a'i2 gennaio

1756 ne occup
comiare
ico di
i

il

luogo

il

cardinal Ranie-

spiace leggere qualificala

la

sua pontificia

roDelci. F'ra'veliterni illustri

segueuti, e pel

devono eni.un gran sersi

adesione ad essa colle parole: ecclesiasticit bonaria!),


la bolla

de'25 giugno 1759 (cio


i\

Dio, religioso francescano. Dissi gi


la

Inter multiplices, presso


1

Bull.

pi sopra che fu introdotta


la

causa per

Boni, cont.t.

,p.

2o5: Interdiciturelpro-

beatificazione, ed a
sperasi in breve

onde

buon termine, tempo di venerarlo

hibetiirne in Ecclesiastica Dilione,post

sugli altari, del ven. p. Filippi Visi veli-

terno, de'minori osservanti di Cori, nato

Romani PontiJicis,extraordinaMagistratus, ani milituni Dnces eligantur, ncque milites conscribi possint;
obilutn
rii

da una Banco,

alla cui
il

morie Dio oper


s.

prodigi per esaltare

suo servo, riposan-

do

il

suo corpo nella chiesa di

Maria

idque adcivilalem Velitrarum exlenditur, decedente Cardinali Decano), onde provvedere al governo delle citt e luoghi dello sfato nella vacanza della Sede

d' Araceli di

sua l ita

Roma. Ivi fu pubblicata la neh 844- Francesco Filippi saquale


scrisse
il

apostolica.
stro

Non

istetle gi

muto

il

no-

cerdote della congregazione della missio-

comune. Mg." Antonelli ebbe

facile

ne

di santa vita, la

p.

Ve-

e piana la via a

dimostrare che quella


in

raci sculopo: la sua famiglia originaria di

provvisione non poteva mai applicarsi a


Velletri,

Firenze,

si

stabil in Velletri nel

fu ascritta fra le nobili. Go. Carlo


tonelli giuniore

1028 e An-

quando

Sede vacante nessu'

tura di Colonia

da uditore della nunziadivenne inlernunzio e


di

governatore del principato


110 {J-^ ), e

Massera-

na mutazione si faceva presso di noi, dove il cardinal vescovo continuava dal conclave a disporre quelle cose che al governo si appartenevano. Questa era una evidenza. Bisogna

anche in Tiliole, Cisterna e Mortaiifa nel Piemonte, altri luoghi della s. Sede. Da Benedetto XIV fu dipoi

dunque trovar modo


,

di
la

chiudergli

la

bocca (cio a'coui ponenti

chiaratone!

7S2 vescovo

di

Diocliaesuf-

fiaganeodi VtlIelri.PubblL alcune pio

Corte di Roma del qual vocabolo anche nel voi. LXIII, p. i53 ne ragionai). Fecero una giunta alla provvisioue (di Be-

i6

VEL
si

V E L
dispocolla
lutti

nedoUo XIV), acci quello che

riunione delle milizie, incaricandj


i

neva doversi operaie nello stalo alla morte dei Papa, avesse a operarsi a Yellelri

governatori a perseguitarli e cai

cerarli,

morie del vescovo. Cos tagliavas il odo nel quale lo Anlonelli li aveva avvolli, e che non potevasi distrigare ". il Pauco parlando della bolla di Clemente XI 1, dice clie proibisce alcune costnmanolla
1

fino ad ucciderli

sparando anco control medesimi impunemente. Gi a'aj


1

giugno dello slesso 76 1 era morto


dinal Delci, ed a'i3 luglio
gli

il

cai

era succe^

te delle citt e de'Iuoghi dello stalo eccle-

morte del Papa; proibizione anche alla citt di Velletri pel diritto che esercitava, vacando la sua sede vescovile, a mezzo del magistrato e dei pubblico consiglio,ed anche nella morie o partenza del podest, di eleggere due lettori e un giudice cittadini, che assumevano il comando e governo assoluto delsiastico nella

duto il cardinal Giuseppe Spinelli, Iraslalo da Porto e s. Ruffioa,e rinunziato 1' arcivescovato di Napoli. Questo cardinale a'2 gennaio 1763 pubblic alcune rifor-

che

si

eslese

me
il

concernenti

tribunali di Velletri.
s

Fu
tal-

di lui

governo

nell' aramioistralivo,

come

nel giudiziario esattissimo.


nella giustizia,
i

Era

mente rigoroso
tanto
zia,

che al magLasci

gior segno tenne a freno

delitti.

nome

e rispello per la sua giustiboc-

che ne' governi posteriori, accadenla

la citt, sino all'elezione e al possesso

do qualche misfatto, correva per

nuovo cardinal vescovo governatore o del nuovo podest. Tale elezione ed edel
sercizio di giurisdizione de' rettori e del

ca del popolo questa esclamazione:

Oh

Spinelli! Giunse a segno tale la di lui integrit, che proib a'suoi famigliari di andare mendicando le mancie \)e' Velletri e sua diocesi nel Ntale e nell'agosto. Moporporato a' 2 aprile r questo celebre buoni 1763 con rammarico di tulli
,
i

giudice cominci nel i5i 3 e fin

neh 755,

poich dopo
veliterni

la

detta bolla

non ebbe pi
di antiil

luogo; e siccome veniva considerata da'

un memorabile avanzo
al

ca libert restata
sercilarono carica

popolo, cos

co riport l'elenco

di

Bauque'cittadini cheenel detto

ciltadmi.

A'i6 maggio
le

e traslato da Al-

bano prese
verno
il

redini del vescovato e go-

si

onorifica con giuris-

cardinal Carlo Alberto Guidobo-

dizione assoluta nel


spazio di tempo.
stri cittadini, si

comando,
gli elogi

Fra

de'pi illu-

legge scolpito in

marmo
Nar-

quello di Gio. Carlo Anlonelli, nel portico superiore del palazzo pubblico.

Novaes nella Stona d Clemente XIII, che nel 1761 continuando malviventi ad infestare molti luoghi dello stara
il
i

no Cavalchini decano. Non rallent egli punto il rigore della giustizia esercitata dal predecessore.Fece eseguire la condanna all'ultimo supplizio data contro alcuni malfattori, il che serv a frenare maggiormente delitti n minore fu la di
i ,

lu

diligenza e vigilanza nell'amministralui,

zione pubblica. Sotto di

trovo ne\Bnll.

to ecclesiastico, principalmente
cie di Alarittima e

le

provinfino alle

Ron7. coni.

t.

3, p.

1 1

5, che

Clemente XI

Campagna,
il

vicinanze di

Roma, con grande spavento


Papa
risoluto
la

e pericolo di que'popoli,
di rendere a questi re quelli

quiete coll'estirpa-

breve Sincera Jideifei aprile 1765: Numerus Consiliarioriun civitatis Veletri ex sexaginta ad qnadragnta reduci tur, nec non tempus exerciil

eman

onninamente, con un bando del


l'intera osservanza de*

iii

Magistraturae de trimestre ad qua-

cardinal Torregiani segretario di slato de*

18 agosto, ordin
precedenti
te

bandi e bolle, precipuamen-

drimestre prorogatur. Insorte controversie fra il cardinal decano e la Congregazone cardinalizia del Buon Gover720, in

quella di Sisto
la

V; ed

inoltre

comand
si

per

totale estirpazione loro,

dasse

il

nit di Velletri,

materia di giurisdizione sulla comuClemente XIII per decilogione delle due parti avea de-

&cg(io col

suono delle campane

all'

armi,

dere

la

V
pillalo
li

EL
sto

VEL
poraledi Velletri
al

17

nnn paiiicolare congregazione li () cardini) coH'ucliloi'c del Papa per segrelario. Questa vertenza finalmente fu risoluta sotto Clemente XIV a' 22 febbraio 744^ favore del buongoverno: ma
1

cardinal decano, Si-

Clemente XIV, achei due carla

dinali che senza di essa subentrarono a

reggere
ten)|)0,

chiesa veliterna, e per breve furono Gio. Antonio e Fabrizio

il

Papa

in

riguardo a'merit personali del


Velletri sospese
1'

Serbelloni milanesi d'una stessa famiglia.

vecchio cardinal Cavalchini attuale go-

Essendo morto

il

cardinal Fabrizio, a'

vernatore
IVIorlo

li

esecuzio-

ne della sentenza finch questi vivesse. poco dopo il cardinale a'7 marzo

18 dicembre I 775 divenne vescovo e governatoredi Velletri il cardinalGio. Francesco Albani. Il principio del suo gover-

1774, ne
lluto

il

cardinal Gio. Francesco Als.

no
s^i

fu lodevole;

ma

in seguito fu di tali e

bani vescovo di Porto e

Ruflina dive-

gravi pregiudizi, che ancora


i i

pu

dirsi

decano, n
Fra'*cati

il

cardinal Enrico Bene-

detto M.' Clemente duca di

York

vesco-

che cittadini ne risentano danni, come si esprime lo storico veliterno Dauco. Non
ostante lo loda

vo di

divenuto sotto- decano, vol-

come

vescovo, qual perassai pralico

lero oliare a'vescovati d'Ostia e Velletri,

sonaggio

di

gran senno,

de

per cagione della lolla giurisdizione temporale,

maneggi
alla

della corte, e di
Il

onde pass
il

a leggere queste chie-

clemenza.

animo inclinato cardinale a' 6 settem-

se a' 18 aprile

cardinal Fabrizio Ser-

belloni traslalo da Albano, giusto, carita-

bre 1777 eman una giuridica istruzione sulla cumulativa, cio che le cause pu-

tevole e munifico.

vissimo, essendo

morto

Ebbe per governo brea'7 ovvero come

ramente
ti
il

laicali

potessero Irallaisi avan-

le Notizie di Roma l'S dicembre 1775, (juando per gi Pio VI col breve Lt primuin, de' 18 novembre 1775,

registrano

suo vicario generale re integra, senza che la curia laicale avesse diritto d'impedire questa giurisdizione fra
1'

una e
a-

altra curia,

si

dovesse appellare o

Bidl. Roi. coni.

t.

5, p.i 65: Confiriiia-

vanli allo stesso cardinale, o al suo uditore di camera, o al suo uditore generale,

tio omnium, clsingulorumprivilegioruni Emincntissimi Episcopi Ostiensis et Flileniensis super privativa ejusjurisdi-

per ottenere

la

circoscrizione de1'

gli atti.

Pio VI volendo emulare

au-

elione indictis CivilatibuSytam in civilihusy criminalibns et oeconomicis, exclitsive

lica

magnificenza romana pens d'apri-

ad quaecuinque
congrega lionis

trihunalia

Urbis,

etiant

ad considtanda
privativae

pontijiciae ditionis negocia designatae,


et reintegratio j'urisdictionis

pr omnibus oeconomicis communi la tis

rdilrarum exclusive ad sac. Congregationeni Boni Reginiinis. In tal modo


il

nuove strade consolari, per rendere la comunicazione co' regni e cogli stali limitrofi, e peragevolare maggiormente il commercio, nel 1779 ordin che si abbandonasse la vecchia strada che da Roma conduceva a Napoli passando per Marino, e per la macchia della Faggiola o Fajola sempre favorevole
re

pi facile

cambiamenlo

di

di breve durala, per avere Pio

governo di Velletri fu VI annulgiurisdizione privalifatto |)lau-

asilo de' malviventi, e per Velletri,

quin-

di

si

riprendesse

il

corso della via Appia.


il grave dancambiamento deriva-

lala l'anteriore sentenza e ristabilita nel

Conoscendosi da' veliterni


no, che da questo

cardinal decano

la

va.L'accademia Velilerna a vea


so all'esaltazione di Pio

va

al

loro

commercio, restando
il

la

loro

Giubilo della Societ letteraria Folsca per l'esaltazione di Pio /^/, Velletri 1775.
col libro:

VI

patria dislaccala dalla viaconsolare, sup-

plicarono

Papa

non permettere che

Velletri avesse questo pregiudizioje qualora loro accordasse la grazia richiesta,

Piaccpie osservare al Dauco, che


pi

due Pa-

convenluali toUcrolagiurisdizioaelemVCL. xc.

dall'erarocomuDale sarebbe fatta

la spe-

^
L

fi

i8
sa
(.li

V E L
quel trailo di strada, che
l'apa esaud
tal
la

V E L
disineVellelri nella visita della cattedrali.', do-

cavadairiicceniiata viaAppia sino alla lo-

ve veniva ricevuto con profonda vene-

ro

cilli. Il

voti de' veliler-

razione dal vescovo sulFraganeo, da lutto


il

nijche erogarono a
scudi, e posero
la

uopo pi di5o,ooo
iscrizione sul-

clero.,

dalla

magistratiu-a e dalla
di tralleni-

marmorea

nobilt, e

dopo qualche oin

spianala del ponte Roso, in parie poi

spezzala da' repubblicani del 1798. Nel


pontificato di Cletnente Xlli erasi slabilitodi piantare la selva detta del

mento nel palazzo pubblico, prendendo un ristoro dal cardinal decano, proseguiva
il

suo viaggio. Altra fermata faceivi

Comune,

va in Albano nell'episcopio,
sitando
il

pure

vi-

e porla a coltivazione di vigneti

collannuo

la

cattedrale. In sostanza, tranne

canone Pio VI
tit di

di paoli
si

84 il

rubbio; in quello di

1782,

vi si

rec ogni

anno

fino e inclui

elFettu, e cos fu nutnenlata la


la

sive al

1796, onde agevole leggere

rendita pubblica eia privata per

quan-

particolari de' ricevimenti, brevi tratle-

vino che

vi

si

raccoglie.

Avendo

l'io

VI

intrapresala gigantesca disecca-

ri di
in

nimenti e passaggi per Vellelri, ne' DiaRoma all'indicale epoche. Fioriva


questo tempo
1'

zione e bonificazione delle


tine (/'.), di

persona volle recarsi nel

a vederne
si

Paludi Poni 780 grandiosi lavori. A' 6 aprile


tra
le

eccellente architetto
[)ii

veliterno Nicola Giansimoni, di cui


volte dovetti parlare con lode, Nel

pose in viaggio con pochi di sua corte,

Pio VI rallegr

veliterni per la

1789 promo-

giinise in Vellelri

somme dimopubblico pa-

zione al cardinalato del celebie concitta-

strazioni di gioia e di venerazione di tutta la popolazione.

Scese

al

lazzo e prese alloggio

all'

appartauiento

dino Stefano Borgia (^.), di cui e delle sue opere ragionai in tanti articoli, che pegli argomenti che tratt ne usai vantaggiosamente; dotto, eruditissimo e
lante porporato.
I

superiore del cardinal vescovo governa-

ze-

quanto raccontai superiormente, da lui trattato con nobile magnificenza. Vi dimor quasi due giorni, ammise al
tore, per

veliterni ringraziaroal

no
che

il

Papa pertanto onore, donarono


per 3 giorni.

cardinale 3, 000 scudi e fecero pubblifeste

baciodel piede tutto


tura e
cill
la

il

clero, la magistra-

Form

1*

nobilt, ed ebl)e in
di

dono

dalla

razione de' letterati, di cui era

il

animimece-

un (piadro
si

Giulio

Romano
le

rap-

nate e l'amico

e lo celebrai in principio

presentante l'Adorazione
allorch
conservatori. Celebi

de'ss.

RelMagi,
de'
cat-

di quest'articolo. Alcuni sediziosi del bas-

rec a onorare
la

camere

so popolo,profillando della troppa libert che regnava in Vellelri pel mal governo, vollero tentare una rivolta contro
i

messa nella

tedrale, cio nell'altare della


delle Grazie, e
lasci in

Madonna
a

dono

quella
pisside

priori,

il

vice-governatore e

la

nobilt,

chiesa

un

ricco calice

cuna gran

forse coll'inlenzione di rubare e saccheg-

d'eccellente lavoro, auibo d'argento dorato.


si

giar
fu

le

case de' possidenti pi ricchi.

Ne

L'8

part per Terraciiia (1 .),o\e


a'

trattenne fino

20. Pio

VI quasi

in

capo Francesco Ferrante,dello il Conte Spacca; ma con 100 birri venuti dalioma,
e con arresti
si

lutti gli

anni del suo pontificato, cio in


fine d'aprilee nel uiese

rimedi

tempo, non sencan.

quelli notati ne' citati orticoli, portavasi

za notabile dispendio del comune. Io ora

verso

il

ili

magila

non posso tener dietro


narrare
gli

al

Rauco

nel

gio a Terracina, confine dello stato e fin

straordinari e deplorabili av-

dove giunge
lui falla; vi

la
si

nuova

linea di strada

tratteneva a diporto e per


lavorazioni dell'asciugagiorni; quindi sia nel-

incoraggiare
l'andare e

le

venimenti, con minuziosi particolari importanti alla storia urbana, che cominciarono nell'infausto 1798 anche in Vellelri,
i

mento per i5o 20


sa uel

quali

egli a

ragione

dice

sem-

ritorno lralt{incvasi in

brano

incredibili, e forse ne' futuri seco-

V E L
saranno sono lulte inconlrastubili
li

VEL
menlre

19
Allora prezzola-

piesi per invenzioni,

due bandiere
li

tricolori.
il

veiit acca-

gridarono, finito

dispotismo de' pre-

ilule sotto

suoi ocelli. Di e^si e de' po-

potenti,

morte

a'tiranni, abbasso gli a-

iJd[)puicli pel

un fugace cenno, grande della storia dello sialo papale, di sua Soi'ranil e di Roma, in quegli articoli e ne' relativi ne
steriori tui limiter a

ristocratici. Indi fu

saccheggiato l'apparsi

tamento

vescovile, e

elessero alcune

cariche di polizia per regolare provvi-

soriamente

la

citt,

capi della guarfu

tenni proposito.
lisseri:
li

Abbiamo poi

di P. Pel-

dia nazionale, ed a tutti

imposta

la

Quadro

storico degli av^'enmeii'

coccaida tricolore. Si suscitava una contraria


citt

pi interessanti accaduti nella citt

fazione,

di Velie tri, e nelle provincie di

Campa-

5o dragoni
i

gna
1

e Marittima dall' anno 1798 al 799, Vellelri 800. Dopoch nel regno
i

te di piazza e

quando comparvero in francesi col comandanvari udziali. A'24 si elesi

sero

consoli provvisori, ed

giudici ci-

di

Francia[f'.)

si

suscit
il

il

faiiatisiuo del-

vile e criminale.

la libert,

che

.scosse

giogo monarchisi

ma
ni e

a'
i

26

si

Per false voci di Rocommossero i popoli vicii

co, e tent d'abbattere ani:he l'aliare,

veliterni contro

france.si,

quali
g'

rienjp quella gi florida regione d'orrore, di disordine, d'ogni scelleratezza.


si

prontamente fuggirono. Armatisi


sorti, in

in-

Non

numero
i

d'

870

intrepidi

ristette

il

fanatico pregiudizio del libei

ciarono contro
tosto
si

francesi di
I

marRoma, ma
di

ralismo entro

confini della Francia, n)a

sciolsero per via.

francesi inte-

qual torrente impetuoso ,sorraontate l'Alpi,

sa l'insurrezione, in

numero
si

2600

inond quasi tutta


il

l'Italia,

portando

condotti dal general iVIurat


a Castel
ti

diressero

in trionfo

libertinaggio e l'irieligione,
ribt^llionc a' legittimi so-

Gandolfo, adronlati da' riuni;


i

insegnando la vraui. Invaso

veliterni

quali conosciuta

la

supe-

lo stato pontifcio da' re-

riorit del necnico,


si

dopo combattimento

pubblicani francesi, ad onta del fatale


tiattato di Tolentino (^.),

dierono alla fuga, inutihnente voleni

Roma

1'

dola impedire
sti.

marinesi loro antagoni-

febbraio

1798

fu occupata dal general

Pochi incauti rifugiatisi nel palazzo

Berthier, a' i5 venne promulgata la re-

apostolico.
col

pubblica

Romana

o Tiberina, innalzato

Murai fece aprire il portone cannone, e dopo vigorosa difesa furotutti tagliati a pezzi.
si

l'albero della libert in Campidoglio, ed


a'

no
le

La

desolazione

20

il

detronizzato

Pio f

{V.) fu

tosto

sparse in Vellelri dal suono deldella cattedrale, della torre

strappato dal Vaticano, e deportato in Francia gloriosamente mor in Valenza


{V.). Saputisi da'velilerni
i

campane
s.

primi lagri-

me voli

casi di

Ruma

e del Papa, ne re-

Maria del Trivio e del palazzo pubblico, che chiamarono all'armi; lutti fra* pianti e lamenti non pensando che a metdi
i

starono costernali ed estremamente com-

tere in salvo la vita e le sostanze nelle vi-

mossi di spavento, prevedendo


disastri

gravi
in

gne, ne'boschi e ne' paesi convicini,i quali

che loro sovrastavano. Anche

furono larghi d'ospitalit per pi giorni,


specialmente Cori. Murai sceso
i

non mancarono democratici, ma pochi, fra' quali un cattivo ecclesiastico


Vellelri

in

Alba-

no, lo saccheggiarono soldati; e giunto in


Velletri ilr.
tanti,

romano
la setta

di

ivi domiciliato, che aderente alebbe ordine dal general Rerthier democratizzar la citt; il che con altri

marzo

la

trov vuota d'abi-

tranne pochi animosi restati a cule case.

stodire

Preso alloggio nella casa

20
ti

esegu

al

8 febbraio piantando avanpalazzo pubblico l'albero sedicente


a'
1

Borgia, fu scongiuralo a ritirare l'ordine


del saccheggio di

6 ore

e di atterrare la

della libert, col solito berrettone rosso,

parte inferiore della citt, da'cav. Gio.

die dicevano berretta di Urulo,

con

Paolo Borgia e Paolo Toiuzzi, che

ria-

ao
sci

VEL
0110 a plncai lo. Pei

V E L
In

volle

multa

<li

mnzioni del popolosi atterrarono


beri della
libert, e
il

gli al-

4ooo
tulli
i

scodi, e

che

in leiniine

ili

12 ore
Parti-

tluca
s

ripristin

cittadini tornassero alle loro case

l'antico magistrato;

ma

bella armatii
di

sotto

pena della confisca de' beni.


nel d seguente,
i

poco ordinala e composta


dati,

52, 000

sol-

to

Murai

velilernico-

fu sbaragliala a Civita Castellana

ininciarcnoa ripalriure, esi contjbbe die

87 erano
i

stati uccisi e

5o

feriti;

francesi

ebbero 664 morti


e

sul

mentre campo,

da francesi e polacchi; ed il re Ferdinando IV fuggente da Uoma travers Velletii a' 12 dicembre. Laonde a' 17 ilicembre cotivenne fare rial/are
la libert, e nel
gli

182
cesi,

feriti

4o

cavalli uccisi. Passali

giorni venne una guarnigione di

4 5oo fran-

alberi delil

d seguente cominci

ed

patriotti ripiantarono gli alberi

passaggio de' francesi


di Napoli, e

per
aliti

la

conquista

della libert nelle piazze del

Comune, del
lulli
i

come

gli

gravoso per

Piano e del Trivio.


toli

Si

abolirono

ti-

gli alloggi e le

forzose contribuzioni. Nel

d'onore, tulli dovendo chiamarsi cit;

piecedeiite luglio, naira l'aiinalista cav.

tadini

si

distrussero gli

stemmi

gentilizi

Coppi,
di

la

e l'iscrizioni lapidarie, e atleirala la cele-

Alarittima e

maggior parte delle provincie Campagna, allora for-

della rabbia repubblicana,

bre statua d'Urbano Vili, Ira'viluperii non polenmetallo a prezzo vilissimo. Ope-

manti il dipartimento del Circeo, si sollevarono, e corsero all'armi; furono trucidali o arrestali quanti francesi e patriotli

dosi spezzare venne fusa col fuoco e ven-

duto
ralo

il

si

poterono raggiungere. Ne furono


la

il

disarmamento,

si

fucilarono

4
il

cause immediate
li

soppressione di mol-

coujplici della

rivoluzione. Disciolto

consolato provvisorio,
cipalit di 7 edili
te,

si (orm la municompreso il presiden-

timore della militare coscrizione. Prima per che que'sollevati


pii

luoghi

il

potessero unirsi e ordinarsi, accorsero da

del prefetto consolare, del fpieslore,


[>uli-

Koma forti
luglio
to; lo

distaccamenti di francesi e di

del segretario e dei conunissariu di


zia. Inoltre

polacchi, e sul fine dello stesso

mese

di

eranvi un pretore con


scriba
;

as-

sessori,

uno

prefello consolare e
ra. A'26

un presidente e un uno scriba di censu-

Ferentino fu preso e saccheggiaslesso accadde sul principio d'agoFrosinone ed a Terracina, non ola ben ordinala e validissima di-

sto a

giugno fu brucialo il libro dello d'oro, che conteneva l'elenco di tulle le


famiglie nobili; e l'S luglio s'obbligaro-

slante

fesa degli abitanti.

Con

questi esempi di

terrore la maggior parie degli altri luo-

no gli ecclesiastici a vestir da secolari, e montar la guardia. Si soppressero coni

venti degli agostiniani e conventuali,

il

ghi si sottomise senza combattere. Colle commissioni militari furono quindi condannali a morte diversi de' principali sollevati
ri.

monastero de'

basiliani,

il

collegio de' so-

che caddero

in potere de' vincito-

U)aschi e tutte le confralernile. Toltele

chiese furono spogliale de' vasi sagri d'ar-

Furono questi sconvolgimenti dello stalo romano che misero in grande agitazione la corte di Napoli. Quindi per

gento ed oro, e di altre suppellellili preziose, nclusivamenle alle corone d' oro nel 1682 imposte dal capitolo Valicano

provvedere
voltosi, to e d

a'

propri interessi e non lai

sciar penetrare nelle sue provincie


i

ri-

Aladonna delle Grazie e al divin Figlio, ed alla petliera di pietre preziose. Avanzandosi l'armata napoletana per occupare lo sialo della repubblica, condotta dal duca di Sassonia, a' 25 novembre
alia

occup principati di BenevenPonte Corvo fin dall'aprile, e pi

tardi intraprese la suddetta invasione del resto dello stalo, con infelice esilo per allora. Ne'

primi del 1799 fu ordinalo in

entr in Velletri, essendone parlili


cesi co' giacobini,

fran-

Yellelii l'abbassamento delle


delle chiese soppresse,

campane

per cui fra

le accla-

ma

poi al ripristi-

V E L
naiiienlo del

V
si

EL
Rocca
a'

21
l\o-

governo papale
l'orli

resliUili

rinfozar
niiina, e

1'

ala del principe di

lono; segni orribile carestia, ed


tosi
ni.

facol-

finalmente

3o giunse

la lieta

verniero gravali di

contribuzioi

novella che l'armata napoletana era en-

Nel maggio ri[)a$saroiio


dal

francesi re-

tliici

regno

ili

Napoli,

dopo averlo

bc'iiespoglialo,quindi

cominciarono a ve-

nne

nelle provincie di Rlariltima e

Cam-

R.oma contemporaneamente aconseguenza della convenzione col general Garnier di dover sgombrare francesi dallo stato romano,
trata in
gli austriaci, in
i

pagna gl'insorgenti napoletani, e ne'priin di luglio pure in Vellelri perseguitando giacobini; per a' io luglio tornaroi

imbarcandosi a Civitavecchia
li.

co' patriot-

no

francesi e ne uscirono a'3

restando
l'

massa comandala da l'ezza fu congedata a piccoli corpi, che disturbarono e danneggiarono Velletri,
di

La truppa

tlisciulta la

municipalit e abolito
Il

opd'n-

Cori assai di pi, e cos


letani in

altri

limitrofi

pressivo governo democratico.

i.

luoghi. Queste truppe d'insorgenti napo-

gosto un uilzale napoletano con u corpo d'msorgcnli e con una truppa di


cnlnbresi monturati, entr in Velletri
vi

brizio Riilfo

massa arrolate dal cardinal Fasi appellarono della Santa

Fede e

Sanfedisti. Se avessero accoppia-

atterr
il

gli

alberi della libert; a'

giimse

general fVodio, tutti in


re delle

4 vi nome di
Sadiri-

to la moderazione, l'onest e l'ordine, e


cosi dicasi

degl' insorgenti veliterni, sa-

Ferdinando IV

due
i

Sicilie.

rebbero
nit;

slati riguardiiti

putoci che dalla parte di


a'marinesi e a'palriolti,

Marino, uniti
francesi
si

nemeriti e

illustri difensori della

ma

gli eccessi

cornei pi besovracommessi da molti di

gevano perla
nata
la

via

diFaggiola
i

alla volta di

loro oscurarono la gloria della beli' im-

Vellelri per sorprenderla;

veliterni suo-

campana airarmi,in un baleno riunirono un corpo di circa 4ooo, compresi


gl'insorgenti ei Calabi
esi, con

diversi pezzi

Per cui \ vocabolo Sanfedista odio ad ogni classe di persone; talmente che nel dialetto napoletano /^/r Santa Fede, il men tristo che valga rupresa.

venne

in

d'artiglieria recandosi in alcune posizioni

bare e rapinare. A frenare


sorgenti, fu obbligala
la

delitti degl'in-

viuitaggiose. Informali di ci

francesi,

pubblica autoe de' castighi.

non
fu
il

si

avanzarono. ]Ma a'2

agosto grave

rit di servirsi del rigore

timore de'veliterni in sentire Rodio

Adunatosi
re
il

il

conclave

in

Venezia per da-

disfatto a Frascati, colla perdila di


la artiglieria e

mol-

successore a Pio VI.il cardinal Alil

del bagaglio,

preveden-

bani pronunzi

Discorso tenuto nelil d'i

dosi

iu)muenle una

scorreria francese,
a porsi in salvo cola

la cappella del conclave

primo

di-

onde ognuno peus


gli eifelli preziosi,

cemhre
turo

restando spopolata

7 99 / Sagro Collegio de' Cardinali congregato per l'elezione del fu1

citt. Difutti

da Rocca di Papa marciavano per Faggiola per discendere a Velletri, se a' 29 non entrava in Vellelri il general Micbele Pezza detto fra Diavolo con 2600 uomini di truppa in massa e 4 pezzi di caimone, con gran conUnto del popolo ritornato. Il Pezza prese provvide misure per la difesa, e pass a dare il guasto a Marino, dov' eransi
i

francesi

Sommo
re

Pontefice, \{.oma 1800. A'

(4 marzo
cui
e
il

di cpiesto fu eletto

Pio VII,

il

Ferdinando IV
i

restitu lo stato,

a'2 3

Papa nomin legati a latere a' 32 o maggio cardinali Albani, Roverella


in

e Della Somaglia, per riceverne la conse-

gna
ed
a'

Ron)a,

il

che segui
vi

a'
il

23 giugno,
suo ingres-

3 luglio Pio Vii

fece

so. vSubilo fu riattivato l'antico

governo
il

annidati
|)op()l()

patriotli fuggiaschi,

essendo

il

in Vellelri, e

ne riprese

le redini

car-

allora del partito repubblicano,

dinal Albani co(ne governatore,


gli alfari

venendo

secondo Hauco. A' i5 settembre Pezza


parti

pubblici regolati da'priori e dal

da Vellelri

alla volta

d'Albano per

consiglio de' 40.

Sebbene Pio VII catu-

23

VEL
il

VEL
ili

bi
lo,

sistema goveroalivo

tulio lo sta-

rnbbio; propoi'zionatamente
glie,

le

veflova-

la

sola Vellelii eccellilo dalla legge

onde obbligati
nel

cittadini a nudrirs
i

generale.
fiss in

Con suo molo-proprio il Papa 75 articoli il sistema daziale, che


;

di

pessimi cibi ne risentirono

tristi

ef-

((;lli

i8o3,

in cui

si

manifest nella
cos pestilenzia-

port seco l'intavolamenlo de' beni co-

citt
le,

un morbo putrido
in pochi
Il

provvedimento iV incamerare beni di tulle le comunit dello stalo. Per l'annullamento della mornunitalivi

onde prese
i

il

che

dui.
vita

mesi rap 87G indivicardinal Albani pass all'altra

neta plateale, delle cedole e degli assegnali sotto l'estinta repubblica, anche in
Velletri

a'i5 seltembie i8o3, a cui successe a' 26 il vescovo Tusculano cardinal duca di York, che nel d seguente ne prese possesso per procuratore, portandosi poi in
V^elletri nel

restarono moltissime

famiglie

miserabili e

comunemente
la
i

tutte indebo-

lite negl'interessi.

Col detto regolamendi Velletri spo-

colla

novembre, dove fu ricevuto massima allegrezza, cordiali acciai

to rest pure
gliata di tutti

comune

niazioni e pubbliche feste, poich


ditii

citta-

suoi beni, che furono le

da

pili di

17 anni erano restali privi


Pistoiesi,

grandi tenute di Lariano, di Faggiola e

della presenza del loro vescovo e gover-

vennero dalla camera apostolica alienali, avendo riservato per a favore de' veliterni tutti que' diritti civili che prima godevano.
del
in seguilo

Comune, che

natore. Narra
T^If,
ti

il

f'ita di

Pio
edit-

t.

1, p.

243. Due simultanei


a'

del cardinal Consalvi segretario di sta-

lo,

ebbero luogo
di

23 settembre i8o5.

Questo nuovo sistema non fu

d'

alcun

Essi per intempestivo rigore servirono

danno

a Velletri, poich, per la pessima Amministrazione de' beni e delle rendite comunali, il debito assorbiva di gran

come
stava

fomite

al

nascente brigantaggio,

che insensibilmente ingigantiva ed infele

male augurate Provincie

di

Ma-

lunga
lite,

la

sua possidenza. Restarono abogi deplorai, tutte le corpora-

rittima e
poi,

Campagna,
la

e che produsse di-

come

come vedremo,

l'infelicit di

tante
il

zioni

dell'universit artistiche,
citt

che

in

famiglie, e per

proclamata amnistia

questa

erano numerose. Alla serie dell'accennate afflizioni e guai, subentrarono a flagellare veliterni il terremoto, la fame e una terribile epidemia.
i

iliscredito della corte di

Roma. Il i, "editto
il

raggiravasi sulla fabbricazione, ritenzio-

ne e delazione dell'armi; ed
ta,
lilti,

2. sulla ret-

spedita ed esemplare punizione de'defino alla

A' 29 dicembre 800 in Velletri fu giorno di spavento ed orrore per la veemente scossa della terra, che poco manc a
1

pena capitale da subirsi nel


:

restare
ta
:

la citt
i

tutta fra le rovine sepolveliterni

iis locix ubi crassati sunl".vailiain\o Napoleone I imperatore de' francesi avendo dichiara

luogo dell'aggressione

giammai

ne aveano provi

lo re di Napoli

il

fratello

Giuseppe Bona'^
di

vata altra simile, e non

fu fabbrica

parie, ordin

la

conquista del regno; quin-

che non restasse

lesa,

per cui rinnovatesi


i

di lo stato pontifcio fu

inondato

trup

lire 3 sensibili scosse,

cittadini fuggi-

pe francesi, venendo olibligalo

il

gover

rono alla campagna. Questo flagello non termin che a' 5 dicembre del seguente anno, nel quale si udirono 16 scosse. Nella

no
ti

somministrare

a' soldati

transitan

viveri e alloggi. A'

20 gennaio 1806
t

stanziarono per 2 giorni in Velletri


annali, compresa
confusione,
la

1,000

notte de' 3i dello slesso mese, susci-

cavalleria, oltre l'ar-

lossi in aria

losa,

una tempesta cosi spaveiiche incusse non minor timore e


1

tiglieria e bagaglie.
si

Non pu immaginar
disturbo e l'incorno

la

il

pericolo del terremoto. Nel


carestia

802

poi

la

do

delle famiglie per l'insolenze

commes-

comune
il

lutto

lo

stato fu

il

se da'militari. Occuparono per alloggiare


tulli
i

grande, che

grano costava 4^ scudi

conventi e molte chiese; incomoda

V E L
che

V E L
cese,

23
egli a

non Ferdinando V col nome diFerdinando I. A'26 agosto 806 poco manc che tutta la citt non fosse eguagliata al
in Vellelri
(li

cess (Ino alla restauI

che

tolse al cardinale ogni potere e

razione

lo esili leto, e

da Roma, passando

Spo-

suolo e
per

cittadini sepolti fra le sue rovine

pel lejribiIelerrefnoto,unode'pi spaventosi


la

durata

di

28 minuti
s.

secondi.

Caddero alcune

fidjbriche, fra le quali le

chiese degli Angeli e di

Maria

in

Via

Latade'basiliani:
sate di

le

abitazioni sconquas-

mano

in

mano

rovinando, fu d'uo-

ove mora' 2 3 gennaio 1811, e fu lodalo con elegio funebre da mg."^ Teloni poi vescovo di Macerala. Per la sua et decrepita, ebbe la patria per grazia in rilegazione. Per la sua dottrina e sommi meripoteva dirsi anche ili.del sagro colti legio. Napoleone I dopo aver occupato il regno di Napoli, s'impadron dello stapoi in sua patria Sinigaglia,
to papale e di

po deniolirle e rifabbricarle, e nella maggior partesi doverono restaurare. Restali cittadini salvi, tranne de' feriti, per
i

Roma,

fece arrestare e dei

portare in estero paese


lati

cardinali,

pre-

aver invocato

il

soccorso della

Madonna

6 luglio 1809 anche Pio VII. Avendo cambiato


e altri
ecclesiastici,

ed

a'

delle Grazie, a questa resero solenni rin-

il

governo e diviso tutto

lo stato in vari

graziamenti, con voto perpetuodi festeggiare l'anni vei sario del singolare prodigio
e di osservare
il

dipaifimenli, Vellelri fu dichiarata sotlo-prefellura e capoluogo della provincia


di

digiuno nel
sua
festa;

i.

sabato di

Marittima, con residenza del sotto-presua corte. Vi erano


il

maggio
locata

vigilia di

ed inoltre fu

fetto francese colla

dichiarata protettrice della citt, e col-

tribunali di pace, e

collegiale di i."

i-

drale.
p.

memoria marmorea nella catteMorto in Frascati (nel voi. Xll,


di ci

stanza, l'uflzio di polizia.

tura era composta del maire e di


giunti, con consiglio di
esisteva

325,

parlando prima della pa-

La magistradue ag4o cittadini. Vi


di

ommissione tipografie mancano le parole Ostia e Felle tri in, allritnenti sembra che morisse vescovo
rola Frascati, per
:

numerosa truppa
il

fanteria e

cavalleria, essendovi
di

quartier generale
di divisione

Marittima con un generale


il

di Frascati, peroni qui vi supplisco), suo

e suo stato maggiore, oltre


tiere.

forte

quare

prediletto
a'i 3 luglio

soggiorno,

\\

cardinale

York

La sotto prefettura

di Veiletri dicitt
i

1807, dopo giusto e glorioso governo,benemeritoco'poveri,e co'seminaristi pel locale

visa in castella
ili

i3 governi abbracci tra


i

seguenti /\5 comuni, ed

capo

formato per passarvi


s.

mesi
fina

estivi.
vi

A' 3 agosto da Porlo e


il

Ruf-

fu traslato
il

cardinal

Leonardo
il

governo distinguer in corsivo. P^elcapoluogo e capo di governo. Sermoneta con Cisterna e Norma. Sezze con
litri

Antonelli,

quale sebbene non avesse


il

Dassiano. Terracina con


lice.

Soun'mo e

s.

Fe-

suo vice-govei nalore e


zione comunale, e
te criminali,
le

suo uditore per


d'amministra-

Veletri, per tutti gli alfari

cause specialmen-

Pipcrno con Maeuza, Rocca Gorga, Pisterzo e Acqua Puzza. Segni con Gavignano. Gorga e Carpineto. f^alinontone
con Monte Fortino e Lugnauo. Paliano con Piglio, Serrone e Sgurgola. Gema-

prima che si decidessero, doveano essere da lui rivedute e esaminale. I ministri che lo servivano erano esattissimi, e il governo di lui fu ordinato e giusto.

nn con Nemi, Civita Lavinia, Ardea, Nettuno e Porto d'Anzio. Albano con Castel

Come

il

cardinal Borgia, avea ana Parigi Pio

ch' egli
nel

accompagnato
la
I.

VII

1804 per
felice,

coronazione dell'impeVeiletri poteva refosse

ratore Napoleone
putarsi
rotto
il

se

non

stato inter-

Gandolfo e Ariccia. Marino con Rocca Priora, Rocca di Papa e Grotta Ferrata. Frascati con Monte Compalri , Monte Porzio e La Colonna. Cori con Giuliano e Rocca Massima. Dal nuovo governo
imperiale francese furono aboliti
i

suo regime dall'occupazione fran-

luo-

24
glii d'asilo i

V E L
Cniica e Campo Morto.

VEl.
Non
(poich Cauco che narra d sua patria)
lavasi da lutti in gran tiujore: aveasiddficoll d'allontanarsi dalle porte della citt: nelle

Irovantlo perci iinalfuttoii dove rifugiarsi

per noi) cadere nelle mani della giustidiverse torme, che audi essi,

zia, riuniiousi in

vigne e ne' campi non eravi

si-

mentate da numero considerabile

curezza; eniuno ardiva di abitare ne'casini di

infestarono l'intere popolazioni, impedi-

campagna". Dacch

fu stabilito

il

go-

rono

il

viaggiare, lesero

diflicile

il

comd'ar-

mercio, comech da
restare

tutti temuti. L'infa-

me arte usata da questi assassini, era


i

verno francese, come in lutto lo stato, eziandioinVelletri furono soppressi e chiumonasteri e lutte le conventi^ si lutti
i
i

ricchi viandanti, e di

sorprende-

altre corporazioni religiose,

le

rendile de'

padroni ne'loro poderi, e quindi tassarli d'una somma considerabile di pi


re
i

quali furono demaniale.

Lo stesso accad-

de a'beni del vescovato, del capitolo e de'


beneficiati. IMolti fondi di questi luoghi
pii

centinaia e anche migliaia di scudi


farsi ricapitare sui

da

monti o nelle

foreste,
;

dove strascinavano quegl'

infelici

colla

ni canonici ecurali

furono venduti. Olire il vescovo, alcuche ricusarono di preil

condizione, che se nello spazio di tante


ore non fosse stalo loro rimesso
ro, gli
il

slare

dena-

l'ululo do'fiancesi,

giuramento proibito dal Papa e furono esiliali; onde la


molto
sollr

avrebbero uccisi.
le

Altri di

nottetem-

popolazione per mancanza del pastore o


d tanti sagri ministri
,

po, con ingaruio penetravano nelle case


de'possidenli,

nel-

svaligiavano de'denari e

l'assistenza spirituale,

come altrve, beni

de'pij preziosi oggetti

che potevano

rin-

\enire, e per somma grazia loro lasciava-

ch non risparmia ronsi sacerdoti rimasti e non chiamali al giuramento nel coltivar
la

no la vita. Molti uomini e anche donne furono le villiuiedi questi mostri crudeli, che a sangue fi eddo uccidevano con torDtcnli inauditi chi loro capitava in

vigna del Signore.

Il

Dauco nel
il

rilevare

quanto

fosse abborrilo
le

gover

no francese per

sue vessazioni, coscri-

mano,

zione, dazi straordinari, conliruie e for-

e spesso
li

lo stesso inforliuiio

colpiva quel-

zose contribuzioni, incomodi d'alloggi militari

che presentavano la tassata rapina. Per quanta industria adoperasse il governo francese, mai gli riusc d'estirparli. Poleva
al

e pe'danni che cagionava alla Ghiei

>

sa;

nondimeno loda buoni

stabilimenti

di polizia, l'esattezza e rigore della giustizia co'delinquenli,

certo

la

potenza francese togliere

per cui in Yelletri


orni-

questi mostri dal

mondo; ma siccome
una

fu

sullo tal

governo non accadde alcun

da

esso governo imposta

tassa binie-

cidiOj e fu rara la delazione d'armi. Nel

strale della del brigantaggio, che

nistrava

somminon piccola somma al pubblico tesoro, non veniva presa alcuna forte deil

declinar deirini[)ero di Napoleone


fu

I,

egli

abbandonato dal cognato Murai


nel gennaio

re di

Napoli, alleandosi coll'Austria e facendo

liberazione per ottenere


ie questa contribuzione
j)ristino.>si
il

fine, acci fos-

tregua cogl' inglesi

i8i4-

permanente. Ri-

Quindi
p

si

n)osse dal suo regno, ed occue

governo

pontificio, e questi

Roma
il

gran parie dello stalo papale,


il

ussassini seguitavano

ad infestare special-

fissandovi

governo provvisorio napolein Yelletri al sotto-prefetil

mente le due Provincie di Marittima e Campagna, doveeransi annidali. Questo


governo fu pi energico del francese con vari stratagemmi e con rigorose ordinazioni
;

tano;

perch

to francese successe

napoletano, e

cos'i

avvenne

de'giudici, della polizia e della

guarnigione.
Restituiti

finalmente sotto

il

pontificalo di

suoi dominii a

Pio VII,
a'

Leone Xll

videsi del tutto estirpala que-

rientr in

Roma

trionfalmente
in Yelletri a'

24
Te

sta genia. In Velletri

accadde qualche tra:

n)aggioi8i4- Gi
le soleiutit di

10 apriti

gico caio di questi funesti assassiui

qui

Pasqua

erasi cautato

VEL
Di uni per
iiia
il(.'l

VEL
prigiolo lesso efTelto sej^uir

35
ne dovesse
(|iiel

la

libernrione della

l'upu; tua tlupu per un foi-Uiilo

proporzuiialo sistema, atto ad evitine


(|tialuii(|ue collisione di politiche

avvciiinieiilo insorse

grave tumulto del

e mili-

p(jpulo contro In gtictinigiune, senza rile\iinti conseguenze. Tale disastro si rionovo a'26 maggio per l'indisciplinatezza

tari operazioni. L'editto ricliintn in vi*

gore quelle disposizioni altre v(jhe e ne gli altri tempi emanate, e specialmente
iolto
niiin
il pontdcato di Sisto V. In esso luogo vedevasi eccettualo, ma si e-

di

4<JOO soldati napoletani che ritornavano nel regno; anche questo Iranjbusto III. n chlie deplorabile risidlato, partendo
l'insolente troppa nel d seguente. A'

stendevano

le

pontificie determinazioni

a6

anche

a'Iiiughi baronali,

Sellembre

di detto

anno

fu
il

preconizzalo

gesser questi

una

speciale

avvegnach esimenzione,
pii

vescovo d'Oslia e Vellctri


Hill

decanocardi-

L'impresa che credevasi della


esecuzione riusc sotto tutti

facile

Alessandro iMaltei, dopo treanni e pi

gli aspetti la
i

d'8 mesi di sede vaciinle, che tosto prese possesso del vescovato e lei governo, ri-

pi malagevole.

Non bastando
si

primi
indi

provvedimenti
spesero

si

venne a'secondi,

a
i

ccvuto da'veliterni con indicibile giubilo u venerazione,! quali da quasi 5 anni e-

degli ulteriori e
si

aumentarono

le furze:

somme

enoriru; a%coltaronsi

rano

restati privi del pastore preside. Al1

progetti di molti,

ma

niuno de' tentativi

l'annoi 8 4'!
I.

i^islolesi,

/ ila di Pio VII^


si

riusc a svellere la pianta venefica,

4>

P-

2*2) riporta.
le

"

N a rpiesto solo
l'io

spargeva

mortiferi influssi su quella

limitarono

core

ili

VII. Egli vide,

che per una

di quelle tante infauste con-

troppo male augurata provincia ". bene una nuova |)outil!cia costituzione
soppiesse
le

che pur Seb-

seguenze della cessala invasione, diverse


conventicole di malviventi andavano per-

baronie e
i

le particolari

giu-

risdizioni, e pose tutti

popoli dello sla-

torbando gravemente alcune provincia delio slato pontificio a segno, che n'era lesala pubblica non meno che la privala tranquillit. Que' provvedimenti, che l'umana prudenza e la saggia politica
suggeiir possono sull'oggetto iujportanle
di ottenere la estirpazione deli'mfeslanti

lo pontilicio sotto le leggi generali (tran-

ne

e in parte

pochi feudi che cessarono


ri-

nell'odierno pontificato), pureVelletri

conventicole de'uialvi venti, furono poste

mase sottoposto al governo del cardinal vescovo, non ostante alcune rimostranze fitte da'citladin al Papa per esser collipresi nella nuova riforma; laonde si pr* segu T antico costume dell' elezione de'
priori e degli
altri

opera coll'editlo pubblicato il giorno 3 dicembre. La provincia di Maiitlioia e Campagna soggetta alla delegazione di
in

pubblici

uffiziali

col

consigliode'4o nobili. Intanto l'erarioco-

inunale pagava
meiilre

il

vice-govei nalore,

cau-

Frosinone

offriva

uno spettacolo

di orro-

cellieri e la forza,
ti
j

mantenendo

carcera-

re all'umanit, ed un motivo a'timori di

la

popolazione era obbligala

chiunque Vivevano
fra le gole

fosse coslretto di
i

transitarvi,

a soddisfare al

pagamento
tal

di lutti

dazi

crassatori in quelle

macchie
delitto,

generali dello stato. In


Iri

modo

Velie-

de'monti, e ogni giorno vede-

per mantenere

la

giurisdizione deca-

vasi contrassegnalo
.SilFatle

da un nuovo

naie, era gravala di doppie imposte so-

circostanze

non isfuggirono
il

alla

pia ogni altra popolazione dello stato.


Villctti nella

Il

considerazione del Papa,

(|uale ordin,

Pratica della Curia Roe dello sta5, nel


t.

i.he agli esecutori della giustizia, che gi aveano con buon successu eseguila la cai-

manaedc' tribunali di Roma


to,

Roma

18

2, p.

1, tratta:

Z>e/

tura di molli individui di quell' infame

conventicola,

si

aggiungesse (|ualche dij)er

Trihnnaldel Cardinal Decano. \cardinal decano del sagro collegio vescovo,


ed iusieme governatore perpetuo d'Ostia

iUccaroeulo di cavalleria, che u^cudo

0.6

V E L
alili luontii della diocesi.

V E L
cui
si

e Vfclletri, con

die alla coltura delle scien7e in


i

mosti-

Alza perci Iribuiiale tanto


lisdizione privativa,
s,

in

Vellelri,

do, che [)resso

letterali fu in

molta

(juaiUo in IloMia, per giudicare con gi-

ad esclusione delle
Consulla e
del

ma. Fu segretario della societ Yolsca, e per un triennio dittatore. Pubblic varie
sue produzioni, virtuosamente esercit diversi incarichi, nel

congregazioiii

della

Juon gDverno, e di qualsivoglia Tribu-

1798 salv

la

patria dal

nale
laici,

eli

Homo,

le

cause lolle

civili

e cri-

gi narrato estremo pericolo.


se e

Fu

corte-

minali delia sua diocesi, sieno quelle tra

probo, e

si

rese
il

oppure

Ira ecclesiastici; su di clic,


si

da

tutti. Si

legge

amabile e desiderato suo Elogio negli yJtli


t.

per quel di pi che


Furilelce
li

potrebbe dire

ci

della societ f'olsca,


tato Pistoiesi
1
1

1,

liporliatno al breve stampalo del sourno

al

gi

liarrato

p.iq 5. Il ciaggiunge

Pio VI de'i8 novembre


vice-governatore ed

i'/'j5.

Vellelri

giudicano con giurisdizione


il il

nell'anno 8 9 a p. 2 11. Non senza profondo dolore vedea Pio VII aumentarsi
il

cumulativa

vica-

numero

de'malvivenli, che infestavano

rio, e da' giudicali dell'

uno

si

ricorre a-

la

provincia di Marittima e
di que'malfaltori
la

Campagna.
sull'a-

anli dell'altro. In

Roma

tiene

un

udi-

Ninna impressione prodotta avea

tore genei ale prelato, e questi giudica iu

nimo

il

rigore che

figura di Segnatura, e di giudice ordinario,

spiegava giustizia, o

dolcezza delle pa-

in rappresentanza del
iiegii
i

i.

carattere

terne persuasive per richiamare quegl'i-

aauuetle o
giudici di

ricorsi da'giudicali de'

niqui sul retto sentiero. Gli omicidii


Grassazioni,
i

le

Vellelri,

ed auclie da' propri,

ricatti

aumentati, si aumen-

qualora avr giudicalo come giudice ordinario. In figura poi di giudice ordinario,

tarono pure

le sollecitudini

sovrane per

dis()erdere quest' orda d' iniqui che tur-

giudica

le

cause tanto

in

grado

di ap-

pellazione da'decreti de' giudici di Vellelri,

tranquillila.

bavano quasi im[)ui)emenle la sociale Pure inutili riuscirono lepre-

quanto anche
si

in

I, 'istanza

nelle cause,

ove

traila d'obbligo
il

camerale, oppuie
Da'decreti di
|)u ricorrere

quando
Vellelri,

reo convenuto, bench sia di


in

mure del sovrano, poich a misura che aumenta vasi il rigore, si accresceva il numero di quegl'infami, esi commettevano
continue atrocit e misfatti su quella provincia. IN' la presente soltanto, ma vana pure era stata la misura che venne in
,

dimora

Roma.
si

questo uditole generale


all'uditore di

camera del cardinal decaUditore del Papa. iVotaro di <|ueslo tribunale quello, che s'incontra a servire il cardinal decano ^;ro temno, e poi
all'

conseguenza del concordato


tli

fra la

corte

Roma

e quella di Napoli de' 19 luglio

18 r8, diretta ad estirpare quest'orda di


ladroni, che infestavano la provincia.

pore
iial

e perci

mulabde insieme
11

colla

Ma

persona del cardinal decano".

cardi-

parveche disponesse Iddio, che


Ponlefice per riserbarne

Mallei nel 1817 fiece una nuova riforma sopra tribunali di Vellelri. Nel i8i5 la fame afflisse veliterui, in uno a buona patte dello stato pontifcio; grande fu dunque la carestia e dur quasi uh
i i

dovessero rendersi lesollecitudini palernedel


inutili
la gloria a

Leo-

ne

Xn

sotto

il

cui glorioso pontificato

(juelle terre e

quelle selve pi non videle

ro le orrende catastrofi a cui

assog-

intero anno, ed

il

comune

colle sue be-

gettavano
misfatti.

gli scellerati

co'Ioro frequenti

nefiche provvidenze salv molli indivi-

Non

pero a negarsi, che tutto

dui dal perir d'inedia. In detto anno pass tra' pi


il

dal suo cauto oper Pio VII a beneficio

velilerno conte

Paolo M.'
elogi.

de'propri sudditi, e alla tranquillit della


r'i

Toruzzi, meritevole di
gli

sommi

E-

regione infesta la". A '20 aprile I


il

820 mo-

fu tra' pochi

che conobbe nella sola

cardinal .Matlei, ed a'29 niaggio fu


il

virt consistere la vera JVubiU{f'''.), per

preconizzalo

cardinal Giulio M." della

V E L
Ruffna, che fin tla'28 tlel pieceilente avea Assunto il governo. Il Marocco riporta una
Somnglia, gi vescovo
di

V E L
Porfo e
s.
l'i,

?.7

e lo confiil

ail

alcuni suoi faniigli.i-

ri.

Questi in suo

nome imposero nuove


lei

gravosegabelle,8enza intelligenza
gislrato e del consiglio.

ma-

iscrizione che trov dipinta nell'episcopio

appartamento del palazzo Vecchio, che dice avvenuto il suo ingresso a Velletii a' 11 ottobre. Subito egli abbracii alcune disposizioni del codice generale dello stato ritenendo peto 1' antica forma
,

gare
cesso

il

privilegio del

Ardirono d'ahromercato franco conin


tutti
i

da Gi-egorio XIII

sabati

dell'anno, e in ci anco di derogare agli


statuti municipali. L'erario

comtmale non

veniva con

f|uesti

nuovi dazi aiuuentato,


in altre (nani. In
i

della giudicatura. Abol


lieo

il

magistrato anquello del

perch
tali

il

denaro colava

de'/'/7on

{/^.), e gli sostitu

critiche circostanze

veliterui rinuo-

Go tifa lo niere
ponendo
loniere
si
il

8 anziani, comconsiglio misto d'una met di


[T'.) cogli
Il

varono con maggior ardore


i

Leone XII
la

reclami per essere liberati dalla giurisdilegge

nobili e l'altra di civili cittadini.

gonfasi

zione decanale, e compresi sotto

scelse Ira' nobili, e gli anziani


l'altra
la

generale dello stato, pe'maggiovi dispendii cui


g'

nresero met da' nobili e


di cittadini civili.
birri col bargello
citt colla

dal celo

soggiacevano.

Il

Papa conosciuti
il

Tolse

squadra de'
la

inconvenienti di questa [)rivaliva giupotere,

malveduli;e presidi
lutti

risdizione,si risolse restringerne

guardia de'carabinieri detta di


in
i

polizia,
lo, col

come

luoghi dello sta-

morteglielo imped. Il cav. Arlaud nella Storia di Leone XH^ t. i,cap.


8, racconta.
nella
il >

mala

commissario tli polizia. Prese lodevoli provvedimenti sugli interessi conuinitativi,

Parecchi briganti
di

sparsi

Campagna

Roma, inquietavano
,

onde

l'azienda

comunale

in

pochi anni esiinsei debiti, ed alla sua morle fiu'iino trovali nell'erario del
1

comune

governo con una sfrontatezza inaudita, puniti sotto il passalo regiuie ora arrestati e incarcerati, o deportali in a!-

Mal

7,000

scudi.

Era allenissimo

di far gra-

zia

a'delinquenti condannali, avendo per


inflessibile principio ten-

massima: giustizia voderataj grazia a


nessuno. Questo

tre provincie, ora prosontuosi di un perdono che sembrava forzato, volevano esser considerali come una potenza che
,

potesse trattare colie altre. S[)eclivano le


loro cenciose deputazioni ad imporreleggi

ne a freno non poco la popolazione dal comrnellere debiti. Stabil una congregazionedi persone scelte e inlelligenti per
gli

persino alle citt, e volevano ostaggi,


certo spirito pubblico,

Un

ornali e

le

fabbriche della

citt.

Da
co-

retto da calcoli meschini, concedeva

malamente diuna
in-

questo stabilimento cominci Velletri ad


essere abbellita

protezione condizionale a que'ribaldi perturbatori,


il

maggiormente
,

nella

cui

numero ogni giorno

struzione dell' abitazioni

nella rinnova-

grossava. La paura, vile consigliera, raf-

zionedelleslrnde,ein tutlocicheconcer-

freddava

le

buone

intenzioni de'gover-

ne l'interno ornamento della medesima,

natori e de'loro luogotenenti. Per

mala

si

die principio da lui alla fabbrica del

sorle quel cotale straniero malcontento,

nuovo pubblico palaz70,ora dello delegatizio.


tri,

Fortunata poteva reputarsi Veliese il cardinal Della Somaglia non fos-

se stato distratto ilall'incarico tlUdatogh,

nel finir del seltenibreiBxS, di segreta-

che tanlo si lagnava del governo, altra societ non avea, se non quella ilegli altri foraslieri,che, giungemlo a Roma per diverse strade, narravano pericoli ne' quali erano incorsi nel loro viaggio. A.
i

da Leone XII. Egli fra laute incumbenzedel governo generale non ptio di stalo

f{uesli dolorosi

disordini bisognava ap-

prestare

leva

pili di

proposito attendere a piello

parlicolare di Vclletii, con

80 auui

d' e-

attivo: Leone XII era dicipieuamente persuaso meglie che ogni altra persona de'suoi sluli.

un rimedio pronto ed

i8

V E L
tlisse clie
il

V E L
cesi,

M
-

corilinal Severoli lo cons-

Segni,

Sene

e Pi perno (quest'ulti me

gli d'incaricare

duna
il

missione pacifica

due

liunitt^alla diocesi di

Tei niciua).

(li

e insieme militare

cardinal Paliotln, co-

nLilimli di queste
ru>si, industriosi, e

montagne sono labonon teoiono n


il

me
pii
tii

risoluto, coraggioso e naluralnienle

fVedessi
il

disposto a
,

comandare determinariolasciarsi

do, n

il

caldo.

cosa coaiune per

di rigore

Cdlcoli

condui re da d'una ragionala clemenza. Leone


che a

p'rcorrere a piedi
glie in 9.4 ore.

3o ed eziandio 4o

le-

Le generazioni crescono
vi

XII proponevasi tli temperare lo zelo del capo d'una diflcile intrapresa, la quale, perch ben riuscisse, dovea essere delicatamenle condotta. Si ottenne qualche Juion esito, tuttavia senza un cocnpiuto
s'i

robuste e belle:
Sjiessoil

s'iiicuntrano molle di

quelle corporature maschie e vigorose.cbe

trionfo,qitanlunquesiansiali'uopoiinpiegali sulle

Guercino ha dipinto su'suoi (ptaLedunne,ed anche le ragazzette, banno Un fare franco e determinato, e piene di animo e di brio attendono per Io pi
di
i.

prime
,

ulliciali

sperimentati
si

la

alle

faccende domestiche,

loro costumi

somma
ineri

ilie

almeno

posero

le

basi
for-

sono esemplarissimi: qualunque minima


colpa verrebbe punita col pi solenne disprezzo.
si
I

d'un futuro stabile ordinamento, che

un duicvole soggetto di gloria nel bel mezzo del pontificato di Leone Xll".
INel seguente rap. () soggiunge l'Artaud. Nessuno lagnriassi di trovare in qiie8l'

paesetti

pu

dir quasi che

sono mal fabbricati, e non vi si conoscono


per quelle montagne
faiebbesi ne'de-

sliade. Si
cos'i

viaggia

alla

ventura,

come

opera alcune partirolarizzate notizie Sidl'originc e sui carattere di que'malvi-

serti.
i

venti, (he allora appellavansi briganti^

per che io credo che sin qui non siansene pubblicatedi abbastanza esatte. Il pae.se

degli antichi volsci

forma una catenadi

grande albero, una rovina sono segnali pi ordinari, che tracciano la via per recarsi da un paese all'altro. La terra, abbastanza fertile, produce frumento, grano turco (zen mayz di Linneo, che l'Alberti chiama anco melicone.)^ legumi,
frutta, vino, ulive e tabacco: vi
si

Un

iiu)ntagne, che occupa un'estensione geo-

tent
il

3o leghe di lunghezza per 5 di larghezza. Queste montagne erano il nido di briganti: diflcile il trovare una situazione, la quale contener possa maggrafica di

pure
lo

la

coltivazione del cotone, tua

di-

fettodi manufattare per lavorarlo ha fat-

gior quantit di gente al coperto delle

ri-

cerche dcH'autoril. Sono desse fortificale dalla niitura; poste tra


il

abbandonare questa sorte di coltura La legna non ha alcun valoie: non bisogna far altro che tagliarla e trasportarla a casa. Non vi hanno abiassai costosa.

mezzod

il

fazioni isolate: tutti


b'^ggi,
i

sono raccolti ne'

vii-

levante

di

I\oma, cominciano

alla distan-

quali sono popolati da

5oo

sino a

7a d'8 miglia da (piesta citt e


finire nel

vanno a

5ooo anime. Questa


sa in

popolazione divi-

regno di Napoli, ne'dintorni di


di Cicerone: confinanti a

due

classi,

ciascuna delle quali veste

Alpino, patria
Paludi Poiiiine,

diversamente. Quelli che

levante cogli Apennini, a mezzod colle


a

Aorg/iesM sono
gli

vestiti alla francese,

compongono la come
il

ponente
di

col

monte

Al-

abitanti delle nostre piccole citt;

I)ano e TiicoIo,

inumo

a settentrione le

pianuiedella provincia
la

Campagna,

so-

popolo ha una loviua particolare, e porta un cappellaccio largo e basso, con la


faida rialzata a destra ed a sinistra;
il

parte accessibile,

ma

pericolosa, persola

pae-

cli presenta
liscila.

una gola avente una


0}oiiti

sano non

[)orta cravatta; la
al petto.
Il

camicia semvestire

Le u)onlagne, di mo, che sono gli antichi

cui qui parila-

pre aperta
toiisisle in

resto del
di tela

Lepini,

un giubbetto
alle

bianca,

olirono una popolazione di 3o a

4o,ooo

che discende sino


curie,

anche, in brache
stoila di lana

anime. CoDiprendonoaScomunieS dio-

generalmente d'una

EL
,

V L L
delta senza colleia.

29
conside-

roma tendente al colore di cannella, die quale il ait'iviino appena al gnocciiiu rimane sempre nudo. Non usa culzjue, se bufalo, si eccettua un pezzo di cuoio ili che per mezzo di curdiceiie unito in forma di coturno ad un [teezo di tela che
cuopre
chiesa,
di
le

questa domand.i

potranno rispondere
razioni.
I

le st^guenti

paesi di cui io piulo,


alla (ine del
i

partenuto sino
storia del secolo

hanno ap8 6 alla fa1

miglia Colonna, famiglia ben nota nella

XII. Quesia, nata nel se-

gambe. Questo

il

vestire gior-

no
in

ile'disordini delle guerre civili, spesso

naliero.

Quando

paesani
il

vanno

alla

guerra co'Pontellci, Cdgli Orsini e con


altro, se

od in ccremonia

citt, tutto

loro vestiario

altre possenti famiglie, laluralmente

simile allo
l'osso

una giacchetta spencer degl'inglesi, di panno


consiste in

come
essi

quello delle brache:

la

por-

tano

sulla spalla e sul braccio sini-

stro, di

lontano

maniera che \eggenduii un pu'da si prendono come vestiti di bian-

co dal lato destro e di rosso dal sinistro


(bisogna tener presente l'epoca in cui
scrivea l'auloie, cio
i

punlircati di
e di Fio

Pio

VII e Leone Xll,de'quaii


scrisse e

Vili

pubblic

le

applaudite storie da

cristiano sincero. JNe' pontificati de' ilue


prin)i fu r. segietario dell'ambasciata di

non non a formare de'soldati. In que'feudi chi non avesse saputo maneggiare un'arma, sarebbe stalo chiamalo indegno d' essere un suddito Coloimese ed in certe occorrenze non avrebbe trovala grazia appo il suo signore. Questa famiglia, quantunque sovente domata da'Ponlefici, non si era mai riconciliala con essi: aveva sempre conservato uno spirito d'opposizione a' Fapi, ed a malgrado delle loro minacce, ha sempre munite le sue fortezze di soldati
pens ad
^

portanti

la

nappa
, i

verde. In questa con-

Francia, perci storico contemporaneo

diziose di cose

governatori Colonnesi
loro

che

fu (eslimonio di

tutto

quanto narra, e di pienamente istruito.Sui nostri costulo

ben poco

si

affannavano della moralit


essi
I

degli abitanti de'paesi soggetti alla

mi fecestudi accurati,couie

dimostrano

giurisdizione. Bastava ad

aver uo-

le lodate sue opere). Questi meschini vegetano nella pi crassa ignoranza. Hanno poche scuole, pochissimi maestri, aluie-

mini

atti al servizio uiiiitare.

Colonna

volevano esercitare assoluta ed esclusiva


giurisdizione nelle loro provincie.

L'auche ci

uo cos era non ha mollo tempo. A malgrado tuttava di questa profonda ignoranza
in
,

torit del Pontefice limitavasi a trasmet-

tere bievetli di chierico (noter,

pare che

la

natura abbia voluto

qualche modo compensare que'popoSono essi dotati di una somma sagacit, ed hanno famigliari motti assai spirili.

male espresso; l'Artaud re a quelli che prendevano


ne de'tribunali
nesti
laicali e

intese alludela

prima ton-

sura pel (ine di togliersi dalla giurisdizio-

godere qualche

tosi.

Nel loro dialetto usano di parecchie


:

privilegio clericale) a tulli gli

espressioni latine

danuo essi del tu a tulli. Se incontrano un prelato lo salutano con queste parole
e
i

come

latini,

che

li

chiedevano.

uomini oMuniti di que-

sti

brevetti, erano esenti dalla giurisdi-

zione territoriale.

Ma

questo non era un


:

2^ua Eccellenza. Basta loro la conversarione di IO nnut'i per giudicare assai

passo all'incivilimenlo di qua' paesi

ri-

mediavasi ad un disordine con un disor-

prossiuamenle del nterito morale della persona colla quale hanno parlato. Alcuni

domandano perch
in

questi popoli so-

no

iinasti in tale specie di

che

molli di

essi
il

abbrutimento, ha generato le pi
i

orribili passioni,
ti

ladroneccio,
Itti,

ferimen-

Sopravvennero francesi nel 1809, Roma che avevano chiesto di attraversare solamente. Essi rovesciarono ben tosto la giurisdizione de' Colonna, ed in seguilo dipoi tandosi meglio, pel bene del paese, di
dine.
i

quali slabilironsi nella citt di

e la ffiotle nelle

e pisino la vea-

quello che avessero couiincalO)

vi ordi-

3o
le iiuturil
i;i

V E L
Je

V E L
grandi
vie.

narono con mollo vigore e buon esilo delmuuicipaii e de'tribunnli. In l'opinione secondava rammiiiistraziopuossi dire, die io spirito pubblico,
il

A poco

a poco l'ordine

si

lislabilito:

ma

quel mesliei'o era sem-

brato una buona cosa ad alcuni sUanieri.

iie; e

Molli

faci

noiosi del paese^

litigi'

i,ma.
es-

senza
si

soccorso deirarnti, distrusse quail

neggiatori di coltello,
.si

abbandonavano
la

interamente
i

brigandaggio. Neil' ani

pure

la

loro famiglia per unirsi a que,

noiSi
piccolo

neli8i2

briganti erano in

gli stranieri

quando

forza pubblica

numero

ridotti

cbe se ne conta-

mallevasi in cerca de'dislufbatoi-i dell'oi-dine.

vano 7 od 8 comandati da certi fratelli calabreii. Ma neli8i3 la medesima animiiiisliazione francese distrusse quel jio'di Jjenecbe avea fallo negli anni autecedenli. S'imposero, come altrove, agli anticbi

V'ebbero persino
,

degli sposi pio-

unirono alle bande de' ladri, dilferendo le nozze al giorno in cui avessero ottenuto un* amnistia. Sventamessi

cbe

si

leudi de'Coloima gravi requisizioni in uo-

rate donzelle dicevano con dolore e qualcbe volto con orgoglio: - Il mio promesso alla

mini,

in cavalli, in denaro. Si consumalono, prima eziandio cbe fossero scadute, le


Jisle della

montagna

Tal era

la situazio-

coscrizione:

si

vollero persino
si

ne del paese che volevasi pacificare. Intanto alcuni membri delle municipalit
locali non facevano il loro dovere una commiserazione inescusabile confondeva sosteil loro spirilo. Bisognava dunque nere energicamente l'autorit fedeli al
:

tutti

cavalli, senza eccezione alcuna:

pretese ordinare guardie d'onore... Na-

poleone dunque non avea cognizione al-

cuna
livi

dello stato di questi paesi? Quegli

ubitanti irritati, tornarono a'Ioro primi-

loro dovere, istruire le deboli delle loro

costumi. Si formarono bande di fa-

obbligazioni, punire con fermezza


vagi,

mal-

ziosi cos detti yjo//Y/ci,

die commetteva-

ogni maniera di eccessi sulle pubbliche strade sotto pretesto di molestare le inilizie di Gioacchino Murat. Alcuni comandanti romani, troppo deboli, dopo la
lio

cbe potevansi arrestare, e usar demenza insieme con certi caratteri irrilabi-

partenza del governatore francese,annuntrarono, che tutti quelli che prendessero


Je

aumentare il nuLeone XII, determinato d'annientare questo sedimento infetto di brigandaggio, chiam a se gli uomini probi e religiosi, che avevano dell'autorit,
li,

capaci di portarsi ad
de'ribelli.

mero

anni, e contribuissero a stabilire la sicurezza delle strade, otterrebbero un peri

del potere in que'paesi, per concertarsi a


tale bisogno: fece distribuire

ricompense

dono generale per tulli delitti anleriormente commessi. Mezzi imprudenti e fuiiesti!

a'piU zelanti promotori del

buon ordine;
esempli; e

trasporlo in altre provincia quegli abitaliti

perocch

alla iin fine

bisogna poi

di

Sonni no, che davano


la

tristi

passare alla punizione de'delitti, sei col-

intanto metteva sotto

pi severa vigii

hanno goduto un'amnistia ne comnietlono ancora. Tuttavia quella pubMicazione determin una quantit di bripevoli che

lanza tutta quella citt, che

briganti a-

ganli a diventare
lit.

gli ausiliari

dell'auto-

La provincia

di

Campagna venne

coperta duoiiiini armati, e non erano al


certo uomini che volessero poi costante-

vevano avuto l'audacia di chiedere al medesimo titolo ch'era posseduta dalla famiglia Colonna. Tuttavia non si ollenevano ancora tutti (jue'buoni risultaneiiti, che potevansi aspettare da tanti sagrilizi, da tante sollecitudini dirette ad assicurare
fatali
il

uienle vivere soggetti alle leggi nuove per


essi.

ritorno della quiete iu quelle


il

Cos crearunsi parecchi corpi di vebriganti,


i

contrade". Se

riferito

dall'Artaud
esatto, dal

ri definitivi

quali non usciva-

no giammai da' nascondigli delle loro monlaguc, che per andare a rubare sul-

non in alcune cose del lutto da me esposto nel principio e


so di quesl'ailicolu
si

nel decor-

puricavai'Depluu-

\'
iliile i;lli(lcnzi(3Me

E L
i

V E L
l'aggressioni

3i

se l'illustre fitiiice-

commesse

danno

di Inlti

se Arlatid fu persuaso,

che niuiio

si

la-

viaggiatori stranieri, che venivano spo


glialijgeltati

mentasse, se nella storia d'un Papa


vo
particolareggiate
notizie sui
le

da-

malvi-

eia

venti

che infestarono
io

nobilissime pro-

vincia di Marittima e
di

ragione

Campagna; con pi mi dehho ci attendere pel


comune,
si

prima brutalmenlecollayrtfC' a terra. Qui l'Artaud spiega tale inumazione de'briganti, e descrive come praticavano il depredamento crudele di quani

to

viaggiatori possedevano.

propostomi superiormente, e perch quest'articolo riguaidii,

l'inipresa fosse didlcile assai,


il

Ad onta che continuando


pri-

compefasti

Papa ad

insistere sulla dimissione del

nelra e rannoda colle vicende e


le
,

del-

cardinalPalloltajl quale tentava sulle

medesime provincia come ripetutamente dichiarai. IN'ello slesso 1. cap. 8, l'Aiinud deplora all' anno 1824, perch
1

me
e

di rifititarla, gl'invio

cardinali Pacca
la

De Gregorio

per piegarlo;

dolcezza

e fermezza de' quali ottennero la dimis-

il

cardinal Pallolta ne'primi giorni della


di

sione.

Si presero

nel

medesimo tempo
gli

sua missione
rittima e

legato

n laleie

di

t\Ia-

prudenziali precauzioni, perch


chi
de' briganti

attac-

Campagna,
i

incaricato d'impie-

gare

mezzi pi rigorosi e pi acconci


ricellacoli de' briganti,

per distruggere

fd assiemare le grandi strade ch'essi continuavano ad infestare, avea pubblicato

comandati dal famoso Massarone(oGasparone) venissero respinti con intelligenza e buon accordo tra l'autorit, non solo nelle grandi strade, ma

dovunque

il

IMassaroiie spedisse

il

pi inal-

un proclama da Ferentino sua residenza, che fu disapprovalo in Roma, per essersi


abbandonato ad
dispiacquero
atti

fimo de'suoi luogotenenti. L'Artaud


l'annoi 824,
'

2,cap.

I,

narra l'ostinazio-

cos

singolari che
si

ne

di

Massarone

nelle sue perfdie, e


fatale

al l'apa;

laonde

riconobbe

tristi

invidiosi di sua

che rinomanza,

che

il

cardinale non riuscirebbe coinpiu-

laniente nella sua impresa. Allora fu, che

d'ordine pontificio, tulle ro{)erazioni del


cardinale vernicio sottomesse all'esame
della segreteria di stato, acci le ulteriori

da tulle parti comparivano, o per megliodirenonaveano mai cessato d'inquietare il paese. Mg.' Gio. Antonio Benvenuti segretario del buon governo, prelato

commendabilissimo

pei*

perspicacia

disposizioni fossero pi saggie ed ellicaci.

d'ingegno e splendore

di virt, colia ri-

Le
pre

notizie intanto della


s

briganti
[)ii

erano

ritirati, di

cattive,

montagna, ove ventando semLeone Xll giudic coni

tenzione di sua carica, fu

mandato

dele-

gato straordinario a Frusinone, invece del


cardinal Pallotta,
egli
si

ma

veniente di richiamare a

Roma

il

cardi-

associ, in qualit di

con minori poteri; comaiidanle

nal Paliotta, invitandolo a doniandare la 8ua dimissione dalla legazione. Il cardinale si occupava priiicipalmenlea mante-

militare,
nieri,

Ru vinelli

colonnello de'carabi-

uomo

esso pure di

risoluto, attissimo

buon ingegno e ad imprese che doman-

nere sicure da'biiganti le strade, che ordinariamente venivano frequentate ma non portava o non poteva estendere le
,

davano vigore e celerit. P^inaluiente nel cap. 22 l'Artaud racconta, che pubblicatasi la

celebrazione dell'anno santo,


colle ulteriori sue

il

go-

medesime premure alla


avea suiliciente

vigilanza sulle al-

verno pourdlcio

ener-

tre parti di sua giurisdizione.

Forse non

giche disposizioni, rese pi certa e assobriganti,


la

mano

d'armati a sua di-

sposizione; o forse bisognava cominciare,

lutamente infallibile la distruzione de' onde assicurale pellegrini suli

com'egli procurava di fare, dal soffocare


le (pici eie del cor|)o

sicurezza delle

strade da' malfattori.

diplomatico, che as-

saliva

il

cardinal JDella Somaglia segrela-

cia di

Mg.' Benvenuti risiedendo nella provinMarittima e Campagna, ordin pri-

lio Ui sialo colle

sue note a proposilu del-

tuaiueule, che le persone poste sotto la

32
vigilanza <lella

V E L
polizia
i

V E L
o die potessero
riliraisi

a perversa inclinazione,

o die per com-

e'<serlo in seguilo,eil
I

parenti (le'hriginli

messi
sero

(Idilli

tlivenivano fuggiaschi. Si re-

iconosciuli per

tali,

dovessero
tlel

[-.or

Iroppocelohri nelle provincia roCesaris e ()asp!)rone,enelle nai

tramonlo del sole, sollo pene severissime. Cliionqne si abbaltesse ne'briganli, dovea darne avviiie'loro (lomicilii

prima

mane De

pulelane Furia ed

Vaiidardli.

Le mou-

lagne nella slale,ledei>erlecanjpagne


riltin)e nell'inverno,

ma-

so all'aulorit pi vicine. Glie

le pei so-

ed

vasti bosclii soni-

ne sospelle non polessero uscire dal loro comune, se non munite di loglio di via.
1

minislravanoa loro molli rifugi, ne'qoali polevanofacilinenledeUidere la vigilanza


e
la

pastori,

propi ielari di bestiame,

si

sol-

forza de'governi. Uniti in


i

toposero a rigorose discipline.

IS'si
,

omsulle

stringevano

conladini ed
il

pastori a

bande cosomle l'eni-

ndsero |necauzioni

sui cacciatori

ministrar loro

villo.

Violavano

immnnil
i

locali e personali sospese. Glie


si

debili riferibili al brigandaggio

gi-

mine che potevano raggiimgere. vano doviziosi, e non conlenli


i

Assalladi rapir

dicassero somniariamenle dal Iribnnale

lorocpianloporlavanOjliconducevanosulle

piesieduto dallo slesso delegalo.

Leo-

montagne
denaro
li

ne Xll

volle

esaminar

le

determinazio-

glie pel riscatto.

gl'imponevauo enormi taSe non ricevevano il chicgli altri nel

ni per distruggere gli avanzi del brig'indaggio, onde allontanare ogni scandalo

sto

trucidavano fra'pi orribili


i

tormenti. Piesero fra

nel prossimo giubileo, e cosi felicemente


si

taglieggiarono
ch' presso
il

camaldolesi

dell'

82 e eremo
i

pervenne

al

tanto sospiralo scopo; e

le

Tuscolo, ed un collegio di

Provincie di Marittima e Gampagnariac-

fanciulli esistenti alle porle di Terracina.

quistarono

la

loro piena tranquillit e

si*

curezza, pel fermo operare di

mg/ BenIl

Rovinarono molte famiglie e recarono danni gravissicni all'inlerno commercio,


all'

Tenuti, poi elevalo alla porpora.

cardiili

agricoltura e soprallullo alla pastoI

naie Della Soinaglia

come

segretario

rizia.

governi adoprarono mezzi slraorucrag-

slalo anch' egli contribu al feru)o inlen-

dinari per di'Slruggere tanli ribaldi. Talvolta proposero premi a chiunque


cidesse. Altre volle
li

dimento
.sassini

di

\incie di Marittima e

Leone Xll, in liberare le prO' Can)pagna dagli assi

disperando
li

di

che l'infestavano, e ci del lutto

giungerli colla forza


la societ col

richiamarono alpeii-

ultenne felicemente nel 1825. Ecco


in tale

come

conceder loro perdono e


provincia

anno

il

contemporaneo cav. Copn.i2 de'suoi Annali


a

sioni. Nella

pi lo ilescrive nel

d'Jlalia.

Le provincieprossime

Roma

romana di Gampagna rimase celebre una strepitosa legazione eseguita nel 1824^3' cardinal Pallotta,
il

iuronopermollianni tormentate dagliassassini o briganti, male comune colie vicine napoletane degli Abruzzi, della Terra di Lavoio e della Puglia. Nelle sollevazioui di multe popolazioni contro francesi, allorquando essi occupavano queste regioni, non pochi erano corsi alle armi pi per amore della rapina che della pai

quale arbitrariamente sconvolse oslati uccisi


,

gni cosa senza rimediare alcun male. Fi-

naluienle dopo esserne


sli/iali

o giu-

in quest' anno molle centinaia 82 5 si ridussero ad una banda di 20 individiti. Questi nel mese di settembre Ir-

vandosi pressoSonnino nella provincia di

Gampagna, furono

circondali dalle forze

Iria.

Alcuni

si

assuefecero in lai guisa al


vi

pontilicie e napoletane. D'altronde era-

ladroneccio e
terminati
i

persistettero

anche dopo

popolari tumulti. Formali co-

di fiere

diversi nocchi di ladri, die scorrevano


le

armali per

uirvisi molti di coloi

campagne, recavansi ad uoche avevano la sles-

no ormai ristucchi di vivere pi ad uso che di uomini, lutali angustie invocarono la mediazione di alcuni ecclesiaslici, e coll'opera loro ^ si arresero
1

a disciezioue Uvl governo pontifcio, e iu*

V E L
rono mnntlati a tertninnre
nel
i

V
loro giorni

EL

33

nella foltezza di Civitavecclia

(occupala

zo de'suoi commissari, prolestaTa innanzi a Dio , di volere un governo fondato


sulla giustizia, alla

1849

tia'fra noesi,

supersiili ftirono

trasportali in quella di Civita Castellana).


Cirniiiesi resero alle forze napoletane".
Il

pre dirette

le

quale sarebbero semsue cure. Perci essersi cir-

condato

di

cardinal Della Somaglia pass airallra


ta

vi-

bit, e di

persone note per la loro proaver nominalo uditor generale

a'6 aprile i83o, eilal vescovato di Pors.

mg.' Bofondi uditoredi Rota (ora cardinal


presidente del censo),
il

to e
il

lluflna vi

ili

traslato

a'29 iiiaggio
l'acca, ciie
il

quale colla pie-

decano cardinal Bartolomeo


a'

na approvazione del Papa avrebbe esercitalo le funzioni governative nella parte


politica ed

preso possesso

loglio, sotto

nuovo

governo Vellcfri riebbe la sua trantpiillil. Debbo notare, cbe Pio Vili a'9.4 aprilei83o fece scrivere al cardinal
lo,

economica, e nelle cose con-

cernenti l'amministrazione delle


t d'Ostia e Velletri; e

due

cit-

l'ac-

che sarebbe l'orgai

ca^ dal cardinal Albani segretario di sta-

no immediato de'suoi ordini, presso


ce governatori e presso
consiglio municipale.
il

vi-

cbe acci non rimanessero pi a lungo ritardati alle popolazioni d'Ostia eVelbenefizi, cbe loro preparava la palelri
i

magistrato e

Che non potendo


a-

poi l'uditor generale prestarsi all'esercizio della podest giudiziaria, questa

terna animinislrazione ch'era per intro-

durvi, ed

quali sarebbero loro ancora


did'erili se
il

verla delegata interamente all'avv, Giu-

per qualche tempo


attendere, secondo

si

dovesse

seppe Luigi Barloli suo uditore particolare (poi avv, concistoriale e avv. geueralt
del fsco);
vile
il

prescritto

da Cle-

mente XIII, che avesse preso possesso


della sede vescovile al cardinale riserva-

quale col

titolo d'assessuie ci-

avrebbe conosciuto
liti

e giudicato tul-

ad assumere immediatamente il governo temporale con tutta quella parte di potere temporale che il breve di Pio VI avea confermato a fata, l'autorizzava

le le cause,

e controversie, che in pas-

sato

si

giudicavano dal prelato uditore


in

generale, ed inoltre sarebbe egli l'organo

immediato de'suoi ordini


riguarda
la giustizia civile.

tutlociche
in

vore de' cardinali decani e vescovi della


slessa diocesi. d' avere

Aver pure nope' ricorsi

Di

pili

avvert

il

cardinale,
a rag/

minalo uditore
(al

di can)era

altrettanto

comunicato
il

via di segnatura l'avv.

Angelo Giansanti

Uafll uditore generale del defunto cardi-

presente avv. concistoriale e avv. gefisco); e

nal Della Somaglia,

quale prelato nel-

nerale del

finalmente nomitrafo
la

l'attuale vacanza della sede Ostiense e

Ve-

uditore criminale l'avv. Demetrio Silvani Loreni, al

lilerna presiedeva interinalmente al go-

quale apparterrebbe

cor-

werno d'ambedue
to
!

le

popolazioni. Pertan-

rispondenza in ci che concerne


zia punitiva.

la giusti-

cardinal Pacca con notificazione, in

decano del sagro collegio e governatore perpetuo d'Ostia e Velletri,


cui s'intitol

Volendo poi profittare de' lumi de' suoi rappresenlanli e conoscere


le loro

operazioni, dichiar

il

cardinale,

del i.^maggiOjdichiar alle

medesime po-

polazioni

la

pontificia abilitazione per as-

sumere

governo temporale, bench la sede a lui riservata rimaneva ancor vacante. In conseguenza avere assunto il tiil

che almeno una volta la settimana si sarebbero riuniti in congresso avanti di lui. Per la formalit del possesso avere deputato due primi nominati per commissari, coU'assistenzu degli altri due; e doveni

tolo e

la

podest di governatore perpetuo


faces-

dosi in tale circostanza radunare


glio municipale^ aver

il

consi-

sino da'27 aprile, ordinando che tulli gli


atti

formala

la

nota di
tenore

amministrativi e giudiziari

si

48

consiglieri,

met

nobili e l'altra citta-

sero in suo nome. Indi disse, che nel pren-

dini, espressi nella notificazione, a

dere allora

il

formale possesso per mez-

del prescrilloda

Leone XI pe'capoluoghi
l

VOI. xc.

34

VCL
mando
gli Ini
il

V
gonfaloniere
abitanti d' Ostia
lissime di
tri,

EL

di legazione: confei

per non pot penetrare nelle due fede-

e gli anziani. Invilo

Marittima e Campagna. Veliepi considerabile di esse,


fosse stata

e S'elicili di dirigersi a

con fiducia, prriducendo tulio

ch'

la citt

ntetlendo migliorar
re
gli {djusi

la

lorosorte, e toglie,

sebbene da'liberali
te incitala alia

segretamen-

ove fossero

d'equit, e minorando i pesi per quanlolo permetteranno le circostanze. Disse per ultimo la
alle vie di giustizia e
:

sommossa, pure memore del fedele attaccamento sempre dimostrato alla s. Sede, non ascoll pravi consii

gli

de' faziosi.

Quantunque in questo sconpriva d

quiete e l'unione de'ciltadini,


sicurezza
,
1'

la

privata

volgimento
milizia
,

la citt fosse restala

esecuzione imparziale delle


la

richiamala tutta iu

Roma

per
i

leggi costituire
le era ili.

pubblica

felicit, la

quari-

opporsi alla scorreria che meditavano

voto del suo cuore. Tanto

rivoluzionari, ed a'tentativi di quelli che

cavai dal biglielto e dalla


staopali in

notificazione,

pretendevano destarvi scompiglio


luzione;

e rivoin pie-

Roma,

e credei

opportuno
il

di

nondimeno

si

mantenne

darne cognizione, per spiegare come


volta
i

tal-

nissimo ordine e tranquillit.

spese del

cardinali decani assunsero

go-

verno temporale innanzi


per dare notizia
tale circostanza, e
di

d' essere preco-

comune furono monturati e mantenuti 6o uomini d'arme, che sotto comando d'uu
il

nizzati vescovi in concistoro;

ed ancora
in

capitano dovessero guardare

la citt,

quanto praticavasi
si

conservarvi

il

buon ordine

e la

polizia.

come

costituiva

il

go-

verno dccanale prima che Velletri divenisse legazione. Il cardinal Pacca immediatamente abol dazi straordinari imposti in nome del defunto predecessore, e qualche altro, che la libert del popolo favoriva, specialmente nello spacciodel
i

Marciando 6ooo ribelli alla volta di Roma il governo prese energiche misure, presidi CivitaCaslellana, coWoc un corpo di truppe al Passo di Corese, di che feci parola anche nel voi. LX, p. 67, on,

de impedire ad
gli

essi d'inoltrarsi
li

e Rieti

chiuse lepoi te e

disperse.

Finalmenle

vino, 1.
indi fece

ramo
il

di

commercio

della citt;

te

per l'intervento degli austriaci, e


i

o-

suo ingresso
la

in Velletri nel set-

perazioni delle Milizie pontifcie,

ribelli
si-

tembre, tra
artificiali,

pubblica esultanza.

Un

ar-

furono

vnti, e ripristinata la

pubblica

co trionfale, bellissime luminarie, fuochi

curezza. Gregorio

XVI amando

paterna-

dimostrarono

la

gratitudine e

mente

suoi sudditi e desiderando ren,

l'ossequio filiale de'velilerni. Di pii essi

derli felici

incolpato delle lagnanze d

coniarono una medaglia analoga alla

cir-

popoli, nelle sue pubblicazioni cort beni

costanza inargento e bronzo, che sar un

gni sentimenti

gli

esort a tornare alla dil

roonuuiento perenne
vernatore.

di tanto vescovo gola svia

Da una
:

parte

ellgie

Goll'iscrizione

B. C. Pacca S. C. Deca'
si

nus. Nel rovescio

legge l'epigrafe:

Jd-

alla Sovrc Sede (V-)j invitandoli a ri correre a lui pe'propri bisogni, promettendo esaudirli in tutto quanto potesse. Itt

vozione e a mantenersi fedeli


Ulta della
s.

seriori Felicilatis Publicae S. P. Q.

conseguenza
literni
si

di tali

amorevoli

inviti,

ve-

MDCCCXXX. Mentre
del trono
ribile rivoluzione, a'

nemici dell'altare e
lo

proposero di far conoscere

al

Pa-

tramavano

scoppio

di ter-

pa

il

desiderio d'essere rimossi dalla pri-

2 febbraio i83i fu
s.

vativa giurisdizione del cardinal decano,


e di venire soggettali alle leggi generali e

sublimato
gorio
in

alla cattedra di

Pietro Gre-

XVI,
la

l'insurrezione cominciando

comuni

dello stato,

come aveano domali^


mantenimento

Bologna a'4,

ra vacare

credendo lul(oSede apostolica. Questa dei

ribelli

dato a'suoi predecessori, anco per esser*


sgravali da'doppi dazi pel
del

plorabile rivolta
le

si

estese in quasi
pontificio,

tutte

Provincie dello stalo

ma

governo privativo; del resto essendo ben conienti del savio governo del cardi*

VEL
nnl l'nccn.
fl

VEL
scfi, di
pili

35
il

Le
In

loro isfnnie ernno diretle

cui era diltatore."Ma

benefzio

nieveniie

litmovazione
i

tli

nnteiiori

vessnzioni, inipeiocch
al ilecaiifito
,

cardinali giunti

grande, e che forma epoca ne' fasti della patria, si quello appunto di aver
protetto ed avvaloralo
il

liiiiienclo in loro

luminose

volo unanime

cai'iciie, (loventloacciiilii-e a

gravissimi af-

della citt a fine di ottenere dal

Santo Pa-

fari

e risiedere in

Roma,
il

impossd)ilitati a
d' Ostia e

reggere in persona
Velleli
volta
i,

governo

confidandolo ad

altri, questi tal-

non furono opportuni o ne abusarono, trattando velilerni non quali sudditi dtl l'apa,n>adel cardinale decano. A<lniique la citt deput Cesare Ulisse del ceto nobile e Giuseppe Latini Macioti del ceto civile, per ottenere da Gregorio
i

832. Imperocch quantunque l'antico governo decanale sia stato per lo passato buono e proficuo a questa popolazione; pure pel cambiamento notabile delle circodre
il

moto-proprio del

I. "febbraio!

stanze, essendosi cambialosostanzialraente

l'andamento generale delle cose,in ogpregiudizio quello slesso,

gi ritorcevasi a

XVI

l'esaudimentodella sua ardente braal foglio

ma; ed

d'autorizzazione de'aSkicittadini

glioi83i,si sottoscrissero 272

ecclesiastici, consiglieri, nobili, possidenti,

negozianti. Vernilo ci a cognizione del

cardinal Facca,ordin

al

gonfaloniere,che

trattandosi d'un affare di

sommo
si

rilievo,

che prima era stalo a noi dato per privilegio; ond' che la giurisdizione privativa non era pi combinabile col sistema collegalo ed uniforme delle leggi attuali. Quindi a giusta ragione si pu da noi concludere, che l' Em.^ V. come nel ripristinare l'accademia Volsca le ha dato una nuova vita; cosi nel fare che Velletri
sia

non era conveniente che


dal popolo;
consiglio,
il

maneggiasse
il

sede di legazione e capo della provin-

che tosto convocasse quale se avesse approvato

ma

cia di

la

esistenza.

Marittima Ed oh

le

ha dato una nuova


nostra citt, se
,

felice la

richiesta del popolo, eleggesse

6 depotati

autorizzandoli di portare al trono sovra-

conoscendo essa la propria sorte sapr profittare d'un tanto beneficio". Mentre

no
gu

desideiii de'velilerni.
il

Il

consiglio se-

voto popolare, e scelse a tiepulali

pendeva la risoluzione della domanda, Gregorio XVI proclivead accordarla, trovandosi nella villeggiatura di Castel
dolfo, luned io ottobre

mg/

sulfraganeo di Velletri
Coluzzi,
il

Geraldo Macioti vescovo d'Eleusi e il conte Stefano


,

Gauad
quin-

i83i

si

rec

cav. Pietro Paolo Salimei


,

il

onorare

di

sua presenza Velletri.

Fu

maggiore Clemente Borgia il capitano Giovanni Graziosi, e Clemente Cardinali. Gregorio XVI li accolse benignamente,
gli

di scrillo

delle Notizie del

da Velletri e pubblicato nel n." giorno del 1 83 A


i
.

ore 16 giunse in Velletri

il

Sommo Pon-

ed ascollata

la

causa, per cui Velletri

tefce,incontralo dal gonfaloniere cogli anziani furi di porta R.oinana,dal quale gli

avea inviata questa legazione, fece co-

noscere di non essere alieno dal decreta-

furono presentatele chiavi della


frequenza del popolo,
fecero ben conoscere
fedelt verso
il

citt.
le

La

re quanto richiedevasi; per essendo

la

gli

applausi,

vive

domanda
i

rilevante, meritava ponderata

acclamazioni e l'allegrezza del medesimo


la

discussione.
veliterni

Di erigere
la di

La grazia che domaidarono si compendia in queste pai'ole. una nuova provincia appellafos-

venerazione e
Il

la

sovrano.

Papa per

la

via corriera

si

condusse

alla

cattedrale,

Marittima, della quale Velletri

dove
lutto

fu ricevuto dal cardinal Pacca,


il

da

se

capoluogo, e il cardinal decano suo vescovo la regolasse col titolo di leeato ail

clero secolare e regolare, e da tut-

ta la nobilt.
il

Dopo

avere oralo innanzi

poslolico perpetuo. Disse po' mg.' Macioti

ss.

Sagramento decorosamente esposto,


pregato

snirrnganeo
1.
1

nella dedica

al

cardinal

e ricevuto la sua benedizione, e

Pacca del

degli Atti

ddlaSocitt Voi-

nel santuario della U.

Vergine delle Gra-

36
zie,

V E L
posso nella sagrestia gronde. Ivi nssie fnvore

V
ammise
al

r:L

intorno all'erezione della nuo-

0 nel Irono preparato


lei

bacio

va provincia e legazione. Date pure ^pe-

piede

prelati,

il

capilolo, tulli gli al-

tri ecclesiastici

e gli alunni del seminario.


si

ranzedi ritornare a Velleiri, noreI4pa> l accompagnalo dal cardinal Pacca lino


a

Da

della basilica

trasfer nel

palazzo

due miglia

dalla citt, tra


felici

l'

incessnnli

vecchio destinatogli per abitazione, ricevuto ivi pure dal cardinale, da'magisliali,

acclamazioni e

angurii del popolo,


le

sventolando

al

ponte Rosso

bandiere

dal consiglio, dalla nobilt e dagl'im-

col pontilicio

stemma.

Iscrizioni

piegati pubblici, tulli schierali nell'atrio

ranee erano

stale collocate a porta

tempoRo-

e per

le scale.

Preso alcun riposo nell'apdialsa-

mana,
la

alla cattedrale, nel santuario del-

parlamento vescovile disposto a sua mora, a preghiera del cardinale scese


l'appartamentodel magistrato, e dalla
la delle lapidi uscito sulla

Madonna

e poi scolpita in

palazzo pubblico.
to e a corda della

marmo, al Bande musicali da fiacitt

l'avevano

ralle-

grandiosa loggia
le solile

grata,
te
ri
il

il

cardinale tratt splendidamenla

espressamente fabbricata, dopo

Papa e

sua corte. Altri particola-

precijGregorioXVIaflelluosamen te compart l'apostolica benedizione all'immenso popolo, che ansiosamente dalla piazza la domandava. Tornato nel suo apparlatnento ricev al bacio del piede il magistrato e

sui

festeggiamenti e sinceio entusiasmo


si

tie'velilerni,

ponno leggere

nelle citale

Notizie; n mancarono poetiche


sizioni celebranti

l'avvenimento,

compocome di

Felice Valentini accademico volsco.

dame, le deputazioni di Sezze e di Sermoneta. Nell'ore pomeridiane, accompagnato dal


il

consiglio, la no])ilt e le

cardinale, volle vedere

la citt a

piedi, e

ihilare

monasteri delle teresiane e delaccett


le

le Clarisse. Indi

due mule

del

cardinale, col quale a spalla


fu

pertossi

Gregorio XVI col moto-proprio Lnminose prove di feritila inconcussa alla s. Sede, del i ."febbraio 832 , Bull. Iloni. coni, t.iq, p. 85, riportalo anche dal can. Banco, pienan>ente appag fervidi voti de' velilerni, con inesprimibile giubilo di essi. Con tale memorabile atto il Papa,
1
i

trottare fuori della porta Napoletana. Ivi

encomiata
le

la fedelt de' velilerni,

ricorda-

ad ossequiare il Papa ilcardinal Weld, e ad un'ora di notte s'incendi alla presenza sovrana un bellissimo fuoco artificiale sulla sottoposta piazza, e
si

l'amplissime lodi e privilegi meritatisi


al loro

da'suoi predecessori, inclusivaraente alla

prerogativa concessa

cardinal ve-

elev

un

scovo, per lo pi decano del sagro collegio,

globo areostalico. Tutta la citt fu illuminata, il palazzo pubblico a cera, come


altri della nobilt, e nella via corriera e

prima

di

prolezione della citt co

giurisdizione, poi di governatore perpetu


della

in(|aclla del
perti di

comune ardevano su pali coverzura pi di eoo fiaccole: l'ali

medesima, e cosi goderono lung mente d'un reggimento dolce e tutto p terno; rammentate le riforme inlrodot
in tutto lo stato
,

ta torre del Trivio era parimenti

da

fiac-

necessarie alla pubblici

cole illuminala sino alla

sommit
la

della

amministrazione, rilevcheil nuovoordine


di cose

croce. Nella seguente mattina

Gregorio
si

portando collisione

colla pri-

XVI, dopo
gn

aver celebrato

messa,

de-

vativa giurisdizione del cardinal decano,


e privando del
ti

ricevere altre deputazioni de'luoghi

godimento de'benefizi

fat-

circostanti: mg.' Grati amministratore a-

allo stato col

nuovo

sistema

veliler-

postolico di Terracina, Sezze ePiperno;

e particolarmente
citt, cui

la

deputazione della

assiem graziosamente, non meno del suo sovrano gradimento alle fatte

diaiosliazoni, che della sua propensione

ni, questi supplicarono Pio VII e Leone XII a loro parteciparglielij quali Papi bench inclinassero a contentarli, ne fu rono impediti dalla morte. Divenuto egl' Papa, quanto pi insigni furono le rifori

V E L
me
e
i

VE
lui decretati al
si rei-

37

miglioranietili

da

stri fratelli
vi,

cardinali dell'ordine de'vescodegli altri ordini,


fosse

bene de'suclilili, tanto pi fervorose


leruroiiu le suppliche
ile' velileriii

non che ad alcuni


loro
,

a par

domandando
l'istituii

se

opportuno
e

leciparne, ed insieme a erigere


cia
ili

la

provin-

e la

nuova legazione,
al

come

si

IVIarilliina

(che

si

t'orm pure con

potesse conciliare, che nella qualit di le-

alcune comuni tolte dalla

Coiiutrca di
al

gato fossero

cardinal decano attribui-

Roma),

e allidnrne

il

governo

cardinal

te quelle prerogative,

che distinguendolo
con
la

vescovo con titolo di legalo apostolico, ed

dagli altri legali, venissero ad equipai'are


l'onoi'evole concessione

erigendo in capoluogo

la citt di Vellelri.

quale nella

Di pi
alto di

velilerni avergli

rassegnalo un

qualit di governatore perpetuo di Velletri


i

adesione alle loro suppliche de'

nostri gloriosi pi-edecessori

aveano
il

pubblici rappresentanti di vari luoghi e


citt della

condecoi'alo nella di lui persona lutto

Marittima, perch fossero di-

sagro collegio.

A queste domande
,

aven-

staccati dalla

Frosinone do accesso,
di Velletri.
qiiit le

('.),

provmcia di Campagna o ad essi di troppo incomoe riuniti alla nuova legazione

do

essi

corrisposto, prevalendoci noi de'

loro lumi e del loio consiglio

abbiamo
dell' altre

risoluto a vantaggio della oosti'a dilettis-

Sembrando

a lui piene d" e-

sima
citt,

citt di Velletri,

non che
i:ina

cose esposte, oltre la considera-

luoghi e terre che verranno qui ap

zione del gran beiiefizio che ne derivava


alle

presso designate, di creare

nuova
il

le-

popolazioni

situate nella

costa di

gazione, ed a vieppi crescei-e


la

lustro e

il mare, e come sono quasi separale dalla natura d'interessi e di comunione dalle popolazioni della

monte che guardano

dignit del sagro collegio de'cai'dinali


s.

di

Chiesa romana nella pei'sona del

lo-

ro decano vescovo di Velletri, alldarue

Ca(npiigiia

cosi

ancora fossero

divise

ad esso

d'amministrazione; e si formasse un capoluogo, nel quale avrebbero vicini e pronti,

il governo con titolo, diritti e preminenze di legalo, e con facolt particolari non comuni agli altri cardinali legali

e tulli applicati al proprio vantaggio


al sollievo de'
i

delle Provincie.

ed

propri bisogni

magi-

E perch questa determinazione dell'animo nostro sia iuessaad

ed ministri del governo. Penetralo da questi riflessi, continua a dire il Papa, averli comunicati colla sua voce a' deputali di Frosinone, i quali ne' seutimenli di moderazione, di giustizia e di disinteresse onde sono animati, sentendone tutstrali
ta l'importanza, e con piena soddist'aziouedel suo animo, si limitarono ad itnplo* rare, che nella erezione della nuova pro-

edetto senza ulterioi'e rilardo, di nostro

molo-proprio, retta scienza e deliberala


volont, colla pienezza dell'autorit apo-

segue.

ordiniamo e comandiamo quanto VelleI. La Legazione (f.) di tri comprende la provincia di Marillima formata da'governi e paesi nella tabella
stolica

annessa alla presente cedola di moloproprio (che riportai di sopra descriven-

vincia fosse loro recalo

w In

tale stalo di

minor danno. cose rivolgemmo o^ni


il il

done

il

tulli

luoghi).

La

citt di Vellelri

nostra cura a conciliare gl'uiteressi delle


supplicanti popolazioni colla dignit e

governo della pr* viucia allidato ora e in perpetuo al cai'dinal vescovo d' Ostia e di Velletri, per
capoluogo.
II. Il

decoro del sagro collegio, del quale nou ultimo ornamento il governo e la giurisdizione esercitata dal cardinal

lo pi
( P'.).

Decano

(P'.) del
il

Sagro Collegio
gode
lutti gli

Egli prende

titolo, e

decano

onori, preminenze, prerogative,atU'ibuzioni e privilegi della


s.

sopra

le

popolazioni di Oslia e Velletri.

Sede.
(/^.)

111. Il car-

questo fine

credemmo conveniente
i

di co-

dinal vescovo

Legato

dovendo per
la resi-

uuinicare quanto concerneva quesl(j negozio imporldult: a tulli


veuerubili uo-

ragione della sua dignit avere

deazct ia Curia, viene ritppreseotalo uel

38

VE

V EL
da pubblicarsi sonoo saranno riservale o concedute alla congregazione del buon governo, debbano esercitarsi dal cardinal vescovo legato di Vellelri nella sua
provincia o legazione. VILE attrdjuita inoltre persingolar privilegio allostesso cardinale legato
la

capoluogo della provincia e legazione da ut FiceLegnto. IV. E adclello al cai"dinaie vescovo legalo un assessore speciale per gli affari della legazione.

Que-

sto assessore risiede in


to

Roma.

nominadal no-

da noi

sulla proposizione del cardinal

legato, e riceve

uno stipendio

fisso

facolt di presen-

stro erario. V. Appartiene al cardinal legato: i. Approvare qualunque aliena-

tare le terne per quelle


fiziali

nomine

degli nf-

e impiegati nella provincia,

che

di-

zione de' beni

comunitativi, e qualunle

pendono
consigli

dalla nostra assoluta volont a

que debito che


ricorsi

comunit

della provin-

cia volessero contrarre. 2.

Il

decidere sui
le ri-

che

si

promuovessero contro

soluzioni del vice-legato e della congrega-

non ha luogo l'in tervento di;' comunali, distrettuali o provinciali. Vili. Il vice-legato ha la sua residenza in Vellelri capoluogo della pronelle quali

zione governativa relativamente ad intelessi delle


i

vincia o legazione;

amministra
vi

la

provece
ese-

comunit della provincia. Tutti ricorsi hanno sempre l'efFetlo puramente devolutivo, dove la risoluzione contro
si

vincia stessa o legazione in

nomee
fu

del cardinal vescovo legato, e

guire

gli

ordini de'suprem dicasteri. IX,


il

cui

3. L'

reclama sa d'altronde ritrattabile. approvare ogni imposizione non

Kisiede egualmente in Vellelri presso


vice-legato

un assessore
la

legale.

Vi

risie-

considerata nell'art. 24, tit. 2." dell'editto de'5 luglio 83 1 in supplemento a'bi1

dono pine
il

congregazione governativa,
la

consiglio provinciale e

commissione
e negli art.
1

sogni delle tabelle cooiunilalive. 4' L'e-

amministrativa provinciale a forma del


disposto nell'art. 8,
(

saminare

le

proposizioni e

domande de'
farne ragio-

lit. 1.,

consgli comunitativi

intorno alla rias-

i4,tit.i 3. dell'editto

de'5 luglio 83

f,

sunzione degli

statuti,

ed

il

nalo e dettagliato rapporto per ottenere


le nostre deliberazioni. 5. L'esercitare

X. La giustizia civile e criminale si ain ministra in Vellelri snella provincia co-

me

negli

altri

luoghi e provincie delio

personalmente

la

presidenza del consiglio


la

stato. Risiede in Vellelri a quest'elfello,

provinciale, o di proporre a noi

nomi-

oltre l'assessore legale,


vile e criminale,

un

tribunale ci-

na d'un presidente. 6. 11 diritto di nominare i membri de' consigli comunali neli." impianto, e di approvare le nomine successive a forma
dell'editto
dell'art. 4)
''t.

che viene ordinalo, e

gli editti, notificazioni e

2.

de'5 luglioi83r;

di ricevere

dalla congregazione governa ti va, e rimettere a noi le terne di


ti a'

dovr procederecolle norme stabilite daregolamenti de' 5 e 21 ottobre, 5 e i5 novembre i83i, e 5 gennaio corrente anno (argomento di cui parlai a Tribunali di Roma). XI.

nomina de'deputa;

consigli provinciali
il

di partecipare

Sono e saranno sempre ed in ogni futuro tempo osservate ed eseguile in Vellelri e


nella provincia
editti,

a'consigli stessi

nostro ordine per l'alo scio-

o legazione tutte

le leggi,

dunanze straordinarie,ov vero per

regolamenti o disposizioni emana-

glimento ne'casi preveduti dall'editto de'

te

luglio

i83i

e d rimettere in segre-

ramo

da emanarsi intorno a qualunque di pubblica amministrazione, codello stalo. XII.


al

tera di stalo le deliberazioni della con-

me nel ri nianen te

Com-

gregazione governativa intorno

agli alti

mettiamo specialmente

cardinale no-

de'consigli provinciali. VI. Tutte l'atIribuzioui che nell'editto de' 5 luglio


1

stro segretario di stato la liquidazione e

divisione degl'interessi finora


paesi che

83

I ,

e negli altri editti, regolamenti, or-

dini e disposizioni generali pubblicate

comuni fra* formano la nuova provincia, o que che rimangono sottoposti alla delei

V EL
I

V
(ledile iri'eliille
le

E L

39

garione di Fiosiiione. Egli


tiatlnMI nienti;
ciiiitioversie,
t;

rata

.'
1

legazione dello slato pontificio, ed

s<'n7.a

reclamo

a capo di tutte venne scritta ne'pubblici


atti)".

che pdlraniio iiisoigere per


cedola di molo-proprio.
d'Oslia esito tenilorio

Appena pubblicalo

in Velletri

il

l'esecn^ioiie ilelleco*eoitliimte ed espresse nella presente

moto

proprio, l'esultanza fu generale, e

poi mostr la sua gratitudine con

pub-

XIII. La

cill

bliche luininarie e feste, con entusiasti-

riunita alla

Corna rea di

Roma \)ei' es-

sere governata
tessa

come

gli altri paesi della

Comarca
L,
di

a forma delle leggi gene

ruli (nel voi.

mancanza
rio

p. 5 1, di ci parlando per due non, pare clie Grego-

che acclamazioni, e co'suddescritli marmorei monumenti. A' 12 febbraio i832 si convoc un consiglio straordinario alla presenza di mg.' Macioli sutfraganeo
dichiarato vice-legato provvisorio.
siglieri
I

con-

confermasse OstianeWa giurisdizione governativa del cardinal vescovo,


lo rettifico. Si

XVI

furono 32.

Il

prelato parl del-

l'esito felice sulla richiesta fatta

onde qui

deve per qui rauimentare. Nel successivo Riparto territoriale a lutto


ili

letri al

da VelPapa, colla istituzione d'un'altra

legazione nello stato; fece conoscere quanto avea operato la deputazione, ed esort tulli a decretare

833

e pubblicato nel

i836
citt,

si

dice: Ostia gi antica e illustre

un pubblico monu-

vescovato suburbano, giurisdizio-

mento

a perpetuare la
s

memoria d'un
straordinaria.

fa-

ne

del cardinal decano.

Anche

tale asser-

vore e d'una grazia

In

zione indusse all'emendata proposizione.

nome
ve,
il

del cardinal
il

Pacca dichiar, che


titolo, le prerogati-

Di poi

nella

Raccolta delle leggi, Ostia

esso avea assunto

fu registrata nel Distretto di

Roma:

adi

potere e l'attribuzioni di

Legato

nime 5o, accrescendosi nell'inverno


qualche centi naio
tistica a tutto
i

di contadini. Nella

Sta-

853 o Riparto modificato secondo cambiamenti a cui and soggetto dopo i833, pubblicato nel 1857
I

perpetuo della s. Sede in f^elletri e sua provincia di Marittima, a forata del moto-propriodi Gregorio XVI ; e che la citt
di Velletri era slata prescelta in capoluo-

il

go.Quindifu
tificazioni

commercio, Ostia nominata con Fiumicino e l'Isola Farnese, l'antica A'c;"o, dopo le parrocchie di Roma. Si dice Ostia contenere 20 case, 37
dal ministero del
I

letto il moto-proprio e le noanaloghe del cardinal Bernelll

segretario di stalo, de'

febbraio,
di

il

quale non pocoadoperossi a fivore


letri.

Velde'

Fu

decretalo, fino alta

nomina
1

famiglie,
la

206

abitanti.

Finalmente neli4

nuovi consiglieri e della nuova magistratura, a

successiva Statistica reltificata e pub-

norma dell'editto de'5 luglio 83 1,


il

blicata dal ministero dell'interno a'

esercitasse provvisoriamente le funzioni


di gonfaloniere

iiovembie dello stesso 1857, si avverte, che essendosi cofuprese le frazioni nella popolazione de'comuni oappodiatidi
cui fanno parte, cos Ostia,

conte Stefano Coluzzi.


l'ef-

Al vice-legato provvisorio subentr


fetti

Fiumicino e

r isola Farnese non furono nominali. Quanto a Porto, egualmente non fu nominato, comecli qualificato nel Riparlo

Francesco de Medici de'princi pi d'Ottaiano napoletano (nominato da Gregorio XVI, e non da Pio Vili come dissi nel voI.XLI V,p. 89).Cos a' 12 febrog."^

vo

braio

i832

cess la prerogativa,

il

tito-

Gi antica e illustre cill, vescovato suburbano, distretto e Comarca di Roma, anime 2 5. Non nominandosi
del
I

833

lo e la giurisdizione di

governatore per-

petuo
t

di Velletri, dal

548

esercitati da'

cardinali decani vescovi veliterni.La cit-

nella Statistica del

1 853, pare duncjue, che Porlo egualmente si consideri fra-

and crescendo

di

comodi

e di ornala-

menti, e ciascun gonfaloniere pens a


sciare di se
blici lavori

zione di

Roma. Noter

inoltre,

che nel

i832

la

legazione di Vtllelri fu dicbia-

memoria, con rordinaie puba decoro della patria. N man-

4o

VEL
altri illusili

V E L
ve-

parono succeisivameiitc

Luigi Angeloni con elegante

discorso.

llenii a ioriie, ilc'quali gi feci

onore-

Trovo

nel n.

76

del Diario di
il

Roma

del

vole licoi do. Cleineule Cardinali dipoi tu

i83G, che
ca invit
i

nel

settembre

cardinal Pac-

compianto
tri,

iti

morie da'suoi

cittadini per

veliterni a

preghiere e alla
dcdic

l'onore e vantaggio che recava a Velie-

triplice visita della


zie, per

Madonna

Gra-

daini tanto cimata. Contribu al risarcimento della societ Volsca, ne compil gli

lucrare l'indulgenza plenaria con-

^tU in

3 volumi; pi volte ne fu

cessa da Gregorio XVI, e per la preservazione dal minacciante cholera, e vi si

segretario epoi dittatore.

La pubblica

bi-

rec piu-e

il

cardinale.

Come
dalla

per

la

pro-

blioteca da lui promossa, l'ordin e au-

lezione della B. Vergine nel seguente an-

ment, per cui venne dichiaralo bibliotecario. Celebre letterato, profondo archeologo, illustratore de'monuruenti patrii, l'elenco di sue pregiate opere riferisce Banco, in uno alle patrie benemerenze, anche per l'erezione della nuova provincia di Marittima, di cui fu scelto uno de'4 consiglieri governativi, e col suo talento e cognizioni giov al

no

rest illesa Vellelri

pestilenza,

Medici fu pronjosso a uditore del camerlengato, indi a

l'accennai pi sopra. Mg.'

De

maestro

di

camera, poi a maggior-

domo, e mori cardinale nel jSJy. Nel maggio i838 fu destinato a presiedere
questa legazione qual vice-legato mg.'
lioberto Lolli di Ferentino ch'era ponente di consulla.

buon

regola-

piento e interessi della medesima. L'a vv.

Nel iSSg Gregorio XVI nuovainenle onor Vellelri di sua pre-

Giuseppe Pietromarchi nobile veliterno


fu
di lustro alla patria, per la

senza, lunedi

22

aprile.

Narrano

il

prin-

soda dot-

cipe Massimo, colla Fii'lazionc del viag-

trina in giurisprudenza e teologia, e

mi-

gio

rabile erudizione, colla quale die alla lu-

ce in Vellelri varie dissertazioni.

E senza

tornare suH'aigomento,
se )a biografia,

meriti del cav.

Gregorio Xl' I da Roma a v. Fc' Banco, e n. 32 e 34 del Diaria di Roma. Da Albano fino a Velletii il re di Portogallo d. Michele accompagn a
d'i

lice,

il

Luigi Cardinali, pel quale

non

si

il Bauco scrisponuo esprimere


il

cavallo
ni

la pontificia

carrozza. Sui confifu

del

territorio veliterno

incontra-

in brevi parole. Mirabile e raro fu

suo

to e
in

ingegno, col quale adun un' erudita e


scelta libreria, e pot pubblicare diverse

complimentalo da'magislrali vestiti robboue e col treno di 3 carrozze con

livree di gala, scortati dalla cavallera de' bersaglieri; e a


ta

dotte ed erudite produzioni scientifiche] perci fu caro al cardinal Borgia e ad altri

Romana,

il

due miglia fuori della porPapa vedendosi venir in-

dottissimi

assai

slimato da'cardinali

contro

vescovi veliterni.Mg.' Brnetti invialo da

il cardinal Pacca vescovo e legalo, unitamente a mg.' Lolli vice-legalo,asce-

Leone Xll
della

in

ambasceria all'imperatore
I,
1'

se nella di lui carrozza per fare l'ingresso

di Russia Nicol

ebbe a segretario

nella citt insieme, alla di cui

nominata
cogli

ne.

medesima per pontificia disposizioSpos la marchesa M.' Anna MuliFaviriti forla di lui felicit.

porta sopra due torri recentemente costruite sventolavano

due bandiere
yi
si

pazzurri rotnana,che colle sue

stemmi

poiitilicii,

m
re.

Pi volte fu segresuo

iscrizioni, le quali colle

leggevano due altre che in parte


coli' o-J||

tario della societ Volsca, e poi dittato-

nominer
tulle
SI

si

leggono nella Relazione, e

Incomparabile fu
egli

il

amor

patrio,

dispensarono nel ritorno

ed anch'

contribu presso Gregorio

X\i

per l'innalzamento di essa a capo

della provincia di

Marittima

perci fu

O. i)I. //irli seripliones temporariae felilernac Clementis Cardinali, Velitrisi839. Giunto


il

puscolo:Z^e Gregorio

X FI P.

aggregato

alla

sua nobilt.

Fu

egregia-

Papa

ore 23, in mezzo a fragorosi


di folto popolo, ueliu piai

lucule Igdalp nei fuqerult dui eh. can.

lieti i(ppl((4ki

VEL
del Coniuiie, siiioiil alla chiesa parroccliiiWe di
s.

VEL
lo e della cill, oltre
te
il

4i

gonfdoniere convolle praticare ne'

Michele Arcangelo, dove gi


il

EUure Borgia; :ome


mezza

essondo esposlu
esso data

ss.

^agraiiieiitu fu cuti

seguenti giorni in altri luoghi. Alle orei 3


e

la benedi/.ijiie ila tig/

Fraiici
il

della mattina appresso

Gregorio

sulIViigaiieudi Velletii, a>sisleiuiovi

ca-

XV l,dopoaerammessoal
de

bacio del pie-

pilulo col seiniiiariu. Inciiiiiiriiuitosi poi


a piedi al vicino palazzo niiniicipale,
il

Pa-

pa trov schierati nell'atrio e per le scale congregazione governativa, la ajagistralnra comunale, il corpo giudiziario,
la

il magistrato ed esternato per lutto il suogradiu)0'ito,parlda Velletri,in mezzo alla moltitudine che airelluosamenle

gli

augurava buon

viaggio. Nel riturno poi

l'atUoril militari,

il

corpo del consiglio,


Indi

la iiobill e g' impiegali pubblici.

Giegorio XVI comparti dalla gran loggia, espressamente costrutta nel .appar
i

a'29 aprile il Papa partito da Terracina, ed incontrato dal cardinal Pacca fuori di Vellelii, unitamente a mg.'^ LoUi che avea avuto 1' onore d'accotnpagnare Sua
Santit a
s.

Felice, scese dalla propria car-

lauieuk), l'apostolica benedizione all'im-

rozza per salire quella del cardinale, e coti


esso per porta Napoletana entr nella citt a

menso popolo radunato

nella sottostante
la

piazza allegro e acclamante. Sopra


la del [)alazzo leggevansi

por-

ore 16, venendo complimentata dal

ne

iscrizioni,

cardinal Falzacappa vescovo d'Albano. All'atrio della basilica catledrale,

altra e prolissa era sulla porla della

gran

Gregorio

sala senatoria, celebrante l'istituzione della legazione.

XYI
la

fu ricevuto dal clero e dalla n)agi,

Asceso

il

Papa

al

superiore
al
il

stralura

dopo avere oralo

e ricevuto
si

a[)partan)ento del cardinale,

viammise

benedizione col Venerabile,


scuole cristiane.

rec be-

bacio del piede nella stanza del trono


clero, la magislralura e
1'

nignamente a
fratelli delle

visitare lo stabilimento de'

autorit

civili

Smontato

e militari, le quali poi,

era ritirato nelle

mentre il Papa si camere destinategli, futratt con sin-

indi nel pubblico palazzo, dalla loggia be-

rono

fatte servire di lauto rinfresco dal

ned l'affollato e Iripudiante popolo, e ammise al bacio del piede l'autorit ecclesiastiche e civili della citt.

cardinale, che

simdmente

goiar magnificenza, tanto nell' alloggio,

quanto
sera,

nella
la

nobdt della mensa,

il

Papa

Dopo un trattenimento di 3 ore e pi nelle quali il Papa col suo seguito fu trattato a splen,

con tutta
fu

sua corte. Nella raedesinta

dido pranzo dal cardinale, riparl'ida Velletri

incendialo

un fuoco
il

d'artifizio

a ore 19 tra incessanti acclamazioni.

sotto al palazzo, a vedere


il

quale, oltre

Clemente Lucchiotfr un sonetto stampato in Vellelri; ed


ivi

Papa, era concorso innunierabile ponon ostanlela pioggia, che neppure imped l'illuminazione generale della citt, e l'innalzancnto d'un globo arco*
polo,
statico.
1

pure impressi furociascuno

no l'augurio e
sto in

l'invito,

compoLeoe po-

sestine dal

dottore Luigi

nardi, medico dell'Ariccia, limitrofa di Castel

due

palazzi

comunali Furono

ili

Gandolfo,

in

nome di quel clero

luutinali a cera, la torre del Trivio, e

polo per immensi benefizi gralissimi,neU

due prospetti
la

delle chiese

che guardano
speciali luil

l'augurare

(elice

viaggio e nell'invilarea

piazza del

Comune aveano
le vie

consolarli di sua sperimentata

benefica
fu-

minari^: tulle

per dove pass

Pa-

presenza. L'anno
nesti e infelici

1842

fu

uno de'pi

pa erano ornale di festoni, da centinaia di faci. Dipoi


banda,
sa, alla
si

e rischiarale
tra'

suoni di

per Vellelri, poich per lo innanzi giammai vi si speriment il flagello della

vide imbandita
il

una

latita

meu-

grandine

cos frequente e tan-

Papa, seduto in posto pi elevalo e distinto, si degn ammettere le

quale

to terribile. Diverse

contrade di vigneti,

e molli seminali di grano odi biade resta-

pefsuue pi ragyuEjiduvuli del suo segui-

rouo duliulli.

Ma

il

pi grava e tmaie-

4i

VEL
che piom*
erario
la classe

VEL
indigente, erasi degnato

iiorable infortunio e clisastro

b sopra V'ellelri e il suo territorio, fu il 26 of^oslo, che sar tanto pi ricordevoper quanto fu luttuoso e dannevole, a motivo (Iella grafuhne sterminatrice mai Cos crudele dopo quella de' 10 agosto j63i preceduta da trenjendo turbine che fece crollare anche l'abitazioni e da pioggia dirottissima non mai veduta la siinile. La spaventevole grandine diu cirli
,

ordinare che dalla tesoreria fossero posti n sua disposizione scudi 6000; avendo

sotnma eguale accordata alla citt di Bologna, abbench colpita da infortunii di gran huga maggiori. Pertanto il cardinale fece versare tale

somma

nel

sagro

monte

di piet di Velletri, lo fece riapri-

re colla facolt d'estendere le sovvenzioni a titolo d'

imprestito fino a scudi tre,

ca

20

ujinuti, e la

comune eguagliava

la

e ordin
i

la

restituzione gratuita di lutti

grossezza delle noci, e mischiata con vali

pezzi di ghiaccio di varie

forme e pe-

pegni per la somma non magi;iore d'uno scudo. Nel 1843 Gregorio XVI pei*

santi

da 6 a q oncie. in pochi momenti


i

questa massa di proietti stritol tutti

cristalli delle finestre dell'abitazioni vol-

il suoailetlou'fedelissimi sudMarittima e Campagna, volle visitarne le Provincie con decoroso seguito,

dimostrare
diti di

te a oriente, spezz ne' letti canali e te-

nel

modo

in

buona parte

descritto

nel

gole, e fece
dirsi lo

alti

gravi danni.

Non pu

ri-

[)rincipio di quesl' articolo, co'

Diari di

spavento e il timore di tutti, anche per l'incessante scroscio de'guizzanti


fulmini; (juindi generali gridi, pianti e larneiili.

Roma e colla
rittima e
simo.
col

Relazione del viaggio fallo

da Gregorio Xf^I alle provincie. di MaCampania, del principe MasOra quanto a Velletri, con essi e
riferir la 3.' visita fattale

La
le

successiva

pioggia a torrenti

inond

case e le strade. In pochi miil

Dauco

da

nuli quasi tutto

territorio fu devastato,
le

disperse e atterrate

uve, e gran parte


le

Gregorio XVI. Luned 8 maggio Gregorio XVI proveniente da Terracina, giunto al confine del territorio di Velletri, fu

dell'olive e altri frutti;

vigne furono

ri*

dotte

come

nell'

inverno. L'inondazione
al

incontrato dalla

magistratura,

la

quale
pre-

tie'fossi

eguagli

suolo vigne, canneti e

per mezzo del conte Ettore Borgia


sent
le

gli

eminati di gi-ano turco; rese impraticabili


Je

chiavi della citt, e pi avanti

strade rurali, strascin ima capanna e

da

mg."^ Lolli vice-legato e

da mg."^ Paca osse-

vi rest

annegato un giovanetto.

Il

danscu-

ca nipote del cardinale, venuti

no
pie.
si

in citt fu calcolato a circa

4ooo

quiarlo per parte del cardinal Pacca, trat-

di,equellodella

campagna

Da 14,000

botti di vino eccellente

raccoglievano, in

100,000 dopche quest'anno appena se


a
e cattivo, oltre la ces-

tenuto

in Velletri
la

da leggera infermit.

Il

Papa avendo
finit di

carrozza piena d'un'inla

memoriali ricevuti in tutta

ne ricavarono i5oo

strada da'contadiui e abitanti del territorio veliterno, ridotti alla miseria dalla

sazione delle corrispondenti opere


nuali e de' trasporti.

maNe furono conse-

de-

plorata grandine devastatrice di loro sole ore 20 giunse alla porta Napoletana, sulla quale erano stati inal-

guenza angustie e nnserie, ma nel seguente anno vi furono meno risse e delitti per l'acetosit del vino. Leggo nella notificazione del cardinal l'acca, de'

stanze, verso

28 novem-

bre 1S42, intitolandosi per la misericor-

dia di Dio vescovo d' Ostia e Felltlri, che penetralo Gregorio XVI dall' iofortunio
a cui fu soggetto il territorio veliterno, e bramoso nel paterno suo cuore di soccorrere nell'alluali ristreltezze del pubblico

berati in cima alle sue due antiche torri due stendardi pontificii, con iscrizionecelebrante il Papa, Provinciae Marittimae InstanratoriBenignissimo Vclilras terliuni Ingredienti. Fevmaioi' il Papa pres-

so delta porta avanti

la

cattedrale, fu

ri-

cevuto dal suiFraganeo

mg."^ Franci, dal

capitolo, dal clero e dalla magistratura.

V E L
Entr
ntila

V E L
lalacorte, egregiamente lo
,

4:1

nella cliiosu lulla parata eilluininingiiiliceiiza


ilo v'era

composee deamico
e assai

con

al

ili

cui

altare

dico

al Pap'i, cli'era slato


il

maggiore,

esposta rinimagine di

slimato dal cardinale,

pronipote del nie-

Maria Vergine delle Grazie, furono caiilate in musica le litanie e dati la benedizione col ss. Sagramento. Risalito il Papa in carrozza, col suo segnilo percorse quasi l'inlera citt, le cui vie erano col
ine di esultante popolo e le finestre ad-

desiniomg/ Costantino Borgia nobile velilerno, allora accademico ecclesiastico,


poi

da Gregorio

XVI

dichiarato siioca,

indi confermalo dal regnante successore, che promuovendolo a prelato ponente di consub

ineriere segreto partecipante

dobbatedi
ca,

ricchi drafipi, per


il

giungere

al

la^

n' divenuto

decano

e vice-presiden-

palazzomiiiicipide, in cui

cardinal Pac

le del 2. turno. Fra'rnolti sonetti


s

che in

sebbene adranto dall'et e dali'inrermit, non polendo reggere ali'etnozione

lieta circostanza pubblicali


oll'erl al

furono pa-

rimenli
si

the provava
la

nel sentire l'arrivo di

Sua

leggono

(|uelli di

Papa, nella Relazione Giuseppe Minni, due


i

Santit, volle calare lino a piedi della sca-

di
lo

Clemente
Fiorentini

Lucclii, altro del marescial-

per riceverlo,

ma

la

risab in portau-

comandante
si

bersaglieri di
al-

amorevole ingiunzione del Papa. Entrato poi il Papa nella vasta sala comunale, si rec a compartire la soleune benedizione all'ailoUalo popolo tripudianlej dalla gran loggia appositamente costruita e l'iccamenle addobbata, sui ili cui lati leggevansi due iscrizioni, riportate coH'allre nella Relazione e nel librellina per

Velletri, e in nooje di tale


tro.

compagnia

Due

iscrizioni
s.

leggevano nel mo-

naslero di
lelli

Chiara, ed al collegio de'fra-

delle scuole cristiane.

Lascia

fu f-

steggiala con generale illuminazione, mas-

simene'principaliedifizi,e ne'palazzi |)ubblici

e Ginnetti; e con

un bellissimo fuoco

d'artificio incendialo incontro al palazzo

lodislribuitodalla magislraturacollacollezioue stampala nelle

medesime

e inti-

comunale, accompagnalo dall' innalzamento di vari palloni, e dicerie lucidisdi cui colori forsime stelle artificiali, alavano un effetto sorprendente in mezzo alla densissima nebbia che empiva
i

lolata al Papa. Nella scala del palazzo era


oltra lunga iscrizione, di gratitudine pel

soccorso elargito per


statrice. Indi
il

la

grandine deva-

parlamento,

si

Papa passalo nel suo apferm nella sala del Irono

l'atmosfera. Nel seguente giorno Gregorio


tri,

XVI

per la cereraonia del bacio del piede, dopolaquale ritiratosi nelle succamere voi
le

part dopo le ore i3 da V^elleprima consolando con un teneio abil

braccio
lo

cardinal Pacca, e ricambiando-

avere seco a pranzo

il

cardinal Pacca,

con espressioni coomoventi, senza vopermettere d'accompagnarlo per


le

inentre a tutta la sua corte veniva per

lergli

cura del venerando porporato imbandita una lauta


convitali
iTjo
,

scale, e lasciando vari contrassegni di

sua

tavola, in cui sedevano

5o

beneficenza, fra'quali scudi


stribuirsi a'|)0veri, e scodi
i

hi

una lunga

galleria benissi-

5oo da di5o per dotare


conferito
di
s.

dipinta e decorala. Nelle ore pomeri-

6 povere
gorio

zitelle, oltre l'aver

la

diane,

non permettendo l'intemperie del tempod'uscire, il Papaammiseairodieuta-

decora/.ione di

commendatore

Gre-

Magno

al

gonfaloniere conte lor-

za varie deputazioni e magistrali. In


le

gi. Usc dalla barriera di porta

Pioma-

occasione

gli

furono presentati
gli

vari

u, sulla quale sventolavano due bandie'

componimenti
li il

in versi

ein prosa, fra'quale

re pontifcie, con

due

epigrafi a'Iali, lun-

gonfaloniere

umili del suo zio

go

la

strada ricevendo altro grandissimo


di

Notizie hiograficie del cardinale Stefa-

numero
da
lutti

memoriali, che dierono

gli a-

no Borgia,
sante libro,

Roma

843. Questo intevesche fu pure dislribuilo a lui1

bitanti del territorio veliterno,

sempre a
Il

acclamalo e beuedcllo.

cardi-

44
la biograla,

VEL
Ne
ed
ivi

V
gli resi

EL
1

nal Piicca fu quale tentai descriverlo nel-

prese possesso a' 1

per procvira di-

ancora

un

tri-

retta a mg.'

IjuIo

eli

gratitudine, perch nella sua sin-

Gesualdo Vitali canonico e vicario capitolare, che in questa circocoid'erm nella carica di vicario

gol.ne heuignit verso di

me, come

de-

stair/a

cano elei sagro collegio e prefetto della s. congregazione cerenoniale,graziosainente

generale dal

medesimo

esercitata sotto
il

il

cardinal Pacca. Essendo


letri

accett

la

dedica dell'edizione a parte

vescovo di Vellegato apostolico nato della provin-

della n)ia opera storico-liturgica:

Le Captipi

cia di

Marittima, intervennero a quest'atgli ecclesiastici,


l'

pelle Pontificie, Cardinalizie e Prelati'


zie
;

to

non solamente
il

ma

an-

che nel i84i con questi

stessi

cora

vice-legato con tulle

autorit

pubblicai in

numero

di mille e cento e-

seniplari, tosto interamente esauriti. Indi

governalive, tribunale, magistratura e impiegati, indi agli 8 ottobre si rec in


Velletri
ri
il

conque'soavi modi a
il

lui famigliari, di-

cardinal Micara, ricevuto fuodegli abiti pontifi-

chiar
to
,

suo gradimento a voce,

in iscrit-

della barriera dalla magistratura e da*

e con

dono onorevole

di bellissima

consiglieri. Vestitosi
cali nella chiesa di
s.

scrivania d'argento, in cui primeggia la


figura del cane con

Gio. Battista, di

una penna

in

bocca;

processionahnente accomprignato d al capitolo e

degiiando"si rilevare nel gentile biglietto

da tutto

il

clero

si

rec nella ba-

nccompagnatorio: Avere scelto per suo ricordo la scrivania, come scrittore, ed il

silica cattedrale,

cane simbolo della fedelt


che cos bene
si

caratteristica
le

dove furono fatte le consuete ceremunie. Indi a' 5 aprile i84'> domenica delle Palme apr la sagra visita.

addice a Lei". Fra

pro-

Nella sera

vi

fu illuminazione per

letlorie ch'ebbe, vi fu quella del

romano

tutta la citt, ripetuta nella seguente col-

almo
(Iella

collegio

Capranica (F.), detto gi Sapienza Fert/iana, peich fonda-

lo dal cardinal

Domenico Capranica

ne

riparlai ne'vol.
p.
1

LXX,

p.

227,

LXXXI V,

l'incendio di fuoco artificiale, con grande concorso di popolo e acclamazioni. Dopo che gli austriaci nel 744 tagliarono condotti che conducono 1' acqua
i

3 7. Questa protetloria l'esercit pure l'immediato suo successore, ed ora l'esercita


il

potabile in citt, quest'elemento

ormai seml'in-

mancava,
brarono

insudicienti essendo riuscite le


i

cardinal Altieri.

A'19

aprile

i844
-^

riparazioni, ed
inutili

posteriori tentativi

pass a miglior vita rotlimocurdinal Pacca.

per riaverla, a fronte del-

Dispiacque generalmente

la

sua pei

le successi

ve vistose spese. Nel

1842

dita a' veliternij per essergli

mancato

il

benefattore e
rire

il

padre. INou sar per pe-

giammai

in Velletri la

memoria

delfa-

gegnere Girolamo Romani velilerno cominci le operazioni che descrivee loda il Bauco, per le quali nel i845 Velletri
vide sgorgare dalle sue fonti
ti

l'illustre e

dotto porporato, che tanto


si

abbondan-

tic,

tanto pat, e tanto

adoper pel beconsueti sufsera dell'

ne della Chiesa cattolica e pe' vantaggi


dello slato pontificio. Oltre
fragi
,
i

acque, che mai pi mancarono, prova evidente della regolarit dell'operazione.


si applic ad altri miglioramenti, ma siccome volevasi distruggere tutte le vecchie condutture di piombo, il Romani

Egli

dipoi in

Velletri
la societ

la

maggio 1845
sca.

letteraria Vol-

con apposita solenne accademia, rete un tributo di riconoscenza al suo pro-

rinunzi all'incarico. Olirei delti lavori


idraulici, Velletri

ha

di lui

la parte pil

Viene descritta nel n. ^o del Diario di Roma del i845. A' 17 giugno 844 *^^^ vescovato di sua patria Fra(jcati/u trasfei ito in (juesto il decano cardinal fr. Lodovico Micaru cappucciuu.
iettore.
1

sleiiore del palazzo Alfonsi, e

palazzet-

lo Corsetti sulla via corriera. Pe' lavori

successivi

si

dovette seguire

il

disegno di

Romani, ina costarono molto. A' 28 novembre 1 845 ).' Lolli fu proujosso a

V
Iti

EL
memoria
fice:

V E L
e denigrare co' loro esecral)lli scritti
di
s
il

45
la

volante di sognaliiif, e nel d ennte


vice-legalo n)g.' Slefnno de' maiclies

illustre e glorioso

Ponte-

Entli jonenle di consulla, l)bievialore

conte se

suo governo fosse stalo

parco inaqgioie e scguMario della congrega7one cardinalizia tieputala per


del
le

anarchia completa
articoli

(si ponno vedere gli Roma, Storia, Tesoriere, Tri-

verleuze de' pascoli di Ncpi.

Con
a

for-

bunali DI

Roma

ec.

ec). IN dee arrecare

se

unico esempio,
il

il

municipio

dimo-

ci meraviglia; perch

strale
lo,

gradDienlo del nnovo vice-lega-

seguitalo colla
ri

avendo egli permassima giustizia settai

r 8 febbraio 1846 gli die una gran serata di musica nel palazzo del comune,

liberali, erasi tiralo


i

addosso
i

l'ira e l'o-

dio di tutti
ta la

loro seguaci;
di

quali accaduliberati

con invito

di

tulle le magistrature

morte

Gregorio XVI,

della provinciale di personaggi

anche ro-

dalle prigioni, dalla galera e dall'esilio,

mani, (ra'quali

il

principe e

la

principessa

Lancellotli Ginnetti.

A'iS maggio 1846

sulla cill e in parte del territorio vigna-

sfogarono la loro bile colle pi perfide calunnie contro un Pontefice degno d'ogni rispetto e venerazione. Sent Velelri

cadde una grandine sterminatrice pi ma meno estesa, n accompagnata da tanta copia d'acqua, durando IO minuti. Gravi furono danni. Lunedi i." giugno pass agli eterni riposi il Sommo Pontefice Gregorio XVf, presso che d'improvviso cedendo al peso tl'aiini 80, mesi 8, giorni i4(ieaveadi
lo

con

sommo rammarico

la

pei dita del

suo

grossa del 1842,

manterr eterna memoria;enon manc iid 5 sullrafrare quella grande anima con solenni fusovrano benefattore,
di cui

nerali celebrali nella cattedrale coli' in-

tervento di tutto
dell'autorit

il

clero, del vice-legato,

governative, magistratura

e milizia con islraordinaria frequenza di

pi;

quanto facilmente potrei aggiungere di quello che semplicemente vado a riportare col Banco, mi rimetto air ampiamente riferito in tanti luoghi). Conlava egli di pontificato i5 anni, 1 mesi, g giorni (anco questo computo erralo, essendo mesi 4 "^eno un
di ci e di
i

ma

popolo".

Il

Diario di
al n.

Roma

del

846

col

Snppiemenlo
rali,
il

52
i.

descrive

tali

fune-

dolore profondo e l'eterna rico-

noscenza di Velleli

il

precedente Sup-

plemento

al n.

49

riferisce le solenni ese-

quie celebrate dalla confraternita degli

Amanti

di Gesi e

Maria, e

il

sommo
s

do-

giorno). Visse in diflcilissimi tempi. Co-

lore piovalo dal sodalizio per

amara

minci
matori
tutti
i

il

suo pontificato colla ribellione Ci nonostante adoper


la

perdita. A' 16 giugno fu eletto

Sommo

di quasi tutto lo slato suscitata da' riforliberali.

regnante P/o IX[f'.). Il can. Banco dopo aver narrato feslcggiarnenPonteice


il
i

mezzi possibili per restituire


i

li

fatti in Velletri

perla pronta cessazio-

tranquillit presso

suoi popoli. Si serv

ne della sede vacante ed esaltazione del

d'una rigorosa
ralismo.

giustizia per

reprimere

il

comune padre

vizio, e per far fronte a' segnaci dei libe-

e sovrano, dice. Sollevato sulla cattedra di Pietro Pio IX, in-

Fu

tulio zelante nel suo unicio

cominciai otio non poche riforme nello


stato, efello dello svisceralo

di Vicario di Cristo,

the in varie parti

amore
Le

del

del
ti

mondo
si

(se

nuovo 3c) vescovavuole comprendervi vicariali


istitu di
i

Pontefice verso

suoi

sudditi,

che penfeste,

sava
gli

al

modo

di renderli felici.

apostolici,
la

il

numero

maggiore); e nelvica-

Gran Bretagna form 4 nuovi

Testimonianza infallihilc che la religione di Cristo non crolla. Non mancarono contulloci uomini malevoli, che hun tentalo di calunniare
riati apostolici.

contemporaneamente cominciarono in Pioma e in tutte le citt dello stalo, sul principio furono una spontanea
viva, che

dimostrazionede'popoli;
le pii del

ma
la

ilcontiiuiar-

dovere, contro
il

volont dello

slesso Principe,

vcodetle iulemperan-

46
ti,

V E L
opera della farione, ohe vedeva neliniziale riforme il me/zo di pervenire
fu
gli

V E L
ohMigata
per
la

pel riallacci.imento dell'ac-

le

qiie, e

nuova condoltura
i

delle rue-

alla

mela de' suoi desideiii. Vociferavasi per Roma, che il Papa avrebbe accordaQiie>ta voce,
tlcsiderio, lMf|unsi
si

desime.
Nel concistoro dell'
i

giugno
s.

fu tra-

ta l'tinnistia a' rei politici.

slato da' vescovati di Porto,

Rullina e

che prima era un


sparso per

per
era

Civitavecchia a questo d' Ostia e Velietri


1'

divenire certezza. In questo teu)po

odierno decano del sagro collegio

Roma l'anagramma

seguente,

cardinal Vincenzo Macchi, e per conse-

Giovanni I\larin Dlastai Ferretti, h.nn^ViWnma, Grati nomi, amnistia eferrata via. Pio IX avea incontralo in mezzo ai suo stesso consiglio una forte opposizinne per questo perdono. Gii si metteva in vista il Magico fine di Luigi XVI re
<!i

guenza divenne legalo apostolico della provincia di Marittima, con gran contento de' buoni veliterni, sperando molti

vantaggi dalla sua

somma

prudenza,

e singoiar perizia negli affari governativi. A.'


i

3 giugno prese possesso per pro-

Plancia.

Ma egli
il

fu salilo nella

sua vo-

cura

fatta a

mg.' Franci sulfraganeo, colil

lonlii.

Cosicch

d'i

i6

luglio soltoscrisil
1

'intervento del capitolo e tulio

clero,

se

il

ilccreto d' amnistia, e


Il

clamato.
i

.*^allto

8 fu prPadre amava troppo


la

del vice-legato, dell'autorit governative,


consiglieri, giudici, della milzia, di lutti

suoi sudditi, voleva

loro felicit.
tolti

Ma

gl'impiegati e di molto popolo.

A'5

lu-

gli

amnistiati posti in libert,

dalle

glio fu pubblicalo l'ordine pontificio dei-

carceri, dalla galera e dall'esilio, a fronte

d'una grazia tanto singolare, dopo tante loro tlitnoslrazioni di gratitudine, e do-

l'armamento della guardia civica, e si form un battaglione di g3o uomini diviso in 6 compagnie, con tenente colonnello nella persona del conte Ettore Borgi, e altri udiziali.
Il
il

po solenni promesse

di fedelt costante
s.

e di filiale venerazione alla

Sede e

al

cardinal Macchi ve-

sovrano Pontefice, conie han corrisposto?


colla pi nera mgratitudine, collo sper-

scovo e legato fece


Velletri a'

solenne ingresso in
Ira l'acclama-

29 settembre.

giuro e colla ribellione eccitata in tutto


lo slato pontificio.

zioni deiraffollalo popolo, e

con dimo-

In Veletri non

vi

fu

strazioni d'alfetto d'ogni celo di persone,


Si fecero

alcuno, che godesse dell'amnistia. Prova


certa tlella fedelt de' suoi cittadini alla

pubbliche
e

feste,

generali lumi-

narie, ordinata

risplendente
i

essendo
prospet-

L'8 gennaio 1847 mg. Bruti, dopo aver disimpegnato la carica di vice-legato col'a massima esattezza e retta giustizia, il Papa lo nomin proconimissario apostolico della s. Casa e citt di
s.

Sede

".

"^

quelladellatorredel Trivio, ed
ti

de'

due

palazzi del

comune

e della vi-

ce-legazione a cera, ed incendio di gran-

dioso fuocoartificiale, oltre l'innalzarnenlo


di

globi areostatci ed

il
1

canto eoa

Loreto. Agli II fu dichiarato vice-legalo di Velletri mg."^

suoni dell'inno di Pio IX. A'


la

Antonio Pellegiini

di

magistratura, per onorare

il

o ottobre suo carla sala fi-

Sonnino,

di poi

votante di segnatura e

dinal vescovo e legalo, die solenne acca-

ora chierico di camera. A'

24 maggio
lui

demia
il

di

musica con rinfresco:

mori

il

cardinale Micara vescovo e legaIl

larmonica ribocc
fatto

di spettatori.

Avendo
Macioli
ri-

lo di Velletri,

governo. di

sarebbe

gonfaloniere nobile Virginio

non pochi vantaggi per Velletri e sua provincia. Avea buone intenzioni, e l'avi ebbe eseguite se non fosse stato quasi di continuo travagliato da maiatlle, e non fosse cos presto sceso nel sestato di

un indirizzo

al

cardinale, questi

spose con tale

franchezza e persuasione,

che dest l'ammirazione di lutti, ed ia ispecie inculc la pace che regnasse negli

animi de'

veliterni.

Il

n.

4o
del

delle

No^'s*

polcro. Velletri in ogni

modo dev'esser-

tizie

del giorno di

Roma

i847

VE
scrive
i

L
tela

VEL
delleamministrazionide' luoghi

47
pii.

parlicolari ilall'tccpnnnfo solen-

jetri, la

ne ingresso del cardinal Macelli in Velpresenlnzione delle chiavi della


di porla

Desideroso del bene

s[)irituale dell'ani-

me,
rii

visit in tutte ledoMieniche gli oralo-

citt fatta alla barriera

Roma-

in cui

s'ammaestrano
di nostra
s.

le

giovinette ne*

na dal gonfaloniere, mentre era salutato da loi colpi


ia

rudimenti
cristiana,

Religione; ed inter-

di morlari.
la

Che

disceso dals.

rogandole su alcune parti della dolliina

carrozza avanti
ivi

chiesa di

Martie po-

premi

le

pi valenti. Pontififesta

no,

assunse
il

gli abili pontificali,

c nella cattedrale nella


ti,

d'Ognissan-

stosi sotto

baldacchino sostenuto da 8

pronunciando dopo l'Evangelo dotta

distinti soggetti,

preceduto dal clero

se-

paterna omelia. Amatore dell'istruzione


pubblica, volleassisterea'sag^i calle ptd)bliche conclusioni tenute da' seminaristi,

cola ree regolare, e seguito dal vice legalo, da'consiglieri

governativi, dalle au-

torit municipali, giudiziarie e militari,

nelle scuole comunali, e piesso

mi-

dalia nobilt, dall'intero corpo de'consiglieri

nori osservanti, conferendo di

pro[)ria

dalla

banda musicale,
il

comunali, dagl'impiegati pubblici, dalla truppa civi-

mano premi
i

ed esortando

giovani allo

studio.

Fond una

scuola notturno pres-

ca e bersagliera, fra

suono

delle

cam-

soi pp. dottrinari, e su tale

esempio

il

mus

sparo de' mortari, e r.tcclamationi eevviva dell'immenso popolo, essenpane,


lo

nicipio istitu altre scuole serali e l'aflid


a'fratelli delle

scuole cristiane; quindi

do
zi

tulle le finestre

ornate

li

parali, arazsi

r una e

l'altre

furono inaugurate dal

e bandiere, processionalmente

tra

cardinale con acconci discorsi,

commosprov-

sfer alla basilica cattedrale. Ivi


to, tra
il

pervenu-

so dal vedere

3oo

giovani volonterosi di
d'utili

Canio
al

gnus, ascese
tolo e
il

M\' Ecce Sacerdo.f 3Iacapitrono, ed ammise


il

pr fi l la rne.Si occup ancora vedimenti per migliorare


municipale,
la
il

patrimonio
il

il

clero al solito bacio.


il

Terminato
il

servit de' pascoli,

ma-

canto,

cardinale recit dentro

pre-

teriale delle carceri, la

pubblica istruzio-

sbiterio una dotta e tdlelluosa omelia, che commosse e riemp tutti d'ammira-

ne,

nale, e

zione.

Terminata
condusse
al

la

sagra funzione, de-

gravame di qualche dazio comuil compimento dell'incominciato edifcio del teatro, a tutto nominando npil

posti gli abili pontificali, risali in carrozza, e


si

posite commissioni. Sotto la sua presidou-

suo appartamento nel


finestra

za apertosi

il

consiglio provinciale, fu an-

palazzo pubblico, residenza de' vescovi e


legali. Indi

da una

compart
/-'Vi'rt

so-

che deliberalo d'impiantare in Velletri capoluogo uno stabilimento agrarif) per


l'educazione de' giovani poveri eabbiuidonali, e d'offrire
al

pra di tutti l'apostolica benedizione, fra

un grido
to

fesloso e

imanimedi

Pio

governo 2000 scudi

IX! Viva l'Ein" Macchi

i'cscovo e lega-

per

armamento

della guardia civica.

! Dipoi il n. 97 del Diario eli Roma del 1847 narr.Cheil cardinal Macchi, emi-

Alliet di sua animatrice presenza l'aula

municipale nell'adunanza de'26 ottobre:


parl da vescovo e da legato, ramineu-

nente per ogni virt e giusto apprezzatore delle


utili

riforme proclamate dalla


die a lutl'uomo a cone felice avvenire a*
alletto paterno.

lando

morali e

civili

doveri che incoml'infera

sapienza di Pio IX, mentre dimor inVelleiri

bono

un corpo rappresentante
il

5o

giorni,

si

citt. Inoltre

cardinale die contiiuii e

solidare

un uugliore

splendidi trattamenti, fece giornalmente

veliterni che

ama con

Le

dispensare copiose limosine


In

a'
i

poveri,

prime sue
sona
la

sollecitudini aveile rivolte al


di per-

dispose

restituzione di lutti
s.

pegni di

suo pastorale ministero, aprendo

paoli, fatti nel

monte
olili

sagra visita a'3 ollobre, ed

ema-

sino allora. Tanti

da' 3 giugno provvedimenti e


1

liaudo vari decreti e oidinamenli a tu-

beneficenze eccitarono ne' velitcrui una

48

VEL

VE
suoi ministri,
tiat tato
i

L
avendoscrittori;

pubblica dimostrazione nella sera de' i4 novenilnc precedente alla sua partenza,

pacifici sudditi,

ne

iimumerabili
le

ma

sol-

quale segu previa altra della guardia civica, che agli encomi del cardinale corla

tanto registrare

cose che

hanno

relazio-

rispose con claoiorosi evviva e con innal-

baionette de' fucili loro cappartendo benedetto da tutti, quale amatissimo padre e pastore. Il can. Bauco scrivendo accuratamente anche la storia
i

r.ire sulle

ne con Velletri, ed io in breve ripeter. Riempita Roma di f;icinrosi rifuggiti da ogni parte dell'Europa per iscampare l'ul-

pelli,

timo supplizio;
fazione liberale,

ivi
i

chiamati da'capi della

quali aveano stabilito di

contemporanea (che
orticolo e con
[>\ii

io scrissi

nel citato

ne.

diffusione ne' relativi,

dar da essa principio alla vasta rivoluzioQuesti settari segnarono ogni loro traccia d'orribili delitti, facendo palese al

ondecjui mi limiter ad appena accennarJa, per quanto riguarda Velletri e sua provincia), passa a narrare la creazione della consulla di slato fatta dal Papa, e nomi-

mondo
di quel

a qual

segno possa giungere


la

l'in-

gratitudine. Essi insultarono

pazienza
patria,
i

Sovrano Pontefice, che avea poil

co prima loro donato


la libert,

perdono,
Il

la

nando per
sultore
tli

la

provincia di Velletri

1'

avv.

lecariche, gli onori.

5 no-

Luigi Santucci patrizio velilerno a constato.

vembre 1848
andava
ad

ucciso

il

suo

i.

ministro

La promulgazione

dello

conte Pellegrino Rossi nel

momento che
camere,
si

statuto fondamentale del governo tem-

a rappresentarlo nelle

porale negli

stati della

Chiesa de'r4 niar-

giunse nel d seguente obbrobriosamente


assalire ilPapa a

zo 1848, eie corrispondenti festive dimostrazioni,

mano armata

nel pro-

onde

in

Velletri

si

tennero

prio palazzo sulQuirinale col cannone, coll'incendio, col l'uccisione del prelato

comizi per l'elezione del deputato


legio elettorale de'

al col-

Se

4 governi

di Velletri,

gretaro

delle.

Lettere latine, e col disar-

iJegnijCori (al cui paragrafo parlai dell'in-

mo degli
fu

Si'izzeri guardia pontificia. Gii

governo a questa legazione), e Valmontone,i maggiori voli essendosi riuniti a favore dall'avv. Federico Galeotti, e del cav. Luigi Cardinali,

tera annessione del suo

imposto di notte di formare un ministe-

ro a volont del sedicente popolo, e di no-

minarvi taluno ancora di coloro ch'erano a capo della pi vergognosa rivoluzione. A.


vista di tali esecrabili attentali intimorili
i

prevalse

il

partito del i.non senza pa-

lese intrigo e cos rest eletto. Si disse

cardinali, e per consiglio del Papa,


di porsi in salvo
il

allora per la citt. Scelta opportuna: poi-

cercarono

con uscir da

ch questi non sono tempi

di

Cardmaii,
il

Roma,
Gaeta,
chi,

ed

cardinal Macchi giim<e in

ma

di Galeotti ".

Dopo qualche mese


la

Velletri a'
Il

Galeotti rinunziando,
lesse in

maggioranza

e-

20 novembre e part il 28 per Papa non poco costernalo pe*


avvenuti sotto
i

deputato

il

conte Ettore Borgia.


difesa dello sta-

tragici attentati

suoi ocdi spa-

Decretatosi dal

Papa l'arrolamentod'un
la
i

maggiormente fu compreso

esercito di volontari per


lo,

vento allorch fu accertalo, che a'26 dello slesso infausto


ri

per guardare

confini del Bolognese e

novembre

rivoluziona-

Ferrarese, Velletri present 60 giovani co'


lorouniziali,a'quali furono dati scudi6oo

aveano determinalo di consumare un assassinio esecrabile ecompleto nella stessa

per oblazioni contribuite dal cardinale


e dal clero secolare, inclusivamente alle

sua santissima persona. Appena seppe r iniquo divisa mento, si raccomand


a Dio, e
si

monache. Protesta Bauco, non intendere descrivere tutte le scene luttuose e


terrbili disastri,
i

rimise allo zelo de' ministri

delle potenze estere, e fece risoluzione di

che piombarono sopra


lo stato

partire e fuggir da

Roma, bench guarcon giave


rischio.

Roma (F.) e
vranit della

sopra
s.

contro

la

So-

dato a

vista e perci

Sede

(/-'.), la

Religione,

Nella sera de'

24 novembre

colle vesti iH

V E L
semplice prete usc di
perVelIelri alle ore

VEL
Roma, passando
dovecamcessivamenle fece
la

94
Il

repubblica, Io de-

italiane,

plorai ne' ricordati articoli e altrove.

Lio

cavalli nella posta, e nel d seguen-

popolo

te felicemente giunse a Mola di Gaeta. Ivi nomin una commissione governativa per Roma, che non fu riconosciuta; e deputati nominarono in vece una giunta
i

che riconosceva e invocava l'assemblea, non era il popolo dello slapoi,


il

to ron)ano,

quale, pacifico per natura,

provvisoria, ndi

rivoluzionari resi pi
in

audaci pubblicarono
tuente.
pel

Roma

la

costi-

Avendo

la

giunta

stabiliti presidi

governo delle Provincie, per Velletri il conte EttoreBorgia ai gennaio del memorabile 1849, il quale prese possesso a' 5, e poscia si nominarono nuovi

imporre un giogo che abborriva sotto la democratica tirannia, li popolo invocato dall' assem" blea era una fazione di uomini facinorosi, irrequieti, per la maggior parte spiantati, di una plebaglia corrotta: era un branfu intimorito, e lasciossi

nomin

co d' avventurieri audaci, senza onore,


senza religione.
Il

vero popolo un ceto


stretto dal-

della moltitudine razionale

consiglieri governativi.

Il

Papa Pio /A' le-

l'unione concorde, e dal consentimento


della giustizia e dell' utilit.

v intanloalto
il

la

sua voceapostolica, pro-

testando avanti a Dio e in faccia a tutto

polo
blica

al

mondo

contro tanti gravi e sacrileghi

Questo ponon poteva creare la repubromana, la quale era immorale, ircerto


i

attentali,

come prima

di partir

da

Roma
la

religiosa e violalrice degli altrui diritti ".

avea fatto co' rappresentanti delle corti

d'Europa e

di altre nazioni, e

fulmin

A' 12 febbraio cacciati a forza litani dal convento, in questo


l'ospedale militare.
sci la

si

carmeform

Scomunica maggiore contro coloro che


aveano dato opera a' falli diretti a danno della pontHcia sovranit, e special-

Anche
la

in Velletri u-

legge della demaniazione de'beni ec-

clesiastici, e fu

nominata

relativa

depul'in-

mente contro
ta

la

costiluente.ln Velletri la

tazione, che senza scrupolo accett


carico,

mattina degli 8 gennaio trovossi alla pordella cattedrale adissa copia di tale
la

non potuto
a'

effettuare per la bre-

ve vita della repubblica; alla quale prestarono intanto

scomunica, pose in bisbiglio

citt,

4 marzo giuramento
e in seguito tutti

nella notte fu strappata. D'ordine della

di fedelt le truppe,

giunta convocata in Velletri l'assemblea


la

gl'impiegati furono obbligati all'adesione.

nazionale per l'elezione del deputato delprovincia di Marittima per la costituente, rest eletto Luigi Novelli velitera'

L'ii

di
si

detto

comunale
il

form

mese nell'assemblea il nuovo municipio;


si

presidente, anziani, segretario, tutti ac-

no

22, In questo giunsero da

Roma

in

cettarono: ed in casa Borgia

apr

il

cir-

Velletri
nati,

25o

soldati finanzieri indiscipliil

colo democratico VolscOy con presidente e segretario;

che assaltalo
vi

convento de'minori
di forza

democratica
le

ri

unione che

conventuali,

entrarono

e de-

poco dur, per

scissure insorte tra' re-

ligiosi.

rubarono, con indicibile spavento de'reFinalmente l' assemblea costi-

pubblicani. A' 1 3,

dopo

il

solenne pranzo

democratico delle truppe, fu innalzato


l'albero della libert innanzi al quartiere
della piazza del Trivio, fra le grida e
il

Roma avendo decretata la detronizzazione del Papa, e la Repubblica Romana, questa fu proclamata in
tuente in

Campidoglio
so giorno
si

a'

febbraio; e nello stes-

Velletri

il

rec a fare altrettanto in tenente colonnello Bartolo-

bande, oltre molti discorsi democratici. Nel d seguente e con dispiacere de'buoni fu posto un gran berretto
delle

suono

repubblicano sulla Croce del campanile


di
il
il

meo

Galletti con

800

soldati della le-

s.

Maria

del Trivio. A' 2

formatosi

gione romana, di che nella sera fecero gran festa repubblicani. Quaulo suci

consiglio municipale, indi a'

24 elesse
slam-

goufaloniere e

anziani, e fece

Ot.

xc.

5o
ta

VE
moneta.

L
2000
scudi di car-

V E L
laloa 5niiglia Itmg dalia citl da due deputazioni del clero e del comune. Intanto
filili
i

jiare pe' soli velilerni

Si feceio piil)l)liclie pregliie-

le pel felice successo deiraimi repubhli-

preparativi per ricevere l'esercito,


il

cane; menlre nelle feste e ne' canti notturni, era grido ordinario:

allerrato l'albero della hberl, levato

morte n preli. In Velletri ninno del clero si mostr repubblicano, tranne 3 non velilerni. Per
brcTil tralascio altre notizie

berrettone repubblicano dilla Croce del


cauqianile del Trivio, furono innalzale
l'anni pontificie sidla porta Napoletana,
nel palazzo della legiizione e nella

propiiedella luttuosa

mbanp, circostanza. Dimo-

caserma
coc-

de' Ciirabinieri,

(piali ripresero la

rando il Papa in Gaeta nell'ospitilissinio regno di JNapoli, circondalo dall'iunorosee riverenti cure del religiosissimo Ferdmando II re delle due Sicilie, invoc da
vari sovrani la loro difesa de'domiuii della
s.

carda papale. Alle ore 18 giunse in Velletri la vanguardia, ed alle ig cominci


l'entrala deli'e^ereilo.
II

re

marciava nel

mezzo

delle schiere

accompagnalo dal

Sede, e aiuto per liberarci fedeli suoi

sudditi dall'anarcliia.E siccome l'Ausilia,


la

Francia,
si

la

Spagna e

il

regnodelle due
loro posizione

Francesco di Paola conte di Trapani, dal cognato d. Sebastiano infante di Spagna, dallo stato maggiore e dal commissario apostolico mg.' Domefratello d.

Sicilie

trovavano per

la

nico Giraud, suonando a fesla

tutte

le

geografica in situazione di poter solleci-

tamente accorrere colle loro armi a ris. Sede l'ordine sconvolto da una fazione di settari, il Sanstabilire negli stati della

campane della citt. L'esercito contava circa 8000 uomini, numerosa cavalleria, 2000 pel treno, 3 batterie di cannoni di varie misure, moltissime casse di munizioni, carri, bagagli e tulli altri attrez
zi

to

Padre domand loro l'intervento armato e prontamente l'ottenne. L'armaproveniente


a Ci;

di guerra. All'ore 2

il

re scese di ca-

ta della repubblica fiancese

vallo avanti l'atrio della cattedrale, rice*

da Tolone
perch
la

a' a') aprile

1849 imbarc
I'

vitavecchia, e a'3o trovossi sotto Uouia

nazione francese volle


i

onore
la lo-

vuto dal capitolo in abito colla Croce corale. Entralo in chiesa or innanzi il ss* Sagramenlo esposto nell'altare maggiore^
e ricevuta la benedizione
sitare
ss.
l'

d' operar sola contro

repubblicani che

si

diresse a vi4
di Mariag

difendevano Roma, onde far cessare


l'esercito francese vi

immagine miracolosa
si

ro oppressione,e dopo vari comballimenli

delle Grazie, e volle che

recitassero
si

entr a'3 luglio.

le litanie.

In questa occasione

ammiri

A'29

aprile l'esercito napoletano capila11

anche da'
11.

velilerni la particolare divo-

natodallo stesso reFerdinando


nello stato papale, e
na. III. "maggio
il

penetr
Terraci-

zione e spirilo di religione di Ferdinanda

si

ferm
il

in

Accompagnato

dal capitolo sino alla

preside e

comandan-

fine dell'atrio riraonl a cavallo, e allora

tedella piazza di Velletri l'abbandonaro-

no;

si

ritir la

magistratura repubblica-

r esercito seguit la marcia. Le finestre delle case erano parate, e il popolo eoa

na, e

vi fu soslituila

za di cittadini, per ovviare

una rappresentanqualunque di-

contiuueacclamazioni ripet: VvailRe^ VWa Pio JX. Appena giunte le prime


file

sordine nella
saggio

citt,

speciahnenic pel pas-

sulla piazza del Trivio

s'

impossessa-

dell' esercito regio, alla lesta della

quale fu postoli cav. Giovanni Giaziosi

con molti

altri onesti e

buoni

cittadini. Si

rono del quartiere civico, disarmarono^ la guardia e gli ulficiali, commciando a maltrattare lutti coloro che coltivava-

elessero 3 deputali a provvederle veltova-

no

la

barba (segno

stabilito

dalla setta,
tutte le bar-

gliee lecaserme,oltre quello [terglialloggi eallriuniziali.A'2

dice liauco): in

un momento
non mostri

maggio

avviciniMiilo-

be furono rase; egli uomini apparvero


allora uomini, e orsi
(sic). Il

siresercilonapoletaDO,ilrefucompliiueu-

VEL
nppaiiamenlo del cardinale, e tiitli gli iil{7.iali ebbero alloggi convenienli al loto grado. Le truppe occupa loiio le caserme, tutti conventi, il seminario: la maggior parte dimore fu alloggiato nell*
i

VEL
Nel d seguente
il

5i

distaccamento dopo a-

scoltata la messa, part alla volta di

rava sulle piazze, fuori della barriera e


della porta Napoletana. A'3
se in Velleiri

maggio giun-

Valmontone, ed a'g s'imbatt colla divisione repubblicana, e segu tra loro una scaramuccia presso Palcstrinn, con pochissima perdila tra le parti. A' io torn da Galestrina in Velletri l'armata napoletana,che seguit
la

un

corpo di circa
sarniE^ta.

re con un 3ooo uomini. La guardia


fratello del

marcia perla Riccaval-

cia. L'

giunse d'Albano in Velletri una


di

civica fu sciolta d'ordine del


Il

Papa, ediport sul-

colonna regia
leria e

2000 uomini con


con

re ricev

il

capitolo, benefisi

pezzi di cannone, e tosto fortiripari al-

ciati, curati e

seminario; e

fic vari punti della citt,


le
il

l'altura de' cappuccini,

per considerare

fosse

che

la

circondano, demolendosi
alle

quella meravigliosa posizione. Mg.'^ Gi-

raud per comando sovrano destin prolegato della provincia di Maritticna l'avv.

mole di Gin16 arriv altra truppa regia da Valmontone con 20 arponte che conduceva
;

netti Lancellolli

ed

a'

Raimondo
nata tutta

Alfonsi. Nella sera fu illimiila citt,

restati e

3 carri

di fucili presi nella

pro-

due

palazzi del co-

vincia di

mune

e della legazione a cera. A'

4 mag-

17

Campagna. Nella mattina de* soldati dopo la niessfi partirono per

gio parli lutto l'esercito alla

volta di

Castel Gandolfo;

ma

nel d seguente

si

Genzano, ed
ie

il

re volle

prima ascoltare

vocifer con certezza che Garibaldi colle

messa nel santuario della


Grazie,
coli' assistenza

Madonna

del-

truppe repubblicane erasi presentato a


Palestriua, a Zagarolo e Valmontone,

del capitolo, e

fece larghe limosine. Alle ore


in Velletri

20 giunse

onde subito ne
la

fu avvisato

il

re.

Peronel-

da Valmonlone un distaccamento di 4000 uomini, compresa la ca"valleria,con numerosa artiglieria e bagaglie.

sera cessolo Velletri la

costernazione

all'ari ivo di

buona parte dell'esercito con

In questo giorno fu ripristinata l'an-

molta arliglieria,reduce d'Albano e dalla Piiccia, e nel d seguente giunse anche il


re co'suoi fratelli e
lico.
il commissario apostoQuesto movimento retrogrado che

tica
li. Il

magislralura,
re avea

consultori,

tribuna-

formato una colonna mobiin

le di
clini

truppa

massa composta
il

di citta-

dest meraviglia
convicini, deriv

ne' veliterni e luoghi

per guardare

territorio veliterno,

come
in

notai altrove

da

con suo soldo e coccarda, nominando per capi Giuseppe Caprara eMarco Scipioni. La truppa venuta da Valmontone part
b'5 maggio per Genzano, e nel d seguente fece altrettanto

questo.

Che mentre
le

Roma

eransi co-

minciate

trattative coU'inviato straor-

dinario di Francia, Ferdinando di Lesseps,

ora preoccupato nel grandioso ta-

un treno

di carri di

glio dell'

Istmo

di

Suez,
il

il

triumvirato

munizioni provenienti da Terracina. Nella mattina de' 7 corse voce che in Val-

repubblicano vide
lasciavagli

partito

che poteva

ricavare da questa nuova posizione, che

montone

era apparsa

la

divisione repub-

tempo

a respirare per par-

blicana del general Garibaldi, e che volevasi piegare su Velletri. Ci udito


i

te degli attacchi de' francesi, e

senza ri-

cit-

tardo audacemente decise -una spedizio-

laduii sprovvisti di difesa pensarono di


salvarsi, e la citt rest spopolata. All'i-

ne contro
pendenti
cese,

l'esercito

napoletano

giacch

le

negoziazionicoU'inviato franin lungo,

stante fu spedita
al re

una

staffetta -

"

coo

con iscaltrezza tirate

po-

perch soccorresse Velletri, e senza indtigio il re mand una colonna di

teva disporre di gran parte delle truppe

che slavano inoperose


di
1

in citt, in

numero

4000

tra fanti e cavalli

cou

artiglieria.

5,000 COQ

2 pezzi d'artiglieria diri-

52

VEL
Oudinot volisi

VEL
guente entr in Velletri ferito. Questa zull accadde nella contrada Colonnella
circa
ria

geodosi alla volta di Velletii. 11 re Ferdinando U.conosciuto che l'esercilo francese cnoiandato dal general
leva solo
la

due miglia

dalla citt.

La

cavalle-

gloria dell'espugnazione e

napoletana stretta sulla strada senza

beiazione di

Roma,

se

trattati

non

potersi stendere impedita dalle folte siepi


delle vigne, bersagliata dalla fanteria re

accordavano, o per altri motivi, ordin il ritiro del suo esercito nel regno. Dava
egli riposo alla

pubblicana impostata dentro

il

vignelo,ri

sua truppa in Velletri sal'esercito


a'

costretta a retrocedere,dopoaver perdute

ltato

19 maggio, quando

repub-

26
fu

soldati
il

con un tenente

non minori

blicano uscito da
il

16 e 17 sotto comando del generale in capo Roselde' generali Masi, Galletti avvocato,

Roma

numero

de'repubblicani periti. Cvdie movi,

ca

le

ore i/^h\ fragore della moscbetle


si

li,

ria dell'accennato attacco,

Garibaldi eBartolucci generale di cavalleria, e de' colonnelli Manara, Bartolo-

mento
ri

a tutto

il

regio esercito. Usc fuo'


di fanteria
li

della citt

un battaglione
il

meo

Galletti e Marchetti,
a'
1

si

diresse sotto

quasi mezzo miglio,

quale evitando

8 a Zagarolo e Monte Fortino, mosse la mattina di detto 19 italiane si per Velletri. Circa le ore 1 vociferava per Velletri che Garibaldi colTivoli, equindi
1

pubblica

via,si

sparse nelle sovrastanti vi


insidie per o-

gne,dove trov imboscate e


giii

parte;

si

difendeva,
i

ma

eragli diilici

le

offendere

repubblicani impostati

la

za che

sua divisione era giunto a Lariano, sencondottieri napoletani avessero


i

nascosti a guisa della caccia de' daini. Gli

convenne
gionieri.

ritirarsi.

morti superarono
i

il

poste sentinelle avanzate verso quella parte; onde avvisatone il re, che riposa-

centinaio, molti furono

feriti

3o

pri^"

Mentre

ci avveniva al di fuori/

va nel palazzo municipale, ordin che tutto l'esercito si ponesse sull'armi, ed egli stesso

considerando il re chel'assalto da tentarsi


da' repubblicani sarebbe stato di conse'

comand

la

truppa, ch'era ac-

guenza, perci ordin che d'ogni parte

si

campata
cellotti
stati

nella vasta piazza del Trivio, e

munisse la

citt.

Qtiindi verso l'ore 16 fu-

la fecesituare nel

palazzo Ginnetti Lao-

con duepezzi d'artiglieria imponei cortile, onde i soldati occuparo-

no que' grandiosi loggiati che a levante scoprono la campagna. Fu spedita una numerosa compagnia di cacciatori a cavallo verso Lariano per fare delle scoper-

rono trasportati e impostati 5 cannoni sull'altura de'cappuccini con 2000 fucili! ri; e 2 cannoni furono collocati nella saliti che batlevanola strada in Via Lata. NelU sottoposta vigna Fortuna il casino si guar ni di 200 soldati. Sul rauraglione dellj
si posero 6 pezzi d'artiglieria, ( guardavano losbocco del ponteeil vigne to sottoposto, con numerosa fanteria. Ut cannone era sul cancello di ferro degli or

barriera

Questa s'imbatt colla divisione Garibaldi, che senz'ordine del general Roselli mosse da Monte Fortino per Velletri, per cui si trov solo in quest'attacco. Si venne all'armi, e nel primo scontro Gate.

ti

Ginnetti Lanceliotti.

Una

linea di nuJ

merosi soldati cominciando dal


bo, stende vasi lungo
detto palazzo.
gli orli

mura

ribaldi

cadde dal cavallo

feritogli e fu in

della citt prossimo al lavatoio di Meta<

grave pericolo; poich il maggior Colonna napoletano era per farlo prigioniere,
se

sino al sudi
f

La porta Napoletana
s.

un suo
il

lanciere

non

l'avesse salvato
il

ben munita

d'artiglieria e soldatesca.

La

dandogli
to

proprio cavallo, e

suo dilet-

parte di ponente e nel convento di

Fran-

Moro non l'avesse coadiuvato uccidendo con colpo di pistola un tenente napoletano che avea investito di fianco il medesimo Garibaldi ; ed il Moro nel d se-

cesco, e nell'alture della Coroncina, de'

pubblici granai e del convento del Car

mineeraguardatae difesa da pi di 2oo< soldati. Siccome la cavallera di cin

VEL
3ooo uomini restava inoperosa, impedita

VEL
da
ta circa

53

giunse a penetrare sino alta via suddet-

da' continuali

vigneti circondali

un miglio e mezzo da porta Na-

Tolte siepi, fu
la

disposta in

modo

che dal-

poletana. Ivi trovaronsi


di biscotto

uiule cariche

porta Napoletana progredisse divisa

guardate da pochi soldati che

io vari corpi fino al

ponte dell'Incudini,

4
li

miglia lungi dalla cilt. In alcuni coldi

quella

campagna erano
cannoni, e

postati

diversi

imguardati da
stati

le bestie e Poco dopo repubblicani vedendosi circondati da un corpo di circa 5oo

dierons alla fuga, lasciando


carico.
i

il

uomini,allora ilMarchetti,che inutilmente

multi picchetti di cavalleria. Seguiti gli

avea aspellato

il

rinfoi-zo

promessogli

accennati attacchi,

si

un alla divisione

Garibaldi

la

legione

romana comandata

dal colonnello Bartolomeo Galletti. Si avaiizaroiio queste truppe a tiro di raosclietto a zufTa sparpagliata.

da Garibaldi, ordin la ritirala. Presela sua truppa una vantaggiosa posizione, n ricev molestia alcuua da'napolelani,
e circa la mezzanotte torn nel quartie-

Sperimenta-

re generale di Garibaldi posto nella vi-

vanogravi danni non solo dalla raoschetferia nnpoletaiia,

ma

pi dalle mitraglie

e granate dell'arliglierie, che fulminavaiiu dall'altura de'

gna di Francesco Mauimucari. Gi il re Ferdinando 11 co'suoi fratelli, lasciali gli ordini opportuni, era partilo da Vellelri
circa le ore
1

cappuccini, dal palaz-

8. Si pose egli alla testa della

zo Ginnetti e dal cancello di ferro degli


orti

cavalleria impostata ne'culli dell'accennata


1

omonimi. Appena

repubblicani

contrada dell'Incudini. Nella notte del


al

scoprivano dalla verzura delle vigne, da'


ripari degli alberi, delle siepi, de' poggi,

20

l'esercito

napoletano abbandon
Il

la citt e

rientr nel regno.

generalis-

delle case rurali e delle grotte, le quali

cose tutte servivano

loro di barricate,

simo repubblicano Roselli, cogli altri generali Masi.avv. Galletti, Barlolucci e il


colonnello
divisioni
si

non due

si

salvavano. Essi aveano impostalo


cancello della vigna

Mauara

colle loro

numerose

pezzi d'artiglieria sidla strada pro-

tennero mollo lontani dal luo-

vinciale innanzi al

un buon miglio distante dalla citt. All'ore 21 venne a' repubblicani un rinforzo di due battadel cav. Cardinali circa glioni della linea, per cui falli pi ani-

go del combattimento, n vi presero par te alcuna. Pensa Dauco, che se fra questi generali non vi fosse slata scissura, se
fossero stali esperti e coraggiosi, con for-

ze cos imponenti e con in:provvisa sor-

mosi, senza

comando

si

dierouo a rotta

presa

tutti uniti col

general Garibaldi,

per quelle spaziose vigne, e rannodatisi


in quadriglie,

gruppi e drappelli, avvicicilt,

avrebbero potuto impadronirsi di Velietri, e recare gravissimi danni all' esercito napoletano. IVIa disunite le forze,
i

nandosi alcuni fino alle fosse della

re-

restavano sagrificati senza speranza d'al-

pubblicani riportarono vergogna e somalo pregiudizio


:

cuna conquista. Laonde dall'ore 2 sino alle i^e mezza il fuoco dell'artiglierie
i

tornarono a

Roma

colle

napoletane, e quello della moschetteria


d'au)l>o le parti fu raddoppiato e spaventoso.

mosche in mano, dopo avere ricevuta una buona lezione. Veramente non vi furono
battaglie propriamente,

ma

piuttosto si

Una

parie del
il

i.

battaglione della
del

pouno dire scaramuccie,

attacchi e

linea

sotto

comando

colonnello

battimenti particolari alla spicciolata.

comLa
feriti

Marchetti fu inviala sulla via postale per tagliare la ritirala alle truppe regie, eoo promessa di Garibaldi che avrebbe spedito altra fanteria e
valleria.

perdita de'napoIetani,da diesi ritirarono


il) il

citt,

non oltrepass
di 20.

fra

morti e

numero

Quella poi de' repubbli-

uno squadrone di caQuesta truppa partendo dalla

canijde'soli feriti super

de'quali ne

Colouuella per vie segrete non ballule,

furono

gli

il mezzo migliaio, mor una met; a proporzione uccisi, di cui aou si pot co-

54
uoscere
il

V E L
uiirneio pieciso. Si costani

VE L
vincie meridionali dello sialo pontifici

tetuente dello in Velletri, clie

morii sudire,

|)erarouo

il

tuigliaio.

Basti

il

che

in

Che inteso l'arrivo dell'inviato fiances Roma, stava tranquillamente in Ve

della legione

lomana

coiidolla dal colon-

letri, in

attenzione di vederne lo sciogli-

nello Gulletti e

composla d'8oo uomini,


soli,

ne restarono 200
nello tornalo in

per cui
fu dal

il

colon-

mento. Che qualunque ne fosse l'evenla frani riteneva per cosa certissima, che
i

Roma

Iriumvira-

ralo promosso a generale. Nell'avvicinarsi

l'esercito

repubblicano,

veliterni con-

cepirono gravi timori pel disastro ch'era


per sovrastare
alla patria, e

cercarono

il

non avrebbero permesso, che pen-. denti le trattative il governo dominante in Pioma potesse mandare contro di lui le sue truppe, ed avrebbero ii ogni caso impedito la spedizione. Che vedendocesi
ci

modo di

salvarsi, quelli

specialmente che

invece iuaspettalamenle assalilo dal

uveano mostralo attaccamento al Papa o ch'eransi compromessi accettando o riassumendo le magistrature. 1 preli e religiosi gi minacciali di morie da' repubblicani,
citt, tutti
ri

migliore e pi forte nerbodi forze repub

blicane,supponesse seguito un improvviso accordo a suo

danno,

che perci sde-

gnatosi rilirasse,e poi ne movesse querelo


a'francesi per

eccello pochi

nascostisi

in

non

essersi
lui. 11

opposti allaspc'

fuggirono insieme co' secola-

dizione contro di

general Uose Ili

nel regno di iNapoli, o ne' paesi cir-

saputo che l'esercito napoletano avea

ab

convicini, ne' boschi e nelle vigne lontane.

bandonato

Velletri, nella mattina de'ac

Le

Clarisse
il

furono costrette abban-

donare

loro monastero, situato sulla

piazza della Carriera, e ritirarsi in quello delle teresiane,

vi entr con tutto l'esercito repubblicai no verso le ore io. Si disse, ch'era sta promesso a' soldati il totale saccheggit

che rimane nell'interstrepito incessante del-

della citt,
si

ma

che a questa risoluzione


il

no

della citt.

Lo

opponessero

general Galletti e
i

il

co-

l'artiglierie e della ruoschelteria

per io per

lonnello Galletti;

ore continue, produsse indicibile spavenlo.

nondimeno soldati J Garibaldi derubarono e saccheggiarono


collegio de'dottrinari.i conventi de'cap
il

Le

chiese restarono chiuse


il

il

diversi giorni, cess

suono delle camgli

puccini e de' minori osservanti,

semi'

pane, n trova vasi chi amministrasse isa-

nario e

il

monastero
tutti
feriti,

di
i

s.

Chiara, da do
nell'ospedali

gramenli

fuggirono persino

operai

ve trasportarono
militare pe'

letti
il

delle vigne. iNon pochi soldati repubbli-

oltre

saccheggio d

cani atterrate

le

porte delle cantine, delli

diverse case de'particolari. Presero qaai"


tiere ne' detti conventi e in quello de

le grotte e de' casini,

saccheggiarono,

portarono

via e

consumarono considera-

conventuali, nel seminario e nelle caser

bile quantit del niglior vino. L'autore

del Soininario storico degli avveiiiiiitnti

s.

che occorsero negli Siati della

s.

Se-

d Maria del Trivio e di s. Lucia. Poser< numerosa guarnigione nella barriera


uie, e convertirono in istalle le chiese

de da' i4 novembre 1848 all'ingresso


de' francesi in

a porla Napoletana.

siccome tutta

Roma,
la

ivi

pubblicalo nel

i85o, giustificando

leale e religiosa
li, uellj'intervenlo

truppa era alfamata, gravissimi dan recarono a' fornari e venditori di co


mesiibili.
Il

condotta diFerdinando

consiglio e la jnagistratur
il

per difesa del Papa, quanto alla sua


rata colle truppe dal territorio
dice l'opinione pii comune
in
si

riti-

della repubblica ripresero


la citt.

governo

dei

romano,

Fu

rialzato

l'

albero della liba

fu.

Che

il

re

l, e

si

posero bandiere repubblicane n

conseguenza di diplomatiche

intellila

due

palazzi del

comune

e della legazi
l'ari

genze era persuaso di non incontrare

ne, e nel quartiere,

dopo spezzate
t:

uiiuiaia resisleuza uell'occupaie le pr-

ponlOcie. Si fecero luminarie,

ceti

V E L
ne' detti

V L
i
i

S5
all'iui*

due

palazzi ' 3

sulcliiti

se-

riuusaiido di anelare nelle caserme pre*

guiluruiio iiiipuneiuenle a sacclieg;^iai'e


ie

paiate,

si

sparsero perla citt, e

case de' papalini, e quella de' fratelli

piuvviso uccuparonu l'ubtazioni de'cil-

delle scuole cristiane;


curcerazioiii,

non mancarono

ed

in

Giuliano imprigiona-

runo l'arciprele Santurri clie fucilarono iiiAnagni barbaraniente.La truppa parti,

die produsse confusione e nialdopo la mezzanotte il generale ad istanza della cuagistratura ordin die si ritirassero. A' c) partirono
ladini,
il

contento, (incile

seco conducendosi

una carrozza del


da

per

Genzano aSoo
ricltiamati
l'i
(

soldati,

({uali

furo-

carduial Macchi, e lasciando in Vellelri

uo

dal general Cordova,


si
li

una guarnigione. A'


dito
il

2/4.

Roma

l'u

spe-

perch Garibaldi co' suoi masnadieri


aggirava ne'contorni della provincia, e
fece marciare coU'artiglieria a

nuovo preside Alfredo Cardinali, Mentre a' 3 luglio francesi erano eni

Valinon-

tiali in

Roma,

in

Velletri giuuNe l'avvi-

60 d'alleslireGooo razioni e
gi

1000

forag-

per l'esercito spaguuolojdie sino duH'B


in

giugno era
ie
il

Tenacina. Nel'd seguen-

Ione. Il ritiro degli spagnuoli da Genzano avvenne ancora, perch francesi ol tre Roma doveano occupare la sua Comarca. A*i4 venne da Valmontone pari

preside repubblicano

obbandun
masnada, proponeva

la

te di

detto esercito

culi' artiglieria,
si

ed

a'
il

cill, col

comandante

di piazza. Uscito

da
difa-

ij fnaUuente con editto

ripristin

Pionja Garibaldi, culla sua

governo

pontificio, e gli antichi


uliizi.

iuipiesi

ligendosi verso Tivoli,


le

si

gali a'ioro

A'22 onorevolmente

una scorreria a Velletri per porvi conla

scoprirono nel palazzo legatizio l'armi


dei

tnbuzioni, perci inviando esploratori,

Papa

e del cardinal
si

Macchi, e nella

che fuggirono sentendo giunta


ore
7, provenienle

van-

cattedrale

cant solenne

Te

Dcuiit.

guardia spagnuola in quel punto, cio a


1

con luminarie nella sera e concerto delle


e 2

da

iiezze, la

quale

ubilo abbatt l'albero della libert. L'Selcilo entr a ore

bande spagnuole. A'28 parti la cavalleria compagnie di fanteria perPaleslrina ;


in Velletri gli

20 composto

di

dodo
con
al

ed

spagnuoli

si

fortificarono

combattenti con 8 pezzi d'ai

tiglieria,

sull'

altura de' cappuccini con 8 pezzi di


vi

curi

di

munizioni e bagaglie. Eruvi


il

cannone, e

formarono
la

il

quartiere g-

c<niiando dell'esercito

general Fernane con esso Ceccano in qua-

nciale: poi giunsero 6 pezzi da montagna,

do Fcniaiidez de Cordova^
ing.

A' 3i fu sciolta

truppa in massa for-

Giuseppe Berardi

di

lil di

flcio delle

commissario straordinario puntiProvincie di Marittima e Canitribunale

mata da Ferdinaudo 11. A' 3 agosto la citt diresse una deputazione a Gaeta per
ossequiare
il

Papa, esternargli

sensi di
ri-

paglia, gi vice-presidente del


civile di

fedele sudditanza, e congratularsi pel

Roma, con

istruzioni d'estendei

re

la

sua giurisdizione in tutti

luoghi

che sarebbero occupali dagli spagnuoli.


L',*:sercit fu collocato nelle
coi) venti e nel

caserme, ne*
generali nel-

seminario;

cuperatodominiotemporaleAgli 8 si form la commissione comunale provvisoria composta d'8 membri col prc'sidente cav. Giovanni Graziosi. Indi fu istituito il consigilo di censura per la provincia, onde
conoscere
le

l'appartamento del cardinale. A'5 torn ad occupare la carica di pr legato l'avv.


Aliuiisi;

magistrature e impiegali de-

guidipunizioue.ll{.seltembrecessd'esser pro-legato l'avv. Alfonsi, ed


flcio
si
il

furono ripristinali

magistrati

suo uf-

del
ri

governo papale, e

cogli onori milita-

fu innalzata la bandiera puntilicia nel


le Clarisse

palazzo legatizio. A' 7

torna-

runo

ai loro

monastero. Nel di seguente


soldati spagnuoli,
1

gnuisero

3Goo

quali

compenelr nel commissario mg.' Berardi. A' i4 novembre dopo l'esilio di quasi 1 mesi torn da Gaeta in Vellelri il cardinal Macchi vescovo e legato. Fu per lui uu li iuufo,ricevuloiu forma pubblica,
i

56
con salve

VE L
d' artiglieria,

VE
suono
di tutte le

delle chiavi, sventolando sulla

cunipatie e serale illuminazione.

Le

trup-

pe spagnuole sparse nella provincia di Sabina e Rieti a poco a poco si riconcentrarono in Vellelri, da dovea'aS comin*
ciarono in separati corpi a partire per
liarcarsiinTerracina
in Velletri a'
:

medesima due grandi stendardi pontifcii. Questa parte della citt non ha propriamente porta, ma ne teneva luogo un sontuoso
arco (che dice
il

Bailuzz doversi conver-

ioi-

tire stabile presso a

poco dello stesso di*

gli

ultimi

due bat-

segno e forma, qual

monumento

storico;

taglioni paguuoli di Spoleto arrivarono

mu

finora

non ebbe effetto), facendo cor-

20 dicembre. Nel gennaio

i85o

per gratitudine ed a maggior decilt

furono aggi^egati alla nocardinali Macchi, Antonelli e Eufondi, prelati de Medici e 6erardi, il conte Baldassare Negron e il
bilt velilerna
i i

coro della

po colla barriera e sotto il (|uale propriamente segi l'omaggio delle chiavi. Era costruito di legname e tela, nel colore per e nel disegno avea
statua esprimente
1'

aspetto d'un an-

tico arco trionfale. Nell'alto spiccava la'


il

Pontefice in atto di

4 febbraio giunse inVelletri una compagnia di linea pontidcia perserviredi guarnigione, dopo la
cav. Luigi Cardinali. A'
1

benedire, e altre due genuflesse rappre-

sentavano
s.

la

Fedelt eia Sudditanza alla


la .Spe*

Sede. Quattro altre statue, due verso

partenza del residuo dell'esercito spa-

settentrione figuravano la Pace e

gnuolo,

la

quale segu a'28, lasciando di


la

raoza,e due a mezzogiorno verso

la citt

se onorata nieuoria per mirabile e rigo-

simboleggiavano
za: con

la

Giustizia e la Fortez-

roso ordine, e siccome osservante


esatta disciplina.

pi
alla

emblemi

negl' intercolunni e in

La

citt in

segno

di sod-

suir attico, e al solito con iscrizioni nelle

disfazione e di

gratitudine ascrisse

due

faccie.

Queste e

le

altre iscrizioni

sua nobilt
presente.
ci,

il

general Cordova, con un

fatte in

questa

lieta circostanza, le

ripor-

Abbiamo di Francesco GigliucMemorie della r'oluzionc romana,


1

tano Bauco e Barluzzi.


zese

Ivi trova vasi

signore inglese in assisa di arciere scoz;

Roma
ti,

853. Fatti atroci dello spirita

era

il

figlio del

celebre amuiraglio
vigli

demagogico negli Stati ropiani^RaccoH'

Ora colla Relazione del viaggio del Papa Pio IX da Portici aRoFirenze 1 853.
tna, del commend.Barluzzi, col can. Bau-

Cochrane. Mostrando di riverire da cino il Papa, questi lo fece appressare,


die graziosamente a baciar la

mano, e

co e col Giornale di
riporta
il

Roma (che a

p.

33o

programma della commissione


1'

municipale delle pubbliche dimostrazioni

volle pure baciare il piede. Egli fece tosto stampare in Londra dal Times la relazione dell' arrivo di Papa Pio IX in Velletri, e la l'ipet il Galignaais Messen*

che
l'osu

si

propose celebrare per

avvenlu-

ger. Dall' arco trionfale pass

avvenimento), narrer l'onore compersona. Dissi gi a suo luogo che

il. Santo Padre col suo corteggio in tnezzoalla citt'

partilo dal Pontefice alla citt nel recarvisi di

per

la via corriera.

Vedovasi ornata

la

strada dalla barriera sino alla porta

Na-

nll'EpilalIu, confine del


li, si

regno di Napo-

poletana, e quella

presentarono a fargli omaggio

mg/

tinaia di pali vestili di verzura uniti


beili festoni di

delComune da pi cenda
fiori,

Berardi commissario pontificio,colIa deputazione dei consiglieri provinciali della


legazione di Vellelri; ed inLai'iano
dinal
il

mirto e

e tulle

le fi-

nestre dell' abitazioni ornate di

ricchi

car-

drappi di damaschi a vari colori. Intanto

Macchi, che poi fece salire nella sua carrozza, colla deputazione del capitolo eclerovelilerno. Alla barriera fu
ri-

suonavano a festa tutte le campane e le bande musicali, fraumiste al rimbombo


di

loi colpi de'morlari, ed a'plausi in-

cevuto dalla suddetta commissione muuicipale, che


fece la consueta esibizione

cessanti de' veli terni.

Smont

il

Papa neU

r alt

io della calledralc

ricevuto dal ca^

VEL
ptoln, tutto la croce del

VEL
quale incedevadi Velletri,

57
il

che

gli

present in dono

pa-

DO
il

capitoli delle

due

cullegiatedi Cori,

norama

della citt

miniato

in argento,

clero della citt, quello regolare, le au-

torit governative e giudiziarie, tutti gli

ed un disegno esprimente il trionfo della Religione, pur miniato d'argento e di finissimo lavoro;
il

impiegali e
t'ardi.

le

commissioni, con
il

mg/ Be-

consiglio provinciale

Fu

condotto sotto

baldacchino

della legazione condotto da


di,

w^/

Berar-

portalo da 8 canonici sino alla porta della


cliiesa. Nell'altare

che olh

l'

iconografia del bassorilie-

maggiore era esposto il Papa inginocchiandosi sul faldistorio, erangli vicini cardinali Macchi, Asquini,Ou Ponte Antonell, che lo
Venerabile,
li

vo da collocarsi a spese della provincia nella facciata del palazzo legatizio, che
descrissi

parlando

di esso; e la

congregale

zione governativa. Accolse poi


zioni delle Provincie di

deputae della

acconipugnavano nel viaggio; e mg/ Franci suliragaueo comparti la benedizione. Quindi pass il Papa alla cuppel
Ih della

Campagna

Comarca

d"

Roma;

le

deputazioni delle

commissioni municipali di Sezze, Cori,

Madonna
si

delle Grazie, e

dopo

Worma,Sermoneta, Porto d'Anzio; quelle


del clero secolare e regolare veliterno, ed
altre,

avervi orato,

rec in sagrestia e
i

amil

mise
to
il

id

bacio del piede

canonici, e lut-

non che parecchi

litolati e distinti

clero secolare e regolare. Recatosi

individui della provincia e della capitale,


oltre la sorella del
liers. l''inita

Papa

nel palazzo pubblico, destinato per

generalBaraguay d'Hilil

sua residenza, entr nella sala delle lapidi, e seduto in trono ascolt
il

l'udienza

Papa

pertossi col

compii-

cardinal

Macchia

visitarci monasteri del-

mento

di felicitazione del general in ca-

le Clarisse e delle

carmelitane; quindi al

po della spedizione militare francese del Mediterraneo Baraguay d'Hilliers. Usc


sulla loggia ap[iositamente costrutta,

palazzo Ginnetti Lancellotli, atteso osse-

comparti

1'

apostolica benedizione ad

un

quiosamente dal principe e principessa Lancellotli, ove in trono ammise alctuie dame cospicue romane, venute ivi per
aver quesl' onore.

immenso popolo, venuto


troll eacclamaiite.Salito
il

da' paesi limi-

poscia dalla loggia

Papa

nell'ap-

che guarda
di

la

piazza del Trivio comparti

piirtamento superiore del cardinal Macchi, a tale elTelto

addobbato splendidapoco tempo, indi pas-

mente,
mise
la vi

si

ritir per

s a mensa, e fra'personaggi che vi


fu
il

amuno
d'al-

general francese. Quella del-

tavola di stato era ali. "piano, in

agli alloggi del seguito.

Dopo

il

pranzo,

nuovo la ponlidcia benedizione al numeroso popolo esultante. Tornato alla sua residenza, dopo il desinare pass il resto del giorno in udienze accordate a persone ragguardevoli. Venne in Velletri anche il cardinale Patrizi vescovo d' Albano, per invitare il Papa a trattenersi in tal citt alcun
vi.

dalle finestre

god dello spettacolo mentre


altri

poco nel passardiscese col cardidella

cuni fuochi a luce di Bengala incendiati


sulla piazza,
i

Nella sera

il

Papa

due

palazzi del co-

nal

Macchi nell'appartamento

ma<

mune

e della legazione erano illuminati

a cera,

come

della nobilt veliterla

n<i,e brillanti
citt,

luminarie rischiaravano
la

godere sulla loggia l'incendio d'un fuoco artificiale, sopra grandiosa macchina situata in contro al pagistratura per
lazzo, essendosi rinnovata
1'

massime

gran torre del Trivio

illuminazio-

ed

prospelli delle

due chiese sulla piazza


poi all'udienza qualaltri illustri soggetti,

ne per

la citt

come nella sera

precedente.

delComune.Ammise
che deputazione e
fra' quali

Le

iscrizioni
si

che acconcie a q<iesta cir-

costanza

videro per Velletri, olire quel-

ilcomamlanleeilcapitano delle guardie nobili. Nella seguente mattina il

Irtdell'arco,
ilei

furono quelle delle due porle


le

palazzo comunale, per

sue scale, e

Papa

ricev la cuuimissioue municipale

nella sala delle lapidi; nella porla della

59
k.

V E L
di
s.

VEL
Icgitlo.

cailedrnle, nella facciata tletla chiesa


iSiiuliiio 8, in

Ma

un

Hiilo,

die dopo
il

lale di-

quella della chiesa di


della cliiesa

sposizioiit; piincijalmeiile

[xelato deleil

Augelo
fc.

2, in

qnella

delle

gaio funge

il

yovernaiuento, ed

cardi-

ijliuiniale, nella porla del nionaistet'o di

naie non nella alcuna parte; laonde cess


l'autoiit civile e

Chiara. iVelia nialtina de' 12 aprile ore i3


il

non leslche

il

nome

<:iica le

fra gli
ji

evviva del

Papa par per Ilonia nunierosopopolo, dopo

d legalodi pi vasta provincia, cio delle

ver concesso la croce dell'ordine l'iano al

j)reidenledellacommissionemunicipale,
e medaglie agli altri

tre nominale. Quindi cess l' uUlzio di commissario pontificio di Maritlinia e Cam|)agna di mg."^ Derardi, e della vice-

memhri

della

me-

legazione di Velletri, e venne promosso


a sostituto di

tlesima; lasciando al cai dinal


di

5oo

[)e'

poveri,

Macchi scuquali vennero pure


J

segreteria
cifra.
Il

di

stalo e se-

feovvenuti dal municipio.

cardinali

A-

Poni e Antonelli seguirono il Papa. La commissione comunale e prviiiciale non lasci quindi di recarsi in Koma, per rinnovare al Santo Padre le
squini,

Du

Dauco loda 1' illustre prelato per prudenza, moderala giustizia, qual buono e giudizioso govergretario delia

nanle, ed

proteste di fedele sudditanza e di

filiale

veliterni gli conserveranno sempre gratitudine. Dichiarata la proviaeia di Marittima delegazione apostolica e facente parie di delta legazione, il Papa
i

ultaccamento dell'intera
eia, e di gratitudine pel

citt

e provin-

scelsea delegato

il

sullodato mg.'^ Bruti

compartiloonore dei benigno soggiorno. Di poi nella sala delle lapidi fu posta una marmorea iscriz.ione, che ricorda la venula e dimoradi Pio IX in Velletri. Nel di seguente anche
il

gi vice-legato. Egli
lieo della
s.

commissario apostocitt di Loreto, ne'

Casa e
tristi

tempi

pi

tenne regolare e senza

detrimento
venti.

la

vasta amministrazione di
la

quel sautuiuio, e cos

lanci ne'noti egli altri

caiduial Macchi torn in


in

Roma, dopo
5 mesi,

Fu ramingo come
i

fedeli

aver dimoiato

Velletri quasi
il

ministri della s.Sede.E pai tito per l'orien-

Per ordine

del l*apa

cardinal Antonelli

tee
te le

visitati

santi luoghi di Palestina; fni-

kcgretario di stato a'22 noveudire

i85o

vicende, tornalo infloma, fu

nominadella

}'ubblic la legge sul governo delle pr-

lo protonotario apostolico partecipante e

vincieesuH'amminislrazione provinciale,

specialmente deputato per

gli atti
Il

Con

essa lo stato pontificio fu diviso

iu

congregazione de'
i

ss.

Riti.

1,

maggio

leij;azioni,

oltre

il

circondario della ca-

La legazione di Marittima e Cam])agna si form delle pio vincie e delegajilale.

delegato.

85i prese [)ossesso della nuova carica di Gia'24 marzo per nomina sovrana era stalo elelto il nuovo consiglio,
quale
si

zioni apostoliche di Velletri o Marittima,

il

riun a'3o per formare

le ter-

di
to,

Frosinoneo Campagna, e

di

Beneveu-

ne della nomina del gonfaloniere e di 6


aiiziiiiii,a

come
e

gi notai.

rittiina

La legazione di MaCampagna si conferisce seni-

termini dell'editto 24"<jvembre

i85o;

e nello stesso giorno cess la

com-

decano del sagro collegio, che la ritiene durante la sua vita. Per provvedimenti di alla questa legazione jiolizia, ed il movimento delle truppe dijiendonoda' ministri competenti, il depre
al cardinal
i

missione comunale provvisoria. Ne'primi


del 18 T2 mg.' Bruti fu
te

promosso a/Jt'jg^ge/igii

della caiici'llcria apostolica, e

sue-

cesse nella delegazione mg.'^AntouioBaiu-

bozzi.

Come

Velletri celebr la

promuldel-

legato esercita nella sua provincia


toril governativa

1'

audi-

gazione della definizione del


1'

dogma

ed amministrativa,
Il

peiulentemente dal cardinal legalo.


legalo per
gli affari

de-

Immaiulata Concezione, seguita solennissimamente nel tempio Paticano


(''^), lo

della sua delegazione


cui cardiual

narrai nel voi.

LXXIH,

p,

yo,

conispoude ordinariumeute

nel

raccouture quuulo [)recedellc, uc-

V E L
U niemornlVile aweiiimetitu. Nell'anno i855 caduto in Iloma in penosa e grave infcnniti il car> diluii Macchi, siccome amultssimo ve scovo e legato, veliterni non cessarono di rivolgere fervidi voli a Dio perla pronta gnarigione. Questa ollenula, si rallegrarono e ne reitero pubbliche e solenni

V E L
.

'

59
il

compagno

e segu

Pietro,

da

s,

Paolo^

quale nel rel^ietru,

carsi a
il
I

Ruma

nell'anno 6 idi nostra era e


s.

<j.
i

del ponlilicalo di

secon-

do

calcoli del medesi'.no

Bauco, fu in-

contrato da una squadra di cristiani alle

Tre Taberne, 3o miglia circa lontano da Roma, luogo che crede restasse poco distante da Cisterna, che

azioni di grazie all'Altissimo e alla

Marec

lungi da Vellelri

nia con

rimane 8 miglia buone ragioni

donna
a

delle Grazie;

ed

il

Papa

si

esclude che avesse potuto deviare dalla via

vi>itarlo

e confortarlo a' i5 narzo.


i

Appia lungi 4
fondere
in

ojiglia dalia citt, per difla

Tutto riferiscono n. 6i e 62 del Giornale di Roma. Dipoi il Supplemento del n. I i3 riporta il program tua del gonfaloniere conte Baldassiire Negroni, pe'fe-

questa

fede, essendo in istalo

di prigioniere, e

messo

di

Luca non avrebbe omriferirlo. S. Pietro spesso da


s.

Roma

usciva per annunziare le verit e-

gleggiamenli co' quali sarebbe celebralo


il

ritorno del cardinale in Veletria'ia

vangeiiche ad altri popoli, come asseriscono gravissimi scrittori, fra' (piali l'Ughelli,
il

maggio. Si descrive quindi l'incontro e


r ingresso
triont'ule nella citt, e
al

Lucenti, l'Olloino,
il

ftcile

a-

come

il

dunque

credere, ches. Pietro abbia vole

cardinale pose

colmo

la

generale esul-

luto estendere

sue predicazioni sino a

tanza, con mostrare benigno gradimento


di

Vellelri, distante

da

Roma 20

miglia. Pos.

tante lispellose e allettuose dimostra-

teva ancora averlo fallo per ujczzo di

zioni. Registrai nel voi.

LXXX,

p.

166,

Ch'Io da
ghi di
3."

lui stabilito

suo vescovo coala

che

il Papa dichiar n)g/ Bambozai nel marzo 856 direttore generale delle car1

diutore per annunziar

lede ne'sobbore poi

Roma, come vuole Ciacconio,


Pontefice
;

ceri, case d

in pari
lico di

condanna e luoghi di pena ; tempo nomin delegiito a[>ostol'odierno mg,' Luigi Gioril

sommo

e poteva

anche a-

V ellelr

ch'era

dani, Riferisce

G ior nate di Roma dalRoma


del

settembre iSSy come Yellelri ceil

lebr

ritorno in

Papa, dal

mezzo di s, EfialVodito, uno de'ya discepoli di Ges Cristo, al quale commise s. i^etro la cura di promulgar il Vangelo in tutta la provincia di Campagna, e il fece vescovo di
verlo fatto per
Te/VtffZ/jrt.Che questo santo vescovo

viaggio fatto ne' suoi stati, a


nella

Modena

an-

Toscana; e memore senipredel be-

nunziasse

la

fede cri^lialia u Vellelri

nefizio accorda loie nella ferro via, a ver de-

opinione di Ughelli, di Lucenti, di


zaies e di altri scrittori.

Gon-

cretato

un monumento a perpetuare il nome del munifico Gerarca, inviando


inoltre
il

Se

vuoisi sostela

nere, che

s.

Paolo predicasse

fede iu

magistrato a rassegnare a'suoi

questa

piedi le pi sentile grazie.

che dimostrazioni
tificiale

vi

fu

Fra le pubbliun bel fuoco ars.

crede Banco che per noa dev'essere sUito il primo, perch gi eracill,

no
tro

scorsi
;

7 anni del ponlilicalo di

s,

Pie-

incendialo sul colle di


test

Lucia,

ove fu aperta
la,

una nuova passeggia-

nomata Pia,
involta fra
le

non polendosi supporre che il suo zelo, o quello di s, Cleto o di s, Epafrodilo si restasse da non giungere sino a
Vellelri, luogo
si

L'origine della chiesa vescovile di Velietri

vicino a lloma,a far co-

tenebre dell'antichit,
il

noscere

la

dottrina di

Ges

Cristo. Quan-

presto pel entr in Vellelri

salutifero

lume

della religione cristiana, llcau.baxii

do s. l^uolo Foro Appio


furono

fu da'crisliani incontralo al e alle

co congettura che

prinji

fondamenti

cri-

tulli ruinuni, e

Tre Tubeine,foise non pu credersi che


cir-

kliaui ia Velletii biuuo &lull gellali u dei

fiu di esi ve

ne lusser puiede'uucsi

6o
ch
s.

VEL
stiana

VE
in

L
il

conviclni e anche velilerni. Forse allor-

penetrasse in Velletri al tempo


cristia-

Fnolo

lcliinrato

Roma
luce
ilei

inno-

della primitiva Chiesa. Entrato

cfnleeiasciiitoin libert, parlendone per

nesimo
i

in questa citt, devesi


la

credere che

diverse regioni a recarvi


gelo,

la

Van-

Pupi ne decorassero
sia

chiesa colla catla

ovvero nel suo ritorno in Roma, potr essersi recalo anche in Vellelri. Inoltre in Velletri tradizione, che ancora s. Clemente /, poi 4- Papa, istruisse il
popolo veliterno, anzi
gesse
s. si

tedra vescovile,

per
la

frequenza del

suo popolo e

sia

per

vicinanza a

Ropo-

ma. Se mancano memorie per provare


l'antichit del

suo vescovato, per

la

vuole che reg-

la

chiesa di Velletri, e che seguisse


nelle

Paolo

sue apostoliche fatiche.

Rauco

qualifica tale tradizione priva di

andati, nondimeno questo vescovato fu sempre considerato come uno de' primi e principali. Ne'primi secoli vescovi che
ca accuratezza e infelicit de'secoli
i

prove e senza fondaniento. Certo che s. Clemente I pure fu vescovo coadiutore di


s.

ressero questa cattedra furono veliterni,

poich ordnavasi da'sagri canoni, che


vescovi
si

Pietro ne'sobborghidi

Roma. Che

scegliessero tra'cittadin, e vie-

se in Velletri dedicata la basilica cat-

ledrale,con)e tullelechiese, a Dio,in onore di


s.

Clemente

!;

e sei velilerni

ab

ini-

meinorahili
tore,

lo scelsero

per i ."loro protet-

tavano innalzare alla dignit vescovile persone straniere; non mancano per molti esempi contrari. La chiesa di Velletri stata sempre annoverata tra le cattedre pi antiche e primarie di
sa,
s.

avranno
velilerni

forse ci (atto per


il

qualche
Piazza,

Chie-

nitro impellente motivo. Dice

come

tra le

Siihurbicarie. Allorch
i

che
1 la

dedicarono a

s.

Clemente

cattedrale,

come

a loro concittadino

discendente dalla famiglia Ottavia, nou

ebbero principio Cardinali {^P',), ed anche prima che questa sede fsse unita a quella d' Ostia {f^-), fu sempre cardinalizia

meno die
lo

."apostolo della citt, e secon-

alcuni anche i.vescovo di essa, e suo


il Theuli lib. 2, Ingresso della Fede in Felletri. Rorgia, lib. 2, secolo 1.: Dal Nasci-

patrono. Si pu vedere
e.

sempre ambedue furono soggette immediatamente alla s. Sede, ed il suo vescovo il i.fra'6 suburbicari. Le Ozioni
:

2
il

(/''.)

de*

toli e delle

Vescovati Suburbicari, de' TiZ^mroie cardinalizie princi-

mento di Cristo Signor Nostro. Per


veliterno Dauco, contro
cittadini
gli scrittori

il

piarono neli4o9 e nel i4io. L'unione


delle cattedre vescovili d'Ostia e Velletri

confalse
."
il 1

le opinioni,

Theuli e Roigia, dichiara che s. Clemente I fosse

l'oper

Eugenio

III

nel

i49

stabil-

mente, poich prima

lo

erano stale a be-

vescovo

di Velletri, e

discendesse dalla

famiglia Ottavia e perci veliterno. Es-

sendo stata l'ancora l'istrumento del suo


martirio, riferisce
il

Dorgia.dipoi per sua

memoria

fu tolta per

impresa della chie-

neplacito de* suoi predecessori. Ci avvenne perch Ostia, antica citt fabbricata da Anco Marzio re di Roma, alla foce del Tevere perch vi si fermassero i viaggiatori e le merci provenienti dal mare, e servisse d'ostacolo a'

sa cattedrale di Velletri,

che ne'tempi di
s.

nemici di na-

Costantino

Magno

fu a luidedicata.

che

il

cardinal liorgia disse

AnClemente I

vigare su
le

tal

Hune, rest distrutta per

guerre

civili di

Roma

e pel

nocumen-

discendente dalla famigliaOttavia. IIRau-

co segu
dinali
:

il

sentimento del cav. Luigi Car-

Osservazioni di un antico sigil' lo Capitolare, presso il t. 2, p. 29^ degli y^tti dell'accademia romana di Arclicologia.

Dal

sin

qui narrato

si

pti

con

quasi certezza osserire, che

la

fede cri-

onde priva d'abitanti lasci d'essere citt. Ne riparlai a Tevere come parte di sua foce, ed ancor pi a Porto, detto anche Porto d'Ostia, rimpetto ad essa situato, e perch in principio fu un emporiodipendeute da Ostia, a spese della quale si accrebbe. Del Sale e Saline
to dell'aria,

VEL
d'Oblia in quell'articolo ne ragionai, e<*

VEL
perch da
il

61

lui

si

consagrava e ordinava
suo slenima gentilizio,
e
Yelletri

sendo divise dallo stagno d'Ostia che oli* benda di pesce. Erano di Feio (T.) e

rumano
tuttora

Pontefice, e perci coll'insegna


il

del pallio orna


e
il

Anco Marzio l'ampli

e miglior,

indi

vescovo d' Ostia

continuarono ad esercitarsi fino al 1798 e furono riattivate nel 1826. A Tabacco,


trattando della Regia ponliflcia de'
suli

l'eseguisce assistito da
li

due

altri cni<lina-

vescovi suburbcar pi anziani, in

uno

all'

e tabacchi, dissi alcun'' altre parole del


sale e delle saline d'Ostia. Di queste e del

Intronizzazione e collocamento sul Trono (f^.), e Papa s. talentino (F.)


fii

nell'827

prima introni/zato e poi couli

Porlo Ostiense
gionarne in
tive,

ossia

(Ine.
i

Romano dovr raDopo l'unione d Ostia


privilegi e le preroga-

sagrato. Gli ultimi tre esempi

dierono

Clemente XI Y, Pio VI e Gregorio XVI.

a Yelletri, lutti
i

A cagione

dell'avanzala et del cardinale


d*

che appartenevano ai i. "vescovato suburbicario d' Ostia, e rimardiritti

Cavalchini vescovo

Ostia e Velletri e

cati in

queir articolo,

consolidarono,

compenetrarono e si resero comuni a questo di Yelletri, essendo divenuta una sola cattedra ; inclusivaniente al diritto che
avea l'arciprete d'Ostia d'inlervenirealla
consagrazione e ordinazione del nuovo

decano del sagro collegio, consagr '19 ntaggioi 769 Clemente XIV, il cardinal Laute sotto-decano del medesinio e vescovo di Porto e
na, e
s.

Ruirina, coll'assislen-

za de' cardinali Albani vescovo di Sabi-

York vescovo

cM Frascati,

come

car-

dinali vescovi suburbicari pLi anziani, e


lo ricavo dalle notizie di

Papa,

nel caso che

il

vescovo non

vi

si

Roma

d quel-

trovasse presente, che perci pass nell'arciprete della cattedrale velitertia nel-

VI fu consograto a' 11 febbraio 775dal cardinal Albani (senza nol'anno. Pio


1

l'assenza del vescovo d'Ostia eVelIetri,

come ancora
sendo
altro
egli

nel caso che

il

vescovo stesso

fosse esaltato al soglio poiitincio.

Ma

es-

vescovo, s'intender forse d'in-

tervenire alla sua Benedizione. iNon per

motivo dunque,

rileva

Banco, Be-

la Relazione di tutte le ceremonie fatte per la consa graziane in \>esco\'0 di Papa Pio FI, Roma ijj^, dal decano) vescovo d Porto e s. Rubina e decano del sagro collegio, ch'ebbe ad assistenti cardinali Yoik vescovo di

minarlo dice

nedetto XIII

sommamente

pratico delle

Frascati e
di

il

cardinal Rezzonico vescovo


il

cose ecclesiastiche, nel suo breve col quale

Sabina. Osserver che


in

cardinal Alal

decor
la

canonici della cattedrale ve-

bani

conclave fece quanto spetta


I

de-

literna d cappa

magna, appell questa


tra
le
i

chiesa

prima

sei

suburbicare,

che sogliono reggere


piscoporuin. Papa
to, e di V^elletri in
Ajo

cardinali pi an-

cano e pel ."rese l'adorazione d* Ubbidinza; e leggo nelle Notizie di Roma del 1775 nella nota de'cardinali secondo
l'ordine d'anzianit
ni
:

ziani dell' ordine de'/'^eicoi-/,


s.

Prior Enel

d cardinal Alba-

Leone

11

682

decano, 2.
3.
il

il

cardinal

York

sotto-de-

fu consacralo da'vescovi d'Ostia, di Par-

cano,
4.

cardinal Serbelloni

vescovo

luogo di quello d'y^Macui apparteneva, perch allora quella


si

d'Ostia e Yelletri pel narralo di sopra,


il

cardinal Rezzonico. Di conseguen-

chiesa

trovava priva del suo vescovo.


suoi luoghi, che fino da' primi

za al cardinal Serbelloni per anzianit in-

Narrai

a'

combeva per lo meno


grante
;

d'assistere al cona-

Consagraziontt o ordinazione del Papa (^.)si eseguiva da 3 vescovi, ili.de'quali era l'Ostiense,
secoli della
la

Chiesa

sar slato indisposto, ovvero

non
e

credette prestarsi

come vescovo d'Ostia


il

Velletri, a cui spetta consagrare

nuovo

per cui Papa s. Marco confer al vescovo d'Ostia l'insigne ornamento del Pallio,
di cui riparlai nel voi.

LXXXI,

p.

38,

Papa se non insignito del grado vescovile. Qualora non fosse Suddiacono, Diacono e Sacerdote, io questi articoli dissi

62

VE L

VEL
decano riceve e poi rende, in quell'articolo ne discono. Per assenza e impotenza
del

come procede l'ordinazione dell'eletto Papa, per mano del carilinal decano o del
cardinal soUo-decano. Gregorio

XVI

n'6

Decano (V.)

in tutto supplisce nella


il

febbraio

83

fu consagralo dal cardinal

suprema dignit decanale


del
di

sotto-decano

Pacca decano del sagro collegio e vescovo d'Ostia e Velletri, in unione al cardi rnleGalleni solto-decano del medesimo
e vescovo di Porto,
s.

sagro collegio, d' ordinario vescovo

Porto (V.)

ss.

Raffina e Seconda,
in

gi detto di Selva

Candida, ed

Roma

Ruflna e Civita-

vecchia, e

al

cardinal Arezzo vescovo di


anziani. Dice
il

Sabina,

come pi

Banco,

altro speciale privilegio

Sagro Collegio
tisteria del

(la

decano del segreteria e compudel

Tevere (f.^ esercitandovi giurisdizione. Questo vescovo per lo pi era Bibliotecario della s. Sede ( K.^jCapo degli Scriniari (F.) ossia Proloseriniario(F.). \io\\ve il Dauco reavea residenza
nell'isola del

quale ora trovasi collocata denel palazzo della Cancelle-

gistra

il

privilegio gi particolare de' ve-

corosamente
ria,

scovi Ostiensi e Veliterni, nel giudicare

come notai nel voi. LXXXII.p. 25o), Sacri Senatns Principcm, quello di presiedere allo Scrutinio che neConclave si fa per 1' /^lezione del Papa, e la Coronazione dell' Imperatore. Ne' due primi de'ricordati articoli riportai tutte quante le prerogative del cardinal decano
del senato apostolico, oltre quelle che

privativamente sopra

la

cognizione delle

causede'danni dati soprai beni del la mensa vescovile; concessione ch'era stata fatta

nel

i635 da Urbano Vili

al

cardinal

Ginnasi, ed scolpita fuori della cattedrale. Sui privilegi e prerogative del car-

dinal vescovo d' Ostia e Velletri,

si

pu

vedere
letri

il

Piazza.

Le

chiese d'Ostia e Veli


i

Sede Vacante {V.)-, e dell'aSanta di s. Paolo, (V.), se non arciprete d'altre patriarcali; e ne' due penultimi dichiarai la parte
esercita in

fiu'ono

nobilitate da
le

cardinali

pertura della Porla

eletti

Papi nentre

governavano: d
suo articolo, fu-

Ostia, e

come

dissi nel
II

rono Urbano
Velletri

ch'egli avea nella consagrazione degl'im-

Onorio II, ed anche di rifesecondo Dauco; gli altri


e
li

peratori,

la

quale
in

si

ficeva

dal

Papa,

rir nella serie de' vescovi d'Ostia e Velletri,

bens e col pallio

cio per sua assenza

mancanza di questo, da Uoma o impoil

sacra,

tenendo presenti 1' Ughelli, Italia Episcopi Oslienses et t. i, p. 42


:

tenza, apparteneva al vescovo d' Ostia e


Velletri,

Feliternenses.

Piazza,

La Gerarchia

come esegu

cardinal Pietro

Cardinalizia: Di Ostia e Fellelri, Ripeter l'avvertenza, che

Bertrand che coron l'imperatore Carlo iV, insieme coli' imperatrice Anna sua
moglie. Soltanto Clemente

non mi diffonder
scrissi le

nelle notizie de'cardinali vescovi, sebbene

per
il

la

co-

divenuti Papi, perch ne


fie;

biograla

ronazione

di

Enrico VII deput


vi

cardi-

molto meno dopoch ebbero

giu-

nal vescovo di Sabina, bench tra'3 cardinali assistenti


Velletri.
fosse quello d'Ostia e
la

risdizione teniporale,avendone trattato di

sopra in uno alle precise date dell'eleziosa In giurisdizione civile;

Facendo

coronazione

il

Papa,

allora

il

cardinal decano vescovo d'Ostia

ne e del possesso, dopoch fu loro conceslaonde da quelsoltanto accenner l'anno


iu cui

e Velletri, ornato del pallio, ungeva coll'olio esorcizzato

l'epoca in poi

l'imperatore. iNelle sase-

gre funzioni delle Cappelle pontifcie,

divennero vescovi. Egualmentedi molto del loro operato gi ne discorsi, e


sarebbe ripetizione
fu
il

deva sopra
lebralo in
de'ss.

Re,

come

nel ponlilcale ce-

ridirlo. In Velletri

s.

Pietro nel 149^' perla festa


iu cui
il

Fabiano e Sebastiano,

car-

stampato neli684: Facultales et privilegia Emi, Cardinalis Decani in Episcopatii Ostiensi, et Feliternensi in spiritualibiis, et temporalibiis.
il

dinalDella Rovere sed sopra Carlo Vili


re di Francia. Quali Fisite
il

cardinal

cardinal

EL
aif.ibetico

V E L

(')3

Della Somaglia fece stampare in Pioma:

quello d'Oslia sottoscritto per ordine

Giiirisdizinnc pri^'at'ndt'C Pjn,''vRe\\

Betlalnr Otlicnsix. Tlienli e


distinzione ne fecero
la

Cardinal vescoK'odi Ostia e di Fclelri, decano del sagro collegio, slahiliin da


Coslilnzioni apostoliche, riconosciuta
<?

Piazza confusero Bonifacio e Celio Bonificio, e senza

un

solo vescovo. In seguito resse

cattedrn

dichiarata
della
s.

da

decisioni del tribunale

di Velleiri Silvano, che intervenne a'sili Papas. Simmaco del ^o r, novembie jo?., nel ToS e in altro di dello anno del !. ottobre, nel quale, come neh. "e 3.de'non)inali trovasi s(tttoscrillo Sylvnnus l'elilernns, e senza

Rota, e

da cosa

giudicata. Que-

nodi romani

sta illustre e

nobilissima chiesa vescovile,

de'6

J.* in dignil;, non solamente fra le chiese siibuil)icarie, ma dopo la Romana la r.' fra le chiese del cri-

riguardala la

slianesimo

il

cui cardinal

pastore dal-

rUghelli dello Primus

omnium

ep-

scoporum. Egli, come gli altri cardinali Vescovi Suhnrbicari ,ev Ebdomadario (T ) nella proto-basilica Laleranense, celebrando
pale pel
(li

dubbio quello stesso del 2. in cui nominalo Syvano e sottoscritto Sylviniis Velilermts. Siccome nel Martirologio romano a' o febbraiosi legge: la CampaI

nia

s.

Sylviani episcopi
il

et confessoi-is,

in ogni

setlimana sull'altare paPontefice.


III. "vescovo

controversia se sia

nostro

SHvano o
Il

Sommo
il

Siiviano vescovo di Terraciua.


te can.

diligen-

Velleiri di cui siasi trovata


rpiale

memoria
al
s.

Banco anche

in questo riporta !e

Deodalo,
lio di

intervenne

conci-

discrepanti opinioni, senza per pronunziarsi.

Roma

convocalo da Papa

Ilaro a*

Dopo

la

morte

di

Silvano, per lo

ly novembre 465, nominandoci fra'vescovi die v'intervennero Deodilo Feliterno.


leti,

spazio di quasi

90 anni non apparisce memoria alcuna di vescovi velilorni.Nel 5q2


I,

Anche
la

il

Lucenti, segnilo dal Codell'Ughelli, con esso

reggeva questa cattedra Giovanni


I

a cui

commentatori

comincia

serie de'vescovi veliterni,

che

Papa s. Gregorio nel gennaio diresse una lettera, ordinandogli che [)er evitare
il

r Ughelli avea principiala


lonifacio del

col 3. Celio

furore de' longobardi trasferisse

la

sua

499Slin)a

lauco, che

non

sede in luogo pi sicuro di sua diocesi


appellalo Arenata presso
la

per da dubitarsi, che molli vescovi precedes>ero Deodalo nella cattedra di questa chiesa
;

chiesa di

s.

ma

per

remoti tempi e suc-

cessive infelici vicende politiche, accadde

a Velleiri

come

molle altre

insiiini cil-

Andrea apostolo. Allo slesso vescovo nell'agosto il Papa invi altra lettera, in cui gli commise la cura e il governo della chiesa di TreTaberne, come dissi nel paragrafo Cisterna, assoggettandola e u-

l vescovili d'esser priva di

memoria

de'

suoi primi pastori. Gli successe Bonifacio,


il

nendola

alla chiesa di Velleiri,


di

con pie-

quale

si

trova registrato tra'vescocelebialo in

na podest
t

disporre del suo clero e pa-

vi presenti al concilio

Roma

trimonio. Ci avvenne, perch quella citquasi distrutta da'lougobardi, e

da Papa

s.

Felice

Ili

a'i3 marzo 4^ 7. lo-

man-

di Celio Bonifacio trovasi nel concilio ro-

cante del proprio vescovo, non restasse


priva del [lastore.
di Giovanni [ uu privilegio con5c)3 da detto l'apa all' abbate
il

mano di Papa s. Simmaco, del I. "marzo 499, Episcopus FcUternns. E da rimarcarsi la preminenza ch'egli vi ebbe, poich la sua sottoscrizione segue immediatamente lu poiilifjcia. Il Laurenli o[)ina, che due vescovi di Minlurno e di Veli

nome

trovasi registrato in

cesso nel
di
al
s.

s.

Medardodi
I

Soissous, ed intervenne

sinodo romano coiivocalo dnllo stesso

Gregorio

a'5 luglio 593. Sul mentoi

leiri fos';ero in

questo sinodo colhiterali


stali

valo luogo Arenala, vari sono


ti

sentimenio quello

del
rili

Pjpa, essendo
fra
il

ambedue
vescovi,

prefe-

degli scrittori
il

che ne fecero indagini,

uumcio

U'

82

anche a

ed lucerlo

sito suo,

come

64
si

VEL
ci

VEL
U
re per immediato successore di Giovanni
a'

dove sorgeva Tre Taberne. Questa


circa

vuole die fosse nella via Ap|)in lungi

da Cisterna, viciiioal lume A stura, in un luogo che ancora oggi chiamasi Tre Taverne, ove si vedono le

"liglifi

Umile nel 601, che 5 aprile di tale anno intervenne al sinodo romano adunato da s. Gregorio I, nel quale a favore de'monaci promulg
1

(levesi riconoscere

vestigia d'antiche rovine.

E comune opine porall'Iti-

il

celebre privilegio cliiamatoCr;//.9//7^o,


in

nione, che questa citt fosse dove ora esiste Cisterna,

ed

questo pel 2. "vescovo

si

sotto.scrisse
Il

che

in lingua latina

Hiunilis episcopus Delitrenxis.

p.

Lab-

ta

il

nome; sentimento opposto

nerario d'Antonino che la fissa 4 miglia lontano da detta terra. Piutloslo dovr dirsi, pensa Banco, che l'opinione deriv perch Cisterna dalle rovine di Tre Ta-

b volle correggere tale sottoscrizione in questa forma: Joannes hitmilis episcopus ' tliternensis ; volendo con ci infendere,

che

il

vocabolo Umile [F.) non sia

verne acquist maggior territorio e pi numero d'abitanti, e ne asounse perci il


di
lei

nome proprio, ma piuttosto un aggettivo, ma senza alcuna prova. E sebbene diversi


vescovi,

anche

veliterni,

usarono l'epiteto

nome

in Ialino.

Dal49q

in cui

De-

cio era vescovo dell' antichissima chiesa


di

humilis nelle loro sottoscrizioni, non pu per asserirsi che sia slato usato da Giovanni
I.

Tre Taverne,

sino al 592, epoca in cui


alla chiesa di Velleiri,

Comunque

sia,

eziandio

il

Rauco
li-

accadde l'unione

pose nel catalogo de' vescovi veliterni


mile dopoGiovanni
nia del
I.

non

trovatisi altri suoi vescovi.

Dopo un
Tre
si

secolo e mezzo, per industria e cura de*

649

di

s.

Nel concilio di [IoMartino 1 Papa, v'in-

vescovi veliterni,

la

chiesa desolata di

tervenne Potentino Belliternensi epscopo, Neil' altro sinodo


sotto

Taverne
tri,

risorta al

primo splendore
la

romano
nel

celebrato
vi fu
si

sciolse la soggezione alla chiesa di Velie-

Papa

s.

Agatone

680,

Pia-

e fu ripristinata

sua sede vescovile.

centino
scrisse

vescovo veliterno, che


fu

sotto-

Kel 761 aveail proprio vescovo, cos nelrSGp, dopo ilqual anno non trovasi memoria d'altri,ondevuoleLucentichesul fine del secolo XI la sua cattedra fosse nuovatnenle sottoposta per seoipre alla
terna, nella cui diocesi
veli-

Plncentinus episcopus provinciae

Campaniae. Questi

chiamato ancora
o
nel precedente,

Placizio, poich in altro sinodo tenuto in

Roma nello
sopra
si

stesso anno,

gli affari della

chiesa d'Inghilterra,

compreso anche

legge registrato Placitio Feliternensi.


lo

oggi

il

luogo di Tie Taverne. Avverte


i.

L'Ughelli

chiama Poteniius
i

sive

laoco nella
2. del
1

"edizione del 1841 e nella

centius, senza riportare Potentino

(il

Piache

85

1 ,

za che lochiauia
se dal credersi

che oltre l'Ughelli e il Piazs. Geraldo Moroneo (fordiscendente de' Merovei

re de franchi, popoli gei mani che conqui-

vescovi del darebbe a sospettare che 680 e 681 fossero uno slesso personaggio, il cui nome colle prime iniziali e finali si scrisse in diverso modo), e il Coleti,
si

starono
cuni
lo

la Calila, e forse per questo aldicono francese e altri germano di Batisbona), vi sono alcuni quali nel SgG,
i

vel Placilius.

La provincia
si

de' volsci

chiamava Campania, ed ecco perch


Silvano e Piacentino
sottoscrissero

s.

con anticipazione di secoli, erroneamente danno per successore a Giovanni I vescovo velilerno, s. (^eraido monaco e perci
fiorilo sotto
s.

vescovi di essa,
di

debbonsi riconoscere Velleiri. Nel 683 a'i5 agosto divenu-

ma

Gregorio

I,

che da suo mo-

e solide le ragioni che


inutile
il

naco l'eleva questa cattedra: sono tante adduce,onde reputo


riferirle,

to Papa s. Leone II, nella sua ordinazione si legge in Anastasio Bibliotecario: Qui suprascriplus sanclissimus t'ir or'

dinatus est a

tribits episcopis, idest

Anil

essendolo stato nel

se-

drea

Ilosticnsi,

Joaniit Porluensi, et

colo XI,

come

dir alla sua epoca. Inve-

Piacentino elilernensi^ aggiungendo

VEL
Novnes,
in

VEL
cario,
il

Gj
che mez-

luogo del vescovo tV All)nno;

ed inoltre dice che I* elezione dt;! l*apa segu a'i6 agosto 58'?.. A'7.3 luglio G85
eletto

Papa Giovanni V,

ancli'cgli fu con-

sagrato dal vescovo Andrea, assistilo da


qtie' di l'orto e Velleiri, cio

Piacentino, onde
vaes,

si

Giovanni e aigomenta dal No-

una Magri spiega, drappo con croci in zo, ed il Zaccaria, tcxtilc crucibns refcrlnni acrnx patens. Gregorio Episcopo f ellitris si legge notato nel concilio Vaticano d' Eugenio Papa dell' 826. Il vescovo Giovanni III intervenne al sinodo romano dell'S dicembre 853 di Papa s. Leone IV, sottoscrivendosi /'yn'.9roy>.y
Belliterncnsis; e fu pure all'altro di Ro-

veste r/e .W/i^r^c/, vocabolo

che fosse ancora vacante la chiesa d Albano. Giovanni II fu al concilio di Roma adunato da Papa s. Gregorio II
i ,

a*5 aprile 72

si

sottoscrisse:
s.

Joanncs

hiimUis episcopus

Ecclesine Vcliler-

nenss hiiic constilulo a nobs promulgtito subscrip. Mei sinodo di

Lalerano ceZaccaria,
in-

lebrato nel

743 da Papa

s.

tervenne Grazioso vescovo veliterno, denominato dall' Ughelli anche Grosso. In


altro concilio Lateranense, dallo slessoPa-

8 novembre 862 adunato da PaI contro l'arcivescovo di Ravescovi nominati ninvenna. Fra tutti no sal alla fama di Gauderico, che successe a Giovanni III neir865,e fu detto anche Gaudenzio, come lo chiamai col
de'
1

ma

pa

s.

Nicol

Cardella nella biografia, ove


cardinale
rati,

lo celebrai

amante

delle lettere ede'lelte-

pa convocato nel ']^5, registrato Gra(ioso f^ellilrias, e


si

singolare nello studio della storia ec-

sottoscrisse:

Gradoiohs
a'

clesiastica, e celebre
tificie legazioni.

per gravissime ponlo ricono-

xns episcopus
sis his gcslis

s.

Kcclcsiae. Vellilernen-

Anche Rauco

atque sentenliae a
I

sce

per cardinale e nativo di


si

Velletri.

proniitlgatae siibscripst. Nel 761


f>iugno
s.

Non

trov alla consagrazione di Pai

Paolo

celebr

il

concilio rofa-

mano,

in cui fu fatto

un costituto a
ss.

vore del monastero de'

Stefano e Sil-

vestro OS. Silvestro in Capile, da lui fon-

dato nella sua casa paterna, e tra'vescoviche v'intervennero in 3. "luogo si sottoscrisse:

G ralianus hwnlis episcopus

e-

///re.y/.^(Cc/e5/<7e.Theuli e Piazza diGra-

pa Adriano II, che segu a' 4 dicembre 867, perch a motivo di false accuse da' ministri di Lodovico 11 imperatore era stato esiliato col vescovo di Nepi. Per il Papa tosto con molte e caldissime lettere a Lodovico II ne ottenne la hberazione, e cos Gauderico fu restituito alla sua patria e sede, la quale ricuper il suo
concittadino e pastore. Nel concilio ro-

Jj

xioso e Graziano fecero

ma

un vescovo solo, Lucenti distinse l'uno dall'altro. Pel-

mano

dell'

879

di
il

lai. "volta

Bauco introdusse

nella

serie

figur Gaudenzio
scovi, e fu

Papa Giovanni Vili 1 de' cardinali ve-

de' vescovi veliterni Cidonato,

omniesso

dagli altri palrii storici e dall' Ughelli, per-

ch

di lui non si ebbe notizia prima del 73 I Cidonato intervenne nel 769 al sinodo di Laterano tenuto da Stefano III
:

detto IV, trovandosi

ivi scritto

Cidonato
il

Episcopo P
driano
I

illitriae. Nel pontificato d'A-

pure nel novembre a quello Ravenna, e inoltri celebrati da detto Papa. Per sua cura fu scritta la vita di s. Clemente I Papa e martire da Giovanni Diacono, che non avendola coojpita, la termin lo stesso Gauderico e dedic a Giovanni Vili. Nell'SgG il vescovo Giodi

del

772 rUghelli

riporta

ve-

vanni
nato

IV intervenne

al

conciliabolo adu-

scovo Teodoro, raa di

lui e

d' altri
si

vetro-

in

Roma neir897

da Papa Stefano
che approvascada-

scovi nel rimanente del secolo non

VI

detto VII, nel quale tolta a'vescovi la

va roen)oria. In quest'epoca Papa

s.

Leo-

libert de'loro pareri, volle

ne

111

nel princpio del secolo


s.

IX don

sero e confermassero quanto con inaudita

alla chiesa di

Clemente (piae ponitur

crudelt avea egli operato contro

il

in f'eliiris, secoutlo Aiiablasio LiLliole-

vere disumato del Pupa Formoso, gi ve-

VOL. xc.

6G

V E L
.'

VEL
Osila, rarcidiacono e gli altri

scovo cardinale ili l'orlo, percli pei i <lal escosato era salilo al papato, seconilo Panviiiio <la lui chiamata usiirparione.

cardinali.

Intervenne Teobaldo
calo in

al

conclio convonel

Roma
quale

da detto Papa
si

99G

Giovanni IX nel sinodo romano dell' 898, o del ()o4 secondo Biiuco, revoc e abrogr il fallo da Stefano

Ma Papa

998,

al

sottoscrisse
i

Eplscopnx

/^ e / lit(rnpnss,\ud\

vescovi diPalestrina

e di Ostia. Lucenti lo chiama Cardinrilis,

VII contro Formoso. Negli


legge
:

atti di

esso

si

wa
fa.

InterrogatnsJoonnesBellitrmius

meno con

non avendolo riportato Cardella, altal nome, non ne feci biogra-

si intervenisset

UH

interfuicoactuset

iin'itas.

synodo, re spondili Giovanni IV

Gli scrittori delle serie de'vescovi ve-

literni,dice Dauco, riferiscono che vacasse

non

fu conosciuto dall'Ughelli e suoi con-

tinuatori. Nella i.'mel del

946
I.

trovasi

inennuria del vescovo


lui

Leone

Esiste di

neir archivio di Velletri l'istroniento

questa sede sul fine del secolo X, notando nel 1000 per successore a Teobaldo I, Giovanni che appellarono lV,il quale nella sua piet temendo l'irruzioni de'predo
ni saraceni,

d'un contratto enfiteulico, ch'egli fece in late anno con Demetrio figlio di Melosio console, ed ia pi antica scrittura

nascose
:

le

sagre suppellettili

che

in esso

si

conservi. Dice

il

Nibby che
in enfiteusi

s'intitolava

eminentissimo console e duca,


i

ed enumera

fondi ricevuti

posti Ira Velletri e le Castella, col l'obbli-

danno per sucOttone o Odone nel 002, e pongono un altro, al quale fanno reggere il vescovato sino al ro46- Questo catalogo il Bauco lo giudica apparire apocrifo, come mancante di prove. Dappoich Teobaldo
e
le ss.

Relquie

a questo

cessore

un castello e di una popolazione che coltivasse le terre. Di pi Leone I intervenne al conciliabolo adunalo in Roma a' 6 novembre 963 dall' imperatore Ottone I contro PapaGiovanni XII,chefuscismaticamentedeposto e in sua vece intruso l'antipapa Leone Vili laico. Ma caccialo da' roDiuni e ristabilito Giovanni XII, questi nel concilio Valicano de'26 febbraio
go per
di fabbricarvi
stabilirvi

viveva ancora nel 101 5, essendosi sot-

toscrtto nel sinodo

romano
s.

di

Papa Be-

nedetto Vili, Tkeohaldus


sii

Felilerneti-

Ecclesiae episropnsj e nt\ privilegio

dato da Papa Giovanni XIX dello a' 17 dicembre 1026 in favore dellachiesa di Selva Candida, trovasi soltoscrllo
d'

XX

Theohaldus Belli Iren epi se. Negli atti un conclioconvocaloin Roma da detto
le

Papa, per conservar


sa di Selva

ragioni della chie-

964 condann
d' Ostia, di

l'imperatore e l'antipapa,
i

scomunic e degrad

cardinali vescovi

Porlo e d' Albano che 1' aveano consagralo; non che privati della
sebbene poi
in tutto
il

dignit cardinalizia e sospesi da* vescovati^

Candida, si legge: No s vero resideites in Ecclesia s. Sylvestri, (pine est infra pnlatnm Lateranense, una cimi Theohaldo Bellilernensi, Petra Praenestino, Benediclo Portnensi, Theo-

pare che fossero

reintegrati, tranne

vescovo d'Ostia cosi

baldo Albanensi,Pelro Ostiensi, Dominico Lavican eie. Questa precedenza del


vescovo veliterno
fa
s

me

consagrante.

Non

conoscono suci

conoscere

la d

lui

cessori di

Leone I, sino a Teobaldo I, il quale a'27 maggio 997 sottoscrisse il diploma di Papa Gregorio V a favore de' monaci di Monte Amiato, contro Esnaldo vescovo di Chiusi. L'ordine delle sottoscrizioni riporta peri.il vescovo d'Al-

bano

bibliotecario di

s.

Chiesa, per 2.
BellitcisisEc-

Teobaldu.s episcopus
clesiat, (juindi
i

s,

vescovi di Paleslrina, di

pu alfermarecon ragione, che questi fosse lo stesso Teobaldo 1, di cui lai.* memoria trovasi nel 996. Lui morto, gli successe Leone 11^ apparisce da un contralto di donazione de' 2 I gennaio 1082, esistente nell'archivio della cattedrale, falla nelle mani di Leone II ad utilit dell'esistente parrocchiale chiesa di s. Lucia, che dal me<
avanzata et, onde

V
vt'ime
lelto
:)l

EL
iiiler-

VEL
citt,

67

tle^icoo ern stata consijgrata. Eyli

come

gi

aveano

fatto altri de* suoi

sinodo roinaiio di
del

l'apii

Heiiti-

antenati. Posto ci,

pu congeltiu'arsi che

IX

loSy o io38,in un

cui sot-

io!tcritlo

LeoEf)scoj)us Belletrc/isis.Vt
istroraeiito d'en*

tieilo ni'cliivio esiste


fileiisi

lutto dei

questo vescovo coi consenpreti, a'

so della congre-'iizione de' suoi

i6 febbraio loSp.
inirie

Il

Cordella nelle 3Ic-

Giovanni o nascesse in Velletri o u fosse oriundo;non pu poi,sostieneBauco,asserirsi che la nobilissitna famglia Conti discenda dalla famiglia Ottavia velilerna, poich la famiglia degli Ottaviisi estinse in Ollaviano Augusto imperatore da un lato,
e tlall'altro in

slorirhc de' cardinali, non sola-

Marco Ottavio, come pi


dissi,

aiente lo dice fregiato di talediguit-'i,


atlrt-tlauto dissi nella biugrafia. Indi

ma

sopra col medesimo

Giovanni

credersi essere stalocilladiiio di Velletri;

semII

bra successore imiuediato Teobiddo

sia

Teofilatto diverso dal precedente:

3o marzo io58 per auiHizione, profittando delle discordie de' romani, nel d seguente alla morte di Papa Stefano X, di notte e a oiauo armata s' intruse nella
cattedra pontificia, fiancheggiato dallo zio

io nella biografa

come

cardinale lo
nel

cliia*

mai Tcohaldo

e che

mor

1046.

Ma

dalle notizie riferite col Cardella, osser-

vo che alcune si conipenetrano con Teobaldo I. Caucu altro non sa diTeubaldo II, che fu antecessore di Giovanni Mincio, il quale fu creato in luogo di Teobaldo cardinale vescovo di Velletri, la
qiial chiesa era allora fra le cardinalizie

annoverata, come si ha dalCiacionio.Gio


vanni

V Dlinclo

de'Conti Tuscidani, gi

monaco beneilettino di s. Anastasio di Roma, nel io5o fu promosso da Papa


s.

Gregorio conte Lateranense e Tusculano, da Gerardo conte di Galeria e da altri potenti romani. Usurpato con violenza il pontificato, assunse il nome di Benedetto Ay/^y, econ tale nel novero degli Antipapi. Dopo 9 mesi e 18 giorni fa deposto e degradato dal vescovato e dal saceidozio nel concilio di Satri (^.), i quali ultimi gradi poco dopo gli furono restituiti, secondo alcuni. Visse abbietto in Roma presso la basilica Liberiana , e in essa fu sepolto; sebbene il Palazzi, poco crtico scrittore,
giorni in Velletri e
il
il

Leone IX

alla dignit di

vescovo car-

Piazza e

altri, pre-

tlinale di Velletri.

Intorno ad esso nasce

tendano che passasse

rimanente de'suoi
fosse seppellito.
la
Il

(pialchecontroversia; imperocch Theuli


e Borgia lo dicono figlio
li

ivi

diGuido de'Coii
III e di-

Rauco

registra

altrove

sua morte al

di Tusculi,

nato da Alberico

scendenlu dalla famiglia Ottavia di Velletri


il
;

loSg. Il p." Zaccaria nella sua Lettera' tura straniera storica, inser una dissertazione del cardinal Stefano Borgia
tolata
:

dr.''lo

crede oriundo di Velletri e


il

inti-

2. ivi nato, ed

simile riferisce

il

Car-

della,
le.
Il

con

l'Ialina e

Ciacconio, e cardinalo dice velilern-j.

Apologia del pontificalo di Benedetto X. L'amor patrio l'indusse a voler

Volalerrano

Acofe

scanio Landi nel

Compendio

delle,

come

di Velletri

niss., io ritiene figlio di

Gui-

dimostrare legitlitno Benedetto X, il poeta Gugliehno Burlo nella Cronologia de' Papi per tale lo cont, nella

done

della nobile ftuniglia


11

Sansovino lo il Panvnio come il Ciacconio l'aftri fermano oriundo da Velletri, ma nato in


Velletri.
:

de'Guidoni di dice da Velie-

Brevis notilia Romanoruni Pontijcwn.

Ma

in vero

e lo confessa

anche

il

can.

Rauco,
critici,

sentimento comune di tutti i Benedetto X deve reputarsi antia

Roma. Tuttoci pu esser vero, se fletta che a Guido padre di Giovanni


i

si

ri-

papa.

nella

divisione fatta col fratello toccarono beni

Il Novaes sebbene pretnise alla Storia de' Sommi Pontefici la cronologia del Borio, dice che non avrebbe di/Bcoll

che Conti Tusculani possedevano


i

in Vel-

di arrendersi alla forza delle ragioni dell'iliustre e

lelrij

per cui veune a

blablirsi in

questa

dotto Borgia, se noto gli.fosse

68

r;

L
ancora

V EL
la cattedra di

con quale autoiil poteva Nicol II depone un IcgiHiiuo Papa, o come prima della degradazione e deposizione di De-

Vellelri.
,

non possa

di

ci dubitarsi

Pare che anche se si

riflella,che nella serie de' vescovi veliterni

X, non dovesse chiamarsi antipapa Nicol 11, eletto, comesi suppone, in tempo d'un legilliino Poiilefce. Non
tiedcilo

non si trova descritto dopo la morte del

altro vescovo se

non
o-

santo.
il

comune

piiiione in Velletri, che

Damiani dopo

deve meravigliare se poi Benedetto XI prese questo nome, quasi riconoscendo quello di Benedetto X (pianto al numero, invece di dirsi egli Benedetto X, poich gi s. Leone IX erasi cosi intitolato, ad onta che Leone Vili era stalo un antipapa. Perci sono in errore quelli che

il Mincio abbia avuto ancora questa se- de; ed altri credono che almeno lo fosse quale amministratore apostolico della n)edesiuia. E forse perci, ed a richie-

sta del cardinal


veli terno, la

Tanara vescovo

ostiense e

chiesa di Velletri fu privile-

giata sul principio del secolo

XV III,

Leone Vili e Benedetto X. Lodovico Agnello Anastasio nella Storia degli Antipapi,
tali

da

due esempi, credono

legittimi

celebrar

la festa di s.

Pier Damiani con

rilo doppio. Per il p. Maroni nel 1766 pubblicandoli Coniinenlarius de Ecclesiis et

nel

1.

1,

p.

200

e seg., riferisce quella di


la

Episcopis Ostiensibiis et Feliter-

EcnedeltoX. Narra

sua elezione tumul-

nis,in

quo Ughelliana series emendatur,


si

tuaria per aver corrotto molli, ed essere

continuatnr et illustra tur j


versi considerare

oppose agli

senza spirito e senza merito.

Che

fu co-

scrittori veliterni e al Caetani, dicendo

ronalo

a'

aprile

domenica

di Passione

da Gregorio cardinal
il

arciprete, e poi die

re apostolico, e

doDamiani come visitatocache chiamando egli


i

pallio a Sligant arcivescovo di

Cantor-

nonici veliterni, canonicis nostris,

s'

in-

hery. In

tempo
s.

di questo
s.

scisma era car-

dinal vescovo d' Ostia

Pier Damiani

tenda de'canonici regolari ossiano monaci, del quale istituto era anche il Damiani, cio

dottore di

quale fu acerrimo difensore del legittimo Papa Nicol II, contro il Mincio, avendo scritto di lui con
Chiesa,
il

monaco

dell'Avellana. Questa o-

pinione del Maroni seguila dal veliter-

dispregio qua! ignorante.

Il

Theuli eidue
la

Uorgia vogliono che o nella deposizione


e rilegazione di Mincio, o dopo
di lui

no cav. Cardinali, nelle ricordate Osservazioni di un antico sigillo capitolare. II BaUco quindi intorno a questa controversia fece alcune osservazioni. Dice a-

morie,

fosse

da Nicol

II

sostituito io

suo

vere
glio,

il

p. INIaroni

preso

foi-se

un abba-

luogo nel vescovato di Velletri. Eglino per prova adducono un diploma d'Alessandro
li

non facendo alcuna


egli

distinzione fra

r istituto di canonico regolare e di

mo-

delio65, con cui concesse un


quale sembra eh'
Pier

privile-

naco, per cui


t; e
tita,

ne dichiar

la diversi-

gio al clero di Vellelri a istanza del santo, dal egli reggesse la


let-

chiesa velilerna.
tera di
s.

Producono pure una Damiani , ad Annone


,

se

che il Pennoni x\e.\\' Istoria triparaCFerm che la chiesa di Vellelri fosfin da'suoi principii ufllziala da'cano-

ar-

nici regolari.

Da

lultoci potersi conclufa

civescovo di Colonia

nella

quale parla
canonici

dere, che

canonici di cui

de'canonci velilerni ridotti da lui a vita

Damiani, siano canonici

regolari

menzione il e non

esemplare

e penitente, ossia

monaci; e che realmente questi canonici


appartenessero alla cattedrale. Tanto pii quest'asserzione cresce di prova perch
presso
la

della cattedrale; sentimento seguito da

Costantino Coetani che raccolse


del santo dottore, per cui lo
scovi veliterni. Perci gli

le

opere
palrii

pone

fra've-

cattedrale velilerna esisteva

una
gli^

scrittori
il

antichissima fabbrica appellata canonica, della cpjale tuttora se ne

sostengono, ch'egli olire

vescovato di
retto

mirano

Ostia, in questa circostanza abbia

avanzi nel resto del chiosUo.

comun

V E L
spntimenf<) degli scrittori eccle<iiaslici, die
i

V E L
fossero esse governale dallo stesso

Gi>

Ostia e Velletri, deve congeltrarsi, che

preti luldetti al servij^io della cattedrale

Da-

ne'priiui secoli della Chiesa

doveano
il

vive-

miani.

CoM

il

Banco. Leggo
s.

in

Rinaldi
studi di

re in coiminioiie, a seconda delle prescrizioni de'sagri canoni.

all'annoi

06 1, n 28, che
da Alessandro
il

Pier Damia-

Vivente
II)

santo Ni-

ni recatosi

II, si

col

Il

(e

non Urbano
in

nel

ioTiq con-

poter rinunziare

vescovato d'Ostia e la

voc nn ooncilio
Mell
,

Amalfi,
la

altri

dicono

cura della chiesa di Gubbio ingiuntagli

nel quale ordin

riforma de'

cliierifi a

norma
II,
i

de' sagri canoni; ed Agli

lessandro

che

successe, in (|uello di

Roma
so
s.

del

o63

a persuasione dello stesil

da Nicol II. Si contrastsu queste cose molto e lungamente, trattando Damiani la sua causa , ed Alessandro II resistendogli come impugnandolo il gran car,

Pier Dacniani rinnov

decreto del
chierici al-

dinale Ildebrando arcidiacono e poi glorioso


s.

predecessore, con obbligare


la Vita

comune

nel vitto e nell'abitazio-

ad esaudirlo,
te nel

Gregorio VII. Inclinava il Papa ma Ildebrando era costan-

ne, tolta loro ogni particolare propriet.

Dopo
se

tali concilii, s.

Pier Damiani
il

si

po-

suo contrario parere; onde il Damiani emessa la sua rinunzia torn alla

con proposito a riformare

clero di

solitudine dell'Avellana, lasciando molto

che per la vita canonica, a cui i preti veliterni furono obbligali, chiamavansi canonici, ma regolari, e se ne ha testimonianze dalla sua lettera. Poste tutte queste premesse, arguisce il Dauco, che
Velletri,
il

mesto Alessandro II. Di che per zelo, molsdegno ne prese Ildebrando , il quale avrebbe voluto che fosse stato tenuto elo

ziandio contro voglia, e coslretto non ostante


lo co'ceppi dell'id^bidieuza,

santo parl de'canonici regolari addetal

ti

servigio della cattedrale, e non mai

qualunque sua ripugnanza, e legasapendo egli molto bene quanto giovamento recalo
avrebbe
chiesa
pa.
in

de' canonici

monaci. Senza decidere


in quella

la

que' calamitosi
l'assistere

tempi

alla

controversia soggiunge: sapersi di certo,

che Damiani

convulsione di co-

Damiani il PaPervenuto l'uomo di Dio al suo erescrisse un'epistola apologetica


II

romana

se nella chiesa veliterna cagionate dallo

scisma del suo vescovo Giovanni V, regol


poi
gli affari ecclesiastici di

Velletri.

Se

la

sua presidenza sa stata o

come

visi-

tatore apostolico, o

mer sempre una


que,
egli

questione. Sia

come vescovo, forcomun-

seguit l'ordine cronologico de'

vescovi veliterni coH'annoverarvi ancora

Damiani, registrandolo nel catalogo, s. Damiani nel io58. A ci ancora si determin, dappoich avendo il sanil

Pietro

to rinunziato al vescovato e cardinalato,

e ritornato

all'

Avellana ne baci

le

mu-

ro, Alessandro 11 ch'era slato

consagralo

da lui, per riverenza di uomo s grande non vi volle sostituire alcun altro esso vivente, bench ritirato nella solitudine A.vellanense;

ad Acon questo titolo: Dilectissimis Apostolicae Sedis elccto, et virga Assur H'ddehrando. Siccome Ildebrando era violento inipugnatore del suo proponimetito,per l'immensa stima che ne faceva, Damiani graziosamente e scherzando lo chiama nelr epistola Satana Santo, Satana perch era in ci suo avversario, Santo perch egli il tutto faceva non con animo nemico (come alcuno pretese), ma a buona intenzione; essendo Ira loro una santa inimicizia , mentre Ildebrando voleva ritenerlo che non andasse alla solitudine e
lessandro
e alcardinal Ildebrando,
,

mo,

Damiani ricusava

il'essere in

modo

alcu-

ond'che passarono

degli an-

no impedito. Per non ostante il suo ritiro, il Papa finch visse non volle sostituire alcun altro nel suo vescovato
,

ni senza residenza di vescovo alcuno.

E
nel

per

siccome questa vacanza succedeva

riverenza alla sua dottrina e

virli,

e con-

tempo

stesso

ad ambedue

le

cattedre di

liuu a servirsene nelle legazioni aposlo-

70

EL
sempre pronlaroenle
taggi della
s.

VE L
uia e di Milano {ed allre)con

liche, alle qiifili egli

sommi

van-

ubbid. Inoltre Hi sua niiunzia al carcli-

Sede: visse santamente e pas-

Dolntoe al vescovato ne feci cenno nella sua biografa enei voi. LIV, p. 146, dicendo the ci fece con Nicol II e A lessanilro II. Tentai ora di poter stabilir 1' <'poca della
sc.

s alia patria de'beati a'6 dicendjrei

077
rap-

(o 1078. Di sua cappella nella cattedrale,

come

del recente qu.idro

che
la

lo

presenta intercedere da fJio

salvezza

2/
,
i

sua rinunzia,

ma non mi

riu-

di Velletri dall' assedio de' saraceni,

ne

Certo

Ostia, che che proseguisse a governare, anzi continuarono a impiegarlo in servigio della s. Sede e con molteplici legazioni; e tuttoci conferma la probabilit che continuasse

che rest tuttavia vesscovo di mentovati due Papi vollero

parlai di sopia nel descriverla). Uiferi.sce

Cardella, che al dire

ilei

continualos.

re

d'Ermanno

Contratto, crealo

Geralhi nien-

do vescovo d'Ostia e Velletri, non


te inferiore al
;

pure

il

govj'rno e

la

cura

Iella

chiesa di

ponno consultare il citalo filippino Rinaldi negli Annali EcclesaVelletri. Si


.^//Viy
il

s. Pier Dada Co<lanza altro gravissimo scrittore di quel tempo. Osserva Rauco che a priuja vista sembra foise contraddizione che fosse

suo antecessore

miani

cos

scrisse Bertolilo

suo confratello

p.

Giacomo Laderla

crealo vescovo d'Ostia e poi di Velletri.

ibi the scrisse e pubblic


/ri

Vita

s.

Pe-

Damiani

S. R. E. Cardinalis Epsco,

pi
I

Oslicnsis et Veliternen-iis

Romae
li-

7<2.

La critica che ne fece

l'autore del

bro intitolato: Sejani etRuffni, Dialogiisefe Laderciiana hi storia s. PeJriDa////rtn/,

che le due chiese dopo Giovanni Y Mincio furono sem|)ie rette da un solo vescovo, anche innanzi all'unione d'Eugenio III, a beneplacito de'Papi. Quindi non dover meraEgli rauimenta
Jo scisma di
,

vigliai e se o

s.

Geraldo da Alessandro

li

fu

Parisiisiy25.

il

dotto can. faendi

esallato alla sede Ostiense e iinmediata-

tino d.

Andrea Strocchi, Compendio dels.

la vita di

Pier

Damiani protettore

lai citt mois. Pier )3amiani 3*22 febbraio 1072 di 66 anni ei4 di cardinalato, come riferisce il Cardella e citando i Bollandisti; onde pare

Eaenza,W\Si^^. In

menle dalsuccessores. GregorioVII promosso alla Veliterna, la quale egualmenle rimaneva ancora vacante per la morte di
s.

Pier Damiani.
s.

Dopo

quella di

s.

ch'egli

non consideri

le fatte

rinunzie del

Gregorio VII crealo vescovo cardinale d'Ostia e Velletri Ollone 1 o Odone da Chaiillon francese, di
Geraldo, fu da
scacciatone priroaGiovamri scismatico,gi
intruso nella sede d' Ostia contro
s.

cardinalato propriamente accettale, e di

conseguenza altrettanto dovr credersi della sua dignit vescovile con giurisdizione.

Ge-

raldo, dall'antipapa Clemente III e dallo

Sembra

ci confermarsi dall'appa-

scismatico Enrico IV. Scomunicato questo persecutore della Chiesa da rio Vii, e di lui acerrimo
s.

rire soltanto nel

1072
lo

nella serie de' ves.

Greg<,

scovi veliterni

il

cardinal

Gherardo o

chiamai nella biografa col Cardella. S. Geraldo di Ralisbona e monaco di Cluny, divenuto priore e
cresciuto nella piet, prudenza e dottrina,

Geraldo, come

nemico lnalmente riusc ad Enrico IV d'espugnare Roma a'2 marzo 084, e nel giorno seI
1

guente

fece collocare nella sedia di

s.

Pie-

tro l'antipapa Guiberto col

nome
il

di Cle-

fu scelto da Alessandro

li

negli

ultimi

mente

Ili.

Questi nel 1087 intruse nella


psetido ve-

mesi
stia,

di

sua vita a vescovo cardinale d'Os.

cattedra d' Ostia e Velletri

indi dal successore

Gregorio VII

scovo Giovanni. Di tale illegiUiino pastore


esiste

fatto vescovo di Velletri, e impiegato nelle legazioni di

nell'archivio

capitolare

un

Francia
a'

ove celebr un
di

concilio a Poiliers

i5 gennaio

I075(auche

altri), di

Spagna,

10740 Oerma-

islromento stipulalo nell'anno VII dell'anlipoiitilcatodi Clenenle Ili, cooptale

Amalo

prete, col consenso di Giovan-

VEL
ni vescovo, rinunci e ceil la chiesa de'
ss.
s.

VEL
giurisdizione
,

71
si

che in esso
11

leggono.

Il

Filippo e Giacomo,
Aittoiiiiio a
s.

di's.

Pratoie, e di
altri

Papa Pasquale
stalo costretto

es^seudo

con violenza

Serbato atciprete e
la

preti di

Clemente, a'cpiali

delta chie

come

il

da Enrico V, persecutore padre Enrico IV dellii s. Sede,


il

sa apparteneva. Si crede,
sa

che questa chierimanesse nella piazza , che tuttora


il

a concedergli

tanto contrastato privile-

gio dell' [iivcstiture ecclesiastiche (f^-)t

conserva
le

nome
al

di

s.

Giacomo,

la

qua(

questa concessione dispiacque a'cardinali


zelanti della libert ecclesiastica, tra'quali

adiacente

chiostro dell'antica ca-

nonica. Del legittimo vescovo Ottone


esiste

furono Giovanni vescovo Tusoulano e


III

memoria

in un'antica iscrizione di

Leone

vescovo di Velletri,

quali atal

tnnrmo nella chiesa di s. Silvestro di Vel* letri, da lui dedicata nel io85 a' 20 luglio. Questo vescovo, morto Papa Vittore 111, che avea consagrato coU'assistenza de' vescovi di

pertamente reclamarono contro


concilii. Il

fatto

riprovato da'suoi predecessori e da pi

marzo 088
1

in

|Mese
stitu

il

nome

Porto e d' Albano, nel Terraciua fu eletto Papa e d'Urbano Ily il quale so-

iti

e Velletri Ottone
di

suo luogo nella cattedra d'Ostia li da Chnlilloii figlio


fratello.

due vedove dimorava, una lettera che principia: Paschalis Episcopus Servus servorwn Dei vencrabilibus fratribusJoanniTuscidanofitLeoniVelletrensis Episcopis el Cardinalibus in unum congregatis consortium, etpaceni
diresse a questi
scovi da Terracina,

Papa

Guidone suo
lo

Nel 1098
II,

esi-

stendo ancora
nell'assenza
scismatici fu

scisma di Clemente MI,


dagli
citt

da Uoma di Urbano adunato in quella

un

iuDornino. In essa ilPapa rese loro ragione di quanto avea fatto in grazia d'Enrico V, durante la sua prigionia, e nello stessa tempo gli avvisa palernatnente a non isparlare contro di
lui.

conciliabolojin cui fra'pseudo-vescovi cardinali

Nasce controversia
in

nominato

iu 2.''luogo/or//ie,9 el'

fra gli scrittori ecclesiastici intorno al ve-

fjiscopus Ostiensis, ch'

intruso Gio-

scovo Leone
ra.

III

nominato

questa

lette-

vanni gi mentovato, n
altra

di esso trovasi

memoria. Eletto Papa Pasquale II, II a'i4 agosto 1099 idi pass al* lo coiisagr vescovo. Nel l'altra vita il cardinal vescovo Ottone II. A questo successe nell'anno stesso Leone HI de'conti di Marsi della Campania, ed quel vescovo nominato pi sopra nel
il

Baronio negli ^^a/i dice esser stato vescovo di Vercelli e non di Velletri, ed

cardinale Ottone

seguito dal Bnio,


la serie de*

De

Conciliis;

ma

nel-

vescovi di Vercelli del can,

Bima non
ca.

lo

trovo registrato in tale epo-

Oppongonsi per gli scrittori ricordati da Banco , ed il toro sentimento confermato da un codice Vaticano delle
Vite de' Pontefici, leggendosi in quella di

paragrafo del castello di

s.

Giuliano, nars.

rando

la traslazione

del corpo di

Mar,

co Papa nella sua chiesa di s. Vito quale perci da lui fu dichiarata la

la
i."

Pasquale II. Litera, quarti misit Dominus Papa Tusculan. et Vclletren. Episcopis j e cos fu decisa
dice
tori,
il

la

controversia,
altri scrit-

dopo

la cattedrale.

L'Ughelli riporta

la

Cardetla.

Non mancano

lettera di Pasquale l,

El prava corrige-

1 1 02, diretta: Feletranae Urbis Ch'ibus, Aposlolicac Sedis fidclibus, Salute/n tt apostolicam benediclionem. Essendo nell'ottobre deli 100 morto l'antipapa. Pasquale II volendo accor-

re, de'6 aprile

Leone III fosse solamente vescovo di Velletri e non di Oslia insieme; supponendo che prima dell'unione fatta da Eugenio III, la chiesa di Velletri avesse sempre il vescovo distnto da quello d'Ostia. Ma ci non sempre aci

quali opinano che

rere a' bisogni della chiesa

veliternii

caduto, poich

il

Cardella nelle

Memorie

frenarne
col suo

gli

abusi

a istanza della citt


i

storiche dc'Cardinaliy nella biografia del


cardinal Ugo, e
il

diploma

stabili

coullui di sua

Novaes

uella Storia de'

V EL
rifoiii

VEL
co dice del prossimo Lamberto. Leone 111 inoltre era intervenuto al concilio di Guastalla; e trovasi sottoscritto ad un privilegio concesso alla chiesa di

Pontefici, in quella d'Eugenio IH,

scono che questo Papa nel i 5o cre cardinale vescovo d'Oslia e Vellelii il bealo

U^o, chiese che indi

in

poi

restaro-

no

costaiileinenle unite per decreto del-

squale
tal

lo slesso

Eugenio

ili

sebbene prima

lo

Marsida Paad una concessione fatta tla Papa d'alcune terre all'abbate di SuII,

fossero slate all'arbitrio de'predecessori,

precariamente e

dissolvibili.

Da
si

queste
scorge,
le

autorevolissime testimonianze

che anco prima d'Eugenio


cattedre d'Ostia e Velletri
\o. Kifletle

III

reggeva

un

solo vesco-

dalla morte di , che accaduta nel loSg sino all'unione decretata neh i49(circa),vi sono

Bauco

Giovanni

neh 109, segnandosi Leo FclliCri' lodato come zelante della libert ecclesiastica e come celebre cronista, mor a'22 marzo 11 16. Siccome il Bauco l'encomia per cronista, dir io per esser quel Leone Ostiense o Leone tli Marsi celebre storiografo che in
biaco
nus.

Sommamente

questogi ricordato articolo, oltre d'alcuni

go

anni di divario, ed in questo spazio di


gli scrittori

sermoni e

vite di santi, lo dissi


(l'i

autore

tempo

della serie de' vescovi

delia

Cronaca

MonlcCassino,
11

nel

quala

veliterni

registrano soltanto

Odone

il

le articolo

ne riparlai.

Cardella dopo
di

detto Leone; e che ci supposto dovreb-

biogialia di

Leone de'conti
,

Marsi ve-

be

dirsi,

o che ciascuno di
(|uasi

essi vivesse nel

scovo d' Ostia e Velletri

riporta quella

mezzo secolo, o che la chiesa veliterna per alcun tempo fosse restata vedova; il che non si prova. Stringe il
vescovato

d'un Leone vescovo di Velletri,che si trov uelhi basilica Vaticana, quando Pasquale Il fu imprigionato dall'empio Enrico

suo dire con dichiarare, potersi franca-

V,

dulie cui

mani

gli

riusc fortunata-

mente asserire, che il Leone di cui si parla, altri non che Leone de'conti di Maro Marsicano vescovo cardinal d' Ostia, e successore di Odone o Ottone 11 nel governo dell'una e l'altra chiesa suburbicaria; il che provasi col fatto. Pasquale li
si

mente

di soltrarsi sotto le vesti di villano,

insieme col cardinal Giovanni de'contidi

Marsi vescovo Tusculano. Ma siccome


notizie di questi
si

le

compenetrano
di

col car-

dinal
lo,

Leone de'conti

Marsi

e dicendo

stesso Cardella

che poco fondamento

scritta l'accennata lettera, nell'


i i

anno

se-

guente adun in Roma (nel 1 2) un concilio per annullare quanto forzatamente avea fatto a favore d'Enrico V in pregiudizio della Chiesa. Negli atti del concilio
trovasi L, Ostiensis, cio

Leone vescovo

deve farsi del cardinalato di Leone, conegato dal Borgia, il quale vi riconosce la confusione fatta con il vero Leone di Marsi, non credei farne biografa e solo mi proposi qui darne un cenno ad evitare equivoci. Neh 17 subentr a Leone Ili

me

d'Oslia, senza nominarsi di Velletri, di


cui ancora era vescovo. Essendovi inter-

nella cattedra d'Ostia e Velletri

il

cardi-

nale

Lamheilodi Faijnano bolognese


,

de*

venuti

tutti gli altri vescovi

cardinali sub

Scaniiahccciii

del quale scrisse

il
il

concar-

urbicari, essendo

Leone

col vescovo

Tu-

temporaneo Pandolto Pisano,


dinal Masca, narrando
al
la

ossia

sculanu
vedere

primi a riprendere il Papa, non poteva mancarvi. N dovere ostare il


stati
i

sua assunzione
i

ponlifcaloa'a

dicembre

124*^"! "O-

la lettera di

Pasquale

11

diretta al

me

d'O/iOio II, alla quale Irovossi pre-

vescovo
poi Ile

(li Velletiie non d'Ostia insieme, governandole andiedue, poteva or

sente. Liiinl>erlaii Oslic/isis

episcopns

ile

di una e or dell'altra intitolarsi. E sebbene in que'tempi vescovi veliteriii s'intitoliivnno solo d'Ostia, pure alle volte s
i

mediocre p/cLc coniitatns Bononensi.s gcniliis, bene lainen literatux^ a Domino Papa Pascinli II recepUis est, ci in
episcopiini JJelitrcnsem proniotus. Reti-

chiauiavano solo

di Ycllclri,

come il Uau

>

yiosae aiUem niemoriae Calisto // Pa-

VEL
pacJffitnctn^omncx patrcs (le c'irinCarflnnh-s
ttXc. Il

VEL
dine di
s.

73
di

nencdetlo nel ducalo


seguente anno
rt /(^z/cvr
Il

Wur

Lnceiiti

con

altri scrittori,

tenib('rg,ripoita6'f//VA<.y^^'>/jV*/tsrv('^/.sropii.s; net
il Papa lo nomiLombaidia e mor

parlniulo di

Lamberto
il

fi'a'vescovi d'Oblia

e Velletri primn tleli'iinione d'EMysiiio

n legato
nel
I
I

in

HI, sup[)one vizioso

testo di l'andulfo,

5o.

Banco dichiara

fin

qui giun[)rima

e \iiolei:lie in lufigo di lclitrciiscin


ilasi

def-

gere

la serie

de' vescovi velterni

leggere Osliciiscm;

mentre veramen-

del decreto d'unione de' vescovati d'Ostia

te nel

testo trovasi l'uno e l'altro, e cos


il

e Velletri, sebbene per l'innanzi cpiesla

lo trascrissero

Baronio, l'Oldoino e Por-

rerio.
letri

Mentie eia vescovo d'Ostia e Vele

avea ordiniito prete


a'

consagralo ve-

unione era ad arbitrio de'Papi, il che accadde per poco meno d' un secolo cio da Giovanni V deposto nel io5c) sino al
,

scovo

IO marzo
i

ed

a'c)

febbraio

Papa Gelasio II, i i8 Q consagralo Papa Ca-

5o;

ma

io
sia

temo

dlie forse la

sua interi

pretazione

alquanto

lata,

per tutti

listo li gi

atlernia

come Lodovico Agnello Anastasio. Oarcivescovo di Vienna,


nella 2."

vescovi d'Ostia da lui riportati eziandio


di Velletri, cio per quelli

che non

lo

pro-

norio

II

zia latta nel

promozione cardinalidicembre 126, cre cardi1

nale vescovo d' Ostia e Velletri Giovali'

ni

VI da

Dcdogna

pi iore

generale de'cail

laidolesi, celebre [>er santa vita:

Cor-

continuando la serie. E" vero per che pel deterioramento di Ostia, sembra che Papi tralasciassero di provvederla di vescovo sin da Pasquale II, e col solo titolo d' Ostia davano la cura
v, soltanto
i

della lo dice soltanto vescovo d'Ostia.


r

pieno di meriti
per successore
1

neh i33.
il

Il

MoBanco gli

delle chiese d'Ostia e Velletri, senza no-

minare
certo

Velletri espressamente; laonde in


gi ne
III le

cardinal
il

Pietro

II

modo

formava una

sola, fin-

benedettino neh

3o,

che
ci

f"i

anacroni-

smo

colia precedente data, dal


,

detto vescovo d' Ostia


J'Ughelli e
I
I

Ciacconio che negano


be-

ch Eugenio sempre.
lizi

un canonicamente per

Dell'unione de'due vescovati cardinasuburbicari d' Ostia e Velletri fatta

il

p.

Maroni;

indi registra nel

34

il

cardinal

Dragone o Drogonc.

nedettino francese vescovo d'Ostia e Velletri,

ma
I

il
I

Cardella dice solamente d'Oil

da Eugenio III neh /^q, non trovasi diploma, bolla o altro documento,che comprovi questo memorabile fatto cos interessante alla dignit e preminenza del

stia; nel

35

cardinal yflherico franceil

se,

ed egualmente

Cardella

lo

riconosce
il

sagro collegio, per cui

s'

ignora in qual
pe-

per solo vescovo d'Ostia, sebbene

co riporti
Celestino

le

testimonianze di

BanPanvinioe
Oslicii-

modo

fosse decretata.

Non mancano
fra'

r scrittori ecclesiastici in gran numero,

Ciacconio, nominandolo tra


1 1

gli elettori di

che questa unione riportano,

quali

Lucio

11,

cardi iialis

xis ci f^elitcrnus,

ceebve pev legazioni in


i

Europa
llauco
I

e in Asia, ove celebr

conciiii

d'Antiochia e Gerusalemme.

Lo

stesso

gli d per successore nell' anno i47 Guido, non conosciuto con questo nome dal Cardella, che anzi crede che

Bobeito abbate del monle s. Michele nel snpplimento che fece alla Cronaca di Sigeberlo monaco Genblacense nel 181. Trovasi ancora di Eugenio III notato in un antico codice de'romani Pontefici nella biblioteca Vaticana, riferito da Baronio Ilio univ'ii Episcnpalnin Velilcr1 :

Alberico ancora vivesse neh


,

4^J e

tlice

nuii cui Ostiensi.

Ma senza

cercare aldi

che ne parla 1' Ughelli ma cpiesti pure dicendolo fatto vescovo d'Ostia nel 48, nella sottoscrizione della bolla d'Eugenio HI, colla (piale neh i\<) ap|rov la foni

tre prove, la

continuata osservanza
ci l

questa unione

conoscere, che

titoli

d'ambedue
slessa

le chiese uniti furono in una persona con perfetta eguaglianza,


i

dazione del monastero Arcuusuno dell'or-

per cui

vescovi vtjliterui

dopo questa

u-

74
iione
si
:

V
li'ovanu

EL
sotlilolo

V E L
pel ninneroso capitolo de'canonici e beneficiali nella catlediale,

sempre intitolati e

tosci'itli

Episrojjus Osticiisis el J eli-

e pel

numero

leriius.

Ma

pure l'eguaglianza del


ili

de' sagri miitislri che sotto l'altre 5 par-

non porla

egiiagliniiza

giurisdizione,

rocchie assistono

al

cullo divino, e pe*

he per es>eie Ostia desolata e allatto vuo-

conventi di

religiosi e pe'

monasteri di

ta d abitanti e

mancante

d' abitazioni,
il

monache,

e per la frequenza del popolo

pas> tolta nella chiesa di Yellelri, ed


tallo lo dimostra.

e per l'estesa sua diocesi. Al contrario la

La

chiesa velilerna e-

chiesa d Ostia, e nella citt e nella diocesi eia distrutta. Iti

hcrcita piena giurisdizione sulle reliquie

non rimase u ca*


nelle

delia chiesa osliense,

come

si

vede nella

pitolo di canonici, n clero, essendo restali


i

celebrazione de' sinodi in Yellelri.


stali in quest'occas'rone

Sono

sagri templi sepolti


si

rovine.

inlimali que' del

La cura dell'anime
in Castel

esercita in Ostia,

clero d'Ostia, e consideiali


ti
i

come

gli al-

Romano,

in

Decimo,
il

iu Porci-

della diocesi di
l'Ostia,

Yellelri, dandosi
si

al

gliano, de'q'ialt luoghi tratta


il

Piazza, ed

parroco
il

che

appella arciprete,
si d ne'sinonon che di
s.

Ndjby kW Analisi de dintorni di Ro'


r'i/tgi^io

luogo

fra gli altri


Il

pairochi della dio-

///r^,edaiicliepiU'licolarnienled Ostia nel

cesi velilerna.

titolo

che

suo

antiquario

ad

Ostia

colla

di a quest'arciprete, altro

Carta

itineraria

da Roma ad

Ostia, e

cappellano curato della cattedrale di

quella delle J'^estigia d' Ostia antica, a-

Aurea Ostiense. Il luogo assegnalo al medesimo si scoige dopo tolti que' del clero
SI

veiido pure ragionato della


presso
gli

moderna,

Atti dell'

Accademia Roma-

della citt,

come

della diocesi, e

come

apparisce da'sinodi deli

678

e del 1698.

na d' archeologia, t. 3, p. 267. Castel Romano, 2 miglia lungi da Roma a si1

Nell'ultimo tenuto nel 18 17, fra gli uili. ziali del medesimo non si trova nominalo alFalto l'arciprete
stia.

niella della via Laurentina,

ha un paiaz
1
1

zoin[)onente fabbricato nel


dinal Alberoni. Accanto ha

Cos dopo

la

oatcm parroco d'Omorte del cardinal veil

bricalo di case a guisa di


sa dedicala a
s.

73 dal carun lungo fabborgat'i. La chie-

scova d'Ostia e Yellelri,

vicario capi-

Michele. Cos Nibby.

tolare di Yellelri esercita la giurisdizio-

tempo
chetti,
vi

del Piazza, che lo dice io miglia


ila

ne ordinaria
couje
in

in

Ostia e nei suo distretto,

distante

Roma,
vi
il

era del

marchese Sacla

ogni altro luogo della diocesi ve-

che

avea fabbricato
cappellano

chiesa e

lilerna.
coli era

Questo diritto che gi da molti se-

manteneva

m vigorefaconferutatoperdecres.

dronato. Declino,
se

come suo paCastrum Pons Deci-

to della
luglio

congregazione del concilio a' 3

1723. Fmalmente l'arciprete della caltedrole velilerna ha acquistalo il diritto d'intervenire alla consagrazione del Sommo Pontefice in caso che il vescovo
d'Ostia e Yellelri non
sente.
vi si

mus, IO miglia fuori la porta Ostieno s. Paolo, come il precedente, il cui potile al X miglio dell'antica via Laulenlina,
il il

quale serve a passare


pi grande dell'Agro

il

rivo o-

monimo

romano.

trovasse pre-

Dal

fin

qui detto col can. Dauco,

con

lui

dico ancora, sembra che piutto-

Di presente propriet de'Torregiani, do p esserlo slato di Crescenzio, che lo don nel secolo Kl al monastero di s. Paolo
fuori
t<

sto possa supporsi,


sia stala unita a

che

la

chiesa d'Ostia
Yellelri,

le

miu'a di
s.

Roma,

dal (piale pas^

questa di

di

quello di

Alessio, poi a' Frangi pani e

quello che
d'Ostia.

la chiesa di

Yellelri a quella
altri si

a'baroni del Nero. Yi una specie di palazzo del proprietario,


la

Imperocch ad

tmisce chi
il

chiesa puri oc-

che non poteva dirsi della chiesa velilerna,la quale sempre stala iu grande splendore e

non pu

reggersi per se slesso,

chiale di
cali

Antonio abbate, e altri fabbrirurdi, opere in gran parte edificale


s.
il
j

dal cardinale Torregiaiii circa

760.

V
tiDiilie

i:

L
Piazza, ilnpo aver

VEL
no per
fine.

yfl

Nil)I>y ripoiia gli iivanzi t'alcune lapilli

re al cardinal vescovo in qiial paese sofissare la

e rilliislia.

Il

detto

clic

giace sopra erto monticello pol'

Dal che nato, che

dimora per ogni buon vescovi hanno


i

co salubre, riporta
pati
il

opinione che

juivi

sempre consideratola chiesa


la

velilerna per

luarlirio

s.

IMartna nobile roma-

loro principale sede, e qtiivi e

non

in

na, e da'cristian fu edificala a suo onore

Ostia

bau

fatto e

funno

le

maggiori fun-

una chiesa,

di cui
il

appena

si

vedono

le
ivi

zioni del loro uflzio. Io Velletri tennero


i

rovine; e pare che


fosse deposto,

corpo della santa


ss.

sinodi, ivi sono gli olii santi, ivi lenirola

con quelli de'

Epifanio
vergine

no

cattedra e
al

tribunali. Allorcii fu

e Concordie niortiri.Nel territorio si vuole

dato

cardinal decano un vescovo suf-

che seguisse

il

mai

tirio di s. Prisca

fraganeo che sup|)lisse in sua vece alle


funzioni annesse all'online vescovile,
stata a questo prelato assegnata
la

roDtana, ove da'cristiani


chiesa, e poi trasferito
il

le fu eretta

una

non
re-

suo corpo nella

Chiesa di s. Prisca di lioma. Quanto al corpo di S.Martina lo stesso Piazza ueW E-

sidenza e l'obbligo di adempiere queste


funzioni che solamente nella cattedra di

mtrologio di Roma lo dice deposto anche nel ciniiterio di s. Calisto: ora si ve* nera in Ruma nella sua chiesa, che de* scrissi nel voi. LXIII , p. 5i, dell' accademia di s. Luca, e dove dissi che fu trovato co'corpi
de'ss.
si

VelletrijConsiderandosi quella d'Ostia conte distrutta. Poich sebbene esiste na-

lerialmente in Ostia
s.

la

chiesa tiedicata a

Aurea, non per vi esiste la chiesa formate, la quale non consiste negli edifzi,

Epifanio e Concorclio,
p. ciig, e

ma

nel capitolo de* canonici

nel clero e

che

ivi

pure

venerano. Di PorcigliaiiQ

nel popolo.

La rendita

della

mensa

ve-

ragionai nel voi.

XXX VII,
il

si

scovile di Velletri era assai tenue, che al

vuole che occupi


reiilo gi

silo dell'antico

Lau-

pi poteva ascendere

metropoli dell'antico Lazio, ora

za parla inoltre d

denominandosi Castel Porziano. Il IMizCasale Sacchetli ptafeci

ad annui scudi i5oo. Seguita l'unione della chiesa Velilerna coirOstiense, siccome questo vescovato si trov largamente provvisto per
l'aggiunta delle copiose rendite della

so Ostia, pei" cui in quell'articolo ne

men-

parola. Questi luoghi propriamente con


siderali casali di lenimenti,

sa vescovile d'Ostia nella di

somma

di scu-

non sono pergli

6000,
la

fu

smembrata da questo
alla

vesco*
s.

ci registrati nel riparto territoriale dello stato pontificio. Essi sono inoltre
vanzi dell'antica e illustre diocesi
stia.

vaio

tenuta del Peschio delta di

Darve-

a-

tolomeo, che fu aggiunta


scovile di Frascati.

mensa

La

cura dell'anime,

in

Opoco numed'

Questa badia ficeva

ro,

si

esercita da' parrochi amovibili sti-

anticamente parte del territorio velilerno, come rilevasi da documenti certi. Nel
II, Gregorio consoromani don molle chiese e monasteri al monastero di Monte Cassino, e fra gli altri vi fu il monastero di s. Angelo del Peschio nel territorio di Velletri. Ce-

pendiati da'signori de' luoghi per como-

pontificato di Nicol
le de'

do

degli abitanti,
collettizia

quali sono piuttosto


,

gente

e mercenaria

che

indi-

vidui originari e permanenti abitatori.

Che

sia cos\,

viene provato da quanto leg-

gesi nel calendario de'preli della diocesi

duta questa tenuta


ti,

al

vescovo di Frasca-

d'Ostia e Velletri. Nell'ullioio di aiusno


vi esiste

restdislaccala dal territorio velileino,


egli vi esercitava piena giurisdizio-

un avviso

diretto a' parrochi e


i

per cui

cappellani d' Ostia,

quali nel

tempo

c-

ne. Intanto

non mancarono frequenti conil

slivo a cagione dell'aria

no

ritirarsi

malsana, sogliodalle proprie parrocchie e

travvenzioni, e gravi disturbi tra'cilladini veliterni e

vescovo di Frascati. On-

chiese, restando que'Iuoghi affatto vuoti

de per
e

togliere afi'atlo ogni conlrover>ia


il

d'abitaoli; che per

devono

iar conosce-

lite fra

vescovo di Frusculi e

il

cumu-

76
ne
di Vellehi,

VEL
Benedello

VEL
XIV
nel

1740
il
il

tri,

decretando che per

la validit de'tesi ri-

tolse al vescovo di Frascati, e diede al ve-

stamenti a favore della Chiesa non


chiedessero
leggi civili,
la

scovo d'Ostia e Vellelri, ch'era allora


cardinal RulFo,
la

705
ma

piena giurisdizione e

secondo le solamente 2 o 3 giusta


testimoni
, ,

possesso di della tenuta, col peso di pa-

disposizione de'sagri canoni; e l'origi-

gare in perpetuo scudi

600 annui
il

alla

nale di (piesla lettera nell'arcliivio della

mensa
ra
si

vescovile di Frascati,

che

tutto-

cattedrale. Alessandro

III

d<in al det-

osserva.

Dopo

la

delta unione, ih."

to vescovo

una

terra nel lerritorio veli-

vescovo cardinale registralo vescovo d'Oslia

lerno. Nel vescovato del cardinal


cingoli,
il

Allu-

il

b.
s.

/go o

Ugone

francese, disce-

popolo ostiense promise l'anal

polo di

e abbate delle
]|l

Bernardo dottore di s. Chiesa, Tre fontane, da Eugenio neh i5o dichiarato cardinale e vescoVellelri.
il

nuo tributo

Papa

di

due barconi
III,

di le-

gna, quando dimorasse in Roma. Passato all'altra vita Alessandro


narrai,
il

come
i

gi

vo d'Ostia e
le di
s.

Don Ugo

a' suoi

gli

successe ih. settembre

i8i
a'
la

tuonaci cistcrciensi

monastero del (non*

cardinale Allucingoli col

nome

di A^h-

Maria
il

di

Vellelri,

cui

Marmosole diocesi di documento nell' archi-

cio
6.

III

in Vellelri,

ed

ivi

fu

coronato

Siccome avea

stabilito la

sua sede e

vio della cattedrale. Visse nell'esercizio


delle virt cristiane cos santamente, che
il

curia coorte
le

romana

in questa citt, volla

seguitare a reggere ancora

cattedra

Cireyo
58.

lo ascrisse tra'beati

dell'ordine
.
il

di Ostia e Vellelri. alla

Avea per

sostituito

di Cistello, essendo
I
I

morto

il

dicembre
Piazza ad

cura di quesla chiesa, col

titolo di f^-

Non

voglio tacere, che

oe
la

Domino [f^.), Ruggiero primicerio


le

del-

onta di sua vasta erudizione e che fece la 8. visita della diocesi d'Ostia e Vellelri,

cattedrale, ed applic ad utilit della

medesima chiesa

rendite che

al

vesco-

comincia
ne,
li,

la serie

de' vescovi

dopo

l'unio-

vato appartenevano; di che esiste docu-

seguendo il Ciaccouioeil Mancinelcon Alberico francese che dissi morto neh i48, mentre egli scrive nel i i5o, e
s.

mento autentico

nell'archivio capitolare
le

In Vellelri Lucio ili esercit

pi graf

d per successore Ugo cnrissicno Bernardo, come lo era slato il cardinal Alberico. Nel 58 Adriano IV promosse al vescovato d'Ostia e Vellelri il cardinal Ubaldo ^//cmi,'o//diLucca,che Novaes chiama decano del sagro collegio,
indi gli

esagre funzioni annesse al ponti llcato, co me si ha da molli diplomi, bolle e bre*


spedili colla data di Vellelri;

come pun
d

quella dell'erezione dell'arcivescovato

Monreale. Quando Lucio^III nel 118J parli da Vellelri , diede a questa chiesi
per vescovo
il

cardinal

Tcohaldo IL

in

tempo

del quale
111 in

dimorando

L^apa Aal ve-

francese, gi abbate di Cluny, anzi lo eri


a'

lessandro

Benevento diresse

scovo Ubaldo, all'aiciprete e canonici veiterni una lettera riguardante le disposizioni lestamentarie,

ma

17 giugno come rilevasi da un diplo< prodotto da Ughelli nel t. i, p. 332,


il

e sottoscritto pel 2. dopo

vescovo
1

di

vanli

il

che si facevano aproprio parroco, ordinando che


le

Porlo, indi morto a'i4 novembre

188

Non

riporto

il

luogo della morte e sepol

non

si

usassero

solennit prescritte dal


(f^-),

tura de' vescovi, perch colle loro notizii


lo descrissi nelle loro biografie.
gli

diritto civile pel

Testamento

che

ri-

Neh

i8c

presenza di 5 o 7 testimoni, ma che fossero suOicienli : o 3 questa let-

chiede
tera

la

successe

il

cardinal Ottaviano Conti ro"*

mano,
zia

gi elevato alla dignit cardinaliIII nella

si

riporta net

lib.

3 delle decretali di
testamenti

da Lucio

promozione da
vicario di

lui

Gregorio IX, con erudito commento del


Gonzalez. Altra lettera sopra
scrsse
i

fatta in Vellelri, poi

ma

Roe morto nel 206. In questo lnnocen|


f

anche

Alessandro HI a'giudici di Vellu-

IO III coufeilil vescovato

al

nipote Ugo?'"

V
1

EL
tli

VEL
Se-

77
incidere dallo
Il

o Ugolino Co/i//tl'Anagni de'Conli


dili
,

due

iati

della Croce,

fililo

ni'ciprete

Vaticano. Al>b<iino dal

slesso dotto prelato

illustratore.

car-

ilaitghiasci,

Dlandala FcUlrcnsibus^Co-

dinal Borgia dimostr col suo pregievolissimo Cowwr/rtr/5,cheLipsio,Gretse-

ranis ctSarminilanis (seu Sci inonetanis) data anno 1207 circa ah HugoUno epi-

scopo Ostiensipr conservanda pace cani Nyniphaenis et Silinis, Exst. inSlephani Bululio, AlisceL,
3, p.

Lucae

edil.

92. Questo vescovo


Il

tolse Ostia

alcuni invasori, e la foitilc

1761, l. da con loiri e


e-

Rocca, tutti scrittori della Croce del Signore, raccolti dal Cori nelle sue Simhole letterarie fiorentine, non avevano del tutto esaurito quest'insigne
ro, Fivizzani,

argomento; e gi nel precedente anno avea illustrato la Croce Vaticana donala


dall'imperatore Giustino
li.

mura.
lelto

cardinal Conti d'83 anni fu


a'

All'illustra-

19 marzo 1227, prese il noraedi Gregorio JXe mori dicirca 98 anni. Questo Papa ritenne il governo vesconovile di sua chiesa, e soltanto neli23

Papa

zione della Croce Veliterna fu d'eccita-

mento
tarsi a

al

Borgia

la gita fatta nello slesso

annoi 780 da Pio VI a VelleUi


Terracina per
visitare la

nel por-

memoraaui

min vescovo

d'Ostia e Velletii
I

il

nipote

bile

impresa del bonificamento delle Pariceversi

o Orlando Conti d'\nngni de'Conti di Segni, il quale ottenne dallo zio per Velletri grazie e favori, gocardinal Rainaldo

ludi Pontine. Consapevole l'erudito

tore dell' antico costume di

grandi principi nelle


delle Croci, egli
si

citt coli'

incontro

vern

la

sua chiesa con fama di singoiar

avvis di rimettere ia
di presentare al

probit di vita e umilt di cuore per

32

uso per qualche parte l'antica costumanza


,

anni sino alla sua morte; dappoich elevato alla cattedra apostolica
a'

proponendosi

Papu

12 diceairi-

un'

immagine

incisa in

rame

di

questa

brei

254
il

col

nome d'Alessandro IF,

tenne

vescovato, e mori a'

25 maggio

1261. Tolomeo da Lucca nel Iodarlo,narra che or predicava, or ascoltava la pre-

preziosa Croce, ed un conveniente commentario che rilluslrasse. In mezzo al generoso rifiuto che Pio VI fece di tutti i
plausi e di tutti gli onori che gli
si

prepa,

dica tanto in Ostia, popolata allora

me-

diocremenle,quanto inVelletrijonde sembra che Ostia allora o fosse risorta alquanto, o non fosse ne'.lo stato in cui si ridusse. Essendo Papa, e volendo lasciare
chiesa velilerna, le

ravano per la fausta circostanza rest solamente al prelato la gloria di potere eseguire susseguentemente questo suo divisamento, con elegante lettera dedicatoria a Pio VI, celebrando cos il suo pontificio

un monumento sagro all' amata sua don una Croce d'oi


i

passaggio per

la

sua patria; e tes-

ro del peso d'

oncie, ornala di perle o-

sendo come un diario del suo accesso alle Paludi Pontine, venne insieme a fare
un'accurata storia de'Iavori per l'avanli
eseguili d'intorno alle

entro la quale conservasi partedcl legno dellaCrorientali e di varie pietre preziose,

medesime,

nella

ce vera del Redentore. Egli

la

consagr,
la

e concesse molte indulgenze a chi


liquiario della cattedrale;
strasi al

ve-

nerasse. Questa Croce conservasi nel resi espone e mopopolo nelle duesolennt dell'A-

vede primeggiare il canale ossia la linea Pia, idea concepita felicemente dalla mente e dal genio di Pio VI, come unica atta a produrre il grande effetto che si desiderava da tanto tempo;
qunl storia
si

della citt. Si ha della

Clemente i protettore medesima l'eruditissimo, Comincntarius de Critcc ^elilerna , auctore Slephano Borgia sac. congreg. de Propag. Fide a secrcls^ RoluaeiySo. lu e:i$o fi vede il disegno de'
scensione e di
s.

oltre il rammentare la nuova via che d'ordine suo andava costruendosi , per rendere pi comodo e breve il corso della

posta;

non meno
il

benefizi preparali

a'terracinesi per l'idea nudrta da Pio


di

g uidai e enti o

loro aulico porlo

VI uu al-

78
lo
il

V E L
vare
i

V E L
cloni

tro cannle d'iicqne Ponline, che ficilitdnloro ingresso in mare, producesse


il

the ficcvanotillf; chiese

liO"|

ma. Questa
tii

Ciroce dallo chiesa di Vrile'

disterranienlo del porlo niedesiuio, e di

pas> a quella d'Anagni e poi ritorn'

portare inoltre ac(|a pisainbre e leggera in Terracina da' vicini monti Lepiui}
di lutto

nella vcliterna.

Continuando

la

descri-

zione della Croce, dice che sulla

parte,

facendo

al

Papa
di

pi vivi rin-

[)rincipale e nel centro l'iininagine del,

graziaoenli, in

nome

Velletri antica

Crocefisso, n)a senza //7o/o, del quale assai

capitale de'VoIsci e indi ascritta alla triI)

ragiona, cotne d' ogni parte; lateral


le

Pontina,
e

e delle

provincie di iMaritli-

mente sono
ne e
di
s.

immagini

della B. Vergi*
,

ma

Campagna. Dopo la dedicatoria coniincia commenlaiio con una prolusioil

'Giovanni apostolo

rimarcausul;

dole espresse senza duolo bench assislessero alla Crocefssione; cerca perch
pallio che co[)re
vi
il

re indirizzata
terni,in cui
ze, cio
la
si

al

capitolo e canonici veli-

accenna l'antiche costumatiila

riforma
s.

loro esattamente ela

capo della ss. Vergina una crocetta o stella, e chiama scon-i


vecchio

seguita, di

Pier Damiani, e

vita co-

cezza l'avere espresso


discepolo,
mili

ramata
si-

mune

parimenti da loro osservala; parl

di altre glorie e prerogative del

medesi-

adducendo molli esempi di monumenti. Passa a descrivere la


[)arte
in allo di

fin

mo, come d'aver luogo il loro arciprete, in mancanza di quello d'Ostia, nella consagrazioue del Papa, quando non vi fosse presente
il

gora posta nella


perpendicolare,

superiore dell'aula

benedire colla

mano nuda,
altribuito

che

s'

proprio de' vescovi

&
e

vescovo delle chiese d'

O-

anco
che

a' laici

ed agli Angeli,
:

stia e Velletri; e di

aver pure

la

nomina,

forse esprimere
la chierica

un alto salutatorio
si

dal-

cio

il

vescovo, canonici e capitolo veli-

scorge

desume

altro

terni, di 2 giovani velilerni


al collegio di
ial

da mandarsi
dal cardi-

argomento

d' ecclesiasticit nella perso-i

Perugia

istituito

na, e forse un Santo vescovo e meglio

un

Capocci (di che tratta ancora il suo zio arcivescovo Borgia, Sloria di P^clle///, p.

Apostolo, anzi

s.

Pietro. Discende poi alla

descrizione dell'allra figura in fondo all'asta,


1'

3,

rilevando che doveano essere


sua diocesi, non prov-

riconoscendovi
della

s.

Elena. Pa>su

al.

chierici di Velletri
^'isti

altra facciata

Croce, e descrive

di benefizio ecclesiastico

sopra

il

va-

1'

Agnello eh' nel mezzo della medesifnislici


si

lore di 9.5 fiorini d'oro,


vi

onde apprender-

ma, ed i4
lati;

animali simboli degli

per 6 anni
la

la

ragione canonica). Indi

Evangelisti, che

loro ricorda

dignit di primicero e di

pe'cpiali riporta

vedono espressi ne' un emonio di erui

preposto eh'
lo

essi

aveano nel loro

ceto, e

dizioni e del loro cullo presso


ci

copti.

Da

nuove

giurisdizioni e onori conseguiti

tiel

decorso del secolo. Perch poi


presenta loro
1'

non

prende aigomenlo d'illustrare un'an* tica Croce di bronzo esistente nella chiess.

s'iuvaniscano delle nuove decorazioni corali,

sa abbaziale della

Trinit di Velletri,

umilt della Croce


gli oc( hi.

d'aversi

sempre avanti

Quindi
lui

padronato di sua fimiglia Borgia; ed in> oltre ad illustrare un antico greco en-colpio del uonastero de'
ss.

passa alla descrizione della Croce della

Bonifacio ed
la
la

forma

grandezza della figura da

Alessio di

Roma, riproducendone
il

figu
reli

falla incidere;

enumera

le

perle e

le pie-

ra incisa. Restandogli

rilevare

Ire preziose colorate e gli

smeraldi che

quia del
loie,

s.

Legno
il

della

Croce del Reden rac-i


di collocar nelle

l'ornano,

le figure che sulle due parti si trovano espresse in ismalto, e reputa il lavoro deirVlII secolo o del IX. Forse gi esisteva da molti .'inni nel vestiario

che

in

questo bel

monumento

chiusa, nota

costume

Croci diverse sagre Reliquie, ed insieme'


illustra

una tavoletta
in

della

chiesa di

sj

deTapi, dal

(piale

si

solevano da

essi

ca-

Maria

Campilelli di Kotua. Desci'ivj

VE
posci.1
<|(iesto
il

L
presla in Vplleh a
e
,

VE L
1 o.fio', eli

79
Romani

cnlfo che

si

cren cardinale e vescovo d'Ostia e

sagro

monnmenlo,

sua espo-

Velletri

Enrico

Bartolomei o
Ostiense,

sizione nelle suddette feste


VI deH.i

e nella feria
riti

detto Ostiense i Susa, anche per essere

settimana santa, ne'qunli


si

la

autore della
'y.'jf.

Somma
il

movlo nel
F-

cntledrale velilerna
alla basilica

conforma
in
la

in

parte

Nel dicembre (nelle tempora di


gesuita p. Bonucci,

Lateranense e
la

parte olla

Pentecoste, dice

Vaticana,
literni

commendando
il

piet de' ve-

verso

gnore, ed

nella vigilia

Croce e Passione del Sicostume di munire dell'Ascensione con Croci di


religioso

storia del b. Gregorio X, p. 90) layS promosse al cardinalato e alGregorio

la

chiesa d'Ostia e Velletri,


fr.

nitenziere maggiore,

Pietro

non chea peIH di Ta-

cera benedette le

4
il

porte della citt e

le

principali contrade.
tario con eccitare

Termina

il

commenla

scovo

rantnsia donienioano di Savoia e arcivedi Lione, il quale nel concilio ge-

clero veliterno al oid-

io della Croce, che

comprende

corame-

morazione della

l'assione

dell'Uomo Dio;

nerale di Lione II prese posto fra que' che sederono alla destra del Papa, al quale successe a'2 i gennaio 1*276 col nome
d'

e delle prerogative del capitolo e della


chiesa di Velletri, neirip[)en(lice pubbli-

funocenzo V, Poco

visse e cosi

suoi

tre successori,
sta

onde

restata vacante que-

ca
la

5 autentici documenti, ne'quali

si

par-

sede vescovile, a'22


la

marzo 1278

Ni-

dell'antiche monete che aveano corso

col III

confer colla dignit cardinalifr.

in Velletri e specialmente te'proi-isui

zia al nipote

Latino Frangipane ropoi vicario di


,

pecunia Scnntus, e de* rolomngcns! pecunia poco cognita, olire altre cose di patria erud7one. Gli altri 3 documenti,

mano e domenicano,
a'

Roma
morto
di san-

nello spirituale e nel temporale

qno riguarda la vita comune adottata nel I02O da' canonici di s. Egidio di Ceprano,
il

tit,

IO agosto 1292 per cui dagli


fra'

in

buon odore

contato

domenicani beati dell'ordine. Il Banco


scrittori

che mostra l'antichit

di questa e-

tanto nel

Compendio della

storia

F li-

semplnr comunanza nella provincia di Campagna e Miirittima; ragiona d'altre


cose,

terna, quanto nella Storia della citt di feletri, troppo assolutamente asserisce,

come

della formola,

Regnante Do-

mino Nostro Papn,ede\ gitu'amenlo.Pfr salntem Domini Nostri Papac. Gli altri due documenti illustrati uno del sud,

detto antico greco encolpio, coll'immagi-

che gli si d la gloria d'esser l'autore delDies irae, dies illa (^.), sequenza, ritmo o Prosa [T''.) i\\ cui con certezza si contrasta l'autore. E vero che io ne* due articoli lo noverai fra quelli che se
la

ne

del Crocelisso confitto con


a'

4
e

chiodi,
s.

ne credono autori (fra'quali


so da Celano, che nel
."
f

fr.

Tommache
la

avente

due

lati

la

Madonna

Giola

articolo per fal-

vanni; essendovi

ncll' altra [)arte

lo tipografico detto Colano), anzi

Vergine

cogli Evangelisti privi di

simbo-

comune
pani;

opinione pel cardinal Frangilessi

h, de'(|ual riparla, insieme al calicee pisside donati da Pio

ma

poi nel can.

GiandomeniBreviario Ro-

VI

alla cattedrale. L'al-

co Giulio, Fersione poetica di tutti gl'inni della Chiesa secondo


gine, delle quattro
il

tro docuujenlo il gi discorso breve Rotnanus Pontfcx col quale Benedetto XIII liei 1724, concesse a' canonici veliterni, invece dell' almuzia che usavano, la cappa paonazza con fodere di pel,

li

d' armellini nell' inverno, e nell' altre

stagioni di Seta riiieo orniesi/io.

RitorAles-

ss. VerSequenze della Messa, dell'inno Gloria in excelsis Deo, Torinoi8i6, che nella sequenza in discorso non dice chi ne fosse l'autore realmente, probabilmente avendo trovato incer-

mano, di alcune antifone della

nando

alla serie de'vescovi,


il

morto

to

il

poterlo asserire. Lessi

ancora nel

sandro IV,

successore

Urbano IV

uel

Manuale de fra ti Minori disposto dalp.

8o
Flitninin
lu stqtienzii

VEL
da LaU-ra,^oi\a 776, essere
1

VEL
Tommaso tla
all'al-

composta
fr.

ila fr.

suo nipote cardinal Bertrando I de Poyel o Poggcilo francese. Il lauco non fa

Celano, bench altri rallribuscano


tro uiinoi ila

Matteo d'Acquasparla poi cardinale. Forse questi la compose e l'altro la pose in canto fermo? Conviene prudenlemente concludere essere tuttora positivamente incerto il vero autore. Al
,

menzione d' mi vescovo intruso che ap^ prendo anche tlal Lucenti. iNel 37.8 recatosi in Pioma lo scismatico Loilovico V
1

pretendenle
ticardinali

all'

impero,
il

ivi fece

elc^ger(
gli

l'antipapa Nicol V,

quale fra

au'

cardinal Frangipani nel1294succes.se

il

cardinal

fr.

Ugone o Ugo

111

Dilloinoo

Ayscellin francese doraeuicano ed arcive-

scovo
t

di Lione, morto con fama di santineli297.DonifacioVlll nel 1299 com-

pure cre Giovanni de' conti Alberti o Martini a' 17 maggio, dichiarandolo insieme vescovo d' Ostia e Vef letri. Per quanto dissi nel voi. LXXVI p. 172, sembra che tali false dignit U
ricevesse in Tivoli, ed
ivi pi-

narrai clu
t

mend
i3oo
stesso
INicol

questo vescovato a Leonardo Pazio,

l'antipapa co' suoi anlicardinali fuj^gi

trasso d'Alalri suo

che a 11 marzo
cardinal
fr.

cre cardinale. In dello mc'^e lo

Todi, donde si ritirarono a Pi<:a a'3 gcii' naioi329. Ma Nicol V abbandonato d(

Papa
l

fece vescovo

il

Bo< casini da Treviso do(neniquale merit di succedergli


nel

cano,

il

pontificalo col

nome di Dcncdctto XI
a'

Lodovico V, si sottomise al Papa nel 33o che l'avea scomunicato co'suoi seguaci, fu condotto in A vignom; mentre Giovali ni cogli altri falsi cirdiuali, fuggendo al
1
1

22 ottobre i3o3j
fu po>lo nel

e quindi dalla Chiesa 7 lu-

trove, terminarono di godere l'apparente

catalogo de' beati

loro dignit. Si

pu vedere Lodovico AMeglio


dell'

glio. In Velleiri e diocesi se

ne celebia o-

gnello Anastasio, Sloria degli Aiiti/api


t.

gni anno
di rito

la

memoria
i

coH'uIlcio e

messa

2, p.

i5e

seg.

intruso ve
IVolizii

doppio minore. Poco dopo la sua esaltiizione a' B dicembre cre cardinale
e vescovo d'Ostia e Velleiri
fr.

scovo Alberti parler col Coinei',


delle chiese di f'cnezia, p.
1
1 .

Giaconu

Nicol

11

Albertini di Prato in Toscana, vescovi


di Castello ossia di

Alberti o Albertini di P/-fo domenicano,

che fatalmente conliibu ali'eie/.ione di Clemente V, il qualecollo stabilire la pontifcia residenza in Francia e in Avignone, fu cagione d'

dichiaialo fautore di
I

Venezia, per essers Lodovico V, n

immensi e lagrimevoli
ri-

danni, e

la

chiesa d'Ostia e Velleiri


la

327 fu cacciato dalla sede da Giovami XXII. Portatosi in Roma unse col sagri crisma il suo Lodovico, coronato impe ratore da' deputali del popolo romano
ad istanza del quale
false dignit

mase senza
se

vicinanza del pastore, e for-

fu

dichiaralo dal

o probabilmente ne avr provalo le conseguenze. Il cardinale neh 3 12 si rec in Roma per assistere alla coronazio-

l'antipapa cardinale e vescovo Ostiense

che poco godette, poich


il

r<

stiluito alla propria sede

legillinio

pa

ne

dell'

notato, che segui a'29 giugno,

imperatore Enrico VII, pel gi onde conla

store, l'usurpatore

Giacomo

fu deposto

espulso,morendo miseramente inGerens


nia ov' erasi ritiralo.

getturo che avr visitata

sua chiesa.

Quanto

al

cardinal

Mortoli cardinale in Avignone nel i32 1, ivi ebbe il vescovato il cardinal Piinaldo Il o Pieginaldo della 7W/^ francese, che assente dalla residenza mori in Avignone
sul fine del

Poggetli da Giovanni
to legato in Italia con

XXII

fu indi spedi-

amplissime facolt,

e per 16 anni govern lo slato pontificio e Bologna,

donde per insurrezione foggi

1327 e non nel i325 come vuole Ughelli, e neppure nel i324 come corregge Coleti. A'27 dicembre di detto unno Govatml XXll nomin vescovo il

neh 334

Non
falla

si

Avignone, ove moi'i neh 35 1. ha memoria, se nel suo soggiorno


in
si

nello stato papale


il

recasse a Velleiri,

ma
ii

Piazza con dire che risiedendo

V
\ \

r:

L
in

V
cui conclave,

EL
p.

8i

ignone fu assente. Nel suo vescovato,

come
il

osserva Cecconi, StO'

Osiia ancora era vi


polazione; ed
il

una considerabile po-

ria di Palesi rina,

a83, era decano del

capitolo della cattedrale

sagro collegio

cardinal Giovanni Cross

avea
ci.

la

dignit dell'aroiprele
al

eio canoni-

In

suo luogo pass


il

vescovato nel

o Gross penitenziere maggiore e vescovo di Palestrina. Perl'elezioned'Urbano VI


fece
si

1352
giore,

cardinale Stefano Albert franpenitenziere

cese e insieme fatto

mag-

ribell. Indi

un nobile elogio a suo onore e poi gli Urbano VI nomin vescoil

che

nell' islesso

bre divenne
sti

anno a'i8 dicemPapa Innocenzo l'I. Que-

vo d'Ostia e Velletri

cardinal Bertran-

Pietro
di

i353 elesse vescovo il cardinal IV Bertrand francese de' signori Colombier, che invi neh 355 in Ronel
a coronare
1'

ma
di

imperatore Carlo IV,


si

la f|ual

funzione

fece a'

aprile festa
egli
i

Pasqua. In questa occasione

si
i

do II Lrt/g^r francese, ma ingratamente l'abbandon per eleggere l'antipapa Clemente VII, eseguito questi in Avignone vi termin la vita nello scisma neli3Q3, senza aver mai visitalo la sua sede, come nota il Piazza. Urbano VI per provvedere alla chiesa d'Ostia e Velletri nel tempo che il suo vescovo infelicemenleseguiva il grande scisma d'occidente, vi mand Giovanni Paolino canonico Vaticano,

Irasfeili in Velletri

persoli i giorni agli

api

ile

per consolare ilsuo greggecoHasua


successe

presenza. Tornalo in Avignone vi mori


ili

peste neli36t. In questo


.'

gli

come

vicario apostolico, e di lui esi-

Albert francese, nipote d'Innocenzo VI, e dopo aver cousagrato Urbano V mor nel i363 in Avignone, senza mai aver veduto
sa e le sue pecorelle, alle di lui
la

Aiiloino o Andoino

de'i6 febbraio! 383.

sua chie-

una senteuz;i morto Bertrando II, l'antipapa Clemente V^ll audacemente promosse l'anlicardinale fi'. Gioste nell'archivio capitolare

Ma

cure com-

messe. Gli successe


cardinal Elia di
rier francese,
s.

anno il Eredio o Yrieixo Ynell' islesso

vanni di Neocastro o Novacastro domenicano francese, gi maestro del s. palazzo, suo cugino e parente, di cui parlai anche nel voi. Ili, p. 2r4. Morto 1' antipapa, a' 28 settembre 3g4 gli successe il pseudo Pontefice Benedetto XIII, il quai

benedettino o

come

altri

pretendono poi minorit, e fin di vivere inAvignone nel i 36y, egualmente sempre assente dal suo vescovato. In questo divent vescovo il cardinal Fr. Guglielmo I

le
l'

a'3 ottobre fu ordinato sacerdote dal-

anlicardinale

Guido

falso

vescovo di

Sondre

francese

Avignone nel avendo anch'


mercenari

domenicano, morto in i373,e al dire del Piazza,


egli lasciato in

Frascati (come vuole Novaes,*ma non re-

gistrandolo rUghelli, sar forse


riferito Ira'vescovi Prenestini

il

da

lui

mano

de'

Guido Ma-

la sua gregge e senza averla neppur veduta. Nello stesso anno Gregorio

lesec o

Malosicco nipote di Gregorio

XI

e da

lui

creato cardinale nel i375, indi

XI
il

confei la chiesa d'Ostia e Velletri al

seguendoli parlilo dell'antipapa Clemen-

cardinal Pietro

di

quale gi legalo

Stagno o d'Estain, d'Italia, segu il Papa


residenza ponti-

iSyS fatto vescovo di Palestrina, secondo Cecconi e Pelrini. Questi aggiunte nel

nel ristabilire in
ficia nel

Roma la

gennaio iSyy (essendo appro-

gono, che trovandosi nel sinodo di Pisa del 1409 decano del sagro collegio de'
detto XIII,

dato ad Ostia
te
),

il Papa colla curia e corquell'anno ivi termin suoi giorni, colla gloria d'aver contribuito an-

e in

Gregorio XII e antipapa Beneaffatic per la cessazione si dello scisma; onde deposti ambedue noparliti di
i

ch' egli a tale riprislnamento, e princi-

minati, dichiaratasi sede vacante, rest eletto


la

palmente

s.

Caterina da Siena,

celebro nell'articolo Ve5aissiso. Nel


successe nel pontificalo
VOL. \c.

come la SyS
i

Alessandro V,

il

quale per togliere


le

mostruosit di trovarsi provviste

Libano VI

nel

chiese di

due

prelati, a tenore dello sta-

2
luilo iielln

V E L
sessi.oue xxi o xxii, nel cou-

V E L
1378,6 non 1373 stampa ; ma disgnslalosi deila ju'rtinacia di Denedetto XIII l'abbandon e inon in Avignone neli4o'). Inoltre
creare cardinale nel
iiienda di

csloro (Iti'aG giugno o pi laidi, lrasf(?i


il

cardinal Gactaiii
(li

tlalla sccIlmI Palesili-

no,
ili

cni era l<'giriimo pasloie, a quella

l'orlo; acci

Guido

leslassc canonicaleal-

l'antipapa nel

14^7 pretese

ci

e<ue vesco-

lnenlealla l'ieiieslioa, e fregialo allora


gillittiatneiile di lai chiesa,

vo d'Ostia

e Velletri l'anlicaiilmale

Gio-

inlervenne

vanni VII Ai'fnct o Brognicr


il

ii,i\\o'i:\v(\o,

l'elezione

diGiovanni

XXI II, morendo nel


dicono decascisma,
il

quale abbandonalo

lo

scisma, nel

1409

i4i

I.

A Uri

in lale elezione

fu riconosciuto per cardinale vescovo nel

no

del sagro collegio

cardinal Arnel o
lo

Ijiognier, peicii

abbandonalo
l'i

Sinodo {f' .) di Pisa e da Alessandro V, non airalto prima, ed alliua fu pure le-

erngli successo nel decanato degli antcaiclinali

gittimalo nel vescovato. Alessandro


stalo eletto in detto sinodo nel

era

Guido), e

consagralo vescovo

1409, cone

dal Neocastro,
in

il quale mori nello scisma Avignone a'4 ollobrei SgH. Gi il Pa-

tro Gregorio XII legittimo


il

Papa

conilo

falso

Bcnedello XII
i

I,

da'loro cardinali

pa Bonifacio IX udila

la

u)orte diBei Irana

e anlicardinali,

quali ultimi essendo dal

do

11,

nello slesso

3g2 promosse

que-

sinodo riconosciuti per veri, nederivche

sto vescovato

il cardinal Fdippo iV Aleacon della regia stirpe de Valois, arcipre-

te

Valicano: era slato vescovo per sospetti per

di

Sabina,

wt medesimi avevano uno slesso A e,yrovaio suhiirhicario, o un medesimo Titolo o Diaconia j laonde per togliere tale mostruosit permise Alessandro

dalla quale chiesa l'avea deposto

Urbano

le

Ozio-

VII,

sia

la

parenlela che

ni

ossia

il

passaggio da un vescovato al-

avea

col redi

Francia seguace e fautore

l'altro,

dello scisma, e sia per la sua


luila iu

oondoUa teUdine (^/.^ quando ebbe in comil

in

o da un titolo o diaconia all' altra que'che aveano altro cardinale co' me


,

desimi vescovati

titoli

e diaconie.

Veracio

menda
in

palriarcalo d' Aquileia

mor

mente
nicati

tutti

detti cardinali

erano scomu,
i

con fama di santit e miracoli 3q7. In questo gli successe il cardinal Augeo Acciiij'oli fiorentino, arciprete Vanel
1

Roma

da Gregorio XII e deposti

suoi cardinali tipapa

come

ribelli, quelli

dell'an-

come

scismatici. Egli per questo

licano e vice-cancelliere,
1

merlo in
la

Pisa nel

407. Continuando

lo

scisma sostenuto da

])enedelloXlll,osdopo
d' Ostia e Velletri
all'

morte
il

di Neo-

che alcuno chiam Conciliaholo il famoso sinodo di Pisa (T^.). Osserva il citalo Cecconi vescovo di Monlalto nella Storia
di Palcstrina, a
p. 287 e 292. Che fra le pessime conseguenze del lungo scisma, una

caslrodi conferire nel i4oo

vescovato

anticardinale Gio-

vanni Repucavardi o Rupecaurda francese,

era quella che due cardinali avessero

un

morto

circa

il

i4o2, come

dissi

pargli

medesimo
s

vescovalo,litoloo diaconia. I*er

lando

di lui nel voi. ili. p.

-aojquindi

sustilui l'anticardinale Pietro

Corsini Cio-

renlino, gi cardinale
inoi\ in

Avignone

a'

d'Urbano V, che 16 agosto i4o5. Ofr. Leonar-

rimuovere tal disordine, nella sessione xx determin di formare de'due collegi cardinalizi uno solo, mediante T ozione d' uno de' due cardinali di dette categorie,

slinalo l'antipapa nelle sue pretensioni, gli

contro

la

die a successore l'anlicardinale

le

ritenuta nella Chiesa

consuetudine coslanleinenromana (tranne


loro chiese, essendo a vita.
le

do de Rossi dello Gidbne salernitano mimorto nel 407. Quanto a questa data conviene
norila e generale del suo ordine,
1

poche

eccezioni), per cui tulli zelavano in


le

vantaggiare

Perci col Panviniode|)lora

conseguen-

leggere

la

biografia che ricavai dal CiacIli, p.

ze [uegiudizievoli dell'ozioni, perle quali


le te

conio e riportai nel voi.


io dissi dotto,

212

ove

chiese con nocevoli discapili di frequen-

che Uibaoc Vi

lo voleva

hanno un altro cardinale, che appena

VE
islallalo nella

L
il
i

VEL
cardinal Brognier, in questa chiesa
bistinse Io scisma degl'intrusi
te.

8i
si

sua chiesa, mentre comin-

e-

ciava ad adezionarvisi e conoscerne


sogni, per le ozioni

nominalmenil

deve abbandonarla. consuetudine d'oliare da una chiesa suburbicaria all' altra, ne


Coirintrodursi
deriv, che
la

Morto
lui

il

cardinal Corraro,

Coscia

geltalosi a'piedi di

Martino

nel(4i9j

fu da

dichiaralo cardinal vescovo di

morendo il decano tutti cardinali oliavano da un vescovato all' altro; e le Promozioni (P'.) solile a farsi ne'giori

Frascati e decano del sagro collegio,


visse

ma

6 mesi.

II

cardinal Giovanni VII Arin

met o Brognier mor


avea fondalo
il

Avignone (ove
a'i6 febbraio

ni destinali alle

Onh nazioni [F.), e speTempora


[f'.),

collegio de'Savoiardi, co-

cialmenle nelle Quattro


nelle quali
i

me
I

pia- dir a Vevaissino)


il

mercoled o venerd erano Cardinali (F.) creal'y il sabato si publ)licavano ed ordinavano negli ordini magil

4^6. Secondo

Cecconi, Storia di Pa-

lestri/ia, p.

gro collegio
lestrina,

292, divenne decano del sacardinal Angelo di Anna il


di

domenica si consagravano vevennero poi a celebrarsi in qualunque tempo. Nolo ancora il Ceccoui , che quindi il cardinal Ugone di Lusignano vescovo di l'alestrina , pel t. oli ad una chiesa senza bisogno, cio alla Tusculana.
t;ior,

e la

Sommaiiva camaldolese, vescovo


notando che
in

Pa-

scovi,

quel tempo non

era stata fissala nella chiesa Ostiense si-

mile preminenza, e mor nel


nel

14^8 o
collegio,

1429
del

decano del sagro


lo

secondo Cardelh. Intanto


fu
il

scisma non

98, LXXV, p. 224. Neh 4 IO permorted'Alessandro VelettoGiovanni XXIIF, ilcar1

Delle ozioni ne riparlai ne' voi. LX,p.

tutto

estinto,

poich

morendo

Benedetto XIII, fece giurare a* suoi anticardinali Bonafede, e Giuliafalso


10,

dinal

Armet

l'ordin sacerdote e consagr

vescovo. Indi nel concilio di Costanza da


lui presieduto,

no de Lobo o Dobla o Lobera spagnuoche da chierico di camera avea fatto


nel

poco manc che

il

cardi-

1409 o

t4'24 ^''*"^'""'^'"^'6 ^ poi ve-

nale non fosse eletto


tino

Papa
j

nel

417; Marordinato

scovo d'Ostia e Vellelri, di dargli un suc-

che

lo fu,

venne da

lui

suddiacono, diacono

sacerdote e consa-

grato vescovo, figurando qual decano del sagro collegio de'cardinali presenti al con-

giugno 1420 elessero da Giuliano. Fmalmenle, a'26 luglio 14^9 l'antipapa rinunzi la pseudo dignit, e
cessore. Essi a' IO

l'antipapa Clemente Vili, consagralo

3 Ubbidienze di Gregorio XII Corraro eroicamente rinunziante a mezzo del procuratore, di Giovanni XXIII Coscia deposto, di Benedetto XlIIe Luna scomunicalo bench in premio della
cilio delle
;

cos fecero
1

suoi anlicardinali, e Giulia-

virt di Corraro, fra

le

distinzioni accor-

dategli fu dichiaralo cardinal vescovo di

Porto

e decano del sagro collegio. Racconta Banco, che lo scisma dalla 1.' sede pass nelle sedi inferiori; ma per questa

no a' 6 agosto nel palazzo del maestro d Montesa presso Paniscola. Di lui tratta Ciacconio, Vlae Pontificuni et CardinaUnni, t. 2, p. 744- '0 oe parlai ne' voi. 11, p. 211, III, p. 23o, 237, 238 e altrove. Per la detta morte del cardinal Armet o Brognier rimase lungo tempo
vacante
la

cattedra Ostiense e Veliterna

sino al i43i. In questo

chiesa d'Ostia e Vellelri

non
si

risenli

al-

die per pastore

il

cugino Antonio
di

Eugenio IV le I CorGregorio XII,


s.

cun incomodo, perch


ssismalici che in Francia

gli

anlicardinali

raro veneziano, nipote


PiulTna,

arrogavano

il

trasferendolo dal vescovato di Porto e


zioni da Alessandro V: fu
s.

titolo di vescovi d'Ostia e Vellelri rilene-

inconseguenza dell'inlrodotleo-

vano
la.

il

solo
la

nome, egiammai giunsero ad


cattedra e ad amministrarnel

camerlengo di

occupare

Chiesa, arciprete Valicano,

Nondimeno

1409,

non

nel

1407

stratore del vescovato di Cervia dal


al
1

amminir43>
a'
r

com'egli dice, riconoscendo Alessandro

44,

mor decano del s. collegio

84
j-etinaio
corciiial
1

VEL
44
^- ^^'
'

V E L
successe
il

7 "'oo'^ S''

Giovanni VJII Ccn'anlfs s[mili

gnuolo, che cess

vivere

a'

25

marzo
ve-

mo. Ne restaur la cill, che trov da mollo tempo abbattuta; fi'ce farcii disegno della cattedrale di s. Aurea, e forse
die principio alla costiiizionc della torre
attuale,
la

1453

iliiiioraiulo nella

Spagna, qua!

scovotliSiviglia,quancloNicoi V nel i4 )2

coron iuiperalore Federico lll,qiiesli in \er,e fu unto coll'olioesorcizzalotlal cardinal Concltilmero vescovo di Porlo e s. Pmffna. Noter, che insorto l'antipapa Felice y di Savoia {^'), rinunziando poi l'unliponlificalouel i449) Nicol Vl'avea dichiarato decano del sagio collegio e veficovo di Sabina,

la dal successore.

quale fu innalzala e forlifJcaFu il i . vescovo ch'ebl'auloril


la

be dalla
le sui

s.

Sede anche

diocesani,

(piale in principio
etile

temporanon
ri-

importava propritn
cev in Ostia Pio
p.
II, lo

che prolezione

e conservazione de' privilegi.

Come

narrai nel voi.


il

LtV,

3e 2

4) e meglio verso
11

fine di que-

di

a'28 aprile
e Velletri

morendo nel i45>< In1453 occu[) la sede d'Oil

st'articolo riprodurr.

quale Papa ne'

suoi Co/?/wic/jf^2ridescrisseO stia quale era

stia

cardinal Giorgio Ficl'i


i

sch genovese,

morto
p.

ottobre

46'-

Avverte
collegio,

il

Borgia a

Sj
fu

tW'Isloria d

] ellelri, ch'egli

non

decano del sagro

Le rovine che ora occupano mollo spazio indicano che Ostia fu un tempo grande e magnifica. Aff'ezionalissimo alla sua chiesa, don alla cattedraa'suoi tempi.
le

come

prelesero alcuni scrittori,

molte preziose suppelletlili, e neh


s.

475
Ge-

i)oa essendo ancora a quel leD)po annes-

concesse a'canonici lacappellania di

sa stabilmente tal dignit alla chiesa di

Ostia e Velletri,

ma

bens al pi anziail

no
va,

de'vescovi cardinali, n
gli

tempo
il

di

sua

ha da' suoi diplomi dati dal palazzo di s. Apollinare di Pioma ove abitava, onde in Velletri esiste perpetua
raldo,
si

come

|)romozione

concedeva
il

tale prerogati-

meuoria

di lui.

Consagr

nel

i47' ve-

come

osserva

Lucenti,

quale ecl.
i

scovo Sisto IV, sebbene ancora non difiegiatodi tale dignit


1

co quanto scrive
se
Fieschi)

ncW Italia

sacra,

^.jd.TiCiacconiiun opere scribiliir obiis(il

venuto decano del sagro collegio bens mor a'22 febbtaio


,

Decanum Sacri
liic

Colle.gii.

483,

colla

fama

d' essere stato

uno

de*

Secl si

gradus

desurnatur ex praenoiiduin liac

principali restauratori delle lettere e delle scienze. In

mineiilia

Ostiensi sedis

detto anno Sisto


il

IV

vi tra-

splendehatpraerogativaj siex persona, (juae pror devenisse t ad Purpuram inter Episcopos liic sane erat Isidorus
Thessalonicensis Sahincnsiian Episcopus.

sfer

da Frascati

nipote celebratissimo

cardinal Giuliano della Rovere d' Albizo-

che nel 1481 avea consagralo vescovo di Sabina, penitenziere maggiore. In


la,

Per ca etiam tempora Martinns Crumeriis, Latinum cardinalem IJrsiNel detto i46i

Ostia fece fabbricare l'odierna cattedrale,

sul

modello
la

di Piiitelli fallo fare dal

nian, Ostiensem, pr Sabinensen,vitiose nominai.

predecessore,

torre o rocca odierna fa-

occup

la
il

mosa,
stia,

e le fortificazioni

che coronano O,

cattedra della chiesa d'Ostia e Velletri

coll'opera del celebre Satigallo

che

celebre e benemerito cardinale Gugliel-

perci

dimor due anni


p.

in Ostia,

insieme

mo
le

' Estouteville francese

cluniaceuse,

alla torre di
re.

Dovacciano di difesa

sul

Teve-

del quale gi nel paragrafo Cori narrai

Nel voi. LIV,

2 i4, 'ipsula'
Si

come
rec

munificenze, ove stabil nel conven-

ricev in Ostia lo zio Sisto IV.

to

da

lui

liibbricato

un' abitazione per

pi volte a visitare Velletri e


ge,
ni,
vi

il

suo greg-

suo uso e de'vescovi successori, e poscia


lo dissi edificatore a sue spese del palaz-

ricev con

benemerenze

de'cittaili-

come descrissi, Carlo Vili

re

diFrau-

zo vescovile di Velletri. In Ostia pure

fe-

cia nel palazzo vescovile, e fece allrellan-

ce spertueiilare la sua grandezza d'aui-

to iu Ostia, in Velletri a sue spese ftibbri*

V EL
co
la

V E L
che arIti"

85
snli

sni^reslin della cattedrale,

leslo cardiiulalo, e
t

con

5 mesi di go1

rictlii di (Ioni

e di sogli [>aran)enti,

collizz

canonici a testare, ed ili." noil

ven>l)rei5o3 tlivenne

gran Giulio 11.

verno vescovile, a' 7 maggio 52/4. decano del sagro collegio. A' 18 oiaggio ne occnp la cattedra lasciando qnella di
,

Questi dal vescovato snbuibicario di Sai^ma tosto vi trnslat il celebre cardinal


Oliviero Cnraffii napoletano, morto decanodelsagrocollegioa'aogennaioi 5i i.
Giiilio
II

l'orlo,

il

cardinal Nicol 111 Fieschi ge-

novese, per un sol mese, poich mori decano del sagro collegio a' 4. giugno. Nel
1

d seguentegli successe

il

celeberrimocar*X\

dalla sede di Porlo e

s.

Uulllna
cele-

nell(j slesso

anno

vi trasfer

il

cngino

Alessandro I Farnese romana o nato a Canino, gi


dinal

famiglia

bie cardinal Rartiele liario di Savona, tiopo essere stalo vescovo di Sabina, vire-cancelliere e camerlengo (per le pri-

con raro eempio vescovo suburbicario di Frascati, Sabina, Falestrna e l'orto (non d'Ale

bano
voi.

come pare
p.

quasi che

si

dica nel

marie

caiiclie

che vado accennando, per

XII,

34)- Nel

tempo

del suo ve-

l't-poche e loro
ari icoli delle

dinata ponno vedersi gli medesime). Secondo il Car-

scovalo frecpienleruenle portavasi in Vellei ri,

non tralasciando cosa alcuna

nel-

dcila e
l-.i

il

NovaeSjda'fondamenti rifabbric

lo spirituale

che nel temporale, che gio,

cattedrale di Porlo, equela di Velleiri,

var potesse al suo gregge


za, colla sua protezione e

colla vigilan-

l'anlica essendo in deplorabile slato.

po varia forluna, mor

a'

luglio
i

DoiSar

con larghe be-

neficenze

fino a visitar g' infermi che

ilecano del sagro collegio d'anni


di cardinalato (nel voi. IX, p.

6 e 44 292 e 298,
eletti in

soccorreva colle sue mani, e aiibell l'api-^copio e la calledrale. Passati pii di

io

lormai due elenchi, de'cartlinali

anni dacch era vescovo d'0->lia e Vellelri

giovanile et, e de'cardinali che goder-

e decano del sagro collegio, a'i 3 ot-

no meno
nel voi.

di 3

mesi
p.

la
,

sublime dignilje
ftci

tobre

XV,

2qi

un elenco de'

nome
volle

i534 fu sublimato al liiregno col di Paolo III. Per qualche tecupo


ritenere
1'

cardinali che vissero assai e intervennero

amministrazione

dell.i

a multi conclavi). Nel

medesimo anno

chiesa d'Ostia e Velletri, (incile a'26 feb-

Leone
sirina,

X did
,

vescovato di Sabina pron)os-

se a (ptesto
il

cai

pure di Paledinal Bernardino Car^'aj'al


e lo era stato
di lui eletto nel

spagnnolo. Sotto

driano Vlmentreera nella

322 ASpagna{P\),
1

braioi535 vi trasfer da Porlo il carilinai Girolamo Piccoloinini sanese, afhne morto in di Pio II e nipote di Pio III patria e decano del sagro collegio a' 2 i
,

portandosi in Rouia approd in Ostia

ri-

cevuto magnificamente dal cardinale. Do-

novembre loSy d'anni 62. A'28 dicembre,o novembre come scrive l'Ughelli, del medesimo iSSy, da Porlo fu traslato in (piesta sede
il

po inquieto cardinalato, mor decano del


sagro collegio a'i6 dicembre i523; luiLivia nel d seguente disse di lui

cardinal
romei-

Giovanni

IX Domenico de Cnpis

Clemenun gran

no, arciprete Laleranense e decano del


sagro collegio: questi fuili.de' vescovi

teV

II in

concistoro, essersi spento

lume ilei sagro collegio, ed essere mancato wn uomo per dottrina e sperienza det;li

ch'ebbe

il

titolo e

l'ampia autorit
,

di

go-

vernalore perpetuo di Velletri


diocesi, colla giurisdizionedel

Ostia e

aUari veramente insigne. Nello slesso


il

merce mi-

loncisloro
^la chiesa
///

Papa die per pastore


I

que-

sto

impero, per bolla del


Il

'748 di Paolo

il

cardinal Francesco

Wen14 dila

IH.

Piazza dice che accrebbe alla catla

fiorentino, trasferendolo da quella di

ledrale l'organo,

don

di

molli para-

j'orlo, e

siccome l'Ughelli dice

a'

Kinbre, converrebbe abbreviar


i

vita

menti e v'istitu il sodalizio del ss. Sagramenlo. A' 10 dicembre i553 passalo
agli elerni riposi
il

3 giorni

al

precedente. Mor dopo

mo*

cardinale, Giulio

HI

86
vi

V E L
tiaslalbda Porto
il \'n'-

VE
X
in

L
la

nel d seguente Pietro Caluoso cardinal Giovanni ra/pi napoletano, il quale confondatore

pte assente da questa sua sede, chiamalo

Francia per combattere

nascente
;

eil

rcsia, di cui fu

anitnoso impugnatore

Oc Teatini (/^.)i con non comune eseinj)ioavea governato anclie vescovati subiirbicari di Albano, Sabina e Frascati, decano del sagro collegio (cio, come avverte Piazza, il piti anziano de'cardinali presenti in Roma),di cui era particolare ornamento, per l'integrit e santit della vita,
per
to
la

perch raccomand la cura di (|uesla chies,i alcardinalGio. A ntonioiSe/'ieZ/ot milanese, nipote del regnante Pio IV, poi

uccessivau)ente vescovo di Sabina, Palestrina, Frascati,

Porlo e
a'

di questa sede,'

come
cia
a'
il

poi dir. Cessalo di vivere in

Fran-

religione e

la

dottrina esen piare.

Trovandosi in et di 79 anni rest eletPapa a'aS maggio 555 col nome di


1

Paolo Jr\ e poi mor d' anni 83 e giorni 5o dopo glorioso e travaglioso ponliQcalo. Paolo IV a'ag maggio i555 pose
,

i 562, decano del sagrocollegio cardinal Ridolfo Pio de'principi di Carpi vescovo di Porto, che proteggendo il frate conventuale Peretti, piepar la sua futura grandezza nel divenire Sisto V indi mor nel i564. 1 que-

cardinal

Tournon

1 aprile

18 maggio

gli

successe

il

in suo luogo in questa cattedra

il

cardi-

sto e dallo stesso

Portovi

fu traslato
111

il

de-

XI de Btllay francese, gi di Porto e prima di Frascati, che bened il detto Papa, e non cousagr come
nal Giovanni
scrive

Pisani veneziano, che da 1. diacono avea coronato Marcello 11 e Paolo IV. Pel i." ottenne
cano cardinal Fraucesco

Piazza, essendo gi vescovo confin dal

da
tri

s.

Pio

la facolt di

tenere in Velie-

agralo

setteubre i5o6, e Paogli

un vescovo

in partibus per suffragala

lo 111 nel

153^

avea imposto
di Chieti,

il

pallio

neo, che supplisse per

continua asse-

come m' ifctruisce la Storia di Paolo IT\ di Carlo Bromato da Erano, cio p. d. Bartoloquale arcivescovo
il

zade'propri vescovi
tificali,

alle funzioni

de'pon-

meo
to
il

Carrara teatino bergamasco, che sotdetto

jjreco significa:

nome anagrammatico, che io un cibo tolto da una inen

onde neh 568 peli. vescovo suffraganeo fu uomiuato fr, Lorenzo Bernardini di Lucca domenicano vescovo di Corone, e non Cotrone come vuole il
Piazza. Osserva questi ch'egli tardi per-

aa imbandita a spese di molti (cb' qua n

venne

al

decanato

dopo

altri

meno

an-

lodireunacompiIazione,coscienziosa per

ziani di lui, per l'assenza

da

Roma

qual

per averne, come si dovrebbe, giustissima-

vescovo di Padova. Dir io: a molti decani agevolano questa dignit que' cardiuali preti che

mente
ni),

e con diligenza citalo le derivazioil

nascose modeslameule

proprio.

Il

cardinal Bellay,minislrodelredi Francia


in Pvoma, e lo qualfica

scovi subui bicari,

non mai ambasciatore come Piazza, non potendo esserlo nemmeno d* Ubbidienza {T\) presso la Sede apostolica, mor in seguito a' 16 febbraio 56o. Dal vescovato di Sabina a' 19 marzo preconizzato da Pio iV pass in questo ilcaidiualFrancescoll di Tournon de'conti di Piossiglione e afline del re
il
I

non amano d' essere vebench residenti in Roma. 11 cardinale Pisani dopo essere intervenuto a 8 Conclavi, mor d'afflizione per la morte del nipote cardinal Luigi, d' anni 76 e 53 di glorioso cardinalato nel iSyo. lo questo a'4 luglio da Porto vi fu trasferito il decano celebre cardinal Giovanni XII Moroni milanese, il quale

di Francia,
lo fu di

decanodel sagro collegio. Non Porlo come avverte il Lucenti, cor-

scovo anche delle altre 4

con assai raro eseaqjio era stalo ves^di suburbicarie di Frascati, Palcslrina, Sabina e Allo fu di

reggendo rUgbellijil (juale fuseguilodallo Sperandio nella Sabina sagraj e perci

bano, e cos

tutte.

Fu

tanta la

vigilanza pastorale e l'impegno governativo di quest'amplissimo porporato,

non

lo registrai

a Porto. Egli fu seuj-

che

V E L
spessissimo portavasi in Vellelri per prov-

V E L
dio della teologia e delle sagre lettere,
lla fia'caiionici velilerni la

87
isti-

vedere

collii

sua pieseiiza all'avauzainen-

prebenda
ilei

teo-

bene spirituale e leinpoiale del popolo a lui commesso. Fra' decreti del coucilio di Trento vi
lo della relit;ioiie, e al

logale, a

norma

de'decreti

concilio di

Trento, ed

alla cattedrale

don molti pa-

ramenttsagri.lXel [)recedenteanno diven-

fu quello

che obbligava

vescovi a cele-

ne sulfraganeo
le

fr.

brare

il

Sinodo diocesano. Conoscendo


negligenza de' suoi antecessopii secoli

osservante vescovodi Smirne.

Agostino Buzi minore Il cardina


fu sepolto nel-

ben
ri,

egli la

mancato

a'vi vi

neh 589,

che da

l'uso di radunare

il

sinodo aveano tralasciato, ne celebi due


nella cattedrale veliteriia.
Il

magnifica Chiesa del Gesi (r.)t\\ lloina, da lui colla contigua casa professa
la

i."

nel giu-

fabbricata

a'

Gesuiti. Gli successe

il

de-

giioiSyS, presieduto per

lui dal

suosof-

cano cardinal GiovanniXllI AnlonioiVcrhelloni milanese summentovato, gi ve-

fraganeo mg/ Uernardini; il 2." nell'ottobre iSyq, presieduto dal cardinale stesso. 1 mss, originali d' audjedue sono nell'archivio capitolare: nell'ultiuio in 3 pagi-

scovo di Porto.
sua mcrte, nel
i

Da
59

questa chiesa pure per


1

fu

promosso a vesco-

ne mirasi
sliluzioni

la

sottoscrizione e

il

sigillo del

vo d'Ostia e Vellelri il decano cardinal Alfonso Gesf/rt/c/o napoletano. iN'eli5q2


a' 2

cardinale. Se ne trova

memoria

nelle co-

febbraio consagr vescovo Clemente


il

sinodali del vescovo cardinal


del iMonle del

Vili, e nel mese di luglio celebr

sinoil

Bourbon
Rloroni,
gli

1624. Secondo

il

do diocesano

io Vellelri, e ristabil

se-

Jacobilli, scrittore della vita del cardinal


si

niiiiario diocesano,

crede con fondamento, ch'ei-

che per mancanza di rendite non pi esisteva. Si vede il suo ritrailo dipinto al naturale nella tribuna

inerendoall'osservanza de'decreti Ti

dentini, dasse principio al seminario dio-

cesano veliterno, aj)[)ena venne

al

gover-

lui fatta nobilmente decorare con pitture. Nel i5g7 fu fallo

della cattedrale, da

no
fr.

di

questa chiesa. Do()0

la

morte del
gli

sulfraganeo mg."^ V^iiicenzo

Quadrimani
il

sulfragaiieo

mg/

liernardini,

successe

vescovodi Nicea. Morto nel i6o3

car-

Eugenio fisavini

ago>tii)iano vescovo

dinale, dalla chiesa di Porlo a questa per-

titolare di Smirne. Il Cauco nel catalogo de'vescovi suifraganei lo registra nel 1572, inavvedutamente, perch nel iSyS dice che il |)redecessore presied il sinodo di quell'anno. Il cardinal Moroni dopo l'intervento a 5 conclavi e 35 anni di cardinalato, di 72 d'et mor nel i58o assai lodalo e pianto. Tosto gli successe i! ce-

venne
di

il

Como,

decano cardinal Tolomeo Galli gi segretario di stato di Grego-

rio XIII. Pel suo decesso nel

1607 pariarci-

menti da Porto
diiial

vi
I

fu Iraslatoildecanocar-

Domenico

Pmc//i genovese,
fini

prete Liberiano, che

di vivere nel

161
di

1.

In questo dal vescovato di Sabina

fu Iraslatoil

lebre cardinal Alessandro

11

Farnese

ro-

decano cardinalFrancescoIV Giojosa francese, morto di 53 anni e


di glorioso cardinalato, nel palazzo a1

Diano, nipote di Paolo

III, e gi

vescovodi

32

Porlo, arciprete Liberiano (e non LaleraDense,

postolico d' A vignone nel

61

5.

La sua
il

asri-

come

dissi nel voi.

XII,

p.

324), e

senza, per dimorare

ili

Francia dopo

poi Vaticano, decano del sagro collegio.


lui l' imperatore Carlo V: Colleginm Cardino Unni si ex talibus viris

chiamo
gli

del re,

uou

tolse a questa chiesa

Disse di

aiuti spirituali

pel

governo del suo


si

gregge, mentre volle che


Vellelri
il

celebrasse iu

co.istaf, profc.cto

Senalns

siaiilis nics-

sinodo diocesano, dando perci


presiedervi a mg."^ A.ntonioSe-

guani genliuni reperietur. Ed il sagro collegio ne vanta un numero iunumerabile, con tanto splendore e gloria. Nel 58 5
1

le facolt di

neca vescovo d' Anagni, e fu tenuto nel

161

3.

Peto

al dire di

Piazza, la sua asil

de>ideroso che fiorisse nel suo clero loslu-

senza gl'impcdi 'ellettuare

suo propo-

,SU

VE

L
1

V E L
anni 7 con penlmenlo dello zio, onde e per la sua ignoranza non senza grandi difficolt e opposizioni,

una villa neilaFaggiola, per lencleie nnieno a diporlo de' vescovi quel luogo che fu altre volte l'ogiiiiiento di fabbricare
f>etto delie

non che ripugnan-

guerre e dissensioni sauguno-

za

d'Urbano Vili)
il

nel luglio i()3o. Nel-

ke nella

venne
IVel

il

Campagna. Nel suo vescovato avdefinitivo deterioramento d'Onarraloanchenel vol.Ll Vjp.2 i5. trasferito da Porto, subentr il

lo stesso e al solito

so a (|uesta chiesa

da Porto fu promosbenefico decano car-

stia, pel

dinal
rale

Domenico
co"*

li

Ginnasij pio

e libe-

1616

poveri, nella cattedrale eresse la


vir-

decano cardinal Antonio 11 M." Gallo osimauo, vigilantissimo pastore, che tenne il sinodo diocesano in Yellelri a' io gennaio 1618. Decesso nel 1 620, gli successe il decano cardinal Antonio Ili M.' Sauli

cappella de'ss. Protettori. Colla sua

tuosa parsimonia fond in

Roma

il

nio,

uaslero delle Carmelilane Teresiane

e
il

dispose che ne fosse sempre protettore

cardinal decano yoro tempore. In Ostia


eresse

genovese, gi di Porlo: riguardalo l'oracolo del senato apostolico, fu a 8 conclavi


L"

un ospedale
la

pe' poveri
s.

infermi

e
Il

pellegrini, e

chiesa di
le

Sebastiano.

termin

suoi giorni nel iGaS. In que-

Piazza

enumera

sue beneficenze colla

sto vi pass

da Porlo

Francesco

decano cardinal M." Bourbon del Mantelle


il

caltifdrale di Vellelri, e rileva


citt v'introdusse l'arte della

che nella

inarchesi di quel feudo della

Maica

e na-

to in Venezia
ili

prefello della segnatura

stampa per pubblico comodo. A suo tempo e nel i63i divent sulFiaganeo tng.' Giuliano Viviaui vescovo di Solona, e poi nel

grazia. Pio e caritatevole co'poveri, ce


in Vellelri
il

i63g

kbr

sinodo diocesano a'ag

dell'/<o/ain Calabria Ulteriore. Termi-

f)prilei624. Wella cattedrale fece esegui-

n
vi

(li

vivere

il

cardinale nel i63c) d'8(j

organo sontuoso, la cui Ciissa pel disegno e duratura (sic) merita e.-sere mollo slimala, ed esiste in buono
re a sue spese
ini

anni e 35

stalo.

Nella cattedrale d' Ostia eresse e


la

dot

cappella di

s.

Monica
il

ove per

da Porlo quivenne il benefico decano cardinal Carlo I Ematiuele Pio di Savoia ferrarese, beiieinerito porporato, anche per aver in gran parie animato il p. ab. L'gwlli (V.)
di cardinalato, e

molli anni era siala

la

santa sepolta, pri-

a intraprendere la laboriosa e celebre oy>e\ii\e\V Italia sacra. iN'eli64ofu fatto suo suffraganeo mg."^ Camillo Andiiani vescovo d'Almira. Nel seguente anno il

ma

cliefosse trasferito
s.

corpo nella Chie-

sa d

Jgosdno a JxOf)a. Urbano VII! nel 1625 decret, che vescovo d'Ostia
il

e Vellelri non potesse stare senza

un veri-

cardinale cess di vivere, e

gli

fu surro-

scovo Sii/Jraganeo [F.),c\n assegn scudi

5oo

dalla

mensa

vescovile.

Il

Novaes

porta tale decreto all'agosto 1 628. Morto il cardinal del Monte nel 1626, in questo da

decano cardinal Marcello Lanle romano, gi vescovo di Porto, aleni tempo e nel 1642 divenne suUVaganeo mg.
galo
il

Alessandro Sperelli d'Asisi vescovo di


Tortosa, traslato poscia a Gubbio:
in

Porlo vi pass il decano cardinal Ottavio Bandini fiorentino, che favor


lri

suo

lo studio delle belle lellere e in Velle-

luogo nel 1643 fu surrogalo fr. Paolo Ciera veneziano agostiniano, vescovo di Vie
sii

protesse l'accademia de'SoIlevali, che


si

nel

regno

di Napoli.

11

cardinale spleU"

ji'suoi giorni
iiori

apr nel convento de'mi-

didamente limosiniero, ne avranno senza ilubbio sperimentalo


i
i

conventuali,
gli

morendo
il

settembre

successe

nel 1629. Nel decano cardinal

generosi
1'

elFelti

bisognosi veliterni; rifabbric

episco-

Giovanni XIV De// fiorentino, nipote di Clemente Vili, morto dopo pochi mesi
di

pio, e
vi si

con raro esempio non permise che


d'

ponesse lapide o

48

anni ([)eich era arrivato

al

deca-

i652

anni 91 e

stemma mor nel 46 di porpora, sen:

nato per essere sialo crealo cardinale di

z'aver mai

sufi'et'lo in

sua vita alcuu ini

VE
comodo
il

L
Poi lo
I

V EL
gli

89

di $alule.

Da

successe

coll'assistenza del peritissimo, dotto e pro-

ileciiiio canliiiai

Giulio
niii a'

Roma

unla-

iieM' a'
(li

IO maggio,

i6 selteuilue e

ligiialiiiente

fondo erudito Cai lo Bartolomeo Piazza, da Porto qui pass il deca-

(")8

anni scese uella locuba, nell'annibenefico vescovo di

no cardinal Albergati Liidovisi bolognese, [lenitenziere

versario dello slesso giorno e ora in cui


iiac(|Me. Egli era stato

maggiore, zelante pasto-

re e profuso co' poveri.

Non

vi

fu eserci-

llccanali e Loreto, e munificenlissimo di

zio di magnificenza, di generosa piet e di

Tivoli, e cautissinio nel parlare con donne.

zelo episcopale che

non

praticasse. Ristola roc-

Ad una che l'importunava

di trattare

r in Ostia
ca;
il

il

palazzo vescovile e

un negozio grave, niodest uente rispose: s()elta alla vostra co Se questo all'are scienza, venga il confessore; sed'altra materia, mandate il marito". Indi liasferilo da Porlo, fu vescovo
Callo
11
il decano cardinal de Medici de'graiiduchi di Toscana, che inai si port al vescovato. Tut-

qual palazzo per suo diporto avea


il

iiiagniflcamenie edificalo

genio d'Ales-

sandro VI. Colla sua morte, avvenuta nel 1687, '' vescovo di Porto cardinal Alderano Cibo de'principi di Massa e Carrara divent

decano e vescovo

d' O^tia e

Velletri, essendo segretario di stalo d'Iu-

lavolia,
ta

compiangendo
il

Vellelri attacca-

nocenzo XI. Sostenne con savia accortezza e gelosia


le

da

lieta peste,

mand
tempo
dissi

larghi soccorsi
del malore. I(U

ragioni,

le

prerogative e

il

a'poveii in lutto

pieg
re
la

la

somma

che

per rifabbricail

cattedrale in parte rovinata, e


le

cain-

decoro del sagro collegio, da cui fu con pari corrispondenza ecoll'onore dovuto a si supremo grado, slimato e riverito. Ripar con gravi sfiese in Ostia
il

pande. Fece togliere

colonne
di

di

marli-

mal'influs-

mo

che sostenevano

la

nave

mezzo,
il

so di (|ueir aria infelice per cagione dell' acque palutlose e stagnanti; diseccando per quanto fu possibile le paludi pi

Icnute insunicieuli a sostener


pietra e mattoni.

peso del

su(litto,e vi fece innalzare gli attuali


pd.islri di
aitili

gran

5o
il

.successe

Mori di yo 1666, e gli decano cardinal Francesco VI


di cardinalato nel
il

vicine all'abitazioni. Fece copiose limosine a cpie' contadini, destinati ne'

tempi

p. pericolosi dell'anno alla coltura delle

Jirhcrini

giuniore fiorentino, nipote

spaziose

campagne ed

a fabbricare

il

l'Libano Vili, arciprete Lateranense e


poi Vaticano, bibliotecario e vice-cancelliere di
IN'ella
s.

sale; altrettaiito sollecito di

provveder
il

lo-

ro

ili

aiuti spirituali. R.estaur

palazzo

Chiesa, prefetto di segnatura.


la

vescovile d'Ostia, abbell la cattedrale di


s.

sua magnificenza orn

cattedra-

U.

della bellissima tribuna ricca di


,

mardi
ce-

tili,

Aurea onde

e
vi

la

don

di copiose suppellet-

fu posta

una

lapide, clie rife-

mi

don

alla sagrestia
i
1

gran copia

risce l'encoiuiato Piazza

sagri parumenti. L'

giugno 1673

sitatore

suo vicario e virinnovando con pitture e fini


cap[)elia di
s.

lebr in V'elletri

il

sinodo diocesano e fu

marmi

la

Monaca.

11

stampalo:

Synodus l'elilrcnsis a Card. Barberini anno 1678, liomae. Gi nel 1668 era divenuto sulfiaganeo fr. Antonio Molinari carmelitano vescovo di Te-

della santa ivi ripos dal nel quale Malfeo

SGa
|)io

al

corpo i4^o,

Vegio

letterato e

datario di Martino
re con soleiiiiissima
la

V, lo fece trasportapompa in Roma nel-

gaste.

d'dl,

Con 5Q anni di nel 1679 mor

cardinalato e
il

82

chiesa del figlio, ove a sue spese eresI

cardinale, e uel
il

se

"^C8o da Porto
ni()ote
licre di

fu traslato

decano car-

dinal Cesare Faccliintlli bolognese, pro-

una icca cappella. lu tale traslazione, Martino V recit un'elegante orazione in lode della s. Matrona, e col racconto d'alcuni miracoli seguiti nella
c.iiioiie.

d'Innocenzo IX, pro-vice-cancels.

medesima oc-

Chiesa, morto nel i683.


la

Con

l'iistorpure la calledrale di Vel-

ollcciUidme pusluiale visit

diocesi,

lelri

uobilLuenle,efu beueflcculissiiuoco'

^o
vtlileiiii,.'il

V E L
modo
iiaiiatoJul Piazza. EI)'
'"S"' tl'Elio(>oli.

V E L
'719
INicol
'^

P'P'i

f;li

li

a stiffraganeo
di .Saiiiaiia.
ti

w.i^.'

Jjc

a sultragaiic'o nel iGc)4

^'^'''O

Torzugo vescovo
di cardinalato,

Mmcir-

Murzi tibuitino vescovo


le

Voi-

lo

il

cardinale a'23 febbraio

8q anni

che iicliGqS

si

celebrasse d sinodo dio-

ca e

49

il

cardinal Orsi-

cesnno
siedere

in VcUelri,

dove non potendo


vi

in-

ni poi lenedelto

Xlll, residendo nel suo


di l'orlo

tervenire per l'avanzata et,


il

fece pre-

arcivescovato di Denevento, conte sotto-

fratello

Odoaido Cibo

palriaril

decano e vescovo
al

poteva oliare

ca di Costanlinopoli, ed

as'^istere oltre

decanato e vescovalo

d' Ostia e Velle-

delto sidlVaganeo,
le

mg/

Douenico Erco,

(Monaniii vescovo di Terracina

mg.

tri, ina con lettera de'27 marzo pregC lemente XI, che senza esaminare suoi dii

Gnzzoni vescovo di Sora, e mg.' Pietro Paolo Gerardi vescovo d' A nagni, lutti invitali

rilli

luUoconferisse

al

canlinal Aslalligi

nel

per

la

solenne traslazione delle sadi


s.

scovo di Sabina.

1714 consagrato da dello Pa[)a in veIl Papa lodala tal mo-

gre reliquie
Irono della
del sinodo,

Geraldo vescovo

e pa-

derazione, dichiar che intanto niun pregiudizio dovesse provenire al pi anziano

cilli,
il

celebrata nell'occasione

quale fu compilo a'24 e

25

cardinale nella vacanza del

Dtcano

del

novembre.
la

11

Banco

di

questo santo par-

Sagro Collegio, essendo


dissi in

fuori della curia

ancora di sua nazione e patria, come libel la citt da'nemici e da morbo conlagioso, e del riconoscimento delle sagre

rou)ana nella sua cattedrale;


cosa, decret poi a'7

ma

come
che
il

quegli articoli, fatta esaminare la

marzo 172

sue ossa, descrivendo


solenne traslazione.
luglio
I

la

pompa

di della

decanaio

in vigoie della

Il

cardinal Cibo a'22

IV dovesse
si
i

S[)etlare al

Paola cardinale pi anbolla di

88

700 pass all'altro mondo d'anni 56 di cardinalato. Siccome Inno-

lieo presente in

Uoma

alla

vacanza, esclu-

pi antichi che allora trovansi fuori di


lo

cenzo XII era infermo non pot tenere concistoro per trasferirvi da Porto a que-

Roma, se e qualora non mando del Papa; decreto

sono per cofatf'or-

poi confermalo

Emanuele il cardinal decano Teodosio de la Tour di Buglione fiaiicehe,consanguineodel re di Francia, nipote


sta chiesa
tlel

da Clemente XII (abrogando quello loda Benedetto Xlll). Quindi non in


za di lai decreto
clic posteriore,
,

come
in

dice

Bauco

per-

celcbi e maresciallo Tureniia,

il

quale

ma

conseguenza della

per impotenza dello stesso Innocenzo XII in detto annoavea aperto la porta santa
ilella basilica

lettera del cardinal Orsini,

Clemente XI

Vaticana. Morto
fu eletto a'23

27 sellembre,
Clemente X

e fu

il Papa a' novembre consamaloa'So dal car-

de'27 aprile 1719 preconizz decano e vescovo d'Oslia e Velletr


nel concistoro
il

cardinal Fulvio Aslalli, nato nel sul


di

feudo
a'
i

Sainbuci diocesi di Tivoli; inJ


festa dell'Ascensione,
il

dinaie, funzione che

non

erasi

veduta da

S maggio
gli

il

Pa

Relazione delle cereinonie falle nella basilica di {.Pietro nel giorno 3o di noK'ernbrei'joi, nel quale fu consagralo Clemente Xt.

Clemente Vili

in poi. Si

ha

la

pa

confer

pallio nella basilica


la

Late
e n<

ruiense, dopo avervi celebralo

messa

come

leggo nelle Notizie di

Roma

/>/d/7odelCeccoui.

Dopo la

funzione, Cl

Questo Papa a'2

dicembre promulg

il

cardinal Buglione in vescovo d'Ostia e


Vellelri, che poi visit nell'ultima sua

grave infermit, e per


ro
il

tale

simile

cardinali,

esempio fecementre fin di viil

mente XI die la solila solenne benedizi( ne. Termindi vivere a'i4gemiaioi72 d'anni 66, ed allora Clemente XI dichi l decano il cardinal Sebastiano Antonii
Tt/ziar^j bolognese nato in Piouia, nel cot

vere di 72 anni neli7i5. In questo pas-

cistoro de' 3

marzo trasferendolo

a quel

da Porlo a questa chiesa


Uitial

decano car-

sta dalla chiesa di Frascati. Noter, cIm


le

Nicol

Acciajoli lioreuliuo, e nel

Notizie di

Roma del

72

i ,

pubblicai*

V E L
iprmadi tnlcoiicisloio, riferiscono la luorle ilei

V E L
di altra chiesa,

finch in concistoro

91 non

cardinal Astrili, e fVa'cardinali vi-

preconizzato vescovo d' Ostia e Velietri e

:\enli peli."
liei

lipoiiano qual
\\

AO/Zo-r/ectf/iO

sagro collegio

cardinal Orsini, bea-

go

negli antichi

decano del sagro collegio, come legDiari di Ro/na : ora le

elle asciente e
le

vescovo di Porlo, diuioranetl


il

proposizioni concistoriali dicono.

SS, Do-

nell'arcivescovalo di Benevcnlo,

niinusNostcr in proxiino consis torio pr-

;cardinal

Tanara

pel

2."

qual vescovo di
fi-

Frascati (per oliare al qual vescovato


rasi

portalo a

Roma

da Urbino sua lega-

zione, e poi eravi ritornalo), e la diocesi

d'Ostia e V'elletn notata vacante. Dice


il

fortemente

Novaes che alcaidinalc fu contrastalo il decanaio col vescovato d Oklia e Velletri da' cardinali Orsini e Del
Giudice vescovo
di Paleslrina, ilqualeot-

ponet Ecclesias Ostieri, et P'elilernen. itivicein perpetuo canonice uiiitas vacati, per obituii ci. me. N. dain vivere S. R. E. Cardinalis N. ultimi illaruiii Episcopi dcfancli; quas Ecclesias optare inten(Ut Eiiius. et Rrnus. D. N. cjusdem S. R.
E. Cardinalis N. S. Collegii Deca/ins,
hacteniis Episcopus Ecclesia rum vel Ec'
clesias N.)cAVi\n\?i\iihv\z\oPaolucciovlivese, vicario di

tenne

il

vescovato di Frascati gi del Tacardinal Tana-

Roma, penitenziere mags.

nara, nel concistoro de'5 ntarzo 1721.

giore, segretario del


di stato

Olzio, segretario

Morto Innocenzo XI 11,


la entr in conclave,
vette uscirne,

il

ma

per toalaIJia do-

d'anni

'j5;
il

morendo a'5 maggio 1724 laonde a' 29 maggio elettosi


il

Papa

sotto-decano cardinal Orsini,

cardinal Del Giudice,


gli fece la solita

come

pi anziano,

interpellazioue se accet-

tava

il

sommo

pontificalo, e tutte le al-

tre successive funzioni

proprie del cardi-

nal decano. Benedetto


cistoro che tenne
a'

XI li
la

nel i. con-

dopo

sua esaltazione

12 giugno

a.' fesla di l'entecosle,

come

appreiidoilidcotilemporaneodiarislaCec
coni e dal Novaes,
il

diClemenle XI ediBenedeltoXllI stesso, il quale nel medesinjo anno gli die per suIFraganeo fr. Gioacchino M.' Oidi carmelitano vescovo di Gas tona. Nel 1726 per morte del cardinale, toccava il vescovato d'Ostia e Velletri al cardinal Francesco Pignaltelii teatino napoletano, che a'17 novembrei 725 da vescovo di Frascati lo era divenuto di Porto e s. Rullina; ma siccome dal 1708 trovavasi arcivescovo di Napoli, non volle otta re al vescovato in discorso, ma bens comesotloilecano del sagro collegio divenne suo decano,
e

dopo avere ringrazialo

per tale

io

trovo nelle Notizie di


vi fu

sagro collegio per averlo innalzalo al

A'owrt.
to
il

Laonde da Palestrna
il

Irasla-

trono papale, con allocuzione riprodotta


dal Cecconi, e
al cardinal

sotto-decano cardinal Francesco

1 1

dopo aver

a[)erto la bocca
le

Barberini

giuniore romano, pronipote

Alberoni, propose

chiese

vescovili d'Ostia e Velletri (sic) unite pel

d'Urbano Vili. Morto in Napoli a'5 dicembre 1734 il decano cardinal Pignaltelii,
j.i.

cardinal Francesco VII del Giudice de-

divenne decano

il

cardinal Barberi-

cano del sagro

collegio, originario genot:

Eblie a suliraganeo mg."^ Gaetano de

vese nato iu Napoli,

Dauco

fallo vescovo nel


s.

non conte dice il maggio. Moti seIO ottobre


i

Paolis nobile veliterno e arciprete della


cattedrale, gi da Benedetto Xlll preco-

gretario del

Oflizio a'

720,

nizzalo vescovo di Caradra a'3 dicembre

ripelutamenle visitalo da Benedetto Xlll


iiell'infiirmil;
il

cui

cooipagnato dalla
pria

Funerale Cavalcata
il

[F.)i'aaii'

to, gli

1726. Nel 1788 per motte del porporasuccesse il decano cardinal Pietro
0//o/;o veneziano, pronipote d'Ales,

(^.), proil

pure de'cardinali decani, come


Porto
(titolo
il

ta-

sandra Vili

gi

vescovo di Porto e

s.

lamo funebre. Gli successe


no
e vescovo di la dui cardiuulc cui s^>cUa

sottodecadiesi pord<;cauc(lu^

Rullina, arciprete Liberiano e poi Lale-

lanense, vice-cancelliere di

s.

Chiesa. De-

funto ueli74<^> pure da Porlo quivi pas-

i)i

V E L
il

V E L
r7andio
s,

su

(lecTno cardinal

Tommaso fif^^na*
Cliiesa e se-

|ifilelano, vite-cniicellieie di

decanato. Di conseguenza a un tratto a' 16 maggio divent vescovo


ni

jjinlario del
I

*.

Lllzio. lenedelto

XIV

nel

745 yli die a siidrai^aneomg/Gio. Carlo Bandi vescovo di Bostra, il quale essendo
iidilore del earilinale, ollenne tale
ullizio pel

d'Ostia e Velletrre decano del sagro collegio il cardinal Carlo 111 Alberto Gui-

dobono CV/i'(7/r/j//?/"<li Tortona, a cui Clemente XIII neli76B die per sulfragaiieo
mg,' Antonio Vigliaroli vescovo d'Orlosia.

nipote

Bra>>clii

che divenuto

Pio
il

\'I lo cre cardinale: perci nel

1775

Quanto
ili

al

cardinal Paolucci Merlini

magistrato veliterno in onore del car-

termin
s<i|)ra,

vivere nello stesso

1763

l'i

dinale e del Papa, nell' atda municipale

giugno, cio pochi giorni dopo. Narrai

di

collocarono due lapidi riprodotte da


75. Siccome Benedetto

Ma-

che morto nel 774


i

il

cardinal Ca-

rocco, 3I011UIC11I dello stato pnnlifirio,


1.6, p.
I

\alchini, di c)0 anni e


spet l'indo la sede e
il

4o

di caidinalalo,
al cardi-

74

XIV

decanato

752 promosse d Bandi al vescovato d'Imola, in tale anno dichiar suliragnneo


nel
I

nal Albani vescovo di Porlo, non volle

ottarvi,ma

fu riconosciulodecano, e nep-

e vescovo di Dioclia

il

suliodalo veliterno

pure

il

cardinal

Yoik vescovo di

l'^rascati,

eciinonico della catledrale


lo Antonelli. JNel detto
la i'opei-ii del

mg/

Gio. Car-

per aver Clemente

XIV

data

la

giurisdi-

anno

fu pubblica-

zione temporale di Velletri alla Canoregiizionc cardinalizia d(d

gesuita p, Andreucci,
dinali.'i

De

buon governo,

Itpisco/)is

Coi

Subiirbicariis, in
essi

oiule pass a (piesta chiesa da quella d'Al-

cui
in

si

sosteneva poter

ne'Iorp palazzi

bano
cesse

il

cardinal Fabrizio Serbelloid n-

Roma

conferire olire lai."


(/'.)

Tonsura

j.rimi

Ordini

minori a'Ioro diocesa-

ni; ina Beuc'iletto

XIV dichiarivi non j)o-

dicembrei 775.GI sucFrancesco Al>ani romano, pronipole di Clelanese,


il

morto

l'B

dotto cardinal Giovanni

XV

ler conlijrir lai.' tonsura. IMorlo d'anni


<)0
il

nienteXl,arciprete Liberiano, perch Pio

te le
sti

Rull nel 1753 (vei amenNotizie di lioiita del 1754 lo regicarilinal


in quelle

VI avea
ti

ristabilito nel
la

decano vescovo
gli

di

Ostia e Velletri
va.

giurisdizione goverrJI
i

ano ripetutamente viente;

Quel Papa
ir.

nel

779

die a sulh-JU

poi dell
1

755 lo

leggo inortoa'22 febbraio


i

ganeo
ri
1. 1

Filippo Bulla torinese de'mino-

7'53, ed a'c) aprile


il

753

traslatoda Porla

conventuali e vescovo di Zenopoli: nel


,

to

successore), ne

occup

sede

il

de-

p.

85

degli

Al della Societ

lette'

cano cardinal Pietro Luigi Caraffa napoletano, morto a'i5 dicembre 1755. Nel
j

706

fu vescovo d'Ostia e Velletri

il

de-

cano cardinal Raniero Delci fiorentino, the continu n ritenere in commenda il


suo antico
di
titolo presbiterale di
s.

raria T olsca [''eli terna, vi {'Elogio di mg." Filippo Buffa dittatore della medesima. Per sua morte, che il Banco dice nel 1794 e I' autore dell' Elogio nel 1796, Pio VI
Notizie di
gli sostitu
il

(dir io colle'

Sabi-

na, e indi rifabbric a sue spese la chiesa

Maria del Trivio; morto di c)'* anni 1761. In questo gli successe il decano lardinalGiuseppeiy/;///^/// napoletano gi
s.

giugno i7o5) Ir. MicheleArgelali bologuesede'servidiMaria vescovo d'I ppa. E siccomePio VII l'i
i.
i

Roma

nel

agosto 1800

lo trasfer alle chiese di

Terre-

racina, Sezze e Piperno, a'22 ottobre fe-

ili

l'orto;ed al (|uide per esser


a'

morto di 70

ce sulfraganeo, e
gistra
liile

non

nel

1801 come
il

anni
il

12 aprile

763

spettava succedere

Banco, tng.' Silvestro Scarani novicarialodi


,

cardinal Camillo l*aolucciMerlini sotto-

veliterno, ch'esercitava

decano del sagro collegio e vescovo di Porto e s. Runua; ma per le sue abituali indisposizioni, non soianienle ricus di passare al vescovato d'Ostia e Vellelri,

Ostia e non ancora sacerdote


vescovile di
I

col titolo Iole

Dulma.
i

Il

cardinal Albani n(
vi si

802

ricev in 0>ti.i Pio VII, che

ma

co a vedere

luigliuramenli

latti alla fu

V E L
[ma,
,e

V E L
porlos<i all'improvviso in Vellelri per

c)3
ri-

egli scavi lionticlili die facevo in-

ilraprendere.

KehboS
,

5G

eli

porpora

il

con 84 anni d'eUi cardinal Albani lergli

parare r oltraggio fallo a Dio per


pio furto sacrilego della

l'

em-

pisside rubata

liiin la

sua caiiiera mollale, e


cardinal Enrico
di

suc-

dal ciborio della eatlcili ale, venendo spar-

cesse

il

Clemente duca

Giacomo
ilicre

111

li Denedello M.* Yoik, secondogenilo di re d'Inghillena, nato in Ho-

ina, gi vescovo di Frascati, vice-canceldi


s.

Per medon una grossa pisside d'argento, coli' iscrir.ioue Jd repnrandom furio sublalavi anno 807. JNlemose sull'altaie le s.igre paiiicole.

moria

egli le

Chiesa e arciprete

Vaticano,
aganeo, e

jabile la sua visita pastorale fatta in tal

.merlo d'

83 anni
1807.

Go

di

splendido cara
sull'i

anno, di cui riparlai nel paragrafo Cor/. 11

;tlinalalo nel

Ebbe

disastro del suo patrio esilio


il

imped

Jo fu

pure de'successorisino al iSSy.mg.' Geraldo ]Macioli nobile veliterno e arciprete della cattedrale, da Pio VII a* 23

diesi celebrasse
di

sinodo diocesano, per


il

cui teneva gi pronto tulio

materiale; e

pi avrebbe eseguila l'erezione della

marzo 807
I

fatto vescovo d'Eleusi,secon-

chiesa e casa parrocchiale di Lariano per

jdo le Notizie di lionui, dal can. I5<nifo en-

provvedere
le fine lasci
s

al

'coniiato per molta erudizione, bentmeri-

tadini veliterni che ivi


I

bene spirituale di tanti citdimorano, al quascudi.

]to dell'incremento e del


idei pubblico

monlenimenlo bene patrio, [)eculiani:ente [adoperandosi con Gregorio XVl per la icreazione della nuova provincia e legazione di Marittima.
sta chiesa
il

000

La sua

carit era

grande, che appena

gli fu aflidala
i

que-

sta chiesa,

raddoppi

sulingi airaiiima

del virtuoso prelato Saverio Antonelli veliterno, ucciso in l'ioma a'


i

Da

l'orto pass a que-

2 luglio

768

decano cardinal Leonardo/^/itoncllitW Sinigiiglia, pcnilenyiere maggioarciprete Laleianense, prefetto di Selei s.

e sepollocon iscrizione nella 2." cappella

conili Evaigelii

t]e\\a

chiesa di

s.

Nicovoi.

ire,

la in

Arcione
p.

(della

quale parbii nel

gnatura, segretario

Ollizio, pro-se-

XVI,

i3i); a cui fin d'allora a vea fat-

,gretariode'bievi, eccellente pastore, iiior.10

to applicare

una messa quotidiana, per esi-

d'82 anni
I.

in rilegazione

a'aS gennaio

seie rimasto liafitlo a tradimento per

181

Per

le

raccontale miserabili vicen-

sbaglio invece sua


del
s.

mentre era assessore

sta chiesa

de politiche deH'mvasione fiancese, querimase priva per notabile lem-

Oflizio e in odio dell'uflizio.


la

N mida

nore fu
lui

carit e largizioni praticate


pii

.posulicpiesl'ottimo pastore,
logi,
al
j

come

di suc-

co'Iuoghi

(de'4 oralorii notturni

cessore vescovo. Olirei gi racconlati e.

da

lui eretti in

Pioma

riparlai
i

nel voi.

il

Dauco

altri

ne rende giustamente

LXXXIV,
Banco, alla

p.i68),e verso

poveri, e per
il

li

gran cardinale Antonelli, che io in tanluoghi celebrai. Lo dice di singolar


,

que'di Vellelri ne fu elemosiniere

can.

cui cattedrale lasci molti ricla

talento
.

di

molla erudizione e dolio


secondo

in

chi arredi sagri e tutta

credenza d'ar-

ispecie nelle materie teologiche ed eccle-

genti di sua cappella, erigendo nella

me-

siastiche
.

fu vescovo

il

modello
cou

di

s.

Paolo. Visit spesso

la diocesi, e

zelo e indefessa fatica cercava rendere il clero esemplare e santo , acci pur .santo

anche il popolo. La sua apostolica voce spesso udivasi dal pulpito, e annunfosse

ziava la parola di
spirito e

Dio con taleetrusinuedi

desima il beneficio residenziale denominato Maria ss. delle Grazie, poi unito nella massa comune de'beneficiati. Se il can. Bauco per l'intimit goduta e per ammirazione ne fece lanli elogi, anche per la sua il libala vita e profonda prudenza; io e adonta che mi protestai, oltre il detto ile'
cardinali decani
terni,

si soda, che persuadeva e commoveva. Ci fece con maggior ardore allorquando uel dicembre 1807

con dottrina

come governatori
ne

veli-

che

alle loro biografie

tessei col-

le principali

gesta l'elogio, del cardinale

()4

V
Questa

i;

L
feci en-

VEL
grafia col diplomatico, accurato e nobil storico cav. Artaud, celebrando ancor qui
sii

Antonelli per grnlo aiimo qui ne


cezioiie.

ncon(iscei)z.a
Itii
il

jtrecipiinmente a resco Cancellieri,


1i

perch dohbinnio un Frandefili eriulf-

alTetluosamente, di

lui

esposi

diver

principe

concetti, sulla primaria dignit a cui era

nioclorni, e delle cui inesauribili fonti

pervenuto
cett a

il

cardinale per anzianit

il'eriiclizioni io graiiflenienle

ne

profittai.

sull'eminente carica diplomatica che

afl

JMi

gode l'animo d'averlo leinlegrafo


Iq

in

f|nesl' iniperiltire pagine.

Intendo ricorri-

tissimo cardinal

80 anni, succedendo al celebil Consalvi romano e


Toscanella C^-). L'Artaud
ifF"

dare

sua iscrizione sepolcrale che

riundo

di

mossa
jl

dalla basilica Laleranense, ripro-

proposilo delle voci sparse su qualche male intelligenza

dussi nel voi.

LXXV,

p.

35. Tale lapide

Cancellieri fece porre sulla sua


elesse presso

tomba,

dinaie e
tiro dalla lo ch'era

il

quindi insorta tra il caA Papa, e del probabile suo rqj'

che

])oslo in

il cenotafio da lui coinonore del suo aualissitno cardi-

Segreteria di siato,

come

quel-

tanto dottamente istruito delle

nal patrono, ed esistente nella stessa patriarcale.

cose nostre, per essere stato tanti annii.


segretario dell' ambasciata di Francia e incaricalo d'affari della
la s.

La

vescovile sede vacante

ebbe

line a'26 setteud)rei8i4 col divenire de-

medesima

presso

cano del sagro


tei

collegio e vescovo d'Ostia


III llat-

Sede, ecco

come

si

espresse. >Uii car-

V Vclleiri ilcaidinal Alessandro

dinal decano, che sta bene ancora in piedi,

romano, aiciprete Valicano, segreta1 io del s. O/llzio e pro datario. Gi a suo luogo raccontai che in Lariano pose ad
elTelto
il

che pu assistere alle ceremonie e da-

re udienza, e che desidera rin)aner nella


carica che occupa,

religioso desiderio del predecesil

sore.

Celebr

sinodo diocesano
e

in

Vel1

Jetri ne'giorni
gli atti del

26, 27

quale,

28 maggioi 8 7; come della visita menAntonelli


,

un dignitario che difpu dimettere, il Papa ben lo sapeva: pel solo cardinal decano il Sagr Collegio si muove. Egli quello che
ficilmente
si

scuote tulli que'gravi personaggi


:

che

li

vionata del cardinal


scritti

furono
poi edi-

con erudita e aurea latinit dal


(l'^.),

chiama, che gl'invita essi non si spostano mai, che dietro un suo comando". Finaluiente
il

virtuoso d. l*aoIo Polidori


ficante cardinale
,

cardinale

si

ritir dalla cari-

che

Io assisteva

come
del-

ca di Segretario distato. Dal

1808

vaca-

suo teologo. Vi
Ja

si

tratt del

dogma,

morale e della disciplina


la

ecclesiastica.

va quella onorificenlissima di Bililioteca' rio di s. Chiesa, e durante tale lacuna i


cardinali segretari di stalo ne
lo le veci
I

Si stabil
li,

norma

regolatrice pecapito

aveano

fat-i

pe'parrochi, pe'padridi famiglia.

Que-

questa carica Leone XII nel


il

sto

imparo dal

eh. ab.

Bellomo, Conti-

826

confer al cardinale,

quale fecealdenel

nunzionc. della storia del Cristianesiiiio,


. 2, p. 248. inoltre mie noto che fu stampato con questo titolo: Synodus Dioece-

la

biblioteca que'doni, di cui riparlai nel-

la biografa.

Dopo aver
i^api,
gli

esercitato

il

canato sotto 3

mor d'86 anni


successe
il

sana Ostiensiset
J.
lilris

Sij ab et f. Card. Alex. Malhaajo f^ccelehratum Piomae 1818. Mor il


J''

eliterna an.

i83o.
to, 2i

Da

Porto

decano

cardinal Bartolomeo

Pacea

di

BenevenVii
,
<i

seqrelario di stato di

l-*io

cardinal Matlei di

76 anni

e 4'

<^li

poidel-

pora; e dal vescovato di Porto pass a questo


il

con esso sostenne con forte animo durn persecuzione e deportazione ; arciprcULateranense, camerlengo di
grelario del
s. s.

decano cardinal Giulio

il

Maria
s.

Chiesa,

se
i.

la 'o?t'g//(7 piacentino, vicario di

Roma,
Ofbio-

Offizio, pro-datario, e

arcipreleLateranense, segretario del


fjzio,

legato apostolico di Velletri per disposi^

vice cancelliere di

s.

Chiesa, segre-

zione di Gregorio
gli

XVI;
il

il

quale nel 837"


1

tario di sialo di

Leone XII. Nella sua

die a suHragaoeo

pio, dolio e sag

V E
mg/
iicaili
riii,
/>V)//J//,

V E L
donianila in concistoro da perse
il

9^
neovcp.

Anloiiio {''ranci di Fil.icciniio Covicntio geiieiale in Vel

63, (Inppniclu'qtieirinsijjiieniTiaineiUo lo

col lilolo di

vescovo di Canata.

Il

scovo d' Ostia e Vellelri; mentre a


narrai

64

rdinal l'acca qal preside di Vellelri,

come Gregorio XVI

l'i

iuglioini-

anche pastore niuninco e yelanle,


,)ira,

di so-

pose

il

pallio al nedesimo cardinal

Mi-

nella hiocrafia e alttove aflelttiosa-

niente celebrai, per dottrina eerudizione,


:niecenatede'lelterali,
le di

cara.Qoesli morto a'24 'nnp;gioi847, da n)g/ Francesco l'enlinicdid cav. Anlonio Neri snoi eredi fiduciari, furono n>andati in legalo alla cattedrale di Velletri,

amatore

intelligen-

belle aiti,

amabile e venerando a

lutti,

benefattore insigne di Velletri e sua


cattedrale, che abbell e
sagri.

una pianeta
cappella.
sloro dell'
Il
1 i

e la cassa degli argenti di sua

diocesi e provincia, generoso co'poveri e


;Colla

regnante Pio
i

IX

nel conci-

don
l'

di coIn

(spiciii nlcn-iili

Di pi ristor

cai-

folo di

giugno 847, assolse dal vinvescovo di Porlo [T' .)^ s. Rnfjinrt

tedrale d'0.y//,e ne abbell

ej)iscopio

e Civila^'crchia

[come
la

Io stesso

Papa
1'

nel

(formandovi
i|lo

il

museo Ostiense

(oltre rpiel-

i854
s.

disgiunse Civitavecchia e

uni a

domestico che indicai nella biografia),


nel

Corneto, conferendo

chiesa di Porto e

[e

i83q
vi si

vi

ricev Gregorio

XVI,
la

il

Piuflna al sotto-decano e arci|)rele

Va-

Upiale

rec per migliorare

navi-

ticano cardinal ftlario [vlallei di Pergola,

[{^azione del 7V''e/T, e la sorte d'Ostia on-

ora pro-dainrio, gi vescovo

di Fr(i'!cnti

de liberarla dall'acque stagnanti, purgar


l'aria dalle
|ie
i

e prefetto di segnatura, lo notai ne' voi.

meftiche esalazioni, bonifica-

LXXII,p. 275, e LXXVllI,


Yincenzo Macchi
cesi di IMoiitc Io narrai le

p.

28o),ratdio-

suoi terreni e ripopolarla.

Le vicende

tuale decano del sagro collegio cardinal


di

|de*
tali
,ca,

tempi oou
beiiefici

gli

permisero d' edelluare


Il

Capo

di

Monte

divisamenli.

canlinal Pac-

Fiascoiic (nel qual artico-

infermatosi in Pioma di grave malat-

sue benemerenze con quella

]lia,

venne due volle alFelluosamenle visilato da Gregorio XVI, e poi mor nel baSignore nel i844 d'88 anni me-

cattedrale), lo preconiz7. vescovo subui-

bicario d' 0-.tia e Vellt-tri. Gi delegalo

tcio del
'iK>
I

npostolico di 7''or/oo'rt//o, arcivescovo di


Nisii e

i4 giorni, assai compianto. Gli sue,cesse il decano cardinal fr, Lodovico iMi,( ara cappuccino, gi vescovo di sua pa,

nunzio

di Si'izzera e di

Fran-

eia, prefetto della

Segnatura di giustizia,
ora segretasegretario de' brevi e

come

narrai in
s.

tali articoli;
,

fria Frascati, chiesa

da

lui

ritenuta scn-

rio del

OHzio

za pregiudizio del sollo-decanalo, quansi

perci gran cancelliere degli ordini equesiri pontificii, i.

;do a'22 gennaio 1844


'sare a quella di

astenne dal pass.

legato apostolico di
ossia
li

Ma-

Porto e
in tale

Ruffina,

men-

ritlima e

Campagna,

Velletri e
s.

Ire a'17 del successivo giugno pervenne


a questa.

sua provincia, e prefetto della

Congre-

Come

concistoro, essenil

gazionc cardinalizia della ceremoiiialc,


prefettura annessa al decanato,

;do
I

il

cardinale maialo,

suo procurato-

come

lo

re cardinal

Macchi indi

lui

nome da Grela
il

la pioteltoria dell'arciconfialernita di
s.

gorio
I

XV

oli questo vescovato, lo dissi

Anna

(\e

Palafrenieri {F.) sino dalla

nel voi. L, p. 82, riportandone


la
\ ^

formocardidal ve-

sua fondazione. Di sopra ragionai del suo

in lino a quella colla

quale

solenne ingresso, delle molteplici e generose beneficenze verso Vellelri e sua diocesi;

nai

Macchi domand dimettersi


Porto e
il

scovato di Paleslrina per passare


to di
s.

al

vaca-

quanto

sia

zelante e provvido pasto-

Iluftina.

Come

nello sles-

re, sollecito del

decoro della casa


civile e

di

Dio,

so concistoro za al
colla

cardinal Macchi fece istan-

limosinierocogl'indigenti, benemerito del

Papa

pel cardinal
lo

Micara del

pallio,

pubblico insegnamento

morale,
dice,

furmola,

riportai nel voi. LI, p.

Onde ben

a ragione

il

can.

Dauco

.,(>

V E L
la cill

VEL
e diocesi pov

leputnisi forlunala
e>s<fr f;oveiiialn

gnnnle Ponlefice Fio IX, olire


nati a'Iavoii pidjblici,

listniivi

da un [)aslorecos mimi-

della rocca d'Ostia (destinala pe'condan-

fjco.anioroso, dotto, vii^ilanle e tulio l)un-

onde

nelle

buone
impie-

Papa gli die nel concisloio de' 27 sctlenlire i852 a sullifiganeo l'odierno mg. Gesualdo Vitali di Rlondolfo diocel.
11

stagioni adoperarli in opere agricole ed


altre di pubblica ulilit, conke
garli
1'

negli

scavi

medesimi, a vanlagj^io

si

di Sinigagliii, preconizzandolo vescovo

delle antichit e delle arti. Iieslanri eseguiti sotto la direzione del prof. Federi-

d' Agalopoli.
sloiiale,

Dice

la

proposizione conci-

che successivamenle era slato vicario generale di Ferrara, Ostia e Velietri,

co Giorgi, col doppio scopo di restituirla


alla sua

forma

e assicurarne la

conseralla
si

Palestrina e

nuovamenle

d' Ostia e

vazione, e senza recare

nocumento

Velletri,

come

Io tuttora, prolonolario

sua struttura e superstiti oruamenli),

apostolico, cameriere d'onore pontificio e

riaprirono per cura e spese del prelato

arcidiacono di Paleslrina; encomiandolo


in essa
il

mg. 'Giuseppe MilesiPironi-Ferrelli ministro de'lavori pubblici e belle arti, ob

Papa per prudenza, probit, dot(iolo e in nlrofjite j'uris, reiisii

liua

come

cardinale legalo delle R.omagne, onc


rivedessero
la

riinique.

pracslanlia spccimiiia.

Ili-

luce altri

monumenti
;

pr
sol

ferisce la della ultima proposizione conni-

gievoli per l'erudizione e per l'arte

storiale, ogni
.stia

nuovocardinal vescovod'O-

lo la direzione del eh.

commend,

Pieli

e \ elletri

non

essere tassato ne' libri

Ercole Visconti co'nmissario


lore onorario de'
dai
i

dell'

anl|
ispt

della

camera

apostolica, n in quelli del


le

chil,edel cav. Gio Ballista Guidi

sagro collegio. Ascendere

rendile della

mensa ad uidecini circiicr lullia sentorum, ma colla perpetua pensione di scudi 600 a fijvore della mensa vescovile
Tusculana, ainscjne oueribiis gra\'ati. iJioece.ses untae salis sunl anijlae, et
jiliira .sub se
scrissi

medesimi scavi, Piicoi nonumenli scoperti a Ostia, e ci

me
cere

il

Papa and
l'i
1

tulio a vedere con pi(

ottobre, ricevuto dal cardin|


citai
i

Macchi. Al cennochedied,
ri

num^
gli sci

del

Giornale di llonia, che bene ogj

conlinent loca,c\\e
in

tutti

de-

cosa descrissero. S'incominciarono


vi in

superiormente

questo stesso ar-

uno

de' sobborghi, a poca dislani

licolo.
11

vescovato del cardinal Macchi forme-

da Ostia moderna, quasi dirimpello al suburbana chiesa di s. Sebastiano, elj


silo

l epoca, anche per Ostia. Imperocch,

super

le

concepite speranze; essei


il

dopo aver parlatoaqueU'ailicolodella


lacit de'suoi scavi, inli apresi

f-

dono ubertosa primizia


voli, e

prezioso sepc

prima da

creloivi trovato, con vari


iscrizioni delle in Ostia.
Il

marmi

pregie-

l'ioVl, epoi con pisuccesso da Pio VII,


gi notai nell'articolo Tevere, colla quale tanto
si

romane
ricordalo

famiglie

dimorate

numero

rannodano

le

sue notizie,

come
07

del G/o/vjfl/e, ecco

come

descrivel'odier-

iieli855, e nel
del

modo

rilisrilo
(il

dal n."!

Giornale di
il

Roma

quale rileva a-

na Ostia, quando la visit Pio 11, ricavandolo da'suoi Commentari. jVeggoiisi

Vere

cardinal Macchi corrisposto e da-

diroccali

portici,

giacenti

colonne

lo a'voleii pontificii
lo,

pronto adempimensi

ed inoltre: essere benefica e provvida

intenzione del Papa, che con quanto

frammenti di statue, pareli d'un anlicc tempio spoglialo del marmo, e una par te d'un acquedotto. Le anlicheed ampli

estrurr da' lcondi scavi, intende d'ac-

mura

della citt crollarono, e ridotte

crescere gl'insigni musei pontificii di Ro-

ina

; ed all'evenienza quelli pure di DoJogna e di Perugia, dove siano d' ulile

forma pi angusta racchiusero sollanl( la cattedrale e pochecase; ma anche que


sle
si

ogh

studiosi delle arti), d'oidiue del re-

Sicilia.

dicono disIruUe da Ladislao re il Le mura souo per la pi pari

EL
figura al vero d'
giacente.

V
magIl

EL

97
seini-

rotte, la chiesa crollata, reslantlo solo la

una donna velata

parie superiore, ove sorge l'uitare


giore: tutte le altre case

La

statua d'un giovanetto, ve-

sono

in rovina.

stito colla pretesta e colla bolla

penden-

palazzo episcopale fu coperto ed in parie

te

dal collo.
la

Un

busto femminile, che

restauralo dal cardinal camerlengo di


e nessun altro edilizio

per

sua bellezza merit collocarsi nel

Papa Eugenio IV:


vi

museo Vaticano - Chiaramonli, perch


sen)bia rappresentare
figlia
la

ria

ha da potersi abitare, tranne un'osteed un'alta e rotonda torre fatta da

famosa Giulia
n.
i

d'Augusto. Si apprende dal

Martino
vigilare

V
il

per custodia del luogo e per


al

contrabbando. Ecco qual


s

Giornale di Roma, che il Papa Pio IX a' 28 maggio i856 si rec ad Ostia
del

presente Ostia,
tichi.

celebre presso

gli

an-

per visitare

gli

scavi, ricevuto ossecjuio-

L'abitano pochi pescatori provei

samente dal cardinal Roberti presidente


di

nienti dalla Dalmazia, ed

custodi della

Roma

terra". Noter che in progresso la Con-

roni-Ferretli, dal

Comarcajda mg.' Milesi-Picommend. Visconti e

dizione d'Ostia e di sua cattedrale miglior, oltre r erezione della

dal cav. Guidi. Si cocnpiacque osservare


in ogni loro parte gli oggetti d'antichit

famosa rocca,

sono andato rammentando, per munificenza de'cardinali vescovi d'Ostia eVelletri. Successivamente il Giorna-

che

di sopra

molto importanti
aveie esternala
la

ivi

scoperti.

dopo

sua approvazione,

am-

mise
che

al

bacio del piede diverse persone;

le di Roma del 856, con articoli dell'encomiato commend. Visconti, il quale fece
1

e part per
si
s.

andare a vedere gli afi'reschi stavano eseguendo nella basiliPaolo, e rest a desinare nell'a-

conoscere eruditamente progressi vi


i

la

vo-

ca di

ri

di

scavo per ricerca di antichit, e Timu. 7


l

diacente monastero cassinese. Delle paludi, Iago o stagno Ostiense, ne parlai a Ostia, ed a Sale e Saline, quelle d'Ostia producendo ottimo sale e meglio lo

portanza del rinvenuto. Laonde col


del

Giornale

si

apprendono
s.

risultati di

quelli de* Bassi d'Ostia, di Monticelli, di


s.

Ercolano, di
si

Sebastiano.

Come

per

daranno

se l'aria,

ogni dove
i
ti

trovarono nobili avanzi, e


siti

mettesse maqs'ior

come ora numero

si

spera, perlavoranti.
(oltre

di

conobbe

esservi pi

rimasti intat-

Accennai nel
la

voi.

LXXXIV, p. 61

all'anteriori ricerche. Gli oggetti tro-

bonificazione Piana o prosciugamendel 1. circondario

vati ne' vari edifzi

saici figurati, rilevale le

furono 4 grandi mucomposizioni a


di

to de' terreni vallivi

della provincia di Ferrara, di cui ripar-

nero

sul

fondo bianco; uno de' quali

larono

il

Giornale di
t.

Roma

del

18 58

finissimo disegno con dadi tanto minuti

col n. 23, e la Cii'ilt


serie 3.",

Cattolica nella
pontificia conces-

che supera l'artifcio di molti musaici a colori. Quasi 100 iscrizioni antiche, interessanti anco per la dimostrazione de' legami di famglie fra la colonia Ostiense e

9, p. 234),

'*

sione tendente a prosciugare lo stagno


d'Ostia, che ha intrapreso una societ,

Roma;

e contenenti pure

ricordi
indizi

rappresentala dal cav. Felice Bidault, onde rendere all'agricoltura assai parte di

d'iifTizi

pubblici e privati,

non che

de' luoghi di Ostia e suburbani. Otto ossuari di varie forme e ornali, di meravigliosa

quel territorio, e provvedere alla salubrit de' vicini latifondi, non che a quella
stessa di

Roma,

alla

quale riescono pree

conservazione e del

pi

elegante

giudizievoli gli effluvi di quella vasta

intaglio.

Cinque sarcofagi con ben cona-

servati e leggiadri bassorilievi, di prefe-

renza esprimenti ninfe sopra tritoni e


nimali marini, a diporto nel placido
re.

abbandonata palude. Rifer poi il n. 228 del Giornale di Roma^ che il Papa Pio IX 1*8 giugno 1857 si rec ad Ostia, ricevuto dal cardinal Roberti presidente
di

ma-

Diverse altre sculture,


voi. xc.

fra le quali la

Rooiu e Comarca, e dal sullodalo


7

uig.*^

98

EL
Dopo
la

V E L
avere orase,

Milesi-Pironi Fent'lli.

lo in chies.T,ferniossl anzi lutto

ad un motli-

anche con questo nome si appelli. 11 medesimo Giornale di lonia la 1817


produsse del
colo:

numento

onorario, ove

societ pel

commend.

Visconti

1'

arli-

seccameiilo per lo stagno Ostiense e per

Scavi d'Ostia, hi esso si aggiungono


fui*

l'ampliazioneemiglioraaienlotlellesaline

oltre erudite nozioni alle riferite, per

avea collocato in suo onore la martnorea iscrizione, che il Giornale riporla,e composta dal

conoscere

la

rara feracit del classico suo-

lo Ostiense,

che

(juasi

ad ogni poco
si

trat-

commend. Visconti.

Indi

si

con-

to che ne venga rimosso,


teplici insigni

hanno mol-

dusse a piedi agli scavi, accompagnalo dal Visconti e dal cav. Guidi, percorren-

dimostrazioni del fioren-

tissmo stalo della

do l'antica via Ostiense, la quale essendo fiancheggiata da' sepolcri ivi scavalli; lasciati sul luogo persuo volere, il Papa si ferm a osservar quelli aventi le antiche iscrizioni, che ricordano cospicui personaggi della colonia romana d'Ostia. Giunto alla porta dell'antica citt,
vide al lato di essa
la

parla, oltre de' nobili


li

romana colonia. Si marmi, de' trovain avorio, in vetro,

utensili in

bronzo,

in argilla e stucco. Delle scoperte rovine


ivi fatte

di diversi edifizi,

non lunge dal-

la

torre Covacciana, d'8 stanze o sale, hi


vasta camera, le cui pareti sono anco-i

una

ra rivestile di avanzi di preziosi trovossi in perfetta conservazione

marmij
il

stazione militare,

pavii

dove

in

un nascondiglio furono trovate


d'Ottavia-

mento di musaico
riatijdi
ri

a colori vivissimi e vaj


(le

219 medaglie del triumvirato


passato quel punto, osserv

smalto e pietre, rappresenlanli

no, di Marc'Antonio e di Lepido. Oltre-

meandri,e intreccio d'ornati d'elegai


ini^

grande statua
la bellezza

di Cerere, e

il Papa la ammiratane

te

disegno; opera accurata eseguita ad

tazionc de' tappeti asiatici degli assir

ordin che fosse collocala nel


cos
il

museo Vaticano, riempiendo

vuo-

re nel

to lasciato nella sala rotonda dn quella

trasportata a Parigi (la Cerere Ostiense,

Questo musaico pare che dovr decora J'adcano il pavimento della sa la che va a dipingersi a fresco, con ra[ presentarvi il promulgato dogma del

restaurata dal valentissimo scultore Pietro Galli, con illustrazione se ne pubbli-

il

disegno wf^W Album di

Roma, t. 25,
sua attenzio-

n." i4)'

Ferm anche
altre

la

ne sopra 6

statue, e specialmen-

r Immacolata Concezione. In un'alti camera un musaico bianco e nero pr( senta in un quadro un amorino che ca valca un delfino, spingendolo al cori colla frusta. Altrove in un musaico, pi
re a bianco e nero, sono ritratti di na

te sugli avanzi d'

un

colosso.

Proseguencit-

do per
t,

la

scoperta via dell* antica


s

turale grandezza
nel

atleti, e

quello ch'I

giunse ove

stava scavando la conti-

mezzo corona

se stesso.

nuazione del pubblico condotto della coIonia Ostiense coll'epigrafe: Colonoruni

lega e corrisponde al gran

siccome musaico tratt

dalle

termeAntonianeed

esistente nel int

Coloniae Osticnsis. Esternatasi dal Papa r alta sua soddisfazione per luttoci ch'erasi fttto dall'ultima sua visita,
pass
al

seo Lateranense, probabilmente in ess


si

trasporter. Fra' moltissimi avanzi

rari

marmi, ancora

esistono

due colon
erel

palazzo dell'episcopio, dove feral

ne di giallo antico, in parte ancora


te sulle basi, e

matosi alquanto, ammise

bacio del

piede varie persone, a tutte comparten-

un portico;

sembrano appartenenti anzi si congettura, con qua


ni
gli

do

la

sua apostolica benedizione.

Rimon-

che fondamento, potersi ravvisare


discorso grande edifizio

tato in carrozza, part da Ostia, recan-

avanzi dell

dosi a pranzo nel

monastero
s.

cassinese

terme d'Ostia,
pero
di

edificate con ogni proft

contiguo

alla basilica di

Paolo, che per

sione d'ornamenti nel principio dell'ini

giacere maestosamente sulla via Osten-

Autonino Pio;

cos quell'august

VEL
nel coslrnii'le soddisfece nd
n
(li

VEL
una promesconferma da'
al t."

99

ro miglioramenl e della bonificazione


dello Stagno Ostiense, per indennizzarlo
delle spese

Ti:>iano,e se ne

iva la

holli de'

mattoni trovati, spettanti

da

farsi.

Su

di

che devesi

te-

anno

del suo m[)ero. Tali

teitne sog-

nere presente
Nel n.

la

dichiarazione pubblica-

giacqiieio a incendio e quindi furono re-

ta nel susseguente n.

staurate. Presso lo scavo vicino alla porta della citt, si

90

si

legge:

87 del Giornale. Sua Santit si bedi

trov un'iscrizione voti-

nignamente degnata
suo
lo

porre

l*

augusta

va per

la

salute di

Cornmodo; raro

rno-

nome

nella sottoscrizione della So-

ogni

nu(nenlo, sapendosi che venne abolita memoria di quel degenere figlio di Miirco Aurelio per pubblico decreto. Col ritratto ili esso Conimodo si rinvenne an-

ciet Pio- Ostiense pel bonificamento del-

cora un bollo in piombo, che ha all'intor-

ed il miglioramento Giornale di Roma (\e\o Che il Papa stesso i858, n. 97 narra Pio IX, a' 29 aprile si rec ad Ostia, ac-

Slagno

d' Ostia,
11

delle Saline.

no r

iscrizione della stazione del foro o-

compagnato
segreta,
ti,

dalla sua

nobile

Camera

stiense per l'opera o pel materiale di ferro;

ivi

ricevuto dal cardinal Rober-

cosa che prima non erasi veduta in simili bolli, gi per se stessi ben rari. Dichiar
poi
il

dal conte Colloredo

Walse ambasciaa
visitare
gli

tore d' Austria, portatosi


scavi,

n.

25

del
il

i8'j8, avere

Giornale di Roma del Fapa a' 20 gennaio per-

messo,
de'

in

conseguenza delle concessioni

da mg.' Alessandro Macioli arcivescovo di Colossi e vicario generale del cardinal Macchi, come vescovo d' Ostia
(secondo
la

4 "'"Sd'o i^'^S e 22 gennaio 1837, approvandone gli statuti, per mezzo del ministero del commercio e lavori pubblici, la formazione d'una societ anonima di azioni, per le saline d'Ostia per Scanni, e

rettificazione inserta a p.

395

dello stesso Giornale), e dal cav. Luigi

Tosi sostituto del ministero del


cio e lavori pubblici.
tata la

commercompiac-

Dopo

avere ascolsi

messa. Sua Santil


gli

per 99

il

bonificamento dello Sta-

que rivedere
fu guida.
rio
sta
Il

scavi pii vicini e altre

gno Ostiense. Indi m'istruisce il n6'j del Giornale de'2 marzo i858, della formazione della societ stessa col titolo di Societ Pio-Ostiense per le Saline e Bonificamento dello Stagno d' Ostia,
1

volte visitali, ed

il commend. Visconti le Papa osserv il temporaornamento fatto disporre per si faucircostanza; si ferm lungo l'antica
i

via a vedere

nuovi avanzi de*


il

monu-

riportandosi in detto

guente

gli

numero e approvati statuti. La

nel

se-

menti sepolcrali scoperti,


fago in
fronte,

nuovo sarco-

societ

ha per iscopo.i. "Le saline d'Ostia, miglioramenti e prodotti


di esse.2.La fabbricasi

marmo ornato di sculture sulla rinvenuto nell' ultimo sepolcro

zione de' prodotti chimici che

ricava-

sgombrato a sinistra di chi ginge alla porta liomana dell'antica citt. Indi osserv ancora l'antica
presso
la

no cMV acri ne nindri3\\ prosciugamento dello stagno d'Ostia e la coltivazione di esso.4.''Tntle l'operazioni d'industria,

stazione militare
ri-

stessa porta,
la

conoscere
l'uso,

compiacendo?! disposizione appropriata


le vi

al-

d'agricoltura e di

commercio che si leganoa'sopra esposti oggetti della societ. Di questa ingegnere in capo il cav. Decharme.
Il

non che
il

testimonianze della pre-

senza de' militi, che tuttora


no. Entrato

rimango-

n'j5 del medesimo Giornale,

ri-

Papa nella citt, trov numerosi frammenti marmorei e le statue,


pili

porta l'articolo: Societ Pio-Ostiense per le Saline e Bonificamento dello Sta-

quali

e quali

meno

conservate,

ivi di-

sposte,

gno di

Ostia. In esso

si

contiene l'accor-

rammentando quanta testimonianza si vedesse in tali monumenti dell'

datodnl governopontificioal cav.Didault,


concessionario delle Saline d' Ostia e
io-

antico splendore dell' Ostiense colonia

e della potenza

romana. Fermatosi

nella

joo
piazzn che
t,
si

VEL
apre
all'

VEL
va

ingresso della cit-

un leggiadro musaico, rappresenlnnle


al

vide

la

fonte con parte delle decora;

un genio che spinge


del Pontefice
i

corso un delfina

zioni, edincnin a destra


si

vide

il

diraninr-

stando sopra esso a cavallo, furono a'picdi


valenti incisori incanmii-i,
e figlio Sauli-

delle vie,

la

fabbrica presso alia quale


in

fu trovalo l'orologio solare

marmo,

Tommaso
ni, e

e Luigi padre

gi per sua nunifcenza nel


ticano, ed
il

museo Va-

presentarono ridotto a
il

cammeo
si

il

non lontano luogo dov' an

grazioso soggetto, ed

Papa

degn ac-

cora r iscrizione onoraria posta a Caio


Grafiio Maturo.
i

coglierlo benignamente. Accolse poi la

Veduto

lo

sviluppo che

deputazione del consiglio amministrativo


della Scjciel Pio-Osliense pel bonifica-

lavori di scavo

questo punlo, gli antichi condoni

erano per acquistare su di piom-

mento
le

dello

Slagno e miglioramento
esilo dell'impresa.
gli scolari

del-

bo per gran trailo conservali sul luogo, non senza dimostrare quanto approvasse tulio l'eseguito,
il

Saline, a cui dimostr quanto ha a


il

cuore
si

buon

Ammesd'archeocui

in carrozza all'altro
zioni.

Santo Padre pass punto delle lavora-

al

bacio del piede

logia deli' universit


si

romana

(i

nomi

Quivi discese nell'inferno delle va-

ste

Tern)e Ostiensi, ne ammir parte a la disposizione accompagnala sempre da sontuosi ornamenti. Richiamaroparte
la

leggono nel citalo Album di Ronidj insieme al sonetto da loro umilialo al


ivi

Papa,
gita

celebrandosi questa pontificia


il

ad Ostia),

no
le gli

sua attenzione

rari

marmi onde
pavimenti in
sua speciale
di quello

chil gli present


dell'

commissario dell'anli una raccolta a stampi

pareli sono in parie ancora rivestile,

antiche iscrizioni Ostiensi, in conti

avanzi delle colonne,

musaico,

fra'(|uali arrest la

n nazione a quella pubblicata ne' passat anni. Sua Salitila mostrala la sua sovra

attenzione sui distinti

pregi
il

na soddisfazione,
culli,

dopo

essersi

paterna

grande a

colori imitante

discorso ricco

niente trattenuto con

villici

adulti e fan^

babilonico tappeto, e

nuovamente con-

die generosa elemosina e la sua be


la

ferm r ordine che venisse trasportalo ad acrescere lo splendore del Valicano. Passando pi oltre, dove l'edificio del

nedizione, partendo a mezzod per

pa

triarcale basilica di s.Paolo, incontralo

da

cardinali Anlonelli, Bofondi e Teodolfo

bagno

pii

profondo, lesse

1'

iscrizione

Merlel

che poi nel declinar di giugno

composta e
ri

fattavi collocare dal

commisi

sario dell'antichit, esprimente

pensie-

nomin proiettore di Cori), Nel monastero ammise alla sua mensa tulli suni

che ben si confacevano alla circostanza ed al luogo, la quale venne riprodotta dall'^^/i^m di Ronia,l. i5, p.
i

ed

voli

nominati cardinali, gli ambasciatori di Austria, di Francia e di Spagna, gli arcivescovi Macioti e Falcinelli, altri vescovi,
il

109. Era quivi ancora la statua muliebre ultimamente scoperta, lavoro per
laril d' artificio e per bellezza
di

general

divisione francese di

Goyon comandante la Roma, il genera


di piazza,

con-

None
tri

in essa

comandante

ed al

servazione egualmente commendabile.

personaggi.

Dopo
le

il

pranzo Sua San


Ostiense, ritorn

a notarsi che

si

raro lavoro conserva trac-

lil visitata la basilica

ce della pittura sovrapposta con varie tin-

Valicano. Tra

narrale ulteriori esca


il

manto, l'uno colorito porpora e l'altro di tinta cerulea. 11 Papa ordin il trasporto della statua, che
te alla tunica e al

vazioni, ricorder

basso rilievo rap-

di

presentante due de'falli d'Ercole; quan-

do

solfoca Anteo, e

quando uccide Bu-

ha porporzioui
altri

oltre al

vero, per esser

poi collocala ne'ponlificii musei. Veduti

Tale scultura, egregiamente conservata, fu posta per avventura ad ornasiride.

frammenti

di

scdtura e passando

re la stazione militare vicino alla porta,

oltre nel vasto edifizioj

mentre osserva-

presso la quale

si

rinvenne. JNella stazio-

VE
ne
meilcsiin.i
si

L
all'

VEL
aulico suo
di

IO!

scuopn

luoijo

una tavola lusoria

marmo

stata tl'uso a' soldati pe' loro giuochi.

Il

connnendator Visconti,

nel!'

accademia
metoilo
la

romana
da
lui

d' aiclielogia, di cui segretario


il

merclo e industria, e di colli visitatori. Inoltre non si pu tralasciare di riprodurre il disegno di ricostruzione dell'antico Porto Ostiense o Romano, e quanto si propone pel fine di risanare l'Agro Pontino, col riferito

pei[)elun, pili volte dicliiar


fililo

egregiainente dalla Cit.

eseguire negli scavi per

vilt Cattolica, seve 3.',


la

9, p.

598, per

ricerca de'montitnenti tornati in luce in

sua grande importanza e per interes-

Ostia, progressivamente clieandavnsi fa-

sare

cendo; rilevando

mento de^pregi edelleglorie monumentali che ne derivavano a Roma (nel corrente i858 ne ragionano n. 20, 3i, 62, 100, 109 e I2g del Giornale di Roma). Inoltre nel pregievolissimo Giornale Arcadico di Roma, di cui direttore lo slsso commendatore, si riportano del medesimo,
l'accresci
i

slesso e sua provincia,

non solamente Ostia, ma Velletri anche come argodi cui tanto parlai in

menti

questo e in
re-

altri articoli,

ed

quali

hanno piena

lezione con questo

medesimo, L'egregio ingegnere Vincenzo Manzini pubblic nel 857 inRoma: Del metodo di restituire a
1

Roma l'antico
la

suo Porto, liberarla dal-

l'inondazioni e da' centri d'infezione del-

e da

Ini

umiliale

al

Papa. Nel

t.

iSg.

Le
la

Iscrizioni della

Rocca

d! Ostia

per

prima

volta riunite e pubblicate nelil

la faustissima occasione che

Papa

Pio IX si reca ad osservarla. Si aggiungono alcune singolari iscrizioni


cristiane antiche scoperte in Ostia, do-

ve si trovano infisse nel palazzo vescovile, ec.

Nel

t.

42. Antiche Iscrizioni

sua aria, e delle conseguenti Bonified irrigazione generale degli Agri Romano e Pontino, ri' sguardate quali basi di pronta e sicura colonizzazione delle provincieMediterrance Pontificie. Progetto dell'ingegnere ec. Questo grandioso ed elaborato disegno, per risolvere l'antico e importantissimo problema di sanare, rifiorire e
cazioni, navigazione

Ostiensi tornate in luce dall' escavazio-

colonizzare tutta
il

la

Maremma Romana,

856, scelte e pubblicate nella faustissima occasione che il Papa Pio IX si rec ad osservarle il 28 maggio dell'anno medesimo ec. Si aggiungono alarne brevissime annotazioni a
1

ne dell' anno

regnante Papa ha di nuovo proposto all'esame de' dotti. La Civilt Cattolica^


scienze naturali, lasciando
a' periti

occupandosi tanto utilmente anche delle


il

giu-

dicare della parte tecnica di quest'insigne


lavoro, reput pregio dell'opera il darne un breve ragguaglio, facendo insieme

talune di esse Nel

l.

della

nuova

serie.

Antiche Iscrizioni Ostiensi, tornate in luce dalV escavazioni dell' anno iS56 in

plauso al Mair/ini del suo nobile pensiero e de* profondi studi da


turarlo.
lui posti

dal commend. P. E. f^isconti ec, nella faustissima occasione die il Papa Pio IX si rec ad osservarle il giorno 8 d' ottobre iSSj.
1

85 7, scelte

e pubblicate

mache

Due sono

le parti

principali

abbraccia questo disegno, riaprire cio


alle foci del

fiume Tevere

l'

antico Porto
l'

Per

tutto (juanto i'accenoalo, per tanti


si

Ostiense o

Romano

e risanare

Agro

fausti auspicii,

cominciato in Ostia

Pontino;

ambedue connesse intimamensecondo l'autore,

un lusinghiero avvenire; laonde pu ragionevolmente sperarsi, che Ostia presto Gambiera suoi destini, la sua condizio*
i

te fra loro e necessarie,

a dare una compiota soluzione al quesito proposto.

Quanto

alla r.*: de' 3 porti

ne; e

andr

nel materiale e nel

formale a
di

c'o'ebbe in antico

Roma

imperiale, cio

riacquistare parte del suo antico splen-

quello d'Anzio a levante, quello di Cen-

doree importanza, con miglioramento


aria, e perci

tumcell a ponente, e fra


Ostia o

essi

due quel

di

aumento d'abitanti, di com-

Romano

in sulle foci del

Tevere,

I02

V E L
sero
la
(la

VE
la

pare gustflDiente all'autore che quest'uilimo, come il pi opportuno, fosse e ancora


sia
ili
il

questo continuare direttamente via su pei fiume sino a Routn; ed alla


di

pi clej^no di fonnare

vera
.A.

bocca

questo canale trasverso |)iant

porta

mare

della capitale del ooiulo

rendei e al PortoOstiense
tico

oKomano
si

l'an-

robuste porte o chiuse contro gl'iiiterrimenli, alle quali porte dovuta la conservazione del porto per oltre a
li,
1

splendore non altro

richiede,

che

5 seco-

ricostruirlo a

un dipresso quale

fu sotto

come

dalla loro distruzione deve ripeil

gl'imperatori. Claudio, che lo decret nel-

tersi la

perdita del porto e

cos rapido

l'anno

48

di nostra era, lo apr'i

scavando

e seupre crescente

al lato della bocca foce tiberina un vasto bacino dentro terra e introducendovi il mare. Quindi gett nel mare slesso due

grandi agger, che ne chiudessero

il

seno,

e in sulla bocca di (|uesto alFondando la

gran nave che avea traspoi tato in Roma l'obelisco Vaticano, se ne serv di base all'isola che fabbric per antigiiardo del
porto,edal mezzo del quale sorgeva
dria,
I

il

gi-

gantesco faro, imitato da quel di Alessani 3oj00o operai occupali a ci negli anni che gli restavano di vita non bastarono a Claudio per veder compiuta l'opera. Questa fu terminata e inauguraI

protendimento della spiaggia di Fiumicino. Il disegno dunque ." del jMauzini propone in luogo di scavare un bacino da lui chiamato Bacino Pio, al modo stesso che Claudio scav il suo porlo poi riaprire ed espuigare il Porto di Claudio e la Darsena Traiana ora Lago di Porlo, sgombrandoli dal fango e dalle niacerie, e in un lato della Darsena aprire lo sbocco ad un canale salso che vada a metter capo nel Tevere devialo a Ironie Galera, ovesaranno le porle o chiuse Traiane costruite colle pro|)orzioni d'un grande sostegno moderno. In
1

tal

guisa

il

Porto Pio,

nome dato dall'au-

ta dal
il

suo immediato successore Nerone, quale non contento di tanto, volle anin

tore al

co di

nuovo porto, allunganilo l'antiquanto s' inoltrata la spiaggia ver-

che

Anzio sua patria costruire un altro sontuoso porto da lui chiamalo Neroniano, ora detto Porlo d'yJnzio, Dipoi Traiano aggiunse al Porto Ostiense ossia Romano nuove e grandi opere, che Io recarono al colmo del suo splendore. Scav dentro terra la Darsena Traiana, equivalente per ampiezza ad un 2. porto, comunicante col i. per un largo canale; di fianco al porto condusse la Fossa Traiana, ora Canaledi Fiumicino (sul quale luogo frazione di Roma, come Porto e Ostia,

so maie, si trover alla testa dell'antico Porto Romano, di cui laddoppier la superfcie,

formando

cos

uno de'pi grandi


11

porli d'Italia, anzi del Mediterraneo.

nuovo porto occuperebbe una


de'quali
pel

superfcie

galleggiabile di metri quadral2,632, 600;

to

474>3oo presi al mare, 887, 5oq nuovo Porto Pio, i,o43,85o pel PorClaudio, 256,85o perla Darsena Trache non
tutti

iana; e potrebbe egli solo ricettare pi vascelli


ni,

insieme

porti italia-

eccettuata Venezia.

La Fossa Traiana

non

si

devono dimenticare
aggiungo, che
la

le

nozioni statistiche recentissime di sopra


riferite, alle quali

non servir pi di bocca al Tevere, ma munita di porte varr a niellere in comunicazione


il

Sia-

porto col fiume, e per esso


le

Ustica del i853 del ministero del com-

con Roma, affinch poi


licato
le
il

navi,

dopo

va-

mercio vi enumera: case loo, famiglie aoo, popolazione Soy. Non ricordando Porto, forse l'amalgam a Fiumicino), e per mezzo d'un canale trasverso messacomunicazione colla sua Darsena, congiunse l'acque delTevere a quelle del porlo interno, di modo che le navi potesla in

sostegno, trovino fondo sudcienil

per continuare

viaggio di

Roma,

il

corso presente del Tevere dal sostegno sai


r corretto ed abbrevialo. Inoltre difaiil

co al sostegno

si

getter sul

nuovo Te vi

redi JMaccarese (tenuta dell'Agro Piomaj


uo, presso io Stagno di Caiupo 5uluio e

V EL
,

VEL
doli fuor d'esso

io3

sponda destra della foce minore del Tevere, ina non n contatto con esso, e presso la foce e sulla sponda destra dell'Arrone, fiume che ila origine dal lago di Bracciano e si scarica nel mare presso la torre di Maccare-

mare Mediterraneo,

sulla

se.

Questa tenuta propriet

del princi-

pe
al

Ros|)igliosi, ubertosissima e destinala

pascolo delle vacche edelle bufale,lungi

circa
1

i4 miglia da Roma,
di

fuori

le

porle

mediante nuove inalveazionial mare: le acque paesane troverebbero allora facile scolo, e il terreno verrebbe in breve tempo prosciugato (il dotto avv. C. Fea nell'opuscolo, Ristabilimento'. i^Della citt d' Anzio, e suo Porlo Neroniano.i. Della citt d' Ostiacoll' intero suo Tevere. 3. Modo facile diseccare le Paludi Pontine. In conseguenza proposizioni solide per la coltivazione
delle

Porlese.s. l\incrazio e Cavalleggieri. Nel

Campagne Romane j ed estensio-

5o8

Roma

fu

dedotta

la

romana

colo-

nia marittima d'\Fregenae,c\e poi decad-

ne del commercio direttamente coli' estero mediante que' Porli o nuovi Territoriij

de e maggiormente alla fondazione del Porto Ostiense o Romano) un robusto


ponte, sopra cui passer
se, e
i

secondo l'intenzioni di Sisto

F", Cle-

la

via Porlueu-

cui pilieri o piloni sosterranno le

mente f^III, Innocenzo XII^ Benedetto XIFe Pio VI, e della strada antica da riattivarsi per Anzio, Roma i835. Egli
ragiona ancora dell'opere di

porle o chiuse destinate a tenere in collo

De

Frony,

ncque magre, e a far correre, quandosi voglia, l'intero Tevere chiaro nel canale
le

Description hydrogr. et histor. des

ma-

rais Pontinsj e del cav. Fossombroni,

salso e attraverso l'intiero porto

mezzo
poi,

Saggio sulla bonificazione delle Paludi Pontine). Di queste acque inoltre egli

potentissimo d'espurgarlo,

U Tevere
i

che libero e diviso

in

pi rami,

quali ne

vorrebbe giovarsi per compiere un canale interno di navigazione, che parten-

scemano l'impeto, minaccia d'impaludare e d'interrire sempre pi la spiaggia, incatenalo e costretto ad una sola bocca
a Maccarese,colmer quello stagno, e scaricandosi in

do da Terracina,
Anzio e
fino a
l'antico
pel

pel

monte Circeo, per


si

Porto

Romano

stenderebbe
riaprirebbe

Roma. Ad Anzio
Porlo Neroniano,
il

si

mare con

tutta la sua piena

col

quale co-

terr sbarazzata la sua foce,

mentre un
di sostegno,

municherebbe

canale sopraddetto.
colmati
i

emissario,

munito esso pure

cosi, prosciugatigli slagni,

bassi

condurr V acque torbide del Tevere a colmare l' altro Stagno d* Ostia ; sicch saran lolli di mezzo que' centri d'infezione e di sterilit. Tali sono principali lavoi

fondi, governate le acque, tutto quel tratto di maremma che si stende daTerracina ad Ostia e a Roma, cio una superficie di I 3oo miglia quadrale, capace di ben 25o,ooo abitanti, verrebbe radicalmente risanalo e restituito con immenso van-

ri ideati

dal

commendaloManzini

nella

i.'

parte. Nella 2,' tratta delle terre Pontine

M e del loro totale risanamento, compien-

taggio alla colturaeairabitazione.')L'ira-

do

l'opera degli anlichi romani, e poi de'

presa tuttoch gigantesca e ardua,


certamente

non

Papi, principalmente di Martino V, Sisto V e Pio VI, rimasta in gran parte inefilcace, o per incuria de'posteri, o per la
lacia de'principii idraulici
fal-

con cui fu ne' Tari tempi condotta", A questo scopo l'autore propone come spediente capitale
quel che gi proposero nel 1800 Prony e Fossombroni, di escludere cio dall'Agro Pontino corsi d'acque stranieri, che soi

maggiore delle forze materiali di cui oggid pu agevolmente disporre la meccanica e l'idraulica, soprattutto colle macchine a vapore, le quali suppliscono ad un tratto le migliala d'uomini e di cavalli ; n delle borse, giacch
coll'associaziune de' capitali tutto possibile.

Secondo

calcoli dell'autore la spe-

sa totale dell' opere

no

la

vera cauta delle paludi, couduceu-

da lui ideale ascenderebbe a aa, 2 19,500 scudi: ma que-

io4
sti

VEL
scudi, cio

VEL
(Icmnon, cecryphalox, therisln'on o iherisCroii, che serviva loro di oriiamenlo,
e con cui esse
volto, sia
si

renderebljeio losto, merc i leneni actjuislali e luiglioiali, un prodotto di

41,012,600
il

poco meno che


e di

velavano e coprivano

il

200 per 100;

e ci senza calcolare le

rendile de' porli di


dellit

Roma

Anzio,

per guarentirsi dall'aria, sia per nascondere il volto allo sguardo altrui.

navigazione sul Tevere e ul cana-

SIIjUo costume stalo in lutti

le

die da

Roma

e da Porlo

metterebbe

per Anzio e pel Circeo a Terracina. Quanto al tempo, lutto sarebbe compilo in

tempi osservato dalle donne degli orien tali per non esporsi in pubblico agli occhi
degli uomini,

20

massime

in

Turchia, Palo

anni. III." decennio andrebbe ne' lavori,

recchie divinit mitologiche vedonsi ne'

cio4anni per costruire il nuovo l'orto Romano^dirzzaree incatenare il Tevere,


ed eseguir l'opere delle Paludi Fontine; e
Gallili per

monumenti
il

col

capo velato. Saturno

sovente, e siccome altrimenti chiamalo

Tempo,

fu cos

rappresentato come colesta


i

colmare lutti gli stagni e cominciar lungo il lido una striscia di coltaraa bosco. Il 2." decennio sarebbe impiei

lui

che macchina nella sua

astuti

progetti, o piuttosto perch

tempi sono

oscuri e coperti d'un impenetrabile velo.

gato a coltivare

lerrenigi sani, suddivi-

derli, fabbricarvi e popolarli. Degli

im-

mensi vantaggi
s

poi,

che

il

grand' opera recherebbe a

compimento di Roma, allo

Anticamente col velo si simboleggiava, l'eed il velo fu anche geroglifico della notte, e del termine della vita urna*
ternit;

na,

il

che fu espresso ne' sepolcri antichi,

statoPoiitificio e all'Italia
lare: tanto essi

non accade par-

col simulacro della Notte

che distende un

sono uianifesti,soprattulto chi miri la nuova importanza che a'nosUi mari promette di dare l'aprimenlo delrislnio di Suez (di cui feci ulteriori paiole nel voi.
la floridezza

velo per dinotare

il

fine de' tempi, al

mo-

LX.XXVlI,p.i88e i92),e

che acquisterebbe senza dubbio il nuovo Porto R.omano, che per capacit sarebbe il 1 de' porti Medilerianei, e per postura Iroverebbesi quasi nel

do riferito dall'annalista Rinaldi all'anno 337, n.19, nel rendere ragione perch Costantino I fu espresso col capo tulio velato in una medaglia, (iiunone per piacere sempre pi a Giove, dopo aver esaurita lotta l'arte

degli acconciamenti,

si

copr d'un bel velo bianco; questo attri-

centro della nuova e gran via che sta per prendere il commercio marittimo delle
nazioni
".

buto della dea, secondo alcuni, serve a indicare, che spesso le nuvole oscurano l'aria, della quale essa simbolo. Anli* camente si velava ancora il capo in se-

\ELO, Fclum,
sima
gera. Velo
si

Carbasus. Tela
pi o

finis-

gno

di dolore,

ed

veli neri,

come

indizio

di seta cruda, stoffa

meno

leg-

della morte, lo sono del Lutto (P^-)' In

dice anche

un abbigliameu-

Grecia e in
te
il

Roma
ma
i

velavasi

il

capo duran-

lo fatto di velo, e talora di tela lina, che

lutto;

greci servi vansi in queste

portavano anticamente in testa le donne, il quale non solo ancora usano, come si
dice ne' nostri Dizionari, le
le villanelle,

occasioui di panni e di veli di color nero,

monache

mentre le donne romane all'incontro impiegavano abili e veli di color bianco.

ma

le

donne

in

generale,

giacch

in

molti paesi dell'Europa, sq-

stume

Quello ch'era vi di singolare in questo cor figli accompagnavano i s , che


i

praltutlo in quelli del mezzogiorno, conservasi l'uso di coprirsi col velo.

funerali de' padri loro colla testa velala,

Le don-

ne greche allorch uscivano di casa avevano un lungo manto chiamato pcploii,


P un panno
di stoffa assai fina e legger^,

mentre le figlie seguivano il corteo col capo scoperto. Spiega Plutarco che questo si osservava, perch figli devono rii

spettare al pari

<ie'

numi

padri loro,

chiamato calypliyt,

paracalj(-/jlr(i, crc-

che

l figlie

li

devono piangere e Ume^j

VEL
lare solamcnle siccome
tri

VEL
moi'll. Al-

io5

uomini

Compai'Tano

in pubblico col volto sco-

opinano, che

tale

cosluniunza provecontra-

perto, giacch le soie

niva da questo, che in occasione di [ulto


i

scivano velate. Scrive Rinaldi,

donne maritale ele donne

osservava nell'althigHamento

il

spartanelodatissi(ne sopra tulle lealtre,le


vergini solevano andare colla faccia scoperta, e
le

rio di quello

che solevasi praticare ordi-

nariiiniente.

La stessa

diversit dell'abito

maritate coperta, acciocch le

era osservala in simile circostanza in

E-

gilto e nella Grecia. A' parricidi fu decretala la

une trovassero marito, e le altre avendo mariti non curassero di piacere altrui.
i

pena

di

morte

col

volto coperto

da

ini

velo nero,

dovendo incederealsupuna lunga cami-

Ma soggiunge, che se le vergini spartane sono riprese perch portassero le vesti insino al ginocchio, cos

plizioa piedi scalzi e con


cia;

non

si

devono

lo-

come morte esemplare, ad tcrrorcm,


le leggi di

secondo

molti popoli. Gli andi


veli,

dare che s'esponessero colla faccia scoperta, quasi venali. Che direbbe il Rinaldi
se vedesse l'uso

tichi scrittori

parlano

che consisioiiglie-

odierno, che

le

donne

cri-

stevano in drappi particolari,


voli a' veli di cui le nostre

stiane, maritale e zitelle,


li,

portano cappel-

donne si servono attualmente. Se le donne dell' antichit non trovavano necessario di nascondersi
il

cheoltrelulto

il

volto lasciano scoper-

to quasi la

met

del capo?!

che quasi

quasi, in alcuni luoghi, rare sono (|uelle

volto loro, lo stesso velo riceveva

edera accomodato diversamente da questo venne che la parola crcdernnon indica in pari tempo la benda con cui cingevasi ilcapo, e il velo che
altre forme,
:

'

copriva interamente

il

volto. Questi veli

erano finissimi e trasparenti, d'una slofe di fii che fijbbricavasi nell'isole di Cos

Taranto e a Siris, citt d'Italia, ed perci che venivano denominati eoa, ainorginae strina. S traeano pure da Sidone, ov'erano tinti in

A morgos

nella Lidia, a

che usano di appendervi il velo detto volgarmente scullino, recandosi in chiesa?! Qualche volta ledonne non coprivano che per met il loro volto per convenevolezza. In Calcedonia quando ledonne incontravano un uo(no e principalmente un magistrato, non scoprivano che una meromani le t ilelle loro guance. Presso donzelle e le doime maritate non osavano comparire pubblicamente senza essei

re velate. Caio Sulpicio Gallo ripudi la


moglie, perch era uscita senzo velo.Que-?
sto era

porpora, caujech presso


oearco descrive in

greci

veli fos-

sero per l'ordinario di color bianco. Di-

ta in rosso

ordinariamente d'una slolFa tino in porpora, ornato .sovente

modo singolare l'uso d


donne tebane. Es testa un velo bianco,

di frangie e

chiamalo Jlammeum. he maaltro

velarsi praticato dalle

trone

romane avevano un

modo
la

di

se

portavano sulla

velarsi,

coprendosi la testa e

spalla

che a cagione della sua estrema (rezza si accoinoda va al volto come una maschera,

dritta d'un
in greco e

ricinium

panno chiamato Stola (F.) in latino, la cui mcr


Il

ad eccezione degli occhi che rimanevano sco[)erli col mezzo di due aperture che vi si praticava. Le ateniesi servivansi egualmente di veli. Euclide di Megara per sottrarsi alla legge che proibiva sotto pena di morte agli abitanti di quella citt di comparire in Atene, si travest da donna,
si

l era gettata sulla spalla sinistra.

co-

stume

purea' celtiberi, e le loro donne ornavansi d'un velo che copriva tutta la persona, ed era fsso sut
di velarsi giunse

capo in modo affatto particolare. Esse portavano delle collane di ferrocon lacnit
ne, che s'innalzavano al di sopra del ca-

coperse

il

volto con

un
la

velo, e

con

po, e eh' erano incurvate assai in agget->


lo
;

fatto

stratagemma entr

notte in Ate-

queste lamine servivano a sorregge^


il

ne, per trovarsi nella societ di Socrate,


l'resso gli spaitaoi le giovani fanciulle

re

velo,

che

le

loro servi va in pari

guarentiva dal sole, e tempo d'ornaoieulo.

io6
Il

V E L
di velarsi esisteva

V EL
pure prese presso gli al-

costume
i

so
ti
i

greci dell'Asia

minore

rneum nuptiale, non pei* altro cei'lamente, se non perch era di color porpora,
s'i

popoli dell'oriente; egli a (juesli perla

per meglio dinotare questa virt


principal ornamento.

sino die deve

sua origine

tale costo-

propria delle persone maritate, di cui

Dtanza. Le donne nella Media non uscivano che velale, e CI edesi che Medea loro

uH'i

ne forma

il

La
gli

benedizione nuziale seguiva


sposi

mentre

regina ne introducesse l'uso.

Il

velo era in

erano coperti
s.

uso nella Persia, e le rendite d'un'intera provincia erano impiegate pe' veli della
legina. Anzi Escliilo attribuisce assoluta-

cui dice

qnesto velo, per Ambrogio, che il matrimoiiio


di

sia satiliflcato

dal velo e dalla benedizioil

mente

l'uso de' veli alle


le

donne

persiane.

ne sacerdotale. Dice Ossei\'azioni sopra


tro,

Buonarroti nelle
nntichi di
l'e-

i \'nsi

Nell'Arabia

donne
si

si

velano con tanta


l'intero voi-

che

il

velo usato dalle


cos

donne

cristia-

ansterit, che esse


lo ad eccezione

coprono

ne nelle nozze, non

antichissimo

d'on occhio. Negli Spoi

come
do

vogliono diversi scrittori; e quan-

salizi(V.)^\e%<^o

greci la

nuova sposa

si

fu introdotto

venne

colle benedizioni

coiuhiceva coperta d'un velo nuziale nella

ripurgato dalle superstizioni geiUilesche.

casa del

manto;
il

essa

non moslravasi
le

parla del velo portato dalle fanciulle

scoperta che
ei regali che

3."

giorno dopo
alla

nozze,

ch'erano per maritarsi. Nelle


ziali di

pompe nu-

il

marito faceva

sua don-

monumenti
la

antichi mitologici, di

no, erano allora chiamati optcria e apo-

marmo e
si

da calfftra nome che indicava il velo. romani osservavano lostesso costume; presso di essi la giovane sposaera coperta d'un flaiivnewn implinle,
c.'i/jplcria,
I

per cautelare
d'indicare

la

sua modestia. Quel velo

musaico presso Wuckelmann, sposa col volto coperto da un velo nuziale bianco trasparente. A Sparla la statua di Venere Morfo, che avea un tempio con tal soprannome, era ornala d'un velo cnlyptraj la dea era velata,
vede

'

nuziale era color di fuoco o rosso, alnie


il

colle catene a'piedi postegli


sia

da Tindaro
del-

pudore ch'essa doveva sem-

per

la

fedelt e subordinazione

pre conservale. Nel citato articolo parlai di dello velo e di quello che si usava in
copiiie
li; gli

le

donne versoi
i

loro mariti, sia per ven-

dicarsi di Venere, cui egli

imputava
delle sue

l'in-

sposi neir atto degli sponsa-

continenza e
prie
figlie.

disordini

proa

del velo usato dalle spose degli an-

La statua
avea
il

di Polissena

Coil'

anche cristiane e co' loro signitcali. li Chardon, Storia de' Sacramenti, lib. 3, cap. 3:
tichi

romani e

di altre nazioni

slaiitinopoli
lo

volto coperto dal ve-

crerleinnon, per indicare insieme


il

suo piidoree
sa.

dolore da cuiera compree Medesicaslo,


in cattivi-

Zhdl'antichit d' alcune, ceretnonie della celebrazione del Matrimonio, dice

Andromaca
i

l presso

greci,

erano rappresentate ve

che
lio,
l'itati

s.

Ambrogio
si

parla del velo o paidi

late nel celebre

quadro
il

Delfo dipinta
gli orientali,

che

stendeva sulla testa


la
il

due madoveva
tal rito

da Polignoto

di
i

Talo. Presso

cristiani,

qual cereraonia insej)U(lore esser

come
nelle

presso

greci,

velo usavasi anche

gnava

loro,

che

la regola di lor

condotta (forse da
col

un
alla

sagrifizio a

ebbe origine quello


salizi
il

quale negli spo-

ceiemonie religiose. Enea facendo Minerva si copri la testa foggia de'frigi Aristrando l'iudovi.

sagro ministro, dopo aver be-

Dedetti gli anelli nuziali, che in alcuni

luoghi

la

sposa pure d allo sposo, e


tali

Giove e Minerva, era vestito d'un abito biancc e avea la lesta velata. La sacerdotessa dij
no, nlfereudo
sagrifizio a
Siso[)oli,

un

scambiali

anelli

dagli sposi, copre

genio tutelare degli Elleni, noi

colla stola le

mani

a'

medesimi

sposi,

ardiva penetrare nel tempio di quella]


divinit senza

quindi

li

benedice). Egli Io appella /lain-

un

velo bianco che le cO'

VEL
priva la teila e
il

107
del

volto.

Tultavolla Ma-

che esse attaccavano

al di sotto

mento

crubo nel liU


i

de'iiuui Satttrnal, dice,


i

che preikO greci Sagrifizi (f^.) si facevano d'urdinarioa capo scoperto, l'ressu
i

con un fermaglio. Varrone dice, che le donnechesagriflcavano, avevanOjConfor-

memente
ta

al rito

romano,

la lesta

coper-

romani Sacerdolit eSaccnlolrs.u^r'.),

d'un velo che chiamavasi vira. Se-

come

il

stali, e

nuinine Diale odi Giove, e le /'cqueUi che indirizzavano le loro

preijhiereo facevano sagriflzi agli Dei, por-

tavano un Velo,

ma

con rpieslu dilierenza


volto d'ordinario

condo Cicerone, nella sua orazione Pro domo, coloro che dedicavano un tempio a qualche divinila erano velati nello stesso modo de' sacrificatori. Insegnano
Festo e Tito Livio, che
fanciulle, che
gli
i

che coprivano

il

loro capo o d'un pontio


il

giovanetti e le

o della Toga, e che

antichi popoli d'Italia

rimaneva scoperto.
il

Si credeva,

secondo

l'iularco nelle sue Questioni roriiaiie, che

costume
il

di velarsi nelle

ceremonie re-

ligiose procedesse

da Knca. Questo eroe,


Italia, essendosi oc-

consagravano agli Dei per calmarne lo sdegno, erano condotti velali alle frontiere per non pi rientrare giammai nella patria loro. I greci e romani ne* viagi

dopo

suo arrivo in

gi

loro coprivansi

la

testa col

tnanto o

cupato un giorno a fare un sagrilizio, erasi velata la lesta vedendo passare Diomede suo nemico, e in tal modo termin quell'alto di piet. Altri pretendono tlie l'uso di velarsi durante il sagrifizio osservavas in segno d rispetto alla divinit
alla quale
si

colla Ioga,

per guarentirsi dall' aria e

qualche volta per non essere conosciuti. filosofi nelle lon profonde meditaziofacevano
lo slesso,

ni

per non essere dicui


il

stratti dagli oggetti

dati.

da Si velava ancora

sagrificava, o piulloslo per

scondere
si

agli occhi altrui


si

erano circoncapo per nail rossore che

non conoscere o vederci

segni

di

qual-

che sinistro presagio, che potevano manifestarsi durante la preghiera. Castore


lllosofo pitagorico,
il

che all'avvicinamento
coprendosi
si

pu osservare imnuuente, inopinato, inviluppavasi mento


provava. Finalmente
di pericolo
il

pretende che siccome


nel

la lesta, e in
il

quest'attitudine

buon genio ch' nascosto


i

nostro

as[)ettava

suo destino con rassegna^

numi, parimente il velaaie del capo significa, che l'anima coperta e nascosta dal corpo. Egli non era se non a Saturno e all'Onore (in Roma
interno, prega

zione,come,fra'tanli esempi, fecero l^ota-

peo e Giulio Cesare; e que' valorosi romani che per la salute della patria, dopo
pronunziata
trove, colla
la

formola che ripoitai alcoperta di loro Ioga


nella
af-

eravi
Cu,

il

Tempio dclfOnort

e della yir-

testa
la

che

descrissi in quell'articolo)

che

si

sagrificava colla lesta scoperta: al i. per-

ch

il

culto di quel
si

nume

era pi antico di

quello che

Enea, o perch Saturno era annoverato fra le divinit infernali, e che il suo cullo dovea essere distinto da quello delle divinit celesti. Queste diverse opinioni riferisce Plutarco nelle dette Questioni. Quando
attribuisce ad
le

Vestali facevano un sagrifixio, esse


il

mischia cou successo allo scopo. Osserva Rinaldi, che anco anticamente si velavano gli occhi de'condannali alla decapitazione o ad altri estremi supplizi; perci l'apostolo s. Paolo chiese il velo a Plaulilla, per bendarsi, secondo l'uso de'giudei, come dimostra GioselTo, promettendole che glielo avrebbe restituito, siccome fece dopo morto apparendole. Non-

frontarono

morte gettandosi

portavano

loro abito ordinario,

loro

dimeno
tina

fu riposto nel
s.

capelli erano allacciati con

una

fjttuccia,

perci negato da

Gregorio

suo sepolcro, e 1 a Costan-

lua esse ponevano inoltresulla lesta un velo bianco,

Augusta quando

glielo chiese
il

con

chiamato suffbuluin,

di foroia

grandissime istanze. Siccome

velo in

oblunga e quudrala^ricauiatudi |Jorpuru,

dello anche Sudario, in qucll' articolo

io8
ne
I

VEL
ipat'Iai.Eravi nncora un'altra

VEL
oga ha lo d ice Qui subilo m lilutn strepita exterritus, in angulunise condidet,

maniera (li velarsi [iialicata ila' romani, la quale consisteva nel cociillus, o capperone, die copriva il capo e s'impiegava d'ortlinario nelle parlile di piacere, quando non si voleva essere conosciuti. Presso j umani esisteva un'usanza somiglievole
i

I i

ohJccliKjftic. {'di

cubicularii

quod

in in-

troita erat, cuhiculix se (exit.

Ancor Ca-

ligola atterrito dalle grida sediziose, rife-

risce Svetonio, inter

praelexta foribus
la

vela se abdidil. Chi giungeva tra


cellata

can-

a quella
ni
:

lar

noi praticala a' nostri gior-

idlorch un

uomo

velalo incontrava

una persona
cap<i

distinta,

un amico o un mail

ed il velo aveva ottenuto inleriorein admissioncrn. Di esso fa menzione il codice Teodosiano, lib. a. De Senatoribus, e Vopisco in Aureliano, cap.
lari
i

gislialo, scopriva in segno di rispetto

2.

ve-

con Saluto (f^.). INonio riferisce, uH'appoggio di Sallustio, che allorquan-

erano ministri

ad forrs, c\o una spe-

cie di
il

guardie d'onore, che custodivano

do passando
in piedi

si

trovava sul
il

cammino
Il

il

velo, dov'era l'ingresso per l'imperato-

dittatore, scoprivansi

capoe alzavansi
assisi.

le.

Questi velari aveano


il

il

capoo soprin5gg,
n. 7, ri-

coloro ch'erano
la

dit-

tendente, ed

Grutero,

p.

tatore Siila usava

slessa

attenzione

porta l'iscrizione in cui nominato:


guslae.
i'ius

Tha'

grande Pompeo, quantunque allora non fosse che un semplice priverso


il

liuspraepositus Velariorwn doinus Au-

valo.

Not Seneca, che quando s'mconIrava im console, un pretore, qualche j)ersona di distinzione, scendevasi da cavallo, scoprivasi la
testa e lasciavasi loIl

ro libero

il

passaggio.

velo di

Coser
il

E sotto il n." 8 quella di L. Flasupra Velarios de domo Angus tae. Non pare, come scrisse mg.' Fdippo delche la Torre, De Inscript. M, AquUii questi ministri velari, pula observassc vela, canne deduxisse ut palerei aditnv
,

tanto trasparente, che lasciava vedere

introeuntibus,
la

quod hodie

dicitur- alzar

corpo come se fosse nudo; per coi Varrone chiam gli abili che n'erano formati v'dreas togas, toghe di vetro; e Publio
Siro
li

ideoque appellatosfnisse Velarios, Dappoich troppo minore sarebbe


portiera

statoquest'udziojenon couTenientea per-

disse t'^/j<H//z texlilein, [essuto di

sone cheavvicinavanola persona del principe. Tertulliano

vento, nehulani lncam, nebbia di lino.

in Scorpiaco^

chiama

Questo

velo, secondo Plinio, era slato in-

questi ministri ve\an, potestates j'anitrices,

ventato da una donna denominata Pandia. Si faceva


il

paragonandoli a Carila

a Forcuto,

velo di Cos con seta

fi-

a Limentino, divinit tutelari e custodi


delle porte.
sa e

nissima, che
ti

si

tingeva in

Porpora avanil

di tesserla,

perch dopoch
tintura. In

velo era

formalo, non avea bastevole sodezza per


conservare
cipio
li

Laonde ivi slavano per difenon per alzar la portiera, (piasi guardie del corpo del principe. Seneca li con-

la

Roma

da prinle

sider,

De clem,:

Ministri aulici

et cor'
,

non eran vi che le cortigiane,


tali abiti;

quale al-

osassero di portare

ma

poris custodes non tantum praesdii ve rum edam ornamenti causa habentur.
bell'antica corte v'erano pure
ziali
gli u(Ii

tre

donne non lardarono ad


ancora l'uso
a'

imitai le, e

rie sussisteva

tempi di

s.

accensi ^f7rtr?V, che secondo Nonio


voleri

Girolamo, che ripos

nel Signore l'anno

e Varrone aveano l'incarico d' eseguire


le

420. Ne'palazzi degl'imperatori romani, dopo aver percorse molte sale di superba Uagnifcenza, si vedeva una cancellata, e poscia un gran velo che copriva l'ingresso, per conciliare venerazione alla maet del principe. Lampridio nella vita di

chiamate, l'ambasciate e

del

principe. Gli antichi anfiteatri erano ri|

parati di tende, vela, che costituivano

il

relariuni: ne parlai nel

voi.

LXXIll,

246

e 249.

Un

velo sospeso

come una
l'

cortina, sui raonumeot, indica che

aj

V E L
rione
e
iKtii

VE L
ileiP otlifizio
si

109
velo che
si

In

luogo iiell'inlerno
luogo

de'profumi.

E questo

squar-

ull'Htia npertii; alcuni veli co sotii

spesi lenirono

Uippezzetia
slniiza
,

or-

noH(losi COSI le volle

tlellii

e fa-

due parli dall'ulto al biisso nel momento della morte di tiesi Cristo. Questa circostanza fu considerata come assai
ci in

cendo loro anche tener luogo di soHtlo; chiama vansi vela Iriclinaria, I veli che fabbricansi attualmente in Italia non la
ceilodo ceilaniente in finezza a quelli lavorali dagli antichi. Nel
riparlai, a p.
lino,
1

rimarchevole da'P.idri della Chiesa: Dio, essi, testificava cos che il tempio di Gerusalemme non era pi il santuadicono
rio in cui soleva per l'inuinizi abitare, e

voi.

LXXXIV
i

che
to;

quell'edifizio sarebbe presto distrut-

34

della lana, a p.
;

ed a

p. i\' della seta

87 dei quanto alla


sincf nella

che il cullo che vi si celebrava avrebbe ceduto il luogo ad un cullo pi


gli altri

lana e al lino, l'ima e raltro impiegali


nel divin culto del vero

Dio

puro e pi gradito a'suoi occhi, come tra osservano s. Ci. Crisostomo e s.

legge Mosaico.

L'uso d'avere
so

la lesta
il

coperta o sco-

Leone I. Il velo del leiupio squarcialo per la morte del Redenloie fu altres un anticipalo preludio dell'enicacia
di quella

perta ne'lempli non fu


i

medesimo

pres-

anche fra gli adoratori del vero Dio. Il costume pei pi gesagrilinerale presso gli antichi fu che
diversi popoli
,
i

morte, per
cessibile agli

la

prima inacuomini, fu loro aperto; ed


quale
il

cielo,

colori esercitassero
testa coperta
ste,

le

loro funzioni colla

adempite tulle le figure, manifestati furono misteri non prima intesi. Imperi

da un lembo della loro ve-

ciocch dentro

quel velo nessuno poteva


il

perch cos'i fossero meno dislialti, e perch non potessero guardare u a drit te n a sinistra. Cornelio a Lapide ed
,

entrare giammai, eccello

solo

Sommo

Sacerdote, ed

no portando
cisi

il

una volta sola all'ansangue degli animali ucegli

allri
i

hanno osservalo che


non pregavano
colla testa scoperta

presso
e

gli

ebrei

nel d dell'espiazione solenne e gene-

sacerdoti

non

sagrifica-

rale.

Osserva

il

Rinaldi, colla leslimoniani

vano

nel
,

Tabercopri-

za de'ss. Padri, che tue erano

veli del
."

nacolo, n nel Teivpo

[^ .) ma

tempio

quello esterno posto avanti


il

al
,

Vania con una tiara o mitra ch'era un ornamento. Nel crislianesimo,rifeiisceAs-

tabernacolo, dov'era

candelliere
si

la

mensa

il

turibolo, e questo

divse;

semani,

il

patriarca de' nestoriani nnizia


,

colla testa coperta


,

pure (juello di Alessandria come anche monaci di s. Antonio, copti, gli abissini, ed sii i-macos
i i

r altro velo copriva l' inlima parie dei tempio cljiamato Sancta Sanctoruni. Si
divise

dunque
tulli.

il

velo ciie separava

il

poalla

polo da' sacerdoti, e perci esposto


vista di

roniti

oltre

il

patriarca de'

siri.

In occi-

Nelle Chiese cristiane o


si

dente

il

sacerdote

adempie
1'

le

funzioni del

lempli
lo
il

del

vero Dio
veli.

fa altres

uso di

suo ministero colla

testa scoperta, essen-

diversa specie di

Chiamasi pure ve-

do proibito anche
limitazioni, ed

uso del Berrettino

clericale (V.), concedendosi licenza con

egualmente occorre di(/^.).

spensa per fare uso della Parrucca

Eravi nel Tempio di Gerusalemme o di Salomone (/'.) un velo di slolla preziosa, appeso a

panno con cui coprivasi V /altare fiiO' tempo della celebrazione de'sanli misteri. Onde il Magri nella Notizia de' vocaboli ecclesiastici, \ce che l elnm un vocabolo die significa anche 7ovari

del

glia (V.) dell'altare. Anastasio Bibliotecario riferisce


alle basiliche
i

va

il

due colonne, che separaSantuario o il Santo de' Santi, in


chaiDalo santo
era cio
i

doni die
in

Papi facevano

romane
cui

porpore dorate,

cui eravi l'Arca dell'alleanza, dal restante del recinto


:

e in sete ricamale in oro, e intarsiate anciiedi


tali

gemme, in
i

vi

erano rappreseni

tra l'Arca e l'aliare su cui

ardevano

va-

falli dell'

anlieo Teslaoiento, o

no
misteri
(Iella

VEL
nuova
i

VEL
fra le

alleanza, o nlciini

colonne de'teupli separavano

due

traiti della storia ecclesiastica,

perch ne

sessi e

ne impedivano

la

vista reciproca,
i

(ossero

rivestili

loro principali altari.

in ci vegliando, pegli

Oritle alcuni

da quegli ornamenti ripel'u-

uomini Diaconi^ i Suddiaconi, ^'\ Ostiari (f^.)j' per le don-

tono l'origine de' Pniiotli, e quindi


so degli altari
ni,
il

non pi
la

vuoti,

ma

ripie-

ne lePrcshitcresse^e Diaconesse,\e Siiddiacoiesse e le pie f edove (^J.) ha separazione de' due


in
sessi

tra

il

coro e

nave, cio avanti


(f^.),

tuttora e in vigore

Santuario o Sancta Sanctorurn


a'soli ecclesiastici,

moltissime chiese; in alcune poi di que-

luogo accessibile
vi

era-

ste, nell'istruzionedella

Dottrina

crislia'

un velo o
(.\e\

cortina steso durante

VUfl'ail

na,
na.

il

luogo delle donzelle riparalo da

fziaiura

Scn'izio (livino (F.), chiai

tende, avanzo della delta antica discipli-

malo pine Brandcuvi, ed privano dopo il Prcfazio


celebranle incominciava
il

diaconi

Anche anticamente eranvi tende e


alle

allorch

portite alle porle della Sagrestia, del

Canone

delri-

Coro, ed

Porte di cluesa. Quanto a

la Messa. Conservasi ancora qtiesto


to in

quelle del coro,

alcune chiese, particolarmente


gli arsiieni

in

LXXlll,

p.

rammentai nel volume 345, che essendo andate in


la vis.

Francia, tra

e altri orientali,

disuso le tende a'cori per impedir


sta degli Stalli,

come
no
i

ricordai nel voi.


i

LXXII,
$j

riferendo
veli

vocaboli con cui

2o5, chiamavap.

Gaetano

le

prescrisse

a'suoi Teatini, e furono imitati


ti

da molIl

o tende co' quali chiudevansi


delle chiese,
la

cleri

principalmente di regolari.
la

gli altari isolati

massime fin-

Magri chiama Telotliyrttni


sta

Portiera

ch fu

in

vigore

saggia diseiplna del-

r/^rrY7/;o,diversodal tenebroso delle i^efte. Il

(/.) o cortina, voce greco-latina compoda P^eluni e dalla parola greca che
significa

Magri nei vocabolo Altare


s.

chia-

Porta; onde

tutto

il

vocabolo

ma
la

bellissima la ceremonia antica usata

quivale a portiera, e riporta


d' Anastasio Bibliotecario.

notte del

Natale. Si copriva
il
i

1'

alta-

gli esem{ Viene ancl

re con 3 veli;
si
il

era di color nero, che


e dinotava

levava finito

ili. "notturno,
la

tempo avanti
si
il

legge; l'altro velo bianil

co

levava finito

2." notturno, e signi1'

chiamala J/iiphitiynmi, cio di due poi le, perch la portiera si apriva da due il ti. Di tali cortine ne fanno eziandio ti sliajonianza versi di s. Paolino ed il
i

ficava

tempo
si

della legge;
il

ultimo di
3. nottur-

sto d'Evagrio, da'quali se

ne rileva

il

pn

colore rosso

levava finito

gio e l'antichit. Dissi nel voi. XII,

p.i^'

no, ed era sindjolo della legge di grazia.

che l'arcibasilica Lateranense di giorno e


di notte era

Aggiunge, che
ceva nel giorno

l'

istcssa

ceremonia

si

fa-

aulicamente sempre aperta,

Pasqua dopo ciascuna lezione, per essere un solo notturno. iNarra inoltre, clie nella Spagna dal i. giorno di quaresima si tira un velo avanti l'altare maggiore, mentre ne'giorni feriadi
li

soltanto essenilo nelle porte ripari, corline e veli, o portiere,


stasio
bili

che

il

citalo

Anj

chiam

Siparii. Delle ricche e ni


i

ni

cardinali preti e diacij portiere, che somministrano a' loro Titoli e Die

si

recitano l'ore canoniche e


,

si

canta

la

co/i/f,

per

le feste

solenni, riparlai nel ve

messa

il

quale velo
canta

si

rilira nel

tempo

LXXV,
zionedel

p.
ss.

dell'elevazione delle specie sagramentali,

242. Alle chiese nell' esposi^ Sagramento in forma di Qua-

quando mentre
si

Vangelo, e finalmente si dice l'ultima orazione sopra il popolo. Nel giorno poi del mercoled santo
si
il

rancore
nanzi
alle

{V.), prescritto di tenere in-

porte maggiori una cortina. An-i che neirantichil pendevano nell'interno*


delle basiliche e altre chiese, e specialmen-!
te fra le colonne,

leva del tutto questo velo,


si

quando

nel

Passio

cantano le paroleei velimi Tew-

de'drappi chiamati Pe4

p// imi;// cs/.Anlicanienlecorline tirate

risiroinata e Fcla.

Quanto a' veli di

raai

VE L
I

V E L
precisa*

III
In pi arti-

gioie anticliit che servivano

Santi, o
coli

ti

nveano

toccati.

melile per ailoinare l'ultare,

si

appieiide

ragionai de' veli brandei di seta o

da Palladio, che alcune matrone romane, rinunciando al mondo , dierono a quest'oggetto

omnia sua
Il

siiperhurneralia

panno, che per toccare le ss. Reliquie si calavano dalla Fenestrella (^), apertura o foro, detto in latino fenedi

legiimenta.

Buonarroti, Osservazioni

strella, foramen, delle Confessioni


delle chiese
,

[f"^.)

sopra ire ([ittici antichi, p. 260, narra che cristiani ebbero in costume ne'giorni pi solenni di adornare le chiese di Tari arredi, principali de'quali erano alcuni panni preziosi, che chiamavano veli, e che usavano di mettere pendenti agli
i
i

precipuamente
),
si

de' Liniina

^postoloruni (/

e quindi ne traevano

prodigiosa virt, e

rosi fedeli d' ogni parte del


li

donavano a'fervomondo, che

ricevevano e veneravano quali sagri teNel voi. XLIII, p.i88, parlai della
si

sori.

archi o architravi delle navate, e special-

coltre de'ss. Martiri, che


basilica Vaticana.

venera nella

mente

ne'

4
i

lati

delle cappelletle o ci-

bori, sotto

(piali stavano gli altari. Trovo nv\ Se\{ ano, Mi-riorie sagre, p. lo^.

Nota il Magri nel vocabolo Altare, che era segno d' adorazione
il

girare intorno al sagro altare,

Rusticiana nobilissima patrizia


nel
veli
s.

romana
I

sotto di cui riposa vano le reliquie de'santi.

601 mand

s.

Gregorio
la

alcuni

si

legge nella vita di

s.

Fulgenzio: Po?/-

o panni preziosi per

con|essioiie di

quam
di tale

sacra

Martyrum
si

loca venerahi~

Pietro, per

ornamento
i

di essa. In

molad-

le

chiese per le /^e^/c solenni, tra


si

gli

dobbi,
ri.

Vi furono

usano anco veli di diversi coloveli brandei o sudari, che


i

pure menzione ceremonia,comenegli altidi s. Ottone: Basilicani s. Galli ingressus cuni


liter circuii. Altrove
fa

operarono prodigi come corpi de'Santi che aveano toccato e lo prova Rinaldi
i

orando altana circuiret.E per tale elfetto erano gli altari staccati dal muro, covedono isolati in tutte le chiese aucostumano greci, all'altare de* quali per non lecito alle persone laisi

me

all'anno 55, n.''i2 e altrove.


sa virt fu
se

Che

la sles-

liche, e

comunicata
i

a' Fiori a altre co-

che toccavano

corpi de'Santi, lo dissi


1

che

di accostarsi.

Crocefissi e
le

le ss. hit-

nel voi.

LXXI X, p.
sui

e cosi

la

polvere
rilevai

ni agini {f"^.),

nuche alcune

sagre statue,

che

si

formava

medesimi, come

delle chiese, nella settimana di


e nella

Passione
si

nel voi.

70. \\Brandeuin,o Pai' Unni, o Santuarium, un nome usato dagli sciitlori della

LXXI,p.

Settimana santa
veli

[f^.)

cuopro-

no con
so della

o cortine

di seta

paonazzi e
il

bassa latinit per signifi-

neri. Nel /^Vrterr/) (/'.)

sante

Crocefis-

care un lenzuolo di seta odi Imo, nel quale


si

Cappella pontifcia
si

fin dal pre-

avviluppavano
Reliquie
a' veli e
le

Corpi /le Santi e


questo

cedente mattutino coperlo di velo nero


di seta; io diverse chiese
zo.

le loro

(/^.), e

nomeda-

usa

il

paonazdel
la

vansi
vansi

pannilini co' quali toccass.

Per

nella

precedente mattuia

medesime
I

Reliquie. Imperoc-

gioved santo nella cappella pontificia

ch notai in pi luoghi, aver dichiarato s. Gicgorio del Sgo, che al suo tempo, e anco 5o anni prima di lu, non si toi

Croce
sola

dell'altare e

il

quadro
:

di

questo so-

glieva nessima parte dal corpo


tiri

i\e:^

Mar-

o altri Santi; t che quando

si

voleva

gratificare

qualcuno
le

colle loro

reliquie,
si

invece di
in

mandare

loro ossa,

spediva

ima

dei,

im pezzo di questi branlenzuoli o corporali, che aveano serscatoletta

no coperti di veli bianchi nelle chiese la Croce coperta di velo bianco, a cui si sostituisce il velo paonazzo o nero, dopo vcsperi e quando il celebrante procede allo spoglio dell'altare. Fu lunga e contrastata controversia fra'rubricisti, prima che il decreto che vado a riportare definisse il punto, ponendo fine a' dispareri, se
i

tilo in avvolgere le reliquie o corpi de*

la

Croce

dell'altare nella mattina del gio-

112

V EL
rio

V
lense, la cui fedelt

EL

vedi santo debba essere coperta con velo bianco o paonazzo. Alla s. congrega-

Fortunato; ed Ennodio vescovo Uzal'istoria

domanda: Iiujid' rlurnitinferia V inCoenaDomini,diim soh'ins Miss a cinta tur Criix conperta
zione de'rili fu falla la
esse debeat T^clanento

approva s. Agostino, d'un velo coli' immagine di s. Stefano, che portava in ispalla la croce; il quale velo fu dall'Angelo daracconta
to a Sennodo suddiacono pure Lzalense, ed attaccato nella chiesa del Santo protomartire vi concorse molto popolo a vederlo e venerarlo. Invece delle pitture

lemnitatis dici

seii

Albo ratio/lesoViolaceo propler

Passionis teiupus? Rispose con decielo de'20 dicembre 1783. Albi coloris debei esse Velimi Crucis Altaris in quo
A/issa celehratur: Violacei vero Crucis

sulle
fer

mura

delle chiese,
le ss.

rappresentare

un tempo si preImmagini su tanelle persecuzio-

Processionis^et Allaris Lotionis. Dice il Piazza neir'w?f'ro/og^/o,a'2 5 aprile, par-

vole,
ni
,

onde nascondersi
lo stesso fine

come accennai

nel voi.

L XXI II
i

p,
si

lando delle Litanie maggiori, die ne'ceremoniali antichi viene riferito, che per
la peste

347: per
si

probabilmente
veli.
i

estese l'uso di dipingerle sopra


di sopra,

Dis-

che

afflisse

Roma

sotto l'elagio

che col capo scoperto

mini-

usavano Croci nere, ed il popolo vestiva con abili neri, e le Croci degli altari si coprivano con veli neri in segno di mestizia e di penitenza pertiin11, in esse si

stri

del culto

devono celebrare
i

santi mi-

steri, tranne

molli orientali,
il

quali credo-

no pi
to al

rispetto tenere

capo velato; quangli

comune
s.

de'fedeli, nella Chiesa pri-

la strage di persone. Cosi


si gli

pure paravaul;i

altari tulli di

nero per

meilesiina

cagione,

come si ha dal Durando. Le ss. Immagini che sono in grande venerazione, sono sempre coperte da veli o drapn
si

pi di seta,

scoprono che per bisogni


l'ac-

straordinari e nelle solennit, previa

censione di maggior copia di lumi innanzi.

uomini ne* Preghiera {V.) a capo e viso scoperto, e vuole che le Donne (V.) convenendo nelle chiese a orare fossero velale (le donne giudee ( d'altre molte genti, anche avanti la ve nula di Cristo, ebbero in costume d'ai dar velate, e lo prova il Rinaldi all'anm
mitiva

Paolo decise che

sagri templi

debbano

fare la

In alcuni santuari^

come

nelle citt di

Cori e di Velletri (V.), ^\uax^os,^ scuo-

57,0. 84). Il medesimo Apostolo nella sui Epist. i,ca\).i I, a'Coriiili, chiama il veh
Polcslas,ytiv segno della soggezione delh

prono
della
la

le

immagini miracolose,

nella

i."

Madonna del Madonna delle

Soccorso, nella 2.' del-

Grazie, suonano tulle

donna: Debet niulier potestateui haben sapr caput propter ngelos. Per la me

lecanjpane della

cill.

Quando

cisi prale

desima ragione

il

velo da Tertulliano,

Z?(

tica in alile cliiese, solo

suonano

prop.
i

prie campane. Notai ne'vol.


9, e

XXXlV,

corona mi IJt. ,?ii detto: Hunidilatis san dna. Lo chiam pure Jugu/n, ed elegau
temente
tatls.
Il
,

LXXV,

p.

204, che costumarono


ss.

primitivi cristiani^ alle porte delle chiese

Buonarroti

Honorigeram nolani virginl neW Osservazioni so


velj
11

ch'erigevano in onore de'

Martiri, di

pra

vasi antichi di vetro, tratta dei

appendervi alcuni veli, ne'quali era dipinta l'immagine o descritto il nome di quel
Martire
al quttle
si si

portato in capo dalle donne secondo

prescrizioni dell'Apostolo, e dice che pr

dedicavano; e che ne'


le ss.

babilmente fosse
gli

lo stesso di

quello

eli

veli altres

dipingevano

ni d'appendersi nell'interno sime chiese, onde venerarli. Narra Rinal-

Immagidelle mede-

uomini nel tempo dell'orazioni tene vano solamente sulle spalle. Si disse Do
inenicale {V.)
si
il

velo col quale

ledono
la
sj

di all'anno

ornati di

3g2, n. 5&. Dell'uso de'veli sagre Immagini, chiara teslimos.

coprivano

il

capo nel ricevere

Eucaristia: altre opinioni


in lulc articolo, lu Africa,

uiauza Qc rendono

Paolino e Yenau-

ponno vedere al tempo di Tei'l

V E L
tiillinnnje
late: fu

VE
alla chiesa ve-

ii3

donne andavano
i\Ja

permesso

alle zitelle

di andiirvi

senza velo.

Terlulliano sostenne ch'eil

ra quello un abuso, e scrisse


Frgitiibus vclandis.

libro

De

p. Claudio Delle domenicano nella sua Storia o Antichit dello stato monastico e religioso, Parigi '699, tratta del velo delle Religiose (F.) e ne di-

vergini.

Il

Coloro

quali ne

stingue 5

sorti: cio

il

velo della Profes-

prendevano la difesa pretendevano che un tale onore fosse dovuto alla vergiuili; che caratterizzava la aiutila delle vergini ; che essendo riinarcabli nel ten>pio
ilei

sione religiosa (^ ), il velo di consagra tione, il velo di ordinazione, quello di prelatura, e quello di continenza. Un'altra

opera sullo stesso argomento gi era


la

sia-

Signore
il

invitavano cos
(latte ragioni:

gli

altri

imitale

loro esempio.
si

no non accett

Per Tertulliadove avvi


la verginit
i

pubblicala nel 1680 a Lione e intitolata: Del velo delle religiose e dell'uso di
esso.

Lo scopo
il

dell'autore di dimostra-

gloia, dice egli, avvi vanit, interesse,

re che

velo delle religiose

non dev'esfitto e tale

debolezza, aiFeltazione
atTcttata la

ora

sere chiaro e trasparente,

ma

sorgente di

tutti

delitti.

che possa nascondere

il

viso della perso-

Clemente Alessandrino voleva che le zitelle dovessero portare un velo in chiesa come le donne maritate, e ci per non
iscandalezzare
litelle
i

na che

lo

porta.
si
i

Il

velo di professione

quello che

alle religiose
Il

quando pro-

nunziano
gini

loro voti.

velo di consagra-

giusti. In

molti paesi le

zione quello che

vanno alla chiesa colla testa coperta da un velo bianco e le donne da un veridicoli cappelli, lo nero. In altri usano che deplorai in principio, ed anco senza velo o portato ad ornatutn. L' abiil to antico delle matrone e vedove romai

il vescovo d alle vercon certe ceremonie che non si osservano nella professione ordinaria, e che si

facevano anticamente ne' giorni di Pasqua, di Natale, e talvolta nelle feste degli

Apostoli. Si deve notare, che ne' pri-

mitivi tempi della Chiesa di pericolo e di

ne cristiane, era

di portare

un

velo sotin

persecuzione, questa consagrazioneanli-

tilissimo rivolto intorno al

capo

mo
ve-

do
il

di

turbante

di

che

fa

testimonianza
Il

Piazza nel Cherosilogio, p. 220.


le

lare

sagre Fergini (F.)

si

tiene per

Magri poi Papa s. Gelasio 1 e del Sagramentario di s. Gregorio I, il velo si dava alle vergini consacipavasi nell' et prescritta.
dice,
Il

che secondo

la

costituzione di

tradizione apostolica, essendo anlichissi*

grale a Dio, nella festa dell'Epifania, nella feria 2."

IDO rito della Chiesa; allude allo

la

qual ceremonia
ver-

dopo Pasqua,

e nel giorno na-

spii ituale sposalizio della

talizio de' ss. Apostoli; e

secondo

s.

Am-

gine col suo amato sposo

Ges

ovvero
la

brogio nel giorno della Pasqua


rezione.
le

di Pvisur-

denota

la ritiratezza

e verecondia che de-

ve avere
gloria e
gri.

la

vergine in questo secolo, e

il premio nel futuro. Cos il MaEsso inoltre notifica che le sagre ver-

gini in Africa invece di velo

portavano alcune mitrelle fatte di lana tinta di porpora. Oltre detti vocaboli, co* quali fa
i

Questo santo nell'esortazione almenzione del rito di loro velazione. Il vescovo dava un anello (in diversi luoghi lo si d tutlora) a quella che contraeva alleanza con Ges Cristo , ed osservava altre ceremonie,le quali non sovergini fa

no pi
lo di

in

uso che presso

le

Certosine{P'.),
li

thiauialo

il

velo, riferisce quello del Cri-

e ne riparlai negli articoli celativi,


se (F.), e ne riparlai a

ve-

sostorao, Insigne suhiectionisj e quello


di
s.

ordinazione quello delle Diacones'

Cipriano,
il

il

quale chiam empio e


si

sacrilego

velo col quale


Il

coprivano

Vedova, le quali, dopo una benedizione particolare che lo-

sagrificanli.
t,

velo insegna di virginile

e dice

il

U inaldi, che

chiese di pi

nazioni appresero da' corinti a velare le

vot. xc.

ro dava il vescovo, potevano cantare solennemente il Vangelo al oiatlutiuo, non per Della messa solenne. 11 velo di pre8
,

ti

fySemoyib. m.

ii4

VEL
clic (lasi

VEL
bene-

latina o di superioril era quello vasi i\\Y hhcide.sse (/'.) quando

ne converti te, che do p averlo por lato per un anno intero non potevano ritorn:ire
indietro dal santo loro proposito.
altres'i
il

dicevano.
sta

Sono pi di due secoli ihe queceremonia non s fa pi nella benedi11

Vi

velo di prova ovvero di novizia-

zione deli'ahbadesse, cui era unita talvolta l'ordinazione di diaconessa.

to,

che

si

alle novizie nel

."
i

loro rice-

velo di

vimento, e che d'ordinario bianco: invece quello delle professe


te

continenza e di osservanza quello delle


f'^cdove (7^.)
,

comunemen-

donne maritate separate

nero, eccettuale alcune religiose spe-

da' loro mariti che facevano professione

chiamava facilini pvdoris et honoris. Alcuni hanno creduto ches. Gelasio I Papa del 492 avesse loro proibito di portare i! velo, perch leggesi in una
religiosa. Si

s.

sua lettera:
ficiiin

Fuduas autem

velare Poiili-

mtilus atlenlct.

Ma secondo la glos-

sa,

dare

Papa proib solamente a' vescovi di velo alle vedove colle medesime ceremonia con cui egli lo dava idle vergiil il

ni nella loro consagrazione.

Avverte

il

ci-

tato Piazza, sull'autorit di

Gemma,
s'

/>e

antiqui t. Rilu Missae,


Pontificale

lib.

i ,

cap. 2 3, e del

converse degli ordini di Brunone, di s. Domenico, del Carmine, di s. Chiara e d'altre che portano il velo bianco anche dopo la professione, le quali tutte descrissi a'Ioro numerosi articoli, dicendo pure del soggolo usalo da moltissime monache, che cuopre tutto il collo sino al mento, il velo nero delle religiose suole chiamarsi di grazia, almeno di quelle cui fu concesso mentre n'erano prive. Prendere il velo significa farsi religiosa. Dicesi velare il con sagrare le vergini e le vedove. Il dare il velo alle redaliere, le suore
ligiose e ricevere
i

Romamim,

che

impone

il

loro voti,
il

non pu

far-

velo della professione, tanto aJIe vedove,

lo

che

il

vescovo

da

lui incaricato. Il

quanto

alle vergini,

ma

con questa

diffe-

velo

non pu darlo

il

sacerdote,

nponno
per
pri'
i

renza, che alle vergini viene posto in ca-

le religiose

prenderlo da

lui. Altri

po dal vescovo colle proprie mani, e la vedova lo piglia da se medesima dall'altare,


la

vilegio
tai nel

danno il velo e ricevono voli. No voi. LXI, p. io3, che il concilio d


il

ed essendo presente il sacerdote alprofessione della vedova, le impone in


il

Saragozza proib dare


prin)a dell'et di

velo alle vergin

4o

anni, e coll'autorii

ca{)0

velo.

Anche

il

diversa specie de' veli per

cateal divino servizio.

Magri parla della le donne dedilli.lochiama Vesi

zazione del vescovo. Per altro osserver

che
sta

fin

da'primi secoli della Chiesa, que


di

costum

ammettere

alla professio

Inni professionis, ed quello che

con-

ne

di verginit le pie donzelle

che senti

cede nella professione religiosa


renza notata dal Piazza.
turn consecrationisj e
vergini, colle

alle vergi-

vansi ispirate di consagrare allo sposo oc


leste

ni calle vedove, e per queste colla dilfeIl

con

ispecial voto

il

loro fiore imtot

2.dicesi

re-

colato. L' et richiesta perci era, coni

si concede alle sole ceremonie e solennit assegnate dalPo/i///?ca/e_,*questo velo non pu concedersi prima che la vergine sia in et di 26anni;edallora chiamavasi diaconessa, perch poteva leggere il Vangelo al mattutino. Il 3. era il Fehmi consecraiionis, col quale si consagravano le diaco-

dimostra l'eruditissimo Tomassino

veter. et nov. Eccl. discipl., la slessa eh

secondo

le leggi

romane bastava

a coi

trarre lo Sposalizio, cio di 12 anni.


oltre a questa
ni,
.'
1

M
na

dedicazione delle verg

laChiesa riserbava loro in et pi


"2.'

tura una

pi solenne consagrazione
il

in cui riceveauo dal vescovo

velo ver

nesse nel 4o.


cesi

anno

di loro et.
il

Il

^.^ di-

ginale. Ne'

tempi

di

persecuzione quest
di pi

Feluni prelatonis,

quale conce-

consagrazione autcipavasi
e le caste spose di Cristo
le vicine lolle del

ann
al

devasi ali'abbadesse. L'ultimo era dello

fui tifica

vansi

T'dum

com'ersionis, che da vasi alle dou-

martrio sUingeudo

pi

VEL
fermi a pie dell' altare
i

VEL
celesti loro

ii>
seloavlasciando

nodi

lora tenuto lutto coperto. Altre

e ravvalorandoli
dizione.

coli'

episcopale bene-

volgevano intorno
libero solamente

alla faccia

Laonde

le

vergini cristiane che


in

un occhio, per vedere,

gi

si

erano coli." voto sposate

eterno

come

dice

s.

Girolamo, aperta face^ vix

all'Agnello immacolato,

quando
di

le atroci

unum

oculiini lihcrant

ad videndnm ,co'

persecuzioni stavano per prorompere, ar-

sturoanza in parte osservata, soggiunge


Cancellieri, anche a' d nostri, dalle fanciulle
te a

dentemente bramavano

consumare

la

loro solcniie oblazione prima di morire, e di maritare alla sperata palma bello e
fiorito
il

che andavano
le

in processione vela(/'.),

prender

Doti

distribuite da*

virginale loro giglio.

Le

religio*

iS'of/rt//z/(de'quaIi riparlai a Universit."

se velate e coriste differiscono dalle Con-

artistiche) e da altri luoghi

pii.

Dice anne*
co-

verse (T^.J.DeUe velazioni e vestizioni


le

fal-

cora
bassi

che

le

donzelle del

Piemonte
di casa
si

da'Papi e da'cardinali, ragionai


p.

ne'vol.

tempi nell'andar fuori


la faccia

XLVI,
p.

47

48,LVn,p.9o,eLXIX,

privano

con un velo o

altra te-

dal Rinaldi all'anno Sy,


tela pi fitta,

128, i3o, i34, i35, i4o. Apprendo n.' 89, che il ve-

la, in cui

vedevano a guisa
sul volto la

f icevano due buchi , pe* quali di quelle che pongono

lo delle vergini dedicale a Cristo era di

Maschera
due
altri

(V.)y

de'fratelli

n punto trasparente, e soessendo levasi benedire dal sacerdote biasimali veli radi delle donne. La ce,
i

delle Confraternite co\ cappuccio

delSacV^e-

co

(P^-)j' e

ne facevano pel nail

so e per la bocca,
cellio, fratello del

come dimostra

remonia della velazione facevasi con solenne rito anche ne' primi secoli della
Chiesa, in determinali giorni, e

celebre Tiziano, nella

Descrizione degli abiti dell'italiane.


slesso dice,
gi

Lo

come

si

che

le

nobili donzelle di Pari-

suole fare negli sposalizi de' secolari, se-

non
lo

condo

s.

Agostino favellando di Deoie-

ch
seta

si lasciavano vedere il viso, perportavano coperto con un pezzo di

triade nobilissima vergine: f^elationis a-

pophorcliun gratissiine acccpimusj regali che non si solevano dare se non u'
sontuosissimi conviti, e da portarsi a casa.

Questa solennit
falle

si

chiamava nozze,

cio spirituali

con Cristo ; per la qual cosa sono delle da s. Cipriano e daPadri, adultere di Cristo quelle

o di raso nero; e quando incontravano qualche parente, si scoprivano per salutarlo. Confermasi quest'uso dal Beltinelli, Del risorgimento d'Italia, t. 2, p. 369, ove dice che nel secolo XVII usavano in Francia di andare in chiesa, a*
passeggi e alle visite con raascherelle al
volto per conservar la pelle delicata,

gli altri

che avessero prevaricato.

Girolamo appell suocera di Dio la madre d' una vergine consagrata a Cristo. Nola Cans.

scoprivansi se

non allorch erano

nelle

camere, e

in luoghi difesi dall' aria.

Fi-

no da'primi tempi
li,

della Chiesa nelle sa-

cellieri nel

cilio

Mercato, p. iqS, che il contenuto in Toledo nel secolo VII ordin che il sagro velo delle vergini fosse

gre liturgie s'introdusse l'uso de'sagri vee le Oblazioni (/^.)


velo,
si

coprivano cou

un
si

come fanno gli Oblazionari[r,)


Chiamaqte-

porporino o nero. Con questo si ricoprivano lutto il volto. Narra s. Ambrogio di s. Solere, De horlatione ad
di color

nella metropolitana di Milano.

velo piccolo o sopracalice


il

quello che

copre

Calice

(/^.).

Dice

il

Magri

virginit lem

lib.

4, p-

33

i,

che nella
a-

slo velo dinotare l'oscura notte della pas-

peisecuzione di Diocleziano, condotta

sione del Signore,


ti
i

quando furono

istitui-

vanti al giudice, ed essendo costante nella fede, questi ordin a' ministri che le

dessero delle guanciate. Ella a

tal

coman-

Di questo velo ragiona il canone apostolico 73. J^as aureunj, vel argcnteum, vcl i'eluin saaclificatuui
diviui misteri.

do scopri inlrepidameule

il

volto, fiuoal-

ncnio ainplius in suiun

usum converta t.

ii6

VEL
moribondo e agoiii/,non solo dalla Chiesa

IL

L
,

Chiama? Sidnrium (o Sudnriitm) Peplum. Col medesioio velo si copriva la


faccia del sacerdote

pistolae, o vicino al corporale

zante; rito praticalo


Ialina, se
s.

ma non mai sopra. La Palla si ileve porre sul corporale, quando non copre il calice o l'ostia; alcuni la pongono sul velo ripiegato. E'

ma ancora nella greca, come scrisGregorio 1 a s. Cassio vescovo di


in Ei'ang.

vietalo d'usare

il

velo

lei calice,

in

luogodel pannolino o lavaglielo diesi d

JNarni, Fpist.

87 Lione sebbene lo

La

chiesa di
l'an-

usa,

ha conservalo

tico rito di usare

due Corporali, uno or-

comunicando nel ricevere la comunioQualche volta ho veduto esposto alcun reliquiario con insigni reliquie, cob1

ne.

dinario e l'altro grande col quale copre

me

della

ss.

Croce, collocarsi sopra


Il

il

venel-

Oliale [F.) all'oflertorio e all' incensazione. Questo velo dev'essere dello slesso colore e drappo della Pianeta (^ ); talvolta d'un drappo pi leggero, pi
Je

lo del calice.

niedesimo ab. Diclich

l'arlicolo Blessa solenne, esamina se in

questa
sulla
olla

il

velo del calice


Il

si

debba

lasciare

credenza.

suddiacono pollatosi
il

o meno ornato, ma corrispondente a quel paramento. Con esso si copre, olire il calice, la Patena, V Ostia e la Palla j si leva all'offertorio, si piega e si colloca presso la Tabella delle Secrelej indi tornasi

credenza e assunto sugli omeri


si
il

ve-

lo lungo,

ricerca da' rubricisti

se nel

prendere

calice per portarlo all'altare,


il

debba levare
lion

velo che lo copre, e


Il

la-

sciarlo sulla credenza.

Castaldo e

il

Ijrali-

a spiegare e

si

ripone sul calice dopo

dicono di no.

Il

Gavanlo

poi co'
altri

la

comunione. 11 eh. ab. Diclich, Dizionario sacro-liturgieo articolo Patena, dice che il sacerdote per iscoprire il calice, leva il velo con ambo le mani. Il mi,

turgisti

Baiddry, Bisso, Lohuer e

di-

cono di si; prima perch la rubrica del messale non fa alcuna menzione di dettOa
velo piccolo,
tulle quelle cose che
col calice; e
lice

nistro poi, se
lo piega e

sia
il

chierico vestito di cotta,

quantunque faccia j)arte di si debbono portar<


il

non

sacerdote celebrante, co-

secondariamente perch
si

ca-

me

vogliono Bauldry, Tornelli, Sarnelli


altri citati dal

senza velo

porta pispeditamenU
Il

e tanti

Merati.Ma
soslieue
il

il

p.

Mag-

e coprendosi col velo lungo.

velo lung(

gio nella sua opera eruditissima.


cris Caeremoniis
j

De sasa-

contrario

dicendo:

Cum haec plicatio facile a

cerdote ipso fieri possit, cimi suis manibus Velimi aiifert, ministriim hoc onere liberans, ut celeriiis ampiillas et ipse

ex abaclw sumere, et ad altare dcferre queatj quod video ab omnibus observari, nisi aut Sacerdos aliter innuat,

pone sopra gli omeri dal suddiacc no nelle messe cantale o solenni, e di quelliche compartono la benedizione col l'Ostensorio e con esso incedono in Pra cessione, ovvero portano colla Pisside ss. Viatico, chiamasi Umerale o Onu rate {V.). Neil' Appendice del dotto ri cordato Dizionario il quesito. l*erchl
che
si
i

si

tenga coperta

la

patena col velo

ome

aut
tur:

veli alicujus ratio

idposcere videa-

rale dal suddiacono nella messa solenni

nam exceptis aliquibus auctoribus comrnunius, dlii de Velo nihil loculi juhent, ut tunc a ministro solum ampullae capiantur. Il qual parere, soggiunge
il

da

vivo.^ e ci non si faccia in quella d morto? L'encomiato Diclich per sciogli*

re tale liturgico quesito, per averne poo


scritto
i

commentatori de'sagri

riti,

a dar

Diclich, secondo

il

citalo Merali,
il

si

de-

ne

ve abbracciare nel caso che


e in
tal

ministro

qualche guisa una soluzione all'uopo, all'etimologia e origine, credette conin

fosse fanciullo, o incapace a tal funzione;

veniente risalirea quella della patena. La

caso

il
il

sacerdote scoperto

il

cali-

riprodurr senza riferire


ta.

gli

autori che

ci-

ce piegher

velo e poscia lo porr vii/i

Comincia eruditamente a dichiarare,


la

ciuo alia tabella delle segrete

conili E-

che

voce Patena presa dall' antica

V E L
Plnlcna o Pia/ina cio piccolo piallo atlaltalo a contenere le piccole oblazoiii die s fanno e che s distribuiscono. Fu cliiamala anco Palella, Patina
pnrolii
,

V E L
greci usano ancora per patena

117 un gran

piatto assai profondo. Pertaulo invece di

trasportar

la

patena

in sagresta, ed ivi la-

sciai la sino al

tempo

d'usarla, viene cu-

Patena

dal verbo

^7rt/<?o,

che

sigiiiica

stodita dal suddiacono, e secondo l'uso di

qiande e aj)erto. Nella chiesa d'Imola una polena d'argento di s. l^ietro Grisolego, con in

sia

mezzo disegnalo un altare


Agnello, e
il

con Croce,
ra. -

1'

distico:

Quem

un accolito, perch pronto a somministrarla quand'oc corra. Intorno a questo rito l'Amalaria noia alcune variet. Nel secolo XII nel
varie altre chiese da

vlehs lune chnra Crucis

Ho stia

jamjixit in afit gcntix primi pr labe paili

principio della prefazione Sursufn corda,


e dello
il

principio del canone, ur. accoli-

renti":.

Picseiilenienle sono le patene mol-

to con fascia al collo portava dalla sagrestia

to pi pccole
s

secoli

prima, luentre

o dall'armadio
s

la

patena,

la

quale da
coper-

usavano

allora per dintribuir la

comui

lui

custodiva dinanzi

al petto, e
,

nione

a'fedel,

ed ora essendo molli


la pisside.' Il
,

co-

muuraiidi adoperasi

diacosi

medesima fascia per esser poi presa alla met del canone dal suddiacota dalla

no
le

poi

la

proenla
il

coli' ostia

perch

no, che scoperta

la e

insegnava
la

al

diacono.

reputa a proposito, che per

lo

meno

nel-

In Parigi per tener


priet,
ili

patena con pi pro-

messe solenni

sacerdote non offra se


il

cantore della cattedrale per no-

popolo dal diacono rappresentato. Si leva la patena dall'n ilare dopo l'offertorio, perch dopo
ci che gli conlribuisce

non

loco anni
no
li

e pi fu cretluto pi opportu-

di collocar l'ollerle

sopra d'un pannoper amministra-

no, e perci ella pi lon serve, che per


l'ostia, e

Ohei lo don un bacino d' argento, onde si posasse sino al momento, che per awetlire il populodeirimmirienlecoiniinioiie,la si dovea mo>)trare ad esso. E nel Micrologo antico <ii Nostra Donna, pure in Paiigijsi legge questa particolarit, che
ivi si

me

frangere sopra
re la

osserva

comunione. Difalti ne' primi secoli della Chiesa si consagrava l'ostia sulla patena. S poi mutata i' espressione ad conficicndtun in ea Corpus Domini N.
,

coro, cio, o

come rito. Un giovane del un chierico in cappa cusia,

J.

C, diesi usava

nel consagrarla, esi po-

se nel Pontificale,

confringendum
si
i

in ea.

lu Vienna pure cos


il

osservava, secondo

messale del iSig; greci per tuttora consagrano sulla patena. Il motivo poi per cui non si lascia la patena sotto il corporale, come nelle messe privale, per ricordare che ne' primi tempi del cristianesimo poche erano le chiese e numerose
le

un bacino finch suddiacono prendendola al princpio del Pater noster, la tiene innalzata sino al Paneni nostrum, per darla al diacono, che la mostra altres, e al fine del Pater la porge al sacerdote. Giusta il messale di Grenoble involgevasiessa uel velo del cadsce la patena sopra
il

lice,

e cos involta

si

lasciava al lato dipoi cos in-

ritto del sacerdote. Si tiene

nalzata,

."

per esser pronto

a prestarla, 2. per avvertire


s'avvicina
il

tempo per

la
il

l'adunanze de'

fedeli, e perci copiose


la

ragione mistica per cui


stiene la

suddiacono fedeli che comunione. La suddiacono soil


i

comunioni, e quindi

patena era

uti

patena colla destra,

per di-

quanto era per consagrare il sacerdote, la quale appunto per la sua grande dimensione veniva ad imbarazzar l'aliare. Nelle vite auliche de*
piallo capace di contener

notare

la

speranza certa della gloria futu-

ra e della vera allegrezza,

quando un

po'

prima

colla siuistra

matio trasportato a-

veailcalice, simbolo delle passioni di c|uesta vita.

Papi, dello
lasi

il

Pontificale di Daraaso, pard

Per

la

medesima ragione adunnella messa de'defunt la

d'un gran numero

patene d' oro e


e

que

ommelle

d'

argento del peso di

a5

3o

libbre. I

cereraoaia di sostener la patena, perch

ii8
ili

VEL
la letzia si
il

VEL
esclude
,

questa messa

se-

uscire dall'acqua, lo afferma ancora

il

condo rAmalatio e

Gemma.
Papa

Nel voi.
i

Cliardon, Storia de' sagramentl,


i,cap.
I

1.

lib.

LXXXIII,
Ile'

p.

102, parlai

tie'veli,

quali

1),

detto pure conopeo,

si

frappobatlesi-

pontificali celebrali dal


sugli

si

pon-

neva

fra

il

sacerdote e

il

Fonte

gono
i

omeri del Sagrista del Papa


laici,
i

nu/le, nel tuffarsi in esso le donzelle che

e de'nobili

ih. nel portare coperti

ricevevano

il

Battesimo,as%\s{\le dalle dia-

sagri J^asi,

secondi nel portare eguali

conesse; e forse da questo ebbe origine che

luente coperti
le

Tasie.\ boccale e baciver-

alcuni Battisteri o Fonti sagri sono coperti dal conopeo,


voi.

per

la

Lavanda delle mani, onde

come
p.

rilevai

anco

nel

ttjie

l'acqua sulle pontificie mani; non che

XLIX,

p. 7.

11

Lupi, Dissertaziobattisteri e

del velo

Fimpa
,

o Plppa (P\) adopera-

ni, t.i,

parlando degli antichi

lo da'sostenitori t' Triregni e delle

Mi-

del battesimo per

immersione, ragiona
ne*s. fonti separati pei*

tre del Papa e quanto a quesl' ultime, miche de'cardinali e de' vescovi. 11 Manipolo (F.) ebbe origine da, quel Sudario

de'iuoghi ch'erano
le

o velo o fazzoletto che il celebrante uDticamente portava al braccio sinistro


(/^.),

donne. Dice insegnare l'Ordine roma^ no, che prima si battezzavano gli uomi> ni, poi le donne. Ed il Casali De velC'
,

ribns sacris Christianoruni rilibns, cap.


S, crede
|)artisse

jier rasciugarsi le

lagrime o

il

sudore; dal

che

il s.

fonte quasi in

due

si

di-

sudario usato intorno


riv il

al collo da'

Papi, deil

per mezzo d'un gran tavolalo, e

Fanone (V.).

11

Fanone, che usa

a questo forse in pi battisteri serviva la

Papa ne'pontificali, dal Cancellieri chiamato velo di seta sottilissimo, a striscia, vergulo di vari colori. Quando il Papa iie'pontfcali fa al trono la comunione a' cardinali diaconi ed a' nobili laici , due }>relati uditori di rota sostengono uu velo

colonna nel mezzo del fonte, per sostenere cio

Lupi

un lai divisorio. Soggiunge il p almeno si dovevano tirare delle


il

cortine, per cui racconta

riferito dall'au

tore della. vita di


la

s.

Ottone apostolo del


balli
gli al

lungo

di seta

bianca con merletto d'ola

steri,
tri

Pomerania, nel far costruire 3 uno detto mares pe'fanciullt,


per
le

ro, per

impedire

caduta per terra

d'al-

femmine

e pegii

uomini. Taf

cuna sagra Particola (o de'fiammenli di eisa), come avvenne ad Alessandro VI e Innocenzo X. Il Grembiale o Gremiale
(F.) deriv dall'antico pannolino o velo,

ta

quoque

diligenlia, tanta

mnndilia

<

honestate Pater optimus Sacramenti

peralionem ficriedocuit, ut nihil indeco


nidl pudcndum nihil unqitatn quod alieni gentilium minus piacere poi set, ibi ageretur. Namque dolia gran
, ,

rum

che

il

vescovo solennemente parato e


colle

cedente in cattedra teneva in seno, per

non macchiare
forse innanzi
ti
l*

mani

la

pianeta,

introduzione de'

Guan-

{F.). Chiamasi Onalmeute velo il conopeo o padiglione del Tabernacolo {f .) e della Pisside {F.), e serve loro

come

di baldacchino, essendo del colore


all'ufTizio

conveniente

che

si

celebra.

Andissi

ticamente uu velo o cortina (come


nel voi. IV, p.

219: che

le

donne
tal

nel

battesimo fossero spogliate dalle diaconesse,


sa

od

altre pietose

donne, in
il

gui-

per che aveano sempre


d'alcun drappo

corpo conella fuu-

dia valdae terrae allius immergi prat cipit , ita ut ora doliorum usque ad g nus liominisj vel minus de terra promx nerent: quibus aqua impletis,facilis e rat in eamdescensus. Cor tinas circa di Uajixis columnellis ffunique includi^ l'iH oppandifecitj ut inmodum coronac velo undique cappa cingeretur. Ante sacerdotem vero, et coninnnistros, qui ex una partes adstanles Sacramenti opus explcre habebant, linteum fune trajeclo pependii, qnatcnus verecundiac iindiqui
proviswnforet, nequdinepliae, aut
pikidinis nolarelur in
tu,

perto, o dall' acrpiu nel

tempo
ali'

ziuue,

cullare ed

Sacramenlo ,

VEL
honeslores personac jiiuloris occasione
se

VEL
generalizio di
st
s.

U9

ba/tixnto suhlrahcrent.

Ciim ergo
,

r abito di

ad

sladiuni catechismi lurbae venirent,


,

rato figlio di

Maria sopra Minerva ves. Domenico, e fu dichiaquella comunit regolare.


la

sermone

qui talibus compctcret

Epi-

Percorse con successo


gia,

palestra degli

omnes communitcr alLoquens^ sexumquc a sexii dextrorsuni et sinitcopiis eos

studi ne' conventi dell' ordine, in Peru-

strorsum statuens, catechizalos ol<:o perunxt j deinde ad paptisteria digred


tnandat. Igitur
venientes singuli
tuis intrabant
,

ad

introitimi cortinae

Viterbo e Lucca venendo dichiarato maestro io s. teologa. Per la sua prudenza e virt merit d* essere preposto a priore dello stesso convento
lettore e
della

tantum cuoi patrinis

Minerva

circa

il

i8o5. Occupata

slatinique vestcni,

qua

Roma

e lo stato pontificio dagl'imperiali

fuit amictus

zV,

ccreum,
trini

ilio in

qui baptizandus eral, et aquani descendente, pa,

francesi, e nel

1809 deportato Pio VH,


dal governo imperiale
il

nel seguente

anno

suscipiebant

et

ante facieni suani

sciolti tutti gli

ordini religiosi,

p.

Giu-

Ulani tenentes, txpectabant donec cani redderent de aqua exeunti. Scerdos vero, qui ad cuppani staimi, cuni audissct
potius

seppe M.* dopo aver salvato molli


di valore del
la

effetti

suo convento e chiesa, per benevolenza ch'erasi procacciata, ripa-

quam

vidisset,

quod aliquis esset


amoto trina im,

trio e

in aqiia,velo paulluluni

propriamente in Como dovette eoa pena deporre l'abito domenicano, in forza


delle prescrizioni governative.

mersione capilis illius niysteriumSacramenti perjieit, unctamque liquore chrisinatis in vertice, et alba imposita,reductoque velo, de aquaj'ussit exire baptizaiuni, patrinis vestem,

Era

allo-

ra vescovo di

Como

il

correglioso e con-

quam

tenebant,

il-

cittadino mg.' fr. Carlo Rovelli, il quale scorgendo nel p. Giuseppe M." le opportune qualit pel geloso e importante uffizio di rettore del

luni cooperientibus alque deducentibus...


Ilienie vero in stubis calefaclis, et in a-

seminario diocesano,

ad esso

lo destin.

Avendo pienamente

qua

calida, eodcni nitore, atque veredoliis, et

corrisposto alla di lui espettazione, anzi


procacciatasi la sua particolare affezione,
lo volle
rigi,

cundiac ohscrvatione, infossis


cortinis adldiits
,

thure quoque et aliis

compagno
l'

del suo viaggio a


I

Pa-

odoriferis speciebus cuncta respergenti-

ove Napoleone

bus, veneranda baptismi confecit Sacramenta". Si pu vedere il Zaccaria, Onosniaticon


rituale selectnni,
all'

fece aprire

7 giugno 1 8 1 assemblea de' vescovi che vi


a'
1

uvea radunati, sotto

il

nome
l'

di conclio

articolo
rito

nazionale, coU'apparente scopo di prov-

Vela, plura hoc nomea sign iJical.K


antico di coprire con veli preziosi
le

vedere a'mezzi di conferire


canonica
le sedi

istituzione

Cat-

a' vescovi

da

lui designati

per

tedre vescovili (^.); cosi

le

Sedie del

vacanti,
la
s.

ma

in sostanza
coli'

per de-

Papa{F.).

primere
Giuseppe Maria, Cardinale.
ciiii.

Sede

autorit de'con*

VELZl
Da

onesta e agiata fdiniglia nacque in Co1*8

mo

marzo lyGyjCdeducatoalla piet

e alla buona naorale, fino da'suoi teneri anni pales inclinazione virtuosa, amore
alio studio,

uou comuni

talenti,

non che

proponimento, a' io luglio l'adunanza fu sciolta, e mg.' Rovelli poco dopo col p. Giuseppe M.' si restitu alla sua sede. Nel 1819 mor il prelato, e siccome gli ordini religiosi era* no siali ripristinati da Pio VII, il p. GiuFallito questo

indole dolce e gentile. Cliiamato da Dio alia vocazione claustrale, scelse il cospi-

seppe Maria riassunto nei passaggio per


Firenze
1
il

diletto abito

domenicano nak

cuo ordine de* predicatoli, ondo professarvi


i

82

jportossi a

Perugia ove fu fatto pro-

voti religiosi. Portatosi a tal effet-

procuratore generale.IndiritornaRoma,
ov'era pro-vicario generale e procurato-

to in

Uoma

verso

il

1783, nel convento

lao
]'io

VEL
ordine
il

VEL
p.

le generale efFeltivo dell'

m.

Maurizio Viviani, la cui 2. 'carica fu tosto pienamente a lui attribuita, e co


tale gi lo leggo uelle

me

Notizie di Ronel declinar di

del Piemonte e delle Marche. Intanto accumulandosi in lui per la propensione e stima che ne faceva Leone Xll varie gravi consultorie, nel 1828 rinunzi al vi-

ma

del 1822.

Trovandosi
in

cariato dell'ordine, per meglio attendervi.

selleabre

1823

Napoli per recarsi


Sicilia,
il

Se

il

qnal visitatore nella provincia di


fu elevato alla cattedra di
s.

lorato per
in

suo bel cuore fu nel 1829 addola morte del gran Pontefice,

Pietro

Papa Leone XI I,
rale dell' ordine.
l)ie

il

quale per rinunzia


a'5 novemi

del p. Viviani lo dichiar vicario gene-

Nondimeno

breve si rallegr per l'elezione di Pio Vllljche non solo non fu inferiore al predecessore nella estimazione che ne faceva, ma I' onor sempre di particolare amicizia.

pass in Palermo e visit

conventi

Rallrislatoassai presto pel decesso del


il

dell'isola di Sicilia, e nel


fece ritorno a Napoli, indi
ii[)orl in

marzo 1824 nel maggio si


vera-

Papa,

suo dispiacere venne ben ricomso-

pensato nel i83i all'assunzione nel


glio pontificio di

Roma. Questa
1'

visita fu

Gregorio XVI, die riuin

mente

trionfale, per

universale acco-

niva in se

le

benevole inclinazioni,la stima

glienza ricevuta di venerazione e di onorificenza,

e r amicizia de'
liar
.

due antecessori
lui.

pecu-

non meno da'convenli che dai


con predilezione

modo

verso di

Essendoli

p.

Gi-

luoghi e dall'autorit ove esistono. Nella


stessa Napoli fu favorito

seppe M.' benemerito del suo


dine, consultore del
de's.
j'ili,

illustre or-

s.

ofTizio, dell'indice,

da' ministri Medici e

Tommasi,
i

dal

della correzione de' libri della


s.
s.

principe e principessa ereditari poi re

chiesa orientale, dell' indulgenze e


liquie,

re-

Francesco 1 e regina isabella, ed quali giovarono a superare tutti gli ostacoli; il resto r oper la sua UD)aua e lodevole condotta, che provoc goduti festeggiai

esaminatore de' vescovi


s.

in

teo-

logia, e convisitatore della


stolica,

visita

apo-

come
i

ricavo dalle Notizie di


si

Ro'
pre-,

ma, Gregorio XVI


niiarne
8.

determin a

menti. Nel selten)bre 1825 rivide


tria e
i

la

pa-

meriti ed

servigi prestati alh

propri
i

fratelli, nell'

occasione di

Se(\e.

Nel concistoro de'2 loglio i833j

visitare

conventi di Bosco, di Torino

lo

preconizz vescovo di
Co/vzcio,

e di altri,

come

di alcuni delle
le

Marche

nee
la

Monte Fiasco^ edopo aver enumeralo neli


gli uOzi

nel ritorno a Rou)a. Per

singolari sue

proposizione concistoriale

da

doti,saggezza e maniere conciliative, Leo-

lui

egregiamente
prudenlia,

esercitati, gli fece que-,

ne Xll trov opportuno

di destinarlo vi-

sto elogio. Vir


tate,

summa

doctrina, gravi-

sitatore apostolico de' conventi e case di

rerumque omnium eXi


praedilus
;

Roma

de' rispeltabiti ordini de'

carme-

perientia

singolari

dignus

hlani dell' antica osservanza, de'minori


osservanti, de' minori

proplerea reputalus qui


siis

praefali's

Lede-

conventuali, dei
cappuccini, per

hurnabili, e de' minori

(Monte Fiascone e Corneto) in Episcopum praeficialur". Inoltre nel medesimo concistoro avendolo con
preti, nell'allocuzione
altri

diverse occorrenze; quindi nel

1826

lo

creato

juomosse

alla

ragguardevole carica di
e

e pubblicato cardinale dell' ordine de'

Maestro del s. Palazzo apostolico (F.J,


the funse con pubblica soddisfazione
j)lauso,

stampata,

come

la

proposizione, gli rese questi ulteriori en-

avendo a cooperatore

il

rev." p.

comi. Alter per omnesoQlciorum gradui

Domenico Butlaoni, ch'egli scelse per compagno e socio anco a insinuazione del Papa e poi l'ebbe a degnissimo successore,

ad praefeclurara ordinis

sui jure

optimo
pru-

eveclus dignus a Nobis, uti a Decessori-

bns Nostris, habitus est, cujus


talis

fldes,

ed

il

quale l'avea accompagnato con

dentia, doctrina, zeluscathuiicae nlegri-

fcuccesso nella visita di Sicilia,

ed

io quella

ad librorum censuram adhibere-

VEL
Ijir;

V E N
Mentre
il

lai

ad munis nimiium eo graviu*, ac

cnrclinale con paterna solleci-

jaboiiosiis,

quo

niagis in liac saeculi pia-

Indine governava ledue diocesi e vegliava nH'iiicremenlo del seminario,


<St\

vitale scriploriini perniciosissimoruiu u-

bique intiiidat colluvies.


rcii,

Quem

prople-

Diario di

Roma

del

il n. gS 836 pubblic

neiUini

ob

alia siojul egregie accii-

l'infausta notizia,
a'

rata buie niuneri


xiini negotia,

aduexa motnenli ma-

ca oplinie

de religione ac de re publiineritum bonore boc bonesi

slanduni censuimus". L' allocuzione

die in Monte Fiascone aS novembre ad ore 5 era maucato di vita il cardinale (di mal di fegato non conosciuto), munito di tulli icouforlidi nosira s. religione, in eldi 70 anni non
ivi si

Ugge

nel n,"

57

del

Diario di

Roma

del

compili. Oltre altre lodi,


scio pastorale,
la giustizia e
1'

legge:

Lo

H3,eic\Uull. Hom.coit.yi. ig.p.i i 3. ludi il l'iipadopo avergli dato il cappello


cardinalizio, gliconferi pel titolola chiesa
di

illibatezza de' costumi,

l'amore verso gl'indigenti,

furono

S.M.' sopra Minerva,


s,

lu

annover

alle

congiegazioni del

olljzio, de'

vescovi e

regolari, dell'indice, e de.lla disciplina re-

che rendono veneranda la memoria del defunto vescavo e porporato. Nella cattedrale gli furono celebrate solenni esequie, intli il suo
le

principali virti,

gulare, e Io fece protettore del

comune
la

di

cadavere, secondo
di

la ilisposizione

del

tle-

Giotte
di
le

ili

Castro.
letizia

Tra

le

dimostrazioni
luce del-

fon lo, fu trasportato nella celebrecbiesa


s.

pubblica

die videro

Maria

della

stamce, per celebrare la duplice prmozione, ricorder quella del rinomato lipogral Annesio JNobili, il quale con

presso a Viterbo, ed

Quercia de'domenicani ivi venne sepolto con

onoriHoa lapide nella cappella del suo patiiarca s. Domenico. Il Papa ne fu assai rammaricato, e con lui tutti quelli che lo riverivano egli erano affezionati siiiceramente. Bello e maestoso nella perso-

bflla epigrafe glintitol la f^ila

dclcardinal Pietro Lembo, cominentario che esposto in Ialino da mg.' Giovanni del*
la

Casa, fece pure vullare in italiano dal

na, nel suo volto traspariva


le,

il

suo nobi-

cb.

Giuseppe Ignazio Montanari.


p. 6, e

N'e'vol.

franco e gentile animo, per eccellenza

]^IV,

XV

1,

Gregorio

X\l

nel
vi si

p.i 53, narrai come i835 portandosi a

coilesissimo, cordiale e
tialto.

Mi vanto

d'

manieroso nel averne anch' io spe-

Ci\ta Vecchia
il

rec ad ossequiarlo

cardinale, accolto

amorevolmente co-

me
lo

quello che

gli

era tanto carissimo, e

condusse seco nella gita che per mare


il

limentata la sua benignit, degnandosi riguardarmi con particolare deferenza, Tercigodoin rendere qui un pietoso Iribuio d' ammirazione alla memoria dell'esimio porporato.

fece sul battello a vapore


lieo al

]\lediteiravisitare le

porto

dementino per

\Y.^ i\Y^O ( Feiiafran).C\\.\.Vi con


cilie, nella

re-

saline di Corneto.

Raccontai pure, che

idenza vescovile del regno delle due Siprovincia di Terra


di

tornato il cardinale a Montelascone, e sentendo che il Papa avrebbe visitata r altra sua sede di Corneto, vi corse a
tributargli
la

Lavoro,

distretlodi -'iedimonte,capo!uogodi cauIone, distante

4^

miglia da Napoli, e i5
Il

sua alfeltuosa venerazione,

dal

mare

sede della regia giustizia.

recandosi a incontrarlo circa due miglia


lungi dalla citt, fallo ascendere da

Caslellanoladiceposta allefaldedelMonle

Gre-

Cassino e lungi

gorio

XVI

nella
il

propria carrozza. Acnella cattedrale e ne*

seria.

1 1 leghe al nord di CaTrovasi nel sito pi mediterraneo

compagno
poi

Papa

dell'antica

Campania,

in

clima buono e

stabilimenti che onordi sua presenza, e

placido

alle frontiere del

Sannio e del

ebbe
alia

la

consolazione di riceverlo nel

proprio episcopio, facentlolu servire in

Lazio, sul corso della via consolare che da Napoli conduce agli Abruzzi. Una valle

un

iua corte di Dobiii riufreichi.

piaui^alma ael permetro di

>o

e pi

,aa

VEN
la

VEW
muri e antemurali,
ta
riattati nel

miglio sembra che


narla: nel recinto
\ari paesi
,

coroni per ador-

lyoS, e

ile'

monti
Il

si

osservano

colle porte al Mercato, Portauova, lifit-

di coi naturali

scendono a

collivarvi le fertili terre.


della vallee

lato orientale

mo

ueliySo, Portelluccio, e F^ortaguglielcos detta dal giudice di tal nome, e

placidamente bagnatodalgi
dirsi
il

corte della bagliva sedente. Coll'aggiunla

rapido Vollurno, che pu


rai confine tra la

natu-

poi del borgo, altro

muro
La

colla porta Rocitt nel

Campania e il Sannio, precisamente dove un magnilco ponte fu niodernamenle costrutto. Le falde del monte imminente, ch' suo nord, reggono gli edifizi della citt, sorti dalle rovine di varie e[)oclie: ui\ tempo venafrail
i

mana
giunse

vi

fu costruito.

1437

al

punto

d'essersi posta nello sta-

to di gagliarda difesa.
le

La

bella cattedra-

pare innalzata sul materiate rovinato di qualche tempio gentile, forse della dea

Bona.

costruita a 3 navi, con decora-

Ili

ahilarono anche

il

colle.

Nel

sito

pi

zioni miste d'

una architettura

di gusto

basso scaturiscono limpidissime acque, leggerissime e fresche da vari punti , e

gotico, e di riparazioni de'bassi tempi.

E-

ternamente apparisce un
di pietre,

ri

n vestimenti

formando

il

fiumicello detto di

s.

Barto-

lomeo, e quindi del Sesto sotto le Pentiiie, vatuio ad unirsi a quelle del Volturno. Rallegrano anche la vista, e animano talune macchine idrauliche. Dal mercato,
il

che senza dubbio altre volte f* cero parte de'roinani monumenti, e nelle tribune si ravvisano avanzi di fregi, capitelli di

bassorilievo e iscrizioni dell'accen-

nala epoca.

Venne dedicata
alle tante

Maria As-

di cui largo fatto dal ripiano d'alio

sunta in cielo. Questo primario tempio

muro, conte dal


Bcorgesi
la

cui

punto di vista, ampia pianura, in venafrani prendono la miglior porpii bel

soggiacque
cordati del seguito
ti

rovine della citt, e

sottostante

l'ultima fu pel terremoto e incendio ri-

1349

e i356. Ricostruito, in
l'ul

zione; ed

ivi

presentaci a poca distanza

si

fecero altre rinnovazioni, e

l'antico anfiteatro, oggi ricetto d'armenti.

ma

per l'incendio avvenuto alla

sagi'<

Dall'ospizio poi riguardasi

la citt

a gui-

stia

sa di spazioso colle rivestito di case, tra


le quali riluce quella del re.
1

nh8o4- Venne di nuovo solenne mente consageato da mg.' Slabile a' 2.


1

fieri

contagi
ro-

ottobre 764. Spiccano in esso co'marti


dell'altare
gri.

gli orribili

terremoti del secolo

XIV,

maggiore, preziosi arredi


sfondate

sa

vinarono Veuafro,massiine nel 1 349,colla morte di 700 persone. Per coiaio di sciagura 8 anni dopo il re Lodovico marito
ili

Fra

le varie cappelle

vi

quella del SuiFragio co' privilegi aanes


pe'defunti; e quella del
cui altare
nefizi
ss.

Crocefio,

Giovanna la fece incendiare alla sua piesenza. Avutone il dominio Maria duI

furono aggregati parecchi b< semplici di padronato. Vi pur


Nicandro, Marciano e

chessa di Durazzo, sorella della regina, a-

l'altare de'ss.

Da|
!

iiim

superstiti cittadini a rialzare l'a-

ria martiri e protettori di

Venafro, o pr<fl

bitazioni nella parte attuale,


il

dove meno terremoto e l'incendio erauo prevaludi

priamente del
accosto

ss. Corpo di Cristo, in cui una volta riponevasi la ss. Eucaristia e


,

li:

pi fece foggiare

il

cos detto Castel-

gli olii santi,

eretto dal vescovo


titolo.

lo,

ampliato poi da
,

altri

baroni, e
si

re a! mercato
la giustizia.

dove
vi

indi

Toramministr
la
il

Mancini eoo benefizio sotto quel


Il

Viatico di

partiva associato dalla


il

Vicino

fu eretto

pubbli-

confraternita istituitavi dopo

detto

teni-i
allei

co sedile, a'nostri giorni convertilo in corpo di guardia. Inoltre la duchessa, benemerita del misero avanzo della gente veiiafraoa, coli' opera loro fece cingere la

a causa delle rovine in mezzo


il

quali era riaiasto

duomo

isolato, che

perci trovasi distante dall'abitato.


I

Nel

5o3

a cagione della peste, per l'urgen-

rinata citt a guisa della

primiera con

ze degli spirituali bisogni iu

tempo

di uol-.

V
le, viilesi

EN
1*

VEN
una
cliiesa
tle*

ia3

pericoloso
,

aprirsi

ne.
le

Hanno l'insegna
,

slessa, differente nel-

in cainpajiiia
fetleli,

per cui coU' oblazioni


ilei

fodere delle pelli d'armellino cinerie della seta di color violaceo.

e coH'opera del vescovo e

ca-

cio

Per

pilolo nel

lone, e

53 5 vi permessa
I

fu aggiunto
la

un cappelfuori col-

indulto d'Innocenzo

XI ponno

delegarsi

porla

al

eli

8cand)ievolmente nelle parziali incombenze,


I

l'altra al

di dentro, per

comunicare col

due ultimi

assistono nelle solennit

duomo. Di
rono

l eslraevasi sagrauienli e sai

dignitari, ed essi nelle messe cantate lo

gramentali, e

canonici sin d'ullora usa-

sono da'canonici soprannumerari, che ap-

di celebrarvi le funzioni sagre nel-

partengono

al 3.

ordine. Questi al nu-

l'inverno. Quindi

un venafrano
la

della fa-

mero

di 12, talvolta di 9,
figli

sono

eletti tra'

miglia Buve lasci

sua casa nel centro

chierici

di cittadini,

da'prebendati e

dell'abitato da convertirsi in chiesa sotto


il

confermati dal vescovo. Insigniti con al-

medesimo, ampliata nel i65o e rinnovata da' fondamenti nel 1790, che
titolo

per essere pi comoda


cattedrale del
i."

fu sostituita all'uil

muzia paonazza fregiala d'armellino, fanno un sol corpo col capitolo, partecipando egualmente della massa comune, delle distribuzioni
ti;

to indicato, riserbalo per

duiltoalla

quotidiane ed'allri incerfunerali,

battesimo nel sabbato


di

eccettuati

dove dividesi

il

santo e

in

quello di Pentecoste. E' dunla

que chiara
nila

dipendenza

questa chiesa

provento per graduazione. Non hanno voce n attiva, n passiva, bens'i la sepol-

dalla cattedrale,

quantunque non sia uneir amministrazione. Tre ordini o

siano 3 diversi celi di canonici trovansi

Compete loimmemorabile costume il diritto, confermato nel i532 da Clemente VII


tura co'prebendati comune.
ro per

da tempo immemorabile addetti al duomo, e tutti amaionlano a4o. Ili. quello de'

con bolla, d'essere assunti allei 4 preben-

18 prebendati, inclusi

3 dignitari,
la

de che vanno a vacare^ detti perci Espcttanli , perch expectnnt Praehcmam.


l'riraa
il

cio l'arcidiacono, a cui addossata


niteiizieria,e
i

pe-

per anzianit ascendevano, senz;i


,

due piimiceri(regolalori del


alle

bisogno di nuova bolla

il

capo del

canto dtl coro) e che presiedono


settimane alternative;
il

capitolo

dopo

l'esequie d'un defunto precol solenne possesso

canonico teoloil

bendato investiva
siffatta

un

go che
110

siede al suo stallo fisso, e


il

deca*
le di-

espeltante e col privilegio d'ozione;

ma

che tra'canonici siede

i.

dopo

usanza rimase

in parteabolita sot-

gnit.

Godono

l'insegna di seta di color


pelli

to

il

cardinal Grimaldi vescovo; e sebbe-

coccineo con cappuccio, bianche, e cappa


i

d'armellino

ne

il

Tridentino soppresse simiglianti a

magna

o breve secondo

spettative,

pure per decreto della

s.

con-

giorni, perconccssione di
1

BenedettoXI V
si

gregazione del concilio fu nel


di

i6()3 di-

nel

743, mentre sino a quell'epoca

era

chiarato non essere stata abolita

quella

tenuta di altra foggia. Quel Papa nel bre-

ve

fa

un

bello elogio della chiesa

Vena-

Venafro che rimase tuttavia fino al i8oi, in cui vi fu qualche altra modili-

frana, e la repula

degna d'esser posta nel


e cospicue del regno. 11
i

cazione per regio placito.


della cattedrale fa
s

La topografa
l'ore

rango
dari,

delle

prime

che

canoniche

a. ceto quello de'

o canonici ebdomaassi-

prima

c),

che alternativamente

per indulto speciale e antica costumanza si soddisfano quotidianamente tutte di


mattino, ad eccezione de'giorni solenni e
quaresimali.

erinlonano ne'giorni feriali domeniche meno solenni, cantano la messa conventuale pe'benefattori, e siestono
all'ullizio,

Prima

le

parrocchie erano

13, ora ridotte a 6,


lo,

ma

con doppio
il
i

tito-

dono
dati,
liou

negli stalli medesiui

senza far parte del

dopo prebencaptolo , dove


i

per essersi diminuito

numero

degli

obitanti, prccisanieute per

vari contagi.

hauDO u

voce, n &epolturd couiu-

Alla cura e direzione dell'auiiAe suou ap-

.7.4

y^^
6
parroclii. E" osil

V E
com-

It

jiosilamenle deputali
se

ro in dello anno, e l'Ughelli registra

l'in-

rvabile

leiiipio deirAiiuuiiziata,

posto d'u>ia gran nave con cupola e cainjianile, e

clusu)ue della reliipiia ali 344), uon che la reliquia esistente nel petto della statua

coll'organo

eli

molto pregio. Antempli, se oe

d'argento del santo, da d. Antonio

s.

Bar-

che

(luello del ss.

Viatico col suocaiupanella bolla d'Alessan-

bara donata alla citt

che

vi

contribu
ve ne

Dile, olire altri. De'distrulli

5oo

ducati,

mentre

egli nel
il

i6g6

legge

la

memoria

avea speso 800. Nel 1780


bile dal cranio
tolse

vescovo Stareliquie pel

dro III, di cui alla sua volta parler. Il monastero delle Clarisse, insiemeaila chiesa hen tenuto, e in cui la religiosa esemfu fondato nel i657 plarit vi fiorisce per opera d'Ippolita Valletta, e da altri
,

delle

principe di

Nicandro e per alcuni cittaduti. In tulli tempi si creduto da' veuitfrani, che dalle ossa de'ss. Protettos.
i

ri

scorra
,

un sagro liquore
Sino
al

detto

man-

pii testatori

dotato.

Le

n)onaclie prendo-

na

del quale sonosi sperimentati mira-

zelle.

no interesse al l'educazione delle ci vili donQuesto monastero superstite alla

bili elFetli.

detto

1808

in

Vena-

fro vi

sono

stali altri
s.

conventi. Quello de'

deplorabile soppressione del


altri istituti
religiosi.

1808

degli

coiiveutuali di
to dal

Francesco d'Asisi fondasanto: la volta della chie-

Nel convento de'


la citt vi

medesimo

cappuccini, introilolti aeiSZ'j,


esercita
i

sa per l'irregolare costruzione

cadde

nel
la

solili diritti, e vi
Il

sono allevali
anticamengi esialla

terremoto del i8o5. Vi

si

venerava

ultimi religiosi.
te

buon
e
vi

locale

bella statua dell'Itumacolala

Concezione

accoglieva

basiliani,

quando

proteltricedella citt, trasferita nella con-

steva

la basilica,

rimasero sino
la

tigua chiesetta.
niani eretto

fine del

XV

secolo (uflziando essi

chie-

Il convento degli agostiprima dov' l'orto detto s. A-

sa de'ss. IMarliri in Napoli, convertita poi in


s.

goslino vecchio, e quindi dentrodella


t circa
il
I

cit-

Patrizia, ed ulliciando con rito greco,

5o8. Quello de'caruielitani acla

in tale

idioma ne trasportarono
la

l'ullzio),
s.

costo alla cattedrale, ov'era stata colloca*!


ta nel

donde deriv

prepositra di

Nican-

1702

famosa biblioteca dal

pri

dro, conferita poscia a'reltori per lo pi

niicero

De
1

Bellis,

che non senza dolori


alcantarini france

cardinalijCoineMag

ilotli,

Cantelmi,Bous.

venne

dissipata. Gli

compagni
rio.
I

e altri, insieme alla badia di


al

ecani nel

758

si

stabilirono nella villa de


a tale usoj
e

Croce, in ajipresso aggregate


cappuccini custodiscono
i

seminn-

De

Bellis,

da questi destinata

la basilica

Successivamente per reale munificenza


colle limosine civiche
si

de'protelluri

ss.
i

Nicandro

Marciano e

form un ampia

Daria martiri, corpi de'quali si venerano sotto l'altare maggiore in una gran cassa di pietra, la cui festa celebrasi a' 17

locale,dove

frali

ilimorarono pochi anni

finch fu convertito in ospizio e spedale


civile e militare,

anche pel ristabilimento

giugno.

Da
si

essi

furono

tolte varie reli-

degl'infermi, e sostituito all'altro del bor


go, ch'era stato gi rinnovato.

quie, die

venerano nella metropolitanella chiesa abbaziale di


nella cattedrale d' Iser-

Vie
i

il

se

na

di

Capua,

Monte Vergine,
questa

nia, anzi la proposizione concistoriale di


ciiiesa dice: Inter

quae corpus

s.

minarlo per l'istituzione de' chierici ; due pubbliche scuole per ambo sessi separati locali. Il primicero De Bellis del le scuole fu il benefico fondatore nella pr
i

IVicandri rnarlyrs ipsius civitatis patroni deceiiter assen>altir. Certo che


in

nio di

Venafro dalla cassa s. Nicnudro, che


I

fu estratto
il

il

cra-

vescovo de

Colavo-

reo nel
(cio

340

fece incastrare in

argento
il

Perch vengano onestament matrimonio le donzelle in digenli e le orfane, non avvi pio luogo eh non concorra ad estrarne in sorte auuual mente un dato numero, con contribuire
pria casa.

collocate in

Barbalo da Sulmona esegu

corrispondenti sussidii> di cui partecipa

V E N
noczinmiio
lieo
dirsi
le

V E N
principale beneli

2 7

vedove.
1'

Il

e fortificazioni. Si celebrano

il

figlio di

slabiiimento

ospizio, e

nbba'ilnnza quanto

non pu debbano n quela

Alio, qualecredulo fondatore


Licinio apporiatoie piiniero
liciniani in
la

tiella citt.

legli

olivi

st'asilo

deirinforlunio l'umanit e

resSk

Venafio. In Venafro sionoia


essa tanto be-

ligrone.

Vi

il

legato utilissimo delle

memoria d'Augusto con

Missioni per ogni sessennio. Peroliilde'


ro venga esercitato nelle materie die lo

nefico, e di quanti ne seguirono l'esempio,

come de'Cosmiani,
ni

de'l'elici, degli

Avioscrit-

riguardano
teologo
8.

ogni doneiiica

il

canonico
l'accale

Giustiniani ealtri. Secoiidoalcuni


,

fa la

pubblica spiegazione della


vi

tori

come

del
si

Corsignani nella Bcggia


vuole \enafiano
cl^*^
s.

Scrittura; e nel gioved

sono
,

Blarscana,
sda Papa del
rio

Ormiil

deiuie de' casi morali o liturgici

cui

5i4>e

soltanto origina-

questioni
la

propongono

dal prefetto deldi


s.

o nativo di

Fr osinone

[F.) fosse
s.

congregazione de'preli

Angelo Cuil

di lui

padre Giusto. Papa


dicesi di

Silveiio del

stode.

tale

congregazione spetta

soc-

536

figlio

per legittimo matrimonio di*.

correre gl'infermi sacerdoti indigenti, se

Ormisda,
ovvero
ne

Prosinone o
di

di Atella,
rio-

ve ne sono: alla niorte d' un confratello,

di Troia, o fors'anco

nato nel

ciascuno celebra una messa per

esso.
il

La

Campo Troiano
lui

Ceccano, perch egli storici

confraternita del Purgatorio cura

ben

ziandiodi

sono discrepanti
1

luorire degli agonizzanti col n)ezzo di 3

nello stabilirne la patria.

venafrani ve-

cappellani.

sodalizi diretti

ad unire con
e carit
i

vincolo pi stretto di
deli, aine di destare

amore

fe-

l'emulazione nelle

pratiche virtuose e ne'religiosi esercizi, so-

no

4: qnello di
i

fondalo nel

no,e di la mela

s.

A. G. P. o de' Vatlenli 385; di s. Nicola di ToientiAntonio di Piidova, istituiti nel-

del secolo
s.

XV,

ed eguali di precesi

denza; di

Sebastiano, die

|)relende

pi antico de' precedenti. Le confraternite


ilei

nerano per loro concittadino s. Ormisda, e gi le immagini di lui e di s. Silveiio si vedevano nell'inlernodella porta gran. de della cattedrale, coperte ilall' organo ivi dal coro trasportato. Di pi nel 1730 {innovandosi la porla nuova, vi fu uell'apice effigiato s. Ormisda, ed il priinicero De Bellis insieme ad un benefizio di suo padronato sotto quel titolo, ne introdusse anche la solenne festa a' 6 agosto nel
propiio altare nella ehiesa di
no.
s.

ss.

Viatico e del Prosarlo, poi ula nuova congregaebbe tosto buon ef-

Sebastia-

nile alla pubblica beneficenza, pare die

Un Giovanni da Venafro
11

a'tempi del-

siano cessate; mentre zione di


fetto.
s.

l'imperatore Federico

fu giustiziere di

Spirito

Terra

di

Lavoro. Giacotno Montaquila


,

L'indole de'circa

4ooo

abitanti

dolcissima, laboriosa eattiva;rivolli prin-

canonico o arcidiacono della patria nel 8 vescovo d'Isernia. Si vuole della fa1 4
1

cipalmente air agricoltura a cui

li

trae

miglia de'Normandi,

al pari di

Gugliel-

l'estensione del territorio tutto fruttifero.

Le

sercitate. Si

e meccaniche vi sono etengono 3 fiere triduane ne' prin>i 3 mesi dell'anno, ed altre duea'24 giugno ed a'29 settembre. All'amminiarti liberali

Antonio e Nicol fiatdli, a cui il re Roberto concesse nel 328 la giurisdizione della bandiera per Venafro, a'casali in
, 1

mo

tempo

di fiera.

Fu

ro quel Guglielmo di Rinaldo,


la citt di

ancora discendente loal quale

strazione municipale sono riuniti con co-

Venafro don neli335il ba-

Cippagna, con Casamatteoe Noci. In Venalio, aninteresse


il

mune

villaggio di

ronaggio diRoccapipirozzo.il vescovoGiacouio caro a Martino V, consigliere d'Alfonso

tidiissima e celebre citt, sempre fiorir-

e Ferdinando

I,

nel terremoto

ile'
-

uo molte
stri;

nobili famiglie e cittadini illuin

5 dicembre 1456 che


sernia, colla
dicesi

fece cadere tutta

per aver

ogni epoca gareggialo

morte

di quasi

800

persone,

con altre per opulenza, uuiueiosi abitau-

che fu salvalo

Ira le

rovine io cui

26

VE N
Irovossi.
iscrizione.

YEN
Cesare Guglielmo provinciale
lo

Giovanni de Amicis celebre giureconsulto, cui fu eretta una

miseramente

de'conventuali,come
lista

furono Giq. Bal-

statua nella patria chiesa de' conventuali


al

Giusto, Benedetto Errigo che fece

suo sepolcro, poi trasferita all'ingrescoli'

la

chiesa con porzione del patrio conven,

so del convento

epila (Fio.

Antonio
fd-

to
il

Andrea Rocco;

e di

molto sapere fu

Giordano nato da unsarto parimenti

p.

Ronallo. Tra'cappuccini fiorirono tre

inosogiureconsulto e preside della repubblica di Siena, come confidentissimo del signore di essa Pandolfo Petrucci. Ad Iinola tratt la pace col Borgia duca
lentino, fu legato a'Papi Alessandro

esemplarissimi venafrani.BiagioMorra ca-

me, limosiniero

nonico zelantissimo della salute dell'anie pieno di virt. Cosimo

VaVI,

dico, autore di diverse opere.

de Utris giureconsulto. Nicola Pilla meVenafro ol-

Leone X e Clemente VII, a Massimiliano I imperatore e ad altri principi e divenne conte palatino e senatore del consiglio di Napoli. Amico s. Barbara valoroso neir armi come lo fu il figlio Lucio.
,
,

tre l'abbondanza di buone acque, possiede nel territorio quella perniciosa di Triverno, l'acque acidule dette comunem^n-

te solfuree, delle quali se ne fa uso salo-

bre

nell'estate,

commendate da

Plinio al

Al valore militare accoppi

la

forza d'in-

pari di quelle d' Ischia, qual medicinale


utilissimo pe' calcoli. Difatli furono
fre-

gegtio nelle lettere l'altro insigne capita-

no

Battista della Valle, che pubblic

il

suo

quentate, e restano alcuni avanzi de'suoi


edifizi. Neil' altra

trattalo delle fortificazioni, de'fuochi


litari,

miRoc-

sponda del Volturno


pel corso di circa
nella citt,

del

modo

d'ordinare in battaglia
duello.

appariscono altre acque minerali. L'antico

gli eserciti, e sul

Tommaso

romano acquedotto

ca famigerato medico, versato nell'ame-

i4 miglia conduceva l'acque

na

letteratura. Francesco

Andrea Mascio

dottore in teologia e autore d'opere. Ni-

allo 7 palmi e 3 largo; pare che sia stato restaurato d'Augusto, e rimase negletto do-

candroJosso eccellente filosofo e scrittore. Francesco d' Amici giureconsulto. Benedetto

po
co

la

venula de'longobardi. Accosto agli

orti di

Venafro sono

gli

avanzi

dell' anti-

Bruno dottore

di

molto nome. O-

ampio anfiteatro, dove si celebravano


comlofu

jazio Dattilo arcidiacono e vicario generale di Gerace. Gio.

vaii giuochi, spettacoli gladiatorii,

Domenico Martuccio

batticnenli

con

fiere, e

poterono servir

])ubblico lettore. NicandroGarriga predi-

ro d'ergastoli

le superstiti cellule.

Forse

catore cappuccino. Francesco Agricoletti


scrittore.

costruito a'tempi d' Augusto, e potevano


allogarvisi pid'8ooospettatori;ciche
f(j

Scipione Coppa canonico e au-

tore

dell'

Eco

politico.

Lodovico Valla

calcolale quasi pel doppio


di quel
le

la

popolazionf

j)rimicero, raccoglitore di notizie patrie e


li

monete antiche. Benedetto Monachetprimicero benemerito delle patrie


Il

ti

me-

tempo, siccome mostrano del pai pubbliche terme. Si vuole che l'anfij leali o andasse in disuso a'tempi diCoslaaj
I,

morie.

primicero

De

Bellis beneficen-

tino
1

che proib

gli

spettacoli gladialorijj
l'edifizic

tissimo co'suoi concittadini.

Fu

vicario

vandali poscia ne rovesciarono

generale dell'abbazia di Volturno,i4niglia lungi

e dd'saraceni nel saccheggio della

Camj
/ori

da Venafro, 18 anni del vescovicario capitolare.

pania sembragli derivato


in parte, fu

il

nome

di

vo Massa, quindi
sider fondare
il

De-

lascio. L'anfiteatro rovescialo in tutto

condizione d'apporvi
lizio,
il

seminario a sue spese, a il suo slemma gentigli

che non

fu accordato.

Mori
nel

nel

1730

e fu sepolto in cattedrale
la

cappellone del Ciocefisso, ove


eredit gli eresse

sua pia

dato dal re Roberto al sul gentiluomo cav. Antonio o Ugone Mari luccio, quindi Nicandro Martuccio lode n alla cappella di s. Giovanni della cat tcdrale,soppressa nel 1700. L'antiche mi
va lisalgouo ad epoca anteriore alla coi

uo busto maiiuoieu eoa

V E W
dizione
iTi

VEN

117

prefettura di Venafto, e Jagfi

avanzi
e

si

scorge tli'erano larghe 6 palmi


an-

canonico teologo della maggior chiesa di (/nella citt, Napoli 1824. Di questa
bellissima, dotta e critica opera, io ne
ri-

mezzo. Dell'eccellenza dell'olio e degli


venafVani assai ne parlarono
ei
gli

ulivi
tichi

cavo

presenti cenni, e perci con

ammi-

moderni

scrittori,

celebrandosi da
ulivi in

razione mi dichiaro gralissiruo al benen)erito autore. Se vive l'illustre venafra-

Platone inlrodultore degli


froit

Vena-

sunnominato

Licinio. Vuoisi quindi


col tura de-

no,
gli

gli

auguro prospera

sanit; sedefunto,

cheVenafroabbiainlrodoI la la
gli

desidero pace seutpiterna e gloria imdi antica scultura

ulivijchene'lempidiTarqiiinio Prisco
in Italia, e
olii

peritura, in

non erano ancor conosciuti


ella

miglior

la

formazione degli

che e ne

menti

riport

somma

laude. Contribu alla ce-

Venafro sono parecchi framnon senza importanza. Non vi angolo poi della valle, in cui non si scoprano tuUngiorno sepol,

lebrala particolarit degli ohi venafrani,


la

cri antichi, casse di

piombo,

di pietra, di

natura del suolo ghiaioso, e


a iG co'ri>pettivi

le

diver-

marmo, ma

pi di legole grandi alla sem-

no sino

ne distinguonomi, -quanti ne riporta IMacrobio, bench Columella ne ricordi solilo. Tuttora gli olii venafrani conservano l'antica dolcezza; nondimeno senibra doversi accordare la preminenza a que'di Lucca o di Provenza ; ma
se sorti dell'ulive, di cui se
i

plice foggia;

non che qualche moneta,

tasi di lagrime, armi, medaglie. Oltre le

terme dell' acque acidule vi un altro luogo termale, animato dall'acque voi,

turnesi, con vestigia delle


torricella

medesime. La

che

si

presenta a prima vista

a chi da Napoli qui recasi, pare che ap-

provenzali un tempo,

come

quelli d'Aix,

partenesse alle ricordate antiche


circuito, e servisse a'soldali
ili

mura

di

vennero a Venafro a provvedersi di piante liciniane, e scrnpolosantenle osservano


i

custodia:

differente per dall'altra che dicesi torricella scarrupala. D.i taluni


si

precelti

che

ci

iiaiino lasciato gli antichi


l'olio

crede che

romani per ricavar


ta volta l'esperienza
olii

pi squisito.Tutgrato sapoalterano se
negli

questa servisse di fumiera per dare avvisi,

ha dimostrato che gii


il

in

qualche

modo a

foggia degli odier-

venafrani non perdono

ni telegrafi,
si.

re

sebbene vecchi, e non

si

Ma

gran lunga diverche l'antiche Torri servissero per

sebbene

di

trasportati.

Gran

copia di

monete
il

tale uso, ne ragionai in quell'articoloe al-

scavi

si

trovarono e trovano sempre, gre-

trove, con segnali di convenzione, e a>i-

che e romane d'ogni epoca,


stra
il

che mocitt.

che
no.

col

fuoco di notte e col fumo di giortorri

frequente commercio della

Se

Le dette due

sono

di slrullur.i

ne rinvenne qualcuna col Vtnaf. avente


il

de'teuipi baronali.
vi

Da

PiOOia a

Venafro

gallo nel dritto, e nel rovescio l'im-

conduceva
gli

la via

Latina, attraversan-

magine

di Pallade o Minerva, ad onta che Venafro non pretenda vuutare monete urbiche o lubicarie o locali, ossia co-

do

eroici col Lazio, quindi nell'itine-

rario

d'Antonino si trova Deneventum^ Vennfruni, Theanum Sidicino. Di tale

niate localmente. Negli slessi scavi molle

via lastricata esistono alcuni avanzi, e co-

sono

le lapidi scritte

trovate, e in

buon

uumerosono
ratori.
11

riportate tra quelle del

Mu-

minci ad andare non curata dalla caduta dell'ini [lero d'occidente. La via di

nuinero maggiore appartengono

Venafro

sotto

s.

Pietro in fine partiva

al leu. p

che V^enafro fu colonia, e siccolegge in molle.

dalla Latina; equantuiupie poi protratta

aie es>a appai lettne alla trib Teientina,


il

verso Isernia, non fermavasi prima soltanto in Venafro,


la

Ter.

si

Una
,

notabile

ma nuovamente a quelle

quantit, esistenti in Venafro

sono

ri-

che avea corso


si

gole di

prodotte nelle

Memorie

istoriche di

Ve-

e vi

riuniva, onde pule ben dirsi

Mignano ec, un

nofio compilale

da Gabriele Coiugno

piccolo

ramo

della Laliua. GUuutichi ro-

7.8

V E N
i

VE
Il

N
il

mani presso Venafto f;ibbiicaronoi1iverse ville, siccome reputata soggiorno deiizoso e perci fieiiueiitata.

rlgine orientale ed ebrea,

che attestano
;

caratteri etruschi scritti all'orientale


la

tratto ve-

poscia altra colonia

popol

di fenici

nafrano sloto forse non sarebbe tale, n


cclL-bratodaglianlicliiautori cotanto senf.a

cananei, da cui discesero que'popoli che

presero varie denominazioni, che in principio furono selvaggi e feroci, detti perci lestrigoni, e poi aurunchi, cio scesi

le ville, Ira le

quali quelle
le

eli

Attilio

Legolo,
ivi

elle

sospese

faccende del foro,

recavasi a

passarvi giorni sereni e

da' monti ad abitar nelle falde, invitativi

tranquilli; e di Cicerone,
il

come
si

riferisce

dal maggior

comodo. Avanti Roma,


l'Italia elrusca, parlavast
;

Clavelli neir indice della sua Arpino.


delle ville

divenuta tutta
il

Avanzi
tici,

romane

credono di-

linguaggio etrusco con vari dialetti


in

verse grotte, che saranno stati criltopor-

conseoguentemente
sa vasi (piello osco.

Venafro, dove ulun-

ove scendevasi nell'estate, a scanso

Le colonie greche

dell'eccessivo caldo; lutto poi annientato

go

le coste, vi

si

stabilirono al nascer di

Dell'invasioni de' barbari, distruttori del

Roma.

Nel fine del 3. secolo di

Roma

le

bello e dell' utile.


fro ferace di
spella,

Il

territorio di
,

Veua,

12 tavole furono credute

scritte in osco,

frumento

avena

orzo,

legumi d'ogni genere, canape, lino e d'ogni sorta di pomi. Gli olivi che
tanto bene
piano,

bench nel Lazio l'antico latino si usasse. Per assicura Livio,che fanciulli romani
i

istitu

vansi nell'etrusco. Vuoisi che la


tutto
il

lin-

confanno e 1' ottimo olio producono, occupano oltre a de'trallinel


vi
le

gua osca durasse a

V secolo

di

Ro

ma

in

questa contrada e nel resto d'Italia,


1

falde de'monli di

iioa l'ozzilli.E
nobili

Ceppagna sivago ammirare fra quelle


grandezza
le

finch

romani

vinti

toschi al lago di

Va-

dimone
g'

circa l'anno

47

>

h'a'i fieri patti

piante

la

dell'
vi

annose
contriIl

imposero quello

di ricevere la lingua
la

querce, pel dello terreno che

latina, alla

quale dopo

rinnovazione
l'ila-

buisce e pel meriggio che


leno: / inurn

feconda.

dell'impero d'occidente fu sostituita


liana, avvilita col
di t'o/garpjpoich

vino reputato assai eccellente; disse Ga-

nome che

serba ancora

venaframun slomacho graleggiero, poich anzi ge-

luogo tempo nella bocca


Coi
coli

tum

eZ/tn'c. Egli inlese dire di facile dige-

del volgo solamente era in uso,qualset


plice interprete de' naturali bisogni.
rotti
i

stione,

non gi

neroso. Gli orli ben irrigati offrono eccelleuli erbaggi.

dialetti barbari, le

persone

La
del

pastorizia trova soste-

gno ueir erbe


nionli.
la
ri
:

campo

e in quelle de'

Vi sono differenti cacciagioni, foled estesa selva, con monte e colli vavi si

cominciarono nel secolo XI a modella re la lingua che parliamo, accostando! quanto fu possibile alla latina. Gli oried
tali

dunque
la

in diverse stagioni popolare

entra pel sontuoso ponte eretto

no
li

regione,

ma

la

densa nube

di seco

dalla grandezza di Carlo 111,

che

vi

ac-

remotissimi non pu assegnare un pria

quist

le tenute, e si dicono siti reali. Il busco fu fretpaentato dal figlio Ferdinando 1 con piacevole godimento, e spesso con personaggi principeschi d' Europa,

cipiocertoa Venafro,
JNclla

come ad
il

altre citt

met

del

VI

secolo di

Roma

per

non era

solo esistente

nome di Venafro

ma
de

erasi la citt assai

bene avanzata ne

the dividevano con lui il contento e le prede, avendola ridotta a vera caccia regia.
1

l'esercizio dell'agricoltura e dell'arti, oi


fa

supporre molti secoli trascorsi dalla


il

fiumi forniscono varie specie di pe-

sua nascita. Catone


suoi tempi: Chi

vecchio diceva

a'

sci in

abbondanza

e di

buon

sapore, co-

ama

di provvedersi de*

me

la

qualit delle acque.

buoni

badili,

vada a Venafro; e per ogni


i

La contrada

riconosce per suoi primi

sorta di vasi qual altro paese dar

pii

ablaturi la colonia iapelica, perci d'o-

acconci e ben falli? Ziri, anfore, tegole!

YEN
Da Venafioin
tranno.
prefeieiiza acquistarsi pocoiivieiiti
gli

YEN
orientali

129
loro, con-

oda' derivati da
fornita nel

Qual norma

teucre nel

viene ripetere le tante istituzioni, di cui


trovavasi
lo di
la citt

vender l'olive
Yenafro.
pratica.

pendenti? Si prenda da

seco-

per diritto di vaglio pel fior

Roma, poich
si

olire le

mura

a secco,
de'fe-

di farina?

Anche ivi si vegga come si Tanto riferisce l'antichissimo

molle monete
n/Vz

rinvennero del dio


il

nici.La contrada prese

nome di

Caiipa-

scrittore a Polibio

ra Orazio, che Attilio

contemporaneo. NarRegolo recavasi a villeggiare a Yenafro oa Taianlo.Fii egli


il

nissimo,cuiPlittio

di lei silo amechiam contrasto dell'umano piacere, delta perci dipoi Fe-

naturalmente sorlo dal

fatto prigione da'cartaginesi circa


di

49B
La

lice,

pe' copiosi prodotti de' suoi uberto1

lioma, ed sicuro che


fa

in quell'epoca

sissimi campi.
b'

campani

si

soggettarono

Venafro era un
sua etimologia
si

delizioso soggiorno.

romani, quando loro domandarono


i

derivare da taluni da
ubertosi; da
pel sito atto alla ge-

contro

sanniti amicizia e aiuto, e n' eb-

F ciafriigum, pe'suoi campi


Pinete ed Jphros
nerazione; dal
vino. Altri

bero la romana cittadinanza. Se Venafro divenne prefettura, dev'esser prima stata

l'iiifcr, perclh feriice di

municipio, altrimenti n Attilio R^e^


la citt

me
le

la

pretendono ri[)eteie col nofondazione da Q. Fvnafro^ per una


conve-

golo, n altri romani sarebbero venuti a

diporto nell'ftgro venafrano, se

lapide sepolcrale ancora esistente. Milat-

etimologie pei mal possono

nire, e

rimangono annullale
Il

dalla storia

delle lingue.
si

latino antico

appena craera quello

introdotto,
si

quando Yenafro
si

quale

detto. Pertanto

\uole origi-

nato il suo nome da due voci ebree, donde nacque l'etrusco o l'osco: Venajer discende da Jen o Ben signifcanley/^/Zo,
e
di

/tjer ossia O// (veiosimilmente figlio

Madian quaitogenito d' Abramo per Celura, oppure d'altro ebreo collo stesso

nome
the ne

di fu

jfro)Xa\ figlio di questo Afro, senza forse il fondatore,edal nopivi

me

del

padie sno,come

celebre, deri-

v quel di fe/7fl/ro. L'ebreo ^en suona lo stesso che Fen^ e ne" mezzi tempi trovasi

nominalo Benafruni^Civitas Bcnafrana, Caatruni Bvnafruv^ come dalle cronache volturnesi e cassinesi. All'uso delrustiche capanne successe quello delin

amica; n Silio Italico avrebbe parlalo della giovent venafrana bellicosa chiamata in Arpino, per riunirsi a Varrone nella 2.' guerra punica, poco prima del sinistro avvenimento di Canne, qualora a' romani non fosse appartenuta Venafro. Alcuno sospett, che Venafro limitrofo al Siinnio, ad esso piuttosto che alla Campania fosse appartenuto; ma sono troppi gli antichi e moderni storici, che costantemente nella Campania conosciuta IrovaronoVenafro. Da quanto asserisce Sigonio della regione campana, Venafro (u assunto a municipio romano, senza il diritto del suffragio ne' romani comizi; ebbe dal suo corpo civico il senato composto da' decurioni, che si sceglievano li a le persone per merito e per fortuna distinte; decidevano essi pubblici affari col popolo^
fosse stala loro
i

non

le

e dal
ti

numero
i

le fabbriche a secco e senza calce. Parec-

de'

loro erano scelti magistraduumviri a guisa de' consoli, gli


i

chie di queste

Venafro mostrano un'


se siano di quelil

edili,

censori quinquennali ec, e molli


nell'iscrizioni

a ntichilsorprendentee mirabile solidit,

sono notati

venafrane^del

ma non
Giano
che
si

si

pu assicurare
formale. Disse
quali

le allora

Clavelli,

che
citt

Saturno edificarono molle


le

e castella, fra

immagin

taluno,

nuovamentedivenne municipio, e di quando fu colonia. Nel 542 dopo la 2." guerra punica, Capua, Yenafro e altre citt ribellatesi a' romani e
in cui

tempo

potesse anno\erare Venafro antica

datesi

ad Annibtde, per averle occupate

citt,

non lungi da Castel Salurng. Davoi. xc.

co' cailagiucsi, indi da'

romani nuova*

,3o

YEN
leslaiuiio cl<'grac.ilee n<lolfriT le

YEN
quali Venafro ()ppirIinn,c.on]etcinto di muraglie e fortificalo, e
lo

mente prese
gisliali
filile.

le a piefcllni'e, perci governate da ojaSjiediti

come

da

Roma

e con leggi

ivi
il

e cos divenne colonia

romana. Preva-

Veiiafro ogni
il

anno luaiulava

prefetto,

pretore iirliano di

Eoma,

lendo Olliiviano e divenuto iuipcratore col nou>e d' Angusto, concesse al teopio venjifrano della dea Bona, pel

Sanfeiicela

chiam jrarfcc tura

ccldiris.

Nella guerra sociale Italica e Marsicn,

teniuiento de' suoi ministri,


delle
falle
le

le

mansommila
colonie

trovandosi in Venafro due coorti romane, nel

montagne. Egli

fra

le

28

663

il

capilaiiosannila Mario Ela citt

gnazio prese

a tradimento e le

da lui dedurre, compresa Venafro, fiequenl di persona, e ne promos-

trucid. Indizio di tale scianuin fu lo sino1 O fondamento di terieno nel 658, supersti-

se l'organizzazione a

modo

di

Roma, ed

zione narrata
prisse ov'
cose,

come

prodigio da
la

Giulio
si

Venafro fece molli benefzi; la via sul monte, la maiiulenzionedeiracquedollo,


anfiteatro
si

Ossequente; credesi che


la

voragine

ale

ripetono da
pubblici

lui,

come
e
il

an-

fossa di Jacara.

Calmale

cora

gli altri

i>lituli,

colle-

ne
le

dopo altri militali successi, convenromani premiare una citt, la quanon era slata semplice spettatrice dela*

gio della famiglia pubblica, ad onta de*


liberti

e de' servi propri della colonia. fece

Forse

pure costruire

restaurale

l'avvenimento,

ma

avea opposto una gagiorni. Si crede

templi di Giove Celeste, di Silvano, di

gliarda resistenza di 3

Bona
to
la

e di

Nemesi. In laute guise divenudi

che gi

fosse stata reintegrata del

grado

Augusto benemeiilo
sua infermit
si
si

Venafro, nella

municipale.

Come

appartenente

alla Iri-

fecero Toti per


la

di

Im Tarentina, con

facolt di sufliagio,

lui salvezza, e

celebr

guarigione co'
il

cerio che ne fece uso nel 6(^g nel votare per G. Plancio alinate che ottenne

speltacoligludialorii. Sotto

pacifico suo

governo, anche Venafro god calma e


floridezza.

edilit,

dicendo Cicerone

fra'

mimi-

cipa celeherrinius Jciiofraiius. Nella

slato di colonia
di

Continuando Venafro nello romana, dopo la niortc

guena
timo

civile Ira

Mario

e Siila, quest'ul-

Traianon'era Patroniis Sesto Pulfetu

pi e valendo,
le

furono rovinale diverIsernia, e Telesia

Bo, e difensore de' suoi diritti in

Roma
Co

se citt, fra

quali

e circa

1'

epoca

di

Costantino
L.

era pio

distante e
to.
la

T'enafro conjimcla,c'\oTe\eie 7 miglia non quella vicina a Beneven-

lettore della

medesima

Gabinio

sraiano pontefice; difensore e patroiK


lo fu pure Mecio Felice: lui ha dalle lapidi, come di molte altr cose che vado accennando. Da Costaa lino ad Onorio la regione non fu mo lestata da' goti, quali gi aveanocomii

Non pare che Venafro

soggiacesse

al-

benemerito
lo
si

proscrizione di Siila, per non aver pre-

so parte pe' sanniti e per Mario. Nel

yoS
2.
cia-

cominciala
re e
U'

l'altra
il

guerra

civile tra Cesa-

Pompeo,
il

i." fu

ad Isernia

il

Venafro,

che fece congetturare


;

ciato a tribolar l'impero. Nel 3c)3 di nO'


stia

.scuna de' loro partiti

ma

Isernia forse

era Teodosio
figli,

divise l'impero

a'

Don

eras potuta rialzare dalla ferocia di

suoi

assegnando ad Onorio
la

l'occt'

Siila patita

^o anni prima,

favor

dentale, e ad Arcadio l'orientale. Indi


goti
iiia

comparlili poi a Venafro da Ottaviano

inondarono

contrada, eia

Campa
allt

Augusto, nipote e figlio adottivo di Cesare, escludono la probabilit che le due citt parteggiassero per que' poleoli eo durante il triumvirato di Lepido, M.Antonio e Ottaviano, 18 citluuli. Nel 7
I

resero infelice colle stragi, fino

morie d'Alarico, e al matrimonio della sorella d'Onorio con Ataulfo, eh' eraglj
succeduto nel 4 12. Alle desolazioni cagi(
nated'Alarico, successe l'invasione
italici

t municipali

furono date

a' veterani

degli unni condotti dal feroce Attila,

VEN
qiielln
<i

VEN
te'

i3t

Genserico re

vanclnli,

nel

Coma,
gni.
Il

e non polendo penetrarvi, fu ob-

i^^,

il

cui esercito incendi e distrusse


della

bligato a batter la via de'marsi e peli-

le citt

Campania

sino a Noln, por*

tantlo

schiavi

in Africa

molti abitanti.

nella contrada

misero avanzo de* goti chiara? 75,000 altri barbari tra


la

Venitfio soggiacque a tale grave infortunio.


Il

franchi e alemanni, che da per tutto sparsero


li
il

pi bello fu tolto via o bruciato


i

terrore e

sl'istituti e

ro
alle

colle

monunienti distrutti; il foadiacenze fu demolito insieme


e all' anfiteatro, sic-

la

storia alle locuste.

morte, paragonandoI greci nuovi sitali

gnori del paese imposero lasse gravosissime, onde gl'italiani per


e altre op-

pubbliche terme
a

come
le de'

Capua

successe, interessa in pro-

pressioni di Karsete, ricorsero all'imperatrice Sofa moglie di Giustino


li

posito l'iscrizione posta accanto al porci-

per-

cappuccini,

in

una base

di statua

ch

lo

richiamasse a Costantinopoli. Ci
irritalo, invit a

eretta al

benemerito A vionio Giustiniano

avvenuto, Narsete

ca-

preside della provincia de'sanniti in forza di conclusione civica, poich egli insie-

lare in Italia Alboino co* suoi longobardi,


i

quali tosto invasero

l'Italia nel

56B,

me al decurionato di VenafrOji'vi espresso


col

vnlcndidissimo ordine sfatiirn j'am

conlnpsurn pr healludinesaeciili reparrtw'/.Essa chiaramente dimostra la seguita ristorazione

mentre ancora era desolata per le patite fame e peste. In principio ntiovi barbari mostrarono di voler lutto distruggere, ma poi il loro governo fu meglio del
i

de'danni
si

sofferti in

quella

circostanza. Vi
liim,

cePro^'inciae Sainni-

non Sainnii, poich devastata la Campania in tal modo, e distrutta Capua da' fondamenti, manc il consolare che
reggeva
la

"reco. Aulari re de' longobardi istitu il ducalo Teneventano nel 389 e ne investi Zoloiie, il quale poi lo diviselo tante gastaldie.

Nel ducato cora[irendendosi Ve-

nafro, fu sottoposta al ga>taldato di Ca-

provincia, la quale perci, come

aggiunta, ritnase confusa con qutdla del

pua enei 594 avea il titolo di contado. Convenne abbandonare il codice Teodosiano,
il

Sauniosino a'iempi dell'esarca Longino; tanto vero che in altra lapide anteriore
alla ricordata del
si

piescrilto d'Alarico, e adottare

l'usanze longobarde, restando in vigore


le

^60,

di

Mecio

Felice, vi

proprie leggi. Bandite

le lettere, l'arti,
i

legge Provinciae Samnitiuin acljun-

l'agricoltura, lutto conservarono


chiostri.

sagri

ctve.

Ma non

tosto

colla

Campania dalla

Venafro respir catastrofe, dopoch


i

Animiratori

di questi

longoal

bardi

si

convertirono dall'arianesimo

ebbe perduto cogli abitanti pi belli pregi che l'adornavano, quando insorse
a tribolar
l*

caltolicismo, e piamente fondarono con

ampie

[)ossessioui
le
s.

Italia

per parecchi anni

O-

chiese, fra

quali

doQcre co* suoi

eruli,

che fece teruiinare

e abbazia di

molte case religiose e il celebre monastero Vincenzo u)artire di Vol-

rimperod'occidente,dipoi nel
goti.

493

disfat-

turno, fondato nel

BgS
il

nella diocesi d'I-

to e ucciso da Teodorico re degli ostro-

sernia, e ristabilendo
di IMoule

proto-monastero

iu

cambiato il sistema del governo municipale, ed avea il suo vescovo. Il dominio qolico flvh nel 554 presso il fiume Saruo colla morte del re Tela, ivi sconftto da Narerasi totalmente
sete,

Malgrado Venafro non

notati infelici successi,

Cassino. Per
il

gl'imperatori greci,
si

protrasse fino al

la debolezza deregno longobardo 774 circa, in che Car-

lo

Mdgno

re de'franchi lo conquist

im-

prigionando re Desiderio. Il ducato di Ijenevento per rimase presso Arigiso li,

capitano di Giustiniano

iu)pera-

tore tl'oriente.
il

Quel generale guardava passo d'Jsernia e di Venafro, quando


il

the per dichiararsi indipendente, lo elev a principato; ma 1 3 anni dopo Carlo

Magno
annuo

lo

guerreggi e

lo

assoggett ad

il

re volendo soccurtere

suo tesoro u

tributo, oltre le spese della spedi-

i32
zionc. Nel

VEN
787
il

VEN
il

gli

successe

figlio

Gri-

rovinalo tutta

la

regione di Benevento,

uiuaido
za,

111,

(juale scossa u;iruli|)erKlen-

massime

seppe resistere a Carlo Magno, bencli


questo
s.

in

Leone

III

riiniov l'impero

morte del pioprio vescovo e di mollo popolo, non che la stessa badia di Volturno. Di Venafro
Isernia colla

<r occidente.

Da

lui

degenerancJo Gii-

niente

si

dice;

ma

se l'orribile

fenomeno
paei

nioaUlo IVjtiuovanienledovelle comprar


Ja

avea desolato 3o anni prima


si,

siHutti

pace da quell'impeialore. Grimoaldo JV nell'Big ofii al nionaslero Vollurnese molle terre e monti nella valle De-

cosa poterono inoltre farvi

saraceni?

Le

sciagure per

80 anni
cronache

successero

senza respiro, e

le

le

racconta*
Il

nufrana, e Ira

es^i

un terreno diiamato
Radoaldo, Paigimpervalida resistenza,

nocos inaudite da sembrare romanzi.


gasluidalo di Salerno dopo
scliie
Il

Ciccrana. Altrellanloaveano fatto Alaliis


figlio d'Arigiso 11,

orribili

mi*

per opera dellimperatore Lodovico

lo,laiellaudanco. Nel pa^saggio di Carlo

era divenuto

un principato
l'altro.

scisso d<i
il

Magno avendo opposta

quel di Benevento: Siconolfo reggeva


I.",

Tuliverno castello venafrano, allora forte e ben munito, fu totalmente distrutto non senza immensa strage de' suoi. Era stato

Hadalgiso

11

sebbene

essi

sempre un punto
della

di difesa

come
al

frontiera

Campania

in

faccia

aveano promesso all'imperatore dipendenza di sudditi, pine non la seibarono che presenti le sue forze. Capua egualmente, che da contado dovea mostrarsi
dipendente al principato di Salerno, trov nel suo conte Landone lo spirito d'indipendenza, onde divenne un 3. stalo
assoluto, restandovi uniti parecchi gastal-

Sannio. Avendo Siccardo principe di Be-

nevento

colle sue

immoralit preparato
ucciso

la scissura

del principato,

verso

r 840, sotto il successore Radalgiso I venne diviso in 3 dinastie indipendenti. Landolfo gaslaldo di Cnpua se ne fece signore,
giso
ni, e

Tal Pandolfo
dati.

si

mantenne dair85i, sinch

Capodiferro, occupando am-

nominandola contea Siconolfo,


con)baltendo lladalcivile
i

bedue
egual

principati, nel

978
al

le

die

anche

fratello di Siccardo,
I. si

titolo.

Adunque

principe di Ca-

La loro guerra
risolse

dur 12 ansaraceni di
nel princi-

puaapparteneva ilgastaldalodi Venafro,

cou invitare

quando
ossia

il

venafrano Paldefrito conte pes


della

Sicilia e di

Spagna a venire
i

dignit, vi esercitava l'ufBzio di gastaldoJ

pato. Indicibili furono

guasti, le de-

d'amministratore temporaneo

dopo aver tolto ogni bene agli abitanti, li conducevauo schiavi in Africa. Tanto patirono Isernia, VenaCro e altre citt rovinate dal fiero Sedoan neir88i, o prima di tale anno, poich neli'865 circa o neir879 altri pongono la distruzione fatta da Sedoan del mopredazioni;

giustizia e de' beni riservati del principe^

e la cronaca Volturnese al

954

fa

men-

zione d'un placito intorno


li

a'

beni addet^

due
il

celie nel

territorio di
colia citt
lei

Beoafro^

Il

contado di Venafro

abbrac*!
soggettiJ

clava

distretto de' paesi a

ed estendevasi fino a Marsano e lora; edl


eravi notabile divario tra'conli della ciltl

nastero di

s.

Vincenzo

di

Volturno,

la
il

cui cronaca la registra nelt'882,

come

e quelli del contado. Nel

965

insorse una]

Barouio, colla morte di 5 00 monaci,


ire

ol-

lite pe'confni, Ira Aligerno

abbate di Mondi

4oo fatti
s.

schiavi. L'Ughelli, Italia sa-

te

Cassino ed
e

figli

del conte Atenolfo,

cra,l. 6,p. 877, insieme al catalogo degli

Pandolfo

Landolfo conti

Venafro

ri-

abbati di

Vincenzo diYolturno,ricavato dal suo Chronico, riporta V Historia decollatoruni Nongenlorurn inouaclw-

vestiti della

prerogativa di gastaldi. Nel


i

ioi8 quando

normanni occupando

il

castello di Velicuso tentarono d' edificai'jJ

rum
te

hujus monasterii. Precedentemen-

quello d' Acquafondata, e ne furono e-i||


spulsi dall'abbate cassiuese, che fece da'

ueir 847 uu tenibile tcnetuotoavea

V E N
liKlamenll tlislruggere
eclifzi, s
\)

VEN
g'

i33
con-

incomincinti
ili

scardo. Nel
te e di

roG4 pacasi di Paldone

menzione
i

tle'

couli

Vena-

fro,
ti,

nomi. Questi concome altrove, erano presidenti delia


senza notarsene
i

Monte Cassino
fratello

sua moj'lie che fecero l'olVerta a o della 6.^ parte di Venafro

e d'altri luoghi.

Due

anni prima dal suo


di

citt,

governatori esercitando

il

goverl'iotro-

Pandolfo conte

Venafro era

no

civile e giudiziario. In
il

Venafro
II,
a'

stata offerta la 4-' parte del castello di

ilns-ie

longobardo Arigiso

ma

senza

Sesto,

Teano, Carinola, Calvi e Caiazzo;


in quell'e-

giurisdizione che aifid

gnstaldi. iNella

amplissime oblazioni frequenti

regione
se nel

il

vero sistema fendale s'introdussotto

poca. Dalla cronaca cassinese rilevasi,

io56
i

Roberto Guiscarilo,

pel

che Morino conte di Venafro nel loyS


fu oblatore di

quale

feudi divennero ereditari ne' pri-

talune chiese e terre, cocne

mogeniti. Intrapresero buon venafrani


il

numero
s.

di

de'
s.

ss.

Nizario e Celso in Piperozzo, e di


i

pellegrinaggio per

MonteGar-

Michele Arcangelo, quando colti per via da ignotoinfortunio, fermaronsi in un bosco


gnno, adne di visitar
la basilica di

Bartolomeo in Ravinola, di cui beni vedono annessi a qiie' della mensa vescovile, per le successive permute del casi

stello di

Cardilo e
di

di Cerasolo. Nel

1077
Lan-

della diocesi di Larino. Quivi, per moti-

Giovanni conte

Venafro

figlio di

che non permettevano ripatriare, vollero stabilirsi, e in quel dintorno sul devi

dolfo, e Ala contessa figlia dell'anzidello

clivio
se,

d'una montagna edificare un pael'e-

che denominarono Venafro, poi cor-

rotto in Bonifro o Bonefio. Ignorasi

poca dell'avvenimento, bens anteriore al

io38,

in

cui Benefro esisteva,

come

ri-

diploma d'oblazione del monastero eprepusitura di S.Eustachio in Fanlevasi dal


tasia f.ilta in detto

Paldone offrirono porzione de'beni loro a Cassino. Pare che a quest'epoca il con lado di Venafro fosse di venuto indi pendente da'principi di Capua, e solo soggetto al^uo conte. Nel 1084 lo stesso conte di Venafro Giovanni permut il feudo di Cardilo con alcune chiese e terre; queste

Monte

poi

restitu nel

oq6

il

figlio

Pandolfo.

Nella bolla

Monte Cassino. d'Innocenzo IV del 1^54 ciranno


a
al

ca chiamasi Venafro, e in alcuni registri

Rodulfo Molise nel i 100 fond il paese di tal nome e ne assunse il titolo di conte, lasciato il primiero di Venafro,
d'Isernia e Boiano.

Veinfroe Bonfro. Fu prima castello e

Lo

slesso fece

il

conte

presente terra capoluogo di cantone, con


bel castello di delizia, chiesa parrocihiale,
ti.

4ca$edi soccorso ecirca 4ooo abitanL'occasione medesima di venerare


quasi ogni
la

celebratissima grotta del


lo, eccit

Monte s. Angeanno venafrani a


i

3o don a Monte Cassino il castello della Serra; anno rimarchevole per la coronazione del re Ruggero I, il quale seguito dal duca Rainulfo nel 1 38 assal Venafro, ch'era citt
Roberto, che nel
1

forte e ricca, presa


difesa; fiero

ad onta

di tenacissim-i
il

Per le attenzioni falle dal captolo ad un canonico venafraiio, due


recarvisi.
i

fu

il

saccheggio,

bottino

capitoli stipularono perpetua recprocau-

wdi

fraterni uflizi.Nel

io44

solt^>

Guai-

maro

principe di Capua, essendo slata


la

data in enfiteusi

chiesa di

s.

Benedetto
parlasi

piccolo a.Maone, nella


di desolazione del

pergamena
di
altri snui

contado

Venatro per
abitanti.
|,i

cagione de' nobili e

Contribu a tali discordie nuta de' norn)anni, sotto il

civili
ili

ve-

cui princi-

enorme, e la genie veuafrana fugg dispersa. Conte di Venafro nel ! i34 era Ugone di Molise, nipote di Tancredi celebrato da Tasso e marito di Clemenza natui-aledi detto re. Tenne il contado sino al re Gugliemo I, da cui fu privalo per essersi ribellato con altri baroni. Nel i 166 la contea pass a Riccardo Mandra, con quella di Boiano e altre terre, per investitura della regina madre di Guglielmo
li;

cipio tulio pareva anarcha sino a Gui-

ne fu privato e poi

le

riebbe.

Gh

suo-

34
il

VEN
confa Ruggeio di Molise, nel temdell'

V E N
melio

cesse

oUgone

fratello del

contedi Molise

po che Berlnldo capitano

impeiuloil

era conledi Venafro a

re Enrico VI, co' tedeschi disfece

re

Tancredi conte di Lecce. Bertoldo prese di forza Venafio e l'abbandon a tenibile saccheggio nel giorno di s. Martino del 1193. Corrado detto Moscancervello che r avea assistilo, ottenne il contado
,

di Manfredi Scomunicato e deposto Manfredi come il padre da' Papi supreu signori del regno, Clemente IV d'Angi, ne die l'inveslilura a Carlo contro il quale insorse Corradino nipote

tempo

naturale di Federico

li.

di

Federico
in

II,

il

quale

a'

5 febbraio

Venofro dall'imperatore; il sua morte nel 1 197 ne invesl"i


di

rpiale per
il

1268

Pavia conferm ad Ubertino

famoso

Ma rcualdo, poscia
za.

per

le

sue scelleratezze

l'spulsodal regno dall'inpcratriceCostan-

Questa morta, Marcnaldo vi torno con numerose truppe, e passando per Venafro vi fiss la sua residenza. Ne part per manomettere vari luoghi, lasciandovi per
conte Diopoldo, che ad onta del giura-

Laudi il dominio di Venafro, d'isernia, di Rocca Mandoif e iL'alcune terre di Molise, perch si suppone rivestilo di tali dignit da IManfredi, cessata colla morte infelice di
la

met del Erardo, ed


da
col

Corradino. Nel 1269 Carlo die castello di Molise a Ugone


I

mento
vizie.
tieri

di

non molestar
I

la

terra di

s.

Be-

nedetto, a tradimento

vi

fece crudeli se-

Nel l'io

conte

di

GualBrienne, da Papa Innocengli

fu spedito contro

a Giovanni Conligio Miranmolino d'Isernia, apiartenenli a Rabone di Molise. Giovanni Fanvilla gran contestabile del regno ebbe nel 3q7 da Carlo II I' investitura di Venafro e
1

d'AlifejgIi successe

il

figlioGofi'reilojaI cui

zo lllqaal tutore dell'imperatore Federi-

co

II, cogli aiuti

dell'arcivescovo di

Capua

tempo e nell' ottobre l347 '"^'^^o il regno da Luigi re d'Ungheria per vendiI

e deifabbate di

Monte

Cassino. Marci
s.

care l'uccisione del fratello Andrea, fu


presa Venafioe Teano, e dal figlio delconte fu dato agli ungheri
il

su Venafro, e nella vigilia di


tista la fece
il

Gio. Bat-

consumare

dal fuoco, tranne

mercato
1

colla

castello superiore sostenuto dalie genti

rendita. Dopo esser Venafro nel

349

sog-

di Diopoldo.

Malgrado

l'incendio, in bre-

giaciuto alla deplorata rovina del terre-

ve V^enafro fu rialzato dalla sua rovina.


Nella minorit di Federico
li,
i

PapaOuofratellicon;

bellatosi a
I,
il

moto, preceduto da crudele epidemia, riLodovico marito di Giovaunq


tedesco Corrado Codispillo conlcslf

lioin gi suo maestro, cre


ti

di Sora, di

Molise e di
le

Veiafi o

ma

bile

con 800 cavalli e ioq

fanti

'ii

ricc

avendo seguito

parli d'Oltone IV, ne

vr vicino a questa sventurata

citt, trj

furono privati da Federico II. 11 conte di Molise e di Venafro fu Tommaso Savelli,


In quell'epoca Venafro contrasse lodevole reciprocanza con Sora, per cui nel
d della Candelora tanto in Venafio e

vagliando con ruberie


il

dintorni. Marci

Lande fuggendo que'Iadroni, sfog la sua ir nella misera Venafro, faceutloln dislruj gerea furiadi fuoco nel giugno 356. Tu
re contro di lui colle genti di
1

quanto
ce
si

in Sora, nella distribuzione delle

candele, prima d' ogni altro ad alta vo-

domanda

se vi presente

un soracancit-

no o un venafrano, per
t urbanissimi

dargli

lai.""

Maria duchei sa di Durazzo nel seguente anno le restau razioni in principio riferite col suo domi nio, che Durazzi conservarono sino al
tavella furono concesse a
i

dela. Scambievoli poi sono fra le


atti ospitali.

due

'

3,

quando
il

re Ladislao lo fece pas^aie

Ribellatosi

al

suo cameriere Giacomo Gargano, a cui


figlio

Federico
lizie di

II

questi nel

Papa Gregorio IX, le mi1229 occuparono Ve-

successe
la

Giovanni.
II,
il

Neh 435
regno
fu

per

morte

di

Giovanna

cou^

nafro, Presenzano, Isernia, Pietra e Vai-

trastato con deplorabili guerre da Renji


to

rano,ncuperali poi dall'imperatorcUn A-

d'Angi e d'Alfonso

d'Aragona. Se

V
gi
il

EN
Francesco Pamlone,
j^li

VEN
fratello

35

il

partito

tlel i."

citi

Giacomo

Calcloia

die nel

1437
si

\ enafro in ciiitodia, contro del qoale


(liri'sse

Alfonso V, uccupaiulo Vaiiaiioe

marchese Filippo Spinola neh 58o, che venite suoi diritti per 70,000 ducali, morto nel 58411 suo figlici Ambrogio per poco tempo
Ora7o, e quindi
il
i

i'reseiiziino.

Giunto vicino
il

a Vennfio,

il

possed V^enafro, poich


la

la citt

olleniie

I';>ndone
f.lto

gli ufTi'i la

piazza se lo avesse
re accell la
,

pretesa prelazione di ricomprarsi nel

conte di Venafro;
s*

i58G. Ildeiiarosi prese ad imprestilo dal


principe d

pioposizione,
pi
i

!i)padfon\ della citt

Sulmona

e dal conte di Tri-

ra,
iKi.

1443 gliene concesse l'investitucolle tene materne di Praia e Doianel

vento; gravata perci di debito enorme,

per l'ioleresse, e travagliala da' commissari,

Gli successe

il

nipote Scipione, inve,

astretta vdesi a farne rinunzia al


si

stito nel

14^7 da Alfonso V
il

domin
.Sii*

demanio, perch nuovamente


se.

vendes-

sino

al

i^fy integerrimo, hisciando la


al figlio Cario,

Infalt lo

fu

per ducati 86,000 nel

contea
vi>

cui fratello

1606
sto

a d. Michele Perelli nipote di Si-

fu vescovo d'Aversa. Carlo spos Ip-

V, coll'annesso litolodi principe (ma

polita d'Aragona, fu caro a

Ferdinando,

nel voi.

LXVn,

p.

109, col Ratti, Z?e//rf


prerogative, l'eredit

e rest ucciso dal fulmine nell'accampa-

finiiglia Sforza , nella quale pass lo slern-

mento contro francesi al Garigliano, Nel l5o3 ebbe la contea il figlio Eni ito, nel rpinl anno ti emendo e lungo contagio tolse a Veniifro 5oo individui, tlie colp pure Carinola e altre citt. Allorch Laui

ma,
Sisto

il

cognome,
,

le

Michele pronipote di che sua sorella compr da'Piccolomini duchi d'Amalfi, nel i5gi o mede' Perelli
dissi d.

glio nel
gli alti

594 a' 5
1

irecli per

Francia marci sul regno, Enrico per le dissolutezze gravalo ili debili,
ne segu
le parti;

del notaro

ottobre in Napoli, per Vincenzo de Marro, la

citt di
la

Venafro,

la

baronia di Pescina e
titoli

ma

disfatti

francesi,

contea di Celano,
l'odierno duca d.
intitolandosi

che tuttora por-

odioso a

tulli

pe'suoi misfatti, accusalo


i

ta

di fellonia, gli furono conficcali

beni, e

sai ini,

Lorenzo Sforza Ceanche principe di Ve

per singoiar coincidenza venne condannalo a morte dall' illustre venafrano Antonio Giordano, gi da lui persegui lato.
Nel 15^8 termin in
lui la linea de'conti

Che Filippo III re di Spagna, come sovrano delle due Sicilie, nel i6o5 eresse
nafro.

Venafro

in

principato e ne dichiar priail

cipe d. Michele; ed

Ralli segretario e

Pandoni
I

di

Venafio, e ne fu investito nel

archivista de'Sforza Cesarini afferma, che


il

53o

dall'imperatore Carlo

Filiberto

regio

diploma

in

pergamena

si

conserIl
il

d'Orange che mor nel seguente anno. A*6 ottobre! 53 1 il cardinal Pompeo Colonna, come utile padrone di Venafro, firm
i

va nell'archivio Sforza-Cesarini.

Corcon-

siguan gi citalo

racconta che
d.

temporaneo principe

Gaetano Sforza-

capitoli municipali: era vicer

moli

11*28

tli Napoli giugno 532. Venafro l'ebbe


1

Cesarini confer a d. Sforza suo figlio e

uit

d. Filippo, di cui l'egregio can.

Colu-

il

pronipote d' Innocenzo XII! del 1721, titolo di principe di Venafro, bench
altri allora
il

guo o

la slampa tacquero il cognome (ma da notizie particolari apprendo, che Carlo V concesse la terra di Venafro a Fran-

da

posseduto). Nel i63i gli


d.

successe

(icilio

Francesco Perelli abil

baie (quindi neli64i cardinale),


col cardinal

quale

cesca di Alonbel principessa di Sulmona,

Del Monte
si

(e perci

prima
11

vedova

di

d.

Carlo de
il

la

Hoy, ed an-

del

cardinalato)

rec in Venafro.

nesse a quel feudo

titolo di conte, co-

principato (alla sua morie, avvenuta nel

me risulta
to
sti

dal diplomadiconcessone, dada Pialisbona a' 18 luglio 532); a que1

i655) tocc

alla di lui sorella d.

Maria
i

Felice Perelli, marilalu col principe d.

successe Del

55

il

figlio

Carlo, iudi

il

Bernardino Savelli,

la

quale diede

capi

136
ti.

V E

-\
il

V E
suo
figlio

tuli imtnicipali, cos'i

neh 656

Giulio Savelli, delti della bogliva ecou

privilegi.

poue, che
ve nella
la suii

Nel 1647 surseil tlioi-uscilo Panieiintiilo sacco per ogni do-

venne il principato a d. Beatrice di Ca " pua marchesa di Longiieville e principessa di Conca, siccome unica superstite della famiglia, la

quale nel 1744 ^'^6 giuSanctis di Napoli, vend


il

C<iiiipaiiia,

giunse a far crescere

gno con
gato da

regio assenso, ed istrumento ro-

masnada sino ad ottomila. Errando Papone e inferocendo, tra'-zS dicembreaii." gennaio 1648, accampato nel vicino bosco delle Pentiine, e ben voluto

De
di

feudo
lo
ti,

al

nipote d. Francesco Caraccio-

duca
di

Miranda per 9^,000 duca1*

cui rimase erede


a'

unica

figlia d.

da que'paesani,
la

assalt Venafro;

ma

per

Marianna, morta
sua unica figlia
feudi materni, e

gagliardia de' cittadini, fu costretto a

ritirarsi

con perdila notabile.


le

Ebbe

poi

4 gi'^gno 1786. La d. Gaetana succede ne' spos d. Ferdinando Ca-

dalle milizie regie

prime

rotte in

Teailiil

racciolo secondogenito de'principi di


rella,

To-

no, e arrestato in PontecorvOjfin al mer-

cato di Napoli

giorni suoi neli64B.

mane ancora in bocca del'e venafrane nome di Papone con cui sogliono far
,

che mor a'i6 marzo 1796 senza figli. L'anno seguente si rimarit con d. Onoralo Gaetaui dell'Aquila d'Aragona

secondogenito de'duchi

di

Laurenzana

paura
le

a'ianciutli

per acchetarli. Costume


educazione,pel

cacciatore maggiore delle reali riserve di

riprovevole

in fallo di

ma-

Ferdinando
per
le

I.

D. Gaetana pass a

che cagiona

alla

tenera fanciullezza.

glior vita a'26 febbraioi8i o,

micompianta
benefico,

Equi biasimo pure lo spauracchio roma no di locio e Barbocio, di cui parlai nel voi. IV, p. 281 e altrove. Disastrose furono
nel
le (iere

sue rare virt e

animo
co'

che continu ad esercitare

venalrani,

non ostante

l'abolizione del sistema feufiglia d.

tempeste patite da Venafro


vita a
il

dale poc'anzi avvenuta. La sua

MaMi-

1643
1

e nel 1680. L'atroce Pestilenza


la

rianna CaelaniCaracciolo duchessa

di

del
tre

656 tolse

a5ooabi lauti, men-

randa
dici
{il

e contessa di Venafro,nala

dad. O-

1000 furono

residuo della cataslro-

Dorato, nel 1822 spos d.Giuseppe de


cui fratello d.
1

Mecar-

fe.Ntrlla capitale

tnila,e in
stinti

ne perironoquallrocentotaluni giorni se n coniarono ela se-

Francesco mor

dinale nel

857:di questa celeberrima pro-J

quindicimila. In Veuafro per

sapia trattai nell'articolo


di

Toscana) duca
lo zio cele-

poltura fu destinato un residuo di crilloportico antico, che dicesi

Miranda

e primogenito de'principi d

Campo

santo e

Ottaiano, a di cui vantaggio


lo del re istitu
:

pi volte convertito a tale uso. Pel terribile terremoto de' 5 giugno 1688, ebbe
origine

bre cav. Luigi de Medici segretario di

stai

domenica suono delle campane nel d anniversario, poich cadde la sola ficciala della chiesa del Carmine. D. Giulio Savelli nel 1690 vend Veuafro al (iglio di sua zia d. Carlotta Savelli, d. Giambatlisla Spinelli Savelli duca di Seminala e
la

processione della
il

."'

di giugno, e

un opulento maggiorai SCO da questo matrimonio nacquero Michele Onorato primogenito, in cui trasfusero titoli di duca di Miranda
i

conte di Venafro, ed il cav. d. OnoraH de Medici, ambo viventi. Nel resto Vena^
fro segu
cilie
i

destini del

regno delle due

'tj

(r.).

fratello del principe di Cariati,

con regio
feudo ad.

assenso. Dagli Spinelli pass

il

La fede ci'isliana penetr in Venafro ne'lempi apostolici, secondo l'Ughelli, /J


piscopi.
t. 6, p. 079: Vena frani L'epoca non si pu determina:! rei bens la salutare introduzione del Vai gelo prosper col sangue de' Martiri

Giauibottista di

per ducali 100,000 nel

Capua duca di Mignaiio, 698 (con islru1

talia sacra j

menlo
giugiiu.

de' 7 giugno stipulalo da Riguc-

tio di Napoli), e ne prese possesso a' 17

Dui suo ziod. Giulio Cesare per-

co'di loro religiosissimi esetupi la coutr^^

VEN
da fu f^Ioiiosnmente fecoiiilala e onorata.
I

VEN
nia, senza precisarne
il

137
sito. Altri

dicono

>s.

Ni(

andr

Marciano

(/'.) costilui-

ri

iitlla dignil?!

prelettoria,

liminziiuido

allu iiiotKlatu) milizia, (iterc la eia


,

divina gra-

che Ftdgenzio vescovo d'Atina, consagraivi seppelh i lo da Papa s. Clemente loro corpi, vicini a quello del suo predeI ,

^i

asci isser alla crislinua religione.

cessore

s.

Marco

e che

Salomone
le

altro

PtMci ileiuinziali a Massimo presili^ delia

vescovo nel 186 ne compose


costru loro

gesta, e

Can)pania, leni colle persuasive


all'

lu-

un tempio con
ancora a

aliare. L'
p.

U-

singhe e minacce di richiaaiatli


latria.

ido-

ghelli ne ragiona

La moglie

di

Nicandio,

s.

Daria,
il

406, Alinenses Episcopi. Non mancano quelli che


frani

alla

presenza del preside incoraggi

ma-

rito a persistere

fortemente nella fede di

Cristo. Di ci sdegnato

Massimo,
il

la fece

carcerare; e vedendo che non poteva in-

fanno seppellire da' consanguinei venail corpo di s. iNicandro,edagli alinesi quello di s. Marciano, poi secondo altri trasferiti in s. Sofia di Benevento; cio
il

durre

ss.

Martiri a rinegare
li

cristiane-

simo, egualmente

fere impiigionare, e

dopo 20
te.

giorni per la loro costanza nel


li

professarlo,

condann con Daria

mor-

Lacerali con unghie di ferro, sospesi

Marciano dal duca Gisulfo s. Nicandro dal successore longobarprincipe Arigiso 11, dopoch di distrussero Atina. Ma Paolo Regio vuole che a' due ss. Martiri fin da' tempi di
corpo
di
s.

li,

e quello di

in alle travi, forate le

membra
si

cogli spie-

Costantino

verso

il

3i3,i venafrani

eri-

di iicuniinali, trascinati su carboni accesi

gessero in loroonore

una chiesa

pren-

e balluti con verghe,

pose acelo e sale

dessero a protettori. Finalmente ilBaronio


gli

sulle loro ferite, le quali

furono pure

stro-

enuncia nel flJarlirologio decollati ia

picciale cou acuii pezzi di tegole. Poscia

con

[)ielre fracassate

le

loro bocche e

Venafro sotto Massimiano, e negli Annali li dice martirizzati a tempo di Costanzo


Cloro e
tre,
la

\olti,

per ullin)0 alla iccisione delle lin-

di
il

Calerlo nel 3o3, Si vuole inolloro martirio sia

gue segugi il mozzamento de'capi, consugloriosi eroi il martirio in niaudu cos


i

Venafro.

cristiani seppellirono

loro cor-

pi vicino al

luogo del supplizio, dove poi

fu costruita a loro onore la basilica, nella

quale riposa pure

Daria. il corpo di s. Tulloci accadde sotto l'impero di Diocleziano e Massimiano

avvenuto nelMesia inferiore (come dissi probabilmente, seguendo il Butler nella loro biografia, non senza avvertire che moderni sostengono seguito il martirio in Venafro), nel paese di Dorostoro o altrove,
che
i

anzi persino in Egitto, forse ci derivan-

8 celebrandone
tirio

la

y giugno, agli memoria la Chiesa oa'


1

do il luogo Aegypso 100 miglia distante da Dorostoro. il can, Colugno, dopo riferite echiarile le discrepanti opinioni,

rientale. Dalle lezioni

si apprende il maravvenuto in Venafro nel 3o2. Sul narralo vi sono varie opinioni, come sul luugo del martirio, sugli olii del marti-

conra-

clude.

>t

Ma comunque
possesso,

sia, se

nuove

gioni non saranno ellicaci per annullare

un inveteralo
la

la

nostra condi-

rio e loro festa, riferite e illustrale dal can.

zione, per regola del diritto, sar

sempre
da

Colugno. Pertanto, ss. Martiri venafra* sono creduli nobili africani o meni ,
i

migliore, e
il

avremo ragione
s

a ripetere:

.si

Felice

Venafrauo suolo

illustrato

glio addetti allu legione africana, e


si

dimes-

tanti secoli con alti

gloriosi, e col san-

tina e in

propagarono la Cede in AVenafro, perci martirizzali a Paonio, luogo fra le due cill, circa il 94 di nostra era, come se le due citt fossero
dalla milizia

gue

di eroi

sempre meritevoli

della na-

stra divozione; tanto pi

che trovandoci

possessori delle di loro

abbiam

la

fortuna di serbare

venerande reliquie, il pegno il

limitrofe nella disianza di


\\

3o

miglia; altri

pi tenero, che ne guarentisce la di lora

vollero martirizzali uella stessa Caaipa-

perenne protezione: egisuilcoosli'e mi^r

38

V EN
si

V
co a'paesi della
vaV Nel

EN
le

ra da Dio desliriMli
s
si

veggono custodi coche furon concesdi

Campania cheattraversadevastanelI

vigilanti, nella giiisa

702 sono conosciute


duca
di

altra velia alle

mura

Geiosolimn".
metrocono-

zioni di Gis(df)
la

Benevento

La sede

vescovile fu fondata ne'piimi se-

sua terribile irruzione, per cui rrtr/of//.

coli della (.hiesa,sufFraganea delia

politana di Capua,e lo tnllora con Iseinia. III." vescovo di

dem ad nos i.^li FJpi scopi oh /noiiitincntO' rum iiopan,acfrcqueutes Cimpaniae.


calatnilafes peri'encre,quoad loigohar-

VenatVo che
49^>
'*'

si

sca fu Costantino del

<^''<J

l'Ughelli

di in Italia dominati
secolo
i

siint.

Nella (ine del

dice intervenuto nel

499

'''"odo roaia-

no
par
ilei

di
la

s.

sede

Simmaco: continuava ad occua' tempi di s. Gelasio I Papa


'' cui esiste lettera a Ini diretta,

IX deplorano Papi lo stalo meschino della Campania per simile motivo.


II il

Scrisse
lo

49^1

Giovanni Vili all'impei-atoreCar* Calvo: e n civi tates, castra et viiUlaqite dispersi sunt.
si

e inserita da Graziano nelle

Decretali.
,

lae desti tu tae hahitatorihtts; et Epscopix


liac,

Uopo

di Ini corre
i

fa ignorare

lungo intervallo che successori. Il che proviene

Un

altro

dalle scorrerie, devastazioni e incendi de'

1004, destinato a questa cattedra da Giovanni

vescovo Coslanlino
dello

nomina

nel

barbari; perci Papa


riunire molte cinese,

s.

Gregorio

dovette
cia-

XVIII

XIX; non

conosciuto dal-

pei'

non poter
si

l'Ughelli, bens dal Lucenti e dal can.

Co-

scuna inviarvi
\e\\'

il

pastore. F^li
n. 24)

querel

togno. Nel

QiZ

(l'Ughelli dico nel

HoniiL IO,

parlando de* ve-

ma

in vece nel loaiS lo

oS^, registra, Aeseri

scovi destinali.

Aid

dclruncats

ad

nos

nienie<; seti Isernienses Episcopi)

Ghe-

tnanihus
retinere

redeiiiit, ali capti, alii i/ite-

renipl nuntiantnr,

Jam cogor linguam ah expositionc, qua laedct aniinani meam vitaenieac. Nota pure Lucenti la
s.
!

rardo fu consagralo vescovo d'IserniajBoianoe Venafro, da Aleuolfo arcivescovo


di

Capua, Ne

fa

memoria

il

capuano can.

Michele Monaco, nel Sanctuarium Ca-

vedovanza della chiesa per la letscritta ad Antemio Gr('gorio Kuddjiicono. Si ha da altra del 5gi. Epitera di

punntimje

nell'archivio del capitolo d'I-

sernia dicesi conservare

un

privilegio in

proposito, che
tro da

si

legge nell' Ughelli. Pieciica


il

stola hnlctur 3f, Grcgorii scripta


their.o

An~

Ravenna monaco cassinese


fu

siibdiacono,

qua

ei

injungit ca-

io5g
di alla

consagrato in Acerra, vescovi!


e d'isernia
;

st/galionemOpilionissHhdiaconi, al Crescentii clerici

Venafro

nel

1071

assista

rcnafranae Ecclcsiae,

consagrazione della chiesa di


II, alla

Monte
cui

qiiod vasa sacra et ministeria Ecclesia^ stca judaeis vendderit^ ut ex lil>, i Epist, Iid. IO.
ci

Cassino, fulta d'Alessandro


la
si

boU

sottoscrisse:

Ego

Petr. Venafr. Epi*

La

rilegazione di

tali

chieri-

scopns. Leone vescovo di Venafro fu or-

fu per espiar loro la colpa d'aver ven-

duli due calici d'argenlo,


deljjni e di altre

due corone con


gigli

dinato da Urbano II,"enel 1090 interven^ ne alla dedicazione della chiesa di s. Martino in
di

corone

(erano vasi
maggiori,

Monte

Cassino,

Mauro
1

fu vescovo
lo era]

per porvi de'lunii), e


E' notabile
lo stalo

sei paliii

Venalio
1

e d'isernia nel

io5, e

in cui allora trova-

nel

13, Alcuni vogliono


11 si

vasi questa chiesa, e l'interesse

che

il

Pa-

sotto Lucio

parli

che nel i x^'iX di Dario vescovo di!

pa mostr
to vuoti
sa

nel

dare congruo assegnamenlei

Venafro, die l'Ughelli registra tra'vescovi

to agli addetti al di
i

servizio. In seguile

d'Isernia ne'pontificatid'lnnocenzo Ilf

monasteri, derelitte
soffr

chiese,

si

Onorio HI. Ranaldo vescovo


generale di Laterano
III,

di

Vena-i
i

quanto
1'

Monte

Cascino. Nel

663
volse
re-

fro e irisernia, che intervenne nel


al concilio III

179
di

quando l'imperatore Costante


a toglier
verso

llcoslretlo
si

A-j

assedio da Benevento

lessandro

ed

ivi

sottoscritto vescotal

Roma, quali

imtneusi danai non

vo di Venafro. Gi da

Papa ne|u 72

V
avea ottenuto
iiuhis,
la

1-:

i\

V
ex
njuuclo

li

N
tuorlo in
i

189

bolla Ciim
caii,
,

parla del predecessore, coll'altuide nota

riprodotla dal

]a chiesa di

Venafro
si

dalla (juale

Colugno, per si Ime


in-

quello d'Alife, e
nel 12 39. Neil

lo dice

Roma

241

tutti

tesori e le cose

quanto

allora

possedeva dal vescovo


i

di pregio, ch'erano nelle cljiese delle citt di

sieme co' canonici,

(juali a

quell'epoca
si

Venafro, isernin,
Trivento, e

13<iiano,

Guardisi

partecipavano della massa conume. Vi

Alft-ria e

in quelle deliri loro

notano 54 chiese poi divenule


per
le

tanti titoli

diocesi, d'ordine di detto

imperatore
lui in

fu-

prebende canonicali, parrocchie e


paesi che
la

rono recale

in

Boiano,

ivi

inventariate e
s.

benefizi semplici, e precisamente taluni


terreni e decime; e di pi tutti
i

quindi trasportate presso di

Ger-

mano;
zo
la

e poich ne permise con dato prez-

componevano

la diocesi,

non che

con-

ricompra,

cos'i
il

ne fu qualche por-

fernia degli antichi privilegi e consuetudini. L'originale di quest'interessante


]o\\.\

zione redenta, e
nel

restante venne portato

monaslero

di

Grotta Ferrata

dove

nell'archivio di Monte Cassino. Papa

traltenevasi Federico II col suo esercito

Lucio IH da

Velletri nel

182 indirizz
Episco[)ri-

contro di

Roma. Innocenzo IV
,

dal capi-

9I vescovo Pisinaldo, Isernie'nsi

tolo fece eleggere per vescovo e

conferm

vo,su\sque successorihus,

la

bolla di

nel

i25o, M. Rainaldo

cappellano del

vilegi rifleritadairUghelli, sottoscritta A.\\

Papa
gorio

e da

cardinali, ed a favore della

chiesa d'Isernia. Nel

1229 per avere GreIX scomunicato imperatore Fel'

derico
ze
si

II, in

quelle lagrimevoli turbolentriste persecuzioni,

patirono

contro

Normandis titolare di s. Maria in Trastevere. Siccome l'Ughclli chiama questo vescovo, M. aynnldiis ex capellano Stcjjhani tit. s. Man'ae in Translyberim preshyl. card., cos'i il Cotogno equivoc c(m dire lo stesso vescovo cardinale
di
s.

cardinal Stef mode

le chiese principalu)enle,coll'esilio di
li

molcolle

Maria
lo,

in

Trastevere,
di

vescovi,

che aveano preso parte

Tulli erriamo; non cesser mai

quansi

loro citt rispettive. Bruciata

Som,

furo-

do
sta

in

f|uando di ripetei

anzi pi

stu-

no iu)poste pene pecuniarie a Teano, 1sernia e Venafio, il di cui vescovo prima


esiliato e poi carcerato
,

dia e

maggiormente
il

si

conosce quanto re-

ad imparare;

che vieppi conosco

fu fatto

ii)

fijie

ora che Dio mi ha fatto pubblicare questo

Uoriie, tuttoch altri prelati fossero restituiti alle loro sedi,

XC. volume

Dappoich l'accuratissimo

ma se n'ignora

il

no-

e dotto Moretti,

De

basilica

.?.

llariae

me, bench alcuni pretendono clic si chiamasse Teodoro, Lo storico caidinal Uo*clli

Trans Tyherim: Notitia Cardinaliiuii


Tilulariiin?, mentre seppe riunire eruditamente molteplici notizie sul cardinalSlefano, giammai vescovo di Venafro, non

d'Aragona,
s.

si

meraviglia che Riccar-

do da
de

Germano
I

ne onimptla

la

morte

nella C/2/-o/i/a/,eIodica re>liluitoall;i se-

conobl)e ch'era della famiglia trasteveri-

229, come vescovi di Teano ed'Alife. Quegli veramente si annunnel luglio


i

speciali storici

na de Normandis. Cosi due beneujeriti non conobbero bene il proprio vescovo e


rali riflessioni
il

zia trapassato nel

1280.

Ma
i

po

riferisce

Riccardo, che

vescovi di

due anni doCa-

proprio cardiuaIe,Le

mo-

all'intelligente lettore, per

serta, Calvi, Carinola,

Venafro, Alile e Nola, chiamali dal giustiziere di Terra ili

accordare a
Nel
I

tutti

benigno compatimento.
nel

289 era vescovo Giovanni, morto

Lavoro
molestia

in
si

Teano,

interpelliili di

ninna

querelarono, Potrebbe forse

1294. Nel seguente Bonifacio Vili gli sostitu il proprio intimo amico Andrea d'Aversa, che cess di vivere ne! 1299, lli, giugno gli successe Giordano (di Seruioneta) canonico (della collegiata) di s. Ma-

egli essere

un altro?

Il

successore fu dal
esiliato,

medesimo Federico
di

li

con que'

Teano, Carinola e Aquino. Da iliccardo viene segnato coU'R, ed il Uarouio che

liu de Caimiuetu, diuce^i di Terraciua;

i4o
e pure non vide
te

VEN
il

VEN
di lai an-

compimento

no, disceso prima nella toml)a. L'arcipre-

Fiascono di Praia decano di Teano. Nel era vescovo Carlo Ancamono, Ira1 4^0
slato a Bitelto nel 1^11.

de Carmitieta,Docibi3oo occup questa cattedra e mor nel i3oi. Ommitii

dellrt chiesa

\^% dicembre

le di

Scrmoiieta, nel marzo

1427 divenne pastore


caltedrale, che
si

della patria Anto-

nio Mancini di Venafro primicero della


rese utilissimo alla sua

e
ti,

il

cali.

Col ugno l'avvertenza di Cola1

commenlalore d'Ughelli, die nel 3oo


il

chiesa, di cui ricuper molti beni e diritti.

fu eletto vescovo di Veiiafro

veliterno

Govern 38

anni, e dicesi a

lui

eretta

Eo(uano monaco di Valloinbrosa, morto non consagiMto. Il Banco nella Storia d


fU'letriy per tale lo riconosce, lo dice della f.iuiiglia

la piccola statua sul

cjmpanile,delta d'Ao-

tuono, ora alquanto sfigarata. Nello stesso 465 di suo decesso fu vescovo Gio1 ,

Borgia, e che

il

suo

nome si
fr.

leg-

vanni Gatlola di Gaeta, che ottenne da

ge

in

un'antica lapide posta vicino all'ePellegri-

Ferdinando

la

conferma

della

decima

piscopio venafrano. Neli3of

grande, in favore delle mense vescovile e


capitolare, ed altre ancora.

no agostiniano preposto di Vene diocesi li Padova, morto nel 1 3o6.In (|uesto Sparano di s. Severo consigliere di Carlo U, da cui pel suo zelo ottenne un favorevole rescritto
si
,

Neh 4?

'

gelo de Albero spagnuolo; Alessandro


lo dichiar

AnVI

pr legato diMaritt ma eCatn1

pagna. Nel

contro

baroni di sua dioce-

di Citt di Castello,

5o4 Hiccomannode Builalini nato in Roma, dolio,


LateranoV,
fu zelan-

ielle

che volevano turbarlo nell'esazione decime e de' benefizi, e inoltre ne


la

pio ed esemplare. Intervenne neli5i2 al


concilio generale di
te pastore, visit
il s.

conferma dal successore Roberto. Viveva neh 324- Gli successe Pietro, nel 326 traslato a Nola, secondo Uottenne
1

Sepolcro in Gerusa-

lemme,
gno
:

morto
s.

in

Roma
la

nel

sepolto in

Maria Nuova. Dice


apr

15^8, fu il Cotu-

glielli

e Cotogno;

ma

Coleti corregge, a'9

neh5o8

porta santa,

come

settembre iSiB. In questo a*i3 di detto mese vi fu traslatu d' Amelia (come nol.ii

apparisce dall'iscrizione nella colonna accosto coiranno


1

5o8 e la pavotJnbilaeuv,
Porte Sanie
(/-'.)

riparlando di

tal

sede nel voi.

LXIX,
morto
Bossia*

\J Anno Santo fu celebrato da A lessandro

p.

46) Giovanni de Goreo o Gocco, di


lo

VI

nel

i5oo:

le

soni

sopra ricordato. L'Ughelli


nel 134B. A.'24 8'"o'"^
^'''

dice

soltanto nelle
siliche di

principali patriarcali bai

l*'fi'''o

Roma. Talvolta furono conces


ad altre chiese

no domenicano

Cotogno

lo dice pre-

se per singoiar privilegio

sente al terremoto de'22 gennaio '349,

perci forse l'avr conseguito anche Ve


nafro;

morendo neh 366. Nello

slesso

da Troia
dissi

ma

cos tardi? Nello slesso

1^28

fcj

(nel qua! artcolo coli' Ughelli

nel

dichiarato perpetuo amministratore deM


la

i385, senza avvedermi fra una siepe di numeri romani della rettificazionediColeo ti, che giustamente scrisse nel 1 366) a' agosto pass a questa sede Guido o Gui1

chiesa venafrana
[f^.).

Grimaldi

il cardinal Girolamo Conferm, come dissi,)

canonici l'antico diritto d'eleggere gli


spettanti, riservandone al vescovo la

con^
coiu

done. Nel 1387 governava la chiesa venafrana Nicol, che quale erede di Nicola
I

ferma;
tanti,

ma proib loro

di

continuare

ferire le

(li

Praia arcidiacono di Venafro

nel

prebende per anzianit agli espel senz'alila bolla, il che ratific CU


chie

394 ottenne alcuni suoi beni, A suo tem1

menteVll.iNeh536 rassegn questa


sa a
fr.

po l'antipapa Clemente VII v'intruse il ngeudo Carlo. Mori Nicol nel 396, e tosto gli successe fr. Ruggero della Pietra
di

Bernardino Soria

di

Burgosde'ml
elesse vesce

nori osservanti riformali, gi vescovo

Ravello. Paolo III

neh 548

Vairano. Cessato di vivere nel 1399, nello iitesio occup la cattedra Andrea

vo Gio. Battista Caracciolo de


napoletano, sagrista di Giulio

Pisquitii

III, iuort4

VEN
I

VKN
li

i4i
d'i

in

Uonia

vfli^f'j. L'Uglielli soltanto lo


il

entrarono

in

conclave e nel

segnente

clis-e:
I

Sacelli apostolici nssistens, che

Colugno interpret per Sngristn. Questi prettlo della sagrestia ponlincin, e non
assistente della cappella. Kella
V7gr/i7/,

serie de'

che formai
il

in (jueli'articolo.non

vi

trovo

Caracciolo. Ministri assistenti


il

della cappella pontifcia sono

Prete,

il

Diacono,,

il

Suddiocono. Che

fsse stalo

Vescovo assistente al soglio


la pontifcia, lo

nella cappel-

credo pi probabile. Nel


gli

medesimo 557
i

successe Gio. Antonio

G/rgor/o AV (/".)y ingresso ed elezione cbe il Mascardi anticipa, al 6 e 7 dicendo creato il Papa. Non credo che la morte gli rapisse il papato,coaie pretende il Ciarliinte. Egli fece formare l'i^salta platea dove sono descritti beni della chiebenefzi; e sa di Veuafro, le prebende e l'eccellente quadro dell'Assunta nella cattedrale. A'i3 settembre fu nominalo vescovo Ottavio Orsini romano. Sofli de' disgusti col principe di Venafrod. Micherest eletto
i i

Caral'd napoletano, eletto dal parenteFaolo

le Perelli,
la

che ottenne

di far venire nel-

IV, morto in

Roma

nel

558, come

diocesi
alili

un

vicario apostolico.

E come
mede-

vuole Ughelli eCotugno. A' 18 luglio ne

due

vescovi tiovaronsi nelle

occup la cattedra Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona, che nel 57 3 fece costruire nella cattediale l'organo attuale, ebbe il benefcio di s. iVicandro, padronato della citt. In tale anno trasferito a Cosenza, nel settembre gli fu suri'ogalo Orazio Ca1

sime circostanze, cioque'di Conversano e di Segni; coM Urbano Vili prese l'espediente di traslalare l'Orsini in Segni nel

1682,

quel

di
in

Segni a ConveiSiino

quest'ultimo
Coleti,

Vennfio. Egli fu

fi".

Vin-

racciolo de Fisqiiitiis oapoletano, che apr


se
il

giubileo nella delta porla, e


il

la

chiuse-

apponendovi

suo stemma colle

guenti parole.

Haec Sancla Porta,quae

di Bari domenicano. Il che riporta l'isciizione se|)olcrale, lo dicedi A riccia romano, oriundo di Bari, e ne celebr le doli. A' 26 dicembre 1634 convoc il sinodo diocesano, anco-

cenzo Martinelli

pr imo claudehatur Ugno, mine vero /nitro construilur^ et Crucis signo adornattir. Horatiiis Caracciolus D. G. Episcopus Fenafranus eani apernitei clansii. A. D. MDCLXXVi sub Greg. Xllf Pont. Cos va bene: il Papa avea celebrato l'anoo santo neh 575. Dnn(pie V'enafro tra le poche chiese che fu decorata della porta santa, poich anche il Lvicenli

ra in osservanza, e lo fece stani pare a Piu-

ca-Casale

ma. Moi"ia'2oselteabrei635sopra Conin tempo di s. visla, e trasferito il corpo nella cattedrale, il fratello gli eresse un marmoreo avello ove si ascendeva al coro. Ivi furono sepolti succesi

sori,

sinch mg."^ Stabile


.
1

lo tolse, e

ne co-

stru altro pi decente a'gradoni della sagrestia.


Il

ottobre venne eletto Giacin-

che ci

nnri-a e riferisce l'iscrizione,

op*

to Cordella di

Fermo. Esercit pure


lui

\^

portuoamenle soggiunge. Placulari siquideni anno Roinne exacto duin in Orbeni universum Christiamim sacer ejus
thitsaurus sequent

podest ten)porale,a
fro.

delegata dall'ab-

bate Francesco Peretti principe di Vena-

Ampli

il

palazzo vescovile, e fece


di

ri-

anno diffunderetur^

durre a miglior sialo


ti

coltura

gli olive-

brilate excrptus est.

Venofri Portae hujus interposita celeMorto Orazio nel ]58i, nell'ottobre gli successe Ladislao
vir,

della

mensa, rinnovandone
i

la ileielilta

piantagione. Allora

beni del vescovato

rendevano 3ooo

scudi,

ad onta del tenue

d'^ywi>io(/^.) napoletano, chiaro per


t e per sangue
nale,
indi

valore de'cereali. Port da


e le colloc in

Roma

2 sla-

nunzio apostolico, governatore di Perugia, oeli6r6 cardi-

luelle di legno colle reliquie de'ss.


tiri,

Marss.

una cappella
1

della

morto

nel conclave del

62
i

in cu-

Annunziata,
ste deli

tolta nel

757 per
la

la

restau-

iicitlo praefecti sacrarii apostolici,

non

razione del tempio. Per

micidiale pe-

per a' 1 a fcbbraio,poich agli 8

cai dina-

656 si

rilituella badia di s.Via-

i42

VEN
sforare
la
tri

VEN
cattedrale,facendola nave grande e molli slucchi, lasciando in morte almateriali pel resto.
nefizi alle

cenzo (li Volturno; f|uii)cli pe'trsii efFelli ilei contagio e per l'cl avanzata, piocu l d'avvicinarsi alla patria, con ottenere

1666 Kel 1667


nel

le chiese di
gli

Recanali e Loreto.

Aggreg molti beprebende penitenziale, primi-

successe Sebastiano Leonar-

ceriale e teologale.

Dopoi

'7

anni

d'utilis-

di di Sezze, arcidiacono della patria collegiata, lodato pastore, nior"i

neliG6q.Gli

fu surrogato nel

1670 Lodovico Ciogni


le

nobile

romano
vi

scenzialo peritissimo, che

da Eorna
di
s.

port

reliquie battezzate
i

Daria. Fece costruire nel coro

se-

simo e benefico governo si ripos nel S* gnore nel 1733. Solenni funerali gli furono celebrali, e in segno di venerazione gli si strapparono gli abiti. L'i maggio fu nominalo Francesco Agnello Frngian ni di Barletta preposto di Canosa, restau1

dili di

legno a bassorilievo
la

rifondere

r r episcopio e fu traslato a Calvi nel


I

pi grande

campana

Unggiore. Sogl'

742. A'24 settembre Giuseppe France-

giacque a vessazioni per sostenere


iirunil ecclesiastica, tutlavolta fu

im-

sco Uossi di

Mormanno diocesi
civile e

di Cassa-

com-

no^ peritissimo nel gius

canonico,
al se-

pianto in morte neliGgo. Nel seguente

consagrato da Benedetto

XIV. Ui
s.

Carlo Nicola de IMassa della diocesi di


Sorrento, consagrato da AlessandroVllI.

minario
7.0

fondi della badia di

Nican-

dio e alcuni benefizi,


fi'

morendo

nel l'j^^.

Fece

dulie a nuova forma l'interno della cattedrale, coprendo qualche antiri

maggio Francesco Saverio Stabile


di

di

Martina diocesi

Taranto, spiegando
la

chit e cancellando
pietre.

le lettere

dell'antiche

indicibile pi
cesi.

emura
il

e zelo per tutta la dio-

Soppresse molte cappelle, rinnopiccole, e lasci

Fece

fiorire

seminario, arricch

3oo ducali per(juelladi mezzo, morendo con generale dispiacere neh 7 IO. Dopo lunga sede vacante, nel 1717 o 17 18 nel 1. aprile,
le

due navi

cattedrale di suppellettili sagre e ne pro-

e di balaustra l'altare

secondo
eia

le

Notizie di
della

Roma,

Mattia

oc-

mosse l'abbellimento. Adorn di marmi maggiore e il trono, ingrand il coro e fece il nuovo sepolcro tie' vescovi. Celebr la nuova sua
ricordata dedicazione, richiam l'osser-

decano

metropolitana patria di

Capua, flicendo il solenne ingresso, avendo gi dato bel saggio disc ne'doe quaresimali predicali in Venafro, Prima sua
cura
fu l'istituzione del

vanza della disciplina ecclesiastica, de'sa


gri
riti
,

del

canto ecclesiastico e d' ogi

istituzione. Nella carestia del

1764

tla pj

seminario, sopra

die sollev

la

popolazione, sempre esser


le

un fondo
ro della

propriamente sul muA'9 aprilei 720 nel gettarsi le fondamenta vi fece cader g pietre in onore della ss. Trinit, della ss. Vergine
civico e
citt.

dolode'poveri. Fra
l

lagrime di

tulli

m<

nel i78'8,e nell'esequie fu altamente


pii legati
la

dato, lasciando

e dotazioni pi

maritaggi.

Vac

sede fino a'26 mai

Assunta
giii ceto.

al cielo, e de'ss.

Martiri patroni,
i

zo 1792. in cui fu preconizzato I'uIidi

contribuendo
rio

all'istituto

cittadini d' 0-

vescovo Donato
la

le

Liquore canonico de

Nello slesso
in

anno
casa
la

apr

il

precas,

patria metropolitana di Napoli, preti

seminario

una

privata di

calore esimio e di sonora voce, versatissi-

IJarbara, e compita
vi
ri,

fabbrica nel

1728

mo

nella

s.

Scrittura e nella teologia.

Fu
il

fi-cero

solenne passaggio 3o convitlo-

esemplarissimo pastore, fece costruire

celebrandosi festa e accademia lette-

molino con due mole, sostenne


tolo la causa delle decime, e

col capil'incea-

mantenimento, oltre la pensione de' convittori, vi concorsero il capiraria. Pel


tolo, gli

dopo

dio della sagrestia rifece molti paramei


li.

ebdomadari,

pariochi e

tutti

lui si

deve

i!

nuovo

cimiterio,

la

di

luoghi pii, sino alla formazione d'una


vcudila suflicente. Si rivolse quindi a
ri-

ratura dell'organo e dell'orchestra.

M<
il

ldiQi anni

io

Napoli a'27geuuaioi8

VEN
e fu

V E
non che
il

!V
il

143
decuronato che

sepolto nella congregazione de'Rlan*

capitolo e

chi allu Spirilo Santo, di cui era sialo


prefetto, nelle funebri
ilo

Inseguirono fino

alla casa del sindaco,


gli

do-

pompe avveoenconseguenza della


Pio VII
quella
la

\e alloggi e ricev
te l'auloril,

ossequi del capi-

cose meravigliose. Restala vacante la


in

tolo, del clero secolare e regolare, di tut-

chiesa di Venafio,

rimanendo

a fargli

compa-

iiiK)va circoscrizione di diocesi,


la

gnia
te,

soppresse

dichiar

cattedrale insi-

degnissimo vescovo. Il d seguendopo che il nunzio apostolico ebbe ceil

gne collegiata, ed uni

la diocesi a

lebrata
di

la s.

messa privatamente, vestito


(la

' I.sernia{f\), colla bolla Deiitiliori do-

mozzetla

mozzetta non in

dii ilio

mincae, de'28 giugno i b 8, Bull. Roin. coni., I. 5, p. 56. L'odierno vescovo fu


1

propria

de' nunzi,

da

qualche tempo
di esi

l'hanno adottata alcuni


gior decoro,
rigi ec.) e

per

mag-

preconizzato da Gregorio

XVI neh 887,


di

come

quelli di Napoli-, Pa-

ed

nig."^

Gennaro Saladino

Napoli,

rocchetto, preceduto dalle

iodato dal Papa nella proposizione concistoriale,

confraternite laicali

venafiane, da' cap-

ora vescovo d'Isernia e Venafro.


il

puccini, dalle Croci de'panochi e arcipreti

Jmperoc'cli riferisce

n.^aSS'del Gior-

della diocesi, dalla capitolare co'semi-

nale

tli

Roma

deliiS52. Nel

marzo 1849

naristi,

da

tulli

canonici, e seguilo dal

una deputazione
di del rea! trono

di notabili venafrani, es-

regio giudice, dal sindaco e dall'allre autorit, recossi alla


to

sendosi portala in Gaeta a deporre n'piei

nuova cattedrale
1'

sot-

sensi d' iinmo divolo


la

un sontuoso baldacchino
il

sostenuto da
gli

e di fedelt, implor

riprislinazionedel

6 decurioni. Quivi
a baciare

arcidiacono
gli

die

vescovile seggio dalla maest di Ferdi-

Crocefisso,

oderse l'asper-

nando
die

II,

il

quale permise che a


il

fosse dagli stessi supplicato

tal uopo Papa Pio IX


Il

sorio e l'incens, e quindi entrato in chiesa fu

cantato con eletta musica VEcce Sa3Iagitu<!.

in quella citt ritrova vasi.

vescovo
1

d'Isernia mg.'Saladino,nel febbraio

8 j2
i-

l'innov personalmente
stanze, e a'
1

le

medesime

q giugno
i

il

Sommo

Pontefi-

ce fece pagin

voti de'venafrani, ripristi-

nando eoa sua

bolla in cattedrale

la

chie<

sa collegiata di

Venafro

sotto

il

titolo di

Maria Vergine Assunta


nere
lai

in cielo,

da rima-

chiesa

come

concaltedrale con

unione egualmente
d'Isernia, rette

[irincipate alla chiesa

entrambi da uu solo pa> store. Munita di sovrano assenso la bolla, e

incaricato

come legato
"^

pontiflciodel-

la
li,

sua esecuzione mg.

Innocenzo Ferrie-

arcivescovo di Sida e nunzio apostolico

in Napoli, il medesimo si rec in Venafro a'aS setleD)brc delio stesso i852 per l'inaugurazioue della ripristinata cuDcaltedrale, accompagnato dal suo seguilo, dal sindaco di Venafro e da Tommaso Mancini, e ricevuto ai

di che prese posforme, terminando la so'enneceremonia col canto del 7(; Detun, e colla benedizione del ss. Sagramenlo, Non a dire come la chiesa fosse gremita di gente accorsa da tutta la diocesi, e come in tanta frequenza di popolo che ingombrava le vie si mantenesse sempre il pi perfetto ordine. La gioia religiosa che invadeva tulli gli animi non lasciava luogoad alcun altro pensiero. Nel giorno appresso rng.*^ nunzio visit il monastero delle Clarisse, la basilica di padronato comunale, ove riposano corpi de' ss. Martiri protettori Nicandro, Marciano e Daria, varie altre chiese e da ultimo fece visita all'ottimo prelato mg.' Sala-

rerdos

Dopo

sesso nelle solite

dino nel palazzo vescovile.

Il

27

fece ri-

torno in Napoli collo stesso accompagna-

mento che avea avolo


no accolto
al

al venire, e colle

luogo dello Ponte Reale

stesse dimostrazioni di rispetlochel'avea-

dal vescovo mg."^ Saladino e da'priueipali


del clero e del comune.

suo giungere in Venafro.

Immensa gente at-

Nelloslesso di 27 mg/Saladino prese possesso della novella sua chiesa,

tendcvalo iu ^ enafro con rami d' olivo,

secoudu

le

44
lecuiiciosi

IL

N
altro gi

VEN
domnio temporale
della
s.

r.eiemonie piesciille dal Pontificale ro-

Seile

mano,

su d'un cavallo bianco

(per cui quest'articolo interacnentea quello


si

e colle vesli solenni dalla chiesa del Piu'-

rannoda e compenetra, laonde

in-

galorio alla concattedtale fra innumerevole calca di popolo, preceduto dal clero

dispensabile di doversi tenere presente,

essendo un compendio storico del


naissiuj e
te

e dalle confi atei nite, e seguilo dall'autoI

ila

tutte della citt, lu tutte le

3serefuTin-

Vead ambedue poi stretlainencollegato (|uello di ToLOSA),e il princi-

vi

generale illuminazione per Venafro,


artificiali,

pato d'

Grange
di

{f^.),

cui princi[)i, ra-

cendio di fuochi

ve bande musicali.

suono di fusliperch ogni bella


le

azione n)erita lode, e fra

pi lidie so-

Nassau, divennero re de' Paesi Bassi {f^.) regnanti. Prima di essi il principato d' Grange fu posseduto da'
conti diChalons,e venne riunito alla Francia col trattato d'Utrecht.
Il

mo de'duchi

no da contare precipuamente quelle che


tornano a lustro e decoro
ligione,
di nostra
s.

lie-

dipartimen-

non

si

deve

tralasciar di dire,

che

to trae

il

suo

nome

dalla celebre e deli-

delle pi notabili

famiglie

venafrane
sul

ziosa fontana di Valchiusa, esistente nel

hanno
libro

assicurato con pubblico istronien-

villaggio

omonimo,
lesa

to rogato in Isernia,

una rendita

gran

me Sorga,

e da cui deriva il fiuimmortale dal soggiorno e

mensa

d'annui ducati 6go a favore della di Venafro: essi sono il cav. Fran-

da'versi del

sommo
,

aretino Petrarca,

al

pari della Castalia


voi.

per
,

1'

accennato

nel

cesco Nola giudice del circondario, Bene-

LXXV,

p.

33

in

onore del quale e

detto del Prete sindaco, d. Giambattista

della famigerata provenzale Laura, da ul-

Melucci primicero

Vincenzo Armieri,

Giam bai tislaLucentoforte, Tommaso Lucentofoile, Giovanuangelo del Vecchio,


can. Achille Mancini, Nunzio Manselli.

timo l'accademia letteraria di Valchiusa d'Avignone vi eresse neli8og una bella


colonna per monumento.
so fonie e
la
Il

meraviglio-

Un'epigrafe italiana posta nella casa del

romantica valle della Sorga, immortalati dal Cigno di Valchiusa, so-

comune
to.

eterna

la

memoria

di

questo
i

fat-

no
di

descritti nel

Per questo novello benefzio che

veil

Roma

col

I. 6, p. 4' ' eW Alhiint suo disegno. Sgorga il fonte

nafrani s'ebbero dall'augusto sovrano,

sindaco nel precedente giugno erasi recato


in

Gaeta con una commissione


II gii

rendere i

da una grotta, e molti torrenti fragore samcnle vi s gettano dentro e ne acci-fl scono l'acque, in guisa che la Sorga coN
le

pi fervidi ringraziamenti, ed

il

magna-

quali

si

forma, pu sostenere
di

battelli

nimo Fetdinando
solita

accolse colla sua

all'uscire

medesimo

della sua conca, e fa

benigna clemenza. Venafro pu andarne superba. Le due diocesi d' Isernia e di Venafro si protendono a pi miglia, e contengono circa 26 luoghi. VENAISSIN o VENAISINO o VE-

muovere molte macchine


carta.
nel
Il

fabbriche

di

gran poeta abit pure sovente


castello del vescovo di Ca-

propinquo

vaillon, situato sul sovrastante

monte, on-

NESINO

o VENOSINO CONTADO, Comitalus Venayssini^ Fenasstnsi Coil

de venne denominato castello del Petrarca. Questo dipartimento limitato da


quelli della
ie

Drme,

delle Bassi Alpi, del-

mitatus, ed
naissiu

Morcelli disse qua' di Ve-

ed

Venessinesi, P'enusn. Paese


di

celebre ed

ameno

Francia,

nella

Pro-

Bocche delRodano e diGard,e da'fiu' mi Duranza e Rodano, La sua lunghezza di 26 leghe, la larghezza 5, avendo
1

venza[P\),^\i domnio sovrano della Se-

de apostolica, che ora forma parte del dipartimento di Valchiusa, Vaiicluse. Esso al presente contiene, oltre l'antico con-

tado Veuaissiuo,

il

cunludo

d'

Avignone,

t83 leghe quadrate, o 194 secondo il Castellano , ovvero 336, 000 ettari. Tutto apparteneva questo suolo altranne l'antico principato di la s. Sede Orangc, la cui superficie ha 5 leghe di
di superficie
,

VEN
lunghezza, sopra 3 di larghezza, essendo
slato anch'esso

VEN
Provenza,
di cui

145

4 o 5 leghe inleramenle ciottoloso, ad


eccezione d'alcuni raonticelli, quali la rupe d'Avignone e quella di Vedenes. lacontransi vasti piani di sabbia dalla parte di

rinchiusone! contado Ve-^


di

naissino;

nonch Api

poi far cenno. Nel diparli


cliiusa vi
il

mento

di

Val-

sono delle pianure

all'ovest,

ma

Mourmoiron,

di

Bedoum,

e supe-

paese coperto di

montagne pi o me-

no alte
te

in tuttala parte del nord-estjdell'est

e del sudest.
il

Vi si rimarca principalmenprolungamento di due rami dell'Alnomi di montagne pi, conosciuti sotto ili Lure e di Leberoo. Fra'corsi d'acqua
i

riormente ad Grange, nelle quali vege* tano alcune piante particolari. Sano il clima e temperato, quantunque lo sboscamento delle montagne abbia rinfrescata la temperatura. L'atmosfera va sog* getta a grandi variazioni; frequenti ven-

che solcano

il

dipartimento,
la

pi rimar-

gono

le

procelle e talvolta

accompagnate

Duranza; ih." cabili sono il Rodano e riceve l'Aigues e la Sorga, che s' iiripingiia coirOueze; la 2.% che ad onta di sua estensione non serve che alla discesa de' legnami per galleggiafnento accoglie il Cavaillon. Contiene questo dipartimento parecchi canali d'irrigazione che vi sono di grande utilit, l' acque essendovi rare e necessarie, e fertilizzano terreni prima
,

da grandine devastatrice. Veggonsi nondimeno degli anni senza temporali, ma allora la siccit estrema e dura ben 3
e

mesi.

Gran

parte delle terre appe-

na capace di coltura. 11 prodotto della raccolta de' frumenti non basta al consumo degli abitanti; ma coltivasi molto la segala e l'orzo. Le viti occupano presso ad un
ed boschi ordinariamente copiosa ven* un demmia, ma i vini di questo paese danno alla testa, e fortemente colorati, sono generalmente mediocri e poco alti all'esportazione; ve ne sono peraltro che han7. della superfcie del suolo,
i

coperti di sassi e ciottoli, ed

principali

8. Si fa

'

sono: il canale aperto fra la Daranza ed il MeriudoI, per innadlare il territorio di Cavaillon e del Cavallo Bianco; quello di Calcedon, vicino al suddetto; la Diwanza, che percorre il territorio d'Avignone, ed il Crillon che dalla Duranza va al Rodano. Il suolo del dipartimento di Valchiusa, essendo ritaglialo da pianure, colli e montagne, otfre necessariamente nella sua natura grandi variet; in gene*
rale, le terre
'

no maggior forza e delicatezza, come quelli di Chteauneuf, Laner,Sorgues,Gadagne ec. Il miele e la cera abbondano , e
raccolgousi circa
l'

'

i5oo

quintali di seta al-

anno, molte olive, zaffurano, robbia, mandorle, noci buoni frutti. Sommini,

sono calcaree e miste pi o


il

stra questo

meno

coll'argilla e l'arena,
forti, talvolta

che

le

rea-

'

de ora troppo

anzi assolu*

dipartimento cortecce aromatiche e medicinali, quercia verde , legno di scotano, seme giallo d' Avignone, anisi,

tamente dure e compatte, ora troppo leggere, e di sovente senza verun nesso. Tuttavia
in

coriandoli ec. Adopraosi a lavorar le

terre

alcuni cantoni

trovans

detti

priocipii ancor modillcati


so, di

da vene

di ges-

marna bastarda,

di

sabbia non an*

cora pelrificala, e nella maggior parte da


I

molto gli asini e i muli; vi hanno numerosi armenti di bestie lanute, ma di mediocre razza. Contiene questo dipartimento numero assai grande di cave di torba non utilizzate, di carbone di terra,

una quantit immensa

di pietre, ciottoli

qua

e col sparsa miniera di ferro epa-

e banchi considerabili di ghiaia.


te vicina al confluente del

La parRodano e della

tico, limaccioso, in granelli e io

rognoni;

solfati di ferro, piriti marziali,

miniera

<

Duranza, vale a dire la quasi totalit del territorio d' Avignone, presenta un suolo

di

piombo. Se

il

paese non ricco di so-

stanze metalliche, almeno abbonda di terre da vasaio, di cave di gesso, di belle ca-

'

grasso e argilloso; ad una lega di di-

'

slaaza da quella citt e per


VOL. xc.

un

tratto di

ve di pietre da fabbrica e di pietre da cal-

lo

i4G

YEN
dipaiiimeDto parecchie
ria e corte

YEN
romaDa, onde
al

ce. Inoltte oflfreil

medesimo

e-

sorgenti minerali di differente indole. Attivissima la sua industria, e tende so-

lano

rivolti in tale

epoca

tutti gli

occhi

del cristianesimo, con


di ricchezze

immensi vantaggi
di pestilente sci-

prattulto verso
della robbia,

la

preparazione e fabbri-

e onori. Indi infelicemente

cazione delle seterie


la

manipolazione , lu laminatura del rame e del

deturpato dalla cattedra

sma, che lungamente

j)iombo,

g'

istrumenti rurali. Vi

hanno
noia

tennero due audaci e ostinatissimi antipapi, con funestisvi

fbbriche di minuterie comuni ad Avi-

gnone ed
per
le

a Carpeutrasso)

Mazan
vi

sue lucerne di ferro:

sono mol-

le distillere

d'acquavite, concie di pelli


tele

sime conseguenze e danni alla Chiesa e a'fedeli da loro ingannati. Il dipartimento di V'alchiusa, di cui capoluogo Avignone, n)andavn 3 membri alla camera
de' deputati per rappresentarlo, ed ap-

e tintorie rinomate. Le
il

dipinte sotto
ra-

nome

di tele

d'Orange, formano un

partenne
I

all'S.^ divisione militare,

forma

mo del

commercio d'esportazione. L'imfini, tele,

arcidiocesi d'Avignone, e dipendeva dal-

portazione cotisste in grani, rame, ferro,

la

corte regia di Nimes, ed della circo-

piombo, panni
valli,

mussoline

ca-

scrizione dell'accademia universitaria di

muli, bestie bovine, lavori di

mo-

detta citt.

L' arcidiocesi fino al 1801,

da, minuterie e chincaglie. Gli iibitanli,

compresi quelli d'Apt, ascendono a circa 25o,ooo, e quasi 10,000 de'quali sono d'Orange, che hanno generalmente cai

d'Avignone, comprendeva altre 3 sedi vescovili, Carpeii' trasse, propriamente capitale del contado Venaissino, Cavaillon e T'^aison (^.),
oltre l'arcivescovato

pelli castagni tiranti al nero, la pelle

bruna che bianca,


netrante,
la

lo

pi sguardo vivo e pe-

sufTraganee d' A vignane,

la

qual citt era

poi anche capitale di tutto lo stato. IVel

fisionomia spiritosa e pateti-

sempre mezzana, e coinunementeassai robusta. Sono vivaci, afca: la taglia quasi


fabili,

regime de'Papi moltissimi illustri italiani ne furono vescovi, non che presidi
i

ingegnosi e disinteressati,

li

popolo

Grange era sufFraganea del metropolitanod'Arles. Avignone era pur


temporali.

generalmente senza lettere,


a condursi.
Il

riesce facile

sede del cardinal legato, poi del prelato


vice-legato, indi

vestimento delle donne snellissimo e sembra che tenga la massi-

e soltanto per disposi

zione di Clemente

XIV

del prelato pr

ma
che.

relazione con quello dell'etiche grei

sidente, che voleva creare cardinale, e


la tradizione della /;e;ve;/(2 in

Sono questi sudditi che benignamente per circa 6 secoli governarono


i

Papi, e beneficarono in tanti modi. Inoltre

Avignone come notai ne'vol.XI X,p.2o3,LXXX V I, detto Papa p. 76 e altrove, avendolo


il

energicamente

li

difesero dalla fana-

equiparato in certo

modo

al

presidente

tica eresia
gli la

armata
(f^.)y

degli Albgesi e de-

Ugonotti
le

che insanguinarono
le

d'Urbino. Per Pio VI avendo conferito pei i.tale dignit al Dui ini, fallo presidente dal predecessore, ristabil
lo di vice-legato senza
la
il

contrada, ponendola a ferro e fuoco,

tito-

sfogandovi

pi empie e

pi crudeli

prerogativa del

scelleratezze,

desolanti, che
cri,

cou guerre sterminatrici e manomisero anche sepoli

cardinalato, e

nomin Giacomo Filomarifallo tivoi. in,p.

no

(e

non Filonjanno, come per


voi. Ili, a p.

ne bruciarono

le

ossa e ne sparsero

pografico fu impresso nel

277)

vento o gettarono ne' fiiuni, inclusivamenle a quelle de' Santi, oltre


altre indicibili profanazioni. Egli
sto
il

le ceneri al

napoletano. Nel

233

riportai

la serie de' cardinali legati

d'Avignone,

que-

ed a

p.

275

quella de' prelati vice-legati,

paese ch'essi signoreggiarono indet-

e per ultimo presidenti. La serie de'pi elati

to periodo di tempo, e 7 de' quali per sua

rettori del
iu

contado Venaissino, residenla lferr iu seguito.

gran ventura

vi

fecero resideuza, cella cu-

ti

Carpeulrasso,

VEN
In

VEN
vi

147

q ueslo diparluiento
si

una chiesa
y4fjl,

coucistoriale, e
o

gran numero d'ebrei. Es<


gi
di

divide ne'4 ciicoiidari, d\

ad acquistare tale carattere, abilea denominare il Venesino, forse neavreutmo dalle storie alcun lume, poich nou mollo
ti

Provenza buflragaiiea d' Aix, di Avignone, di Carpenlrasso, e di Grange; iu 22 cantoni, ed in i5o comuni. Apt non fece parie del contado
c'de vescovile

anni dopo
il

la

detta traslazione, pass


al

sotto

dominio de'borgognooi,

quale

successe quello degli ostrogoti. Imperoc-

ch

Venaissino:

il

suo circondario diviso


geografi che

in

t la

cantoni e in

5o comuni, con circa 54iOOO


i

abitanti. Riferiscono

il

di-

re Teodorico possed iu proprieProvenza orientale, e l'occidentale, nella quale si comprendeva il Venesino, ed in raccomandazione la Linguadoca,
il

partimento

di

Valchiusa patria degli


i

della quale eiano capitali dell'Alta

ToRi-

antichi voconci, cavari e nieuciui;

due

Iosa e della Bassa Montpellier


part lo stato in

(f^.).

ultimi de' quali popoli

galli resistettero

ad Annibale quando co' suoi cartaginesi pass il Rodano; furono poi soggiogati da' romani, e qualche secolo dopo da' popoli venuti dal Kord. JNell'articolo Avignone
procedei precipuamente col p. Sebastiano Fautoui Caslruccicarmelilano,/s/or. della citt iV Jvgione t del Contado Venesino. Stati della Sede apostolica nel'
la Gt//i, Venelia 1678.

4govc>u* generali, da' quali dipendevano quelle provincie, cogovernatori in JVar^ona, iu stituendo Marsiglia^ \ii Arles e tx Avignone j^cche in quel tempo Vindausica rimase seni

za superiorit. In seguito, passalo

il

doa'

minio della Provenza dagli ostrogoti


franchi,
la

provincia fu divisa in

parti

nel ripartimento fatto fra'due re,Gontra-

Anche

in

que-

uo

d*

Orleans e Borgogna, e Sigeberto


figli di

sto ne proHtter. Egli pertanto riferisce,


che, al dire d'alcuni, questo contado
si

d' Austrasia,

Clotario
:

re di Sois-

sons, e le parli furono


g/i'a (dell'attuale

la citt di

Marsivoi.

denomin P^enesino
latino detta

dalla caccia, che iu

costruzione della nuofeci

fcnatio, asserendo, che


il

va citt e cattedrale

cenno nel

anticamente, pi di oggi,

paese fusse
la

ripieno di selve e di macchie per


esercit liberamente in
:

cac*

LXXXIV, p. 24: altre parole su Marsiglia dissi ne' voi. LXXIII, p. 82, LXXIX, p*
282), c^e rest indivisa Ira'due fratelli ; il contado d'Avignone, e il coulado d' Aix
colle loro dipendeuze,
i

eia opportune, ovvero dalla caccia che


&i

questi

Ino-

ghi

a Venalione libera. Altri opinano che il nome lo prese da Venasca^ silo dell' antica citt di

quali paesi furo1;

no

la

porzione di Sigeberto

ed

il

cou--

gato per da quelli ere a' tempi c'elia repubblica romana


divisa
ci,
la

Findauxica, neche osservano escavari e vocondegli impe-

tado d' Arits colle sue appartenenze, equivalente a'due d'Avignone e d'Aix,che

provincia

iu

popoli de'quali non poteva essere ca-

po Vmdausica. Nel teu)po


del
'

Laonde ancora nou preminenza di Vindausica, che possa aver denomiuato il Venesino, mentre ella era in piedi. Tale citt
tocc a Gontrano.
trovasi alcuna
fu poi distrutta nel

ratori romani, continuando la divisione

VI

secolo dall'armi
il

Venesino in cavari e voconci, ne furono fatte capitali Avignone e Vaison,

de* longobardi, e allora

suo vescovato
la

fu unito a quello di Carpeutras, dalla

come adermano Tolomeo,

Plinio e

Pom-

quale nel precedente secolo


ca.

sua sede

'

ponio Alela. Nella decimazione dell'impero romano, si trasfer la sede vescovile di Carpenlras a Vindausica, segno che fino allora non era stilla Vindausica qnalifcala con alcuna prerogativa di preferenza.

vescovile era slata trasferita in Vindausi-

Per questa unione, congiuntosi a Curil

pentras

be

nome di Vindausica, potrebche per essere Carpenlras il capo del Venesino, abbia la stessa citt di
dirsi,

q avesse a quell'epoca cuiuiucia-

CarpeuUas con quel 6Uo uome diViuduu-

i48
sica

VEN
denominato
il

VEN
ma
ci

paese;

neppu-

taluni

credere, che

un tempo

vi fosse

il

re sussiste, perch

non

fu distinto questo

paese in corpo dal restante della Provenza,

conte Vendacense di Venasca, e che perci si chiamasse pure Venesino, da essi


detto Venascino;

sotto

mentre sotto gli altri re franchi, e poi rad' ries ubbidiva tutta ad un principe; n si conosce, che sotto medei
i

ma

cio un'

illazione,

come dimostra
il

il

Fantoni.Egli inoltre di-

ce, altri pretendere,

simi re fosse Carpentras per qualit di

governo capitale del moderno Venesino. Questo poi passato da' re alla propriet de' conti, non fu mai soggetto ad un sol principe, fuorch ne' tempi degli ultimi conti di Tolosa, ed allora Carpentras non
poteva esserne capitale, perch era
baronale,
l'

che supposto debba Venesino denominarsi da alcun luogo, derivi il suo nome A' Avignone, e per la conformit de' vocaboli, e per la preminenza che altre volle ha goduto Avi-

gnone

in tutta la provincia, poi detta

F*

ncsina, o nella maggior parte di essa.

La

citl

conformit de' vocaboli aperta, dicendosi


et

come

si

trae dal

diploma del-

imperatore Federico H (rammento, cie formatosi il regno d' Arles colla

Avignone in latino, Vrbs y4\>ennica, Avennicoruin,an Venncoriini; onde il paese detto Avennicinus o Fenniciniis,

la

Provenza nell'Syg, a cui si un nel gSS Borgogna Transiurana e Cisiurana, Arles col regno divenne in seguito quasi una repubblica sotto il padronato degl'imperatori, che l'unirono aW Impero, e se ne intitolarono e coronarono re. Quindi vi vollero esercitarne 'alta sil

ed

in francese

l^enesinus o P'ed'

iaissms.

La preminenza
si

Avignone

agevolmente ancora

prova, oltre quan-

to dissi nel suo articolo, ne'

tempi de'roil

mani

e de* borgognoni.

Per, dopo

gnoria, e Federico
ti

li le

accord

distin-

5o6, seguita la memorata divisione della Provenza, venne suddivisa in Sgoverni, Teodorico propose a governatori Gemello di Arles,

privilegi. Arles celebre citt appartiealla

Marado

di Marsiglia, e

Provenza, ora nel dipartimento delle Bocche del Rodano), col quale egli comand ad alcuni baroni del Venesi-

ne

V indilo

di

Avignone, che perci fu ca-

no, e tra

essi al

signore di Carpentras,
di Tolosa, ch'era stato

Provenza. Ne 570 Sigeberlo I re d'Auslrasia, uno de' 4 fgli del re Clotario I, non soddisfati
pitale della 3." parte della

di riconoscere in loro basso sovrano Rai-

to del regno assegnatogli nel partimea to

mondo VII conte

prima

tra

loro seguilo, pretese pa

privalodeldominiodelVenesino nel trattalo di Parigi del 1228. Contro tali prove,

te della

non da adottarsi

la

congettura

d'al-

Provenza eh' era toccata a Gon trano suo fratello, e l'ottenne. Divisa Provenza in due porzioni, delle quali l'u
li

cuni, per l'arme de' conti di Tolosa gi


possessori del Venesino, la quale spie-

na ih
ze,

la citt d'Arles colle sue dipenden che lesl a Gonlrano; e l'altra pe


1

gata dalla nobile famiglia Thesan de'

si-

gnori di Venasca; perch non gi in ri-

guardo del dominio


duta
alla distrutta

di

Venasca, succe-

Vindausca,

ma

per

altri suoi meriti le sar stato

comunica-

to quello
tre essi

slemma

de'conti Tolosani,
in

men-

Sigeberlo si compose delle citl d'Avi gnoneed'Aix, edellelerre lorodipendeii ti, restando |)er entrambi indivisa la cit' t di Marsiglia. Ampie dunque doveano essere le dipendenze d'Avignone, e mollo esleso il territorio Avennico tulloci si
:

erano feudatari

alcuna parte

conferma, perch

il

patrizio

Mommolo,
1
>

di

Venasca per sola infeudazione loro fattane, come ancora ad altri, dal vescovo
il

di Carpentras,
t del

quale sotto

la

sovrani-

Papa, n'era signore diretto per do-

che ne'tempi de're franchi della ." stirpe Merovingia era governatore d'Avignone, e reggeva ancora Vaison, come citt dipendente dal suo governo; ond' certo,

nazione del conte di Tulosa. Si danno

che gran parie almeno del Venesino era

VEN
compresa sollo il governo d'Avignone, perci allora sua capilale.QiiiiidijSebbene re dal goveril paese che dipendeva solto no d'Avignone, si tlislraesse succeduto il governo de'conli in varie sii^norie nondimeno in virt della goduta preminenBa, pot restare a parte di esso la denoi

VEN
vincia. Cos'i dell' antiche;

49
dipendenze di eresse il contado
e ora capoluogo
di*

f^alenza o Falence,
nois, nel

si

e poi ducato del Valentinese o Valenti-

Delfinato

('/^.j

del dipartimento della

Drme, non

minazione di feite.sino e
citt

in francese l^e-

naissin, quasi f'ennicino da Avignone,

pendente dalla citt propriamente, bench fosse residenza di tali conti, onde alcuni la dissero capitale del contado Valentinese. Seppure non piacesse di dire,
the

Fenilica o ^'cnnica, perduta la .* lettera A. Non per le manca la sua difi

Raimondo VII

spogliato d'ogni alsi

tro stato, allora a quel paese di cui


ra posto in possesso dasse
naissino,
il

e-

lcoll,

mentre
di

il

none di Venesino par


la

nome di

Ve-

pi moderno

quel che comporti


l'oich tal

supili

posta derivazione,

nome

libera

a Fenatione, che gi vi era ab antico^ o libera fu da lui fatta


il

Venesino non si ha notizia che si trovi prodotto, se non dopo che dal Papa Innocenzo III e dal concilio generale di Laterano IV si dichiai la Chiesa romana tener le terre di qua dal Rodano, di

per conciliarsi gli animi di que'popoli. Resta a

vedere quando avesse principio

titolo di

Contea
del

nella

Provenza Fenesiil

na.

conti di Tolosa assunsero


f'^ene.sno, e

titolo
i

di conti

Raimondo VI conte
figlio

di

Tolosa, fautoil

ne decorarono loro primogeniti. Altri per provano, che


conti di Tolosa

re degli eretici, per provvederne

suo

non altro

titolo

assun-

Raimondo VII, quando

egli fosse

sero, che di

pervenuto ad et maggiore, se degno si mostrasse d quella grazia della Chiesa;

marchesi di Provenza, per essere possessori del paese Venesino. W


chi asserisce,

manca

che Raimondo VII


Monfort, prima che

mentre dal Papa


te concesse

e dal concilio

erano

sta-

trovandosi privo del contado di Tolosa,

l'altre terre di

fiume a Simone
conte
il

di

l da detto Monfort capitano su-

dato dalla Chiesa

al

essa consegnasse a lui le terre di

qua dal
possesso

preoiode'crocesignali.Neli222 divenuto
di Tolosa Raimondo VII, produsse nome d'iFenaissiuo in un contralto che

Rodano, ne prese
e insieme assunse

colla forza
il

il

titolo di

conte del

Venesino. In prova di ci, nell'accennatQ


alto dell

segu in tale

anno

tra lui e

consoli d'A-

222

traini e
si

consoli d'Avigno:

vignone; e dopo <|ueslo documento con-

ne, nel suo sigillo

legge da una faccia

linuamente

trovasi lo stesso nelle bolle,

S. R. C.j cio Signiun


fiiitis,

Raymundi Co-

lettere e istroment de' Papi,

non meno

e dall'altra Fefiaissini.

Ma

perch
legge-

in diplomi e carte di principi e di privati.

dopo questo inonumenlu


si

in altri

Si vuole giustificare l'asserto,

porre di

con supavere Raimondo VII dato il noal

Venesino senza
di
titolo,

titolo di contea,

d ar-

gomento
questo

congetturare che cessasse poi

me

di

Venaissino

suo paese, relativa-

mente

all'antica estensione

d'Avignone,

in quel tempo si fosse sommamente accorciata, n pi il paese propriamente appartenesse ad Avignone, ad ec-

tuttoch

come usurpato da Raij inondo VII, senza legittima autorit del Papa supiemo signore del Venesino, o
l'alia

dell'imperatore per
vi esercitava,

suvrauit che
dui regno
il

come dipendente

cezione d'alcune poche terre e

castelli del

antico d'Arles. Alcuni atferinano, che

medesimo, che continuavano ad essergli soggetti. E ben ne avea Raimondo VII


qualche motivo, pe' servigi a lui resi dagli avigiionesi, perch col favore di loro
forze era rientrato iu possesso delia pr-

Venesino fosse gi contea, quando il re di Francia Filippo ili l'^r^/Vo, succeduto ad Alfonso di Valois conte di Tolosa suo zio, restitu'i il Venesino al Papa. Altri

poi sosleugonOj pei

mostrare che

il

5o

VEN
s

VEN
tosto
il

Venesino non ebbe


contea,
gi del

titolo

di

siringe la sua digressione cori dire, che


il Venesino fu eretto in contado, come vado a nai rare, soltanto circa 34 niii dopo la restituzione del medesimo alla s,

i." Nell'atto della

pace di Pari-

1228, trattandosi del Venesino scritto Terrain aiUeni, qua est Imperio ultra Rhodanif et omnes jus si quod ipsi Raymundo competiti vel competere poteste in eapreeisa et absolufe quittn\'it dcto Legato nomine dieta Ecclesiae in perpetnum. 1. L'imperatore Federico II, persecutore della Cliiesa romana, mal tollerando cbe questa possedesse quel paese, in un diploma che sped a favore di Raimondo VII conte di Tolosa nel 12 35, non gli die il nome di eontado ma di terra Venesina. 3. Papa Gregorio IX, rispondendo al re s. Luigi IX, [)adre di Filippo III, intorno a questa pro:

Scde;ecol pareredi vari

scritlori agjiun-

g, che la voce T'enesnn deve prefeiirsi a quella di T^ennscino non mai usata anticamente da'Papi, n dagl'imperato-

ri,

n da' conti,

quali tutti per ordi-

nario hanno detto Venesino^ Fenayssi'

no o Venaiscina. Anche chiama Fenesino.


li

il

Petrarca lo

liaccontai con diffusione, coll'autorit

gravi e veridici storici, negli articoIiTo-

T.osAe AviGNONE,edivi meglio ragionando

degli eretici Alhiges, seguiici degli ahbo-

minevoli errori de' i]/i3/V7ie/ e


te,

altri eretiset-

vincia, gli scrisse: Lileras

quas pr dilecto filio nohiliviro Cornile Tolosano super Terram quani Romana Ecclesia
ci tra nuit.

ci,da'quali derivarono allre esecrabili

Rhodanum ad manus suas

reti-

che col favore delle tante guerre sostenute da Raimondo V conte di Tolosa, e delle turbolenze insorte al suo tempo,
gli albgesi
ti,

negli slessi termini


Il

si

spedirono

mollo
in

si

estesero ne' suoi sta-

altre lettere.

suddetto Alfonso di
s.

Va-

massime

Tolosa, ed in Alby capi-

lois, fratello di

Luigi IX, conte di Poila

tale dell' Albigese nella

Linguadoca sucititi

tiers e di

morte di R.aitnondo VII suo suocero, possedendo il Venesino, non se ne qualific conte, ma chiam il paese Siniscalcato{t\ qual vocabolo
p
resi

Tolosaj dopo

periore, ora capoluogo del dipartimento del

Taro, dalla quale

presero
1

il

ragione nel voi.

LXI

p.

90),

nome. Cresciuta sfrontamente la loro resia, fu nel i 176 condannata nel cor cilio d'Alby, e nuovamente dal concili]
di
III

mentre chiam Tolosa Contado. Il Papa Gregorio X scrivendo a Filippo III re di Francia, dopo avere quel monarca restituito alla s. Sede nel 1272 il Venesino,
si

Laterano

III,

celebrato da Alessandii

neh 179. Raimondo


gli albigesi,
Il

fece

molto

p(i

frenare
so.

senza alcun succed


a lui succedi

figlio
I

Raimondo VI

espresse con queste parole:

De

to nel

ig5, gi inclinatissimo all'eresi

Terra Venesinn, Romana Ecclesia^


ciijiis est

albigese, poi ne fu pertinace fautore.


sta eresia

Que
si

propria libere, dimiltenda. Se dunque il Venesino gi avea il titolo di contea, doveva il Papa qietterlo nelle lettere patenti, colle quali nel 1272 ne deput al governo Guglielmo V illareto, e
in vece us questa forroola
:

come

idra

miseramente

dj

con ispaventose proporzioni, mal grado lo zelo per impugnarla de' cisteH
stese
ciensi, de'
ri;

domenicani e

d'altri missiona

e ad onta eziandio del grande imp^

De Terra

Venayssini^qnae esiejiisdem Ecclesiae speciali'! Ed appresso: Ciiram^ cuslo-

di Papa Innocenzo III, che non lamenle ampli l' Inquisizione con ist

gno

tuire

il
i

SUOI. "tribunale in Tolosa,

ma

de-

diam, administrationeni,reginien,

etj'n-

put
leno.

suoi legali a combatterla e insieme


i

risdictionem terrae illius Fenayssini^

preservare

cattolici dal

suo mortale

ve-

qiioad tcmporalia tua sollecitudini usque ad nostrum bcneplacitum praeseniinm tenore cornmittimus. Il p. Fantoni

Raimondo VI avendo
il

fallo truci-

dare

cislerciense

s.

Pietro di Castelil

nau, uno de'

legali pontificii,

conte

f;

YEN
coraunicato e controlli
lonirs delle sue terre,
lui pretllcatn la

VEN
per impa-

i5i

licamenle un porlosul Mediterraneo.

La

sagra guerra della crociata,


ci

giieira di religione fu micidiale e disa-

non che contro ne fu dichiarato generalissimo Simone conte di Monforf, che fece moltissime conquiste, e di diverse ne divenne signore. Citalo il conte Raimongli

strosa, piena di sanguinosi e lagrimevoli


eccessi,

albigesi; e

commessi da ambo

le parti,

le

gati

mostrandosi rigorosi

coli' eresia
i

ar-

mata
ti.

e crudele. Tolosa e tutti

dominii

del conte furono occupali da'crocesigna-

do VI, da Milone

legato apostolico nel


l'as>

Nel concilio generale di Laterano IV,


Ili,

suo tribunale di Valenza,ad ottenere


leveria alla

celebrato nel 12 15 da Innocenzo

nuo(u

soluzione de'suoi gravi reati, die per mals. Sede 7 forti castelli, 3 de' quali erano del Venesino, cio Opede,

vamente furono scomunicati


si

gli

albige-

e tutti

loro fautori.

Raimondo VI

dichiarato decaduto dalle sue terre e da

Uaumes
la

Mornas con legge

di caducit,

contea di Melgueil, e parte o met

da ogni sovranit, con assegno pel suo sostentamento; ed alla contessa sua moglie, in grflzia di

delia citt d'Aviignone, o meglio tutta intera se poteva in seguito speftare al conte.

sue virt, fu lasciato

il

Dappoich tanto

7 castelli, quanto la
si

godimento de'suoi fondi dotali. Al conte di Monfort fu aggiudicata Tolosa e tutti

contea di Melgueil,
re al

doveano devolvedominio temporale della s. Sede


il

gli

altri paesi
i

conquistati da' crocia-

ti,

salvi

diritti della
Il

Chiesa e delle per-

ogni volta che


messe.

conte luancasse

alle pro-

sone cattoliche.
nii esistenti sul

rimanente de' domi-

siccome per maggior cauzione


nobili suoi dipendenti,! condi

giurata sull'osservanza delle medesime,


la

figlio
ia
la

Rodano si concessero al Raimondo VII, se li meritasse col-

fecero

sua condotta, e intanto spettassero alcustodia e signoria della Chiesa roe

soli

d'Avignone,

Nunes

e di

s.

Egidio

con legge che tutti restassero sciolti dal giuramento di fedelt dovuta al conte, nel caso ch'egli non adempisse le medesime promessejed allora tutti diritti di Raimondo VI sopra Avignone si trasferissero nella Chiesa romana. Il legao
Gilles,
i

mana,
se to
il

ad

essa rimanessero in sovranit


se

giovane principe
riaccese

ne fosse mostra-

indegno

nell'et adulta.
la

Ma Raimoa-

do VI tosto Monfort e
i

guerra contro

crocesignati, e per l'antica

afi'ezione a' conti Tolosani, alle sue in-

to tutto corrobor con autentico atto. In

segne

si

unirono varie
la

citt di

nume

della Chiesa

romana,

il

collegato di

e del Venaissino. Per


i

Provenza Monfort sconfsse


gli

essa Tedisio oTeodisio canonico di

Geno-

nemici, e comp

conquista delle ter-

va, per ordine di Milone ricev in conse-

re di

Raimondo
si

VI.

Nondimeno

anRai-

gna castelli e li mun. Non ostante, divenuto Raimondo VI peggio di prima, fu scomunicalo nel 12 11 dal concilio d'Arles, e decaduto da' 7 castelli, dalla parte e altri diritti su Avignone, e sopra la contea di Melgueil ; l'apa Innocenzo III fece occupare per la s. Sede la contea di Melgueil pe' diritti che avea sulla medesina. Tale piccolo paese, pare che sia Melguel Mauguio, 3Ie/gorium, di Linguadoca, nel dipartimento delTHerauIt,
i

tichi sudditi

dichiararono pel

figlio

mondo
assedio

VII, che ricuper Tolosa e al cui

vi peri Monfort. Papa Onorio Il( scomunic Raimondo VI e Raimonda Vii, perch manifestamente proteggeva,

nol'eresiaje minacci
la

il

2.di privarlo del-

signoria. Anzi scrisse Cohellio nella

Noti Lia CardinalaLus : Honor'ms III ... Hoc eliam Pontjlcem sedente^ lune pr
niuin Comitatuin f^enaysinuni

Romana
il

Sedes

ohtnitit.

Morto

nel

1222 Raimonfile

circondario di Montpellier, da cui distante to miglia, capoluogo di cantone,


sullo slagno del suo

do VI
glio

allacciato dalla scomunica,

Raimondo VII vedendo


mal
partilo, fnse

sue cose

nome, ove era vi

an>

ridotte a

d'emendarsi

5ci

VEN
a' suol

VEN
pravi er-

e poi poco dopo torn


rori
;

contralte dal defimto

Raimondo VI.

In

laonde Luigi Vili re eli Francia prese contro di lui la croce, e s'impadro-

conseguenza delle quali, ed


bentr
la s.

in forza del

riconosciuto dal trattato di Parigi, su-

Papa Gregorio IK anch'esso scomunic Raimondo VII e suoi fautori, eccitando il nuovo re di Francia
n de' suoi stati.
i

Sede eziandio
al

ne' diritti del

conte sopra Avignone,

modo

gi

rile

portato;e ricevette ancora in sovranit


del Valentinois e di
trattai all'articolo

s.

Luigi

IX

a sterminare

la desolatri-

contee dal Valentioese e del Diese, ossia


s.

ce eresia armata. Finalmente nel

1228

Diez, delle quali


di Francia,

nel concilio o assemblea, cominciala a

Vale\za
Ivi dissi,

Bassege, continuata a Meaux e termina^ ta a Parigi, si stabilirono gli articoli di


pace, per ammettere Raimondo VII alla comunione defedeli, e rientrare in grazia di Gregorio IX e di s. Luigi IX. La

come Gre1228 divenuto supremo signore di tali due contee, le accord in feudo al conte Aimar II con molli pesi,
qual sede de' conti.
gorio

IX

nel

fra'

quali che
<li

le

seconde
si

appellazioni

pace e

le

condizioni

si

confermarono
1

for-

giudiziarie

dette terre

devolvesse-

malmente
VII,
la s.

a Parigi, a'9 o

1 aprile. L'at-

ro

ai presidi

e rettore pontificio del Vela

to fu concluso e stipulato tra

Raimondo
ed
il

naissinOjChe

s.Sede cominci a gover-

Sede e

s.

Luigi

IX
di

conte

venne assolto per autorit

Gregorio IX
del confe,fu

nare nel 1229 e continu sino alla rivoluzione di Francia, che lo tolse con Avi-

dal suo legato cardinal Bonaventura Ro-

mano. Giovanna,unca

figlia

fidanzata e poi sposata da Alfonso conte


di Poiliers e fratello del

re di Francia,

gnone a Pio VI, nel modo che rifcM-ir. Quanto alle contee Valentinese e Uiese, di poi Alessandro VI le cede a Luigi XII re di Francia, onde costituirle nel ducato di Valentinois, per investirsene
lui figlio
il

da loro non nascessero figli, la contea di Tolosa e la Linguadoca apparterrebbero alla Francia, Decaduto Raimondo VII da' suoi stati, anco in conseguenza del disposto dal concilio Laterauense fin dal 2 1 5, come per
colla condizione,

che

se

di

famoso Cesare Borgia, perci coniiuiemente appellato il duca Valentino.

Fiainujndo VII fu versipelle, e

piii

diritto di

conquista fatta

coli'

armi, e
in

cessione fatta da

Raimondo VI

ter-

venne rimproverato e minacciato da Gregorio IX e dal re di Francia. Ili perch si add poi il governo della contea di Tolosa ad Alfonso di Poitiers ge-|
volte

mini amplissimi, in pei petuo fu dato alla s. Sede il Venaissino in piena sovranit, e ci per

nero del conte. Questi non avendo polutootteneredal Papa l'investitura del Venesino,
te
la

compenso

delle gravissime

domand e ottenne

illegalmen-

spese fatte da lunijo leojpo da' Papi co'


legati, co'presidii de' luoghi alla loro cu-

dall'imperatore Federico

II;

concessio-

ne nulla

pel decretato dal concilio LateII

stodia aflldali, e per guerreggiare co* crociali gli atroci eretici,

rauense, e per essere Federico


detto dalla
essa, per cui
s.
i

inter-

per

la

pace e pro-

Sede, qual persecutore di


rettori pontificii continua-

sperit della contrada, difesa e

mante-

nimento

della

pura

fede.
s.

Il

paese Vene-

sino fu consegnato alla

Contribu

alla

Sede nel 1229. cessione delle terre Vene-

sa

sine alla Chiesa


il

romana
s.

il

re

s.

Luigi IX,

il Venesinoper la Chieromana, tranne alcune signorie de'baroni partigiani del conte. InlanloRaimondo VII invocandola pontificia misericor-

rono a governare

quale ebbe

la

suddetta contea

gueil, sulla quale la


ni

di M.dSede avea ragio-

sovrane. Al re fu inoltre dato

castelli di l

4 de' 7 dal Rodano, ch'erano pure


.

devoluti alla

Sede per

l'

obbligazioni

dia, ottenne l'assoluzione dalle censure da Gregorio IX. Recatosi in seguito a Roma per giustificarsi da altre imputazioni con Papa Innocenzo IV, da lui anche (jltenue,ad istanza di s. Luigi IX, l'asso-

VEN
luzionee
sua
le.
I<i

VEN
Vepei'

i53

vitalizia investitura del


s.

nejiinu iloininiu della


figlia e

Sede, e cos

genero, se non avessero pro-

Moi piamente Raimondo Vii nei 1249* lasciando sua erede universale la fj^lia, estinguendosi con lui la discenden* za maschile de' potentissimi conlidi Tolosa. Gli sui^cesse
il

contado Venaissino nel 1274 fu donato e ceduto da Filippo III a' Papi, che lo possederono sino al 1790, e veime riunito alla Francia nel
dire,
li
I 791. Altrettanto e semplicemente copiarono italiani e francesi, auciie moderni,

mitaronoa

genero Alfonso conte

mor nei 1271, e la motomba 4 giorni dopo. Lo 7,io Fdippo III V Ardilo re di Francia, raccolse tutta la loro eredit, riunendo
di Poiliers, clie
glie lo segu nella

non senza altri errori madornali; fra' primi eziandio il nostro riputalo Castellano, il quale disse il contado Venosinu acquistato da Clemente Vi,confuudendo cos e

amalgamando l'acquisto fatto da quel


pa della
di
citt

Pa-

d'Avignone. Anzi mi piace


ciie la slessa

alla

Francia

la

contea di Tolosa e
il

la

Lin-

qui ricordare,

Provenza^
il
i

guaduca. ignorando

re

diritti della s.

come
fr

dichiarai in tale articolo,

i.suo
1

Sede sul Venesino, se n'impossess in uno alla met della citt d'Avignone. Conosciuto per rerrore,ad istanza diPapaGregorio X, nel injZ restitu prontamente

conte ereditario Bertrando nel

08

l'of-

interamente a
s.

s.

i'ieiro,
il

facendola

tri-

i)utaria della
ta
i

Sede,

p.

Fantoni riporaltri

diplomi imperiali e

di

sovrani,

romana la provincia Venais&iua, senza che il Papa si curasse di ripetealla

Chiesa

tela meld'Avig(ione,che Ali(:)nsodi


tiers

l^oiII

avea ridotto
che

alla

sua ubi)idieuza.
b.

p.

Bonucci,
riferisce,
ili,

ntW Istoria del


il

Xy

Gregorio Papa da Lione scrisse a


lui, per

Filippo

rallegrandosi con

aver

che confermarono alla Chiesa romana ii pieno dominiodel Venesino. Ecco come egli descrive il contado. Conteneva 3 citt vescovili, Carpentras sua particolare capitale, Cavailion e Vaison.e 69 tra terre, castelli e villaggi. Anticamente veni\a ripartito in 3 giudicatore, di Carpentras, di Lilla e di Vaireas. Lilla

benignamente accettato l'avviso da Guglielmo da IVIatiscone cappellano ponliQci, e uditore generale della camera e dei
palazzo apostolico, coi volere liberamente restituire alla Chiesa

avea

cir-

ca

6000

abitanti, opulente pel

commeril

ci, e

resa da' Papi contro gli ugonotti


fiu-

inaccessibile alle loro furiose armi:

romana
lui

la

terra

Venesina, stala dallo ziodi


te di

Alfonso con-

po
ni.

la

dosua morte pervenuta nelle di lui maPer cui il Papa lo preg d' inviare i

Tolosa e

di Poitiers usurpata, e

romana Chiesa il possesso, indirizzandoli alia curia romana, aillnch procuratori di


suoi ministri per consegnarne alla
i

essa conferendo co'niinistri regi, insieme


si

recassero ad edetluai

la. Il

re a persua-

sione del l\Tpa, mentre questi ancora di-

Sorga in pi rami vi scorre, e venne pur chiamato Macao e Macliavilla. Vaireas si dtstinguea per 16 luoghi su cui e>itendeva la sua giurisdizione, in Carpentras dimorava ii giudice dell'appellazioni, a cui si devolvevano l'appellazioni da' giudici di Lilla e di Vaireas era temporaneo e costituito dai vice-legato. Vi risieileva ancora ii rettore del conlado,con proprio luogotenente. Egli non solo giudicava immedialamenle nel dipartimento
:

me

morava

in

Lione, restitu alla Chiesa ro-

dellii

giudicatura diCarpentras,

ma ezian-

mana

la

terra del Venaissino; e


le

Gregorio

dio era giudice

supremo

della provincia

ne rese

grazie al re. Parecchi scrite sfigurando la storia,

tutta del Venesino, cou giurisdizione che

tori,

malmenando
istruiti
il

disponeva anche della

vita delle persone:

o non

fatto tullu

o per malignit, tacendo afqui in brevi cenni riferito,


franco lucuuisiuu

questo magistrato equivaleva a un preside di provincia, e veniva nominato eoa

senza narrare alcuno de' molteplici preccdeuli


iulli; cuti
iii

Ineve did sovrano

I^ontefjce.
la

ii

contado

li-

Yenesinu riceveva

direzione del gover-

l'-.i

VEN
ed economico clairaemblea del paese, compostagli Bordini:
le

no

politico

romana
il

governatore della contea Ve*


Il

degli stali

naisina

conte di Noailles,

marescial

ecclesiastici, nobili feu(latar,e delle corau-

lo della curia

romana
bolla di

esercitava in Avi

o rappresentanti degli ecvescovi di Carpentrasclesiastici erano o, di Cnvaillon e di Vaison. L'ordine


nil. Gli eletti
i

gnone

la giurisdizione

trae da

una

come si Clemente V. i334


criminale,

ile'

nobili feudatari

non avea che un


il

eleteletti
i.

Pietro Guglielmo, vescovo d' Grange, di Benedetto XII. 134^ Giovanni, vescovo
di Frejus, di

to, scelto

ogni 3 anni dal ceto. Gli


ilelle

<leir
il

ordine

comunit erano

ni signore della

Clemente VI. iZ^^GiovanRupe o della Rocca, di

2.console di Carpentrasso, ili." consodi Lilla, ili." contole di Vaireas,


il il

le

t.

console di Pernes,
lon, e
il

i,"

console di Cavail

i.

console di Bolena.

Tra

gli al-

Clemente VI. Egli forse fu parente del Maresciallo Ugo de Ruppe, anche Maestro del sagro Ospizio. i356 Giovanni ICrnandez de Heredia, cavnWeve gerosolimitano, d'Innocenzo VI poi divenne gran maestro del suo ordine, e regol la nave che condusse Gregorio XI a Come:

tri alTari

che tratta vaiisi nell'assemblee,


in particolare la

vi

si

determinava

quanspese
si

tit delle collette

da imporsi per

le

pubbliclie, e lesue determinazioni

mu*

to, nel restituire la pontificia

residenza a

liivanocoll'appiovazione del prelato vicelegato d'Avignone.


rettori del

Roma,
sole,

i3ji8

Guglielmo de Rko/ilac,
1

La

serie de' seguenti

d'Iimocenzo VI.

365 Filippo diCabas'

contado Venesino, da' primi tempi die la s. Se^\e vi esercit il sovrano


dominio, giunge fino
p.
al

1672, perch

il

Fnntoni, da cui
la

la

ricavo, 6 anni

pubblic

sua storia.

dopo i235 Giovanni

Bauciano, arcivescovo d'Arles, quando il Venesino gi evasi devoluto alla s. Sede pel trattato di Favigi nel 1228, fatto da Gregorio I X. 1 240 Guglielmo dt Bariolis, vescovo di Carpentras, nominato da Gregorio IX. 117 3 Gasalie Imo di Villa'
reto, gran priore di
s.

Avignone e nato in Cavaillon, patriarca di (ierusalemme e poi cardinale, d'Urbano V. i366 Gaivelino, vescovo di Magalona, d' Urbano". V. 1376 Giovanni di B ransaco o Brognier, poi anticardiiiale dell'antipapa Clemente
d'

oriundo

VII, e riconosciuto indi per cardinal vescovo di Sabina, di Gregorio XI. iBBg

Arrigo de Severy,

fatto dall'antipapa

C\&min\.QW\\.Gioviinnid' Alserino,'^vO'
tonolario apostolico e uditore di rota, no-

Gitles de'cavalieri
la s.

minatodairantip;ipaGlemeote VII. 1404


y/to/or/eZ^fmrzspagnuolo,elettodalsuo

gerosolimitani,

dopo che

Sede ave-

wa ricuperato
letto

il

possesso del Venesino, e-

da Gregorio X, 127.5 Raimondo di

Grnxsaco, commendatore d'Orange d* cavalieri gerosoli mi tani,dichiaratodaGre* gorio X. 1277 Filippo di Bernisson, deputato da Micol IH. 1291 Giovanni di Grillac, fatto da Nicol IV. 1291 R'tg' gero de Spinis fiorentino, nominato da lionifacio Vili, 3oo Giovanni Artemi*//o, elello da Bonifacio Vili. i3o2 Guido di Monlalcina, dichiarato da Bonif-ici Vili. 3o9 Raimondo Guglielmo di Jludos, scello da Clemente V. 1 3 16 Artialdo de Trojan, iW Giovanni XXII. Il Novaes dice che alla morte di tale Papa, uel 1 334 era Maresciallo (P^.) della coii
I

consanguineo antipapa Benedetto XIII^ i4io Giovanni di Poiers, vescovo di Valenza e conte del Valentinese, eletto

daGiovanni XXlll. \ ^7.!i.GiaconioCaniplon, vescovo di Carpentras, di Martino V. 1429 Pietro Cotini,veicovodi Castro,
diiVIartino V.

i432 Onofrio diFrancesco, da s.Severino.diEugeniolV.Forse Onofrio Francesco Smeducci vescovo di Melfi


e vicario di
stel!uono,di Calisto III.
raldini,(.\' \me\\a e
II.

R.oma.1457 Ruggero, di Ga1458 AngcloGe


vescovo
di Sessa,diPi(* di IVarni, vedi'

1464 Costantino Eruli,


di
II,
1

scovo

Todi.di Ti voli e poi diSpoleto,

Paolo

cenzo V 1

485 Ridolfo Bonifacj,'\\u\o490 Gta, AudreaGrinialdi,


.

VEX
rpscovodiGrasse.d'InnocenzoVIIT. i5o3
di

VEN
di

i5j;

Galeotto (fella Roverr, vescovo

Savo-

Gregorio XV. 1627 Antonio Bruuacci, vescovodi Conversano, d'Urbano


Vili, 1628 Francesco SHarez,p\'e\>o^\o d'Avignone sua patria, di Urbano VUIt 1629 Persio Caraccio, poi vescovo di Larino, d'Urbano Vili. i63o Giovanni Battista Bonghi, d'Urbano Vili. 1637 Cosmo Keeremans, preposto d'Orange

na, d'Alessandro VI. Questi Galeotto

Fianciolti della Rovere, che lo zio Giulio


11

cre cardinale.

i5o5 Francesco di
Giulio
II,

Slagno, vescovo
I

di Rode/., di

5 IO Angelo Leonini, arcivescovo di Sasr sari.diGiidioI 1. 5 3 Pietro flcf'aletari,


1 i

vescovo di Caipentras, di Leone

X.i5r4

e uditore del cardinal Bigbi, d'


Vili.

Urbano

Francesco di f'illanova,

di

Leone X.
Paolo
III.

i538 Gerardo
di
I

di

Co /vie/////77io, abbate
di

s.

Tiberio

in

Linguadocn,

546 Paolo Sadoleto, eletto di CarpenIras, di Paolo III. i573 Andrea Recuperati, di Giidio III. 554 Antonio faceti, d'x Giulio III. i555 Lorenzo Tara1

nuo^o Keeremans, per disposizione d'Innocenzo X, i652 Mario Bufi, d'Innocenzo X. i656 Cesare Salvano, d'Alessandro VII. i663 Francesco de' Conti di Montemarte e di Tili-

1644

'"

gnano, cavaliere
VII.

di

Malta, d'Alessandro

sconi, prolonotario apostolico di Paolo

JV.
I

i565 Pietro Sahbatier, i Pio IV. 56G Francesco di Castellana, di s. Pio


<]'\

1672 N. Vihod, torinese, di Clemente X. Nelle Notizie di Roma, che ivi si cominciarono a pubblicare nel 1716
riporta
la serie de'

si

Ministri della

s.

Rocca Martina; Lodovico Bianco Cesare Brancacci, abbate di s. Andrea, il quale venuto dall' ebraismo al cristiaitsinto, lasciata l'abbadia e trasteritosi

V:

Sede apostolica nello Stato d'Avignone e Contado Venaisino, cio per Avignone;
il
il

vice-legato, l'uditore generale,


il

datario,
il

fiscale e

procuratore genera-

Venezia, miseramente torn a giudaizzare; fu precettore di

le,

tesoriere della

camera apostolica a
1'

Genebrardo. 1577 Domenico Grimaldi, vescovo di Cavaillon, di Gregorio XIII. i584 Francesca Angoli, di Gregorio XIM. 588 Giacoi

depositario generale,

aichivista

e se;

gretario di stato. Pel contado Veiiesino


il

rettore di Carpentras,

il

tesoriere del-

la

camera apostolica

nel

contado Venaiil

mo
sto

Sagrati, vescovodi Carpentras, di Si-

sino, l'avvocato generale,


la provincia.

tesoriere deldi Car[)en-

V.i5q3 Giigliemo CheisomiyVeacofO di Vaison, di Clemente Vili. iSgS Achille Ginnasio, di Clemente VUl. i594
PierGirolamoLeopardi,}^vepoii\o
canali, di

L'ultimo rettore

trasso fu l'ab. Cristoforo Pieracchi, giure-

consulto, da Pio /^/dichiarato conte pa-

ReClemente VMI. i5q8 Orazio


di

quando l'invi in Francia per suo ministro plenipotenziario a Parigi,


latino,

Capponi, vescovo

di

Carpentras, di Cle-

mente Vili, 1600 Pompeo fiocchi, vescovo di Cavaillon, di Clemente Vili, 1600 N. Tuschani, di Clemente Vili. 602 Giovanni de 'fidlia, vescovo d'Orange, di Clemente Vili. iGq5 Giacomo Rocamatoriy abbate di s. Maria di Canne in Italia, di Clemente Vili. 1607 Ottavio Mancini, vescovodi Cavaillon, di Paolo \ Baldassare Gaddi, fiorentino, di Paolo V. i&i ^Cosino de Bar'
I :

conseguenza dell'armistizio imposto da Napoleone Bonaparte generalissimo


in

de' repubblicani
1

francesi a'

23 giugno

Bologna, da loro di prepotenza occupata, onde negoziare una

795

al

Papa

in

pace definitiva;

ma

il

Pieracchi ricus di

sottoscrivere la convenzione, per


ticolo inconciliabile colle

un ar-

massitne della

Tutto pu vedersi nel contemporaneo Baldassai sincero storireligione cattolica.


i

co, nella

di,

162

vescovo di Carpentras, di Paolo V. I Cesare Racagna, poi vescovo di


governatore di

Relazione dell^ avversit e patimenti del glorioso Papa Pio FI, e in


breve ne' miei due
gli altri rejatiJi,

articoli indicali e ne-

cill di Castello e

Homa,

Pel fatale trattato delta-

i56
lo
ila

VEN
privilegiata

VEN
da Carlo II conte di Provenza e re di Sicilia. Per l'Epifania del iBog Clemente V si rec in Avignone, con tutta la Corte e Curia Romana (de'quali
vocaboli riparlai nel voi. LXIII,p. i53),

Napoleone Conaparle a Tolentino, ili cui dovr riparlare, de' 19 febbraio 797, da quell'anno non pi nelle NotI

zie di

Roma si leggono ministri della s. Sede d'Avignone e del contado Venaisifio, siccome ceduti per forza alla Frani

cia.

Ora conviene retrocedere,

e accenna-

dando principio per essa e pel Venaissino a una brillante e lunga epoca di clamorosi
avvenimenti,
Nel
di

re

la

stravagante e dep