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3 7JtL e

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADKI, AI SOMMI PONTEFICI, CAIIDINAH
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI,
ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII
ALLE FESTE PIÙ SOLENNI
,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROrsI ROMANO


. PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXIX.

'

Iwiy&marvt, Pop*

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIV.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORlCO-ECCLESlASTlCA

G
GEN GEN
G.rENOVEFFA o GENEVEFFA della religione. Perduti i genitori,
Nacque da un Severo e da una
(s.). ritirossia Parigi presso una signo-
Geronzia, verso l'anno 4^2, nel vil- ra ch'era sua santola, seco recan-
laggio di Nanterre, due leghe da do lo spirito della più austera pe-
Parigi distante. Passando per colà s. nitenza. Ella non mangiava che la
Germano d'Auxerre e s. Lupo di domenica e il giovedì, e non ci-
Troyes, che andavano a combattere ba vasi che di un po' di pane e di
V eresia di Pelagio nella gran Bre- alcune fave, assolutamente vietato-
tagna, tra la folla divota che do- si r uso del vino. Seguitò questo
mandava la loro benedizione, s. tenore di vita fino ai cinquant' an-
Germano per superna ispirazione ni, in cui alcuni vescovi la costrin-
distinse Genoveffa, fanciulla di set- sero ad usare d'un po' di latte e di
t'anni. Fattasela appressare coi pesce. A tanta mortificazione accop-
suoi genitori, predisse loro la futu- piava perfetta purezza , profonda
ra grandezza della figliuola, ed aven- umiltà, viva fede, carità ardentis-
do inteso da lei medesima che ar- sima, quasi continua orazione: e
dentemente bramava di dedicarsi n'era ricompensata con quelle in-

al Signore perpetua virginità,


in terne sovrumane consolazioni che
la benedisse e la consagrò a Dio il mondo non può dare, né i mon-
da quell'istante. Allora Genoveffa dani comprendere. Nullameno era
riguardossi come affatto separata d' uopo che la sua virtù fosse pro-
dagli uomini, di nuli' altro occu- vata colla tribolazione. I suoi ne-

pandosi che degli esercizi della cri- mici, approfittando della sincerità
stiana pietà e della più fervida di- con cui ella parlava dei favori

vozione. Giunta all'età di quindici straordinari che lo Spirito Santo


anni, fu presentata al vescovo del comunicavale, la spacciarono per
paese per ricevere il sacro velo ipocrita e fantastica, caricandola di
6 GEN GEN
odiose e disonorevoli imputazioni. chiesa onore di s. Dionigi di
in
Ma s. Germano chepassò per Pa- Parigi, pel quale avea speciale de-
rigi, andando seconda volta nel-
la vozione. Contribuì colle sue orazio-
la gran Bretagna, conosciutane l'in- ni alla conversione del re Clodoveo.
nocenza, prese la difesa di lei, e e Io impegnò ad innalzare la basi-
fé' tacer la calunnia. Nel ^5o mi- lica de'ss. apostoli Pietro e Paolo,
nacciando Attila d' invadere la poi compita da s. Clotilde. Final-
Francia con formidabile esercito, mente morì di ottantanov'anni, ri-

sparse in Parigi la costernazione e piena di meriti, a' 3 gennaio del


lo spavento. Genoveffa, ripiena di 5 12, e fu sepolta nel l'ecinto del-
fiducia iu Dio, promise a' parigini la nuova chiesa degli apostoli non
che allontanerebbero tanta calami- ancor terminata, la quale in segui-
tà se ricorressero ai digiuni e alle to prese il nome di lei e lo porta
orazioni. Alcune femmine si chiu- tuttora. Dell'abbazia, canonichesse,
sero con lei nel battisterio pub- e canonici di s. Genoveffa, se ne
blico, e vi passarono parecchi gior- tratta nel seguente articolo . Il

ni in orazioni e penitenze. Altri suo culto è celebre a Parigi, che


trattando la santa da falsa profe- la onora del titolo di patrona,
tessa, spinsero il loro furore a se- e deve alla sua intercessione se-
gno che sarebbe corsa pericolo del- gnalati favori. Neil' anno 1129
la vita, se non giungeva l'arcidia- un morbo crudele detto l' ardente
cono d'Auxerre portandole delle faceva strage de' parigini; e dopo
eulogie in nome di s. Germano, una solenne processione in cui fu
che signiflcavale con ciò la sua portata alla cattedrale la magnifi-
stima. Questa circostanza ispirò ca cassa di s. Genoveffa, cessò sul
ne' persecutori di lei sentimenti piìi fatto quel tremendo flagello. Papa
umani e religiosi , che si cangia- Innocenzo II, recatosi in Francia
rono in venerazione allorché mu- l'anno seguente, verificato il mira-
tando gli unni direzione alla loro colo, ordinò che se ne celebrasse
marcia, si avverò la predizione del- ogni anno la memoria il dì 26
la ebbe inoltre il do-
santa. Ella settembre; la festività poi solenne
no dei miracoli, e ne operò di stre- di s. Genoveffa celebrasi a' 3 di
pitosi a Parigi, a JMeaux, a Laon, gennaio.
a Troyes, ad Orleans, a Tours, GENOVEFFA (s.). Abbazia, ca-
per cui dilatossi la fama di sua nonichesse e canonici regolari. P. il

santità. Nell'assedio di Parigi fatto voi. VII, pag. 235 e 271 del Di-
da Childerico, Genoveffa si pose al- zionario. La celebre abbazia di s.

la testa di coloro ch'erano spediti Genoveffa era situata a Parigi [Fe-


a cercar viveri, escoitatili fino ad di] in capo alla strada detta di
,

Arcis-sur-Aube ed a Troyes, li ri- s. Genoveffa, che non formava an-

condusse illesi passando fra l'oste cora parte delia città quando fu
nemica. Dopo la presa della città, fondato il monistero. In questo luo-
Childerico, benché gentile , rese o- go eravi un cimitero ove fu sepol-
maggio alla virtù di lei , ed a sua to Prudenzio vescovo di Parigi ; e
istanza usò molta clemenza, nel s. Geno'.'effa (Fedi), morta ne' pri-

che fu imitato da suo figlio Clo- mi del IV secolo, fu ivi pur tumu-
doveo. Genoveffa fece erigere una lata. Scrivono alcuni che sulla di
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lei tomba fu eretto un oratorio di monistero, vi destinò Eude priore
legno, che il re Clodoveo I ridus- di s. Vittore come capo della x'i-
se a forma di chiesa sotto l' invo- forma, con dodici suoi confratelli
cazione de' santi Pietro e Paolo, accordatigli Gilduino.
dall' abbate
per adempiere il voto che avea Nel 1177 eletto in abbate Stefano
fatto prima delia sua partenza da di Tournay intraprese la restaura

b Parigi perla guerra contro i goti:


la cosa però non andò in tal mo-
zione
chiesa di piombo,
del monistero,
come
e coprì
ristabilì in
la

do, giacché è noto che s. Genovef- vigore la disciplina, facendovi e-


fa mori nel 5i2, cinque settimane gualmente fiorire la pietà e l'amo-
dopo la morte del re, e fu sepol- re delle lettere , ma separando la
ta presso questo principe nel re- scuola de' religiosi da quella degli
cinto delia nuova chiesa da lui inco- scolari. Verso quest' epoca ebbe
minciata per luogo di sua sepoltura, principio la carica di cancelliere di
fuori della città, sopra una collina s. Genoveffail quale era un, uffl-
poco distante dal suo palazzo. Quin- ziale nominato dall'abbate, che ne
di Dio operò sì gran numero di facesse le veci con accordare la li-
prodigi per l'intercessione di s. Gè- cenza d'insegnare; prima il can-
noveffa a chi ricorreva alla sua celliere nominava dottori e pro- i i

tomba, che la chiesa prese il di lei fessori di tutte le facoltà, poi solo
nome. La pia regina Clotilde vedo- potè accordare il grarlo di maestro
va di Clodoveo I la terminò ed di belle lettere e filosofia. Nel 1227
abbellì di ricchi ornamenti, come circa il Papa Gregorio IX accordò
quella che avea indotto il re a all'abbate l'uso della mitra e del-
fabbricarla; indi la scelse per luo- l'anello, e Clemente IV la facoltà
go di sua sepoltura, come avea fat- di poter conferire la tonsura e i

to il marito nel mezzo del coro ,


quattro ordini minori a' suoi reli-
e la regina fu deposta presso i giosi ed alcuni diritti che poi ri-
,

gradini dell'altare maggiore, poscia nunzio nel 1669: conservò però la


trasportata dietro il coro, pel culto prerogativa di assistere alla proces-
che i francesi le tributarono. Ter- sione della cassa di s. Genoveffa
minato il tempio fu distrutto l'o- con mitra e pastorale, incedendo a
ratorio di legno eretto sul sepolcro destra dell'arcivescovo di Parigi, e di
di s. Genoveffa , ed il corpo della dare come benedizione nelle
lui la
santa fu trasferito dietro l'altare contrade. Siccome s. Genoveffa è ìa

maggiore, e collocato in preziosa protettrice di Parigi, così la cassa


cassa, sostenuta da quattro colon- contenente le sue reliquie, d'ar^en-
ne di bellissimo marmo. L'abbazia to dorato, e ricca di pietre prezio-
di s. Genoveffa sino all' 857 fu se donate dai re e dalle regine di
amministrata dai monaci, ma es- Francia, portavasi in processione
sendo stata bruciata dai norman- nelle grandi calamità pubbliche
ni, furonvi sostituiti de' canonici tutto il clero e tutte le corti su-
secolari, a' quali succedettero quei periori della città assistevano a que-
regolari dell' ordine di s. Agostino sta processione ; i religiosi della
nel I 148. Fu allora che il celebre santa procedevano a piedi nudi
abbate Suger, incaricato dal Pon- alla destra del capitolo della me-
tefice Eugenio III di rifoimaie il tropolitana.
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L'abbate e i canonici regolari tli rati conventuali, due prepositure e
s. Genoveda liiiunziarono a diversi tre ospedali : nei Paesi-Bassi tre ab-
diritli cbe avevano sulla pari'occhia bazie , tre priorati, oltre un gran-
di s. Stefano del Monte, e su diverse dissimo numero di parrocchie
allre chiese di Parigi sino dal 1202, Quanto al monistero di s. Geno-
dappoiché la chiesa di s. Stefano veffa, r interno era molto ben fab-
era contigua a quella antica di s. bricato, e da per tutto appariva la
Genoveffa, il cui abbate nominava maggior proprietà. L' abbazia pos-
a reggerla un suo religioso. Inol- sedè una biblioteca che passava
tre questo abbate era il conserva- per una delle migliori di Europa,
tore dei privilegi apostolici , e de- sia per 1' edilizio, che per la qua-
putato dalla santa Sede per cono- lità e quantità di libri, oltre un
scere e giudicare tutte le cause gabinetto d'antichità descritto dal
tra persone ecclesiastiche la sua : p. Molinet; poi si aggiunse la col-

camera apostolica aveva anticamen- lezione delle medaglie d'oro che


te molto credito ed un grandissi- nel gli lasciò il duca d'Or-
1752
mo potere; le appellazioni porta- leans,che ivi erasi ritiralo. Dopo
vansi immediatamente alla santa qualche anno si fabbricò una nuo-
Sede, ma gli abusi che ne deriva- va chiesa a s. GenovefEi maestosa,
rono ne fecero tempo limitarecol con disegno del celebre Sufflot,
la giurisdizione. Caduta l' abbazia ed il re Luigi XV vi collocò la
nel rilassamento, Luigi XIII dopo prima pietra nel settembre del i 764;
la morte dell' abbate Beniamino ma questo superbo monumento
Brichanteau eh' era pur vescovo
, soggiacque alle vicende della re-
di Laon, la diede con autorizzazio- pubblica francese , che lo destinò
ne di Gregorio al cardinal XV per Pantheon alla sepoltura degli
Francesco de la Rochefoucault il , uomini illustri della patria, sebbe-
quale l'accettò colla condizione di ne vi furono tumulati anche colo-
potervi ristabilire il buon ordine ro che si lordarono le mani del
e la primitiva regola. In fatti do- sangue de' propri concittadini, pro-
po aver stabiliti a s. Genoveffa do- fanatori della religione e della ca-
dici canonici regolari della nuova sa del Signore. In questa triste e
riforma di s. Vincenzo di Senlis fatale occasione si cambiarono mol-
a' 27 aprile 1624 scelse uno di ti bassi- rilievi, e si fecero diverse
essi per suo coadiutore nella per- mutazioni, secondo l'uso cui dovea
sona del p. Carlo Faure ; indi vi servire. Restituita la chiesa di s.

associò altre abbazie, in modo che Geno vetta nei primi anni del cor-
l'abbazia di s. Genoveffa divenne il rente secolo alla sua precedente
capo d' una congregazione del suo i83o per
destinazione religiosa, nel
nome, di cui volle che il superiore le note vicende nuova- politiche
generale ogni triennio fosse pure mente fu ridotta ad uso di Pan-
abbate di s. Genoveffa, con l'ap- theon. La congregazione di s. Ge-
provazione del Papa Urbano Vili, novelfa lu onorala da molti perso-
e del re Luigi XIU. naggi con la loro pietà e dottrina.
Nel regno di Francia la congrega- V. Gallici Clirist. noi'a tom. VII,
zione di s. Genoveffa giunse ad avere p. 700; Le Fevre, Calend. storico
sessautasette abbazie, treni' otto prio- di Parigi p. 5oo, e gennaio 3, no-
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vembre 26 ; Piganiol, Descrizione re il martirio a Toringia nel i34o.
di Parigi tom. V, p. loS; e Sainl- Le sue reliquie furono acquistate a
"Victor, Tableau historique et pitto- prezzo d' oro da un Nicola Quiri-
rescjuede Paris. In questa città e- ni nobile veneziano, e trasportate
ravi pure altra antica chiesa dedi- a Venezia, dove riposano in un'ur-
cata a s. Genoveffa, detta la Pic- na marmorea nella chiesa di san-
cola Genoveffa ; sorgeva presso
s. ta Maria Gloriosa, già de' frati mi-
la cattedrale ed alla casa ove la
, nori : sotto l'urna avvi dipinta l'im-
santa morì, e fu demolita nel 1747 magine di questo servo di Dio, di-
per fabbricarvi i' ospedale dei fan- nanzi alla quale arde una lampa-
ciulli esposti. da. Il di lui culto fu approvato da
GENTILE (b.). Sorti i natali Papa Pio VI, il quale permise all'or-
a Matelica, città della Marca di dine di s. Francesco ed al clero di
Ancona, dall'illustre famiglia Fi- Matelica di celebrarne la festa a' 5
naguerria, e giovane ancora entiò di settembre, giorno in cui il b.
nella l'eligione di s. Francesco. Con- Gentile ricevette la corona del mar-
sagrato sacerdote ritirossi sopra il tirio.

monte Al verno, luogo celebre pel GENTILE. Questa parola deri-


soggiorno del suo santo patriarca, va dall' ebraico Goiini o Gojini o
e si rese modello di perfezione cri- Gotim , dappoiché con tal vocabolo
stiana , e fervido contemplativo. I gli ebrei appellavano le nazioni e
religiosi del convento, ammiratori tutti popoli della terra, ed ognu-
i

delle sue virtù e de' suoi meriti, no che non era israelita. In origi-
lo scelsero due volte per loro su- ne questo vocabolo non significava
periore. Predicatore zelante ed elo- nulla di spregevole , ma in pro-
quente, ricondusse sul sentiero del- gresso i medesimi ebrei vi uniro-
la virtù uomini traviati. Passò a no un' idea svantaggiosa a motivo
predicare la fede nel Levante, scor- dell' idolatria e dei vizi, da cui e-
se le frontiere delT Egitto, s'inol- rano infette tutte le nazioni. Quan-
trò nella Persia. 11 Signore avva- do gli ebrei furono convertiti alla
lorò la sua dottrina col dono dei fede dell' evangelo, continuarono a
miracoli, e colla scienza dell'avve- chiamare gentili, gentes, le nazioni
nire; e i persiani stupefatti a que- ed i popoli che non erano né ebrei,
sti prodigi, ricevettero il battesimo né cristiani. San Paolo è denomi-
in numero di diecimila. 11 nuovo nato V apostolo delle genti, ['apo-
apostolo non tralasciò d'adoperarsi stolo dei gentili o delle nazioni ,

con tutto il fervore per rassodare perchè principalmente si occupò al-


la fede de' novelli cristiani. Si uni la conversione ed alla istruzione
al veneto ambasciatore Marco Cor- dei gentili , che dislingue talvolta
nare, poi doge di Venezia, ch'era- anche col vocabolo di greci, come
si recato in Persia, per visitare seco- abbiamo neW epist. ad Rovi. I, i^,
tomba
lui la di santa Caterina sul I6 ; neir epist. ad Corinth. 1 22 , ,

monte Sina nell' Arabia. Continuò 24; e neW epistola ad Galat. 3,


poscia in quel paese le sue fati- 28. Anche s. Luca negli atti degli
che ; ma i saraceni adirati pei apostoli 6, I , fa uso del vocabolo
trionfi eh' egli riportava sulla set- graecus , nel medesimo significato.
ta di Maometto, gli fecero sofìii- Molti ebrei superbi dei privilegi
IO GEN GEN
della loro nazione, e delle promes- za l'osservanza delle cerimonie le
se che Dio avea loro fatto, e del- gali.

la leggeche avea loro data, si sde- ]l Rinaldi negli Annali ecclesia-


gnarono al vedere che gentili era- i stici tratta molti punti risguardan-
no ammessi alla fede, senza essere ti i gentili, dicendo che nei primi
assoggettati alle cerimonie del giu- tempi i discepoli degli apostoli di-
daismo. Fu necessario un decreto spersi, non predicarono ai gentili,
degli da s. Pietro
apostoli riuniti ma ai soli ebrei ; che s. Pietro a-
in concilio a Gerusalemme, per de- prì ai gentili la via per venire al-
cidere che bastava credere in Ge- la Chiesa, per cui fu ripreso dal-
sù Cristo per essere salvi, e che l'eretico Cerinto , il quale voleva
non si dovessero inquietare i gen- obbligare i gentili di recente con-
tili convertiti alla fede, ma si scri- vertiti, alla circoncisione ed alle al-
vesse ad che solo si astenes-
essi , tre mosaiche osservanze, cui ave-

sero dalle caini immolate agl'idoli, vano dispensato di seguire gli apo-
dalla fornicazione, e dal mangiare stoli nel terzo concilio di Gerusa-

animali soffocati, né il sangue, co- lemme; dice quando i discepoli


me si ha dagli Alli apost. e. i5, incominciarono a predicare ai gen-
V. 5 e seg. Malgrado però di que- tili , e dei costumi fieri di questi
sta decisione molti ebrei perseve- avanti la predicazione salutifera del
rarono nel loro erroneo sentimen- vangelo, ed altri punti relativi alle
to, e furono chiamati giudei ebio- loro usanze, ch'ebbero in co- riti

niti, dall'eretico Ebione [T-^edì) lo- mune con gli ebrei,


coi cristiani e
ro capo. Contro gli ebioniti s. Pao- delle loro superstizioni, e degl' im-
lo scrisse principalmente la sua let- peratori che permisero o vietarono
tera ai galati. I profeti che avevano loro il sacrificare , come di quelli
annunziato la conversione e la fu- che li protessero o repressero col-
tura salute de' gentili , in nessun r inabilitarli alla milizia ed alle
modo aveano sisrnificalo che sareb- magistrature onde distruggere le,

bero sottomessi al giudaismo anzi : reliquie dell'idolatria ;


quindi della
avevano predetto che alla venuta conversione dei loro templi in chie-
del Messia vi sarebbe una nuova se; che i cristiani chiamarono pa-
alleanza, come si espres'je Geremia gani gì' idolatri , ed romani ap-
i

e. 3i; una nuova fede al dire d'I- pellarono i barbari col nome o co-
saia e. 42, V. 4 nuovo sacer-
; *iQ me sinonimo di gentili, alleati o
dozio 5 e nuovi sacrifizi come di- no dell'impero, nonché con quello
chiarò Malachia e. &5, v. 21, e. i, di stranieri, in opposizione ai pro-
V. io; e che assolutamente cesse- vinciali, cioè gli abitanti delle pro-
rebbero quei del tempio di Geru- vincie dell'impero, secondo che
salemme, lo si legge in Daniele s' insegna nel diritto romano e nel
cap. 9, V. 27. Dunque per par- rescritto degl' imperatori , tit. de
te de' giudei, osserva il Bergier, nupt. Geni., e. Theod.
era un'ostinazione assai mal fon- IlMamachi nei Costumi de primiti-
data pietendere che la legge di
il vi cristiani principalmente discorre
Mosè fosse stata data per tutti i come gentili conobbero l' innocenza
i

popoli e per sempre; che non vi de'cristiani, e che mossi da questa e

potesse essere salute pei gentili sen- dalla divina grazia abbracciarono la
GEN II

loro religione; de' nomi obbrobrio- dassero schernendo i cristiani; e


si co' quali gentili chiamavano
i i delle industrie usate già dai genti-
Cristiani (P^edi), come a quell'artico- li per sopprimere nella Giudea le
lo notammo ; delle calunnie dei gen- inemorie e la venerazione de' luo-
tili inventate dall' odio che porta- ghi santi. Il Buonarroti nelle O^-
vano al nome cristiano ; che ne ap- servazioni sui medaglioni e vetri
provavano la loro conversazione antichi, nel parlare degli avanzi del-
ma siccome superstiziosa ne ripro- la gentilità e memorie della sua
vavano la religione; che punivano superstizione, dice ch'esse dimostra-
i cristiani per il solo nome, sebbe- no la potenza della nostra religio-
ne alcuni di loro persuasi dell' in- ne, e sono suoi trofei ; ed in mol-
nocenza de' cristiani abbracciarono ti luoghi spiega come gli scultori,
la religione de' medesimi ; dice del- i mosaicisti ed altri artisti signifi-
le testimonianze degli stessi gentili, carono nelle loro opere i gentili
colle quali provasi la verità della con simboli e figure. Finalmente
religione cristiana; del loro errore Giovanni Marangoni , Delle cose
della pluralità degli Dei, e per qual gentilesche e profane trasportate
motivo loro dispiacesse che i cri- ad uso ed ornamento delle chiese,
stiani non si accostassero ai templi copiosamente discute 1' argomento ,

degli Dei; narra le persecuzioni di dichiarando che i gentili tolsero


essi contro i cristiani, e viceversa dai sacri libri molte storie, riti e
r amore che questi avevano pei gen- dottrine, indi deformate con favole,
tili, e con quanta diligenza ne pro- e che dai medesimi ricercarono le
curarono le Rui-
conversione. Il p. somiglianze delle figure de' loro si-
nart negli ydui sinceri dei primi mulacri; che bramarono che i loro
martiri della Chiesa cattolica, par- templi fossero convertiti in altri usi,
la come i gentili deridevano ca- i piuttosto che vederli
e diroccati ,

duti, delle sevizie brutali che face- che senza saperlo prepararono i ma^
vano contro i cadaveri dei martiri, leriali più sontuosi, per la magni-
e che dopo la morte di Giuliano ficenza delle nostre chiese.
r Apostata in più luoghi si leva- GENTILE Partilo da Monte-
rono a rumore, ed uccisero molti fiore, Cardinale. Gentile Partino
cristiani in odio della fede. Pom- nacque in Montefiore nella Marca,
peo Sarnelli nelle Lettere ecclesia- diocesi di Fermo, in età giovanile
stiche, rileva vari usi dei gentili, e in detta sua patria professò nell'or-
delle non poche costumanze puri- dine de' minori, fu mandato a stu-
ficate e santificate nel cristianesimo. diare nelle celebri scuole della cit-
Il p. Stefano Menochio nelle Stila- tà di Parigi, e divenne uomo gra-
re o trattenimenti eruditi, tratta
mol- vissimo, come lo chiama il Buon-
ti argomenti analoghi a' gentili, fra' fìnio , siccome dotato di straordi-
quali ne accenneremo tre: che nei naria virtù, scienza e saviezza. Es-
primi tempi del cristianesimo i gen- sendo dottore in teologia, perciò
tili non distinguevano i cristiani dai detto dottore parigino, e lettore
il

giudei; delle diligenze e sforzi che fe- del sagro palazzo apostolico , dopo
ce Giuliano l'Apostata per rimettere aver egli nelle scuole di esso dato
e riformare il gentilesimo, e come saggio di sua dottrina, il Pontefi-
contro le invenzioni di lui si an- ce Bonifacio Vili ne premiò il me-
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rito a' 4 (iicembie 1^98, creando- sedizioni, Carlo I cominciò a pien-
lo cardinale dell' ordine de' preti ,
dere le redini del governo. Ad on-
conferendogli per titolo la chiesa ta di tanta solennità con la quale
di s. Martino ai Monti. Inoltre Bo- erasi coronato il principe, avendo
nifacio Vili lo inviò legato in Si- due palatini del legno reclamato ,

cilia, lo incaricò di aiutare i cava- e pretesod'intimare una nuova


lieri gerosolimitani per la ricupera dieta, dalla quale esigevano fosse
di gì' impose di com-
Palestina, e escluso il cardinal legato, questi
primere gli eretici fraticelli. Dopo fidminò l'anatema contro tulli quel-
la morte di (|uel Pontefice inter- li che avessero ricusato di prestar
venne ai conclavi in cui furono elet- omaggio al re Carlo I e special- ,

ti Benedetto XI, e Clemente V il ,


mente contro Matteo Palatino capo
quale nel i3o5 gli aflidò la cura de' ribelli, e reo di gravi ed enor-
e l'amministrazione della chiesa di mi delitti. In questa legazione il

s. Prassede, e dichiarandolo legato cardinale confermò, come nana il

apostolico con ampie facoltà lo spe- Panvinio, l'ordine de' monaci di


dì in Ungheria, munito di un pon- s. Paolo primo eremita, che mili-
breve diretto ai popoli di
tificio tavano sotto la regola di s. Agosti-
quel regno non che a quelli di
,
stino. Nella cronaca del Wadingo,
Polonia, Dalmazia e Croazia, nel attribuita al b. Odorico da Forlì ,

quale venivano esortati a prestar- e riportata dal Baluzio nelle ag-


gli ubìjidienza. Il cardinale condus- giunte al tom. I delle Vile de Pa-
se in Buda Carlo Bimberto o Ro- pi d'Avignone 'p. ì^i/ì, viene de-
berto ossia Carlo Martello figlio scritta la legazione del cardinale,
di Carlo II re di Sicilia, ricono- con tutte le più minute circostan-
sciuto e confermato dalla santa Se- ze avvenute ne' ti-e anni che durò,
de qual re d' Ungheria, e siccome e delle costituzioni da lui date al
gli ungheresi avevano ricusato di regno ungarico, col titolo: Ada
prestargli ubbidienza, erano stati ful- conventiis Possoniensis . Portatosi
minali colla sentenza dell'interdetto. il cardinale in Avignone, ove Cle-
In Pesto o Pestino il cardinale con- mente V avea stabilito la residen-
vocò una generale assemblea degli za pontificia poscia intervenne al
,

stali , ed in essa coronò solenne- concilio generale di Vienna, in cui


mente Carlo in re d' Ungheria, col con invincibili argomenti teologici,
nome di Carlo I Roberto. Nella e di diritto canonico, difese valo-
medesima assemblea il cardinale sta- rosamente dalle calunnie il cattoli-
bilì, che se Stanislao o Ladislao vai- cismo, la legiltimità, l'innocenra e
voda non avesse restituito la corona la memoria di Bonifacio Vili, che
delta santa dagli ungheresi, manda- il re di Francia Filippo IV di lui
ta già dal Papa Silvestro II al re fiero nemico, pretendeva che fosse
s.Stefano I , nella quale essi pre- esecrata come un eretico, mentre il re
tendevano essere fondato il diritto stesso trova vasi presente all'eloquente
reale, si tenesse in avvenire in con- e zelante difesa. Mossi dal suo esem-
to di profana, ed un'altra bene- Vili anche i
pio, difesero Bonifacio
delta se ne dovesse mandare dal celebri Giovanni Minio
cardinali
Pontefice pel nuovo re; in tal mo- da Morrovalle, Guglielmo Longhi e
do dopo dieci anni di discordie e Riccardo Pelroni. Inoltre il cardi-
GEN GEN i3

Mal Gentile per mezro di sue let- Colberlina, nel codice 829, dimo-
tere fece noto al mondo, aver ter- strano il contrario, e questa fu la
minato Bonifacio YIII con gran cagione per cui il tesoro rimase in
pietà i suoi giorni. Invialo dal Pa- Lucca. II medesimo Baluzio rac-
pa in Italia, ebbe ordine di tras- conta che Odoardo I re d'Inghil-
portare in Avignone il denaro esat- terra assegnò al cardinale l'annua
to dalla città di Roma, e dalle pro- pensione di cinquecento lire sterli-

vincia di Campagna e del Patri- ne. Novaes Storia de' Pontefici


Il

monio di s. Pietro, nel timore che tom. IV, p. 4I5 dice che il tesoro
se ne impadronisse Enrico VII che poi lo ritirò da Lucca Raimondo
dovea portarsi in Roma a prendere marchese d'Ancona nipote del Pa-
la corona imperiale. Partito il car- pa, il quale venendo sorpreso dai
dinale d'Avignone per per 1' Italia modenesi, fu da questi ucciso ru-
prendere detto denaro, che valuta- bandogli il tesoro, per cui Clemen-
Tasi un milione di fiorini d' oro te V li scomunicò. 11 Cardella nel-
indi non credendo egli sicuro que- le Memorie storiche de' cardinali
sto trasporto a motivo delle fazio- tom. II, p. 58 , narra che Gentile
ni de' guelfi e ghibellini , e delle morì dopo quattordici anni di car-
guerre tra' genovesi e pisani, che dinalato , e che trasferito il cada-
allora desolavano l' Italia ,
per cui vere in Asisi fu sepolto nella ba-
tutte le strade erano infestate di silica di s. Fi'ancesco, nella cappel-
assassini ed armati, lo lasciò come la de' Lodovico e Martino da
ss.

in sicuro deposito nella sagrestia di lui fondata, di cui tratta il p. Bru-


s.Frediano in Lucca, dove si dice schelli a p. i o5 d'issisi città se-
che in breve fosse rapito e involato rafica. Giuseppe Cohicci nel tom.
da Castruccio signore di quella cit- XXV delle Antid.ità picene , ri-

tà, ovvero da Uguccione signore di portando la visita triennale del Ci-


Pisa, quantunque altri opinano di- valli, e parlando a pag. 28 di IVIon-

versamente. Dopo avere come le- tefìore dice che quel


, convento
gato apostolico condannata l'empia de' francescani eretto nel 1246, fu
setta dei fraticelli, vide il fine dei illustrato da religioso dal Gentile,
suoi giorni nel i3i2 in Avignone, il quale nella bella contigua chie-
secondo il Giacconi o, Vitae Pont, sa di s. Francesco e nella cappella
et Card., ed il p. Giovanni da Sa- di pietra a manca dell'altare mag-
lamanca, nella Biblioteca france- giore, ove sono sepolti di i lui ge-

scana tom. II, p. 14. 11 citalo Ba- nilori, a questi con amor figlia-
luzio a p. 582 scrive che il càrdi- le eresse un monunienlo, consi-
naie non potè proseguire il suo stente in due statue di pietra gia-
viaggio per esseie stato sorpreso con questa memoiia Anno
centi, :

in Lucca da grave malattia , che Domini i3 io. Dominus Gentilis de


gli tolse la vita in quella città Monte Floriun Cardinalis ord.
come rilevasi dalle lettere di Gio- min. tempore Bonifacii Pili ti- ,

vanni XXII , immediato successore tuli Martini in Montibus.


.V.

di Clemente V ; e però soggiunge, GENTILI o GENTILE Y, Genti-


sona in errore coloro che pensano liaciim. Luogo di Francia, dipar-
essere morto in Avignone, mentre timento di Senna, lungi una lega
le memorale lettere ch'erano nella da Parigi, sulla riviera di Bievre,
i4 GÈ IV GEN
Si chiama qualche volta grande GENTILI RIDOLFUCCt Luca,
Gentilly per distinguerlo dal pic- Cardinale. Luca Gentili Kidolfuc-
colo , situato pure sulla Bievie. ci di Camerino, da arcidiacono e
Questo villaggio fu la residenza dei priore di quella cattedrale, Urbano
re di Francia della prima e secon- V nel 1869 lo promosse al vesco-
da stirpe. Pipino vi fece costruire vato di Nocera, quindi da Grego-
un palazzo di cui piìi non riman- rio XI fu fatto vicario di Roma,
gono che le vestigia nel quale si , ed ilPapa Urbano VI a' 18 set-
tenne una corte plenaria nei 762. tembre 1378 lo creò cardinale
Dipoi nell'anno 767, o secondo al- prete, assegnandogli per titolo la
tri nell'anno 796, nel giorno di chiesa di s. Sisto. Lo dichiarò le-
ÌNatale, vi fu radunato un concilio gato dell' Umbria, dove riconciliò
nazionale sul mistero della ss. Tri- tra loro i cittadini di Todi, fra i

nità, la particola Filioque del sim- quali vertevano gravi e funeste di-
bolo, ed il culto delle sacre imma- scordie. Mori in Perugia nel 1889,
gini. V intervenne il re Pipino e trasferito il cadavere nella cat-
accompagnato dai grandi del regno tedrale di Camerino, ivi fu sepol-
e dalla maggior parte dei vescovi to con breve elogio in versi, po-
delle Gallie e delia Germania; due stovi da Venanzio Ridolfucci nel
legali della santa Sede inviati dal 1619. Su questo cardinale va let-
Pontefice Paolo I sei patrizi am- , ta l'erudita nota posta nel tom.
basciatori dell' imperatoreCostan- II, p. 643 del Guarna^^cci, alla vita
tino Copronimo con molti vesco- , del cardinal Antonio Saverio Gen-
vi di Grecia. Questi ultimi agita- tili. 11 Novaes celebra il cardinal
rono coi legati la questione sulla Luca, illustre per dottrina e san-
processione dello Spinto Santo, se tità di vita.
proceda dal Figliuolo come dal Pa- GENTILI AxTo>Mo Saverio^ Car-
dre; e rimproverarono ai Ialini di dinale Antonio Saverio Gentili
.

aver aggiunto al simbolo di Co- nacque in Roma a'9 febbraio 1681,


stantinopoli la parola Filioque. Am- da illustri e nobili genitori di Ca-
mettendosi la presenza nel conci- merino. Si dedicò con tal fervore
lio del re Pipino e dei legati di allo studio della giurisprudenza,
Paolo I, conviene dire
che fu ce- che neir aprile del 1699 meritò
lebrato nell'anno 767. Regia tom. nell'archiginnasio romano le inse-
XVU Labbé tom. VI; Arduino
; gne di dottore. Per divenire piìi
toni. HI, Diz. de concila ; Lenglet, profondo in questa scienza istituì ,

Tavolette cronolog.j e Manzi, Sup- in propria casa alcune conferenze


pleni. de'concilii t. J, col. 6^3 e 624 di dotti giovani, nelle quali si di-
GENTILI Paolo, Cardinale. sputava intorno alle facoltà legali,
Paolo Gentili da Lucca fu da Ur- e sopra i riti ecclesiastici. Il Can-
bano IT del 1088 creato cardinale cellieri a pag. 107 del suo Mer-
dell'ordine de' preti, conferendogli cato, con l'autorità del Valesio, di-

per titolo la chiesa di s. Sisto. ce che a' 1 3 gennaio 1 703 entrò


Sottoscrisse al concilio di Guastal- in prelatura monsignor Gentili, il
la convocato da Pasquale II, e ven- di cui padre fu cameriere del car-
ne incaricato di diverse legazioni in dinal Maidalchini (nipote di d. O-
Oriente. limpia cognata di Innocenzo X),
GEN j5
rlie iltoinarKio alla sua patria lammo al volume XVI,
i3o e p.
Camerino, per buona sorte entrò 1 3 1 del Dizionario ) insieme con
al servizio del vescovo di quella tre altari, come rilevasi da una
città tQonsignor Altieri^ il quale lapide ivi collocata. Nel maggio
essendo fatto cardinale e poi Ponte- 1731 Clemente Xll lo fece data-
fice col nonoe di Clemente X l'ar- rio, indi a' 24 settembre lo creò
ricchì, avendogli anche conceduto cardinale prete, col titolo di s. Ste-
il sito, dov'era una piazza, incon- fano al monte Celio, ove ebbe la
tro a s. Nicola in Arcione, dove consolazione religiosa di trovare i

fabbricò un bel palazzo. Su questo corpi de' ss. martiri Primo e Feli-
ho letto altrove che per gratitudi- ciano, i quali con solenne proces-
ne pose Tarme di Clemente X. Ma- sione e r intervento del sacro col-
rio Guarnacci nelle Vilae Pont, et legio, e della prelatura romana ri-
Cardinnlium t. II, p. 64 1, dice che pose sotto un magnifico altare da
Antonio nacque da Teresa Durso, lui eretto e consacrato. Clemente
e da Nicola Gentili qui fuit secre- Xll inoltre lo confermò nella da-
(US cubicularius e numero parte- taria col titolo di prodatario, e nel
ciyantiuni Clenientis X, parole che 1738 lo dichiarò prefetto della
possono benissimo convenire agli mentovata congregazione del con-
aiutanti di camera del Pontefice, cilio. Intervenne all'elezione di Be-
anzi monsignor Cecconi vescovo di nedetto XIV che nel 1741 Io de-
Montai lo nella sua Storia di Pa- putò visitatore apostolico dell'arci-
lestina, a p. 184 riporta un'anti- spedale di s. Spirito, di cui come
ca lapide di Saturninus cubicula- dell'amministrazione fu benemeren-
rius, ed a p. 4' 3 soggiunge, cu- tissimo, oltre l'edificazione che die-
biculario è lo stesso che aiutante de nelle frequenti visite diurne e
di camera. In quanto agl'individui notturne che faceva agi' infermi,
che si comprendono nella catego- ministrando loro con indefesso zelo
ria de' cubiculari pontificii , è a i ss. Sagramenti ne'nove anni che

vedersi l'articolo Cubicuxaeio. Do- restò visitatore. Dimesso il titolo


po aver passato lodevolmente alcun passò al vescovato suburbicaiio di
tempo nelle minori cariche della Palestrina nel 174?? "^ visitò la
curia, fu eletto nel 1 7 1 3 da Cle- diocesi,ed esercitò molti atti di be-
mente XI luogotenente dell'uditore neficenza coi poveri, e con la cat-
della camera , nella quale carica tedrale. Appartenne alle congrega-
acquistatasi grande riputazione, fu zioni del s. offizio, di propaganda
da Benedetto XI li nel 1727 consa- fide, dell'immunità, dei riti e della
grato arcivescovo di Petra in par- consulta; e fu protettore de'monaci
tìbus, e nell'anno seguente dal me- Olivetani, de'religiosi trinitari, e di
desimo promosso a segretario del- qvielli di Betlemme nell' Indie oc-
la congregazione del concilio, indi, cidentali. Mecenate de'letlerali, la
passati cinque mesi, a segretaiio di sua casa fu sempre pei- loro aper-
quella de'vescovi e regolari, con la ta; dotto e profondamente erudi-
provista d'un canonicato nella ba- to, chiaro divenne nella repubblica
silica liberiana. Nel medesimo an- letteraria. Il Cancellieri nella loda-
no 1728 consagrò la chiesa di s. ta sua opera, a pag. 228 e seg.,
Nicola in Arcione (della quale par- nel riportare erudite notizie delia
iG GEN GEN
celebre accademia degli Infecondi, romana milizia, perchè, die' egli, i

che fu la ujadie dell'illusile e co- principali benefizi, e le migliori


spicua Arcadia, dice che il ctir- j)Oizioni de' terreni che si davano
dinale n' era il protettole, il qua- per ricompensa ai veterani o ad
le essendo solito sino dai giovanili altri soldati, distribuiti erano sin-
suoi anni, in tutti i giorni delle so- golarmente ai gentili ed agli scu-
lennità della Beata Vergine dare dieri, come ai più valorosi dell'eser-
nella propria abitazione un di voto cito, del che sarebbe assai dilhcile il
ed erudito trattenimento in di lei trovare le prove ne'migliori scrittori
onore, descrive le decorose e fre- latini. Dice lo stesso Pasquier che i

quenti accademie da lui date nel galliavendo veduto, durante l'impe"


proprio palazzo, con numeroso con- ro romano, i gentili e gli scudieri
corso di cardinali prelati, nobili, ottenere tra gli altri soldati le più
,

letterati, e personaggi distinti. Fi- belle porzioni di terreno sulle lo-


nalmente un colpo apopletico tron- ro frontiere, cominciarono a chia-
cò la vita di questo esimio cardi- mare col nome di gentiluomini e
nale a' i3 marzo 1753, in età di di scudieri coloro che dai primi
scltanladue anni , e fu sepolto in le franchi videro provveduti di si-
Roma nella chiesa di s. Venanzio mili benefizi. Può osservarsi che
de'camerinesi, di cui tenni propo- assai antico era in Italia l'addiet-
sito all' Camerino {Fedi).
articolo tivo di gentile, e che significava di
Ivi la sua nipote marchesa Costan- buona gente, come epitelo convenien-
za Glori Sparapani gli eresse una te a chi eia di buona gente, e di
marmorea iscrizione, con distinto nobile schiatta. Gentili, secondo il
elogio. Boccaccio, nominavansi coloro che
GENTILUOMO. Uomo nobile, la virtù seguitavano, e coloro che
!'?/ nobilis,palricius. Dicesi ancora pel contrario seguivano i loro vizi,
gentiluomo a qualunque nobile o erano non gentili riputati. Quindi
di civile condizione addetto ad of- antichissimi furono in Italia i vo-
ficio particolare presso la persona caboli di getitiluomOj e di gentil-
di un principe, di un cardinale, di donna, e forse dall'Italia passarono
un ambasciatore, d' un vescovo, di quei nomi nella lingua francese.
un prelato, d'un signore ec. Tra All'articolo Famiglie de' cardinali
le opinioni sulla derivazione del e de" prelati si tratta dei loro gen-
vocabolo gentiluomo, havvi quella tiluomini. Dei gentiluomini de'prin-
forse la meglio fondata, e prove- cipi, ambasciatori, ed altri signori,
niente dal latino gentis honiines, che se ne discorre agli articoli relativi
si pretende avere significato un agli uffici che disimpegnano.
tempo le persone dedicate al ser- GENUFLESSIONE, Genujlexio,
vigio dello com'erano una
stato, geniinrn submissio. La genuflessione
volta tutti i donde venne
franchi, o inginocchiazione è l' atto di pie-
almeno in Francia la prima nobil- gare le ginocchia ; è questa una
tà di estrazione o sia di origine. maniera di umiliarsi riverente, o
Il Pasquier crede, che i nomi di di abbassarsi in presenza di alcuno
gentili,e di scudieri passati nella per onorarlo. In ogni tempo que-
lingua francese, sieno a quella na- sto segno di vuniltà fu in uso,
zione rimasti come eredità della massime durante la preghiera o
GEN GEN 17
orazione, dnppoichè il Gavanto dice Questo era un manifesto inganno,
che doppio è il fine della genufles- essendo anzi provato il contrario
sione, cioè di adorare e di prega- dalla sacra Scrittura, come dagli
re. Nella consacrazione e dedica- addotti esempi e da altri.

zione del tempio di Gerusalemme, Soggiunge il Bergier, che la ge-


il re Salomone fece la sua preghie- nuflessionenon è essenziale alla pre-
ra inginocchio, e con le mani al- ghiera, ma non si deve né bia-
zale al cielo : in una cerimonia simarla, ne porsi in ima positura
eguale il re Ezechia ed i leviti si differente per contraddire l'usanza
misero in ginocchio per lodare ed della Chiesa; che in generale i se-
adorare Iddio. Un ufficiale di Acab- gni esterni sono indifferenti in sé
bo s' inginocchiò avanti il profeta stessi, essendo l'opinione comune e
Elia. Gesìi Cristo fece la sua pre- r uso quelli che ne determinano il

ghiera in ginocchio sul monte degli significato. E siccome noi talvolta


Ulivi. S. Paolo nell'epistola agli e- facciamo uso per onoraregli uomi-

fesini disse loro ch'egli piegava le ni, medesimi segni di cui ci


dei
ginocchia dinanzi al Padre del JVo- serviamo per onorare Dio, non ne
slro Signore Gesù Cristo. Il Ma- consegue da ciò che noi tributia-
cri nella Nolizia de vocaboli eccle- mo loro il medesimo culto che of-
siastici, verbo Genujlexio, dichiara friamo a Dio, essendo assai diver-
che la genuflessione fu introdotta so l'atto che intendiamo di fare.
nella Chiesa per istituto apostolico^ In fatti il meniorato ofhziale di
che s. Stefano protomartire orò ge- Acabbo che si mise in ginocchio
nuflesso pe'suoi persecutori, e che davanti il profeta Elia, non aveva
questo atto significa adorazione, pe- certamente intenzione di tributar-
nitenza, ed umiltà, perchè colla ge- gli un culto divino. Noi pieghiamo
nuflessione Vuoisi denotare la cadu- le ginocchia davanti le immagini
ta del nostro padre Adamo. Laon- de'santi; le pieghiamo pure innan-
de non deve recar meraviglia, che zi al sommo Pontefice, ai cardina-
questa maniera di pregare sia sta- li ed ai vescovi talvolta, e pur an-
ta in uso fino dai primi tempi co in qualche circostanza ai princi-
della Chiesa cristiana. Dunque, co- pi, e con chiunque per supplicare
me osserva il Bergier, fuor di pro- o implorare perdono. Un religioso o
posito gli etiopi od abissini si guar- altro individuo riceve in ginocchio le
dano di starsene ginocchioni in tem- ammonizioni e le correzioni del suo
po della liturgia, e pretendono di superiore; generalmente figli do- i

conservare in esso l'uso antico. I mandano in ginocchio la benedizione


russi considerano come un'indecen- dei loro genitori, per cui è eviden-
za pregare Dio in ginocchio; e gli teche questi segni di rispetto cam-
ebrei fanno tutte le loro preghiere biano di molto il significato, secon-
in piedi. Sul cominciare dell'otta- do le circostanze e le persone. Non
TO secolo fuvvi una setta di ereti- bisogna imitare, dice il Bergier,
ci detti Agonicliti, i quali sostene- l'ostinazione de'quaqueri, i quali
vano essere mia superstizione quel- si farebbero uno scrupolo di levare
la di piegare le ginocchia pregan- il loro cappello dal capo* per salu-
do, nel qual tempo invoce danza- tare anche il più distinto personag-
vano, ma ebbero pochi proseliti. gio: però volendo entrare nelle
VOL. XXIX.
i8 GEN GEN
chiese de' cattolici, e visitare qual- li in tutta la notte fecero trenta
che principe, anche ecclesiastico, si volte orazione, ed altrettante s'in-
tanno da altri levare il cappello. ginocchiarono, oltre ai cori ed al-

Quindi osserva che i protestanti le che portatisi in altra


lezioni, e

non sono naeno ridicoli quando ci chiesa tre volte orarono, ed altret-
accusano d' idolatria, perchè ci po- tante si posero genuflessi. 11 p.
niamo in ginocchio avanti ad una Mamachi, De' costumi de primiti%'i
imraagine.Sopra la genuflessione può cristiani tom. T, p. 3!^8, coli' auto-
vedersi Agostino Natlian Hubnero, rità di Tertulliano, Della corona
In cxercilntìoìic historico-ecclesia- del soldato, attesta (he gli antichi
slica de genii/Iexione, Halae 17 1 1. cristiani il giorno di domenica, e
Filippo Buonarroti nelle sue Osser- dal di solenne della Pasqua sino
vazioni ìstorichc sopra alcuni me- alla Pentecoste, non s'inginocchia-
daglioni antichi, parla dei ginocchi vano mai in chiesa, ma ritti e mo-
toccali dai supplichevoli, e da quel- destiporgevano le loro preghiere
li che adoravano gli dei, dicendo a Dio, pel seguente motivo tolto
a p. 262 che gli antichi solevano dalle questioni agli ortodossi attri-

toccare le ginocchia quando essen- buite a s. Giustino. » Dobbiamo


do stati vinti chiedevano mercè ai sempre ricordarci e delle nostre
loro vincitori, come si cava da O- cadute ne'peccati, e della misericor-
mero e da Plinio, quantunque l'ab- dia del Signore, per cui abbiamo
bracciaie i piedi fosse parimenti un avuto la grazia di risorgere da'me-
gesto de'suppIichevoli,e di onore de- desimi. Per la quale cosa flettiamo
gli inferiori verso i loro maggiori, nei sei giorni della settimana le

siccome l'uno e l'altro erano segni ginocchia, dando così segno di


di adoiazione come osserva Arno- essere noi miseramente caduti; e
bio, onde di Paride disse Ovidio: la domenica, e tutto il tempo pa-
Nunc mihi nil superest , nisi le squale non le pieghiamo, per de-
formosa precari, Ampleclique tuos notare il nostro risorgimento. On-
pattare pedes. E di Creusa disse de dai tempi apostolici ha avuto
Virgilio : Ecce auteni complcxa principio questa consuetudine, co-
pedes in limine conjux haerebat. me dice s. Ireneo martire, e ve-
Properzio scrisse, Cuni vix tangen- scovo di Lione nel suo libro cir-
dos praebuil illa pedes, cerimonia ca la Pasqua, in cui fa menzione
conservatasi pure ni tempo di Dan- della Pentecoste, nella qual solen-
te, onde parlando dello spirito di nità non s'inginocchiamo ". Pre-
Stazio, che voleva onorar Virgilio, tesero alcuni scrittori che il pre-
disse Già si chinava ad abbracciar
: gare in piedi in tal tempo per me-
lipiedi, il quale atto di umiliazione moria della risurrezione di Gesù
conviene grandemente ad un vinto. Cristo, fosse stato comandato dal
Parlando il Rinaldi delle genufles- concilio Niceno: ma nel resto del-
sioni solite a farsi nelle pubbliche l'anno è certo che il popolo ed
preghiere, racconta all'anno SgS, il clero si mettevano ginocchioni
num. 100, che s. Porfirio vescovo in tempo di una parte del divino
di Gaza ,
per la siccità comandò oftizio. Stando fedeli così in piedi
i

che tutti i fedeli si radunassero in o tenevano giunte le mani, o sten-


chiesa a celebrarvi le vigilie, i qua- devano le braccia, de'cpiali usi fa
GEN GEN 19
menzione il medesimo Tertulliano Le genuflessioni che il sacerdo-
nel suo Apologetico dicendo: » Co- te fa nella messa privata, oltre le
lassi! reggendo cristiani, mentre
i ordinarie, sono: i." quando legge
stanno con le mani distese, perchè l'evangelio di s. Giovanni, alle pa-
innocenti, e col capo scoperto, role : Ft Verbitm caro, ec. -a."

perchè non si vergognano, prega- Nell'evangelio dell'Epifania, di-


no il loro Creatore ". Ma più cendo; et procide n te X adoraverunt
ampiamente parla egli di que- eiim. 3.° In quello della feria IV
sto argomento nel suo celebre li- dopo la quarta domenica di qua-
bro intitolato dell' Or/7Z7one. » Noi resima, alle parole et : procidem;
non eleviamo solamente le ma- adoravii euni. 4-" Nella domenica
ni, ma le stendiamo ancora , e delle Palme, e nelle messe de Crii-
orando confessiamo Ci'isto ". Non ce, nell'epistola alle parole: In
approva però Tertulliano, che al- nomine Jesii omne genti flectaturj e
cuni fedeli, incominciata eh' è l'o- nella Passione alle parole: Expira-
razione, si mettessero a sedere ;
vìt, o eniisit spiritum. 5.° Quando
poiché stimava un'irriverenza al Si- dirà Flectamus genita, del quale
gnore, se uno non istava inginocchio- parlammo nei volumi VIII,p. 3o6,
ni, o ritto in chiesa, e con modestia, e XIV, p. 243 del Dizionario : solo
e colle mani moderatamente elevate, qui noteremo che nella messa del
e col capo non troppo alzato. Ag- sabbato santo (come notammo al
giunge, che con voce soave, e non voi. IX, p. 5), e delle quattro tem-
troppo forte cantavano. Somiglian- pora non si dice Flectamus genita
ti cose scrivono s. Cipriano, nel dopo l'ultima orazione in cui si

suo libro òeW Orazione ^ p. i5r, parla de' ti'e fanciulli, per denota-
e Minucio Felice nel suo celebre re la forte costanza di essi nel ri-
dialogo intitolato Ottavio a p. 288. fiutare r adorazione della statua
Il Baronio osserva, che santi i di Nabuccodonosorre; e lo stesso
avevano portato tanto innanzi l'uso si fa nel venerdì santo, quando si

della genuflessione, che taluni a- prega prò perfidi.'! judaeis, che in


vevano logorato il pavimento nel quel giorno beffeggiando Gesù si
luogo in cui dimoravano. S. Giro- inginocchiavano dinanzi ad esso.
lamo ed Eusebio narrano di s. Anticamente non rispondeva il
Giacomo il Minore, vescovo di suddiacono Levate, ma lo faceva il
Gerusalemme, che di lui ginoc- i diacono stesso dopo qualche spa-
chi eransi induriti come quelli di zio di tempo impiegato nella ge-
un cammello, altrettanto avvenne nuflessione, ed in un'orazione se-
ad altri santi e servi di Dio. Si leg- greta, laonde il diacono pronun-
ge nelle Decretali lib. 11, tit.
q, ciava l'una, e l'altra parola, co-
cap. 1 De feriis^che il Papa Ales- me distesamente riporta il citato
sandro III rinnovò l'antico rito Macri. 6." Genuflette il sacerdo-
della Chiesa di orare in piedi nei* te quando nella quaresima dice
le domeniche, e nel tempo pa- nel tratto il versetto Adjuva nos
squale; ma oggidì però i fedeli Deus, e in tutte le messe del-^
avrebbero quasi a scandalo, se in lo Spirito Santo, dicendo il ver-
pubblico anche nelle accennate fe- setto: Feni Sancte Spiritus. 7.°
stività non si genuflettesse. Quando è esposto il santissimo
20 GEN GEN
Sagramento, in cui il sacerdo- Domini (perchè al dire d' Innocen-
te genuflette tutte le volte che zo 111, lib. 6, cap. 4> i' bacio di
passa dinanzi al mezzo dell'altare. pace essendo simbolo della risurre-
8." Genuflette inoltre il sacerdote zione deve riceversi in piedi), e alle
ogni volta che ciò viene prescritto orazioni dopo la comunione, e sopra
dai riti. I circostanti poi genuflet- il popolo, eccettuate le vigilie di Pa-

tono sempre nelle messe private, squa, della Pentecoste, del ss. Na-
eziandio nel tempo pasquale, tranne tale, e le tempora della Pentecoste.
quando si legge l'evangelio: nel E similmente si genuflette da tut-
voi. XXII, p. 227 del Dizionario ti quando si alza il ss. Sagra-
citammo un'opera che tratta sul- mento. Il Gavanto risponde quando
l' alzarsi in piedi alla lettura del- nei detti casi si debba genuflelte-
l' iTt'^ ngelio ( P^edì) re con un solo ginocchio, e quando
Kella messa solenne il celebran- con due. Sulle genuflessioni nella
te genuflette in tutte le dette reposizione del Sagramento, se
ss.

circostanze della messa privata si debbano fare con uno o con due

fuorché al Flectainus genua, per- ginocchia, vedi il dotto Dizionario


chè rappresenta la persona di Cri- sacro liturgico del eh. Diclich, e
sto; al versetto Acìjiiva nos Deus, sembra che il solo celebrante, e i

ed a quello, Veni Sancte Spiritus. sacri ministri sulla predella possa-


Nel giorno della festa della ss. An- no farle con un solo ginocchio,
nunziata, e nelle tre messe del anziché con due ut faci li us et coni-
ss. Natale, quando nel Credo si modìus surgat ; gli altri in pia-
canta dal coro: Et incarnaliis estj na terra le debbono fare con due.
negli altri giorni se siede, china il Altre erudizioni sulle genuflessio-
capo scoperto, e genuflette se si ni le noteremo coli' autorità del
trova in piedi. I ministri sacri sem- Macri. Nelle ore canoniche si fan-
pre genuflettono col celebrante , no le genuflessioni con ambedue
meno il suddiacono che tiene il li- le ginocchia, pronunciandosi le pa-
bro del vangelo, e gli accoliti soste- role: Adoranius^etprocidanius etc.
nitori de'candellieri: quando il dia- Te ergo quaesunius, famulis tuis
cono cauta le parole cui si deve ge- subveid etc, A^'e niaris stella etc,
nuflettere, il celebrante lo fa verso Veni Creator Spiritus etc, O crux
il libro, gli altri verso l' altare. In ave spes unica etc. Tantum ergo
coro si genuflette da quelli che Sacramentuni eie essendo però ,

non sono prelati (come gli abbati, esposto il ss. Sacramento. Nel ce-
i protonotari, e quelli che possono rimoninle de' frati minori si pre-
usare il rocchetto, ed i canonici scrive la genuflessione nell'inno del
quando sono apparati) alla Confes- ss. Natale alle parole: Nos quoque
sione,ed al salmo ludica me Deus. qui sanc.lo tuo sanguine
redempli
Nelle messe poi delle ferie dell'av- sunius. Inoltre deve genuflettere
si

vento, della quaresima, delle quat- nella vigilia dello stesso ss. Natale
tro tempora, delle vigilie in cui pronunciandosi le parole del mar-
si digiuna, e nelle messe de' de- In Béthlehem Judae etc.
tirologio:
funti tutti genuflettono anche alle Dice pure il JMacri che greci non i

orayioni, e paiimenti detto dal ce- usano genuflessioni in chiesa ma ,

lebrante il Sanctus, lino al Pax profondi inchini, tranne il giorno


GEN GEN 21
della Pentecoste che genuflettono Il Sarnelli stesso nel tom. VII,
nell'officio mentre si recita il van- lelt. LXII : Se nella venerazione
gelo ; e che i certosini rare volte dovuta a santi sia lecita la genu-
fanno genuflessioni, anche dinanzi flessione j dopo aver distinto il cul-
al 6S. Sagramento, ma profondi in- to di latria che si deve a Dio so-
chini, tanto nella celebrazione del- lo, quello di dulia che si tributa
la messa, quanto nelle altre fun- ai santi, e quello d' iperdulia con

zioni. Pompeo Sarnelli nelle Let- che si onora Vergine e la Beata ,

tere ecclesiastiche lom. IV, lett. XIII, dichiarato ed il


il culto esterno,
num. 4^5, dice che all'antifona culto interno, de' quali argomenti
Adgramus te Christc etc. non si parlammo agli articoli Adorazione
genuflette, come non lo si fa al ca- e Culto, conchiude che se l'alto
pitolo In nomine Jcsii onine genn- della genuflessione s' intende per
ed al versetto del respou-
'fleciatur, protestate l' influita eminenza di

sorio, Verhuni caro factum est: la Dio sopra tutte le creature, e la

ragione è pel tenore del decreto totale nostra dipendenza da quel-


della congregazione de' riti, de' 23 lo, sarà atto di latriaj ma se con
marzo 1602. Cani praeintonantur la genuflessione intendiamo rende-
anliphonae, oinnes ab utroque cho- re il culto religioso a qualche san-
ri latere surgere dehent, non ob- to, per le di lui virtù o gloria,

stanle contraria consuetudine. Ag- sarà atto di dulia. Così le litanie

giunge, che l'altra ragione per cui che chiamiamo de' santi, si dicono
alla parola Adoranius non si ge- in ginocchio, ed invocandosi essi e
nuflette, ma sibbene a quella di gli angeli il culto è di dulia; in-

Procidanins^j è perchè nell' inno vocandosi la ss. Trinità , il culto


angelico alle parole Adoramus te è di latriaj ed invocandosi Maria
si ta la semplice inchinazioiie del Vergine, il culto è d' iperdulia. A-
capo, e così nel simbolo alle pa- dunque riflette, che il venerare i

role, cjui cum Palre, et Filio si- santi con la genuflessione, le loro
mul adoratur ; ma dicendosi nel immagini e reliquie, non solo è
vangelo '
dell'Epifania procidenles lecito, ma tah'olta è comandalo,
adoraverunt euni, allora come no- giacché
o il culto che si fa ai santi
tammo si genuflette. E nell'evan- è principalmente rivolto a Dio
gelio del cieco nato illuminalo da celebrandosi con tale atto la divi-
Cristo, dicendosi procidens adora- na bontà e potenza, che fece lo-

ci euvi, si genuflette, così alle pa- ro riportare vittoria del mondo: in

role del salmo, et procidamus an- fatti al voi. Vllf, pag. 1 58 del
te Deuni, come espressamente no- Dizionario riportammo la decisione
ta il Bauldry par. 2, cap. 3, num. del punto controverso colla quale si
2, duni dicuntur haec verba, et prescrisse che tulli, compreso il Pa-
procidamus ante Deuni, per deno- pa, passando dinanzi all'altare mag-
tare che queste parole richieggono giore delle basdiche laterauense, va-
la genuflessione, non la parola A- ticana ed ostiense, debbano gena-
doremus, dappoiché essendo quelle fleltere, venerandosi nel prinio i

parole, Venite adoremus invitatorio, capi de' ss. Pietro e Paolo, nei se-
chi invita deve stare in piedi, ne se- condi i loro corpi divisi. E perchè
gnes videamur duni alios invitanius. Maria Madre di Dio ha maggior
22 GEN GEN
culto de' santi, dicendosi ^ve ma- dice di aver veduto fare I" istessa
ris stella, deve geiiulletteie, ed
si cerimonia ai cardinali, mentre sie-
altrettanto si deve fare in tutte le dono i.ul trono delle loro chiese
antifone della Beata Vergine che , titolari, in tempo di alcune solen-
si dicono in fine del divino offizio, nità che ivi celebrano, ed assisto-
tranne nelle domeniche dai piimi no; ed eguale genuflessione dice
vesperi del sabbato, perchè si fa aver veduto fare ai cardinali riu-
commemorazione della Risurrezione, niti, in sede vacante. Delle genu-
e perciò anche in lutto il tempo flessioni che in tale tempo si fanno
pasquale. Nel voi. XVIII, p. 238, atre ed a quattro cardinali riuniti,
289 e 240 del Dizionario, nel par- ne parlai ai volumi XV, p. 3i 1,
lare del culto al ss. legno della e XVI, pag. 290 del Dizionario.
Croce, massime di quello che gli Delle genuflessioni poi che nelle
si rende con trina adorazione d'am- congregazioni della sede vacante si

bo le ginocchia nel venerdì sauto, fanno al sagro collegio da quelli ,

trattai di alcune erudizieni sulle che ivi si ammettono ad udienza


diverse genuflessioni che ad esso si compresi gli ambasciatori, e i pii-
debbono fare; e siccome il regnan- mari ministri della santa Sede, e
te Pontefice Gi-egorio XVI ha ri- delle relative spiegazioni, ne parlai
stabilito nello stesso gioino l'uso al detto volume XVI,
298, pag.
antico dell'esposizione della vera ed in piìi Cow-
luoghi all'articolo
Croce, ciò che si fa nella cappella clave. Nel volume V, pag. 61 del
pontificia Sistina nel momento iucui Dizionario si discorre come il po-
il Papa con la processione di tutti polo deve genuflettere incontrando
quelli che hanno luogo in cappel- il vescovo per riceverne la bene-
la ( quali prima di partire da
i dizione, spiegando a pag. 68 sul
questa fauno alla ci'oce, che si è suono delle campane nel passaggio
adorata e collocata suH' altare, la de' vescovi per le città e campa-
genuflessione con un solo ginocchio, gne. Delle genuflessioni che si fan-
senza farla al Papa in passare in- no al sommo Pontefice in cappel-
nanzi di lui ), sono a levare il se- la pontificia, all'udienza, iiel rice-
polcro in quella chiamata Paolina, vere l'apostolica benedizione, e nel
laonde ritornando nell'altra non baciargli i piedi, vanno letti gii
fanno veruna genuflessione alla ve- articoli Cappelle Pontificie, Udien-
ra Croce che trovano esposta sul- za de' Papi, Benedizione del Som-
lallare, rimossa quella adorata, mo Pontefice, e Bacio de' piedi.
perchè verso il termine della px'o- Si possono anche consultare, Poli-
cessione si porta ilss. Sacramento doro Virgilio, De rerum invenlori-
del sepolcro dal Papa, o in sua bus lib. IV, e. XV; M. Ant. Maz-
vece dal cardinale celebrante. zaroni, De tribus coronis Pont. Ront.
Dal Caerein. episcop. lib. I, cap. necnon de osculo ss. e/us pedani,
li, si ha, che il vescovo nella sua Romae 1609, et 1788; Michele
diocesi, mentre siede nel trono, gli Angelo Carmeli, Sopra l'uso di
si fa la genuflessione con un gi- baciare i piedi al Papa, nelle sue
nocchio da tutto il clero, passan- Dissert. filologiche, Roma 1768;
dogli davanti, ma ne sono esenti i Martino Kempio De osculis pe-
,

cauònici della cattedrale. Il Macn dani Roin. Pont., e Matteo Zimer-


GEN GEN 23
jiiaiino, in Montibus pitlalis pag. scala regia da dove discende la

373. processione, e defila innanzi a del-


Quando ii Papa benedice in cap- ti personaggi, al modo che dicem-
pella pontificia, lutti debbono ge- mo al volume IX, pag. 53 del Di-
imllettere, menu i cardinali, però zionario, altrettanto si deve prati-
se i vescovi ed abbati sono vestiti care con monsignor vice -gerente

co' sagi'i paramenti, allora restano che attende il passaggio del clero
in piedi: nella medesima cappella fuori del colonnato a destra, come
i vescovi che sono avanti al Papa dissi a pag. 56 del citato luogo.
devono stare col capo scoperto Dappoiché è noto che coloro che
così i cardinali primo prete, e i fanno parte d'una processione ove
due primi diaconi quando sono al si porti la ss. Eucaristia, se pas-
trono. 11 patriarca, arcivescovo, o sano avanti ad un altare ove la

vescovo assistente al soglio nel sor- medesima sia chiusa nel ciborio
reggere al Pontefice il libro , sta o innanzi ad un altare ove si ce-
genuflesso o in piedi, secondo il lebra la messa e sieno state già
maggior comodo che fa al Papa consagrate le specie sagramentali
nei leggere. Perchè il cardinale ed anche nel punto della eleva-
primo prete incensa genuflesso il zione d'ambedue, non si deve ge-
Papa sedente in trono, lo si dice nuflettere. Delle genuflessioni nel-
al volume Vili, pag. 24^ ^ ^49- le sagre funzioni che celebra , od
Quando sull'altare è esposto il ss. assiste il Papa, se ne tratta ai

Sacramento, o vi è senz'essere es- rispettivi articoli, così di ogni al-


posto, non si genuflette al Ponte- tro genere di genuflessioni , come
fice, anche se si passa dinanzi a nei somministrare l'acqua alle ma-
lui. Non essendovi le sagre specie ni, e porgere il pannolino per a-
sagramentali, entrando od uscendo sciugarle. P'. Lavanda delle ma-
dalla cappella o chiesa ov' è il ni. Messa, e per le altre genufles-
Pontefice, con un ginocchio si ge- sioni quegli articoli appartenenti al-
nuflette alla croce dell'altare, e con le rubriche generali.
una girata si fa altrettanto col Pa- GEN UFLESSORIO o INGINOC-
pa. Nelle cappelle pontificie clie CHIATORO, Sgabellum ad genua
hanno luogo fuori del palazzo a- subniittenda formatum , sgabellum
poì.tolico, se il trono papale è di- genuale, sgabellum flectendis, vel
rimpetto all'altare, nell'accesso o re- ponendis genibus nalum, come lo
cesso non si fa genuflessione gira- dichiara V Onomasticum romanum
ta, ma prima si fa all'altare, e di Felice Felici gesuita, dicendolo
poi distinta al Pontefice. Nella pro- sgabello per uso d'inginocchiarsi.
cessione del Corpus Domini quelli L'inginocchia toro o inginocchiatoio,
che v'intervengono per rispetto al nel Dizionario della lingua italia-

ss. Sagramento che precedono ed na si definisce, arnese di legno per


accompagnano non debbono in- , uso d'inginocchiarvisi. L'inginoc-
chinare il cardinale primo diacono, chiatoro ordinariamente è di legno
ed prelati governatore, e mag-
i di noce, naturale, o dipinto, ov-
gioidomo che sono presso la porta vero coperto di drappo , con due
di bronzo all' ingresso della galle- cuscini,uno posto ove si piegano
ria che dal colonnato conduce alla le ginocchia, l'allro ove si riposano
24 GEN GEN
i gomiti. Pei cardinali, prelati, ed eia. Avanti all' inginocchiatoro si

altri personaggi si pone l' inginoc- colloca un basso e piccolo sgabel-


chiatoro sopra un tappeto, o altro lo foderato di seta, con cuscino so-
drappo; ma alla presenza dei Pa- pra, sul quale il Papa
sta genu-
pa non è loro permesso, e soltan- flesso. Tanto il cuscino grande quan-
to cardinali nel venerare col Pon-
i to il piccolo sono foderali di da-
tefice le reliquie maggiori nella ba- masco o ganzo d'argento e d'oro
silica vaticana, le sagre teste nella con fondo bianco, rosso, o paonaz-
basilica lateranense , e nell' inter- zo secondo tempi, e sono decorati
i

vento in alcune chiese per tridui di trine e fiocchi d'oro, o di fioc-


novene , benedizioni , e nella cap- chi di seta ed oro il cuscino gran- :

pella Paolina quando si ripone o de però è ordinariamente ricamato


rimove il sepolcro, o nell'esposizio- in oro. Nel mattutino del giovedì
ne delle quarant'ore, siccome luo- santo, e per tutto il giorno del
ghi ove non sono gli stalli cardina- venerdì santo i cuscini sono fode-
lizi,ricevono nei banchi coperti rati di semplice seta paonazza. Do-
con panni loro assegnati dai pro- vendo il Papa nella mattina di det-
pri decani il cuscino per slare ge- to giorno recarsi a piedi nudi a
nuflessi: questo cuscino è di pan- fare le triplici genuflessioni per l'a-

no rosso o paonazzo secondo i tem- dorazione della croce senza cuscino,


pi, guarnito di trina di seta dello Pio Vili, essendo a ciò impotente,
stesso colore, della quale sono pure usò il detto piccolo sgabello col
i quattro fiocchi degli angoli. Nei cuscino paonazzo. Quando e dove
mentovati luoghi i soli prelati mag- si usa dal Papa tale inginocchia-
giordomo e maestro di camera
, toro, lo si dice all' articolo Cap-
hanno l'uso d'un piccolo e nudo pelle Pontificie. Lo collocano al
sgabello per cadauno, hi cappella sito cioè innanzi 1' altare, ove il

pontificia, e nelle basiliche o chie- Papa vi si pone genuflesso, due


se, ove il Pontefice si reca a ce- chierici della cappella pontificia,
lebrare od assistere alle sagre fun- a' quali spetta pure rimoverlo, e
zioni, per inginocchiatoro adopera portarlo presso la credenza posta
un ainese in forma di Faldistorio a cornu epistolae. Stando il Pon-
(Vecll)^ per cui viene comunemen- tefice genuflesso sull' inginocchiato-
te, sebbene impropriamente, chia- ro, stanno accanto a lui inginoc-
mato faldistorio. Questo inginoc- chioni il prefetto delle cerimonie
chiatoro o genufiessorio è di le- pontificie a sinistra, ed il secondo
gno tornilo ed intagliato, con orna- cerimoniere a destra : spetta al pri-
ti eleganti, ed il tutto dorato: ha mo ivi levare e riporre al Pa-
quattro piedi ed altrettanti corri- pa il berrettino, e somministrar-
spondenti assi incrociati, formato a gli alle occorrenze il fazzoletto.
forbice, onde potersi ripiegare per Nel voi. IX, 47 e 48 del Di-
p.
il suo trasporto, terminati gli assi zionario, parlammo di que' Ponte-
con teste di angeli, o con palle. fici che nella solenne processione
Nella parte supcriore evvi fissato del Corpus Domini, portarono il

un solido strato di velluto rosso con ss. Sagraraento genuflessi sull'ingi-


trinette d'oro, sul quale si pone un nocchiatoio, stabilito sulla macchi-
gran cuscino pel riposo delle brac- na chiamata talamo. Nel prendere
GEN GEN 25
il Pontefice possesso della basilica nel cijjorio , con grande lap[)eto
lateranense, giunto nel portico si di velluto in seta cremisi, ornato
pone in ginocchio sopra cuscino di di frangia e trina d'oro, con due
velluto rosso, guarnito d'oro, so- cuscini foderati di egual drappo,
vrapposto a ricco e nobile strato ed anch' essi ornali di trine e fioc-
O tappeto, ambedue ivi preparati chi d'oro, facendo il simile cogli
dalla floreria del sagro palazzo. Al- altri genullessorii degli altari che
lora il Papa essendosi levato il deve o vuole visitare il Pontefice.
cappello, si scuopre pure del ber- Quando questi passa semplicemen-
prima usando piii
rettino bianco, te innanzi all'altare ove è riposta
comunemente il camauro rosso, e la ss. Eucaristia , od avanti alle
bacia divotamente la croce d'ar- confessioni degli altari papali delle
gento che gli presenta il cardinale basiliche laleranense, vaticana, ed
arciprete della basilica, mentre i ostiense, il cuscino su di cui genu-
cantori di essa cantano il mottet- flette glielo presenta il foriere mag-
to : Ecce sacerdos magnus. Nella giore, al quale lo somministra un
relazione del possesso preso da In- ministro di detta floreria : in man-
nocenzo X nel 1644 si legge; " et canza del furiere, supplisce il flo-
ingressus porticum Papa), amo- (il ride. Nel volume ^ 111, pag. 273
to pileo , et bireto genuflexus ,
e 3 16, si dice come il Papa oran-
super pulvino, desuper tapele ac- do avanti le reliquie maggiori deU
comoda a floreriis , crucem sibi la basilica vaticana, e per la loro
oblatam a card. Columna praedi- ostensione, stando sul genuflessorio
ctae bas. archipresbytero ,
quam gli viene somministiato dal vicario
accepit a quadam pelvi argentea della basilica la tabella delle ora-
ei praesentalam a suo vicario, re- zioni, sostenendo un canonico la
verenter osculatus est. Assurgens bugia con candela accesa. I genu^
cardinalis IMedices biretum (ante flessori poi che si pongono pei
i

crucis osculum una cum pileo a- vesptri pontificali, e per le messe


motum a capite Sanctitalis Suae a pontificali avanti l' altare del ss.

cardinalis Ant. Barberino) capiti Sacramento solennemente esposto,


suo restituit, et Sanctitatis, suble- allorquando il Papa ii celebra o
vantibus firabrias faidae anteriores vi assiste si ricoprono con tappe-
camerariis assistentibus, posteriores to bianco o rosso cremisi, secondo
vero caudatario, suis pedibus ac- i tempi, essendo del medesimo co-
cessit ad thronum prò Sanclitatis lore i due cuscini. Del prezioso
Suae praeparatum sub eadem por- genuflessorio fatto a forma di fal-
licu ". I due cardinali assistenti distorio, e donato a Pio VII, ne
ei-ano i primi diaconi del genu- : facemmo memoria al voi. XXIII,
flessorio Se ne paria pure all' arti- pag. 16 del Dizionario. La pia e
colo Falda (Fedi). Allorché il regnante regina di Francia Maria
Papa si reca nelle basiliche o chie- Amalia, in seguo di particolare ve-
se di Roma a visitarle, la Flore- nerazione verso il Papa che regna,
ria apostolica (Fedi), pei suoi mi- gli donò un genuflessorio nobilissi-
nistri, ricuopre il genuflessorio di mo, di prezioso legno lavorato con
legno degli altari ove si venera il bellissimi ornati di disegno gotico,
ss. Sacramento esposto o chiuso reso più gaio con decurazioui di
a6 GEN GEN
metallo dorato, e ciò eh e più ri- la pai'te che chiamasi Gemano
levante con ricchi drappi ricamati nuovo, a differenza dell'altra che
dalle sue regie mani con isquisito dicesi Genzano vecchio, che ad uso
gusto, e collocati ove si piegano degli antichi castelli è mal fabbri-
le ginocchia, ed ove si riposano le cato con strade tortuose ed angu-
braccia, nel luogo cioè ove si pon- ste. La prima di dette quattro
gono i cuscini di cui ne fanno le strade, incominciando a contare da
veci. V. Genuflessione. sinistra a destra, guida al convento
GENZANO o GENZIANO, Gen- de'cappuccini, ed è perciò chiama-
tianutn. Città della diocesi subur- ta via de' Cappuccini, restandone
bicaria di Albano , sede di go- terminata la visuale colla facciata
verno del distretto e Comarca di di loro chiesa; la seconda viene
Roma, abitata da circa cinquemila detta via Sforza ; la terza viene
individui Luogo ameno e deli-
. denominata via Livia , che guida
zioso con puro clima, posto in pia- al COSI detto duomo vecchio , la
no sopra elevato colle, fornito di cui facciata chiude all'occhio la via;
decenti fabbricati non ha mura : V ultima è la via delta Corriera
caitellane, uè porte, ed un borgo perchè porta a Napoli. La posta
costituisce il suo ingresso. Però in addietro passava per Marino, e
Gemano vecchio ebbe mura ca- la ma nel 1780 essendo
Paiola,
stellane, e torri di opera saracine- fatta lanuova magnifica strada di
sca da quelle parti da cui poteva Albano e di Genzano, fu a questi
essere attaccata, cioè da aquilone, due luoghi trasferita. Da ultimo
ponente, e mezzodì mentre dalla ; per ordine del regnante Pontefice
parte orientale era invincibilmente Gregorio XVI, con provvidenza uti-
difesa dall'altissima rupe a picco del lissima ai viandanti non irieno che
cratere del lago JVemorese. Molti agli abitanti di Genzano e dintor-
avanzi di tali mura, ed alcune tor- ni, è stata costruita una nuova e
ri sono tuttora in piedi. La porta bella strada che dal piazzale di
principale di Geuzano, prima che Galloro conduce al piano dell'ol-
si edificasse il palazzo baronale, a mata di Genzano, mediante gran-
capo agli stradoni era nel luogo dioso ponte sostenuto da sei solidi
del portone del palazzo Cesarini, archi : ne fu direttore dell'esecu-
come addimostra il p. Eschi-
lo zione il cav. Cartolini ingegnere
nardi nella sua Carla topografica in capo, cui si deve pur lode per
del territorio di Frascati e sue vi- averla ideata.
cinanze, data alla luce nell'an- La città di Genzano è altresì
no i685, da ciò ebbe origine il uno de'piìi comodi e piacevoli luo-
diritto antichissimo di passare per ghi vicini a Roma per villeggiare,
l'odierno portone, per gli abi- a cagione delle sue comode e deli-
tanti di Gemano vecchio. Innol- ziose passeggiate massime di quel-
;

trandosi fino alla pubblica piazza le delle tre lunghe vie laterali,
si presentano quattro strade lar- decorate con due lunghe fila di
ghe e diritte, senza quella che uno grandiosi e sempre verdeggianti
ha percorso per giungervi e che alberi disposti simmetricamente, e
sta alle spalle. Queste sono le prin- tagliati con uniformità, ed uniti in
cipah delia città, almeno di quel- modo, the recano sorpresa in guar-
GEN GE^ ij
darli per la i^tupeudu prospettiva, le e Culto duca d. Lorenzo Sforza-!-

onde SODO rinomati cotanto. Gli stra- Cesarinijsiccome amante del soggior-
doni olmati partono da un punto no di Genzano, in considerazione
centrico, e divergendo, quello a do della degna duchessa sua sposa d.
slra è la strada corriera che gui- Carolina Shirley, della cui nobiltà
da alla città, quello di mezzo il parlammo all'articolo Conli (Fe-
più lungo e piano conduce al pa- ad uno dei lodati viali di olmi,
di),
lazzo Cesarinì, e l'altro a manca che principia avanti il di lui pa-
porta convento de'cappuccini l'al-
al ; lazzo,ha dato il nome di Carolina,
tro stradone che dalla città porta ciò che fu sanzionato dal pubbli-
pure ai cappuccini inters-jcando lo co consiglio della città , per dar
stradone mezzo, è quello di cui
di prova allencomiato duca di partico-
abbiamo parlato di sopra. Questi lare affezione. Inoltre questo duca ha
magnifici stradoni, divisi iu quatf mobiliato il palazzo con decoro e gu-
tro viali, che formano la delizia e sto, e lo ha abbellito con un contiguo
meraviglia de'forestieri, Furono in- giardino piantato alla foggia inglese
cominciati dal duca Giuliano del- sulla vicina pendenza del lago di
la nobilissima famiglia Cesarini si- Nemi, per essere inglese la duches-
gnora di Genzano,circa l'anno sa il giardino
: lo ha piantato so-

1643, alla quale epoca ebbe prin- pra alcuni terreni da lui acquistali
cipio la quadruplice piantagione de- appositamente a lato dello stra-
gliolmi da cui sono formati: il done di mezzo , e sulle coste del
più lungo di questi stradoni non lago. Altro pregio di Genzano è
oltrepassa tre quarti di miglio, e la gran quantità di acque sorgenti
la famiglia Sforza Cesarini ne cu- di cui abbonda, di eccellente quali-
ra a sue spese la manutenzione, for- tà. Le antiche voglionsi derivate da
mando essi uno de'più belli orna- Nemi, ma divenute scarse in pro-
menti di Genzano. A capo degli cesso di tempo, il duca Giuliano Cesa-

stradoni eravi allora la porta del rini giuniore, ottenne dai Savelli una
castello sumorientovata: e l'antico pa- porzione dell'acqua che scaturisce nel
lazzo baronale, secondo la tradizio- teriitorio della Riccia al sito detto
ne de' vecchi del luogo, è il palaz- Quarto dì Galloro nel i65o. Di
zo detto di Moda, fabbricato sulle poi i cappuccini ottennero dai Co-
mura castellane, confinante con la lonna il ritorno dell'acqua che sor-
chiesa di s. Maria Cima, e
della ge nella Faiola nel 1721, conce-
con un antico torrione guardante dendo duca Gaetano Sfoi/a le
il

a mezzodì la marina. Non corri- vecchie forme per imboccarla que- :

spondendo poi il vecchio palazzo ba- sta è l'acqua stessa che gitlava dal-
ronale alla magnificenza degli stra- l' antica fontana in strada Livia
doni, il duca Giuliano ne fabbri- poi trasportata nella vicina piazza
cò uno nuovo con maestosa e su- delle carceri. 1 medesimi cappuc-
perba facciata ricca di marmi, on- cini colla protezione di Alessandro
de formasse un vago ed imponen- VII rivendicarono dai Frangq)ane
te prospetto al viale di mezzo: ad signori di Nemi, l' acqua che per
esso pure si deve l' intiera fabbri- gli antichi ac(|uedotti da quel feu-
ca della villa baronale. do veniva a Genzano. Si eressero
Non ha guari l'odierno rispetlabi- quindi due fonti di marmo iu stra-
28 GEN GEN
da Livia, ed un'ullia pi li glande to Giulio Camporesi; è della for-
vicino alla chiesa di s. Selmstiaao ma di quella di s. Andrea della
.di prospetto a detta via , ed in Valle di Roma, se si eccettui la cu-
quest'ullima fu posta 1' arme della pola alla quale altra se n'è sosti-

comunità, e quelle de' Papi sotto tuita in forma di catino. La fac-


tle' quali si fece la coiulultiira. Le ciala esterna è ornata di due ordi-
altredue hanno corrispondenti iscri- ni di colonne ai lati dell' ingres-

zioni e stemmi. In quanto alle so^ quattro grandi che servono di


chiese e conventi, il duca Filippo, basamento, e sopra più
quattro
idlimo dei Cesarinij nel 1677 edi- piccole che sostengono la cimasa.
licò la vaga e comoda chiesuola Sopra la porta vi è lo stemma del-
di s. Sebastiano, unita al conser- la comune, rappresentato da una
vatorio delle maestre pie, le quali colonna con una mezza luna sopra;
curano l'educazione delle fanciulle. vuoisi che la colonna derivi dagli
Le maestre pie in principio non antichi Colonnesi signori dj Gen-
ebbeio sede (issa, ma nel 784 il i zano, e la mezza luna dalla falsa
cardinal vescovo Carafìa le stabilì tradizione, che ivi fosse venerata
ove sono. L'antica chiesa parroc- Diana chiamata anche Cinzia don-
chiale, o duomo vecchio, dedicata de il castello fu detto Cynthia-
alla Beata Vergine sotto il titolo iiuni; qui inoltre noteremo, che il
di s. /Ilaria delta Cima, forse per- medesimo stemma che adorna la
chè prima l'immagine sidla cima mentovata fonte, ha nella colonna
d'un albero in quel sito si veneras- scolpite all' intorno varie viti cari-

se , ovvero per essere questo la ci- che di grappoli d' uva, per indica-
ma del monte Genzano, fu rifab- re il principale prodotto di Genza-
bricata dopo il i636, ed abbellita no. L'interno della chiesa ha tre
dal duca Giuliano, avente per qua- navi, essendo la maggiore quella di
dro l'altare maggiore la Beata Ver- mezzo per vastità oltre la nave
,

gine col Bambino, sopia un grup- traversa che dà a questo interno


po di nubi e di angioletti, con ai la forma di croce. Sono rimarche-
piedi il principe degli apostoli in voli le cappelle della Beata Vergi-
atto di contemplarne la gloria, pit- ne, e del ss. Crocefisso; abbiamo le

tura del cav. Cozza. La pia e be- Conslituliones capilulares eccltsiae


nefica duchessa Livia vi collocò Cynthiane, llomae i833. Da que-
nel i6f)6 i corpi delle sante mar- sto tempio nelle ore pomeridiane
tiri \ inceuza e Tigri, rinvenuti nel del giorno dell' ottava della festa
i68() nel cimiterio di s. Elena del Corpus Domini parte la solen-
inter duos lauros, che i genzanesi ne processione che il concorso ri-

elessero a loro protettrici, oltre l'a- chiama di tutti i paesi convicini


vere per patrono s. Tommaso di e di molli romani e forestieri, per
Villanova sino dal i658 circa. la singolarità della tanto nota in-
La vasta e principale chiesa de- forata, celebrata da diversi poeti.
dicata alla ss. Trinità, decorata del Questa infiorata consiste nel cuo-
titolo di collegiata, con capitolo di prire le vie per ove passa la pro-
canonici e dignità d'arciprete, fu cessione, ed in breve tempo, di
edificata nei primi anni del corren- verzure e di ogni specie di vaghis-
te secolo, eoa diseguo dell'archilel- simi fiori, con graziosi e variati
GEN GEN 29
disegni , che producono un clTelto vento sino dal iGSy per benefi-
meraviglioso. La sua origine si de- cenza del comune ; ma essendo es-
ve alla famiglia Lcofreddi genza- so in sito svantaggioso, il duca Giu-
nese, la quale nei primi anni del liano Cesarini, edificò a proprie
pontificato di Pio VI cominciò or- spese la chiesa e convento ove tut-
nare la strada con piccoli strati tora sono, ed a' 1 7 maggio 1 643
di fiori simmetricamente disposti il cardinal Alessandro Cesarini con-
avanti l'abitazione dei fratelli d. sacrò la chiesa in onore di s. Fran-
Arcangelo e Nicola Leofreddi po- cesco di Assisi.
sta alla metà della \ia Sforza ,
I miglioiaraenti e l' ingrandi-
addosso alla quale avevano e- essi mento di Genzano si deve ai du-
retto anche un altare decentemen- chi Cesarini e Sforza. Le lunghe
te ornato, ove si fermava la pro- e sanguinose guerre intestine tra

cessione del ss. Sagramento. Suc- i baroni romani, e i principi d'I-

cessivamente questo ornamento di taliaimpedirono che quei signori


fiori nelle strade lungo il passag- ch'ebbero il dominio di Genzano
gio della divota pompa, crebbe potessero applicarsi a migliorare
gradatamente per l'emulazione re- questo loro feudo, pregevole an-
ligiosa delle altre fimiglie genza- cora pel suo fertile territorio, pel
nesi proprietarie delle case avanti suo clima salubre, e per la van-
le quali percorre la processione, taggiosa esposizione. Altro ostacolo
ed a tal segno che ormai è di- , all'ingrandimento di Genzano nei
venuta per così dire una festa eu- suoi primi secoli fu il quasi conti-
ropea stante la sua celebrità, che nuo cambiar padrone, essendoché
attrae numerosi ammiratori del interrottamente dominato dai mo-
gusto ed industria dei genzanesi naci, dagli Orsini, dai Savelli, dal-
neir adornare i piani delle strade la camera apostolica , dai Colon-
con lavori di fiori d'ogni colore, nesi, dai Borgia, dagli Esloutevil-
vagamente disposti a disegno, tut- le e dai Massimi, laonde alla sola
ti variati con figure, rabeschi ed industria degli abitanti sotto tali

ornati j e ciò che riesce pi sor- ili signori,Genzano ripete l'accresci-


prendente, ciò fanno con somma mento. Venuto appena nel i564
celerità e facilità , ricoprendo la in potere di Giuliano Cesarini si-

via con questi naturali tappeti ed gnore romano fornito di rarissimi


arazzi estemporanei. Gli agostinia- talenti, e di una magnificenza più
ni della congregazione di Genova che ordinaria, il castello respirò
ebbero dal comune in dono l'an- dalle passate turbolenze, e potè ri-
tico ospedale dell'Annunziata, nel sarcirsi dai danni sofferti per le

cui sito i religiosi eressero il pro- nemiche incursioni de' vicini, e dei
prio convento nel 1612, assumen- vantaggi perduti per l' indolenza
do l'obbligo delle pubbliche scuo- di quelli che lo avevano domina-
le: la contigna chiesa, che ha sem- to. Fu primo pensiero di Giuliano
pre ritenuta la stessa invocazione di riformare, e ridurre in miglio-
della ss. Annunziata, fu di nuovo re e più regolato sistema il pub-
edificata l'anno 1786. I cappucci- blico statuto , che fece pubblicare
ni che prima stanziavano in Nemi, nell'agosto i565. Gio. Giorgio suo
ebbero in Genzano il primo con- figlio che lo succedette , fece vari
3o GEX GEN
ncqnisti in terreni con idea d'i ri- formossi la nobile contrada detta
durli a delizia; ed il duca Giulia- della Po.sta.

no figlio di questi ingrand'» il pa- Delle testimonianze poi di alcu-


lazzo baronale. II duca Gio. Gior- ni più celebri autori sopra Genza-
gio H si distinse piìi de' suoi ante- no , e de' quali poi parleremo, il

nati in migliorare ed abbellire il Batti ne tratta al cap. XI della


fendo coi niemoiati stradoni, con sua Storia di Genzano, mentre nel
riedificare il palazzo , b chiesa e cap. X discorre de' genzanesi illu-

convento de' cappuccini, ed ornare .stri, e principalmente di Venanzio


la chiesa parrocchiale. Il di lui Sirny generale de' vallombrosani
fratello Filippo eresse la chiesina vescovo di Salamina in partihus;
di s. Sebastiano : sotto questi ulti- di Tommaso Scipioni dotto avvo-
mi due duchi cominciò Genzano a cato ed autore di una Prassi cri-
notabilmente estendersi fuori del minale che il Bassani con com-
,

suo antico murato, ed ebbe prin- menti pubblicò nel 177^; e di


cipio quello, ch'ora dicesi Genzano Gio. Battista Jacobini fatto vescovo
ììHOi'o. Il merito di ridurre questo di Veioli da Clemente XIII. A' no-
a quella simmetria e bellezza in cui stri giorni Pio VII fece vescovo di
oggi si vede, tanto per la ben in- Bagnorea monsignor Gio. Battista
tesa costruzione delle fabbriche, che Jacobini. Il medesimo Ratti disse
per l'ampiezza delle sue strade, si che la famiglia Jacobini è origina-
deve alla duchessa d. Livia Cesa- ria di Parma, che si
della diocesi
rini erede di tutta la nobilissima stabifi Genzano verso il i632,e
a
famiglia, ed al duca Federico Sfor- che si diiamò in otto e piìi fami-
za di lei marito. Sul declinare del glie; a pag. 4^ poi palla delle
secolo XVII e nel 1674 la duches- principali famiglie di Genzano, al-
sa ordinò l'apertura di nuova ma- cune delle quali ora estinte. Dei
gnifica strada, che dalia chiesa par- principali prodotti diGenzano, egli
rocchiale direttamente conducesse ne parla al cap. IX, massime del
all'altra di s. Sebastiano, conceden- vino che forma per la sua eccel-
do siti lungo la medesima a chiun-
i lenza la maggiore ricchezza del pae-
que bramava erigervi nuove abi- se, per cui dà un breve saggio del

tazioni. Questa contrada che prese metodo col quale i genzanesi col-
e ritiene il nome di Livia, si ornò tivano le viti, e del modo che ten-
di fabbriche regolari , e talmente gono nella lavorazione del vino.
divenne pnpolos;i che verso il ,
Siccome Genzano è capoluogo di
1707 d'uopo aprire la contigua
fu governo co.sì oltre l' appodiato di
,

strada Sforza dal cognome del du- Ardea, comprende nella sua giu-
ca Francesco. grandiose Le due risdizione le comuni di Nenii e di
strade furono con disegno aperte Civita-Lavinia, luoghi celebri nella
di Giovanni Jacobini in allora po- storia degliantichi romani, il per-
destà di Genzano e geometra, figlio chè premetteremo un cenno alle
di Cristoforo cavalleggero pontifi- compendiate notizie che poi ripor-
cio, autore della famiglia Jacobini teremo di Genzano.
in Genzano. Sotto i duchi susse- Ardea o Ardia, Ardua, nella
guenti Genzano si andò sempre diocesi di Albano. Oltre quanto
più dilatando ver.so il piano, onde dici-inmo sui pregi civili ed eccle-
GEN GEN 3i
siaslici Ardea al suo articolo,
di dea, sebbene centro di civiltà, nel-
<|ual marchesato della famiglia Sfor- le discordie intestine , che il con-
7a , aggiugneremo queste nozioni. soleGeganio sopì nell'anno 3 3 di i

Di questa metropoli dei rufnli Roma, indi vi ih esiliato il prode


si fa risalire l'origine i4oo anni M. Furio Camillo, che liberò non
avanti la nostra era, da una colonia solo gli ardeati dai galli, ma que-
argiva , mentre la sua etimologia sti distrusse liberando Roma dal
secondo le diverse opinioni , in un loro giogo. Ardea fu una delle co-
ai suoi fasti si legge nel tom. I ,
lonie, che nella seconda guerra pu-
p. 2i5 e seg. deW'yinalisi de' din- nica si dichiarò impotente di dare
torni di Roma del Nibby. La fer- que' soccorsi eh' esigevano i roma-
tilità del territorio e la situazione ni i quali più tardi l'esigettero.
,

marittima ne fecero un popolo in- Siccome piazza forte vi mandaro-


dustrioso, ricco e potente a segno no Minio Cerrinio Campano in
di spedir colonie perfino nella Spa- luogo di carcere ; ma seguendo il
gna, dove è fama che uniti ai za- partito di Siila contro Mario sog-
cinti fondarono la famosa Sagun- giacque a fiere depredazioni e de-
to, oggi Murviedro, espugnata da vastazioni che cagionarono poi l'in-
Annibale cartaginese, e pretesto piut- salubrità del clima, ed influirono
tosto della seconda guerra punica. alla sua decadenza;
onde Adriano
Alla venula nel Lazio del troiano rinforzò questa colonia, e venne ad
Enea, questi coi latini sostenne ac- un nuovo cangiamento, finché nel
canita guerra contro Turno re dei secondo secolo dell'era volsrare di-
rutuli che vi peri ucciso da Enea. venne deserta. L'abbandono del vi-
I primi re di Pioma non dierono cino Lavinio ora Palrica, potè do-
inquietezze agli ardeati, ma l'ulti- po il secolo V della medesima era
mo Superbo alla
di essiTarqiiinio il ricondurre una qualche popolazio-
città pose r assedio mentre questo ; ne in Ardea.
facevasi dai romani ebbe luoijo il Sul declinare del secolo XI era
nefando delitto di Sesto figlio del Ardea un castello con rocca e tor-
re, che abusando della onestà di re appartenendo la metà al mo-
,

Lucrezia, produsse la di lei memo- nistero di san Paolo, quindi nel


rabile morte, e la rivoluzione che I i3o era passata in sua intera pro-
cangiò di tirannico in repubblicano prietà con nome di città. Nella me-
il governo di Roma, che per sem- tà del secolo XIII Ardea fu occu-
pre discacciò dal suo territorio Tar- pata da Nicolò monaco di s. Pao-
quinio e tutta la sua famiglia : lo, ma Clemente IV la ricuperò
così fu tolto r assedio di Ardea al monistero. Dipoi l'antipapa Cle-
e segnato un trattato di tregua mente VII la donò a Giordano Or-
vantaggioso a Roma. E sebbene sini, mentre il Pontefice Urbano VI

presero parte nella guerra latina contemporaneamente la vendeva


in favore dei Tarquini ,
gli ar- per tredicimila fiorini d'oro a Ja-
deati dopo queir epoca non appa- covello Orsini , dal figlio del qua-
riscono in guerra coi romani, anzi le col rimborso di diecimila fioii-
in tale amicizia vennero con essi, ni d'oro fu restituita Ardea al mo-
sino a chiamarli arbitri ne' contra- nistero di s. Paolo. Nel i4o5 In-
sti con gli aricini. Cadde poi Ar- nocenzo VII la riunì alla camera
32 GEN GEN
apostolico, quindi venne in potere (Iella medesima, fra' quali oltre il
tli RainioiKlo Orsini, a cui la tolse Papa Leone V da noi detto al-
,

Martino V che la die al suo pa- l' articolo Ardea, dice probabilmen-

rente Giovanni Andrea Colonna, te comprendersi anche Marco Fu-

per cui divenne feudo de' Colon- rio Camillo.


nesi però temporaneamente con-
,
Nenii, Nemiu, comune della dio-
fiscato da Alessandro Yl in favore cesi di suo nome deri-
Albano. Il

di Roderico Borgia d'Aragona du- va dal famoso Nenins o bosco sa-


ca di Bisello. Nella guerra contro cro di Diana, foltissimo, in mezzo
Paolo IV del duca d' Alba fu oc- al quale era il suo tempio nel
cupata dalle sue genti, e nel i564 cratere del lago, coronato da uu
passò in proprietà dei Cesariui. ciglio continuato de' monti. Dalla
Nel secolo XllI vi fu eretta la chie- Tauride vuoisi derivasse il culto
sa dedicata a s. Pietro, nel decli- di Diana Nemorense, ed il simu-
nare del precedente fu fabbricata lacro finsero i poeti essere quello
quella di santa Marina vergine, la stesso custodito già da Ifigenia so-
cui porta è un monumento inte- rella di Oreste, ed avanti al qua-
ressante per la stoiia dell'arte : di le questi uccise Toante re della
queste chiese il Piazza nella sua Tauride. Sacerdote di questo tem-
Gerarchia cardinalizia, come del- pio, in vigore d' un costume bar-
lenotizie diArdea, ne tratta a p. barico scitico , era quello che di
3 19 e seg., parlando della diocesi propria mano aveva ucciso il pre-
d'Albano, così discorre delle chie- decessore, cioè vm fuggiasco eh' e-
se di s. Maria detta di Pescarella sponeva la propria vita per dive-
patronato della famiglia Massimi nirlo, e che sempre trepidava che
di quella di s. Lorenzo e di quel- gli fosse resa la pariglia, per cui
la di s. Antonio abbate fabbricata procedeva sempre armato di spa-
da Giuseppe Buccimazza negli ul- da sguainata, dovendo vigilare al-
timi anni del secolo XVII. L'at- le insidie che gli si tendevano. So-
tuale terra di Ardea occupa sol- leva essere anche uno schiavo il

tanto il sito della cittadella antica; ministro di questa dea, e l'elezio-


la porta per la quale si entra è ne facevasi mediante un singolare
opera de' Colonnesi del declinare combattimento di due schiavi, ve-
del secolo XV, come pure il con- nendo dichiarato sacerdote quello
tiguo palazzo baronale. Il lodato che uccideva il competitore. 11
Ratti parla d'Ardea alle p. 473 4^ bosco ebbe pure il nome di Ege-
e 106; il Theuli a p. 46 del suo ria come la fonte, da una ninfa
Teatro islorico; il Ricchi a p. 2 34, locale (Ovidio cantò la favolosa
lib. I, cap. XLVI, Ardea o Ardia ,
tradizione che la ninfa Egeria fu
clnamata ancor Troia colonia la- sposata da Numa, e dopo la mor-
lina XF I, ove dice pure delle sue te di quel re ritiratasi inconsolabi-
notizie ecclesiastiche. Lo stesso Ric- le nel bosco aricino da Diana fu
chi nel Teatro nomini illu-
degli cangiata in unafonte che fonte),
stri de' volsci chiama Ardea fon- si vede ancora abbondante, peren-
datrice della reggia dell' istesso no- ne e limpida sgorgare sotto il vil-

me ed a p. So, oltre i pregi di


, laggio odierno, il quale anuicchia-
Ardea, discorre de' soggetti illustri lo sopra il ripiano d'una rupe al-
GEN GEN 33
lissima tagliala a picco, è suoce- Nemi fu invaso Tebaldo de- da
dillo al tempio, il c(iiale ebbe denni- gli Annibaldi signore della Moia-

livo-lermine nel 3qr, allorqiiiiiido ra, ma poscia il suo figlio Giovan-

furono pi'oibili i rili de'pagaiii. Ces- ni lo resti tu\ all'abbate di s. Ana-


sato il cullo di Diana, il bosco sacro stasio nel 141^3 onde l'abbate lo
cosliliù la massa Ncnius, la quale die in affitto a Giordano Colonna
nel secolo IX apparteneva alla ba- per cincjuanta o settanta fiorini
silica di s. Gio. Battista di Alba- d'oro, alla qual famiglia i monaci
no, e per tradizione dicesi asse- con beneplacito apostolico lo ven-
gnata sino da Costantino ,
quan- derono nel 14^8 con Genzano, e
do ancora esisteva il culto della col casale di Montagnano per (|uin-
dea. Questa terra rimase massa diciraila fiorini del valore di ba-
cioè una proprietà costituita di iocchi47 l'uno. Nel i479 ^emi
molti fondi uniti, fino al secolo IX, e con Genzano furono acquistati pei-
per la sua posizione fortissima e se- dodicimila ducati dal cardinale di
gregata, nel seguente fu occupata Estouteville, che nel 1480 donò
dai conti Tusculani, di cui parlam- ambedue i luoghi ad Agostino e
mo air articolo Frascati [redi), i Girolamo figli di Girolaina Tosti;
quali vi formarono un Casirum n e dopo tornarono ai Colonnesi.
terra fortificata, che nel 1090 il Però nel 14B2 Nemi, Ardea, ed
conte Agapito assegnò in dote al- altri luoghi furono confiscati da
la figlia matrimonio ad
data in Sisto IV, e donali ai velletrani,
Oddone Frangipane, e così Fran- i come si legge nel Borgia, Storia,
gipani divennero signori di Nemi. di Velletri p. 38o: questi inoltre
Circa il II 53 il Papa Anastasio parla de' suoi confini con Velletri
IV concesse Nemi ai monaci ci- regolati dal cardinal di Roano,
stcrciensi di s. Anastasio ad aquas delle posteriori dilFerenze sui me-
Sah'ias, ciò che confermò nel i i83 desimi sedate nel i5o5, enei i546
Lucio III. Il Cecconi nella Storia dal governatore di Mariltnna e
di Palestrina a p. 272, dice che Campagna. Nella famosa divisioiìe
Bonifacio Vili fece assediare il ca- de' feudi fatta d' Alessandro VI nel
stello di Kemi difeso da Stefano i5oi tra i figli di Lucrezia Bor-
Colonna veime preso per fame,
; gia, ed inserita dal Ratti a pag.
e fu concesso ad Orso Orsini. Più i55 della Storia diGenzano, con
tardi nel iSyS l'antipapa Clemen- altri documenti riguardanti Nemi,
te VII in premio de' servigi rice- fu assegnalo dal Papa a Roderico.
vuti da Giordano Orsini signore Dopo la morie di Alessandro VI
di Marino, gli concedette questo il castello tornò ai Colonna, ma
castello insieme con altri, forman- Ascanio nel i55o Io vendè a Giu-
do un'enfiteusi fino a terza gene- liano Cesarini. Il quale nel i55g
razione. Da un istromento del i38g lo rivendette ai Colonnesi, che nel
riportato dall' Armanni nel Raccon- i56o io venderono a Silverio de
to della famìglia Capizucchi, si Silveriis Piccolomini ; quindi nel
rileva che ad essa i terrazzani di 1 566 venne in potere di France-
Nemi portarono fedeltà e vassal- sco Cenci, che ne! 1572 lo vendè
laggio. a Muzio Frangipani, il cui figlio
La fortezza ed il castello di Mario morendo in R.oma l' aono
VCL, XXIX. 3
34 GEN GEN
1654, cliiamò alla successione i un sito comodo
dai fondamenti in
Frangipani di Cioazia, e poi quel- un nuovo convento pei frali mi-
li del Friuli. Dal marcliese Anti- nori osservanti con chiesa annessa
gono Fiangipaui fu alienato Nomi dedicata a Dio in onore della
nel 1781, pel prezzo di scudi no- Beata Vergine Maria detta di Ver-
vantaquattromila settecento dodici, sacarro G nel 164^ vi furono in-
,

in favore di d. Luigi Braschi di trodotti i minori osservanti. L'im-


Cesena, il cui zioPio VI nel 1786 magine della Madonna che ivi si
eresse il feudo in ducato pel ni- venera sedente col divin Figlio, ed
pote d. Luigi, il quale restaurò il ai lati i ss. Pietro e Paolo, il po-
palazzo baronale, e lo abbellì con polo di Nemi l'avea collocala nel-
eccellenti pitture rappresentanti la la chiesa de' cappuccini, i quali a-
antica storia del bosco Aricino; e vendola portata in Genzano al-
molte selve inutili, fece
togliendo lorché partirono, ad istanza del
piantare molte migliaia di piante comune di Nemi, Urbano Vili
d'olivo. Il di lui figlio duca d. processionalmente la fece restitui-
Pio nel i835' vendette Nemi, con re, e riposta nella chiesa parroc-
patto redimendi, al principe Giulio chiale, fu poi tiasferita in quella
Cesare Piospigliosi, e poscia in fat- degli osservanti. Dopo alcuni an-
ti Io riacquistò, onde attualmente ni essendo slata riposta nell'altare
n'è tornato al duca d. Pio Bi'a- maggiore una divolissima imma-
schi il possesso. gine di legno del ss. Crocefisso,
La situazione di questa ter- lavorata da fr. Vincenzo da Bas-
ra è pittoresca, come magnifica siano nei soli giorni di venerdì,
n è la veduta che ivi si gode ne' quali macerando il proprio cor-
del cratere e del lago sottoposto, po con pane ed acqua, e con aspre
che somiglia ad uno specchio va- discipline , fervorosamente prega-
stissimo. 11 palazzo baronale accre- va Gesù Cristo che il suo lavo-
sciuto da Mario Frangipane ultimo ro riuscisse a benefizio de' fedeli,
del ramo di Roma, ha l'aspetto laonde è costante tradizione che
di un antico castello feudale, ed trovasse il volto perfettamente com-
in un alla torre rotonda è opera pilo da mano invisibile. F'u espo-
dei Colonna. Nel tempo che A- sto alla pubblica venerazione nel
£canio Colonna era signore di Ne- 1669, e subito per le grazie ricevu-
mi, accolse in questo territorio i te da chi ne implorò il patrocinio,
cappuccini, i quali furono destinati divenne in gran divozione. 1 late-
ad abitare un sito svantaggioso rali a fresco sono di fr. Felice da
poco distante dalla casa dei pe- N&poli che li dipinse nel 1675; nel
scatori, a lato della strada che da primo espresse Gesù avanti Caifas»
Nemi passa a Genzano, laonde nel quando porta la croce.
so, nell'altro

1687 passarono in Genzano al mo- Sulla volta colori la ss. Trinità, con
do che dicemmo di sopia. Allora la \'eigine coronata dal Figliuolo
il nominato duca IMario Frangipa- con vaga corona di fiori. Due altri
ni, a cui Nemi deve lutto quello suoi dipinti sono in questa chiesa
che ha di moderno degno di con- ai due altari de' ss. Francesco,
.siderazione, per consolare i suoi Pasquale e Chiara, e di s. Anto-
vassalli di tale perdita, fabbricò nio di Padova. Lo stesso duca
GEN GEN 35
ISIario rifabbricò la chiesa parroc- Castel Gandolfo [Vedi], sebbene
chiale di s. Maria de pitCeo, dedi- nella siccità del i683 il lago di Ne-
candola a Dio in onore della Con- mi si abbassò notabilmente meno
cezione della ss. Vergine, la di cui di quello di Albano. Al lago vi si

immagine fece porre nell'altare può discendere per varie strade,


maggiore, lavorato a marmi anti- e fu anche chiamalo Specchio di
chi con due vaghe colonne. Si Diana, perchè il tempio come l'o-
crede che la denominazione de pu- dierno paese si specchiava nel lago.
tto sia derivata da una apparizio- Secondo le osservazioni di Schou,
ne che fece la Madre di Dio ad nella sua lettera al Brocchi inse-
alcune donzelle, eh' eransi portate rita nel quaderno di giugno 1818
ad attingere l'acqua ad un pozzo della Biblioteca italiana, il lago di
situato dentro della chiesa vecchia. Nemi è sopra il livello del mare
Il p. Casimiro da Roma, nelle mille e trentasei piedi parigini;
Memorie istoriche delle chiese e la profondità del lago alcuni la fan-
de' cotwenti de' frati minori della no ascendere a circa settecento cin-
provincia romana, non solo al cap, quanta palmi. Avvi un emissario
XV tratta della chiesa e conven- che sbocca nella valle dell' Ariccia
to di s. Maria diVersacarro e con copioso volume d'acqua, che
delle sue reliquie, ma ancora e eoa fa agire un molino da grano. Al-
la nota erudizione delle notizie di cuni dicono che le acque del lago
Nemi, delle antichità ivi trovate, Albano col giro di quattro miglia
e del suo lago, non che della no- si uniscono al lago di Nemi, altri

bilissima famiglia Frangipane. Im- che le acque di questo invece si


portanti notizie di dà e- JVemi ci immettono nel lago Albano. Cele-
gualmente il Piazza nella Gerar- bre è la pretesa nave, come la
chia cardinalizia da lui pubblica- chiama il Nibby, da altri detta di
ta nel lyoS, SI profane che sacre, Tiberio, da altri di Traiano, esi-
e del suo lago ed amenità del luo- stente sotto acqua, della quale par-
go, coriie ancora delle chiese di s. lano il Biondo nella Roma risi. p.
Maria del Pozzo, di s. Maria del iio; Leon Battista Alberti nel
P\.appello fondata dalla famiglia Tratt. dell' archit. 1. V, e. 12; e più
Gismondi, di s. Nicolò sulle spon- particolarmente Francesco Marchi
de del lago, e dell'oratorio o ro- bolognese, celebre architetto ed in-
mitorio di s. Michele. Inoltre in gegnere militare del secolo XVI,
Nemi vi è un ospedale per gì' in- ilquale vi calò nel i535, e ne fa
fermi e pellegrini ben dotato, ed un'esatta descrizione nel lib. II, cap.
amministrato dal sodalizio del ss. 82 della sua opera intorno l'archi-
Sagramento. tettura militare illusti'ata dal mar-
Il lago di Nemi ,
piìi comune- chese Lui£ri IMariiii. Gio. Girolamo
inente detto daglj antichi Nenio- nella Lezione accademica ec. intor-
rense, ècome quello di Albano il no l'origine de' due laghi Albano
prodotto di un vulcano estinto, di e Nemorense, nel Giornale de'lel-
che fan prova le materie che lo terati, riporta la descrizione della
circondano il perimetro è di circa
: barca antica che trovasi affondata
cinque miglia; ed il livello è supe- nel lago di Nemi, tratta dall'ope-
riore a quello di Albano ossia ra di IMarchi. 11 Marchi si servi
36 GEN GEN
neir impresa di Guglielmo di Lo- » ei responderat, totam diruisse
rena valente meccanico, che inven- " quamquam leuuem adhuc, et
tò un istromento per andar sotto » obaeratum ".
Cominciò pertan-
acqua. Prima 1' avea tentata di- to Giulio Cesare una villa magni-
verse volte il cardinal Prospero fica Nemorense , e
e sontuosa nel
Colonna a mezzo dei nominato la dopo averla quasi fini-
distrusse
Alberti, come racconta il Ratti a ta, perchè non corrispondeva intie-

pag. 79 e seg. Narra il JVibby, ramente alle sue idee, e questa


neìì'/lnatisi da' dintorni di Roma, villa era stata fatta con grande spe-
tom. II, p. 396, che nuove ricer- sa, magnoque siiniptii. Riflette dun-
che su tal proposito si fecero ai que il JNibby che il marchio Cai-
giorni nostri ( da Annesio Fusconi sar è appunto quello di Cesare,
nel 1827 con una macchina fatta perchè è solo, isolato, non accom-
da lui costruire, ossia campana di pagnato dal prenome Ti. cioè Ti-
immersione, e col permesso del si- berius, o dal cognome Trajanus;
gnore del lago, allora il duca d. e peiciò crede che la pretesa bar-
Pio Braschi, ripetendo l'esperienze ca altro non sia che il fondamen-

del Marchi), alle quali essendo sta- to di questa villa medesima fatto
avendo attenta-
to egli presente ed dentro il lago, onde dar luogo al
mente esaminato quanto venne e- fabbricato superiore, e questo es-
stratto, ed udito da coloro che vi sendo stato distrutto da Cesare
erano calati ciò che aveano vedu- stesso, il fondamento sott'acqua ri-
to^ gli sembrò potersi opinare, che mase, come pure sott'acqua si tro-
la pretesa nave altro non sia che vano avanzi sconvolti della fabbri-
la inteìaraturade'fondamenti di un ca demolita, 11 punto scelto per
fabbricato; che i travi di questa questa villa era opportuno, essendo
inteìaratura sono di larice e di a- collocata dirimpetto al tempio del-
bete che i chiodi che li univano
; la dea in riva al lago.
insieme sono di metallo, e di va- canonico
Il Emanuele Lucidi
rie dimensioni; che il pavimento, nelle Dlcmorie istoriche dell' anli-
o almeno lo strato inferiore di es- chissinio municipio dell' Ariccia, e
so era formato di grandissimi te- delle sue colonie Geiiznno e IVemi,
goloni posti sopra una specie di Roma 1796 per i Lazzarini, a p.
graticole di ferro sopra le quali 74 e seg. parla del lago Aricino,
avvi il marchio Caisar in lettere ora di Nemi, dedicato a Diana; del
di forma assai antica; e queste gra- suo circondario, e differenza di li-
ticole, come pure tegoloni, alcu- i vello da quello di Castel Gandolfb;
ni travi , ed i chiodi possono ve- del suo emissario: delle due gran-
dersi nella biblioteca vaticana. Quin- di navi pensili fatte gettare nel
di soggiunge, che il marchio Caisar mezzo del lago dall'imperatore Ti-
sembra spiegar l'uso di questa fab- berio, sulle quali per delizia e con
brica, imperciocché racconta Sve- spese immense edificò un palazzo
tonio nella vita di Cesare e. XLVIj con giardino pensile, forse per go-
che quel dittatore » Villam in dervi con maggior diletto la nau-
» Nemorensi a fundamentis inchoa- machia o combattimenti navali ;
» tam, magnoque sumptu absolu- delle sue produzioni vulcaniche, pro-
" tam, quia non tota ad animum ducendo anguille, tinche, bajbi , e
GEN GEN 37
sopraltulto lattarini di delicato sa- tichìssima e nobilissima famiglia
pore, ed il Ratti aggiunge roviglio- Anicia de' Leoni, Venezia 1622
ni, scardafe^ anticoli ed altri; dice pel Barezzi. Il Nerini, De tempio
inoltre che questo lago era d'ogni et coenobio ss. Bonifacii et Alexii
intorno anticamente coperto di fab- ec. molte notizie riporta de'Fran-
bricati, specialmente verso il mez- gipani. Francesco Zazzera scrisse
zogiorno, e che wt Commentari di delle Famiglie ec. e Frangipani nel
Pio II ci vengono descritte le de- suo trattato della Nobiltà d'Italia.
lizie di questo luogo. Quindi a p. Oltre Pio II INemi fu onorato
3i2 e seg. il Lucidi ci dà la sto- dalla presenza di diversi Pontefici.
ria dell' origine di Nemi, e dei di- Alessandro VII vi si recò nel mese
versi dicendo che fu
suoi signori , di maggio i656, e fu ricevuto dal
chiamato Nemorc, Neme, Nevio e cardinalAntonio Barberini, che il
JVcmus Arìcìnuin, Il Fea nell'opu- duca Mario Frangipane avea isti-
scolo intitolato Varietà di notizie tuito erede confidenziale: visitò la
economico -fisiche antiquarie sopra chiesa parrocchiale, e fu trattato a
Castel Gandolfo, Albano, Ariccia, lauto pranzo nel palazzo baronale,
Nemi, loro laghi ed emissari, Ro- con altri cardinali e principi che
ma 1820 pel Bourliè, a pag. 5 e lo seguivano. Clemente XI vi si

seg. parla di Nemi e suo Iago, ed portò tre volte, cioè a' 26 giugno
a pag. 26 e seg. ci dà la relazio- I 7 I I , a' 2 I giugno I 7 I 2 , e ai
ne architettonica dell'emissario del iH ottobre 17 15: prima volta
la

lago di Nemi. Delle antichità rin- visitò la chiesa parrocchiale, ed in


venute in Nemi, e delle sue noti- tutte e Ile quella del ss. Crocefis-
zie ne trattano pure il p. Kircher so de' minori osservanti. Dalla vil-
nel suo Latium ; il Volpi nel Ve- leggiatura di Castel Gandolfo, co-
tiis Latium tom. VII; il R^icchi me aveano fatto i precedenti. Be-
nella Reggia de' volsci lib. I^ cap. nedetto XIV recossi a Nemi a' 20
XXXIII, Nemi; e Pio II, che vi si ottobre 1741 coll'accompagnamea-
portò a visitarlo, ne'suoi Commen- to di pili di cento persone, e vi
tari lib. II, p. 565, ed altri scritto- giunse ad ore ventidue. Visitò la
ri. Nel 1742 Ristampata in Vel- chiesa del ss. Crocefisso, e nel con-
letri la Descrizione del boschetto vento fu servito di sontuoso rinfre-
del marchese Frangipane nel suo sco dal marchese Pompeo Frangi-
feudo di Nemi di Gio. Battista , pani, modo che il di lui fra-
nel
Parisotti. Nel lySy furono rinve- tello Mario senatore di Roma, avea

nute delle antichità anche nella , praticato verso Clemente XI ; indi


valle detta Noceto, ove esisteva il Papa si portò a piedi alla chie-
una chiesuola sacra a s. Andrea a- sa parrocchiale, e poscia fece ritor-
postolo. 11 Cancellieri nella sua Let- no a Castel Gandolfo, ove giunse
tera al dottor Korejf, parla eru- a mezz'ora di notte, servito dalle
ditamente di Nemi come della no- torcie per la strada , nella quale
bile famiglia Frangipani, della qua- trovò squadronati i soldati corsi,
le riporta molte notizie in diverse passando per la macchia della Pa-
sue opere. Su di essa può vedersi iola. Nel 1763 Clemente XIII, gio-

Benedetto Pucci, Genealogia dei vedì 6 ottobre , dopo avere udito


Frangipani romani, discesa dall' an- la messa in Castel Gandolfo , coi
38 GEN GEN
cardinali Cavalchini , e Piezzonico e recandosi ad osservare il delizioso
suo nipote, e cogli altri nipoti e lago, partì da Nemi.
corteggio si portò in Nemi. JNelia Civita-LaK'iiiia, Laninnum, comu-
chiesa de' francescani adorò il ss. ne della diocesi di Albano. Questa
Sagramenlo poi venerò l' imma-
,
terra corona l'ultimo scaglione, o
gine del ss. Crocefisso, quindi pas- controfForte della lacina sud-est che
sò nel convento, ammise al bacio discende dal ciglio, o cratere del
del piede tutti i religiosi , a' quali lago JNemorense , ed occupa una
fece distribuire abbondante limosi- parte dell'antica città latina di La-
na, in un all'arciprete ed altre per- nuviura 5 la quale per analogia si

sone. Finalmente si condusse ad pronunzia in varie lapidi antiche


osservare il palazzo ed il boschet- de' tempi imperiali, perchè così in-
to Frangipane. Pio VI dopo che il dicata, col nome di Laiiivium, co-
nipote d. Luigi acquistò il fèudo, in me ne' fasti tiionfali capitolini si
occasione che si portava nellaprile legge Lm'ineis in luogo di Lamivi-
e maggio a Terracina pel prosciu- neis allanno ^\5 ^'i Pioma. Quindi
gamento delle Paludi Pontine, più ne' tempi della decadenza fu detta
Tolte nel ritornare a Pvoma onorò Civitas Lanivina, e nel medio evo
di sua presenza Nemi; e leggo nei Cii'itasLavina, Civitas Lahinia, e
Diari di Roma, che Pio Vi vi fu per corruzione Civita Nevina Ci- ,

giovedì 8 giugno del 1788, in cui vita Innlvina, come ne' tempi mo-
il duca Braschi imbandì alla corte derni Civita Laviiria, nome col qua-
una nobile refezione; e che vi ri- le oggi si conosce , e cagione del-
tornò lunedi i4 maggio 1787, ri- l'equivoco preso da molti , ed an-
cevuto dai nipoti cardinali Romual- che contemporanei scrittori, che
do, e duca d. Luigi, che imban- la confusero colla città di Lavinia
dirono alla famiglia pontificia allra fondala da Enea in un luogo ben
refezione. Anche il successore Pio diverso da questa, situato verso il

VII onorò ìVemi di sua presenza, mare, corrispondente con la moder-


e visitò la chiesa de' minori osser- na borgata di Pratica. Ne prova la
vanti, portandovisi dalla villeggia- posizione di Lanuvio ove è al pre-
tura di Castel Da que-
Gandolfo. sente Civita Lavinia, il Ndjby nel
sta il regnante Pontefice Gregorio tom. II, pag. i68 e seg. Analisi
XVI si recò a Nerai agli 1 1 otto- de dintorni di Roma; e le rovine
bre i832, ricevuto tra lo sparo dei de' molteplici avanzi di antichità,
mortari, il suono delle campane e ed i monumenti esistenti non la-
il gaudio degli abitanti. Visitò k sciano luogo ad alcun dubbio. La-
chiesa principale, ove ricevè la be- nuvium fu fondata da Diomede
nedizione del ss. Sagramento, ed in trasportato su questi lidi dai flutti,

sagrestia ammise al bacio del pie- dopo la distruzione di Troia; ed il

de l'arciprete, la municipalità ed culto di Giunone Sospita o Salva-


altre persone. Passò poi alla chie- trice,che ivi osservavasi, ed il cui
sa de' francescani à
venerare quel tempio era nell'acropoli lanuvina,
ss. Crocefisso miracoloso; quindi e vari usi furono pei romani una
sotto il trono ammise al bacio del dimostrazione positiva di questo fat-
piede la religiosa comunità, nel re- to narrato da Appiano e da altri,
fettorio prese una piccola refezione, mentre è noto che tutta l'autichir
GEN GEN 39
tà riconobbe aver Diomede gira- potenza romana andava estenden-
to attorno alla penisola italica. do le sue conquiste. E come fede-
La deitèi di Giunone nel
tempio rati latini presero le armi per ri-
rappresentavasi ricoperta il capo e mettere Tarquini sul trono, ed
i

le spalle d'una pelle caprina, con insieme cogli altri furono rotti nel-
lo scudo nella sinislra, la lancia con la battaglia al lago Piegillo. Con-
asta nella destra , i calzari con i chiusa dopo queir avvenimento la
calcei a doppia sola aperta. A pie- pace coi romani mantennero la ,

di avea un serpe, immagine di quel- loro indipendenza conservando a ,

lo che riputavasi essere nascosto quelli la convenuta concordia. Però


nella caverna situata a canto del alle insinuazioni dei volsci nemici
tempioj ed al quale con strano ri- permanenti di Roma , i lanuvini
to alcune donzelle vergini doveva- presero con essi le armi contro i
tio recare ogni in cibo una
anno romani l'anno 3'j5. L'esito fu pei
focaccia. Questo tempio fu pur det- volsci infelice, e probabilmente in-
to di Giunone Argolide presso il ,
dusse i lanuvini ad un accomoda-
quale eravi un folto bosco sacro, mento, finché nel 4 '7, come parte
con grande caverna, tana del dra- della lega Ialina imironsi ai confe-
gone che di buon grado riceveva
, derati, per scuotere la supremazia
le focaccie se le donzelle erano ver- de' romani , e furono
ultimi a gli

gini. Questa fu una delle tante dia- deporre armi per la rotta sof-
le ,

boliche imposture de' pagani. Am- ferta sul fiume Astura.


messo che Lanuvio sia fondato da Nella pace i romani trattarono
Diomede, secondo le tavole di Petit con riguardi lanuvini, gli accor-
i

Radei questo fatto può stabilirsi darono la cittadinanza romana, re-


circa l'anno i23o avanti l'era vol- sero nazionali le loro feste ed i ri-
gare, o secondo le comuni
tavole ti sacri, a condizione che il tem-
circa l'anno 1282. Per la prima pio ed il luco di Giunone Sospita
volta dopo la fondazione della ter- o Lanuvina fosse comune ai due
ra i lanuvini compariscono nella popoli. Cosi Lanuvio colle proprie
storia circa 700 anni dopo. In que- leggi municipali pacificamente si

sto lungo intervallo osserva il Nib- resse, e solo dipendente fu da Ro-


by che forse per la posizione sua ma nel partecipare ai pesi pubbli-
nell'ultimo limite del territorio la- ci, come partecipe era degli onori
tino e volsco, Lanuvio restasse in- della metropoli. L'anno 543 nella
dipendente, e come Ardea fosse un mossa di Annibale contro Roma fu
distretto particolare, il quale seppe invitata a preparare vettovaglie,
ed
conservare la sua importanza col a presidiare Mario
la città. Dipoi
mantenere da questa parte la bi- sapendo che Lanuvio era uno dei
lancia fra' due popoli limitrofi. I luoghi che servivano di granaio a
latini specialmente , considerando Roma, se ne impadronì per sor-
che poteva servire loro di punta presa, quindi soggiacque a gravi
entro l'agro volsco, da paralizzare disastri, e caduta in debolezza gran-
r importanza di Corioli e di Veli- de fu da Cesare colonizzala, es-
tra, accarezzarono talmente i la- sendo allora cinta di mura. Poco
nuvini , che questi finalmente en- prima Cicerone l'avca qualificata,
trarono nella lega loro, allorché la nel fine dell'orazione a favore di
4o GEN GEN
Murena lanuvino, come municipio tempio di Giunone, ch'era uno
onestissimo, e come municipio si de' santuari principali del Lazio,
rei^geva prima della colonizzazione dispeisi i sacerdoti, cessale le feste,
colle pi-oprie sue leggi, e creava il terminò ancora il concorso, e per
suo magistrato supremo annuale conseguenza la sorgente principale
col nome di dittatore, olHcio di delle sue ricchezze. Quindi fu suc-
che era rivestito Milone, altro la- cessivamente rovinata dalle scorrerie
nuvino difeso pur da Cicerone. Nel de' barbari, da quelle de' greci e
tempio lanuvino si conservavano de' goti nel VI secolo, da quelle
tesori, ma furono tolti da Otta- de' saraceni ne' secoli IX e X, e
viano, nella guerra contro Mar- da quelle de' tiranni che sorsero
cantonio; quindi nella divisione da tutte le parti ne' secoli seguen-
che Ottaviano fece delle terre, as- ti, che facendosi vicendevolmente
segnò una parte dell'agro lanuvino la guerra, devastavano le possessio-
ai veterani, ed un'altra alle vergi- ni Lanuvio sembra es-
usurpate.
ni vestali ; divisione che fu poscia sere stata abbandonata nel V se-
abrogata da Adriano, il quale re- colo, e restò deserta sino al XIII,
stituì ai coloni le terj-e : Svetonio non esistendo monumenti in con-
dice che Augusto frequentava per trario.
suo diporto Lanuvio. Ad onta del- Dalle antiche fabbriche superstiti
la vicende la città per la sua ele- di opera saracinesca, si deduce che
vata situazione, e pel tempio di questa terra tornasse a risorgere
Giunone sempre si sostenne; creb- nel secolo XIII, e che gli abitanti
be però in isplendore dopo che An- si annidassero sugli avanzi delle
tonino Pio vi avea avuto i natali antiche fabbriche, che coronavano
l'anno 86 dell'era volgare, e po- il colle meridionale della città an-
scia pervenne all' imperio per l'a- tica. Il Piatti nella Storia di Geii-
dozione di Adriano. Quell' otlimo zaiio, pag. 4? G 4*^5 narra che que-
augusto, il suo figlio adottivo Mar- sta terra nel secolo XIII era del
co Aurelio, e l'indegno successore monistero e monaci dell'abbazia di
CommodOj nato anch'egli presso que- 8. Lorenzo fuori delle mura di Ro-
sta città, ne amarono particolar- ma, e siccome Onorio 111 Savelli
mente il soggiorno, e vi ebbero del 12 i6 molto fece per quel mo-
una magnifica villa, la quale nel nistero, restaurò ed abbellì la con-
secolo passato die alla luce vari tigua patriarcale basilica ,
quindi
monumenti insigni, come il busto crede il Nibby che a lui si debba
di Elio Cesare ,
quello di Ennio ilripopolamento di Lanuvio, come
Vero, quello di Commodo giova- pure il nome attuale, opinione che
netto, la statua conosciuta sotto il egli avvalora pel riflesso delle pre-
nome di Zenone , il gruppo di tensioni eh' ebbero su questa ter-

A more e Psiche , ce. che si am- ra i Savelli nel secolo XIV, i qua-
mirano nel museo Capitolino. Coni- li sotto la condotta di Cristoforo
modo vi ebbe il nome di Ercole la occuparono nel iSyS, come si

Piomano, e forse vi costrusse l'an- legge nelle Uleniorie storiche suc-


fiteatro ed il teatro. La caduta citate del p. Casimiro a p. igS.
del paganesimo portò un colpo Prima di questo tempo e da un
licro a Lanuvio, poiché chiuso il atto riportato dui JN'crini, De lem-
GEN GEN 41
pio et coenohio pag. 5^6, dell'anno le vicende di Civita Lavinia , a
i358, si trova la terra chiamata quelle di Genzano ed Ardea. Ri-
col nome odierno , ricordandosi masta la terra ai Colonna, fu <jue-
Cencio Palgiciae de civitatc La- sta venduta da Marc' Antonio a
biniaej e nel i 36o in un altro do- Giuliano Cesarini nel i564, quali i

cumento riferito pure dal Nerini ancora la ritengono, e vi hanno il


si l'icorda il lenimentuni cmtatis palazzo baronale. Il Ratti, Della
Lahiniae. Nel declinare di questo famiglia Sforma pnite II, pag. 262
secolo , Eonifacio IX conservando e 263, nel riportare questo acqui-
sempre il diritto del monistero di sto, dice che Gio. Giorgio figlio di
s. Lorenzo fuori delle mura, lo Giuliano istituì pel primo una per-
concesse a Cecco Durabile del rio- petua primogenitura nella famiglia,
ne di Trastevere in vicariato ad a favore dell'unico suo figlio Giu-
beneplaciluni. Giovanni XXII con [ liano II, avuto da d. Cleria Faj--
bolla del if\io a favore di Gio- nese dama commendabilissima di
vanni e Nicolò Colonna, l' investi quell'età; quindi raccomandò il fi-

del Castrum civitalis Laviniae , glio a Sisto V, e questi quasi pre-


ricordando sempre il dominio di- sago che i Cesarini sarebbero stati
retto del monistero, come si legge un giorno gli eredi della casa sua
nella bolla riportata dal Piatti a Peretti, prese special cura di Giu-
pag. 124, dalla quale pur si ap- liano, eresse in ducato il suo feu-
prende che il dominio della terra do di Civita Nova, ed in marche-
apparteneva in commenda ai car- sato Civita Lavinia nel i586, ti-

dinali Giordano Orsini, e Oddone toli e signorie che tuttora


gode la
Colonna che fu poi Martino V. I famiglia Sforza. Si deve però no-
Colonna la ritennero tranquilla- tare che il Cancellieri a pag. 166
mente sino al 1436, quando fu delle sue Campane riporta l' indi-
presa per Eugenio IV dal patriar- cazione di alcuni stromenti notari-
ca Vitelleschi generale di s. Chie- li, dai quali si rileva che nel 1 480
sa. Nella guerra sotto il pontificato Oddo Colonna vendè Civita Lavi-
di Sisto IV, Civita Laviuia fu as- nia a Gabriello Cesarini ; che nel
sediata nel 1482, e presa da Al- 1481 Oddo nel prendere denaro
fonso duca di Calabria il primo ad impreslito dal cardinal d'Estou-
di agosto, che tre giorni dopo pre- teville detto di Roano , nell' istru-
se anche la rocca; ma dopo la mento viene nominata Civita La-
partenza del duca fu occupata dalle vinia, onde sembra che il Cesari-
genti del Papa, quindi nel i485 ni l'avesse ceduta; che nel i483
da Innocenzo Vili data agli Or- il cardinale donò a Giiolamo ed
sini. I Colonnesi si piesentarono Agostino fratelli, avuti con altri da
poco dopo sotto la terra la pre- , Girolama Tosti, castelli di Fra-i

sero con grave strage de' loro av- scati Civita Lavinia, Genzano e
,

versari, e ritennero sino a' 19 feb- Nemi, costituendo per tutori car- i

braio i486, allorché con altra fie- dinali di Porto e di Novara con
ra strage, dopo molta fatica, venne l'incarico di prenderne possesso.
espugnata dalle milizie pontificie, La terra attuale è cinta di mu-
alle quali si rese a discrezione. Da ra rifatte dai Colonnesi nel secolo
quell'epoca in poi comuni furono XV, ed in piìi luoghi si mostra
42 GEN GEN
ancora il loro stemma : due sono Beata Vergine , e s. Giovanni e-
le porte che indicano i luoghi cui vangelista a pie della croce. La
conducono, cioè una si chiama Pio- torre delle campane fu eretta con
mana, l'altra Nettuno. La sua pian- disegno del Borromini. Vi è un
ta è quasi un quadrato difeso ne- ospedale per gì' infermi ed un ,

gli angoli da quattro torri circo- monte frumentario che vuoisi isti-
lari, delle quali quella che difende tuito prima del i4oo; vi sono an-
l'angolo orientale è più grande ed cora le maestre pie ad istruzione
ha una torricella sovrapposta, che delle donzelle, e le scuole pei gio-
fu la rocca occupala dal duca di vanetti. Uscendo dalla porta occi-
Calabria. Dopo il casino Dionigi, dentale si ravvisa a sinistra un
e la casa con portichetto di tempi piccolo tratto delle mura antiche
bassi, discendendo prima di entra- costrutte di massi parallelepipedi
re nella terra, e di fronte alla sua di pietra vulcanica, come quelle
porta , evvi a destra un lungo e diArdea, e costeggiando per poco le
bizzarro fontanile, lodata opera del mura si giunge alla torre angola-
cav. Bernini ; il fontanile è fatto a re di costruzione del secolo XV ,

guisa di rustica grotta con grossi alla quale è attaccato un anello


travertini, e vaga tazza semicirco- moderno di ferro, che dai terraz-
lare. La costruzione di questo fon- zani si come
mostra ai creduli
tanile servì al celebre Bernini per quello Enea sbarcando
al quale
jstudio, e per addestrarsi all'artifi- attaccò la nave, come se Lanuvio
zio del taglio della composizione e e Lavinio fossero una stessa cosa ,
dell'effetto delle scogliere ch'egli il mare giungesse a quell'epoca su

doveva eseguire in Pioma, come questa altura, e l'anello si potesse


tnagislraimente eseguì nella gran- essere conservato sino a noi, sup-
diosa fontana della piazza Agonale ponendo antichi esso e la torre,
o Navona. che d'altronde sono moderni. Fer-
La chiesa principale è collegia- tile è il territorio di Civita Lavi-
ta con arciprete e sei canonici ,
nia, e squisito n'è que- il vino. Da
sotto il titolo di s. Maria Maggio- sto luogo si godono belli e deli-
re, con sette altari , il primo dei ziosi punti di vista, che offre la
quali è dedicato all' Assunzione di ridente situazione, onde si scuo-
IMaria Vergine, titolare della chie- prono non solamente le vigne ed
sa patrona della terra ,
e con oliveti del suo territorio, e di quel-
parrocchia ivi fiirono canonica-
; li di Genzano, Velletri, Cori, Nor-
piente erette le confraternite del ma , Ninfa , Sermoneta , e Ci-
ss. Sagramento, del Rosario, e del sterna, ma la prospettiva dei mon-
Crocefisso. Nel 1675 la chiesa fu ti Albano, Artemisio e Corano,
rinnovata dai fondamenti da Fi- ai quali in maggior lontanan-
lippo Cesarini, ultimo stipite di za con piacevole variazione succe-
questa illustre casa , la quale si dono gli altri delle provincia di
continuò in Livia maritatasi a Fe- Marittima e Campagna; come le
derico Sforza : nella cappella del vastissime pianure dell'agro Pon-
Crocefisso si conserva un dipinto tino, e le immense foreste e cam-
molto pregevole, attribuito a Giu- pagne di Anxuic, Monte Circello,
lio Romano, e rappresentante la Ailura, Anzio, Laurento, Ardea,
GEN GEN 43
Oslia Tiberina, con tutto il tratto lustrazione che ne aveva fatta Nic-
al eli là dell' ira bocca tura
del Te- cola Ratti, pubblicata in Roma nel
vere sino monti della Tolfa. Si
ai 1825 dal de Romanis, dicendoci
scorgono pure a colpo d'occhio il che in modo più ragionato la ri-
Lazio non solanierìte, e i lidi La- produsse il eh. Clemente Cardinali,
vini, coU'anlica sede di Turno re nei Diplomi imperiali de' privilegi
de'rufuli, ma massima parte del
la accordati a^ militari, Velletri i836.
littorale pontificio sul mare Tirre- Inoltre avverte che anche il eh. ab.
no o Mediterraneo, e le isole del Girolamo Amati nel Giornale Ar-
regno delle due Sicilie, il che for- cadico f 89, p. 224> 1 ha in parte

ma all'occhio dello spettatore il illustrata.Questo monumento con-


più gradevole e sorprendente spet- siste inuna interessante latina iscri-
tacolo. Degli oggetti rinvenuti nei zione, divisa in due colonne di ses-
suoi scavi , massime in quelli dei santa e più linee scolpite in mar-
nostri tempi , delle sue iscrizioni mo con bei caratteri romani, dis-
degli avanzi antichi della magnifi- sotterrata in fondo di proprietà
cenza e grandezza di Lanuvio, co- della famiglia Frezza di Civita La-
me del tempio e culto di Giuno- vinia. Il contenuto tratta dell'isti-
ne, ne tratta il Nibby citato. Eru- tuzione di un collegio chiamato
dite notizie antiche ed ecclesiasti- Culloruni Dianae et Jntìnoi^ e-
che si leggono pure nel Piazza retto nel tempio dedicato a questo
Gerarchia cardinalizia, p. 809 e favorito divinizzato, sotto il conso-
seg. 11 Ricchi nella Reggia dc\>olsci lato di Mummio Sisenna, corrispon-
parla di Lanuvio colonia LXXXIII dente ail'anno XXVII dell'impero
a pag. 176 e seg., de' suoi fosti, e d'Adriano, e i33 dell'era cristia-
iscrizioni che riporta, uomini illu- na. Tal prezioso monumento con-
stri ec, e dice che fu la prima tiene inoltre molte cose non meno
città romana falibricata nel La- curiose che utili ad illustrare la
zio, secondo M. Varrone il me- ; storia dell'antico Lanuvio,
ed an-
desimo Ricchi nel suo Teatro de- che di Roma, ed a somministrare
fili uomini illustri pag. 1^5, parla l'idea piìi precisa sull'indole e sullo
di quelli di Lanuvio o Civita La- spirito di tali stabilimenti ed isti-

vinia, e riporta altre interessanti tuzioni presso la gentilità. Vi si

nozioni. Il Theuii nel Teatro isto- leggono difatti gli statuti del pre-
rico, a pag. 87, dice che Lanuvio detto collegio , specialmente per
fu annoverato tra le città volsche, la parte relativa all' ordine delle
e che fu patria degli imperatori cene e dei funerali ; donde scor-
Antonino Pio, e Commodo. Da ul- gesi con quanto interesse si occu-
timo il dottissimo can. Giannanto- passero di'l funere e della tumu-
nio Meschini, ci diede l'erudito o- lazione de' consoci estinti, quniorq
puscolo intitolato : 3Ionurnento an- non si fossero procurata volonta-
tico collegiale scoperto a Civita riamente la morte ; giacché in que-
Lavinia U anno 1816 illustrato sto caso si prescrive, che ejus ra-
Venezia coi tipi di Giuseppe An- tiofuneris non habebitur, tanto era
tonelli premiato con medaglia d'o- in orrore agli stessi gentili il sui-
ro, 1839. Con quest'opuscolo il cidio: come pure si proibisce se-
chiaro autore volle supplire all'il- veramente il menomo atto di se-
44 &EN GEN
dizione, e la menoma mancanza di quali erano stati i-iuniti i molti
rispetto in riguardo a colui che pezzi rotti, ed i nipoti del lodato
l'oilicio sosteneva di quinquennale, prelato gli offrirono un esemplare

che forse era prima carica o di-


la in istampa della medesima. Aggiun-
gnità, almeno dopo quella del dit- se poi il Papa la degnazione di
tatore municipale, o del patrono gradire un lauto trattamento, dis-
del collegio medesimo. posto a cura dello stesso prelato,
Tre volte il regnante Pontefice di che ne fu partecipe il corteggio
Gregorio XVI onorò Civita Lavi- pontificio. La seconda volta in cui
nia, mentre stava alla pontificia onorò di persona Civita Lavinia fu
villeggiatura di Castel GandoH'o. a' 20 ottobre i834- Dopo di ave-
La prima fu a' 17 ottobre 1^33 re orato alquanto nella chiesa prin-
che vi giunse inaspettato; pure la cipale, osservò le amene e delizio-
popolazione lo ricevette con ogni se vedute che in questa altura si

dimostrazione di festa. Smontò al- presentano, e per meglio goderle


la chiesa di santa Maria Maggio- ascese una loggia sopra il casamen-

re ricevuto dal capitolo, ed ivi ri- to di Giovanni Cassio romano, che


cevè la benedizione col ss. Sagra- coi più umili sensi ringraziò l'au-
menlo, da monsignor Soglia arci- gusto sovrano del compartitogli
vescovo di Efeso ed elemosiniere. onore ( di questo ha fatto ricono-
Uscito di chiesa il Papa osservò scente e distinta menzione il di
gli avanzi delie mura in pietre lui figlio Latino, nella dedicatoria
quadrate, un residuo di maestosa al medesimo Papa dell' Oralio de
fabbrica antica di recente disco- ChrisU Domino resurgcnlis glorìa,
perta, che sembra avere servito pubblicata colle stampe , e da lui
ad uso di teatro, e i nobili sarco- pronunziata nella cappella Sistina
fagi destinati ora ad accoglieie le nella terza festa di Pasqua dei
acque nelle pub!)liche fontane, ed i844> come nobile convittore del
altri avanzi dell' illustre municipio. collegio Nazareno, dicendo, che
Quindi avendo contemplate le a- tanto beneficio, et marmare inscid-
roene e magiche prospettive che pliun immorlalitati mandare ). In-
ivi si godono, supplicato da mon- di si trasferì col cardinal Odescal-
signor Luigi Frezza arcivescovo di chi, che l'avea seguito da Castel
Calcedonia nativo del luogo ( V. Gandolfo, e con monsignor Frezza
Frezza Luigi, Cardinal), il Papa alla casa di questi, il quale fece
si degnò ascendere il casino di sua osservare al primo branco di scale
famiglia, ove ammise benignamente al Pontefice, una marmorea me-
al bacio del piede il clero, i prin- moria eretta per eternare la de-
cipali cittadini, e gl'individui del- gnazione con cui nel decorso anno
la famiglia Fiezza ; e dalla loggia avea onorato di sua venerata pre-
deli" appartamento superiore com- senza quel luogo. Quivi il Papa
parti la benedizione all' affollato ammise al bacio del piede la ma-
pnpulu, che proruppe acclama- in dre ed i parenti del prelato, che
zioni di di vota esultanza. Quivi il fece servire di rinfresco la nobile
Pontefice gustò di leggere me- la corte, e tutto il resto della fami-
morata iscrizione rinvenuta in un glia pontificia. Finalmcjite la terza
fondo dei l'rezza , a diligenza dei volta che Gregorio XVI recossi a
GEN GEN 45
Civita Lavinia fu a' 19 ottobre nanzi la fondazione di Genza-
i836, col maggior tripudio degli no, conchiude che il fondo di Gen-

abitanti per la esaltazione al car- zano, prima che ne fossero investi-


dinalato del concittadino monsi- ti i monaci di s. Anastasio, avesse

gnor Frezza, che ricevette il Papa: appartenuto alla famiglia de' Gan-
questo dopo aver visitato la chiesa doifi ; che questa nelle civili di-
collegiata, sali nell'abitazione del scordie tra i Papi e i romani sot-
cardinale, ove ammise al bacio del to gli antecedenti pontificali ne
piede la sua famiglia, ed altre di- fosse privata dai Papi stessi per a-
stinte persone, benedl il popolo dal desione al partito ad essi loro con-
balcone, e si compiacque gradire trario; e finalmente tli'essendcsene
la refezione preparata dal medesi- rimessi in possesso al tempo di
mo porporato. Alessandro III immediato prede-
Genzano ripete la certa sua ori- cessore di Lucio HI, avessero allora
gine nel secolo XIII, e già esiste- preteso di rivendicare i loro antichi
va nel 1255, come rilevasi da due diritti. Passando il Ratti nel cap.
bolle di Alessandro IV , la prima Ili a parlare dell'etimologia di
pubblicata dall' Ughelli, Italia sa- Genzano, riporta tutte le denomi-
cra toni. I, p. 53 e seg. Congrua nazioni con le quali fu chiamato
nos, 1 idus januarii, la seconda ri- ed esclude il vocabolo Cynthianum
portata dal Piatti, Storia di Gen- non derivando da Diana o Cinzia
zano con note e documenti, Roma che avea famoso tempio e bosco
1797 pel Saloraoni, p, 102 e seg. sul lago del vicino Nemi ; n)a ri-

Regiilareni vit ani, XII kal. marlii. flettendo che in tempo della re-
In tali bolle Genzano è notato tra pubblica romana i fondi ebbeio la
le possidenze de' monaci di s. Ana- loro origine, e presero il nome dai
stasio alle acque Salvie, ossia alle loro padroni o famiglie, ed avendo
tre fontane, dei quali parlammo al fiorito in Roma sotto gl'imperato-
\ol. XIII, pag. 59 e seg. del Di- ri vari soggetti di cogncwise Gen-
zionario, i diritti de' quali su di zianì, lutti distinti e consolari, dei
e.sse di nuovo si confermano.
ivi quali sino al terzo secolo ci riman-
Kclla prima è chiamato funduni gono molte memorie, gli sembra
Genzani, nella seconda col nome probabile che il territorio genzanese
di Castello; però in una anterio- fosse un fondo di qualcuno degli in-
re bolla di Lucio III, Congrua nos dicati personaggi, e che dai mede-
oportel de' 2 aprile 11 83, si parla simi assumesse il nome di Genzano,
di Monte Genzano e sua torre, dai dai quali forse passò ai Gandolfi, che
Gandolfì eretta sulla cima dello lo ritennero sino dopo la metà del
stessomonte. Cosine montis, qui dici- secolo XII : porta quindi opinione
tur Genzano, ridotto a coltura per che la vera appellazione del luogo
r introduzione dei lavori di cana- è Genzano o Genziano, in latino
pe, e scavi di pietre, coriispoudeo- Genlianum. Dai monaci dunque di
te alla costa settentrionale de'mon- s. Anastasio possessori di altri fon-

ti che circondano il lago di Nemi. di convicini , la terra di Genzano


Nel discutere il Ratti nel capitolo ebbe il suo principio , e siccome
II le notizie del territorio di Gen- essiaveano fatto diroccare la tor-
zano, e dei di lui possessori iu^ re de' Gandolfi per cancellare la
46 GEN GEN
memoria del loro dominio, in se- x. Jnastasìi extra niuros urhis per-
guilo si T'idero obbligati erigere tineiitia. Giordano con la forza se
un castello sul monte Genzano per ne mise in possesso, che per altro
difendere le loro terre nel lato set- fu di assai corta durata, forse ter-
tentrionale dalle ostili incursioni, minò Dappoiché, ritirato-
nel 1379.
tanto più che la parte meridiona- si l'antipapa in Avignone, e rico-
le delle loro vaste possessioni era nosciuto Urbano VI per vero Pa-
sunìcienlemente guardata dal ca- pa dall' Italia, tranne Giovanna I re-
stello e rocca Nemi. Laonde
di gina di Napoli, le altrui giurisdizio-

Genzano in principio non fu che ni invase dai seguaci del falso Pon-
un castello, o piccola fortezza, per tefice , si ripristinarono nei loro
cui venne chiamato Castrimi. Del- primitivi e reali padroni. Tutta-
la famiglia Gandolfì ne dammo un volta verso il i3g3 Nicola Colon-
cenno all' articolo Castel Gandolfo. na de' signori di Palestrina ,
pio-
Per lo spazio di più d' un seco- littando del lagrimevole scisma ,

lo pare che Genzano non cambias- colla prepotenza delle armi invase
se padrone, mantenendosi tranquil- Genzano. Però nel i3c)9 avendo
lamente sotto il vassailaeisfio feu- discoperto Bonifacio IX la congiu-
dale de* suoi stessi fondatori , be- ra da lui tramata, egli per sottrarsi
nemeriti delle lettere, della civiliz- al castigo fuggì,lasciando Genzano a
zazione e della coltura delle terre. Buccio Savelli suo compagno nel-
Dopo aver dimorato sette Ponte- r usurpazione. Ambidue governa-
fici in Francia ed in Avignone dal rono tirannicamente Genzano, ed
i3o5 al iSjG, l'ultimo di essi il secondo allorché restò solo por-
Gregorio XI restituì a Roma nel tò all'eccesso le sue avauie ed op-
I 377 la mo-
residenza pontificia, indi pressioni. Stanchi genzanesi di i

rì neir anno seguente. Sebbene fu soUrire siffatta dominazione, spedi-


canonicamente eletto Urbano VI in rono un' ambasceria a Pietro Pas-
successore, molti cardinali nel me- sarello nobile napolitano, capitano
desimo anno si ribellarono, e sotto di Marino per la Chiesa romana ,
la protezione di Onorato Caetani ed al Papa molto accetto, chieden-
conte di Fondi in questa città si ,
dogli la sua mediazione con Boni-

imirono in conclave, e nel palazzo facio IX, per essere ricevuti sotto
del conte, detto perciò palazzo pa- r immediata dipendenza e prote-
pale ,
procedettero all' illegittima zione della Sede apostolica, con ri-
elezione di Clemente VII antipapa. conoscere a un tempo stesso l'uti-
Trovandosi tra baroni romani suoi i le dominio dei loro antichi padro-

fautori principalmente Giordano Or- ni i monaci di s. Anastasio , per


sini, lanlipapa per rimunerarlo, con cui la spedizione fu fatta di pieno
pseudo-bolla data in Fondi a* 1 concerto con 1' abbate.
dicembre 1378, Exitnie dtvotionis Convenendo il Pontefice dopo
sinceri las, gli concesse a terza ge- maliifo esame alle istanze de' gen-
iierazione con illegittima investitura zanesi , si convennero gli articoli
molli castelli tra quali fastra Ne-
, i della nuova capitolazione, confer-
mi , et Genciani Àlbanen dioecesis mati e pubblicati dai Massari di
curii casali, (jnod Monlangiaiio vai- Genzano nella chiesa parrocchiale
^ariler nunciipalui\ ad moiiasteriuni alla presenza di lutto il popolo.
GEN GEN 47
del castellano Marino Passareljo come si legge nel Compendio del-
fratello di Pietro e procuratore ia storia veliterna del sacerdote
della santa Sede, dell'abbate delle Banco, Roma 1841 , fece demolire
tre fontane e di altri testimoni. la fortezza che avea fatto riedifi-
Tutti questi atti e concessioni Bo- care il cardinal Colonna, ed a quei
nifacio IX solennemente approvò tempi inespugnabile. Qui noteremo
a' i5 novembre 1899, col breve che il mentovato can. Emanuele Lu-
Iliimilibus et liontslis sui'pUcuni cidi nelle Memorie storiche dell'an-
votis, nel quale lelteralmeiite si ri- tichissimo municipio dcll'Ariccia, e
portano gli articoli convenuti. Cosi delle sue colonie Genzano e ISend,
Ganzano venne restituito all'utile nel capo XXXI li della parte pri-
dominio de' cisterciensi o piutto- , ma liatta di Genzano , il quale
sto leso per la piiiaa volta imme- vuole originato dal suolo e dal mu-
diatamente soggetto alla Sede apo- nicipio Aricino, e pel concorso dei
stolica che vi deputò suoi gover-
, popoli al tempio di Diana Aricina,
natori i due
nominali Passarelli la quale fu chiamata anche Luna,
forse parenti del Papa^ staccando giustificando così la denominazio-
la terra di Genzaiio dalla castelia- ne di Cynthiae Fammi e Cjnlhia-
iiia di Lariano, dalla quale avea num , e lo slemma del coni ime.
dipenduto sino allora, ed unendola Queste opinioni, e la brevità delle
a quella di Marino, col breve J^t- notizie indussero il Ratti a scrive'-
si ad wiwersa terra, emanato nel re la storia di Genzano dedicando-
medesimo giorno dell'altro, e di- la a d. Domenico Jacobini ed a ,

retto ai due Passarelli. In quanto Tommaso Truzzi, la cui famiglia


al castello di Lariano, esso sorge- provenne da Bergamo nel 1705,
va nelle vicinanze di Vellelri , e come appartenenti alle primarie
formava casteilania dalla quale e- famiglie genzanesi, dicendo il dotto
rano dipendenti vari circonvicini Gaetano Marini , uno de' revisori
paesi, e tra questi Genzano e la deputati a tale istoria , che l'illu-
Riccia. Era feudo dei potenti Sa- stre terra di Genzano era rimasta
\elli, e questo appunto dovette es- sino allora senza una particolare
sere il motivo, per cui i gcnzane- istoria per cui ,
lo stesso Lucidi
si nel sottrarsi dal dominio di Euc- avea sperato che il Ratti l' avesse
cio domandarono ancora di essere eseguita. Il medesimo Ratti , nei
slaccali dalla giurisdizione di La- già citato cap. XI riporta le prin-
riano. Questo castello essendosi di cipali testimonianze di alcuni piìi

poi ribellato al Papa Alessandro celebri autori sopra Genzano , i

VI, fu per di lui ordine distrutto quali però caddero in gravi equi-
dai velleirani. Varie di lui notizie voci rapporto alla storia munici-
si leggono nelle citate Memorie i- pale, come Biondo da Forlì o sia
storiche del p. Casimiro a p. 198; Biondo Flavio, nella Roma ristali-

nel p. Esci] inardi. Descrizione di rata et Italia illustrata , tradotta


Roma p. 2 83; e nel Borgia, Storia da Lucio Fauno; Pio li nel lib. Il
di Velletrì p. 355. Lariano terra de'Commentari; Raffaele Volaler-
de' Coloiniesi era stata già presa rano, in Commentariorum Urba-
e distrutta dai velleirani nel pon- ncr. lib. VI; Atanasio Kircher, La-
tificato di Eugenio IV; e Pio II, tiuin j in cui fa menzione di un
48 GEN GEN
albero portentoso per sua mole, la in grado di difendere Genzano dal-
il quale Jsussisterebbe ancora se le le invasioni doi potenti e prepoten-
donne gen/anesi non avessero nel- ti [baroni de limitrofi luoghi, aven-
la concavità dell'albero, che loro do anteriormente edificato a tale
serviva di comoda stanza, fatto oggetto sul monte Genzano una
bollire a fuoco vivissimo la caldaia gran torre a guisa di fortezza, di
del bucato, per cui si diseccarono cui parlammo di sopra, 1 avrebbe-
a poco a poco le radici e l' albe- ro resa a forma di cittadella se non
ro stesso che bisognò tagliarlo
,
gli fosse mancalo il danaro. Nel
a' tempi del Ratti il quale adér- , i4o2 accadde in questa terra un
ma non essere esagerazione dan- orribile incendio , che la inceneri
dogli molti secoli di vita ; e Giu- nella massima parte; onde i mo-
seppe Rocco Volpi, Fetiis Lalium, naci per salvare il restante, essen-
Ioni. \IL Di Genzano ne avea e- do impotenti alle indispensabili e
ziandio parlato con erudizione An- costose riparazioni, con beneplacito
tonio Ricchi nel lib. I, cap. XXXX, apostolico di Boiiifacio IX, secondo
della Reggia, de' volsci, chiaman- il suo breve Jiistis ci honestis siip-

dolo Geiisano o Cinliano, e ripor- plicuni dato a' 28 gennaio


votis ,

tando le congetture di alcuni che 1404, divisarono di vendere il ca-


ivi giacesse l'antica città di Bovil- stello di Statua di loro proprietà

fa, e che Ce-


vi fosse una villa di egualmente rovinato, detto l'antico
sare Augusto, sotto il quale fu Jlsium o Tarres, presso Palo nel-
piantato l'enorme memorato albe- la diocesi di Porto. Ma il Papa
ro nel di cui vacuo potevasi rifu- volendo beneficare con nuovi favo-
giare venticinque uomini. E per ri i monaci , ordinò alla camera
non dire di altri , il Piazza nella apostolica che acquistasse la pro-
Gerarchia cardinalizia p. 3 1
7 e prietà del castello di Statua o Sta-
seg. interessanti notizie avea scrit- tue, ed in vece s' incaricasse della
te su Nemi e Genzano o Cencia- spesa in compire la fabbrica della
no, e de' loro pregi; nel secondo torre di Genzano, per la quale Bo-
parlando delle chiese Maria
di s. nifacio IX assegnò seicento fiorini
di Cima e della compagnia del d'oro ; per il di più furono cedute
ss. Sagramento, aggregata all'arci- ai monaci le rendite delle due col-
confiaternita di s. Lorenzo in Da- legiate di s. Maria e di s. Pietro
maso di Roma ; dell' oratorio del- de Arilia, e dell'altra di s. Maria di
la Concezione, e della chiesa dei Petrola, che perciò rimasero sop-
ss. Sebastiano e Filippo Neri, prov- presse, ed i proventi della guardia-
vista splendidamente dal duca Fi- nia di Lariano, come si legge nel
lippo Cesarini. II Cancellieri parla breve , Etsi ema- diffìcnltatibus ,

di Genzano nella sua Lettera al nato da Bonifacio primo feb- IX il

dottor Korejy sopra V aria di Ro- braio i4o4- Da quel tempo Gen-
ma ec. , ed a pag. 222 tratta di zano fu ridotto a perfetta forma
alcuni scrittori su Genzano. di castello, preso nel suo proprio
I cistcrciensi delle tre fontane significato di fortezza : la fertilità
furono ben contenti della disposi- del suo territorio ,
quello altresì
zione di Bonifacio IX, e dell' ope- de' paesi adiacenti allettò alla di
rato dai genzanesi, non essendo essi lui coltivazione molti abitanti del*
GEN GEN 49
le vicine ed anche lontane contra- no i monaci a Martino V di vendere
de, a stabilirvi le loro famiglie, at- i castelli di Genzano e Nemi, col ca-
tratte anche dall'amenità del soggior- sale annesso di Montagnano, ai Co-
no. Ne! i4to Giovanni XXllI ricon- lonnesi Antonio, Prospero e Odoar-
ciliò con la Chiesa i ribelli Giovan- do figli di Giordano, ciò che dopo
ni e Nicola Colonna soprannomi- maturo esame il Papa accordò il
nato , benché questi lo era anche primo novembre col breve Ex in-
stato nel i4oi da Bonifacio IX, e junclo nohis , riportato con tutti
con altri feudi l' investi pure del- gli altri documenti dal diligente e

la terra Genzano a triennio


di dotto Ratti. 11 prezzo fu di quin-
col tenue un sol fiorino
censo di dicimila fiorini da bai.4? l'uno,
d' oro da pagarsi al detto moni- coU'obbligo monaci del rinvesti-
ai

stero di s. Anastasio il giorno di mento. Un mezzo secolo e più ri-


Natale, o nella di lui ottava, me- mase Genzano sotto il dominio dei
diante breve Pia Maler Ecclesìa,
il Colonna, e Martino V lo arriccia
de' i8 luglio, con la clausola che di privilegi , come dell' esenzione
spirato il triennio avrebbe dovuto dalle gabelle del sale e del focati-
ritornare Genzano ai monaci. Ma co, come avea
fatto con altri feu-
Antonello Savello, profittando dello Narra il Lucidi
di di sua casa. a p.
scisma tuttora vigente, 1' occupò e 3 II, che mentre Genzano era do-
ritenne sino al i^ij, epoca in cui minato dai Colonnesi, ebbe la sor-
terminato lo scisma con l'elezione di te di vedere presso le sue porte il

Martino V Colonna, questi ad istanza Pontefice Pio li elevato alla catte-


dell'abbate delle tre fontane fecegli dra apostolica nel i458, come si ha

restituire Genzano e Nemi ancora dal lib. II de' suoi Commentari.


da Giovanni Annibali che 1' occu- Aggiunge, che salendo il Papa dal
pava. Temendo però monaci per i lago di Nemi incontrò la molti-
le potenti fazioni , e gran pote- tudine del popolo, e molti vecchi
re de' baroni romani, di perdere i che per 1' allegrezza si abbracciava-
feudi di Genzano e di Nemi, nel no con gli occhi pieni di lagrime,
1423 li dierono in alFitto per un dicendosi scambievolmente: chi mai
triennio a Giordano Colonna fra- creduto avrebbe di vedere prima
tello del Papa, con dichiararlo in- della nostra morte il Pontefice Ro-
sieme governatore di ambedue, con mano ha fatto questa
? Iddio ci
documento che si legge nel Ratti grazia. Osserva poi che non entrò
a p. 127. L'obbligo assunto dal il Papa nel castello di Genzano
Colonna fu di garantire e difen- ma passò vicino alle porte di quel-
dere castelli, e di corrispondere
i lo ,
pei'chè oltre la strettezza del
all'abbazia « totum vinuin, e to- suo circondario , erano le strade
>} tum granum exigenda ,
perci- molto incomode e scoscese , come
« pienda, habenda ex dicto Ca-
et si vede anche a' dì nostri in quel
» stro Jensani, tenumeuto et vi- luogo che chiamasi Genzano vec-
« neis ejusdem ad curiam dicti Ca- chio. Il passaggio e trattenimento,
« stri pertincntia, et florenos quin- come chiama il Ratti, del Pon-
lo
« quaginta in alia nianu ex fru- tefice Pio II in Genzano, fu un av-
» elibus dicti Castri Nemi ". venimento memorabile per questa
Terminato il triennio domandaro- terra , ed a tal effetto riporta il
YOL. XXIX. 4
5o GEiN GEN
brano Commentari
de' , in cui lo In tale anno adunque inalberò
stesso Papa ne fa la descrizione. Genzano di bel nuovo lo stendardo
Il protonotario Giovanni Colonna della Chiesa, e per la seconda volta
figlio del suddetto Antonio, nel respirò, benché per poco tempo, sot-
i479 ^^^^^^ Genzano al cardinal to il placido di lei dominio. Qui
Guglielmo d' E^touteville per du- poi noteremo che se si dovesse sta-
cati tredicimila e trecento da bai. re all' autorità del Beughemio, Iii'

77 l'uno, con patto di retrovendi- cwiab. typogr. p. 1 4 ; del De la


ta ;
quindi il cardinale a' io ago- Caille, Hisloire de l'impriin. p. 5o,
sto i4Si> come di sopia abbiamo e deirOilandi, Orìgini p. 192, bi-
accennato, donò i due castelli di sognerebbe accordare a Genzano
Genzano e Nemi aGii-olamo e Ago- anche il pregio di avere avuta una
stino Tottavilla suoi figli naturali, tipografìa nel secolo XV , che fu
e nel i483 costituì il cardinal Bor- quello della nascita di quest' arte
gia vescovo di Porto poi Alessan- utilissima , scrivendosi dai medesi-
dro Yl, ed il cardinal A rei m boi di mi che fu stampato il seguen-
ivi

vescovo di JXovara, in suoi procu- te libroJoannìs Annii ord. Praed.


:

ratori aprendere possesso di Gen- De futuri s christianorum triuni-


zano e Nemi, come pure di Civi- phis in thut;cos j et saracenos ad
ta-Lavinia e Frascati donati simil- Sixtum Papa IV, et reges , pria-
mente ai detti figli, che aveva fat- cipes, ac senatus christìanos. Ge-
ti adottare da Pioberlo suo fratello. nuae tjpis Baptislae Cavali ordi-
Ma essendo morto nel i483 stesso nìs Carmeli S. T. M. in domo s,
o nel i485 il cardinale d'Estoute- M. cruciferorwn 1480 in 4- ^'-
ville, i Colonnesi colla forza e con ì^nat. foli, duorum ab A. ad F.
le armi si rimisero in possesso di characl. golii. Il primo de' citati
Genzano e degli allii castelli dei scrittori in luogo diGennae legge
Tuttavilla, o per il patto di retro- Cenliae, il secondo per fare a suo
vendita, o per le inimicizie insor- modo la cosa piìi chiara, Genzano,
te tra le due famiglie , essendo i ed il terzo riportando ambedue le

Tuttavilla amici degli Orsini fieri lezioni del Beughemio e del De la


emuli dei Colonnesi, avendo Giro- Caille così soggiunge: " Quando
lamo sposato Ippolita Orsini : on- Gentiae sia Gensano , egli è una
de ebbero luogo guerre accanite terra sullo stato di Roma , dalla
sostenute d'ambo le parli con l'a- quale traile altre cose si cava un
iuto de' propri amici. A terminar vino del quale in Roma se ne fa
tali fazioni, e i danni gravi che ne molta slima". Il Ratti dice che
derivavano ai sudditi pontificii, mas- chi opinò in favore di Genzano
.sime de' luoghi conUvistati , s' in- cadde in manifesto errore. Intanto
terpose Innocenzo Vili , il quale la pace tra la fazione Colonnese e
nel concistoro de'i4 luglio i485 r Orsina ebbe pieno effello nel i486
(giacché egli fu eletto a' 26 agosto in settembre o poco dopo ; però
14B4), stabilì che i castelli e luo- Genzano rimase sotto l'immediato
ghi in questione fossero depositati dominio della Chiesa circa un an-
in sue inani, e tra questi le sole no, dopo il quale sembra non es-
terre dei Tuttavilla furono indivi- sere ritornalo ai Tuttavilla , ma
duate, e singolarmente Genzano. beuM ai Colonna, ciò che sembra
GEN GEiN ji
confermarsi dalla bolla tli Alessan- aveva dovuto contrarre a causa del-
dro VI, con cui approvando la do- le doti alle proprie sorelle. Aggiun-

nazione di Lucrezia IJorgia ai due ge il Lucidi che vi fu prestato il con-


.suoi figli Roderico e Giovanni di senso da Filippo II re di Spagna, per
tutte le terre a lei investite dal sictn-ezza dell' obbligo di evizione
Pontefice padre, e prima tolte ai sepia i beni di Marc'Antonio, esi-
principali baroni romani , il solo stenti nel regno di Napoli, il quale
Frascati vi si nomina come feudo specialmente obbligò castelli di i

non Genzano, pa-


dei Tuttavilla, e Marino , Nettuno, Civita Lavinia e
rimente compreso in quella dona- Ceccano.
zione, forse accaduta nel 1498, an- Effimero fu il dominio del Mas-
no in cui Lucrezia sposò in secon- simi sopra Genzano, mentre nell'an-
de nozze Alfonso d'Aragona duca no seguente a' 2 ottobre lo riven-
di l'iselli da cui ebbe delti figli.
i dette per lo stesso prezzo di scu-
Morto Alfonso nel i5oo, Lucrezia di duecento a Giu-
quindicimila
avanti di maritarsi col duca di Fer- liano Cesarini marchese di Civita-
rara fece ad essi la riferita dona- nova nella provincia di Macerala
zione, confermata e consolidata da [Vedi), al quale articolo ne parle-
Alessandro VI con la bolla Code- remo, essendo tuttora dei duchi
slis altitudinis poteiiliac, del primo Sforza Cesarini con titolo di du-
ottobre i5oi. Nella divisione Gen- cato. L'atto di vendita il Ratti Io
zano toccò a Roderico, che succes- riporta a p. 162, in cui si legge
se alla madre dominio
nel di lui compresa nell' acquisto di Giuliano
e baronaggio; ma morto il Papa la tenuta delle due Torri a po-
nell'agosto i5o3, venendo i Bor- nente e in poca distanza da Gen-
gia spogliati dei domini! da lui zano, e prendeva tal nome da due
dati, ed avendo i baroni romani torri vecchie eh' erano sopra il

ripreso ognuno il suo, i Colonnesi colle compreso nella medesima:


naturalmente rientrarono in pos- oggi solo una ne resta in piedi, e
sesso di Genzano, che pacificamen- tutta la possessione appartiene ai

te conservarono sino al 563. In 1 carmelitani. Eziandio nella vendita


cpiest'anno a' 26 settembre Marco sicompresero alcune case comprate
Antonio Colonna di poi trionfato- dal Massimi, non che quei migliora-
le de' turchi a Lepanto vendette , menti da lui fatti nel feudo. Da quel
Genzano a Fabrizio de' INIassimi tempo Genzano restò nel dominio
per il prezzo di scudi quindicimila Cesarini, e quindi lo è ancora negli
duecento, con atto che il Ratti ri- Sforza loro eredi e successori, che
porta a p. 107, dicendo il Lucidi, in piìi incontri fecero sperimenta-
eccettuata la tenuta di Montagna- re ai genzanesi le loro beneficenze,
no con le sue mole. A fine di to- molte delle sopra regi-
quali di
gliere ogni eccezione sulla validità strammo. L' altro duca Giuliano
di una tal vendila. Pio IV con suo Cesarini facendo lunga e frequen-
moto-proprio derogò a tutti i fi- te dimora in Genzano, ivi la sua
decommissi della famiglia Colonna, consorte d. Margherita Savelli par-
specificando che Marc'Antonio era tori Alessandro, Maria Felice, An-
slato necessitato a vendere il suo na Maria, la celebre Cleria, e
icudo di Genzano per i debiti che Giulia, non restringendosi la slan-
52 GEN GEN
zione dei nobili coniugi in Gcnza- ciolo nel suo casino, il quale ap-
no al solo (cnipo di villeggiatura. prestò un magnifico Nel
rinfresco.
Sotto questo duca Giuliano il feu- Diario di Roma del 1773, nume-
do fu onorato d'una graziosa vi- ro 8344 si legge, che avendo Cle-
sita del Pontefice Alessandro VII, di mente XIV permesso al duca Gae-
che fece egli menzione nel volume tano giuniore Sforza Cesarini di
dedicato a quel Papa di poesie la- poter fare eseguire nel suo feudo
tine ed italiane dello zio dottissi- di Genzano la sentenza di morte
mo d. Virginio, pubblicato nel di un reo colpevole di piìi delit-
i658 con tipografico lusso, con in- ti capitali, duca fece trattare
il

cisione stampata in rame che ri- convenientemente i confrali del-


corda la visita di Alessandro VII l' arciconfralernita di s. Giovanni
in Genzano. D. Livia figlia di Decollato, che da Roma si porta-
Giuliano e Margherita, ed il ge- rono ad assistere il reo che fu im-
nero d. Federico amarono pure la piccato. Il Pontefice Pio VI (]ììI

dimora di Genzano, ed ivi ebbe 1780 recandosi ogni anno sino al


i natali il primogenito duca Gae- 1796 inclusive, tranne gli anni
tano seniore. 1782 e 1793, a Terracina nell'a-
AfTezionatissimi i duchi Cesari- prile e nel maggio per il prosciu-
ni e Sforza al loro Genzano, vol- gamento delle paludi Pontine, o-
lero segnarne fasti anche coi i norò nel passaggio di sua presen-
matrimoni dei propri figli il du- za Genzano. Pio VII a' 18 otto-
ca Gaetano mentovato, e d. O- bre 8 4 si portò a Genzano, e
1 1

lirapia. Questa nella parrocchiale dalla loggia del palazzo del duca
di Genzano il primo luglio del d. Francesco Sforza Cesarini, com-

1699 sposò d. Scipione principe partì al popolo l'apostolica bene-


di Venafro, il fratello a' i.\ giugno dizione; vi ritornò a' 2 i ottobre
lyoS si matrimonio a d.
unì in i8i5_, e nella chiesa del duomo
Vittoria Conti. Inoltre Genzano più nuovo ricevette la benedizione col
volte fu onorato dalla presenza ss.Sagramento. Il successore Leo-
de' sommi Pontefici che vi si por- ne XII, ineiitamente a'^S settem-
tarono da Castel Gandolfo, e da al- bre 1828 dichiarò Genzano città,
tri nell'andata e ritorno da alcun e gli concesse le relative prero-
luogo, come fece Benedetto XI li, gative.
quando negli anni 1727 e 1729 Il Papa che più di ogni altro
si portò alla sua antica chiesa ar- ha in parlicolar modo onorato
civescovile di Benevento; così di Genzano con le frequenti sue visi-
altri Papi che recaronsi a Nemi. te, e soggiorno di parecchie ore,
Clemente XIII agli 1 i ottobre è il regnante Gregorio XVI, ol-

1764 si portò a Genzano, avendo tre di aver dato alla città a mu-
seco in carrozza il cardinal Caval- nifico protettore il cardinal Anto-
chini, e il cardinal Rezzonico suo nio Tosti romano, che segnalò il

nipote. Il Papa visitò la chiesa possesso solenne che decorosamen-


principale ov' era esposta una sta- te vi prese in persona, con divei'-
tua della Beata Vergine del Ro- se beneficenze tutte proprie del
sario i
poscia andò a visitare il suo animo generoso. Nel numero
cardinal Giovanni Costanzo Carac- 82 del Diario di Roma del i83i
GEN GEN 53
si legge che a' i o ottobre recando- ciò dei piede il capitolo, le ma-
si dalla villeggiatura di Castel Gan- gistrature, i filarmonici ed altri,
dolfo il Papa Gregorio XVI a e fatto un tratto di strada verso
Velletri, fu acclamato dai genzane- Nenii, a quel castello si condusse :

sicon ogni venerazione, cui face- ripassando poi per Genzano per
va eco la banda dei filarmoni- a Castel Gandolfo, gli
restituirsi
ci della medesima città. Discese abitanti rinnovarono i loro lieti
alla chiesa collegiata in mezzo al- auguri ed omaggi. Nel supplimen-
la guardia civica, essendo ricevuto lo numero del Diario
poi di detto
dal clero e magistratura governa- di Roma, sì legge che ai i5 otto-
tiva e comunale, vestiti delle loro bre il Papa col solito accompa-
insegne. Ivi ricevette la benedi//io- gnamento si è recato a Genzano,
ne col Sagramento decorosa-
ss. e smontando alla chiesa dei cap-
mente esposto, da monsignor So- puccini, trovò la truppa ivi schie-
glia arcivescovo d'Efeso ed elemo- rata colla banda musicale di Vel-
siniere; dopo che proseguì il
di letri: in chiesa ricevette la benedi-
suo viaggio benedicendo paterna- zione col ss. Sagramento da mon-
mente i giubilanti cittadini. Nella signor Soglia, e passando nel con-
seguente mattina reduce il Papa da tiguo convento visitò la libreria,
Velletri,ad istanza de'genzanesi di- passeggiò nel vasto donde
orto,
scese alla detta chiesa , ove dal osservò il bel lago di Nemi; quin-
nominato prelato fu compartila la di con singolare clemenza non so-
benedizione colla ss. Eucaristia pre- lo volle il Pontefice pranzare nel
cedentemente esposta; quindi in refettorio, ma ammise alla sua ta-
sagrestia il Pontefice ammise al vola oltre il cardinal Mattei, mon-
bacio del piede i canonici, il go- signor Bontadosi suo viditore pos-
vernatorCj il gonfaloniere con la sidente di Genzano, l'arciprete del-
civica magistratura, i maestri pub- la collegiata, e la nobile sua cor-
blici, gli individui della banda fi- te, anche la religiosa famiglia. Nel-
larmonica, e molti delle principa- l'ore pomeridiane Gregorio XVI
li famiglie. Indi tra l'esultanza re- si degnò portarsi a piedi a visita-

ligiosa degli abitanti, Gregorio re le maestre pie, le ammise be-


XVI si condusse a piedi al con- nignamente al bacio del piede, e
vento de' religiosi cappuccini, do- poscia tra i sinceri evviva de' ri-

ve asceso nuovamente in carrozza conoscenti genzanesi, nuovamente


fece ritorno a Castel Gandolfo. benedetti da lui, fece ritorno a
Nel numero 83 del Diario di Ro- Castel Gandolfo.
ma del i832, si narra che agli Nel supplìinento del numero 84
1 1 oltobie il Papa Gregorio XVI del Diario di Roma de'1 9 ottobre

visitò la chiesa principale di Genza- i833, è riportato, come Gregorio


no, ricevuto colle consuete onorifi- XVI da Castel Gandolfo a' 1 7 di
che dimostrazioni, suono delle cam- detto mese si recò a Genzano, in-
pane e della banda, sparo de'mor- contrato dalla divota popolazione
tari, e vive acclamazioni. Dopo di con ogni maniera ossequiosa. Nel-
aver dato monsignor Soglia la be- la chiesa collegiata ricevette da
nedizione col ss. Sagramento, il monsignor Soglia la consueta be-
Papa ammise in sagrestia al ba- nedizione eoa l'augustissimo Sagra-
54 GEN GEN
juento, e nel solito Irono dell'an- parli per Castel Gandolfo. Nel nu-
nessa sagrestia permise che gli ba- mero 86 del Diario di Roma del
ciassero il piede il capitolo, i ma- i836, si racconta che Gregorio
gistrali, e i distinti cittadini. ludi XVI a' 9 ottobre andò a Genza-
1

il andò a Civita Lavinia, e


Papa no dove nella chiesa collegiata
,

ritornando a Ganzano, passò nella ricevè da monsignor Soglia patriar-


chiesa de' cappuccini, ove roonsi- ca di Costantinopoli la benedizio-
giior Soglia tornò a dare la bene- ne col ss. Sagramento, ed in sa-
dizione, e nella libreria ammise al grestia gli baciarono il piede il ca-
bacio del piede il p. guardiano e pitolo, i magistrati, i filarmonici,
la comunità religiosa. Avendo fat- ed altre persone. Si portò poscia
to preparare la sua mensa nel re- a Civita Lavinia, e nel ritorno do-
fettorio, vi desinò col nobile se- po avere ricevuta la benedizione
guito, coi sacerdoti cappuccini, coi col Santissimo nella chiesa de'cap-
prelati Bontadosi, e Frezza di Ci- puccini, nel refettorio del conven-
vita Lavinia, e con l'arciprete di to, colla consueta benignità, il Pa-
Genzano. Dopo pranzo Gx'egorio
il pa invitò alla propria mensa i

XVI passeggiò neir orto, ove fa religiosi, i cardinali Falzacappa e


bella veduta il sottoposto lago, e Odescalchi, monsignor Frezza e la
le adiacenti campagne e colline, nobile corte ;
poscia nelle ore po-
quindi benedicendo i genzanesi, e meridiane fece ritorno a Castel
tra i loro plausi ritornò a Castel Gandolfo tra gli iterati felici voli
Gandolfo. Nel numero 4^ delle dei cittadini.
]S'olizie del giorno del i834 è ri- Finalmente nel numero 19 del-
portato, che ai 20 ottobre il Pa- le Notizie del giorno del 843, si 1

pa Gregorio XVI recossi a Gen- legge che ritornando Gregorio XVI


zano, nella cui collegiata monsignor a Roma, dal viaggio fatto nelle Pro-
Tevoli arcivescovo di Atene ed e- vincie di Marittima e Campagna,
lemosiniere compartì l'eucaristica proveniente da Velletri giunse ai
benedizione: in sagrestia ammise al 9 maggio in Genzano. Fu ricevu-
bacio del piede il capitolo, le magi- to dal cardinal Pietro Ostini ve-
strature ed altri, indi si portò a Ci- scovo di Albano alia testa del suo
vita Lavinia, Restituitosi il Papa clero, da d. Lorenzo Sforza Cesa-
a Genzano, nella clùesa de' cappuc- rini duca di Genzano, e da monsi-
cini ricevè la benedizione col ss. gnor Lucciardi ,
presidente della
Sagramento, da monsignor Soglia Comarca , oltre il governatore, e
segretario della congregazione dei la civica magistratura in abito. Nel-
vescovi e regolari, e nel convento la collegiata il Papa ricevè la be-
la famiglia religiosa gli baciò il nedizione col Venerabile , e nella
piede, e poi venne da lui ammes- sagrestia ammise al bacio del pie-
sa alla pontificia mensa, coi
sua de i nominati personaggi ed altri,
cardinali Falzacappa vescovo di con r assistenza del cardinale, li
Albano, ed O descalchi, ed i pre- Papa dirigendosi poi a piedi verso
lati Frezza e Bontadosi, il conte il convento de'cappuccini, gli riuscì
Scbrcgondi e l'arciprete di Gen- di gradevole sorpresa il ritrovare
zano. Nelle ore pomeridiane il Pon- una delle lunghe strade che divi-
lelice festeggialo dai genzanesi ri- dono la città moderna di Genzano,
GEN GEN 55
cioè la via Sforza, costiuita iu de- bile effetto che produceva l'immen"
clivio tutta ricoperta nel mez- sa copia de' ben disposti fiori, in-
zo di un vaghissimo tappeto di dugiava a passarvi, temendo che
fiori freschi di dilfeietili specie, si stupendo lavoro di tante per-
colori ed odori. Con questo spet- sone, non venisse in un momento
tacolo il popolo geiizanese voile guastato dal transito del suo se-
dare suo amato padre e sovra-
al guito e dal popolo accorso anche
no un saggio dell' infiorala che o- dai convicini paesi e da Roma.
gni anno eseguisce per solenniz- Invitato il Pontefice a passarvi so-
zare la processione dell'ottava del pra, poiché solo in suo onore e-
Corpus Domini. Questi fiori di- rasi la strada in tal modo abbel-
sposti con disegno e simmetria in lita, vi ascese e la percorse tutta
vari compartimenti, formavano bel- sino alla cima, seguito dal corteg-
lissimi ornati tramezzati da diver- gio, fra le acclamazioni de'genzane-
si stemmi gentilizi e da dieci i- , si e della moltitudine, che l'ap-
scrizioni celebranti le virtù del plaudiva anche dalle finestre delle
Papa, che compartiva a
l'onore case laterali parate a festa con
Genzano in giorno , ed altro
tal drappi di variati colori. Giunto
relativo: tanto gli stemmi, come Gregorio XYI alla cima della stra-
le iscrizioni erano formate di fiori da proseguì a camminare per la
naturali. In capo poi della strada via Carolina, e giunto sulla gran-
Sforza , leggevasi in un cartello de piazza circolare ove s'incrocia-
una iscrizione in cui si esaltava il no quattro superbi viali della
i

sommo ed utile benefizio della rinomata olmata, ne amraiiò l'im-


nuova portentosa strada dal Papa ponente prospettiva, che vi si pre-
ordinata nel clivio di Gallerò, che senta da ogni lato , fermandosi a
conduce a Genzano, con immenso complimentare la duchessa di Gen-
vantaggio pubblico : autore di tut- zano, d. Carolina Sfi^jrza Shirlej,
te le con aurea
iscrizioni, scritte che ivi trovandosi col suo figliuo-
Gaetano LotFreddi sa-
latinità fu d. lo d. Francesco duca di Segni, si
cerdote genzanese. Gli stemmi gen- prostrò a baciargli i piedi. Arri-
tilizi erano, quello del Pontefice, cui vato finalmente il Pontefice alla
succedevano cjuelli del cardinal O- chiesa de' cappuccini per ricevervi
stini vescovo diocesano, del cardi- la benedizicuie col Santissimo, ed
nal Tosti protettore Genzano, di entrato nel contiguo convento am-
del cardinal Lambruschini segre- mise al bacio del piede la religio-
tario di stato, del cardinal Mattei sa famiglia, che volle fosse parte-
segretario per gli affari di stato cipe nel refettorio di sua mensa.
interni, di d. Lorenzo Sforza Ce- A questa si compiacque ammetter-
sarini duca di Genzano e gonfa- vi anche il duca d. Lorenzo Sfor-
loniere perpetuo del popolo ro- za, il p. Luigi da Bagnala predi-
mano, e degli stemmi di vari altri ca4ore apostolico , e procuratore
personaggi che sono a capo delle generale de' cappuccini , l'arciprete
diverse pubbliche amministrazioni, della collegiata, il governatore ed
con le quali ha relazione la città il gonfaloniere di Genzano. Men-
di Genzano. 11 Papa ammirando tre seguiva il pranzo uno scelto con-
il sorprendente lavoro e il niira- certo di trombe della valentissima
56 GEN GEN
banda romana dei dragoni ponli- vertino. Giunto in città fu ricevu-
flcii, in una stanza contigua esegui to nella chiesa collegiata dal car-
con lietamusica di cori alcune dinal Ostini vescovo, dal capitolo,
strofTette in onore del supremo Ge- da monsignor Lucciardi presidente
rarca. Dopo il pranzo il Pontefice della Comarca, dal governatore, e
nel coro de* cappuccini nuovamen- dal gonfaloniere ed anziani, lutti
te ammise al bacio del piede il in abito, tra il suono delle cam-
duca, e la duchessa di Genzano, pane, gli evviva della popolazione,
le maestre pie della città ed altre lo sparo de' mortari, ed il suono
persone, indi ascese in carrozza, e della banda de' cacciatori. 11 Papa
giunto al piazzale di Galloro ne ricevè da monsignor Castellani sa-
discese per osservare la nuova strada grista la benedizione col ss. Sagra-
che per sua munificenza andavasi mento precedentemente esposto ,

ultimando da quel punto sino al- quindi volle onorare di sua pre-
l'olmata di Genzano; e lodandone senza il nuovo palazzo comunale
il cav. Giuseppe Bartolini autore in via Livia. È pertanto a sapersi
e direttore della medesima, questi ch'era proprietario di un ben va-
ebbe l'onore di farne rimarcare i sto febbricato inGenzano Giovan-
vantaggi, le superate difficoltà, e ni Amerani, ed avendo la comune
rispose a tutte le interrogazioni che bisogno d'un locale in cui potesse
si piacque fargli il venerato princi- riunire tutti gli uffici pubblici, nel
pe. Dopo averne egli percorso un terminare del 1 843 acquistò a ta-
tratto a piedi, retrocedette per mon- le effetto il fabbricato. Quindi la
tare in carrozza, la quale fu la pri- comune con l'opera e direzione
ma a passare per la nuova strada, dell'egregio architetto romano Lui-
seguitando il viaggio per Pioma. gi Agostini lo restaurò, l'ampliò e
Ai 5 ottobre del medesimo anno lo ridusse agli usi pei quali avea
1843 Gregorio XVI da Castel proceduto alTacquisto, laonde sic-
Gandolfo ritornò in Genzano, vi- come perfettamente compito, il
sitò la collegiata, e la chiesa dei Pontefice onorò di ascendere al
cappuccini , nel cui refettorio am- piano superiore, compartire dall'or-
mise benignamente alla sua tavola nata loggia l'apostolica benedizione
i religiosi, il cardinal Pacca deca- a tutti gli abitanti, e nella gran
no del sacro collegio, il cardinal sala in decoroso trono di ammet-
Ostini vescovo, ed oltre la sua no- tere al bacio del piede il clero, il

bile corte, il p. abbate Zuppani, il governatore, la magistratura civi-

governatore, il gonfaloniere e l'ar- ca, ed i più distinti cittadini, tut-


ciprete di Genzano. ti lieti divedere distinto il muni-
Da ultimo a' 2 ottobre i844 il cipale edifizio dalla presenza di
prefato Pontefice da Castel Gan- Gregorio XVI. Passò poscia il Pa-
dolfo si condusse a Genzano per pa nella chiesa de' cappuccini, e
la suddetta strada, che in un al dopo avervi orato si recò nel con-
ponte trovò perfettamente compi- tiguo convento ove in refettorio
,

ta, ed a memoria del benefizio è ammise sua mensa i cardinali


alla
ponte stesso a-
stata collocata sul Ostini e IMattei, ed oltre la pro-
naloga marmorea iscrizione, sovra- pria famiglia nobile e quella reli-

stata dal pontificio stemma di tra- giosa coi pp. Luigi da Baguaiq gè-
GEN GEN 57
ncrale, ed Andrea d' Arezzo pro- vori e beneficenze. Gabriele nel
curatore generale, anche il prc- i499 col consenso di detto Papa
lulo Lucciardi, il governatore Ni- rassegnò il gonlalonierato al suo
cola Mariani, il gonfaloniere Paolo figlio Gio. Giorgio, e questi fece
Marini, l'arciprele d. Filippo de poi altrettanto per autorità di Giu-
Dominicis, e J' altro distinto gen- lio lì col proprio figliuolo Giulia-
zanese Gaetano Jacopini. La men- no. Clemente VII col moto-pro-
sa fu rallegrata dalla sullodata prio de' 23 marzo i53o perpetuò
Landa musicale, dopo la quale il nella famiglia Cesarini , e rese in
Pontefice ammise nel coro al ba- essa ereditaria la medesima carica
cio del piede le maestre pie, ed al- di gonfaloniere del popolo roma-
tre persone, e col suo seguito par- no ; anzi è da notarsi che il du-
tì tra il plauso de' genzanesi per ca Filippo, dopo la morte di Giu-
Galloro e per Castel Gandolfo. liano suo fratello, succedendo ai di-
Oltre quanto si è detto supe- ritti di primogenitura, chiese di es-
riormente dell'antichissima e no- sere messo iu possesso anche della
bilissima famiglia romana Cesarini, carica di gonfaloniere del popolo
qui accenneremo alcuna delle tan- romano, e degli emolumenti an-
te cose che la riguardano. Essa ha nessi alla medesima: incontrò qual-
dato al sacro collegio quattro car- che ostacolo sotto Alessandro VII
dinali, cioè Giuliano del 1426 giu- attesa la sua passata qualità di
«iore ; Giuliano del 149^ senio- chierico, ma pienamente favorevole
re; Alessandro del iSi'j giuniore; trovòil di lui successore Clemen-
Alessandro del 1627 seniore: le te IX, che perciò a' 23 maggio
notizie biografiche de' quali sono 1668 emanò relativo moto-proprio.
riportale ai loro articoli e luoghi Dopo la sua morte nel i685 ÌA
relativi.Il cardinal Giuliano se- sua carica fu conferita ad altri, ma
niore terminò il palazzo Cesarini nei primi del secolo seguente ven-
incominciato da monsignor Giorgio, ne reintegrata la famiglia Sforza
ed ampliò le abitazioni di sua fa- Cesarini, che tuttora ne porta il

miglia, facendo acquisto di un al- titolo e le insegne nella propria


tro palazzo dirimpetto al primo, arma gentilizia. /^. Gonfalonie-
nel quale era inclusa la. torre Ar- re DEL SENATO E POPOLO ROMANO.
gentina, ove edificò vaghi e sontuo- All'articolo Carnevale (Fedi), ab-
si portici: presso al detto palazzo biamo detto delle splendide feste

è la chiesa di s. Nicola alle Cal- date in Roma nel i5/^5 da Giu-


care, detta de' Cesarini per esserne liano, co' famosi giuochi di Agone
stati questi ed ora ap-
i patroni, e di Testacico da Giulio HI ; egli

partiene ai somaschi. Gabriele Ce- fu investito di Civita Nova, e di


sarini pel primo ottenne la cospi- Monte Cosaro con titolo di mar-
cua carica di gonfaloniere del po- chese. Sisto V oltre altre singolari
polo romano, probabilmente da concessioni a questa famiglia , isti-

Sisto IV, o almeno da Innocenzo tuì in favore del duca Giuliano il

Vili, sebbene dicono averla con-


altri monte Cesarino vacabile. In d. Li-

seguita da Alessandro VI parente di via Cesarini si riunì l'eredità di


questa famiglia, per la quale mostrò cpicsta famiglia , insieme a <juel-

speciale propensione, e ricolmò di fa- Ic dei Savclli, Perelti , Cabrerà, e


58 GEN GEN
Bovaclilla; (jiiesla duchessa marita- con questi cognomi e titoli: Savel-
tasi col tinca d. Federico Sforza, li, Peretti, Montalto, Cabrerà, Bo-

in questa nohilissiaia famiglia pas- vadilla , Conti, principe del sacro


sarono le ricchezze e le prerof^ati- romano impero, grande Spagna di
de'Cesarini. Dei cardinali Sforza se di prima classe, conte di Santa
ne parla alle loro biografie : della Fiora XVIII, del senato e popolo
famiglia Sforza all'articolo Milano romano perpetuo gonfaloniere ec.
di cui fu sovrana. Dei singolari ec. duca Francesco morì di an-
Il

privilegi concessi da Paolo IH alla ni 44 ^' ^ febbraio 18 16; gli fu-


'

famiglia Sforza ne facemmo cenno rono fatte l'esequie nella patriarca-


al voi. XI, p. 12 del Dizionario. le basilica di s. Maria Maggiore
Come poi si riunirono nella fami- nella cappella Sistina sua gentilizia,
glia Sforza -Cesari ni le eredità, ra- ed ivi tumulato: della detta cap-
gioni e privilegi delle cospicue, an- pella ne parlammo all'articolo Chie-
tiche e potenti famiglie Conti, Sa- sa DI s. Maria Maggiore. Gli furo-
velli, e Perelli, lo diciamo a quegli no celebrati altri funerali anche
artìcoli.Del palazzo Sforza-Cesari- nella chiesa di s. Maria in Valli-
ni; attualmente abitato in Roma cella, qual benefattore di essa, co-
dai signori di questa famiglia, ne me gli altri di sua famiglia, loc-
parlammo al voi. VII^ p. 191 e chè si può leggere all'articolo Fi-
192 del Dizionario. In quanto al lippini, in cui si descrive la chie-
teatro di Torre Argentina, che sa pur chiamata Nuova.
prende tal nome da una vicina Dello stemma Cesarini, e delle sue
torretta di proprietà di questa fa- parti, come della colonna per memo-
miglia, è a vedersi l'articolo Tea- ria di Martino V benefittore di essi;

tri DI Roma. Il dotto Nicola Ratti dell'orso un tempo sostituito dal


nella sua opera intitolata Della fa- montone, per la vittoria riportata
ìuiglia Sforza, con autentici docu- sugli Orsini non ben provata, sopra
menti ci ha dato le notizie delle un monte verde in campo giallo
famiglie Sforza , Conti, Cesarini, forse com' erede dell'antica e no-
Savelli, Peretti o Monlalto, Cabre- bilissima famiglia Montanara da cui
la, eBovadilla; della loro oi-igine, vuoisi derivata; e dell'aquila im-
antichità, lustro, pregi; dei conside- periale concessa insieme ad altri
rabili acquisti da esse fatti, feudi e privilegi dall'imperatore Carlo V,
signorie; dei privilegi ed insigni pre- il medesimo Ratti ne tratta al tom.
rogative; e degli uomini e donne II, p. 264 e seg. e 295. Al pre-
illustri che fiorirono in esse, e tra sente lo stemma gentilizio del du-
gli uomini quelli che in gran nu- ca Sforza consiste nel notissimo
mero si distinsero in armi, in scien- scudo originario Sforza, ove in cam-
ze ed in dignità ecclesiastiche. II po azzurro si vede il leone d'oro
Ratti pubblicò nel 794, in Ro- 1 rampante colla destra branca in
,

ma coi tipi del Salomoni, la sua atto di minacciare, colla sinistra so-
storia, cioè il primo volume, men- stenente un ramo di cotogno coi
tre il secondo lo pubblicò nel •79'>, suoi frutti (sull'origine e particola-
ed ambedue in foglio grande. La lità di (juest'arma si può vedere
dedicò al duca Francesco Sforza il eh. conte Litta nell' applaudita
Cesarini, padre dell'odierno duca, opera sulle Faniig^lic illustri Italia'
GEN GEO 59
ne, sul principio di essa). A sinistra Chi volesse rimontare più allo tro-
(li qiicsla insegna entro il mede- verebbe che Voluce in quel ser-
simo scudo è la già descritta ar- pente, da cui esce il fanciullo ignu-
ma dc'Cesarini, e d'intorno vi so- do (e serva di disinganno a chi
no inquartati in bella mostra bla- cred-e che il serpente ingoi il bam-
sonica gli stellimi Savelli, l'aquila bino ) disegnava sé discendenle dal
scaccata Conti, l'ainie Peietti-Mon- sangue di Alessandro il Grande,
lalto, e quella Cabrerà - Eovadilln. che crcdevasi uscito da Giove ve-
Tutto lo scudo è sormontato dal- duto da sua madre Olinq/ia in
l'aquila bicipite, segno di princi- forma di serpente ec. questo è il :

pe del sacro romano impero. Sa- primitivo significato di sì nobilissi-


rebbe poi troppo lungo il dare ra- mo stemma che ora trovasi in-
,

gione d'ogni endilema di ciascu- quartalo nell'arme dell' in qierato-


n'arme; dirò solo dei due serpenti re d'Austria, come re di Lombar-
o biscioni che come sujiporti stan- dia, perchè Milano e il suo stato
no ad ambo i lati dello scudo. dominato dai Visconti non avea
Questi viscontei colubii sono inse- altra arme che quella de' suoi si-
gna nobilissima quant'altra mai di gnori, onde Dante ebbe a chia-
Italia, perchè acquistata da perso- marla » la vipera eh' e' Milanesi
nale valore eccitato da sentimento accampa". Tornando all'arma Sfor-
religiosonella prima crociala. Ne za, termineremo col dire, che so-
fa menzione Torquato Tasso nel pra il fondo del manto ducale cam-
piimo canto, stanza 55 della sua , peggiano le bandiere col S. P. Q. R.
Gcriisalcininc y nel passare a rasse- in segno del gonfalonierato perpe-
gna i più valenti fia le nobili schic- tuo, e due chiavi pendenti, siccome
re degli avventurieri. parte dello stemma de' Savelli già
custodi e marescialli del conclave.
" O '/ forte OUon che conquisto GElNZlANO (s.), martire. F. Fu-
scudo
lo SCIANO (s.).

« In cui dall'angue esce il fan- GEOFFROY Giovanni, Cardi-


ciullo ignudo. naie. V. Goffredi Giovanni, Car-
diti ale.
La storia è che Ottone Visconti GEOGRAFIA. Descrizione di tut-
a singoiar tenzone uccidesse un te le parti della terra, geographia,
lìerissimo gigantesco saraceno chia- terraruni descriptio. La geografia è
mato Voluce, che per distintivo di una parola formata da due voca-
superbia aveva questo biscione per boli che significano terra, e descri-
cimiero, e sullo scudo. Ottone tolse zione. La geografia è la precisa
a sua iiupresa la riportata spoglia scienza della posizione de' paesi :

del vinto nemico, e la famiglia essa insegna il luogo di tutte le


Viscontea si gloriò di adottarla per regioni terrestri, le une rispetto al-
sua arma , e da -essa 1' ereditò la le altre, e riguardo al cielo, con
Sforzesca, la ([uale come sola ere- la descrizione di ciò che contengo-
de del ramo dominante dei Viscon- no di rimarchevole. La geografia
ti, ha sola il diritto, o lo ha mag- antica è la descrizione della terra
giore d'ogn' altro di fregiarne la secondo le cognizioni degli antichi,
sua gente, e ritenerla per propria. Iq opere de' quali ci furono tra-
6o GEO GEO
manclale, ma con molli errori ed dalla decadenza del romano impe-
onimissioni. La geografia astrono- lo sino al risorgimento delle let-

mica è la descrizione della terra tere Geografia moderna chiamasi


considerata relativamente al cielo. una più esatta descrizione della
La geografia commerciale ha per terra, dalla rinnovazione delle let-
oggetto di far conoscere le arti ,
tere sino al presente, perciò la più
le l'abbrithe, e le naturali produ- varia, la piti interessante, la più
zioni di ciascun paese, sidl' impor- istruttiva, e la più ricca d'ogni al-

tazione ed esportazione delle quali tra geografia. Geografia politica è


i popoli, le nazioni, e i commer- la descrizione della terra conside-
cianti fondar possono le loro spe- rala in confronto ai vari stati nei
culazioni : mostra anche i mari, i quali è divisa, e alla loro forma
fiumi, i canali, e le strade piìi si- di governo. Geografia statistica è
cure , comode ed economiche , i la parte della geografia, che trat-
luoghi di conserva e deposizione, ta dell'estensione dei paesi, della
i porli migliori, ec. ec. La geogra- loro popolazione, prodotti naturali,
fìa ecclesiastica antica e moderna, rendite, ec. ec. Lo Spanhemio aiu-
ha per base la ecclesiastica gerar- tò la geografia colla numismatica,
chia : le opere e le carte geogra- e per mezzo delle monete chiari
lìche danno le denominazioni, di- molli passi osciu'i ed incerti pres-
\isioni e suddivisioni, secondo che so gli scrittori.
j paesi sono distribuiti, anticamen- La carta geografica poi è una
te in diocesi , esarcati , vicariati figura piana che rappresenta la
Provincie ec. , al presente in pa- superficie della terra , o di una
triarcati , arcivescovati , vescovati , sua parie, che mostra la configu-
abbazie nitllius diocccsis, ed anche razione dei paesi, dei mari, del-
in patriarcati, arcivescovati, e ve- le montagne ; la situazione del-
scovati titolari in partihus infidc- le città , dei fiumi, delle strade,
liwn, ec. ec. La geografia fisica ù ec. ; i limiti e le divisioni de-
la descrizione della terra quanto gli stati, e le denominazioni gene-
alla natura, alla sua esteriore ed rali e particolari di ciascuno di es-
interiore struttura, ed alle sue na- si. È incerto il primo inventore
turali divisioni. La geografia isto- delle carte geografiche : Eustazio
rica comprende i limiti dei di- però riferisce, che Sesostri re d'E-
versi stati, le variazioni che pro- gilto, facesse disegnare in una car-
varono, le loro perdite, i loro in- ta i paesi da lui trascorsi : questa
grandimenti, e gl'isterici progressi, sarebbe la carta più antica che si

che risguaidaiio l'emigrazioni dei conoscesse. La carta generale rap-


popoli, la formazione e caduta de- piesenta o il globo terracqueo, o
gl'imperi, regni, repubbliche, i can- una delle sue parti principali; la
giamenti di dinastie, ec. ec. La geo- carta idrografica rappresenta le va-
grafia matematica^ parte della geo- rie forme del mare, le coste, e i

grafia, ha per oggetto i calcoli co- bassi fondi, ed altri oggetti impor-
me le latitudini e le longitudini, tanti pei navigatori, marcandovisi
l'elevazione dei luoghi, e il calcolo pure la profondità e le correnti,
delie maree, ec. ec. La geografia e sotto un tal riguardo è interes-
media abbraccia l' intervallo scorso santissima per la fisica geografia;
GEO GEO Gì
la carta itineraria segna le sfrade eli con la loro navigazione, le spe-
e i principali luoghi per uso dei dizioni marittime di Salomone, e
viaggiatori ; la carta muta oflie il di Necao re dell'Egitto intorno l'A-
piano inciso senza lettere, e serve frica, i greci asiatici massime per
con vantaggio per gli studiosi che le osservazioni astronomiche d' A-
acquistarono le prime nozioni geo- ristotile che fissò la figura sferica
grafiche ; carta piatta è quella ove della terra, e misurando la circon-
r effetto della prospettiva o roton- ferenza del globo, ne determinò la
dità della terra è nullo, i meri- grandezza: anche il sublime Ome-
diani ed isono rappre-
paralleli vi ro viene riguardato benemerito del-
sentati con linee dirette e paralle- la geografia per le molte città, pei
le; finalmente la carta topografi- diversi mari, e per le svariate re-
ca offre la figura di un luogo par- gioni da lui nominate ne' suoi di-
ticolare, e serve in ispecial modo vinipoemi. Con Alessandro il Gran-
ai militari onde dirigere le loro de viaggiavano sempre ingegneri,
operazioni , e perciò comprende che formavano la carta de' paesi
tutti i fiumi, le strade, ec, rico- ch'egli attraversava o soggiogava.
,

noscendosi facilmente altresì gli og- Eratostene si meritò in questa uti-


getti appartenenti alla trigonome- lissima scienza il glorioso nome di
tria, ch'è la nota arte di misurare cosmografo, e di misuratore dell'u-
i triangoli rispetto a' loro angoli e niverso, che corretta la carta geo-
lati. grafica d'Anassimandro ne diede
Sebbene fino da' tempi antichis- altra alla luce piìi esatta; le suc-
simi s'incominciasse ad avere una cessive dispute sulle opere di tali
qualche idea di geografia , man- geografi, contribuirono a perfezio-
cando gli antichi dei mezzi neces- nare i principii della scienza , che
sari per formarsi un'esatta idea con fervore e cura studiavasi nella
del globo da noi abitato, non po- Grecia. L'amore di essa passò an-
terono essi poi tar questa scienza a che presso i romani, come passa-
quel grado di perfezione a cui giun- rono le altre scienze e le arti al-
se per lo studio de' geografi mo- lorché cominciarono le loro estese
derni. Tuttavia le opere degli an- conquiste fuori del f Italia, e soprat-
tichi aprirono la via a coltivare gli tutto nell'Africa. Polibio fu spedi-
sludi geografici, e lasciarono noti- to da Scipione Emiliano a ricono-
zie sull'origine e progressi della scere le coste di varie regioni, e i

geografia, essendo i più antichi, Se- luoghi per ove era passato Anni-
sostri che espose alla vista del po- bale.Varrone, De. re rustica, fa
polo delineate in carte le sue con- menzione della carta geografica che
quiste, e Mosè nella divisione delle rappresentava l'Italia, e di quella
dodici tribìi d' Israello eseguita da che portavasi dai romani ne'trion-
Giosuè, su di che va letto quanto fi de' vinti paesi. L'eccellente astro-
ne dice il Bergier, nel Dizionario nomo Possidonio amico di Pom-
enciclopedico, all'articolo Geografia peo, misurò la circonferenza della
sacra, ed il Robert, Geografia sa- terra; e sotto il consolato di Giu-
cra e storica, stampata in Parigi lio Cesare, che ne' suoi Comniea-
nel '747- Cooperarono ai progres- tari ci die la descrizione delle Gal-
si della geografia eziandio i feni- lie, e delle isole Britanniche, si die-
62 GEO GEO
de mnno nlla grand'opeva della de- trattato di Co«nio cgi-
geografia ;

scrizioiie |)iìi esatta dell' imperio ro- ziaiio )36 compose la cosnio-
nel
mano: Zeiiodossio descrisse l'oricn- gra'ia cristiana; ed Erode pubhli-
te, Teodoro il settentrione, e Po- d> la Notizia fieli' impero di Co-
liclelo il mezzogiorno. Sotto Augii- slnnlino ^ e nel IX secolo o piìi
sto, e per la sua protezione alle tardi venne scritta l'opera dell'ano-
scieiize, si vide condotta a compi- nimo geografo ravennate. Passale
mento la descrizione generale del le scienze dall'Europa nell'Asia,
mondo, esposta nel mezzo di Pio- gli araldi le accolsero e coltivaro-
ma sotto un gran portico a tale no in un alla geografìa, nella quale
oggetto costrutto: lavoro in cui i ci diedero diverse opere: la Persia
romani affaticàronsi quasi per due ebbe pure i suoi geografi. Nel se-
secoli interi; indi Dionisio Periege- colo XIII, mediante i vinggi di ter-
te descrisse la terra giusta i prin- ra e di mare, il gusto della geo-
cipii d'Eratostene, e dell'immortale grafia si risvegliò in Europa , me-
Slrabone. Fiorirono successi vamen- ritando menzione il veneto Marco
te tra i romani geografi Isidoro di Polo, clie reduce da' suoi viaggi
Carace autore delia Slazione dei nell'Asia ci porse la cognizione geo-
Parlij Pomponio IMela die pub- grafica della Tartaria, della Cbina
blicò il compendio di geografia in- e la vera figura dell' Afi-ica per
titolato De sita orbisj Plinio il vec- mezzo d' un planisferio che recò
chio che impiegò quattro libri del- dalla Cina. Da questo planisferio
la sua opera delie cose naturali si prese l' idea di quello che fece
intorno alla geografia; Martino di nel i4^7 pei' Alfonso IV redi Por-
Tiro uno de' restauratori dell' an- togallo fr. Mauro converso camal-
tica geografia; Ariano di Nicome- dolese, che meritò per questo di
dia, che lasciò due peripli sul Pon- essere annoverato fra i geografi di
te Eussino, e sul mar Rosso Dio- ; quel secolo: l'utilità recata alla
rigi di Bisanzio descrittore del Bos- geografia da Marco Polo da fr. e

foro Tracio; e Pausania che in Mauro, venne dottamente dimo-


dieci libri descrisse la Gi-ecia. slrala dal p. d. Placido Zuria ca-
Mentre la geografia acquistava maldolese poi cardinale. Nel decli-
cultori sotto l'impero di Adriano nare del secolo XV
la geografia fu

e di Marco Aurelio, comparve To- ampliala dalla scoperta del nuovo


lomeo ristauratore e padre della mondo fatta dall' immortale Cristo-
geografia. Dopo questo celebre ma- foro Colombo, scoperta che fu se-
tematico Alipio d'Antiochia descris- guita da tante altre con immensi
se l'antico mondo; ed il cosmogra- vantaggi della scienza geografica. Il
fo Elico fece l' itinerario d'Antoni- eh. Andres, Origine d'ogni lederà-
no o Notizia impero indidell' ; tura,t. Ili, par. II, p. 190, osserva
neir impero Teodosio si formò
di che da tale scoperta tutte le scien-
la carta itineraria chiamata Peutin- ze grandemente ne profittarono,
geriana, così detta dal suo posses- ma sopra tutte e singolai-mente la
sore Corrado Pcutinger la quale , geografìa, ed ecco come si esprime:
ti'ovasi al presente nella biblioteca •» Più mari e piìi terre si assog-
imperiale di Vienna. Ne' secoli bar- getti) in pochi anni al suo do-
barici Mosè Circnense scrisse un minio, che non aveva potuto con-
GEO GEO 63
quistare in tanti secoli. Ogni anno te d'Europa, avendo l'ac-
le parti

venne poscia segnato con nuove cacleniia delle scienze, mercè il la-
scoperte. Ogni giorno si acquista- voro de' molti suoi membri, influi-
rono nuove notizie delle slesse ter- to considerabilmente ai rapidissimi
re, prima scopette. Il globo ter- progressi di essa, alla «piale, il ri-

racqueo videsi accresciuto con l'A- peleremo, concorsero lunghi viag- i

merica da un nuovo emisfero: e gì fatti da tanti oltramontani, e


le ampie provincie fin allora vuo- principalmente da Cook che, per
te e deserte nelle mappe geografi- modo di dire, si fece padrone di
che, cominciarono nel seguente se- «Ine emisferi, e che alcuni chiama-
colo a comparire piene e popolate, rono il Colombo dell' Oceanica,
ed a conoscersi la vera forma e L'utilità e necessità della scienza
reale esistenza ". All'incremento geografica ben dimostrano i molti-
delia geografia contribuì eziandio plici Dizionari che si andarono di
dopo tante scoperte, una vasta se- tempo in tempo pubblicando, ed
rie d'illustri viaggiatori. Nel seco- il cui novero si legge nel bello
lo XVI cominciò a prendere mag- e dotto discorso preliminare dell'e-
gior vigore la geografia, sì per le rudito ed applauditissimo Nuovo
accennate scoperte, sì per le cogni- Dizionario geografico universale ,
zioni de' dotti uomini che le colti- opeia originale italiana di mia so-
varono , come ancora per l'arte cietà di scienziati, coi celebri tipi

d' incidere , onde col moltiplicarsi del benemerito ed illustre tipogra-


ie carte andavansi esse perfezio-
,
fo Giuseppe Antonelli editore, pub-
nando l'Alemagna , l'Inghilterra,
; blicato in Venezia nell'anno 1826.
l'Italia, la Spagna, la Svezia, la In quanto alla geografia sacra
Piussia, e sopra ogni altra nazione ed agli possono con-
autori che si

ia Francia, progressivamente coni- sultaie, riporteremo ciò che il ce-


parir videro grandi e stimate ope- lebre Francesco Antonio Zaccaria
re di geografia. L' Olanda e la scrisse nel tom. I, p. 9 delle Dis-
Fiandra acquistarono pur anco del- seriazioni varie italiane a storia
la rinomanza pei letterari travagli ecclesiastica appartenenti , Roma
de' loro geografi. Nell'Italia fio- 1780. Eusebio ci lasciò in greco
rirono Gio. Antonio Magini di Pa- un libro de' nomi de' luoghi e del-
dova per la geografia antica e mo- le città mentovati nella sacra Scrit-
derna; il p. P».iccioli gesuita ferra- tura, traslato in latino da s. Giro-
rese, non che gli altri gesuiti pp. lamo, e poi emendato, riordinato
Le-Maire e Boschovich, oltre Do- ed illustrato con annotazioni dal p.
menico Cassini, ed il p. Coronelli Iacopo Confrerio l'anno i65q nel
cosmografo della repubblica di Ve- suo Onomastico/i nrbium, et loco-
nezia. Nei primi del secolo decor- rum sacrae Scripturae, che fu ri-
so in Russia s'incominciò a colti- prodotto in Amsterdam nel 1707
vare la geografia con qualche sue- da Giovanni Clerc. A questo si ag-
cesso. 11 cominciamento del passa- giimgano l'insigne opeia della Geo-
io secolo dev'essere riguardato sic- grafia sacra di Samuele Ijocliart,
come l'epoca precisa di una gene- la Geografìa sacra di Nicola San-
rale rinnovazione della geografia son in alcune cose corretta da
di Francia, e per così dire in tut- Agostino Lubino nelle sue tavole
G4 GER GER
Sacrac grographine, e la Palcslìna tiaruni Ilaliae hrevis notitia qua-
di Adriaiio Rclaiulo; non che i rum excisaruni quani extantium,
,

primi quattro libri delle Anlicliìtà tilulus , ordo dioecesis fundalio ,


,

giudaiche di Benedetto Arias Mon- mutaliones, situs, etc. exactius ex-


tano, i commenti di Poste), di An- primuntur, Romae 1693 typis Ro-
dricomico, di Yallalpando ec. Per marck. Antonio Felice Mattei mi-
conto poi della geografia ecclesia- nore conventuale, Sardinia sacra
stica di tutte le diocesi dell' uni- seu de episcopis sardis hisloria, Ro-
verso, antica e moderna, si posso- mae 1758 ex typografia Zempel.
no consultare seguenti. Michele
i P>.occo Pirri abbate, Siciliae sacrae
le Quien religioso domenicano, O- disquisitionibus et notitiis illustra'
riens christianus in quatuor patriar- ta, eie, hiì^dun'ì Batavorum i63o.
chatus digestii^, quo exhihenlur ec- Francesco Paolo Sperandio arcipre-
clesiae patriarchne, cacterisque prae- te, Sabina sacra e profana, anti-

Parisiis ex ty-
sulci totius orientis, ca e moderna, Roma 1790 nella
pographia regia 1740. Biagio Ter- stamperia Zempel. Sammartani
zi di Lauria, Siria sacra, descrizio- Gallia Christiana qua series o-
ne storico-geografica-cronologìca-lo- viniuni archiepiscopo rum , episco-
pograjica delle due chiese patriar- porum et abbatuni Franciae, vici-
cali Antiochia e Gerusalemme, pri- narumquc dilionum, ah origine ec-
mazie, metropoli e suffraganee , col- clesiarum, ad nostra tempora, Lu-
legi, abbazie e monisteri. JS'otizia tetiae Parisiorum i656 apud du
de' concili, ordini equestri, e di tut- Mesnil. Abb. de Conimanville, Hi-
te le nazioni cristiane orientali ,
stoire de toiis les archéveschez et
con due trattati delle patriarcali évescliezde V univers, Paris 1700
di Alessandria e Costantinopoli , chez Delaulne. Auberto Mirco ca-
de' primati di Cartagine e d' Etio- nonico, Notitia episcopatuum orbis
pia ec, Roma iGc)5 nella stampe- chrisliani, in qua christianae reli-

ria del Bernabò. Stefano Antonio gionis ampliludo elucet, Autuerpiae


Morcelli gesuita bresciano, Africa 161 3 ex officina Plantiniana. Il

Christiana in tres partes tributa, cardinal Garampi, come dicemmo


Brixiae ex oilìcina Bettoniana i8i6. al suo articolo, aveva preparato i

Ferdinando Ughelli fiorentino ab- materiali per un'opera che intito-


bate cistcrciense, Italia sacra sive lava Orbis christianus.
de epìscopis Ilaliae, et insularuui GER.ACE (Hieracen). Città con
adjacenlìuni, rebusque ab iis prae- residenza vescovile della Calabria
clare gestis, deducta serie ad no- ulteriore prima nel regno delle due
stram usque aetalem. Opus singu- Sicilie, capoluogo di distretto e
lare proi'inciis XX distiuctum in di cantone , posta su d' una emi-
quo ecclesiarum origines , urbium nenza tra due fiumi Novito e Me-
i

condiliones , principuni donaliones ,


rico presso il mar Ionio, all' orien-
recondita monumenta pro- in luceni te del capo Sparlivento. Dopo il
feruntur. Editio secunda, aucta et terremoto del 1783, che in gran
emendata cura et studio Nicolai parte distrusse la città, non vi so-

Coltli, Vcnetiis 1717 apud Seba- no edifizi degni di speciale men-


slianum Coleli Agostino Lubin
. zione, tranne la cattedrale, alcune
degli eremiti di s. Agostino, Abha- chiese , il senanario ,
1' ospedale e
GER GER 6j
tliversi conventi. Ha vicino delle rada. Vi si celebrava anticamente
acque minerali che sono in pregio, r udizio divino secondo il rito gre-
e vi si fa un commercio di buon co laonde prima di parlare dei
,

vino detto greco. I locresi opunzi successori di Leonzio a questa se-


fuggiti di Grecia fondarono coli'as- de vescovile, di ciò faremo cenno,
sistenza dei siracusani la colonia di con l'autorità di Pietro Pompdio
Locri presso al promontorio Zefl- E.odotà, Dell' origine e progresso
rio, Zcphyriian, oggi capo di Stilo. del rito greco in Italia, tom. I, p.
Divenne una delle fiorenti repub- 4i6 e seg. I vescovi della città di
bliche italiane, la quale per la sua Gerace contimiarono dopo il seco-
potenza si acquistò somma gloria. lo XI a fare la divina oblazione
Divenula la città di Locri {Fedi), nel rito greco. Inutile fu l'opera
municipio romano, gli abitanti si de'normanni, e indarno si adope-
trasferirono sulle falde del monte rarono i romani Pontefici per vin-
Esope, ed ivi costruirono la nuova cere la loro ostinazione, e per ren-
Locii che divenne anche sede ve- derli docili al rito della Chiesa ro-
scovile, dalle rovine della quale nel mana. Fra i greci prelati, i quali
principio IX sorse Ge-
del secolo fecero luminosa comparsa, merita
race; e si vedono ancora nei din- di essere annoverato Barlaamo mo-
torni le rovine di un acquedotto, naco basiliano nato in Seminara,
e di qualche altro antico monu- e abbate del monistero di s. Sal-
mento. Neil' anno 986 Gerace fu vatore di Costantinopoli, assai dot-
saccheggiata dai saraceni , ed in to, il quale n'ebbe ilgoverno nel
processo di tempo soggiacque a di- i34?. : l'imperatore Andronico lo
versi infortunii. Il distretto di Ge- spedì suo legato al Papa Benedet-
race è diviso negli otto cantoni di to XII, innanzi al quale recitò al-
Ardore, Bianco- Vecchio, Castel- Ve- cune orazioni, sopra l' unione del-
tere, Gerace, Gioiosa, Grotteria, le chiese greca e Ialina ; ma poscia
Staiti e Stilo. mosso da ambizione per acquistar
Il primo vescovo conosciuto di credito presso gli scismatici,, abiurò
Gerace è Basilio, fiorito verso l'an- la cattolica religione, e fece aperta
no 33o al dire dell' Ughelli, Italia professione della scismatica, scriven-
sacra tom. IX, p. 894; ma non do contro i dogmi della latina.
sembra conciliabile tale epoca con Tuttavolta ravvedutosi dell'errore
la sua intervenzione al concilio di fu riconciliato con la santa Sei\c,
Calcedonia nel pontificato di
s. Leo- e pel zelo ardente che prese in di-
ne I. Dopo di Basilio avvi una la- fenderla , si meritò l'affezione di
cuna fino a Leonzio, eletto e con- Clemente VI, il quale dimentican-
fermato dal Papa Innocenzo II nel do il passato lo fece vescovo di
I 1 38. Commanville dice che nel Gerace; quindi Basilio istituì mol-
VI secolo si trasferì la sede vesco- li letterati nelle greche discipline ^
vile di Locri in Gerace, che chia- e fu maestro del Boccaccio, del Pe-
ma santa Ciriaca : sembra dunque trarca e di altri personag-
illustri
che l'origine di Gerace non debba gi di quel secolo. Dice ancoia il
attribuirsi al IX secolo , ma assai Rodotà , che un gran numero di
prima. Fu
chiamato ancora Gem- vescovi della chiesa greca di Ge-
ei, Gieracì, Locres e Sancta Hie- race furono eletti dall'ordine ba-
VCL. XXIX. K
G6 GER GER
siliano: r uUimo greco, il quale la non approvando l'elezione del ca-
governò, fu Atanasio Calceofilo di pitolo , Gerace Nicola
trasferì a
Coslanlinopoli, ornato di tulle quel- vescovo di Dova ; fr. Simeone di
le prerogative che si possono de- Costantinopoli fatto vescovo da
siderare in un moderatore della Clemente VI nel 1 348, celebrò il
disciplina regolare: presiedette nel- sinodo; Nicola Mele di Gerace, te-
la dignità di abbate al monislero soriere della cattedrale, nel i366
basiliano di s. Maria del Patire; fu vescovo, ma seguì le parti del-
nel concilio di Firenze declamò con- l' antipapa Clemente VII; Angelo
tro le follie e scismatiche frodi dei de Tufo del i4oo, fu uno degli
esem-
greci, e risplendette per chiari ottimi vescovi, ed ebbe a successo-
pi di molte egregie virtìi, onde la re Paolo che nel 14^9 divenne
Chiesa romana lo innalzò alla di- arcivescovo di Reggio; Gregorio
gnità di vescovo di Gerace. Temen- primicierio della cattedrale nel i444
do forse per una vana e leggieris- fu elevalo alla dignità vescovile;
sima apprensione, che il rito greco, Troilo Carafa nel i497 fu fallo ve-
che ivi era in onore, ridondasse a scovo di Gerace, e governò sette an-
danno della cattolica religione, o per ni. Dopo di lui nel i5o5 Giulio II
altri motivi, rivolse tutte le cure diede in commenda questa chiesa al
per ristabilirvi il latino. Egli dun- cardinal Oliviero Caraffa, che però
que tra i vescovi di Gerace fu il la rimmziò nel medesimo anno

primo a cambiarlo nel 1467, ed i ed il Papa lo fece succedere dallo


suoi successori per una serie mai spagnuolo Jacopo Conchille, al qua-
interrotta 1' hanno costantemente
, le nominò successore nel i Sog il

ritenuto. Dice in ultimo il Rodotà, cardinal Bandiuello Sauli, che sot-


che la chiesa sotto il titolo di s. to Leone X si dimise nel i5i7.
Maria de Latinis di Gerace , cre- Quel Papa allora aHidò la chiesa
de essere stata la comune madre in commenda al cardinal France-
de' pochi latini che vi facevano il sco Armellini perugino, e per sua
loro soggiorno, nel tempo in cui morie fece commendatore della me-
la maggior parte della città era desima nel 5 19 il cardinal Ales-
1

composta di greci. sandro Cesarini, che la rassegnò


Il successore di Leonzio vesco- nell'istesso anno. Ma siccome Gi-
vo di Gerace, fu Euslasio tesorie- rolamo Planca nobile romano da-
re della cattedrale, eletto dai ca- togli a successore, morì nel i '^34,
nonici e confermato nel 11 78 da così Clemenle VII commendò la
Alessandro III. Nel i 194 divenne chiesa di nuovo al cardinal Cesa-
Tescovo il greco Nicola ; Bartonul- rini, clic la lasciò nel i536, onde fu
fo greco monaco basiliano, fu in- fatto vescovo Tiberio Muli nobile
truso dai greci verso il i25o; a romano. Egregio vescovo fu Otta-
sua vece Innocenzo IV nel i2?3 viano PaS(|ua nominato da Grego-
vi prepose M. Leone; Alessandro rio XIII nel \^~^\, che ebbe a suc-
IV nel 1 260 fece vescovo Paolo cessore nel 1^91 fr. Vincenzo Bo-
Leone; Giovanni eletto dal clero, nanli rouiano, maestro del sagro
fu confermato nel i3io da Cle- palazzo apostolico, ed autore d' un
mente V, ed ottenne dal re Ro- fiallalo della viitù degli Jgims
berto vari privilegi; Clemente VI Da bcncdcUi Dopo la sua morte,
GER GER ^7
Clomcnle Vili nel 1601 dipliiarò logo; inoltre fanno parte del ca-
vescovo Orazio Malici nol>ile ro- pitolo i mansionari, ed altri preti
mano, cui per volere di Gregorio e chierici addetti al servigio ec-
XV successe nel 1622 Alessandro clesiastico. Nella cattedrale la cura
Boschi bolognese, che Urbano Vili delle anime è affidata all'arcipre-
lece vicegerente di Roma, e vica- te, quarta dignità; ivi è il fonte
rio apostolico di Parma. Gio. Ma- battesimale , e molte sacre reliquie.
ria Belletti di Vercelli fu colloca- Contiguo alla cattedrale è l'episco-
to in questa sede nel 1625 da pio, nella maggior parte rifabbri-
Urbano Vili , e scrisse un uti- cato. Oltre la cattedrale in città
le libro intitolato: Disquisìliones si enumerano dodici chiese par-
clericoles. L'Ughelli termina la se- rocchiali tutte munite del balti-
rie de' vescovi di Gerace con Lo- slerio. Vi sono pure due conven-
renzo Tramnilo, ed il Coleti con ti di religiosi, ed un monistero
Domeniro Diez nobile di Aversa, di moìiache, non che diverse con-
fatto XL vescovo nel 1689. I di fraternite, e seminario cogli alun-
lui successori si leggono nella col- ni . Ad ogni nuovo vescovo la
lezione annuali Notizie di
delle mensa è tassata ne' libri della ca-
Roma; ed al presente è vescovo mera apostolica in fiorini sessanta-
di Gerace monsignor Luigi Perro- due, verus aulem illonun valor est
ne di Cosenza, già canonico peni- 3ooo circiter dacalorutn aeris nen-
tenziere della cattedrale di sua pa- polilanis piihlicis non dcductis one-
tria , preconizzato dal regnante ribiis, siccome si legge nella propo-
Gregorio XVI nel consigtoro de' 19 sitio concistoriale.
dicembre i834. GERALDO (s), conte di Au-
La cattedrale di Gerace è de- rillac in Alvergna, nato l'anno
dicata a Dio, in onore dell'Assun- 855, ereditò da' suoi genitori vivi
zione in cielo della Beata Vergi- sentimenti di virtìi e di pietà. A-

ne Maria, essendo la diocesi sulTra- vendolo la sua mal ferma salute


ganea dell'arcivescovo di Reggio obbligato di abbandonare i guer-
nel medesimo regno delle due Si- reschi esercizi, ai quali la nobile
cilie. Avendo ii memorato terre- gioventù usava allora dedicarsi »

moto rovinato la cattedrale assai prese piacere per lo studio, per l'o-

bella e di gotica architettura, venne razione, e per la meditazione del-


decorosamente riedificata dall'ulti- la legge divina, e gli si insinuò
mo vescovo defunto, monsignor Giu- nel cuore il desiderio di rinunzia-
seppe Maria Pellicano di Gioiosa, re al mondo per sempre. Morti i
diocesi di Gerace, che Pio VII suoi genitori dispensòa' poveri la

avea fatto vescovo nel 18 18. Il maggior parte delle sue ricchezze,
capitolo si compone di otto digni- non riserbandosi che quanto gli
tà, essendo la prima quella del era necessario per vivere. Condus-
decano, e le altre sono l'arcidia- se vma vita esemplare fra le pra-
cono, il primicerio, l'arciprete, il tiche di divozione e la penitenza,
protonota lio, il tesoriere, il canto- esortando i suoi vassalli alla virtù,
re ed il maestro di cerimonie. I ed agevolando loro i mezzi di di-
canonici sono sedici, comprese le venire buoni cristiani. Per ispirilo
prebende di penitenziere e di teo- di penitenza fece un pcllegrinag-
68 GER GER
gio a Roma. Ritornato ad Auril- nome, è ono-
e la sua memoria
lac fondò una gran chiesa in ono- rata marzo.
a' 1 3 di
re di s. PietiOj nel luogo di quel- GERA-PETKA, o HIERA-PE-
la di s. Clemente fatta edificare TRA, o HIEROPYDNA. Sede ve-
da suo padre con un monastero scovile nella costa meridionale del-
dell'ordine di s. Benedetto. Ar- l' isola di Creta, presso il monte
ricchì considerabilmente questo mo- Ida, chiamata pure Castello di Ce-
iiisterOj e si prese cura che vi fos- ra - Petra essendo frequentato il
,

se osservata la piìi esalta discipli- luogo a motivo del suo comodo


na, per cui divenne florido e repu- porto. Questo vescovato fu eretto
tato. Egli si sarebbe ritirato in nel quinto secolo, sotto la metro-
questo monistero, ma suo con* il poli di Candia, nella diocesi del-
fessore lo consigliò di continuare a l' Illiria orientale. Eufronio suo ve-
viver nel mondo per spargervi i scovo sottoscrisse la lettera della
suoi benefizi. Egli perseverò adun- sua provincia all' imperatore Leo-
que nel suo fervore avanzandosi ne, e al dire di Commanville, nel
ogni dì più nella perfezione. Sette secolo XII fu unita la sede a quel-
anni prima della sua morte perdette la di Sittia. Dopo che i latini oc-
la vista, e morì a Cezeinac nel Quer- cuparono l'isola, fu sede de' vesco-
ci a'i3 di ottobre del 909. Fu vi di tal rito, e Tommaso ne fu
seppellito nel monistero di Auril- fatto vescovo dal Pontefice Giovan-
lac, e diversi miracoli attestarono ni XXII, dandogli poi a successo-
la sua santità. Quell'abbazia fu se- re Gerardo dell'ordine de' minori.
colarizzata, e cangiata in un capi- Urbano V nominò vescovo dome-
tolo di canonici da Pio IV nel i562. nico; e Giuliano forse domenicano
Dipoi vi fu noralDato un abbate governò pure questa chiesa. Altro
commendatario con molti privilegi. vescovo fu Francesco, che lo diven-
S. Geraldo è patrono dell'alta Al- ne nel 1 390 circa. Lo furono an-
vergna, ed è onorato a' i 3 d'ottobre, che Giovanni Quirini di Venezia,
giorno della sua morte. Nella chiesa de' frati minori; ed Ippolito Arri-
collegiata di Aurillac conservansi vabene di Mantova per volere di
alcune sue reliquie sottratte al fu- Paolo III, che lo dichiarò nel i534
rore degli ugonotti. in novembre: questi intervenne al
GERALDO (s.). Inglese di na- concilio di Trento e ne sottoscris-
scita, passò in Irlanda, e vi prese se gli atti nel 563. Oriens christ.1

abito religioso nel monistero di tom. II, p. 266.


Megeo o Mayo, fondato da Coiman GERAPOLI, GIERAPOLI,Zr/e.
di Lindisfarne,i n favore di quelli rapolis. Città vescovile della Fri-
d Inghilterra Divenne successiva-
. gia Salutare prima, dell' esarcato
mente abbate e vescovo. Fondò d'Asia, sotto la metropoli di Sin-
egh due monisteri, uno di uomi- nada, la cui erezione risale al IX
ni e l'altro di femmine, del qua- secolo, secondo Commanville. Nel
le diede il governo a sua sorella, primo tomo dell' Oritns christ.,
per nome Segrezia. Questo santo sotto il titolo di Gerapoli della
vescovo cessò di vivere nel 782, e Frigia Salutare, si trovano nota-
fu sepolto a Mayo, ove ancora si ti diversi vescovi, alcuni de' quali
vede una chiesa che porta il suo sono attribuiti anche a Gerapoli
GER GER 69
della Frigia Paoaziana. 11 primo na,Dionisiopoli, Anastasiopoli, Gha-
di essi è il greco Heros, il r[uale na, Feba e Zana. Dei suoi vesco-
da gentile ch'era, si mostrò alFezio- vi è a vedersi quanto dicemmo al-
nato air apostolo s. Filippo che lo l' articolo precedente, e l' Orienf!
salvò dal furore del popolo quan- clirist. anche
tom. I, in ind. nel
do voleva lapidarlo, nascondendo- p. 1 3. Gerapoli ebbe pure alcuni
lo nella propria casa ;
quindi fu vescovi latini, e tali furono Anto-
dal santo convertito alla fede, e nio di Alessandria de' frali minori,
Dio per le sue preghiere risuscitò nominato da Clemente VI nel i346,
un certo Alessandro: allora s. Fi- indi trasferito a Durazzo nel i348;
lippo l'ordinò vescovo di Gera po- e Stefano di Larolo del medesi-
li. Ne fu pur vescovo Papia con- mo ordine, che gli successe come
temporaneo di s, Policarpo e di- si legge nel detto tomo a p. 978.
scepolo di s. Giovanni sacerdote, In questa città fu tenuto un con-
il quale era stato discepolo di Ge- cilio, coìiciliuni HìerapoliLanuni, ver-

sù Cristo: non avendo ben com- so 1' anno 160, o 170, o 178; da
preso i discorsi degli uomini apo- sani' Apollinare vescovo del luogo
stolici, insegnò 1' errore da cui eb- con venlisei altri prelati, contro
bero origine millenari. Dei suoi
i Montano, i montanisti, e Teodoro
successori ne tratta il p. Le Quien il Conciatore. Montano fu reciso
nel citato Ori'ens chriit. tomo I, dalla comunione della Chiesa, per-
p. 832; mentre nel tom. Ili, p. chè contraffaceva il profeta, e di-
II23 sono notati otto vescovi la- ceva di essere lo Spirito Santo, in
tini che occuparono la sede di Ge- certi eccessi di furore, che gli to-
rapoli della Frigia Salutare, il pri- glievano il libero uso della ragio-
mo de'quali fu Giovanni, dopo la ne : costui con due donne. Prisca
cui morte vacò la sede sino al i
449> e Massimilla, formarono la setta dei
in cui il Papa Nicolò V nominò catafrigi. Diz. de concilii, e Balu-
vescovo Gerlac Gildhevisen dome- zio, ex Euseh. Fahricius.
nicano, il quale nel i4'>o consa- GERAPOLI. Sede arcivescovile
crò la chiesa delle monache di della provincia Eufralena nella Si-
Leida. ria, nel patriarcato d'Antiochia,
GER.APOLI. Sede arcivescovile che nel IV secolo fu eretta in ve-
della seconda Pacaziana
Frigia ,
scovato, e nel V in metropoli. In
nell'esarcato IMeandio
d'Asia, sul lingua siriaca Mabog, si chiamò
nella Natòlia, detta anche /Iphiont Maboug, Membisc, ed anche Mem-
Carasar. Da principio non fu che bigz, che i greci alterarono col no-
un semplice vescovato suffraganeo me Bambyce, o Bombice. Dipoi
di
di Laodicea; ma in seguito Gera- venne chiamala Gerapoli cioè ,

poli diventò metropoli della secon- città sacra, dal re Seleuco, perchè
da Frigia Pacaziana, cioè nel quin- la fabbricò a motivo della gran
to secolo, secondo Commanville, do- dea di o di Atergatis, che
Siria,
po la divisione della Frigia Paca- ivi si venerava sotto le forme di

ziana io due Provincie, prima e colomba o di una donna, ciò che


seconda. Otto furono i vescovati le dava la preminenza su tulle le

sottoposti a questa metropoli. Me- altre di questa parte della Si-


tellopoli, Autuda o Alludi, Mosy- ria chiamata Eufratense. Ammiano
70 GER GER
Mai'ccUiiio crede sia siala anche la provincia d'isauria, nel patriar-
appellata IVìhus. Qiiesla cillà fu ca- cato Antiocheno, sotto la metro-
pitale della Comagcne sotto i ro- poli di Seleucia, eretta nel quinto
mani, e siccome la Comagcne è secolo. Paolo n' era vescovo quan-
terminata dall'Eufrate, così questa do sottoscrisse la lettera della sua
provincia si disse Eiifratena. Gli provincia all'imperatore Leone, ri-

erano snffraganei sedici vescovati, guardante la morte di Protero, ed


Ciro, Germanicia, e Samosafa che il concilio di Calcedonia. Oriens
nel XII secolo divennero aicive- christ. lom. II, p. 1026.
Zeugma, Euro-
scovati, e Doliclie, GERAPOLI. Sede vescovile del-
po o Tamsaco, Ncocesarea, Ori- la seconda Arabia, nel p;itria reato
ma, Sura, Perle, IMarianopoli, Sce- di Gerusalemme, sotto la metro-
narchia, Santon, Nicopoli, Barha- poli di Bostra,
lis, e Sergiopoli che nel VI secolo GER ARA o GF.RAR . Sede
divenne arcivescovato. Si conosco- vescovile della Palestina prima ,

no dieci vescovi greci di questa diocesi di Gerusahmme, sotto la

città, di cui il primo fu Filolimo, metropoli di Cesarea , che Com-


che trovossi al concilio di Nicea ;
nianville chiama Salton Geraiticus,
Teodolo suo successore, venne or- e la dice eretta nel V secolo: Mar-
dinato sotto l'imperatore Valente, ciano vescovo di Gerara fu al con-
da Eusebio di Samosata, e nel cilio di Calcedonia. Gerara al tem-

38 1 intervenne al concilio genera- po di Abramo e d'Isacco avev;i il


le di Costantinopoli. Indi fu ve- suo re particolare chiamato Abime-
scovo Alessandro, zelante difenso- lecco, cui dissero per salvar la vita
re dell'eresiarca Nestorio, per cui allorché vi soggiornavano, che le lo-

fu dall'imperatore cacciato dalla ro mogli erano sorelle. Appartene-


sua sede, sostituendogli Panolvio. va ai filistei, e toccò alla tribù di
L' idlimo de' vescovi greci fu Ste- Simeone. Cadde Gerara in pote-
fano II, autore degli alti del mar- re del re di Etiopia, di cui A za
tirio di san Galanduch persiano ,
re di Giuda avendo scondito
, la
regnando Cosroe I. Gerapoli fu grande armata devastò tutto
, il

presa dai latini nel declinar del suo territorio.


secolo XI o ne' primi del seguen- GER.AE.CA, Hìcrarchn , Jnti-
te, e vi elessero a vescovo del lo- stcs. Nome di dignità: capo, supe-
ro rito Francesco nel ii36. Gio- riore nella Gerarchia (Pedi); dice-
vanni vescovo armeno si mandò vasi quindi gerarca, il gran gerarca,
al Papa Gregorio XIII dal catto- il sommo gerarca , il beatissimo
lico Azaria. Narra il Baluzio che gerarca, supremo gerarca, il som-
il

nell'anno 44^ f" 'n questa città mo Pontefice romano. Questi fu


tenuto un concilio, risguardante il chiamato dai santi padri e dai
vescovo di Pcrre o Perri, nella coneilii, cogli epiteli i più sublimi:
slessa Siria. Oriens christ. toni. s. Agostino nel setm. de ver. DO'
T, p. 1433, lom. II, p. 926, e tinnì r3, cp. 161, lo chiamò, il p.
lom. Ili, p. iic)4. 11 Terzi nella e principe della pace; s. Ambrogio,
Siria sacra a p. io3 crede che Coni, in ep. ad Tliitnot. , cap. 3,
Gerapoli d'Antiochia sia Aleppo. e^iiidicc celeste del foro terreno; s.
GERAPOLI. Sede vescovile dcl- Cirilloj Schism. don-, rifugio uni-
GER GER
71
versale de fedeli, e dìainank: della sacre , hanno una giusta
le quali
fede; s, Bernardo neWepist. iSj, superiorità sui loro subordinati, o
patriarca ecumenico; il sesto sino- soggetti. E un potere, perchè non
do, primate della Chiesa; il sinodo vi è principato senza potere e sen-
di Efoso, presidente, occhio, base, za autorità sopra un uomo o so-
e colonna della cattolica religione; p»a una cosa. La gerarchia eccle-
e s. Gio. Grisostoino, neWiiomil. siastica dunque consiste propria-
58 in Matth., supremo gerarca dei mente e principalmente nell'ordine
gerarchi. Dei gloriosi titoli coi qua- delle persone, le quali consacrate
li è chiamato il Papa, se ne par- al ministero ecclesiastico, ne adem-
la ai rispettivi articoli. piono le funzioni, ciascuno al po-
GERARCHIA ECCLESIASTI- sto che l'è confidato, e secondo il
CA. Nome che si dà alTordine, ed grado che gli venne conferito. An-
ai diversi gradi dello stato eccle- che nella società civile e nelle cor'
siastico: havvi la gerarchia ne' Co- ti vi sono dilferenli ordini di cit-
ri de^li angeli [Vedi), come hav- tadini che s' innalzano gli uni so-
vi la gerarchia militare, cioè l'or- pra gli altri, per prerogative, inse-
dine delle dignità, e gradi di un gne, distinzioni, titoli, ec. , propor-
esercito : la gerarchia militare è zionatamente ; e l'amministrazione
eguale pressoché in tulli gli eser- particolare e generale delle cose è
citi deije nazioni civili, variano per distribuita a diverse persone o clas-
altro i nomi dei gradi e delle di- si, incominciando dal sovrano che
gnità secondo i luoghi. Il vocabo- comanda, fino al più infimo sud-
lo Gerarchia deriva dal greco, dito che obbedisce. Nella società
liieros, cioè sacro, e da arche, prin- ecclesiastica l'amministrazione delle
cipato, significando comando di co- cose relative allo stato medesimo
se sacre o sacro principato: fu que- è divisa in egital modo, quelli che
sto vocabolo applicato alla Chiesa comandano cioè, ed insegnano so-
cristiana, ma in differenti maniere, no nella gerarchia, e quelli che
che spiegano i trattatisti di tale obbediscono sono sotto la gerarchia,
argomento, alcuni de' quali citere- qualunque sia la dignità che occu-
mo. 11 nome di gerarchia è anti- pano nella società civile, tutti essendo
chissiinoj dappoiché trovasi nelle o- semplici fedeli. Quelli poi che so-
pere attribuite a s. Dionigi l'Areo- no nella gerarchia, e che la com-
pagita chequinto secolo,
fiori nel pongono, sono al contrario tutti
ma che sono di un autore del quin- ineguali, secondo l'anzianità, l'isti-

to secolo, il quale compose il ce- tuzione, l'importanza, ed il potere


lebre libro della Gerarchia cele- attaccali al grado che occupano.
ste ed ecclesiastica, perchè come Così i sommi Pontefici, i cardina-
dice il Macri nella Notizia de\o- li, i patriarchi, i primati ,
gli ar-
caboli ecclesiastici, in esso si trat- civescovi , i vescovi, gli abbati mi-
ta del sacro principato degli an- trati, i sacerdoti, i diaconi, suddia-
geli, e della Chiesa; laonde per la coni ec, sembrano formare quella
medesima l'agione chiama il ve- scala graduatoria da cui risulta ,

scovo Gerarca [Vedi), cioè princi- propriamente la gerarchia eccle-


pe sacro. La gerarchia è un potere siastica. E di fede che la gerarchia
ben ordinato per gradi di persone è composta dei vcscovi_, dei sacer»
7i GER GER
tioti, e dei ministri, essendone su- sa del re della gloria, disse nel sal-
piemo Gerarca il Papa, secondo mo 48. » Astitit regina a dextris
la definizione del concilio di Tren- » tui in vestitu deauralo circiimda-
to: venne lasciato indeciso se pei » la varietale "; nel qual detto
ministri debbansi intendere i chic- slimò il dottissimo Cajetano con
rici inferiori , e molti teologi so- molli sacri interpreti doversi in-
slengono che i suddiaconi ed i tendere la Chiesa militante in ter-
chierici inferiori non possono ap- ra, mentre a tale significazione fa-
partenere alla gerarchia , non es- vorisce il testo letterale della pa-
sendo essi d'istituzione divina. Al- rola astitit, quasi in atto di com-
l'articolo Cappelle ponlificie (Fedi) battere, dove che alla Chiesa trion-
si e trattato delle graduazioni del- fante in cielo conviene piti la pa-
la gerarchia ecclesiastica innanzi al rola qualunque si
assidere. Ma di
sommo Gerarca il romano Ponte- voglia intendere, convengono ambe-
fice, e della preminenza, abiti ed due nella maestà e splendore dei-
insegne di tutti quelli che Iaconi- le parli che le compongono; e se
pongono. Ai relativi articoli si può la gerarchia celeste è vaga in splcii-
leggere quanto si appartiene indi- doribus sanctorwn, cioè degli an-
vidualmente ai personaggi forman- geli , aposteli ,
profeti , e martiri,
ti la gerarchia ecclesiastica, ed in tutte stelle luminose, benché una
altri complesso della medesima,
al differisca dall'altra come quelle del
che lungo sarebbe il citaili. Si di- cielo a noi visibile, cosi la gerar-
ce poi gerarchico, tuttociò che ap- chia della Chiesa militante, benché
parliene, ed è attenente alla gè- una per l'unità della fede, è di-
rarchia. stinta nella varietà dei e gradi
Due sono le gerarchie delle crea- ministri, nella varietà de'sacramen-
ture ragionevoli fondale dal Re- ti, e delle vesti a ciascun grado
dentore del mondo, una visibile deputate, e come membri bei-
tutti

in terra, l'altra invisibile in cielo, lissimi compongono un corpo, il di


e di ambedue egli n' è il capo, fa- cui capo è Cristo, onde consideran-
cendo che in terra eserciti le sue dosi tale unità da s. Bernardo, nel
veci qual suo vicario il supremo lib. 3 De consideratìoiie, cap. 4>
Gerarca. Differisce una dall' altra, scrisse. Atque corpus (juod tibi
"
come notò s. Agostino, tract. 1 24 « ipse Paulus suo vero apostolico
in Joan. poiché » una est in la- » figurans eloquio , et capiti con-
" bore, altera in requie, una in -•' venienlissime aptans, totum ex
•» via, altera in patria, una in 0- » eo compaclum perhibet, et con-
" pere actionis, altera in mercede » nexum per omnem juncturam
" contcmplationis, una flagellatur « subministrationis secundum o-
" malis, ne exlcUatur in bonis, « perationem in mensiuam unius
" altera tanta plenitudine gratiae » cujusque membri argumentuni
" caret omni malo, ut sine ulla » corporis faciens in aedilìcationem
" tentatione superbiae adhaereat » sui in charitate " ; e poi soggiun-
" suramo bono ". Non perciò per- se nel medesimo libro: » INec vi-

de la sua bellezza la gerarchia a » lem reputes formam hanc quia


noi visibile, poiché avendola il san- « in terra est" perchè »» esemplar
te re Daviddc preveduta come spo- « habct de coelo ; ncque euiiii
GER GEPt 73
» fllius facere poterai quicquani sua opera scritta sopra la dignità
« iiisi quae viderit Patrem facieii- e grandezza della romana Chiesa,
« tein ,
praesertim cum ei sub dicendo. » Et haec quidcm vere
« Moysi nomine dictum sit, vide, » adniiranda de Pvomanae Eccle-
» omnia facies secundum exem- » siae principatu compendio dixe-
" piar, quod libi in monte mon- » rimus, quale quantumque illius
" stratum est. Viderat haec qui » regnum si prae reliquis mundi
" dicebat. Vidi civitatem saiictam " regiiis, et imperiis sufficienter,
» Hyerusalem descendentem de coe- » cuique ob obulos posuerim, au-
" lo a Deo paratam. Ego enim » rea illa sint, argentea aenea fer-
" proptersimilitudinem dictum reor » rea, terrena tamen sunt, et ca-
>' quod sicut illic seraphin, et che- » duca omnia, ideoque suae po-
»» rubili, et caeteri quique usque ad » tentiae inoduni habentia , suis
» angelos, et archangelos ordinan- » conclusa limitibus suis tempo-
»» tur ab uno capite Deo, ita hic » ribus definita; haec vero nostru
M quoque sub uno summo Ponti- » ortus sui principium in Deum
>»fìce primates, vel patriarcbae, ar- » ipsum auctorem refert, ab eo
» chiepiscopi, episcopi, presbyteri, » suscitatum super petram aedifi-
» vel abbates, et reliqui in hunc » catum, potestas divina, coelestis
>» modum non est paiui penden- » claves regnum coelorum sorti-

» dum, quod et Deum babet au- » ta, potestas aeterna ,


quae non
» ctorem, et de coelo ducit ori- « auferetur, et cnjus regnum non
» ginem ". » corrumpetur , ventorum turbi-
La gerarchia ecclesiastica in ter- » nesac tempestatum omnium pro-
ra rimirata solamente nella sua e- 55 cellas immota exceptans. Laii-
sterna apparenza è oggetto sì su- M guescunt itaque alia illa omnia,
blime, che con grande studio ap- » sensimque deficiunt, regnum ve-
pena si potrebbe spiegarne la sem- » ro hoc regnum omnium saecu-
plice descrizione di essa in molte » lorum est, et dominatus ejiis in
membra soggette ad un capo, a » omni generatione et generatio-
cui ninno può paragonarsi e sì ; >5 nem. Nec mirum cura haec po-
pieno di misteri, che consideran- » testas ab ipso Chrìsto, qui ascen-
dosi a parte qualunque cosa che » dens in coelum aperte profite-
la costituisce, conviene che si con- » tur; sibi datam a Patre omuem
cluda essere tutta opera dell' arte- » in coelo, et in terra ".

fice supremo, alla quale lo splen- Clemente discepolo del princi-


S.
dore e maestà di tutte le monar- pe degli apostoli, e contemporaneo di
chie hanno ceduto il luogo, e se s. Ignazio, nella sua prima lettera ai

per qualche tempo risplendettero, corintiani, parla sovente de' preti,


presto svanirono, dove che la ge- ma prepone loro quelli che gover-
rarchia ecclesiastica è un edifìzio navano la Chiesa; quindi nel prin-
fondato supra petrani, come disse cipio di detta epistola, che alcune
Gesù Cristo a! principe degli apo- chiese annoverarono tra i libri ca-
stoli primo Pontefice s. Pietro,
e nonici avanti il concilio di Tren-
e pietra stabile. Tutto saggiamen- to, insegna che i cristiani debbono
te spiegò il dotto Tommaso Sla- vivere soggetti a'ioro superiori, e
plctonio , nella conclusione della onorare i sacerdoti, come si convie-
74 GER GER
ne, ove si vede la differenza che del tempio : si chiamavano Nati-
egli fa tra i sacerdoti ed i vesco- nei, e corrispondono quasi ai nostri
vi. Altrove il medesimo fa espres- oblati o donati. Si numeravano
sa menzione di tre ordini della anche altre persone applicate al
gerarchia ecclesiastica, dicendo. »» 11 servizio divino, cioè i nazareni; ed
supremo sacerdote (Tertulliano chia- i scribi e farisei, quali non cia- i

ma il vescovo sommo sacerdote) no ministri del tempio, ma spie-


ha le proprie incumbenze, i sacer- gavano la sacra Scrittura, ed inter-
doti hanno il posto loro assegna- pretavano la legge data da Dio a
to, e i leviti (in molti concilii cosi Mosè. Pel solo sommo sacerdote, e
chiamansi i diaconi) ancora hanno per gli altri sacerdoti inferiori Dio
il loro ministero; i laici devono prescrisse le vesti sacre; i leviti l'eb-
adempiere Ciascuno
ai loro doveri. bero più tardi da Salomone.
di voi, fratelli, ringrazi Dio dello Fino dai primi secoli della Chie-
slato in cui fu posto, procurando sa si trovano gli ecclesiastici ma-
di conservare la propria coscienza gistrati distribuiti per le provincie,
senza rimorso, e non si scosti dal- ad imitazione e somiglianza di quel-
la regola che seguir deve ". Non li che pei romani vi esercitavano
poteva questo santo piìi chiaramen- la temporale giurisdizione. Impe-
te distinguere i tre ranghi dell'ec- rocché, siccome risiedeva in Roma
clesiastica gerarchia fra di loro, e il capo dell'impero, cioè l'impera-

dal comune de' fedeli. Che se egli tore, COSI Dio volle che vi fondas-
si serve di espressioni usate dai se la sua sede il capo della Chie-
giudei perchè la Chie-
ellenisti, lo fa sa, il sommo Pontefice e perchè ;

sa cristiana imitò in tal punto la dopo Roma ninna città era stima-
sinagoga , nella quale Dio aveva ta nel mondo quanto Alessandria
stabilito tre gradi di gerarchia fra in Egitto, e dopo questa, Antio-
loro subordinati f sotto de'quali e- chia nella Soria, il vescovo alessan-
lano i laici , cioè il comune degli drino ed il vescovo antiocheno fu-
ebrei, che non avea parte nel mi- rono detti patriarchi, perchè esige-
nistero. Nella gerarchia degli ebrei vano primi onori dopo il vesco-
i

teneva il primo luogo il sommo sa- vo di Roma, vescovo della Chiesa


cerdote della famiglia di Aron della universale, ed avevano autorità
tribù di Levi; nel secondo si nume- grandissima sopra gli altri vescovi
ravano i sacerdoti inferiori della delle citta di quelle provincie ; co-
medesima famiglia cui apparteneva- me appunto r avevano sui prefetti
no cinque funzioni; nel terzo erano delle medesime ipioconsoli di quel-
quei ministri del tabernacolo chia- le due metropoli. Tale istituzione
mati leviti, custodi de' vasi sacri e si attribuisce dal Papa s. Anacleto
suppellettili pel divin culto , in- agli apostoli , come si può vedere
caiicati pure di portare il taber- al cap. Proi'iiicia.1 óìsùn. gg. Così,
nacolo, non che di cantare le di- giusta la divisione del romano im-
vine lodi. Oltre 1'
ordine de' le- pero fatta da Elio Adriano e da
viti, vi era una classe di mini- Flavio Costantino imperatori , e
stri del genere de'gabaonili , l' of- come Cesare faceva i prefetti del
fìzio de' quali era il somministra- pretorio, a cui soggiacevano i vi-
re le legna e l'acqua per uso cari, ed ai vicari subordiuavansi i
GER GER 75
proconsoli , i presidi , i correllorl ed litano. L'influenza del patriarca e
i prefelti, che a minori città coman- del metropolitano non diventò im-
davano; così nella stessa guisa il ro- portante, o per meglio dire non si
mano Pontefice ed i patriarchi crea- estese ed ingrandì l' esercizio della
vano i primati a'qiiali per ordine giurisdizione e potere, se non quan-
di geiarchia subordinavansi i metro- do cessò il frequente uso de' conci-
politani, essendo tale in quei tem- lii provinciali o nazionali.
pi il titolo che davasi a que' pre- Ma ì romani Pontefici sino dal-
lati,che ora diconsi arcivescovi. Vi la divina istituzione furono
loro
furono pure gli esarchi che presie- sempre, e sono tuttora gli augusti
devano a molte proviucie, i quali e venerandi capi della gerarchia
erano superiori ai metropolitani o ecclesiastica , sia d' ordine che di
arcivescovi^ inferiori ai patriarchi ,
giurisdizione. Nello stato attuale
essendo corrispondente la loro di- della gerarchia di giurisdizione , i

gnità a quella dei primati. A schia- suoi gradi sono dal vescovo al me-
rimento di questo articolo, sono a tropolitano, dal metropolitano al
vedersi tutti quelli dei nominati ed primate, quando il metropolitano
altri gradi gerarchici. 11 patriarca di ne riconosce vmo , e dal primate
Costantinopoli ebbe origine più tar- al Papa, dappoiché gli antichi pa-
di , sebbene a cagione della città triarchi di giurisdizione, cioè di Co-
imperiale volle prendere la prima- stantinopoli, di Alessandria, di An-
zia ai patriarchi alessandrino ed tiochia e di Gerusalemme che ave-
antiocheno, ciò che per più se- vano il patriarchio in Roma pres-
coli gli contrastarono i Papi ; il so le patriarcali basiliche di sau
patriarcato di Gerusalemme tu i- Pietro , Paolo , di s. Maria
di s.

stituito nel quinto secolo, e ne' se- Maggiore e s, Lorenzo di


fuori le
coli posteriori gli altri patriarchi mura di Roma, da molti secoli più
orientali, ed i latini di Venezia, del- non esistono. Vi sono tali patriar-
le Indie occidentali e di Lisbona. chi soltanto titolari e di onore, in
In conclusione, quando la religio- partihus , questi ed i sunnominati
ne cristiana fu ricevuta nell'impe- patriarchi orientali e latini sono
ro , e eh' ebbe la libertà del suo nominati dal sommo Pontefice, che
culto, spiegò una gerarchia di giu- gerarca dei gerarchi crea tutti i

risdizione simile a quella del go- vescovi del mondo cattolico. Nella
verno civile. I governatori delle cappella pontificia i patriarchi di
città erano subordinati a quelli del- giurisdizione e di onore prendono
le Provincie ; questi ultimi dipen- luogo a capo degli stalli degli arci-
devano da altri officiali superiori vescovi e vescovi assistenti al soglio
che comandavano a molte provin- pontificio, e sostengono al Papa il

cie. Tutta simile di questa gerar- libi'o e la candela col capo sco'
chia civile, i vescovi delle capitali perto: lo tiene coperto il solo pa»
delle Provincie diventarono metro- triarca orientale di Antiochia dei
politani ,
quelli delle prime città siri, perchè secondo il suo rito, è
diventarono patriarchi , al modo anzi segno di rispetto , come lo è
detto, e così stabilissi l'ordine di tra altri orientali. Va notato che
superiorità dal metropolitano al ve- i patriarchi di giurisdizione prece-
scovo, e dal patriarca al mctropo- dono naturalmente quelli di titolo.
76 GEPt GER
li magnifico spettacolo della gerar- ed ornamenti delle dignità eccle-
chia ecclesiastica riunita, col supre- siastiche, si possono leggere. Digni-
mo suo gerarca, il sommo Ponte- tà', Colori ecclesiastici, Gemma,
fice, può vedere che ncl-
non si e Vesti svcre.
r.draa Roma, cenilo della mede- Stimo a proposito riportare qui
sima gerarchia e del cristianesimo, un brano del mio proemio, che posi
e ben lo espresse il dotto Papa in fronte all'edizione a parte, che
Pio II, con quelle gravi paiole che feci delle mie Cappelle pontifìcie,
riportammo nel volume Vili, p. cardinalizie e prelatizie, tratte da-
125 del Dizionario. Ivi nelle saijie gli articoli di questo mio Diziona-
funzioni si ammira in tutta la magni- rio: edizione che dedicai al cardi-
ficenza la gerarchia , con pompa nal Bartolomeo Pacca, decano ed
splendida, decorosa ed ecclesiastica, ornamento del sacro collegio: « Era
per maggior esaltazione della glo- ben giusto che le sacre funzioni
ria di Gesù Cristo e della sua Chie- celebrate dal supremo Gerarca, dai
sa. Il p. Filippo Bonanni gesuita cardinali della santa Romana Chie-
nel 1720 pubblicò in Roma la dot- sa, e dalla prelatura della Sede a-
ta opera intitolata: La gerarchia postolica fossero accompagnate da
ecclcsiasrica considerala nelle vesti ecclesiastica gravità, magnificenza e
sacre e civili^ usate da quelli i qua- corrispondenti cerimonie; acciocché
li compongono, apresse, e spie-
la ove ha sede il venerabile capo del-
gate con le immagini di ciascun la Chiesa risplendesse vieppiù l'e-
grado della medesima Parlando . sterna espressione del culto religio-
nel proemio della geraichia eccle- so che si deve alla Divinità, e ve-
siastica, conchiude così." Siccome la nisse meglio ravvivala la fede ne-
maestà e la bellezza della gerar- gli assistenti. Il complesso adunque
chia celeste a noi si addita nella de' riti e delle cerimonie piene dei
preziosità delle gemme, nei colo- piti belli e misteriosi significali ,

ri delle pietre, nella preziosità del- rende in certo modo visibile la san-
le vesti varie, nell'oro e nell'ar- ta religione di Cristo , riempie
gento , come dottamente significò l'animo di pietà e religiosa com-
s. Dionigi I' Areopagita nel libro mozione, e lo eleva soavemente al
della celeste gerarchia, così dispose cielo: mentre il corteggio imponen-
Iddio, che la gerarchia militante te del sovrano Pontefice, si fa di-
apparisse ornata con veste di vari stinguere per un misto di sacerdo-
colori, e in tessute con oro, arricchite tale, di regio, di principesco e di
di getnme, con le quali assistessero sacro, che ispira maestà e insieme
alle sacre funzioni i ministri degli veneraziorre ; tutto essendo augusto
altari del cristianesimo, acciocché e grande per l'intervento del sacro
da tali pompose ed esterne appa- collegio, della prelatura e della cu-
renze si arguisse dall'umano inten- ria romana , corte e flimiglia pon-
dimento la sublime dignità di cia- tifìcia, ricoperti delle insegne della
scuno , e si deducessero li diversi loro dignità e grado; e però in ri-

piofoiìdi misteri nascosti nella di guardo alla meravigliosa graduazio-


lui infinita sapienza nell'uso delle ne ed ordine, sembra una vera
medesime". Oltre quanto si dice ai immagine della celeste Gerarchia".
loro articoli su tutti gì' indumenti Una parte dell'opera con figure
GER GER 77
del Iodato p. Bonanni , con varie 1 690. Luigi Cellot , De Hierar-
notizie tratte dal cav. Lunadoro chia et hierarchìs Rouen 174* , >

uella Relazione della corte di Ro- opera che i suoi biografi dicono
ma, fu pubblicata nel 1828 in Ma- contenere proposizioni non gitiste.
cerata dall'abbate Vittore Falaschi, 11 Lunadorodell'edizione del 1646,
senza critica e con questo titolo: nel suo libro della Relazione del-
La gerarchia ecclesiastica, e la la corte di Roma, a pag. 241 e seg.
famiglia pontificia. Nei primi del tratta dell' ordine delle precedenze
secolo decorso e nell'anno 1708 degli ecclesiastici, in questo modo.
Carlo Bartolomeo Piazza pubblicò Monsignor governatore di R.oma,
in Roma la dotta opera intitolata: njonsignor uditore della camera
La gerarchia cardinalizia, in cui monsignor tesoriere generale, mon-
dichiarando l'antica dignità , disci- signor maggiordomo, poi i mon-
plina e maestà della Chiesa roma- signori patriarchi, cioè prima quel-
na e militante, trattò della mistica lo di Costantinopoli, poi quello di
gerarchia, dell'eccellenza e sublimi- Alessandria, indi quello d'Antio-
tà del cardinalato, ne' tie gradi dei chia, quindi quello di Gerusalem-
cardinali vescovi suburbicari ch'egli me. Dopo di questi antichi registra
paragona all'ordine de' serafini ; dei i patriarchi meno antichi , come
cardinali preti rappresentanti l'or- d' Aquileia, Venezia, e delle Indie;
dine de' cherubini; e del terzo gra- oppresso gli arcivescovi e i vescovi
do de' cardinali diaconi , che nel che tra loro precedono per anzia-
loro ministero assomiglia ai troni nità di promozione, ciò che non
spiriti angelici, de' quali lutti è ca- si pratica coi quattro antichi pa-
po, sommo sacerdote e supremo ge- triarchi, dovendosi rispettare 1' or-
rarca il romano Pontefice; conchiu- dine gerarchico cui furono scritti.

dendo, che dalla celeste e trion- Dopo vengono i protonotari par-


fante gerarchia ha preso modello
il tecipanti, gli uditori di rota, i chie-
la Chiesa militante. Divide egli i rici di camera, i leferenciari, i pro-
nove gradi della gerarchia celeste tonotari, i quali, se fatti dal Papa,
negli angeli , arcangeli, virtù, tro- precedono quelli fatti dai cardi-
ni, principati, podestà, dominazioni, nali legati : questi protonotari fuo-
cherubini e serafini ; quelli della ri di Roma allora incedevano in
gerarchia ecclesiastica, nei cardina- abito paonazzo col rocchetto, ma
li, patriarchi, metropolitani o arci- in Roma con abito nero e senza
vescovi, abbati mitrati, arcipreti, rocchetto. Tutti i prelati che por-
arcidiaconi, archimandriti, preposti, tano rocchetto, soggiunge il mede-
priori, vicari , ed altre subordinate simo Lunadoro (giacché prima non
dignità. era così comune quale al presente
Sulla gerarchia ecclesiastica tra l'uso del rocchetto), precedono gli
gli altri Francesco Hal-
scrissero: ambasciatori di Malta, di Bologna
lier. DeHierarchia ecclesiastica, e di Ferrara ; come anche prece-
Lutetiae Parisiorum i656. Gatto- dono detti ambasciatori gli udito-
lae, De ecclesiasticae Hierarchiae ri di rota, i chierici di camera :

originìbus dissertatio, Mutinae 708. 1 il maestro di camera del Papa


Nicolao, Quaestio TF, De Hierar- precede a tutti i prelati, che non
chia Ecclesiae miliianlis, Weapoli portano rocchetto; i generali degli
78 GER GER
ordini religiosi jMeccdono i refe- iiivocandi sanctos^ an sit, et quale;
rendari ; l'ambasciatore dell'impe- 8. de rcfjuisitis , ci non requisitis
ratore precede il senatore di Ro- ad lucrandas indulgentias j 9. ap-
mn; il senatore precede a tutti gli pendix apologetica nd praecedens
altri ambasciatori, cioè di Spagna, opusculum; io. de unione bencfi-
Francia, e gli altri. Ordine della ciorum. Il celebre cardinal Gerdil
precedenza dei re cavato dal ceri- ci diede: Opuscida ad Hierarchiam
nioniale di Papa Giulio li fatto ecclesiae constUutioneni speclantia.
l'anno i5o4. L'imperatore, il re Parmae 1789.
de' romani, il re di Francia, il re GER. A RD o 1 GER AUDI Pietro,
di Spagna, il re d'Aragona, il re Cardinale. Pietro Gcrardi o Ge-
di Portogallo, il re d' Inghilterra, raudi o Girard nacque nel caslel-
il re di Sicilia, il re d'Ungheria, lo di s. Sinforiano nella diocesi di
il re di Cipro, il re di Boemia, Lione, licenziato in jus canonico,
il re di Polonia, il re di Dacia. arcidiacono di Bourges canonico ,

Tra i migliori trattatisti di questo di Autun e pieposlo di Marsiglia,


grave argomento, vi è il gesuita nel 1877 Gregorio XI lo fece cliie-
Andrea Girolamo Andreucci, Hie- rico di camera, indi lo spedi nelle
rarchia ecclesiastica in varias suas Fiandre a Guglielmo visconte di
parles distributa et canonico-theo- Turrena, e poi lo promosse a ve-
logice exposiia, Romae 1766, typis scovo di Lodeve, ciò che altri pro-
ci sumptibus Generosi Salomoni traggono dopo il i382 per opera
in due tomi. Nel primo tratta, dell'antipapa Clemente VII. Que-
I. de episcopo titidari; 2. de prò- sii inoltre lo nominò vescovo di
tonotariis partecipanlibus ; 3. de Puy nel 1884, e poi lo trasferì
cpiscopis cardinalibus suburbicariis; alla mitra d'Avignone nel i3o6, e
4. de cardinali regulari professo nel iSgo lo creò cardinale, colti-
ex ordine militari s. Joannis Jero' tolo di s. Pietro in Vincoli ovvero
solymitani ; 5. de vicario apostoli- di Clemente, e penitenziere mag-
s.

ro; 6. de vicariis basilicarum ur- giore.L'altro antipapa Benedetto


bis; 7. de triplici vicario, genera* XIII lo dichiarò vescovo tusculano,
li, capitulari , et foraneo; 8. de divenendo nel i4o3 arcidiacono di
episcopi officio, et potestatc: 9. de Rouen. Abbandonato quel falso
observandis ab episcopo in aulhen- Pontefice, nel 14^9 si recò al con-
ticandis reliquiis ; io. de tuenda cilio di Pisa, ove per la pace dei-
pace, et concordia inter episcopum la Chiesa fu ammesso tra i cardi-
ci capilulum. Nel tomo secondo nali, e concorse all'elezione di A-
tratla de patriarchis in gene-
: 1. lessandro V , il quale lo riconobbe
re, et in specie de patriarchalu per vero cardinale e per peniten-
anliocheno ; 2. de cardinalibus in zieremaggiore, carica che esercitò
genere; 3, de rito ambrosiano; pure sotto Giovanni XXIII, dopo
4. de patrimonio ad sacros ordi- essere intervenuto ai di lui comizi,
nes hypolhecae generalis subjecto ; Piovveduto di trentadue priorati
5. de matrimonio conscicntiae ; 6. per sostenere con decoro la sua di-
de privilegio aliquorum canonico- gnità, morì Avignone dopo il
in
rum, quo possunt abesse a choro, ì^i'J, ed ebbe tempoianea sepol-
et lucrari liuclus.; 7. de praccepto tura nella cattedrale, o nella chie-
GER GER 79
sa fli s. Maria de' Doni, don de fu zie di Fiandra, e vi rimise la di-
trasferito nella chiesa di s. Sinfo- sciplina. Altri monistcri di Loren.i,
riano a tenore di sua disposizione, di Sciampagna e di Picardia ab-
nel sepolcro che vivendo crasi co- bracciarono la sua riforma, dima-
struito. niera che egli è onoiato come il
GERARDO abbate di Bro- (s.), ristauiatore dell'ordine di s. Bene-
gne. Nacque nella contea di Na- detto. Mori a Brogne a' 3 d'otto-
mur, ed era prossimo parente di bre del 9^9, al qual giorno è no-
Agauone duca della bassa Austra- minato nel martirologio romano e
sia, il quale gli diede un onorevole in parecchi altri. Conservasi anco-
grado nelle truppe di Berengario ra suo corpo nella chiesa di Bro-
il

conte di Namur. Si dimostrò sem- gne che porta il suo nome.


pre affabile, cortese, generoso coi GERARDO (s.), vescovo di Toul.
poveri, amante dell'orazione. Fece Nato a Colonia da nobili genitori
edificare una chiesa a Brogne nel che l'educarono nella virtù, entrò
918, e vi mise de' canonici per uf- fra' chierici che nffjziavano quella
fiziarla. Il conte di Nainur avendo cattedrale, e che seguivano la re-
esperimentata la sua capacità in gola dei canonici regolari. Ebbe ivi

vari impieghi , Io mandò alla cor- l'impiego di celleraio, che disim-


te di Francia per trattarvi un af- pegnò con molta saggezza; e fu as-
fare importante. A Parigi visitan- sai stimato alla corte dell' impe-
do l'abbazia di s. Dionigi, restò ratore. Nel 963 venne eletto ve-
tanto edificato del fervore di quei scovo di Toul, dignità che accettò
monaci, che ottenutane licenza dal per obbedire a' suoi superiori, e
suo sovrano, e regolati propri af- i che esercitò santamente. Fece rie-
fari, pregò d'esservi ammesso. IN'cI dificare la cattedrale di Toul, e la
suo noviziato praticò la mortifica- arricchì magnificamente; il moni-
zione per morire interamente a sé stero di s. Apro, quello fondato
stesso, e dopo la professione perfe- da s. Gauslino suo predecessore, e
zionò ognor piìx le sue virtù. Con quello di s. Martino fabbricato so-
pazienza ed assiduità ricominciò gli pia la Mosa, piovarono gli effetti
sludi, e cinqu'anni appresso fu con- della sua liberalità. Fondò in Toul
sagrato prete ; ma dovelfero i suoi uno spedale e la chiesa di s. Gan-
superiori far uso della loro auto- gulfo ; trasse nella sua diocesi dei
rità per persuadervelo, stimandose- monaci greci e scozzesi di molto
ne indegno. Nel 93 1, dieci anni sapere e virtù , i quali aprirono
dopo il suo ritiro, fu mandato dal delle scuole che produssero degli
suo abbate a fondare un' abbazia uomini grandi ; prolesse gli sludi,
nella di Ini terra di Brogne. Com- e fece fiorire la religione e la pie-
piuta questa fabbrica si rinchiuse tà. Nel 98 f andò a R.oma in pel-

in una piccola cella, edificata pres- legrinaggio, e al suo ritorno trovò


so la chiesa ,
per vivervi ritirato la sua diocesi travagliata dalla fa-
nella preghiera. Venne tratto pò me e dalla peste. Egli consumò i

di colà per mettere la riforma nel propri fondi per soccorrere gl'in-
la casa dei canonici regolari di s felici, e provvide paternamente ai
Gisleno. Quindi gli fu data l' ispe bisogni sì spirituali che corporali
zione generale sopra tutte le abba del suo gregge. Io mezzo a tante
8o GER GER
occupazioni non trascurò gli eser- zione, in opere penose e dimesse,
cizi della vita contemplativa, e ma- o nel servire i poveri, curando
cerò il suo corpo con segrete au- perfino i leprosi nella propria ca-
sterità. Mori a' 23 aprile del 994j mera; mentre rigido cou sé stesso
e s. Leone IX lo canonizzò in un portava indosso un duro cilicio, cui
concilio tenuto a E.oma nel io5o. soprappoueva un ruvido vestito.
Questo santo Pontefice, ch'era sta- Dopo la morte del re s. Stefano
to vescovo di Toul, essendosi ivi soggiacque Gerardo a dure perse-
recato nello stesso anno, fece dis- cuzioni, nelle vicende che agitaro-
sotterrare il corpo di s. Gerardo, no quel regno. Finalmente avendo
e deporlo in un'urna il d'i 3o saputo che Andrea figlio di Ladi-
d'ottobre. La sua festività è fissa- slao e germano cugino di s. Stefa-
ta a' 28 d' aprile, no, aveva accettata la corona a
GERARDO Sagredo (s.). Usci- condizione che listabilirebbe l'ido-
to dalla nobile famiglia venezia- latria, si diresse con altri tre ve-
na di questo nome , circa il prin- scovi ad Alba Pieale per indur-
cipio dell'undecimo secolo, abbrac- re il nuovo re a rinunziare alla
ciò lo stato monastico. Parti col- sagrilega promessa; mentre sta- ma
la licenza de' suoi superiori per vano per passare il Danubio tra
andare in Gerusalemme a visita- Buda e Colocza una masnada di
re il santo sepolcro ; ma passan- sicari diretta dal duca Vata, fiero

do per l'Ungheria, il re santo Ste- partigiano dell'idolatria, li assalì a


fano , conosciutane la santità , lo colpi di pietre. Gerardo fu tratto dal
trattenne acciò secolui si adope- suo carro, trascinato per terra, lapi-
rasse a spegnere l'idolatria fra gli dato ed ucciso da un colpo di lan-
ungheresi. Gerardo non volendo cia che gli trapassò il corpo; al-
abitare in corte , si fabbricò un tri due vescovi, Bezterdo e Fuldo,
piccolo romitaggio a Beel, ove pas- furono compagni del suo martirio;
sò sett'anni nel digiuno e nell'o- il quarto, ch'era il vescovo di Be-
razione, con un compagno noma- neta, fu liberato dal nuovo re che
to iNIauro; quindi contro sua vo- sopraggiunse, il quale poi si di-
glia fu eletto vescovo di Clionad. chiarò contro il paganesimo e re-
Gran parte de' suoi diocesani gia- gnò con molta gloria. Il corpo di
cevano nelle tenebre della supersti- s. Gerardo fu sepolto in una chie-
zione, e quelli che pure aveano il sa ivi appresso, e poscia traspor-
nome di cristiani erano rozzi e fero- tato a Chonad. In seguito essen-
ci. Col suo instancabile zelo, colla do stato dichiarato martire dal
pazienza e dolcezza trasse gli uni Papa, le sue reliquie furono rin-
dall'errore, indirizzò gli altri alla chiuse in un'urna, sotto il regno
perfezione. Scorse la sua diocesi di Ladislao; indi i veneziani le ot-

predicando la divina parola, met- tennero dal re Ungheria dopo


d'
tendo ovunque in vigore la più molte istanze, e solennemente tras-
stretta disciplina, fabbricando chie- portatele nella loro città, le depo-
se, facendo saggi regolamenti. Do- sero nella chiesa di s. Maria As-
po aver passato il giorno nelle fa- sunta e s. Donato nell' isola di
tiche dell' apostolato , spendea la M Ulano. Nella chiesa di s. Fran-
maggior parte della notte in ora- cesco alla Vigna evvi una cappel-
GER GER 81
la dedicala a san Gerardo Sa- GERARDO, Cardinale. Gerar-
gredo , ove si venera la reli- do fu creato prete cardinale del
quia del di lui femore in que-
: titolo Pudenziana nel marzo
di s.

ta chiesa la nobile famiglia Sa- I i54 da Adriano IV, il quale poi


gredo concorre ogni anno a ce- nel 1 155 lo mandò legato col car-
lebrare la festa del suo santo dinal Jacopo de' ss. Gio, e Paolo,
congiunto, eh' è assegnata a' 24 all' imperatore Federico I.

settembre, giorno in cui utU'anno GERARDO, Cardinale. Gerar-


1046 o 1048 avvenne la gloriosa do diacono cardinale di s. Lucia
sua morte. Egli è onoralo nel mar- in Septisolio, creato da Calisto II
tirologio romano del titolo di a- nel 1 19Ì sottoscrisse con altri ven-
postolo dell' Ungheria, e fu il pri- tisette cardinali una bolla di detto
mo che illustrò col martirio Ve- Papa, diretta al vescovo di Geno-
nezia sua patria. va , il qual Pontefice lo trasferì
GERARDO (s.), primo abbate neir ordine de' cardinali preti col
di Selvamaggiore. Nato a Gorbia titolo delle ss. Aquila e Prisca; in-
in Picardia nell' undecimo secolo, di intervenne all'elezione di Ono-
ed educato in quel monistero dai rio II nel I 124.
religiosi di s. Benedetto , n' ebbe , GERARDO, Cardinale. Gerar-
giovane ancora, la carica di procu- do nel concilio di Pisa fu da In-
latore. Guanto da una lunga malat- nocenzo II nel II 34 creato car-
tia, circa il 1060 fece il pellegrinag- dinale diacono, con la diaconia di
gio di Terra Santa, e fu nominato s. Maria in Domnica. Sottoscrisse
abbate del monistero di s. Vincenzo varie bolle d' Innocenzo II, di Ce-
di Laon, da dove ritirossi in quello lestino II, e di Lucio II; dopo es-
di IMedardo di Soissons, sotto la
s. sere intervenuto ai comizi dei due
disciplina dell'abbate s. Arnoldo. morì nel i i^5.
ultimi,
Avendo questo santo rinunziato la GER.ARDO
Maffeo, Cardinale.
carica, gli successe Gerardo che , MaSco Gerardo nacque in Vene-
però fu presto scacciato dalla vio- zia, ove professò la regola mona-
lenza di un falso monaco chiama- stica de' camaldolesi, nel moniste-
to Ponzio. Egli allora andò a sta- ro di s. Michele di Murano , nel
bilirsi a sei leghe circa da Bor- quale divenne dotto, pio, e mo-
deaux in j un luogo detto Selva- dello perfetto di tutte le virtù. E-

maggiore; ivi ricevette diversi di- letto prima abbate del monistero,
scepoli sotto la regola di s. Bene- e poi generale della sua congrega-
detto, e visse santamente negli e- zione, venne nel 1^66 dal veneto
sercizi di carità e di penitenza. Paolo II promosso alla dignità di
Morì a' 5 d' aprile i ogS, e fu ca- patriarca di Venezia. Innocenzo Vili
nonizzato da Papa Celestino 111 nel a' 9 marzo 1489 in Roma, ben-
1 197. La sua festa è assegnata il ché JNIafFeo assente, lo creò segre-
giorno 5 d'aprile. tamente cardinale prete, col titolo
GER. ARDO, Cardinale. Gerardo de' santi iSereo ed Achilleo, senza
fu creato cardinale prete del titolo pubblicarlo. Morto a' 26 luglio
di s. Prisca da Pasquale Udel 1099; 1492 il Papa, in virtù d'una di
il Ciacconio lo pose fra gli elet- lui bolla letta e notificata a tutti
tori del successore Gelasio II. dal sacro collegio, fu riconosciuto
VOL. XXIX. 6
82 GER GER
per cardinale; ed invitato al con- Goffredo passò in Palestina, Bolde-
clave in cui rimase^ eletto Alessan- quin re di Damasco ridusse la
dro VI, vi fu ricevuto coi soliti ono- parte superiore della città a mu-
ri. Dopo il conclave, mentre il car- nitissima rocca, con doppio ordine
dinale ritornava iu Venezia mori , di mura, ma il valore di Baldovi-
piamente in Terni nello stesso an- no la spianò dai fondamenti. Fu
no i49^j nell'età di otlantadue patria di Aristone celebre oratore,
anni, sebbene il Muratori nell' e- di Gerico sofista, di Nicomaco mu-
lenco de' patriarchi di Venezia lo sico, e di Simone famoso capo dei
dice morto in Foligno; e traspor- ladroni, condotto da Tito in Roma
tato a Venezia il suo cadavere eb- nel suo trionfo. In quanto ai ve-
be sepoltura nella chiesa patriar- scovi Gerasen^ è un ti-
di Cerasa,
cale di s. Pietro con breve iscri- tolo vescovile in parlibiis che con-
zione. Diversi gravi scrittori smen- ferisce la santa Sede, dipendente

tirono quanto contro di lui disse dall'arcivescovato pure in partihus


il mordace Garimberti nelle File di Bostra. Lo fu monsignor Giu-
de' Papi e cardinali. seppe Antonio Lodzinski, cui Leo-
GERASA. Sede vescovile nella ne XII nel concistoro de' i5 di-
seconda provincia di Arabia, nel cembre 1828 die in successore il
patriarcato di Gerusalemme, sotto vivente monsignor Lorenzo Gut-
la metropoli di Bostra, fu eretta koAvski della diocesi di Plosko, at-
nel quinto secolo. Questa città del- tuai sLifFraganeo di quel vescovo.
la Celisiria fu una delle quattor- GERASIMO (s.). Ablnacciò lo
dici principali di quella regione stato monastico nella Licia, di cui
ed era il confine del paese de' ca- era oriundo, poi ritirossi in Pale-
nanei, essendo posta su di un colle stina verso la metà del quinto se-
alle sponde orientali del mare di colo, allorché vi si cominciavano a
Galilea. Secondo il Terzi , Siria spargere gli errori di Eutiche , e
sacra p. 107, fu edificata da Ger- sventuratamente vi cadde anch' e-
geseo quintogenito di Canaan, laon- gli ; ma si rimise in seguito sulla
de gli abitanti furono detti gerge- retta via pei consigli di s. Euti-
sei, eh' espulsi da Giosuè fu data mio, ed espiò il suo errore colla
alla tribù di Manasse , e crebbe più rigorosa penitenza. Fece fab-
tanto, che Teodoro tiranno della bricare adun quarto di lega dal
provincia vi ripose i suoi tesori Giordano un vasto eremo con set-
come a luogo sicuro. Ma superata tanta celle per altrettanti solitari

da Alessandro re di Giuda, fu ag- e nel mezzo dell'eremo un moni-


giunta al suo regno. Gesù Cristo stero per i cenobili. I solitari era-
la santificò di sua presenza, e vi no obbligati al più rigoroso silen-
liberò due ossessi. Avanti l'estremo zio, non mangiavano che pane e
eccidio di Gerusalemme, gli ebrei datteri, né bevevano che acqua
rovinarono Gcrasa perchè non ser- eccettuati il sabato e la domenica,
visse di ritirata ai romani e re- ; in cui recavansi alla chiesa per
staurata dai geraseni, questi genero- partecipare a' divini n)isteri, e po-
samente ricettarono gli ebrei scam- tevano mangiare in comune qual-
pali da Gerusalemme, quindi fu che cibo cotto, e bere un po' di
devastata da L. Annio. Quando vino, Tutta la loro suppellettile
GER GER 83
consisteva in una brocca d' acqua, gli meritarono i suffragi del pub-
una stuoia per coricarsi, e una me- blico, r approvazione de' dotti, ed
schina coperta. Gerasimo spingeva un nome immortale. Quantunque
anche piti oltre la sua astinenza, per amore alla solitudine ed allo
e s. Eutimie avea tanta venerazio- studio vivesse ritirato, nondimeno
ne per lui, che gli dirigeva quelli fu conosciuto e stimalo dai più
tra i suoi discepoli che volea met- valenti scienziati dell'istituto di Bo-
tere in una eccellente scuola di logna, ed i suoi talenti furono co-
virtù. Morì a' 5 di marzo del 47^j là grandemente apprezzati dal car-
ed è menzionato in questo giorno dinal Lambertini arcivescovo, poi
nel martirologio romano. Benedetto XIV. Questi l' incoraggi
GERDIL Giacinto Sigismondo, nella letteraria spinosa carriera,
Cardinale Giacinto Sigismondo
. e si valse di sua penna per tra-
Gerdil nacque in Sarauen diocesi durre dal francese in latino alcu-
di Ginevra nella, Savoia, a' 23 ni scritti sopra i miracoli, i quali
giugno 1718. La sua famiglia com- dovevano far parte della sua bel-
mendabile per onestà, virtìi mo- la opera, Della bealìficazione e ca-
rali e religiose, era di mediocre nonizzazione dt santi. Nel lySy i
condizione, essendo il di lui padre superiori della congregazione onde
notaio. La sua educazione fu ac- produrlo, avendo egli allora diecinove
curataj e fece i primi suoi studi anni, lo mandarono a Macerata per
a Conneville, indi li compi ne'col- insegnare la filosofìa, non nella uni-
legi de' barnabiti di Thonon e di versità come alcuno scrisse, perchè
Annecy. La sua molta applicazio- i barnabiti solo nel 1801 incomin-
ne, la grande perspicacia la sua , ciarono a farne parte, ma bensì
felice memoria, e principalmente ai giovani allievi della medesima
r eminente sua pietà e purità di congregazione nel collegio di san
costumi, determinarono ben volen- Paolo. Dopo di ciò fu destinato
tieri i barnabiti ad accettarlo nel- subito dopo a Casale, dove unì al-

la loro congregazione. Dopo le pro- l' uffizio di professore, quello di


ve del noviziato andò a studiate prefetto del collegio, impieghi che
in Bologna la teologia, e le lin- disimpegnò come avrebbe fatto un
gue antiche e moderne, laonde si uomo di consumala sperienza. In
perfezionò nella greca, nella latina, quel soggiorno alcune lesi che de-
nella francese, e nell'italiana per dicò al duca di Savoia, e due o-
la quale gli die lezione il celebre pere di metafisica che pubblicò
p. Corlicelli membro dell' accade- contro Locke, attirata avendo su
mia della Crusca; riuscì quindi a di lui l'attenzione della real cor-
parlare e a scrivere in tali lingue te di Torino, gli frullarono nel
con purezza, ed eleganza.
facilità 1749 la cattedra di filosofia nel
Indefesso nel lavoro, con una suf- r università della città, e cinque
ficiente salute, ed animato dal più anni dopo quella della teologia
vivo ardore di sapere, divenne pro- morale. Intanto la sua reputazio-
fondo nelle discipline filosofiche, ne saggia, e gli scritti solidi falli in
matematiche, fìsiche, teologiche, e favore della religione gli procac-
stoiiche; e sopra materie così dif- ciarono gli encomi di Benedetto
ferenti scrisse diverse opere, che XIY, e lo fecero chiamare dall' ar-
84 GER GER
civescovo di Torino a far parte naie dell'ordine de' preti , e nel

del consiglio di coscienza, mentre concistoro de' i5 dicembre lo pub-


la sua congregazione lo elesse pro- blicò, conferendogli poi per titolo
vinciale de' collegi di Savoia e del la chiesa di s. Cecilia. Inoltre suc-
Piemonte, incarico che disimpegnò cessivamente lo annoverò alle con-
con tanta prudenza e moderazio- gregazioni cardinalizie del s. offi-

ne, che si pensò dai suoi confra- cio, del concilio, dell'esame de' ve-

telli di eleggerlo generale. Men- scovi, della disciplina regolare, del-


tre egli rifiutava tal dignità, il re la correzione de' libri della chiesa

di SardegnaCarlo Emanuele III, orientale, e di propaganda fide,


ad insinuazione di Benedetto XIV, della quale lo fece prefetto gene-
lo scelse ad istruire il suo nipote rale nel 1795. Gli concesse anche
principe del Piemonte e poi piissi- le protettone del collegio ecclesia-
mo re col nome di Carlo Ema- stico a Ponte Sisto, della chiesa
nuele IV. Gerdil andò alla cor- del ss. Sudario de' savoiardi, del
te, ed ivi visse come prima ritirato monistero di s. Cecilia, dell'acca-

e modesto, e tutto dato alle cure demia teologica, del collegio dei
del suo augusto e degno discepolo, maroniti, dell'università de' librari

impiegando il resto del tempo nel- in s. Barbara, e di s. Omobono


la composizione di opere utili alla de' sartori. Visse ritirato nella ca-
religione o ai progressi delle scien- sa de' suoi barnabiti presso s. Car-
ze. La Torino compensò
corte di lo a' Catiuari, impiegato negli af-
le attenzioni del p. Gerdil con fari ardui della santa Sede,
più
i-icca abbazia; ma egli usò delle di cuine divenne l'oracolo in lem-
rendite di tal benefizio titolare, pi tanto procellosi. Conservò nello
come quello che ben conosceva la splendore della dignità la povertà
destinazione de' beni ecclesiastici, religiosa, in un modo edificante ,

profittando dello stretto necessario, e trovossi negli ultimi di sua vita

e impiegando il resto in opere in qualche bisogno ; anzi quando


buone, e in sollievo de' parenti, pei nel 1798 dopo l'invasione fatta

quali non sollecitò né impieghi, né di Roma da' repubblicani francesi,


pensioni. Clemente XIV ammira- fu obbligato partirne, si trovò co-
tore degli alti suoi meriti, nel con- stretto vendere i libri per vivere.
cistoro de' 26 aprile 1773 lo creò Rispettato dalle potenze gueneggian-
cardinale riserbandolo in petto, solo ti, ed arrivato a Siena presso lo
indicandolo nell'allocuzione al sacro sventurato Pio VI, non avrebbe
collegio, con le parole notus orbi, : il cardinale potuto recarsi in Pie-

vix nolus urbi. La morte del Papa monte, in cui si proponeva cerca-
ne impedì la pubblicazione, insie- re un asilo, se non fosse accorsa
me a nove altiù riserbati in pe- la generosità del cardinal Loren-
ctore. Il successore Pio \I tratto zana, e di monsignor Dcspuig poi
dalla fama del p. ad in-
Gerdil, cardinale. Rifiratosi nel seminario
sinuazione del cardinal delle Lan- della sua abbazia di la Clusa, più
ze lo chiamò in Iioma, lo fece volte fu in procinto di essere pri-
consultore del s. oflizio , e ve- vo di tutto : tale penosa situazione
scovo di Dibona in partibiis ; mài non alterò mai la sua rassegnazio-
a' 23 giugno 1777 lo creò cardi ne, né scosse il suo coraggio, ri-
GER GER 85
mettendosi alla provvidenza, che cardinali, e dei letterati. Secondo
sovente il soccorse con mezzi ina- la sua testamentaria disposizione
spettati. Talvolta si trovò in gra- fu esposto e sepolto nella detta
do di sollevare compagni del suo
i chiesa di s. Carlo di sua congre-
esilio, e quantunque vivesse di gazione Pio VII intervenne nelle
:

soccorsi, faceva distribuire regolar- solenni esequie


con venticinque
mente pane e denaro a' poveri del- cardinali, celebrando la messa il
la sua abbazia : vide in tal guisa cardinal Firrao. Dotto di primo
scorrere il tempo della persecuzio- ordine e quasi in tutti i generi ,

ne, diviso tra Io studio e le preci. in cui siasi esercitato 1' ingegno
Dopo la morte di Pio VI si recò umano ,
prelato degno de' primi
a Venezia pel conclave che ivi era secoli della Chiesa , negli ulti-
stato convocato. Fino dai primi mi tempi fu uno di quelli che fe-
scrutini i cardinali gli fecero omag- cero più onore alla religione e ,

gio de' loro voti pel pontificato. le furono più utili. La maggior
Nella Storia di Pio VII, che fu parte delle opere a difesa della re-
eletto, del dotto cav. Artaud, si ligione in genere, e della rivelazio-
legge che due volte si portarono ne in ispecie, sono state da esso
dal sacro collegio gli sguardi sul composte in idioma francese, più
cardinal Gerdil; che il suo grande acconcio allora a rispondere ai li-
ingegno, la sua età provetta, le bri dei moderni increduli, e a com-
molle sue produzioni facevano cre- battere i loro paradossi, e distrug-
dere che si riuscirebbe ad innal- gere gli empi sofismi. E sopra le
zarlo al trono; e che alcuni car- altre famosa quella con cui dimo-
dinali, avversi alla Francia, fecero strò l'immaterialità dell'anima con-
osservare ch'egli come savoiardo tro le sottili asserzioni del notissi-
poteva considerarsi francese, quin- mo filosofo Giovanni Locke.
inglese
di il cardinal Hertzan che nell'in- Nelle opere di questo acutissimo
terno del conclave rappresentava e profondo ingegno rifulge parti-
l'imperatore di Germania, dichia- colarmente la forza del razioci-
rò l'esclusione formale pel cardi- nio unita alla saviezza ed alla
nal Gerdil, significando al sacro moderazione l' egregio autore in-
:

collegio, che il suo sovrano non calza vivamente gli avversari suoi;
avrebbe potuto grad-re quell'ele- ma niuna cosa offensiva gli sfug-
zione. L'eminente dottrina del car- ge contro di essi. Cerca egli la
dinale lo fecero aggregare alle so- verità, di cui si costituisce di-
cietà accademiche piti dotte e più fensore; l'errore solo perseguita, e
celebri di Europa. Piitornato in non l'uomo. Ordinariamente dagli
Roma il cardinale nel 1800, la scritti degli avversariprendeva le
sua salute si sosteneva non ostan- armi, onde combatterli. Il cardi-
te la sua età avanzata e le sue nal Gerdil possedeva altresì in un
faticose occupazioni, non essendosi grado raro la calligrafia, vantag-
mai servito di occhiali; finché cad- gio poco comune alla maggior
de infermo, e dopo breve malattia parte degli autori. Una medaglia
mori a' agosto 1802, in età
I •?, coniata venne in suo onore. Ab-
d'anni 84 passati, con dispiacere biamo un beli' elogio letterario
universale, massime del Papa, dei del cardinal Gerdil, scritto dal
86 GER GER
suo amico e degno confialello il ce. 3. Sposizionc dei caratteri del-
p. Fontana Francesco Luigi [Fedi] la vera religione, ec. 4- Progetto
poi cardinale, e recitato nell'adunan- per la formazione di un semina-
za generale degli arcadi di Ronaa, rio, ec. 5. L' immaterialità del-

cui apparteneva il defunto, che si l'anima dimostrata contro Locke,


legge nelle di Ini opere il mede- : ec. 6. Saggio d'una dimostrazione

'Mino Fontana, altro sublime


p. matematica contro la esistenza eter-
personaggio della congregazione dei na della materia e del molo, ec.

barnabiti, fu l'autore dell'epitaf- 7. Saggio sopra i caratteri distin-

fio sepolcrale, che può essere cita- tivi dell'uomo, e degli animali
to come modello in tale genere ; bruti, ec. 8. Memorie sopra l'in-

esso è riportato déii biografi del finito assoluto, considerato nella


cardinal GerdiI, e dal eh. Renaz- grandezza e sopra l'ordine in ge-
2Ì nella Storia dell' università ro- nere del vero e del bello. 9. In-
mana, che II, p. SiS ne
nel tom. compatibilità de'principii di Carte-
fa i'elogio;,ed a p. 4^9 ci dà sio e di Spinoza, io. Schiarimen-
l'epitaffio. L'Orazione funebre com- ti sopra la nozione e la divisibili-
posta dal p. Fontana, tradotta dal- tà dell' estensione geometrica in ,

l' italiano in francese, ed arricchita risposta della lettera di Dupuis. 1 1.

di note tanto preziose quanto estese, Riflessioni intorno ad una memo-


la pubblicò in Roma nel 1802 l'ab- ria di Beguelin, concernente il prin-
bate d'Hesmivy di Auribeau. In cipio della ragione sufficiente e la

un Elogio letterario poi il p. Fon- possibilità o il sistema del caso.


tana vi passò a rassegna le ope- 12. Dissertazione sopra l'incompa-
re principali del cardinal GerdiI, tibilità dell'attrazione, ec. i3. Os-
ed il p. Grandi, altro di lui chia- servazioni sopra le epoche della
ro confratello ci diede un' Orazio- natura per servire di continuazio-
ne funebre in italiano. Le opere ne all'esame dei sistemi sull'anti-
del cardinal GerdiI sono numero- chità del mondo, inserito nel sag-
sissime, e pai'ecchie furono stam- gio teologico. i4- Trattato sui
pate a misura che venivano com- duelli. i5. Discorsi filosofici intor-
poste: in seguito furono raccolte no all'uomo, ec. 16. Della natura
a Bologna in sei volumi, e pubbli- e degli effetti del lusso, ec. 17.
cate per cura del p. Toselli dal Discorso sopra la divinità della
1784 al 1791. Il p. Fontana coa- religione cristiana. 18. Riflessioni
diuvato dal p. Scati ne intraprese intorno alla teoria ed alla prati-
.una nuova edizione divisa in venti ca delia educazione, contro i prin-
volumi, di cui i primi sei volumi ven- cipii G. G. Rousseau. 19. Con-
di
nero in luce in Roma coi tipi del siderazioni sopra l'imperatore Giu-
Poggioli nel 1 806. Ecco il catalogo liano. 20. Osservazioni sopra il VI
delle opere di questo gi-an cardi- libro della storia filosofica e politi-
nale. I. Introduzione allo studio ca del commercio delle due Indie,
della religione, con la confutazio- dell'abbate R.aynal. 21. Orazione
ne de' filosofi antichi e moderni sulla necessità della viriti politica
circa l'Ente supiemo, ec, 2. Dis- nel governo di uno stalo qualun-
sertazione sopra l'origine del sen- que. 22. Orazione sulle cause del-
so morale, sopra resistenza di Dio, le dispute accademiche di teologia,
GER GER 87
in cui è combattuto lo spìrito del- siderazioni sopra i lavori accade-
le leggi. 23. Dissertazione sull' u- mici. Italiano. Regole e statuti
nione della l'eligione e della virtù proposti per lo stabilimento di una
politica. 24. Saggio di elementi accademia di scienze. Francese .

di morale prudenza 25, Vari . Nel voi. IV. Difesa del sentimento
opuscoli spettanti la costituzione del p. Malebranche sulla natura
gerarchica della Chiesa. 26. Con- ed origine delle idee contro l'esa-
futazione di due libelli di Eybel me di Locke. Francese. Nel voi.
contro il breve di Pio VI, Super V. Esame e confutazione dei princi-
soliditale. 27. Osservazioni sopra pii della filosofìa Wolfiana sopra
ilcommentario di Febronio, relati- la nozione dell' esteso e della for-
vamente alla sua ritrattazione. 28. za. Italiano. Della nozione geome-
Osservazioni sul sinodo di Pistoia. trica, ec. Italiano. Schiarimento
20. Esame dei motivi dell'oppo- sopra di ciò che la teoria degl'in-
sizione del vescovo di Noli alla commensurabili sembra offrire di più
pubblicazione della bolla che con- misterioso . Francese. Dissertazio-
danna alcune proposizioni del si- ne sopra i tubi capillari. France-
nodo di Pistoia. 3o. Molte lettere se. Memoria sulla causa fisica

pastorali. 3i. Compendio di un della coesione degli emisferi di


corso d'istruzione intorno all'ori- Magdebonrg. Francese. Nel voi.
gine, ai doveri ed all' esercizio del VI. Philosophìcae instUul{ones,qui-
potere sovrano. 32. Note sopra il bus etilica seu philosophia prn-
poema della religione, del caidi- clica continclur. Nel voi. VII. Com-
nal de Bernis. pendio delle istituzioni civili, in
Altre opere riportate ne' diversi latino. Nel voi. Vili. Tavola istori-
volumi dell'edizione romana sono ca dell'impero romano da Cesai e
le seguenti. Nel volume I. Esame fino alla presa di Costantinopoli
d'un articolo del giornale enciclo- fatta per Maometto II. Francese.
pedico, concernente le riflessioni Istoria del tempo di Luigi XV
sopra la teoria e la pratica dell'e- re di Fjancia fino alla pace di
ducazione contro i principi! di G, Parigi e di flubersbourg. Fran-
G. Rousseau. Francese. Considera- cese. Regole di condotta per una
zioni sopra gli studi della gioven- sposa principessa. Francese. Nel
tù. Discorso accademico. Italiano. voi. XI. Dissertazioni tre dell'auto-
Piano degli studi e conto renduto re aggiunte al saggio d'istruzione
degli studi di S. A. R. il princi- teologica, cioè, i sui modo ec.
pe Piemonte, con un'addizione
di Italiano. Animad versioni sul pia-
ec. L'addizione contiene questi o- no proposto da alcuni dottori Sor-
puscoli: Logicae institiUionesj Isto- bonicl per la riunione alla Chie-
ria delle sette de' filosofi ; Pensieri sa latina de' greci disuniti. Italiano.
de' doveri sui differenti stali della De sacri reglminis, oc praeserliin
vita. Nel voi. H. Principii metafi- Ponlìjìcii primaUis juie proprio ,

sici della murale cristiana. Francese. ac singulaiì in onini ecctesiasti-


Nel voi. Ili. Osservazioni sul modo cac potestà tis communicandae vallo-
di spiegare gli atti intellettuali ne, adversus Slevoglium. In Georgii
della mente umana per mezzo del- Sigiiniundi Lahics praelvctiones ca-
la sensibilità fisica. Italiano. Con- nonica s el ìcgilirna, eie. aniniad\'vr-
88 GER GER
tiones. Nel voi. XIII. Analisi che del monistcro Floraciense, e poi ab-
fa l'autore delle Riflessioni do- bate di Bobio, arcivescovo di Rcims
po Launojo tra li padri che alla e cardinale, divenne Papa col nome
persona di s. Pietro applicarono di Sih'eslro li [Fedi).
le parole dettegli da Cristo: et GEREMARO (s. ). Nacque ad
aupcr liane petram, e quelli che Angoulcme sotto il dominio de' vi-
le hanno applicate alla fede, o sigoti ; fece i suoi studi a Tolosa,
confessione di s. Pietro. Italiano. e le sue virtù e la sua dottrina lo
Nota bene, l' anzidetta opera po- portarono sulla sedia vescovile di
trebbe forse essere compresa sotto quella città verso l'anno 5ii. II
il titolo : Confutazione di due li- re Clodoveo gli diede molte pruo-
belli, ec. espresso nel catalogo. ve della sua stima e venerazione,
Apologia compendiaria del breve e fece considerabili regali alla sua
Saper solidilate. Nel voi. XIV. A- chiesa. Geremaro occupossi con in-
nimadversiones in uotas, quas CI. faticabile zelo a sradicare i vizi,

Feller, etc. Nel voi. XV. De Ponli- r idolatria e l' eresia ariana dalla
tificii primatus aucioritate in Pelri sua diocesi, aggiungendo la peniten-
Caih. etc. Trattato del matrimo- za alle fatiche pastorali, e mori nel
nio. Italiano. Calholici dogmatis 56o, forse il d'i i6 maggio, in cui
de immuni eccl. auctorilate in san- è nominato nei martirologi.
documen'
ciendis disciplinae legib. GEREMEI o HIERAMEA Ugo,
ta e Aecum. syn. petita. Ri-
Trid. Cardinale. Ugo Hieramea o Gere-
sposta ad un quesito intorno ad mei nacque in Bologna da nobile
una proposizione controversa del famiglia; dal suo concittadino O-
p. Gullifet inserita nell'opera in- norio II , nelle tempora del di-
titolata ; La via della santità mo- cembre II9.5, fu creato cardina-
strata da Gesìi. Italiano. Osserva- le diacono, assegnandogli per diaco-
zioni e note suU' opera suddetta. nia la chiesa di s. Teodoro; indi
Appendice all'esame de' motivi ec. sottoscrisse a'a i luglio 126 a fa-
i

Italiano. Responsio ad episc. Ebrc- vore di R.ogerio arcivescovo di Pi-


dunenseni in qua errores aliquot sa. L'Alidosi dice che passò all'or-
in Iderarcliiani , et jurisdictionem dine de' preti, col titolo di s. Lo-
ecclesiasticani refutantur. Nei voi. renzo in Lucina. INIorì il cardina-
XVI, XVII, XVI li. Theologiae mo- le nel pontificato dello stesso Ono-
ralis , libri tres. Nel voi. XIX. Ap- rio II, ch'ebbe termine a' i4 f<^h-

pendiccs ad tractatus moralis chri- braio i i3o.


stianae. Nel voi. XX. Che la Chiesa GEREMIA (s.) , uno di quelli
la quale forma de'santi, è la sola Chie- che sofTei-sero il martirio con s.

sa di G. C, discorso. Francese. Vita Elia (redi).


del b. Alessandro Sauli barnabita. GEPiIONE (s.) Ordine equestre.
Francese. Sull'usura, dissertazione Fu fondato nella Palestina dall'im-
contro PuiFendorf Francese. Altre peratore Federico I verso il i 190,

opere rimasero mss. dopo la sua altri l'attribuiscono all' imperatore


morte, ed altre andarono perdute Federico II, ed all'anno 1229.
negli ultimi tempi di sua vita. Neil' ordine militare de' cavalieri
GEREBERTO, Cardinale. Gere- di san Gerione , i soli gentiluo-
berto denominato Musico, monaco mini alemanni vi erano ammessi,
GER GER 89
e vuoisi che fosse sotto la regola volte fece passare l'arca del Signo-
di s. Agostino, o di s. Basilio. re intorno alle solide mura di Ge-
Portavano una croce piana e ne- rico, precedala dai sacerdoti che
ra sopra un abito bianco; ma in- suonavano le trombe, e le mura crol-
torno a ciò non sono concordi gli larono prodigiosamente dai fonda-
autori. Alcuni danno a questi ca- menti. Allora penetrati nella città,
valieri per insegna della dignità gì' israeliti fecero strage degli abi-
del loro ordine una croce patriar- tanti , e rovinarono ogni edifizio
cale d'argento, posta sopra tre mon- tranne la casa di Rahab in pre-
tagne in campo vermiglio. Altri mio dell' ospitalità data agli esplo-
pretendono che questi cavalieri por- ratori ivi mandati da Mosè; indi
tassero sopraun abito bianco rica- Giosuè minacciò dell' ira divina
mata una croce nera sopra tre mon- chiunque ardisse l'ifabbricare Geri-
tagne di Sinopia, ed altri gli as- co. Fu data alla tribù di Beniami-
segnano una croce di forma diversa. no, venne costituita città sacerdo-
Il Bonanni ci dà la figura del ca- tale ed asilo degl' israelili, e diven-
valiere di s. Gerione, e parla del- ne poi toparchia. Dopo diversi se-
l'ordine , a pag. XXXXVII del coli nel regno di Achab , avendo
,

Catalogo degli ordini equestri e r idolatra Hiele beltelite della tribù


militari. Il p. Heliot dice che pro- d' Efraim ivi piantato fondamenti i

babilmente i cavalieri di s. Gerio- per una nuova città, Dio lo punì


ne sieno slati i porta croce istitui- colla morte del primogenito ; ma
tida s. Stefano I re di Ungheria, volendo proseguir la fabbrica sino
per portare innanzi quella croce a piantarvi le porte, vide morire
che gli avea mandato in dono il r ultimo de' suoi figli. In seguito
Pontefice Silvestro II, con facoltà giunse a tanto splendore, che il re
di farsi da essa precedere; i quali di Babilonia vi edificò un palazzo
porta croce in processo di tempo superbissimo ove cuslodivasi la ,

si formarono in ordine militare clamide, della Stola babilonica, e


che più non sussiste, se pure ha Palliuni SinJiar. Decaduta dalla sua
esistito, dappoiché la croce fu man- grandezza, si riebbe nel legno di
data a s. Stefano I verso 1' anno Giuda Maccabeo, ed Erode vi e-
looo, e gli ordini equestri non resse terme e teatri. Rovinala da
hanno cominciato che col secolo Tito, venne ristorata da Adriano,
XII. che per renderla più ragguardevo-
GERICO o JERICO. Sede vesco- le vi costituì un magistrato , che
vile della prima Palestina, nel pa- ministrava la giustizia a tutta la
triarcato di Gerusalemme, solto la provincia ; ma distrutta nel XII se-
metropoli di Cesarea, eretta nel se- colo dai saraceni, mai più risor-
sto secolo. Fu questa la prima cit- se, essendo ora un villaggio della
tà che attaccarono gì' israeliti quan- Turchia asiatica in Siria, chiamato
do ebbero passato il Giordano, da Rah , Raha Ridia. Quivi fu il
cui era distante circa olto miglia ,
fonte che Eliseo rendette dolce ;

fondata in campo vasto e coronala quivi Gesù Cristo restituì la vista


di colli ; ma GiosefFo la colloca al a due ciechi, e quivi Zaccheo per
piede d' un monte. Giosuè capitano meglio vederlo ascese sull'albero
e duce dell'esercito israelitico, selle del sicomoro, e poscia fu onorato
90 GER GER
dalla divina presenza in sua casa, ventura Arias della diocesi di Me-
che s. Elena convelli in chiesa. rida, della quale lo fece sufFraga-

Nella latina dominazione vi fio- neo. Dipoi lo stesso prelato dal re-
rirono tre monisteri di religiosi, gnante Pontefice Gregorio XVI,
ed il tempio della calledrale era fu nominato vicario apostolico del
dedicato a s. Gio. Battista. Tra i medesiuìo vescovato.
suoi vescovi si conoscono Gennaro GERMA o TERMA. Sede ve-
che intervenne al concilio di Nicea, scovile dell'Ellesponto, nell'esarcato

Macro che fu secondo concilio


al d'Asia, sotto la metropoli di Cizi-
generale di Costantinopoli del 38 i, co, la cui erezione risale al quin-

Eleuterio che si portò al concilio to secolo, secondo Coramanville, di-

di Diospoli nel 41^5 Giovanni che venendo nel nono arcivescovato o-


sottoscrisse la lettera sinodale a norario. Germa fu interamente ro-
Giovanni di Costantinopoli contro vinata dal terremoto sotto l'impe-
r eretico Severo usurpatore nel ro di Valente. Furono suoi vesco-

5i8 della sede d'Antiochia, Grego- vi, Antonio ucciso dagli eretici nel
rio cheapprovò nel 538 la con- 4^9, Timoteo che lo successe fu
danna di Antimo, e Basilio tra- al concilio di Efeso, Epitinchiano
sferito alla chiesa di Tiberiade al nel 536 fu al concilio di Costanti-
fine dell'ottavo secolo. Quivi tro- nopoli, Teodoro intervenne al set-

vossi al tempo dell'imperatore Ca- timo concilio generale, e Stefano


racalla, nel 217, in una botte, il assistette al concilio in cui fu ri-
quinto esemplare greco del vecchio stabilito Fozio.
lestamenlo che Origene inserì nei GERMANIA, ALEMAGNA o
suoi Essapli. La pianura di Geri- ALLEM AGNA, Deulschland. Gran-
co è fertile in cedri, ed in balsa- de e popolosa regione dell'Europa
mi preziosi ; abbonda di rose che centrale, che occupa una superficie
chiamansi di Gerico, e prima an- di 11,755, 5f6 miglia quadrate
che palme, per cui fu detta Ci-
di d'Alemagna, cioè circa trentadue-
vitas palniarum. Terzi, Siria sa- mila seicento cinquanlatre leghe
cra pag. 262 e seg., ed Oriens quadrate di Francia , fra i gradi
christ. tom. in, p. 654. Gerico, 2 3, 87 longitudine est, e fra 4^
Je ricca , al presente è un titolo e 5^ di latitudine nord. I suoi
vescovile in partibus che si confe- presenti confini sono : al nord il

risce dal sommo Pontefice, sotto il mare del Nord, la Danimarca , ed


patriarcato pure in -partibus di Ge- il Baltico ; all'est la parte occiden-
rusalemme. Pio VI nel concistoro tale della Prussia, il territorio di
del primo giugno 179? fece ve- Cracovia, la Galiizia , l'Ungheria e
scovo di Gerico e suftraganeo di la Croazia militare; al sud l'Italia,

Munster monsignor Gaspare Rlas- il mare Adriatico e la Svizzera;


similiano de' baroni de Droste Vi- all' ovest la Francia ed i Paesi
schering, il quale venendo fatto Bassi. La sua lunghezza è di due-
vescovo di JMunster nel concistoro centoquaranta leghe, e la sua lar-

de' 19 dicembre iSaS da Leone ghezza di duecentoventicinque. Di-


Xll, questi nel concistoro de'3 lu- videsi in molti stati sovrani e in-
glio 1826 dichiarò vescovo di Ge- dipendenti, ma confiederali insieme,
rico in partibus monsignor Bnna- avendo avuto per lo passalo il ti-
GER GEH 91
lolo (l'impero. L'aspetto della Ger- i Carpazi, e all'ovest con le Sude-
mania è sovente variato per la tiche.Queste che separano la Sle-
couiplicazione delle sue montuose Boemia prendono al nord
sia dalla

catene. È montuosa al sud quanto il nome di n)onlagne de'Giganti, e


al nord, offrendo la sua superficie unitamente a quelle della Lusazia,
vaste pianure, macchie e lande, e e rErzgebirge,cougiungono ilBoeh-
nel suo centro fertili valloni ed mischwald che è la prolungazio-
immense foreste. La catena delle ne settentrionale delle montagne
Siidetiche , con le sue diverse ra- della Moravia. Quelle partono dal

mificazioni , divide questo vasto punto in cui le Sudetiche toccano


paese in due parti, l' una setten- la parte orientale della Boemia, di
trionale o inferiore al nord, l' al- maniera che questo paese è per
tra meridionale o superiore. Le intiero accerchialo da sommità che
montagne del mezzo dell'Alemagna si succedono 1' una all' altra senza
fanno paite della catena delle Al- interruzione.
pi, partendo dall'estremità orienta- AH ovest della Boemia comincia il

le del paese dei giigioni, ove ter- Fichtelgebirge, che estendesi al nord
minano le Alpi Pietiche. Quel gran- sino a Thuringerwald, catena vicina
de ciglione clie divide il Tirolo in all' 1 arlz che si abbassa al nord
due prende il nome di Alpi
parti, sino al livello delle pianine, dira-
Tirolesi, diramandosi in due tral- mando
al nord est il Wesergebir-

ci: il più meridionale di essi for- ge Deulschburgerwald. L'Harlz


e il

ma la catena delle Alpi Noriche, comincia al sud con il Wester-


Gamiche e Giulie, le quali dila- wald, che copre l'Assia e Nassau, si-
tate poi all'est ed al sud est si no alla dritta riva del E.eno. Dal-
uniscono alle montagne della Croa- l'altra parte di questo fiume s'in-
zia e Dalmazia. I loro rami co- nalza r Hundsruck che al sud si

prono la Carniola , 1' Istria e la riattacca ai vosgi, montagne della


Carintia andando a congiungersi Francia, ed al nord va a confon-
con le montagne dell'Ungheria. La dersi con le Ardenne. Le ramifica-
seconda ramificazione delle Alpi zioni selleiitrionali del Westerwald
forma al nord il ramo delle Alpi e dell'Hnndsruck racchiudono degli
di Salisburgo, che si prolunga in estinti vulcani trovandosene pur
,

Baviera, ove quasi scomparendo si anco nel Fichtelgebirge. Nel punto


abbassa; al nord-est il ramo delle in cui le Alpi entrano nel Tirolo,
Alpi della Stiria , che estenden- il ramo ch'è all'ovest dell'Inn occu-

dosi in tutta l'Austria , interseca pa sotto il nome di Arlberg tutto


in molti luoghi il corso del Da- il paese sino al lago di Costanza,
nubio, specialmente rotto il no- e coir x\lgan le sue ramificazioni
me di Wienerwald eh' è una por- si prolungano al nord della Bavie-
zione del Rahlembecf. Al nord del ra, terminando in rialti che ri- ,

Danubio la ramificazione la più scontransi presso il Danubio con


orientale, cioè la Jworina che pren- quelli di Rauh-Alp, prolungazione
de in seguito il nome di Kreutz- orientale dello SchA\a^^/^\ nld o
gebirge, giunge al Kloknts; questa Foiesta Neia. Questa catena si e-
catena (he scoi re paiallclaiiìenlc stende al sud siiirt alle sponde del
all'equatore , conuuiica all' est con Beno, prcndiMido allora la fcrma
02 GER GER
di un gomito. Lo SchTrartzwalcl ra Donavescliingen , iti-
vicino a
si prolunga al nord sino allo Spes- comincia ad essere navigabile pres-
sart ai nord- est pel ramo di Vo- so Ulma, passa per Donavert, iVeu-
gels-Gcbirge, con il Wester^ivald. burg, Ingolstadt, E^atisbona, Passa-
Le pili alte cime della Germania via, Lintz, ed a Vienna, e \i rice-
stanno nel ciglione delle Alpi del ve i fiumi Imi
Iller, Lech, Isar,
Tirolo, di Salisburgo e di Stiria, colla Saltza, ed altri; Traun, Ems
molte innalzandosi al di là di mille indi passa per l'Ungheria, dove si
tese al disopra del livello del ma- unisce con gli altri fiumi naviga-
re. Pselle altre catene le piìi alle bili, e di là nella Turchia in
sommità non giungono a più di Bessarabia, dove si divide in vari
seicento cincpianta tese, e per con- rami, e si scarica con varie bocche
seguenza non trovansi vere ghiac- nel mar JXero. 2.° 11 R.eno che
ciaie se non nelle montagne del nasce nella Svizzera, entra nel la-
Tirolo , e del Salisburghese. La go di Costanza, e di là sortendo
maggior parte delle montagne di forma prima i confini fra la Ger-
questa regione è coperta di bo- mania e la Francia, e scorre po-
schi, abbondando di quercie quelle scia soltanto in Geimania, riceven-
del nord, e di piìi quelle del sud. do le acque dei fiumi Meno, Rin-
In molte di esse , e specialmente zig, JVecker, Tauber, Saale, Mosella,

nella Carniola, si trovano parecchie Mosa, ec. Si divide sotto Kleve in


caverne e grotte formate dalla na- due rami, dei quali quello a sini-
tura. Nel regno di WiLitemberg stra prende il nome di Waal, e si
vedesi la caverna detta Nebelloch getta nella Mosa, l'altro si divide
ed Erdloch, e in poca distanza da di bel nuovo in vari rami, che
Blankenburg vi è quella famosa ca- prendono differenti nomi e si get-
verna di Daimiann ove si osservano tano in altre acque. Il ramo che
molte figure rare e belle di sta- ritiene il nome di Reno, si perde
lattiti. Entrammo in qualche det- sotto Leyden, presso Cattwyk nel-
taglio sulle catene dellemontagne la sabbia. 3." Il Weser che si
di Germania, pel riflesso che non forma presso di Minden dalla cou-
essendovi regione in Europa che sia giunzione del fiume Wera e Ful-
composta di tanti e differenti sta- da, passa a Meiningen ed a Bre-
Ij indipendenti,quanto quella di ma, e mette foce nel mare del
Germania , opportuno
ci send)rò nord, i^." L'Elba che scaturisce nel
pei relativi articoli, onde meglio Reisengebirge in Boemia, e lo tra-
conosceriie confini; ed è perciò
i versa dall'est al nordovest, pas-
che altrettanto faremo coi fiumi, sa a Dresda, a Wittemberg, Mag-
altri naturali confini. deburgo ed Amburgo, e riceve nel
Pochi paesi hanno un sì gran suo corso i fiumi I Elster, la l\Iul-

numero di fiumi quanto la Ger- da, la Saala, con venti altri fiumi,
mania, contandosene cinquecento, e non lunge da Amburgo mette fo-
e tra questi sessanta che sono na- ce nel mare del nord. 5. L'Oder
vigabili. I principali e navigabili che nasce nella Moravia settentrio-
del tutto sono: i.° Danubio al-
Il naie, ed è navigabile presso Rati-
tre volle detto Danubius o Ister, bor pei piccoli legni, e presso
litro, che scaturisce nella selva Ne- Breslavia pei grandi ; dopo di a-
GER GER 93
ver passato per Francfort, e tra- PlaAve e Schwerin nel gron du-
versata la Pomerania, si scarica nel cato di INIecklenburg, di Trauu e
mar Baltico per molte bocche. di Ilalstad in Austria; quelli del
Gli altri principali fiumi dopo di nord di Muritz, e R.atze-
Stettiii,

questij sono il Meno che vicino a biug; di Diepholz nell'Annover; di


Magonza si scarica nel Reno; la Cirnitz nella Carniola; quello dol-
Trave che si' getta nel Baltico; ce e salso di Seeburg ; il grande
1' Eyder
e l'Ems che pure si sca- e piccolo di Pomeriana, detti Fri-
ricano nello stesso mare; la \isto- sche-Haf, ed altri ancora. Le sor-
]a che ha la sua origine nella Sle- genti di acque termali e minerali
sia austriaca , traversa la Polonia sono nella Germania numerosissi-
e la Prussia, e sbocca nel mar me, trovandosene in quasi tutti gli
Baltico ; r Adige finalmente che stati ; come pure numerosi li ba-

passa pel Tirolo , e scorre in Ita- gni ed assai rinomati. Più cogniti
lia.11 numero de' canali in Ger- sono tra gli altri in Boemia ba- i

mania non è proporzionato all'e- gni di Carlsbadj Toeplitz, ed Egra


stensione del suolo , o ai bisogni con acque acidule ; nell'alta Austria
del suo commercio. 11 canale il quei d' Ischi, presentemente molto
più antico è quello dei tempi di accreditati ed assai frequentati; nella
Carlo Magno, ma non è ancor fi- Slesia i bagni caldi di Warnibrunn,
nito. Per lo passato la navigazione dettianche di Hirshberg; nel Wùr-
dei gian fiumi eia molto incep- temberg quelli diWildbad; rinoma-
pata a cagione delle tasse eh' esi- ti essendo parimenti quelli di Ems,
gevano i diversi principi dei terri- Bade, Salterà^ di Aquisgrana, e le

torii sui quali scorievano. Ma ai acque acidule di Pyrmont, altre a


nostri giorni il congresso di Vien- tante altre. Il clima nella Germa-
na tolse in gran parte siila tti o- nia è assai vario : nel sud le mon-
stacoli , e stabili che nel caso in tagne e le ghiacciaie rendono l'a-
cui dei fiumi navigabili attraver- ria fredda, ma nelle valli e pianu-
sassero gli stati dei principi diver- re sigode una dolcissima tempe-
si, nominate sarebbeio delle spe- ratura. Nel nord al contrario l'a-
cialicommissioni, onde regolare de- ria è fredda assai, traime i luoghi
finitivamente tuttociò che avesse paludosi che si avvicinano al mare
rapporto alla navigazione o al com- del nord. I terremoti si fanno sen-
mercio. tire di rado, non essendo mai sta-
Molti sono i laghi della Ger- ti dannosi. La Germania è uno
mania, il maggiore de'quali è quel- de' paesi di Europa forse il piìi

lo di Costanza dotto anche Bo- ricco di minerali: vi sono moltis-


densee , che da una parte tocca sime qualità di marmi e di pietre
i confini del gran ducato di Ba- preziose; e l'oro oltre in alcune
den, del WCirtemberg, della Ba- miniere, trovasi nel E.eno, nell'Ey-
viera, e del Vorarlberg, e dall'al- der, ed in qualche altro fiume. Si
tra quello della Svizzera a cui ap- trovano altresì perle di color di
partiene una gran parte. Degni argento e di latte, terre da por-
sono di essere nominati i laghi di cellane, ec.
Cheim, Wurm, Amer Fcder nel , Dalla sola industria commercia-
regno di Baviera; quelli di AVaren, le si può giudicare della potea-
94 CER GER
za (Iella Germania ,
in cui col lozione come confederazione ger-
mezzo tli -ricca nobiltà si dilJ<JiKU; manica, neir /llinannch de Gotha
raI)bon<kinza. Le gueire che la de- patir Uanncc i844> si legge ascen-
soliuonoj tolsero molli coltivatori dere a trenlanove milioni cinque-
alla terra, come il genio degli a- cento ottantamila abitanti. Antica-
bitaiili per le arti meccaniche li mente non si trovavano in questa
alloiìlanò dai travagli campestri; regione né città, né fortezze: erano
tutta volta la coltivazione è florida, soliti gli abitanti fabbricarvi abi-
produce vini eccellenti , le caccie tazioni isolate in luoghi comodi,
sono ricche ed
di selvaggi ti me . che per lo piìi erano capanne co-
avvi tultociò che occorre ai como- perte di paglia, e intonacate di
di della vita. I mari che bagnano loto; le loro piazze trincerate sono
la Germania, i suoi fiumi e laghi più antiche delle città. I romani
somministrano ogni sorla di pesce. furono i piimi ad innalzarvi castel-
I tedeschi debbono al paziente lo- li ;
parte dei germani ne imitò l'e-

ro ingegno, ed al carattere laborio- sempio, e parte difesero le piazze


so i luminosi progressi fatti nelle loro per mezzo di fiumi fosse e ,

arti industriali, di cui molte ebbe- siepi. Siccome contorni del Pteno
i

ro in questo suolo l'origine e l'in- furono per alcuni secoli il campo


cremento hanno essi il vantaggio
: dei conflitti romani, e gli a-
fra i

di godere della mano d' opera a bitanti della Germania, ne segui


modico prezzo; laonde numerose che quivi furono fondate le loro
sono le fìilibiiche di stolFe, porcel- prime città di difesa, come quelle
lane, maioliche, cristalli , specchi, di Magonza, di Treveri Colonia ,

chincaglierie, utensili d'ogni specie, o Bonna. Tra le più antiche piaz-


e persino de' fanciulleschi trastulli. ze fortificate contar si devono E-
Fornisce eziandio la Germania stru- resburg e Sigeburg due fortezze ,

menti di matematica , di fisica, e dei sassoni. In tempi degl'impera-


specialmente di musica. Anche il tori franchi l'abbricaronsi alla ma-
commercio de'iibri è animatissimo, niera gotica monasteri, chiese, ed
e la fiera di Lipsia forse si può altri edifizi, e le montagne e col-
dire la più famosa e ricca in tal line si munirono di castelli. Le
genere. Le città pii^i commercianti guerre cogli unni diedero occasio-
sono Vienna, Amburgo, Lubecca, ne al re Enrico I di piantarvi
Crema, Francfort sul Meno, Cre- città e fortezze, e da quel tempo
slavia, Lipsia, Augusta, Norimber- l'architettura civile e militare si è
ga, Slralsunda, Stettino, ec. perfezionata nella Germania , ove
Sebbene Germania sia stata
la contansi molte città belle, grandi,
pressoché in ogni tempo il teatro ragguardevoli, e ben Se- fortificate.

di guerre, pine fu sempre nume- condo gli romani, i germa-


storici
rosissima d'abitanti. E questo un ni erano grandi, ben formati e ro-
privilegio del quale è debitrice al- busti. Gli occhi azzurri, e le bion-
la salubrità del suo clima, che vi de capigliature li distinguevano da
mantiene il vigore del corpo, ed tutti i popoli meridionali : una
al suo fertile territorio che sommi- porzione di questi originali carat-
stra sussistenze facili a procacciarsi. teristiche ancora esiste. L'ingenui-
In quanto alla presente sua popo- tà ed il coraggio tuttora in essi
GER GER 95
conservansi ; in generale il tedesco sulle sponde del mare del noid, nel-
è grave, riflessivo, laborioso, perse- la Frisia, nella W eslfalia, alta Sas-
verante e franco. Generalmente il sonia, Mecklenburghese, Bian-
nel
linguaggio della poesia, e l'amore deburghese, e nella Pomeriana. La
per le arti belle è coltivato. Sem- lingua slava conta tra suoi nu- i

brando il tedesco nato per la guer- merosi dialetti il polacco, il vende,


ra, i suoi esercizi, i giuochi, e per- il croato, il servi ano, ed altri mol-
fino la musica indicano le sue in- ti. L'italiano si parla sulle frontie-
clinazioni guerriere. La nobiltà ger- re dell' Italia. 11 friuicfse adottato
manica è gelosa delle sue prero- come lingua diplomatica, è altresì
gative, senza essere orgogliosa. Al quella delle corti, e degli alti cir-

presente tutti i cittadini sono li- coli: vuoisi introdotta in Germania


beri, al paro dei contadini, eccet- dopo che le colonie francesi vi e-
tuatone però il Mecklenburghese, e migrarono per le intestine e re-
il paese dell' Holstein. La servitù ligiose discordie della patria loro
vera ancora esiste nella Lusazia. nelle pretese riforme. 11 latino è
Due razze principali esistono in in onore specialmente mila corte
Germania, i germani e gli slavi : imperiale, e nelle classi agiate; si

i primi abitano tutta la parte me- impiega pure in qualche opera di


ridionale ed occidentale, gli slavi erudizione o di scienza. I tedeschi
abitano la estremità orientale del- in generale hanno gran propensio-
la Germania sino all'Elba. Eglino ne e talento per imparare le lin-
si dividono in molli rami, dei qua- gue tanto vive che morte. La let-
li ciascuno parla un particolare dia- teratura germanica formossi quasi
letto. La lingua alemanna è una da se stessa, perchè non trovò na-
delle lingue madri , essendo sue scendo grande appoggio in |3arec-
principali proprietà l' abbondanza chi governi di questo paese, gli
di vocaboli, l'energia e l'espressio- autori celebri del quale tutto de-
ne: grammatica pubblicata da
la vono a loro medesimi, avendo con
Gottsched ne ha ripurgali gli ele- zelo,"pazienza e genio tutto pre-
menti. Dicesi che la lingua tede- paralo da loro e disposto; e quin-
sca derivi dall'antico dialetto teu- di appianando ogni ostacolo, giun-
tonico, che succedette al celtico, sero al maggior perfezionamento.
suddiviso poi in altri dialetti. Le Sprovveduti ne' passali secoli di
due principali lingue però che ora quelle società letterarie, alle quali
pailansi in Germania sono la te- si spetta di porre limite all'entu-
desca e la slava schiavona. La pri- siasmo, trascorsero senza guida né
ma si divide anch'essa in altri due legole, e quindi lunghi e penosi
dialetti, cioè la bassa e l'alta ale- furono i loro travagli, non cono-
manna : questa è la lingua della scendo per leggi, che gli slanci del-
Chiesa, delle scienze, dei tribunali, la loro immaginazione.
e delle più elevate classi della so- Anche la lingua non fu dappri-
cietà, parlandosi nella bassa Sasso- ma coltivata che dai monaci, indi
nia, Turingia, Assia, nelle provin- dai cavalieri, ed in sem-
fine dai

ci e del Reno, in Isvevia, Tirolo, plici cittadini. La pretesa riforma


Baviera, Austria, Boemia, e Slesia. religiosa per le grandi ricerche che
La bassa alemanna si usa iu vece fece onde sostenere e difendere i
96 GÈ K GER
suoi errori, e calunuiare l'illibato mann, Brandis, Zich ; nella biblio-
splendore della Chiesa romana, eb- grafia, Fabrizio, Murr, Harles, Pan-
be per conseguenza qualche pro- zer; nella geografia, Cluverio, Gat-
gresso nelle cognizioni, alterato dal- terer, Busching , Gaspari; nella fi-
le successive micidiali guerre poli- lologia, Ernesti , Schellhorn, Ade-
tiche e religiose ,
per cui 1' epoca lung, Heyne, Herrmann, Schneider,
vera dell' incremento della lettera- Beck; nella storia naturale, Alessan-
tura germanica \iene assegnata
, dro Humboldt insi£rne in osrni scien-
dagli storici alla metà del secolo za, Fischer, Blumembach, Buch ,
decorso. Allora fu la lingua depu- Pallas; nella letteratura, Humboldt
rata, e le arti e le scienze colti- il fratello, Meiners, Schlegel, Collin,
vate con vero successo, e fu so- Winkelmann^ Klop-
E.ode, Nicolai,
prattutto nella metafisica ove si di- stock, Bechmann, Burger, Voos,
stinse lo spirito speculativo dei te- "NVieland Herder, Goethe Zim- , ,

deschi. Coltivarono egualmente con mermann,Gellert, Hagerdorn, Rleist,


molto successo la medicina, l'astro- Meusel, Hormajer , Sultzer, Ger-
nomia, le matematiche, e in gene- stenberg, Meisner , ed altri tanti,
rale le scienze tutte nelle quali dovendosi ricordare pur anco fra
diede la Germania queirimmenso gli uomini famosi di Germania,
numero di uomini celebri, clie lun- Martino Lutero, Melantone, Federi-
go assai sarebbe qui riportare. So- co li il Grande, filosofo e guerriero.
lo nomineremo almeno i principa- Ma disgraziatamente a molti di detti
li. Fiorirono nella giurisprudenza, grandi uomini ad onta della loro
Piilter,Funk, Otto, Leysero, Gund- scienza profonda, gli mancò quel-
ling, Wisenbach Conring, Lau- , la di conoscere l'errore in cui e-
terbac, Struvio, IMlttei'meier, Boeh- rano in punto religioso , e- le ve-
mer, Heineccio, Pulfendorf, llau- lità cattoliche ; o conosciute, per
boldt, Biner, e Savigny; nella me- rispetti umani sacrificarono ad es-
dicina, chirurgia, chimica ed anato- si la propria eterna salute, per cui
mia, Sthal , Hoifmann, Fianck, riempirono le loro opere dei lo-
Ileistero , Rlargraf, Wan-Svieten, ro erronei pensamenti sulla prete-
Sprengel, IVleckel , Soemering, So- sa riforma e non parlarono con
,

dar, Plenck, Otto, llichter, Stork, quella imparzialità, per cui tanto
Stoll, Hu(èland; nella botanica, Pii- applauso oggidì ebbero Giovanni
vino, Wildenoi
Dillenio, Wahl, , Yoigt nella Storia di Papa Gre-
Rohmer Vittmann Ti'evirano
, , ,
gorio VII, e de' suoi contemporanei;
Schwarz, Jaquin ; nella materoali- e Federico Hurter nella Storia
ca e metafisica, Vie- Leibnizio , di Papa Innocenzo III, e de'suoi
])ekind, Walf, Spurzheim, Euleio, contemporanei; non che nell'opera
Mendelson, Kant, Fichte ^ Schoel- intorno alle istituzioni e ai costu-
ling, e Hegel; nella fisica, Baugar- mi della Chiesa nel medio evo, e
ten, Mejer; nella storia, MuUer, particolarmente nel secolo XllI del
liitter,Schmidt, Heeren, Herder, medesimo Hurter.
\oigt, Luden, ec. ; nell' antiquaria, JVclla musica ci die la Germa-
Scopfiin, Rcjero, Riedesel, Eckel, nia, Telemann, Haeudel , Graun,
KolI ; neir astronomia, Copernico ,
Bai;h, Hasse, Gluck, Haydn, Mo-
Iveplero,01bcrs, Herschel,Bode, Holt- zart, Beethoven ; nella pittura e
GER GER 97
disegno , Alberto Durcr , Calker, nasi, i musei, le pubbliche biblio-
Craiiach, Ilolbein, Sandrait, Mcngs, teche, e tutti quegli altri scientifi-
e la Rauffmann ; nella poesia, Zac- ci e letterari istituti di cui essa
caria Hagerdorn, Ramler, Kleist,
, abbonda. Le principali sue univer-
Brentano, Pyrker; nel teatro, Schil- sità ch'erano in numero di tren-

ler, Lessing , Kotzebue , Iffland, tasette, ridotte sono al presente a


Werner; fra gì' intagliatori, Be- venti, e fra queste dodici sono pro-
haim; fra gli incisori in pietre, Pi- testanti, cinque cattoliche, e tre
chler; fra gli scultori, Daenecker ; miste, Le prime stabilite sono a
fra i fabbricatori d' istrumeiiti mu- Eidelberga di Baden, Lipsia di Sas-
sicali 5 Schanz e Biodmann ; fra sonia, Rostock di Mecklemburgo,
i fabbricatori di quelli di fisica Greifswalde di Prussia , Marburg
Reicliembacb; senza tacere fra i d' Assia, Jena di Sassonia, Giesen
benefattori dell'umanità, oltre a di Assia, Kiel di Danimarca, Halle
tanti nomi celebri di Son-
altri, i di Prussia, Gottinga d'Anno ver,
nenfels e di Rumford; rinomati so- Erlangen di Baviera, e Berlino di
no pure Archenwald e Gatterer, i Prussia. Le università cattoliche
creatori della statistica, nella qua- sono a Praga nella Boemiaj Vien-
le scienza i tedeschi si sono di- na in Austria, Wurtzburgo o Er-
stinti per la somma loro esattezza. bipoli di Baviera , Landshut di
Fra le tante invenzioni di cui sia- Baviera, e Fi'isburgo di Baden. Le
mo debitori a questa illustre re- miste stanno Tubinga di Wiir-
a
gione, annoverar devesi quella di temberg , Breslavia e Bonna del-
Gio. Guttemberg oriundo di Ma- la Prussia. Altra celebre università
gonza, che impresse in tavolette di fu da ultimo istituita in Monaco
legno caratteri invece di figure, capitale della Baviera, ed è catto-
sullo studio delle quali Panfilo Ca- lica.

staldi italiano di Feltre, giurecon- Nella Germania in troppo nu-


sulto e poeta, sostituì i caratteri mero furon ben anche celebri nel-
mobili stampa agl'immobili
della l'arte militare, e gloriosi sono i no-
calcografici Guttemberg, inven- di mi di tanti illustri capitani e guer-
zione portata a Magonza da Fau- rieri.Innumerabili poi sono nella
sto Comesburgo, che in quella cit- Chiesa cattolica germanica i santi,
tà col Guttemberg diede alla luce beati, e martiri d'ambo i sessi;
il Salterio, primo libro stampato gli arcivescovi, vescovi, ed abbati
con caratteri mobili in legno nel illustri, molti de' quali esercitarono
14517. Altre principali invenzioni eziandio il sovrano potere, oltre i

germaniche sono, quella degli oro- tre elettori ecclesiastici di Magon-


logi, e nel secolo XIII l'applica- za, Treveri, e Colonia; così innu-
zione della polvere da cannone ad merabili sono i monaci, canoni-
uso della guerra. Alla propagazio- ci regolari, religiosi, sacerdoti, teo-
ne de' lumi, ed all'incremento del- logi, canonisti, moralisti che ono-
le scienze ed arti contribuirono rarono grandemente questa rispet-
non poco in Germania, oltre alle tabile nazione, ove pur fiorirono
celebri sue università, le moltipli- numerosi monisteri di monache e
ci scuole, le nobili accademie, le di cauonichesse, come potrà veder-
letterarie società, i collegi, i gia- si tutto ai rispettivi articoli. Cri-
VOL. XXIX.
7
98 GER GER
stiano Brower ci diede: Sulera il- Dapsburgo vescovo di Toul, che
luslriuin et sancloruvi vivorum qui si chiamò Leone IX, venerandolo
Germaniam geslis rebusornantur, la Chiesa per santo. Dopo una lun-

Moguntiae 1616. Alcuni scriltori, ga sede vacante gli successe nel


come il eh. Costantino Hocfler, io55 Gebeardo d' Inspruck vesco-
nell'opera intitolata I Papi tede- vo d'Eichstett, col nome di Vit-
schi, istoria della loro vita ec., in- tore 11. Alla di lui morte nel io57
cominciata a pubblicare in Ratis- fu elevato al pontificato Giuniano
bona nel iSSg, considerando la Federico di Lorena, fatto già car-
Germania secondo l'antica divisio- dinale da s. Leone IX, cui fu im-
ne geografica, dicono che otto so- posto il nome di Stefano, e perciò
no i sommi Pontefici tedeschi, cioè viene appellato Stefano IX detto
Gregorio V, Clemente II, Damaso X. Nel io58 fu eletto Papa Ge-
II, s. Leone IX, Vittore II, Ste- rardo di Borgogna vescovo di Fi-
fano IX, Nicolò II, ed Adriano renze, che chiamossi Nicolò II. Fi-
VI. Il Novaes nella Storia dei nalmente Adriano Fiorenzo di U-
sommi Pontefici da s. Pietro fino trecht in Olanda, fatto cardinale
a Pio VII, ecco quanto scrive su nel i5i7 da Leone X, alla mor-
tali otto Papi. Primieramente in te di questi nel i5ii fu eletto Pa-

Stefano Vili detto IX, eletto l' an- pa, e non volendosi cambiare il
no 939, lo chiama romano, citan- nome si chiamò Adriano VI. Fin
do Pandolfo da Pisa presso il Mu- qui il Novaes, nella vita dei sud-
ratori, Script, rer. Italie, tom. Ili, detti otto Papi. Il Sandini, Vitae
p. 327, ma
educato nella Germa- Ponlificuni Romanorum, nel tom.
nia, citando il Ciacconio, in Fila II, 776, Pontifìcum natio, pone
p,

ec.; e che Martino Polono lo dice tra i Leone IX, Stefano IX,
galli

di nazione tedesco in Chron. p. e Nicolò li, e tra i germani Gre-

337, e così comunemente i critici gorio V, Clemente II sassone, Da-


moderni. Quindi dice che nel 996 maso II, Vittore li, e Adriano
fu creato Papa il cardinal Brunone VI baiavo. Dalle testimonianze
sassone, elevato a tal dignità dal- dei dotti Novaes e Sandini, non
immediato predecessore Giovanni solo si può rilevare quanti furono

XV detto XVI del 985, che pre- i Pontefici di nazione germanica,


se il nome di Gregorio V. Dipoi ma il come gli scrittori li dichiara-
nel 1046 fu fatto Rug-
Pontefice rono per tali a seconda dell'antica di-
gero o Svedero di Mayendorf sas- visione geografica della Germania,
sone, che da cinquant'anni era che poi descriveremo. In quanto
cardinale (dignità che altri nega- poi ai cardinali tedeschi, secondo
no), siccome creato da Gregorio V, i computi del Cardella, Memorie
con assumere il nome di Clemen- storiche de' cardinali, e le ricerche

te II, da altri chiamato il b. Rudi- da me fatte su qualcuno non da


ger di Bamberga di cui era vescovo. lui computato, oltre i sunnomina-
In sua morte gli successe nel 1048 ti sono i seguenti. Arrivando il
Poppo o Poppone bavaro, vescovo Cardella nella storia de' cardinali

di Bressanone, che prese il nome a tutto il pontificato di Benedetto


di Damaso II. A questi fu dato XIV, i posteriori furono egualmcu-
nel 1049 a successore Brunone di te da me aggiunti, e seguendo il
GER GER 99
sistema del Cardella non vi ho
compreso i sei cardinali bavaresi, gli Secolo XIV.
aiUeltanli liamminglii, oltre il vi-
vente Engelberto Sterckx creato i35o. Matteo Corozman o Contz-
cardinale nel i838; così neppure man.
vi sono compresi i quattro cardi- iSyi. Roberto de' conti di (Gine-
nali sassoni, parlandosi di tutti a- vra, antipapa Clemente VII.
gli articoli Baviera, Fiandra, e l38r. Adolfo Nassau.
Sassonia, Quanto ai cardinali di i38i. Arnaldo Ilorne.
altre parti anticamente comprese i38i. Federico Saverdun.
nella regione germanica, se n* par- i38i. Venceslao Segna o Lignitz.
la ai rispettivi articoli, come Boe- i38i. Conone o Simone di Fal-
mia , ed una parte della Sviz- kensteia.
zera che anticamente appartene-
vano alla Germania , oltre altri Secolo XV.
luoghi. Ai seguenti cardinali tede-
schi divisi per secoli, pongo cro- i4o4- Govanni Egidi.
nologicamente l'anno di loro crea- i4ii- Giorgio Roseo.
zione innanzi al nome di ognuno, i43g. Pietro Schomberg oSchowm-
e tutti hanno la loro biografìa in bergh.
questo Dizionario. i44'^- Nicolò di Cusa.
i46o. Weistriach Borcardo o Bro-
Secolo IX. cardc.
1462. Giovanni Aych.
844- Fortunato Amalario. 1477. Giorgio Kesler.
100 GER GER
1
671 Bernardino Gustavo
. Adolfo Le antiche nazioni tedesche che
di Baden. professavano il gentilesimo, aveva-
1686. Sigismondo Kollonitz. no però dei principii di religione
1686. Massimiliano GandolfoKeim- molto più consentanei alla ragione
burg. che i greci ed i romani. Qualche lu-
1686. Guglielmo Furslemberg. me del cristianesimo fu poitato verso
1 700. Gianfìlippo Lambergh. la fine VII da Chiliano
del secolo
vescovo irlandese, da Suidberto ed
Secoxo XVII I. Evvaldo inglesi, e da Roberto di
Wormazia, che fissò la sua sede
1706. Cristiano Augusto de' du- a Salisburgo. La predicazione del
chi di Sassonia-Zeilz. vangelo in Germania continuossi
17 12. Volfango Annibale Schrat- nel secolo Corbiano di
Vili da
tenbach. Chartres, e con successo maggiore
1713. Damiano Ugo de Schonbron da Vinfredo inglese^ ordinato in
Buchain. Roma, come meglio diremo, ve-
1727. Filippo Giuseppe Lodovico scovo de' tedeschi di là del R.eno
Sinzendorf. verso l'anno 723, a cui fu dato
1727. Leopoldo Kollonitz. il nome di Bonifacio. Egli si af-

1737. Giuseppe Domenico Lam- faticò moltissimo per promovere


bergh. insieme con la cristiana religione,
1747. Armando Trojer. anche l'ubbidienza alla Chiesa ro-
1756. Giuseppe Trautsohn. mana, ed alla sua liturgia. Carlo
1756. Francesco Con'ado Casimi- Magno verso l' anno 800, dopo
ro de Rodi. aver fatto la guerra ai sassoni pel
1761. Francesco Cristoforo de corso di trentanni, e averli sog-
Huten. giogati, ebbe la consolazione di ve-
1761. Cristoforo ]Migazzi, derli abbracciare il cristianesimo,
1772. Leopoldo Ernesto Firmiau. massime quando il re loro Wit-
1778. Gio. Enrico Franckenberg. tekindo si fece battezzare. Car-
1778. Giuseppe de Bathyan. lo Magno fondò molti vescovati

1779. Francesco Herzan de Har- e monisteri, generosamente li


e
ras. dotò. Anche Lodovico I il Pio,
1789. Giuseppe Fi'ancesco di Pao- figlio di Carlo Magno, arricchì le

la Aversperg. chiese cattedrali ed i monisteri


con splendide donazioni d' interi
Secolo XIX. paesi, in che fu imitato da altri
principi. La rilassatezza della di-
i8o3. Antonio Teodoro CoUoredo. sciplina ecclesiastica che nei tempi
i8i6. Maria Taddeo Trautmans- di mezzo si era introdotta anche
dorf. in Germania^ precedette al princi-
1816. Francesco Saverio Salm. pio del secolo XVIfamosa pre-
la

1819. Ridolfo Giuseppe Ranieri tesa riforma dell'ambizioso Martino


d' Austria. Lutero, che disgraziatamente fu
1824. Carlo Gaetano Gaysruck. adottata da una parte della nazio-
1841- Federico Giuseppe Schwar- ne, mentre un'altra seguì quella
zeiibcrg. egualmente erronea di Calvino, e
GER GER ioi
ben presto la Germania fu divisa nisti due milioni; gli ussiti, her-
in Ire culti, cioè nella religione nuti ec. venticinquemila; i greci
cattolica, nell'evangelica luterana, quattordicimila; i mennoniti due-
e nell'evangelica riformata o cal- mila cinquecento; gli ebrei cinque-
vinista, divisione introdotta prima centomila, sommando il totale di
dal preliminare trattato di Passa- tale statistica a trenta milioni, no-
via, poi dalla pace t'ormale di re- vecento quarantunmila e cinque-
ligione fatta solennemente in Au- cento abitanti, piìi o meno secon-
gusta, e quindi sancita con alcune do i diversi calcoli.
modificazioni nella pace di West- Il novero degli arcivescovati e
falia l'anno 164B. In processo di vescovati di Germania è riportato
tempo molte sette s' introdusse- all'articolo Diocesi. I principali sta-
ro, e fra queste diverse che non ti, le città arcivescovili e vescovili
aderivano a veruna delle tre no- antiche ed odierne, e tutti i luo-
minate religioni, ma alle quali, ghi in cui fu tenuto anche un so-
ciò non ostante, accordavansi in lo concilio , di questa regione di
alcuni luoghi il libero esercizio del Germania, hanno articoli nel Di-
culto loro. Diconsi le prime quel- zionario, ed in essi naturalmente
le degli hernuti, dei gutelieni, e molto si parla delle cose e della
dei mennoniti: al presente però storia germanica, civile e religiosa,
le sette sono pochissime. Una in- e di tuttociò che vi ha relazione, il
tiera libertà di coscienza, o a me- che forma eziandio argomento di
glio esprimersi, la politica tolleran- altri articoli; laonde in questo accen-
za di religione, nel i8i5 pubbli- neremo compendiosamente i prin-
cossi nel congresso di Vienna, co- cipali tratti della storia germanica.
me una delle prime leggi fonda- In quanto alle missioni cattoliche
mentali della presente confedera- negli stati della confederazione ger-
zione germanica. I cattolici sono manica, primieramente diremo che
pili numerosi negli stati austriaci, Ferdinando Furstemberg vescovo
in Baviera, nei ducati di liaden e di Paderbona e di Munster , che
<liLuxeniburgo, nelle provincie del fioriva nel 1682^ volle che per-
Reno, nel Wiirtemberg, nelle due corressero ogni parte della sua va-
Assie, e nell'Annover. Negli al- sta diocesi due padri della compa-
tri stati i luterani e i calvinisti gnia di Gesìi. Ritraendo da ciò
hanno una assoluta maggioranza. grandi vantaggi spirituali, legò la
All'articolo Europa {^P'edi), notam- rispettabile somma di cinquecento
mo le forme dei diversi governi di mila imperiali pel mantenimento
Germania, e i culti che in ogni di trentasei religiosi della stessa
stato si professano, e quello E- compagnia per la propagazione del-
vangelico lo indicammo pure a la fede nelle parti settentrionali di
quell'articolo. Dividendo quindi Europa, e nelle parti orientali del-
gli abitanti della Germania secon- l'Asia. Questa è l'origine della fon-
do i loro culti e professioni reli- dazione Ferdinandea, da cui alme-
giose, giusta i più recenti calcoli, no in parte trovano da inantenersi
sono i cattolici quindici milioni i missionari del settentrione della
aovecenlomila; i luterani dodici Germania; nel 1802 fu risoluto
milioni cinquecenlomila; i calvi- che tutti i fruiti di quel cospicuo
102 GER GER
capitale fossero impiegali unica- dove avvengono frequenti conver-
mente per le missioni settentriona- sioni. Nel distretto di Lubecca ev-

li. Esiste in Roma il celebre Col- vi una cappella con più di due-
legio Germanico [Vedi), istituito cento cinquanta comunicanti, ed al-
in da s. Ignazio e da
principio tri in più
luoghi del granducato
Giulio 111 , confermato ed arric- di Mecklemburgo-Strelitz , e nei
chito da Gregorio XII 1, a vantag- ducati di Holstein e Lauenburgo.
gio dei paesi settentrionali germa- I missionari del distretto visitano
nici, al quale collegio poco dopo i cattolici di Lutin, città del gran-
unì r Ungarico dal medesimo Pa- ducato di Oldemburgo, ove esiste
pa fondato. Si trovano in Germa- un oratorio. In Brema vi è una
nia tre vicariati apostolici, dipen- chiesa ed una scuola cattolica. A.
denti come le missioni dalla car- questa missione sono annessi vari
dinalizia congregazione di propa- paesi del vicino regno d' Annover,
ganda fide, nel di cui Collegio Ur- <h1 inoltre Hamstede , Vegesack
bano (Fedi), talvolta viene am- Bremerhafen, Brinkum, Lillenlhal,
messo per alunno qualche tedesco. Bremerike, e Rlosterleven: il nu-
i vicariati sono in Osnabiuck, in mero di comunicanti supera i due-
Dresda, e nei ducati Anhaltini. mila. In Schwerin capitale del gran
Il Osna-
vicariato apostolico di ducato di Mecklemburgo - Schwe-
Lruck che prima Pa- esisteva in rin, vi è una chiesa , una scuola
derbona, è ora stabilito in Osna- cattolica e duecento cinquanta co-
bruck. Al presente monsignor Car- municanti ; i missionari visitano i

lo Antonio Lupke, fatto dal re- cattolici alla distanza di molte mi-
gnante Gregorio XVI vescovo di glia dalla città,come anche la cit-
Antedona in parlibus, a' 26 feb- tà di Butzow che ha venti comu-
braio 1841, è amministratore apo- nicanti, e Rostoch che ne ha qua-
diocesi di Osnabruck,
stolico della ranta. In Ludwigslust vi è una
non che prò- vicario apostolico del missione che si estende alla città
vicariato apostolico delle missioni di Grabow, Newstadt, Parchim,
settentrionali. La popolazione cat- Domitz, ec. : vi è una bella chiesa
tolica delregno di Anno ver di cir- fondata a spese del fu granduca
ca duecento diecisette mila, nella Federico Francesco, e vi sono set-
maggior parte ritrovasi nella pro- tantacinque comunicanti. Antica-
vincia d' Osnabruck. Le missioni mente dipendevano dal vicario a-
appartenenti di presente al vica- postolico delle missioni del nord
riato sono Amburgo, Altona, Gluk- della Germania le missioni ancora
stadt, Lubecca, Bjema, SchAverin, situate nel regno di Prussia ; ma
Ludwigslust, e le altie della Da- nel 821, per una convenzione tra
1

nimarca. Nel distretto della citlìi la santa Sede ed il re di Prussia,


di Amburgo la popolazione catto- esse furono unite alla diocesi di
lica è di tremila individui ; vi è Breslavia, per cui ne faremo breve
una chiesa ed una scuola cattoli- menzione. I luoghi delle missioni
ca. Sonovi de* cattolici ne' sobbor- di Biandeburgo erano Berlino ,
ghi di s. Paolo e di s. Giorgio, Postdam, Spandau, Francfort sul-
nelle città di Dergedorf e Yienan- r Oder, Magdeburgo ed Halla, eoa
den^ e nel baliaggio di Ritzebutel, sci chiese, con ventiquattro mila
GER GER io3
settecento cattolici. I luoghi del- avanti l'arcivescovo di Parigi; al
le missioni della Pomeriaua, sono quale duca morto senza successore
Stransulda, Starrgarda,Stetlino, Cos- nel i83o, subentrò il fratello pro-
lin ; vi sono cinque chiese o cap- testante, che si mostra favorevole
pelle, un ospedale, con due mila ai cattolici. Leone XII al duca Fe-
trecento sessanta cattolici. derico inviò l'ordine di Cristo eoa
Il vicariato apostolico di Dresda croce gioiellala; ed il regnante Gre-
nella Sassonia, comprende tutto il gorio XVI nel soggiorno che ha
regno di Sassonia, meno l'alta Lu- fatto in Roma la serenissima e piis-
sazia eh' è soggetta al decano di sima duchessa gli ha dato contras-
Budissina. Si estende anche al gran- segni del suo paterno affetto e sti-
ducato Saxen- Weimar, e ad Al-
di ma ; e mentre la duchessa era a
temburgo con trentamila cento
, villeggiare in Frascati nella villa
quattro cattolici. In Dresda i catto- Montalto, ora del collegio Urbano,
lici sono cinquemila, e vi hanno l'onorò il Papa di visita in recarsi
due chiese, in Lipsia vi sono sei- a' i4 ot-
all'eremo de' camaldolesi,
cento cattolici, in Hubertsburg tren- tobre i83i. La Lusazia inferiore,
ta, in Annaburg cento, alcuni in ed una gran parte della superiore
Freyberg, e nel ducato di Altem- appartiene alla Prussia la Lusa- :

burg. Ultimamente ne fu eletto zia fece parte del vescovato di


vicario apostolico monsignor Fran- Misnia, ma questo essendo dive-
cesco Lorenzo Mauvermann, cano- nuto luterano, la chiesa di Budis-
nico di Budissina che risiede in sina capitale della Lusazia, ove fi-

Dresda. La famiglia reale di Sas- no dal 121 3 era stata eretta una
sonia professa la religione cattoli- collegiata di dieci canonici il de- ,

ca, a cui ritoinò


1697. fino dal cano de' quali era superiore eccle-
11 vicariato apostolico di Anhalt, siaslico di tutta la Lusazia, restò
comprende i ducati di Anhalt-Coe- sempre attaccata alla religione cat-
then, Anhalt-Dessau, e di Anhalt- tolica. La santa Sede gli conferì
Bernburg. Monsignor nunzio apo- l'autorità e giurisdizione spirituale,
stolico di Baviera è incaricato del- la quale ancora conserva , ed il

la amministrazione spirituale del decano eletto dal capitolo, è per


vicariato. I luoghi della missione lo più insignito del carattere ve-
sono, Coethen ove è una parroc- scovile. Risiede conin Budissina
chia eretta da Leone XI f, ed as- tre canonici, gli altri servono le
sistita da' gesuiti, due chiese, una parrocchie in Neocelia vi sono
:

scuola, ed un ospedale servito dai due chiese e duemila cattolici.


,

religiosi di s. Giovanni di Dio; Nel granducato di Baden i catto-


Dessau che ha venticinque cattoli- lici ascendono ad ottocentocinquan-

ci e Zerbst e Bernburg che ne


; taduemila ottocento ventiquattro.
hanno cinquanta. 11 duca Federico Vi è l'arcivescovato di Friburgo
Ferdinando di Anhalt- Coethen, col- che ha tre chiese cattoliche, tre
la sua consorte Giulia contessa di conventi, due ospedali, un ospizio
Braudeburgo sorella del re di Prus- per gli esposti ed un monte di
,

sia, nel 1825 abbracciarono la re- pietà. Warmbac è residenza di un


ligione cattolica dopo aver a' 24 parroco. Nel regno di Wiirtemberg
ottobre abiurato il protestantismo i cattolici ascendono a cinquecento
io4 GER GER
dodicimila trecento trentatre. In console generale residente,la Sas-
Stuttgard una chiesa cattoli-
vi è sonia un agente regio residente, e
ca j come anche in Rottemburgo ,
il re di Wiirtemberg un console
Gravenek, e Lomberg in R^ottem- : per tutto lo stato pontificio resi-
burgo risiede vm vescovo titolare, dente.La santa Sede poi tiene in
dappoiché anche il reame di Wilr- Germania due prelati nunzi apo-
temberg ha il suo vescovato nel- stolici con carattei'e arcivescovile
la città di Rottemburgo, eretto da cioè in "Vienna ed in IMonaco; di
Pio VII colla bolla Provida so- che si parla ai loro articoli, men-
lersque de' i6 agosto 1821, e da tre a quello di Colonia si è detto
Leone XII colla bolla Ad Domi- dell'antica nunziatura di Colonia.
nici gregis degli 11 aprile 1827, E noto che i nunzi apostolici han-
mediante le quali vennero in pari no la coudizione e il carattere di
tempo circoscritte ed erette le cin- ambasciatore, e godono la prece-
que sedi vescovili, che formano la denza sugli altri ambasciatori, sen-
così detta provincia ecclesiastica i^^'- za eccezione alcuna. Nel concresso di
perioris Rheni: queste sedie sono Vienna fu confermata la precedenza
quelle di Rottemburgo nel detto de' nunzi, e fu stabilito che nei luo-
regno di Wiirtemberg, di Magon- ghi ove interviene il corpo diplo^
za nel gi-anducato di Assia-Darm- matico, inclusivamente alle funzio-
stadt, di Limburgo nel ducato di ni che celebra od assiste il Papa,
Nassau, di Fulda nell'Assia eletto- ciascun membro del medesimo pren-
rale, e l'arcivescovato di Friburgo da il posto a seconda della data
nel granducato di Baden. Le det- della presentazione delle sue cre-
stampate da C.
te bolle ti'ovansi denziali, senza distinzione alcuna
E. Weiss, nel Corpus j'iiris eccle- tra ministri cattolici, e ministri pro-
siastici cntliolicorum hodierni quod testanti. Di quanto riguarda gli am-
per Germaniam ohtinet , Gissae basciatori imperiali antichi, e l'am-
i833, pag. 186 e 21 5. Queste basciatore d' Austria presso la san-
sono le più recenti notizie sulle ta Sede, se ne tratta ai rispettivi
missioni cattoliche negli stati della articoli o luoghi del Dizionario,
confederazione germanica. Ambasciatori, Ingressi in Roma,
In Roma diversi principi sovra- Udienza, Conclave, ec. ec , ed a
ni di detta confederazione, per gli quest'ultimo articolo è riportata la
affari ecclesiastici , tengono presso descrizione del cerimoniale e pom-
il sommo Pontefice i loro rappre- pa, con cui si portò al conclave
sentanti, cioè r imperatore d' Au- per morie di Leone XII l'odierno
stria vi tiene un ambasciatore il , ambasciatore dell'impero d'Austria,
re di Baviera un inviato straordi- il saggio e religioso conte Rodolfo
nario e ministro plenipotenziario ; di Lutzow, che lo è puie del gran-
il Annover un ministro resi-
re d' duca di Toscana, e della duchessa
dente il re di Prussia un mini-
; di Parma. Inoltre in Roma avvi
stro residente; ed il re di Wiir- il prelato uditore di iota per l'im-
temberg un incaricato d'affari. Al pero austriaco. L'uditorato di rota
presente vaca l'incaricato d'affari tedesco è antichissimo, come si di-
del granduca di Baden. Oltre a rà al relativo articolo, trattandone
xiò in Roma la Prussia ha un il Bernini a pag. 5o, // tribunale
GER GER io5
della s. rota romana, ove pur di- gè e a torme grandissime, e che
ce dell'uditore di rota milanese, per mancanza di alloggi stavano la
al presente non più esistente. La notte a campo aperto stretti in-
Germania ha inoltre in Roma il sieme per il l'reddo, aiutandosi con
Chierico nazionale del sacro col- grandi fuochi.
legio { Vedi). Carlo Bartolomeo Piazza nel-
La nazione germanica ed au- V Eusevologìo romano tratt. II, cap.
striaca ha in Roma 1' imperiale XI, Dello spedale dei teutonici al-
e regia chiesa di s. Maria del- l' Anima, dice che per teutonici
l'Anima, con contiguo ospizio. Teo- s' intendono tutti i popoli soggetti
doro Amydeno, De pietate roma- al sacro romano impero, i quali
na, a pag. IO, ecco come descrive riconoscendo la dignità ed onore
l'origine della chiesa e dello spe- del medesimo impero trasferito dal-
dale. » Hinc omnium nationum l' Germania dalla
oriente nella san-
ad eam concursus, quae propferea ta Sede apostolica, a questa fu-
hospitia iutroduxere nationalia, quo- rono sempre devotissimi, dacché
rum primum honoris caussa sii ricevettero il lume delia fede, e
teulonicorum sive teutonum, Vir- perciò molti abitanti di quelle pro-
ginum sub titulo de Anima dica- vincie costumarono di poitarsi in
tum. Originem habuisse ferunt an- Roma alla visita de' luoghi santi
tiquam satis de anno videlicet 1 35o, con gran fervore e divozione. Ag-
sedente Clemente VI et imperante giunge che sino dal i^oo per be-
Caiolo IV ex caussa jubilaei, a nefìcio de' medesimi popoli germa-
quibusdam hujus nationis homini- ni o teutonici, nello stesso tempo
bus ;
qui cum prole carerent pro- che fu eretto il nobile tempio det-
prias aedes hospitalitati peregrino- to dell' nel rione di Pon-
Anima,
rum qui e provinciis imperio sub- te, un ospedale da Gio-
fu aperto
jectis Romam venirent destina- vanni di Pietro fiammingo, e da
l'unt, templumque licet, non valde Caterina sua moglie per le due
amplum Virgini statuerunt; con- razioni fiamminga e tedesca, do-
ditione apposita, ut iiiibi prò sa- nando a tale eifetto tre loro case,
lute animarum suarum apiid Deum e molto denaro. Crescendo poi la
elTunderenlur, a suscipiendis hospi- divozione di tali popoli pel pio
tibus praeces; et inde Beatae Ma- luogo, nell'ampliazione della chie-
riae de Anima invenit nomen. Le- sa fu anche l'ospedale od ospizio
guntur in codice nationali in eo- accresciuto di fabbrica e di ren-
dem ospitio asservato. Collata plu- dite,massime per la generosità di
rium teutonum quorum no- stipe, Teodoro Hiem paderbonese, cano-
nnina Henricus Marwede de anno nico della cattedrale di Maestricht,
i463 in pracfatum codicem retu- il quale però volle che lo spedale
lit , sensim hospitium escrevit ". servisse ancora pei popoli della
In fatti negli autori che scrissero bassa Germania, cioè del Braban-
la storia degli anni santi, si legge te, dell'Olanda, della Zelanda, e
che in quello fatto celebrare da della Gueldria ; pia disposizione
Clemente VI, i tedeschi e gli un- che si dice fatta verso l'anno i5oo.
gheri si portarono a Roma per Il medesimo Piazza nel tratt. Vili,
r indulgenza del giubileo in greg- cap, V delia Confraternita nazio-
io6 GER GER
vale (liiV Anima de teutonici, dice anime forma simbolica di fan-
in
che nell'anno santo del giubileo ciullelti nudi al disotto, ed oranti.

i5go, celebi'ato con fervore da A- Ridolfìno Venuti nella sua Roma


lessandro VI, risvegliossi nella na- moder.ia a pag. 4^0 descrivendo
zione germanica o teutonica il re- la chiesa di s. Mariadell' Anima
ligioso desiderio di erigere nella e l'ospedale de' teutonici, narra che
chiesa di s. Maria dell' Anima , e fu edificata dal suddetto Giovanni,
sotto questa invocazione, ma senza ed ampliata da altri nazionali con
sacchi,una confraternita, la quale pie liinosine, e dedicata alla Beata
nel i5i4 provvide la chiesa di sa- Vergine sotto il titolo dell'Anima,
gre suppellettili, ed altro pel di- per essersi trovato in questo sito
vin culto. Stabilì dodici cappellani un' antica immagine della ss. Ver-
nazionali, il maestro di cappella, gine sedente tra due figure genu-
1' organista , il sagrestano ed un , flesse, rappresentanti con la loro
sufficiente numero di chierici, as- maniera e positura due anime dei
sumendo il governo del contiguo fedeli ; il perchè ne fu scolpita co-
ospedale, in cui si ricevevano na- i pia in marmo, e posta sopra la
zionali bisognosi, che per divozione porta della chiesa, ed altra in pit-
recavansi alla capitale del cristia- tura collocata per quadro nell'al-
nesimo. A questi il dava
sodalizio tare maggiore.
ivi l'alloggio ed il mantenimento E.accoiita ancora il Piazza che
per otto o dieci giorni , e più se- anticamente nella medesima chiesa
condo le circostanze e talvolta a ; furono erette due confraternite sot-
quelli ch'erano bramosi di stabilirsi to il titolo di s. Anna e di s.

in Roma procurava impieghi a


,
Giacomo apostolo, nelle cappelle di
tenore della loro abilità e condi- s. Caterina vergine e martire, e
zione. Se poi erano infermi si oc- di s. Barbara. Dice pure che la
cupava la confraternita della loro principale festa del sodalizio è quel-
guarigione , con esemplare carità la della Natività di Maria che ce-
cristiana. La confraternita assunse lebra solennemente, e che nella do-
per insegna l'aquila imperiale con menica in fra l'ottava del Corpus
due teste, avente in petto l'effigie Domini, con altrettanta pompa ec-
di IMaria Vergine col divin Fi- clesiastica fa la processione col ss.
glio in braccio, e due figure nude Sagramento. Di questa processione
genuflesse lateralmente, con le ma- se ne riportano le particolarità nei
pi giunte e gli occhi rivolti alla Diari di Roma del secolo passato,
Madre di Dio, come rappresentanti ove si legge che il luogo per ove
le anime de' fedeli rivolte a sup- passava era coperto di tende, con
plicarla, acciò le difenda, protegga intervento di cardinali in cappa
ed aiuti nel punto di morte. E qui invitati dall' ambasciatore dell' im-
noteremo che il Panciroli ne' Te- peratore, il quale con toi'cia pre-
sori nascosti di Roma, parlando a cedeva il ss. Sagramento, ch'era
pag. 463 della chiesa ed ospizio di seguito dai cardinali pure con tor-
s. M;uia dell'Anima della nazione cie. 11 Piazza nell'edizione del 1679
tedesca, dice così chiamarsi per una delle Opere pie di Roma, che am-
immagine di marmo della jNIadon- pliate nel 1698 pubblicò col titolo
na che ivi si venerava, con alcune di Eusevologio, a pag. 1 20 pai la
GER GER 107
dello Spedale de' teutonici all' À- tre l'aver fiuto costruire un no-
nima, ed a pag. 574 della Con- bile e splendido mausoleo nella
fraternita dell' Anitna de' teutonici. chiesa di s. Maria dell'Anima di
Il citato Amydenio aggiunge che Roma , ricco di superbe scoltu-
il cardinal Willelmo o Guglielmo re ed opere di rilievo, gettata a
Enchenvoer d'Utrecht " priori tem- terra l'antica chiesa, ne fabbricò
pio solo acquato, alterius capacio- una nuova assai magnifica come

ris, et angustioris formae, ut nnnc si vede di presente, ed a cui dont»


videmus, construendi auctor t'uit la casa nella quale egli medesimo
cui inscriptio : abitava, con alcune altre convicine.
Nella Descrizione del viaggio di A-
TEMPLUM BEATAE MARIAE DE ANIMA driano VI dalla Spagna fino a
HOSPITAUS TEUTONICORUM. MDXIIII. Roma, di Biagio Ortiz suo fami-
gliare , si descrivono le gesta di
Domum deinde quam habitahat, questo cardinale chiamato anche
nec non alias adjacentes e qnibus Incfort , ed Enckenvoirtio come
quotannis non spernendus redit
,
dicemmo alla sua biografia, già
census ; hospitio et ecclesiae testa- agente in Roma del cardinal A-
mento addixit; ac in ea ut ex se- driano prima che divenisse Papa,
pulchri inscriptione humari voluit", ed al quale portò da parte di Leo-
che riporta a pag. 2 1 , leggendosi ne X
il cappello carduializio nella

nella seguente quella che pose ad Spagna. Fu pure procuratore in


Adriano VI nella delta chiesa al Roma dell' imperatore Carlo V ,

monumento marmoreo da lui e- concorrendo questi colle di lui i-

rettogli per gratitudine. Quindi mezzo del conte di


stanze, fatte a
continua l' Amydenio a dire, quan- Cabra oratore cesareo ad Adriano
to il cardinale fu magnifico con VI, a crearlo cardinale tre giorni
la chiesa ed ospizio a vantaggio prima di morire. L'annotatore del-
degli abitanti della Germania infe- rOrtiz riporta 1' iscrizione posta ai
riore e superiore, e del luogo e sepolcri Adriano VI, e del car-
di
casa separata ove si alloggiavano dinale nella chiesa dell' Anima, in
ed alimentavano le donne di tal cui dopo alcun tempo fu traspor-
nazione, figlie o mogli de'tedeschi tato dalla basilica vaticana il pon-
ivi ricettati ; che molti imitarono il tificio cadavere nel i53o. Diversi
cardinale nell'accrescere le rendite scrittori notarono avere Adriano
della chiesa e dell'ospedale, al go- VI riedificato ed abbellito la chie-
verno di cui fu posta una compa- sa dell'Anima , fra' quali Fioravan-
gnia di dodici o quattordici nazio- te Martinello, nella sua Roma ex
nali, per regolarne l'amministrazio- elhnica sacra, pubblicata nel i653,
ne, e l'esercizio dell' ospitalità pei nel c[ual tempo 1' ospedale era al
poveri tedeschi; e che gl'inservien- dir suo in notandolo
decadenza ,

ti al divin culto stabi lironsi ad nu- a p. 337, nella categoria De teni-


tum congregationis , onde potersi plis sanctorum ohsok-iisj a p. 182
ri movere per qualche ragionevo- riporta un epitaffio eretto nella
le causa. chiesa a Clemente II natione ger-
Il Cardella nella biografìa del mano de gente saxonum, da Gio,
cardinale Enchenvoer, dice che ol- Godefredo vescovo di Bambciga,
I o8 G E Pi GER
e legato dell'imperatore Mattia al clie non furono eseguite quando
Pontefice Paolo V, portante l'epo- la bambina ebbe l' acqua partico-
ca del i6i3. Ivi pur si leggono larmente, fece la funzione secondo

due altri epitaffi in versi, collocati ilcostume de'graudi. L'imperatrice


nella medesima chiesa, uno di Gio. venne rappresentata dalla duches-
JJiirckardus d' Argentina maestro sa di Bracciano che vi si recò eoa
delle cerimonie pontificie, morto cinque carrozze, la prima coi ca-
nel 1 5o5, eretto nel iSry; l'al- valli guarniti di fiocchi d'oro, quel-
tro di Michele IMnler d'Offemburg, li delle due seconde con fiocchi
dotto canonico di Bressanone, morto neri. Il cardinale pose al collo del-
nel i479> ^7 novembre. Nelle No- la bambina una ricca croce con la
tizie istoriche dell' oratorio della ss. reliquia del vivifico legno; ed il

Comunione, del p. IMemmi gesuita, cerimoniere diede in nome Pa- del


a p. 2 1 e seg. si legge della mis- pa due medaglie d'oro ed una di
sione fatta nel i6i3 nella chiesa argento alla levatrice ed alla ba-
dell'Anima dai gesuiti, essendo su- lia, le quali ebbero ciascuna una
periore della chiesa nazionale mon- borsa di monete dalla duchessa.
signor Manderò , e della solenne L'ambasciatore fece dispensare ai
comunione generale fatta con mol- poveri trecento scudi. Nel numero
ta edificazione dal nominato mon- iy8 del citato Diario avvi la de-
signor di Baniborga, ambasciatore scrizione della conclusione dedica-
straordinario per rendere ubbidien- ta al medesimo ambasciatore Ce-
za al Pontefice in nome dell'im- sareo in questa chiesa; e della mes-
peratore Mattia poc' anzi assunto sa solenne ivi cantata da un arci-
al trono. Nei Diari di Roma so- vescovo {>er la Natività della Bea-
no riportate le funzioni fatte in ta Vergine, assistendovi l'amba-
questa chiesa con pompa straordi- sciatore nel presbiterio contornato
naria, e quando fu visitata dai Pon- da quaranta prelati ; altrettanti
tefici, ed il modo come si celebra pielati fecero il simile nel giorno
la onomastica degl'imperato-
festa onomastico dell'imperatore, quan-
ri regnanti.Dai medesimi Diari do r ambasciatore assistè nel pre-
del 17 18, abbiamo analogamente sbiterio alla messa j come leggesi
diverse notizie. Nel numero 52 e nel numero ig.
nell'aggiunta riportasi la relazione numero 18 del Diario di
Nel
del battesimo della figlia del conte Roma dell'anno i832 si raccon-
di Gallas ambasciatore in Roma ta come nella mattina del primo
dell'imperatore Carlo VI, tenuta marzo, nell'imperiale e regia chie-
al sagro fonte dal Papa Clemente sa nazionale austriaca di s. INIaria

XI, e dall'imperatrice. Il cardinal dell' Anima, si celebrò con gran


Albani nipote del Pontefice rappre- pompa di apparato mi solenne
sentò lo zio recandosi alla chiesa rendimento di grazie all'Altissimo,
di s. Maria dell'Anima col corteg- in commemorazione del quarante-
gio di ottantotto prelati. La leva- simo anniversario del glorioso re-
trice colia neonata furono portate gno di Sua Maestà l' imperatore
in nobile sedia. Monsignor Stampa e re apostolico Francesco I; che
nunzio di Firenze, supplendo alle il conte Rodolfo di Lutzow amba-
cerimonie prescritte dalla Chiesa sciatore straordinario della Maestà
GÈ II GER 109
Sua presso la santa Sede, recossi a marmorea iscrizione collocata sul-
tale effetto accompagnato da tutta le pareti dell' ingresso maggiore
la legazione austriaca alla prefata della chiesa, riportata in detto
chiesa, dove pure intervennero di- supplimento, ove sono notati ol-
versi cardinali e prelati non che , tre nomi augusti del Pontefice
i

tutta la romana nobiltà, che per Gregorio XVI, ed imperatore Fer-


titoli e per decorazioni è addetta dinando I regnanti, quello dell'amba-
alla corte Monsignor
d' Austria. sciatore, e dei deputati della congre-
Matte! patriarca d'Antiochia pon- gazione presieduta da monsig. Pie-
tificò r incruento sagrifizio, termi- tro de' Silvestri uditore di rota na-
nato il quale il regnante Pontefi- zionale e reggente della chiesa; e sic-

ce Gregorio XVI giunse in chiesa come tutti i l'istauried abbellimenti


ricevuto dall'ambasciatore, e da furono diretti dal cav. Giuseppe Fa-
monsignor Ruspoli uditore di ro- bris deputato provvisore e fabbricie-
ta. Il Papa pieno di paterno affet- re, venne poscia nominato dal lo-

to verso un si benemerito e pio dato icnperatore cavaliere dell'or-


monarca, assistette al solenne Te dine della corona di ferro. Final-
Deiun che indi fu cantato. Nel mente la chiesa fu riaperta agli
supplimento poi del numero 32 I I aprile col triduo che doveva
del Diario di Roma del i844 si celebraisi per la festa della ss.

narra come avendo questa chiesa Annunziata, e nel terzo giorno fu


per le passate vicende diminuita onorata dal sommo Pontefice, che
la splendidezza de' suoi ornati, Fat- volle assistere al triduo, dopo il

tuale ambasciatore d'Austria conte quale die la benedizione col ss.

Rodolfo di Lutzow, e la congrega- Sagramento il cardinal Patrizi vi-

zione degli imperiali e reali sta- cario di R,oma. Il Papa fu ringrazia-


bilimenti nazionali austriaci in Ro- to dall' ambasciatore e congrega-
ma deliberarono ripararvi. Miglio- zione, esternando la sua piena sod-
rate le cose dell' ospizio, e restau- disfazione per tutto l'operato col
rate le case, vennero ripuliti gli sacro edifizio a maggior decoro
ornati, i marmi, e le colonne del- del divin culto. In quanto al con-
l'esterno ed interno del tempio, cui tiguo ospizio o spedale, in esso tut-
furono aggiunte nuove dipinture. tora si ricevono i pellegrini tede-
Furono altresì coloriti a guisa di schi, i quali se a caso cadono
alabastro i pilastri della nave mag- infermi vengono curati in apposi-
giore, e quelli delle due minori, te stanze, che se fossero cronici
coir adornare le volte di colore si manderebbero negli ospedali
azzurro cosparso di stelle, come si pubblici. Passiamo ora a descrive-
vede usato in varie chiese edifica- re brevemente l'edifizio della chiesa,
te ne' buoni tempi dell'arte. Anche e le sue cose principali.
gli avelli e le tombe ebbero re- La facciata esterna si vuole e-
stauri. Fu inoltre costruita una retta coi disegni di Giuliano da
cantoria nuova, sulla porta prin- Sangallo nel pontificato di Adria-
cipale d'ingresso, con superbo or- no VI, o meglio in quello di Cle-
gano appositamente fabbricato dai mente VII essa : è assai semplice,
celebri fratelli Serassi di Bergamo, con tre porte ornate di pregevo-
e di tutto se ne fa memoria nella li marmi, e colonne di pietre mi-
irò GER GER
hdiie; la sua forma quadra ha tre la sacra Famiglia, di Giulio Roma-
ordini, tutti e tre corinti, e tut- no, che avendo sofferto per le ia-
ti e tre di pilastri. L'architettura uoudazioni del Tevere, fu ritocca-
interna da taluni si crede inco- to dal Saraceni, e poi con mag-
luiuciata dal Bramante, e prose- gior diligenza ristorato. Ai lati di
guita da un tedesco, di cui
poi questo cappellone sono due depo-
s'ignora il nome. Ella ha tre na- siti nobilissimi. Il primo è del Pa-
vi egualmente alte, ripartite da pi- pa Adriano VI d' Utrecht, edifica-
loncini che tirano su fino alla vol- to con disegno di Baldassare Pe-
ta : questisono ornati di
pilouciiii ruzzi; è tutto di marmo, e fu
mezze colonne ben alte, con qual- scolpito dal sanese Michelangelo,
che abbozzo di capitelli le cap- ; e dal fiorentino Nicolò Tribolo.
pelle sono in curvo, di
laterali Consiste in quattro colonnette co-
poco sfondo, ed alte al pari dei rintie; neir intercolunnio maggiore,
piloncini. Questa specie di archi- eh' è nel mezzo, evvi un arco sot-
tettura non gotica, ha unità e to cui giace la statua del Ponte-
grandiosità, ma il santuario è di fice, disteso sopra un' urna fra va-
stile moderno. La prima cappel- ri ornamenti di scultura, ed un
la a destra di chi entra è sa- bassorilievo rappresentante il di
cra a s. Bennone vescovo, bel di- lui solenne ingresso in Roma con
pinto del veneto Carlo Saraceni, formale cavalcata. Negli interco-
il quale vi espresse miracolo del
il lunni minori sono nicchiette pro-
pesce. Nella seconda cappella il fonde, con statuette avanti allu-
quadro dell' altare rappresenta la denti alle virtù che distinsero quel
sacra Famiglia con Anna, ope-
s. Papa: il monumento finisce pira-
ra di Giacinto Gimignani: qui midalmente con statuetta sulla ci-
giace sepoltoil cardinal Gio. Gual- ma. L'altro deposito rirapetto è
tiero Slusio fiammingo, con busto quello innalzato a Carlo Federico
scolpito da Ercole Ferrara; le pit- duca di Julich, Cleves e Bergh,
ture nel di sopra sono alFresclu che morì inR.oma nel iSyS, ove
del bolognese Francesco Grimaldi. erasi portato per l' acquisto delle
La terza cappella del ss. Crocefis- indulgenze dell'anno santo: in esso
so ha delle pitture a fresco con si vedono molte sculture del fiam-

istorie della Beata Veisiine del mingo Egidio da Riviera, e di


Sermoneta. Nella quarta cappella Nicolò d'Arras; il bassorilievo che
vi è la Pietà in marmo bene scol- rimaneva di sopra rappresentante
pita dal fiorentino Nanni di Bac- Gregorio XIII che dà al duca lo
cio Bigio, il quale
avea divisato stocco e il berrettone benedetti,
d' imitar Michelangelo,
quella di fu trasferito nell'andito che mette
Il cappellone dell'altare maggiore alla sagrestia. Vicino alla porta di
fu rinnovato coi disegni di l'aolo questa è il monumento sepolcrale
Posi: la volta è tutta ornata di di Luca Olstenio , celebre lettera-
stucchi messi a oro, con due pit- to olandese, erettogli dal cardinal
ture a fresco di Lodovico Stern, Barberini. Dall' opposto lato, ove al
eseguite ai lati delle finestre so- presente è una memoria sepolcrale,
pra l'altare. Il quadro di esso, a- Gian-Francesco Penni detto il Fatto-
durno di marmi fìni^ ranprescula re vi avea egregiamente dipinto a
GER GER III
fVesco un s. Cristoforo, ed un ro- stri e frontespizio, ed analoga in-
mito entro una grotta con lanter- scrizione con lo stemma gentilizio
na. Indi la prima cappella ha per della famiglia. Nella sagrestia ar-
quadro un Cristo morto colle tre chitettata daPaolo Marucelli vi so-
Marie, con altre pitture e stima- no due quadri con le storie di Maria
bili ornati, il tutto eseguito da a sinistra dell'altare, dipinte dal
Francesco Salviati. Nella seconda Morandi;gli altri due incontro, uno
cappella le storie di s. Barbara, è di Giovanni Bonatti, l'altro è
ed il ritratto del cardinal Enchen- di Egidio Alet di Liegi; l'Assunta
voer sono lavori del fiammingo nella volta fu dipinta a fresco dal
Michele Cockier, il quale con af- Romanelli. Sopra la porta di det-
freschi adornò la seguente cappel- ta sagiestia si legge un'iscrizione
la sacra alla Beata Vergine la : ove si dice che onorarono di loro
Annunziata però fu dipinta da Gi- presenza questa chiesa l' imperatore

rolamo Nanni la Natività e la,


Giuseppe 11, ed il suo fratello Leo-
Circoncisione dal veronese Marco poldo granduca di Toscana poi im-
Antonio Bassetti. Nella quarta ed peratore Leopoldo II. Dalla parte
ultima cappella, il martirio di s. opposta poi havvi un'altra iscri-
Lamberto vescovo di Maestricht è zione che celebra la visita fatta a
opera del Saraceni encomialo; gli questa chiesa dall'imperatore Fran-
affreschi nella volta sono di Gio- cesco I edall'imperati'ice Carolina di
vanni Miei di Anversa; i due piccoli Baviera nel 1^19. Il campanile di

depositi che veggonsi ne' pilastri, il questa chiesa è in forma piramidale,


primo è di Vander d'Anversa, il se- coperto di mattoni diversamente co-
condodi Adriano Uryburch di Aleko- loriti, e collocati a guisa di squam-

nar, belle sculture di Francesco Du- ma di pesce. La chiesa è tuttora


quesnoy detto il Fiammingo. 11 mo- uffiziata da un collegio di cap-
numento innalzato al cardinal An- pellani , ed in alcuni tempi del-
drea d'Austria, posto a lato della l'anno vi si predica in lingua te-
porta maggiore, è opera di Egidio desca.
tla Riviera; all'opposto lato vi è I fiamminghi ebbero già in R.O-
quello del cardinale Enchenvoer, ma chiesa, ospizio ed ospedale, co-
descritto alla sua biografia, bene- me abbiamo detto al voi. XXIV,
merito riedificatore della chiesa, p. 2 38 del Dizionario. Al presen-
leggendosi nell' iscrizione sepolcra- te vi è rimasta la chiesa, possedu-
le, ili Ime aede cujus construea- ta dai belgi, dedicata a s. Giuliano,
dam et ornand. adjutor fuit, etc. mantenendo il luogo pio due letti
Ultimamente dalla pietà filiale del all'ospedale de'benefratelli na- pei
consigliere commendatore Ferdi- zionali infermi, ed inoltre soccor-
nando d'Ohms, è stata posta in re con limosine i pellegrini nazio-
questa chiesa una memoria sepol- nali.

crale al di lui genitore defun- Altro pio stabilimento germani-


to Antonio d'Ohms cavaliere del co in R^oma è quello dell'arcicon-
cesareo ordine Leopoldo, ec,
di fraternita di s. Maria della pietà
consistente in busto di marmo , in Campo santo , esistente presso
ritratto del medesimo, collocato la basilica vaticana, ove era anche
entro un'edicola, ornata di pila- un ospizio per le donne teutoniche
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pellegrine ed inferme. Oltre quan- che la sua compagnia veste di sac-
to dicemmo di questo sodalizio e co nero, usando per insegna l'im-
suc anticlie memorie e cimiterio magine della ìMadouna col figlio
annesso, all' articolo Elemosiniere, morto in braccio. Parla dello ze-
niassime al volume XXI, p. i63 lo con cui ivi si eseguiva il diviu
e seg. del Dizionario, qui aggiun- culto, della solenne processione del

geremo: che la sua chiesa ha bel- Corpus Domini, che faceva dopo
le pitture, dappoiché nell' altare quella del Papa, del seppellire col
maggiore la deposizione della ero- debito funerale gran parte de'po-
ce è di Polidoro da Caravaggio, se veri della regione di Jjorgo o Cil-
pure none opera più antica. Dai la- tà Leonina, ove la chiesa trovasi,
ti quadri grandi con l'istorie della
i