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C 3 7Z&

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARH GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

CHIESA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXXVIII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLVI11.

La

presente edizione posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
i

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESI ASTICA

VAL
V ALENZA
go
o

VAL
(Valeridi

VALENCE

poca importanza, resa celebre dal sog-

tinen). Citt con residenza vescovile e

antica di Francia nel Delfinato, capoluodel dipartimento della


di cantone,a

giorno e gloriosa morte del Sommo Pontefice Pio VI trascinatovi dal furore della

Dtme,

di cir-

repubblica francese rivoluzionaria, e vi


die splendidi e edificanti esempi di virtuosa paziente rassegnazioue. L'interno della

condario e
na, pi di

io leghe da Vien27 da Lione, e 127 da Parigi,


la

gi appartenente al parlamento di Grenoble. E'

piacevolmente situata gi per

china d' un colle, e in bella e fertile pianura, bagnata da diversi ruscelli, sopra
la
si

sponda

sinistra del

Rodano, che quivi


la di-

male distribuito e non regolarmente fabbricato, il pi bello edilzio essendo il palazzo della prefettura. La cattedrale alquanto ampia e bella, costruita con architettura romana (secondo la ricitt

varca sopra un ponte di ferro sospeso.

cordata

proposizione, nell'antecedente

L'ultima proposizione concistoriale


decini circiter incoiai

ce^ptimo politur coclo fontinclque duo-

dicendosi gotichae structurae j ma restaurata lo sar stata con architettura

um

milita. Sede di

tribunale di

r.

istanza, di direzione de'


dirette e

demani, e delle contribuzioni


altre autorit dipartimentali.

romana), dedicata a Dio sotto l'invos. Apollinare (F.) martire (titolo che leggo nella detta e nella precazione di

indirette, conservazione dell'ipoteche ed

circon-

cedente proposizione concistoriale, non pei nel Martirologio romano), e vescovo della
citt.

data da un

muro
torri,

in cattivo stalo, fian-

Ha

il

s.

fonte e

la

cura

cheggiato da

che

la

separa dal sob-

d'anime

affidata all'arciprete a

nomina

borgo di Saunire, che traversa la strada tra Lione e Marsiglia, ed ha nella sua parte settentrionale, in faccia ad una bella piazza d' armi piantata d' alberi, una
cittadella triangolare con facciata gotica

del capitolo. Piacchiude

un pregevole
nel coro

quadro dipinto dal Caiacci, e

un monumento marmoreo con figure in bassorilievo,eretto alla memoria veneranda e gloriosa del suddetto Pontefice dal

4
governo
con iscrizione
i

VAL
francese, e scolpito
in

V
da Laboreur>

A L

marmo nero, contenente

p della congregazione de' Canonici regolari di s. Rufo (/ '".). Si controverte se


il

Precordi di Pio VI, alla cui biografia lo descrissi, avendo scolpito il suo busto il
celeberrimo Canova (secondo le comuni r assertive, ma osserva mg. Baldassariche

Papa Anastasio IV
prima abbate
t

del
s.

i53, fosse

sta-

to di

di

Rufo

nella diocesi

Felletri(F.) ovvero

in quella di

Va-

lenza. Egli soltanto fu canonico regolare


e priore di to
s. Anastasio di Velletri. Tutprova ad evidenza il Borgia nell' 1storia della chiesa e citt di Felletri,

non

registrato nel catalogo delle opere

di quell'insigne scultore,

pubblicalo dal

Missirini e dal Cicognara, acci


nisse attribuito
sue), autore
il

non ve-

merito ad opere non

p.
il

228

e seg.

Vi un tempio luterano,
con
circa

pure della sua statua colossale ebe sovrasta il suo sepolcro innanzi la Confessione della basilica Va'icana colla quale questa cattedrale ba il vanto di dividere gli avanzi mortali di quelPapa
immortale.
norari,
i

collegio comunale, la scuola di dise-

gno, la biblioteca pubblica

i5,ooo volumi, due


pe'trovatelli,
tacoli
,

ospizi,

uno

de' quali

il

teatro e

la sala pegli spet,

11

capitolo

si

compone

di

canonici titolari, e di diversi canonici o-

non ebe

di altri preti e chierici,

quali copucri

de cioro laudes persolsi

caserme militari scuola d' artiglieria con poligono, arsenale di costruzione. Eravi altres una universit degli studi composta di 4 facolt , che fu da principio fondala a Grenoble nel 1 339
dal delfino

vuntdivinas. L'antico capitolo

com-

poneva delle dignit deldecano,del preposto, dell'abbate di s. Felice, dell'arcidiacono, de) teologo e di 9 canonici. Prossimo alla cattedrale l'episcopio, palazzo suflcien temente grande e decente. Vi sono inoltre alti e due chiese parrocchiali

a Valenza neh

Umberto II, poscia trasferita 4^2 da Luigi XI in allo-

ra Delfino , nel quale articolo parlai della


provincia e principato del Delfinato, ap-

munite del
ligiose

battisterio
i

diverse case re-

pannaggio de'primogenili de're di Francia, onde i francesi chiamarono questa citt Falence en Dauphin. Valenza ha pure belli passeggi piantati d'alberi, fabbriche di panni, tele indinne, di lavori di
seta, di veli, di guanti, berrette, coltelli
vi
;

d'ambo sessi, alcuni sodalizi, l'ospitale, due seminari l'uno grande e l'altro piccolo cogli alunni.

Da

ultimo con-

sono

filatoi di
pelli,

cotone, tintorie, birrerie,

sistevano

gli

stabilimenti religiosi degli

concie di

corderie, seghe di

marmi,

uomini, in uno de'missionari per la diocesi, e in altro de' monaci della frappa;

fabbriche di tegole, di terraglie, fornaci

da

calce, fabbrica di bianco di cerussa,

ad 8 ascendevano

le

congregazioni delle

ed assai gran
cipale
rosi,
i

numero
Il

d'oflicine per la

suore iu parecchi stabilimenti, contenendo 5yo religiose. Prima delle ultime vi-

costruzione di vetture.
si

commercio
i

prin-

fa co'

panni e

stoffe,

vini

gene-

cende 4 erano

le

parrocchie,

s.

Pietro in

liquori, la carta, gli oli, gli aromati,


il

Borgo era

collegiata, e vi fiorirono nella


i

grani,

coltellame. E' qui

il

deposito

citt ne' propri conventi

religiosi

do-

de'viui, delle setedel paese,ede'frutti del

menicani, francescani, conventuali, minimi, cappuccini, recolletli


nasteri
s.
;

mezzogiorno. Vi
no.

si

tengono 6

fiere all'an-

ne'

mo-

Fu

patria d'alcuni

illustri,

ed

il

Va-

le
:

monache

della Visitazione, di

lentino Pluvinel pel i.aprin Francia

Orsola

altri religiosi

erano nella diodi


s.

scuole di cavallerizza, e fra


ricorder solamente
il

gli ecclesiastici

cesi.

Fu

celebre la suburbana splendi-

cardinale Alfonso

da ed elegantissima abbazia
al

Rufo,

dagli eretici col ferro e fuoco adequata


suolo.

Trasferita d'
la

Avignone (F.) a

Valenza, fu

principale abbazia e ca-

Uberto Latier de Bayanne(F.). La popolazione si fa ascendere a i5,ooo abitanti circa. 1 dintorni sono deliziosi, ma prima della costruzione della riviera, il

VAL
Rodano
lia
colle sue inondazioni vi cagiona-

V
bert conte del

de, coll'annuo censo di 5 soldi.

va gran guasti. Valenza, Valenta, Ju-

A LamValentinois,euon aLnm,

Sagalaunoruni Urbs, citt antichissima, fu la capitale de' SegaIanni e divenne colonia romana sotto Vespasiano imperatore col nome di Coe
>

Fa lentia

bert conte di Chalons


il

deve attribuirsi
al

seguente

fatto.

Gli anvergnati aven-

do
di

fatto invasione in

Borgogna

tempo
al

Ugo

il

Grande,

cio nel

936

pi

lonia Julia Valentia) celebrata da pi


scrittori,

tardi, vennero incontrati

da Lambert con-

come da

Plinio,

Tolomeo, dal

codice Teodosiano, e da Prospero


in

Tuoni

Chronico presso Goltzio e

1'

Ortelio.

te degli allobrogi, accompagnato da Bernardo suo congiunto e da altri signori nel Borbonese, e mentre retrocedevano,
si

Tutlavolta non presenta questa citt alcun avanzo di antichit romane. Valenza
colla istituzione delle
ta sotto

gett sopra di

essi

tagliandoli in pezil

zi.

Ne

si

pu dubitare che

Valentiuois

nuove provincie
i."

fat-

l'imperatore d'occidente

Ono-

rio,
se, e

si

trov compresa nella

Viennelo-

non appartenesse anticamente al paese degli allobrogi, senza che mai vi sia stato compreso il Ghalonese. Al presente dividesi in alto e basso Valentinois,
ili.

dopo

essere stata occupata da' borcol

gognoni, venne conquistata


ro da'
figli di

reame

dall'Isero alla

Clodoveo

rede'franchi, ed

no;
no.

il

2.

Drme lunghesso Rodadalla Drme sino al Venaissiil

inutilmente fu assediata nel


to nell'877

578 da Za-

bnno bravo capitano de'longobardi. Moril re e imperatore Carlo 1 il Calvo, Valenza fu concentrata nel nuovo regno d'Arles, cui possessori lasciarono
i

San Marcellino, Montelimar maus sono, dopo Valenza, le citt


Il

Ro-

princi-

pali dell'antica contea.

Diese, la cui ca-

pitale

s.

una

delle

Diez posta sulla Drme, 'era i4 citt che componevano la

a'

conti di Provenza

una vasta carriera


si

provincia Viennese.

Dopo

aver apparte-

di dilatarsi col riconoscere la loro sovra-

nit. Difatti, questi conti


ni

resero padro-

nuto successivamente a' romani, a' re di Borgogna, a' re di Francia e agi' imperatori,
di

non solo

del piccolo paese

chiamato

Valentinois o Valentinese, di cui Valenza

cadde sotto la potenza de' conti Provenza, e prese allora il titolo di


Pretendesi

ma di tutti paesi che somezzod dell'Iserosino al Mediterraneo. Essendo poscia la Provenza stata divisa iu contea e in marchesato, la 2." quota che comprendeva quanto giace tra l'Isero e la Duranza, sort a' conti di Tolosa (^.), sotto i quali v'ebbe in ogni
era
la capitale,
i

contea.
glio di
."
1

no

al

Bosone conte

di

che Guglielmo fiProvenza, sia stala

to

il

conte del Diese. verso

met
co-

del secolo
te

X, ed
l'ii.
a

Isaru fu
s.

1'

ultimo con-

particolare di

Diez. Nel

1096

mandava
de'crociati,
1

divisione dell'armata

citt de'conti particolari

che dipendevaIli

095 promulg nel


a

no da

essi

quali loro vassalli.

."conte

la i.

dopoch Papa Urbano II nel concilio di Clermont crociata, avendo nel recarvisi ono-

di Valentinois che si conosca Gontardo che vivea verso la met del secolo X, la cui sposa gli partor Lambert che gli suc-

rato di sua presenzaValenza,edaquivi in-

nel

timato quel gran concilio. Morto Isaru 1 1 16 senza figli, fu da'couti diTolosa,
il

Da Gontardo Valenza divenne la sede de'conti delValentinois.Lambert colla moglie Falectrude e il loro figlio Aimar
cesse.

da cui dipendeva allora


ro e
la

paese tra risein

Duranza, riunito

qualit di

o
ro

Ademar

nel

985

iu suffragio delle lo-

marchesato di Provenza, il Diese all'antico loro dominio, ed alcuni aggiungono


e riunito alla contea di Valentinois.

anime stabilirono, medianici fondi che


la

Non

eederono,
s.

ricostruzione della chiesa di

conoscendosi

la

continuazioue de' conti

Marcello per couvertirla iu monastero


s.

del Valentinou della 1/ stirpe, passo a

benedettino, soggetto soltaolo alla

Se-

dire della seconda.

Essa comincia con

VAL
T

V A L
linese e Diese, per questo Federico
I si

cognominato di Poitiers, figlio ili Guglielmo IX contedi Poitiers, nato verso il i i i5. In compagnia di molte genti si rec a Montelimar, e fu dalla contessa di Marsanne, luogo posto nel Valentinois, impegnatodi soccorrervescovi di Valenza e di s. la contro Diez, chele facevano forte guerra. Gli fu di molto aiuto, e conquist parecchie canaturale
i

Aimar

credette padrone di fare


nazioni,
la

le
1

narrate dosotto

Guglielmo

I
I'

nel

83 prese

sua protezione

abbazia cislerciense
nel

di

Leon cel, francandola


a*.suoi

tempo

stesso

d'ogni pedaggio, e con successiva disposizione ingiunse


di

castellani e baili

prender

la difesa di

quel castello, con-

tro alcuni faziosi, fra'quuli ve n'erano pure di sua terra; gente perniciosa che non aveano alcun riguardo di oltraggiare i monaci di Leoncel, di prendere e di portar via loro beni. Neil 187 Guglielmo
i

stella e citt

nel Valentinois e nel Diese;

e la contessa per
resi gli offr la

rimunerarlo de'servigi met di tutta la sua tersua


figlia

ra,

con facolt

di prendersela tutta inte-

ra, se sposasse l'unica

Filippa,
di tutta

e suo figlio

Aimar

II,

con atto seguilo


s.

come fece, e

cos

divenne signore

a Valenza nella badia di

Rufo, diede-

Nacque da questo matrimo35 gli nio Guglielmo I, e morendo del


quella terra.
i
i

ro alla certosa di Selva

Benedetta una

rendita di biade fondata sulla loro terra


d'Etoile.
gli

successe nella contea di Valentinois.


gli

E-

serv per
il

Tolosa,

qualche tempo il conte di quale Io riconobbe a cugino e


la

successe

Morendo Guglielmo nel 189, Aimar II di Poitiers conle


I 1

di Valentinois e di

s.

Diez,

nato dalla

patente, e lo colm di onori e di aiuti. Al

sua moglie Beatrice


delfino del
in

figlia di

Guigge* IV
si

suo tempo
di

contea del Valeutinese fu


dall'imperatore Fede-

Viennese. Questi

riebbe

mollo
I, il

ristretta

parte delle perdite fatte dal padre,


la

rico

teva in

quale sollecito per quanto pominorare l'autorit laicale, trovandosi a Besancon accord con diplodel

merc

mondo
detto

V conte di

donazione che Tolosa

gli

nel

fece Rai* giugno di

ma
di

24 novembre

11

5?

la

signoria

di ogni azione e dominio che 1 189, possedeva tanto da se quanto per parte

Valenza, insieme

a'diritti legali di cir-

de'suoi vassalli nella contea Diese.


II

Aimar

ca i3 castelli ne' suoi

dintorni, ad
di Valenza.

done o Eude vescovo


tal

OdDopo

poscia in riconoscenza verso la casa di


si

Tolosa

dichiar pel conte

Raimondo
li

concessione

Oddone
1
1

suoi successo-

VI

nelle guerre

degli eretici Albigesi


i

ri si

qualificarono per vescovi e conti di

(F.). Egli fortific


in istato di difesa;

suoi castelli e
nel 121 3

pose

Valentinois. Nel

78 con diploma

del

29

luglio gratific circa nella stessa guisa


dis. Diez,

Roberto vescovo

avendogli doDiese

nato quella citte alcuni


regali

castelli nel

in assoluta giurisdizione in

un

co'dirilti
il

vedendo che si avvicinava da Valenza Simone di Monfort, capo della spedizione crociata contro quegli eretici, in uno al duca di Borgogna, si rec da loro e colle sue sommissioni prevenne
le stragi

ma

anche sopra tultoci che aveva


I

che

lo

minac-

conte Guglielmo

di Poitiers nell'esten-

ciavano.
lui fatte,

garanzia delle promesse da


a

sione di quel vescovato, ad eccezione del


castello di Quint.

consegn
la

Ma

il

giorno dopo ac-

suoi castelli, de' quali

cord una specie di compenso al conte Guglielmo 1, cedendogli il pedaggio da Valenza sino a Montelimar divisibile col Delfino. Conviene rammentarsi, che essendo nella giurisdizione dell'impero l'antico regno di Borgogna e di Arles,ed appartenendo a tal regno le contee Valeu-

generale affidata

Monfort alcuni de* venne da questo custodia al duca di

Borgogna
ne che
te di

se

per 2 anni dopo, l'occasiogli present d' ingrandirsi lo

stacc interamente dagl'interessi del con-

Tolosa. Privato questo principe dal

concilio di

LaterauolV neh

2 i5 de'suoi
II

domiuii conquistali da'crociati, Aimai

VAL
si

VAL
pellazioni giudiziarie di delle terre
si
,

7
de-

giov

tli

tale decisione pei* estendere la

sua dominazione sul Vi va rese, compreso


negli slati del conte di Tolosa

vol vesser al preside o rettore pontificio

bench

non formasse parte del conquisto de'crociati. A malgrado di questa usurpazione e degl'impegni presi da Aimar li verso
Blonfort, rientr senza spogliarsene nel
partito di

doli riuniti

Raimondo VI.Monfort vedenpass il Rodano a Viviers


,

nel 1217, ed unitosi con

un corpo rag-

guardevole
scovo
di

di crociati

capitanato dal ve-

che la s. Sede cominci temporale agovernarenel i220yecon tinu sino alla rivoluzione di Francia, che glielo tolse con Avignone nel pontificato di Pio VI. Di pi si obblig il conte in alcune occorrenze di somministrare al Papa 100 cavalli e 4oo fanti nel contado Venaissino e nella citt d'Avignone. Tuttoci, con quant'altro dovr dire sulla
del Venaissino,
nel

Nivers, strinse d'assedio Crest,

sovranit della

s.

Sede

di

queste contee,

castello fortissimo e

munitissimo nel Valentinois, del quale il prode cav. Arnaldo cl'Aydu era governatore per Aimar
apparteneva. Molli vescovi del pae-

di voli alla

li cui

, forse poco Sede stessa e non veramente storici, come pure da\V Arte di verificare le date, rende quest'articolo alquan-

tacendosi da molti scrittori


s.

se e circa

100 cavalieri francesi

lo assiste-

to prolisso, per dichiararlo a gloria del

rono
tro

uella spedizione. Si negozi peral-

vero e della Sede apostolica. Aimar

II

la

pace tra quel generale e


trattalo.

il

conte

quindi nel febbraio i23o acquist da Ai-

di Valejilinois, e

in

un

si convenne finalmente Promise Monfort di dar

mar

e da

Pietro di Poussin

la

terra di

sua

figlia al

conte, che dal cauto suo pro-

quel nome, e poco dopo mori. Filippina di Fai, sua 2/ moglie, che vivea ancora neli25i,
di Fai
gli port in dote la terra con molte alhe terre nel Vivarese. Divenuto perci vassallo del re di Fran-

test di vivere seco lui in


zia, e in

buona amicigli

pegno

di

sua parola

die in cu-

stodia parecchi de' suoi castelli. Nel tem-

po

stesso

Aimar
di

li

concluse

la

pace con Valenza,

cia,

ebbe ordine

di rivocare

il

bando e

Umberto

Mira bel vescovo

di

col quale avea forti brighe. Del

pedaggio

avambando nelle sue terre (pubblico comando sovrano indirizzalo a'vassalli di


trovarsi in

accordalo sul
derico
I,

Rodano a suo padre da FeII

Aimar

domaud

e ottenne la
II

per servire nell'esercito, o

armi ad un dato convegno in persona o

conferma

dal uipote Federico

imperavescovo

tore nel 1219.

A'26

luglio di tale anno,


il

con un certo numero di soldati a piedi o a cavallo), e di partire per raggiungere


regia armata. I figli avuti dah. matrimonio furono Josserande moglie di Bermoud signore d'Andusia,e Gugliella

merc convenzione
e
il

seguita tra
il

capitolo di Valenza,

conte riconob-

be tener da quella chiesa in franco feudo la signoria diChteau-Double. Frattanto pel trattato di Parigi, Raimondo VII con-

mo

a lui premorto nel

Flotta di Rozannit,

226 lasciando tli Aimar 111 di Poiliers.


1

Tolosa dovette cedere alla Chiesa romana e al Patrimonio di s. Pietro, olte di

Questi fanciullo successe all'avo sotto


tutela della

la

madre,

la

quale

alla

morte

tre

citt

contado Venaissino e parte della d Avignone, al modo narrato in tali articoli, le contee Valentinese e Diese; ed il Papa Gregorio IX nel 1228 divenuto
il
1

del marito avea conteso tal carico al suo-

cero, e coll'opera del vescovo di Valenza se lo era appropriato colla forza. Rai-

signore di detti
di

domimi ceduti dal conte Tolosa supremo signore de'medesimi,


il

mondo VII conte diToIosa e cugino d'Aimar III, essendosi avvicinato al Rodano
nel febbraio
tli
1

2 3t), fu visitato dal conte


l'Ile

accord
pesi,

Valeulinese e

il

Diese

in feu-

Valentinoi, e con atto seguito a

do alcoute Aimar II diPoitierscon molti


uaode'quali era, che
le

del Venaissino a'


iili

del seguente aprile,

seconde ap-

dichiar che

il

castello di Bois colle

VAL
al
,

V
suo
allo-

A L
Papa Clemente
pae
il

sue dipendenze apparteneva


dio al pari d' altri 16
Privas,
castelli

strata senz'essere negli ordini sagri; al-

tra' quali
tutti posti
in

lora

Aimar HI

scrisse a

Tournon

s.

Alban,

IV pregandolo procurare un degno


store alla chiesa di Valenza
,

nel Vivarese, e che niuno ne teneva

Papa
,

feudo o altrimenti da qualunque signo-

colla sua risposta fece sapere al conte

Aimarlll ricevette poscia que'dominii in feudo franco dal conte di Tolosa, dopo avergliene dato il dominio principale e diretto, riserbandosi soltanto il dominio utile e il nare temporale
ci fosse.

che per corrispondere

al

suo lodevole de

siderio avea eletto a quella cattedra per-

sonaggio savio e discreto, e inoltre suo


parente, senza per nominarlo. Questi
e-

ra Bertrando di Poitiers vescovo d'Avi-

turale possesso

indi

gliene rese

omag-

gio a

mani giunte,

alla

presenza di due

gnone, che nella sua elezione avea avuto a competitore Guido di Montlaur. Ai-

vescovi e molli signori. Essa non era

mar
do

III

per ebbe in seguilo delle con-

che una restituzione de'


ii

diritti

da

Ai. nat-

troversie con quel prelato, questi


nel

moren-

come dissi pi conte Raimondo VI dopo la del concilio di Lalerano IV che


usurpali,

sopra, al

decisione
lo dichia-

1274 dopo essersi pacificato col conte. Il Papa b. Gregorio X, reduce dal concilio di Lione II, nel 1275 si trasfer
a Belcaire e indi a Valeuza, ove senten-

rava decaduto da'dominii


ciati;

toltigli
si

da'cro-

della

qual decisione

era Rai-

do che Alfonso X re di
a'i3 settembre
Siviglia,

Castiglia pretende-

mondo VII

suo

figlio fatto assolvere nel


le

va all'impero e s'intitolava Imperatore,


scrisse all'arcivescovo di

1229, fermo restando


paesi dati alla
cia
s. s.

cessioni

de'

Seie e al re di
1

Fran-

Luigi IX. Nel

s56

Ai ruar IH, con

Guido Fulcodi, riconobbe l'omaggio fatto a Raimoudo VII del Dieseje il fece, come dice, per timore, attesoch Raimondo VII gli avea minaclettere scritte a

che obbligasse il re ad astenersene come avea promesso, per non pregiudicare l'eletto Rodolfo I d' Absburg,

ed occorrendo facesse uso degl'interdetti e delle scomuniche. In Valeuza il Papa


fece quelle altre cose che riferisce a p.
il

ciato guerra in caso di rifiuto

confessan-

p.

Bonucci, ne\V Istoria del

b.

22 1 Gregos.

do per che
lui la

il

suo avo avea ricevuta da


,

rio

il

quale da Valenza pass a Vienil

contea del Diese a titolo feudale


l'

na, hi questa citt un

vescovato di

e tacendo
dal Papa.

infeudazione ricevuta pure


s.

Volendo

Luigi IX assicu-

rarsi del castello di


te al

Bidage appartenenconte di Valentjuois, promise nel


III, sulla

1257 Aimar
i

domanda

elicglie-

ne fece il re, di rimetterglielo sinchegli o figli tanto del fu Baraldo di Bidage, quanto Guglielmo di Solignac suo vassallo, lo

Diez a quello di Valenza, tie.T intendi mentOjCome pretendono alcuni, di render con ci pi temuto al contedi Valenlinois il vescovo di Valenza. In conseguenza di tal unione il vescovo Amedeo de Roussilon succeduto al vescovato di Valenza,
si

pose in possesso di quello di


a

s.

Diez.
pitolo

Fu

suai. cura di formare un ca-

possederanno. Morto nel 1265

Guizzardo

sire del Beaujolais


la

seuza
succes-

diocesi per

posterit, Ai mar III contrast

sione alla di

lui

zia

Isabella sorella di

Guizzardo, e fu rivendicala colla decisione della corle del re nel 1269. Nel precedente vacata la sede vescovile di Valenza, attesa la dimissione datane da Fi-

composto di ecclesiastici delle due mantenere tra essi un perpetuo legame; ma Amedeo poco dopo dichiar guerra ad Aimar HI egli tolse parecchie piazze, le quali ostilit non cessarono seuza
gli

accordi

in cui

li

poter

comuni amici. Mor Aimar III neli277 poco dopo il 6 maggio, giorno in cui fece donazione
al

lippo di Savoia, per succedere all'omo-

suo primogenito di diunite di

nima sua contea, dopo averla ainuiiui-

versi castelli posti nelle diocesi

VAL
Valenza
e di
s.

VAL
noscerebbe
il

Diez, celi Viviers, venen-

do sepolto

nella badia cistercicnse di Beaujcu, come avea ordinato nel testamento. Questo conte avea sposato prima

dipendevano da lui, e dopo alcuni dilxittimenti si convenne che Ugouetto ricoconte di Valentinois a
si-

Floria dell'illustre e antica casa di Beaujeu, clama di Belleroclie figlia di


to

Umber-

gnore immediato di quelle terre, e le torrebbe in sub-feudo dalla Chiesa romana. Aimar IV. come buon economo, au-

Beaujeu capitale del Beaujolais, prima che lo fosse Villafranca ; 2.neli 268 Alixenteo Alice diMercoeur figlia di Beraldo sire di Mercoeur, e vedova di Ponzio di Montlaur. Ebbe dalla prima il figlio successore, e due figlie, Filippina maritata a Bertrand signore di Baux e conte di Avellino nel regno di Napoli, e Margherita moglie di Ruggero di Clerieu ; dalla 2." nacque Guglielmo conte di Chaneac. Il sigillo di Aimar 111 l'esprime a cavallo con uno scudo sul petto, e 6 besanti sormontati dalla fronte delloscudo, che sono l'armi di Poiliers.
sire di

ment considcrabilmenle suoi (locatati con vari acquisti. Compr nel 288 il cai

stello di
ria

Sure, nel 1293 la terra e signodi Faulignan, nel 1296 la terra di


nel

Barre nel Vi Varese, e


lo di

1299

il

castel-

Mondar

nella diocesi di
il

s.

Diez.

suo tempo eletto Papa

francese Cle-

mente

nel

i3o5, con istrana risoluri

zione prefer alle famigerate

ve del Te-

vere (V.) quelle del Rodano, stabilen-

do

la

residenza

dosi nelle

iri Avignone e intitolanmonete che coni anche conte

del Fenaissino. Aimar

IV

nel

3 7 a1

vendo venduto
acquist invece
di

il
i

castello di Belleroche,

Leggesi nell'intorno: Sigillimi

de Pie lavia comi ti s


stella a

Ay mari F alentinensis et
si

Diensis. Nel controsigillo


mitis Valentinenss.
tiers

vede una
di

castelli di Mirebeau e Pisancon neh 323. Vivea neh 329, e mor d'oltre 80 anni. Dalla sua 1/ mo-

12 raggi colle sole parole: Co-

glie

ebbe 7

figli, il

successore

Aimar IV

Poi-

Umberto ed Ottone morti

celibi,

Aimar V, Gu-

suo primogenito e successore, ma-

glielmo signore di Saint-Vallier. Luigi


vescovo di Langres nel i3i8, Alice moglie di

ritato sino dal


lia figlia d'

1270 con

Ippolita o Po-

Ugo

conte di Borgogna e di

Artaud signore

di Rossiglione, e

Alice di Merauia, successe al padre nella

contea di Valentinois. Questo matrigli

Costanza maritala ad Ugo Ademar di Monleil. Dalla 2.a moglie gli nacquero
:

monio
lier nel

frutt

la terra di

Saiut-Valsi

Amato che
tello

successe nelle terre di Cle-

Graisivaud. Piimasto vedovo

rieu e Chanlemerle, a

Guglielmo suo frasuccessore di

rimarit nel 1286 con Margherita


di

figlia

consanguineo, morto senza posteriil i

Rodolfo conte di Ginevra. Nel 1291 sentendo che giungeva nella Svizzera
l'imperatore Rodolfo
lui a
I,

rit verso

343

Amedeo

Guglielmo
visconte di
di

nella terra

di Saint-Vallier;
a

si

rec presso di

Caterina moglie d' Aimeri VII o Vili

Muret con molli signori e prelati del regno di Borgogna per fargli omaggio, come a suo signore feudale. Fdippo
di

Narbonajed Anna

3.

moglie

Beruisson, governatore del contado Venaissino per Papa Nicol IV, voleva

Enrico contedi Rodez, rimaritata poscia a Giovanni delfino di Auvergne. Aimar V di Poitiers detto Amairetlo, esercilava
la

dignit comiziale nel Valeri-

obbligare

neh 291 Ugonetto Ademar

si-

linese e nel Diese con

Aimar IV suo pa1

gnore

Monlelimar a far omaggio alla s. Sede de'castelli de la Gai de, di Rac, e di una porzione di quelli di Savace e ma vi si di Chteau-Neuf di Mazene
di
;

dre sino dal 1307. A' i3 giugno 1 3 re di egli rimise nelle mani di Luigi

Francia lesuecontee, che ripigli poi per


averle da lui in fede e omaggio, sottraendosi cos dalla

oppose

il

conte di Valentinois, sostenen-

suprema signoria
i

della

s.

do che

tulle quelle terre,

meno Guide,

Sede, essendo

Papi allora influenzati

io

VAL
il
il

VAL
Delfiuato nel
cia, al

dalla Francia, che avea perci voluto


loro stabilimento in Provenza,

mediante le mene del prepotente Filippo V, con deplorabili conseguenze. Anche il delfino Umberto II pretendeva gli dovesse omaggio ligio per le sue contee; laddove sosteneva Aimar V non dovergli che
1

modo
;

fu ceduto alla Franche dir a Vienna e accennai


1
i

343

a Delfino

solo qui avvertir, che

nuovi

delfini figli de' re di

maggio feudale
pel Diese.

ai

Francia resero oPapi pel Valentinese e


in

Aimar VI neh 347 entrato


Valenza pe'

guerra

col visconte di

reci-

il

semplice, e per guarentirsi dalle persi

secuzioni del delfino


te pontificia di

appell alla coril

Avignone. Disgustato
pel

Papa Giovanni XXII


della controversia.

suo operato col

Papa Clemente Avignone farsi arbitro della loro lite, ed invi un legato per negoziare una tregua. Aimar VI si rese bene accetto
proci loro diritti, volle

VI

in

re di Francia, ricus prender cognizione

all'imperatore Carlo IV, che

gli

confer-

Finalmente dopo pa-

m
te

recchie tergiversazioni,
aprile
i

Aimar

a'

20

con diploma de' 16 marzo 1 349 tutle signorie, vietando al vescovo di Va-

338
il

fece l'omaggio quale lo pre-

lenza di qualificarsene conte, ed inoltre


lo

tendeva

delfino. Nel seguente

anno Ai-

nomin

vicario generale dell'impero

mar

a'

12 agosto fece

il

testamento e

nel

regno di Arles. Non sembra per atitolo.

poco dopo mori. Sibilla


sa, figlia del

di

conte d'Avellino

Baux sua spoRaimonfigli

ver egli usato di questo


ni Il

Giovan-

redi Francia accrebbe l'autorit di


nel paese, creandolo con regie

do,
1

gli

die

Aimar morto senza

nel

Aimar VI

324>Luigi LGuizzardo morto nel 1 3^9, Ottone vescovo di Verdun, Aimar si-

lettere de' 7 agosto

di Monsieur

il

353 luogotenente Delfino del Viennese.


1

gnore di Veyne, Guglielmo vescovo di Langres, Enrico nominato vescovo di Gap nel 1 349, Carlo ceppo de'signori di Saint-Vallier; e 5 figlie, la cui primogenita Ippolita spos in prime nozze Rinaldo IV conte di Dammartin, ed in seconde Armami VI visconte di Poiignac; Giovauna, l'ultima, visse nel celibato e mor in odore di santit. Luigi I di Poiliers successe al padre Aimar V, e fu creato luogotenente generale in Linguadoca nel i34o, dal re Filippo VI, indi nel 1 344 servi nell'esercito di Giovanni duca di Normandia all'assedio di Aubero-

Nel quale officio avendo Aimar VI

com-

con dare in cauzione al conte di Savoia Amedeo VI alcuni castelli, fu denunzialo al parlamento sotto il regno di Carlo V, e condannato con
fallo

messo un

decreto a restituire quelle piazze, ed a

le ['assolse

pagare 1000 marchi d'oro con soli i5,ooo


si

al re,

il

qua-

fiorini d'oro,

come

scorge dalle sue lettere d'aboli1

zione dell'agosto

368. Vedendosi senza


in

discendenza, alien
chie sue terre, e nel
to fatto in

quel mezzo parec1373 con testamenistitu

Avignone a'9 febbraio

che nel Tolosano, che


la

si

dovette levare
:

suo erede universale, per ci che gli rimaneva, Luigi il di Poitiers suo cugino-

notte della festa di

s.

Lorenzo
nel

il

con-

germano, sostituendogli Edoardo


jeu figlio di sua sorella o
i

di

Beaului.
i

te

Luigi

in quell'incontro fu fatto prigio-

figli

di

ne,

ma

era in libert

seguente no-

Morto l'anno

stesso fu sepolto
la

presso

vembre. Nel i345 guerreggiava ancora nella Saintonge pel re, e fu l'ultimo anno di sua vita. Da Margherita d' Enrico li di Vergi, signore di Fouvent, nacquero Aimar VI di Poiliers detto il Grosso, e Margherita moglie di Guizzardo di BeaujeiijSignoredi Perreux. Intanto perdisposiziouedeldelfiuo di Vienna

francescani di Crest, ch'era


contralto

sepoltura

de'suoi antenati. Egli aveva sposalo per


1 344 Elipl o Guglielmo Roggero barone di Beaumont, nipote di Papa Clemente VI, e sorella del cardinal Roger

dei5 dicembre

Alice figlia di

poi Gregorio XI, che nel

1377

restitu

Umberto

II,

Roma

la

papale residenza. Ella rima-

VAL
se

VAL
alla

11

vedova di Guglielmo II signore de la Tour d'Auvergne, e visse sino al i4oG


li di

donazione
al

fatta dal

conte Luigi

II

de'suoi stati
la la

redi Francia.

Ma avventi-

circa. Luigi

Poi liei s,

di Poitiers signore di

figlio d'Aimar Chalencon e di


1

sua morte nel i4'o circa, non crela

dette suo figlio Luigi di Saint- Valliei do-

Gujotte d' Uzes, nato nel


dette al conte

354, succenel
ac-

vere osservare

convenzione, e perci

Aimar VI suo cugino

entralo armata

mano con Giovanni suo


Valenza
il

Valentinesee nel Diese. Nel 1 3y4- si cord con Carlo di Poitiers signore
Saint- Vallier intorno
loro famiglie, e
gli

fratello vescovo di

nel castello di

di

Grame, ove
lui

risiedeva

conte Luigi

di

la

successione di
le

cugino, s'impossess di sua persona e

cedette

tene

di Pi-

lo costrinse

ad un nuovo trattato a'i3asi

sancon e di Mareuil in uno 'castelli di s. Nazario e di Flandene. Nel i44 con allo dell'i r agosto rinunci a Carlo VI

gosto i4'6>alla presenza di parecchi cavalieri e dottori di legge. In quest'atto

con venne,che nel caso


nisse a

il

conte Luigi
figli

II

ve-

Francia le sue contee, che comprendevano 27 cilt o castelli, 1 fortezre di


1

mancare senza

maschi
di

legit-

timi, le contee del Valentinois e del


se

Diedi
fi-

ze, e

200
il
:

feudi o sub-feudi,
T

ri

serbandoesse

apparterrebbero al signore
il

Saint-

sene
zione

godimento

a vita e colla condi-

Vallier, ecceltuato

Chteau-Neuf

i.JS on potessero

mai

confiil

Damasan che
glio

resterebbe a Lancillotto

tee uscire dalle


glio

mani

dei re o di suo

naturale del conte. Egli era allora


figlia di

maggiore

il

delfino. 2." Gli desse

rimasto vedovo di Cecilia

Rog-

re nel

successivo

mese

di

novembre

100,000 scudi d'oro. 3. 'Nel caso lasciasse sua morte figli legittimi, allora non avendone alcuno, avessero eglino la lialla

gero IUcontediCeaufortin Valle, morta nel i4'o da cui non avea avuto che
}

bert di rientrare in quelle contee

resti-

femmine. Ma torn ad ammogliarsi nel i4'7 con Guglielmina di Grueres figlia di Uaule conte di Grueres in Savoia, colla

tuendo al re la somma da lui avuta. Il quale trattato alcuni lo dicono sorpresa


fatta al conte Luigi li, altri essere stato

speranza

di

avere posterit maschile,

e deludere con ci l'espettazione del si-

divisato in

un abboccamento avutoa'3o novembre i3gi col signore della Pivire deputato a ci dal re Carlo VI.

gnore di Saint-Vallier. Avvenne per diversamente,essendo stato sterile quel maritaggio. Determinato sempre di vendicarsi della violenza fattagli dal signore di

An-

tonio di Grole, ed

signori d' Entre-

Saint-Vallier,
in

form

a'

22 giugno i4'9

monts

e di Mirabel, istigati da
i.

Amedeo

Baix

il

suo testamento, con cui, deroultimo trattato, istituiva suo


il

Vili conte e poi

duca

di

Savoia, di-

gando

all'

chiararono nel 1407 guerra al conteLuigi II, ed ignorasi il motivo o pretesto.Era


in quel

erede universale

delfino Carlo, figlio

del re Carlo VI, col peso di pagare a'suoi

modo un
II.

dichiararla al re stesso

esecutori testamentari

5o,ooo

scudi, per
i

di Francia signore feudale o cessionario di Luigi


il

soddisfare a' suoi debiti ed eseguire


suoi legali
fiuto
r
il
;

In forza de' quali

due

titoli,
ri-

sostituendogli in caso di ridi Savoia.

conte di Valentinois non omrcise di


di

Amedeo Vili duca


II

Mo-

Togliersi con istanza de'6 luglio al parla-

conte Luigi

a'4 del seguente luBaix, e fu sepolto a*

mento

si; e quella corte

Grenoble per chiedere soccorpronunzi un decreto


a'

glio nel castello di

francescani di Crest, lasciandodel suoi.

che proibiva

viennesi di lasciar passare

truppe n per terra, n per acqua, che provenissero dagli stali di Savoia. Carlo di Poitiers signore di Saint-Vallier aveva
acconsentito cou atto de' 1

matrimonio due figlie, Luigia maritata nel 1389 con Uberto Vili sire di ThoireVillai
si.

s,

Quantunque Luigi

ed N. moglie d'Auberto di TrasII sentisse ogni


le

9 giugno 4o4
1

giorno messa, dicesse

sue orazioni,

si

12

VAL
ambizioso, e caricava
i

V
suoi luciditi

A L
Rinaldi annalista,

confessasse ciascun anno, tuttavia era assai

toni, e col filippino p.

di gravezze. Questi lo temevano assai perch era rigoroso, e parecchie volle avea

un interessante tratto di storia, che alquanto in favore della s. Sede modifica


e rettifica
1'

ultimo periodo
disse

riferito, sul

tolto

a'gitidici

uflziali

la

cognizione

dominio delle contee


s.

di Valentinois e di

delle cause criminali presso esi


ti

penden-

Diez,

la

quale

si

pnreDiosis, Diatiin pregiudizio

per ritrarre grosso profitto dalla

com-

sis

o Dcensisj tratto auche questo taciuto


altri storici,

posizione delle parti o altrimenti. Tosto


ch'egli

da

certamente

ebbe chiuso

gli
il

occhi,

Luigi di conte del


senza

degli antichi diritti della Chiesa

romana

Saint-Vallier prese

titolo di

e de' Papi. Narra per con pi di verit,

Valentinois e del Diese in forza della do-

nazione che gliene avea

fatta, e

ri-

guardo

al

testamento annullato.

Ma EnDel-

pe'documenti che produce, il p. FantoneU'Historia d'Avignone e del contado Venesino stati della Sede apostoni

rico di Sassenage, governatore del


finato, e
il

consiglio delfinale reclama-

lica nella Gallia } 1. 1 p. 337, 34^, 346, che per disposizione testamentaria del,

rono que' domimi a


Carlo, sostenendo
la

nome

del delfino

l'ultimo conte del Valentinois e del Diese, essendo irritato contro suoi nipoti che l'avevano gi tenuto in carcere, ne chiam erede il redi Francia, colla coni

validit dell'atto
II

con

cui era stato dal conte Luigi

istituito

suo erede universale, per cui Luigi di


Saiot-Vallier,assistito dal vescovo di

Va

dizione, che se

lenza Giovanni di Poitiers e da alcuni


cavalieri, offr di rimettersi alla decisio-

il re permettesse che alcune parli di quelle sue terre pervenisse

in

potere de'suoi ingrati nipoti,

si

devol-

ne

<lel

consiglio del delfino,

dopo che

a-

vesse l'eredit alla Chiesa


lo

romana. Car-

vesse preso conoscenza de' suoi diritti e


inalur.i

VII enlr in possesso de' contadi Varese


III

menle

ponderati. A' 16

luglio

lentinense e Diese, e

i4 19 segui
ficate.

l'atto di taleolferta alla

Gom-

procuratore a Calisto
te di essi

omaggio per per quella pars.

be-Ielion presenti varie persone quali-

ch'era feudo della


il

Sale.

Ma

Finalmente

nel

4-2 3

asceso al tro-

violando poi Carlo VII

testamento,

no il delfino col nome di Carlo Vili, gli furono da Luigi di Saint- Vallier ceduti con trattato fatto o Bourges a'4 maggio
tutti
i

con distribuire non poche terre a'discendenti nipoti del conte, decadde dalla feudalit de'contadi, e per diritto
si
i

due pae-

suoi diritti sulla successione del

tornarono nella signoria della Chiesa

li, mediante una rendila annua e perpetua di 7000 fiorini d'oro, che gli vennero da quel monarca assicurati, e da quell'epoca rimasero unite e incor-

conte Luigi

sto IH.

romana, nello stesso pontificato di CaliCerto ancora, che la Francia ne


il

conservava

possesso, poich Luigi

XI

porate nel Delfinato


tinois e del Diese.

le

contee del Valenaltri

mentre era delfino, qual suo sovrano vi trasfer daGrenoble la ricordata universit,

Per

sostengono

che alcuni
in vece

storici e geografi
lui istituita in

pretendoin

che

Amedeo

Vili duca di Savoia persi-

no

da

Valenza,ed

steva ancora nelle sue pretensioni sul


lenlinese e sul Diese, alle quali

Vari-

appresso traslocata a Grenoble capitale


del Delfinato.

non

nunci che mediante la dispensa fattagli neh 446 da Luigi delfino dell'omaggio
del Faucigni. Inoltre
si

Divenuto Luigi XI nel i46i redi Francia, considerando il Vail

lentinese e

Diese devoluti

alla

Chiesa

racconta che A-

romana per

la

violazione del testamento,

medeo Vili nel i4'9 avea preso in sequestro Valenza, per aver pagato debiti di Luigi II. Ma ora conviene ripori

stim doversi restituire

inconseguenza dell'operato daCa rio VII, al Papa ; laonde autorizz il cardinal Golfredi o Geoifroy
suo ministro o ambasciatore
iti

tare collo storico carmelitano p.

Fan-

ilo ma di

VAL
restituirli a

VAL
che
ri-

i3

Pio
al re

li,

a condizione

la

controversia amichevolmente per mez-

manessero
l del

quelle lene de' contadi

situate nel regno di Francia, cio al di

Rodano. Accett il Papa l'offerta, condon a Luigi XI tutte le ragioni di dette terre al di l dal Rodano, con esene

il Papa l'esort a nominare persone idonee per la cognizione della causa. Se non che, protratto l'accomodamento fino ad Alessandro VI Borgia, il quale bramoso dell'ingrandimen-

zo di arbitri, onde

zione pure dell'omaggio ligio di


laggio e di fedelt. Perci nel voi.
p.

vassal-

to

temporale de'suoi

figli,

conciliossi l'a-

LXX,

46, anche colla sicura testimonianza del Marini, potei narrare, che Pio li nel

s. Sede tali contadi, e dal re li fece erigere in ducato col nome di Valentinois con let-

micizia di Luigi XII, alien dalla

1462
lo

invi a Luigi

XI

il

suo famigliare

tere patenti dell'agosto


investile
il

e nunzio Antonio de Noxeto, a ringraziar-

per

la

cessione e restituzione fatta al-

suo

figlio,

1498, e ne fece famoso Cesare Borgia (F.) che rinunziato il cardinalato,

Sede de' contadi Valentinese e Diese, e ad occupar questi in nome della medesima, con pontificio diploma riprodotto dal p. Fantoni, diarissimo in diritto Filius Ludovicus rex. Dal quale inoltre rilevasi, che anco Luigi XI prima
la s.

l'arcivescovato di
chiese,

dopo aver

Valenza (V .) e altre ucciso il suo emulo e

di tale reintegrazione

aveva reso omagII. Il

maggior fratello Pier Luigi (siccome il Novaes nella Storia d' Alessandro FI3 scrisse Giovanni per Pier Luigi, ch'erano fratelli, e poi si corresse, qui ne faccio avvertenza, se in qualche luogo non
avessi tenuto presente
to),
le
si
tafe

gio ligio e di fedelt a Pio


tific tutto
il

re ra-

emendamen-

trattato.

Lo conferma
1.

Ri-

per occuparne

le

dignit di genera-

naldi all'anno 1462, n.i

Luigi XI
Chiesa ro-

e gonfaloniere di santa Chiesa, era-

diede un preclaro esempio


di liberalit,

di giustizia e

concedendo

alla

be

dato interamente alla milizia, ed ebil governo generale dell'armi pontifi-

mana
col p.

le

contee Valentinese e Diese".

Ma
p.
al-

Fantoni raccontai nel voi. Ili, 242, che essendosi ricusati d'ubbidire
le regie e pontificie disposizioni
i

cie, e prese il nome di duca Valentino , o almeno fu cos comunemente chiamato. suoi progetti Luigi XII per eseguire
i

prefetti

delle terre de'

due contadi,

la

donazione
si-

o restituzione non ebbe pieno efFelto,

con istupore di tutti ricolm di favori un Cesare Borgia, che pose in trambusto l'Italia, e nel 1499 '' re 8 U &"
sull'Italia,

no

al

i483
il

e al

Papa

Sisto IV,
s.

il

quale
li

ce sposare la sua parente Carlotta


rella di

so-

sotto

diretto

dominio della

Sede,

Giovanni d'AIbret re

di

Navarra

trasfuse nel suo nipote conte

Girolamo
il

e del cardinal

Amaneo

d'

Albret. Cos
diretto

Riario signore di Forl (V.)j per mo-

l'investitura del Valeutinois e del Diese,

rendo nel

fine d'agosto Luigi XI, sotto


il

conferita dal re a Cesare sotto

il

successore Carlo Vili

parlamento del
i

dominio di Francia,

fece

per sempre per-

Delfinato, espulsi da' contadi


pontificii,

ministri
i

con suo decreto riun subito due contadi alla corona, facendone forti lagnanze Sisto IV, che mor nel seguenFantoni riportando te agosto i484> >l Pil

dere quelle terre alla s. Sede; di pi. il Papa donando a Luigi XII lo Stocco e
berrettone ducali benedetti. Osserva il p. Fantoni, in tal modo Alessandro VI

perde pure

il

dominio

utile e

diretto

breve di protesta del Papa, diretto


di

al

delle terre del Valentinese e del Diese, che in uno al sovrano dominio godeva la santa Sede, per le cessioni del conte di Tolosa e dell'ultimo conte del

Borbone, Hortamur nobilitatem pure, che Innocenzo Vili, eletto in sua vece, ripet da Carlo Vili coutadi del Valentinois e del Diese; ed

duca

titani. Dissi

Valentinese e del Diese. Inoltre


privilegio inaudito adott
il

il

re

con

il

re rispose, che

si

sarebbe accomoda fa

nuovo du-

i4
1

VAL
ed armi di Francia,
i

VAL
messer Pierotto;
la faccia
s

ca nel 4f)9 n ^ nome

che

il

sangue

salt al-

con facolt ili usarne in tutti suoi atti. Alessandro VI a Luigi XII e per mezzo di Cesare rimise le bolle di dispensa pel suo divorzio con Giovanna di Valois,e per sposare Anna vedova di Carlo Vili. Inoltre Cesare

del Papa, del quale messer Pie-

rotto era favorito...

Ogni giorno per Ro-

ma

si

trovano

la

notte quattro o cinque

port in Francia

il

cappello

ammazzali, fra'quali vescovi e prelatijsicchintuttaRomatremanodiessoducacbe non li faccia ammazzare". Se Valenza era


la

cardinalizio'al principe Giorgio d' A


se,

mboi-

capitale del contado e poi ducato di

creato cardinale
il

ed

settembre 1498, cardinal della Rovere, poi Giulio II,


alla corte di Parigi, fece la

a'n

Valentinois, non che residenza de' suoi


conti e duchi,

sembra che ancor

essa ap-

che trovavasi

partenesse a tale stalo; ed Alessandro

VI

ceremonia d'imporglielo sul capo. Il Papa fece accompagnare jn Francia il duca Cesare dall'inviato francese Lodovico diVilleneuve,daGio.GiordanoOrsinieda nitri nobili romani; e lo mun della lettera
credenziale al
re, scritta

chiam

il

figlio
si

duca di Valenza. Ma Cerese infelicemente


le

sare Borgia

sempre
la

pi famoso per
conquiste, per
le

sue vaste e prepotenti

sue crudelt e per

sua

insaziabile ambizione.

Morto

il

padre nel
ti-

interamente di

i5o3, fu arrestato

il

corso delle sue

sua

mano

dal Vaticano a'28 di detto

me-

rannie, perdette in breve tutte le sue u-

se,edirecenteriporlatadalcb.lieaumont,

surpazioni, e fuggito presso


di Navarra,
ciso nel
1

il

cognato re

Della Diplomazia Italiana^ p. 160. In essa si legge Volendo soddisfare interamente al desiderio tuo e nostro, mandia-

combattendo per lui rest uc5o7, nella guerra contro il con-

testabile di Castiglia.

La duchessa Carsuo
spirilo,

mo
il

alla

Maest
figlio

Tua
duca

il

nostro cuore, cio

lotta sua moglie, illustre pel

ddelto

di

Valenza,

di
sia

cui

senno e

piet, prese parte nell'avventure

pi caro non abbiamo, acciocch


l'

una
alla

del marito, senza partecipare a' suoi disordini, e

testimonianza certissima e carissima delaffetto nostro verso l'Altezza


lo

Tua,

quale non
cos viene

raccomatuliamo

di pi, pre-

termin di vivere I' 1 1 marzo i5i4- La loro unica figlia Luigia, qualificata duchessa di Valentinois, si marit a'7 apiilei5i 7 con Luigi
II sire

gandoti solamente di trattare quello, che

della

commesso alla tua


la
Il

regia fede, in

Tremolile, quindi in seconde nozze spos


a'3 febbraio
Busset. Si

modo che, anche per


Apparisca a tutti die
accettato per suo".

nostra consolazione,

Maest Tua

lo

ha

medesimo

illustre

i53o Filippo di Borbonepu vedere Duchesne, Histoirc dea Comtes de Valentinois. Nel 548
1

scrittore a p.82 riferendo parte della rela-

il

re

Enrico

II

fece

donazione a Diana di

zione che fece alla repubblica di Venezia

il

Poitierssua

amante dell'usufrutto del du-

Cappello ambasciatore
Alessandro VI, dice
lo

in

Roma

di

Papa

11

cato di Valentinois col titolo di duchessa.

fra l'altre cose.

Papa ama ed ha gran paura


duca
di

del figliuo-

Questa per lai/ si vide incedere in Parigi in Carrozza, ove a poco a poco fu introdotto
il

Valenza;

il

quale d'anni 27,


s.

tal

comodo; per
il

si

tenga presente
di Poi-

bellissimo di corpo, e grande e ben fatto.


11

ricordato articolo e
nel
1

riferito altrove.

duca, in un luogo a

Pietro, serrato

Diana nata

499 da Giovanni
,

intorno di tavole, amuiaz7 6 tori selvatici,

tiers signore di Saint-Vallier

era

stata

ta

ta

combattendo a cavallo alla giannete ad uno tagli la testa alla i." botcosa ebe a tutta Roma parve grandispiace.

collocata mollo giovane presso la conlessa

d'Angoulme madre

di

Francesco

I,

ed
la

in seguito era entrata al servizio del-

de. E' realissimo, anzi prodigo; e questo


ni

regina Claudia in qualit di damigella


Il

Papa

E altra
il

volta

ammazz
del Papa,

d'onore.

suo credito e
la vita

la

sua bellezza

di sua

Diano, sotto

manto

salvarono

a suo padre, di cui ella

VAL
In grazia al momento che aiutava ad essere decapitalo per aver seguilo

VAL
li.

1"
,

elidine

Quanto

al

Valentinese

divenne un
de' pi ric-e

piccolo paese formante


chi

uno
il

il

partito del contestabile di Borbone;

ma

appannaggi d'-alcou duca


li

pari del
'

non pot guarirlo


ni

dalle triste impressiogli

regno. Luigi XI
al

dopo

che l'orror della morte


la
tali
i

avea caus'imbians

principe di

Monaco

1641 1 ( 0, (/".) sovrano dei-

sato altaiche intese

sua sentenza. Esse


gli

furono carono

che

in
,

una notte
lo lasci

l'omonimo principato d'Italia, di cui riparlai nel voi. LX1, p. i43, cio ad Onorato II Grimaldi, per essersi posto sotto la prolezione della Francia per sottrarsi

capelli

e fu colto di febbre

"violenta

che non

per tutto

il

re-

sto de' suoi giorni.

Da

ci

venne

il

pro-

dalle

vessazioni degli

spagnuoli.

verbio della febbre di Saint-Fallier.k'

Lo ricevette

dal re in piena propriet per


Inoltre
il

29

luglio

53

Diana rimase vedova

di

lui e suoi discendenti.

Luigi di Brez conte di Maulevrier , che avea sposalo nel i5i4- Cinque anni do-

di Valentinois fu eretto in pariato


cia

ducato diFran1

con lettere patenti del maggio 64^,

8 anni, divenne perduta meli le innamoralo di Diana, che ne avea 37, e che alle grazie
po, Enrico,allora delfino, in eia di
1

poscia dichiarato femminile con lettere

e freschezza della giovent, conservale fino ad un' et molto avanzata, univa doli
di spirito corrispondenti a quelle

de'26 gennaio i643. Questa donazione fu fatta perch il re di Spagna Filippo IV confiscava o confiscar dovea ad Onorato li alcune sue terre nel regno di Napoli e
nel ducato di Milano, allora
la

della

domimi del-

sua figura. Ella


ti.

am

e protesse
i

lettera-

Gli ugonotti furono


lei;

soli

ch'ebbero a
la ri-

lagnarsi di

per conseguenza non


scritti.

spettarono ne'loro
sta

Dopo

l'infau1

morte di Enrico li, accaduta a' o lui55g, ella si ritir nella terra d'A net, dove mor a'2.6 aprile 1 566, lasciando del suo matrimonio con Luigi di Brez due
glio
figlie,

monarchia spagnuola. A questo dono Luigi XIII aggiunse la baronia di Baux che eresse in marchesato, e queir altre signorie che registrai nel citalo articolo. Ivi pure dissi, che avendo Luigia Ippolita Grimaldi, figlia maggiore di Antonio principe di Monaco, nipote d'Onorato II,
preso nel 1 7
1

in isposo

Goyon
il

di

Marti -

di cui la

primogenita Francesca

spos Roberto della Marca duca di Buglione, e l'altra Luigia si marit a Claudio di Lorena duca d'Aumale.
di Valentinois,

gnon, che altri nor, gli port


patenti fu
nel

chiamanoFrancesco Leoin dote

ducato pari di

Valentinois, e nel dicembre con lettere

dopo

la

fu di

nuovo

riunito al

Il ducalo morte di Diana, dominio della co-

ammesso per

pari di Francia

parlamento di Parigi, ove prest giuramento neli7i6. Entrato dunque il ducato di Valentinois nella casa del princi-

rona

di Francia. Nel precedente articolo

non solamente, come


i

gi arcivescovo di

pe di Monaco,
tora porta
nois,
il

il

figlio

Valenza, ragionai di Cesare,

ma

ricordai

titolo di

primogenito tutduca di Valentiil

principali de'molti luoghi in cui parlai

ed

al

presente

lo

principe eredi-

del medesimo, avendo ragionato ezian-

dio di sua famosa


siede
rai
il

Spada

(^.), che pos-

Monaco Carlo OnorioGrimaldi, a grande di Spagna di i. classe, nel 1846


tario di

duca

di

Sermoneta, come narle notizie

maritato

alla principessa

descrivendo

di quella citla

slaine de' conti

t nelP articolo

Velletri. Per

sua

1848 nacque
Carlo.

il

Antonietta Ghide Merode, da' quali nel principe Alberto Onorio

morte

ducato del Valentinese torn alla Francia, ed il re Francesco I vi fece fabbricare la cittadella. Quindi Valenza
il

molto

soili

durante

le

guerre

di religio-

Accaduta la tenibile rivoluzione di Francia nelfiniredel secolo XVII ^decapitalo il virtuoso reLuigi XVI, proclamata la

ne,da'sanguiua.ri e fanatici eretici ugonot-

repubblica e abolito ogni culto dire-

16
ligione, possenti

VAL
ro
g,

V
prolissi. Il

AL
la

armate francesi invasero pi enormi sagrifizi iml'Italia, e dopo posti al Papa Pio VI, coll'armistizio ili
i

tirannico direttorio di Pari*


eventi della guerra e

temendo

gli

vicinanza al teatro di essa del Papa, sta


bili di farlo

Bologna

il

trattato di Tolentino (V.),

tradurre nella badia di

Molk
nuo-

pe'quali dovette rinunziare anche all'oc-

presso Vienna d' Austria;

ma

rotta

cupato stalo

d'

Avignone e

del Venaissi-

vamenteguerraa'tedeschi, divis di mandorlo in Sardegna, ed


colla
s.

no, invasero quindi interamente lo Stato Pontifcio e

ivi farlo stabilire,

Roma, che democratizza-

I medesimi repubblicani francesi, dopo averlo spogliato di tutto e detronizzalo, duramente a' 20 febbraio 1798 Io

rono.

mira d' ingrandire collo stalo della Sede quello del duca di Parma infan-

te di

Spagna, per
vi

piacere a quest'ultima

potenza. Pens pure d'inviarlo in Corsica,

condussero prigioniero

in

Toscana,c\o

perch

rimanesse obliato; finch a

prima

in Siena, e poi nella Certosa di

Firenze, a dove affranto dal male, dall'et eda un complesso di tanle strazianti disgrazie, a' 17 marzo 1799 senza riguardo alcuno, d'ordine dell'irreligioso e

iniquo direttorio di Parigi

fu stabilito

che
cia,

si

strascinasse nel cuore della

Fran-

maggior sicurezza, e ad ulteriore strazio del venerando prigioniero, ottuagenario e infermo, ordin che si trasportasse nell'interno della Francia, non curando le proleste de' medici che correva pericolo di perire nel viaggio. Varcate le orribili balze del Moncenis , tra gli eccessivi rigori della perpetua ueve,giuuse sulla frontiera di Francia, e

per essere pi sicuri di sua innocua

e virtuosissima persona, contentandosi


poi che rimanesse in Valenza nel Delfi-

Briancon fu

lai.' cit-

nato, ove santamente termin suoi giori

che l'accolse a'3o aprile 1799, ed ivi crudelmente gli furono strappati dal fiant
prelati Spina arcivescovo di CorinMaggiordomo, Caracciolo Maestro di camera, ambedue poi cardinali Marotti segretario e altri della Famiglia

ni.

Nella sua biografia, nell'articoloFRANvi

co

ciA,ne'molleplici che
tutto quanto narrai
,

hanno

relazione,

to e

e altamente cele-

brandolo, vale a dire quanto precedette,

accompagn e
cio,

segu il suo eroico sagrifiprecipuamente col veridico e couteuaporaneo JXovaes, Storia di Pio FI; e con

pontificia, cio

il

cappellano Gio. Pio da


il

Piacenza minore riformato e


sai le
i.

Baipas-

Quindi

il

direttorio vilmente risec

mg/Pietro Baldassari segretario del maestro di camera del Papa, che accompagnandolo a Valenza si trov eziandio alla sua edificante morte col suo padrone,
e quindi pubblic
la

spese del viaggio, lo stabil a

1800

li-

re,*da somrainislrarsi da'dipartiinenti pe'


(piali pl

pregievolissima ed

e-

doveva passare; ma il Papa vi supse, non permettendo loro tale aggravio. Per s. Crespi no, Ambrum, Savida per
nes,

sattissima Relazione delle avversit e pa-

Gap, Corps, La

M tire, Vizille,
VI prov
i

giunse

timenti del glorioso

Papa Pio VI

negli

a Grenoble, ove Pio

l'allettilo*

ultimi tre anni del suo pontificalo^ edi-

so conforto d'essergli restituiti


li

nominail

zione seconda corretta e aumentata ,Mo-

prelati e domestici; oltre di trovarvi

dena 1840. Nondimeno per questo


colo
indispensabile qui narrare,

arti-

cav.
di

serbai quelle particolarit eh' era

Labrador deputato da Carlo IV re Spagna di restare presso di lui onde


,

massime

del

diminuire
infalli

soggiorno fatto in Valenza, come promisi , il che eseguir principalmente cogli


encomiati benemeriti storici, nel pi
teressante;
gli,

pene di sua schiavit ed cominci il suo incarico con ottele


,

nere
pa,
i

la

restituzione de' famigliari al Pa-

in-

quali

dappoich i particolari detta(pianto sono importanti nella Relariuscirebbe-

Valenza. Piipreso
s.

per dovevano precederlo a il viaggio, perTullins,

Marcellino e

Romans arriv
luglio, cilt

Valenza
a-

zione, in questi miei cenni

sul

Rodano a'i4

che Dio

VAL
vea destinato per termine di sue sciagure,
ta

VAL

17

me

mirabilmente sostenute con longanie inalterabile pazienza, con tanta gloil

commovente divozione da per tutto fu venerato e onorato Pio VI dalle popolazioni francesi, nelle citt e luoghi di pas-

ria sua e del pontificato. Allora

diret-

saggio e di fermata,

le festive

e affettuo-

torio decret

essere Pio

VI

prigioniero
la
la

se dimostrazioni, quasi

universalmente
I'

di stato, per fargli

sempre pi perdere

acclamato nel chiedergli con fervore


che se ne ricavarono per le
di verse

a-

speranza di riacquistare colla libert

postolica benedizione, e gli ubertosi frutti

sua sede e
di

il

suo trono. Nella cittadella

con-

Valenza era un palazzo con giardino annesso, il quale avanti la rivoluzione a veva servito per abitazione al regio governatore,, e questo fu scelto per albergarvi

versioni: fu

un viaggio

trionfale.

Arriva-

to Pio VI in Valenza, direttamente fu condotto nel palazzo della cittadella , e

subito ne fu chiusa

fa

porta

acciocch

Pio VI. Mg. Spina and a vederlo, e trov che per ampiezza era bastante a tutto il seguito del Papa, ma allatto mancava di suppellettili. Saputosi ci in Valenza, alcune famiglie dell'antica nobilt
francese, e segnatamente la

niuno
usciti

la

ch'erano ad incontrarlo, e l'ebbero poi nelloro citt per un mese e mezzo, solo ne'
entrasse, ed a* cittadini
dell'

momenti
lo

arrivo fu dato di poter-

marchesa

di

sfuggevolmente vedere. Il magistrato dipartimentale con suo decreto dichiar


essere
il

VinSjS esibirono d'im prestare de'loro


bili

mo-

gi

Papa

prigioniere e in istato

prime il magistrato dell' amministrazione centrale della Drme si oppose come offerte di
e masserizie; ed in sulle
aristocratici, finch stretto dalla necessi-

di arresto, perci

non potere

uscir

mai
li-

dal suo albergo, e che niuno senza sua

cenza in

iscritto potesse

entrare nella cit-

tadella e

molto meno nel palazzo. Alla

buoni signori di Valenza fecero tosto a gara in mandare l'occorrente, ed in 48 ore furono del tutto forniti gli appartamenti del Papa e suoi prelati, e le camere pel rimanente dell'assai numerosa comitiva e con tanta abbondanza che si restitu il superfluo. La marchesa di Vins con gran diligenza volle interamente guarnire e adornare ie stanze del Papa, tranne un Crocefisso di legno bene scolpilo, ed un quadro di buon pennello, esprimente Y Ecce Homo. Il r. lo die Cornier commissario del diI
,

t lo permise a tutti.

sua porta pose un corpo di guardie e pi


innanzi una sentinella.

Anche

nel giardi-

no erano alquanti
che
il

soldati, per

impedire
il

popolo

si

adunasse presso
i

muro
im-

della cittadella, e che

preti francesi,

prigionati nel vicino carcere e antico con-

vento di

s. Francesco in odio alla fede e per non aver voluto prestare ilgiuramen,

to civico, salutassero o facessero gesti a'

famigliari delPapa, a'quali mediante carta di sicurezza


fri

permesso uscire e
a piacere:

ritor-

nare nella cittadella


ciolo per

partimento,

uomo

retto e cortese, rispet-

dal palazzo.

amore al La cappella

mg/CaracPapa non sort mai


di questo serv

toso e religiosissimo,offrendosi ad ogni ocle sventure e le pene Santo Padre, ma glielo imped il magistrato repubblicano del dipartimento, bench il direttorio di Parigi al Cornier avesse affidato la speciale cura di badare alle cose del Papa. La pittura, che fu collocata nella stanza da letto, fu sommini-

casione per mitigare


del

per celebrare alcune messe, ma conveniva poi dare la chiave al severo e vessatorio magistrato, che
luse
il

buon Cornier de-

strata dalla

madre

di

Championnet

ge-

neralissimo nell' occupazione di Napoli.

Raccontai neluoghi ricordati, con quanVOI,. LXZXVfri.

con consigliare che si lasciasse aperta, senza chiuderne la serratura, ed id quanto pot fu sempre amorevole; tale pure si mostr Boveron uno de'5 del magistrato. Il Cornier provvide una comoda sdia a bracci uli con piccole ruote, sulla quale Pio VI respirava l'aria aperta nel giardino, non senza amarezza pef

i8

VAL
lo derisoliti

VAL
moslrnrongli generosa sollecitudine d'addolcire l'asprezza delle sue sventure. Parecchi ecclesiastici
,

l'inurbanit e irreligione di diversi soldati, che talvolta bai baiamente devano e schernivano. Ed egli

va

non ostante

la

seve-

l'ingiurie

con perfetta pazienza, e veniva


la

rit de'custodi dell'

augusto prigioniero,
lui.

rattemprata
soldati. 11

pena

di sidalti

affronti,
altri

travestendosi bene, andarono sino a

pel rispello col quale

l'onoravano
di piazza

Tuttaquanla
deva regnare
za.

la citt era

addolorata dalvi si

comandante

in di*

le tribolazioni del

Santo Padre, e
e
la

ve-

verse ore del giorno aggiratasi pel palazzo


,

la taciturnit

tristez-

per indagare se era osservato


i

il

Poco dopo
,

l'arrivo di Pio

VI

a
r

VaSpi-

prescritto dal magistrato. Questi ed


steriori rigori e la vigilanza colla

po-

lenza, dal cav.

Labrador

da mg.

quale

na

al

quale
,

il

Baldassari serviva

come

fu

guardato Pio VI,

si

vollero scusare pel

mantenimento
t,

della pubblica tranquilli-

cominci con vicendevoli noie diplomatiche a trattare degl'indulti


segretario
si

e per evitare turbolenze che suscitar


la

desiderati dal gabinetto di


retto dal

poteva

vicinanza d'Avignone e

del

contado Venaissino, negli anni precedenti tolti dal dominio temporale di Pio VI
s. Sede, e dove le genti di campagna sentendo vicino l'antico loro paterno principe l'acclamavano e Io compiangevano scagliando improperi*! contro i suoi feroci persecutori. Il Novaes descrive quanto accuratamente si vegliava dal

e della

Madrid, dimarchese d'Urqijo gran neonco del clero. Alcune domande, attesa la condizione de' tempi, erano ragionevoli, e si concessero. Altre poco discrete , si modificarono. Altre ledendo di troppo i

sagri canoni e la disciplina della Chiesa,

furono negate. 11 Labrador che avea licenza amplissima di visitare il Papa, volle

tentare di

parlargliene,
i

ma

n'

ebbe

militare nella fortezza e suoi dintorni.

Il

in

risposta: Tutti

monarchi

del

mou-

Papa, poich

in

Valenza

si

fu riposato

un

do non valere a
coscienza; per

farlo operare contro la

due giorni, slava mediocremente bene. Nella mattina avea mente svegliata e serena, diceva
le

piacer agli uomini non


il

voler offendere

Signore, a cui fra po-

sue ore canoniche, ascol-

chi giorni dovea rendere rigorosissimo

tava per l'ordinario due messe, e face-

conio del suo operato. Perci temendo


r

va lunghe e fervosc preghiere alla ss. Trinit; alla B. Vergiue, a s. Pietro, e avendone l' immagini dentro il breviario, le baciava con gran tenerezza. ATanti
il

rog.

Spina che

il il

se, e cos restare

Labrador se ne partisPapa e suoi nell'ini

digenza, manifest

le

sue apprensioni al
,

Papa,

il

quale anzich turbarsene

co-

desinare, di tanto in tanto

si

fa-

ceva condurre nel giardino. Questo era

raggiosamente rispose: * Niuno s'inganni credendo, che noi vogliamo vender l'ani-

come un
dano.
ta

terrazzo che
il

dominava parte

ma

nostra

per prolungarci d' alquanti

della citt e

Onde si
1

magnifico bacino del Rodice che il Papa, la i .' vol-

che fuvvi menalo, esclamasse:


1

Oh che
,

bella vista

suoi sonni consueti

dopo

La provvidenza di Dio non mancher mai di soccorrere chi in lei confida. Sopporteremo l'inopia, accetteremo la morte, ma non fi a mai che congiorni
la vita.

desinato
si

di giorno in giorno
;

con pena

sentiamo a servirci indes trite tionem della

videro prolungare

e svegliatosi, ordi-

nariamente passava
in silenzio,
lasse di qualsiasi

rimanente del d e non gradiva che gli si paril

podest che Dio ci diede in aedificationem". Quest' esempio di fermezza apostolica fu l'ultimo atto del lungo e glorioso pontificato di Pio

cosa.

Nondimeno
letto,

vo-

VI

poich indi
gli

leva nella sera alzarsi di


recitare
il

e co'suoi

a poco, cio Dell'entrar d'agosto,

ven-

rosario. Gli abitanti di

Valen-

za eoo pi'qfcrle di soccorsi d' ogni sorla

ne languore grandissimo e sonnolenza quasi continua, e nausea d'ogni cibo, sic-

VAL
che non poteva pi ponderare n deci-

VAL
per incoraggiare e animare colla di
presenza
i

19
lui

l'aveano fatto trasportare in Francia, che

Labrador consomministr denari anche dopo la morte del Papa a 'suoi famigliari tanto nel tempo
affari.

dere

Con

tultoci

tinu a dimorare in Valenza, e

sentimenti di religione

che

cuore
ne

che restarono in Francia , che nel ritorno loro in Italia. Dimorando il Papa in

sembrava andassero a illanguidire nel di molti. La comparsa del romano Pontefice in Francia fu una successiodi trionfi,

tanto pel suo augusto ca-

Toscana era
lari di

largamente soccorso da alcuni personaggi ecclesiastici e secostato

Germania

e de' Paesi Bassi,

ma

egli se

ne servi pel mantenimento de* nunzi. Inoltre somministrarono grosse

somme
e
il
1'

l'arcivescovo di Siviglia

Despuig

arcivescovo di Valenza Ximenez, ed

nal Lorenzana regol


zioni con inviare
tre
il

governo spagnuolo a mezzo del carditali somministra-

bench dalla quanto ancora per la religione medesima, e nel tempo stesso un attestalo perpetuo della vergogna e dell'impoteuza della filosofia irreligiosa e tiranna. Intanto a' 22 luglio il direttorio di Parigi invi al commissario Cornier l'ordine, che il gi Papa come un ostaggio si trasfeiisse a Dijon, senza
forza tirannica oppressa,

rattere e sublime dignit,

2000

scudi

il

mese,

ol-

fermarsi a Lione,

come

rea di troppo at-

provvedere di tutto che faceva il cardinale la persona del Papa, e dava

taccamento
to

all'altare e al trono, e

che

il

viaggio fosse a di lui proprie spesel Giunil

somme

mg.

Caracciolo per

le

spese

decreto a Cornier intorno al finir


,

straordinarie, ed ancora ne
cardinali. Vi fu

mandava a' persona che die 6000

di luglio

ne avvert

famigliari del Pa-

pa,

ma

al

magistrato lo tacque per al-

scudi per

vaes, che Pio

6 camicie pel Papa. Narra NoVI rispondeva al cav. Lar

quanti giorni. Pio VI avea peggiorato


nella sua infermit', e l'accreditato

me-

brador ed a mg. jVIarotti, che nelle sue tribolazioni procuravano consolarlo, facendogli
riflettere,

dico di Valenza Bartolomeo Blein, che lo

cura va, prognosticava assai sinistramente,


per cui si conobbe anche dal magistrato dover protrarre la partenza, finch l'infermo migliorasse. Questo avvenne durante la novena per l'Assunzione, e nel d della festa il Papa ascolt due messe e ricev la comunione da mg/ Spina. Indi

che

il

suo

esilio, le

sue

sofferenze e la sua rassegnazione, forma-

vano l'epoca
ci sar vero

pi. gloriosa del


i

suo pontifi-

cato, e confondeva
:

suoi nemici.

Tuttodisper-

ma

il
i

quello che mi affligge


l

all'estremo,
si

si

vedere qua e
cardinali,
i

e perseguitati
...

ministri del-

questo prelato

gli

manifest

il

decreta-

Cosa sar mai della mia povera Roma, che ho tanto amata; cosa sar del mio caro popolo; cosa sar mai dell'altare
la

to dal direttorio, e

Pio VI virtuosamente

Chiesa di Dio,

la

Chiesa che debbo


''

la-

sciare cosi sconvolta e agitata?

In tut-

te le provincie d'Europa non si parlava che di Pio VI e de'suoi oppressori, quali non avevano altro in mira che d'avvii

lire

il

culto cattolico nella persona del suo

capo, e degradarlo colle loro incessanti


persecuzioni.

Giammai

per

il

Vicario di

Sar quello che Dio vorr. Veramente speravamo che ci concederebbero di starci qui quietamente a morire. Ma sia pur falla ancora in questo la volont di Dio". Leggo nel Novaes, che i custodi del Papa,vedendolo alquanto sollevato, a' i3 agosto lo pregarono a farsi vedere alla gran quantit del popolo, che adunatosi intorno alla cittadella prorompeva in minacce contro suoi oppressori,
rispose
:

Cristo

comparve s grande

sul trono

me-

se continuassero a privarlo dell'amala vista del Vicario di Cristo.


si

desimo del Valicano, circondato da tutto il suo maggior splendore; onde a ragione
si

Onde

Pio

VI

fece portare a braccia

sino al balcone

confessava, che isuoi nemici non

di sua abitazione, e vestito colle divise di

20

VAL
,

VAL
se

sua dignit, die non lascio mai

non

e Pio

negli ultimi istanti di stia vita, affaccian-

il camauro, che soleva usare in luogo del berrettino bianco, l'a-

VI

trattosi

dosi rivolto al popolo Valentino, con vo-

dor con profonda riverenza. Mg." Caracciolo, standogli a lato, recit per lui
la

ce sonora esclam

Ecce

Homo

gli

compart la sua apostolica benedizione. Mentre conveniva disporsi alla partenza,


a*

professione di fede; ed
,

tissimo ascoltava

e col

il Papa attenmoto del capo

16 agosto

il

Papa

fu

trovato langui-

indicava

la

sua pienissima sommissione


s.

dissimo, ottenebrato nella mente e nausea ti ssimo <T ogni

agl'insegnamenti divini di

Chiesa. L'ul-

alimento, per cui


vi

si
il

dilazion

il

viaggio e
Il

acconsent

giuramento: Sic me Deus adj uvei, et haec s. Dei Evangelia , le


time parole
di

ministro dell'interno.

18

volle alquan-

pronunzi

di sua bocca,

come accompa-

to alzarsi dal letto, e tentare col p.

Gipro-

gn

le

parole del Confiteor recitato dal

rolamo Fantini
nunziava fuor
di

trinitario del
l'uflizio;
i

riscatto,

p. Fantini,

rispondendo
in

Amen
il

suo confessore, di dire

ma

preci dell'assoluzione. Dipoi

luogo

versetti de'salmi

Spina, tenendo

mano
il

alle due r quando mg. ss. Corpo di


:

che sapeva a mente. A' 19 miglior, mostr animo sereno e gust il cibo; ma dodesinare venne assalito da singhiozr vomito e diarrea, onde il d. Blein vedendo che ne'seguenti giorni il male progrediva avvis del pericolo. Si chiam pertanto da Grenoble il d. Luigi Duchadoz, che a'^3 cominci colPaltro medico

Cristo, disse l'annunzio sublime e soave

Ecce Agnus Dei,


to a dire
il

po

il

Papa cominci subiDomine non sum dignus, e

zo,

intero lo ripet 3 volte.

Dopo

il

fervoro-

so ringraziamento,
se voleva fare

il

p. Fantini gli disse

qualche disposizione a beil

neficio de'suoi famigliari. Rispose

Panel-

pa

Siamo molto grati a

tutti.

Ma

a curare
ria
lori
piti

il

Papa

della violenta dissente-

l'attuale nostra posizione,

che possiamo

mucosa

e sangunea, senza per do-

r noi fare? " Poi, fatto venire rog. Spina,

per l'insensibilit degl'intestini, col-

gli

domand

se

mo

ancor essi dalla paralisi che all'inferavea mortificato il corpo dal mezzo
da quando dimorava in Tola dissenteria
si

e udito che alcune


in Italia
farle

avea denaro per disporne; somme donate dalla

piet d' alcuni tedeschi, erano depositate


,

in gi, fin

per mancanza di
in

modo onde
ingiunse di

scana. A'

27

cambi

in

giungere
il

Francia,

g'

lienteria, sicch le cose eh' egli riceveva

compilare
cuzione, e

codicillo,

che

sottoscrisse di
1'

per bocca, immantinente le evacuava affatto indigeste. Non avea febbre, ma e-

sua mano, ne commise al prelato


si

ese-

legge nel Daldassari.


i

Conlegati
,

strema debolezza; per cui di mano in mano che all'infermo mancavano le forze corporali, gli si attenuava la voce. Per l'a-

fermato l'anteriore testamento e


in esso lasciati

ad alcun famigliare
con
lui

se-

condo

le

proprie forze, dispose a favore

nimo suo

si

rasseren, cess

la

sonnolenza
l'idee, e

di quelli parlili

da

Roma

e in at-

letargica, svegliate e giuste

ebbe

tualit di servizio, esclusi quelli presi

do-

sino all'ultimo respiro fu in perfetti sen-

po
la

la

sua partenza da Firenze. Oltre al-

timenti, bench nell' ultime

24

ore del

spesa del viaggio per tornare alle prola paga di ruod'un anno, indi inoltre nominatamen-

suo vivere sopravvenne

la

febbre inter-

prie case, a tutti assegn


lo

rottamente. A' 27 dovendosi il Papa comunicare per Viatico, si fece levare dal
Ietto e
tosi,

te dispose. A'nostri

due

aiutanti di ca-

porre nella sua sedia, e confessaassunse il rocchetto, la mozzetla e


L'aieivescovo Spina, preceduto
cappella poll la
Eucaristia,

mera Bernardino
relli

Calvesi e

Andrea Monella

(poi 2.

aiutante di Pio VII), oltre a


il

la sloia.

ci che

secondo

costume

nostra

dagli altri ecclesiastici con candele accese, dalla


ss.

piccola eredit possa loro appartenere, in-

tendiamo delle nostre

suppellettili

la-

VAL
sciamo
stiario
Ittita la

V A L
se la

nostra biancheria e ve11

rimanente poi di tuts da tavola come da letto, eccettuato un servizio da tavola nuovo, ricevuto da Noi, allorch erar vamo in Siena, da mg. Erskine, si divita la nostra

da dosso.

con alletto alz la destra e facendo 3 segni di croce benedisse


conoscenza
,

biancheria

der fra
tori,

il

nostro scalco e
il

nostri scopa-

decano, cuoco e credenziere, avuto riguardo al grado loro e anzianit, e

compreso

suoi, che si struggevano in lagriamore. Passati 5 minuti, con santo transito il gran Pio VI rese la sua bel* l'anima a Dio, a'29 agosto 1799, at* ua ora e circa 3o minuti del mattino. Contava anni 81, mesi 8 e giorni 2 d'et, e di
tutti
i

me

d'

ad arbitrio dell'esecutore

della

pontificato anni 24, mesi 6 e giorni 4, il pi lungo dopo s. Pietro, e qual martire
1

presente disposizione. Al p. Gio. Pio da

della

moderna
:

filosofia,

come

dice ilBal-

Piacenza, attuale nostro cappellano


al p.

ed

dassari

Girolamo Fantini nostro confessosecolarizzati

blicato a Parigi

re,

ambedue

da Noi nel no-

VI,

in

pub' dopo la sua morte: Pius sede Magnus, ex sede Major, in


ina ripeter l'elogio che fu

stro viaggio, e che con tanto


il

amore

ci

coelo
sto in

Maxima.
tutti

hanno prestato loro servizio, lasciamo oncie 3oo d'argento per ciascuno, per una
il

Dell'effigie di Pio VI toFrancia se ne fece un grandissimo

numero, e
rono.

ansiosamente l'acquistal'epigrafe:

sol volta,

non comprese
si

le

spese per

Una avea

Pio

VI som-

loro ritorno. Tutti gli argenti e le al-

mo

Pontefice, morto in cattivit. Era cir-

tre cose preziose che

trovano attual,

mente

essere di nostro uso


,

ma non
stemma

di

corona

condata da foglie di palma intrecciate a in segno di martire. Nella bio,

nostra propriet

aventi Io

de'

grafia di Pio

Vie ne'Iuoghi

in essa ricor-

nostri predecessori o nostro, intendiamo

dati descrissi, oltre l'edificantesua

morte

che

tutti

fedelmente siano
il

resi al
ci

nostro

e l'elogio di sue

magnanime

virt, la se-

successore. Tutto
tiene,
si

di

pi che

appar(i

zione del di lui cadavere eseguita egre-

consegner

a' nostri

eredi

ui-

poti cardinale e duca


stesso

Brasch)". Nello
medici dichiararo-

giamente dallo scopatore segreto Filippo Morelli , che prima avea studiato la chirurgia, in

giorno de'27

uno all'imbalsamazione,
,

alla

no
il

male incurabile e che fra pochi d Papa morrebbe. Il breve tempo che
il

presenza di tutta la famiglia

operazioni

sopravvisse, lo pass in fervide orazioni,

durate 8 ore; come posto nella cassa mortuaria con iscrizione riferita dal Baldassari, e

a'28 ricev da mg. Spina l'estrema unzione, estremo conforto de'fedeli, conti-

temporaneamente col vaso de' Precordi deposta nella stanza sotterranea sotto la cappella della

nuando

il

tendo: In

le,

Papa le preci e sempre ripeDomine, speravi: nonconpiccolo Crocefisso, lo

cittadella
I

e difesa

con incamiciatura di muro.

funerali no-

fundar
posto in

in determini. Essendogli stato

vendiali celebrati in detta cappella, tra le

mano un

dimostrazioni di dolore e di divozione de*


valentini; l'esequie onorevoli fatte in tut-

tenne sempre stretto sino ai cominciar di sua corta e placida agonia, baciandolo di
frequente teneramente. Nella sera peggior e alla molestia del singhiozzo si ag-

nemici
la

giunse quella del catarro. Perdouali i suoi 1' assolu, ricevuta dal p. Fantini

che lo pianse. Frattanto reduce dalla spedizione d'Egitto, l'8 ottobre sbarc a Frejus Napoleone Bonaparte, e indi si rec a Valeuza con alle^
ta la cristianit

grezza e speranze de' valentini

essendo

zione sagramentale, e da
in articulo moriis
il

mg/ Spina

quelpie-

ormai da
pubblica;
part per

tutti odiati
vi si

reggitori della re-

con indulgenza

trattenne

24

ore, ed a'

na ria,
tare
i

detto confessore cominci a reci-

Lione e Parigi

col general

io A-

le

preci della
,

raccomandazione delil

lessa no" ro Berthier.


'

Nel suo breve sog*olle vedere la

'anima

ed innanzi che

Papa perdes-

giorno a Valeuza

&nu~

32

VAL
nel
1

VAL
80
t ,

Papa, la trailo con promettendo il cortesia e benevolenza suo patrocinio , sia pel libero loro ritorno in Italia, sia per portare il corpo del Papa a Roma. Fosse o no che li favorisglia ecclesiastica de)
,

in
il

nome

del

Papa domand a

Napoleone

corpo e i precordi di Pio VI, e l'ottenne. Di conseguenza, nella notte de'^3 al 24 dicembre fu disotlerrala la cassa morluaria e il vaso de'precordi,
gio a

se, ne'

primi del seguente novembre ebi

e consegnali al prelato (ch'ebbe nel viag-

bero

tulli

passaporti, restando a Valenle

compagno
egli

il

p.

venerande spoglie di Pio r r VI , mg. Spina e mg. Malo cameriere r segreto. Mentre mg. Spina implorava licenza di trasportare il pontifcio cadavere , Napoleone divenuto i. console e di fatto monarca, a'3o dicembre 1799 decret. Che il cadavere di Pio VI si seppellisse in Francia cogli onori usati co' morii suoi pari e sulla sepoltura si coza a custodire
,

vita e poi cardinale,

Carlo Caselli sersecondo Cancellieri,

anch'

essendo stalo inviato a Parigi

pel concordato) a' io gennaio 1802, il quale la

su carro funebre

li

condusse seco, tra


in
i

generale divozione de' popoli. Narrai


il

pure
fici

solennissimo ingresso

Roma
magni-

degli avanzi mortali di Pio

VI,

funerali celebrati in

s.

Pietro da Pio

VII, praesenti cadavere, con Orazione

struisse poi

indicasse la dignit
to.
Il

un monumento semplice, che ond era stato insigniprelato Spina imped che ci si e,

funebre j
tempio
,

la

tumulazione
che anco nel
la

in quel

sontuoso
>

di

voi.

LX1 V

p.

Ii4, dopo

ricognizione del cadavere.

seguisse dal vescovo costituzionale di Gre-

Questo

fu trovato intero,

ma
il

contraffatto

noble e dal clero simile di Valenza

ri-

nel volto. Agli obiti

onde

cadavere era
r

pugnandovi pure
contentarsi de'

prevaricatori e scismatici;
soli

buoni valenti ni, come ma bisogn


onori
civili

stato vestito in Valenza, furono sovrap-

e militari,

ommessa ogni ceremonia religiosa, bens con grande accompagnamento e molli segni di duolo, e non quanto alla pompa fu
in tulto eseguito

mg. Lante tesoriere generale mise nella cassa una borsa che conteneva le monete coniate
posti gl'indumenti pontificali.E
,

nel pontificato del defunto.

Indi chiusa
,

nuovamente
si

la cassa co' soliti sigilli

vi

l'annunziato dal
dui Baldassari, e

aggiunse sopra una piastra di piombo

programma, riprodotto
p.

dal Cancellieri nella Storia de possessi,

con questa iscrizione. Pius VI, P. M. Valentia apud Rhodanum - Adbasi*

4'7> con
il

a ^ t,e notizie. A'


di

3o gennaio
e quivi

licarn

s.

1800

corpo

Pio VI dalla cittadella

fu portato al cimile rio


sotterrato.

comune,

Die xvii februari mdcccii. po la cassa fu posta presso il


s.

Petri- Solemniler trans latus A suo temsepolcro di

Neppure
,

vi

fu posto segno al-

Pietro, innanzi alla cui confessione eil

cuno

sul sepolcro
,

per cui natavi sopra


si

levasi

gi ricordato

monumento;

e sic-

dipoi dell' erba


sito preciso

non pi

distingueva

il

come
p.

l'iscrizione l'avea indicata lo stesso


la ri portai nel voi.

ove giaceva. Ed allora mg.

Papa,ecolNovaes'
1 ,

XII,

Spina
lia: la

rec dal sagro collegio in Itasua biografia va tenuta presente,


si

poich si rannoda con quanto vado in breve narrando; ma pochi argenti pol condurre seco, impadronendosene la repubblica francese, quali propriet del papato
1

3o qui riproduco la scolpita. Pius VI Braschius Caesenas Orate pr eo. Tuttavolta apprendo da Cancellieri, che l'iscrizione fatta da Pio VI fu posta sul luogo ove giace la cassa morluaria; mentre
quella qui riferita scolpita nel zoccolo

Elello Pio VII, raccontai nella biografia del predecessore, che a mezzo di

mg. Spina inviato a

Parigi per trattare


il

il

che serve di base alla di lui statua colossale summentovata. Dice lo stesso Cancellieri che il vaso de'precordi dovevasi portare con quelli degli altri Papi nella chiesa
de'ss.

celebre Concordato,

quale fu concluso

Vincenzo e Anastasio, ora de'A///-

VAL
stri ifrgV Infermi (F.).

V AL
Tale vaso
ilei

23
i

suo

ti

parole, n Ragguardevoli deputati. I

domand
gno
ia
il

cuore e delle sue viscere instantemente lo a Pio VII il governo francese, per la cilldi Valenza, e con sommo impevescovo Recherei, e l'ottennero; per

francesi,

ma

specialmente

valentiui, vi-

cui nella biografia di Pio

VI narrai pure
,

pompa

colla

quale

precordi, per cusi


i

ra dello Spina divenuto cardinale

ri-

dero mal volontieri la traslazione della spoglia mortale di Pio VI , della quale voi adesso ci riportate una porzione. Egliuo si consolauo per questo ritorno, del quale debbono essere grati alla bont del Santo Padre, alle cure del cardinal Spina, ed al favore speciale del governo fran-

portarono a Valenza, accogliendoli Valentin con divoto giubilo a* 29 marzo

i8o3,

e collocandoli nella suddetta cat-

che ne fece domanda mediante il suo ministro residente in Roma. Se voi


cese,

tedrale.

A compimento

della

narrativa,

tornate alla metropoli del

mondo cristiala re-

compendier la relazione pubblicata dal Biddrtssari. Tale arrivo fu annunziato col snono d'un'ota delle carapaue. 11 vescovo
Recherei fece incontrare il convoglio funebre da 3 deputati a Monteliiuar, ed
i

no, direte al

Sommo

Pontelce,che

ligione cattolica e apostolica

romana

ri-

nasce in Francia sotto felicissimi auspicii.

Questo concorso di fedeli che voi vedete, annunzia in modo autentico ii loro affetto alla religioue de' uoslri

comandanti
l'acculsero

militari colle autorit civili

padri e alla

all'

estremit del borgo Saulil

nires.La carrozza che portava


misino, V accompagnavano
di

prezio-

memoria na u, uno

di

Pio VI

". 11

cittadino Rubi-

so deposito era coperta di velluto cheri

de' commissari di Tolone, improvvis una risposta, in cui fra le altre

commissari
concorso.

cose dichiar.

>*

Roma

e Tolone, e fu tenerissimo spetivi

portante commissione,
ci

Onorati essendo di s imci reputiamo feli-

tacolo la calca del popolo


JNel

che intatto

vi

consegniamo
il

il

deposito
s

suo ingresso

in

Valenza suonarono

a noi aflidato.

Siamo

stupiti di

grati

tutte le

bo
di

del

campane delle chiese,al rimbomcannone. La pompasi componeva,


di tutte l'amministrazioni,
vestite di

concorso di
ri

fedeli,

quale certamente de-

va dal rispetto ch'essi portano all'obbiet-

degli

uii/.iali

to

3oo damigelle
,

bianco con
e cittadini

che ci ha adunati, dalle vostre virt, o r mg. vescovo, e dal buon esempio del voi

cintura nera

di

molle

dame

stro clero". Indi

canti lugubri, prescritti


l'

in abito nero, delle autorit giudiziarie

dal rito della diocesi, annunziarono gresso del cuore e viscere di Pio

in-

civili,

degli avous, degl'ingegneri, del

VI

nella

degli

magistrato comunale, della prefettura e ud zi ah militari. Questa comitiva

chiesa cattedrale.
zio,
il

La maest

dell' edili-

modo

ond'era apparato, 3oo e pi

ta

venne dalla strada maestra sino alla pors. Felice, poi per la via medesima sino
per
la

ceri accesi, la moltitudine de' fedeli

alla piazza dell'Erbe, iudi

piazza

della Libert

pervenne

alla cattedrale
il

per

la

porta maggiore, ov'era

vescovo

in abiti pontificali e

con paramenti neri e paonazzi. L' urna con-

49

ecclesiastici

che da 3 ore e pi vi stavano congregati, rapivano T anima in modi tali che si pu sentirli, ma uon mai spiegarli. Giunta ia cassa nel coro, si pos sopra un mausoleo costruito in buonissimo stile. Otto urne funebri, fiammeggianti e frammesse a
,

tenente

precordi di Pio VI, posta sopra


di nero,

molti ceri accesi, insieme con questi face-

una barella parata


clesiastici. 11

venne porta*
i

vano risaltare l'eleganza

del cenotafio.

Le

ta nel vestibolo in cui stavano

detti ec-

dame

e damigelle di Valenza, con som-

vescovo ne fece la ricognizio-

ma
re
sti

cura e divozione attesero ad orna-

ne con alto notarile, indi alla presenza de' commissari di Roma e Tolone, delle autorit e della moltitudine, disse lesegueu-

tal

monumento. Collocate
si

a'
il

loro po-

l'autorit costituite,
si

cant

vespero

de' morti, e poi

fecero le

5 assoluzioni,

24
ed
in

VAL
ultimo
si

VAL
di custodire
il

commise

deposito a due ecclesiastici in cotta ed a

avente nella parte superiore ricamata in oro la Croce, e nella parte anteriore il triregno.

due

laici,

quali passarono

la

notte in
r

Ad
il

onta della lunghezza della fun-

preghiere. Nel d seguente all'ore 9, mg. vescovo si condusse col clero in coro a

zione e

gran concorso

de'fedeli, perfet-

ta fu la quiete. In questa occasione le

da-

cantare

1'

uffizio de'

morti, e alle ore

me
no

e damigelle ragguardevoli

a favore

coll'intervento dell'autorit costituite in

de'poveri fecero una questua, e versaronella cassa di beneficenza la ricavata

abito formale, e di grandissimo concorso


de'fedeli,
si

celebr
il

la

messa solenne. Do-

considerabile

somma.

11

prefetto e

le

au-

po il Vangelo
tis

prete francese

Dufau For-

torit civili e militari

gareggiarono uella

deputato e commissario, chein Civitaprecordi, stando a pie dell'altare

l'onorare
za.

deputati e in ogni occorrenil

vecchia da'prelati Vaticani ricev in con-

Quindi

Baldassari riproduce
il

re-

segna
recit

lazione,

come

cuore e

le viscere di

Pio

una parlata e
di

la
il

Fedeli
d
i

Valenza,

concluse con dire. Santo Padre esaui

VI furono
le

riconosciute, e poi collocate

con solenne funerale nel


racchiude, ed eccone
1

monumento che
sunto. A' 19 ot-

vostri voti. In tutti

luoghi pe' quali

il

passammo, la vostra sorte era lodevolmente invidiata. Questo sagro pegno dell'amore che a voi porta
fice,
il

tobre 181
cattedrale

mg.' Recherei convoc nella


canonici e que'della fabbrica

Sommo Pontevostra upiet che


la

di essa, significando loro di voler fare in-

oh confermi ed
s.

assodi la

nalzare

il

monumento

di

marmo

desti-

pione colla
ti".

Sede, e conservi

nato dal governo imperiale a racchiudere


i

voi mostrate oggi in

modi

cos segnala

precordi di Pio VI, e perci doversi


visitare la cassa
la ricognizione.

Poi comparve in sulla cattedra di verit il celebre oratore Mila vaux confidentissimo del vescovo, e recit l'orazione fu-

prima
farne
pella

che

li

conteneva e

Entrati nella cap-

nebre

di

Pio VI, colla cui eloquenza ecci-

no

intatti

ove erano stali collocali, si trovarolai/ cassa; due sigilli vescovili


i

t in ogni cuore dolcissima


Stabil per principio
,

commozione.

ei due della municipalit di Valenza; la


2." cassa di noce; la coperta della 3.
a

che qualsiasi uomo non grande veramente, se non in quanto grande dinanzi a Dio. Poscia percorrendo la vita del medesimo Pontefice, fece bellissima e verissima applicazione del-

cas-

sa co'

sigilli

del cardinal

York

arciprete

l'accennato principio. Finita


lenne, e fatte di

la

messa

soil

nuovo

le

assoluzioni,

Vaticano e due del capitolo Vaticano. Aperta la 4-* cassa, meglio vaso o urna di piombo, contenente il cuore e le viscere di Pio VI, si trov intatto il sigillo di mg/ Caracciolo suo maestro di camera.
Indili vaso di

prezioso deposito fu trasferito processio-

piombo

fu

chiuso e

risal-

talmente nella cappella destinata per custodia temporanea, ed ove fu posta una

dato. Osserv P architetto Ricaud che lo

spazio preparato nel

monumento per

ri-

lampada ardente d e notte,tnch il mausoleo che do vea racchiuderlo fosse compito per collocarlo stabilmente nella stessa
cattedrale,

porvi

il

vaso di piombo non era

suffi-

ciente, perci propose di collocarlo sotto

del

governo francese avendolo commesso inRoma allo scultore Laboreur (onde onorai e questa vittima augusta delil

co' canonici

convennero il vescovo Quindi a' 1 1 ottobre dello slesso 181 1 rag/ Becherel,
ci

medesimo, e
ed
i

fabbriceri.

invitali

il

capitolo e

fabbriceri Della cat-

la

persecuzione religiosa, ed a servire di riparazione alle crudelt esercitate contro il


de' fedeli,

tedrale, sigill col proprio sigillo in


versi luoghi
il

di-

vaso de'pontilcii precordi,

comune Padre
J aulir et nelle

come

osserva

il

ed alla loro presenza fu riposto nel luo-

sue Mcmoires).

La

cas*a fu

coperta cou drappo di velluto violaceo,

go determinato, faceudosi le consuete sagre ccremonie. Finalmente a'25 ottobre

VAL
si

V
Iosa

AL
la sedia di

a5
appoggio,

celebr nella cattedrale di Valenia so-

memoria.

lenne funerale, per la dedicazione del monumento consagralo alla gloriosa me-

nella quale

il 29 agosto 1799 spir Pio VI d'immortale memoria (l'accurato e

moria del

Sommo

Pontefice Pio VI, ed


si

testimonio oculare

mg/

Baldassari, co-

a tale effetto nel coro

eresse decoroso

me anche
letto,

il

Novaes, all'erma che mor sul

catafalco ornato dell'insegne pontificali.

narrando.

Alle ore io tutte l'autorit


ri

citili,

milita-

distese e
to,

Dopo averci benedetti, abbandono le braccia sul leu-

e giudiziarie recaronsi nella cattedra-

e gli usc dalla

mano

il

Croce/isso j
letto,

le,

e siccome era stato invitato a presiealla

ed inginocchiati intorno al

dopo 5

dere

ceremonia

il

cardinal Spina,

il

vescovo accompagnalo dal capitolo e dal


clero della citt e contorni
,

minuti spir. Bens sulla sedia prese la comunione a'27,e volle sedervi la mattina del

ricev alla
il

28

per cambiargli

il

letto in al-

porta della chiesa

il

cardinale,

quale

tro polito,

ma non

trovandosi pronto, a

assistito dallo stesso

d'

vescovo e da quello Avignone, celebr pontificalmente la


11

messa.

canonico Bisson segretario del

mezzod convenne ricoricarlo nel suo letto. La buona signora Bollami gli port medici nou vollero che si il suo, ma
i

vescovato di Valenza, recit un discorso

proprio della funzione.


concorso de'
teneriti
te e patetica
fedeli, tutti

Immenso
la

fu

il

mostrandosi

in-

venerando infermo). Qualche mese indietro fu venduto con lutto castello del sig/ De Maccarlhy: iu il
rimovesse
il

sommamente, per
VI
fece
il

commovenIl

esso trova vasi l'oggetto di cui

abbiamo

narrazione che delle virt

parlato.

11

sig/ ab.

De

Barjac canonico

di Pio

facondo oratore.

fu-

onorario della cattedrale di Valeuza volle

nerale termin colie


tutte le

solenni assoluzio-

ni prescritte dal pontificale, e suonarono

calo in una

campane

delle chiese della citt.

ad ogni costo comprarlo, e l'ha collocamera del suo castello di Monllosier. Si sa che il Sommo Pontefice

Mg/

Becherel sul

monumento

fece scol-

prigioniero del direttorio nel palazzo

pire la seguente iscrizione.

Sanata Pii

detto del Governo,

non trov

iu questq

VI redeunt
tenet
Icnliae obiit,

Praecordia Gallisi

Roma

Corpus j Nomenubique sonai. Va29 Aug. art. 799. Le suppellettili ch'erano servite a Pio VI nel
1

suo carcere alcun mobile. Le pietose dame di Valenza riunironsi insieme, e vennero modestamente guarnite le camere e
l'appartamento
la

dell'illustre Poutefice. Al-

suo soggiorno nella cittadella, ed altri oggetti di


ti

suo uso furono riguardati e tenu-

come memorie illustri e divole. Notai nel voi. LUI, p. 108, che mg/ Chatrousse vescovo di Valenza, possedendo
la

pic-

Pio VI le autorit resero alle dame di Sacy i mobili (la sedia a braccioli colle ruote, di cui parlai pi sopra, la somministr il Cornier; pu darsi che l'avesse da tali dame), che avevan dato,

morte

di

cola pisside che


colla
ss.

il

Papa
la

soleva portare

fra'

quali eravi la sopraddetta sedia, in

Eucaristia sospesa sul petto nel


,

cui Pio
ni

VI aveva passato

gli

ultimi gior-

doloroso viaggio

don

al

Papa Pio

(questa proposizione esatta). La fa-

IX

(V.)

il

quale ne fece lo slesso uso io

miglia del sig/ Maccarlhy l'ebbe in ere-

quello memorabile di Gaeta, con partenza segreta dalla sua sede, per non essere

esposto a nuovi oltraggi de'decnagoghi e


de'faziosi riuuilisi in

Uoma.

Il

Giornale

di

Roma

del

85

a p. 730, riporta la

Sacy, da cui I' ha soprannominato ecclesiastico acquistata. Questo fatto mi ricorda una visita che feci negli appartamenti e nelle camere ove mor l'illustre Pontefice Pio VI. Dopo adit dalle signore di
il

seguente notizia. In un piccolo castello


a mezz'ora di distanza
vasi

ver letto 1'importanli


dice in esse, che

da Valenza,

tro-

Memorie del cardinal Pacca (questo insigne porporato

attualmente un mobile di assai pie-

neh8i4 stando

per tur-

26

VAL
slato pontifcio e

VAL
re l'adozione della sua Liturgia^ del suo
Uffizio divinof /^.J.Nuova invasione dello

imre in Italia, aveva divisato di passare per Valenza, e visitai^ come santuario la camera in cui era morto Pio VI,ela chiesa in cuifu prima sepolto j ma come dissi, non fu sepolto in chiesa. Non che
raccogliere notizie sugli

del suo sovrano,

Valenza

lo

nuovo imprigionamento dovevano fare rivedere spettacolo d'un altro Papa

ultimi avveni-

deportato, Pio

FU. Lo

narrai alla sua

menti di quel S. Pontefice; ma gli convenne deporre questo suo desiderio affine di raggiungere prestamente Pio VII), desiderava di vedere la citt di Valenza e
di visitare
il

biografia, rilevando che tra'suoi famigliari

enumera vasi per singoiar coincidenza


con
tale uffizio era slato col

quel Morelli i. aiutante di camera, che


ivi

predeces-

palazzo ov'era stato prigio-

ne

il

Vicario di Ges Cristo.

Un

rispet-

A' 6 luglio 1809 Pio VII fu arrestato nel suo palazzo Quirinale, e dasore.
gl'

tabile vecchio,

con cui avevo fatto cono-

imperiali francesi condotto in

Fran-

scenza dopo esser giuuto in quella citt,

cia.

Racconta
,

il
,

suo benemerito storico

appag mi egli

mio desiderio,accompagnandomostrandomi la desiata cameruccia. La mia guida era in relazior ne col medico del sig. Labrador ambail

Artaud

t.

cap.

59

che quanto pi

stesso, e

avvicinavasi alla Francia, tanto pi l'en-

sciatore di Spagna.

Il

sig.

Labrador

ave-t

va accompagnalo l'augusto prigioniero a Valenza, ed il suo medico curando pure proil Papa, die agio al mio amico di
strarsi

tusiasmo aumentava. Lo dimostr precipuamente Grenoble nel finire di detto mese. Improvvisamente arriv l'ordine di partire per Valenza. Ma il Papa giunto in questa citt , non ebbe la permissione di visitarvi
to a Pio VI, per
il

monumento

innalza-

pi volte a'piedi del Pontefice. Aio in

averle benignamente

veva

dunque

conseguenza un eccel-

concesso

di lui precordi.

Dovevasi di-

lente Cicerone, e ben


li

sentimenti dovessi

comprende quaprovare. La mia sorsi

rettamente da Valenza passare ad Avignone, e convenne ubbidire; indi pel contado fienaissimo, per Aix. e Nizza fu con-

presa per fu grande, allorch invece di

trovare una cappella, non vidi neppure un inginocchiatoio! " Mi giova sperare,

dono a Savona
go

(F.)

stabilita per luo-

di sua prigionia.

che

l'illustre
il

vanta

Valenza, che ben a ragione soggiorno fattovi da Pio VI, e di


il

La luce
lenza da'

del

Vangelo

fu portata in

ss.

Felice prete, Fortunato

Vaed
s.

possederne

cuore e

le viscere, vi

ripa-

rer; e sar segno della gratitudine de'

achilleo diaconi (^.), per ordine di Ireueo vescovo di Lione e discepolo di


Policarpo vescovo di Smirne,
dagli
cis f

s.

buoni

cattolici, e degli

ammiratori prin-

come

si

ha

cipalmente, presenti e futuri, di quel magnanimo supremo Gerarca. Le quali mie

A et Vitae et Martyrii ss. FcliFortunati et Achillei auctore coevo y


i

sperauze

le

credo fondale e convalidale


la flo-

in Vitis ss. 2 3 aprilis, presso


si.

Collaudis.

dal progrediente spirilo religioso che e-

Eadem ex

Mss. Trevirensis

Mala

ininentemetile grandeggia in tutta

ximin, cimi

Comment. praevio,

et notis

ridissima Francia, e quale con affettuosa

Godofredo Henschenio. Predicarono


fede cristiana in Valenza, ed
ivi co'

espansione d'animo riverente vado cele-

loro

brando all'opportunit; massimamente


per l'operato del venerando Episcopato e del rispettabile clero francese, che ri-

fervorosi discorsi avvalorati dalla costan-

za de'molteplici miracoli, convertirono a

spleudouo

iu

gareggiare nella piet, nel-

la dotti ina e nel zelo mirabile;

non che

per tenersi strettamente uniti alla cattedra di


s.

Ges Cristo gran numero ili idolatri. Essendo Cornelio giudice o magistrato di Valenza, per la persecuzione de' cristiani ordinata dall'imperatore Settimio Severo,
li

Pietro, e persiuo col ripristina-

fece imprigionare e quiudi

marti-

VAL
rizzare nel 2
1

VAL
1

27

,che altri ritardano al 2

2.

Leggo

nel Cecconi, Dissertazione sulCo


ss.

rgine dell' Alleluja, che i

Felice, For-

tunato ed Achilleo s' invigorirono a superare! tanti atroci supplizi del loro martirio
,

da Sisto V, come scrivono alcuni, ma o da Innocenzo XI nel 1G87 come vuole Commaoville, o da Innocenzo XII nel 1692 secondoch alferuia Novaes, che aggiunge essere ambedue vescovi coni

col ripetere spesso

il

cantico del-

ti
il

delle loro citt,

Y Alleluja. Nel luogo ove furono sepolti veune eretta una cappella o chiesa. Dipoi
le

vescovo di

ed avere di rendita, Valenza 16,000 lire, e


di
s.

1
il

5,ooo quello
il

Diez.

Veramente

loro reliquie furono trasferite nel-

vescovo di Valenza anticamente assutitolo


i

la cattedrale di

Valenza,

la

quale in se-

meva
pi

di conte di

Valenza e ne

guito ne die notabile porzione ad

un
le
ss.

si-

esercitava

diritti,

tnn negli ultimi lem-

gnore della casa diBoucicaut, che


pose nella chiesa de' religiosi della
nit.

de-

Tri-

Ma

quanto rimaneva

in

Valenza di

questo prezioso deposito,


notti sul declinar del

fu abbrucialo

e disperso dalla rabbia de'calvinisti ugo-

XVI
i

secolo. In que-

sto

che corre, poterono

valentini avere

una

piccola porzione delle reliquie collo-

cate in Ailes, e le venerano con gran-

dissima divozione nella cappella

dell'

o-

spedale, e celebrano la festa di questi lo-

ro santi tutelari a'23 aprile. Riferiscono Movaci e Cancellieri, che il cadavere di

non godeva pi che il dominio utile. Gallia Christiana t. 4>p1108: Valentinenses Episcopi et Cornitcs. Dominatur autem Episcopio titillo Comitis Castronovo ad Isaram, Alexiano Monti Generis Auriolo 3 M'irmandae, Bellimonti, et Subdioni irnperahat nomine Principatus 3 sed distraet est haec toparchia per Monliiciuni Episcopwn cimi facultate Sumnii Pontificis, ut con/lare tur pecunia RegiaClero persolvenda. I vescovati di Valenza e
Si legge nella
, } t

Pio VI fu deposta sotto


la cittadella di

la

cappella delstati

Valenza, dov' erano

s. Diez restarono suffragatici di Vienna sino al concordato del 80 , pel quale Pio VII avendo soppresso la dignit

di

gi sepolti

ss.

martiri Felice, Fortuuato

metropolitica di Vienna, dichiar

il

ve1

ed Achilleo. La sede vescovile vi fu eretta nel IV secolo, e sino dal suo principio fu
illustre,
si

scovo

di

scovo di

Valenza suffrasatieo dell'arci* Lione; quindi col breve Novani


,

poich nel medesimo nella citt cominci a celebrarvi importantissimi


a
i
.

de Galliarum dioecesibus de' 24 settembre 182 1, Bull. Roni. cont.t. i5, p.

provincia ecAppartenne alla clesiastica Vienna, e sino dal detto secolo


concili!.

45 1,

fusuffraganea della metropoli di Vienna.

Valenza dalla I' assegn a quella d'Avignone. Inoltre col breve Nosottrasse la sede di
di

metropolitana

Lione

Nel 1275 recandosi


citt,
si

il

b. Gregorio

X in tale

strisApostolicis, dello stesso giorno e anno, Bull,


cit., p.

ha dal summentovato p. Iionucci,


i

4^6: Extinctio juris me-

che a'25 settembre col parere e consiglio de'cardinali, un due vicini vescovati di Valenza e di s. Diez (V.) nella Gallia Narbonese, stante
il

tropolitici archicpiscopiLitgdunensi<i su-

per Ecclesia
liarum.

Valcntinensi in regno Galper Nostrae,


cit., p.

col breve Etsi

miserabile stato della


le sedi

1 .*,

pure

di detto giorno, Bull,

4^7 e

la

vacanza d'ambedue
,

avvenuproposto
li

diretto al vescovo di Valenza Di-la-Tourette: Cessatiojuris metropolitici archie-

ta in tali giorni

siccome

erasi

nel concilio generale di Lione

da

lui

piscopi Lugdunensis super Ecclesia Valentinensi in regno


la

celebrato, senza confusione de'loro dirit-

Galliarum. Tuttora
Il

alentinensem Ci esegui colla bolla et Diensem Eeclesias che si legge neldue vela Gallia Christiana. Dipoi
ti.
i

sede vescovile di Valenza sulfragai. ve-

nea dell'arcivescovo d'Avignone.


scovo
di

scovati furono

nuovamente

separali,

uou

Valenza che si conosca Emiliano, cani s. Marcellinus ex mandato ma-

*8

VAL

VAL
ne il suo diacono Astemio. Raguoaldo intervenne al concilio di Ma^on nel 58 a quelli di Lione nel 583, di Valenza nel
1

gni illiusEusebii yercellcnais Episcopi, atlcum venit ungendus inprimwn Antistitem Ebredunensium. Pareches./I/rtrcellino sia stato consagrato vescovo d'EmLron che avea convertito alla fede, dopo
il
t.

363. Nelle Monumenta Histor.Patriae,


4>P- iqo,all'anno358$i chiamaEuiiliacol nome di santo, e si dice che con s.

585. Dopo Elefa I, o Aigulfodel 648; Ingildo si trov al concilio di Chalons; Lupicino sottoscrisse un documeuto di Car-

584

e di

Macon

nel

fu vescovo Agilulfo

no

lo

Magno

per

le

reliquie de'santi

da quel-

Eusebio consagr Marcellino. Si vuole che Emiliano fsse presente al i. concilio tenuto in Valenza nel 3y4- 1 Sanimartani pare che anticipino il suo vescovato. Indi trovasi
s.

T imperatore date ad Aquisgrana. Suc-

cessivamente governarono questa chiesa


Salvio
vio
II,
I,

Antonio

I,

Elefa

II,

Valdo, Saiin va-

Lamberto o Damberto, RamberBosone re d'Ailes, che


sottocrisse,neir859 a quello di

Sisto martire.

Era
!,

to fratello di
ri concilii

vescovo di Valenza nel


contro

4o Massimo

I del il quale Papa s. Bonifacio 4iH, ad istanza del clero Valentino eman sentenza di condanna, dopo aver dato ad esaminare le accuse formate con-

Toul, nell'860 di Toussi, uell' 876 di Pontyon, nell* 879 di Mantala in cui fa dato il titolo di re a Bosone, e nell* 855 avea assistito a quello di sua sede Valenza. In seguito
si

tro di lui a 7 vescovi della provincia.

Fu

registrano
I,

vescovi

Dun-

trovato reo di parecchi

delitti, e

involuto

nell'eresia de'mauichei. Circa

6o anni do-

Emetico, Ado, Brocardo, Arcimberto o Arcinibaldo, Atra 11 no, Eilardo, Isacco

po fu commesso il governo della chiesa di Valenza a s. Apollinare monaco di


Lei
il

gildo o Aino, Roberto. Isacco

li

nell'887

fu al concilio di Chalons e nell'892 a

ins,

e ne fu consagrato vescovo circa


4*0' Subito

460 o

impieg
gli

le

sue ze-

lanti

cure a riformare

abusi che la

quello di Vienna. Remegario I ricev in dono dall'imperatore Lodovico IV Saxiacum, Adgentiolum et Saonem vii,

vita sregolata dell'antecessore vi avea introdotti;

las comitatus Diensis, con diploma presso iSammartani.

male sue

fatiche apostoliche fu-

Dopo

il
1

991 Umberto
1

rono
la

interrotte

da di verse malattie, e quelil

de'conti d'Albon. Nel io

fu eletto Rela

che

l'assal verso
11

5io

fu lunga e pe-

ricolosa.

pio suo ardore gli frutt de'


disgrazia ch'egli conver-

megario Guigo o

Il

che nobilit
del

cattedrale.
al

Wigo

ioi5 intervenne

nemici e

l'esilio,

sinodo di Anse nel


indi nel
la

io25o io32. Ponzio


a'
1

t nella maggior sua santificazione. Nel 5 1 7 interveuneal concilio d'Epaona, pre-

de'conti del Valentinois sedeva nel


1

o4o

intervenne

1 037, 5 ottobre al-

sieduto da suo fratello

s.

Avito di Vienna,
,

solenne consagiazioue della clvesa di


riedificata dis. Vittore di Marsi-

dopo

essere tornato nella sua diocesi

nuovo
glia,

favorito da

Dio

del

dono

de' miracoli.

ACe-

onorata dalia presenza del Papa Be-

veudo

stretto amicizia

con molti

illustri
s.

nedetto IX, recatosi io Provenza forse per


le fazioni
si

vescovi delle Gallie, e massime con

un viaggio andando a Marsiglia. Si vuole morto verso il 52 5, e tumulato nella chiesa de'ss. Pietro ePao* lo posta ne'sobborghi di Valenza. Trasferito poi il corpo nella cattedrale, fu empiamente bruciato dagli eretici ugonotti
sano d'Ailes,
vi fece

tutti

che desolavano Roma, e da quaprelati circonvicini; quindi nel


il

1047

sottoscrisse

testamento

d'

Ugone
II.

arcivescovo di Besancon. Gontardo del

1082
Neil
nel
1

ricev e ospit
1

il

Papa Urbano

era vescovo Eustachio e viveva

34, che in un documento di con-

nel fuir del secolo

XVI. Gallo
Il

nel

549

fu al concilio d' Orleans.

vescovo Mas-

sino

11 nel

56j mand

al coucilio di Lio-

Episcopus et Comes 1 146 s. Giovanni ci. stercense, discepolo di s. Bernardo e i


cessione chiamato

Valenlinensis. Nel

VAL
Bona Valle, chiaro per virt:, santa vita e miracoli, onorato a' 5 ottobre. Orilberto del 148 permise a Giborabbate
di
i

VAL

29

censetur in pactis convenclioncm cura

Falcntinis pr vectigali : et 1217 dal Drunstallium paglini Guigoni Turno-

no de Auriolo viro nclyto , aedificare castrimi in Episcopatu talentino. Bernardo del 11 54 intervenne a una donazione deil'abbadessadi s. Andrea di Vienna. Oddo o Eude gi decano della chiesa
di Valenza, di nobile stirpe
,

niodinastae potentissimo, et
Basteto.

Charmium Guntardum Cabeolensem api-

virtuoso e

lodato pastore, nel

peratore Federico
della citt di
gali de'
j

i5? ricev dall'imun diploma di donain

zioni con giurisdizione, cio la signoria

Valenza

uno

a'dii

itti
1
1

re-

3 castelli de' diutorni. Nel

58

vend per 200 marche d'argento


Esparveria nel
all'

l'isola

bus et genere pollentem praelio superavi^ et ad obedientiam clicntclae compiiUt. Mor il b. Umberto a'29 aprile 1220, com' registralo nel Necrologio di s. Rufo. Nello stesso anno gli successe Gerondo o Giraldo primo abbate Molismense poi cliiniacense. Indi Guglielmo di Savoia primogenito del conte Tommaso 1 e perci nipote del b. Umberto HI bealiicato da Gregorio XVI gi monaco, che
,

Rodano

presso Valenza,

coll'armi dovette sostenere la sua autorit e dominio temporale. Nel 12 26 emit Episcopatui Augustam, Deuaiuarn, et partem Cristac a Silvione de Cris fa de-

abbate

di

s.

Rufo d'Avignone, dalla


canonica madre

quale citt
di sua

vi trasfer la

congregazione , con approvazione Adriano IV gi abbate generale della medesima. Dedit Bellumcastrum Episcopatui Valentino 11 78, et 11 85 accpit Monlemvcneris ac Bellimontemab Umberto de Montemvencris. Praeterea uh munificus f erga abbatiam Lioncellit quam redditibus ac praediis e gremio non tantum e athedr alis Falcntinae,sed et ecclesiarum Burgi ac s. Felicis. Gli successe Falco o Falcone nel 1 89, nel qual anno ricev eieCastr umbucum,B a ld'
1

cano Valentino.

Nel.

lentins rebellibus,

1229 parcit Faquorum domus Con,

frate riae eversa estjpsiquc prohibiti conventu omni ciani episcopo ex sentenlia comitis Gcncvensis eie. Nel i23o marcas argentis quibus Valentiniab arbitrariis judicibus damnati fuerant, mutantlibris Fiennensibus. Is vero propter fortitudnem qu'am exhibuit ad defensionem jurium Ecclesiae, vocalus parvus Alexander; nominatur electus
lentinus
,

franiy

et

omnia quae Noso

et

Eccone

modici amnibus continentur; mor nel 1 199. In questo gli fu sostituito il b. Umberto de Mirabel priore certosino di Selva Benedetta. A suo tempo avvennero molti tumulti e guerre de'feudatari ribelli; sed vir mirae probitatis, qui in solitudine cartusiana m ilitaverat sub Christij'ugOf pr sedis dominatione et j uribus propugnandis rebelles ad clienlclae obsequium strenue revocavit.Anno \ 2 o5 accipit a Philippo principe tabulaselabus dal castra Episcopo, Urram videlicel j Pelafollum, Copium, Augustidimini, mediani par lem Lpiani. Anno 1 209 eidem pr aesuli concedi tur carteris prohibilis probare aurum et argontutu Valenliae,

Fa* come si ha da una carta nel 1234- A ce epit quoque rcvocationem fa-

imponendi per dioecesim vediGuigoni Delfino, et Guillelmo Pictaviensi. Innocenzo III lece Guglielmo patriarca di Gerusalemme, amministratore del Patrimonio, e morto in Asisi nel 1236 fu trasferito il corpo in Altacomba nella Savoia. Gli fu surrogato nel 124 il fratello b. Bonifacio di Sacilita tis

gal. an.\iZc)fi7ctae

voia gi certosino e superiore del

mona-

stero di Nantua, poscia vescovo di Belley, indi

consagrato in Lione da Innocen-

zo IV in arcivescovo di Cantorbery nel

la

In

cartis Lioncelli re-

244? morto nel castello di s. Elena nelSavoia a'i 8 luglio 1270: per le sue virt e santit di vita, Gregorio XVI ne conferm il cullo immemorabile e Io bea1

3o
tifico

VAL
con
le

VAL
Savoia
la
x\e\i

altri reali di

838,

1275,
ki

nella persona di

Amedeo de Rous*
mo-

come
sero

narrai in tale articolo. Quali fos-

Ioli

nobile del Delfina to, gi abbate

sue virt e quale

sua dottrina,

naco saviniacense,per modestia ripugnante


sta,

il modo con coi amministr le sue cinese, degno successore nella Cantauriense a s. Edmondo.

specialmente lo dimostra
egli

con lagrime. Chiaro per lodevoli gemor in s. Diez a' 17 settembre 1282.
il

Gli successe
ni
11

suo consanguineo Giovan-

Libralissimo verso

poveri, solertissimo
,

de'couti di Ginevra neli283, e ri-

nelT estirpazione degli errori

difensore

ceve l'omaggio de'feudatari delle due dio-

gagliardo delle prerogative e libert della

Chiesa,
i

si

mostr indefesso nel sollevai

re

caduti, Dell'antivenire

misfatti, uni-

camente intento
cremento della
successe
il

alla difesa della fede di


all'

morendo nel 297. Ne occup la sede il cugino Guglielmo de Roussilon, che molte belle cose oper nella pace e nella guerra a vantaggio delle sue sedi , nel
cesi,
1 ,

Cristo, alla cura del suo gregge,

in-

1298 dividendo
Valenza e
di
s.

il

collegio de'canonici di

religione. Nel \il\5 gli

Diez, riuniti dallo zio

Ame-

fratello Filippo di

Savoia

deo; cos concluse vantaggiose convenzioni per le sue chiese co'ceusuari delle medesime, benemerito terminando di vivere nel 33 1 Ademaro de la Voute no1
.

fatto arcivescovo di

Lione ritenne l'am-

ministrazione di Valenza, di pi Innocen-

zo
za,

IV

lo

dichiar rettore di
al

Romagna;
di

intervenne nel 1248

sinodo

Valen-

bilissimo di

Anduse, canonico Valentino


a'

ma

per morte di Pietro suo fratello


1

e diese, molte cose oper quanto


ni
1

be-

conte di Savoia nel 267 o nel 1 268, non essendo iniziato negli ordini sagri, rinunzi le dignit ecclesiastiche e col
di Filippo
I

delle

due mense
Viviers
vi

co' dipendenti. Nel

336 da

fu traslato Enrico
il

nome

de'signori di Villars, e pervenuto

Delfi-

pass a regnare nella Savoia.

nato

al figlio del re di
il

Francia, per esso


diversi feudatari.

Ne' comizi capitolari per l'elezione del nuovo pastore, furono nominali Bertran-

ricev

giuramento da

Nel

343 Pietrode Castroluce abbate clii1

do

della casa di Poitiers vescovo d'Avi-

niacense, indi sepolto in Clny. Nel

35?.

gnone, e Guido de Montlor o Montelau10 canonico di Puy; ma Clemeute I V sentenzi a favore del i. e lo trasloc aila

sede Valentina, e mor nel 1274* Allora Guido ottenne il vescovato e fu confer-

Giovanni Jofeury o Jausceut o Gauscens; nel 354 Lodovico de Villars fratello del vescovo Enrico I; nel 1379 Guglielmo de la Voute nobile di Anduse, che fu tur1

bato
sorto

dV Ministri del
il

delfiuo. Intanto in-

mato dal b. Gregorio X, ma nell'istesso anno mor in Tarascona. A' 22 gennaio 1275 mor anche il vescovo di s. Diez,

Amedeo
dunque

de' couti di Ginevra.


il

Essendo

grande scisma d'occidente, sostenulo dall'antipapa Clemente VII de'couti di Ginevra in Avignone, ne segu l'ubbidienza la Francia , ed in conseguenza
che

Gregorio le un insieme, come gi notai, ordinando che dovessero concorrere nell' eleziovacanti le sedi,
b.

ne del vescovo
li,

suffragi de'

due capitori-

e che s'intitolasse vescovo di Valenza


s.

e di

Diez, per cui

Sammartani ne
i

Valenza e s. Diez. Fra gli anticardinali il pseudo Clemente VII cre nel 383, vi comprese il nipote o cugino Amedeo de'marchesi di Saluzz (V ,\ vescovo di Valenza e s. Diez, nello stesso anno, gi canonico arciprete della chiesa metropo1

portano

la serie colle notizie in

quella de*

vescovi di Valenza, e soltanto

continuazione dell'altra, scopi et Oomites, t. 2, p. 553. Il i. vescovo di Valenza e s. Diez, il b. Gregorio

nomi in Densem Epi-

indi delitana di s. Giovanni di Lione a cano ei. dignit di s. Maria di Bayeux,


,

e per

le

ragioni di

Beatrice de'couti di
di

Ginevra sua madre era signore


iti

Aulon

Francia. Nel

1394

successo nell'anti-

lo

cre in Vienna uel

medesimo

papalo Beuedctlo XIII, comp

Amedeo

VAL
per
lui
I

VAL
tado Venaissino per
la
la

3i

nando
cessore
tito

un' onorifica legazione n Ferdire d'Aragona, p meglio al predepoi


il

delfino di Francia Carlo, rettore del con-

Chiesa romana,

al

Mai lino. Abbandonato


Io scisma,
si

par-

cui ubbidienza era tornata Valenza e

avignonese e

accost alsi

la

Francia

l'ubbidienza romana, quindi

trov nel

vescovato
tedrale.

famoso sinodo

di Pisa nel

5409, dove fu

dopo lunghissimo ; e morto neh 45 1, fu sepolto nella catEssendosi gi dimesso neh 44^
Lodovico
s.

riconosciuto per vero cardinale da Ales-

in questo gli successe

di Poitiers

sandro V. Neli4io divenne decano della cattedrale di Puy, e adunatosi il conCostanza v'intervenne e molto in esso oper per V unione e la pace della
cilio di

nipote suo, abbalcdi

Rufo e RomaneUValentina.

se, preposto della cattedrale

Ebbe questioni
sa

co'rninistri del Delfinato,

Chiesa. La saviezza e la prudenza

gli

con,

per avere alterato la moneta, e dalla cauche fece fu deciso dal deputato del re

a ciliarono la stima di tutti que' padri segno che iielf elezione del nuovo Papa ebbe 12 voli per la suprema dignit; ma
prevalse l'esaltazione di Martino V, che

l'arcivescovo di Reims:

Nidlam jurisdi-

clionem

in ch'itale
1

Valenti nensi compericev l'omaggio del

tere Regi. Nel

45o

delfino Lodovico e di altri feudatari, dicit in

invi

il

cardinale in Francia, travagliata

comitatibus Valentiae et Ditte;

dalle civili discordie e dalie guerre straniere, per tentare di ristabilirvi la pace.

mentre tornava in Italia mori a' 28 giugno 1 4 *9- Fu dotto e amante delle lettere, e mentre stava in Costanza, si occup con altri prelati della lettura di
di Dante, e volendolo far conoscere a

Ma

idem r eripi t ab e odem Ludovico i456, Pisancianum pr homagio, et consortium Comitatuum.quod .sex ante annis ei concesserat. Nel 1 468 Gerardo de'signori di Crussol, sui judicibus consti tutiones in foro servandas ordinavi t. Nel

due

1472 Giacomo

de' signori

di

Ratarnay,

vescovi inglesi, fece calde istanze al rimi-

nese
di

fr.

Giovanni da Serravalle vescovo

Fermo, perch voltasse in prosa latina e quindi commentasse la Divina Commedia.

decano di Grenoble, caro a LodovicoXI, govern sino a' 12 aprile 47^- ^ e se ~ guente anno Antonio de Balsac priore di
1
'

s.

Cassiano de'canonici di

s.

Rufo, ricev

tale faticoso lavoro


il
1

si

accinse

nella clientela di sua chiesa diversi signori.

que! prelato, principiandolo


1

."febbraio

4 1 6 e compiendolo

a*

6 febbraio 1 4 1

Neh 491 Giovanni de'signori d'Espinay, canonico tesoriere di Rennes, abbate d'Acquaviva, consigliere regioe pro,

nella stessa Costanza, con lettera dedicatoria al cardinale ed a'due vescovi inglesi,

fessore di leggi

fu

nella quale

si

scusa, attesa

la

brevit

legio de'canonici dal canonico


s.

promulgalo nel coldecano di


gli eretici val-

del tempo, d'essere stato costretto a far


la

Diez: procedette contro

traduzione

meno elegaulemente,

si

desi

neh494> ed ammise all'omaggio


1

al-

conserva mss. nella biblioteca Capponiate, ora Vaticana. Avendo il cardinal di Saluzzo rinunziato le due sedi fin dal
,

cuni feudatari. Nel 5o3Gaspare deTour-

non arcidiacono Valentino, rest eletto da'


canonici in concorrenza d'Urbano de'
si-

388

gli

successe ne'vescovati Enrico


in

li,

gnori di Miolans,

la

controversia venen-

il

quale don
la

parte Montilisio a Fran-

do

decisa dal primate di Vienna;

non o-

cesco de Cossenatico, per

200

fiorini d'o-

stanle

Urbano si usurp

il

titolo di vesco-

ro annui e

protezione di sua chiesa,


e con altri luoghi avevano
si

vo, di che fu privato nel concilio di La-

come con
pie aticato

altri
i

terano

V nel i5i 5. Neh 52i

fu latto
s.

amil

suoi predecessori, che

pon-

ministratore di Valenza e di
cardinal Giovanni di

Diez

uo leggere nella Gallia Christiana. Nel i3go Giovanni di Poitiers de signori di


s.

Lorena (F.) deca-

no del sagro

collegio*

Neh 524

il

cardi-

Valerio

di Saiut-Vallier, caro al i.

nal Francesco

Clermont(V.) legato d'A-

32

VAL
e ne'dintorni.
il
1

VAL
za
stabil in Valenseminario per 12 chierici, e vi noie a insegnare sacerdoti delle due diocesi.
i

vignone, e poi anch' esso decano del sagr collegio. Pei* sua cessione, nel 53
fu fatto vescovo Antonio de Vesc abbate
di
s.

Neh 644

Afrodisio. Nel

i53j Giacomo de
Gaspare,

Ammise

nella stessa citt


le

recollelti, in

Tournon

fratello del vescovo

Montilio e Crista

monache

della Visi,

traslato da Castres. Nel

i553 Giovanni

tazione, e le orsoline in Cabeoli


s.

dista,
comizi

de'signori di

Monluc, d'ingegno e facon<iia ornato, consiglieredi Caterina de Medici,

Diez e Valenza. Intervenne

a'

tenuti in Parigi dai clero gallicano pel

e pe'tempi turbolenti celebre esper-

tissimo ambasciatore in Italia,

Germania,

Inghilterra, Scozia, Polonia e Costantinopoli. Nella

difese

rinomala assemblea di Poissy energicamente gl'interessi e la re-

1625, i635 e i645>, presso la qual citt mor a Du Mesnil nel 654, lodato e zelantissimo pastore. Eidcni consacrai Historiam de rebus gestis Valcntinorwii ac Diensium Praesulum Joanneni Co-

ligione de' cattolici; e nella dieta di

Var-

savia contribu all'elezione in re di Polonia di Enrico di Valois. Nella legazio-

lumbus anno i652. Nel i654 fu eletto Daniele de'signori di Cosnao Episcopus

Comes Valentinus

et

ne

eli

Polonia tratt pure nelle


scrittori,
s.

corti di

gliere e priore cluniaceuse

Diac, regio consiconsagrato ,

Svezia, Moscovia,Transilvania e Austria.

dall'arcivescovo di Bourges, indi delegato coli' arcivescovo di

Lodato da molli
sa e fu sepolto in

mor

in

Tolo-

Vienna

a'

comizi

Stefano con onorifi-

generali del clero in Parigi. Di lui e de'


successori tratta la
la

co epitaffio. In
se
il

difficili

tempi

gli

succes-

nuova edizione del-

nipote Carlo de Gelas de Leberon


i

nel i58o, poich

novatori ugonotti comin


s.

misero esecrabili nefandezze


in Valenza; nel

Diez e

Gallia Christiana. Separate le chiese di Valenza e di s. Diez, nel 1700 fu fatto vescovo di Valenza Giovanni de Calellandi Tolosa, d'una famiglia ragguar-

1600 mor

in Pavia. Gli

fu surrogato

il

nipote Pietro Andrea de


illustr le sue sereli-

devole nella toga,


di

la

quale die

alla chiesa

Gelas de Leberon, che


di per
la

difesa che

imprese della

gione cattolica combattuta da detti eretici,

e sostenne gravi fatiche sino al

1621

Rieux un vescovo, e pubblic; Andquits de l'Eglise de Valence, avec des reflexions sur ce qu ily a de plus remarquable dans ecs antieprits, Valence
y

in cui

mor presso

s.

Liberata.

Il

signo-

1724. L' egregio vescovo scrittore parla


di sua
illustre chiesa
,

re e priore di questa e nipote suo, Carlo

come un tenero
figli.

Giacomo de Gelas de Leberon abbate di s. Maria di Bonacomba, nel 1624 ne


,

padre parlerebbe de' suoi


tutto manifesta
il

Da
la
ila

per
conper
spi-

pi gran zelo per

occup la cattedra, facendo il suo ingresso a Valenza a'6 febbraio, ed in s, Diez a' 6 aprile 1625. Restaur le chiese e
ti
,

servazione del deposito della fede;


tutto
si

mostra penetrato da quello

rito di piet ch'era

luoghi occupali e devastati dagli ugonot-

suo proprio. Mor generalmente compianto dalla sua gregeia,

redense alcuni luoghi della mensa


le

al principio deli

725. Le Notizie di Ro-

impegnali per

calamit de'tempi, re-

ma

riportano
a'

seguenti suoi successori.

staur pure l'episcopio di Valenza, l'au-

Nel 1726

3i marzo Alessandro Milon

ment
la

e abbell. In Alessiano eresse

una

di Parigi. Nel

1772 Fiacrio Francano

casa suburbana pe'successoriChiam nel-

sua diocesi

il

gesuita
il

s.

Francesco Regis

per esercitarvi

suo zelo colle missioni, massime nel borgo di s. Aggreva ripieno

de Grave, di Blaye diocesi di Bordeaux. Nel 1788 Gabriele Melchiorre de Messey,di Binile diocesi di Langres. Neh 802
Francesco Recherei, della diocesi di Coutances. NeliSrg Maria Giuseppe Antonio Lorenzo Larivoire de la

d'eretici ugonotti, e vi esercit

molte

e-

toiche virt; cos a

s.

Andrea

di

Fangas

Tou rette,-

VAL
Pio Vili col breve ExponiNobis ,de''i5 maggio 1 83o, Bull.Rom. cont. t.18, p. 106: Concessio indulgentiarum assequendarum ab est qui visitaverint ccclesiam monalium Nativi talis Domini Nostri Jesn divisti ordnis s, Augusiini dioecesis Valentinensis. Per sua morte, G regorio XVI nel
concistoro de' 1 3 luglio
a di Tours: nel suo vescovato

VAL
quanti
vi

33

assisterono. L'accennata appa-

rizione quella della

ss. Vergine, avvenuta nel 1846 sulla montagna della Salette, della quale non poco si scrisse, oni

1840 preconizz

vescovo successore Pietro Chatrousse, di Voiron diocesi di Grenoble, gi parroco di diverse chiese, vicario generale
del proprio vescovo di Grenoble, pio, dotdi tutta esperienza. Asuo temcome riferisce il Giornale di Roma deli 852 a p. 522, a' 25 maggio in Vato,

probo e

po,

lenza (ovvero nella vicina diocesi di Gre-

noble) ebbe luogo


gettito deliaci
a
.

la

sagra ceremouia del


riusc magnifica,

de ricorder seguenti opuscoli. La veVvncment de la Salette du ig T septembre 1 846, 011 Rapport a mg. VEveque de Grenoble sur l'apparition de la Sainle Vierge ci deux petits bergers sur la montagne de la S'alette , cantori de Corps (Tsere), par Vabb Rousselot, chanoine, professeur au seminaire diocsain de Grenoble , vicair general honoraire du diocese. Avec Vapprobaton r de mg. VEvque de Grenoble, Greno* ble 1848. La verit dell' avvenimento di La Salette del 19 settembre 1846. Rapporto a mg* Vescovo di Grenoble
ril sur

pietra nella chiesa della

de* commissari incaricati di raccoglie-

Salelte.

La funzione

ad
in-

re e verificare i fatti comprovanti V ap-

onta del cattivo tempo. Nel giorno


nanzi

una quantit

di

pellegrini erasi

parizione della B. Vergine a due pastorelli sulla montagna di La Salette.

portata sulla piazza in cui avea avuto luo-

go l'apparizione; ad un'ora del mattino vi avevano gi avuto luogo 2000 comunioni, e sacerdoti non bastavano all'afi

fluenza de'fedeli;

ma

nel giorno lo spet-

tacolo divenne ancor pi imponente.

Da

Pubblicata per cura delcav.AntOfiioRe, Milano 1 852 con figure.Lo stesso GYorrcrtle di Roma del 1 853, a p. 794 e 8 1 8, riporta. A'6 di agosto il vescovo di Valenr za mg. Chatrousse indirizz a'fedeli della citt e diocesi una lettera circolare per annunziare loro la solenne traslazione del corpo di s. Aria Eutichiana, che fino dal

ogni banda saliv ano lunghe


legrini

file

di pel-

che pareva uscissero dal fianco stes-

so della montagna. Nulla di pi grandioso, religioso e pittorico delle processioni

1847
per
la
la

vi

avea portato da Roma. Questa

santa giovinetta
fede di

che

si

fecero, le quali precedute da' loro

romana , martirizzata Ges Cristo, fu trovata in


di
s.

stendardi giungevano precorse dalla

me-

Pvoma nel cimiterio


che copriva
la
ti
il

Priscilla presso
Il

lodia de'divoti loro cantici. Si fece a scen-

viaSalaria,a'28 aprile 1846.

marmo

dere a pi di
stieri accorsi

5,ooo

il

numero
si

de' foreIl

suo sepolcro, era stato po-

a quella sagra funzione.

sto dallo sposo ElioCrispino, e perci col-

pi vivo entusiasmo poi


la

manifest nel1

seguente iscrizione. Ariae Eutichiane-

moltitudine

quando vide giungere mg.


l'et
il

Filiberto de Bruillard vescovo di Grenoble,

con- jugiBenemerentfeci t-Aelius Crispinus. La traslazione ebbe luogo a Valenza con grande pompa secondo la seguente narrazione del Courrier de la Drme de' 3i agosto. Principi la ceremonia colla messa solenne pontificata da mg/ Paolo Naudo arcivescovo d'Avigno,

che malgrado
r

non avea temudi

to d'intraprendere
vi.

viaggio per assister-

Mg. Chatrousse vescovo


la

celebr
a

messa

all'aria aperta sotto

Valenza una

tenda, e quindi fece l'inaugurazione della i.

pietra.

Tutto fu fatto coll'ordine

il

ne.

vescovi di Viviers, di

pi

perfetto, e la

memoria

di
di

augusta

lenza vi assisterono col


della citt e de'din torni.

Nimesedi Vanumeroso clero


bella basilica

ceremonia non uscir mai


voi. L1XXVIII.

mente

La

14 romana
ne era
sto.

VAL
di
s.

VAL
Concil di Valenza.
Il

Apollinare in tale occasio-

stata
la

Dopo
la

ornata con ricchezza e gumessa la processione pers.

i. fu

tenuto

a'

12 luglio 374, per

far cessare alcune discordie insorte in

Va-

corse

via dalla parte della chiesa di

Giovanni, ove dal giorno precedente sull'altare

maggiore stavano
Martire
in

alla venerazio-

ne de'
della
s.

fedeli esposte le preziose


,

reliquie

Vi assisterono circa 3o vescovi, di 22 de'quali compreso il diocesano ne abbiamo nomi: credesi che fossero la maggior parte della Gallia Narbonese, e che
lenza.
i

mezzo un numero
fiori.

fosse

questo come un concilio di tutte

le

straordinario di ceri e di vasi di

In
il

Gallie. Vi fu proposto di rimediale a certi

quel frattempo

il

prefetto di Valenza,

disordini,

quali eransi introdotti neldi questi abusi


stati

general Lafontde Villiers comandante


suddivisione militare,
il

la

la

Chiesa.

Uno

riguarda-

[.'aiutante

Va-

va coloro, ch'erano
gliali
le

bigami o

ammo-

cher funzionante pel maire, seguiti da'


principali funzionari della citt
,

due

volle, o

che avendo sposato del-

tutti in

vedove, erano sollevati allo stato ecIl

grande costume, si recarono egualmente a questa chiesa, onde colla loro presenza
concorrere allo splendore della di vota cei

clesiastico.

concilio dichiar, che que-

sto

emonia. Alle ore io circa

primi steni.

dardi entrarono nella chiesa di

Gio-

non mai permesso, neppur (piando tali matrimoni fossero stati fatti avanti il battesimo; ma non depose quelli eh' erano stali eletti in questa guisa, purch non

vanni, onde uscirne dalla porta laterale.


Il

avessero

commesso qualche
si

fallo,
Il

che
2.

li

tempio era pieno


la
r

di

popolo quanto mai,

rendesse indegni del ministero.

ca-

processione non fece che traversarlo.

none non vuole che

accordi facilmente

]\Ig.

arcivescovo d'Avignone con mitra


gli altri

penitenza allegiovanijche dopo essersi con

e pastorale, e
ti,

3 vescovi nomina-

soltanto in cappa, si collocarono nel co-

volo consagrate a Dio, erano passate volontariamente allo stato del matrimonio.
11 3. fondasi sul concilio Niceno, che accorda a quelli ch'erano caduti dopo il battesimo nell' idolatria, e che si erano fatti

ro, e dopo le consuete preghiere e alcune parole fervorose sulla circostanza, dette dal

curato della parrocchia,

la

proces-

sione s'avvi per la cattedrale a depositarvi


il

ribattezzare, incesta lavalone,


di poter soddisfare alla

la

grazia

s.
,

Corpo.
a'

Dopo 3

mesi di penosa
r

malattia

sopportala con grande rasse-

gnazione,

16 maggio 1857 mg.

Cha-

Chiesa colla penitenza canonica, ed estende la penitenza degli apostati sino all'ultimo giorno
della vita, laddove
il

trousse vescovo di Valenza pass a vita


migliore. Indi nel concistoro di Bologna

concilio

Niceno acdi

corda loro
penitenza.

la
Il

comunione dopo 12 anni


4-

de'3 agosto,

il

regnante Pio

IX

dichiar

suo successore l'odierno mg.'Gio. Ballista a Paolo M. Lyonnet , di s. Etienne arcidiocesi di Lione, trasferendolo dalla se-

Siccome
sciuto
gli

tulli

canone rimarcabile. quelli, che hanno ricono-

obblighi dello stato ecclesiasti-

de di s. Flour, gi rettore del piccolo seminario di Lione, canonico e vicario generale di quella metropolitana earcidio-

co, hanno sempre moltissimo appreso d' incaricarsi d' un fardello si pesante e
s

pericoloso, cos trovavansi allora delie

grave, dotto, prudente, d'ottimi costumi e pieno d'esperienza nelle cose eccesi,

personeche per evitarlo dichiaravansi falsamente rei di qualche peccalo mortale, che gli escludeva secondo i canoni. Ora
questo concilio prescrisse,chedebbasi credere alle persone sulla loro parola, e sia-

clesiastiche.

Ogni' nuovo vescovo tassa-

lo ne' libri della camera apostolica in fiorini

20 leghe

370. La diocesi si estende per circa di lunghezza e 20 di larghezza, contenendo pi luoghi.

no

esclusi dal vescovato, dal sacerdozio e

dal diaconato,

come

rei del delitto

onde

accusavansi,

della bugia o della calun-

VAL
nia contro se
stessi.
II

VAL
concilio fu cei

35
riprensibile.

2.

gli
Il

non intendeva e perci

lebrato nel
si

529 o nel 53o, di cui itti sono perduti; per da un frammento


s.

6. concilio dell'890, per ricevervi Lui-

gi, figlio di

Bosone, per re d'Arles.


le

Il

7.

citato nella vita di

Cesario dal diacono

nel

00 per esaminare

accuse e

le

do-

Cipriano
le

scorgesi che

vennero

trattate

glianze de'canonici d'Autun, controil lo-

materie per

la verit della
i

grazia e del

ro vescovo Nortgaudo o Nerigodo o Nerigaldo


,

libero arbitrio, contro

semi-pelagiani,

incolpandolo d' esser asceso su

Cipriano vescovo di Tolone prov coli' appoggio della s. Scrittura e de'


e che
s.

quella sede per simonia, coll'aiuto d' U-

Padri, che l'uomo non pu far nulla nell'opera della sua salute se non
vi

chia-

go o Ugouo abbate di Flavigny, e di scialacquarne i beni. 1 cardinali Giovanni e Benedetto legati di Papa Pasquale II citarono quel vescovo
la

mato da un a
Il 3.

grazia di

Dio preveniente.

al concilio

malgrado

concilio fu teuuto nel

584

ne l

protesta de'canonici, che dichiararono,


fuori della loro pro-

nel regno di Goutrano re d'Arles e Borgogna, e si compose di 17 vescovi, compreso Sapodo o Supando d' Arles che li presiedette. Questo concilio accord al re e alle sue istanze la conferma delle donazioni fatte o da farsi a' luoghi santi e alle chiese, da lui, dalla regina Auslredi

585

non potersi tradurre


vincia, e

ad onta dell'opposizione dell'arcivescovo di Lione, il quale lagnavasi che i legati gli togliessero il giudizio d'un vescovo di sua provincia. L'affare siccome
gravissimo, da'24 vescovi intervenuti discusso e agitato, ne fu rimessa
sione al concilio di Poitiers,
il

la

deci-

childe, e dalle

due

figlie

ch'erano consaluoghi ed
sif-

quale e-

grate a Dio, con proibizione sotto pena


di
a'

scomunica,

a' vescovi di detti


iti

re, di toccar nulla

avvenire di

gualmente venne presieduto da'cardinali Giovanni e Benedetto. Frattanto il vescovo fu dichiarato sospeso da tutte le funzioni vescovili e sacerdotali
;

fatti beni. Il

concilio intende per luoghi,

ma Ugo

di

le chiese di s.
s.

Marcello di Chalons e di
11

Sinfronianod'Autun.
5.
si

4. "concilio nel

589,
sa.
11

fu relativamente a'beni della Chie-

Flavigny fu rimandato assolto alla sua badia. Nel concilio di Poiliers, convinto il vescovo d'Autun di simonia, fu deposto dal vescovato e dal sacerdozio. L'8.

adun

l'8

gennaio 855, d'orI, coli'

dine
di

dell'

imperatore Lotario

in-

concilio fu

adunalo per

la

conservazione

tervento di 14 vescovi delle 3 proviucie

della fede, la pace e la libert della Chiesa,

Lione, Vienna e Arles, e


de' quali
i

vi si

fecero

a'5 dicembre 1248, coll'intervento e

23 cauoni,
trinali.

primi 6 sono dot-

presidenza del cardinal Pietro di Colle-

Questo

concilio fu tenuto per oc-

casione del vescovo di Valenza accusato


di diversi delitti.
I

gato della

delti primi canoni consulla grazia


,

mezzo e del cardinal Ugo di s. Caro les. Sede per Inuocenzo IV, degli arcivescovi di Narbona, di Vienna,
d'Arles, d'Aix e loro sufFraganei, esseu-

tengono varie decisioni


gli altri

sul

libero arbitrio e sulla predestinazione;

riguardano

diversi punti di diI

do vescovi di Valenza Filippo di Savoia. Vi si pubblicarono 2 3 canoni per fare eseguire


gli

sciplina ecclesiastica.

vescovi inserirono
rigetta-

antichi
l'

nel 4- canone

una clausola per

munica contro

, rinnovandosi la scoimperatore Federico II

re

come
i

inutili,

nocevoli e contrari alla

verit,

Quercy, spiegandosi in una maniera poco favorevole a'vescovi di quel concilio dell' 853, ed 19 altri con forza di Giovanni Scoto, impegnalo da Incmaro, contro la dottrina di Gottescalco, a scrivere su materie ch'e-

articoli di

ed i suoi fautori e aderenti. Vi si dice, che quelli che non eseguiranno le sentenze degl'inquisitori, saranno trattati come fautori di eretici. Noi abbiamo inteso,
che alcuni
scomunicati fanno degli statuti e de'decreti

contro quelli che

gli

scosco-

municano, e che denunziano queste

36 numidi e. Noi ordiniamo, che quelli quali avranno fatti tali statuti siano scomui

VAL

VAL
padre. Allorch seppe leggere apprese
Salterio a
diletta
le lodi
il

memoria,
il

nicati

cessi dalL'uffizio

per questo stesso motivo, e che si divino dovunque si trot.


1

occupazione
del Signore.

divenne sua pi cantare in chiesa


deciso di consi

Avendo

veranno". Regia, b, t. 2, 5 , 8, 9,
5, 6, 7.

3, i3, 1
1.

i, i(\.
t.

Lab1, 3,

sagrarsi al servigio di Dio,

present al

Arduino,

VALENZA,

Valentia o Balentia e

Autoin psto nel vicinato; ma suo padre imped che vi fosse ricevuto. Raddoppiate per
di
di
le

monastero

Autumon

per corruzione Colonia. Sede vescovile della Frigia Pacaziana, sotto la metropoli di Laodicea, nella diocesi d'Asia.

sue istanze, ottenne d'esservi

ammes-

so.

Egli mostr tanto fervore, che venialtri

Ebcon-

va proposto agli
ro di

qual modello di

be a vescovi
cilio

Evagrio, che prese

la difeil

perfezione. Ritirossi poscia nel monaste-

sa dell'eresiarca Nestorio contro

generale d'Efeso del

43 1,

e fu

uno

di quelli

che pretendevano che Cirillo

d'Alessandria non facesse l'apertura del


concilio

prima

dell' arrivo di

Giovanni
il

d' Antiochia. Basilio,

che sottoscrisse

concilio in

Trullo nel 691. Pantaleone, che nel 786 assistette al VII concilio generale. Oriens chr. t. 1, p. 817. VALERI ANO (s.), martire. V. Marcello
zio,
(s.),

Germano d' Auxerre, dove seuna regola molto austera. La riputazione di santit che godevano monaci di Luxeul gl'inspir il desiderio di andare a vivere con essi, sapendo che s. Colombano, il quale li governava, era uno de' pi grandi maestri nella vita spirituale. Rimase parecchi anni in questa comunit, e quando s. Colombano fu cos.

guivasi

stretto allontanarsene per la persecuzio-

martire.

VALERI ANO (s.), martire. V.


Valeriano
e

Tibur-

Massimo

(ss.).

VALERIANOo VALERINO (s.), vescovo d' Auxerre.

Fu
la

il

3.

vescovo di
del

ne suscitata contro di se, s. Valerico rimase nel monastero, e ne prese la difesa per quanto gli fu possibile. Durante il viaggio che s. Eustasio fece in Italia per indurre s. Colombano a ripassare in
Francia, fu incaricato
s.

quella chiesa, verso

met
s.

IV

seil

Valerico del go-

colo. Egli inspir colle sue

istruzioni

disprezzo del

mondo

a
s.

Amatro, e
Il

lo

eccit allo studio della

nome si

suo trova tra* vescovi delle Gallie che


Scrittura.
a' concilii di

intervennero

Colonia e di

Sardica. Assistette cogli altri vescovi della provincia alla

consagrazione di

s.

Eu-

verto d' Orleans.

Dopo

avere retto per

3o anni
tre. Il

la chiesa

d'Auxerre, pass alla

beata eternit, e fu sepolto sul monte Anella chiesa


ta
il

verno dell'abbazia. Non guari dopo questo santo usc del monastero con s.Waldoleno per andare a fare delie missioni in diverse provincie. Quando furono nella Neustria chiesero al re Clotario II un luogo in cui potessero ritirarsi ; ed ei don loro la terra di Leuconay, all'imboccatura della Somma, nel Ponthieu, dove Berardo vescovo di Amiens permise loro di edificarsi una cappella con due
celle.

suo corpo fu poscia trasportato che dal VI secolo in poi porsuo nome ; ed havvi pure una chie-

S. Valerico convert moltissimi in-

fedeli colle sue predicazioni e co'suoi e-

sempi. Volendo parecchi de' suoi discepoli vivere sotto la sua direzione, egli do-

sa a lui intitolata a
cesi di

Chteaudun

nella dio-

Chartres, ove da molto


celebra

tempo

si

vette far fabbricare delle

nuove

celle.

custodisce una parte delle sue reliquie.

Consagrava
al

all'

orazione, alla lettura e


il il

La

sua festa

si

VALERI CO
vergna circa
la

il 7 di maggio. (s.),abbate.Natonell'Al-

lavoro delle mani

tempo che non


prossimo, e dava
rigorosi che

ispendeva nell'istruire
che.

met

del

VI

secolo, pas-

a'poveri ci che ritraeva dalle sue fatiI

s l'infanzia custodendo le greggie di suo

suoi digiuni erano

VAL
talvolta passava alcuni d di seguito senza
distesi
r
il

V A L
situazione specialmente di
s.

37

Carlo Boril

prendere cibo alcuno; alcuni rami per terra servivangli di letto. Mo-

romeo, che ne conosceva

il

merito e

va-

lore, e alle cui istanze pi. volte predic

12 dicembre del 622, nel qual giornon meno che al i.d' aprile. Nel luogo in cui era il suo romi-

nella sua metropolitana di Milano.

Go-

no

onorato,

dendo

l'amicizia e la santa conversazio-

ne di quell'arcivescovo, imitatore del suo


verace zelo, oltre all'assistere in
di peste

un monastero che prese il di lui nome, ed ivi pure formossi una citt conosciuta sotto il suo Dome. Le sue
torio
si

edific

tempo

reliquie furono successivamente portate


in diversi luoghi,

con indefessa cura e fervore gli ammalati e moribondi, stabil di celebrare ogni anno il sinodo diocesano, ami

ma

poscia

si

riposero

maestrando
dell'anime.
se,

in persona

parrochi nelle

monastero da lui intitolato, appartenente alla congregazione di s. Mauro. VALERIO (s.), 2. vescovo di Treveri. Mandato da Roma nelle Gallie sul
nel
finire del

cose appartenenti alla cura e direzione

Fu

tanto alieno dall'interes-

che non conobbe, ne mai maneggi


riferito

monete; laonde essendogli


di casa nell'azienda

che si

IH

secolo, fu successore di

s.

sospettava della fedelt del suo maestro

Eucario sulla sede di Treveri. Mancano


sicure notizie della sua vita,
atti di

domestica,

egli

do-

poich

gli

mand quanto poteva costui appropriarsi


un anno, ed essendogli risposto un 5oo scudi, disse: E perch non comprer per 5oo scudi la quiete dell'animo? Fond il seminario, per la quale pia opera poco manc che non vi perdesse la vita ; dappoich vi fu chi non poin

s. Valerio pubblicati da Eriger abbate di Lobes nel 980, e da Goldschero monaco di Treveri nel secolo XII, meritano poca fede. E per noto per l'an-

rende la Chiesa, ed onorato in Treveri a' 29 gennaio, nel qual giorno nominato nel- martitichit del culto che gli

tendo
re

soffrire

che

si

erigesse quella

nuo-

rologio romano.

va fabbrica, ebbe la temerit di colloca-

VALERIO oVALlER Agostino, Cardinale. Patrizio veneto, nacque a'7 apri-

un'arme da fuoco ben carica


il

sotto la

sedia del trono episcopale, sul quale do-

lei53o nella fortezza

di

Legnago, dove

vea

vescovo ascoltare

la

predica

e fu

Bertuccio suo padre era magistrato della repubblica, nipote per parte di sorella
del cardinal

un prodigio 1' essersi scoperta l' iniqua trama dall' odore del miccio che nascosto vi ardeva, senza che
strasse risenti
il

Navagero,

di cui

scrisse

prelato

mo-

pubblic

la vita, e

pot molto profittare

mento

all'orribile attentato.

sotto la di lui egregia disciplina. Si

gua-

Fond

spedali e altri luoghi pii, provvi-

dagn non
poli,

solo la stima de'suoi condisce-

ma ancora

quella de'precettori, per

de all'onest delle femmine, e ridusse gli ebrei sparsi per Verona in luogo chiuso
e appartato. Nella citt introdusse
suiti,
i i

l'applicazione assidua allo studio, eccel-

ge-

lente e straordinaria erudizione,

non me-

minimi e

teatini.

Nudr tene-

no che per

le

sue virt, di zelo e carit

ra e costante divozione alla B. Vergine,

pel prossimo, d'innocenza di

costumi e

onde

nella chiesa di

s.

Anastasia di Ve-

fortezza di pudico

animo, per cui ne'gio-

rona de'domenicani, fece a suo onore costruire


rio.
l.i li

vauili anni seppe trioufar colla fuga d'una rea donna che da'suoi amici era stata appositamente introdotta nella sua camera. Dopo aver sino dal i558 letto pub-

una nobile cappella al ss. RosaTale citt, per gratitudine de'segna-

benefizi ricevuti da lui,gf innalz

una

statua di metallo. Informato Gregorio

blicamente in Venezia
fu
sa
1

filosofia

morale,

XIII del suo merito insigne,

lo

nomin
Padova,

promosso nel 565 da Pio IV alla chiedi Verona rinunziata dallo zio, a in-

visitatore apostolico di Vicenza,

Venezia, e nelle provincie d'Istria e Dal-

38
mazia per
stituire
la
all'

VAL
riforma de'costumi, e per
aulico
re-

VAL
cattedrale col solo

nome

inciso sulla la-

lustro l'ecclesiastica
in quelle parli.

pide sepolcrale. Intervenne a 6 conclavi


e fu assente da quello di Sisto

disciplina assai

decaduta

V. Esal-

La

stessa autorit gli confer

sopra tutte
in

le chiese del

dominio veneto, onde


le
il

Ve-

tarono le opere e le virt, di questo degno porporato, che lauto bene scrisse, Della
dignit del Cardinalato
leottoe Daronio,
, i

rona pot comporre

gravi discordie ec-

cardinali Pa-

citatesi fra'cittadini e

capitolodella cat-

Spondano, Ghilini,San:

animi ericompensa di queste e allre gloriose azioni, Gregorio XIII a'12 detedrale, pacificando insieme gli
sacerbati. In

dero, Vittorelli e altri

ne

scrisse la vita

Gio. Ventura veronese, presso Caloger,

Opuscoli,

l.

25,p. 8

e fu poi ristampata
Il

cembrei583
s.

lo cre cardinale prete di


il

dal Valvasense in Venezia nel 1704.

Marco,

in cui cinse

coro di ben lavodi sua

cardinal Benlivoglio

nelle

Memorie ne
ve-

rali sedili di

noce, l'abbell di pitture, e

fece splendido elogio, descrivendolo

vi lasci chiari

monumenti

piet
la se-

nerabile per presenza e costumi, candi-

ed ecclesiastica munificenza. Sopra


ro, fece collocare

do

di

natura, pio e tutto ecclesiastico, si-

de del titolare, situala nel mezzo del co-

mile a'santi vescovi che aveano illustralo


l'antica chiesa, purgatissimo scrittore lati-

l'immagine della
si

Maconnel

donna,

la

quale volle pure che

pones-

no, e di grande erudizione in tutti


neri,

ge-

se dipinta sulla porta dell'abitazione

uno

de' pi celebri personaggi del

tigua del cardinal titolare. Paolo

suo secolo.

1606
la

lo fece vescovo

suburbica rio di Pafu ascritto aloffizio,ed a quella

VALERIO

VAL1ER

Pietro,

Caresses.

lestrina, e

chiamato a Roma
s.

dinale. Nipote del precedente e patrizio


veneto, canonico di

congregazione del

Padova, dopo

dell'indice, e fatto
vi.

esaminatore de'vescodi

restato impiegato nel governo di


verina, Rifatto vescovo di

Se-

Riflettendo che co'gravi carichi ad-

Famagosta e

dossatigli dal

Papa, nou poteva


alla diocesi di

perla

poi arcivescovo di Candia, e per. riguar-

sona prestare

Verona

do

de'suoi personali meriti e di que'gra lisi

dovuta assistenza, ottenne che gli fosse dato a coadiutore Alberto Valerio suo nipote, vescovo di Famagosta. Sebbene
sgravalo della cura di Verona e inoltrato negli anni,volle intraprenderne
gio in
il

dissimi che
versale
il

acquist colla Chiesa uni-

celebre zio, Paolo


1

V agli

1 1

genSal-

naio 162
quello di

lo

cre cardinale prete di

s.

vatore in Lauro, dal qual titolo pass poi a


s.

viagi

Marco,eneh62 3 da Gregorio

lempo d'inverno per

pacificare

XV fu fatto vescovo di Ceneda, chiesa che


neh 625 cambi con quella di Padova. Per
la

nobili co'ciltadini, fra'quali eransi risvegliate le sopile discordie.

Questo cardi-

singoiar sua divozione verso

la

B. Ver-

nale fu assai dotto e perito nelle teologi-

gine fond a suo onore 3 sontuose cappelle,

che e

legali discipline, nelle lingue gre-

una

in

Verona dove

istitu
s.

cap-

ca, latina

ed ebraica, e nella sagra eloquenza, come lo dimostrano l'erudite sue


opere, delle quali fece
olire
il

pelianie, altra
a

nella chiesa di

Maria

il

lungo catalogo,

e la 3.

Torrigio,
il

De

Scriptoribus Car-

dinalibus,

cardinal Quirini nella Por-

pora

santamente

veneta. Come visse, mor lloma a*23 maggio 1606 di 77 anni non compiti, pel dolore dia ver veduto l'interdello che Paolo Va vea

Tiara
in

presso Venezia, Padova, nella qual citt fond altre cappellanie con reudite e ministri pel servigio e cullo delle medesime. Dopo esser intervenuto a' conclavi di Gredelle Grazie, dell' isola
in

gorio

XV

Urbano Vili,

lasci questa

mortai vila in Padova nel 1629, in reputazione di singoiar probit e integrit


di costumi,

fulminalo contro la sua repubblica. Usuo corpo trasferito a Verona fu sepolto nella

come
il

rilevasi dall' iscrizione

posta sotto

suo ritratto nella casa arci-

VAL
pretale della terra d'Abano.
in quella cattedrale,
il

VAL
Fu
sepolto
idoli, piuttosto

39

cui capitolo Inscio

che consentire che un empio etiope disfogasse la sua libidine sopra

erede di tutte
poi tico
il

sue sostanze. Sotto il della chiesa di s. Marco, alla quale


le

di lui. L'
stia,

Tabbominai

infame e obbrobriosa pederae detestai anche neli.

cardinale don
e

la

sua sagra suppellet-

de' ricordati articoli.

tile,

fu

un considerabile legato al capitolo, posta aita sua memoria da esso una la*

VALFK Sebastiano (beato). Nacque


a'g marzo

pide onorevole.

629 in Verduno, diocesi d'Alba nel Piemonte, da'piissimi Gio. Batti1

VALESIANI.
lesio filosofo

Eretici discepoli di

Va-

sta

d'onorata e antica famiglia, ed Arla

d'Arabia, che comparve ver-

gentina Manzona, che vivevano e sosten-

so l'anuo 230.

Era

nell'errore di credere

tavano

numerosa prole lavorando

la

che
le,

la

concupiscenza agiva sull'uomo con


col soccorso della

terra e coltivando que' pochi poderi,

che

tanta violenza, che non poteva resister-

avevano, colle lore mani medesime. Nel1'

nemmeno

grazia

et puerile cominci a dare indizi di

e su questo falso principio insegnava che

quell'eroica virt, alla quale arrivato

l'uomo non poteva essere salvato, se non Eunuco (l .). Quindi valesiani facevano eunuchi, di consenso o per forza, non solamente quelli che abbracciavano la loro setta, ma anche gli stranieri che incontravano o che ricevevano presso di loro; e dopo l'operazione dell' evirazioera
i

colmo

di meriti e di anni.
i

Avea un cuo-

re tenerissimo verso

poveri, praticava

somma

astinenza dalla pi tenera et, ed


a' geuitori.

era ubbidiente senza ritardo


Cresciuto in et, fu
delle

mandato
Alba

alla scuoia

umane

lettere in

e poi a Bra,

ne, consistente nella castrazione o taglio


delle parti genitali,
discepoli di

permettevano a' loro mangiare ogni sorta di vivander che prima gli proib vano. Prendevano il nome di Gnostici o di Saggi

dove diede segui di maturo giudizio, e di non ordinario progresso nelle lettere e nelle virt. Conoscendo la divina vocazione allo stalo ecclesiastico, vest l'abito
chiei icale, e
ficoll,a'2i

dopo aver superale moltedif-

maggioi644
a'

dal proprio ve-

e leggenti, a cagione della loro pretesa

scovo fu promosso

primi due ordini


gli al-

purezza. Ci ha dato occasione di confonderli co'guostiei Carpocraziani, che

minori, e nell'anno seguente ricev


tri

due. Obbligato dal nuovo stato a prole

avevano preso lo stesso nome, bench le loro massime fossero assai impure. I valesiani
si

muovere
meulo
t in

sue applicazioni allo studio e

alla piet,

per rendersi pi capace stro-

sparsero nell'Arabia, e
li

s.

Epifa-

della gloria di Dio e pi utile o-

nio lo scrittore che


tutti.

combatte pi di

peraio nella vigna di

Ges

Cristo,

si

por-

Riferisce tutte le loro ragioni e riin particolare.

Torino

allo studio della filosofa e

sponde a ciascuna
s.

Anche

della teologia.

Agostino li confut; e Niceta, Tkes. Orth. Fidci, lib. 4> e. 3o. Osserva Can77 Mercato, p. 204, che l'eresiarsi

uella congregazione dell'oratorio di

A'26 maggio i65i entr To-

rino (nel quale articolo in pi luoghi ragionai del servo di Dio) recentemente fon-

cellieri,

ca Valesio

eunuco, come Origcne(F.) J


le

dala nel 1649. La nascente congregazio-

e in condannato co' valesiani suoi imi-

analoghe erudizioui, ricorda che Origene, pel sommo suo amore alla purit, avendo preso letteraltatori.

Tra

altre

ne non avendo fratelli laici, il fervente uovizio ad imitazione de'primi compagni del fondatore di tutta la congregazione s.

Filippo Neri

(Z7 .),

si

addoss volentieri

mente
cieli,

ci che dice l'Evangelo, degli


tali si
all'

Eu-

ministeri pi abbietti servendo alla cuci-

nuchi, che

sono

fatti

pel regno de*

na, alla porta, al refettorio, e ad ogni altro ullzio


to
il

giunse

eccesso di evirarsi, e a

pi basso e gravoso. Intan-

mettersi in procinto di recare incenso agii

non tralasciando d'attendere agli sludi,

4o
dispostosi col

VAL
maggiore raccoglimento
al
1

VAL
corona o nella lettura di qualche libro, il che osservandosi da un'apostata fu cagio-

sacerdozio, lo stesso suo vescovo lo pro-

mosse a'24 febbraio 652. Indi neliG5(> comp gli studi di teologia con plauso tini versale della citt, insignito della laurea

ne
di

di

sua conversione. Accorreva dovunfar distinzione

que era chiamato, senza


viscere di paterno

persone, poich abbracciava tulli con

dottorale.

Il

primo

ufficio a lui afldalo fu

amore, econ ogni

soffe-

quello di prefetto dell' oratorio, e Io so-

renza dirozzando l'ignoranza, rischiaran-

stenne per 18 anni interrottamente, con

do

dubbi, animando
gli

vergognosi, tran-

ammirazione e
renti.

frutto in tutti
i.

concoril

quillando

scrupolosi, tirava ogni sorla

Fu

egli

il

ad introdurre

siste-

di peccatori nella via della salute

egradata-

ma
dio

dell'oratorio stesso, che mise diligenin pratica. Egli sostenne ezian-

temente
rino per

l'uffizio di

preposilo della casa di

To-

mente alla virt, ed alla perfezione. Alieno da umani rispetti, bramava sradicare il peccato e rimuoverne le prossime occasioni chiunque ne fosse il colpevole, mostrando invincibile fermezza in negare la sagra-

non per consecutivi. Le preghiere che faceva, le lagrime che versava al fine del triennio per non esanni,
sere rieletto, riuscivano del tutto inutili,

20

mentale assoluzione, quando


di
te

il

sagro mi-

nistero lo esige. Di ol'avea dotato del

dono

giustamente persuasi
spirito, indirizzo e

padri, che

la

sua

conoscere il segreto de'cuori,onde soven-

esemplarit e osservanza avrebbe dato

vedeva quanto

penitenti dimenticavaIl

gregazione di

norma a tutta la conTorino. Era effettivameni

no

volevano tacere.

duca di Savoia Vit-

torio

Amedeo

1 1

,poi re diSardegna,l'elesse

te un perfetto ritratto di s. Filippo, che animava e reggeva suoi figli. Ma la dolcezza della carit, con cui regolava non impediva che fosse a tempo e luogo intrepido ed inflessibile. Voleva infatti, che
,

per suoconfessore,ma egli atterrito da tale


incarico procur di esimersene, e noti l'ac-

cett finalmente che con ripugnanza e do-

po molte preghiere,
dri deputati.
Il

e col consiglio de'pa-

rea! principe sotto la

sua

le regole e l'osservanze dell'istituto

si

e-

direzione oper moltissime azioni di piet


e di beneficenza, che lo resero illustre ne'
suoi domiuii e presso l'altre nazioni.

seguissero da' padri e da'fralelli con tut-

ed esattezza. Ne' casi dubbi della regola s'indirizzava n Pioma consultando i padri pi illuminati e insigni di
ta l'integrit

che
le

le reali

principesse

M. Adelaide

Ana M.

Luisa sue

figlie vollero
la

esserne penitenti,

quella congregazione
tutte le altre, e

madre

e modello di

quali per

direzione di lui divenneperfe-

conforme

alle risposte di-

ro specchi di virt e di cristiana


zione,

rigeva se stesso e

l'istituto torinese.

Quan-

tunque fosse fornito di tutte le qualit necessarie per un ottimo confessore, nondimeno sul principio non ardi d'ingolfarche pareva grande umilt troppo arduo e
si

onde deposto ogni fasto mondando, spesso comparivano nella chiesa della
congregazioue e cou edificazione della
citt
si

confessavano dal beato nel


i

suo
do-

in tal ministero,

alla

sua

pubblico confessionale. Divulgatisi


ni e le virt di lui nel dirigere

difficile;

l'anime,

ma temendo d'errare con pregiudizio dell'anima propria e dell'altrui, l'esercit a


poco
a poco, e
si

concorrevano a'suoi piedi da tutte le parti persone d'ogni genere, grado e condizione. Cos per Io spazio di tanti anni gua-

raccomand
le

all'orazio-

ni di molli, e

ne chiese consiglio. Persuaconfessioni


fu cos as-

so poi ad esporsi a sentire

dagn a Dio anime senza numero, ed in mezzo all'apostolico ministero non dimenticava
i

d'ogouno con pi frequenza,

saggi proponimenti, che


uell'

si

avea

siduo, che dall'aurora fino all'ora della

proposti

mensa rimaneva nel confessionale, impiegando gl'intervalli liberi nella recito della

assumerne l' esercizio. Teneva per prima di sue massime quella ohe per riuscir beue uell'impresa d'aiu-

VAL
tare l'anime, bisogna attendere seriamente alla propria perfezione, e

VAL
vanno per
la citt

4i

die alla luce

un

libret"

questo sena' sa-

to di dottrina cristiana intitolato:

Breve

timento insinuava quanto poteva


cerdoti, che per

istruzione alle persone semplici. All'i-

commissione degli

arci-

struzione de' carcerati prest lo stesso ufficio


il

vescovi approvava per


tese al sagro ministero

le confessioni.

At-

stampando un volumetto che porta

d'annunziare quola di-

titolo: Esercizi cristiani proposti a' car-

tidianamente nella propria chiesa


l'istituto,

vina parola, secondola consuetudine del-

con tutte

le

virt proprie degli


in detta chiesa,

uomini apostolici,non solo

ma nell'altre ancora,
gli"

ne'conservatorii, ne-

spedali, nelle carceri, negli oratori'),


istruita la

ove dopo aver


catechismi
,

gente rozza co'

Finalmente pe'soldati impieg la d' una profittevole operetta che intitol: Modo di santificare la guerra. Egli fece pur gran bene nelle valli di Lucerna, molto popolale dagli eretici Valdesi. Essendosi gi per opera sua assai ivi aumentalo il numero de'cattocerali.

stampa

d' ordinario faceva


i

qualche

lici,

bisognava provvederli di nuovi pafabbricare nuove chiese, e ristoral'al-

discorso morale a lutti

congregati.

E seb-

stori,

bene dalle monache, da' direttori delle


confraternite e da' superiori de' regolari
fosse invitato a predicare,

re o ingrandire l'antiche, e l'une e


tre fornire di sagre suppellettili.
ta

Ne

fu dail

ed

egli facen-

dal duca la commissione al beato,

dosi tutto a tutti vi andasse, tuttavia

non

quale volentieri l'esegu con prontezza e


diligenza. Si trattenne in quel

sembrandogli appagato il suo zelo ed il bisogno dell'anime, or sermoneggiava nelle pubbliche piazze, or andava nel distretto della parrocchia di s. Eusebio e in altre cappelle campestri, e que' contadini

paese 8

giorni, girando

sempre per
i

le valli

epe*

monti, animando

fedeli,

predicando e

distribuendo limosine. Ordinate nel tem-

po
la

stesso

pubbliche preghiere, accrebbe

l'udivauo quale angelo del paradiso. Assunse quest' esercizio ne'primi anni, e noi
lasci

divozione alla B. Vergine, e lasci dap-

pertutto perenni
zelo.

memorie

di sua fede e

mai sino

alla

morte, beuch ottuauffizi

Nel suo ritorno die

al

monarca

la

genario, e decorato degli

d'esamis.

natore sinodale, consultore della


sizione e confessore regio.
11

inqui-

suo ragiona-

re era semplice e schietto, appoggiato alle

quanto avea osservato , e fu pienamente provveduto a ogni cosa. Si assegnarono i sagri pastori, si ristorarono e si fabbricarono le chiese, fu protetnotizia di
ta la religione cattolica

divine Scritture e alle sentenze de'

ss.

contro

1*

eretica
si

Padri, adattandosi al bisogno e alla capacit dell'uditorio cou


e condotto da
tit

pravit de'valdesi,ed in ogni luogo

spar-

della vita

un retto dava forza


i

un metodo facile raziocinio. La sane virt alla sua

sero libri di catechismo cattolico, com'egli

avea inculcato. Divolissimo


Neri, nell'aspetto (come
la stia
si

di

s.

Filippo
nel-

pu vedere

voce, che riscaldata dal fuoco dell'amor

immagine)
il s.

e nell'azioni appariva

divino ammolliva

cuori pi duri e

li

in-

lui del tutto

somigliante, oude fu chia-

fervorava

alla pratica delle virt

ed

all'o-

mato

Filippo di Torino.

Quando
fu e-

dio del peccato con mirabili conversioni.

quell' apostolo letto nel


il

moderno

di

Roma
di

Da

certissimi fatti

rito di

desme, che lo spiDio realmente lo animava ne'suoi


si

1695 comprotettore
si

Torino,
zelo per

beato

adoper con
la
il

sommo

ragionamenti. L'esercizio nelle virt teologali, nelle virt

accrescere in tutti

fiducia e la divo-

morali fu tale che trogli

zione verso
torio

santo.
li

vatesi in

grado eroico
altari.

nore degli
lo

Non

fu

meritarono l'ocontento d'amaggiuuse


i

Amedeo

voleva in ogni

Un giorno che Vitmodo noreale,

minarlo all'arcivescovato diTorino,il beato


gli disse."

maestrare colla voce,

ma

altres

Pare a Vostra Altezza


i

scritto, e per istruire

poverelli che

che un pretazzuolo,

cui parenti zappa-

42
io la terra,

VAL
da Verdu-

V
lento di riceverlo.

A L
Avendo bisogno
il

abbia da esser l'arcivescovo " Per esentarsi di questa sua metropoli ?


dalla dignit fece anche venire

il

no un suo fratello vestito come lavorava la campagna, e cosi lo present al sovrano.

duca gli porse la sputacchiera, e gli nett con un pannolino le labbra; e siccome volevasi impedirglielo, disse il duca Ancor io so fare
:

beato di espettorare,

Ma

vedendo, che questi ingegnosi arrivolse

qualche, volta V infermiere. Nel volergli


sentire
il

tifizi,

suggeritigli dalla sua umilt, a nulla


si

polso

gli

baci

la

mano, rac-

giovavano,
d'indurre

con pi fervorose
gli

comandandosi con tutta


sue orazioni.
Il

la

famiglia alle

preghiere a Dio, e finalmente


il

riusc

venerabile vecchio, congli disse:

monarca a nominare un altro all'arcivescovato, onde ne rese solenni


grazie alla divina bont. Logorodagli anni e stendalo dalle

fuso a questi segni d'onore e di riverenza del suo sovrano,

Aver sempro-

pre pregato per

lui e reale famiglia,

continue fatiche,

si

ap-

prossim

al fine de' suoi giorni e al

con-

mettendo far lo stesso dopo morto. Per gli raccomand di sollevare sudditi
i

seguimento della gloria del paradiso, a cui furono mai sempre rivolti tutti suoi alfetti. Egli avendo passalo il tempo delt

dalle miserie che pativano per le guerre,

e a" intendersela sempre di stare unito col Vicario di

Ges

Cristo, te vuole che

la

sua vita tra

gli

spaventi de'divini giu-

Dio f liei ti
il

se t la

dizi, ei le
si

timori di sua eterna salvezza, tra

suo stato.

sua reale famiglia ed Rispose il duca: S, mio Pa-

desolazioni e aridit di spirito,

come

dre,sj licenziandosi colle lagrime agli occhi.


Il

apprende da un prezioso niss. di sue memorie, inlento continuamente a promuovere la gloria di Dio, indefesso nee del santo minidelle sante sue

servo di Dio con tale esortazione,

fece allusione alle vertenze

che

il

prin-

cipe avea colla

s.

Sede, che namai,


la

come
mat-

gli esercizi dell'istituto

redi Sardegna^.). Durante


tia volle

malat-

stero, giunse per

mezzo

pi volte confessarsi, e

la

tribolazioni e delle luminose sue virt

ad

acquistare un totale distacco dal

mondo

e un'intima unione della sua metile e del

gennaio 17 io si comunic sagiamentalujente, con fervorosi affetti di piet , domandando perdono a Dio de'
tina de'27

suo cuore con Dio, come

scrisse al car-

suoi [leccati, e a' padri della

mala
lui.

edifi-

dinal Colloredo filippino suo protettore

cazione, invitandoli a pregar per


la sera

Nel-

camico. Avvicinandosi al termine del viver suo si sgrav del carico di regio confessore,

de'28, innanzi di ricever l'olio san-

to, volle esser


s.

benedetto colla corona di


preci.

ma non gli

riusc di lasciar quello

Filippo, e premessele litanie della

di preposilo di sua congregazione. Predis-

donna ed altre
e
fratelli, li

se in diversi

modi e

in varie occasioni la

MaAd istanza de'padri benedisse come preposito tene-

sua morte, che fu cagionata da una violenta costipazione, la quale deriv dalla sua carit e
alla
dici

ramente, raccomandando loro la pace, la carit, il buon nome della congregazione, di cui era stalo pressoch
re.
il

dall' esattezza

sua singolare

fondato-

connine osservanza dell'istituto. 1 menel principio non crederono pericoil

Con

brevissima agonia, senza turba-

loso
la

male,

ma

presto disperarono del-

mento, la mattina del 3o vol la sua bell'anima a ricever la corona dell'esimie


sue virt e
il

guarigione.

Non amando visite per

vo-

premio
et
ti'

di tante

apostoli-

ler

conservare l'intima sua unione con

che fatiche,

ili

anni

meno

3<)

Dio, co'suoi pi divoti^sbrigavasicon po-

che parole, suggerendo loro qualche pio


sentimento.

Lo

visit Vittorio

Amedeo li

due volle, ne volle entrare nella sua camera senza prima avere inteso s'era con-

duca di Savoia, esclam: Io ho perduto un grande amico, la congregazione un gran sostegno, e i poveri un gran protei torce padre. Egiorni. Appena lo seppe
il

gualmeule ne fu dolente

la corte e la cit-

VAL
Torino. Tutti accorsero in folli a baciar la mano ad un santo dicendosi eli era morto un s. Filippo. Il suo corpo
l di
,

VAL
si

43
i

finmicello Esgueva o Esqueva, clwe quivi

divide in

due rami,

quali

si

varcano

sopra parecchi ponticelli, e sulla sponda


sinistra del Pisuerga

fu collocato in

due

casse sigillate

iti

pi

parli col sigillo arcivescovile, e

tumulalo

nel sotterraneo della propria chiesa, l'' doni e grazie soprannaturali, di cui fu il-

o Pimerga, che la nord e 1' ovest, e si valica sopra un ponte di pietra ili 10 archi. Le

bagna versa

il

proposizioni concistoriali

la

chiamano

lustralo da Dio

Sebastiano Vaine in vita e dopo morte, pe' miracoli opeil

b.

V allisoletum

Castellae Veteris c'witas, in quanto che il regno di Leon fu unito


a quello di Casliglia Vecchia
,

rati

dotta

da Dio a sua intercessione, fu introla causa per la sua cauonizzazione

ma

pro-

da Pio VI ueli784; riconosciute le virt in grado eroico e approvati due miracoli, Pio Vili neh 83o decret potersi
procedere alla solenne beatificazione, la quale neh 83 decret Gregorio XVI, e
i

priamente Valladolid nel detto regno di Leon; l'ultima poi aggiunge: quatuor
mille circiter continet

domus, eamque
a

octo familiarum milliafere inhabitant.

indi fece celebrare solennemente nella basilica

Vaticana

a'

3t agosto

834 con

quella decorosa
scritta dal n.

pompa

ecclesiastica

de-

70 del Diario di Roma e dal supplemento al n. 74- U p. Semeria prele della congregazione dell'oratorio, nella

Storia della chiesa metropolip.

tana d TorinOy a

387, descrive

la fe-

pur sede del capitano generale di 2. classe, d'una grande cancelleria e tribunale di giustizia, d'una intendenza e dell'altre autorit della provincia. E' grandissima avuto riguardo alla sua popolazione, ed ha una cinta murata aperta da 6 porte, e da due sobborghi, Overuela e Cisterniga. Diverse sue vie sono diritte e larghe, ma in generale male insinuiate e poco pulite; la maggior parie
poco notabili per ha v vi una quantit di case grandi chiamate palazzi, che annunziano l'antico splendore di questa citdelle case sono antiche e
1'

sta della beatificazione del veti. Sebastia-

no Valfr celebrata
pini a'2 giugno,

nella chiesa de'fliptri-

architettura,

ma

premesso un soleune

duo, dopo essere stale riconosciute le osr sa del bealo dall'arcivescovo mg. Frausoni e collocate nell'altare.

t e oggi

sono

Abbiamo

il

nale;

re vi

in buona parte abbandohanno anch'essi un palazzo

Compendio della

vita del beato

Seba-

di bella architettura,
bligati restaurare

che spesso sono obdi

stiano l'alfre della congregazione dell' Oratorio di Torino^ Roma 1 833. Vita del beato Sebastiano Valfr della congregazione dell' Oratorio di Torino^de-

per impedire che toc-

chi la sorte di quelli de' grandi


stiglia.
ti,

Ca-

Tranne alquante

chiese e conven-

ben pochi

altri edilzi si

trovano degni

dicata alla Santit di N. S.

Papa Grefesla del b.

d'essere ricordati.
ze osservasi da

Tra

le

pubbliche piazil

gorio

XVI, Roma 834. La


1

un capo

della citt

Cam-

Valfr, Gregorio
gennaio.

XVI

la

stabili a'

3o

po Grande e

nel centro la piazza

Mayor;

VALLACCIIIA. V. Valacchia.

quel i. regolare e di grande estensione, cogli edilizi che lo circondano senza

VALLADOLID
civescovile di

VAGLIADOLID
nel

(Vallisoletan). Citt con residenza ar-

uniformit e di cattivo gusto; la piazza Mayor, quasi quadrata, anch'essa grandissima ed ornata in tutte
di case
le

Spagna

regno

capoluogo della provincia del distante 27 leghe da Burgos, lamanca e 37 da Madrid. E' una gran pianura circondala

di Leon, suo nome, 22 da Sa-

sue faccie

situata in

con 3 ordini di balconi e loggie, sostenuti da portici spaziosissimi portati da colonne e pilastri, e l'interno di questa piazza serve di

da colline

mercato; quivi

si-

in parte calcaree e in parte gessose, sul

tuato

il

palazzo civico, pi notabile per

44
la

VAL
la

VAL
bellezza del-

grandezza che non per

nolrofio ne fu fondatore

il

prete Alfonso

l'architettnua, e porta la data della fine

del regno di Filippo IV.


blici passeggi, e
il

Vi sono 3 pub-

quello fuor della citt

de Guevara e altri chierici , e Clemente VII T col breve Esposcit Pasloralis ofjcii, de'i4 agosto 1592, Bull. Rom.X. 5,
pai*.

pi frequentato. Vagliadolid gode d'un

i,\).3j5:ScnTinariumPucllarum()rVallisolcti Palcntinae dioc-

clima salubre,
nell'inverno;

ma

assai

freddo e umido
fon-

phanarum

manca

nell'interno dell'ac-

cesis, illiusque res t et

qua potabile, non essendovi che 3


tane. L'antica cattedrale, ora

bona quaecumque jurisdictioni ordinarli, ac regimini

maestosa

adniinislratorum subjiciunliir. Innanzi


l'ultime e deplorali politiche vicende, in

metropolitana, era anticamente un'abbazia di


s.

Benedetto, fondata nel


nel

8;

venvi

Valladolid eranvi 41 conventi di religiosi

ne secolarizzata
stabilito
il

1^97 quando

fu

e 2

di

monache.lra'primi distinguen-

vescovato. Questa metropoli, di doda Filippo II, e

dosi quelli de'domenicani, de'fraucescaui


e degli agostiniani.

tana un edilizio solido, ampio


rica architettura, eretto

Le

lettere, le scienze

eie

arti,

da lungo tempo coltivate e con


in

sarebbe uno de'pi bel

li

edilzi della

Spati-

buon successo

questa citt

vi

tengo-

gna

se fosse terminato. Si gloria del

tolo della B. Vergine Assunta in cielo, ha il baltislerio e la cura d' anime, e vi si venerano molte reliquie di santi. L'antico capitolo si componeva di 6 dignit,
1

no alcuni belli stabilimenti. L'universit, una delle pi antiche del regno, vi attrae gran numero di studenti e produsse de'
giureconsulti rinomati; l'accademia delle belle arti

anch'essa

molto frequen:

lai.

delle quali era


le

il

decano,

di

19 ca-

tata.

Vi

si

contano 8

collegi

quello di

s.

nonici comprese

prebende del teologo

CruZjfondato dal cardinal Pietro Gondisalvo de

e del penitenziere, de'quali

coll'intera

Mendoza,

uno de'6

principali

prebenda e
essa,

gli altri

godenti

la

met

di

del regno; magnifica n' l'architettura, e


la

dimidii porlionariij non che di io


presente ca-

biblioteca contiene edizioni antiche e

cappellani, e di pi sacerdoti e chierici


addetti al servizio divino.
pi tolo,in
Il

mss. preziosi.
lare della

Mentre era
s.

il

cardinale litoin

chiesa di

Croce
si

Gerusaivi

conseguenza del concordato con-

lemme
te del

di

Roma, in essa

trov una parrin-

cluso tra
nel

il Papa Pio IX e la Spagna (F.) i85i, e della lettera apostolica Ad Vicariami de'9 settembre, si forma del-

Titolo della ss. Croce[F.),

chiusa

1000 anni prima

dall'

imperatore

Placido Valentiniano II; cos in onore


della
ss.

la

."
1

dignit del decano,delle dignit del-

Croce, di cui era profondamente

l'arciprete, dell'arcidiacono, del

cantore

di voto,

fond

il

detto collegio e

un ospe-

e prefetto di scuola, e del tesoriere; di

dale in Toledo, di cui era arcivescovo, a-

canonici de officio, cio magistrale, dottorale, lettorale e penitenziale; di


pitolari o canonici
neficiati

vendo

io rilevalo nella biografia del caril

24
II
il

ca-

dinale col Cardella,che tanto presso


collegio che presso
1'

de grada, e
manca,

di

20 bepa-

ospedale

nasceva

per

la

divina ufliziatura.

lazzo arcivescovile

ma

gi

go-

verno regio ne ha ordinala la costruzione. Vi sono altre 14 chiese parrocchiali e munite del
s.

fonte, in generale

ben ornate

una casa o convento di


si

regolari, numerosi

monasteri di religiose, 4 ospedali, diversodalizi con oralorii, l'orfanotrofio vastissimoe ottimo,


il

spontaneamente un'erba colla perfettissima figura della croce. Affermano concordemente gli storici, che essendo il cardinal Mendoza gravemente infermo, si vide sopra la sua camera una splendida Croce, la quale non disparve finch il pio cardinale non rese l'anima a Dio, il che avvenne in Caracca nel i49^ nl Valladolid fiorirono 3 collegi per
postoliche.
11

monte

di piet, e

il

le

missioni a

seminario con alunni. Quanto

all' 01 fa-

i. si

deve

allo zelo del p.

VAL
Michele Vives eremitano
ili

VAL
s.

4>

Agostino,

che fond un collegio di missioni , con apostlica e regia approvazione. I collegiali

erano destinali a predicare

il

Van-

gelo agl'idolatri dell'isole Fdippine.Gl'inglesi

Spagna nella persecuzione della veneranda compagnia vicari apostolici della Scozia presero le opportune provvidenze perch le rendite del collegio non fossero ad altro uso distratte, diverso da quello
,

pure

vi

titolo di
1

s.

avevano un collegio sotto il Albano martire, fondalo nel


II,

che
ti

si

era

il

fondatore proposto. Superasi

grandi ostacoli,

ottenne l'intento mecollegio era stato

56g da

Filippo

e vi

si

ricevevano an-

diante l'intervento di molti insigni personaggi. In origine


il

co gl'irlandesi. Ne fu data
ti,

la cura 'gesuied era stalo approvato da Clemente Vili col breve Cum nullum firnusprae-

fondato in Madrid, e fu trovala vantaggiosa la traslocazione in parte della casa


de'gesuiti di Valladolid, pel suo dolce cli-

sidium e'3 novembre 592, Bull. Rom.


t 1

t.

5, par. 1, p. 4 02.

Avea

ricche rendite,
i

ma, per
quiete, e

la

sua abbondanza e per

la

sua

quali manteneva perci molti alunni, prestando il giuramento non si obbligavano a non entrare in qualche ordine religioso. Sul principio della fondazione 20

come

casa propria alla coltura

delle lettere e della piet.


collegiali,

Vi erano i5
il

che emettevano

solito giura-

mentOjed aveano regole conformi


le de'collegi pontificii di

a quel-

alunni di questo collegio ritornando in


Inghilterra vi subirono
il

Roma.

11

rettore

martirio.

De*
sta-

dovea scrivere
s.

cadde dal suo splendore questo pio

bilimento quando fu tolto a'gesuiti, e ne


segu un notabile danno. Dispiaceva che
si

lo

annualmente alla congregazione di propaganda fide sulstato del collegio. Vi erano due prolettera

fessori spediti dalla Scozia da' vicari


stolici.

apodi

continuasse a dirigere da' gesuiti


gli

per-

Inoltre

il

rettore era

munito

che

alunni

pi.

ingegnosi sapendo be-

ampie

facolt per presentare gli alunni

ne ammirare l'esemplare e benemerita compagnia di Ges facilmente domandavano farvi parte. Il rettore,ollre le mol,

alle congregazioni, e

per assolvere anco-

ra ne'casi riservati dalla bolla in

Coenne

Domini, ed
ni
il
I

te facolt

riguardanti

le

ordinazioni

a-

re di

Verso il 1390 GiovanCastiglia fond in Valladolid


altre.
s. Benedetto, detReale, nel luogo ov'Ta l'an-

vea anche quella


nitori eretici.

di assolvere gli

alunni

celebre monastero di
il

dalle irregolarit per essere nati

da ge-

to perci

questo collegio essendo

tica cittadella.

Lo
fu

spirito dell'istituto da'

stati riuniti quelli di

Madrid
vi si

e di Siviglia

suoi monaci

vi

esemplarmente man-

nel

768 e tenere 20
1

nel

1770,
Il

potevano man-

tenuto costantemente, per cui serv di


dello ad altri monasteri di Spagna,
li
i

mo-

alunni.

collegio di

Madrid
s.

qua-

per

gl'inglesi era sotto l'invocazione di


i

uniformandosi a'suoi usi e pratiche, coa loro capo


al
si

Giorgio, ed

suoi beni, consistenti iu ca-

me

assoggettarono, inclu-

se nella citt di
ti

Madrid, furono cambiadi

sivamenle

rinomatissimo monastero e

in

vigne nelle vicinanze

Valladolid.
l'

santuario della
di cui parlai nel

11

collegio di Siviglia era sotto

invoca-

Madonna di Monserralo, vol.LXVHI, p. 43eseg.

zione di
nel
1

s. Gregorio I Diagno 3 fondalo 592 dalla s. Sede per le missioni d'I n-

ghilterra e dotato da're cattolici, e

dopo

Questa riunione di monasteri form la congregazione benedettina diSpagna, detta comunemente di Valladolid. Tutti i
monasteri erano governati dal priore di
quello di Valladolid,
la

chei gesuiti cessarono di governarlo, venduti


i

suoi beui,
Il

il

ricavato fu rinvestilo

come generale
Alessandro

del-

in Valladolid. in

3. collegio

che esisteva

congregazione, a cui
il

VI

Valladolid era per gli scozzesi.

Fu

fon-

die

titolo d'abbate.

Questo Papa

inol-

dato da un cavaliere della Scozia, e venne


affidalo a'gesuiti,
i

tre ordin,

che

fosse eletto da'religiosidel


,

quali licenziali dalla

monastero

di Valladolid

e che V eletto

46
fosse

VAL
mas
i

VAL
poesia e letteratura Pedro Lopez, G. Lo-

capo, visitatore e riformatore generale ili tutta la congregazione. Dipoi

Cantoral, Antonio Sanchez lineria,

Paolo IV prescrisse

regolamenti per
tutti

la

Alfonso Lopez, Gabriele del Corrai, F.


storici d.

convocazione de'capitoli generali, a'quali

dovevano intervenire

superiori de'

monasteri per procedere all'elezione del


generale, l'uflizio del quale da a anni fu

prolungato a

/\.

Anticamente vestivano

abito color tan e scapolare nero,

ma
al-

Grancian-y-Fernando JNugnfZ. |Tra gli Miguel de Herrera, F. L. de Miranda, F. Alfonso Maldonado. Il giurisperito Vasquez Menchaca. 11 dotto an liquario Floranes, ed pittori Antonio Pereda, e Filippo Gilde Mena. Ed in quei

Paolo HI

gli

obblig a conformarsi

l'abito de' cassinesi.

Per

le

politiche visi

cende, soppressi

monasleri,

sciolse la

congregazione benedettina di Valladolid.

Vi

si

trovano societ economiche e

secondo la pi comune opinione fin di vivere il benemerito e celeberrimo scopritore dell' Americhe, Cristoforo Colombo de'conti e signori di Cuccaro, a'20 maggio i5o6. Il suo corpo fu
sta citt,
,

di carit,

una caserma
il

di cavalleria e

condotto a Siviglia nella chiesa de'certo-

di fanteria, ed

teatro. Valladolid
la

una

volta opulenta per

sua industria e pel

commercio,
pi possiede

in oggi

molto decaduta, n
di sta-

clie

alcune fabbriche

migne,

di

cappelli, di fettuccie di
filo,

seta,

di tessuti di

di lana e di cotone, di
,

donde venne trasferito nella cappelmaggiore della cattedrale di s. Domingo all'isola Spagnuola in dmerica, come in tale articolo e altrove narrai col Cancellieri. Finalmente, nel 1797 le spoglie di Cristoforo Colombo vennero trasporsiili,

la

stoviglie di terra

di

paste d' Italia

di

tate all'Habana citt principale dell'isola di

cioccolata, di confetti e profumi, di lavori di

Cuba

ossia

Avana

(ove con
s.

altri

filagrana; e ne' dintorni cartiere e


pelli.
Il

le dissi trasferite nel

182 1)0

Cristofo-

concie di
si

per intero di

commercio consiste quaconsumo locale, n pu


si

ro de
alla

Avana

(V.) , e depositate vicino

tribuna della cattedrale. Quello che

diventare importante se non


vigabile
te col
la

rende na-

Piraerga (ino
,

al

suo confluen-

accadde ad Omero, a Plinio il Vecchio , a Catullo, a Petronio Arbitro, al Papa

Duero
la

due
fiere

leghe. Di poco conto sono


,

che non lontano pi di l'annue

Urbano

ed a molti

illustri

antichi e

pi frequentata essendo quella


il

moderni, essersi cio disputato sul luogo che li vide nascere, avvenne pur anco all'intrepido,
scopritore del
al costante, al

de'29 settembre. Tuttavia


ro di

gran numecan-

generoso

alfari contenziosi riservati alla

celleria di Valladolid, quelli

che concerdell'eserciil

nono
glia

al

capitanato generale della Castipassag-

nuovo mondo; a quel genio che segn una novella via alla religione e al commercio. Non si fa pi questione sul luogo della patria del grand'uo-

Vecchia e all'intendenza

to, Pafllueoza degli studenti, e

mo,

certo essendo genovese,

come
r

della

gio continuo di viaggiatori e negozianti

sua nobile stirpe. L' illustre suo discen-

che recami a Madrid, danno a questa


t

cit-

dente e ultimo rampollo mg.

Luigi Co-

un aspetto d'operosit

e di

movimen-

to. E patria di gran numero di personaggi celebri. Filippo II dal potentissimo imperatore Carlo V quivi sor fi natali,
i

lombo, protonotario apostolico partecipante e segretario della s. congregazione dell' Indulgenze e ss. Reliquie , lo prov eruditamente con documenti nella sua
bell'opera, che indicai nel voi.
p.
1

e mostrando per Valladolid predilezione,


le die
il

titolo di citt,
vi

sovente nel palazvi

14, ignorandone l'autore,che per


il

zo regio

tenne

la

sua corte,

adun
e vi fe-

destia nascose

LXVIII, mosuo nome; come pure

le cortes, la benefic in pi

modi

prov che

la

nobile famiglia

Colombo si

ce erigere la sede vescovile. Fiorirono in

divise iu 3 rami, cio de'conti di Cucca-

VAL
ro nel Monferrato, di Coccoleto, ede'due
di Piacenza.
I

V
estinti, su-

A L
e

47
senza

za non poter essere senza virt


religione
".

due ultimi rami

La

stessa Civilt Cattolica,

perstite deli.

l'encomiato ligure e vir-

serie 3.*, t.g, p.

106 e 148, annunzi e poi


dell'

tuoso prelato, della cui rinomata opera


si

alquanto ragion

opera: Ciistoforo

Inumo

gi

traduzioni in diversi idiogli

mi. Tuttoci che riguarda


lebri e che
si

uomini

ce-

resero benemeriti dell' u-

e importante di sapere; specialmente ove si producano uovi argomenti, e si tratti la questione in guisa

manit sempre caro

da pi non lasciar luogo ad op-

Colombo. Storia della sua vita e de' suoi viaggi, sull'appoggio di documenti autentici raccolti in 1 spagna ed in Italia, del conte Rosei ly de Lorgues, volgarizzata per cura del conte Tullio Dandolo, Milano 1 857.I dintorni di Valladolid producono grande abbondanza di grani e vini,

posizione. Del

magnanimo Colombo

poi,

sommaco (arboscello di cui


La provincia

si

fa la pol-

ne parler abbastanza, sia per la grandezza della sua stupenda scoperta, feconda di meravigliose conseguenze, sia
se

mai

vere per conciar corami) e legumi eccellenti.


la

di Valladolid

occupa

parte occidentale della Spagna,

ecom-

e principalmente pel suo vivo ed eroico

ponesi di varie parti separate, tra cui la


principale, quella nella quale trovasi la
citt

sentimento crislinno,che mirava colle scoperte di nuove terre a dilatare


le

glorie

omonima,

del Redentore. Egli per tutto questo,cbe

cui

si

la pi orientale, ed in concentra tutta l'industria. Nella


del regno, decretala dalla

mi

riesce

sempre piacevole,

nell'

oppor-

nuova divisione
le

tunit che presenta

la storia, di

ritornail

Cortes del 1822,

provincia di

re a dire onorevoli parole, su chi

tempo

gliadolid era ripartita tra quelle di


gliadolid, Leone,

VaVa-

e la posterit rese doverosa e luminosa

Zamora, Segovia, Pa-

che gli dovuta. Del1 opera in discorso, cio Patria e biografa del grande ammiraglio D. Cristoforo Colombo scopritore dell' America,
giustizia, e la gloria

iencia e Burgos. Valladolid o Vagliadolid,

Pintia e quindi
citt

Valli soletum
625
di

rag-

guardevole

nel

edificata

da

goti, fece parte del

diedero contezza e ragione

il

Giornale
la

ditoma deh 8 54

a p- 768; e

Civilt

Leone, il quale nella prima met del secolo XI 11 fu riunito al regno di Castiglia Vecchia,
regno
la

Catlolica 3 sev\Q 2.% t. 7, p. 4 ^.Quest'ultima che ne parla con pi estensione, conclude colle seguenti notabili parole. 'Questo italiano

quale verso

il

fine del
di

XV

secolo

si

trasfuse colla

monarchia
i

Spagna, on-

non

fu

grande a caso, ma
:

di

meditato consiglio
passeggeri,

non produsse beni

ma

durevoli, e quello che pi

monta ebbe

la religione a

suoi vasti disegni (e lo ripetei


in pi luoghi),
la

movente de' anche io

religione a consigliera

ed a conforto nell' attuarli, la religione a consolatrice nelle immeritate sventure. Or che di quest'uomo molte citt d'Italia si contrastinola gloria, chi ben consideri, lungi dall'essere indizio di gret-

de Valladolid ne segu destini e le vicende politiche. Un tempo Valladolid appartenne a 'conti d' Urgel. Il conte Ermengaldo Vili morendo nel 1208, con suo testamento leg la met della citt di Valladolid,che gli apparteneva dal lato di sua madre nipote del conte di Barcellona, al Papa lunocenzo HI, non che
la

feudal dipendenza dell'altra met, a


il

condizione che facesse eseguire

suo

te-

stamento.

Ma l'unica figlia del conte e sua


morle si-

erede Arembiax, maritatasi con d. Pietro infante di Portogallo, venuta a


te nel

tezza municipale, seguo d'animi capaci di

stimarne

pregi, e
s*

pu
il

essere spe-

i23i,
le

lasci

alio sposo la conle-i

ranza che dove

ambisce

vanto di asi

d'Urgel colla citt di Valladolid e


gnorie che

vetlo a cittadino, col eziandio

radichi

appartenevano.

Il

celebre

questa verissima senteuza: vera grandez-

Ferdinando

li

re d'Aragona in Vallado-

48
lid

VAL
impalm
1

VAL
'

nel

i4^9

a celebratissima

di

Salamanca. Nel 1 785 Emanuele Gioac-

Isabella
si si

regina di Castiglia, operando1

chino

Maron

d'

Almazan

diocesi di Si-

cos la

riunione delle Spagne. Nel

856

guenza. Nel i8o3 Vincenzo de Soto-ycesi di


di s. Giovanni de Ruitelar dioLeon. Dopo alcuni anni di sede vacante, nel 1824 Giovanni Baldassare Toledano, di Villa di Campillo abbazia

stabil,

che

lavori della strada ferra-

Yalcarce,

ta

da Valladolid a Burgos sarebbero co-

minciali in breve.

La sede
po
II

vescovile,

ad istanza
l'eresse

di Filip-

re di

Spagna,

Papa Cle-

di

Medina

diocesi di Valladolid.

Per sua

mente Vili con bolla dell'i r settembre 1.595, formandola diocesi col territorio dismembrato da quella di Palencia, dichiarandola sulTraganea della metropolitana di Toledo; indi l'ingrand con ag-

morte, Gregorio

XVI
1

nel concistoro de'

28 febbraio 83
1

dichiar vescovo Giu-

seppe Antonio Piivadeneyra della diocesi di Lugo nel regno di Galizia, gi per
pi.

anni parroco e dottore in sagri cano-

giungervi
(

la citt e

luoghi di

Medina del

ni,

Campo V), col breve Utgratiae apostolicae, de'28 febbraio


t.

1602, Bull. Rom.


E

Oppidum Medina Campo, nonnulla gite Loca quaead bbatem cjusdem Oppidi pertinebant,E5, par. 2, p.

4o6

da Leone XII fatto uditore di Rota per la Spagna a' io dicembre 1827, encomiandolo il Papa per gravit di ottimi costumi, prudenza, dottrina, degno dell'episcopato. Dice la proposizione concistoriale,

del

ac retentione

offcii

Auditorati-

piscopi

Vallsolelan juris die l'ioni sub/e.

tus

Causarum

Palatii apostolici sub

et declora ntur. Per 1


te
la

vescovo Clemen-

Vili dichiar nel 1 597 Bartolomeo de Placa, canonico di Baca e di Granata,

tuloLocum-tenentisadSanctitatisSuae, etSedis aposto licae beneplacitum. Mor


nel declinar di luglio
il
1

856.

A suo tempo
ri
-

trasferendolo dal vescovato di


r

Tuy,

mo-

regnante Pio IX, in conseguenza del

1600. Suoi successori furono: Gio. Battista Arcebedo, dal 1 600 al 1 608; Giovanni Quignones, poi trasferito a Segovia; Francesco Sobrino, morto nel 16 17; Giovanni Fernandez, professore di filosonel
fa nell'universit di

cordato concordato e della pur mentovata bolla

Ad

Vicariam

elev

la

chiesa

vescovile di Valladolid a metropolitana,

e le

attribu per suiTraganei

vescovi

d'Avita, Astorga,
t

Vagliadolid

stessa,

canonico diZamora, eletto nel 1 6 1 7, morto due mesi dopo; Enrico Pimentel, in seguilo trasferito a Cuenca
pez,
1
;

Salamanca, Segovia e Zamora assegnando per mensa al nuovo arcivescovo i3o, 000 monete d'argente

Alfonso Lo-

sorio,

morto nel 624; Giovanni Torres Omorto nel iG32; Gregorio di Pedi
s.

d rosa, dell'ordine

Girolamo, gene-

rale del suo ordine e predicatore del re,

confermando la precedente nuovo arcivescovo, di 2 5oo fiorini, registrati ne'libri della camera apostolica. La mensa de'vescovi da ultimo ascendeva a circa 8000 ponderimi inonetae illarum parlium pluribus pensioo
reali
,

tassa per ogni

traslocato dalla sede di Leon,

morto
nel

nel

nis gravati. Pel

arcivescovo

il

medesi1

i633,

ec.

Le Notizie di

Roma
i

174

mo Papa preconizz nel


Luigi de
diocesi di
5

concistoro di Bo-

vescovi di cominciarono a registrare Valladolid, con d. Giuliano Dominguez di Toledo; indi riportano seguenti. Nel
i

logna de' 3 agosto 1857, l'attuale mg.

La Laslra-y-Cuesta
1

di

Cubas

Sautander, che nel concistoro de 18 marzo 852 avea dichiarato vesco1 743 Martino Degado, di Belmaseda arcidiocesi di Burgos. Nel 1 754 Isidoro Cos- vo Orense , dalla qual sede lo traslatu sio-y-Bustamante, di Guardo diocesi di alla nuova metropolitana, e nello stesso
Palencia. Nel
Zelis, di

1768 Emanuele Robin de Cabuerniga diocesi di Santander. Nel 1773 Antonio Gioacchino Soria,

concistoro di Bologna
lio

gli

accord

il

pal-

arcivescovile. Nella proposizione

con

ciitoriale per la provvisione della chieda

VAL
d'Orense,
il

VAL
rocchie, alle
sciplina,

4$

Papa

disse dell'illustre prela-

to, essere dottore ne'sagri canoni, gi ca-

nonico dottorale della patria cattedrale, poi della metropolitana di Valenza e vicario capitolare, indi vicario generale dell'arcivescovo della medesima; laonde per
la

sima,

al

decime de'religiosi e loro dial tempo d'amministrare la credigiuno nella quaresima, 'maa'mori maomettani
ec.

trimoni, alla simonia, alle rendile de'benefizi, agli ebrei,

Furono
munica,

altres proibite, sotto


le

pena

di scole

sua dottrina, gravit, prudeuza, proil

purgazioni canoniche, e

pro-

bit ed altre estese cognizioni,

reputa-

ve dell'acqua e del fuoco.

Vennero

final-

va degno della dignit episcopale. L'arcidiocesi

mente scomunicati que' che citano davanti a'tribunali secolari


gli ecclesiastici.
,

ampia,

si

estende in lunghez-

za
1

ai4 leghe, e 7 in larghezza, contiene 3o luoghi, e le parrocchie sono munite


Concilii di Valladolid.
Il

Regia,

t.

29, Labb,

t. r 1

Arduino,

t.

7.

VALLADOLID
mente da 'moderni

DI

COMAYAGUA.
comuneConici^

del ballislerio.

Citt con residenza vescovile nell'Ameri-

ca meridionale, conosciuta pi
col

i.fu tenuto uel


,

i3y,

apud Valt.

nome
si

di

ium Oleti
Regia,
Il
t.

e ne trattano le collezioni,
6.

yagua

(/"'.).

Alle notizie riferite, in tale


trasfer la

28, Labb, t.io, Arduino,


celebr nel
il
i 1

articolo aggiunger, che vi

2.

si

55

e fu provinciain tale

le,

e ne discorre

Pagi

anno.

Il

sede vescovile di Truxillo (V.) di Guatimala. Che vi sono 5 sodalizi, l'ospedale,


ci
il

neh 322 dal legato invialo da Avignone dal Papa Giovanni XXII, cardinal Guglielmo di Godin vescovo subur3.

seminario e

altri istruitivi e

benefi-

stabilimenti. Ali. vescovo successero:


di Conelia, trasferito nel
1

Girolamo
altrove;

562

Riun questo concilio, che fu nazionale, ed in cui di suo ordine vennero pubblicati coll'approvazionedel
bi cario di Sabina.

concilio
lii

provinciali da tenersi ogni


i

27 canoni, riguardanti concidue anni,


i

ed
se

sinodi diocesani tutti


vi si

gli

anni. Per-

Cerda domenicano, traslato a Charcas; fr. Gaspare d'Andrala francescano, morto nel 1612; fr. Alfonso Galdo domenicano; fr. Luigi di Cagnizarez de'minimi; Giovanni Merlo de la Fuente, nominato nel 648, ec.
fr.

Alfonso de

la

tanto

dichiar agli arcivescovi, che


i

Le
ti.

Notizie di

Roma

riportano

seguen-

non tengono loro concilii almeno ad ogni due anni, l'ingresso della chiesa sar loro interdetto, finche abbiano soddiprescrizione.Ogui curato avr
lingua volgare
gli

Nel 1743 d. Francesco de Molina basiliano, di Sagedona diocesi di Cuenca. Nel 1750 Diego Rodriguez de Rivas-yVelasco, della diocesi di Quilo. Nel
di

sfatto la

1764

iscritti in latino e in ticoli di fede,


i

ari

Isidoro Rodriguez, di Mostolesarcidioce-

precetti

del decalogo,
i

sagrauieuti, e ci che riguarda


virt. Egli
ni
li

vizi

e le

la,

legger nelle
al

dell'anno

popolo, e
a'

le

4 leste solendomeniche di
cam-

quaresima. Quanto

concubinari e alprivati delle

l'incontinenza de'chierici, che non

beranno condotta, saranno


e quelli cbe
chiarati

Toledo. Nel j6j Antonio Macar lildiBenabarre diocesi diLerida. Nel 1773 Francesco Giuseppe de Palencia , della citl di Canarie. Neh 777 fr. Antonio di s. Michele girolamino, di Revilla de Camargo diocesi di Santander. Nel 1783 Giuseppe Antonio de Isabela, di Moron
si
1

loro rendite, e del titolo de'loro benefzi,

non ne avessero, saranno incapaci di possederne". Vi


domeniche

di-

diocesi di Siguenza. Nel 1788 fr. Ferdinando de Cadinanos minore osservante,


di Vittoria diocesi di Calahorra. Nel
fr.
1

fu

79^

inoltre provveduto a'doveri de'parrochi,


alla santificazione delle
le feste, a' falsi

e del-

testimoni che sono sco-

Vincenzo de Navas domenicano di Merida.Neh8i7 EmanueleGiuliano Rodriguez, d'Almazan diocesi di Siguenza.


Nei
1

municati,

a' benefizi e a' limiti delle

par-

844 Francesco

di

Paola Campoy-y-

vo!. LXXXVHI.

5o
Perez
ci

VAL
Cariogeno, gi canonico curalo
lo

VAL
avendo ottenuto dalla munificenza diCar-

della cattedrale e vicario generale. Mei

come
la

re diSicilial'archimandrilato

aprile

854

l'odierno mg.'

Ippolito

di Sicilia,

rinunziquel vescovato.
la

Ebbe

Cassia no Flores.

pure

legazione di Napoli, e
,

protei-

VALLADOLID

DI

MECHOACAN.
Ame-

toria dell'ordine de'minori

conferitagli

Citt con residenza vescovile nell'


rica settentrionale, conosciuta
ni

pi volgarmente col

nome

di

da'moderMccioa-

da Clemente VII neh 523, il quale nel i533 dal suo titolo presbiterale lo trasfer al

vescovato suburbicario di Pale-

can (J7 .)- Solo aggiunger a quell'articolo, che per mot te del notalo ultimo vescovo, il Papa Pio IX nel concistorode'3 ottobre i85o preconizz l'attuale mg. 'Clemente Mungua,di Reyes diocesi di Mechoacan gi canonico della cattedrale,
,

strina, nel catalogo de'quali vescovi l'U-

ghelli

si

corregge d'avere registralo

il

car-

dinale in quellode' vescovi di Crotone nel


1 533. Uomo com'egli era di gran prudenza e senno fornito, fu molto caro a' principi, ed a' Papi che se ne prevalsero con gran vantaggio negli affari pi ardui

rettore del seminario, vicario generale ed

anche capitolare, dotto, grave, prudente, probo e pieno d'esperienza.

e rilevanti del pontificalo, e ne' quali

si

dice clie co'suoi lunghi viaggi arrivasse


fino nella

VALLE RONCEAUX.
golari.

Canonici re-

Persia e in altre remote

re-

V.

voi. VII, p.

257.

gioni, ad oggetto d'

apprendere

coslu-

VALLE DEGLI SCOLARI. Canonici

Regolari. V. voi. VII, p. 275.

mide'popoli e delle nazioni, in tempo che poco comuni erano siffatte intraprese ,
a motivo della natura delle strade e de'

VALLE VERDE.
V.
le.
il

Canonici regolari.

voi.

VII,

VALLE

276. (della) Andrea,


p.
s.

mezzi per percorrerle. In

Roma edific

il

D'antica e illustre

Cardinafamiglia romana,
Pietro, colla

Palazzo della Falle (V.), che

die no-

me
tro.

alla

contrada e

ottenuto un canonicato di

sa di s.

alla propinqua chieAndrea, non che al vicino tea-

carica di reggente della cancelleria, nel

Dopo

essersi trovato presente a' con-

promosso da Alessandro VI al vescovato di Crotone, e neli5o8 trasferito a quello di Mileto, al quale compart non pochi benefzi. Con questo carattere intervenne al concilio di Laterano V

1496

fu

nel io 12 sotto Giulio

II,

che l'annover

Adriano VI e Clemente VII, nel i534 di 71 anni fu chiamato in Roma all' immortai vita, e rimase sepolto nella chiesa di s. Maria d'Araceli, nella tomba de'suoi antenati, con breve epitaffio di cui pi non rimane vestigio, ma riportato dal
clavi di
p.

tra'segretari apostolici. Indi


la
1

Leone
1

X nelil

Casimiro, uelle

Memorie della cldesa

famosa promozione
1
1

di

cardinali,

d'Araceli.

luglio 5 7 lo cre cardinale prete di s. Agnese al foro agonale, e nell'anno stesso


.

gli

die

I'

amministrazione delle chiese di


1

Caiazzo e Nicaslro, nel 1 5 8 quella diGallipoli, neh 5i 9 quelle di Sulmona e Val"va

unite, e

tico.

Lo

stesso

neli520 la sede d' Umbria Leone X lo destin nel

i52o arciprete della basilica Lateranense,ove nell'anno santo 1 525 ap e chiuse la porta santa, ed abbate commendatario delle

VALLEMANI Giuseppe, Cardinale. Nato nobilmente in Fabriano a' 9 giugno 1648 da Rinaldo Francesco e da Maddalena de'conti della Genga, portatosi a Roma nel fior degli anni, accoppi all'esemplarit de* costumi, maniere piacevoli, tratto gentile, e qualche dottrina, massime nell'indefesso studio della
giurisprudenza, e poi fu aggregato a varie

Tre Fontane. Nel tempo stesso venne nominato alla sede vescovile di Malta, ma prima di prenderne possesso,

accademie d'Italia e alla cittadinanza romana. La fortuna gli apr l'adito nella corte del cardinal Emilio Altieri, gi vescovo di Camerino, che nel 1670 eletto

V
Papa
Io dichiar di

A L
21
anni suo came-

VAL
Vavitano,
lib. 2,

jri

della Cartaginese Proconsolare nell'Afri-

riere segreto e poi eoppiere,canonico

ca occidentale, di cui parla Oliato Mile-

licano, e custode dell'archivio di Castel


s.

altri, sotto la

metropoli

Angelo. Introdotto quindi in prelatu-

di Cartagine.

Ebbe

a vescovi: Bonifacio

ra,

secondo Cardella nelle


la

Memorie

sto-

donatista del 33o; Bonifacio cattolico, che


nel

riche de Cardinalit da Innocenio

XI ot-

4*

intervenne

alla

conferenza di

tenne

carica di segretario della con-

Cartagine; Uestituto sottoscrisse al concilio di

gregazionede'riti,e poi di quella dell'im-

Cartagine del 52 5. Morcelli, At.i. Vallis,

munit (presso Colucci, Antichit picene, t.17, p. 164, parlando degli Uomini illustri di Fabriano del Lancellotti , si
dice che
1. "carica,

frica dir.,

Fallitene uu

ti-

tolo vescovile in partibus, del simile ar-

civescovato di Cartagine, che conferisce


la
s.

Alessandro Vili

gli

confer la
),

Sede.

Innocenzo XII

la

2.

nell'eser-

VALLO (Valien). Citt

con residen-

cizio della quale,

lungo a cagione delle differenze del ducalo di Par-

che

fu assai

za vescovile del regno di Napoli nel Prin-

cipato Citeriore, capoluogo di distretto

ma

e Piacenza, contrasse

il

prelato gran-

e di cantone. Siccome di recente stata


eretta in citt vescovile, e sostituita per

dissimi impegni co'principi. Alla fine Cle-

mente XI, prima

lo

dichiar segretario

sede residenziale a Capaccio (F.),

il

cui

della congregazione della disciplina regolare, e successivamente Io consagr arcivescovo d'Atene, nel 706 Io dichiar suo
1

vescovo s'intitola di Capaccio e Fallo,

conviene che prima


ticolo.
le

riparli

di

Capaccio
al

e de'suoi vescovi, in aggiunta

suo ar-

Maggiordomo
candolo
s.

(^.) cre e riserv in petto cardinale dell'ordine de'preti, pubbli;

L'ultima proposizione concistoria1

del

845, cio dopo

la

pubblicazione

nel i. agosto

1707 dopo
la
,

circa

mesi. Gli attribu per titolo

chiesa di

Maria

degli Angeli
s.

e lo ascrisse alle

congregazioni del

oflzio, de' riti, del-

oh aeris insalubritatem a paucis colonis intuibiletur, atque dempta Cathedrali Ecclesia, nonnullisquc aedidus, in reliquis opinidel
articolo, rileva cani

mio

l'immunit, del buon governo, di propaganda e di molte altre, e fino da'3i di-

cembrei707

prefetto di quella de' riti;


la

aggiungendovi

protettola de' minori


di
s.

conventuali e loro collegio


in
s.

BonavenPresepe

no diruta sit, Episcopo pr tempore in altero magis opportuno et ab antiquo duobus fere milliariis distante dioece* seos loco, cui nomen Caputaquium Novum, j'amdiu rcsidere solel: Ine quadrili'
,

tura, della cappella Sistina del

Maria Maggiore,

del collegio

Mon-

gcntae domus , et bis mille ci re iter rccenscntar incolae. In Capaccio Vecchio


era
la
la

talto di

zie di

Bologna, come trovo nelle NotiRoma. Dopo essere intervenuto a'

cattedrale sotto l'invocazione del-

B. Vergine Assunta in cielo

comizi d' Innocenzo XIII e Benedetto

nata di Granata, quacque

denomialiquam ex-

XIII

Roma
ss.

termin in pace i suoi giorni in a* i5 dicembre 1725 d'anni 78


fu sepolto nella basilica

poscit rcparalionem. Ibi Episcopus possessione//! ini re, et

non compili, e
del suo

de

num
i.
il

ad eamdem infra ancelebraturus accedere solet. 11 casi

XII Apostoli, sotto una lapide ornata stemma gentilizio, ove si legge e-

pitolo

componeva
il

di

dignit e pel

l'arcidiacono, e di 16 canonici senza

legante iscrizione.

teologo e

penitenziere; veruni

tam

VALLENSSertorio, Cardinale. V.
Vassalli.

dignitates, quani canonici nulla fruun-

tur congrua

VALLETTE
V. NOGARET.

Lodovico, Cardinale.
vescovile

atque de, et ad honorem, votionem tantummodo inierviunt.hu cura dell'anime tanto della vecchia,

quan-

VALLIS, VALLOS. Sede

to della

nuova chiesa

ambo

mediocre-

5a

VA L
il

mente provviste delle sagre suppellettili l'esercito un vice parroco, ed avvi il batlisterio.

tempo in cui fior il vescovo Leonardo, N. neh 196 intervenne alla consagrazione che Celestino
111

lar,

Episcopale* aedesin ch'ita te Saatque in ulroque Caputaquio prae-

fece della chiesa di

l.

sto suntj
lei

attamen

in

Novo

residcre sosol-

Episcopus. In Capaccio Nuovo

tanto un'altra chiesa parrocchiale, ed

un convento di religiosi, alcun sodalizio, non pel l'ospedale, il monte di piet, n


altro;
i

3 seminari cogli alunni erano


,

sparsi in diversi luoghi della diocesi

la

quale

si

estendeva a circa
1

5o miglia, e

contenendo 36 luoghi o oppi da. Ne'lil)ii

della

camera apostolica ogni nuovo

Lucina di Roma, secondo Lucerai, mentre l'Uglielli ritarda il vescovato al pontificato di Gregorio IX. A Benevenuto scrisse Innocenzo IV nel ii5i, e sotto di lui Federico li distrusse Fasanella, l'fjghelli riportandone documenti. Pietro nel 1275 alla chiesa di s. Maria Maggiore di Diano concesse indulgenze. Nel 1287 da Girgenti vi pass Giberto postulato dal capitolo e da Onorio IV confermato. Giovanni gli suc-

Lorenzo

in

vescovo era tassalo in fiorini 3oo, e la mensa rendeva al vescovo 3ooo ducati
napoletani

quibusdam oneribus gravali.


si

1294. Filippo eletto dal capiconferm nel 1 3 2 Clemente V. Filippo de s. Mango del 323. Dopo sede
cesse nel
tolo, lo
1

Colle rovine dell'antica Pesto (V.)

e-

vacante notabile, Benedetto XI

dificarono Policastroe Capaccio, nel quale articolo

riconobbe
e

Tommaso

de

s.

nel 34o Mango nomi1

Pesto per. fallo tipografico

nato dal capitolo, di cui era arcidiacono,

detto Pessi. Essendo Pesto sede vescovile,


il

come

il

predecessore fu tumulalo nella

vescovo nel secolo

IX

pass a sta-

metropolitana di Salerno. Giacomo creato nel

Capaccio e die origine all'unione del suo vescovato ed al suo ingrandimento, per la seguita unione delle due diocesi, onde divenne piuttosto notabilbilirsi a

i386 da Urbano VI,


nel

sotto

Boni-

facio

IX

fu reggente della penitenzieria,

mori

1399. In questo

vi

fu traslalo

dall'arcivescovato di Durazzo Giovanni

mente ampia. Imperocch


ghelli, Italia

riferisce

TU-

Bonifacio de Panella napoletano, e nel

sacra,

t.

y, p.

4^4

Capii-

taquenses Episcopi. Celsus Paestanus episcopo cimi Romualdo archiepiscopo, al quale ambo i vescovi erano suflraganei,
inslitutus est testamenti

i4o5 come

pass a Muro;

ma sembra

intruso

partigiano de' due antipapi Cle-

executor a Ro-

berlo Castri Trenlenarii


1

Domino anno

mente Vile Benedetto XIII. In detto anno da Muro vi fu trasferito Guglielmo, indi neli4'0 deposto da Gregorio XII, che gli sostitu Giacomo. Ma Giovanni

56. Forte post Celsum Pacs tana citta Capulaquensi unitafuitEcclesia. A tem-

XXI
gli

po

dell'

Ughelli

il

vescovo risiedeva nelivi

1 eletto contro l'alt ro Papa, nel 4i 2 surrog Baldassare del Giudice canonico di Rossano. Martino V elesse Gio1

l'episcopio di Diano, ed

pure era
sessi.

il

vannelio Panella Caracciolo napoletano,


nel 14 18 traslalo

seminario, e numerose erano


ligiose della diocesi

le case re-

ad Anglona; ed insita

de'due

che l'antica sede vescovile di

Noter Agropoli

vece

nomin

l'uditore di Rota

Tommaso

(F.) erasi riunita a quella di Pesto , perch abbandonata da perniciosa influenza dell'atmosfra. L'Ughelli comincia la serie de' vescovi
di

de Berengari. Fatto neh 4*23 arcivescovo di Cosenza, lo fece iuccedere da Bernar-

Capaccio con
1

Arnolfo del

26, che

nel

79

intervenIII.

ne
Il

al concilio

generale di Laterano

Coleti ne dubita, essendo allora viven-

te Celso

vescovo di Pesto.

Nou

si

conosce

do o Berardo Caracciolo napoletano. Nel i4^5 da Cosenza venne in questa sede FrancescoTomacelli napolelano.Da quella di Cavaillon Eugenio IV neh 439 vi trasferBartolomeo.Neh44 M ase "M ir to abbate di s. Giovanni a Piro. Nel r4t>2 Francesco Conti suddiacono e protonota-

VAL
rio apostolico, e viveva nel
r

V
4^7
r .

A L

53
di

Fran-

stralodai marchese e popolo di Diano.

cesco Berlini lucchese, chiaro per sapere


e prudenza, fu lega lo al duca di e mor nel i47^. In questo
fri

Senza pregiudizio della cattedrale

Ca-

Borgogna
fatto
di

amPogdi
in

paccio e di sua sede vescovile, trasfer il capitolo nella collegiata di Diano per l'uffiziatura,

ministratore
gio (V.). Nel
t

il

cardinal

Auxia

provvedendo

al culto
1

divino

i483 Lodovico Podocutc-

per quella

di Capaccio. Nel

609 da Ca-

ro (P.) indi cardinale e arcivescovo Benevento neli5o4< Nello stesso ebbe

commenda
d'Aragona

il

vescovato

il

cardinal Luigi
1
1

rinola vi fu tramato Giovanni Vitelli napoletano, morto nel seguente anno e sepolto nella chiesa de' cappuccini di Sala.

5 4 e ne divenne vescovo Vincenzo de Galeotti


(V,). Si dimise nel
patrizio napoletano, gi vescovo di Squil-

Nel 6
1

ta

1 da Belcastro vi passPietro Matde Haro nobile spaguuolo teatino, ze1

lantissimo pastore, visit

la diocesi, la

fu e-

522, e fu fatto amministratore il cardinal Lorenzo Purcl(P\). Neh 523 con diritto di regresso rassegn
late.

Rinunzi

nel

sempio

di piet,

ed approv

zione de'sacerdoti istituita iu

congregaLaurino, per
a

cooperare

al

vescovo nella salute dell'a-

la

chiesa
di

commendata
il

Tommaso
la

vesco-

nime. Nel 1627 Fraucesco M.

Brancac-

vo

Trivento,
si

quale ritenne

sua

se-

ci (/'".), poi cardinale dottissimo. Trasferi-

de e

ritir

te VII

neh 53 I. In questo Clemennomin amministratore Enrico


all'et canonica divent vescovo

to a Viterbo, nel 63 5 gli successe Luigi Pappacoda napoletano , poi vescovo di


1

LolTredi nobilissimo napoletano, e per-

venuto
to, e

effettivo; intervenne al concilio di

Tren-

Lecce nel 1639. In questo da Vulturara vi pass Tommaso Carafa napoletano de* duchi di Telese lodato per prudenza e
,

Napoli nel 347. I tale auno ne prese l'amministrazione il cardinal


in
1

mor

altre viriti, in

Laurino celebr

il

sinodo

Francesco Sfa mirali

(A'.),

il

cui (iglio le-

gittimo fu poi Gregorio XI V nonnato. Nel

i549 o M
il

successe nell'amministrazione
}

cardinal Girolamo Perallo(P.)

il

qua-

le

neh 553

la

rassegn

al

cardinal Paolo

Emilio P^erallo (P.). Nel 1074 vescovo Lorenzo Belli romano, sepolto in Roma nella chiesa d'Araceli nel 586. In que1

649,e fu sepolto in Salerno. Nel 1 665 Camillo d'Aragona del ramo di Tricarico delto volgarmente di Ragona,traslatoda Acerno, benemerito paslore,morto in Sala e deposto nella chiesa di & Pietro, a cui mirabile il predecessore avea eretto una torre campanaria. Nel 1677 Andrea Bonel
1

nito de'duchi dell'Isola principi di Casapesella, della congregazione dell'oratorio

sto Sisto

V nomin
t

il

suo concittadino
al

di Napoli, visit la diocesi, ripar la catte-

Lelio Morelli di JMontalto,

quale col

drale, elesse per sua residenza Sala, citt coll'insigne collegiata di


s.

breve

A timone

nos, de'

7 luglio, presso

Pietro che

l'Ughelli, per l'inclemenza dell'aria di

abbell; molli edilizi in vari luoghi della


diocesi eresse, restaur
di
i

Capaccio e sue rovine, noti che pe'Iadroche l'infestavano, concesse di trasferire la sua residenza in Diano, alla quale accord le prerogative di citt, coojo luogo
ni

palazzi vescovili

Capaccio Nuovo e di Sala; mori in Napoli e fu sepolto nella chiesa de' suoi

nobile, salubre, popolato e


di vettovaglie,

abbondante

ove gi era istituito il seminario; di pi era vi l'archivio della curia vescovile, diverse case religiose,

1684. Gio. Battista Pace nonapoletano in detto anno gli succanonico della metropolitana di cesse
filippini nel

bile

Napoli, fervoroso missionario e facondo


predicatore, eruditissimo e virtuosissimo,

5 chiein

se parrocchiali e fra le quali l'insigne col-

mor

in patria e fu

tumulato nella chiess.

legiata di

s.

Maria Maggiore, ove


il

granl'epi-

sa del sodalizio della

Croce. Nel

1699

de venerazione

corpo del

h.

Coni,

Vincenzo Cordoni patrizio napoletano


canonico della metropolitana, zelante e

scopio decente e conveniente, sommit*

54

VAL
gnit della
e

VAL
della cattedrale, indi arciprete e 3." di-

j)jo predicatore nelle missioni, intrapre-

se la visita difficile pe'luoghi della diocesi;

medesima

colla
i."

cura delle adignit, pro-

morendo ih Oppido Vallis Novi die 8 novembris yo3 Imma iris rebus ereplus
i

nime, e poi arcidiacono


Jodatissimo in tutto.
11

vicario generale <T Ascoli

e di Cerinola,

est.

Nel

704 Francesco Paolo Nicolai

pa-

trizio d'
sia

Altamura, ebbe una controverle

gorio

XVI

nel

medesimo Greconcistoro de'24 novem-

giurisdizionale co'ministri regi, e quin-

di fece

dare

missioni per

la

diocesi

cbe

bre i845 trasfer mg.' d'Alessandro al vescovato di Sessa, e promulg vescovo


di

Nel 1708 rifece la e con cattedrale con molto dispendio grande fatica form in Sala l'archivio
visit diligenlemenle.
,

Capacccio mg.' Gregorio Fistilli di Rossano, gi lodalo curato di pi parrocchie, canonico curalo della pallia metropolitana, professore del seminario nel
gius pontificio e nella teologia morale e

vescovile nell'edilzio da lui eretto; altra

casa costru in Vallis

Novi per uso

de*

vescovi, ed ampli quella fabbricata dal

cardinal Brancacci in Pialle Diani. Nel

dogmatica, non che rettore del medesimo, esaminatore pro-sinodale, dotto, prudente, probo e di molta esperienza. In se-

1716
gli

traslato all'arcivescovato di
1

Conza,

successe nel

7
di

7 Carlo FrancescoGios.

guito rinunzi
al

il

vescovato di Capaccio

coli

Arcangelo diocesi di Angiomi, trasferito da s. Severo. Fece predicare la parola di Dio nella diocesi,
o
Iaconi
,

regnante Pio IX. Dopo sede vacante, considerando il medesimo Papa Pio IX,

che nella
vile di

citt di

Capaccio nel IX seco-

la

cui visita tosto intraprese

adorn
di
s.

la

lo fu trasferita l'antichissima sede vesco-

cattedrale, restaur l'episcopio di Sala e

Pesto, e che col volgere degli an-

l'ampli. Introdusse

le

monacbe
s.

Te-

resa, sotto gli auspicii di

Caterina, nel

monastero in oppido Corinoiorwn seu Fallis Novi, ed altro eresse in Siciniano, e pieno d'amore per la sua chiesa la govern con zelo. Con questo vescovo 1' / talia sacra termina la serie de'pastori di Capaccio, e ne cominciano la continuazione
le

notabilmente Capaccio e l'asuo territorio essendo divenuta grave e malsana, rimase a poco a poco deserta, per guisa che il vescovo e il suo
ni scaduta
ria del

capitolo furono per indulto della

s.

Sede

assoluti dall'obbligo della residenza; per-ci

Ferdinando

ad istanza del re delle due Sicilie li, nella provinciale! Prin-

Notizie di

proseguir e compir. Nel


slino

Roma, colle quali la 1724 d. Ago-

cipato Citeriore, colla bolla

Ex
(e

quo imot-

perscrutabili ae terni Numinis provide ri-

tano. Neil

Odoardi monaeo cassinese napole742 Pietro Antonio Raimondi, di Cutro diocesi di s. Severina. Nel 1768 Angelo M." Zuccari, d'isola diocesi

da, de'21 settembre i85o


tobre

non 22

come

dissi altrove), eresse la

sede

vescovile di Diano, aggiungendovi l'anti-

ca cattedrale di Capaccio

gi residenza

di Soia.

Dopo lunga

sede vacaute, nel


di

de* vescovi di Pesto, e come questo dichia-

1804
cesi di

Filippo Speranza,

Laurilo diodi

r sutfraganea dell'arcivescovo di Salerno.


il

Capaccio, traslato da Guardia Ai-

La munifica

piet del re oper

che

fiera.

Nel

835 Michele barone

Samolti

gnano

arcidiocesi di Salerno, per

anni parroco di Oscali e d'altre cure, ed


incaricalo di pi affili ecclesiastici.

nuovo vescovato ricevesse una conveniente dotazione. La citt di Diano, capoluogo di distretto, una lega e mezza
al

Gre-

gorio

XVI, che

lo

avea preconizzato, per


icj

la fertile

sua morte nel concistoro de*


1

giugno

sud-ovest da Sala, ei 7 da Salerno, nelpianura e valle del suo nome, a' piedi del monte Motulo. E difesa da ui\
castello for litica lo, ed di superbi mausolei. Visi tiene

8j3 promulg successore Giuseppe d'A,

lessandro d" Ajscoli di Puglia, gi professoic di quel se in mai io

ha 5 chiese ornale una te-

cauomeo teologo

a a' 3 giuguo.

La

valle di

Diauo ha 8

VAL
leghe
ili

VAL
contiene

55

lunghezza, ed bagnata dal Nesi

3o oppida

uoniinati nella bol-

gro. Vi

raccoglie ogni sorla di grani,


i

la di erezione.

vino e molte frutta. Nel concistoro de' 7 febbraio $5 il Papa dichiar i. vesco1 1

vo di Diano, Dionea, l'attuale


lentino
cesi di

mg/

Va-

Inoltre il Papa Pio IX colla bolla Cuni propter jusliliae dilectionem de' 16 luglio 1 85 1, form la nuova diocesi di Ca

Vignone

della citt di

Sepino diofatto ars.

Boiano, gi maestro nella teologia


1

inorale e dogmatica, nel

836

paccio e Vallo, e questa 2/ citt sostitu per sede residenziale a Capaccio, dichiarandola come l'antica suffraganea dell'arcivescovo di Salerno. Vallo citt del

ciprete parroco della collegiata di


stina di

Cri-

Sepino, ed esaminatore pro-sinodale; lodandolo per gravit, prudenza,


dottrina, probit di costumi e per espe-

regno
ilei

di Napoli,
il

capoluogo

di distretto e
il

di cantone,

quale contiene

distretto

rienza ecclesiastica. Si legge nella proposizione concistoriale.

suo nome e quelli di Lamino, Latitilo, Torre Orsaia, Camarolta, Pisciotla,Pollica,Castellabtte,TorchiaraeGioia,


giace in

Diaiium regni Nea-

polilani civitas^admontis Motulis radice* aedificaia conspicitur ,


iiaiiLs circilcr

una pianura

fra' mutiti,
si

donde
unisce'

quaein suo

sgorga
all'

il

torrente Palisco, che


la foce,
1
1

milliari ambila mille do-

Alento presso

sotto clima tem-

ma*

pene,
1

ci

quadringenlos supra sex

perato. E' distante

leghe sud-est da

mille

eeenset iacolas.

La chiesa

catte-

Salerno. Deue fabbricata e con parecchi


belli edilizi, tra'quaii
il palazzo governach'ebbe moderni abbellimenti, e la

drale, gi collegiata, sotto l'invocazio-

ne

di

s.

Maria Maggiore, buono


ss.

edilzio,
si

tivo,

in cui tra le

Reliquie tuttora
il

vene-

bella cattedrale gi collegiata;

ra con

corpo di s. Coni confessore. Vi la cura d'attinie col ballisterio, amministrata pel capitolo dal a decano 2. dignit, coadiuvalo da'G mandivozione
11
1

somma

bo convento
di

di

un superdomenicani con chiesa


conservatorio delle
zi-

buono

stile,

il

sionari.

capitolo
.'

si

compone
le

di

di-

gnit, lu
1

delle quali l'arcidiacono, di

4 canonici, comprese

prebende del

teo-

logo e del penitenziere, di 6 beneficiali

Vi si trovano varie concie di pelli comuni e fine. Il territorio principalmente fertile di grano, vino e frulli. Questa citt esisteva al tempo de'romani. Riporta il u.26i del Giornale di Roma dei 85i Innalzato il comune di Vallo
telle.
1
.

o mansionari, e

di altri preti e chierici

per

in Principato Citeriore. a sede episcopale

l'utliziatura divina. L'episcopale palazzo

della
vi

per decente abitazione del vescovo pr'

uuova diocesi di Capaccio e Vallo, giungeva nel giorno io ottobre i85i


arcivescovo
di

pc calhedralem non desunt, sed juxttl memora tas bullas erunt quameito repciendae et ampliandae. Oltre la cattedrale
,

monsignor Mai ino Paglia


metropolitano

Salerno (nella qual se-

nella citt vi

sono altre

chiese

s. fonte, un convento di un monastero di monache, alcuni sodalizi, due monti frumeutati ed il seminario. Secondo il prescritto dalla bolla doveasi edificare 1' ospedale. Ogni

parrocchiali col
religiosi e

de per sua morte a* 21 dicembre 18^7 r gli succeduto il rispettabile mg. Antonio Salomone d'Avellino, traslato da Mazzara ), delegato all'esecuzione dell'

apostoliche bolle. In cos solenne oc-

casione

am
,

di

accompagnarlo

l'

egre-

gio maresciallo di

campo commendaterritoriale de'

nuovo vescovo tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 2 3o, ascendendo le rendite della mensa a 3 100 ducati, coli' obbligo al vescovo di mantenere nei semi u rio ^c\\ev\c\ xicinianenscs: La diocesi si esteude per circa 5o miglia, e

comandatile to r Palma due Principati Citeriore e


religiosa mostrata

Ulteriore.
la

Non
piet
1

a dirsi la gioia, la gratitudine e

da

tut'.a

quella popo-

lazione, cos nell'arrivo de'prelodati

mg.

arcivescovoe maresciallo di campo,

come

56
nel giorno di
se, in cui la

VAL
domenica 12
di detto
s.

VAL
mePan-

Cum
ti/zi

propter, hujusce Episcopati^ Se-

parrocchiale chiesa di

des constitutafuerit in Oppido vulga-

talone martire
cesi novella

fu a cattedrale della dio-

nuncupalo Vallo, Wide

UH nomen

pomposamente inaugurata.
il

V intervennero
altri

sotto-intendente e
la

gli

funzionari locali;

guardia di pub-

deinceps Caputaquen. et Vallen. juxla recensilas bullas. Falli itaque oppidum civitatis Episcopalis titulomodo conde-

blica sicurezza e gii urbani vi prestarono servizio, restando

Sotto

le

armi.

Il

pure in bella mostra suono de'sagri bronzi,


i

corata parimi a maris lilorc distans, medio in locofere est ab extremis hodiernae Caputaqucnsis dioecesis finibus, ad
lioram Salernitani sinus , optimis coti' fiala domibns, quas sex mille pene in* habitant cives. La cattedrale sotto 1' invocazione di s. Pantaleone martire un ottimo edilizio in eccellente condizione,

musicali concertai continui spari, gli sporti

e le finestre decorati di drappi, le ca,

gli se bellamente illuminate nelle sere echeggiami evviva alla Santit del Ponte-

fice

ed alla Maest del Re,ed infine


qne'giorni di perpetua
I

la

ministrazione di molle limosine


relli, resero

a'

sompove-

rimem-

branza negli annali di Vallo.

sagri riti

cominciarono colla lettura delle pontificie bolle, proseguirono colla investitura e col giuramento de'canouici e de'mansionari del
te e

ha la cura d'anime col battisterio, essena done parroco l'arciprete 2. dignit, coadiuvato da 6 mansionari. Il capitolo si compone delle due dignit, lai." dell'arcidiacono e
la

2/

dell'arciprete, d'altri
le

io canonici comprese

prebende

teolo-

nuovo

capitolo.

Una

elegan-

gale e penitenziale, di 6 beneficiati o

man-

ben adatta orazione, proferita dal teologo d. Domenicantonio Ronsini, accrebbe Io splendore di quella funzione, che termin col canto dell'inno Ambrogino e colla benedizione che il prelato dall'altare fece discendere sopra una numerosa popolazione genuflessa e pietosa-

sionari, e di altri preti echierici inservienti

a'divini uffizi. L'episcopio sulcieutee

mente ampio
Vallo
vi-

comodo. Nella

citt

di

sono 3 altre chiese parrocchiali,


di religiosi,

due conventi

rio di oblate, 7 sodalizi.

un conservatoSeminai inai in-

ierea donec in Valicasi ch'itale


cilius fieri possit

quoad

mente maggi

raccolta.

Non

a tacersi degli o-

e de'rendimenti di grazie da'quali

furono accompagnati al loro partire il di seguente mg/ arcivescovo e il maresciallo Palma, u delle manifestazioni del-

erectumfuerit, in oppido vulgatim Novi^yro universa Caputaquensi et Valicasi dioecesi provisorio

ad clericospiclatc et
palebitj hospitale

literis instiluendos

l'immensa gratitudine di quegli abitanti, che pel di loro organo indirizzavano al Sommo Pontefice ed al Re N. S. per cotanto pregevole e luminoso beneficio alla loro patria conceduto". Nella 1." proposizione concistoriale: Cathedralis Ecclesiae Caputaqueu. et Vallea. , si legge lo
stato della diocesi e di Vallo.

autem et montis pietalis desiderantur. Ogni vescovo tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 3oo, ed fruiti della mensa ascendoi

quii c'itas, et vetcris


ch'itati labeiile

Caput Aejusdem nomini*

saeculo XI f dircplae i atque ab hostibus penitus cvtrsae sufj'e<

no a circa 5ooo ducali nonnullis oneribus gravali. La diocesi ampia e contiene molti luoghi. Il Papa nel concistoro de' 18 marzo i852 colla pi efata proposizione preconizz vescovo di Samosata in partibus e amministratore della chiesa di Capaccio e Vallo, mg/ Vincenzo M. a Maoldo della congregazione del ss. Reden1

taluni prae&tQ numquain habucritea fjuac pr Episcopali resideulia a/que {{<( ot opportuna et necessaria esse deLi ut omiii/10, factum est, ut per builus
) e.

Muro, gi vescovo di Trapani, che lodevolmente govern. Per sua morte , lo stesso Papa Pio IX nel concistoro de'23 marzo 85 J dichiaro i. vescovo di
tore di
1

VAL
Capoccio e Vallo l'odierno mg. Francesco Giampaolo di Ripa limosa ni diocesi di Boianoj gi arciprete curalo in patria,
previo concorso, esaminatore prosinodaJe,
r

VAL
al

57
pi. cre-

genio del suo sesso; e quanto

sceva in et, tanto maggiori sperimenta-

va nel suo cuore


la

gli elTetti

della grazia,

quale rendendola oltremodo disgusta-

encomiandolo per dottrina

gravit,

ta del

mondo ed

affezionata alla solitu-

prudenza,

di probi costumi, istruitissimo

dine,

delle cose ecclesiastiche. Pel funestissimo

e doloroso terremoto del regno di


poli,

Na-

domandare a'suoi d'abbandonare il secolo per interamente consagrarsi a Dio colla


la fece

risolvere a

parenti licenza

avvenuto dal 16 al 17 dicembre 1857, in cui morirono 9237 individui,


1

professione religiosa.
loro
le

tale elfetlo

porse

pi cnlde suppliche,
prole,
i

ma

essendo

oltre

35g

feriti,

principalmente patirole

ella l'unica loro

genitori gi a-

no

indicibili

calamit

provincie del

vevano

stabilito di maritarla;
le

onde invela

Principato Citeriore, e pi assai di Basilicata colla sua capitale Potenza quasi annientata, e Alarsi co Novo in cui cad-

ce d'esaudire

sue domande,

fecero

di ligen temente

dero due terzi degli rono Sala e Diano;


la stessa

edifizi.
i

Molto

solFri-

guardare,temendo che potesse loro malgrado involarsi per entrare senza loro saputa in qualche monastero.
l'imperatore Federico
II

minori guasti nelpiccolo

Avendo

stretto

provincia del Principato Citepat Vallo,


di
s.

riore

li

ove cadde

il

campanile

Caterina, e vari edifizi

restarono lesionali.

Faenza, e ridotta a rendersi a lui nel 1241, un parente di quel principe colto dalla bellezza di Rosana la chiese in isposa; ma ella rispose, che solo Ges
d'assedio

YALLOMU?xQSkXE
1226

MonialesCon-

Cristo era

il

grcgationisf'allisUmbrosae. Ne fu fondatrice la b. Umilt di Faenza di nobile

tori, fu costretta

suo sposo. Morti poi geniad ubbidire a'suoi tui

tori,

onde

si

congiunse

in

matrimonio con

chiamata nel battesimo Rosana, nome che secondo


famiglia, nata nel
J

circa e

Ugo o Ugolotto Caccianemici gentiluomodi Faenza, e divennemadre di numerosa figliuohinza, altri dicono di

il L

apebrochio, presso Bollandus


le fu

adii

due

figli

Maij,
tea

ma

imposto a riguardo della condi RosanooPiossano, situala tra Pare Peggio, giusta il costume d'alcuni

morti dopo avere ricevuto

il

battesimo.

Dopo
pose
var
le
la

al

aver passati insieme 9 anni , prosuo marito di separarsi e d' ossercontinenza,

italiani,

che prendono il nome dal paese o dal luogo d'onde traggono la loro origine. Ma ilp. Helyot osserva, che questa non fu certamente la ragione onde santa
(com'egli la chiama, ed egual titolo
le

ma

Ugolotto non volmedici


la

convenirvi. Iddio per permise, che

essendosi egli

ammalato,

l'assi-

curarono, che per ricuperare


sanit e conservarla,

perduta

non eravi

altro spe-

il

dotto can. Strocchi nella Serie de ve-

diente che

il

vivere continente, e che di-

scovi Faentini,

ma

nel martirologio val-

versamente operando correva manifesta'


rischio di presto morire; per cui Ugolotto a'desiderii della

lombrosano
to
il

detta beata)

nome

di

Umilt fu daRosana, poich nacque el-

la in

Faenza

citt di

Romagna. Suo pa-

condiscendere. A meglio effettuare


nastero di

moglie fu costretto a la sua

dre Altimonte, ch'era gentiluomo della medesima, e sua madre Richilda, furono

risoluzione, vest l'abito religioso nel


s.

mos.

Perpetua presso Faenza, ch'e(ed ora di

grandemente solleciti della di lei educazione. Fino da'pi teneri anni fu dedita
all'orazione e alla contemplazione, e ne-

ra dell'ordine de' canonici regolari di

Marco

di

Mantova
il

s.

Girola-

mo
le

de'minori osservanti riformali), as-

mica de'diverlimenti familiari


nelle sue pari. Inoltre

alle vergi-

sumendo
vaes.

nome

di

sommamente

ab-

veneralo per beato,

Lodovico, col quacome afferma No-

boniva

tutte le vanit, tanto confapenti

E come

questo monastero era di

58

V A

I*

VAL
un luogo detto Maria Novella alla Malta, vicino a porta delle Chiavi. Radun in poco tempo molte discepole,
lista,

doppia e separata abitazione, Rosalia parimenti s'aggreg alle religiose o canonicltesse dello stesso ordine, ove inula il suo

in

s-.

nome in quello
la

di

Umilt; u volendoche

le

quali vollero vivere a

lei

soggette. Fe-

sua umilt consistesse nel solo

nome,
all'e-

ce quindi loro praticare

ma
vili

che

fosse di

continuo stimolo
,

nedetto, e

le

s. Beosservanze dell'ordine di Val

la

regola di

sercizio di

tale vii tu

s'

impieg ne' pi

lombrosii, soggettando
alla giurisdizione del

il

suo monastero

ministeri del monastero. Indi a qual-

generale del

mede-

che tempo stimolata da un interno desiderio alla solitudine, part dal monastero e
si

rinchiuse in una cella vicino alla


s.

chiesa di

Apollinare, dipendente dals.

simo online, a cui ella promise ubbidienza onde le monache furono chiamate 7 allo mbrosa ne. Iddio l'avea dotata d'un raro talento per governare le religiose sue
,

l'abbazia di
zione de'

Crispino della congrega(^.). Vi

figlie: ritira

soddisfaceva agli obblighi di stipe-

dimor rinchiusa per 12 anni, menandovi vita continuamente austera e penitente, cibandosi di solo pane e acqua, soltanto aggiungendo nelle feste solenni alcune erbe amare. La sua astinenza era cos rigorosa, che nudrivasi una sola volta il giorno con 3 oncie di pane. Vestiva continuamente suoi corti sonni sulla uudi cilicio, ed da terra prendeva; macerava il suo corpo con non comuni mortificazioni, poii

Vallomb rosani

con una meravigliosa prudenza, ed era a lei per divina rivelazione manifesto

quanto passava

nel
fa

cuore delle sue

monache, come ne che fece ad una di


che avea per rossore
to.

fede la correzione

esse per
in

un peccato,
di

confessione taciuil

Dopo aver governato


si

monastero
II

Faenza per alcuni anni,


ze,

port a Firenge-

ove

col

consenso
cui

di

Valentino

nerale de' vallombrosani eresse

un

altro

monastero,
tate nel
i

le

fondamenta furono get-

ch ogni giorno ne inventava

di

nuove.

Impiegava poi tutto

il

giorno e buona

282, e la chiesa fu consagrata dal vescovo di Firenze nel 1297. I miracoli


il

parte della notte nella preghiera e nella

dalla b. Umilt operati, resero celebre

meditazione. Molle divote donne conce-

suo nome:
lo,

trasse dalla

morte un fanciul-

pirono

la

vocazione d' imitarla e di re-

stringersi

che intorno alla sua fabbricarono. Essendo ci giunto a notizia del vescovo di Faenza
celle,

dentro alcune

restitu.

ed alla primiera salute molti infermi Ebbe ancora il dono ili profezia;
della citt
si

quando un gentiluomo
i

port ad ascoltare
avvert di
scienza, poich

suoi consigli, ella lo

(l'encomiato can. Shocchi dice che

il

mo-

nastero eretto in patria da

s.

Umilt, fu

accomodar le cose di sua coDio avea determinato la

a teaipodel vescovo Loltieri della Tosa,


ina questi fu fatto vescovo nel 1287; laon-

sua morte nel seguente venerd santo, co-

de per quanto continuer a dire col p. Helyot, il monastero delle vallombrosane di Faenza sembra rimontare ad epoca anteriore al vescovato del Lollieri), e
di

me in fatto avvenne. Giunta finalmente ad una estrema vecchiezza, malgrado la


sua vita penitente ed austera, della quale

giammai non moder il rigore per lutto il tempo che visse, rimase da pericolosa
malattia oppressa, della quale mor a'22

molte altre persone


a voler
la

pie, la

stimolaro-

no

sua clausura abbandonare

per fabbricare un monastero. Quello che pi d'ogni altro la persuadeva a lasciar il suo ritiro fu d. IMebano generale dell'ordine di Vallombrosa. Usc ella adunque dalia cella e fabbric in Faenza il monastero dedicato a s. Giovauui E vango*

maggio i3 10, altri pretendono a'i3 dicembre, d'anni 84 e pi. Fu sepolta nella

chiesa di

s.

Giovanni Evangelista pobeata edificata


i

sta fuori di Firenze, dalla

nel dettoi282.

Ma

dipoi
di

fiorentini te-

mendo che

le

truppe

Papa Clemente

VII, collegate con quelle dell'imperato-

VAL
re Carlo V, stringessero d'assedio
la lo-

VAL
tro di essa, nel luogo ov'era
forli Picare, fece-

59
anticamente

ro citt, volendo (juesta

situato quello di

s.

Perpetua, che essen-

ro atterrare
chiesa,

suburbano monastero e la da dove l'annata nemica avrebbe


il

do

stato

abbandonato non meno da' ca-

nonici

regolari, che dalle suddette loro

potuto molestarli.
la

Fu allora

il

corpo del-

canoniehesse, era stato diroccato, e fu de-

trasferito in

beata fondatrice delle vallouibrosane un monastero della citt, die

nominato

s.

Umilt. Apprendo dal canoil

nico Strocchi, che

vescovo di Faenza

fu assegnato alle

monache

vi

dimoraro1

Battista de'Canouici, in conseguenza del

no sino

al

534, non gi

fino al
il

024

eo-

breve pontificio, con decreto del suo


cario generale de'7
se alle

vi-

uie ripetutamente asserisce

PapeLi ochio. Indi volendo Alessandro de Medici i. duca di Firenze fabbricare la cittadella di Firetize nel luogo ove sorgeva tal monastero, obblig monaci vallomp.
i

marzo 1002 concesdi eriges.

monache vallouibrosane
del priorato di

re in
della

un luogo

Perpetua

tova

congregazione di s. Marco di Manil monastero; poich il precedente


occasione di

bi osarli a cedere alle

monache

il

loro

moDio-

posto fuori della citt era stalo totalmente distrutto da' faentini, in

nastero di

s.

Salvio, che fu ad esse cond.

ceduto dal generale dell'ordine; e

nora Macchia velli,


dessa, ne prese
il

in quel

tempo abbavi fece trail

guerra e forse prima dell' assedio fatto da Cesare Borgia duca Valentino. Avverte
il

possesso, e

p.

Helyot, che pretendono alcuessere l'origine delie valloui-

sportare

il

corpo della loro fondatrice,


in poi

ni autori

quale da quel tempo


s.

con quello di
la

brosane mollo antica, facendola derivare


dal
1

Margherita, ancor essa

di quest'ordi-

ne,

come vuole

il

p.

Helyot (ma non

00, altri per contrario fissandola al 153. La pi comune opinione per


1

trovo nel martirologio vallombrosano),

ch'esseabbiauo avuta per fondatrice


ta

saliil

ha sempre riposato. 11 corpo della b. Umilt, vestito coll'abito del suo ordine
ivi

Umilt. Questo
;

il

titolo

che leda

Guiducci

e Buceiino nel suo ftlenologio


s.

di broccato d'oro, coll'iusegne abbaziali,


si

de santi dell'ordine di
ce ch'ella slata la
."
1

Benedetto, di-

conserva incorrotto nell'altare a

lei

de-

islitutrice delle re-

dicato.

la beatific

Clemente XI a'27 gennaio 1720, con equipollente beatifica-

ligiose di quest'ordine; quindi

non

poti-

no
ch

esse riconoscere pi antico principio,


i

zione, esseudo la sua festa registrata nel

come
la

suddetti autori pretendono, poi-

detto martirologio a'2o maggio, col no-

beata nacque nel


la

226, ed

io ag-

vedova e fondatrice delle vallombrosaue.La Fila della b. Umilt diFaendi

me

giunger

testimonianza irrefragabile

del martirologio

vallombrosano,

in cui

za, scritta in italiano da Ippolito Carboni,

viene riconosciuta da'vallombrosani,/l/o-

fu stampata in Firenze nel 1624. Si

ha pure di d. Ignazio Guiducci la Vita di s. Umilt da Faenza, abbadessa e


fondatrice delle monache dell'ordine di f allombrosa. Altra ne scrisse il Brocchi
'

nelle sue l'ite

de 'santi fiorentini,
a'22 maggio.
Il

1. 1,

p.

293,

oltre a quella de' Bolla /idi s ti e riessi

portata da

monaste-

nialium ordnis nos trifnndatricis, e perci non ne fu autore il foudatore dell'ordine s. Gio. Gualberto come opinarono alcuni. Queste monache adottarono V istesse osservanze de' monaci vallombrosani, ed in Italia giunsero ad avere circa 1 o monasteri, e s. Berta era di quest' ordine, secondo il p. Helyot, ma non ricordata dal citato martirologio. Alcuni pre-

ro di Faenza dalla b. Umilt

altres fon-

dalo, essendo esposto agl'insulti delle milizie


il

teudonoche fondasse

il

monastero

di

Ca-

per essere situato fuori della alta,


trasferisse

viglia, ed altri che fosse soltanto richia-

Papa Alessandro VI con breve de' 12


bi

luglioiSoi pei mise che

deu-

mata da un altro monastero dal b. Gualdo geueraie dell'ordine, acci ne fosse su-

6o
perfora.

VAL
Le vallombrosane
e l'ordine val-

V AL
loto generale determin, che tutti
i

moi

lombrosano annoverano ancora tra' loro sunti, senza farne menzione il proprio mai tirologio, s. Verdiana, la quale dimoi 3o anni rinchiusa; ma il terz'ordinedi s. Francesco la pretende sua, e ne fa l'uffzio

nasteri vestissero di color nero


nedettini; e per tale cagione

come
le

be-

anche

mo-

nache hanno

la

tonaca legata, lo scapola-

re sciolto, e nelle funzioni ecclesiastiche la

cocolla del colore

medesimo, con
si

velo dopl'inferio-

doppio ih."

di febbraio.

Il

medesila b.

pio in capo,

il

superiore nero e
usa quasi
d'

mo

martirologio neppure registra

re bianco, siccome

comuneI

Giovanna, della quale abbiamo il Rag' guaglio istorico della b. Giovanna da r Siena romita F allombrosana Fi teni

mente
ticolo,

dalle

monache
",

ogni

istituto.

F'allonibrosani
dopo
le la

al

modo

narrato nell'ar-

ie 174- Vestivano

le

vallombrosane di
cocolla, co-

bero per pi

nero, usando larga e lunga prendo il capo con lungo


co, con sopra altro

o suore,

morte del s. fondatore ebun secolo delle converse quali non hanno ninna relad'

velo

bian-

zione colle

velo nero assai pi


nel

sentemeule
za, di
s.

monache vallombrosane. Prele monache vallombrosane

corto.
le

Il

p.

Bonanni

Catalogo del,

vergini
la

porta

a Dio dedicate a p. 98, rifigura della monaca vallom-

s. Umilt diFaeuVerdiana di Firenze, di s. Giorgio pure di Firenze, e di s. Girolamo in s.

esistono nc'monasleri di

brosana, e nel parlare delle religiose, oltrech ne ignora la fondatrice, dicendo


incerto chi fos<e lai." ad abbracciare
stituto, ripete l'errore del p. ab.
l'i-

Gemignano nel Sanese. Scrissero delle monache vallombrosane: il p. Annibali da Latera, Compendio della storia degli
ordita regolari esistenti,
t. i,cap. 18: Delle Monache Vallombrosane ;ed il

Franchi,

che
to,

scrisse nella vita di

s.

Gio. Gualber-

monastero fu quello dell'abMaria in Galilea, nel territorio di Lumello presso Pavia circa il 1 00; e l'altro che il p. Lucalelli nella vita di s. Bernardo 7. generale dell'oidi ne, asseriche
il 1

."

p.
ci,
l'

Helyot, Storia degli ordini monasti-

bazia di

s.

t. 5, cap. 29: Delle religiose delordine di Vallombrosa colla vita di s.

Umilt loro fondatrice.

VLLOMBROSANl^ongregationis
Vallis Umbrosae ordmis s. Denedicti. L'ordine di Vallombrosa ebbe per fondatore s. Giovanni Gualberto (F.) nato nel 981, il di cui padre Gualberto de'Cis-

sce la pi antica

memoria
1

delle vallom-

brosane
data

risalire ali

al p.

Gualdo
il

9.

53, per essere stata generale la cura di


di

riformare

monastero
vi

Cavriglia nel-

la diocesi di

Fiesole, allora rilassato nel-

l'osservanza,e ch'egli

mand

la b.

Berla

monaca benedettina
dessa, col

Felicita di Firenze, la quale eletta

monastero di s. abbasuo esempio indusse l'altre ad


del
la

abbracciare l'abito e
ta nel iMcnologiuii

riforma
b.

dell' orsi

domiui era nobile fiorentino signore di Petroio in Val di Pesa, ricco e potente cavaliere. Il p. Helyot dice che traeva l'origine da antica famiglia, la quale, poiquanto si pretende riconosceva il suo principio da Bonacorso Bisdomini, qua, il

dine vallombrosano (della


libro del
volersi
eli s.

Berta

trat-

le

era stato fatto cavaliere dall'imperato-

Bcnediclinum^ e nel
vitae).

re Carlo

Magno.

Il

vallombrosano

p.

ab.

Wion, Ligiium

Da

ci

argomentare, che nel monastero


detta

Davanzali narra, che questa famiglia si disse ancora de'Visdomini, cio Vicedomini, perch essendo ella
tente, nella

Felicita era gi introdotta la


Il

numerosa

e po-

riforma monastica.
lelli riferisce,

medesimo

p.

Lucafu

vacauza degli arcivescovi di

che l'abito nel principio

di lana mescolata parte nera e parte bian-

Firenze restavano padroni tutelari e difensori del vescovato. Si dissero parimente

ca, cio bigio;

ma

perch questa

si

varia-

per

la

loro gran potenza de'B ^domivolte Signori,

va secondo

la

qualit de'eolori,

un

capi-

ni, cio

due

come vuole

lo

VAL
storico Pietro

VAL
il

61
soldato ro-

Monaldi,

quale

fa

tale

scovile del suo

nome, era un
il

famiglia oriunda da Rooia, di dove eb-

mano, che

martirizzato a Firenze sot-

be origine dalla stirpe


essendo stala scoperta
sa di lui

di Catilina;
in

poich

to l'imperatore Decio:

suo corpo rinsi

lloma
la

la

famo-

chiuso in un'arca d'argento


la festa a'

custodisce

congiuro contro

patria e con-

dagli Olivetani, e se ne celebra da alcuni

tro
ti

il

console Cicerone, due suoi congiunsi

fuggirono, uno
si

ritir nell'

Umbria e
,

quivi

ferm,

I'

altro in Firenze
il

pren-

dendo ambedue

casato di Disdotnini per

essere polentiegransignoii.La

madre del

santo fu Camilla della stirpe del marchese

Ugo duca

di

Toscana,

e nipote di

Ugo

re d'Italia. Gualberto ebbe

e Giovanni. Essendo stato

due figli, Ugo ucciso da un


di

2 5 ottobre), suburbana e non molto distante da Firenze, della celebre abbazia de'monaci cliiniacensi, nel ioi3 eretta presso un pi antico tempietto edificato al santo poco lungi martirizzato nel secolo III. Prostratosi Giovanni innanzi l'immagine del tt. Crocefisso, con abbondanti lagrime gli chiese umilmente perdono della sua mala intenzione, e
gli

loro congiunto Ugo,


spirili risentiti,

il

padre sebbene

rese grazie per averlo preservato dal-

per l'avanzata et non po-

lo

spargere sangue umano. In seguo di


fatto

glio,

tendo colle proprie mani vendicare il ficon istimoli e forse minacele ne commise l'esecuzione a Giovanni figlio superQuesti sebbene per natura non
in-

gradimento dell'atto cristiano

per

amor
ss.

suo, la

ss.

Immagine chin

visibil-

slite.

mente il capo (il p. Annibali dice che la Immagine tuttora in venerazione neldetta chiesa).
Il

clinato ali'eiFusione di sangue,

nondimeno gl'impulsi paterni, anche per punto


cavalleresco, lo fecero risolvere alla ven-

la

giovane Giovanni sba-

lordito dal prodigio e vieppi infervorato nell'amore pel Redentore di tulli gli uomini , stabil tosto di abbandonare il

and in traccia dell'omicida accompagnalo da' suoi scudetta. Perci armatosi,

mondo
dicarsi

e le sue fallaci grandezze, e di de-

avendolo trovato in giorno di venerd santo in un luogo talmente angusto, che non dava apertura di scampo veruno al reo, mentre Giovanni snudata la spada stava per trapassargli il cordieri, e

interamente

al

divino

servizio.

Pertanto recatosi nel contiguo monastero,


si

gett a 'piedi dell'abbate cliiniacen,

po,

I'

uccisore dell' unico suo fratello


a'

si

gelt

suoi piedi colle

mani
la

in

croce,

domand 1' abito monastico il che ottenne dopo varie e fiere contraddizioni, suscitate dal demonio, e dal proprio genitore che fece di tutto per impedire la
se e gli

supplicandolo a concedergli

vita

per
cro-

vocazione del

figlio.

Nei noviziato esercifatta la professione,


gli fu sostituito

amore

di Ges. Cristo per

ambedue
tale

t ogni virt, e

dopo
la

cefisso e

morto
si
,

in

quel giorno. Giovanni

essendo morto l'abbate,


da'suffragi di tutta

ad un tratto

commosse per
la

com-

comunit.

Ma

il

san-

memorazione
Perci riposta
die

e prontamente l'esaud.

to virilmente s'oppose all'elezione,


i

onde

sceso di sella, abbracci


il

spada nel fodero e diil nemico e gli

bacio di pace, dicendogli:

Non

pos-

mosse monaci a farne altra. Intanto Giovanni fu preso dall'amore della solitudine, per vivere lontano affatto da'tumulti

so negarvi quello che voi


in

nome

di

Ges

Cristo.

mi domandate Vi dono non so-

del secolo e rendersi pi perfetto.

In

compagnia quindi
dal monastero di

di altro religioso, parti


s.

lo la vita,

ma

la

mia

amicizia. Pregate

Miniato, e passati in

Dio che mi perdoni il mio peccato. Mosso quindi Giovanni da interno impulso,
invece di tornare a casa
vicina chiesa di
s.
,

diversi luoghi

si

portarono finalmente u

si

port nella
al

Camaldoli, ove fecero lungo soggiorno. In questo sagro eremo viveva nella contemplazione
il

Miniato

Monte

(s.

patriarca de'camaldolesi

s.
il

Rono-

Miniato protettore

dell' illustre citt ve-

mualdo, del quale gi era grande

VA
Iella

L
dopo aver serenze,

VAL
un
col

me

santit della vita, e

4-

*i

miglio a scirocco dell'e-

co conferito su varie cose di spirito, e goduto della sua religiosa, amorevole e santa

remo divoto
mente
vi
ti,
il

delle Celle,

noto comune-

vocabolo di Paradisino.
in

Non
am-

convenzione,

si

licenzi con tenero e

italiano,

non viaggiatore d'oltremouFirenze per

vicendevole abbi accio di pace, confermatisi

quale recandosi
le

scambievolmenle
il

nel fervore di spi-

mirarne
si

sue bellezze trascuri di recar-

rito e nel servizio di

Dio. Racconta

il

p.

nella calda stagione al

romantico monIl

Ilelyot, che
tro

priore di Camaldoli

Pie-

te e alla

badia di Vallombrosa.

gran-

Daguino

volle
gli

obbligare Gio. Gualordini sagri, ed a proin

dioso suo fabbricato, che mette in mezzo


alla clausura

berto a prender

una devola

bella

e ricca

mettere perseveranza
si

quell'eremo,

ma

chiesa
olle

fa

contrasto alle cupe foreste ed


lo circon-

ricus egli di ci fare e si ritir a ValJombrosa, perch era chiamato a vita cenobitica, come dicono il p. Mabillon, Fleu-

sempre verdi praterie che


la
la tinta

dano. Quantunque
luogo,
beli

natura selvaggia del

nerastra delle selve di a-

iy e altri storici.
egli fece

Ma

1'

ordine col quale

che

lo

fiancheggiano, alle quali an-

in

fabbricare il i. suo monastero Vallombrosa, sembra che piuttosto dia luogo a credere, eh' egli in principio inclinasse lo
li,

nosi faggi fanno

corona

la

caduta del-

l'acque spumeggianti del torrente Vica-

no

di

s.

Ellero che romoreggia fra rupi


di cadenti

molto alla vita eremitica, poich form quasi sul modello di Camaldocostruito colle celle
le

immense
fiori

macigni; l'erba ed
i

montani che cuoprono


i

tappeti di

une separate

dal-

que* prati,

l'altre,

come pu
il

vedersi nel disegno che


di

tendo

le

colpi delle scuri che abbatantenne naturali degli abeti, inin

ne diede

p. d.

Diego Franchi abbate


s.

terrottamente

quel silenzio rintronano;


la

Bipoli nella vita di

Gio. Gualberto,

fat-

tuttocioffrea chi contempla

Vallom-

to incidere su quello gi pubblicato

da

brosa un aspetto di melanconica solitudi-

Xanto
ro.
doli,
si

di

Perugia e da Taddeo

AdemaCamal-

ne tendente

al

raccoglimento ed alla me-

Partilo

dunque

il

santo da

ditazione religiosa, ed assai confacentc per


fornire materia di serie riflessioni, sicco-

port nel Casentino a Valloni-

l>rosa, delta allora

Acqua

Bella, sotto le

me

le offr

nel secolo

XV al divino Ariotar-

falde dell'A pennino, lontano da Firenze


circa
i

sto nel

suo Orlando Furioso, e pi


i.

8 miglia a levante, luogo montuo-

di all'inglese poeta

Milton nel suo Pade'quali fin d' al-

so e rigido,

dove

il

santo gilt
la

la

base di

radiso perduto.
sa

Il

sua congregazione, sotto


la
I).

protezione dels.

lora qualificava la badia della


:

Vallombro-

Vergine Assunta

in cielo e di

Mipa-

chele Arcangelo, che invoc per tutelari


della

medesima,
s.

sotto la regola del

triarca

Benedetto. Innanzi di procedecol Repelli,

Ricca e bella , u nien religiosa cortese a chiunque ci venia. Fin dal secolo X il monastero di s. Ilario o Ellero di benedettine, del castello ora villa d' Alfiano o
s.

re coll'operatodal santo,

no

mi piace farceuDizionario gcografico-Jisico-storico della Toscana opera veramente classica. Vallombrosa o Valle Ombrosa, Vallem Uni' brosam, nel Val d'Arno fiorentino, celebre badia sul monte omonimo, gi detto Monte Taborra, in origine eremo sotto il titolo di s. Maria d'Acqua Bella, nel popolo di s. Andrea a Tosi di Reggello,
di

Ellero o Ilario, col suo patritutta la selvosa


,

Vallombrosa

monio occupava

monta-

gna della Vallombrosa donata in parie dall' abbadessa Illa nel 1039 a s. Gio. Gualberto; avendo altres il monastero giuspadrouato su molte chiese e monasteri, con pi castelli di s. Ellero e di Remole. Dopo la met del secolo XIII si tratt della riunione di questo monastei

ro e de' suoi beni alla badia di Vallom-

diocesi di Fiesole,

compartimento

di Fi-

brosa; indi dopo lunga opposizione me-

V
dinnte accordo del
i

L
">

V A L
e del
1

63

2 7

268,
il

alle

monache
nastero di

di
s.

s.

Ellero Cu assegnato
in

mo-

Pancrazio

Fi re tue, loro

mi presso Poppi, coufennatorio di quello del conte Guido di Teudegrimo di lei suocero. Il . eremo di s. Maria d'Acqua
1

ed ima pensione vitalizia da pagarsi da'vallombrosani; e il monastero


vita durante,
ili

Bella ossia di Vallombrosa,

il

Llepelli lo

dice

gii

nel

s.

Ellero fu convertito in ospizio e


di

vil-

berto, nel

o43 edificalo di s. Gi, Gualqual anno un pio fiorentino gli


i

Vullombros . Del castello e distretto di Magnale acquistarono il giuspadronato e le possessioni conti Guidi (de'quali anche nel voi. LXXVIII, p.
la

de'monaci

clon alcuni beni. Infatti nel io3g, epoca


della suddetta donazione falla
al

santo

dalla badessa di

s.

Ellero,

I'

imperatore

Corrado
a'monaci

il

55, descrivendo Modigliana,oggi sede vescovile, ove si stabil ili." loro stipite), e

ritirali

con suo privilegio conferm con s. Gio. Gualberto in


tutti
i

Vallombrosa

possessi avoli d
fu

<

e-^e
al-

mentre era
te di

della stessa consorteria


di

il

con-

monache
lora che

in
il

dono, e

probabilmente
i

Teudegrimo, questi insieme alla contessa Ermellina sua consorte, con atto pubblico del 1068 don a s. Gio. Gualberto de' terreni posti nel monte Taborra sopra Vallombrosa e loro diritti sul medesimo, monte oggi
Poppi Guido

santo fondatore segn

luo-

go per edificare la 1." badia di s. Maria delta poi di Vallombrosa sul monte del suo nome. Arroge a ci gli atti pubblici del 1068 e deli 104" gi ricordati. Li celebre coutessa Matilde marchesana di To-

detto di Secchieta, nel cui fianco occiden-

Quindi gli abbati di Vallombrosa divennero conti di Matale risiede l'abbazia.

scana (7.) fu munifica benefattrice di questa badia che arricch di beni e di privilegi

amplissimi, concessi alla congrega-

gnale, e

nominavano

in loro

rappresen-

zione mentre era presieduta dal cardi nal


s.

tante

un visconte

del castello per gover-

liei-nardo degli Uberti. Accresciuto col


il

natore e giusdicente de' popoli compresi


nel

fervore religioso

numero de'monaci,

si

comune.
la

In questa contea

si

compren-

pensa edificare nel secolo

XV in Vallom-

deva

giurisdizione delle ville e tenute

brosa una pi vasta clausura con ehiesa pi decerle. Questa fu rifalla e abbellita,
nel qual

di Caliliauo,

che un buon monaco di Val-

lombrosa (nel cercare il paese di Paterno dove nel gennaio 1002 mori l'imperatore Ottone 111, di che parlai in pi
luoghi,
ni

tempo
il

fu traslatato in fondo alla

chiesa

il

bellissimo attico di

marmo,

fat-

come

nel voi. XIII, p.

credono che Cariati

sia l'antica

23g: alcuPa-

terno, sede vescovile unita a Strongoli

pretese fabbricato da Catilina in


di sua ribellione, e di

tempo

governo del fiorentino p. ab. d. Filippo Francesco Melani. Il suo monastero frattanto fu in pi tempi e sotto il governo di vari prelati dello stesso ordine monastico accresciuto e abbellito, enei
to sotto

Paterno di Vallom-

1640 decorato
p. ab. di

di

magnifica facciala dal


d.

brosa in Val d'Arno superiore a Firente.

Vallombrosa

Paterno una villa magnifica e residenza dell' amministratore generale del patrimonio di Vallombrosa, eon oratorio di s. Antonio abbate, il palazzo essendo
stato rifabbricato da' vallombrosaui nel
1

colini di Firenze, ch'era stato

Averardo Micprima ab-

bate generale della congregazione.

La

struttura e la bellezza della chiesa attuale


,

la

quale trionfa nel mezzo del chio-

stro,

esattamente venne descritta dall'au-

588

poi ampliato e
1

grandemente ab1

tore del

bellito nel

840. Paterno nel

04

fu do-

na.
to

(II

Piaggio pittorico della Toscamonastero veramente magnifiil

nato con
lia,

altri terreni, case e chiese a'val-

co, e regolare

vasto edilizio circondae custodito

lombrosani dalla coutessa Imiliao Emimoglie del conte Guido Guerra


di questi,
,

da verdi piali all'intorno,

col

nella parte destinata alla clausura da so-

consenso

cou atto rogalo a Stru-

lidissima muraglia. Splendidissimo e or*

C4
mi,
il

VAL
la

VAL
Dopo
la
il

nato,non che ridondante di finissimi marbellissimo tempio).

mela
risal-

del secolo XIII fu edificalo sopra


to d'una rupe

Vallombrosa, fu messa quasi a ruba e in gran parte dispersa (alcuni pretendono che il meglio de'lesori inestimabili
raccolti nell'abbazia in pilline, sculture,
incisioni e codici, pass nell'accademie e

l'eremo detto delle Celle summeutovalo, e pi noto attualmente


col vocabolo di Paradisi/io,

luogo

in o-

biblioteche di Firenze). Finalmente

al ri-

tempo santamente frequentato, e nel principio del secolo XIV dal monaco vallombrosano b. Giovanni da Catignanodi Gambassi abitalo, sicch dall'eremo predetto fu poi appellalo il b. Giovanni dalgni
le Celle. II
si

torno del legitlimo sovrano in Toscana,

anche

la

Vallombrosa

risorse e

si

ripo-

pol di monaci,
rire

in guisa

che ritornando

all'antico splendore essa continua a fio-

all'ombra

dell'

osservanza della pri-

quale bealo mostr ne'suoi


assai

ter-

stina disciplina e della valida protezione

scritti

come

bene

ciare santit di costumi,

si ponno assoamore per lo stu-

dell'augusta famiglia granducale regnante.

Chi volesse conoscere l'epoche diverse


i"

dio e purgatezza di lingua italiana nello


seri vere.

della

fondazione, che alcuni col

p.

ab.

Inoltre quest'eremo servi di spiritiro a molti altri di-

rituale

espontaneo

stinti religiosi della stessa

congregazione
purezza del
vi-

vallombrosana, quali
i

alia

vere congiunsero l'amorealle scienze e alle beile arti,

come

fu

il

chiaro botanico

vallombrosano attribuirono al ioi5 anzich dopo; chi volesse sapere l'epoca dell'approvazione della nuova congregazione nel io55, della soppressione nell'ottobre 18 io, e della ripristinazione di questa badia nel gennaio 18 19, potr
Soldani
leggere l'apposita iscrizione in
stente sotto
il

d.

Buono

Faggi, e per ultimo d. Enrico


riprislinatore in
i

marmo esi-

Hugford
l'

Toscana del-

portico della chiesa di Val-

arie della scagliola,

cui lavori tanto

lombrosa.

Ho
,

premesso questi cenni su

pregio rendono al bel paese. Di recente

questo locale per

le

Vallombrosa p. d. camerlengo p. d. Vitaliano Corelli fu talmente abbellito e resone pi comodo l'accesso,

abbate di Silvano Gori e del suo


cure
dell'

Vallombrosa per migliore intelligenza di quanto vado a narrare, principalmente col p.

Helyot, Storia degli ordini mo-

naslici\con le vite de' loro fondatori e ri-

formatori,

che

di

tenza vedesi

eremo angusto e di peniridolto ad un vero Par adisi

De ir ordine di t. 5, cap. 28 Fallomorosa, con la vita s. Giovanni Gualberto fondatore del medesimo.
:

sino terrestre. Questa insigne abbazia di

11

luogo ove

Vallombrosa

conserv di secolo
cortesi e dotti

in se-

to reduce

si ferm s. Gio. Gualberda Camaldoli, gli piacque per

colo divota, copiosa di monaci esemplari

la solitudine, e

tuttora

si

celebra da'ueo*
i

non meno che

finch al1

grafi

T amenissima pianura e

delizio-

l'invasione delle truppe francesi nel

808

sissimi dintorni, pel


turali bellezze
,

complesso
1'

di loro na-

ogni oidi ne monastico fu rovescialo, e con


esso

oltre

ubertosit delle

caddero i principali santuari dellaToscana. Il monastero della Vallombrosa non solo fu vuotalo de' migliori oggetti
di belle arti,

campagne, formate
l'industria.

dalla natura e dal-

Fu detto Valle Ombrosa^tfm ragione d'una piccola valle su cui alcune


cuoprono
la
le

ma

venne indiscretameute

selve d'abeti, che


vicine,

montagne
(altri di-

dilapidato; allora la bella chiesa, ricca di


ss.

stendono

loro

ombra

Reliquie, di arredi sagri, di vasi d'ardi pittori distinti, trovos-

gentoni tavole
si

spogliala; allora la doviziosa e celebre

cono che in origine all'amena valle facevano iugombro e ombra un grosso numero di pini), bench nominava) Acqua
Della all'arrivo del santo
,

biblioteca di questa badia, copiosa di codici, di

rilinmdovisi

rarissime edizioni di libri e di o*


slessi

verso
sti

iho38, secondo

il

p. Ileiyot.

Que-

pere pregevoli degli

monaci del-

aggiunge, che

gli storici

dell'

ordine

VAL
ne fissano la fondazione ne!
co nel
vi
1
i o 1 5, ed an01 2 al dire d'Ascanio Tamburi-

VAL
che
il

65

no; e pretendono che

il

santo fondatore

principio dell'ordine non pu stabilirsi che circa il 1039. La fama del sanv to tosto si sparse e divenendo ogni d i
,

giungesse nel 1 008, e che dimorasse in

maggiore, molti accorsero a


laici,

lui

per esse-

questa solitudine 7 anni prima di gettare le fondamenta del suo ordine. Ma ii p.

re suoi discepoli, chierici non

ed eziandio molti
pi.

meno che religiosi del mo-

Helyot opina, ch' facile convincerli dell'errore, contrapponendo loro a loro stes-

avea

imperocch Andrea da Genova, Taddeo Ademaro, Eudosio Locatelli e Diego Franchi nella vita del santo dicono avvenuta la di lui morte, secondo l'opinione quasi da tutti abbracciata, nel 1073
si;

Il suo monastero s. Miniato. sembianza d'eremo, che di cenobio, d'onde avvenne che per lungo tempo fu denominato l'Eremo di Vallombro-

nastero di

sa. 11

santo

vi

fece fabbricare

un

ospizio,
si

in cui riceveva in principio coloro che

presentavano a
poli. Ivi egli

lui

per divenirne disceli

in et d'anni 80,
(dissi gi col p.

dunque nato
,

nel

993

per qualche tempo

speri-

Davanzali

che nacque

mentava con

obbligarli alla custodia de'

nel 985, e perci nel morire nel 1073, egli scrive,

porci ed a ripulire quotidianamente le

avea 88 anni

laonde va corbiografia
i

loro stalle colle proprie

mani senza

l'aiu-

retto

1'

anno 64

riferito nella

to d'alcun istromenlo. Se resistevano all'abbietto uffizio, gli introduceva nel noviziato,

colButler). Ci supposto, secondo

me-

desimi autori, si ritir dal


l'abito monastico

mondo

e vest

ove faceva loro osservare esattala regola di


s.

d'anni 18, ne dimor 4 nel monastero di s. Miniato prima d'esser eletto abbate: la sua elezione pertanto

mente

Benedetto. Finito
gli

l'anno del noviziato,


professione, e per

ammetteva alla imprimer loro piti alil

pare che seguisse


sato a Camaldoli,

neh 01 5, dopo
si

di che,

tamente

il

corrispondente spirito e

di-

senza far menzione del tempo da lui pas-

sprezzo del

mondo,

gli

obbligava a sta-

rimase 7 anni nella


la fon-

re prostrati boccone a terra per lo spazio


di 3 giorni, vestiti della loro cocolla in continuo silenzio, intesi solamente nella meditazione della Passione di Ges Cristo. Itla abbadessa di s. Ilario o Ellero, cui apparteneva il luogo, ove il santo co*

solitudine

prima d'intraprendere

dazione dell'ordine vallombrosano, a cui


sto

non pu aver dato principio al pi preche nel 102 3, secondo ancora il loro
Dice inoltre il p. Helyot, farci di pi manifesto l' errore loro il motivo
ch'essi

calcolo.

suoi discepoli erasi stabilito,


de' vi veri e de'libri, e poi

mand
,

loro

adducono della partenza del santo dal monastero di s. Miniato, narrando che per la sua rinunzia ottenne l'abbazia Uberto per la somma di denaro sborsata
al

go medesimo
sito

d'

per dilatare

don loro il luoAcqua Bella con ampio la fabbrica del loro moper di sue donazio-

nastero, aggiungendovi prati, vigne e boschi. In ricognizione


ni, volle

vescovo di Firenze
f,

Lamdue

berto o Attone
fu simoniaco:

mentre niuno

de'

che

religiosi di

Vallombrosa

Lamberto uomo
,

santissi-

dassero ogni anno alla chiesa del suo

mo-

mo

aspirando alla perfezione


la
I

nel

io32

rinunzi

sede e

si

ritir in

un chiostro;

nastero una libbra di cera ed una d'olio, riservandosi come fondatrice del luo-

ed Attone

suo successore fu prelato degno di perpetua ricordanza per le sue belle azioni, e per gl'insigni benefizi compartiti alla

sua cattedrale e al monastero

di

s.

Minialo.

Laonde

all'epoca

delio32,

nominare il superiore. il diritto di Qualche tempo dopo essendo in Firenze l'imperatore Corrado II (il Buller dice Eurico III, che gli successe nel 1039), ed avendo inteso parlare del nuovo monago
stero,

aggiunti 7 anni dal santo consumati nella solitudine, crede il p. Helyot evidente
voi. lxxxviii.

mand Rodolfo

vescovo di Pader-

bona a consngiarne

la chiesa,

poich Fie-

VAL
frati

VA
bito vallombrosa

L
l'a-

anche allora trovavasi Vallombrosa, era vedova del pastore, il che si ha dall'atto di donazione dell'absole, nella cui diocesi

Pietro apostolo. Molto conforme era

no antico a quello

de'

bndessa del io3c).

11

detto tributo a cui

minori, al riferire de! p. Franchi, il quale narra che essendo s. Francesco d' A
-

monaci, fu da loro per lungo tempo corrisposlo,giacch se ne fa menzione in liti privilegio di Papa Gregorio

erano tenuti

sisi,

istitutore di tali frali, venuto verso


in
p.

il

1224
gia,
il

Vallombrosa
gli
la

in

tempo

di

piog-

ab. d. Benigno vedendolo tutto

IX

del 1228, concesso ad


s.

Agnese

11

ab-

bagnato,
mutarsi,

die

la

sua propria cocolla per


il

badessa di

Ellero;

ma neli255

aven-

quale

santo volendo prima


,

do Papa Alessandro IV trasferite le monache in altro monastero, perch menavano vita poco regolare, concesse quello di
s.

di partire restituire

l'abbate non volle

riprenderla; onde

s.

Francesco essendosi

cinto colla sua corda, la ritenne e pro-

Ellero

tutte le

Vallombrosa, con terre e signorie che ne dipendevaa' religiosi di

segui a servirsene, non

mollo diversa dal suo ahi


ancora
di
s.

sembrando a lui lo. Aggiunge

no.

Quanto

poi

al diritto di

nominare

il

superiore, riservatosi da Itta, ebbe breve

(nel quale

Papa Vittore 11 delio55 anno e nel concilio tenuto in Firenze, Venanzio Simi vescovo di Salavigore, perch

il detto biografo, che nel convento Croce in Firenze vedesi in pittura l'abito de'monaci vallombrosani e quello de'frati francescani, e che tra l'uno e

l'altro vi

molta somiglianza. Ogni d


i

inina vuole che approvasse l'ordine, e lo


riferisce nel libro degli

Uomini
1

illustri:

il

pi crescendo beni di Vallombrosa, merc le donazioni che le venivano fatte, s.


Gio. Gualberto accett de'laici e de'frati
conversi,
i

Boiler attribuisce l'approvazione dell'ordine ad Alessandro II nel 070), concesse areligiosi la facolt d'eleggere
il

quali avessero cura del

temvi-

loro

porale e de'beni che venivano donati al

abbate. Formatosi in questa guisa


nastero di Vallombrosa,
il

il

mo

monastero. Menavanocosloro la stessa


ta

p.

d. Gio.

Gualberto ne fu eletto superiore, malgrado la sua resistenza. Procur egli che la regola di s. Benedetto fosse con precisa esattezza osservata,

de'monaci, ne altro li distingueva da essi che l'abito assai pi corto, ed una berretta di pelle d'agnello con cui copriva-

no

la testa.

Non
,

osservavano

essi

un

si-

particolarmente
i

la

lenzio cos rigoroso


destinati al coro

come

quelli

ch'erano

clausura. Fece vestire

suoi

monaci

di

essendo incompatibile

che al dire degli storici dell'ordine, fu cagione che ne' primi 4 secoli dopo la loro fondazione fossero delti
bigio
,

panno

il

coll'esterne fatiche nelle quali erano impiegati.

Questo

il

i.
si

esempio nell'ortrova de'frati Lai-

dine benedetti no, che


ci

Monaci

bigi; e ci

dur sino
il

al

generalo-

o Conversi (F.)

distinti

per mezzo del


i

lato del p. ab. d. Biagio di Milano, che

loro stato da'religiosi da coro,


la

quali per

ro fece prendere nel i5oo

colore tan.

maggior parte erano

fin d'allora chie-

Qualche tempo dopo


tore,
ti
i

la morie del fondamonaci portarono sopra loroabii

rici

ry, citato dal

o prossimi ad esserlo, come nota Fleup. Ilelyot. Molte persone

bigi lo scapolare bianco,

ma

fu poi lop. ab.

nobili offrirono a Gio.

Gualberto de'luola

ro proibito nel i453 dui generale


d.

ghi per fabbricarvi de'nuovi monasteri,


molli lo pregarono ad intraprender*

Francesco

Altoviti,

che loro raccoman-

d
ne.

l'intera osservanza del colore bigio, per

riforma di
lui fondati,
s

altri.
il

Tra* 11 uovi monasteri da


s.

essere quello dell'antico abilo dell'ordiI

i.fu quello di

Salvio, co-

monaci

si

radevano

la

sommit

del-

detto da una cappella dedicata a queuel luogo a lui dato nel


egli altri

la testa, e lasciavano nel basso di essa de'

sto santo vescovo


si

capelli in

za della

forma di cerchio, a somigliancorcua de'romaui, per imitare s.

d'Amiens, che Incavao44- e mn "


1

sopra

gli

Apeunini

uuo a

VAL
Moschelo, l'altro a Razzuolo, ed il 3. a Molile Scalari. Que'ch'egli riform e ne'
quali pose
eli
i

VAL
giammai abbandona
te forn
i
i

67
abbondantemeni

suoi servi, colla mi-

rabile sua provvidenza

suoi religiosi, furono l'abbazie


di
s.

suoi religiosi del bisognevole, e


fece loro

Passignano vicino a Siena,


s.

Repa-

giammai
zare un

mancare
il

viveri. Vii

rata presso Firenze, di

Fedele

di Slru-

giorno di penuria,

santo fece

ammazcomudi gu-

mi nella diocesi d' Arezzo, e di Fontana Taona nella diocesi di Pistoia; inoltre furono a lui dati monasteri di s. Maria Coneo, di s. Pietro di Monte Verde e
i

montone per
I

distribuirlo con 3

pani, altri non essendovene, alla


nit religiosa.
stare la carne,

di di

monaci ricusando
si

s.

Salvatore di Vaiano.

monasteri ch'e-

fondava erano fabbricati secondo le regole della povert, ne alcuna cosa eravi di superfluo. Essendo un giorno andato a visitare quello di Moscheto , trov che le sue fabbriche erano troppo ampie e belle, onde chiamato il b. Rodolfo, che
gli

contentarono tutti d'una piccola porzione di pane. Piacque tanto a Dio questa moderazione, che la pre-

mi con mandare al monastero nel ili seguente de'giumenti carichi di biada e di


farina, verificandosi la predizione
fatta

dal

s.

abbate. Un'altra volta in somiglian-

te occasione fece uccidere

un bove
fame;

voessi

con volto allegro: Voi avete fabbricato de'palazzi a vostro piacimento, e vi avete impiegato delle
n'era abbate,
gli disse

lendo dare

a-religiosi piuttosto della car-

ne che

lasciarli
il
,

morire

di

ma

preferendo
della regola

perire al trasgredimento

somme, che avrebbero servito al sollievo d'un gran numero di poveri. Indi rivolto ad

Iddio con nuovo prodigio


loro.

provvide al bisogno
alberg Papa

Un

miracolo si,

un piccolo

ruscello,
:

che

ivi

ap-

presso scorreva, disse

fatte prontamente le

Dio onnipotente, mie vendette per

mezzo di questo ruscello sopra quest'enorme edifizio. Indi part, e tosto cominci
il

quando Leone IX colla corte pontificia nel suo monastero di Passignano; imperocch avendo domandato all'ecomile a questo avvenne ancora
s.

ruscello a gonfiarsi, e precipitando

con impeto dalla naontagna.di velse e trasse seco alberi e pietre


s

grosse, che ro-

vinarono

la

fabbrica da'fondamenti. Sbi-

gottito l'abbate

da un accidente

cos

im-

provviso, volendo di bel re


il

nuovo fabbrica-

frati conversi a pescare in un lago vicino al monastero, e quantunque religiosi Paveano assicurato di non avervi mai veduto pesci, gl'inviati vi trovarono due grosse anguille, ch'egli present al Papa. L'esempio del santo e le sueei

nomo se mand

avea del pesce, e risposto di no,


i

suo monastero, risolvette di erigerlo


;

sortazioni convertirono molti chierici,


quali lasciando
la

in altro sito

ma

il

santo ne lo dissuase,
il

loro vita scandalosa co-

assicurandolo anzi che

ruscello

vrebbe
in

pi.

recato al monastero

non anocumen-

avendo inteso che uno de'suoi monasteri era stato accettato un uomo, il quale a vea donato ad esso
to alcuno. Un'altra volta
in pregiudizio de'suoi eredi tutti
ni, visi
i

minciarono ad assembrarsi vicino ad alcune chiese a vivere in comune ed a menare vita assai spirituale. Fec'egli erigere molti spedali e restaurare molte chiese. Si dichiar il santo nemico non solo
degli eretici nicolaiti,

suoi bel'at-

ma

ancora de*

si-

port fretloloso,e domandato

to di donazione lo fece in pezzi , quindi preg Dio e s. Pietro apostolo, che lo

vendicassero di questo monastero. Ap-

moniaci. Pietro da Pavia vescovo di Firenze, accusato di simonia per avere sborsato 6000 lire per ottenere il vescovato, i vallombrosani di sua diocesi ricusarono
riconoscerlo per loro vescovo
tico,

pena partitone vi si appicc il fuoco, ne bruci la maggior parte; e il santo acceso di zelante sdegno, neppure si rivolse a mirare il lagrimevole incendio. Iddio che

come

ere-

e sollevarono contro di

lui

gran par-

te del

popolo e del clero, anche per mezs.

zo del rinchiuso nel monastero di

Ma-

68
ria di

VAL
Firenze Teuzone.
si Il

V AL
vescovo per

mo
gli

Bulgaro.

Il

santo, che

vi si

trovava,

spaventare gl'insorti,
cidere
i

decise di fare uc-

accolse con grande carit e loro


lutti
i

som-

religiosi

autori della sedizione.

ministr

soccorsi;

ma

il

parlilo del

tale effetto
s.

mand
i

armati

al

monaste-

ro di

Salvio, per dar fuoco al


religiosi,

mona-

stero e uccidere

varvi anche Gio. Gualberto,

credendo troma n'era


i

vescovo proletto da Goffredo III il Gobbo duca di Toscana, che minacciava la morte areligiosi e al clero che gli si era
opposto, attir contro loro fiera persecuzione. Si port allora Alessandro
II

partito
trati
si

giorno avanti. Gli emissari ennella chiesa nel tempo che religioil
i

a Fi-

renze, ove vide le legna pi eparate pel fuoco, in cui


i

recitavano

notturni,

si

scagliarono so-

religiosi

volevano gettarsi per

pra di

essi colla

spada

alla

mano, molti
,

provar

la

simonia del vescovo.


l'

Ma

il

Pa-

ne ferirono, rovesciarono gli altari depredarono quanto vi era e appiccarono il fuoco al monastero. Tale violenza rese pi. odioso
il

esame della controversia, s. Pier Damiani disapprovando la separazione dal vescovo prima che
pa ricus di ricevere
fosse sentenziato reo.

vescovo, e trasse molti al

Le

turbolenze au-

partito de'religiosi, e nel d seguente mol-

mentarono, ed
blea richiesero

il

clero e popolo stanchi

accorsero al monastero portando ciascuno a misura delle proprie forze quanti

di soffrire tante calamit, in un' assemal


I

vescovo che

si

giustifi-

to era necessario a'religiosi, raccogliendo


il

casse dall'accuse.
ni
si

chierici suoi partigiail

loro sangue per conservarlo quale re-

offrirono per lui a sostenere

giu-

liquia.

Appena seppe V avvenuto


in di
s.

s.

Gio.

dizio di
se

Gualberto monastero
nervi
il

Vallombrosa, si part pel Salvio, sperando di sostesi

Dio s'egli era innocente, e che voleva dar luogo alla prova del fuoi

co, alla quale


porsi,

religiosi

volevano sottod'effetl'altra
1'

martirio;

rallegr coll'abbate e

sarebbero andati a pregarli


il

co* religiosi de* mali che

avevano

sofferti

tuarla. Ricus
offerta,

vescovo

una e

per
si

la

giustizia, e indi con alcuni di essi

rec a

Roma
il

dal

e nel concilio di

Papa Alessandro II, Laterano del io63 ac,

ed ottenne dal governatore un ordine di condurre in prigione coloro che

non
gisse

lo

riconoscessero per vescovo e gli

cusarono
retico, col
le

vescovo di Firenze

prote-

ricusassero ubbidienza; che se alcuno fug-

standosi pronti a provai'Io simoniaco ed e-

da Firenze
i

gli si

confiscarebbero

Giudizio di Dio entrando nel-

beni, e che

chierici rifugiatisi nella subdi


s.

le

fiamme. Nondimeno il Papa non voldeporre il vescovo, n accordare areligiosi la prova del fuoco; il maggior nu-

urbana chiesa

Pietro, se
,

non

si

ri-

conciliavano con
nel i.sa baio

lui

fossero cacciati

di

Firenze. In esecuzione di quest' ordine,

mero
s.

de*

100 vescovi favorirono

il

fio-

dopo

le

Ceneri

deh 067,

es-

rentino,

ma l'arcidiacono Ildebrando, poi

sendosi
s.

chierici adunati nella chiesa di


i

giosi.

Gregorio VII, segu il partito de'reliPietro vedendo di non essere stato


piti

Pietro per recitare

divini uffizi, furono

espulsi senza riguardoalla santit del luo-

condannato da Roma, divenne


dele e riprese
la

cru-

go. In

gran

folla allora
le

accorse

il

popolo, e
Pie-

persecuzione del clero,


si

principalmente
strida,

donne con lamentevoli


s.
il

che unito areligiosi

separarono da

lui

contro

il

vescovo invocando

qual simoniaco. L'arciprete e molti

altri

tro per difenderle contro

nuovo Simon
quindi in-

non potendo
monastero

soffrire le sue violenze, usi

mago.

Gli uomini minacciarono di parchierici partigiani del vesco-

scirono da Firenze e

rifugiarono nel

tire dalia citt colle famiglie, e

di Settimo, gi

de'chmiacensi

cenerirla.
vo,
le

e allora de'vallombrosani, cos dello per


essere 7 miglia lungi dalla citt, e donalo a
s.

commossi dall'avvenimento, chiusero


la

chiese e cessarono

celebrazione de'

Gio. Gualberto dal conte Gugliel-

divini uffizi. Essendosi congregali, invia-

VAL
rono a pregare
noscer
la.
i

VAL
il

69

religiosi di far loro co-

silenzio per
si

la

verit,

promettendo

di seguiral vescoil
il

colle quali

render note le condizioni faceva la prova del fuoco.


di voce alta e sono-

Prima per
,

lo fecero

sapere

Fu
ra

eletto

un abbate
la

vo

se voleva

francamente confessare
s'

per leggere distintamente al popolo

reato, senza tentare Iddio e travagliare

un'orazione,
si

quale conteneva quanto


a Dio, che fu da tutti ap-

clero e

il

popolo, che

era innocente
il

si

domandava
di bel

unisse a loro nell'invito de' religiosi:

ve-

provato: dopo un altro abbate, fatto cen-

scovo
polo
ro di

si

ricus. Accorso

il

clero e

il

po-

no

nuovo che

tulli stessero in silen-

al

Settimo in numecirca 8000 persone, comprese le

monastero

di

donne

fanciulli,

domandarono

a' re-

MieifraIddio ci e testimonio, che noifacciamo ci per la salute delle vozio,alzata la sua voce cos parl:
telli e sorelle ,

prova del fuoco per autenticare quanto aveano asserito contro il vescovo. Indi subito il popolo alz due grandi cataste di legna lunghe io palmi, larligiosi la

stre anime, acciocch

ormai schiviate la
il

simonia
che
in
tutti

da

cui aitasi tutto

mondo

infetto, la

anale tanto abbominevole, gli altri peccati sono un nulla


lei.

ghe 5 e alle 4 e mezzo, lasciando tra di esse un sentiero largo un braccio , seminandolo di legna secche facili ad accendersi. Al

paragone d

Le due

cataste gi
via

erano divenute carbone, e

la

che

le

divideva n'era coperta in guisa, che cam-

canto de' salmi e delle


il

litanie,

minando sopra

di essa vi

si

sarebbe en-

l'abbate elesse
trare nel fuoco,

monaco Pietro per


il

eu-

trato sino al tallone,

comesi vide poi per


religioso Pietro, per

quale prima
di

si

rec a

esperienza. Allora

il

celebrare la messa con sincera divozione,


tra

ordine dell'abbate, pronunzi ad alta voce quest'orazione, la quale trasse


le

un profluvio

lagrime sparse non

la-

meno da'religiosi che da'chierici e laici. All' Agnus Dei, 4 religiosi s'incamminarono
le:

grime

di tutti gli astanti.

Signor Ges

alla volta delle calaste


il

per accendere
4-

portava uno
il

Crocefisso, l'altro l'acceri accesi


il

Cristo, die siete la luce di tutti quelli che credono in voi, io imploro la vostra misericordia e,prego la vostra cle-

quasanta,
lo alz le

3.

due

il

turibolo coll'incenso. Vedendoli

il

popoil

menza, accioccw se Pietro da Pavia ha usurpata la sede di Firenze, per mezzo del denaro, nel che consiste V eresia simoniaca, voi mi soccorriate in questo tremendo giudizio, e mi preserviate co/i un miracolo da ogni ingiuria del fuoco, come gi difendeste dalle fiamme i
tre fanciulli

sue voci

al cielo. Si

cant

Kypre-

rie eleisoncon tuono lamentevole,

si

g Ges Cristo a venire a difendere la propria causa, e le donne invocarono la B. Vergine acci pregasse il divin Figlio a imprender la sua difesa. L'aere risuonava del nome di s. Pietro, come quello che gi avea condannato il simoniaco Simon mago, e quello di s. Gregorio I Papa, acci
si

nella fornace.
di

Risposto

ch'ebbero
egli
il

tutti gli astanti

Amen, diede

bacio

interrogato

il

pace a'suoi fratelli. Indi popolo quanto tempo vo-

trovasse presente allo spettai

leva eh' egli dimorasse nel fuoco: rispose,


Il

colo^ perch suoi decreti si verificassero. Intanto il monacoPietro terminata la messa,


tri

religioso Pietro, fatto


le

che bastava che passasse nel mezzo. il segno della cro-

deposta

la

pianeta e ritenendo

gli

al-

ce sopra

fiamme

colla

Croce che avefisso lo

ornamenti sacerdotale portando una Croce e cantando le litanie cogli abbati e religiosi, tutto confidenza in Dio si accost all'ardenti calaste.
le

va in mano,sopra cui teneva

sguar-

do senza rivolger
piedi scalzi,
ti

gli

occhi al fuoco, en-

tr nel vasto incendio a passo lento, a

polo

sue orazioni

Raddoppi il con un fervore

poin-

credibile.

Finalmente fu intimalo u

tutti

con volto giulivo. Gli astanperderono di vista per tolto il tempo, che rimase tra le due cataste; ma ben
lo

7o presto videsi comparire dall'altra parte Simo ed illeso senz' aver ricevuto dal fuo-

VAL

VAL
lehra
la festa 1*8

febbraio, fu creato car-

co un bench
to delle
il

minimo nocumento. Il venfiamme agit suoi crini, sollev


i

dinale vescovo d'Albano nel 1074? vuole l'Ughelli, ovvero come gi


si

come
scris-

nella sua biografia nel

1079 secondo
s.

la e

suo camice, e fece sventolar la sua stoil suo manipolo, ma il fuoco non ar-

altri,

da

s.

Gregorio VII, che inoltre prela

se

1'

abbazia sotto

protezione della

se

neppure

il

pelo de' suoi piedi. Rac-

Sede, ed era della famiglia Aldobrandino, di cui riparlai


si

cont egli dipoi


uscir dalle

caduto

il

eli' essendo vicino ad , fiamme, si accorse eh' eragli manipolo (da altri si disse faz-

religioso

in pi luoghi. Fattovallombrosano, fu tutto inte-

so ad arricchirsi di sode virt,

ma

spe-

zoletto), e ritorn a ripigliarlo tra le

me-

cialmente
in
s

dell'

umilt praticata da lui


di perfezione,

desime. Quand'egli fu uscito dal fuoco

alto
la

grado

che mal-

voleva rientrarvi;
i

ma

il

popolo
il

lo fer-

grado

nobilt di sua nascita

non

isde-

m baciandogli piedi, e ciascuno si stim felice se gli riusc baciar lembo di


sue
vesti, e

gn

la

custodia de'giumenti e delle vac-

quindi fu denominato

s.

Pie-

tro Igneo.

Poco manc che non rimai

nesse oppresso dalla calca del popolo, che


se gli affoll intorno, ed a faticar
ti

chierici ebbero non poco per trarlo da essa. Tutcantavano lodi a Dio, piangendo per al-

che per ubbidire al suo superiore, finch il suo merito non permettendo pi tale abbiezione, fu fatto preposto di Passignano. Dopo avere s. Gio. Gualberto col suo zelo conquiso la simonia, in que' tempi

legrezza; esaltavano V apostolo s. Pietro, detestavano Simon mago. 11 popolo e il clero di Firenze scrisse subito a Papa A-

lessandro II quant'era avvenuto, supplicandolo a liberarlo dalla soggezione del vescovo simoniaco. Ascolt il Papa le loro suppliche , e depose Pietro da Pavia,
il

sue governo del suo ordine, e finalmente neli073, essendo passato a Passigoano per far la visita del monastero, si ammal e mor a' 12 luglio, e gli furono fatti funerali colle lagrime di tutta la Toscana. Poco avanti la sua morte suoi mouaci, e preso fece congregare per la mano il b. Rodolfo di Moscheto,
resa cos famigliare, rivolse tutte le

sollecitudini al

quale

si

sottomise a questo giudizio, e

si

lo
ta

nomin suo successore nondimeno da;

convert in guisa, che riconciliatosi co'religiosi

ch'ebbero sepoltura al di
per osservare
si

lui

corpo,

ne vest l'abito nello stesso'monasi

religiosi

le

ordinarie for-

siero di Settimo, a cui


ni beni,

dice lasci alcu-

che furono assegnati dall'abbate


allo spedale del luogo.
i

Pietro

II

Dopo

questo strepitoso miracolo,

religiosi di

Vallombrosa vennero in grande stima. Jl sunnominato cooteGuglielmo Bulgaro don pure a s. Gio. Gualberto l'abbazia di s. Salvatore e s. Maria di Fucecchio fondata da suo padre a'benedetlini
(poi pervenuta a'francescani esistenti (in

Vallombrosa, fondatore, elessero generale il b. Pcodolfo, che ottenne da Gregorio VII la conferma dell'ordine e de'suoi privilegi. Quel Papa fu cos devoto del santo, che celebrando la messa e raccomandandosi a lui si
malit,
in

radunarono

ove aderendo

alle intenzioni del

>s.

sentiva tutto infervorato.

Papa

Celestia'

no

III

canonizz
1

s.

Gio. Gualberto

da prima deli 3 io), nella valle dell'Arno inferiore, allora diocesi di Lucca pregandolo a mettervi 1' acclamata sua
riforma, e per abbate quel religioso Pietro, ch'era passato in

193, e Papa Clemente Vili ne permise l'uffizio e messa, come riferiscoottobre

no Novaes

e l'Oldoino.

La sua
a*

festa

si

ce-

lebra a' 12 luglio, giorno della beata sua

morte, ed inoltre l'ordine


del suo

io ottobre
le

fiamme. Questo religioso, che l'ordine di Vallombrosa annovera tra suoi santi, e ne ce-

mezzo

alle

solennizza pure quella della traslazione


s.

corpo a Vallombrosa. Tra

di-

verse sue vite, ricorder di Diego Franchi,

VAL
Historia
to
i

VAL
s.

71

del patriarca
r

Gio. Gualber-

di

s.

Gio, Gualberto, mi assicur vene-

Gabbale ed

istitutore dell'ordine

mo-

rarsi

nastico di f allombrosa, Firenze 1640.


Inoltre scrisse la vita del santol' 8. ge-

sa,

il corpo nella chiesa ili Vallombroed un braccio in quella di Passigna-

no).

Erano
di

raccolte nel suo archivio

non

nerale dell'ordine

s.

Atto, poi

vescodel

meno

6600 pergamene,

riunite dal

vo

di

Pistoia, fiorito verso la

met

XII secolo, dal martirologio vallonibrosano onorato a'22 maggio. Adorn il monastero di Valloni brasa di non poche esenzioni, e di molti ampli e bellissimi privilegi, ottenuti dalla s. Sede, per la quale

granduca Leopoldo a quelle i4o,ooo e pi che possiede il r. archivio diplomatico di Firenze. Giovano quelle a far conoscere numerosi possessi in vari temi

pi

per pia elargita, pervia di compre o

sostenne molte

difficolt e tribolazio-

Aggiunse all'ordine il monastero di s. Lugano, e persua opera conpistoiesi la testa di s. Giacoseguirono mo apostolo, fratello di s. Giovanni Evangelista. Di recente il can. Giovanni Creni.

Virgilio di

monastero iti ebbe origine iiell'Hqo, e nel 903 l'oratorio di s. Michele era gi fornito di una monastica famiglia predi

permute

acquistati dal

discorso. L'abbazia

sieduta dall'abbate e dal preposto. Alla

met
fu

del secolo

XI

vi si

recs. Gio. Gual-

berto invitato da Leto, 4 preposto, che

scili

pubblic, intitolata al clero di Pi-

stoia,

Storia di
ivi
1

s.

Atto vescovo di Pi-

stoia,

rie 3.",

855. La Civilt Cattolica, se92, ne d ragguaglio con magnifici elogi al chiaro autore. Ecco quanto Scrive 1' encomiato Repetti sull'abbazia di s. Michele di Passignano in
t.

3, p.

nominalo ivii.abbate della riforma vallombrosana, ed quello stesso cui diretta da s. Gregorio VII la bolla del 1073, colla quale ad istanza di Guglielmo vescovo di Fiesole ricev la badia di s. Michele di Passignano sotto la protezione della
s.

Sede. Godeva sin d'allora

Val di Pesa nella diocesi di Fiesole e compartimento di Firenze, da cui distante 16 miglia.
rieutali di

un
tola

esteso patrimonio nei pivieri di Sil-

lauo, a cui appartiene, di Campoli,di Cin-

posta sulle pendici o-

ec,

la

giurisdizione di diversi ospe-

una
del

collina di

due miglia

al-

dali fondati in pian Alberti, sul Cestio,

la destra

fiume Pesa, nella parrocdi

nel Val
in
ta

d'Arno superiore,

Combiate

chia di
no.
Il

s.

Biagio del castello di Passigna-

magnifico e grandioso edilzio

Marina, e a Siena fuori di porCamullia; oltre il giuspadronato deldi

Val

questa celebre e ricca badia, stata capo

uua congregazione di valiombrosani, offre da lungi l'aspetto di un munito castello, perch con mura merlale, circondi

le chiese di s. Maria a Vigesimo presso Barberino di Mugello, di s. Bartolomeo


s. MichePoggio dentro Siena, e di non poche altre. Continuarono le offerte e le investiture anche al tempo degli abbati Rodolfo ed Ugo successori im-

a Scampata presso Figline, di


le

s.

Donato

in

date di

fosse e di carbonaie

nel

suo

tempio si conservano le pi belle opere del Passignano (Domenico Cresti pittore famoso nativo del castello), del Soni suo genero che vi lasci molti saggi del suo grazioso pennello, ed altre parimenti di eccellenti pittori. E pure iti questo santuario dove si venera il teschio del s. fondatore dell'ordiue di Vallombrosa, racchiuso in argenteo busto lavorato a
di squisita finezza
te interpellato
nielli

mediati di Leto. Furono nel


donatari parecchi signori,
fra questi

numero

dei

ma ben
;

pochi
anzi

rinunziarouo

all'utile

dominio
di rado,

dei terreni, corti e castelli donati


la loro elargita era

mossa non

come

altrove, dalla speranza di farla da

arbitri assoluti sul

pingue patrimonio de'

(avendo espressamen-

monaci
che

di

Passignano, per mezzod qualaffine cui indossavano bene vallombrosana cocolla. Di lai

un monaco vallombrosadi

figlio

no del monastero

Roma

sulle reliquie

spesso la

72
fatta fu la

VAL
reggenza di quel

VAL
R Uggeri
de'

clausura, frutto del suo luugo governo,

Buondelmonli, che ancora imberbe, coll'assistenza de'ghibellini gi resi prepotenti signori in Toscana, dopo la vittoria ottenuta nei campi dell'Arbia, si fece nominare 6. abbate di Passignano. Dopo aver sul declinare del secolo XIII governato per molti anni questa celebre
badia, nel

ha

l'istoria altres

tramandato

alla postei

rit gli alti arbitrari ch'esso e

suoi ni-

poli
li

operarono a danno di que' claustrae de'loro averi. Ne giovarono frequeni

ti

reclami de' vassalli presso


e avanti
i

la

corte rodi

mana
rono
to

reggitori del

comune
il

Firenze, tostoch questi ultimi accordaagli abbati


il

1298 pot

salire sul

1. "gradi-

diritto d'eleggere

po-

no della gerarchia vallmbrosana, facendosi dichiarare abbate generale di


sta

dest nel vicino castello di Poggio a

Ven-

que-

congregazione, e fu esso medesimo

chea' 20 agosto i3o2 ottenne dalla signoria di Firenze una provvisione assai favorevole, quella cio di poter rendere
ragione per mezzo de'suoi visconti o vicari ne' castelli e distretti di
di Ristonehi (nel

come feudo de'monaci di Passignano. Per le sue vasle possessioni, Lorenzo il Magnfico fece istanza a Papa Sisto IV,

affiuch conferisse in

commenda

unita-

mente
ni

alle

badie di Coltibuono e di Vaal di lui figlio

iano anche questa

Giovan-

Val

d'

Magnale e Arno sopra Fiparroc-

de Medici, poi cardinale e Leone X, il quale la rinunzi prima del papato nel

renze, ora villaggio con chiesa


chiale, la cui

1499

al

generale di Vallombrosa

signoria acquistarono di
di

diante una pensione di

2000

scudi.

meLa

buon'ora
signori di

monaci

Vallombrosa ed

Cuona o CognadiPitiana; avea

badia di Passignano serve ora di rifugio a'monaci pi venerandi dell'istituto vai*

torre munita a guisa di rocca, e


i

guelfi ne fecero
il

ebbe

neli24S un punto di difesa, ed castellano); come pure nelle ville


s.

lombrosano, ed ha potuto conservare, ad onta delle passate vicende, uu'esteusioue


territoriale in

un raggio

di quasi

due mi-

Martino a Pagiano e di Cagliano o Caticciano sotto Magnale. II quale abbate Iiuggeri, mentre risiedeva nel palazzo turrito del Guarloue sull' Arno (colla villa il pi vetusto possesso che tuttora conservano i vallombrosanidi Fidi Tosi, di

glia in tutte le direzioni, a

partire dal

monastero, nella quale periferia sono compresi 4* poderi con vasti boschi di querce che forniscono oltre 200,000 libbre di carbone.
s.

La

chiesa parrocchiale di
1

Biagio, fabbricata sino dal

080

a con-

renze, donato all'istitutore loro insieme

tatto della clausura, ha riunito le

Ha chiesa di

s.

Salvi uelio48, per dote


erigersi ivi, indi

rocchie di

del

nuovo monastero da

drea

al

s. Brizio a Materaia e Poggio a Vento o a Callebuona,

due pardi s. An-

ne'primi secoli dell'ordine residenza dell'abbate generale), dirimpetto alla badia


di

agostoi3i6, giorno peil suo testamento, col quale rimordendogli la coscienza, volle che fossero restituite alle badie di Passignano e della Vallombrosa mols.

Salvi, a'16

nultimo

di sua vita, dett

cadute entrambe in rovina col totale deperimento de* nominali castellucci. All'abbate generale b. Rodolfo, nel 1076 successe il b. Rustico da Firenze,
il

quale nel 1092 ebbe per successore

il

b.TErizzo da Firenze.
nerali

Ambedue questi ge-

distesero notabilmente l'ordine,

ti

denari, gli arredi preziosi e

vasi sa-

che neli. secolo di sua istituzione avea


gi pi. di
colla bolla

gri d'argento ch'egli

durante

il

suo go-

So

abbazie.

Papa Urbano
s.

li

verno

si

era arbitrariamente appropriali.

Cimi universi*

Ecelesiae,

se la riedificazione assai pi solida e grandiosa del monastero di Passignauo, come apparisce dall'anno 1294 scolpilo
nel!'

de'G aprile 1090, Bull.


Jj)f)roatio

architrave della bella porta della

Rum. t. 2, p. 69: Congrcgatiouis mouacliorum Vallis Umbrosac o r diiris s. Benedie li , auae sub prolcclioiie Sedis apo-

VAL
stolcae susripitur.

VAL
tutta la

73

di reit a

congregazione, della quale costitu capo


Vali ombrosa, e dispose il monastero di che l'abbate generale fosse eletto col consenso di tutti gli abbati della medesima. 1 generali furono da principio perpetui,
indi triennali, poscia per anni 4> disposizione ancora in vigore.
ti

nonnullarum ordinalionum pr regimine monachorum d. congrega tionis sub regaFallis


,

Umbrosae

et pracfinitio

la

s.

Benedicti, jurisdictioquc ejusdem

abbatis.

Papa Giulio

litanti* Ecclesiae

Usano ornamen-

onore chefu conceduto priche ad ogni altro, al p. d. Nicola da Siena abbate di Passignano neh 352 dal
pontificali,

ma

Papa Clemente VI in Avignone, ed ivi ancora neli3y2 da Gregorio XI all'abbate di Vallombrosa che anticamente
,

era

ili

prelato della Toscana, e giudi-

ce apostolico nelle diocesi di Fireuze e

che si pagavano al Papa, Quando generali erano perpetui prendevano il titolo di abbati della Madonna e di tutto l'ordine di Vallombrosa, e di conti diCaneto, di Monte Verde, di Gualdo e di Magnale. Aveano ancora luogo nel senato ili Firenze, ed erano sovente deputati da'Papi per decidere le controversie, che insorgevano tra gli ecclesiastici di Toscana. Fra' moltissimi privilegi concessi da' Papi agli abbati della Vallombrosa e a tutta la cougregazione, colla conferma di sue possidi Fiesole, sulle tasse
i

1 507, Bull. c\l.,p. tiarum , et privilegio rum Pontificibus , Imperatoribus etaliis concessorum congregationi monachorum Fallis Umbrosae ordinis s. Benedicti: Et communicatio quarmncumque gratiarum, et indultorum quoquomodo congregalioni Cassinensi monachorum ejusdem ordinis concessorum^etconcedendorum.Tvii' Papi sono specialmente nominali Urbano li, Pasquale II, Celestino II , Innocenzo II, Urbano III, Gregorio Vili, Celestino III, Innocenzo IH, Bonifacio Vili e Innocenzo VII. Papa Clemente Vili con breve del 1 596,acciocch le donne sol-

11 colla bolla Mireg/Ww". de'i51uglio 298: Approbatio gra-

tanto in alcuni determinati giorni dell'an-

no potessero entrare nella chiesa di Vallombrosa, assegn quelli della festa di s. Gio. Gualberto, il gioved e venerd santo, e nel

giorno dell'Assunzione della B.


si

Vergine, perch

distribuivano

4oo

li-

re in dote alle povere fanciulle.

Clemente

denze, ricorder quelli deli

88

di

Cle-

mente

111,

deli 198 ei

204

di

InnocenAlessan-

zo III, e del 12 16 d'Onorio

III.

dro V nel i49 concesse alla chiesa del monastero di s. Michele de Furcidis> diocesi di Pistoia,

colla bolla Decet Romanum Ponti/icem> de' 2 ottobre 1671, Bull. cit. t. 7, p.i35: Quod abbas generalis congre* gatioiris Fallis Umbrosae pr tempore existens } mozzettam et mantelletlam , pileum et biretum praelatitios edam in

che

vallombrosani ogni

Capellis
possit.

Pontijiciis de/erre, etgestari

anno per
gilia della

privilegio potessero cantare la

messa solennemente nel sabato santo, viPasqua di Bisurrezione due o tre ore dopo mezzod, cui magna cau sa devotionis, interesse consuevit populi midlitudo. Tanto si legge nella Descrizione della settimana santa di Cancellieri. Papa Innocenzo Vili colla bolla Alto divinac providentiae , de' 3 1 gennaio 1 4^4? Bull.

Papa Clemente XI colla bolla Injuncto Nobis de* i5 maggio 1704., Bull. cit. 1. 1 o, p. 67 CofifirmanturCon :

stitutiones

monachorum Fallis Umbro-

saecum suis correctionibus^additionibus


et

declaralionibus

ad rcgulams. BeneCostituzioni dell'or-

dicti.

Comprende

le

dine spettanti al governo politico e al morale, colle ordinazioni d'Alessandro VII


eziandio. Separatamente furono stampale le

Rom.

t.

3, par.

3,

p.

iq5: Unio monastcriorum congregationis monachorum Fallis Umbrosae , sub uno abbati generali , nu/icupaudo

Costituzioni dell' Ordine di


coli' inserzione

F al-

lombrosa
di
s.

della regola

Benedetto, Fireuze 1704- luoltre

74

VAL
col

VAL
11. ti

Clemente XI
1

breve Prospero farli1 1

Giustiniani protettore di quest'ordi-

cimie congregationis, degli


7 o4,

dicembre

ne, volendo riformarlo, nel 1 60 1

nomin

Bull

cit., p.

38 Deputantur ab:

persilo commissario visitatore e riformatore dell' ordine


il

bas gencralis, visitatores et definitores


cougregationis

ven. p. d.

Giovanni

brosae t talionem monasterioruni major is observantiae. Col breve poi Apostolatus ofjlciuin, t\tiS settembre
1

monachorumV all'is Unirum Statuto spettante ad Visi-

Leonardi fondatore de'


della

chierici regolari

Madre di Dio, il quale divelse l'erbe maligne di que'molti abusi che ivi era*
radicati
,

no

facendovi rifiorire

1'

osser-

3,Bull.

ci t., p.

vanza regolare collo stabilimento


regolamenti. Si disse sopra, che
si
i

di

molti

Conceditur congregationi monavliorum Vallis Umbrosae conimiinieatio privilcgiorum quorunidam Ordinimi) et Congregationum. Papa Clemente XIII

346

religio-

di

Vallombrosa furono

primi dell'orfrati

dine benedettino ad ammettere


versi.

con-

col

breve Ecclesiae Catholicae, de 1

Vi erano ancora delle suore converse, le quali facevano una tal qual professione nelle

loglio

1760, Bull. Rom.

cont.y

t.

2, p.i

mani dell'abbate,

e viveva-

nonnullorum Statutorum approbatorum ab abbati generali, et


Coiifirniatio

no come

in societ soggette all'ubbidieu-

Benedirti eongregationis monachorum Vallis Umbrosae super novo methodo studiodifinitorio generali ordinis
s.

rum

in ditto ordine.

Quantunque

il

p.

Diego Franchi asserisca, che quest'ordine non Fu giammai bisognoso di riforma,


dice
le,
il

Portavano una veste collo scapolare bigio, e coprivano la testa col velo nero. Alcune di esse erano vedove, altre maritate, le quali abbracciavano questo slato di consenso de'loro mariti, quali si separavano da loro ritirandosi in qualche chiostro reliza de' superiori dell'ordine.
i

p.

Helyot, nondimeno verosimiI'

gioso.

Dopo

offerta la loro eredit al

mo-

che

se

osservanza regolare

vi fosse

stata
si

sempre fedelmente custodita, non


lui

godevano finche vivevano l'usufrutto, ed erano affidate alla cura d'un


nastero, ne
frale converso d'et avanzata e di
vita

sarebbero talvolta dati a

per gene-

rali de'religiosi di diversi ordini,

come

il

penitente.

Erano obbligate

a osservare

p.

detto di Mantova, che fu


di

Placido Pascanelli religioso di s. Beneil 29. generale

alcuni digiuni, ed a recitare alcune preci;

ma

queste converse, che non furono in-

Vallombrosa, nominato da Papa Eugenio IV, e il p. Biagio da Milano 3i. generale, il quale dopo aver governato quest'ordine per 36 anni, venne deposto

non dopo la morte di s. Gio. Gualberto, non durarono pi d'un secotrodotte se


lo.

La

dilFerenza che passava tra'conversi


i

da
in

tale dignit e

ta nel

mandato in esilio a GaeX, il quale elesse 1 5 1 5 da Leone

converse era questa, che conversi erauo religiosi e le converse no; ma sele

condo

tutte l'apparenze

aouoveravansi
i

suo luogo il p. Gio. Maria da Firenze domenicano, che govern l'ordine di Vallombrosa per 8 anni, a capo de'quali essendo stato fatto vescovod'lppona inpartibus e suffraganeo di Pistoia da Adriano

che dedicavauo se e loro discendenti al servizio del monastero, e pertra quelle

ci affatto diverse dalle

monache Vallombrosane(F.) fondate dalla b.Umilt,


il

bens somiglianti a quelle di cui dice trattare


p. Ilelyot nel

V
p.

523, il generalato fu restituito al Biagio da Milano, che fu l'ultimo genel


1

cap. 7.
:

Ma

egli

in

questo solamente ragioua


tier.

Dell antiche

nerale perpetuo. L' Itinerario del cele-

congregazioni di Francia e di Marmou-

bre p. Ambrogio camaldolese, ci rende avvisati che questo dotto uomo fu nomi-

Avendo

cercato ue'di versi capitoli,

poich dev'essere errore di citazione, ho


trovato che nel cap. 18, discorrendo del

nato da Eugenio IV visitatore generale


dell'ordine di Vallombrosa
;

ed

il

cardi-

progresso de'cluniacensi , racconta. Circa

VAL
948,in tempo dell'abbate Aimardo, liQ nobiluomo colla sua moglie Doda, d'accordo co'loro figli, rinunziarono al secolo, e dedicarono se slessi all'abbazia di Cluny con tutti i. beni che loro apparil

VAL
ed

7>

curatore generale dell'ordine nel Catalo-

go de' santi di Vallombrosa, il laronio altri. Il p. Annibali da Lalera, Coni' pendio della storia degli ordini regolari esistenti, t.i, cap. 17
:

Dell'ordine,

tenevano ne'viilaggi di Macere e di Noroud sulla Garonna. Il p. Mabillou di sentimento, che da questo traessero origine
i

di Vallombrosa,
p.

riferisce.

A tempo

del

Paolo Morigia gesuita, che pubblic


i

nel
le

569

l'

Istorie dell' origine di tutte

Donati o

Obietti (F.) dell'ordi-

Religioni^ vallombrosani gi portaval'abito morello.

ne benedettino. Questi donati o oblati vestivano abito religioso, ma diverso da


quello de'mouaci, offrivano co'loro beni
se stessi a Dio, ed

no

Ora

per, soggiunge,

per ordinazione d' un capitolo generale

vestono di uero, ed hanno


lore la tonaca cinta con

di

questo cofascia,
,

erano talmente al monastero soggetti, che passavano alla coudizione di servi, essi non meno che figli. Per non mi sembra interamente re
i

una

e lo

scapolare sciolto col cappuccio

e nelle

lati

va
tali

la

citazione errala.

Come

seguiva-

funzioni pubbliche la cocolla con maniche larghe. La congregazione vallombrosana ha per slemma in campo azzurro uu

no

donazioni, con singolari e curiose


il

braccio ch'esce fuori dalla parte sinistra


dello scudo, vestito d'una manica di cocolla nera, tenente

costumanze,

p.

Helyot

Io riporta a

p.

197 e 199. I vallombrosani che neli5oo avevano preso negli abiti il colore tan, cio lionato scuro, ch'il colore mezzano
fra
il

con due
l'altra e
[>.

teste di leoni,

un bastone pastorale una posla contro

aggiuntevi dall'abbate generale

rosso e

il

nero,

come
i

il

guscio della
il

castagna, in seguito adottarono


i

nero

monaci

conversi,

quali deposte

Bernardo Gianfigliazzi. Quindi il p. Helyot passa a parlare delle congregazioni di s. Salvio, di s. Arialdo, e di
d.

le loro berrette di pelli d'agnello, in luo-

yallombrosella.
p.

Alcuni storici dell'or-

go
co.

di esse presero
Il

il

cappello ecclesiasti-

dine trattano delle medesime derivale


dalla congregazione di Vallombrosa.
Il

p.

Bouanni

nel

Catalogo degli or-

dini religiosi espressi con


spiegati, nel t.i, p.
del
1

immagini

34, produce quella


in cocolla e
s.

monaco vallombrosauo
il

berretta chiericale. Dice che

Gio. Gualdi vive-

Franchi pretende che il monastero di s. Salvio non abbia formala congregazione diversa da quella di Vallombrosa, co'mouasteri ch'erano a lui uniti, ma
soltanto una provincia particolare. Sia

berto dopo aver appreso


re de'camaldolesi,
si

modo

rec a Valle

Om-

comunque,

monasteri di
si

s.

Salvio e

brosa e allettato dalla solitudine fabbri-

quello di Passignano

separarono dal

c un monastero e
cluuiaceosi,
i

vi

stabil l'istituto de'

quali poi dal luogo furouo

capo dell'ordine coll'autorit di Calisto III Papa del i455> e si unirono con al-

Le vesti di questi cuni altri; ci dur fino al pontificato monaci sono di colore quasi nero, nella d'Innoceuzo Vili, il quale li riun al loforma non differiscono dalle altre, tran- ro capo nel 1 434- Quanto poi alla conne cocolla, la quale non increspata co- gregazione di s. Arialdo, it p. ab. d. Adetti vallombrosani.

me

quella de' benedettini cassiuesi. Gli


i

scauio

Tamburino generale
il

dell'ordine

abbati e

sacerdoti usano la berretta sa-

e tra'pi celebri scrittori del medesimo,


fino al p. Helyot era stato

cerdotaleneile funzioni ecclesiastiche. Ag-

solo che ne

giunge che
il

la storia dell'ordine la scrisse

avea parlato nel suo libro

De j are Au-

p. d.

Biagio Melanesi abbate generale

batum J
s.

medesimo ; molte cose registr il summentovato p. d. Veuauzio Situi prodel

\'!>^. 24, citando le vile mss. di Gio. Gualberto e del b. Rodolfo, che

souo nell'archivio di Vallombrosa, uelle

76 quali se ne fa menzione, per asserzione


ilei medesimo p. Tamburino. Ila egli nondimeno ei rato, secondo lo stesso p.

VAL

VAL
furono propriamente vallombrosani, n allatto erano congiunti alla congregazione di Vallombrosa: vallombrosani esisterono soltanto in Provenza, e non in ali

Helyot, dicendo che questa congregazio-

ne
tal

di

s.

Arialdo fu

istituita nel
il

1080 da
che im-

tre parli della Francia). Altri storici del-

santo e da'suoi compagni,

l'ordine dicono che

s.

Luigi

IX

fece ins.
il

possibile perch

non pu dubitarsi che


il

nalzare questo monastero in onore di

gi nel

066 avea sofferto

martirio, per

Gio. Gualberto a Parigi luogo,

senza dire

aver vigorosamente e con mirabil costanza combattuto contro simoniaci


i

che mai

si

trov nelle ricerche


Il

coi diligenza fatte.

p.

Helyot non

tro-

condannate con

cristiana libert le scel-

leraggini de'chierici nicolaiti, che a que'

v che un solo monastero in Francia de* vallombrosani, in Corneillac diocesi di


Orleans, del quale ragiona Dusaussoy
negli

tempi menavano
dica, e per

vita licenziosa e

impu-

avere affrontato Guido arci-

Milano sostenitore degli eretici, il quale non potendo soffrire il zelo ch'egli avea per la pura fede e i buoui costumi, lo fece morire. Al p. Helyot semdi

vescovo

esso fondato da
fine del secolo

Annali ecclesiastici iV Orleans. Fu un signore, che verso la

XI tornando da Gerusa-

lemme, essendo passato per Roma ottenne dal Papa delle reliquie di s. Cornelio
e di
cia
p.
s. Cipriano, e condusse seco in Frande'monaci vallombrosaui col priore Andrea, a'quali eresse un bel monasteil

bra pi probabile, che questa congregazione non sia

giammai
sia

sussistita e

che

il

suo stabilimento

storia ecclesiastica ci dice

immaginario, e la che s. Arialdo

ro nella diocesi d'Orleans, a cui die

no-

fu arcidiacono della chiesa Milano, e

non
vi
il

me
ilp.

di Corneillac a

cagione delle reliquie

vallornbrosano.

Tra

quelli

quali insie-

me con
fu
il

lui

perseguitarono isimouiaci,

conte Erlembaldo

uomo
il

d'armi,

quale ancor esso sostenne


la stessa

martirio per

causa nel 1073. Siro sacerdote

della chiesa di Milano, e

Andrea da Par-

Arialdo divenne discepolo di s.Gio. Gualberto, e fu poi abbate di Strumi, furono compagni di s.
la
s.
i

ma, che dopo

morte di

Arialdo; per cui l'Helyotsi conferma che


la

congregazione

di

s.

Arialdo deve tenersi

che vi colloc. Finalmente Helyot rimarca l'errore dello Schoonebeck, il quale neWIIistoire de Ordres Religieux, parlando del vallosombrosano, dice che s.Gio. Gualberto and a Camaldoli nel 1008, e che istitu il suo ordine nelio4o, il che una manifesta falsit, giacche il santo nell'uscir da Camaldoli si ritir a Vallombrosa, ove poco dopo gitl le prime fondamenta dell'ordiue. Afferma di pi, che questo santo
di detti santi

per invenzione capricciosa.

Lo

stesso, di-

patriarca die areligiosi l'abito di color

chiara Helyot, potrebbe dirsi di quella di

turchino, fatto alla maniera di quello de'

Vallombrosella,
di Francia,

la

quale

gli storici
s.

del-

camaldolesi, e che al suo tempo vestiva-

l'ordine dicono istituita da

che per la Gio. Gualberto fece fabbricare un monastero vicino a Parigi, ove colloc la ma-

Laici IX re D divozione verso s.

no

di color violetta, ci

che prova

la

ne-

gligenza di detto scrittore,

non avendo
tali colori,

mai

vestito

vallombrosani

no destra o
tenuta dal
rale, e
l'altre

altra reliquia del santo, otp.

Benigno

5.

abbate gene-

monastero molabbazie,le quali formarono la conil

che

re uni a tal

dilat

gregazione di Vallombrosella, e questa le sue radici in Francia e precinel Delfinato (tali

usavano il nero.Mentre si fabbricava ilcelebre e maestoso santuario di Gailoro presso la Riccia (f^-), in ouore dell'ImmacolatoConcepimento della B. Vergine (il che rilevai pure nel voi. LXXIII, p. 47 celebrando la definizione del dogma), ne fu affidata la custodia a'vallomallora

puamente

monaci non

brosani

neh 632,

quali tosto v'innalza-

VAL
contiguo monastero, e vi rimasero siuo alle vicende politiche che afflissero gl'inizi del secolo corrente. Indi Pio VII ad istanza delle popolazioni circoil

VA
virtuoso cardinale

57
di

rono

chiaro protettore l'attuale amplissimo e

Cosimo de Corsi
il

Firenze, arcivescovo di Pisa,


stero di

quale pre-

se possesso della protetloria nel


s.

stanti di

A riccia

Genzano,

col breve

Ex
:

Prassede

di

parte dilectorum /z Zzo rum, de' 2 9 novembre 1 8 1 6, Bull. Rom. cont. 1. 1 4, p- 2 55


Concessio Monasterii, et Ecclesiae olim spectantium monachis ordinis s.Benedicti congregationis Vallis

do che narrai

nel voi.

monaRoma, al moLV, p. 327. La

congregazione vallombrosana vanta di averle appartenuto seguenti. Il magnai

nimo Papa
del suo

s.

Gregorio VII,

nella cui

Umbro-

biografia tenni proposito della questione

sae t seu Seminario Albanensi\favore Socictatis Jesu terrae Cynthiani, et Ariciae cjusdem dioecesis. Nel citato articolo descrissi ancora il magnifico ponte che unisce Albano alla Riccia, e avvicina la distanza a Galloro anche dalla villeggiatura pontificia di Castel

monacato
i

e parentela, e se cons.

giunto di sangue a

Gio. Gualberto,

ri-

cordando
le

dotti scritti del p. ab. d.

Fede-

Soldani vallorabrosano. Questi sosten-

ne vallombrosano quel s. Gregorio VII, che sebbene alcuni pretendono figlio di

Gandob

un artigiano

di

Soana

(V.), rimarc

il

fo. Quindi del

compimento poi e dell'inaugurazione del monumentale ponte, e dell' erezione degli altri ponti tra l' A riccia e Galloro,

Jager nella introduzione alla Storia del

medesimo
leone
I

di Voigt,

che l'eroe del genio

e delle conquiste de'nostri tempi dissedi


lui:

ne ragionai nel voi. LXX, p. 1 47- L' antica, illustre e benemerita monastica congregazione di Vallorobrosa,

NapoSe io non fossi Napoleone, vorrei esser Gregorio Fili Nel


voi.

LXXVIII,
il

p.

3, riparlando della
s.

uno

de' rami del grande e fecondo


,

patria e della famiglia di


notai che ora

Gregorio VII,
in

beneficentissimo albero benedettino

can. Cerri volle dimostradel

una

delle pi esimie glorie della


gli

Tosca-

re essere
te.

Soana
i

Canavese
il

Piemones-

esempi del fondatore s. Gio. Gualberto, che fu uno de' pi forti repressori degli eretici
niaci che
nicolaili e

na, dopo

Inoltre

vallombrosani ritengono

sere stato loro


le

de'simoe pi

Papa PasquaII, che nella sua biografia dissi prima

monaco

ammorbavano
la

l'Italia

canonico regolare e poi abbate cluniacen-

particolarmente

Toscana, eseguendo
de'costumi

egli l'opera della riparazione

con non pochi esemplarissimi suoi monasteri ; questi furono rifugio a'fedeli nella corruzione dell'Italia stessa nel secolo XI,

Lorenzo fuori le mura di Roma , menologio benedettino d il titolo di beato. Il p. d. Benigno Davanzali di Firenze abbate di Vallombrosa, nel
se di
s.

a cui

il

725 stamp
p.

in

Roma

Notizie al pels.

non che a ragguardevoli prelati e a nobili che vi cambiarono le insegne di loro


dignit e grandezze con quelle della u-

legrino della basilica di

Prassede.

532

e seg. riporta gravi ed autore-

voli testimonianze per

provare vallom-

milt

monastica. Fiori in ogni tempo


di santit

brosani

per uomini

sublime, di elevate
le

dignit ecclesiastiche e di scrittori che

Gregorio VII e Pasquale II. Dice che s. Gio. Gualberto chiamalo da' monaci cluniacensi del monastero di s.
s.

sagre discipline e

le

umane

lettere nobi-

Benedetto
santo

di Calvello, vicino a

Soana, a
il

litarono. Onorata perci la congregazione

riformarli e aggregarli al suo ordine,


vi costitu

da' fedeli, protetta dagli uomini pi eminenti, accetta a'principi, e potentemente

abbate

il

monaco del meil

desimo Ildebrando verso

io4o. Sicco-

favorita da'
secoli la

romani Pontefici , gode da speciale protezione d'un cardi-

me
li,

anticamente

il

nome
s.

di cluniacensi e

vallombrosani erano termini convertibiper essere stalo


Gio. Gualberto clu-

nale; e Gregorio

XVI

nel

843 ne

di-

78

VAL
sterciense, rileva

VAL
rnndolo di Vallombrosa econoscendo ancora che altri scrittori lo dichiarano ci-

niacense, dalla qnal congregazione derivo

per cui quando Ildebrando si rec in Francia col suo antico maestro Papa Gregorio VI,che molli tengono calunniato, giunti a Clunjrt Ildebrando ne fu falto priore, e vi dimor 8
la viillombrosana,
i

non dovere

ci recare

meraviglia,

sia
si

perch delle cose antiche

non

di tutte

hanno
bella
si

notizie chiare, sia

per volere ciascuno per se quelli che al

mesi. Indi con

s.

Leone IX ne
.

parli, e

mondo goderono
beati dell'ordine

fama. Pe' santi e


ftlartyl-

con esso

si

rec a Passigoano. Divenuto

pu vedere:
s.

Ildebrando Papa
riv quindi
la

Gregorio VII, ne de-

rologiu
lis

m Sa ne tortini cong tega tionis Fa


ordinis

questione se cluniacense o

Umbrosae

Benedirli'juxla

vallombrosano. Quanto a Pasquale II, il che prima fu monaco inCluny, indi ritornato ini talia entr Ira'
p. Davanzali, dice

decr.
sept.
io di

S. R. C 27 rnartii 1773, et 12 i84o,Romaei845. vescovi s. Gua1

Brescia e
i

s.

Lanfranco
si

di

Pavia

ri-

vallombrosani
cosa
la

essendo allora

essi

una

nunziati
ci

loro vescovati

resero

monala dis.

medesima co ch.iniacensi, osservanti medesima regola. Da tutto ci ne consegue che due Papi s. Gregorio VII e Pasquale II si ponno riguardare a un tempo cluniacensi e vallombrosani. Non manca chi asserisce vallombrosano anche Papa Innocenzo II, che comunemente si
i

vallombrosani. Propagatissiraa

vozione pel romito vallombrosano


rello,

To-

che

il

martirologio dell'ordine onoefficace protettore

ra a' 16

marzo. Egli

delle partorienti, degli agonizzanti e con-

tro

lupi, dalla
i

fiera voracit de' quali

liber

popoli della provincia del Ca-

ritiene

canonico regolare. Certamente e

sentino.
la

senza contrasto furono cardinali vallombrosani,

come

li

descrissi nelle loro bio-

Se ne implora il patrocinio colin onore di s. Torello romito vallombrosano singoiar protettore delle

Novena

grafie: S.PieU'o

Igneo Aldobrandino Bea-

partorienti e degli agonizzanti suoi divoti,

Tesoro Beccaria, abbate generale di Vallombrosa, martire. S. Benedetto liberti del sangue regio dei longobardi, abbate generale dell'ordine, contribu alto
le

Fucine 1793.
il

doni scrisse
cui

Il p. d. Fedele SolTrattalo apologetico in

donazioni fatte dalla gran contessa


s.

Ma-

Sede: la sua festa si celebra a' 4 dicembre, ed chiamato magno e glorioso. Anastasio vescovo d'Albano, secondo il p. Tamburino monaco della badia di Monte Piano nella diocesi di Piti/de alla
stoia, allora

si dimostra s. Torello da Poppi erer mita essere stalo dell'ordine dif allottiIl ricordato p. Situi brosa, Lucca 1 73 che pubblic il suo catalogo degli illustri vallombrosani nel 1693, oltre s. Grego1 .

rio

VII e Pasquale

11,

registr 7 cardi-

nali e
ni

34 arcivescovi e vescovi; pochi andopo l'abbate generale d. Colombino


s.

della congregazione e giu-

Bassi fu consagrato in

Prassededi Rodel dot-

risdizione di Vallombrosa. Lucio Boezio

ma

vescovo di Pistoia.

Abbiamo

monaco
te di
s.

Vallombrosa. Oderisio abbaMaria d'Osella presso Citt di Cadi


il

to vallombrosano p. d. Fedele Soldani,


oltre le

stello,

secondo

p.

Davanzali, fatto car:

Hisloria

Quaestiones Vallombrosanae: s. Mcliaelis de Passiniano, si-

dinale di

ma s. Marlino da Pasquale li siccome ne' suoi 82 cardinali riportati da


Cordella,
nali,
il

ve corpus Historiarum dplomalicum


criliciun, juxla dirottolo gic ani

alba tutti

migliore biografo de' cardi-

Passinian. seriem elabora Inni, in quo

non riferito, sotto tale nome io non ne feci biografia, bens di Oderisio di San* gr e dc'diversi Oderisio conli de Alarsi. Martino Cibo, IO col Cordella lo dissi cislerciense, inculre
il

Siimmorum

Pontifienili constilutioncs t

Itnperalorwn legumque diplomata et privilegia Iute usa u inedita s eidem roenobio, totique
r T allumbrosano ordini

p. Davauzati diebia-

collala rccciisetitur j cui cliani acce-

VAL
dunty et

VAL
pr deunt mona'
ve sono loro comuni, e
lo

79
rimarcai an-

primo

in luce

jurci) dotationes,

quamplurimum fundationes, pluraque alia memorabdia monumenta ad alia speclanlia lucubraliones Sanctorum patrum virostcriorum
}

che
la
tri
Il

all'articolo

primitiva cattedrale di

Vaticano, parlando delRoma, che al-

runici u illustri uni ordinis

quae
ni

in archivio

ejusdem acta Vallumbrosanis ad-

servantur, Lucae 1741- I vallombrosaebbero monasteri in molte parti d" I-

vogliono la Chiesa di s. Pudenziana. monastero contiguo lo fond Papa Stefano IV detto V, e lo die ad una congregazione di monaci greci fuggiti dall' o1 ienle, acci nella propinqua chiesa d e

notte

vi

salmeggiassero col

rito loro,

il

talia

ed in Provenza. Per

le

vicende poli-

che

a (Ferma Novaes, nella

Storia di Ste-

tiche de' tempi ora soltanto esistono in Vallombrosa, in Passignano, nel monastero della
ss.

fano IV. Invece il p. Davanzati sostiene, che dopo l'erezione della chiesa fu governo in
nata dal clero secolare sino all'8 17, ancui a Stefano 1 V detto V successe s.
I,
il

Trinit in Firenze, in quel-

lo del santuario della


te

Madonna
altri

di
s.

MonPras-

Nero

di

Livorno, in quello di
e negli

Pasquale

quale avendola rifabbrica*


il

sededi

Roma,

luoghi

sum-

ta, e postovi

ritrailo di

s.

Pietro, la

mentovati. Attualmente sono abbate generale dell'ordine


il

concesse a'monaci greci di


sli

s.

Dasilio.Quein cui loro la


il

Rm.

p. d.

Piiccardo

la

tennero sino
la

al
il

91

r,

AgostinoRicci, residente inFii enze,e procurato!* generale


il

tolse Anastasio 111,

quale die

monas.

Rm.
di

p. ab. d.

Romamo-

stero e

chiesa a'eanonici regolari di


detti Scopettoni,

no Camerucci,
uastero di
s.

residente nel seguente

Maria del Reno,


rimasero sino
ro
la

che

vi

Prassede

Roma.

al 11

nel quale

anno

lo-

Chiesa di s. Prassede, titolo cardi nalizioy in cura de monaci Vallombrosa ni nel rione Monti (V.). Sorge sul

lev Celestino HI col monastero.


la

Rimase

chiesa di

s.

Prassede a dispoCardella lodice


trasla-

sizione del suo titolare cardinal Goffredo

Monte Esquilino,

e sulla cima del clivo Suburrano, nell'area delle celebri Termc {V.) JNovaziane e Timoline (delle quali anche nel voi. LXXV, p. 2o5 e

Siflredo Gaetani,
titolare di
s.

ma

il

Prisca

neh 193, con


s.

zione dalla diaconia di

Lata

fatta

da Celestino

III.

Maria in Via Per deve pre-

2 io), nell'antico Vico Laterizio, ora via


di
s.

ferirsi

l'affermato dal p. Davanzati, poi-

Prassede, gi casa della santa, chiabasilica, e di cui litolare


il

mala anche

ch narra che il cardinale dopo aver fatta governare la sua chiesa di s. Prassede
slantemente
per 7 anni dal clero secolare, supplic iuil Papa Innocenzo Illa conesaud col consenso de*

cardinal Luigi Vannicelli Casoni arcive-

scovo di Ferrata.

Comunemente

dicesi

fabbricata da Papa
il

p.

s. Pio 1 del i58, ma Davanzali l'attribuisce ali. "Ponte-

cederla col monastero a'monaci di Val-

lombrosa, e
cardinali,

I'

fice

s.

Pietro principe degli Apostoli, e

sic-

come
zie si

abit

la

contigua casa,

le

sue noti-

rannodano colla Chiesa di s. Pudeuziana, col Palazzo apostolico di s. Prassede, e col Palazzo apostolico dis. Pudenziana, per tutto quanto narrai in
quegli articoli, siccome luoghi abitati dal

mediante bolla in favore al p. ab. Martino e suoi monaci di Vallombrosa. La bolla ha la data de' 2 giugno sottoscritta dal Papa e da 5 car1 98, e
1 1

dinali, fra' quali

Syphredus
vi

T.

s.

Pra-

xedis presh. cardinalis, e


si
i

sono espres-

privilegi e le grazie accordali


i

da Inmotivi
il

santo Apostolo, e da diversi Papi suoi successori.


Il

nocenzo HI a'vallornbrosani,ed
della concessione.

p.

Davanzati comincia

la se-

Ma

allora la chiesa e

rie de'cardinali titolari dal 3 18.

Ledet-

te terme formando 1' area ove sorgono le due nominate chiese, le nozioni prnnili-

monastero non avea fondi che per mantenere 6 padri. De'loro beni e di quelli spellanti a'inedesimi, del monastero de'

80
ss.

VAL
Primitivo e Nicol di Gabo (V.) ne
%

VAL
li

hanno insieme

col

campanile

il

porti'

riporta

1'
i

interessanti notizie,

le

contro-

co avanti, portici che nelle descrizioni antiche sono detti

versie e documenti il Galletti, Del Primicero della s. Sede. Pio IV nel i56o
confer la basilica per titolo al nipote car-

Locus Pauperum. Noil

t Cancellieri, che

genere di quelle

torri

suo Campanile del quadrate altissicon pi ordini d'ar-

dinal

s.

Carlo Borromeo arcivescovo di

me

d'opera

laterizia,

Milano. Questo gran porporato, divotissi

chetti semicircolari, sostenuti

da colon-

ino della medesima, fabbric un palaz-

zo per suo

comodo

e per quello dei

ti-

n uccie, con cornici a seghe di mattoni e modiglioni di marmo bianco, per indicar
i

tolari suoi successori, forse sulle rovine

diversi piani e la trabeazione, e forg'

del palazzo gi abitato

da alcuni Papi, il quale poi fu comprato dal monastero,


il

quando

titolare cardinal Giulio

Ga-

brielli nel

i654

lo volle

vendere, per la
In questo

intavolamene ; e pel loro oradoperarono piccoli dischi di marmo, di porfido, di serpentino, o piatti concavi di maiolica di diversi colori. In
nato
si

marvi

somma

di circa

5ooo
il

scudi.

questa torre campanaria,


dell'interno, vi sono al 2.

sopra

muri
i

palazzo volle abitare

santo (anco per


patriarcale

piano alcune
fat-

essere arciprete della vicina


di
s.

pitture antichissime, rappresentanti


ti

Maria Maggiore),

e per la divozione

dell'istoria di

s.

Agnese. Cancellieri dedescrisse

che avea alla chiesa ed a s. Prassede, continuamente si portava a farvi orazione ed a predicare; andava al mattutino in
coro co'monaci, e spesse volle lo recitava in ginocchioni avanti la s. Colonna (J7 .), che quivi si custodisce con somma
venerazione qual sagro tesoro, con rima-

plor ch'esse trovinsi in gran parie cancellate,

nel

nondimeno quando lo 1806 eranvi ancora molte


falli

figure in-

tere, e nel fine delle cornici varie lettere

che spiegano alcuni


le I,

della
di
s.

sua

vita.

L'Anastasio dice nella vita

che fece un oratorio


s.

in

Pasquaquesto mo-

tempo a meditare. Avendo il cardinale, per mancanza di rendite, trovato scarso il numero de' monaci, l'aument di 6 religiosi, pe'quali ogni anno
nervi gran

Agnese vergi ne/fffrae pulehrtudinis exornatum. Quindi da credere, che nel piano di questo camnastero in onore di
panile fosse l'apside quadrilinea dell'oratorio, la cella del

somministrava il vitto e il vestito, il che continu sino alla beata sua morte, avvenuta nel 1 584- Descrivendo la chiesa
dissi degli
tivi

quale sar stata verosi-

milmente una stanza contigua a questo


piano. Si entra nella chiesa pel portico

abbellimenti e rista uri operaCarlo, cominciando dalla straaltri cardinali

ornato di due colonne


del quale sono
cui
rari

di granito,

prima

da

s.

due bianche

di scale (in

da, e di quelli eseguili da


e da'Papi,
il

non sono

de' gradini di rosso antico

non meno

di sue prerogative,

cui titolare
della

anticamente era ih. "ebdopatriarcale basilica di


s.

madario Lorenzo
ra, in

molto per la grossezza del masso, come vuole Nibby, ma come dissi descrivendo la chiesa formano le due branche
dell'interno della
all'altare

fuori delle

mura,

nell'ufliziatuall' al-

medesima per ascendere

luogo del Papa celebrando


si

tare pontificio. Altre notizie

ponno

leg-

gere nel

Da vanzati. Terminer con enutulli gli altari,

maggiore. Noter, che ora essendo stata trovata nell'Egitto una cava abbondante di rosso antico, con attivar* e
vendersi a discreto prezzo, notabilmente diminu sia la rarit, sia il costo del preesistente rosso antico.

merare
articolo,

dovendosi tener
feci nel

presente la descrizione che ne

suo

aggiungendo

col Titi

che fu re-

Tanto mi

fu assicu,

staurata anco da Nicol V, col disegno di

rato da persona ragguardevole. Certo

Bernardo

llossellini fiorentino.

una

di

che

quelle chiese e basiliche antiche, le qua-

158 del Giornale di /ionia deh 853. 0<mi amatore dell'aisi

legge a p.

VAL
te sentir

VAL
il

8r

con piacere che

rosso e

il

ver-

gende,

si

ver! r
1'

de

antichi, queste

due

celebri specie di

collocati sotto
s.

che non furono corpi altare di s. Prassede da


piuttosto piccolissime

marmo, ch'erano
t, e di cui le

citate dall'alta antichi-

Pasquale

ma

miniere erano da tempo immemorabile perdute, sono stati ritrovati dallo scultore tedesco Siegel, stabili-

loro parti, ossia reliquie, altrimenti oc-

correva perci un

miracolo).
la

Comin-

ciando

il

gito sotto

to in Atene. Egli
tico sulla parte

ha scoperto

il

rosso an-

ritta, trovasi

sud

della catena del Tai-

geto, e

il

verde antico sulla parte nord

prima la nardo Uberti, di cui la tavola dipinto da Luzzi, laterali essendo di Soci

nave minore a dicappella di s. Ber-

dell'isola di Tinos"). L'altare

isolato nobilissimo.

Il

maggiore quadro in mezvi

corsi e Peslrini, ili. de'quali color

puil

re le lunette. Nella seguente cappella

zo alla tribuna
espresse
s.

lo

dipinse Muratori, e

quadro
Vecchi,

col Cristo
la

morto

pittura di

De

Prassede.
i

Nel grand' arco e


musaici
fatti

volta e gli spartimenti sono del


le

nella tribuna sono

esegui*

Borgognone,

lunette laterali di Ferri.


s.

re da

s.

Pasquale
j

I,

colla sua

immagine

La

3."

antichissima cappella della

Co-

mentre viveva
presenta

quello dell' arcone rap-

lonna, nella quale da'manigoldi co'Jlagelli vi fu flagellato


rilevasi da'versi
il

la citt

santa dell'Apocalisse co-

Redentore, come
riferito nel sur-

gli eletti e gli angeli

che

li

custodiscono;

che ho

nella faccia dell'apside


lo, a cui
si

il

mistico Agnelseniori,

ricordato articolo (di contro e fuori della

prostrano
il

24

indi

cappella

il

monumento sepolcrale
s.

del

viene espresso
santi.
Il

Salvatore attorniato da

fregio che gira intorno alla triin lettere di

buna contiene
versi

musaico que'
Il

che riportai nel suo articolo.

ti-

Pasquale I l'edific con ricchi musaici in onore di s. Zenone, e vi ripose il di lui corpo e quello di s. Valentiniano, avendo io pure dichiacardinal Cetivo):

tolare cardinal Antoniotto Pallavicini rin-

rato in detto luogo perch

si

dice

Orto

nov il pavimento marmoreo^ e vi fece due cori per comodit de' religiosi, e poi
a quello di sotto
to l'altare
s.

del Paradiso e

s<

Maria

libera nos

Carlo fece

sedili.

Sot-

poenis inferni, essendovi la sua immagine di musaico nell'altare. Sotto la nave


il quadro del da Ciampelli, rappresenta il Crocefisso tra due Angeli genuflessi. Ivi si conserva il rinomato quadro

maggiore nella cappellina sotterranea si venera il corpo di s. Piassede e altre ss. reliquie. Delle sue 3 navi quella di mezzo ha pitture di Cosci, Massei, Croce, Ciampelli, Nogari e altri, ed i chiaroscuri gialli sono di Rossetti. Pieri
dipinse
la

sinistra trovasi la sagrestia,

cui altare dipinto

della Flagellazione, lavoro pregievolis-

simo

di

Giulio,Romano, eseguito

pel car-

facciata di fronte coll'Annun-

dinal Divizj, e lo

don

alla chiesa

per

la

ziata, gli Apostoli e de'puttini; e


li

Ciampel-

venerazione che avea all'insigne reliquia


della
s.

la storietta sulla

porta di fianco, l'Ansulla porta della sa:

gelo sul pilo dell'acqua santa, e laB. Ver-

la 1. "cappella a diritta

Colonna. Tornando in chiesa, nel il quadro con s.


;

gine col

s.

Cambino

Gio. Gualberto del Borgognone


ture di prospettive sono di
resto di Ruggeri.

le pitil

grestia (quasi
i

non pi conoscibile presso

De

Rossi,

due

pili

dell'acqua santa, adiacenti al-

La

cappella Olgiati ar-

la

porta grande e alla porta minore, solapidi

no due
vere
sa

marmoree, che dicono a-

s. Pasquale I collocati in questa chieduemila e trecento corpi di ss. Martiri. Per saviamente osserva il can. Dauco nella Storia della citt di Feletri, t. 2,

chitettata da Martino Lunghi, ha il quadro con Ges Cristo che porta la Crocea la volta coli' Ascendi Federico Zuccari
:

sione del Signore,


feti

la

B. Vergine,
il

Pro-

e le Sibille, tutto color

cav. d' Alpi-

no. Sull' aliare della seguente cappella,


dalia gratitudine de'vallombrosant dedt-

p.

198, che se considerasi bene voi. lxxxvih.

tali

leg-

82
cala a
s.

VAL
Carlo Borromeo,
i

VAL
il

suo quadro
Stein
:

generosa liberalit, che non riconoscen-

di Parrocel, ed
vi

laterali di
si

qui-

do n termine, n misura, si
i

estese a tutti

e nel monastero

conservano

memoi

poveri della sua arcidiocesi,

ma

in

mo-

rie del santo.

alla

L' ultima cappella sagra famiglia di s. Prassede, e tutti qua-

do
e

particolare alle nobili persone colte


cui la naturale vergogna impe-

civili,

dri in essa esistenti

sono del Severoni.

diva dal
vigilanza
cerati

VALMOINTONE. V. Velletbi. VALONA. V Anfissa e Saloni. VALPERTO, Cardinale.Vescovo di


.

domandare limosina. Alla sua non isfuggirono neppure cari

o per debiti o per delitti, a sollievo de'quali assegn fondi capaci per sovvenire alle necessit e bisogni loro.

Poi to,successe nel governo


sa

di

quel la chie-

Non

11611*8760877 a Formoso privatodel vescovato da Giovanni Vili. Intervenne ai concilio di Ravenna dell' 878, ed a
quelli di

dimentic
le

la

sua metropolitana, alla qua*

comparti insigni benefzi. Contribu

coll'opera e col consiglio alla

nuova

citt

Troyes

nelle Gallie, e
e ricordato
1.
1 ,

adunato nell'879
ghelli, Italia

romano pure da U3.

che venne fabbricata, e che in onore d'Alessandro


III

fu

denominata Alessansi

sacra,

p.

dria. In Milano
il

accinse a riedificare

VALVASS1
Nato
in ta della

Galdino(s.), Cardinale.

palazzo arcivescovile, affatto rovinato


1,

Milano dalla nobile famiglia detScala,prima suddiacono, poi can-

nel sacco dato alla citt da Federico

lo

che esegui con

ecclesiastica magnificenza,

celliere, indi

arcidiacono della chiesa Miad oggetto d'evitare le persecuzioni dello scismatico imperatore Federico I, che minacciava l'estremo eccidio
lanese,
alla sua patria
,

avendo nel tempo


di

stesso ricuperato pa-

recchi. fondi di sua chiesa, che in

tempo

guerra erano passali in altre mani.

si

ricover insieme col

via, e a

Sottopose all'interdetto ecclesiastico Panome del Papa priv Pietro Todell'

suo ai ci vescovo Oberto da Pirovano presso Alessandro III, a cui essendosi

scano suo vescovo


della croce,

uso del pallio e

mo-

non meno
le

di

sua dignit, per

strato costantemente ossequioso e ubbi-

aver favorito
contro
i

parti dell' imperatore

diente, per

le

preclare sue virt

neh 164

il

legittimo Papa, e rigett tutti

65 inSens

lo cre cardinale prete di

vescovi nominati dallo stesso Federico


col quale poi a

di s. Sabina, e poi contro sua voglia nel settembre 1 167 arcivescovo di Milano, e legato dellaLombai dia con immenso van-

I,

nome

della citt di

Mi-

lano stabil e concluse perpetua pace.

Ad

una

vita santa corrispose

una morte pre-

taggio delle chiese di quella

provincia.

ziosa al cospetto del Signore, poich nell'atto in cui

Questo santo cardinale restaur la citt di Milano rovinata dalle guerre, richia-

con apostolico zelo inveiva con-

tro gli eretici manichei, denominati an-

mandovi

cittadini dispersi,

come vuole

che catari, che infettando gi da pi anni


co'loro mostruosi errori varie provincie

Cacconio;

ma

fu cori etto da) Sassi nella

Serie degli arcivescovi di Milano ,t. 2, p. 558, dove afferma che non gi s. Gallino,

ma

sibbene

milanesi furono quelli

d'occidente, erano penetrati eziandio in Milano, poco dopo terminata la messa solenne, rottasegli all'improvviso una vena
in petto,
la

che intrapresero a risarcire la loro citt, rendendola capace d'accogliere di nuo-

chiesa

cadde estinto sull* ambone delneh 173 d'8o anni, altri scrialtri
gli

vo

suoi abitanti, lo che risaputosi dal


si

s.

arcivescovo, che allora

trovava

in

Ro-

vono nel 11 75, ed finalmente l'Eggs


1

11^117601177;
la vita

prolunga

al

ma,

condusse prontamente a Milano, dove fu ricevuto e accolto con grande onoie da que'ciltadini, le cui miserie sinsi

78. Muratori, Ughelli, Sassi e altri ne 1 fissauo l'epoca 311176, ed l'opinione

pi probabile. L'eroiche virt di

s.

Gal-

golarmente

in que'priucipii

sovvenne con

dino, e gli strepitosi miracoli co* quali

VAL
Dio
dro
nel
volle glorificarlo, indussero AlessanIII

VAL
cui in diversi luoghi ne parlai, nel

83

662

cir-

con canonizzazione ad ascriverlo


de'santi.

ca di

Roma

fu scella a piazza d'armi nella

numero

Fu tumulato
s.

nella

metropolitana di Milano, da dove


lo

Carreli-

guerra Marsicana o Sociale de' confederati contro Roma, perch loro negava la
cittadinanza
,

Borromeo
al
Il

tolse

una parte

di

sue

qual principale arsenale e

quie

cardinal Paleotto arcivescovo di

magazzino a sosteguo dell'ardita impresa, e

Bologna.

nome di

s.Galdino inserito
a'

per custodia degli ostaggi delle cit:

nel martirologio

romano

(8 aprile, che

ta alleate

fu quello della beata sua morte.


tori
I,

Mura-

piazza d'armi,

avendola formata una vera le diedero l'epiteto d'Itafurono


i

per negli
p.

A anali d Italia, t.j ,par.


che fu sepolto nella
il

lica. Confederali de'peligni


stini,
i

ve,
i

3i

riferisce

inarsi,
i

marrucini,

frentani

chiesa di
il

s.

Tecla presso

pulpito

ma
fu

sanniti,

quali tutti convennero in Cor-

Sassi avverte, che da essa

neh 461

finio per
liani le

rendere comuni a
prerogative.

tutti

gl'ita-

trasferito nella metropolitana dall'arci-

romane

Dopo due

vescovo
lo

di

Milano Carlo Nardini con

so-

lenne pompa, e poi dall'arcivescovo s.Car-

Borromeo

fu collocalo nell'altaredella

confessione, insieme colle reliquie d'altri santi.

annidi terribile guerra, fecero piegare Pvoma ad annuire alle loro brame, sebbene il fine della guerra era stato infausto, venendo poi deviala dalle gare civili di Mario e Siila. Fu essa de'peligni
la capitale

VALVASSORE.

V. Vassallo.

VALVE (Valven).Q\V& vescovile e distretto dell'Abruzzo Ulteriore li nel re-

gno di Napoli, 4 miglia distante da Sulmona. Atterrata la citt dal terremoto, non molto distante sopra collina amena
e salubre sorge quella
la

che la successe, quale 4 000 e irci ter contine t incolas, secondo l' ultima proposizione concistogli

con Valve, la quale fu detta ancora Valva, Balla, Balva, Sulmona, e la sua colonia Sub equum, ossia la Valle Superaci] nana, confinante co' inaisi. Crede Cluverio, che tal colonia fosse Ira la citt di Sulmona e il fiume Sangro, dov' oggi situalo Castel Vecchio; ma il diligeolissimo Olstenio attesta, che la me-

desima colonia sussisteva tuttavia col no-

riale deli

no
si

853. Sul monte vicino avanzi dell'antica Valve,

si

vedo-

me

di Valle

ma non
Il

della via Valeria, sopra

Superaequana, alla sinistra Goriano, dove


Vecchio

conosce l'epoca precisa del disastro.


t

tra'castelli ivi esistenti, Castel


il

Fa

teschi nelle
p.

Memorie del ducato di


tratta di

principale.

Crede per

il

Spoleto, a

204,

Valve e CorI

tore,

che

il

castello antico

medesimo auSuper equo sia


i

fnio capitali de'peligni, celebri popoli antichi,

perito. Altre citt

ebbero

peligni,

come

e dice quanto vado a riferire.

pe-

Sulmona

patria d' Ovidio, di cui cant

ligni circondali dalla parte di settentrio-

Sulmo mhi patria est gelidis uberrimus


undis. Dappoich
i

ne dal fiume Pescara


li

erano
il

situati

al-

peligni furono detti

l'occidente de' marsijSotto

nomede'qua-

aquosi per
diffondono
i

1'

sono

stati talvolta

compresi, affatto di-

umidit che nel paese vi fiumi. La magnifica Sulmo-

visi

da'vestini,da'sannili e da'frentani.
i

na, ad onta del desolante terremoto del

levaute de' peligni erano

marrucini col
,

loro gastaldato di Teate o Chieti

divisi

per

tra loro dal

dorso alpestre del

monillu-

te Majella

non lungi da Sulmona,


s.

strato dal soggiorno fattovi da

Celesticit-

7o3,conserva ancora gl'indizidella proda ammirarsi la cattedrale dedicata a s. Panfilo, il palazzo del marchese Mazzara, gli acquedotli ec. Cluverio non rammenta la
1

pria magnificenza, e sono ancora per

no

che
i

vi istitu

Celestini.

Poche

citt di

Valve, ed alcuni sospettano che


il

t ebbero

peligni ne'tempi di mezzo;Cor-

occupi essa

luogo dell'antica Corfiuio.

fiuio assai celebre nelle storie

romane,per

L' Olstenio francamente tiene per ind-

84
Li tato

VAL
che Valva, quaeolim Corfinimn,
to,

V AL
che Pietro vescovo di Pavia, dipoi Pa* pa Giovanni XIV , e Teudino conte di
Rieti tennero nel
tal citt}

nobilissima civitas. Se crediamo a Sige-

ebLe sussistenza Corfinium anche X, dicendo all'anno 969, che Teoderico vescovo di Metz, tra le sagre reliquie, che raccolse in varie citt dell'Italia: A Corfinium Luciani syracusanani virginem et martyrem,aFaroaldo duce Spoletanorum olim a Syracusis illuc translatam in Germaniam deportasse. Ma tale racconto di Sigeberto tenuto per favoloso dal Baronio nelle note al Martirologio romano. Ebbe la citt di Valve suoi vescovi distinti da que'di Sulmona^ e V unione de' due vescovati, secondo l'Ughelli, non segu che al principio del secolo Vili, aeque principaliter, ed in quell'articolo ne riportai la se* rie col medesimo, con altre notizie del veLerto,
nel secolo
i

982

nell'episcopio di

e che ancora Petrus

judex de

Balba, rammentato
Marsi nel
se

in altro placito ne*

995

di

Elperto vescovo e

O-

derisio conti deputati del

Ugo
-

di

duca e marcheSpoleti e Camerino, fossero gli

stessi gastaldi valvensi.


teseli
!

Idue

placiti,

Fat-

li

riporta nell'Appendice de'docu-

menti

a'n.i

68

e 72.

Quanto

alla

topo-

grafia di questo paese a'tempi di mezzo,


utilissimi

sono

monumenti
si
il

del citato
i

Cartario, da'quali
di

conoscono

castelli

Grajano, Sarzano,
Beffi, Sibiano,

castello di Beffe
la vil-

Galliano, Navino,

la Velinari situata nella


,

Valle Superae-

quana come potr riscontrarsi nel n. 26 dello stesso Fatteschi. Teudino conte
figlio del

scovato,cattedra!e e capitolo di Valve. Del

conte Randuisio

habitator in

vescovoBonaventuraMartinelli abbiamo:

SynodusValvensi etSulmonensi ab Ep. B. Mar lineili anno 1 7 5, Romae 1 7 1 7.


1

Da'preziosi

monumenti, che si leggono nel


la

Superaequana, in castello qui vocatur de Navino, per l'anima sua, et conjugis nomine Oriae dona in sacrosanclo altario Bea-

Comi tat Balbensi

et in villa

Cartario Farfense riguardanti


so da'longobardi
la citt di
il

regione

de'peligni, rilevasi che restando soppresil

nome

di peligni, dal-

Valve unicamente prendevano


le

loro

nome

popolazioni di queste condissero Valvenses e


il

trade, per cui

si

Bai-

benses, e che in Valve risiedeva

gastal-

do a'tempi de'longobardi, ed il conte ne' tempi posteriori. Camerino gastaldo di Valva si legge presente ad un placito del
75o, riferito dal Muratori nella nota i3 al Cronico Farfense. Adelperlo gastaldo di Valva con Sinualdo vescovo della stessa citt (non conosciuto dall' Ughelli), leg-

Joannis quod constructum esse dignoValle Superaequana in vocabulo Velinari, un suo molino con altri beni uelio84- Altre chiese che in questo gastaldalo appartenevano alla badia di Farfa,leggonsi registrate nel diploma dell'imperatore s. Enrico II del ioi4, nel quale conferma: In Comitatu Balbensi le chiese s. Peregrini, et s. Mariae cunt
ti

scitur in

pertinentiis

risius noviter

earuminquibus comes Odemonachos locavit, riducenpoi,

dole cos all'essere di celle monastiche co*

monaci e preposto. Nel diploma


l'imperatore Corrado
part a
:

che

11

nel

1028 com-

gono

in

un

placito bellissimo dell'

801,

Guido abbate

di Farfa, gli confer-

tenuto da Ebroaldo conte del regio palazzo in Cancelli* fnibus Spoleti, luogo
sugli

ma In

comitatu Balbensi ccclesiam s. Mariae in Trajano, ets. Mariae in Sar-

Apennini

nell'

Umbria, pubblicato

zano cum

suis pertinentiis, e

si

legge nel

dal Galletti nelle


chiese di Rieti, a

Memorie di tre antiche p. 32. Da questi apprensi

n. 92. Altre notizie del castello di Beli,


di Siziano,

Galliano, ed

altri delle

con-

do, che Sinualdo

Vadperto che fior babile, che anco Berardus judcx de Balla, ossia Valva, presente ad altro placi-

deve collocare dopo 1161777. E molto pro-

trade della giudiciariaValvense e suo territorio, il Fatteschi le riporta nell'Appendice al n. 26.

Anche

il

Corsignani, poi

vescovo di Sulmona e Valve uniti, nella

VAL
Reggia Marsicana, afferma che l'antica Valve fu distrutta, e nota che superaequarti da sopra monti confinavano coi
i

VAL
piet e
il

87

rantur cum praeposito. Di pi dice che in Pentitila era vi l'episcopio, il monte di


seminario. Sui peligni, inclusia

gli equicoli,

e riporta un'iscrizione della


posta nella

vamente
rono
gli

Valve e Sulmona, signoreggia,

colonia

Superaequanorum ,
s.

antichi duchi di Spoleto

la re-

Maria di Secenara. Riferisce l'Ughelli Hanc XJrbem (Sulmona) geoa graphi in 4 regione Italiae collocante omnino milliaris ab Urbe Roma dis90 sitam in Pelignis,quae Regio mine Valva nuncupantur 3 nam ut Blondus tradii
chiesa di

gione appartenendo a quel potente duca* to. Dipoi Valve fu posseduta da'gran conti

di

Marsi, uno de'quali


di

Trasmondo ne
Sulmo-

fu vescovo. Nella divisione delle signorie


il

contado

Valve

colla citt di

na, e con tutto lo stato della Valeria, toc-

circa anno Domini 700 sub dominio longobardum Regum circaSulmonem antiquato nomine Pelignorum, in Comitat erecta, et Valva est nuncupata,ex quo factum est, utdioecesisEcclesiae Sul/nonensis, atqite huic Regioni, Romana Ecclesia

c a Oderico fratello del gran conte Berardo. In seguito Valve con Sulmona divenne principalode'Borghese romani. Ritornando a Corfinio, che colla sua sede

Valvensem Episcopatum dixerit,

cujus in sacris conciliis frequens memoria extat. Episcopus habel dna cathe-

Valve, poco distante dal fiume Ateruo, sulla destra e poco lungi dal ponte nominato da Cesare, e in una bella pianuvescovile die origine a questa di
essa era

ra cinta di montagne. Sorgeva pi d'u-

drales EcclesiaSyUnain ipsa Sulmonensis civitate s. Pamphilo dicala , altera


in sylvis
,

na

lega lungi

da Popoli

il

quale fu gi

nobilissimo feudo de*Cantelmi. Strabone

ubi velcris Corfinii vestigia,

ingente sque aedificiorum ruinae, passim

cernunlur , s. Pelino sacra , qui ibidem sub Juliano Apostata, cum ejus oratione Martis templumcorruisset, a tempio-

pure fa memoria, che Corfinium gentis pclignorum caput communem omnibus Italis, loco Romae, Urbem, designantes, ac belli arcem, cui Italiae nomen indiderunt. Nelle guerre civili^ Cesare forz Domizio Enobarboa ritirarvisi, 1' assedi e la prese, per avere parteggiato

rum Pontificibus durissime caesus,atque 85 vulneribus confossus martyrii coro,

nala promeruit, die 5 decembris anno 362. Juncla deinde Sulmonensi V^alvensis Ecclesia Episcopali dignitate condecorata est,autpaulo ante, auts. Sergio I Ponti/ice sedente adclavum. Con-

per Pompeo. Diverse notizie di Corfinio


si

ponno leggere

nel Corsignani

ripor-

tando un'iscrizione che ricorda la sua repubblica e la perforazione d' un monte nello spazio di 1000 passi onde formare
finiensis.

annum 700 nostrae saharum Ecclesiarum simul junctarum Praesulem, ad poster itatis mernostant autem ante
lulis

un canale: Respublica Populusque Cor* Un acquedotto principiava da

Roma

o da Tivoli, e per Corfinio passala

riam non transiisse. Quicquid autem sit de praeteritis temporibus hoc nostro saeculo a Sulmonensi tamquam a di_,

va ne'Marsi. Vi terminava
Valeria.
Il

celebre via
s.

vescovo di Brindisi
la

Pelino,

reduce da Roma,per
r

fede cattolica

mogli

gniori Valvensis dignitas denominatur,


in

in Corfinio;

qua sacrorum

Antistes

cum

clero

fu eretto in

dopo il suo martirio Marsi un celebre tempio


il

col

splendidiori fixit sedes. Dichiara poi il suo annotatore Lucenzi: Ecclesia vero

suo nome, dal quale lo prese


di
s.

castello

Pelino ne' Marsi, terra antica edifimartirio del

Valvensis
ti

milliaribus distans

Stil-

cata colle rovine di Albe, come altre. Cor-

inone sita est prope moenia Terrae Pen-

signani ritarda di due anni

il

mae co in loco, ubi olimCorfinium erat. In ea pariler 1 2 canonici in dmnis ojye-

sauto, cio al 364, P ero a quest'anno 1 riferisce io stesso Ughelli Delia serie de-

86
gli
t.

VAL
arcivescovi di Brindisi, Italia sacra i
i

VAL
la vita.

9, p.

e ne riporta
s.

Vicino

p, secondo TUgheUi, mentre il Lncenzi nel correggere l'asserzione, a (Ter ma venerarsi invece nella cattedrale di Valve.

alla terra di

Pelino, presso
gli

la via

Va-

leria,

si

trovarono

avanzi d'un ma-

con l'Oldoino, nelle note


tificum del Ciacconio
clusi
,

alle
i ,

FiUte

Pori-

gnifico pretorio, e de' pubblici bagni degli

t.

p.

8,

conovIl
s.

antichi

romani e

de' inarsi. Colle ro-

che

tali

chiese o
s.

hanno una patte


Alessandro
I,

vine di Corfinio fu edificata Pentitila po-

insigne del corpo di

co distante,

da Sulmona e dal fiume Pescara a'piedi dell'Apennino, anlo


II.

come

vero quello

d' allro

sanJo

omonimo.
il

Diario

Romano
I,

a'3 maggio, festa di

ch'essa.nell'Abruzzo Ulteriore

Di Pen-

Alessandro

dichiara che
ss.

suo corpo
riposa

tima, dice Corsignani


Alarsi, e conservarsi nel

esistere vicino a'

con quello de' suoi


nella chiesa di
voi.
s.

Compagni

suo episcopio una

iscrizione spettante all'antica citt di Civita Anlina,

LXXIII,
lai

p.

Sabina di Roma. Ne' ioi e 107, LXXVI, p.

retta al

che ricorda essere stata etempio che ivi avea il Sole e la

188, pai
polcro di

della basilica, oratorio e se-

Terra ossia Vesta. Avendo Pentima o Pentina perduto il titolo di citt, attribuitole dalla cattedrale di
del secolo passato
s. Pelino, situata poco lungi da essa, ne' primi anni

s. Alessandro I nel 18^4 rinvenuto nella via Nomenlana e Salaria suburbana a Roma, ed ove gi avea tro-

vato asilo
stoli.

s.

Pietro principe degli


il

Qui aggiunger, che

n.

Apo87 del

ricorse al collaterale

Gio naie di
il

di Napoli, e verificatesi le sue prerogati-

Papa

ve

alla regia

udienza provinciale, per


r

l'e-

la

del 1857, narra che 16 api ile si port nelvicina chiesa di s. Agnese fuori delle

Roma
a'

Pio.

IX

nergia e zelo del celebre d.


terragnoli gentiluomo

Pietro Ai-

mura
mento
lo,

a celebrarvi
allo

la

messa

di ringrazia-

medesima, ne usc il decreto a favore di Pentima: Quod manuteneatur et quatenus opus,


della

scampato gravissimo pericodescritto nel i. de'citati voi.,


la

da

me

e poi vide

prospettiva del propinquo

reintegre tur in possessione se denomi-

monumento
and
sueti
tale
la
s.

che

sta

erigendo
il

la piet de*
il

nandi
da

et appellando Civitatem.

Quindi
i

fedeli per eternare


alla basilica
riti vi

luogo. Indi

Papa

Pentina fu chiamata citt, e fra Je sue produzioni sono celebrati vini di gran bonl e perfezione. Aggiunge Corsignani che di Pentina n' signore il vescovo di Sulmona eValve,e che Pasquale II contutti

Alessandrina e co'cou-

colloc lai. "pietra

fondamen-

per

la

nuova

chiesa,

congregazione di

che a cura delpropaganda, prosi

prietaria del tenimento,

va edificando
la
I,

ferm

alla cattedrale
il

de Morsi, ora Pescitutte le chiese di sua

sopra l'antico oratorio, rinnovandone


primitiva dedicazione
a'ss.

na

(f^.Jy

dominio di
s.

Alessandro

Giovanni in Pentina. Di Pentima poco ne parlano geografi, ed erroneamente lo credono un villaggio, con due chiese e 1 6oo abitanti.La catdiocesi, fra le quali
i

Evenzioe Teodulo. Colla t." pietra il Papa vi pose una cassetta di bronzo contenente la medaglia espressamene formata

per memoria dell'avvenimento, colla


effigie e l'iscrizione

Pelino da Corfinio, col suo venerando corpo e la residenza del vescovo


tedrale di
s.

propria

riprodotta dal
lui

Giornale jnon che con pergamena da

furono trasferite a Valve, e perci fu anche denominato il vescovato di s. Pelino; distrutta Valve, tutto fu trasportato
in Pentima. Nella biografia di

segnata, e in separato tubo altra colla

narrazione del fatto e sottoscritta da'eardinali, prelati e altri presenti.


ta la

Papa
le

s.

A-

sagra funzione,

lessandro

I,

col

Novaes

dissi delle chiese

l'antica sedia

TerminaPapa seduto sulmarmorea, pronunzi pail

ove si venerano
quella di

le

sue reliquie, fra

quali
cor-

role di salute e di vita al popolo, e parti-

Sulmona che u conserva

il

colarmente

agli

aluupi di propaganda de-

VAL
stinoli alle missioni apostoliche
,

V AN
per intri preti

87
all' ulfizia*

penitenziale, e di 3 mansionari, oltre al-

fervorarli

ad essere banditori della fede

e chierici inservienti

cristiana per tutto l'orbe, e per distrug-

tura divina.
zi.
il

gere quello spirito d'indifferenza, che re-

Ne' fertili

Vi sono pure diversi sodalidintorni di Valve si osserva


s.

gna ora fatalmente nel mondo. Aggiunse poi, che desiderava benedirli prima nel nome dell' Eterno Padre , allineilo una
scintilla

bel santuario dedicato a


si

Michele,

dove

onnipotente

penetrasse

loro

cuori; nel

uome dell'Eterno Figlio, increauua parte di essa dif-

ammira una grotta naturale d'oltre a 200 passi di lunghezza, con 100 di larghezza e 5o di altezza in qualche punto. Non poco debbono gli abitanti al marte

ta sapienza, affinch

chese Giuseppe M." Valva sopriutenden-

fondesse nel loro intelletto; e nel

uome
accen-

dell'Eterno Paracleto, perch

li

gno,
per

generale delle strade e ponti del reil quale oltre l'impegno mostrato
la

desse di santo zelo per l'apostolato.

po

le

quali parole, che altamente


gli astanti,
il

Docom-

costruzione della nuova strada da


,

mossero

Papa comparti a

Eboli sino ad Atella di Basilicata conducendola pel feudo che quivi possiede
la

tutti l'apostolica benedizione. In tale cir-

sua famiglia, insignemeute lo giov


l'agricoltura e

costanza fu distribuita la circolare, che


la s.
i

promuovendovi
cio, e di pi
vi

congregazione di propaganda indi-

costru

il commeruua vasta villa,

izz all'Episcopato e a' vicari apostolici,

eseguila con molta intelligenza, decorata


di

perch nella loro piet volessero contribuii e all'erezione del nuovo tempio, e del

grandi peschiere, lunghi

viali,

e ricca

d'ogni sorta d' alberi fruttiferi, con altre

luogo siliceo
la

di tante sagre
Il

primitiva Chiesa.

memorie delPapa desideroso


con

decorazioni assai magnifiche,


dirsi

d'iniziare l'edifizio, volle contribuirvi

s che pu una delle pi belle della provincia. V AN. Sede vescovile de'caldei,nel Cur-

secondo oblatore fu il cardinal Haulik arcivescovo di Zagabria ofscudi, e


il

3ooo

distan, presso

il lago Kamidan. Il suo vescovo Auaujesu nel i6i3 o 1616 sotto-

frendo scudi

gi donato pel
lata

5oo, egual somma avendo monumentodell'Immaco-

scrisse la lettera sinodale del cattolico Lilia al

Concezione in piazza diSpagna,della cui inaugurazione ragionai a p. 281 del


voi.

sa

Papa Paolo V, per unirsi alla chieromana. Oriens chr. t. 2, p. 1337.

VAN, Fanum.
grande
ta

Citt arcivescovile e

LXXXVII. Nel
la

t.

della

nuova

serie

del Giornale
vi

rio e

Arcadico di Roma ,a p. 44 Breve notizia intorno all' oralo* alla catacomba di s. Alessandro I

Armenia, che vuoisi succeduall'antica Artemitao Artemitida, citd'Asia nella grande Armenia. capodi

luogo de! pascialatico del suo


sangiaccato di Turchia, a
stante da

nome

e di di-

al settimo miglio della via Nomentana, pubblicata da un divoto di tali sagre

58 leghe

memorie.

Si legge nella suddetta ultima

Proposilio Ecclesiarum Valvensis et Sulinonensis invicem perpetuo canonice imitar um , et s. Apostolicae Sedi sunt

immediate subjectae. Catliedralis Ecclesia Valvensis in prisca civilate mine terra Pentimae nuncupata ) conspicitur sub invocatone s. Pelini. Non ha cura di
t

anime,

parrocchia essendo nella chiesa


s.

parrocchiale di

Martino.

Il

capitolo
1

si

sponda orientale del lago omonimo che ha pi di 5o leghe di circonferenza. Circondata da giardini che ne rendono l'aspetto incantevole, e da mura merlate, difesa da una cittadella esistente sopra una rupe isolata formante una specie di cono estremamente elevato ; cittadella che ha fama di fortissima, avendo resistito per pi anni agli eserciti d'Abbas li. La citt pervenne in potere de'turchi nel 1 549, ed assai po,

Erzerum

sulla

compone

della dignit del prepostoci


le

polata principalmente di armeni.

Il

com-

canonici, comprese

prebende teologale e

mercio che si

fa pel lago e

il

passaggio del-

88
le

VA
carovane procurano

N
assai

VAN
grandi van-

Sede a

fine
di

taggi agli abitanti.

Vi

si

temperalo e d'un cielo


reno;
il

gode d'un clima quasi sempre seal sosten-

Tuttavolta

d'impetrare l'assoluzione. questa scomunica non fa

parola Simone

Timon

nella sua
la

Porpo-

prodotto del suolo basta

tamento della citt, e produce riso anco per asportare. Commanville dice che

sua legazione e dice, che colla sua eloquenza e facondia persuase nel 1266 Bela IV a
riconciliarsi col figlio Stefano V,che guerreggiavano tra loro: per nell'Appendi-

ra Pannonica. Ricorda bens

uno
to
il

de'migliori arcivescovati armeni, sotpatriarcato di Ezmiazin o Ecsmiasi n

l'arcivescovo

avendo per residenza

il

mo-

ce

il

Timon

descrive con precisione l'av-

nastero di Varach.
stica di

La

provincia ecclesiai

venimento della sentenziata censura. Si


trov presente alla consagrazione d'alcuni altari

Van ha

per suffraganei

vescovi

d'Arcis,ClalhoChelath,Clusuvanch,Lim, Ustan, Husan, Bardulimeos o s. Bartolo-

nella

chiesa di

s.

Agnese nel

1254 ed
romano,

alla solenne dedicazione della

meo

monastero, tutte sedi de'dintorni o

chiesa de' ss.


la

Luca

e Martina nel

sul lago di

Van,

e Lini nella sua isola.

quale

descrissi nel

Foro vol.LXIH,

VANCHAoVANSCAo VACSA
pano, Cardinale. De* conti
di tal

Ste-

p.5o. Intervenne a'conclavi di Alessandro

nome,

ungaro

di

nazione e nobile,
assai pel

commenda-

ed candore de'costumi e per una specchiata prudenza, fu nominato da Bela IV re d' Ungheria al
bile per la sua vasta letteratura divina

IV (non per a quello per Urbano IV) e Clemente IV, e nel pontificatodi quest'ulr timo cambi il temporale coll'eterno nella

umana, ma pi

sua morte, accadutagli in et decrepi?


1

ta nel

266, non

si

sa se in Italia o in

Un-

gheria.
fissa la

Timon,

forse con pi di ragione,

vescovato di Vaccia, che govern per 12 anni con incomparabile zelo e sollecitudine. Il re T invi a Inuocenzo IV per invocare soccorsi contro tartan che invai

sua morte al 1269, ad onta che

ilNecrologiodelsecoloXlll esistente nelSpirito in Saxia di Romorte del cardinal Strigoniense a'io luglio 1266. VANCOUVER (Vancouveren). Citt con residenza vescovile nell' America
la biblioteca di
s.

ma,

registri

la

dendo l'Ungheria ne minacciavano


cristiana.

la

ro-

vina con grave pericolo della religione

Innocenzo IV nel 1244

1 lra

sfer all'arcivescovato di

Strigonia, e poi
in

settentrionale, nella
negli Stati Uniti.

Columbia o Oregon
citt

nel dicembre

1252 01 253 01 254

Pe-

Questa piccola

rugia lo cre cardinale vescovo di Palestrina. Avendo per conosciuto per esperienza
il

posta ad una breve distanza dalla

Columque-

bia, ove sorge uno de'grandi fiumi di


sta

clima di

Roma

a lui poco con-

parte degli Stali Uniti che prende la

facevole,

domand

in grazia al

Papa

di

sua derivazione dalle


se, e

Montagne Roccio-

poter tornare in Ungheria alla sua metropolitana, il che con alcune condizio-

che

si

getta nel grande Oceano. Si

benignamente accordato, anche per pacificare il re col figlio e i magnati del regno. In seguito Innocenzo IV gli
ni gli fu

concesse

la facolt di

ritenere coli' arciil

vescovato di Strigonia
leslrina,

vescovatodi Pa-

bench

assente. Parecchie

apo-

chiam prima Fiume dell'Ovest, indi Oregon, ed attualmente Columbia, nome preso dalla nave, che montava Gray, che peli. la discopr a'7 maggio 1792, e perci anche il distretto promiscuamente di Oregon e di Columbia si appella. 1 Monti Rocciosi souo una grande catena di montagne dell'America settentrionale, formante la parte pi boreale della lunga giogaia che divide il nuovo continente in due clivi generali,

stoliche legazioni

occuparono

lodevol-

mente

il

cardinale,

ma

la

pi celebre fra

tutte fu quella d'Ungheria e Schiavonia,


in cui fulmin l'auatema contro
la
il

re

Bes.

quello dell'Atlantico

all' est,

IV che
,

ricorse supplichevole

alla

e qupllo del

grande Oceano all'ovest. Fui-

V AN
mano
i

V AN
,

89

Monti Rocciosi o Pietrosi

negli

pariscenza.

il limite tra'territorii di Columbia e di Missouri, e talvolta chiamansi Monti Columbiaui. Non trovando ne* geografi da me consultati Vancouver, dir almeno del forte e dell'isola omonimi

Stali Uniti,

Vi sono miniere di piombo, rame e cristalli di monte. La nazione indipendente de'Wakas popola le coste del-*
l'isola
,

ed soprattutto dedita

alla

pe-

scagione de' cetacei, non che di tartarughe, salmoni ed aringhe.


I

wakas
si

fra-

della regione confinante, separata dal con-

ternizzano cogli aztechi, che

riguardaoccidene

tinente dal golfo di Giorgia, e dagli stret-

no come
tali.

pi

colti degl'indiani

Johnstone e della Regina Carlotta, non che di Juan de Fuca, a motivo d'alcune notizie che vi hanno relazione e perch non si confondino colla citt vescoti

di

Costruiscono

battelli

comodi

bene

ornati, si fabbricano gli attrezzi della caccia e della pesca


,

colla corteccia del pi-

no formano
vertono, ed
la pittura.

tele,

e con pelo di lince e di

vile dello

stesso
1'

nome. Riferir quanto


Specaltri.

volpe finissime

ne

scrisse

a w. Castellano nello

chio geografico-slorco-politicOy ed

stoffe. Decentemente si hanno molta incliuazione alAdoperano braccialetti di ra-

Nella regione dell'Ovest, de'possedimenti

nominali dell'Inghilterra,

il

forteVansua

couver, sulla destra riva della Columbia,


alla distanza di

20 leghe

circa dalla

me o di cuoio dipinto, ed orecchini di rame, appendendo alle narici un monile dello stesso metallo lavorato in forma di cuore, cio pel re o principe e pe' capi,
ovvero delle conchiglie
zurro vivacissimo,
il

foce, eretto dallo stabilimento della

com-

spirali d'

un az-

pagnia

di

Nord-Ovest, dopo di aver ab-

tutto lungo da

un

bandonato il forte Giorgio, che preesisteva nelle medesime vicinanze. La Quadra Vancouver una ragguardevole isola del Grande Oceano, che dal nord-ovest
al

sud est si estende peri o leghe di lunghezza su 3o di massima larghezza. Lo


1

mezzo pollice; per il popolo vi sospende un pezzo di legno, il quale da ciascuna banda oltrepassa le orecchie d'8 a 9 pollici. L'ornamento del naso quello che pi pregiano. Sono loro armi l'arco e la lancia, eie frecciee le lancie vanno guernite alla

stretto di

Juan de Fuca

la

divide al sud
;

cima
1
i

d'osso,

dal territorio degli Stati Uniti


le

un cananord

ro aguzzo.
lo albero,

canoti o schifi,

o d'un pezzo di ferfalli d'un so-

che termina

col golfo della

Nuova Gior-

gia la separa all'est dal continente; al


fra essa e l'Arcipelago e

lunghezza
fondit, e

maggiori hanno 40 piedi di 7 di larghezza, e 3 di prosingolari di questi popoli


il
,

aggregato d'isole
vi

ponno contenere 20 persone.


si

della Piegina Carlotta s'interpone altro


stretto.

Tra
so
la

gli usi

La temperatura
geli

meno

aspra

osserva quello che esercita

marito verlui;

de'lnoghi circostanti, ne l'orrido aspetto

moglie che rifiuta d'abitare con


strappa
il

de'peipetui

concorre a funestare chi

egli le

naso, senza dubbio per

approda in que'paraggi. Nell'area si elevano alte e dirupate montagne, che sono per di rigogliosi alberi rivestite e molle specie rimarchevoli vi si trovano
,

impedirle di rimaritarsi. Altro non

me-

no bizzarro si , che un uomo cui sieno nati due gemelli non pu per due anni mangiare veruna specie di carne o di pesce fresco, ed occuparsi in verun genere
di lavoro; vive separalo dalla moglie e
da'figli,

di pini, cipressi, roveri e abeti, fra 'qua li

ve n'ha di gigantesca dimensione. Il terreno oifre spontanee ottime radiche nutritive, porri, crescioni,

e tutti sono alloggiati e maute-

lamponi, more,

nuli a spese della comunit.

Le capanne
si

fragole, uva-spina,

di varie frutta,

musco, felce, bacche ed anche il cos detto pie


vaga ap-

sono regolari

e ricoperte di tavolato, e

sopra stuoie di loro fabbricazione

ada-

d'oca, specie di cereale silvestre. Si ador-

giano per dormire. Adorano due genii,

na

altres di fiori olezzanti e di

ed hanno una specie di mitologia. Temo-

9 no moltissimo

VAN
il

VAN
della

tuono, ed intanto che

Columbia o Oregon

si

dividono in

rumoreggia, salgono sui delti tavolati e \i battono sopra con gran forza cantatido e piegando il Dio loro che non gli uccida. La rada occidentale, ove primi eui

due

principali trib, quella delle Tesle

Pialte o Chactas, e quella de'Shoshones

o Serpenti. Alla
schiacciare

|.",

per l'abitudine di
le

la testa

de' fanciulli,
il

fece

ropei navigatori posero piede,

si

chiam

dare dagli europei


te.

nome

di Teste Piat-

degli Amici.

Ma

gli
s.

spagnuoli nel

1774

l'intitolarono Porta

Lorenzo, indi Cook

approdatovi cambi

il

nome della stazio

Le due popolazioni si calcolano un 160,000 circa. Abitano villaggi, ed hanno capanne di legnoe portatili. ShoshoI

ne

Porto del Re Giorgio, e I* isola la disse Noolka. Nel 1786 certi mercanti inin
vi

nes sono pi guerrieri delle Teste Piatte,


e nello stato di rozzezza, anche perfidi e
traditori. Nelle

glesi dell'Indie orientali vollero stabilir-

montagne
parte di

vi

sono altre
porta nepellicce-

Noolka, egli spagnuoli nel 1789 se ne arrogarono l'esclusivo dominio, e vi costruirono un forfattoria alla baia di
f;

una

piccole trib.
gli altri

Una

essi

stabilimenti americani

rie,

e particolarmente pelli di lontra


i

ma

a'28 ottobre 1790


trattalo,
si

si

ferm dalle

rina, alle quali

due
della

corti

un Spagna

cio di cessione

prezzo.

mapongono un gran Vancouver, avendo esploralo la


cinesi
si

dell'isola

che della baia,


i

costa del nord ovest dell'America settentrionale, g' inglesi


tal

in favore dell' Inghilterra,

miragli navigatori

ed due amQuadra e Vancouver


e cos venne deno-

appropriarono un

paese dal 4^ al 6o di latitudine nord,

coll'eseguirlo diedero ali 'isola colonizzata


il

chiamarono Nuova Albione e Nuova

proprio

nome,

Giorgia: probabilmente fu quel navigatoil nome suo alla citt poi veVancouver. Qualche tempo dopo il governo degli Stati Uniti pretese che tutto il territorio situato fra il 4^ e 52

e Vancouver. A malincuore soffriva Macunna, principe degli

minala Quadra

re che die

scovile di

indigeni, questi soprusi ne' suoi

stati,

neli8o3 apprestava armi per sostenere


la

sua indipendenza.

Ma

coloni in pro-

di latitudine

nord facesse parte de' suoi

gresso

stabilitisi nell'isola

hanno simpa-

possedimenti. Col trattato di

Gand

del

tizzato connaturali,
il

ed un amalgama ne fu risultato, che deve condurre alla piena

181 5 l'Inghilterra

lo cedette

deGnitivagli sta-

meute

agli Stati Uniti,

come pure

civilizzazione.Nootka il villaggio,che de-

ve chiamarsi capoluogo, e Wlkananis non meno importante, ed ebbe nome da


altro principe, che sui

Columbia, verosimilmente con Vancouver in discorso. Dal 822 questo territorio fu ambilimenti che formati avea sulla
1

Wakas ebbe
il

im-

pero. Si

fa

ascendere a 20,000

mime-

io de'soggetti al dominio de'due cacichi.


Notai nel

messo nell'Unione Americana sotto il no me di Columbia o Oregon Takoutchetesse. Diversi anni addietro non rinchiu-

dell'isole di

vol.XLVIH, Sandwich

p.

2d6, parlando
il

dendo che qualche


poca importanza,
cipale, per questo

forte e stabilimenti di
il

e suo vicariato are dell'isola


al re

di cui Astoria
i

prin-

postolico dell'Oceania, che

Atui nel 1792 giur vassallaggio


d'Inghilterra in Vancouver.

parlarono di
gorio
istitu

motivo geografi non Vancouver. Penetratavi la

La Colum-

religione cattolica con successo, PapaGre-

bia e l'Oregon, detto pure Takoulchetesse, il territorio pi.


i

XVI ne prese zelante cura, neh 843


il

occidentale di tutti

vicariato apostolico d'

Oregon

dell'Ammiragliato forma nelle terre un profondo seno, e comunica col distretto di Juan de Fuca, che separa questo territorio dall'ipaesi dell'Unione, e la costa
sola di

(F.)
l

comprese il territorio al di delle Montagne Rocciose, ed il i. di,

in cui

cembre ne dichiar

vicario apostolico e

Quadra

Vancouver. Gli abitanti

vescovo di Diasi in partbut mg. Francesco Norberto Blauchet, nato in s.P ietro

V AN
nel Canada. Pe'nolabili progressi che
fece
il

VA
vi

II

91

Mg. Demers

vescovo di Vancouver,

cattolicismo, nel
la

1846

stava per

nell'Oregone, partito da Parigi nel mese


di ottobre scorso, era a
le

pubblicare
lui

provincia ecclesiastica da

Nuova York

nel-

formata, cio dell'arci vescovato d'O-

ultime notizie che ne abbiano ricevuEgli sped dall' Havre pel

regon, e de' vescovati sulfraganei di Vancouver, Walla Walla,e Nesqualy, quando


ili.

to.

Capo Horn

5
vi

missionari per la sua lontana diocesi, e


si

giugno ripos nel Signore.

11

succes-

reca egli stesso per V Istmo di Panafine di precederli sul

sore

Papa Pio IX subito effettu la disposizione d' Oregon e di Vancouver eoa


,

ma, a

luogo delle co-

muni

loro fatiche.
si

Il

coraggioso prelato

breve de*20 o 24 luglio, e quanto al vescovato diNesqualy l'istitu poi a'3 i mag-

pi volte

fece ascoltare in

Nuova York

ad edificazione
di udire
il

Vancouver il 1846 nomin l'attuale zelante mg/ Modesto Demers, mediante breve apostolico, e perci non
gio i85o. Peri. "vescovo di
nello stesso

numerosi fedeli che si affollavano intorno al suo pergamo, avidi


de'

Papa

24

luglio

racconto delle sue missioni

in

mezzo
gli

delle Pelli Ptosse dell'Oregone. fi."

il 1

apostolo che abbia fatto sentire

preconizzato in concistoro con proposizione,


il

le

parole di Dio in quelle contrade, e la


la

che m'impedisce dare

le notizie di

razza indiana dovr


agli sforzi
tolici";

sua conservazione

questa nuova diocesi. Tuttavolta leggo nel

ed

a'sagrifizi de'missionari catil

Giornale di Ruma dell'agosto 857 a p. r 770. Mg. Demers, vescovo di Vancou1

ed aggiunge
a p.

Giornale di

Roma

del

1802

64: se non condannata da-

ver,

il

quale

si

trova in questo

momento
se

gl'impenetrabili decreti della provvidenza a scomparire gradatamente dalla terra.

a Parigi, va prossimamente a ripartire per


la

sua diocesi. Egli conduce presso di

VANDALI.

Antichi popoli Barbari di


il

ecclesiastici

come collaboratori
giurisdizione
si

ne'suoi e-

Germania, lungo

mar

baltico, dirim-

vangelici lavori.
to, la di cui

Questo venerabile prelaestende sul va-

petto all'isola che da Dessippo viene chia-

mata Scanzia. Nel

principio del secolo

sto territorio situato all' ovest del Mis-

di nostra era in parte

uscirono dal loro


1'

souri, ha portato la divina parola fra le

paese, arrestandosi prima verso


te, tra
il

orien-

trib selvagge dell'Oregon, con

la

quale
pra-

Bosforo

Cimmerioe

il

Tanai, da

pervenuto con l'insegnamento e

la

tica religiosa a togliere dalla barbarie, e

portare un giorno que'popoli alla civilt


e que' terreni alla
fertilit.
Il

capoluogo

della missione cattolica situato a

Vandi-

couver, piccola citt posta a piccola


sta nza dalla

dove scacciarono gli slavi, di cui presero il paese e il nome: porzione di loro si diresse verso le sponde del Danubio, e occuparono paesi in oggi conosciuti sotto nomi di Trausilvania, Moldavia e Valacchia. Quindi s'impadronirono del resto
i

Columbia, ove sorge uno


la

de'

dell'antica Dacia, e poi


la

si

stabilirono nelcacciati uel

grandi fiumi di questa parte degli Slati


Uniti che prende
le

Pannonia

donde furono

sua derivazione dal-

Montagne Rocciose, e che si getta nel grande Oceano. Questa missione,una delle pi interessanti del nuovo mondo , va
utile per
il

1710 dall'imperatore Marc' Aurelio. I vandali nel 271 fecero nuove irruzioni
sulle terre dell'impero e

da Aureliano,
tri

e dipoi

furono disfatti da Probo. In esso


in Italia
la

a ricevere uu'estensione

giunr

chiamati,unilisi agli alani, agli svevi e al-

gere de'suoi pietosi collaboratori che mg.

barbari,

si

gettarono

nelle

Demers seco conduce, procurando egli di assistere le 4o trib che formano la parte
pi importante della diocesi di Vancouver". Quindi si apprende dall' Osservatore

Gallie e nelle Spagne, secondo

comu-

ne sentenza.

Il

vocabolario della lingua


I

latina e italiana dice.

Mandali, Vandaalla spiaggia

liorttm, popoli settentrionali che antica-

Romano del dicembre 85 1


1

a p.

1 1

02.

mente tennero

la

Germauia

9*
ducato di (V.) inferiore
Streelitz e

AN
il

V AN
dilli.

del mar Baltico, dov'

ducato e il granMectlenburg, nella Sassonia


,

In

Roma

sul prospetto esterno del-

la

chiesa e ospedale nazionale degli svesi

che hanno per

capitali

desi (di cui riparlai a Upsal),

legge

l'i-

sero

Schwerin (V.)j dipoi si sparper la Pomerania Polonia, Slesia,


,

scrizione riferita nel citato articolo:

Ho-

Boemia, Russia, Dalmazia e Africa; vennero in Francia, nella Spagna, e piantarono la loro sede dov' ora l'Andalusia,
di cui capitale Siviglia (V,), perci de-

spitale Svecorum, Gotthoruni et Wandalorum. Anche il re di Danimarca assunse il titolo di re de Vandali, e Io diDe mostra Cristiano Lodovico Scheid
:

Regii

Vandalorum
si

titilli

augustissimi:

nominata Vandaluzia, che senza il v si Andaluzia e in latino Vandalitia; diversi autori per credono che questo nome le venne non da' vandali, ma daldisse

Daniae Regib us, jampride ni fam iliaris


origine etcaussa,Haftaei'jf. Allorch
nel

1709

rec in Bologna Federico

IV

redi Danimarca, nel suo soggiorno in quell'

l'arabo significante

Terra cV Occidente, quando invasa dopo vandali dagli arabi, come la contrada pi fertile e commerciante della Spagna, chiamata il suo giardino e granaio, e dopo conquistata buona parte della regione gli arabi vi formarono principalmente regni di Sivii

illustre citt fu alloggiato nel


i

palazzo

de'conti Ranuzzi,

quali per eternare la

glia,
tri.

Jaen, Cordova e Granata, oltre alLeggo nel Lexicon geographicum,\\\ Baudraud. Vandali, qui et Fenedi3 Fenili

et

Sciavi poslerioribus, populiSepten-

trionales. Regio

gemina: una in altera in Hispania Baetica, Andaluzia. Ali) Vandalo?, a Vanda regina dictos t primo in Polonia circa Vistulamjluvium habitas.se ferunt. Ali) a Vandalo Tuisconis filio et Marini nepote, di* ctos volunt, ex Sieroso. Vandali, edam scribitur t PVandali. Si compresero mol
li

Vandalia et Vandalis Germania, Meckelburg;

di s grande ospite nel salone e quadro che rappresenta l'ambasciata del senato di Bologna al re, fu posta l'iscrizione Federicus IV, Daniae Norvegiae Gothiae,Ac VandaliaeRex, Ranutiae domus bis hospes. La riporta Cancellieri nella Lettera aldi. Detti sopra la permanenza di Federico IV in Bologna. Avendo primitivi vandali occupato e abitato il paese di Brandcbur-

memoria

sotto al

go, l'elettore di tale ducato Federico


nel
1

70

preso

il

titolo di re di

Prussia e
il

de Vandali,pev qualche tempo ritenue


2.noroe. L'etimologia del

uome

di

Van-

dali deriva, per quanto pretendesi co-

munemente,

dalla parola gotica

vande-

len, che equivale oggid in tedesco alla

voce modificata
liano significa

altri

popoli sotto Angli,


i

il

nome
i
i

di vandali,
i

wandeln, che in itacamminare 3 vagare, erdi dimora ; anzi si che all'uscire dal setsi

come

gli

Vaiini,
i

Cationi,

Dei

rare, perch quel numerosissimo popolo


difilli

vengi, gli Eudosi,

Sidoni,
i

Suardoni,

cambi sovente
i

Miltoni,
i

Vaidoni,
i

Rugiensi,
i

gli Ertili,

ritiene in generale,

ni. In

Lemori, Cari, Gultoni, Borgognoseguimi Sidoni, gli Eudosi ed Miti i

tentrione,
si

vandali

stabilirono ne'paei

toni strinsero insieme alleanza e presero

pi specialmente
tri

il

nome di Vandali. Al-

nomi di Bratideburgo e di ducato di Mecklenburgo. Pretendono Plinio e Procopio, che vanconosciuti in oggi sotto
i

chiamano

vandali nazione barbara

dali avessero un'origine

comune co 'goti;
il

formante parte di quella non meno famosa <\eGoti(V.) e che al pari di quet

ma

il

p. Fallato

dimostr tutto

cou^

st'

ultima era venuta dalla Scandinavia.


il

Infatti tuttora
1

re di Svezia (V.) Oscar per la grazia di Dio re diSvezia i diNorvegia ) de Goti e dc'Vau-

prende

titoli

suo Illy riun sacrimi. Altrettanto prov mg/ Giuseppe Assemani nel Codex liturgicns, in Calend. de origine Slavorum. La lingua, costumi e la religione di questi popoli erano del tulio
trario nel
i

V AN
di versi, secondo essi. Provano

VAN
per
le slesse
i

93
1,

vandali nelle Gallie. Flavio Stilicone getrae-

ragioni, ch'eglino

aveano un'origine

dif-

nerale sotto l'imperatore Teodosio

ferente anche da quella degli slavi, degli

va l'origine dalla nazione de'vandali. Ottenne


in isposa

unni, de' vinedi o venedi, quali ultimi erano della nazione de' sarmati, mentre gli slavi e unni appartennero a quella degli sciti. Jornande e Dione Cassio pongo*
i

Serena, nipote e

figlia ala

dottiva dell'imperatore, e dopo


te di questi

morla

qual tutore e ministro del de-

bole

figlio

Onorio,

gli

die io

moglie

no

vandali in

Germania

sulle dette co-

propria
si

figlia

Maria, e cos divenne qua-

ste del

mar

Baltico, cio nel paese ora coil

nosciuto sotto

nome di

Prussia

ePome-

sovrano dell' impero d'occidente. Essendo Onorio divenuto incapace di dare

rania(la quale pure colla Pomerania piccola pervenne nel dominio della Prussia).

eredi all'impero, all'ambizione di Stilico-

ne non restava pi che


trono d'occidente
il

di allontanare dal

G' imperatori romani

dopo avere comaltri

figlio

d'Arcadio, im-

battuto e respinto
ri,

vandali e

barbatrascu-

peratore d'oriente e fratello d'Onorio,

per salvare
il

l'Italia, ch'essi

riguardava-

per farvi un giorno ascendere Eucherio

no come

cuore de' loro

stati,

suo

figlio.

fine d'indebolire l'impero,


il

rarono e anche abbandonarono le parti estreme dell' impero. La cavalleria de' vandali antichi usava lancia e spada , e non potevano combattere da lungi; loi

onde ottenere
d' Onorio,

suo scopo, ed anche per


la

farlo occupare senza aspettar

morte
fred-

chiam

barbari, e ne' sogni

della sua ambizione vide con

animo

ro saettatori erano mal disciplinati, e com-

do
Il

battevano a piedi

alla

maniera de'

goti.

scompiglio dell'impero. tradimento di Stilicoue fu riprovato anlo strazio e lo

Erano molti

di essi bens coraggiosi, pie-

ni di ardire e di valore, tutti poi inesora-

co dal Rinaldi, negli Annali ecclesiastici. Scoperte le sue trame da Onorio, lo


fece uccidere in

bilmente tutto distruggendo,senza riguardo alcuno all'eccellenza di qualunque opera; furono principalmente
i

vandali che
i

dispettosamente abbatterono
magnifici

sontuosi e

uno alla moglie e al figlio, ripudiandoTermanzia altra sua figlia,sposata dopo la morte della sorella. Gode gisilo o Godigisele del 401, ili. re conosciuto de'vandali. Egli fu ucciso in
i

monumeuti

dell'arti nell'impe-

un

ro romano, con deplorabile e irreparabile loro


li

danno. Per cui dagli


si

eccessi di ta-

combattimento contro franchi nel 46 con 20,000 de'suoi. I vandali da lui condotti, mescolati cogli svevi e gli alani a-

rozzissime barbarie
la fatale

disse

Vandali-

smo

rovina e
le

lo

sterminio d' o-

gni opera bella,

calamit e violenze di
senza

lie,

ogni specie,

la

pi barbara e crudele de,

solazione e devastazione de' paesi

adatto rispetto alle cose divine e umane,


ogni
pi. furiosa e

veano invaso, scorso e depredato le Galspargendo dappertutto la desolazione. Per dopo la morte del re tutti vandali sarebbero periti se Respendial, capo degli alani e massageta d' origine (come lo
i

atroce azione, l'avver-

furono

gli
i

alani, ed

A miniano Marcellino

sione ad ogni utile incivilimento, ogni ge-

nere di spietata vessazione, la pi raffinata tirannia, la pi sanguinosa e crudelissima persecuzione de' cattolici e della

messageti o massageti erano venuti dal Caucaso e dal di l del Tanai),


dice che

Chiesa

A Vandalis nomen gentis

Van-

non fosse venuto opportunamente a tempo in soccorso loro, e impedito a 'franchi di sterminarli. Gonderico figlio del defunto
,

dalicus deducitur, dice Baudrand; per cui s. Prospero d'Aquitana deplor: Heu caede decenni Vandalicis gladii ster*

nello stesso

46

fu eletto re de'

vandali. Per riparare alla rotta fatta soffrire a' vandali da'/ranchi, egli fece allean-

nimuret

Geticis. Si vuole, secondo

la

pi

za cogli alani e

gli svevi.

Questi 3 popoli
il

comune sentenza) che Stilicoue chiamasse

essendosi riuniti, passarono

Beno

a'

94

VAN

V
allora le chiese di
sto vendicatore

A N
Spagna,
i

dicembre 46, dopo aver marciato sul ventre affranchi che si opposero al loro passaggio, e messe in fuga le guarnigioni romane che guardavano la sponda del fiume. Di l si sparsero nelle Galli, cui devastarono pel corso di 3 anni. Narra
Rinaldi che
ti

I'

accenna

s.

Agostino nelP/ty;zsM8o. Cos Iddio giupun


galli,

che non perdivina flagel-

ci

si

convertirono a penitenza, anzi dipeggiori. Cos


l'ira

venendo
l gli

le

guastarono e ridussero mol-

che tra' essi regnavano, massime per l'impurit; ed


vizi

spagnuoli pe'molti

popoli in servaggio: allora furono

mars.

perci che

li

die specialmente in poter de'

tirizzati s.

Narciso vescovo di

Reims,

vandali,dal Baronio qualificati gente per

Eutropia sua sorella e compagni, bench


altri ci riferiscano a

natura sopra
codarda,
presto

tutti gli altri

barbari vile e
osserva Sal-

tempo
i

degli

Unni;

ma

casta,

come ben
I

ma

gli atti

del martirio
i

dicono che patiquali .non erano

viano vescovo di Marsiglia.


la

vandali ben

rono sotto

vandali,

ruppero
essi

cogli svevi e rivolsero

allora gentili,
i

ma

cristiani. Si

vuole che
chiesa
pas-

contro di

l'armi loro. L'imperatore

vandali fossero battezzati

nella

Onorio
bari
si

in

luogo di lasciar che questi bardi soccorrere

cattolica circa a quel

tempo

in cui

distruggessero reciprocamente tra

sarono

Reno, per caddero poi negli errori ereticali degli Ariani; il che venne da alcun* alleanza da essi Milla co' goti, infetti dell'arianesimo, e dall'odio da loro nudrito contro romani. Indi passarono nella Spagna,ove furono rapidi proil
i i

di loro,

ebbe l'imprudenza

gli svevi.

Divenuti pertanto pi furibon-

di

gressi,

poich non
si

si

trov esercito alcu-

vandali, posero a soqquadro tutta la Spagna, demolirono Cartagena, presero d'assalto Siviglia e commisero le crudell pi enormi. Il loro re Gonderico mor nel 4^8, dopo essergli entralo il demoi

no che loro
nel

opponesse. Impadronitisi

nio in corpo per avere steso le sue sacri-

'

della Galizia, stesero le loro con-

quiste sino allo stretto di Gibilterra. Fatta allora

leghe mani sulle chiese di Siviglia, come narra Rinaldi. Suo fratello Genserico,

io

alleati,

avevi,

una specie di ripartizione co'loabbandonarono la Galizia agli che allora comprendeva anche l'Asi

che

altri

vogliono

figlio,gli successe.

Prin-

cipe barbaroecrudele, molto esperto nell'arie della

guerra e nella

sturie, e

stabilirono nella Belica, che


loro fu chiamata Vandalusia o
ivi

sempre

in piedi

politica, tenne un'armata numerosa, on-

dal

nome

de rendere
le

inutili gli sforzi


il

de'roman^e

Andalusia, ed

formarono una noveli

fece stordire

mondo
il

colla rapidit del-

vandali la monarchia. Dice Rinaldi, che occuparono la Spagna, messivi da Costantino tiranno, mediante Costante suo figlio,

sue conquiste. Idacio nella sua cronagli

ca

attribu

stasia de'

vandali, a di
al

pervertimento e apolui esempio, dal


misero tutto a

contro

fratelli

Didimo
le

e Veriniano pa-

catlolicismo

riprovevole arianesimo;
i

renti d'Onorio, che stavano alla difesa di

perci odiando
ferro e

cattolici

quelle provincie,

quali, tolti essi


in

dal

sangue

nelle loro invasioni, sac-

mondo, furono date


pure entrali
si

premio a'barbari
gli

cheggiarono campagne e citt, senza avere riguardo a chiese n a

vandali per essere depredale, essendovi


gli

monasteri,

alani e

svevi co'quali

n
gli
gli

a vescovi

divisero le Spagne. Agli alani toccarola

fieramente perseguitando ortodossi, e proteggendo gli eretici e


,

no

provincia Lusitana e

la

Cartagine-

scismatici.

se, cio di

Cai-lagena, a' vandali cognola

serico inteso che


gli
ti,

L'anno stesso, avendo GenErmigario generale dele

minaliSilingi

Belica,e gli spagnuoli delsi

svevi devastava

provincie circostan-

l'altre citt e castella

sottomisero abo-

minanti barbari. Nella Galizia regn Gondericoi6 auui. Quanto danno riceverono

marci contro di lui , 1' attacc nelle pianure di Meri da, e lo mise in rotta tale, che una parie del suo esercito fu la-

VAN
gliala a pezzi
,

VAN
anneg ennella citt di

9$
si

ed

egli stesso

pidi e distruttori progressi, fortificando*!

tr

il

Tago menile

fuggiva. Intanto al

Bona o ppooa. In breve


pi parte con

famoso conte Bonifacio, luogotenente dell'Africa, per avere sposato una parente del re de'vandali, accusato di tramare
ribellione, e perci minacciata lavila dal

rese

padrone

di tutte le citt d'Africa,


illustri sedi

fiorenti nella
vescovili,

ad eccezione
che

di Cartagine, d'Ip-

pona e
le

di Cirta,

gli

fecero resistenza,

valoroso Ezio o Aezio maestro della milizia,

che governava l'impero a


III

nome

del-

nondimeno posteriormente soggiacquero al vandalico furore. Avendo


quali
nel

l'imperatrice Placidia, reggente del giovi-

43o

disfatto Bonifacio, lo tenne asse-

ne Valentiniano
invit
aiuto,
i

suo

figlio, gli fu
si

anche
in

diato in

dichiarata guerra. Bonifacio

ribell e

vandali di Spagna a venire

suo

Ipponai4 mesi, e la carestia locostrinse a ritirarsi nel luglio 43 1. Poco dopo Genserico vinse una sanguinosa battaglia

mentre l'impero s'ingannava uel


si

contro

romani, e indi bruci Ippo-

credere che nulla


l'Africa.
Il

avesse a temere per

na, che sebbene

perch Genserico nel maggio

pi

forti,

era stata

una delle citt africane abbandonata dagli ale

4^9,

alla tesla di

posta di
chi, le

possente armata com5o,ooo vandali (compresi veci

bitanti.

Deplora Rinaldi

arsioni, le di-

struzioni, le desolazioni patite dall'Africa


pel furore di Genserico,

donne,

fanciulli,

erano 80,000),
sue insegne dallo stret-

che riemp

la

re-

di alani, di svevi, di goti e d'altre nazioni

gione degli errori dell'arianesimo.

Com-

barbare riunite sotto


la

le

mise

il

re tali eccessi,

perch dopo l'apo-

speranza di ricco bottino, pass

stasia,

abbandonata

l'anteriore piet, era

to e

piomb

sui

romani; bench allora

divenuto dissoluto e sfrenatamente lussurioso; fece battezzare dagliariani l'ultima

Bonifacio fosse rientrato in dovere, riconosciutosi da Placidia


ir

inganno
si

di Ezio,

sua

figlia, e

ribattezzare in casa sua alcu-

inutilmente cerc con denari di


re dall'Africa.
Il

farli

usci-

suo esercito

accrebbe
a-

pe'malcontenti e pe'mori vagabondi che


accorsero dall'interno del paese, ove
vea contenuti
donatisti,
il
li

timore de'romani.

tanti
eccle-

ne vergini consagrate a Dio, come dolorosamente rammaricato racconta il vescovo d'Ippoua s. Agostino neWEpist.jo, che gli scrisse per ritrarlo a conversione e penitenza. Osserva Piinaldi , coti Salviano citato, che
il

che condannati con pene


,

guasto e

la

rovina del-

siastiche e temporali

dal concilio e da

l'Africa cagionato da' vandali, fu castigo


di

diversi edilli imperiali, viveano nelle

cam-

Dio per

tutte le gravi colpe, scellera-

pagne
tente

si

unirono

a'

vandali avversi coil

tezze e vizi

enormi

di que'popoli, narrati

m'essi acattolici, e forse furono

pi po-

dallo stesso Salviano, restali sordi a'ripetuti

slromento
all'

di sottrarre quella pros

ammonimenti
la

de'loro vescovi e di
i

s.

vincia

impero. Con forze

ragguar-

Agostino; per

qual cosa

barbari

stessi

devoli

s' impadron delle 7 tanto fertili provincie che componevano l'Africa ,e che

confessavano non esser cosa loro ci che


facevano,

ma

esser mossi e stimolati

da

perla loro feracit denominavansi granaio di

Dio. E' vero che riempirono l'Africa d'incendi, d'uccisioni, atterrarono


ti,

Roma, portando

col ferro e col fuo-

monumenne
vi

co

la

desolazione per ogni dove, senza vedi chiese,

tagliarono persino

gli alberi,

fu

runa eccezione

monasteri e ve11

scovi, per l'avversione al caltolicismo.

luogo che restasse esente dalle loro crudelt; tuttavolta vi sbandirono ogni impurit che tanto
vi

furore vandalico svelse


le

le viti alle

vigne,
i

dominava, e ridusse-

piante agli

oli veli

scannando
l'aria.

pri-

ro casti
serico

gli

africani ed a maritarsi.

Gencon

gionieri innanzi alle citt assediate per-

l'i 1

febbraio

435

fece la pace

ch il
il

lezzo ne

ammorbasse

Invano

l'imperatore Valentiniano HI.


so
il

Me

fu ste-

conte Bonifacio volle opporsi u/suoi ra-

trattato daTrigezio governatore d'A-

96
frica ,co!

VAN
quale Genserico rimase proprie-

V AN
mime
dali di tributi.

Da

quest' epoca Gense-

tario della provincia Proconsolare, tran-

rico segngli anni del suo regno.

Da' van-

ne Cartagine, della Bizacena e della Nuiniclia;

due

vescovi furono condannati ad es-

cedendogli l'imperatore queste e

ser bruciati vivi, e ne

tormentarono cru-

altre conquiste

da

lui fatte.

Nel

4^7 Gen-

delmente molti
ro
i

serico cominci a perseguitare


te
i

crudelmenal

tesori di
edilizi

perch consegnasseloro chiese; spianarono pubaltri,


i

cattolici africani; questa lai." per-

blici

di Cartagine, e

bandirono

secuzione de' vandali che dur fino


e fu
la
la
1

4?6,

8." tra le

grandi Persecuzioni^del-

Chiesa e dur quanto il suo regno, di che poi parler. I vandali ruppero ben losto la pace o tregua pattuita, a' 19 ottobre 439 sorpresero a tradimento Cartagine, l'antica

Quodvultdeus vescovodi questa citt, con un gran numero di chierici e d'altri cattolici, dopo averli tormentati e spogliati
di tutte le loro ricchezze,

come

gli altri.
i

Genserico fece porre


ci

il

vescovo,

chieri-

buoni

cattolici

sopra alcune navi

emula

di

Roma

le

cui

rotte, ignudi e privi di tutto;

ma

il
li

Si-

rovine invano maledette da Scipione, per

gnore

di tanto pericolo

li

trasse e

con-

magnificenza e ricchezza gareggiava con


Autiochia di Siria e Alessandria d'Egitto,
Je quali

dusse in salvo a Napoli. Ridottasi dal re in servit la nobilissima Cartagine, fece


schiava una moltitudine di senatori; poi ordin con editto, che ciascuno conse-

dopoRoma erano le principali delil

l'impero; e

suo senato, proteggendo


il

la

libert municipalecontro

proconsole ro-

gnasse l'oro, l'argento,


preziose che

le

gioie e le vesti

mano, veniva riverito da tutta l'Africa. Il commercio era vi rifioritoci ammira vansi magnifici palazzi, 1' ampie piazze, gli
i

aveano nascosto. Intim a


di partire dalle

vescovi e

a' nobili

loro

chiese e case, lasciandovi ogni cosa, o ri-

splendidi templi che decoravano


leste^eil

la

viaCe-

marmo e l'oro vedevansi a profusi

sione in quella de'Banchieri. Ne' teatri

rappresentavano capolavori delle muse


latine e imitazioni delle greche;

manervi perpetui schiavi,comedi molti di modo di vennero pi vescovi e laici illustri, servi degli abbominecartaginesi furono voli vandali. Anche
essi fu fatto; in tal
i

numero-

cos puniti dalla divina vendetta

per

le

se scuole v'insegnavano l'eloquenza e la


filosofia, talch la patria

loro laidezze d'ogni sorte, per l'orrende

d'Annibale emu-

bestemmie e per
i

l'idolatria,

accoppiando

lava forse in sapere quella di Scipione,

sublimi

riti

cristiani coli'

empio culto
mol-

onde avea ottenuto


frica.

il

titolo di

Musa d'Ala

dell'idolo Celeste dell'Africa,al quale

Ad
i

onta di tante glorie di Carta*


sacchege

tissimo continuarono a sagrifcare nel suo

gine

vandali brutalmente
,

profano tempio; e ci ad onta delle leggi


imperiali contro l'idolatria, ed
concilii da' vescovi celebrali in
i

giarono per pi giorni

ne aggiudica-

frequenti

rono
ni.

le

chiese agli ariani,

come

altrove,
i

Cartagine

e cacciarono del tutto dall'Africa


Innalz Genserico
il

roma-

per estirpare l'empiet e

rei

costumi. In-

suo trono sulle

oltre la pi parte de'cartaginesi sacrilega-

rovine di Cartagine, e
to
le

la vendicda quanaveano fattoi romani nel distruggerne la formidabile potenza, che die lo-

mente abboniva

gli

uomini

santi,
1

che

gli

ammonivano

a cambiar vita.

vandali

ro l'impero del mondo. Cartagine sebbe-

gl'imperatori^con distruggere

quindi fecero quanto non era riuscito atempli de'


i

ne divenuta soggetta a Roma, nellosplendore della gloria non le sapeva ancor cedere. Fondato nel 439 il nuovo regno di Cartagine, serbando per se la Mauritiana e la Bizacena, spart a' compagni la Zengilaoa provincia Cartaginese itu,

e Celeste, estirpando a un tratto ogni vestigio d'idolatria in Cartagine. Questa persecuzione della Chiesa a-

numi Memoria

fricana colp

soli cattolici,

perch

Do-

natisti o diventarono ariani osi unirouo


cogli slessi barbari contro
i

cattolici, co-

VAN
aveano fatto loro maggiori sotto Costanzo imperatore pure ariano. Genserii

me

glorioso martirio.

martirologio

La Chiesa l'onora nel romano a' 5 dicembre, co1 i

co messosi nel cuore, se


sibile,

gli fosse stato

pos-

me

difensore della fede contro

perfidi

d'estinguere

la cattolica religione

ariani. Nel luogo appellato Regia,


la solennit della
i

venuta

in tutte le citt e provincie africane soggette al te


il

suo dominio, esercit principalmen-

suo diabolico furore, e per se medesimo e per mezzo de'suoi ministri, contro
i

Pasqua, cattolici aprirono uua delle chiese, che dagli ariaui erano state chiuse e sprangate, a fine di
celebrarvi
zia
i

divini misteri.

Avutane

noti-

vescovi,

preti,

diaconi e

gli altri
,

ec-

clesiastici

le quali o , e contro le chiese consegn a'suoi ariani, o dopo averle spo-

Addttopreteariano, radun una masnada di gente armata del suo partito, incitandola a fare strage di quella turba inno
cente di cattolici. Entrarono
la
gli

gliate di tutte le sagre suppellettili le fe-

ariani nel-

ce chiudere, acciocch

cattolici

non po-

chiesa con ispade sguainate,

come

lupi

tessero in esse celebrare le sagre loro a-

rapaci,

ed

altri

per

le

sue finestre tiraroil

dunanze.
le

Uno

di tali iniqui ministri delil

no
la

delle frecce contro

popolo in essa

l'empio e barbaro re fu Procolo,

qua-

adunato.
il

Una

delle frecce colpi nella go-

da

lui

fu inviato nella provincia Zeugi-

lettore nell'atto che dal pulpito can-

tana o di Cartagine con ordine e podest di costringere


tolici
i

tava YJUcluJa, onde cadutogli di


libro,

mano

il

vescovi e sacerdoti cati

rimase immantinente estinto, e se


al cielo a cantare cogli angeli e

a consegnargli

vasi e altri utensili

ne vol
co' santi

sagri che servivano pel ministero loro, e


i

un eterno

e giocondissimo

Al-

libri santi, affinch spogliati in tal


gli
il

mariu-

leluja. Molti altri cattolici

caddero a pie

niera di loro armi, pi facilmente


scisse di vincerli e metterli sotto

degli altari, vittime della fede ortodossa,

giogo

per
e

le

mani

di que' furibondi ariani,


la

ed

dell'eretica servit.
di
i

Ricusando
tale

sacerdoti

altri in
si

maggior numero presero

fuga

Dio d'ubbidire a
vandali con
il

iniquo comando,

ritirarono alla meglio che fu loro per-

mano

rapace saccheggiaro-

no

tutto, e delle tovaglie degli altari e

de'sagri

farsi delie

tard

la

paramenti non ebbero orrore di camicie e delle vesti. Ma non divina vendetta a punire il samangiandosi
fini egli

Ma non per questo scamparono il furore de'crudeli ariani, poich informato Genserico del fatto, ne fece dipoi trumesso.
cidar molti e specialmente que' ch'erano
d'et pi matura.

Molte altresomiglianti
cattolici esercit
il

crilego attentato, poich Procolo divenuto rabbioso e


stesso a

crudelt contro

fa-

natico e furioso principe per lo spazio di

brani

la

propria lingua,

miseramens.

4o

te di vivere. Il

vescovo di Abbenza

Va-

leriano fu
te
si

uno di quelli che pi virilmenopposero d'abbandonar le cose sante


ed in pena del suo rifiuto fu
citt, e

e pi anni che dur la sua tirannica dominazione nell'iufeliceAfrica,onde moltissimi furono fatti degni della gloria del

martirio
de.

o della confessione della


nel

s.

fe*

a' barbari,

Apprendo da Rinaldi, che

4^4

bandito dalla

senzach s'avesse

ri-

guardo

alla

sua grave et d'8o anni, fu

vandali occupatori dell'Africa predarono la Sicilia, la qual calamit pianse Pascasino vescovo di Lilibea in quell'isola, nell'epistola a

sotto gravi pene proibito a

chiunque

di

dargli ricovero nella propria casa. Perci


il

Papa

s.

Leone

I,

che con

let-

venerabile prelato fu costretto a giace-

tere l'avea consolato.Forse le mire serico

diGen-

re nelle pubbliche vie, esposto all'ingiurie dell' aria.


tutti, e

Mor cosi abbandonato da terminando suoi giorni infelici


i

non avrebbero avuto periscopo l'Inon fosse stato chiamato segretamente a Roma(F~.) dall'imperatriceEutalia, se

agli occhi degli

uomini,

ma

felicissimi a
la

dossia nel

4^5

fieramente sdegnata per

quelli di Dio,

da cui ricev

corona

di

vendicarsi contro Petronio Massimo, con

VOI. LXXIVI'l.

1,8

VAX
lo

V
III

AN

cui din era siala costretta rimaritarsi, rio*

ritornato in Africa, termin di far suo

p avergli ucciso

sposo Vulentiuiano

e usurpalo l'impero. Adescato dalla spe-

ranza di ricco bollino, e dalla


l'impresa, essendo in

facilit del-

lloma ogni cosa


si

in
al-

quanto ValenlinianoIII avea soltraltoalJa sua voracit. Da prima tratt da schiave Eudossia e le sue due figlie, ma tosto forz la giovine Eudossia a sposare il tiglio suo Unnerico. Gl'imperatori d'oriente e d'

disordine, egli da 'lidi africani


la vela colla

mise

sua armata, e sbarcalo alla

occidente reclamarono invano

la

Tevere marci su Roma a'i i giugno, dicesi con 3oo,ooo vandali. L'inlrefoce del

libert delle principesse; soltanto 7 anni

pido

s.

Leone

I,

che avea salvala gi

la

e sua

dopo acconsent a lasciar pai lire Placidia madie per Costantinopoli. La giovine Eudossia visse 16 mesi con Unneri-

citt dal ferocissimo Attila re degli

Unni,

incontr Genserico 6 miglia lungi da

Ro-

co, altri

dicono col fratello Geuton,


,

ma ma

ma, e si
sc a

fece

mediatore Ira

il

barbaro congli riu-

non sembra vero


per

gli

diede un

figlio,

quistatore e l'amalo suo gregge;

nome

Ilderico, poi re de'vandali;

dissuaderlo di bruciar l'intera citt,


in pensierose di

perseguitala da

uno sposo bai baro e


si

aria-

come avea

compierne

cosi

no, riusc a fuggire e

ritir in

Gerusa-

la totale rovina;

ma

tranne queste e al-

lemme ad
sia

abbracciar

la

tomba d'Eudos-

tre concessioni

che narrai nel citalo arti1

sua ava, e uon sopravvisse che alcu-

colo,
ti

Roma per 4 giorni e altrettante not-

ni giorni. dali
le

Dopo

l'eccidio di

Roma,

van-

abbandonata al furore, alla cupidigia e alla licenza d'una sfi enata soldatesca. Troppo vero die un santo pastore il miglior mezzo d'aiuto al suo gregge nelle pubbliche calamit, il che si prova ancora da'moltissimi mirabili esempi che riportai a' propri luoghi. 1 vandali demolirono
fu
i

passarono nella Campania, e tutte di lei citt da Roma sino a Nola furo-

principali edilizi dell'antica e maestosa capitale del


s

mondoedelromauo impero. Covendetta d'una donna, dopo

no incendiate co'loro campi, o disti ulte. Ad eccezione diNa poli eCuma fortificate, tutti gli altri paesi provarono la desolazione, e la maggior parte degli abitanti nud schiava nell'Attica. Eguali disastri provarono il Lazio, e lolla quella parie che abbraccia le province di Marittima
e

la furiosa

essere stata cagione della morte del suo 2. marito, sottomise l'impero all' igno-

baro re.Kel
di scegliersi
le

Campagna mise a ferro e luoco bar454 Genserico avea permesso


il

acattolici, ad istanza di Yalentiniauo IH,

minia e Roma alla spada de'bai bari, restando ella stessa colle figlie umiliante
vittima. L'imperatrice e
le

dignit fu innalzato Deogralias,che

sue due

figlie

un vescovo cattolico, alla quamopoco tempo dopo il ritorno de'vandali

Eudossia e
in Africa

IMacitlia,

furono trasportate

dal sacco di

Roma. Essendosi
la

accesa coti

con altri illustri personaggi, tra cui Gaudenzio figlio del general Ezio. I
vandali
si

maggior furore

persecuzione, un gran

numero di
la fede, e

cattolici

furono tormentali per


la

ritirarono carichi

d'immense e

molti ricevettero

corona del
fecero delle

preziose spoglie, e con un gran


di prigionieri. Si dice

numero
ma-

martirio. Gli ariani, con un sacrilegio che

che una nave ca-

non avea avuto esempio,

si

rica di preziose statue naufragasse in

camicie e de'calzoni co' pan ni Irai e orna-

re per una violenta burrasca. 11 Papa provvide a'ioro bisogni spirituali e corporali,

mandando in
le

Africa de'preli zelanti e dellimosine in gran copia. Fece riedificale basiliche,

menti che servivano per l'altare; e a Tinuzuda o Tumida gli ariani con fui 01 e calpestarono il sagralissimo Corpo e San-

re
vi
ti.

e sostitu nuovi vasi e


stati

nuo-

ornamenti a quelli ch'erano


11

ruba-

vincitore seuza alcuna opposizione,

Ges Crislo, che aveauogettato per Essendo stato dichiarato che cattolici non potessero occupare alcuna carica nello stalo. Arniogasto ch'era in gran
gue
di

terra.

V AN
conio nella casa di Teodorico figlio del re, fu condannato a guardare gli armen-

V A N
lahria, di Puglia, de'Druzi, di

99
Lucania, di

Rassodalo Genserico nel dominio dell'Africa, divenne vagheggiato oggetto di sua ambizione l'impero nel mare. Gli fu agevole di ottenerlo, avendo una marina
ti.

d'assai superiore a quella de' romani.

Ma

invece d'occupar
re
cio
i

le

sue flotte ad arricchila via

propri sudditi per


,

del

commerad
eser-

egli

non

le

fece servire che

Campania, del Lazio, di Romaesuespiaggiequale impetuoso torrenle,e delle spiaggie della Venezia; perlomeno le citt ma ultime, fra le quali forse Ancona e Umana, vicine ad Osimo, siccome citt rimpetlo alla Dalmazia invasa da' vandali. Tuttavia non si ha alcun antico e autorevole monumento per comprovare l'irruzione de' vandali nel Piceno; quanto al
timore e allo spavento de' vandali,
e
essi fu-

citare la pi. odiosa pirateria.

Non

pass

poscia verno

anno

del suo regno senz'es-

rouo comuni a tutto l'impero. Procopio


s.

sere contrassegnato da qualche sbarco fu-

Vittore vescovo di Vita nell'Africa,

nesto di vandali nella

Sicilia

nella Sar-

storici

contemporanei de' vandali,


le

asseri-

degna, sulle spiaggie d'Italia, su quelle di Spagna, e su quelle pure d'Uliria e del Peloponneso. Tuttavia il generale Rici-

scono che non solamente


la

spiaggie del-

Venezia, di

Roma
un

e Campania,

ma per

tutta l'Italia in

lato senso,

Genserico
fioriti

mero
te

nel

4^6

batt

la

flotta de' vandali

port

la

desolazione con annuali e con-

all'altura di Sicilia, e

dopo

di lui

il

con-

Marcellino difese quest'isola contro di

essi,
gli

preservandola d'invasione sinch


il

e-

comando. Trovo nel Rinaldi all'anno 4^7, cne Maiorano appena elevato all'impero d'occideute riport una
n'ebbe
daGensericoa'lidi dellaCampagnao
pania. Nel
t.i

due uno dopo la met del V secolo, 1' altro del 743 ma si giudica doversi dar luogo ad uno
tinuale invasioni. Si vogliono
vescovi di

nome

Vitaliano,

solo e con pi probabilit a

s.

Vitaliano
si

del 743> in

tempo

del quale

non

par-

vittoria sui vandali dell'armala condotta

lava pi affatto de'vandali. Sotto


i

il

nome

Cam-

delle

Memorie

della Chier

di vandali nostri maggiori talvolta per equivoco intesero altre barbare e stranie-

sa e de* Pescosi d* Osimo, di mg. Compagnoni uno de' medesimi, continuate e


supplite dal Vecchietti prete della stessa
chiesa,
lia
si

re nazioni,

come

Goti e

Longobardi,

anch'essi eretici ariani, e da'quali l'Italia

esamina. Quali provincie d'Ita-

soggiacquero
po,

rerie intimorissero

furono invase da' vandali. Se colle scoralmeno il Piceno, e se


sia

Piceno realmente furono occupati e alla loro dominazione, massime tutto l'interoPicenoe per lungo teme
il
il

quale pel

mai stata afflitta e molestata da'vaodalijCome asseriscono diversi scrittori osimaui, dicendosi da alcuni che fino
a 3 volte fu quasi distrutta e ridotta in esterminio, fondati nella leggeuda, per apocrifa e favolosa, di
s.

Osimo

festato

riferito non pare fosse inmai da'veri vandali. Forse quegli

scrittori col

nome

di vandali vollero indigli altri

care

la

ferocia a cui somigliavano

barbari, per l'equivalente da loro operato,

come

si

disse e

diciamo vandalismo e

Leopardo!.

ve-

scovo d'Osimo; eseguita dall'autore della

pergamena trovata

nel sepolcro di

s.

vandalicamente, per lutto quanto di sopra accennai, per similitudine e comparazione. Nel 46o avvertito Genserico d'un
grosso

Vitaliano vescovo d'Osimo, ove dicesi che


il

armamento che

faceva a Cartage-

suo sagro corpo fu sotterra nascosto per timore de' vandali. Quali altre nazioni si
il

na l'imperatore Maiorano per approdare nell'Africa,lo prevenne, incendi una parte de'suoi vascelli nello stesso porlo, e re-

conoscono sotto
to all'Italia
si

nome di vandali. Quan-

conviene che invasero, penetrarono o infestarono le sue citt o spiaggie, oltre della Sicilia e

c via

il

tare le sue forze marittime.

rimanente che serv ad aumenQuesto bar-

Palermo, della Ca-

baro mor a'24 gennaio 477 dopo 37 au-

ioo
ni,

VAN
6
giorni dalla presa di Carta-

VAN
za della fede. Racconta
il

3 mesi e

Bercastel nella

gine, lasciando

almeno 3 figli, Unnerico Unerico o Onorico che gli successe, Gen-

Storia del Cristianesimo

none
ne

t. y, che Ze% s'interess presso d'Unnerico re de'

lon e Teodorico. Genserico, secondo Joroande, era di mezzana statura e zoppo

vandali, in favore della chiesa di Cartagi,

la

quale da 24 anni trovavasi senza

per una caduta da cavallo. Egli avea uua fisonomia pensierosa, parlava poco, disprezzava la volutt, e
di
si

vescovo. In conseguenza delle ripetute


istanze dell'imperatore, essa

ebbe

il

per-

occup sempre
teologo
pre-

messo
d che

di scegliersi

un

pastore, con dure

grandi intraprese. Alla ferocia di barle sottigliezze di


,

e gravissime condizioni;
il

baro, uni

il che non impepopolo non concepisse un'estre-

tendendo violentare la fede de' cattolici. 1 mori implacabili nemici di chiunque si


piantava sul suolo africano, V assalirono

ma

allegrezza, allorch vide ordinato

s.

pi volte;
li

ma

costrinse ad

dopo averli debellati annuo tributo. Egli assoegli

Eugenio cittadino di Cartagine veneratissimo.Eravi una parte de'cittadini,i quali non aveano mai veduto alcun vescovo
assiso in quella
tutti si
felicit,
1 ,*

cattedra dell'Africa.

Ma

d un impero de'pi grandi che sorgessero dagli smembramenti del romano, contando 446 vescovati, 80,000 armati oltre il mare in cui sidi soli vincitori
,

credettero giunti al colmo della


allorch videro splendere
le vir-

t del nuovo prelato, la sua umilt, la

sua mansuetudine,
digiose limosine

la

sua affabilit, la
,

guoreggi. Procopio dice eh' egli us del


diritto di conquista verso gli africani col

sua carit tenera e operosa


,

le

sue procui

una beneficenza a

maggiore rigore, e che non contento di toglier ad essi le loro terre e loro schiai

nulla fuggiva e ch'era inesausta, sebbene


nulla egli tenesse in serbo per l'indomani.

vi

per darli

a' vandali, gli

oppresse d'im-

Eransi
il

vandali impadroniti di tutti

posizioni cos eccessive che

non potevano

fondi della chiesa,

a malgrado d'ogni industria bastar a soddisfarle.

degno uso che vescovo faceva dell'offerte, impegnava


il

ma

Con Genserico

fin la prosperi-

t del regno vandalo.

L'ignobile Unnerico
pio pi
tolici,

sembr in princimoderato di lui rapporto acatma tosto apparve soltanto erede

una moltitudine di persone a recargli giornalmente somme considerabili, ch'egli distribuiva sempre prima di nette, a meno che le medesime non gli fossero recate troppo tardi. Quindi si concili indistintamente l'affezione e
solode'cattolici,
il

de'

vizi paterni. L' imperatore d'orieute Zenone, tremante dinanzi a'bai bari che si contendevano i brani della poteuza roma-

rispetto

non

ma de'vandali medesimi.
a
1
.

Eppure fu questa la
Genserico: fu
dali sotto
il

cagione d'una per-

na, non os intraprendere

la

cacciata de'

secuzione ancor pi crudele di quella di


la 2."

vandali dall'Africa; mentre Unnerico non

persecuzione de'vanper

avea ereditato alcuna delle grandi qualit del padre. Esaltato sopra un trono fondalo dalla vittoria e con una marineria formidabile, non erano che deboli ap-

regno d'Unnerico e dur dal


la

483 al 484> della Chiesa registrata


19/
fra le principali.
s.

alia virt di

Tanti omaggi resi Eugenio, svegliarono una


pi po-

poggi cui non sostenevano in pari tempo V amore del popolo e


i

furiosa gelosia ne' vescovi ariani, e preci-

talenti del

capo

puamente
i

nel cuore di Cirila,

il

delio sta lo. Zeuoue eretico eutichia no fau-

tente di loro. Costoro esagerarono al re


la sua comunione cominci dall' impedire che alcuno comparisse nella chiesa cattolica in abito di barbaro. Cos i vandali nomi-

tore del vescovo di Costantinopoli Acacio,

pericoli

che correva

autore deli. scisma de'greci,a fine di sostenere la seduzione dopo pubblicato

ariana, e

si

YEnolico (V.)

vest tutte le

apparenla

ze dello zelo pe'progressi e per

purez-

navano

se stessi,

per mostrare

la loro

av-

V
versione e
lezza.
Il
il

N
romana mols.

VAN
tutti
i

101
il

dispregio della

suoi parenti, a fine d'assicurare


figli,

re

primamente
gli

fece sapere a

regno a'suoi
le

e credette di santificare

Eugenio, che
e di

vietava d'assidersi sul


al

sue sanguinarie inclinazioni facendole


i

seggio episcopale, di predicar

popolo
alcun

servire contro

nemici de'suoi

vizi e de'

ammettere

nella sua cappella

suoi errori. Molti santi personaggi furo-

vandalo, poich eranvi di molti cattolici


tra di essi. Al sta

no
la

istruiti

con

terribili visioni di ci

che

che

il

santo fece una rispo


e disse riguar-

chiesa d'Africa era vicina a soffrire, e

degna del suo carattere,

do alla 3." proibizione, che Dio gli comandava di non chiudere la porta della chiesa a chiunque bramasse di rendere serviUnnerico sdegnato di tale risposta mont in furia, e cominci a pergio a
lui.

non tard a confermare ci ch'esavevano annunziato. Unnerico rabbiosamente, pieno d'odio contro la cattolica
l'effetto
si

religione,

si

propose
la

di

sterminarla affat-

to in Cartagine metropoli dell'Africa,

con

rendere generale
ciata contro
i

persecuzione comin-

seguitare

cattolici in mille differenti


i

ma-

cattolici,

facendo succedere

niere, e principalmente

vandali che pro-

fessavano

la

vera fede. Quindi Unnerico

una moltitudine di editti uno pi crudele dell' altro. Le prime violenze caddero
sulle persone consagrate a Dio.
Il

fece mettere alla porta della chiesa alcu-

re co-

ne guardie o piuttosto alcuni carnefici,


quali allorch vedevano

mandche
toliche
,

si

raccogliessero

le

vergini cat-

un uomo o una
piccoli legni
i

donna entrare
tavano loro
pelli

coli'

abito di vandalo, git-

sul

capo alcuni

che queste fossero vergognosamatrone, e con tormenti obbligate a deporre contro gli ec-

mente

visitate dalle

dentati, con cui ne attortigliavano


;

ca-

clesiastici.
si

Furono appese in alto con grosvennero loro applicate


la-

poi ritirandoli con forza, strappa-

pesi a'piedi,

vano loro lechiome e tutto insieme la pelle. Alcuni ne morirono, e parecchi perdettero
gli occhi.

mine

di ferro

rovente sul seno esu'fian-

Varie donne, colla

te-

sta cos scorticata,

nare per
la

la citt,

furono fatte cammiprecedute da un bandidas-

questo stato venivano esortate ad affermare che preti e vescovi erano loro corruttori. Parecchie perirostati
chi, e in
i

no

in questi tormenti, altre in

maggior
se

tore per isvergognarle, e per intimorire

numero rimasero storpiate, ma non


Il

ne

moltitudine. Unnerico viet che

si

trov pur una che accusasse un chierico.


tiranno vedendo non potere con queil

sero pensioni o viveri agli

uffiziali

della

corte che tenessero


sa cattolica; indi

la

dottrina della Chie-

st'indegno stratagemma disonorare


ro, die

cle-

proib rigorosamente

ne'maggiori eccessi senza pretesto

che

si ammettesse negli uffizi pubblici chiunque non fosse ariano. Era vi alla corte d'Unnerico un gran numero di cattoli-

e senza riguardo. In

una

sola volta rileg

nel deserto ministri ecclesiastici di tutti


gli ordini,

con
le

altri fedeli della loro

fami-

ci,
li

cui rari talenti e sperimentate virt


fin allora

glia e del loro seguito in

numero di 497^

aveano

mantenuti

in parti-

persone, fra

quali trovavansi molti in-

colari cariche di confidenza e di distin-

zione.

Non solamente furono


,

essi cacciati

fermi e vecchi cos decrepiti, che molti aveano perduto la vista. Felice di Arbirito,
il

dal palazzo

ma

furono

nelle pianure d'Ulica, e

condurre malgrado la lofatti

quale contava

44 anm

di vescovato,
gli la-

languiva d'una paralisia, che njon


sciava l'uso

ro delicata complessione, e la diversit


delle loro consuetudini, vennero

neppur

della lingua.
,

I fedeli

inumaci

non sapendo come condurlo


gare Unnerico che
il

fecero pre-

namente
i

costretti a mietere

il

grano sotto

lasciasse in

qualche

pi cocenti ardori del

fu cheil preludio della


nerico,

nou persecuzioue d'Unsole.

Ma

luogo presso Cartagine, giacch non poteva vivere lungamente. Rispose il barbaro: S'egli non pub stare

mostro

di

crudelt che fece perire

a cavallo,

sia

io2

VAN
vasi a questi ci
to.
1

VAN
loro liberalit verso
confessori
i

annerato a'bovi} i quali lo strascineranno ove io gli coniando che vada. Fu di


mestieri infatti legarlo a traverso d'un mulo, e trasportarlo come una massa iusensibile.l confessori furono radunati nelmori dovevano la citt di Sicca , donde
i

confessori

toglie-

che loro era stalo donasi

bili a' pericoli de' fedeli,

condurli uel deserto. Vennero chiusi in

mostravano pi sensiche alle proprie loro disavventure, sebbene si affrettasse inumanamente il loro camminojimperocch quanto maggiori erano le testimonianze di

una prigione ch'erasolfribile, e in cui luogo andarono a consolarli; ma ben presto furono privati di questa consolazione, perch sembravano picostani

venerazione che ricevevano,


il

fedeli del

tanto minore era

riposo che veniva


i

ad

esso loro accordato. Allorch


i

vecchi o

ti

che mai. Sino

fanciulli

segnalavano

la

fanciulli non potevano pi camminare, venivano punti co'dardi o si scagliavano

loro costanza, resistendo agli sforzi d'al-

contro di loro de'

sassi

per

farli
1'

avanzare.

cune madri accecate dulia loro tenerezza, v che volevano ribattezzarli per sottrarli
dalla persecuzione.
stretti
i

Quanto
fatica

a quelli che per

eccesso della

restavano di tempo in tempo ab-

Furono dunque

ri-

battuti, ordinavasi a'mori d'attaccar loro

prigioni in un'orrida carcere, e

delle corde a'piedi, e di strascinarli

come

tanto angusta, eh' erano ammucchiati gli uni sopra gli altri,senza neppure aver libero
lo

altrettante bestie
le

morte,dimodoch quel-

spazio necessario per soddisfare a'biil

sogni naturali;

che produsse una conta-

strade ardue e tutte pietrose furono ben presto bagnate del loro sangue. Le loro vesti cadevano a pezzi, oppure si ap-

giosa infezione, ed

una

orribile moltitudi-

piccavano a 'sassi e

alle spine.

Ebbero
la testa

an-

ne di

rettili,
li

quali generati in quella corvivi.

che

il

corpo

tut to lacero;
il

uno
il

spez-

ruzione

divoravano

Vittore di Vita, che ne parla

Lo storico s. come testi-

zata,

un

altro

fianco o

ventre aperto,

quasi tutte le
chi fin d'allora
tirio.

membra

slogate; e parecil

monio

oculare, dice che avendo trovato maniera d'entrare nella prigione, donando qualche denaro a'mori, mentre i vandali erano addormentati, s'immergeva sino al ginocchio nel sucidume e ue'vermi.

consumarono

loro

mar-

Coloro che assai robusti poterono giungere al deserto, non vi trovarono per
la loro sussistenza altro

che orzo, che

lo-

ro veniva dato a misura,


bestie

come

si fa

colle

Furono
to
l

essi

finalmente

fatti

partire sot-

condotta de'mori. Uscirono da quel-

la cloaca,

non

solo cogli abiti grondanti


co'capelli, col volto e

da soma. Anzi ne furono privati ben presto, e si lasciarono morire di fame. Le bestie velenose le pi malefiche
lo

di sozzure,

ma

con

furono per
si

assai

meno

de'vandali

ti-

tutta la persona in

uno

stato cui la pen-

ranni, e
la

osserv, che in una contrada


dirsi

na non regge a descrivere. Ci non ostante cantavano inni di ringraziamento, e si giudicavano felici di soffrire questi barbari trattamenti per
di Dio.
i

quale pu
i

quasi un semenzaio di
quali erano

lettili

pi pericolosi, niuno de' servi di


a'

Dio per de' loro morsi e

la

gloria del figlio

del tutto esposti seoz' alcuua difesa. Al-

popoli correvano da ogni parte

lorch tanti santi e dotti ministri della


religione furono cos allontanati,

a vederli, poi tandotorcie accese,

doman

non

es-

dando
io
figli

la loro

benedizione per se e pe'loessi

sendovi stato ancora compreso nella persecuzione


il

che ad

presentavano, e lari-

venerando pastore

di

sua cafi-

gnandosi con effusione di lagrime di

pitale, forse

per rispetto degli abitanti,

manere senza
raci.

pastori in preda a'Iupi vo-

Ma
d'

spinti

questi pii fedeli venivano recon una brutale fierezza , ovvero

nalmente nel maggio 483 Unnerico fece proporre a s. Eugenio vescovo di Cartagine, per rendere ragione della loro t\n\c t
di tenere
iti

dopo

aver lasciato ch'esercitassero

la

questa

citt

una conferenza

VA
nel

N
i

VAN
quali somigliatili
cui

io3

4^4

cogli ariani,

nome ed
si

errori talvolta con quelli lo-

a' Donatisti , scismatici

ed

eretici,

usando
la lo-

ro

confuse,

come

nel discorso caso.

ribattezzare qne'clie abbracciavano

ro pei fida setta, furono appellati eziandio

reprimere l'audacia de'donatisti erano stali adunati molti concilii, e celebre riusc
conferenza precedente di Cartagiue,tenula in questa citt nel 4", coli' intervento di 56o vescovi , per riunirli alla
la

con

tale

nome. Siccome comunemente gli


laudo di tate conferenza chiaariani proposi tori dell'erronee

scrittori pai

mano

gli

proposizioni de donatisti, ci fecero per


l'errore ch'era

Chiesa, e per convincerli della necessit


ch'era vi di essere uella Chiesa cattolica,
nella
to

ad essi comune, il quale tut-

tora sostenendosi dagli eretiche


dosi da' cattolici,
gli

impugnan-

ariani perci in tale

quale sola si pu rendere a Dio il culche gli dovuto, ed operare la propria

conferenza e ip altre assemblee furono, denominati sostenitori pure degli errori de' donatisti. Conviene di passaggio qui pure rammentare. Donato vescovo delle Case
il

salute. Questi eretici erausi tanto moltiplicati nell'Africa,

che pareva

vi

avessero

Nere

nella

Numidia

fu

il

i.

autore e

dacch era loro riuscito d'ottenete una legge, che dava loro ogiti libert, ed esercitavano dappertutto
i

oppresso

cattolici,

caposetta dello scisma de'donatisti, osi

violenze proprie de'pi crudeli persecutori. I vescovi cattolici

sia di quelli

che seguirono suoi errori. Di questi erano i principali, di negare la

te

avendo finalmenottenuto dall'imperatore Onorio di veuna conferenza pubblica co'donail

validit del Battesimo e degli altri Sagr a menti dati dagli Eretici, e di rigetta-

nire a
listi,

re r infallibilit della Chiesa cattolica.

conte Marcellino inviato in Africa d'ordine di quel principe, l'intim peli.

Donato co'suoi partigiani separandosi dalla comunione di Ceciliano eletto vescovo


di Cartagine,
stessa sede

giugno. Ordin che non

vi fossero

pi di

ordinarono vescovo della Maiorino eletto da'faziosi. Persi

7 vescovi per parte, scelti tra tutti gli altri, quali parlerebbero nella conferenza;
i

ci tutta l'Africa

divise in (\ue partiti,

e in molte chiese

vi

furono due vescovi,

ordinali gli uni da Ceciliano cattolico, gli


altri

che ve ne sarebbero 7 altri da'quali potrebbero disputanti prendere opinione, se ne avessero bisogno; che nessun vescovo entrerebbe nella conferenza fuori di
i

delle loro diverse


i

da Maiorino donatista , o da quelli comunioni. Sebbene Donato e donatisti furono condannati nel concilio di Latcrano, tenuto nel 3 1 3 da Papa s. Melchiade, e sebbene il concilio
dichiai innocente Ceciliano accusato
fal-

quelli

che fossero
i

stati

uominati per

di-

sputarvi,
i

quali ascendevano a

36; che

tutti vescovi d'ogni partito prometterebbero di tenere ci che avessero deciso gli eletti ; che tuttociche fosse detto sarebbe scritto da'pubblici notati. Ma donai

samente da'donatisti qual Traditore ,cio


d'aver consegnalo a'pagani
le s.

tisti

ricusarono d' ubbidire

all'

edillo di

Scritture,

Marcellino, e

domandarono
I

d'esser tutti

separandosi da esso che rest in

comu-

presenti alla conferenza.


to loro indirizzarono
cellino, nella

cattolici dal

can-

nione colla Chiesa divennero scismatici,


e pe'loro errori eretici; tuttavolta all'eresia
i

una lettera a Marquale promettevano di ese-

donatisti congiunsero pi apertalo scisma, nel sedicenle coucilio


1 ,

guire tutti

suoi ordini. Eglino protesta-

mente
dendo
Quindi
caristia

da

rono, che

il

diseguo, che aveano tenendo


,

loro tenuto in Cartagine nel 32


cos
i

divi-

questa conferenza
la

era di mostrare che


la

il

popolo cristiano dell'Africa.


la ss.

Chiesa sparsa sopra tutta

terra noti

donatisti profanarono

Eu-

ruppero

gli altari

vasi sagri,

pu perire, per quanti peccati commettano coloro che la compongono; che l'affare di Ceciliano era

commisero inuumerabili
legi, in

violenze e sacriil

terminato

poich
suoi ac-

che furono imitati dagli ariani,

era stato dichiarato innocente, e

io4

VAN
si

VAN
mettesse in chiaro l'origine dello sci-

cusalori riconosciuti per calunniatori. In

questa lettera fecero


to famosa, e

la

dichiara/ione tan-

sma;

ma

Marcellino fece leggere

la

rela-

che li copr di gloria per la generosit veramente cristiana, di cui diedero prova a'Ioro stessi nemici, vale a didonatisti potevano provare, re, che se
i

zione d'Anulino, colla quale indirizzava


a Costantino
I
i

lamenti de'donatisti con-

tro Ceciliano.
stretti,

che

la

Chiesa ridotta alla loro


si

comu-

donatisti vedendosi cos presentarono una memoria, per mostrare colla Scrittura, che cattivi paI
i

nione, eglino

sottometterebbero assoche abbandonerebbe-

lutamente ad
ro
ti
i

essi;

le

proprie sedi,erinunzierebbero a tut-

diritti della loro dignit.

Che

se

cati

sono macchie e sozzure della Chiesa, e che non devono esservi malvagi tra' suoi figli, almeno, che siano conosciuti. Letta che fu questa memoria, i cattolici
stori
vi

tolici

mostrassero, pel contrario, che

do-

risposero colla bocca di

s.

Agostino. E-

natisti

aveano

torto, eglino

conservereb-

gli vi stabili

validamente questa verit:

eziandio^ dove
cattolico e

bero l'onore del vescovato; che ne'luoghi si troverebbe un vescovo

Che
i

la

Chiesa tollera in questo

mondo
essi,

malvagi, tanto occulti che manifesti, e che

un

donatista, sederebbero al-

buoni che sono mischiali con

non
col-

ternativamente nella cattedra vescovile, l'altro sedendo un poco pi basso appresso di


lui,

partecipano de' loro peccati; prov


l'autorit di
sa
il il

s.

Cipriano,, che nella Chie-

oppure che l'uno avrebbe una

chiesa, e l'altro un'altra; e questo finch


l'un di loro essendo morto, l'altro reste-

che

demonio avea seminato la zizzania; donatisti impugnavano; imperoci

ch
che
i

lo

rebbe solo vescovo. In appresso nominarono i vescovi per la conferenza: cio Aurelio di

falli,

scopo de'cattolici era di mostrare, tanto di Ceciliano, come di quaaltro,

lunque
sto

non potevano recare alcun


i

Cartagine, Alipio di Tegaste,


di Cirta,

s.

pregiudizio alla comunione cattolica. Que-

Agostino d' Ippoua, Vincenzo di Capua,

gran dottore espose, che


riferiti

passi della

Fortunato

Fortunato di Sicca

Scrittura

e Possidio di Calamo.
consiglio 7 altri, e

Ne nominarono

pel

essendo di
ciliarsi

da una parte e dall'altra, eguale autorit, doveano conla

4 furono

destinati per

con qualche distinzione, poich

la sicurezza degli atti. I donatisti


stati

essendo
lo fe-

parola di Dio non pu contraddire a se


stessa.

obbligati a
coli'

nominare deputati,

Rappresent, che bisognava distini

cero

ordine medesimo de'

cattolici.

guere
di

due

stati della

Chiesa, quello dele'

Nella 2." sessione, dopo molle discussioni,


si

la vita presente,

dove

un raescuglio

accord una dilazione a'donatisti per


a

aver copia degli


e
3.
si
a

atti della i.

conferenza,

buoni e di malvagi, e quello della vita futura, dove sar ella senza veruna mescolanza di male. Mostr poi,

condiscese alla loro

domanda. Nella
della conferenza,

come

vi

era

vollero esanimare la scrittura de'cat-

obbligo in questa vita


vagi

di separarsi

da'mal-

lolici

sopra

la

domanda
i

e Marcellino
sti

avendo

deciso,

che

donati-

erano poi

veri postulanti,

convenne-

non comunicando co' loro vizi, ma uon separandosi da essi esternamente. Qualora donatisti si trovavano troppo
i

ro eglino slessi,che non pretendevanod'agire contro le Chiese di tutta la terra.

angustiati e stretti dagli argomenti del

s.

Da

Dottore, dicevano senza tergiversazione,

questa confessione ne seguiva, che Ceciliano


la

che non era loro permesso d' esercitare


nessun alto esterno di religione con quelli,

non era restato nella comunione delChiesa se non perch era stato rico,

che non fossero giusti e santi; ed ecco


tutti
i

nosciuto per iunocente. Frattanto

do-

perch riguardavano come nulli


sagra menti, che

cercavano ogni maniera sto per evitare che si venisse


natisti

di prelealla

non erano

conferiti

da

con-

ministri irreprensibili, e voleauo riha llcz-

clusione dell' aliare, e

non volevano che

lare

cattolici. S.

Agostiuo fece loro ve-

V
clere
,

A N
rano
ti,

V
stati

N
lui

io5
condanna-

che quest' errore tendeva a roveil

principe, dalla quale raccoglierasi, ch'e-

sciare tutto

culto esteriore della relisi

eglino stessi da

gione, perch

poli

ebbero fare delle


la

dif-

e ch'egli

avea sostenuto l'innocenza di


colla

ficolt senza fine intorno alla santit del

Ceciliano. In i. luogo produssero una


lettera di

ministro. Esaminata
ritto,

questione del dila veri-

Costantino
la

I,

quale

egli ri-

vale a dire stabilita che fu

conosceva,che

causa di Felice di Aplon-

t cattolica,

indipendentemente da qualsi

ga era stala esaminata e giudicata a suo


favore, e nella quale ordinava, che
gli si

sivoglia persona,

discusse la questione

di fatto; cio lai." causa della separazio-

ne de'donatisti du'cattolici. I primi pretesero d'aver avuto ragione di separarsi da Ceciliano, ordinato vescovo di Cartagine da certi Traditori: ma le prove che
ne davano non erano di nessun peso, e
s.

mandasse Ingenzio, che confessa va d'aver mentito una falsit per far comparire reo
Felice, afln di confondere
ciliano.
i

nemici di Ce-

Ora

niente poteva essere pi van-

taggioso alla causa de'cattolici,e nel tem-

po

stessso

pi acconcio a confondere doi

Agostino confut anche quest' errore, e decifr tutte le cabale, che ammassavano
l'una sull'altra. Fece rimarcare, che

natisti,

quanto

il

far vedere,

che questo

medesimo

Felice d'Aptonga, che avea or-

Mennon

dinato Ceciliano, era innocente; imperciocch propriamente non d'altro accusavasi Ceciliano, che d'essere stato ordi-

sm io,

predecessore di Ceciliano, accusato


le

d'aver maltrattato
giudizio; che

Scritture sante,

era slato condannato da nessun pubblico


il

nato da un

uomo
di
i

il

quale prelendevasi
le

concilio di Cartagine con-

che avesse maltrattato

Scritture sante.

tro Ceciliano era senza data; che Cecilia-

Ma

per finire

comprovar l'innocenprodussero
la

no v'era stato condannato assente, e da vescovi che aveano perdonato l'un l'altro a se stessi il delitto, di cui condannavano; e per provarlo fece leggere il concilio di Cirta del 3o5 (diverso da quello del 4 I2 il quale avea scritto una lettej

za di Felice,
lazione,

cattolici

re-

che

il

proconsole Eliano avea speI,

dita a Costantino

e gli atti stessi di quel

giudizio, a cui

donatisti
i

opporre. Finalmente

cattolici

non ebbero che avendo


tuttoci

perfettamente messo in chiaro


cellino
le ci

ra per disingannare

donatisti, in ci che

che aveano dovuto sosteoere,il con teMar-

dicevano
col

loro vescovi calunniosamente,


degli atti della conferen-

pronunzi una sentenza,della qua-

compendio

restano

28
i

articoli. Elia dice in so-

za di Cartagine).

Dopo

diversi cavilli de'


si

stanza.
tali

Che

donatisti

erano

stati

confu-

donatisti sopra questo concilio,


coucilio

lesse

il

da' cattolici con ogni genere di pro-

romano
sopra

del 3i3, che avea assol-

ve;

che Ceciliano era stato giustificato, e


i

to Ceciliano, e la lettera di

Costantino

che quand'anche

delitti,

ond'era stato

Eumalo

il

giudizio contradditto-

accusato, fosserostati provati, non avreb-

rio

radunato da quell'imperatore a favodonatisti

bero potuto portare nessun pregiudizio


alla
i

re di Ceciliano. In questa occasione par-

Chiesa universale; che quindi

tulli

ve che Dio facesse parlare


si

loro malgrado, poich gli

quascritti che

donatisti, che

non volessero
Tutto

riunirsi alle

la

Chiesa, sarebbero soggetti a tutte


inflitte dalle lessi.
il

pesi

produssero ad altro non servirono che a

ne

mondo

sempre pi l'innocenza di Ceciliano. Dappoich, primieramente volendo mostrare che Costantino I dopo d'aver assoluto Ceciliano, avealo condannato in un posteriore giudizio, furonociechi a tal grado di produrre uua supplica, indirizzata un tempo da loro stessi a quel
far conoscere
,

rallegr, che
la verit,

Dio avesse

fallo conoscere

e scoperto l'errore e la
atti di
s.

men-

zogna. Apparisce dagli


ferenza eclatante, che
se l'anima, e

questa con-

Agostino ne fos-

che

la

sublimit del suo in-

gegno

vi

fece

ma. Vedeai

in tuttoci ch'egli dice,

una comparsa luminosissiuna

ioG
(orza,

A N no vescovo
d
di
gli

V
danno
la

A N
colpi di bastone; ban-

una dolcezza, una chiarezza e una


prei

Vibiana, dopo una severa


i

sodezza particolare, che

flagellazione di

5o

minenza su tutti vescovi dell'Africa. egli sempre che parla, qualora si tratta di qualche punto importante, e di stabilir la fede della Chiesa, massime nelle reliquie
che
i

parimente Presidio vescovo di Suifetula, e ne fece tormentare parecchi altri


modi.

in diversi
lo

Uno
il

splendido miraco-

che

fece allora

santo vescovo Euge-

ci

restano della 3. sessione. Indarno

nio,
il

non

serv
Il

che a rendere pi furioso


rec da

donatisti appellarono dalla sentenza di

tiranno*

cieco Felice notissimo, in sesi

Marcellino. L'imperatore Onorio autorizz gli atti di questa conferenza di

guito d'una visione ricevuta,

s.

Car-

tagine, con una legge de'3o agosto 4 '2 o 4 4 Si pu anche dire che questa conferenza fu il colpo mortale dello scisma
1

Eugenio, e ricuper sul fatto la vista, col solo tocco della cnano del prelato , alla
presenza d'uno straordinario concorso di
fedeli congregati

per

la

solennit dell'Edel fonte


erasi

de'donatisti,

imperocch

in

proporzione

del grandissimo loro ninner, d'allora in

dopo la benedizione battesimale. Siccome il santo


pifania
,

scu-

poi vennero in folla a riunirsi alla Chiesa co'loro popoli.

sato di esaudire Felice,

come peccatore

Nondimeno

molti dosci-

e incapace d'operare miracoli, nel segna-

natislipertinacemente restarono nello

sma e

nell'eresia, e

continuarono ad

esse-

re queruli e infesti acattolici, uniti agli

ariani,

quali ne adottarono gli errori.

Ti ho che io sono un peccatore e il pi vile degli uomini tuttavia prego il Signore di trattarti secondo la tua fede e
re di croce gli oc hi suoi gli disse:

gi detto,

Credei opportuna questa digressione, per


migliore intelligenza del voluto dal ca-

di renderti la vista.

Ad

onta che non vi


,

fosse da dubitare sul fatto

il

re

si

fece

Unnerico in quest'altra conferenza diCartagineeda lui intimata. Conpriccioso

condurre Felice per udire dalla sua bocca la verit, e tutto l'ordine dell' avvenimento. Provata
dimostrazione
la

siderando
la

il

vescovo di Cartagine,che neli

in tal

forma

sino alla

conferenza voluta co' vescovi ariani,


causa

meraviglia,

niunoebbe
I-

nemici della fede sarebbero giudici e parte, nella

pi ardire di negarla;

ma

convenendosi
pre-

comune
s.

a tutte

le chiese,

del prodigio, equi valente a


la

un trionfo de
si

pertanto rispose
dali,

Eugenio
il

al re

demancristia-

fede sull'eresia, da' vescovi ariani


il

che siccome tutto


interessato in

mondo

se

partito di dire che

Eugenio l'avea
e
I
si

no era

tali

questioni, nelle

operato per via


il

di malefizi,

seguit

quali trattavasi de' primi principii della


lede, egli
lice

progetto della conferenza.

vescovi del

ne scriverebbe
tutti

al

Papa
i

s.

Fe-

continente dell'Africa edi tutte l'isolesoggette a' vandali,


si

IH capo cherebbe da

di tutte le chiese, e
i

convo-

trasferirono a Cartagiil

paesi

vescovi alla

ne pel giorno indicato, ch'era

i.di feb-

conferenza, dovendosi consultare quelli

eziandio d' oltremare.

Non

gi che

uou

braio 4^4- ^e furono prima fatti morire in quel maggior numero che fu possibile
sotto diversi pretesti,

ne rimanesse ancora

in Africa

uu nula veessi sotto

ma per

la sola
i

ragio-

mero
il

sufficiente,

per far trionfare

ne di togliere
lanti e

rit co'loro

lumi;

ma
,

essendo

buona causa pi zeilluminali difensori. Ne rimanevaalla

giogo de' vandali

avevano a temere
s

no per

troppi, perch

vescovi ariani a.

molto pi

degli stranieri
le

perse

stessi,
,

come per
za di
s.

loro greggi. Unnerico

beu
d'al-

lungi dall'aver riguardo alla rimostran-

Non* dimeno si die principio alla conferenza famosa di Cartagine, di cui in luoghi invessero coraggio di entrare in lizza

Eugenio, cerc all'incontro


siccome
dotti.

numerevoli

feci

menzione,

ma eglino mosA*
che
fi

lontanare quegli africani ch'erano considerali

sero mille cavillazoni per romperla.

Band

s.

Douatiu-

vendo

cattolici richiesto

fossero

V
saggi del popolo
vi

A N
almeno
i

V
piti

N
i

107

precenti degli arbitri, o che

fossero spettatori, insi

vece

si

ordin che
a' laici

dessero

oo

colpi di

bastone

omousiani die avessero


per dii

coraggio di trovarvisi, poich con questo

nome da Unuerico chiamavsmsi


sprezzo
gli

sembra che fossero conseguenza della trama gi combinata fra Unnerico ed suoi scismatici ed eretici vescovi; imperocch immediatamente eglifece recare nelle provincie un decreto gi steso innanzi tempo, vescovi orin vigor del quale, mentre
i

ortodossi, appellando

suoi a-

todossi trovavansi tuttavia in Cartagine,

riani veraci adoratori della divina natu-

furono chiuse in un giorno solo tutte


chiese
,

le

ra

Il

ttrm'meO/notisiano oOmousiasta

e dati agli ariani tutti


pastori",

beni di

dal greco liomu, insieme, e da usiti, sostanza, fu da' Padri usato

queste chiese e de'loro

applicanl'e-

anche prima del concilio generale di Nicea 1 del 320, per indicare in Ges Cristo la stessa natura e sostanza del divin Padre. Pel con*
tratta
gli

do

acattolici le pene

emanate contro

resia dalle leggi

imperiali.

Nello stesso

tempo

si

pubblic che
i

rano quelli

quali,

gli omousiani enon potendo prova-

ariani

inventarono

il

termine

re colla Scrittura la loro dottrina, aveva-

(Jmeusio, homeusius, dal greco homoios,


simile, e da usia, sostanza
le decisioni del concilio d'
;

no rotto

la

conferenza, e l'avevano cam-

per deludere

biata in sedizione col

mezzo

del popolo

Antiochia del

che avevano sollevato. A


re

363 (contro il
gli

conciliabolo del 344>' ncni

ariani per abolire la parola consustan-

ziale,

Omouson^Xa mutilarono dal simnegare la divinit di Ges Cristo, denotando con ci non essere
bolo
di Nicea) e

dar puqualche colore a tale imputazione con un'apparenza di moderazione e d' umanit, fu loro assegnato un termine per mefine di

ritare

il

perdono. Al

riferito col Bercastel,

per l'importanza dell'argomento ricordato nelle sedi vescovili d'Africa,

egli della stessa

natura del Padre (honn-

notando

sios t da homii, insieme),

ma

di simile nas.

vescovi esiliati in conseguenza della confe-

tura, contro
ture.

il

chiaro senso delle

Scrit-

renza diCartagine,aggiunger altre particolarit col 13utler,riporta te nella P'ita di

Per nel concilio iNiceno era stata condannata la loro eresia e proclamala la consustanzialit di Ges Cristo col divin Padre. Nella conferenza di Cartagi-

Eugenio vescovo di Cartagine e i suoi compagni confessori sotto i vandali. Nels.

la

conferenza

cattolici

deputarono o
1

fra

ne, intorno al

nome
si

di cattolici

che non

loro a parlare in

nome

degli altri. Girila


si

lasciarono di prendere nella loro confessione di fede,


rele; e

patriarca degli ariani,

assise

sopra

un
ri-

suscitarono grandi quefosse la

trono. Gli ortodossi ch'erano in piedi,

qualunque

modestia con
e

chiesero che

vi

fossero de' commissari in-

cui egliuosi apparecchiassero a soddisfarle, si


si

caricati di scrivere quello

che

si

direbbe

grid al tumulto e alla sedizione


gli

da una parte
vuto

e dall'altra;

ed avendone adi

corse a dire al re, che

omousiani per-

in risposta

che Citila eserciterebbe

turbavano tutto a fine d'impedire la conferenza, cio si opposero di conveuire e


quindi di sottoscrivere l'erronee proposizioni de' donatisti e degli ariani seguaci

quest'uffizio, essi

domandarono

nuovo

con quale autorit civile si attribuisse il grado e la giurisdizione di patriarca. Gli ariani non potendo uullaa questo rispondere, empirono tutta l'assemblea di schia-

de' loro errori,


alla

quali aveano proposto

conferenza stessa, ripugnandovi coi

mazzi, e ottennero un ordine di poter dare


ivi
1

stantemente
nere
tolici.
la

vescovi cattolici per soste-

00 bastonate

a tutti

laici cattolici

che

purezza della fede de'dogmi cat-

Tali gridi e calunnie degli ariani


le

erano presenti; indi Citila trov vari pretesti perch la conferenza non si avesse
a continuare. In questo
tolici

proponenti

condannate proposizioni

frammezzo cati

de'donatisti, contro la virt de'cattolici,

presentarono ima confessione di

f-

io8
de
la

N
si

V
appellano
8

N
viveri.

in iscritto, nella qiufle

al-

gialli, sia

d'amministrar loro de'


in

tradizione della Chiesa universale, ed


delle quali,

Perci si videro, secondo Bercastel, in nu-

era divisa in due parti; lai.

mero

di

600, per

la

maggior parte

che provava colla Scrittura la consustanzialit del Verbo, forma tutto il 3. libro
della storia di Vittore Vitense.

in un'et

avanzata, errare intorno alle


in-

mura

della citt, senz'asilo, senza ricol'

Non

si

ha

vero, esposti notte e giorno a tutte

pi

la 2.'

che conferma

la stessa dottri-

giurie dell'aria, e rnancunti di nutrimento. In brevissimo tempo ne morirono 88. Essendo un giorno il re uscito a caso, tutti quelli che potevano strascinarsi, gli si fecero intorno per procurare di mansue-

na cogli

scritti

de'Padri. Pare che questa


s.

confessione fosse stesa da

Eugenio; almeno Gennadio attribuisce a lui una congli

fessione di fede contro


riferita nella i.
a

ariani, cio la
lib.

parte dal Vitense nel

farlo.

Ma

egli

senza dare orecchio all'u-

citato.

Quando ne
il

fu fatta la lettura,
gli

mile loro domanda, a cui non rispose che

seppe male agli ariani che


prendessero

ortodossi
,

nome

di cattolici

bench

con guardi fulminanti, fece correre sopra di essi alcuni cavalieri della sua guardia,
che molli ne calpestarono sotto
loro cavalli.
i

questo loro fosse dato universalmente an-

piedi de*

che dagli

eretici,

come
la

s.

Agostino aveva

notato molti anni innanzi.


mici della Chiesa

Da

ultimo

ne-

Finalmente tutti vennero rilegati, insieme ad un gran numero di preti,

vinsero, e la confe-

nell'isola di Corsica,
i

come

dissi, e

con-

renza fu tutto ad un tratto rotta. Abbia-

dannati a tagliare

legni perla costruzioi

mo
ca,

nel

Ruinart

il

catalogo di tutti

ve-

scovi delle ptovincie ecclesiastiche d'Afri-

che intervennero a questa conferenza,


esilio.

ne delle na vi. Mentre vescovi esiliati viaggiavano per la loro rilegazione, si mostrarono pieni di giubilo per essere stali fatti
degni di soggiacere a obbrobri e igno-

e che furono mandati in


quella tliNumidia

Della pro-

vincia proconsolare o di Cartagine 5/f, di

25, dellaBizacena 07, della Mauritiana Cesarianai20, di quel1


1

la di Sitifi

o Silifense 44

c' e " a

Tripoli-

tana 5; di pi io di Sardegna e di altri


luoghi. In tutti

460

vescovi, de'quali
fra'

morirono a Cartagine
ricuperarono

tormenti
fuga,

88 28
fu-

la libert colla

46

rono sbanditi nell'sola di Corsica, e 3o3 in altri luoghi. Questo il computo che ne fa il dotto annotatore del dottissimo Bui ler. A.' 25 febbraio dello stesso 4^4

minie per Ges Cristo furono assalili da una masnada di uomini barbari, inviati da' vescovi ariani a spogliarli di quanto la piet de'fedeli avea somministrato pel loro mantenimento. Questa inumana violenza non li turb, anzi ciascuno cantava. Sono uscito nudo dal ventre di mia madre, e nudo me ne vado in esilio. Al Signore non manca il modo di porgere il cibo a! famelici e di vestire nel deser;

Unnerico con edillo che gi da lungo tempo andava meditando, ordin pi che mai una persecuzione generale, e per impadronirsi delle chiesede'cattolici e di quanto possedevano ne'loro paesi.
i

to gV ignudi. Di fatto il Signore ispir a due personaggi vandali cattolici il coraggio di seguirli nell'esilio, e d' impiegare

nel loro sov veni mento le copiose ricchez-

ze che possedevano.

Il

vescovo di Cartanel

gine

s.

Eugenio fu mandato

deserto quale odi

Senza indugio cacci da Cartagine vescovi che si trovavano congregali, dopo di aver loro tolto anche quel poco che aveano seco loro portato, senza lasciar loro n cavallo, n schiavo, e neppur abito da cambiarsi. Nello stesso tempo fu pubblicata una proibizione sotto pena del fuoco, sia d'allog-

di Tripoli, e posto sotto la

custodia d'Anil

tonio vescovo ariano furioso,


gni giorno inventava nuove

maniere
per
la

tormentarlo.

Il

santo riguardandosi

come
sua

una vittima
chiesa,

gi

consacrata

aggiungeva a'suoi tormenti le pi austere macerazioni. Perii luogo dormire sulla

nudi lena, coperto solamente

V AN
d'

VAN
paralisia

109

un sacco, contrasse una


suo persecutore
gli fece

che

contraeva l'impegno di conservarlo senza


macchia), con cui avea coperto Elpidiforo
all'

gli tolse
li

persino l'uso spedito della lingua,

bere per forza


si

uscir del fonte battesimale, e


le

un aceto violento, per


il

cui

credette che

teneva nascosti sotto


doli spiegali

sue

vesti.

che Aven-

santo vecchio perdesse la vita. Ma egli ne guari, e pi. lardi fu richiamato dall'esilio dal re Gu ut ha monti. Non avendo
il

pubblicamente, disse all'a-

postata, ch'era seduto

come suo

giudice:

Eccola

veste nuziale, che

ti accuser

al
ti

santo potuto dare


il

un addio
al

a'suoi

figli,

tribunale del supremo giudice , e che

trov
col

modo

di scrivere
si

suo gregge,

quale cos

espresse.

Vi domando

far irrimediabilmente precipitare nel" V infiammato pozzo di abisso, per tutta


l'eternit.

colle lagrime, vi esorto e vi scongiuro


in

Ti augurerai, sciagurato,

ma

nome

dello spaventevole giorno del

, e pel formidabile lume della venuta d Gesk Cristo, che rmanghiate fermi nella professione della fede cattolica... Conservate la grazia d' un solo battesimo e dell' unzione del crisma , n

giudizio

non sar pi tempo, ti augurerai questo sagro preservativo di cui ti sei spoglia* to da te stesso per vestire l'abito dell'ignominia e della maledizione. Elpidiforo impallid e non ebbe coraggio di rispondere.

Ma

nessuno oggetto
1

di edifica2 fanciulli

sia tra voi chi soffra di essere ribattez-

zione fu pi commovente, che

zato.

Tanto leggo

nel Butler,
s.

il

quale os-

di coro, distinti fra gli altri per la bellezza

serva, che ci diceva


gli

Eugenio, perch

delle loro voci, e che seguivano


sori nell'esilio.
Il

confes-

ariani, somiglianti in ci a' donatisti,


quelli che abbracil

loro talento svegli qual-

usavano ribattezzare
ciavano l'arianesimo,

che dispiacere negli animi degli ariani,che


loro corsero dietro a fine di ricondurli.

Dopo

il

che gi rilevai. vescovo, fu bandito con una proil

Ma

porzionata barbarie tutto


tagine,

clero di Car-

composto pure di pi. di 5oo persone, il che ci d un'idea dello splendore di questa chiesa primaziale dell'Africa

que'generosi fanciulli non vollero abbandonare santi loro maestri; si attacca* vano alle loro vesti, si lasciavano percuoi

tere a graudi colpi di bastone; sfidavano


le

spade ignude da cui erano minacciati

auche ne'giorni
Tutti

di

sua

fiera persecuzione.

da' chierici e da' vescovi ariani, ministri


ili

i vescovi ariani sempre pi divennero crudeli persecutori: percorrevano le

sangue e

di terrore, e

che molto pi

citt, lasciando

dovunque
i

tracce della lola

somigliavano a'soldati o a'caruefici, che a'sacerdoli del Signore. Furono finalmente'

ro barbarie, ed adoperando

violenza
lo-

slacca ti per forza e ricondotti a

Car-

per ribattezzare

cattolici, e

facendo

tagine,

ma non

si

pot sedurne uno solo


i

ro provare ogni sorta di mali trattamenti,

senza distinzione n di et ne di sesso.


la loro

con tutte le carezze e cattivi trattamenti che alternativamente furono impiegati.

Gli apostati distinguevansi fra loro tutti

inumanit verso gli ortodossi.lt diaconoMuritta,ch'era un venerabile vecchio, si segnal con un istraordiuario coper
raggio.

Lungo tempo dopo formavano tuttavia


nando insieme
Iodi di Dio.

la
la

persecuzione

essi

consolazione e la

gloria della chiesa dell' Africa, soggiora Cartagine e cantaudo le


la

Avea
il

egli

tenuto a battesimo

l'a-

Tutta

provincia venerava

postata Elpidiforo o Elpidoforo, ch'erasi

questi
stoli.

1 confessori,

come altrettanti apoin

mostralo

piardente de'peisecutori, pritrasse

Fra' vescovi che

questa persecu-

ma

della partenza de'cattolici per l'esilio.

zione furono banditi, Vigilio di


rese celebre co'suoi
scritti. II

Tapso

si

improvvisamente paunilini (cio l'abito bianco detto Chrismale } usato, uella ceremonia del batteAllora

Munita

timore d'involont

asprire
di dare

persecutori, unito alia

un maggior corso
gli fece

e credito alle
il

simo,

emblema

d' innocenza,

per cui

si

sue opere,

nascondere

suo no-

no

VAN
filinoil

V A N
di

me, e prender quello de'padri pi si, come s. Atanasio e s. Agostino,


ignoranti com'erano
i

che

poteva benissimo osare fra bai bari cosi


vandali. Dice Rercastel, gli viene perci

risparmiarmi la vergogna della mi' dita. Tanto bast perch fosse trattata con maggior indegnit dell'altre. L'alzarono
le

Sopra

loro teste, per darla in ispetta-

con ragione

attri-

colo ad ogni parte.


rar

Ma Dionisia

buito
rora
sio.

il

Simbolo

(/"'.)
il

che porta oggi au-

dosi di tutta la risoluzione che


la

armanpu ispi-

comunemente
Sebbene

nome
che
fa

di

s.

Atanapi

buona

coscienza, disse a'medesimi:

egli stesso
scritti,

avverta in molti
parlare
i

Ministri dell'inferno, ci chefate per mia


confusione, tosto che, lo soffro mio mal-

luoghi de'suoi

grandi personaggi per dare un maggior


peso alla verit; tutta volta questa pia fro-

grado, non pub volgersi che in mia gloria.

senza fare attenzione ne allo sta-

de non ha
efletti.

lasciato di
la

Oltre

produrre dannosi confusione che n' venuPadri, sembra che


i

lo in cui trovavasi,

ne

a'ruscelli di

sangue

che scorrevano da tutte l'ignude sue


bra, esort
i

mem-

la sull'opere di molli
la
ri

gli altri

martiri a disprezzare
si

medesima abbia autorizzalo


a spargere
le

novato-

dolori a'qualiessa

loro invenzioni a favore

le.

Al giovinetto

figlio

mostrava insensibiMaiorico, il quale

de'norni pi rispettabili. Vigilio recossi dipoi a Costantinopoli, ove trovandosi in


li-

sembr non meno spaventato che intenerito, g' ispir

lanto coraggio co' suoi di-

bert

scrisse, l'eresia

senza tutte queste finzioni,

scorsi e co* suoi

esempi, che fedelmente


Allora
la

contro
la

d'Eutiche, e questa

la so-

consum il suo martirio.


lui

santa di

opera
porta

di tale
il

vescovo africano,

la

quasi

madre, a cui
vita

persecutori lasciarono
la
il

le

suo nome. La persecuzione

una
di

meno

desiderabile che

morte,

estese in Africa dalcleroal popolo.


i

Anche

rese grazie a Dio, abbracciando

corpo

prima che vescovi fossero condotti in esilio, Unnerico ordin in tutta l'estensione del suo dominio che non si rispar,

con maggior affetto che se fosse slato vivo, e il sotterr in sua casa a fine di orare continuamente sulla sua
suo
figlio

miasse alcuno di quelli

quali resistessela

tomba. Parecchie
le

altre persone,

della

ro a'suoi empi voleri, qualunque fusse

sua famiglia che straniere, soffrirono per


sue esortazioni una morie accompagnata da crudeli tormenti: di questo uu-

loro et, sesso o condizione. Di questa in-

numerabile moltitudine, colla quale non si osserv alcuna forma giudiziaria, alcuni furono impiccati,
le
altri

mero furono Dativa sua


ta la

sorella, e

il

me-

consegnati ali

dico Emilio suo parente. Si conserva-

flamine, infiniti perirono sotto

colpi

memoria

d'un' altra eroina, Dagila


re, e

di bastone,si spogliarono vergognosamente le

moglie d'un coppiere del

che avea
il

donne, e per preferenza quelle

di no-

gi pi volte confessata la fede sotto

bile nascita, a fine di tormentarle in quella

regno precedente. Non era essa


licata di Dionisia, ci

meno
le

de-

africani di quel

maniera ch'era loro pi sensibile. Gii tempo non erano pi ormai quelle oscene e licenziose persone, la
cui corruttela faceva orrore a'primi vandali che
lesti
li

non ostante dopo


verghe
e deser-

aver sofferto

le flagellazioni e

venne

esiliata in

un luogo arido

soggiogarono

castighi ce-

ne aveano fatto uomini interamente


di cospicua nobilt e di rara bella

non poteva ricevere da alcuno ne soccorso ne consolazione. Ma abbandonando essa per s bella causa, figli mato, in cui
,

nuovi, puri e perfetti cristiani. Dionisia,

rito e

quanto avea

di
al

dama

vata tanto dalla fede

pi caro, fu solledi sopra della sua


l'of-

lezza, a cui

verecondia era molto pi


a'persecutorkFtftei

natura le debolezza,che ricus persino


ferta d'essere trasferita in luogo

cara della

vita, disse

meno in-

mi pur

soffrire tulli

tormenti

che.

vorsi

rtlej la sola grazia che vi

domando

comodo. Vittoriano, governatore di Cartagine, l'uomo di Africa il pi fortunato,

VAN
e che godeva
In

V AN
stri sforzi?

ut

pi intima confidenza del

Ognuno, ben lungi dal con-

re, sagrific alla sua religione tulli questi

vertirsi

alla nostra religione, invidia la

Vantaggi. Rispose a quelli che l'esorta-

sordidi coloro che V insulta no. Nella Ma uritiana Cesariana lo zelo della vera fe<le

vano per parte

del principe a

farsi

ri-

battezza re: Nella Cicsa cattolica io so-

fu cos generale, che quasi lutti


tanti di
si

gli

abi-

no stato rigenerato per la vita eterna; ma quando anche non fossi certo d'una cos magnifica ricompensa, come quella che aspetto dopo questa vita, non vorCreatore , il quale mi ha fatto conoscere luttoci che dello alla sua infinita bont. Unnerico
rei essere ingrato verso
il
gli

Tipaso passarono

nella

Spagna,

esiliarono volontariamente, piultostoin cui gli a-

ch rimanere in una chiesa,


riani

aveano recentemente
I

stabilito

uno

de'loro vescovi.

pochi che rimasero, at-

tesa l'impossibilit d'imbarcarsi, resistet-

tero generosamente ad ogni mezzo di se-

fece soffrii e lunghi e rigorosissimi lor-

duzione. Perci
le
la
,

il

re sped col

un

coli-

inentij senza the


la

mai

gli

potesse strappar

con ordine che a


la

tulli fo>se tagliata

minima parte

di sua corona.

Secan-

lingua e

mano

destra.
la

Ma

sebbene

te,

uomo

di nobile condizione, della cit,

fosse loro slata troncata


alla radice,

lingua fino

t di

Subuibio
,

dopo

pesantissimi colpi
di

pur luttavolta continuarono

di

bastone

soffr

mille raffinamenti

a parlare; e resero alla virt dell'Altis-

un'inaudita crudelt. Veniva egli

solle-

vato col mezzo d'alcune carrucole, poi ad

sa

simo una testimonianza tanto pi glorioquautoch questa nulla doveva alla


,

un

tratto era

abbandonato per

farlo ca-

natura. Parecchi di questi meravigliosi


confessori
si

dere con tutto il suo peso sopra il pavimento;e perlungo tempo si rinnov quest'operazione, ad imitazione di quella dell'arte.

ritirarono a Costantinopoli,
l'accoglienza che merita-

ove ricevettero
vano. Gli
vincie,
altri

si

sparsero in diverse pro-

Siccome tuttora

egli respirava, fu

strascinalo per vie scabre, e straziato fin-

portando per tulio questa prova permanente dell' onnipotenza divina di


vi

th

vi lasci la vita
la

con pietre

taglienti,

Ges Cristo, dimodoch mai non


po

fu

dimodoch
de,

pelle orribilmente pentle-

prodigio meglio a vverato. Dice va nel temstesso dell'avvenimento lo storico Vit-

vagli da'fianchi e dal ventre.

A Tambaicarnefici a
essi

due

fratelli

pregarono

tore vescovo di Vita: Se alcuno avesse


difficolt di crederlo,

tormentarli insieme. Furono


in alto per tutta
se pietre a'

sospesi

vada

costui alla

una giornata, con grospiedi. Uno de' due domand


ir grid:
il

nuova Roma , ove udir Reparalo suddiacono parlare in una maniera facile
e perfettamente articolato , sebbene gli

riposo,

ma

l'ai

Begli dunque
S, io sar

questo, fra tei mio,

giuramento die me-

sia slata strappala la lingua.


losofo platonico

Ed

il

fi-

co hai fatto

a Ges Cristo?

te. stesso , e fra pochi denunzierb al formidabile tribunale. Queste parole gli resero il primo coraggio; e carnefici tornarono con

testimonio contro
li

va

in

Gaza, che viveCostantinopoli, soggiunge: Fa di


di

Enea

momenti

mestieri piuttosto stupirsi, che Reparato e molli altri che ho conosciuti, vivano tuttavia dopo una s barbara esecuzione, perche continuano a parlare. Lo

nuova rabbia

a tormentarli

ambedue.Fu-

rono per lungo tempo applicale le lamine ardenti, e le loro membra ad uno ad uno lacerarono con unghie di ferro. Ma un momento dopo pi non appariva su' loro corpi alcuna traccia delle torture. Finalmente carnefici stanchi, li cacciarono diceudo: che giova n eglino i oi

storico

Procopio e
il

il

conte Marcellino atfatto,

testano

medesimo
il

come

testimodi es-

ni oculari:
si

.
i

aggiunge, che due

essendo caduti in un peccalo d'impuriperdettero all'istante T uso della pa,

t,

rola

di

Giustiniano

che aveano fino allora goduto. I, in una costituzione impe-

112

VAN
d'aver
i

VAN
abbiano trovato molta compiacenza rjue' nemici insultatori dell' umanit. Sospendevano essi confessori a corde attaccate alla

riale, spedila nell'Africa, testifica

-veduto le stesse meraviglie in alcuno di


questi confessori, che ancora viveano al

suo tempo. Sopra tale miracolo portentoso fu pubblicato nel 17 66 in Parigi ed a

cima delle

case, e

si

divertivano a

spingerli in aria, e talvolta ancora contro


le

Rovergue il libro: LaReprovata da un solfatto. Sette monaci del territorio di Capso soffrirono in una maniera che non quasi meno degna di osservazione. Veniva reputato come un gran trionfo nella setta ariana il guadagnare ad essa de' monaci;
Villafranca di
ligione cristiana

muraglie, in cui

si

spezzavano

la testa

le

membra. Nessuno
la

era risparmiato, al-

lorch professava
pericolo che

vera fede, fosse pure


Il

romano, africano o vandalo.


si

pi lieve

corresse era

l'esilio,

pene

pecuniarie eccessive, con incapacit di fare o di ricevere alcuna donazione, colla

perci questi furono

fatti

venire a Carta-

privazione delle cariche anco per


ziali della

gli ufli-

maniera, fino ad assicurarli deli. "grado di favore presso il monarca. Ma eglino si mogine, e tentati con lusinghe d'ogni

casa del re, e pe'grandi anche

pi ragguardevoli della nazione. Fu per veramente cosa mirabile il vedere, che

strarono

inflessibili

e tutte le carezze

si

cambiarono

in furore.

Dopo

d'

aver ad

essi fatto soffrire


,

lunghe e fin allora inauUnnerico fece riempire di dite torture legna secche un vascello, a cui furono attaccati martiri con ordine di condurli in ulto mare, e di mettere quindi il fuoco alla nave. Tutto venne esattamente esei

mentre Unnerico f>ceva ogni sforzo per corrompere cattolici e tirarli alla sua empia setta, molti di quegli stessi vandali, abbiurato l'arianesimo, abbracciarono
i

e costantemente professarono la fede cattolica, fino a soffrire

con generosa intre-

guito;

ma

il

fuoco
si

si

estinse subito, e per

pi crudeli tormenti. Imperocch avendo s. Giovanui Evangelista veduto un'immensa turba di confessori e
pidezza
i

quanti

sforzi

facessero,
Il

non pot mai

di martiri,

composta
il

di tutte le nazioni,

pi liaccendersi.

re confuso, ordin che

che sono sotto

cielo, era ben conve-

fosse loro spezzata la testa a colpi di re-

mi, eche loro corpi venissero gettati neli

niente, dice Vittore di Vita, che anco la nazione de'vandali non fosse esclusa dal

l'onde, le quali nel

punto
li

stesso, e

conri-

mietere palme e corone per

la
s.

confessio-

tro l'ordinario corso,


va.
11

recarono sulla

ne della fede. Invano Papa


scritte all'

Felice III

popolo

li

port rispettosamente

al-

imperatore Zenone per inte-

la citt,

cantando inni, poi decret loro onorevole sepoltura. Egli impossibile il


i

ressarlo alla deplorabile sorte degl' infelici

fedeli dell'Africa,

con pregare Unne-

descrivere tulli

generi di tormenti, e
i

il

rico a
sa

numerare
la

tutti

martiri e confessori deld'

non pi incrudelire contro la Chieafricana. Zenone mosso dalle caldei-

persecuzione vandalica

Unnerico.

stanze dell'afflitto Pontefice,

mand
la

in

Trovavansi vestigia della sua crudelt anche lungo tempo dopo tutte l'esecuzioni.
In ogni parte incontravansi persone che

ambasceria Vrano
dalo,
delt.
stesso
Il
1'

in Africa al feroce vandi

onde tentasse
impero e
la

mitigarne

cru-

tiranno per insultare nel tempo


religioue cattolica,

aveano

tagliate le orecchie
gli

il

naso, o a

cui erano stali strappati

occhi; altri se

fece circondare di carnefici le strade per

ne vedevano senza piedi e senza mani ; e in molto maggior numero erano quelli che aveano tutto il corpo contraffatto, le spalle slogate in una maniera mostruosa,
e pi alte della testa;
il

che lunghesso
li,

cui l'ambasciatore doveva passare ; non tali vie fece alzare patibo
palchi, eculei e con vittime; spettacolo

orribile per togliere a

Vrano

e a chi
il

in-

un barbaro giuoco,

nel

che derivava da quale sembra che

viava ogni speranza di calmare

suo o-

dio terribile ed implacabile.

Ma

iu

man-

V
terra,
servi.
il

A N
la

n3

canza e per l'impotenza de'principi della


cielo

vendic l'ingiurie de' suoi


e ardente aridit, segui-

Una lunga

ta dalla

fame, quindi dalla peste, desol

aveano domato l'impero d'occidente, passavano l'intere giornate immersi in bagni profumati ovvero al teatro: i loro vestiti rano tesferina fortezza, colla quale
suti d'oro e di seta; alle loro

tutte le contrade dell'Africa che ubbidi-

vano a Unnerico. Finalmente questo moche avea perseguitato la Chiesa con l'i i dicembre 4^4 m se " ramen te mori d'una malattia di corruzione: il suo corpo era pieno di vermi, un bulicame di essi,da'quali essendo vivo divorato cadeva a brani, e per gli orribili dolori che soffr si lacer la lingua e gli altri membri co'denti. Secondo la cronaca di s. Isidoro, egli vomit le sue viscere come l'eresiarca Ario. Non ebbe neppure la consolazione di lasciare il trono a suo figlio llderico, nato da Eudossia, sebstro

gavano
in citt

il

lusso pi ricercato; essi


in

mense spieavevano
abi-

ed

campagna magnifiche
la loro

tanta crudelt,

'

tazioni e deliziosi giardini. Gli spettacoli

ed

tornei

formavano
la

pi seria

occupazione, e
vaglio. Essi

caccia l'unico loro tranella

godevano
l'arte

maggior sicu-

rezza de'loro conquisti, e trascuravano per

conseguenza

militare,on giudican-

do d'aver nulla
no.

in seguito a

temere davandali a-

gl'imperatori d'oriente,

ma

s'ingannaroi

Con

valicare nell'Africa,

bene a questo fine avesse sparso tanto sangue illustre.Dappoich suopadreGenserico, nella vista di dare al suo popolo pi saggi, avea stabilito che si principi porrebbe dopo di lui sul trono quello de'
i i

veano a poco a poco perduto quelle prerogative che narra Salviano di Marsiglia, solo perseverando nell'ariana empiet.
di

Gunthamond o Gontamondo, figlio Genthon, come pi maturo perci


il

pi atto a portare

peso della corona,


vescovi

subito successe al malvagio sito zio. Ben-

suoi discendenti che fosse

il

pi provetto

ch ariano, nel
esiliati, in

4$5 richiam
s.

di et, senz' alcun riguardo alla linea di

uno
;

Eugenio

in Cartagine,
le

primogenitura, e ci a perpetuit Con questa falsa politica egli riemp la sua casa d'assassini.

e da lui pregato fece riaprire


de' cattolici

chiese
i

permise pure a

tutti

preti

Unnerico per

far

cadere la

di ritornare dal
le

luogo del loro

esilio.

Cos

corona sopra suo figlio lldicat, nato dala la moglie e sceso innanzi lui nella tomr .

desolate chiese d'Africa goderono

un

ba, fece trucidare suoi fratelli e loro


i

figli

poco di pace e di respiro. 11 capo della Chiesa universale s. Felice IH, volendo
guarire
le

maschie pare che


si

il

nipote che

gli

successe

piaghe di quella dell'Africa,

fosse salvato colla fuga.

Ebbe pure due

altri figli,

Oamero ed Evagele o Evage. Unnerico disprezzato dagli stranieri, deteil

con salutare rigore modificato dalla dolcezza, tenne a quest'effetto in Roma u


concilio nel

marzo 487, per

la riconci-

stato da'sudditi, lasci


le stato di

suo regno in tai

liazione di quelli eh' erano caduti nella

rifinimento che

suoi succes-

breve

ma

tra le pi crudeli persecuzioni.


italiani, e

non poterono rialzarlo. Egli procur di tenersi amico l'imperatore d'oriente quando eragli utile, e cedette per un canone annuo la Sicilia ad Odoacre
sori

Vi

si

trovarono /\o vescovi

76

preti

ammessi per una

speciale conces-

sione alle funzioni di giudici.


il

Malgrado

re degli Ertili (/^.),

il

quale

alla

sua vol-

grande numero de'cattolici, i quali soffrirono con tanta splendida edificazione


e mirabile costanza, ve n'era tuttavolta
fra' preti e vescovi, r quaerano lasciati ribattezzare. Per la riparazione de' loro falli, dal concilio verili si

ta eslinse l'impero d' Occidente, se l'Italia in

ed eres-

regno

al

momento che cess


i

parecchi anche

Procopio rappresenta vandali come un popolo il quale dopo la morte di Genserico s'era abbandonato a tutdi farne parte.
te le

nero loro imposte


nitenziali.
1

le

seguenti regole pei

mollezze e

le volutt. Essi

perduta

vescovi,

preti e

diaconi

voi. Lixivirt.

Iwiemaflfc, rat.

,,4
e soltanto
alla

VAN
mava
le lettere.

VAN
Da
principio per indurla

sa ranno penitenti per tutta la loro vita,

morte riceveranno

co-

rei cattolici nell'apostasia per abbracciare l'arianesimo, non adoper che la seduzione delle ricompense, e l'esca degli

munione
sta
i

laica. Gli altri fedeli, chierici

inferiori, religiosi

o secolari, faranno, giutro-

canoni di Nicea, 12 anni di penitense

onori e delle grazie;

ma

scorgendo

il

poco
ri-

za

ma

prima

di questo termine

si

successo de' suoi artifizi, divenne furi-

vano in pericolo di morte, non lasceranno di ricevere l'assoluzione. G' impuberi saranno per qualche tempo tenuti sotto la imposizione delle mani, vale a dire nell'umiliazione della penitenza: dopo di che verr loro resa la comunione, per ti*

bondo

e
i

non mise
supplizi.

altro in opera che

gori ed

Cominci

la 4-*

per-

secuzione vandalica,
pali, nel 5>o4, e

21/

tra le princila

dur quanto

domina-

zione di
circa

Trasamondo, per lo spazio di 27 anni. Avea simulalo con frode

more che

la fragile

loro et

li

faccia ca-

sovente moderazione, parve talora proteggere la buona causa,


casioni us di tutto
il

dere in nuove colpe, nel corso di un trop-

ma

in altre oc-

po lungo esperimento. Se ricevessero per troppo presto l'assoluzione, nella circostanza per esempio d'una pericolosa ma-

suo potere per op-

primerla. Questi cambiamenti dieronoa

conoscere
gere

lui

non

essere sincero nella sua

dopo ricupereranno la salute, non comunicheranno co' fedeli che nella preghiera, finche non sia spirato il tempo
lattia; se

condottagli che egli non meritossi di giunal

conoscimento della
la

verit.

Per-

seguit anzi quelli che


fece da' suoi giudici

difendevano, e

prescritto in i. luogo alla loro penitenza.


zati
1

chierici inferiori

laici

ribattez-

per la forza de' tormenti, non faranno che 3 anni di penitenza ; ma nessuno di essi verr ammesso al ministero ecclesiastico,

condannare s. EuLongino e Vindemiale vescovo di Capsa a perdere la testa. Vindemiale mor sotto la spada ; s. Eugenio fu condotto al luogo del supplizio, e sempre
genio,

come nettampoco generalmente che saranno stati battezzali fuori della Chiesa." 11 che per deve intenderquelli
si

di que'casi, in cui la forza non escluda qualunque grado di volont, e ne'quali siavi sempre qualche libert nella colpa.

protest che amava meglio perder la vita che abbandonar la fede della Chiesa ; fu poi ricondotto a Cartagine, donde venne mandalo in bando a Liuguadoca,ove do-

minavano
degna e
tra' quali

gli

ariani visigoti, ed ivi

mor

santamente. Trasamondo rileg in Sarin altre parti

Tali sono

principali regolamenti del


il

si-

ben 225 vescovi,


fece

nodo romano,

quale soggiunse, che pei

S.Fulgenzio vescovo di Uuspa,


la

casi straordinari,

non preveduti,

si

avr

celebre per

sua dottrina e piet

cura di consultare la s. Sede. I mori sotto il regno d'Unnerico s' erano impadroniti
di

nuovamente chiudere le chiese de' tolici, affinch non vi celebrassero


vini misteri, vessandoli in ogni

cati

di-

Monte Aurase

mondo si
s

Numidia. Gontaaccinse a discacciameli, ma con


nella
si

maniera;

e finalmente sparse
ecclesiastici e

il

poco successo ch'essi

resero padroni

s laici, s

sangue di molti s uomini che don-

di tutta la costa d'Africa

da Cadice sino
soffri la

a Cesarea.

Qualche persecuzione

Chiesa africana sotto


registrata nel

di lui, poich la
' '

trovo

4g4 come

a 2 -' tra e per-

secuzioni principali.

Questo re mor
il

a'2

settembre 4<)6- Gli successe


sperare un regno dolce e
felice

fratello

Papa s. SimJ maco, che ogni anno mandava a vescovi africani esuli denaro e le necessarie vesti, consolandoli con affettuosa lettera. Bench per mancanza di chi registrasse in particolare il loro glorioso nome e ne
ne. Si legge nella vita di descrivesse
sia
lit
i

Trasamondo o Trasimondo. Egli


:

faceva
fat-

trionfi,

ben

ignoto

il

numero,

tranne alcuni pochi, il merito e la quaessi

to della persona, generoso e di spirito, a-

de' loro patimenti,

per sono noti

VAN
Dio che gli ha confortati colla sua grazia e gli ha coronati con una gloria immollale nel cielo. Il matrimonio di Trasamondo con Amalfrida o Amalfredda sorella di Teodorico il Grande, lo rese padrone di Lilibeo nella Sicilia. Egli visse in pace coli' impero e mor nel maggio 52 3 dal dolore che gli cagion una grau sconftta della sua armata vinta dai mori di Tripoli, e bench questi iu mio quel

VAN
ne contro
i

n5
i

cattolici e
i

richiam

loro ve-

scovi, per cui tosto

cattolici di Carta-

gine elessero a vescovo Bonifacio. Tor-

Sardegna in Africa vescovi, furono ricevuti con onorevoli incontri di lumi e rami d'alberi in mano da'popoli giubilanti. Nondimeno la pace non fu perfettamente resa alla Chiesa africana, che
nati dalla
i

nore numero de' vandali, del cui numero immenso pochi tornarono alle proprie
case. Allorch

dopo il conquisto di Belisario. Uderico mancava di valore, qualit che brillava fortunatamente in suo fratello Oamero,
che rese segnalati i principii di questo regno, nel comandare le armate contro i mori, e riport delle vittorie che gli meritarono
il

Cabaoue governatore o
seppe che
i

prefetto di Tripoli

vandali

P andavano ad assalire,
sagace,

come

valoroso e

titolo di

Achille dei Vandali ;

comand

a'

mori

di astenersi

da

ogni ingiustizia, da' lauti cibi e da' piaceri sensuali. Inoltre ordin, che se
dali avessero profanato le chiese,
i

vanla

dopo

loro partenza

si

onorassero

in
il

ogni guisa;

imperocch,
stiani,quale
le

diss'egli, se
si

sar

Dio de'cri-

descrive, ogni ragione vuo-

che castighi gP iniqui die l'offendono


fatti gli

e aiuti quelli che lo servono. In

empi

contaminarono e oltraggiarono in varie guise le chiese che cattolici avevano nelle ville, e ne maltrattarono ministri; indi partiti, que'di Cabaoue le nettarono dall' immondezze, vi fecero grati profumi, ne venerarono sacerdoti e dierono limosine a' poveri. Dio li rimuner: schierato l'esercito conariani
i i
i

compitamente battuto e quasi tutta la sua armata peri nell'azione.Questa sconfitta eccit gravi mormorazioni tra' vandali, fomentate dagl'irritati ariani, che spargevano essere Uderico ligio alla corte di Costantinopoli. In breve, l'apparenze d'una guerra co' goti d' Italia, cui Uderico avea offesi privando della libert, sotto colore di cospirazione, ed Amalfrida vedova di Trasamondo e sorella del grande Teodorico, porsero a Geli mero, figlio di Glaride, nipote di Gentone nato da Genserico, l'occasione di far palesi gli ambiziosi progetti cui covava da lungo tempo. Giovandosi del malcontento de' vantali

ma dopo

insigni trionfi, rest

dali

per impadronirsi del trono di cui era

tro

Cabaone lo sconfisse con grandissima uccisione. A'24 ma S8' ^23 successe al cugino Trasamondo il re IIi

vandali

erede presuntivo, sedotti merc false insinuazioni principali tramandali, s'imi

padron della persona


suoi fratelli
in prigione
fiziali
fatti

d' Uderico, e dei

derico figlio d' Unnerico e di Eudossia in et avanzata, che dopo


la

Oamero ed Evage,
;

li

tenne
gli uf-

morte del pa-

quindi trucidare

dre erasi rifugiato a Costantinopoli e vi era lunga mei te rimasto. Prima di mo-

pi affezionati al loro legittimo

principe, allora
le

non trov pi

ostacoli al-

promettere con giuramento da Uderico, che stando in trono non avrebbe riaperto le chiese dei
rire
si

Trasamondo

fece

sue mire. In questa guisa venne detro-

nizzato Uderico nell'agosto

53o, e Gelilui
si

mero pi prode
in possesso della

e risoluto di

pose

cattolici,
silio,

n richiamato vescovi dall'ee n restituito loro i privilegi. IIi

monarchia de' vandali nell'Africa, de'quali fu l'ultimo re. L'imperatore d'oriente Giustiniano
la
I

derico per non violare


nistrazione del regno,

il

giuramento

e-

intesa

storto da lui, prima d'assumere l'ammi-

disgrazia d'Ilderico, di cui era amico,

onde eluderlo, im-

fece la pace co' persiani per rivolgere le

mediatamente

fece cessare la persecuzio-

sue armi eoo altra guerra punica contro

ii6
l'Africa, lo

VAN
quale da Cartagine
in fuori

VAI*
mura, per
a-

Ir va vasi senza fortezze e

verle smantellate
africani
I

vandali, acciocch gli

vandalo sconfitto e disperso. Gelimero che si lusingava tenere in pugno la vittoria, impaurito per la morte del fratello,

non

si

ribellassero, e perci

non

abbandon l'impresa
le

di

combattere

io te va nsi

a lungo difendere Prima di


I

g'

imperiali, ai quali cos die

tempo
i

di

lutto,

Giustiniano

mand
l'

Gelimelo

riunire
dali.

loro forze e piombare sui van-

dell'ambascerie e lettere perch liberasse

imperatore incaric Belisario delia guerra d'Africa, il quale la trasse a termine in capo a due
llderico,

ma

invano. Allora

nesi sdegnati della

Gelimero datosi alla fuga, cartagimorte d' llderico aprile

rono

porle della citt a Belisario, acla

cesero per ogni parte lumi e tutta


te fuochi di gioia, rifugiandosi
i

not-

anni col conquisto di lutto


sotto
il

il

paese ch'era

vandali

che

in Sicilia^ in

e sulle

Africa Sardegna^ in Corsica spiagge d' Italia. Gelimelo non


flotta, d' assai su-

dominio

de' vandali s in

restativi nelle chiese per salvar la vita. Il

valoroso e lutulentissimo Belisario

non
di

permise che
notte, per

l'esercito vi entrasse quella

seppe valersi della sua


cit di

non dare occasione a'soldati

periore alla nemica per

numero

e capa-

saccheggiarla e distruggerla. Indi Geli-

manovre, e
a' lidi

lasci

che Belisario

sbarcasse

africani

senza impedi-

mero, insieme col fratello Zanzone che avea richiamato dalla Sardegna, fece ogni
preparativo per assediare Cartagine.

mento, forse sprezzando il pericolo, perch poteva contare su i5o,ooo armati, sebbene molti parteggiavano per llderico.
Avanzatosi Belisario nel paese dell'A-

Ma

uscitogli incontro Belisario coll'esercilo, lo guerreggi e vinse, nella battaglia di

mostr tanto giusto, che gli ai romani dell'esercito come amici .somministrando loro spontafrica,
si

fricani trattarono

Tricameron: Zanzone vi rest morto, e Gelimero fugg nell'alto e aspro monte di Papua nella Numidia, mentre altri vandali
si

rifugiarono nella

montagna d'Avi

neamente
ratore, e
I

le

vettovaglie a conveniente

brida nella Mauritiana e


za.

presero stan,

prezzo, per riguardarlo

come
due

loro libe-

Assediato Gelimero da Pharas

spe-

molto

di

pi

il

clero cattolico.
volte
i

dito da Belisario,

dopo 3 mesi
si

vinto dalla
-

suoi capitani vinsero

vanil

fame

e da' disagi

arrese, e fu poi con


il

dali,

per cui Gelimero fece uccidere llderico co' suoi compagni. Arrivata

re

dotto a Belisario in Cartagine,

quale lo

l'ar-

mala imperiale

alla vista di
vigilia di

Cartagine
s.

condusse prigione a Costantinopoli, terminando il regno e la dominazione dei


vandali nell' Africa. Belisario s'ingegn
di frenare
i

a'i5 settembre 534,

Cipria-

no

gi glorioso vescovo della


i

medesima,
li

suoi soldati vincitori, rispari

piena di fiducia attacc


santo col suo sepolcro,

vandali, e
il

mi

d' inveire sui vinti, protesse


li

vandali

cacci da Decimo, ov'era


il

tempio dei quale purifica-

ricovratisi nelle chiese, e poi

sparse ove
la

non potevano

far

danno. Rice vette

som-

rono e ornarono, celebrandovi la festa con grandissima quiete e solennit. In


tal

missione delle reliquie de' vandali, e dei


capi delle provihcie che loro aveano ubbidito sia in Africa e sia nell'isole del

guisa celebrarono
,

il

trionfo avanti la

Me-

finale vittoria

la

quale con manifesto

diterraneo. Gli stessi principi mauritaui


si

divino aiuto ottennero gl'imperiali co-

recarono a

fargli

omaggio,
l'

e de'loro do-

mandati dal general Pbaras croio d'ordine di Belisario. Ammatas fratello di Gelimero, recatosi a Decimo, si affront eon Giovanni prefetto del pretorio, condottiero d'

mimi riceverono

investitura imperia-

le a mezzo d'uno scettro, d'una tocca o drappo ornato di lamine d' argento, o di uu mantello bianco o d'una breva tunica

una parte

dell'esercito

rest

di

pi colori e alcuni nastri a oro. Cos nel


e nel

morto

Dei combattimento, e l'esercito

533

534 ebbe

fine ia

potenza dei

VAN
vandali in quella regione, che avea durato io5anni. Si calcola, che due auui della guerra sieno
le

VAN
quali Giustiniano
1

117

fece portare di pre-

negli ultimi
periti oltre

sente alle chiese di


schiavi del trionfo
stito di
i

Gerusalemme. Fra gli uno era Gelimelo vetutti


i

cinque milioni d'uomini ; e dice Procopio, che allora l' Africa si fece talmente
deserta che potevasi viaggiare per intere

porpora, e

parenti suoi, e

vandali maggiori di persona e di forma


Il

giornate senza incontrarvi un solo vivente.

molto ragguardevoli. vedendo l' imperatore


ripensando
le

qua! Gelimero

in

un

aito soglio e

Quel testimonio

di

veduta stupisca
quanti erano

proprie sciagure non pianse


in altra guisa,

come cinquemila
i

forestieri,

n lamentassi

ma disse

sol-

soldati a cavallo che seguirono Belisario

tanto quelle parole della Scrittura (gi

(altri

dicono

in tutti

i5,ooo uomini, fra*


la flotta),

quali eranvi eruli, unni, traci e isauri, oltre

pronunziale da Salomone): Vanit delle vanit j e tutto vanit (anzi si narra,

20,000 di mare per


s

distrug-

che quando fu presentato a Belisario

gessero in

breve spazio

di

tempo, e con
il

in Cartagine, die in

uno

scroscio di risa,

tanta agevolezza riducessero al niente

regno vandalico
chezze e
fioriva.
in

di Cartagine,

che in

ric-

o fosse dissennato dalle sventure, o meditasse la futilit delle grandezze mondane); e di subito egli e Belisario, cos ordi-

grandemente Tutto per avvenne per divina


forze militari
I

nando
niano

quelli

che sostenevano

la

porpora

disposizione, avendosi Giustiniano

con

imperiale, adorarono
I: il

molte opere pie reso favorevole Iddio.


Belisario richiamato a Costantinopoli, lasciato l'eunuco
cito per

umilmente Giustiquale con Teodora sua moglie


tutti
i

diede molte facolt a' figli ed a


poti d'I Merico,

ni-

Salomone duce

dell'eser-

combatterei mori
I

ribelli;

partito

siccome a coloro ch'erano discendenti dell' imperatore Valentinia-

dall'Africa e giunto in Costantinopoli,

no

111.

A Gelimero
il

poi e a' parenti di lui

Giustiniano

volle

onorare

il

gran capi-

assegn
lazia,

principe alcuni luoghi della

Ga

tano con nobilissimo trionfo descritto da Procopio con queste parole. Belisario

per abitazione loro,

ma

non
egli

fu le-

cito farlo patrizio,

non avendo

volu-

and per mezzo

della citt trionfante,

fa-

to lasciare la setta ariana." Giustiniano I


rese a

cendo mostra delle spoglie e de'trofei, e conducendo avanti gli schiavi, ma non a foggia degli antichi perocch egli partitosi di casa sua, and a piedi all' Ippodromo, e quindi al luogo ov'era la sede dell'imperatore. Le spoglie erano tutte le cose che avea no servito per uso del
;

Dio per tanto benefcio particolari


ne

e pubbliche solenni azioni di grazie, e


lasci

perpetua memoria nel preambolo delle Pandette, il pi ricco tesoro della romana giurisprudenza, facendo la costituzione del prefetto pretoriale dell'Africa,

preso
re,

re, cio a dire troni d'oro, lettighe

stato politico, e pel

che procur di tornare nel pristino buon governo di essa


il

nelle quali soleva andare la moglie del

nomin Archelao,
tuzione dichiara

quale avea militato

adornate
si

di
;

gemme

e con vari e bel-

nella guerra vandalica; nella quale costil'

lissimi lavori

le

tazze d'oro e l'altre cose


nella real

che

adoperavano
pur

mensa;

scere tutto dalla liberal


l'intercessione della
ss.

imperatore riconomano di Dio per


Vergine, in onore

moltissimi talenti d'argento, e tutta la


suppellettile
reale, ch'era preziosis-

della quale eresse alcune chiese a guisa


d' archi trionfali.

sima

e mirabile,

levata dal palazzo di

avendola Genserico gi Roma nella quale


;

Quindi Giustiniano

erano molte cose nobili de' giudei, che Tito rec da Gerusalemme (cio i vasi
d'oro e d'argento di quel tempio, sino
lora con diligenza conservati in
al;

ordin che in Africa si ristabilisse la giurisdizione della Chiesa cattolica, si restituisse a ciascuno
il

suo avere, proscriven-

do

ariani e donatisti.

A Tripoli,

a Leptis,

Roma)

a Girla o Costanti u, a Giulia Cesarea

n8
poi Algeri, ed in
tanti ciuchi
difesa.

VAN
Sardegna colloc
altret-

VAN
ne, inducendo
i

capi a dargli

figli in o-

con guarnigioni bastanti alla

staggio;

ma appena

navigava per ritor-

Al prefello del pretorio d'Africa


le

sottomise

sue 7 provincie; rinnov la pratica del diritto romano , e concesse


fino al 3.

nare a Costantinopoli, vide g incendii da loro destati nella provincia. Salomone da lui lasciato, li vinse, g' insegu ne' pi
inaccessibili loro ricoveri, e per molti an-

grado

di ripetere

beni

tolti

da'vandali alle famiglie. Di pi Giusti-

ni seppe frenarli. Rinaldi dice

che

mori

niano

ripar diverse

citt,

e fece fab-

soggettali
lasciar
ni.
il

all'

impero, furono indotti a


cristia-

bricare varie chiese;

5 ne

fece costruire

paganesimo e rendersi
sentire
il

nella sola citt di Leptis,

una

in Septa,

Ma

quell'orde che, allora

come

oggi

oggi Ceuta, una in Cartagine e detta dal

non vogliono

prezioso vantag-

suo

nome

Giustinianea, con monastero,


si

gio della civilt, tranne poche eccezioni,


presto distrussero ogni introdotta coltura, ogni abitazione stabile, per cui ter-

nel quale

tenne

il

concilio pel ristabi-

limento della disciplina indebolita da 1 00


anni
le
1
1

d' interrotta

persecuzione, e nel qua-

alcuni pretendono che intervenissero

7 vescovi. Certo che Reparato, suc-

minando il regno di Giustiniano 1 la dominazione della provincia erasi ridotta appena a un 3. di quella d' Italia.
,

cessore di Bonifacio vescovo di Cartagine,

Progrediente flagello furono


ti

le

incessan-

con 60 vescovi celebr nel 535 (e non nel 5i6 come dissi a Cartagine, riportandone concilii, seguendo altri) un concilio, per ringraziare Dio
in questa citt
i

rivolte de'donalisli e degli ariani; indi

le

depredazioni del fsco

cagionarono

sollevazioni, castighi e assassinii, che ter-

minarono

col far sparire la civilt nel-

della pace resa alla Chiesa d' Africa, e


di

F africane contrade ove due volte era


prosperata.
Il

vedere F

illustre
s

sede di Cartagine ocj

possesso della Sicilia, tolto

cupata dopo
se
il

lunga vacanza

e vi

si les-

a'vandali, die motivo alla guerra gotica,

54o

simbolo Niceno. Nel concilio poi del si ordin, che tutti vescovi vegliei

che

in tanti

luoghi narrai, insiemea'nuo-

vi allori e alla

rebbero per iscuoprire i donatisti, sotto pena di perdere le rendite e la dignit. ] pi valorosi vandali distribuiti in 5
corpi di cavalleria, sostennero nelle successive guerre, per l'impero d'oriente,
la

acquist ed a cui soggiacque

nuova ingratitudine, che il magna-

nimo Belisario. Dice il Bazzarini, nel Dizionario enciclopedico , che quanto


a'vandali rimasti nel loro paese originario,

furono questi

vinti

da Carlo
I
il

Magno
I

fama del nazionale valore;

il

resto

si

nell' Vili secolo e nel

X da Enrico

l'

Ucla

confusero colle popolazioni africane, e quella nazione tanto formidabile nel secolo precedente
storia.
,

cellatore, e da Ottone
loro nazione
le
si

Grande j

confuse a poco a poco col-

rest cancellata dalla

Mentre
I

il

vincitore

dell' Africa

Belisario era in Cartagine, ingelositosi

Giustiniano

che aspirasse

al

trono dei

numerose colonie di sassoni e di franmandate al nord della Germania. Pribelaw fu 1' ultimo loro re, che risiedeva a Brandeburgo, e mor nel 1 52,
chi state
1

caudali, col suo pronto ritorno a Costantinopoli dissip ogni apprensione.

Ma tale

pronto richiamo imped a Belisario di rassodare il potere imperiale nella nuova provincia africana. I Mori della Libia,
nell' indebolirsi

Rimangono delle trib di vandali nella Lutazia: chiamossi Vandali a o ducato di Wenden una contrada della PomeIl Rinaldi all'anno 966, 8 parla d'un'altra Vandalia. D'un* altra legazione mandata pur da Papa Giovanni XIII nella Vandalia, a' prieghi di Meiscono monarca, il quale pur

rania Ulteriore.

n.

de' vandali, erano

sbucati ardimentosi da' loro deserti per


stabilirsi nella

Numidia e

fino sulle co-

ste. Belisario gli

avea tenuti in soggezio-

pigli col suo

popolo

la s. fede,

ne traila

VAN
Stanislao Oriconio.
Il

VAi\
vano
la costa settentrionale

119

quale dice avervi

Giovanni XIII mandalo Vilibaldo, Procono, Giordano, Goffredo, Lucido, Angelotto, Ottaviano e Giuliano italiani,

Germanica, dall' Elba sino a Mecklemburgo. Inoltre fond monasteri in Aldimburgo, a Lubecca, a

uomini

di

somma

dottrina e santit,

li

quali fecero in quelle parti colla predi-

cazione grandissimo frutto. Era

la

Vari'

Magdeburgo e altrove; onorava come un padre Alberto arcivescovo d'Amburgo, e nella metropolitana spesso faceva le sue divozioni. Fra' missionari
disegni di Godescalco con maggior successo, lodato Giovanni di Scozia inviato da Alberto a predicar il Vangelo a'roecklemburgesi: percorse tuti

dalia parte della Schiavonia, divisa in

che seguirono

molte e amplissime proviucie,


tutte
si

le

quali

rivolsero al cristianesimo ".


a' 7

La

Chiesa onora

giugno

s.

Godescalco
i

principe de' vandali occidentali, e

suoi

ti

gli stati di

compagni martiri. Leggo nel Butler, che regnando l'imperatore Enrico III \\Saii<o Gneo e Anatrogo idolatri, ed Olone
i

numero

d' idolatri,
i

Godescalco e battezz grau ed il principe sovente


discorsi e l'istruzioni
l'

spiegava in islavo
de' predicatori.
slavi,
i

Morto
gli

imperatore,

gli

figlio di

Missiwoi che credeva in Cristo


il

boemi e

ungheri, profittando
si

senza seguirne

Vangelo, erano principi


tributo,
il

della giovinezza del figlio Enrico IV,

de' vinuli, degli slavi e de' vandali, pa-

ribellarono; e 5 anni
dali che abitavano

dopo gli

slavi

o van-

gando all'imperatore annuo


timore
di
di trarsi

il
il

paese oggid chia-

addosso l'armi del Salico,

Canuto 11 re danese e di Bernardo duca di Sassonia, per molto tempo ritenne"


tali

ducalo di Mecklemburgo, si rivoltarono per l'ostinato loro attaccamento al paganesimo. La ribelliola Vaglia (?) e

mato

barbari al dovere. Trucidato


le

ne cominci

colla

morte

di Godescalco,

Utone da un sassone per


il

sue crudelt,
cri-

figlio

Godescalco stato allevato nel


si

stianesimo, apostat e

un con
la

Gneo

1066 nella citt di Letizino, in uno al prete Ebbone tuli' altare con pugnalate, ambedue martiri della
trucidandolo nel
fede. E chiamato s. Godescalco il Maccabeo de' Cristiani. Alla brevit dell'articolo Africa (nel quale a p. 1 1 2, col. 2/ linea 7, dopo Africa, mancano e furouo ommesse le parole:dipoi a vendo principia-

Anatrogo per vendicarne


sassoni.

morte

sui

Dopo

averli vessati rest prigio-

Bernardo per lungo tempo. Libebeni che avea tra gli slavi da Ratiboro principe potente, cogli slavi suoi partigiani pass in Danimarca, indi a poco uu sassone lo convert nuovamente alla fede; eCanuto 1 l'impiene
di

rato, essendo posseduti

to

la

pi fiera persecuzione,mentre imper-

g utilmente contro norvegi e gl'inglesi, e in guiderdone l' impalm a sua figlia. MortoCanutolI lasci l'Inghilterra, sottoi

Papa s. Felice IH scrisse all'impeZenone perch s'interpouesse con Unnericoa farla cessare, egli), che pubblicai nel voi. I, quando erami proposto
versava,

ratore

per moltissimi

articoli

il

pi rigoroso lasuf-

mise tutto

il

paese degli

slavi, e costrinse

conismo, nella successiva ampliazione, di

parte de'sassoni a riconoscerlo per signore e pagargli tributo. Divenuto


il

conseguenza naturale credo d'avervi


bili articoli
ti

pi.

po-

ficientemente supplito, cogli innumera-

tente tra' principi che aveano dominato


gli slavi,
li

che riguardano

tale celebra-

sorpass in coraggio, prudenza


i

ssi

ma parte del mondo, massime ne' tano che Tennero


nel deplorare
illustrati dalle

e piet. Riemp suoi


e

stali di sagri

templi,

ti

e tanti luoghi ove furono tenuti de'con-

chiamando de'missionari
lui
i

fece conver-

cilii,

nume-

tire al cristianesimo molti popoli idolatri

rosissime sedi arcivescovili o vescovili,

che avea a
gli

sottomesso,
Polabingi,
i
i

come

Vagiri,
i

come

scismi e l'eresie che


il

Obotridi,
i

Linogi,

Var-

l'afflissero.

Al presente, oltre

vescovato

uabi,

Oliatisi ed

Circipaui, che abita-

d' Algeri (V.) t fioriscono nell'Africa

i5

j2o
seile e vescovati

VAN
(V):
dalla quale
coli' incre-

VAN
servandosi cos
la

Vicariali Apostolici

memoria
il

loro ne' fasti

da sperarsi

ecclesiastici. Basti

ricordare,

onde

faci-

mento

del

lume avventuroso
si

della fede

litare
li

il

rinvenimento de'principali artico-

cattolica, l'incivilimento,

come

mirabil-

riguardanti l'Africa segnati in corsivo,

mente propagasi e
per
la

diffonde nell'Algeria

benefica e potente dominazione

della nobilissima

Francia. Siccome

le

ro-

quanto ora qui vado ad accennare. L'Africa occidentale composta di G Provincie ecclesiastiche con altrettante metropoli dipendenti dal patriarcato di

vine di Cartagine giacciono nel dominio


di Tunisi, in quest'articolo, oltre l'avere

cio la

Roma, Mauriliana, con Giulia Cesarea


;

riparlato d'^/geriedella
rai

Barbarla, nars.

per Metropoli

la

die

in

IX redi

memoria del Francia, morto


sopra
i

glorioso

Luigi

con

Sili/i per

metropoli

Mauriliana di Siti/i, la Numidia, ;

sul suolo dell'an-

tica Cartagine,

suoi avanzi di re-

perite fu costruita

una cappella a suo o-

con Cirta per metropoli; la Cartaginese o Proconsolare, con Cartagine per metropoli ; la Bizaccna, con Hadr amilo

nore dal re de'franeesi Luigi Filippo. Voglia Iddio che l'Africa riprenda il suo posto fra le nazioni incivilite, quell' Africa

Adrumeto per metropoli;

la

Tripoli-

tana, con Tripoli pev metropoli. La


riliana Cesariense, corrisponde

Mauall'

o-

che fece tanto splendidamente parlare di


se nella storia civile e nella storia ecclesiastica.

dierno impero di
la

Marocco j

quella di

Silifi, ali 'Algeria j la

Che
la

la ss.

Religione nostra

vi ri

reggenza

di

Proconsolare, alTunisi j la Tripolitana

prenda

feconda e salutare sua autorit,


coltura delle lettere e
la

alla

reggenza

di Tripoli. Il patriarcato

vi risvegli la

pra-

d 'Alessandria
tane,

di Egitto

composto

di

tica delle virt cristiane.

Cartagine disuoi eser-

provincie ecclesiastiche con

sput a Roma stessa l'impero del mondo,


conquist
citi in

9 metropolil'ultima non avendola, compreni

la

Spagna

e spinse

deva pure

vescovi Greci, Copti, e altri


riti

Sicilia e sino nel cuore dell' JT/rt//Vz.

scismatici con credenze e

particolari.
1

Ad
tole

un'epoca pi vicina, ne'primordii di


il

nostra felice era,

cristianesimo deriva-

da

Roma

cristiana

procur all'APietro principe

., con Alessandria per metropoli; di Egitto 2. , con Cabaso: ambedue corrispondono al

Erano

le

provincie di Egitto

frica

un

altro genere di lustro. Riferisce


s.

Rinaldi l'opinione, che


degli Apostoli
se la chiesa di

andato in Africa, fondasCartagine e vi lasciasse Crescente; ma Morcelli cpmincia la serie de' suoi vescovi con Agrippino del 197. L'Evangelo rapidamente si diffuse nella
contrada, e in poco tempo
vi
si

E>i ug us tam nica i. a , con Pelusio per metropoli ; di Augustamnia ca 2. , con Leontopoli : ambedue pari-

Basso Egitto.

venera-

mente corrispondono al Basso Egitto. Di Arcadia, con Oxirinco per metropoli: corrisponde al Medio Egitto. Di Tebaide i. a con Antinoe per metropoli; di Tebaide 2.", con Tolemaide: ambedue
,

rono numerose chiese

al culto del

vero

corrispondenti all'Alto Egitto. Di Libia

Dio

innalzate, monasteri areligiosi e alle


Il

Alarmarica, con Dardanide o Darnis


per metropoli, corrispondente alla Libia. Di Libia Pentapoli, con Cirene per metropoli, pure corrispondente Di Libia Tripolitana 3 con 3
vili,

vergini.

paese era allora popolassimo,

ricco di citt,
dell'

con Alessandria capitale


di borghi, villaggi e

Egitto, la 2.* citt dell'impero ro-

alla

Libia.

mano dopo Roma;


castella.

sedi vesco-

Vi

si

stabil

un gran numero
i

di

vescovati e metropoli,
la
s.

cui

titoli

tuttora

e corrispondente a parte della reggenza di Tripoli. Quaulo fiorirono le arti


e le scienze in Egitto,
altri popoli,

Sede e

Papi che in essa siedono,

conferiscono
in concistoro

a' Vescovi in

par tbus

(/

.),

prima ancora degli replicatamele il celebrai a'

per breve apostolico^ con-

luogln loro. Qel taglio dell'Istmo di Suez,

V AN
come del passaggio pelCapodiBuonatyeseg., e nel voi.
p. 22 e 188 e 192, ed altrove. L'Africa ha prodotto un gran numero di uomini illustri e celebri, di

VAN
stai silenzioso alla
le

121

misera condizione del-

ranza, riparlai nel

voi.

LXXXI V,
p.

tue pecorelle?

E voi,dottore delle genti,


come
figli

LXXXVII,

magnanimo
tano
i

Paolo, mirate
;

la trat-

vandali ariani

e
l

suoi gbella

mono

e piangoli cattivi

" Questa

Sante, di Santi e di Padri della Chiesa,


molti distinti scrittori, di cui o
feci le

preghiera del santo vescovo di Vita ven-

bio-

grafico ragionai
le

a*

luoghi loro,

come deli

ne esaudita 00 anni dopo, quando il pio* de Belisario mise fine al regno de' vandali
,

dottissime opere loro. Le pi splendide glorie dell'Africa cristiana, sono Dottori della Chiesa s. Atanasio patriarca

e nel

534

conquist l'Africa.

La

spedizione di lui, per la rapidit colla

d'Alessandria, e

s.

Agostino vescovo

d'Ip-

quale venne eseguita, ha qualche rassomiglianza con quella che nel i83o illustr
i

pona,
di

le

cui reliquie per condiscendenza

vessilli di

Gregorio
venera

XVI

(istitutore del vescova-

dell'Algeria, in processo di

Francia colla conquista tempo granbrillanti successi,

to d'Algeri e di diversi vicariati apostolici)

demente ampliata con

la

sua Ippona

( F'.),

portatevi

da diversi vescovi francesi. 11 dotlUsimo s. Agostino muri quando la contrada era


gi stata invasa da' vandali
;

gli
la

ultimi

5 leghe da Cartagine, direttamente ad essa tesi volse e se ne impossess, con tutti sori de' vandali, frutto di piti di 100 anni
Belisario sbarcato nel settembre a
i

suoi sguardi videro pur troppo

deso-

di saccheggi e di devastazioni

in

3 mesi

lazione di sua patria

lui vivente,

Gen-

comp

il

conquisto

dell' Africa.

Ma

la

serico rispett Ippona sua sede vescovile

e soggiorno.
scita

Fu

nella sua patria di na-

Tagaste (^.), ch'ebbe culla il benemerentissimo e propagassimo ordine Agostiniano: la Civilt Cattolica^ 3." serie,
t.

nuove sventure e nuovo giogo, la religione ouove persecuzioni, il suo deplorabile annientamento. Queste provincie ricaddero nelle tenebre delia barbarie e dell'infedelt, dopa
contrada doveva
soffrire
la

8, p.

358, ragiona delle scoperte

conquista che ne fecero

feroci e fa-

ora fatte della postura di Tagaste, e di

natici

Mudar a
teratura.

Madauro
i

(V.)> ove

il

gran
let-

Saraceni (V.) di Siria e dell'Arabia nel 668, dopo averle gi rese tributarie nel

dottore ebbe

primi avviamenti alla


s.

63g, e v'introdussero
e

il

Mao-

nell'Egitto

Paolo

i.

Ere-

metti sino (V.), sostituendo all'Evangelo

mita

s.

Antonio abbate dierono prin-

V Alcorano j

quantunque

nativi del

cipio a* loro ordini


gloriosi nella

omonimi, anch'essi

paese, stanchi della loro barbara

domina-

Chiesa di Dio. Deplorai abve-

zione, gli avessero cacciati ne'deserti,pure

bastanza, nelle proporzioni di questa rqia

ritennero cogli errori anche la loro falsa


credenza. Gi nel
2.

opera,

le

persecuzioni vandaliche.

11

635 Omar

califfo

scovo Vittore di Vita storico delle medesime, rifugiatosi a Costantinopoli ne ter-

successore di

Maometto

istitutore del

maomettismo,
gitto.
nell'

erasi

impadronito dell'EII
il

mina

con questa commovente preghiera. Soccorreteci Angeli di Diol Mirate tutta 1* Africa, la quale da tanto
la storia

L'imperatore Giustiniano Africa Giovanni patrizio,

spedi

quale

riprese Cartagine nel

695.

saraceni uel-

tempo
di e
tutti

una volta cinta da'baluarcolonne di tante Chiese, ed ora da deserta, vedova giace umiliata e defioriva,
!

l'anno stesso o nel seguente, sotto l'imperatore Leonzio, vi ritornarono, espugna-

rono Cartagine,

la

saccheggiarono e la

solata

Intercedete per noi

ss.

Patriarchi!
!

ridussero al nulla, la raser al suolo bar-

Pregate per noi divini Profeti stoli siale ad essa pi oteggitori


cipalmeute,

Voi Apo-

tu printe

Beato Pietro, e perch

ne

baramente, dalle cui rovine non pi si rialz la gran citt. L' impero greco d'oriente per sempre perdette V Africa. La

122
storia

VAN
dopo
pi,

VAN
epoca non noin-

quell' infelice

vasione saracena dunque, l'Africa ricad-

mina

che alcuni vescovi a lunghi


si

de nello
pato
le

tervalli, e la religione cattolica insensiljilinenle

slato in cui uo giorno a vea straplagrime di Vittore di Vita,pei derico'

estinse sotto la

dura legge

di

do insieme

lumi della religione quelli


culto divino fu abolito in

un popolo barbaro
cuni regni,
tiopia.
il

e intollerante. In ale nell'-

della civilt;

il

come neW Abissinia


vi

quelle citt ch'erano una volta ornate di

cristianesimo

rimase detur-

tante chiese.
steri a stento
zi

missionari e

consoli e-

pato dallo scisma e dall'eresia. Lo zelo


de' Papi e delle Missioni apostoliche,

ottennero d' erigere ospii

e cappelle, ed

primi l'assistenza e

il

incessantemente in pi tempi procura-

riscatto degli
i

rono

la

conversione degli africani, ido-

latri, infedeli, scismatici

ed eretici; zelo
tratto,

Schiavi(V ,) t in che si distinsero Trinitari e Mercedari, impiegandosi anche altri religiosi nell' assistenza
i

che tuttora

si

esercita ne' ricordati vica-

de'cattolici e per la
tri.

conversione degli
i

al-

riati apostolici,

ove ne

anche

pel
la

Le nuove
i

conquiste,

vicariati

apo-

mantenimento
professano.

della fede in que'


il

che
i

stolici,

notabili incivilimenti introdotti

Dopo

caliifo

Omar,

califli

nell'Algeria, nell'Egitto, nella


di

reggenza
preghiera
e-

di Babilonia o di

Bagdad furono

signori
tutte
il

Tunisi ec, fanno sperare alla misera


felici; e la

dell'Egitto e di altre regioni.


le
li

Con

contrada giorni pi

voluzioni succedute

nell'Africa,
si

del vescovo di Vita sar

nuovamente

maomettismo e
pre mantenuti,
scisma
in

l'idolatria vi
in

sono sem-

saudita dagli Angeli tutelari e da'Sanli


protettori dell'Africa,

uno
I

all'eresia e allo

movendo

a favore

minori parti.
il

Egitto scossero

maomettani di giogo de' cali/li di Bagcaliffi al

di essa colla loro intercessione la miseri-

cordia di Dio, sui discendenti di coloro

dad

e posero
I

loro

Cairo nel
furono loro
la

che glorificarono
secoli.

il

suo

nome
di

per tanti

1*870.
(A7 .)

mori

dell' Afiica

Procopio storico greco

Cesarea
di

soggetti fino al
si

tempo

in

che

Turchia

di Palestina,

in qualit di segretario

padrona dell'Egitto. In quell'articolo nuovamente ragionai dell' Africa, appartenente all'impero ottomano. Al presente l'Africa conta 5 sorta di abirese
tanti, e tutti di culto diverso.
I

Belisario lo segu nella guerra d' Africa

e nell'altre, e
in

le

descrisse nelle sue opere:


le

due

libri

narra

spedizioni de' van-

dali e de'mori in Africa dal 3()? al 54-5.

maomet-

che ne posseggono la massima parte, sono divisi in differenti sette. I cafri non hanno alcuna legge o religione. Gli
tani,

Ugo Grozio pubblicando nel 655 la sua Storia de Goti, de' Mandali e de' Lon1

gobardi,

vi

comprese una nuova tradu-

zione in latino di

libri di

Procopio.
se

idolatri in

gran numero nel paese de'negii e nell'Etiopia, sonoquelli che vivono


nel deserto. Molti ebrei trovatisi dispersi

moderni agitarono due questioni,


dicina;
il

Pro-

copio fosse cristiano e se praticasse la

meil

complesso delle sue opere la-

nelle varie parti, pi possenti

essendo
I

scia l'idea di scrittore

che professava

quelli dell' Egitto e dell' Abissiuia.


stiani d' Africa finalmente,

crila

sono per
i

maggior parte stranieri, come mercandipendenti ti o trafficanti, gli schiavi e


i

non alterato dall'eresie del suo tempo, dotto nella medicina ancora non positivo che l'esercitasse. Il vescovo s. Vittore di Vita scrisse Historia
cristianesimo,
:

da'sovrani europei quali loro rappresentanti.

persecutionis vandalicae sive africanae

Ci non pertanto

la religione

si pu dire, che maomettana effettivamente

sub Genserico

et

Hunnerico vandalo-

rum

regibus, Coloniae i5j5. L'edizione

l'

la

prevalente che combatte nell'Africa

idolatria del feticismo, per


di

l'immenso
in-

pi stimata e pi compiuta quella del dotto p. Teodorico Buinart benedettino,


il

numero

que'che

la

seguono. Coli'

quale

vi

aggiunse un commento

ina-

A N

VAN
di Pipino di Laiideu e di Erchinoldo,
stri

123

portante, pubblicata in Parigi nel i6g3,

e poi nel 1699, sopra la quale edizione fu felicemente tradotta dal Ialino in francese.

abbate di Fontenelle. D'illustre famiglia del regno di Austrasia, e stretto parente

mael'al-

Pertanto abbiamo del

p.

Ruinart:

del palazzo, l'uno nell'Austrasia,

Hislorae persecutionis vandalicac, Parisiis


si

tro nella Neustria, fu nella sua giovinez-

1693, 1699, Venetiis 1732. Non avea una storia completa de'vandali,
gli storici

poich

espressamente, e

non ne avevano trattato R. Mannert, vi suppl Strta de' Fondali, Lipsia 1785. Non si
:

Dagoberto I, il quale facendone grande stima gli confer cospi* cue cariche, e lo fece conte di palazzo.
za alla corte di
II

giovine Vandregesilo, nel


onori e in mezzo

sommo

de-

gli

ai piaceri,

seppe me-

pu parlare
ricordare
il

dell' Africa cristiana


p.

senza

ravigliosamente preservarsi dall'orgoglio


e

dottissimo gesuita

Stefano

menare
,

vita mortificata.
al

Presa moglie

Antonio Morcelli, e la sua classica opera, Jfrica cristiana 3 Brixiae 181 6. Nel i.
voi. tratta delle provincie e de'vescovati

per condiscendere
miglia
li

desiderio di sua fa-

nel giorno stesso degli sponsadi vivere nella


il

deliberarono entrambi

dell'Africa, colle notizie de' vescovi conosciuti.

continenza, e fecero a Dio


dregesilo da ogni impegno,
la corte, e ri ti rossi alla

sagrifizio

Nel 2. degli Annali della Chiesa

della loro virginit. Scioltosi quindi

africana e de* vescovi di Cartagine, col

Vanabbandon

martirologio della medesima Chiesa. Nel


3. continua gli

badia di Montvi
I

Annali e

la serie de' ve-

faucon in Sciampagna, fondata recente-

670, di conseguenza con quanto riguarda vandali. VANDOME Lodovico, Cardinale. De'duchi del suo nome e perci nobilissimo francese, nipote del re Enrico IV, perduta la sua legittima moglie Vittoria Mancini , nipote per sorella del celebre cardinal Mazzariui, determin d'abbracciare lo stato ecclesiastico. Indi ad istanza del suo parente Luigi XI V, a' 1 4 gennaio 1667, Alessandro VII lo cre cardinale diacono, lo pubblic agli 8 marzo e gli confer per diaconia la chiesa di s. Maria
scovi cartaginesi sino al
i

mente da
nel 629.

s.

Baudrino, e
re

prese l'abito

Il

Dagoberto

l'obblig a

ritornare alla corte;

ma

poi vinto dalle

vive rimostranze che


a Montfaucon. Poco

gli fece sui

motivi

della sua condotta, gli

permise ritornare
il

dopo

servo

di

Dio
per

fabbric un monastero nella sua terra di


Elisang. Si port a Bobio e a

Roma

perfezionarsi negli esercizi della vita

mo-

nastica colla conoscenza delle regole pi,

approvate che si teneano in Italia. Reduce in Francia, pass io anni nella badia di

Romans

su 11' Isero;

poscia colla
si

in Portico. Intervenne al conclave di Cle-

permissione del suo abbate

rec da

s.

mente IX, ed
di legato di

in

suo

nome

col carattere
il

Audoeno
confer
gli

arcivescovo di Rouen, che


ordini sagri. Nel

gli

lev al

sagro fonte

delfino

648 fond
il

Francia, battezzato dal cardinal Antonio Barberini arcivescovo di Reims. Se non che nel fiorire delle pi belle speranze,

nel paese di

Caux

in

Normandia

famo-

so monastero di Fontenelle. dove in poco

tempo

si

raccolsero

3oo

religiosi sotto la

che attese

le di

lui virt

prometteva-

sua direzione.

La
:

di lui vita era

sommain
i

no fruiti copiosi a vantaggio della cristiana repubblica, un'immatura morte lo rap in Parigi, non senza sospetto di veleno, neli669j in et ancora vigorosa, do-

mente austera dormiva poco, portava


dosso panni dozzinali, e precedeva
telli

fra-

nelle diverse osservanze della

comu-

nit.
ri,

po 24 mesi
le.

di cardinalato.
(s.),

Fece fabbricare parecchi monastee prese cura che religiosi vi osseri

VANDONE

abbate di Fouleuel(s.).

vassero fedelmente

la

regola.

La

solleci-

V. Vandregesilo

tudine con cui occupossi

alla santificaziog'

VANDREGESILO

o Vandhillo(s.),

ne

di tante persone,

non

imped

d'i'

124
6lruire
il

VA
popolo, e di diffondere la
reli-

V
gesilo,
le

A N

gione di Cristo nel paese di Caux, ove lece fiorire la piet. La beata sua morte

ed assist a un concilio provinciaove s. Ansberto vescovo di Kouen (gi


s.

ricevuto tra' suoi religiosi da


gesilo e poi abbate di

Vaudre-

accadde nel 666, a'22 luglio, eli e il giorno in cui si onora la sua memoria. Seppellito nella chiesa di s. Paolo, che pi

Fontenelle), de-

cret che tutti


le

gli

abbati di Fontenel-

sarebbero
si

tratti

dal monastero, e che

non

esiste, fu poscia trasferito in

quella

in nulla
s.

di s.Pietro; indi portato a

Gand

nel

g44>

Benedetto. Segu

derogherebbe alla regola di s. Ansberto nel suo

sonosi poi perdute le sue reliquie nella

persecuzione de' calvinisti nel 1578, ad eccezione delle due braccia, l'uno de'quali

e fu eletto abbate di s. Germaro. Dipoi avendo abdicato, torn a Fonteesilio,

nelle,
8.

era stato prima donato alla badia di

ove mor, e fu sepolto a' piedi di Vandregesilo: col sono custodite le


la

Fontenelle, l'altro a quella di Brotie. Dalla

sue reliquie, delle quali

badia

di

s.Ger1

badia di Fontenelle o di

s.

Vandrege-

mnrone

ottenne una porzione nel 168

un gran numero di santi. Oltre a' ss. Desiderato, Einardo, Sindardo e Trasario (J7 .), de* quali riportai al prosilo usc

Egli onorato a'6 d'aprile.


S. Ildeberto, 4- abbate di Fontenelle,

ricevette la rinnovazione de'voli fatta


s.

prio luogo

le

brevi biografie, qui seguenle

da

do
no
s.

il

dotto Butler riunir

notizie di

sioni

Wulfrano tornando dalle sue misnella Frisia. Mor nel 700, comtutti
i

altri, di cui

non ho

parlato, e

che furo-

pianto da

suoi religiosi, e massi-

tratte dalle

memorie

della badia di

me

dai poveri, de' quali fu padre

amo-

Yandregesilo.
S.

roso.
di Fontenelle,
s.

Onorasi
si

a'

18 febbraio, e
s.

le

sue re-

Agatone, monaco

liquie

conservano a

Vandregesilo.
8.

Vandregesilo, il quale vedendolo spirare, rese un pubblico omaggio alla sua santit. E onorato agli 8 di luglio.
discepolo e stretto parente di
S.

S.

Laudane o Laudone,

abbate

di

Fontenelle, fu fatto vescovo di Reims nel

73i. Mor
di lui

nella sua badia nel y33, e fu


s.

sepolto nella chiesa di


i

Pietro.

E detto

Gaone,
s.

religioso di Fontenelle, e

nipote di

Yandregesilo, che lo spedi a

prendere delle reliquie a

Roma

per

le

che imit santi abbati suoi predecessori. E' onorato a'i6gennaio; ma il suo culto ha provalo delle vicende.
S.

chiese che facea fabbricare. Al suo ritor-

Bagno,

inglese di nascita,

si

f' re-

no

ritirossi in

un luogo detto Ange, che


vi

crederi nella diocesi di Troyes,

fond
ivi

un monastero
mor.

del quale fu abbate, ed


a'

onorato

24

di luglio,

S. Genezio, priore di Fontenelle, poi

ove mor uel 720: fu sepolto nella chiesa di s. Paolo, ed onorato a' 5 di giugno. S. Benigno, 1 1 . abbate. Segu il partito di Carlo Martello contro Bwgenfrido,
ligioso a Fontenelle,

arcivescovo di Lione. Pel suo grande a-

allorch accese sul trono Chilperico.

Ven-

inorea' poveri, Clodoveo


Callide. Egli indusse
s.

11 lo

diede per

ne quindi esiliato a

s.

Germaro

in Fley

tesoriere delle sue elemosine alla regina


s.
il

re Clotario III

Matilde a ristaurare parecchi

steri, fra'

quali quelli di Gorbia e di


uel

monaFon-

presso Beau vais. Fu eletto abbate di quel monastero } ma avendolo Carlo Martello richiamato a Fontenelle, ivi mor nel

723, e

fu sepolto nella chiesa di

s.

Paolo.

tenelle.

Mor nel 679

Chelles, ove onorato a'

monastero di 3 di novembre.

Le sue
di

reliquie

si

custodiscono in una cas-

sa sull'allar maggiore, ed onorato a'22

S. Gennadio, fuallevaloalla corte del


le Clotario 111, e strinse amicizia con
s.

marzo.
S. ErincardOffialo nel paese di Caux,

Ansberlo, allora cancelliere di Franpoi

prese l'abito religioso a Fontenelle, e ne


fu fatto priore,

cia. Si fece

monaco

sotto

s.

Vandre-

Malgrado

la

cattiva con-

VAN
dotta dell'abbate Teusindo, egli seppe
S. Idherlo,
to
1

VAN
7.

i7.5

abbate. Visse soltan-

mantenere
la

la

regolate disciplina nel

mo-

nastero. Prese diligente cura de' beni del-

comunit, ch'erano

in assai cattivo sta-

to, e fece fabbricare la chiesa parrocchia-

nove mesi dopo la sua elezione, che segu nell' 8 6. Non si conosce n la patria, n alcuna circostanza di sua vita. E' onorato a' i4 di marzo.
1

le,

non essendovi

stata fino allora

che

S. Ansegisio, 19. abbate.

Era

di stir-

quella de' religiosi. Pass olla beata eter^


nit nel

pe reale. Quando prese l'abito monastico,

739, ed onorato

a'

24

di set-

Carlo
zio la

Magno

lo

nomin intendente di A-

tembre.
S. Vandone, 11 abbate, fu esiliato a Troyes da Carlo Martello, e richiamato da Pipino.

quisgrana, e gli diede a titolo di benefi-

badia di

s.

Gennaro

in

Fley, ch'egli

Mor
s.

nel

756, e fu sepolto
la

nella cappella di
s.

Nicol nella chiesa di

Pietro

Se ne celebra
1

memoria

a'

di aprile.
V

Auslrulfo,

3. abbate.

Di nobile

Per governare questa abbandon le badie di s. Sisto presso Reims e di s. Mernio di Chalous. Lodovico il Bonario gli confer quella di Luxeu e di Fon* tenelle. Fu impiegato con successo in molte ambasciate, e devesi a lui una compirifabbric.

famiglia del territorio di Courtrai, fu da

lazione dei Capitolari di Carlo


di

suo padre consagrato


nel

al servigio di

Dio

Lodovico

il

Magno e Bonario, che fu stampata

monastero

di Fonteoelle fino dalla

per opera de' Pithou nel i588, i6o3 e

sua infanzia, e ne divenne priore, indi


abbate. Si rec a

1620. Baluzio ne diede una nuova edizione nel 1677. S. Ausegisio fu sepolto nel capitolo della sua badia, ed onorato

Roma

a visitare le sa-

gre tombe dei principi degli Apostoli, e


nel suo ritorno dall' Italia cess di vi-

vere nel monastero di

s.

Maurizio pres-

so Agauno. Egli onorato a' 16 di set-

a'20 di luglio. S. Fulco, 21. abbate. Govern in pace il monastero di Fontenelle, mentre
Jumiges, di
s.

tembre.

quelli di
si

Audoeno
stali

e di

Footenelle nel 749 j indi colla permissione del suo abbate ritirossi in una grotta vicina,
fece religioso a

S. Arduino,

s.
ti

Pietro in Isola erano

incendia-

dai danesi. Colle sue orazioni allontai

mali che faceva temere un rinne-

santamente sino all' 811. Egli impiegava una gran parte del tempo a
in cui visse

gato, ch'erasi poslo alla lesta di que'barbari. Si

onora

la

sua memoria
22.

a'

io d'ot-

copiare de'
di
s.

libri*

Fu
1

sepolto nella chiesa

tobre.
S.

Paolo, ed onorato a'20 d'aprile.


5. abbate. Sortilo d'il-

Eremberto

abbate^

Con un

S. Giroaldo,
lustre casato,

venne da Carlo

Magno imla vita

piegato in molte trattative prima del suo


ritiro, e

dopoch ebbe abbracciato


1

governo pienoni saviezza e di fermezza salv il monastero di Fontenelle in mezzo a' torbidi che affliggevano la Normandia. Mor nell'849, ed onorato agli 1 e
di

monastica, la regina Bertruda lo tolse a


a suo direttore, e lo fece suo

settembre.
S. Grardo, religioso di Lagni, trovan-

Scappelladi

no.

Fu

poi

nominato vescovo

Evreux,

e tornato a Fontenelle nel 787, ne fu eletto abbate. Egli avea molta abilit, e

per favorire l'istruzione de' suoi


istitu

fratelli

duca Riccardo il governo di Fontenelle. Egli vi fu ucciso nel o3 da uno de' suoi monaci di guasti costumi e
dosi in
I!

Normandia,

fu dal

obbligato ad assumere

una scuola per

essi. Il

suo amore
a Pier-

di

lesta impazzita.
il

Quando

nel

1672

fu
il

per

la solitudine lo

port a

ritirarsi

rifabbricalo

capitolo ov'era rimasto

re Pont nella Bassa Normandia, ove inori


nell'
la

suo corpo,
zione:

vi fu

trovato con questa

iscri-

sua

806. Egli col onorato, e celebrasi festa a'18 di giugno.

Hie requie scit abbas Gerardus

IF kalendas decembris ab injuslo injw

126

VAN
ss.

VAN
Trinit, con

ste inlcrfectus. Egli onorato a'^8 di no-

un monastero

di religios.
a

vembre. S. Gradolfo, 2S. abbate. Fu eletto nel io3r, mentre eia occupato a fondare
il

se,

che
s.

aliil alla

direzione di
i.

Osano

e di
s.

Vandrillo, e di cui fu

badessa

lldemarca, che avea governato una coreligiosa a

monastero della
s.

di

monte Caterina presso Roueu. Manger


ss.

Trinila sul

munit

Bordeaux.
le

Il

mona-

stero fior in

modo che

sotto di essa con-

arcivescovo di questa citt lo chiese per

taronsi fino a

36o monache,
1'

quali di-

suo coadiutore; ma il santo mor poco dopo. Egli onorato a' 6 di marzo. Le
sue reliquie furono disperse da' calvinisti nel 562, ma si crede che ve ne ab1

videvate

in diversi cori per


uffizio

continuare
verso l'ans.

giorno e notte
terruzione. S.

divino senza in-

Vanengo mor
a'

no 688.
a
s.

martirologi di Francia e di

bia aucora

una

parte.

Benedetto l'onorano

di

gennaio;

ma

S. Gilberto, 3o. abbate. Originario


di

Vandrillo e in molti monasteri di


se

Alemagna e d'illustre casato, abbandon il suo paese con Maurilio monaco di Fecam, poi arcivescovo di Rouen. Menarono entrambi vita romita, e Gilberto nel io63 fu eletto abbate, adoperanCondosi per tale elezione Guglielmo quistatore, che avea per esso una stima particolare. S. Gilberto assistette a un
il

Normandia
slesso mese.
in

ne

fa

ricordanza a'3

dello

E protettore

di molte chiese
il

Normandia
Unni

e in Aquitania, e

suo

corpo custodito nella chiesa de'genovefini di in Picardia.

VANGELO.
LV,

V. Evangelio o Evani

gelo, Evangelista, Diacono, Missionari, MESSA,GlURAMENTO,ed

vol.XXXVlIF,
p.

concilio provinciale tenuto a Lillebona

p.

188,

p.

i3 7 e 2o5, LVI,
1

85,

nel

1080, e
oflesa

vi

sostenne

diritti della

sua

LXXI,p. 57
p. 11 3,

badia

dall'arcivescovo di Rouen.

y^LXXHjp. 2o6,LXXX, LXXXlV,p. 55, ec.


e

Form

de' discepoli degni di governare

parecchi monasteri.
tico capitolo,

Fu

sepolto nell'an-

(Veneten). Citt con residenza vescovile di Francia, nella Bassa

VANNES

e le sue reliquie sono an-

cora nel nuovo. Onorasi la sua


ria a'

memo-

di

settembre.

Bretagna o minore, capoluogo del dipartimento di M01 bihan, di circondario e di 2 cantoni, 24 leghe distante da Nantes e
1

Contar do, nato a Solte ville presso Rouen,fu monaco, poi soltopriore di FonS.
tenelle; indi eletto

12 da Parigi

presso l'estremit set-

tentrionale del piccolo golfodelMorbihan,

abbate

di

Jumiges

di

consentimento del re Guglielmo


scovi della provincia lo

li. I ve-

deputarono

al

concilio tenuto a derilioni nel

Papa Urbano
suoi ultimi

11.

Era

1095 da Caen quando


il

re Guglielmo vi mor, e lo assistette nei

momenti.

E onorato a' 26 di

formato dall'Atlantico, lunghesso le rive del Marie in situazione assai vantaggiosa al commercio. L'ultima proposizione concistoriale la dice Civitas Venetensis prpe Oceani litusfcre tota in planitie aedificata est, et in ejus leucae unius spailo, duo mille domus, et duodccini mille circiter christifideles

novembre.

continentur.Ha

VANENGO(s). Era luogotenente del


redolano
te di
il
1
1

tribunali di

i.

istanza e di

commercio,

e governatore di quella parsi

corte d'assise, borsa mercantile, direzioni

Neuslria, che oggi


di

conosce sotto
fosse

de'demanii, delle contribuzioni dirette

nome

paese

di

Caux. Bench

appassionalo per

la caccia,

nudriva nul-

ed indirette, conservazione dell'ipoteche, e vi stanziano l'ingegnere d'argini e ponti, il

lameno sentimenti
colare divozione a
lona.

di piet e
s.

una partinella

commissario e tesoriere della mari-

Eulalia di Barcel-

neria, e l'ispettore delle dogane-

La

citt

Dale

le

spalle al

mondo, fond

circondata da due fumicelli che con-

valle di

Fecam una

chiesa iu onore della

tribuiscono a rendere

il

suo porto prati-

V
diante
sibile

N
II

VAN
suo porto, lonvi

127

cabile da' pesci fenduti.

ne, fabbrica di tela di cotone, e fabbri-

tano due leghe dal mare,


il

comunica me-

che
ti

di cappelli, di

panno grosso,di merlet-

canale di Morbihan, ed accesalle grosse navi.

e di tessuti diversi, di cuoi conciati e


si

anche

Ha due sobMercato,
il

cordaggi. Vi

attende alla costruzione

borghi, pi considerabili e popolati, l'u-

delle navi, alla pesca delle sardelle, al-

no chiamato sobborgo
nite

del

l'esportazione di sali e grani, al

commerdove
si

quale n' separato mediante mura guartorri fortissime e da una fossa; denominato sobborgo s. Paterno, racchiude un bel maglio e l'ospedale generale. Possiede Vannes la biblioteca pubblica, il collegio comunale con gabinetto

cio di canape, miele, cera, burro, sidro,


ferri, vini ec.

da

Vi

si

tengono

fiere

l'altro

fanno molti

affari in cavalli,

bovi e vac-

che, esercitando pure notabile traffico in

grani e biade. Le due passeggiate del Por-

di fsica, la scuola di navigazione in cui

ognuno viene ammesso senza


ciet d'agricoltura: nel

retribuziola

Garenne sono amenissime. Di Vannes sono s. Albino [V.) vescovo di Angers, e s. 3Ielanio(V.) vescovo di Rento e del
nes.

ne, la sala pegli spettacoli e teatro,

so-

Inoltre fra' suoi

illustri

ricorder

1826

vi si

form

una

societ politecnica per propagare lo

GiorgioCadoudal. Vannes, T cnetiae,Da.' riorigum, Civitas Venetorum antica e


,

studio delle scienze, delle lettere e delle


arti; societ

graziosa citt, credesi con


sia stata

fondamento
Veneti,

che furino un museo princialla storia

la capitale de' popoli

palmente destinato

naturale.

come

attestano copiose rovine,

uno de'
navi-

Non

vi

sono

edifizi

rimarchevoli, ad ec-

pi celebri delle Gallie,


gatori.
nelle

bellicosi e

cezione della cattedrale e dell'antico castello.

La

cattedrale di gotica struttura


di

Ottenne guerre che

la

citt

della celebrit

gli

armoricani sostenne-

alquanto ampia, e sotto l'invocazione


s.

ro al

Pietro principe degli Apostoli: in orna-

tempo de' romani. Il suo nome di Vannes in basso bretone Guenet, che
Cesa,

tissima e nobile cappella in gran vene-

significa bella e avvenente. Giulio

razione

il

corpo di

s.

Vincenzo Ferreri,

re col paese

I'

assoggett a

Roma

e fa

una

delle principali glorie dell'ordine de'

predicatori.

Ha
Il

il

battistero con cura d'a-

nime, affidata
suoi vicari.

al

proprio parroco ed
si

a'

compresa nella 3." provincia Lionese; ne parla ne' suoi Commentari. Gli abitanti da s. Pietro furono chiamati Cives Vened. Traila De Urbe Venetensi Bertrando Argentrau neWIIistoriae Britanniae Armoricae, in cui ragiona pure delle illustri famiglie della

capitolo

componedi 8

ca-

nonici, senza alcuna dignit e senza le pre-

bende teologale e penitenziale;


canonici onorari, e di
ci

di alcuni

altri preti

e chieri-

medesima.! Sa m marla citt

addetti

all'

nunziatura divina.

Antica-

iani, coll'autorit di Plinio e di

mente avea

le

dignit dell'arcidiacono,

ne, lasciarono scritto, che

S tra bodi Van-

del tesoriere, del cantore, dello scolastico

e del penitenziere,
ti

4 canonici, 4

arcipre-

altri ecclesiastici.

dalla cattedrale l'episcopio

Alquanto distante grande e ,

decente. Vi sono inoltre


parrocchiali col
ri di religiose,
zi,
il

due

altre chiese

s.

fonte, alcuni

monaste-

3 ospedali, diversi sodaliil

seininario^grande e

seminario pic-

colo.

Prima eranvi
i

diversi conventi di re-

ligiosi,

gio.
dio.

gesuiti vi avevano un colleed Pio II Papa v'istitu un piccolo stu-

nes, fuit genitrix Fenetiarum in Italia florentissimarum.Na dell'origine del vocabolo Veneti, e di quello di Venezia, a quest'articolo ne terr proposito. Qui solo mi limiter a dire, che sembra pi veramente il vocabolo derivazione greca, e non provenuto da'veneti gallo-celti. Nel 577 bretoni la presero a Gontrano re d'Orleans e di Borgogna. Nel 753 Pipino re de' fra chi se ne impossess, ma poco dopo bretoni la ripresero. Fece pari

11

Sono a Vannes un

filatoio di coto-

te

de'dominii de'parlicolari duchi di lire-

1*8
taglia, e fu
siderabili,

VAN
una delle loro
al

V
citta pfu

A R
un povero
la

con-

egli

umilmente

rispose, essere

appartenente

Rennes.

Il

signore in

parlamento di suo vescovo anticamente era parte della citt. I duchi di


vi

religioso e perci nulla

poter dire sulla


loro

sepoltura. Invece
zia di

domand
la

gra-

conservare dopo

sua morte quella

Bretagna talvolta

fecero

residenza

pace che tanto avea ad


nel corso di sua vitaj e

essi
li

raccomandalo

massime ne' suoi dintorni ne' castelli in cui si compiacevano molto di dimorare. Giovanni V duca di Bretagna premurosamente invit io spagnuolos. Vincenzo
Ferrati a recarsi nel suo ducato; ed
to portossi a
la
il

preg a permet-

tere al priore del convento

domenicano

pi vicino, di prescrivere il luogo del suo sepolcro. Nel mercoled di Passione a' 5

san-

Vannes, ove

il il

duca faceva
clero, la no-

Giovanna

sua residenza, e in cui


il

popolo gareggiarono in veneraa zione nel riceverlo. Dalla 4- domenica di a quaresima fino alla 3. festa di Pasqua del 1417 vi predic, predicendo alla dubilt e

1419, lese la sua bell'anima a Dio. di Francia figlia del re Carlo VI e duchessa di Bretagna, divotamente ne lav il cadavere, colla cui acqua Dio oper de' miracoli. 11 duca di Bretagna e
aprile
il

vescovo di Vannes decisero che


di

il

ser-

chessa che

il

fanciullo di cui era incinta,

Dio si dovesse tumulare nella cattedrale, con grave dispiacere de'valenti-

vo

il che a suo tempo si verific. Esercit il mirabile suo zelo apostolico non meno in Vannes, che in tutto il ducato di Bretagna* e da dove scrisse a' vescovi e principali si-

sarebbe stato duca di Bretagna,

ni e degli spaglinoli, concittadini e con-

nazionali del santo,

quali inutilmente ail

vendo

insistito

per ottenerne

corpo, dedi-

liberarono nel i5go d' involarlo segreta-

mente. La
la

citt

avendone penetrato

il

gnori di Castiglia, non che al reggente


del reame* esortandoli a riconoscere
il

segno, nascose l'urna che lo racchiudeva*

concilio di Costanza, ed a rigettare l'an-

quale poi ritrovatasi nel i63^ fu cagione di sua traslazione solenne a' 6 set-

tipapa Benedetto XIII, che un tempo


egli

pure erroneamente

aveva

tenuto

tembre* venendo indi collocata nella cappella di recente fabbricata , ove gelosa-

per legittimo. Essendosi portato nella

mentesi custodisce qual

tesoro.

Anna du-

Normandia, indebolito quindi


nit, fu esortato a tornar nella

nella sa-

chessa di Bretagna, poi moglie de' re di

mentre viaggiava aumentatosi


si

Spagna ; il male
inesprii

Francia Carlo Vili e Luigi XII, nella penisola di Rhuys presso Vannes e a poca
distanza dal

fece

condurre a Vannes, con

mare

vi

eresse

il

castello di

mibile contento degli abitanti,

quali

Suscinion. Sopra un'altra punta della penisola

per restarono turbati allorch


disse loro,

il

santo

vedesi l'antica abbazia di


a'

s.

Gilda

non
la

esservi

venuto per conti,

fondata

benedettini nel

nuar
si

le

funzioni del suo ministero

ma

Gilda
per
le

il

per cercare
al

sua tomba. Nel l'avvicinar-

scorrerie

Saggio, la de'normanni nel

VI secolo da quale abbandonata


princi-

punto estremo fu visitato dal vescovo, e da molte persone del clero e della
nobilt, tutti esortandoli a perseverare
nella pratica delle virt, e

pio del secolo

circa, fu ristabilita nel

1088 da Goffredo I duca di Bretagna. Ne fu poscia abbate il famoso Pietro Abelardo (V.), e tuttora
sua cattedra: l'abbazia
alla
la
ivi si

di ricordarsi di essi allorch

promise loro sarebbe in-

conserva

la

neh 638

fu unita

nanzi a Dio.

magistrati di

Vannes

te-

mendo che
ni,
i

di lui cui religiosi

domenicacorpo dive-

quali nella citt

non

vi

possedevano

congregazione di s. Mauro. Passata Bretagna con Vannes per la detta duchessa Anna alla Francia, furono riunite
alla

convento, ne portassero via

il

nuto cadavere

lo fecero interpellare in

nes e

corona nel 532 da Francesco I. Vanil dipartimento, durante la gran1

quale luogo preferisse d'esser sepolto;

ma

de

lunga rivoluzione di Fraucia, fu

il

VAN
teatro di qualche sanguinoso combatti-

VAN
Commansuo, ut ei fidelis esset

129

mento.

Felicem Namneticum Episcopum a morte liberatila est. Post haec iuravit fratrt
sed nescio quo ; sacramentum inrumpere voluit. Quod Chanao sentiens, iterum eum persequebatur. At ille, cum se evadere non posse videret, post alium comitem regionis illius fugit, nomine Chonomorem. Is

La
la

sede vescovile, secondo

ville,fu istituita nel

55o,suffraganea del-

casu

La

metropolitana di Tours e lo tuttora. Civilt Cattolica de''2 maggio 857


j

rifer colle

corrispondenze di Francia

desiderarsi

da gran tempo
la

la

divisione

della provincia ecclesiastica di Tours, che

cum
dit,

sentiret persequutores eius adpro-

abbraccia tutta

Bretagna, l'ngi e

il

pinquare, sub terra

eum

loculo abscon-

Maine; perci volersi ormai innalzare il vescovato di Rewies a metropoli, con assegnargli per suffraganee
di
le sedi

componens desuper ex more tumu-

luro,parvumqueei spiraculum reservans,

vescovili

Quimper, s. Brieux e Vannes. Per ancora non se ne conosce l'effettuazione. I Sammartani, Gallia Christiana^. 4, pFenetcnses Episcopi, registrano 1 54 per 1 . vescovo di Vannes s. Paterno (V.)
1
:

undehalitum resumere posset.Advenienautem persequutoribus eius, dixerunt Ecce hicMaclavusmortuus atque


tibus
:

sepultus iacet.

Quod
et

audientes, at-

que gaudentes,
bibentes
,

super

tumulum

illum

nato nell'Arniorico, ordinato nel concilio tenuto nella citt da s. Perpetuo metropolitano di Tours nel 465, e sottoscrisse
sai
il medesimo concilio, dunque asprima dell'affermato da Commanville. Il santo edific un monastero vicino a Vannes, per la fondazione dell'episcopio

mortuum

renunciaverunt fra tri , eum esse.Quod illeaudiens,regnum

eius integrum accepit.

Nam

semper

bri-

tanni sub francorum potestate postobi-

lum

regis Clodovei fuerunt, et comites,

non reges appellati sunt. Macliavus autem de sub terra consurgens Veneticam

urbem

expetiit,ibique tonsuratus, etepi-

ottenne dal sovrano di Bretagna il castello de la Molhe, come riferisce Chenu,


sostenne virtuosamentequalche persecuzione d'alcuni vescovi comprovinciali, e

scopus ordinatusest.Mortuo aulemCha-

lis,

naone, hic apostatavit, et dimissis capiluxorem, quam postclericatum reli-

querat,

cum

regno

fratris

simul accepit.
est."
I.

per evitare ulteriori discordie si ritir tra'


franchi ove santamente mor circa
il

Sed ab episcopis exeomunicatus

555.

De

eius interitus refert ista


et

e.

16,

5.

Buller lo dice nato nel 490, questo ritardo del suo vescovato avvicina l'epoca voluta da Commanville sulla
il

Siccome

Macliavus quondam
y

Bodicus Brita-

istituzione della sede di

Vannes. Trovo

poi in qualche collettore de'concilii, che

norum comites sacramentum inter se dederant ut qui ex eis superviveret filiospartis alterius lanquam proprios defensaret. Morluus autem Bodicus reli

quello di Vannes del 465 fu per l'elezione e ordinazione del suo vescovo Libera-

quitfiliumTheodoricum nomine. Quo, Macliavus oblitus sacramenii,expulso

non di s. Paterno. 1 Sammartani dopo di lui registrano vescovi Clemente, Amanzio, Modesto che sottoscrisse il concilio d'Orleans del 5i 1. Macario fratello
to, e
i

di

Chanuo conte
s.

di

Bretagna. Lasci

scrit-

Tours lib. 4, e. 4-Chanao Brilannorum comes tres fiatres suos interfecit. Volens autem Macliavum into
di
terficere,

Gregorio

a patria, regnimi patris eius accepit. Hic vero multo tempore profugus vagusque fuit. Qui tandem miserante Deo } colle e tis secum a Britanniae viris y se super Macliavum obiecits eumque cumfiHo eius Jacob gladio interemit j partemque regni ,quam quondam pater eius
tenueratyin sua potestate restituit. Partem vero alium VuarocusMacliavi filius vindieavit. Si vuole che quindi fosse ve-

comprehensum

atque catenis

oneralum

in carcere retinebat.

Qui per

VOL. LXXXVIII.

i3o

VAN
pari l'esilio

VAN
defunto a'27 giugno, e che don a'canonici di sua chiesa la met di quella di s.
Paterno. Neil 182 Guihenoco gi arcidiacono di Rennes, ebbe grave controversia coll'abbate di
s.

scovo Eunio o Eonio,il quale

messo

d'ordine di Chilperico I, indi gli fu perdi ri tema ce a Vanues. Nel 590 era

vescovo Reale, indi

memoria
s.

nel

Guiunino, di cui Proprio Sanctoriim Ves.

Salvatore di Re-

netensi a' 19 agosto. Suoi successori fu-

don, abbazia della diocesi, don diversi


beni a'suoi canonici, e cess di vivere nel

rono,

Icnoroco, Rinaldo, Susanno

I,

Junkehelo, Joiloco o Bodoco, s. Ingueteno,s.Meriadeco o meglio Mereodoco (/'.)


che ripugnante accett
il

121

7.

Nel seguenteGuglielmoI,oeli225
1

Roberto

intervenne alla dedicazione

vescovato,eletto

dell'abbazia di Villanova.Cadioco

dal clero e dal popolo. Nel Proprio

San-

neli2,54 don
chiesa di
s.

ctorumVcnetensis
Signore a'7
di

si

legge che ripos nel


Il

morto Vannes la Maiolo per celebrare un anal

capitolo di

giugno.

Buller lo dice o-

niversario all'anima sua. Nello stesso gli

norato nello stesso giorno, e che l'antico


Breviario di Treguier pone
nel
1

successe Guglielmo

li,

Guido

nel
in

1263

la

sua morte
s.

dedic
nes,

la

chiesa di

s.

Francesco

Vanpro-

3o2,

il

che non pare. Quindi


s.

Mel-

Guidomaro

del

1270
I

costitu ren-

deoco,
les,

AmoD, Mabon,
s.

Chomeano, Di-

dite per anniversari

suffragi

per

la

Kenoionoco,

Justoco, Jaguto, Cai-

pria anima. Enrico

Bloc, di singolare

gono, Luetuarto,Bilio I, Cunadano,Blinliveto, Auriscando I, ISlorvanno I del

semplicit, fece

e mor nel

286. Eurico
,

una donazione a'canonici 11 Tors gi tesoripar


il

689 circa. Ago


nes a tempo
l'8i4,
di

resse

il

vescovato di Van-

riere della cattedrale

castello

Carlo Magno, Isacco nel-

vescovile de
pitolo:

la

Mothe

e lo lasci al

suo ca-

Kermarico nell'818, Vieloconel1*819, Ragenario ne ^'^38, Susanno II nell'866, CourantgenOj al cui tempo normanni presero Vaones. Jerenna o Erenna a tempo di Adriano li Papa
i

dell'

867 qucm

invisit, recatosi

in

Ro-

ma

quale legato di Salomone re o du-

ca di Bretagna.
nel!'

Cenuemoco,

a cui scrisse
:

882 Papa Giovanni Vili minus doctam scientiam titani

Miror
sacer-

dotali pittare post perpetratimi honiici-

nominalo nel 1295 e neli3o5. Gaufrido 1 de Roche fu ri del 3 6. Giovanni I Parisi, ebbe a coadiutore Enrico Camo canonico di Vannes e morendo neh 334 fece una lascita pel suo anniversario. Gaufrido 11 del 337, Gualtero de Saint Pere deh 347, Guglielmo 111 sedeva ueh35o,Gaufrido 111 deh 362 fond la cappella del ss. Sagramcnto nella cattedrale. Giovanni 11 de' signori di Monstrelaix del 368, poi traslato a Nan1
1

diuni posse in sacerdotio ministrare : inimo quod est peius t nobis suadere velie,

tes.

Enrico

111

Le Barbo nobile
del

di

Qui-

tto

deh 383, di gran


,

probit ed erudizio-

ut ipsi tali praesumptioni praebere-

ne

cancelliere

duca

di

Bretagna.

mus assensum.
II,

Poscia fu vescovo Dilio

forse confuso col


11

l'omonimo gi
del

ricor-

dato, Auriscando

1002, Judicaeldi Bretagna figlio del duca Conauo e morto nel 037 a' 1 3 giugno, secondo il Marlyrologio Venetensi. Budoco mori nel io65, Mengio de Porhoet de'conti del suo nome nobilissimo bretone, Morvanno li del 1088, Giacomo I morto nel
1

o De Leslrequer domenicano gi vescovo di Treguier, postulato dal capitolo, mor nel 1408. In questo

Ugo Sloquer

Amalricodela Mothe,che prest omaggio neh427 al duca di Bedfort reggente di Francia pel re d'Inghilterra; a suo tempo in Vannes vol al cielo s. Vincenzo Fertraslato a s. Malo. GiovaliIH Valydire domenicano di Cornovailles nel 433, gi vescovo di s. Paul de Leon, restaur la cattedrale e con munireri, indi fu
ni
1

132,

Eveno defunto

do

cistercense

nel 1 43, Ruaumorto a'22 ottobre 1 177,


1

ma

uel Necrologiit/n

Fendente

si

dice

ficenza la beuefic,

eresse la cappella di

VAN
Leone pel e apitolo, abbell quella della B. Vergine dietro al coro e ivi fu tumulato neh 444' n questogli successe Ivo de Pontsal nobile della diocesi di Vannes, domenicano, gi tesoriere della cattedras.

VAN
decessole. Nel
1

i3t
la

574 Giovanni de
nel

Haye
gli

benedettino, gi vicario generale del precedente.


successe

Morto
il

i5y5

in

questo

fratello

Lodovico, indi fonda-

tore del collegio di Vanues,mor

neh 588,
il

le

immisi!

francescani in Diaveto, a

come
1

il

predecessore fu deposto nella

Ponti vio e
reri nel

nell'isola di

Rhoysj intervenne

cappella di Nostra

Donna

dietro

coro.

all'elevazione del corpodi s.VincenzoFeri

456

celebrata dal cardinal Gelifi*

Nel 5g?. Giorgio d' A radon de'signori di tale luogo presso Vannes, sepolto nel cos. Giovanni. Nel 099 Giacomo III Martino di Bordeaux, al cui tempo neli6i5 fu fabbricato il convento de' cappuccini. Nel 1622 permut la

vo, e

a'7 gennaio i47^ pollo in cattedrale nella cappella di

morendo

se *

ro della cappella di

s.

Vin-

cenzo martire. Nella sede vacante consagr la cattedrale il vescovo di Sinope I/i
pcirtibus. A' 17

maggio il cardinal Pietro T de Foix (f -). Per sua morte il capitolo nomin Roberto 1 le Borgne canonico di Nantes, ma Papa Innocenzo Vili dichiar nulla l'elezione. Invece nel

sede con l'abbazia di Panisponte

il

cui

abbate Sebastiano de'conti di Rosmadec divenne vescovo di Vannes, e fu consagrato dall'arcivescovo di Tours. Nel suo
vescovato, in Vannes furono assegnalo
rendite agli introdotti cappuccini
,

1490 ne

di-

chiar amministratore

il

proprio nipote

nel

cardinal Lorenzo Cibo(V.).

Neh5o4GiaSamblacay,

1628

a'carmelitani scalzi, al collegio de'

como de Beaune de'signoi


gi tesoriere di
s.

di

gesuiti, al

convento de' domenicani;

alle

Malo. Nel i5i ! Roberto II Guib vescovo di Treguier, Rennes e Nantes, fatto amministratore perpetuo in grazia di

religiose orsoli ne, alle ospedaliere, a quelle della

Visitazione.
i

Di pi

nella diocesi

ammise
nebont,

cappuccini e l'orsoline ad lieoagostiniani a Malestric,


le

Anna

regina di Francia e
!
1

gli

mo-

5 4 a istanza di Claudia regina di Francia, Andrea Hamou canonico di Rennes e abbate di s.


duchessa
di

Bretagna. Nel

nache del Calvario nell'abbazia


la
s.

di Redoti,

quale esseudo della congregazione di

Mauro riform e restaur.


i

In

Auray poi

Gilda.

Dopo di

lui

il

cardinal Alessandro

se

carmelitani,

cappuccini ed

france-

Farnese diacono

Eustachio per amministratore per poco tempo, dipoi Papa


di
s.

scani; in Parigi intervenne all'assemblee

del clero, rappresentando quello di Bre-

Paolo III. Nel i5i5 vescovo il cardinal Lorenzo Pucci(V.) fiorentino, che govern per vicari; abdic in favore del nipote r cardinal Antonio Pucci (^ .), cio nel 1 536 (ma lo zio era morto prima); ed an che questi nel 1 54i rassegn il vescovato al proprio nipote Lorenzo Pucci, o meglio

tagna; fece sta mpa re

il

rum

di

sua chiesa, e

Proprium Sanalomorendo nel 1646


s.

fu sepolto nella cappella di

Vincenzo

Ferreri della cattedrale. Gli successe nel

consanguineo Carlo di Rosmadec s. Maria de Troncheto, nel 1649 deputato agli stati di Bre-

1648

il

nobilissimo, abbate di

Io prese in

coadiutore con futura succesil

tagna, e

sione,
1

55

cardinale nel 1 544* ^ e l Carlo de Marillac, poi traslato a

morendo
1

l'assemblea del clero.

neh 655 intervenne in Parigi alCon esso termina


Gallia Christia-

la serie de'vescovi nella

Vienna. Nel 558 Sebastiano de L'Aubespine, si dimise nel 1 55c), ed in questo fu vescovoFilippodu Becde'signori deBourry; intervenne al concilio di Trento, e poi pass alle sedi di Nantes e di Reims. Nel 1 565 Giovanni le Febure canonico cantore della cattedrale, per cessione del pre-

na

dell'antica edizione,

ma

riportano

he Notizia di /?oseguenti. Nel 174^ Gio.

Giuseppe de Saint-Jean de Jumilach, di Briva diocesi di Limoges. Neh 746 Carlo Giovanni de Berlin di Perigueux. Nel 1775 Sebastiano Michele Amelotd'Angers: ricus di dimettersi neh 801 in con-

i32

YAK
di

va
Pio VII, e
fir-

seguenza del concordato

senza provar che


dell'altre. 11 3.
stici, a'
si

lo fossero,

ne sposavano
gli ecclesia-

non dimissionari. Nel 1802 Antonio Saverio Maineeui Pancemonl di Gand, gi parroco di

le

proteste de' vescovi

non vuole che


il

quali interdetlo

matrimonio,

trovino all'altrui nozze, n in lutti que'


potessero esser lor-

s.

Sulpizio di Parigi. Nel

cesco

807 Pietro FranGabriele Raimondo Ferdinando di


1

luoghi, dove l'orecchie egli occhi loro, destinati a'sagri misteri,

BaussetRoquefortd'Aix,lraslalonel 181 7 all'arcivescovato patrio. Nel 18 19 Enrico

dati dagli spettacoli


Il

o da parole inoneste.

i3 condanna altissimamente l'ubbia-

M. Claudio de Bruc
diocesi di Nantes.

della Bassa

Loira

chezza negli ecclesiastici


niscano corporalmente.

come
Il

1'

origine
si

Per sua morte Leone

d'ogni sorta d' eccessi, e vuole che

putra

XII a'2 ottobre 1826 preconizz Simone Garnier di s.Vallier diocesi di Langres,gi canonico e vicario generale di Treveri, ed allora canonico e vicario generaledi Rennes. Morto pochi mesi dopo, lo stesso Papa nel concistoro de' 18 settembre 1827 r dichiar vescovo di Vannes l'attuale mg. Carlo Giovanni de la Molle de Vauvert,
del castello di Saint-Pere di
cesi di

16 condanna

una superstizione, che introducevasi


gli ecclesiastici,
i

quali facevano professio-

ne d'indovinare l'avvenire aprendo qualche libro della s. Scrittura, ci ch'eglino chiamavano la Sorte {V .) de'santi, come
del tutto opposta alla piet e alla fede.

Launay

dio-

hanno usato
profezia
in
;

Vedesi tuttavia che alcuni servi di Dio alle volte questa maniera di
questo

Rennes, gi direttore del piccolo

seminario di Rennes e parroco, poi canonico della cattedrale, encomiandolo per


gravit, prudenza, dottrina, probit e integrit, ed istruitissimo nelle funzioni ec-

imperocch si pu distinguere ci che gli uomini dabbene

fanno

la sola fiducia nella

Ogni nuovo vescovo tassacamera apostolica in fiorini 370, ascendendo le rendite a i5,ooo franchi: prima godeva 24,000 lire. La diocesi si estende per circa 3o leghe iti lunghezza e 20 in larghezza, contenendo pi citt e luoghi, poich comprende il
clesiastiche.

to ne'libri della

per bont e nella provvidenza di Dio, da ci che altri facevano per mestiere o per spirilo di curiosit, o per guadagnar denaro, mettendovi delle
in certe occasioni straordinarie
Il

pratiche superstiziose.
celebrato in

i. concilio
la

fu

Vannes neU'8i8 per


s.

fon-

dazione dell'abbazia di

Salvatore di Re-

don.

Il

3.

si

adun nell'846, da Nomeo-

dipartimento del Morbihan. Concilii di Vannes.


11

ne principe de'bretoni. 11 4 fu celebrato neH'848.11 5. concilio ebbe luogo nel

io4o sopra
s.

la disciplina ecclesiastica.

Il

i.fu tenuto e presieduto da


di

Per-

6. concilio di

Vannes o
per
in
la

di

Tours

fu te^
s.

petuo arcivescovo

Tours

nel

465 per

nulo nel
te

455

traslazione di

Vin-

l'elezione e ordinazione deli.vescovo di

cenzo Ferreri,
predetto

quell'anno solennemenIII,

Vannes che
ni di
s.

si

conosca, cio secondo alcus.

canonizzato da Calisto
il

a cui avea
l.

Liberato, e al dire d'altri di

Pa-

pontificato. Regia,

21 e 25.
2,

terno o Paderno, seu Pater vulgo dictus

Labb,
dine di

t.

4> 7 e 9. Arduino,
(s.).

t.

e 6-

de s. Poix. L'arcivescovo con 5 vescovi, compreso quello di Vannes, vi fecero 16


canoni sulla disciplina ecclesiastica, molti

VANNES
s.

Congregazione dell'or-

Benedetto. Le congrega zioui

benedettine esenti di Fiandra e di Fi ancia, inclusi

de'quali sono eguali a quelli del concisefal-

vamente a quella
il

di

s.

Vedaslo

lio di

Tours del 461. Ui.ordina di parar dalla comunione gli omicidi e


i

d'Arras, di cui tratta

p.
t.

Helyot, Storia
6, cap. 33, es-

degli ordini monastici,

si

testimoni, finch abbiano fatta peniIl

sendo state formate da alcuni monasteri,


piuttosto per sottrarsi dalla giurisdizione
de' vescovi, che per riformare
i

tenza.
li

2.

separa dalla
le

comunione quel-

che ripudiando

mogli come adultere,

costumi

V A N
conotti della maggior parte dell'ordine Brucete t ti no conie osserva lo slesso p. Het

VAN
restituire

i33

nei o Vanne, morto nel 52 5. Madalveo vescovo della stessa citt nel y53 fu il i.

lyot,

non potevano certamente


il

abbate
di lui

di

s.

Vannes, e trovasi che prima

suo antico lustro; poich non facevano queste tali istituzioni per
desiderio di acquistare una maggior perfezione;
se rotto

a quest'ordine

ma
il

piuttosto perch loro non fos-

Angelberto arcidiacono di Verdun era preposto di s. Vannes nel 701. 1 primi vescovi di Vetduu considerarono il monastero di s. Vannes come un luogo
privilegiato, ed
ivi

corso d'una vita libera, e op-

scelseroordinariamen-

posta allo spirito dei loro stato; e per questo


il

te la loro sepoltura.
ci,

cardinal Carlo di Lorena legato del


ne'vescovati di Metz,

Vi posero de'chieriche vivevano secondo la forma apostoAtti Apostolici.

Papa

Toul

Ver-

lica prescritta negli

Non

dun,essendosi inutilmente adoperato per

fu che alla

met

del secolo

che

v' in-

riformare monasteri di questi paesi, giudicando il male incapace di rimedio, secolarizz I' abbazie di Gorze e di s. Martino di Metz, eie priorie della Madonna di Nancy, di Salone, di Varangeville e di
i

trodussero l'ordine monastico. Berengario vescovo di

Verdun,

vi

colloc de'be-

nedettini nel 952. Quest'abbazia situata


nella cittadella di

Verdun, divenne

cele-

bre pel merito de'molli suoi abbati che


vi

s.

Nicola,

le di

cui rendite fece applicare

fiorirono, e per la riforma di cui va-

alla chiesa

primaziale di Nancy, ed ezian-

dio propose a

Papa Clemente Vili

d'in-

a ragionare. Dopo qualche tempo dacch Desiderio soggiornava presso l'abba-

do

teramente sopprimere l'ordine benedetti-

zia di s

Vannes,

risolvette di farsi frate

no nelle provinciedella sua legazione. Ma quando era pitiche mai disperata la riforma, Iddio fece sorgere un uomo santo, che fu il riformatore della monastica disciplina in Francia e in Lorena e fece
,

converso nella medesima, non avendo alcuna tintura nelle scienze. Ne parl egli al
suo zio materno Bonecart, luogotenente
generale della
citt, e

per suo mezzo ot-

tenne dal vescovo, ancor


to,

rivivere Io spirito
egli

di-s.

Benedetto,

di cui

ed abbate di

s.

lui suo congiunVannes, per essere sta-

professava

la

regola.
il

Fu questi d.

De-

la unita la

mensa abbaziale
d'esser ricevuto

al

vescovato
tra'

siderio de la Cour,
zeville,
i

quale nacque in
delle
il

Mon-

di

Verdun,

non solo

3 leghe distante da Verdun, nel

religiosi dell'abbazia,

ma

ancora di ve-

55o

da genitori

prime famiglie

della provincia,

ma

patrimonio loro non


de'beni di fortuna
la-

corrispondeva
essendo
nella guerra,

alla nobilt di loro stirpe,

stati spogliati

onde

si

videro costretti a

vorare

le

loro terre per mantenersi. De1

nire annoverato tra'monaci da coro. La comunit monastica mostr di tal cosa molto dispiacere, querelandosi del torto che facevasi ad un s celebre monastero coli' ammettervi un ignorante, allevato continuamente alla campagna; usando

siderio di

7 anni fu

mandato

Verdun,

nondimeno

il

vescovo di sua autorit

gli

ove per divina disposizione venne alloggiato vicino all'abbazia di s. Vannes. Non
si

conosce

il

tempo

e gli autori della fons.

convenne dargli l'abito. Subito venne quindi maltrattato aspramente; ma la sua pazienza e mansuetudine gli guadagnaro-

dazione
nella

dell'

abbazia benedettina di
in

no finalmente l'affetto d'alcuni


monastero,
segnargli
tica.
i
i

religiosi del

Vannes, S. Vitonus, situata

Verdun
la

quali

si

presero

la

cura d'in-

Lorena:

si

sa

solamente che

chiesa esisteva fiuo dal


le

V secolo fuori dell'

Vi

si

primi elementi della grammaapplic egli cou molta assiduile

mura

della citt, sotto

invocazione

t, e
tal

superate

prime

difficolt,

mostr
questo

de'ss.

Pietro e Paolo. Prese io seguito per


s.

capacit per le lettere, che per dargli


d' avanzarsi in

patrono
di

V'itone (V.)o Vitono vescovo


in francese

maggior comodo
studio,fu

Verdun, detto

Saint- Van-

mandalo all'universit diPout--

i34

VAN
lettere di
so,
si

VAN
guari, che s'accorse della furberia de'suoi
corrcligiosi, poich invece di trovarvi le

Mousson, accio potesse meglio istruirsi. Fece quivi il suo corso di filosofia eleologia, e pass maestro delle arti. Sul cominciar dello studio della teologia, che fu
nel
zio,
1

cambio, che

gli

vide da loro iniquamente


,

aveano promesabbando-

58

ricevette l'ordine del sacerdo-

essendo in et di 3o anni, e compiuto lo studio di teologia fece alcuni sermoquali manifestarono il talento ch'eni,
i

nato laonde fu costretto a ripassare in Lorena. Tornalo che fu alla sua abbazia, ebbe qualche pensiero di mutare ordine,
siccome quello
spirilo;

gli

avea per

la

predicazione, nella quale


le

conservasse in Francia
si

sarebbe eglia meraviglia riuscito, se


occupazioni
plicarvisi.
gli

sue

Benedetto pi non il primiero suo consigli in questo particolare


di
s.

avessero permesso di apal

con delle persone

pie, le quali gli

persuavi-

Ritorn

suo monastero

ri-

sero di perseverare nel suo stato, e di

solutissimo d'ossei vare esattamente


gola, che avea professata;

la re-

vere in esso pi regolatamente che poteva.

ma

se gli

para-

Abbracci
in

egli
la

rono avanti grandi ostacoli per parte de' religiosi, che non potevano soffrire tale distinzione. Non sapeva contenersi dal rappresentare loro l' obbligo che ad essi
correva di
di piegare

mettere

pace
di

questo consiglio, e per sua coscienza si port

dal priore, e gittata a' suoi piedi quella

poca quantit

a disporne,

denaro che avea, lo preegualmente de'suoi mobili

menar
il

vita

pi conforme
discorsi
gli

al

e de'suoi libri, e gli propose di volere ri


tirarsi in

loro istituto. Simigliami


loro spirito,
;

invece
i

un eremo per menar quivi

la

rendevano

vita degli antichi solitari.

Ne ottenne
priore

fa-

monaci a
di lui
,

lui avversi

quindi per disfarsi


,

cilmente

la licenza,

ed

il

gli asse-

come

d'

un censore molesto

gli

gn per luogo
s.

del suo ritiro V

eremo

di

persuasero di ritornare a Pont--Mous-

Cristoforo, dipendente dal monastero


s.

son peracquistare maggior perfezione


lo studio della teologia, ed

nella

di

Vannes,

e distante
egli

leghe da Verin

impararvi
egli di

dun. Dimor
litudine
,

io mesi

questa so-

lingua greca ed ebraica,

il

che

na

voglia accett,

come cosa per lui

buoa gran
i

segno vantaggiosa, e favorevole alla gra passione che avea contralto per le scienze.

non nutrendosi che di pane e acqua, ed avrebbe perseveralo in quella sorle di vita fino alla morte, se Dio, che
l'avea eletto per riformare
il

suo ordine,

Dopo aver

per alcuui anni dimorato

in quest'universit ritorn a

ma

s. Vannes, non trov alcun cambiamento ne'costumi de'religiosi,i quali non potendo tol-

non disponeva diversamente. Le guerre accese in Francia dall' eresia degli ugonotti
calvinisti

imperversando,

I'

obbli-

lerare l'esemplare vita del p. d. Desiderio,

e temendo
avvisati di

la

riforma del loro monasteil

ro, avendoli

vescovo abbate sovente


risolvettero

garono ad uscire dalla sua solitudine per non divenire il bersaglio degl'insulti de' furiosi soldati. Uscito dal suo eremo enquali con sommo giutr tra'minimi,
i

mutar costume,

bilo lo ricevettero, e lo vestirono dell'a-

d' allontanare chi poteva contribuire

questa riforma. Finsero quindi di volerla


jibbracciare, ed indussero
rio a portarsi a
il p. d. DesideR.oma, acci procurasse la

disunione della mnsa abbazialedis, Van-

nes da quella del vescovo di Verdun, alla quale era stala unita, facendogli credere,

che questa era


la

la

maniera

di

conseguire

riforma. Part egli

dunque da Verdun

neli587,

ma

giunto in

Roma non and

Ma conservando sempre un ardente affetto verso quello di s. Benedetto, dopo qualche tempo usc dal convento de' minimi, e rientr in s. Vannes pi che mai risoluto di promuovere la riforma del suo ordine, della quale finalmente, come bramava, venne a capo. Il vescovato di Verdun, al quale era sempre unita la mensa abbaziale di s. Vannes, essendo stato conferito al priabito dell' ordine loro.

VAN
cipe Eriksone o Enrico ili Lorenn, questo prelato si trov s ben disposto, che il p. il. Desiderio non ebbe molto ad affaticarsi per farlo risolvere ad intraprendere la riforma del suo monastero. Queste disposizioni del nuovo vescovo di Verdun aprirono le prime vie alla generale
del vescovo,

VAN
chi religiosi a

i35

mandando 18 di questi antiMoyen Moutiers in Vosge,

ch'era parimente soggetlo alla giurisdizione di questo principe non meno che s. Vannes. L'abbazia di Moyen- Moni iers,

Medianum Monasteri'um
zia benedettina della

riforma, e
re di
s.

la

volontaria rinunzia del priofu nello slesso


il

so

il

6j

da

s.

, era un'abbaLorena, fondata verIdulfo (V.) abbate e gii

Vanne, per cui


in sua vece eletto
la

arcivescovo di Tre veri. Ritiratosi dalla


stia

tempo
rio

p. d. Desideil

de

Cour,

fin di facilitare

riusci-

mento. Nel i5g6 il nuovo priore prese il governo di questo monastero, e non avendolo accettato, che per le replicale istanze del vescovo,
giustizia
si

sede in questo luogo del monte di Vosge, che separa la Lorena dall' Alsazia, sebbene allora coperto di boschi e abitato da ogni sorte di bestie, credendo

di ri veni sconosciuto, la

fama
sue
il

di

sua pie,

credette di potere per

t vi attir imitatori alle

viriti

pe*

da
si

lui

esigere

che

1'

assistesse

quali egli dovette edificare


e gli die
il

nell'esercizio di quel ministero, che per

monastero, detto nome significante che sor-

suo ordine

addossava. Risoluto d'intro-

geva
il

durre la regolare osservanza in questo monastero, malgrado le opposizioni de'


religiosi, fu
il

mezzo a 4 altri. Aumentandosi numero di que'che volevano viveresotin


s.

to la sua direzione,

Idulfo fu costretto

vescovo obbligalo a secon-

fabbricare diverse celle o piccoli


steri ne'dintorni.

mona-

dare

suoi desiderii;

per lutto in

non gli concedette una volta quanto egli dol'

be su questi,
bitabili

Quel potere ch'egli ebl'esercitarono pure succesi

mandava.

Il

vescovo propose
il

all'are al

sori suoi. Dissodate quelle terre e resi a-

suo consiglio,

quale deliber soltanto

que'luoghi deserti,

altri vi si sta-

una mitigazione, la quale impedisse solamente, che religiosi non violassero apertamente loro voli, senza proibir loi i

bilirono a poco a poco, onde que'piceoli

monasteri sottoposti

al

grande vennero
itt

trasmutati in parrocchie,! lorooratorii

ro n giuochi, n divertimenti ordinari.

chiese parrocchiali, sotto la piena giuris-

Ben presto per


di

si

conobbe

la

poca

sa-

dizione dell'abbate di Moyen-Moutiers,


s

viezza di questo consiglio, che ricopriva

sul clero e s sul popolo. S. Idulfo die

confusione coloro che n'erano

prin-

a'suoi
di
s.

monaci

la

regola di
>

9.

non impediva loscaudalo, che cagionava una libert s contracipali autori, poich ria allo stato religioso;
il

Colombano ed
la sola di

in seguito essi
s.

Benedetto e ab-

bracciarono

Benedetto. Per
figlio del re

che obblig

fi-

nell'896 Zuenteboldo,

Ar-

nalmente

il

vescovo ad aderite

all'istan-

noldo, die quest' abbazia in beneficio al

ze del p. d. Desiderio, che proponeva d'in-

conte Ilino, che ne cacci l'abbate e


naci, e vi pose cle'cauonici. Ilino

mo-

traprendere
ta
to,

il

ristabilimento della strets.

osservanza della regola di

Benedetdi acco-

vestendo de'giovani di buona indole,


egli

quale

stesso

procurerebbe

ebbe molti successori che vennero chiamati abbati conti. L' ultimo, nominato Gisilberto, volendo ristabilire 1' ordine monastico a

stumare
si, la

agli esercizi della riforma, sen-

Moyen -Mouliers,

verso

il

939 vi

pose per

za fare caso alcuno degli antichi religio-

maggior parte de'quali era incapanon s'opponessero a'suoi diseottenne un breve da Clemente Vili
il
1

abbateAdalberto monaco di Gorze,il quale molto dopo adoperossi per far fiorire
di

ce di ridursi ad una vita regolare; ed acci eglino

nuovo

la regola benedettina in quella

casa, e di veuue rinomatissima e fra le pi


illustri to,

gni,

abbazie dell'ordine

di

s. s.

Benedet-

verso

598, che esegui

col consenso

non che

unita a quella di

Vannes.

j36

VAN
avervi
il

VAN
mandato
i

Dopo

p.

ti.

Desiderio

'erezione della Congregazione di


s.

s.

Van~

suddetti monaci, ricev nello stesso tem-

nes e di

Idulfo, titolari e patroni d'am-

po 4 giovani,

quali finito l'anno del noi

bo

monasteri.

viziato, fecero

loro voli nelle sue

mani
il

per andare a

Fu deputato p. Rozet Roma a domandarne la conil

a'3o gennaio 1600, dopo avere rinnovata egli

stesso la sua professione avanti

ferma a Papa Clemente Vili. Il vescovo di Verdun procur per mezzo de'suoi amici d' ottener le bolle necessarie, ed
il

vescovo, appositamente intervenuto alla ccrcmouia di questi nuovi professi, I* esempio de'quali ne trasse ben presto molti

Papa

a istanza di molti cardinali, princi-

altri

per cui V abbazia di

s.

Vannes

si ti

vide in poco

tempo

ripiena d'eccellen-

da fervoroso e zelante spirito animati. Ci cagionava in loro una santa emulazione, gli uni procurando di superare gli altri nella pratica delle virtutti

uomini,

palmente del gran cardinal Baronio, eresdue monasteri in congregazioni dell'ordine di s. Benedetto, sul modello di quella di Monte Cassino e di s. Giustina di Padova, e dichiar partecipi tutmonasteri, che si aggregassero a quelti
se questi
i

li

di

s.

Vannes

e di

s.

Idulfo, de'privile-

t, e particolarmente nell'esercizio della


carit. L' astinenza,
Ja
i

gi,

grazie,indulgenze e immunit, libert,


1'

digiuni, le vigilie,
le

favori e indulti accordati per


alla

addietro

continua orazione,
ristabiliti iu

sante lezioni,

il

congregazione di Monte Cassino, colegge nella bolla

lavoro manuale ed

bene

s.

il silenzio erano s Vannes, ch'era la me-

me si

Quantum ex Mo1

raviglia di lutti, e ciascuno

commendava
il

la piet e lo zelo del riformatore;

quale

emauata da Clemente Vili a'7 aprile 6o4, Bull. Rom. t. 5 par. 3, p. 4o. Anzi avendone abnasteriis pie institutis^
,

non contento d'aver

soffocata nel

suo

bracciata

la

riforma diversi monasteri di

monastero la rea semenza degli sregolali costumi degli antichi monaci , credette per seppellirne sotto alta oblivione la memoria, di dovere eziandio cambiar l'abito, facendolo tagliare sul modello veuuto da Monte Cassino (V.)> nel quale credeva, che pi d'ogni altro
si

monache

benedettine, lo slesso Clemen-

estro Nomine Nobis, te Vili col breve de'4 febbraio 160 5 } Bull, cit., p. 106
:

Monasteria omnia Monialium ordirne


s.

Benedirti in

par tibus Prussiae Polo


t ,

niae et Lituaniae exis lentia ordinariis subiiciuntur,

locorum
Il

conservasse

la

curii privilegio-

figura dell'abito di

s.

Benedetto, oveavea

rum 3 ac
1

indulgenti arum concessione.


s.

promulgata la regola meditala a Subiaco (V.). Quindi essendo perfettamente


%

capitolo generale fu tenuto in

stabilita la regolare osservanza in

s.

Vanla

nes nel luglio 1604, nel quale il p. siderio de la Cour fu eletto presidente

Vand. Des

nes,

il

vescovo di

Verdun

gli

propose

dal capitolo, che dal governo, e priore di


s.

riforma dell'altra sua abbazia di MoyenMouliers in Vosge, sotto l'invocazione di


s.

Vannes,

il

p.

Rozet

visitatore, e

il

p. d.

Idulfo. Vi mand il p. d. Desiderio nel 1601 molti de'suoi religiosi sotto la con-

Claudio Francesco priore di s. Idulfo. Ma perch i superiori della congregazione

non erano abbati come


gregazione di
fu per la 2.
a

quelli della con-

dotta del p. d. Claudio Fraucesco, che per

affetto

da

lui

nudrito per

la

regolare

Monte Cassino, il p. Rozet volta mandato a Roma sul


di
di Paolo V, per quanto avea il

osservanza,
le doti di

come ancora per

l'altre bel,

cominciar del pontificato


ottenere
la

andava fornito cato capacissimo di mandar ad


cui

fu giudi-

conferma
,

elfetlo

una

suo predecessore conceduto, e domandare al

somigliante impresa, come infilili la condusse felicementea ine.L'alleanza, stretta poscia tra

Papa

che

superiori e

visitatori

avessero

la slessa

autorit degli abbati

queste due abbazie, che furiformale,, diede

della congregazione di

Monte

Cassino, la

rono

le

prime

luogo

al

quale avea servito d'esempio a quella di

Vannes. Paolo esaud la domanda con breve de*23 luglio i6o5, il che obblig il p. Rozt ad andare a Monte Cassino per istruirsi perfettamente nella manies.

VA N V

V
vi

A N
il

i3 7

pione, altro vescovo di Limoges,

quale

posei monaci benedettini.


vi si

osservanza
zia

ra di stabilir

la

regola

come per

infor-

marsi ancora de'diritti e de'privilegi goduti dagli abbati dell' ordine.


p.

Mentre
in

il

Rozet

utilmente operava

Italia,

cadendo in furono dissipate dalla poca economia degli abbati. Vi s'introdusse il rilassamento, ed era in deplorabile slato quando Giovanni Regnault ultimo abbate commendatario
s.

La regolare mantenne finch l'abbacon) menda, le sue entrale

il suddetto cardinal di Lorena, vedendo che allora poteva pi facilmente effettua-

la

soggett alla congregazione di


la stretta

Vannes, seguendo
s.

osservan-

re

il

concepito disegno di ristabilire la retutti


i

za della regola di
si

Benedetto.

Ad

essa
il

golare disciplina in

monasteri

si-

sottoposero molte altre abbazie, e

p.

tuati nelle terre di sua legazione, ottenne

d. Desiderio
riori di
s.

daPaoloV un breve
ri
s.

a'2 7 settembre i6o5,


tutti
i

Cour e gli altri supeVannes vi mandarono de'relide


la

per aver facolt d'unire

monaste-

giosi,a'quali felicemente riusc di stabilire


la

dell'ordine benedettino alla riforma di

riforma.

Ma

le difficolt

da

essi

incon-

Vannes. Cominci egli dalla sua abbazia di s. Michele nella Lorena, della quale molti altri monasteri di Lorena e de'
contorni seguirono l'esempio; per cui nel

tratene! riunire sotto una

medesima conla ri-

gregazione quest'abbazie, ed altre pi lontane, che parimente

domandavano

forma,
i

li

fece risolvere a

formarne due

breve giro
steri
s'

di pochi anni quasi

4o mona-

differenti,

una

delle quali in Francia, cui

unirono a questa congregazione, principali furono s. Mansueto de'quali


i

monasteri gi riformali servirebbero di fondamento. Fu questo progetto approvato dal capitolo generale tenuto in
s.

Aspro di Toul, s. Nicola distante due leghe da Nancy, s. Arnoldo, s. Clemente, s. Sinforiano e s. Vincenzo a Metz, e s. Pietro di Luxeuil. Finalmente dopo che il p. d. Desiderio si fu grandemente affaticato nel dilatar la riforma, volle Dio coronar le sue fatiche con una morte preziosa, alla quale si prepar egli per un anno intero con una vita fervorosissima, a capo del quale mor nel monastero di s. Vannes a'i4 novembre 1623 di 72 anni. Molte altre case benedettine di Francia, massime de' Cliiniacensi^J'.), congree
s.

Mansueto di Toul nel maggioi6i8.Que' di s. Vannes permisero fin d'allora a'monaci da loro mandati in Francia, di formare un nuovo corpo di congregazione composto da' monasteri ne'quali aveano
introdotto
pr;
la

riforma, e da quelli che in


:bbero:
le

l'abbi

pei

tenere in

ambedue

congregazioni unio-

ne e amicizia inviolabile, stesero un alto con cui gli uni e gli altri promisero la
partecipazione nell'orazioni e nell'altre

opere buone, come dipoi sempre


tic.

si

pra-

gazione considerata
re la riforma;
le

la

pi antica del rea-

me, desideravano anch'esse d'abbraccia-

Papa Gregorio XV la conferm altrettanto fece Urbano Vili. Questa

ma

gli

sconvolgimenti deldifficile
I'

guerre rendendo troppo

u-

di

congregazione fu conosciuta sotto il nome s. Mauro (V.); ed a 'calcoli che riportai

nirsi fra loro, si stabil

lo stesso

bazia di
la

una riforma sulmetodo. Essa cominci nell'abs. Agostino di Limoges nel 161 3,
il

col

Novaes

in tale articolo,

qui aggiungo,

altri

dicono che comprese 180 tra abba-

zie e priorati,

venendo governata da un
des Prez o Prati in Parigi,

quale era stata fondata verso

042

particolare presidente generale residente


a
s.

da s. Ruricio il Giovane vescovo di Limoges, e vi pose canonici regolari; ma avendo danesi distrutto interamente il
i

Germano
si

ove peli."

stabil la

riforma e
le

si

dila-

t per le provmcie.

Fra

principali ab-

mouastero, fu

ristabilito nel

934 da Tur-

bazie che seguirono questa riforma, sono

i38
lineile di
s.

VAN
Dionigi,

VAN
s.

b nominarsi, oltre quella di

Germano, Fecamp, Vendrne

ve. Strettissima fu

congregazione

eli

s.

sempre l'unione Ira la Mauro, e quella di s.


le

Vannes e
zioni,

di

s.

Idulfo, e

loro costitu-

tranne poche cose, erano conformi.

di Lorena Leopoldo I procur che Papa Clemente XI erigesse il monastero in abbazia solfo il titolo di s. Leopoldo. L'a bbale ch'era regolare, non durava nel suo governo che 5 anni, ma quelli che erano stati abbati succedevano

gnificenza,

il

duca

La congregazione di s. Mauro riconohbe l'origine e per madre l'altra in discorso;


e fra tutte lecongregazioni dell'ordine be-

agli abbati perpetui negli altri monasteri,

quando morivano.

Il

capitolo generale
s. Vannes e di s. anno per eleggere

della congregazione di

nedettino non ve n'ebbe alcuna pi


stre,

illu-

Idulfo adunavasi ogni


il

pi feconda d'uomini dotti, e che ab-

presidente,

la

cui autorit
i

terminava
eletti

al

bia prestalo pi rilevanti servigi alla Chiesa di quella di


le
i

finir dell'anno, cos

3 visitatori

nel-

s.

Mauro

in

Francia. Nelsi

lo stesso capitolo. Gli abbati e priori titolari aveano il regime della comunit, solamente quando era loro dato dal ca-

loro sapientissime scuole

formarono
la

tanti celebri scrittori


i

che produsse

congregazione,
te

quali pubblicarono tan-

pitolo generale;

ma essi godevano

nel luo-

opere classiche con dottissimi lavori. I monaci di questa congregazione vestirono

go de'loro cupavano
claustrali,

benefizi de'diritti onorifici; ocil

primo posto avanti

priori

come

riformati di

Clunyo Clugny (f.),

ed avevano una casa separata

ove riparlai della congregazione, tonaca e scapolare nero, oltre la cocolla in coro
e incedendo per la citt, per meno ampia di quella de'monaci cassinesi e di s.

sta

da quella della comunit. I religiosi di quecongregazione , oltre alla regola d s.


i

Benedetto, aveano
ticola ri;

altres degli slatu

li

par-

Vannes.

Ammise
frali

la

congregazione di

s.

tranne
di
lare,

Mauro

frati conversi, vestiti della stessa

mangiavano sempre di magro, caso di malattia. Facevano voto stabilit, non per una casa in particoil

commessi che ritennero l'abito secolare. Avea per stemma una Corona di spine, nel cui mezzo era il mollo Pax , sormontata da un giglio e sotto
maniera, e
,

ma nella

congregazione; quindi potedi casa a

vano cambiate

volont del ca-

pitolo generale o de' superiori. Gli studi

fiorivano in questa congregazione, e pro-

con 3 chiodi della Passione di Ges Cristo. Il p. Helyot citato, t. 6, nel cap. 3y De Benedettini riformati della tratta
:

dusse un gran
lustri.

numero
la

di dotti

molto

il-

Era composta
situati
in

5o monasteri,
ca Contea;
il

congregazione di parte nella Lorena,

congregazione di s. Mauro in Francia. Inoltre nel 1621 si oper U Cliiniacensi altra riforma, la quale poi si divise da
quella di
s.

parte in Francia,

Alsazia e nella

Fran-

Mauro, ed un
s.

all'altra di

s.

Vannes
slacc

e di

Idulfo, e poscia se

ne di-

formandola separata congregazione de' Cliiniacensi della stretta osservanza. Nella congregazione di s. Vannes
e di
s.

Novaes vi aggiunge la provincia di Sciampagna. Bench la congregazione fosse stata eretta sul modello di quella di Monte Cassino, eravi ci non ostante qualche differenza tra l'ima e l'altra in (filanto a'benefzi; in questa, in vir-

t del privilegio accordato dal Papa

Eu-

Idulfo eranvi dell'abbazie,

le

quali

genio IV,

I'

abbazie e priorati erano an-

non essendo commende venivano governate da abbati regolari,

nuali a disposizione del capitolo generale;

come

quelle di

e nell'altra questi benefizi erano espressa-

Moyen-Mouliers,
altre.

s.

Michele, di Senone,

mente conservati
prima, e
religiosi

in titolo

perpetuo, come
s.

Munsler,s. Avoldo, Longueville e alcune

alla disposizione della

Sede.

La chiesa

del

monastero

di

s.

Cro-

vestivano nella stessa maniera

ce di so
il

Nancy essendo
fine del secolo

siala fabbricala ver-

XVII con molta ma*

de'cassinesi,ed aveano per arme mia Corona di spine, nel mezzo della quale era il

AR
Tuttora
il
i

VAR
due vescovati
latino e greco, Pio

i3 9

motto Pax, sormontata ila 3 Lagrime e da un Cuore nella sua punta ardente. Ma la benemerita congregazione di s. Vannese di s. Idulfo, come quella di s. Mauro e altre, rimase estinta in conseguenza
della rivoluzione francese nel declinar del

vescovo latino suffraganeo

dell'arcivescovo di Colocza. Riguardante

man la

bolla Ingeniosa

VI epersonarum re-

secolo passato. Trattano di essa,


lyot, cap. 35:

il p. HeDe'Benedettini Riformali

gia potestale, de* io agosto 1780, Bull. Rom. cont. t. 6, p. 23o: Reintegralo Ej)i scopa t us Varadiensisfit applicano bo-

norum pr mensa
prh'ilegiis, et

episcopali
.

cum

suif
al

della congregazione di s.

Vannes edis.

exemptionibus Quanto
si
I

Idulfo, con la vita del p. d. Desiderio de la Cour loro riformatore. Umberto

vescovato latino, gi fiorentissirno,


ce avere P imperatore Leopoldo
tuito
i

di-

resti-

Belhomme abbate
nasterii ordinis
s.

Moyen-Moutiers , Ilistoria Mediani in monte F esago modi


ss.

suoi limiti, alterati dalle guerre e


il

dall'eretica pravit; quindi

suo

figlio

gatone
iati

Benedicti ex congreViton etllidulphi ) Argento-

Carlo VI nel 1733 avere reintegrato la mensa vescovile di sue rendite. Pio Vl
colla bolla

1724.

V. B ak adato (s.). VARADINO (Faradien). Citt con residenza vescovile d'Ungheria, nel comitato di Binar, marca del suo nome, a leghe e mezza da Debreczin. E altres chiamata Gross TVardein, ed in italiano Gran F'aradino(F.), Magno Faradinum. Nel citato articolo parlai della citt e due vescovi cattolici che vi fanno re1

VARADATO (s.).

de'3 luglio 1823, Bull,

Imposi ta humilitati Nostrae % cit., t.i5, p. 61 5: Dismembratio ar ch'idiaconatus Szathmariensi a dioecesi fllunkacsiensi graeci ritus, ejusque unio dioecesi Faradien' si latini ritus. Tra gli antichi vescovi latini ricorder il cardinal Demetrio (F.) per ben 20 anni insigne per ingegno e dottrina, secondo il Giornale di Roma
,

del

sidenza,

uno

di rito latino, l'altro di rito

greco unito: aggiunger alcune altre po-

che nozioni, alcune delle quali indispensabili. Dicono 1' ultime due proposizioni
concistoriali, per la provvisione di
delti

i854 a p. 1076; ma il Cardella e il Novaes non dicono di Varadino, ma di Giavarino. Giovanni arcivescovo di Strigonia e vescovo di Varadino, perito nel
1

444

ella funesta battaglia di

Vania,

due

vescovi:

Magno Faradini
3

civitas

ad

combattuta contro Turchia, nella (piale portava il reale stendardo di s. Ladislao \.

limi tes Transilvaniae in

feriori sita

in

Hungaria inplano loca a Crysio in


,

Neli534

fu

vescovo di Varadino

so cardinal Giorgio

il famoMartinusio (F.) leg-

duas partes divisas in suo uiiius fere milliarii ambila termille circi ter continet dornos, atque ab ultra septem millibus et (juingentis inhabitatur christifi-

gente d' Ungheria e di Transilvania. Nelle

Notizie di

Roma

sono riportati

se-

guenti vescovi di Varadino o Gran


dino

Va-

delibus. Nelle guerre tra

la

Turchia e

mati, di rito latino. Nel

come sono cumulativamente chia1734 Giovanni

V Ungheria,
sentirono
i

la citt

il

territorio ne ri*

tristi effetti;
la

presa da' turchi

Okolicsnay di Strigonia. Nel 1737 Nicol Czaki di Strigonia. Nel 1747 Paolo
Stefano Forgach di Cseitha arcidiocesidi
Strigonia.

neli66o,poi
li.

ricuperarono gl'imperia-

Riferisce
a

il

Giornale di
P-

Roma

del giunel

Neh 760 Adamo


fu

Patchich di
la se-

gno 1857
Giuseppe
delle di

^28, avere ordinato


si

Zajesda diocesi di Varadino. Vacata

precedente mese l'imperatore Francesco


I,

de nel 1776
Ladislao di

che

abbandonino
e di

le citta-

provveduta nel 1781 con Kollonitz di Vienna, traslato

Gran Varadino
il

Szeghedino,
,

non che

raggio fortificatorio

sul

cui

da Transilvania. Nel 1 788 Francesco Saverio Kalatajdi Ofal arcidiocesi di Strigonia. Nel

fondo era finora proibito erigere

edifzi.

1800 Nicola Cond de Poka

i4o
Telek
di

V A R
Szesdaheiy arcidiocesi di Stri-

V VARALLO.

r. Veralli.

gonia, trasferito dalle sedi unite di Belgrado e Semendria. Noi i8o3 Francesco

VARDA o VARDAIO Stefano, Cardinale. Nato in Ungheria di miserabili


genitori, applicatosi con fervore

Miklosi di Csakaur diocesi d' Al barcate,


gi vescovo di Titopoli inpartibus.

non me-

po notabile sede vacante nel


seppe
Nitria,

Do1822 Giu-

no

allo studio delle lettere,

dell'arte militare, vi

che a quello fece tali avanza-

Vurum

di

Tyrnw

arcidiocesi di

Slrigouia. Nel

1827 per sua traslazione a Leone XII gli die in successore

menti che, pieno d'amor patrio e di zelo religioso, imbrand le armi e con successo pol col suo valore difendere coni

Francesco Laicsakdi Schernnitz arcidiocesi di Strigonia, trasferito da Rosnavia.

fini

dell'Ungheria dalle scorrerie de' tur-

chi.

Divenuto quindi dottore

in jus

cano-

Perdi

lui

dimissione spontanea, Gregorio

nico e preposto della chiesa d' Agria, ot-

XVI
cesi

nel

i843
di

gli sostitu

mg/Ladislao

li

tenne l'arcivescovato

di Colocza, e

ad

i-

bero barone

Bemer,diSzabolesarcidio

stanza di Luigi XI re di Francia, Paolo


Il nel 4^4 o a' 18 settembre 1 4^*7 ' creo cardinale prete de'ss. Nereo ed Achilleo.
1

d'Erlau o Agria e canonico di quella metropolitana. A vendo rinunziato la sede,


il

regnante Pio
1

IX

nel concistoro de'

17

febbraio

85

preconizz t'attuale vesco-

L'autore della Porpora Pannonica, a p. 20, scrive che fu promosso al cardinalato ad istanza di Mattia re d'Ungheria, il qualespedataleeffettoinRoraasuo am-

vo

nig. 'Francesco Szaniszl di Sabaria,gi

professore di teologia nel liceo di Pest e


rettore di quel seminario, consigliere re-

basciatore

Marco vescovo
i

di Tinia, e

connel

encomiandolo per piet , prudenza, dottrina, per morale e qual versato nelle cose ecclesiastiche. Questo prelato a' 19 novembre 18^7, come riporta a p. 1084 il Giornale di Roma ,bened solennemengio,
te la

futa l'asserzione in favore del re


eia.
1

diFran

Fin
1 ,

suoi giorni in

Ungheria

47

come apparisce

da'registri Vatica-

ni,

o neli473

al riferire di

Aubery

e di

Ciacconio. Lodato per lo zelo col quale

locomotiva del treno della ferrovia


la

govern con gran vantaggio dell'anime


la

del Tibisco,

quale fu aperta in detto

sua arcUioeesi.

giorno da Debreczin a Szolnok, avendo onorata la festa di sua presenza l'arciduca Alberto governatore generale dell'Un-

VARMIA. V. Warmia. VARNA, Varnae. Sede vescovile


laMesia 2. oinferiore,situata
te del
a

del-

al

confluenla

gheria, e nel d seguente fece una gita

d'i-

fiume Zyra, nel

mar

Nero, sotto

spezione sul
di

ramo

laterale della ferrovia


al

metropoli di Marcianopoli, innalzata alla


dignit metropolitica nel
i

Gran Varadino. Quanto


p.

vescovo di
nel
voi.

XI V

secolo. Si

Varadino

di rito greco, narrai

LXXIX,
IX
nel
1

109

e seg., che

il

Papa Pio

853 con

istituire la provincia ec-

conoscono 3 seguenti arcivescovi. Metodio, metropolita Varnae, si sottoscrisse nel 347 alla sentenza che depose Gio1

clesiastica di

Fogarasdi

rito greco-cattotra' suf-

vanni Caleca patriarca

di

Costantinopoli.

lieo pe'valacchi di

Tran sii vania,

Acacio,che nell'epistola salutatoria a Teodosio Zigomala prolonotario della


chiesa di Costantinopoli,
si

fragatici di quell'arcivescovo vi
il

comprese
rito,

magna

vescovo di Varadino dello stesso

sottoscrisse
Callinico,
i .

sottraendolo dalla soggezione del metropolitano di Strigoniajeche


le
il

kumilis

Vamae

metropolita.

cardinal Via-

metropolita Farnae^edeva nel 1 72

Piet nella metropolitana di Foga ras

Quien, Oriens christiaivis,


1

1. 1 ,

p.

Le 1^0.

consagraudo due de' vescovi della nuova provincia, ebbe per uno degli assistenti mg.' Frdely tuttora vescovo di Varadi110 di rito

geografi molto sono discrepanti se l'o-

dierna

Varna
una

sia

succeduta
i

all'

antica.

L'attuale Varna, scrivono


grafi,
citt e

greco.

moderni geoporto della Turchia

V
europea

A R
1

i4t

in Bulgaria, sangiaccato, distante Silistria e


al

7 da Sciunila, sul nord della foce del Pravadi, che un po' prima forma il lago paludoso di Devna. La rada in fondo alla quale siede, aperta a'venti di levante e scirocco , viene considerata incomoda, ma siccome riparata da quelli di maestro, pericolosissimi del mar Nero , ed

26 leghe da

mar

Nero. Giace

il

fondo

se

ne trova ottimo, ha fama di


Il

sicura nell'estate.
di si ritiene
il

porto di Varna quincitt di

migliore della costa occi-

dentale del
cattive

mar mura di

Nero. Cinta

la

pietre, vi sta dinanzi

un

piccolo fosso secco, guarnito di palizzate.

Famosa
glia

Varna per
i

la

disastrosa batta-

combattuta sotto lesue mura nel i444 a* 19 novembre, pi dicono a* o, contro


1

Amui al
1

li

sultano de'turchi,da Uiadislao

re d'Ungheria, e Uiadislao

VI come

re

volgarmente detto Ladislao, che miseramente vi peri coll'esercito cristiano, insieme al rinomato legato pontificio cardinal Giuliano Cesarin seniore; della quale in tanti luoghi parlai, come ne' voi. LXXXI, p. 3o3, LXXXIII, p. 2o3. L' infelice re, degno di miglior sorte, fece prova inutile di contrastare a'
di Polonia,

Marciano poli, curii por tu in ora Ponti Euxini^ e la dice olirn Dionysiopolispadelli metropoli* cumTibcriopoli, licet urbs dislinclac sint. Poi dichiara che altra Varna, urbs eulta curii por tu in ora Ponti Euxini, quella della famosa battaglia del 444- noto che il mar Nero, posto tra l'Europa e 1' Asia, dicesi pure con vocabolo antico Ponto Eusino. La citt vescovile di Tiberiopoli o Dionisiopoli(P .), parimente della bassa Mesia e sotto la metropoli di Marcianopoliepoi di Nicopoli, la dissi col p. Le Quien (la citazione di lui, deve dire 1224 e non i4 2 4)> con Commanville e altri, che si denomin pure Struminitza, Crunusfidessus et'"arno. Quanto a Constanta si conoscono nell' oriente 3 sedi vescovili, cio in Tracia^ nell' Osroena e la capitale dell'isola di Cipro. Il Giornale di Roma deli 85 1 ap. 4 16, in data di Varna a' 3 1 marzo pubblic questa comunicazione di C.T. m 11 d 1 3-25 del corrente mese nello scavo per le fondamenta di una casa armena, fu rinvenuta una pietra quadrangolare contenente la qui acclusa iscrizione in latino e greco, mancante delscovile della metropolitana di
1

l'estremit di tutta l'epigrafe.

caratteri

progressi formidabili de'turchi nelle conquiste sul cristianesimo.


l'assedio nel
tabile
si
I

romani
sezza e

e greci sono di un'ordinaria gros-

russi

1828, e dopo una


l'i
1

difesa

ne fecero no-

bene scolpita sopra

la

pietra ch'e-

ra incastrata nel

muro

della fonte da cui

arrese

ottobre di detto an-

scaturiva l'acqua introdotta nella citt per

no. Dicono gli stessi geografi, a torto indicarsi questa citt


alla posizione di

comodo

deg'i abitanti.

La scoperta di quepochi passi lonesistente nel rio-

come corrispondente
che verosiConslantia. Nel
e

sta iscrizione latino-greca,

Odessusj

tano dalla

moderna fonte

milmente
si

ella

l'antica

finir del secolo passato fu edificata da'rus-

Odessa

(7^.), sul

mar Nero.
il

L'antichit

scoperte sul terreno che l'occupa, fecero credere che occupasse


sito dell'anti-

ne abitato dagli armeni, conferma viepil contenuto dell'iscrizione stessa, e che il nome antico della moderna P arna fosse quello di Odessa, non gi di Diopi ed
nisopoli o di Cruniy
ni

come vogliono

alcu-

co Odessus.E siccome

Comman ville chiaOdessus, cio farp.

geografi". Riprodurr soltanto

la lati-

ma

la

sede vescovile di Tiberiopolisulfradi Nicopoli,?M

na, cio la meglio dichiarata. Imperato-

ganea

re Caesare Tito Aelio

Hadriano Anto-

u, nel citato articolo col


riportai
i

LeQuicn ne

non senza avGa udr iul che Varna di versa da Odessus. Egli nel suo Lexicon parla di Varna della Mesia inferiore, citt vevescovi conosciuti;
}

Patre PatriaeCiviias OdessilanorumAcjuam Yo'o Eduxit- Curante Tinino


-

vertire con

to

Vitrasio Pollione Legato.


p.

Lo

stesso

Giornale deli854 a
colo intitolalo;

685, in un artiIl mar Nero ed i suoi Por-

142
ti,

VAR
ra di

VAR
Crimea
si

per l'occasione della guerra d'oriente


ci

e del
il

mar

Nero. Perci in

discorre ancora della

e del porlo di

Varna
la

stabil

quartiere generale de'

Vania. Comincia

la

descrizione per chi

dal Bosforo entra nel

mar

Nero, s'incon-

comandanti inglesi e francesi, alleati delTurchia (F.) come stazione princi}

tra nel i. porlo di Midiali, di poca

im-

pale della guerra stessa.

portanza; dopo
e poi in

il

golfo di Messuinbra,

assai favorevole al ricoverar


ti,

de'bastimen-

V ARSA V k( Far savicn). Olili con redenza arcivescovile, nobile e celebre, caI

un

Vania,

citt

allro piccolo golfo, si ha che forma parie della Bulga-

pitale della

ria. Si lungamente creduto che Varna occupasse l'antica Odessus, colonia degli

abitanti di lUileto nella Jonia

alle rive

Polonia (V.), nell'impero di capoluogo della vaivodia o palatinalo di Masovia e dell'obvodia del suo nome, giace sopra un rialto in mezzo ad arenosa pianura sulla sinistra della Vi-

Russia

(?'.))

Ponto Eusino. Varna giace a'piedi dell'ultima linea de'Balkan; ella rinomala per molti avvenimenti: fra gli antichi il pi grande si la sanguinosa e fatale battaglia, che nel i444 fu combattuta e vinta
del
dall'esercito
1

stola, ch' in

questo luogo assai profon-

da, e

un ponte di battelli, che comunica col sobborgo o citt detto di Praga, secondo il Castellano. Questi la
si

passa sopra

dice divisa in
la citt

due

parti: la
la 2."
i

i.

comprende

mussulmano conlroUladislao
vi

giovane re d'Ungheria, che

perdette la

suoi 7 vasli sobborghi, circondati da una linea difensiva,

propria, e

Vita e
ilerni

buona parte
si
i

dell'esercito.

Fra'mo-

che

si

oltrepassa

l'assedio,

che

nel

1828 sostenne
il

e stretta via, cui

conio porte. Una lungfi mettono capo moltissime


i

contro

russi dal principio di luglio fino a'

io ottobre. In questa circostanza


cipe Menlschikofl

prin-

sobaltre minori, costituisce la citl; ma borghi e specialmente quelli denominati


Citl

presente
chele e
il

la flotta

russa, e

principe

comandava come al il granduca MiWorontzolf dirigevano

Nuova, Cracovia, e
,

il

Nuovo Mon-

do, sono ben fabbricati

e vanno ornati

d'un gran numero


zi.

di palazzi e belli edili,

anche l'imperatore Nicol I, e quantunque a' 1 4 settembre fosse gi aperta una breccia e a' 8 un'altra, mussulmani continuarono a resistere per oltre un mese, finche a' io ottobre loncof pasci, che comandava la fortezza, unitamente al capitan pasci, portossi al campo nemico e capitol con Nicol 1. Varna, come citt militare ha la sua importanza. Dopo il 1828 sono state completate le sue fortificazioni, e muniti di ridotti que'punli che parevano deboli. Tutti forti erano stati armati da 224
l'assedio. Volle esservi
1

3oo leghe da Vienna 125, da Berlino 120, da Danzica 100, da Mosca 260, da Pietroburgo 232.
E' distante da Parigi

Riferiscono

altri

geografi, che Varsavia

si

compone
ritti

della citt, di bellissimi sobbor-

ghi e delle

piccole cittadelle godenti di-

particolari e

chiamate Grzybov,Lesla

zeno, Solec e Praga; stabilendo un pon-

cannoni,
tre

la pi.

parte di grosso calibro, ol-

comunicazione che n' dalla Vistola disgiunta. E Varsavia in parte circondata da mura e da fosse. La cilt di Praga era una piazza importantissima e fu quasi interamente rovinata
te

lungo 263 pertiche

tra quest'ultima cilt e Varsavia,

22 mortai, onde ben difesa pu resistere ad un lungo assedio. Abitala da 18,000 persone, quasi lutti turchi, sucida e cadente nell'abitazioni, ne vi in-

nel

1794

dall'esercito russo, poi rifabbri1

cata su novella pianta e guernita nel

806

d'una

testa di

ponte formidabile; oggi tutsi

te le sue fortificazioni

dicono spianate.
vie, la

dustria ne commercio.

Ad
i

utile della

desima vevano
aspetlo.

vi

sbarcarono

francesi,

mecome adi

Contatisi a Varsavia

220

maggior

fatto a Gallipoli, e tosto


11

cambi

parie larghe e ben insiniciate; principali essendo la Miodova ola via del Miele, un

che avvenne nell'ultima guer-

tempo

via Napoleone; la

Diuga

la

Lau-

V AR
ga;
il

V
ria

i43
di

Novoskiel o

il

Nuovo Mondo; la

segno del palazzo regio di Parigi; e contiene la

Krakowskie-Przedmieicieola via del Sobborgo di Cracovia; la Rrolevska o la via


Regia, l'Elektoralua o
le.
la via

dogana e parecchie centinaia


fra le

bolteghe.La cattedrale metropolilana

pri-

dell'Eletto

meggia
ta

36

chiese della cilt, antico

Le

piazze pi belle sono quelle di Sasdel

edilizio, reccnler et

ex integro instaura-

sonia,^ Maiiville o Marieville,


e la piazza del
zi alla

Dan-

gothicam praefert structuram, come


nell'

co Nazionale, della Citt, delleTre Croci,

leggo
riale,

ultima proposizione concistol'

Re Sigismondo

IH, dinan,

ed sotto

invocazione di
reliquie
di
si

s.

Gio.

porta del borgo di Cracovia


di

la

Battista.

Tra

le ss.

quale va adorna della statua


in

quel re

quelle della

ss.

Croce e

venerano una ss. Spina


,

bronzo dorato, erelta da suo figlio Ladislao o Vladislao VII. La statua di Copernico adorna la piazza del Sobborgo di Cracovia. Varsavia racchiude circa 120 palazzi: il i. gradoapparliene seuza dubbio
al castello regio, situalo

della corona di

Ges

Cristo

e di

parte

del corpo del


stessa.

s.

Precursore patrono della

Ha

il

ballisterioe la cura d'anime,

che sotlo
desimo.

la

direzione del capitolo

si

ministra da' vicari facenti parte del


II

ammedi-

sopra un'al-

capitolo

si

compone
il

di

tura, in riva alla Vistola; stalo foudatoda

gnit, lai." delle quali

decano,di8ca-

Sigismondo

I,

fu ingrandito

da Augusto

nonici, senza le

Ile
la

terminato dall' ultimo re Stanislao

nitenziale, di

prebende teologale e pevicari, di 5 mansionari,

Ponialowski: codi ponesi di vaste sale delpi bella ardii lettura, riccamente dorelativi alla storia del paese,
ritraili

e di altri preti e cinetici inservienti alla

divina ufliziatura. Nella bolla che eresse


la

rale ed ornale di superbi quadri di Baccia rei


li

collegiata in cattedrale

si

dice che

il

d'u-

na bella collezione di
lonia, di busti

de're di

Po-

capitolo formavasi di 7 dignit col seguente ordine: il decano principale, l'arcidia-

marmorei

degli eroi della

cono,
il

il

preposto,
il

il

custode,

lo scolastico,

nazione polacca, e d'una serie di vedute di Varsavia, dipinta da Caletti. Ammiransi

cancelliere,

primicero;dii2 canonici,
mansionari e cappellani.
i

oltre

vicari,

principalmente
dell'udienze e

la sala

del trono, quel-

Non molto

il

distante dalla

metropolitana

la

la sala
gli

detta di mai ino;

palazzo arcivescovile, conveniente e

al

pianterreno sono

archivi del regno,

sufficientemente comodo. Vi sono inoltre

che contengono una moltitudine di mss. rari e curiosi. Giardini spaziosi e ottimamente mantenuti occupano il trailo fra
il

allre chiese parrocchiali nella citt, e

nel subui bio, tutte


le chiese, la

munite del

s.

fonte.Fra
di
la
s.

pi bella quella

Cro-

castello e la
il

Vistola.

Un

altro castello
i

ce,
la,

ma

cattolici

ne piangono

perdi-

regio

palazzo di Sassonia, dove


li

due

perch convertila in metropolilana

re Sigismondo

ossia

Augusto

gusto

tennero la loro coi te, bitarono vicer, palazzo posto


11
i

ed Aue quindi l'a1,

russa, di rito greco


bile

non unito
di
s.

mira-

pure

il

tempio

Alessandro,

in

mezzo

edificalo dall'architetto polacco


I

A igner.
;

alla citt,

in

un

bel giardino, circondalo


Il

conventi e monasteri de' religiosi so8,


i

da

cancelli di feiio.

palazzo del goveralia famiglia


islile italia-

no

monasteri delle monache 2


i

a
gli

no apparteneva una voila

pi di 20 ascendono
ospedali, 1
i

sodalizi,

4 sono

Krasinski, ed fabbricato in
lezioni preziose in tutti

seminari cogli alunni, ed


ecclesiastica. L'edilizio

no; quello del conte Poi otki contiene coli

havvi l'accademia
vi si

generi.

Il

palaz-

della zecca d'architettura rimarcabile, e

zo Azzurro fu fabbricato dal re Augusto


11,

ammira una
l'ai

bella

macchina

vapo-

per

la

sua

diletta Orselska.

Marmile

re

anche

senale inerita menzione.

Da

o Marieville

come

il

palazzo reale o ba-

vari anni

scomparse una quantit

di case

zar elegante di Varsavia, costruito sul di-

di legno, e ne furono sostituite altre lab-

144

VAR
riamente
lica del
ci
1

V A R
il

bucate di mattoni. Piagli stabilimenti di beneficenza, si fanno principalmente notare


il

berretto.

La

Civilt Calloa
t. 2, p. 1 76, presente let,

856,

nella serie 3.

grande ospedale della ckt, l'ospela

diede:

Un saggio della

dale militare,
lata

casa de'trovatelli appeldi

Bambino Ges. L'universit

Var-

bene

teratura polacca. Eccone un cenno. Seb1' illustre Polonia da ormai un se-

savia

venne stabilita nelT edilizio in cui un tempo abitava il re Stanislao Poniatowski. Fu l'universit fondata neli8i6

colo in

politica,

qua non abbia pi vita non si per esimia in

e unit
lei

quel-

l'energia intellettuale di cui ne'bei giorni della

dall'imperatoreAlessandroI,con facolt di

grandezza die prove

cos splendilette-

medicina e di legge, biblioteca di volumi, osservatorio, gabinetto


ralogia, zoologia e fsica,

12,000
mine-

de,

primeggiando anche per gloria


si

di

raria fra'popoli della famiglia slava.

La
ri-

ratorio

fisico.

Pio VII col

non che labobreve Aposto121:

letteratura polacca

pu

dire

come

nata a'd nostri

sia

per copia ed eccellen-

licae so Ilici ludini s t de' 3 ottobre 18 18,

za d'opere e d'autori che

sembrano

riva-

Bull.

Rom.

coni.

t.

5, p.

Commu-

leggiare con quelli dell'aureo secolo de'

nicalio privilegiorum aliis universitatis

Sigismondi,

sia

per quell'impronta di na-

concessoruni pr Univer sitale Varsaviensi. Questa perci entr in possesso de' suoi diritti. Si riporta dal Giornale di

zionale originalit, che leda

un

essere e

un sembiante
e forse
I'

tutto proprio, or pi vivo

pi scolpito che mai non fosse per

Roma del 855 a


1

p.

664>

in data di
1

Var sop-

savia

27 giugno. Dall'anno 83

pressa l'universit di Varsavia (in conseguenza dell'insurrezione della Polonia), per cui la studiosa giovent della Polo-

E il suo rinascere si avvenne tempi favorevolissimi a darle fama e voga nel mondo letterario, meglio assai che non potesse sperare iu altra et. Impeaddietro.
in

rocch, dove prima l'opere polacche, an-

nia vedevasi costretta di pollarsi per

l'ul-

che

le

pi

illustri,

restavano poco
ia

meno

teriore coltura nelle pi lontane universit dell'impero, ci che,

che sconosciute a 'letterati


stici

rimanente

turale, difficoltava assai gli studi, e

com' ben napone-

d'Europa, ora merc degli studi linguivenuti in gran credito, essendo anche
le

va vari giovani nell'assoluta impossibilit di proseguire la

lingue e

le letterature slave uscite dal-

loro carriera. Dicesi


II

l'antiche loro tenebre, e gi

ora che l'imperatore Alessandro


tanti della Polonia

sia in-

cominciando bench timidamente a mostrarsi e a mescolarsi nella pubblica luce

tenzionato di rendere possibile agli abiil

con quelle del che

compimento

de'lo-

ceppo teutonico e
tra le slave la

latino, la polacca

ro studi nella loro patria. Dicesi che per

pi ricca, meritamente
seil

ora sar eretta una scuola medica, alla


quale seguirebbe dopo breve tempo l'apertura d'una scuola di diritto". Nel me-

ottiene

primi onori e va acquistando


Il

vieppi lustro nella colta Europa.

colo d'oro della letteratura polacca fu

desimo Giornale deh 856 si narra a p. io32, che l'imperatore Alessandro 11 ha


assoggettato ad alcuni cambiamenti
gli

5oo
di

il

principio del

600

ossia l'et di

uniformi
vi degli

scolastici. Gli studenti

ed

allie-

stabilimenti dotti dipendenti dal

ministro dall'istruzione pubblica avran-

no mostre
riori
si

di

panno verde oscuro, mendotti supe-

tre quelli degli stabilimenti

serviranno quindi innanzi dell'attuale cappello a 3 punte soltanto nell'occasioni solenni, e

Sigismondo I WG rande dal 1 5o6 al 1 548, Sigismondo li da tal anno ali572, di Sigismondo HI dali 587 al 63a. li modo che le belle lettere in Polonia fiorirono quasi al tempo stesso che elle giungevano al massimo splendore in Italia; le due contrade brillavano allora cornei due fuochi della coltura d'Europa, per l'intime attenenze che allora le slringevano,co
1

porteranno ordina*

me pu

ricavarsi nelle

memorie

lasciate

VAR
dall'

VAR
ili

i45 pu argomenla leg-

eruditissimo Ciampi professore

so fervore de'polacchi lo
tare facilmente

Varsavia.
storici
si

Da
i

esse e

da

tutti

monumenti

chiunque conosce

fa

manifesto

come

dall'Italia at-

gerezza e l'empiet di quella letteratura


volteriana.
se

tingessero polacchi, merc del continuo commercio che con lei avevano, l'amore e il buon gusto delle lettere e delle scienze, e

Ma

questo fanatismo francel'eccesso

non ebbe lunga durata, anzi

medesimo
tezza
i!

di servilit a cui giunse serv

ne fecondassero con

rapida e fe-

forse a provocare con pi ardore e pron-

lice riuscita la loro patria, la


il

quale ebbe
i

ritorno alle cose patrie.

La lingua
in

vanto di precorrere in ci

tutti

popoli

eie tradizioni nazionali risalirono


re,

ono-

d'oltr'alpe.

E forse a

quest'influenza ita-

e nell'atto stesso che


la

la

nazione andasforzasse tanto

liana devesi in gran parte l'avere in quel-

va perdendo a brani

sua indipenden-

predominato in Polonia a'uazionali e slavi; sebbene ancor questi ne traessero poi gran vanl'et gli studi classici e latini

za politica, pareva che

si

pi di riacquistare e di salvare dal naufragio l'autonomia letteraria. A'priucipi

taggio convertendo in proprio succo quello squisito nettare d'eleganzo,di cui


sici
i

Czartoryski ruteni d'origine,

ma

poi in-

clasgli

corporati nella famiglia sia vo-polacca,devesi in

antichi sono fonti inesauribili.

Tra

gran parte questo riuscimento del-

autori e letterati polacchi che allora fio-

le lettere e la

rirono, altri scrissero in latino


polacco, ed altri in

aliti in

splendida loro corte di

ambo
,

le

lingue. So-

sero

memorie patrie, a cui essi nelPulawy apernon solo uu asilo, ma quasi un ma-

no nomi europei principalmente Copernico, il cardinal Osio Kochauowski e Pawenski detto Skarga. La grandezza letteraria di Polonia and quasi d' egual passo colla grandezza politica; e dopo Sigismondo 111, nel cui lungo regno ap,

gnifico tempio.

A questo

periodo, conti-

nuatosi fino allo spirare del granducato


di Varsavia, e

che serbava tuttavia lefor-

me

dell'arte classica,

bench un po' ma-

nierate e corrotte dal recente gallicismo,

tenne dietro

il

periodo delle novit roil

parvero i primi sintomi di civil decadenza,anche le lettere cominciarono a sfiorire


e poco
il

mantiche, dal quale nacque

presente.

Una

letteratura tutta uuova, tutta patria,

meno che nou imbarbarirono


Questo

fra

piena di brio e freschezza giovanile, nudrita da ingegni fervidi d'entusiasmo e


di speranza,
le e

tumulto

di guerre infelici e le eterne


lan-

Agitazioni di procellose diete.

che sdegnando

freni di rego-

guore dur fino verso

la Sii"

met

del se-

ceppi d'imitazione non altro seguogl'impeti del

colo scorso, nella quale ripresero qualche


vita sotto gli auspicii del re Stanislao Po-

no che
lonia,

Nume
il

che

li

ispira,

tiene ora quasi sola

campo

della
il

Po-

niatowski, principe debole e sventurato,


re.

traendo a

se l'attenzione e

plau-

gran cultore e mecenate delle letteSiccome per nel 5oo i polacchi pel frequente lor commercio coli' Italia vestirono di forme classiche e latine la loro letteratura cos nel 700 per una simile cagione rabbagliarouodi modi francesi, quali allora avevano gran voga per
, i

ma

so dell' Europa. Egli vero che que' di

buon gusto e gli ammiratori mortali norme del bello, di

di quell'im-

cui gli anti-

chi furono maestri e modelli, non faranno mai plauso alle sfrenate licenze del romanticismo moderno; ma fuor di que* ste licenze, che alle muse della Vistola e

tutto, e l'ebbero grandissima in Polonia,

de'Carpazi forse disdicono


nostrali,

meno che

alle

dove Varsavia pareva divenuta una 2. Parigi, e le rive della Vistola non echeggiavan quasi altro chei suoni
le

non pu negarsi che


la

la lettera-

tura e specialmente
della Polonia

poesia

moderna
vere e di

partiti dal-

non

sia ricca di

sponde della Senna.


il

vasse a coltivare

Il che quanto giobuon gusto e il religia-

originali bellezze,e piena di forza e di en-

tusiasmo. Ella inoltre fecondissima ve-

VOI. LXXXVIII.

10

i46
na, tanto che
fa

V A R
meraviglia
il

V
vedere
l'at-

ranza. Egli ha quindi ben ragione quel

tivit degl'ingegni e degli studi

polacchi

popolo

magnanimo

di serbare inviolata

e
la

la

copia dell'opere che van producendo,

e cara l'eredit di queste sue glorie e di


stringersi oggid

soprattutto chi miri lo stato politico del-

con amore e con fede

nazione non guari adatto certamen-

te a favorirne la coltura.

Quindi

la

Ci-

vilt Cattolica passa in rassegna la


tit

quanil

feconda delie odierne produzioni sto-

sempre pi salda al vessillo del cattolicismo". Inoltre in Varsavia vi la biblioteca reale, contenente pi di 25,ooo volumi per la maggior parte moderni. 11
,

riche e letterarie e scientifiche, e


rito degli scrittoti polacchi.

meDue amori
della re-

Castellano ricorda

la

superba biblioteca

Tsaluski, ricca d'oltre


11

200,000

voltimi.

governano sovranamente l'animo generoso e nobile polacco,


1'

collegio de'piaristi, fondato dall'abba-

amor

te

Konarski, un
la

bell'edilzio sulle
i

spon-

ligione e l'amor della patria, e da questi

de della

Vistola. Gli alti

stabilimenti d'iil

due amori

ispirata quasi tutta la sua

struzione sono:

scuola politecnica,

li-

presente letteratura, e precipuamente la


poesia, che pi d'ogni altr'arte
allo sfogo de'grandi affetti.
si

ceo, lascuola militare de'sott'ufficiali

con
fel'i-

porge

25o
ci

alunni,

le

scuole di pittura (di cui

Non manca-

parola nel voi.

LXXXIIJ,

p.

67),

no egregie pubblicazioni d'alcuni bene-

stituto pedagogico,l'istituto
ti, il

de'sordo-mu-

Memorie religioso-morali di Varsavia. Termina la Ci' vilt Cattolica con rilevare Che s'egli
meriti periodici
,

come

le

collegio de'domenicani, le scuole del-

le scienze,

boschiva e di musica. La sociequelle delle scienze


resero

t degli

Amici della Letteratura possiede


;

vero essere

la

letteratura lo specchio

una

ricca biblioteca

vivente del secolo e della nazione in cui


fiorisce, dal

naturali e de' progressi agricoli

da

lei

esposto dottamente, in-

grandi servigi. Giace


la citt fatto
I.

il

giardino botanico

torno alla presente letteratura polacca,

nel viale di Uiazdov, ed

un presente

al-

pu concludersi ;
lo

oggi in Polonia col

ri-

dall'imperatore Alessandro

fiorire delle lettere s' ravvivato

non

so-

Vi un museo d'antichit, scuola bo-

l'amore e

lo studio delle cose patrie


il

schiva delle miniere e d'agricoltura. Gli

e delle tradizioni nazionali scuotendo

servaggio
s'

dell' imitazioni straniere

ma

altres felicemente rinfocolato quel-

l'ardore religioso e sinceramente cattolico, per cui la nobilissima Polonia,

non hanno inVarsavia pi di 3 scuoVi si veggono parecchie librerie ben fornite, una ventina di stamperie polacche, due israelitiche e 6 litogi afiche.Pubebrei
le.

nel secolo
si

sotto

il

dacch regno di Micislao I


in-

blicausi vari giornali politici e fogli ufficiali s in

polacco che in tedesco.

Il

nu-

convert al cristianesimo, fu sempre

mero

delle fabbriche ed officine dagli

signe,e per cui,


te e
si

bench stretta da ogni pardel B.Pie-

ultimi anni considerabilmente cresciuto,


stabilite

fieramente dall'eresia e dallo scisma,

pure essendosi grandi fabbriche

mantenne fedele alla cattedra


m
11

per

la

birra forte o porter. Altre fabbri-

tro,

cattolicismo

la gloria

pi pura
sue glo-

del
rie

nome
fede e

polacco, e tutte

le altre

che sono quelle di tabacco, di galloni tessuti in oro, argento e lana, di sapone, cappelli, calze,

sono a questa intimamente associate.


il

guanti, tappeti, stotfe di cotomusicali, colori, bronzo,

La

valore de'polacchi salv pi


I'

ne, strumenti

d'una volta
gl'infedeli

Europa dall'invasioni deTartari e Turchi ( V); e quanSettentrione


s'

liquorizia, gioie e cuoi.


1

Vi sono pi di
i

00

sellai e carrozzieri,

cui prodotti so-

do sopra

il

addens

cos

folta e cos vasta la notte dell'errore, la

Polonia serb viva

la tace

delle verit

cattoliche, quasi faro di salute e di spe-

no decantati per tutto il Nord. Varsavia il principale emporio di tutte le mercanzie per tutta la Polonia; vi si tengono oguiauuo due fiere, una in maggio e l'ai-

V
tra in

AR
alle quali

VAR
inter-

147

settembre; fiere

drati ambita ter mille et sexecntas con*


tinct donios, atque ab octogintamillibwi dir istifide libus inhbitalur incolis. I progressi dell' industria

vengono negozianti
ili

di tutta

l'Europa e
traffico delle

parecchi paesi dell'Asia, essendo prinTutti


grandi
stali

cipalmente importanti pel


pelli.
i

europei tengono
Il

sono in questa citt maggiori d'ogni altra parte del regno.


Antichissima citt Varsavia o Warsavia
,

a Varsavia

loto consoli.

banco detto

di Polonia, stabilito dal 1828, di gran

rimase per insignificante sino

alla

soccorso per l'imprese commerciali. Varsavia ha

riunione della Lituania (V.) alla Polonia; poich

una moltitudine

di stabilimenti
:

non essendo

allora pi.

Cra-

destinati a'passatempi de' suoi abitanti


vi
il

covia capitale antica della Polonia, mentre della

teatro polacco, quello francese, ed


riusc bello e-

Lituania era Vilna^ abbastanla capitale, la

uno nuovo nazionale che


difzio.

za centrale per essere


fu trasferita a
vi stabil la

dieta

Dice

il

Castellano che quello nuodell'italiai

vamente eretto architettura no Corazzi, cui pur debbonsi


difizi della

Varsavia nel 1 566. Quindi reale residenza Sigismondo

superbi e-

Borsa, e della mentovata socie-

III del 1587, al di,e deI Castellano. Nella guerra cogli svedesi a mezzo del secolo
,

t degli Amici delle Scienze, ov' inau-

XVII,
gli

fu questa citt occupata

da que-

gu rato

sul

frontone il

monumento in bronsi

avventurosi conquistatori
il

neh 655, e

zo, dedicato al gran Copernico, opera del

ne fecero

deposito del bottino loro.

cav. Thorwaldsen. Soggiunge, che vi

Quando
Svezia
si

il

cavalleresco Carlo XII re di


nel

dovea pure innalzare


simile alla

l'altro

monumento

avanz

luglioi7o3, contro
si

memoria

del celebre principe

Varsavia, dopo vintala battaglia,


rese senza opposizione. Nel

ar-

Giuseppe Ponialowski maresciallo di Francia. In Varsavia ha pure un civicjp

1745

l'8

gen-

naio

vi fu

concluso

il

trattato d'alleanza

monumento
tori sul

V altro celebre Rosei usko.


caff e ristora-

della Polonia con l'Austria, l'Inghilterra,


le

Varsavia ha copia grande di


merosi sono
iazdov sono
a Vienna
:

Provincie Unite e
1

la

Sassonia.

Il

ter-

gusto di que'di Parigi;


i

come nuviali

ribile incendio del

767

fece in Varsavia

bagni pubblici.

d'U-

belli

quanto

quelli delPrater

lunghi, larghi,

danno

all'estale

te freschissimo rezzo; e

principalmente

immensi guasti, de'quali sar per lungo tempo difficile a cancellarsi del tutto la spaventevole traccia. Nel seguente anno a'24 febbraio vi fu sottoscritto il trattato di pace tra la Polonia e la Russia. Gli
odii intestini, le divise fazioni, la gelosia

domeniche e le altre feste la calca vi immensa. Il castello di delizia di Bellavista circondato da un superbo parco inglese. Davanti la barriera di Powonsk un

de'potentati, gl'intrighi esteriori furono


il

segnale deplorabile della decadenza del

campo

nel quale radunasi alle volte l'e-

gi floridissimo regno di Polonia. Assa-

sercito pegli esercizi; questo

campo

offre

amenissimo aspetto, ornato da giardini mantenuti dagli stessi soldati: un luogo


di passeggio ricercatissimo dalla societ
di

da ogni banda, dovette soggiacere nel . smembramento tra X Auslria ) la Russia e la Prussia; soggiacque
lito
1

772 ad un
Polonia

la

al 2.

tra le

medesime potendell'antico re-

Varsavia. Contiene questa citt circa


abitanti, senza contare
i

ze nel 1793, in

modo che

i5o,ooo
la

fora-

gno appena

rest poco pi del 3., e

Varan-

slieri; vi si

trovano molti ebrei. Riferisce suddetta proposizione concistoriale:

savia resideuza del re e capitale del rea-

me

divenne
nel

citt di frontiera. In tale

Varsaviae civitas metropolis regni Poloniae et prima i/iter ejusdem regni urbes^adjluvium Vislulam aedificata conspici tur, quae in suo unius miliari quat

no e
dalle

seguente

179^
1

Varsavia

soffr

armate russa
1

e prussiana

ripetuti

attacchi. A'
so,

7 agosto

793

i 1

presidio rus-

che aveva occupato

la citt,

venne da'

,48
di

VAR
nuova
de* successi
sia e
sia,

V
ne I,da Alessandro

A
I

R
imperatore di Ras*

polacchi cacciato alla

stretto nel

Kosciusko presso Cracovia. Questi, coseguente anno a cambiate il


con valore contro
prus-

da Federico Guglielmo IH redi Prusfu distaccato dalla porzione della Po*

teatro della pugna, ritirossi verso Varsavia, e la difese


i

Ionia
to di

dominata dalla Prussia

il

granducaal-

Poseno Polonia Prussiana, e con


,

durante l'estate dello stesso r 794Per ben diversa fu la sorte di Varsavia allorquando vi giunsero russi comandasiani
i

cuni brani della Galizia


provincia polacca
,

parimente gi
dall' Austria,

ceduti

l'imperatore de* fra acesi ne form

WGvan-

ti

da Souwarow; Praga presa

d'assalto, e

abbandonala ai sacco e al fuoco, la capitale dopo s terribile esempio si sottopose senza contrasto a'4 novembre, dopo la
sconftta di Kosciusko. Allora le

ducato di Far savia ,che confer al nuovo redi Sassonia, Varsavia divenendone
la capitale,

quale slato indipendente.Que-

sto inoltre

Napoleone

volle

aumentare

potenze

con lutto

il

territorio di Cracovia, in vir-

d' Austria , Russia e Prussia chiamato a Grodnoil re Stanislao Poniatowski, a'a5 settembre o novembre 1* obbligarono a

t della pace di Vienna de' i4 ottobre

1809. Ma l'esistenza del Ouovo slato fu temporanea, ed rovesci dell'imperatore


i

sottoscrivere

il

trattato dell' ultimo spar-

de'francesi ne affrettarono la militare oc-

timento della Polonia, ed a rinunziare alsua dignit, che dimise nel 795, a'3 del quale in Pietroburgo fu effettuato il
la
i

cupazione. Vagheggiando^ apoleon e


niversale monarchia, nel

l'u-

1812 dichiarata
persona inva-

guerra

alla Russia, volie di

parteggio; restando cos


lata dal

la

Polonia cancel-

derla con

immenso

esercito. Gii elementi

rango delle nazioni d'Europa. La

combatterono
ue
sca,
I

pe' l'assi; costiettoNapoleo-

parte del regno colla contrada che com-

alla disastrosissima ritirata


1

da

Mo-

prendeva Varsavia, cadde in potere di Federico Guglielmo II re di Prussia , fece


parte della Prussia occidentale, e Varsavia

dopo la sua ." breve stazione fatla nel dicembre 1812 in Varsavia, precipitosamente ritorn a Parigi. Vinto Napoleo1

non ebbe che

il

titolo di

capoluogo

d'una provincia, bens fu elevata dal Pa-

ne I dalle potenze alleate, abdic all'impero nel 8 4; e adunatosi il congresso di


1

pa a seggio vescovile. Non mancarono polacchi di opporre a tanto infortunio la pi viva e sanguinosa resistenza; ricorda ancora l'Europa loro sforzi, le prodezi

Vienna per
larne
i

pacificare V

destini, a'7 febbraio


il

Europa e rego18 i5, dopo


di

aver soppresso

granducato

Varsavia,
ri-

formata
ceduta

la

repubblica di Cracovia, poi

ze fatte e

la

loro virt militare, per

amor

all'

Austria (cui apparteneva pri-

patrio e nazionale. Frattanto l'imperato-

ma

di della pace, al
p.

modo

narrato nel voi.

Napoleone 1 guerreggiando la Prussia, in conseguenza della famosa battaglia vinta a Jena a' 23 ottobre 1806, a'28 del seguente novembre Varsavia venne occupata da'francesi, e Napoleone vi fece poi il suo ingresso a'2 gennaio 1807. Gi Napoleone! avea innalzato alla dignit regia l'elettore di Soste* nia {y.\ che prese il nome di re Federico Augusto I, ed cui avi erano stali re
re de'fraucesi
i

LIV,
to di
rio,

4^),

la

Russia ebbe col pastinacol

Masso via, Varsavia


altri

suo territo-

ed unitala cogli
,

domimi polacil

chi che possedeva

ne form
1

regno di
titolo

Polonia; Alessandro
pitale Varsavia, e

dichiarandone cail

prendendone
mor

e l'insegne a' io aprile. Indi nel 18 18 apr la dieta in Varsavia, e


nel

1825.

In questo gli successe

il

fratello impera-

tore Nicol
nel

I,

al

quale Papa Leone XII


assi-

di Polonia; e per renderlo pi forte'eon-

1826

invi per ambasciatore mg. Ber-

tro l'Austria, ne

aument

gli stati.

Per-

netti, poi

amplissimo cardinale, per

tanto

in

conseguenza del trattato segnato

stere alla sua coronazione, seguita a

Mo-

a Tilsit a'7 e 9 luglio 1807, da Napoleo-

sca a'3 settembre. Indi Nicol

ia'24 m-

V AR
gio

V
fece coronare co-

R
in Russia
r

149
per

829

in

Varsavia

si
i

solenne occasione

mand

me

re di Polonia.

Ma

polacchi frementi

ambasciatore straordinario mg.

Flavio

della

perduta libert, Ieri ibilmente insor-

sero in Varsavia a'29

novembre 1829;
si

la

de' principi Chigi arcivescovo di Mira, il che riusc di grande consolazione b' cattolici del

rivoluzione rapidamente

diffuse pel re-

vasto impero,

quali fecero voti


ecclesiastico

gno

e Varsavia di venne

la

sede del go-

perch un
della
ro.
s.

rappresentante

verno nazionale polacco. Grave e sanguinosa guerra fu combattuta da' polacchi


per sostenere
la
la

Se(\e stabilmente risiedesse fra lole

Fra

dimostrazioni di venerazione e
si

loro indipendenza contro

di giubilo de' cattolici,

distinsero

po-

Russia. Finalmente riuscendo superio-

lacchi, e principalmente que'di Varsavia.

ri Je armi potenti de' russi, Varsavia fu da loro assediata nel 83 e si arrese l'8 settembre, dopo lunga e gagliarda resistenza, che cost la vita a gran numero de'suoi abitanti. Al vincitore generale Pa1

L'illustre prelato
te la
s.

vi

celebr ripetutamen-

1 ,

messa

e visit tutte le chiese e


,

stabilimenti cattolici. Cos Varsavia


nel

che

tempo de' re polacchi era l'ordinaria residenza della nunziatura apostolica, ebbe
la

skewitsch, Nicol

confer

il

titolo di prin-

divota soddisfazione di rivedere tra

le

cipe di Varsavia; e collo statuto che l'im-

sue

peratore diede al la Polonia ( F.)nel 832,


1

la

dichiar parte integrante dell'impero

di tutte le Russie.

Tra

gl'infortunii

mo-

nunzio apostolico. I nunzi pontificii residenti inVarsavia resero sempregrandi servigi alla religione cattolica, specialmente nella riunione de' Ruteni. Nei
il

mura

derni cui soggiacque ripetutamente Varsavia, con deplorabile ricordo


tacersi

n.
si

85

del

Giornale d

Roma

del

1857,

non deve

legge un importante articolo intitola-

il tremendo flagello del cholera, che pi volte 1' afflisse. Quello dell' estate i852 fu desolantissimo, imperocch ne'soli ospedali morirono pi di 5ooo

to:

Grande societ
Ivi
si

delle Strade ferrate

Russe.

dice

che

la societ

ha per

iscopo la costruzione di una vasta retedi


ferrovie,
il

di in

cui

tracciamento stato
soddisfare gl'in-

individui
te dal

il

totale delle vittime mietusi

combinato
teressi

modo da

morbo

fece ascendere a

circa

pi considerevoli e pi immediati

20.000,

tra' quali pi di

2000
la

israeliti.

della Russia.
linee.

Questa rete

si

divide io

Intanto nel seguente anno, per


ra tra

famige-

La

.*

linea da Pietroburgo a

Var-

rata questione d'oriente, scoppila guer-

savia(uoterd'aver letto nello stessoG/or-

Turchia, nel quale articolo il colossale e duplice argomento, con quanto lo precedette, accompagn e
la

Russia e

la

naie del 1 85
da Varsavia
pubblico al

a p.

892: La strada ferrata


al

Pietroburgo sar aperta

i.del

prossimo novembre),con

segu, procurai compendiare. Ivi narrai

pure, che mentre ardeva

la
1

memorabile
l'impera-

diramazione verso Ronisberga chilometri 1 249- 2/Da Mosca aTeodosia chi!. 259.
1

guerra, mor a'2 marzo


tore Nicol
I,

855
il

e gli successe

regnaute Ala

lessandro

II

suo primogenito. Celebrai


le

3/ Da Kursk a Orel a Liebau chil. 227. 4." Da Mosca a NijniNovogorod chil. 4 2 7Totale 4 162. Queste linee hanno per isco1

seguita pace, lo spirito e


cui
trice

intenzioni da
cui impera-

po

di assicurare la ripartizione delle der-

animato l'imperatore(la

rate di

prima necessit

all'

interno,
,

1'

e-

madre ammir Roma nella primave-

sportazione dei prodotti esteri


stesso

e nello

ra 1857, al

di
le

modo narrato dal Giornale Roman. 92 eseg.), l'eccellente indole,


speranze
liete

tempo

esse facilitano

il

movimensono
sua

to delle popolazioni nelle parti ove

concepite dalla Chiesa

pi numerose. Dir solamente della linea

cattolica, e la sua

coronazione splendidis-

da Pietroburgo a Varsavia. Essa ha


destinazione speciale

la

sima avvenuta in Mosca a' 7 settembre i856. Dissi che il Papa Pio IX per tale

come

linea interna-

zionale, riunendo la capitale colla rete eu-

i5o

VAR
savia.

VAR
di Berlino, lungi finora

ropea delle ferrovie; tulle le oltre linee sono slate combinate in vista di favorire
ni

Questa

linea

un 36 ore da Varha dinanzi a se un imessere questa la via


i

pi alto grado

il

commercio interno ed
precisamente
il

menso avvenire, per


grani, quali

esterno.

Uno

degli elementi pi decisivi


si

pi diretta tra'due mari, e perch tulli

della rel russa

rigo-

devono
la

fino adesso aspettala

re del clima.

11

freddo non mai un osta-

re

9 mesi

a discender

Vistola che mali-

colo alla marcia de'convogli; la neve


lia

non

ca d'acqua

pi parte del tempo, arriore.

interrotto la circolazioue, in media, che un giorno tutti gli anni sulla ferrovia da Pietroburgo a Mosca. Ma invece le vie navigabili sono gelate durante 6 mesi nel Nord, e durante questo periodo la ferrovia avr il monopolio di tutti trai

veranno

in

Questa
;

via coster al

pi 35,ooo rubli

quella da Varsavia

a Vienna ne cost 25,ooo. Nel seguente anno l' imperatore concesse la ferrovia da Riga a Dunaburg. Questa citt per la sua posizione presso la via ferrala da

sporti, facilitati d'altronde dal vettureg-

giare sulle

slitte

per

le relazioni laterali.

zi il

Varsavia aPielroburgo, sar d'ora iunaupunto centrico per la congiunzione di


queste provincie col
nel

Ad

eccezione della linea da Pietroburgo


i

mar
i

Baltico. Inoltre
1

a Varsavia, tutti

lavori sono d'un ese-

guimento
piccolo

da Pietroburgo a Varsavia, non avvi che un


facilissimo.
la

Fuori

linea

Giornale diRoma di detlo anno 857, a p. 8oo, si leggono seguenti dati statistici sulle linee telegrafiche attivate in Russia da'

numero

di ponti, pochi lavori di

18 maggio

in poi.

Le

linee

sono iu
Colla

terra o d'opera d'arte, e grandissima facilit di

relazione diretta con l'unione telegrafica

costruzione sopra una gran parte


1

austro-germanica, vale a dire.


Prussia: a) iu

i.

di tracciati. Nel luglio

855

governi di

Eidkuhnen

colla direzione

Russia e di Prussia conclusero una convenzione per congiungere la strada ferrata

per

Konisberga a Pietroburgo, e b) a

Myslorvilz colla direzione per Breslavia e

da Varsavia a Pietroburgo,
12

colla

via Prussiana dell'Est. Nello stesso

gran Giorcon-

Varsavia. 2. Coll'Austria a Sczakova, poi

nale di Roma a p.i

riferito.

La

cessione delle strade ferrate nel regno di

Polonia venne poi accordata con ukase


de' io ottobre

i85j

alla societ

Epstein

seguono le altre linee: a) da Pietroburgo per Mosca, Kiovia, Nicolaiew a Odessa; b) da Pietroburgo a Helsingfors; e) da Pietroburgo a Cronstadt; d) da Pietroburgo per Marioupol a Varsavia. La lunghezza totale delle linee telegrafiche finora
attivale di

per 75 anni. I concessionari formano due societ per azioni, l'uua col nome di Stra-

668
fili

miglia geografiche, e la
di

da ferrala da Varsavia a Vienna


l'altra

lunghezza de'

3 chilometri.

con quello

di

Societ della stracolle sue pic-

Le

daferrata da Varsavia a Bromberg. La


linea

sono 20, per le principalifunziouauo a Pietroburgo, Mostazioni telegrafiche


sca, Kiovia,

da Varsavia a Vienna,

Odessa, Helsingfors, Cron1

cole ramificazioni,

conto del

vada alcuni anni per governo. La strada ferrata di


edificarsi;

stadt,Varsavia eRiga.

dispacci dellaGerscritti

mania per
vati

la

Russia ponno essere


i

Vai savia-Bromberg da

anche

in lingua tedesca o francese:

dispacci pri-

questa concessione fu fatta per

75 anni;

ma
cui

conter solo a partire dal giorno in


la

in pieno esercizio.

andr Questa ferrovia da Varsavia a Bromberg avr 25 leghe di esleusione, e congiuuger il reguo di Polinea nell' intero suo corso

non devono contenere veruna noliA p. 34 del Giornale di Roma deli 858 si parla de'documenti pubblicati dal Nord, giornale russo, a'21 dicembre 1857, relativi all'abolizione delzia politica.
la servit ne'
11

3 governi della Lituania.


era una specie d' invilo
i

lonia colle linee ferrale prussiane d'


1

O-

3. de' quali

lente,

raccorder pi che a met

la via

fatto alla nobilt di tulli

governi del*

V AR
l'impero, e lasciava prevedere che sodi

VAR
falli
si

i5i

migliante provvedimento non avrebbe


tardato a divenire generale. In

pubblic
to al

il

rescritto imperiale indirizza-

Varsavia ebbe origine nello spirare del secolo scorso e ne'priuii anni del corrente. Trovavasi il palalinalo di Masovia col suo capoluogo Varsavia, il cui arcidiaconato era compreso nella diocesi di Posnania(F^.),un\l col ducalo omonimo e col
palatinato,

governatore generale di Pietrobur-

go, per migliorare e assicurare l'esisten-

za de'contadini, con definire esaltamente


i

quando

nel

7g5esseudo per-

loro obblighi e rapporti verso


terre nobiliari,

pro-

venuti nel dominio della Prussia, dipoi


a Pio

prietari delle

mediante
di regola-

l'elaborazione

d'un progetto
il

mento

sulle seguenti basi.

Il i.

proprie-

tario conserva

suo diritto di proprie-

Guglielmo III fece istanze VI .perch smembrasse dal vescovato di Posnania sulfraganeo del metropolita di Gnesua primate di Polonia, l'arciil

re Federico

t sopra tulta la sua terra,

ma

conta-

diaconato

di

Varsavia, e l'erigesse in ve-

dini conservano
tazioni, cui essi

il

chiuso delle loro abiil

scovato sulfraganeo di detto arcivescovo.

hanno

diritto d'acqui-

Sebbene

il

stare in tulta propriet mediante riscatto pagabile entro


esi

francesi in

Papa si trovasse deportato da' Toscana, soggiornando uella


1'

hanno

inoltre

un termine stabilito; della il godimento


le

Certosa presso Firenze,


bolla

esaud colla

Ad universani
1. 1

agri Dominici cu-

quantit di terreno necessaria, giusta


obblighi verso lo stalo e verso
prietario. In
i

ram,
cont.,

de' 16 ottobre 1798, Bull.


o, p.
1

Rom.

condizioni locali, per soddisfare a' loro


il

67

Erectio oppido Var-

pro-

saviensis in Episcopatiun,ejusqiie colle-

godimento contadini sono tenuti o a pagare un canone al proprietario, o a lavorare per

compenso

di tale

giatae in Cathedralem. Indi a'29 dello


stesso mese, Pio

di

VI dichiar i. vescovo VarsaviaGiuseppe Miaskowski diSmodiocesi di Posnania.

I contadini debbono essere riparcomuni rurali ; la polizia rurale limaue ueil' attribuzioni del proprieta-

lui. 2.

gorzewo

La nuova
il

tili

in

sede vescovile restata vacante verso

rio. 3.

rapporti ulteriori tra contadi-

i8o5,per le vicende politiche e le guerre, rimase senza il pastore parecchi anni. Intanto nel 8
1

ni e proprietari

debbono
il

essere regolati
servizio rego-

il

reame

di Polonia costi-

in

modo

da guarentire

tuito nel congresso di Vienna, coll'annes-

lare delle tasse dovute allo stato e de'canclii e tasse provinciali.

sione del palatinato di Massovia, e la

cit-

Dell'emancipanell*

t e vescovato di Varsavia, assoggettato


all'alto

zione de' servi o contadini


russo ne ragiona
a

impero

dominio della Russia, l'imperatoI gli

la

Civilt Cattolica, se-

re Alessandro

die insieme al politico


religioso, fondato a

rie 3.

626, dalla quale si ricava sembrare che una parte delia nobil,

t.

9, p.

Un riordinamento
trati a

un

dipresso sugli stessi principii, ch'erano en-

t russa

un

po' avversa all'emancipa-

zione

per cui da temersi ch'essa non

sa cattolica latina nella

comporre l'ordinazione dellaChieRussia e nell'ancon Mohilow


era
ci-

aderisca chea malincuore alla nuova legge, o se

tiche provincie polacche,

non

altro, faccia di tutto per in-

(V.) per metropoli.

E siccome quivi
governo

comunque, P idea generale mollo commendevole; stabilita una volta 1' emancipazione come principio e come massima, non pu
debolirne
gli effetti.

Sia

Ja chiesa slata sottoposta al


vile,

rendendola dipendente dal senato,

cos nel

nuovo regno polacco,

col solo di-

vario, che fu data a condurre alla

com-

pi ritornarsi indietro;

suoi avversari

missione de'riti religiosi e del pubblico

ormai pi non

s'illudono,

che anzi ne

so-

insegnamento. Questa strana costituzione,

no

costernati.

emanata a'6

ossia a'

8 marzo 1 8 1 7
l'alto eie-

La

sede vescovile e ora arcivescovile

incontr forte resistenza presso

i52

R
Panienka
via,
il

V A R
diocesi di Posnania, trasferen-

io, e pare che solo in parte fosse ricontata. Perla nuova costituzione del regno di

dolo dalla chiesa di Wladislavia o Kuja-

Polonia

venne messa

in

ri volgili;

ento
se-

quale co'suoi vescovi sulFraganei

l'antica gerarchia di quella chiesa.

La

ottennero alcune facolt


niuni dal

ad quinquen-

de pi imaziale di Gnesna coi ducato di Posnania fu ceduta alla Prussia. Fu allora che il Papa Pio VII tolse a negoziare colla corte di Pietroburgo il riordinamento delle diocesi del

medesimo Papa. Nel Bulla ritmi

Pont, da propaganda fide, Appendix, t. 2,p. 325,il breve di Pio V\\ CumNot

regno

di

Polonia.

Quindi Pio VII,


Bull.

colla

bolla Militanti*
1

Ecclesiae regimi nit de*

2 n^arzo

8 6,
1

Rom. cont.

1.

4, p.

273

Erectio
dalla

8 8: Nonnullasfacultates Archiepiscopo Varsavien. par dm ad qui/iquenniuin, partim ad triennium concediti quibus tamquam S. A. Delegata* utatur. Questo Papa inoltre col
bisy

de'9 ottobre

Ecclesiae episcopalis Varsaviensis in

breve

Romani

Pondfices, de' 6 ottobre

M etropolitanamj

la sottrasse

di-

pendenza dell'arcivescovo di Gnesna, dichiarando che poi le avrebbe assegnato


vescovati suffraganei,
i

quali riordinati

o dipoi nel 1818 eretti colla bolla Ex imposita Nobis , de' 3o giugno 1818, Bull. cit. 1. 1 5, p. 61, sono seguenti. I riordinati furono: PVladislavia,Plosko, Cracovia (il quale lo stesso Pio VII col breve Quoniam Carissimus, de' 19 ai

1818, Bull. Rom. cont. 1. 1 5,p. 127: Ani' pliatio privilegiorum font concessorum Andstibus Ecclesiae Farsaviensis. Pri n cipalmeufe concesse agli arcivescovi pr tempore il titolo di primate del regno

di Polonia j e per la magnificenza e splendore della chiesa metropolitana pe'polacchi latini nell'impero russo,

ac in

s.

Se"

dis

communione permanendbus, ut qui"


omnibus
et singulis funclonibus

busvis anni temporibus ubique locorum,


et in

gosto 1807, Bull.

Rom.

cont.

t.

i3, p.

2o3, l'avea sottratto da suffraganeo di Gnesna e reso dipendente dalla metropoli latina di Leopoli),&//7zo (il quale pure Pio VII colla bolla Quemadmodum Zo-

habitutn rubri, seu purpurei coloris

ad

instar S. R. E. Cardinalium
}

nempe.

manorum

Pontifcum, de' 22 settembre

1. 12, p. 374, avea eretto in vescovato e dichiarato suffraganeo dell'arcivescovo latino di Leo-

i8o5, Bull. Rom. cont.

poli); gli eretti nel


cliia,

8 8 furono: Podla1

Seyna o Augustow,

Sandomir.

collarem, vestem talarem 'cingulum seti fasciam, mantellettam mozzettam, caligas, biretum (excepto tamen pileo seu subbireto rubri, seu purpurei coloris, cu) us usus eidem vcn. fratri Francisco moderno archiepiscopo Varsaviens, ejusque successoribus nunquam concessimi, quin imo expresse et specialiter int

Questi 7 vescovati tuttora sono suffraganei del metropolitano diVarsavia, i quale

terdictus sit et esse intelligatur, utpole peculiare ejusdem S. R. E. Cardina-

ha inoltre due vescovi inpartibus per

suffraganei titolari, ed
in

uno di essi Lowilz oLowiczeck, distante


1

risiede 7 leghe
diocesi.

lium insigne) deferre, et geslare libere , ac licite possi nt, et valeant, ea fame a
lege, ut

pr aesenti

privilegio habitus ru-

all'ovest di

Varsavia e nella sua

bri coloris ubique locorum gestandi di-

' una piccola citt in riva al Bzura nella waivodia diMasovia,ohwodia di Kujavia, con castello validamente munito e insigne chiesa collegiata, ed ha pure un istituto normale per
la

clus archicpiscopus,ejusquc successores

merum dumtaxat majoris


tiae
t

onorificcn-

pubblica istruzione.
di
1

Pio VII peri. arcivescovo


nel concistoro de'2 ottobre

Varsavia 8 8 dichia1

r Francesco Skai'bek Maleczewski, di

signum pr sublimi coruni dignitatc non autem majorem jurisdictionem, nec ulluni majusjus acquirant. et non alias alitcr, nec alio modo apostolica auctoritate tenore praesendum conce diuius et i/ululgcmus, ac licentiam et

VAR
facultalem desuper impertimur.
Il

VAR
i.

i53

suffraganeo dell'arcivescovo di Varsavia per Lowitz, fu Daniele Astrow>ki di Maluszyn arcidiocesi di Gnesna, e canonico di quella metropolitana, fallo vescovo di

Seyna, traslato da Ad raso in partibus, titolo avuto nel 1828 quandiocesi di

Betsaide in partibus da Pio VII

a'

di-

do fu falto suffraganeo di Auguslow e Seyna. Quindi a'2 ottobre 1837 die per r suffraganeo a mg. Choromanski, mg. Tommaso Chmielecwski di Plosko, prer

cembre 18/

5, allorch lo die in suffraga-

posilo di quella cattedrale, col titolo vescovile in partibus d Grazia nopoli. L'ar-

neo all' arcivescovo di Gnesna. Inoltre P>o VII nel concistoro de'i 7 dicembre

civescovo Choromanski riordin l'acca-

1819 nomin

i. arcivescovo di

Valsa-

demia
rest

ecclesiastica di

Varsavia con suo

Stefano Hotowczyc, traslato dal vescovato di Sandomir (e siccome in quel-

la

regolamento, e morendo neh

838
di

circa,

lungamente vacante la sede

Var-

ne dissi i. vescovo Burzynski, qui aggiungo che il i.veramentefu Adall'articolo

savia. Nella celebre allocuzione

Haerenlem din animo Nostro s pronunciata da


Gregorio

berto Giorski diMarsovia diocesi di Plosko


gi di Rielce, vescovato soppresso dallo
stesso

XVI

nel concistoro
in
1

de'22 luconseguen-

glio

1842, deplor perch

Papa, ed immediato suo successore


:

za degli ukasi imperiali del

833 ei834

fu

l'Holowc/yc

ora

la

sede di

Sandomir

vacante).

A'3o poi dello stesso mese Pio VII eman il breve Romani Ponti/i:

il Bull, cit., p. 162 Concesinsignium indumenlorum pr archiepiscopo Varsaviensi. E' una confer-

cesy presso

arami eretti due vescovati del culto greco non imito in Varsavia e in Polosko, erasi tolta una magnifica chiesa acattolici a nella di quelle due citt per cattedrale,
i .

sio

riportandosi

ne a p.i

ma

del tenore del precedente breve, in

gono

le

due ukasi ne\V allocuziomentre a p. 9 e 8 1 si legrimostranze dello stesso Papa per


i

e 64;

favore dell'arcivescovo
successori.

Hotowczyc

e suoi
il

l'ukase col quale nel

842

stesso era stato

Qui

opportuno ricordare

eletto per rapporto del luogotenente del

breve dello stesso Pio VII, Expositum nobis, de*26 settembre 1820, Bull, cit.,
p.

regno

di Polonia, a suffraganeo di

Lowitz

nell'arcivescovato di Varsavia Antonio

338

Facultas

utencli vestibus

Epi-

Roto wskiDoyen del capitolo metropolita^


no, quasi che
la

scopalibus pr Religiosis regni Polonine, qui

provvista de* vescovati e


cattolica, per cui

ad episcopalem
I

dignitatem

de'suifraganei
te dal

non dipenda essenzialmen-

promovenlur.Lecme XI
elesse arcivescovo
di

a'

2 luglio

1824
.

capo della Chiesa

Adalberto Skarzewski,
1

Janow
di

diocesi di Leopoli, gi

ve-

non fu riconosciuto dalla s. Sede. Finalmente potei celebrare nel voi. LXXXI,
p.

scovo

Lublino.
a'

Lo

stesso

a suffraganeo
sco di Paola

aprile

Papa gli die 1827 France-

4^2, che

la

vedovanza lagrimevole
Polonia e
esse, fra
le

delle chiese cattoliche nella nella Russia

Pawtowski, di Czersk nella Pomerania, decano della cattedrale di


Wladislavia, colla ritenzione
t e
il

termin per 4
,

eli

quali questa di Varsavia

di tal digni-

titolo vescovile in

partibus d Dui-

che nominer in fine, cos furono provvedute 4 dell'8 sedi episcopali che conta la Polonia. Imil

ma

nella Bosnia. Inoltre

concistoro de'28 gennaio

Leone XII nel 1828 traslat

perocch
le

de' 18 settembre

Papa Pio IX nel concistoro 856 promulg l'attua1

dalla sede di Cracovia a quest'arcivesco-

arcivescovo

mg/ Antonio
di

Fiiatkowski

vato Gio. Paolo Woronicz, di

Bordow

diocesi di Luceoria. Per sua morte, GiegorioXVI nel concistoro de'21 novembre 1806 preconizz arcivescovo Stanislao Ivostka Choromanski, eli Nicadzwiedzk

Posnania e Gnesna, Questo prelato nel concistoro de'27 gennaio 1842 da Gregorio XVI era stato preconizzato vescovo di Ermopoli inpardell' arcidiocesi

tibusyt fatto suffraganeo di quello di Pia

i54

VAR

VAR
de' polacchi, va prosperando nel gran-

sko; gi esaminatore diocesano e provveditore del seminario di Wladislavia, ufficiale generale, superiore dell'ospedale e
j.
ci

consultore; nou che uditore dell'ar-

ducato di Posuania meravigliosamente: cinque di queste piccole case religiose di contado sono gi stabilite e parecchie altre staouo per aprirsi,

vescovo di Varsavia,e canonico di

Wlala

mentre con

edifi-

dislavia, lodandone la gravit, la


za, la dottrina, le altre

pruden-

cazione un gran

ottime qualit e

capacit nelle funzioni ecclesiastiche.

O-

gm nuovo
della

arcivescovo tassato ne'Iibri


apostolica in fiorini

numero di candidate sollecitano la grazia d' essere ammesse tra le suore, a servire per amor di Dio isuoi poverelli. La Civilt Cattolica, che tutto
nel
t.

camera

ascendendo

le

rendite della

800, mensa ad

ci riporta nel luogo gi suratneutovato,


3, p.

366 riproduce

lo

Stalo del

octoguta eircit&r millefio reno s polo iri-

Cattolicismo in Russia, desunto da una


rivista

cosyseuadocto mille fere sculaia roma'


ita.

mensile del ministro dell'interno,

L'arcidiocesi vasta, e

si

estende in

astenendosi di farvi considerazioni. Sebbe-

lunghezza a 3o miglia ed in larghezza a i 5, biscenlum ocloginla paroccias\plu~

ne non

si

pu non riconoscervi una qual-

raq ite alia sub secomplectitur loca. Tra


i

che importanza, per avere io sviluppati gli argomenti che gli hanno relazione, riferendo eziandio l'ultimo concordato, dovr contentarmi a solo far cenno della parte che riguarda la statistica dellaChiesa cattolica in Russia. Il numero de'fedeli cattolici

progressi che
si

il

cattolicismo va facendo
il

in Polonia,

deve annoverare

molti-

plicarsi delle associazioni e delle

congre-

gazioni religiose dedicate al servizio del

prossimo. Le suore della Misericordia e


la societ di
s.

d'ambo

sessi in tutto l'im-

Vincenzo de Paoli, gi
le

si

sono diffuse per tutte

provincie, occu-

pero ascende a 2,752, 787 (qui soltanto giustamente osserva la Civilt Cattoli'

pandone le capitali e tutt'i luoghi alquanto ragguardevoli. A queste si aggiungono le suore del Sagro Cuore di Ges, le
orsoline, e le cos dette servule, che tutte sono consagrate all'educazione. Le seri'ule

ca, che secoudo la statistica ufficiale del 1846, novera varisi 7,300,000 cattolici romani, oltre un gran numero di armeni cattolici romani anch'essi, ma indicati in
questa statistica colla rubrica di armeni
cattolici, e

specialmente hanno per fine l'istmi-

re

fauciulli pi. rozzi, e di servire la

po-

Egli chiaro che nel

armeni gregoriani 1,000,000. numero dato iu quecattolici

veraglia pi misera delle campagne. Elle

sto luogo dalla suddetta rivista mensile,

medesime sono tutte prese dal contado e formano un ordine interamente contadino, in cui dopo un annodi noviziato, (alti
i

non
e
gli
lici

si

comprendono

polacchi

armeni, parlandovisi solo de'catto-

voti triennali di povert, di carit e di

sacrifizio

per l'amore del prossimo, sono


ne' diversi villaggi, assistere
i

mandate a tre a tre dove si occupano di


derelitti, d'istruire
i

soggetti alle diocesi della Piussia propriamente detta. Rammenter che nel 1 847, in conseguenza dell'ultimo concordato fra la Russia e la s. Sede, il Papa Pio

malati e

IX

istitu le sedi

vescovili di

Cherson e
ar-

fanciulli, e di lavo-

Terraspol

Tiraspol, nel quale 2.

rare pel signore del villaggio quel tratto


di

ticolo riparlandone, nota

campo odi

orticello che loro viene as-

riunita la prima, per gli


ferito altres nel voi.
gli altri cattolici

che ad essa fu armeni, pel ri-

segnato pel sostentamento; giacche da'


fondi dell'ordine non altro ricevono che
l'abitazione.

LI, p. 3^4 e P er

loutaui dalla metropoli

Questo

bell'istituto di re-

di

Mohilow

nella parte meridionale della

centissima origine, e grazie allo zelo di

Russia, e soddisfare eziandio a' bisogni


religiosi

mg/ Leone
Guesua

di Przystuski arcivescovo di

de' coloni

tedeschi stabiliti

in

e Posuauia, e alla generosa piet

quella contrada). Si contano 41 io pur*

YAR
rocchie,47 monasteri d'uomini che dan-

VAR
no
in Russia
voi.

\55

no

usilo a 3

3 monaci (nel

LXV,

p.

sono concentrate nello sparlimeulo de' culti stranieri del ministero


P altro

55, relliicai il numero de'molti religiosi domenicani esistenti in Polonia e Russia), e 2D monasteri di donne per 4^
religiose;

dell'interno". L'arcivescovo di Varsavia


(

nuovo arcivescovo
r

quello

di

Mohilow mg.
i

lare^

79 alti dignitari dei clero seco2226 preti di parrocchie. Sono demantenimento del clero
i

vescovi di

Veuceslao Zyliusk i) ed Podlaohia, e di Cujavia o


gi con sa-

Wladislavia preserogi possesso delle loro sedi


: i

stinate al

le

pro-

due vescovi furouo


1
1

priet fondiarie, ed
cattolico

capitali del clero

grati iu Varsavia nel


lo di
ski

gennaio 837. Quel-

romano

passati sotto l'acumini-

strazioue della corona


ste

dopo il 84
1

Quealla

Podlachia mg. Beniamino Szymandi Varsavia, cappuccino, nolo ed asuo benemerito ordine, en-

spese ascendono annualmente


di

tnato dall'intera Polonia, ov' pure assai

somma
nari

700,000 rubli d'argento, corrispondenti a 2,800,000 franchi. semiI

stimato

il

tr nel possesso in

Janow

nel

giugno cou
successe
soifrire,

istituiti in

ciascuna diocesi, e l'acca-

islraordinaria

demia

ecclesiastica di

Pietroburgo (V.)

pompa. Egli r mg, Gutkowski, che ebbe a


la giustizia, la

per

come

alta scuola di questa confessione,

carcere e molte altre ves-

servono all'istruzione del clero cattolico romano. Questi stabilimenti contengono

sazioni, e fu perci lodato

ampiamente

da Gregorio
in

XVI

nella sullodata allocu-

36o

allievi.

La
i

loro direzione superiore


,

zione. Egli rinunzi la sua sede, e vive

appartiene

a'

capi delle diocesi


rettori,

quali

un monastero
il

di Leopoli in Galizia.
a

scelgouo tanto
tori, la

quanto g' ispetcui nomina dev'essere comunicaal

LaCivilt CaUolica,$ev\e 3
descrive
6. centenario della

,t.

8,p.

5o8,

festeggiamento di Cracovia pel

ta al governo. Diritti simili a riguardo


dell'

accademia sono devoluti

metro-

ciuto, discepolo di

s.

morte di s. GiaDomenico, apostodi

polilano nella sua qualit di arcivescovo


di

lo de'paesi russiani, le cui reliquie ripo-

Mohilow. Quanto concerne

1'

ammi-

sano nella chiesa de'domenicani


covia
;

Cra-

nistrazione degli affari della Chiesa cattolica ripartilo in tre istanze.

vi si

espose lo stendardo coll'ini-

L'ammi-

magine

del santo,
lo

donato da Clemente
canonizzadel sinodo
riconciliaal

nistrazione diocesana,
stico, e
il

il

collegio ecclesia-

Vili quando
di Brzesc

canonizz;

ministero dell'interno. L'am-

zione ch'ebbe luogo

tempo
si

ministrazione diocesana affidata al ca-

quando

russiani

po

della diocesi, assistito dal concistoro

del capitolo.

Tutto

il

clero secolare e re-

golare sottoposto alla medesima. Rela-

rono colla Chiesa cattolica. Cracovia una citt che conta maior numero di chiese e di cou venti. Vi sono domenii

tivamente

al

vescovo

il

concistoro ha

cani,

francescani,
i

carmelitani,
i

gli

agoi

voce deliberativa, e si compone di membri ecclesiastici nominati dal capo della


diocesi.
11

stiniani,

cislerciensi,

preinostrateusi,
i

canonici Lateranensi,

camaldolesi;
le

le

collegio ecclesiastico

compo-

benedettine,
tane,
le

le

francescane,
le

carmeliSpirilo in
in
I

sto sotto la presidenza del metropolita-

premostratensi,

suore della Vis.

no, d'assessori

scelti in

ciascuna diocesi.

sitazione, le canonichesse di

Esso soprintende

in ispecial

modo

all'an-

Sassia,
si

che non pi esistendo


in Polonia.

Roma,
gesuiti

damento

degli affari nelle diocesi, e all'e-

sono conservate

secuzione degli ordinamenti prescritti dal

governo. Vi aggiunto un procuratore

ebbero collegio e casa professa in Cracovia. Quanto al censimento operato nello stesso
1

nominato dal governo. Finalmente


re degli affali del cullo cattolico

l'al-

857

nella

Polouia, ha preriferite

ta vigilauza e l'amministrazione superio-

sentato
1

le

seguenti cifre,

a
la

p,

ruma-

169

del

Giornale di Roma. Per

p-

i56

VAS
131,670 chilometri quadra-

VAS
eia di Licaonia, nell'esarcato d'Asia, sot-

polasione 4696,918 abitatili, ripartiti sopra un'estensione di 2,32o miglia quadrale, ossia
ti, il

to la metropoli d'Iconio

ebbe

seguenti

che

fa

2024

abitanti per ogni mi-

7 vescovi. Teodoro, fra padri del concilio di Nicea del 32 5, assistette pure a
i

glio quadrato, ossia

36 per ogni

chilo-

quello d' Antiochia del


cui fatta

34

Severo, di

metro quadrato.
il

poi assai interessante

riportato dal
a p.

medesimo Giornale del


di

ca di

s.

menzione nella lettera canoniBasilio Olimpo, pel quale One;

i858

286

questo tenore.
i

Co-

siforo suo metropolitano sottoscrisse al

me

noto, in Russia presso

cristiani di

concilio di Calcedonia nel

4^i; Gregorelazione

confessione greco-orientale tuttora in


attivit
il

rio pose la sottoscrizione alla

cos detto

Calendario Giuliadell'

che

il

concilio di Costantinopoli fece al

no, introdotto da Giulio Cesare, e con-

patriarca Giovanni relativamente a Se-

servato dopo

la

caduta

impero

ro-

mano anche

nello stile cristiano di

Rogli

vero d'Antiochia ed a'suoi aderenti ; Conone sottoscrisse a' canoni in Trullo ;


Miceforo e Nicola, uno de'quali fu ordi-

ma

e Costantinopoli.

Per l'occidente

errori astronomici in esso contenuti, fu-

nato da

s.

Ignazio e l'altro da Fozio. O1.

rono rettificati nel i582 dal Pontefice Gregorio XIII; ma l'oriente greco-cattolico, compresavi la Russia, conserv l'antico suo calendario. Per sembra che suoi i difetti del calendario Giuliano ed
i

riens chr.

1,

p.1076.
Arnesi,
ecclesiastici,

VASI SAGRI, Vasa Sacra.


ornamenti sagri ed

Arredi

sacri (V.)) Suppellettile sagra (F.) t Utensili sagri (F.), inservienti alla sagra

inconvenienti nelle relazioni

coli'

Euro-

pa occidentale vengano di nuovo riconosciuti

Liturgia (F.) e altri Uffizi divini (F.). Vaso, Fas, Fasuntf Crater, Urna no,

pubblicamente

in Russia, giacdi

me
ne

generale di tutti
di ricevere

gli

arnesi

fatti

a fi-

che nella Gazzetta russa

Pietroburgo
in

o di ritenere in se qualche
li-

Jeggesi la seguente proposta per l'intro-

cosa, e pi. particolarmente sostanze

duzione del nuovo calendario


altri stati Dell'introdurre

Russia

quide.Quindi vasoda Fino(F.),Trulla i


vaso d
ra

Jn vece di seguire l'esempio di tutti


il

gli

Acqua (F .), Hydria,

vaso di

ter-

nuovo calendario ed ommetlere quindi lutto di un trailo i3 giorni, si dovrebbe ommetlere piuttosto

fittili,

Fietilia, e tornai a parlarne


p.

nel voi.

LXXXIV,

228.
la

Vas

productile fu detta

Fas /usile, Campana


termine di

14

volle

giorni intercalari

(F.),come rilevaZaccaria ne'O/iomasliconRititale.Ne la


s.

d'ogni quarto anno, Cos l'antico calen-

Scrittura

il

dario

si

migliorerebbe successivamente

vaso generalissimo, e significa cose fra


loro assai differenti. Parlando del

ed insensibilmente, e nell'anno 1912 verrebbe messo d'accordo col nuovo calendario cos detto Gregoriano. In oggi
il

Ta-

bernacolo e del Tempio di Salomone


(F.) significa tuttoci che contenevasi
t

nuovo
;

stile

innanzi al vecchio di 12

e nell'uno e nell'altro, sia per ornamento,


sia

anno 1882 esso gli sar aL'om missione di i3 giorni sarebbe adunque sufficiente, giacch il i4 avrebbe ad essere orn messo appena alla met del secolo XX- La medesima sarebbe compiuta uell* anno
giorni
nel T

per arnese in servizio del culto divi-

\anti di i3 giorni.

no.
gli
ci

Giacobbe volendo dire che suoi fiSimeone e Levi erano guerrieri feroe ingiusti, li chiama Fasa iniquitalis
i

bellantia.Ne salmo 7

le freccie

sono chia-

mate

vasi di

morte

cio strumenti di
s.

Jf)l2

ti
.

morte. Dio diceche


di scelta,

Paolo un vaso

VASA. V. Wasa.

Vas

electionis t cio
lui a

uno
suo

stru-

VASAUAoBASADA, ONASADA
SABADA.
Sede vescovile della

mento

scelto

da

portare

il

nome

proviti-

innanzi alle genti, a're,

a'figli d'Israele.

V
Lo
stesso
s.

A S
ch'in
,

VAS
mn
il

i5 7
del

Paolo

nostro corvasi
eli

vuole.
si

Cnmpodel Vasaio o

Sangue
co'

po un vaso
misericordia

di creta
,

chiama
,

chiam quello acquistato da Giuda

vasi di gloria

quelli

che
la-

trenta denari, prezzo del tradimento del

Dio degnOssi
si

di

chiamare

alla fede, e va-

Salvatore; Si giunse in appresso a prepa-

d'ira, vis

d'ignominia, coloro che

rare

le pelli degli

animali, e renderle pro-

sci nella infedelt, negli errori che pro-

prie alla conservazione de'liquori. L'uso


degli olii antichissimo, riferendo
nesi
le
la

durranno la loro perdizione. Il Macri nel Hiero le xicon, diceche Vaso, Christi furono di frequente appellate
r

Ge-

che quando

Abramo

cacci Agar,
di ac-

le

Religiose

mise sulle spalle un otre pieno

(V.) ; e f asa infirmiora furono chiamate da s. Pacomio nella sua regola le

qua.

Sembra

persino che in quei tempi


i

remoti, gli otri fossero


si
i

vasi di cui faceva-

Donne, per
gli

la

debolezza del
le

sesso.

Gli

uso pi

comunemente
:

per conservare
lo fa

antichi erano persuasi che

corna de-

vini e gli altri liquori

Giobbe

co-

animali fossero
siasi

stati

primi vasi di
per

noscere positivamente. Questi primi vasi


dati dalla natura,

cui
i

fatto uso per conservare e bere

come pure
lei

quelli

che

liquori, e quest'uso

ha

sussistilo

lo

furono formati a
in appresso,

di

imitazione,furono

meno per lunghissimo tempo pi esso


popoli. L'olio sagro del
i

molti

Tabernacolo degli ebrei per consagrare Re (I7 .), era conservato entro un corno. Galeno osserva, che in
l'aceto,
il

comech non si possa determinare precisamente l'epoca, surrogati da altri, le cui forme ci sono descritte con grande variet da Ateneo nel lib. xi. Gli
antichi
artefici

Roma

misura vasi

l'olio,

il

vino,

volevano dare a ciascun


la

miele in vasi di corno, di che


e Cesare.

vaso e a ciascun utensile

forma

pii

con-

ne parlano chiaramente Orazio


a tutti
i

Plinio attribuisce in generale lo stesso uso


popoli settentrionali. Senofonte

venevole all'uso loro, e nello stesso tempo la pi piacevole allo sguardo. greci
1

romani impiegarono grande profusio-

fo la stessa

osservazione riguardo a molli


e d' Asia. Gli antichi

popoli

d'Europa
i

se specie di vasi, de'quali gli uni

ne e molta magnificenza nelle loro diverornava-

poeti rappresentavano
roi

sempre

primi e;

no
e

deschi e

le

credenze de'maggiorenti,
di

che sorbivano

liquori da'eorni
si

que-

gli altri

servivano agli usi domestici.

sta sorte di

coppe

dicono ancora assai

Questi
di

vasi

erano

bronzo

di Corinto,

comuni

nella Giorgia. Assicura Bartolino

Delo o

di

Egina, oppure d'argento, e

che altre volte nella Danimarca non bevevasi che in corni di bovi, e in una gran
parte dell' Africa
essi

sovente arricchiti d'ornamenti in rilievo,

sono

il

solo vaseli

che talvolta erano cesellati sul vaso medesimo; qualche volta quegli ornamenti
ti

lame che
a

si

conosca per conservare


si

li-

quori. JNon

dovettero tuttavia tardare


i

poi sui vasi

erano lavorali separatamente e fissamediante saldature; al-

immaginare
di essi
s.

vasi di terra colla, giac-

tre volte vasi di

bronzo erano coperti da


si

ch

usarono alcuni de'pi antichi


Scrittura parlasi pi volte

solida piastra d'argento, sulla quale

popoli. Nella

erano

cesellali

ornamenti e

figure.

An-

del vasaio o facitore de' vasi di creta.

Ge-

tioco re di Siria, traversando la Sicilia,

remia rappresenta
alla

il

vasaio che lavora

era provveduto di gran


si,

numero

di va-

ruota
il

l'autore dell'Ecclesiastico de-

de' quali la
altri d'
;

maggior parte erano di


oro arricchiti
di pietre

scrive

vasaio colla creta nelle roani,

argento,
preziose

nell'atto d'impastarla e metterla in opera, e

tra questi eravi

per usarne a suo arbitrio. Iddio per mostrare la sua suprema possanza sugli uomini si serve talvolta della similitu-

mato
ro.

di

una

sola
si

gemma

un vaso forco! manico d'ocop-

Quello che

raccoglie dagli antichi


di questi vasi,

scrittori sul

numero

dine del vasaio, che fa della creta ci che

pe esimili, ne sembrerebbe incredibile,

i58
se essi

VAS
ligiose

VAS
fncevasi uso ne' Sacrifizi e nell'altre re-

non aggiungessero che que* vasi erano in massima parte asportati dalie provincie conquistate. I romani non pregiavano sempre vasi secondo la quai

ceremonie, erano di terra, anche

allorquandoil lusso ebbe introdotti quelli d'oro e d' argento nelle case particolari.

lit della
sti,

materia di cui erano composoprattutto alla raria' vasi d'o-

Per

le

patere, strumenti de'sagrifizi

che

ma miravano

servivano a parecchi usi, erano una specie di tazze di

t loro:

sovente preferivano

bronzo, e nella maggior


al

ro e d'argento que'di terra cotta, di qual-

parte di metallo bianco, lavorate

tor-

che pietra o d' altra materia rara e singolare, a seconda della

no con
al di

tutta la possibile precisione tanto


al di fuori, di
si

moda che s'introduceva nella qualit e forma di quegli utensili. Dopo la vittoria ottenuta da Flaminio sopra Filippo re di Macedonia, furono portali a Roma gran numero di vasi, di cui una parte erano di bronzo, ornati di sculture in rilievo. A' tempi di Cesare si stimavano assai gli antichi vasi di
metallo, che
di
si

dentro quanto

tutte le

forme. Ne' bagni


della

faceva uso di vasi


le

medesima forma. Servivano


il

pa-

tere per ricevere

sangue delle vittime

che s'immolavano, e per versare il vino fra le corna delle vittime cornute. Servivano
altres

per

le libazioni

d'acqua e
sia sul-

di vino, e

per versare del miele

erano trovati ne' sepolcri

l'ara, sia sulla vittima. Diversi

numi

fu-

Capua, allorch in quesla citt fondossi la nuova colonia romana si stimavano del pari assai vasi di bronzo e di ter: i

rono rappresentati con patere nelle mani, qual simbolo delle offerte che loro facevansi.

ra colta trovati ne'sepolcri all'epoca del

casa che
cera,

ristoramento di Corinto.
domestici,

Ma sembra che

romani non eravi una non avesse una patera, o un aossia turibolo, forzieretto in forma
Presso
i

quegli utensili non fossero impiegati a usi

quadrata, nel quale metlevasi


per arderlo a'tiumi
fino dal
funerali,
ci.
,

1'

incenso

ma

che

si

conservassero soltandell'arte.

to

come monumenti
i

Per

gli usi

momento
il

in

ed anco a' defunti cui cominciavano i


i

ordinari

ricchi servivansi in quel

tempo

che facevano
i

parenti e ami-

di vasi d'oro e d'argento


giati.

riccamente fog-

Pressogli antichi
di

vasi

servivano qual-

glievoli dall' Asia,

Lucio Scipione ne port di somidopo finita la guerra col re Antioco. Vene fond a Siracusa una officina particolare, nella quale scultori e orefici

che volta
egli
sii

premio ne'giuochi pubblici:


si

per questo che sulle medaglie e

altri

monumenti

vedono spesso
ne\\'

vasi,

alcuna volta con palme, e de'quali erudi-

erano impiegali
Sicilia.

a converti-

tamente ragiona Buonarroti

Osser-

re in vasi di diverso genere l'oro ch'egli

vazioni sui medaglioni antichi. Secon-

aveva rapito dalla


sagr
al

Pompeo

con-

do Aulo

Gellio,

samii furono gl'inven-

tempio della Fortuna

la colle-

tori delle stoviglie, e quelle dell'isola di

zione de' vasi di Mitridate. Egli fu, secon-

do Plinio, il[.che mani vasi murrini


i

fece conoscere a* ro,

Samo erano ricercatissime da' romani. Samia vasa edam mine in esculentis
laudantur dice Plino. Tanta era 1' abbondanza e variet de' vasi in Samo, che vasi si form l'antico ditterio: Vender a Samo, e portare nottole ad Atene, e
%

che

si

preferivano

allora, a cagione della loro rarit e novit, persino a'vasi d'oro. Sotto Vitellio
i

vasi di terra colta di bel

lavoro e di fr-

ma ma

elegante furono preferiti a'vasi

mur-

coccodrilli

in Egitto, esser
i

cosa
vasi

inutile.
fittili

rini.

Questi vasi murrini giunsero in Ro-

Celebri e numerosi souo

di

ad altissimo prezzo, e non sarebbero stati se non di terra cotta, se fondata fosse
l'asserzione di coloro che gli
fusi

hauno con-

colle porcellane.

vasi sagri, di cui

Toscana, Veio (P\) ec, o etruschi, l'invenuti in gran copia ne sepolcri del genere funerari, ed anche d'ornato, da tavola e da bere. Sono sommamente

V
pregevoli
le

A S

V A S
gentili.

l5g

per l'antichit remota e per

pi belle, pi svelte, pi eleganti. Abbia-

loro

forme eleganti e

Pare che

mo

di

L. Frati, Raccolta di maioliciie

buona parte
le

de' vasi etruschi trovati nel-

dipinte

tombe, debbansi considerare piuttosto come vasi sagri, che forse si consegnavano agl'iniziali ne'misteri di Bacco e di Cerere o altra deit, e con essi si seppellivano,
a que'misteri

delle fabbriche di Pesaro e della provincia Metaurense, Bologna

t844 con
briche di

figure.

Celebri

sono

le fab-

Francia, di Sassonia, d' InPrussia ec.

ghilterra, di

oa

quelle divinit riferen-

vasi della Cina, del

Le forme dei Giappone e dell' Involta

dosi notabile parte delle rappresentazio-

die orientali non

mancano alcuna

ni colorate per
si

ornamento de' vasi. Molto

d'eleganza: non sempre per sono ragionate;

scritto sul

modo

in cui

si

dipingeva-

ma

di

questo giova forse cercarnell' idee di

no, ed alcuni ritengono assai probabile

ne

la

ragione ne' costumi e

che

si

applicasse sul vaso

un

ritaglio d'ula

que' popoli. Iddio manifest a Mos


a suo onore costruire
l'Alleanza,
i

na materia pieghevole, come sarebbe


nostra carta, e che
si

coprisse di vernice

il

come doveva Tabernacolo del-

il rimanente del vaso. I contorni delle figure rimanevano per tal modo delineati nell'argilla che conservava il suo colore naturale, e il pittore non aveva al pi che aggiungere in alcuna parte qualche tocco leggiero per indicare lineamenti pi minuti o qualche ombra nelle piegature.
i

vasi, le

Vesti sagre pe' mi-

nistri del culto, le oblazioni e le vittime

che

se gli

dovevano

offrire,

presentarsi sull'altare e persino

profumi da la sua
sa-

composizione
cerdoti

non meno

della descrizioi

ne d'un bacino di rame, nel piale

dovevano

lavarsi le

mani e
i

pie-

Ne

a questa congettura

si

oppone

1'

os-

di, e quella altres della composizione di

servazione fatta dagl'intelligenti, che in


alcuni vasi
si

un

olio di
i

Unzione per ungere


consagrazione.
11

sacer-

vedono

contorni delineati

doti e

vasi dello stesso tabernacolo nel


di loro

con un istromento tagliente, non escludendo questa pratica che forse adope,

giorno

sontuo-

sissimo e meravigliosissimo

Tempio di
al

ra vasi solo allorch


Si

la

creta

era molle.

Salomone, da questore innalzato

vero

pu vedere Fr. Inghirami, Pittura de vasi etruschi,Firenze 8 53 con tavole.


1

Dio e con suo disegno, fu splendidamente fornito d'un immenso numero di preziosi vasi

Belle collezioni di questi vasi,come di pietre

d'ogni specie, per l'esercizio del

superbe e di metalli, adornano molti musei. Molto poi si disputalo intorno


vasi tericleani

culto e per l'uso de'sacerdoti, di che pararticolo e meglio si pu leggere Calmet, Storia dell'antico e nuovo Testamento, t. r, lib. 4- H famoso arlai in tale

tericleensi, spesso

men-

nel p.

zionati ne' classici greci:

probabilmente
in

traevano

essi

il

nome

dali." loro fabbri-

catore, ed erano

fatti di terra cotta,

forma di calice ; in appresso se ne formarono di metallo, di avorio, di legno di Vetro (V.). La conservazione de' vasi antichi grandemente gioval miglioramento dell' arte de' nostri vasai, che precipuamente fiorirono in Faenza,\n Urlania, in Urbino, a Gubbio ed a Pesaro j ed anche de' fabbricatori di porcellane, da che il raffinamento del buon gusto fece comprendere, che solo coll'imitazione di que'vasi si ponno produrre le forme
,

tefice Irammo di Tiro fece un grandissimo vaso di bronzo destinato a conservar nel tempio l'acqua per l'uso de'sacerdoti, che per la vasta sua ampiezza fu denominato Mare: sotto di esso da 4 lati sacerdoti vi andavano a purificarsi nel sottoposto bacino, uscendo V acqua
i

dal piede del vaso per via di


ti.

grillet-

Salomone
i

fece fare degli altri vasi di


di bronzo,

bronzo amovibili sopra ruote


secondo
bisogni del tempio,

altari pei

profumi e 5 pe' pani di proposizione, e tutti i vasi che servivano a questi aliali

i6o
ed
i

V
eli 'era

A S

V A
La
s.

S
la ri-

candelieri erano d'oro.

Scrit-

tutto

il

regno raccolte di denaro per

tura dice

n vi ioo bacini d'oro,

ma

parazione del tempio, e con quello avanzato


si

lo storico Gioseffo

Flavio nell'Antichit

fecero nuovi vasi pel suo servizio,

un numero assai maggiore, poich dice. Vi erano, oltre la gran mensa d'oro sulla quale mettevansi pani di proposizione, 10,000 alGiudaiche, ne
riferisce
i

come

trombe, forchette d'oro e d'argento. Acaz re di Giuda, empiamente abbandonatosi all'idolatria, si rese tributario di Teglatincensieri, vasi,
e altri stranienti

tre

mense, sopra

le quali

si

collocavano

falasar re d'Assiria, spogli


tolse
i

il

tempio, ne
chiudere,

de' piatti e delle patene d'oro in


di

numero

vasi

pi preziosi,

lo fece

20,000, e d'argento 4o,ooo. Salomo-

e in tutte

le

piazze innalz altari profani.

ne fece di pi 10,000 candelieri d'oro, 80,000 coppe d'oro per fare le libazioni

Gl'israeliti

nuovamente avendo provo,

calo

la

collera del Signore

per castigo

100,000 bacini d'oro, e 200,000 d'argento, 80,000 piatti d'oro,


del
vino,

ne* quali offri vasi sull'altare la

farina

Nabucodnosor re d'Assiria, il quale espugnata Gerusalemme, saccheggi il tempio, portando seco in

piomb

su loro

impastata, e due volte altrettanti piatti

Babilonia
di

vasi

pi preziosi della casa


trasfer nel

d'argento per
piatti

usi somiglianti:

60,000
il

Dio, e

li

pose nel suo palazzo di Babili

d'oro, ne' quali impastavasi

fior

lonia, di

dove

tempio del

di farina coli' olio, e


piatti

due volte altrettanti d'a