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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL1V.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

S TE S T E

O TEFANO I (s.),Ordine militare ed scana, esposti olle masnade iuièdeli che li

equestre 3 e sagra religione de* cavalieri di facevano Schiavi (/"'.), concepì con felice

s. Stefano I Papa e martire, Equites or- idea l'istituzione d'un ordine equestre a
dinis Militiae s. Slephani. Insigne ordi- difesa de'suoi sudditi, e insieme qual ma-
ne equestre granducato di Toscana
del rina militare dello stalo, per preservarlo
(['), celebre e benemerito per militali da mire nemiche, proteggere la comune
imprese navali, della Chiesa e della so- sicurezza e rintuzzare l'audace baldanza
cietà, e formidabile alle piraterie africa- de' Unii oni dimare, non che a difesa e
ne, barbaresche e turchesche. Dopo ave- propagazione della fede cristiana, a mez-
re Cosimo Medici duca
1 dì Toscana am- zo de'valorosi cavalieri. Conoscendo che
pliato e rassodato il suo florido principa- per l'impresa avrebbe occorso uscir dai
to,considerando che le coste e litorale limili de! proprio dominio, si rivolse al
marittimo del medesimo, gli abitanti, le Papa Pio IV, Medici, per cooperare col-
città, i luoghi erano di frequente esposti a la suprema sua autorità al saldo stabili-

deplorabili saccheggi, incendi e schiavitù, mento e dilatazione dell'ideata cavallere-


per le funeste invasioni di rapaci e crude- sca milizia navale, e si recò aRoma a ma-
lissimi corsari africani e barbareschi, ne- nifestargliela. Il Papa con giubilo lodò il
mici del nome cristiano, i quali comechè magnanimo pensiero, e tutto si offrì a
maomeltani,arditameute veleggiavano le concorrervi pel pubblico bene, per la si-

acque del Mediterraneo, non polendo curezza del Mediterraneo e difesa del cri-
sempre e dappertutto il glorioso ordine stianesimo. Pertantocon breve apostoli-
G ei osolimitano^T.) dal so vrano suo pro- co del i.
"ottobre i56o, Pio IV autorizzò
pugnacolo di Malta accorrere a frenar- e die facoltà al duca Cosimo I di fondare
ne le depredazioni;quindi compassionan- sotto gli auspicii e colla regola di s. Ago-
do la triite condizione de'popoli, pacifici slino o di s. Benedetto, o d'allra mona-
abitatori delle spiaggie e lidi della To- stica congregazione un ordine militare.
4 STE S T E
Quindi il duca portando la sua più seria ba, ricca di miniere di lei ro, comoda per
attenzione uel formarlo, scelse la regola la capacità de'suoi poi ti, idonea per na-
del patriarca s. Benedetto e prese per pa- turale situazione, come la principale del-
trono principaledell'ordine il gloriosoPa- l'isole dell' arcipelago toscano, capace a
pa s. Stefano I{f^-) martire, antico pro- dare opportuno ricetto alle squadre ma-
tettore dell' illustre sua capitale Firenze, rittime, riunendo il vantaggio di avan-
e lo cliiamò col suo nome. Die all'ordi- zate sortite sui pirati africani, che nasco-
ne per tutelare s. Stefano I, non solo per sti tra'scogli e l'isolelte deserte del mar
l'ereditariadivozioue che gli portava co- Tirreno, continuamente tramavano a
me fiorentino, ma ancora per riconoscen- danno de'naviganti cristiani. A tale effet-
za e per memoria di aver uel giorno di to Cosimo 1 nel Iato angolare dell'isola,
sua festa a'2 agosto 1 554 riportata nelle in cui concentrasi il mare favorendola di

vicinanze di Marciano in Val di Chiana, sicurissimo seno, costruì una forte e bella
diocesi e compartimento d'Arezzo, la de- città,e col suo nome la chiamòCcsmopoli,
finitiva vittoria colle sue armi unite alle oggi Porto Ferraio, e luogo principale e
austro-ispane, contro Pietro Strozzi ma- più forte, ed ivi destinò collocare la sede
resciallo de'francesi in Italia e comandan- primaria della milizia. Ma non riuscen-
te l'esercito frauco-sauese. Con tale ri- dogli l'acquisto del restante dell'Elba, al-
nomala battaglia fu deciso il fine della lora dipendente dalla Spagna, mulato
politica esistenza dell'emula e potente re- consiglio, trovò adattissima l'antica e ce-
r
pubblica di Siena (f .), la sua conquista lebre città di Pisa {V!)> e quivi ordinò
e il consolida mento del suo vacillati te dia- l'erezione dell'albergo conventuale, affi-
dema, assicurando la sovranità de' suoi dandone la direzione al valente Giorgio
slati. Già il principe per sua fortunata Vasari, non meno peritissimo architetto
ventura non solamente aveva restituito che pittore, il quale da' fondamenti co-

a'marcianesi le antiche esenzioni, ma a- struìun palazzo conventuale pe'cavalie-


vea innalzato inFireuze,sul quadrivio di ri professi o earovauisti, ornandolo de-

s. Felice in Piazza, una colonna di mar- corosamente con pitture e statue, ed e-


moa monumento del fausto avvenimen- gualmente fabbricò la chiesa conventua-
to,che però a' nostri giorni fu rimossa, le, la canonica per abitazione del priore
ed ordinato al celebre Bartolomeo Am- conventuale e pel clero per la divina uf-
mannato che edificasse in mezzo al cam- ficiatura, e altri edilizi, il degno del-
tutto
po ove seguì la pugna, detto il campo di la militare religione, che dovea salire a
Scannagallo, un tempio rotondo,che tut- tanta rinomanza; i cui trofei, spoglie e in-
tora vi resta, sotto il titolo di s. Vittoria. segne tolte al nemico, per riconoscenza a
Attese quindi il duca alla compilazione Dio e al patrocinio di s. Stefano I, collo-
de'regolamenti,che doveano formare ca- i cò nella chiesa conventuale, che divenne
valieri per mezzo della pietà e del valore come una cattedrale per la prerogativa,
ad una vita lodevole e virtuosa, e si occu- dell'episcopali funzioni, alle quali fu abi-
pino pari tempo di stabilire la sede prin- litato il priore grancroce. 11 IMarcheside-
cipale dell'ordine, l'erezione della chiesa scrive questi edifìzi, la chiesa di s. Ste-
conventuale, della canonica e altre fab- fano I, la sua sedia pontificale di marmo,
briche necessarie agli ufilziali e ministri cospersa di macchie rosse delsangue spar-
dell'ordine, a cui affidare governo po- il so dal santo quando iu essa gli fu moz-
litico e spirituale della sagra milizia. Per zato il capo, racchiusa in mezzo alla tri-

tale residenza posta in discussione la na- buna in una pontificia cattedra di me-
tura de'luoghi più adatti alle spedizioni tallo dorato; e l'altare ricco di preziose
navali, fissò lo sguardo sull'isola dell'El- pietre, colla statua del Papa scolpila ia
S T E STE 5
finissimo marmo, sollo di cui ne tiposa- collo, qual segno di decorazione della mi-
no le venerande ceneri. Dice pure, che lizia. Da'semplici cavalieri portasi appesa
non restando nella piazza de'cavalieri,ove nel lato siuistro, e da'grancroci, priori e
sorgono le accennate fabbriche, che il so- bali portasi pendente al collo e di forma
lo antico palazzo del senato pisano, que- maggiore. 11 p. Bonanni nel Catalogo de-
sto concesse alla sagra miliziaCosimo III, gli ordini equestri e militari esposto in
e fu destinato per gli ordinari consessi del immagini, ne riporta la figura dell'abito e
supremo consiglio, per cancelleria e ar- della croce a p. i 2, chiama serventi an-
i i

chivio. E perchè il principale scopo dei che col nome di Donati, con veste corta
cavalieridovea essere la difesa e lo spur- e manichestrette,echei cavalieri in guer-
go del Mediterraneo dai ladronecci de- ra portavano una veste di seta bianca e
gl'infedeli, fece Vasari fabbricaresulle ri- corta, con fornimenti rossi, e colla croce
ve dell' Arno un sufficiente arsenale, in rossa sul petto,come cavalieri di Malta. i

cui si potessero costruire gli schifi per le o Gerosolimitani, per terrore de'barbari
galere, per poi condurli a Livorno e ri- che P oppugnavano, e per couforto dei
cevervi corrispondeuti equipaggi. Mentre combattenti che la difendevano. I sacer-
gli artefici erano intenti alla costruzione doti poi sulla veste bianca assumono il

degli edifizi, il duca si occupava per stabi- rocchetto e l'almuzia bianca fregiata colla
lire la forma del manto capitolare e quella croce dell'ordine. I cavalieri ogni volta
della croce equestre. Indi stabili per abi- che dacristiani si faceva un'impresa ge-
to e divisa da usarsi nelle sagre e solenni nerale control nemici della s. fede, erano
funzioni, quello già usato da'celebri e po- obbligati ad intervenirvi in persona, e
tenti cavalieri Templari [V.\ il manto molto pi ìi se \i andava il gran maestro per
di ciambellolto biancocolle maniche fo- accompagnarlo. I cavalieri furono chia-
derate di ormesino rosso, e che due cor- mati militi dall' obbligo di militare, fa-
doni e fiocchi di seta color vermiglio, pen- cendo le loro carovane sopra le galere del-
dendo dal collo giù per gli omeri, simbo- l'ordine e da esso manteuuti, ed allora e-
leggiassero 1' ubbidienza a cui con voto rano chiamati cavalieri caro vanisti. Il du-
doveano sottoporsi i cavalieri. Volle che ca esaminati gli statuti degli altri ordini,
il manco lato rosseggiasse colla croce di ra- modellò quelli per questo sui regolamen-
so porporino, a riserva de'graduati gran- ti del Gerosolimitauo, con alcune relati-

croci, priori e bali, i quali in segno di pre- ve modificazioni; perciò divise i gradi in
minenza la portassero in mezzo al petto; 4 classi : i cavalieri o militi, i cappellani,
finalmente che 1' abito terminasse con i serventi d'armi, i serventi d'ollizio per
strascico maestoso, a guisa di manto du- l'esercizio de'di versi miuisteri ammini-
cale. Per la croce poi adottò quella del- strativi. Volle che i militi come costituti-
r
l'ordine Gerosolimitano (f .),<i\ versa pe- vi del capoe delle parti signorili della mi-
rò nel colore, da portarsi dalla parte del lizia, facessero professione di militare con-
cuore, per ricordare a'cavalieri che quel tro i nemici di nostra fede, e fossero ri-
salutifero seguo dovea essere la calamita partiti in cavalieri di giustizia e in cava-
di loro adorazioni e alleiti, e che doveano lieri di padronato. A chi pretendeva en-
combattere valorosamente colla destra e trare tra'primi, riservò l'onore delle di-
difenderla dagli oltraggi degl'infedeli. De- gnità elettive e capitolari, prescrisse un
stinò dunque che la croce fosse di raso ros- esame di rigorose prove, volendo che la
so contornata di fregio d'oro e cucita sulle sua religione nascesse e non già divenisse
vesti esteriori, permettendo l'uso d'una nobile ne'progressi; dovendo far constare
crocetta massiccia d'oro, smaltata di co- di discendere da genitori, avi ed avole
lore porporino, da portarsi pendente al de'due lati paterno e materno, di nobili
G S TE ST E
famiglie (noterò che pe'ca validi tli giu- assistenza a'rn misteri del tempio con ven-
stizia è necessario che le provanze tli no- tilale, al governo delle parrocchie e dei
biltà generosa si facciano fino all' atavo benefizi che sarebbero incorporati nella
inclusive, 5 generazioni cioè al di sopra milizia, furono abilitati a portare sulla
del pretenclente,tanto pe'lati paterni, che parte sinistra delle vesti ordinarie la croce
materni), e che fossero capaci di godere di raso contornata di seta, e per abito
in patria le maggiori onorificenze, per 3 si assegnò loro una toga di ciatnbellolto
gradi e generazioni, cioè da' trisavoli; e bianco, fornita d'asole e bottoni di seta
dipoi nel capitolo generale del 1728 si rossa, ed una mozzetta coti cappuccio pa-
n
estesero! lini iti alla G. generazione di cia- rimenti con simili asole e bottoni, e fre-
scuno de'4 quarti di nobiltà. I cavalieri giata di croce con fodera e profili di seta
di giustizia si divisero indite specie, ec- di color porporino, da portarsi con sotto
clesiastici (questi potino essere cavalieri il rocchetto, ed al priore della chiesa fu
per giustizia, per commenda padronale, di più concesso lo strascico a forma d'a-
e per commende di grazia, come i cava- bito prelatizio. Alle due classi di serventi

lieri secolari) e secolari, tra'quali non vi d'armi e di serventi d'officio, furono as-

fosseche il solo di va rio nell'esercizio de Ila segnati gl'impieghi propri di loro profes-
milizia, gli uni dovendo imbrandir la spa- sione, agli uni di guerreggiare iteli' ira-

da contro gl'infedeli, gli altri invocare il prese di mare e di terra in aiuto de'mi-
celeste aiuto con sagrifìzi e orazioni. A liti, colla divisa d'una croce uniforme a
vigore poi e sosteguo dell'ordine si sta- quella de'sacerdoti d'ubbidienza eda por-
bilì la classe de' cavalieri di padronato, tarsi nel destrolato; agli altri di adoprar*
colla clausola, che se il gran maestro del- si ne'ministeri servili del convento e del-
l'ordine per grazioso indulto dispensava l'assemblea, dandosi loro una veste di ra-
i fondatori di commende dalla rigorosa scia bianca con maniche strette, fornite
discussione di qualche quarto di nobiltà, di mostre di taffettano rosso, e colla ero*
la dispensa non si estendesse a'sostituiti ce annessa alla parte destra, formata di
e chiamati alla successione, quali dovea- i 3 soli rami e priva del superiore a guisa
no giustificare la nobiltà de'quarti della d'un Tati greco, per cui poi ebbero il no-
genitrice e dell'ava materna, collo stesso me diTau.Per l'osservanza degli statuti
rigore di prove de'cavalieri di giustizia. e delle discipline, come pel governo del-
Quanto all'accettazione de' cappellani e rordine,con autorità di mero e misto im-
sacerdoti d'ubbidienza (va avvertito, che pero, fu istituito un maestrato supremo
i cavalieri cappellani, oggi canonici per compostodi 2 soggetti;ed il consiglio su-
1

quanto dirò, formano parte del clero della premo e ordinario, formato cioè del gran
chiesa conventuale; i sacerdoti d' ubbi- maestro, di 8 graduati conventuali, dei
dienza erano e sono ceremonieri delle di- priori e bagli vi delle provincie, del prio-
verse assemblee de'cavalieri dell'ordine, i re della chiesa, e de'cavalieri desti nati dal
quali usano la toga e mozzetta con croce capitolo. Ali. "graduato fu datoli titolo
vermiglia eguali a quelle de'cauoniei, ed di commendatore maggiore con esercizio
i rettori delle parocchie filiali dell'ordì' e vicegerenza del gran maestro durante
ne;ma questi ultimi,sebbene si conferisco- la vita di questi, dovendo risiedere in un
no loro le parrocchie come sopra dal gran convento. 11 comaudo delle forze navali
maestro, non hanno più. uè il titolo di ca- fu ripartito tra il contestabile e l'ammi-
valieri sacerdoti d'ubbidienza, né fanno raglio, ad uno affidandosi la direzione
più uso del rispettivo abito, essendo pas- dell'imprese terrestri, all'altro le maritti-
sati sotto la dipendenza de' rispettivi or- me come generale delle galere: ali. fu
dinari), che doveano prestare quotidiana data autorità sulle genti di guerra a piedi
ST£ S TE 7
e a cavallo, con facoltà di punire anche i desimo, il gran priore, gran cancellie-
il

cavalieri se colpevoli; al 2. si die eguali re, il gran tesoriere, e il gran conservato-


prerogative sulla squadra navale e suo e- re; tutti a nomina del principe. Inoltre
quipaggio. Al gran priore del convento con detto atto restò soppresso il capitolo
dell'ordine fu dato il 4-° luogo e attribuì- generale.Tutto questo venne stabilito per
la la supplenza del commendatore mag- la prosperità del temporale reggimento
giore, col carico del governo in sua as- dell'ordine; mentre per indirizzare le a-
senza; dovendo vegliare sulla concordia nimenella via della salute eterna, fu crea-
e moralità de'cavalieri, quindi ammoni- to un prelato priore della chiesa cou Tu-
re e castigare, insignire dell'abito i novi- so della gran croce, con titolo di rnonsi-
zi, con altre attribuzioni. Il 5°e6.° luogo guore,e considerato 9." dignità dell'ordì-
gerarchico l'ebbero il gran cancelliere e ne, commettendosi a lui eziandio l'edifi-
il tesoriere generale, dovendo sovrastare cazione e la custodia pastorale del clero,
il i.°a'subal terni ministri nella custodia con quasi vescovile giurisdizione subor-
delle scritture spettanti alla cancelleria, dinata al consiglio de' 12. Si stabilirono
all'archivio,a'registri; il 1. "alla cura del- pure liti e le ceremonieper la vestizio-
i

l'introilo e dell'esito, ricevere ecustodire ne de' novizi, uell' emettere 3 voli; la i

il tesoro. Gli altri due graduati furono il forma de'trieunali consessi capitolari, da
conservatore generale, e I' ospitalario o radunarsi nel conventuale di Pisa e inco-
buon uomo dell'ospedale, dovendo il i.° minciarsi nella domenica in Albh, col-
vegliare sulle possessioni, loro conserva- l'intervento del gran maestro o del suo
ziouee incremento, non che sull'armeria; luogotenente. Nell'apertura del capitolo
il 2." aver cura caritatevole degT infer- fu disposto, che i cavalieri chiamati al-
mi, sia nell'assistenza corporale, sia nella l'ubbidienza, con profondo inchino si re-
spirituale. In sostanza, perla cura e vi- cassero a baciare lungo strascico del
il

gilanza delle cose e negozi della religio- gran maestrotedente in trono; quindi per
ne venne stabilito il descritto consiglio la piazza de'cavalieri si dovesse fare da

ordinario di dodici cavalierini quale do- tutto V ordine solenne processione, che
vea intervenire il gran maestro o suo luo- entrata nella chiesi conventuale, inco*
Formarono tale consiglio il
gotenente. miuciasse la messa cantata, frainezzata
commendatore maggiore, il contestabile, con un'orazione pronunziala da un cava-
l'ammiraglio, il priore del convento, il liere dell'ordine, per eccitare col raccon-
grau cancelliere, il tesoriere, il conserva- to delle belle imprese de'tnaggiori, il de-
tore generale, il buonuomo dell'ospeda- bito dell'imitazione. Quindi Pio IV col-
le,i priori e bagli vi delle provincie, il prio- la bolla His, quat prò religioni*; propa-

lo, della chiesa, e quelli di essi graduati gutione } de\ i.°febbraio 1062, Bull. Pioni.
che si trovassero al convento, e dopo di t. 4, par. 2, p. 38 approvò e confer-
1 ,

essi doveano intervenirvi que' cavalieri ino solennementel'ordineereligiouedel-


che da'capitoli generali o dal gran mae- la milizia di s. Stefano I, gli statuti che
«trovi veuisserodepulati, secondo il gra- avea fatto esaminare, colla regola di s.Be-
do d'anzianità, onde l'effetto fosse che si nedetto, ed 3 voti di carità, di castità
i

adunassero sempre in numero di 12. E qui coniugale, e di ubbidienza a'superiorijper


aggiungerò, che il moto proprio sovrauo riscattare i fedeli dal duro giogo e schia-
de'5 aprile 1784 ridusse al numero di 6 vitti de'turchi, pel dilatamento del culto
igrancroci componenti il consiglio, cioè cristiano, per l'accrescimento della fede
nig. r priore della cou ventuale,il gran con- ortodossa; encomiò Cosimo 1 e lo costituì
testabile eh' è il luogotenente del gran gran maestro e fondatore, e successori i

maestro e lai.' dignità del consiglio me- di lui al trono nella medesima suprema
8 S T E 5 T E
concedendo all'ordine indulti ed
dignità, te lo coronò colla ducale corona, donan-
esenzioni, lodandone il pio e generoso sco- dogli la Rosa d' oro {V.) benedetta. E
po: e al gran maestro facoltà illimitate siccome s. Pio V moderò e abolì alcuni
per fare uuove leggi, per conferire be- i de' nominali indulti concessi da' Papi a
nefizi eeclesiaslicidell'ordiue, la cognizio- vari ordini militari,colla bolla Saerosan-
ne delle cause de'cavalieri, con giurisdi- cium, de'9 settembre 568, Bull. Row. t, 1

zione spirituale e temporale, inclusiva- 4, par. 3, p. 38; dipoi mosso Sisto V dal-
mente sopra gli ecclesiastici e le monache le splendide imprese già fatte da' cava-
dell'ordine. Dopo tutto questo, e dopo a- lieri contro i corsari aiìicaui in mare e
ver Cosimo I assegnato il patrimonio al in terra,colla bo\\n Circumspecla romani
convento di Pisa, eformati i fondi per 60 Pontifìcis^tiZ marzo 5go,Bidl.Roni, 1

commende, per gratificare cou esse i va- t. 5, par. 1, p. 24, derogò al disposto da
1

lorosi, prese solenne possesso con grau s. Pio V, e rinvalidò la concessione di Pio

pompa e alla presfuza d'i nnumerabile no- IV. Già Sislo V col breve Praeclara de-
biltà, del supremo magistero a'i5 mar- votionis sincerilaSj degli i 1 settembre
zo 1 562 riceveado nel duomo di Pisa l'a-
5
1 587, Bull. cit. t. 4j par. 4> avea auto-
bito dalle ma ni del nunzio a postolicoGior- rizzato ilgranducaFrancescoI gran mae-
gio Cornaro vescovo di Treviso, facente stro, d'erigere in commende dell'ordine
le veci del Pupa. Trovandosi Cosimo I gli ospedali che fondasse nella Toscana,
costituito canouicameute nel grau magi- con Paolo V colla bolla
altri privilegi.
stero, con zelo si die a propagare la reli • Dum generosa militimi Militine s. Sle~
giosa cavalleria,onde a'3o del medesimo phani.de 18 giugno 608, Bull. cit. I. 5, 1

marzo con pomposa ceremonia volle e- par. 3, p. 3 1


9, ampliò all'ordine i privi-
sercitarelesua autorità, e vestì del man- legi, ed eslese il godimento delle pensio-
to cavalleresco 8 personaggi di chiarissi- ni ecclesiastiche a scudi 4oo d'oro, pari
mo sangue. Pio IV volendo condecora- a romani scudi 600, sopra qualunque
re la sagra milizia di altri segnalati pri- cliiesa arcivescovile, mitrala e beneficia-
vilegi, colla bolla Allitudo divinae prò- le. Paolo V si mostrò così largo per la
iidenliae, de'7 luglio
562, Ball. cit. p. 1 gloria erepulazione,a cui era giunto l'or*
i4°j dichiarò per sempre immuni i ca- diue per avere con le sue prodezze im-
valieri, officiali e ministri, sacerdoti e he- brigliato la tracotanza de'pirati africani,
neficialijcolleloro commende, beni e par- che prima tenevano in conliuua inquie-
rocchie, dalla giurisdizione, visita (trau- tudine il mare; difeso coraggiosamente
Jie le chiese parrocchiali, per quello che più volte le coste d'Italia, e penetrati i

concerne il ministero de' sagrameuti, e cavalieri arditamente, con profusione di


quali delegati della s. Sede), superiorità sostauze e sangue, uelle proviucie otto-
e dominio de'melropolitaui, vescovi e or- mane, con sottomettere e diroccare varie
dinari de'luoghi. soggettandoli a Cosimo piazze,ecou riportare segnalate vittorie,
] ed a'monarchi gran maestri suoi suc- come veri soldati della milizia e fede di
cessori, nell'uno e nell'altro foro; dichia- Gesù Cristo. Ma ritornando alle ampie
rando che al solo tribunale del gran mae- concessioni di Pio IV, contenute nella ci-
stro fossero subordinali i cavalieri e mi- tata bolla Allitudo, accordò pure a'ca-
nistri della militare religione, ed abilitò valieri la facoltà di trasferire le pensioni
tanto i coniugati che i bigami al godi- anche intere ad altri soggetti, e in punto
mento delle pensioni ecclesiastiche per la eziandio di morte alla presenza d' una
somma di scudi 200 d'oro. 11 successore persona costituita in sagra dignità in-
s. Pio V neh 56g ornò Cosimo del ti- I signita dell'abito della stessa milizia. Ac-
tolo e dignità di granducale soleuneaieu- cordò loro l'indulto di testare a favore
S T E S T E 9
degli spini e altri incapaci d'essere ara- avea un monastero di monache dell'or*
messi alle successioni , stabili, mobili e dine stesso, in Firenze fu eretto il celebro
gemme acquistate co'pro venti de'bene* monastero della ss. Concezione, concepi-
fizi e delle commende, purché ne lascino mento di d. Leonora di Toledo moglie di
a
la 5. parleal convento. Onorò poi e qua- Cosimo l,laquale meditava di raccoglicr-
lificò il priore della chiesa, dell'uso della vi le fanciulle più nobili di Toscana. La
mitra, pastorale, sandali e altre insegne morte avendole impedito l'effettuazione
vescovili e pontificali, permettendogli di completa, l'ebbe poi nel iSqi, terminate
celebrare con essi la messa, d'assistere ai die furono le fabbriche necessarie.In vir-
divini uffizi e di benedire solennemente tu dunrpie d'un breve facoltativo di Pa>
il popolo quando vorranno; la quale pre- pa Clemente Vili, venne dalle monache
rogati va tu estesa da Innocenzo XII alla delle Murate,co'suffragi capitolari eletta
mitra preziosa vescovile in tutte le chiese suor Umiliami de'Lenzi, in cui risplen-
della religione. Inoltre Pio IV assolvè gli elevano doti venerande, per abbadessa
ascritti alla sagra milizia da inadempi- del novello convento. Essa invitò per se-
menti della regola, eccettuato il caso d'in* guaci e compagne nel regolare istillilo

ubbidienza, la ribellione e altri casi pec- Oretta Sapiti, Clemen/ia d'Haro nubi-
caminosi; esentò i beni e rendile della mi- I issi ma spaglinola, Laura Aldobrandini
lizia da'pesi ordinari e straordinari die stretta congiunta di detto Papa, e Lau-
in futuro fossero imposti da' Papi, inciti- domina de'Malalesti della casa che domi-
si vameo te per crociate contro gl'infedeli; nò sulla maggior parte ili Romagna edel-
n Uralico le commende e benefizi da qua- la Marca. Furono queste candidate in*

luuque pensione; accordò 1' indulgenza trodoltc nella nuova clausura dalla gran-
plenaria a'morti nelle spedizioni di terra duchessa Cristina di Lorena (il cui ma*
e di mare, e la simile a tutti i fedeli che rito Ferdinando I nel i5qo avea riforma-
visi lasserò la chiesa conventuale nella fé- ti gli statuti dell' ordine) e da Maria de

stadi S.Stefano I; a'fondatoridicoinmcn- Medici poi regina di Francia; e con pre-


de, ed a quelli che facessero pie lascite ludi sì illustri giornalmente crebbe quel
all'ordine concesse le ricompense da'Pa- monastero in numero di profèsseeiu i -. t
i

pi elargite a'benefatlori dell'ordine Gè- ma, per le rigorose provede'4quartidi no-


rosolimitano. Con breve del i 56 j Pio IV bilia, alle quali doveano sottostare quel-

accordò l' indulgenza del giubileo alla le educande, che pretendevano ricevervi

chiesa di s. Stefano di Pisa, nella 2." do- il sagro velo. Le monache assunsero per

menica dopo Pasqua, e dal giorno di s. vesti la tonaca di colore bianco, in cui
Matteo per tutta l'8. ^abilitando allascel- rosseggiava la croce di raso, benché con
tad'iraconfe>soreapprovato,peiTassolu- orlatura di seta gialla, per modestia mo-
zione de'casi riservati alla s. Sede, tranne mistica; furono ammesse alla partecipa*
quelli della bolla \nCocna Dominij indul- zione de'privilegi della milizia di s. Sle-
genza applicabile per ogni visita a 'definì- fino, dalla quale furono dirette, ed an-
ti. All'ordine ne'primordi fu dato il titolo ch'esse coll'orazione e regolare disciplina
A' Illuslrissima,Sagra e Militare religio' fecero incessante guerra a' nemici della
ne, quando Y Illustrissimo si dava all'or- fede. Leggo nel ricordato p. Bonanni,che
dine Gerosolimitano, a' cardinali, ed ai a p. I2q riporta la figura delle Monache
principi ù' altezza. 11 citato Marchesi ri- dell'ordine equestre di s. Stefano, che a
porta i privilegi accordati all'ordine di questo furono pure ascritti alcuni mona-
esenzione e franchigie, dal suo fondatore steri di monache;cheili.°di essi era quel-
Cosimo I. Intanto che l'ordine si propa- lo di Pisa sotto il titolo di s. Benedetto e
gava in vari stati e regni,e che giù inPisa colla sua regola, già vallombrosane, pas*
io STE STE
sando poi nell'ordine equestre nel 565, i ri di s. Slephano, fondato et dotato dal-

clopochePio IV donò l'abbazia di s. Pao- l' III. mo et Ecc.mo sig. Cosimo Medici duca

lo a Pupa d'Arno, in cui era questo mo- di Firenze, et di Siena, Fiorenza i56a.
a
nastero, all'ordine militare; che il i. mo- Statuii ec. con le dichiarationi, et addi-
nastero fu fondalo in Firenze nel i 588 l'ioni fatte in dello ordine per tutto Uan-
dalla granduchessa Eleonora, e approva- noi5 j5. Fiorenza iSff, '^g?.
r
Statuti
to da Clemente Vili a'a5 maggio 1593 ec. con le additionì ordinale in tempo di
colla bolla Superna disposinone; che le Cosimo II e Ferdinando II granduchi
monache de'due monasteri vestivano to- di Toscanaegranniaestri,F\venzci665.
naca di lana bianca con simile scapolare, Olimpio Ricci, che nel 1675 pubblicò il
e sul quale nella parie del petto affissero Discorso de giubilei universali, parlan-
una croce simile ali;» Gerosolimitana o do de'due sodalizi della nazione fioren-

di Malia quanto alla forma, ma rossa, e tina in Roma, di quello della Pietà e sua

che quelle di Firenze la contornarono di chiesa di s. Giovanni (di cui parlai nei
seta gialla; che in testa posero un velo voi. II, p. 296, XXV, p. 1 9.L.I I, p. 225),
bianco, sovrapposto da altro nero che ; a p. 194 riferisce, che tra le feste mobili
nelle funzioni corali usarono ampia co- che in essa si celebravano, singolare era
colla bianca fregiata di eguale croce e- quella di s. Stefano I Papa e martire, che
que^re, con maniche assai grandi e fo- soleunizzavano a' 2 agosto i cavalieri del
derate d'ormesino rosso. Che le abbades- suo ordine, i quali aveano la principale
se de'due monasteri portavano la croce loro chiesa in Pisa, residenza del luogo-
più grande di velluto rosso in mezzo al tenente del gran maestro. Nel voi. IX,
petto; che le serventi chiamate Converse p.i 74 descrissi l'esequie in tal chiesa cele-
aveano la croce di saia e più piccola e ;
brate al cardinal Nerli priore de'cavalie-
che le religiose dell'ordine equestre di s, ri di s. Stefano, e che Clemente XI permi-
Stefano erano scelte da famiglie nobili, se di porre gli spicchi della croce nel suo
come i cavalieri della medesima reli™io-
D
stemma, e sul catafalco l'abito priorale.
ne. Le monache e monastero in Pisa di s. Sul portare la croce sulla mozzetla car-
Benedetto esistono tuttora. Alle converse dinalizia, de'cardinali di qualunque mi-
di questo convento, che in principio por- lizia professi, parlai nel voi. XV III, p.
tavano la croce di 3 spicchi o Tau,fu con- 265. Quanto a'funerali aggiungerò, che
cesso nel 1610 di portarla iutera di saia, nel n.° 954 dei Diario di Roma del 793
1 1

e sul lato destro. Questo monastero con si legge la descrizione della solenne pom-
l'altro in Firenze della ss. Concezione, che pa funebre fatta al defunto conte Euea
di presente più non esiste, con moto-pro- Caprara comandante generale di tutte le
prio de'iS ottobre 1 78 i fu tolto alla di- truppe pontificie, e cavaliere dell'ordine
pendenza della religione di s. Stefano I, e di s. Stefano, veneudo esposto il cadavere

trasferito in quella de'rispettiv; ordinari; in terra con coltre nel suo appartamento,
ciò non ostante le mentovate monache di colla divisa di gala deli. "reggimento dei
s. Benedetto usano sopra il loro abito la rossi delle guardie di sua Santità, con i-

croce dell' ordine. Intanto si andavano spada nuda e bastone al braccio, eda'pie-
pubblicando glistatuli,e le seguenti ope- di il manto dell'ordine di s. Stefano, con
re, a lustro dell'ordine, divenuto celebre l'elmo e busto d'acciaio. L'esequie si ce-
e benemerito della cristianità, per le sue lebrarono nella basilica di s. Lorenzo in
militari imprese contro i turchi, e preci- Damaso, e dopo la messa pontificata da
puauienlre contro l'odioso e terribile bri- Buschi arcivescovo d'Efeso e le solenni
gantaggio della pirateria. Statuti, capi- sue assoluzioni;! cavalieri di S.Stefano di-
toli et costilutioni dell'ordine de cavalle- moranti in Piuma gli celebrarono altre so-
STE S TE , r

Jenni assoluzioni, coll'assislenza ilei par- XI, C> cardinali^ Camillo Rospigliosi fra-
roco della basilica. Usarouo le consuete tellodi Clemente IX egenerale di s. Chie-
ceremonie, gli levarono la croce del loro sa; il catalogo degli auditori presidenti
ordine, coprirono il corpo del defunto e- della sagra milizia, quello del consiglio
sposto sulla terra con coltre, col manto de' 12 d'allora, e l'altro di tutti quelli che
che già teneva piegalo a'piedi, e canta- godevano l'onore parimenti della gran-
roiio ilsalmoAf/sererr/strapparono quin- croce con titolo di priorato, cronologi-
di il manto, e terminata la funzione il ca- camente secondo l'epoca delle loro fon-
da vere fu racchiuso in 3 casse, e colla vet dazioni non che di quelli che godevano
;

tina de'precordi fu murato in una nave le altre dignità permanenti e che gode-

della chiesa. In Firenze nel 70 furono i 1 rono l'elettive, come di grancrocc con
stampati: I pregi della Toscana nell'im- titolo di baliaggio, di luogotenenti gran

prese più segnalale de* cavalieri di s. Ste- maestri, di gran commendatori, di gran
fano, opera data in Inceda Fulvio Fon- contestabili, di gran ammiragli, di gran
lana della compagnia di Gesù, dedica- priori, di gran cancellieri, di gran teso-
ta all'altezza reale di Cosimo III gran- rieri, di gran conservatori, di gran ospi-
duca di Toscana gran maestro dell'or-
e. talai i, e per ultimo il catalogo de'prelati
dine. In quest'opera si dicono alcune pa- conventuale con l'uso
priori della chiesa
role sulla città di Pisa (piai sede della sa- della gran croce. Neil 706 in Milano fu
gra religione di s. Stefano I, e di Livor- stampato, di Aldighiero Fontana, Clo-
no come porto donde s'imbarca vano i ca- ne immortali della religione ili s. Stefano
valieri carovanisti che riportarono tante I Papa e martire, in armi e in lettere.

gloriose vittorie sopra il comune nemi- In Forlì nel 1735 fu pubblicata del cav.
co, ed ivi approdarono colle spoglie illu- Giorgio Viviano Marchesi, La Galleria
stri di esse. Si riportano le serie de'reali dell'onore ove sono descritte le segnala-
gran maestri, si descrive la fondazione le memorie del sagro ordine militale di
della religione, l'abito de'cavalieri, le lo- s. Stefano I Papa e martire, e de' suoi
ro distinzioni e gradi, la chiesa conven- cavalieri colle glorie antiche e. moderne
tuale, ilgoverno dell'ordine. Vi è la se- dell'illustri loro patrie e famiglie dentro
rie degli ammiragli, il catalogo delle pre- e fuori d'Italia, e col dilettevole intrec-
de fatte, co'disegni che le rappresentano, cio di molle storiche e geografiche eru-
sia d'un gran numero di navi e vascelli, dizioni, dedicate all' altezza reale <U l ?e-

sia di città, fortezze, terre, castelli de'tur- rettissimo Gio. Gastone granduca di To-
chi cui s'impadronirono, colla liberazio- scana e gran maestro dell' ordine. Os-
ne d'innumerabili schiavi e navi cristia- serva l'autore dell'opera,eruditissima per
ne;comei cavalieri presero parte alla gran la svariata copia di notizie interessali' i

battaglia diLepanto con 2 galere,e vin- 1 principalmente la storia'delle città e del-


ta dalla lega delle armi cristiane forma- le famiglie ch'ebbero cavalieri di s. Ste-
ta da s. Pio V (?.); come predarono la finOjChe mirabili furono i progressi del-
capitana del famoso corsaro Barbarossa, l'ordine militare, mentre ancora non con-
come espugnarono e presero le città di tava due secoli dal suo nascimento, es-
Scio e di Bona, Prevesa, Laiazzo, Fini- seiidodiveuuto in breve tempo grande e
ca, Disto, Chiremen, Elimano, Bischen, tremendo a' maomettani, poiché contro
Namur di Caramauia, ed altre fortezze di essi continuamente impiegava cava- i

e luoghi. Vi è il catalogo de'cavalieri ca- lieri in servigio di Dio e della repubbli-

pitani comandanti le galere di s. Stefa- ca cristiana, come ne fanno testimonian-


no, quello de'cavalieri fregiati delle su- za Soranzi, Idea del cavaliere, e Giusti-
preme dignità della Chiesa, cioè Leone niani, ///stona desìi ordini nidi tari.Tati-
il STE S T E
le e tali furono imprese recate a pro-
le dis. Savino fondata nel 783,che nel jGì 1

spero fine col senno e col valore, sangue soppressa da Pio IV fu donata alla mi-
e vita da' cavalieri, che dubitare si po- lizia di s. Stefano I, con tulle le sue ap-

trebbe della non antichità dell'ordine, in partenenze spirituali e temporali. Narra


confronto dell'operato da altri cavalle- pure fondi urbani, particolarmente di
i

reschi. Ne fauno testimonianze autenti- Livorno, ove l'ordine edificò il grandio-


che de'suoi fasti molti segnalati trofei
i so bagno per ricetto degli schiavi e for-
the furono appesi nel tempio conventua- zati, che talvolta giunsero a quasi 1 000;

le, di fanali e bandiere tolti agl'infedeli. oltre due spedali, uno pe'cristiani, l'al-
Che a centinaia pouno numerarsi le pre- tro per gl'infedeli, veneudo assistiti e cu-
de delle galere e vascelli, e degli altri le - rati gl'infermi con carità. Altre copiose
gni di guerra e da carico; a migliaia i rendite dell' ordine essere i passaggi e le

pezzi d'artiglierie di bronzo e di ferro col- tasse de' cavalieri novelli, le annate e i

le (piali furono guernite le migliori piaz- mortuari delle commende vacanti. Con
ze di Toscana. Una parte di essi lique- tanti proventi l'ordine manteneva la

fatti servirono alla fusione delle statue di squadra navale, somministrava gli ap-
Cosimo 1 e Ferdinando I, collocale sulle pannaggi triennali de' grancroci, gli sti-

piazze Ducale e della Nunziata, in una pendi de'cavalieri caravanisti e professi,


con iscrizione celebrante i trionfi della del numeroso clero, de' ministri subal-
sagra milizia. Colla forza de'cavalieri fu- terni. L'Ausaldi nel 1 645 calcolò l'annua
rono ancora sottomesse le ben munite for- rendita di scudi o ducati 200,000, men-
tezze di Stora, di Cholle, di Castello di tre Cosimo I ne a vea donati 20,000, laou-
Terra a Rodi, Monastero in Numi-
e di de tutto il rapido incremento fu poste-
dia; rammentando pure l'espugnazione riore e in progresso florido. Leggo poi
delle altre città e luoghi che col p. Fon- ue\YAltnanacJideGolhaòe\ 1837, p. 66,
tana già ricordai, come ancora le tentate che dalle numerose prove di bravura dei
conquiste di Nixia, di Famagosta e del cavalieri sul mare, fino 811678 aveano
regno di Cipro, e diverse altre imprese potuto liberare! 5,ooo schiavi cristiani,
eziandio terrestri, operale di concordia caduti miseramente in mano de'turchi;
conaltre potenze cristiane in Candia, Dal- e che la loro ultima memorabile spedi-
mazia, Albania, Morea e Bar ber ia, ove i zione fu la difesa di Venezia coutro gli
cavalieri fecero risuonar la fama di loro ottomani nel 684, e in tale occasione pu-
1

prodezze. Enumerò la liberazione di cir- re si coprirono di gloria. La carovana fa-


ca 8000 schiavi cristiani restituiti alle de- cevasi da'eavalieri stando al convento in
solate famiglie, e condotti schiavi in To- Pisa, sulle galere almeno 3 anni, com-
scana più di 27,000 turchi. A suo tem- putandosi in essi 6 mesi della professio-
i

po le opulenti commende fondate da ca- ne, che consisteva nell'assistenza per par-
se magnatizie erano dotate da 20 a 3o te de'cavalieri caravanisti a'diversi uffizi
mila scudi, ed altre minori di io iu fondi; nella conventuale ne'di festivi coll'abito

essendo allora i priorati 4o, baliaggi 4


i 1
,
in dosso di ciambellotto. Dopo il trattalo
le commende semplici più di 4°°» P ei "
di pace perpetua e del libero commer-
cui il complesso de'loro fondi ascendeva cio concluso e pubblicato a' 25 maggio
a vari milioni di scudi, colando nel te- 1747, fra l'imperatore Francesco I e il
soro dell'ordine grossissime entrate per sultano Mahmoud I, vennero riformate
lesue vaste possidenze,alcune delle quali le galere sopra le quali militavano i ca-
essendo paludose, con gravi dispendi rese valieri di s. Stefano, e ad esse furono so-
salubri e fertili. Fra i lenimenti che enu- stituiti i vascelli di guerra, su'quali i ca-
mera Marchesi, novera I' insigne badia valieri doveano fare le carovane. Cene-
ST E STE 1

detto XI V col breve Pracclara militi ne _, elitario nella sua famiglia, ed cslingueu-
r
degli Sgiugno j/\S t Bull.BenedìctiXIf J
i può essere trasmessa dall'ultiuiopos-
dosi
t. 2, const. 02, confermò privilegi del- i sessore ad altra famiglia, la qualepure
l'ordine, e vi aggiunse quello che i cava- mancando puòpassaread altra, e se que-
lieri si potessero presentare al Papa colla sta ancora ave-se fine, la commenda di-
Spadn(F.)a\ fianco. Ne parla il a." 484-5 viene esclusiva proprietà dell'ordine. La
del Diario di Roma del 1748 stesso. 11 fondazione d'una commeuda di priore ri-

moto- proprio so vranode'20 agosto 1 773 chiede 20,000 scudi fiorentini di capita-

del granduca Leopoldo 1, per le variate le, quella di balli 5,ooo, quella di cava-
circostanze de'tempi che reclamavano lo liere 10,000. La commenda che dicesi di
stabilimento della marina di guerra to- grazia può esser conferita dal sovrano pel
scana sopra un diverso sistema, dichiarò merito militare, civile e scienziato, sem-
superfluo ne' cavalieri di s. Stefano I il pre peiò a uomini di nascita nobile. La
servizio della navigazioue,eslabilì ch'es- rendita che va ad es>a congiunta ascen-
si dovessero fare le rispettive carovane p« r de da^7. Ci no a 210 scudi, e una sola e

4 anni in convento in Fisa, ad oggetto medesima persona può godere molte di


di poter conseguire l'anzianità, occupan- siffatte coni mende. Dell'accennata sovra-
dosi nello studio dell'architettura civile na e gran maestrale disposizione furono
e militare, di storia, geografia.geomelria, conservati i distintivi, le insegne caval-

di lingua francese e tedesca. Di conseguen- leresche, e gli abiti dell'ordine di s. Ste-


za il suddetto moto-proprio pose termine fano Con breve de'a5 giugno 1 852, il
1.

alla marina militare dell'ordine di s. Ste- Papa Pio IX concesse il titolo di cano-
fano F. Per le vicende politiche che po- nici, cavalieri sacerdoti d'ubbidienza, ;i

sero a soqquadro il declinar del trascorso que'sacerdoti che fino dalla fondazione
seco!o,anche l'ordine ne patì lelagi infievo- dell' ordine di s. Stefano I chiama vansi
lì conseguenze, e dopo che i repubblicani cavalieri cappellani, ed oltre la toga di
francesi invasero la Toscana, la sua squa- ciatubellotto bianco con asole e bottoni
dra marittima e militate andò dispersa, rossi, e la mozzetta parimenti di ciam-
uè mai più fu ristabilita. Più sensibile sa- bellollo bianco, bottoni e asole come so-
rebbe riuscita la cessazione di dar la cac- pra con croce vermiglia sul lato sinistro,
cia a 'pirati del Mediterraneo, se dopo il fu pure accordato loro l'uso della coppa
181 5 non avessero avuto luogo quelle magna dello slesso ciambellotlo bianco
convenzioni defe potenze cogli stati di col gran cappuccio foderato d'ormesino
Barbarla, che abolirono il corseggiare e rosso, e croce vermiglia sul lato sinistro,
la schiavitù nel modo che narrai a Schia- col privilegio dell'assistente e l'uso della
vo. granduca Ferdinando HI, ricupe-
Il bugia nelle funzioni della chiesa conven-
rato lo stato, con moto-proprio de'2 2 di- tuale; concedendosi al tempo stesso ai
cerabrei8i7 ristabilì l'ordine di s. Ste- cappellani minori e beneficiati di quel cle-
fano I, e die norma alla costituzione di ro slesso la mozzetta di ciambellotlo bian-
nuove commende di padronato privato co, senza croce, mentre per lo addietro
dell'ordine medesimo. Perciò restò divi- portavano il soìo cappuccio bianco, sen-
so in 4 differenti classi, cioè di grancroci, za distinzione dai chierici cappucciau*
di priori, di bali, e di cavalieri di giusti- ti. Il 11. "128 del Gicrnalt di Roma del
zia e di grazia. Ogni persona che possa i853 ripoita il seguente decreto de'3o
provare 4 quarti di nobiltà e di godere maggio, emanato dal regnante granduca
una rendita di scudi 3oo su beni stabili, Leopoldo 11 gran maestro dell'ordine di
e che fondi una commenda come mag- s. Stefano I. «Visto il nostro decreto del

giorasi, riceve l'ordine che diventa ere- 3 novembre 852, 1 uel quale abbiamo co-
r4 STE S T E
un debito pubblico a carico del-
sii lui lo fi/io del debito pubblico. 4" ^'contratti
lo slato (ino alla concorrenza della som- di fondazione di commende sui capitali
ma determinala col decreto slesso,e sotto della nuova rendita restano applicabili li

le regole e le condizioni che vennero in art. 27,280 29 della legge del registro dei
quello stabilite. Considerando come la 2.5gennaioi 85i".Ripeteròcheil patrimo-
nuova rendita costituita col decreto an- nio dell'ordine donato dal fondatore Cosi-
oo possa op-
zidetto al saggio del 3 per i mo 1 non fu in principio pi ngue,di venendo
portunamente prestarsi, come già gli an- tale soltanto in progresso di leni pò. Alcune
tichi Luoghi di Monle,a servir di dote nel- commende di grazia furono in origine e-
la fondazione di nuove commende di pa- rette con la soppressione di qualche spe-
dronato privato, col rimanere al tempo dale e di altri luoghi pii, aggregandosene
slesso conciliata senza danno dell'ordine le renditeall'ordine. Altre furono fondate
la più facile soddisfazione del desiderio sopra diversi proventi appartenenti al so-
de'fondatori, colle vedute di pubblica e- vrano, o sopra qualche tassa imposta a
conomia e d'interesse dello stato. Sentito questo Cine; ed altre finalmente ebbero
il nostro consiglio de'ministri, abbiamo effetto per parte de'fondatori delle com-
decretato e decretiamo quanto appresso. mendedi padronato, ne'quali piacque pre-
i.° Viene generalmente permesso di fon- scrivere, che dopo l'estinzione delle linee
dar nuove commende di padronato pri- chiamate al godimento di esse, dovesse-
mato nell' insigne ordine di s. Stefano l ro ricadere all'ordine per conferirsi a li-
Papa e martire, sul capitale rappresen- bera disposizione del gran maestro. Le
tato da'titoli della nuova annua rendita commende presentemente sono di due
del 3 per 100 costituita acarico deilo sta- sorte, cioè commende di padronato, e di
lo col nostro decreto 3 uovembrei 852, grazia. Le prime si godono da'foudatori
e coerentemente al medesimo inscritto di esse e dalle famiglie chiamate a succe-
sul registro del debito pubblico. 2.° Al- dere nelle medesime, le quali estinte, le
che nell'articolo precedentedo-
l'effetto di commende ricadonoall'ordine. Le secon-
vrà col contratto di fondazione, da pas- de si conferiscono liberamente dal gran
sarsi fra il fondatore e l'ordine ue'modi maestro oa'cavalieri o ad altri individui
consuetijcssere trasferita in proprietà del- benemeriti.Esse sono divise in varie classi;
l' ordine stesso tanto della nuova rendi- rendono a'commendatorida4o sino a2 00
ta, quanto al saggio del cento per tre val- scudi toscani, pel pagamento delle quali
ga a rappi esentare il capitale respetliva- è slata assegnata dal governo la somma
mente richiesto per le commende sem- di lire toscane 200,000. Prima della sop-
plici, o col titolo di baliato o di priorato pressione temporanea dell'ordine, avve-
dalle leggi e dagli ordini in vigore. 3.°SuI- nuta per decreto di Napoleone I impe-
1'appoggio del contrailo di fondazione ratore de'fraucesi nel 1809, esistevano le
verrà a cura della cancelleria dell'ordi- commende di anzianità, che conferi vansi
ne procurata gran libro l'inscrizione
sul avuto riguardo soltanto alla
a' cavalieri,
della rendita corrispondente al capitale maggiore loro anzianità, la quale coni-
divenuto fondo commendale in nome del- pula vasi dal giorno in cui ciascuno di es-
l' ordine slesso quanto alla proprietà, ed si avea terminata la carovana e la pro-
in nome del commendatario investilo fessione. 1 cavalieri dell'ordine di s. Ste-
quanto all'usufrutto, con doversi sempre fano I sono di 3 maniere, cioè cavalieri
a cura della cancelleria procedere di ma- militi, cavalieri sacerdoti nobili, e cava-
no in mano che sia per verificarsi qual- lieri serventi , che distingueva!!»! in ca-
che passaggio alle correlali ve volture nel valieri serventi di arme, quali militava-
i

modo prescritto dal regolamento dell'uf- no sulle galei e,e furono aboliti nel 1 6 1 8,
S T E S T E 1

e in serventi d'uffizio o Tau, che non so- dendo al candidato la spada, il quale ai-

no piopriamentecavalieii.il ceremonia- tatosi la vibra due volle, e la restituisce

leper darsi l'abito dell'ordine, a forma al ricevente, e questi facendo alto di cin-
delio statuto, lit. 2,cap. 6,principalmen- gergliela la pone nella guaina. Principia
te consiste. Quello che desidera essere quindi messa che il candidato ascolla
la

nmtnessoall'ordineperla difesa della reli- in ginocchioni, con candela di cera bian-


gione cattolica e accrescimento della me- ca accesa in mano, ed a suo tempo rice-
desima sotto l'abito regolare dell' ordi- ve comunione. Finita la messa, il mae-
la

ne, deve fare la professione dell'abito di stro di ceremonie conduce il candidato


essa milizia, il quale abito ordinariamen- ni ricevente, che vestito del suo manto

tesi piglia uellachiesa conventualedi Pi- siede sul faldistorio, e inginocchiatosi Io


sa, tranne cavalieri che fondano o suc-
i prega come luogotenente del mnn mae-
cedono a commende di padronato, qua- i stro della religione di s. Stefano a conce-
li con commissione del consiglio dell'or- dergli l'ordine della sua milizia, dichia-
dine ponno essere vestili e insigniti al- rando essere disposto a vivere da buon
trove, ed eccettuali quelli che pei grazia -
cristiano, promettendo ubbidienza alla
del gran maestro fossero dispensati di religione, e occorrendo esporre la propria
prenderlo in altro luogo. Ora però l'abito vita a bene della fede cattolica e per au-
de'cavalieri, di qualunque categoria essi mento della religione di s. Stefano I. II

sieno, si può prendere in qualsiasi chiesa ricevente loda tal proponimento, e sup-
ooratorioche loro piaccia. Chiunque per ponendo il candidato bene informato de-
zelo di carità brama entrare nella leli- gli statuti dell'ordine, lo ammeltcin esso,
gione di s. Stefano I,ed esserne cavaliere interpellandolo se eseguirà i suoi capito-
e militedigiustizia,dovendodivenire al- li, se ha debiti notabili, se è libero di sua
tro uoruo,deve prima confessarsi e digiu- [km si ina; edil candidato dà le convenien-

nare il giorno innanzi alla vestizione del- ti risposte di sì e no. Allora il candidato
l'abito. Nel giorno di essa, e vestilo di ve- ponendo la de>ira sull'evangelo, fi volo
ste lunga da secolare, si reca nella chie- e promette a Dio, alla 15. Vergine, ed a
sa o oialoriopubblico,ovesifarà la fun- s. Stefano I, d'esser ubbidiente a'supe-
zione (con testimoni e nolaro che ne ro- riori dell'ordine, e di servare sempre ca-
ga l'alto), e presentare al cavaliere rice- rità, pudicizia coniugale e ubbidienza, e
vente deputato (che ne' luoghi ove non di vivere secondo la regola e stallili del-

sono superiori graduali è il più anziano l'ordine. Il ricevente lo riconosce per sol-
cavaliere,oper lo più è il vescovo o arcive- dato di Gesù Cristo, e atto a difendere
scovo, non a delegazione del gran mae- virilmente la fede e la religione sua, e
stro, ma del consiglio dell'ordine) il suo d'effettuare le prescrizioni dell'ordine; e
abito di ciambellotto bianco con guar- il candidato risponde affermativamente.
nizioni e cordone rosso, con maniche fo- Allora esso bacia il libro, lo porla all'al-
derate di taffetlà rosso con croce rossa iare, bacia questo, e ripreso il libro lo ri-
nella sinistra parte. Assistito dal maestro torna al ricevente, il quale tenendo l'a-

di ceremonie si pone genuflesso avanti il bito e la croce, domanda al candidalo se


cavaliere ricevente, e gli consegna la sua crede in quel salutare segno, e gli dice
spada o stocco dorato denudato bacian- ch'è segno della milizia dell'ordine e
il

done l'elsa, e viene da due cavalieri calza- doverlo portar sempre, llcandidato ba-
to degli Speroni (/"*.) dorati. Indi il rice- cia la croce,e il ricevente mettendogli l'a-
vente colla spada percuote di piatto il can- bito recita la formola, invitandolo a ri-
didalo sull'una e l'altra spalla, e dicen- ceverlo nel nome della ss. Trinità, della
do: Eslo miles Dei et s. Sicphani, reu- Yj. Vergine e di s. Stefano I: gli spiega che
,(> STE S TE
il colore dell'abito deve ricordargli la pu- ce, che fece il cav. Mandosi, come più an-
rità e candore d'animo che deve avere, ziano, al cav. Aquilani, col l'assistenza di

e giammai macchiarlo a infamia dell'or- 18 cavalieri. Il n.° 636 del 1 7?. 1 riporta
dine; che la croce deve adorarla e difen- come il priore di s. Stefano, marchese de
degno della s. milizia,
derla, e mostrarsi Angelis, ins. Giovanni de'llorentini die
onde non esserne privato e cacciato. In- l'abito di cavaliere di giustizia a Gaetano
di il ricevente allaccia alla gola del can- Valletti di Sezze, coppiere del cardinal
didatoli cordone, avvertendolo di dover- Corradi ni, e secondo il costume il can-
lo riguardare qual giogo soave di Gesù. didato fece eseguire una copiosa dispen-
Cristo, e che da quel punto egli parteci- sa di guanti agli astanti, come suole pra-
pa va co'paren li del le buone opere dell'or- ticarsi in simili funzioni : vi assisterono
dine. 11 celebrante «/cavalieri sacerdoti più di 3o cavalieri dell'ordine, molta pre-
dicono l'antifona, Suscepimus, il salmo latura e allri cavalieri. Finalmente que-
Magnus Doininus Kyrie eleison, , eliti- gl'individui, che per merito militare, ci-
ste tleison, Pater noster, Salvimi fac coi vile e scienziato vengono decorati del-
soliti oremus: Deus qui fu-
versetti, gli l'ordine di s. Stefano I, non usano divisa

stìficaSf Omnipolens sempiterne Deus, diversa da quella degli altri, ma quella


Suscipiat te Domine. Dopo tali orazioni, dell'ordine stesso.
il celebrante comparte la benedizione al STEFANO I (s.) Papa, Monache. V.

candidato, che alzatosi ritorna dal rice- s.Stefano I, Ordine militare ed equestre,
vente, e genuflesso gli bacia la manica e sagra religione.
destra del suo abito, indi rizzatosi da es- STEFANO 1 (s.) re d'Ungheria, Or-
so viene ricevuto al bacio di pace, così Ordo equìtum s. Stephani
dine equestre,
dagli altri cavalieri. Pe'cavalieri esteri e I Eex Ungariae. La magnanima impe-
sudditi d'altri sovrani, dopo di avere da ratrice e regina Maria Teresa, dopo aver
essi conseguito il permesso di chiedere superalo colla grandezza del suo animo
l'ordine e di fregiarsene, dal gran mae- le gravi, lunghe e sanguinose contese per
stro si dispensa da' voti, dalle promesse e la successione al paterno retaggio, spet-
dal giuramento d'ubbidienza al gran mae- tando la dignità imperiale al suo figlio
stro, in vece dovendo pronunziare questa Giuseppe 11, per rendere memorabile il

forinola. » lo IN. N. prometto con lutto il giorno di sua solenne coronazione qual re
cuore all'onnipotente Dio,allaB. Vergine, de'romani, a'5 maggio 1 764 istituì que-
ed a s.Stefano I sempre umile
di prestare st'ordine militare ed equestre, ed ancora
prelaliva ubbidienza al mio sovrano na- per onorare la memoria del glorioso s.

turale, e quindi a ogni altro mio legittimo Stefano I[F.) fondatore e patrono del re-
superiore; di praticare secondo le mie for- gno d' Ungheria (f^.) ei.°re Apostolico,
ze carità verso il prossimo, di servare pu- noncheper ricompensare collesue caval-
dicizia e castità coniugale, di non far mai leresche insegue il merito civile e mili-
cosa sia contraria al grado e al carattere tare, in premio alle virtù e a'servigi resi

d'onorato cavaliere". 1 Diari di Roma ado stato e a! sovrano; quindi nel seguen-
riportano diverse funzioni sull'abito da- te giorno ne pubblicò gli statuti. Formò
to in tal città a'cavalieri di s. Stefano I, l'insegna e decorazione dell'ordine in una
come 27 del 17 8, ove si legge la
nel n.°2 1 croce d'oro ad 8 raggi, smaltata di verde
descrizione della ceremonia ch'ebbe luo- con in mezzo uno scudetto rosso, colori
go nella chiesa di s. Caterina di Siena (la del regno d'Ungheria, in cui si vede una
quale descrissi in quell'articolo), premes- croce doppia d'argento colla corona d' Un-
sa la messa cantata e imposizione della gheria sopra un monte verde, pendente da
spada, degli speroni e dell'abito con cro- un nastro di seta rossa filettato di color
S T E S T E .7
venie. Nello senio della croce vi fece collo- guito si estesero ed ora è illimitalo, Per
1

care le sue Icllereiniziali del nome:


7 ., .17. ottenere le due prime classi di cavaliera-

ed intorno l'epigrafe Publicum Merito- : to dell' ordine conviene che il candidato


rum Praemium. Nel rovescio e in uno scu- appartenga all'alta e antica nobiltà; per
a
detto bianco pose le lettere: Sto.St.Ri.Ap., la 3. è suHicieute una nobiltà inferiore.
a
abbreviature di questa iscrizione: Sanclo I membri di questa 3. classe, se lo deside-
Stepìmno Regi A poslolico.l cavalieri gran- rano, sono elevati a' gradi di conti e ba-
croce portano la decorazione appesa ad roni del regno ungarico senza pagamen- il

un nastro o tracolla assai larga, rossa nel to delle tasse. Qualunque suddito dell'ini-
mezzo,con orli verdi, e scendente dal lato peroaustriaco allorché viene fregiato del-
destro al sinistro; i commendatori la por- la gran croce o di quella di commenda-
tano appesa al collo; i cavalieri all'occhiel- tore, diviene insieme intimo consigliere
lo e di minor dimensione. Gli ecclesiasti- regio. La festa solenne dell'ordine è cele-
ci della i.'e della 2.* classe portano simil- brata in quella del re s. Stefano I, che n'è
mente siffatta decorazione appesa al col- il protettore.
lo. I cavalieri di grancroce, sì ecclesiasti- STELLA, Ordine equestre. Si preten-
ci che laici, portano inoltre sul sinistro la- de fare risalire la sua istituzionea Rober-
to del petto una stella d'argento, nel cui to II re di Francia nel 1 022, e in onore del-
mezzo campeggiano l'insegne dell'ordine, la B.Vergine,per cui fu detto Stella della
in mezzo ad una corona di quercia. L'a- Madonna o di Nostra Signora, e con tal
bito de' cavalieri è una dalmatica di seta nome per riguardarla anch'cgli quale stel-
verde, lunga (ino a terra, orlata d'armel- la del mare e guida sicura del suo regno,
lini,ed a grandi maniche, sotto alla quale secondo Favino, Teatro dell' onore e del-
portano una tonaca di seta vermiglia, im- la cavalleria, il (piale inoltre riferisce che
medesima guisa; in capo
pellicciata alla compose l'ordine di 3o cavalieri, lui com-
hanno similmente un berretto della me- preso, e che se ne dichiarò gran maestro;
desima stoffa e colore, sormontato di pen- gli attribuì per abito il manto di damasco
ne verdi e rosse. Maggiori o minori or- bianco, la mantellelta e le fodere di da-
namenti a foglie di quercia differenziano masco incarnato simile alla casacca, sopra
le varie classi. Inoltre i cavalieri di gran- di cui una stella ricamata d'oro; il gran
croce portano quando sono in tale abito collare pure d'oro era formato di 3 ca-
solenne una collana d'oro, della quale Li- tene intralciate da rose. Riferisce anco-
sano altresì quando vi è il capitolo del- ra Favino chi ammisero nell'ordine Ro-
l'ordine a corte. La collana dell'ordine è berto 11, Filippo li Augusto, s. Luigi IX
una catena d'oro formata dall'in treccia- e altri re; ma tutto dal p. Helyot viene
mento delle lettere M. T. S. S. iniziali di credulo invenzione, sempre fermo nel
Maria Teresa e di s. Stefano. Quest'ordi- canone de' critici di escludere l'esistenza
ne è dopo il Toson d'oro il più notabile di ordini equestri innanzi al secolo XII e
degli ordini austriaci, sebbene sia annes- alle crociate. L'ordine veramente fu isti-
so non all'impero d'Austria, ma alla co- tuito da Giovanni I redi Francia con sua
rona d'Ungheria. La dignità di gran mae- lettera del 6 novembre 35 ,ed effettua-
1 1

stro è congiunta nella persona del re di to a'6 gennaio o a' 1 5 agosto 352, chia- e

Ungheria. membri del l'ordine furono di-


I mandolo della Stellao della Madonna ,o
visi in 3 classi, grancroci, commendato- di Nostra Signora della nobile casa dis.
ri e cavalieri. In principio il numero dei Oven o Ouyn, presso Parigi ove fu posta
grancroci fu stabilitoa 20, quello dei soli lai. "residenza dell'ordine. Stabilì per di-
commendatori a 3o, quello de' cavalieri una toga bianca, un giub-
visade'cavalieri
a 5o, non compresi gli ecclesiastici;inse- bone ed un cappuccio vermiglio, quando
voi. lxx. ,

fcff>&mart£
iS STE STE
non portavano il mntitello; indossando della stella. Nondimeno si pubblicò una
questo di color vermiglio e foderato di lettera di Luigi XI del 4G1, colla (piale
1

verde, doveasi vestire uu giubbone bian- conferì l'ordiuealcav. Giovanni d'ilarlay


co attillato, calze nere e scarpe dorale. bargellodi Parigi, uffizio allora assai qua-

Volle clic i cavalieri pt i tasserò un anello lificato. Il p. Bonanni, Catalogo degli or


d'oro col proprio nome e cognome inci- diuiequeslt ie mililuri,cheap.i io ripor-
so, e nello smalto d'esso ima stella bian- ta la figura del cavaliere della stella in
ca a 5 «aggi, nel cui mezzo e in tondo az- Francia, riferisce che ne fu insegna una
zurro fosse un piccolo sole d'oro; die al- stella appesa ad una collana d'oro, ovve-
tra stella tosse collocala nella pai le ante- ro alcappuccio della toga, con l'epigra-
riore della manlelletla per copi ire le spal- fe: Monslrant Regibus Astra J'iamjeche
le, cappuccio dovendo a vere ima fìbbia
il altri vogliono che la stella fosse in forma
similmente con istella eguale a quella del- di cometa, sovrastata da una corona in
l'anello. IVe'sabali prescrisse l'abito delia mezzo a Ile lettere iniziali di tal motto M.
toga, il digiuno o la limosina di i 5 dena- R. A. V. Crede che l'ordine fu da Gio-
ri a onore di Dio e delle 5 allegrezze del- i vanni 1 istituito anche sollo gli auspicii

laMadonna. Obbligò cavalieri a dare lea- i de'ss. Magi (I7 .) ve, in memoria della stel-
li consigli se richiesti, a non appartenere la che comparve a que'santi e li condus-
senza licenza del re ad altro ordine eque- se a Betlemme, dov' era nato il Salvato-
stre, a recarsi ogui anno in della casa nel- re^ per questa divozione de' cavalieri ne
la vigilia dell'Assunta per celebrarne la celebravano la festa nell'Epifania. Dopo
festa, o almeno farlo ove si trovano e ve- la morte di Luigi XI, nel 1 4^3 montan-
stiti dell'insegne dell'ordine. Costituì la dosul trono il figlio Carlo Vili abolì l'or-
bandiera vermiglia e seminala di stelle, dine, perchè il padre avea istituito quel-
con immagine della Madonna, per spie- lo di s. Michele (/".) principale proietto-
garla ne' combattimenti contronemici i re di Francia. Noterò, che la più parte del-
della fede e del loro diretto signore, do- le insegne equestri forma nsi d'una stella,
vendosi espellere dall'ordine i vigliacchi sebbene ordinariamente sieno una Cro-
che abbandonassero la pugna. 11 numero ce di decorazione (f.)j ed a Croce or-
de'cavalieri lo compose di 5oo, de'quali dine della vera, parlai delle cavalieresse
costituì principe se ed i successori, i cui della Crociera Croce Stellala.
stemmi fece dipingere nella casa dell'or- STELLA, Ordine equestre. A.\ent\oA-
dine,nella quale sarebbero celebrate lelo- murat li imperatore de'turchi del 1421
l'O esequie, essendo tenuto ogni cavalie- devastalo colle sue scorrerie Siracusa, e
re a far celebrare una messa per ciascun molti luoghi di Puglia e Sicilia, e resosi
collega defunto. Errarono quelli che scris- famoso e formidabile per le sue prede in
sero, al dire del p. Helyot, che essendosi tutti i lidi d'ambo i regni, per l'inazione
l'ordine avvilito, il re Carlo VII ne diede de'nobili che non si curavano difendere
il collare a' cavalieri o birri del Guet o la patria, il marchese di Tirace di animo
guardie di polizia a cavallo, e al proprio generoso concepì il disegno di opporsi va-
bargello, che per altro godeva il titolo di hdamenlecontio tanti insulti e ladronec-
cavaliere sino da s. Luigi IX; poiché Lui- ci. A tale elfelto eresse in Messina un or-
gi XI figlio di Carlo VII nonavrebbeda- dine equestre di nobili cavalieri, ovvero
to quest'ordine al suo genero Gastone di rinnovòqiiello già istituito da Renato du-
Foix principe di Na varrà, né avrebbe nel ca d'Angiò e pretendente al reame,col ti-

1470 invitato il preposto de'mei canti e tolo di Stella d'oro; e perchè i cavalieri
degli scabini di Parigi a portarsi in questa si addestrassero alla difesa, stabilì giostre
città per celebrarvi la lesta dell' ordine e tornei eoa fÌDte battaglie, per imparar
ST E STE 19
loro a guerreggiare i nemici della fede avendo sposa-
lustre casa d'Assia-Cassel,

cristiana. Formò l'insegna dell'ordine eoa toUlrica Eleonora regiua di Svezia, que
una stella d'oro pcndeutedal petto,o piut- sta nel 1720 abdicò la corona in suo fa-

tosto essa risplendeva nel centro d' una vore, ed egli si applicò a pacificare il suo
croce, nella forma simile alla Gerosolinti- regno, in guerra colla Danimarca e col-
tana.L'oi dine sembra che non avesse lun- la Russia, e gli riuscì tosto di troncarla,
ga esistenza, Ne trattò Boterò ae\V Isto- ed a fronte delle posteriori interne divi-
ria, ed il [>. Bonanni, Catalogo degli or- sioni del senato si mantenne nell'autori-
dini canestri e militari, riportandone la tà. .Ma nel 174° fu costretto a rompere
figura a p. 1 1 1. guerra colla Russia, che iuvase la Finlan-
STELLA DELLA MADONNA, Or- dia ricuperata poi colla pace del 1743,
,

cline equestre. Si novera fra quelli chime- per a ver con venuto di riconoscere per suc-
rici ed effimeri, e si attribuisce l'istituzio- cessore Adolfo Federico II parente e ben
ne nel 70 i i in Parigi al preteso re diEiszi- accetto alla corte russa; indi dovè doma-
nia, paese della Costa d'oro d'Africa sot- re i dalecarli insorti a sostenere le prele-
to la zona torrida. Imperocché si raccon- se del principe reale di Dani marca,e poscia

ta che neh 68(5 Du Casse ammiraglio di regnò pacificamente. In questo periodo di

Francia approdò su que'lidi e stabilì col tempo, in cui pose ogni studio per fare
re rapporti commerciali, mediante reci- fiorire nel regno l'agricoltura e il com-
proci ostaggi. Tra quelli dati da'negri e mercio, le arti e le scieuze, istituì l'ordi-
portali in Francia vi fu Aniaba, che si fe- ne della Stella Polare per premiare co-
ce credere figlio del redi Eisziuia, e Lui- loro che si distinguevano per civili virtù,

gi XIV lo fece istruire nella religione cat- per ingegno e perniili istituzioni. Gli die
tolica e educare nobilmente, per cui ri- tal nome perchè si avesse sempre cura di
cevè il battesimo da mg.rBossuet. Dicen- non lasciar giammai oscurare la gloria
dosi morti il re d'Eiszinia, preteso padre della Svezia (['.), come la stella polare
d' Aniaba, ed uno de'suoi fratelli che gli brilla sempre nel firmamento. Formò
era succeduto, Aniaba fece correre voce l'ordine di due classi, commendatori e ca -

che ipopoli Io chiamavano al trono. Lui- valieri, con numero indeterminato; e la

gi XIV allestì l'imbarco per farlo accom- decorazione d'una croce greca a 8 punte
pagnare, ed Aniaba per meglio inganna- smaltate in bianco e una corona agli an-
re tutti, volle far mostra di porre se e l'i- goli, sovrastata dalla coroua reale, e nel

deale regno sotto il patrocinio della B. centro un globo colla stella polare e in-
Vergine, con istituire l'ordine della Stel- torno il mollo: Nescit Occasum, doven-
la della Madonna, stabilendo per divi- dosi appendere a nastro di seta nera on-
sa de'cavalieriuna croce d'oro smaltata dala. I principi del sangue ne sono com-
di bianco a foggia di stellapendente da mendatori fìu dalla nascita, e lo sono
un nastro bianco, e nel mezzo l'immagi- pure decorali dell' ordine de' Sera/i-
i

ne della B. Vergine. Giunto l'impostore ni (/-').


nel suo paese apostatò e riabbracciò l'i- STELLA e CROCE ROSSA, Ordine
dolatria, continuando però a portare sul- equestre, Ordo equitum Rubrae Crucis
la nera sua pelle l'insegna equestre. Egli cum Stella Rubra. Alcuni ne riferiscono
era nato da una donna che in seconde l'origine in tempo dell'imperatrice s. fi-

nozze avea sposato un parente del re, e lena, e perciò nel secolo IV, quindi con
questi vivea e regnava pacificamente al ripugnanza de'crilieiche non ammetto-
suo ripatriamento. no ordini militari ed equestri che nel se-
STELLA POLARE, Ordine equestre colo XII: si disse pure ordine àe Betlem-
di Svezia, Federico I re di Svezia dell'il- miti, ch'ebbe que'monaciche descrissi ia
20 S T E ST E
quell'articolo, coll'insegna della stella dei l'insegna delta croce, siccome il berretto-
Mngi(F.) re, avendo ripartalo di Bet-
ss. ne nero è cinto con cordone di oro".
lemme a PnrsEno, in uno alta stella ap- STEMMA. V. Sigillo.
parsa a que'santi. Militando questi cava- STENDARDO, Fexillum, Sacrimi
lieri con l'insegna della croce, riportaro- Vexilhtm. Insegna e bandiera principale.
no molte vittorie sui saraceni nella Pale- Stendardo si dice anche quel segno a fog-
stina e nell'Egitto; ma poi per la potenza gia di banda, che portano innanzi alcu-
degl'infedeli e da loro superati, si ritira- ni cleri quando vanno processionalmen-
rono in Aquitania, indi si dilatarono nel- te, massime Religiosi, ed Sodalizi (F.), i

la Boemia, Moravia, Slesia e Polonia, e- chiamato pure stendardino. All'articolo


leggendo di vivere sotto la regola di s. A- Bandiera, nel dichiararla drappo con im-
gostino. Ne ottennero conferma da'Papi presa, insegna e Stemma (F.), ragionai
Gregorio IX del 1227. Innocenzo IV del di sua origine e antichissimo uso; del La-
1243, Alessandro IV deli 254, Benedetto Laro di Costantino I, e ne riparlai a Spe-
XII 334,eda Innocenzo XI col bre-
del 1 1 rone d'oro; della benedizione delle ban-
ve Nuper prò parte, de'7 gennaio 1695. diere prescritta dal Pontificale Roma-
All'insegna della croce rossa fu aggiun- nitrii: De benedictione et tradilione. vexil-
ta una stella di 6 raggi parimenti rossa, li bellici, per santificarlo e perchè riesca
per cui .si distinguessero da tutti gli altri terribile contro i nemici del popolo cri-
ordini cavallereschi, e presa dalle armi stiano, faccia incolumi e vittoriosi. Degli
di Alberto Sternberg, i.° e supremo gran Stendardi dis. Pietro, mandati das. Gre-
maestro col consenso d'Agnese principes- gorio III, Stefano II, s. Leone 111 e altri

sa di Boemia, e fu allora chiamato Or- Papi a'principi benemeriti della Chiesa;


dine della Croce e Stella rossa. Il gran delle bandiereche precederono Possessi i

maestro, fissola sua residenza in Praga, de' Papi (F.), di quelle portate da' Dra-
ed un altro cavaliere a lui subordinalo la conari ^ ( da' Bandt're si F.) di
'.), ( Roma
stabilì in Uratislavia con maestro
titolo di (F.),eiW Capo Rioni di Roma (F.); del-
e visitatore della Polonia eSlesia, alta qua- V Orifi anima del regno di Francia (F.);
le dignità si dispose doversi eleggere dai delle bandiere posteriormente benedette
cavalieri dell' ordine coli' approvazione da'Papi; di quelle donate alle chiese di
del gran maestro. Il p. Bonanni nel Ca- Roma quali trofei riportati sui Sarace-
talogo degli ordini equestri e militari a p. ni,Turchi (A.) e sugli eretici, e perchè i

1 65 ne tratta, riporta la figura del cava -


tuichivi pongono le code di cavallo; delle

liere e riferisce. »
L'abito solenne del gran bandiere de\la Milizia pontifici a elìfar ina
maestro è una veste quasi talare di seta pontificia (F.J, delle quali riparlai a Sol-
nera, sopra cui ne pone un'altra talare dato; di quella delta guardiatSWzzer<7(/^.)
di porpora con maniche larghe, fodera- pontificia, che s'inalbera ne Palazzi apo-
ta d'armellino, e sopra questa pende un stolici Quirinale e Faticano {F.); e delle
lungo manto nero, il quale nella parte si- bandiereche si portano nelle Processioni
nistra è ornato con una gran croce e stel- (F.); mentre a Guardie nomli pontifi-
la rossa di 6 raggi, siccome avanti al pet- cie, parlai del loro stendardo benedetto
to l' istessa insegna composta di rubini. da Pio VII, collo stemma del Papa re-
La veste rossa è cinta con fascia tessuta gnante. A Gonfalone, insegna o vessillo
di seta e oro, e dal fianco sinistro pende o bandiera o stendardo, ne dissi l'antico
una spada corta e larga. In testa tiene un uso. A Gonfaloniere tenni proposito del-
berrettone bianco cinto di cordone d'oro, l'uffìzio e dignità di quello che porta la

e ornalo di ricco gioiello. Gli altri cava- bandiera.il gonfalone, lo stendardo, il ves-
lieri hanno la sola veste e manto nero, con sillo,deltoanchealficrcevessillifero,egra-
S TE S T E 21
do di milizia, detto già da'romani pruni- la situazione delle 1 2 tribù intorno al ta-

pilo; de'diversi gonfalonieri da cui deri- bernacolo, e fa una lunga dissertazione,


varono le omonime e altre magistrature non solo sul tipo degli stendardi, ma so-
de flJunicipii(l/'.) > delle quali tra Ito a'Io- pra i belli colori e le pietre preziose, che
ro articoli. A Gonfaloniere di s. romana contornavano questi stendardi. Soggiun-
chiesa, ne descrissi l'antica e sublime di- ge quindi il Martinetti che malamente ,

gnità, conferita da'Papi a Patrizi ili Ro- perciò vari antiquari dedussero l'origine
r
ma (t .\ ed a'sovrani, e molli ne ricor- de'vessilli da'làscetlidi fìenochiamati ma-
dai. A Gonfaloniere del semaio e popo- nipolijche si conoscono ne'primordidiLlo-
lo romano, dissi l'uffizio e prerogative di ma , che fu di molli secoli posteriore al

questo ragguardevole uffizio, originato fortunato popolo israelitico. Di più crede,


dal primipilo,e riparlai di sua etimologia che l'insegne dell'aquila e del leone sieno
e carica, avendo notato a Pretorio, che le piìi antiche del mondo, e di preferen-

su di esso si ergeva per segnale di com- za adottate ne' vessilli, nell'imprese e ne-
battimento lo stendardo rosso; chi eser- gli stemmi; poiché Cesare, De Deliaci*.'.

citò il goufalouierato, ed a chi in perpe- Iib. 3, ricorda gli aquiliferi; Pietro Diaco-
tuo fu attribuito; e dissi pure del f'essil- no nel lib. 4> rammenta le legioni aqui-

li/ero di s. Romana Chiesa {V-). A Ves- lifei a e leonifera, laonde ritiene che l'eti-
sillo, lo dico anche segnale d'investitu- mologia di alfiere derivi da Aquilifer. 11
ra, e comePapi con esso investirono
i i p. Lupi nelle Dissertazioni, osserva che
grandi feudatari della Sovranità de Ro- gli romani chiamavano primo pi-
antichi
mani Pontefici e della s. Sede (P.). Delle lo l'alfiere della 1." insegna, che si met-

particolari insegue tratto negliarticoli de- teva ue'posti piii pericolosi. Era una del-
gli stati, città e corporazioni. Il Martinet- le cariche più lucrose, una delle più con-

ti,Tesoro delle antichità, t. 3, p. 06, os- 1 siderate nell'esercito, per cui si conferiva
serva, che il Tabernacolo degli ebrei nel ali." de' io centurioni più veterani. Te-
deserto formò come il centro delle 2 1 tri- nevaegli l'insegna dell'aquila propria del-
bù militari d'Israele, divise in 3 quadra- la legione, e dava colla sua mossa princi-
ti; e siccome ciascun quadrato composto pio alla battaglia; quale perchè allora la

delle tribù, ri tene va il segna le del suo sten- si cominciava con lanciare alcune aste
dardo, cioè l'orientale un leone, ii meri- chiamate pili, perciò tal carica si chia-
dionale un volto umano, l'occidentale un mava il Prirnipilalo o il Centurione del
bue, il nord un'aquila; così da quest'an- primopilo. USarnelli, Lett.eccl. 1. o,lelt. 1

tica istituzione si può ripetere l'origine So: Perchè si benedicono le bandiere per
de'vessilli o stendardi militari, anzi il d'A- le guerre contro gì' infedeli; incomincia
quino nel suo Lessico militare, ripete que- dal riferire, che sino da quando incomiu-
sta origine anche da'tempi di Giacobbe, ciarono le guerre ,
principiò l'uso delle
t.2,p. 432.» Usum vexillorum antiquis- bandiere, dell'insegue , degli stendardi,
simum fuisse docet historia sacra : nam chiamati Signum, Vexillum, acciò ogni
gymbola quae Jacobfaustaprecatus,duo- soldato vedendo la sua bandiera andasse
decimtribubusillisattribuit; trausierunt con quella e con essa si mettesse in ordi-

postea in vesilla praelaria, quae iisdem nanza, altrimenti disordinali i soldati, l'e-

tesseris depictis oruabanlur, et iis erant sercito è perduto. Quando i romani nel-

expressa coloribus ,
quibus earura tri- la guerra co'sabini perderono tutte le in-

buum nominegemmis impressa, in ratio- segne, Romolo incontratosi in un fascet-

ualisummus sacerdosgestabat(e ne par- to di fieno, questo per insegua sospese a


lai a Plazionale). 11 Villalpando, In E- ima pertica, e per la vittoria così ottenu-
xcchielemexplanationes jtieìl. 2 delinea ta istituì i siguileri mauipulari.e furono
22 S T E STE
stimali non meno dell'aquile imperiali. in diversi libri antichi enei codice Teo-
Altrettanto fece quel generale turco, che dosianojlib. 1 4? t't- 7, De Collegiatis } ove
perduta la bandiera, tagliò subito la co- si fa menzione de' Signiferis et Cantabra-
da a un cavallo, e legatala a una pertica, rys. Si chiamarono cantabrari quelli che
Servì di seguale a'suoi per riunirsi; onde neglieserciti romani portavano le insegne
li preso coraggio trionfarono, e così i loro tolte a'eantabri popoli di Spagna, che du-

Stendardi furono d' allora in poi ornali rarono molta fatica a soggiogarli, roma- i

con i code dicavallo, 3 portandone quel- ni avendo per costume di usare le mede-

lo del grauvisir e 7 il sultano; anzi col- sime insegne de'popoli vinti, come si leg-
la esposizione d'una coda di cavallo co- go negli Annali di Daronio, an. 3 1 2, n.°
stumarono turchi dichiarar la guerra,
i 33, ove si apprende che dragoni comin- i

al suono di trombe e di timpani o tim- ciarono ad essere insegne de' romani, do-
balli. Sarnelli opina che ili." stendardo po che Traiano vinse daci che le porta- i

l'inventarono gli assiri, dipingendovi la vanoin guerra. Non mancano esempi nel-
colomba di Noè, e stendardi ebbero gli la storia romana, come da Floro lib. i,

egizie persiani mediante una testa di bue e. 1 1, da Ammiano lib. 16, da Cesare lib.

e una colomba, cos'i i greci presero per 4, da Livio lib. 3, che nelle zuffe più pe-
insegna il leone, il serpente e altri sim- ricolose gettarono l'insegna in mezzo ai
boli; ed a poco a poco gli stendardi furo- nemici, per accendere maggiormente gli
no riguardati quasi per sagri, custoditi e animi de'soldati a combattere valorosa-
difesi, ed i soldati fecero giuramento di mente, per non coprirsi di vergogna che
giammai abbandonare il proprio stendar- l'insegna sotto cui militavano, abbando-
do, insegna o bandiera. Quanto alla loro nala restasse in potere de'nemici. Brisso-
benedizione, gli stendardi ottengono vir- nio,De/ò/7;ni//Vlib.4,riporta quella d'In-
tù contro i nemici della fede pel Sagra- fer signwn in hostemj così praticavano i
mentale {?•) della benedizione e per le capitani, o acclamavano soldati. Ma gli i

preghiere della Chiesa, come pure le ar- eserciti cristiani in simili occasioni invo-
mi; solendo i Papi benedire e donare la cavano il nome di Cristo , per cui l'im-
Spada ( V.), e lo Stocco e Berrettone ( F.), peratore Leone nel lib. De apparata bel-

come ancora benedicono le navi e ne ri- lico cap. 1


2, § 69, dice: Cam ad con/lieta'
parlai a Soldato. La forinola della bene- tionem movet exercitus consueta christia^
dizione dello stendardo si trova pure nel tris vox usurpando est, Victoria Crucis.
Sacrarurn Cerirnoniarum S. R. E. lib. 1, Il nome di Cristo in Monogramma essen-
tit. 7: De Bene clic don e, et traditione ve- dosi posto da'eristiani ne' labari e nelle
xìlli bellici. Il p. Menochio, Stuore, cen bandiere, i vessilliferi furono chiamati
a
turia g. ,cap. 26: Della bandiera di Co- ChrislifenW edasi J.A.Ernesti, Conimeli-
stantino I Magno imperatore detta La- tatio de Vexillariis, Gottingae 752, e gli 1

baro, e cosa significhi questa voce, repu- articoli Croce, e Banneriti cavalieri che
ta che fosse in uso avanti quel principe, nei bassi secoli alzavano vessilli per con-
ricordando che Tertulliano fioritoprima durre armati alla difesa de'loro principi.
di hù,ueìl' Apologetico cap. 1 6, dice: Slip- I chiamarono lo stendardo della
francesi
para dia Vexillorum et Labarorum,sto- fanteria drapeau, e quello della cavalle-
lae crucium suntje Minuzio Felice in O- ria ctendard, talvolta denominando cor-
ctavìo dice: Nani et signa ipsa, et Laba- netta l'ufficiale che porta lo stendardo, il

ra,et Vexilla caslrorum. Alcuni però col che si fece più volte in Italia, ove anti-
Pamelio leggono in Tertulliano non La camente si disse stendardiere il portato-
barorum, ma Canlabrorum ,come anche re dello stendardo, goufdoneo altra si-
in Minuzio Cantabra, come si apprende mile insegna. I Crocesignati (/"'.) fecero
STE S T E 23
mirabili prodezze sotto lo stendardo sa- alfalto per segnale d'autorità su Roma,
lu tiferò della Croce, nelle celebri Crocia come dichiarai ne'citati e altri articoli eoa
te(P.) e sagre guerre, massime in Siria irrefragabili e autorevoli testimonianze,
(F.) per la liberazione de' luoghi santi, per confutare le maligne pretese e inven-
cnlla di nostra s. religione, ed ove si o- zioni de'nemici detrattori della sovraui-
peraronoi suoi venerabili misteri. Nel me- tàtemporale de' Papi. Dello stendardo da-
dio evo le repubbliche italiane portava- to da s. Leone III a Carlo Magno, si può
nolostendardonelleguerr.e,collocatosul vedere 1' Alemanni, De Lateranensibus
carroccio, di cui parlai ne' voi. VII, p. 13 1 Parietinis. Dello stendardo o vessillo di
e i24>X>P- r i4> LVHI,p. 277, ed altro- s. Pietro, insignito colle chiavi pontificie,
ve. Davide I re di Scozia verso ili 35 1 che solevano Papi dare a' sovrani che
i

marciò contro gl'inglesi, quali lo elisie-i stavano per intraprendere qualche spe-
cero nella famosa battaglia detta dello dizione contro nemici della Chiesa, vari
i

Stendardo, per avere essi inalberato so- esempi di queste trasmissioni li raccolse
pia un carro per vessillo una Croce col FilippoMazeno,nellaAx ito^/-v. Pietro To-
ss. Sagramento, e gli stendardi di 3 san- masio patriarca di Costantinopoli, presso

ti che nominai nel voi. XXXV, p. 3g. i Bollandisti,/tfrcu<?m t. 2, p. 990. Narra


Gli stendardi della chiesa romana per Rinaldi an. 797,0. °iG,ches.Leotie III nel
antichissimo uso furono decorati della fi- principio di essospedì una legazione aCar-
gura delle Chiavi[F.) incrociatee del Pa- lo Magno re di Francia con presenti, che
r furono chiavi d'oro, pigliate secondo
diglione(f .) ) quali insegne della Sede/i' le

postolica (/".) che le pose negli stendardi l'uso dalla Confessione di s. Pietro, e lo
àn\\e%\\erniltzie,marina,fortezzetporti, stendardodi Roma. » Dove [novatori da-
r
mme del Castel s. anche
Angelo (F
.) ; brando dicono che colle chiavi si dava a

coM'immagine di s. Pietro, o de'ss. Pietro Carlo il possesso della chiesa romana, e


e Paolo (/'.), oltre lo stemma del Papa collo stendardo della città di Roma. Non
regnante. Egualmente fu antichissimo u- sapendo gl'ignoranti, che romani Pon- i

sò de'Papi donare a'sovrani perdistinzio- telici ebbero in costume di mandare tali

ne e divozione, per segno di all'etto pater- donia'principi cristiani, come s'è per noi
no, perinvocar loro il patrociniodelprin- addietro veduto essersi fatto più volte da
cipe degli apostoli massime nelle guerre, s. Gregorio I e da altri. E perchè tu non
Jo Stendardo di s. Pietro, colla sua elfi- abbi che opporre intornodel vessillo, tro-

gie e da loro benedetto. Donarono anche verai per innanzi nel fine degli anni 800,
le chiavi d'oro, parte di detto stemma e che il patriarca di Gerusalemme mandò
segno di quelle di s. Pietro, per cui le he- all'istesso Carlo per benedizione le chia-
nedirono e vi racchiusero reliquie sagre vi de' luoghi santi con uno stendardo,
e la limatura di ferro delle Catene di g. Talché si solevano mandare somiglianti
r
>
/ t'efro(^ .),ed anche di quelledis. Paolo, donativi da' vescovi a're. Senza che pos-
non che Anelli delle catene di s. Pietro siamo dire, che s. Leone III Papa ono-
(F.),a'quali articoli notai molti Papi che rasseCarlo Magno dono dello stendate-
del
le donarono, incominciando da s. Grego- do, perocché quegli era potentissimo Di-
r
vio I, da s. Gregorio III, e da s. Leone III fensore della chiesa romana (/ .)". Os-
ti CarloMagno quando gli confermò il ti- serva l'Acanti, Dell'origine ed antichità
tolo e dignità di Patrizio di iioma cou- della zecca pontificia a p. 34-" Roma già
feritogli da Stefano 11 o HI, e collo sten- era posseduta e governata da'Papi. Il ves-

dardo di Roma, insegne e qualifica che siilo di non è indizio di sovra-


Peonia poi
l'obbligavano a difendere il civile e Tee- nità, ma di sola difesa, avendolo manda-
oles-iastico della romana chiesa, non mai to Papi ad altri principi, che non ebbe-
i
24 S TL STE
ro giammai giurisdizione alcuna nello a difesa de'suoi connazionali contro gli a-
6laloecclesiastico(aSovHANiTA'dicoHchi, rabi. I pisani, i genovesi e altri italiani,

quale e perdio la permisero), come può fecero tributario della s. Sede il re afri-
vedersi inBzovio, De Romano Ponti/ice, cano infedele. Papa Urbano li neh 09
apud Rocaberlum t.i , Bibliolhecae Poh- proclamando peli. "la crociata di Gei 11-
t.ficiae, p. 10, Baronio ad an. 796, §16, 8aleojcue,diè lo stendardo di s. Pietro ad
l'agi a tale anno § 4> e ^u Gange, GLos- Ugo il Grande fratello di Filippo I re di
sai inni io Pexillum". Ricordai a Sicilia, Francia. INeli 3g Innocenzo 11 de\ò a
1

die nelio63 il normanno conte Ruggero re di Sicilia Ruggero I, l'investi col ves-
per la vittoria ottenuta sui saraceni, per siilo e dichiarò AJ itile e Soldato (A'.) di
ossequio mandò
Papa Alessandro II 4
a «• Pietro, grado che Papi conferivano i

cammelli, ed il Papa rallegrato di ciò in- a quelli. che insignivano della regia digni-
viòalconte uno stendardo da sebenedet- tà. A Patriarcato Armeno parlai d'In-
lo, col quale munito per l'avvenire colla nocenzo 111, che nel 1201 mandò il ves-
protezione di s. Pietro, più sicuramente siilo benedetto di s. Pietro al re Leone 11

potesse assalireque'nemici dellafede edi- ilGrande. Il Rinaldi riferisceche losten-


struggerli, ed a quelli che da essi procu- dardo lo avea chiesto il re stesso, e che il
lasserò liberare porzione di Sicilia, l'in- Papa nella lettera accompagnatoria, dis-
dulgenza pleuariae assoluzione delle col- sedi mandargli come segno delsuo amo*
pe, di cui avessero pieno pentimento, e lo re lo stendardo di s. Pietro ,
per usarlo
rimarcai pure nel voi. XXXIV, p. 2^G. soltanto contro i nemici della croce, do-
Notaia Inghilterra, che nel 1 oGGreGu- vendo procurate di frenare col divino a-
glielmo I essendo ricorso ad Alessandro iutoeper l'intercessione del principe de-
ll, contro l'usurpatore Araldo II, il Papa gli a postoli la con tu macia loro. Nello stes-

gli ordinò di marciare sull'invasore, e gli so giorno Innocenzo III scrivendo a tutti
mandò lo stendardo di s. Pietro da se he- i principali signori, a' cavalieri e popolo
nedelto. Appena il re lo ricevette, die bat- armeno, dissealtrettantosulloslendardo,
taglia al nemico e Io vinse. Dissi purea confortandoli a combattere valorosamen*
Sicilia, oltre altri simili esempi , che s. te col re i saraceni, come a.veano cornili-
Gregoi io VII uel 080 inCVpwoinvesfi
1 ciato a fare. Il re rispose a Innocenzo 111
col vessillo di s. Pietro, della Puglia, Ca- con somma riverenza e gratitudine, as-
labria e Sicilia il duca RobertoGuiscardo. sicurandolo che sempre avrebbe portato
Nella l/iografiadis.Gregono/V/raccon- lo stendardo innanzi a se, a gloria della

lai che donò al re di Castiglia una chiave chiesa romana econlro nemici i della cro-
d'oro, benedetta colle catene di s. Pietro, ce. Narra il suo biografo Hurter, come
Riferisce Rinaldi all'annoi o87,n.°8, che quel Papa proclamò Gioanoicio re de' «ai-
Papa Vittore III tenuto consiglio co've- lachi e de'bulgari, colla corona e lo scet-
scovi e co' cardinali, radunò un esercito tro per le prerogative ricevute da s. Pie-
di quasi tutti popoli d'Italia, edando loro
i tro, inviando a ungerlo ii cardinal Leone
lo stenda do di s. Pietro, e concedendo a
1 lega lo. Gli concesse inoltre il di ritto di bat-

tutti indulgenza e remissione de'peccati, tere moneta io proprio nome, e gli fece
gli mandò nell'Africa contro i saraceni, presentare uno stendardo incoi vedeasi
i quali di continuo infestavano i lidi dei la Crocee le chiavi dis. Pietro: l'una per
cristiani, erestarono 100,000 mao- uccisi ricordargli chea Dio e non a se stesso il
mettaci, prendendo e«termi Dandole loro re doveva le sue vittorie; le altre come
principali città, non senza manifesto aiu- simbolodella prudenza e della forza; l'u-
fo di vi no. Il Papa imprese tal guerra an- na e l'ai tra congiunte poi, co me segno dei-
co perchè divoto dis. Vittore I africano, lasaluteperli patimenti di Nostro Siguo-
S T E S T E 25
re e per merito della sua Chiesa. Leggo coronare Alfonso II re di Napoli, e l'ono-
in Garampi, Sigillo della Garfa gitana, rò dello stendardo della chiesa romana.
p. i 07,chelechiavi come quelle propria- A
Svizzera, ed a Stocco e Berrettone
mente attribuite alle immagini di s. Pie- ducale benedetti, dissi che Giulio 1 li do- 1

tro apostolo, furono prese dalla s. Sede nò agli svizzeri in unoa due gonfiloni, ed
persua propria divisa; e che Innocenzo a'q Cantoni di tal nazione mandò un'in-
111 avendo spedito a Cnlogiovanni re dei segna istoriata esprimente la Passione di
bulgari colle reali insegne anco il vessil- GesùCristo. Ne'conii delle medaglie pon-
lo di s. Pietro, notò che uu tale vessillo tificie, che si conservano nella zecca ponti-

« praetendit non sine mysterio Crucem fìcia, ve ne sono diversi alludenti agli sten-
etClavesjquia b. Petrus apostolus, et cru- dardi dati da'Papi.ln uno si vede l'effigie
cem p roChristo sostino il, e tela ves adiri - diPaolo in piviale e triregno, che con-
1 1

stosuscepil".Onde nel musaico Vaticano segna Io stendardo ad una figura genu-


fattodal medesimo Innocenzo 111, vedesi flessa: forse Papa
ricorda l'aiuto da quel
Chiesa romana, tenente in
la figura della prestato onde fu liberato Corfìi
a' veneti,

mano uu vessillo con due chiavi, la di cui dall'assedio de'turchi. Narra Catena nel-
usta ha in cima la croce. Anche Rinaldi la l'ila di s. Pio t p. 70, che avendo V 1

parla dell'insegna delle chiavi all'anno destinalo Marc'Antonio Colonna genera-


1228,11.° i3,riportando che il crouistaRic* le di s. Chiesa perla flotta navale spedi-
cardo di S. Germano, dicendo delle mili- ta contro i turchi, poi vinti a Lepanto,
zie ecclesiastiche di s.Gregorio IX e degli fece cantare dal cardinal Colonna la mes-
stendardi della s. Sede, osserva esservi in sa solenne dello Spirito santo, e die a Mar-
essi sempre dipinte le chiavi; e che quelli c'Antonio di sua mano lo stendardo con
i quali militavano sotto medesimi, por-
i 1 immagine del ss. Crocefisso, e da'lati s.

tassero nella veste il segno delle chiavi, e Pietro e s. Paolo, col motto: In hoc si-
perciò li dice chiave segnati. Laonde cre- gnovinces. lì Pantoni, Istoria dH Aviario*
de Rinaldi che siccome ,cattolici che i ne. [).
J.87, allerma che s. Pio V diede al-
guerreggiavano gli eretici o gl'infedeli e- tro stendardo col ss. Crocefisso a il. Gio-
rano segnali di croce, cos'i quando si pi- vanni d'Austria naturale di Carlo V, e
gliavano le armi a difesa della chiesa 10- supremo comandante della lega in quel-
manaedellostato papale si cucivano sul- la spedizione, stendardo che i Papi so-
la veste la forma delle chiavi. Urbano VI levano dare a' generalissimi nelle spedi-
trovandosi in Napoli nel .°del 384, nella 1 1 zioni militari contro gì' infedeli, e che
messa soienneche celebrò, in presenza del precede in dignità quello della chiesa ro-
re Carlo 111 e della regina, beuedi col so- mana. Uno de'ricordati couii d'una me-
lilo rito lo stendardo di s. Pietro, che il dagliad'Urbano VII, ha incisa l'imma-
re dovea inalberare contro Lodovico I gine di quel Pontefice, che consegna ad
d'Angiò pretendente al regno e seguace una figura genuflessa lo stendardo di s.
dell'antipapa. Urbano VI consegnò io Chiesa ornato dell'immagine del ss. Cro-
stendardo a Carlo dichiarò capi- III, e lo cefisso, alla presenza de'cardinali sedenti
tano Generale dis. Chiesa [f/ .). Quando e del popolo, coll'epigrafe: Dexlera Do-
i romani nel 1410 riconobbero Alessan- mini Jaciatvirtnlein. Con questa iscrizio-
dro V, iu segno di soggezione gli manda- ne abbiamo pure una medaglia del suc-
rono in Bologna le chiavi delle porle di cessore Gregorio XIV, il quale è rappre-
Roma, i sigilli e lo stendardo del popolo sentato con triregno e piviale sedente in
romano, insegne che il Papa ricevè con trono, nel punto che dà lo stendardo di
gran solennità e festa. Alessandro VI nel s. Chiesa colf immagine del ss. Crocefisso
i4«j| raaudù il cardinal Borgia legato a ud una figura ginocchione, egualmente
iG S T E STE
alla presenza de' cardinali e del popolo. maria Chiesa^'.), ma rispose rinviato,
Allude alla spedizione in Francia d'Er- che il Pipa non potendosi disgiungere dal-
cole Sfondrati nipote del Papa, colle mi- la Chiesa, così conveniva che il suo stem-
lizie pontificie contro gli eretici ugonotti. ma si collocasse in mezzo a'ss. Apostoli.
Notai a Marina, che Clemente IX nella Ne'ricordali comi vi diClemente
è quello
guerra di Candia contro turchi, i nel 1669 X in triregno e piviale,ricevente uno sten-
mandòla squadra delle galere pontificie, da i'd o turco.
comandata da suo fratelloCamillo Rospi- Il Marangoni, Delle cose gentilesche e

gliosi generale di s. Chiesa, il quale spie- profane trasportate ad uso e ornamento


go lo stendardo col l'immagine del ss.Cro- delle chiese, rende ragione a p.i5, per-
cefisso. Inoltre narra F. intoni, che uello chè furono appesi alle volte e pareti del-
slessoanno Clemente IX per il gentiluo- le chiese gli stendardi turcheschi. Ram-
inoGio. Giuseppe deFogasse inviato pon- mentato prirua,come la spada del gigan-
tificio, mandò a Francesco di Vendome te Goliat, da David fu consagrala a Dio

duca di Beaufort, con un breve apostoli- dopo la vittoria, ed involta in velo fu af-
co, lo stendardo della chiesa romana, co- fissa nel tabernacolo, e similmente prati-
me granfie ammiraglio di Francia in det- cò Giuditta per la vittoria riportata so-
ta guerra, a soccorso de'cristiani di Can- pra Oloferne, offrendo a Dio i vasi pre-
dia, insieme al titolo di capitano genera- ziosi e il cortinaggio del letto; quindi da
le della s.romana, avendo creato
chiesa tali esempi dice derivalo il lodevolissimo

generalissimo nominato proprio fratel-


il costume di appendere nelle nostrechiese,
lo, che meglio di Novaes chiama Vincen- in segno e memoria gratissima de'trionfi
zo e generale delle galere e marina pon- ottenuti contro nemici della cristiana re-
i

tificia. Lo stendardo di s.Chiesaeradi for- ligione, gli stendardi e le armi loro con-
ma quadra e di damasco cremesino, con quistate col divino favore. Per cui molte
frangia d'oro all'intorno, e con sopravi bandiere colle mezze lune, spade e lette-
dipinte immagini al naturale de'ss. Pie-
le re turchesche, e altre di esse di coda di
tro e Paolo apostoli, e tra essi l'arme del cavallo, che presso maomettani sono co-
i

Papa, con questa divisa in lettere d'oro: me sagre, s'inviarono a Pioma a'Papi da
Proleclor Deus auspice nos. Il duca ono- valorosi capitani, ed appese nelle basili'
rò molto l'inviato, il quale gli offrì pure che Lateranense, Vaticana e Liberiana,
in nome di Clemente IX una corona al- nelle chiese di s. Maria sopra Minerva, di
la ca vallerà composta di grossi e bel- 1 s. Maria d'Araceli, di s. Maria della Vit-
lissimi lapislazzuli infilati in oro, e con si- toria, e in altre Chiese di ne Roma ove
mile medaglia contornata di grossi dia- parlai. Queste bandiere rappresentano i
manti, col breve d'ampie indulgenze im- beneficii d'insigni vittorie riportate dalle
postevi. Gli esibì per ultimo altro breve armi cristiane contro la formidabile po-
apostolico dell'indulgenze concesse asol- tenza ottomana, per l'intercessione della
dati di quella sagra spedizione,e 1000 me- 13. Vergine, e collo sventolar delle loro
daglie d'argento per distribuirsi a' suoi code ricordano a lutti la gratitudine do-
nflìziali. Lo stendardo il duca lo fece su- vuta a sì gran benefici di Dio. Così Pie-
bito inalberare nella sala con una senti- tro II red'Aragona, avendo vintocon pic-
nella d'onore, e poi sul vascello ammira- colo esercito Miramolino re de' saraceni
gliOjOidinando ad ogni capitano di vascel- nel 1 2 1 2, mandò a Roma lo stendardo e
lo o di galera di fare de'simili stendardi la lancia del nemico, perchè come trofei
per medesime. Fu osservalo, che per
le siappendessero nella basilica di s. Pietro
l'arme del Papa lo stendardo sembrava sopra la porta Guidonea; siccome nel luo-
suo particolare, e non il I res$illodi s. Rq. go medesimo collocate furono la lancia,
ST E S T E 27
labandiera eia corona del re ungaro Al- del trono il conteTalenti, baciandogli am-
boino, mandatevi da Enrico III impera- bedue piedi. Indi levò lo steudardo il
i

tore. Presso la porta dell'archivio della marchese Naro vessillifero di s. Chiesa, e


medesima e prima in sagrestia, si appe- fu tenuto alzato vicino all'altare a cor-
sero lacatena di ferro e sua chiave, con nuepislolae sino al fine della messa e del
cui si chiudeva il porto di Tunisi, man- Te Deuni che fu intuonato dal Papa, e
date in ossequio a s. Pietro da Carlo V allora spararono le artiglierie degli svizze-
imperatore, dopochese ne impadronì, ol- ri di detto palazzo, e quelle della fortezza
tre l'altra allerta della catena di ferrodel di Castel s. Angelo,oltrei mortaretti della
portodivS>7j7>7*etolla dalcardinal Caralla soldatesca che stava di guardia al Monte
legato contro maomettani. Ella è per-
i Quiriuale, suonandosi a festa per un'ora
tanto una giustissima dimostrazioue di tutte lecampane delle chiese di Pioma. Lo
gratitudinea Dio, dedotta dalla s. Scrittu- stendardo fu privatamente portato nella
ra, l'appendersi nelle nostrecbiese alcune sagrestia di s. Pietro, e poi venne eretto
spoglie riportate da'uemici della sua vera LoStendardoOt-
nella basilica. Abbiamo,
fede, non ostante che Io stesso praticassero tomanico spiegalo dal p. Lodovico Mar-
gli antichi romani ritornando vittoriosi racci, ovvero dichiarazione delle parole
con Ingresso solenne in Roma (U.), che arabiche poste nello stendardo reale preso
solevano affiggere ad un'asta le armi ne- dal serenissimo re di Polonia Giovanni
miche, e con pompa portarle in Campi- III al grauvisir de' turchi, dal mede- e.

doglio, ed ivi offrirle ne'templi a'falsiDei, simo inviato per tributo della sua pietà
cui stoltamenteattribuivauo leconseguite alla S. di N. S. P. Innocenzo XI, lì orna
vittorie. Per quelle riportatene! i 569000- i683. E siccome il re altro stendardo, in
tro gli eretici Ugonotti (V), Carlo 1 X re uno alla sua Spada[F'.),\ny\b al santua-
di Francia mandò a s. Pio V 12 stendardi rio della 13. Vergine di Loreto (^.), nel
presi loro, e 27 ne spedì Sforza conte di 1684 fu stampato in Ancona, Notifica-
s. Fiora generale delle milizie pontificie, zione del regio stendardo turco, mandato
che il Papa collocò nella basilica Latera- dal re di Polonia alla s. Casa di Loreto.
nense,come riporta Novaes nellasua Sto- Altre notizie le riporta Cancellieri a p.
ria, econ iscrizione incisa in marmo a let- 3 56, e nel Mercato, p. 269. Leggo nel
tere d'oro, che ri produsse Cancellieri, Pos- n.°4 del Diario di Roma del 1 7 1
6, e nel
se.?.?/, p. 3 56. Nell'articolo ss. Nome di M v- contemporaneoCecconi, che l'im-
diarista
bia, e nel voi. LIV, p. 66, indicai i luo- peratore Carlo VI spedì con sua lettera
ghi ove parlai della liberazione di Fiewia in dono a Clemente XI due code di ca-
e della strepitosa vittoria riportata sui vallo, una bandiera e un principale sten-
turchi, principalmente per opera di Gio- dardo preso a'turchi a' 5 agosto, festa di
vanni III re di Polonia, che mandò a In- s. Maria della Neve, dal principe Euge-

nocenzoXI il gran stendardo ili Maomet- nio di Savoia nella celebre vittoria di Pe-
to, preso nel padiglione del grauvisir, e tervaradino: meglio ne parlo io nel voi.
colle parole (altra volta usate da Giulio XVIII, p. 82, e tali insegue il Papa man-
Cesare) Veni,Fidi, J ici.W Papa a'29 set- dò alle basiliche Liberiana e di Loreto.
tembre 1 683, festa di s. Michele, fece ce- Ne fece la formale presentazione il cardi-
lebra re solenne messa nel palazzo aposto- nal Schrattembach, ed il Papa dopo a-
lico Quirinale prò gratiarum aclione, e venie dato parte a'cardmali in concisto-
nell'offertorio, Dcnoff^ox cardinale e in- ro, destinò Rasponi a portare al principe
viato delie, ginocchioni perorò nell'atto Eugenio \oStocco e Berrettone ducale be-
di presentarlo a'piedi d'Innocenzo XI, so- nedetti. Il Papa tenne cappella di ringra-

stenendo lo stendardo sull'ili timo gradi no ziamento a Dio nella basilica Liberiana,
28 S T E S T E
ove ricevè lo stendardo!medesima, per la XIII contro , e dello stendardo
i turchi
e si cantò il Te Dtum. Questo ebbe pur preso a'eorsari tunisini e dal gran maestro
luogo nella chiesa dis. Maria dell'Anima Zondadari mandato al Papa, il quale lo
con cappella cardinalizia. Di più Clemen- donò alla basilica Lateraneuse. Ne trat-
te XI nella cappella del palazzo aposto- tano pure il n.°648 del Diario di Roma
lico fece celebrare solennemente una mes- del 172 r, e Cancellieri ne' Possessi a p.

sa di requiem in suffragio de'soldati mor- 3 55. Si descrive come il ricordato sagrista


ti in Ungheria e in Levante. Per la vit- agli 8 novembre si portò in carrozza alla
toria poi di Temeswar, Clemente XI rese stendardo e accom-
basilica, seguito dallo

gì aziea Dio nella basilica Liberiana, con pagnato dalle corazze a cavallo, ricevuto
cappella e Te Denta, suono di campane, al suono della campana dai canonici in

salve d'artiglierie, feste, illuminazione e cappa; si riporta il discorso pronunziato


fuochi per la città. Nel n.° io3 di detto dal prelato, in cui è rimarchevole il rilie-

Diario dei i
7 1
7 si descrivono gli stendar- vo che il dono lo faceva il Papa alla ba-
di presi a' turchi, e regalati da Clemente silica, perchè s. Gio. Battista suo titolare
1
XI per mezzodì mg. sagrista alle chie- '
era patrono della valorosa religione ge-
se di s. Maria sopra Minerva e di s. Ma- rosolimitana, ed in perpetuo trofeo del-
ria della Vittoria, e due al santuario di l'invitta sua prodezza, e per eccitamento

Loreto. IIn. 537del£>ùz/'/o del 720 dice 1 a' fedeli di pregare il Dio degli eserciti a

della bandiera presa a'uiori di Ceuta,e far prosperare l'ordine, forte difesa e pro-
da Filippo V re di Spagna inviata a Cle- pugnacolo della fede contro il fanatico e
mente XI; ed i n.i 547 e 553 riferiscono, crudele maomettismo. A nome del capi-
che il cardinal Accpiavi va ministro del re tolo, e in luogo del decano assente, pro-
in Roma, dopo la messa della Circonci- nunziò un ringraziamento il canonico
sione salì al trono e con apposito discor- mg.r Alamanni. Dichiarai a Processione
so presentò al Papa lo stendardo, portato colla loro origine, le insegue che in esse
dal contestabile Colonna vestito alla spa- si portano, inclusivamente agli stendardi
go uola:ClementeXI fece analoga risposta, dipinti ordiuariameuleaolio, grandi o pic-
quindi intuonò il Te Denta, mentre l'ar- coli e di forma quadrata, ed alle bandie-
tiglierie di Castel s. Angelo fecero varie re sovrastate dalla croce con cordoni e
salve,enel partire dalla cappella fu prece* hocchi, come gli hanno gli stendardi per
du tool trecche dalla Croce pontifìcia, dallo regolarne la portata; stendardi e bandie-
stendardo. Avendolo destinato alla chie- redecoraticonsagre/wwrtgm/^'^estein-
sa di s. Maria della Vittoria, un ulliziale 11 vescovo Sar-
mi, e da che derivarono.
accom-
delie corazze, lo portò inalberato e nelli, Leit. eccl. t.5, lett. 1 1 : Che mia coti'

pagnato da'eorazzieri a cavallo, precedu- fraternità debba avere l'insegne diverse


r
ti dal sagrista mg. degli Abati Olivieri dall' altra, sia ne'colori delle mozzetle che
in carrozza palatina. Il prelato fu ricevu- negli stendardi colle immagini sante dei
to alla porta della chiesa dal vicario ge- loro patroni, o de'misteri sotto cui mili-
nerale de'carmelitani scalzi e suoi religio- tano; colori e divise derivati dalle sagre
si, un discorso sull' adempimento
recitò crociate di Terra santa, per insegna di fa-

della commissione,cui rispose con ringra- miglia e nazioni, onde distinguersi dalla
ziamenti il vicario, al quale consegnò Io moltitudine de'crocesignati, tutti peiòa-
stendardo, e fu posto sopra un candelie- ventiil petto fregiato della croce rossa da-
re dell'altare maggiore, indi si cantò la ta da Urbano li, per denotare il fermo
messa e il Te Denta. Ne'vol. XVIII, p. proponimento di combattere per la ss.
83, XXIX, p. 2D9, parlai degli aiuti dati Croce li uo all'ulti mosangue;chiama qui li-
all'ordine Gerosolimitano da luuoccuzo di le processioni, specialmente se faUe iu
STE S TE 29
tempi ili pubblici bisogni, sagre «?|>efìizio- gie che si debbono distribuire a chi spet-
ni, poiché a guisa eli schiere armate cam- ta (de'quali quadri riparlai a Promotore
minano i cristiani modestamente e con delt.a fede, perquelli che a lui eal sotto-
di vota ordinanza ,
portando bandiere ,
promotore debbonsi anche nelle Beatifi-
stendardi, croci e altre sagre insegne, e le cazioni); ricordando ancora la processio-
basiliche di Roma padiglioni quasi cam- ne colla quale dalla chiesa ove fu celebra-
pali, oltre i Campanelli (I7 .), invece delle ta la canonizzazione, ordinariamente la

trombe, giusta l'ordinanza militare come basilica Vaticana, si porta un altro Sten*
incedeva il popolo d'Israele portando la dardodel nuovosantoalla suachiesa. Im-
s. Arca. Arrogeil riferito dall'ab. Diclich, perocché alla basilica resta quello sten-
Diz. .« acro- liturgico, all'articolo Proces- dardo dipinto da un lato solo, che serve
sioni ,c\\e esse ricordano il ritorno del po- per la canonizzazione, e scuopresi dopo il
polo d'Israele liberato dalla schiavi tu d'E- pontificio decreto, e temporaneamente
gitto; i sacerdoti che circondarono le mu- quello dipinto ne'due lati, che poi l'ordi-
ra di Gerico; Davide saltante innanzi al- ne o il sodalizio a cui appartiene il santo
l' A rea; Salomone che la cnndussejierrcrn- si reca processionalmente a prendere per
pio;opiuttostoCristo Signoreehe discese condurlo nella propria chiesa, ciò che av-
dal cielo, ovvero i santi misteri della re- viene poche volteeper lo più anco questo
ligione cattolica; avvertendo che il vessil- stendardo rimane alla basilica. Al citato
lo insignito di ss. Immagini non deve es- articolo Bandiera registrai, che il princi-
sere fa Ito al la militare ossia in forma trian- pio di usare gli stendardi nelle processio-
golare, dovendo rappresentare i misteri ni pare doversi atti ibuireal 1 4 1
4, equan-
o i santi, sotto i quali militano gli ordini do il concilio di Costanza rese più pub-
religiosi, le pie congregazioni, i sodalizi. blico il cullo di s. Rocco {y.), che alcu-

Ne' voi. VII , p. 2rj5 e seg., 3 i3 e seg., ni chiamarono canonizzazione per equi-
XXVI, p. 7 i , trattai dell' origine degli pollenza. Il ceremoniere Chiapponi, Ada
stendardi nelle canonizzazioni de santi canonizationis Sa ridonivi, riporta a p.
neh 2 53, per quello apparso prodigiosa- 2 i 7 eseg., le notizie sugli stendardi delle
mente in aria mentre Innocenzo IV ca- canonizzazioni e processioni con essi, di
nonizzava s. Stanislao vescovo di Craco- quella da lui descritta; ed a p. 246 e seg.
via, derivando pure il rito di appenderli il rito col quale il capitolo Valicano con-
a'eor nicioni, o nelle volte e sollitti delle segnò ol l'ordine de'predica lori lo stendar-
chiese, principalmente in quella ove fu ce- do di s. Pio \ che portarono con solen-
,

lebrata la canonizzazione, quasi altrettan- ne processione dalla basilica Vaticana a


ti trofei; costumandosi rappresentarvi da S. Maria sopra Minerva, ove fu collocalo

un lato l'effigie del santo, dall'altro espri- sull'altare maggiore, recando visiClemen-
mendosi qualche principale prodigio da te XI a tenervi cappella papale, con so-
luioperato per virtù divina, nell'estre- lenne ottava; parlando ancora dell'indul-
mità dipingendosi gli stemmi del Papa che genza plenaria concessa da Alessandro
l'ha canonizzato, quello dell'ordine o so- VII a quelli die intervengono alla pro-
dalizio cui appartiene, quello del cardi- cessione che si fa nel portare gli stendar-
nal protettore de'medesimi, e se non ap- di de'nuovi santi canonizzati alle proprie
partiene a congregazione religiosa o a con- chiese.Siccome gli stendardi che si ap-
fraternita, visi dipinge lo stemma della pendevanoal cornicione della cupola del-
nazione del santo. In detto articolo pure la basilica Vaticana, ed eziandio nella cap-
rilevai come sono dipinti, e come e da pella delss. SagramenlOjfinchèquelli cui

chi portano nella processione della fun-


si appartenevano non venivano a prenderli,
zione, non che de'quadri colla loro efli- il vento agitandoli in quel vasto tempio
3o S T E STE
faceva oltre il rumore cadere de'pezzi di ronodali a'4 pp. assistenti generali, 2 cioè
cornicione, cos'i gli stendardi dal 8:ì5cir- 1 della compagnia diGesù,e2deH'ordine dei
ca in poi non più vi si appesero, e invece chierici minori, tutti vestiti di pi viale bian-
toltiancora da delta eappella si custodi- co, da quel rev.mo capitolo, che accom-
scono ue'cameroui ottagoni della mede- pagnolloal di fuori del portico della ba-
sima cupola. La copia poi delle ss. imma- ove da'eonfrati del sodalizio del ss.
silica,

gini dellaB. Vergine, che il capitolo fregia Sagramenlodi s. Pietro, lo presero coti- i

con Coronazione, le conserva nelle sagre- frati dell'arciconfraternita del ss. Sagra-
stie canonicale e de'beneflciati, ed anche mento di s. Lorenzo in Lucina. A privasi
nel seminario Vaticano. Neln. °47 del Dia- la processione da un drapello di grana-
rio di Roma del i 83o si legge il ceremo- tieri pontifìcii, indi i tamburi della mili-
niale e rito col quale dalla basilica Va- zia capitolina, cuiseguivanoi famigli del-
ticana si porta solennemente nella propria la nobiltà romana, de'principi e degli em.
chiesa lo stendardo d'un santo canoniz- signori cardinali con torcie accese. Veni-
zato, del seguente tenore, e al quale ag- va no poscia,dietro una scelta banda di suo-
giungerò qualche brano della Relazione natori, vestiti di sacco i detti fratelli del-
ìslorica del solenne trasporto dello sten.' l'arciconfralernita del ss. Sagrameutoe-
dardo dis. Francesco Caracciolo 3 ec.,noii retta nella Chiesa presbiterale e parroc-
che dell'ottavario solenne che in seguito chiale di s, Lorenzo in Lucina (al quale
di detto trasporto fu celebrato in onore articolo ne feci parola, che edificò poi il

delsanto,V\on\n 83o.« Con benigna an-


i proprio oratorio ueliGiS dentro i limiti
mienza della Santità di N. S. Papa Pio dellamedesima) con fiaccolotti accesi ,
,

Vili, erasi già destinalo da'rr. pp. Chie- lampadari con lumi, proprio stendardo,
/
rici regolari minori(P '.)i\ giorno 3o mag- tronco, ss. Crocefisso ed altre loro inse-
gio, dedicato alla solennità di Pentecoste, gne, co'loro guardiani, e con mg. 1 Pio di '

per dar luogo alla solenne traslazione del- Pietro loro primicerio, avendo lutti le can-
loslendardo di s. Francesco Caracciolo, dele. Succedevano quindi fratelli, guar- i i

1
inclito loro fondatore, canonizzato dalla diani, e mg. Lorenzo Mattei patriarca di
'

sa.me. del Pontefice Pio VII fin dalgior- Antiochia, primicerio dell'arciconfrater-
nosagroairaugustissimaTrinità,2 4niag- nita della ss. Trinità de'pellegrini e con-
gio 1
807 (funzione che non si potè prima valescenti, con le insegne e decorazioni e-
effettuare per le successive calamità dei guali al soprannominato sodalizio, oltre
tempi, e che Roma da 63 anni non avea la banda di altri suonatori d'istrumenti.
veduta, non sempre praticandosi). Ter- Dopo la croce della predetta chiesa di s.
1
minato pertanto il solenne vespero nella Lorenzo, preceduta da una 3. banda, se-
patriarcale Vaticana, venne il sagro sten- gui vano gli alunni del collegio degli or-
dardo trasportato processionai mente dal- fani, i
pp. chierici minori eipp. gesuiti, coi
la cappella del ss. Sagramento avanti l'al- loro rispettivi superiori generali, tutti in
tare della Confessione. Un canonico va- cotta e con candela. Procedevano appres-
ticano in piviale incensò con triplice tiro so i così delti fedeli del senato e popolo
l'immagine del santo in detto stendardo; romano colle loro trombe, dopo quali i

indi fu cantala da' musici l'antifona e i un coro di cantori, e quindi 3 sacerdoti


versetti del medesimo, e poi dallo stesso dell'ordine del santoni piviale bianco. In-
canonico ne fu recitala la propria orazio- di venivano 20 fratelli del sodalizio del
ne.Quindi collecousuete ceremoniee for- ss.Sagramento, e altrettanti dell'altro del-
malità fecesi la consegna dello stendar- la ss. Trinità con torcie in alto accese. Ve-
do a'ehierici regolari minori, ed 4 fioc- i devasi poi il magnifico stendardo dipin-
chi pendenti da'coidoui del medesimo fu- to egregiamente dal eav. Francesco Man-
S T E STE 3

no,e rappresentante da una parie s. Fran- re successivamente posto nel mezzo della
cesco Caracciolo clie adora l'augustissima sommità del medesimo altare. Eseguilo
Eucaristia o Sagramenlo, assiduo obietto tale collocamento dello stendardo, il car-
di sua adorazione, e dall'altra una stre- dinal Gale* Ili slaudo co'sagri ministri dal-
pitosa conversione operata dal santo re- la parte dell'epistola, intuonò l'inno Ani •
pentinamente, duna donna che avea
rea brogiano, dopo il quale cantatosi dal sud-
tentato di sedurlo. Da' fratelli delle due detto diacono Ora prò nobis s.Frau-
il ^/
arcicoufrateriiite sostenevansi le aste del- cisce,venne cantata dal porporato l'ora-
lo stendardo, cui 4 fiocchi reggevano
i zione del santo. In fine la sagra ceremo-
da'nominati 4 PP- assistenti generali ve- nia ebbe compimento colla trina bene-
stili di piviale, a 'quali se n'era fatta la con- dizione data dal cardinale all'alfollato po-
segna. Era lostendardo preceduto da scel- polo ivi concorso. S'incominciò allora ad
to concerto di strumenti e da numerosi ammirare la vaga apparatura di quel sa-
cantori che a vicenda cauta va no l'i uno del gro tempio, ricca di molti ceri, di ornali,
santo, circondalo da fanali e da lampada* di paludamenti, di dorature, di fregi, «li

ri ricchi di lumi, sostenuti dagli stessi fra- trine, di statue, di lampadari, di cornu-
tellhlo fiancheggiavano palafrenieri pon-i copie, d'iscrizioni analoghe alla circostan-
tificii in zim marre rosse con torcie, e la za^ di medaglioni, giusta il disegno del-
guardia svizzera pontificia, e lo seguiva- l'architetto Giuseppe Marini". ÌNel gior-
no vari vescovi e prelati con torcie. Chiu- no seguente nella medesima chiesa si die
de vasi la processione da vari drappelli principio al solenne oliavano in onore di
della guardia svizzera e de'granalieri di S.FrancescoCaracciolo,a seconda del pub-
linea. Nel [lassare che fece lo stendardo blicato nel n.°43 del Diario, con indul-
del santo sul ponte s. Angelo, fu saluta- genze concesse dal Papa, cioè di 7 anni
to da parecchie salve dell' artiglieria di e 7 quarantene per tu Ili gì' in ter venuti al-
quel forte, come lo era stato pure nella la processione o che visitarono la chiesa
piazza del Vaticano dalla guardia svizze- nell'otta vario, e plenaria applicabile a'de-
ra con copioso sparo di mot lari, suonan- funti a'eoo fessati e comunicali che faces-
do le campane di tutte le chiese avanti sero tal visita. Nel 1 ."giorno ebbe luogo la
alle quali passò la processione. Avvicinan- cappella cardinalizia a cui intervenne il

dosi alla propria chiesa, i fratelli del ss. sagro collegio, con messa cantata da mg. r
Sagramenlo cederono a quelli della ss. Della Porta patriarca di Costantinopoli e
Trinità le aste e i cordoni dello stendar- vicegerente, e con orazione panegirica la-
do. Pervenuto poi con tutta la processio- tina del p. Bevilacqua chierico minore, e
ne sulla Piazza dis. Lorenzo in Lucina nelle ore pomeridiane i Vespe ri pontifi-
(L\) e alla porta maggiore della chiesa, cali. Ne'seguenti 7 giorni, egualmente nel-
dall'eoi." e rev.° cardinal Gallelli protet- la mattina furono celebrate messe ponti-
tore dell'ordine, pontificalmente vestito, ficali, con orazioni panegiriche italiane di
ed assistito secondo il consueto dai due eloquenti oratori, e nelle 01 e pomeridia-

prelati Theodoli canonico della Vaticana ne i vesperi pontificali, e dopo quelli del-
basilica e diacono della cappella pontifi- l'ultimo giorno fu cantalo il solenne Te
cia, e Peutiui canouico della basilica Li- Demn in rendimento di grazie a Dio. 11

beriana e suddiacono della noni ina la cap- minuto dettaglio di tutto si può leggere
pella, e depostasi dal cardinale la mitra nella citata Relazione islorica.
e venerato da lui genuflesso lo stendar- STENDARDO DI S. PIETRO. V.
do, dal medesimo venne incetisato;quindi Stendardo.
ricevuto in chiesa fu collocalo nella parte STETTORIO, Slectorium. Sede ve-
del vuDgelo dell'altare maggiorerei 1

esse- scovile della 1. "Frigia Salutare nell'esar-


S T E S T I

calo d'Asia, sotto la metropoli diSinoada, ne, e perciò isolati e in situazione eleva-
creila nel V secolo. Ne furono vescovi, El -
ta e ristretta. La storia ecclesiastica fa men-
Indio pel quale Mariniano suo metropo- zione di molli stilili, e fra questi alcuni
litano nel 45 1 sottoscrisse al concilio di clin viveano nel li secolo dell'era cristia-
Calcedonia,Paolo assistè e si firmò a quel- na. Il più celebre di tutti però fu s. Si-
lo di Costantinopoli nel 536 e al 5.° con- meone monaco qua-
siriaco del 4 J<),del
cilio generale nel 553, N. trovossi al 7. ,
le si narra che stette talvolta un anno in-

Germano all'8. , Giorgio al conciliabolo tero ritto sopra un sol piede: si ha di Fe-
di Foziodopo la morte di s. Ignazio. O- derico G. Lautensacci, Dissertano de Sy-
riens chr. t. r, p. 849. meone S/ylita, Witembergae 700. Vi fu 1

STEWART. Gran maestro e gran altro s. Simeone [V.) detto Stilila e il Gio-
Contestabile del regno di Scozia e del re- vanede\ 592, che visse pure in Siria. Gli
gno d'Irlanda. Il titolo di Stewart di Sco~ continuarono sino al secolo XII;
stiliti ivi

zia (/'.) è proprio dell' erede presuntivo se ne trovano anche tracce in Mesopota-
del regno unito d' Inghilterra (P.)j quel- mia verso il VI secolo. Mg. r Majelli ar-
lo di Stewart d'Irlanda (^.) appartiene civescovo d'£mesa,che compose una dis-
al Shrewsbwy (F.).
conte di sertazione sugli stiliti, e l'inserì nell'ope-
STILlTAo STILLI! A, «ftjrtfto.Ana- ra delp.Assemani intitolata, Ada sanctO'
coreta Solitario (/"''.), nome dato ad alcu- rum mar ty rum orienlaliwn ci occiden-
ni i quali passarono una parte della loro talìum, Romaei^^, piova che dopo S.

vita incima ad una colonna, mirabilmen- Simeone v'ebbero sempre degli stiliti in

te esercitando la penitenza e la contem- oriente sino all'impero de'saraceni e dei


plazione, allo scoperto e sempre in piedi turchi. La rigidezza dell'aria renderebbe
senza punto sedere. Questa parola deri- impossibile questa maniera di vita agli oc-
va dal greqo s/ylos, colonna: i latini dila- cidentali, nondimeno s. Gregorio diTours
niarono gli stiliti o stilliti, Sancii Cola- lib. 8,5, parla di Vulfilaico che visse
e. 1

wi/mres. DiceMagri che tali servi diDio vis- qualche tempo sopra una colonna nelle
sero miracolosamente per lungo spazio di vicinanze di T reveri. Egli era lombardo
tempo su qualche colonua; e che quella e stato discepolo di Yrier abbate nel s.

di s. Simeone ("/^denominato Stilila, a- Limosino. Vulfilaico indusse il popolodei


vea in cima un piano quadro di due cu- villaggi vicini a rinunziare al culto degl'i-
lliti per ogni lato, ergendosi d'intorno un doli e ad atterrare la grande statua di Dia-
riparo alto fino alla cinta, o balaustrata, na d'Ardenna, ivi onorata sino dall'im-
con una portìcella per potere uscir fuori, pero di Domiziano. Avendogli il suo ve-
ed una scala di legno per scendere. Il det- scovo ordinato d'abbandonar quel teno-
to santo fu pur chiamato donila, dalla re di vita troppo austero, Vulfilaico ub-
voce greca colonna, onde in un borgo di bidì all'istante e rilirossi in un monaste-
Costantinopoli certo luogo si nominò E ro: egli fu detto il solo Salita d'Occiden-
xocionìum, il quale vocabolo fu malamen- te. L'Adami nelle Ricerche del Carcere
te interpretato di sci colonne, perchè pro- Tulliano, a p.i 35, pai laudo degli stiliti,
priamente significa colonnato di fu ora , dice che fiorirono assai in Egitto; ed il p.
dove sopra molle colonne era collocata Menochio narra di loro cose prodigiose,
la statua di Costantino I; e perchè gli a- Stitorecent. 1 o, cap. 3 1 : Dell'ammirabile
riani si congregavano in quel luogo a far maniera di vita de' monaci stilili.

le loro conventicole, furono appellati E- STIMàTBoSTIMMATEj#igiMtf&T.


xocionitae. L'istituto degli stilili era o- Le cicatrici delle ciuque piaghe di Gesù

norato nella chiesa orientale, per vivere Cristo, fatte al suo adorabile Corpo nel-
santamente moltissimi anni sopra colon- la sua Passione (y.) e morte, co'ss. Chio-
S T I STI 33
di (V.) e colla ss. Lancia (£'.), nelle ma- stimmate fossero insegne de'brittoni, l'at-
ni, ne' piedi, nel costalo. Stimate e Stimi- testa Tertulliano, DeFirgin. veland. Fu-

te, si dice ancora per qualunque piaga o rono anche siri stigmatici, ma non nel
i

cicatrice. Il vescovo Sarnelli, Lettere ec- volto, solo nella palma della mano, ov-
clesiastiche, 1. 1 o, Delle Stimmate di va- vero nella cew\ce,stigniata incidebanl di-
rie Sorti, e di a nelle di s. Francesco, ri- ce Luciano. I gentili ancora si stimma-
porta quanto breve qui dirò. Stigma
in tizzavano seri vendo nel loro corpo il nome
è parola greca, e vuol dire nota impres- dell'idolo e delle divinità che adoravano,
sa pungendo con qualche cosa acuta nel- empietà trovata sul corpo di Gioachim
la fronte o in altre membra; e dicesi slig- re di Giudea ad onta che Mosè avesse
,

matizo, pungo ofar lostesso bollando col proibito questa sorte di stimmate o segni
ferro infuocato. Di due maniere era que- agl'israeliti. Gli ebrei, secondo la legge e-

sto stimmatizzare.a perpetua infamia, o a rano stimmatizzati colla Circoncisione


gloria di nobiltà. Per ignominia erano so- (/".), alla qu.de essendo succeduto il bat-
liti i tiranni stimmatizzare i cristiani,nel- tesimo, e*. Paolo vietando la circoncisio-
le persecuzioni della Chiesa. Usanza an- ne a'galati novelli cristiani, disse loro: Ego
tica fu stimmatizzare la faccia de Servi sligmala DominìJesu in corpore meo por-
(A^.) Schiavi (P.), come attesta Plinio. I to, come suo glorioso soldato, cioè le ci-
servi ancora della pena, cioè condan- i catrici come segni de'patimenti delle per*
nati, si deformavano colle stimmate, ed cossee delle piaghe, cheavea ricevute per
essi chiamavansÌ5e/vis//g7Wdtfz'c/',e talvol- l'amore e la predicazione di Cristo, glo-
ta litlerati, alane intesti. Poiché la fac- riandosi quando si ricordava delle perse-
cia dell' uomo con somma igno-libero, cuzioni sostenute per la gloria della cro-
minia e supplizio, veniva con ferro caldo ce e per la libertà evangelica. Il concilio
incisa con profondi caratteri, e con note di Lambath chiamò sligmala la corona
da non levarsi mai, perchè si riempiva- clericale. Alcuno del basso popolo in al-

no di polvere nera e di altro colore, e sic- cuni luoghi marche o punture, che
si fi

come facevansi pure sulla fronte, si dis- riempie d'inchiostro, e di colore rosso o
sero inscriplionesfronlis. E perchè i cri- turchino, nelle braccia, e restano incan-
stiani erano stimati come servi e infami, cellabili. Anche Cancellieri, nella Disser-
erano in somigliante maniera deformati, tazione sopra le ss. Simplicia ed Orsa,
comesi può vedere in PouzioDiacono nel- parla delle stimmate impresse ne' volti,
la l'ita di s. Cipriano, e nel Martirolo- dell'inustione ignominiosa delle stimma-
gio romano a'22 dicembre, s. Flaviani te, come usavasi colla ciurmaglia e cogli
prò Christo inscriptiones damnalns. Co- schiavile dell'escoriazione, come tormen-
stantino I nel pacificare la Chiesa e rende- ti patiti da'ss. Martiri, citando i seguenti
re pubblico e libero il suo culto, vietò con autori che ne trattarono. Teofilo II ay-
legge pena sì barbara; ma Teofilo impe- naud, De stigmalisnio profano, sacro, et

ratore eretico iconoclasta, ripristinò tal nel 1. 3 di sue Opere. Pottero, De homi-
1

pena, e colla medesima notò i ss. Teofa- nibtts stigmate elcauterio nolatis, I. \,Ar-
ne e Teodoro martiri, comechè adorato- cheol.Attic. e. o. J. Moebio, Diss. de ho-
1

ri delle ss. Immagini, e stillaudo ancora minibtis stygmate itisignhis^'psme 687. 1

da'Ioro volti il sangue li mandò in esilio. G. Lemejero, Dissert. de nolis, et stigma-


All'incontro presso que'di Tracia era se- tibns, in Dier.Genial. decad. 1, Zutphao
gno di nobiltà aver note scritte sulla fac- 1696. C. Haseo, Dissert. de stigmate ve-
cia, ed anche i daci ed i sarmati erauo so- tenuti, Bremae 1704- G. Agostino Grò-
liti scriversi note nella fronte, riportando belio, Observalio exhibens stigmalismon
di tutto le testimonianze Sarnelli. Che le veterum, lam graecotum, anam Ialino-
vol, 1 x\. 3
34 STI ST I

rum, t. io Mise. G. Gottlieb Derlingio, chiodi. L' umile Francesco usò gran-s.

Commentario de sci vis lilteralis, Halae dissima Cina per togliere alla conoscenza
17 io: Commenlalio de modo inurendi degli uomini ciò ch'era meravigliosamen-

}ligmata,\\z\aei']io.G. F. Dresigio, De te in lui avvenuto S'inviluppava le ma-

ususlìgmalumapudveteres,Lìpsìaeij33. ni con lunghe maniche, e cuopriva pie- i

Stigmatici confessores, an. 257 in Afri- di con lunga tonaca; inoltre porta va cer-
cac Christ., et an. 3 1 5, t. 2, di Morcelli. ti calzari falligli da s. Chiara e con tanta

Gotlifredo B. Casseburgio Dissert. de , industria, che la superiore parte copri-


sligmalibusservorum,B.eg\ovaon[ei'j3o. va il cappello dell'impressione de'chiodi
De excorialione apud Persas usila la Pe- de'suoi piedi, e la inferiore, innalzandosi
trus Panimus ad lib. 2 Basilio Seleucen- alquanto le punte, perciò non gl'impedi-
sis. De Vitae s. Theclae. Inoltre Cancel - vano di camminare. Malgrado tante pre-
Meri tratta pure della crocefissione, alito cauzioni, molte persone videro, ancor vi-

martirio dato a'eoufessori della fede (del vo il santo, le piaghe miracolose impres-
qual supplizio parlai a Croce), ricordan- se sopra il suo corpo, chi odi i di carne nel-
do questi G. Schmid, Dissert. de
scrittoli. le mani e ne'piedi, come pure il lato aper-

supplicio CV»m,Jenaei658. J. Moebio, to, e ne aveano anco toccate le piaghe; e


Dissert, de Crucis sùpplicio, U])s\ae 689. 1 moltissime sono le certissime testimonian-

G. L. Goldnero, Dissert. de Cruce, diris- ze, che dopo la beata sua morteegualmen-

simo veterani supplicio, Gerae 693. Del- 1 te molti ammirarono, baciarono e tocca-
la perforazione delle mani e de'piedi, cita rono le sante e prodigiose piaghe. Già io
N. Fontana nell'opera diBartolini, Z>eCn«- nel voi. XXVI, p. 64 e seg., narrai il ri-

ce: De suspensione de manu, etpede, lin- cevimento portentoso delle stimmate di


eo perforali s. Nelle Dissert. Epist. Biblio- s. Francesco, e come poco dopo la sua mor-

grafiche^ p. 386diceiidodegl'istruruen- te le certificarono Gregorio IX, il quale

ti del martirio chiusi ne'sepolcri de'ruar- pubblicò contro alcuni boemi che invoca-
liri, de'ferri e de' chiodi co' quali erano vano in dubbio il fatto, e il vescovo d'Ol-
stati confitti diversi de'medesimi, e perciò mutzche negava doversi dipingere il san-
tutti stigmatizzali. Ritornando a Sarnel- to colle sagre stimmate, una ietterà apo-
li, che nel t. 4, leti. 3?.: Delle sagratissi- stolica in cui riprendendoli attesta la ve-

me stimmate del gran patriarca s. Fran- rità del miracolo, sulla conoscenza e inti-

cesco, dichiara che le sagre stimmate di mità personale ch'egli ne avea e su quel-
s. Francesco d'essisi (/'.) fondatore del la che ne aveano parecchi cardinali; Ales-

benemerentissimo ordine Francescano sandro IV, che dichiarò in un sermone di


(F.), sono diverse di tutte le altre, poi- aver veduto egli stesso le stimmate sul cor-
ché peli. °neh 223 meritò di ricevere per po del santo ancor vivente, e l'udì e già
singolare privilegio da Gesìi Crocefisso l'avea appreso da Gregorio IX, il dottore
sopra il suo corpo l'impressione perma- e cardinale s. Bonaventura che ne scrisse

nente delle sue cinque piaghe, delle ma- la vi ta,e prescrisse di celebrarne la memo-
ni, de'piedi, del costato. Questo spettaco- ria; Nicolò 111 e Nicolò lV,che conferma-
lo mise in s. Francesco grandissimo stu- rono il decreto di Alessandro IV; Bene-
pore, ed una gioia mista di tristezza riem- detto XI, eh e proponendosi d'eccitare nei
pì il suo cuore. Pertanto restarono aper- cuori un piùardenteainoreper GesùCro-
te nel suo corpo le 5 trafitture, e la pia- cefisso, istituì la festa di commemorazio-
ga de! costato particolarmente giltava ne con officio proprio in onore delle stim-
spesso sangue vermiglio che bruttava la mate di s. Francesco, con solenne rito (nel
sua tonaca, nelle mani e ne'piedi essen- 1 3 >4 circa in Assisi con islupore osservò
do rilevale e nere le teste degl'impressi ie sagre stimmate ancor vive e fresche, il
S T I STI
celeberrimo cardinal Al borito/, esclaman- questo ritrovamento posseggo le seguenti
do che il solo s. Francesco basta a confer- opere. De invento corpore divi Francisci
mare la religione di Cristo; e nel secolo se- ordinis minorimi parenlis, RomaeiS 9 1

guente pure le venerò il valoroso Fran- Senlcnliae clictae a procuraloribus gene-


cesco Sforza, stupefatto dal fragranteodo- ralibnsfamiliarumFranciscalium in cau-
re e in vedere palpabile il corpo, con l'im- sa inventi corporis s. Francisci ord. mi-
pressione alle mani e a' piedi di chiodi neri nor. parenlis, annotaliones subjecilFran-
e rilevali, e la piaga del costato sembrare ciscus Guadagnila awoc, RomaeiSao.
una rosa vermiglia);Nicolò V,che vide coi Notizie sull'invenzione e verificazione del
propri occhi e in compagnia d' altri nel sacro corpo di Francesco d'Assisi ai
s.

i44q il corpo del santo e le sue stim ina 1 2 dicembre 1818


sotto l'altare maggio-
te, e la ferita del costato colorita di san- re della patriarcale d Assisi,R.OU)a t8 2 '
.

gue; e il simile Sisto I V. che nel i 4 ^"8 toc- Descrizione ragionata della sagrosanla
cò colle proprie mani e baciò, e ite estese patriarcale basilica e cappella papale
la fesla (Galeotto Betocchi personaggio (di cui ho pure: Caeremoniale Benedicti
d'Assisi, per 8 novem-
ultimo venerò a' i XI F, Piomaei 7 54) dì s. Francesco d' !> .

bre Sfoq il sagro corpo che ancor pareva


i sisi, nella (piale recentemente si è rilro'
vivo, con occhi aperti e le piaghe belle: vaio il sepolcro e il corpo di sì gran san-
di Sisto V si vogliono le paiole, che del- to, e delle, pitture e sculture di cui va or-
la commemorazione delle sagre Stimma- nato il medesimo tempio, umiliala alla S.
te leggono nel Martirologio), difenden-
si diN.S. P. Pio VlIdalVavv. Carlo Fea
dole come dirò siccome singolari; Paolo commissario delle antichità, Roma 1820
a
V, che la rese universale a tutta la Chiesa con rami. Antonio M. Latini, Orazione
a' i 7 settembre; e Clemente XI V, che dal pel ritrovamento della sagra spoglia del
rito semidoppio minore l'elevò al doppio, serafico p. s. Francesco d' Assisi, Homi
uflizioe messa. Dissi dove si veDeraoo am- 182 1.

polle di saligne uscito dalle stimmate, co- Ne'secoli appresso Gesù Cristo si degnò
me dall' A rciconfraternità dille sagre i in primere le sagre stim mate a4 san te mo-
Stimmate (^'.),iu uno a molle altre noti- nache, di cui vado a tenere proposito, 3
zie. Vedasi il p. Flaminio da Lalera, / e- delle quali domenicane. Narrano Riualdi
ntas impressionis ss. Sligmatum in cor- all'annoi 34o,n.79,eSarnelli,che in quel-
poreseraphicis. Francisci, RomaeiySG. l'anno s. Gertrude vergine che dimorava

Il bealo corpo con autorizzazione di Pio in un monastero situato nella terra Delfe-
VII fu ritrovato a'7 novembre 18 8 1 nel se,mentre meditava con divotocuorei mi-
i.° tempio della basilica di s. Francesco steri della passione di Gesù Cristo, s'acce-
d'Assisi, ma in ischeletro, ed alcune parti se per modo dell'amor divino, che fu fat-
rivestile di particelle rilucenti e cristaliz- ta degna di ricevere a somiglianza di lui
zate, le quali cristallizzazioni furono giu- lestimmate, come riferisce Giovanni di
dicate calcaree e prodotte dall'umido, che Leida carmelitano nella Cronaca Belgi-
n
può essere penetrato dal monte nell'ur- ca. La2. sauta che ricevè questo privile-
na; quindi Pio VII col breve Assisiensem gio è s. Caterina duSiena domenicana del-
basilica m, de' 5settembrei8 20, Bull. Rorn. l'ordine de' Predicatori, morta neh38o
coni. 1. 15, p. 32i, dichiarò solennemen- in Fvoma, e sepolta nella Chiesa di s. Ma-
te, che il corpo trovato solto l'aliare mag- riasopraMìnerva (uel quale articolo dis-
giore della basilica patriarcale d'Assisi dei si nella cappella del ss. Rosario: ora mi
Dimori conventuali è veramente il corpo gode l'animo d'avvertire con di vota com-
dei p. s. Francesco fondatore dell'ordine piacenza, per le benemerenze della san-
de'minori, ed essere certa 1'
identità. Su ta colla Sede Apostolica, che pe' gran-
36 S T I S T I

diosi l'istauriche in dello tempio si van- male, e però sotto pena di censure coman-
no ultimando, e de' quali feci parola a dò di desistere dal pubblicarle dal pulpi-
Predicatori ordine, tempio ch'è l'unico to, e dipingerle nelle di lei immagini, e di
di siile gotico che abbia Roma, che m'i- cancellare le dipinte, fintantoché non ve-
struisce il n.°238 del Giornale di Roma nissero approvate dalla s. Sede). Un'altra
del 854. che anco l'altare maggiore si
1 bolla pubblicò nel \^ r]5, nella quale Sisto
\aa rinnovare, e sotto in ricca urna sarà IV impose a'contumaci pene maggiori, di-
per disposizione de! regnante Pio I X col- chiarando insieme, che di niun altro san-
locato il corpo di s. Caterina da Siena, che to, fuori di s. Francesco, si potesse pre-
al presente giace nell'altare laterale a de- dica re di avere ricevuto le stimma le, e che
stra; e che il Papa a' 17 ottobre si recò la sola immagine di questo si potesse con
a vedere i magnifici lavori eseguili nella esse dipingere e scolpire, giacché di esso
chiesa, esternando la sua alta approva- solo si era ciò concesso dalla s. Sede. Es-
zione, eziandio pe'dipinti, che armoniz- sendo poi supplicato dal p. Leonardo da
zando collo stile architettonico della me- Perugia generale dei domenicani a so- ,

desima, coprono la tribuna e le voi te, come spendere pene sino al capitolo gene-
tali

ancora perle moltissime opere fatte a sca- rale che si dovea tener a Perugia, Sisto
gliola, e finalmente pel modello della sta- IV le sospese col breve, Tuis in liac, dei
tua di s. Gio. Battista), di cui riferisce Sar- 5 febbraio 1476, Bull. Ord. Praedicat.
neìli si legge utlBreviario Romano ,che in t. 3, p. 596, e diretto al generale raede-
Pisa comunicata e rapita in estasi, vide siniOjOrdinandonel tempo stesso,che l'im-
ilSignore Crocefisso, che a lei veniva cou magini di s. Caterina dipinta colle stim-
gran lume, e che dalle sue piaghe discen- mate non si potessero esporre al pubbli-
devano 5 raggi a 5 luoghi del suo corpo,ed co. Ricorsero quindi i domenicani al suc-
ella accortasi del mistero pregò il Signo- cessore Innocenzo VI II, il quale col bre-

re, che le cicatrici non apparissero; e cos\ ve Cuindudum, de' 16 luglio 1490, Bull.
avvenne perchè nella santa umiltà per- Ord. Praedicat. t. 4, p- 66, diretto al p.
severasse. 11 Novaes nella Storia de' Pon- Gioacchino Turriani generale de'dome-
tefici viporla laquestione delle sagre stim- nicani, lasciò in vigore l'altro di Sisto IV,
mate, che compendiata riprodurrò. Sisto perciò che riguarda il dipingere di nuovo
IV osservandola calda disputa e forte con- leim magi ni della san taccile stimma te;tna
troversia eccitala fra domenicani e fran- i nello stesso tempo comandò, che si potes-
cescani sulle stimmate, che i primi affer- sero conservare le già fatte con tali segni,
mavano, e negavano secondi sostenen- i acciocché i fedeli col vederli togliere non
do che il Redentore soltanto le concesse credessero che i domenicani gli avessero
a s. Francesco, il Papa con bolla del 1 472 voluti ingannare (il p.Benofiì con venendo
(presso il Castellini, De Inquis. miracu- che Iunocenzo VIII moderò il divieto e
lor. iti App. de stìgmalib. s. Cathar., p. lasciò intatte le 5 all'immagini
cicatrici

225), vietò sotto pena di scomunica, al preesistenti di s. Caterina, aggiunge che i!


solo Papa riservata, di predicare o dire, successore Alessandro VI spiegò, che le

che s. Caterina fòsse dalle sagre stimma- stimmate della santa non si pingessero coi
te insignita, e di dipingerne con esse l'im- colori rossi e di sangue, ma con segni do-
magine (rileva il [). mino-
Beuofìì, Storia rati e lucidi, per ispiegare l'interno dolo-
ritìca, p. 200, aver dichiarato Sisto IV, re palilo dalla medesima). Frattanto do- i

chePiolI nella bolla 3J isericordias Domi- menicani con diverse scritture sostenne-
R^de'ag aprile 1 461, Bull. Rorn. t. 3, p. ro le stimmate di s. Caterina, come il p.
j o5, della canonizzazione dellasanta, non Anlis, Disputano prò s. Catherinae Se-
fa alcuna menzione delle ricevute stim- nensis imaginibus, Valentiae 1
597 (poi
ST l STI 37

ÀntuerpiaeiGi i), eli 'è traduzione dallo leste, ed uno de'più straordinari nell'or-
spagnuolo, nella cui lingua l'avea pubbli- dine slesso delle cose soprannaturali. La
cata nel 1 583inValenza eBarcellona. Tor- 3." a ricevere questo segnalato privilegio,
nata dunque in vita la controversia tra i fu la b. Lucia da Nami del 3.° ordine di

domenicani e francescani, vedendo Cle- s.DomenicOjCome riportano Sarnelli eRi-


mente Vili che molti domenicani con naldi all'anno i5oo, n.°58, dicendo che
Martino de Prado, Opime, de stigmalibus questa vergine risplendè in Italia illustre
s. Catherinae quaest., dicevano permesse per sanlilà, la quale ebbe a somiglianza
le stimmate di s. Caterina da s. Fio V, fe- di Cristo le stimmate, affermandolo Tri-
ce esaminare la dispula alla congregazio- temio nella Cronaca, ed Enrico d'Insti-
ne de' riti, indi colla bolla Cum siati, dei tore nel Trattalo contro Pokard.ove pro-
27 novembre 1399, Bull. Orci. Praed. t. va la verità della fede cattolica conferma-
5, p. 66, diretta a tutti vescovi, impo- i ta con molti miracoli, e testifica d'averle
se su ciò silenzio a francescani e domeni- vedule e palpate mentre era inquisitore, e
cani, sempre più impegnati in questa li- lo stesso asserìcon pubbliche lettere Er-
te, (incile la controversia non fosse decisa cole duca di Ferrara, ove morì nel mo-
II

da detta s. congregazione. Nondimeno se- nastero da lei fondato, a'i5 novembre


guitarono molti scrittori a sostenere le i 5 \. Osserva Sarnelli, che però ninno
\

stimmate di s. Caterina, e lo narra Lam- spiega se le stimmate furono sole cicatri-


berlini, De Canon, ss. lib. 4> P ai'- 2 > ca P- ci o vi erano anche chiodi, che stimai

8,n.°7, come fece il p. Gregorio Lombar- privilegiosingolaredis. Francesco Si può


delli, De veritate stigmalum s. Calheri- vedere il suddetto gesuita p.Raynaud, Z?e
ìiaeScnensis,ed il Sommario della dispu- sligmatismo sacro, che ne tratta. Leggo
ta delle stimmate di s. Caterina di Sie- in Novaes, e come già accennai a Narm,
na, i vii 601. Finalmente Urbano Vili ai che la b. Lucia ricevè da Cristo le sagre

1 Gfebbraio 1 63o tolse la controversia, af- sti minate meditandone la passione, nelle
fermando che s. Caterina in Pisa avea ri- mani,ne'piedi,nel costa to,e che le riconob-
cevuto le stimmate dal Crocefisso Signo- be Clemente XI col breve Ex injuncto,
a
re, nella 5. lezione che compose per l'uf- de'2ti marzo 1710, Bull. /Ioni. 1. o, pai*. 1

fizio della santa e introdusse nel brevia- 1, p. 23 1, approvandone il culto imme-


rio romano a'3o aprile. Laonde France- morabile, e si può vedere Lamberlini, De
sco Buoni esegui pubblicò nel 1 6\o inSie- Canon, ss. lib. 2, cap. i\, n.°i r. Pub- t

stimmate di s. Cate-
na: // trionfo delle, blicando poi nel novembre 1738 dome- i

rina da Siena. Dipoi Benedetto XI II ai nicani del couvento di Palma nel regno
18 giugnoi 727 concesse che nel [."apri- di Majorca certe conclusioni dedicate al-
le tutto l'ordine de'predicdtori potesse far lah. Lucia colla sua immagine e le s. stim-
l'uffizio di queste sagre stimmate, le qua- mate, francescani
i di quella città preten-
li si dovessero ancora inserire nel 2. not- dendo che per la bolla di Sisto IV era vie-
turno dell'uffizio della santa. Dell'uffizio tato stampare o dipingere immagini san-
delle stimmate accordò inoltre a'22-set- te colle sti in mate,tranne quella di s. Fran-
teuibre l'estensione alla diocesi di Sieua, cesco, ricorsero al vescovo di Palma per-
e poi a'2 5 settembre 1 728 a quella di Pi- chè sospendesse le conclusioni, ed egli lo
sa. Il p. Benolli dice col rito doppio l'uf- fece con decreto del 1 5novembre sotto pe-
fìzio e messa, a tutto il clero e stati di To- na scomunica a tenore dell'assetta bol-
di
scana, dell'impressione delle sagre stim- la. I domenicani si appellaronoalla s. Se-

mate nel corpo di s. Caterina da Siena, de, onde commessa la controversia alla
che il Bercastel, Scoria del cristianesi- congregazione de'rili, fi da questa deci-
mo 1. 18, § 292, chiama favore tutto ce- so con decreto de'2 3 gennaio 7 4°>pi'e>so 1
38 STI S T I

c
Lambertini n. i i4,chela b. Lucia si po- confinante coll'arciducato di Austria, la

teva pubblica mente espone culle sii rama- Ungheria, la Croazia civile, e l'Illiria. La
te patenti e visibili. Divenuto Lamberti- parte settentrionale è coperta dalle Alpi
ni benedetto XIV,a'22 settembre 1742 Noriche, la centrale dalle Alpi Stirie, e
levale le seconde lezioni del comune del- lameridionale da un ramo delle Alpi Car-
le Vergini, asseguato colla messa alla bea- me. La Stiria in generale è un paese mon-
ta da benedetto XIII neh 729 perle dio- tuosissimo, né visi trovano quasi pianu-
cesi di Ferrara, Narui e Viterbo, ne ap- re ; le massime valli stanno nella parte
provò le proprie, nelle quali si fa memo- centrale alle falde delle Alpi Stirie. Ap-
ria delle stimmate di sangue ricevute da partiene al bacino delDanubio, innaffiala
Gesù Cristo in Viterbo, dove erasi fatta dalla Tra un
e dall'Ens, dalla Muhr,dal-

monaca monastero di s. Tommaso


nel la Raab, dalla Drava e dalla Sava. Vi
colle quali veramente si vide in Ferra- sono una moltitudine di laghetti, fra'qua-
ra nei 7 1 o, quando ne fu trovalo incor-
1 li l'Alien Aussee,ilGrundel-See, il Wild-

rotto il corpo per recidergli una gamba See. Salubre n'è il clima che le monta-
a
per Narni sua patria. Finalmente la 4- gne rendono alquanto freddo,nel lato me-
santa che ricevè le sa«re
o stimmate ès.Ca- ridionale essendo più dolce. Le produ-
terina Ricci fìorentina,che nel 1 535 vestì zioni vegetali bastano a'bisogni del paese,
l'abito del 3.° ordine de' predicatori nel per l'abbondanza de'cereali. Danno gli

monasierodi s. Vincenzo in Pialo, in cui stiriani una cura particolare a' piati, sì

d'anni i5 fu falla priora, e di 68 morì ai naturali che artifiziali, essendo l'educa-


2 febbraio i5go, dopo aver ricevuto in zione del bestiame un ramo importante
vita le sagre stim mate daCristo,e nel volto della loro economia rurale, preferendosi
l'immagine dello stesso balvatore, come all'agricoltura, nondimeno è molto sce%
apprendo da Novaes, che riporta gli scrit- mata dall'ultimo secolo in poi. I fiumi e
tori di sua vita. Clemente XII solenne- i abbondano di pesci squisiti, e la
laghi
mente la beatificò nel 1732 colla bolla pesca alirneuta un traffico attivo, tanto
In Apostolicae,<\e\ ."ottobre, Bull. Boni.
1 nell'in terno come col l'estero. Ricchissima

t. 13, p. 3o concedendo l'uffizio e messa


1 , è la Stiria di minerali; vi si trovano la-

per Firenze ove nacque, per Prato ov'è vatoi d' oro sulla Drava e sulla Muhr ;

il corpo, e per l'ordine domenicano; ap- vi hanno miniere di rame, di piombo, di


provando poi le lezioni proprie del 2. ferro, di zolfo, di zinco e di cobalto. Lo
notturno, nelle quali si fa memoria d'a- scavo delle miniere di ferro è il più im-
ver ricevuto da Gesù Cristo l'anello del portante. Abbondanti sono le saline vi-
ìoSposalizio, e le sagre stimmate visibili. cine ad Aussee.Havvi pure cave di mar-
Benedetto XI V a'29 giugno 746 solen- 1 mo, di pietra da macina, di carbon fos-
nemente la canonizzò colla bolla Ad mi- sile. Numerose sono le sorgenti minerali.

piialejpvesso il suo Bull. t. 2, p. i o4-Cle- 11 lavoro de'metalli è il solo ramo impor-


mente XIII estese l'uffizio e messa ai ge- tante dell'industria. Le falci di Stiria so-
suiti con rito doppio, ed alle monache di no note a tutta Europa, e si contano circa
1

Prato aggiunse alla 3.' lezione del 2. Not- 36 manifatture. Importante è pure l'e-

turno la memoria della traslazione nella sportazione del bestiame, ed attivo è il

cappella del monastero a'2 5 ottobre 1766, commercio di transito. La popolazione su-
e di farne dire la messa. pera il 00,000 abitanti, tedeschi, slavi o
STIMMA TE DI S. FRANCESCO. V. vendi, italiani, francesi, ungheresi, ec. La
Stimate. religione cattolica è quasi la sola prati-
STI RI A. Paese della parte ceti tra le del- cala nel paese, ed i cattolici dipendono
l'impero d'Austria con titolo di ducato, da'vescovati di Stcovia (con residenza a
S T O S T O 39

Gratz,di cui parlai a quell'articolo), Leo- diocesi dell'Illiria orientale, eretta nel 1 V
r
ben, e La\'ant[P .). L'istruzione pubblica secolo. Ebbe per vescovi Bunio che nel
possiede un liceo, una scuola filosofica, 3a5 assistè al concilio Niceno, Nicola a
una scuola normale, 4 ginnasi e altri sta- quello di Calcedonia, Giovanni al VI con-
b Irnienti. Ha la Stiria gli stati provincia- cilio generale, Margarite sottoscrìsse ca- i

li, che compongonsi eli tre ordini si- : i noni in Trullo. Oriens dir. t. 2, p. ySt
gnori, cavalieri, le città e borghi. Il du-
i STOCCO e 13ERBETTONE DUCA-
cato ha per capitaleGratz, ed è diviso in 5 LE, Gladium et Pileum, Ensis et Gale-
circoli: Bruck e Indenburg formanti l'Al- 1us. Spada e cappello ducale,che si bene

ia Stiria; Cilly, Gratz e Marburg, che dicono solennemente dal Papa nella not-
compongono la bassa Stiria. La Stiria di- te del s. Natale, e poi si donano a so-

pende dalla corte d'appello di Klangen- vrani e prìncipi, od a valorosi e gl'anca*


lurt, ed è Gratz la sede d'una direzione pitani cattolici, benemeriti della Chiesa,
di polizia. Ora va a darsi una nuova or- e talvolta per eccitarli a proteggerla; si

ganizzazione amministrativo- giudiziaria donarono inoltre per segnalate vittorie


del ducato, che verrà diviso in 3 circoli riportale da loro, contro gl'infedeli, gli

colla sede delle autorità in Gratz, Mar- eretici, ed altri nemici della chiesa cat-
burg eBruck; la capitale prò vincialeGratz tolica, ovvero che doveano affrontarli e

resterà subordinata immediatamente al- combatterli per la difesa della fede. Que-
la luogotenenza: verranno erette corti di sto antico uso successe a quello più an-
a
i. istanza in Gratz, Cilly e Leoben. La tico d'inviare o consegnare lo Stendar-
Stiriache trovasi sotto lo stesso coman- do di s. Pietro (I.), decorato della sua
do generale militare dell'Illiria, possiede immagine e delle Chiavi pontifìcie (^'-),

a Pettau la più importante casa d'inva- a' Sovrani (/~.ì, per obbligarli a difende-
lidi di tutta la monarchia. La parte o- re il civile e l'ecclesiastico della s. Sede,
rienlale di questo paese era anticamente od allorquando stavano per intrapren-
compresa nella Pannonia j la parte oc- dere qualche spedizione contro nemici i

cidentale nella JYorica, ch'ebbe Cilly a della Chiesa. E un insigne, distinto e de-
metropoli sotto l'impero romano. Sono coroso donativo pontifìcio, e la più alt.»

questi gli antichi norici, lodati per ospi ricompensa cattolica che possa desiderare
Dopo la dominazione
tali tà e sincerità. un guerriero di voto e amico della religio-
romana, vennerogli avari ad abitare l'Al- ne^ un tempo fu proprio degl'imperato-
ta Stiria, i vendi o venedi si stabilirono ri setrovavansi inKoma e presenti alla sa-

nella Bassa, che più tardi assunse il no- gra funzione della notte del s. Natale, ed
me di Weudisch inark. Carlo Magno vi anche de're se presenti ad essa. Nel con-
stabilì un margraviato ; essendovi stata ferirlo Sisto IV, oltreché lo disse antica

riunita la contea di Steyer nell'Alta Au- consuetudine, usò leseguenti parole.» Aos
stria, fu dato a tutta la contrada il no- ergo volentes (ut justum est) approba-
me Steyermark,che in italiauo si disse
di las ss. Patnun consuetudines observare,
Stiria. Ottocaro VI acquistò neh 181ÌI statuimus le Principerei Calholicum,san-
titolo di duca e morto senza figli ma-
, ctaeque Sedis a Deo utruinque gladium
schi, il suo ducato passò neh 192 a Leo- habentis filium devotissimum }
hoc no-
T
poldo V duca d' Austria (L .); altri di- stro praeclaro munere insignire; nec non
cono la sola parte boreale, e neh 483 la et hoc pileOjin signum muniminis, et de-
meridionale vennedefinitivamente unita lèusiouis ad versus inimicosfidei,ets. Bo-
all'Austria per patto di successione. manae Ecclesiae, protegere. Firmetur i-
a
STOBI. Sede vescovile della 2. Ma- giturmauus tua con tra hostes s. Sedis,
cedonia, nell'esarcato del suo nome,nella acChristi nominis, et exaltetur deitera
4o S T O S T O
lua, cos veluli ipsius assiduus, ìntrepi- Ense in norie Nalivitatis Domini dando
dusque propugnalo!', de lena dolendo; etbenedicendoj non che nel Caeremonia-
et érmetur caput tuum Spiritus Sancii le Rom amivi 1. forinola della
§ 7, colla 1 ,

per Columbam figurali protectione, ad- benedizione. Il Ricci, De' Giubilei univer-
versus eos, in quos Dei ustitia, atque ju-
j
sali, p. 1 5o e seg., riporta il ceremoniale
dicium prò s. Romana Ecclesia, et Apo- con nuova forma usalo da Urbano Vili
stolica Sede praeparatur;quod libi prae- quando in Roma
li consegnò al figlio del

stare dignetur idem Dei Filius, qui cum redi Polonia. Papa prima recitò que-
Il

Patre, et Spirita sancto vivii, et regnai sta orazione. » Omnipolens sempiterne


Deus, per infinita saecula saeculorum. A- Deus, praelianlium fortitudo, et trium-
nien". Lo stocco è una spada ricca e or- phantiumgloria,dilectumhuncfilium no-
nala, con pomo d'oro sull'elsa, e suo no- strum Vladislaum coronalum scuto bo-
bile fodero e corrispondente cintura, il nae voluntatis tuae armare digneris ga-
berrettone ducale è foderato di velluto lea salutis,et diadema perfecti decoris ini-
in seta di color cremisi, decorato di pelli ponesuper caput ejus, utsaevientibus pe-
d'armellino e di perle, cinto di cordone ricolisi se in medio umbrae mentis obijee-

e guarnito di ricami d'oro. Fra questi ri- re possit iucolumis ad tulelam fideliutn
canai è nel mezzo una colomba, simbolo populorum,etgloriamDomiui nosti'iJesu
dello Spirito santo, formata dì perle o ri- Qui teeum,elc." Poscia nell'alto
Christi,
camata in argento. Dell'uno e dell'altro diconsegnare il berrettone ducale, pro-
si donarono di diverse forme, più o meno nunziò questa formola. » Accipe, dilectis-
abbelliti e ricchi. Neil'Optra omnia di siine fili noster, pileum hunc, aureis Spi-
1
mg. Rocca, sagrista pontificio, stampata
' ritus sancii radiis micantem, ubi canden-
&ollo Clemente XI, nel 1. ,p.?.07,si tratta:
1 tesuniones non rapacis aquilae crudeli-
« Aurea Rosa, Ensis et Pileum quae re- tatem, sed pacificae columbae iunocen-
gibus et magnatibus a sommo Pontifice tiam effingunt. Cogitare enin» debes bel-
benedicla in donum mittuntur. " Si ri- la, lutu demum jusla esse cum non u-
porta il disegno della Rosa d'oro (I7 -), surpandi imperii,autopum rapiendarum
e dello Stocco e Berrettone, benedetti e cupidine geruntur, sed suscipiuntur Spi-
donati da Clemente XI. La rosa d' oro ritus sancto admoiieute ad propaganda ni
ha nel basamento il suo pontificio stem- (idem, et ad stabiiendam pacem quae ,

ma, il quale forma il porno dell'elsa del- relieta principibus terrae fui t haereditas
la spada, tutto di elegante lavoro. Il ber- Christi incoelum redeuntis.Qui vivit,ec."
rettone partecipa della forma d'un elmo Indi lesse questa orazione. » Omnipotens
ron larghe falde e code ricama le,nelle cui bellator, qui tenibilis es apud reges ter-
estremità sono ripetuti gli stemmi di Cle- rae, et dooes praelianlium digitos ad bel-
mente XI, e pelli d'armellino pendenti. lum, dileclum hunefilium nostrum Vla-
Lo stocco e il berrettone si conservano nel- dislaum praecinge gladio ilio ancipiti, qui
la Sagrestia pontificia, e se non sono do- profligat legionis inferni, et militet cu in
nati ogni annosi rinnova la loro benedi- eoorbis terrarum ad versus insensatos, ut
zione rituale. Poiché questa dimostrazio- molas leonum conterai, et dentes pecca-
ne onorifica, di speciale apostolica bene- torum confringat, et in splendore fulgu-
volenza, viene santificata dal rito anti- rantis haslae tuae barbarasnationessub-
chissimo col quale si benedice, con signi- dat Domino nostro Jesu Christo. Qui te-
ficazioni digran misteri, il quale rito si cum, etc." Nel daigli poi lo stocco, disse
riporta nel Sacraruni cerimonia runt s. la seguente formola. » Accipe, dilectissi-
r. Ecclesia, composto da Agostino Pa- me fili noster Vladislae, mucrouem Do-
trizi Piccolomini vescovo di Pienza : De mini, et gladium salutismi fiat in dexte-
STO STO \i

r.i innocenlium tutela, et


virtutis tuae ragione e gli ordini di chi gliela diede,
impiorum flagellnm, et ad gloriara Dei ch'è Dio capo e Signore di tutti. Aggiun-
omnipotentis et s. Ma tris Ecclesiae illu* gè Ricci, che l'ornamento accennato del
cescant coruscationesejusorbi lerrae. Ac- cappello, cioè il candore delle perle, e la
cingat te gladio suo superfoemur tuum figura della colomba, dichiarano quale
potentissimus, qui superbis resisti t, hu- debba essere il capo e la mente del prin-
milibusautem gratiam dat, tuautem ere- cipe. Sul capo sagrosanto del Salvatore
bris victoriis cole Deum exercituurn, et si dimostrò lo Spirito santo, dal che de-
ullionum Dominum. In nomine Pati is, vono intendere i principi, a'quali questo
et Filii, et Spirilus saneli. Amen. " Dipoi dono singolare si manda, che devono a-
riporterò altri riti ed altre forinole, di doprar la spada, non secondo il dettame
quelli cioè che ne fecero la consegna in dello spirito umano soggetto all'ira, ai-
nome del Papa.Parlando poi il Ricci dei l'ambizione e all' avarizia, ma dello spi-
ni ohi misteri e simboli che comprendo- rito di chi mentre visse tra noi fu più can-
no lo stocco e il berrettone ducale, citan- eliclo delle perle medesime, ed a cui chi
do Casalio, De valer. sacr.Clirist. ril. e. serve regna e gioisce. Tutti questi e al-
81, sul tempo in cui sono ambedue be- tri significati si riportano ancora dal Ma*
nedetti, dice che nasce Cristo per trion- gii, Notizia de vocaboli ecclesiastici, ai-
fare dell'infèrno, si accingono nel mede- l'articolo Lectio, e dichiarati dal celebre
Simo tempo i principi della terra ad e- cardinal Polo in una lettera scritta al re
stirpare i suoi nemici viventi, e massime e regina d'Inghilterra, a'quali Giulio III
iti virtù delia podestà pontificia , di cui mandò lo stocco e berrettone, e la rosa
è simbolo questo stocco. La benedizione d'oro benedetti, e riprodotta dal citato
poi fatta nella notte o nel giorno stesso Rocca. Narrano Piazza neìY Effemeride
del Natale di Gesù Cristo, ricorda al prin- l'aticana, e il Mondelli nelle Disserta-
tala che riceve il donativo, eh' egli non zioni, che Giuda .Maccabeo prima di ve-
lia la podestà secolare e \\jus della spada nire a battaglia, vide in sogno il sommo
della giustizia, né da se stesso, né da'suoi sacerdote Onia che pregava a vantaggio
popoli,ma bensì da Cristo re e supremo di lutto il popolo israelitico, e Geremia
monarca, acui come potentissimo fu data profeta che gli porgeva la spada d'oro
la facoltà di cingersene il fianco, colle pa- esortandolo a combattere valorosamente
iole cantale daDavid nel salmo 44 de- : contro i nemici : » Accipe sanctuoi gla-
cingere gladio tuo super foemur tuum dium munusa Deo, in quo deijcies ad-
potentissiitte, come rilevò Pio li ne'suoi versarios popoli mei Israel; " ilcheav-
Commentarli \\h. 5 e 7. Inoltre il p. Teo- verossi, mentre con questa spada fu vit-
fìlo Ramando, Natale Domini Ponliji- lorioso de'suoi nemici, uccidendo Nicano-
cis gladii, et pilei initiatione solemne, nel re con 3 ^,000 soldati. Dichiara Mondelli,
t.io Operar, p. 53j,dà le seguenti spie- che significa lo stocco l'infinita potenza
gazioni. L'uso della spada si dimostra per del figlio di Dio, che uella notte del suo
il cappello tempestato di perle accomo- nascimento prese carne umana, e al qua-
date in maniera, che rappresentano una suo Padre die ogni potere in
le l'eterno
colomba, perchè avendo il principe (se- cielo e in terra, e ch'egliprima di salire
condo la interpretazione dell' Apostolo) al cielo comunicò questo potere a s. Pie-
quasi velata la testa per l'ubbidienza, gli tro e suoi successori, che reggere e diferi-
si dà con la spada il cappello per dimo- dere doveano quella chiesa da lui islitui-
strare, che non altrimenti a suocapric- taecol proprio sangue consagrata. E" duo-
ciò valer si deve della podestà della spa- que la spada certo indizio di quel sovra-
da, ma secondo i regolati dettami della no potere che lasciò Gesù Cristo a s. Pie-
[\i STO STO
ti o e suoi successori, acciò da lutti fosse Io stocco e berrettone, come Innocenzo
riconosciuto capo ili essa il Papa, e lutti XIII (neh 722 e 1723, e lo ricavai dai n.
alni dovessero prestare pronta ubbidien- 482 e 1000 de Diari di Roma di que-
za e sommissione. Porta altresì la spada gli anni, eseguendola prima di celebrare

il simbolo della giustizia e della pruden- in privato la messa), e Clemente XII in


za, tonto necessarie in ogni principe, e fi- tutto il pontificato (per la sua cecità, in-
lialmente con nobile mistero alla spada cominciando dal 730, come appresi dal 1

si aggiunge la cintura intcssuta tutta d'o- n.°2 092 del Diario di Roma, e da quelli
ro e di gemme preziose, per significare dei seguenti anni). Che Clemente XI li

il decoro e la maestà colla quale devono benedì neh 719 (e si legge nel n.° 385
i principi sostenere le loro funzioni. Già del Diario di Roma) uella matliua e nel-
a Berrettonebe;*edetto, parlai di questo la basilica Vaticana avanti la messa. Ri-
cappello ducale e dello stocco o spada che portai come il Piipa o innanzi al Mattu-
in tulli gli anni benedice il Papa prima tino (F.), o avanti la messa delia notte,
di cominciare gli uffizi, o celebrare o as- dopo aver assunto gli abiti sagri sino e
sistere alla messa nella notte del s. Nata- inclusive alla stola, nella Camera de' pa-
le,per uso introdotto da Urbano VI nel ramenti (V.) o Letto de'paramenti (F.)
1386, per donarlo a qualche sovrano o del palazzo in cui risiede, o nella detta sa-
gran capitano benemeriti della religione grestia Liberiana, ricevendo dal cardinal
cattolica. Descrissi l'uno e l'altro, e che i.° Prete (F.) } l'incenso che pone nel tu-
si espongono nella slessa notte a conni ribolo, l'aspersorio, quindi l'iucensiere,
Ztyj,; */o/rte dell'aliare della cappella del pa- legge l'orazione che riprodussi, e bene-
lazzo apostolico abitalo dal Papa, ovve- dice lo stocco e berrettone, che un pre-
ro della basilica Liberiana, se in questa Iato Chierico di camera (F.) in cotta e
il Papa celebra la funzione, perchè vi si rocchetto (0 in cappa se il Papa non pon-
venerano le reliquie del Presepio (^'.)e tifica nella messa e semplicemente vi as-
culla, del fienoedelIefasciediGesìiCristo; siste, ed il simile si pratica in tal caso nel-
ed il simile si fa nella seguente matliua lamattina del s. Natale), avendoli presi
uella basilica Vaticana nel pontificale. Ri- da un piccolo tavolino coperto di tova-
levai l'origine del rito, a imitazione del- glia con due candelieri con candele ac-
la prontezza di Giuda Maccabeo a difesa cese, sostiene genuflesso la spada per la
del popolo ebreo contro il generale del sua impugnatura e il berrettone postose-
re di Siria, colla spada che a lui fu pre- la punta della medesima, mentre al Papa
sentata in visione, e ricordai alcuni au- sorreggono il libro e la candela due Ve-
tori che ne trattano. Si può di più ve- scovi assistenti al soglio. Che il chierico
dere: Andrea Iperio, Dissertalo de do- di camera in mezzo a due Mazzieri del
Maccabeorum principe o-
nariis a Judo. Papa (del rinnovato loro vestiario par-
limHierosolymam missis,ad n Maccab. lai a Spada), precedendo avanti alla cro-
xn, 43, in Miscellanea Duisburgii 1. 1 ,fa- ce pontificia, porta nella cappella o nella
scic.3, p.453,Amstelodami e Duisburgii memorata basilica lo stocco con sopravi
1736. Corrado Ikenio, ObservatìodeJu- il berrettone, e giunto a comu Epistolae
da Maccabeo, in ejusdem Symb. liler. t. dell'aliare Io consegna ad un mazziere,
1, par. 1, p. 170, Bremaei 744. Nel voi. che ivi lo sostiene in piedi per tutta la
IX, p. io 1, i 06, 1 10,1 1 2,1 16, descriven- funzione, ed il chierico di camera gli sta
do le pontificie funzioni della nottee gior- a fianco, ed a suo tempo va a sedere alla
no del s. Natale, rimarcai que'Papi che destra dell' uditore di rota della mitri
non essendo vi in ter venuti bened irono pri- quando non sia in tonicella , altrimenti
vatamente nella cappella loro domestica dall'altro lato si pone. Raccontai quanto
STO STO 43
praticavasi, se in questo rualtuliiio era accompagnamento del ricevente alla sua
presente V Impero lo re (f.),cui spettava abitazione; laonde può dirsi assolutameli-
il donativo, ovvero un Re o altro prin- teche pel donativo dello stocco e berret-
cipe, cui si donavano lo stocco e berret- tone non praticavasi accompagnamento,
tone; a tal uopo per riceverli erano vesti- come pretese Cartari, La Rosa d'oro poti'
ti di cotta, sopra di cui cingevano lo stocco lificia p. 3q. Sul canto di dette lezioni
benedetto; poi assumevano il Piviale (V.) e accennale ceremonie, si può vedere Mar-
bianco, l'imperatore cornei vescovi aper- tene,/9e sacriseccl. rit. e. 12, n.°io. Mo-
to avanti il petto, oltre la stola, gli altri gri nel citato articolo Leclio. Sarnelli,
principi con apertura verso il bracci* de- Leti. eccl. t. G, lelt. 1
7 : Se /'
imperatore
slro, e il berrettone in testa, che si levava romano dee avere l'ordine suddiacono.'
e porgeva ad un famigliare o scudiere, le. Gattico, Acla caeremonialia p. ji),

nel cantare la V Lezione (/".), In otto nel quale leggo: » super pluviale cintus
conflietuj udii però l'assumeva l'impe- ense, et capellum in capite, et vadit ad
latore mentre cantava VII Lezione la osculimi pedis Papae aiuolo prius capei-
{V.)t Exiitedictum a Coesore Augusto, lo." Mabillon, Musaeum Italicum, t.r,
come iusegna ducale e pel quale lo so- pars altera 256, Descriptio advenlus
p.
steneva un suo scudiere, in mezzo a due FridericillIimperatorisadPaulum Pa-
cardinali diaconi, che se non voleva dir pam li, ove pure si legge la descrizione
tutta la lezione, bastava che la leggesse della funzione del mattutino della notle
sino all'omelia, seguitando a cantare il di Natale, e il donativo a lui fitto dello
resto uno de'cardinali diaconi assistenti, stocco e berrettone, e della VII lezione
Prima però di domandare al Papa la be- cantata dall'imperatore,
il quale » su-
uedmoiìv. co\Jube Donine bene(licti({f\), pra togam, qua quotidie Utebatur, in-
tanto l'imperatore die il re o altro prin- dutus lineam tunicato, quam nominili
tipe, collo stocco sfoderato lo vibravano coltam, aliqui superpellicium
vocant.
3 volle toccandola terra e altrettante voi- Post haecslolaraaccepitln niorem diaco-
te lo vibravano in aria, insegno di ino- ni super bumerum sinistrum religatam
.strai si pronti alla difesa dell' Evangelo subdextro; sed cura paludamentum de-
(/'.), e nettandolo sopra il braccio sini- inde album Ili imponerent, aptarentque
i

sito lo riponevano nel fodero. Appena ter- ejus apertili ani ab Ini mero dextro, ut a-
minato canto della lezione, l'impera-
il bis non iniliatis fieri solet, renuit impe-
lore, il re o altro principe si spogliavano rator, aptavilque illud cum apertura an-
del piviale e della cotta, e secondo il ce- te peclus,asserens Caesarem pluvialem et
retnoniale lib.i, cap. 6, p. 36, e il Car- stolam ad morem sacerdotum gesta re o-
penlier. in Benediciti) Ensis p. 1 i5,»dein- portere,atqueita ut in magno Caesareo
ile discendes associatili" in domimi suae sigillo sculptum vidimus, ubi imperator
habilationis a familiaribus, et praelatis in majestale sedens paludamento sacer-
domesticis Papae, et ab oratoribus, et dotali, et subtus stola in crucis modum
nobilibus, qui voluerint illuni honorare. antepectusornatusimprimitur. Cumdia-
J
Servientesarmorum (i mazzieri del I a- coni stolam, ut ille dixerat, vellentcom-
pa) praecedunt illum, qui ensem cum ponere, respondit Caesar, non opus esse
pileo ante principem praefert, et in hoc quicquam immutati, quoniam id vide-
actu ipsi debeul haberépraecipuatn stre- retnerao. Gladium vero sacrum quo eum
nam, sicut cursores in rota. " E vero che volebant accingi, non accinxit sed ar- :

pel dono della Rosa d'oro, facendosi in migero suo jussit dari, et pilleum cui-
Homa dal Papa aqualchesovrano o gran dam ex astantibus. Donatur enim et pil-
"
personaggio, avea luogo un più solenne leum quoddam cum ensem, ut nosti.
44 sto STO
Cancellieri, De Secreiariis, ubiritus o- benedette donate da' Papi a' Sovrani e

leu a di a Sacrista P. ìli. prima vespera altri principi, prima che introducessero
ti uocle Naliv. Doni, adslante Impera- il donativo dello stocco e berrettone du-

tor, p. 532; non che la Descrizione dei cale benedetti j la cui primaria origine
tre Pontificali, cap. 2 : Benedizione del- deve attribuirsi azionativi delle spade be-
lo stocco, e funzionifatte da' re per can- nedette, succeduteal Vessillo dis. Pietro.
tare il principio della V lezione, e da- La prima traccia forse di questa consue-
gl'imperatori per cantare il principio del- tudine sembra trovarsi neh 177 quando
ia VII. Ritornando al narrato nel voi. Alessandro III in Venezia donò al doge
1 X, dichiarai pure che terminata la messa di q rella possente repuhblica, Sebastia-
della notte del s. Natale, il chierico di ca- no Ziani, l'anello per sposare l'Adriatico,
mera riprende lo stocco e il berrettone, la rosa d'oro, la spada con fodero d'oro
e in mezzo a due mazzieri Io riporta nel- per portarla avanti a se nuda ne' dì solenni
r
la camera de'paramenti o nella sagrestia e poi l' Ombrellino (I -), oltre altri pri-
Liberiana, seguito dalla croce che pre- vilegi, per averlo difeso dal persecutore
cede il Papa. Che nella mattina seguen- Federico I imperatore. Narrai a Scozia
te nella basilica Vaticana, formandosi nel- I' assemblea adunata dal re Guglielmo,
la cappella della Pietà la camera de' para- per fare riconoscere il suo figlio Alessan-
menti, con improprio vocabolo chiamata dro II: Papa Innocenzo III vi spedi un
capannone, sopra un tavolino con tova- legato apostolico per questa ceremonia,
glia si pone in mezzo a due caudellieri cui donativo d'una spada con guaina d'o-
con candele accese lo stocco e berretto- ro, arricchita di pietre preziose, ed un
ne benedetti, ed al partirsi della proces- cappello rosso qual distintivo proprio dei
sione per l'alture papale, il prelato chie- difensori della Chiesa. L'antico Ordine
rico di camera in cotta e rocchetto, o in Iloma/io, nel trattare De armando Ec-
cappa se il Papa non pontifica, prende li clesiae defensore vel alio milite, riporta
e procede in mezzo a due mazzieri pon- un'orazione, dalla quale, come il Duran-
tifìcii, e giunto a corna Epislolae li con- do (morto nel 1 296) dimostra, apparisce
segna a uno di essi il quale li sostiene
, questa cosi urna nza;e l'ani icocodicePii tua-
in piedi per tutta la funzione, essendo- ledei cardinal Slefaneschi Gaetani (mor-
gli pure in piedi da un iato il chierico to nel i343), contiene il ceremouiale di
di camera, e quando è tempo di sedere consegnare lo stocco d'oro a'principi. Ora
siede al [."gradino dell'altare a corna E- riporterò una serie degli stocchi e berret-
vangelii, e se in cappa va a sedere e pren- toni benedetti donati da'Papi, colle loro
de posto tra'prelati del suo collegio. Ter- ruani ope'loro commissari apostolici, che
minata la funzione, riprende lo stocco e mi riuscì formare colle mie ricerche, per
il berrettone, e in mezzo a due mazzieri que'motivi che accennerò e meglio si po-

in processione li riporta sul lavolinodonde tranno apprendere ne'luoghi che citerò


gli avea tolti, quindi il Sotto- Sagrista li o indicherò; dicendo ancora de'd elegati
r pone nella sagrestia pontificia. All'ar- a portarli e consegnarli, cioè nunzi e ab-
ticolo Spada, a Sovranità" e in altri, ri- legati apostolici, che diverse volte furo-
marcai molti vescovi sovrani, che cele- no i camerieri d'ouore di mantellone o
brando pontificali vestivano qualche ar-
i di spada e cappa degli stessiPapi, con alcu-
nese militare, e tenevano sull'altare una ni ceremoniali della consegna del singo-
spada o altre insegue guerresche, per di- lare douativo e loro varie particolarità.
mostrare che alla podestà spirituale riu- Per comun consenso il principio o al-

nivano la principesca. Ivi pure riportai meno lo stabilimento del nobilissimo e


qu dche esempio di spade magnifiche e onuiifìcctitissiaio dono poulificio e so-
STO STO \~,

nano dello Stocco e Berrettone ducale, cevelte con magnifica pompa per nome
benedetti da'Papi nella notte del s. Na- di tutta la signoria ilgonfaloniere Mi-
tale, deve ripetersi da Urbano T~I(I .), nerbetti. A costui fu commesso per mag-
il quale trovandosi in quella del i 386 in giormente bonorare la città, ebe dicesse
Lucca (/''.), celebrò solennemente la mes- la V lezione col piviale indosso, stando-
sa, benedì lo stocco e il berrettone ducale, gli dietro i ministri con detta spada, et
eneonorò quella repubblica nella perso- cappello. Li quali si ordinò pei per legge
na del suo gonfaloniere Fortiguerra For- a perpetua memoria di così fatta hono-
tiguerri, ebe lo avea assistilo da suddia- ranza, che amenduesi portassero innan-
cono, e cantato l'epistola, come afferma- zi a 'signori quando facevano la loro en-

no Francesco Pagi, Agostino Oldoino, ed trata, e così similmente in certe solenni


il Zaccaria nelle note al Lunadoro, Re- festività." Apprendo da Novaes, dal Puc-
lazione della Corte di Roma par. i , cap. ci, dal Zaccaria, che Nicolò V ncii45o
2 3: Della benedizione papa le dclloStocco mandò in regalo lo stocco e berrettone
guernito d'oro, e del Cappello o Berret- ad Alberto d'Austria fiatello dell'impe-

tone ducale. II 2. esempio ebe si cono- ratore Federico III, che dipoi accompa-
sca e con rituale benedizione, si ha dagli gnò nel i 4 5a in Roma per ricevere la co-
alti del famoso Sinodo (/*.)di Costanza, rona imperiale e del regno di Lombar-
e dal Coeleo, Ilist. Issi/., ne'quali si leg- dia, nella quale circostanza Nicolò V do-
ge, che Giovanni XXIII (e non Giovan- nò all'imperatrice la Rosa d'oro bene-
ni XXII come notasi nel n.° 4q del Dia- detta. Aggiunge il Novaes, e lo dire pu-
rio di Roma del i 8 4, dicendo della be-
1
re Cancellieri, che inoltre Nicolò V donò
nedizione ebene fece Pio VII, con alcuni lo stocco e berrettone benedetti al conte
esempi di siffatti donativi), nella notte del Lodovico Benlivoglio de' signori di Bo-
s.Natalei4'4 benedì lo stocco e il ber- logna e senatore della città , per mezzo
rettone e donò all'imperatoreSigismon-
li del celebre cardinal Bessarione legato del •

do, il quale nella mattina della solenni- lamedesima, che in tale occasione recitò
tà, tenendo il i.° denudato colla destra e una eloquentissima orazione, e ne tratta
vestito da diacono,cantò Ve\ange\o,Exiit il Fanluzzi, Scrittori bolognesi, t. 6, p.
edictumaCaesareAugusto.Ne\ 4«QMar- 1
i ig. AbbiamoAntonio IWorbioli. Re-
di

tino V li mandò in dono al Del/ino, fi- lazione dello stocco dato da Nicolò V
glio di Carlo VI redi Francia. Neh 434 al conte Lodovico Benlivogli, Bologna
Eugenio IV essendosi rifugiato in Firen- iGqo. Ciò trovo confermato dall'Armati-
ze, partito da Roma per la ribellione, fe- ni, Della famiglia Benlivoglia p. ?.r,
ce eguale donativo alla signoria. Leggo il quale inviò a Candori la figura e re-
Dell'Ammirato il G\o\ai\e,I storie Fioren- lazione dello stocco donato da Nicolò V
tine par. i, t. 2, p. i io3. » Il Pontefice a Lodovico Bentivoglio,insieme col breve
Eugenio IV, essendo venuta la vigilia di pontificio, ove si dichiarano di tanto per-
Pasqua (deve dire Natale e lo rilevo dal sonaggio que'merili che lo fecero degno di
contesto), risiedendo egli nella sala gran- un dono con cui non erano consueti iPapi
de in s. Maria Novella, in cappella pa- d'onorare se non i principi e signori gran-
pale donò alla signoria per segno di glan- di, come nello stesso breve si legge. Me-
de onore una spada bellissima colla guai- glio imparo dal Combaci, Historie di Bo-
na d'ariento, e uu cappello di Deverò (cioè logna p. 3 327, che eletto Ni-
1 5 e seg., e
quanto ricavo daDnCangc,
di castoro, per colò V, il quale vivendo già poveramen-
Glossarium, e dall'Alberti, Dictionnaire te in Bologna in casa degli Albergali, avea

francais) coperto di pei le e d'ermellini contratto molle amicizie nella città, la qua-
pendenti d'ambedue le gote: li quali ri- le gì' inviò solenne ambasceria the con
46 STO S T
mollo benigne maniere accettò, e grandi Prussia. Il breve apostolico, Consurvit
distinzioni usò con Galeazzo Mariscotti, Romanus Ponlifex, dei 4 gennaio, col
investendolo della torre dell'Occeilioo e ipnde Pio II accompagnò il dono all'im-
facendolo cavaliere aura lo, ibi s'anche ac- peratore, si legge nel Guerra, Pontifìcia-
ciò contribuisse a ridurre Bologna al «o- rum Constitutionum Epitome 1. 1. p. 44-3:
verno ecclesiastico, che in falli seguì con De viris ense et pileo a Ponlifìcìbus in-
capitolazioni, e il cardinal Bessarione fu Propugnando Pio II l'abolizione
signiti';.

mandalo per legato e ricevuto con gran- della Prammatica Sanzione (A\) e per
di onori, hisorli polenti e ambiziosi ci t- l'operato da Luigi XI re di Francia, non
tadini per tiranneggiare la patria, furo- che per esortarlo a prender l'armi con-
no combattuti da Lodovico Dentivoglio e tro il turco, narra Novaes, che gli man-
da altri signori fedeli al Papa, e laeitià dò lo stocco e berrettone da lui benedet-
nel i455 spedì a Roma Lodovico a Ni- ti nella notte di Natale! l\C) 1, pel suo scu-
colò V, a mitigare le sinistre impressio- ci i e e e scrittore apostolico
1 Antonio de
ni che pei fuorusciti avca concepito dei Noxeto della diocesi di Limi, co'seguenti
bolognesi. Lodovico non solo rese alla pa- versi composti dal Papa, e riportati dal
tria favorevole Nicolò V, ma fu da lui Ricci, e da Torri gio, Grotte Faticane,
creato cavaliere e conte palatino con lut- p. 499- " Exerat in Turcas tua me, Lu-
ti i discendenti, ed ebbe in dono lo stocco dovice, furenles Desterà: Grajorum—
sagro, solilo solamente concedersi a' re e sanguinis ultor ero. Corruet imperlimi —
ad altri principi; il quale onore gli fu no- Mahumetis,etinclytarursus — Ga dormii
tabilmente accresciuto dall'orazione che vii tus te petetastra Duce. Si leggono pu-
sopra tal soggetto compose il cardinal Bes- re nel breve Quia nos, de'27 dicembre
sarione, e pubblicamente recitò nel suo i46', presso il Guerra p. 44^- I mede-
ritorno dall'ambasceria. Questo stocco, simi Novaes e Torrigio riferiscono, che
come onorificenza straordinaria, tuttora Pio li mandò Io stocco ornato di perle
siconserva in Bologna dal senatore conte e gioie a Filippo il Buono duca di Bor-
Filippo Bentivoglio. Il successore Cali- gogna, che dipoi nel i463 si unì alla lega
sto III, zelante nell'abbatlere la formi- fatta dal Papa contro i turchi, che oppri-
dabile possanza maomettana, nel 4-^7 1 mevano la repubblica cristiana. Lo stes-
indusse Enrico IV re di Castiglia e al- so Pio II Io racconta ne'suoi Conimeli'
tri a cacciar dalla Spagna mori, ed aven-
i iariif lib. Ensis hoc anno in sacra
5. »
do il re su di essi riportate alcune vitto- Domini benedictus Philip-
nocle Natalis
rie, per benemerenza gl'invio lo stocco pe duci Burgundium rnissus est. Anlo-
e berrettone da lui benedetti co'consueti nius Noxetanus atlulit Pontiflcis aulicus
riti, e Io rilevo dal Novaes. Notai nel voi. graecis lalinis lilteris eruditus. " Il Ma-
XLI1, p. 1 0,0 e irji, che Pio II trovan- rini, Archiatri pontifìcii t. 2, p.164, ri-

dosi neh 4^9 in Mantova, per indurre i ferisce che Antonio, dà di cui e de'suoi
principi cristiani alla guerra crociata con- le notizie, grandemente favorito da Pio
tro i turchi, mandò lo stocco e berretto- II, questi nel gennaio 1461 lo mandò a
ne benedetti a Federico 111 imperatole poi tare lo stocco al duca di Borgogna ,
(che avea sposato in Siena, e di cui era e nell'agosto al re di Francia, iusieme con
stalo segretario e ambasciatore), come- Giovanni Geoffroy vescovo d'Arras, per
che tenuto più. degli altri sovrani a di- trattare la revoca della Prammatica San-
fendere la Chiesa dall'oppressione de'ne- zione, ed ottenuela (su di che bisogua te-
mici del cristianesimo; e ad Alberto mar- ner presente quanto dissi in quell'arti-
chese di Drandeburgo lo die nella ines-a colo), per cui il Papa che perciò era pri-
dell' Epifania del 1^60 , e lo celebrai a ma sdegnalo, molto rallegrossi; ed ai
7
S T O STO 47
agosto r/fCa rimandò Antonio in Fran- dicembiei474j e dicendo : » Ilabet my-
cia a ringraziare il re per la cessione fat- sterium suoni uios Ine. Ensim enim si-

ta alla s. Seile de' contadi Valeotinese e gnificai victoi iam quam Christus ile Dia-
Diense, e ad occupar questi in nome del bolo, etmorte retulil". Indi nel i477 '°
la medesima. Riparlai d'Antonio a Fa- donò ad Alfonso duca di Calabria (di cui

miglia pontificia, e Paolo II lo fece te- a Sicilia) e figlio di Ferdinando I redi


soriere della provincia del Patrimonio. Napoli, e ad Odoardo IV re d'Inghilter-
Dice Novaes, che Pio li donò lo stocco ra. Nel 1484 Innocenzo l'Ili, poco do-
e berrettone anche a Cristoforo Moro do- po la sua esaltazione, inviò lo stocco e
ge di Venezia, per essersi collegato alla berrettone benedetti a Francesco d' dra-
sagra guerra, come affermano Naugero, gona, altro figlio del redi Napoli Ferdi-
Il istoria leneta,?. Mura turi, Script, icr. nando I, sperando d'indurre questi a non
Ilei. \. 23, ed in un Diario di /Ionia si essere ingrato colla chiesa romana, tro-
dice alla repubblica. Trovo in Ricci, Ma- vandosi allora il principe io Roma quale
gri e Cancellieri, che Paolo //consegnò ambasciatorestraordinariodel padre, che
in Roma nella notte di Natale 1 468, lo l'ayea mandalo a rendergli ubbidienza,
stocco e berrettone benedetti all'impe- come asserisce Ricci. Narrai ad Osimo,
ratore Federico MI già ricordato, il qua- che Innocenzo Vili avendo spedilo con-
le assistè al mattutino, e fece tenere da tro quella citlà per domare il tiranno e
uno de'suoi famigliari d berrettone, e da ribelle Boccoli no, Ci io.Giacomo Trivul-
uno de'suoi scudieri la spada; giunto al zio milanese, generale dell'esercito eccle-
trono pontifìcio, la prese e vibrò 3 volle, siastjco,e trionfalo di lui neh 488 si por-
per dimostrarsi pronto a difendere l'e- tò quindi in Roma, ove Innocenzo \ Ili
vangelo, che cantò sino al principio del- gli offrì il cappello cardinalizio, ina egli
l'omelia della VII lezione, proseguila da lutto guerriero lo ringraziò; ed il Papa
un cardinale diacono, mentitegli spoglia- per onorarlo gli donò la rosa d' oro, la
tosi del piviale, della stola e della colla, spada e (incappello gioiellato da lui be-
tornò al suo posto, e lo scudiere ripose nedetti, come praticasi co'gran capitani
nel fodero la spada, a cui tornò a sovrap- difensori della Chiesa. Da allora in poi lo
porre il berrettone ducale. Altre interes- stemma de'Trivulzi fu ornato del ber-
santi particolarità già le riportai di so- rettone ducale, e lo ricavo dai Cartari p.
pra, desumendole da mg." Agostino Pa- 1 49- Alessandro //fece questo dona-
trizi Piccolomini vescovo di Pienza, pres- tivo a diversi principi, nell.492 al lan-
soMabillon. Egualmente Paolo II col bre- gravio d'Assia; neh4i)3 a Ferdinando
ve Snscipiat, de'4 gennaio 1 47 •} decorò poi re di Napoli Ferdinando II; neh \t
di questo donativo Mattia re d'Ungheria, al duca ili Borgogna Filippo d' Austria
come si legge nel Guerra a p. 44^ per 5
(di cui a Spagna), figlio dell'imperatore
combattere i turchi, ed boemi eretici.
i Massimiliano I, e padre dell'imperatore
Di sopra già dissi di Sisto IV le parole Carlo V; e neh 499 a Luigi N1I re di
da lui usate nel fare questo insigne do- Francia che fece il di lui figlio Cesare
,

nativo, e quelle dette sull'antichità ilei Borgia duca del Yalentinois; indi nel 5oi 1

suo rito, si ponno vedere in Bernino, Hi- mandò una ricca berretta ducale ad Al-
storia dell'eresie t. 4, cap. 9, p. 52 8 : O- fonso I duca di Ferrara (!'), che avea
rigine del sacro pileo e stocco. Nel i474 sposata la figlia Lucrezia Borgia. Giulio
lo mandò al giovine duca di Savoia {!'.) linei 5o3,appcna elevato al pontificalo,
1

Filiberto esortandolo a proteggere la


I, mandò il donativo dello stocco e berret-

Chiesa, col breve Solenl Romani Pontifì- tone benedetti al suddetto Filippo d'Au-
'
ces, riportato dal Guerra a p. 444»^ e 2 ^ stria, che siccome potentissimo voile rea-
48 S T < ) S T O
dei Io favorevole alla Chiesa. Todi neli5oo> qui per vedere l'argomento sotto un al-

li regalò a Enrico VII re d'Inghilterra; tro punto, è inevitabile


qualche lieve li-
neli5o8 a Carlo ili duca di Savoia, col petizione. La notte precedente al s. JNa-
breve Cupieba^àe'zB gennaio, presso il tale fu solennizzata nella cappella papale
Guerra p.444; at l Ladislao II re d'Un- in Bologna, e perciò alle ore 5 vi si re-
gheria ; ed ai q cantoni svizzeri, pe'soc- carono il Papa, e Carlo Vcol seguito del-
corsi di truppe dati contro Francia, e lo la corte. Incominciate le lezioni del mat-
attesta anche il Micci, onorifici donativi tutino, quando si cantava la VII, due
che si custodirono nel cantone di Zuri- cardinali levarono all'imperatore il man-
go, e nel 1G42 ancora esistevano,come at- to, e gli posero una veste di raso cremisi-
testa lo Scotti aeìl' Helvelia sacra. Inol- no lunga sino a'piedi, colle maniche stret-
treGiulio II chiamagli svizzeri col glorio- te da diacono (veramente ai diaconi fu
so titolo di Diffusori della ecclesiastica assegnata la dalmatica con maniche lar-
libertà, ed a lutto il corpo della repub- ghe, per segno di loro liberalità: bensì la
blica inviò ancora due gonfaloni o ves- lonicella più stretta fu data a Suddiaconi,
silli, che poi furono collocali nell'insigne e sarebbe corrispondente a quelli che affer-
chiesa di s. Maria dell'Eremo. A ciascuno mano l'imperatore considerarsi suddia-
poi de' particolari 9 cantoni die il Papa cono), e sopra la stessa veste un manto del
un'insegna istoriala co'misteri della Pas- medesimo drappo cremisino; poi lo con-
sione diGesùCristo; onde gli svizzeri crea- dussero a'piedi del Papa, acni essendo re-
rono il princi pai issimouiIizioPanerer per- cata da mg.»' Mario Bracci, in posto d'un
chè in guerra portasse in i.° luogo tale chierico di camera, 1' ornatissima spada
insegna. Leone X nel 1 5 4 spedì
1
legati o stocco benedetto, dal maestro di cere-
al giovine Giacomo V re di Scozia col do- monie fu tratta dalla vagina e presentata
nativo dello stocco e berrettone benedet- a Clemente VII, che la die a Carlo V,
ti, di che fa memoria Lesleo, De origine il quale con meravigliosa destrezza aven-
et rebus gestìs Scolorimi p. 36q: nel 1 5 5
1 dola brandita, la vibrò 3 volte nell'aria,
Io die agli ambasciatori portoghesi pel re in segno di mostrarsi pronto a difender
Emmanuele; alla repubblica di Firenze, l'evangelo; poi la restituì al maestro di
al re di Francia Francesco I, ad Enrico ceremonie, che rimessala nel fodero, al
\ Il I re d' 1 nghi tei ra,e I chiamandolo cam- fianco di Carlo V la cinse sopra la veste
pione della Chiesa; all'imperatore Mas- diaconale: poscia gli pose addosso un am-
similiano I neh5i8 d'Augu-
nella dieta pio piviale o manto
drappo d'argento, di
sta, a mezzo del cardinal de Vio legato, i cui lembi anteriori si tennero da due
mediante il breve Venienti ad majesta- cardinali, ed in mezzo a questi si avanzò
levi, de'5 maggio, presso il Guerra a p. al trono del Papa per ricevere un cap-

444-D' Adriano TI alcuno pretende che pello di drappo bigio, ricamato bel la men-
facesse questo presente al suo antico di- te a molti raggi di grossissime permutan-
scepolo Carlo V imperatore, ma nulla di- dovi in centro una Colomba figurata col-
cendone l'accuratissimo Ortiz nella De- l'artificio di riunite perle; e la sottopo-
scrizione del pontificalo di Adriano FI, sta foderatura essendo fatta di pelli d'ar-
fortemente ne dubito. Bensì a Carlo V mellini, con due slriscie delle medesime
lo donò Clemente VII 529, facendo- nel r pelli che pendenti a'Iati servivano per le-

ne certissima testimonianza anche il eh. garsela sotto il mento. Carlo V postosi il

Giordani, Della venuta e dimora in Bo- regalalo cappello in testa, fece prima ri-

logna di Clemente ì II per la corona- verenza alPapa,e coll'accompagnamento


zione di Carlo V. Sebbene di quanto va- degli slessi cardinali accoslossi all'altare,
do a riportare già ne abbia parla toaSPAD a, dove il cardinal Spinola camerlengo a vea
ST O STO 49
già dato principio alla messa cantala con i;lo!)0, e lo coronò. Nella funzione pei la

in tisica corale, e dove Carlo V ginocchio- coronazione imperiale, il Papa consegnò


ni a bassa voce disse Jube Donine bene- a Carlo V genuflesso la spada e lo creò
dice re , ed allora il Papa lo benedi cui cavaliere di s. Pietro. Già il Papa a'7 gen-
segno della croce; poi cominciò a cantar naio 1J29, col breve Cum Pontifici, pres-
l'evangelocon queste parole.» Sequenlia so il Guerra a p. 444> avea fatto dono
s. Evangeli! secunduniMatthaeum. In ilio dello stocco e berrettone, per mezzo del
tempore exiit edictura a Caesare Augu- cardinal Spinola camerlengo, a Filiberto
sto, ut describeretur uni versus orbis. Orange^ che per morte del
principe di
Dette le quali parole ritornò al suo po- Borbone compì la delta espugnazione ili
sto, lasciando continuare il restante del Roma, per eccitarlo contro turchi, es- i

vangelo dal cardinal Cesi. Nella mattina sendo allora viceré di Napoli. Dipoi Cle-
seguente, Carlo V passò nel tempio di mente VII donò ancora lo stucco e ber-
s. Petronio, facendosi portare innanzi dal rettone benedetti a Ferdinando I re dei
marchese di Nassau la spada e il cappel- romani, Carlo V, acciò si u-
fratello di
lo ricevuti in dono dal Papa, il quale vi tiisse cogli altri sovrani a combattere la

si recò poi a pontificare la messa. Il Can- crescente potenza ottomana, ed a repri-


cellieri nel t. 2,De Secretariis p. 83o mere il finalismo de' luterani.
e 841, trattò: De diaconi, aul subdia- Paolo ///fece simili donativi a Filip-

coni numera ab imperatoribuspraeslito, po principe delle Spagne, unico figlio ili


al'dsque caeremoniis in corinti corona- Carlo V per eccitarne lo zelo religios >
,

(ione servatisi De coronationr Caroli/' contro l'eresie; nel 53 T al principe An-


1

Bononìae habila in tempio s. Pelronii, in drea Doria di Genova, capitano valoro-


formam Basilicae Vaticanae commuta- so e vittorioso contro gl'infedeli; nel 1 537
ta. A.'11 febbraio 53o per la corona- 1 a' ii) febbraio a Giacomo V re di Sco-
zione fatta da Clemente VII di Carlo V zia, col breve Consucverunl Romani Poti-
colla Corona Ferrea, dopo l'epistola, ge- tifices, riportalo dal Guerra, per ammo-
nuflesso a'piedi del Papa pubblicamente nirlo a difendere la religione cattolica cru-
l'imperatore formalmente dichiarò, che delmente perseguitala dall'apostata En-
senza sua sa pula l'esercito di Borbone sac- rico Vili re d' Inghilterra, abilitandolo
cheggiò Roma (V-), e commise tante ri- a deputare qualunque Antistitem qui in
balderie e scelleraggini; che perciò in se- ecclesia a rese eligenda inter missarum
gno di verace ubbidiente figlio della Chie- soleinnia UH femori enseniaplct,piLuiu-
sa, sottometteva se e i suoi eserciti a'piedi que capiti. Dal medesimo Guerra si ha,
del Beatissimo Padre, al quale stava io che Paolo 111 col breve Consueverunt Ro-
arbitrio e di ragione comandargli, quan- mani Pontifices, de'3o giugno 538, do- 1

do dovesse li ar fuori dalla vagina la spa- nò lo stocco e berrettone benedetti a Si-


da, e quando parimenti dovesse rimetter- gismondo I re di Polonia, per difendere
la. Indi il vescovo di Pistoia levò dall'al- l'ortodossia eia fede dai luterani,non me-
tare lo stocco benedetto donalo dalPapa, no che dai turebiedai tartari. Finalmente
e lo die al cardinal Cibo, il quale sguai- concesse il doualivonel 53g al marchese 1

nata la spada dal fodero la porse al Papa, del l'asto generale dell'imperatore con-
e questi ne fece consegna in furrna a Car- tro i turchi nemici del nome cristiano.

lo V,che avendola brandita e vibrala per Giulio III donò lo stocco e berrettone
aria 3 volte, mostrò con atto proprio di benedetti a Cosimo I duca di Toscana,

nettarla al braccio sinistro, e poi dal car- benemerito della Chiesa; e neh 555 a Fi-
dinal Cibo gli fu cinta al fìaueo; indi il lippo II re di Spagna, ed alla sua mo-
Papa consegnò a Carlo V lo scettro, il glie Maria regina d'Inghilterra pel rista-
\ol. ixx. 4
5o STO ST<>
bilimenlo della religione cattolica iti In- mio del suo zelo e valore, nel i 566 gli
glnlten a la rosa d'oro benedetta, a mez- trasmise il dono del pileo e stocco bene-
zo del cardiual Polo legalo, colla suddet- detti, come principe benemerito della re-
ta lettera : » Reginaldus cardinalis Po- ligione cattolica, per avere sostenuto la
lus, Philippo regi, et Mariae reginaeAu- maestà dellaChiesa e del suo re, in quelle
gliae. De rosa aurea, et euse, muneribus, proviucie titubanti nella fede, mediante
ad regern, et regiuam Angliae a Julio III ilbreve apostolico Solent Romani Pori'
missis ". Neil' articolo Sicilia descrissi dicembre, presso il Guerra
tifices,de 2.6 ,

la guerra tra Paolo IT e Filippo II, e p. 444- Dice il Catena nella Fita di Pio
perchè Ercole 11 duca di Ferrara (/r.)a- F, p. g2, che il Papa mandò al duca il

vea preparato un esercito per soccorrer- cappello e la spada benedetta, come suol
lo come feudatario, neli557 gli mandò farsi co'grandi uomini per la difesa e di-
in dono uno stocco riccamente guarnito latazione della fede, e riporta una lette-

e un cappello di velluto nero da lui be- ra dal duca scritta al Papa. Gli storici a-
nedetti , e quali insegne di Generale di cremente biasimano il duca d' Alba per
s. Chiesa (/.)_, di cui solennemente l'in- la sua ferocia e orgoglio, il quale si ac-
vestì nel duomo il cardinal Caraffa ni- crebbedopo il ricevimento d'un dono pro-
pote del Papa, i doni avendoli portati in Dopo che l'armata
prio di teste coronate.
Ferrara cameriere pontifìcio conte A-
il navale cristiana, comandata da d. Gio-
lessandro Sacrati. Fu stampalo iu Fer- vanni d'Austria (di cui a Spagna) natu-
rara nel55j da Bonaventura Angeli fer-
i rale di Carlo V, riportò per la celebre le-

rarese : modi osservati dai


Gli ordini edi ga contro i turchi la strepitosa vittoria
sommi Pontefici nel donare lo stocco ed di Lepanlo ) colla distruzione dell'immen-
il cappello nella solennità delNatale,c le sa flotta ottomano, s. Pio V inviòad. Gio-
ceremonie usate nel presentarlo all'Ili." vanni lo stocco e berrettone benedetti in
duca di Ferrara. Pio li donò all' im- IV premio del suo valore, col breve Ex mo-
peratore Ferdinando I che già li avea re del 072, che si legge nel citato Guer-
i

ricevuti da Clemente VII. Riferisce il ci- ra. M. A. Ciappi,/7/rt di Gregorio XIII,

tato Remino, che Ferdinando Alvarez a p. 49> dicendo di que'da lui donati, par-
di Toledo duca d'Alba (quello che avea la del cappello e dello stocco che da'Pa-
crudelmente guerreggiato PaoloIV),era pi sogliono presentarsi a quei principi i

stato preposto da Filippo li re di Spa- quali hanno fatto qualche azione segna-
gna, a domare ribellati Paesi Bassi e i lata per la chiesa cattolica , ovvero per
gli eretici che vi commettevano ogni sor- renderli ad essa ubbidienti e favorevoli.
ta di orrori, onde il conte Lodovico di Gregorio XIII per animare Carlo IX re
Nassau loro sostenitore avea scritto sullo diFrancia a combattere gli eretici ugo-
stendardo: Autrecuperari, aut mori. Il notti, dichiarò nunzio di Parigi Silvio Sa-
duca d'Alba sulla propria bandiera pose velli, arcivescovo di Rossano e poi car-
questa epigrafe: Pro Lege, Grege, et Re- dinale, affine di presentargli lo stocco e
gè. Prima vinse il conte, e poi disfece il berrettone da lui benedetti; ma poi il re
fratello Guglielmo principe d' Orauge , s'intimorìe fece lega cogli ugonotti, come
che egualmente capitanava gli eretici geli- leggo nel p. Maffei, Annali di Gregorio
si o ugonotti. Ciò saputosi da s. Pio
t
V A///.RaccontaNovaes, cheGregorioXIIl
mandò a' combattenti e altri fedeli cat- mandòa Enrico III fratello del preceden-
tolici Medaglie benedette (F.)con indul- te, per Serafino Oliverio uditore di rota,
genze a chi le portava indosso o le teue- la borsa d' oro benedetta: cosa sia stata
va nelle loro case. Al duca d'Alba poi, questa, non l'ho potuto mai conoscere.
oltre copioso soccorso di pecunia, in pie- Recatosi in Roma Ernesto secondogetii<
STO STO j.
to del duca di Baviera Alberto, Gregorio control calvinisti e il deposto arcivesco-
XIII gli die splendido ospizio in Vatica- vo di Colonia Truchses, e per la quale
no, ed il simile fece al suo cugino Federico liberazione di Nuis erasi adoperato il Pa-
r
Guglielmo principe di Cleves, il quale noi pa, gli mandò mg. Grimani suo came-
giorno di Natale 1 070 ricevè dal Papa lo riere segreto con lo stocco e cappello du-
stocco e berrettone beuedelli.Ammalato- cale beuedelti e d'alto valore; ed il Gri-
si Federico gravemente, il Papa lo assistè, mani giunge a Nuis due giorni avanti la
e morendo gli fece celebrare solenni ese- gloriosa sconfitta, cioèa'20 luglio (pare
quie nella cbiesa di s. Maria dell'Anima nel i588), riverì il duca, lo salutò per
(di cui a Germama). 11 suo sepolcro fu e- parte di Sisto V, e gli esibì i donativi ;

retto incontro a quello di Adriano VI, ma egli mostrandosi altamente penetra-


ricco di sculture d'Egidio di Riviere fiam- to di tanla magnanimità, protestò che
mingo e di Nicolò d'Arras. Il bassorilie- prima voleva meritarli con vincere ne- i

vo che rimaneva di sopra, e rappresen- mici. Riportata la vittoria, la funzione fu


tante Gregorio XIII che dà al duca il cap- stabilita pel 1 ."agosto nella chiesa del for-
pello e Io stocco, fu tolto e posto nell'an- te di Gnandendal, e venne eseguita cou
dito che mette alla sagrestia. Dipoi dicen- bella ceremouia alla presenza di diversi
do di Clemente X, tornerò a riparlare dei principi e del nunzio Bonomo. Il duca co-
donativi falli al priucipediClevesda Gre- idi allri principi si confessò, ascollò la mes-
gorioXIll,perchèCancelIieri per abbaglio sa, e ricevè la comunione dalle mani del
l'attribuì a Clemente X. Inoltre Gregorio nunzio; iodi il Grimani presentando do i

XIII dopo aver approvato l'elezioue del- nativi, in nome del Papa ringraziò il du-
1 ìinperaloreRodolfoIIjgl'inviò lo stocco e ca delle pie e onorate fatiche fatte in sei
il berrettone benedetti, avendo mostralo vigio di s. Chiesa; quindi espose il costu-
zelo per la religione, poi intiepidito nella me de'Papi di benedir quelf iusegue nel
dieta d'Augusta. Racconta il cardinal Pac- la notte del s. Natale e di fame regalo ai
Memorie storiche sul soggiorno in Ger-
ca, principi grandi, come benemeriti difeu
mania p. 23G,cheGregorio XIII perGio. sori di s. Chiesa. Pigliò poi la similitudi-
Francesco Bonomo nunzio di Colonia e ne di Giuda Maccabeo io persoua d'A-
vescovo di Vercelli, fece presentare ad A- lessandro, e dell'Angelo di Dio in per-
lessaudro Farnese duca di Parma {f-) y sona del Papa, allorché diede la spada d'o-
supremo comandante dell' armata spa- ro al Maccabeo valoroso; indi pregando
gnuola in Fiandra, lo stocco e il berret- a nome di Sisto V il Dio degli eserciti,
tone, che soglionsi inviare a' grandi ca- lo invocò a degnarsi di avvalorare viep-
pitani per vittorie riportate contro gl'in- più il vittorioso braccio del nuovo duce

fedeli e gli eretici. Temo però che vi sia Maccabeo, alla totale sconfitta dell'ere-
abbaglio quanto al Papa donante, impe- sia. Terminata la funzione, applaudì l'e-

rocché non solo da altre memorie trovo sercito con suoni, salve d' artiglierie, e
che fu Sisto V, ma lo confermano No- giuochi cavallereschi. Sisto V saputa la

vaes nella Storia di quel Papa, con dire vittoria si commosse, e fece pubbliche di-
che gl'invio il donativo come condottie mostrazioni di gioia e di ringraziamenti
10 dell'esercito della lega, formata per a Dio, recandosi nelle chiese di s. Gia-
impedire all'ugonotto re di Navarra di como degli spagnuoli, e di
s. Maria dell'A-

succedere al trono di Francia ; ed il p. nima della nazione alemanna. Inoltre Si-


Tempesti nella Storia di Sisto V , lib. 1
3, sto V nel 58g spedì per nunzio a Firen-
i

n.^ge 3o. Leggo in questo, che Sisto V ze mg. r Michele Friuli vescovo di Vicen-
dipoi pel combattimento che doveva in- za, co' donativi dello stocco e berrettone
Imprendersi dal duca Alessandro a Nuis, pel granduca Ferdinando I ex cardinali;,
52 STO . STO
e deliri rosa ti' oro per In granduchessa sovrani. Indi dal suo segretàrio (o da un
Cristina di Lorena. Il Cartari a p. [3.3 no taro) si- lessero le lettere apostoliche a
pubblicò l'istruzione Ialina del maestro voce alta, dell'invio de'sagri
doni (poi il
delle ceremonie Francesco Mncanzio pel nunzio può fare un analogo sermone);
nunzio Priuli, sia poi solenne ingresso in dopo di chela granduchessa si prostrò io-
Firenze in cavalcala e vestito cogli abiti naozi al nunzio, a cui consegnò la rosa
prelatizi di rocchetto e cappa paonazza d'oro il diacono assistente, che il nunzio
o gran mantello, con cappello di seta ne- die ad essa colla solita forma : Accipe /to-

rà se non fosse stato vescovo, sia per la sani. Pucevutasi dalla granduchessa, ba-
consegna formale de'sagri doni: la cono- ciò la mano al nunzio, e ritornò al suo
pendierò inbreve. Giunto il nunzio ecom- posto, portando la rosa un suo cappel-
missario pontificio vicino a Firenze, die lano. Poscia il granduca s'inginocchiò a-
avviso a'sovrani del suo arrivo, per sta- vanti il nunzio, al quale il detto diacono

bilire la sua solenne entrata. Per questa rimise lo stocco e berrettone, ed egli nel
il granduca granduchessa mandaro-
e la consegnarli al principe, gl'impose il ber-
no i loro famigliari, nobili e baioni ad rettone, e pronunziò la consueta formo-
onorarlo in loro nome. La cavalcata co- la prescritta dal ceremoniale : Solenl Ho-
minciò un miglio lungi dalla porta, es- maniPontifìces inpraeclaraNatalisDo-
sendo preceduto il nunzio commissario mini celebritate,ec. Baciatasi dal grandti-
da un suo cappellano a cavallo vestito di ca la mano al nunzio e tornando al suo
paonazzo (come caudatari de'cardina-
i luogo, un nobile prese lo stocco e il ber-
li), e portante lo stocco e berrettone, la rettone. Finalmente alzatosi il nunzio in-

rosa recandola il nunzio in mano, e fra tuonò: Sii nomai Domini benèdictum,
due digniori di quelli che lo corteggialo- ec, comparti la trina benedizione, ed il
no. Giunto in Firenze, presentò a'sovrani prete assistente in piviale annunziò l'iti-

le lettere apostoliche di sua missione, e si diligenza concessa dal Papa. Il nunzio,de-


stabilì che nella prossima domenica o al- posti i paramenti pontificali, riprese il

tra festa eseguirebbe la tradizione de'do- mantelletto e rocchetto, e co' sovrani si

ni, i quali privatamente nella convenuta recò al palazzo ducale, sorreggendo i no-
mattina li mandò per tempo nella chiesa minati la rosa, e lo stocco e berrettone,
destinata perla funzione, e fu il duomo, precedendo medesimi. Osserva Cartari
i

collocandosi sull'altare maggiore, cioè la a p.22, che ne'libri della deposi ter ia a -

rosa d'oro in mezzo, lo stocco e berret- postolica, e de'tempi di Sisto V,si legge.
tone dalla parte dell'epistola. 11 nunzio Rosa d'oro; Spadone, cintura e cappel-
assunse gli abili pontificali, e celebrò la lo ricamato di perle, scudi 760. Inoltre
messa solenne (che se l'ablegalo solamen- Sisto V, dopo aver pacificato il re di Po-
te assiste, allora la celebrail più degno Ionia Sigismondo 111, con l'arciduca .Mas-
ecclesiastico della città). I sovrani pie- similiano d' Austria, per le persuasioni
sero luogo dalla parte del vangelo in si- del cardinal Aldobrandino legato, a ri-
to onorevole (che se vi fosse presente un meritare la moderazione e condiscenden-
cardinaie, questo occuperebbe quel lato, za del re, lo fregiò coll'insegne dello stocco
ed il granduca e la granduchessa quello e berrettone da lui benedetti, e spediti in
dell'epistola). Finita la messa, il nunzio Polonia a'25 luglio i5c)o. Gregorio XIV
assunse la mitra preziosa e si assise sul neli5qi mandò egual donativo all'infàn-
faldistorio in mezzo della nradella del- tedi Spagna Filippo, poi re Filippo IH;
l'altare (nel quale non vi può essere la e ad altro infante di Spagna, probabile
ss. Eucaristia), innanzi al quale si distese niente al di lui figlio, Clemente P Illspe-
un nobile tappeto per inginocebiarvisi i dì lo stocco e berrettone neli5q4- Peto-
STO STO ',3

io ^ nel 1G1 > li mandò in Francia al re dell'interessante argomento, e finalmen-


Luigi XIII, nel 6 i i «Sai principe delle Spa- te perchè riguarda eziandio la Rosa do-

gne po*i Filippo IV, non che al Domina- ro che credo indispensabile riportarne
,

to Sigismondo III re di Polonia , come il tenore interessante.'' Statini ac ad ma-

riporta il Ricci. Al di lui' figlio e già ri- nusDominationis Vestrae illustr. perve-
cordato Uladislao, poi Uladislao VII re nei'int Piosa aurea, Ensiscum Galero, et

di Polonia, essendo in Roma nell'anno brevia SS. D. Papae, Serenissimi Re-


>..

santo 1625, L'rbano fili dopo averlo gi , et Reginae Sanctitatis suae nomine
trattato magnificamente per lutto lo sta- praesentanda, hoc idem ipse iisdem no-
lo, alloggialo uelpalazzo apostolico con tum ficiet; ab iisque diem praesentatio-
isplendidezza, e creato canonico sopran- nis celebrandne statuì curabit, et brevia
numerariodi s. Pietro, onde venerare da Regi ac Reginae consignabit; non tamen
vicino il folto santo (A'.), gli donò nel- Disi in ipso Ensis et Rosae tradictiones
la cappella pontificia, privatamente do- actu aperienda. Qua die Doininalio Ve-
po la messa, lo stocco e il cappello bene- strae Illustr. (modo si comode poterit)euin
detti nella notte del s. Natale, con quelle solemni .equitatu eceìesiam designatali!
orazioni e fòt mole che di sopra riprodus- adibit, immediate ante Don». V. ili usti*.
si. Il breve linnipriales Chrislianae, dei eqnilando praeunlibus duobus familiari-
in gennaio, col (piale il Papa accompa- bus, thalarihabitu indutis; altere Rosam
gnò il dono, per incoraggi re polacchi a i aurea m, altero Ensera cuin Galero de-
guerreggiare 1 turchi e i tartari, può ve- super apposito, deferentibus. In ecclesia
dersi nel Guerra Innocenzo X
a p. 4 'p- ponetur Uosa sopra medium altaris pro-
nell'anno santo 6 7o, mandò egualdona-
1 peCrncein: Ensis vero cum Galero a par-
tivo al fratello del precedente e succes- te epistolae erectus sustinebitur. Cum-
sore, Giovanni II Casimiro ex cardinale que Uom. V. Illustr., e sua habitatione
gesuita, in premio dello zelo religioso di- iliscendet, Rex legali indutus clamydé,
mostrato contro gli eretici sociniani,e per una cum Regina regiis itidem ornamen-
aver difeso colle armi il cattolicismo con- tis amicta, e regia discedet, et simul ea-
tro gli scismatici russi egli svedesi eretici. dem hora in ecclesia reperiri valeant. Sta-

Avendo contemporaneamente Innocenzo tini ac pervenerit ad ecclesiali! Doni. V.


X spedito il donativo della rosa d'oro al- Illustr. induet parameula sacra prope fal-

la regina sua moglie Maria Gonzaga dei distori um, a pai te epistolae col locando ni;
duchi di Mantova, da presentarsi come et Rege, ac Reginam advenientes capi-
l'altro donativo dal nunzio rendente in tis inclinatione reverebitnr. Deinde mis-
Polonia, col breve Ex more, de'^4 set- sam inchoabit, quam solemni ritu,prout
tembre e riportato dal Guerra, il Car- magis Piegi placuerit, prose<|uetur. Re-
tari a p.i54) pubblicò: Ordo servandus sponsorio autem , Deo grattai, ad ver-
in traditione ensis, et Rosa aurea. Ad siculunij Ita missa est, Doni. V. Illustr.
ac Rm.° D. Archiepiscopum Adria-
III." sedebit in faldistorio ante medium alta-
nopolitanum apud regeni Poloniae apo- ris reuibus eidem versis, cum mitra. Rex
stolicac Sedis nunciutn, scritto dal dili- mandabit legi breve SS. Domini Nostri,
gente maestro delle ceremonie pontifi- quo alta voce perlecto,Sereniss.Rex acce-
r
cie mg. Febei. E' tanto importante, sia ditad Dominationem Vestram Illustri ss.
perchè coutiene un caso di doppio dono cui ante seipsam genuflexo Galerum su-
poco frequente, sia per qualche diversi- per caput imponet dicendo. » *\ccipe Se-
tà che contiene e più copiose del prece- reuissiuiae Rex, Galerum hunc, qneoi ti-

dente ceremoniale, sia per compensare al- bielargiendum SS. Universalis Ecclesiae
la brevità di quesl'arlicolojin proporzione Pastor ad nos transmisit. aureis Spiritus
5 ;
S T o S T O
saiuti radiis micautem, ubi candente» a- quam giatiam ex sua liberanti clemen-
iiioncs non rapacis aquilae crudelitateai, tia tibi concedere dignetur, qui est trinus

sed paciferae columbae innocentiam ef- et unns insaecula saeculorum. Amen. In


fìngunt, ut scias, bella tum demum ju- nomine Patris-fJ+et Filii-t|+el Spiritus+|v
sla esse, cum non usurpaseli imperiis,aut Sancii. Amen";
ter signum crucis super

opum rapiendarum cupidine geruntur; Regina producendo. Serenissima Regina


admo-
sed suscipiuntur, Spiriti] sancto manum Doni.V. Illustr. exosculabilur, et
nente, ad propugnandam Fidem; et nd adsedemsuam serecipiel.TuncDom. V.
stabiliendam pacem,quae relieta Princi- Illustr. solemnem benedictionem popolo

pibus terree fui thaereditasChristi incae- elaigietur, et reliquum missae de more


lum redeuntis; qui vivit,elregnat in sae- absolvet. Peracta missasolemiiiterad Re-
cula saeculoru ni. Amen". Dei ndeDom.V. giam redibus Rex Sereniss. cum Regina;
Illustr. Ensem e vagina eductum eidein ante se immediate equitanlibus duobus
Sereniss. Regisatt ri buet dicendo." Acci pe nobilibus Rosam auream, et Eusem cu ni
insuper Mucronem Domini, et Gladium Galero desuper apposito, deferenti bus.
salutis;et fìat in dextera virtutis tuae in- Praedicta solemnitas decentius in dignio-
nocentiumtutela,etitnpiorutn flagellimi, ri ecclesia peragetur: verum si Sereniss.

et ad gloriam Dei omuipotentis,et s. Ma- Regi magis placuerit eadem in sacello ,

trisEcclesiae illurescant corruscaliones e- regii palalii celebrare, utique ibidem ri-


jus orbis terrae". Moxeodem Ense intus te, ac perfìci potei it.
" Clemente X ol-
vaginam Serenissimum Regem
reposito, tre l'avere procurato clie i principi cat-
accinget,dicendo.»Accingat teGladiosuo tolici si unissero concordemente a muo-
super femur tuum potentissimus,qui su- ver guerra al turco, die particolarmente
perbis resistit, humilibus auleta graliam vessava la Polonia, a questa non solo spe-
daf.Tuautem crebrisvictoriiscoleDeum dì largo sussidio di denaro, ma per in-
ex.ercituum, et ultionum Domiuum. In coraggile Micbele nel 167 idal nun-
il re
nomine Patris+|+et Filii-^et Spiritus-^ zio di quel regno mg. r Angelo arcivesco-
Sancii. Amen"; ter stipi a Regem crucis vo di Damiata, gli fece consegnare lostoc-
signum producendo. Tuiig P»ex,dimisso co'e berrettone da lui benedetti, e alla
Galero, manum Dom. V. Ulustr. exoscu- regina la rosa d'oro. Celebrando l'anno
labitur, et ad thalamum revertetur. His santo i675,pretendeCancellieri, Descriz.
absolutis, breve ad Sereniss.Reginam ad de'trePontifìcalip. 1 4,cbe si recò inRoma
Dom. V. Illustr. accedet, cui ante ipsum alucramele indulgenzeFedericoGngliel-
genuflexaeRosam auream tiadet, dicen- moducadiCleves,e Clemente X gli donò
do. »AccipeRosam,quam tibi nomineSS. 10 stocco e berrettone benedetti. Il suddet-
Universalis Ecclesiae Pasloris Innocenti! tomg. 'Francesco IVI/ Febei, De originect
Domini nostri elargimur, per quam de- progressu c.elebritatis Jubilaei 67 *>, nar- 1

signautur gaudium utriusque Hierusa- Stepbani 3111101675,


ra a p. 184. » Die s.

lemjtriumpbantisscilicetjelmililantisEc- missae demoreinCa pella (praesenlePon-


clesiae, et per quam omnibus Cbristifl- tificecantatae)inleifuilFiidericiGuillel-
delibus manifestatur Flos ipse speciosis- miCliviae ducis primogenitns, in scarnilo

simus, qui estgaudium et corona San- cardinalium,post juniorem diaconum se-


ctorum omnium. Suscipe hane tu Sere- dens. Ilunc in eadem Capella (absolutis
nissima Regina, quaesaecundum saecu- missarum solemnis),insignisEnsis,etPilei
liim nobdis, poten«,et multa vii tute prae- 11 mnei e decora tum, paucos post dies,i n ae-

ditaes,utamplius omni viriate inCbrislo di bus Va ticanisgraviteraegrotantem,ac in


Domino nobiliterisjtamquam Rosa plan- extremis laborantem sacro Viatico, extre-
ctata super rivos aquarura multarum, mnque unctione Ponlifexmunivit. Cum-
STO STO 55
cjne pientissimus priuceps obiisset , ejus tria con validi soccorsi nella guerra cou-
c^da ver in Sacello Vaticano s. Mariae de tro i turchi, per mezzo di mg. 1'
Miche-
Febri deposituiD,inde ad ecclesiam s. Ma- langelo Conti (poi Innocenzo XIII) suo
riae de Anima nationis teuthonicae, fu- cameriere d'onore, mandò a Venezia al do-
nebri solemnique pompa, equitanlibus ge e generalissimo della repubblica Fran-
post pheretrum pontifìeiae domus prae- cesco Morosiui, lo stocco e berrettone be-
fecto, praelalis assistentil*us,etPapaecu- nedetli,accompagnatodal hreveEaquae,
biculariis traslatum fuit." Questo brano degli8 aprile 6go,chesi legge nel Guer-
1

del Febei riportato da Cancellieri, dopo ra a p. 44^> chiamando il detto suo cu-
che io qui lo trascrissi, m'iusorse grave biculario nuncius apostolica*. Grati ve- i

dubbio che si fosse equivocato col dona- neziani dell'insigne donativo ricevo to dal-
tivo fatto da Gregorio X11I e dichiarato l'illustre concittadino, per memoria delle
di sopra. Essendo il libro del Febei ra- benemerenze della repubblica lo colloca-
rissimo, non lo trovai nelle bibliotecheCa- rono nell'aula degli scrutimi, con analoga
sanatense, Angelica, e altre onde riscon- iscrizione ad onore del doge denominato
trarlo. Finalmente rinvenuto nella Va- Peloponnesiaco, e per le vittorie del quale
ticana, lessi i 5y? invece dell'errato 167 5, contro la Porta ottomana, Clemente IX
nel cap. 1 1 : De Jubilaeo celebrato a Gre. gli aveva scritto la lettera gratulatoria,
gorio XIII. Il testo è eguale, tranne le Praeclara decora, riportata pure dal
parentesi. Laonde il dono è di Gregorio Guerra. L'Ottieri, Istoria delle guerre
XIII, come il resto della storia, e non af- avvenute in Europa, t. 7, p. 98, nana
fatto di Clemente X fiorito un secolo do- che per gran vittoria riportata sui tur-
la

po. Credei tutto questo notare,non per chi ai 5 agostoi7i6, dal generalissimo
dimostrarmi severo aristarco del grande dell'imperatore Carlo VI, il principe Eu-
erudito Cancellieri, ma tacendolo sem- genio di Savoia, dei duchi di Soissons
brava avere io sbagliato, ed altri poteva- (F-), a Petervaradino in Ungheria, Cle-
no cadere in errore. Aggiungerò che No- mente XI per onorarlo colla maggior di-
va es nella Storia di Gregorio XIII, e stinzione, la quale erano soliti i prede-
Zaccaria nel Trattalo dell'anno santo, cessori esercitare verso i prodi capitani,
parlando di quello di Gregorio XII ^chia- che combatterono e fecero famose conqui-
mano il duca di Cleves, Carlo Federico. stecontro gl'infedeli e gli eretici, gli spedi
La sua bella iscrizione sepolcrale la pub- a mezzo Orazio Rasponi di Ravenna
di
blicò Manni, Storia degli anni santi p. cavaliere gerosolimitano, suo camerie-
i3g. re segreto di spada e cappa, lo stocco e
Innocenzo XI dopo aver contribuito berrettone benedetti (precisamentequelli
con somme cospicue e colle orazioni alla il cui disegno esiste nell' Opera di mg.
liberazione di Vienna assediata da'turchi, Rocca, e già ricordato); ed accompagnò
dal vittorioso Giovanni III redi Polonia il dono con breve de' 7 settembre, cioè

che l'elFettuò, ricevè lo Stendardo (F'.) di dopo la battaglia di Salaochement e pri-


Maometto tolto a'nemici, come trofeo del ma della presa di Temeswar. Dice in es-
cristianesimo, quindi per ricompensare le so, che tutti i cristiani devono restare al
prodezze di quel re gli mandò lo stocco e di lui valore e savia condotta obbligati,
berrettone benedetti, col breve Singula- e che devono rispondere al gran benefi-
vis luae, dei 26 gennaio i685, presso il zio, almeno con lodi, per aver egli in bre-
Guerra : gli permise qualunque cattolico vissimo tempo disfatto le inuumerabili
Antislitem eligat, a quo illis inter missa- truppe de'barbarij onde poteva a lui a-
rum solemnia ornclur. Alessandro Vili dattarsi ciò che già si disse di Cesare, che
veneto, oltre di aver favorito la sua pa« il venire, vedere e vincere era stata una
56 STO S T O
sola cosa. Doversi egli adunque pel dono pel campo di Temeswar. Giunto il cav.

mandatogli infiammare di' nobile spirito Raspoui dal principe Eugenio, questi si
e lena ad acquistarsi, come gli augurava, mostri) profondamente penetrato della
nuovo merito e gloria, ad esaltazione e pontificia munificenza, e festeggiò il suo
dilatazióne della fede di Cristo. La fun- arrivo, alloggiandolo nel suo padiglione.
zione fu fatta con gran solennità nella cat« Stante la mancanza d'un vescovo, stabilì
r
tediale di Giavarino, nel ritorno ch'egli per la funzione «ig. Stefano Konbor vi-

ieee dall'Ungheria in Vienna, e dopo aver cario generale di Giavarino o Raah, nel-
«late le disposizioni alle truppe pe'quar- la cui cattedrale fu eseguita, con antiuen-
ticri d' breve de'16 settem-
inverno. 11 za dell'imperatore e del vescovo cardi-
))Yiì ì Plures ìiiaximasqueviclorias %\\e^-
ì )
nal di Sassonia, non essendo stato pos-
ile nel Guerra a p, 44 () - ^ >iu interessanti sibilo di farla in quella di Temeswar come
7
notizie trovo ne' Diari ili Roma [I' .) in- bramava il Papa, alla presenza di molti
cominciati in quell'annoa pubblicarsi, ap- generali venuti dal campo, e del principe
putito per riportarsi le notizie della guerra d. Emanuele infante di Portogallo, e nu-
che combatteva in Ungheria, e perciò
si sci assai magnifica. Il cav. Rasponi avea
chiamavasi Diario d* Ungheria, cioè nel preceduto il principe in Giavarino, ri-
n.° io e sua Aggiunta, e m\Y Aggiunta cevuto con ogni distinzione e onorificcn-
del ii.° 23. Riporterò il più sostanziale za. ludi con ispleudido accompagnameli-

della relazione. Primieramente si legge to il cav. Rasponi si recò alla chiesa, pre-
l'allocuzione Cumulatimi gaudium, pio- cedendo il principe, collo stocco e ber-
nuuziata da Clemente XI nel concistoro rettone, tra le salve delle artiglierie e dei
de'2 settembre 7 16, colla quale parte-
1 moschetti, e il suono di tutte le campa-
tipo al sagro collegio de' cardinali le vit- ne. Fu ricevuto da mg. r vicario sulla por-
tone riportate sui turchi in Ungheria, i ta dejla cattedrale, alla testa del capitolo,
pubblici ringraziamenti fatti a Dio e alla il quale souiniiuistrò al principe Euge-
15. determinazione di aver
Vergine, e la nio l'acqua benedetta. 11. cav. Rasponi
destinato premiare il valore del principe li portò dalla parte dell'epistola, presso
Eugenio collo stocco e berrettone da lui la quale gli era stata preparata una se-
benedetti nel s. Natale. Indi riportasi il dia coperta con genuflessorio avanti, e vi-
breve, Firmata, coslantanque fiduciam, cino uno sgabello, sul quale un sacerdote
dal Papa scritto al principe Eugenio a'7 in cotta sostenne lo stocco e il berrettone
settembre,per congratularsi de'suoi trion- durante la messa. 11 principe dopo avere
fi, esortandolo a vieppiù sostenere la di- oralo sopra uno strato e cuscino, passò
fesa dell'ortodossia, ed abbattere l'orgo- dalla parte dell'evangeloov'era una spe-
glio de'barbari nemici del nome crislia- ciedi tribuna decentemente ornata. Dai-
no; insiemeavvisandolo di spedirgli il cav. lo stesso lato e alquanto pili basso pie-
Piasponi, col donativo dello stocco e ber- sero luogo i canonici, ed incontro al priu-
lettone da lui benedetti, spiegandone i oipee sopra una pradella fu collocata la
misteri; quindi gl'ingiunse di riceverli in sedia di mg.r vicario, e un poco più bas-
chiesa e dalle mani d'un vedovo, s'era so gli sgabelli pei ministri assistenti. Da
possibile, nella celebrazione della messa, questa partee negli stalli canonicali siede-
11 cav. Rasponi, partito da Roma co'sa- 10110 l'infante, il maresciallo Iìeister go-
gri donativi, si recò prima a Vienna a os- vernatole militare di Giavarino, e i priu-
sequiare e ringraziare l'imperatore Car- cipali ufliziali. Nella solenne messa Can-
io VI, che ad istanza del Papa lo avea lata da mg. 1 vicario, si praticarono col
fatto aiutante reale con grado di colon- principe tutte le consuete ceremonie; ter-
nello dell'armata imperiale; indi mosse minata la quale il celebrante depose la
STO S T O 57
pianeta, e assunto il piviale andò a sedere noslrae pari animi devotione, et alacri*
su d'una sedia posta sull'ultimo gradino tate suscipias (qui seguì la tradizione del-
dell'altare. Allora il cav. Raspolli si re- lo -stocco nelle inani di sua altezza, nel
co a consegnare il breve al principe, so- proferirsi le seguenti parole). Firmelur
pia una guantiera coperta di broccato, in eo manus tua,atque exaltetur de\te-
ed espose la sua missione con paiole ap- ra tua, et sic per illuni induatis volute
propria te. Il principe rispose co» espres- ex. allo, ad coufusionein inimicoruni
ut
sioui di somma riconoscenza al l'apa, crucis Christi,-$. MatrisEcclesiaegloriam,
prese il breve, lo baciò e consegnò per la illucescant corruscationes ejus orbis ter-
lettura al segretario di guerra, il (piale rae,praestanteeodemDoiiiiiio nostro Jesu
la eseguì ad alta voce sopra un gradino Cbristo, qui cum l'atre, et Spintu sancto
dell'altare. Lettosi il suddetto breve dal vivit, et regnai Deus in saecula saeculo-
segrelario di guerra, sua altezza serenis- rum. Amen". Nel darsi il berrettone, dis-
sima il principe Eugeuio si portò a pie- se mg. 1 vicariò nell'importo in capo al
di del celebrante mg.' vicario generale di principe. » Accipe quoque l'ileiun bone,
lì io va l'i no, e genuflessa sopra uno strato quasi Galeani salutis,el munitionis in cu-

e cuscino, il cav. Raspolli collocò il ber- pile ilio, ut te jugitei* in die belli coele-
retlone sopra un cuscino, sfoderò lo stoc- sic lumen obumbret. Sit in te spiritus
co e lo presentò a mg. 1 vicario, '
il quale foi titudinis , et consilii qnalenus profli-
recitò la seguente formola. » Solent Ro- gatis orlbodoxae tìdei bostibus, veram in-
mani Puntifices juxta probaluni praede- tra ebristianorum fines pneem stabilias,
cessoiiim suorum moretn, in anniversa- quam de coelo lerrae invexit Rex paci-
ria NglivitalisDuminicae celebriate En- ficus Jesus Cbristus Dom'musnoster, (jui

seni cum apposito desuper Pileo per in- cum l'atre, et S[iiritu sancto vivit, et re-

vocatioìiem Divini nominis, et apostoli- gnat Deus per omnia saecula. saeculorum.
cam benedictibiiem speeialique ritu san- Amen. " Il principe quindi consegnò lo

clilìcare. Congruit sane quam maximae stocco e il berrettone al barone WaJdòrff


tiasceutis Cbrisli fesli vitati, antiquuni i- suo cavallerizzo maggiore,e baciata la ma-
Blud,ac venerabile Romanae Ecclesiae in- no al celebrante riverentemente, fu da
Slitutuni. Designatili
-
enim boc pactocon- lui ammesso all'amplesso. Tornato il priu-
ibcttis ilie pio nobis initus, in quo Uni- cipeal suo luogo, fu intiionatoilZWJeu//?,
genitus Fi li tis Dei, magno, et mirabili tra lesalvedell'artigliei ieemoscbetierie.
uequitalis iure celiando, natura ni gene- Spogliatosi mg.r vicario e gli assistenti,

ris assuropsit Immani, ut inventor mor- accompagnarono il principe sulla porta


lis diabolus, per ipsain ,
quam vicerat, della chiesa, ivi il principe fece un gen-
vjcerelur nosque eruli de potestà te te-
; tile ringraziamento al vicario, al capitolo
nebrarum, in Dei lumen trasferemur, et e al cav. Rasponi, il quale lo seguì, e pre-
legnum. Raliunabili igilur est, ut sancii- ceduti dallo stocco e berrettone alla sua
bone Ensem Mucroneni Dumi-
ficaluin abilazione.ovea sfogo dej popolo per qual-
ni Gladium potentis, quein ail praeci-
, chetempoiilenneroesposti.il maresciallo
puum tuaefortitudinisdccus, Dealissiinus alloggiò tutti nobilmente, e die un ma-
io eodem Cbristo Pater, et Duminus no- gniiìco pranzo coH'inlervento del vicario,
D. Clemens divinae providentiae Pa-
ster, de'canonici, e del cav. Rasponi. Si fecero
pa XI, singolari libi paternae suae be- brindisi dal principe al Papa e all'infante,
nevolentiaesignificationeelargitur,tu mo- al suono ili trombe, e alio spa-
timpani e
da, Serenissime Princeps,de catholica re- ro de' cannoni. Rispose il principe Eu-
ligiooe, christiauique populi salute opti- genio con questa lettera a Clemente Xf.
tue inerite, per uiiuhUnuui luuniliLilis - Puàl Dei optimi maxiini c'emeuliain
5$ S T O S T O
piisBealitudinis vestraeexcitatamoralio- berrettone ducale, dicendo esservi molti
nibus, quae nuper arma Caesarea contra esempi, ma senza indicarli, tranne quello
infensiasimus christianis nominis hosteni d'Urbano V, che secondo il Bzovio, fece
ad Petrowaradiaumtriumpbare contigli, talebenedizione a'9 aprile 3G8 nel gior- 1

juliil rnihi majus, optatiusveaccidere pò- no di Pasqua.» Benedictioneui intersa-


tuit, quam gratiosissimae Sanctitatis. ve- crificandum Ensem auratum eidem re-
immeritaque per
stile congratulalioues, ginae Joannaeadsidenti donavit, ipsa ve-
Horatium Raspoiium equilem hierosoly- ro Petro regi Cypri, qui eo accintus Ni-
mitanum omni ex parte clarum, acce- colaum Spinellium Juvenantium reginae
plumque transmissi Ensis et Pilei con- cancellarium baltheo militari ornavit."
«lecoratio, quae dum
ea,qua fieri potuit Da queste testimonianze dunque appa-
solemnitale peracla, iue non modo divini che il Papa
risce, fece il donativo alla fa-
fivoris admonebil; veruni etiam ad ma- mosa Giovanna I regina di Sicilia (U.) t
jores justae Dei, Caesaris'et Christianae la quale ne fece poi un presente a Pietro
L-ausae excilabit conatus, quos dum sub 1 re di Cipro. Temo assai della verità di
tanto pontificata felices spero, Divinam questo racconto, tanto più che altrove nar-
quoque opem in subsidium invoco, velit rai, neh 368 Urbano V donato in
avere
me acceptae gratiae dignum reddere, et Roma Rosa d'oro a Giovanna I,a pre-
la

Beatitudinem vestram prò amplimi glo- ferenza di Pietro I, onde cardinali al- i

j Suae sanctae Causae, et Caesaris prò-


ia tamente ne mormorarono, come affer-
inoliane, diu salvum,inco!umemque ser- mano l'autore delle due T'ite, d' Urbano
vate, cujus sanclissinios pedes dum omni V, pubblicate da Baluzio p. 38 e 4°8, 1

cuin reverentia exosculor, respectuosis- e Muratori, Scriptornm rer. Italia, t. 3,


sima cimi subtnissioue maneo, etc. " Indi p. 54 620 e 634- Benedetto XIII nel
1
,

ii Diario di Roma riporta una serie di al- 1725 per mezzo di Gio. Francesco degli
cuni esempi degli stocchi e berrettoni be- Abbati Oli vieri,spedì aMalla al gran mae-
nedetti donali da' Papi, ma non è esatta stro dell'ordine Gerosolimitano fr. Ema-"
interamenle.il Pagi pretese nella Pila di nuele de Vilhena portoghese, lo stocco
Urbano FI 3 die questa benedizio-
§ 68, e berrettone benedetti, per la difesa che
ne si facesse in qualunque giorno, e che faceva di quelP. isola contro le mire dei
Clemente XI benedi lo stocco e berret- turchi. 11 Marchesi, Galleria dell' onore
tone pel principe Eugenio nella chiesa di t. chiama Gio Francesco cava-
2, p. icjq,
s. Maria del Popolo l'8 settembre i 7 i5: Malta e cameriere d'onore di Be-
liere di
in tutto errò, non trovandosi che in ve- nedetto XIII, e che dopo tale onorifico
1 un'altra festa fuori del solo s. Natale fe- incarico fu canonico Valicano, protono-
cero tal benedizione, ma tranne quella tario apostolico soprannumero,e ponen-
che ri porterò di Leone XII a'nostri giorni te, del buon governo. Il Zaluski nell'o-
soltanto, seppure debba invece chiamarsi pera che citai a Berrettone, nel descri-
altra benedizione (Benedetto XIV peli. vere questi donativi falli a're di Polonia,
una volta benedì la Rosa d'oro, in tem- afferma che Benedetto XIII nel 1726 Io
po di ver so dal consueto, perchè venne l'op- fece al re Augusto II ed elettore di Sas-
portunità di donarla e non esisteva quel- sonia. II n." 4686 del Diario di Roma
la del precedente anno). Tra quelli che del 1747 riferisce come Benedetto XIV
seguirono l'errore del Pagi, vi fu Guerra; in concistoro segreto recitò una erudita
tra quelli che lo confutarono, Zacearia e allocuzione sopra lo stocco e berrettone
Cancellieri. Sembra che nel contrario er- benedetti, destili indoli in dono al gran
rore sia caduto pure Mondelli, cioè sulla maestro di Malta fr. Emanuele Piuto de
benedizione straordinaria dello stocco e Fonseca portoghese, e glieli rimise col
S T S T O 59
breve Maxima, de'23
dicembre, per le no festivo dell'Invenzione della ss. Croce
Mie benemerenze e per quelle di sua il- a'3 maggio, nella sua cappella segreta del
lustre religione equestre. Nominò alle- VaticaiiOjdopo la celebrazione della mes-

gato apostolico a portarli mg.r Luigi Va- sa. Si determinò a questa straordinaria e
lenti suo cameriere d'onore in abito pao- nuova benedizione, per la presa risolu-
nazzo, nipote del segretario di stato e poi zione di dare tale dimostrazione in occa-
cardinale. Errò Cancellieri,e il D.°49 del sione opportuna. Inoltre notai, che a tal ef-
r
Diario /li Roma 1 8 4 che
1
lo copiò, in as- fetto destinò perablegatoapostolico mg.
serire che Clemente XIII donò al gran Lodovico de'baroni Aucajani (ora moua-
maestro Malta lo stocco e berrettone
di cocassineseeabbatedis. Pietro dìFerenr-
benedetti. No, fu Clemente XIV, e nel /r//o,abbazin di cui riparlai a Spoleti), ca-
i
774> e lo notai nel voi. XXIX, p. 262, rneiieresegretosoprannu mero, incaricato
dichiarando regali che ricevette l'able-
i pure di presentare la berretta cardinali-
gato apostolico mg. Bonanni. Lo affer- 1
zùzalcardinalCroy arcivescovo di Rouenj
mano n.i 8 566, 8 58 2, 8 "98,860 0,860 2
i e notai i regali ricevuti daU'ablegato. Di
del Diario di Roma 1 y y 4» ove s p J 'h> ' che e della benedizione in parte trattano
del biglietto di segreteria di stato, per la i n.i 36 eli Roma 1825,
e 161 del Diarto
nomina dell'ablegato;di sua partenza per dichiarando che l'ablegato fu accompa-
Malta con una galera pontili eia,con molta gnato dal fratello bai oue Decio, e da mg. r
gente di buon servizio; del suo arrivo ai Conti cappellano segreto del Papa. Il cav.
18 giugno, onorificenze ricevute, accol- Arlaud pai la del donativo pontificio nel-
to allo sbarco da 4 cavalieri, incontrato laStoria di Leone XII, nel 1. 1 p. 75, 1
,
1

alla porta dal clero secolare e regolare, e 176, 249 (ed anche nella Storia di Pio
da'cappellani conventuali, recandosi pio- 1 III, t. 2, p. i3o). Egli osserva, che il
ccssionalmenlein chiesa tra il rimbombo berrettone o cimiero, è una specie di cap-
delle artiglierie e il suono delle campane; pello del medio evo, ed è sempre accom-
che ringraziati tutti, passò coi cavalieri pagnato dallo stocco, specie di spada; che
alla nobile residenza destinatagli, riceven- sogliono donarsi a "cneralissimi chesiansi
do le visite de'grancroci, del prelato in- distinti in fazioniimportanti (poteva ag-
quisitore di Malta, e recandosi privata- giungcre,anche pe'motivi che ho descrit-
niente a visitare il gran maestro Xime- to, ed ai sovrani), come d. Giovanni di
nes de Texada di Navarro. Indi si narra Austria, Giovanni III e il principe Euge-
l'udienza pubblica, che fu destinata do- nio; ed egualmente volendosi ricompen-
menica 26 luglio per la funzione, e si leg- sare la spedizione di Spagna, per cui Leo-
ge la notade'regali ricevuti dall'ablegatu, ne XII avea domandato a lui stesso, co-
e il suo ritorno in Roma. L'ultimo dona- me incaricalo di Francia in Roma, le no-
tivo dello stocco e berrettone io fece Leo- tizie sulla vita delducad'Angouléme vin-
ne XII nel 1825, come riportai nei voi. citore di Cadice, ponendo fine alla rivo-
XXVII, p.142, XXXVIII, p. 65, dicen- luzione spagnuola onde aver gagliardi
;

do che il Papa, per avere il Delfino Luigi motivi di manifestare a 'cardinali la sua
ducad'Angoulème, figlio di Carlo X redi determinazione, e inviar quindi tali segni
Francia, generalissimo dell'esercito fran- d'onore a Parigi, ch'è la più alta ricom-
cese, liberato il re e la famiglia reale di pensa cattolica che possa desiderare un
S/jagua dal dispotico potere de' co:t:tn- guerriero amico della religione. Soggiun-
ziouali ribèlli, gli mandò iu dono a Parigi ge, che alcune persone, conoscendo poco
Io stocco e berrettone benedetti, che esi- gli usi di Roma, che non si diparte mai
stevano nella sagrestia pontificia., e cou dalle foggie dell'antichità, trovarono Io
singoiar esempio volle ribenedirli nel gior- sloccu e il berrclloue pesanti da non pò-
60 STO ST ()

(tisiadoperare, ignorando che simile o« ne nell' ultima settimana di luglio dello


noie era stato fatto ai 3 nominati ina- stesso 82 ^Nell'anno precedeute,ad onta
i

gnaniuii e benemeriti della cristianità; es- the fosse affaticato Leone XII dalle fun-
si però non aveano posto sulla loro testa zioni dell'apertura della porta santa, pu-
il formidabile berrettone, uè aveano ini- re prima mattutino della notte del s.
del
brandita quella spada sì pesante. Questi Natale, al letto de'paramenti e colle for-
segni d'onore, nelle ce ré moni e della pace inalila consuete beuedì lo stocco eherret-
venivano portali dagli araldi, che prece- tone ducale (cioè quelli che spedì poi con
dcvanoque'eapitani;ina in Utnpodiguer- nuova benedizione in Francia), indi pas-
ja essi non apparivano vestiti di eosìenor- so alla funzione della contigua cappella Si-
ini insegne. Alcune critiche beffarde cir- slina, come
trovo nel n.°io4 del Diario
«colarono ed afflissero ii buon Papa, il qua- eli 824. bi quello poi del 82.5 e
fìo/na i
i

le nel lagnarsene, mostrò di sapere che nel u.°io3, leggo che Leone XII avendo
il re, il Delfino, le principesse aveano e- eseguitola chiusura della porta santa, non

sternato la loro sincera gratitudine per intervenne nella seguente nolle,vigilia del
tali e altri doni: Carlo X si dichiarò gra- s. Natale, al mattutino; laonde nella mat-
tisiimo di tutto, e fece aucorlui donativi lina appresso e nella sua cappella segre-
a Leone XII, diche trattai a'Ioro luoghi, la, dopo aver celebrata la messa, henedi
Poi narra, che il giorno di Natale 825, i lo stocco e berrettone (cioè quelli falli di
dopo la celebrazione del la messa/luemaz- nuovo, e (piando gli altri giù erano slati
zieri portavano il berrettone e stocco de- ricevuti dal Deliìno). INon vi fu pontili-
stillati al DeKìno, stati benedetti secondo cale in s. Pietro, ma solenne messa nella
Papa nella sua cappella privata
l'uso del cappella Sistina, in cui sebbene non vi
dopo una messa comune. Qui I' ottimo andò il Papa, si videro Io stocco e berret-
storico (che celebrai anco nella biografìa Urne, sostenuti (a corna Epistolae) a vi-
dei cardinal Soma gli a) cadde in anacro- penda da due mazzieri pontificii, e non
nismo, che non posso trasandare, iinpli- portati, uflizio che spetta al chierico di
cando più cose. Dal riportalo di sopra, e camera. Aggiungerò che nel n.°io3 del
comprovato dal Diario di Roma (g\ov- Diario di Roma 1826 si riporta, che Leo-
naie ollìciale, che se talvolta disse iuesat- ne XII celebrò le funzioni del vespero e
tezze parlando d'antiche er udizioni, non mattutino nella basilica Liberiana, ove
fallava quando pubblicava-cose di fatto avanti il ?.. "nella sagrestia e coll'assisleu-
del giorno e riguardanti il Papa, almeno za del sagro collegio (cioè perchè ivi si

nel sostanziale e più importante, e si ret- raduna, non per assistere alla benedizio-
li fico col numero seguente quando noti- ne) e degli altri che vi hanno luogo, fece
fico cose che meritavano correzione), che la benedizione del cappello e dello stocco,
lo stocco e berrettone pel Delfino giù era- solita praticarsi in questa notte (vale a
no stati a lui conseguati in Parigi, lm- dire i nuovi sostituiti a'donati, e tuttora
porla inoltre che io rimarchi, che meno esistenti nella sagrestia pontifìcia). Altret-
alcuni casi, e in principio notati, la bene- tanto praticò nel 827, come dal n.° 04
1 1

dizione si fa sempre nella camera de'pa- del Diario (\\ qualeerròambeduelevolte,


lamenti del palazzo apostolico e talvolta nel dire che l'esegui in piviale). Final incu-
neila sagrestia Liberiana. Di più leggesi te il n.°2 5 del 1828, dice che Leone Xlf
ne'due allegati Diari di Roma, che i'ab- celebrò nella cappella Sistina il vespero
legato partì da Roma due giorni dopo la e il mattutino, e nella seguente mattina
ribenedizióne dellostocco e berrettone pel pontificò la messa nella basilica Liberia-
Delfino,cioèa'5maggio,e visi restituì do- uà, in cui durante la funzione e dal lato
po esegui la la ragguardevole comìuiasiu- dell'epistola presso l'altare da uu maz-
STO STO fi 1

ziere furono sostentili lo stocco e berretto- mura e alle strade sono più chiare e più
ne, benedetti nell'antecedente nolfcfdun- profonde che quelle del eanale e delle la-
que nella camera de' paramenti della Si- gune della già regina dell'Adriatico, con
stina). In questa li benedì Gregorio XVI più che vascelli di tutte grandezze pas-
ordinariamente avanti messa della not-
la sano a due ranghi innanzi le case e le fi-

te di Natale cui assisteva, e se non v'in- nestre de'circa suoi 1 00,000 abitanti. Alla
terveniva l'eseguiva nella mattina prima vista d'ogni parte si ravvisano i giardini
della funzione. Il regnatile Pio IX costa* ricchi d'alberi e delle più rare piante, le
mando celebrare il mattutino e il pon- cupole delle chiese, ed in qualche luogo
tificale della notte di Natale nella basi- i ponti che vanno da una all'altra isola
lica Liberiana, in quella sagrestia e. pri- pel commercio de'ciltadini. La maniera
ma tlel mattutino benedice lo stocco e il però più usata per le comunicazioni del-
berrettone. Su questo argomento, oltre i la ciltàjSono de'battellelli di diverse gran*
rammentati scrittori. si ponuo vedere,Ste*
'

dezze, che circolano, partono e danno lut-


fmo Pigili, De insignibus militaribus a ti gl'indizi, come le vetture, le piccole di-
Paul. Max. principibus deferri solilis, ligenzeegli omnibusoggi usali nelle gran-
nello Scotti, Itinerario p. 482. France- di città d'Europa. Ciò che v'ha di straor-
sco A. Mondelli, Qual sia dello stocco dinario però si è, che questi battelletli so-

d'oro l'origine? nella Dissertazione ì li no tulli condoni da donne. L'ineguaglian-


della II Decade, Roma 1792. za delle rocce, o scogli di granito che in-
STÒCKHOLMoSTOCCOLMA,flb/- numerevoli sorgono dalle onde, in parte
mia. Città capitale del regno di Svezia delle quali sono fondate le abitazioni, le
(P.)e capoluogo della prefettura del suo rendono di dillìcile accesso ed in falli u- :

nooie, nella parte orientale della Svea- na gran parte delle case sono disposte a
landiao Svezia propria, porzione dell'an- foggia di gradini d'anfiteatro dal pendio
tico Upland o Boslagen e parte dell'an- d'un'alta collina, ed un vasto palazzo co-
tica Sudermania. E' situata sullo stretto rona e domina l'assieme di queste vedu-
che unisce il lago Maelar ad unode'brac- te. Generalmente le case sono costrutte
ci del mare baltico, i'.>.o leghe nord-est di pietra ed a mattoni, ed esteriormente
da Copenaghen, \Go ovest sud-ovest da coperte di stucco bianco. 1 quartieri dei
Pietroburgo, 35tda Vienna, e35oda Pa- sobborghi sono di legno, formano la par-
rigi, in posizione sommamente pittore- te inferiore della città, e quasi del tulio
sca; l'alternare della terra e delle grandi nascosti. Il castello ed i pubblici edilìzi
masse d'acqua, l'ineguaglianza del ter- hanno il tetto ricoperto di rame. La più
reno che forma ora collina di dolce de- bella e la più larga strada è quella della
clivio, ora masse scoscese di rupi di gneis della Regina, che attraversa il quartiere
e di granito, le danno un aspetto mira al nord, ch'è il più ricco di edilizi. Vi si

bile e unico in Europa. Stockholm è ba- coniano 1 5 belli ponti di congiunzione,


sata sopra 7 piccole isole, dalia parte del- unode'quali è di ferro. Componesi Stock-
l'acque del lago Maelar, il più pittoresco holm di parti o quartieri materialmen-
1

de laghi Questo lago per le due


di Svezia. te separati. r.°Lo Staden o la città pro-
loci IN'orrstrome Soderstrom sbocca nel priamente detta, sopra un'isola centrale
porto, mantenendo dolci le acque nello e situata nel bel mezzo dello stretto, che
Skargard, o vero arci pelago, dov'entra- al mare congiunge il Maelar; la parte del-
no le navi per le principali imboccature lo stretto medesimo che trovasi al nord
di Dalaro e di Sandhamn. In cei to modo dell'isola chiamasi JVorreStroem; e l'al-
questa città ha multa analogia con Ve- tra Soedcr-Slroem. Questa divisione è il
nezia; mn le acque che battono alle sue centro degli all'ari commerciali: le ri vie-
62 S T O STO
re ne sono fiancheggiate da case superbe, ove tengonsi alcune assemblee. Si consi'
dove abitano i primari mercanti, e colà dera spesso questo quaitiere come pai-
pure trovasi il palazzo regio, vasto castel- te della città propriamente delta. 4-° Lo
lo quadrangolare di magnifica archilei- Skepps Holmen o Adiniralitets-Holmen,
tura e di bellissimo e maestoso aspetto, situatoall'esl delloStadene alcontinente
situato alla sommità dell'isola, con mi- congiunto per mezzo d'un ponte: contie-
merosì ed eleganti ornati nell'interno; due ne poebe case particolari, e vi si trova-
leoni di bronzo di colossale dimensione no l'ammiragliato, l'arsenale della mari-
fuiino mostra di difenderne ringresso,de- na, la dogana dell'ammiragliato e quau-
corando la principal facciata un bel ter- li tu. di magazzini. 5.° Il Castel-Holmen,

razzo con giardino. Vi dimora la corte, al sudestdelloSkepps-Holmen, al quale


e tutte le amministrazioni della monar- comunica mediante un ponte. Havvi un
cliia. Raccbiiule ancora gli archivi del re- furie guernitodii2 cannoni, e un Iazza-
gno, il museo ove fra le statue die vi si retto della marina. 6.° Il BeckHolmen,
ammirano trovasi il famoso Endimione all'est sud Castel-Holmen veruu
est del :

scoperto nella villa Adriana; la bibliute- ponte noi congiunge alle terre vicine. j.°
ca regia, la bella chiesa di s. Nicolao, il li Kongs-IIolmen la massima isola di
,

palazzo dei cavalieri ossia della nobiltà Stoccolma, all'ovest nordovest dello Sta-
ove radunasi per le sessioni delle diete, deu. Xe è abitala soltanto la parte orien-
grazioso edilizio esternamente adorno di tale, e vi si trovano la chiesa d' Lirica E-
statue ecolonne, e dentro di quadri e scili- leonora, e il gran lazzaretto regio. Si va
ture; nuovo palazzo di giustizia, lacbie-
il da questo quartiere al continente, al l'est

sa alemanna di s. Gertrude con torre al- per due ponti, uno de'quali passa sull'i-

tai i i piedi, la borsa, la banca, la zecca soletta diBlek-Holoien. 8. "IlNorre-Malm,


con un gabinetto di minerali, il collegio al nord della oillà propriamente detta o
delle miniere, la posta e altri pubblici sta- Staden,alla quale è congiunto per mezzo
bilimenti. Sulla piazza del castello s'innal- di grande e bel ponte; giace sopra una
za sopra un piedistallo la statua in bronzo penisola molto più. estesa dello Staden,
diGustavo 111. Lecasemoltoalte,lestrade ed 6 grandi piazze, vie molto rego-
olii e

generalmente anguste, danno al comples- lari,molto lunghe, alcune però strette.


so un'apparenza alquanto tetra. 2.° Lo Si notano in questa parte il palazzo del
Ilelge-Anclsholnien o Piccola Stoccolma, principe Alberto, l'osservatorio astrono-
iu mezzo al ÌN'orre-Slroein, al nord dello inico, l'arsenale dell'artiglieria col labo-
Staden, e contiene belle case in pietra e ratorio, il teatro, il serraglio deMe fiere,
le scuderie regie. 3." Uiddar-Holmen, Il il giardino degli agrumi, la chiesa d'AdoI-
all'ovest dello Staden, da cui non è sepa- fo Federico, con un monumento inme-
ratocheda uno stretto canale, traversato moria di Descartes ossia Cartesio morto
da un ponte: contiene la chiesi di Rid- a Stoccolma, e la piazzadi Norre-Malro-
dar- Holmen, una specie di Pantheon e mezzo alla quale sorge la statua
torget, in
uotabile pel gran numerodelle tombe re- equestre di Gustavo Adolfo. Al Norre-
gie, de'sarcofagi e trofei che racchiude, Maini attaccatisi al nord est il quartiere
e dove sono sepolti la più parte de're di diBlasie-IIolmen,ed all'est quello di La-
Svezia posteriori a Gustavo I Wasa (la dugards-Landen che somiglia piuttosto
cui statua equestre è una di quelle che ad un villaggio che ad una parte di ca-
sono in Stoccolma), fra i quali Gustavo pitale. g.° 11 Soeder-Malrn, al sud dello
Adolfo e Carlo XII, ed un gran numero Staden, al quale si unisce con un ponle
di celebri diplomatici, gratuli capitani e levatoio e varie costruzioni di chiusa: è
uomini illustri; e l'aulico palazzo regio, quasi interamente circondato dalle acque;
S T O STO 6 5

al sud-sudest Io congiunge al continen- guanti estremamente stretti e piccoli, ed


te un istmo stretto, coperto di ibi tificazio- uu cappello pei forato verso la parte drit-
ni. None-
L'aspetto somiglia a quello di ta viciuo la tempia, buco cagionalo dalla
Maini, ma vi sono meno monumenti pub- palla che die morie a sì grande eroe. Pos-
blici; però vi si fanno distinguere l'ostello siede Stoccolma gran numero di società
della città o palazzo municipale, e il gran L'accademia reale
letterarie e pregievoli.
deposito e pesa del ferro, i o."ll Lang Hol- delle scienze fu fondata nel1739, da una
men, lunga isola al nord-est del Soeder- piccola associazione che contava tra' suoi
Malm, col quale comunica per un ponte, membri il celebre Linneo: ha essa 100
evi sirimarca la casa di correzione, e l'uf- membri svedesi e 60 forestieri; l'aaricol-

ficio doganale per la percezione de'dirit- tura, ilcommercio, le manifatture, le scien-


ti delle navi, che sortono dal Iago Maelar. ze filosofiche e ma tematiche, forma no l'og-
La riunione di tutte queste parti olire un getto de'suoi lavori; vedesi con interesse
circuito di 3 leghe e mezza, ma troppo il suo museo, la biblioteca, l'osservatorio.
manca che tutto sia abitato. Vi sono o- L'accademia svedese istituita neh 786 ila
spedali, stabilimenti di beneficenza, case Gustavo 111 non conta cheiS membri, e
d'industria; 1 4 chiese,4 oralorii,lasinago- limitai suoi studi al perfezionamento del-
ga degli ebrei: della chiesa cattolica, e di la lingua svedese. Altre accademie sono,

quanto riguarda cattolici netrattoa Sve-


i quelle delle belle arti, dell'istoria e del-

zia, parlando del vicarialo apostolico o- le antichità, quellami lilare, di architettu-

m opimo, risiedendo in Stoccolma il vica- ra, pittura e scultura, di musica, la socie-

rio apostolico.L'amministrazionedi Stoc- tà patriottica scandinava e d'agricoltura,


colma stai urna no d'un governatore e d'un la biblica. Vi è scuola di navigazione e di
sotto governatore. La magistratura della disegno, il collegio di medicina e chirur-
città consiste in 4 borgomastri e 20 con- gia che soprintende su tutti gli stabilimen-
siglieri. Per conto ecc!esiastico,cioè del cul- ti medici del regno, la scuola di tecnolo-
to luterano, vi sono due concistori, uno gia , ec. La biblioteca regia conta quasi
della corte, l'altro della città. Il re Car- 5o,ooo volumi; il gabinetto de'minerali,
lo Giovanni sulla piazza Stolsbacken in- quello zoologico sono preziosissimi; lecol-
nalzò un grande obelisco di granito, in o- lezioni particolari sono numerose e inte-
nore della milizia borghesedi Stoccolma. ressanti. Stoccolma è l'emporio del com-
11 grande arsenale, situato in ameno pas- mercio della Svezia centrale. Pochi porti
seggio chiama lo ilG lardino del Re,è vastis- sono tanto profondi e così vasti quanto il
simo; contiene gran quantità di trofei che suo, che trovasi tra lo Stadeu o città, lo
rammentano bei giorni della monarchia
i Skepps Ilolmen , ed il Blasie dolmen :

svedese,e molti altri oggetti che riferiscon- 1000 vascelli ponno starvi in sicurezza, ed
si alla storia del paese. In una sala si con- i piìi grossi giungono sino alle riviere. Il
serva l'effigie del sovrano in legno di buon solo impaccio che incontri la navigazio-
intaglio. Si mostra un battello che si pre- ne viene prodotto dal gran numero d'i-
tende fatto costruire da Pietro I il Grati' che imbarazzano
solette e di scogli l'in-

de nel cantiere di Sardam; la camicia in- gresso dello stretto verso il Baltico; gli sco-
sanguinata trovata al re Gustavo Adolfo gli sono coperti di frondosa verzura, altri
quando peri a Lulzen; l'abbigliamento hanno casolari graziosi di legno dipinti
completo di Carlo XII, allorché fu ucci- in rosso. I due forti di Vaxholm e di Da-
so, e composto di uniforme di panno bleu, laroe guarentiscono il porlo, ch'è 3 leghe
come semplice soldato, una larga cintura discosto dal mare aperto. Le principali e-

di pelle di bufalo, alla quale è appesa li- spoliazioni consistono in ferro, legname,
na spadaccia lunga 5 piedi, due stivali e rameica trame; il commercio interno assai
64 STO STO
ragguardevole,trovasifflcilitatoclallungo giuramentoil conte fece fabbricare la cit-
lagoMaelar,chefavoriscepure ilcommer- tà, che prese il nome di Stockholm, os-
ciò esterno permezzo del canale di Soe- sia isola di legno, odi bastone, da Stock,
dertelge stabilito fra il lago e il Baltico. pezzo di legno,e daholm, isola. Altri pre-
Hanno le manifatture e le fabbriche va» tendono dalla grande quantità di travi
lieta e attività, e vi si distinguono par- diesi portarono per costruirla. Talee la
ticolarmente le vetrarie, le raffinerie di tradizione popolare della fondazione del-
zuccaro, di panno, di cotonine, di cappel- l'odierna capitale della Svezia. Il suo in-
li, di seterie, d'orologierie, d'argenterie, cremento fu rapido, ma solo nel secolo
di stranienti matematici, porcellana, ma- XVII meritò di divenire residenza delia
iolica, fonderie di cannoni, cantieri da co- corte reale, prima stabilita Dell'antica ca-
struzione, utensili di ferro e di rame, ri- pitale TJpsala. Stockholm quindi seguì i
noma te essendo le fonderie di ferro a sta ri- destini politici e storici della Svezia t e con
ga che formano uno dei primi articoli essa si compenelra la sua storia.
commerciali, cavato dalle magnifiche mi- STOLXjStola^o'iajOrnrium. Veste,
niere di Dan mora, situate fra Stockbolm abito, .ornamento sagro, che consiste in
e Upsala. E" lai. "piazza manifattrice del una striscia di stoffa, propria del Papa e
regno, efa più del 3.° del commercio del- de'vescovi, il cui uso è concesso ai sacer-
l'esterno della Svezia. Si dice che solo AT rz- doti e ai diaconi soltanto, ma è interdet-
poliamo rivaleggiare fra le capitali d'Eu- to ai suddiaconi, come dichiarano Binio,
ropa eolla città di Stockholm per l'ame- Diclich e altri liturgici. Si pone ai collo
nità dc'dintorni, essendo sulle sponde del nella parte media, onde forma due liste

Maelar sparse deliziose case di villeggia- che cadono sul davanti fino al basso, so-
tura, ed al nord sono due sorgenti mine- pra o sotto il ginocchio. Queste liste fu-
rali. I costelli o regie deliziosissime ville rono staccate dall'antico abito aperto da-
che la circondano, sonoquellediRosendal, vanti e chiamalo Stola, di cui hanno esse
cliea'a marzo 18 iq rimase in parte pre-
i conservato il nome. Furono altresì chia-
da delle fiamme, Rosesberg, Ulrichsdal. mate Orarium, dalla parola ora, che si-
Drolningholm, Haga, Carlsberg eSvart- gnifica bordo, estremità, perchè le dette
sjo.Quantoalla edificazione di Stockholm liste terminavano il bordo dell'abito, co-
.si riporta al secolo XI 11, al 25ooaI 2 54-
i i me osservò GioselTo,/^iWi. giud. lib. 3,
Dopo morte del re Enrico XI il Bal-
la cap. 8, parlando del lembo della veste ta-
bo, il conte Berger viceré o governatore lare d'Aronne; così s. Gio. Crisostomo si

della Svezia, risolutod'immortalareil suo espresse, dicendo della stola sacerdotale.


nome, formò il progetto di fondare que- Fu dunque la stola detta orario da alcu-
sta grande città. Ma come nelle grandio- ni liturgici, per cui Bmio parlando del con-
se operazioni non mancano mai delle con- cilio di Laodicea, che molti dicono cele-
trarietà, a queste gravemente fu sogget- bralo sottos. Silvestro I, dichiara: » Ora-

to: e mollo si trovò imbarazzalo nella scel- rium idem est in antiquis fati ibus, quod
ta del luogo conveniente, e quindi non Stola, qnae est Vestis sacra non lata, cu-
volendosi fidare uèallesue cognizioni, uè jus usus sacerdotibus ac diaconis conces-
al suo buon gusto, narrasi cheuo giorno sus est, subdiaconis interdictus". Furono
slanciasse sulle acque all' estremità del sinonimi Orario e Stola, e Piabano, De
lago Maelar un pezzo di legno in forma Irmi. Cler. cap. 4, ed Alcuinu, De Divi-
i

di bastone, giurando che dove si fermas- iris Offìciis e. 3f), dicono: Omnium sto-
se, colà sarebbe edificala la nuova cillà; lam vocanl. Avverte però Magri, No-
il

e in fatti dopo qualche istante vide il ba- tizia de vocaboli ecclesiastici , in verbo
stone presso l'isola vicina. Fedele al suo Stola, che sebbene da molti viene chia^
STO STO G>
mata Orarium, presso i greci tal voca- 3r), che non convenendo due orari a'sa-
bolo significa solamente la stola diacona- cerdoti e neppure a'vescnvi, molto meno
le, a distinzione della sacerdotale, detta convenivano al diacono ministro inferio-
Epitrachelio n e in significato di collana re. Dipoi i diaconi sdegnarono di portare
osopracollare,sebbenepoi sacerdoti mo- i l'orario scoperto, nascondendolo sotto la

derni mutando sito in portarla sulle spal- Tonicella^f '.). Quanto alla Tonaca jVeste
le [hìò ch\amavs\ Superhiimerale (P .),ed lunga econ maniche lunghe, chiamata «S'io-
i maroniti e altri cristiani arabi chiama- la da'ronaanì e da' greci Calasiris, tutti
no Battirscin. Anche Costantino Curo- i popoli d'oriente la portavano, come prò-
palata distingue la stola dall' orario dei vasi con molti monutnenli,di >tatueebas-
greci, poiché parlando dell'adorazione 3orilievi,che si ponno riscontrare uella.l/;-
della Croce, scrive che la porta l'arcidia- tologiaj alcuni popoli però usarono ma-
cono vestito non della stola, ma dell'ora- niche corte e si disse stola o tonaca reale,
rio. L'etimologia della voce orario, Bal- co me abito ordina rio de' re e de' magi stra-
samone nel can. 20 la fa derivare dal vo- li, poiché arrivavano alla metà della par-
cabolo greco significante osservazione ,
te superiore del braccio, a somiglianza de-
perchè l'orario sembra particolarmente gli abiti odierni denominati rubboni, ed
proprio de' diaconi soltanto, come assi- usati ancheda' Gonfalonieri, Priori{/\),
stenti de'sacerdoti celebranti e come os- anziani ealtri magistrati municipali, econ
servatori de'sagri misteri. D'altronde Du- lai^lie stole di lama o tela intessuta d'oro
rando, Deril.cccles. lib. 2, cap. g, è d'av- o d'argento. La tonaca stola si vede nei
viso che l'orario sia voce latina, prove- monumenti, principalmente nelle perso-
niente da os orìs, cioè bocca, poiché da ne, che per la loro condizione erano sog-
questa derivano la lode e la preghiera. gette a pubblica comparsa, sempre cinta
Nel voi. XXXIf, p.i/p ei \G, parlando da una benda o fascia più omeno larga
de'paramenli sagri de'greci, descrissi l'o- di slolla. La romani era il
stola presso i

rario del diacono, e la stola del sacerdo- vestito distintivo delle donne d'alta con-
te ,
colle simboliche spiegazioni. Inoltre dizione e matronali. Le maniche erano
orario fu detto altresì quel velo, con cui lunghe, e scendeva sino a' piedi: d'ordi-
per divozione cuoprivansi le Reliquie dei nario era di porpora, adorna di galloni
santi. Sull'etimologia del vocabolo Stola bende di stoifa d'oro, di cui pure era
ponno vedersi il cardinal Bona, Rerum orlata tutta all'intorno nella parte infe-
liturgicarum, cap. 24 ; Le Brun, Spiega- riore; ed è questo il motivo per cui le pa-
zione della messai.i , p. 5o; Lambertini, role stola e instila si prendouo talvolta
Della s. messa sez. cap. 4; Veri, Spie-
1 , negli autori per la castità e la modestia
gazione delle ceremonie della chiesa, t. che vieppiù convengono alle donne di di-
2, p. 826. Secondo le spiegazioni del ci- stinzione, che sole ottennero il permesso
tato Alcuino, la stola fu detta orario per- di portar la stola, dopo che la palla(sinoni-

chè conviene agli oratori o predicatori. nio del peplos de'greci, ossia il manto o
Si porta sul collo l'orario, in maniera che esteriore vestimento delle romane, che vi

l'estremità arrivino alle ginocchia, e si a- ravvolgevano corpo senza affibbiarlo e


il

dattino sul petto in modo di croce, che meuo largo della toga) fu concessa alle
secondo Simeone di Tessalouica, si rife- donne del popolo e alle cortigiane. Su
risce alle ali degli spiriti angelici, l'uffi- questa palla le matrone per distinguersi
zio de'quali esercita il diacono. JNe'primi ponevano la stola,altridiconoilcontrario,
tempi alcuni diaconi avendo avuto l'am- che sulla stola usavano la palla, di cui gli
bizione di portare due orari, il concilio uomini non potevano decentemente ser-
4° di Toledo del 633 determinò col can. virsi. Presso i greci però la stola era co-
VOI. LXX.
GG STO STO
mime a'due sessi, e in generale indicava Diaconi(l'.), come proprio disti olivo del
qualunque tonaca lunga; ed in un senso grado diaconale, con quella degli antichi
più particolare significò unaspecied'abito che con lai nome significarono ogni sor-
proprio delle donne assirie, lungo e con te di veste, chiamandosi stola la veste la-
maniche, che Semiramide rese comune lare delle donne oneste, sopra cui
si po-

ancheagli uomini, aflhichèilsuo travesti- neva il Pallio (f-) } onde cantò Orazio»
mento da uomo fosse meno osservato. Ad talos stolas demissa, et circumdata
Quindi gli assirie caldei, concedendo una pallaj e nell'Apocalisse si dice de' beati
festa anniversaria agli schiavi, uno di essi qui dealbaverunl stolas suas in sangui-
faceva dare, vestito di stola simile a regio ne agni, cioè le loro vesti. Stole anche fu-
ammanto e chiamata zogana, come dissi rono dette le vesti sacerdotali degli ebrei,
nel voi. LX1I, p. 124. Questo vestimento così nel 1. "libro de'Maccabei cap. io, si di-
dagli assiri passò a'medi, i quali a tempo ce che donata sacerdote inditit se stola
di Ciro lo comunicarono a'persi, perchè sacerdotali, il che non si può intendere
quel principe io credè alto perla sua lun- se non della veste usala dal sacerdote ,

ghezza ad ascondere difetti del corpo, i mentre in tal tempo uon eia la stola di

e a far comparire la hellezza della statina. cui qui si parla. Ma leggo pure in Rin.J-
Chiamavansi stolide le pieghe di certi ve- d\, Annali ecclesiastici an. 1 7, u.°i, citan-
stimenti degli antichi, quali curavano i do il ricordato Giosefìo che ridotta la ,

dimantenerle collocando con arte la cin- Giudea in provincia, presidenti romanii

tura, dopo di averle formate allorché si imperiali s'usurparono anche le cose sa-
lavavano: Senofonte parla di una stola di gre, con dare e togliere il sommo Sacer-
lino così increspata. Il Buonarroti, Vasi dozio (V.) ; perocché eransi impadroniti
antichi di vetro,\>. 1 5 1 ,
parlandodellaslo- della stola pontificale, solita conservarsi
la, veste matronale e delledonne nobili, nella torre Antouia vicino al tempio, te-
ampia e senza alcun ornamento, osserva nendosi in una cella serrata e suggellata
che in progresso fu ridotta a forma più con l'impronta de'Poutefici e de'custodi
stretta e angusta, a cagione che venendo- del sagro erario, alla quale il castellano
si le stole ad arricchire d'oro e di ricami, accendeva ogni dì una lucerna, esommi-
si sarebbero resedisadattea portare,quau- nisti ava la stessa stola al sommo sacerdo-
do con quegli stessi abbellimenti si fosse- te 3 volte l'anno, cioè nel tempo del di-
ro mantenute con tutta l'abbondanza di giuno nel quale egli l'usava. Con la sto-
panno, che aveauo nella loro primiera la erano congiunti due altri vestimenti,
semplicità. Queste vesti preziose non e- chiamali Superumeralee Razionale, am-
rano solamente usate dalle matrone gen- bedue insigni per le pietre preziose. Col-
tili, ma anco le portavano le cristiane, co- la stessa autorità di Gioseffo, rileva Ri-
me si raccoglie da Tertulliano, De cultu naldi all'an. 37,n.°2,che recandosi in Ge-
foemìnarum lib. 2, cap. 9 ei o; poiché si- rusalemme L. Vi tellio proconsole di So-
no da'priuii tempi della Chiesa si conver- na, concesse ai sacerdoti che si conservas-
tirono alla fede persone d'ogni condizio- se la stola cogli ornamenti pontificali nel
ne, come pure attesta Origene. Il mede- tempio, come praticavasi prima che re-
simo Buonarroti ne' Medaglioni tratta gnasse Et ode. Egualmente ricavandolo
della stola olimpica, e dellestolc usate dai daGioselTo, riporta Rinaldi all'an. 48, n.°
baccanti. Il p. Bonanni, La Gerarchia ec- 28, che Cuspio Fado procuiatore della
clesiastica considerata nelle vesti sagre e Giudea molestò gli ebrei per cagione dei*
ch'ili, cap. 5i: Della Stola, incomincia la stola ponlifìcalegià restituita loro, pro-
dall'avvertite non doversi confondere l'or- curando egli di ridurla di nuovo in po-
na mento usalo da' Sacerdoti (T\) e dai tere de'presidenti romani. Pei tanto man-
STO STO G7
da rona giudei cou sua licenza ambascia-
i l' Avvento e nella Quaresima, il diacono
tori a Claudio imperatore, il quale ad i- ministraste nelle messe cantate depone la
stanza di Agrippa figlio del re Agrippa pianeta piegata (questa depone ancora d
defluito e che stava presso di lui, ordinò Suddiacono) o la dalmatica, e sul Ca-
che gli ebrei fossero mantenuti in posses- mice assume un largo stolone paonazzo
so della stola. 11 vescovo Saviìe\\\,Dissert. a traverso del corpo, pel canto del van-
eccl. t. 3, lett. 26 Della stola,
: abito pon- gelo, restando così fino al Post Commu-
tificale, sacerdotale e diaconale, riferisce nio in cui riprende la delta veste sagra.
che nella sagra Scrittura si chiama stola Leggo nelle Indicazioni pé maestri delle
la veste talare e onorevole che copriva cerei/ionie pontificie di mg. r Fornici, a-
tutto il corpo e usala da' medi, dicendo vere osservato maestro di cereino-
l'altro

la Genesici e 4 2 che Faraone costitui-


. nie mg. 1'
Dini nel suo Diario mss. che uti-
to Giuseppe viceré d'Egitto, Festiviteum le antiche e recenti descrizioni della cap-
stola byssina. Che i sacerdoti vestivano pella papale per la benedizionedelle pal-
la tonaca di lino chiamata stola, ed i le- me, e nel ceremoniale inedito di Paride
vili l'aveano di lana, ed a'quali la conce- de Grassis, si dice che il diacono deve es-

dè Agrippa senza riguardo al-


di lino re sere sine stola. Non sa però precisare da
la legge. Che la tonaca
di giacinto del som- quale epoca siasi introdotto 1' uso della
mo sacerdote, detta auche umerale, pure stola, discute le ragioni hic inde, epropo-
si disse stola, così il superumerale e stola neche debba continuarsi. Ordinariamen-
santa. A Pontefice ed a Sacerdozio par- te la stola è lunga 9 palmi circa, e larga

lai di quello massimo de'romani, dignità mezzo palmo, ma nell'estremità termina


riunita negl' imperatori e ritenuta anco con quasi un palmo di larghezza. In que-
da alcuni di quelli cristiani; dissi delle sue ste due estremità e nel suo mezzo corri-
insegne, e che la loro stola custodivasi in spondente al collo, vi è la croce di gal-
Campidoglio. Di questa stola del Pontefi- lone- o trina d'oro, d'argento, di seta, o
ce massimo de'romani parla ancora Sar- di ricami di tali materie. Vi sono stole
nelli, la chiama tonaca, e che gl'impera- più o meno nobili e ricche di ricami e di
tori l'indossavano sotto l'imperiale palu- ornati. Nelle due estremità suole porsi la
damento, a Vendola adoperata anco gl'i m- frangia di seta, di oro e di argento filato.
pera tori Cristiani fìuoa Graziano, non per Nell'assumersie nel deporsi la stola, si ba-
sagrificare,ma per la somma podestà the cia la croce di mezzo; i fedeli sogliono ba-
ne ricevevano. Il Pallio pontificale è una ciare una delle croci poste nell'estremi-
specie di stola, ed è perciò chiamato Sto- tà. La benedizione della stola è nei Pon-
la apostolalus , Stolti archicpiscopalus, tificale Romanum par. 2 : Spccialis oc-
Sloia pontificali. Il Manipolo {F.) è una nediclio cujuslibcl indumenti. La stola è

piccola stola, eguale ad essa nella forma, l'ornamento de' vesco vi, de'sacerdoli e dei
nella materia e negli ornamenti. La sto- diaconi. I vescovi la portano sempre pen-
la è di seta, di stoffa, di drappo, di lama dente dal collo e discendente pel petto. I

d'oro o d'argento, de' Colori ecclesiastici sacerdoti la iucrocianosul petto celebran-


(F.) de sa«v\ Paramenti (F.) } b\afica, ros- do la messa; ne'vesperi e in qualsivoglia
sa, verde, paonazza, nera, e rosacea per la funzione, il sacerdote adoperando la sto-

IV domenica di quaresima nella cappel- la col camice; il cingolo e il piviale, de-


la pontificia, come descrissi nel voi. Vili, ve incrociarla parimenti avanti il petto,
p. 2 75,ed a Colori. Per la Messa è egua- come prescrisse il Braga cap
concilio di
le nella qualità della stoffa e ornamenti, 3, disi. 3, e riferisce Ga vanto, Rubv.Miss.
alla Pianeta (F.) } quando si assume
così par. 1, tit.19, n.° 4- I sacerdoti usauo la
col Piviale F.) e la Dalmalica(F .). JNel- stola pendente, nelle processioni, ne'fnue-
(
G8 S TO S l O
rali, ue'sinodi, in una parola quando u« srtecop. "\\'> Debet ergo sacci dnxseiim •

sano la colta ,;im ministi anelo sqgramcn- i dumdecrelum Bracharensisconcilii uno,


li benedicendo e predicando.
_,
diaconi I eodemque orario cervioem pariter, et vi-
la mettono da sinistra a destra a foggia rumquehumerumpremenssignum Cru-
di ciarpa. Anticamente nella maggior , cis in pectore suo praeparaie. Si quis au-
parte delle chiese, i sacerdoti non incro- temaliter egeritexeommunicationi debi-
ciavano la stola; così pure certosini ed i laesubjacebit".NotaparticolarmenteMa-
i cluniaceusi. I vescovi e altri prelati che gri,che devesi considerare la parola cer-
portano la Croce pettorale ( V.) uou u- vicciiijQ che in un messale antichissimo si

sauo di formare la croce colla stola, per- legge, che quando il sacerdote si mette-
chè portano nella detta croce attaccata e va la stola, pronunziava questa orazione:
pendente dal collo le sagre reliquie il : Stola jus lìti ae circunida Domine cèrvi'
Nardi vi comprende anche la croce gem- cem meam. Inoltre essi contravvengono ad
mata episcopale. La stola ha molti sim- un'altra misteriosa ceremonia, perchè col-
bolici e morali significati, che leggo nel ledue parti estreme della stola non or-
Magri, altri li riporterò poi col p. Bouan- nano i fianchi, restando coi te nella cin-
ni. Denota il giogo soave della legge di tatila quale appena arri vano. Ecco le pa-
Cristo, l'innocenza e perseveranza uelle role del medesimo Papa Innocenzo III.
opere buone. Secondo Balsamouc , con »Quae a collo per anteriora discendens
porlarsialcollo,alImlealIefuni colle qua- dextrum, et sinistrimi latusadornat, quia
li iu legato il Salvatore nella sua passio- perarma justitiae a dextris et a siuistris,
ne e alla sua croce , che perciò si forma idesl in prosperis, et in adversis sacerdos
in modo di croce avanti il petto. Simeo- debet esse muuitus". Inoltre aggiunge,
ne di Tessalonica dice che denota la o
era- che tal positura della stola non corrispon-
zia dello Spirito santo, il che si accorda de al sito nel quale fu imposta dal vesco-
colla preghiera detta dal sacerdote men- vo nell'oidinazioneal presbiterato, né al-
tre si pone Benedìctus Deus, qui
la stola: le preci da esso pronunziate in quell'at-
effudit grati ani super sacerdotes suos. AI to, Accipejugum Domini ec. II detto con-
dire di s. Germano, la parte destra della cilio di Braga 563, cap. 9, disi. 21,
del
stola significa la canna data al medesimo comanda sotto pena di scomunica a'sa-
Salvatore per ischerno di re, la sinistra cerdoti, che ricevendo lacomutiioneado-
simboleggia la croce portata dal medesi- prino la stola.» Cum sacerdos ad solemnia
mo sulle sue spalle. Altre significazioni missarum accedit, aut per seDeosacii-
mistichee morali della stola, si ponuo ve- ficium oblaturus, ac sacramentum Cor-
dere in Lambertini. Dichiara Magri, in- porisetSanguinisD.iN. Jesu Chr isti suiti
decente abuso di que'sacerdoti,i quali iu- pturusnonaliteraccedat,quam orario vi-

vece di porre la stola al collo, come pre- roque humero circumseptus. Si quis ali-
scrivono le rubriche, la buttano sopra le ter egeritexeomm unica lionidebitae sub-
spalle pendente tutta dalla parte di die- jaceat". Alcuni affermano esser peccalo
tro, tenendo più couto della comodità e mortale, perchè questo precetto impone
poIizia,chede'profondi misteri significati pena grave di scomunica, dunque obbli-
nella stola attaccata al collo, massime per ga a colpa mortale. Altri dicono uon es-
rappresentarCristOjchecop la fune al col- ser colpa mortale, come l'Azorio, auaest.
lo fu condotto al sagrifizio: dice che co- 1 3, par. 1 , lib. 1 o, cap. 28, perchè alcuni
sloro non portano la stola dell'immorta- religiosi osservanti non usano la stola nel-
lità, ma un paio di bisacce. Tali sacer- ia comunione pubblica nel giovedì santo
doti considerino attentamente le gravi (di che riparlai a Settimana santa), ol-
minacce d'Innocenzo III: Demysl, lUis- tre che la Glossa sopra il citato canone
STO STO 69
dichiara essere io uso questo precetto mente sulla mozzelta, e lo afferma pure
quando il sacerdote si comunica nell'ili' il Magri. Però fuori di Roma,tanto i car-
fermila solamente; ma Magri pensa clie dinali, «pianto iadoperavano la
vescovi
dove l'uso di portare la stola sta in os- stola sulla mozzelta come il Papa (egual-
servanza, non si deve così facilmente la- mente dichiarandolo il Magri), perchè la
sciare, essendo precetto di cosa facile e che stola scoperta portata fuori dell'ammini-
comodamente si ritrova. Il Gavanto dice strazione de'sagramenti è segno di giuris-
che i domenicani non usano portare la dizione, e colla quale nelle pubbliche pro-
stola nella comunione del giovedì santo, cessioni si distinguono iparròchi da'sem-
il che è falso, leggendosi nelle rubriche plici preti, e con essa intervengono nella
del loro messale:» Deinde fiat commuuio solenneprocessionechefa Papadel Cor- il

fralrum hoc ordine, ut a majoribus in- pus Domini. Aggiunge an- Sarnelli, che
cipiendo a sacerdotibus cimi stolis super ticamente, quando usa vasi dappertutto
cappas". Il Confessore(F.)nc\ Confessio- la veste bianca talare detta alba, specie
nale (/\) deve usare la stola sulla Cotta di cani ice di venuto \>o\Rocchelto(F .), non
{P.)i per l'eccedenza dell'abito religioso la sagra, ma l'usuale, portavasi da' par*
e sua benedizione, i religiosi su di esso e rochi la stola anche in viaggio, ne'confìni
senza la cotta usano la stola nell'animi- però ed inoltre cre-
di loro giurisdizione,
lustrare il sagraniento della penitenza. de che questo anche da' ve-
si praticasse
UenedettoXllljCon edittodel cardinal vi- scovi ne'loro viaggi, poiché il ceremonia-
cario diRoma, ordini) che nel confessa- le de' vescovi all'antica stola sui rogò una
re in chiesa o in sagrestia, i confessori se- fascia. Dissi aSAr, msTA r»ELPAPA,ch'èseui-
colari usino la cotta e stola, e questa i re- pie insignito del grado episcopale , che
golari, sotto pena di sospensione di con- quale parroco de'palazzi apostoli, recan-
fessare agli uni e agli altri. Tra gli obbli- dosi nel sabato santo a benedire le pon-
ghi pertanto del Sagrista e riportali dal tifìcie stanze, vestilo di cotta e stola, giun-
Diclich, vi che in sagrestia sie-
è quello, to in quella ove risiede il Papa, si leva
110 sempre in pronto delle cotte e delle la stola ed a dà l'aspersorio onde la
Ini

stole per confessori, di colore convenien-


i benedica. Il Marangoni, Delle cose gen-
te (paonazzo), se vi sia la consuetudine, tilesche, p. r4o (ed io ne parlai ad Aw-
che certamente si deve introdurre, onde gm), dice che Bonifacio VI 11, amorevole
non si amministri senza stola il sagra men- con quella sua patria, istituì nella catte-

to della penitenza. Vi sono alcuni paesi drale la dignità del preposto, e cavando-
ne'qualiun ecclesiastico non Predica^.) si la sua propria stola d'oro di dosso, la
mai senza la stola, come in Fiandra, in die per onorifica insegna al i.° preposto
Italia e altrove. Dice Magri, che la stola ed a'suoi successori; mentre canonici a- i

si può portare anco da'predicalori secon- veano quella della mozzelta differente
do la comune usanza, la quale uon si pra- dall'altre, perchè avea la forma dell'an-
tica in Roma per rfverenza del sommo tico Laticlavio (P.) senatorio, che dalla
Pontefice, che continuamente adopra la spalla sinistra slendevasi sopra il petto,
stola anco per pubbliche strade, ed e-
le terminando forma circolare sopra il
iti

ziandio senza che amministri sagrameli- i fianco sinistro, con un cordone pendente
ti. Sarnelli loda l'uso della stola ne'pre- sino al ginocchio con fiocco d'oro. Però
dicatori sui pulpiti, e perchè non si ado- Innocen/.oXIII nel i 722 tolseal preposto
pera in Pvoiua per venerazione al Papa, invece gli concesse l'abi-
la stola d'oro, e
gli stessi cardinali predicando ne'loro ti- to di protonotario apostolico, ed a'eano-
toli adoperano la stola sotto la mozzetto, nici l'uso della cappa magna sul rocchet-
a differenza del Papa che l'usa costaute- to, adinstarde Vaticani. Benedetto XI
7o
STO STO
decorò di stole d'oro l'intero collegio dei velati ed umili. E come gli ebrei nelle
parrochi urbani di sua patria Bologna. 11 pubbliche orazioni specialmente erano
Camerlengo del clero romano (F.), e che soliti portar sulle spalle e gli altri abili un
lo rappresenta, nelle processioni per di- panno, in forma di semplice e piccolo
stinzione usa lo stolone al collo. I pano manto che circondava le spalle, e qual-
chi in diversi luoghi usano stoloni, che che volta si affibbiava sul peltocou fibu-
chiamansi stoloni parrocchiali, e pei sa- -
i la, probabilmente altrettanto si praticò

gramenti che amministrano e altre fun- da'primi cristiani. Al qual costume pare
zioni adoperano bellissime stole. Sebbe- che alluda s. Giovanni nell'Apocalisse,
1

ne a Sovrani (F.) i Papi concessero l'uso descrivendo i\ vecchi pieni di rispetto,


i

d'alcune non mai accordaro-


vesti sagre, di timore e di riverenza avanti al trono
no loro la stola, tranne all' Imperatore dell'Agnello, coperti di bianche vesti, co-
(A'.) pel canto dell' Evangelo Predella
(
me si vede negli antichi musaici delle
VII Lezione(F.) nella notte di Natale,in chiese di Roma, dipinti con panni bian-
cui gli donavano lo Stocco e Berrettone chi che cuoprono spalle e mani, atteg-
(F.) benedetti. A Suddiacono ragionai, giamento proprio de'supplicanti. Perciò
se è considerato per tale. Dissi a Certo- aggiunse, questi manti, come suole av-
sine che cpjeste monache hanno l'uso del- venire, essendo stati tralasciali da' laici,

la stola e del manipolo, cantano I' epi- furono ritenuti dagli ecclesiastici (come
stola e l'evangelo, e con tali sagri indu- con altre sagre vesti e già civili), molto
menti sono sepolte. All'articolo Bene- più religiosi nel mantenere i buoni or-
detto IX, e nel voi.52, nar- LIV, p. dini e i primieri istituti, e cos'i se li fecero
rai le condizioni imposte da quel Papa ai loro propri e diventarono si può dire le

polacchi, per dispensare Casimiro I mo- prime vesti sagre, delle quali si trova poi
naco e diacono, a di venire re eammogliar- molto spesso fatta menzione dagli scrit-
si,fra le quali che nobili portassero al
i tori sotto nome di stole e di orari; sì per-
collo una fascia di lino bianco a guisa di chè si portavano come ia stola delle ma-
stola nelle feste principali di Cristo e del- trone, sì ancora perchè si adoperavano
la B. Vergine, e che tutti si tosassero la da'sagri ministri nell'atto di porgere pre-
testa a guisa de'monaci. ghiere a Dio, come si legge nel can. i5
L'origine della stola, veste sagra, il del 4-° concilio di Toledo, e in Beda, De
buonarroti p. 78 la fa provenire dal pan- sept. ordinibus, e perchè finalmente a-

no che usavano ; primi cristiani di por- veano somiglianza co'piccoli panni chia-
tare nel tempo della preghiera sulle spal- mati orari. \L che veramente questi manti
le. Egli osservò in alcuni frammenti di antichi sieno la slessa cosa della stola ec-
vasi antichi di vetro, ss. Apostoli con un
i clesiastica, ne abbiamo riprova nelle im-
certo panno di mediocre grandezza sopra magini di s. Lorenzo arcidiacono della
le due spalle, fermalo sul petto con fìbu- chiesa romana (martire nel 261) tratta
la, la quale apparisce ornata di gemme. dal'e medesime pittifre. Si vede in esse il

Altrettanto vide in altre figure, e perciò santo con questo panno sulle spalle, ed è
credè che i cristiani antichi, almeno nel- peraltro già noto,come rilevò Fausto nel-
le città grandi, dove ve ne fossero molti la vi la di s. Mauro suo com pagno,cbe anco-
convertiti dalla Sinagoga (V.)., portas- ra a'diaconi prima che fosse loro concedu-
sero in tempo dell Orazione tal veste,nel- to Colobio\V.) e la dalmatica, per qual-
il

la qua! congiuntura il rispetto e la natu- che tempo e in alcuni luoghi si permise


rale convenienza dettò a moltissime na- l'uso della stola; il che pine si deduce d.i
zioni di stare, per riverenza della divini- qi»e* medesimi canoni che iu altre Pro-
tà, in abito decente e modesto, coperti, vincie li privarono poi di questo sagro
S T O STO 71
ornamento, come dal ricordato concilio stola, e questa in luogo del manipolo.
di Laodicea, e dal can. i3 di quello di Trovo nelle vite de'Papi,che s. Stefano
Auxerre, e dall'uso più recente fu intro- Idel 257 istituì la benedizione delle ve-
dotto, che i medesimi la portassero sulla sti sagre, e proibì a' sacerdoti e diaconi
spalla sinistra, lasciando uuda la destra l'usarle fuori di chiesa, ed a'Iaici l'adot-
perchè fossero più liberi a operare, e per tarle, e che s. Zosiruo I del 417 ordinò
una certa distinzione da' sacerdoti; così che i diaconi usassero di stola pendente
parimenti ne'musaici di s. Lorenzo fuori dall'omero sinistro al fianco dritto, e lo

delle mura di Roma, si vedouo ss. Ste-


i notai u Diacono parlando delle vesti sa-
fano e Lorenzo diaconi col detto panno gre e dell'orario. Ritornando al p. Co-
solamente sulla spalla sinistra. Né deve nanni, dice che nel 6.° sinodo generale
recar meravigliala diversità nella stola o- gli abiti sacerdotali furono chiamati col
dierna stretta eangusta, poichèè avvenu- nome di stola, ma meglio quell'abito sa-
to ad essa lo stesso che a molti altri a- cerdotale fu chiamato da'sagri canoni O-
biti sagri, come la Pianeta (F.), \l Piviale rarium, dal verbo oro che significa pre-
(/^.), de'quali per minor peso, a cagione gare, e nel concilio di Toledo si mostra
della loro moltiplicità,non è rimasto al- conceduta a'diaconi perchè l'oflìzio loro
tro che la semplice striscia, ov'è il rica- era il predicare, e lo stesso all'ermo il ve-
mo, come vede chiaro nel manipolo e
si scovo Saussai nella Panoplia sacerdo-
nel pallio, e secondo alcuni nel piviale tale.Per le ragioni già dette, anche il p.
de'Papi, il «piale taglialo vogliono che sia Ronanni confessa che la stola fu presa per
diventato quella stola, che continuamen- l'orario o per altra veste propria del sa-
te porta fuori di casa il Vicario di Cristo, cerdote e del diacono. Che l'uso di essa
quando però si fa precedere dalla Croce sia antichissimo, l'avvertì pure Goar nel-
pontificia (^ .). Dice Sarnelli che la stola la messa di s. Gio. Crisostomo: Aposto-
fu nome generico e confacentc ad ogni lica institulione, primum fuisse in Eccle-
sorta di veste, fino ad una tovaglia che siam inducili ex actis s. Clemenlis (zio
copriva le spalle, come notò s. Isidoro, di Papa s. Clemente del g3) habemns I

Orig. lib. re), e. 24. Che la nostra stola apuds. Antoninum, De mysticis script.
è tanto più corta di quella dell'antico Te- cap. t, de Pallio, par. 1, tit. 6, cap. 26.
stamento, quanto è maggiore della figura Perciò essendo stato il santocoetaneo de-
che Costantino volleche fos-
la verità; e I gli apostoli, riflette il p.Bonanni,convien
se pubblica insegna del Papa. Opina che dire che in quel tempo cominciò l'uso
anticamente la stola nostra fosse ancora della stola; opinione adottata pure dal
tonaca umerale, attorniata da una gran Saussai, ela dedusse da quanto scinse

fascia,che serviva anche per camice; e Teodosio patriarca di Gerusalemme a s.


che dipoi introdotto il camice si ritenes- Ignazio patriarca di Costantinopoli, rife-

se la sola fascia, e di tonaca divenisse col- rito dal Binio, De conciliisp. 61 2. » Po-
lana, come Durando, Ratio-
riferiscono deremet superhumeralecum mitra, pori-
nal. div. off. lib. 3, cap. 5 ; Riccard, in tifìcalem stolam s. Jacobi apostoli, et fra-
Coinment. ad ord. 6 s. Prodi; il cardi- tris Domini primi archiepiscorum hu-
nal Bona, Rerum liturg. GallicAìb. 1 ,cap. jus ecclesiae, qua antecessore» mei pa-
7, n. 1. Quindi vuole che la stola ponti- triarchaecircumamictisemper in Sancta
ficale si adoperasse dal Papa nelle pub- Sanctorum ingrediebantur, qua et ego
bliche udienze in concistoro, e nelle pub indutussum eamtlem gerens tuo deside-
bliche strade. Leggo iu Magri, nell'arti- rabili, et honorando, ruihi capiti ex amo-
colo Amiclus, che iu caso di necessitasi re,etdileclionis copia dignùs peifruaris".
può adoperare il manipolo in vece della Dal che si vede ancora la distinzione del-
STO STO
le vesti e sagri utensili mandati e usati stola in tutti i si formò d'una
rituali, e
da s. Giacomo. Che verso il 55o fosse in lunga fascia usata in modi diversi, da'dia-
uso la stola, si ricava dagli alti di s. Vin- coni, sacerdoti e vescovi, nel modo che
cenzo diacono e martire, presso Sigeber- spiegai! p. Bonanninelcap. ra: In (inai
to in Chronica. Circa la forma e mate- modo si usa la sloia e da anali persone
ria antica di tal veste, ilTomassino, De ecclesiastiche. Incomincia dal dichiara*
veler. et nov. eccles. discìpl. 1. p. 5 3,
1 ,
i re, che l'uso della stola nel sagrifìzio del-
av verte ch'era una fàscia larga di lino, l'altare è di gran precetto, comesi cava
la quale poi fu ristretta come ora si usa, dal cap. Ecclesiast., dhl. 23, che preseli-
acciocché non fosse d'impedimento alle ve pure l'uso dell'andito, camice, ciugo-
ozioni sagre, particolarmente da'diaconi lo, manipolo e pianeta. E'anthe proibita
greci, non essendo larga più di circa mez- l'amministrazione de' sacramenti senza
zo palmo, e segnala in 3 luoghi col nome l'uso della stola, eccetto quello della pe-
di Dio, Agios } e quella della chiesa lati- nilenza, benché il concilio di Milano del
na è segnata con 3 croci,e nelle due estre- i5G5 vietò l'amministrazione diluiti
ni ita è alquanto più larga. Anzi, aggiun- senza stola; e nel i
579 proibì che i rego-
ge il Bonauni, si suole adoperare fatui
p. lari udissero le confessioni senza stola, de-
di materia preziosa, abbellita anche con creto che confermò il couedio d'Aix del

ricami d'oro e di perle, non essendo più 1585. Notò Marlene, De rit. anliq. cap.
in vigore il decreto del 4-° concilio di To- 8, art. 9, che fu sempi eantichissima pre-
ledo, il quale vietò che la stola fosse or- rogativa del diacono, stabili la dagli apo-
iiata, prescrivendo che si facesse di Sem- stoli, quando istituirono i
7 diaconi pel
plice tela di lino,e ciò perchè in quel lem- ministero della chiesa, il portare la stola,
pò era uso che diaconi se ne servissero
i rito costantemente praticato dalle chiese
per asciugare il sudore della fronte,quan- orientale e occidentale; ed aggiungetene
do ad alta voce recitavano gli evangeli, detta stola si soleva portare da'diaconi il

11 concilio di Braga nel can. 9 fa fede che giorno e la uotteper un anuo intero. Tale
la stola era di lino, vietando di asconder,- uso fu prescritto a'sacerdoti nel concilio
la sotto il camice. Cessato poi l'uso di tal Tiburicn.can. 26 pressoBurcardo: «Pre-
panno, cominciò la mutazione della for- sbyterinon vadent nisi stola vel orario
ma e della materia della stola. Non pò- induli".La qual pratica fu pure ricorda-
tendosi precisameute asserii e l'epoca del ta da Giovauni Monaco nella vita di s.
mutamento, pare che nel secolo IV già Odone,» qui primo post ordinatiouem
si praticasse, poiché riferisce Teodoreto, suam nocle expergefactus, et praeter so-
Jst. eccles. lib. 2, cap. 17, che s. Cirillo litumsentieusappensam collo suostolam,
di Gerusalemme chiamò in giudizio Aca- fiere coepit".ll Mai tenne dice che ciò era
ciò,perchè aveva venduta una stola pie- in uso nel secolo XII presso molte chie-
ziosa donata da Costantino I a Macario se. Che la stola si adoperi nel sagrifìzio
suo predecessore. Confessa Tomassino, e amministrazione de'sagramenli,eccet-
non aver potuto trovar la ragione per- tuato quello della penitenza, osserva il

chiamato stola, col nome


cliè l'orario fu p. Bonanni, che conviene per essere gli
della quale venue sempre significata una abiti sacerdotali significativi della reli-
"veste per coprir tutta la persona : e uel gione e non di giurisdizione, uellacuipo-
< ;i|».
4 1 della Genesi si legge, che Giù- desta si fonda il sagramento della peni-
seppe datosi a couoscere a'fratelli die lo- teuza. Noudimeuo ove è l'uso si nel pre-
io due vesti dette stole. Nondimeno uhi dicare come nel confessare, è molto lode-
tato I orario sino dagli antichi tempi in vole e di decoro l'adoperarla, in diverso
ornamento ecclesiastico, veuuc chiamato modo però da quello che si usa uel lem-
STO STO 73
pò delia messa. Poiché significando que- gura ; ed io a' rispettivi articoli non lio

gl'azione la passione ili Gesìi Cristo, il sa- mancato di parlare delle vesti d'ogni ri-

cei'dote adopera la stola peaden te dal coi- lo e nazione. può vedere Renaudot,
Si
lo e sovrapposta ci! petto in lui ina di ero- Litiirgiaruai orientaUum collectio,e l'ar-
te, ma nelle altre funzioni pende dalle li colo Liturgia. A Polistaubio parlai del

spalle liberamente verso leginocchia;eco- paliiode'greci, ed il Saruelli ne tratta nel


ine è di pai ere l'Amalario lib. 2, cap.20, 1. 1 20, e lo chiama stola di tutte
o, lelt.
ciò dimostra l'umiltà quanto dev'essei e croci, e la ilice usala anche dagl'impero-

profonda nel sacerdute. Siccome l'incro- tori greci. Nella chiesa greca la stola dei
dar la stola sul petto, insegna s. Bona- sacerdoti è dilferenle dalla diaconale, poi-
ventura, Demyst. missae, ricorda la pas- che è più larga, e posta sul collo pende
sione del Redentore, ovvero può indica- verso leginocchia,con essere unita avuti-
le il cambio fatto dal popolo giudaico, ti il adopera anco da've-
petto, e tale si

prima fi volito, poi lasciato e posto nella scovi, come da'sacei doti
siri e armeni, uè

parie sinistra; il vescovo però non laso- l'uso di essa si permette a* diaconi. So-
vrappone in croce sul petto, ma lasciati- mò il Morino, De sacris orduialiomlms
dola pendere significa il pastore divino, p. 7 ">, che nella chiesa latina l'uso della
1

il quale unirà i due popoli, et fici unum da quella greca, ma senza ad-
stola derivò
ovile, et unum Pastor. A queste pie in- duine prove; asserisce bensì che l'uso co-
lerprelazioni , devesi aggiungere il rito ininciò nel monachismo pe'suddiaconi e
antico del diacono, di portar la stola sulla pe'chiei ici, ina ciò fu proibito dal conci-
spalla sinistra pendente sino a'piedi,sen- lio d'Orleans del 5o i,nelcap. 2 2,lasci;ui-
za esser legata dal cingolo, come appa- dooel'usoa'diacooi, e solamente pel lem-
lisce in molte immagini, ed in quella di pò in cui assistono al sagrilìzioe non in
s. Pier Damiani del secolo XI, che il p. altra finzione, beuchèsia iu servizio della
Bonaimi riporta a p. 188, ove si vedono chiesa, come fu determinato nel concilio
3 croci nella parte anteriore della stola. diCartagine del 253:» Diaconus tempore
Questo modo non più si pratica da dia- oblationis tantum vellectionis utalnr ".
quali pongono la stola sulla
coni latini, i Anche il p. Bouauni dice dell'uso de'sa-
spalla sinistra, dalla (piale trasferiscono cerdoti, d'assumere la stola senza le altre
le due parti estreme al fianco destro, ove vesti sagre nel comunicarsi, sia uel gio-

legasi col cingolo che ciuge il camice, af- vedi santo, che in letto se infermi. Si usa
finché la mano destra sia libera nel mi- la stola anche da' ministri eretici della
nisleiOjSecondo 1 ingiunto dal memorato chiesa anglicana e predicanti, per seguo
concilio di Toledo. La legatura poi nel di loro carica, in vigore della liturgia di
fianco destro, vogliono alcuni significare Carlo 11, portandola di seta nera sulla ve-
la foltezza nel resistere agl'incentivi del- ste talare e lunga sino a'piedi,ma con ri-

la carne.Questo uso fu statuito a diaconi prò ve vole abuso. Di gran lunga lodevole
dal concilio di Braga, al contrario dell'u- e conveniente è l'uso continuo del som-
so militare della tracolla che regge la spa- ino Pontefice, il quale la tiene pendente
da, per seguale che li distingue da'sacer- dal colio sopra la mozzetta, qualunque
doti. L'uso però di portar la stola sulla volta apparisce in pubblico, in segno del
spalla sinistra pendente e libera verso i la somma autorità pontificia, più o me-
piedi, fu ritenuto dalla chiesa greca, e al- no secondo richiede il rito pra«
preziosa,
treltanto pratica l'armena. Noterò che il ticato da esso, come nolòNicolade Btati-
p. Bouauni, parlando de'sagri ministri di De forma Palili cap. 3. 11 p. Bouau-
Jiou,
molti riti e nazioni, tratta delle loro vesti ninon pare soddisfatto di quelli ebecer-
sagre, delle loro atulc e uè riporta la fi- tarano dispiegarci misteri contenuti neh
74 S TO STO
la stola, ch'egli chiama pie considerazio- concede camice e stola a' vicari foranei,
ni, e conclude col vescovo Durando, De e sola colta a'parrochi,ciò che fece anche
ìndumentis lib. 3, cap. 5, cioè che la stola ilsinodo Nemausense ueli284; per cui
« admonet illuni; qui eam indniiur, ut dichiara Nardi, la stola è insegna natu-
memor si t sub jugo Christi, quud leve, rale del sacerdozio, tutti ipreti la dovea-
et suave est, se consti tu tura"; indi con no portare nel sinodo, e ponno usarla se
Ivone diChai IvesJJesigni/ìcalione indù- l'assumono i parrochi. Nel sinodo di Lie-
menloru'/i sacerdotalium, aggiunge che gi del 1287 i vicari foranei erano in ca-
si può dire,pendere la stola dal collo ver- mice e stola, gli altri preti in sola cotta.
so la parte anteriore, e ornare il lato de- Da tutto questo, Nardi con alcuni cano-
slro e sinistro,» utdoceatsacerdotem per nisti deduce contro Thiers e altri che la
arma justiliaeadextris et a sinistris, idest definirono distintivo parrocchiale, che la

ad versus debere esse mu-


in prosperi*, et stola non significa giurisdizione, né mag-
uilum, cjuod ad fortitudinem perlinet, gioranza, ripetendo con Scarfant e An-
sinequacelerae virliiles facile expugnan- Stola non dat majoritatem, cum
tonelli :

lur, et minime corona otur". Inoltre la tantum signum sacerdotale j e con s.


sii

stola significa quella dell'immortalità e Tommaso, la stola non è che una veste
vita eterna della gloria, come scrisse il presbiterale. Riporta la concessione del
Corona a p. 607, accennata nelle paro- 1727 fatta dal vescovo diPumini a'par-
le che dice
sacerdote nell'atto di porla
il rocchi di città onde portare la stola nelle
sulle spalle: » Bedde nubi Domine sto- processioni, ma insorte divergenze col ca-
lamiinmortaIitalis,quam perdidi inprae- pitolo della cattedrale, nel 1728 la s. cou-
varicatioue primi pareulis".Le due par- gregazionede'rili approvò la concessione,
ti pendenti significano la pazienza a cui ma di avere vigore solamente quando i

Dio promette la gloria, come scrisse ti- canonici fossero vestiti co™h abili sa<*ri di
gone, De sacr. part. 4) lib. 2, cap. 4. Il tonacelleepiauete;quindine'sinodi quan-
J
.Nardi, De parrochi, riporta varie erudi* do il capitolo non era in vesti sagre, i pie-
zioni sulla stola,che nell'antichità, come vani non assunsero il piviale e la stola,
al presente, non potevano portare che i uè questa i parrochi. Nel 1766 fu in tal
vescovi, preti e diaconi, gli altri essen- città s'abilito, che predicando un parro-
done espressacnenteesclusi. Quando pre- i co corani capitalo, noti possa usare la
ti urbani ed anche suburbani doveano mozzetta neracheaveano ottenuta dopo
assistere ogni festa alla messa del vesco- formato un collegio, ma debba tenere la
vo, indossavano camice e stola. II sinodo slola sopra la sola cotta. Sebbene Nardi
provinciale di Gnesna prescrisse, che nel dichiari che la stola è distintivo di sacer-
concilio provinciale o diocesano i vesco- dozio non d' uffizio, pure confessa, che
vi e abbati sieno con mitra, i canonici cum quando poi il prete fi un atto sacerdo-
superpelliceisj dalmuliis, et parvis mi' tale, allora si che è segno di autorità sa-
tris, eteappis, seu pluvialibus. Rectores gra, come quando confessa, predica, be-
vero ecclesiarum, et simplices sacerdo- nedice,aspei'gecoU'acqua santa, battezza,
tecum superpelliccis et slolis tantum sy-
1
; dà l'olio santo, fi funzione o qualunque
nodum inlrenl; ed anche frati sacerdoti i cosa sacerdotale all'altare, o benedizione
cum slolis. Il concilio di Buda del 1279, fuori dell' altare, adopera la stola, non
assegna ne' sinodi diocesani mitra, stola per sola insegna sacerdotale, ma quale
e piviale agli abbati; stola e piviale a'ea- veste che indica la sagra di lui podestà.
nonici ; a' parrochi e altri preti cotta e Quando una proces-
poi entra in chiesa
stola; a'monaci o sacerdoti regolari stola sione o altra unione, dà il prete di quella
soltanto. 11 sinodo di Colouia del 1289 L'acqua benedetta coll'aspersoiio avendo
STO STO 75
la stola, essendovi il vescovo deve levar- concilio di Quedlimburgo, presieduto nel
sela e consegnare al medesimo l'asper- io85 dal cardinal Ottone, che questi si

sorio. A Purificazione parlai di quella pose la stola, fece accendere i cerei e ful-
delle donne dopo il puerperio, che il par- minò di Scomunica (J7 .) l'antipapa Cle~
roco o in sua vece altro sacerdote/in cot- mente III, ed i pseudo-vescovi suoi fau-
ta e stola va a prendere verso il fine della tori.

chiesa, e conduce all' altare, prendendo Della stola del Papa. Il citato p. Bo-
la donna una delle estreme della sto-
parti nanni, cap. go Della stola usala dal
:

la. Nell'articolo Sposalizio, parlando di sommo Po/Jte/icejriferisce che qualunque


quello mistico delle monache uella loro volta il Papa comparisce in pubblico o
vestizione, riportai il rito usato daBene- per qualche funzione, porta sempre pen-
detto XIV con una monacanda, in cui dente dal collo una stola nella forma che
assunse la stola preziosa sulla mozzetto, esprime in una figura a p. 365. Essa è
e tenendola candidata colla mano destra lunga sino ad un pahnosottoil ginocchio,
la sinistra parte di detta stola, l'accom- alquanto unita sul pello da un cordone
pagnò alla porta della clausura; termi- formante un nastro,con lateralmente due
nala la funzione, il Papa depose la stola croci. E' tutta ricamata con arabeschi ,
preziosa e riprese l'usuale. UDiclich, Diz, ossia fregi di foglie e fiori, pendendo dal-
sacro liturgico, all'articolo Ebdomada' le due estremità lunga frangia.Tale slo«
rio, dice che non si deve usare la stola dal la, egli dice, è sempre di seta ricamata
celebrante nelle ore canoniche, inclusi* d'oro, di colore o bianco rosso, secou-
vamente a'vesperi solenni: in Venezia e- dochè si usa la moz/elta o bianca o rossa,
ravi l'uso di adoperare la stola ad ogni come si prescrive Be' rituali, alcune volte
ora canonica, ma posto in attività il con- più, altre]meno preziosa, usandola nelle
trario decreto della s. congregazione dei soleunicavalcate ricamala di perle. Si no-
riti, nel i834 da due lustri era quasi di- minava aiilicamenteO/vzn«//j_,perehè nei
strutto. All'articolo Eucaristia, riporta tempi della nascente chiesa.era lecito il

la rubrica che prescrive doverla ammi- portarla solamente a chi predicava, co-
nistrare il sacerdote vestito di colta e sto- me fu prescritto dal sinodo di Liegi, uf-
la^Ielcoloreconvenienteall'ufliziodiquel fizio proprio de' diaconi, secondo la più
giorno; e sebbene il Baruffai do opinò con comune sentenza, che perciò non poteva-
molle ragioni che la stola fosse sempre si usare da'suddiaconi e altri chierici in-

di color bianco, ciò che si osservava un feriori. Negli antichi secoli i vescovi, i sa-
tempo nella basilica di s. Marco di Vene- cerdoti, i diaconi la portavano continua-
zia, tuttavia è chiaro il prescritto della mente, ma di poi il solo romano Ponte-
Chiesa, a cui certamente non si può op- fice la porta in segno di sua suprema di-
porre. Anticamente era molto disonora- gnità, poiché è proprio del Papa di pa-
to un vescovo, allorché era privato del- scere il gregge,o colla sua voce o per mezzo
l'orario o stola, per cui dice l'Anastasio de'suoi ministri, colla predicazione e la
Bibliotecario in s. Agatone cap. 28, che dottrina evangelica. Il Nardi sulla ragio-
essendo Macario patriarca d'Antiochia ne addotta daAlcuino,che la stola si chia-
condannato come eretico nel VI sinodo, mò Orarium,eo quod oratoribus, hoc est
Basilio vescovo di Creta, pubblicamente praedicatoribus , concedaturj e sul can.
lo privò dell'orario e così lo degradò. An- 40 del concilio di Toledo, Orarium o-
che a Sacerdozio parlai della degradazio- portet levitata gcstare in sinistro humero,
ne degli ecclesiastici, e dello spoglio che propter quod orai, idclpraedicalj os-
con sue formole si fa di tutti sagri pa- i serva che il vescovo è predicatore perchè
ramenti, compresa la stola. Riportai nel dottore unico, e non può commettere la
?6 STO STO
predicazione vera clic al prete e al dia- aedif. p. 7^,n.°i i4,sect. i", p. io 3. Di-
cono. Il Papa dunque come vescovo ilei chiarai a Mozzetta che il Papa usa sem-
vescovi, con più' di ragione gli conviene pre usuale di raso rosso o di da-
la stola

dappertutto e sempre portare la stola. Il masco bianco, così le Scarpe U'.). Que-
Muratori, Disseti. $5* Delle vesti, dice ste però e la mozzetta, secondo tempi i

che nel secolo IX preti uscendo in pub-


i (che dichiarai meglio a Scarpa) e le fun-
blico sempre portavano la stola al collo, zioni, sono di seta o di velluto, di panno
ed il MagoDza deil'8 3 col can.
concilio di i o di cammellotto. La stola usuale però
u8 vietò loro d'andarne senza. Già notai è sempre rossa e di seta, delle qualità ac-
di sopra che anco vescovi portavano la
i cennate. Il coiore rosso l'usa nella moz-
stola pendente in ogni luogo,eche in pro- zetta e scarpe in tutto l'anno, il bianco lo
gresso di tempo essendo ciò andato in dis- prende subito dopo la cappella del sa-
uso, solarmente al Papa ne restò l'uso, bato santo, e lo porta sino e inclusive al
preceduto dalla Croce pontificia, è ima recarsi a quella del sabato in Albìs, do-
«ielle speciali prerogati veedislinzioni del- po la quale riprende il rosso. L'abito di
la suprema dignità pontificia. A ncheNar- mozzetta e stola si chiama abito ordina-
di osserva, che ne'tempi bassi i preti ei rio di camera, abito domestico, abito u-
diaconi lasciarono di portare le stole fuo- sualf: con esso si reca alle funzioni delle
ri delle chiese; rimase l'uso a'vescovi co- cappelle pontificie nel palazzo apostoli-
inè più tenaci degli antichi costumi ; il co che abita, ma senza stola e senza per-
Papa poi, anche più osservante della ve- ciò tarsi precedere dalla croce (come no-
neranda antichità, la porta ancora oggi- tai nel voi. Vili, p. 229), l'una e l'altra
di di continuo, significando il portar la adoperando recandosi per Pvoma , nelle
stola anche per signum castitati<>. 11 Cre- chiese, ne'monasteri, negli stabilimenti,
scitnbeni, nell'Istoria della basilica di s. nelle visite a'sovrani; nelle F'illeggialu-
Maria in Cosmedin p. t 4">, riporta il di- re e ne Piaggi (/".^andando ne'luoghi,
segno dell'antichissima tavola di musaico e massime nel visitare le cinese. Però es-
collocata da Giovanni VII del 705 sul- sendo in Roma o in villeggiatura o altro-
l'altare della cappella da lui fatta fabbri- ve, se Papa recasi ne'luoghi suburbani
il

careins.Pietro,come uarraToi ligio nelle a trottare e camminare, veste la zim mar-


Grotte vaticane, nella cpiale oltre l'im- ra, e perciò senza la mozzetta e senza la
magine Vergine e del Bambino,
della B. stola. Che con questa è indivisibile colla
e quella probabilmente dell'arcangelo s. delazione della Croce pontificia, a quel-
Michele, vi è la figura d'un monaco con l'articolo lo dichiarai. Spetta al Maggior-
abito bianco simile al camice, sul quale domo (F.) nelle pontificie stanze di por-
ha l'orario, ch'è una striscia simile alla re sulla mozzetta del Papa la stola usua-
quale è ricamata di gioie, alcune
stola, la le che gli presenta l'aiutante di camera:
rotonde come rose e altre quadre, l'uua gli fa prima baciare la croce di mezzo, e
sotto l'altra disposte, che Cresci in beni sti- nel porla al collo vi sovrappone il picco-
ma lostessoGiovanni VII e non eiàs.Pao- lo cappuccio della mozzetta, in modo che
lo e il precedente s. Pietro come vuoleSe- tale croce resti visibile. Nel ritorno tal
ver ino nelle Memorie sacre; se pure tale prelato leva al Papa la stola, gli fa ba-
immagine da esso riferita non era fuori ciar la croce, eia restituisce all'aiutante
del quadro e in altra tavola contigua, co- di camera. In assenza del maggiordomo,
•DO '

me pare dal da Grimaldi, non es-


riferito supplisce il prelato Maestro di camera
sendo vero l'asserto da Piazza nella Gerar- (V.). Avvertii nel voi. Vili, p. 296, 298
chia, cardinalizia circa il diadema qua- e 3oo, che il Papa facendo la Lavanda
dro. Si può vedere Ciampiiii, De. sacr. dc'piedi (/''.) nel giovedì santo nella ba-
STO S T O 77
silica Vaticana, deposto il piviale rosso, che si u^a in ogni tempo), della quale e
con stola paonazza del sagro paramento della falda è custode il Bussolante (/'.)

e camice, sebbene vi si rechi preceduto sotto-guardaroba, e dopo aver baciata li


dalla croce e colla stola usuale rosso sulla croce di mezzo:quesla stola è quasi eguale
mozzetto, spogliatosi degli abiti sagri, ri- all'usuale di colore rosso (e bianco nella.
prende la mozzetla e non la stola usua- settimana di Pasqua). Il Papa così vesti-

le, nel recarsi a servire a Pranzo quelli to, entra nell'aula concistoriale. Termi-
cui lavò i piedi, e ad onta che perciò tra- nato il concistoro, nella detta stanza il

versi la basilica, non lo precede la croce, prefato cardinale gli dando-


leva la stola,

couiecliè incede senza la stola. Oltre le gli a baciare la detta croce. Di che parla
dette duestole usuali e proprie della moz- il Chiapponi, Ada canonìzatìonis p. 53.
zetla, il Papaco'sagri paramenti adopera Ne'concislori semipubblici e pubblici il

altre stole, quasi eguali nella forma e ma- Papa nella stanza della falda assume que-
teria alle usuali. Nelle inesse private per sta, il camice, il cingolo, la stola e il manto
istole adopera quelle del colore proprio rosso, e la nutra : la stola gliela pone e
di esse. iNelIe pubbliche funzioni usa le leva il detto cardinalejsempre facendogli
stole proprie de'sagri paramenti di 4 co * baciare la croce di mezzo. Se il Papa si

lori, bianca, rossa, paonazza e rosacea, reca in qualche chiesa a celebrai- messa
secondo il colore del Manto che indossa, bassa, e se vi sono cardinali, a! più anzia-
ed anticamente adoprando il pivialene- no tra i diaconi appartiene dopo la pre-
ro, così era la stola. Il piviale o manto parazione di levargli la stola dalla moz-
rosso lo adopera anche in luogo del co- zetto e poi imporla dopo finita la messa,
lore nero e di quello paonazzo, per cui consegnandola e ricevendola dall'aiutaii •

nell'avvento, nella quaresima e in altri ledi camera, come notai ne'vol.XXX V II,
tempi che laChiesa usa il colore paonazzo, p. icSy, XLI, p. 289, e dichiarano Ma-
allora il Papa di tal colore assume la sola gri al verbo Stola, ed il vescovo Sarnelli
stola,così ne'funerali. Qualora il Papa do- nella citata lett. 26 del t. 3, oltre Luna •

vesse celebrare in tempi che i Coloriec- doro, Relaziorie della corte di Roma, e-
clesiastici [f.) devono essere verdi, di diz. del 1 G46, p. 1 4 ' • Se non vi sono car-
questi sono paramenti e così la stola;
i i dinali diaconi, supplisce l'ultimo cardi-
casi però sono rarissimi. Tutto e meglio nale prete de'presenti o altro. Non essen-
dichiarai aGAPPELLEPONTiFiciE,desci'i ven- dovi alcun cardinale, ciò maggiordo- fa il

do tutte quante le funzioni sagre che il mo, ed anticamente apparteneva al Sa-


Papa celebra o assiste,ordinarie e straor- grisla del Papa come (\ue\\o che
, ordina •

dinarie. Quando il Papa interveniva ai riamente lo assiste in tale messa all'al-


Mattutini^. )jaxCappa (/ .)efalda, sot- tare e vestito di colta e croce pettorale.
to la cappa prendeva la stola paonazza, Quando il Papa recasi nelle chiese per le
ma non era preceduto dalla croce pon- giunto nella sagrestia o carnei a
l'unzioni,
tificia, la quale sempre lo precede entran- de'paramenti,gli leva dalla mozzelta, e
do nelle cappelle per le funzioni, però col di poi su di essa gli rimette la stola usuale
manto o piviale, la mitra o il triregno. il più degno tra' cardinali diaconi, sup-
All'articolo Concistoro parlai de' conci- plendo un cardinale prete in loro assen-
stori segreti, semipubblici e pubblici. Nei za. Tanto la stola usuale, che la mozzel-
concistori segreti il Papa si reca in nioz- ta, dopo Papa restano sul Letto
levate al
zelta nella stanza ov'è preparata la Fal- de? paramenti (!') Quel medesimo car-
da (f .), questa assunta, riceve sulla moz- dinale che ha levato la sloia usuale, pone
zelta dal cardinali. "diacono de'presenti al collo «lei Papa e dopo la funzione ri-

la stola di raso rosso concistoriale (colore toglie, anche la stola facente parte ilei sa-
78 S T O S T ()

grò para mento, ed il citato Chiapponi no mente vestilo di mozzetta e stola, e per
parla a p. i 72.Ne'pontiflcali al Irono, pel inavvertenza lo ripetei nel voi. LXIV,p.
canto dell'ora di terza, il cardinal diaco- C)4> sebbene con sola mozzetta avessi di-
no ministrante leva al Papa quella in- chiarato doversi vestire sia nell'esposizio-
dossata per essa egli pone quella più no- ne nelle pontifìcie stanze, sia nel trasporto
bile per la messa solenne, oltre idi altri solenne in Lettiga (F.) e senza essere pre-
magnifici paramenti. Nella mattina della ceduto dalla croce papale, ne' voi. Vili,
Processione del Corpus Dominile il Pa- p.i86e 87,XLVII,p. 3 2, che veramen-
i

pa celebra messa nella cappella Sisti-


la te sono i luoghi ove descrissi tali funzio-
na, e come dissi in parte ne' voi. IX, p. ni, ed ivi allatto non nominai la stola.
52, e XLI, p. 74.J se già in essa sono ve-
i Tanti minuziosi dettagli, dovendoli rica-
nuti i cardinali, e come leggo nelle ricor- vare da molti autori, spesso tra loro in
1
i\&le Indicazioni ò\ mg. Fornici, il sagri- contraddizione, ed essendo fallaci anco le

ate consegna l'aspersorio al cardinal de- cose di fatto per essersi sbagliato, talvol-
cano o più anziano, il quale lo presenta ta non fui felice di emendarli, ad onta
al Papa, indi il cardinale diacono più an- della più scrupolosa diligenza e ricerche
tico dopo la preparazione gli leva la stola indefesse; però ini giova riflettere sugli
usuale facendogli baciarla croce (in que- innumerabili errori che corressi o retti-
sta e in altre funzioni in cui s'indossano ficai, ed essendo uomo, cioè fallibile, non
gli abiti sagri, in mancanza de'cardiuali sempre mi è dato ciò fare, perciò vuole
diaconi suppliscono i cardinali preti, ma la discrezione e l'equità di non addebi-
in abito diaconale), ed in sua mancanza o tarmi que che non potei conoscere,
falli

di altro cardinal diacono ciò eseguisce il in grazia de'moltissimi emendati, e per


maggiordomo: alle lavande delle mani, quanto rimarcai a Stampar Storia e al-
il dettocardinal decanoopiù anziano pre- trove. Ed in fatti, che il cadavere del Pa-
senta il Papa per asciugarsi le
mantile al pa esponendosi e trasportandosi cogli a-
mani. Dice il medesimo mg.r Fornici, che biti ordinari e usuali, non debba portare

quando Papa risiede nel Vaticano, nei


il la stola, lo provano ancora queste due te-

venerdì di marzo dopo la predica del Pre- stimonianze. Leggo nel contemporaneo
dicatore a jioitolico (/~.),discende co'car- diarista Cecconi, Diario istorico p. 684,
ditiali in s. Pietro, dopo die il più degno sulla morte eculavered'Innocenzo XIII,
cardinale diacono gli ha posto la stola u- che fu vestito di soltana, mozzetta e ca-
suale sulla mozze Ita, aveudo già il cardi- lila uro (mancano di nominarsi il rocchet-
nale deposta la sua cappa, il che non fa to, la fascia, le scarpe), indi al solito e-
se Papa già l'ha presa in camera
il dal sposto nel suo palazzo apostolico Quiri-
maggiordomo. Il cadavere del Papa dai nale (perchè ivi morì), sotto il baldacchi-
Penitenzieri l'aticani^I.) si lava e quin- no,al!a vista del popolo, ivi concorso per
di si veste cogli abiti usuali della moz- vederlo e baciargli i piedi.» La sera del
zetta, si espone nellesuestanze senza sto- giovedì a un'ora di notte, disteso in tal

la, e in tal modo e seuza essere preceduto forma il cadavere col coppello in capo, e
dalla croce si porta nella cappella Sisti- senza stola e croce, entro una lettiga di
na, ove poi spogliato tlella mozzetta e del- velluto tutta guarnita di frangie e trine
le scai pesi veste degli abiti pontificali di d'oro, ed aperta da ogni parte, s'incam-
colore rosso, inclusivamente alla stola e minarono tutti ordinatamente, dal Qui-
scarpe di essi, e così vestilo poscia si po- rinale, verso il palazzo Vaticano. Ivi giun-
ne nella cassa mortuaria. Nel voi. VI, p. to nella cappella Sistina, i penitenzieri di
2o4)parlando del cadavere del Papa se- Sì Pietro (che circondando la lettiga Io
guendo uno scrittole, lo dissi eirouea- aveano accompagnato con torcie accese
STO STO
in mano e salmeggiando in bassa voce), si ve a Leone X neli^i 3 s'incedeva in ca-
spogliato il cadavere degli abili domesti- valcata e con paramenti sagri e mitre a ca-
ci e vestito degli abiti pontificali di co- \ a Ilo. ed il Papa vestiva i sandali, l'ami Ito,
lore rosso, cioè rocchetto, camice (man» il camice albani ,la crocepetlorale,la stola
ca il cingolo, la stola, i sandali, i guanti, albani, la tonnellata dalmatica, la piane-
ec), dalmatica, pianeta, fanone, pallio, ta, il fanone, il manipolo, guanti, la mitra i

mitra di tela d'oVo (anch'io nel citato voi. o il triregno preziosi, il pallio, altri por-
VI, p. 204 dissi di lama d'oro, seguendo tarono il piviale prezioso come Giulio II;

l'accurato Novaes, Dissert. t. i, dissert. ed il predecessore Innocenzo Vili nel re-


u
3, n. g, ma quando ne ragionai espres- stituirsi concavalcata dal Lalerano al Va-
samente nel voi. Vili, p. 187, a Mitra, a licano, indulus aniìctu,albo , cingalo, sto-
Sepolcro de'Romam Pontefici. dichiarai la alba preliosa, capellina ha beat ex ve-
in mitra di lama d'argento, e con essa vidi lato crcmesiiiO)praecedeiitibu<; et ucis, et
esposti cada veri di Leone XII e l'io VII I,
i cardinalibus. Leone X assunse dunque
.° per ultimo in detta solenne funzione o-
ed il 1 anchecollocare nella cassa), ed ai

piedi due cappelli pontificali (ne riparlai mnibus para nìenlh pontificalibus } a san-
al detto aiticoloSEPOLCRo)di velluto ros- usque ad pnllium super planetam,
dali-;

so, che si fanno portare dal sommo Pon e con triregno sotto baldacchino; giunto
teflce nelle pubbliche funzioni (nelle so- alla basilica Lateranense, lo depose per
lenni Cava leale) i\(\ due camerieri segreti assumere la mitra preziosa. D'allora in
(anzi da 4) e meglio ne riparlai a Sovra- poi i Papi presero possesso vestiti di fal-
nità' de'Romam Pontefici), e posto detto da, rocchetto, mezzetta e stola preziosa,
cadavere sopra una bara portatile in for- e sopra il berrettino il cappello pontifi-
ma di letto funebre, circondato di lorde cale: vi si recarono a cavallo, in lettiga,
nel mezzo venne assi-
di delta cappella, e per ultimo in carrozza ma senza |,i fal-
stitoall'intorno da'prenominati peniten- da. Il Cancellieri pubblicò la raccolta del-
zieri di s. Pietro, quali con colta e stola le relazioni di tali funzioni, nella Storia
gli andavano recitando i salmi ed altre (b- 'possessi, dalla quale ricavai le seguen-
sagre preci... poi dal clero della basilica ti nozioni sulle stole preziose de' Papi.
Vaticana, precedendo la sua croce,fu por- Paolo III nel 1 533 vestito di rocchetto
tato in chiesa il cadavere, seguito da'ear- Inngo, et stola super capuliurn de velluto
dinali". L'altra testimonianza la ricavo creniesino eauitavil. Inoltre diPio IV m'i-
da'n.i 67 e 68 del Diario di Roma del struisce lo stesso Cancellieri, nelle giunte
1823, di quanto fu praticato col cada- e correzioni delle Cappelle pon li /ice, che
vere di Pio VII. Morto al Quirinale, fu nel 1790 ancora esisteva nella sagrestia
vestito con sottana bianca (non sono no- papale la stola preziosa ricamata con per-
minati indumenti), mozzetto rossa
altri le, fatta da Paolo III Farnese e rinnova-
e camauro,e si espose con Ietto e baldac- ta da Pio VI, diesi usava da'Papi nella
chino di colore rosso in una delle anti- benedizione degli Agnus Dei (de'qnali ri-
camere, con 4 cerei agli angoli: nella sera parlai nel voi. LI p. 83), in uno a Scon-
I
,

del dì seguente fu pollalo il cadavere in cile d'argento collo stemma dello stes-
lettiga aperta da due mule con gualdrap- so Paolo HI, e 16 cucchiaie d'argento,
pe riccamente guarnite, vestito come ho oltre una più grande d'argento dorato,
dello e col cappello usuale, alla cappella per uso del Papa, e tutte collarine d' A-
Sistina del Vaticano, ove fu vestito pon- lessandro VII. il Marangoni, Delle cose
tificalmentee con mitra di lama d'argen- gentilesche trasportate a uso delle chie-
to, e così fu esposto e poi sepolto. i\e'so- se, nei cap. 77 e 78 copiosamente e con
lenui Possessi de Papi ( V .) sino e incili- audizioni trattò sulle iscrizioni, memo-
S„ STO S T O
rie e stemmi <le'Papi e cardinali nel- rocchetto, colla mozzetto di velluto ci e?
le chiese, se possano praticarsi senza no- melino con mostre di pelli d'arinelliuo,
ta di vanità, e sesia lodevole, riportan- con istola sopra preziosa. Innocenzo IX
do molti esempi di santi per la parte af- nel 1 59 1 si recò al possesso, con subtana]
fermativa. Di questo argomento in breve serica alba, et longiore sub rocchetto in -

ne tenni proposito a Stemma. Pio IV del dutus,etdesupermozzeitaholosericapur.


i5Go in camera paramenloruminduLis purea cum stola pendente, et bit retto pi-
ornielli, et stola cum per-
alba, ci iigulo, lettili pontificale holosericum purpuret t ni

lis descendit ad equitandum, et ingres- cordulis, et floccis aurali<; ornamentimi.


sus in leclicam. Giunto al Lalerano, de- Paolo V nel i6o5 cavalcò nobilissima
posita deindi', stola rum per lis, accepit cionca bianca, vestito con sottana lungi
aliam stoloni, pluviale et mitrarli j i qua- di tabi bianco,rocchetto sottilissimo, moz-
li dopo la funzione si levò, accepla ite- zetta e berrettino o camauro di velluto

rimi stola, rum pei lis .... et 'miravi t in le- cremesino colle mostre di armellino, cap-
clicam. Nel [566 s. Pio V per prender pello pontificale teso del medesimo vel-

possesso, in camera audicnliae secretae luto circondato di trine d'oro, con stola
coepìt falcioni, amictum, albani, citigli- preziosa al collo ricamata e adorna di mol-
Inni, mozzetlar/i, et stoloni cum perlis. te perle. Gregorio XV neh 621 pel pos-
Arrivato nel portico Lateranense, depo- sesso, accepit faldata magnani scricam,
silis sloia cum perlis, et mozzetto, et ac- et stoloni prèciomm saprà inozzeltam de
cepla alia stola, pluviali et mitro. Tro- velluto rubeo, et golerurn pontificaie in.
vo in Novaes nella Storia di Clemente Noterò con Cancellieri, Cappelle p. 261,
XI, che canonizzò s. Pio V,che nella tra- che nel 790 ancora esisteva la stola pre-
1

slazione del suo cadavere al luogo ove si ziosa di raso rubino, tutta ornata di perle
venera, e fatta a* 16 settembre 169S, fu di variegrandezze adisegno, con lo stem-
spogliato delle antiche vesti, alle quali si ma di Gregorio XV (della famiglia Lu-
sostituirono delle nuove, onde la stola fu dovisi),che Papi adoperavano sulla moz-
i

donata alla famiglia Chigi, che la collo- zetta nelle solenni Cavalcale {V.) perle
cò in prezioso reliquiario, ed a'2 5 mar- Cappelle della ss. Annunziata, di s. Fi-
zo 1775 fu dal principe d. Sigismondo lippo, della Natività, di s. Carlo, le quali
donata a Pio VI, che per divozioneal san- cavalcate non si fecero più dopo Pio Vf.
to ne avea preso il nome. Di questo ne Pel possesso Alessandro VII nel 1 655 usò
parla ancora il n.° 26 del Diario di Ro- stola brocleis argenleis pietà, gemmis au-
ma 1775, colla descrizione della ricchis- roqueCrucis imaginem ,gentilitiaque(t\el-
sima e nobile custodia,eilPapa fece espri- la famiglia Chigi) stemmata exprimenti-

mere al principe il suo sommo gradimen- bus, lemniscisqueex auro bracleato per-
to, pel suo segretario d'ambasciala mg. r ornala defluente e collo speclabilis. Cle-
Avogadro. Gregorio XIII nel 1572 per mente IX nel 1667 si recò in lettiga al
prendere il possesso, sumplaqite longiori possesso,colla mozzetta di velluto creme-
veste, quae falda vocalur, et stola pre- sino con mostre di pelli d'armellino,cou
Uosa super capulio purpureo, descendit stola preziosa, circondato da' Paggi (F.).
in atrius inferius, ubi ascendit equum al- Clemente X nel 670 prese possesso colla 1

bum purpura, etauro ornatimi. Gregorio stola preùosa ex margarilis conlexlo. Il


XlVnel Sgo cavalcò sopra mula
1 bianca, ven. Innocenzo XI ne! 1676 andò al pos-
coperta di velluto cremesino con fraugie, sesso con istola preziosa, tempestata di
fiocchi di seta e trine d'oro, ferri e staffe grosse perle. Altre! tanto leggo nel 1691
dotate, vestito di scarpe di velluto cre- d'Innocenzo XII per tale funzione. Cle-
mesino con croci d'oro, soltana, fascia, meulc XI nel 1701 cavalcò nel possesso
S T O S T O s

con islola preziosi con ricche gioir. E- piacenza svolsi ne numerosi suoi impor-
ziandio neh 72 1 Innocenzo XIII, portato tanti orticoli. ì\Ja le vicende politiche che
in lettiga al possesso, era vestito con moz- resero clamoroso il fine del secolo pas-
zetta di velluto rosso e stola preziosa con sato, spogliarono las. Sede di tuttociò clic
gioie. Nel citato diarista Cecconi appren- possedeva di prezioso per la celebrazio-
do che nel 1
724 d piissimoCenedeltoXIII ne decorosa de'santi misteri, di che pure
incede al possesso a cavallo, con mozzet- non mancai parlare a'suoi luoghi consen-
r
to di caso rosso esopravi la stola prezio- sidi dolore. Il rispettabile mg. Baldos-
sa chiamata ponti ficaie, tutta adornata di Pio fi,
sori, Relazione delle avversità di
perle. Clemente XIII nel 7 :>8 portò nel 1 I. con diligenza narrò co-
2, p. [2 e seg.,
possesso la stola preziosa con perle; Cle- me Pio V per adempiere duri patti del-
I i

mente XIV nel 1769 a cavallo e colla la famosa pace di Tolentino, ordinò che

stola preziosa riccamente ornata di per- si distaccassero le perle e le gemme ond'e-


le; e finalmente l'io VI nel 77JSU cavallo
1 raiio ornati i manti, le pianete, le stole ed
bianco, vestito di falda, rocchetto e moz- altri antichi ornamenti pontificali, il tut-
zetto di velluto rosso ornata d'armelliuo, to di lavoro ricco e meraviglioso, custo-
colla stola preziosa ricca di perle, e dopo diti nello sagrestia pontificia. » In alcuni
la funzione deposti gli ornamenti ponti- di essi vedevansi stemmi d'Innocenzo
gli

ficali, vestì la mozzetto e la stola usuale, Vili, di Giulio II, di Leoue X, salvati nel
restituendosi in carrozza circondota dai sacco di Roma. Altri aveano le insegne
poggi al polazzo apostolico. Fu Iddio che di Paolo III, di Giulio III, di Gregorio
ordinò a Mosè che le vesti sacerdotali fos- XIII, di Sisto V.... Le perle raccolte di
sero preziose, perchè in esse vesti appa- ogni grandezza pesarono libbre To, e qua-
risse lo bellezza e il decoro ilei grado sa- si una libbra le granale, i rubini e altre
cerdotale, perchè il sacerdote fosse stima- gemme. Inoltre si disfecero due MUre^V.)
to e riverito dal popolo. Volle Iddio che preziose, e 4 ricchissimi Triregni (/ '.),
s'impiegasse nel culto suo tuttociò che in cogli stemmi e iscrizioni de' Papi che li

terra è più prezioso, come ampiamente fecero". D'allora in poi non vi furono più
dimostra il p. Conanni, La Gerarchia ec- le stole preziose e altri sagri paramenti
clesiastica, dichiarando altresì che tutto ornati di Gemine e Pietre (F.) di valo-
era idea dello futura gerarchia della chie- re, ma con soli ricami d'oro. Laonde se
sa cattolica che Dio andava meditando sino a quel tempo due erano le stole u-
d'istituire dopo lo redenzione del mondo, sualide'Papi, tanto quanto al colore bian-
in cui in luogo del sommo sacerdote de- co e rosso, che quanto alla materia cioè
gl'israeliti, dovea stabilire un capo visi- preziosa e ordinaria con soli ricami, dipoi
bile, il quale la governasse come suo vi- restando la distinzione nel colore, quindi
cario e vice Dio in terra. Sebbene poi nel- stole più nobili i Papi non adoperarono

la nuova chiesa non si ritennero le for- se loronon furono donate, formandosi le


ine degli abili medesimi, fu però ritenu- prime semplicissime senza stemmi o im-
ta la preziosità del sagro apparato, in cui magini e quali fra poco descriverò. No-
si contiene i misteri più sublimi, per con- terò che stole preziose le usarono anche
ciliare maestà e venerazione; ed i Papi i vescovi ed altri prelati, anzi leggo nel
nella loro magnificenza e splendidezza ec- n.° i44 dell' Osservatore Romano del
clesiasticanon intesero giammai di far 1 85 r , che i vescovi di Modena e di Reg-
pompa della loro sublime e suprema di- gio, con altri distinti ecclesiastici e laici
gnità, ma solo per maggiore esaltazione donarono a mg.r Luigi Fransoni impa-
della gloria diGesùCristoedellasua Chie- vido propuguatore de'diritti della Chie-
sa, vasto subbielto che con religiosa com- sa, uua magnifica stola di squisito rica-
VOL. LXX.
6 S T O STO
ino, tempestata ili perle e pietre prezio- la nostra epoca, semplice sì, ma nel tem-
se, ed accompagnata da onori fievolissi- po magnifica reslò la sloia". Di
istesso

ma Ittiera. tutte queste arbitrarie asserzioni non ,

PioA 7
II prese possesso incedendo in contento fautore dell' articolo dell' Al-
carrozza e preceduto dalla cavalcata, co- bum^e perchè si facesse confronto delle il

me praticò il regnante l'io IX, e J ambe- siole di Pio VI e di Gregorio XVI, colle
due con islola usuale; con minor pompa Papa Calisto
stole del III, in cui sono le

si recarono nel possesso Leone Xll e l'io immagini de'ss. Pietro e Paolo, e del Pa-
Vili, indossando ciascuno stole usuali, e pa Pio IX formata di i\ue sole croci, ol-
tale fu la portata da Gregorio XVI in tal tre i ricami, ne diede ili lulte il disegno
funzione, nella quale, come due imme-i a suo modo. L'introduzione degli stemmi
diati predecessori, vi andò in carrozza. Di gentilizi ntllestoie pontificie, col di sopra
più Gregorio XVI Vi si condusse senza narrato provai eh' è anteriore a Pio VI
pompa, non adoperando neppure la car- ed a Gregorio XVI, e di questo ultimo poi
rozza nobile, e senza che alcuno lo pre- di ròdi più. È notissima eanticliissi ina con-
cedesse a cavallo, tranne il crocifero col- suetudine, che morto il Papa, spelta al

la croce pontificia, uso proprio del treno cardinal camerlengo eal prefetto delleie-
setnipubblico.Eppureeglieil gloriosoPio remouie pontificie, di fin- allestire gli si-

\ 1 furono oltraggiati e calunniati dall'au- bili pel successore, fra i quali due stole
tore dell'articolo: De' Palili e citile Sto- usuali con semplici ricami d'oro arabe-
le de' sommi Pontefici, pubblicato da! u.° scati (e di ipiel genere che si vede nella
38dell'^/Zw//j di Roma de' i 3 novembre stola del ritratto di Clemente XIII, posto
1S47, dicendo gratuitamente esenza do-
ì in fronte al Buttarti Romani Continua-
cumentarlo. » Anticamente Papi per la i tio), con 3 croci come alle comuni stole,

loro modestia hanno sempre usalo por- con piccola frangia d'oro nell'estremità,
tare la stola con un semplice ornato; ma e due cordoni di seta e oro, con ghianda
in seguito cominciò a vai iure questa lo- e fiocchi per riunire le due parli sul pet-
devole costumanza; ed in vero noi vedia- to, e talvolta per meglio lei maria si ag-
mo che Calisto II Idei i455 la portava col giunge un uncinello altra specie di fer-
l'effigie de'ss. Pietro e Paolo. Pio III nel maglio. La forma e grandezza è quasi co-
i5o3 e suoi successori vollero fregiarla me le stole comuni del clero; quanto al-
colle immagini degli altri apostoli, fi u tan- la materia, la stola rossa è di raso rubi-
toché in (juesto più bel sagro ornamen- no, quella bianca di damasco di tal co-
to papale s'intiodusse il costume di frap- lore, ed ambedue sono foderate di seta e-
porvi a gwsa di livrea i rispettivi slemmi gualmentede'rispetti vi colori. Appena ve-
di famiglia, come fecero Pio*V I e Grego- stito il nuovo Papa dell'abito ordinario
rio X\ I. Ma per miracolo della provvi- della mozzelta, il cardinal 1 ."diacono gli
denza venne Pio IX, quel Pontefice la cui dà a baciare la croce di detta stola usua-
moderazione, la cui saviezze), la cui virtù le rossa, e bianca se nel la settimana di Pa-
a
inspirano rispetto e ammirazione a lutto squa, e per la 1 . volla gliela pone al collo
il mondo. Questi appena salì al trono pon- e allaccia o ferma sul petto. Così vestilo
tificale, memore delle vetusteapostoliche il novello Papa sedente sulla sedia pon-
a
consuetudini, in sì sagro arredo volle an- tificia riceve la 1 . adorazione e ubbidien-
cora essere riformatore, rendendo così in za da'carditiali. Come tutti i Papi, anche
certa guisa un franco e solenne omaggio Gregorio XVI e Pio IX ebbero tali sto-
alle tradizioni e costumanze de'suoi glo- le e l'usarono. Nel decorrere degli anni,
riosi predecessori. Laonde secondo gli an- le stole di Gregorio XVI divenute poco
tichi usi e conforme ai gusto artistico del- decenti per l'uso, si rinnovarono dal mag-
STO STO 83
giordomalo in tulio scrupolosamente e- ladeserizioneedirneancoraleprovenieu-
guali,senz'aumento di nuovi ornali, uè ze, ma la' brevità me lo vieta, dovendo
di maggiori ricami, ad eccezione di una piuttosto e come più intrinseco passare
che all'insaputa del Papa fece fare un con dimostrazioni alla difesa de'Pontefi-
maggiordomo cogli stemmi, e ciò ad e- ciPio VI e Gregorio XVI; e contro le in-
sempiodelle usate da tanti Papi. Però di- giurie con tanta audacia lanciate alla lo-
spiacque al Papa, e per non mortificare io veneranda riputazione, riportare il ri

il prelato soltanto alcuna rarissima volta sultato di qualche mia ricerca e limitata
l'adoperò. Vero è inoltre, che la divozio- sopra alcuna delle opere clic possiedo, cioè

nedi alcuni fedeli offri a Gregorio XVI, sui monumenti antichi, e riguardanti gli
ad esentpio del praticato con altri Papi, stemmi introdotti nelle usuali stole ponti*
diverse stole', più o meno ornale, ed al- fide, nonché ne'mauti o piviali degli stes-
cune con istemmi; ma o per essere bian si Papi, analogamente all'immemorabile
che nella più parte, o per la loro forma., costume di porre gli stemmi gentilizi ne-
poclie volte furono indossate dal virino- gli utensili sagri, che ci ricordano l'eoo
so Papa;e quando lo feceripugnante,cou- che io cui furono lavorati e di coloro che
venne fargli riflettere, di dare così una li fecero eseguire per proprio uso o per
dimostrazione di gradimento ai riverenti pie offèrte, con vantaggio della storia,del-
e ragguardevoli oblatori; come con poco l'arte, e della religione come esempi di gè-
successo praticai con bellissime scarpe a nerosa pietà. Tutto questo pure esegui-
lui dotiate, e lo rimarcai nel voi. L1I, p. rò con semplici e laconici cenni, aitrimen-
i io, ma noncibare quelle regala-
volle tiamplissimo ne sarebbe l'argomento, e
te dalla regina Cristina di Sardegna per- converrebbe entrare in particolari che
che con croci ili brillanti. Nel testameli- devo evitare. Già riportai a Medaglie
loolografodiGregoi io \\ I, notificato dai i'ontii nciE,a Monete i'ontificie, ed inal-
pubblici fogli periodici, si legge questa di- tri relativi articoli, alcune mie osserva
sposizione. » j. "Al Maggiordomato lascia- zioni fa ite sopra scrittori di numismatici
ino le tre stole nobili, una bianca ricama- pontificia, e riguardanti i nomi, l'epi gra-
ta con due brillanti solitari],- e due rosse fi, gliemb'emi, le insegne, gli stemmi gen-
parimenti ricamate, per uso de' Pontclìci tilizi,le figure, ed i ritratti nelle mede-
rò tempore". La prima stola , coi due siine incise, sia sul piviale, sia sulla stola
brillanti nel centro delle due croci si- usuale. Se da'remoti tempi a tutti i prin-
tuate nelle parli estreme di essa, fustu- cipi, a'nobili, ed anco a'particolari, non
pendamenle ricamata a Parigi e costò meno che a tutti i gradi della gerarchi i

(ìooo franchi. La donò la congregazione ecclesiastica secolare e regolare, fu ani-


istituita in Avignone òa\Rosario (/'.), vi- messo di potere inserire i loro stemmi
\ente approvala da Gregorio XVI, e per- nelle cose di proprio uso e ne'parameuti
ciò in ambo le parti vi furono ricamati e arredi sagri, perchè si dovrà negare o
gli stemmi della città, cioè un grifalcoe 3 censurare soItantoa'romaniPontefici,ca-
chiavi(li descrissi ad A vignone, anticodo- pi supremi della Chiesa., ed esercitanti a
minio temporale della s. Sede, che quan- un tempo il principato temporale della
do l'acquistò vi aggiunse le 3 chiavi), s. Sovranità della s. Sede(V.)'ì I piùsag-
Agricola suo vescovo e altro santo, mi pa- gi, i più illuminali, i più santi Pontefici
re s. Pietro. Una delle sue stole rosse fu non ne dubitarono, e seguirono l'antica
offerta a mezzo del cav. Drack dalla cit- consuetudine da tutti rispettata. Nell'o-

tà di Lilla in Francia; l'altra rossa ebbe pera del p. Bouanni, Numisinata Ponti
il fondo di velluto cogli stemmi all'eslre- ficuni Romanorum, si riportano incise e
mila. Potrei di queste e delle altre farne illustrate le pontificie medaglie da Mar-
84 STO STO
tino V del l«4 17, ad Innocenzo X1T e ni rinelli che congiungono sul petto le due
1 (i()(), elicendosi ancora che insigna gerì- parli del pontificio manto, perchè anco in
tililium aeprìmum ésepresserit Eugenius essi vi fnronoespressefiguree6temmi gen-

IF del 143 Nella Serie de' conti di me-


1 . tilizi de' Papi coni seni tu re. Mar tino V, Eu-

daglie pontifìcie da Martino V fino a Pio genio IV e Nicolò V furono effigiati ve-
FU esistenti nella pontificia zecca, si la stiti di piviale con ricami, e quello del-

la descrizione di moltissime delle meda- l' ultimo è riunito col monogramma di


glie riprodotte dal p.Bonanni , e di un Cristo. Il piviale diCalisto MI si vede coi»
gran numero dal medesimo trasandate. semplici ricami. Pio 11 deli 458 nelle ci-
Peccato che nell' indicarsi le medaglie tate opere è pel i.° rappresentato in ca-
rappresentanti iPapi in mozzetla e stola, mauro quale anticamente
e mozzetla, la
rare volte si dice quali ricami si vedono, avea il cappuccio più ampio dell'odier-
e cos'i non posso addurre un copioso no- no. Il piviale di Paolo II ha i busti dei
vero di stole ornate certamente de'ponti- ss. Pietro ePaolo, e nel formale il suo stetn -
lìcii stemmi o di altre figure. Aggiunge- ma, cos'i Sisto IV ha il proprio nel suo.
rò dunque agli esempi che potei leggere II piviale d'Alessandro VI è fregiato col-
nelle due opere, e vedere ne'disegni efac- rimmaginedellaC Vergine, quello diPio
sirhili del p. Bonanni, le incisioni riguar- III collo Spirito santo raggiante tra due

danti i manti o piviali papali , natural- teste dicherubini; quello pure di Giu-
mente più rilevanti delle stesse stole u- lio IIha figure, e quello di Leone X col-
suali, comechè s'indossano da'Papi nelle l'immagine di s. Paolo. Adriano VI tro-
sagre funzioni pontificali; ed ancorché si vasi in camauro e mozzetla. ClementeV 1 1

voglia supporre che fossero invenzioni de- ha il piviale collo Spirito santo, e nel for-
gl'incisori adornatimi, o per fare allusio- male l'immagine del Salvatore; in altro
ni alle virtù e a'fasti del Papa pel quale con due figure allegoriche muliebri, enei
intagliavano! conii,però ne doverono pri- formale la detta immagine. Nel piviale di

ma riportare la sua piena approvazione, Paolo III è espresso il Papa che apre la
nel disegno che gli sottoponevano innanzi porta santa, e nel formale una figura se-
di eseguire l'incisione. Le larghe mostre dente; inalilo il Papa dà lo stendardo ad
anteriori de'manti piviali pontificii, sic- una figura genuflessa, e nel formale so-
come circondano ancora il col lo e si disten- novi due figure in concordia; altro pi via-
dono si no al l'estremità, chiama te pure fre- le ha l'effigie di s. Paolo. Giu- Il piviale di
gio, ricamo, aurifrigio, e sul quale i car- lio III cornato di figure esprimenti il Pa-
dinali haciano la mano al Papa nel ren- pa che sedendo benedice il popolo, in al-
dergli al trono l' Ubbidienza, (F.), si peli- tro sono ricami istoriati co'fatli del Pa-
no considerare stole ornamentali esterio- pa, altro ha varie figure intorno ad un'ara
ri, laonde con piìi di ragione mi è lecito accesa, altro col Papa in atto di benedi-
pnrIarne;epoi le nozioni ed ei udizioni che re, altro col Papa sedentee figura innan-
qui riunirò, si collegano a molte altre, e zi, altro col Papa in tal situazione e mol-

leticavo dalle due menzionate opere, che te figure, altro con processione al tempio
ciascuno può riscontrare, come delle al- rotondo (di s. Andrea fuori la porta Fla-
tre di cui poscia ragionerò compendiosa- minia, di cui nel voi. LV, p. 263 e altro-
mente. Le figure o stemmi che descrive- ve). Molte figure appariscono sul piviale
rò, esistenti in dette mostre de'piviali, so- di Marcello II, oltre un'ara accesa con due
no ricamale precisamente sul petto ever- figure per partecon faci: in quello di Pao-
so il Dirò pure qualche parola sul
collo. lo IV sonovi ss. Pietro e Paolo. Nel pi-
i

Formale (F.)oRazionale(F.) ornamen- viale di Pio IV si vede un'ara accesa con


to che serve a fermare cuoprire gli an- figure intorno, in altro è l'effigie dis. Gio.
S T O S T O 8 5

Battista. In quello di s. l'io V vi è espres- dio VII èili.°cheil Bonauni rappre- p.


sa la battaglia navale di Lepanto j in al- senta nella sua medaglia collo stemma di
tro la Pietà, in altro un'ara accesa con sua famiglia Chigi nelle mostre del pivia-
figure intorno, in altro un Angelo con due le; in altro vi è s. Pietro, in altro un Ange-

figure, in altro la 13. Vergine. Gesù che Iocou croce; come pure e pel [."viene ef-
chiama s. Pietro dalla naveè ricamato sul figiato iucamauro, mozzetta e stola cou
piviale di Gregorio XIII, altro con pre- ricami e la sua arme, ed in una vi è ri-
dica dell'apostolo, altro coli' adorazione ca-mata la B. Vergine. Se si esaminasse la
del Papa, altro con processione (forse pel collezione delle monete e medaglie pon-
trasporto del corpo di s. Gregorio Nazian- tifìcie si troverebbero non pochi anteriori
zeno alla chiesa di s. Pietro), altro colla esempi si ulili,edùmuinerabi li de' Papi po-
crocefissione di s. Pietro: due medaglie steriori. Il piviale di Clemente IX ha soli
lo rappresentano mozze Ita. Il piviale
in ricami, molte medaglie poi lo figurano in
di Sisto V ha una figura che adora il Pre- mozzetta estola, cos'i Clemente X; ne! suo
sepio, altro co'ss. Pietro e Paolo, altro con piviale vi è s. Pietro, in altro il Papa ri-
Angelo e la B. Vergine, altro con figure ceve uno stendardo turco, in altro si ve-
intorno ad un'ara accesa. Urbano VII ha de una processione, in altro la Crocefis-
un piviale con Gesù Crocefisso e figure sione, in altro un santo adorante la cro-
sotto la croce, altro con due ss. vescovi. ce. Il veti. Innocenzo XI ha il piviale con

Gregorio XIV ha nel piviale i ss. Pietro semplici fregi; in mozzetta con croci la-
e Paolo; Innocenzo IX Gesù con croce e insieme a'ritiatli di Leo-
terali sul petto,
la B. Vergine; Clemente Vili la figura poldo Giovanni III, e Giustiniani do-
I,

della giustizia, e in altro s. Gio. Battista. gedi Venezia perla liberazione di Vien-
Leone XI èconcamauroe mozzetta. Pao- na. In un'altra medaglia con mozzetta e
lo V in piviale con s. Francesca e l'Ange- camauro in Irono ricevendo i legali del
lo, in altro colla B. Vergine, in altro con Tonkino e di Siam a udienza pubblica.
processione pontificia, in altro con s. Gio. Uu'altra figura il suo stemma gentilizio
Battista, in altro Gesù dà le chiavi a s. Odescalchi posto in cielo tra gli astri, col-
Pietro. Il pi viale di GregorioXVhas. Gio. l'epigrafè: DivìnaeNunciaMentis. Le me-
Battista. Quello d'Urbano Vili la figura daglie col piviale hanno iu cpiesto rica-
di s. Pietro, e nel formale la B. Vergine di iti la b. Vergine iu gloria, Gesù che
col Bambino; in altro piviale s. Elisabet- consegna le chiavi a s. Pietro, il Croce-
ta, in altro le teste de'ss. Pietro e Paolo, fisso, il Salvatore. Iu altra cou mozzetta
in altro s. Pietro e Serafini, in altro s. Ur- e stola, si vede ricamato un santo genu-
bano vescovo, Michele arcan-
in altro s. flesso avanti ilCrocefisso. Alessandro V 1 1
gelo, in altro con 4 figure e nel formale è in mozzetta estola ricamala, colla sbar-
l'immagine del ss. Salvatore, in altro l'Im- ra traversa, parte del suo stemma Otto-
macolata Concezione, in altro i busti dei boni; in altra la stola ha per ricamo la
ss. Pietro e Paolo e due faccie del sole em- B. Vergine col Bambino: ue'piviàli vi è
blema di sua casa Dai berilli, iu altro la s.Brunone, un sauto genuflesso. Final-
B. Vergine col Bambino, ed anche in ca- mente il p. Bonanni riporta le medaglie
mauro, mozzetta e stola. Il piviale d'In- d'Innocenzo XII con mozzetta e stola ri-
nocenzo X è ornato co'ss. Pietro e Pao- camata, ed anche in trono cos'i vestito in
lo, altro con processione e il Papa sotto alto d'inviar missionari iu Africa e Asia:
baldacchino, altro colla Concezione, al- nelle medaglie col piviale, questo è or-
tro cou mezze figure de'ss. Pietro e Pao- nato colla Concezione, con s. Pietro, colla
lo, ed in diverse medaglie si trova effigia- B. Verginee il Bambino, colla porta san
to iu camauro, mozzetta e stola. Alessaa- ta. Luogo sarebbe riferire i fregi de'pi-
86 S T O STO
viali che prosiegue a eluseti vere la suddet- la e collo stemma gentilizio ricamato: so-
ta «Seritfffe'co/m.; solo dirò di quello diCIe- no colla semplice mozzelta Clemente X e
menieXlcolsuostemmaAlbani,ehela sto- Alessandro Vili. Benedetto XIV con es-
la d'Innocenzo Xlll rappresenta la Pru- sa ha la stola ricamata culla propria ar-
denzaelaGiustizia,l'umileBenedettoXIIl me Larnberlini, come ha la suaCastiglio-
è in piviale colla sua armeOrsitii,Clemen- ni Pio Vili nella stola, e sotto il quale ne
te XII in esso hail parente s. Andrea Cor- fu incisa l'immagine. Neil' Effigies Roma-
sini, e il suo stemma gentilizio, e Pio VII nò rum Pontificum, Bassani 1773, sebbe-
ha nel suo il proprio stemma Chiaramon- ne vi comprenda pure il ritratto di Pio
ti. Nel libro intitolalo, Pontificum Roma- VII, adorna l'immagine di s. Pie-
il pallio
lìorum numismata templi Vaticani fa tro e successori, poi si vedono vestiti di
bricam chronologicam indicantìa, tra le pianeta, di piviale con arabeschi e figu-
incisioni vi sono le medaglie di Martino re de'ss. Pietro e Paulo, oltre il formule.
V, Paolo II, Giulio II, Leone X, Giulio L'abito di Giovanni XXI ha Scappuccio,
llI,GregorioXIU,SistoV,CletnenteVIII, Clemente Ve in pianeta, Clemente Videi
Paolo Y, Urbano VIII, Innocenzo X,e j352 in rnozzetta, Innocenzo VI che gli

AlessandroVII,tulti benemeriti della me successe pel 1 °in camauro e piviale, Gre-


desiala, e in piviale con ricami e figure gorio XI pel 1 . in camauro e rnozzetta, Ca-
diverse. Quella di Clemente Vili ha le listolllin piviu!ecou4figore,co5iPio III.

stelle,partedel suo stemma Aldobrandino Alessandro VII peli." in mozzelta e stola


cos'i Urbano Vili colle sue 3 api, mentre e con parte del suo slemma ricamalo, co-
Alessandro VII hai suoi 3 monti sovrasta- si Clemente XI e Clemente XIV. Nelle
ti dalla stella: Innoceuzo X poi è figura- Tilae Pontificutn Romanorutn del Ciac-
to in mozzelta e stola, collo Spirito san- conio, da s. Pietro a Clemente IX, sono
to raggiante e suo stem-
il giglio parte del riportate l'effigie egli stemmi de'Papi. Ve-
niaPamphilj. Sono nelle mani di tutti le do s. Lino successore di s. Pietro col pal-
rnonetepontificieautichee moderne, d'o- lio, ealtrettauto gli eletti dopo di lui. So-
ro e d'argento d'ogni valore, inclusiva no espressi poi gli altri in pianeta, in pi-
mente Papa che regna, vedendosi in
del viale colle figure de'ss. Pietro e Paulo e
esse i Papicon camauro o berretti-
vestili formali.La veste di Giovanni XXI hail
no, mozzettaeslola nella qua le sono ripe cappuccio, Clemente V è in pianeta, Cle-
luti gli stemmi gentilizi. Si può vedere mente VI pel .° in mezzetta, Innocenzoi

D< Ile monete pontifìcie antiche e


lo Scilla, VI in piviale e camauro, coti questo e la
moderne. Nella Chronologia Romanorutn mozzetla pel 1. "Gregorio XII. In piviale
Pontificum che fu dipinta nella basilica
_, colle immagini de'ss. Pietro e Paolo Ca-
di s. Paolo fuori le mura, si vedono primi i listo III, con semplici ricami Pio III. In-
Papi colle antiche semplici vesti, poi cui nocenzo X pel i .°in rnozzetta e stola, e su
pallio di più forme, indi e successivamen- di essa ricamati i ss. Pietro e Paolo, ed i

te in pianeta, in pivialecol formale e santi gigli gentilizi. Alessandro VII è colla so-
nelle mostre; da Clemente V del i 3o5 in la rnozzetta, Clemente IX in rnozzetta e
poi con rnozzetta e camauro alternativa- stola. Il Guarnacci, continuatore del Ciac-
mente co'pìviali e pallii. Il piviale di Ni- conio, Vitae Pontificum Romanorutn da
cola V sembra colle figure de'ss. Pietro e Clemente X a Clemente XII, riprodus-
Paolo, cosi di Calisto ili e altri successo- se eziandio i ritraiti e gli stemmi de'Pa-
li. Da Clemente VII deli 523 sempre fu- pi. L'opera è dedicata a Benedetto XIV,
rono dipinti in mozzetta,e ordinariamen- e vi pose in fronte la sua effìgie in camau-
te col camauro orlato di pelli d'armelli- ro, rnozzetta e stola ricamata colla di lui
no. Alessandro VII pel [."anche colla sto- arrae.CIementeXsi vede in semplice moz-
S T O S X O 87
zella, Innocenzo XI in uiozzelta e sjola; Qua mente provato co' monumenti, che
eosì Alessandro Vili, ma co'suoi stemmi Pio Vie Gregorio XVI non mai introdus-
dell'aquila con fine teste sul globo,e ri- sero pe' primi esclusivamente nelle stole
petuti in ogni parte. Sono pure in moz- usuali i propri stemmi gentilizi; e se tal-

zetto e stola Innocenzo XII, Clemente XI 3


volta l'usarono, lo fecero semplicemente
lnnocenzoXII I, UenedeHoXIII eClemen- per l'inveterata consuetudine de'loro il-

teXII col suo stemma in ricamo. Il Bui- lustri predecessori. D'altronde è troppo
lari ttm Romanor um Pontificii m da s. Leo- noto quanto Gregorio XVI fu geloso cu-
ne Clemente XII, riporta l'effigie e gli
I a stode e osservatore rispettoso degli anti-
stemmi de' Papi cominciando da s. Pietro chi ritieceremonie, e contrario a qualun-
ecolpallio, poi in pianeta, in piviale con que no vita. Ne die luminosa e solenne pro-
figure de'ss. Pietro e Paolo e formali. Ap- va quando ricusò di tornare ad usare la

pariscono Giovanni XXI col cappuccio, nobile croce astata con 3 traverse, della
Clemente V in piviale, Clemente VI pel quale riparlai nel voi. LI, p. 2C)8, con do-
ì.° in mozze t (a, Innocenzo VI peli. in verosa lode del Papa. Dissi superiormen-
camauro e piviale, Gregorio XII peli." in te che il Papa, nel conclave appena elet-
camauro e mazzetta, Nicolò V con ligu- to, deposti gli abiti cardinalizi e vestiti gli

re di santi ricamati sul piviale, altrettan- ordinari pontificii, indi assume la stola li-
to osservo in Calisto III e Pio III : però il stiate; però qui aggiungerò col Magri, vo-
formale di Pioli! ba la mezzaluna, stem- cabolo Papa, che al tempo suo non si li-
ma di sua famiglia Piccolomini. Peli." ceva l'adorazione vestito di mozzettaesto-
Alessandro VII in mozzetla e stola colla la, sebbene intende di parlare della r.*,
sua arme ricamata; indi Clemente IX in nella quale vestiva perciò,oltre gli allo i-
mozzelta e' stola collo stemma Rospiglio- li abili, l'amitto, il camice, il cingolo, ed
si di sua famiglia. Clemente X è senza sto- invece della fascia di seta bianca con fioc-
la, Innocenzo XI la porta, non Alessan- chi d'oro, quella di colore rosso, ma que-
dro Vili, bensì Innocenzo XII, Clemen- sto temo errato, la stola pendente dal col-
te XI, Innocenzo XIII, Benedetto XIII, lo, se sacerdote, o dalla spalla sinistra se
Clemente XII. E per finirla aggiungerò, diacono, e se non aveva ordine sagro non
che Eternino dedicò a Clemente XI la sua riceveva la stola, indi il pi viale e lamitra
opera: II tribunale della s. Rotaie vi po- preziosa. A Suddiacono, a Diacono, a Sa-
se nel frontespizio il ritratto dello stesso cerdozio, ed a Co.vsaop, azione del som-
Papa in triregno e piviale, nel ricamo del mo Pontefice, riportai. quanto si prati-
quale e sul petto in ambo le parli cam- cò coli' eletto Papa in tale funzione, se
peggio il suo completo stemma gentilizio, dovea consagrarsi suddiacono e diacono,
sovrastalo dalle chiavi incrociate, dal tri- perciò recando visi egli senza stola. I car-
regno e dallo Spirito santo raggiante. Il dinali in conclave ueli.°giorno, deposti
Museo CA/tfraw/OHf/fudedicatoaPioVI f, la Croccia (F-), ricevono la comunione

ed avanti la dedica vi è il suo bu>to in dal cardinal decano, preti prendono dai i

mozzetta e stola, la quale ha per ricami ceremonieri la stola bianca alla presbite-
il proprio stemma e quello dell'ordine cas- rale, i diaconi alla diaconale. Inoltre se
si nese a cui appartenne. Ma già non vi è in conclave s'incontrano le feste del Na-
bisogno che ioproduca altre prove, ovun- tale e della Pasqua, in tal modo il car-
que oguunopiìi verificarle da se ne'dipin- dinal decano comunica i cardinali diaco-
ti, busti, statue e altre sculture, in cui si ni. Ne'ponli Scali di tali solennità egual-
rappresenta qualche Papa in mozzetta e mente il Papa comunica i cardinali dia-
stola usuale. Concludo adunque, che mi coni in abiti sagri bianchi, compresa la
sembra di avere abbastanza eforse super- stola a traverso da loro assunta prima
SS S T O S 1 ( )

tlelli» dalmatica. Che se il Papa non pon- hi polo, e neppure il camice, tranne il car-
tifica, supplendo il cardinal decano, car- i dinale assistente che canta il vangelo, ed
dinali diaconi ricevono da lui comunio-
la il manipolo il prelato Suddiacono apo-
ne vestiti di cappa, sulla quale ceremo-
i stolico (P.) che canta l'epistola.

meri pongono a traverso la stola bianca. STOLA, Ordine equestre. Si attribui-


Di tutto trattai a Conclave ed a Cappel- sce l'istituzione ad Alfonso V re d'Ara-
le pontificie. 11 Lonigo, Della vesti'pur- gona del 4 6 poi re di Napoli Alfonso I,
1 1

puree, p. 5i e 5i, riportando il canone o almeno creò cavalieri di quest'ordine.


del concilio di braga, dice che per l'os- Inoltre si narra che Filippo il Buono du-
servanza di esso, i cardinali preti e dia- ca diBorgogna avendogli mandato in Na-
coni, vestiti di pianeta e dalmatica, sotto Tosone d'oro, in
poli l'insigne ordine del
di essedebbono assumere le stole, secon- contraccambio Alfonso V gl'invio la sua
do l'ordine cardinalizio a cui apparten- divisa della Stola, e dell'ordine del Gi-
y
gono, se ricevono la comunione dalle ma- glio (ì •), a condizione che se in seguilo
ni del Papa nel pontificale. E che comu- insorgesse guerra tra loro si dovessero re-
nicandosi i cardinali preti e diaconi in stituire le insegne cavalleresche. Pareche
concia ve,o colle cappe in altre circostan- quella de'cavalieri della stola consistesse
dovranno essere del colore se-
ze, le stole in un armacollo in forma di stola, e ne
condo il tempo corrente. Finalmente no- parla il p. Helyot nel t. 8 della Storia de-
tai a Funerale, che cardinali defunti si
i gli ordini religiosi e militari.
espongono e seppelliscono cogli abili sa- STOLA D'ORO, Ordine equestre del-
gri, se dell'ordine de* preti di color pao- la repubblica di Venezia. Incerto è il tem-
nazzo compresa la stola, se di quello dei po di sua antica istituzione, e formò un
diaconi di colore rosso in uno alla stola oidi ne separa lo da quello di s.Rlarco^.),
a traverso. Quantoagli altri ne tenni pro- che conferiva la stessa repubblica di Ve-

posito a Funerale e Sepoltura. Il cita- nezia (/''.), la quale ebbe pure cavalie- i

to Lunadoro a p. i53eseg: tratta del car- ri chiamati delia Calza per portare es-
dinale diacono che si comunica privata- si calze di diverso colore una dall'al-
mente, e dice dovere essere in abito car- tra, come bianca e rossa, ricamate, e una
dinalizio e rocchetto, assumere la stola a di esse ornala sino alla metà di gioie, co-
traverso, che gli pone e leva un cappel- me riferisce il p. Bonanni, Catalogo de-
lano previo il bacio della croce; che da gli ordini equestri, p. 8, che ne riporta
1

se stesso deve dire il Confiteor con voce la figura, ed a p. 1 i3 quella del cavalie-
forte, col Dot/linenon sntn clignus 3 vol- re della stola d'oro. Il p. Helyot, Storia
te, edopo ricevuta l'assoluzione; quindi degli ordini militari, t. 8, cap. 07, tratta:
seguita la comunione il coppiere deve De'cavalieri della Calza, della Stolad'o-
dargli da purificare, e un gentiluomo gli ro, di s. Marco, e del Doge di Venezia^
presenta la salvietta. Come il cardinale di che feci parola a Doge. Riferisce per-
predica in pulpitonelsuo titolo, colla sto- tanto, che s'ignora l'origine de'cavalieri
la sul rocchetto e sotto la mozzetta, come della calza, e da'monumenti rilevasi che
dissi di sopra; che predicando fuori di Ro- esistevano nel secolo XV, distinguendosi
ma deve portare pure la mantelletta, ed quelli annoverati all'ordine, per una cal-
usare la stola scoperta e sulla mozzetta; za che portavano alla gamba diritta di-
o in piviale, mitra e pastorale nelle loro visa in liste di più colori, per traverso e
diocesi. Inoltre Lunadoro rileva a p. 120, per lungo, e nelle solennità era ricama-
che nèicardinali,nèi prelati,quaudopre- ta d'oro e d'argento, ornata di perle e al-
sente il Papa assumono paramenti sa- i tre gioie; 1' altra calza era tutta verde.
gri, uon pouno portare la stola e il ma- Consisteva il loro vestiario in calzoni come
STO STO 89
quelli de'paggi e a liste simili a quelli dei l'O e 01 unta ili gemme, die la cintura nei
svizzeri pontifìcii, ed era no ricamali come giorni di ceremonie era rossa, e di tal co-
il giubbone, chefermava con cintura,
si loie le calze e le scarpe. Il Sarnelli. Lrt-
Sopra quest'abito portavano altra veste tere, ti 3, lelt. 26, Della stola, dice die
ampia e lunghissima con larghe maniche, anticamente i nobili veneziani cuopriva-

ed una Stola sulla spalla: tale veste variata no ilcapo con un panno chiamato >tola,
nel colore, essendo talvolta violetta, tale uia dopo inventata la berretta, la sloia uo-
altra di tabi cremisi, in alcune occasioni sero sulla spalla sinistra conservandole il

di damasco, e nelle solennità di brocca- nome, e formandone un distintivo largo


to d'oro. L'ordine ebbe statuti e regole, 3 palmi; che cavalieri l'ornavano con
i

e per patrono l'evangelista s. Marco: al- lembi d'oro, senatori di porpora, quan-
i

tum brani si leggono nel p. Helyot, con do vestivano le toglie rosse. Quanto all'o-
si ngolari particolarità, ed aggiunge. che rigine de'cavalieri della stola d'oro, per
ti anvi a Venezia altre omonime compa- tradizione è antica, essendosene perdute
gnie e società, che dilferenzìavano nelle le memorie primitive quando il fuoco di-
vesti menta che pur descrive, e nelle qua- strusse gli archivi. Nondimeno è nòto che
li si recarono ad onore di farne parte ni ol- aulicamente nobili veneti copri vano la te-
ì

ti principi sovrani, ed i più qualificati si- sta con ampio cappuccio che scendeva sul-
gnori d'Italia. In progresso di tempo sif- le spalle, ornato da'patrizi con ricamò d'o-
lite compagnie furono abolite; restando 10, ma riuscendo incomodo nell'estate,
icavalieri della stola d'oro, di s. Marco, andò in disuso. Si vuole che anticamen-
dddoge,de'quali la repubblica se ne altri- te ciascuno vestisse a piacere, ma nel 1 (33 ;

bui la creazione. 1 più ragguardevoli ca- il senato decretò una prammatica sugli
valici i nominati dalla repubblica furono obiti , ordinando che i nobili portassero
della stola d'oro, che conferiva a patrizi vesti nere con ampie maniche, i savi gran-
benemeriti per segnalati servigi ad essa di vesti di color violetta, così isavi di ter-
prestati ncH'armate,neirambasceriee nel- r a ferma per tutto il tempo che esercita-
le magistrature. Furono così denominali vano le cariche; che 1 capi del consiglio
dal portare sulla spalla sinistra una sto- de'quaranta e savi i degli ordini u-asse-
la d'oro ricamata, larga un piede,chescen- 10 veste violetta, ma con maniche strette
deva non meno davanti che di dietro si- dette a coiaio, ed a'magistrali fu conees-
no alle ginocchia. Conceduto tale onore sa la veste rossa nelle pubbliche funzio-
dal senato veneto, gli aggregati all'illustre ni. A' cavalieri della stola d'oro fu pre-
ordine comparivano in pubblico per otto scritto, sotto pena ili 5oo ducati, lascia-
giorni con veste ducale di damasco o di la la 8 giorni dopo la loro ac-
veste rossa
ponno rosso, secondo le stagioni, essendo redazione, d'usare vesti con maniche stret-
iieH'inverno foderata d'armellini come la le come gli altri, permettendo ad essi per

veste de'senatori, e perciò maestosa e con divisa di loro dignità la cintura e la stola
ampie maniche. Assumevano taleabitose bordata con gallone d'oro, a riserva dei
facevano parte del senato, O qua odo la si- deputali per l'accompagno del doge, per
gnoria lo portava nelle solennità: negli ricevere gli ambasciatori,o comparire net-
ai tri giorni incede vano colla veste nera dei le pubbliche funzioni, ne'quali casi per-
nottili, soltanto distinguendosi colla stola misero le vesti rosse. I veneti ambascia-
the porta vano sulla spai la, similmente ne- tori aqualche principe, se àveano ricevu-
ta e bordata con gallone d'oro. Nell'in- to da esso qualche ordine equestre, come
verno cingevano la veste con cintura di quelli presso la s. Sede da' Papi crea ti fòi*-
velluto nero con tran- e d'oro. Pretende in al mente cavalieri dello Sperone d'oro
ilp. Douauui, die la itola fosse di tela do- (/ ".). nel ritorno ciano tenuti far l'entra-
,,.. S T O S TO
ta solenne in senato, e depone nelle sue siici, e quindi per le sue virtù ed egre-
ninni le ricevute insegnecavalleresche, ed gie qualità mei il Papa Benedet-
ilo che
erdinariamente le approvava., segnata- to XI V,nel concistoro de'3 febbraio 744 i

mente quelle del Papa. Sebbene il sena- lo precdnizzasse vescovo della ragguar-
lo restituiva loro le decorazioni, essi tnt- devote sede episcopale di Spira. L'esem-
tavia non le portavano, comechè conskle- piare sua condotta gli procacciò collage-
iati cavalieri della stola d'oro. Vi erano aerale estimazione vieppiù quella di Cle-
in Venezia delie famiglie che godevano inente XIII successore di detto Papa, il

per discendenza di quest'onore, concesso quale in premio l'elevò alla sublime di-
a'ioro antenati per benemerenze, e n'era gnità cardinalizia, e con elogio nel cou-
sempre insignito il gran cancelliere della cistoro de'aS noveoibrei 76 1 lo pubbli-
repubblica, quantunque semplice cittadi- co dell'ordine de'preti. Riporta il ^'6927
no del 2. ordine: vestiva ordinariatnen- del Diario di Roma di tale anno, cheCle-
tc di rosso con veste \ioletta di ampie ma- mente Xllì gli spedi in Germania la ber-
niche,con istola di simile colore, e nelle retta card malizia per l'ablegato aposto-
pubbliche funzioni la veste ducale rossa; lieo mg r Pietro Mantica, suo cameriere
precedeva tulli i principi, ed al suo ca- segreto partecipante esegrelario d'amba-
davere si ponevano a'piedi glisperoni d'o- sciata, eda cui die pure l'incarico di pie*
10. Indi il p. Ilelyot ragiona degli altri sentarla al cardinal Migazzi arcivescovo
cavalieri di s. Marco in Venezia, diversi diVienna d'Austria. Xon essendo mai ve-
da quelli della stola d'oro; ed aggiunge unto in Roma, non ebbe né la chiesa li-
die il doge qua! principe e capo della re- tolare, uè l'insegne cardinalizie del cap-
pubblica conferiva di sua autorità i'altro pello e dell'anello, per cui non si recò al
ordine denominato del Doge o del Pria- conclnvedel 1 yGq perla mortediClemen-
ripe di f'enezia,, ch'egli dava nella sua te Xlll ed elezione di Clemente XIV, e
sala di udienza. Era divisa de'cavalieri di poco dopo vi soggiacque anch'egli, corn-
iate ordine la croce equestre di 12 punte, pianto per le belle qualità che lo fregia-

simile a quella de'cavalieri di Malta, smal- vano. Pertanto leggo nel n.°8 160 del Dia-
tata di turchino, contornala d'oro, e a- rio di Roma del 1 770,che il cardinale ces-
vente nel mezzo un ovaio in cui vedeva- so di vivere in Spira suo vescovato a'ig
si rappresentato il Leone alalo di s. Mar- aprile, in età d'anni 64, un cneseei 1 gior-
co, principale insegna della possente re- ni; e nelle Notizie di Roma del 1
77 1, che
pubblica. Tutti questi cavalieri cessarono dopo le solenni esequie fu sepolto nella
col suo termine nel declinar del secolo cattedrale di Spira.
passato.Si pouno vedere, Giustiniani, Hi- STOPPA, Stappa. Materia diesi trae
storie degli ordini ecpiestri j e le Poesie dopo il capecchio, materia grossa e lisco-
pcr il solenne ingresso alcavalierato del- sa Uomenturn), nel pettinar lino (Unum)
la stola d'oro. A sua eccellenza Alvise I o canapa, erba e pianta dalla quale sec-
Contarini, Bergamo 1785. ca e macerata si cava materia atta a fì-
STOLZEMBERG DE HUTTEN larsi per far panni, detti perciò panuili-
Francesco Cristoforo, Cardinale. Nobi- ni, tele, corde e funi. Del lino parlai a Pav-
le tedesco, nacque agli 8 marzo 1706, in i\TLiNi,SETA,eScBiTTURA dicendo della car-
Weissenfelds diocesi d'Erbipoli.da cospi- ta formata con esso;aCAMPAN\ per le sue
cua e antica famiglia, che necuròdiligen- corde, e ne'relativi articoli. 11 rapido e i-

temenle morale la e scientifica educazio- stantaneo bruciamento della stoppa ser-


ne, secondandone il talento. Compiti gli vi, e tuttora si usa nella funzione sagra
-ludi, e dichiarando vocazione ecclesia- più solenne del Papa, per simboleggiare
stica fu provveduto di benefizi ecclesia- la caducità delle cose umane. Negli ar-
STO S T O 9
liculi CUH'ELLE PONTIFICIE e FuOCO, Ì'XCOV- pus, aut sacerdos a sede surgit, ut acce-
dall'antica ceremonia praticata inalarne dat ad altare post orationem". Lo stesso
chiese annualmente nelle solenni feste, facevasi nella festa di Pasqua, comesi può
per dimostrare la fralezza dell'umane co- vedere in Magri, Hierolexicon, p. 47 2 >

se e la geuerale combustione alla fine del ed in Gemma, De ani. rit. lìlìssae, p. 223.
inondo; non che per impedire nelle solen- Parla dello stesso uso l'Ordinario della
ni onorificenze i moti della vanità , e a clùesaLexoviense del secoloX 1 1 1 nel gior-

rammentare la brevità della vita e la fra- no di Pentecoste (al quale articolo ripor-
gilità delle cose, che gli ebrei rappresen- tai altri esempi per allusione alla venuta
ta vado con giltare in terra e fare in pez- dello Spirito santo in lingue di fuoco), ad
zi i bicchieri di vino, bevuto nelle loro pròcessionemniissaesliippaeirifìanwian-
nozze; altre costumanze praticandosi ne- lur qua<; custode; mveniunt. Dissi a Luc-
1

gli Sposalizi (/z .) delle altre nazioni. Nel- ca, che quando l'arcivescovo intuona il
la romana, come si ha dall'Ordi-
chiesa Gloria in excelsi<; Deo si brucia una ,

ne romano XI di Benedetto canonico in- quantità di stoppa in mezzoalla cattedra-


dirizzato al cardinal Guido, poi nel 43 i i le.Nel voi. XXXIV, p.i3g ei44> r '' eva *
Celestino II,pressoil Mabillon, Musei I- che nel VI secolo già era introdotto il co-
lalicij t. 2, p. i 26ei4' , l'accensione del- stume di rammentare all'imperatore gre-
la stoppa si praticava la mattina di Na- co nella sua coronazione, la caducità di
tale nella patriarcale Chiesa di s. Maria sue grandezze e che dovea morire, ed in-
Maggiore, quando il Papa recandovisi a sieme di rendere stretto conto a Dio del-
pontificare, al suo ingresso ne! presbite- le »ue azioni,.sia col bruciamento avanti
rio, un mansionario de! la basilica gli pre- a lui della sloppa, sia colla presentazio-
sentava una canna con cerino acceso, col ne d'un vaso di ossa eceneri; perchè con-
quale il Papa dava fuoco alla stoppa, che siderasse la sua caducità, e nella brevis-
stava sui capitelli delle colonne, per rap- sima durala della Gamma il nulla de suoi
presentare la fine del mondo, che da una onori transitori!, dovendosi conservare li-
pioggia di fuoco sarà cagionata. Nell'Or- mile tra gli splendori seducenti del potere;
dine della chiesa Bisuntina, Tlist. 'Sequa n. e che il globo imperiale, di cui riparlai a
1. 1 , p. 4o, e nel t. 3, p. 4^7 del Glossa Scettro, era seguo della maestà impe-
riunì ili Cai pentier si legge, che nel gior- riale e insieme della fralezza della possan-
no diPasqua è prescritto:'» Archidiaco- za terrena. Narrai ne'seguenli articoli, che
ìui s ponet ignem inpharus, et dum linoni nelle antiche ceremouie della Coronazio-
succenditur, venit inclinane reverentissi- ne de' sommi Pontefici e del Possesso del
me, ante d. Archiepiscopum, et dicet ad Papa, più azioni servivano a lui di mo-
euin. Reverendissime Pater , sic transit rali e gravi avvertenze. Quando si poneva
mundus, et concupiscenlia ejus ". Si può sulla Sedia stercoraria, canta vasi il ver-
vedereSa nielli, Lume a'principianti, par. setto: Suscitai de puh'cre egenuin, et de
i quaest: io, p. 44 Transit mundum, et
,
1 : stercore erigit pauperum, ut sede.at cani
concupiscenlia ejus. Ciò face vasi nel gior principibus, et solami gloriae teneatj af-

no di Natale e nelle feste più solenni, ed finchè conoscesse la differenza dello stato
anche più volte nello stesso pontificale, a cui era sublimato, e si mantenesse ri-
tome ivi è delto.»Surgens Archipraesul mile nel ricordar sempre quello che la-
de cathedra, antequam incipial: Gloria sciava. Gli si mostrava un gallo di bron-
iu excelsisj accedat Archidiaconus reve- zo sopra una colonna, figura di quello che
rcirter,ettenens urani planetae traha tieni- cantò 3 volle alle negazioni deli. "Papa
ter, et dicat: Scilo de terraui esse; sicque s. Pietro, per-eccitarlo a. compatire iman-
debet fieri, quoliescumque A.rchiepisco- camenti dei sudditi e perdonarli come a-
<v> S T O S T O
vcva fatto Cristo con s. Pietro. Sedente lieo suo discepolo Eugenio III." In tutte
nella Sedia Gestatoria, 3 volte gli si bru- le opere tue, ricordati che sei uomo,e sem-
ciava innanzi 3 globi piccoli di stoppa, nel pre abbi avanti occhi il timore di Co-
gli

modo die descrissi nel voi. Vili, pi G5, lui, di salmo, che anferl spi-
cui dice il

dicendogli altrettante volte e con canto ritimi Principimi. Quanti altri Papi hai
un ceremoniere: Sancte Pater, sic tran- visto morire? tuoi predecessori t'avvi-
1

sitgloria mundi! In tal guisa ricordan- sano della certissima e prestissima mor-
dogli, nel più solenne rito in cui incoro- te tua; e il breve tempo che hanno essi

navasi Pontefice massimo e sovrano tem- dominato, fa sapere a te che pochi saran-
porale, quanto breve sia la gloria terre- no giorni
i tuoi. Fra le lusinghe adunque
na, simile ad una vampa che finisce nel- di questa gloria, che passa, abbi la men-
l'alto medesimo che si accende con vee- te fìssa ai novissimi, perchè quelli segui-
menza. Questa grave e significante cere- terai nella morte, a cui nella sedia ponti-
monia tuttora si conserva. 11 Magri nella ficale sei succeduto". 11 vescovo Sarnelli,
Notizia de' vocaboli ecclesiastici, all'ar- Lettere ecclesiastiche i. 6, impiegò la lett.

ticolo Papa, dice che nel giorno di sua co- 3G in discutere: Perche si dica del Papa:
ronazione e mentre è portato nella basi- Non videbit dics Petri. Riporta cose già
lica Vaticana, il maestro di ceremonie lo inferite dal Magri,edal p. Menochio, Stuo-
precedecon in mano due lunghe canne, in re, cent. g,cnp. 5cj. La supposta ceremo-
una delle quali vi è della stoppa, nell'al- nia la qualifica diceria volgare senza fon-
tra una candeletta accesa, con cui attac- d imeuto, ripetuta dall'lllescas nella sua
cato fuoco alla stoppa, dice il detto ver- Storia de' Papi j e riporta la sentenza di
setto, che colla combustione replica due s. Agostino.» Senectus, quae est ultima
altre volle, secondo il prescritto dal Cae- aelas hominis, non habet determinatimi
rem. Ro'ìi. 1. 1 ,sect. 2, e. 2 e 3. Inoltre nel tempus, secundum mensurain aliarum,
Hicrolexicon dice Magri:» Porro Apo-
il cutuquandoque sola tantum teneal tem-
stolico in Pascila procedente, phai us ex quantum reliquae aetates omnes".
poris,
stappa super eunisuspenditur, quae igne Le medesime opinioni narrò Cancellieri
succensa super emn cadere permittitur, 54 e 5oo, ci-
ne' Possessi de' Pontefici, p.
sed a tuinistris vel a terra ex.eipitur, et tando inoltre queste due opere. Bernar-
per hoc ipso in cinerem redigi, et gloria dino Mezzadri, Disserl. crii. hist. de 1 5
ornatus ejus in favillato converti admo- annis Rorn. Petri Cathedrae adversus a-
netur". Di più aggiunge, che al riferire trumque Pagium, liomaei j5o. G. An-
di Ciaccouio nella vita dell'antipapa Be- tonio Bianchi, Dissert. sulla venuta dis.
ncclettoXll lenitica uienlesi praticava pu- Pietro a Roma, degli anni del suo Pon-
re altra eereuionia nella coronazione del tificalo della cattedra romana, e delle
Papa, con ricordargli: Pater sancte non chiese da luì fondale nelle provincie o-
videbisdies Petri, pev cui dichiarò che non rìentali, nel t. 3 delle Dissert. eccles. di
fu legittimo avendo vissuto 3o anni. Ri- Zaccaria. Sul pontificato di s. Pietro edel-
ilelte poi, che tal eeremonia non si trova lasua cattedra d' Antiochia, riparlai a Si-
registrata negli antichi cerimoniali, come ria nel fare la serie de'patriarchi Antio-
già rilevai a Pontificato, ragionando su cheni. Il p. Gattico, Ada caeremonialia,
questo argomento, dichiarando falsa sii- tratta dei bruciamento della stoppa a vali-
fatta asserzione del cantato versetto, ben- ti al Papa nella sua coronazione, a p. 373,
sì riportai le analoghe erudizioni e spie- 4 io, /pS, riproducendo le descrizioni del-
gazioni, sopra un punto in cui talvolta si lecoronazioni d'Innocenzo Vili del 1484
fondò l'altrui sciocca speculazioue, culle e colle ceremonie che ancora si osserva-
ammonizioni date da s. Bernardo all'uu- no, d'IuiiGceuzo X deh644> c u'iuuoccu*
STO S TO 93
70 "XI del 1676. Quanto combustio-
alla dendnlo per buon preludio fsu'quali no-
ne del la stoppa nel ponti ficaie di Pasqua, tai qualche erudizione a Profeta) che il

ne parla a p. 4'- Eletto nel '4°9 Ales- suo pontificalo avesse lunga durata, co-
sandro V nel sinodo di Pisa, fu corona- me rilevò Cancellieri, insieme alla cadu-
to nella cattedrale,edalladescrizionepub- ta da cavallo nello scendere dal Campi-
blicata ne' Possessi ila Cancellieri, si leg- doglio, nella pompa del possesso. Confes-
ge: Et fuerunt multa solemnia,
Ulti die sò il Papa, che subito gli venne in men-
ut pula, de sltipis c.omhustis dicendo, Sic te il versetto: Impulsus eversus sttni, ut
Iransit gloria mundi. Nel i49 2 f"11 coro- càderem ,et Dominus suscepil me con tut- ,

nato Alessandro VI, essendovi presente ti gli altri del salmo 7 che sembrava a-
1 1

Pie 10 Delfi un celel >ve genera le de'ca ma I-


1 datlato al suo caso. Notò inoltre Cancel-
dolesi, il quale descrivendo in un'episto- lieri essere slato detto allora lepidamen-
la tutta la pompa, dichiara l'impressione te:Che Alessandro incominciò suo im- il

che gli lece della caducità delle cose li- pero con domare un cavallo, non doma-
mane, pel mortale deliquio che sorprese toda verun altro; e che Clemente inco-
ilPapa all'altare maggiore, e da cui rin- minciò coll'essere domato da un cavallo,
venne essendogli spruzzata dell'acqua nel domato da tutti gli altri. Quanto inoltre
volto, ondenppena pronunziata la forino- spiritosamente disse Clemente XIV nel-
la: Sic iransit gloria mundi, la sperimen- la caduta, lo riportai nella biografia. E-

tò in effetto. Pio III che gli successe nel gli regni) 5 anni, 4 mesi e 3 giorni, e morì
i5o3, e come notai nella sua biografia, di Sganni non compiti. Nel voi. XXX \ II,
nel vedere ardere la stoppa e nel sentire p. 77, e meglio a Stazioni sagre delle

il triplice canto: Pater sancte, sic Iransit CHIESH di Roma, parlai degli stoppini delle
gloria mundi, ne rimase talmente pene- lampade di esse, e che gli stoppini di quel-
trato e commosso, anche per esser impe- le visitate da'Papi si prendevano per for-
dito da una piaga di stare in piedi, che ma're un guancialetto per la loro cassa
ne pianse; flevisse. slatini , et humanam mortuaria, e porsi sotto il capo de' loro
sorlem ingentilisse dicitur , brevi perita- cadaveri. Di questo uso trattano, Severa-
ram. Il suo pontificato infatti fu di 26 no, lllemoric sagre, p. 3G8, citando Cen-
giorni. Neh 585 fu coronato Sisto V al- cio Camerario che ne ragiona nel libro
la' presenza degli ambasciatori del Giap- dé'Censij e Cancellieri, Notizie de' con-
pone: Mentre si bruciava la sloppa, si dis- clavi, p. 5i.
se per 3 volte il solito versetto: Santo Pa- STOPPANI Gianfrancesco, Cardi-
dre, cosi passa la gloria di attesto mon- nale. Nacque in Milano da nobili genito-
do. Ma Sisto V, pronto e arguto nelle ri- ri e dopo aver coltivato
, buoni sludi i

sposte, fuori dell'uso degli altri Papi che nel collegio Borromeo di Pavia, portato-
in quell'atto nulla dicono, con animo in- si inPioma,fu da InnocenzoXlll ammes-

trepido rispose ad alta voce: La gloria so fra i suoi cameriei i segreti, e poi di-
nostra non passerà mai, perche non ab- venuto prelato di manichetta fu da Cle-
biamo altra gloria, se non che far buo- mente XII nel 730 spedito inquisitore a
1

na giustizia. E poi voltatosi agli amba- Malta, e dopo 5 anni facendolo consagra-
sciatoli giapponesi soggiunse: Ditea'vo- re arcivescovo di Corinto in parlibus lo
stri principi nostri figli , il contenuto di promosse a nunzio di Firenze, e nel 1 739
onesta nobile ceremonia. Clemente XIV con tal dignità lo mandò al senato vene-
venne coronato nel 1
769, e vedendo che to; indi Benedetto XIV nel 1743 lo di-
nella ceremonia della stoppa questa sten- chiarò nunzio all'imperatore Carlo VII
tava ad accendersi, forse per essere umi- di Baviera, del quale si guadagnò l'affet-
da, ne mostrò gran compiacenza, pren- to e la grazia. Ma la sua buona ventura
94 S TO STO
si cambiò nel 174'» colla morte dell'im- quella di propaganda, e non In generale
peratore, poiché favorendo egli alla die- come scrive Cardella, e più lardi diven-
ta di Fra 11 e fori nell'elezione la casa di ba- ne segretario della congregazione del s.
viera, fu invece eletto Francesco I inari- non che proiettore de'canonici re-
offizio,
lo della regina M." Teresa d'Austria, il golari Lateranensi, dell'ordine di s. Ba-
quale non lo volle per nunzio a Vienna, silio,di diverse università artistiche, del-

oudeBeuedello XIV nel 1


^4-7 lo fece pre- l'accademia teologica, del monastero di
sidente d' Urbino, città a cui compartì im- s.Susanna, e delle città di Pergola, e di
mensi benefizi, e lo slesso fece con quel- Augusta in Germania. Clemente XIII nel
la di Pesaro, dove a pubblico vantaggio 1 7O3 !o preconizzò vescovo suburbicario
spese molto del proprio. Volendo Bene- di Palestrita, in cui adempì le obbliga-
detto XIV premiare la lunga e lodevole zioni tulle di zelante pastore colle fre-
sua carriera colla porpora, anebe per le quenti visite della diocesi, e colla solle-
istanze premili ose del cardinal Valenti se- citudine veramente paterna ch'ebbe pel
gretario di stato, amicissimo e parente del seminario. Imperocché leggo nel prene-
prelato, nondimeno si trovava imbaraz- slinoCecconi già vescovodiMontalto,che
zalo dalle contrarie e vive rappresentan- gli dedicò la sua opera, Insliluziont dei
ze del cardinal M illini ministro dell'im- seminari vescovili, encomiata l'episcopa-
peratrice regina M. a Teresa, la quale on le sollecitudine, ed enumerate le sue be-
nmamenle lo voleva escluso da tale di- neficenze, per le sue instancabili cure pel
gnità, per l'opposizione mostrata al ma- seminario, ove stabilì un nobile oratorio,
rito in delta dieta, nei favorire la parie l'arriccili di sagri arredi per le messe so-
Bavaia contendente. Ma dipoi conside- lenni, consedili epulpito per esercizio del-
randoli Papa die non conveniva dar mo- la divina parola, oltre altri comodi e or-
tivo alle cor ti di cominciare l'abuso di dar namenti, ed oltre ancora l'impegno pel
V Esclusiva (ne riparlai a Sagro colle- profitto de'giovani,al quale elfelto li prov-
gio) anco dal collegio cardinalizio, come vide di scelta e copiosa libreria. Trovo nel
pretendevano darla in conclave sul nuo- Petrilli, Memorie Prenesline, altri enco-
vo Papa; e che il prelato avea protesta- mi, e che avendo sino dali75o il semi-
to contro la segui la elezionea seconda del- nario donato a'passionisli la chiesa di s.

le sue istruzioni, ed avea inoltre servito Maria di Pugliauo già de'con ventilali e
con riputazione la s. Sede, restò fermo nel nel territorio di Paliano, ovei religiosi sta-
divisamente e procuro di dileguare tan- bilirono un 1 itiro e abbellirono la chiesa,
ta opposizione; quindi ai 26 novembre questa io agosto 1765 si portò a con-
a'

1 7.53 lo creò cardinale dell'ordine de'pre- sagrare solennemente con nobile corteg-
ti, e gl'invio a Urbino la berretta rossa gio, essendo ancor vivente il loro fonda-
per l'ahlegato mg.r Veterani suo came- tore b. Paolo della Croce. Acquistò in Ro-
riere segreto. Venuto in Roma gli confe- ma il bel Palazzo Stopparti ( /^.),che seb-
rì il cappello cardinalizio, e per titolo la bene ora proprietà de'Vidoui ne conser-
chiesa di s. Martino a'Monti,
nomi- e Io va il nome, e dove collocò le famose ta-
nò legato apostolico d'Urbino, die con- vole Prenesline da lui trovate in Palesti-
tinuò sino al 1
754, quindi nel 756 lo fe- 1 na {P •), ossiano i frammenti de'fasti di
ce legato di Ravenna, ove pure si fece a- Q. V. Fiacco. Mecenate de'letterati, ge-
mare per la sua incoi rolla giustiziale ap- neroso co'poveri, munifico verso le chie-
plaudire per la sua liberalità, e vi restò compì gloriosamente il periodode'suoi
se,
fino ah 76 li Ascritto alle principali con- giorni inRoma a' 18 uovembrei 774» m
gregazioni cardinalizie,Clemente XIII gli tempo di sede vacante per Clemente XI
attribuì la prefettura dell' economia di al conclave pel quale e per Gemei) le XIII
S T () S T ( >
9 7

era intervenuto, senza poter entrare in mortali, se non avesse che quella solo che
quello che si celebrava allora, a cagione si fosse pollilo procacciare nel giro limi-
del male che lo affliggeva e portò al se- tato di sua vita? Per compensarne adun-
polcro tliyganni. Fu tumulato nellachie- que nel miglior modo la fatai brevità, o-
sa di Andrea della Valle, nella cappel-
s. gni uomo, culto special metile, gode per
la della Madonna, dove in vita erasi ap- quanto può, di farsi spesso presenti l'e-

parecchiata la tomba, come si vede nella tà trascorse, con indagare le memorie e


lapide [tosta alla sua memoria nella vici- le costumanze de'passati secoli e delie an-
na parete, sopra di cui è espi essa la di lui tiche nazioni, conoscendo che libri so- i

effigie in marmo con un semplice elogio. no nel tempo, come telescopi nello spa-
i

STORIA e STOhìCOJffislaHaJuMUh zio, che avvicinano gli oggetti più lonta-

ricus, historiografus. Narrazione diffusa ni. Osserva il eh. Cantò, negli Studi su

di cose seguite, raccolte e scritte dallo sto- l'ub. Patini, u Comunque la vita d'uno
lieo o [Storiografo. Gli archivi sono le mi- scrittore sedentario consista negli scrini
niere della storio, gli elementi sono le me- suoi, pure l'autore vive col suo secolo, e
morie lapidarie dell'iscrizioni, non meno seassistea unarivoluzione, ne è specchio:
che le monete e le medaglie, ed altri an- laonde un granile scrittore è rappresen-
tichi monumenti. Ogni umana ricordan- tante del proprio secolo e iniziatore del
za tramandata alla posterità senza questi nuovo, se non per volontà creatrice, al-
poderosi e indispensabili aiuti , riuscirà meno per vaghezza indecisa e per confuso
sfibrata emanchevole di piena autorità, presentimento". Dicesi anche storia un
imperocché la fedele storia deve essere vi- successo,un avvenimento, una cronaca,
vo oracolo della verità. La storia è il più una leggenda, un poemetto o simili; ed
durevole monumento, chegli uomini pon- inoltre, le dipinture o sculture rappresen-
ilo lasciare delle loro azioni, giacché uè tanti alcun fatto. La mitologia e l'icono-
le statue, uè i trofei, negli archi trionfa- logia, crede la storia personificata figlia
li, né le iscrizioni, né le medaglie, né le di Saturno dio del tempo, e di Astrea dea
colonne, né le pitture, né i mausolei, poti- della giustiziala dipinge in maestoso con-
no eguagliarne l'estensione e la perpetui- tegno, con grandi ali, emblemi della sua
tà. La storia è lo specchio e il vero teso- prontezza nel divulgare gli avvenimenti,
ro della vita umana, che preserva dalla coperta di bianca veste simbolo della sua
morte e dalla dimenticanza le azioni e le veracità ed ingenuità; con un libro in uni
parole memorabili degli uomini, leav ven- mano, e nell'altra i\un penna ed imo sti-

ture meravigliose e gli accidenti straor- le; volgendosi addietro, siccome quella
dinari che produce il lungo tratto del
, che seri ve per coloro che verranno dopo.
tempo. La storia, ch'è maestra della vi- Talvolta viene espressa che sta scrivendo
ta e rivelatrice de' secoli, insegna assai in un gran libro sostenuto dalle ali del
meglio della filosofìa o almeno ne cor- Tempo, che rappresentasi sotto forma la

robora le dottrine colla pratica dell'e- di Saturno. Si dipinge ancora con un dia-
sempio. Noi dunque a niutio più dobbia- dema, perchè la storia è specialmente di
mo che agli storici, i quali registrano le co- lezione de'governanti ; coi sole nel petto,
se più notabili, per conservai ne la memo- per esprimere il carattere della verità e
ria in perpetuo, che possa servire d'istru- della imparzialità da cui non deve essa
zione alla posterità. In (piai fondo d'igno- giammai dipartirsi. Alcune medaglie, del-
ranza saremmo noi caduti e inabissali, le piramidi e altri attributi, annunciano
se fosse abolita la memoria di ciò che ac- che le sue prove consistono negli antichi
cadde prima della nostra nascita? E qual monumenti. Si dipinge pure in un qua-
ristretta esperienza avrebbe ognun dei dro il cui fondo è formalo da una inceli-
96 STO STO
diata città, che indica la distrazione de- N. Spinelli, Piomac 1 7 "»o. Non v'ha cosa
grimpcri^iotnbilee istrutti voarticolo dei diedi maggior diletto e di più reale van-
suoi annali. Allearti della Scrittura (/*.), taggio possa riuscire alla gioventù, quan-
ed a quella della Stampa (P.) dobbiamo to l'avere innanzi agli occhi, per cosi di-
principalmente ripetere la storia e il pro- re, il quadro di tutti gli avvenimenti dei
gresso delle umane cognizioni. Si preten- Per questo appunto coloro che l'a-
secoli.
de che il libro più antico sia quello di E- nimo intesero in ogni tempo all'educazio-
nodi; meglio è vedere Libreria, ove ne ne scientifica e letteraria della gioven-
parlai. Si crede da molti essere il più an- tù, le offrirono ad oggetto di studio sto-
tico storico Sanconiatone, o almeno degli rie particolari e compendi di cronologia.
scrittori non ispirali, nativo di Decito in Ma tali storie studiate separatamente le
Frigia, che scrisse in Linguai f.) fenicia une dalle altre, fecero conoscere il biso-
la storia di Tiro. Pare die vi ponesse gran gno di quadri cronologici d'istoria anti-
diligenza in compilarla, poiché si vuole ca e moderna, sagra e profana, con un'i-
rh'egli tutto attingesse negli atti autentici dea generaledel mappamondo de'secoli, e
della città e negli archivi che gelosamen- poi mirare con questa nonna all'acquisto
te custodivano ne'templi. L'opera in
si delle particolareggiate istoriche cogni-
trovata esattissima da Abibal redi Beri- Fleury, Pitiche e Batteaux
zioni. Rollin,
Io, a cui la dedicò: si ritiene che fiorisse opinarono, che questo genere di compen-
1 4 secoli innanzi l'era cristiana. A Libre- di storici potevano essere molto proficui
mi inoltre rilevai l'antichità delle dedi- all'istruzioneelementare,sì perchè avvez-
che de' £////7( /^narrando l'opera da ae- za il giovane alla memoria delle cose, sì

roso caldeo dedicata al re Seleucio Nicà- perchè lo guida un ordine alle


a fissare
nore, che cominciò a regnare 6 r anni do- proprie idee. La storia è indegna di que-
po morte d'Alessandro; e ad Er\ di A-
la sto nome se non sia teslis temporurn, lux
less a.\dro il Grande, dissi essere morto verità tis, prima legqe della quale è ne quid
4^5 anni avanti Gesù Cristo. Essendo la falsi dicere audeat, secondo il noto pre-
storia la narrazione dejjli avvenimenti cetto di Cicerone. Di questa verità niu-
passati, per evitare la confusione, ed es- 110 dubitò mai fra gli antichi, e quindi si

sere diretta nel suo cammino, ha bisogno legge presso Luciano: Chiunque impren-
della Cronologia {V.).Questa insegna a da a scrivere una storia a ni uno dee sa-
secondo l'ordine de' tempi, gli
classificare, grificare, solamente alla verità. Non è a-
avvenimenti diversi che presenta la sto- dunquechi non veda documenti auten- i

ria.Per questo la cronologia divide l'isto- tici e degni di fede essere alla storia quel
ria inalcune parli, ciascuna delle quali che sono i materiali ad un edifizio;e quel
è segnala da qualche fatto memorabile, che Seneca affermava de'grammatici che
cui si riferiscono tutti gli altri. Tali par- delle parole non sono essi inventori, ma
chiamano Epoche (?'.), e digerisco-
ti si solamente custode con molto miglior di-
no dal Periodo (f.). Abbiamoli Calen- ritto doversi intendere ancora degl'istori-
dario cronologico del trattato elementare ci per rispetto agli avvenimenti da loro

e delle principaliepoche per l'intelligen- narrati. E quanto alla filologica Erudi-


za delle storie, Roma 1826. E di G. D. zione (/"'.), disse Galileo. "Non aver glo-
Musanzio, Tahulae chronologicae auae ria solamente colui che ai concetti suoi
sacra politica, bellica, fortuita, literas
_, sa dar forma e sviluppo pratico; ma que-
et artes ad omnigenam historiam coni- gli eziandioche non tanto perchè crea pen-
plecluntnr. Accessit disserlatio hi^lorico- ma perchè sa incarnare nel fatto
sieri, i

critica qua Chronolog/ae his tabulis tra- pensamenti suoi". Girolamo Martens nel
ditae specimen apologeiicum exhibelur Saggio di un'istoria completa dell' erti-
STO S T O 97
dizione ad
uso de giovani che comincia- questa per fermo si è che lega tutte le
no a fare i loro sludi in qualclie univer- potenze e le proprietà più nobili dello spi-
sità, riconosce 4 principali epoche nella rito umano a'futti dell'uomo e leggendo
storia dell'erudizione e delle Lettere belle in essi più che l'uomo la umanità, risale

(/^.): l'epoca de'greci sotto Alessandro e a'principii che li crearono, e alle conse-
i Toloraei; quella de'roiuani sotto Augu- guenze che ne furono il fruito. Ma do-
sto;!] nel la degl'italiani sotto iMedici;quel- ve la erudizione non ne fornisca abbon-
la de'francesi sotto Luigi XIV; quindi ri- dante la materia, e la critica non la giu-
a
conosce una 5- epoca, che i cattolici po- dichi e non la ordini; la filosofia della
a
tranno chiamare il secolo di M. Teresa, storia si scambierà colle opinioni degli
e i protestanti il secolo di Federico li. F. individui, e Dio non voglia che sovente
Letterato. Il prof. ah. d. V. Anivitti,,^/*- non isvanisca in fantastiche formule, o
nali delle scienze religiose, i. 'serie, 1. 1
2, come oggi dicono in utopie! Il perchè
p. 22(1, dichiara: » Dal risorgere delle let- quantunque la seconda sia più nobile
tere insino a'dì nostri ha la storia per- della prima, la terza dell'una e dell'al-
corso successivamente tre stadii.Da prin- tra; tuttavia crediamo che la storia sor-
cipio tra la polvere delle recondite ope- ga oggimai da tutte e tre: l'uua dà, l'al-

re, e tra gli avanzi dell'antichità si apri tra accetta, la terza pone tutto il valore
una via di erudizione, rimescolando nel- intrinseco e relativo a profitto del vero,
le sue ricerche il vero e il falso, il favo- del buono e del bello; e perciò a quella
loso e il reale. Dall'abuso di codesta e- maniera che 1' uomo surge e dal corpo
rudizioue indigesta ed informe, sentito destinato ad essere informato dall'ani-
da'dotti il bisogno di separare la gratui- ma, e dall'anima destinata ad informa-
ta asserzione da'veridici monumenti, il re quel corpo; la storia ci viene dall'u-
duhhio dalla certezza, il senso dalle pa- nione di quegli elementi, de'quali i pri-

role; la storia progredì alla critica, e di- mi due sono, diremo così, materiali, il

venne narratrice fedele e prudente. Per terzo è principio animatore e formale,


ultimo, a non lasciare inutili e quasi mor- no altresì vorrà negarci che uè la
ti i tesori della erudizione e i sudori del- erudizione sia già tutta esaurita; che an-
la critica, la storia fu assunta alla filo- zi ogni giorno feconde sorgenti se ne di-
sofia; e si pose viva ed esultante pel sen- scoprono. La critica eziandio ha immen-
tiero delle ragioni, che sono il mistero si da compiere, più che immensi (\a
lavori
de'falti, alla cui rivelazione si provaro- imprendere. La filosofia poi soventi volte
no un tempo eccelsi genii, ma che po- darà in esagerazione ove di tutti gli uma-
scia rimase dimenticato. Vano è questio- ni eventi preteuda rintracciare la genesi,
nare quale delle 3 vieavrehhe fatto rag- ec." Il gesuita p. Narboue nella Bibliogra-
giungere alla storia una meta gloriosa. fia sìcula, dà ai giovani che aspirano a
Perciocché in fatti, per quanto spetta al- divenire scrittori un documento utilissi-

l'erudizione, laddove essa non sia crusca- mo, ed è: » Che dalla distinzione nasce
ta, altro non è che una farragine di no l'ordine, dall'ordine la chiarezza, da que-
tizie,vano ingombro alla memoria, e tri- sta la facilità nell'intendere, senza la qua-
ste occasione di perniciosi argomenti. La le, poiché uomini souo naturalmente
gli

critica poi è cosa in vero di che bella si niun libro potrà universal-
fuggifatica,
fa la mente, e in ispecie, come suona il mente piacere e divenir popolare". Dice
suo nome, la facoltà che discerne; ma iu- il Parisi nelie Istruzioni^ che la dottrina
fìne si ferma sulla corteccia de' fatti, né del cardinal Antoniano fu senza ostenta-
altro fi, poco più, che chiarirne la ma- zione: ebbe per massima nello scrivere di
teriale esistenza. La filosofia della storia, far servir le parole e Io stile alla mate-
VOL. LXX. 7
(,8 STO S T O
ria, e non questa alle parole; e perciò seb- dell'antico TmlamentoiJP.), scritta da au-
bene sapeva lutla la finezza della lingua tori ebrei. l'Issa comincia alla creazione
latina, l'adattò alle cose sagre, di cui trat- del mondo e termina colla nascita di Ge-
tano per lo più i brevi pontificii, né si le- sù Cristo, comprendendo uno spazio di
ce scrupolo d'usai' termini e frasi eccle- più che 4ooo anni, secondo alcuni, altri
siastiche, e purgai e da Ila prof ini là del geo l'accorciano, altri l'aumentano di molto,
tilesimo, quando mancavano le parole e al modo e come riportai ad Era. Malgra-
frasi Ialine per esprimere le cose, delle do la quantità dellecritichetemerarie che
quali i latini non ebbero idea. Bacone eia gl'increduli autichi e moderni hanno fat-
Verulamio, De dign. et aug. svieni. lib. to di essa , e malgrado il disprezzo con
2, cap. i, divide tutta la dottrina umana cui ne hanno essi parlato, questa stona
in 3 classi, prese dalle 3 facoltà della no- sarà sempre rispettabilissima sotto ogni
stra mente; cioè in istoria, che apparite aspetto; siccome sarà ognora la più sa-
nealla memoria; in poesia, cli'è parte del- viamente scritta, quella die porla seco le
l'immaginazione; ed inf]losofia,opera del- maggiori prove di autenticità di verità, <•

la ragione. D'Alembert nel discorso pre- e dalla quale apparisce più chiaramente
liminare dell' Enciclopedia, lungamente la mano onnipotente di Dio. Sua conti-
spiega colla sua solita sottigliezza la con- nuazione è la storia ecclesiastica, cioè del-
gruenza di tale divisione della dottrina lo stabilimento e de'progressi del cristia-
umana, e confurmemenle alla medesima nesimo, dal principio della pndicazioue
divide i letterati, in eruditi, in filosofi, ed dell'e vangelo sino a'nostri giorni. La co-
in belli spirili: 'a memoria è il talento de- noscenza di questa storia è una parte es-
gli eruditi, la sagacità è la dote de'filo senziale della teologia; in fatti non è que
sofì, e le grazie sono il distintivo de'beìli sta una'seienza d'invenzione, ma bensì di
spiriti; e questi 3 talenti diversi formano tradizione: essa consiste nel sapei eciò che
3 classi di uomini, che non hanno altro Gesù Cristo ha insegnalo, sia egli mede-
di comune fra di loro nella repubblica let- simo, sia per mezzo de'suoi apostoli; in
teraria che il dispregiarsi mutuamente, qua! modo questa storia venne attaccata,
come riflette l'Andre». Egli aggiunge che e come è stata difesa. Chiamasi poi pro-
taledi visione è giustissima, se consideria- priamente Scrittura sagra (F.) la storia
mo le relazioni delle scienze colle facol- non solamente dell'antico, ma anche del
tà della mente, ma non riesce molto co- nuovo Testamento, compostadagliiSV/v£-
moda per seguire i progressi fatti nello tori sagri (?''.). Da ultimo il dolio mg. r
studio di quelle. La grammatica forma Claudio Samuelli vescovo di Montepul-
una parte della filosofìa, ma nel trattare ciano, di recente defunto, ad esempio di
storicamente l'avanzamento delle scienze altri lodevoli vescovi, neli85i ci die il

non sarà più convenientemente riposta Nuovo compendio di storia sacra per
presso all'eloquenza e al la poesia, che nou uso dell' educazione e istruzione della
unitameli te alla metafìsica? La storia na- gioventù di lutti i ceti. In esso dichiarò,
turale e l'ecclesiastica appartengono cer- che giova promuovere il metodo d' in-
tamente alla storia, ma come distogliere segnare la religione per mezzo dell'isto-
quella dalla fisica, questa dalla teologia? ria sagra. Con encomi ne rese ragione la
Conclude il p. Andres, che la divisione di Civiltà cattolica nel t. 8, p. 336. Inol-
Bacone potrà confusi a chi voglia disa- tre questa pubblicazione periodica cotan-
minare la genealogia delle scienze.ma non to utile, nel t.
7, p. 54^ della 2/' serie, fe-
così a chi desideri scriverne la storia. Di- ce altrettanto sull'Esposizione de'qual-
versi sonoigeueri di storia, a volerne ri- tro sacri Evangeli insieme confrontati.
cordare i principali, il i.°è la storia saula Opera di Geminiano Rlislei della coni-
STO S T O 99
pagaia di Gesù, Rumai 854. 1' 1 quésta tale contestazione per potere alla fine de-
felice idea e nobile pensiero, di porgere terminarsi a comprendere il vero signi-
a'fedeli un nuovo e ubertoso pascolo di ficato de'decrcti delIaChiesa, i quali han-
vita eterna, oltrela storia evangelica del- no deciso le questioni. Il cullo esterno può
le gesta meravigliose dell'adorabile Re- aver maggiore o minore splendore, e bi-
dentore, scritta con mirabile accordo nel- sogna osservare il legame e il i apporto
la sostanza e senza che uno di perdesse che ha sempre col dogma. La disciplina
dall'altro, da'4 Evangelisti divinamen- varia secondo tempi, costumi, le leggi
i i

te ispirati, eziandio vi si penetra il senso ci vi li: vi sono però anche in questa de'puu-

più intimo e vitale, che invigorisce il cuo- li fissi ed invariabili, da'quali la Chiesa

re a proceder franco nelle vie della perfe- non si è mai dipartita, e clic non cambie-
zione cristiana. Le sorgenti del la storia ec- rà giammai. La propagazione dell'evali-
clesiastica ossia del Cristianesimo (F.), gelo, le vicende della Chiesa e le gesta de-
sono gli scritti degli Apostoli, degli E- gli eroi del cristianesimo meritavano be-
vangelisti, de' Padri che li successero, gli ne, che se ne conservasse presso i fedeli
alti de' SIartìri3 i loro Fasti e Martiro- la memoria. Egesippo fu ili. "che diede
logi quelli de
t
Sinodi o Concilii (/'".), le l'esempio di scrivere la storia ecclesiasti-

memorie degli storici. Per poco che si vo- ca, e in 5 libri compose de'commentari
glia riflettere leggendo la storia ecclesia- degli atti ecclesiastici, de'quali ci sono ri-

stica, può non ammirare la prov-


non si masti soltanto pochi frammenti. Le que-
videnza di Dio pel modo con cui degnos- stioni tanto agitate sopra la Pasqua e so-
si dirigere la sua Chiesa (F.). Secondo pra il Battesimo, ed altre dispute insor-
i deboli lumi della prudenza umana, le te ne'primi secoli intorno all'ecclesiastica
persecuzioni degl'imperatori edegli altri disciplina, tenevano sempre più vivo lo

principi pagani avrebbero dovuto solfo- studio dc'eristiani dottori, e davano ma-
care il cristianesimo appena nato; e le e- teria a sottili ricerche e ad erudite scrit-
resie e scismi insorti in lutti i secoli, e- ture. E I ecco in qual guisa, dice il p. An-
rano piò che sufficienti per distruggerlo. dres, cominciò a prender piede ed a viep-
Dopo l'irruzione de' barba ri, l'ignoranza più propagarsi l'ecclesiastica letteratura,
sembra va che dovesse seppellire nel la me- a segno di potere degnamente occupare
desima tomba la religione e le scienze. La lo studio delle persone di più alto inge-
corruzionede'costumi, che circola da una guoper molti secoli; la Chiesa mantenen-
nazione all'altra, indispone gli spiriti con- do Scuole [V.) e Biblioteche per istruire
tro una dottrina ebe la condanna, e vi gli ecclesiastici nelle scienze divine ed li-

sono de'tempi ue'quali sembra essa sta- mane. Uno de'più antichi scrittori di sto-
y/
bilire una prescrizione contro 1' evange- ria ecclesiastica fuEuscbio diCesarea{ f .).

lo; ma Dio, che veglia sulla sua opera, si Sullastoria ecclesiastica abbiamo princi-
serve per sostenerla anchedellecose e del- palmente ilei gran cardinal Earonio, An-
le persone ebe sembravano doverla inve- nales ecclesiaslicis, Venetiis 70 5. i 11 b*a-

ce distruggere: gli ultimi esempi, e mera- ronio si meritò il titolo di Padre della
vigliosi, gli avemmo nel finir dello scorso storia ecclesiastica, e la scrisse per co-
secolo e nel presente. Il dogma, la mora- mando di s. Filippo Neri (sul quale nel
le, il culto esterno, la disciplina, sono i i854 pubblicò in Roma mg. r Francesco
4 principali oggetti che si osservano leg- de'conli Fabi Montani, Ragionamento
gendo la storia ecclesiastica. I due primi della coltura scientifica dis. Filippo Ne-
non possono mai cambiare: talvolta pe- ri e dell'impulso da Itti dato agli studi
rò sembrano oscurati dalle dispute, ed è ecclesiastici), in un tempo che i 4 mini-
d'uopo di seguire attentamente il filo di stri protestanti, chiamali Centuriatori di
joo STO STO
]\lagdeburgo[I'. ),nveauo pubblicato una dalla predicazione degli apostoli fino al
storia ecclesiastica divisa idi 3 centurie, pontificato di Gregorio XVI, Mendrisio
con empio scopo e per propagare il na- i838. Jo. Baptista Palma, Praelectioues
scente luteranismo. Gli sinuati del Ba- Ilisloriae ecclesiasticae, Romae 1 838.
ronio incominciano dalla nascita di Ge- Pauli del Signore, Institutiones hisloriae
sù Cristo, e giungono sino ah irjB.Odo- ecclesiasticae, quas nolis,el animadver-
da
rico l{'nrc\\d\,Annaliecclesiaslici tratti sionibus illustravi t d. Vincenlius Tizza-
quelli del cardinal Baronio, Roma 64 1 1
"•
ni, Romae 1837 (di Del Signore si ha pu-

Annales ecclesiastici ex (orni odo ad a- re, Thesaurus hisloriae ecclesiasticae


mini pluribus auclum redacti , Roruae Romae 83g). Di queste due opere se ne
1

1667. Il Rinaldi continuò pure gli An- rende ragione, con encomi, negli Annali
nali del Baronio sino al 1 534, continua- delle scienze religiose nel t. 6, p. 2 53, con
zione compresa in detti tomi. Tre poi ne questo preamboIo.^Se le storie de'tempi
pubblicò Giacomo Laderchi, Annales ec- che ci precederono offrono allo spirito u-
ab anno 1 566 ubi Odericus
clesiastici mano un erudito pascolo di cognizioni per
Raynaldus desini, Romae 1728. Enrico apprendere colla scorta de'passati avve-
Spondano, Annalium ecclesiaslicorurn nimenti i progressi delle arti, le civilizza-

card. Baronius conlinuatio ab anno 5qj 1 zioni de'popoli, l'influenza della morale
quo is desili ad finem 1646 Lugduni , e delle leggi, e tutte quelle cagioni, che
1678 Epitome Annalium ecclesiastico-
: tanto potentemente agiscono sullo stato
rum C. Baronii, Lugduni 660. G. P. O- 1 dell'avanzarsi e del declinare delle nazio-
liva, Obscrvationes anonymi de Arimi- ni, non può sotto gli stessi riguardi con-
nis ad Annales eccl. H. Sponclani, 656. 1 siderarsi quella de'fasti della Chiesa di Ge-
Antonio Pagi, Critica historico-chrono- sù Cristo. Non è questo studio ristretto al
logica in universos Annales ecclesiasti- vantaggiodi erudire semplicemente Io spi-
cos Card. Baronii, in quo rerum narra- rito, e di mostrargli la via, con che gli sia

lio dcfenditur,illustratur, suppletur,ordo dato dietro l'esperienza de'trapassati se-


temporum corrigilur, innovalur, et perio- coli ottenere mezzi di una migliore e-
i

do graeco romana, nuneprimum concin- sistenza nella vita sociale; ma riguarda


nata munitur, Àntuerpiae 1727. Berault ciò che di più interessante, più prezioso
Bercastel. Storia del Cristianesimo, Ve- e più caropuò formar l'oggetto delle as-
nezia SaB.GiovanniBellomo, Continua-
1 La storia della
sidue sue contemplazioni.
zione della storia del Cristianesimo di B. Chiesa nel suo sovraumano nascimento,
Bercastel, Venezia 1 832-35. Robiauo, e ne'suoi portentosi incrementi a fronte
Continuation de l' ILsloire de VEglise de degli ostacoli più stranie crudeli, quelli
Bercasteljdepuis 72 fusquen 83o,Pa-
1 1 1 della sublimila delle sue dottriue soste-
ìis 836. Storia ecclesiastica del cardi-
1 nute coll'appoggio di provvide leggi di-
nale Giuseppe Agostino Orsi Venezia _,
rette alla loro invariabile durata, la san-
1822. La continuò e compì, come dissi tità altresì de'suoi pietosi seguaci, e dei
r
nella biografia del cardinale, mg. Auge- Riti (V.) pieni di religione, di maestà, e
llo Beccbelti domenicano bolognese ve- di alte espressioni, regolati da saggia di-
scovo diCittà della Pieve. Nel 1 836 si pub- sciplina sempre accorta a non allontanar-
blicò in Parigi : Istoria generale della si per quanto è possibile dalla uorma dei
Chiesa ne' secoli XVI II eXIX, continua- nostri maggiori; questi e altri simili be-
zione di tutte le edizioni di B. Bercastel ni, che si raccolgono dal percorrere il va-
e supplemento a tutte le istorie della Chie- stissimo campo di tale storia, destano nel
sa pubblicate fino a questo giorno. B. cuore umano un'imponeute e grata soa-
Henrion, Storia universale della Chiesa vità di peusieri e di affetti da non poter-
STO STO io[
si questa aver eguale nello studio della ci- quell'articolo co'principii dell'arte stori-
viltà delle generazioni e de' popoli, limi- ca, progressi della critica favorevoli per
i

tato all'unico scopo dell'erudizione e del- debito di giustizia e di storica verità al-
la temporale felicità. Lastoriadella Chie- la storia de'romani Pontefici, vendicando
sa di Gesù un tempo
Cristo è quella ad le a mare e ingiuste accuse lanciate al Pon-
della Religione (f.), che abbiamo la sor- tificato (P .), di che riparlai in molte del-
te di professare, e se nulla vi ha, né può le biografie de'Papi, e segnatamente in
immaginarsi di più imponente e di più quelle di s. Marcellino, s. Liberio, s. Si-
caro di lei, forza è il concludere esser des- rido, s. Simmaco, Onorio 1, Silvestro II,
sa di tutte le nostre occupazioni la più u- s. Gregorio FU, Innocenzo III, Boni-
tileela più interessante". Inoltre gli An- facioVUI, Gregorio XII, Sistola, Giu-
nali delle scienze religiose, 2. serie,
a
t. 3, lio II, ec. E siccome uell'articolo Papa ri-

p. 4^3, dichiarando che la filosofia della portai gli storici de'Papi, e ricordai che il

storia ecclesiastica non ci guida ad apprez- ch.cav.LuigiFerrucciavea con aurei versi


zare giustamente fatti, se non per mez-
i storici continuato Frodoardo, ora eono

zo del doppio studio delle cagioni e delle lieto, ad onore di sì cospicuo letterato e

leggi chedominauo la storia stessa, e per- latinista egregio,di aggiungere la pubbli-


chè G. S. Blanc fa conoscere l'applicazio- cazione del suo : Enchirulion Ilisloriae
ne ili queste leggi, nel Corso di storia ec- Pontifìcalis post libi'o<; Frodoardi cano-

clesiastica, Parigi i 84 1 -4 5, lo loda e an- nici lleniensi a secalo vini ad xvuil,


nunzia che l'opera sarebbe accompagna- in perìodus sex conlractum servata ver-
ta da dissertazioui storiche, da problemi sus hexametri r adone, Luci in Aemilia,
e da documenti giustificativi. Lo studio ex. officina Melaudriana 8 53. La storia 1

della storia ecclesiastica, fatto orinai piti de'Papi è della più grande importanza,
serio e coscienzioso, produsse non po- poiché congiunge a'fatti principali delle
chi trionfi alla Chiesa e le prepara al- cose di religione, le vicende ili tulli i

tre consolazioni. Fanno parte e si colle- poli per le relazioni dirette e iudirette,
gano colla storia ecclesiastica, la Geo- che il Pontificato (I7 .) esercitò sempre
grafìa (['.) sagra, e la storia dei Papi in ogni contrada, e ne riparlai a Sovra-
(F.), quella d& Santi (/".) le cui grandi ni e Sovranità : laonde non vi può es-
virtù e glorie si potino vedere nelle bio- sere quasi alcuna cosa appartenente alla
grafie e ne'tanti articoli che vi hanno re- storia pontifìcia, la quale non la' colle-
lazione. La più parte di questo mio Di- ghi pure con tutti gli avvenimenti più
zionario riguardando la geografia tanto memorabili del cristianesimo, non solo
sagra, quanto profana, a'suoi innumera- per rispetto della spirituale podestà ePri-
bili articoli riporto gli autori storico-geo- malo (/'.)del romano Pontefice, ma an-
grafici tanto generali che parziali. Tra le cora per quella temporale esercitata nei
parti della geografia una delle più essen- domimi e principato civile della chiesa
ziali è la geografìa istorica, poiché com- romana, non meno che negli Slati e Re-
prende limiti degli sta li di versi, le varia-
i gni tributari alla s. Sede (F.). Pel va-
zioni che provarono, le loro perdite, lo- i sto e copioso complesso delle molteplici
ro ingrandimenti, e gli storici progressi ed enciclopediche nozioni che compren-
che riguardano l'emigrazioni de'popoli, de la storia de'Papi, avendone fatto nel
la formazione e caduta Liegi' imperi, regni, fior degli anni particolare e analitico stu-
repubbliche, cambiamenti delle dinastie,
i dio, fu per questo precisamente che con-
in uua parola i più rimarchevoli tratu cepii l'idea di compilare questo mio Di-
della storia di ciascun popolo e nazione. zionario di ci udizione storico-ecclesia-
Quanto alla storia oc Papi, dichiarai in slica,c\\v. sebbene lo circoscrissi das. Pie*
102 STO S T O
tro sino ai nostri giorni, subilo l'amplini, per l'altezza e sublimità de' sentimeli tij
e vieppiù in seguilo del suo sviluppo. insegnamento corroborato ancora da De-
Su tale fiori lespizio e altro, feci paiola metrio cogli esempi de'celebri storici gre-
nel voi.LXYI1I, p. 244- " P- m - Casi ci Erodoto, chiamalo a ragione il padre
miro Tempesti de' con ventilali, nell'idea della storia, e Tucidide, poiché fucilan-
dell'opera: Storia della vita a gestc di Si do egli dell'elocuzione afferma, che se lo
sto V, deplora nel vedere la storia bio- storico formerai! suo ragionare all'idea
grafica, cbe prima tessevano soli dotti i poetica, parlerà magnificamente. Lon-
e di consumala esperienza ue'maneggi di gino con Demetrio disapprovò il parere
corte, capaci de'grandi affari che debbon di Tullio, il quale vuole che Teopompa
si sviluppare, divenuta comune occupa- superasse nella graudezza del dire Fili-
zione di persone incapaci a corrisponde- slo e Tucidide; e pretende Longino che
re al grave e difficile incarico, e che acce -
Teopompo avendo materie nobili non
cali dalla presunzionee dalla vanità, qua- le trattasse con carattere convenevole. Il

si per divertimento a tempo avanzato si [>. Bonlempi facendo il confronto dell'o-


[ione vano al difficile c'intento. Per trattare ratore e lo storico, essendo egli d'avviso
tale oqualunque altra storia dichiara che che il carattere storiale sia il medesimo
senza unconliuuoe unicostudio, senza un della maniera platouica panegirica, col*
maturo criterio non è mai possibile di far l'insegnamento di Giuliano Cesare nel-
bene,pei cui suoleavvenirecliesiffalte sto- l'orazione encomiastica di Costanzo, di-
rie biografiche non recano lustro a'pas- ce che l'oratore amplificando innalza le

sali,nè utile a'viveuli. Il p. Tempesti de- cose sopra quello che convenga loro, ov»
scrive le difficoltà di questa impresa ar- vero le avvilisce più di quello che sia d'uo-
dua e scabrosa, i doveri e le prerogative po e non le eguaglia; laddove lo storico
necessarie allo storico, e pel t .°la netta e non ingrandisce, nò diminuisce le cose,
pura verità, di saper scegliere i documen- ma cerca solo la verità nelle cose mede-
ti per compilarla, eliminando quelli con- sime, e semplicemente come
le riferisce

tenenti favoloseoesagerate narrazioni; di le trova, eguagliando con carattere no-


procedere con critica savia, temperante bile le cose narrate colla narrazione. A-
e uou indiscreta, divenendo allora inso- lislotile, Tullio e Quintiliano ammae-
lente e ingiuriosa; di sapere adattare il strano che la dicitura convenevole alla
conveniente stile proprio alla storia, non stona dev'essere fluida, copiosa, soave, or-
senza ornamenlo e qualche sobrio arti- nata di quando in quando di opportune
ficio; essere uno scoglio per rispetti umani virtuose sentenze, giusta l'ingiunzione di
il lacere certe verità, l'occultare alcuni no Cor nifìcio. A lem pò e luogo de ve dire qual-
mi, il palliare successi per non offendere, che giudiziosa epifonema (conclusione en-
mentre manca il pregioalla storia se a lei fàtica, che trae sentenza dalle cose nar-
manca la veracità imparziale; altro im- rate), tanto vagheggiata da Valerio Mas-
barazzo essere il conciliare le opinioni di- simo, che ravviva il racconto e raddol-
scordi, le testimonianze condì addittorie, cisce l'animo del lettore. Deve scintillar
dovendosi usare somma diligenza, cau- di figure vive, ma che
con tale artificio
tela ebuon senso uell'abbracciare la sen- nou sem bri lo storico far ne pompa, di qual-
tenza che sembra più probabile. Piicor- che naturale episodio e analoga modera-
da l'insegnamento di Luciano, che lo sto- ta digressione.Insegua Plutarco che non
rico j qualora non voglia tradire 1'
arte sidevono trascurare nelle storie biogra-
propria e fare ingiuria al Poeta (P-), cui fiche anche le azioni minute, che quali-
è alfine, come lo è al Pittore e allo Scul- ficano meglio quello di cuisi scrivela sto-
tore {V.), deve studiarsi di somigliarlo ria , riportandone le sentenze, e i delti
STO STO ioS
arguii o lepidi, poiché presentano cose tuttavia tenersi sempre in guardia contro
degne d'imitazione, e ne formano il ca- «juel veleno che serpeggia e cova quasi in
rntierislico della persona. Sul cattolici- ogni fibra della società?... Perciò appunto
sino poi degli scrittori, pubblicò alcune è tanto raccomandata agli scrittori catto-
osservazioni la Civiltà cattolica, 2. 3 serie, liei quella sottomissione sincera a'giudi-
t.
4>P' 6' ', come quella ch'è sempre in- sie all'autorità della Chiesa infallibile
lenta di ricondurre a perfetta armonia maestra e colonna della verità. Questo
col caltolicismo le menti de'suoi nume- vantaggio abbiamo noi cattolici, che ri-
rosi lettori. Perlan to avverte, che talvol- conoscendo e riverendo un'autorità, con-
ia lo scrittore o storico cristiano, massime Irò cui le porte dell' inferno non predar-
cattolico, quando finge a se medesimo di ranno, siam certi d'essere nel retto ogni
considerarsi giudice spregiudicato fra le qualvolta non ci discostiamo almeno col
contese religiose de' cattolici e quelle dei cuore da' suoi giudizi. All'incontro quei
proteslanti, si mette forse senza volerlo poveri omicciattoli che superbi del loro
e senz' accorgersi non sopra un terreno meschino sapere vollero o ne'tempi pas-
neulrale,ma tra le file nemiche. Ogni no- salio ne'i ecenli farsi maestri del mondo,
ino può errare, e se altri scrive molto e di rigettando e non curando l'autorità dei-
molte materie, è assai facile che egli erri la Chiesa, noi li vedemmo cadere in pri-
soveiitc.Siccome poi si può errare in i- ma in errori grossolani, e perdere poco
storia e in filosofia, così anche e molto dopo presso il volgo medesimo quell'au-
più si può errare in materie religiose e turi tà di scrittoli famosi che tanto airi-

teologiche. Non è cattolico colui che per- bivano e per cui difendere ed assicurare
siste ostinato nel suo errore, quando per appunto adoperavano quel loro folle or-
tale è riconosciuto; bensì lo è assai più goglio".
di quanti altri i quali viceversa scrivono Lo studio della storia ecclesiastica fu
e parlano ottimamente, mentre pensano sempre coltivalo dalla Chiesa, e pel ze-
ed operano molto male, se docile si ino- lo de' vescovi eziandio nelle scuole, nei
slra prontoa mutar parere esi sottoniet- seminari, nelle università, ed anche con
te a quello dellaChiesa.» Siamo in tempi apposite accademie, come lo è tuttora.
ne' quali l'eterodossia, l'indifferenza e la Roma sempre fiorente di accademie ec-
smaniadigiudicartuttoeperlìnolaChiesa clesiastiche, polemiche e liturgiche, eb-
nellesuepralicheenellesuedollrine,hau- be purequelle di storia ecclesiastica. Leg-
no impregnato oer così dire l'atmosfera go nel Piazza, Eicsevologio Romano, [rat.
cherespiriamo. Qual meravigliachescrit- 12, cap. 24 : Dell' accademia di storia
lori sinceramente cattolici nel loro inter- ecclesiastica in s. Eusebio nell' Esquili-

110, fermissimi di voler rimaner cattolici no, chiamata cjuesta primogenita dell'ac-
ad ogni costo, tuttavia siano pur essi ini- endemia o conferenza de' concilii e del-
-

bevnti di quell'idee e principi ! e forinole l'istoria ecclesiastica del Collegio TJrba-

non cattoliche, che sotto ogni aspetto an- no [V.) di Propaganda fide, perchè con
che più leggiadro e seducente si presen- virtuosa emulazione da'migliori sogget-
tano ora alle menti? Filosofia, storia, pò- ti del clero romano secolare e regolare,
litica, letteratura ogni cosa è stala ma- verso il declinar del secolo XVII nel mo-
nomessa e guasta da quei principi! ete- nastero de' celestini di s. Eusebio alla
rodossi di falsa indipendenza, che da 3 conferenza sulla storia dei concilii fu ag-
secoli conpermauentee maligna cospira- giuntala pubblica accademia di storia ec-
zioue congiurano contro la verità. Qual clesiastica,spaziando sul vasto campo dei-
meraviglia, ripetiamo, che gli scrittori la medesima, che illustrarono tanti gravi
moderni, auche rettissimi, non sappiano e fedeli scrittori, sui (piali primeggia il
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cardinal Baronia, che per antonomasia done le contaminale; e così ne trarranno i

celebrai Padre della storia ecclesiastica, giovani ammaestramenti e precetti, quan-


con intervento tle'pi li cospicui letterati, e to più brevi tanto più elììcaci. Il eh. prof.
«le' cardinali e prelati. Ad Accademie di Montanari nelinST pubblicò in Pesaro,
R.om a, encomiai Benedetto XIV cultore e Ragionamento di s. Basilio il Grande ai
patronodottissimo de'sagrie profani stu- giovani circa il frutto da trarsi da'Ubri
di, che fra le accademie che istituì o ri- de'gentili. I giovani devono essere prin-
stabilì in Roma (delle quali abbiamo la cipalmente istruiti nella storia romana,
Notizia delle accademie erette in Roma comequella che specialmente piùgli eru-
per ordine di Papa Benedetto XI F, Ro- disce e addottrina nelle costumanze lati-
ma 740. Ivi furono pure stampati nel
i neper intelligenza degli scrittori che han-
ì 742,743, 744 S'' Argomenti de' di-
1 1 no tulio giorno per le mani nelle scuole
scorsi da farsi nelle accademie nuova- di latinità e belle lettere; al quale effetto
mente istituite da Papa Benedetto XII ), non pochi scrittori composero opportuni
•vi fu quella della Sagra storia e erudi- compendi storici di sì importante storia,
zione ecclesiastica, e con avveduto con- per insinuarla ne'giovaui allievi che cre-
siglio la stabilì nella casa de' Filippini^ V.), scono alle saggie speranze della patria e
come illustre palestra e congregazione, da della religione. Colla storia romana si ap-
cui fiorirono, oltre il fondatore s. Filip- prende pure in gran parie la storia nni-
po Neri benemerentissimo degli studi ec- versale,per avere i possenti romani esleso
clesiastici;, i Baronio, i Rinaldi, i Severa- il loro dominio non solo in Europa, ma
110, ed altri dottissimi nellesagrestorie, de- ancora nell'Asia e nell'Africa. Egli è cer-
putandone a segretario il dottissimo Bian- to,che senza la notizia de'falti più strepito-
chini. Di grande utilità riesce altresì lo si, che ne procurarono l'ingrandimen-
le

studio della storia profana, e quello del- to, senza qualche idea de'soggelti che ma-
ia storia letteraria. Gli esempi chiari nel- neggiarono gli affari pubblici dell'eterna
l'antica storia profana dell' istesse virtù, Roma (/"".), senza aver un'idea della re-
pagane, giovano mirabilmente all'accor- ligione e de'costumi generali di quel ce-
to istitutore o nell'accademie per infiam- lebre popolo, gli scrittori appena mate-

mar l'animo de'cattolici giovinetti, non rialmente si ponno cou molla fatica in-
che ad imitare, ad avanzare e superare tendere, di qualunque classe siano essi,
gli sforzi della naturale probilàdi uomini, cioè poeti, storici e oratori, facilitando
i quali avvolti. gemevano nel lacrimevole pure insegnamento letterario di altro
1'

tenebrore del gentilesimo. Le virtù di Ci- genere. La storia ebbe più seguaci presso
ro pel i.° seggio d'oriente, quelle de'Ca- i romani, le cui gloriose geste chiamava-
ruilli, de'Scipioni, de'Valeri Pubblicata, no lo studio de'grandi ingegni a trasmet-
de'Meneni Agrippa fra'romani, d'un Ari- terle a'posteri colla dovuta dignità, e gli
stide e d' un Epaminonda per lacere di enumerai al citato articolo Roma. Livio
tanti altri tra'greci, sono mirabili scatu- solo potrebbe bastare ad immortalare la
rigini fecondissime di salutari lezioni alla gloria della storia romana; ma prima di
più tenera elà,lequali avvegnaché si colle- lui erano fioriti con lode non minore di
gllino a fatti illustri ne' vetusti annali, più storico stile Sallustio e Cesare, e Cornelio
menti e più radicate rimangono
fisse nelle Nipote colla breve e sugosa cronaca; né
ne' cuori. I precettori devono curare di minor grido levò nella storia dopo lem-
i

volgere a giovamento de'coslumi la storia pi di Livio, il politico Tacito. Oltre lutti


profana, collo studio e la lezione declas- i quali Floro, Q. Curzio, Svetonio, Giu-
sici, esponendone il bello, lumeggiandone stino, Velleio Patercolo e più altri in di-
le parti più morali e incorrotte, e taceu- versi generi di scrivere storie hanno tra»
S T O STO mì
smesso alla posterità i loro nomi: Vale- redux.erunt, et possumus aliquaudo, qui,
rioMassimo una nuova foggia di storia et ubi essemus, agnoscere. Tu morena Pa-
Pomponio Mela la geo-
volle seguire, e t line, tu descriptiones temporum, tu sa-
giada. Né sconosciuta fu a 'romani la fi- crorum jura, tu sacerdotum, tu domesti-
lologica erudizione, dappoiché Vairone, publicam disciplinameli aediom,
cali), tu

Aulo Gellio, Quintiliano, Boezio, Ma- regionum, locorum, tu omnium divina-


crobio e alcuni altri simili scrittori pon- rmi), huuianarumque rerum nomina, ge-
ilo formare una classe di filologi presso nera, ollicia, et causas apcruisti." Quan-
gli antichi romani. Così in tutte le classi, to poi all'importanza della storia lettera-
che le belle lettere riguardano, possono ria, appare manifesto a chiunque consi-
i romani vantare uomini illustri come , deri, che forse in niun'altra opera umana
leggo nel p. Andres. Osserva Cancellie- l'utilità meglio accoppiasi col diletto. Ed

ri nella prefazione de' Possessi de' Papi, in fatti, ossia che la storia ci schieri dinan-

che fra gl'immensi volumi di tante sto- zi i dotti più cospicui de'secoli trapassali
rie, quella di Ilo ma certa mente è una del le e le vicende di loro vita, ossia che prenda
più importanti e delle più belle, e la sola a svolgere le origini, i progressi, i decadi-
che soddisfa all'amor proprio d'ogni na- menti delle lettere e delle scienze, massi-
zione. pei che dappertutto hanno fatto per mamente nel paese natale, sempre è pia-
qualche tempo residenza gl'imperatori , cevolissima occupa zione.DiceBacone,che
e vi hanno eseguite grandi imprese e la- la storia del mondo, senza la storia de'sag-
sciati i più monumenti. Comin-
illustri gi, è come la statua di Polifemo senza l'oc-
cia co're, seguita con una repubblica di chio. Nel pelago sterminalo di opere scrit-
consoli, di tribuni, di eroi; presenta una te fin qui, la storia letteraria non presta
serie d'imperatori, divenuti padroni del minor servigio agli studiosi che la busso-
più vasto e del più grande impero che la o la carta nautica al piloto per segnar-
siasi mai veduto nell'universo; termina gli la via da correre, gli scogli da cauta-
finalmente con quella dei Papi, i quali mente evitare, i luoghi a cui giunsero i

dopo di essersi colle loro virtù conciliato precedei! ti uà viga tori, e don de perciò deb-
l'amore e la venerazione de'popoli, giun- ba egli prendere le mosse se brami spin-
sero alla Sovranità (/".) temporale d'un gersi a termini più lontani. Inoltre la sto-
fìorenlissimo stato e d'una Roma privile- ria letteraria non presta minor servigio
sempre la
giata dal cieloe destinata a far come scuola a tutti aperta per aguzzar
prima figura nel mondo, avendo felice- l'ingegno, per esercitare il giudizio, per
mente cambialo l'antico impero conqui- affinare il gusto, per apprendere a dritta-
stato dalla prepotente forza delle armi, mente pensare; è scuola tanto più utile
con quello tanto più nobile, più giusto e perchè non per astrusi precelti, non per
più glorioso della religione. Cancellieri astratte teoriche, non per vaghi principi!,
stesso fu uno de'più benemeriti scrittori ma per esempi v' insegna praticamente a
delle glorie di P«.oma, da lui egregiamen- pensare, a giudicare, a senlire il vero, a
te illustrate, per cui meritò il riportato gustare il bello, a proferire il retto, a di-
nel voi. LI V, p. 297, e che il p. Brandi- visare i solidi pregi dagli appariscenti,e le
marte, nella Lettera che a lui indirizzò, e vere bellezze da Ile fallaci. Tali sono, se non
la quale pubblicò a p. 589 di Plinio Se- tutti, almeno i principali vantaggi che si

niore illustrato, non dubitò di adattargli ricavano dalla storia letteraria. Una sto-
l'eloquentissimo elogio fatto da Cicerone ria critica delle vicende,che in tutti i tempi
a M. Varrone,il più dotto de'suoi contem- e presso tutte le nazioni ha soifeiio la lette-
poranei. 55 Nosin nostra Lrbe peregrina 11- ratura; un quadro filosofico de'progressi
les, enuutesque lui libri quasi donnun che dalla sua origine fino a'noslii lempi
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ha essa falli in tulli generalmente e par- re ecclesiastiche, per riconoscenza a quel
ticolarmente in ciascuno de'suoi rami; un benigno compatimento col «piale si degnò
ritrailo dello stato In cui trova vasi all'in- riguardarmi senza conoscerlo di persona,
cominciare tlcl secolo presente, dopo lo a con furto e ad incoraggi mento degli. Scrii-
studio di tanti secoli; una prospettiva de- tori ecclesiastici laici, mi piace riportare
gli ulteriori avanzamenti che le rimane- li interessante dedica ch'egli fece del suo
vano a fare, si ammira nella dottissimi» eruditissimo Manuale. "All'ottimo e pre-
opera del gesuita p. Giovanni A ndres, £M- stantissimo amico d.r Giovanni Labus'.
l'origine, progressi e stalo attuale d'ogni Voi laico avete scritto con calore di nar-

letteratura, Roma 808. i Noi abbiamo in- razione e con saviezza di critica i Fasti
iìnite storie letterarie di nazioni, provin- della Chiesa, cioè le rifa de'sanli; ed io
ole e città, altre di scienze e di arti parti- sacerdote ho composto in vece i fasti del-
colari, tutte certo utilissime all'avanza- la lettera tura ,che v'indirizzo e vi dedico.
mento degli studi; ma un'opera filosofica Vedete! Tutto il contrario di ciò che a-
che prendendo di mira tutta la letterati!- vrebbe dovuto avvenire. Voi, giù m'im-
ia, i progressi ne-descriva criticamente e magino, sarete stato fitto segno de'motti
lo stato in cui si trovava in detta epoca, e sorrisi di alcuni begli spiriti de'nostri
non erasi ancora pubblicata; poiché il dot- tempi,alPumorede'quali la vostra impre-

to Tiraboschi, dal p. A ndres riguardato sa potrà sembrare una piccolezza, mal-


il Livio d'Italia, ci avea dato solo la Sto- grado il presente trasportò per le biogra-
ria della letteratura italiana, ed il Car- fie de'morti e de'vi venti; perchè nel gusto
délja il Coni pendio della storia della bel- di molti la storia de'rettili e degl'insetti è
la letteratura greca e italiana. Vi sup- più nobile di quella de' santi, cioè di quei
plì coraggiosamente il p. A ndres, ma non veri eroi, che giudico alquanto più gran-
credette di seguire l'accennata partizione di e più utili degli Alessandri e de'Bruti.

di Bacone, e reputando non abbisognare Io pure mi troverò esposto per avventu-


il suo proponimento di una molto esalta ra ad un'altra specie di derisori; cioè di
divisione, si contentò di distinguere le bel- coloro a'quali par cosa da pocoeindegna
le lettere e le scienze, dividendole in na- d'un ministro di Dio, quella parte di eru-
turali ed ecclesiastiche, come più oppor- dizione, che non appartenga del tutto al-
tune all'ordine richiesto alla vasta sua o- le dottrine ecclesiastiche. Ma quando le

pera, e all'idea di presentare la storia del- lettere già per se stesse non fossero tanto
la letteratura in tulte le succiassi. A que- pregievoli e utili anche allescienze sagre,
a
sto fine la divise in 4 parti, è nella 2, par- lo zelo che in questo mio libro ho spiega-
ticolarmente la storia dei progressi latti to a favore della religione e delle sane dot-
alla bella letteratura, sotto la quale vi po- trine, potrebbe bastare per giustificarmi
se e comprese la poesia, l'eloquenza, la diavei sceltoa trattare di letteratura, sen-
storia, e tutti gli studi filologici dell'erudi- za obliare perciò gli studi e i doveri più
zione, servendosi di que'benemeriti scrit- gravi del mio ministero; e in un secolo,
tori, che la storia di ciascuna scienza pre- in cui si ha bisogno di richiamare a'buo-
sero a illustrare. Si può anche vedere il ni principii, e d'ispirare i migliori senti-
preposto Antonio Riccardi di Bergamo, menti, dovrebbe considerarsi non inde-
Manuale d'ogni letteratura, ovvero pro- gna d'un sacerdote quell'opera, che in un
spetto storico critico biografico di tutte le soggetto di letteratura, ed a profitto della
letterature antiche e moderne, Milano gioventù, si offre sparsa d' un certo sa-
18 3 cj. Ad
onore di questo benemerito e dot- pore di religione, e condita di massime e
tissimo ecelesiasticOjChe arricchì la repub- di giudizi rivolli a correggere le malizie
blica letteraria di tante belle e utili ope- degli scrittori irreligiosi. Un tal peusie-
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io,che appena giustifica un sacerdote di le opere dichiara ridursi a due parti, una
aver messo mano negli studi di umana estrinseca materiale, l'altra formale o
letteratura, copre di gloria un laico, il intrinseca, Lai." si aggira sull'intitola-
quale, per ubbidire ad una voce autore- zione della scrittura, sulla pubblicazio-
vole, e scrivere in un argomento sì caro ne, sulle diverse edizioni, sulle moltepli-
alla Chiesa di Gesù Cristo, sospese per ci illustrazioni, ec. A questa succede la
a
qualche tempo le investigazioni di quel- 2. ch'è l'attenta lettura dell'opera stes-
le scienze predilette, che lo hanno tra noi sa, nel comprenderne le sue parti, pene-
proclamato il degno successore del Mor trarne i sensi, gustarne le bellezze, va-
celli. Oh fossero molti i laici scrittori, co- lutarne i pregi; ovvero nel discoprirne i

me voi chiari e distinti, che abino i loro difetti, disvelarne gli errori, bilanciar-
pensieri sino a Dio, fonte di tutti i lumi, ne il vero merito. La 1." di queste condi-
e i he si uniscono intorno al vessillo della zioni, giudica il p. ÌNarbone, costituisce
Religione ! 1 loro talenti non sarebbono la bibliografìa, l'altra la critica. Ma quan-
che più luminosi; le loro opere acqui- to alla parte bibliografica, dice trattar-
sterebbero un gusto [.'iu universale, uno ne iiell' Apparato melodico, ove riporta
splendore più costante, perchè in fine sen- le edizioni, le versioni, e ogni altra rela-
za il sale della vera sapienza, ch'è la Re- tiva erudizione. Finalmente ritiene che
ligione, tutto si guasta e perisce. 11 vo- la critica, siccome più nobile delle dette
stro esempio è degno di essere esposto parti, così è più ardua, più rischiosa, più
all'imitazione de' dotti. Voi avete altre soggetta a inganni, a errori, a invidie, a
opere che vi hanno uhi italo la stima de- pregiudizi, Dicono i sapienti, che a 3 co-
gli eruditi d'Italia e di oltremonti, parti- se conviene principalmente aver l'atten-
colarmente nelle scienze archeologiche, in zione nel giudicare leopere,cioè alle dot-
cui possedete un criterio eguale alla eru- trine che vi si espongono, all'ordine col
dizione; ma quella de' Fanti della Chiesa, quale sono trattale, alla lingua e allo sti-

nell'atto che attesta l'estensione delle vo- le; vale a dire all'invenzione, alla dispo-
stre cognizioni nella storia sagra e profa- sizione, all'elocuzione.
na, vi erige un monumento di gloria e di Gli annali del mondo hanno principio
felicità sempiterna; perchè se passa trop- nell'Asia, che vide nascere ih. £/owoerea-
po presto la vana gloria del inondo, san i to daDio,e l'Asia appunto parve formala
tiche avete celebrato, intercederanno per per essere il clima nazionale del genere li-

sollevarvi un giorno a godere quella che mano, poichèsnpera lealtre parti del mon-
non viene meno ne'eieli". Il sullodato p. do nella salubrità dell'aria, nella fecondità
INarbone nella sua bella Istoria della let- del suolo,uella preziosa varietà e ricchezza
teratura siciliana, dice che la storia let- delle sue produzioni. Qui cominciarono
teraria per suo istituto assume un tri- pure le prime società e i primi imperi, che
plice incarico, dare cioè notizia degli scrit- dilatarono in seguitole loro colonie allo-
tori, render conto delle loro opere, pro- riente e all'occidente; di qui ebbe origina
ferire giudizio sul loro merito; quindi 3 la vera religione, che allontanandosi dal
esserelefacoltàcheabbraccia, tra le par- suo fonte, e passando co' popoli in tutte
ti integranti che la costitniscono,biogra- le parti del mondo, degenerò nelle più

fìa, bibliografia e critica. La olografìa 3 stolide superstizioni dell' idolatria j di qui


cose precipuamente indica, la patria, l'e- sono venuti i piti antichi sistemi di filo-
tà, la vita degli scrittori; per la vita si sofia; di qui le arti e le scienze, le storie, la
comprende ingegno, doti di spirilo, di mondo,ia storia universaleserit-
storia del
cuore, studi, imprese, virtù, vizi, vicen- ta informa di annali, di cronache, di cro-
de, onori, fortuna } ec. Lo studio poi del- nologie; menile al dire del Bianchini, lu
ig8 STO S T O
storia senza In cronologia è una musica le sagra e profana, Venezia 74&- Fra 1

senza battuta, e gli annali senza la storia tutte lestorie,la contemporanea èmaetra
sono battute senza musica: la cronologia eccellentissima, quando al lume della ve-
poi senza la storia èun disegno finito di ra filosofia si chiariscono le dottrine con-
molte parti, clie non dimostrano l'unione tenute iie'iatti. Peiò quella di nostra età,
e laproporzione di tutto il corpo. Di qui in cui i rattinon succedono ma si accal-
apparisce quanto ragionevolmente ope- cano, e due lustri equivalgono a un se-
rassero gli antichi, come moderni scrit-
i colo per la rapidità degli avvenimenti,
tori di storia universale, quando ricerca- per ispirilo politico di parte è gravemen-
rono modi onde conciliare la distinzio-
i te alterata e sfigurata, massime per isfo-
ne de' tempi colla comprensione de'fatti. gare il rancore contro la Chiesa e i suoi
1W. Tullio Cicerone insinuò agli studiosi di ministri. Da uno storico di parte indar-
formarsi tale idea così delle scienze, come no si aspettala verità de'fatti, l'equità dei
della storia d'ogni nazione, che l'uomo giudizi, la fedeltà nelle cagioni, comechè
si riputasse quasi cittadino del