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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI V4RII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC, EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXXIIL

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL VI I.
La presente edizione Sposta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui

l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni

relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

U
UGE UGE
UgÈNTO (Ugcntin). C\nl^ con re- canonici, comprese le prebende del teolo-
sidenza vescovile nel regno delle cine Sici- go e del penitenziere, 8 mansionari, ol- i

lie, provincia della Terra d'Otranto, ca- tre altri preti e chierici inservienti agli
jiolnogo del distretto del suo nome, a 5 «iffizi divini. L'episcopio è aderente alla
leghe e al termine meridionale della co- cattedrale e trovasi in buona condizione.
sta di Gallipoli e più di 8 da Otranto. E Vi sono altre chiese, un convento di reli-
situala sopra un monte in luogo ameno e giosi, diversi sodalizi, l'ospedale, il mon-
sano, che ha il mare soggetto, et in suo te di pietà, il seminario. Il territorio è al
liiiiiis cìrcitcr inilUari arnbitit 3oo f/o- paro de'lirnilrofì ubertoso in vino, olio e
hìc^, eli 5oo pene rontinelincola.f. Se ora frutti d'ogni specie. Una mano di villag-
è angusto suo recinto, ne'suoi dintorni
il gi trovasi sparsa a poca distanza, abitati
si vedono tracce della sua grandezza mag- da originari greci, che stabilitisi lungo il

giore. A poca distanza fu già la città di litorale, quando la Puglia soggiaceva al-
KcretUin, la cui memoria si conserva per vi formarono colonie,
l'impero orientale,
la superstite cljiesa di s. Maria di Vere- mantenendovi sempre in parte le greche
to che sorge sul suo suolo. La cattedra- costumanze. Ugento, Ugeiitum, IJxen-
le è antica, ed ebbe moderni miglioramen- lum,c\lVìi mediterranea della Magna Gre-
ti. E dedicala alla B. Vergine Assunta in cia,antico dominio de'salentini, fu distrut-
cielo,ed è l'unica parrocchia della città, ta da'saraceni nell'VIII secolo, e poi fu
avente l'unico fonte battesimale, essendo anche rovinata nel 1 527 da'barbareschi,
aHìdata la cura dell'anime al canonico ar- onde decadde dalla sua importanza. La
ciprete. L'antico titolo della cattedrale è sede vescovile ebbe principio nel secolo
s. Vincenzo martire, e l' Ughelli la dice X, secondo Commanville, fu dichiarata
di onorifica struttura. Il suo capitolo ha suffiaganea della metropoli d'Otranto e
due dignità,la prima delle quali è il can- lo è tuttora. L'Ughelli , Italia sacra, t.

tore, e prima uè conlava Ire; io sono i


9, p. I IO, ci die la seguente serie, Uxcn-

t
4 UG E U G E
tini Episcopi. 111." vescovo tVUgento fu pò canonico di Gidlipoli; nel «4^)4 Dome-
Simone monaco ili Monte Ciissiiio, di cui nico Erarcli. Nicola morì nel 1489, eia
s'ignora l'anno in che fiorì. Dopo di lui questo gli successe Antonio Jaconi nobi-
si conosce Landò de Vico eletto dal capi- le di Lecce, cappellano regio, indi trasla-
tolo d'Otranto, confermalo da Matteo e- lo a Fozziiolo. Alessandro VI nel «494
letto arcivescovo di tale chiesa, e da Pa» gli sostituì Mauro de Sinibaldi. Dopo l'ec-
pa Innocenzo IV nel 12545 co»' lettera cidio e spopolamento d'Ugento, l'impe-
morì nel pontifi-
scritta al capitolo, indi ratore Carlo V presentò per questa sede
cato di Martino IV del 1281. Allora ca- i CarloBiirroineo milanese, eClementeVll
jionici d'Ugento postularono per pastore lo iuslituì a'9 marzo i53o, poscia trasla-

il vescovo di Leiicno Lciica(lia(^f^.) Gof» to a Pozzuolo nel 1537. Il vescovo Bona-


fredo, e Martino l Vne rimise le sup[)li- ventura morì nel 1 558, e nel seguente gli

che al cardinal Gherardo Bianchi vesco- successe Antonio Sebastiano Minturnodi


vo di Sabina e legato del regno di Najio- Traetto , che intervenne al concilio di

li, il quale trasferì Goffredo alla sede d'U- Trento, nel 1 565 traslato a Crotone e lo-
gento, confermandolo il Papa con lettera dato per singolari virtù. Fr. Desiderio
data in Monte Fiascoue nel 1282. Il ve- Mazzapica di s. Martino pilermitano,
scovo Egidio è ricordato nel registro re- carmelitano di profonda scienza, onde fu
gio neh 283. Indi fu postulato a Martino teologo al concilio di Trento e caro a Fi-
IV Giovanni eletto anche vescovo di Ra- lippo H, e per lui nel 1 566 fu fatto ve-

vello,onde nel 1284 ad Ugento die per scovo d'Ugento, che governò ollunameii-
vescovo Giovaimi arcidiacono di Pia vello, le, lasciando di se celebre memoria mo-
ed a questa chiesa l'altro Giovanni per rendo nel i5q6. In tale anno Clemente
pastore. Giovanni vescovo d'Ugeuto con Vili dichiarò vescovo Giuseppe de Ros-
quello d'Aversa assistè il cardinal Bian- si di Castel Paganico diocesi d'Aquila,dot-

chi nel 1 28r) alla consagrazione della chie- lore in ambo le leggi, già prudenlissicjio

sa di Angelo di Gaeta. Altro Giovan-


s. uditore di 3 nunzi di Napoli, dipoi tra-
ni divenne vescovo d' Ugento nel i363. slato ad Aquila. Neh 099 Pietro Guer-
Leonardo morì nel 892, ed a' 1 5 gennaio
1 rieri spagnuolo, che morto neh 6 3, per 1

Bonifacio IX trasferì da Lettere a Ugen- l'egregie doti gli successe neh6i4 Luca
to, Tommaso che finì di vivere neh 390. de Franchi napoletano, carissimo a Fi-
In questo il Papa gli diede in successore lippo III che lo nominò a Paolo V: do-
Giovanni, il quale essendo suddiacono, po due anni moiì in Napoli e fu sepolto
l'antipapa Clemente VlH'avea senz'altro in s. Domenico nella tomba gentilizia, sul-

ordine fatto consagrare pseudo-vescovo la quale il fratello Vincenzo fece scolpire

di Monopoli e poi creò anticardinale dei onorifica iscrizione, riportala da Ughel-


ss. XII Apostoli; ma avendo abiurato lo li.Neh 6 16 fr. Giovanni Bravo de Luga-
scisma e ritornando all'ubbidienza di Co- na provincia Belica, romitano di s. Ago-
uifacio IX, questi lo dispensò dagli ordi- stino spagnuolo, che poi abdicò nel 627 1

ni non ricevuti, e a' 18 agosto gli conferì e morì nella Spagna. In detto anno f».

il vescovato d'Ugento. Morto nel 1 4° '


» g'' Luigi Ximenes spagnuolo mercedario ,
successe Tommaso, ed a questi definito morto neh 636. Nel seguente Girolamo
nel 1 4o5 fu surrogalo fr. Onofrio o Guo- Martini. Neh 649 Fdippo IV preseulòa
lamo rooiitano di s. Agostino di Sulmo- Innocenzo X il celebratissimo Agostino
na. Cessò di vivere nel 14^7, e Martino Barbosa portoghese di Guimaraeus dio-
V elesse Giovanni che visse fino al 1437. crsi di Braga, della chiesa patria tesorie-
J\el seguente venne eletto fr. JNuccio de re, dottissimo prolonotario apostolico, fi-

Neulono minorità dotto. Neh44^ t'>l*P' glio del celebre giurecousullo Emanuele
U GÈ U G E 5
e fialello del canonico Simone teologo pro-pontifcx decoratus est. Con questi
illtislre,aml)eclue autori di dotte opere, ed termina ['Italia sacra, e le addizioni del
marxo tu pionnilgalo vescovo, mor-
s'-y.T. Coleli, la serie de' vescovi d'Ugeiito, e la
to poco dopo a' 19 noveiidji-e 1649, Ira completerò collii Votizie di Boniit. Nel
l'universale coinpiaulo. Sepolto nella cat- 1722 d. Andrea iMadaloni chierico rego-
tedrale, poi il detto fratello gli pose quel- lare na[)olelano. Neli72'ii fr. Francesco
lo s[»leudiJo elogio riprodotto da Ugliel- Battaller carmelitano di EIna diocesi di
lt,incui è celebrata la sua vasta erudizio* Perpignano. Nel 730 1 d. Giovanni Rosso
ne, la sua profonda dottriun, le sue mol- teatino di Capotlimonle diocesi ili Napo-
te opere pubblicate in Lione. Queste so- li. Neli73(S
Arcangelo Ciccarelli do-
fr.

no: Collcctaiwa doclorum in uni\'c'fxicrn menicano d'iVltauiina traslato da Lancia-


j'iis Ponti/iciiiiii. Collcctaiwa docloruiiL no. Nel 747 Tommaso Mazza d'Ariano.
I

ili concìliiini Tridenliiuuii. De of/icio et Nel I Gio. Domenico Durante di Lec-


7ti<S

potcjitate Parochi. De officio et potesta- ce. Nel 782 Giuseppe Alonlicellidi Brin-
I

le Episcopi. Jas Ecclesiasticuni univer- disi. Nel 1792 (liuseppe Corrado Panzi-

sum. Praxis exìgcndi pensiones. Siiiii- ni di Molfetta. Pio VII nel concistoro dei
ma Jposlolicaruindccisioiiuin.
Tracta- 26 giugno 18 18 preconizzò vescovo Ca-
tiis i'nrii de Àxionialibiix juris iisufrc' millo Alleva napoletano, indi a'28 dello
(jueiìtiorilius.Ma egli viveutefurouo mas- slesso emanò la bolla De utiliori domi-
se aW Indice de' libri proibiti. Nel 1621, nicae, presso il Bull. Roin. cont. t. i5,
lìemissiones doctovum ,
qui varia loca p. 5'ò, colla quale soppresse il vescovato
Concila Irridenti/li incidenter Iracta- lY Alcssano (/^.), e 1' unì in perpetuo a
Nel 1 642, Collectanea Bnllarii, a-
ritnt. questo d'Ugento. Ed è perciò che nel ori^-
liorwiKjue SuinmoriiinPontifìcimi Con- sente articolo mi riservai di meglio par-
stiintionum, ncc non praccipiiaruin De- larne con altre notizie, e la serie de've-
cisionuni^quae ah j'Ipostolica Sedc^ et scovi d'Alessano, che vado ad elfettua-
il

Sacri.sCongrrgalionihiis usque ad anno re,in uno a quanto riguarda LeucaoLeu-


i633 emanar unt.^ti\ 65o Andrea Lau-1 cadia, poiché a questa sede vescovi le suc-
franclii napoletano teatino , celebre per cesse quella d' Alessano, la qualenon si
dottrina e per eloquenza, regio predica- deve conf(jodere con Alessio ovvero Lis-
tole. Assai lodalo per solerzia, integrità, so [V.) d'Albania.
zelo perrincreuiento del culto divino nel Alessano o Alcssaneo,Alexanuin,A-
popolo. A' 23 giugno 1659 fr. Lorenzo lexanewies sen Leucadienses Episcopi,
£n/.(nes o Diaz carmelitano spaguuolo di città vescovile della provincia della Ter-
Toledo , e di quella università primario ra d'Otranto, lungi 7 leghe da tal cillà

professore di teologia, celebre e dotto; go- e piìi di 8 da Gallipoli, capoluogo di can-


vernò brevecoenle con gran pietà, vigilan- tone, è bene fabbricata con belle strade,
za e lode, poicliè cessò di vivere a'aS no- comode abitazioni, e difesa da una citta-
vembre 1660. Alessandro VII nel i663 della, situata deliziosamente in aria salu-
gli sostituì Antonio Carafa nobile napo- bre. Nella basilica del ss. Salvatore o me-
letano, insigne teologo teatino, già presi- glio della Trasljgurazionedel Sigaore,au-
de egregio di diversi collegi. Nel 7o5 fr. 1 tic.i cattedrale, il capitolo si componeva
Pietro Lazzaro Terrero degninoli osser- delle dignità del cantore e del tesoriere,
vanti, professore nell'università di Napo- e di I ( canonici a'quali spettava la cura
li e teologo della Monarchia di Sicilia. Nel d' anime della parrocchia, che perciò e-
1713 Nicola Spinelli di Capaccio, già ili- sercilava uno di loro. Ebbe il seminario,
versar uni diocces uni Tranensi videlicet, i conventi de'religiosi conventuali e cap-
SfpontinaCf Telesinae^ et Angloneiisis pucciui,4 coufrulciuile d'ospedale. L'c-
6 UG E UG E
}>iscopìo era contiguo alla cattedrale. Vi so neli282, come dissi disopra. Indi tro-
!>ouo mauifatture di mussole e di stelle vasi Giovanni di Napoli Lcucadcnsis^ct
di cutone, da cui ricavasi cospicuo profit- Alcxancnsis Ejjiscopas , registrato al-
to, iiou che alcuui henelici stuhiliinenti. l'annoi 283 inveteri liber Ccnsuuni A-
Ebbe il titolo di ducalo goduto da'sigiio- lexaiieiisis. Guglielmo Ferrari di Lecce
ri di Cassano piincipi d'Aragona, (jua- i sedeva nel f?9'- Piolandodi Porto me-
li vi esercitarono la giurisdizione feudale. morato in un'antica scrittura della chie-
Vuoisi che sia stata edificata sulle rovine sa d' Alessano all'anno i325 e all' anno
diLeuca o Levicadia,dislrutla da'saraceni, 1333. Egli era di patrizia famiglia di Nar-
lu quale avca dato il nou>e al termine del- do e canonico della cattedrale, peritissi-
li; terre napoletane da questo canto, cioè mo oe'due jus civile e canonico, ed ab-
del vicino Capo di Leuca , /({pjginni o bate vicario generale della chiesa di s.

Sidantiiiuni Proìiionloriiuii. Questo ca- Stefano di Nardo. Neh 333 fr. Riccardo
po furiua il tallone dello stivale che figu- domenicano consagrato in curia dal car-
ra la penisola italiana, e determina l'e- dinal Annibaldi vescovo Alexanensis et
blremilà orientale del gran golfo di Ta- Leucadiensisy e nel 1 33G ottenne il brac-
lanto, e la separazione del canale d' O- ciosecolare contro chierici. Giovanni mo-
i

Iranto e del n)ar Ionio. La AJìfologia 1349. Gli successe altro Giovanni
ri nel

lilerisce che in Leuca era una fontana le Sorano già canonico di Brindisi, deputa-
cui acque aveano cattivissimo odore, e lo nelle provincie d'Otranto e di Bari col-
che giganti chiamati Leuteranii dopo
i , lettore del censo apostolico, trigiiita uii-
vl'v.ssersi salvati da Flegra, nella Campa- cias aurij'nsti pondcris foinjnitando/lo-
nia, furono inseguiti da Ercole e da quel- renos quinque anri prò qualiùct n/iciir.
l'eroe vennero uccisi in questo luogo. Per- Per sua morte neli3G2 Libano V gli so-
ciò dicesi che la fontana era uscita dal stituì il canonico Giovanni Anglici. Del
sangue loro, e la costa istessa avea (neso vescovo Bartolomeo si ilice, enjus repe-
li nome di costa Leuternia. In Leuca fu titiir memoria in Uh, solai, Praelat. sub
eretta la sede vescovile e falla sulhaga- Bonifacio IX, prò quo praeante pracdc
liea di Otranto, e i patriarchi di Costan- cessorc suo soL'it Paulus, quisitheodeiii
tinopoli vi fecero inlrodurie il rito greco, Pontifìce evasilliarum Ecclesiaruni E'
[)er dominarla nella giurisdizione eccle- piscupus. Urbano VI provvide Alexa-
siastica, in uno ad Olraiito (f.) e nelle nenseni Ecelesia/ii con Francesco Guer-
alile Provincie ecclesiastiche che sottras- rieri di Nardo, dotto e chiaro per molte
sero all'ubbidienza del l'apa. L'Ugtielli egregie doti, e di cui scrisse Luigi Tassel-
cominciò la serie de' vescovi di Leucadia li, De Antiquitatibiis Lcueae. Berenga-
con Gerardo del 97 ; ma tanto il Luceu- 1 rio neh 4o2 fu traslato a Castro d'Otran-
zi, quanto il Coleti suoi annotatori, rile- to. A'7 gennaio di dello anno gli succes-
vano che Gerardo non fu vescovo di Leu- se Paolo summenlovato; nel 1 4o5 Gio-
cadia, ma lo confuse con s. Gerardo ve- vanni di s. Felice o Saufclici canonico di
scovo di Toul ( P .), iioiiLencadic/iscfn, Melfi, trasferito neli4'23 aMurano. Se-
sccl Tullenscm Ejìiscojmin. Perciò non deva neh 4^5 Domenico di Napoli. Gia-
solamente vu letta lu serie dell' (Jghelli, como de B.iucìuo Calzo de'priucipi di Ta-
Italia .sana, t. c), p. bG, ma le addizio- ranto, J'^piscopus Leiieiidensis, neh .\j i

ni e correzioni del Culeli nel 1. 1 o, p. i 2 i riedificò la chiesa di Maria de Civo di


s.

e 2o3. Hi. vescovo che si conosca è (iof- Nardo, di cui era abbate commendalario.
(iedo l\j)i.sc()j)iis l.cucailciisis , il quale Nell'i aprile 1432 vi fu Irasferilu fi. Si-
I

richiesto a Martino IV da'canonici d'U- inoneda Brindisi minorila EpiseopusHii-


gente per proprio pastore, fu loro co nces- beuòis, e dopo pochi mesi mori; onde u'
2

UG E U GÈ 7
ìG ottobre gli fu surrogato fr. Gu'ulo o Chicli. Nel 1 578 Ercole Lamia faentino e
Guiiluccio di Lecce minoritn, Lcocatliiis- avvocato romano, morto nel 1591. 11 Ro-
/Jiilìslcx, li'aslato alla patria nel 1 438 e dotà, Dell'origine del rito greco in Ita-
poi arcivescovo di Bari, soni(i)o teologo. liii, f. I, p. 400, parla dicpiello introdot-
Neil' istesso nmio fr. Lorenzo domenica- to nella diocesi che tuttavia (joriva nel ,

no. Nel 4^'^ Benedetto ili Balzo nobilis-


1 secolo XVI. In rpial tempo in essa ebbe-
simo napoletano; si dimise nel i48'S, e ro accesso i greci, e se l'esercizio del rito
gli successe Gio. Giacomo Balzo Fin-
di orientale recò vantaggio alle chiese, non
scopiix Lciicadcn'us , restaurò la nomi- può con sicurezza stabilirlo. Gei to è, che
nata chiesa di Maria de Givo. iNel 5 1
s, i verso la fine di detto secolo alcuna colo-
Gio. Antonio di Gio. Bernardino
figlio niadava opera al culto divino collecere-
Aqiiaviva i.°tluca di Nardo, che avendo monie greche. Ma il vescovo Lamia nel
i torciti con incursione rovinate le chie- sinodo diocesano pubblicato nel 1587
se di sua diocesi le restaurò e abbellì, fab- presci isse a'sacerdoti greci una forma sol-
i)iicando (|uella di Fato, e a' 18 marzo ide dell'ostia fermentala per uso del s.

i5i7 passo alla sede di Lecce. Cardinal Sagi ifizio. Laonde in tale anno il rito gre-
Luigi iV Aragoim (f .), Alexancnsis et co erasi ristretto Ira angusti confini, vi-
Lt'iicddieu'-is Kpiscojxiln^ gli fu dato in vendo ancora alcuni sacerdoti greci, i qua-
ainminislrazione, ma a' 1 7 maggio lo ras- li eseicilavano l'ecclesiastico ministero
segnò a Leone X. Questo l'apa nnì il ve- nel rito loro, e il cui numero sembra che
scovato di Alessanoe di Leucudia a ((nel- fosse stato più copioso ne' tempi prece-
lo di Lecce durante la vita del vescovo denti. Nel5q divenne vescovo Settimio
I i

Aijuaviva, che morto nel 32 5 il vescova- 1 Burserio o Bursario mantovano (il can.
to reslòdisgiuntodaLccce. l'er pochi me- Biina, Serie de'vesco<'i del regno di Sar-
si ne fu ammiriistiatore il cardinal Ago- degna, lo crede vescovo d'Alessio in Al-
stino 2'rivtilzi (^.), ed a'20 luglioi52(3 bania, e che fu traslato a Casale a' 1 2 giu-
n'ebbe l'amministrazione il canlinal A- gno 1592), dopo 6 mesi trasferito a Ca-
[f .),\\ quale la cede
le!>sundro Cf^sariià sale. A'iq giugno 1592 Sestilio Mazuca
con regresso nel i53i. A' i5 novembre calabrese, peritissimo del'e lingue greca
l'ebbe Francesco Antonio Balduini chie- e latina, chiaro per varia erudizione, già
rico di Leucadia y«x cliviin in his Ec-
,
precettore del cardinal Pietro Aldobran-
ck'siis dìjcì(,e morì neliaSg. Il cardinal dini, con ritenzione pel canonicato Vati-
Cesarioi, cui spellava il vescovato, lo ce- cano, che poi dimise, ed in morte lasciò
de nel I 540 a Benedetto de Sanclis cano- tutti i beni a'poveri. Nel 1
594 Orazio Ra-
nico Valicano, morto neli542. In (jue- pari napolelano, morto nel seguente an-
sto fu eletto Evangelista Cittadini nobi- no. In questo fr. Giulio Dciifi domenica-
le milanese, che rinunziò nel 549 ^ ^^
1 no fiorentino, dotto teologo contro l'ere-

lì in patria neli55g. Nel 1


549 Anniba- tica pravilìi; cessò di vivere nel 1
597 piis-

le iNIagalotli d' Orvieto canonico Vatica simamente, e fu assai pianto. Tosto gli

uo, morto neli55i, onde da Capri vi fu successe Celso iMancini ravennate, dotto
trasferito Leonai do deMagistris.Nel 55 5 1 canonico regolare di Ponto, e morendo
GiulioGallelli nobile pisano,che nel 1 5(ìo nel 1612 lasciò monumenti del suo sape-
cede la sede al nipote Giacomo Galletti re: De jaiibus Piincipaluuin. De eogni-
palermitano, e morto in Roma fu sepolto tione Iio/ninis, (uiae liiniine naturali ha-
neila chiesa di s. Maria sopra Minerva hcri potest. Nel 1612 Nicola Antonio dei
con lapide , Episcopus Alexiiiien. Nel duchi Spinelli napolelano lodalissin)O.Da
I
5^4 pt^l decesso di Giacomo, il iucche- Lavello nel 163 j vi passò d. Placido Pa-
se Cesare Busdrago, indi arcivescovo di diglia celestino napoletano, dottissimo in
8 UGE L G H
filosofia, in teologici e in eloquenza qinl arcivescovo di s. Severini. Nel 1 7')4 Dio-
piimnrio pi edicalore , autore deli' opere nigi Lalomo Vacata la sede
di ilrindisi.
lodalee lifeiiteda Ughelli. Franeesc'An •
nelirBi restò vedova del suo pastore si-
Ionio RoheilidaCiipeilinoiliocesi diNar- no al yga in che fu eletto Gaetano Pao-
I

dò nel 64*5 pei'ilissitno nelle leggi e in


1
j
lo de ]Medici de'pii operai, ili Lombardi
Rotua uditore di più cardinali, virtuoso diocesi di Tropea, e fu l'ullimo vescovo
e pio, amato da s. Giuseppe da Cuperti- d' A lessano. Questa sede restata di nuovo
no. Neil 653 Giovanni Grauafeodi Brin- vacante ne'primi anni del corrente seco-
disi, canonico di JNnrdòe vicario genera- come notai, la soppresse Pio VII nel
lo,

le del vescovo Chigi poi Alessandi'o VII, 1818 ed mù a Ugento, al cui vescovo
,

che nel i 666 lo trasferì all'arcivescovato Alleva nel dicembre 1 8^4 successe Fran-
di Bari, encomiato per le sue doli. Il Pa- cesco Saverio d'Orso di Rullano diocesi
pa gli sostituì Andrea Tontoli nobile di tl'Ugenlo. Per sua morte, Leone XII ai
Siponto, arcidiacono della metropolita- 28 gennaio i8?.8 dichiarò vescovo d'U-
na, vicario generale dell'arcivescovo e poi gento fr. Angelico Mesti ia cappuccino, di
capitolare: zelantissimo, tenne più sino- Ferrandina tliocesi di Matera, che nel suo
di, sradicò diversi abusi, fu molto Imio- ordine funse le primarie cariche di com-
siniero , col capitolo eresse il monte fiu- missario generale, ministro provinciale,
menlario, rifece l'episcopio da'fundamen- e postillatore delle cause de*»anli, esami -

li, restaurò diverse chiese della diocesi, natole sinodale di Bovino, Severina e s.

abbellì la cattedrale e l'arricchì di nobili Salerno, dotto e virtuoso. Pel suo deces-
suppellettili , e fu traslato a Viesli nel so,Gregorio XVI nel concistoro de' 19
1695. In questo fu eletto Vincenzo de' maggio 837 preconizzò ralluale vescovo
I

duchi della iMarra napoletano, abbate de' mg.' Francesco Bruni della congregazio-
canotiici regolari di Tontolo, restaurò rio ne «Iella Missione di Bisceglia, superiore
tabilmenle la cattedrale e l'ornò in più della casa di Bari, encomiandone la pie-
modi, rifece la sagrestia a cui donò bel- tà, la dottrina nelle facoltà filosofiche e
lissimi paramenti sagri, e fabbricò la tor- teologiche, la gravità, la prudenza, l'espe-
re canipauaria. Pro peregrinici ad Divae rienza. Ogni nuovo vescovo è lassato nei
IlJariaedcLciicacpiotidicadvcitlantihiis libri della camera apostolica in fiorini
pliira.se/ìipcr lidtndlpdrata culnlitt. Nel I 3o, ascendendo le rendite della men'ia
1718 Gio. Belardino Gianelli beneven- a circa 2000 ducati napoletani. La dio-
tano, egregio uditore d' Alessandro Fal- cesi si [)rotrae a più miglia, e contiene 3(>
conieri uditore di Rota e governatore di luoghi.
Roma. Riformò i costutni del popolo e la UGHELLl FE^nl\A^D0. Nacque in Fi-
disciplina del clero, amante de'poveri li renze neli5q) da buona fimiglia,ed en-
soccorse, riparòla cattedrale rovinala clal- trato neiroriline cistercien>»e col suo ta-
lealluvioni, ne accrebbe gli utensili sagri lento e co' suoi studi tosto vi si ilislinse

pe'ponlihcali, rifece e ampliò l'episcopio in maniera particolare, d<i Firen/.e aven-


e lo munì d'un propugnacolo a difesa di dolo i suoi superiori mandato a Roma a
ostile invasione. Riedificò il tempio di s. fare il corso di filosofìa e teologia. Impe-
Maria di Leuca, erigendo di nuovo lecon- rocché fu promosso a diverse cariche o-
tigue abitazioni manomesse dalle barba- norilìche, a procuialore di sua provincia,
re incursioni, aprendo ivi a'pellegrini co- presidente di sua congregazione, e .ul ali-

modo ospizio. Con esso tei mina la serie baie claustrale della celebre abbazia /////-

de' vescovi d' Alessano waW ludia sacra, e //«vdelle Tre Fontane Stimalo dai
(/- .).

la compirò colle Nolhu: di Roma. Nel Papi Alessandro Vile Cleaienle IX, fu
J743 Luigi d'Ak'ksandro di l'orlici, già beneficato e piolcllo da csai con aimua
U G il
UGH 9
pensione di 5oo scudi, e fatto consulto- 1 624DÌ più scris.se: Trattato degli scrit-
re della s. congregiizione dell'Indice, |)er tori dell'ordine Cisterciensej XII libri
incoiaggiilo e compensarlo de'suoi nobi- «Ielle /'ile de'santi dello stesso ordine;
li travagli letterari. II cardinal Carlo de Tr</t'ato de' fdK'ori accordati a'Cister-
Medici de' gianiliiclii di Toscana, mor- ciensi per l' intercessione della Madre
to decano del sagro collegio, l'ebbe a suo di Dio. 3." Coluninensis fanriliae Ctir-
teologo. Scrisse diverse opere, ma (|uel- dinnliuin iniagines ad invimi espres-
la che lo rese emint-nleniente benemeri- saeet aeri incisae, suinmaiitiinque elo-
to e immortale è l'Italia sacra. Questa giisexornatae, KomaeiGjo. 4.° Albe-
egli inlraprese per i consigli e le esorta- ro e storia della famiglia de conti di
zioni del cardinal Carlo Emanuele l^iodi Marsciano, Roma 667. 5." Genealogia
1

Savoia ferrarese, e precipiiametile del ve- de'Capizucchi, lioma 653. Abbiamo


1 in-
scovo Borgo s. Dontnno Filippo Ca-
di oltre: Anecdota Ughelliana che trovasi
soni sarzanese. Laonde egli ne fece memo- nel t.iodeir//rt/m.sv/r/-rt e contiene. CViro-
ria di gratitudine, quanto ni cardinale conicon Fossae IVovae. Chronicon Ali-
l'io nella serie de'vescovi d'0«,lia e Vcl- nensis. Gesta triumphales per Pisanos.
lelri, e in quella de' vescovi di lioigo s. Fraginentum Chronici Pisani. Annales
Donnino qiiaritoal vescovoCasoni. .Scris- rerum Pisanornm. Chronicon breve Pi-
se del cardmale: Salis habiicrb, si illuni sanimi. Chronicon aliud breve Pisammi.
ex vero dixero me propc tnodiiin in hoc Laureiìtio /'eronensis ... rerum in Maja-
opere anintum despondenlein, sitis ad- rica Pisanornm. Richardi de s. Germa-
hortatioiiihus, proinissisqne adefiisdcm no Chronicon. Menologiimi Graecorimi
muhoties impitlcril perfcclioìu'iìì. Scris- fussu Basilii junioris. Chronica monaste-
se del vescovo: Cui aeterna oìdii^ntionc rii s. Barlholoinaei de Carpineta, fi istoria
tc/ic/nur, ut non seineldixinius, (juod no- fimdationis tnoiiaslerii s. Clementis In-
his generosa exhortatione ad opus hoc. sulae Piscariae. De rebus Friderici II
perfide nduni \'iam ostenderil,pergit Ec- iniperatoris, ejus fUiorum. In Roma egli
clesiani sihi comniissani perhelle admi- pubblicò nel iG^i-G^ in 9 tomi: Italia
lustrare. Ricusò il p. Ughelli sempre i sacra, sive de Episcopis Iialiae, et fnsii-
vescovati che gli furono ripetutameli le of- larum ad/aceniium, rebusque ab iisprae-
ferti; morì in Roma di 7 5 anni nel 1670, claregeslis, deducla serie ad nostra/n us-
e fu sepolto nella sua abbaziale Chiesa qne aetalein. Opus singulare Provinciis
de' ss. ì incenzo ed Anastasio alle Tre XX distinctiini, in quo Ecclesìaruni ori-
Fontane {F.). Ivi il cardinal Francesco gine.s,urbinni condì tionei, principimi do-
Barberini decano del sagro collegio gli nationes, recondita monumenta in liiccni
pose l'iscrizione marmorea riportala do- proferuntur. L'Ughelli con questa vasta
po la prefizione òtW [lalia sacra, dell'e- e laboriosa compilazione non imitò, co-
dizione di Venezia, in cui si legge nello me alcuni pretesero.ma precedette ne! co-
splendido e giusto elogio Cui dehet I- :
minciare lasua pubblicazione, il gran-
talia Sacros Antistitcs... Franciscus E- dioso e utilissimo lavoro fatto da Saiiile
pìscopns Ostiensis de suo, caeterisque Marlhe sulle Chiese di Fianci,i. Gatlia
Episcopatus. Le altre opere dell'erudì- Christiana quaseries ouiniuni Episcopo-
tissiiuo e dotto Ughelli sono: i. "Aggiun- rimi et Abbatuin Franciae, vicinarum-
te alle Vitacy et rcs gestae Pontificuni que ditionuin, ab origine Ecclesiaruin, ad
lionianorum, et S. R. E. Cardinalin/n, nostra tempora per quntuor tomos de.dit-
del p. Ciaccolilo, dell'edizione deli65o. cilur. Opusfralrum gemellorum Scaevo-
2.° Cardinaliuni Elogia, qui ex sacro
lae et Ludovici Sainmailhanorimi au-
ordine Cisterciensijloruere, Floienliue ctuiii, a primo in luce tduiua a l'eira.
10 UGff UG H
Jhclio, Ci Klcolno S(iininnrthnm<! Scae- lusingo aver dato in questa mia opera un
yQÌiic filiis, Litflo\'ici ncpotilncf, Liitetiae compeiidi(j dell' Orhis Clirislianns. Dal
l'.iiisioiuin i656. Scevola III e Luigi fia- (in (pii detto duii(|ue apparisce, che il ce-
Iclli gemelli, e figli cliScevoIit II tli Sain- lebre e benemerentissimo p. tJghelli non
le-Mai the ili London, sloriogi ad ili Lui- imitò i Sammortani, cominciò prima di
gi XIII e il 2.° ecclesiastico ilopocliè la loro e neliBJj-S a pubblicare la sua fta-
moglie picseil velo inonnslico. raon Sce- Ha sacra , e forse questo suscitò ne' ge-
vola nel I 65o e Luigi nel i65(i. Insieme n)elli Scevola e Luigi l'idea della Gallia
scris>iei'o la GalLia Clirisliaiia, poiché le Christiana, i) almeno la scrissero contem-
simili opere il| Giovanni Chenu e Claudio poraneamente all'Ughelli. In prova di che
Piobeil lascia vano desiderare ancora niolr trovai indispensabili I riferiti particolari,

te cose. Quindi i figli di Scevola, Pietro, che si rannodano al mio lavoro. L'Ughel-
Abele e Nicola dierono l'ultima mano li non fece la storia di tutte le abbazie
alla Gallia Christiana^ specialmente A- d'Italia, ina di non poche riportò molle
beie poi geiieraledella coi)giegazione del- notizie. Bensì vi supph il p. .Agostino Lu-
l'Oratorio, che rivide tutta l'opera, ne li- bin, Abbatiaruni Italiae brevis notitia,
mò lo stile, e con>pose l'epistola dedi- llomaei6g3. Piuttosto Chenu e P^obert
catoria e la pi 'fazione. Di piti i 3 fratel - precedettero l'Ughelli. L'avvocalo Gio-
11 incoraggiali con pensione dall'assem- vanni Chenu ci diede: j:Inhif/}iscoporuiìi
blea del clero, fecero nuoviS ricerche per et EiMscojjoriLui Galliat chronologica
meglio perfezionar l'opera in un'altra e- hisloria, Parisiis i Gì i . Chronologia liislo-
dizione. L'impresa fu sospesa per la mor- rica Palriarcharuiii , Archiepiscoporuiii
te di Nicolò e per le cure degl'impieghi Bituriccnsium et Aqtulaniamnt Pritiia-

conferiti ad Abele. Il p. Massimiliano di <M'/i,l'arisiis 1 62 1 .11 canonicoClaudioBo-


Sainle-iMarlhe, suo parente e confratel- beit ci diede: Gallia Christiana in qua
lo, avendo voluto continuarla, la giudi- regni Franciat dilionuinque vicinartini
cò supcriore alle foize d'un uomo solo; dioeceses , et in iis praesules describun-
e tutte le notizie raccolte, che doveano au- tur, Parisiis 1626. A questi diiiKjue si dà
mentare d'un quarto lavori de'diie pri- i la gloria dell'idea dell'opera, poi couside-
mi autori , vennero mandate al p. Dio- rabilmenteaumentatada'Sammartanì.E
nigi di Sainle-l\I<u'lhe benedettino della prezioso il lavoro vasto dell'Ughelli, an-
congregazione di s. Mauro, il quale asso- che per la copia de'docmnenti, de iliplo-

ciatosi parecchi suoi correligiusi publjlicò mi de'priucipi e delle bulle de'Papi che
nel I
7 1 5 primi volunji à{i\\i\ G alba Clivi-
i contiene; ma non va esente da molte ine-
sliaiui nova,ma non essendo stata ter- sattezze, assolutamente inevitabili in o-
njinala, bisogna ricorrere all'edizione del peru così colossale, e degne perciò di scu-

j656 per le metropolitane di Tours, Be- sa, ed il suo nome sarà sempre glorioso
saiKjon, Vienna e Utrecht. Quanto ad A- e in beneilizione. D. de Viscli autore del-
bele e I'iclro,ejSÌ intiapreseio altro lavo- la Biblioteca dell' ordine di Cislercio lo
ro imuienso e colossale, che dovea ab- appella l'ornamento d'Italia, la gloria dei
l)racciar la !>toria ih tutte le chiese del suo Old ine, e un astro bi il laute ilellaChie-
mondo cristiano, col titolo di Orhis Clui- sa. 11 cistercieuse p. ab. Giulio .Vuibrogio
sùaniis. I materiali da essi raccolti furo* Lucenti, autore della storia de' santi e al-
no deposti nella biblioteca di s. Magio- tri servi ih Diodi /^oA;,'/jt) (/''.), compen-
no, e riuscuuno gran giovamento al di diò l'opera dellLghelli e la pubblicò con
p. Le Qiiien pel suo Oritns CUnstinnux. (pie>to titolo. Italia sacra li. P. Fcrilitian-
in iniiiuri |)iopurzioni e relative a ipieile ili UghelU reslrictti, ancia, ventali niu-
d uu L'/-io/i(/'7c', «pulsi enciclopedico, mi gis cuuiniciidula, opera ci studio d. Ju-
,

ti G H U GII II

/// Ainhroiii Lucenlii , tju.<!(ìem ordinis lezione de'concilii pubblicala da' gesuiti
obbalix: opus sin^iilan\ tril/it<; toniti no- Labbé e Cossart, e vi riuscì mirabilmen-
yissitnc (Iisli'n<:titm,.stil>.scqiitnte qtiqrto in te per l'oriline, le aggiunte, le correzioni
(ino Ecclcsiaruiii origines, iirhuim coti- e reruilizioiie. (Compose ancora tliversi li-

pnncipuni (lonulionex, et
(Itùones, jura, bri, e nioi I nel 1 7G ) d'8j anni. I suoi in-
lecondila nionumenla profertintur, citm faticabili esempi letterari furono seguiti
icrlis notis ctpraeclaris anirnaiì\'ersioni- ila'4suoi nipoti figli del fratello Sebasti.»-
bus, Romae 1704. In (|iie.>ta eilizioiie il ni). Uno di eisi fu il p. Gio. Domenico Co-
l>. Lucenti scrisse l'elogio del granile U- leti autoredi iliverse opere, siccome il'iii-

glielll, non tuc-no per le sue vaste cogni- gegiiu vasto, fertile e vivace. Di piìi riu-

zioni, colie (]uali ci (Jieile un immenso te- lù e scrisse 1 o tomi di correzioni e ili ag-
soro di erudizione, che per le sue virtù. giunte importantissime |)er 1' Italia sa-
Indi Nicola Coleti di Venezia e sacerdo- cra, che niss. lasciò alla famiglia quando
te delia cliiesa di s. JNIoisè, si a()plicòcou inori in Venezia nel 1799. Tali [neziosi
gran profìllpagli sluili, singolarmente di inss. tuttora ineiliti passarono eil e-<istonu
hluria, erudizione e anticliità ecclesiasti- nella celebre biblioteca Marciana di Ve-
ca. Stabilito per opeia sua, e commesso nezia, in parecchi codici, de'cpiali prollcua-
alla direzione disuo tratellu Sebastiano meiite si va giovando il eh. ab. Giuseppe
in Venezia loro patria, il negozio di li- Cappelletti nell'opera che coininciò a
braio e stampatore, considerando che al- [)ubblicare in Venezia, co'tipi del riputa-
lagrande opera dell'UghelIi si rim()rove- lo stabiluneiilo dell'editore Giuseppe An-
ravano molti errori ed ouimissiuiii, e che loiielli, nel 1
84 4. Col titolo: Le Ckiesed' [~
non andava oltre Tanno 164B, ne intra- tallii dalla loro origine sino ai nostri
prese la laboriosa correzione e le aggujn- giorni. Inoltre l'Ughelli fu corretto da-
le sino a'suoi giorni per una nuova edi- gli speciali storici delie chiese vescovili,
zione. Questa cominciò nel 7 7 1 1 e fu com- e di essi me ne giovai in molle. Il p. in.
pita nel I 722 col I o.' Ionio. Nicola la dedi- (r. Giacinto Sbaraglia tic' minori con-
cò aClemeute Xl,uia l'edizione riuscjQje- ventuali, dottore in teologia, celebre per
po corretta della prima. Poi ta per titolo il le sue dotte opere, alcune delle quali en-
j ."tomo: halui sacra, ec. editto secunda comiai nel voi. XXVF, p. 14^ e 14^,
ancia et emendata cura et studio Nico- cioè la continuazione del p. VVadiiigo, ed
lai Coleli^ Ecclesiae s. Moysis f'enetia- il Dullariuin Franciscanum. Q^iìtsld rac-
rum sacerdotis alunini,\tiufiù\>»9^ud Se- colta preziosa fa conoscere molti religio-
bustianuraColeti 1
7 1 7. Il 1. 1 o.°couteiien- si francescani celebri per dottrina, co-
le: Episcopalus Italiae deperditi an- et stumi e sanlitèi, di cui gli Annali del p.
tiquati \'el alteri sedi uniti: Addendii et Wadingo non ne fauno menzione ovve-
corrigenda in noveiiiIlaUae sacrae toniis ro ne parlano assai succintamente ; molli
jam editis. li titolo di detto tomo è : ita- passi storici, molti vescovi e molte altre
liae sacrae tomus decimiis seti Jppen- persone intorno a cui gli Annali eccle-
dix in qua praeler Anecdota UgheUia- siastici, le Collezioni de'concilii, l' fdi-
ii/7y Antiquati haliae L'ptscopatus, sup- Ha sacra, la Gallia Christiana, avreb-
jìleinenlaquacdain ,rt correclion.es adno- bero bisogno di correzioni e di aggiunte.
veni praecedenlia \>olutnJia,et multipli- Appunto, (pianto aW Italia sacra, il
p.
cts Itidices generales proferuntur , cura Sbaraglia ne intraprese la correzione e
et studio Nicolai Colcli t[c., Veneliis a- la continuazione, e lasciò alla ->ua morte
pud SebastianuniColeli 7 22. Nicola inol- 1 mss. otto grossi volumi. Pervenuti que-
tre di grande animo si accinse pure alla sti alle mani del p. lu. fr. Stefano Rinal-
nuova e laburiusi»simucdiì^iouti della col- di dello slesso suo ordine, siccome for-
12 UGO U G O
nilo di molle cognizioni e di singolare nese, diocesi d'Autun, dal conte Dalmazio
liaspoilo [)ev lai genere di studi, animo- e ila Aremburga di Vergy. Il padre lo de-

so imprese a proseguire l'encomialo la- stinava alla carriera militare, ma la ma-


voro, senza però ridurlo a quella perfe- dre adoperavasi di educarlo per servigio
zione che slimava necessaria per darlo della Chiesa. Commessa la sua educazio-

alle slampe. Alla morte di quest'ultimo, ne ad Ugo vescovo d'Auxerre, fratello di


avvenuta nel convento de'ss. Apostoli di suo avo, si accese del desiderio di lascia-

lloma a' 12 settembre 1807,1 prcgievoli te mondo, ed ottenuta la permissione


il

volumi del p. sbaraglia, da esso accre- di ritirarsi fra' monaci di Cluny, fece la

sciuti, furono mandati al convento de' sua professione religiosa, dopo un rigo-
minori convenluali di Monte San Pie- rosissimo noviziato, in etàdiiGanui. In
Irangeli nella Marca, delegiizione di Fer- processo di tempo fu eletto priore, e nel
ino, al (juale spellavano secondo il co- 1049 successe a s. Oddone nel governo di
stume dell' ordme per essere il defunto quel monastero. Nell'oltobre del seguen-
nativo di s. Anatoglia nell'arcidiocesi di te anno assistette al concilio convocato a

Camerino, aggregato a quel convento. Reims da s. Leone IX; poi accompagnò

Siccome si sospettò che mss. in discor- i ilPapa a Roma e intervenne al concilio


so da Monte San Pietrangeli fossero stali che condannò gli errori di lìerengario.
trasportati alla biblioteca del convento Godè la stima dell'imperatore Enrico III
di Pesaro; in quest'incertezza scrissi a iliVVrOjche pacificò con Andrea 1 re d'Un-
quel Km." p. guardiano per verificare il gheria. 1 Papi Nicolò 11 es. Gregorio VII

dubbio, e ri'ebl)i gentile risposta : Che i l'onorarono di loroconlldenza, e pili vol-

inss. del p. Sbaraglia ed i mss. del p. Ri- te l'associiirono a" legati eh' essi aveano
naldi, realmente erano stati portati al iuFrancia. Inlervenneaquasi tutti con- i

convento di Pesaro, ma poi si restituiro- cilii che si tennero in questo regno, ed

no a (piello di Monte San Pietrangeli, nel adoperossi alla riconciliazione dell'iuipe-


quale atliialmente rilrovansi. ratore Enrico IV con S.Gregorio VII. Ur-
UGO
(s.), vescovo di Rouen. Figlio di bano Il e Pasquale II furono parimente
Drogoiie duca o conte di Sciampagna, e grandi estimatori del mento di Ugo, il
di Adallruda, era cugino germano del re quale ad una rara atlitudine per gli allu-
Pipino. IN' alla apprezzando le cose del ri, aggiungeva tutte le virtù di peifelto

mondo, si fece religioso a Fontenelle ov- religioso.Dolce, umile, caritatevole e mor-


vero a Jumièges, e donò a questi due mo- tificato, invigilava sollecito al manteni-

nasteri beni considerabili. JNel j-ìi fu e- mento della disciplina in tutte le case del

levato alla sede metropolitana di l'iouen, suo ordine, e specialmente nel monastero
e venne altresì incaricalo di governare le diCluny, dove fece rivivere lo spirito dei
diocesi di l'arigi e di Ijayeux, non che le monaci antichi. Morì nel i 09, a' 29 a- 1

abbaziedi Fontenelle e di Jumièges. JNel- prile, giorno in cui si celebra la sua fe-

r iiccetUMe lauti benefizi ad un tempo, sta, essendo sialo annoverato fra santi dal
L'bbesollaiiloiu mira d'impedire che non Papa Calisto 11 circa il 1121. Abbiamo
ne venissero dilapidali i beni dai secolari, del santo abbiile, nella BiblioLcca Clu-

cui incomincia vasi darli; mentre egli im- niaci'iisc, nìolle lettere e vari statuti pie-

piegò tulle le rendite in opere sanie. Mo- ni di saggezza pe' suoi monaci, e pei re-

ri il Jouiièges l'anno ySu, ed è nominato ligiosi di Alarcigni ch'egli avea fondato.

nel militi; olugio romatio il 9 di aprile. UGO (s.), vescovo di Grenoble. N.\c-
lj(jO(^.), illibate di Cluny. Discenileu- que nel 10 53 a Castel Nuovo nel Delll-

1e ilella ciisa sovrana de'd ui hi ili borgo- nalo, diocesi di Videnza. Oddone suo pa-

gna, nacque ucUo24a Seuiur nel Dne- dre eia un espello nllieialo, clic accop-
U G O UGO 1 3
pinva perfetlnmenle i doveri del ciisfla- la riforma austera di Cluny, ed in cui

iiesimo a quelli della sua professione, e nell'anno che ci visse praticò toltele vir-
adopi'avasi per inanlenere la disciplina iti d'un perfielto religioso. Gregorio Vl[
fra' soldati e far loro osservare la divina però informalo del suo ritiro, gli ordinò
legge. Esso lasciò poscia il mondo per an- di ritornare alla sua chiesa. Ugo obbedì,
dare a finirei suoi giorni nella gran certo- riprese le sue funzioni con novello ardo-
sa, sotto il governo di s. Brnnone, ed ivi re, e le esercitò con sern[)re più crescente
morì sanluniente. Ugo gli amminisliò gli frutto, occupandosi quasi di conlinuo nel-
nlliuii sagrameuli, e coniòrtò altresì in l'annunziare la parola di Dio. S. Biuno-
morte sua madre ch'era rimasta nel mon- ne e i suoi sei compagni, avendo divisato
do. Percorsi con profitto gli studi, senza di allontanarsi dairuuianoconsorzio, egli

mai trascurare gli esercizi di pietà, si fece li consigliò a ritirarsi in un deseito della
monaco per dedicarsi interamente al ser- sua diocesi, chiamato Certosa, che diede
vigio di Dio. \enne nominalo a un ca- poscia il suo nome all'ordine che vi era
nonicato della cattedrale di Valenza, do- stalo fondalo. Ivi li condusse neliot:)4, e
ve essendosi recato Ugo vescovo di Die spesso inseguitoli visitavn.e con essi trat-

nel Delfiuato, poscia arcivescovo di Lio- lenevasi negli esercizi della penilenza e
ne, cardinale e legalo della s. Sede, fu tan- della contemplazione. Amoroso verso i

to invaghito delle di lui virtù e bell'in- poveri, che sempre in ogni modo sovve-
gegno, che volle unirlo a se. Durante la niva, vendette perfino un calice d'oro e

sua legazione gli diede l' incarico delia parte de' suoi ornamenti episcopali, per
riforma di molti abusi, eh' eransi intro- soccorrerli in tempo di carestia. Avrebbe
dotti fra aUpjanti ecclesiastici. Nel con- desideiatodi andare a terminare i suoi
cilio tenuto dal legato in Avignone nel giorni nella solitudine; ma Papa Inno-
I 080, in cui tratlossi della scella d'un pa- cenro 11 non annuì alle sue preghiere, e

store per la chiesa di Grenoble, fu eletto l'obbligò a compiere il cor>o della sua vi-
Ugo a tale dignità, che per la sua umiltà ta nell'episcopale ministero. Iddio termi-
non avrebbe accettata, se il legato ed i nò di purificarlo co' dolori il' una lunga
padri del concilio non gli avessero ordi- malaltia.che gli olferse occasione di pra-
nato ili sottomettersi. Segui il legato aRo- ticare le piìi eroiche virili. La beala sua
ma, o ve fu consagralo da s. Gregorio V 1, 1 morte accadde il 1." aprile 1 i32, in età di

provvedendo a tutte le spese della ccre- forse 80 anni, e dopo 52 di episcopato. Fu


niuina la gian conlessa Matilde, che gli canonizzato da Innocenzo II nel 1 i34>e<i
fece presente della troce, della mitra e il suo nome trovasi nel martirologio ro-

d altri episcopali ornamenti. Recatosi alla mano il i.° aprile. S. Ugo è annoveralo
sua sede, adoprò
si riparare gli effetti fra gli scrittori ecclesiastici principalmen-
funesti della mala condotta del suo pre- te pel suo Chartiilarhim, ossia raccolta
<lecessore, ead eliminate deplorabili a- i di carte, con note storiche curiosissime,
busi fra il suo gregge introdotti. In poco ch'è custodita manoscritta a Grenoble.
tempo cangiò l'aspetto della diocesi; ma UGO (s.) di Lincoln, martire. In età

non ebbe appena passalo due anni nel- di I I anni fu preso da alcuni giudei, il ca-

l'episcopato, che volle rinunziarvi per u- po de'quali chiamavasi Joppino. Costoro


millà, seguendo in ciò l'esempio di molti in odio di Gesìi Cristo gli sputarono in

santi, e sperando che Papa non oppor-


il faccia, lo batterono con verghe, gli moz-
rebbesi al suo divisamento. Andò dun- zarono il naso e il labbro superiore, gli
que a vestire l'abito di s. Benedetto nel- spezzarono palle de'denti, finalmente lo
l'abbazia della Chaise-Dieu nella diocesi crocifissero e gli trafissero con una lancia
di Cicrmonl in Alveigna, ove seguivusi il lato. Questo bai baro fallo accadde ai
i4 UGO UGO
9.7 agnolo del i 2*)?. Joppino e isnoi ooiu- UGO Candido da Caldesio, Cardi'na-
|)lici essendo siali picsi per ordine del re le. ['. Dianco.
Eni ico 111 e del suo parlai»iei»lo raduna- UGO DI DIE, Cardiiirtle; Francese
loaRe.iding, furono condannali ad esse- de'diiclii di noigogna,<lopo aver profes-
le legali per le cnlciigna a giovani cavalli, salo il monacliisino, ed essere sialo prioie
i quali II strascinarono fincliè morirono; di s. Marcello di Cavaillon, da Alessan-
poscia i loro cadaveri furono appesi alle dro 11 del 1061 fu creato cardinale pre-
fordie. le, e nel 1080 da s. Gregorio VII vesco-
UGO (b.), Cardinale. Nato di nobi- vo di s. Diez sua palria, e poi arcivesco-
Je prosapia in Clialons nelle Gallie, nio- vo Lione. Unilo co'più slrelli vincoli
di
naco cisterciense e abbate delle Tre Fon- a Gregorio VII, intervenne con alcuni
s.

lane, da Eugenio III nel 5o fu crealo 1 i del suo clero al suo sinodo celebralo in
cardinale vescovo d'Oslia e \'ellelri. Co- Roma, chiamatovi dal Papa. Fu quindi
slitiiilo in eminente giadu, si mostrò
s'i impiegalo nella legazionedi Francia, do-
speccliio di tulle le viriti e singolarmen- ve assolvè solennemenledalla sentenza di
le d'una carità così tenera verso pove- i scomunica Folco o Fulcone conia d'An-
ri, cbe con gioia e generosità di cuore da- giù e di Angers, uomo fiero, crudele ea-
va loiuqii'intoavea, sino !i gravarsi di de- spro, marito di Berlrada di Monfort ; e
bili; pei cui Alano \escovo «l'Autun, nel- presiedè a diversi sinodi e concìlii ,
per
la vita di s. Bernardo, lo cliiama uomo di proibire il diritto cb'eransi usurpati i lai-
gran vii là e sanlilà di vita. Tiovossi [ire- ci di dare l'investitura de'benefìzi eccle-
senleaU'elezionid'Anaslasio VeAdriano I siastici. In quello di Lione del 1080 de-
IV, e chiaro per meriti non menocheper pose Manasse arcivescovo di Reims, che
piodigi,aiulòagodeie ilfiutlo di quelle li citalo replicate Volte a Roma avea ricu-
niosine che veisale nel seno de'bisognosi salo sempre di comparire, e dipoi caccialo
con tanta esultanza dispiiito, erano slate dalla sua chiesa terminò miseramente i

tlepoiitalee riposte ne'iesori celesti. Si ere- suoi giorni escluso dalla comunione dei
de coimineuieiile. che sotto il vescovato fedeli. Inoltre il cardinale ivi con insUin-
di lui /bs>e da Eugenio Iti (afta la perpe- cabile zelo condusse a felice esito tulli
tua e stabile unione delle due chiese ve- que' molliaffari ecclesiastici che richia-
scovili d'O^Z/V/e / r//r'//7"('/^.J,ed Ugo fu mavaiio l'apostolica sollecitudine. Nel
ili. cardinale che s'intitolò vescovo d'am- 1081 convocò altro concilio, in cui il cer-
beduc, e indi in poi restarono perpetua- tosino Ugo fu consagralo vescovo di Gre-
mente unite. Prima ancora di questo lem- iioble; in quello di Meaut , a Teobaldo
posi trovano le duechiese talvolta insieme deposto dal vescovato di Soissons, fu sui-
iinile,mala loro Unione era piccai ia e nd rogalo il b. Arnolfo Pamelio abbate di
subilrio de'Piipi. Oltre i iniiacoli operali s. Medardo. Passalo quindi nella Riela-
«la Diu a inleicessione di qiiolocardinale gna minore, insieme col cardinal Uber-
jincor vivente, dopo la pia sua morie si lo suddiacono della chiesa romana, d'or-
rese celebre per la moltitudine de' prò- dine di s. Gregorio VII prese cognizio-
digi, di cui fu onoralo da Dio. Giovanni ne della causa del vescovo di Dol. Uao-
Cireyo lo ascrive Ira'beali dell'ordine ci- coniai a Lione e allrove,che morendo de^-
sleitieii'-e, e di lui abbiamo parecchie lei- lo Papa nel oS5, tra'3 che raccomandò
1

lere, che tutte spirano sapienza e |)ietà. a'cardinali per successore uno fu Ugo; ma
U(jO, Cardinali'. Dell'online de'dia- prefcicndosi un altroché fu Vittore III,
coni, sollosciisse il sinodo celebralo nel accecato il cardinule dall'ambizione, uè
I 044 da Renedetlo IX, e il [)rivilegiopel concepì tlispetto e sdegno, si rivolse al par-
putriarca ih Grado. tilo dell'antipapa Cleu)ente III, e scris-
-

UGO UGO o
se lunga lelleia alla gran confessa Mnd'l- cardinal Ivone di Chaiires, il quale pe-
tlc, riporlata nel t. io della Colhziont' rò non lascia di chiamarlo uomo per re-
de concini, nella cnuilc cinicò il'inginrie ligione, pi tulenza e autoiilà aininii abile,
e di calunnie il Jiiiovo Papa, lulte p<'iò censurandolo tullavia per esigere molle
snienlile dalla sanlitù del virtuusu \'it- cose con im [lero soverchio, di meni irò del
tore HI, e dalla sincera e |)t'uf'uuda sua u- l'av vertiinenlo di s. Pietro, il quale impo-
inillà da lui mostrala nel riousaiecon tan- ne a'prelali di non osleiilareil loro domi-
ta fermezza il pontificato. Si puòcunsul- nio sopra i cleri, ma di 1 elidersi anzi con
taie su questo punloj JN'alale Alessandro, sincerità di cuore modelli ed esemplari al
Ilist. Eccl.sdi'c. A/, par. i, cap. i, art. propiio gregge. Abbiamo alcune episto-
1 2; e Pagi, Gesta de liom. Poni. 1. 1, p. le di s. Gregorio VII, dalle quali appa-
5()i. Condannalo il cardinale e de|)ONto risce la stima che il s. Pontefice faceva del
nel cuncilio celebrato da Vittore 111 in cardinale, che tranne il vizio di smode-
Benevento, insiemecol cardinal Riccardi rata ambizione, fu per qiie'lempi uomo
abbate di s. Vittore, poco dopo ravvedu- insigne e famoso.
tosi e compunto del proprio grave lid- UGO DI ALATRI, Cardinale. i\ac-
io, fu da Urbano II assolto e ripristinalo (|ue circa la metà del seccdo XI, nel pon-
nelle dignità. Essendo MIO legalo in Fran- tificato di s. Leone IX, da niibilissima e

cia, estiuse col segno della croce un orri- antica famiglia nella cillà tli A latri. suoi I

bile incendio che devastava il monasle- genitori si dierono cura particolare sino
IO delle monache Marciniane; e si trovò dalla dilui più leneiaetà,che venissecol-
nel 1 095 al celebre concilio di Clei moni, tivata la sua indole egregia e bel lalento,

nel quale si stabilì e promulgò la i ."^ Cro- afìldandolo alla direzione de' monaci «li

ciata per la liberazione di Terra santa. MonteCassino, presso quali i fece tali prò
Altra legazione gli alìidò Urbano li in gressi nelle lettere e nella pietà, che si gua-
Francia BMippo I, per rimuoverlo
al re dagnò la stima non solo de'sapienti, ma
dallo scandaloso commercio di Bertrada meritò d'essere tenuto in considerazione
moglie di Folco, a cui avea giurato d'as- dal Papa Alessandro II, il quale lo volle
sociarla al suo talamo, dopo di averla ra- presso di se nella corte ponlKicia. In que-
pila a quello del marito. Si narra , che sta restò ne'ponlificati memorabili di s.

l'avvenente Bertrada, temendo che Fol- Gregorio VII e di Urbano II, colle qua-
co l'abbandonasse come avea praticalo lifiche di cappellano pontificio e suddia-
con due altre mogli, per darsi in preda a cono apostolico; perciò il Canlelniaggio
femmine di cattiva vila, e sapendo che il nella Sintassi degli Uditori di Rota, ed
re Filippo 1 la vagheggiava, gli sped\ se- il Bernino, Z>r/ Trilninale della s. Rota,

gretamente un messo per manifestargli vogliono che fosse uno de'giudici di esso.
isuoi sospetti e poi si recò da esso. 11 re Neil loSPasqualell locieòcardinaledia-
ripudiò la moglie Berla, che l'avea fallo cono di s. Maria in Via Lata. Avverte il
padre di Luigi VI che gli successe, e so- Borgia nelle Memorie storiche di Bene-
lennemente sposò Bertrada. Urbano 11 vento, t. 3, p. 49) che il Beinino segueu-
riprovando l'illecito matrimonio ne scris- do il Ciacconio, Fitae Pont, et Card., lo
se all'arcivescovo di Reims, condannan- chiama Ugone Visconti di Alalri del ti-
dolo come invalido; quindi dal cardinal tolo presbiterale de'ss. XII Aposlcjli, sen-
Ugo nel concilio d'Autiin fece dare sen- za por mente che il Ciacconio altiibui-
tenza (S\Sc(iinuitico{^J .)i\\ re,e poi (u pure scequeslocognoniead Ugoo Ugone / ri-
scomunicala Bei Irada. Indi il Papa donò conti óì Pisa ; e che il Platina nell'elenco
a Folco o Fulcone la Rosa d'oru (/ .). Il de'cardinali creati da Pasquale 11 np<>mi
cardinal Ugo ebbe alcune difìeicnze cui Ugo o Ugone Alatrino come curdiuule
tG UGO UGO
«liarnno tli s. ]\Iaria in Via Lata, e l'al- nella cillìiEniico V, fuggì sopra due G;n-

tro Ugo o Uqoiie Visconti da Pisa , che lere pel Tevere in coinoaguia del c.irili-

fu reggente eli Benevento, come cai'tli- nal Ugo e di altri di sua corte. Giunto
iiale prete de'ss. Xn A postoli. Non essen- nelle vicinanze della città di Por^o. un'im-
do ancora incominciate le ozioni delle provvisa tempesta avendogli impeditodi
diaconie, titoli e vescovati, il Visconti re- prendere il maree di progredire il viag-
stò sempre colsuo titolo, e pei- conse- giOjSi trovòesposto agl'insulti delle trup-
guenza il contempoi'aneo Ugo di A latti pe imperiali tedesche. Sbarcato in luogo
lui vivente non potè certamente occupar- disabitato e sopraggiunla la notte, pieno
lo. Da tale abbaglio, cardinal Ugo ili il di coraggio il cardinal Ugo, osservando
A latri fu pure detto Ugone e rettore diBe- la critica situazione del Papa avanzalo
neventOj così confondendosi vieppiù in in grave età, mancante di mezzi per evi-
quanto si appartiene al cardinal Ugo tare l'imminente pericolo di dette solda-
Risconti, e lo rilevai in quella biografìa, tesche che l'inseguivano, mosso da pietà
giaDìniai l'Alatrino essendo stato cogno- (quale altro Enea che si caricò sulle spalle
minalo Visconti, benché tale molli lo ri- il padre Anchise, come osserva Lodovi-
tengano. In fatti anche il Cardella nelle co Agnello, Istor. degli Andpapi, t. 2,
Memorie storielle de Cardinnlì, 1. jpar. 1 p. 2), prese Gelasio 11 sulle proprie spal-
I, p. 224, sebbene istruito dell'avverti- le e per islrade impraticabili, ad onta del-
to dal Borgia, nell'encomiare il cardinal l'oscurila, gli riuscì con gran fatica di por-
f^o Fiscoìid d' Alatri, per la straordi- tarlo illeso nel castello di s. Paolo di r/r-
naria sua intrepidezza e costanza nelle ca- dea (della quale riparlai nel voi. LVIIf,
lamità, dalle quali era allora afflitta e tra- p. I iq), dove lo pose in salvo. Indi nel di
vagliala la Chiesa, crede che soprattutto seguente si iliè cura di farlo comodamen-
spiccò suo valore nella gagliarda difesa
il te trasportare a Terracina, e quindi pei*

che fece di Benevento a cui presiedeva , mare aGaeta, donde passò a Capua. Quin-
in nome del Papa, il che si appartiene al di il Cardella ricade nell' errore di fare
cardinal Ugo /'Tó-co//// di Pisa. Bensì pre- ritornare il cardinale al governo di Bene-
siedeva alla rocca delMonteCircello. pres- vento , nuovamente confondendolo col
so s. Felice (nel quale articolo anche io cardinal Visconti; e poi dice che nello stes-
con chiamai Ugo Viscon-
altri scrittori lo so 1 i 1 8 sottoscrisse in Capila una bolla
ti, essi pure confondendolo col cardina- di Gelasio II, a favore di Bernardo abba-
le di tal cognome) quando gli giunse la te di s. Soiìa; indi ritornò in Roma, men-
notizia che Pasquale li era morto a' 2 i tre il Papa recatosi in Francia, morì in
gennaio I i 18, onde lasciata la fortezza io Cluny ed ivi fu eletto successore Calisto
custodia degli abitanti di Terracina, su- 1 , elezione ch'egli a [)pro vò cogli altri car-
bito si lloma e dopo 3 giorni
porlo in dinali restati in R^oma. Il Ciacconio pre-
contribuì all'elezione di Gelasio //.Que- tese che si trovasse in Cluny tra gli e-
stivedendosi perseguitato dalla fazione leltori di Calisto II, ma egli era tornato
seguace dell'imperatore Enrico V, e non a custodire la Monte Circello. Il
rocca di
essere sicuro soggiorno la città di Roma, nuovo Papa in premiodi sue benemeren-
dopo essere stato salvato da'tumultuosi ze gli conferì nel 1 i 19 la ragguardevole
ultentali ,
per opera di Pietro Pierleoni carica di Cancelliere di s. romana Chic'
da lui confermalo preletto diRoma, da sa. Cardella, sempre erroneamente, dice
alcuni nobili e dallo zelo del cardmal Ugo che pagò il debito alla natura in Hene-
di Alalri, nella chiesa ili s. IMaria iuTras- venlo sul Unir del i 1 2 1 o veramenle nel
potilina e nella casa di certo Bulganii- i 122, senza accorgersi dell'anacronismo
110, col loro aiuto allorquando giunse in cui cadeva riguardo all'epoca piuv, e
UGO UGO 17

sebbene egli sia il classico biografo ilei meslicrc delle armi, si rilirò nello stesso

carclinnli. Tulli erriamo. Imperocché e- monastero e vi mon nell'esercizio disila


gli aggiunge, che il nome del cardinale penitenza. Dotato di felici disposizioni, U-
si legge nella serie de' cardinali elettori gone fece progressi nelle scienze, non me-
d'Onorio II quale diacono di s. Maria in no che nelle virtù. Persuaso che Dio lo
Via Lata , il che conferma 1' asserto dal chiamasse ad una maniera di vita più
Bolgia, e dal Martinelli nella storia del- perfetta, enlrlj nella gran Certos;i, e vi
la chiesa di s. Maria in Via Lata; ma l'è- prese l'abito circa ili i6o. Dieci annido-
lezione ebbe luogo a'28 dicembrei 124, pò, essendo già stato promosso al saccr-
dunque a quell'epoca il cardinal ancor vi- dozio, fu eletto procuratore del raona-
vea. Fu suonipotee natodalla propriaso- stero,ed in tale uffizio acquistossi tanta
velia,Pandolfo d' Alatri scrittore delle , fama di prudenza e di santità, che lo fece
'
f'ìtede Papi Gelasio IleCa listo II, che conoscere da tutta la Francia. Chiesto da
per equivoco di Costantino Gaetano ab- Enrico li re d'Inghilterra, per governare
baie di s. Daronzio, fu dello Pandolfo Pi- la Certosa ch'egli avea fondata a Wilhani
sano, in che fu seguito da una folla di nella provincia diSommerset, Ugone vi
scrittori. Questi fu prelato di egregie do- si recò in obbedienza alla deliberazione

li e profonda dottrinai figurò molto nel- del capitolo. La sua umiltà, la sua dol-
la corte pontifìcia, e non ha alcuna rela- cezza e la santità della sua vita gli meri-
zione con Pandolfo ^/rtsrr/ pisano, crealo larono l'alTetto di coloro, i quali aveano
cardinale da Lucio III, col quale fu con- opposto i maggiori ostacoli a quel santo
fuso dallo stesso abbate Costantino, il che tempo la co-
stabilimento, sicché in breve
non mancai notare nella biografia di que- munita divenne più numerosa e fioren-
sl' ultimo cardinale. te. Da molto tempo era vacante la sede

UGO Lectifredo, Cardinale. CaWìlo di Lincoln, ed avendo Eurico II data la


II neh 122 01 123 lo creò cardinale pre- libertà al capitolo della cattedrale di eleg-
ie di s. Vitale del titolo di Vestina , in- gersi il vescovo, fu scelto Ugone, che re*
lervenne a'comizi d'Onorio II,sottoscris- nitente venne da Baldovino arcivescovo
se con 32 cardinali una sua bolla spedi- di Cantorbery obbligalo a lasciarsi con-
ta inLaterauo nel 26, e Ciacconio a i 1 sagrare a' 2 1 di settembre 1 1 86. Il iiovel-

queslo Papa ne attribuì l'esaltazione. In- lo vescovo si elesse un consiglio, nel quelle
di seguì per breve tempo l'antipapa (for- feceeotrarequanti vi erano più pile dotti
se Anacleto II), ma ben presto riloinòal- uomini nel suo clero. E-istabili la disci-

r ubbidienza del legittimo capo della plina, riformò gli abusi, e ravvivò da per
Chiesa. tutto colle sue esortazioni lo spirit^o della
UGO, Crt/'f/z'/w/c. Priore del menaste- fede. Faceva esalta ricerca de'poveri per
ro di s. Prassede e canonico regolare del assisterli, eandava spessoa visitarli e cou-
ss.Salvatoredis. Maria delRenOjfu crea- forlarlicon molla bontà, mostrandosi
to cardinale prete di s. Lorenzo in Lu- specialmente tenero pe'lebbrosi. Ogni an-
cina, da Celestino II nel dì delle Ceneri no visitava la Certosa di \Vitham,edal-
i i44- Morì dopo breve cardinalato nel- lora vi seguiva tulle le osservanze della
lo stesso pontificato di Celestino II. regola. Il piacere che gustava nella soli-
UGONE (s.), vescovo di Lincoln. Usci- tudine, gli faceva desiderare il primiero
lo d'una delle più chiare famiglie della suo slato, per cui adoperossi ad ottenere
Borgogna nel i i4o> fi' posto in età di 8 dalla s. Sede il permesso di riuuuziareal
anni in una casa di canonici regolari, vi- vescovato, ma gli fu sempre negato. Il

cina al castello di suo padre, il quale do- disprezzo eh' egli avea per tulle le cose
pò avere esercitato con mollo onore il del mondo, lo levava al disopra d'ogni

s&iofvaij/. A»,
i8 UGO UGO
ninnilo riguardo, e quindi non temeva di gli sludi Guglielmo suo fratel-
f) anni.
dare degli awertinienli al re, seb!)oiie lo, uomo gran senno e valore, cancel-
di
mal soirciisse «:he alcuno gli contraddi- liere di Carlo il Temerario duca di l'or-

cesse. Sostenitore dell'immunilà ecclesia- gogna, l'introdusse nella sua corte, dove
stica,scomunicò un uHìziale del re, che conosciutasi la di lui abilità e saviezza, fu
avea condannato un chierico ad una gra- impiegato dal duca in isplendide amba-
ve ammenda, e ritìnto allo slesso re un scerie, e Ira le altre in Roma a Paolo li,
benefizio che gli domandò per tni suo fa- ed in Ispagna a Ferdinando V re di Ca-
vorito, il quale n'era incapace. Asceso al sliglia, quali egregiamente da lui compiu-
Irono d'Inghilterra Giovanni Scnza-trr- te,essendo decano della chiesa di Ma^on
va nel i ic:)q,mandò il santo vcscovndiLio- ne fu nominato vescovo, e vi adempì con
colti audjascialure a Fihppo II Augusto zelo le parti di sollecito e vigilante pasto-
redi Francia, per conchiuderela pace fra re. Indi meritò che Sisto IV a'7 maggio
le due corone, e la fama della santità di I 473 lo creasse cardinale prete de' ss. Gio.
IJgone contribuì all' ottimo effetto della e Paolo, e legalo della provincia del Pa-
negoziazione. Poco egli sopravvisse, poi- trimonio. Ottenne poi in amministrazio-
ché mori a Londra a' 7 novembre 200. i i ne le chiese d' Angers e d'Autun. Mece-
Il suo corpo fu imbalsamalo, e portalo nate deietterati, molti ne teneva presso
solennemente a Lincoln. Molti vescovi ed di se. altri ne sollevava se gemevano in
abbati, ed altre personetpialdìcateaccom- miseria, e li prodnceva op[)ortunainente
pagnarono le sue esequie. II re Giovanni alla conoscenza della società. Pieno ì\\ì-

suddetto, eGuglielmo redi Scozia sotto- ntanilà e gentilezza, prestavasi facilmente


posero le spalle al suo cataletto nel por- all'istanzee necessità ile'ricorrenti.pe'qua-
tarlo alla chiesa. Tre paralitici eil alcuni linon ebbe dillicollà di gravarsi genero-
altri malati vennero guariti alla sua toni samente di debili. Pertanto la perdita di
]m. Fu canonizzato da Onorio III, o se- personaggio sì iunabile, benelicoe vantag-
condo altri da IVicolò III oda Onorio IV, gioso alla società, fu deplorata in Roma
ed è nominalo nel martirologio romano nel I
4^4> come caro al popolo e a'grandi.
il 17 di novembre, nel qual giorno si ce- Ebbe la tomba nella chiesa di s.Maiiadel
lebra la sua festa. Popolo, senza alcuna funebre memoria.
UGONE, Cardinale. Nella bolla spe- UGONOTTI. Eretici crudelissimi del
dita nel 062 da Alessandro li in Anagni,
i secolo XVI. Fu neli5Go che s'incomin-
si trova sottoscritto Ugone di s, Stefano ciò a dare questo nome nCah'inisli i^l"'.)

nel Monte Celio prete cardinale. di Francia, a coloro cioè i quali faceva-
L'GUiNE, Cardinale. Diacono di s. ro- no professione dell'eresia perniciosissima
manaChiesa, appose il suo nome alla bol- dell'eresiarca Calvino: Calviniana labe
l:i emanata in Cremona da Urbano 11 nel infectus IfngOhOtns. Pasquier e Menage
logS, a favore del monastero di s. Egi- riferiscono diverse elimologiedi / t^onot-
dio, poi confermata nel concilio di Pia- lo, Intorno al quale nome si sta ancora di-

cenza. sputando, non conoscendosene con certez-


UGONE DI S. VITTORE, Cardina- za l'origine, mentre i seguaci tie' loro er-
le. V Sanvittohe.
. rori sono comunemente chiamali Prote-
UGO^ETTO Faini'RTo o Fiiuto, .tlanfi (f^-), ed amalgamati con tali ere-
Caìdinalt. Francese di Borgogna, ris[)et- liei. Du Veidier diceche la parola / go-

labilenon meno per chiarezza di natali, nntto derivada Giovanni lluss, caposella
che per la straordinaria sua erudizione, degli eretici U.<!siti (l .), di cui gli ugo-
laureato in ambo le leggi nell* universi- notti seguirono la pestifera dottrina. Co-
tà di Pavia, ove si tratlennc applicato a- (|uillc dice, che deiiva da Ugo Capclo,
UGO U G O 19
per la ragione che gli ngonolli sosteneva- de che il titolo di ugonotto non era in-

no i iliritli tiella linea di Ugo Capelo al- giiirioso.Secoiulo l'avviso del [). Daniel e
la corona, nella persona d'Enrico IH re della maggior pnrte degli storici francesi,
di Nm'ana, contro quelli della casa di fu all'epoca della congiura d'Aiaboise,che
I G uisa-Lovcua ^\ ([wnW pretendevanod'es- incominciossi in Francia a dare a'calvini-
sere i successori di Carlo INlagno. Altri di- sti il nome di u^onolli.
o Vennero allre><i

cono che deriva da Ugo eretico Stigj-a- chiamali Lnleraiii e Crislodiiii, perchè
mcnlnrioy che vivea al tempo del re Ciar- non parlavano die di Cristo, e nella Lia-
lo VI e cheavea insegnatola medesima guadoca furono delti Farfalloni. Il No-
erronea dottrina. Caslelnau-Manvilliere, vaes che mollo scrisse di essi nella Sto-
nelle sue J/rmoz/Cjdiceche il popolo chia- ria de' Pontefici, (|uali alacremente rin-
i

^ niavali ugonotti, come se fossero peggio- tuzzarono colle proprie Milizie le loro
ri d'una piccola ìnoneta dello stesso no- devastatrici armi, e ilifesero la religione
me e di piccolissimo valore, che corieva cattolica e i lorodoininii temporali tli/-'/o-

al tempo di Ugo Ca[>eto: Nolfiido col no- venza,'^n\'yIvlg/io/ic cììc (.\e\ contado f e-
me di ugonotto significale che non vale- 7i<2/.s.s7«o(/^'.), riferisce. Nel numero ster-

vano di piìi della piccola moneta dello minalo d'erelici, che seguirono gli erro-
slesso iiome.Allii scrittori sostengono che ri di Lutero, vi fu Calvino, la cui perni'
un tal nome fu loro dato per derisione, ciosissima setta, propagala piìi dell'allre,

allorché essendostalo (attopi igioniero un secondo la varietà delle nazioni ove fa-
tedesco e interrogalo intorno alla congiu- talmente alligni», die a'seguaci suoi nomi
ra d'Auiboise davanti al cardinal di Lo- diver>i,chiamandosi^yg"o/zo///nella Fran-
rena, non seppe rispondere che queste pa- cia, che rovinò miseramente periSo an-
role: rrtic no.<! vi'iiiinus. L'opinione più ni e fanatiche sanguino-
con empi errori
verosimile però sembra quella che fa de- sissimeguerre. Aggiunge il Novaes, quan-
rivare questo nome vocaboloaleman-
dal to al nouìe, probabile l'opinione del \>.

no Eydgenosz Oi\ Eydgnolsz, che signi- Maimbourg, e che ignorandosi il preciso


fica confederalo. Quando nel secolo XVI tempo di sua origine, vogliono alcuni che
i duchi Savoia tentarono di rendersi
di derivasse da una porla tli 7'of<r.v,che no-
padroni assoluti di Ginevra, ciltà e can- mavasi del re Ugone, ove gli eretici cal-

tone della Svizzera ('^.), coli' ap[)oggio vinisti fre<pieiitavano le loro adunanze.
anche del vescovo, la città fu divisa in due Allri poi .scrivono, che avendo ogni cillù
fazioni: quelli che fivorivano le franchi- di Francia ipialche nome [larlicolare di
gie della città si chia ma vano 7:7g^/iOf. pa- 5^, f miasma, col (|ualesogliono mellere pau-
rola che deriva dall'alemaiuia EycJgnotsz ra a' fanciulli e alle doniiicciuole, e che
od Eydgenosz, che significa ro/?/(v/(^/vi- credendo il basso e rozzo popolo di Tours,
ti, cioè alleati per mantenere la libertà. che il re Ugone andasse in fantasma ca-
Questo nome era slato preso da' popoli valcando intorno le mura delia ciUà, per

de'cantoni svizzeri, e qiie'che si erano u- portare via chiunque in lui s'imbattesse,


iiiti a loro j o che volevano unirai erano da ciò sieuo deoourinali Ugonotti, men-
nominati Eignots, e si affdibiò in se- tre essi pur di notte si radunavano in que'
guito a tutti i protestanti di Francia. Al luoghi per celebrare le loro esecrabili fun-
contrario coloro che favorivano il domi- zioni, (jià negli articoli Avignone é Fran-
nio del duca di Savoia, ed erano a lui af- cia, e in altri relativi, descrivendo gli

fezionatijVenivano da'Ioro avversari chia- avvenimenti principali de'secoli XVI e


mali jì/ania lucili, parola che in arabo si- XVIIjCou qualche di tìusiooenarrai quan-
gnifica schiavo. E' questa l'opinione se- to appena qui accennerò. Neh 52 e in i

guita dal p. Maimbourg, per cui conclu- Mcaux infelicemeate comparve in Frau-
20 UGO UGO
eia per la r /volta con qualche slrepllo la fuoco, e perciò fu delta la Camern nr-
prelesa riforma promulgata dall'eresiar- dente; e quantunque in molli venisse e-
ca Lutero, cui errori fermentarono e
i segnila tale sentenza, luUavia il numero
infiammarono sedotti, quali funesta-
i i degli erelici aumentava. Posti questi al
si

mente li propagarono nel regno cristia- le ultime prove e divenuti arditi pel Io-

nissimo. Il re Francesco I in principio si ro numero, sparsero conlro la regina ed i

mostrò alquanto indulgente, ma poi ve- Guisa de'hhelli e pubblicarono memorie


dendosi colpito da loro in uno al gover- piene di artifizi; quindi si unirono a'mal-
no, benché alleato co'principi prolestan- contenti, agl'iudebitati e rei di delitti che
li conlro Carlo V, cambiò contegno, mas- bramavano la turbolenza dello slato, ed
sime quando Calvino vi sparse suoi er- i insorsero con apparente legalità conlro
lori, e si mostrò zelante della purità del- il potere de'G uisa, che tacciarono di do-
la fede callolica, con reprimere novalo- i minare il giovine re ; ponendo il principe
ri. Il figlio Enrico II che gli successe nel di Condè nemico di essi e fratello d'An-
l547 non ebbe minor zelo religioso,e fé- Ionio divenuto re di Navarra, a capo del-
ce di tutto per eliminare dal regno il ere- la ribellione che dovea scoppiare a Blois

scenle calvinismo, con rigore e punizioni ove dimorava il re. Scoperta troppo lar-
eslreme, onde molli e in molti luoghi fu- di la congiura, Guisa portarono il re ad
i

lono dannali alle fiamme. Tuttavia l'er- Amboise, ove nondimeno si continuò a
rorefeceogni giorno lagrimevoli progressi tramare e sorprendere il re, per cui mol-
fragli stessi magistrati, onde il re tolse lo- li furono uccisi in più modi. La cattiva
ro l'ispezione di reprimere l'eresia, e la ri- riuscita della congiura d' Amboise non pe-
mise a'giudici ecclesiastici, ordinando a rò fece perdere di coraggio gli eielici, e
tutti i governatori di castigare, senza ri- presero le armi in diverse provinsie, ac-
guardo all'appellazione, i condannati dai cendendo la guerra civile favorita da (|ue'
delti giudici e dagl'inquisitori della fede, che T indigenza rendeva nemici del go-
Avendo ciò ordinato a insinuazione del verno. L'autorità reale soffocava queste
cardinal Carlo di Guisa-Lorena, per le sedizioni paiticolari, anche con promesse
rimostranze del parlamento ne mitigò poi di far sperare tolleranza nell'esercizio del-
i rigori, e cos'i quasi dappertutto si sia- la sedicente religione riformala , purché
hilirono concistori calvinisti con audaci deponessero l'armi. CoA la Francia si di-
j)aslori. Perciò il re decretò la pena di vise in due parlili possenti e irreconcilia-
niorle conlro tulli gli erelici. Non è ve- bili, e tutti e due armati per la propria
ro, come scrisse il Conlin e altri, che Eu- religione, i ollolici per la vera, i nova-
rico II neh 559 ne restò vittima, ucciso tori per l'erronea. Nel dicembre l 'iGo mo-
in mezzo le fesle d' un torneo j la causa ri Francesco II, gli successe il fratello Car-
disua morlefu per caso fortuito nel com- lo IX, sotlo la tutela di Caterina de Me-
battimento. In tenera età gli successe il dici, che fu dichiarala reggente con An-
figlio Fi ancesco II, e la regina madre Ca- Ionio di Borbone re di Navarra. La cor-
terina de Medici che voleva governare, te fu piena di parlili e le provincie di tur-
temendo cheEnrico II re di Navarra e il bolenze, divisi in papisli o callolici, in u-
Korbone principe di Condè non s'impos- gonolti o erelici, nomi che tosto vietò inu-
sessassero dell'iimministrazione dello sta- tilinente il re, mostrandosi meno severo
to, si unì a'principi di Guisa-Lorena ze- co'secondi , i quali non lardarono ad a-
lanti della cattolica religione, ed a'quali basarne sfrenatamente. Allora il reeuia-
era divoto il clero. Sebbene venne isti- nò un editto inculcando pace e modcra-
tuila una giudicatura conlro calvinisti, i zione e abolizione di;l passalo, [)er cui fu
la quale appena scoperli li coudannavaal chiamalo l'cUillo d'uriuisliiio generale.
UGO UGO 21
Si sliibilirono delle conferenze nel TGi i doveano a Dio, al ree alla patria, e per
a Poissy (/'.), per ti altare le materie di Irarie il re e la fimiglia reale dalla schia-
religione, e furono accordati per inter- vitù. Pertanto dichiarossi protettore e di-
venirvi salvacondotti a'pastori o ministri fensore del regno di Francia nel 562, e 1

ugonotti. Questi presentarono all'asseiu- fece un trattato cogli ugonotti per aiutar-
Ijlea de' vescovi una professione di fede lo nella guerra che anelava a intrapren-
falsa, fraudolenta, o->cura e inintelligibile, dere. Per tal modo la metà della Francia

e ricusarono di sottoscrivere la professio- si vide armata contro l'altra metà, e co-


ne di fede che i cattolici loro proposero. minciò la guerra Ira'caltolici e gli ugo-
1 teologi protestanti vi mostrarono poca notti , che per moltissimi anni riempì il

capacità e molta ostinazione; e la petu- bel regno di stragi, di vendette, di profa-


lanza e i discorsi del famoso Beza solle- nazioni e di orrori, che in tanti luoghi de-
varono lutti gli spiriti, e dispiacquero a- plorai. La [."vittima illustre fu il duca di
gli stessi ugonotti. Dopo il colloquio di Guisa, assassinalo dal furore di Poltrof;
Poissy insorsero ogni giorno nuove tur- e pure morendo consigliò la regina a far
holenze,e Parigi era agitala da movimen- la pace, onde il re nel marzo 563 con
i e-

ti sediziosi, che facevano temere le mag- dilto permise agli ugonotti l'esercizio re-

giori disgrazie. Il re per prevenirle con- ligioso, limitato da prescrizioni, con amni-
vocò in s. Germain numerosa assemblea stia al passato, inclusivamente al Condè.
de' presidenti e deputati de' parlamenti Fu una tregua, non pace. Nella guerra il

del regno, e fu steso l'editto di modera- Papa Pio IV colle sue milizie avea fatto

ta e ristrettiva tolleranza pegli ugonotti, difendere contro gli ugonotti A^'igiione


a condizione che subito restituissero agli e il contado f^cnaissì/io, ma però in di-

ecclesiastici le chiese, le case, le terre , le versi luoghi patì il furore degli eretici.
decime e tutti i beni de'quali eransi im- Allorché il re nel i562 riportò vittoria e

possessati, e che per l'avvenire li lascias- fece prigione il Condè, padri i del conci-

sero in pace; che in appresso non più ab- lio di Trento (A".) ne resero a Dio le do-
battessero le croci, le statue e le imma- vute grazie nella cattedrale; e Pio IV ia
gini,né più scandalezzassero e turbasse- Roma fece il simile con processione e in-
ro la pubblica tranquillità, con invettive dulgenza plenaria a chi v'intervenne, con-
contro cattolici e loro religione, sotto pe-
i cessa colla bolla Quo?iiant, ^^vesioW Bull.
na di morte. I cattolici restarono disgu- Basii, Patir, t. 3, p. 47- Anzi il Papa
stali in veder accordalo agli ugonotti il vedendo che i luterani insistevano che il

libero esercizio della religione prelesa ri- concinosi trasferisse in Germania, nel ti-

formala, e poco dopo in Vassy si spaise more che gli ugonotti prentedesserochesi
sangue,e fu chiamato il Massacro dif^as' trasportasse in Francia,si decise a definiti-
sy, colla peggio degli ugonotti ; e per- vamente terminarlo. Intanto nel 1
567 gli

ciò alti clamori ne fece il principe di Con- ugonotti ripresero Francia


le armi, e la

dè , il quale fu abbandonato dalla regi- di nuovo si trovò immersa nella guerra


na, che a lui erasi avvicinala per far fi on- civile, la quale finì con altro editto coa-

te al duca di Guisa , al contestabile di fermatorio del precedente. Non pertanto


Monlmorency An-
e al maresciallo di s. la guerra ricominciò con più furore, e la
drea, chequal triunviialo governavano il Francia fu inondata di sangue francese.
regno. Questi risolverono dichiarar guer- Il Papa s. Pio V esortò il ree la regina

ra al Condè, il quale fece sapere agli u- a difendere la religione cattolica, e puni-


goiiolli, per eccilarli alle armi, che si vo- re severamente gli eretici ribelli; curò la
leva toglier loro la libertà di coscienza, difesa d'Avignone e del contado Venais-
e dover iusorgere per soddisfare ciò che sino, soccorse Carlo IX con ingenti som"
22 UGO U G O
me pel sostetiimoiilo della guerra tli re- delissime, ed in tanti articoli anch'io ri-

ligione, e ne invocò a suo favore da al- provai. La veneranda compagnia di Ge-


tri principi calfolici ; inoltre gl'invio un .sìi conta quaranta martiri della ferocia
numeroso corno di sue milizie, comanda degli ugonotti , tutti uccisi nello stesso
te tlal genf^rale ili s. Chiesa Sfoiva. Con giorno per odio della fede neli^yo. De-
• luesl'aiuto a' I ?. marzoi 5(ìc) ripoi lo il le stinali a portare la luce dell'evangelo tra
vittoria a Jarnac, e mandò al Papa I2 gl'infedeli e nel Brasile, salparono da Li-
stendardi presi a'nemici, ed il principe di sbona sopra 3 navi. Erano 39 gesuiti, e
Condè indi venne ucciso: dipoi il suo fi tulli sotto la guida del p. Ignazio di A-

glio abiurò gli errori e indi li liabbracciò. zevedo gesuita portoghese. Trovandosi
Poscia a' 3 ottobre fu vinta altra batta- lutti nella sua nave denominata s. Gia-

glia a Montconlour precipuamente ,


pel como, mentre navigava verso l'isola di
valore di Sfocia, il quale per Paolo suo Palma, comparvero 5 navi d'eretici ugo-
fratello spedì a V 27 stendardi tol-
s. Pio notti, e subito l'assalirono e fermarono a-
ti agli ugonotti, e venneio collocati nel- gevolmen te. Scoperti da'padroni delle na-
la basilica Lateranense.con iscrizione tuo- vi per missionari cattolici romani, comin-

numentale a lettele d'oro. Ad onta del ciarono ad essere maltrattati, ed il p. Igna-

la rinnovata [).ice, il caposdla ammira- zio fra' primi ad essere costretto a dete-
glio di Coligny ordì mi' iniqua congiura stare la religione che professava, e per la
per uccidere Carlo IX, la fituiglia reni» propagazione della quale avea lasciato la
i Guisa, poi re in trono Einicodi Borbo- patria e niovea in lontane regioni. E per-
ne, poi Enrico III redi Na varrà e IV di chè si slette fermo nella medesima , fu
Francia, per posiia usurparlo per se. II re sottoposto a crudeli tormenti, finché or-
venutone in cognizione, sposò la sorella ribilmente trafìllo venne gettalo in ma-
a Enrico, dopo l'abiura de'suoi errori, ed re. E dopo lui ebbero egual sorte 38 al-
a'23 agosto 571 fece uccidere Coligny,
I tri, dopo essere stati uccisi in varie gui-
e nella notte del 24 ordinò la morie dei se crudelissime, ti a cui alcuni giovani no-
principali e altri ugonotti, strage orribi- vizi, e il loro maestro p. Benedetto di Ca-
le e feroce denominala di s. Bartolomeo, stro. Unoiie rimauea, e siccome desso ac-
per essersi cominciala nella sua vigilia e cettò d'essere schiavo anziché imitare il

proseguila per 7 giorni in lutto il regno, glorioso esempio de'compagni, a compie-


perciò immerso nell'orrore spaventevole re il numero de'quaranla martiri, come
di tanta iuuoianità. E' nera calunnia de- a Sebaste, preseutossi il nipote del capi-
che ne fu consapevole Crcgo-
gli eretici, tano della nave s. Giacomo, giovinetto
rio\IIf(F.). La strage fu esagerata, ma che ardeva del desiderio di essere novi-
ricordiamo le innumei abili commesse da- zio della compagnia di Gesìi. Egli fu vi-
gli ugonotti e le loro inaiulite scelleratez- sto allei rare una veste de'trafitti, ed ac-
ze crudelissime e saccheggi; e solo qui di- conciatovisi dentro, mostrarsi in essa; ma
rò ch'essi nelle diverse guerre distrusse- non andò spazio di tempo tra il vederlo
ro 200,000 chiese, uccisero 25G sacerdo- e l'ucciderlo, col gettarlo in mare, e con
ti ei 12 religiose, arsero qoo Ira cillìi e ciò dare in se la maggior prova che po-
villaggi, dierono alle fiamme le relicpiie tesse desiderarsi della sua costanza nella
de'sanli o ne gettarono ne'fiumi le ossa, fede. Questi martiri furono subito ono-
abbatterono sepolcri de'Papi avignotie-
i rati come tali, non solo in Europa, ma
si, comedi Clemente V e Clemente \'l, ueiriiidieancora,ed inUoina specialmen-
ilc'cardinali, dt'sovrani e altri, e ne spar- te per molli anni, finché pubblicali i de-
sero le ceneri al vento per ludibrio; di che creti d'Urbano Vili, si credette erronea-
sono piene le storie sanguinoleuli e cru- melile che anco il loro cullo lussc coni-
V 1

UGO UGO i3
preso nella proibizione data tla quel Pa- altro capitanato da Saporoso Mattouoci.
pa ili venerare i non beatificali soleuiie Morto nel 1 T74 Carlo X,gli successe 1mi-
I

uicMite. bitcnotlo perciò il culto in llo- rico 111 suo lialello, per cui in seguito di
ma e altrove, si die poi da Benedetto XI (]ue-.ti il re di l\ìi varrà divenne erede pre-
il solenne giudizio, constare del mar li- suntivo. Il nuovo re per pacificare la Fran-
rio e (L'Ila causa del martirio de' Qua- cia accordò agli ugonotti con un 5." editto
ranta Mar tiri, e potersi procedere avan- di pacificazione il libero esercizio di loro
ti. Ma essendosi ultimamente osservato eretica religione con disposizioni larghis-
cbe questa causa non era compresa ne' sime. cattolici altamente ne mormora-
I

casi eccettuati da Uibano Vili, cbiese la rono, e diversi grandi ne appoggiirono le


società di Gesù che fosse restituito a'suoi lagnanze, e quando si videro potenti for-
Quaranta Martiri quel cullo che già si marono la famosa e formid ibiie Le^a
era loro dato per l'uMianzi, e l'ottenne Cattolica segreta, sotto il pretesto di di-
per decido della s. coiii^regazione de'riti fendere la religione e di escludere did tro-
dei^li8 aprile 854, confermato r
I mag- I i no l'eretico re di Navarra. La forinola del-
gio dal Papa Pio X, per cui fiu'uno reui-
I l'unione do vea essere sottoscritta in nome
tegrali all'onore del c(dto pubblico. Già della ss. Trinità, tutti impegnandosi con
le nobili penne de'gesuiti i p[). Dartolie giuramento di vivere e morire nella lega,
Cordiira ne aveaoo narrata la storia del per l'onore e pel ristabilimento della re-
martirio, celebrando s\ intrepidi confes- ligione, e per la conservazione del vero
sori della fede.Domenica iq novembre culto di Dio, che osservava la s. Chiesa
i8j4 '^ compagnia di Gesìi in Roma e romana. Allostrepitochefecequesta nuo-
Qella sua nobilissima chiesa del ss. Gesù va unione, si cominciò a maltrattare gli
solennemente celebrò la festa di questi ugonotii nelle provincie più vicine alla
ss. Quaranta Martiri gesuiti, l'immagini corte, e tosto di venne cotanto possente che
de'(piali pendevano in altrettanti (puuiii il re fu obbligato a dichiararsene capo, on-
dalle pareli dell'angusto tempio pouipo- de nell'assemblea degli Stati nel IjG fu 1

samenle per tale circostanza ortiato e il- risoluto, non doversi avere nel regno che
luminato da migliaia di ceri. A mezzo la una sola religione, cioè l'apostolica roma
messa pontificale il p. Cacciari barnabi- na. Così la guerra riprese 1 suoi furori, a-
ta ne disse l'eloquente panegirica orazio- limentata dagli emissari e predicatori del-
ne, come riportano il n.°267 del Gior- la lega, raccomandando a'pO()oli i prin-
nale di Rullili, e la Cii'iltà Cattolica, ie- cipi Guisa Lorena zelanti difensori del-
di
ne 2.', t. 6, p. 573, t. 8, p. 569. la fede de'loro antenati: gran fjutore del-
Tornando a Carlo IX, ricevè da Gre- la lega era Filippo II re di Spa'^na;\vAGn-
gorio XI II lo Stocco e berrettone ducale te cattolico ed acerrimo nemico dell'e-
benedetti ( f .j,^cconi\o il p. Malfei si paci- resia. L'occulta idea di questi maneggi
ficò cogli ugonotti, al dire di altri levò 3 ar- era diretta a porre tali principi in credi-
mate contro di loro; ma i protestauli le to dovuiK[ue, e a disprezzare il re, la fa-
adiontarono dappertutto, resi iuvincibili miglia reale e l'erede del trono Enrico 1 1

dal furore e dalla disperazione, e ca[)ita- ugonotto, tale divenuto dopo la morte
nati da Enrico III re di Navarra e dal suo del duca d'Alencon fratello del re, ma i

zio o cugino piincipe di Condè, che già cattolici noi volevano. Enrico III re di
assolti da Gregorio XIII erano tornati al- Francia tutto sapeva, ma abbandonato
Aumentandosi gli ugonotti nella
l'eresia. alla mollezza lasciava fare. Tutta volta in-
Provenza, Gregorio XI 11 spedì a difesa di viò duca d'Epernon a Enrico III re di
il

Avigiioue e del Venaissinn il general IVa varrà per impegnarlo a rientrare nella
Rlailinengo con un corpo di milizie; ed religione callolica, e così dare un colpo
24 UGO UGO
11101 tale al partilo de* protestanti ; ma il Cloiid, nìorendo allaccialo dal monìloiio
Boi hotie volle restare ugonotto, ed cai- i e sc<jrniHiica intimatagli da Sisto V. Cos\
lolici trepidarono che la Francia fosse terminò il ramo di Valois di dominare la

per cadere in mano degli eretici. Tanto Francia. Enrico Borbone rediNavar-
III

haslò perchè si manifestasse in essi lo spi- ra prese il nome di Enrico IV re di Fran*


rito di rihellione contro il re che menava eia, giurò di mantenere la religione catto-
vila poco degna del suograilo. Finalmen- lica in tnlla la sua purità, tollerando l'e-
ie il re s'accorse che avea da fare co'Gui- sercizio di quella de' suoi ugonotti nelle
sa, più che co'piotestanti, per cui proibì città da loro occupate, in virlìidel tratta-
le confederazioni e la leva di truppe. In to fatto col re defunto. Il ducadi Mayen-
"vece la lega proseguì ad ammassar gente, ne in vece, quale luogotenente del regno,
e costrinse il re a proibire l'esercizio d'o- fece proclamare re di Francia il vecchio
gni «Tltra religione, ad eccezione della cai- cardinal di Borbone zio d'Enrico IV, col
tolica, annullando le precedenti conces- nome Carlo X: e la Sorbona dichiarò,
di
sioni fatte a favore degli ugonotti. Allo- che non poteva ubbidire a Enrico IV,
si

ra Papa Sisto V scomunicò Enrico III re eretico relapso e nemico della Chiesa ;
di Aavarra.GIi ugonotti con questo prin- ed il redi Spagna promise poderosi soc-
cipe, anziché intimidirsi, ricominciarono corsi alla lega. La guerra continuò tra gli
la gnena per tutto il regno, mentre il re ugonotti capitanati da Enrico IV e la le-
di Francia si l'icusò di pubblicarla bolla ga, ma con vario successo; nondimeno
di scon)unica. Essendo il centro della le- molte città e pio vincie lo riconobbero per
ga Parigi, ivi si con)mosse il popolo con- re, il quale finalmente abiurò i suoi errori
tro gli eretici e contro il re, accusalo di e si fece consagrare a Chartres. Il partito
favorirli e di andar d'accordo col redi Na- della lega cominciò a cedere, ad onta che
varrà, ed il re fu costretto per le trame l'aiutasse Papa Gregorio XIV, inviando
ad «iscir dalla città. Si videro a quel lem- in Avignone per generale delle armi Gi-
jio in FranciaS artnate, quella dei re,quel- rolamo Moroni. Frattanto Parigi cede a
Ja della lega e quella degli ugonotti. Nel riconoscei e colla Sorbona Enrico IV, che
I 588 il re, costretto dalle circostanze, di- avendo domandato a' suoi ugonotti se
chiaro con editto, d'impegnarsi al man- poteva salvarsi nella religione romana,
lenimento della leligione cattolica, di di- e ricevuta risposta alfermativa, disse: Sa-
sttiiggere gli ciclici, e inviland(j lutti a rà dunque meglio che io vada in cielo
giurare di non riconoscere per re che un re di Francia, che re soltanto di Navar-
principe cattolico. Fece luogotenente del ra. Si fece istruire nel cattolicismo, abiu-
rcgno Enrico duca di Guisa, e si conti- rò gli errori degli ugonotti, e indi ot-
nuò a fai 111 guerra a' protestanti. Dipoi tenne da Papa Clemente Vili formal-
avvediitosi il re che tutto era servito ad mente l'assolnzione dalle censure. Gli u-
acciescere la potenza del duca, risolvè di gonotti ottennero quindi un editto di pa-
larlo perire, e giudicò con tal mezzo di- cificazione simile a' precedenti, e confer-
ilrnggeie la lega. Il duca fu assassinato a matorio di quello da lui emanalo a Naii'
Blois. e il suo (ialello cardinal Luigi di fc'5 (/'.), che diversi cattolici riguardaro-
Guisa nel dìsiguenle. II loro fialello du- no qual colpo mortale dato alla loro re-
ca di Miiychiie si pose idla lesta della le- ligione. Il fuiatismo dominando ancora
ga divenuta furiosa, mentre la Sorbona alcuni, si Iramòcontrola vitad'Enrico IV,
tliclrarò i sudditi del le .sciolti dal giura- e ne restò vittima neliGio. Nella reggen-
inenlo di fedeltà. Il re di Navarra si olfiì za della vedova IMaria, per la oiinorilà di
alla difesa d'Enrico III redi Francia, il Luigi Xlll (ìglio del ilefuiilo, nel 163?,
quale peiùfu piignalaloncli j8y a Saint- furono Qunfcrmuli gli cdilti di Naules e
U L A U L L 25
quello di pacificazione, a favore degli u- ULARIO o ULIARIO Bartolomeo,
guiiutli o calviiiisli o protestanti ; furono Cardinale. F. Uliario.
loro restituiti i leiupli, ma tolte e demoli- ULDAKICO (s.). F. Udalrico (s.).
te le fortezze che occupavano, luassime la ULFRICO ULRICO. Cardinale.
Hochcllc per opera del celebre cardinal Inglese chiamalo pure Odolorico, da Pa-
riichelieu i.° ministro. Da cjucl tempo il squale Il fu creato cardinale prete, e nel
{)artilu degli eretici scemò sensibilmente I 107 legato apostolico in Inghilterra, ove
in Francia; cna essendosi ribelliti, Luigi col permesso del Papa accordò il sagro
XIV nel G8 annullò e revocò l'editto
I ji pallio a Tommaso eletto arcivescovo di
di Nantes pubblicato dal suo avo, ed im- York e suo collega nella legazione, A per-
piegò la dolcezza e la severità per riuni- suasione di questi, e ad istanza di Mal-
re i calvinisti o protestanti o ugonotti del col m 111 re di Scozia, consagrò l' inglese
suo regno alla Chiesa romana. Allorquan- Turgello e abbate del monastero Duncli-
do il re avea cominciato a i idurre gli ere- ineuse,in arcivescovoe primaledella chie-
tici a termine di detto editto avea loro sa di Sani' Andrea nel regno di Scozia.
distrutti 4oo templi non compresi in es- Questa legazione viene ricordata quasi
so, e dopo la revoca spianò i superstiti^ da lutti gli storici inglesi. Io però noterò,
coslringeiiiluli o ad abbandonar la setta o che essendo Malcolm III morto nel oq3, i

il regno, per cut lasciarono la Francia pare che ad Urbano II debba riportarsi
quasi un milione d'eretici d'ogni sesso, l'esaltazione d'Ulfrico e la spedizione in
sebbene molli restarono come convertiti Inghilterra, se pure non furono due, lai."
alla vera fede. Tuttavia e di nascosto re- d'Urbano 11, la 2.'^ di Pasquale II.

starono in Francia molti calvinisti; si con- ULFRIDO o WOLFRIDO (s.), ve-


tinuò a cercarli, e si procurò di guada- scovo in Isvezia, martire. Dopo avere e-
gnarli in tutte le possibili maniere, aiiìu- dificata colle sue virtù, illustrata colla
che rientrassero nel seno della Chiesa. I sua scienza, ed ammaestrata colla sua
principi protestanti si affaticarono in prò predicazione l'Inghilterra sua patria, va-
loro nella pace d'Uliechl, ed ottennero la licò il mare per annunziare il Vangelo ne*
libertà a quelli eh' erano nelle prigioni. paesi settentrionali di Alemagna, e po-
NullamenuLuigi XIV non rallentò il suo scia nella Svezia, eh' era allora governata
una dichiarazio-
zelo religioso, e pubblicò dal pio Olao 11, il quale fu il primo che
ne, che vietò a'calvinisti d'uscire da'suoi prese il titolo di re di Svezia. 1 discorsi
slati, ed a' rifugiati altrove di rientrarvi, e gli esempi di Ulfrido vi produssero me-
senza una particolare licenza, lununiera* ravigliosi successi. Innalzato all' episco-
bill poi furono i disastrosi danni patiti pato, applicossi con fervido zelo a spar-
dalla Francia, perla funesta introduzio- gere d'ogni parte la luce della fede. Uà
ne della pretesa riforma, la quale rinno- giorno, dopo aver predicato con somma
vò un complesso di errori, già condan- veemenza contro l'empietà dell'idolatria,
nati ne' primi secoli della Chiesa. Luigi prese una scure per gettare a pezzi il
XVI feceaicuiieconcessioni a' Pfotcs tan- grande idolo del paese chiamato Tars-
ti, e poco dopo fu proclamata iu Francia lans Thor. Quantunque egli fosse sor
la toileianza, e la libertà di coscienza e de* stenulo dall' autorità del re, i pagani in-
culli. ferociti lo investirono e lo uccisero sul
ULADIMIRIA. F. Wladimiru. momento. Ciò avvenne nel 1028, e la suc|
ULADIMIKO o WLADIMIRO (s.), niemuiia si celebra il i8 di gennaio.
granduca di iaissia. f" . IIomano (s.), e ULIARIO Bartolomeo, Cardinale.
PiUSSIA. V , Oleario.
ULADISLAVIA. /'. WtADlSLAVJ.!. ULLA, L llilana. Sede vescovile del?
9.6 ULP UM A
l'Africa nella provincia Proconsolare, sot- fiume Misno, alla sinistra del Potenza,

to la metropoli di Cartagine. Ebbe a ve- cioè fra (piesto ed Ancona, vale a dire i
scovi Ireneo, che frovossi al concilio di pochi avanzi dell'antica e già vasta città,
Cartagine del 2 55; e Qaodvultdeus, che esistono nel declivio mesidionale del
iDiiiidalo in esilio da Umieiioo re de'van- Monte Cancro già Cumero in vicinanza
dali nel 4'^4 P^'" """ aver voluto sotto- al mare. IMinio, Mela ed altri la dicono
scrivere l'erronee pro[)0>izioni de' dona- sul lido fra le città d'Ancona, e Potenza
tisti nella conferenza di Cartagine. Mor- (/'.); e fra Ancona e Potenza sta ancora
celli, Jfr. ChrA.x. Antonino e nella tavola
negl' itinerari d'
ULPIANO («,), martire. Giovine cri- Peulingeriana, quale dopo IVuniana, la

stiano di Tiro nella Feinoiii, il quale in- antico nome d'Umana (diversa da Nova-
coraggiato dall'esempio di s. Appiano e na oggi Civitanova, tli cui nel voi. XL,
di molli altri martiri di Cesarea nella p. 24^)1 [ninia di Potenza o Pollenza se-
Palestina del 3o6, durante la persecuzio- gna il fimne Musone. Comechè di là da
ne di Galerio Massimiano, confessò in- tal fimne, pretende il Falteschi, Memo-
trepidamente Gesù Cristo dinanzi ad Ur- rie del ducato di Spoleto, p. 8 ,che non 1 r

biino governatore della provincia. Solftì sia appartenutaal Piceno (f^.)- In vece

con inalterabile fermezza i colpi di sfer- altri piovano che fece parte del Piceno

za e la tortura del cavalletto, dopo di che Annoniuio, e della Pentapoli[f^.) uiarit-


cucito in un sacco di cuoio con un cane lima Picena e insieme della Marca, aller-
ed un aspide, fu gettato in mare. E men- mandolo ancora il Compagnoni, La Reg-
zion.ito nel martirologio romano a' 3 di gia Picena,^. Sei 9, anzi dicendo le chie-
I

aprile. se che la componevano più insigni della

ULI'JANO, Ulpiniuini.Seiìe vescovile provincia e in particolare 1' Humanate.


della provincia di Dardania nell'esarca- Nella chiesa priorale e matrice di s. Gio.
to di Ddcia, sotto la metropoli di Scopia Ballista, concattedrale del vescovato An-
o Scupi già nella Servio, eretta nel IV se- conitano, vi è il fonte battesimale. Nella
colo, diocesi dell' llliria orientale. L'ini- propria sua chiesa si venera la celebre e
peratore Giustiniano 1 la rifabbricò e le prodigiosa immagine del ss. Crocifìsso, al-
tliè il tìomedi Ginstiiiiana seconda, [>ev- la cui venerazione i fedeli accorrono d'o-
cliè l' imperatore Giustino 1 suo zio era gni parte in sagro pellegrinaggio; antica-
nato in questa città; indi fu cliianiata Fri- luenlesi custodiva in una cappella dell'an-
zcrcn. Si conoscono due vescovi: Mace- tica cattedrale, cheperl con essa, epoi nel-
donio che sottoscrisse la lettera del con- la nuova, la quale pure andò diroccala,
cilio di Sardica nel 347 ""*^ chiese, e Pao- per cui il municipio <!' Ancona gli eresse
lo che sottoscrisse al decreto di Papa Vi- la sua chiesa. Quest'insigne simulacro è
gilio, relativo a'famosi Ti'c Capitoli. O- impro[>riamei)te denominato il ss. Croce-
ìieiis Clir. t. a, p. 3oo. fisso di Sirolo, dal paese posteriore e su-
UMANA {IIuma/ì).C\l\.l\ vescovile del- periormente costruito. Per essere dìruta
la Marca (/'.) nella delegazione d' y7/<- l'antica Umana, così la ss. Immagine seb-
t'o/2<^/, concatledrale della sede vescovile bene ivi è tuttora venerata come antica-
ili tal nome,il cui comune è soggetto al mente, nondimeno si ihsse ih Sirolo, dal
distretto omonimo, come si legge nel Ili- castello e grossa terra chiusa da mura,
parlo territoriale dello Stato Pontifì- posta in buona positura net territorio di
cio, ed ora abitala da circa i65o indivi- sua diocesi e da lei separato a brevissiima
dui. E distante 5 leghe al sud-est d'Anco- distanza, dopoché Umana divenuta bor-
na, come riferisce l' avv. Castellano, si- gata si riputò un villaggio appudiato di
tuata al di la del Musone o Muscioue, o Sirolo. 11 ss. Crocefisso si venerava nella
U M A U M A 27
(liiesa Ji padronato del comune d'Anco- ficazioni del loro alletlo. II cardinal Bu-
na, diii'.to the gli confermò Pio IV nel falini vi costruì un palazzo per se e i suoi

I 565 colla hoWaConsuevil intcrduni. Ma successori, onde vi si recarono spesso e


essendo vecchia il municipio anconitano anche in villeggiatura diversi vescovi, fra'
costruì niagniflcamenle ratinale, e con quali vi morirono i cardinali Ranuzzi e
solenne ceiemonia vi trasportò il ss. Cro- INembi ini; quest'ultimo, oltre altri argo-
cefisso a' I 3 ottobre 506. Questa vene- 1 menti di beneficenza alla chiesa tlella par-

rabile iiiunagineèinfagliata in legno vec- rocchia ed a'cittadini, valer fece i suoi uf-
chio e fu già ornala d'argento e orojèin- fici presso il governo perchè grossi maci-

leia nella persona esprimente il Salvato- gni alfondali a guisa di molo, fuorviasse-
le, che di statura vantaggiosa mostra le ro la violenta correntia del mare che por-
sembianze di uomo vivente e vigoroso : tava disertamento al lido: di più con sua
lia apei ti gli occhi, rara la barba, scrinati autorità protesse libero da ogni imposta
e lunghi i capelli. E coniilto nella Croce iltrasporto e l'uso delle pietre cadute dal
immessa, senza Tilolo e con 4 Chioili, Conerò, generosamente im[)iegò gravissi-
due alle mani e due a'piedi; un pannicel- me spese per migliorare i beni della men-
lo loggiato nel medesimo legno gli scende sa vescovile nel territorio, per sottrarli
dalla metà del suo nudo corpo verso le al pericolo di soverchianti fiumane e ma-
ginocchia non ha suppedaneo, non fe-
: ree, per riparare in meno disagiale case i

rita nel petto, non corona tii Spine sul loro coloni. Il vescovo cardinal Cadoliui,
ca[)o, ma ornato di diailema.Gli si dà una a flivoie <lelle fanciulle |)Oveie, con suo
origine reniota, ed è celebrata tra le più per pel uo sussidio stabi lì annue doli di SCU'
vetuste immagini prodigiose del ss. Ciò- di 5. La detta chiesa m-.itrice è senza ca-
I

et/isso, insigne per divozione pubblica, pitolo, almeno do[)0 il a 397 circa, dalla

illustre per prodigi, e visitato pressoché quale epoca ce^^ò il collegio canonicale,
ila rpicuili andavano in pio pellegrinaggio ch'era [):ù antico (lell'anconilano, ed ebbe
al santuario di Loreto. Del resto si può pure le dignità di arciprete, arciiliaconoe
leggere Raccolta di nienioric e noti-
la primieerio. Verso ih 3oo si fonnava del-

zie istoriche appailencnti al ss. Croce- l'arcidiacono, di 7 canonici e di 3 preben-


fìsso d'Umana did. Carlo l'iergcnlili, dali. L'antica caltedrale era sotto l'invo-
Ancona pel F\^rri 1798. Neh 8oo fu ri- cazione di s. Maria Assunta in cielo, sino
stampata dal Sartori in Loreto con ag- al secolo XIV, e neh 3oo si nomina la Ca-
giunte e col titolo: Relazione isLorica del- nonica di s. Palazia, illuitre mai tire an-
ia lìdracolosa immagine del ss. Croce- conitana che gli umauali elessero a pro-
fisso d' Umana. Qualunque fu la condi- tettrice insieme a s. Gio. Battista, e decre-
iione d'Umana, non mai essa cessò in di- tarono festivo e solenne il suo giorno an-
ritto e in fatto grado di il città, né mai tra- niversario. Tale titolo dalo o aggiunto a
lasciò di chiamarla città il comune d'An- quello della cattedrale, forse derivò dal-
cona. Peiciò Pio VII componendo ad or- l'avere a s. Palazia erclla una cap[)ella nel-
dine novello i niunicipii pontificii leattri- la medesima e probabilmente la canonica
buì un gonfaloniere, l'albo de'uobili e gli orale adiacente; mentre al dire del Co-
ullii priviUgi diesi appartengono a città. lucci anche il collegio canonicale d'Uma-
Quanti» ul gonlulomerato conviene tener na vi-,se nella canonica col vescovo vita
piesente la legge sulle comuni emanala comune aulicamente. Pare che neh 338
dal Papa regnante^ di cui parlai nel voi. non j)iù esistesse, diroccala nella sciagura
LV, p.25o. 1 vescovi d'Ancona, dacché da i)ochi anni avvenuta. Allota il vescovo
riassunsero 1'
antico titolo d' Umana, la BuoninconUo in-amava costruirla di imo-

privilegiarono di maggiori e speciali signi- vo, e invitò alla pia opera i fede'icou gra-
a8 U M A. UMA
7Ìe spirituali impellale da Betietlelto XII. so utilissimo, con pena uoa posso profit-
INoii potè eir«;lluarlae nemmeno i succes- lanie interamente, pei* la qualità ili mia
soli, poiché il feroce fr. Monreale portò opera e pel ristielto spazio di questo ge-
iil colmo la desolazione dell' alililta città, nere d'articoli che non couipoilauo par-
iìeujbra che nel i
897 già esistesse la chic- ticolafi dettagli, ma solamente e in breve
sa parrocchiale di s. Giovanni Battista, scieglierne il più opportuno al mio scopo,
presso la torre la quale di presente fron- La modestia virtuosa dell'autore neasco-
Ceggia mare neirestrema punta del col-
il se nome, tuttavia mi è noto ch'è il de-
il

le d'Umana. Nel i656 scaduta talechie- giioerispettabile mg.' Lorenzo Barili pri-
sa, si trasferì l'uffìziatura e la sede della inicerio della cattedrale d' Ancona, e di
parrocchia a quella della confraternita del [)resente delegato apostolico in missione
ss. SagramenlOjChe verso 1680 povera- il straordinaria della Fede di
s. Sede, a s.

luentesiristoiòe poifu demolita neh 735. Bugola Nuova Granata nell'Ameri-


nella
Allora venne edificata l'odierna chiesa ca meridionale. Il eh. scrittore enumera
di s. Gio. Ballista, il cui zelante parroco ancora le chiese della diocesi, alcune delle
ha animo d'ampiarla con più decoro,
in quali furono soggette a'monaci, ad altri

e rispondente alla aumentala popolazicnie religiosi ed alle monache. Ma nel Monle


calla miglior condizione della città, a ven- Conerò, piucchè in altro luogo della dio-
do già generosamente formato un monte cesid'Umana, prosperò la vita eremitica
(lipietà a benefizio de'po veri. Per aver al- e monastica, onde riferisce belìi cenni cro-
cuue divote persone collocato nell'altare uologici sugli eremi o monasteri di s. Be-
a destra il quadro di s. Filomena, bendi- nedetlo e di s. Pielro, di cui ne ricaverò
pinlo dal conte Godeardo Bonarelli an- un sunto. Lesolitudini del Conerò da lem-
couilano, a questi il benemerito parroco pò antecedente il 1000 accolsero monaci
per la commise quadri e-
stessa chiesa i di s. Benedetto ne'suoi gioghi, che iniiue-
sprimenti Redentore che mostra ilsagro
il diati sovrastano l'Adriatico, ed in diversi
suo Cuore, e la predicazione del s. Pre- tempi die ricetto a romiti, che senza ap-
cursore, egregiamente eseguita. Umana partenere al alcun istituto regolare, ama-
ebbe altre chiese, come di s. Magno, di s. vano di vivere almeno per qualche teni-
Calerina, di Anna, lo mi vado giovan-
s. pò con se ineilesiinì e con Dio, lontani
do dell'opuscolo: Lellcra del Sommo dall' umane passioni. Nelio38 un luogo
Ponleflce Benedcllo XlPa mgJ'Nicola delle appendici di quel monte era coao-
Manciiiforte circa il do'>>er riassumere e scinto col nome di Pietra dell Abbate,
litencre il titolo di P'esco%>o d'Ancona e pel monastero ch'era vi stato, avente vi-
d' Linana. Si aggiungono annotazio/ii, cina la chieda di s. Benedetto a forma di
illustrazioni e documenti inediti sulla grotta, con celle formate dalla natura e
serie de' /escoi'i esuW antichità Nunia- dall'arte nella rupe, dette le grotte di s.

//, Ancona per Sarlorj Cherubini i856. Benedetto, argomento di vita eremitica.
Egli è questo un di que'libri non grandi In detto anno vi simo- ristorò la regola
di mole (di pag. 72 circa quasi in 8.°), ma
1 nastica, poiché Ugo di Mezone eoa
i conti
elle contiene un bel saggio di dotta, dili- Adelasia sua donna, Amezoue di Mauri-
gente e accurata storia critica, illustrala zio, ed Ulfredo d'altro Amezonedonarono
da inolle[)lice erudizione, ed egregiamen- la chiesa di s. Pietro posta nella sommità
te alla a chiarire la storia civile e preci- tlel .Monte Conerò, e la chiesa di s. Be-
puumente l'ecclesiaslica d'Umana, inclu- nedetlo e le grotte all'abbate Guimezone
tiiv.iinenlc al tesoro che possiede ossia il per istituirvi un monastero di uomini che
b.iiitnario del Ss. Ciocelìsso. Mentre ne alteiulessero al servizio di Dio e alla pre-
UUUuii'O e prej^iu il suo mento e cumples- ghiera, con 3 t 5 luoggia di Icircuo. Nuu
UM A U M A 9.9
è finora certo se l'alfuale chiesa di s. Pie- cede a*3o novembre 1 52. i il romitorio che
tro del Conerò sia la ricci data, certamen- erasi formato sul Conerò, ove avendo fat-
teappariscono de'ieslauri posteriori. La to ritorno confermò lace«siotie a'5 dicem-
i^oveinaiono vari abbati, ed Papi comin- i bre. Cosi l'eremo di s. Benedetto fu il 4-"
ciando da Bonifacio IX dierono in com- fra quelli che composero la nuova congre-
menda l'abbazia, ed Eugenio IV la coiiCe- gazione diCamaldolesi F.rc!iìilì(r.)i\e\.-
Vi al b. Antonio Fatati, poi vescovo distia ta poi di Monic Corona, dal primario e-
patria Ancona. Narrano i cronisti,cheqiiel remo della cnedesinia situato nella dele-
servo di Dio invitasse gli eremiti camal- gazione di Perugia [T.). 11 b. (Viustiniani
dolesi di Val di Castro nel monastero del volle tosto abitarlo, ma subito fu trava-
Conerò, a cui voleva trasmettere tutte le gliato da grave tribolazione, per le mi-
rendile, per ritornarlo all'antica discipli- nacce, ingiiuie e danni che gli fecero i gon-
na, ma non accettarono. L'abbazia di s. zaghiani stabiliti in s. Pietro, che di mal
Pietro venne quindi considerata di giu- animo videro ordinarsi un chiostro d'e-
risdizione episcopale, ed Innocenzo Vili remiti in luogo già apparlenuto al l((ro

nel i4B41a congiunse perpetuamente al monastero. Studiandosi gonzaghiani di i

vescovato d'Ancona ed Umana, e poscia costringere gli eremiti camaldolesi ad ab-


il monastero di s. Pietro fu dato ad alcu- bandonare il Conerò, li calunniarono iti

ni eremiti di s.Gonzaga e per-


Maria di vicario generale del vescovo, e da lui nel
ciò detti Gonzaghiani, onde ridurlo a ro- Seguente dicembre ottennero l'intimazio-
mitorio sottoil nome di S.Girolamo. Quan- ne di prontamente partire. Per allora noi»
to alla chiesa e grotte di s. Benedetto, vi partirono, per essersi opposti il giudice
si rifugiò la divota donna Nicolosa per (Iella curia generale della Marca e il co-
compiervi i suoi giorni colla figlia, e pare mune d'Ancona, ed intanto il b. Giusti-
eh' esse vivessero nel secolo XV. Alcuni niani per privilegio pcjntificio istituiva i

chiamano beata IVicolosa, e dicono che vi suoi romitorii e perciò iuimediatameiile


menò grandissima penitenza per moltis- dipendenti dalla s. Sede. Dio volendo por-
simi antii, e dopo la di lei morte, la stia re a difficile prova
la virlìi del suo servo,

figlia chiamata collo stesso nome vi con- permi>e che nonostante e ad onta di sua
dusse vita solitaria per molti anni, finché innocenza fosse carcerato prima in Anco-
giunta ad età decrepita tornò nella città. na e poi in Macerata, esolo potè uscir dal-
Forse non più spettando all'abbazia di s. la prigione a patto d'abbandonar le grol-
Pietro, richiese il luogo al comune d'An- le di s. Benedetto, donando le celle per
cona d. Desiderio di IVapoli cassinese, poi gratitudinea Leonardo Bonarelli. Però il

libero eremita per pontificia dispensa; fu cardinal protettore degli eremiti camal-
esaudito, con facolià di abitarvi co'r.om- dolesi, pe'suoi richiami riconosciutasi la
pagni, e di fabbricarvi celle e orli. Frate persecuzione patita dal b. Giustiniani e
Desiderio costruì di fatto alcune celle e for- compagni, e la loro intera innocenza, ven-
mò un sufficiente romitorio, per se e per nero reintegrati colla restituzione delle
alcuni de'suoi colleghi. Ma avendo udito grotte di s.BenedettOjOve il beato neh 524
come Paolo Giustiniani uscito da Ca-
il b. tenne il i.° capitolo generale di sua con-
maldoli di Toscana, istituiva per le vicine gregazione; e nel i SSg il comune d'Anco-
Provincie e pel Piceno romitori! assai esem- na confermò a'calinadolesi le concessioni
plari e disciplinati secondo le norme di s. già fu Ile a fr. Desiderio. Il fuoco neh 558
Romualdo, fondatore della celebre e be- devastò parte della chiesa di s. Pietro, per
nemerita congregazione de' C^w/rt/r/o/c.v/, cui i gonzaghiani l'abbandonarono, ed il

andò a visitarlo nelle Grotte di IMassaccio. vescovo de Lucchis ih ." agosto i 559 col
Ivi riunendosi co'suoi al di lui istituto, gli monastero la donò agli ercuiili cumuldo-
3o U J\I A. UM A
lesi delle grolle tli s. Benedetto; perciò i edificali di pietre quadrate, e per esser
diieeiemi furono iiunili,confeitnHndo la tutto tempio coperto da 3 volte soste-
il

donazione Pio IV a' 5 marzoi56o. Pare nute da alle, tonde e fermissime colonne.

che propriamente nel 062 siasi ftjrmata i Il coro ho alcuni belli lavori di tarsia e-

]a nuova comunità religiosa dell'eieinodi se"uili dal valente artefice Antonio Casa-
s. Pietro, il cui ."priore fu d. Pioduifo da
t ri anconitano, e con l'altare mnggiore sie-

Verona: nell'eremo di s. Benedetto resta- de sopra una volta alquantoelevata, sot-


rono due eremiti e il priore fino al G06. 1 to la quale è la divolissima cappella d(d-
Per un iscoscendimento del Concio nel la B. Vergine. La chiesa in ogni parte ri

in are,delle celle incava te nel sasso ne resta- splende d'un nitore, che ispira ne'visitauti
no sufficienti vestigi, oltre la chiesa che, profonda venerazione. Di Umana, narra-
non sembrando moltoanlica, si ciedeche no il Castellano e Calindri, che ha il suo
forse la fabbricasse fr.Desiderioo il b.Giu- territorio in colle e in piano, con paese
sliniani. Il vescovo de Lucchis nell'atto di fornito di competenti Che i fabbricati.
concessione pure abbate di s.
s' intitola dintorni abbondano di boschetti di cor-
Pietro, e dice l'abbazia perpetuamente u- bezzolo, quali danno alla campagna gra-
i

nila al vescovatod'Anconn, con altrecon- zioso aspetto quando son carichi delle sue
dizioni, e siccome donò pure una porzione frutta; e che di tratto in tratto vi sono sco-
di selva, iiigiunsea'reiigiosi di pregai-eper perte copiose antichità della vetusta Nu-
l'anima sua e degli altri vescovi d'Anco- niana restate sepolte. Dopo le franchigie
na. Gli eremiti camaldolesi ben presto ri- di commercio decretate a fdvore d'Anco-
storarono la chiesa di s. Pietro, massime na nel 1732 da Clemente Xn,per conser-
verso il coro, ed aggiunsero altre fabbri- vare il miglior porto della costa italica
che, vonendoconsagrala in onore de'l'rin- dell'Adriatico allo stato pontilìcio, e rifio-
cipi degli Apostoli a' i4 agostoiGTi dal rirlo colle frequenti navigazioni e traf-

vescovo Luigi Gallo. Questo religio-oe^o- fici abbondanti, l'agricoltura del contado
lilario eremo è sulla foggia degli altri ca- e del Piceno lutto, molto se ne vantaggiò;
maldolesi, con anguste celle, deliziosi via- ed Umana a poco a poco disboscò suoi i

li, oialorii e giardini; e sebbene ne'piiiui campi, Coni vò le acqui- che v'impaluda-

anni del corrente secolo, nella sop[)ressio- vano e li restituì alla loro fertilità. In essi

ne degli ordini regolari, fu rivolto ad al- furono già alcune saline, e ne'secoli XV^l
tro uso, appena ripristinalo tornò a san- e XVII molto si adopera vano pe' pascoli.

tamente fiorire. I venerandi e ben amati Ora col Colucci, bulichila Picene, l. 10,
religiosisono encomiali pure per aver li- p. 139: Delle antichità di Ntinia un, i\\-

berato con molla intelligenza dell'aite, da 1 ò di queste e delle successive notizie civi-
inutili ed ineleganti ingombri in diversi li ed ecclesiastiche, procedendo pure con
tempi aggiunti con danno della ^imtnetria mg.' Harili e con altri.

e senza riguardo alcuno allo stile dil mo- Xuniaiut fu il vero nome antico di que-
numento, ciocché d'antico ancora resiste sta illustre e antichissima città del Piceno,
alla diuturna età nella chiesa di s. Pietro, e niuna questione su di ciò nascerebbe se
sì per aver provveduto a ristorare ed ulli- non si trovasse ora col nome &\ YitniancJ
ciare qualche volta in ciascun anno l'altra ed ora con quello di lliuiìana. Ciò plau-
di s. Benedetto, ed a mantenere le memo- bibiluiente avvenne pel cambiamentoilel-
rie del I
." luogo che là il b. Giustiniani il- l'iniziale N \n If, viziatura che il (^otncci
lustrò colle sue virili e specialmente colla dichiara succeduta dopo il secolo Vili,
pazienza. La chiesa di s. Pietro è prege- congettura appoggiata su docimienti; ma
vole per l'arte architellonica antica per- osserva mg." Dardi, che siccouit? innanzi
fetta, per la solidità degli estremi muri ipiel secolo il vescovo dUuiuna si sotto-
-

V M A U M X 3 1

scrisse al concilio romano del 649 Grr- ìc \<icv\7.\nu'\ni\l\c\ìc ih fumana, ì\e\\e([u!v


ni/7/ìiixIlni>}a(cu.<;ìs,cab\ì'\\oixMiiHìn\i.\ìe li è rninlificala niuiiiiipio col suo pnlto-
volla il nome primiero sino al secolo XI, no ecmalore. I confini tlel tenitoiio di
poiché s. Pier Dìtmiani nel suo Opuscolo Numana erano Potenza, il mare Adria
XVI scritto circa il I o^!, chiama Guido tico, Ancona e Osimo, e poi circoscrissero

/inisrojìiim Nuiiianuni, ed il successore pure la sua iliocesi. La sua decadenza i;

Guglielmo segnò gii alti del concilio ro- annienlauicuto di sue grandezz-e, Coluc-
mano del 107 dicendosi
1 /''pì-ycopii.', IVii- ci pili che dalle ormi nemiche la fa deri-

viamis. Quindi in tempi postei ieri con vare dal mare, il (piale avanzatosi stra-
vocabolo italiano fu detta l iiuma.Sw^n ordinariamente verso la spiagi^ia, è fama
quasi sul luogo medesimo ove ora è [)0Sta, comune che l'ahbia in gran parie assor-
fra le città litorali di Potenza e Ancona, hila, e se ne vedono fra le onde; l'niseri i

cioè circa 3 miglia più in là dalla foce del avanzi; altri gravissimi danni Numana li

JVIuscione, dove ne a[)pariscono gli avnn- ricevè da'distacchi di terra seguiti dallo
zi, altri essendo stati coperti dal mare. t\j più alte prominenze e rovesciatisi addosso
fondala da'sicnli primitivi, come attesta per in partesdiiacciarla e sep[)cllirla. Dei-
Plinio: Numana a Sicidis condita, ab iis- l'antichità di Numana restano appena po-
dem colonia ancona apposita proinon- chi e piccoli segni ed avanzi ; tra le cose

torio Citmero. I)\ce mg.' Barili che loSpe rinvenute negli scavi, notano una bella
si

ciali ne dedusse che Ancona fu colonia di Sfinge d'alabastro, corniole, cammei, e


Numana, ma Plinio chiaramente scrive monete d'ogni modulo sì di bronzo che
essersi fabbricale da'medesimi siculi Nu- d'argento. Crede Colucci, che gli esistenti

mana ed Ancona. E siccome egli avea il castelli di Sirolo e di Camerano apparte


proposito di far menzione di tutte le co- nessero a Numana, edificati da'numanesi
Ionieromane, così ilisse Ancona colonia, come vici o pagi. Ne'primi secoli dell'era
perchè era una di quelle, conie Numana coirente, Numana appartenne al Piceno
era municipio. RammtMilò poi Numana suburbicario, alla Pentapoli marittima,
prima d'Ancona, perchè la sua descrizio- e poi alla Marca d' Ancona di cui segui
ne del Piceno movendo dal fiume Pesca- i A'tempidi Pelagio del 555 tra'
desliui. I

ra con ordinato progresso giunge sino Patrimoni della s. Sede (/•'.) già com-
all'Esio. Numana fu dell'ordine dell'allre preudevasi rpiello del Piceno, fjrmalo
consimili città l'icene, tra le piìi ragguar- principalmente nelle possessioni esistenti
devoli e cospicue, e restò libera fino alla ne'territorii diNumana, Ancona e Osimo,
resa de'picenia'romani, e non soggetta ad componenti più masse, |)iii fondi e pode-
alcun altro per molti secoli sino al 4^6 ri insieme uniti, e de'quali riferì qualche
di Roma, innanzi alla quale era stata fon- cenno Colucci. E siccome Pelagio l scris-

data, governandosi a repubblica con prò- se lettere a Giuliano vescovo di Cingoli,


prie leggi. Dalla condizione di prefettu- amminislralore o rettore del patrimonio
ra passò alla migliore per gli onori e di- Piceno, insieme al Palrimonium Numa-
ritli di municipio di 2." ordine, come la nnlem, Dernardino Noia illustrò con
così
chiamano le isciizioni,corrispondentecir- 3 dissertazioni stampate in Cingoli nel
caall'esseredi colonia; ed in seguito di ciò, 1767 le 3 pontificie lettere scritte al ve-
niassinie dopo la legge Giulia, acquistò scovo Giuliano, Nel 5^'ò per un fierissi-

anche il diritto di dare il voto ne' roma- mo terremoto, circa le feste del Natale,
Ili comizi, come tutte le altre città itali- precipitò e fu ingoiala dal mare non poca
che, e forse nella tribù Velina acni or- parte di Numana. Ancona pure nefu scon-
dinariamente Irovansi ascritti i cittadini quassala,e non pochi cittadini ne resli-
piceni. Il Colucci riprodusse, come a'tri, rono schiacciati dalle rovine degli edi.'i-
32 UMA U M A
zi: fu allora clie dirupò il Gua-
fianco del uno a quelli d'Ancona e Osimo, non che
sco, che assai più si protendeva nel ma- al Narniese. Anzi il Compagnoni dice che
re. Nel 566 la peste flagellò del pati An- Luitprando mosso dall'ammonizioni di s.
cona e Umana, li Marangoni, flJemorie, Zaccaria,gli restituì quanto avea tolto

di Novana, di s. Marone apostolo del Pi- alla Chiesa, donando di piìi con molte al-

ceno, e varie vicende della provincia, nav- tre città,Ancona, Osimo, Humana dall'e-
la che avendo s. Gregorio II scomunica- sarca Eutichio qualche anno avanti ac-
to l'empio Leone III imperatore de'gre- quistate. Anche 1' Amiani, Memorie dì
ci, per la persecuzione mossa alla ss. /m- Fano, p. 82, parla delle restituite Uma-
magini [V.) e per alternare alla sua vita, na, Ancona e Osimo. Non andò guari che
e sciolti gl'italiani dal giuramento di fe- il nuovo re de' longobardi Astolfo invase
o
dellàeda'tributi, l'eretico principe allea- i Sede e fece stragi nel du-
domini! della s.

tosi con l'ariano Luitprando re de' lon- cato romano. Inutilmente ricorse a luiPa-
gobardi gli commise di marciare su Ro- pa Stefano lì detto 111, che però invocato
ma e di uccidere il Papa. Allora i popoli il poderoso aiuto di Pipino re de'franchi,

dell'Emilia, della Pentapoli e del Piceno questi colle armi obbligò Astolfì) a resti-
nel 729 si sottrassero dal giogo imperia- tuire al Papa l'occupalo, e con ampia do-
le e de'longobardi, e si posero sotto la pro- nazione di altri domini! ingrandì il prin-
tezione e diiesa del romano Pontefice an- cipato temporale della romana Chiesa.
che nel dominio temporale; e per tale Però Astolfo si ritenne alcune città, fra le
spontanea dedizione \a Sovranità della s. quali Umana, Ancona e Osimo co' loro
Sede (T .) ?iC(\u\s.\o'\\ dominio temporale terriloi ii, che Desiderio promise nel 706
delle memorale provincie, e specialmen- restituire al Papa se contribuiva al suo
te del ducato 3Iarca
di Spoleto e della innalzamento; e sebbene ottenne il regno,
per eguale spontanea dedizione. Raccon- non elle! tuo il convenuto, violando la da-
ta Compagnoni, che già la Pentapoli, eoa ta ftde. Ciò manifesta che Umana era an-
Favenna, era insorta a difesa di Papa s. cora ragguardevole, per essere stata ri-
Sergio I contro le trame dell'iuiperatore tenuta da'due usurpatori, insieme alle no-
Giustiniano li, e che alliettanto fece in minale e ad altre città ch'erano tra le mi-
difesa di Gregorio li, sottraendosi dal-
s. gliori dell'Esarcatoe delle due Pentapoli.
la dominazione greca. Ne profittarono i Nel pontificato di Adriano I, il re Deside-
longobardi per estendere le loro conqui- rio divenuto più orgoglioso travagliò il

ste, e Luilprando usurpò i patrimoni pi- Papa e minacciò la rovina di Roma. A-


ceni della chiesa romana di Numana, di driano I invocato a difensore Carlo Ma-
Ancona d'Osimo, oltre quello
e di Narni; gno re de'franchi, questi vinse e fece pri-
e poscia occu[)ò anche le città di Orte, gione Desiderio, ne conquistò il regno, e
ylmelia, Poliniarzioe Bieda, le quali col Papa l'usuipalo, inclusi-
nel restituire al
ducato di Roma, e 7 città della Cai ) pa- vamenle ad Umana e Ancona, confermò
nia, eransì sottomesse al principato tem- donazione di Pipiuosuopadre, ed altra
la
porale di s. Gregorio 11. Dopo tali usur- maggiore ne fece alla s. Sede di vasti do-
pazioni, Papa s. Zaccaria coraggioso e in- mini!, col ducato di Spoleto, cui unita an-
trepido, nel 742 recossi a 7t'r«/(/^.) a re- dava la provincia Picena. Narra Maran-
clamarle a Luitprando, e l'ottenne colla goni, che mentre Desiderio erasi rifugia-
sua energica eloqnenza. Anastasio Biblio- to in Pavia, per difendersi da' fianchi, i

tecario nella FiL


Zaccariac, § 9, P. s. popoli del ducato di Spoleto, di Fermo,
seguito da molti scrittori, riportando i d' Osimo, d' Ancona e altri luoghi della
doniiuii ricuperali da Luitprando, anno- Pentapoli, e perciò anche Umana, por^
vera ancora il plrimouiu Numauule, iu tutibi da Adriano I, alla sua ubbidienza $t:
U JM xV U MA 33
dieronOjglurando fedellà n s, Pietro e alla che aumentò ne' due secoli seguenti e si
s. Sexìe, perciò radendosi le barba e facen- compì non mollo dopo l'incomiuciamen-
dosi la tonsura de'capelli all'uso romano, to del XIV. Non potè Umana evitare le
COM abbandonando il costume longobar- calamità comuni a tulli i luoghi del Pice-
do. Altrettanto si legge nel Cotiipagnoni, no, anche i più muniti e forti, i\ell.« [no-
e nell'Amiani il quale rileva die dipoi la cella devastatrice delle barbariche guer-
Pentapoli fu chiamata JMarca Anconita- re: nondimeno o non fu delle maggior-
ua. Successe a Carlo Maano il fiqlio Lo- mente travagliale, o trovò non tarda ma-
dovico I il Pio imperatore, il quale nei- niera a ristorarsi. Giacquero distrutte noa
r8 I
7 col celebre diploma confermò alla lungi da lei Potenza e Piccina, e con una
s. Sede la sovranità sui luoghi restituiti parie delle loro diocesi s'accrebbe la sua.
e donati, e tra essi sono nominati /fitriia- Siccome [)oi in quell'età la giurisdizione
naiiiyAnchonain, e vi aggiunse altri do- ecclesiastica non si scompagnava dalla ci-
miuii il brano relativo del diploma tro-
: vile, così i limiti del suo territurin furono
vasi pure in Compagnoni, e/ Pentapolim, ampliali e in forma che dipoi al me-
lai

videlicet .... Anconam, IJnntanani, rum desimo un conte, couje al ter-


fu preposto
Oiiinibii.'i fjnibus, ac lerrix ad easdeni ci^'ì- ritorio Anconitano e ali Osimano. Inoltre
tales pertineniihus. Nel trattato di com- nel 1000, allorché in tutta l'Italia si «lif-
mercio fra l'imperatore Lotario l ed i ve- fuse come uno spirilo di vita novella,
neziani, fatto neir840) menzione de- si fa quando città auliche e recenti si studia-
gli umanesi; altra menzione si legge nel- rono con ardore, non sempre ben consi-
la conferma del medesimo, eseguita nel- gliato, a crescere d'abitanti, di potenza,
1*879 tlall'iraperatore Carlo III il Grosso. di commercio. Umana si rimase «piasi as-

Umana è pure indicala nel diploma del sonnala. La storia del Piceno che in quel

962, riportalo dal Cohellio, Noliiia Ro- tempo non difetta più tanto di notizie,
manae Aulae, 120, con cui l'mipera-
p. i giammai associa Umana ad alciui avve-
tore Ottone 1 rinnova e conferma le do- nimento degno di ricordanza. Pare che
nazioni imperiali alla s. Sede: et Penla- non le bastasse fiducia nelle sue forze, che
polirn, videlicet ... Anconam, Ausinium, fosse sfidala di coraggio e di volere, e che
Uumanant, curii omnibus fìiiibus etc. Di- 1' avesse alquanto disfrancala V avversa
venuto nel 983 imperatore Ottone Illa fortuna. Già nel declinar del secolo XI il

confermando trattato di commercio co'


il Piceno trovavasi diviso Marca Anco- in
Teneziani, anch'egli vi comprese nelle con- nitana, Marca Fermana, e Marca di
venzioni gli umanesi. Nelioi4 l'impera- Camerino, e quest' ultima signoreggiata
tore Enrico II ripetendo in un diploma
s. ora da'duchi di Spoleto, ora da'marchesi
le conferme e donazioni de'suoi predeces- di Toscana, sebbene ancora sussistesse il

sori alla Chiesa romana, indica Umana nome di Pentapoli. Avverte Marangoni,
fra le città della Pentapoli, e^Pe«^rt'^o//V;i chela distinzione di Marca Anconitana,
videlicet Anconam, Aiiximuni, Huma- che dal Chienti giungeva ad Ancona, che
nani. Osserva mg."^ Barili, che la deca- prima stendeasi sinoa Sinigaglia ed a Pe-
denza d'Umana non si cagionò ad un trat- saro, e di Marca Fermana, che di qua dal
to e subitamente per uno di que'tremen- Chienti giungeva sino ad Adria nell'A-
di casionde alle volte furono schiantate bruzzo, ebbe il suo principio da' principi
o vuote di abitatori città fioreutissime.Fu Normanni. Imperocché la provincia dei
decadenza lenta, continuata, progressiva, Piceno posseduta da' Papi sino al secolo
dalla quale essa non potè o non seppe più XI, venne prelesa e occupala indebita-
rilevarsi finché restò quasi disfiHa. iNel mente dalla prepotenza armata degl'im-
loco già n'era manifesta la decadenza, peratori di Gei mania, massime dal per-
VOL. LXXXlir, 3
34 L' M A U M A
ser.ulore di essi e della s. Sede Enrico IV, lilierala pt;'. gli aiuli della conlessa di Ber-

ptT cui s. Gregorio VII nel 080 iieinve- i <///ort> Aid luda divola al Papa, e di Gii-

slìil pos^onle lìol'erloGuiscaidOj unode' glielnio IMaichesello degli Adehudi do-


pi iiicipi normanni; e dipoi Enrico V rin- uiiiialore di Ferrara. Neil' occasione di

iiovaudo le prelensioui del padre e di al- quest'assedio alcuni osseresi, che milila-
Iri predecessori, invaso il Piceno, ne die vanoal servizio de' veneziani, sbarcati dal-
l'investilnra a Warnieri o Guarnieri suo le galeie, rubarono dalla chiesa del mo-

('an)igliare, con titolo di /l/^/r/ieie della Porlo Nuovo il corpo di s.


iiastero di

Marca Jnconitana, die per Ini fu anco Gaudenzio vescovo di Ossaro, cliein esso
tiellalìlaua di Tìarnieri o Guarnieri. ritiratosi a vilaconlemplaliva viaveasan-
Aitri vogliono che qufsta fu confL-rma, tamenle tertuinato suoi giorni. Abbiamo
i

poiché sostengono the Enrico IV peli." di Buoncompagno Fiorentino, Liber de


ne investì Warnieri. Umana in queste di- ohsidione Anconae a copiis Friderici I
vr^oni fece sen)pie parte e fu compresa inip. anno i 172 pe.racLa, ejasque Urbis

nella INlaica d'Ancona, e cou)e le altre fu liberaùone, presso il iMuralori, /JerHffi


forzala a disconoscere ildominiode'Papi, Ilal. script., 1.6. Per queste disastrose vi-

e ad ubbidire agi' investiti iuipeiiali o a' cende, comuni a Umana, la sua condizio-
loro vicari. IN'eli 1-26 Ugo vescovo d' U- ne vieppiù peggiorò, seguendo la misera
nuiua concesse franchigia di tralllco e al- sorte di tulle le altre città del Piceuo, che
coni dazi comune d'Osimo ; e questo
al soggiacquero a Federico 1. Questi nel i 177
«!ièa lui in dono 8 misure di terra, e &i ob- si pacificò col Papa in Venezia, ed am-
bligò al Iribulo annuo di 3 libbre di de- bedue pare che si recassero |)oi in Anco-
nari in liniìiiiarihus s. lìJariac tioslrat na, il che accennai nel voi. XLIX, p. 8.

Huinanatae Eccleslae: il patto dovea du- Nello stesso i i 77 Federico 1 e i veneti agli
rare qq anni. Giovò mollo agli osimani antichi aggiunsero altri palli commercia-
d'essersi aperto un varco al mare per ave- li, da mantenersi ancora da'popoli di tulle
IL' le merci slianiere, che sempre « ma- le città italiche, Papienses ... anconitani,
iiiiciioie, e spesso con somma difficoltà Huniani eie. Indi neh 198, nel trattato
per lefiequen'i guerre,traevauo d'Anco- concluso fra Ancona eOsimo, vi furono
na. Il medesimo vescovo nel \.\i. con- 1 comprese anche le città loro confederate,
fermò e concesse agli osimani i dazi del come Fermo e Umana. Non ostante la ri*

disbarco nel porlo d'Umana da Ciuces. conciliazione tra il Papa e Federico l,(|ue-
AJiihaeli.s usane ad ea Ncctoli. Aveolas. sii ritenne le terre alla Chiesa occupate,
Si:i]e nel i 1 36 col'c aimi di Lotario II contro promesse di restituirle. Allrel-
le

imperaloie ricuperalo il Piceno, che nel lanlo operò il figlio Enrico VI, che vio-
li Soera sialo invaso daPiiiggiero 1 rediSi- landò il giuramento fatto nel ricevere la
cilia; peròmaggiori calamità della Mar-
le corona imperiale, investì della Marca An-
ca segviirono neh' im[)ero di Federico I, conitana, di Ravenna {F.)e di altre si-
il quale sostenendo lo scisma contro Ales- gnorie della s. Sede, il famoso dapifero
Sandro 111, neh 166 con forte esercito en- Marcualdo, di cui in tanti luoghi ragio-
liò furiosamente nella provincia e assediò naij che tiranniramenle la governò. Nel
Ancona, espugnala neh 1G7 dalleginaldo morire Enrico VI ordinò che si reinte-
arcivescovo di Colonia. Altra spedizione grasse la Chiesa del tolto, il che non elFcl-
d'esercito imperiale nella Marca trovasi luandosi, appena eletto nel i 198 Inno-
falla da Federico I sotto li condotta del cenco 111 ricu|)eiò idominii usurpali.f tra
famoso ("risliauo urci\escovo di Colonia, essi la I\larca, Ancona e Umana, l'rullau-

dal quttle e collegato co'vcncti fu nuova- lo Pietro conte di Celano, cresciuto in po-
uienlc assediata Ancona nel 1 172; indi lenza, fece uuiucui sione nella prouncia
U M A U M A 35
e se n'impacli'on'i,epoi vi sì mantenne con venne la voce Contado per esprimere l'e-

l'aderenza d'Ollone IV (cheavca favori- stensione del territorio soggetto, erasi già
to, come può vc'lersinel Corsignani,/iVg- falla comune a'tcmpi de'Carlovingi; e se
gia iì/arsicana, nella quale traila de' si- Umana compresa in al-
fusse allora stata
gnori di Celano ). Ccronalo cpiesli nel cuno non sarebbe riu-
de'viciui contadi,
l2oqda Innocenzo Iti, emanò un di[)lo- scita di averne uno suo proprio, massime
ma nel quale dichiarò, die la ISlaica e al- dopo il 1000, per le ragioni con lui ripe-

tre Provincie io esso nominate erano di lutee per altre che tiovansi nella storia
giurisdizione della s. Sede, piomiseegiu- delmedio evo. Ui'.rovandosi poi nel 1202
lò di conservarle e difenderle. L'ingrato un conte d' Osimoe d'Umana, uou può
che dovea riconoscere l'impero dal Papa, credersi che il contado Umanese accen-
tosto si ribellò, e spergiuro si spinse cul- nato nel diploma d'Otlone IV significhi
i'esercitoprima nella Toscana e poi nella un qualsiasi territorio, come qualche vol-
RI arca; ed a' 20 gennaioiaio in Chiusi ta in quegli anni e sempre ne' posteriori
spedì il diploma col (juale investili mar- un con-
era territorio in cui avea autorità
chese Azzo VI d'Esle del dominio di tut- te. menzione ancora da Gregorio
Se ne fa

ta la Marca d'Ancona, ossia d'y/xcoli, Fer- IX quando nel 2 2() confermò a' monaci
i

mo, Camerino, l mana, ancona, Osi- di Classe molli loro possedimenti e c/uid-
mo,Je';i,Si/iigagtia, Fano, Penare, Fos- auld habeant in Comitalu Anximano et

somhrone, Cagli, Sassoferralo, co' loro Hnmaiialciisi. Azzo VI morendo verso


terrilorii, vescovati e contadi ; nella sles- la fine del 12 1 2, gli successero i fig'i Aldo-
sa maniera che l'avea ricevuta dal pre- vrandino o Aldobrandino aduUo, e Azzo
decessore Marcualdo, dicendo nel di[)lo- VII fanciullo; e siccome gli allari àt' Guel-
ma Insupcr Ponli/icis consensn Pice-
: fi [F.) seguaci del l*apa tracollarono nel-
nuìii addidit, per cui se ne mostrò sorpre- la Marca, aiutati \}i\' Ghibellini (/''.) par-
so il Marangoni. Trovasi però nel Mura- tigiani dell* imperatore vi entrarono in
lori, Delle amichila Estensi, 1. 1, p, 89 t, possesso i ad altri
conti di Celano, uniti
chiarito questo punto. Tenerido presenti aderenti d'Ottone IV; laonde Innocenzo
Innocenzo III le precedenti gravissime di- III, che con occhio di grandi speranze mi-

spute sulla Marca d'Ancona, conoscendo ra va Aldobrandino, neli2i3 gli scrisStf


che Azzo VI avrebbe giovalo a'suoi inte- un breve col quale lo sollecitò a porlai^i
ressi, e per maggiormente impegnarlo a con tutte le forze possibili nella Marca,
sua difesa, ed anco per compensarne ser- i per rendersene padrone, promettendogli
vigi prestati, nel 208 l'investì della Mar-
i soccorso e la rinnovazione dell'invchtittud
ca, concedendogli pure che all'antico ti- concessa al padre, come poi e>egiù. Al-
tolo di marchese d'E^le.eeli e successori i dobrandino sbrigatosi dalla guerra co'pa-
aggiungessero quello di marchese d' Anco- dovani, nel 12 i4 si accinse a libiiar in
na. Nell'alto poi in cui egli accettò la si- Marca d'Ancona dall'oppressione decen-
gnoria di Ferrara (^'.), s' intitolò : Azo ti di Celano, potentissimi in queste parli.
Dei Apostolica grada Estensis et An-
et Innocenzo III scomunicò conti i di Celano,
chonitanus Marchio. Il diploma imperia- diede calore a'progressi dell'armi d'Al-
le lo riprodusse Muratori, e da esso rica- dobrandino con allocuzione [)rouunziala
vasi, memoria più antica del Con-
che è la in concistoro, e con 4 brevi scritti a'popoli
tado Umanese, dicendosi: Hunianani cuni uellaMarca, affinchè prestassero braccio e
loto Comitalu
Episcopatuj così Anco-
et ubbidienza al marchese. Muratori stupi-
nam ciun loto Comitalu
et Episcopatu. sce perchèCompagnoni erudito e atten-
il

Dice però mg.' Barili che l'istituzione de' to scrittore delle memorie della Marca, af-
Conti al governo delie citlà, donde pro- fermò non trovarsi mai Aldovrandmo in-
36 U M A U M A
titolato marchese Marca Anconila-
della tomeltersi al marchese, come a suo vica-
iia, ma sibbene cleirEstense e della Guai- rio. Nel 1223 fra le città della Marca, Fe-
iiiera in Puglia, Marchine 1 or/ier/7e,sen- derico II imperatore pone Umana nell'in-
z' avvertire che Marchia T'amerà fu lo dirizzo della lettera con cui disap()rovò
sìcsso che Marchia Anconitana, denomi- quanto avea fatto di dannoso alla Chiesa
Hazione restatale da'vari Oiarchesi War- il suo dapifero Gonzolino. Nel i 224 Ono-
iiieri o Guarnieri, che per mollo tempo la rio III pose Umana fra qtielle cui die con-
signoreggiarono. I conti di Celano co'glii- tezza, che di nuovo attribuisce al suddia-
belliniopposero gagliardissima resisten- cono PandoKo l'autorità di suo legato.
Marca al marchese viltorioso,e nel
za nella Nel 1228 gli vimanesi, osimani, recana-
1 2 5 barbaramente se ne liberarono col
1 tesi e caslel-fidardesi si collegarono co'
mezzo infame del veleno, u)orendo egli io riminesi, contro gli anconitani, jesini e pe-
Ancona sua residenza, il Papa Onorio III saresi; essendo sindaco degli umanesi Pao-
appena Azzo VII Novello, fratello dtil de- lo degli Achilli. Piinaldo duca di Spoleto
funto, giunse ad età alta agli alTari, solen- nel 1229, fl"''>'6 legato imperiale della
nemente nel 2 7 gli rinnovò l'investitu-
I 1 Toscana e Marca in una carta diretta da
ra della Marca d'Ancona, con bolla eper Piipalransone a'comuni d'Osimo e Reca-
Fexilluni B. Petri ... de tota Marchia nati tratta d'alcune ragioni sopra Sirolo,
Giiarnìeriiper Ecclesiam Ronianain,con MassignanOjCamerano, Cingoli e Umana.
l'annuo censo di oc libbre di moneta prò-
i Nel [2 32 Bruno vicario Domini Philippi
visina. Gli successe il nipote Obizzo II, Ramundini Coniitis Comilalas Auxinti
che divenne anco signore di Modena e di el Hunianae, decise una contioversia in

lieggio (T.). Ma nella Scries lìectoruni fiìvore di SinibaldoI vescovo d'Osimo: la


Anconilanae Marchiae, di Monaldo Leo- sentenza è data l'i i gennaio in Civitale
pardi, non trovo registrato né Obizzo II Ilnmanae in domo Comunìs. Frattanto
né altri cnarchesi Estensi. Essi però con- r iojperatore Federico II imperversando
tinuarono a portarne il titolo, poiché leg- nella persecuzione contro la s. Sede, colle
go in Marangoni, che Giovanni XXII nel armi piii strettamente soggettò il Piceno
j33o dichiarò aver ricevuto in grazia i al tirannico suo dominio, tranne le città
marchesi Estensi, e di aver dato loro il e luoghi che fedeli a'Papi a questi resta-
vicariato di Ferrara, con l'obbligo di non rono ubbidienti, difendendosi da' nemici
più intitolarsi Marchesi d' Ancona : nani colla forza. In questo tempo tutta la Mar-
ylnconilana Afarchia pieno fare special ca eia divisa tra le perniciose fazioni de'
ad Eomanani Ecclesiam. Nel 2 5 seguì i 1 guelfi e de'ghibellini, che l'agitavano con
un liattalo di confederazione e alleanza gravi turbolenze. Nel 1246 il cardinal le-
d'Ancona, Umana, Recanati, Castel Fi- gato della Marca costituì Egidio di Sa-
dardo, con Cingoli, contro Osimo, Jesi, vona Jiidex. Curiae generalis Camerini,
Sinigaglia e Fano per Umana Io sotto-
: Ai!XÌmi,U/nanae echidi morto neli25o
scrissero, liigiis presbileriel Ada Canea- Federico II, deposto e scomunicato da In-
le. Nel dichiarare Onorio III marchese nocenzo IV, il suo naturale Manfredi u-
della Marca Azzo VII, nella bolla si enu- surpò alla s. Sede il regno di Sicilia e in-
inerano le città del suo governo, fra le vase la Marca. Il legato di questa cardinal
quali Un)ana; ma Umana come Ancona, Paltinieri nel I2G5 fra gli altri comuni
Piecanali, Castel Fidardoe Monlecchio o che lece citare al suo tribunale, come ade-
Treia ricusarono d'ubbidirgli. Perciò O- renti a Manfredi, vi t'ui-oao \nìve comitnia
iiorio III nel 22 iscrisse a'retlori e popoli
I el homines civilalis Humanaej e fra'citta
Anconilanae et Ilunianalis civilatnm e dini umanesi il cardinal nominò «(uali cal-
di quelle castella, ordinando loro di sot- di partigiani dell'occupatole, Filippo di
U M A U M A 37
Oildo, Doraenico e Gerardo di Loieiizo. ta da Nazareth nel territorio di Hecanati
Inolile il cardinale Cigliale intimazione le- (Z'!) la Santa Casa poi detta di Lordo,
ce ad Ancona, perchè forse alcuni anco- pochi anni dopo e neli2c)8 il terremoto,
nitani erunsi dati al partito ghibellino di che durando a più riprese parecchi gior-
Manfredi, onde il legato chiamò essi e il ni e parecchie notti spaventò e scosse tut-
cotnune a renderne ragione. In generale ta l'Italia, (lece dolorosa Umana per mol-
gli anconitani aveaiio opposta coraggiosa te rovine, almeno piM- induzione: altri an-
resistenza a Fercivalle d'Oria parente e ticipano il disastro al i 297, o poco appres-
vicario regio, generale di Manfredi; e seb- so. Nel I 3o8 Umana [)ai'leggiaudo pe'ghi-
bene campagna furono rotti e
in aperta belliui si luù in lega delle città e terre
fugati, ritornati in città questa non venne marchiane ribellatesi alla pontificia domi-
assalila e restò illesa. Anche dopo questo nazione, mentre Clemente V avea stabi-
ienipu era sotto la curia generale, regi- lita la sua resilienza in Provenza; e come
strandoCompagnoni che nel 12 79 era giu- le altre fu punita con pene spirituali e tem-
dice della curia generale di Camerino, di porali. Il Colucci nella sua Tre/'a oggi
Ancona, d'Osimo ed'Humana, Giacomo Montecchìo, parla ili questa rivoltura di
da Reggio. La decadenza intanto d'Uma- quasi tutta la Marca, pe' fanatismi delle
na e la restrizione del suo territorio a bre- fazioni, e specialmente Ancona, Siniga-
ve giro di miglia progrediva, mentre in glia, Umana, Ascoli, Uipatransone, Castel
incremento erano i circostanti luoghi. i\el Fidardo ec; hionde fu d'uopo che il cav.
secolo Xil Recanali con grado di muni- Geraldo de Tastis, vicario nel temporale
cipio si estese sino al mare; sul finir di del rettore Bertrando de Gol nipote del
esso o ne'primi del XIll Castel Fidardo Papa, contro suddetti luoghi si armasse,
i

e CaiDerano co' loro distretti presero le e coll'aiuto de'guelfi,che gli riuscì d'ar-
hbere forme degli altri comuni, né più rolare, marciasse a reprimere gli attentati
ubbidirono a Umana; in Sirolo domina- delle genti ribelli. L'Amiani dice che fu
vano i conti rurali che nel r 22:) si sogget- cagione della sollevazione l'aspro gover-
tarono ad Ancona, aggregandosi alla sua no de'franoesi, l'insopportabili gravezze,
uobillìi. Si continuò a nominare Coinila- e la superiorità acquistata da' ghibellini
fM* il contado d'Umana, ma inseguito non sui guelfi; e che sebbene il Saracini sosten-
vi restò corrispondente realtà. La debolez- ga gli anconitani per guelfi, li dichiara
za tlUmana andò manifestandosi ne'seco- ghibellini, e narra la notabile disfitta che
li XII e Xil I, e nel t 2 i5 e nel 1238 entrò ne fece l' esercito collegato e capitanato
in due di quelle alleanze che facilmente si da Federico conte di Monte Feltro. Al-
formavano e si separavano per gare mu- trettanto narrano Marangoni e Compa-
nicipali; e quando per gravissimi interes- gnoni. Quest'ultimo più diltuso distingue
si e diificìli intraprese gli umanesi si con- due combattimenti contro ghibellini an- i

federarono e combatterono le primarie conitani e altri il i. "sostenuto da Geral-


:

città e anche le minori terre, Umana non do unito a'jesini e maceratesi con succes-
di frequente v'intervenne, ne mai vi ope- so; il 2.° sostenuto dal conte Federico cou
rò cosa di qualche conto, quindi non po- qne'di Jesi e Osimo e altri mnrchegiaui
tè nulla vantaggiarne. Ma a quale slato ghibellini, perchè gli anconitani erano
ella fosse condotta nel 3." decennale del marciati sopra il contado Jesino, di par-
1200, abbastanza si dichiara dall' essersi te guelfa, ed il Villani chiama Federico
ceduti ad Osimo pel periodo di molti an- capitano dell'armi della Chiesa e l'Amia-
ni o lutti o parte de'suoi redditi marittimi ni generale, e riportò piena vittoria, tno-
e commerciali. Mentre la Marca giubila- rendo de'uemici 3ooo al dir d'Aniiani,e
va per essersi prodigiosamente trusporla- il Maueuti vuole più di 5ooo. Nello sic»-
38 UM A UM A
SOI 3o8 o neh 3 I o per moti"! non abba governatoti della Marca giudicassero non
stanza cerli; Umana fu occupala dagli aii- esser poi stali colpevoli gli anconitani nel-
coniloni, e tleniolilerie lemura, ne con- l'occupazione d'Umana, di cui mantenne-
ilusseio gli abilanli e le masserizie in An- ro loro domìnio. Mg.' Barili ragionan-
il

cona, come si ha dalla ieltera nel i3 [ t do sulle cause che produssero la decaden-
scrina da Cleoiente V a'suoi ministri per- za d' Umana, dice che vi congiurarono
tlie facessero giustizia a'recUuni licevuti molte calamità, le quali per difetto di no-
dagli iimanati. Niun cronista o d'Ancona tizie non si ponno esporre con accura-
o della provincia seppe questo fatto. An- tezza. Che i danni maggicri di lei, i più
cona poi neli3oc), ritraendosi dalla lega irreparabili e più ripetuti derivarono per
in cui era entrala anche Umana, per mez- certo dal diruparsi e scoscendersi del suo
zo d'un Nicchio, spetlahde cittadino in- colle nel mare. Questo fallo ancora non
aiato al cardinal Pellasrue le^nto della cessa e di presente tuttavia a quando a
Marca,giuiò di nuovo feileltà alla s. Se- quando si appalesa, ed è molto antico
de. Perciò non sa comprendere mg."^ Ba- lunghesso lutto il promontorio del Co-
rili, come in onta all'autorità pontificia nerò; questo, che è lardo ma tenace nel
si vi-sassero allora modi lauto ostili con suo progresso, pienamente corrisponde al
Umana, e fosse assalita equiliiin et pedi- descritto modo con cui Umana andò sca-
tulli maxima nnilliliidine, e resistette r//« dendo ;
questo dichiara come scompar-
noctuqiie per non modici Itmporìs spa- vero del lutto sino alle fondamenta i re-
tinnì.Forse gli anconitani ciò fecero per sti d'ogni edilìzio sagro e profano. I cro-
impedire agli osimani d'impadronirsene, nistilocali aggiungono pure che il diro-
a'qiiali Umana avrebbe recalo opportuna vimento del suolo fu seguace all'impeto
stanza per avere un lido sul mare, come di furiosi terremoti. Conclude ancora una
se l'erano procurato col siunmeiitovalo volta, che Umana da prospera e vigoro-
patto.Veramente non si conosce se fra sa fortuna non fu prostrata d'improvviso
Ancona e Umana esistessero precedenti e nella sua triste condizione, ma gradata-
inveterali odii spieiati, da provocare ne- mente si diminuì la cerchia di sue mura,
gli anconitani lauta vendetta per rovinar- il potere, il territorio, le fortune, gli abi-
la. Ancona per ambizione e interesse po- tanti. Anzi, che pe'terremoti fu assai Ira-
teva volerla soggetta, ma a decretarne la vagliata, si dimostra dal decreto del piis-
rovina e la distruzione non ne avea moti- simo vescovo d'Ancona Nicolò degli Un-
vo alcuno; anzi si conosce che dipoi fu gari de' 17 gennaio i3ao, per tramutare
permesso agli utunnesi di tornare nella il monastero dell'abbazia di Porto Nuo-
loro città, e non si come go-
sa spiegare i vo della diocesi d' Ancona, dal pie del
vernatori della Marca non impedissero Conerò alla chiesa di s. Martino di tal
tanta prepotenza negli anconitani, e nep- città; vi attesta essere già stalo altra volta

pure la punissero, il che forse sarà avve- (juelmonastero quasi sepolto da'macigui
nuto per le turbolenze e vicende politi- pegliammolamenti del monte, di averne
che che allora tenevano la regione agita- veduto di nuovo le mura diroccate scre-
la. IN'el principio del i 3 i i Clemente V ri- polale da'terremoli, e di sentirsene ivi le

cevè in Avignone i reclami del vescovo, scosse con Irecpienza straordinaria e (pia«
capitolo e popolo d'Umana, contro l'op- si giornaliera. Se dunque da' commovi-
ple^sione degli anconitani, per cui con menti del Conerò e nel suo sinistro flan<
lettera de'20 febbraio ingiunse a'suoi mi- co era lauto agitato Porto Nuovo, non
nistri di prendere perfclla cognizione del [iole va Umana a breve disianza nel destro
lo stalo delle cose, e (piinili agire con e ^l;irsenei(uuiii:ie. Stringe il suo dire m^
iicrgia, (]uando fosse d'uopo. Pare che i B. udì con dichiarare. Che la inassiiniil
U M X U M A 39
«ciaguia Uinaua, per cui di città non
il' come in altri luoghi del contado ; e nel

Je re^lò che il nome e la forma di [)ic(:o 1879 il medesimo comune [)regò Urbi-
lo castello, accadde uoii molto dopo il no VI che per sua autorità si confermasse
1 309 e verso il « 3 1 8 o r 3 1 9; il teri euio- la propria giurisdizione e governo su di
lo cagionò altre rovine nelle sue vicinan- Umana. Nel i 3q2 obbligatosi il comune
ze, precipitando (juasi del tutto quanto d'Ancona di pagare certa somma a'coii-
avea potuto campare da'[)assali iiifortu- doltieri Azzone da Castello, conte di Bar-
iiii. La masnada di ventura poi, che con- biano e contedi Carrara, impose una stra-
dotta dal feroce fr. Monreale cav. Oero- ordinaria e pronta tassa alla città e al ter-

solidiitano tli llodi ne calpestò e devastò ritorio; ed Umana dovè contribuire in 8


il territorio, si può dire pose il suggello giorni 60 ducati, (|uanti Gallignano, Fal-
alla rovina e desolazione d'Umana. Quel conara e Foggio. Negli anni seguenti si
provenzale col pretesto di porgere aiuto riuuovarouo ipieste tasse, ma non per
al celebre legato cardinal Egidio Albor- Umana. Andrea Tomacelli governatore
noz, fece una raduunuzj di njasiiadieri e della Marca correndo ostilmente il con-
di ladroni, co'quali adendo l'alte ila prin- tado d' Ancona, fece bottino di tutto il

cipio alcune imprese a favore della Chie- grano e dell'altre biade ch'erano in Uma-
sa, entrato nella Marca si buttò al parti- na. Il comune d'Ancona per sovvenire gli

lo de' .Malatestn, formò una compagnia abitanti e per dar loro uu nuovo motivo
chiamala lagrancorupagnia, saccheggiò persei'erandi in solita fidtlìlaiedicli Co-
vaiieeiltà marchiane nel 353,e per mon- 1 mwiis, prima l' autorizzò ad usare, con
te Liipone cavalcando alla marina s'iai- promessa di restituirlo, il grano de'mo-
padronì d'Umana, combattè Sirolo sen- naci Olivetani che stava in Sirolo, edipoi
za pcilerlo espugnare, e da Umana marciò li fornì d'altre vettovaglie. Essendo col-

sopra Aucena e la Romagna per depre- pevole di negligenza il podestà d'Umana


darle. Ma non tardò molto la gmstiziadi Francesco di Pietro Corraduccio, gli an-
Dio a punire la di lui baldaozii, mentre conuuic d'Anconi,
ziani e regolatori del
preso e condotto a Roma come ca[)o d'as- consideraides guerrani inimincnteni et

sassini e devastatore della Marca, fu de- peiicula occurreitlia in castris et foridi-

capitato a' 29 agosto 354 I d' ordine del tiis Coinitalus, gli surrogò Stefano di Pie-
famoso Cola di Rienzo, o meglio per a- traccio. Nel 1397 il condottiero Migliaio,
ver tramato contro di lui e pel narralo che stava al soldo del governatore della
liei voi. LXXVI, p.17?,. Pochi anni ap- Marca, venuto d' improvviso in quel di
presso tuttavia, cioè nel i 364, ^' cardinal Umana, ne predò uomini e animali, col
Alburnoz ordinando in vari gradi le cit- pretesto di pagamenti ritardati al teso-

tà della Marca, pose Umana nel 5.° ossia riere pontifìcio. Il comune d'Ancona ne
tra le minori nelle sue famose costitu- fece richiamo, ed ebbe scuse e promesse
Marchine
zioni "E^Mimiìd {Constiduioiies di restituzione. Bonifacio IX avea già de-
j4nconUanat eduae sub Egidio
D cartUnuU cretato nel febbraio 1397, colla bolla i^c-
cuiìi adiUlioiiibus Carpciisibwì, Romae dis JposloUcae , che tenendosi da Anco-
1543), preponendogli molte terre e ca- na per la Chiesa il governo d'Umana, i

stella ben mediocri di popoli e di edifiz'. suoi ministri non ne pretendessero alcun
Nel 1379 componevasi Umana di forse tributo oltre quello che Ancona slessa
appena 4o focolari, e l'ulteriore sua ro- pagava camera apostolica per lutto
alla
i»inas! pone tra ili 364 e ili427.i-Veh378 il suo contado, e valessero anco per U-
il comune d' Ancona la governava, per mana, che governava. Non ostante silìàt-
consuetudine non recente, mandandovi to decreto, Paolo Orsini generale della
ogni semestre uu podestà e un vicario, Chiesa neli4o3 domandò anche ad Urna-
4o U RI A U M A
na le pagìie dovutegli; e la richiese pure Bonifacio IX scrisse Bonifacio Vili. Solo
dei solilo censo il tesoriere della provincia dirò con mg.' Barili, che essendosi gli ao-
vescovo di Segni: questo era di 33 ducati conitani impadroniti d' Umana, per far
e di 8 anconilcini. Delle monete d' Anco- cessare le male voci d' ingiusta usurpa-
na coirimoiagine di s. Ciriaco o Quiria- zione, nel 1379 piegarono Urbano VI a
cus vescovo e protettore d'Ancona, parla riconoscerne il possesso, e ne rinnovarono
il AJuratori nella Disstrl. 27;edil Belli- l'istanza a Bonificio IX, e questi l'esaudì
ni, ZJe Monelis Ilaliae : Dt. Dlonelis An- nel I ^o^, ma non compitamente. Egli unì
conae. E qui noterò col eh. avv. Gaeta- in perpetuo ad Ancona la città d' Uma-

no de Minicis, dotto e benemerito illu- na, Clini siiix juribus, perlinenliis et terri-
stratoredelle palrieaulichilà fermane (co- loriis, ma tacque il mero e misto iiTipero,
me lo è il non nieu dotlofratelloRallaele), ad onta che Ancona specificatamente l'in-
clie nel 79^ la zecca d'Ancona battè mo-
i vocasse. D'altronde il Papa lo riconobbe
neta di rame erosa. Aggiungerò che nel- in certo modo per tale riunione, e per a-
l'epoca repubblicana del 1799 fu aperta ver confermato i privilegi delle città del-
la zecca nella soppressa chiesa collegiata, la Marca e nominatamente d'Ancona, che
ove fu battuta la moneta di rame e bron- di tutte era la più privilegiala, la più ric-
zo, d'argento e oro, come e meglio narra ca, la più potente; co' diritti del mero e
lab. Leoni, Aiicoìici illustrata, beneme- misto impero, che per lei esercitava il po-
rito [lalrio storico. IN'el i 4o4 Bonifacio IX destà, ed il consiglio ne approvata o can-
concesse che ai comune e territorio d'An- cellava le sentenze. Ella mandava ancora
cona perpetuamente sia congiunta Uma- de' podestà a reggere le terre e le castella
na, colla bolla Etsi ad procuraiidutii. A- del suo contado. Perciò ordinandosi che
vendo Benedetto XIV riferito nella sua vi fosse compresa Umana, s'intendeva che
Lttlera, che Bonifacio Vili con sua bol- in essa del pari avrebbero efficacia di- i

la dichiarò, che da 100 anni Umana era ritti concessi ad Ancona pel contado sles-

decaduta dalla vetusta splendidezza in un so. Inoltre neli4o4 S'' '>"zia''' « regola-
]>overo paesello, e [)erciò il possesso che tori d' Ancona ivi giudicarono le contro-
ne aveano gli anconitani era fondato sui versie insorte fra umanesi e sìrolesì, per
buoni e ragionevoli motivi pe'quali se n'e- alcune lasse e per la pescagione nell'Aspi.
rano insignoriti; e che trattatilo vi teneva- Altra controversia fra'medesimi per cau-
no il tnetlesimo g(jverno che nelle castel- sa de' confini,che agitatasi già neli4of
la del contado. )?^ che poi Bonifacio Vili l'avea compiuta una sentenza d'arbitra-
ordinò dovesse Umana, come le castella, to con approvazione del vescovo d'Uma-
essere francata d'ogni maniera di tributi na, anche questa volta finì con sentenza
imposti e da imporsi alla città e leire, che somigliante. Innocenzo VII neli4o4€uel
si reggevano per la stessa a cocnuncesol- i4o3 confermò con due brevi ad Anco-
tostavano al direttocomando de'pontifi- na le concessioni di Bonifacio IX sulla
tii ministri. Per fallo di amanuense la giurisdizione, e sugli ordinari e straordi-
Bolla corrispondente di Bonificio IX, in- nari tributi d'Umana: il i.°lo ricordai,
di confermata dall' immedialo successore r altro comincia colle parole Ea quae.
Innocenzo VII, culla bolla Sinceraedevo- Nel 1422 Martino V congiimse la chiesa
tiouis, fu scritta col nome di Bonifacio Liìianate all'Anconitana, di che fra poco
Vili, onde a questo Papa 1'
altribiù I>e- parlerò. Indi neli43o il podestà, difen- i

nedetloXI V. Per chiarire e provarci l'ab- sori e il consiglio d' Umana discussero e
baglio, ne fece argomento di discussione decretarono lo iS'/rt/«^o disposto in 3o ru- |

l'etKomiato mg.' Barili, dalla quale risul- biiche o capitoli. Mg.' Barili ne riporta il
j

ta lei rute dcU'amunucuiie che iu vece di preambolo, l' indice e gh uigomeoli delle |
U M A UMA 4i
rubriche che conliene, e l' approvazione Restituite ad Ancona da Paolo III le fran-

fallane dal comune d'Ancona neh 466. chigie municipali, il comune domandò
IN'el descrivere brevenienle le cillà vesco- che i diritti, davanosul contado,
che gli si

vili e altri luoghi del Picenoe della Jlar- comprendessero anche Umana. Il vesco-
ca raccontai come neh 433 il duca di Mi- vo Vincenzo de Lucchis dapprima si op-
lano mandò nella Marca per impadronir- pose, ma dopo molteplici atti giudiziari
sene il celebre conte Francesco Sforza, al in Pvoma accettò di venire ad accordo a-
quale si dierono pure Ancona, Umana e niichevole, pel (|uale d comune slesso di
i loro lerrilorii; per cui Eugenio IV si tro- nuovo ebbe la città d'Umana nelioGi.
vò costretto d'investirlo della Marca col Del resto Umana seguì le vicende politi-
titolo di marchese della medesima. Dipoi che ed ecclesiastiche d'Ancona, alla qua-
il Papa alleatosi con Alfonso V re d'Ara- le trovasi doppiamente riunita.
gona e di iS/c/Ym, ricuperò nel 44^ la Mar- 1 Il Piceno (a celebralo primogenito del-
ca, clieneh 444 lestituì al conte Sforza, l'occidente neir abbracciare la fede cri-
indi neh 44^ '^ riprese. Il comune d' U- stiana, dalCompagnoni, e i. "apostolo e
tnana nel i477 vendè al comune di Si- protomartire del medesimo si vanta s.
rolo, pel prezzo di 80 ducati d'oro di Ve- Marone, dal Rlarangoni, che nelle citate
nezia, terrani silvatam, fractalein, sodi- Memorie di Novana oggi Civitanova, ne
vani et arboratam, che incomincia ove scrisse la storia e il cui corpo si venera
i sirolesi hanno beni enfiteutici del vesco- presso tale luogo; quindi Ancona vanta
vo, va sino all' Aspi, poi giunge alla via primario prouiulgaloredell'evarìgelo l'a-

Tassennruin ad praluin Collis, e si ter-


ti postolo s. Pietro, e per i.
"vescovo s. Pri-
mina alle Molile. Neh4B9Ìl comune di uiiano martire nella persecuzione di Dio-
Ancona decretò che chiunque andava a cleziano, che alcuni pretendono esclude-
dimorare in UiHana avesse Uberain exeru- re, altripospongono a s. Ciriaco che gli
ptioneni per decennitim ad gabellarli gra- successe o almeno è il i. "vescovo che dopo
ni ti vini tain iniposila qnani iinponenda. di lui si conosca, principale patrono del-
Esenzione che si rinnovò nehSoy e nel la città e diocesi. Egli era ebreo e si chia-
i5io. JN'eli5o6 tre deputati anconitani mava Giuda allorché nel 327 s. Elena re-
sopra Umana venderono a Domenico di calasi in Gerusalemme a cercare s. Le- il

Bernardino prelas sive saxas de ruiiiis gno della Croce, ad essa indicò
il luogo

dictae civilalis veleris Hunianae tantum ove poteva essere, e rinvenutasi, pe'mira-
quantum suf/ìciat per faciendarn calcc.m coli che si operarono egli si convertì al cri-

in IrUius fornacibus.W C!\\\\'\un\ Benetlet- stianesimo, e poi per divozione a s. Ste-


lo Accolli legato della Marca nel i532 fano protomartire ad Ancona a
|)ortossi
privò Ancona dogni privilegio, e perciò venerarne il tempio e cattedrale che rac-
della giurisdizione d'Umana; e neh 533 chiudeva uno de'sassi servili alla sua la-
egli r attribuì al vescovo d' Ancona con pidazione. Per la sua divozione ed esem-
tutti i[)ossedirnenti che ivi avea il comu- plari virtù fu ammesso nel clero anconi-
ne, e ricevè dal vescovo la giurisdizione tano e poi eletto a pastore. Dipoi torna-
politica di Gallignauo, che apparteneva to in Palestina per visitarvi i santuari,
a lui e ad Ancona con vicenda semestrale, nel 3()3 vi licevè la palma del n)artirio
alcuni beni in vicinanza del medesimo ca- pel suo zelo, venendogli versalo il piom-
stello, e la somma di 63 o fiorini posta nel bo liquefatto nella bocca. Dopo circa un
Monte de'Meriti; quindi il vescovo d'An- mezzo secolo ia chiesa anconitana, per la
cona Balduinetto de Balduinelti pel i.° pia umuilicenza dell' imperatrice Galla
cominciò a dirsi conte d' Umana, e tut- Placidia, ricuperò il prezioso suo corpo,
tora vicue il litulu portato da'&uuctiiisori. che uiirubihueule è tuttora iulatlo.Depo-
4^ U IVI A U M A
sto nell'ntilica calleiliale di s. Stpfnno, in pagnoni vescovo d'Osimo sopra il suddet-
ap()resso fu trasferito nella callediale sol- lo rituale. Dopo Marco, trovasi vescovo
to r invocazione del suo nome, ov'è in d'Ancona IN.dtl 492; nel 5oo s. Trasone
grandissifna venerazione. Abbiamodelp. I, che ritrovò il corpo di s. Liberio ere-
OLloardoCorsini generale delle scuole pie, niita armeno; nel 55o circa s. Marcelli-
Bclnzione. cleìlo scoprinienlo e ricogiiizio- no I nobile anconitanodellafamiglia Boc-
nejtitin in Ancona de corpi di s. Ciria- catnaiori, col libro degli Evangeli in inn-
co , s. Marcellino e x. Liberio proleLlori no estinse un furios') incendio e per le sue
della ciliare riflessioni sopra la lorotra- preci liberò Ancona dall'assedio di Toli-
slazione e cullo, Roma lySS. Girolamo la re de'goli, i quali l'aveano anche asse-
Speciali, Notizie isteriche de' ss. Protei- diala sotto re Vilige. Verso 569 s. Tom-
il

tori della città d' Ancona, de' citladini che maso I; degnamente nel 583 gli succe.s>.«
colla loro santità l'hanno illustrata, del- Severo a cui scrisse s. Gregorio I; nel 6o3

la di lei cattedrale e vescovi della città, Fiorentino ravennate, nel 629 Giovan-
e ss. Croce/ìssod' Unian a, Venezia i'j')g. ni 1, indi Mauroso anconitano che fu al
Riflessioni addizionali al libro intitola- concilio di Luterano del 649 e vi si distin-

to 7V(9//z?e z'^to/vt/Vcr/e' m/i<j ec./^zWe^'Z/j/- se pel zelo; Giovanni il intervenne nel


l'autore niedesin}o,Fo\\g\\o i
j jo.Mg.' Uà- 679 al sinodo roujano, a quello del 74^
rili loda lo vSpeciali (piai benemerito del- si trovò presente il vescovo Senatore, Ti-
la storia d'Umana. In breve prima accen- grino fu al concdio di R.ouia dell'S^fi, al

nero i successori di s. Cii iaco, sinché di- cui tempo saraceni posero Ancona
i a fer-
vennero pine vescovi d' Umana; quindi ro e fuoco, dalla cui ferocia preservò le
riporterò la serie de'vescovi d'Umana, e reliquie de'ss. Protettori dalle chiese su-
dai 1422 la proseguirò co' vescovi d'^-i/nco- burbane trasportandole nel sotterraneo
na e>.\' Lrnana, d'un numero de'qualine della 2.''calledrale di s. Lorenzo, sulla ci-

parlai in tale articolo. Marco vescovo di Dia del («nasco, cnassime i corpi de'ss. Ci-
Ancona intervenne nel ^62 al sinodo ro- riaco, Liberio, Palazia e Marcellino; nel
mano, in quest'epoca a vea la cliiesa d'An- quale eccidio andò distrutta la cattedrale
cona d suo rito particolare nell'ammini- di s. Stefano, che ripararono gli anconi-
slrazione de'sagramenli ,
precipuamente tani, onde i vescovi continuarono a risie-
nel Battesimo. iNou già soltanto percliè dervi dappresso. Nell'Hb 1 Leopardo fu al

si amministrasse per immer^i^>ne, come sitiodo romano e lu inviato in Bulgaria;


pralicavasi in questi secoli in lutto il re- iieirB^S il vescovo l^aolo lece parte del-
sto della Chiesa occidentale, e come sino la legazione a Costantinopoli per l'iiitru-

al giorno d'oggi continuasi a praticare soFozio, ma prevaricò e fu deposto e sco-


nell'orientale; ma perchè le ceremonie e municato, DopoBeuolergio deir887 non
le preci dillerivano da quelle del rituale si conosce sinoal 967 che Erfermario,

romano, e in molle cose si avvicinavano indi Trasonell del 9(88, Stefano sedeva
al tuttora esistente RitoAi/ibroaianoe Uf- nel o3o, Grimaldo nel io5r, Gerardo I
i

fizio Ambrosiano (f .). Di tale diversità nelioG9, Transberto circa il 1090, Mar-
di rito fa prova il rituale stampato nel Cellino il deli 100, N. neh 18, Bernar- i

1542 in Venezia col doppio titolo: Ca- do nel 127, Lamberto deli i58, Toin-
i

theciiniinnin j'nxta riltini s. Ronianae Ec- maso li neli 172. Gentile intervenne ai
clesiae: Q^tliecuniiiiurn secundunt usuin concilio di Lateiano 111 nel 1 ^9, Rodol-
(

Anconitanuni. Nella Dissertazione sulla fo nel 1 1 80, Beroaldo nel i 1 8b, Gerardo
chiesa d' Ancona di mg.' l^ertizzi, tra le li nel 1204, i" tempo del <juale successe
iiotedegli eruditi oan. Fauriecan. l'elreb il 2." rilrovamento de'corpi de'ss. i*elle-
li, »i riporta quanto ne disse mg.' Coui- giino,ErcoluuueFluviauu,priuiilivituar;
UMA U M A 43
tiri ilella chiesa d' Ancona, nella chiesa bile anconitano reccellenle Antonio Pa-
del ss. Sai valore che d'allora in poi pria- pis, iiiridaiulnne la direzione fisico-mora-
cipiò a chiamarsi di s. Pcllegiino. Il ve- le al [)r(d. Benedetto Monti. Se ne legge
scovo Persevallo fioriva nel laog, acni l'iuqiortante descrizione nell'opuscolo in-
Gregorio IX confermò il nuraero de' l'i litoliilo:/V</oi'0 apizio sollo L' invocazione
canonici della cattedrale, compresovi il di Giovanni di Dio per la cura fisi-
s.

priore, stabilito dal predecessore con au- co-mornle de nienkcalli Loreto rS^o. ,

torità d'Onorio ili. Nel i •243 sedeva Gio- Lcgg i sta III (arie e regola menti disciplina-
vanni ili Ijooì, canonico e ciltadinoanco- ri pel nuovo ospizio per la cura fUico-
nitano, eletto dal capitolo a cui conferrnò monde de' mentecatti eretto in Ancona
i privilegi e le giurisdizioni concesse dal- dall'ordine e sotto C invocazione di s. Gio'
confermalo da Innocenzo
l'antecessore, e vanni di Dio. Preceduti da un ragiona-
IV, il quale approvò poi le sngge leggi nteiLlo intorno alla dottrina generale del-
formale dal vescovo per la sua chiesa; in- l' malattie mentali riguardate ne' loro

oltre Giovanni HI eresse una pi;i casa di fenomeni, nelle loro cause costitutive e
dame, che poi divennero le canoniches- nelle occasionali, non che. rispetto alta,
se Laterpnensi. ^'el 1 285 l'ietro I Capoc- loro prognosi ed al loro trattamento cu-
ci , lra^lato a Viterbo e Toscanella. Nel rativo generale; del ih. sig.r prof, d.r Be-
286 Pietro II Romanelli, cui successero:
I nedetto ÌÌJontij Roma
840. Del conven- 1

nel 1289 Bernardo 11 dal Poggio lucche- to e della chiesa, siccome già de' minori
se, Iraslalo a Rieti; nel 296 amministra- i conventuali, ne sciisse le notizie il p. Ci-
tore Pandolfo vescovo di Patti; nel i 2f)f) valli nella / isila triennale o Memorie
fr. Nicola I degli Llngari nobde anconita- statiche della Marca, presso il Coliicci,
no e minorità, dottissimo, zelante e pru- J litichi tà Picene, t. 2.5, p. 82 : Custodia
dente, che avendo il terremoto rovinato Anconitana. Riferisce i capitoli dell'ordi-
ilmonastero de'benedellini di Portonuo- ne tenuti in Ancona, i religiosi illustri fio-
vo, colla morte dell'abbate e d'alcuni mo- rili nel convento; celebra i fisti d'Anco-
naci, trasferì i superstiti in città e die lo- na, il suo porto notissimo a lutto il mon-
ro la chiesa di s. Martino, la quale prese do, liportando il dello: l niis Deus, una
il nome di s. Maria di Portonuovo. Di Roma una , Turris in Cremona unu.v ,

più questo vescovo ristorò e abbellì l'e- Portus in Ancona. Né manca di riferire
piscopio, allora presso la chiesa di s, An- i pregi di diversi illustri anconitani. Su di

na, pose la I. ^pietra pel grandioso tempio si poimo vedere il Colucoi citato,
questi il

di Maria Maggiore da lui eretto, poi


s. s. Gamurrini il Sansovino, il Zazzera,
, il

Maria delle Scale dall'ampia scalea per la i\I;irchesi,e Francesco Ferretti: Pietra di
quale vi si ascende, o di s. Francesco co- paragone della vera nohillà , discorsa
mechè dato in cura de' francescani con- genealogico de' conti Ferretti Ancona per ,

ventuali. Ne' primi anni del corrente se- Francesco Serafini 685. Sulla 1 nobilissi-
colo il convento fu da' francesi ridotto a ma famiglia Ferretti , oltre quanto di'isi

ospedale militare, e poscia ampliato e di- altrove, ponno vederci vol.LXVI,p.


si

venuto urbano fu concesso a' benfratelli 211, LXXXI, p. 399. Quanto alla chie-
nel 1818. Essendone priore il p. Benedet- sa di s, Francesco delle Scale, leggo nel
to Vernò romano, poi generale dell' or- n.°39 del Diario di Roma del 1844» che
tiiue, pel suo zelo, energia e vaste cogni- tale sagro edifizio, il quale per vastità e
zioni, ottenne dal municipio gli opportu- per mole entra innanzi agli altri tutti che
ni fondi, per aggiungervi un manicomio, si ammirano in Ancona, fu restituito al-
misericordioso stabilimento di cui man- l'ordine de'minori conventuali (i qu di giù
cava la provincia, eoa archilelture del nu- avevano acquistato una piccola casa prò-
44 UM A U M A
pinqua al tempio), mercè benigno re- Mouies in Borgogna, trasferendolo da Ce-
sellilo di Gregorio XVI de' iG marzo S'^ia. Gli successe nel i33o Francesco;

j844j olleniilo a nieiliazione «lei U.mo quindi neh 34^ Nicola II Frangipane ro-
p. Eigoni zelantissimo generale dell'ordi- mano, al cui tempo insorse fiera discer-
né slesso. Indi a'i 5 aprile il vescovo car- dia fra'nobili e il popolo, con saccheggi,
diiial Cadolini, a ciò autorizzalo, fece l'at- violenze e spargimento di sangue. Nel
io di legale consegna della chiesa, non i 344 il francese Agostino dal Poggio ca-
che di alcuni annessi, al R.mo p. provin- nouico di Canibray, che mai renne alla
ciale e al R.muguardiano de'rainori
p. stiasede e lagovernò pel vicario.Nel 34*^ i

conventuali d'Ancona, per mezzo del suo il capitolo elesse a successore SimoneMar-
vicario generale. Si aggiunge, che gli aa- cellini vescovo d'Umana, non approvalo
conitiini di tale avvenimento andarono da Papa Clemente VI, che invece gli so-
lieti.ssinii, siccome desideravano che mo- slilui Ugo priore benedettifio francese,
numeulo sì ammirabile per le arti belle che n)oiì innanzi di recarsi ad Ancona,
fosse conservato nelle sue architetture, e Onde nell'istcsso anno venne surrogato
specialmente nella facciata principale, la l'anconitano fr. Lanfranco Salvetti mino-
quale cogli sfoggiali ornamenti, di cui fu rita e inquisitore generale della Marca,
abbellita sulla metà del secolo XV per dotlissinio, prudenlissimo e di santa vi-

mastro Giorgio da Sebenico, mostrava il ta, traslalo a Bergamo neh 349; '^"'' "^^
gradodell'ai ti chesi esercitavano in quel- suo breve vescovato fu lagriinevole testi-

l'epoca. Si dice ancora, che neh' attiguo monio della furiosa peste che rapì ad An-
conventOjOra de'benfrateili, uscirono per- cona circa g decimi degli abitanti, e deb
sonaggi per santa vita e per dignità rag- l'orribile e rovinosissiino incendio, che

guardevoii, che crebbero lustro all'ordì- durato 3 giorni non si spense inlerameu-
ne conventuale e giovarono la società, dei te se non dopo [5. Descrisse si luttuosi e
quali, per tacere di 28 inquisitori gene- desolanti infoi lunii, il testimonio di vìsIh

rah del s. Ollizio, di io vescovi, e altri Oddo de Blasiu: C/irouica de la edifica'


due Ponteilci , solo si volle rammentare Cassaio Anco-
Itone et deslriutione del
quel gran Sisto V, gloria del Piceno, che nitano. Non 1' anno della
vi è il luogo e
ivi condusse gli anni dell'età giovanile, e stampa perchè dovea servir d'Appendi-
l'eccelso animo venne nutrendo di seve- ce all' erudita e pregevole dissertazione
ri studi e di t'orli alfetli per modo , che che sull'origine d'Ancona scrisse lab. lìer-
levato poscia al supremo seggio del Va- nardino Noja vicario del cardinal Diifa-
ticanosì bene njerilò della Chiesa uni ver- lini. iVeliS-JQ fr. Giovanni IV Tedeschi
sale. minori conventuali riaprirono la
1 anconitano e virtuoso agostiniano diven-
chiesa di s. Francesco al cullo divino e ne pastore della patria, che se cominciò
alla glorificazione del serallco fondatore ilsuo governo tra la desolazione per le
dell'ordine loro. Ma in conseguenza del- accennate spaventevoli sciagure, ebbe poi
le luttuose vicende politiche deli 84^"49i diverse consolazioni. Vide liberala la cit-

si trovò necessario di nuovamente servir- là dal giogo de'Malatesla, e nel i355 vi

si della chiesa per ospedale militare, in accolse solennemente e trionfante il gran


sussidio del conligiio, ed è tnltora occii- cardinal Albornoz, che alloggiò nell'epi-
palo [)er uso de'mililari austriaci. E" da scopio. Neh 373 scoprì il cor[)0 intero di
sperarsi, che parlili essi dalla città, la chie- s. l*rimiano vescovo e martire nella chie-
sa verrà restituita a' minori conventuali sa di s. Maria in Turiano , che da (|uel-

e perciò al divin culto. Neil 326 da Gio- l'epoca assunse il nome suo, e quamlo i

vanni XXII residente in Avignone fu e- nnnimi rifdjbricarono la chiesa nel iGoq


letto vescovo dAucouu Tommaso 111 da fu collocalo sullo l'aitai e ma_^giore. E ucl
U U A U M A 4)
1877 gioì pel nstabilimenlo della resi- tro provvide colla sede d'Ascoli. Tulia-
tlcDza pupalein Roma o[)eiala claGiego- volta IH' fiuono con>ei;uen2a
o accanile di-
1 io XI, ma si afìlisse quando contro il suc- scordie fra le famiglie Vigilanti e Ferret-
cessoreUrbano VI insorse il glande e fu- ti, alle (piali presero parte allri nobili an-
nesto Scisma d' occidente, che sostenne conitani. Neli4i8 01419 lo s'esso Papa
in /Ivigiione l'antipapa ClementeVlI.Nel nominò vescovo d' Ancona Astorgio A-
i385 fu fr. Bartolomeo
vescovo Dario I gnensi o Arnesi [T .), e lo era slato di Mi-
o Oleario (1.) francescano e padovano, leto, di Ravello e di Melfi, il quale rap-
traslato a F'irenze e cardinale. iNeli38T presentando al Papa pò veri mento del-
l'ini

d. Guglielmo Della Vigna benedettino di mensa e la


la condizione d' Umana, nel
Subiaco, neli3q5 io Ferngia celebrò la 1422 ne ottenne l'unione e fu I. "vescovo
messa innanzi Bonifacio IX infermo, e nel d'Ancona e Umana, indi cardinale. Ora
i4o4 intervenne in Roma all'intronizza- fa d'uopo riportare iaseriede'vescovi d'U-
zione d'Innocenzo VII, che lo trasferì a mana, per quindi compierla co'successivi
Todi ueli 4o5. In questo gli sostituì il suo vescovi d'Ancona e d'Umana. Osserva
confessore e tesoriere, altro benedettino mg.' Barili waW Italia sacra,
che l'Ughelli
di s. Giorgio di Venezia, d. Carlo degli t.i, dopo avere riportato
a p. 324 la se-_
Atti di Sassoferrato, ma la oìorle gì' in»- neAiicoiiilani Episcopi, ei\ a p. 743 quel-
pedi di recarsi in Ancona, laonde elesse la d' Hiimanatenses Episcopi in numero

in sua vece nel 1 4o6 Lorenzo Rivi o Ric- di 25, e di Ancona e di Umana gli altri a
ci fiorentino. Frattanto Io scisma soste- p. 3 38, fucouìmentato egregiamente eoa
nuto dall'antipapa Benedetto Xlll tene- aggiunte e correzioni dal Coleli nel t.io
va divisi e agitati i fedeli, ed i cardinali della slessa Italia sacra, cioè a p. 11 5,
ribellatisi a Gregorio XII nel famoso óV- 206 269, il quale enumerò 27 vesco-
e
nodo di Pisa lo deposero nel 409 in uno \ vi. Dice inoltre che dopo il pontificato di

all'antipapa, e così la Chiesa si trovò viep- Benedeìlo XIV le notizie de'vescovi d'U-
più lacerata neil' ubbidienza. Forse Lo- mana si acci ebbero da'seguenli.Dagli/^«-
renzo seguì quella d'Alessandro V, poi- tiales Canialdulensium. Dal IMiirtoielli,
ché Gregorio XII neh 4 'o lo rimosse dal- 3/cniorie historiche cf Osimo. Pompeo
la sede e vi nominò fr. Simone Vigilan- Compagnoni, Memorie della chiesa e dei
ti patrizio anconitano, generale degli a- vescovi d'Osmio. Fausto AntonioMaio-
gosliniani. Morto Alessandro V e succes- i\\,De Ecclesia et Episcopis Anconilanis,
so Giovanni XXIII, pare che questi tra- Coninientariits, in quo l gJielliana series
sferisse Lorenzo aSinigaglia,ma Gregorio emenda tiu\ condnuatur , illustratur, Ro-
XII noi volle, e lo fu più tardi per Alar- maei759. Leopardi, Serie de'vescovi di
lino V. Di più GiovaniùXXIll tenlòd'in- Recanali. Co\ucc\, Antichità Picene,\, i o,
trudere nel 4 1 3 nella sede d'Ancona
1
l'al- p. 174 e seg., che con molta diligenza vi
tro nobile anconitano Pietro Ferretti, e congiunse quanti alti e documenti de've-
sebbene questi co'maneggi voleva costrin- scovi eransi prodotti colla stampa, e fece
gere fr. Simone ad abbandonar la sede, il novero di 32 pastori d'Umana. 11 ce-
questi si adoperò con alti umili per re- lebre Giuseppe Antonio Vogel di Stra-
starvi, e con tale dignità intervenne nel sburgo canonico di R^ecanati, della dioce-

concilio di Costanza, Pietro intitolando- si Commentarìus historiciis


di Basilea ,

si semplicemente eletto. Papa Martino V de Ecclesiìs Recanatensi et Lanretana


a pacificar la chiesa d'Ancona, pel nar- carumque Episcopis An. 800. Prezioso 1

rato sconvolta e travagliata, nel i4i8 o mss. che celebrai in più luoghi, faticoso,
1419 trasIatòaSinigaglia fr. Simone, per accurato e dotto lavoro che comprende
aver promosso Lorenzo ad Ischia, e Pie- olire i5o documenti, non solamente ri-
\G U M A U M A
guardanti le antichità sagre recanatesi, formate se alla storia delle Chiese d' L
ma eziandio le nunianali e le niarchiane, talia vi apponesse (pi;dche aggiunta. In-
non Hieno la storia universale che dalle tanto modestauìenle corresse le proprie
memorie provinciali trae in gran parte inesattezze, delle quali si avvide dopo let-

tjua^i tutta la sua vita. Perciò mg/ Bari- to l'egregio libro tlell'ab. Cappelletti, es-
h fece voli per la piibhlicaziune dell'eu- sere 00 i vescovi umanesi di cui non si
coinialo tuss. , notando inesatte alcune peidette la memoria, non coinpreudendo
schede sui vescovi d'Umana. Di recente Aslorgio che [lel i ."potè unire hi loro chie-
il dottissimo e della storia patria bene- sa all'Anconitana. Dirò ancora, che il Pe-
merito, defunto anconitano Agostino RI.' ruzzi fu altresì autore delle seguenti ope-
J'eruzzi canonico arciprete della metro- re. Dissertazione della prima fondazlo-
jiolitana di Ferrara, giovatosi con assen- ne d' Ancona, Osimoi 794- Oe' Siculi ila-
nala critica delle schede del Vogel , i di liei fondatori d'Ancona, lettere, Ferra-

cui vescovi sommano a 32, e delle ope- ra 1826. Storia ci' Ancona, Pesaro 835. 1

re di tulli gli altri, ne diede la C/irono- Dissertazione sulla Chiesa anconitana,


taxis Episcoporiun Himianatum emen- con note e supplementi di Luigi Pauri e
data et aucta, cioè di 32 vescovi che co- diSebastiano Pelrelli canonici della chie-
mincia da Filippo V nel V secolo, pub- sa cattedrale di Ancona, per Gusla *oSai -

blicala pel Sartoij Cherubini nell'Appen- lor] Cherubini, Ancona 845. Le sue O- 1

dice a'iiecreli del sinodo diocesano tenu- pere complete fnvouo impressein Bologna
to nel I841 dal vescovo Cadolini nel duo- ne! 184 7 -Di Ancona abbiamo ancora. Giu-
mo d'Ancona, e da mg." Barili riprodot- liano Sai acìiù, Notizie istoriche della di-
ta a p. 27 ei iq. Questo prelato dichia- ta d' Ancona già termine dell' antico le-
ra pure, che sebbene tal serie sia manche- gno d'Ilalia,con diversi avvenimenti di l-
vole per lunghe interruzioni e non isce- la 51arca Anconitana, e in detto regno
vra d'incertezze, è la più accurata che si accaduti, Roma 1675. D.' Gaetano can.
aljbia, per cui se ne deve gratitudine al Jjù\u(\\, Dissertazione de' siculi t dellafon-
Peruzzi. Mg/ Barili pertanto alla citata dazioned'Ancona,\\'i 182/, tipografia Ba-
p. 27 riportò aggiunte e rettificazioni, iufli. D. Antonio Leoni, Lettera rignar
dichiarando che a'ricordati autori si fe- dante l' anfiteatro d' Ancona, ivi i8i 1

ce assai degno e onorevole socio l'dluslre dalla tipografia di Kicolò Balud'i: Anco-
d. Giuseppe Ca[)[)ellctti, colle notizie ec- na illustrata colle risposte a'siguori Pe-
clesiasliche umanesi, pubblicale nella sua ruzzi, Pighetli ec, e il Compendio delle

grande intrapresa storica intorno ìtCliie- memorie s loriche d'Ancona capitale del-
se cV Italia. Poiché quante notizie pote- la .'ì/arca A nconilrtna, ^tìconsilS32 dal-
vano ilerivarsi da' cionisli anconitani e la lipografiaBaludì. Marchese Amico Ric-
quanti documenti si erano dividgali da- ci, lìJeniorie s loriche delle arti e degli ar-
gli autori menzionali, lutliegli adunò con tisti della Maica
d' Ancona Macerala ,

ordine e chiarezza; e che niun altro tra- i834- Consliudiones sive Slalutaniagni-
vaglio piìicompiuto si produsse sulla chie- ficae civilalis Anconac, ivi.

sa d'Umana. Di più urbanamente aggiun- Ricevè Niuuana o Umana il benefico


ge, che se gli si potranno appuntare al- lume della fede ne'[)rinii lem[)i dellaChie-
cune inesattezze, queste però sono assai sa, ma s'iguoi a precisauìenle chi ne fu il

lievi e rare [)er uno scrittore che tratta predicatore, se piu'e noi fu s. IMarone che
di luogo, ove non fece dimora, ed inten- in altre città e luoghi circostanti l' avea
de a scopo ben più ampio e faticoso. INe promulgata, o forse da (juelli già couver-
fece (juindi cenno, lasciando al suo giu- liti le (u [)oi coaiuiucato, ed ebbe per
dizio di decidere se meritino d'essere ri- tempo il seggio vescovile immcdiatameu-
IJ M A U M A 47
le soggetto itila s. Sede, come lo è tulio- vescovo di Numana ne! 095 fu ni concilio
ra il vescovo trAiiconn e trUiDana. Si co- romano, che altri dicono nel 5()8: mg.'
nosce peri ."vescovo di Muin;ma[Joi Unin- ii.irili, seguendo Coleli, non ci conviene,

na Filippo, che inlervciuie a'siiioili loma- e con Ini ri[>ele che venne confuso con
iii ilei 4611 e del 4^7, '»a siccome altro Grazioso o Graziano vescovo di Nointn-
Fili{)po.si vuole presente al concilio di Ro- lo {^J'^),NomentanaevidNumciitinae Ec-
ma 487, riconosciutosi vero quesl'ul-
del clesiae. L'Ughelli con questo Grazioso a-
limo, così fa d'uopo ritenere un solo Fi- vea comincialo la serie de' vescovi d'U-
lippo e non due. Il a.** vescovo di Numa- mana, mentre si esclude da questa sede.
11 a è Costantino nominalo nel 494 '" ^' Germano fu al concilio di Laterano nel
i»;i lettera da l'apa s. Gelasio I a'vescovi 549, e Adriano in quello pur di Roma
Wiissimo e Eusebio, per decidere certa del G80. Per le lagrimevoli vicende de'
(juestione tra luì e il vescovo d'Ancona tempi forse la sede il'Umana restò vedo-
pei confini di loro diocesi. JMg."^ Barili non va del pastore sino a Cosma o Cosimo che
è pienamente sicuro di Costantino, ]'ei sottoscrisse il sinodo romano dell' 826,
vocaboli co' quali viene chiamata la sua EpiscopusIIunintìns. Servio in quello pu-
sede, due essendo Cnniixcanae e Caniti- re romano deir8ìi3 si firmò Sergitis U-
scnnai', cheil Vogelthhe qualche |)roperi- inanrnsis. Giuliano nell'HT)! si trovò nel
sione di doversi leggere Camerano, corae concilio di Roma. Neil' 887 sedeva Ro-
^oce meno straniera e meno discordante berto, nel 967 fu al concilio di Ravenna
alla lezione degli antichi codici, poicliè Benedetto, nel 99(1 era ve>covo Giovan-
dopo la distruzione di Numana o Umana ni. IVel o44 Guido si recò al sinodo di
I

i vescovi spesso dimoravano in Camera- Roma, s. Leone IX convocò 3


e quaiulo
no dello anche Catuurano. Sebbene ciò adunanze vescovili contro simoniaci dal i

riporti con critica erudizione mg.' Cari- 10493! o5i, ivi fece ritorno almeno al-
I

li, e parli della residenza falla da'vcscovi tra volta. Allora s. Pier Damiani lui co-
talvolta a Recanati, edanche a Castel Fi- nobbe ben diverso da quello che per in-
dardo ov'era una casa episcopale, non con- giuste e malevoli voci erasi figuralo, e rin-
viene per Camerano, sia perchè vesco- i cominciatogli rimbrotto voloutierì cam-
vi umnnesi sempre s'intitolaronod'Uma- biò in elogio e venerazione, n^tW Optisco-'
Da, sia perchè la decadenza non fu estre- lo XFI diretto a Ghislerio ve>covo d'O-
ma, come sì notò di sopra, sia per crede- simo, lodandolo come uomodi particola-
re non ancora esistente Camerano; e sic- re umiltà e pazienza, etl erudito nelle s.

come memorali vocaboli vi è quello


Ira' Scritture e negli studi dell' arti liberali.

di Annsranat, che diversi spiegarono per Del vescovo Guglielmo Irovtisi menzione
Osimo, anche questa può vantare la [)ro- in una bolla di Papa Vittore li a favore
Labilità d'essergli appartenuta, e vi pio del vescovo di Teramo, in un decreto dì
pende per congettura piìi credibile. Del Papa Nicolò 11 del 039, nella soscrizione1

"vescovo Ron)olosi ha memoria nella sen- aldiploma emanato nel 062 da Papa A- i

tenza di Papa Vigilio, j)ronunziata nel lessandro li a favore della cliieoa di Fos-
55 contro Teodoro
1 di Cesarea, il cui ve- sombioiie, e nel 1069 >ottosciisse il de-
scovato pare inconiinciato in tempo an- creto di tal Papa per la cons;igiazione di
teriore. ^'el 553 liovasi il vescovo Quod- Graziano vescovo di Ferrara. iMg.' Bari-
vulldeus che sottoscrisse in Costanlino- lidiscorre eruditamente d'una congettu-
poli il famoso costituto dì detto Papa Vi- ra degli Annalisti Camaldolesi, che forse
gilio, e vivea nel 558 quando Umana fu può iguaidare anco Guglielmo. Fino al
I

rovinata dal prolungalo terremoto e per I iG non si conoscono altri vescovi, e in


I

la più parte subbissata nel riiare.Grazioso quell'anno sedeva Ugo, del cui tempora-
48 U MA U INI A
le dominio nncoia d'Umana il Coliicci e nò a'monaci di Fonte A^'ellann [V.) la

altri riportò un importante documento, chiesa parrocchiale di s. INIaria, co'dirit-

di cui già parlai. Si apprende da esso, che ti e adiacenze, situata nel fondo di Lore-
8 delle pili cospicue famiglie d'Osimo a to, che allora col territorio di Recannti
nome del comune si presentarono a U- apparteneva alla diocesi d'Umana. Sul do-
go ed a'suoi canonici, e donarono a lui e cumento, dice Colucci, si volle abusare
alla sua chiesa un notabile tratto di ter- da alcuni severi critici per appoggiare i
ra, che gli osimani possedevano nelle vi- loro dubbi sulla prodigiosa traslazione
cinanze d'Umana j e in ricambio Ugo e della s. Casa, e contro le prove piìi coa-
ì suoi canonici, alla presenza e di con- vincenti osare di mostrare già esistente
senso dell'arciprete, dell'arcidiacono e del nel secolo XII la chiesa di s. Maria di Lo-
primicerio, concessero agli osimani per reto, quasiché la donata dal vescovo sia

99 anni piena licenza di frequentare il la medesima che racchiude il celeberri-


porto e il lido d'Umana ed ivi fare qual- mo santuario della s. Casa. Ne'tanli luo-
siasi traffico, senza alcun peso di gabella ghi ove ragionai di esso narrai, che quel
o dazio; a condizione però che gli osima- fondo sparso di lauri si nom\nh fnndus
ni si recassero ogni anno processional- Laureti, in sita nenioris, nel bosco degli
menle il giorno della festa di s. M'jria allori, Laurelum, donde prese la denomi-
d'Umana a visitarne la cattedrale, ed a nazione la detta chiesa, ed ora ivi sorge
pagare al vescovo ed a'canonici il tribu- colla città di Loreto il venerando santua-
to di 3 libbre di denari. Si convenne dalle rio omonimo. Questo nome altri lo de-
due multa dii5o libbre d'argen-
parti la dussero dal fondu ove perlai. 'volta si po-
to, contro chi ne alterasse o rompesse le sò la s. Casa di proprietà della recanate-
condizioni, alle quali eransi obbligati con se Laureta o Loreta, donde partì e andò
giuramento. Nelii42 lo stesso Ugo con- a posarsi soprauna vicina collina e da ,

validò co'suoi canonici il concesso, col do- questa finalmente di nuovo partì per fer-
cumento riprodotto eziandio da Colucci, marsi sull'altra adiacente collina, in cui
il quale riferì pure quello da cui rileva- restò, ne'diiitorni cioè dell'antica parroc-
si, che nel sinodo tenuto neh ii^5 in Fo- chia di s. Maria in fundo Laureti, che
ligno dal cardinal Giulio legato d'Euge- Giordano avea donato al monastero del-
nio Ili, quando ne consagrò la cattedra- r/\vellana, il (jual celebre monastero fu
le, con furono presentati
altri vescovi vi poi dato a'camaldolesi,ed ora trovasi nel-
Anconitanus cum uno archidiacono, duo- la diocesi di Pergola (J-). U Colucci che
bus praepositis, tribusahbatìbus; liuina- ricavò il documento dal t. 8,p. 37, degli
uensis cum archidiacono, archipresbite- /4nnal.CanìaLd.yCou(\\.\t%V\ conclude sul-
ro^ duobus nbbniibus. Siccome Ugo lene- la miracolosa e portentosa traslazione del-
va certamente la cattedra umanese nel la s. Casa, da un luogo ad un altro. Coiispi-
I 142non vi ha notizia d'altro che a-
e l citur enirn aedicula haec adliodìernam
vesse prima deli 179, così è probabile la deposita super nudani hutnuin , ctfiui-
congettura di Colucci che quegli sia il , damentis omnibus carens ad instar alle"
vescovo indicato nella lettera del cardi- rius sacrae Laurelanae aedis, in qua
nal legato che narra l'accennato. Ad ogni postrema cum restaurandum essel pavi-
modo, dice iiig.' Barili, la sede il'Uniana mentuni corani Episcopis a s. Sede de-
non era vacante in quell'anno. Neh 179 putatisi observalum fuit ipsam solo in-
il vescovo Giordano intervenne al conci- haerere sine alio supposilo fundanicnto,
liogenerale di Lateranolll; indi nel 193 1 qiiod wrani Iranslationem, simplicenique
Giordano coll'assenso de'suoi canonici, e dt'positioncm indtcat. Anche mg.' barili
coudocumcutoiiprodollodaColucci,do- rileva, che la chiesa donala da Giordano
U M A U M A 49
ngli Avellaiiili fu argomento di erudita cina , con che mostrò avt^rio reintegralo
qiieslione fra il conte IMonnldo Leop;ir- di sua stima. Questa si conciliò pure nel-
di e il preposto Antonio Riccardi, e die la diocesi di Camerino, coU'adempieie
io deplorai a Loreto. Chi vorrà leggere tale ullicio. Infatti nel 1 33'j> desiderò l'ab-
le Discussioni Laurei ane ò\ quello stam- bate Rinaldo, che pur 1' adempisse con
pate a Lugano nel i84 ' > e la Critica po- alcuni da Recanatì pel monastero di s.

lemica questo negli ninnali delle scien-


di Lorenzo in Doliolo. Già in nome di Pa-
ze, religiose^ 1. 2, p. 34^i avrà ben don-
1 pa Onorio III avea Sanguino ammoni-
de persuadersi clie dalla chiesa medesima to e poi scomunicalo nel 1222 cittadini i

nel fondo Laureti non consegue alcun di Macerala per aver distrutto il Poggio
{irgomento a sminuire la robustezza del- o Castello di Casale; e nel I 228 avea con-
la pia, universale e dolcissima credenza, cesso nolaioTommasodaRecanalid'in-
al

che là dalla Palestina fu trasmutala la s. stituire nella sua patria un monastero di


Casa di Nostra Donna. Di più il vesce- francescane in fundo Petretì, e fu il mo-
voGiordano nel iiq5fu depulato dal'apa nastero suburbano di s, Nicola verso la
Celestino Illadennue una difTereiiza, tra porta INIariiKi. Ne riporta il documento
A Itone vescovo diCamerino e Rlartino ab- ing."^ Carili. Col docimiento da lui pidj-

itale de'monaci camaldolesi di s. Elena di blicalo s'impara, chea' io aprile 1 2 3? già


Jesi, non lungi da Serra s. Quirico, con do- era nella sede umanese Giacomo, e cou-
cumento presso il Colucci. Questi aggiun- liene qualche notizia della chiesa anco-
ge, che gli Annalisti camaldolesi ci conser- nitana e pose le fondamenta nel fondo
,

vano la memoria che descrive la solenne di s. Elia d'un monastero presso Reca-
consagiazione della chiesa di s. Croce di nati. In quest'articolo e ad Osimo nar-
Fonte Avellana, coU'intervento di Gior- rai i due rimarcabili avvenimenti succe-
dano e di altri 12 vescovi, seguita a'3 a- i duti nel vescovato di Giacomo, pe'quali
gostoi 197, alla presenza clamino Genti- la diocesi d'Umana soggiacque a notabi-
li venerabili s. Ronianae Ecclesiae lega- li cambiamenti territoriali, sia colla se-

to. Neil 199 il canonico della cattedrale parazione di Recanati elevala a città con
Sanguino o Sanguigno fu dichiaralo ve- sede vescovile, in premio d'essersi unita
scovo d' Umana, che sottoscrisse electus a'guelfi per difendere Gregorio IX con-
un accordo sulla controversia insorta tra tro le persecuzioni di Federico II gran
lui e r abbate camaldolese di Val di Ca- fautore de'ghibellini ; sia coli' unione di
stro, per la giurisdizione della chiesa di Osimo a Recanali, e porzione della dio-
s. Gio. Battista sul monte BuccOjOggi bor- cesi ad Umana, che ne fece il Papa, pei'
go di S.Giovanni presso Camerano, e non compenso di tal diminuzione di teiiito-
Colmurano come scrisse Colucci. La de- rio, in castigo degli osimani che seguiva-
cisione dell' arcidiacono e dell' arciprete no le parli dell'imperatore e del suo na-
d'Ancona,depulali dal caidinal Giovanni turale Enzio occupatori di molti luoghi
Colonna legalo, fu in favore della chiesa dellaMarca, dopo avere trasferito la cat-
d'Umana; ma al vescovo si assotligliaro- tedra in Recanati della soppressa diocesi
no guadagni, onde gii si raccomandò la
i d' Osimo. Queste disposizioni , Gregorio
mansueludine ne' modi. Il che fu qua- IX in parte potè elfetluarle, poiché col-
si preludio del severo riui provero fitto- la bolla Rectae considcrationis , de 22
gli nel 1233 da Gregorio IX, di disuma- maggio 24oj ^»//. Roni.t.
1 3, p. 292, ri-

no e simoniaco mercato. Wa pare esage- portata anche dal Calcagni nejle Memo-
rata l'accusa fatta conUo di lui al Papa, rie di Recanati j (^i.\t%hì eresse in città, la
perchè nell'istesso anno gli commise tu- chiesa in cattedrale e sede vescovile, di-
telar le ragioni del monastero di Val Fu- suìembraudola dalla diocesi umanele.
YOL. 1 xxxui.
';<, U M A U 1\I A
Diihilaiido Gregorio IX se la ciflà d'Osi- legalo oposfolico nel 277. Morì nel i'27f)
1

nio ern pìopoizionato com|)enso a Dina- in Vilei ho e \\\ sepolto in s, Maria de Gra -

»ia [»«-l ne cniniiiise Tesa-


lollo leiiiloiio, di del suo ordine. Restò vacante la sede
11)6 a Persevallo vescovo crAiicona, ed a- sino al 1280, in cui Nicolò 11! la provvi-
ali abbati di s. Giovaimi di Pennorchia- de con Bernardo canonico di Dagnorea,
ra e di s. Maria di Porto Novo, qua loia trasferito a Castro dello slesso slato pa-
credessero oppoi Inno di proporre l'asse- pale prima deli28q. In rpiestogli succes-
gnazione ad Un);.ma anche di (jiinli he al- se ili. "gennaio fr. Geraldino o Glierar-

tra parie di diocesi già slata d' Ostino : dino minorità, al cui lempo Nicolò IV re-
intanto il Papa coticesse al vescovo d'U- sliluì a Recanati il titolo di città e la se-
mana continuare a percepire le rendi-
di de vescovile, disgiungendola da Umana,
le del territorio di Recanali. Dipoi Inno alla quale in compenso concesse 6000 fio-

cenzo 1 V ,fpi;intoa(i Osinio,efiellnn il ri- rini d' oro da pagarsi dal comune reca-
soluto dal predece>*sore, colla bolla Cuin natese, e neli2q6 il rettore delia Marca
olit/ì ^poslolìcne Scflix , de' i3 ollobre Durando curò che gli fossero pagati da
1247» Jjt'ii- cil., p. 3 I
4, privando 0«ii- Recanati i residuali 4oo fiorini. La con-
mo nuovamente della dignità vescovile e sagrazionedi Geraldino seguì drvj)o la di-

assoggettandola ad Umana, secondo le di- sgiunzione di Recannti. cioè a'2f) dicem-


sposizioni di Gregorio IX. I corrispon- bre 1289 per mano di Nicolò IV suo cor-
denti docnnìenti pubblicò ancora mg.' religifiso che l'avea nominalo con lelle-
Barili. Tutlavolla Papa Alessandro IV ra ov'è detto: Archidiaconu/; el Cnpilu-
inviò nel 17.56 per aniuìinistraloie fr. lit<ì EcclesiaeHiunnnnt. adelectioneni et

Giovanni Colonna arcivescovo di Messi- posfiilaiioneni (tlìquani ile fiiUtro pnsfo-


na, cui successe nelT amministrazione s. re in eadtm Humaiiat. Ecclesia fncien-
Cenvennlo arcidiacono anconitano ,
per (Jarn procedere non cnrarunt... Te Jhi-
la cui mirabile pietà e indole angelica at- mauat.KcclesiaeKpi'^copnm praeficinius
tutale le discordie, serenati tulli gli ani- ad pasloreni el deinde consecrnlionis niu-
mi, li preparò alla ricupera della perdu- ims lilìi noslris nianihiis soleniniterinipeti'
ta sede. Così procederono le cose ne' ve- dinins. Nel 1 3o6 con altri vescovi conces-
scovati di Giovanni 11 delisSa, e di fr. se indulgenza all'altare della B. Vergine
Avnolfo domenicano del iS/^,'ws\guepev i eretto nella calledrale d'Ancona dal suo
pietà e dottrina. A suo tempo lornaln O- vescovo Ungheri, e continuava a vivere
simo all'ubbidienza ponti (jcia, l\'ipn Ur- nel i3i7, come si ha dal documenlo di
bano IV restituì ad essa la cattedra ve- conti alto e vendila fra Abram uccio e Ge-
scovile, colla bolla Becli slatt-ra juflicii, raldino, pubblicato da mg. 'Barili. Senibra
«le'iS marzo 1264, Bull, cit., p. 4 '4 5 *^ che morisse nel i 322, ed in questo o nel
per le istanze di Fr. Arnolfo reintegiò la i323 gli successe fr. Pietro I francesca-
sua chiesa delle giurisdizioni spirituali e no, che noi avanzato negli anni, colle do-
rendite di Recanati, il cui vescovnio re- vute facoltà s'allontanòtrUmana, lascian-
stò soppresso per allora. Il vescovo nel dovi chi dovea farne le veci, e si ritirò
I2()7 Irovossi in Bologna alla 2/ trasla- nel di lui nativo convento d'Ancona, do-
zione del corpo di s. Don)enico fondato- ve co' suoi frati condusse il resto di sua
re del suo ordine, e nel i 278 concesse ai vila, ch'ebbe fine nel 335, come 1 si leg-
suoi coireligiosi di aprire ì\ì\ convento in ge neir iscrizione sepolcrale dalla chiesa
Recanatl, secondo il Calcagni, mentre il di s. I\]aiia IVbiggiore trasfeiila nell'atrio
Leopardi asserisce the ciò avea 1:1 Ito nel dell'ospedale. Il suo sigillo esprime la D.
1272, onde sarà siala conferma come e- Vergine assisa che sostiene il divin Figlio,
sprimesi il Peiuzzi.Fareche.sin slato pure ed inferioriDenle è figiunio genutlcsso in
U MA ti IM A 5 .

allo di pregare, colle parole intorno: i9(- gli sostituì Ugo II, a ctii nuovamente sur
i^illiini Ep. Hunianae. Lo prova mg.' Ba- rogò ncli/^o?. Antonio II, che forse avea
rili e lo diceriitiico sigillo die conosca de' occupato in qualche legazione e forse tra-
vescovi d'Oinoiin. Il disegno del sigillo lo sferendo altrove Ugo II. Neh4i3 preten-
fornì a rag.' ÌjotìIì marchese Filippo
il eli. deva Giovanni XXIII, eletto contro il le
LafFaelli da Cingoli eruditissimo, che il giltimo Papa Gregorio XII, di cacciarlo
prelato giustaineiite loda rpial giovane di dalla sede unianale, tua Antonio II vi re-
molti studi e di f luste speranze, poiché e- stò difeso energicamenle dal senato d'An-
gregiamente sa giovarsi e fa copia ad al- cona, morendo poi nel 4'2'3t-GredeCoIucci I

tri con animo cortese delle Marchiane me- che i 3 falsi pastoii abbiano contribuito al
morie adunale per ogni parte dall'illu- deterioramento della chieda d'Umana, e
stre suo avo Francesco Maria. Perla ri- che per la sua povertà e stato di decaden-
cordata iscrizione non essendo certo che za non potesse lungamente sussistere, per
fV. Pietro I morì neh 338, secondo re- i cui dovea essere soccorsa e ristaurata, o
gistri Vaticani, per asserzione d'Ughelli, unita ad altra; ma dal Papa Martino V
solo in tale anno si conosce il successore fu stimalo più sano consiglio di unire e
Jjonincontro Tornei canonico d'Ancona, congiungere perpetuamente la sede ve-
il quale penetrato dalle rovine in cui gia- contermine d'Ancona,
scovile con quella
ceva Umana e la sua cattedrale diruta, e l'eseguì colla bolla /tr stijìcnun' ma-
otleiHie da Papa rJenedello XII lettere a- jcstatix^ de' i
9 ottobre 1 4*22, presso mg.'
posloliclie colle cpiali elargì il preniiodel- Barili, p. XX. Questi riferisce chela dio-
l'mdulgenze a chi avesse contribuito al- cesi d'Umana dalla sommitìi del Conerò
la cominciata riedificazione, ignorandosi discendeva a'minori colli di Massignano.
se l'impresa ebbe esito felice. Nel i 3^3 fu Di là procedeva a Cameraoo, poi volge-
vescovo Simeone o Simone Marcellini ca va a Castel Fidardo, e veniva a decana-
nonico e cittadino d'Ancona, che il patrio ti, quando questo ne fece parle,terininan-

capitolo inutilmente bramò a suo pasto- dosi col teiritoi'io di questa al mare pres-
re,come notai superiormente riconob- : so la foce di Potenza. Lo Speciali, rispet-

be nel comune di Sirolo privilegio di no- il tabile storico, vi unì anche Oiragna,quan-
minare il parroco con l'approvazione del tunque lontana, tna lealmente spetta al-
vescovo. Gli successero neh 363 il teolo- la diocesi d'Osimo. Negli ultimi tempi la

go riminese fr. Silvestro de'servi di Ma- diocesi d'Umana si compose,oltre la città,

ria; neli37Ji fr. Pietro II della Scala an- Fida rdo,Camerano,SiroloeMas-


di Castel
conitano; nel dicembre I 383Giovanni III signano; e le rendite erano così diminui-
che poco visse; nel 385 fr. An-
gennaio 1 teche non oltrepassavano 200 fiorini d'o-
tonio I Trassati romano. Lo scisma che ro. Anche sminuite notabilmente erano
lacerava laChiesa universale, dall'antipa- quelle della sede d'Ancona, riferendo Be-
pa Clemente VII fu introdotto pure in nedetto XIV nella Lettera, che perciò
quella d'Utiiana, poiché nella sua catte il vescovo Astorgio espose a Marti rm V,
dra v'intruse nel i 386 Vincenzo e succes- che non avendo la mensa d' Ancona che
sivamente gli altri pseudo-vescovi Pietro l'entrata di 4oo fiorini d'oro, colla qua-
e poco dopo nel i 392 Domenico. Da e>si le era impossibile il mantenere la sua
come fu travaglialo Antonio I, lo fu
fr. dignità colla dovuta decenza, e che non
pure Antonio II canonico di Fabriano che eccedendo 1' entrata della chiesa d' U-
gli successe nel 1 3q3, e continuò ad esse- uiana, di cui allora eri vescovo Anto-
re per qualche tempo collettore genera- nio, la somma di 200 floi ini d'oro, saieb-
le della s. Sede nel Piceno. Piimosso nel be stato bene l'unire insieme le due chie-
i4oo dalla sede da Bonifacio IX, questi se d'Ancona e d'Umana, nane prò tane,
52 UMA UM A.

cioèdifferenclorefiellotlcirunioneal tem- dice, che sebbene l'arsenale secondo il

po ìli cui il vescovo Anlonio o fosse mor- primitivo progetto, di servire cioè alla
to o trasferito al governo d'altra chiesa. costruzione di legni comuni mercantili,
Martino V eseguì runione colla precetti- era quasi compito, anzi eiansi puie falli

va condizione, che Asiorgio e successo- i due squeri; tuttavia per la costruzione in-
ri dovessero unire al titolo di vescovo di trapresa da alcune società anconitane de*
Ancona l'altro di vescovo d'Umana. Anto- due nominati grandissimi legni, essen-
nio III morì nello slesso i4'J 2, così la chie- dosi quindi proposto di fabbricarne al-
sa d' Ancona fu illustrata con l'unione tri anco più grandi, si ritiene che perciò
d'altra diocesi, con incremento di gloria l'arsetiale avrà bisogno di maggior esten-
ecclesiastica, avendola dichiarata il Com- sione,e per varare delti legni in costruzio-
i

pagnoni la primogenita del Piceno che ne dovranno ingrandire gli squeri fat-
si

venne alla fede evangelica. Nella civile la ti).lmperocchè,osserva il medesimo Gior-


nobilissima Ancona [F.) era già la più nale, il maggior naviglio mercantile del-
antica metropoli del Piceno, mentre un la marina napoletana non conta più di

tempo se lo fu Ravcìina {F.), forse lo era geo tonnellate. Così Ancona diviene il
come regionaria. Celebrata opulentissima porlo della città capitale.

e potentissima anche per la sua fortez- Asiorgio Jgnensi napoletano fu il

za rinomala e anticamente denominata primo vescovo che assunse il titolo del-


Piocca Papale. Situata in amenissima e le due chiese d'Ancona e d' Umana, in-

ottima situazione pel commercio,ha il mi- titolandosi come si ha da diversi tuouu-


gliore Porto Pontifìcio [F.) sull'Adria- menti: Astorgius Dei et Jpostolicae Se-
tico. In tale articolo e in quello del Teve- dis gratia. Episcopus Anconilanns ci U'
re parlai dell'unione o comunicazione dei manae. Insieme eoo s. Giacomo deliaJVIar-
duemari AdriaticoeMediterraneoa mez- ca fu fallo inquisitore contro gli eretici
zo d'una iS'^/v/r/<7ytwrt/(7, nella linea d'An- Fraticelli, indi commissario della Chie-
cona aLi vorno porto della Toscana jmGU- sa romana e tesoriere generale, e come
tre della linea telegrafica di congiunzio- tale nel 14^7 forzò que'di Monticelli a pa-
ne ad Ancona riparlai nel voi. LXXIV, gaie i tributi e le gabelle ;dla s. Sede. Qua-
p. 63;edel tribunale d'appello per leco-
I le Z'c'.9ori'V/rg'f/a"r<7/r noi riportai in quel-

se commerciali di cui la reinlegiòFioV'IlI l'articoloseguendo il Vitali, e leggendolo


di Cingoli, ne feci parola nel voi. LXXX, neW&SeriesRectorvjn AncnrtitanaeMar-
p. 149- Quanto al novero dc'consoli este- chiae del Leopardi, soltanto Thesaura-
ri che vi risiedono, lo riportai nel voi. riiis\ìe\ i^i^ene.\ 4^6-3 1 1 Giihernalor.
XVII, p. 5o. Della ferrovia decretata da Quel 7 hesaurai'iiis generalis che si leg-
Roma a Bologna per Ancona, riparlerò a ge nella Lettera dì Benedetto XIT, pa-
Università artistiche, col riferire al- re riferibile alla Dlarchiae, di cui in es-
tri cenni sul memorabile tagliodeiristmo sa si legge anche Locam-lenen.<! prò SS.
di Suez, che produrrà anche al porlo di D. Nostro. Eugenio IV nel i43G lo tra-
Ancona immensi vantaggi commerciali, sferì a Benevento, e Nicolò V lo creò car-
pel quale nel i8d6 fu compito il bello e dinale: morto Roma fu sepolto nella
in
magnifico arsenale (conie lo chiama il Chiesa dì s. Maria .•-opra 3Iìiiena, in
Giornale di Roma del iBSy a p. 3i8), elegante mausoleo poi Irasferilonel chio-
ordinalo da Gregorio XVI, come poi ri- stro, come rilevai in tale articolo. G li suc-
ferirò, e (love sono in costruzione due i cesse traslalo da Segna, e non da Segni
piìigrandi navigli di commercio costrui- dello stato pontificio, Giovanni V de iJo-
ti in Italia, uno di 5oo Umnellale, l'al-
i niinis d'Albe dotto e virtuoso. Visse
tro di 1000, vapore ad elice (per cui si poco, onde nel 14^7 d;i Forlì vi fu tra-
U M A U M A 53
sferito Giovanni VI Caffarelli nobilero- tare. La con de-
congregazione de's. Riti
luanu, pei- lesue egregie quuiilà fu im- creto de'29 agosto 179'), confermato da
j>iegato in gravissimi alFari della s. Sede, altro de'2 settembre, con autorità di Pio
morendo in Roma
nel i^Go. In (|uesto VI ne riconobbe il culto immemorabile
Agapito Rustici Cenci no-
gli fu soslituito col titolo di beato, col quale veniva chia-
bile romano, già cunonico Vaticano e u- mato, massime dopoché nel i52g a sua
dilore di Rota, profondo giureconsulto e inteicessione cessò la peslij nella città; e
chiaro letterato. Al suo tempo fu ricevu- concesse al capitolo Vaticano ed alle dio-
ta solennetaeute in Ancona la tesla del- cesi d'Ancona e Siena la facoltà di farne
l'apostolo s. Andrea, poi trasferita in Ro- r uffizio e messa col rito doppio minore
ma e da Pio II collocata nella basilica Va- a'2 settembre. Nello stesso annoi 4^4 ^'e-
ticana, nel che narrai nel voi. LV,
modo gnamente gli successe nobile anconita- il

p. 262. Il Papa di lui amicissimo, co(ne no Benincasa de'Benincasi già canonico


si legge in Marini negli Archiatri, t. 2, Vaticano, nel cui vescovato agli esisten-
p. iSy, enconùò il vescovo ue'suoi Co/ii- ti carmelitani fu concessa la chiesa di s.

mcntdri, atico quci\e elegante poeta, e per- Maria in cunctis, che rif ibbricarono e vi

comporre l'inno di tale


ciò gl'ingiunse di aggiunsero il convento, e per aver gli an-
Avendolo trasferito neh 463
traslazione. ziani contribuito al compimento del tet-
a Camerino, nominò Pio II in sua vece il to, essi imposero a'frati doverli ogni an-
b. Antonio deconli Fatatid'Ancona, del- no invitare alla messa cantata e donarli
la cui cattedrale era slato canonico e ar- di 5 paia di piccioni. Nel 1492 approdò
ciprete; da Nicolò V fatto vicario della ba- in Ancona l'ambasciatore di Bajazet II
silica Vaticana nello spirituale e tempo- sultano di Turchia, co'sagri donativi per
rale, canonico di essa colla ritenzione del Innocenzo Vili, della sagra Lancia (/^.)

vicarialo, chierico di camera e tesoriere che trafisse il costato del Redentore, del-
dellaMarca, e di essa ripetutamente luo- la s. Sponga [P.) e della s. Canna [f^.)

gotenenle o governatore, e nel i45o ve- santificate nella sua Passione, e tuttofa
scovo di Teramo, dalia cui sede in questa portato in solenne processione per la cit-

fu trasferito. Il Papa Pio 11 inoltre io as- tàcon indulgenza plenaria a chi v'inter-
segnò per vicario e vescovo suffraganeo venne. Riferiscono gli scrittori anconita-
del proprio nipote cardinal Todeschini ni,che l'ambasciatore Chamisbuerch o
Piccolomini, poi iP/o ///, iìell'arci vesco- Mustafà (alloggiato prima nel palazzo del
vato di Siena, ove esercitò le funzioni e- conte Liverotio Ferretti e poi nella casa
piscopali, non essendo il cardinale neppur d'Antongiacomo Marcellini come più a-
Sacerdote; e lo dichiarò collettore e com- riosa), grato alle cortesie ricevute dagli
missario per le decime di tutta Italia. E- anconitani , lasciò loro la punta della s.

lesse in collegiata la chiesa parrocchiale Lancia che si venera tra le preziose ss.

di s. Maria del Caimelo, oggi s. Maria in Reliquie di cui è doviziosa la cattedrale.


Piazza, istituendovi il preposto con 6 ca- Ma in tale articolo notai che anco Pari-
nonici, aumentati a 12 dalla pietà della gi vanta di possedere la cuspide del sa-
contessa Camilla Ferretti. Di santa vita, gro ferro. 1! p. Civalli parlando de'corpl

modello de'pastori santificò e beneficò


, santi che si venerano nella cattedrale di
il suo clero e il suo popolo. A'9 gennaio Ancona, dice pure dell'Evaogelario di s.
i4<>4 riposò nel Signore, che glorificò il Marcellino, d'uns. Chiodo e d'una s. Spi-
suo servo con copia di miracoli, ecol far- na di Gesìi Cristo, della testa dis. Giaco-
lo trovare 4^ anni dopo incorrotto e col- mo Minore, del meraviglioso piede destro
le vesti illese, e si venera nella confessio- di s. Anna, dello stupendo braccio di s.

ne di s. Cuiaco nel proprio e nobile al- Antonio abbate in atto di benedire, e del"
54 U M A UM A
la Tunica iucoasiUilcdi y. S. sulla qua- card, patria benefìcio /éncoiiitanits Prae-^
ledisputaruiio i pielali della Marca in oc- sid.-' Nainque is egregiae iudolisy et elc-

casioneileir.li rivo in A ncoiia della s. Lati- ganlis liUeralnrae juvenis fatornin prl-
eia. Dice the questa fu incontrata da lui- tmim acerbilatein Unte experlus est, citni
li i vescovi delia provincia, con una mei- repentino de coelo taclus fulmine vesti'

litudiuegiaiidissiijìa di religiosi, e con so- mentis ab co incensis, ila territiis est, tit

lenne pompa e allegrezza di spirilo fu por- paruni abfuerit.quin exliiiguerelur;pau-


tata per la città e deposta in s. Ciriaco, lo post pestilcnlia dia correplus , quae
finché non venne recala in Roma. La di- cuni Adriano I I advecta Romam in\'a-
sputa ebbe per argoiuento:QuaI reliquia .y;7 (vi entrò a'?.q agosto 1 5^3), »//<7'»sw/o-
omeujuriadel Salvatore fosse più prezio- di in contagiane fieri solet, a clienlibus
sa e degna di maggior onore, o la Laii- omnibus derelictns, unius Benedi e li fen-
da o la Tonaca. Nel 1842 fu pubblica- tris germani qid mine sacerdos Card.
.

lo in Ancona Catalogo delle ss. Reli-


: e5/(poi nel i53i legato della IMarca e rie-
(juieche si conservano nel santuario di dificalore della fortezza d'Ancona, o nie-
s. Ciriaco, ( atlcdralc d\4ncona,ec.^c\ glio costruì un grande e solido bastione
15o2 divenne vescovo l'altro anconitano sulla chiesa di s. Spirito, demolita perciò
Giovanni VII Sacco de'conti Cortesi si- e spianata; epoca turbolenta pe' civici

gnori di Sirolo ove nacque (dice mg. "^Ba- trambusti originali dalla ricordata prì va-

rili che distretti anticamente si dissero


i zione de'privilegi alla città), ope et offi-
C«/"/t',<r, ed in Sirolo dominarono i conti ciò suslenlatus^qnipietatem erga fralreni,
rurali che pi t- sero il nome di Cortesi), ar- nnillis ab hi ne stculis raiissiniani profes-
i;ivescovo di Kagusi, chiesa che ritenne, sus, duni ejus niorbum suis ipsemelnta-
Cede a'canonici regolari Lateranensi l'ab- nibus curai, cibum minislrat , idceribus
bazia di Giovanni in Pennocchiara, di
s. medetur, eadem ipse quoque inox peste
cui era abbate comnieudatario, j)er aver- contactnsnunqiianiahsterreri poiuìt.quin
la abbandonala n)onaci. IMorì in Roma i opera/n illi assiduani na^'arel, Francisco
nel i5o5 e fu sepolto in s. Onofrio con precibus idenlideni deposcente, ut absli-
iscrizione riportata dall'Ughelli, in cui è neret, vilaeque ille suae parceret,quan-
celebralo per virtù e dottrina, come per do ipse oinneni salutis spem ab/ecissel;
gì' incarichi sostenuti sotto Innocenzo sacvienteauteinniorbo paucorum dieruni
V Alessandro VI e Giulio li, di data-
III, intervallo peremptus^mngna^quac de pro-
rio,nunzio in Francia, governatore di Bo- fectu ejus excitata erat, spes eum cum 0-

logna e R^omagiia. bi detto anno gli sue- inniam nioerore ftfellil.Viive che France-
ces.se il celebre fiorentino Pietro HI Ac- scoli non sia stalo vescovo d'Ancona fino
colti Oliando d'Arezzo, d'una fami- alla morie, [)oichè gli si dà dall'ab. Cap-
('/^'.J
glia rinomala per illustri letterati, dotto secondola SloriaAeX
pelletti a successore,
uditore di Rota, che nel 5i elevalo al- 1 1 Ridolfì, Rufino Lupaio francescano di
fi.

la porpora fu comunemente chiamato il Padova e morto neh 522. Il Peruzzi poi


cardinal d' Ancona. Nel 5i4 a'Gaprde, 1 propende a credere che Pietro III Accol-
secondo gli atti concistoriali, per sua ras- li cessò d'essere vescovo d' Ancona nel
segna gli successe il nipote Francesco li i5o6, perchè in tale anno registrò il ce-
Accolti fìurenlino, morto in Pvoma di pe- lebie maestro di ceremonie nel suo Dia-
ste neh 52 3. Scrisse di lui il contcìnpora- rio ISerius de Accollis, auditor Rotae,
:

neo Pierio Valeriano, De liUcratoruni cpiscopus Anconilanus PP. A me pare,


infelicitale. An non, inqnani, inter cala- che forse il Neri sarà slato un tempo ve-
niilosae sorli\ hoinincs adnvvicrandus scovo d'Ancona [)er temporanea ccssio-
eùam est Fianciscus AccolUus , Petti ne di Pielro III, forse suo parente, che
U M A U M A 5)
secondo la disciplina del Regresso (^.), sere arcivescovo diRavenna, chiesa che
a tal condizione gli cede la sede, poi la ri- probabilmente rinunziò a! nipote mentre
pjese e rassegnò definiti vamenleal nipote era suo condiutore nella sede ravennate.
Fiiincesco 11. Intanto fòpnr le seguenti os- Rlg.' IJarili a p. 84 riferisce che 1' enco-
sei vazioni. Nel Bernino, Il Iribunalf del- mialo Peruzzi Ira Pietro 111 e Francesco
la s. Rotti, non trovo menzione del iMeri II inlrameise un altro Accolti Nereo di

Accolti uditurdi Rota, e quello che più nome, dali Toj ali:ji4, ma ignorarsi le
i'imaical)ile , neppme nel catalogo degli opere dell'ulllcio pastorale, così ili Fran-
f-V/(Vo/v<^///?o/rt coni pi lato dalCan tei mag- cesco li. Sapersi però che Pietro Ili nel
gi e dal Bianco, e di recente riprodotto I promosse un chierico a beneficia-
51 1

ilaG. Bondini già segreto di Rola. Pie- to della diocesi d'Ancona, che nel )i5 i

tro III fu fatto vescovo d'Ancona a'5 a- eragli succeduto Francesco II ; ma una
prilei5o5 da Giulio il, il rpialea* io inar- concessione fatta dallo zio il r.° ottobre
zoiSii lo creò cardinale, onde voigar- i5i8 prova che anco allora continuava
nienle fu deilo il cardinal d' Ancona. Va nell'autorità episcopale, che Leone X nel-
notissimo che i cardinali talvolta venne- rap[)rovarla ne fa comuni autori il card.
ro chiamali o presero la denominazione, Pietro e Francesco eletto Anconitano, per
invece del cognonie,(lal vescovato che go- cui non avea ricevuta ancora la consa-
vernavano mentre furono aggregati al se- grazione e pare che il nipote fosse (|uasi
nato apostolico. Quindi scegli nel 5o6 a- 1 coadiutore dello E che il cardinal Pie-
zio.

vea rinunzia toc poiera passalo ad altre se- tro proseguì in talmaniera finoali')23,
di, com'è verosimile che retroallivamen- anno della morte di Francesco, si dedu-
le si nonìinaàse col nome del vescovato cedalla scheda delcardinal Garam|)i trut-
temilo pochi mesi e indi rassegnato? Che ta dagli archivi pontificii : i 523 Baldui-
se ammette che la rassegna seguì nel
si ncttus de Bidduinellis fitepiscopus An-
l5i4ein fiivoredel nipote Francesco il, conae per cessioneni Cardinatis Anconi-
uou vi è questione sulla regolarità della tani. Perciò riflette mg."^ Barili, non pote-
nomenclatura antonomaslica ó\ cardinal va cedere la giurisdizione, se già qualche
d' Ancona. Il critico Cardella , Memorie anno innanzi l'avesse lasciala ad altri. Nel
storiche de'Cardinali, dice di Pietro Ac- I 5x3 dunque divenne vescovo d'Ancona
colti. Nel i5o5 fu consagrato vescovo di Baldui netto de Baldui netti o Baldo Vinet-
Ancona, e nel 5 crealo cardinale. Do-
i 1 i ti nobile fiorentino e nato da una sorella

po q anni rinunziò il vescovato d Anco- (li Pietro I II, sagace e lettera lo, lodalo pa-
na al nipote Francesco, e 1' Ughelli rife- store.zelanlissimodel di vin culto, nel i526
risce altrettanto. Da Giulio 11 ebbe Pie- istituì la 527 ri-
dignità di preposto, nel 1

tro pure l'amministrazione di Cadice; {\a siabih il aumentò e tpito-


primicerio, e il

Leone X nel i5i 5 quella d'Arra^, che ri- lo di due canonioi onorari neh 53 5. Ab-
nunziò dopo 8 anni, nel iSiy fpielk) di bellì la cattedrale, e nel i 53(3 fece fare al-
M.iillezais, e tla Clemente VII nel 524 i cuni banconi di noce, intarsiati vagamen-
l'arcivescovato di Ravenna, che dopo due te a fiorami pel coro de'canonici, ponen-
mesi rassegnò al nipote Benedetto Accol- dovi l'iscrizione: floc opusfecit fieri Bai-
ti, poi cardinale, e invece assunse il go- donivellus deBaldonivettis EpiscopuiAii-
verno della chiesa di Cremona già tenu- conacel Umanae,dictaegue UnianieCo-
to da Benedetto, ed a cui lo rassegnò nel nies siiis suniptibus MDXXXf^l. Dissi
I 529. Avverte però cuH'Aiundesi, che di già con mg."^ Barili, che nel 533 Baldo-
1

Ravenna l'ielru ritenne l'amministrazio- ui vello cominciò a dirsi Conte d'Umana,


ne fino allamorte; e che inoltre Pietro e ({ui con esso ne aggiungerò le relative
forse fu vescovo di Creuiona pri:na d'es- nozioni. Apparteneva al vescovato d'An-
56 UM A U !M A
cona la gimisdirioim politicaeconomi- e(l Ancona, cos'i in Umana aclemplsfiero la
ca nei' un semestre di ciascnnonnoinGal- ceiemonia Tale costumanza
del possesso.
ligiiaiio, e ivi gli appartenevano pure al- erasi intrapresa ne'prirni tempi «lei con-
tuni campi. Quindi Ealdoiiivelto Epi- giungimento delle duechiese; rpiando poi
scopus Anconne et Ilinnanae, neh 532 i vescovi tennero per pochi anni in Uma-
pr()jio!-eal cardinal Benedetto Accolli le- na gli onori e i privilegi, de'qunli il co-
gato (Iella Marca, di permutale l'una e gli ninne d'Ancona era stalo spogliato, il pos-
altii co'diritti e i redditi, ed i tenimenli sesso riguardi) specialmente la contea. Di
«li'eran venuti alla camera ap()Stolica,dac- nuovo si condusse all'indole appieno ce-
cile s'invalidarono tulle le francliigie e le clesiaslica, e ve ne sono esempi del 1616
Idieità anconitane; e se fosse d'uopo per edel 1622 di possessi presi egualmente nel
l)en eguagliale le ragioni, egli vi apporrei)- duomo di s. Ciriaco d'Ancona e nella par-
bedi vaiit;)ggio63o fiorini, che avea con- rocchia di s. Giovanni d'Umana. Nel voi.

trihuito ni ]\Tonte de'Merili. llcaidinale XXXII, p. 1 5o, parlando degl'Ilalo-Gre-


dcpulò l'abbatedi s. Giovanni in Peiinoc- ci, dissi con altre notizie, che in Ancona
chiara e il priore di s.Marco a giudicar la chiesa latina di s. Anna fu data alia co-
delia proposta, ed essi neh 533 sentenzia- Ionia greca da Clemente VII, e qui ag-
rono che la medesima pi ovvedea con gin- giungo col breve Kx injnncio, del 53 1 1

-sta \icenda all'ulilità del vescovo e della Bull. Pont, de P/'O/;. //V/r, Appendix, t.

camera, onde a' 22 gennaio se ne rogò 1, p. 50; ed ivi a p. i i 3 è la bolla di fao-


l'atio solenne nel palazzo del governo; e \o^ , Ex debito PastoraUs,i\e ì'j settem-
nel giorno stesso nell'ejiisc.opio si rogòan- bre 1G06: Jgitsii'nmusPonfifexde eccle-
che un altro atto, col quale Baldonivello sia s. J\l arine ad poitani Cypriananìur-
commise l'udicio di suo procuvaloie per bis JiiroiiiCnnae, giiae graecos mercato
entrare nel possesso d'Umana al primice- res Clemcits I II dounverat. E poiché
rio Calisto Padano da Visso, che fu an- parlo degli orientali, ricordciòchenel voi.
co vicario generale; e nel commetterlo si LI, p. 323, feci parola della ch:e>a di s.
nominò non solo come prima, Episcopus Gì egoiiollluminatore degli armeni,edel-
Aiiconae et Ilwììanae ) ma inoltre f/(C/^e- lemonache armene d' Ancona. Queste mo-
ijneHuinanae Comes. Baldonivello a- uache benedettine ripsimiane, così delle
dunque prese questo titolo, quando in dalla nomatissima s. Ripsima vergine e
detto giorno ottenne la signoria d'Uma- marliie dell'Armenia, in principio ven-
na, mentre prima era adatto sconosciuto nero nel l 'jGG da Smirne
Ancona; in- in
il titolo della contea d'Umana ora aggi un- di si tiasferiiono a Loreto, nel 1787 a Ca- 1

la al vescovod'Ancona e Umana, che Bai- stel Fidardo e nnalmente tornarono in

donivetlo successivamente usò in diversi Ancona nel 838. Ivi ebbero prima la chic-
1

ani. Questa consuetudine proseguì seb- sa di s. Anastasia della nazione armena,

benela signoria d'Umana litornò al co- poi alcune case a s. Girolamo colla chiesa
mune d'Ancona, ed a buon di ri! lo, perchè di s. Gregorio Illuminatore, e per ultimo
ritornò per un patto concordalo tra il co- la chiesa e monastero di s. Bartolomeo,

nume e il vescovo, ove né questi promise già delle cancjnichessc Lateranensi , che
né l'altro richiese che cessasse il titolo di intitolarono de'ss.BartolomeoeGieijorio
conte. L'accurato mg."^ Barili nelle sue Illuminatore. Sono assistite da un cou-
diligenti ricerchesul tilolo portatoda've- fcssoic armeno, ed osservano negli ullì-
scovi d'Ancona e d'Umana, per un lem- 7Ì divini il ilo armeno. IMorto nel
1 538 1

[)0 cessalo, cioè dai 1 (iy 1 ah 'j


/^ j yiWcc che Baldonivello, Piipa Pacalo III nominò am-
insieme col titolo dovè pur cessare la co- miui^lialore per (i mesi del vescovato il

stumanza che i nuovi vescovi, come in [uopi io nipote carilinal Alcssamlro Far-
U M A U MA 57
m'se[V.) romano, die vi si recò a' 1 2 ago coliegiala e seminai io, e portare il vesco-
slu, ma a' i5 novembre cessò di essei Io, vo il titolo eli conio d'Umana, come e me-
peicUè nominò a vescovo il suo
il l'apa gliu si legge nell'anconitano can. Saraci-
adìne GirolamoGianderoni o Glandero- ni. Ma iisto V preferì Fermo già sua se-
ni sanese arcivescovo d'Aiualli, lasciando de vescovile e capo della iMarca Ferma-
pero la sede di Massa Marittima, che fu na, e l'elevò a metropoli ecclesiastica coti
conferita al cardinale, pastore encomiato sull'i aganei. Indi nello stesso i 585 nomi-
per probità e prudenza. Nel i55o gli sue- nò vescovo d' .Ancona Carlo Conti (f^.)
ce.s.Ne Gio. Matteo de Luccliis bolognese, lonianode'duclii di Poli, nel iGo j. daCle-
clie neli55G iraslalo a Tropea gli fu so- inente Vili creato cardiniile, al cui lem-
stiluilo il fratello Vincenzo, piOjgiuslOjCa- pofu eretto dal comuiie.colla cooperazio-
ritatevole e virtuoso, di cui già parlai: in- ne del vescovo, il monastero dis. l'alazia,
tervenne ai concilio di Trento e secondo the ne'primordi del corrente secolo sog-
i suoi decreti istituì il seminario, poi chia- giactpie nella generale so[)()ressione. Di
niatodis. CarloCorromeo; da Pio 1 V de- più il carilinale contribuì alla fdndazio-
pnlalo commissario apostolico ad obbli- ne del coiiNcrvalorio delle penitenti, be-
gare recanatesi a reslilnire alla s. Casa
i iielìcò la cattedrale, e introdusse nella cil-

LorctOy energicaiuenle l'eseguì. Morì ai là i gesuiti che in felice posizione vi eres-

24 febbraio 1 585 in Ancona e fu sepolto sero un collegio, il cjuaie in uno alla eie-

nella cattedrale, con iscrizione riportata gante e ricca chiesa del Gesìi, Clemente
da Ughelii e da Benedetto XIV in [»ar- XIV die al seminario tuttora ivi diirio-

ICjOvesi \ei^^e: Episcopus Anconacelllu- rante. Perciò ClemenleXlV emanò il bre-


///<7«<7e. nuovo am-
Per breve tempo fu di ve IVnper pio parie, de'26 aprile 1774»
uiinislralore il cardinal Alessandi-o Far- Bull, lloin. coni. t. 4» p- 697: Con/Irma-
«e«', e siccome non fu notato da altri, mg. iio conccssionis ecclesiae, donioruni, bi~

Carili a p. 55 ne riportò le prove. Fral- bliofhccae, aUarnn.que reriini jain spe-


tanto il gran maichegiano Sisto V voien- ctanlinni ad collcgiuni xuppressac socie'
do erigere nella Marca un arcivescovato, talls Jcsu civilalis Anconae Stiiniiiario
gli anconitani lo supplicarono a promuo- diclae civilalis faclae. E tradizione che s.

vervi la sede d'Ancona e d'Umana, rap- Ignazio co'suoi compagni abitò una casa
presentandone singolari pregi i ecclesiasti- posta dietro la chiesa del Gesù, attaccata
ci e quelli civili della cillà, Ira'quali de- alla pia casa detta degli Esercizi. L'asso per
nominarsi la regione Marca d'Aiiconaj Ancona, nel recarsi da Venezia a Roma,
la remolissima antichità della fondazio- s. F'rancesco Saverio con 9 compagni pa-

ne d'Ancona; la sua divozione al princi- re gesuiti. Morto il cardinale nel dicem-


pato de'Papi, che perciò la chiamarono breiGi 5, nel seguente gennaio occupò la
fedelissima, e le furono larghi di privi- «atledra il cardinal Giulio 6'ave///(/^^'.) no-
legi; l'onorevoli relazioni avute co'sovra- bilissimo rooiano, ma vi fece rara resiilea-
ni d'Europa, come cogl'iinperatori gre- za, occupalo in altri all'ari e nella lega-
ci e re d'Ungheria; il numeroso nove-
i ziuneH.li Dologna. Dopo 6 anni gli succes-
ro d'iiluslri che vi fiorirono; il possedè- se (nella biografia per fallo tipografico il

re il collegio di dottori di legge, con fii- numero 1 unito al 6 dice i6, poiché ivi
colla di crearne altri, istituito da Pio IV pur dissi che poi neliGSo divenne arci-
neh 5G2; l'esser assai popolala e ricca,con vescovo di Salerno) nel 1622 Luigi Gallo
distretto di molti castelli popolalissimi ; patrizio d'Osimo, che Urbano Vili inviò
abbondante di parrocchie e case religiose nunzio in Savoia in diHicili tempi. Tor^
d'ambo sessi , con cattedrale doviziosa
i nato alla sua chiesa santamente l'auunir
di corpi santi e di altre insigni reliquie, nisliòjrcslauiòiacaltedralc,accrebbeijli
5lS u ma U MA
jiliinni perchè a sue istanze Innocenzo X niuzia elle usavano , l'insegne canonicali
ili 1 melilo le rendile del seminario con buo- del rocchetto e della cappa magna e del-
na parte tie'beni degli estinti crociferi del- la niozzelta paonazza, e quasi rifabbricò
la città; introtliisse in A ncoiin i filippini e e abbeUi l' episcopio, ove benignamente
i carmelitani scalzi, fondò rorfanolrolìo, alloggiava i missionari a[)ostolici , nella
visitò 5 volte la diocesi, e tenne 4 sinodi galleria ove fece dipingere ritraiti dei i

(lioces.'ini ne'qnali s'intitola soltanto ve- suoi predecessori e pose in fondo il busto
.scovo dAncona e conte d Umana, Epi- d'Innocenzo XII. Nelle pareti deirepisco-
scopus Anconllanns et ITumanae. Comet, |>io fece pure colorire i luoghi e parroc-
ed altrettanto si legge nell'epigrafe esi- chie della diocesi. Laborioso nell'episco-
blcnle siill.i porta n)aggiure della chiesa pale ministero, edificantissimo per la sua

di s. Pietro degli eremiti can);ildolesi, che esem[»lare vita, mori in Bologna ov'era-
rammenta la ricordata sua consagrazio- si recato in lettiga per ricuperare l'alFraii-

tie da lui eseguita. Morto nel 16)7 e tu- ta salute nel 1


709; tu tumulato in s. Do-
iDuiato nella cattedrale fra il compianto menico, lasciando cuore alla sua cat- il

di tulli, restò vacante la sede sino al 1 664- tedrale, ove fu posto con onorifica la pi-
In quello o nel 66G, 1 come vogliono Co- tie, altra collocandone il comune nella sa-

leli e Cardella, gli fu sostituito il nipote la Uagione con magni-


del palazzo della
cardinal Giannicolò Conti i^l .), che nel fico e giusto elogio, introdottasi lacau-
1674 tenne il sinodo diocesano, nel qua- sa pel buon odore che lasciò di sue eroi-
le s' intitolò Episcopus AiicoiiiLauus et che virtù, non venne proseguita forse per
Ilumaiiae Comes. Accolse nel 667 l'ar 1 la morte del fratello che l'avea doman-

civescovn di Ragusi fuggilo per l'orrihile data. Degnamente gli successe a' 19 feb-
terremoto con 64 o 74 aionaclie, delle braio 1710 l'arcivescovo di Tarso Gio.
quali solo 55 approdarono in Ancona, dal Battista Bussi {^r.) nobiledi Viterbo, col-
cardinale collocate in s. Sebastiano delle la ritenzione del titolo arcivescovile, crea-
cappuccine, nel monastero che per esse lo nel I 7 1 3 cardinale; zelante vescovo ot-
da lui si stava fabbricando, e vi restaro- tenne da Benedetto XIII a favore del se-
no sino a' 7 novembre in cui partirono minario le rendite del soppresso sodali-
pf^rentiarea Slagno di Llagtisi in ui\ con- zio del ss. llosario, il cui oratorio fu con-
\eiito slato già de' minori osservanti. 11 cesso a' domenicani, e celebrò il sinodo.
cardinale passalo al vescovato suburbi- Per le sue molteplici benemerenze il co-
cario di Sabina, ritenue in amministrazio- mune in detta aula fece dipingere la sua
ne la sede d'Ancona, ove mori nel 1698 elligie con onorevole iscrizione, dopo la

e fu sepolto nel duomo, lasciando la bi- sua morte avvenuta in T726, Roma nel
blioteca al seminario che avea benefica- de[)osto in s. Maria in Trastevere. Bene-

loanche vivendo, .\' 4 g^'unaio 1699, se- 1


detto XI li ii'20 gennaio! 727 (come leg-
condo Novaes, Papa Innocenzo KM creò go pure i\ìì\\q Notizie di Roma del 1727,
vescovo d'.Ancona e cardinale (h qual 2.' all'articolo Ancona ed IJ/tiiimi), dopo a-
dignità il Cardella la dice conferita a'i4 verlo creato cardinale e riservalo in pet-
novembre, e il Coleti ritarda il vescova- to, nominò vescovo Prospero Lamberti-
to a' 3 fijhbraio 1700), iMarcello \\' Aste ni nobile bolognese, e lo pubblicò canli-
(/ .) nobile romano di santa vita edi soa- nale a'3o aprile i 728, dotlissiu)o e loda-
ve indole, munifico co'povcri,e splendi- lissimo pastore, in [liìi modi fu benefico,

do pasture colla cattedrale che arricchì e rinnovò l'aliare maggiore e il coro del-
di preziosi ornaaienlie utensili sugri, rie- la cattedrale : da Cietiiente Xii traslatu
dificando [)iìi am|)Ia la sagrestia; otten- alla pallia sede arcivescovile a'3o aprile
ne al capitolo, mvcoe della culla e dell'ai- 1731, sccond<j il Xovacs e le Notizie di
U INI A U M A 59
Roma (del i 782, le quali pur ilicoDO che letteraNotiim tihiest, de'a 1 aprile 74"» 1

il pi etlecessoi e cardinal Ijoncoaipagni era Bull. Bcned. XII\ \. 1, p. 33, dell'edi- 1

iiiorlo a'24 •«"•''t))) nel 1^40 divenne il zione veneta, colla traduzione in italiano:
glorioso Benedetto XI f {f'.). D.dle sles- De rcsnmendo an relinendo titillo Epi-
se iVb//z/e si ha cliea'21 moggioiySi eie- scopi Ilumanae. E l'indiriz-
Anconae et

lueuie Xll elesse vescovo d'Ancona ilcar- zò, f enerahdi Fi atri Nicolao Episcopo
(linai Eartoio(i»eo JÌJassei (/'.) di Monte Anconitano et fliimanafensi. Questa pon-
Pulciano, generoso e opt- roso paslore,qiia- tificia lettera fu stampala in Roma a par-

le lo descrissi nella biografia , visitò [)iìi te e la riroichi il Rniigliiasci nella Diìdio-

volte la diocesi e celebrò il sinodo, mo- grafìa dello Slato PontiJicio.Ovw poi la ri-

rendo a' 20 novenjbre 174^- Benedetto produsse e illustro l'encomiato mg.'^Barili,


XIV, sempre amorevole coli' antica sna come sono andato dicendo nel profittarne.
sede Ancona, magnificamente fu largo di D'allora in poi dunque, cominciando da
benefizi colla città, la quale gli ere>-e un Nicolò III i vescovi s'intitolano, f 'escovo
monumento con lapidi; di riconoscenza, d' Ancona, Fescovo e conte d' UinanaAn-
e colla cattedrale alla (piale in ogni anno oltre Benedetto XIV con decreto de'iq
del suo poDlilìcato fece nobilissime e pre- settembre 17^)3 appiovò il culto imme-
ziose oblazioni, a mezzo dell'arcidiacono morabile del bealo Gabriele Ferretti no-
Innocenzo de'conti Stnrani e di altri, per bile anconitano, dell'ordine de'minori os-

la festa di s. Ciiiaco. I ricchi doni furo- servanti, e con altro decreta de' 1 8 ago-
no stq.pcileltili e Hbri sagri, non che re- sto i 7*54 ne concesse rufììzio e messa con
liquie dc'sanli, fra le quali dello stesso s. rito doppio all'ordine medesimo, ed alla
Ciriaco,di s.Maronei ."martire dellaMar- diocesi d'Ancona dove morì e si conserva
ca, e della limatura delle catene di s. l*ao- il suo corpo nella chiesa di s. Francesco
lo apostolo. Testimonianze tutte di sin- ad Allo. Il vescovo Nicolò III, il clero e
golare alfello e propensione pel clero e il popolo ancouilano nel 7^5 e neh 'j^Cy 1

popolo anconitano. Rallegiò p(ji la città provarono il religioso giubdo dello sco-
e diocesi con assegnarle pei' pastore un primento de'cor[)i de'ss. Ciriaco, Marcel-
anconitano preconizzanilo vescovo con
,
lino I e Liberio prolettori principali d'An-
onorevole elogio a' 17 gennaio 1746 Ni- cona, che si custodivano in 3 grandi casse
colò III de'marchesi Mancinforte patrizio di marmo, nella confessione o chiesa sot-
anconitano, d'illustre famiglia di Monte teriauea della cattedrale. Benedetlo XIV
Pulciano stabilitasi a Monte Santo, ove It-cc costruire due magnifici sarcofagi di
nac(|ue, già vescovo ili ^inigaglia benefi- marmo, per i corpi di s. Marcellino I e di
co e ao)alo. A vendo Benedetto XI V ritro- S.Liberio, ed ilcomime fece decorare l'ur-
va to la bolla d'unione della sede d'Uma- na marmorea di belle sculture e di ricchi
ua a quella d'Ancona, considerando che metalli. Indi solemieoìente si festeggiò s\

prescriveva a'vescovi d'intitolarsi co' no- memorabile invenzione. D'allora in poi

ci>i d'andjedue le chiese, che pi ima s'in- prese bella foruia tal sotterraneo, ed è u-
titolavano e soltoscriveano, l escovo di na bella confessione tutla incrostala di
Ancona, di Liliana e conledi delta Uma- fini marmi, che fu compila dalla pietà de*

na, e che sino dal 1G75 aveano tralascia- fedeli ne! principio dell'attualesecolo. Ni-
to di più chiamarsi vescovi d'Umana, ma colò 111 donò alla cattedrale molti nobi-
solo conti, ad onta che nelle Notizie di lissimi paramenti sagrì , tenne il sinodo
Roma si registrasse tra le diocesi Anco- diocesano, e governò tanto santamente,
na ed L ninna, e ad Umana si dicesse, ve- che morendo nel dicembre 1 "jG?, e lascian-

di Ancona; nuovamente il l'apa volle ri- do credi i poveri della ilioccsi, lii comin-
pristinarlo con i'eiudttissimu e ragionala ciato il processo di sue preclare virtù (d
6o U M A U M A
MIO parciilf DI(I ncinfoiie-Spcrelli nobile ne la chiesa e il locale che occupa ilsemi-
aiicoiiil.'iiio, nel 1777 lu ci eatocaidiiiale). iiaiio, come iiaiiai, e da Pio \'l, die ac-
IVcl segiuiile mese Clemente Xlll dichia- colse iu Ancona, nQ fece aumentar leren-
rò ve>citvo (lAncoiia e d'Umana il cardi- dite. Con zelo esegiù la visita pastorale,
AcciajuoUi^l .) nobile lioreii-
iial Filip[)0 i cui alti ponno servire di modello, tenne

lino, già arcivescovo di PeUa , e nunzio il celebre sinodo diocesano ancora in vi-
di Svizzera e di Lisbona. Possedendo un gore pe'mirabili suoi decreti, fondò con
|)(ilazKo adiacente alla chiesa di S.Anna, lo non poco dispendio la cappella musicale,
stabili pi^r episcopio anche de'snccessoi i, ed encomiato pel suo sapere, saggezza e
tralasciando d'usare l'antico contiguo al- virtù, morì nel 1782 e fu de[w>sto nel sc-
ia cattedrale, il quale talvolta era abita- polcro ch'erasi preparato uella catledra-
to d;s' vescovi nell'estate. Però dopo la le con edificante epitalllo imperocché ,

morte del cardinal Raniizzi, siccomel'an- scris.«.e di se: Episcopus Ancoiiae^ eL E-

tico episcopio pericolava pegli scoscendi- pis.etCotnes Humaiiae^Mortaliuin Mi-


iiienli della rupe su cui è piantato, il go- nì/nu9, Peccator Maxinius.
VOI no pontificio acquistò il palazzo Fer- Dopo non breve sede vacante Pio VI
ietti, detto ilei Pozzo lungo, e 1' assegt.ò nel concistoro de'i4 febbraio 178 5 creò
a residenza vescovile e lo è tuttora. Ab- , Ancona ed Uma-
cardinale e vescovo d*
baltulo dalle avversità i;he pro\ò, niuiì na Vincenzo Rdiinzzi [f^.) nuhWe bolo-
iiel luglioi 766efudeposlo in della chie- gnese, che tosto fu testimonio solferen-
j,a. Il I .°del successivo dicembre gli fu sur- te delle calamità che afflissero Ancona
jogato il cardinal Gio. Ottavio /?/</!////»' e tulio quanto lo Stalo Pondficio per
(/ .) di Città di Castello, già arcivescovo l'invasione de' repubblicai\i francesi, per
tli Calcedonia. ftlollesono le sue beneme- la promulgala repubblica, e per tutte
lenze, [loichè generosamente arricchì di le fataliconseguenze di quell'epoca fu-
jiieziose suppellettili la cattedrale, fu pa- nesta non meno alle cose ecclesiastiche
die de'poveri, contribuì notabilmente al che alle civili. Pure in quel tempo per
temporale vantaggio della città e porto la pietà del nobile anconitano p. Nicola
d'Ancona, pel suo grandioso prolunga- Tommasi filip[)ino e la cooperazioue de*
mento, per cui il comune gli eresse una buoni fedeli, ebbe origine 1' orfauolro-
J.qìide onorevolissima, ed i consoli d'An- (io delle figlie della Carità, ora esistente
cona pubblicarono: // Consolato della nel locale degli scolopii. Nel giugnoi795
<illà d' Ancona OK>vei'0 raccolta dc^pri- i occuparono le Legazioni, clie
francesi
vilcgi edecapiloli,prescntataall' Emo. Pio VI con altri immensi sagrifizi dovè
i Unio. Sig.''CardinalcGio. OttavioBu- loro cedere, per l'armistizio da Napoleo-
fiilini vcscoi'o d'Ancona ca'cscovo e con- uesoltosciitlu in Bologna a'23, colla con-
Ir d'i ninna, Ancona 777 i [)resso Pietro dizione allresì che i francesi occuperebbe-
]'a(j|o Ferri. Dalla dedicasi rileva che con ro la fortezza d'Ancona, lasciando la cit-

provvedimento Paolo V e Gre-


sa vissi ino tà sotto il Papa, sino al*
governo ci vile tiel

gorioXV, considerando quanto necessa- la pace del continente. Tale notizia poso

ria fosse una integerrima amminislrazio- in costernazione tutti buoni anconitani, i

ne di giustizia, ed a'mercanli residenli in the piangenti corsero in folla alla catte-

Ancona, ed a que'che vi a|)prodano con diale per implorare il patrocinio de' ss.

inertji, oltre i consoli perciò eletti, racco- Pioleltoii in tanto fiangeute. Tra gli al-
inauilar ne vollero la soprintendenza ai tari ve n'è uno lavorato a lini marmi, iu

successivi vescovi d'Ancona, comea quel- cui fino dal i6i5 si venera 1* immagine
li che con piìi scrupolosa cura vi avrcb- divota e commovente, ilipint.» su tela,
bciupiesieduto. Da Clemente XI Votleu- della sS.Verijim; delta vul^utuenlela.U.i-
UMA U IM A 6 f

donna dì s. Ciriaco, ma è sollo l'invoca- la anale a norma delle leggi ottiche con-
zione di Regina Sanctoruin onminnìjl'n ferma l'e\'idcnza d'un così insigne mira-
donata dal veneto Boilolo capitano ma- colo. Quadro storico morale dell' Ftali-
rino, che a sua intercessione liciiperò il ca invasione spianila neh 796, e del por-
perduto figlio in una burrasca, e gii an- tentoso e contemporaneo aprinienlo d'oc •
conitani l'ebbero quindi a possente e be- chi della s. Immagine di Maria ss. ve-
nefica protettrice. A questa prodigiosa ss. Iterala nella chiesa cattedrale d' Ancona^
Immagine specialmente si alìollarono le Asisi 1820. Siccome il prodigio clamoro-
donne piangenti, implorandone il validis- sissimo dell'apertura degli oc' hi delle s«.

simo patrocinio per esser liberati da'fran- Immagini (/ .), si edeltiiò pure in Roni:i
cesi. Intanto una fanciulla, sull'imbrnnir e in altri luoghi dello stato pontificio, di
della sera de'aS giugno 1796, avverti la che ne trattò il Marchetti nelle 3Jcmoric,
supplicante madre, die la Madonna a- in queste a p. 279 si descrive ancora l'av-
-priva gli occhi. Se ne accertò la madre venuto in Ancona
quanto statuì il po- e

con vedere lacrimose le pupille e cbinra- polo e municipio anconitano a perenne


mente aprire e chiudere gli occhi. Se ne memoria. Frattanto rottasi la tregua dai
accorsero le altre donne e ad una voce il Papa difendersi, ma il go-
francesi, volte
gridarono rnisericordia.^on è dato es[)ri- verno pacifico per essenza mancò d'ener-
mere, per sì strepitoso prodigio, il pian- munizioni e di [)ialicii
gia, d'ulìlziali, di
to e le strida di quelle femmine. In un di guerra, ed al i." incontro vide le sue
baleno se ne sparse hi notÌ7,ia per la cit- milizie sbaragliate a Faenza [l.) ai l( b-
tà, e tutti accorsero piangendo a piegar braioi7q7. Indi francesi conlimiarono i

la B. Vergine ad alta voce, perchè i fran- la marcia per compiere Ì'occu[)azione del-

cesi non venissero. Nel d'i seguente la ss. lo stato papale, che insieme andavano de-
Immagine fu portata piocessionolmente mocratizzando ; ed Ancona trovandosi
perla città con concorso di tutto il popo- sprovvista di difesa, abbandonata da'prp-
lo, e ne'dì seguenti processioni di corpo- sidiche partirono, cioè mg."^ Campanari
razioni religiose e laicali, e persino delle governatore e mg.' Arezzo commissario
monache si recarono a venerare la s«. Ver- di guei ra, olii e il vescovo, perciò ilcoiiui-
gine ed a farle oderle. II prodigio fu ve- ne capitolò a'21, o per meglio dire per
duto da tutto il popolo per 4 interi mesi, la confusione si die a discrezione al gene-

e per memoria fu istituita la Pia unio- rale Victor, ed a' io vi giunse il coman-
ne desigli cjiglic di Maria approvata , dante supremo Napoleone ecanibiòil go-
da Pio V II, il quale recandosi in Ancona verno, annunziando al direttorio di Pa-
coronò la ss. Immagine con corona d'oro rigi la conquista d'Ancona come massi-
gemmata, avendo già concesso indulgen- ma, sì per lo scalo del levante, che per

ze, la festa anniversaria e l'udizio e mes- la sua fortissima posizione. IMerila legger-
sa del Patrocinio della B. Yergine. Ogni si quanto in proposito laseiò scritto il con-
anno per voto del consiglio comunale, a temporaneo mg.' Baldassari , liclazionc
ore 22 de'25 giugno si suonano tutte le delle ai'vcrsiti'i e patimenti di Pio Ff,
campane della città e della diocesi; e nel t. 8 e seg. Partito Napoleone, det-
2, p. I 1

dì seguente si celebra la festa nella catte- tò pace deplorabile a Tolentino [F.)


la

drale, ed altra a'i5 settembre. Di tutto a'iq febbraio, ed in essa fu stipulato che
ce ne lasciarono!a descrizione colle stam- Ancona rimanesse a'francesi fino alla pa-
pe: D."^Lodovico Tessari, Dissertazione ce generale del continente. Il che non pia-
apologetica sopra il prodigio dtlV aper- cendo agli amici della libertà, massime a-
tura degli occhi nella miracolosa imma- gl'israeliti , col tacito consenso del gene-
gint di Maria Fcrgìnc dipinta in tela, ral La Salcetle, nella piazza innalzaruuo
6y. V M A U I\I A
l'tilbeio della libertà e il faentino d.' Pie- capitolare, impedito Pio VH per le vi-

tro Panazzi piocliunò la repubblica An- cende politiche,che raccontai alla sua bio-
conitana, il resto Io registrò la stoi ii» con grafia, di provvedere Ancona e Un)an;i
iiifitusla nanazione. Ad onta degli enor- del pastore. Qui solo dirò, che dopo al-
mi sagiifìzi fatti nel trattato lagi iioevole cune battaglie [ìcrdute dagli austriaci, ed
di Tolentino,
(Vaiiccsi occuparono lutto
i in conseguenza di cpiella funosa di Ma-
lo stato eKoina, depoi tando in Francia rengo e dell 'armistizio di Treviso de'i()
Pio VI, ove mon nel ygg. Nel declinar i gennaio 80 1 i . i tedeschi cederono a'frau-
di questo napoletani entrarono nello
i cesi diverse piazze, fra le quali la fortez-
stato pontificio e nelle Marche mentre , za d'Ancona che custodivano, il chespar-
già le flotte di Eussìa e Turchìa aveano se la costernazione nella città. A'27 gen-
bloccato il porto e poi in unione agli a(j- naio vi giunse il general francese Paul-
sii iaci assediarono anclie la città e ff)rtez- let, dichiarando che la Francia non tra
zaj e r ebbero per capitolazione a' i 2 no- in rotta culla s. Sede, e dimenticare il pas-
vei>djre,e l'occuparonogli austriaci. Que- sato; pochi giorni dopo gli successe il luo-
sto assedio riuscì nìeniorabile, perchè il gotenente generale Murai, poi re di Na-
general Munier consoli Toc francesi per 1 poli ,
provvedendo il governo pontilìcio
circa 3 mesi sostenne T impeto di tante le forniture alla trup|>a; i frati e le mo-
forze riunite. Eletto nel marzo 1800 in nache ripresero loro chiostri e chiese. i

\enezia Pio VII, portandosi a Pionia 0- A'28 giugno So?, partirono francesi, su-
I i

norò di sua presenza Ancona a'2 giu- 1 bentrando nella fortezza la milizia pon-
gno, divolamente festeggiato, e alloggiò tificia, con giubilo della città. Questo ces-

nel palazzo abitato dal cardinal Ranuzzi, sò nell'ottobre i8o'T, allorché i francesi
oggi iMei, e nel d'i seguente partì per Lo- tornarono ad occupare la fjitezza, e Na-
reto. Ilestituile al Papa le provinole non |)oleone divenuto imperatore de'fraiice-
cedole nel trattato di Tolentino, istituì si dichiarò nell'ottobre 180- il general
a'5 luglio 7 Delegazioni apostoliclui^ f .) Leena rois governatore genera le della Mar-
con prelati delegati, e per le Marche le ca d'Ancona e del ducato d'Urbino, pas-
«lelegazioni d'Ancona conLoreto, Fabria- sando a risiedere nel palazzo apostolico,
no, Jesi, Filottrano, Osimo Fano e di- , di che presago l'ottimo prelato Vidoni
pendenze; di Camerino col suo ducato e mai avea abitato. La sua autorità nel gen-
(ii[)enden7e; e di Macerata col resto del- naio 1808 vieppiìifu conculcata.ed i fran-
la Marca. Nel ilelto giorno giunse in An- cesi presero possesso delle casse pubbli-
cona il i.° delegato apostolico mg.' Pie- che; indi l'i I maggio venne formalmen-
tro /';V/o/// poi cardinale; ed a'2" otto- te dichiarato, la I\LiiY,a d'Ancona e il du-
bre morì il cardinal Ranuzzi nel suo pa- cato d'Urbino essere incorporati al regno
lazzo vescovi le d'Umana, donde il suo cor- i^ Italia, Ancona capoluogo con tribuna-
po fu trasportato alla cattedrale, lascian- le d'appello per la Marca e ducalo d'Ur-

do la sua chiesa lungamente vacante. Pio bino. Nella seguente notte partì mg.' Vi-
VII tuttavia ne nominò amministratore doni, accompagnato dalle lagrime di lut-
l'arcivescovo di Larissa Francesco Save- ti i buoni. I paesi furono divisi ne' 3 di-
rio Passeri di Montegiorgio, già vicege- partimenti iMetauro, Tronto e Musone;
renic di Roma, il (piale puternainente ed i religiosi fui ono cacciati da'Ioio con-
governò con [ìodesià ordinaria, riaprì il venti, indi so[ipi essi in uno alle monache.
seminario, ristabilì le maestre pie, fu be- Roma e il resto dello slato fu di nuovo
nefico colla cattedrale e co'[)overi, e n)0- lutto invaso da'fiHncesi iieliSoc), ed a'6
n in [)atiia a'/j giugno 1808. Allora as- luglio /'/Vi / 7/ venne deportalo u Snvo-
sunse il governo della diocesi il vicario /.'('. Napoleone I fece risarcire le vecchie
r

U M A U M A (P.

folli ficazioni deperite dall' urto violenlo olire le 800 Ijoccheda fuoco i napoletani
dell' iillimo assedio, e delie nuove innal- erano 5ooo. Il 1 ."giiignoi8i5gli auslriii-
7-Ò. Si fabbricò pertanto niia lunetta sul ci per capitolazione coiiiinciarono a oo-
colle di s. SlefiUio, un folle snU'alUira di cupare i forti, e tosto demolirono le fur-
inonle Cardeln, che col bastione de'Cap- lificazioni quasi inespugnabili falle dai
puccini, ningnilìco avanzo dell'antica for- Pajii e da Napoleone I , vframenle capi
tez7a di s. Cataldo, si davano mano scam- d'opera d'arcliitctluia militare, e percii>
bievolmenle nella comune difesa, eguar- con dolore degli anconitani, perchè cos'i
davano dall'impeto delle battei ie neini- Ancona cessò d'essere la piìi forte delle

che dalla lunga linea che forma la città piazze della costiera dell'Adrintico. In con-
dalla parte di terra. Con grave danuo de- segueu/.a del congresso di N'ienna , a" rj

gli anconitani , nel 1S12 fu soppresso il giugnoiS 5 furono 1 resliluilea Pio VII,
porto-franco. Il re Murai essendosi uni- olire le Legazioni ec. , le Marche, però
to all'alleanza formata contro il cognato dovendo formare in (piesle, nel Bologne-
Napoleone I, nel gennaio 18 1 4i>'in'pf dio se e nell'Urbi nate, quell'appannaggio per
ni della città, ove si recò, e quindi degli l'ex viceré d'Italia, di cui parlai ne' vo'.
slati romani, ed 5 febbraio della citta-
a' 1 XXXII, p. S^tì, LUI, p. 161, che riusù
della per capitolazione. A vendo per 24 '^''^ " Gregorio XVI ed a'2
di ricuperare; r

la cittadella e la lunetta sofferto un con- luglio mg.' Lodovico Gazzoli, ora cardi-
tinuo grandmar di [)alle da cannone e di nale,qual delegato apostolico, co'delcgn-
J)ombe poi napoletani ebbero da fir
,
i ti di lìlacerata e di Fermo, riceverono
inoltoa ri[)arariie igravi danni, guarnen- da'ledeschi la cessione delle .Marche in

dola d'8oo bocche da fuoco. lulanto Pio Ancona, e com fu ristabilito l'aniato go-
VII riaccpiislata la libertà, tornando al- verno poiilificio.FinalmenlePio VI Icoii-
la sua sede, il vicaria capitolare Bravi solò Ancona e Umana con restituir loro
l'andò a ossequiare in Cesena, e accolse il pastore, 18 marzoi8 16 creando caidi-

ìn Ancona a' 12 maggio tra le più sin- naie e vescovo Nicolò IV Rì'i^n/il! [f.) cW
cere dimostrazioni di all'ettiiosa suddilan- Molfelta,e Io consagrò nella domenica i/i

za, al Diodo descritto dall'opuscolo: Pio .llhis. Papa fu in più modi benefico
Il

VII in Ancona ,W\ tipografia Balufìi con Ancona, sia col coni'einiaree amplia-
1814. Bisiedè nel palazzo de'conli Pir.hi re i privilegi del porto-franco, sia col do-

suoi parenti, e partì per Osiino a'i4- jNe nare al comune 1' antichissima fabbrica
riparlai nel voi. LUI, p. 1 55. Col i.^set- delle carceri e l'isola già de'filipiiini, nel-
teoibre i napoletani ristabilirono il porto- la cui area a comodo e oinaioento della
franco, donando la Lo""in de' INlercon- città lo stesso comune eresse teatro nuo- il

ti alla camera di couunercio. Murai si vo delle Muse, la dogana, il casino Dori-


levò la maschera e neli8i5 proclamò , co e diverse abitazioni, con disegni del
l'indipendenza italiana, d'accordocol de- valente architetto Pietro Ghinelli di Si-
Ironizzato Napoleone I, che fuggito tlal- nigaglia. (irato il comune alle benefìccu-

l'isola dell'Elba della Toscana {f.), a- ze ricevute da Pio VII, gli eresse nel pio-
vea approdato in Francia. Questi vinto prio palazzo un busto marmoreo con si-

dalle potenze e confinato nell'isola di s. nule iscrizione, ed altra ne collocò nella


Elena, gli austriaci guerreggiarono con Loggia. La mal ferma salute del cardi-
Murat, e lo disfecero, di che tornai a par- naie lo costrinse a supplicare Pio VII di
lare ne' voi. LXXVI, p. 2717,325, 827, concedergli un aiuto pe'poiitificaii e sagre
LXXIX, p. 264. Avendogli austriaci as- ordinazioni, od ilPapa nominòa'28 aprile
sediato la fortezza, era didìcile l'impadro- i 8 K
1 l'ai cidi^icono della calledraie mg.'
Dirsene senza la rotta di Murai , perchè Fi'anceaco de'conli Pichi ancouilano p-
64 U]\I A U M A
aiisilinre e sufTiagnneo col tilolo di vesco* opportuna la sede vacante per morie di
vo di Liddii.clie il cardinale «;olennemeiì- Pio Vili, ed ignorando che a'2 febbraio
te consagrò nel duomo a' ; "ì luglio i8 y, i i83r eia stato elevatoal ponlihcatoGre-
assislito da'vescovi di Fesnio, e diLoielo gorioXVI, inBolognii fecero a'4 scoppia-
e Recanali, indi vescovo di Tivoli, eii ora re l'insuirezione, che rajìidamentesi este
arcivescovo à'Eliopoli e canonico Vali- se su buona parte dello stato pontificio.
cano. Ritiralosi il cardinale in lionia, ivi In Ancona, sebbene energico e giusto fos-
cessò di vivere nel fine d'agosto 1822. Pio se il delegato mg.' Fabrizi,non si presero
"VII nelconcislorode'io njarzofH23 ter- provvedimenti atti non solo a impedirne
minò la vedovanza di questa chiesa, nel la propagazione, ma neppure a mimire

creare cardinale e vescovo d'AtìCona e U- validamente la fortezza, ch'è, se non l'uni-


111 a na Gio. Francesco Fnlzacrijìpa (f.) ca, certamenfela principaledellostalo pa-
nobile di Corneto, il quale ne'pochi mesi pale. Cominciò la rivoluzione la sera del-
che vi restò e sebbene non si recasse alla 1*8 febbraio per opera di molti forestieri
sede, colla sua innaia energia oltenne al- eletrizzali dal colonnello d'artiglieria Pie-
la mensa vescovile la condonazione del de- tro Arnjandi; poscia nella notte de' 12 al
l/ilo di 12,000 scudi contrailo colla ca- i3 febbiaio un'audace lettera del colon-
jnera apostolica nella sede vacante. Poi nelloGiuseppe Sercognani che si diceva
rinunziò nel 1824- In tale anno le ca- comandante 1' avanguardia delle truppe
jionichesse Lateranen^i, già di s. nnrtolo- de'ribelli liberali, domandù la resa d'An-
meo, entrarono nell'ex monastero di s. cona, mentre con soli 08 settari armali
1

iiebastiano, e la chiesa assunse il titolo di irregolarmente e non monturati, stava al-

s. Dartolomeo in s. Sebastiano. E nell'ex le vicine Fornaci. 11 colonnello Cornelio


jnonaslerodis.IMariaNiiova si recarono le Sullerman negò la resa, e vedendo qual-
Clarisse francescane di s. I'alazia,le religio- che comunista disposto a cedere alle cir-
segiàdel monastero di s. Sebastiano, e le costanze, si ritirò col delegato nella citla-

monache Maria Nuova così


della slessa s. ; della. Ma il timore era sopraggiunto , e
«li 3 monasteri sene formò uno solo, sotto nulla Nato un incidente, per in-
si fece.
l'invocazione di s. Palazia in s. Maria Nuo- trigo d'alcuni si fece conoscere falsamen-
"va. Leone XII fece givdiilare Ancona con te che pochi erano i viveri in città, ed u-
dichiarare vescovo Cesare Ncrnì>i-ini- Pi- na deputazione si p<irlò dal delegato e dal
roni-Gonzaga (7 .)
patrizio anconitano Sutterman, perchè venisse ceduta la piaz-
tle'marcliesi di s. Dainimo, di gentili ma- za ii'liberali, e fu eseguita la cessione per
niere, che si distinse per zelo pastorale ed capitolazione a' 17 febbraio, non senza no-
nllfetto alla sua chiesa, poiché nel dicem- ia di viltà, ed a' 18 partì il Sutterman qua-
loreiSsS chiamalo da Leone XII a l'o- si solo, perchè truppa corrotta si unì
la

ma per coprire l'eininenle carica di teso- agi' insorti. Nel dì seguente fu arrestalo
riere generale, virtuosamente rintniziò a in Osimo, e poi trasportalo in Ancona e
tanto onore per non abbandonare la sua in Dologna l'ottimo cardinal Benvenuti
sposa, per cui a' 1
7 del seguente gennaio legalo a Intere, come temuto da'libera-
rientrò in Ancona
fra il plauso el'ammi- li, pel suo valoroso operato in Fresino-

jazionc generale. Poco dopo elevalo alla ne {T .). Mentre il cardinal ve>covo era
cattedra apostolica il cingolano l'io Vili, rimasto in lloina, ov'erasi recato pel con-
a 27 luglio! 829 ne premiò meriti crean- i clave, il degnissimo suo vicario generale
tlolo cardinale ma non andò guari che
, can. Gaetano Balufli (e come lo celebrai
si trovò inter)ipi assai calamitosi. Minac- ne' relativi articoli, anche dotto autore
ciando cupamente i settari terribile rivo- di pregiatissime opere, da Gregorio XVI
luzioue, da vari anni medilala, crederono nicrita mente promosso a vescovati e ca-
U M A. U MA 65
ricliecoi'tlinnlizie, e dal Papa regnante e- die dal capitano in su, ed eccellnali vari
levalo pel r.° alla porpoia colla |)ropria capi. A' r
")
maggio cominciarono a partire
chiesa d'Imola, che tenne e resse nel car- i tedeschi. Ma benché Gregorio XVI avea
dinalato, la qnale s.ipienlenienle gover- ridonata la tranijuillilà nelle provincie
na), si fece scudo del suo sapere e del suo della s. Sei\e, dipoi a'22 febbraio del se-
credito, ed accoppiandoalsuo dolce e lea- guente anno 1882 i francesi fecero uno
le carattere un'ecclesiastica fermezza, che sbarco, per sorpresa s'impadronironodel-
lo singolarizzò e destò aininirnzione, po- la città e nel dì seguente della cilladella
tè ottenere il rispetto anche da'liberali, per capitolazione, col pretesto che la Fran-
ed oppor>i a ingiunte pretese; di più sep- cia essendo amica della s. Sede avea bi-

pe egregiamente dirigere il clero, conser- sogno d'un punto d'appoggio; non appro-
varlo illibato, e difenderlo perlaio dalle vandola Ruma, il delegalo Fabrizi emi-
false accuse che spesso lo travagliavano. se protesta. Dipoi il governo pontificio
Così il clero anconitano in (\nv\ pericolo- concluse una convenzione co'francesi, che
'
so frangente si distinse pel suo cauto con- questi avrebbeio lasciato Ancona al par-
tegno e per la sua pietà , e la storia già tire de'tedeschi dallo stato papale. Il ge-
con indelebili note 1' ha lodato. Essen- neral Cubières subito pose manoalle for-
dosi impegnato 1' andjasciatore di Fran- tificazioni. Ma sotto il vessillo tricolore di

cia per la liberazione del cardinal Ben- Francia , molli esaltati liberali si rifu-
venuti, per ventura e vantaggio d' An- giarono Ancona, e baldanzosi armala
in

cona ivi fu ricondotto, e tornò a pren- mano commisero indicibili nefluidezze; i


dere alloggio nell'episcopio. Vedendo i disordini arrivarono al colmo, l'uccisioni
hberali che gli austriaci, impadroniti- e i ferimenti, con varie vittime e persino
si di Ferrara e Bologna, si avanzavano del gonfaloniere. A' 3 giugno scoppiò in
verso Ancona, impotenti di idlVontarli, Ancona nuova rivoluzione, mentre dcoa-
preferirono di capitolare col loto legitti- te Fiorenzi faceva le funzioni di delegata,
ojo sovrano Gregorio XVI, così la subor- esigendosi una completa riforma di leg-
nata milizia pentita di sua prevaricazio- gi, e mentre questa alacremente opera-
ne. A'25 marzo si presentarono al cardi- vasi da Gregorio XVI, come narrai in tan-

nal Benvenuti i deputali del sedicente go- ti luoghi, a Tribusaudi IIoma, a Teso-

verno provvisorio, con esso stabilirono la riere. Stanco Gregorio XVI da tante ini-
capitolazione eianuova sommissione del- quità ed eccessi, fulminò a'2 i giugno la
le Provincie alla s. Sede, alto che fu fir- Scoiniinica (/^.) maggiore, non solo pei
mato a'26; essendo le istruzioni dal Papa ribelli ch'erano in Ancona, ma ancora per
date al cardinale, di risparmiare il sangue tutti quelli dellostalo pontifìcio, colla bol-
de'suoi figli, e di concedere larga amni- la Quod de reiptiblicae trarKjtullkalc,
stia al passato. A' 2g marzo il general presso r ab. Leoni anconitano, ancona
Geppert co'ledeschi entrò in Ancona co- illustrata, p. 474- ^'^'^ aggravò Ancona
me alleato e amico, rispettandola capito- di colpe non sue, ma chiaramente dichia-
lazione , e furono come altrove ricevuti rò, che essendo ivi colali gli esaltati ribel-

con acclamazioni ed esultanza. Bensì il li degli altri paesi, eccitarono questi i pa-
generale in nome del Papa occupò tulli i cilici cittadini alla ribellione. La scomu-
posti, lasciando il governo politico in ma- nica fu un colpo di fulmine che sbalordì
no del cardinale. iNon piacendo il com- tutti gli esaltati; ma con questa diversità,
plesso della capitolazione agli austriaci, che a' meno cattivi fu di rimorso e anco
noi fu né anche a Roma che si ricusò ap- di pentimento, e a quelli carichi di delit-
provarla; bensì accordò amnistia e per- ti e induriti come Faraone fu di rabbio-
dono a' ribelli, non esclusi quelli armali so veleno. Intanto circa 8 giorni dopo
VOL. LXXXIir. 5
66 U I\l A ti M A
giunse di vepenle uo coirierecla Parigi al sciando eredi i poveri della cillà , e per

general Cubières, con 1' ordine di disar- gratitudine il municipio gli eresse onore-

mare tulli i rivoltosi, di conquidere la bai vole monumento nella cattedrale. Scris-
danza de'prolervi, di ridurre Ancona nel- se la Memoria iull' identità del eorpo
lo slesso piede di tranquillila com'era al- del patriarca s. Francesco rim'cnato in

la venula de'francesi, ed indi ricevesse il j4ssisi l'annoiS 18, Roma 1822. Diver-
rappresentante pontificio. Il generale ub- se sue Omelie si leggono nel f. i4 delle
bid"i, e non è possibile descrivere la sor- Memorie di religione, morale e lettera-
presa de'rivoltosi; fu forza cbinare il ca- tura di Modena.
po. Nelle terribili e appena appena accen Gregorio XVI a'i 2 febbraioi838 di-
nate vicende, o secolare e regolare si
il elei chiarò vescovo Antonio M.* Cadoliui pa-
condusse con vera umiltà, carità ed esem- trizio anconitano, già assistente generale
plarità; fu a lutti virtuoso modello ed e- de'barnabili, da Pio VII fallo vescovo di
sempio mg.' Balulìì. Il generalCubières fe- sua patria Cesena e consagrato dal prede-
ce intimar la partenza peiy luglio a lut- cessore cardinal Castiglioiii, poi Pio Vili,
ti gli esteri liberali, e con loro inesprimi- autore 5 Azioni pastorali per «so de'
di

bile cordoglio. Il I ."giorno d'agosto fu di collegi e seminari, stampate ad Ancona.


gioia raassimu agli anconitani, perchè vi- Dotto, sagace e caritatevole, nel suo zelo
deio ristabilita la delegazione d'Ancona, fondò due altri chierici beneficiati nella

con l'ingresso come trionfante di mg/Ga- cattedrale, stubiTi nella casa de' pii eser-

spare Grassellini delegalo nposlulico (e cizi i sacerdoti della congregazione de'


ora caidinale). Parlili gli austriaci dalla missionari del Sangue preziosissimo, co-
Ivomagna, a'3 dicembrei838 francesi i me pure introdusse nella città i fratelli

sgombrarono da A ncona.Tornando al ve- delle scuole cristiane, a* quali fu affidata


scovo cardinal Nembrini, fu benemeren- la direzione dell* orfanotrofio e pubblica
tflsimo pasture, benefico con Ancona e U- scuola eretto dalle fondamenta dal comu-
ninna. Migliorò le rendite della mensa, ne per volo fattone nel 1 836 pel narralo

visitò la diocesi nella via più economica, morbo micidiale. Nel suo vescovato Gre-
provvide con saggi regolamenti il semi- gorio XVI visitò con somma soddisfazio-
nario a cui aumentò le cattedre, e il de- ne e soggiornò in Ancona, reduce dal san-
coro del cullo divino , non che la pub- tuario di Loreto e da Osìmo. Qui mi si
blica istruzione, col decielalo nel sino- presenta un ampio e fecondo campo per
do diocesano che celebrò; fabbricò gran celebrale l'illustre Ancona, [loichè supe-

parte della chiesa del ss. Crocefisso del rò nelle splendide e nobilissime dimostra-
liorgo Pio, e die principio al monte sussi- zioni d' ossequio e di gioia tulle le altre
<1iario delle vedove. Nella desolante Pe- a lui rese con mirabile gara, sincera divo-
stilenza del cholera che afilisseAncona nel zione e magnifico apparato nel viaggio
i836, risplendè la sua carità, e con esso trionfale di quel Papa, da molle ragguar-
gareggiarono il delegalo mg.'^Asquini(ora devoli e cospicue città dello slato papale.
cardinale) d* Udine, il clero secolare e re- E non polca essere diversamente pel com-
golare, ed il civico magistrato. Con fer- plesso de'pregi e prerogative che può van-
vore tutta quanta la popolazione invoca- tare Ancona, 1' antica capitale ilelle fio-

lo il palrocinio della Madonna di s. Ci- renti e nobilissime Rlarche. In essa le vo-


I iaco, manifesta fu la decrescenza e spa- lontà individuali si riunirono in un con-
rizione del filiale nioibo, onde 1' enco- sentimento unico, indivisibile, onde con-
mialo magistrato decretò dimosl razioni clusero: Che il ricevimeulo di Gregorio
di pubblica riconoscenza. Mori il cardi- W\ esser dovea magnifico, come si con-
nale in Umana a' ') dicembre 1837, la- viene a sovrano; cordiale, come n padre si
U M A U M A ri-

deve. II delegato e la delegazione, il gon- bello: questa è Storia) del Papa al lui-
falonieie e il niiiiiicipio comiiiciaioiio ; il lurale, espresso maestosamente seden-
clero, la camera di commercio, la società te io trono tutto intero della persona,
del casino Dorico, e il genio niiiilare se- vestito con abito di mozzella e stola sot-
guirono le stabilite manifestazioni. Tolti to panneggiamento a forma di baldac-
gli ordini de'cilladini, o colla pecunia, o chino, e nel fondo si vede la fortezza di
coir opera, o col consiglio, o colla (jemia Ancona, per avervi egli aggiunto il bii-
fecero a gara per coadiuvareonde il lutto slione Gregoriano. Questa è uu'eicganle
riuscisse con quel lustro die il desiileiio litografia disegnala dal v.deiite V. Gu-
couione anelava sinceramente. Testimo- glielmi, e tratta dall'oi iginale dipinto e-
nio felice di vista, sebbene abituato al gregiamenle a olio in tela, ove però in ve-
grande, al magnifico, al vedere giustissi- ce della fortezza è la cupola di s. l'ielro
mamente esaltare e glorificare ilmio au- (inoltre nell'originale sul tavolino vi è il

gusto e venerando Signore, il cumulo va- Crocefisso, due libri e il figlio, nel quale è
rialo e dignitoso di Innte sincere eclatanti scritto: Pianta della basilica di s. Paolo);
dimostrazioni mi sbalorduono, commos- quadiogiaiidissimo e nobilissimo che mi
sero, edificarono. Ancona coirispose alla pregio possedere, e lo feci eseguire dall'esi-
.sua epigrafe: Avcon Dorica Civiiax Fide. mio cav. Francesco Saverio Raniewski
Se volessi solo tentare di ricordai le e com- pittore polacco, per l' occasione in cui
pendiarle, per lo meno dovrei raddoppia- l'imperatore di liu.ssia Nicolò 1 commise
re il sin rpii scritto, C()^ì debbo limilarmi, al medesimo dal vero fargli il rilratlot
,
Iraiuie qualcbe nozione sul materiale di di Gregorio XV ì, il quale per contentare
Ancona in aggi-mia al suo articolo, a fu- tanto monarca, benignamente gli accor-
gaci cenni e seniplici indicazioni. Però de- dò varie sediite, tulle preziose per 1' ar-
gnamente e con mirabile alletto ne scrisse tista come buon cattolico. Egli merita-

la storia con libro in foglio di 4^ pagine mente è ora direttore delle scuole di
e altre 5i contenenti le iscrizioni moiui- pittura in Varsavia, e gode la stima e la
mentali e lemporaiio,quasilutlesciiltedal benevolenza dell'imperatore Alessandro
eh. mg.' Barili, ed i componimenti, il eh. 11, che lo conobbe in Roma quando ne

e benemerito anconitano can. d. France- fece il di lui somigliante ritratto; ed io


sco Ijorioni, e intitolato: Le. Feste An- mi glorio possedeie quelio olferto dall'e-
conitane nel settembre dell' anno i84i gregio artista al Papa, il quale a me si iL-
perla fallitissima venti fa e dimora in An- gnò donarlo. In fi/iedel libro del can. bo-
cona di I\\ S. Gregorio XI^I Pontefice sono altre io litografieeseguile in
rioni vi
felicemente regnante, Ancona !84> I>er Ancona dalla litografìa Giannantonj, ed
Sarlorj (Cherubini tipografo vescovile. Nel esprimenti le principali cose fatte dalla
frontespizio vi è uno de' più belli, de' più cillà per solennizzar l'avveniineiilo deco-
grandiosi e de'più veritieri e somiglianti rosissimamente. Esse sono: Il proS[)elto
ritratti (ripugnando il Papa per la sua dell'Arco trionfile eretto fuori di porla
umilia di farsi ritiallare, gli artisti co- pia. Il prospetto della grande piazza del
piarono i ritratti di que' pochi che l' a- Duomo. Il prospetto del palazzo C(jmuna-
\eano ellìgiato dal però con
vero, ma le. La Pace difesa dalla Forza, dipinto del
rara riuscita ; (|uindi non solamente lo valente ritrattista Vincenzo Podesti anco-
espressero malamente, ma talvolta lo fe- nitano. posto nella sala ristorata del palaz-
cero deforme, se pure non fu imperi- zo apostolico ove dimoròii Papa. La Cit-
fia o malizia seltaria; mentre Gregorio tadella veduta dalla parte de'cappiiccini.
XVI fu di bel colorilo, e di volto ve- La veduta eeomelrica del nuov(j Bastio-
nerevole, grave e benigno, maschio e ne Gregoriano. La Barriera Gregoriana.
68 U M A U M A
La nuova Scalea della Loggia o Borsa de' go sorgeva un arco trionfale, disegno del-
Mcrcaiili dalla parte del mare. Il pro- l'esimio anconitano ingegnere M. Bevilac-
spetto delle Scuole israelitiche, l'Obeli- qua, qual 1.° monumento del gaudio de-
sco e la Colonna rostrata. Il Padiglione gli anconitani, cui sentimenti erano ac-
i

eretto in mezzo al bncino del l'orto. Un cennati dalle iscrizioni poste sotto 4 sta-

Gregorio XVI, un'Ancona, non poteva- tue rappresentanti la podestà delle chia-
DO meglio essere più dignitosamente rap- vi, quella dello scettro, la pietà religiosa,
presentati, che dall' afleltuoso, dal veri- e la fedeltà; altre due iscrizioni erano nel-
tiero testimonio contemporaneo, elegan- le due prospettive dell'attico, annunzian-
te ed eloquente storico can. Borioni. Il suo ti al Papa la comune letizia cagionala dal

Jibro sarà un monumento imperituro di suo fausto arrivo. Tutte e 6 le iscrizioni


gloria per lui, non meno che per Ancona furono composte dal piìi volte lodato mg.'^
sua patria e pel Pontefice che i secoli cele- Barili primicerio. Innanzi a quest'arco il

breranno grande e immortale. Il cav. Sa- gonfaloniere conte Lodovico Querenghi


balucci nell'accurata ediligenleA'^rrflz/o- genuflesso colla magistratura municipale,
jie dfl\ l'aggio di Gregorio AT'i, essendo espresse i omaggi di tutti cittadini,
divoti i

nel seguito pontificio, descrisse i festeggia- e dichiarò non poter offrire le chiavi del-
menti d'Ancona in 44p^8'"^-^'''* '^ molte la città comechè in mano de'ministri pon-
cose stampate a parte, ricordo le seguenti. tificii, ma sibbene le chiavi di lutti i cuo-
Iscrizioni teniporanee per lafaustissirna ri anconitani ebbri di gioia per sì fausta
-venuta e dimora di N. S. Gregorio Xfl venula. Avendo il Papa risposto : Sì que-
Pont. HJass.in Ancona in settembre del- ste, queste appunto io bramo; si suscitò
l'anno I 84 I, Ancona 1841, pei' Sartorj e un ispontaneo giido di '-nera esultanza,

Cherubini. Gregorio Xf'I Pont. Max. da' magistrali e dall' immenso popolo ivi

Principi Indnlgentiss. Eccleuae Ahimni raccolto, gli evviva e i battimenti di mano


devoli Sanctitati niojestatiq. eius, Anco- ferirono le stelle. Intanto un numeroso
na 184 itipogvafiaBalufli. Il seminario l'of- stuolo di capitani di bastimenti commer-
fiì con nobilissima copertina, the conser- ciali e di marinari vestiti uniformeoieule,
vo col contenuto, di nioerro bianco, collo e diretti da'conti Raffaele ed EiieaMdesi,
stemma ed iscrizione d' elegante ricamo uno comandante del porto e la Uro tenen-
in oro e argento.Del eh. Pietro Castella- te di marina, eda altri ulllziali di questa,
no anconitano nella romana curia avvo- distaccati i cavalli dalla carrozza in cui era
calo, Inno con erudite note; opuscolo di il Papa, la trasse entro la cillà, alla cui por-
p. 3 /4 Gregorio Decimoseslo P. O. M.
I : ta mg."^ Piccolomini presidente dell'armi
reduce dalla Casa di Nazaret, Ancona (ora cardinale), presentò le chiavi del luo-
supplice e riconoscente, Ancona 84' ti- 1 go, come di posto fortificato allidato a pre-
pografìa Balufli. A' i4 seti^-mbre 1841 sidio militare. Fra l'esultante moltitudi-
Gregorio XV col suo corteggio parli da
I ne, giunse Gregorio XVI innanzi al gran-
Ostino per Ancona verso le ore 3 e mezza dioso tempio di s. Agostino, ove fu com-
jionuridiane, lungo la via festeggiato da- plimentato da'cardmali Gabriele F'errelti
gli abitanti de'casini eda'religiosi di s. Ma- (anconitano, ed ora penitenziere maggio-
ria delle Grazie. Avvicinatosi, la fortezza re,vescovo di Sabina e abbate delle Tre
cominciò le salve d'artiglieria,cui rispose- Fontane), arcivescovo di Fermo, Ostini
ro i cannoni de' bastimenti ancorali nel vescovo di Jesi, Testaferrata vescovo duSi -

bellissifuo porto, tutti messi a festa e in nigaglia.dellaGengaarcivescovodi Ferra-


bell'ordine con bandiere spiegale, mentre ra,Riario-Sforza Icgatod'UrbinoePesafo,
tutte le campane della città cominciarono Spada legato di Forb, e Ciacchi. A non ri
il festivo loro suono. Al principio del bor- [)elere i continui applausi, mi limiterò per
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«aggio a riferire come 1' encomialo cari, duliiii tiilte le coiifralernite tlelli cillù ;
«
Borioni descrisse f|uelli espressi nel di- nel piesbiterio e in altre parti in posti di^
scendere dalla carrozza.'» ZS'on vi fu allora stinti gradualmente presero luogo i car-
nè legge, né modo negli applausi : tutta dinali,i<S fra vescovi e prelati, mg/ dele-
quella plenitudine di assembrati prornp- gaio, i due capitoli della cattedrale e del-
pe unanime, vivissimo, universale en-
in la collegiata, la magisiiatura civica, le po-
tusiasmo, ogni sguardo scintillò fiamma, desta giudiziarie e amministrative, e lut-
ogni cuore versò una sensazione che più tu il clero secolare e regolare. Data quia-
non capiva, espresse un desiderio; ogni di la benedizione da mg.' Grati vescovo
anima si elio se^ e si portò ad un fascino di Callinico (anconitano de'servi di Ma-
iale, ad un'esuberanza così falla di ra- ria, già amministratore di Terracinay
pimento, die niuno potè ratteuersi, pos- Stzzc e Pipcriio), il Papa dopo aver os-
sedere se stesso, frenare i propri alfelli, i servatola magnifìcenzae lo S[)ieudoieon-
quali Irabocchevolisi dilfondevanoin quel d'era addobbato il tempio, ne uscì rice-
momento supremo e possente. Gregorio voto dal popolo con nuovi plausi ili ri-
XV I entusiasmo addi-
in quell'istante d' verenza e di gioia. Asceso allora sopra un
venne l'arbitro d'ogni passione, il signore trono, cli'erasi eretto presso il tempio e
d'ogni sentimento, l'angelo della Intona sotto un elegante aico trionfale gotico, si
novella. La sua presenza non tornò già mostrò all'immenso popolo cui benedisse
come il guizzo d'un baleno che «orge, ,«b- all'etluosamenle. Volle indi recarsi a pie-
l)arbaglia e passa, ma fu quella d'un Vice- di, ond'essere più vicino al popolo, al pa-

Dio, che allegra il cuore, te lo ricerca, lazzo apostolico e delegatizio preparato a


le lo commuove, le lo fa piangere, ma di sua residenza, decorato con isquisita raa-
uii [)ianlo, che tu uè disgradi il tripudio, gmficenza, calcando un ricco tappeto di
di quel pianto ch'è balsamo, consolazione, velluto color di porpora per tutto il trat-
tf tregua a'mali della vita. Sì, tulli pian- tuche percorse, ove giunto ammise amo-
gev;ino, e negli occhi di ciascuno si legge- revolmenle al bacio del [)iede la ma<'i-
va un'emozione universale, slraordinaria! straluia della città, il magistrato sanità-
Ciò conobbe lo slesso santo Padre, il qua* rio, i tribunali dii.'^ istanza e di commer-
le ebbe a dire, che più clic alle acclama- ciò. L'apparlameuto pouliGcio per le in-
zioni egli a\'ca posto /nenie a\'isi celagli defesse cure del prelato delegato com-
occlii de circostanti, i quali brillavanodi parve degno d'Ancona; e le pareti per Io-
sincera gioia, e facevano aperto ciò che si devole olferta di Giuseppe Stralla furono
passava per entro icuoii ... Egli alle ac- arricchite da una collezione di quadri
da inazioni ed a'salnli i ispondeva con una opere classiche di somuìi pennelli. Al di-
alUibililà, con una speditezza, che inna- gnitoso, il degnissimo mg.' Lucciardi unì
Ululava ". Erano ivi già pronti i canonici le più delicate sollecitudini, e pose in o-
della collegiata con magnifico baldacchi- pera ogni ingegnosa industria perchè e-
no, Sotto cui fu ricevuto il Papa, dopo es- ziandio le domestiche stanze riuscissero
sere stalo ossequiato da mg." Catlutini ve- liete al gran l^ontefice, con piacevoli re-
scovo della città, che gli presentò l'asper- niiniscenze. Airap[)arir della notte geiie-
sorio, e da mg.' Lucciardi ( ora cardinal rale e risplendente fu l'illuminazione. La
vescovo di Sinìgciglia){\e.\t'^d\.o della pro^ piazza maggiore, posta innanzi al palazzo
vincia colla congregazione governativa; apostolico, era slata magnificamente de-
e fra WaxwUidtiW' EcceSacerdos Magnus, corata con una colonna sulla foggia della
M portò all'adorazione del ss. Sagrameu- Tiaiana ili Roma, praticabile nel su ia- i

to con ogni pompa esposto. Erano nella terno, nel dinlorno della (piale ei'auo
vasta chiusa riunite d'ordiuc di mg." Cu- dipinti i fasti del suo poulificalo, e due
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iscrizioni si leggevano nella froiile e nel- guaio ancora l'università isruelilica, la

lu parte opposta del piedistallo. Lateral- quale nel quartiere da lei abitalo, oltre-
n>eiite liinyo la piazza erano i "2 trofei, in che come il resto delia città ave;i messo a
ciascuno de'qviali elej^anti scritte decifra- festa tutte le vie, fece alzare nella
contra-
vano i fasti significali nella colonna. An- da maggiore un obelisco egiziano distinto
cbe queste 4 isciizioni compose mg.'l'a-
I in 3 sezioni con iscrizioni, elligie del Pa-
rili, e la colonna co' trofei immaginò il pa, triregno e stemma pontilìcio. La seno-
Bevilacqua, e tramandavano raggi di lu- la principale nella facciala venne foggiata
ce. La cliiesa di Domenico, cbe co[)re
s. a fabbrica di delizie, con fregi, rabescbi,
un iato di detta piazza, non cbe tiilti i guide e cascate di fiori. Tanto l'obelisco,
palazzi e le case degli altri lati,egnal(i)en- cbe le scuole splendevano nella sera a Ira-
te erano dluminali. Ris[)lendeva il paiaz- sparente, leggendosi in varie parti plau-
zo municipale di bime vivo nelbasamen- denti iscrizioni, il giorno dopo mercoledì
lo, framezzato da iscrizioni composte da i^sellembre, eia soleime per Ancona, co-
mg.' Barili, a tra.^parenle; quindi di cor- me consagrato alla Regina d' Ognissanti
nucopi a piaceri nelle finestre del piano o Madonna di s. Ciriaco, possente patro-
superiore, ed inoltre di tiasparenti cbe na d'Ancona, e poicliè fra' pubblici voli
pieseulavano resterno abbellimento da- perla liberazione dalcbolera, si com-
filiti

logli con colonne ad ai"al)escbi. Rimpet- prendeva cbe la magislralura civica do-
lo a lai palazzo la grandiosa facciata del- vesse in tal giorno accostarsi forinabneii-
la cbiesa del Gesù era posta a lumi con te alla mensa Eucaristica, volle anco il
graduala mostra di disegno del can. Lui- Fspa parleciparealla di vola funzionenei-
gi l'ami rellore del seminario. Cosi l'a- la cattedrale,nobilmentee magnificamen-

spello del tempio ili s. Francesco, ed il te apparata ilal capitoloe dal comune, es-

inagnifico palazzo di Leucbtemberg in sendo nella sommità della porla elegante


tele traspaienti rilucevano eleganti inse- iscrizione di mg.' Barili. Visi recò a cele-
gne pontificie. Erano pure brillanti dilu- brar messa nell'altar maggiore, ove tratta
mi le fronti della cbiesa del ss. 5agia- dalla sua cappella e in mezzo a una rag-
riienlo e di quella gotica di s. Maria della giera d'oro era soleimeinenle esposta la
Misericordia. Nella piazza del Teatro e prodigiosa immagine di Maiia N'ergine,
nelle 3 vie cbe conducono alla Loggia o Si trovarono a riceverlo, oltre il vescovo
Borsa de' Mercanti, l'altra alla piazza cbe gli oibì l'acqua benedetta, i sumtuen-
Maggioie e la 3.* all' officio della Posta tovati 7 cardinali, 6 fra vescovi e prelati,
1

molli illuminatori a ciò cbiamali da Cen- nig/ delegalo, i due capitoli della calle*
tuaveano messo ad effetto luminarie [leii- drale e della collegiata, e lutto il clero se-
sili di liuovu mera\iglia, seguendo il di- colare e regolare, mentre si cantò V Ecce,
fccgno (Iella Loggia gotico moresca. Da Saccrdos iMagims^ incedendo alia vene-
lunglie funicelle difilale paralellameule ss. Sagramento. Il Papa nella
razione del
traverso le vie da un muro all'altro de- messa venne assistito dal vescovo mg.'
gli edifizi di()eiulevaiio altri sollilissimi Cadolini e da mg.' Castellani sagrislu, e
funicoli al c»ii capo erano attaccati lam- vi comunicò il gonfalunieie, la magistra-
padini con fiammella divampante sur un tura, ed altri pubblici funzionari e molti
licpiido di vali colori; e tulio qucslo con del popolo, lutti perciò di vulamente esul-
tai arte cbe esprimeva una lunga arcala laiili. Il prezioso calice con cui avea cele-
H 3 ordini C'<primenli un vòlto luccicante brato lo Ia.><ciò alla cattedrale, ed ascolta-
di varinpìnti fiori. All'imboccatura delle la altra messa, passò nelle contigue slan-
strade medesime era con opera de' luuii ze dell' antico episcopio, decorosamente
iiulalo: Camera di Commercio. Si se- ornale dal vescovo, il quale ucU'amnjcl-
U xM .V U ìM A 71
(ere il Papa sedente in trono paternamen- con doralure.E poiché la moltitudine sem-
te al bacio ilei piede i due capitoli e cleri pre crescente per concorso dalle città e
ricordati, gii dichiarava iudividualmcnle luoghi anche più lontani dello stato pon-
le persone. Gli alunni del seminario offri- tifìcio,non che da esteri paesi, era allollata

rono al Papa il suddetto libro con ora- sulla piazza chiedendo la benedizione, si

zione Petiarchesca e delicato mazzo di allacciò il Puiitehcealla loggia del palazzo,


fiori fìnti e odorosi, affabilmente giaditi. e la benedisse con effusione d'animo, dan-
Calò quindi il sauto Padre ue'sotterranei do segni di suo cordiale gradimento alle

del tempioa venerare nelle preziose arche dimostrazioni di affetto e di venerazione


le spoglie de' ss. Protettori, massime quel che verso lui erano indirizzale. Quindi
la di s. Ciriaco in cui si ravvisa qualche bramoso sempre d'essere tra il popolo più
vestigio del suo sembiante. Dopo questo, d'appresso, amò di restituirsi a piedi alla

espressi i suoi sensi di particolare amore- residenza, avendo a fianco il gonfaloniere,


volezza verso mg.' Cadolini, il Papa si al quale dirigeva continuo discorso, men-
portò alla visita de'monasleri delle sagre tre non lasciava ili attendereall'immenso

vergini, ove trovossi il medesimo mg."^ ve- popolo che si affollava ne' luoghi di suo
scovo, col vicario generale mg/Mongardi passaggio, osservandone con compiacen-
e l'arcidiacono IMucci. Si recò prima ol za paterna il rispetto e l'esultanza. Lungo
monastero di s, Palazia, poi all'altro di s. la via fermò alla piazza di s. Francesco
si

Lorenzo, e per ultimo a quello di s. Barto e contemplò il prospetto della magnifica


lomeo, ili ciascuno de' quali fece liete di chiesa, la colonna rostrata co' due trofei,
religiosa consolazione le religiose, cheam- posti nel mezzo della piazza, con 3 iscrizio-
snise al bacio del piede e benedisse. Innan- ni nellequali mg. 'Barili espresse idi voli e
zi giungere al ."monastero, chierici e
di i i i giulivi sensi della moltitudine. Ricorren-
giovani del Uislretto dis. Luigi Gonzaga, do nel pomeriggio la processione decenni-
duetti dal can. Oltaviani benemei itodel- le statuita per voto di portarvi la Madon-
l'aiiconitana gioventù, uscironodalla chie- na dis. Ciriaco ili ringraziamento della li-
sa di Maria degli Angeli ulhciata da lo-
s. berazione dal niorbo,il Papa mostrò vivis-
ro, sulla cui facciala erano 3 iscrizioni ap- simo desiderio non meno di goderla dalla
propriate alla lieta circostanza, con iti nia- loggia della torre di sua residenza, ma ivi

uo rami di verde olivo, e divotameute di seguirla con tutta la sua corte. Ma al-

Papa graziosaniente
prostrati furono dal lorché giunse la processione sotto il pa-
benedetti. Recatosi Papa nel palazzo, il lazzo apostolico, oscuratosi di già il gior-
lo trovò addobbato con magnificenza e no ed essendo la calca del popolo stra-
gu>to, decorandone le pareti tre squisi- ordinaria, il Papa reputò conveniente di

ti dipinti del cav. Francesco Podeslian- astenersi dal desiderato intervento,poichè


conitano celebre, e tra' ritratti de' Papi vide pressoché impossibile d'intrometter-
e cardinali benefattori d'Ancona, il pro- sico'cardinali (a' nominati conviene ag-
prio semibusto. Dimostrata ammirazione giungere il cardinal Mattei, che avea la
e gradimento, si assise nel risplendente cura governare il viaggio, ed il cardinal
di

trono e co'modi i piìj gentili ricevè gli o- Soglia venuto da Osimo, il quale man-
maggi de* magistiati, de' consiglieri, de' cato a' viventi a' 12 agosto 856, per cui 1

nobili, delle dame e de'ciltadini che desi- deqnaraenle il successe ne' vescovati il

derarono essere ammessi alla sua presen- cardinal Giovanni Brunelli , meritò il

za e al bacio del piede. Ebbe a sommo giustissimo Elogio dell' Em." e Rcv."
piacere il dono presentatogli dal gonfalo- jìi-incipe sig.r cardinale Giovanni So-
niere d'una bellissima copia della B. Ver- glia Ceroni i'esco\'o di Osimo e Cin-
gine d'Ojjnissanli egregiamente miniata goli, letto nel 3." giorno delle sue so-
ri UM A UM A
ìi'.nni tse<jxdc (ì i4 agosto i856 nella lamie una breccia di facile salita, aiìclie
chiesa cattedrale di Oxiìiio da Ciusep- 4 bastioni e le cortine erano sgie-
gli altri

pe Ignazio Montanari, Ancona da' tipi telati e cadenti; le fòsse eransi riempite di
AiJivIj e comp. i856), con molti vesco- tmia, i parapetti non piùoHrivano l'anli-
vi (fra' quali a cagion d'onore nominerò co prodlo, le piatteformesdrnscile, il ma-
mg.' Antonio M." Deoedetto Antonucci Schionon piLulefilatoesojuastanle le pro-
v<;scovo di ìMonte Feltro, odierno pastore pinqne allure, il ponte levatoio della por-
d'Ancona) e alcuni prelati (e fra questi la incastrato, la magnifica polteiiera ab-
J'ollimoanconitano ing/GiuseppeMilesi- bandonata. Questo era lo stalo deplora-
Pironi-Ferrelti attuale ministro del coiu- bile della cilladella d'Ancona, quando
lìiercio, belle arti, industria, agricoltura e Gregorio XVI, dietro il rapporto del bra-
lavori pubblici), non cliecon lutto il cor- vissimocav. Paolo Emilio Provinciali ro-
leggio ti a un'accalcata moltitudine di gen- mano, comandante il corpo del genio «ni-
te senza rilevarne impedimento. Essen- filare, ne ordinò l'intero risarcimento, la
dosi però schierala la processione innanzi riedificazione del Cavaliere basso da'fon-
alla sua residenza, il Papa dalla princi- damenti in uiiglior forma dell' antico, e
pale loggia venerò la ss. Immagine, espar- fuprontamente corrisposto colla massima
se la sua benedizione sulle pie personeclie speditezza e abilità; poiché in 240 giorni
l'accompagnavano. iXella sei a il Papaam- il rovinio della cittadella disparve, e il ma-
mise a particolare udienza cardinali, i i si;hio, la torre laterale, la laiiipa che vi con-
\escovi e molte deputazioni, ch'eransi re- duceda'terrapieni inleriori,e!ecoi line fu-
cati espressamente in Ancona a rassegnar- romi riparale e amnentaledi nuove mura
gli gli omaggi di divozione e rispetto. Fu e di nuovi parapetti; i4baslioni cadenti
quindi presente da una delle finestre del risarciti, il Cavaliere basso ricostruito ed
suo appartamento, ad una gran mole di elevato sino a 1 6 mc-lri, onde potesse do-
fuochi artificiali ben combinali innanzi la minar l'adiacenti colline, avente una spa-
chiesa di s. Domenico e perciò di fronte ziosa galleria coperta, guarnita di n)u-
al suo palazzo: l'illuminazione simboleg- schetteria da fulminar l'uiimico che l'as-
glò il tempio della Pace formato di 7800 salisse ; e al «li sopra due casematte ne'
iiuni, con r Iride nella cui lascia di vari fianchi, che hanno fra loro comunicazio-
colori scintillava a granili caratteri di luce ne per una galleria illuminata da fori aper-
l'epigrafe : A Gregorio Xì 1 Ancona, ti ad egual Questo si è il grande
tlislanza.
Fmj la festa notturna con l'elevazione di bastione o baloardo che il Papa permise
un globo areostatico. Giovech I6 settem- sì appellasse Gregoriano dal di lui no-
bre il l^apa dopo celebrata la messa nella me, onde nella destra faccia della nuova
cappella privata, si recò alla cittadella, muraglia fu incastrata una lapide col suo
una delle più ragguardevoli d'ilalla, ove pontificio stemma. Inoltre si risarcirono
fu liceviitoda mg.' [iresidenle dell'armi, o rifibbricarono i sotlerianei, con casa-
e dal colonnello Lorini presidente delia malta perla comunicazione col superiore
cnmnìissione preposta nel precedente ot- terrapieno; la ()olveriera fii racconciata,
tobre a reintegraila dalle ingiurie degli e guarentita dall'umidità e dal fulmine;
anni e dalle passale vicende di guerra. Do- le lòs>e esterne ripulite, il ponte levatoio
poche gli austriaci nel 81 5 aveano colle 1 risai cito, ec. Questo giandiuso monumeu-
mine rovesciate tanto l'antiche quanto le to fondato da' Pajìi, ridotto a scheletro,
nuove lòrtificazioni, per .i'j anni giaccpie per Gregorio XVI fu richiamato a vita
la cittaiiella in mezzo a un totale abban- novella. La cittadella d'Ancona trovasi
doi'.o, per cui oltre il bastione Cavaliere eretta sulla cima Aslagno a ilielri
dell'
basso the presenla\a un ummusso di rol- loGsul livello del mare, guarda nou solo
U M A U IM A 73
la sottoposta città die ìli «pecchia piace- risarcito e acconcialo, e in parte eretto
Yolinuiile nell'AcIriaticOjeil suo bellissiujo »lallc ftjntlaMicnlu per l'attività inarriva-

portu, ma tutta la (ertile campagna e le l>ile del ^(illoclatu Uni." p. Vernò mentre
colline che l'accerchiano. Dessa ha 5 ha- n'eia priore. 11 risarcito e acconciato è la
stioni e sono, il Cavaliere basso, ora ba- gì andiosa sala delle donne, di cui più bel-
loardo Gregoriano, e il Ciiaidino dalla la cosa non si può vedere, per l'ainpiez-
parte di lena, il ba^lio^e de'Miiiori Os- za, per la [)olizia, e [)er la Mpiisilczza etl

servanti, del Quarliere, e la Campanache eleganza ilegli atldobUi, delle .sii|ipellet-

giiardanu lacillà e il mare. Vengono que- liti, dorature che la fregia-


delle pitture e
sti dominati dalT altezza d' un maschio no. L'ei'elto dalie fondamenta è la super-
che 5>i erge nel mezzo, nel cui piano si l)a cosa de'pazzi, che si erge in sul pendio
j)onno appuntare grosse arliglieric [ler dono de' 3 colli della città, arieggiata e
battere lecolline più lontane che da ipiel- suleggiata. Quivi un giardino per pas'^eg-
1' allora si Le forlificazioni
discoprono. gio e per escMcizio di ((ue'pazzi che amano
dalla parte della campagna sono dilese la uno spazio-
coltiva/ione de'liori, tjuivi
da un vasto campo trinceralo di squisito so luogo per quelle donne che bramano
disegno, adorno di casemalle,ed'una poi- il la*orio, quivi un decente refettorio pe'

veriera che per la vastità e architettura deaienli non furiosi, quivi un piano-for-
può pareggiarsi alle più magnifiche d'I- te pegli amanti della musica, quivi uu

talia e di liilta Europa. Entralo dunque bigliardo pei (pielli che vogliono riorear-
Gregorio XVI nella cilladella, si recò un- si, (piivi in line una cappella ove deineii- i

lìiedialamente alla cappella dedicala a s. ti d ambo i sessi separalamenle adunansi


Larbara, nel cui Iroiilone eravi l'isciizio- per pregare. In questo manicomio que'
ne celebrante l'avvenimento. Dopo breve che infuriano non sono più percossi né
preghiera si portò quindi a mirare Tese- straziali, ed è allontanato lullociò che a-
guile lavorazioni e il nuovo bastione, e ver possa l'idea di tetro carcere. Vi èia
lutto trovò eseguilo con senno, sollecilu- doccia, trovalo rimedio eliicacissimo pei'
dine ed economia, onde esternò la sua pie- ralfienare gl'inqieli del delirio, ecame-
lia soddisfazione al colonnello Provincia- re oscure imbottile nel pavimento e nelle
li e al capitano Schiatti comandante del pareti. ÌNon più funi, non più catene, le
Iurte, i quali a parte a parte indicarono al camicie di sicurezza ne tengono le veci,
l^onlelice il lavorio eseguilo; massime al le quali menlre infrenano il misero iufer-

Provinciali con [(articolari lodi per aver nio, non ne làmio strazio. Vigili custodi,
cambialo le seudjianze eia condizione ma pazienli e umani,sorvegliano i rinchiu-
da capo a fondo. Il Papa
tlella cittadella si di giorno e ili notte. Gregorio XVI se-
esaminò accuialameule disegni che gli i guito da Scardinali, da molli prelati, dai
presentò l'abilissimo Provinciali, interro- g(jnfaloniere, dalla magistralura, dal se-
gando e rispondendo con tale un acume naioredi Bologna marchese Guidoni (oi-
di sa[)ereda sorprendere i [)iù inlelligenli timo personaggio ora delunto) e da altre
dell arie militare. JN'ella piazza d'armi, distinte pi.rsone,enliato nel i. atrio, in (òa-
sedenlein tronosolto magnifico padiglio- do si recò nella cappella o pubblico ora-
ne, ammise al bacio del piede i membri torio dc'demenli, oiò brevemente equin-
tli della commissione, e gli uHiziali d'ogni di passò nel giardino degli uomini, ove
grado e arma, trattando liilli con bontà tulli non furiosi erano assisi a tavola u
i

indicibile. Dalla fortezza il santo Padre merendare, eseiiza punlo sgomentarsi al-
si condusse alTospedale uibano degl'in- la slraordinaria visita, conlinuarono a
fermi e mentccalliincura de'virtnosi ben- luangiare con gran serietà, benché il Pa-
traltiiiij ma^uilìco slubihiuculu lu puilu pufiuucuuicuic uvviciualuaidiaAclurobc*
74 U M A U MA.
nigne parole. Piissalo quindi nel •j." atrio religioso la magnificenza del luogo e la

vide il laboratorio de' pazzi, entrò nella sapienza degli ordinamenti, oud' esso è
saia de'bagni, ed osservò in allra gli strii- rinomato in lidia. Questa pontificia vi-
1

tueiili elellrici di cui ricercò 1' uso, iiio- sitavenne ricordala con lapide marmo-
straiido multo discernicueulo anche in rea, erettagli dal Rm.° p. Vernò e dal suo
questo (lili'icile ramo di scienza, in un 2." ordine. Piestituilosi il Papa alla sua resi-
giardino trovò le pazze, ch'erano pure a denza, passò poi nella sala del trono ric-
mensa ; quesle però riconobbero chi le vi- camente addobbala ed ove faceva bella
sitava, e prese da straordinaria consola- mostra nel sollllto il cpiadro rappresen-
zione s' inginocchiarono, proruppero in tante la Fortezza che dìx la mano alla
pianto, e coiuinovendo l'animo del Papa, Religione, ed ove è delineato il baloardo
co gesti e colla voce le confortò ed ammi- Gregoriano,menlreilTempo legge l'iscri-
se con carità al bacio del piede. Visitò zione incastrala nel njedesi(no e da lui
inoltre la corsia delle pazze furdjonde e trascritta in una tavola di bronzo per tra-
vide la macchina rotatoria
camera della mandarla a' posteri, ili|)inlo per ([uesla
e l'altra oscura imbottita col bagno di sor- occasione dal sullodato Vii»cenzo Podesli,
piesa. Esannoò da tdlimo il prodotto de' con iscrizione monumentale mg. Bari- di
lavori d' ambo i seisi, domandando del- li, il tutto orilinatodal delegalo mg.' Lue-
la condizione mentale di naolti individui, Ciardi. Inoltre nell' appartamento ponli^
al che rispose con molla sapienza il d.' lìcio, la sala dipinta alla foggia egiziana si

IMonti, medico e direttore del pio luogo, vide adorna d* un magnifico ritratto di
di esso benemerito pel suo instancabile ze- Gregorio X.VI in manto e triregno, opera
lo; e conosciuti con sovrana e paterna sod- egiegia del prof, di s. Luca cav. Francesco

di.sf.izioue bei risnltiiti che si ottengono


i Potlesli, fratello del nominato Vincenzo.
al ben essere di tali infelici da'nuotri me- Ivi ricevè in formale udienza i consoli aste--

lodi di cura adottali dopo lunga espei len- ri delle diverse nazioni stanziali in Ancona,
za e meditazione, ne lodò la saggezza e a'quali gentilmente permise chesi presen-
l'apjilicazioiie enicace.Enlrò poscia nell'o- tassero colla spada al fianco. Il cav. Giu-
spedale dtlle donne sane di mente, e restò seppe Balufii console di Sardegna e Lucca
SOI preso dalla jiiolta magniilcenza, e ac- prese la parola per tulli, e l'esegui in mo-
costatosi all'inferme le consolò e benedis- do, che il Papa cortesemente rispose, eoa
se. Giunto linalmente alla sala del trono, tanta dolcezza e dignitosa affabilità, che
vi ascese e ammise al bacio del piede la rienjpì tultid'ammirazione.Aininise quin-
f.imiglia religiosa e i professori dall'ospe- di a udienza varie deputazioni, fra le qua-
dale, lutti incoraggiando a proseguire nel li si distinsero (|uelle di Ferrara e di For-
nobile, utile e caritatevole loro mmisteio. lì, ed al bacio del piede tutti i pubblici im-
iNell'uscii e dallo stabilimento vide la gran- piegali ti' Ancona. Verso le ore 4 pomeri-
diosa f uniacia, ricca di suppellettili e me- diane, a preghiera del gunfuloiiiere e ma-
dicine, e profondendo elogi alla meravi- gistratura, il Papa si recò in carrozza ai
gliosa sollecitudine e all' ingegno del p. famigerato d'Ancona. Al quale, per-
i-*orlo
Vernò generale de' benfratelli, che per chè iosse dato un adilo convenevole e de-
singolare onore avea compreso in tulio il coroso, come lungamente si desiderava,
viaggio nel suo nobile seguii.) (come rile- pei rincessante alacrità del conte Quereu-
vai nel voi. XLl V, p. I 4 I , avendo onore- ghi gonfaloniere, era stato operaio dal-
volmente riparlato di Ini ne' voi. XLIX, l' architetto Bevilacqua sulla piazza di s.

p. 27 I, 272, 273, LII,p. 24i)> ^ l'avea Primiano imo squarcio nelle case poste a
ricevuto e accompagnato nel pei correre u\\ canto della medesima. Esso fu aperto
lo blabiliiueulo, dovendosi a tuie lUuslre u iurma di magmiica burriera, per cui vu-
U M A U M A 75
licaiulusi im ponle ili legno all'uopo co- Mj di spirto viril ricolmo il petto, - Monta
siniilo si entrava nel porto, il lutto con l'altero pino, e fianco eretto- Di soste-
disegni clell'arcljilelto Be\ ilacqua. Il l'apu gno al salir d'uopo non ave. - O fortu-
disceso di carrozza e dischiusi i cancelli nata gloriosa nave ! ec). Piicevuto sul le-
."
dclla barriera, la passò pel i percorremlo gno a vapore dal nominato e celebre cav,
il ponte fra il giubilo del tulio popolo. Ne' De Bruck, desiderò il Papa di fire sul
jiiloni alzati aliai.' lesta del ponte e ne' legno medesimo un piccolo giro in mare,
piedistalli di ilue colonne rostrale, erano e mossossi immediatamente giunse a cir*
<liverse iscrizioni ilell'aurea penna di mg.' ca un miglio fuori del porto d'onde relro-
Larili, descriventi quanto erasi fatto per cedette. Dinante tale tragitto ebbe a ca-
onorare l'amato padre e sovrano, nell'in- ro il Papa di visitare il piroscafo in azio-
cedere peli. "al porto Anconitano per la ne, notandone particolari ccommendan-
i

barrieia che dovea pi eliderne il nome, e done la bella tenuta. Diti (piindi contras-
Io presedi Barrierii Gregoriana j [lOvlQ segui di gradimento al rispetlabileca v. De
unico fra Venezia e Hrindisi, ed opportuno Bruck, non che al comandante del basti-
a' cooi merci coli' oriente. Gregorio XVI mento e all'eipiipaggio, e benedetto tutti,
dopo osservala con compiacenza questa rimontò nella lancia. Indi a preghiera de'
granile opera utile al commercio e di de- de[)utati del commercio si diresse alla
coro alla cillìi, ascese sul rivtillino pas^ìu- Log^ia o Corsa de'Mercanti, la (|ualeme-
do sotto l'antico magnifico arco di Tra- ciiante tnagiiiiioa e agevole gradinata era
inno, ed entrò in uno splendido padiglio- stata resa dnlcemenleaccessibile dalla par-
ile gaiamente ideali dal-
e loggia coperta, te di mare, decorata d' iscrizioni e delle
l'ingegnere pontificio Matteo Livoni. Ivi itatue degli illustri anconitani, Benvenu-
iii compagnia d'8 cai diiitiii si com|)iacque to Stracca scrittore in cose di co.'iimercio
tli veder varareun naviglio meicanlileco- e Ciriaco de Pizzecoili gran viaggiatore e
struito in q<iel canlieie, navigliociii bene- antiquario. Entrò ilPapa nella gran sala
disseecluiimò s. Mauro, nome ila lui por- riccamente adilobbata, e nelle cui pareli
lato nell'ordine camaldolese e nel cardi- risallavano leggende commemoranti la
nalato. Avendo
Papa accolto l'invito
il protezione accordata d.i Gregorio X.\Tal
già fattogli dal cav.DeBruck direttore gè- commercio, e iin[)loraiiti benedizioni alle
iierale de' vapori austriaci del Lloyd di arrischiate fatiche ile' nocchieii. Salì sul
lrieste[l .),di recarsi a vedere il piiosca- magnilìco trono e ammise alfabilineiite al
fu Mahmudie, chea gentile e riverentecu- bacio del pi«de componenti la camera
i

ra di tale società si era posto a sua disposi- primaria e il tribunale di commercio, di-
zione, montò egli prima sopra una orna- poi il ceto de'mercauti e i capitani di ina-
tissima lancia,allestila dal governo, ove 4 1 lodando e quesl' ultimi iuco-
rina, lutti
capitaiii della città addetti al commercio raggiando a nuove intraprese, delle quali
inaritlimo facevano l'nlìlcio di remigan- egli riconoscevacapace la perizia della ina-
li, e direttidalcomandanle del porto con- rina anconitana, come quella clui preci-
te Raifaele Milesi. La ipiale lancia seguita puamentefa sventolare il vessillo punlill-
da altre \i pel nobile corteggio si diresse ciò nelle più remole spiaggie. Seguì po-
al piroscafo fra gli applausi della marine- scia una regala o corsa di 6 barchette, ed
ria e del po[)olo accorso su più centinaia il Papa raddoppiò i premi. Imbrunita la

di battelli (da Treviso il eh. cav. Filippo sera, il magislralo civico e zeltinli depu- i

Scolari inviò al Papa un sonetto, cele- tali delia camera di commercio stipplica-

brante il suo ascendere il Mahmudie seu- lono il Papa di onorare con sua presenza
z'alcun appoggio, nel cui originale leggo: il padiglione eretto fra l'onde nel mez/.o
Lo vedi ? Ei d'alte cure e d'auui grave, -
del bacino del porlo, su manufatta isolet-
r76 U MA U M A.

ta, acciocché potesse goder Io spettacolo della cittadella, che poi quasi in un ba-
delle luminarie e de'f'iiuchi artificiali che leno apparve illuminata di faci. A cpiesto
s'iucendierebbero nella cillà dal lato del- nuovo, varialo e stupendo spellacolo fu
la marina. IMontato (juindi il i'apa nella soprallalto di lauta meraviglia T animo
lancia di cinsi era giàservilo, seguila dal- del benigno Pontefice, che ne ripelè con
l'altre lancie pel suo corteggio, approdò amorevole degnazione gli estatici e allet-

al padiglione iu forma ollagona e di gotica tuosi sensi a'beneraerenlissimigonfalonie-


slrullura, non che di soda cosUuzione e re e deputali della camera di commercio,
capace di 200 persone, addobbalo con a tutti gli anconitani. Montata rpiindi nuo-
grande squisitezza ed eleganza, felice pen- vamenle la lancia fra un ripetere iuces-
fcicro del gonfalonieie diviso colla camera sante di salutazioni e di viva, discese nella
tli commercio, ed egregiamenle eseguito Loggia de'iMercanli,ed entialo in carroz-

dall'ubilissimo Livoni,e per l'atlivitàe le za procedette con lento andate traversola


cuie marchese Cesare Benincasa. In
tiel citt.'i al palazzo apostolico. Per lai modo
«jueslopunto volgendosi verso la citlà si gli fu agevole l'osservare a parte a parte
presentava essa informa semicircolaresul- le luminarie ch'eransi ripetute come nel-
l'orlo del mare tutta splendente d'innu- le sere precedenti nell interno della città;
merevoli faci,la cui luce raddoppiavasi ri- e giunto alla piazza del teatro fu pago
percossa nel mare tranquillo, il tulio l'or- della sorpresa procuratagli con una graii-

inando una vista di magica meraviglia e de tela trasparente, nella quale scorgen-
lale da non |)0lersi in poche parole descri- dosi dipinto il ponte di Delluno, gli venne
vere. Tulli i navigli poi giacenti nel porto ridestata la dolce rimembranza della cara
e lulte le barche [)escareccie squadronale sua patria. Rientrando nella residenza fu
con bellordine luccicavano di lumi con salutato da un inno che cantavasi da
grandi festoni di globetli Irasparenli a va- scello coro di musici accolto in una log-
li colori. Intanto ira la punta della sco- già della medesima, composizione atlet-

glieia, il baluardo della lanterna, pure tuosa dell'avv. Castellano. Nella mattina
illuminali, e la cittadella sfolgoravano r.iz- del seguente giorno venerihi 7 settembre
zie sco[)piavano bondje artificiali. Palle il Papa dopo celebrala la messa in piiva-

di fuoco a vari colori innalza vansi dal pi- lo si ilispose alla parten/,a, dc)[)oafer di-

roscafu austriaco e dalla Loggia de'Mer- spensalo varie grazie e fallo decorare d.il

cauli, menlre le arliglieiie facevano da cardinal Matlei della croce di comuieu-


varieparlicouliuualo rimbombo. Equan- tlalori di Gregorio Magno il gonfalo-
s.

do aveano posa, o una banda milita-


esse niere conteLoilovicoQuereughi e il mar-
re alternava armonia di slrutncnli, od un chese Carlo bourbon Del iMoute, di cava-
coro di voci con noie uiu.^icali concerta- bere di dello ordine il marchese Stefano
va melodia d'una barcaiuola con ca-
la Agi presidente della camera di cuimner-
ilenze alla veneziana, e tutto sul dorso ciò, ed il segretario di cpicsla Franceichi-
.

tlellc barchette vaganti intorno al padi- ni di cavaliere dello Speron d'oro: aiui
glione del Papa. Il can. Borioni fu ilcom- riceverono corone preziose benedette, me-
posilore di essa, onde far cosa grata al ve- daglie di beiiemei eiiza e altre «nedaglie,
Udo Soiuuiu Pontefice, LNocchiero e Re, ed il vescovo ebbe una sonuna di denaro
che stampala pure a parte è inlilolata: Al da disUibuii si u'povcri della cillà, a\jiiali
JJi.sliiuPeccatore nel ^iur/io che unO' il comune e la camera di commercio avca-
ìiii-a il Por tu
cV AiLCoaa distia augusta nodisj}cn»aio3o,ooo libbre di pane. Uice-
prcic/iza, Barcaiuola. Da ultimo ebbe xelleil Papa a udienza i cardinali, poi
luogo il simulalo incendio cosi un na-
«.!' uig. Caduluii \ escovo diocesano col ca[>i-

vighu aucuiulo òui.a luce del porlu^cumu lolu della callcdralc, il goulaluuiere cui-
U M A U M A 77
la magistratura, il presidente e i deputati fui BiilufTi. Avendogià Gregorio XVI ag-
del commercio, il cav. De I3riick col co- gregalo al sagro collegio l'anconitano car-
mandante del Miilimudie, ed altri che ac- nuovo rallegrare
dinal Ferretti, volle di
colse colla consueta sua amore voltura, a Ancona con creare cardinale l'altro con-
tutti rivolgendo parole piene d'affnbiiilà, cittadino e proprio vescovo Antonio M.
di gentilezza, di paterno amore, congra- Cadolini : lo promulgò nel concistoro de'
tulandosi delle ricevute spettacolose e 1
q giugno 843, gli conferì per titolo la
I

sontuose teste, altamente lodando gli an- chiesa di s. Clemente e lo dichiarò protet-

conitani per averli ammirali a lui divoli tore delle ciltà di Umana e Sarsina, an-
d'una fede sincera, con sua inesprimibile noverandolo alle congregazioni cardina-
compiacenza. Si recò quindi alla grande lizie della concistoriale, de' vescovi e re-
loggia del palazzo, e nuovamente colla golari, del concilio e della Laurelana.
massima espansione di cuore benedisse il Laonde l'avv. Caslellanoa suo onore [)ub-
popolo, salutandolo eziandio con gesti e bli(X) un'iscrizione che termina con que-
contrassegni di sua più viva all'ezione. 11 ste parole: ylnroiiitani gioite. L'opera di
che ridesiò nel popolo 1' entusiasmo e Gregorio XVI è compila. Impernccliè il

l'animò a grida di divota gioia, divagan- Papa nuliendo particolare propensione


dolo dal triste senso per la sua imminen- per Ancona avea esentalo dalle lasse go-
te partenza; cui s'aggiunse il dispiacere di vernative coloro che di nuove fabbriche
una fallita speranza di godere anche un provvedessero all'ampliazione della ciltà;

altro giorno la di lui presenza essendo ; di più avea ordinalo la costruzione del
lutto predisposto onde la piazza Maggio- grande arsenale maritlimo. Di conseguen-
re fosse tutta quanta convertita in delizio- za allecasechesi costruirono fupermenio-
sissimo giardino. Pai lito Gregorio XVI riadalo il nome ói Borgo Gregoriano, al
da Ancona, lungo la via gli abitanti di quale dipoi fu sostituito l'attuale di >5or-
Falconara lo festeggiarono con due archi go JMaslai, cognome del j>iceno Ponte-
a'iimiti del loro territorio, e con l'incon- fice che regna. Quanto all' arsenale va
tro del clero e della magislratur,T; altro letto l'opuscoloRelazione della sagra
:

arco eressero gli abitanti di s. Marcello. veremoìda onde fu inaugurato l'Arse-


Per Chiaravalie, le cui dimostrazioni ac- nale Anconitano dall' Em.' Rev.' del
cennai nel voi. LXXll, p. q giunse in i i
,
cardinale Antonio Tosti pro-tesoriere
Jesii^F). La fama avendo tosto propalato della R. C. A. il 12 marzo iS56{c\i\al
Je maguidche feste d'Ancona, il eh. Gio. giorno onomastico del Vi\i>a), fatta pub-
Francesco Rambelli, che ne fu lieto spet- blicare da Ila Camera primaria di coni-
tatore e ammiratore, pubblicò poi colle ìncrcio d'Aiicoììa,W\\'òf[Z per Gustavo
Stampe: Gregorio XF I in Jncona, di- Sartoij Cherubini tipografo vescovile. In
scorso letto nella sala comiinitatii'a di fronte vi è un bellissimo ritratto del car-
Persicelo a cCi 2q settembre 84 per la i ' dinale del litografo Maggi. Queste bene-
premiazione degli ahiuni delle pubbli- ficenze dipoi volle Ancona celebrare con
che scuole. A'iQ dello slesso seltembie L'accademia vocale edistrumentaleche
lug.' Cadolini tenne il sinodo diocesano. il municìpio cV Ancona dà nell'aula del

E nell'anno seguente mg.' Lucciardi die suo palagio la sera de'6 febbraio ì8/\6
nell'aula del palazzo apostolico un' y^r- per festeggiare l'anniversario dell inco-
cadenna vocale e strumentale per solen- ronazione di S. S. Gregorio Xfl. Inno
nizzare l'anno XII dell' esaltazione al allusivo alla benignità di S. S. verso di
soglio di Gregorio XP I, divisa in due Ancona^ novellamente dimostrata con
Per essa il can. Borioni compose un'
parti. la graziosa esenzione delle tasse ec, An-
Ode marinaresca, Ancona 842 tipogra- 1 cona 1 846 per Sarloi j
Cherubini.il i ."giù-
78 U M A U M A
gno 846 1 [inssnlo ai^li eterni riposi Gregn- qnie nella propria chiesa di s. Carlo a'^a-
rio XVI, il cortlinal Cadoliiii da Ancona linnri, nella quale l'illtislre dtfnnlosi era
si recò al conclave per l'elezione del sue- tanto adoperalo coi pio suo zelo e facoii-
cessore, e segiù nella persona del regnante dia a vantaggio de'fedeli, i quali erano in-
Poiilefice Pio !X de'conti IMastai, la cui il vitati ad assistervi e sulfragarlo, con epi-
luslre famiglia nppnrienendoa! ceto patri- grafe posta nella porla maggiore delteiu-
2Ìo d'Ancona, la cillà celebrò il faustoav- pio e pubblicata dal n." 1 82 del Giornrtle
veniiDento nel modo lifeiilo dal Supple- di Roma. Qnal vescovo di Cesena l'avea
ijienio al n.° 36 delle Notizie del giorno celebrato in purissimo latino il can.Tilo
I 846. Scoppiala la rivoluzione in Roma Masacci, col riportato dal Leoni nell'^/?-
(/"'.jnel noveinbrei848,fataImenlesi prò- cena illustrata, p. 435. Il regnante Pio
pagò in lutto lo staio in^^ieuie alla prò- IX nel concistoro de*5 setlendjre 85 Ira- i i

inulgata repubblica romana, ilcbe coslrin- slatò dalla chiesa arcivescovile di Tarso
se il Papa Pio IX [V.) ad invocare il soc- l'attuale zelante e saggio pastore mg/ An-
corso delle potenze per re[)riiiiere i ribel- Ionio !M." Benedetto Antonucci di Snhia-
li. Pertanto gli austriaci per capitolazione co ( nel quale articolo feci cenno di sue

a' I
q givignoi 84c) «cullarono nella città e viriti e delle ragguardevoli cariche diplo-
foltezza d'Ancona, clic tuttora guarnisco- iniitiche esercitate e degli altri vescovati

no, liberando venerando cardinal De


il governati con lode, ed a'voli ivi riveren-
Angelis arcivescovo di Fermo dalla dura temente emessi qui aggiungo Di Tiì.i :

prigionia che per 100 giorni avea patito di-iil loiigam pyliam siipei'are sciìcctam^

nella fortezza, pel sacrilego arresto fatto cioè ripetendo quanto l'ab. Leoni scri-^se

di sua sagra persona da' rivoltosi nello dell' allora vivente predecessore curdinil
slesso suo arciepiscopio, essendosi ancoat- INembrini a p. 448 ; e così la diocesi d'Au-
lentato a' preziosi suoi giorni (ora non cona ed Umana ne potrà ulteriormente
occupano gli austriaci che Ancona e Bolo- godere l'egregie doli pastorali; avendone
gna, poiché 26, 2y e 28 ottobre 856,
a' 1 già dato prove anche quando fu nuov.i-
le truppe pontificie presero il luogo delle mente la citlà d'Ancona flagellala dal ler-
ledesche nelle varieciltàdi Romagna, con ribile oholera). Imperocché fuggii pro-
otlimo ordine e col miglior accordo colle motore eprincipale contribuente, per da •

milizie imperiali), ludia'^y giugno prese re uu asilo alle povere giovanelte anconi-
in Ancona le redini ilella pubblica aro- tane rimaste orfane pel morbo nel i8:)4
niinistrazione mg.'DonienicoSavelli com- enei i 855. Terminerò con ri[)elere il

niissariostraordinario delle Marche e del- riferito dall'uUiuìa proposizione coucisto-


le Provincie d'Urbino e Pesaro. Gli sue- riate, cui aggiungerò alcune parole. Aa-
cesse mg/ Camillo Amici commissario cona notissima Piceni rivitas maritima,
pontificio straordinario e delegalo aposto- a qna notnen sumpsit illa provìncia; ad
lieo, ed a omosso a pro-legato di Bo-
lui pi litus Adriatici maris sita, ac par tini in
legna, l'alluale mg/ Lorenzo Bandi. 11 ve jìlano et partem in colle aedifìcata, in
icovo cardinal Cadolini nalo a' 9 luglio suo triuin fere niilliarium anihilu una,
1

1 77 in Ancona, ivi morì compianto per


1 cunisuhurbìisquatuor mille donios et tri-
le sue egregie virtù il 1

agosto 1 85 1, 12 gi/ita circiter mille enumerai e ives.La se-

giorni dopo dacché avea compiti 80 anni de vescovile d'Ancona ed Umana è imme-
d'etìi. Il suo corpo fu esposto con solenni dialamente soggetta alla s. Sede. La catle-
funeiali nella calledrale, e vi reslòscpollo diale è >ollo l'invocazione di s. Ciriaco,
con onorevole lapide. In Boma la con- lui mala di gotica struttura, con maestosa
gregazione di s. Paolo, a cui avea appai le- gradinata, e nntiporlico tolto di marmo
nulo, gli celebrò solennemente altre esc- sostenuto da due belle colonne che [iosa-
e

U M A U M A -M
no sul dorso di due gran leoni di granilo. capitolo si compone di Ire dignità, lai.'

Antico i)*è il dis("£;no e si novera fra le pili è l'arcidiacono, le altre 1' arci|)rete e il

iinliclie chiese d'ilalia. Due grandi navu primicerio: eravi |(iirc la dignità del pre-
te, ciascnnn di fì anlii sofetenuti da niar- posto, ma reslo soppressa. Queste dignità
inciee colonne, die in un pnnlo concen- formano cpiasi uncoiptja parie e non han-
trico si uniscono, e si tagliano ad eguali di- no voce in capitolo, e vestono dell' abito
slonze, formano una pi «fella croce greca. prelatizio nero, dovendo perciòiinplorare
Nel mezzo, sjìslenula da 4 grandi pilaslri, d'essere ammessi Iva pi-oloìiotari aposto-
s'ei gè la cupola re()Ulala una delle prime lici titolari o onorari (de'quali riparlai nel
elevate in Italia. Dissi già elicla primitiva voi. LXXl, p. 8). Di 12 canonici conipre-
(fitlediale eia sagra a s. Stefano proto- .se le prebende del teologo e del peniten-
U/iiiliie, e sorgeva fuori le mura sul colle ziere, quali hanno per capo
i il priore, uf-

AMagno, demolita neh 174 per l'assedio (Irio che esercitano per turno d'anzianità;
di Federico 1. L' odierna eh' è sul colle di6 mansionari chiamati canonici soprati-
Guasco, porlo in origine il nome di «.Lo- nuoierari. primi hanno 1' uso del roc-
1

renzo arcidiacono della eliiesa romana e chello e della cappa paonazza ornata di
martire, ed ottenne poi quello di s. Ciria pelli d'ai niellino o di sela cretnis seconda
co vescovo e martire, quando nel 270 si 1 le stagioni, e nell'estale la niozzetta di se-
licosliu'i più ampia e decorosa pel famoso la paonazza. I canonici soprannumerari
arcliitello INlargaritone d'Arezzo. Era a." hanno 1' uso del rocchetto e della cappa
callediale cjuando esisteva la precedente, paonazza ornala di pelli Iiigie o di seta
'

e restò i."*
dopo la sua distruzione. In essa nera secondo le stagioni, e nell' estale la
non vi è il baltislcrio, perchè non ha la mozzetta ili seta nera. Di 4 chierici bene-
cura d'anime. Ha i\ue belli sotterranei, la lìciali cantori, ac iionruillox rajìcllrtiins

cui volta è sostenuta da ìi colonne, lii rccciitioris iristilutionis (del cardinal Ca-
quello detto di s. Ciriaco vi riposano le dolini), che vestono la cotta e l'alinuzia;
spoglie de'ss. Ciriaco, Marcellino 1 e Libe- e d'altri preti e chierici addetti all'ufllzia-
rio; ha 5 altari, de' cpiali il 1." è innanzi tuia divina. Episcopale palatiuiii ad e-
I urna di s. Ciriaco, negli altri riposano i jusdem pene montisradire^ pnsitninali-
corpi di s. Marcellino I, di s. Liberio, di s. qtiaìittitn distai acathedrali,ntdlamquc.
Palazia,e del b. Antonio Fatati. Incontro reparatioiìcnì caposcit. Le chiese parroc-
a tale sotterraneo è l'altro, sovrastato dal- chiali d'Ancona e del suburbio sono io,
la cappella del ss. Crocefisso, chiamato tutte munite del s. fonte, qnarimi altera
della Madonna delle Lagrime, e, non ha sub titilli s. Blariae de Platea, et s. Ho-
che il suo altare in cui si venera l'imma- chi est edam collegiata, la cui cura di
gine della B. Vergine col divin Figlio. 11 anime il capitolo di ii canonici la fa eser-

dotto can. l'elrelli ivi neh 834 incomin- citare dalla dignità del preposto. In An-
ciò un museo sagro d'antichilà cristiane, cona vi sono i conventi de' domenicani,
trovate nella diocesi d'Ancona ed Umana. minori osservanti, ca[)puccini, conventua-
Sono molli anni da che si litenne che la li, agostiniani, carmelitani calzali, mini-
cattedrale minacciasse rovina a causa mi, serviti, benfial eli), e fratelli dello scuo-
d'un cedinienlo avvenuto al sinistro lato le cristiane; ed i monasteri delle monache
del fabbricato. Dopo falle alcune ripara- canonichesse Lateranensi, Clarisse fiance-
zioni e inzeppature, sembra essersi allon- scane, e ripsimiane armene. Di più si con-

tanato il temuto pericolo. INoudimeno tano 3 conservalorii, diversi sodalizi, l'or-

questa principale chiesa e santuario fa fanotrofio, l'ospedale, il monte di pietà, il

conoscere ra>soluto bisogno d' altre più seminario, ed altri benefici e scientifici stn-

grandi riparazioni e di ristorauienlo. Il bilimenti. Ogni nuovo vescovo d'Ancona


8o U M ?, UM B
ed Umnna è tns<!ato ne'lihri delln camera golarmente versato nelle lingue orienta-
apostolica in fìoiini 44^ '7^> ^^^ ' f^i'"lli li. Per tanti meriti fu condotto in Roma

della mensa ascendono a 8000 scudi non- nel !o49 *^''^ ''• Leone IX, che lo consagrò
niillis oncribus gravali. La diocesi st e- vescovoeil inviòinSicilia con litolod'arci-
sfende per un territorio di circa 3o mi- vescovo, per istruire que'popoli nella cat»
glia, e comprende più luoghi. tolica religione. Il Grossi nella sua Cata-
UMBERTO DI Marolles o Marou,- nia sacra^ si studia di provare che fu ve-
iEs(s.), prele religioso. Nacque a Maiziè- scovo e arcivescovo di Catania, conf itan-
res suirOise, due leghe lungi da s. Quin- do il Pirro che nella Sirilia sacra io
tino. I suoi genitori Everardo, il quale è vuole arcivescovo di Palermo. Cardella
onorato del titolo di bealo, e Popita, co- non è persuaso delle «lue lestimonianze.e
uoscìute le ottime di hìi disposizioni, lo soltanto crede, che il cardinale ebbe dal
destinarono al servizio degli altari, e per- Papa facoltà e giurisdizione illimitata su
ciò il condussero a Laon, dove ricevet- tutta la Sicilia.Aggiunge, che nel conci-
te la tonsura clericale; poi Io miseio in lio romano premio di sue apostoliche
in
un monastero perchè fosse istruito nel- fatiche fu nel io5i crealo cardinale ve-
la pietà e nelle lettere. Elevato al sacer- scovo di Selva Candida (/^.), cancelliere
dozio, passò alcun tempo nel chiostio, e e bibliotecario di s. Chiesa. A ninno me-
ne USCI per recarsi a dar ordine all'ere- glio che a questo cardinale credè s. Leo-
dità de' suoi genitori. Dopo avere accolti ne IX di arlidare il governo del celebre
in sua casa s. Amando e s. Nicasio, li se- monastero di Subiaco, di cui nello j3 Io
giù per soddisfare il suo desiderio di vi- elesse abbate. Non mancò egli di corri-

sitare la tomba degli Apostoli; e dicesi spondere alle pie ifitenzioni del Papa, eoa
che per lo stesso motivo facesse dipoi un restituire a (]uel santuario la monaslica
secondo viaggio a Roma. Nel suo ritor- disciplina affatto decaduta, e incontrò gra-
no visitò s. Amando a EInon; quindi si vi didicoltà per mantenerla nel suo vigo-
monastero di Alaroillesnell'Hai-
ritirò nel re. Nel io54 ?«• Leone IX lo spedì, con Pie-
naul,cui donò la maggior paite della ter- tro arcivescovo d' Amalli, e Fetleiico di
ra di ÌNIaizières, la quale consiilerabile do- Lorena arcidiacono cardinale, all' impe-
nazione Io fece riguardare come fonda- ratore Costantino IX Motio.maco, che li

tore del monastero stesso ; ed è verosi- accolse colle maggiori dimostrazioni d'o-
mile che ne prendesse il governo, poi- nore, ad eft'eltodi conciliare una pace sta-
ché que' religiosi sono delti suoi ilisce- bile e una permanente concordia tra la
poli.IMoiì verso l'annoGSs a'25
mar- di Chiesa greca e la Ialina, e per implorare

zo, nel qual giorno è registralo ne'mar- soccorso contro le scorrerie de' norman-
tirologi dei Paesi Bassi, di Francia e di ni. Il Labbé, nella Disx, degli scrillori
Germania. Si celebra a' 6 settembre la ecclesiastici, t. i,p. 4^4> ^ ''' P'T'ere, che
festa della traslazione delle sue reliquie, questa legazione (u conferita al cardinal
le quali (ino dal Xi( secolo conservansi Umberto nel 10? ,cche i in tale occasione
nel detto m<inastero. in una disputa ch'ebbe con 1' ambizioso
UMBERTO o UBERTO Canlinale. patriarca di Costantinopoli Michele Ce-
Nacque in Lorena, benché altri lo dicono rulario, lo convinse tabnente colla forza
tedesco o fiammingo, ma veramente in degli argomenti, eh' egli non seppe più
Toul ; monaco e abbate dell'ordine di s. cosa rispondere : di parte della sua di-
Lenedetto nel monastero di ìMediano nel- spula feci parola nel voi. L, p. 3c). Dopo
la dioceM di Toul tra' monti di Vosago, averlo piìi volle avvisalo e palernamenle
divenne celebre e insigne nella sua età, ammonito, trovatolo ostinalo ne'suoi er-
come dottissimo e chiaro per virtìi e sin- rori, insieme con Leone vescovo d'Atrida
UM B U M B 81
eCostnalÌQo sacellario JcH'ituperatore, e Sagramentari, nel concilio di Lateratio
complici del patriarca, nel gran tempio alla presenza di 3i3 vescovi, ch'egli me-
di s. Sofia alla presenza del clero e del desimo sottoscrisse nel famoso canone,
popolo, il cardiuaie lo escluse formal- che comincia Ego Berengariiis,e ripor-
mente coH'anatema dalla comunione de* tato pure da Graziano. Alessandro II de-

fedeli. Lo slesso fece col dottissimo e ce- terminò d'affidaigli la legazione d'Inghil-
lebre monuco studila Niceta Petto- il terra, dove in numeroso concilio convo
rato^ di cui represse 1'
ardire, e strin- cato nel 1072, a cui intervennero tutti i

se per tal modo coH'enicacia delle ragio- vescovi di quel regno, quietò le differen-
ni, che quel monaco si vide ridotto ad a- ze insorte tra le chiese di Cantorbery e
natemalìzzare il proprio libro scritto in York, intorno al diritto primazìale del
difesa del Cerulario, e l' imperatore co- medesimo, che il legato credè aggiuilicare
mandò che fosse gettato nelle fiamme. Il aliai/, dichiarando l'arcivescovo diCan-
cardinale gli avea risposto con fortissima torbery primate di tutta 1' Inghilterra ;

confutazione, che si legge nell'iiggiunte al quantunque non manchi chi pretenda che
t. I I di Baronie col titolo : Refiitatìo di tale legazione fosse incaricato il cardi-
tractatus aediti contra Lalinos a Nice- nal Uberto suddiacono della chiesa ro-
ta Peclorato. Il Goar, Bihl. de' Padri, mana, come rilevai al suo articolo. Il pio
I. 73, scrive che il cardinale eccedè
4j P- I cardinalUmberto fu assai commendato
in alcune cose, come più dilfusamente ri- da Lanfranco arcivescovo di Cantorbery,
ferisce Juveuin nella sua opera de' A^- qual uomo d'eminente sapere, pieno di re-
grameìili,(\\%<sei\. 5,quest. 8,cap. i . Si può ligione, e di santissimi costumi adorno.
\edere VA-ndies, Dell'origine e progressi Scrisse alcune opere, che più non si leg-
d'ogni letteratura, t.
7, p. 202 e seg.,che gono, e dopo aver contribuito col suo suf
chiama ilcardiualeUbei todiSelvabianca. fragio all'elezione di Stefano X, Nicolò II
Nel io54 ricevuta la spiacevole notizia e Alessandro II, non facendosi memoria
della Leone IX, carico di doni
morte di s. in quella di Vittore II come assente, pie-
per se e pel monastero di Monte Cassino, no Signore nel 074»
di meriti riposò nel 1

s'incamminò perPvoma onde trovarsi a'co- forse nel precedente anno, altrimenti si
niizi del nuovo Papa, che fu Vittore II. sarebbe trovato all'elezione di s. Grego-
Questi in riguardo a' di lui meriti colla rio VII. D* ordine pontificio fu sepolto
s. Sede, non solamente confermò gli an- nella basilica Lateranense, presso la tom-
tichi privilegi di sua chiesa Selva Can- Ija delle ss. Materna e Secondina. Fecero
dida, ma ne aggiunse altri ; indi Io de- del cardinal Umberto onorata menzione
stinò legato pontificio a Monte Cassino, Canisio, BellarminOjUghelli, Ziegelba ver
ove per l'elezione del nuovo abbate erao- e molti altri. 11 cardinal s. Pier Damiani
si eccitati gravi torbidi, ne'quali il cardi- contemporaneo, lo disse: occhio limpido
nale corse rischio di lasciarvi la vita. Ma del Sommo Pontefice.
egli, anziché sbigottirsi, intrepido volle UMBERTO UBERTO DI SELVA
assistere allo scrutinio del nuovo abbate, CANDIDA, Cardinale. F. Umberto o
nel quale attesa la sua vigilanza e saviezza Uberto, Cardinale.
rimase eletto il suddettocardinal Federi- LMBILICANI. Eretici esicasti , cosi
co poi Stefano X. Al breve pontificato di chiamati perchè pretendevano che la pre-
questo successe nel i o58 INicolò 1 1, che nel ghiera non poteva esser gradila a Dio che
ioSq r incaricò di comporre e stendere colla fissazione degli occhi suU'umbilico.
la formola della professione di fede, da E da ciò che fu dato loro il nome d' um-
pronunziarsi e giurarsi pubblicamente bilicani, tratto dalla parola latina Unibi-
dall' eretico Berengario capo de' settari ZzVuijche significa umbilico. E>icasta poi,
VOL. LXXS.III. 6
82 U M B U MB
Hesycastes, in greco è la slessa cosa the Metropolis, qualificandola lo Spanhe-
Quietista in francese,preso solamente, se- mio, m Orb. Rem., Lxercit.2, nnnot. ad
condo il significato grammaticale, per una art. 7. Il Marocco, Monumenti dello Sta-

persona che si tiene in riposo, per allen- to Pontificio, t. I 3, |>. 90, osserva che la

tlere più comodamente


contempla- alla provincia dell'Umbria rinchiude rilevan-
zione delle cose celesti. Questo nome fu ti cose e città magnifiche, e che secondo
dato nell'anlichilà a que'monaci che uni- alcuni fu così chiamata dall'onibrn, poi-
camente occupavansi della Preghiera. ché tal regione è realmente ombrosa per
LMBRIAo ORllìRlA, Umbria. Le- l'altezza e vicinanza degli Apennini. Parte
gazione apostolica del dominio della s.òe- di essa fu poi chiamata ducalo di Spole-
de, la quale secondo la disposizione del to. In sua parte, al dire degli antichi scrit-
regnante sovrano Pontefice Pio IX, de' tori, sono con) presi anche gli umbri di
22 uoven)biei85o, comprende le illusUi Sabina. L'Umbria è dotata di valli, col-
provinole ponlificie e delegazioni aposto- line e piani bellissiuii. Vi nascono bellis-
liche di Perugia, Sjìoleto e Rieti, nel simi tori bianchi, che dagli antichi roma-
modo che dichiaiai nel voi. LUI, p. 229. ni erano tenuti in molta estimazione, per-

Il comune de'geografl la chiama grande chè se ne servivano i trionfatori ne* loro


contrada d'Italia, dalle sponde del 2V- 'Trionfi pe' sagrifizi, lavandoli prima
{•ere che la separava dall'antica Toscana nel fiume Clitunno, già nel leirilorio di
o Etruria, sino al mare Adriatico, divisa Trevi, e perciò ivi ne riparlai dicendo di
in due parti dall'Apennino ed abitala da- sua singolare proprietà ( i geografi cele-
gli umbri, uno de' piìi antichi popoli dcl- brano i Umbria, pregiati per
cani dell'
l'halia, e da' galli chiamati seiioni. Sue l'artlore e la forza). Dell'Umbiia nomina
principali cittàerano Rimini, Urbino, il Marocco le città di Rieti, Narni, Ter-

Sinigaglia, Spoleto, Terni e Narni, ed tu', omelia, Todi, Spoleto, Norcia, Pe-

io aggiungerò Perugia, la cui delegazio- rugia, Foligno, Assisi, Spello, Beva-


ne comprende parte dell' i[///?/;/m setten- gna, Nocera, ne'quali articoli e in quelli
trionale, Bassa Umbria essendo stala de- che vado scrivendo in corsivo trattai di
nominata la provincia di Cameriiìo ( di molte nozioni riguardanti l'Umbria, del-
cui riparlai a Treia e altrove). Il F'antini le origini degli umbri o umbrioti e del co-

riferisce che l'antica Umbria si eslendeva pioso numero degli illustri che vi fiori-
al di là degliApennini verso il Mediterra- rono in ogni genere. L'egubiiio IMarcello
neo,e pai te aldi quade'medesimi fino alle Franciarini, nella Dissert. sopra 1' antica
onde dell'Adiiatico, perciò aggiunge die città d'Iguvio, oggi Gubbio nell'Umbria,
Sarsina fece parte dell'Uudjria Transa- presso il Calogerà, Opuscoli, p. 233, di«
pennina, e con Dionigi d'Alicarnassoe Pli- ce che gli umbri prol)abilmente fabbri-
nio chiama gli umbri tra'più anticiii po- carono le città deirUuibiia e non altri. Il

poli della terra. Dicono i meilesimi geogra- dolio p. Antonio da Bignano minore os-
fi, che il territorio montuoso dell'Udibi ia servante, ntW Ch'azione accademica per
era innaOiato da'liiirni Rubicone, Seno e la consecrazione della restaurata ba-
Welauroje che poi fu rappresentalo da' silica di s iMaria degli Angeli jìresso
ducati di Spoleto e dUi bino, e in patte Assisi, ecco come celebra la contrada.
dal Perugino. Spoleto pei ò fu riguardata " Tiensi 1' Umbria, fìorentissima vallea,
metropoli e regina dell' Umbria, Spole- ricca di ridenti vigneti, ubertosa di pin-
tium aìiliciidssinium L iiìbiornin Cajìut, gui olivi, e di frulli e di fiori e di fiumi e
dicendola altri, come il Panciroli, /// Coni- di colli feracissimi, tra due catene di mon-
vient. ISotil. utr. Imi), in Imp. (ìecicL, ti,continuazione degli Apennini ; ad o-
cap. 5i ; ed ^ntit/uisòirna Inibrornm riente il Subasio aspro e diflicile, ad occi-
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(lente una vaga concatenazione di ama- brla. Altri scrittori narrano, che Plinio
liili colline : stringenlisi a quasi ovale, di stima gli umbri la piìi antica gente d'Ita-
.jua amezzogiorno lungo il convesso se- lia, siccon)e così chiamati da' greci, per
no ove giace Spoleto, di là alle inegiudi essere sopravanzati allepioggie nell'inon-
falde,donde si sale a Perugia. Si disse, e dazione della terra. Quindi egli pensò,
ancor nomaci da alcuni Valle Spoletina neil'Etruria essere stati gli umbri, indi
(anche Valle d'Undiria), tal nooie ricor- i pelasgi e poi i lidii. Fiu'ono detti da'gre-
dando famosa antica signoria, che in
la ci umbri o ombri o ombrici da Ornbros,
Spoleto covava ne'mezzi tempi il non po- che significa, secontlo loro, pioggia impe-
co fuoco e continuo, onde ardevano le tuosa. Questa etimologia, non approvata
itidiiine discordie, l'oi te dell'Umbria Spo- da altri, venne bravamentesostenuta dal
leto e Perugia, le circoslauno siccome ba- p. Bardetti. Plinio inoltre e con esso Sle-
luardi, ad oriente Trevi, Pasiguano, Spel- fluio di Bisanzio e il Cluverio li vogliono
lo ed Assisi ad occidente IMoute Falco,
;
detti questi popoli fiume Om-
umbri dal
Bevagna, Gettona ed altri minori paesel- brone ( in Toscana, ma vi è l'Orabrone
li : Foligno n'è siccome la piazza d'armi Pistoiese, Umbro minor, fiumana tribu-
e il cuore, punto di flusso e riflusso <\e.\- taria dell'Arno che nasce a Langoncelli
l'alta e bassa Uudjrìa ". Kmanuele Luci- sulla faccia meridionale dell' A pennino
di, nelle Memorie .v/o/'/r/u', tlichiara che pistoiese; e l' Ombrone Sanese, Umbro
tutti gli scrittori pili antichi convengono, major, fiume reale della Toscana, nel cui
che i primi abitatori d'Italia fossero gen- letto confluiscono molli fiuuu subalterni
te sopiavatizata al diluvio (di Deucalio- o fiumane, e tributa tliretlamenle le sue
ne), e questi furono gli umbii. E siccome acque al mar Toscano o Tirreno, scatu-
si supponeva, che questi umbri si fossero rendo le prime copiose fonti da' massi di
salvali sulle cime de' monti, così furono macigno del poggio posto a cavaliere del
detti ancora Aborigeni (ch'è quanto dire villaggio di s. Gusmè. Ma il critico R.epel-
primi abitatori d'Italia: ab imbre, dal- li, nel Dizionario della Toscana, prote-
l' acqua, vuole Plinio clie il loro nome sta. » Sulla etimologia dell'Ombrone Pi-
traessero, quasi dall'onde sottratti); sic- stoiese mollo distante dall'Ombrone Sa-
ché Un)bri ed Aborigeni, sebbene sieno nese, che vogliono alcuni derivasse il suo

nomi diversi, nulladimeno indicano sol- nome da'popoli umbri, allorché essi pri-
tanto que' primi sopravanzati al diluvio, ma degli etruschi abilaronoiu queste con-
i quali vennero ad abitar Tltalia. In pro- trade, é miglior cosa non parlare per ti-

gresso però di tempo formarono popoli more di dir peggio"). Osserva il Caliudri,
tra loro diversi, e spesso ancora nemici, che nel regno d'Anzico, oell' Africa, vi è
sebbene fossero della medesima origine. un fiume detto Und)ria. Gli undiri, pre-
Questi avanzi dell'universale diluvio, cre- tendono alcuni, furono celli d'origine, e
scendo e moltiplicando, popolarono pri- circa il paese da loro abitato in Italia, Ze-
ma d'ogni altra parte l'Etruria (e la Sa- Modolo Trezenio, presso Dionisio, scritto-
hìna, Dionisio d'Alicarnasso ricoiioscen- re della storia di questi umbri, li fa indi-

ào Rieti antichissima sede degli aborige- geni di Rieti, indi cacciati di là da'pelasgi
ni, onde si vuole che popolassero anche lifa passareilNar, oggi la Nera, e fermarsi
l'adiacente Lazio), in cui secondo Servio intorno la stessa, e chiarnarsi sabini, al che
viene l'Umbria compresa, ond' ebbe ori- ripugna Catone. Anche lo Sperandio, Sa-
gine l'antichiNsimo e potentissimo regno biìia sagra e profana, impugna l'opinio
Etrusco o sia Italico, di qua e di làdail'A- ne di Zeuodoto, e contro il suo sentimen-
pennino da un mare all'altro, e dall'à- to rilenendo, che non luu;^hi alle perso-
i

, peunino agli eslreuii confini della Cala- ne, ma queste a' luoghi diedero il loro no-
84 U M B UMB
me ; laonde per quanto concedasi a Zeno- Veslini, 1 Peligni, i Sanniti, i Lucani ed i

cloto, essere i saijini slati umbri anch'essi, Bruzi, ch'è quanto dire che gli umbi per i

e non già percliè godessero 1' ombre nel mezzo de'sabini loro disrendenli furono
paese da essi abitalo che loio fiicevano gli lo stipile delle popolazioni più bellicose
alti Apennini,ma perchè //??/)r/Z)?/.? terrai dell'Italia, che coprirono i gioghi dell'A-
ìinaiclantihus supcìjìierant, ed erranti pennino. Rimane fermo per tanto, tlice

nella divisione della terra vennero a pren- ]Nil)by,che all'epoca della venula di Oe-
der sede,ch'è il vero senso de'sinoniini um- notro in llalia, insieme con Peucezio suo
bri, aborigeni, pelasgi ec, co'quali si tro- fratello (col cui nome furono chiamale
vano chiamati i primi abitatori dell'Italia Peucezi le sue genti che per la i.^ volta
poco appresso al diluvio; il nome poi di presero terra di sopra promontorio .Ta- al

sabini che dagli altri li distinse, l'ebbero pigio vedasi A ntoiiii de Ferrariis Cri'
:

in seguito da un Saba, e da questo Sabi- latei, De sita Japigiae liher notis illii-

no e Sabina fu anche detto il loro paese. stratus cura et studio Jo. Bernardini
11 Nibby nel Discorso preliminare clel- Tafiiri, presso il citato Calogerà p. 29 ),

V Analisi de^dintorìii di iiow<7, riferisce gl'indigeni che per la sopravvenuta inon-


che coincide la venuta di Oenotro figlio dazione eransi ritirali sul dorso dell' A-
di Licaone re d'Arcadia e de' primi pela- pennino furono quelli che poscia vennero
sgi in Italia, pochi anni dopo il diluvio di designati col nome di Umbri e di Sabini
Deucalione, inondazione terribile alla qua- nella parte più vicina alla campagna ro-
le r Italia e sopiatlutto la compagna di mana. La spedizione di Oenotro dalle ter-
Homa andò soggetta insieme a tutte leal- re paterne dell'Arcadia, Dionisio e Pau-
tre regioni basse che attorniano il Medi- sania la riguardano lai." e la più antica,
terraneo; emigrazione che crede potersi che fu mandata dalla Grecia a l'ondar co-
fissare verso l'anno i5oo avanti l'era vol- lonie in Italia. Le terre ove approdò Oe-
gare, ossia circa una generazione dopo notro, abitate allora dal popolo indigeno,
quel diluvio, catastrofe improvvisa che questo per lungo tempo conservò il suo
ben pochi scamparono sulle vellede'mon- nome, e fu stipile degli Osci e degli Au-
ti più alti. Essi furono quelli che poscia runci, come gli Unìbii lo furono de' Sa-
formarono il nucleo della popolazione in- bini. Quindi all' epoca della venula di
digena d'Italia, noto nella parte centrale Oenotro formossi una naturale divisione
col nome di Umbri, la cui etimologia vol- del popolo abitatore dell'Italia, cioè indi-
le trarsida Tmher, diluvio, come quelli genie avventiziigl'indigeui si dissero Um-
che essendo durante il diluvio scampati, bri verso settentrione, Ausoni verso mez-
potevano appellarsi diluviani. Perciò an- zodì, e gli avventizi fiuono appellali Oe-
tichissimo popolo d'Italia Io chiama Flo- nohi verso occidente, Peucezi verso orien-
ro, e Dionisio afferma che gli umbri mol- te da'condoltieri rispettivi. Avendo Oe-
teconlradedeirjlalia abitavano, ed erano notro riconosciuto esser le terre alle a'pa-
una nazione fortissima ed antichissima. scoli e alla coltivazione, e non molto po-
Ed Erodoto narrando la tradizione dello polale, purgò una parte di esse da'barba-
stabilimento in llalia de'lido-tiireni, av- ri, cioè dagli indigeni, e fabbricò molte
venuta a' lem pi di Alis figlio di INI nne, mo- borgate contigue fia loro sui monti, secon-
stra che que'coloni trovarono le terre oc- do il costume antico. L'Oenolria, del se-
cupate dagli umbri. Gli uuìbri furono lo no Tirreno e della lerra Ligure formò le
stipile de'sabini, popolo potentissimo ne' 3 divisioni dell'Italia occidentale. Da' re
primi tempi d'Ilalia, ed esso stesso fu sti- dominatori Oenolio, Italo, IMorgetee Si-
pile di tante altre potenti e bellicose tri- culo, le popolazioni si dissero Ocnotri. I-

bìi, i Piceni, gli Ernici,gli Equi,i Marsi, i lali, Rlorgeli e Siculi, e di essi come de'
U MB U M B 85
ad Italia. Si
toscani e degli umbi'i parlai cupassero le campagne che restanoaldi là
può vedere il Colucci, Antichità Pice/ie, d'Ancona, dette poi della Gallia Senonia,e
1. nelle Dissertazioni: / Dt primi abi-
1 , i da esse forse si saranno poi estese fino alla
tatori del Piceno, che dichiara siculi i Daunia o Puglia, composta della moder-
ptoveaietiti dulia Grecia, a.^ Della ori- na provincia di Capitanata e di parte del-
gine de Piceni del can. Catalani, in cui la Basilicata. Riconosciuta remota
la loro
ii dice che anco gli luubri parche possano origine, riporta le opinioni di quelli che
aver luogo fra gli antichi abitatori del Pi- credono gli umbri come una propagiue
ceno j e che molle città poi Iticene sono degli antichi galli. Quindi di chi ara, che fra'
stale in tempi non remoli annoverate nel- lauti popoli i quali in diversi tempi dimo-
l'Umbria, come Ancona, Sinigaglia, Fa- rarono in Italia, questo degli umbri può
no, Jesi, Senlino oggi Sassoferralo, Ma- darsi il vanto di essere rimasto fino al pre-
idica, Pioraco, Altidio o Altiggio e Pili- sente, se pure può credersi che da loro di-
uo Mergense. 3." De' \>ari confini del Pi- scendano gli abitatori dell'Umbria, ovve-
ceno, di quelli della provincia dopo la di- ro che variati popoli per le tante vicen-
i

scesa degli umbri, i cui primi limiti pro- de neiritalia accadule, il nome solo rima-
babilmente si estesero dal Matrino al Ru- se alia nazione che aveauo tenutogli um-
bicone lungo le spiaggie. De'confìiii della quale
bri, la al riferire di tutti gli scrittori
provincia dopo la discesa degli umbri, i abbracciava i paesi che sono posti tra il

quali occuparono tutto il trailo che tene- mare Tirreno, e l'Adriatico dall'Arno fi-
vano i siculi, ed i termini della regione si no al Nar oggi Nera, le quali terre poi si
confusero coll'Umbria e si popolarono le restrinsero per le successive occupazioni
parti Mediterranee. De'coufiui del Pice- degli etruschi. Rilieuechegli umbri giun-
uo dopo l'arrivo de'sabini, dopo la disce- sero a confinar co'liguri, I' Arno divideu-
sa de' galli senoni nelle terre di là d'An- dolida'toscani nel punto incuisicongiuii-
cona. De'confini del Piceno dopo cacciati gè coirOmbrone, e qui segue l'opinione di
i galli senoni della regione tia Ancona e quelli che dicono, che l'Ombrone comu-
il Rubicone. De'confini del Piceno dopo nica all'Umbria colle sue acque il nome.
la divisione dell'Italia falla da Augusto, e Laonde l'Umbria si restrinse cogli stessiA-
per la comprese l'antica Um-
quale la 6." peunini,allri situandoli Ira ilPiceuoeilPo,
bria, che corrisponde a una parte della considerando forse per Umbria il tratto
Marca d'Ancona, ad una parte della Ro- dell'Agro Gallico, ch'era stalo degli um-
luagna Toscana, al ducato d'Urbino, ad bri prima dell'mvasione degli etruschi, e
una porzione del territorio di Perugia, al fu dell'Umbria dopo la divisione che del-
contando di Ciltà di Castello, e alla più l' Italia fece Augusto. A dare il Colucci

gran parte del ducato di Spoleto. E della una giusta idea di tale Umbria conteriui-
divisione del Piceno sotto Adriano, in Pi- ne del Piceno, per quanto raccolse dagli
ceno Annonario tra il fiume Matrino e antichi geografi, ne die questa breve de-
l'Esi, e in Piceno Suburbicario, come a sciizione. L'Umbria all'occidente era li-
lioma più prossimo e sotto la dipendenza mitala dal fiume Utente, oggi Montone
del vicario di Ronia. 4-' De' \>ari popoli nella pai;le superiore e nell'intieriore Fa>
che hanno abitato il P/ter/iO,SicuIi,Libur- gnone, facendo passare una linea da que-
ni, Umbri, Etruschi, Sabini, Galli Seno- stofiume per le sorgenti del Tevere fino
tìì e Romani. Crede ii Colucci, che dopo i all'unione del Tevere colla Nera che al
siculi e liburni, successero gli umbri a
i mezzogiorno eragli confinante. 11 mezzo
cacciar via tutta la gente che trovarono del fiume Esi dello Fiuuiesino (corre Ha
nella proviucia che fu poi del Piceno, e ne Sinigaglia e Ancona, e die il nome a Jesi
diveuueiu padroni; e pare che prima oc- di cui u mezzogiorno bagna le mura uu' :
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«ce tra gli Apeiinini, e passa tra Mulelica dai Lazio e l'ai rivo nel Piceno temilo ai-
e Fal)iiaiio) circosciiveva la regione da loia da'siculi, non è possibiledeterminar-
parte dell'oliente, e al seltentiione il ma- lo; forse qualche centinaio d'anni. Dal-
ie A<iri.Tlico. Tolomeo suddivise questa l'ari ivo de'pelasgi al tempo in cui scrisse
Umbria Olunibria e
in in T iluiiil)ria. La Scilace, corsero più di 7 secoli, e siccome
1/ slava di qua e la 2." di là dall'Apeiuii- Scilace nomina l'Umbria dopo laDaunia,
no. Passa poi il Colucci ad esaminar l'in- e nell'Uinbria novera Ancona, ciò spiega
certa questione del tempo in cui gli umbri che gli umbri esistessero nel Piceno assai
sirecarono nel Piceno, e si limita a segui- lungamente, e se furono loro ritolte le par-
ie l'Olivieri, Dìsser fazione sulla fon- ti che poi passarono ad essere della Gal-

dazìone di Pesa IO /\\ i\wà\t cunwewe l^e.\ lia Senonia, e le più vicine all'Umbria

credere cbe gli umbri non si mossero per propriaiiieiite detta e die oggi pure si di-
queste parti se non dopo il 5io avjinli ce tale, non perdei ono per questo le va-
Roma, ossia i253 innanzi Gesù Cristo, ste campagne che intercedevano tra An-
Giunti allora i pelasgi nel Lazio furono cona e la Daunia. Forse a'iempi di Scilace
ridotti al caso di abbandonar loro le ter- si era anclie stabilito il l'iceno, che due
le, e come venivano lasciando a' nuovi o- secoli dopo era in auge e in gran fiore, ma
spili altii popoli quel terreno di cui rima- perchè era popolo nascente, e il dominio
uevauo voloulariamenle spogliali. Dalle degli umbri era prevaluto alla fama. Di
terre Laliuealle Picene non intercede uno poi recandosi nel Piceno gli etruschi, si

spazio tanto ristretto. 1 pelasgi da prima fecero strada a forzad'armi, e perchè loro
non si può credere che volessero una gran si opponevano gli umbri, allora molto po-
legione. Si saran dilatati secondochè si tenti e assai este.si per tutta l'Italia, fece-
venivano nioltij)licando, e perchè questo 10 man bassa sopra di essi per tal modo
succedeva a poco a poco, coj\do\eano gli che abbatterono al suolo 3oo città, circa
umbri insensibilmente venire verso il l'i- 5io o 55o anni avanti la fondazione di
ceno. Con questo Colucci volle dire, che Roma, epoca però di congettura ignoran-
gli umbri non saranno capitati nel Pice- dosi la precisa; tutlavolta gli etruschi noa
lio subito dopo l'arrivo de' pelasgi, ma possederono mai tutto il Piceno. Intanto
moltissimi anni dopo; siccome le terre Pi- i galli invaghiti dellebellezze d'Italia l'io-
cene e quelle d'Abruzzo erano le più re- festarono fieramente, onde molti de'Ioro
mote del Lazio e per conseguenza dovea- popoli emigrando dalle proprie patrie ne
no essere ancora le ultime ad occuparsi, occupai'ono diverse parti, e fra ([uelli pe-
Poithè riflelle,sulla disianza di questecon- netrati nel Piceno primi
furono con-
i vi

trade dalle tene Latine, che in confronto dotti da Belloveso proveniente dalla Gal-
dell'altre tenute dagli umbri sono le più lia Celtica, circa 55o anni innanzi Tedi-
lontane, non dovendosi misurare per li- flcazione di Roma, successi 200 annido-
nea iella, ma coH'ordine del viaggio che pò da'galli senoiii, dopo aver preso Ro-
fécero gli unibii, che vaniti dall'Umbria ma. Ma questa data non può airatlo sla-
propria ebbero primieramente a toccare re, edevesi di molti secoli ritardare. Coli-
le terre della Gallia Sciionia e le convi- vengo poi col Colucci, ove narra che ve-
cme.Di là poi pervenneio nelle Picene, e nuli i galli senoni con Brenno in Italia,
uà queste a quelle dell'Abruzzo, che per- dopo aver Roma
per 7 mesi con-
leiiulo
ciò doveano essere le ultime, ed in que>lo linui, trovando resistenza in ogni parte, e
senso Colucci le chiamò le più lontane forse pure dagli altri galli ch'erano giuu-
dc«l Lazio, misurando la lontananza col ti prima di loro, si stabilirono nel Pice-
viaggio che fecero gli umbri. Quanto lem- no di là d'Ancona fino al fiume Utente
pò tosse iuipiegato dagli umbri tra la fuga o^gi Montone, cacciaudouc gli elruscbi
U I\I B U M B 87
chi; nveaiio tolto il paese agli untbri. Cre- do soliti ridurre l'antico nome u termine
de Cokicci the edifica lorio Si/iigdg/id latino, latinizzandolo dal greco, o etrusco,
(/ .), leiiuaiidosi 97 nnni incjue'territùrii o s.ibiiio, o umbro che fosse stalo, e la lin-
cli« per ciò si dissero Agro Gallico, ed i gua umbra poco dall'etrusca dissomiglia-
limili d'Italia si circoscrissero ad Ancona. va. Quando Clusium perde alF.itlo l'an-
La regione occupala dagli umbri nel Pi- tica denominazione di Camars, ed chiu- i

ceno Annonario, da' galli fu appellala sini di 6V////(r/t'.?, i camerinesi continua-


Calila Sciionin, dopoché se ne resero si- rono pure a chiamarsi Camertes. Colucci
gnori, e ne fecero capo Sinigaglia. Nella vuol (irovare, che l'aggiunto di l/nhrial
disserlazione 5.' traila il Coliicci: Dc\ut- Camertes era essenziale per indicare i

il numi dilli al P/rv/w. I vinuovamenle cameiinesi, per i chiusini essendo stipei*-


(ralla della venula degli umbri ad abi- Coluc-
fluo. Nella ricordala dissertazione
tate la provincia, i quali le dierono il nu- ci,rendendo ragione che l' Umbria Tu-
me di Lnihria, Nella 6.' dissertazione di- scia non fu nella vera Toscana, ma solo
scorre: Delle metropoli del Piceno. An- parte deirElruria,non come dicono alcuni
cona (di cui meglio ragionai atl Umana) della posta di là dal Tevei e,ma parte bensì
fu la i* più aulica metropoli delia pro- della 2.* e della 3." vale a dire prima con-
vincia, Aseoliiix metropoli del P/ct'/iO do- finala dal Tevere e dal mare itjferiore,
po l« venuta de' sabini, Sinigaglialo fu nella 1.' Etruria non essendosi compresa
dell' Agro Gallico quando Ascoli lo era altra nazione che 1' etrusca. L' Unibria-
del L'iceno. Seguono altre 6 dissertazioni: Etrusca nel Piceno non fu se non quella
Della condizione delle città Picene pri- parte dell' Agro Gallico posseduta dagli
ma clic si assoggettassero al popolo ro- umbri, indi dagli etruschi, poi da' galli, e
mano. Della società stahilita da' roma- finalmente denominata anch'essa Piceno,
ìli co' piceni. Della fedeltà de' piceni perchè attribuita al Piceno dopo la fuga
i'erso i romani. Delle prime guerre de' de'galli. Da tuUociò sembra al Colucci di
romani co' piceni. Della condizione del- aver più posto in chiaro, che se T. Livio
le città Picene sottomesse a' romani. ha distinto nelle sue storie camerti um- i

Della confederazione degli antichi ca- bri con denominarli Camertes Umbri et
merti co' romani. In quesl' ultima Co- Camertes Umbrorum, sotto (jueslo no-
lucci fa la diiilinzìonetrovarsi in Italiadue me non ponnonèsi potranno mai inleo-
cittàchiamale Ca merlo o Camars, e due dere chiusini, perchè essi furono popoli
i

popoli delti Camerli, cioè Chiusi e Ca- dell'Elruria o Toscana, e non dell'Um-
;//('rmo,i chiusini e i camerinesi,la i
.* nel bria come altri pretendono. Prima del
Y Etruria o Toscana, la a.* uell' Umbria Colucci erasi pubblicata la Dissertazione
e pope li umbri i camerli. Sorge Cameri- VI dell'ab. Gaetano Cenni De' Camerti :

no dopo l'ultima catena dc'monli A pen- L mi/'/. Ratìnuentali questi da Livio l'au-
nini verso il Piceno, ove l'antico Piceno no di Pvoma 444> "'^' secolo decorso sidi;-
confinava Umbria. Camerinofiid;i"li
coli
o sto grave controversia tra gli eruditi, chi
um-
:iutichisen>pre considerata città degli fossero tali Camerli, perchè Chiusi an-
bri e contermine coU'anlico Piceno. Chiu- ticamente si disse Camers, e Camertes ì
si dimise l'antico ooraedi Camurs, ed il di lei cittadini, e Camerino autioamentd
Icrmine etrusco divenne Ialino e si disse compresa nell'Umbria, ebbe denominali
Clusiuni. Camerino lo variò solauìente, isuoi cittadini Camertes. Conclude il
ina lilenue indiiTerenlemente tanto Ca-
il Cenni. Se delle due opinioni moderne,
mcrium e Camertes, quanto il Camrri- cioè di chi vuole che i camerli untbri fos-

nume Camerini. Caiiibuimenli avvenuti sero i chiusini; e di chi sostiene essere ^ta-
per opera devoniani coiiquÌ5lalori,esbeu- ti i camerìuesij dovesse una preftirirseut;,
88 UM D U M D
senza nggiungenie una 3." clie le rigetti Umbri. § 9.
De'popoli creduti que'pi ima
amliedue, la viticereblje senza (Itil)Ijio la degli Un)bri,o sia de'Siculi eLiburni,de'
i.", sebbene ambedue le dicbiaii strava- Tessali e de' Sabini. Stringe il suo dire,

ganti. Seguendo quindi Giulio Frontino, che rùmini era stala già j)rincip3le città

dice che i canierti umbri erano abitatori de'galli senoni, i quali ci erano venuti fin

d'una piccola terricciuola o ignobi! castel- dal IV secolo di Roma. Che la sua fonda-
lo posto nell'Umbria e dipendente dalla zione perciò non fu opera de'galli, sicco-
capitale di Clu'ii.s!, poiché non erano già me già signoreggiata dagli etruschi. Che
le XII principali città d' Elrnria così ri- non pare opera neppure di questi, perchè
strette, che nou distendessero assai da fu colonia degli umbri, quali furono an- i

Jungi il loro territorio, terminando con che più antichi. Sebbene le vicende degli
tacciare Livio di esagerazione nel raccon- umbri o urubroni, primi popoli più po-
to rigtiardante gli umbri camerti. L' ab. lenti d' Italia, non ci siano ben manife-

Gio. Battista Tondini in dissertazione che ste la cui storia può dirsi non esser no-
,

posseggo ms. nega che camerinesi fu- i ta se non per le guerre ch'ebbero poi co'

rono i camerti umbri, e sostiene che gli romani, quanto mi fu dato laccoglierne
iiinbri fabbricarono nel Lazio Cameria, negli articoli delle città e luoghi dell'an-

p che diversi scrittori altribnirono fat- i tica e odierna Umbria lo narrai. 11 dome-
ti riguardanti Cameria a Camerino, e di nicano Vincenzo Cimarelli ci diede
fr. :

Cameria raccolse le notizie, dicendo che Istorie dello Stato d'Urbino, da' Seno-
i suoi abitanti si chiamarono camerini. nidetta Umbria Senonia, e de' loro gran
Il Nibby, parlando di Cameria,
citalo fatti in Italia, delle città e luoghi che in
Camcriitiiì, la dice fondata dagli abo- essa al presente si trovano, di quelle che
rigeni, che altri vogliono lo stesso che distrutte già furono fumose, et di Cori-
imibri, circa aS miglia da Pioma,indi di- nalto che dalle ceneri di Suasa licbbc
strutta verso il 254 di Pioma per essersi V origine, Brescia 1642. Il Compagnoni
jibellata alla repubblica romana in fa- nella Reggia Picena, riferisce che il Pi-
Tore de'Tarquini. Il Nibby ne scoprì le ceno, provincia amplissima, si dilatò ne'
rovine fra Tn'oli {F.)e Vicovaro a sini- monti Apennini per 1' Umbria e per la
stra della via Valeria, e ne' suoi fondi fu Tuscia, non che per la Gallia Picena o Se-
edificato il castello di Saccomuro. Il Ton- nonia; e che alcuni luoghi del Piceno per
dini scrisse contro Pier Antonio Frasca la vicinanza si riposero nell'Umbria, quin-
autore della Dissertazione apologetico- di umbri come aimessi a' piceni chiauia-
.sloi-ico-critica de' Camerti Umbri, Ca- ronsi talvolta sinigagliesi, sanesi, pesaresi,
merino 1780. Il Rangbiasci nella Diblio- josini, camerti, fussoud)ronesi, urbinati e
£rajìa stoìiea dello Slato Pontifìcio, ri- matelicati, oltre molle altre popolazioni
ferisce che di Camcrium, città distrulla diverse, ma
contigue come notò Strabo-
del liazio, vi sono le Notizie istorichc di ne : minus auteni Umbri quidam
JYcc
Cameria o Comerio aiitiea città del La- dicunlur, et Tu sci, (piemadmodani T'c-
c/OjFaenza 7 86. E che di Camcrium ter-
i ìuti, Ligurcs, Insubre s.Y, che il conter-
ra distrutta nello Spolelino, tratta il Di- mine dell'Umbria colla Marca d' Anco-
lli, di cui parlerò in fine. Quanto alla na è la città di Norcia.
Gallia Senonia, si può vedere il p. Bran- L'arciprete Actpincolta nelle Memorie,
dimarte, Piceno Annonario ossia Gal- dì Matelica, ragionò degli umbri e del-
lia Scnonin illustrata, ed il d.' Tonini, l'Umbria, e di loro antichità, che dicedi
JUmini avanti il principio dell'era vol- gian lunga superare (|uelld di tutti po- i

gare: § 4- Dc'Galli .Seiioni.§ 6. Chi fos puli italici, per cui uecoinpendia la storia
se in Riinini prima de'Sciio;u. § 8. Degli hnninosa d'una naziuncdalla quale la sim
U M e U M B 89
patria Jìlatclicu liae oiiginej ma essersi colo che Ira loro gli univa, ollcedichè fu
jjertluli i tuonumenlislorici e solo restai- interesse liiRuma il confederarsi cogli um-
ci «juaiilo ne scrissero gli storici roiiiaiii, hi 1. Essa avea hisogiio di difendersi cou-
da lui qualificali parziali e ingiusti ver- tio gli etrusci, nemici implacabili dell'u-
so le nazioni clie guerreggiarono. Con vie» na e degli altri. Noa trovandosi ne' fasti

ne quanto al nome di Umbri ^ derivare romani l'epoca della confederazione co-


dalla voce greca oinìnos, pioggia dirotta, gli umbri, dev'essere anlicliissima. Tro-
conie creduli i soli superstiti alla giaa vasi bensì che di lutti soci di Roma, gli i

pioggia che sommerse il resto dell'Italia umbri furono i piìi costanti e fedrli. Que-
edella Grecia. Occupavanogli umbri for- sii solo ebbero la sorte di restare io pa-
se da molti secoli quasi tutta 1' Italia, ce co'fieri e inquieti romani sino all'aa-
quando i siculi ei pelasgi, lungo tempo no diRoma 44^>h>nanzirera nostra 33o.
prima della lamosa guerra di Troia, in- Tulli gli altri popoli dell'Italia meridio»
vasero queste regioni, e li costrinsero a naie, [\\U) allo stretto della Sicilia, avea-
concentrarsi verso le montagne, Irovan- no dovuto soccombere alla forza ir-
già
dosiprima estesi per tutta la penisola, resislibileili Roma. ludetloanuogli etru-

Questa è l'epoca più antica della storia sci si erano uniti contro romani, oou i

Italica , siccome della storia Umbra. E si sa perqual causa , ma vinti fuggirono

molto probabileche tanto pelasgi quan- i al di là della selva Ciminia, bosco pres-
to siculi non abbiano toccalo queste par-
i so Baccano ue'dintorni di Roma, che pas-
ti, secondo l'Acquacotla. Dalle sponde ve- sa va allora per impenetrabile. Un fralel-
iiele del mare Adriatico passando perla lo del console Fabio ebbe l'ardire di en-
Toscana si avvicinarono a'iuoghi ove ora trarci, e la fortuna di penetrare fino al
è Roma, e indi si propagarono nelle par- paese de' camerti umbri, co'quali fece al-
ti più meridionali deli' Italia , sicché gli lean/.a e da'quali ottenne promessa di as-
umbri poterono restare in pacifico pos- sistere romani, somministrando viveri
i

sesso di loro contrade. Vennero in appres- e gioventù in armi se colà venissero. Ec-
so gli etrusci e i galli, ma questi ancora co lai. 'volta che la storia ci annuncia una
lasciarono intiillo il Piceno e 1' Umbria nazione umbra alleata di Roma:quest'al-
inoderna. 1 primi avanzarono fino al Te- leanza delta act/ ito foeihu-c^conlvaila cioè
vere, i secondi non oltrepassarono i cou- tra' romani ed 1 camerti, popoli indipea-
fini di Sinigaglia. La nazione umbra fra denti e di piena libertà , sussistette per
tante vicende, e nel mezzo di popoli pò- molli secoli tra che fosse vior
essi, né si sa
tontissimi, come furono i galli e gli etru- lata giammai. Quali f »ssero questi umbri
sci, potè mantenersi nel centro delle sue carnei li e dove abitassero , non è cosa
,

Provincie e conservare la sua indipen- del tultochiara. Sullaqueslione,perrim-


denza. Visse così felice per molli secoli, pegno e l'onore di Camerino confinante
uè si trova nella storia altra memoria di a Alatelica, e l'antica relazione tra le due
disastri sofferti dagli umbri, finché i ro- città, indusse l'Acquacotla ad esporre il

mani cominciarono a farsi conoscere di- seguente suo senliinento. L'illustre Ca-
latandoa poco a poco i loro confini a spe- merino si gloria di tale alleanza co'roma-
se di chinon voleva sottomettersi alle lo- ni; molli però nel decorso secolo gli cou-
ro leggi, o almeno confederarsi con essi, trastarono tale onore, e vi fu una lotta
La potenza roujana mostrò in sulle prime traDini, Mariani, Camerini, Colucci, Zac-
per gli umbri notabili riguardi poiché ,
caria, Lancellotti ed altri. Il sentiinenlQ
essierano in gran parte sabini, popoli che quiiuli di tale savio storico, che dichiara
aveanoavula comune l'origine cogli um- im(>ai7,iale e conciliatorio per la contro-
bri; do>Lauu duuijue conoscere un viu- versid,dii,e. Il Alanaai a iuu uedeie di-.
yo UM B UMB
inostiòadeviclenza, che i camelli umbri, si, benché spesse Tolte i romani vi guer-
i quali con Fiilìio fecero alleanza, non reggiassero. Il Cluverio e il Papebrochio

f'jsseio altro che i cacnerti abitanti de' Bveano già sospettalo , che i camerinesi
conloniidi Cliiusi,città dellaToscananon provenissero da'camerli chiusini, ma cre-
mollo lontana dalla selva Ciiuiiiin. Que- devano fosse avvenuta la loro trasmigra-
sta città, come dice Livio,avea in quel zione nel tempo de'pciasgi, cioède'seco-
tempo il cognome Came.rs ... adAusium., li avanti la selva Cimiiiia. Mi pare che con
(jiiod Caincrs olim adpellcibiiìil, per di- pili ragione io possa (ÌNsarne l'epoca poco
stinguerla da altre città tlello stesso no- dopo ranno44Ì<'' R-O'Hf»- H "ome del
me, essendo Cainers addietlivo e non so- fiume Chienli ihe traversa per mezzo il
stantivo. Ad intelligenza retta del lesto lerriloriode'cainerincsi, non potrebbe es-
di Livio osserva, che gl'inleipreti oomH' sere un monumento della loro provenien-
nenienle lo spiegano come se Caniers, za da Chiuii? iVon sarebbe per avventu-
ovvero Cainars, fosse già stato il nome ra derivalo dal nome del fiutnedelleChia-
umbro della città di Clitsiurn, sicché le ne (Clanis) che bagna Chiusi? " L' an-
parole qnod Camers olim adpellabanf, nuncialo avvenimento del console Fabio
verrebbero ad essere una semplice erudi- diede occasione a'prìmi attacchi, che sof-
zione o a meglio dire una pedanteria in- fri la libertà degli un]hri. I romani dopo
degna di Li vio, perchè posta in luogo do- aver passata la selva Ciminia, e dopo a-
\e nulla rischiara e dove è inutile alTat- ver vinto gli elrusci presso Perugia, coni-
lo. Questa taccia si leva allo storico nella niiseroquanlo loro potè suggerire la rab-
spieguzione dell' Acquacolla, prendendo bia di netnici, l'avidità della preda e la li-

Ca/ncrs per un aggiunto di Chiusi, evien cenza militare. JVrn contenti di saccheg-
tolto di mezzo ogni equivoco. Così presso giare le contrade infelici di que'popoli de-
]^linio si legge, Dolatcs cognomine Sa- bellati,s'iuoltrarono Hno a'paesi limitrofi
Icntini - Inlcramnatcs cognomine Nar- dell'Umbria. Questa naturalmente dovet-
/c'^, per lacere mille altri esempi. Clusiiun te mettersi sidia difesa, venne a batta- si

duncpie si dice C<^zwcry perchè in quella glia cogli umbri, furono


nella quale essi
regione abitavano i camerti. Di questi, e costretti a fuggire. Senza dubbio questa

non de'noslri camerinesi si può intende- battaglia non fu data dalle forze unite di
re il racconto di Livio, quando si voglia- tutta la nazione, ma da poche popolazio-
no ben considerare le circostanze da esso ni armatesi tumultuariamente nella fini-

e da altri autori narrale. Frattanto è cei'- tima Umbria. Fiìi serio fu l'armamento
lo che i camerinesi ,
quali si potiebbero che fecero gli umbri l'anno seguente, sep-
chiamare catnerti apennini,per distin- pure non fu uno de' racconti favolosi di
guerli da'chiusini, ebbero 1' alleanza ae- Livio, poiché è incredibile quello che fa
quo focdcre cu'romani, e Cicerone e Li- d'una battaglia, che può dirsi teatrale e

vio chiaramente l'attestano.! camerti um- .succeduta presso Bevagna. Antecedente-


bri (he abitavano allora i ricordali con- mente i romani aveano già preso iVbcf-

torni di Chiusi loro sede aulica, forse a ca- ra., e se ne ignora il motivo. Dopo il fu-
gione dell'alleanza stretta co' romani, si nesto combattimento si arresero gli um-
concitarono contro gli elrusci. » Chi sa bri. Nondimeno si legge, che romani nel i

che per mettersi in sicuro dalla vendella 453 occuparono Neqnino per tradimen-
di (luesti popoli non sieno slati coslietti to, e vi stabilirono una colonia detta poi
a fuggire, ed a molar domicilio? In filli Numi, per servir di riparo contro <ptegli
dopo la battaglia della selva Ciuiinia non undjri, che secondo Livio erano già stali

si trova più nelle storie il minimo vestigio alcuni anni prima vinti e soggiogali dai
di umbri camerti alle vicinanze di Chiu- romani. Nel 4^7 slava iu armi tutta t'£-
U M B U M B 91
(niria, e Livio stesso aggiunge che all'E- nel territorio di Fabriano e già del con-
Iruria si unissero i popoli più vicini del- tado Sentino, nella valle cioè in cui gia-
l'Umbria. Furono vinti gii etrusci; che poi ce Fabriano, città distante 4 niiglia dal
lo fossero pure anche gli umbri niuno lo castello di Basfia, eh' è il Busta-Gallo-
dice. Appena dopo un t<d fatto si era al- runi di l'rocopio. Dal qual vocabolo, de-
lontanala una parte dell'annata romana, rivalo forse dall' esservisi bruciati i ca-
che si sparse a Roma la nuova: Elruriain daveri (le'vinli galli e sanniti, provenne
concitani in arma, ci Gclliurn Egnatiiini quello volgare di Bastia, o Bosta secon-
iSaninitiuni ciuccili, etUnihros ad clcfe- do Cluveiio, o Casta, alle radici del mon-
clionem vocari, et Gallos^praetio ingen- te Cucco. Sebbene poco cotiosciuto, ce-
il sollicitari. È incredibile quanto terro- lebre è il castello di Bastìa nell'antichità
re lai nuova ispirasse a'romani. Le arma- pel memoralo combattimentoivi acca-

le si raggiunsero nel 4^8 di Pioma di qua duto, ed ancora per (piello poi avvenuto
dagli Apeunini nel territorio di Scutino ne' susseguenti secoli nella celebralissima
presso a Sassofcrrato [J .), comecouui- battaglia, di cui lo slesso prelato
ci diede

tiemeule si crede, ed romani vi riporta- i laDissertazione in cui si precisa il luo-


rono strepitosa vittoria. Intanto altra ar go ove accadde la battaglia vinta da
muta romana, che avea comincialo a da- Narsete capitano generale dell' impe-
re il guasto alle campagne di Chiusi, co- ratore Giustiniano I, contro Tolda re
strinse gli etrusci e gli umbri a separar- de' goti. Ambedue le dissertazioni si tro-
si da' galli e sanmli per difendere il pro- vano nel t. 5 delle Dissert. dell' /Iccad.
prio [)aese. L'Acquacolta non compren- d' yJrcheologia, perchè iu essa furono
de che paese avessero gli umbri a difende- lette. Secondo le tavole Capitoline, si ce-
re, sei romani erano acoa(npati nelle pia- lebrò nel 4^3 un trionfo degli umbri di
nure di Sentino, ovvero che ne avessero Sarsina, da G. Cornelio Biasione conso-
senza eccezione occupata tutta la regione le, e ne deve aver parlato anche Livio.
loro. Difulti Livio prosieguea narrare le Nel 5i2 una colonia romana si condusse
vittorie che in quella parie ripoitarouo i a Spoleto. Dopo quest'epoca altro non si

romani sui galli, etrusci e sanniti, trion- sa degli umbri, se nonché restarono sem-
fandone Quinto Fabio, e degli umbri non pre amici de' ron>ani. Nella guerra che
parla. Per non ullunlanarmi dal teri ito- qiK-sti ebbero a sostenere contro Anniba-
rio Sentino, qui oggiungeiò, che il dot- le non gli abbandonarono mai , anzi gli
tissimo camaldolese d. Albertino Bellen- spoletini respinsero i cartaginesi, e la na-
ghi arcivescovo di Nicosia, non cou viene zione degli umbri fornì volonlarianienle
che la battaglia famosa data da'romani delle truppe al console Scipione quando
a' gullied a'sanniti nell'agro Seutinate, volle invadere la Sicilia. In quell'occasio-
seguisse nella pianura ove giaceva l'an- ne i camerinesi, cuni acip.io foedere cuni
tica Sentina, a pie del colle ov' è ora si- romanis essent, dice Livio, dierono un
lucilo Sassoferrato , come praticissimo Goo uon>ini forniti
battaglione intero di
della lopogiaGa de" luoghi di cui ragio- d'anni. Verso questo tempo e dopo la
no, non seii>l)rando£;li il sito bastevole a battaglia famosa del Trasimeno, ne segui
dar luogo a due uuu)erosi eserciti. Ciò altra Ira'romani e i cartaginesi presso il

volle piovare colla Dissertazione sul lago de' plestini umbri, colla sconfitta di
preciso luogo della battaglia tra' ro- Cenlenio propretore romano. Plestia lo-
mani e i galli sanniti nell'agro Senti- ro città, della anche Fistia, sorse fra Fo-
nate sotto i consoli Q. Fabio e P. De- ligno e Camerino, ed il lago estendevasi
eio. Couclude, che d essa seguì nel luogo nella bassa parte della pianura, che ora
iu cui sorge il piccolo castello di Bastia, forma la leuula d«lCasone,cou quel di più
tji UM B UMB
jiosseclutoneireslieinità da alcuni di Ser- venne indicata molte volte col nome di
ia valle. Fu dipoi anche sede vescovile, ma Tuscia. Tolomeo parla della divisione de-
non se ne conoscono i vescovi, e la cliie- gli umbri in Olunibri e P'ilu/nbi-i , che
ba fu riunita alla diocesi di Foligno. Dal- l'Acquacotta crede lo slesso che orienta-
le rovine di l'iestia derivarono Colflori- li e occidentali, Ostunibri e f'^estunibri,^
to, Biogliano, Seiravalle, Dignano, Po- JMatelicae Camerino erano nella regione
pola, Aunifo e altri castelli e villaggi. Si degli Olunibri. Quindi congettura , che
lia diGiovanni Mengozzi,M''/'/e.9f//«X7n- gli umbri in tempo di Diocleziano siano
Irì, del loro lago, e della battaglia pres- stali divisi gli uni dagli altri, ed attribui-
so di questo seguita tra'roinaid ed ì car- ti a diverse provincie. I T ilurnhri aWU io-
taginesi, dissertazione, Foligno 1781. il bria, come in avanti. Gli Olurn!>ri a\ Pi-
Coiucci la riprodusse neW Antichità Pi- ceno Suburbicario. Tutto egualmente per
ce/ie, 1. 1 I , De Plesdni Umbri. Caio Ma- congettura. L'Umbria ebbe suoi corret- i

rio nel 648 di Roma donò l'onore della comuni colla To-
tori e prefetti prelorii,
t:iltadinanza rou)auaaiooo cainerti. Ac- scana ad essa unita come regione, colla
cesa la guerra sociale nel 663, si vuole residenza a Spoleto. Gli umbri di Ro-
che gii umbri ancora nell'anno seguente ma, ed primi Apostoli dell'Umbria, fu-
i

vi prendessero parie, e Li vio descrisse li- rono istruiti dalla bocca medesima di s.
na sconfitta di ipjesli. Appiano però di- Pietro e di s. Paolo, e da'primi loro suc-
ce che fu semplicemente un'insurrezione cessori. Questi portarono senza dubbio
degli umbri e degli etrusci. il vero è che alle patrie rispetlivj;, e gli altri ne'luoghi
nel 664 o 665, circa 89 anni avanti l'e- ove furono inviati, il prezioso tesoro del-
ra nostra, la cittadinanza di Roma fu con- l'evangelo e lume della fede da loro ac-
il

ceduta a'Iatini, poi agli unibn, ed in fine quistato. Venne poi accresciuto il nume-
agli etriisci, ed indi all'Italia tutta. Dopo ro de'fedeli tra gli umbri, dd'fuggenti le

quest' epoca gloriosa conservarono sem- persecuzioui della Chiesa, massime nelle
pre gli utubri il vantaggio di governarci parli distanti dalle strade consolari. Pre-
secondo le proprie leggi, benché da loro sto ebbe l'Umbria i propri vescovi e lese-
stessi procurassero d'imitare costumi ro- i di vescovili, per la vicinanza a Roma , e
mani. Le città uudjresi chiamarono inu- così il Piceno. Se si aminelte che nel Pi-
nicipii, per distinguerli dalle co/o/«'e ch'e- ceno lo slesso s. Pietro vi promulgò il cri-
ia no abitateda'ioQiain. Queste si liguar- stianesimo, questo benefizio lo ricevè da
daiono come più nubili de'semplici mu- lui anche l'Umbria. A Spoleto (ci predi-
nicipii, ina in realtà era migliore la con- cata la fede da s. Brizio apostolo dell'Um-

dizione di essi. Ed è chiaro, mentre mu- i bria, inviato nella regione dall'apostolo
nici|)iinon dipendevano da Roma in s. Pietro, e ne fu il 1 ."vescovo, e la chiesa
(pianto al pro[)rio reggimento, laddove da lui erettavi alla B. Vergine si vuole
le colonie soggiacevano in lutto alle leggi la i.'coslruila nell'Umbria. Quindi s. Bri-
della madre patria. Già notai che Augu^ zio consagrò diversi vescovi, come lui di-

sto nel divider l'Italia in provincie com- scepoli di Pietro, cioè s. Eicolano suo
s.

prese l'Umbria nella 6.' regione, e in ai- parente Perugia, s. Crispuldudi /'et-
di
ire divisioni diversi luoghi dell' Umbria tona oggi Bellona, s. Vincenzo di Iie\ui-
luiono attribuiti al Piceno Annonario e gna,ec„f:i\ insieme propagatori della fe-

111 PicenoSubui bicario. Le due provincie de nell'Umbria. Avendo ragionato a"ri-


i'iceiiestavanosolto diversi consolari, ma S|)ellivi articoli delle sedi vescovili del-

r Umbria e la Tuscia Annonaria erano l'Umbria non piìi


esistenti e esistenti, ivi

mille sotto un altro consolare, perciò fin celebrai i promulgalori della lede, es. Fé- ,

'"

Uu quel lempu [)er [)iii acculi 1' Umbria liciaQQ vescovo di Foligno uou cuuleu-
UMB UMB 93
lo d'aver predicato per tulla l'Umbria la na, pon Amelia e Todi, tutlavla tali cit-
dottrina e