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DIZIONARIO

DI

EBUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
I

E PI

PRINCIPALI SAHTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI^ AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOI CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. ECi
,

DELLA

CATTOLICA

ALLE

CITTA

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

AI CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL

XLIV.

IN

VENEZIA
MD CGCXL VU.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI

EBUDIZIOKE

STORICO-ECCLESIASTICA

m
MAU
[AUflZIO e LAZZARO (ss.). Ordine militare ed equestre, e sacra religione.

MAU
nastero avea

M-

zo una

ne
di

deli'

La primaria istituzioordine di s. Maurizio si


il

deve ad
to

Amedeo Vili prima duca


quale dopo essere
di
sta-

Savoia,

In gnori primari, meglio altri dicono cinque gentiluomini e consiglieri di sua corte, istitu l'ordine dei romiti
di
s.

duca nel suo palazed una libreria. questa solitudine, con sette siil

cappella

l'ammirazione

Europa per

giustizia e

prudenza, infastidilo delle

re di tal

Maurizio, in onore del martinome, protettore della nasavoiarda,

cose mondane, e conosciute da lui come ombra che passa e fumo che svanisce tutte le grandezze umane,

zione

capitano
presso

e capo

della legione tebana, anch'essa


tirizzata

nel

286

rinunzi

il governo de' suoi stati al primogenito eoo titolo di luogotenente, e si ritir a' i6 ottobre, o

Teruade
a

sotto

marAgauno e Massimiano, a 20

leghe circa dal lago di Ginevra, ed

6 o

7
tra

dalla
il

a'7

novembre i434

nel

romitaggio

mauo
il

Vallese,
di

di Ripaglia, presso Thonon ed il lago di Ginevra, riservando a s ed ai consiglieri che seco condusse nell'eremo, la soluzione delle pi gravi

cantone

in

punta del lago Lela Savoia ed Berna. Tuttora il


venerazione
nel
il

santo

gran

Vallese, e da lui

Ternade prese
s.

nome
quale

di
il

s.

Maurizio, in onore del


di

questioni di slato, tutti

come

lui

re

Borgogna
chiesa

Sigis-

vedovi ed avanzati
il

negli anni.

Ivi

mondo

eresse

monastero,

duca appresso
fatto edificare

il

monastero era-

si

tante case, quanti

ei*ano i consiglieri, ove ciascuno viveva in comode stanze co' suoi famigli ; ed olire la chiesa dei mo-

ove riposarono le reliquie di s. Maurizio sino al iSgo, in cui la piet di Carlo Emmanuele duca di
Savoia
ottenne
la

met

del sacro

corpo, insieme colla spada del san-

6
to,

MAU
e le

MAU
gran

alloga

con
di

pompa
e

al

principe,

non con opere

di P!<er-

nella

calledinle

Tonno,
i

ci
fe-

cizio attivo,

ma

coi

consigli

di

sua

per aver riportalo nel di della


sta del santo, vittoria contro
si

berne-

e ginevrini,

fedi

l'articolo

Mau-

rizio

L,a sacra Maurizio della legione Tebea e de' suoi valorosi campioni, Torino i6o4; ed il p. d. Giuseppe de r Isle abbate benedettino di s. Leopoldo di Nancy, nella sua
istoria di
s.

(s.);

Baldesano,

matura esperienza. Alcurn anni dopo padri del conciliabolo di Basilea, contro Eugenio IV, a' 5 novembre i439> ^val\\ dalla fama di
i

sue virt e di sua gran


lessero antipapa

mente, e-

accettando per

Vili, che obbedienza prese il

Amedeo

nome

di

Felice

F
il

{Vedi),

quando
indi
si

ripugnante
Ripaglia
a'

diede

suo assenso in

Difesa della verit del martirio della legione Tebea, altrimenti di s. Maurizio e compagni, Nancy 1741Gli
istorici

aS

dicembre,

port a

Thonon

capitale del

Chia-

blese. Dipoi

vogliono
di

to
se

adottalo

da

che l' abiAmedeo Vili fossaione


di

una

specie

con

suo

conosciuto l'errore, vedendosi da pochi riconosciuto, e per amor della pace della Chiesa, rinunzi a' 9 aprile i449 l' antipontificato,

cappuccio
te le

color

cenere,

aven-

e Nicol

in

premio ap-

maniche larghissime di cammellotto rosso, ed una cintura di oro, e sopravi un mantello colia croce da un lato di taffet bianco,
ornata
di

prov

le

cose da lui fatte, e lo di-

chiar cardinal vescovo e decano del sacro collegio, e legato a late.re con
diverse distinte

prerogative.

Mori

pometti

alle

estremit,
l'or-

dicendo
dine

altri

che

egli sottopose di
s.

santamente a' 7 gennaio i45i, nel convento de' domenicani in Gine-

alla

regola

Agostino.

Secondo altre notizie l' abito del duca e de' cavalieri era di panno grigio di Malines o di Rohan, e cosi pure il cappuccio aveano
;

mezzo al coro dove fu trasferito nella cattedrale di Losanna, sebbene alcuni scrissero a Torino, ove realmente pi tardi venne trasportavra, e fu sepolto in
di

Ripaglia, da

mantelli
ca, e

dello

stesso

colore,
il

con du-

\.o,

essendo collocate
ss.

le

sue ossa nella

pellicce di

martora

zibellina

cappella del

Sudario, 'in cui la


re

con
i

pellicce

nere della

Romalunghi

munificenza
gli

del

Carlo Alberto

gna
iie

cavalieri.

Portavano

capelli

lunga barba,
al collo,

ricurvo in

un bastomano, ed una croce


ed era
la cro-

ha eretto un magnifico monumento. La sua tomba di Ripaglia venne distrutta dai bernesi iu una
invasione del Chiablese
:

(d'oro

appesa

ivi
il

fa-

ce

trifogliata

di

s.

Maurizio.

Del

ma
Il

che Dio
p.

illustrasse

sepolcro

resto facevano vita romita, ed ogni giorno davano ricovero ed elemosina a tredici poveri. Il duca ebbe

con molti miracoli.


Bouatini nel Catalogo degli
ordini militari p. 78, nel riportare la figura del cavaliere de'ss. Maurizio e

per fine
romiti di
tra
i

nel!' istituire
s.

l'

ordine dei
di

Maurizio,

scegliere

ministri
di

pi

maneggi dimento
Religiosa
'fti

stato,

consumati nei che niuno impesecoloj

Lazzaro, narra che alcuni fanno incominciar l'ordine dopo che Amedeo

Vili rinunzi all'antiponlificato, e


ritir

si

ritenesse nel
milizia,

una
servi-

che mentre

sul

monastero di Rodano nel borgo


nel
.

s.

Maurizio

di

Agauno,

pio

nella soliludipe,

servisse

con diversi nobih

Si

vuole inoltre,

MAU
che questo ordine altro propriamente
XIIT,

MAU
ma
colla

7
la

condizione che

non
laici

fosse,

che

una compagnia
di certi
privilegi
certi

di

sede principale fosse nel dominio di


Savoia, con facolt di ammettervi
nobili
i

investiti

ed

onori, ed

obbligati a

doveri

o per preclara virt famosi in


parte del

milizia

comuni, piuttosto che una specie di da combattere contro gl'insiccome


la

qualsivoglia

mondo,

e di

fedeli; e

Amedeo Vili
i

ab-

bandon
lice
8.

solitudine divenuto Fe-

fondar priorati e commende. Passati due mesi, il duca Emmanuele Filiberto supplic il medesimo
Pontefice ad unire equestre di
all'

V,
si

lo

seguirono

cavalieri di
la

ordine

di

s,

Maurizio, u

pare che
per

mili-

Maurizio quello gerosolimitano


s.

ed

zia

continuasse,

cui

viene

Lazzaro

[Vedi), ci

riguardato
l'

come vero
s.

istitutore del-

ordine

di

Maurizio,

EmmaSavoia,
il

nuele Filiberto
affine

duca
1'

di

tjuale volle fondarlo di


i

o ripristinarlo
ospitalit, di

esercitare

che effettu Gregorio XUI col consenso del gran maestro di s. Lazzaro Giannotto Castiglioni, dopo la morte del quale, colla bolla Pro commissa, de'i3 novembre i572,loc. cit. p. 289,
stabil

purgare
ai

mari dai

pirati,

combatte-

l'ordine militare e religioso,


il

re gl'infedeli, e di opporlo eziandio

dichiarando
dei
le

duca

di Savoia

ed

luterani

e calvinisti, che a' suoi

suoi successori perpetui gran maestri

tempi
in

minacciavano di

trarre

in

due ordini
di
vi

e cavalieri riuniti.

Tra

pericolo le cose della fede cattolica

condizioni prescritte nella conces-

con altre leggi e con altro ed ancora per avere una milizia nobile, onorata ed eletta, che non solo per obbligo di suddita, ma
Italia,

sione

fine,

ordine,
re
la

Gregorio XIII al nuovo furono quelle di osservadi


s.

regola

Benedetto della
[Vedi);
di

congregazione

Cislerciense

per voto
vola,

di

religione
cui

gli

fosse di-

che

il

duca
di

assegnasse

all'ordine

ed a

potesse

distribuire

un fondo
battere
lica,
i

quindicimila scudi
i

ricompense, senza troppa spesa dell' erario. Gregorio XIII a preghiera di monsignor Vincenzo Parpaglia

rendita sopra
e di

suoi dominii; di

com-

nemici della Ste aposto-

abbate
in

di-

Solutore

e ambasciatore
l'or-

Roma

di tal

duca, conferm
di
s.

tener pronte due galere ad ogni richiesta dei Papi ; ma dopo la riunione dell'ordine, a peti-

dine

de' cavalieri

Maurizio,

zione fu posto
gola di
fi.

invece sotto

la

re-

colla bolla Christiani populi, de'

settembre
par.
Ili,

572, Bull. Rom. t. 2 36, nella quale non fece parola del suo primitivo fondatore per essere stato antipapa,
p.

i6 IV,

Agostino [Vedi), ch'era piu'e quella sotto cui viveano i cavalieri romiti di Amedeo Vili. Nel seguente gennaio Gregorio XI II mand con un l>i'eve de' i5 gennaio
e
a

bens
tuito,

lo

dichiar

nuovamente
lo

isti-

portar

l'

abito
de'

e la croce
ss.

forse gi

interamente estinto,

dell'ordine riunito

come
dan(,

a detto

Spono che l'ordine ideato da Afosse solo a

anno osserva

medeo Vili

favore dei
sela

Maurizio Lazzaro al gran maestro Emmanuele Filiberto, il nipote di s. Pio V, Michele Bonelli, stabilendo che
il

selle cortigiani

che

lo

avevano
pii

guilo in Ripaglia, o a!
sola
zioni,

per
le

primo titolo fosse milizia di s. Maurizio, e che si dasse il primo


Lazzaro
biforcata,

Savoia, e non per tutte

na-

luogo nella croce a quella verde di


s.

come

lo

permise Gregorio

servendo

di

B
niggio
la

MAU
bianca e trifogliata di
s,

MAU
lo

giudicavano infetto

di

lebbra,

Maurizio, quali secondo

l'arte do-

veano avere contraria disposizione. al duca e gran maestri successori portarne le insegne, ed ai

o transigevano con esso per annuo censo perpetuo; ci produsse clamori, risse e scandali.
All'ordine di s.Lazzaroconfermaro-

Commise

cavalieri ai

quali giudicheranno di-

no

le

donazioni e privilegi, e ne con-

spensarla a lode di Dio, a propagazione della fede cattolica, e ad esaltazione della santa Sede. L'ordine
di

cessero molti con indulgenze,

immu-

nit ed esenzioni chericali, siccome

considerato per vera religione, i Pon-

Lazzaro istituito al tempo di Benedetto IX o almeno a quello


s.

della

prima

sa

me, fuori di ed ospedale


fatti

Gerusalemquella citt ebbe chiecrociata in


de' lebbrosi
all'
i

Benedetto IX, Urbano 11, Pa1, Gregorio I X, A lessandro 1 V, e massime Clemente IV, che comand
tefici

squale

fossero consegnati ai cavalieri tutti


i

(di

sif-

lebbrosi

coi

loro
nel

beni.

Di

poi

ospedali

parlammo

artico-

Giovanni

XXII

i3i8

esent

lo

Lazzaretto ), poi cavalieri combattevano ad un tempo sarai


i

l'ordine dalla

giurisdizione de' ve-

scovi, dichiarandolo soggetto

immePapi.

ed assistevano lebbrosi ; ed ebbero cappellani, frati servienti, e


ceni,
laici

diatamente

alla

santa Sede, ci che

conferm
Sisto

Nicol
riun

ed

altri

guisa di

terziari.

Si

propa-

IV

l'ordine al

Geroso-

l'ordine in Francia, Inghilterra,

limitano (f^edi), lo che meglio fece

Sicilia,

ed

altri

luoghi, per tutto pro-

letto e beneficato dai sovrani, in pre-

pugnando

mio
tivi

de'pietosi ospizi, lazzaretti e lebistituite, oltre


i

Innocenzo Vili ; ma cavalieri riall' unione, dopo il concilio di Trento ottennero da Pio
i

broserie da esso
e
privilegi

dona-

IV

la

separazione. Egli

ne fu bee
di-

ch'ebbe

sin

dall'ori-

neficentissimo

restauratore,

gine dai re di

Gerusalemme
per

e princi-

chiar che lo
s.

scopo

dell'

ordine di

pi di Palestina e Siria

le

sue be-

nemerenze, avendo la regina Melisenda fondato un monastero di monache in Betania, patria di s. Lazzaro
risuscitato,
si

patrono

di questi religio-

bench altri crederono fosse sfato quel Lazzaro mendico e pieno di piaghe, che aspettava inue
militari,

tilmente

la

limosina alla porla del

ricco Epulone, e che fu

portato nel seno di


altri

dopo morto Abramo. Tra gli


i

privilegi

fu

attribuito all'ordi-

ne quello di occupar beni de'lebbrosi, che non rattenuto fra' limili


ragionevoli, fu principal causa delle

Lazzaro era servire i lebbrosi e combattere g' infedeli e gli eretici. Tanto fu largo nelle amplissime grazie che gli accord, che s. Pio V ne temper e restrinse limiti, dichiarando che i cavalieri erano tenuti a combattere qualunque nernico o ribelle della santa Sede ogni qual volta ne fosse ricercato r elezione del gran maestro venne confermata a' cavalieri sotto la riserva dell' approvazione pontificia, colla condizione che l' ordine avesi
:

se sede

fissa,

e vi risiedesse
allora

il

maestro, che essendo


notto Castiglionij
croce

gran Gianla

tempeste

su.scitate

confro

all'

or-

questi
di
s.

mut

dine,

ed
,

in

fine
i

del suo

decadi-

mento poich cavalieri appena adocchiavano un uomo ricco con qualche macchia o pustola sul viso,

Lazzaro in croce biforcata a otto punte deilq stesso colore, e statu che ninno potesse portar la croce nuova a
verde
piena

MAU
mano manca, meno che non
vasse

MAU
pr<line
i

9
po-

benefizi di ventisei cliiese

quattro

quarti

di

nobilt,

Quindi a' i3 gennaio iSyi tal gran maestro, vedendo che l'ordine
asca bisogno di potente
sostenerlo,

Piemonte, in Savoia e nella contea di Nizza, erigendoli in comste in

mende. Dopo che


liberto
dell'

Emmanuele
la

Fi-

mano

per

avea

ottenuto

riunione

ne

port in Vercelli e si spontanea rinuncia al duca Emmanuele Filiberto, e poco dopo


fece

di

di s. Lazzaro a quella Maurizio, fece aprire qualche trattativa col gran maestro Salviati,
s.

ordine

quello di

laonde 1' unione con Maurizio, trattata con s. Pio V, l'effettu come abbiamo detto
ivi

mori

gran maestro
zaro
in

dell'ordine di
cessione
il

s.

Laz-

s.

Francia, onde
la

s'inducesse

a fargliene

Gregorio XIII,

il

quale dichiar che


facoltizzando

be

l'unione s'intenda egualmente dalle

non eb; ci gran maestro di Francia, Filiberto di Nerestang o


elltto,

e poi

due
il

parli

principali,

gran maestro Emmanuele Filiberto a pigliar pos.sesso di tutto ci

ottenne in Roma da Paolo una riforma dell'ordine con nuove insegne, nuovo titolo estNerretano,

che
altre,

apparteneva
ed

all'ordine
le

di

s.

luto, riunendolo in vece a quello di


s.

Lazzaro, tranne
i

chiese unili ad

beni esistenti nella Spa-

lairimo a
ticolo
s.

Maria del Carmine. Di Carmelo e al


Lazzaro.

tutto par-

citato ar-

gna
re
di

e che 1' ordine come milita; ed ospitaliere, avesse l' obbligo

Veggasi Sibert,

Histoire des ordre.t


lers mililaires

ricoverare e
Il

curare
la

lebbrosi.

de
et
s,

rnyaux hospilaNotre-Dame du
Lazare de /eI

duca dopo
i

riunione de'due

Mont-Carmel,
vusalem, Paris

ordini, tenne in Nizza


lutti

un capitolo

di

1772.

cavalieri

de'

ss.

Mainizio e

Nel 1619 CarloEmmanuele


dell'ordine^
s.

du-

fond per essi due case conventuali con ospedali, una in Nizza pel servizio di maie, l'altra in Torino pel servizio di terra, per Io che divennero le case principali delLazzaro,
l'ordine,

ca di Savoia, secondo gran maestro

volendo che la croce di Maurizio prevalesse a quella di s.

Lazzaro, e riducendola a minor dimensione, stabil che la croce di

con l'osservanza della vita


la

decorazione da portarsi dai cavalle


ri

comune, e diede loro


i

detta regola

fosse

bianca, avente

all'

estremi-

monastica. In osservanza di questa,


de' ss. Maurizio e Laz/asecondo il decretato da Gregorio XIll, sono obbligali ai voti di povert, obbedienza e castit coniucavalieri
ro,

t
orli

alcuni
di
all'

cos

con liste agli color verde, per alludere oi dine annesso di s. Lazzacroce
allora
si

pometti,

ro

la

portava in

seta, cucita

sopra

l'abito,

ma

col

gale; inoltre devono combattere per


la

tempo
si

si

us portarla solamente a

fede cattolica,
richiedesse, e

quando

il

bisogno

lo

non possono preu-

smalto su oro. I cavalieri per non diedero troppo pensiero di eseper cui
la

dere che una moglie e vergine. Cle-

guire tale decreto,


chessa Cristina
di

du-

mente
colta
stici,

Vili

nel

questi cavalieri
di

iGo3 concesse a nuovamente la fa-

di

Francia, vedova
I,

Vittorio

possedere benefizi ecclesia-

Car)o
noii
visi,

Amedeo Emmanuele
li

e tutrice di

li

suo

figliOj

ed anche pensioni tratte dai be-

solo

costrinse

ad uniformarancora, che
la

nefizi, sino alla

somma

di scudi (jiiatini ali'ur-

ma comand

trocento

indi nel

iGo4

q'Qcp fosse

qnifortne di

una certa

IO
assegnala
ciiierioi

]\T

U
proibendo
religiosi
ai

MAU
di

grandezza,
cappellani

rintracciare
,

diritti

di

ciascun

e
il

del-

benefizio
dalle

Benedetto
del

XIV

l'ordine
in

portarla d'oro snjaltato

istanze

re di

mosso Sardegna,

bianco,
laici,

come

lieri

la usavano cavavolendo che l'avessero


i

duca
le

di Savoia Carlo EmmanueHI, colla costituzione Fructuosa


1

di

lana bianca

e verde, cucita sui

inilitarium, de'

agosto
l.

loro mantelli, e non in petto, ove so-

presso

il

Bull.

Maga.
clie

744 XVI, p.
1

>

levano tenerla questi ultimi, pendente

218, permise

dal

nunzio della
vescovo nelil

da

nastro di seta verde, a riserva

santa Sede in Torino, insieme con


quell'arcivescovo
la

de' preti che fossero cavalieri di giustizia.

e col

Aveva Carlo Emmanuele


in

e-

cui

diocesi

esiste

beneficio,
si

rctto

Thonon

la

santa casa

di

Wostra Signora di Compassione, che fu insieme collegio e missione, persacerdoti ammaestrassero la ch giovent nella piet e negli studi, e combattessero le false dottrine de'settari; indi ne ald la direzioi

senza ricorrere a nassero diritti


i

Roma
di

esami-

quelli

che

si

dovevano convertire in commende. Piacque molto al re questa concessione, e

per dimostrare eziandio


la

la

gratitudine e

stima
,

che
ss.

avea
del

per Benedetto

XIV
la

sul

fine

ne

ai

cavalieri

de' ss.

Maurizio e

1757
rizio

confer

croce de'
del

sacra

Lazzaro, entrando ci nel fine della milizia questo istituto ebbe


:

e Lazzaro a d.

MauGiovanni LamPapa, con una


in

beitini pi-onipote

prefetti
il

s.

Francesco

di

Sales

commenda
chia,

esistente

Civitaveqil

ed
alla

celebre cardinal Gerdil.

Dipoi
la

della

quale inoltre accord

santa casa di

Thonon

du-

chessa
Battista,
vcrtiti

reggente
delle
,

vi apri

Angrogna
grande
re

Maria Giovanna un rifugio ai convalli di Lucerna e di deput a vegliarvi il


ed
il

ospitaliere

grande

padronato alla casa Lambertini, creando d. Giovanni grancroce dell'ordine e perpetuo gran priore di esso in Roma, con pensione annua di scudi duemila dal tesoro dell'ordine, e con croce di brillanti
del
di

conservatore dell'ordine. Nel


il

1729
Paolo
basili-

valore
il

di

scudi

seimila.

Quina

Vittorio
la
,

Amedeo
basilica

li

concesse
s.

re

preg- Benedetto
la

XIV

a
in

questo

di

dare l'abito e
al

croce

dell'ordine

Torino

degna

dello
la

splendore

pronipote, ci che esegu solenne-

della sacra milizia;

qual

ca
di

magistrale, ricca gi di

colonne
ultimo
in
pie-

marmo

e pitture, fu da
nobile
facciata
la

decorata di
tra,

nel d dell'Epifania, con quelle cerimonie che si leggono nel n. 632 i Diario di Roma del 1758. Nel I7?8 fu ceduto all'ordine dal re"

mente

non che restaurata

sua cu-

gio
vile

demanio
s.
;

e dalla

mensa

vesco-

pola ardita e svelta.

d'Iglesias, l'utile

dominio della
le

Nel riunire Gregorio XIII


ordini de'
gli
ss.

due

penisola di
ta

Antioco, allora incol-

Maurizio
la

e Lazzaro,

e deserta

onde per
i

cure dei
di
s.

conferm
al

facolt

da Pio IV

cavalieri sursero

villaggi

Andi

concessa
tire
in

secondo, cio di converi

tioco e

di

Calasetta, e

la

forn
pii

commenda

benefizi

sem-

abitatori,

che giung(mo
messi,

di

plici e di

giuspatronalo nel Piemonriuscendo malagevole que,

3ooo,
rocchie.

e di

non che
a

di par-

te

ma

Tornandosi
il

parlare

di

sta

conversione

per

la

difllcolt

lebbrosi,

re \'itlorio

Amedeo HI

MAU
nel

MAU
prevofece

M
onde
l'ordidi

1773

colle rendite della


s.

fu diviso in tre classi,

sluia

del gran

Bernardo,
in

ne attualmente
valieri, di

si

compone

ca-

aprire un
sta,

nuovo ospedale
lebbrosi

Aoaltri

commendatori
giustizia

e di
in

gran
ca-

collocandovi

ed
III

croci.
valieri

cavalieri sono divisi


di
;

intermi di
poi
il

morbo
suo

appiccaticcio. Di-

ed

in

cavalieri

re Vittorio
del

Amedeo
in

per

di

grazia

il

mezzo

ministro

Roma

datori

fissato a

numero de'commen5o quello dei


,

conte di Valperga, rimise a monsignor Braschi poi cardinale, nipote


di

gran croci a principi ed


dio a
far

So,
i

non compresi

cavalieri
JN'on

dell'ordine

Pio VI, l'abito e


scudi

lii

croce del-

dell'Annunziata.
cavalieri

entrano ezian-

l'ordine in brillanti, con


di

commenda
fece
la

parte

del

numero

dei

2200.
alla

Il

Papa

ftmzione
to e croce
nali

dell'imposizione dell'abipresenza de' cardiminie nazionali, del


dell'ordine,
i

gran croce e de' commendatori fissato, personaggi stranieri che venissero onorati di tali insei

palatini

gne, n

gli

ecclesiastici

che ottenI

stro e de'cavalieri

riportano
del

numeri

o54
di

come io58

gono
datori

tal

nobile

fregio.

commenal

portano

la croce

collo*
divisa,

Diario di no. Nel voi.


p.

Roma
VI
del

detto an-

quando
no per

hanno
la

la

piccola
si

Dizionario a

dall'occhiello dell'abito

distinguo-

99 facemmo menzione del conferimento del medesimo ordine fatto da Pio VI all'altro ni[)ote d.
Luigi.
Il

croce sormontata da co-

rona reale.

re di
nel

Sardegna Vittorio

Emmanuele
Croce
silica

i8oq concesse
la

als.

l'ordine Mauriziano
di

chiesa di
della

Cagliari,

gi

com-

pagnia di

Ges, dichiarandola ba-

magistrale.

Dopo

l'occupazioss.

I cavalieri gran croce portano la decorazione sormontata da una corona e pendente da una fascia o ciarpa ad armacollo gli ecclesiastici ed i magistrati quando sono in toga la portano appesa al collo da ciarpa di eguale larghezza; portano inoltre gli uni e gli altri
:

ne francese l'ordine dei


gio di
tutte

Maurizio
naufra;

dal
la

lato sinistro del

petto una stelfu

e Lazzaro fu coupreso nel


le

a raggi d'argento colla croce in

antiche
di

istituzioni

mezzo. Nel
cavalieri

i838

permesso
di

ai

ma

Sardegna ove la monarchia Sabauda erasi riparata,


nell'isola

quando

l'ordine continu a fiorire senza in-

forma privata , in una catenella a piccole piastre quadrate alternale d'oro colla cifra
S.

gran sono

croce

portare,

terruzione.
il

re

Vittorio

Dopo la lestaurazioiie, Emmanuele promul-

di

M.

e di

smalto
oltre alla

verde,

colla

g le leggi e gli statuti dell'ordine prima inediti e sparsi, e li divise in tre libri. Quattro sono al presente gli ospedali dell'ordine: lo spe-

piccola croce coronata pendente dalla la

medesima,

tracolla sul-

sottoveste gi permessa nel i832.


tutte queste

magnanime

provvi-

dale maggiore di Torino, degno di quella capitale, di Aosta, di Valenza e


di

Lanzo.
fregio a que-

Ad aggiungere novello
sto

nobilissimo ed illustre ordine e

per

le lettere patenti del regnante re Carlo Alberto, de'9 dicembre i83i,

denze del pio regnante gran maestro e re Carlo Alberto, aggiungeremo le seguenti, perch lungo sarebbe il dire di tutte. Nel 1837 per splendore dell'ordine stabil un abito uniforme di foggia militare per gli ascritti alla mili-

IO.

MAU
verde scuro
rilire.

MAU
L' obbligo
dei
voti

zia equestre. Il colore

e
soli

della
ca-

colle ripiegature

cami
r
i

d' oro,

bianche e con maggiori l'icaoii

professione solenne
valieri

pei
,

ai

di

giustizia

o per quei di
pensioni

gran croce. Non tutti pepossono usare questa divisa, occorrendo speciale autorizzazione sovrana. Le due prime classi sono ammesse a corte. La
cavalieri

grazia

che

conseguissero
dell' ordine.

decorati

commende

Allorch

un

cavaliere viene ricevuto nell'or-

terza de'semplici cavalieri, ch' in-

determinata,
il

vi

ammessa quando
il

di fare la sua prodeve promettere fedelt ai duchi di Savoia re di Sardegna, generali gran maestri, d' indossar

dine, nell'atto
fessione,

decorato ottiene

privilegio del-

l'abito e portare

la

croce, d'inter-

uniforme, ovvero in carica eguale a quella di senatore o


l'abito

venire ad ogni capitolo


lebrasse, di recitare

che

si

ceil

ogni

giorno

d'intendente generale, od avvocato

patrimoniale

generale

con-

trollore generale dell'ordine, o socio

onore di Ges Cristo, della Beata Vergine e de'ss. Maurizio e Lazzaro;


digiunare nei venerd o sabbati dell'anno,
gale,
veri,

salterio davidico abbreviato, in

della reale

accademia delle scienze.


a corte
gli

Sono pure ammessi


clesiastici

ec-

cavalieri dell'ordine prov-

veduti d' abbazie di regia nomina. Finalmente a'2 maggio i838 il re

mantenere la castit coniuusar carit e ospitalit coi pospecialmente lebbrosi, se ve ne


gli statuti dell'or-

sono, ed osservare
dine,

adatt
delle

le

distinzioni del
alla

manto

del-

soprattutto non
delle
ftto

distraendo

l'urdine

nuova medesime tre


di

sua
classi.
il

divisione

beni
li

commende, non dandoin enfteus, sen-

Secondo
del

a
il

lungo o
del
di

quel provvedimento,

manto

za

consenso

gran
1'

maestro.
abito e la
de'
ss.

gran maestro
nOj colla

velluto cremesidi
listone di

La

funzione

dar

ripiegatura

croce della

sacra religione
si

argento ricamata a oro; quello dei


principi reali
di

Maurizio e Lazzaro,
o da

fa

da uno

raso, colla
di
gli

ripie-

de'gran croci del medesimo ordine,


altri delegati dal re

gatura di listone minore ricamo;


taffett

argento e con
altri

gran mae,

sono
e

di
al-

stro generale della religione

nella

colle

ripiegature
differenze:
di

con
tutti

cune graduate
sano berrette
le

u-

velluto nero
le
I

penne bianco-verdi,
portano
i

quali

con non

cavalieri.

grandi dela

l'ortline

furono

ridotti
le

cinque,
di

essendosi

soppresse

cariche

gran maresciallo ; laonde le primarie dignit dell'ordine sono il gran priore,

grande ammiraglio e

di

forma seguente, quale si legge nel Ceremonale da osservarsi nel dar Valilo e croce della sacra religione e ordine militare de'ss. Maurizio e Lazzaro, che si conferir dai gran croce o delegati da sua Maest il re di Sardegna ec. gran maestro generale dell'ordine. Torino 1814.
11

posteriore cerimoniale di

poco

diverso.
Il

il

grande

ospitaliere,
il

servatore,

il gran congran cancelliere, ed il

promotore

vestito del

manto

dell' ordine,

gran

tesoriere.

Il

regno relativamen-

di

preceduto dal maestro cerimonie, che sar un prete or-

te all'ordine

diviso in

nove pro-

nato di cotta,
sagrestia
l' il

condurr seco dalla


all' al-

vincie.

Le annue

pensioni stabilite

postulante avanti

per l'ordine

ascciidouo a

200,000

altaje a cui dovrassi celebrare

la

MAU
snnta messa. Quivi

MAU
cio
il

3
il

ambedue,

vius.

Terminata
la

la

benedizione,

promotore e il postulante, s^ inginocchieranno sopra i cuscini a tal fine preparati, e il maestro di cerimonie inginocchierassi ai balaustri.
Uscir poi vestito di piviale, ed ac-

celebrante aspergendo
nedetta, dir
cliis

l'acqua bee l'oral'ula

preghiera Benediversetti,

Dominili

coi

zione
sciere
torcia,

Domine
prendei

Sancte.
dal

Poscia
[ostiilante

compagnato da

due

chierici

il

sa-

e la porter dietro l'altare,

cerdote destinato a celebrare,


altare, e
i

si

inginocchier sul primo gradino dell'

quindi presenter al promotore un bacino, sopra cui questi poser la

alquanto indietro
chierici.

sul pia-

no

due
l'

Indi

il

delegato

a dare

abito,

servito dall' usciere


si

della sacra religione,

luogo preparato
flessorio,

con
in
l'

sedia,

condurr al genucuscino.
into-

spada riposta nel fodero, e 1' usciere tutto collocher sopra una tavola. Frattanto il celebrante benedii il manto, che sar su 11' altare, dicendo i versetti: Oste.nde. nobis, e le
orazioni Suppliciler,
tor.
il

strato,
tutti

tappeti e

Caput

Crea-

postisi
il

ginocchio,

Dopo

la

benedizione del manto


lo

ner
coro,

celebrante

inno 'Veni creacantato dal


assistente.

cerimoniere

lever dall'altare

tor SpiriUis,

che sar
dal
clero

e riporr sul

bacino

che l'usciere
Indi
il

ovvero

riporter sulla tavola.

ceri-

Terminato 1' inno, dir il celebrante r analogo versetto ed orazione.


Poscia salito suIT altare seder
lato dell' evangelo
colle braccia,
al

moniere condurr
postulante

il

promotore
delegato,

avanti
altare

l'altare,

e fatto
si

inchino posto
sacri

all'

e al
Il

sopra una sedia


de' chierici gli
il

inginocchieranno.
il

celebrante deabiti

uno
al

piviale
la
il

si
:

veste degli

presenter
rituale, e

il

messale, mentre

ceil

per
e
il

rimoniere porger
questi

postulante

pistola

messa terminala 1' cgraduale si rivolger

accompagnato dal
al

verso

piomotore far avanti


te la professione

celebran-

di fede

secondo

le

bolle pontifcie. Fatta la professio-

ne
il

di

fede e giurato sugli evangeli

avanti al quale capo coperto, s' inginocchieranno il promotore e il postulante. Il promotore prega il delegato ad ascrivere il postulante fra

delegato,

sedente con

postulante,
il

passer

il

celebrante
col postu-

cavalieri

militi

ospitalieri

della

sull'altare:

promotore
dal

sacra religione,

pel

vivo desiderio
Il

lante rimasto genuflesso nello stesso

che ha
sia

di

entrarvi.

delegato loda

luogo, prender
la

fianco

di

lui

l'intenzione del

postulante

quando

spada (la quale deve avere la guardia dorata), e tratta dal fodero,
terr colla

veramente per servigio

della fde

cattolica e benefzio de' poveri, e gli


fa

la

mano

destra elevata.
1'

diverse interrogazioni, e non es-

Nello stesso tempo

usciere porge-

sendovi dalle lisposle nulla in contrario alle bolle pontificie e statuti

r al postulante una torcia di cera

bianca accesa, in
neta d' 010
r
nella
il
;

cui sar

una mola ter-

dell'ordine,

con formola
postulante.

il

delegato
delega-

il

postulante

avvisa

il

postulante dei tre voti, cui


il

mano
tempo
che

destra alzata
della
si
i

per

acconsente

Il

tutto

benedizione
dal cele-

to percuoter tre volte colla


la

spada

della spada,

far

spalla sinistra del postulante gesi umillino pel nemici della ke e del-

brante recitando

versetti;

Adjii-

nuflesso (acci cos

torium, e l'orazione Exaiidi quaesii-

suo valore

4
ed
gli
il

MAU
promotore
spingano a
imprese,
gli

M
ac-

U
bianca,

la Chiesa),

verde e bianca
il

con fiocchi. Sopra


a
cui

comoder
ne
ed

speroni dorati alle callo


cristia-

petto la
vi

croce
l'altra

cagna (acci

annessa

verde propria

onorate

dovendo
delegato

dell'ordine di sr Lazzaro: ci cor-

sprezzare T oro per


poveri), nel

impiegarlo pei
il

risponde

all'

odierno manto.
(s.), abbate.

quale atto

MACHO
Equizio
di
s.

Suo padre
condotta

pronunzia analoga formola, ed altra quando il promotore gli porr alla


cinta la
stizia

lo

pose sotto
nel
le

la

Benedetto

Sii,

perch

spada, quale
riceve

arma

di giuil

appiendesse
cristiana,

massime

della piet

e di valore, ed alzatosi

poleg-

stulante la

nuda

dal delesi

gentiluomini.

come solevano fare molli Mauro che non avea

gato, e cos la tiene

mentre

ge r evangelo, comunicandosi a suo tempo. Dopo la messa, il postulante giura sui vangeli l'osservanza
de' voti,

che dodici anni al suo entrare in monastero, sorpass in poco tempo


tutti
i

suoi coetanei
i

nella esattezza

ad adempiere
dosi

suoi

doveri, facen-

ed
di

il

delegato con apposite


il

ammirare
di

per

umilt e sem-

parole

gli

pone

manto
in cui

abito di

plicit

cuore, che
dei

Dio compens
S.

onore
sto,

religione,

figurandosi

col

dono

miracoli.
s.

Gregorio

nella croce quella

posta

sul

mor Cricolor bianco, accomverde


sull'abito
sin-

Benedetto lo fece suo coadiutore nel governo del moriferisce

che

pagnata dall'altra
cera, e ferma
1'

nastero
a

di

Subiaco,

e
si

se

lo

fece

regolare rosso, simboli di fede


eterna
gloria,

venir presso

quando
543,
vi

fu ritiralo

speranza di conseguir

Montecassino. Recatosi
nel

Mauro

in

dovendo versar il Siingiie ad onore di Dio anticamente era di zendado incarnalo, ma Carlo Emmanuele I lo cambi
;

Francia
deberlo
feuil

fond

col soc-

corso delle pie liberalit del re Teola

celebre abbazia

di
si

Glan-

nell'
s.

Angi,

la

quale

chiama

in

seta

cremisina)
ordine,

decorato
oltre

della

oggid

Mauro

sulla

Loira. Nella
il

croce

che gli appende al petto. Dopo di che il celebrante in piviale intuona il Te Deum, terminato il quale recita l'orazione Respice (il coro l'antifona Suscepinius, ed il salmo Aladell'

altra

sua vecchiezza ne lasci


affidandolo nel

goveina,

58
in

un

suo disi

scepolo per

nome

Bertulfo, e

an-

d a chiudere

una
vicino

angusta soalla
all'

litudine per prepararsi

morte.

Quando

.si

senti

ultima
chiesa,

gnus

Dominus), il versetto Kyrie eleiwa coi seguenti le orazioni


,

ora volle esser portato

alla

ove ricevette
coricatosi sul

la

santa

Eucaristia,
rese placi-

Deus

qui

j'ustiflcas

Omnipolcns

suo

cilicio

stitpiierne, e

Suscipiat, aspergendo

damente
del

lo

spirito ai

i5

gennaio

d'acqua santa il cavaliere. Ci terminato, il delegato abbraccia e d


il

584-

Fu

sepolto presso r aliare


s.

della chiesa di
secolo,

Martino. Nel nono


delle

bacio

di

pace

al

nuovo
p.

cavaliecol

per

timore

sconeiit^
s.

re,

e questi fa altrettanto
.

pro-

dei normanni, le reliquie di

Maui

motore
solenni

Il
i

suddetto
cavalieri

Bonamii
funzioni

ro furono trasportate
nedettini di
di
l
s.

presso
ai

be-

dice che

nelle

Pietro
alla
;

Fossati, e
di
s.

usano cocolla rossa foderata


di .seta

nel

lySo
dei

badia

di biancOj che al collo viene stretta

Germano

Prati

da due lunghissimi cordoni

del santo era stato

un braccio dato alla badia

ma

MAU
di

MA U
onodi
il

Montecassino. S.
il

Mauro
antiche

rato

i5

di

gennaio, e
nelle

suo nolitanie

permanenza; quindi essa non ene di Citr in quelli di Clugny


Tuttavolta
si

me

si

legge

stello.

la

congregazione
lon sucsi

tiancesi

composte da Alcuino, e

nei

de'

maurini

moltiplic

martirologi di Floro, di Usuardo ec.

cesso
rese

sorprendente, e soprai tutto


celebre pel gran
dotti

Egli era singolarmente


Inghilterra sotto
i

onorato in

numero d'uo*
D.

re normanni. Al-

mini
ci a

che
il

produsse.

Ugo

cuni moderni
s.

critici

pretesero che

Menardo
far

fu

primo che incomin-

Mauro abbate
che Benedetto;
s.

in

Angi non
Ruinart

fosse

rivivere in questa congre-

lo stesso
s.

Mauro
il

discepolo di
li

ma

ha

confutali

nella
s.

sua

apologia della

missione di

Mauro.
Congregazione dels.

MAURO
l'ordine di

(s.).
s.

Benedetto.
alla
la

madre
vea

quella di

Ebbe per Vannes, che asua riforma


fine

dato principio
verso

nella Lorena,

del se-

colo

1597. Giovanni Rinaldo abbate di s. Agostino di Limoges si port nel 161 3 a chiedere alcuni religiosi di s. Vannes,
nel

XVI

che in altri tempi aveano reso cotanto famosi benedettini nelle lettere. D. Luca d'Achery di s. Quintino in Picardia ne segu le tracce. Altri benemerili dotti sono d. Claudio di Chantelou, d. Francesco Delfau, d. Tommaso Blampin, d. Pietro Coustant, d. Giovanni Garet, d. Nicola le Nourry, d. Giovanni Mabiilon cegazione
gli studi,
i

lebralissimo,
d.

d.

Giacomo

di Eriche,

coir aiuto

de' quali
della
ivi

gitt

primi

Bernardo de Montfaucon, d. Edmondo Marlene, d. Antonio Beaugendre, ed altri molti celebri pei
loro scritti

fondamenti
s.

congregazione di
seguire lo spirito

e per la loro piet.

Mauro, per
primitiva

della

detto.

regola di s. BeneMolti monasteri entrarono in

sono rinomatissime ed immortali le opere e le ediziodi cui


ni,

maurini,

questo disegno, e Gregorio


istanza del re Luigi
culla sua

XV

ad

strate,

massime di molti ss. padri illuerano governali da un sus.

costituzione, Sacri
il

stolalus, presso

XI V^ l'approv npoBuU. Rem. t. V,

periore generale che risiedeva in

Germano
da

dei Prati,

visitatori,

da e tenevano

assistenti
il

loro capia

par. IVj p. 343. Il successore Urbano Vili informato dello zelo, della piet e concordia de' monaci maulini, ne conferm la congregazione nel 1627, e le accord nuovi pri-

tolo generale ogni

tre anni
i

Mar-

moutier. Siccome
tere,

monaci
le

profes-

savano particolarmente

belle let-

avevano

in ciascuna

provincia

de' seminari
la

o collegi

per educarvi
si

Molti vescovi, abbati e religiosi in progresso di tempo vollero assoggettare i loro monasteri alla
vilegi.

giovent.
di

La congregazione
192
case,

compose
zie,

i55 abbacon
oral-

34

priorati

conventuali,
,

savia direzione e
sta

condotta di que:

tre altri
sei

monasteri
Il

dividendosi in
era

congregazione
fu

nondimeno

la rii

Provincie.

generale

forma non

accettata da

tutti

Benedettini {redi).
steri

La congregazione
nei

dinariamente eletto a cuni venivano dimessi


ca

vita,

ma

dalla

cari-

maurina non entr che


eh' erano rimasti
s.

monare-

per

la

loro

et

avanzata

sotto la

dietro loro richiesta.

La congregarivoluzione di

gola di
unitt

Benedetto,

senza

essere

zione ebbe fine nella

ia corpo, e

che facevaDo volo

Francia

ai

declinar del secolo passalo.

mAu
MAURO,
Cardinale.
nel

MAU
Mauro
ss.

prete

cardinale del titolo delle


e Prisca,
s.

Aquila
di

fior
I,

pontificalo

suo posto. Mor poi a Marchiennes il 5 maggio del 706, in et di seltanladue anni. Il suo nome posto a

Gregorio

del 5go.

questo giorno nei martiroloBelgio.


il

MAURO,

Cardinale.
di

Mauro d'Apatria,

gi

del

Nel

nono secolo

fu

melia, vescovo

sua

nel
III

trasportato

suo corpo da

Breuil

dicembre 1207 fu da Innocenzo


creato
cardinale
legnto,

a Douai, dove conservasi nella chiesa di


s.

prete.

Spedito

in

Amato.

Germania

ademp lodevolmente l'uffizio, e mor dopo il suo ritorno nel laaS circa. 11 Papa gli scrisse una lettera, che venne
ne
inserita nel corpo del diritto cano-

Giovanni SrpREDo , Giovanni Sifredo nacque in Vaureas nel contado Venaisslno, d' una famiglia povera ed
Cardinale.
oscura, suddita
della

MAUR.Y

santa
nel

Sede.

nico.

MAURONZIO
pi vecchio dei

(s.),

abbate.
b.

Il

figli

del

Adalcorte

baudo e

di

s.

Rictruda, nacque nel


alla
s.

634. Pass
e
vi

alcuni anni

del re Clodoveo II e di

Batilde,

sostenne

onorevoli

impieghi.

suo termin nel seminario di Carlo d' Avignone, poi in s. quello di santa Guardia nella stessa citt. Ardore nell'applicazione, una memoria felice, uno spirito vivace, molta franchezza, e molto dei

Fece

primi
li

suoi

sludi

paese,

Egli era signore di Douai, e divenne ricchissimo dopo la morte di suo padre. Tornato in Fiandra, stava

siderio di
distinto fin

farsi

conoscere, lo resero

dalla

prima

et.

Si
si

refe-

c per tempo a Parigi dove


ce
rii,
fi

per conchiudere

il

suo matrimonio,
s.

ammirare

pei

suoi talenti orato-

quando tocco

dai discorsi di

A-

e colla protezione di que' filoso-

mando

vescovo di
e

Mastricht,

risol-

vette di consacrarsi intieramente al

che allora aveano tanta influenza in quel regno, ottenne qualche


provvisione
ecclesiastica,

servigio di Dio,

si

ritir nel

mo-

e predic

nastero di Marchiennes fondato da sua madre. S. Amando gli confer


la

anche

alla

corte;

gi aveva

pub-

blicato diversi

opuscoli,

panegirici

tonsura clericale, e
fu
fatto

dopo

pochi anni diacono e priore di

ed elogi, per
cui

Hamay

Hamaige, eh' era sulla lega lungi da Marchiennes. Fabbric il monastero di


o
Scarpa, mezza
Breuil nella

scovo di
vicai'io

fra'quali uno di Fenelon, un parente di questi, veLombez, lo fece suo gran

e canonico della cattedrale. a


gli

Ritornato

Parigi,

il

suo
il

amico

sua

terra

di

Merville
in-

Boismont
di

rassegn

priorato

nella diocesi di

Terouane, e fu
di

caricato
accolse
s.

di

governarlo. Col

egli

Lions di circa 20,000 lire, e frequentando le principali societ


attiva

Amato

Sens,

il

quale

prese
nistro

parte alle
il

discussioni

per false denunzie era stalo cacciato dalla sua sede dal re Teodorico

politiche, e fu

consigliere del

midi

Lamoignon. Come priore


i

HI

Mauronzio

della

molto approfitt convivenza con questo santo


la

Lions fu eletto nel 1789 tra


e cambiali questi
in

de-

putali ecclesiastici agli stati generali,

vescovo, al quale cedette


dia,
di

sua badi esso,


il

per

vivere

sollo la
la

direzione

zionale, vi sostenne

lui;

per dopo
fu

morte

assemblea nacon non volgare eloquenza, con gran coraggio, e

nel

690,

costretto riprendere

non senza

pericolo di essere vitliraa

MAU
del

MAU
i

?7
esuli

furore popolare,
quelli

sacri

diriUl

torc della causa

degli

principi

dell' altare

e del trono, difendendo


della Chiesa,

principalmente
e

la sovranit del Papa su Avignone e contado Venaissino, pubblicando nel 1791 l'opuscolo: So\>ram-

Borboni, e nell'occupazione di Roma fatta dai francesi, ne fugg il risentimento, prima in Siena, poi in Venezia travestito da vetturino.
Passato in Russia, quando
ria
le

vitto-

t del

Papa

sulla citt di

Avignone
ringhiera

degli

eserciti russi

in

Italia

eb-

e contado

Fenaissino.

La

dell'assemblea

costituente fu veragloria
;

bero mutato faccia da Pietroburgo e


suoi
colleghi
pel

alle
si

cose,

parti
ai

congiunse

mente
gli

il

teatro della aua


la

vi

conclave

sostenne con onore


oratori
del

lotta

contro
e par-

apr nel
te di

lato sinistro,

dicembre Pio VI, e fu


vi

che si 1799 per moril

solo cardinal

ticolarmente

suo compatriotta ed avversario, siccome dolalo di molte cognizioni, di sancontro


nelle idee, cor-

Mirabeau

francese che

entrasse.
in

Eletto Pio
e

VII

lo

segu

R.oma,

Luigi
lo
la

gue freddo, chiaro


tar ci che

XVIII allora ritirato a Mittau nomin suo ambasciatore presso


santa

retto nello stile, eccellente in occul-

non sapeva due pistoche sempre portava indosso lo liberarono d'essere appeso alla lanterna. Uscito di Francia, fu da per tutto meritamente accolto nel mo:

Sede; ma declam sempre contro il governo dell' usurpazione


e contro ogni idea di riconciliazio-

le

Pio VII e Bonaparte. Biasila condotta del Papa colla repubblica francese, e censura

ne

tra

altamente

do

il

pi lusinghiero.

Chiamato

aspramente
il

in

tutti
i

suoi

discorsi

Roma

da Pio VI fu

fatto arcivesco-

vo di Nicea in parlibus il primo marzo 1 792, ed inviato nunzio


straordinario
di
alla

dieta
la

elettorale

Francfort

Leopoldo li, vi na figura diplomatica, e


all'elezione di

dopo ma non

morte di fece buosi

concordato del 80 i. Sospirando cardinale il gran teatro di Pail rigi, allorch intese proclamato Napoleone imperatore de' francesi gli scrisse una lettera piena di adu,,

lazione,

riconoscendolo per suo sogli

trov

vrano, e poi
di

chiese

il

permesso

Francesco

II.

Tutta-

tornare in

Francia. Ottenutolo

volta

il

Papa non
favori,
1

lo de' suoi

colmare nel concistoro


cess di
lo

abbandon la sua vescovile residenza di Monte Fiascone, e corse ad


intrigare a Parigi nel i8o6- Fu bene accollo da Napoleone, non gi che ne facesse stima e se ne fidasse ; ma perch bene cap che nella

de' 2

febbraio

794

cre cardi

dinale prete,
fiascone e

e vescovo

MonteTrini-

Corneto,
la

conferendogli
ss.

per
t
alle

titolo
al

chiesa della
;

Monte Pincio

ascrivendolo
fabbri-

esecuzione de' suoi progetti sulla disciplina


gli

congregazioni de' vescovi e revisita apostolica,

della
,

Chiesa
a
i

poteva
ligio,

esser-

golari, della disciplina, della


ca, della

utile

come

quello che sarebbe


lui

dichiaran-

stato

sempre

ed obbej

dolo
T)o.

altres protettore

di Vitorchia-

diente a tutti

suoi cenni ed ordini

Questa promozione irrit il governo francese, e non piacque al popolo romano, che in una satira lo qualific volpe raminga e mal sicura.

n avrebbe scrupoleggiato
guirli;

nell' ese-

ma

a Parigi
il

fu

riguardato di
fatto
,

mal

occhio

passo
lo

ben-

ch Napoleone
cardinal

riconoscesse

per

Fu

per alcuni anni ardente faVOL.


xtiv.

francese, e

lo dichiarasse

]\r

u
di

M
Girolamo
Rapito
esiliati

A V

primo
suo

elemosiniere

quasi generalmente esegnilo con fu-

fratello

re di Westfalia.

neste
scrisse

da
e

Roma

Pio VII, proscritti,


la

conseguenze; onde Pio VII da Savona tre brevi al car-

carcerati

maggior
e

parte

del
,

dinale,

un breve

al vicario

di Parigi

sacro

collegio

della

prelatura

cjuando Napoleone protese di sopprimere alcune sedi vescovili dello stato pontificio da lui occupato, e
liunirle alle vicine diocesi,
il

riprovando l'avvenuto. Quando poi Pio VII, ingannato e


Astros, ec.

sedotto dagli altrui non buoni sug-

gerimenti,

sottoscrisse

gli

articoli

cardi-

nal s'intruse nel governo di quelle eh' cesi di

dell'assurdo concordato di Foiitainebleau a' 25 gennaio i8i3, e tutti


i

erano limitrofe
il

alla

sua diodis-

buoni ne gemevano

il

cardi-

Monte Fiascone. Quindi

gustato

cardinal Fesch col nipo-

te Napoleone,

quando saviamente a
1'

(Mandcment) ne fece stomachevoli e maligni elogi; quando finalmente l'ottimo Pontefice rientrato in s stesed annull quell'atto che sarebbe stato tanto funesto alla Chieso revoc
sa,
il

nale in una sua notificazione

tenore de' sacri canoni ricus


ci

ar-

vescovato
a

di

Parigij

il

cardinal
offerto ai

Maury
j4
pubblic
edizione

cui poi

venne
(nel

ottobre
il

i8io
suo

quale anno
xuir elo-

cardinale corse a Fontainebleau


il

^^ggo
Discorsi

per persuadere

Papa a mantenere
di quel

quenza del pulpito, ed una nuova


de* suoi
scelti),

e far eseguire gli articoli

con-

farsi

non ebbe ribrezzo di nominar vicario

accettnrio, di
capitolare,

udienza gli parl con tanta temerit ed insolenza, che il paziente e mausueto Pio VII
alzossi

cordato; ed avuta

non dando ascolto alle ammonizioni e agli ordini da Pio VII manifestatigli in un breve in data di Savona.
di governare
quel!' arcidiocesi,

dalla sua

sedia, e
la
il

quantuninfermi-

que debole per


t,

sofferta

presolo per

braccio lo trasci-

Allorch

si

trasferirono in

Parigi

per comando di Napoleone molti vescovi dell'impero francese e del regno

n fino alla porta della camera, e dispettosamente gli chiuse in faccia la porta. Frattanto il suo conte-

gno a
lo

Parigi,
gli

e le

bizzarrie del suo


il

unirono in assemblea impropriamente detta concilio naitalico,

si

carattere

alienarono
alle
risa

clero

esposero

del

mondo.

zionale,

il

cardinale

si

mostr arden-

te e fanatico fautore e sostenitore di

Mentre sperava di Napoleone il frutto


ni

raccogliere da
delle sue azio-

tutte le pretensioni dell'imperatore,

scandalose e di

tante adulazioni

con molto scandalo de' buoni, e con nausea d'altri vescovi anch'essi

e bassezze, cadde quel

credeva

monarca che sua protettore, ed egli didella


tutti
i

ma non egualmente temerari ed arroganti. Non volendo IMo VII pi ammettere le nomine dell' imperatore per le chiese di Francia ed Italia, Napoleone per
cortigiani,

venne
venuto
sul

l'oggetto

disistima
partiti.

del disprezzo di
il

Av-

iitorno

di

Luigi

XVIII

non polendo il cardinale conservare un titolo che possedeva


trono,

consiglio

del

cardinale
delle

fece

insi-

per

violenza,

il

capitolo di Parigi
poteri,

nuare
tolari
i

ai

capitoli

cattedrali

Io spogli de' suoi

ed

ebbe
1

vacanti di eleggere per vicari capisoggetti


slessi

ordine di sgombrare
to, lo

l'arcivescova-

da

esso no-

che esegui

a'

8 maggio

minati alle sedi

vescovili,

come

fu

ed inutilmente tent

giustificarsi

8 1 4, eoa

MAU
ima
si

19

Memoria.
e di

Allora

il

cardinale

la voce,

avvi lentamente alla volta d'I-

di

ed a manifestare sentimenti avversione per la persona di

lalia
to,

Roma, ove appena giun-

Pio VII gli tolse r amministrazione del vescovato di Monte Fiascone, e nomin amministratore

Pio VII e per Roma, ed imprudentemente fece conoscere il progetto di

tornare in Francia.

Fu

al-

lora che la giunta di stato diresse

un

monsignor
l'oco

Gazola
l'

poi

cardinale,

dispaccio al cardinal Pacca ch'era pas.sato in

tempo dopo
cardinale
,

arrivo in
fu

Ro-

Genova

col Pontefice, in cui

ma
to

del

gli

intima-

dando

esatto rapporto delle intenzioni

per ordine

del

Papa,
ai

che non
udienza,

e condotta del cardinal

Maury,
quanti

fece

osasse

presentarsi alla sua


intervenisse

saviamente

riflettere

mali

e
alle

non

concistori e
alle

avrebbe

egli

potuto

fare a

Parigi,

cappelle, e

neppure

congre-

e propose d' impedirne la partenza

gazioni delle quali era


in qualsiasi

membi'o, ed radunanza di cardinali. Desiderarono allora le persone zelanti per l'osservanza della disciplina

con rinchiuderlo per maggior sicurezza in Castel


nal Pacca
lesse
s.
il

Angelo.

Il

cardi-

dispaccio
il

VII,

che approv

a Pio divisamento

ecclesiastica,

che non
temeraria

si

lasciasse

im-

della giunta, e solo

punita

la

scismatica

cardinale

ctmdotta
lasse

del

cardinale,

che

si

modo
dia,
si

di

ad istanza del permise che se vi fosst^ tenerlo con sicura custolo

un esempio di severo castigo anche su personaggio eminente,


per terrore degl'uiferiori ecclesiasti-

evitasse
il

strepito e

il

ci^

ca leggio che

pubblico farebbe a!

sentire la reclusione d'


le in

per far conoscere al mondo cattolico qual monizione avrebbero


ci,

fortezza.
il

un cardinaLa giunta per cred


suo

di

seguire

opinamento,

lo

meritata

quei

vescovi e

sacerdoti

fece
in

arrestare
s.

e trasportare subito

che
tica

si

resero ne' paesi esteri e sperei

Castel
in

Angelo. Ritornato Pio


e
di

cialmente in Francia
intrusione, e

di

scisma-

VII
sedici
al

Roma, dopo due mesi


assenza,

no

punirsi

pei

che non potevatanti ostacoli che si


legittima
giurisdi-

giorni

commise

frappongono

alla

zione pontificia.

Pervenuto questo
all'

cardinal Pacca di cercar documenti e notizie sul processo del famoso cardinale Coscia avendo
,

desiderio de' buoni

orecchio di
e diede

dichiarato

prelati

Caprano
si

poi

Pio

VII,
al

lo

trov giusto,

cardinale, ed Invernizzi, che

po-

ordine

cardinal Pacca
nella sua

ci narra

( il quale Relazione del

teva procedere senza

alcuno scru-

viaggio di Pio
.'-ieme

VII a Genova,

in-

di

molte

notizie sul cardinari-

; quincon segreto nomin una congregazione di cardinali, e per se-

polo ad un formale processo

le

di

raccogliere tutte le carte


il

gretario monsignor Belli arcivescovo


di

guardanti

cardinale,

per

sotto-

Nazianzo, molto versato nei sacri

porlo a formale processo. Visse intanto il cardinale nell'oscurit, fin-

canoni.

Mentre

si

stava

trattando
toi'-

l'esecuzione de' pontificii ordini,

ch

Papa marzo i8i5 da Roma, nel


allontanatosi
il

a'

11

passag-

n da Vienna il cardinal Consalvi, e non solo la causa non si prosegu,

gio delle truppe napoletane, e giunta


la

ma
s.

liberato dalla prigionia di


il

notizia che IN'apoleone era risul

Castel

salito

trono, cominci ad alzar

Angelo mise poco dopo

cardinale,

si

am-

alle sacre funzioni,

20
ai

MAU
concistori, e

MA
Jone
l'ngressso
al
i

ad

ogni altra rapscorbuto,


la

due

ol)eliscl)i

chef

presentanza cardinalizia. Final mente,

ora sono
era
la

assalito

da

violento

Quirinale ed a s. Maria Maggiore. Avanti al mausoleo


fiimosa meridiana o orologio
Io

mori
del
si

in

Roma

d'anni 71

notte

IO venendo l'ii maggio 1817; celebrarono i suoi funerali nella


di
s.

solare che
costruire

stesso

dal

celebre

Augusto fece matematico


serviva di
Cito-

chiesa

Maria

in

Vallicella,

Lucio Manilio, ed a

cui
di

coli' assistenza

de' cardinali,

ed

ivi

gnomone
rio

l'obelisco

Monte

rimase sepolto.

restaurato da Pio VI.


totale
di

Nel

IX
Co-

MAUSOLEO,
glia

Mausoleuin. Macqualche
illustre

secolo era gi in
e nel

decadenza,

china o edifizio sepolcrale innalzato

XII

serv

rifugio ai

memoria

di

torma, per cui ne parlammo a quell'articolo.


Il

defunto. Questo

nome

deriva

da

popolo

li

cacci
disfatta

da
soF-

Mausolo
di

re della Caria, cui Artemisia

esso, attribuendogli
ferta

la

sua moglie, nell^anno


a sfogo del e per

353

prima

sotto

il

Tuscolo, onde
lo

Pan-

Cristo, eresse magnifico sepolcro

dolfo Savelli

rovin.
i

Nel secolo

suo dolore
alla

ed amore,
posterit u-

XVI
lo

lo

possederono
la

Soderini

conservare

pi tardi

famiglia

Correa
feste

che
spetiiot-

na solenne
dita
:

ricordanza di sua perne fu architetto il celebre Scofu ritenuto

ridusse ad

anfiteatro per

tacoli,

giuochi, giostre,

per una delle sette meraviglie del mondo, per cui


pa,
e

turne con fuochi

d'artifizio, spet-

tacoli di equitazione e feste di ballo.

da allora in poi tutti i sepolcri che si eressero a uomini illustri si chiamarono mausolei. Inoltre tal
regina celebrando
diletto
5
i

Pass poi
luoghi,
e

in propriet dei

Vivaldiin altit
p.

Arraentieri, e ne

come
p.

ne'

parlammo voi. XXf,


di

38,

funerali

al

suo

XXXI,
al
l'

marito convoc nella sua citt pi valenti oratori della Grecia a dirne le lodi intorno al sepolcro

Quanto
questi

179 del mausoleo

Dizionario.

Adriano,

eresse
nella

sepolcro

per suo magnifico parte opposta del

V'intervennero Teopompo, Teodette, IVasicrate o Naucrite o Lacrite, ed Isocrate, che vi gareggiarono con
l'arte elocutoria.
11

sepolcro di

Maul'en-

Tevere, e vi furono indi ancora tumulati Antonino Pio, Marco Aurelio. Commodo, Settimio Severo, Settimio Gela e Caracalla. Rovinato nelle vicende de' tempi, fu cliia-

solo fu

detto

anche

avello mera-

viglioso, e presso di

esso

mor

mato Castel
Uscito di
glia di

s.

Angelo

[f^edi).

comiata consorte, dopo aver bevuto


tri

MAU VEO(s.), vescovo di Bayeux.


nobile e
si

le

ceneri dell'amato marito.

Al-

cristiana

fami-

celebri

mausolei

dell'antichit

Bayeux,
si

esercit di
e alla
la

buona
morti-

li

furono il mausoleo di Augusto, ed mausoleo di Adriano ambedue


,

ora

alla

preghiera

ftcazione, e

form
i

pi cara

in

Roma.

Il

primo

fu edificato dnl-

delizia nel soccorrere

poveri.

Fab-

l'imperator Augusto nel

mezzo

del

bricatosi

un romitaggio,

in cui vi-

Marzio presso la riva del superbo monumento per servire di sepolcro a se stesso ed
Tevere,
alla

Campo

veva con
va

tre solitari ch'eransi posti

sotto la sua disciplina,

non

si

tace-

sua

famiglia.
di
lui

Nella
statua,

sommit
ornan-

fu posta la

vedere in pubblico, se non per praticare opere di misericorilia. I e la sua santit lo tiuoi miracoli

MAY
fecero porre
di

MAY
episcopale

ni

sulla

sede

servante di
villa
s.

Bayeux, verso l' anno 459 ; la (|iiaie sua nuova dignit gii diede
occasione di praticare novelle virt.

Francesco, nato nella de los-Santos del priorato di


s.

Giacomo

di

Spada
sede
fece

nullius

dioe-

cesis.

Mor verso
pellito nella

l'

anno 4^o> e
s.

fu sep-

Dopo
gorio

lunga
nel

vacante Grede' 17 vescovo mon-

chiesa di

Esuperio,
le

XVI

concistoro

ove conservansi tuttora' liquie. E onorato a' 29


.

sue re-

settembre
nato in
cesi

i838

di

maggio.

signor Giuseppe
s.

Maria de Arsiaga,
di

MAIT^DORF SlNDAGERO o SyeDERo Cardinale. V Clemente II,


Papa,

Michele

Pierra
chiesa,

dio-

di Truxillo,

gi

vicario capi-

tolare della

medesima

con
ve-

MAYNAS
(

o
,

CHACHAPOYAS
de

facolt di
scovile
in

trasportare la

sede
a

de

Maynas

Ciacapoyas
nel basso

).

Citt con

residenza

vescovile della

del
sto

forma decreto concistoriale de' 5 ago-

Chacbapoyas

Per. La provincia di Maynas o Maiiias un paese della Colombia o Nuova Granala, irrigato dal Tunguragua e dall'Ucayale, che si riuniscono onde formare l'Amazzone.
Gli
abitanti
tutti

America meridionale

i835.
si

Dalla proposizione conrileva

cistoriale

che nella chiesa

principale

parrocchiale

non
i

vi

poco

numerosi

sono

minori osservanti di s. Francesco missionari, risiedendo il vescovo ed il capitolo in Xeveros in cui erasi
era capitolo, solo l'uffiziavano
eretta la cattedrale
:

tjuasi

indiani dimoranti in a-

la

diocesi era

perle

con pochi utensili per l'agricoltura, armati di lancia, archi e freccie per la cccia, ami per la pesca, con tende e canopi. Il luogo principale la citt di La-

capanne,

ampia

e contenente
i

diversi

luoghi

e convento per

detti

missionari.

Ogni nuovo vescovo tassato nei libri della camera apostolica in fiorini

33, ascendenti
a
Il

ne' frutti della

guna o
la

s.

Antonio

di

Laguna

presso

mensa
parli.

riva destra della Huallaga, sulla

40 monete di quelle medesimo Papa Gregorio


il

riva di una laguna

malsana, dalla

XVI, essendo ancora vescovo


fato

pre-

quale prese
la

nome. Un tempo fu residenza di un superiore d' una


il

prelato, colla

bolla

Ex

subli-

delle principali

missioni spagnuole,

ed ora poco consideiabile. Altri geografi dicono che il capoluogo di


JNIaynas
sulla
s.

Francesco

de Borja,

Pelri specula, quarto nonas j u1843, dismembr dalla diocesi di Truxillo le due provincie Pala e Chacbapoyas, e le incorpor alla diocesi e citt di Maynas, e quindi
lii

mi

riva sinistra
al

del Pastaza,

un
si-

nel

tempo

istesso soppresse

la cat-

poco

di

sotto al
del

confluente col

tedralil di

Maynas che
citt

ridusse a

Santiago: prima
tuala sulla riva
delle
tutti

i534 era

semplice parrocchia, e trasport la


sede vescovile nella
di
s.

sinistra
i

del fiume

ChaGio-

Amazzoni,
indiani.

cui

abitanti sono
l'eresse
in

cbapoyas, ed alla chiesa di

Pio

MI
sua

sede vescovile
cattedrale. Nel

e la

chiesa in dei

concistoro

27

vanni Battista la cattedrale, rendendola suSi'aganea dell'arcivescovo di Lima come lo era Maynas, dol'endosi intitolare
il vescovo di Chacbapoyas e Maynas. La citt di Chacbapoyas, chiamata ancora s.

giugno i8o5 dichiar suo primo vescovo fr. Ippolito Antonio Sanchez Rangel y-Fayas miuore os-

22
Juan de
della
la

MAZ
Fronlera,

MAZ
capoluogo
la

natura
piet,

indole
felice

virtuosa,

dedita
in-

provincia del suo


la

nome. Mal-

alla

penetrante

grado
fu

sua vantaggiosa posizione,


e nel
fertile

gegno,

statura

vantaggiosa,

avve-

essa piccola

fondata
assai

poco popolata, e i536: il paese


di

per
e
vi

grani, e

frutti,

Cotone, tabacco,
si

zuccaro

cacao,

nenza di volto, in cui traspii ava il candore de' suoi costumi, grazia insieme a gravit di modi. Fino da giovanetto mostr inclinazione allo
stato ecclesiastico, al quale Dio chiaramente chiamavalo, e ben presto abbracciollo. Attese con alacrit allo studio delle lettere umane, nelle quali ebbe principalmente a istitutore il celebre ex gesuita ab. Giu-

trova

pure

una

miniera

d'oro in lavoro.

MAYULAoMAXULA.
scovile della

Sede veCartagiocci-

provincia

di

ne proconsolare,
dentale, sotto
len,
la

nell'Africa

metropoli di Car-

tagine. AI presente

Mayula,

Maxu-

seppe Mazzolari, conosciuto col no-

un

titolo
la

vescovile in parti-

bus,

sotto
di

metropoli

parlibus

Cartagine

pure in Gregorio

XVI

fece

vescovo di Maxula mon-

me di Mariano Purtenio, non che da un altro non men valente ex gesuita l' ab. Francesco Saverio Rezza, e merc di continuo esercizio sotto
tali

signor

Giacomo

Leonardo Perodelle

maestri,

si

rese

peri-

chean,

alunno del seminario

tissimo nello scrivere latino con fu'


cilit

missioni straniere in Parigi e coa-

ed eleganza.
scienze,

Fece

nel
il

colle-

diutore al vicario apostolico di Sutfjhuen nella Cina; divenne effettivo


nel

gio

romano regolarmente
massime
gius

corso
nelle

delle

sacre,

1837 e

lo

tuttora.

cui discipline divenne dotto, e par-

MA ZIO

Raffaele,

Cardinale.

ticolarmente nel

pontificio

Raffaele Mazio nacque in


onesti genitori a'

Roma da
1

nella teologia, nella quale tanto ala-

24

ottobre

765,

cremente
gosto

si

approfond, che nell'a-

la cui onoratissima famiglia fno dal

1785

ne

sostenne
s.

pubblica
Ignazio,

secolo
voli

XVII avea dato ragguardeal

disputa nella chiesa di


sotto la presidenza del

ministri

governo
di

pontifcio

p.

Agostino

nel sacro

monte

piet,

passando

Arbusti minor
sore
di

conventuale, profes-

in essa fndal

1749

sotto Benedetto

XIV
tificia

l'

importante carica di sopranella

intendente generale della zecca pon-

dommalica. Pertanto coi tipi romani del Salomoni si pubblic l'opuscolo Argiimenta ex
:

persona di

Giacomo
eserci-

iheologia

qiiae

honori

Gullielmi

Mazio, padre del cardinale,


tata

Pallottae cardinalis amplissimi

ad

con gran fedelt da lui per anni quarantacinque, e poscia da Francesco Mazio suo figlio, ed ora con egual lode dal primogenito di questo Giuseppe Mazio suo coadiutore con futura successione.
tello
Il

dispulandum propnsuit Raphael Matius,

facta euilibet post terlinni con1

tradicendi jacidlaie.

punti furono:

ex tractatu de
tri ni tatej
liis

de de incarnatione j de auxilocis theologicis j


:

fra-

divinae gratiae

tutti

discussi

suo

Paolo Mazio,

distinto

mirabilmente, onde chiaramente die


a conoscere quanto sarebbe riusci-

letterato e
re,

di

autore di diverse opealcune delle quali ne fanno


gli

lodevole menzione
91'icnze religiose.

Annali ddle

Raffaele sort dal-

Chiesa. Il perch Pio maestro delle cerimonie puutincie, ufficio che pei diversi anni
to
utile
lo

alla

VI

fece

MAZ
sercit diligentemente (precisamente

MAZ
miglia, merit
di

23
essere

preso
alla

lo

nomin dopo Zucche

For*

compagno
salvi

dal gran cardinale

Consua

che divennero l'uno prefello, secondo cerimoniere), e canonico della basilica di s. Maria in Trasfece segretario tevere. Pio VII lo della congregazione cerimoniale nel 1801; indi per la reputazione che godeva di acuto ingegno e profondamente dotto, lo volle addetto colla qualificH di suo cameriere d'onore, alla legazione a lettere (ne parlammo al volume XXXVII, p. 285 del Dizionario ed altrove ) che presieduta dal cardinal Caprara, invi in Francia per l'esecuzione del concordato nel 1801 e nuova circoscrizione di diocesi; nel qual grave uffizio diede saggio di maturo consiglio, destrezza e perizia degli affari ecclesiastici. Dipoi qual procuratore del cardinal Belloy arnici,

(lo

rammentammo
nelle
alte
le

l'altro

biografa),

negoziazioni, per

ed importanti quali con imreligione catpontifcii, si


(

menso vantaggio
tolica

della

e
alle

dei

dominii
di

rec

corti

Parigi

Vedi
e

Fbancia), di Londra (Vedi)

di

Vienna, ove intervenne al


rato congresso
in

famigeeuropei,

de' sovrani
i

cui furono regolati

destini di

Europa, e reintegrata la santa Sede di molte sue proviocie, come narrammo all'articolo Germania, in un agli affari religiosi che vi furono trattati. Da Vienna monsignor Mazio fu spedito a dare al Pontefice la

civescovo di Parigi (gi vescovo di

prima grata novella della restituzione Sede apostolica. Tornato cos\ in Roma assai benemerito e accetto a Pio VII, questi lo nomin tosto suo prelato dodelle dette provincie alla

Marsiglia, al quale articolo


n)eglio

di

lui

mestico, lo trasfer al canonicato della

parlammo che
titolare
di
$.

alla

sua bioa

basilica Liberiana, e

lo

fece se-

grafa)

Giovanni

gretario delle lettere latine, siccome


dotto, eloquente ed

porta

Latina,

abbellirlo,

fece restaurarlo ed presiedendo all'esecuzioi

elegante

scrit-

tore della lingua del Lazio, ed in-

ne

di

tutti

lavori,

terminati

numerabili furono quindi


re pontificie ca

le

lette-

memoria colloc analoga iscrizione marmorea ad onore del cardinale (si legge nel uum. 38 del
quali

per

che

scrisse

in un'

in cui le relazioni della

epoSede a-

postolica eransi indicibilmente accresciute,

Diario lU
in

Roma

un

al ritratto
la

1809, p. i4), del medesimo, acsagrestia.

del

pel

riordinamento
ecclesiastiche,

generale
e

delle cose

per

la

canto

porta

della

Al

venerazione che ovunque avea


stato
il

de-

tempo
glio
glio,

delle

Chiesa, e

nuove calamit della quando Pio VII nel lufu

glorioso Pontefice. Corrennella cappella pon-

do l'anno 1817,
tificia

1809
per

espulso

dal

suo sover-

la

fedelt

e costanza

pronunzi l'orazione funebre per la defunta regina di PortogalMaria,

so la santa

portato in
za, poi a

Sede ancor egli fu trasprima a Piacenesilio,

lo

che

meri tossi
e

il

plauso

degli
pa.

illustri

ascoltanti

la

stamdi

Bologna, quindi chiuso nel castello di Cento, ove si fece ammii'are per fortezza di animo.
stituitosi

Dovette quindi successivamente


negli affari
ecclesiastici

occuparsi

Reli-

Pio VII a

Roma,
il

beralo dalla prigionia anche


lato,

pre-

Piemonte, di Savoia, di Annover e di Lucca, come specialmente da Pio VII inBaviera, di


Prussia,
di

dopo avere riveduto

la

sua fu-

caricato

trattare

co' plenipoleu-

H
zitui di
hitli

MAZ
stringere

MAZ
gravissimi incarichi sostenuti, l'acuf
tezza d'ingegno, la molteplicit della

que' principi per concordati o convenzioni,


esegui
,

come

di

nel

1818

venne dal Papa piomosso in segretario


e
concistoriale

scienza, l'aggiustatezza

e la dili-

della congregazione

del sacro collegio, e nel


ticana.

1819

tras-

locato a canonico nella basilica

va-

Indi a poco fu

dal Ponte-

genza nel disbrigo degli affari. Poscia nel concistoro de' 5 luglio gli assegn per titolo la sua antica chiesa di s. Maria in Trastevere, annoverandolo alle congregazioni
della concistoriale, del concilio, dei
riti,

fice inviato col cardinal Spina al congresso di Lubiana e poi a quel-

e degli affari ecclesiastici straor-

lo

di

Verona,
si

ne' quali

laboriosa-

dinari,

mente
si

occup negli affari che vi discussero. Appartenne altres


prelato al tribunale della sal'uf-

detto Diario. Alla morte del

come
fzio

cra penitenzieria, ove esercit


particolare
di

num. 54 di Papa intervenne al conclave i83o-i83i in cui fu eletto Gregorio XVI, e siccome mal andato in salute, il
riporta
il

come

correttore.

Fu

sacro

collegio oltre

il

suo
gli

degno
conces-

segretario

dell' insigne

accademia

nipote
se

Giacomo Mazio,

teologica istituita

nell'archiginnasio

romano,
ferirsi

incarico solito

sempre con-

iu secondo conclavista d. Antonio Bambozzi, al presente avvocato fiscale


i-e

to, ai

quale

a un distinto e dotto prelaegli tanto pii studiosain gioventi f-equentati gli e-

del

s.

oftizio,

e cameriere di ono-

fatto dal

nominato Pontefice. La

mente mente

soddisfece, perch avea lunga-

sercizi teologici di quell'istituto

come

membro
anche
storia,
la

di

scritta

pur con elegante latinit una quale and poi smarrita


esso,

anzi ne avea

penosissima malattia epilettica, che da tanto tempo lo affliggeva, sostenula sempre con cristiana rassegnazione, dopo aver egli ricevuto tutti
i

sacri conforti

della Chiesa,

termin

colla

morte

a'

nelle vicende de' tempi. Nella

sede

ni sessantasette

febbraio 1882, d'annon compiti. Il cada-

vacante

del

iBaS, qual

segretario

vere ebbe solenni funerali nella basilica di


s.

del sacro collegio, egregiamente funse l'uffizio di segretario di

stato

ed

celebr
scalchi

la

Maria in Trastevere, in cui messa il pio cardinal Odegesuita,


si

entr in conclave.
cospicua
carica
di

L'eletto
assessore

Leone
alla

poi

ed

ivi

fu

tu1

XII nel seguente anno l'elev


congregazione
sizione.

niulato,

come

ha dai numeri

della

del Diario di
il

Roma

di

tale

della
il

romana

inquilo-

anno. Sulla tomba


cesco,

fratello

Fran-

Frattanto
la
si

goro dalle
inolto,
difficile

suo corpo fatiche, s'inferm


s'illanguid,
la

ed
gli

nipoti Salvatore e Gia-

di

como
le
si

eressero

una marmorea
il

memoria
rese

iscrizione

con giusto elogio,


S.

quj^-

loquela.

Final-

legge nell'opuscolo: ELogium

mente il Pontefice Fio Vili, volendo splendidamente rimeritare tante


virt
e fatiche, nel concistoro
lo

Raphaelis Malii
cardiiialis
tt

R.

E. presb.

plumbeo tubo incLusuni


Romiie
nipo-

dei

cum

torpore conditum,
dotto

i5 marzo i83o

cre cardinale
quell'eloripor-

i832 ex typographaeo Salviucciano,


Di tutto n' autore
te
il

dell'ordine de' preti, con

gio espresso nell' allocuzione


tata dal
iiorncf.

del

defunto,
suddetti

chiaro

per

opere
triit-

num.
JN(;

24
i

del

Diario

di
i

pubblicate (oltre quelle di cui

lod

lunghi servigi,

tunu

Annali

delle icieuze

MAZ
religiose
fessa to
),

MAZ
indetan-

23
la

per

l'aDiorevole e

cuna l'arma di
quelle de' cursori
tificii,

chi

concesse

assistenza prestata ad

un

e mazzieri

zio,

ed

ancora
di

per

l'edificante

rinunzia che fece

a Gregorio

XVI
ef-

che io ausava, nosa carriera


la

percorrere kirni-

lo stemma di nomin cursore o mazziere prietario delia mazza. Anche

ponquel Papa che


il

pro-

cur-

ecclesiastica,

per

sori

del cardinal Ficario di Rorna^


l'

fettuare la vocazione di entrare nel-

hanno
to.

uso della mazza di argensi

compagnia

di

Ges,

solo

ritar-

Talora

chiamarono mazze

al-

data dall'encoiniala
col

assistenza,

ove

nel

cuni hastoni corti o lunghi, bacu/y, ricoperti di velluto

nome

di
di

p.

Giacomo

JMazio

professore
collegio

diritto

canonico

con
laici

la

sommit

di

metallo

o seta ros>a doralo

piissiaio cardinale
ta,

romano. La morte dell'am(u da tutti pianle

o di argento, poitati dai chierici o


mazzieri delle
si

chiese

un eIX,
altri;

per

splendide sue virt, per


religione ed attaccamencognizio-

sempio
p.
la

pu vedere

nel voi.

la

somma

68

del

Dizionario) o da

to alla santa Sti\Q, per la

Bacchella fu detta mazza

sottile,

ne
g'

e sperienza

de' suoi

affari,

per
tem-

e fu segno di prerogativa,

come
pu

di

innocenti

suoi
la

costumi

dignit lo sono

bastoni chiamali

peranza, per

particolar

divozio-

Bacolo
dere

e Ferula,

come
cos

si

ve-

Beata Vergine, onde fu rispettato da tutti. Amato dai Pontefici, Gregorio XVI gliene die gealla

ne

ai loro articoli. 11

Macri, verbo chiamarsi


la

Dicaiiiiuin,

dice

nerose riprove anche dopo

la di lui

mazza di argento, la quale anticamente portavano innanzi alcuni uffiziali

morie.

delia corte imperiale;

ed

al

MAZZA D'ARGENTO,
torit
latori
si

Clavas
por*

verbo Macerius afferma essere un


ulHziale palatino

argenteas. Insegna d' onore, di au-

od un soldato,
il

il

giurisdizione,

cui

quale accompagnava
cavalcate,

Papa
il

nelle

dissero clavigeri, claviseri,

conducendo
Anticamente
V imperatore
in

freno del
quello che

clavari, e
nelle

mazzerii. Essa
i

piecede
alcune
le

suo cavallo, ed essere oggi chiamati


mazzieri.

solennit

capitoli di insigni,

chiese principali o

ma-

presiedeva alle fabbriche imperiali,

gistrature municipali, e lino ai primi anni del secolo corrente precedeva i


cardinali. Tuttora
la

precedeva

con

una
i

verga d'oro

mano;

e quelli

mazza

di

ar-

gento in alcune funzioni si usa dai Cursori Apostolici [Fedi) e sempre dai Mazzieri del Papa [Fedi). La

quali erano c\\\Amdi\\ praeposili familiaruni avevano 1' uso di portare


le verghe, quos insignes faciunt virgae dejc Iris aplalae : cosi in Fran-

mazza

di argento ordinariamente lunga circa pi di tre palmi; pi o meno ricca di fregi ed ornamenti

cia

ed altrove,
al

coloro

che presiePresso
di
gli

devano
il

palazzo reale portavano


la
i

bastone o

verga.
fasci

forma proporzionatamente grossa nella testa o somin rilievo,


la cui

antichi

mit, termina coll'estremit alquanto


sottile

verghe erano insegna de'magistrati, che si portavano avanti di loro dai littori,
cio dodici avanti
ai

romani

pel

desima.

Le
i

maneggio della memazze delle chiese e

consoli, e sei
i

avanti
tali

proconsoli
si

ed

pretoii

delle magistrature sulla lesta


iCuipiti

hanno
e qual-

fasci

formavano

di

veryli'i

rispettivi

sternali,

prese dall' arbore betula originaria

26
della
la
i

MAZ
Gallia:
in
essi

MAZ
sopravanzava
denotare
solita portarsi
riferisce

avanti

cardinali,

scure.
fasci

Plutarco

scrisse

che

il

portarsi la verga o

legati, che l'ira de' maginon dovesse essere precipitosa nel condannare ai supplizi, laonde i fasci non doveansi sciogliere senza giusta causa, ed almeno ci facendosi il magistrato avesse tempo
strati

mazza avanti
in

le

persone

costituite

dignit, fu costume antico,


il

come
si

not

p.

Lodovico Cresolio nel suo


i,

Mistagogo lib. 1, sect. costumava per segno di


quasi
di

e ci

dignit, e
in

come

scettro

reale

segno

di
i

porsi in
fasci

tranquillit;

e siccome

podest. Tale

uso fu

praticato

erano composti di verghe e

di scure, le

prime servissero a pule

nire

correggibili,
Il

seconde

gli

incorreggibili.

Muratori, Antichit

ital. t. Il, p. ayg, parla dell' origine della mazza o clava, bastone nodoso, od anche martello di ferro

anticamente anche nelle funzioni solenni, precedendo il sommo Pontefice ed cardinali, mediante persone munite di bastoni per rimovere la turba, ed anche in segno
i

di

giurisdizione,
nelle

come

al

suo tempo
fun-

praticavasi

cavalcate e
quali
i

o di legno con chiodi acuti per offendere il nemico. Osserva il p.

zioni solenni,

nelle
i

si

vede-

vano avanti
frenieri

cardinali

loro pala-

parlando della mazza de' cardinali, Sluore t. IH, p- io4, ed il Sarnelli, che lo segui discorrendo sullo stesso argomento, Leti,
,

Menochio

con aste in mani, non che portandosi alle cappelle ed ai concistori. Su di che ecco quanto scrisse
il Ciampini, P^et. nionni. p. 179. In Urbis solemnioribus equitali-

eccl.

tom. IX, pag.

19,

che

for-

se

la

mazza cardinalizia
i

che preori-

bus, quibus Pontifex cardinalesque


interveniunt, eminentissimorura pedissequi
bini

cedeva

cardinali, serv in
al loro

gine per rimuovere

passag-

aequo ordine singulos


praecedunt, bacu-

gio la folla del popolo con qualche

cardinales doiuinos suos phaleratae

bastone, a similitudine
littori

di

quanto
il

inulae insidentes

facevano

coi

fasci,

quale

losque praeseferunt

septem
auro

circiter

tempo venendo ornato, ne deriv la mazza


bastone in progresso di
convertita nobilmente in argento, e
in

palinos oblongos, qui simplici qui-

tlem

slructura

sunt,

tamen
stem.

obducti ac prope

fastigium

segno

di

podest; e che
fasci

car-

dinali,

quali principi della Chiesa,


i

mate domni gentililio insigniti Ejusdem formae baculis utuntur


praedicti parafraenarii apostolica se-

trasmutarono
argento,
pili

in

mazze

di

dovendo

essere

propensi

de vacante,
ingressi
ticolo

dum

cardinales conclave

clemenza che al rigore. Del significato e simbolo delle mazpure il ze cardinalizie ne parla Piazza a p. 5 della sua Gerarchia. Dice inoltre il Macri, che tra grealla
i

sunt (ne

Dapiferi, Vedi

parlammo all'ar), duo etenira


prandii coebaculis ob-

ex eorum pedissequis
riaque temporibus,

cum

sonia comilantur ad rotas, per quas

ci

fuvvi

gophorus, limoveva
feste
Il

un ministro detto Mastiquale con una frusta il


la

deferentur ad dominos: baculi vero


i'sti

colore a superioribus discrepant,


cardinalis qui

calca del popolo nelle

nam

pileum cardina-

pubbliche.
p.

litium accepit a Ponlifce

proxime
notai,
in

siastica,

Bonanni, Gerarchia ecclecapo CXIII, Della mazza

defuncto tunc
riorunj

baculos
colore

parafraena-

violaceo

MAZ
liiclus

MAZ
;

27
solemni

at'giimentuin, et raoeroris de

amisso palle concepii


violaceus lugnbrs
soilina
les

color
est,

enim
prae-

plrum, deo ut

si

Pachimerae credimus, aeliam


antiquilus

noia

ejus Iraditione

regium

jus, et
".

sumAnto-

apiid

reges, qiiibus caidina:

ma

authoiilas confeirelur

aeqiiipai-aiiliir

caidinalis

vero,

nio Scappo,
dice che
la

Dt birreto
mazza
la

qui ex alio praedecessore Poutifice


cardinalis crealus
est,

ruheo, p. 3g, possono usare

baculus paviridi colo-

anche

cardinali regolari

come

in-

rafiaenariorum suorum
re obducit, in al

signia dignitatis praetminentia significantia. Si

siguum

etiarn
viridis

luclus,

portava questa insegna


di

non

tat

gravis;

qnippe
est.

da un aiutante

camera sopra
la

il

color
Ibi te

quodammodo

intaustus

braccio sinistro, qualunque velia

si

a cyparissi viriditale desiunpto


iiolae

adoperava dai cardinali


[l^'edi);

Cappa

symbolo, quo fnnebris


rea)
culi

arboI3a-

ma

nel venerd santo in sesi

eficcere piacila

poelarum.
illos

gno

di

duolo

portava a rovescio.

aulem

isti

ad

referri

de-

Si usava ancora

quando

cardinali
i;i

quibus iitebanliir antiqui ministri, qui multitudinem afflueutem arcebantj cuni viam per (juani Ponbelli,

recavansi al palazzo pontifcio per


predica, e

lifcx

cardinalesque

incederent
,

faci-

lem

Jalamque

praeberenl

nec a

plebe lutnulluanle, ac gregatim indiscrete accurrente


transitus arcla-

sempre sino al luogo ove assumevano le cappe, e nel palazzo sino alla sala del Papa. 11 p. Bonanni slima che probabilmente l' origine si debba ripetere dal pontificalo di Paolo
in
il

retur ".

Anche
tale

il

p.

Bonanni opina
avanti

the da
vala
ai la

uso possa essere derisolila portarsi

II del i464> quando anno assegn ai cardinali panno rosso, gito efjiios, vcl nui-

tale

mazza

los slernerent diiin equitaiU.

Che

la

cardinali, con

ornare
la

suddetti

mazza
lo

bastoni in forma di mazza, non tanto

argento era gi in stabile uso a'iempi di s. Pio V del i566,


di

per iim<)\ere

turba

del

po-

polo, che in

delle

circostanze suol
la

leg"e che

abbiamo dalla sua vita, dove si avendo crealo cardinali


Bianchi

concorrere, quanto per indicate


dignit
cardinalizia
di

Sanlorio, Matfeij Peretli, Aldobian-

quello, cui

precedeva tale insegna, mentre della


sidjlimit del cardinalato

stinse

ne tenem-

ed Acquaviva, li dicon diversi doni, fra i quali ognuno ebbe una mazza d'argento,
dini.

mo
le.

proposilo all'articolo Cardina-

quattro portiere, ed
si

finimenti ros-

Descrivemmo
i

tali

bastoni, ed

il

e paonazzi

per

le

mule.

Il

p.

luogo dove nelle

cavalcale incedelo

vano

palafrenieri
voi.

dicemmo
colonne.
la

an-,

Cora nel

X,
si

p.

3oi del Diziole

Bonanni riporta la fjgura di uu aiutante di camera che colla mano destra tiene la mazza d' argento lavorata sul braccio sinistro:
vestito
letto, e

nario in ambedue

Anticamente
dai cardinali

portava
loro
la

mazza

di

egli nero con collare di mer;

nelle

legazioni,

scarpe con fbbie

l'abilo

essendo sempre stala


bolo di podest,
principesca;
nel cap.
cos.

verga sim-

di citt,
ni

come

quello de' gentiluomitutto tranne


il
\;\.

anche
cui
il

per
in

sovrana e Ciampini,
si

de' cardinali, in

spada.

p. 44"^-

narra

p.

Bonanni,

i5

conferma
fuisse,

espresse

Baculum semper
insigne

regiae pet

leslalis

uti

sce-

che incombeva al caudatario preparare la mazza piando occorreva. parlando nel suo JJacIl Sestini

48
Siro di
vihile

M
camera
al

MAZ
XXX
delle

cap.

de' cardinali,
il

viene

commen-

tato dall' Amali,


rere,

quale di pa-

in abito col rocchetto scoperto non doveano usar


i

che

cardinali

ingresso calare mazze, n mai vi entravano con esse per riverenza a Dio e al Papa. Quanto al portare ia mazza a roloro
le

apostolico, al

vescio

la

mazza,

produce

la

testimo-

legge nel

anche nel venerd santo, si Lunadoro, edizione del

nianza del cerimoniere de Grassis. Questi narra, che venuto in Pvoma


nei

1646
del

posteriore al Lonigo, che ne

i5o9

ii

cardinal

Genoma nense,
e che

visUavit
visitando
fjatnj
Ulti

sacruin

collegi uin,

Anche per la morte Papa si solevano portare le mazze ealate.


vigeva r uso.
1

aliquaiido

deposuil cap-

cardinali

soggiunge , che quolie.s deponehat cappavi, e restava il

ma

colla

mazza

si facevano precedere d'argento anche nelle


i

solenni
si

cavalcate, colle quali


alle
s.

Papi

rocchetto scoperto, toies mazzerius


e/us maliain

recavano
di

cappelle

dell'

An-

deponebat,
col

perch

la

nunziata, di
vit,
s.

Filippo, della Nati-

mazza va unita non

rocchetto,

Garlo, e pel solenne pos-

ma

colla

cappa

nale tpiaudo
allora
il

in

perch il cardicappa dicilur esse


e
gli si

sesso.

La prima
del

memoria

che di
di

ci

si

legge nella descrizione de' pos-

in habilti regio, per


la

aggiunse
il

sessi,

iSgo per quello


in cui
si

Gre-

mazza,

acci

abbia

re

gorio
i

XIV,

dice che

dopo

suo scettro innanzi.


tutti

Quando un

cavalleggieri, tuin valisarii et dein-

cardinale in cappa preceduto dalla

mazza,
gliari

gentiluomini e fami-

de clavigeri de' cardinali, cavalcavano: dodici cursori intorno al Papa


ainbulabant, clavani argenleani su-

innanzi, devono andare col capo scoperto, il che non sono tenuti fare quando il cardi-

che

vanno

per humeruni dexleruni tenentesj e


vicino al capitano degli svizzeri camminavano mazzieri. Nel possesso del i5()i d'Innocenzo IX, per evitare
i

nale in rocchetto

scoperto.

Cos

r Amati la mazza
;

il

Sestini poi dichiara

di argento

che per riguardo

le

dispute di precedenze
il

in prin-

ai

cardinali,

di

dignit,

e podest.

non tanto insegna quanto di preeminenza Il Lonigo delle Presti

purpuree, pag. 34, parlando della mazza, tdermando che sen^pre si do-

baronaggio romano: sequebanlur valisarii cardinalium, et apud eos clavigeri eorunidem, claves non ertela s, sed dernissaSy super equi ephippia portanles. In
cipio cavalc

veva portare avanti al cardinale in cappa, di parere che non si dovesse


usare nei mattutini
delle

quello di Clemente Vili del

dopo
le

cavalleggieri

tenebre,

valigieri

1592, procedevano i valigieri con de' cardinali,


i

non facendosi in essi precedere il Papa dalla croce. Avverte, che nelle cavalcate, quando un cardinale solo,
o cardinali collegialmente cavalca^ vano, absente Ponti/ice, si portavai

mazze piegate

sopra

l'

arcione,

no
si

le

mazze

elevale; presente

il

Papa

tenevano abbassate. Ed inoltre, che solevano cardinali, quando cavalcando si recavano colla mazza
i

ed i gentiluomini. In quello di Leone XI venivano in prima guardaroba e mazzieri de' cardinali , tutti a cavallo con l' insegue di quelli, che cavalcavano con mazze di argento, ed ascendevano ad ottanta. Nel possesso di Paolo V seguivano
i i

cavalleggieri

le

valigie de' cardi-

iilzalu

u nelle cUie&( o uui uulazzu

nali,

dipoi

mazzieri de' medesimi

MAZ
colle
J'.

MA
sulal

Z
i

79
mazzieri dei

mazze abbassate, e posale


cavallo:

loro padroni.

Indi

arcione del

intorno

Papa procedevano
sti

lateralmente sei

suddetti con mazze massiccie di argento dorato in varie e bellissime


dodici forme: paonazze lunge,
i

coppie di cursori apostolici con vepaonazze e mazze d' argento sul-

le spalle. In quello di

valisarii

sih

Gregorio XV, cardinalium cum valrubris pontifcaUbus : mazzetnozziis dimissif; ante ipsos.

berrette
il

in

con vesti mazze di argento mano, incedevano


cursori

presso
i

Papa.

Sempre
Vi

e in

tulli

successivi

possessi,

incliisivamenle
nel

ra

Clini

a quello preso da Pio


si
il

177^,
Papa,

In quello d'Innocenzo X,- valisarii

legge che
foriere e

dopo

cavalleggieri,

cum

valisiis rubeis,

claviseri

cum
la

cavallerizzo del
i

clavis

dimis.sis

dd.

cardinalium
:

equilantes per ordineni


lettiga

avanti

pontificia,

cursores
altra

Papae
si

cum
legge
in

clavis.
:

In

relazione

Hos cardinalium
,

vesti arii

con superbe valigie di scarlatto rosso ricamate d'oro e d' argetilo, colle loro armi, impiese e stemmi gentilizi
,

cavalcavano a due a due o guardaroba de' cardinali

valigieii

equis sequebantur,

quorum
,

col,

procedendo secondo l'anziapadroni, incominciancol

la bulgis

phrj-gio

opere

auro

nit

de' loro

argenloque

elaboratis

contraslave-

do dai pi antichi;

qual ordi-

numero; tonsores (ordinariamente incombeva all'aiutante di camera barbiere del cardinale portare la mazza ) totideni mi' il mero, qui clavas argenteas, miro opere, artificioque perfectas, quas suis dominis praeferunt, quuni sarant, triginta

ne cavalcavano appresso gli aiutanti di camera mazzieri de' cardinali, con mazze massiccie di aigenlo dorato di varie e nobilissime forme,
e diversamente figurate ed istoriate con preziosi rilievi, ornamenti e fregi, piegale sopra il

vagamente

cellum pontificium , vel consistorium


publice inlrant, vel aliuni aliqueni
in

pomo
guiti

dell'

arcione
vestili.

della

sella

se-

dai

gentiluomini de' cardinali


I

missas,

locum veniunt, ante pectus, deequorumque Collis innixas


Nel
possesso di Alessan:

riccamente
cardinali,

valigeri poi dei

senza

mazzieri,

inter-

habebant.

venivano pure

ad allie
altre,

cavalcate,

dro VII del i655 sequebantur cardinalium hyppoperarii, ferentes hulgas coccineas , phrygia acu auro intertextas. Snccedebant clavarii argenteas clavas eximio artis lenocinio laboratas,
liias,

come
a' loro

in quella del cappello cardi-

nalizio,

ed

in

come diciamo
^'^l Diario di ha che il car-

luoghi.

Nel

numero 4?^^^
del

Roma

1748,

si

bracteis aureis per-

et

cujusque cardinalis steminterstinctas


,

dinal Nereo mente XII,


za

Corsini,

nipote di Cle-

fece lavorare d'

una maz-

mntibus

scilicet

ani-

plissimae potesiatis insignia in sum-

mo

ephppiorum apice oslentantes


i

dorato con lapislazzoli ed altre pietre preziose, del peso di circa novantacinal

cardinalizia

argento

In quello di Clemente IX, presso


cavalleggieri

venivano i valigieri de' cardinali con superbissime valigie ricamale d'oro di scarlatto, colle armi e imprese di essi, prece-

qne libbre, e la don duca di Yorck figlio


III,

cardinnl

di

Giacomo

nell'anno precedente creato carXIV. Nel numero 7704 del Diario 1766, si legdinale da Benedetto

dendo per

ordine

del

grado

dei

ge

che

il

cardinal

Giamballisla

3o

INI

A Z
dova
la

MAZ
parte occidentale,
trasse
il

RoverO arcivescovo di Torino, morendo lasci la sua mazza cardinalizia a Carlo Emnianuele Ili re di
Sardegna, la collana dell' ordine dell'Annunziata in brillanti al real duca di Savoia, ed ai camerieri tutta la guardaroba Quanto alle
.

nome da

questa

citt

form

le

Provincie di Trapani e di Girgenti, gran porzione di quella di Paler-

mo, e parte
setta.

dell'altra di

Caltani-

Mazzara
di

Mazara o Marsa-

la,

Mazanum
guerra

mazze
])alit,

delle chiese
in

e delle

m unici

di

o Mazaruni, piazza quarta classe, e vedesi

diversi

mo,
Sisto

e solo

qui

luoghi ne parliaaccenneremo, che

cinta di

tadella forte,
stioni
si
:

buone mura, con una citmunita di quattro ba-

concesse alla basilica late-

laueuse
al

quattro
detto al

mazze
voi.

d' argento,

modo

Xll,

p.

Sy

dei Dizionario.

Abbiamo

dal Theuli,

il suo circuito si estende quaad una lega. Bello il suo aspetto, dacch alle ampie strade corrispondono adeqnatamente pubblici e
i

Teatro islorico di Velletri p. 25 1, che la magistratura di quella citt

privati

edifizi;
la

soprattutto nelle

chiese sfoggia

splendidezza, e par-

ha l'uso della mazza cardinalizia, che porta nelle solennit \\ maestro


di casa de' priori.

ticolarmente
piazza del

merita

menzione

la

duomo. La sua
le

cattedrale

Pio VI
il

col bre-

rimarchevole ed
la

osservabile

per

ve Paterna, presso
Continitatio
t.
,

Bull.

Roni.

sua cupola, per

molte vetu-

IX,

p.

34, del primo

ste iscrizioni, e
solei.

per tre antichi

maun

giugno 1791 concesse la mazza di argento al magistrato d' Asisi. Ripoita il numero 4 ^^' Diario di Roma 181 5, che Pio VII con breve dei 28 dicembre i8i4 concesse al magistrato d' Anagni 1' uso- dell' ombrellino e del mazziere con inazza d' argento, mentre esercita le pubbliche funzioni.

Vi sono
Il

in citt diverse chiese,

conventi,
benefci.

un ospedale, e stabilimenti porto grande e buono, ma la rada non difesa. Tra i


prodotti
,

suoi

celebre

il

vino che

produce

dal suo
e pi

Mazzara,

nome chiamato comunemente Mar-

sala, di cui se

smercio, per

1'

ne fa copiosissimo uso di esso tanto di-

MAZZARA
zarien).
vile
la

MARSALA
Valle
di

[Maz-

ramato

gl'inglesi

lungo

la riva del

Citt con residenza vesco-

mare

di

tale eccellente vino

hanno

nel

regno delle due


di

Sicilie, nel-

provincia

minore
distretto

di

Trapani, capoluogo
di

cantone, situata in una pianura


riva sinistra ed

sulla

all'imbocca-

formato un ricco stabilimento, ove lo depurano con poco spirilo. Fu in questa citt che gli arabi provenienti da Rhairvar nell' 826 o 827 sbarcarono per la prima volta

tura del Salemi nel Mediterraneo,

25 miglia distante da Trapani e 82 da Girgenti. E jiosta sopra una


specie di

penisola

formata

nell' e-

in Sicilia, e dopo la conquista di Palermo stabilirono un dominio che dur quasi tre secoli, finch il normanno Ruggero conte di Ca-

slremit dal Lilibeo, oggi


to,
la

Capo Bo-

labria
Sicilia

e di

Sicilia
il

li

cacci dalla
la cit-

quale injpropriamente dicesi promontorio, essendo piana ed unita


la

verso

loyS. Allora
fu

superficie di essa.

La

valle di

Mazzara, una delle

tre antiche di-

munita di mura e rocca. Quindi nel logS la cattedrale da Ruggero,


t

fu

difesa

con
qua-

eretta

nella

visioni della Sicilia,, di cui

compien-

le a lui

tnazzuresi

innalzarono per

MAZ
gratitudine una
statua di

]M

.\ 7.

3
fu

marmo,

Alto.

Il

secondo vescovo

JJberto
^^"88"^"

anche per avere prescelto la citt a sua sovrana residenza. Mazzara in seguito divenne marchesato. Dei
suoi
tratta

o Oberlo del
ro re di Sicilia

11 44 ^ c"'

conferm

le

donaconte

zioni fatte a questa chiesa dal


di

uomini
a

illustri

il

Pirro

ne

Calabria e Sicilia suo padre, in


alle

pag.
p.

gc)4 e seg., incomin-

un
ria.

decime

sul

poi to e tonna-

ciando dal

Gio. Matteo gesuita


siciliano

Gli successe Tustino o Tristadi

martirizzato nei Giappone nel i633;


t'

no

Lilibeo

del

iSy
al

che fu
re
alla

da Enrico
s.

patriarca di
titoII.

carissimo e

famigliare

Guco-

Antiochia, fatto cardinale del


lo di

glielmo li,

ed intervenne
della
nel

Teodoro da
si

Pasquale
gli

ronazione
sua

regina

In vicinanza
dell'

trovano
di

ayanzi
i

moglie

1177,

Giovanna decorando

antica

citt

Lilbeo, che

l'ambone
colonne.

della

cattedrale con otto

cartaginesi

fondarono,
Lilibea.

dopo

che

Dionisio atterr
zia
si
:

la preesistente

Mo-

Vedi

L'antico porto
navi

vede attualmente riempito, e ma!


ricever
le
:

Ne furono successori, nel 1182 Matteo, nel 1199 Trojano, nel 1220 Giovanni I, Benvenuto l del 1246, Luca del 1260, fr. Nidel 1268, Benve1270, Giovanni II del 1274, Guglielmo del 1288, GioHI Fulutum o Fulcum del i3oo, Goffredo de Roncioni pisano del i3o5, che consagr la chiesa di Maria Alcamitana de'domenicani; s. Pellegrino de Pactis > nobile fr. messinese e domenicano, che ottenne fossero devolute al vescovo le

atto a
vi

romani
si

cola

cistcrciense
Il

mantennero un

questore, che

nuto

del

disse Lilibetano, per la

parte occii

dentale della
a

Sicilia.

Quando
cui

sa-

raceni distrussero Lilibeo impresero


edificare Marsala,

succedette

anco nella sede vescovile. Vi si veggono il celebre pozzo e la grotta della sibilla. Finissimo il marmo bianco che si trae dui suoi dintorni vi sono pure le saline ed acque sulfuree, e conta pi di
:

cause degli ebrei di sua diocesi nel

2 1,000 abitanti.

La

sede

vescovile

in

luogo

di

quella antica di

Lilibea o Lilibeo,

fu eretta nel secolo XI,

ed

il

pri-

i3i8, e battezzando nella cattedraRuggiero figlio di Federico II e di Eleonora, ebbe dal re diversi privilegi. Nel i327 divenne vescovo fr. Pietro Rogano domenicano
le
.

mo

vescovo

conosciuto

Stefano

di

Girgenti
fr.

cui

successero:

nel

de Fer o Ferro di Rouen, parente del conte Ruggero che lo nomin, ed Urbano li lo conferm e consagr suffraganeo di Palermo, come
tuttora questa sede. Stefano viveva
nel

i33r

Ferrario
Puglia,

A bel lo
nel

domenel
fr.

nicano della

trasferito

i334

Baicellona;

i335
che

Ugo
prov

traslato

da Trieste,
i

ap-

l'erezione dell'ospedale di s.

logSj come

rilevasi
t.

da Rocco
II, p.

Caterina; Bernardo del


glielmo
Il

34

3;

Gua

l'irroj Siciliae

sacrae

9^45
Nel

Monstrius,
nel

trasferito
fr.

Mazareiisis ecclesiae

notiliae.
le

Messina;
nel

i353

Gregorio;

1093

gi

esistevano
s.

monache
Nicola
e

benedettine di

Michele, cos nel


de'
i

nel

1 lOf i basilian Giovanni ; inoltre

ss.

basiliani
di
s.

ebbero

1362 Francesco I di Catania; Ruggiero di Piazza 1 363 fr. francescano, e nel 1370 gi esistevano i carmelitani: nel i375 fr.
li

celebre abbazia

Maria de

Ffancesco

domenicano,

confer-

32

MAZ
i

MAZ
Bg
le napoletano; nel i^i"] Girolamo 1 di Francesco palermitano; nel Giovanni 1 53 I Omodei nobile

i da Urbano VI; nel Francesco MI Vitale nobile palermitano, nel quale anno ebbero ori-

malo

gine
di
s.

gli

eremitani
nel

rli

s.

Agostino
s.

palermitano de'baroni
ga,
di

di Vallelon-

Mfiria di Belvedere, e

Gior-

candidi costumi,
largo
cattedrale cui

parco

nel

gio,

mentre

di

s.

Sg^ le monache Chiara; nel ^5 fr. Gioi

vivere,
della

co'poveri e

benefico

vanni IV Rosa
in dottrina;
fece

de' minori,

chiaro

arredi; nel

don preziosi i543 Girolamo II de

nel
il

i449 Nicol
celebre

Terminis,
canato
di

nobilissimo palermitano,
quella
in

vescovo
Gli

cardinal

con ritenzione del canonicato e decattedrale


:

Bessarione, designato dal re Alfonso.

in

successe nel

i465 Giovan-

morte
fisso

fu sepolto

quella di
ss.

Mazi

V Borghi siciliano, gi dottore medicina; nel i468 fr. Paolo palermitano Visconti o Bisconti
ni in
,

zara, nella cappella del

Crocepo'

da

lui

ornata
la

benefic

veri,

l'ospedale,
Bissir

cattedrale, e nel
il

dell'ordine del

Carmine, gi confes-

casale

riedific

palazzo
gli

sore di Nicol

e di Paolo II, eru-

de'vescovi, facendovi dipingere

dito, eloquente,

autore di varie opea


di

stemmi de'suoi
Pio IV elev como Lomellini
di
la

predecessori.

re, poi

trasferito

1470 Giovanni VI
to,

Palermo; nel Monteaper-

a questa sede Giadel

Campo
1

nobile

nobile e chiaro in ogni genere


qualit, d'antica famiglia di Gir-

Rodi, benemerita canonico delcattedrale, eletto nel

di

562; Gio-

genti, sotto del

stabilirono
s.

quale nel 1476 s' minori osservanti in

vanni XI Beltrano de Guevara nobile

spagnuolo, per

la

promozione

Maria di Ges; ripar la cattedrale, form uria scelta biblioteca,

del

mo

precedente alla sede di Palernel 1572, fu nominato, ma indi

don
lettili,

alla

sua chiesa ricche suppeldi

vece fu trasferito alla sede


cenza, per cui nel

Vi-

e pieno

virt

mor
in
s.

nel

i573

Antonia
arciprete
;

i485,

venendo

sepolto

catte-

Lombardo mazzarese ed
nel

Maria del Soccorso, da lui nobilmente ornaVili fece quindi ta ; Innocenzo amministratore Giovanni VII Cadrale nella cappella di
striota nobile napoletano, e nel

patrio occup la sede di Mazza ra

1575 celebr

il

sinodo, ove fe-

ce descrivere tuttoci

che riguar-

dava questa

diocesi,

abbell la cat-

1496
di

tedrale in pi

furono introdotti
s.

gli

agostiniani

re dell'antico e
to
,

modi e colle pittunuovo Testamenancora


col

Maria del Soccorso; nel 1 5o4 Tenne destinato vescovo Giovanni VIII Villamarino, di nobile stirpe,
fu

fu
di

benemerito
s.

monte
ta

piet e colla confraterni-

ed ospedale di

Egidio. Tras-

^ma
il

per

la

giovanile

et,

come
a

ferito a

Girgenli, nel

i57g

gli

fu
di
e-

precedente, fatto
II

amministratore
1^)04, ed

sostituito

Bernardo

li

Gasco
la

da Giulio

nel

suo
il

Toledo, che nell'anno seguente


dific
il

tempo

nel

i5i5 ebbe

principio

seminario, e presso
neir antico

catdi

convento del Rosario pei religiosi domenicani. Gli successero nel iS'S Giovanni IX d'Aragona, della nobile famiglia Noto napoletana nel
;

tedrale
s.

monastero

528 Agostino

di

Francesco

nol>i-

Chiara costru l'episcopio, essendo l'antico da essa distante e diruto, e nell'aula maggiore vi fece rappresentare gli stemmi, nomi e

MAZ
cognomi
ch
la

MAZ
Villanova nobile spagnuolo,
rito

33
trasle-

de' suoi predecessori; arric-

catledrale di vasi

d'argeiilo

dall'arcivescovato di
il

Taranto,
:

e sagre Testi, e

l'immagine

antica

ritenendo
tro

nome

di

arcivescovo

del Crocefisso la pose in

luogo mi-

sed l'insurrezione del popolo coni

gliore alla venerazione de'fedeli; ri-

civici

magistrati,

aument
di di

le

par
se
la

la

torre campanaria, ed eresiscrizione

rendite
dell'

del
,

monte
al

piet

una marmorea
riportata contro

sotto

ospedale

e pieno

meriti
di

statua di Ruggiero per la villoi

fu

trasferito

vescovato

Ca-

ria

saraceni, e

qual fondatore della cattedrale: nel


1

i635. Il cardinal Ci. Domenico Spinola fu nominalo nel


narie nel

58o avea
s.

introdotto presso

Maz-

iGSy, che nobilit

l'episcopio,

nel

zara in

Martino i religiosi cappuccini. Luciano de Rossi di Patti


successe nel
le

1640 celebr

il

sinodo diocesano,
in

fece splendidi doni alla sua chiesa, e

gli

i58g
doti

degnamente
di
la

morendo
la

nel

1646

Mazzara, fu
nella cappelil

per

splendide

cui

era

sepolto in cattedrale
di
s.

fornito, per aver frenato


de' chierici, difesa

licenza
ec-

Gaetano. Con esso


serie

Pir-

l'immunit

ro termina la

de'vescovi di
si

clesiastica, perfezionato l'edifizio del

Mazzara

seguenti

leggono

in

seminario con
pel

aumenti, ponendovi
;

quella delle annuali Notizie di Ro-

[)rimo gli alunni

alla

catte-

drale

don molti
in
fece
la

sacri

ornamenti,
l'

trasfer

luogo
il

migliore
e l'organo

am-

bone compi
,

fonte

battesimale,
incoil

cupola

minciati dal vescovo Tustino; ed

sepolcro de' vescovi, che slava presso l'altare di


s.

Agata,

lo

trasfer

presso la porta principale della cattedrale.

Presso
il

costru

r antico episcopio luogo di s. Agata per le


,

ma. 1695 Bartolomeo Castelli teatino di Palermo; 1731 fr. Alessandro Caputo carmelitano di Catania, traslato da Tegaste in partibiis ; 174^ Giuseppe Stella palermitano; 1759 Girolamo Palermo teatino siracusano; 1766 Michele Scavo palermitano; 772 Ugone Pape di Palermo; 1792 Orazio della Torre palermitano; 1816
i

Emmanuele Custo
gorio

palermitano. Grede'
1

povere

donzelle

rifece

quello

XVI
1

nel

concistoro

dell'ospedale.

Divenne vescovo nel i6o4 Giovanni XII Ganti spagnuolo traslato da Gaeta, e sotto
di
lui

dicembre
fr.

832

dichiar
di

vescovo

Luigi

Scalabrini

Trapani,
;

priore generale

de' carmelitani
in

incominci
in
s.

la

congregazione
gli

per sua morte

quello

dei

20

de' filippini
cesse nel

Carlo; che

suc-

i6o5 Marco La Cava palilibetano

gennaio i845 l'odierno monsignor Antonio Salomone d'Avellino, gi


in

lermitano
sagrato

fu

con-

patria

canonico

teologo

delia

da Paolo V: benemerito vescovo, ingrand ed orn l'episcopio, alla cattedrale fece doni e l'abbell

cattedrale, nel seminario


di
le

professore

eloquenza

e di teologia

mora-

e dogmatica, parroco,

deputato
pro-sino-

colla

spesa di sedicimila
il

scu-

ecclesiastico,

esaminatore

di

celebr

sinodo
la

nel

nel

1623, aument
e
pii.

1620 e mensa caeredit ai

dale, ispettore delle pubbliche scuole

e convisitatore della diocesi, per


dal

pitolare,

lasci la sua

cui
lari

Pontefice ricevette particodi

poveri e luoghi
vor

Nel

vescovo Francesco

IV

i63i fu Sanchez de

dimostrazioni

distinta

sti-

ma. Inoltre

xiiv.

Gregorio 3

XVI

eresse

34
in sede

MAZ
vescovile

MAZ
[l'tdi),

Trapani

lisprudenza^ e
gesuiti.

fu pure allievo dei

smembrandola da Mazzara
parteneva.
Lfl

cui

apalla

Ritornato a
il

Roma
il

per ditor-

fendere

dedicata
to di
bile

genitore imputato a

cattedrale

omicidio, mentre
reclute di

contesta-

Trasfigurazione del Nostro Signore

Colonna per

ordine pontificio
soldati

Ges
due

Cristo,
la

ha

il

fonte

battesi-

faceva

per
il

la

male, con

cura amministrata da
venerapatroni
di

Valtellina, Giulio
di udiziale
ti,

ottenne

posto

canonici, essendovi in
s.

d'una compagnia

di fan-

zione le reliquie e de'


ss.

Crescenzia,

e in tale occasione strinse ami-

Vito e
Il

Modesto,
si

della citt.

capitolo

compone

di quattro dignit, cio del cantore,

ch' la prima, dell'arcidiacono,

con Francesco Sacchetti comil quale nella sua assenza da Milano lo sostitu in suo luogo nel governo
cizia

missario dell'esercito papale,

del
ti

decano e del

tesoriere,
le

di

ven-

di

quella

citt,

presso
nella
degli

di

cui

si

canonici, comprese

prebende

rese

valentissimo

politica,
affari

del teologo e del penitenziere, e di


altri

nella- cognizione
gli

e de-

preti e chierici addetti al ser-

interessi de'principi, essendo pro-

vigio

divino.

In citt

avvi

pure

priamente nato
plomatico.
destinato

per

1'

arringo

di-

un'altra chiesa parrocchiale,


ta

muniquattro

del battisterio, vi sono


religiosi,

Avendo Urbano Vili legato a Intere il cardinal


suo nipote per pace co'principi d'Italia

conventi di
di

tre

monasteri

Antonio
trattare

Barberini
la

monache, due conservatorii, alcune confraternite, ospedale e seminario. La diocesi ampia, perch contiene diverse citt e luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato nei libri della camera apostolica in fio200, corrispondenti alle rendite della mensa, che ascendono a seimila scudi, col peso di perpetua
rini

per

la

successione dei ducati


si

diMan-

port subito a Bologna dal cardinale , e quindi a Roma per informare il Pontefice intorno ai mezzi pi acconci per
riuscire felicemente in quel rilevante

tova e Monferrato,

affare,

ci fece

con
si

tal

chia-

rezza e precisione, che


cessaria
la di
lui

credette ne-

pensione di scudi milleottocento


ivore
di

persona per contanto

del

capitolo
s.

della

patriar-

chiudere
e delicato.

un negozio
In

grave
doperso-

cale basilica di

Maria Maggiore

quest'occasione

Roma.

vendo
Giulio, Cardinale.

trattare con parecchi


,

MAZZA RINI
secondo
Piscina
zio
le

naggi

col

re

di

Francia

Luigi

Giulio Mazzarini nacque in


lettere
di

Roma,
altri

XIII

e col celebre cardinal Riche-

cittadinanza
in

a lui rilasciate, o secondo

nell'Abruzzo, ove un suo godeva un pingue benefizio; di

famiglia nobile secondo alcuni, e di

lieu suo primo ministro, ebbe largo campo di far conoscere l'abilit veramente singolare che avea nel maneggiare i negozi i pi ardui ed intrigati. In tale circostanza
l'altezza del

bassa nascita al dire di

altri.
i

Dopo
Ixpa-

suo
la

spirito,

la

profon-

aver
Studi

fatti

con successo

primi suoi

dit di sua

prudenza, l'amenit di
robusta sua elo-

in

Roma,

si

trasfer in

sua destrezza,

Girolamo Colonna poi cardinale, dove nell'accademia d'Algna


con
cal diedesi allo

quenza,

talmente

campeggiarono
farsi

che pot nel

i63i

mediatore

studio

della gi-

della pace d'Italia in Cherasco, do-

M
no
fu
la

Z
in

MAZ
Roma
e ain-

3f

quale
basilica

restituitosi

isbalzarnelo

quantunque indarno,
caro

provveduto

di

un

canonicato
,

essendo
celto

iiella

Latcranense

sommamente non meno alla

ed acdi sua

regina che al

messo
di

nella corte del cardinal Bar-

re Luigi

XIV. Nulladimeno
volont, per dare

bcrini vice-cancelliere, colla


vice somroista,

carica

propria

alcuna
di

fatto

uditore

soddisfazione, per

breve
al

tratto

della legazione

d'Avignone, poscia nunzio straordinario al re di Francia.


gi,

tempo,
di
lui

cedendo
suscitatosi,

furore

contro

divise le attribu-

Due

anni

si

trattenne in Pari-

zioni

della carica, e portossi inoltre


di

nel qual

grazia

tempo si guadagn la non meno del cardinal Riche del


di

fuori

Francia,

nel

quale intervolle fu

vallo

di

tempo pi

sen

clielieu,

sovrano,

il

quale
viil

teuziato a morte, e
blico

promesso publo avesse ucci-

non isdegn
sila
il

onorare di sua

premio a chi
e
la

nunzio
si

cardinale

infermo, mentre tratteneva con lui in

so
lui

magnifica

biblioteca

da

se-

formata

venne

esposta

all' in-

greti colloqui, prolungali talvolta

ad

canto.
lo

Non essendo ancora

passa-

otto intere ore.


il

Non avendo

intanto

Papa potuto ottenere per mez-

zo del Mazzarini ci che desiderava, io richiam dalla nunziatura, e deslinatolo

un anno da tante vicende, venendo nel i655 richiamato, torn pi possente in corte, e con maggior

auge
la

riassunse

1'

interrotto
la pace spagnuo-

nel

i634

vicelegato

di

ministero; finche
fra
,

stabilita

Avignone, dopo sei mesi l'obblig a tornare in Roma, donde dal re Francia .venne chiamato alla di sua corte, ed in seguito, ad istanza
del

Francia
uniti

gli

li ed mezzo

di

due sovrani a i un matrimonio, si ap-

medesimo, Urbano Vili nel luglio o dicembre i64 lo cre cardinale prete. Morto poco dopo
il

prossimo al termine de' suoi giorTrovandosi vicino alla morni. del suo duecentomila te, contribu
scudi

cardinale di

Richelieu, fu sostidi lui

VII
e

tuilo in
di

luogo

nella carica

per la guerra che Alessandro apparecchiava contro il turco, fond in Parigi una magnifica
pubblico,
in

primo ministro, nominato al vescovato di Metz, arricchito di molte e pingui abbazie, ed eletto da Luigi XIII compare nel battesimo dei delfino, che fu poi Luigi XIV, e per testamento regio dichiarato
aiutante
e consigliere della tutrice
regina. Quali e
se egli

biblioteca a vantaggio del

Resfain
la

Roma
ss.

dai

fondamenti

chiesa de'

slasio a

Trevi,
;

rocchia

fece

Vincenzo ed Anaun tempo sua paracquisto di un sonQuirinale


,

tuoso
nipoti

palazzo sul

per
sue

settantamila scudi, e marit

le

facesse
palesi,

quanto grandi coin quel carico sono


e
le

tutti

principali

no-

Mancini in famiglie principesche. Finalmente nel 1661 a' 9 marzo, in et di 59 anni non compitij

tammo
trove.

all'articolo

Non

fu

egli

Francia ed aln poteva esse,

e 20 di cardinalato, dopo aver amministrato per lo spazio di

re al

coperto

dell' invidia

come

quello

\eniva
in cos

che per essere forestiero, con mal occhio riguardato alto grado di potenza, n
tentare ogni via

19 anni la monarchia francese, comgloriosamente nel ritiro della casa reale del Bosco di Vincennes
pi

lasciato fu di

per

vita mortale, ma in il corso di sua odio alla nazione francese, quanlun-

36
que niuno

MAZ
pi di
lui

MAZ
l'avesse be-

iiificala, lasciando il regno in seno ad una tranquilla ed opulenta pa-

pata in Parigi nel i658; in francese dall'avv. Aubeiy, che la pubblic


in

Rotterdam
la

nel

169^;

ce, depressi

gli

ugonotti, purgati

dal conte
to,

Galeazzo Gualdo Prioradivulg


in

mali

umori
i

de' grandi,

accresciufi

che

Amsterdam
slatnla

e dilatati

confini della monarchia.


il

nel

167
fu

1,

dopo

essere stata

Non manc
lattia di

re durante la

ma-

pata in Colonia nel


le

1669,

qua-

onorarlo di sue visite, a cui il cardinale consegn entro uno scrigno preziose gioie per memoria ed importanti scritture per gover-

tradotta in
in

italiano,

e pub-

Venezia nel 1678 e nel scrisse ancora in italiano Alfonso Paioli, e fu impressa in
blicata

1713.

La

no

supplicandolo a volersi degna-

Venezia e Bologna nel


la

1675. Neldi

re di ricevere in
beni, che ricavati

dono
vi

tutti

suoi

biblioteca

Angelica
si

Roma,
la

dal regio

patri;

nelle

miscellanee
di
di

trova una rac-

monio voleva che

ritornassero
vi
il

colta
vita

memorie

per scrivere
ministro.

ma

la

generosit del re non

ac-

questo

sommo

consent, lasciando in libert

car-

dinale di disporne liberamente. Riflettendo in quell' estremo passo,

MA ZZA RI NI Michele, Cardinale. Michele Mazzarini romano, fratello


vest l'abito di s. Domenico in Roma nel convento di s. Maria sopra Minerva d'anni i5.Compiti con successo suoi studi

precedente,

che
ri

la

passione avealo portato fuo-

de' sensi sul rispetto

dovuto ad
dal nundi
al

Alessandro VII, dovendo rispondere


zio

ad una
per

richiesta fattagli

in

Bologna, insegn
de'

nelle cattedre

soccorso

della

guerra

del suo ordine.

Nicol Ridolfi ge-

Candia, volle egli stesso scrivere

Papa,

razione che

con quell' ossequio e venesi deve al capo visibile


Il

della Chiesa cattolica.

cadavere

domenicani gli addoss una delicata commissione in Venezia, che tratta da lui a buon fine, gli merit le lodi del proprio sunerale
periore, indi
fu
fatto

ebbe sepoltura nella chiesa del collegio detto Mazzarino, o sia delle quattro nazioni, da lui fondato in Parigi. L' Oldoino lo dice uomo ammirabile per la grandezza d'ani-

provinciale

mo, per munificenza, per imperturbabilit

prima della provincia di Puglia, poi della Romana. Urbano Vili nell'ottobre 1642 lo stabil vicario generale dell' ordine, ed in un capitolo generale tenutosi a Genova, a
cui egli presied, fu eletto a riempire
il

e fermezza nelle avversit


finissima politica

come

nella gloria, di carattere dol-

posto di Ridolfi. Se non che


spagnuoli,
i

ce ed affabile, di

mostratisi alla sua elezione contrari


i

e destrezza felice nel maneggio dei

gli

fiamminghi

ed

pi ardui
tra
tici.
i

affari,

onde prende posto


ministri diplomala

tedeschi,

quali elessero contem-

pi famosi
Si calcola

che

sua

eredi-

t ascendesse a trentasei milioni di

franchi,

che

altri

chiamano

scudi.

poraneamente il p. Tommaso di Roccamara aragonese, distinto non meno per la nascita, che per meriti, cred bene il Mazzarini di rinunziare
parare
lo al

La

vita di questo celebre personag-

suo

diritto, a fine di ri-

gio, oltre

quanto diremo
di
s.

all'artico-

ad

uno

scisma

che

stava

lo BicHELiEU, fu scritta in latino


JVicol

da

per formarsi. Allora


dichiar maestro

Uibano Vili
del sacro pa-

Charpy

Croce, e stam-

MAZ
ebbe fine In conlrovtTSa> Innocenzo X nel i64>
lazzo
apostolico,

MAZ
qnali
'e

3f

ed

sono regolati dai maestri delceremonie pontificie, esercitanquegli


uffizi

per

nooiina del

re di

Francia
d'

Io

do
le
te

cbe

notammo

in

promosse all'arcivescovato
iK'l

Aix
in

diversi

articoli,
,

massime a Cappel-

quale passali due anni torn


per
all'ari

Tioma,
alcuni
h

trattare

in

apparenza
re presso per-

Pontificie ove principalmendicerpmo, che due di essi stanl'ingresso della quadrao presbiterio della

nome

del

no presso

santa Sede,

ma

in

sostanza

tura de'banchi

cb non confacendosi egli ai costumi ed alle maniere de'lrancesi, rentU'vasi

stessa cappella, alla custodia

della

loro pesante ed- iusolhibile.

porla di noce della cancellata, che chitidono durante i discorsi che


ivi
^'i

Finalmente ad istanza de' re di Francia e di Polonia, a' 7 ottobre j647 Innocenzo X lo cre cardinaie prete del
titolo di
s.

si

pronunziano,
porta,
de'

entrare

alcuno

(juesfa
la

non lasciando(prima tanto quanto quella deiparamenti


pei

Cecilia,
di

camera
i

essendo
la

Fatto
logna,

in

appresso

vicer
la

Cata-

chiuse,

mazzieri aprivano intiera-

non incontr

soddisfazio-

mente
seconda
dinali
ta
ai

la

prima
solo

cardinali

ne del popolo, n quella de' grandi, sebbene senza sufficiente motivo, poich il Fontana scrive che con-

per

met

ai

cartut-

ed

ambasciatori,

ma
del
di

parenti

e .nipoti
colle

Paar-

govern quei jmpoli con religiosa piet e molta cortesia, distribuendo largamente lin)osine, e guadagnatosi il loro amore, pel clima fu costretto recarsi
dottosi
in Barcellona
in Parigi, e col

pa),
la

sempre

mazze

genio alzate e inalberate sulla spaldestra e

sostenute

colla

mano

dritta, e

regio favore in Rp-

quando le portano calate le pongono sotto il braccio sinistro, tranne il tempo che trascorre dalla
leposizione del sepolcro nel gioved

ina
re.

col

carattere di ambasciato-

Ivi

mor nella
epitaffio

robusta et
chiesa
di

di

santo, al

Gloria

in

excelsis
cui

Deo

43 anni
nobile

nel 1648, e fu sepolto con


nella
s.

nel sabbato santo

(in

accom-

pagnano

il

diacono

che canta Lu-

Maria sopra Minerva, a cui


a titolo di legato

lasci

nien Chrisd'j, e quello della morte


del Pontefice, sue funzioni, cio tras-

un anello
.

del va-

loie di scudi tremila


di

Ebbe

lode

porto del

cadavere

in

s.

Pietro,

moderato, di carattere dolce, amico sincero e generoso ; p(M non avea ne le doli, n i difetgiusto,
ti

dopo
raie,

la

prima congregazione genefunerali, ne' cui


la

e novendiali

ultimi tre giorni

accompagnano

del

fralello.

II

rigido

Amidenio
di

maltratt
cardinale,

la memoria come di atii.

questo

MAZZIERI DEL PAPA,


zerii

3Jaz-

che fanno le solenni assoluzioni, portando in tali ciicostanze le mazze a rovescio in segno di duolo. Nel giorno delcroce
e
i

cardinali

Papae, Servientes
collegio

anuorum.
composto
i

l'entrata

in

conclave, cio la

raat-

Anticbissimi famigliari pontificii, che

tina, assistono alla


rito

compongono un
di

Santo, ed

il

messa dello Spi-, giorno dell' inquattro assistodisse

serventi e soprannumeri,
alle
il

quali

gresso in

numero

di

intervengono

funzioni

lebra ed assiste

che cePapa, ed il sanelle

no
p.

il

sacro collegio. Nel voi. Vili,


si

187 del Dizionario


i

co-

cro collegio in sede vacante,

me accompagnano

cadaveri

dei

38
Papi
dal

MA
Quirinale
nella

Z
al

MAZ
Valicano.
i

ze;

quelli

che

nella
si

sua

coionaa reci-

Ora
zieri

andato in disuso che

mazin-

zione e possesso
tare le laudi;
stolico
il

recano

morte dei
lugubri
;

Pontefici

iussino

vesti

non ostante
e lutto hane bai.

titolo di

scorrucco

re gli

quando si Agnus Dei


i

suddiacono aporeca a prendebenedetti; quelli


pallii

no per compenso scudi 221


6t>,

che presentano
nedizione;
chierico
i

per

la

be-

valore di canne 70 di panno nero di terza qualit. Accompagna-

deputati che nelle ca;

nonizzazioni fanno le obblazioni


di

il

ne

il

Papa
in

nel possesso, e

quando
lateral-

camera
benedetti,
in

collo stocco e

procede

sedia gestatoria
le

berrettone
il

che
aiuto
i

sostiene

mente
svizzeri ni

Ira
in

guardie
ale,

nobili e gli

mazziere

suo

cor-

due

nelle processio-

nu

epistolae dell'altare;

cardinali
si

principalmente

per
della

l'apertura

ne' concistori

pubblici,
i

quando
nuovi
ed

dell'

anno santo,
si

canonizza-

portano a prendere
ghi per ricevere
il

colleil

zione, e in quella del

Corpus Doquanin-

cappello;

mini

solenne che dell'ottava; non


di

sacro

collegio

pel

canto

del

Te

che in numero

quattro

do nel venerd santo

(talvolta

tervennero pure ne' venerd di marzo per lo stesso oggetto ) si reca a venerare le reliquie maggiori nella basilica vaticana;

Deuni^ custodendo 1' ingresso del quadrato dell'aula concistoriale, lo che pur fanno ne' concistori semipubblici per
santi
la

dichiarazione

dei

nuovi. Intervengono alla conde' vescovi;


li

quando

fa

l'as-

sagrazione

precedosi
,

soluzione

ne' funerali

de' cardinali,

no
la

nella

processione che
e
alla

fa

per

e nelle altre circostanze notate ai loro luoghi, essendo anche a loro


alfidata
la
le

chiesa
gli

flessi

genulavanda presentano lo asciugamaalcune


in sede

custodia del Papa. Sosaste del pontificio


nelle
Btil-

ni,

per cui hanno

candele,

tengono
(lacchino

e bai.
alla

37 f;2; ed
basilica

vacante
avanti

(F^edi),

processioni

processione del

Corpus Domi,

e benedizioni, per consegnarle e poi


riceverle

ni della

vaticana

dai

rispettivi

personaggi

che

alla

devono portare, e supplendo mancanza di essi. Tutti mazzieri, dopo i maestri ostiari, e prele
i

ed intorno al ss. Sagramento. Sino agli ultimi tempi, un mazzie-

ceduti dal loro decano, per

anzia-

nit

si

recano
le
gli
si

al

trono per ricevele

accompagnato da un palafreniere presentava in un bacile d'argento al cardinale che avea cantato la messa in cappella, la
re,

pontifcio,

re dal Papa
le

candele,

ceneri,

torta

pizza

fatta

nella

cucina
dicendoa vo-

palme e
quindi

Agnus Dei
schierano

bene-

della foresteria
gli
;

pontificia,

detti,

nel lato
tali

Nostro Signore

manda

destro del cose


si

medesimo, mentre
:

stra

eminenza

la

solita

colazione,

ricevono dai forestieri


croce

nel

venerd santo vanno


della
.

all'adorazione
dalla
i

Accompagnano

credenza ai gradini del soglio personaggi che portano a lavare


inani al
nelle sue

pr tnissa bene cantata, e ricevevano uno scudo d'oro (e due se era messa novella, come quando un cardinal diacono cantava la prima volta

le

l'evangelio) dal maestro di casa


si

Pontefice,

ed

il

sagrista

queste torte non

funzioni di cappella, assi-

presentavano ai patriarchi, arcivescovi e vescovi che

sletjdo perci alle rispettive credeu-

aveauo

celebrato

nella

medesima

MAZ
cappella.

MAZ
clave,

39
di
essi

Papa celebrava olenneinente, presentavano due torte, uuu ai cardnule assistente,


il

Quando

oavansi alla porta principale del con-

quindi

quattro

col
anti-

loro siniscatea

trovavansi

in

l'altra al

cardinal che cantava l'evan-

dicendo nel presentarle, che Nostro Signore mandava loro la sogelio,


lila

colazione per l'assistenza fattagli

per accompagnare all'ora pranzo lo scalco e il coppiere coi servizi alla mensa del Papa, e restavano sino all'ultima lavanda

camera
del

nella

vangelio.

messa o per aver cantato l'eIntervenivano a tutte le


solenni,

delle

porte della

mani. Prima assistevano alle camera de' paramenti,

pontificie cavalcate

due
in

de'concistori segreti, e (tuttora


assiste

uno

o quattro

di

essi
i

cavalcavano
cappello
alle

quelle colle quali


v.ino a prendere

cardinali andarosso,

il

per quelli in cui si creano cardinali ), delle congregazioni della segnatura di grazia, e dell'udienza
alia

couie

intervenivano
cui

cavalcale

pubblica:

per assistono tuttora


de' paramenti
il

dei cardinali

spetta

questa

di-

camera

stinzione, ricevendo dagli eredi

due

veste pontificalmente

dove Papa.
\\

si

ducati d'oro con due candele d'una


libbra di cera; ed a quelle pei so-

L'abito antico dei mazzieri pontifcii,

ecco

come

lo descrive

p.

Bo-

vrani

sovrane

che

muoiono

in

Boma, come
1819;

per ultimo fecero nel

nanni, nella sua Gerarchia a p. 4^<> producendone la figura. Sopra il

anzi cavalcarono

funerali de'piincipi

pure nei (nn esempio si

consueto abito nero portano un giadi

pu vedere
basciatore
del

nel principe Savelli

am-

co (arme da dosso fatta di maglia ferro o di fil d'ottone concatenale

imperiale

maresciallo

insieme

cos

il

Diz.

della

conclave, riportato nel

volume

lingua itai, in latino lorica, ihorax


e niaculis ferreis
)

XXVIII,
oitre
te,

p. 62 del Dizionario). Inavevano luogo nelle cavalcaai

di
(

maglia

di

ferro sopi'a
to

il

petto

e perci detdi rete),

e poscia

concistori

pel e

rice-

anche tramaglio, specie

vimento

de' sovrani,

principi
(

am-

e poi soprappongono una

basciatori di obbedienza

ne' quali

avevano una regalia); ed allorch il Mag^tordomo, da cui dipendono, incontrava gli ambasciatori, due mazzieri lo accompagnavano; tuttora lo
fa

soprana lunga sino al ginocchio di panno paonazzo con trine di velluto nero
guarnito a due fascie con trina di
attorno, e
di

seta

in

mano tengono
lunga
la

una mazza

argento
ferro

tre

accompagnano

nella visita che


la

palmi circa: anticamente

detta

pei

luoghi ove passa

procesnel
i

mazza era
ma),
e

di

[clava, cucu-

sione del

Corpus Domini,
in pubblico,

precedente. In occasione che


pi

pranzaiono

dinali,
tori,

principi reali,

Pacon cared ambascia-

due mazzieri colla mazza in ispalla accompagnavano lo scalco,


ed altrettanti
il

cingevano uno slortino (piccola scimitarra o squarcina), che ora non usano ( pubblic 1' opera nel 1720)". Si deve notare, che in detta figura non si vede il giaco, bens
il

sotto abito

nro, cio

coppiere pontificio;

corpetto, gonnella corta, calzoni, calze,

questo accompagno avea

pur luogo pei nove giorni delti nuziali, dopo l'elezione del nuovo Papa, la qtiale appena seguila, i mazzieri re-

scarpe con fibbie, e

collare

di

tela

bianca
i

increspato.
in

Noteremo
lo

che

tempi
detti

cui

sergenti d'ar-

me

manieri

portavano

4o
stortine
al

MAZ
ed
il
i

MAZ
di

tramaglio
seguenti.

ferro
l'ac-

letto,

spada

al

fianco

con
delle

guardia
boeniie
nel

petto erano

Per
e

o elsa d'acciaro, e soprana paonazza


(

compagno
ne,

dello stocco e

berretto-

poco

pi lunga

nelle cavalcate del

Papa

per

degli
voi.

scopatori secreti

descritte

suo servigio, per l'assistenza alle lavande delle mani del Pontefice, per le funzioni del gioved sauto mattina, nella mattina del sabbato
santo,

XXIII, p. 120 del Dizionario), con finte maniche pendenti, di saia o panno trinata come sopra, con mazza d'argento lavorata di ornali,
e nella

quella di Pasqua, del Domini, quando il Papa celebrava messa pontificalmente, per
in

Corpus

Pontefice che
di

lo stemma del nomin a mezzo monsignor maggiordomo, o sot-

sommit
li

le

canonizzazioni,

quando
e
la

il

mangiava

in pubblico,

Papa quando
Il

to

il

quale acquistarono dalla dateproprietario


il

ria o dal
del

vacabile
di

apriva e serrava

porta

santa.

mazzierato.
i

tempo

Sisto

Cancellieri, Storia de' possessi pag.

V,

mazzierati vacabili erano ven-

142, parlando de* mazzieri, dice che ora (stamp il libro nel 1802)

vanno

vestiti

in

abito e

in

giaco

maglia di ferro sopra il petto, con soprana lunga fino al ginocchio di panno paonazzo, e con trine di velluto nero guarnito a due fascie con trina
ossia collare di
di

Il Lunadoro, edizione del 1646, Relazione della carie di Roma p. 16 e 392, dice che allora mazzieri erano dodici, offici venali che si pagavano ciascuno scti-

ticinque.

di

seicento circa,

e frullavano

cin-

quanta scudi all'anno; e palazzo apostolico aveano


e giuli

che
la

dal

parte,

seta

attorno,

colle

mazze

di

trenlaquattro
iHioli palatini

argento in mano lunghe tre palmi, collo slemma del Pontefice ".

uno. Ne'

il mese per da Giulio III

Ecco come
'

si

descrive

l'abito

nel

libro delle costituzioni

del

collegio.

Cappotto di panno cremesino paonazzo sino al ginocchio, con maniche da pendere larghe due terzi di palmo, e lunghe al par del medesimo, listato di velluto nero guarnito a due fascie con trina di seta attorno, e mostie davanti di raso nero ed al bavaro ; con mazza di argento, con tramaglio di ferro al petto, e stortino da portarsi al fianco ". L'odierno abito quello riprodotto
dall' inesalto

fino a noi, che leggemmo, e diversi ne riportammo all'articolo Famiglia mazzieri PoiTTiFiciA, trovasi che aveano la parte di pane , vino e altro, non che la detta somma per mazziecompanatico. Al presente
i i

ri

ne' ruoli

palatini, e sotto

la

cacol-

tegoria di offiziali di dateria,


la

qualifica

di

mazzieri

di

guar-

dia,
bai.

haimo
si

mensili

scudi selle e

42- Nella categoria poi del vedice:


al

stiario,
zieri
si

collegio de'

maz-

passano ogni anno per com-

poco

critiri-

co Falaschi,

che

si

pu

dire

stamp
tolo di

Bonanni collo stesso tiGerarchia eccL, a p. i47il

penso di vestiario, per il servigio che prestano nelle cappelle, scudi trecentododici da dividersi tra gli esercenti. Nella distribuzione annuale e pel possesso, delle medaglie di argento, il maggiordomo d una

Consiste
ri,

dunque
e

l'abito de' mazzie-

in sott'abito

vestilo

nero con

medaglia a ciascuno de' mazzieri fettivi e soprannumerari ; anzi


possesso
i

ef-

pel

fibbie alle scarpe; collare con nier-

mazzieri

ricevono

dal

MAZ
paln/.io apostolico

IVI

Z
de' re
i

o dal

lesorieie

Uoma, ad
i>ch

imitazione

elru-

titolo

di

vestiario
;

un

compenso
pre-

per rinnovarlo
so dal

e nell'ultimo
nel

bre
el>be

Papa regnante 1846 il collettore

novem-

aveva dodici ministri, quali armati di bastoni lo precedevano in abito talare. Cos da Giulio Cesare dittatore,
fu

del collegio

sino a Costantino,
tale

da monsignor tesoriere scudi duecentodieci ad effetto di ripnrtirli

mantenuta

usanza,
la

da
opi-

Costantino, secondo
uouini a
cessori,

comune
1

ai

quindici

mazzieri

effettivi

nione, furono assegnati


s.

venticinque
e suoi suc-

ed esercenti
dal Pontefice.

in ragione

di

scudi
dei

Silvestro

quattordici per
cardinali nuovi
bai.

cadauno
Wlla

accordali

acci

creazione
scudi

desimi,
di

non

precedendo ai mesolamente servissero


della

hanno
i35
sacro
in

27 e
dei

difesa

delle loro sacre persone,


indicativi
,

25;

ne' loro funerali

dieci lib-

ma
t

fossero
pontificia

digni-

bre di cera,
Papi.
Inoltre

e
il

quelli

che

sino

quel
al-

collegio

dei

tempo era
le

stata

vilipesa,

segno
il

cardinali ogni
ili

anno per Natale d


i

persecuzioni
si

e non venerata cop.

mazzieri scudi 26,


citato p.

quali nel-

me

doveva. Soggiunge
1'

Bodei

l'ultima canonizzazione n'ebbero 5o.


Il

nanni, essere questa


mazzieri
za

origine

Bonanni cap. CXIV,


ofjzio

pontificii, e in

conseguenuffici

Della mazza e
l>Gnlificii,

de! mazzieri

uno

de' pi antichi

del

quanto riportiamo. Tia quelli che formano la corte


dice
pontificia sonovi
i

palazzo apostolico,

come

lo

persua-

de
le

l'antica

e costante tradizione, e

mazzieri,
si

l'ori-

gine

de' quali,

come

ha

dalle
ar-

si conservano nel suddetto archivio. Sono (allora cio)

memorie che

memorie conservate
chivio,

nel

loro

in

numero
di

di

ventiquattro, e nelle

riconosciuta nel
il

tempo

di

bolle pontificie

vengono

distinti

col

Costantino imperatore,

quale asse-

gn una squadra di venticinque uomini armati al Papa s. Silvestro I, acciocch sempre s'impiegassero nella

Nel cerimoniale di Cristoforo Marcello (ossia del Patrizi) dedicato a Leone X, si chiamano servientes ar-

nome

collegio de' mazzieri.

custodia di esso, e fossero indidignit pontificia. Si con-

zio della

ferma tale concessione dal Bulengero nel lib. i, cap. 16, De vestibus Ponli/icis, ove riferisce la donazione di quel pio imperatore, e con queste parole Conferenles
:

Prima del i432 (anzi nel 1437) ebbe questo collegio alcuni statuti, che in tale anno conferm in Bologna Bugenio IV, e poich col decorso del tempo si variaiono,
vioriim.

furono

stabilite
a'

alcune

l'egole

nel

1617

12 gennaio avanti l'udito-

edam

iwperalia sceplra

sunul,
et

et

re (Ercole Vaccario) del cardinale

cuncta signa, atnue baniia,


versa ornamenta
gli

di-

Pietro Aldobrandini camerlengo di


s.

imperialia.

Tia

Chiesa, che ora

si

osservano nelintervengolibro

ornamenti imperiali fu sempre lo scettro, o verga o Mazza ( P'edi), che solevasi portare dai ministri

le

funzioni nelle quali


custodisce

no.

(Noteremo che nell'archivio del


si
il

collegio

delle

imperiali e regi, (jualunque volin

ta

pubblico precedevano
re

al

lo-

ro soviano. Riferisce Plutarco, che

confermate nel 1677 sotto Innocenzo XI, scritto in pergamena con lo slemma del collecostituzioni
gio,

Romolo primo

e fondatore

di

consistente in

una targa

soste-

42
iiiiin

MA
in

Z
zieri.
rati

MAZ
con
albi erunt paad dextrandum equum, et ad

da un'aquila coionata, aven-

Servientes

te

ciunpo d'argento, legale

nastro rosso ed incrociate, una mazza ed

portandum

soleclum

et

calcaria,

una sciabola:
titolo:

il

libro porla

questo

Conxtluzioni
sergenti

della
det-

compagina de
ti

d'arme

capellum et cappam contra aquam ne pluat, et mitrate. Item servientes nigri poitabunt capellatn capitia,
,

mazzieri del palazzo apostolico,

faldistoria, scabella
ta,

et alia

consuevadit

confermate l'anno 1677). ^^^ i365 essendo in Avignone Urbano V, nata controversia tra uiazzieri ed
i
i

(|uando

dominus
Iribus

Papa
festis.

cantare in solemnibus

Item
lieta

micam
quatuor

de

panibus.

custodi della

porta

ferrea

dei

quali parliamo all'articolo

Maestbi
le

osTiARi) circa

il

portare

armi,
il

de pane in una tobalea pr manibus lavandis. Item de aqua frigida et calida pr maincisoria

come

insegna

deil'offizio

loro,

nibus lavandis. Item


ecclesia
et

portabunt in

J'apa con bolla de' 27

maggio de-

termin che
servizio del

mazzieri nell'attuale e della sede vate-

locum ubi se debet induere locum post altare, ubi debet separatura
parafiet

Papa

dere: et fajdistoriura erit

cante del sacro collegio, fossero


nuli
sivoglia

ante altare, in
fiet

quo incumbat cum


in

portare mazze o clave di qual-

litania.

Item

ecclesia

forma

lunghezza,
di

ma non
non

bitur locus ad

sedendum
ubi erit

ubi

essendo in attualit
j)<)lessero portarle,
ni

servigio

presbyteriuinj et
ri

faldisto-

imponendo pene
i

um

trasgressori;

e che

portinari

coni domini

ad sedendum. Item subdiaPapae, tam capellani,


alii,

minori della porta ferrea in servigio

quam
re

sint

induli

tunicellis, et

nelle

cavalcate, procedendo

serviant et cantent

laudescum

priofa-

per a piedi, portassero la mazza in mano o asta di legno, nel cui capo fosse il ferro tondo e non quadrato o dentato, e nel piede del bastone una verghelta di argento di tre dita, siccome in capo
vicino al ferro
simile, e

diaconorum cardinalium, et ciant servitia, quae erunt eis juncta; et habeant equos, et
nianl eques

in-

ve-

cum

processione
sit

cum
ad
fa-

un' altra
la

verghelta

che

detta verga o bafosse abbel-

Papa; et unus eorum ad portandum crucem, ciendum lianiam, et serviendum de tobalea,


ne portabit
et

paratus

alius

lertius

ad

et diaconus

stone

non

passasse la* lunghezza di

qui cantavit epistolam, in processio-

due palmi, e che non


lita

librum

evangeliornm,
palliuui
".

di

pitture o altro

ornamento,

prior

eorum

portabit

eccetto che nel fondo, ove dovesse-

super altare tempore debito


questi
di
ufizi,

Di

ro essere

le

armi

della Chiesa o del

come abbiamo
restati

dello
l'assi-

Papa. Della diversit della


de' Cursori

mazza
,

sopra, sono

solo

apostolici

[Fedi)

da
a

stenza della lavanda

delle

mani

del

quella de'mazzieri, e stabilita dallo


stesso

Urbano V,

lo

dicemmo
italici
t.

quell'articolo.
11

Papa, e queila del canto delle laudi. Il medesimo p. Mabillon nelr ordme romano XV, parlando a
pag.

p.

Mabillon, Musei

Il,

476
>'

della

processione

delle
si

p.

280, riportando l'ordine romano


e parlando della coronazione
de' raaz-

palme, dei servientes armorum,


legge.
et

XIV,

del Papa, dice deil'offizio

Deinde movetur processio, graditur, et primo servientes aV'

MAZ
morum cum
cliuconum
virgis
suis

M
anle subcriicem "
.

A Z

43

bolla

di
il

bajulantein
rileva
il

leva

Urbano V del i365, riGarampi ch'essi erano detti


perch
portavano
vari anelli,
ostia-

Donde
ti

si

loro

accompa-

anche

mazerii,

gnamento
ta ni

nelle processioni: in det-

una clava o mazza con


ri

ordini del cardinal Jacopo Gaee di Pietro Amelio,


le
si

diversa per da quella degli


e dei portieri.

ricor-

dano
t.

verghe o mazze
Il p.

che por-

tavano.
I,

Gattico, y4cla caerem,

p.

niale de' Papi

167, riportando il cerimoquando uscivano o


citt,

entravano nelle

dice che doPapa, procetleva umis strvientes armoruni cum iimbraculo, et habel duos, vcl tres

Aggiunge anch'egli, che Eugenio IV nel i436 conferm gli statuti servenlium armorum, quali dovevanoy<3ce/'e guardiam et sodare dominuni Papam ah ostia camerae paramenti liscine
i

po

palafrenieri del

ad capellam,
avere

ubi audii missani in


di

jiivanles

eum j

indi

veniva

il

sud-

diacono colla croce, mentre ciirsores dthent stare

juxta equum Padelle

essi doveva propriam. 11 cerimoniere Paride de Grassis li chiam promiscuamente Mazzieri o Lictores , scrivendo che prima

canili j e ciascuno

mazam suam

pae.
Il

di

Garampi, Osservazioni

alla

monete pontifcie, riportando a p. i5 dell'appendice un documento iSaS, in cui Bernardo serdel ^iente armorimi fece da testimonio, osservare illustra tale uffizio con che due furono nel secolo XIll le
ipecie de' famigliari
l'apa, delti con
serventes;

1472, assistevano armati di corazza e di gorgiera (armatura che arma la gola), ma che poi incappella
pontificia

Sisto

IV

del

liod ussero di portare per lo pi lu


sola
si

legge in

mazza ch'era d'argento, come un mss. Vaticano.

Negli Aichialri pontip'cii dei


rini,

Ma-

domestici

del

ripiodncendosi un documento

generale
altri
altri

vocabolo
foise

del

1278
t.

de' famigliari
p.

di

Nicol

perch
e

di essi erani^ri,

HI,

II,

i4,

sono

enualbis

no

detti

albi

merati

0mnbus

servientibiis

dalla variet delle divise che por-

tavano.

A
ul

tutti

fu

ingiunto

nel

1275,
i'itiuni

habeant

insgnia partila

domini Cam. apost. p. 75. Nei ruoli di Clemente V (in quello del 1277 di iNicol III che ripror.assi

arma et super ad honorem et serPapae : lib. instr.

not.

quali nel ruolo erana i da cinquanta. Altre notizie di loro ci d nel toro. Ij p. 87, nel descrivere quelle di Robino de Singallo che fu serviente d'armi, barbiere e chirurgo di Urbano V, e fu con
et nigris,
lui

nel maggio,

giugno

agosto

1870

in

luglio e Montefiascone e
,

ducemmo
versi

al

citalo

articolo

Fjmi-

GLIA Pontificia, sono registrati di-

Corneto: stette anche col successore Gregm'io XI, che nel 1874 gli
fece

chiamati
servientes

marestalla
)

alba

curare

un
il

cavaliere

ferito.

marestalla
gonsi

nigra

del

809,

leg-

Scrive pure
genti
detti

Marini,
nelT aula
volta

che

assai

armati

de' quali

antico l'uffizio de' servienti o ser-

(iregorio

XI ne tenne
solo

fino

a cin

d'armi
alcuna

pontificia,

quanta;
Il

ma Eugenio IV
al

nel

i439
venti,

semplicemente
serviencolori

fiss
si

numei'o di
Regesto

servienti, servienti de'Papi,


ti

come
lo

ha
lui

dal

di Nico-

apostolici, e dai

della so-

di

successore.

Da una

pravveste

chiamati

servienti

Man-

44
fili

M
e
servienli

z
Furono ora
il

M
custe, che

neri.

pi, ora
(Ie'!\'ipi;

meno, secondo

piacere
di

ma

moltiplicatisi
lo

trop-

(acevauo danno incredibile, e don un libro spirituale per ciascuno della scuola. Ai sacerdoti
questa chiesa ed ospedale
si

po durante
la

scisma

che

afflisse

di

di

s.

1378 al i4'7> a segno che Eugenio IV ne trov pi


Chiesa dal
di
si

Gregorio

davano
si il

sei

soldi
essi

pel
nel-

tiuibolo che

usava

da

quaranta, questi
detto,
il

ne

fiss,

come
tras-

r incensare

Pontefice
all'articolo

(uso che
Incensies.

numero
sua

a venti, e la

descrivemmo
re),,
il

determinazione
gredita,
nei

venendo
II

quale nel giorno di


per entrare

Marlava-

dovette

Pio

rinnovarla

co venendo dal Laterano

si

1458. Eletti che erano, davano per ordine dello stesso Hugenio IV, una marca d'oro per la cappella, ed un pranzo ai sodali
(forse ai

con gran divozione nella basilica. Tale chiesa fu disfatta a' tempi di Pio IV, per
i

va

piedi,

compagni
maestri

come

pratica-

ampliare la piazza. Il ed il Carpentier hanno


sai

Du Gange
scritto
as-

vano
S'iemej
gli

osliari).

Sisto

IV
in-

cose intorno ai servienti d'armi


di

perch avessero dove


e

trovarsi

della casa
di

Francia,

ma

ninna

trattar

de' loro

bisogni,

cedette l'antica chiesa di

gorio de
v.a

s. GreCoruna, posta sulla piar-

que' della corte pontificia. Il celebre orafo e bizzarro Benvenuto


fu
ai

di

s.

Pietro, ridotta allora a dostalla

ver essere
Innoceii7.o
col

barberia;

ed

Vili

essendosela intesa

celebre

Ardicino della

Porta

di questo collegio, poi4 aprile i53i, ma appena vi si trattenne per due anni che rinunzi il grado agli 8 gennaio i533 a Pietro Cornaro di

Cellini

stovi

vescovo Aleriense
cessione ai

(che nel
tal

i4^9
conAles-

Venezia.
Nelle cavalcate colle quali
pi
i

cre cardiuide), conferm

Papas-

4 8'""
al

i4^S-

sino al termine del


si

secolo

sandro VI per

primo

di aprile

sato

1495
di
s.

restitu

la

chiesa all'abbate

l'Annunziata,

recavano alle cappelle deldi s. Fdippo, della


s.

Saba,

al
i

quale

apparteneva,
Il

Nativit e di
in

Carlo,

mazzieri
vigila-

e ne espulse

servienti.

Torrie seg.,

gio, Grolle vaticane p.


ci

188

numero di sei a cavallo vano al buon regolamento


incedevano
altri

della

le

notizie di
I

tale chiesa.

Pa-

cavalcata colle mazze d'argento, ed


alcuni

pa s. Gregorio fece nella piazza Vaticana ai gradi della basilica congiunta, un oratorio o chiesa che da lui prese il nome, con la scuola de'cantori, che per tale luogo fu quindi chiaMialo s. Gregorio de
Cortina, cio della

lateralmente al
il

Pontefice,

presso

crocifero.

Ecco poi il modo come intervennero alle cavalcate de' possessi dei
Papi, che ricaviamo dalle relazioni
di
essi

raccolte dal Cancellieri.

In

piazza.

Sotto

Benedetto
ghillerra a

III,

venuti
vi

molti da InoflVirono

1590 di Gregorio XIV camminavano intorno il capitano dequello del


gli sy'izzer'i

Roma,

una
nel-

clavigeri Sanctilatis siiae,

favola di
l'orilorio

argento. Stefano

VI

jalLiis

violaceis

brevibus

i/iduli,

et

bened molla acqua, acpei

ci l'osse sparsa
di
esii

campi e vigne
copia di
io-

Iloma, afiiich Dio togliesse da

pedes hinc iri' da iiicedehanl clavas argenteas super humeriitn dexleruni sustinencollimi
loricati,
tes s

ad

una quasi

infinita

seguiti dal generale di

s.

Ghie-

MAZ
sa.

MAZ
greti coi

45
Pontefice, in-

In quello del

iSqi d'Innocenambasciatoli,

cappelli

del

zo IX,

dopo

gli

hinc

inde cquitahant
clavigeri Paje

laleribus
colluin

odo

ad

loricati

cuin ca palt violaceo, clavas

argew

cedevano due mazzieri con ricche mazze d'argento, e casacconi paonazzi con liste di velluto, e collarine di maglia cui succedevano gli
abbreviatori; altri

teas erectas dcfercnles, et inter eos

mazzieri seguiva-

duo magistri caerenionaruni, indi la croce ponlificia. Nel i6o5 pel possesso di Leone XI, appresso il governatore,
i

no
del

il

magistrato romano. In quello


ambasciatori,
alzale,

1689 d'Alessandro Vili, appresgli


i

so
le

mazzieri col-

niazz.ieii,

poscia
i

il

croci-

mazze

fero. In (juello del

162

di

Gregorio

cerimonie,
pontifcia

ed nuushi delle circondando la lettiga


i

XV,
zeri,
et

appresso

al

capitano degli svizdisciirrenles,

dodici cursori. In

quello

mazzeri

Papae

lances

spezzatae

ante et
In

retro,

ut equilatio procederet.
del

quello

1644 d'Innocenzo X,ai


la

innanzi

sua

lettiga

Iati ed equilahant

clavigeri Sanclilatis

suae
In

ciini

eo-

rum
ne
si

ruhonihus, et gramaliis clavas


altra relazio-

erectas deferenles.

1691 per Innocenzo XII, appresso al governatore roazzieii con mazze alzate ed cerimonieri, procedendo dodici curv^ri intorno la lettiga con vesti paonazze, mazze d'argento e berrette in mano. Nel 1701 pel possesso di Clemente XI, ai lati del suo cavallo camdel
i i
i

legge che seguivano gli avvoaltri

minavano
quello

mazzieri e

cursori.

In

cati concistoriali

pontificis

dased

vatores, hos arge/iteae clavae,


piirae,

ac violacea amicula adornabant. In quello del i655 d' Aequitabanl

per Innocenzo 1721 XIII, circondavano la sua lettiga mazzieri divisi in due aie coi i
del
loro rubboni,
tra maglie e mazze.

lessandro VII, avanti ai cerimonieri

Nel
zieri

1724 P"' Benedetto


il

XIII, prei

XII

clavatores pon-

cedevano

tificiiy

punicea

veste

oblonga, taecoloris

suo cavallo tutti maze cursori con rubboni e maai-

nia
tes

holoserica nigri

prae-

ze in ispalla,
rista

come

rilevasi
il

dal dia-

texta, torquibus anulalis siiperbieii-

Cecconi, perch
ripoi.t

Cancellieri

bant.

clavas erectas circuwfeieNel possesso del 1667 di Clemente IX, dopo il baronaggio se,

non
la,

l'ordine della cavalcala

come non

riprodusse in quele
ale

guivano

due

mazzieri
e

con

ricche

Clemente XII, XIV, in cui in due


lo di

Benedetto
a cavallo

mazze d'argento,
nazzi con liste
di

casacconi paovelluto, e
gli

lateralmente alla lettiga


dettero
i

colla-

due Papi,

ove incecavalcavano
i

rine di
ri.

maglia, indi

abbreviatodi

mazzieri pontificii

come riportano

In quello del

1670

Clemenequi-

te

X,

ai

lati

dei

ceremonieri

tanles clavigeri

bonis, et gramaliis,

Papae iriduti rubeorum clavas

Diari di Roma. Nel possesso del 1758 di Clemente XIII, fiancheggiavano a piedi il di lui cavallo i
mazzieri,
sei

de' quali
al

cavalcarono
della

erectas deferenles, e vicino al Papa,

per invigilare
cavalcata,

buon ordine

ambulabant cursores
tes

Papae

cuni

sopranis violaceis sub genu, haben-

mente
I

per la quale continuascorrevano. In quello del

prae wanibus eorum clavas argentcas. In quello del 1676 per Innocenzo XI, dopo i camerieri se-

769

per Clemente
di Pio VI.

XIV,

si

prati-

c altrettanto, cos pel possesso del

1775

Non

intervenne-

4G
'o

MAZ
alla
il

MAZ
I^io
ti

cavalcala

per quello di

delle

armi del sacro palazzo achiamati


loro

VII,
sori.

quale
fu

pel

primo and
dai

in

poslolico

mazzieri, verain

carrozza, e

imitato
il

succes-

mente commilitoni
e
clava,
il

giaco, lorica
collegio,

Avendo
il

regnante

Pio IX

insigne

preso

possesso

in carrozza,

ma

tanto a quelli defunti nel


ofllcio,
iscritti

proprio
volta

con quella cavalcata ch'ebbe luogo per Pio VII, i mazzieri invece di

quanto

quelli

una

nell'albo sotlo Innocenzo

XI

andare

a cavallo, in

numero

di

due

Pontefice ottimo massimo, qui ebbe

incederono a piedi a guardia della croce papale; gli altri mazzieri si

cura di costruirlo l'anno

di

salute

trovarono

alla

basilica

lateranense

per l'assistenza
il

consueta.
di

A
pel

tutto
bal-

1677. Sino ai nostri giorni gli ofziali annuali erano: il siniscalco, il sindaci, tesoriere, il collettore ed
i

pontificato
i

Pio VI,

il

siniscalco che
il

nel

collegio

tenei

dacchino che

Papi dojiano a quel


i

va

primo luogo,

cui

doveano

capitolo, ricevettero

mazzieri

un

mazzieri obbedire nelle funzioni occorrenti

regalo dal PouteOce, forse per custodirlo, e

come

capo,

veniva
si

eletto

impedire che

romani
antica-

per bussolo, nel quale


i

ponevano
il

se

Io

appropriassero,

come

mazzieri servanti, tranne


e
il

teso-

tuente costumavano.

riere

collettore

finch

erano
il

Dall'anno 1617
ufFiziali del collegio
tificii

l'elezione

degli

in

offizio,

votando pel primo

de-

de'mazzieri ponsi

cano. L'eletto giurava esercitare la


carica osservando gli statuti e le costituzioni,
di

e apostolici,

fa

ogn'anno
gennaio,
e

nella

congregazione
s.
il

di

tenere

fedelmente

la

nel convenLo d

Agostino sino dal


collegio nella congentilizia,

custodia
servire la
zioni
zieri

del

sommo

Pontefice, e

1607, godendo
tigua
chiesa

sepoltura
s.

presso l'altare di
defunti

Nicola da Tocele-

lentino, ove nell'anniversario de' fedeli

gio, ste

Sede apostolica nelle funmazove doveano sorvegliare di guardia per l'esatto servidal quale dispensava per giui

entro l'ottava

si

cause,

tranne

per

le

funzioni

bra una messa cantata pei mazzieri

della

Purificazione, AnnunziatEi, dodelle

morti, assistendovi

il

collegio,

altrettanto ogni volta che


ziere

ed un mazlasci
colle-

menica Pasqua,
di

Corpus

palme, gioved santo, Domini, mattina


e
cavalcala
distri-

funerali

muore. Talora alcuno con l'assistenza del


di cera.
si

Natale, coronazione

del possesso del

nuovo Papa,
e

gio e dispensa

La messa
catafalco
in

buzione degli Agnus Dei,


nizzazioni
de' santi.

cano-

anniversaria
e con
sott'

canta con

r intervento de' mazzieri


solilo collare

abito nero, con ferraiuolone di

seta nera,

con

merdi

letto, e spada.

Quanto
essa
di

alla sepoltu-

Venivano eisentali gl'infermi e qualcuno per grave causa, sotto pena d'uno scudo d'oro da spartirsi met al siniscalco, met in messe da celebrarsi in
Agostino nella
al

ra del

collegio,

e ornata

s.

delta

cappella

impelliccialure

marmi

di varie

uno scudo
senti
Il

specie con l'arma del

collegio

pa-

lo

mese pagavano gli asgodevano gli esercenti.


assegni

rimenti di marmi, e con

l'iscrizio-

tesoriere riscuole gli


le

e le

ne
s.

che io italiano dice coD. O. M. R. Acci non manlatina,

propine, tranne
si si

tasse

da spedirquali

dalle

chiese e

monasteri,

casse sepolcro agli emeriti iuservieri'

esigono dal coUeltore in cancel-

MAZ
leria pei

M\7
vare
le

4"
colli^gio

dono
tista:

pei-

minuti servigi, che si diviNatale e s. Giovanni Batil

costituzioni del

e
la

servire

fedelmente
11

il

Papa

prima

collegio

sino

dal

santa Sede.
passati

noviziato

terminava

1664 possedeva cinque luoghi di monte, in compenso di una casa che


avca nella piazza
se presso
la

di

s.

Pietro, fors.

venendo assegnato dalle costituzioni un pane di zuccaro agl'infermi, cui devono portre anni,

chiesa

di

Gregorio
colonnato
Il

tarlo

il

tesoriere
le

il

collettore.

in Cortina, e demolita per l'abbel-

Dell'archivio,

costituzioni
il

pre-

limento
fatto

della

piazza

scrivono
in

conservatore

tesoriere,

da Alessandro VII.

collet-

un

ai

paramenti

di

damasco

tore assiste in cancelleria al

banco

de' cubiculari e scudieri per le lasse


delle chiese
steri.
I

nero trinati d'oro per le messe di requiem, con l'impresa della Sede
ritratto d'Eugenio IV il con due mazzieri genuflessi ricevendo gli statuti confermati, ed altro. Tutto ricavammo dalle costituzioni del collegio, che tuttora si osserva-

de' vescovati

monai

apostolica,

sindaci doveano rivedere

conti degli uffiziali, e rimarcare

le

negligenza de' serventi, potendo essi coi decano multare e correggere


chi avesse

camento: ogni anno avevano


libbra di pepe.
fziali
1

commesso qualche manuna


detti

no,

meno

le

seguenti variazioni.

quattro

of-

Nel 1677 il collegio si componeva di venticinque mazzieri compresi


zieri

poi, delle

due

ne

campareccia

mongache donava il
vitelle

Papa per Natale


camente
teria,

e Pasqua, aveano Antialtro

nella divisione parte doppia.


chi

per morte

di

decano e il tesoriere , mazed mazzieri novizi, e come meglio diremo, al presente sono ventidue, e pel siniscalco il collegio percepisce annui scudi
il
i

serventi

mazziere otteneva {uffizio dalla da-

dodici, che a
teria.

quello

stabil

la

da-

dovea pagare al collegio seguenti emolumenti. Cento ducali di camera per la marca d'oro (egual marca pagavano al loro collegio i maestri ostiari, pr liberai

Nel

i835
de'

ammissione
tali

ebbe principio la soprannumeri per


;

parte della dateria apostolica

oggi

litatc

et

jocalibus

venticincjue

nomine spettano al maggiordomalo per disposizione di Papa Gregorio XVf. L'unico superstite
era Benedetto che disirapegnava le incombenze di decano, di cassiere,
Ghilardi,
di

scudi d'oro di stampe per l'ammissione; scudi undici e bai.


la

mazziere vacabilisla

20

per

colazione,

bai.

5o

pel

registro

della supplica, bai.


la

3o per inlimar
possesso.

collettore e di siniscalco del colin

congregazione pel
l'o/lzio

Chi
pa-

comprava

per rassegna
,

fuori che gava detti emolumenti la marca d'oro e veniva subito ammesso agli emolumenti, mentre l'altro novizio dovea percepirli dopo quattro mesi. Ogni novizio ve,

emamarzo 18 18 da monsignor Frosini maggiordomo il qualegio,

forza di disposizione

nata

nel

le

neir occasione eh' ebbe di riforin

mare

queir epoca

il

ruolo

dei

mazzieri, volle usare a quelli vacabilisti una particolare deterenra concedendo loro il privilegio di occupare gli offici suddetti. Sebbene tale misura non fosse vei-amenle con-

niva dal siniscalco condotto innanzi

al

decano, che
alla

gli

presentava
di

la

mazza

spalla
il

destra,

leggendo
osser-

genuflesso

giuraaieulo

sentanea

ai

voleri

di

Pio VII, che

48
si

M AZ
ammese
diritti
sisi

M
vacatili

Z
ripet
in-

ordin fossero nuovaraeiite


ne' rispettivi
i

pe!

riposo accordato al

impieghi

(iliilardi,
i

e specificatamente
le
il

lutti

mazzieri decaduti da questi


rpalizzato

nomi

cariche

d'ognuno,

per avere nell'invasione del governo


francese
l'

caricando

novello decano di co-

importare

dei

loro vacabili; e sebbene silfatta mi-

sura derogasse
gli statuti

il
il

pi sostanziale decollegio

die

deve scru-

polosamente
tacque nel

osservare,

nondimeno
misura co11

municare al collegio la disposizione, ad effetto che avesse piena osservanza pel buon andamento del collegio medesimo. Questo dun<|ue ora si compone, olire de' mentovali uffiziali

riflesso

che

la

loro

comproi,

di

due

se-

me
caso

precaria finiva naturalmente.


si

zioni

per ordine d'anzianit, ognu-

verific nel superstite

iarili^

che divenne

Ghiimpotente per
esercitar
farsi

privazione di vista

di

le

na composta di otto mazzieri e ili soprannumeri, laonde in tutto sono ventidue. Nel num. 34 del Diasei

sue incombenze,
bilista

n pot

rap-

rio di
te del

Roma 1847

presentare dall'altro mazziere vacaGio. Antonio Blasij perch


in

si narra la mordecano de Antonis; tumulato

nel suddetto sepolcro,

le

esequie
celebr

posto
tanto,

riposo

fin

dal

i83g per
Pt:'"-

solenni che

il

collegio
s.

gU

avanzata et (mor nel i844)essendo


i

nella chiesa di

Agostino. Alessio

soli

in

attivit

di

servizio

mazzieri non
di

vacabilisti,

e desiderando essi

far

rivivere

le regole statutarie, a'

2 aprile
del

i843

nella

loro

residenza
si

convento
seguenti

Simmaco. nacs. Maria, borgo que nel 1684 distante due miglia da Cosma, di cui le rovine che poi furono argoAntiquario dotto e laborioso,
<'i

MAZZOCCHI

degli agostiniani

riunirono in coni

mento
nuto di quanto
Napoli
tichit,

di

sue

ricerche,

fornirono

gregazione,

presero
i.
Il

giuochi all'infantile

sua et. Dive-

provvedimenti.

Ghilardi fu

messo

in

riposo, cogli

emolumenti

per uno speciale riguardo. 2." Giuseppe ile Antonis come pi anzia-

i5 anni nello studio abile suoi maestri, si rec a ove apprese dalla attenta
i

lettura di Cicerone

il

genio dell'anla

venne nominato decano e capo della prima sezione. 3. Mariano Petrilli come benemerito fu dichiarato segretario. 4- Camillo Janni ebbe l'incarico di cassiere. 5." Benedetto Virili fu nominato collettore. 6. Antonio Cassetta s conferm capo della seconda sezione. 7- Il siniscalco sar nominato ogni bimestre, e continuer ad
del
collegio

no

che divenne

sua passio-

ne dominante. Impar l'ebraico quasi senza maestro, e si rese famigliare le lingue greca e latina. Nel

1709
cri,

fu

insignito degli

ordini sa-

ed in Napoli fu eletto professore di greco e di ebraico nel seminario grande, e fatto teologo si
die allo

studio della Scrittura, gi


di

divenuto canonico
decano.
Il

Cosma

poi

essere

ispettore

delle

guardie.

Il

re lo

ferm nella

catte-

decano assoggett a monsignor Alerame Pallavicino ma-igiordomo memorati provvedimenti, ed il prelato con dispaccio de'6 giugno i843 approv la risoluzione del collegio, conferm la nomina a"li uftizi rei

drale con una cattedra di teologia,

ma non

gli

riusc

che accettasse

r arcivescovato di Lanciano. Le scoperte di Ercolano gli somministr ampiamente i mezzi di soddisfare


il

suo

desiderio

crescente

di

ME A
hliuini, e bcmli
diversi antiquari,

MA
carattere
tiati-

4t*
gli

S
fra'

castello

munito;

e tra

avanzi

quillo, sostenne calde discussioni

con

di parecchi stabilimenti religiosi


ivi
si

che
tiin-

quali Quirini
la

vedono,
s. si

avvi l'abbazia
Il

ed

Assemani

mentre

bont e
lo

data da

Patrizio.

parlamento
vi

integrit
se caro

de' suoi

cosluini

re-

d'Irlanda
In

tenuto in questa citt

a tutti, mori a Napoli nel 1771 d'anni 87, pianto dai poveri

diverse epoche, ed essa

mannel

dava due membri. Trim, Trinium,


fu

che sue

avea

soccorso

cui

lasci

le

gi sede vescovile eretta

Tra le numerose sue opere rammenteremo, i." In vetus inarmoreum s. Neapolilanae ecclcsine Knlendarium comnientamasserizie.
riiwty Neapoli

secolo sufiraganea di
si

Armagh,
il

e vi

trasfer

nel

1206
contea

vescovo di
occideutalej

Clonard.

La

Mealh o TVest Mealh, confinante


coir orientale,
laghi,

historca

1774- 2." Dissevlalio de cathedra lis ecclesiae

e le

Neapolilanae viiibux, l'jSi. 3.* De sanctorwn Neapolilanae ecclesiae episcoponun culla dissertatio, j53. 4. Aclorum Bononiensuni s. Januarii et
repetilae,
ss.

netto alla
territorio,

da molti rendono icoltivazione parte del suo


bagnata

sue paludi

compensando
in
i

la

torba
la

che

somministra

abbondan7.a.

Quantunque
paese, vi
pel
si

pascoli

occupino

viartyruni
5.'

vincidiae

maggior parte
consumo.
si

della superficie

del

j5g.

Opascola
et

ora-

raccoglie bastante

grano

toria, epistolaCf

carmina

diatri-

Ha
tre

per

capoluogo
al

bae de antiqidtate, 1775.


re
di
lui

Si ha puuna buona edizione, con


linlin-

Mullingar,
nie,

divide in dodici baro-

ed invia

membri

par-^

nuove etimologie tratte dalle gue orientali, tW Etyinolo^icon


giiae
latinae
di

lamento. Mullingar oMullinger, baronia di

Moyashel e Margherader-

Vossio,

Napoli
di

1762.

don, bene fabbricala e mollo popolata. Vi si vedono gran caserme


di

MEATH
la

{Miden).

Vescovato

cavalleria

fa

un
si

commercia

Irlanda con residenza vescovile, nelprovincia di


il

considerabile e vi
tro

tengono quat-

Leinster, che pren-

annue

fiere:

de

nome da due

coatee,

orientale, l'altra occidentale,

una Media,

mandava due membri


to.

prima dell'unione al parlamenil

In essa fa residenza

vescovo

o Midia. La contea orientale, Mealh o Easl Mealh, una delle pi fertili d'Irlanda, con pascoli eccellenti e numerosi. Si scava a Wallerstown una miniera di rame di buonissima qualit, ed in altri luoghi

di

Mealh. Prima risiedette a Clonard, a Trim, a Novan, e pi di tutto ad Ardbraccan.

La sede
so

vescovile fu istituita ver-

l'anno

4^5 da

s.

Patrizio apo-

stolo d'Irlanda, e fatta sutfraganea

una cava
l'

di

pietra calcarea e delstoviglie.


ed-

dell'arcivescovo di

Armagh

succes-

argilla

da

Vi

una nola

bilt

numerosa
si

opulenta:

cone

sivamente dice Commanville che furono riunite al vescovato di Mealh


diverse
piccole sedi
vescovili

tea

divide in dodici baronie, a-

della

venle

Trim per capoluogo,


si

citt

provincia,

come Donsaglin, Densa'

baronia sulla sponda

sinistra
le

della

glinunii e Slan, Slania, nel

se-

Boyne. Vi
ceri

fanno notare

car*

colo; Riloom
noisa^

o Cluaim,
;

Cloniae-

le

caserme.
XLIV.

Fu un tempo
difesa

circondola di

mura e

da un

Domleag, secolo nel VI Dtdcea, nel VI secolo; Realis, Ce-

VOt

5o
natici,

MEA
nel
rati

MEA
condo l'epoca
dai
in cui furono

Yll secolo; Arilbraccnn, Avdhrncum,re\ y\\ secolo. Manca


jl

dichia-

Papi.

Patrizio

Giuseppe

capitolo ed

il

decano; evvi
oltre
sei

il

vi-

cario generale, l'arcidiacono ed un

to

Plunkett della medesima diocesi, fatda Pio VI nel mese di gennaio

notare apostolico,
foranei, pi di

vicari

i3o

sacerdoti, e

68

1779. Leone Xll a' i4 agosto 1824 nooiin coadiutore con futusuccessione

parrochi che quasi


assistenti.

tulli hanno preti Le parrocchie che nel


1

ra

Roberto

Logan, e
di-

vescovo in partihns di Tremito,

1790 erano 35, ulliuiameute no ristrette a 68 il numero


:

era-

venuto
a'

effettivo nel

1827. Pio VITI


gli

del-

20

luglio

i83o

die

in

suc-

le

chiese

parrocchiali e

delle

cap-

cessore

pelle ascende a
esiste

i3o.

11

seminario
di

in
:

Novan, baronia
vi
si

Meath
circa

monsignor Giovanni Cant-wel,che tuttora governa la diocesi. MEAUX (Melden). Citt con re-

orientale

mantengono
le

sidenza vescovile in Francia, nel di-

C)4 alunni diocesani, e molti estranei.

Vi apprendano
ec. al

lingue gre-

partimento di Senna e Marna capoluogo di circondario e di canto,

ca e latina,
ca, etica,

arilmetica,

matematisi

ne, distante

meno

di

dodici leghe
fece

Gli alunni migliori


collegio

da Parigi, del cui territorio


ticamente parte, sulla
la

anla

spediscono
gia,

nazionale di
hi

Marna che
la

Maynooth per apprendere


la

teolo-

divide in due parti ineguali, di cui

disciplina,

le

virt ecclesia-

pi importante
il

occupa

riva

.liche.

Oltre
la

superiori

vegliano in
ecclesia-

destra, e presso

canale delTOurcq.
i;

questo
stici

seminario
vi

quattro

sede d'un tribunale di prima


e
di

per

regolarit degli

studi.

stanza

uno

di

commercio

Nella diocesi

sono molte scuole cattoliche, un monastero di monasoggette al


abitate
e

evvi la conservazione delle ipoteche,


la

direzione delle
l'ispezione

contribuzioni inalle

che

vescovo,
dai

tre
,

case
dai
;

dirette,

foreste,

la

religiose

gesuiti

societ libera di agricoltura, scienze

carmelitani
confraternite

dai

francescani

le

ed

arti.

assai

ben fabbricata,
;

ma

della dottrina

cristia-

male

distribuita

rinchiude
il

na,

del

ss.

Cuor

di

Ges.
il

In

gran piazza pubblica detta


cato, e dei passeggi assai

una Merbago-

questa diocesi fu
creto del

pubblicato
2 dicembre

de-

ameni lunantichi
d' alberi.

concilio di
a'

form. m<z/rmi.

Trento De re827,
lettera
I

go

la

Marna, e
che
si

sugli

stioni,

piantarono

come
ti

si

rileva

da una
le

del-

La
tico

cattedrale

un
I
:

bell'ediflzio

l'arcivescovo di Dublino.
parrocchiali e

proven-

fondato nel secolo


vi
;

oblazioni de'fe-

scovo Gontiero

XI dal vesi ammira il


contiene
il

mantengono il clero ; vi si tenne un sinodo diocesano ultimamente. Quattro volte 1' anno vi si tengono le conferenze de' casi di codeli

suo

magnifico
in

coro

la

statua

marmo

bianco ed

se-

polcro

del celebre

Bossucl [Vedi)
Il

che fu uno de' suoi vescovi.


ti

pa-

scienza

ogni festa viene istruito


il

il

lazzo di giustizia fabbricato dai condi

popolo

clero secolare e regolare

Sciampagna, che spesso

vi ri-

eccellente

zelante.
i

cattolici

siedevano, non ha niente di osservabile.

della diocesi

superano
di

33o,ooo.

La
due

citt

ha una

chiesa

ri-

Ecco
nelle

Meath riportati annuali Nolizif- di Roma, sei

vescovi

formata, una societ hiblica


stante,
ospizi,

prote-

un

teatroj

una

MEA.
bililioteca

5i
Gli

pubblica

li

circa

,000

mase
inglesi

al

parlilo di Carlo VII.

colle/ione di oggetti
rale,
leria.

volumi, un'altra del vescovato, una di storia natu-

l'assediarono al principio del


j

i4'2i

e dopo

una
gli

difesa

di tre

ed una bella caserma di caval-

mesi obbligarono
derla
sino al
il

abitanti a ce-

Commercia
il

in

diverse cose,

9 maggio, conservandola
1436.
i

e sotto

ponte

di

pietra,

vecchio

Fu

la

prima

citt del

e mal costrutto, vi sono molti


lini,

mu-

regno in cui
e la

protestanti incomin-

non passandovi alcun

battello
la
si

ciassero a predicare pubblicamente,

per essere troppo violenta ta d'acqua; la navigazione


canale

cadufa pel

prima pur anco che rinunzian*


al

do

partito

della lega,

si

sotto-

Cornillon
presso

scavato

da

baldo VI, sulla riva


della citt
tria
il

sinistra,

Teoal sud

mise ad Enrico IV. Era la capitale della Brie-Champenoise.

mercato.

pa-

La

sede vescovile

fu eretta

nei

uomini illustri, come di Delanouc autore drammatico, di Filippo Fiorenzo de Puisieux avvocato, e di J. Amyot. A poca didi diversi

primi tempi della Chiesa, e nel III secolo o verso il 280, suifraganea

stanza di

Meaux

vedesi la roccia di

Crecy,

che

contiene

grotte

cu-

riose petrifcazioni.

ma quando Gregorio XV elev Parigi nel 1622 a metropolitana, gli assoggett il vescovo di Meaux che gli Il Chenu, tuttora sufFraganeo
dell'arcivescovo di Sens;
.

Questa antichissima

citt fu chia-

Archjep,
riferisce
s.

et

episc.

Gailiae

p.

2 35,

mala
loe,

da'Iatini

Meldorum
i

urbs, Mei'

Meledix. Meldis e Jatinuni Mel-

che il primo vescovo fu Dionisio Areopagita che vi predic


fede,
:

riarurn. Sotto

romani

fece in

o-

la

quindi
gli

rigioe parte della Belgica, e fu po-

Parigi

successe

compresa nella Gallia Lionese. Verso la met del IV secolo lasci il uome di Jalinuni, per prendere quello del suo popolo, i meldi, che conserv sino al IX secolo. Era assai importante sotto la prima stirpe dei re di Francia; Chilperico vi fece rinchiudere la regina Brunechilde e
scia
le

mor nel 1 1 8. secondo altri, vo ( il Butler dice che s. Dionisio di Parigi colla sua predicazione primi raggi rischiar Meaux dei della fede circa l'anno 25o, ed ebr
be a primo pastore
se
s.

primo vescovo di s. Santino che Questo s. Santino^ fu il primo vescot

Santino, for-

pure di Verdun, che vivea nel

sue

figlie.

normanni

la

sacIX!

cheggiarono
secolo.

e
II

bruciarono nel

Nel

46

fu onorata dalla

presenza del Papa Eugenio III che


vi

giunse

a'

26 giugno. Ebbe
di

quarto secolo), cui successe s. Antonio o Antonino. XI vescovo fu s* ProBigomero o Rusomero; misco, il cui successore Medonio o Medoveco sottoscrisse al quinto con-

XV

suoi conti particolari, e pass poscia

cilio

d'

sotto

il

dominio

quelli

di

Sciam-

de' giudici

pagna, sino all'anno


fu
riunita alla

i-84, in cui

faraco

Orleans nel 549, e fu uno che condannarono Safvescovo di Parigi, sentenza

corona di Francia pel matrfmonio di Filippo IV il Bello con Giovanna di Navarra contessa di Sciampagna. Questa citt molto soflri in diverse occasioni. Fi|
l'ulliuia

confermata nel 552 dal concilio di quella citt. Vualperto fratello di s. Farone [Fedi) fiori verso il 612
e
nel

620

gli

successe

s.
.

Farono

(altri

citt

della

Marna che

ri-

dicono invece che nel 626 succede a Gondoaklo), il quale iva.

52
i

ME A
pi

MEA
vi

luoghi
del

che fond
e

fu

l'abba-

zia

suo nome,

situata in

uno

in

de' sobborghi,
bile d
s.

e soggetta alla

Mauro

divenne consideracongregazione noteierno che a Meaux


di

Clemente XI gli "die Enrico de' conti di Tinard d Bisxy^ che nel 7 5 cre
nel

1704.

successore

cardinale,

il

quale nel 1724 riun


nella
d.

decreti sinodali de'suoi predecessori,

eranvi due altre abbazie, cio quella

sono

riportati

Storia

di

della

Madonna
ai

Chge, apparregolari
di
s.

Meaux, composta da

Toussaint

tenente

canonici

Du
nel

Plessis.

Genoveffa, e quella della


giose
del

Madonna

tanelle,

Antonio Renato di Fonnominato nel 1737, mori

del Mercato appartenente alle reli-

1759.

Suoi
Gio.

successori

furo-

medesimo ordine. Nel 672 o 686, a s. Farone successe s. Jldeverto da lui allevato. Fra vei

scovi degni

di

special

ricordo

no-

mineremo
lo

8.

Palasio, che mor nel-

stesso giorno di

sua elezione, e
s.

fu
la

invece
I

nominato
nel

Ebrigisilo.
alf.

Galterio

lo^g intervenne
del
re Filippo

consecrazione

Gaufrido con dispensa d'Innocenzo


III

Lodovico de la Marthonnie de Caussade di Perigueux traslato da Poitiers. 1779 Lodovico Apollinare de Polignac parigino. i8o5 Pietro Paolo de Faudas. 1819 Gio. Giuseppe Maria Vittorio de Cosnac nato in Cosnac. i83o monsignor Romano Federico Gallard d'Artenay diocesi d'Orleans, che Gregorio XVI nei

no:

1759

rinunzi
si

il

vescovato,

nel

concistoro de' 2

febU-aio
d'

1839

diiit

III 3
di
s.

fece religioso

nell'abbazia

chiar arcivescovo
partibus e

Anazarbo

Vittore.
la

Nel

1245

Odone

coadiutore

dell'arcive-

cardinal Tusculano e legato apostolico

per

chiesa di

Meaux, com-

scovo di Reims; e nel medesimo fece vescovo di Meaux 1' odierno

pil sei statuti relativi alla disciplina


ecclesiastica.

monsignor Augusto AUou


gi

di

Meaux,

Celestino

nel

1294
i

vicario generale della diocesi, e

cre cardinale

o Monaco

Giovanni le Moine, vescovo di Meaux, ma

superiore d'uno de'seminaii di essa.

La
ne
di

cattedrale di

gotica e
1'

gian-

Sammartani

negano che

sia

stato

diosa struttura, sotto


s.

invocazio-

pastore di questa chiesa. Giovanni Lullier pubblic delle ordinanze sinodali


nel

Stefano protomartire, con

fonte battesimale,
rio per parroco.
II

avendo un
capitolo
si
i

vica-

1493.
il

11

cardinal

Gu-

com-

glielmo Brssonet
nel

fu fatto

vescovo

i5i6:
la
s.

Cardella dice che que-

il

quali pone di otto canonici, fra decano ed il penitenziere, oltre

sto cardinale

mente
figli.

celebrando pontificalmessa fu assistito dai ve-

altri

canonici onorari,

ed

pueri

scovi di

Malo

e di

Meaux
i53i

suoi
fece

de choro ossiano chierichetti. Prima esso componevasi di sei dignit, di


trenta canonici
e di

Luigi

Pinelle

nel

otto semipre-

utili

regolamenti pei parrochi. Gio-

vanni di Vieuxpont,
nel

XCHI

vescovo,

bendati che aveano il rango di canonici. Presso la cattedrale l'episcopio,


t
vi

16 14 intervenne in Parigi all'assemblea generale del regno. Nel

ampio

e decente. Nella

cit-

1654 il vescovo Domenico Seguier pubblic alcune salutari ordinanze. Nel 1681 divenne vescovo il celebre Jacopo Benigao Bossuet che mo-

sono due altre chiese parrocchiali col battisterio, due monasteri

di

delle scuole
tre

una casa de* fratelli un ospedale, seminari, e nel grande vi si eoareligiose,

cristiane,

ME A
loo necomprende il dipartimento di Senna e Marna, e si estende per 22 miglia circa in lunghezza, ed 8 in larghezza. In passato era divisa in due arcidiatengruo circa
altri.

MEC
trattar la
terra e

53
il

5o

alunni, e

pace

tra
di

re d' Inghil-

gli

La

diocesi

quello

Francia
il

per

la

contea di Poitiers, che


di

primo
I

di-

ceva usuipata dal secondo.


vi

vesco-

conati,

con 2/^0 parrocchie, goden-

do
ta.
stri

il

vescovo 22,000 lire di rendiOra essendo diminuite, ne' regidella

to in fiorini

camera apostolica 87 o.

tassa-

ConciIh di

Meaux.

Il primo fu tenuto nell' 845 per ordine del re Carlo il Calvo, e vi

si

fecero

cinquantasei canoni sulla


ecclesiastica,

disciplina
raccolti

oltre quelli

abbate di Casamare non procedesse alla pace come legato, appellarono ad Innocenzo III. Lal3b t. XI; Arduino t. VI; Diz. de' conc. Il sesto nel 102 3 tenuto dal cardinal Brssonnet contro Lutero Spendano, Annali. MECHITARISTI. Congregazione monastica di benedettini antoniani armeni. Ne fu benemerito fondatore Mechilar figlio di Pietro che nacque in Sebaste, citt dell'Armenia minore nel i674> o meglio nel 1676.
Francia, perch
l'
.

dai concilii

precedenti, per

ricnediare alle doglianze su diversi abusi, ma il re non li conferm.

V intervennero
t.
t.

Fino dalla puerizia bramoso della vita religiosa, s' impieg nello studio de' libri sacri, imitando i relipi osservanti ne' suoi costumi, ed appena compiti i quindici anni, prese l' abito in un monastero, secondo l'uso degli armeni, impiegiosi

vescovi delle tre

Provincie di Sens, Reims e Bourges.

Kegia duino
Il

XXI; Labb t. VII; ArVI; Diz. dei cono. secondo nel 961 o 962, in

gandosi
cattolica,

nell'acquisto delle scienze

cui fu ordinato Vigfrido vescovo di

per abilitarsi a

promovere

la

(t&

Verdun, bench vivo Berengario, e fu altres provveduto Reims del pastore.

Regia
t.

t.

XXV; Labb

l.

IX;

che appresa dai suoi nogenitori conservava nel cuore, bili ed aumentata colla lettura de'santi
padri desiderava
di propagare.

Arduino
Il

VI,

in di
t.

venne adunato nel 1080, cui si ordin Arnoldo vescovo Soissons. Regia t. XXVI; Labb X; Arduino t. VI.
terzo
Il

tard a mettere in esecuzione questo


pio pensiero,

insegnando in

molti

luoghi la fede cattolica, al quale ef-

quarto nel 1082 per l'ordinazione di Roberto vescovo di Meaux,

dopo quattro anni, portatosi alla Aleppo, ebbe la sorte d' incontrare alcuni missionari della comfetto
citt di

ma

Richerio

arcivescovo

co' sutfraganei lo

di Sens scomunicarono per-

pagnia di Ges, cio i pp. Antonio Beauvollier, e Giovanni Verzeau superiore generale in Siria,
i

ch ordinato da Ugo legato e arcivescovo di Lione, senza il loro consenso ; in vece elessero Gualtiero II.
Il

quali gucattolici,
letfe-

stando
lo

suoi

sentimenti

p.

Mansi

di questo
fa

e del

prece-

accompagnarono colle loro in Roma, dopo ch'egli tere


avanti
di fede
di
,

dente concilio ne
celebrato nel
p.

uno, e lo dice
t.

ce

loro

la

professio-

53
Il

io8i. Siipplem. Diz. de' conc.

II,

ne
a

quindi

Roma. Nel

viaggio per, per

incam minossi una

quinto del

i2o3 o

1204 per

iufermit sopraggiuutagli, fu costret

.^4

M Ee
alquanto in Cipro, e
benefzio dell' aria
alla

MEC
gnit di
si

io trattenersi

vartabied

e trattenendo-

poi ricorrere al
nativa. Rilorualo

col

due anni, predic pubbliin

patria,
la

pro-

camente
to.

Erzerunj e luoghi

vici-

mosse con molto finito


tolica,

fede cat-

ni la fede cattolica con molto frut-

e prese il sacerdozio dal vescovo cattolico di Adana nel 1696.

Ritornando
invi

poscia a Costantide' suoi

nopoli,

alcuni

com-

Acceso di ardentissirao zelo luminare nella fede e nelle


ze la sua nazione, e re molta la

d'

il-

pagni

a predicare

in diveise citt

scien-

dell'Asia minore;

ed

il

p.

Mechi-

vedendo essemesse, ammaestr alcucon


lui

tar unito d'alletto e d' impiego col

suddetto missionario apostolico Cacciadur,

ni cattolici, affinch

coope-

ebbe

campo

di

illuminare

rassero a mieterla. Fi'attanto venuto


in

cognizione che

la

congregazione

innumerabili persone, predicando da per tutto liberamente, coadiuvato


dal

di

propaganda fide aveva mandato


l'armeno Cacciadur Arasubito

missionario

divenuto
il

in

allo-

a Costantinopoli per missionario aposlolico


chiel

ra considerevole presso

patriarca
il

Costantinopolitano

degli armeni,
il

dottore,

and a

tro-

quale
cismo.

avea

abbracciato
alcuni

cattoli-

varlo per comunicare con esso il suo disegno, bench il viaggio fos.ie di molte giornate. Nelle conferenze che ebbe con esso, si esib per discepolo con tutti i suoi compagni, pregandolo a farsi capo di
questi

Passati

anni e seguita

la

mutazione del
ai

patriarca favorevole

cattolici,

si

trov

il

p.

Mechitar

in

mezzo
i

alle

persecuzioni degli scis-

matici,
dirlo,

quali maccliinavanu di trasi

operai
11

apostolici colla

vita

perch
in di

tratteneva co' suoi


ospizio

monastica.
s
di

dottore Cacciadur ap-

compagni
guisa
vette di

un

comune u
cui
il

prov bens
farsi

questa idea,

ma

ricu-

monastero,

per

risol-

capo e di coadiuvarli: nel unitosi nuUadiraeno con lui predicare la fede cattolica in Costantinopoli , fecero non poco progresso. Quindi il p. Mechitar non

trasferirsi sotto

dominio
suo
nell'

veneto nella Morea per fabbricarvi

un monastero adattato
tento.
1

al

in-

Giunti nella IMorea

an-

volendo trascurare
suoi discepoli,
di
si

la

coltura

dei
citt

port nella

no 702, la repubblica di Venezia benignamente li accolse, concedendo loro nella citt di Modone sito per
la

Erzerum con intenzione di fondarvi un monastero, a fine di allevare molti predicatori


cattolica.

fabbrica del monastero, che preil

se
le

nome
di
p.

di

s.

Antonio, e rendii

della fede
riu-

per

mantenere
mettere
il

religiosi.

Pri-

Questo per non pot


essendo
si

ma

per
al

scirgli,

perch

vietato dai

brica,

mano alla fabMechitar mand a Rosuoi


professio-

regi decreti,

esponeva

evidente-

ma

Papa Clemente XI due


tutti^

mente ad
tici.

essere tradito dagli scisma-

sacerdoti, per portargli la

Gli riusc solo di essere creato


cio

ne di tede fatta da
strare la loro

per

mo-

vartabied,
il

dottore,

ricevendo
vescovo di

sommo

bastone
il

dal

Erzerum,

quale

era decorato di

questa dignit, che porta seco l'aspredicare e cosoluta podest di

buona intenzione, e supplicare la santa Sede del suo beneplacito; non volendo innovare cosa alcuna prima di ricevere l'ordiga
ne della congregazione di propaganfide. Intanto il p. abbate Mcchi-

muuicare ad

altri

la

medesima

di-

MEC
lar,
ri

MEC
divino, insegnamenti
mechitaristi,
il

5*
scientifici

senza fare coslituzoni particola-

dei
li

per
il

la

sua

nascenle adunanza,
di
s.

detto arcivescovo

sullo

patrocinai

Antonio
gli

riguard
e
li

con

paterna predilezione,
generale di
prese

uljl;ale,

per cui furono delti


es&Si

in-

raccomand ad Alvise Moceniprovveditore

dividui di
nio,
la

monaci di

s.
l'

Antoantico

go
in

mare

governava secondo

Levante,
Accesi

che
i

proteg-

stile de'religiosi

armeni, uniti in pa-

gerli.

monaci sempre pi

ce col

vincolo della carit, insegna-

del vivo desiderio di attendere alla

va
di

ai

novizi tanto le scienze, gli stuteologici e filologici indei

predicazione della fede cattolica tra


gli

biblici,

fessamente, quanto

buoni costumi;
1'

volo,

armeni, secondo il quarto loro si dierono a faticare, girando per

ed

pi provetti

e capaci inviava

molti luoghi.

voler
dalla
alla

nominare
fede

pri-

a predicare, secondo

uso

comune

mi

frutti

dati

congregazione
cattolica
,

de' vartabied degli armeni, non per mai col titolo di missione. Udito

mechitaristca

poscia clie

lodata la
de' suoi,

Clemente XI aveva buona intenzione di lui e venne fabbricato il mona(la

accenneremo, il tutto provandosi con documenti riportati nell'opuscolo stampato in Roma nel 17 18 (che sebbene raro posqui appresso
li

stero
di

con chiesa

prima

pietra

seggo) e indirizzalo
la

ai cardinali del-

essa la

gett Angelo

Emo

provvenete

sacra congregazione di propagan-

veditore generale delle armi


in

Morea), non senza grosso dispendio per la sontuosit dell' edifizio,


e
vi
si

collocarono
di

degli

armeni
;

desiderosi

convivere

seco loro

da fide, dai monaci armeni di s. Antonio abbate fondali in Modone e residenti in Venezia, con sommario degli attestati. Primieramente il p. Mechitar per
lo spazio di

ed avendo comandato la congregazione di propaganda di formare le


costituzioni, subito
spetlironsi a
si

dieci
fra gli

anni predic per-

sonalmente

armeni

la

fede

compilarono e

cattolica in moltissimi luoghi, e

doesi

Roma. La cngregazio>

po
suoi

fallo

passaggio a

Modone,
in

ne di propaganda le corresse e coalerm con decreto de'a marzo 1 7 i i, ordinando che venisse scelta una
delle
tre
;

sendo

egli

occupato
dal

istruire

religiosi,

1702

sino

al

1716 mand sempre


gli

predicatori afati-

regole stabilite
seguilo di che
i

dai sagri
il

armeni. Essi con indefessa


cattolica
il

canoni

in

p.

ab-

ca in molte citt promossero la

fe-

bate Mechitar ed

suoi fecero nuo-

de

piantatavi

gi dal

p.

17 15 avanti fr. Angelo Maria Carlini domenicano, arcivescovo di Corinto ed amministratore del regno di
la

vamente

professione

nel

quale ridusse nel seno di Sduta Chiesa migliaia d'uomini,

Mechitar,
tra' quali

molti

sacerdoti, dottori

vescovi
fede

restarono

illuminali

colla

Peloponneso,
tli

eleggendosi

la

regola
1'

cattolica.

In Costantinopoli,

s.

Benedetto, con ritenere

an-

di s. Antonio denominali anloniani benedettini, ed armeni mechiLirisU o inikitaristi, dal nome della naziodi

tico

nome

monaci

abbate,

indi

sebbene vi fossero prima pochi cattolici, nulladimeno il numero crebbe notabilmente per opera del p. abbate collegato al Cacciadur missionarioj e successivamente

dopo
iu

la

sua
per

ne e del fondatore. meudabile condotta,

Per

la

com-

partenza sempre pi piomosse

zelo del cullo

mezzo

de' suoi

leligiosi

quella

se
cilt
la

ME e
fede cattolica. Nelle cilt di
d'
P;>()lini,

MEC
prest ricovero

dapprima

Smirne,
din,

Aleppo,

Diarbekir, d'

Erzerum, di Adt'ianopoli e di Merd'

lebbrosi, indi ai

poveri
si

mendicaiil
l'ospc'
il

della citt,

finche^

eresse

dove

si

trovavario

parimenti

dale dei mendicanti.

Oggid

no-

pochi
abb.ite

cattolici,

per

e de' suoi
si

opera del p. monaci grande;

me
do

dell'isola

conosciuto nel

mon reso

dotto

dell'

Europa,
1'

ed

mente
baste,

moltiplicarono
Tocliat,
in
in

ma

in Sein io
il

celebre per tulio

oriente nel quale

in

Amasea,
in

mantiene
cristianit,

vivo

Marsuan,
p.

Ancira,

Bursia,

e puro lo zelo di coadiuvandone poderosa-

Salonicchi, in Antepo, in Passen

Mephitar ed
lui

predicatori inviati
principio alla pro-

mente r incivilimento. Divenuto il p. Mechilar


sore dell'isola,
celle, del

possesdelle

da

diedero

il

della

chiesa,
delle

pagazione della fede cattolica, e la coltivarono incessantemente. Alcune


di

giardino e

cadenti
in

mura
della

del suo chiostro, sebbene

dette citt vantano tuttora dove

principio costretto a

vivere

co'suol

dove meno cattolici ; ed in Trebisondg, gran villaggio di Sebaste, tutto il popolo divenne cattopi,
lico.

Da

ci

si

pu congetturare
e

pura elemosina delle messe che celebravano, pure si diede subito a fondare il suo monastero, il quale merc le infaticabili cure di
lui

quante angustie, travagli


puzioni sostennero
i

perse-

e de' suoi

successori,

sotto

il

meohitaristi, e

favore delle due supreme


dello stato e

autorit
colle

pome

spesso ad essi convenne fuggire da un luogo all'altro per evitare il

della Chiesa, e

cerio pericolo di vita.

Mentre

il

p.

generose largizioni de' nazionali benefattori, and crescendo ognor pi


di

Mechilar stava per mandare a predicare dodici religiosi, che avevano pompilo dodici anni di studio, per
lasciare
il

numero

e di riputazione, finch

giunse allo stato di

luogo
altri

nel

monastero di
,

floridezza che presentemente si ammira, deponendo il luogo l'antico squallore. Ar-

Modone ad
rta statp
guinosi
pili

novizi
il

la

Modi

chitetto
chiesa,

del
divisa

restauro
in tre

dell'

antica

volte

teatro di san-

navi

come

combattimenti,
nel

venne
dai

nuovo occupata
chi,

lyiS

tur-

per

cui

mechitaristi

col p>

monastero, fu lo slesso p. Mechilar, sotto la dir Francesco rezione dell' architetto


dell'edificazione

del

Mechilar vedendosi

perseguitati in

Chezia.

L'architettura

semplice,
Jlipart
il

quell'asilo dagli stessi nemici da'quali

erano fuggiti, dovettero abbandonar monastero e rendite, e rifugiarsi ip Venezia con gran disagio spogliati di tiitlp. In Venezia furono i mechitaristi pi volraccomandali dallg congregate zione di propaganda a monsignor patriarca, e nel 1717 agli 8 set-

simmetrica ed elegante. monastero in due piani,

assegnana'

do

il

campo

di

mezzo
tal

monaci
restava-

dottori,

che per
cosi

guisa

no disgiunti
vi

dai novizi,
a

come
fu

dai provetti e applicali


studi.

pi gravasta

Un?i

sala

assai

assegnata

per

refettorio,

ed

altra

tembre ottennero dal senato


ro, che nel

in per-

petua propriet l'isola di s. Lazzada Uberi 180 donala

egualmente grande g di sopra venne destinala per libreria. Non fu neppure trascurata la coltura del
terreno, utile a pi riguardi e soprattutto qI necessario divagapaepto,

tp abbate benedettino a certo

Lione

MEe
t a quel salubre esercizio che nace da una moderata fatica. Il p. Mechilar fu uno di quegli uomini rari, che bastano ad illustrare una intera nazione; di gran mente, di gran cuore fornito, si merit la stinta e gli encomi dei due sunno-

MEC
di

57

Venezia dovevano essere assistiti da un monaco di detto monastero


s.

Lazzaro. Le costituzioni

la

regole dei

mechitaristi furono sot-

toposte all'esame della congregazio-

ne di propaganda fide, nel pontificato dei veneto

minali

celebri

governatori

veneti

Clemente XIII, e nell'adunanza generale del 20 ago-

delia Morea, e fu ringraziato da Benedetto XIV per la pubblicazione da Ini fatta della versione della Bihbia in armeno, adorna di figure, e per le missioni da lui con

sto lySg fu deputata una congregazione particolare de'cardinali Spinelli

prefetto. Galli
il

ponente e

Tam-

burini,
gli
li

quale morendo nel i76r, fu surrogato il cardinal Ganganel-

tanto frutto

istituite

e dirette
i

vandel

(poi nel

1769 Clemente XIV). Gli

no pure
p.

ricordati tra
la
s.

lavori

alti

originali di questa congregazio-

Mechitar,
di

angelio
fece egli
la

spiegazione dell'eMatteo, opera vasta,

segnati all'archivio di

ne particolare non furono nai conpropaganda,

molto erudita, per la cui edizione fondere espressamente per

ma soltanto a'7 agosto 1773 furono ricuperate molte carte relati^ve


alle

tipografia da lui stabilita in s. Lazzaro nuovi caratteri ; e l'ampio Focabolario della lingua armena, prima volta composto e publa blicalo da lui, dappoich sino dal

congregazioni
i

tenute^

ed

aiiIl

che

decreti,

ma

non

autentici.

p. Gio. Battista

d'Anania procuratore

generale de'mechitaristi, con lettera


diretta a monsignor segretario, scritta

uo tempo ebbero origine nella tipoi^iitfia le stampe con caratteri armeni da lui acquistati in Amsler-

in Venezia a' 19
il

maggio
quale
dello

1772,
gli

domand
col

libro delle
il

costituzioni

suo

decreto,

fu

dam. Dopo una


meriti, spir

vita di

settanta-

mandalo con
prelato de'27
seguenti.

lettera

slesso

qualtr'anni, piena di travagli e di


in
s.

giugno, nei
vista

termini

Lazzaro

della

In

della

sua

dei

morte de'giusti il di 27 aprile i749i ed una lapide posta nel santuario della chiesa, e fregiata di un magnifico elogio in armeno, ne accenna la tomba. Per cura de'suoi
degni e
causa
atfettuosssimi
figli
si

9 '"^ggio scaduto, trasmetto a V. P.


per
la

posta

il

tomo
di

richiestomi

delle costituzioni
stero.

codesto

mona-

sta
la

Sar per necessario che V. P. come procuratore del medesimo ne faccia fare una copia bene collazionata col suo
originale,
riporsi

ora formando un processo

per

poi

della sua canonizzazione, co-

me

la

mandi da
i

in questo

me
le

si

legge nella nota 8,


e

una

del-

archivio della sacra

erudite

importanti del
di cui

Di-

Storso, opuscolo

poi

parie-

remo.
Il

primo successore
il

del

p.

Me-

Melconiau di Costantinopoli, creato abbate gnerale nel 7 5o, e morto nel 1800. fedeli armeni Fino dal 174 di
chitar fu
p.

Stefano

congregazione, ove desiderano cardinali che ve ne sin un esemplare". Bench il p. procuratore rispondesse che tutto avrebbe eseguito, in archivio non esiste, forse smarrito nei noti trasporti degli
rigi,

archivi da

Roma

Pa-

viceversa.

>

Eletto Pio

VII

in

Venezia nel

58
1800,
te
a'

MEC
21

MEC
fiocchi,

marzo fu solennemenin
s.

ed

al

cappello pose
visit
la

il

fiocco

coronato

Giorgio, e

nel

vescovile di seta

verde, e nelle ore


cogli
altri

pontificale che celebr fecero da diacono e suddiacono greci, i pp. Stefano Astelich e Gio. Battista Ancher, come riporta il Cancellieri nella Storia de possessi a p. 43^ J

pomeridiane
velli

no-

vescovi

basilica

vaticana,

giusta il costume. Dipoi con dispensa pontificia, fu in Roma dal cardinal Leonardo Antonelli penitenziere maggiore
la

ed

il

numero 26
Nella

del Diario di

Rodel

e protettore del(gi prefetto di

ma.
eh.

Fila di

Pio

VII

nazione armena

Pistoiesi,

Papa
sua

a p. 83, si dice che il ne' primi di maggio onor di


il

propaganda), consagrato a' 3 giugno con rito latino nella chiesa a

presenza

monastero

di

s.

Monte
della
ca,

Citorio

della

congregazione

Lazzaro, ammise al bacio del piede


i

missione, bench
in ci

non pubbli-

monaci

uiechitaristi

presentati

dal cardinal Borgia loro protettore,


in

cui esposero

ima memoria o
1'

i-

scrizone celebrante

e composta dal p. Kliver della diocesi di Transilvania,

avvenimento, Stefano Aconzio


generale perpep.

supplendo l' indulto apostolico, Io che riporta con altre erudizioni anche il Cancellieri nel suo Mercato p. i43. Questo prelato
sori

anche

fu

il

dell' illustre

secondo de' degni succese benemerito foncongregazione.


eletto

nuovo
a
p.

loro abbate

datore di sua
sua

tuo, quale produsse a

254;

^"2'

morte fu
generale

nel

Per 1824 ab-

180
il

narra

che

fu

riportata

bate
di

della
il

congregazione

Dell' interessantissimo libro in

istama Pio

niechitaristica,

p.

pa die

medesimo present

Costantinopoli,

Suchias Sotnal che nel 1800

Vir, e intitolalo: Ecclesiae ArinC' nae, ejiisdemque doctoriim de s. ro-

maiiae

sedis

ucloritate,

degne

s.

avea pronunziato i sacri voti nel monastero di s. Lazzaro, e che Leone Xll elev all'arcivescovato di Siunia con breve
pontificio
:

Pelri apostoloriini principis, ejusque

egli

ne

succtssoruin

rorn.

Pontif.

primate

ricevette la consagrazione in
zia

testimonia selectae.
to dell'archivio
?ie concistoj'iale,

Da un documencongrcgaziorilevato che Pio

nella

basilica

di

s.

VeneMarco dal
Ladislao
Scrisse

della

patriarca monsignor Gio.

ho

Pyrker, a'2

maggio 1826.
:

VII

nel concistoro

de'

28
1

maggio

r applaudita opera
storia letteraria

Quadro

della

i8o4 (di che se ne fa testimonianza nel numero 43, p8 del Diario di Roma), confer il titolo e la
dignit di arcivescovo
di

in
neli'

partibus

Siunia

Siunik

Armenia

uaggiore, al detto p. abbate generale Ruver e suoi successori, onde

dell'Armenia ; erede dello spirito del p. Mechilar, ricopi in s le sue virt, sempre occupossi pel bene del monastero e della nazione, us sempre soavi e dignitose maniere, onde si guadagn r affetto e la riverenza di tutti,

ordinare nel

l'ito

armeno
Il

giovani
s.

e logoro dagli studi, dalle fatiche,

dimoranti nel monastero di


zaro di Venezia.

Lazpro-

prelato fece a
la

da una lenta e dolorosa infermit, mor nel febbraio 1846. Il


della
(Jongregeizione

monsignor uditore dei Papa


tali

capitolo

nello

fessione di fede, prescritta agli orien-

stesso anno,

dopo aver
il

eletto in vip.

se la

da Urbano Vili, quindi assun fascia di seta paonazza con

cario generale

chiarissimo
gli

d.

Gio.

Battista

Aucher,

diede iu

MEC
degno
Triorgio

MEC
deve aggiungere
.due grandi

59
la

successore
dell'

l'

odierno abbate

che

congregadi

A^encrale

ordine,

monsignor
il

zione de' niechitarisli di Venezia ha


stabilimenti

Hurmuz, che

cardinal
ai
ss,

educa
Il

Fransoni prefetto di propaganda

zione sotto la sua direzione.

pri-

21

agosto

nella chiesa

della

mo

per legato- di Samuele Moorat

Trinit de' Monti consagr in arci-

vescovo di Siunia,

come

si

ha dal

numero 69
civescovato

del

Diario di
il

Roma,
l'

avendo emanato
il

breve per

ar-

armeno, morto nelle Indie orientali, si fond dapprima a Padova nel i834, nia poi per circostanze locali venne chiuso circa tre anni addietro, indi Irasfeiito a Parigi nel in
1

regnante Pio

IX

in

84S
tt

dello mese, pel consueto mezzo della congregazione di propaganday?V/p.

maggio, con quattro padri e Irengiovani.


]1

lasci

secondo, legato

Gi sino dagli ii maggio i838 Gregorio XVJ, estimatore delle virtii del p. Ignazio Papasian di (loslantinopoli
le
,

Edoardo
Londra,

RnlFaele armeno,
si

morto

in

fond

tuttora esiste.

Qui

Venezia noteremo,
la

ove

che

procuratore
dell'

genera,

avendo Gregorio
in

XVI

concesso alla
chiesa
c^pizio

in

Pioma

oidine

lo

di-

Uiizione armeno-cattolica

chiaro arcivescovo di Taron in par//^M,y,

Roma

di

s.

Biagio con
l'

e residente in

Roma

pei

pon-

nazionale, con

amministrazione e

tifjcali

e per

le

sacre

ordinazioni

direzione al

vescovo

armeno
la

ordi-

in
sce.

rito
Il

armeno, che tuttora esegui-

nnnle pr tempore, ed avendo


signor Papasian, stante

mon-

medesimo

Pontefice, essendo

sua a-

procuratore generale de' mechitaristi

vanzata et, fatto sentire di non potervi

l'attuale egregio
fratello

padre Edoardo

pi accudire, Gregorio
dalie
affid

XVI

lo

Hurmuz,
successori
pontificia
voi.

del lodalo abbate

esoner
e
l'

incombenze inerenti,
al

generale, accord

a lui ed ai suoi

intanto

detto p.

E-

un

posto nella

cappella
nel

(come

accennammo

fra

Vili, p. 218 del Dizionario) procuratori generali degli orreligiosi.

doardo Hurmuz, per l'oigano della congiegazione di propaganda fide. Il di lui fratello monsignor abbate gineiale nel 1H46 ricevette da Luigi

dini

Questo
in

procuratore
nell' o-

Filippo re

de' francesi

la

deco-

generale

risiede

Roma

rnzione della

legione d'onore, e dal

spizio della congregazione

con

qiial-

che altro
chiesa
e

religioso,

posto presso la

fane di
(

monastero delle carmeliGiuseppe a capo le case del quale si parl al voi. X, p.


s.

sultano Abdul-MedidKlian l'ordine ottomano del Nisciani- Iftichar, diuiostrazione che probabilmente deriva dall'utilit del monastero de'mechilaristi
i

di

Venezia, nel propagare


lo

48

Dizionario), acquistato nel pontificato di Pio VII. Nel pontidel


ficaio

lumi

e le scienze fra gli armeni


slabiliuiento dei
i

d'oriente, per
vari
collegi,

poi di Gregorio

XVI

ed

ai

e per essersi

mechi-

21
poli

dicembre

i835

in

Costantino-

tarisli

senza interruzione per un se-

fujcon universale acclamazione

eletlo in prefello

o capo

civile della
il

nazione armeno-cattolica,
labile
di
p.

lispel-

Carlo Esajan mechitarista

mezzo conservata la suddiottomana nel loro stabilimen-i^ lo di Venezia ; sudditanza che nelle guerre napoleoniche preserv d mocolo e
latiza

Venezia con

gran

lustro
tanti

della
si

naslero di

s.

Lazzaro dalla ntisura


soppressioni
,

iua conjjieguzioue.

pregi

geueiale dellt

quale

6o

MEC
ed ospite. L'
iti-

MEC
nopoli, di Russia e di altri

la bili mento estero

luoghi,

rlinnzone poi dell' odierno

sultano
consi-,
sa-

air istruzione
dorarsi

pubblica deve

ricorderemo quelle di Belgrado, di Temeswar, di Bursa e Neoplanta


principale residenza
de' missionari, chiesa

come

un

effetto della

lutare
stri,

influenza

di -vari suoi

mini-

dove

si

trova
s.

una

armena

ed in ispecie di Rescid pasci, che nelle loro ambascerie presso le principali corti d'Europa, compresa
quella di Gregorio

dedicata a

XVI, hanno
e

po-

Gregorio Illuminatore, con cuia d* anime, ed il parroco mechitarista coopera con quello latino, e come tale dipende dall'arAltra
volta
i

tuto convincersi dell' assoluta necessit

civescovo di Colocza.

di

coltivare
lo

migliorare

gli

raechitaristi eressero ospizi e


se
in

chie-

studi, per
te negletti
I

passato

oauiuamenoltre
le

in Turchia. raechitaristi,

dino, in

monaci

a PetervaraCrimea, ed altrove. Tante benemerenze religiose e letterarie,


Elisabettopoli,
il

sacre

funzioni

che
il

fanno

regolar-

tratto de' niechitarisli

sempre
li

in-

meiile secondo

rito nazionale nella

genuo, tranquillo

dolce,

fece

loro chiesa di

s.

Lazzaro con somvi


assi-

ma
rio
,

edificazione di quanti
pei'
la

stono,

sontuosit del vestiade' celebranti

pel
,

numero
uffiziano

cantori

anche

un'altra

chiesa lor propria, in citt, intitolata

della Croce; sostengono

zelo la spirituale direzione di


ti

arrivano

si

con vero quanfermano per rilazzaretto

meritevolmente chiamare per antonomasia gesuili dell' oriente s mechitaristi portano la barba lunga e vestono doppia tonaca con mantelcon lo e cappuccio di lana nera, cappello ecclesiastico, nella forma che li produsse il Capparroni, che ne riport la figura nella Raccolta
i i

degli ordini religiosi.

guardi sanitari
ritlimo, situato

nel
in

maisole

La
quella

prima
di

condizione

richiesta

una
,

delle
la

per essere
principale

ammesso
essere

nell'ordine,

venete

siccome
italiana

oltre

lingua
orl'in-

armeno,
dell' istituto

essendo
quella

armena ed
glese,
s

conoscano
la la

mira
e

dinariamente
la

anche
e

turca,

d' illuminare

d' istruire

propri

francese

tedesca, cole

connazionali,

siccome a far che


si

occorrendo ascoltano
degli stranieri

confessio-

meglio
sue

suoi

membri
si

penetrino
gio-

ni

cattolici,
l'altra

che non
di
pii

del suo spirito e


istituzioni,

dello scopo delle

parlano che l'una o


ste
te

quevol-

preferiscono

lingue

anzi

trattando

vani allevati nelle proprie case, senza la

con persone o famiglie acattoli-

menoma
cos dati

distinzione

tra ricco

che, e

dando
le

loro

le

opportune

i-

e povero,

come

tali

giovani
e di

slruzioni, le
rori,

convinsero de'loro ertrassero a conoscere ed


tal

abbiano
bella

saggi

di capacit
l'

disposizione, vestono

abito

abbracciare la verit della fede cattolica,

monastico, abitano l'accennata parte

rendendosi in
chiesa.

modo
poi

separata del chiostro, detta

il

no-

mechitaristi eziandio benemeriti della

viziato, e

vengono

diretti nello stu-

veneta

Avendo
precipuo
missioni
i

la

dio da abili maestri, corrispondenti

congregazione
sepolti

per

scopo
popoli
par-

ai

nostri

maestri di

grammatica
gli

d' illuminare colle

e di
se

rettorica.

Terminati
fisico

studi,

neir errore, cos senza


di

sono dotati di
sufficiente,

e d'intelli-

lare delle sue stazioni

Costanti-

genza

ed

atti

sieno 9

MEC
opportare le ratiohe della vita del
di

MEC
moderno
siile.

6i

L' antico

man-

odel missionario, loro permesso di entrare nella congregazione. L'ammissione devoluta al


ciotto,

ca di data,
latina
eif'tio

ma

offi-e

una
;

iscrizione
il

a caratteri

gotici

nuovo

dal cav.
assai

l'ordine, e
vizi

maggior numero de' membri dove l'ottengano


dove
si

deli

armeno,

Alessandro Raplifiel benemerito di questa


porta
il

no-

congiegazione,

nel

mezzo

il

passano nella scuola delta pro-

suo stemma
presso
in

ed

suo
note.

nome imLa sacra fondamen-

fessorato,

dedicano

agli stu-

armene

di

teologici

e filosofici,

unitamente

torre campanaria, le cui


ta

a quelli de' padri. Compiuto quel nuovo corso ricevono il sacerdozio, e vengono assegnale loro le stanze
destinate pei
dottori.

Se

ne sono
il

degni, e se lodevolmente ne sosten-

gono
di

gli

esami,

ricevono
la

titolo

vartabied, e secondo
le disposizioni

vocazio-

ne o

missioni d' oriente,

sono inviati alle ovvero rimandi


s.

gono
Tali

al

monastero
ai
si
,

Lazzaro
letterari.

furono gittate dal p. Mechilar, venne a compimento sotto il di lui immediato successore l'abbate Stefano Melconian, dietro un disegno fallo da uno dei monaci a cui piacque dare alla cima le forme orienlali. Il refettorio di una politezza che innamora, quantun(|ue non sia che la ripetizione di quella che regna in ogni altro luogo meno
cospicuo,
coi

per attendere
lavori
classi

lavori

come
occhi
di

io
;

slesso ammii-ai

possono dividere

in

propri

e sta di

fronte

due
quelli

la

prima

comprende
spirituale

all'ingresso

esso
la

dell'educazione

rappresentante
tore,

una gran tela cena del Reden-

morale, ovvero
della

diretti all' istruzione

opera

di

Pietro Novelli vene-

giovenli ; la seconda quelli che hanno un carattere veramente

gioiello,

scienti l co.

niscono
uffizi:

Tre volte al giorno monaci nella chiesa


recitare
i

si

us.

libreria poi un vero non tanto per la magnificenza degli scaffali, quanto per la

ziano.

La

di

copia

sceltezza

delle opere
nella

che
tre

Lazzaro, afiine di
nelle

divini
feste

contiene. Veggonsi

volta

osservanze delle

e digiuni

si conformano alia chiesa romana, ma osservano il rito armeno, e consagrano in azimo. Prosperando la congregazione, con

quadri del veneto Francesco Zugno. Ivi serbasi un'antichissima muramia, dono del connazionale Bogo.s
Jusuff,

primo ministro
e

del

vicer

d' Egitto,

vuoisi

pie elargizioni fece abbellire


di
s.

la

chiesa

mila anni d'et.


brera
vi

che conti treRimpetto alla lila

Lazzaro, che crebbe maestosa

una stanza che per

di cinque altari di

marmo,

e di al-

sceltezza de'codici
la

cuni

quadri, uno de' quali della Beata Vergine, lavoro di Giovanni

di

armeni, per quelalcune macchine addette agli


della
fisica,

esperimenti

e per

al-

Emir,

tratto dall' originale di Sas-

cune produzioni

relative alla storia

soferralo.

Vi si aggiunse una elegantissima sacrestia, cui crescono ri-

naturale merita di osservarsi.

V'

pur anche
tutti

in essa

un

libro sul quale


l'

salto gli apparati sacerdotali di

maad-

quelli
il

che visitano

isola iscrivi
r

gnificenza orientale

e meravigliosa.

vono

proprio
quelli
in

nome,

e gi

si

Nell'atrio della chiesa vedonsi


dossati alla

leggono
illustri
il

de' personaggi

pi

muraglia due bellissimi


,

monumenti

l'uno di aulico, l'ullru

mollasti IO nel

Europa, avendo onorato 1841 di sua pie-

Ck

:\i

Ee
Lone stampano
gli

MEC
alcuni
,

senza

il

re legnante di Baviera
nella sua

raffrontando
il

dovico, che
espresse
i

commozione
di

esemplari; mentre
ci

p.

Ciam-

suoi

scntimenli
in

stima
tipo-

cian

diede

la

storia

universale

e di soddisfazione

versi

poetici.

La

bellezza e precisione della

dell'Armenia, ed il p. Ingigian le antichit delU Armenia e la sua


Geografia, per non dire
corrispondenza letteraria
taristi
ti ti

grafia, riluce particolarmente nella

di altri.

La

stamperia
si

di

s.

Lazzaro, e non solo


le

de'mechi-

solleva

sopra

altre

Costantinopoli,

di

Smirne,

armene di di Ma-

si

estende fino
i

paesi, e

libri
il

ai pi remoda loro stampa-

dras, di Vienna, di Pietroburgo, di

trovano
questi

pi

facile

smercio.

Londra,
rientali

di

Parigi,

ma

distinguesi

eziandio Ira
di

le prime tipografie oEuropa. Trasfuso come

Da me

in retaggio Io spirito del fondatore,


i

non solo riceve gran lula nazione armena, ma la congregazione stessa mechitaristica ne ritrae tali frutti, che uniti a quelli

mechitiu'isti

progredirono ogni
tal

d'i

delle sue rendile, di

trovasi in

graalla

pi negli

studi, e zelantissimi, sino

do
ni.
s.

ricevere
i

gratuitamente
giovani
articoli

a poter per
te de' quali

via
utili

inoltrare
libri, di

alla

educazione

poveri

armedi
legsi

loro nazione vari

pargli

Due

belli

sull'isola

sono

eglino

stessi

Lazzaro e sui mechitaristi

autori, e di parte sono

g' interpreti.

gono neir Album, giornale


rio

lettera-

stupendo progresso copia delle opere che di


s

Di

fa fede

la

romano
ed
11
il

l vider la

Vili, p.
la,

225, 4or, colla veduta


t.

Ili,

p.

e tom.
dell'iso-

luce. Oltre

le

grammatiche

dizio-

ritratto del p.

Mechitar.

nari di varie lingue, stamparono (per


ciu'a del p. Gio. Battista

Aucher)

la

cronaca di Eusebio da Cesarea in tre lingue, armena, greca e latina, opera di cui era perduto il greco originale r ne rinvennero essi la versione iute-, ra anticamente fatta in armeno, e la

XVI, che da monaco, da abbate e da cardinale sempre teneramente am e grandemente stim la congregazione
Pontefice Gregorio
mechitaristica,

prima del

declinar

dell'anno
ulteriore

i845

volle dargliene

uni
a

solenne

testimonianza
di

aggiungendovi frammenti greci a gran pr deli la letteratura, ed utile al ristabiliin

recarono

latino

perpetua
lenza,

memoria
la

sua benevo-

coir inviargli

un nobilissimo
venerain
il

donativo, cio
ta effigie.

stessa sua

mento

del

testo

dell'autore.

Cos
reli-

Consist
di

dono

un

fecero (per studio del lodato

monumento
lo

marmo

bianco, che
abiti

gioso) de'tre sermoni di Filone e-

rappresenta

vestito degli

breo

inediti, e salvati in

antica ver-

pontificali,
di

e in triregno,

nell'atto

sione in armeno, e dei paralipomeni dello


stesso
scrittore,

compartire l'apostolica benediziolavoro


finitissimo,

non che

ne;

squisito

delle omelie di Severiano da

Emnia
ori-

diligente del

commendatore Giusepscultore, che


di

vescovo di Cabal, opere di cui parimenti erano perduti


ginali, e delle
i

pe de Fabris esimio
l'umili al

greci
le

Papa

in

omaggio
11

gradi

quali

furono

ver-

to

animo

nel i833.

monumento
dado
le

sioni

re

in armeno. Piaccolsero punon pochi altri manoscritti arla

sostenuto da
di

girevole
,

marmo
fronti

Carrara

quattro
di

meni, de' quali va fornita


biblioteca, e

loro

del

quale sono decorate


simbolici
in

quando a quando

bassi- rilievi

marmo

ME e
giallo incassati,

MEC
epoche
,

6'.

indicanti le

eziandio le allegore de'bassi -rilievi;


a cagione dell'argomento
si

principali

le

gesta

pi

gloriose

diffuse
fasti

le

primarie virt del

tefice.

Tutto

posa

su
e

gran Ponquadrangoscreziato

ed enumer

tanti

copiosi

del

memorabile
le

e glorioso

pontificato,
virt

lare
di

pilastro

stilobate,

private e

domestiche

dI

cipollino

bigio

verde.
i

Som-

Pontefice, e persino la principale calatteristica dicsso,

mamente
per tratto

riconoscenti
s

mechilaristi
e

che all'umilt del


la forza

amorevole

magna-

monaco ognora congiunse


la

nimo, dopo aver rassegnato al munifico padre e costante protettore , solenne rendimento di grazie,

grandezza d'animo che


riverenti
i

g' ispir

la

sublimit del supremo suo graalla

do, inchinandosi
pontificia

sua

vollero

collocare

il

monumenmonastero

maest

pi potenti

mogiu-

to nella
di

biblioteca

del

narchi
sto,
i

finalmente

onor

di

san

Lazzaro,

e celebrarne con

dettagliato

e splendido

elogio

decorosa
rio
s.

pompa

l'inaugurazione ai

2 febbraio 1846, fausto

anniversa-

dell'esaltazione alla cattedra di

Pietro dell' augusto donatore. In


lieta

monaci mechitaristi, dichiarandone le principali benemerenze con paterna effusione d'animo, rimarcandone la singoiar piet, la diligente disciplina, e
pienza
la

SI

occasione

la

quiete studiosa

[rofond

sa-

della religiosa
ta

famiglia fu interrot-

con

la

quale
di

pubblicando
sacra

dalla

magnifica

festevole sole

opere voluminose
terle di

prosol

lennit, alla quale intervennero

fana erudizione, e che col

trasmetil

principali autorit

civili
, i

militari,

qua e
di

di

l,

donde
si
il

quelle

ecclesiastiche
religiosi
,

cepi
altri

degli
distinti

nasce, fin

dove tramonta,
nodo, che

forma
saper

ordini

ed

una
te

specie

personaggi,
reale

tra' quali

sua

altezza

dell'oriente con quello dell'occiden-

il duca di Bordeaux Enrico di Borbone, e sua eccellenza il brtli

unisce

e siringe in fraterna ali

leanza; n tacque
vici
resi

rilevanti

ser-

Antonio Carpellari della Colomba gran priore dell' ordine gerosolimitano nel regno lombardofr.

Gio.

dai mechitaristi alla chiesa

veneta in varie guisCj accrescendo-

Teneto

nipote

del

Pontefice.

e da txitti benedetto Jacopo Monico patriarca di Venezia lesse con grave facondia e maestria analogo discorso, che siccome veridico, dotto, af-

L'angelico
cardinal

ne il decoro colla loro esemplarissima vita e squisita gentilezza. Dopo l'applaudilo discorso, fu eseguita da scelta orchestra ed esperti
cantori,
te
il

fausto

una cantata commemoranavvenimento al sodi

glio

pontifcio

Gregorio
dal cav.

XVI

fettuoso, eloquente

ed erudito, non
frenare
la

offerta ai religiosi

poterono

gli

uditori

Battaglia console pontificio


nezia, fatta

Andrea in Ve-

commozione e l'entusiasmo dell'animo, con aumento di ammirazione e


venerazione verso
il

compoire

gi e mette-

re in musica dal suo egregio genitore cav. Giuseppe,

Pontefice, e di

anch'esso stato

profonda estimazione pel por[)nrato, vero ornamento del sacro collegio.


Questi illustr con encomi il dono del santo Padre, rilev i pregi artistici

console pontificio.

Mentre eccheg-

giavano i musicali concerti, vennero largamente profusi lauti rinfreschi, e terminata la bellissima cantata,

del

monumento, spiegandone

l'adunanza

si

sciolse .al

suono

04
i

MEC

MEC
'774 '' P- Diodato Bahighian col suo compagno p. Minassi separarono dalla congregazione di s. Lazzaro
in

dell'inno nazionale austriaco. Inoltre pp. mechilaristi dispensarono elegante opuscolo impresso co' loro
nitidi
ti[)i,

descrivente

il

monumen-

seguito
e

di

alcune
i

controversie
fondatori dei

che ertigiarono con litografa del veneto jutista Melchiorre Fontana,


to

interne,

furono

mechitaristi di

Trieste,

unitamente
il

Cenni intorno al tuolumento che si degn la Santit (li N. S. Gregorio XFI di graziosamente trasmettere in pegno preintitolato:

ed

a quelli che gi quivi dimoravano.


Il

primo

loro

superiore fu

p.

Antonio Uzcardas ; ma il p. Babghian insignito della dignit arcivescovile di Cesarea in parlibus nel

zioso

e distinto della
e

cenza

della paterna

sua ninni/sua amodei


s.

revolezza

alla

congregazione
di
stessi

1800 da Pio VII, fu ro abbate. Nel 1779


costituenti

il
'

primo

lo-

mechitaristi

monaci
si,

mechitaristi

Lazzaro
religio-

una
soli
1'

sola

congregazione
Trieste

in Fenezia.

Quindi gh

avevano due
Venezia,
dei
ss.

monasteri, uno in
in

e colla lodata litografa, dispen-

altro

detto

saiono altro elegante opuscolo con importanti note, e l'iscrizione mar-

Martiri, e per riconciliarsi vol-

lero celebrare

un

capitolo.

La con-

morea

situata

in

silo

cospicuo del

n)onastero

a perenne

memoria

di

gregazione di propaganda nel 1780 concesse licenza di convocare il capitolo in


s.

un tanto
titolo:

Pontefice, che porta per

Lazzaro, sotto

la

presi-

Per V inaugurazione del monumento pontifcio nel monastero di s. Lazzaro il d 2 febbraio 1846, discorso del cardinal patriarca di Fenezia. Ivi dalla tipografa armena di s. Lazzaro 1846. Altra congregazione mechitaristiGa, derivata
la

denza del nunzio di Venezia Ranuzzi, con patto di non pubblicarne decreti senza l' approvazione
i

della stessa cardinalizia congregazio-

effetto,

dalla sullodata quelTriestini,

de' mechitaristi
cos

di

cosa non avendo avuto venne ad una totale separazione dei monaci di Venezia da quelli di Trieste. JVel 18 io Trieste passata sotto il dominio francene;
la
si

ma

Fienna,

detta

perch
si

loro

se,

la

congregazione
di tutto^

mechitaristica
costretta
ri-

fondatori separandosi

dai monasteritirarono

spogliata
fugiarsi

fu

ro di Venezia, prima
a Trieste e poscia
si

a Vienna, ed ebbe ricovereligiosi. INelle

stabilirono
a

ro nel convento de'cappuccini vuoto fu


di

Vienna,

darne cenno. Prima noteremo, che nel 1747 non si trovavano in Vienna che venti armeni uniti in matrimonio per lo pix con donne tededi

che

andiamo

sue angustie

aiutata
il

dal

Severoli,

nunzio di Vienii quale volendo la condi

servazione della congregazione, prO'

pose

ed ottenne
la

darle in atndi di

sche*
to,

vi

ma

erano tre preti di quel riincapaci al ministero per la


;

minislrazione
spellante
( f^e/^/'),

villa

Dublany
Leopoli

al

collegio
vi

loro

ignoranza

chiesero
di

un

mo-

perch
a

formasse de' misla


cos'i

naco mechilarista
co
vi fu

Venezia, e fu

sionari

armeni sotto

dipendenza
volesse
la

concesso a loro spese. Altro

mona-

fino

quando
di

deputalo della stessa congregazione, sotto la dipendenza del nunzio apostolico di Vienna. Verso il

congregazione
tanto
i

propaganda.

In-

Vienna

il

monaci fabbricarono i monastero con magnfica

MEC
chiesa

MEC
Il

65
edificata dagli

stamperia.

monastero
e molti di

nel i524-

La

citt fu

contiene
essi
si

molti monaci,

spagnuoli, e divenne sede dell'inten-

trovano alle missioni di Bu-

denza

kovina, e di Elisabettopoli, di Co-

Mokilow, di CostantiuopoArmenia e Mesopotamia, restando un solo monaco in Trieste.


stan, di
li,

di

Munifico verso questa congregazione fu l' imperatore Francesco I, che Al preie assegn una pensione.
sente n' abbate monsignor Arista-

del suo nome. Trovasi in mezzo alla bella valle d'Olid che due fiumi irrigano: fabbricata irregolarmente, ma ha diversi notaedifizi; ed bili un beli' acquedotto costruito a spese del vescovo Fray Antonio de s. Miguel, somministra alla citt acqua potabile. Meritano particolar menzione la cattedrale e
il

ce

Azaria

arcivescovo

Cesarea,
al

che succedendo nel

armeno di iS^S

seminario.

Il

clima

te

mite e piacevole,
a
circa

sommamensommando gli
Questa

lui

molto pi d grandemente fiorire. Nel primo volume degli Annali delle


suo predecessore,
la fa p.

abitanti
citt

23,000.

patria di d. Agostino Iturstato proclamato

bide,

scienze religiose,
riportato
il

i4i

e seg.,

del Messico nel

imperatore 1822, e moschet-

prospetto

pubblicato

tato nel 1824.

dalla congregazione de'mechitaristi

Vienna, dell' unione per la propagazione de' buoni libri cattolici nella Germania, dovendosi i mss.
di

La sede vescovile fu eretta da Paolo III nel i536, ad istanza delCarlo V, e fatta sufl' imperatore
fraganea
co,
dell'

arcivescovo di Messi
tuttora.

de' temi proposti rimettersi alla

li-

come

lo

Nel

iSSy

breria della

congregazione. Questa
e

conservando

seguendo
tutti,

la

regola

del p. abbate Mechitar, riscuote la

ammirazione
si

di

massime dei

ne fu eletto primo vescovo Vasco de Quiroga consigliere del Messico, la cui memoria in grandissima venerazione nel Per, in cui niuuo
pi di
eresse
lui

nazionali, siccome benemerita di es-

contribu all'avanzamenapri scuo-

e della Chiesa, fiorendo ne' suoi

to della

religione; fond conventi,

individui distinti soggetti.

chiese cattedrali,

MECHOACAN
t
rica
di

{Mecoacan).

Cit-

le e seminari,

celebr concilii, fece


libri,

con residenza vescovile dell'Amesettentrionale, nella

imprimere
i

utili

e stabil tra

provincia

Mechoacan,

stato della repubbli-

ca del

Messico, o sia

Vagliadolid,

capo, luogo dello stato di Mechoacan, il quale appartiene interamente al bacino del grande oceano equinoziale,

Valladolid.

Mechoacanum

ed
l'

in cui gli animali


si

domestici delmoltiplicati
in di mi-

America l' uso di visitare le diocesi; mor da tutti compianto nel i565. Suoi successori Giovanfurono, Antonio Morales ni Medina agostiniano, gran teologo, dal 1572 al i588; Alfonso di Guar domenicano, morto nel 1597; Domenico d' Ulloa domenicano, vivescovi
di
;

Europa

sono
,

cario generale della provincia di Castiglia,

modo
niere

particolare

abbonda
allorch

morto
di

nel

e di pesce eccellente,

ed era
gli

d'Ubilla, dello slesso

i6oo; Andrea ordine, mor

un regno indiano
gnuoli giunsero
al

spa-

prima
scilly

Messico. Cristoval,

scovato;

uno
sotto

de' generali che

comandavano

prender possesso del veGiovanni Fernandez Rodecano della chiesa di Carta-

Cortez, ne
of.

fece la conquista

gena, morto nel

1606; Baldassare
5

HIV.

66
di

MEG
tre di

MED
lazzo vescovile ben costrutto ed orcattedrale. Olsono altre chiese parrocchiali, monasteri e conventi, seminario, ospedale e diverse conalla

Cuvanuvias ngostniano, morto nel 1622; Alfonso Heiiriquez delMercede, morto nel l' ordine della 1628 ; Francesco di Ribera, del medesimo ordine, morto nel iGSy; Maria Ramrez francescano, commissario generale
sferito

nato aderente
questa

vi

delie

Indie, tra-

dalla chiesa

di Cliiapa

nel

fraternite. Ampia la diocesi contenente pi luoghi, con circa quattrocento chiese parrocchiali. Ogni

i63g. Nelle annuali Notizie di Roma sono riportati i seguenti vescovi. 1741 Francesco Paolo de Matos-y-Coronado, traslato da Jucatan; l'j^S Martino d' Elizacocchea della diocesi di Pamplona, trasferito da Durango; l'jS'j Anselmo ^anchez de Tagle della diocesi di lUugos, Iraslato da Durango; '773 Lodovico Ferdinando de Hoyos, della diocesi d' Oviedo, dopo la morte del quale avendo Pio VI istituito nuovi vescovati nella regione,
sta
la

novello

vescovo

ne' libri

della

ca-

mera
ni

apostolica

tassato in fiorialle

33, corrispondenti

rendite

della

mensa che

si

calcolano a cin-

quanta

mila peliarum,

moneta

di

quelle parti.

MEDAGLIA, Numnms.
:

Specie di

moneta antica oggi per medaglia per moneta non pi in uso, fuorch delle antiche monete greche e romane, e anche d'altre nazioni,
di qualsivoglia

metallo e grandezza,

numisma. Medaglia diciamo anche


oggi
oro,
alle

smembr

il

territorio di

que-

diocesi;

1777 Gio, Ignazio de

uomini
in

illustri,

impronte o imprese di o di santi, fatte in


in

1783 Antonio
trasferito

Rocha, della diocesi di Cadice; di s. Michele giro-

argento,
e

bronzo,

o in
alle
I

altro metallo, di

forma simile

lamino, della diocesi di Santander,

monete
francesi

di

diverse

grandezze.

da Comayagua ; 8o5 Marco Moriana e Zafrilla , delia diocesi di Cuenca. Dopo notabile sede vacante, Gregorio XVI nel concistoro de' 28 febbraio i83i, vi trasfer 1' attuale monsignor Gio. Gaetano Giuseppe Maria Gomez
1

chiamano indistintamente medaglia qualunque pezzo di metallo battuto a un conio, abbia esso o no avuto corso in alcun tempo come Moneta [Vedi). Tutte le medaglie dividonsi in due classi generali, cio antiche e moderne: antiche
diconsi
tutte

Portugal della stessa diocesi di Meclioacan, gi vescovo di Claudiopoli

quelle che

sono

state battute fino alla

in parlibus.

colo IH, o anche fino

met del seal IX secogli

La

cattedrale

dedicata

al

ss.

lo

dell' era

volgare, giacch

an-

battesimale e cura d'anime, con proprio parroco.


Salvatore,
Il

con fonte
si

tiquari

non

sembrano
;

di

accordo
di-

su questo particolare
consi quelle

moderne

capitolo

compone
la

di

cinque
il

dignit, essendone

prima

dele

cano, di nove canonici comprese

prebende del teologo


ziere,
sei

e del penitenintegri,

de' quali
la

ed

al-

trettanti

con

met
preti

della

prebenpa-

da, oltre
servienti

altri

e chierici inservigio.
Il

che sono state battute dopo il ^15. Tra le medaglie antiche distinguonsi le greche e le romane. Le greche sono le prime e le pi antiche, perch anco a-, vanti la fondazione di Roma re e le citt greche coniavano bellisi

ai divino

sime monete, di un lavoro

cos per-

MED
fello, clie anche nello slato piti floil

MED
primo,

G7

rido della repubblica e dell' impero voraano esse non fuiono agguagliate.

Le medaglie romane sono


;

che nato col gusto dell'antichit, formasse una piccola raccolta di medaglie d' oro e d'argento, anche avanti eli' egli cominciasse

consolari o imperiali

le

consolari
i

a scrivere
degli

sull'asse

sulle

sono quelle battute sotto

consoli,

monete
glielmo

antichi.

Egli fu imi-

e che diconsi comuneracnle di fasono quelle miglia; le imperiali

tato da Giovanni Grollier, da

Gu-

che battute furono sotto


ratori.

g'

imperina-

Soltanto all'epoca' del


delle
si
il

scimento
le
arti

lettere

e delle bel-

Europa
antiche,
.studio.
Il

gusto

cominci a pigliare in per le mediiglie


in

venne

favore

il

loro

Petrarca fece grandissima

ricerca delle

medaglie, e
la

formata-

ne una
offerirla

serie

giudic degna di

all'imperatore

Carlo

IV,

come

presente proporzionato a gran

Duchoul, da Vaillant, da Choisy, da Myonnet, ed altri, ai quali va debitrice di molte belle notizie ed anche di alcuni buoni metodi la scienza numismatica. Le medaglie moderne sono state fabbricate in Europa, dopo che spento vi fu il dominio de' goti, e che cominciarono a coltivarsi, bench ancora bambine, le arti della scoltura e della incisione. Da che il gusto di raccogliere medaglie ed
altri

principe. Nel secolo seguente Alfonso re di Napoli e

monumenti

dell'antichit

si

d'Aragona riun
assai

sparso neir Europa, ed diventato


per

una

serie di

medaglie

consi-

alcune persone
si

una

specie

di

derabile per queir et.

sempio
meglio

di

Forse ad equel njonarca, Antonio o

passione,
postori

suscitarono
alcuni

alcuni
i

im-

ed

falsari,

quali

Barbo cardinale di s. Marco, poi Paolo II, riun in Roma con generosa sollecitudine una copiosa collezione, e form un gaPietro
binetto
di

seppero approfittare della credulit de' raccoglitori. Cavino detto il Pa-

dovano, ed
altri,
si

il

Parmigiano,

non che
suoi

resero famosi

per contraf-

medaglie
le

imperiali, nel

fazioni,
scritti

che

il

Sestini nei vari

discernere

quali

tanta

perizia

ha

insegnato

come

conoiu

avea acquistato, che appena vedute, sapeva dir subilo di qual imperatore o imperatrice esse fossero.

scerle.

Delle medaglie, loro uso, e


raccolte,

pi

celebri

parliamo

Lo

molti luoghi del Dizionario,


del loro collocamento ne'
ti

come

avea preceduto il Bembo, ad esemveneziani sino pio forse del quale


i

fondamen-

di

cospicui ediflzi.
la scienza del-

da quel tempo si erano dati a raccogliere con sollecitudine medaglie


ed
altri

La numismatica
le n>edaglie antiche, e

oggetti d' antichit e belle

trebbe ancora dirsi


giacch queste
di diversi
libri

delle

realmente pomoderne,
Il

arti.

Cosimo de Medici
di mss.,

cominci
di

formano argomento
e trattati.

verso queir epoca in Firenze quella

vocadi

inimensa raccolta
di
bassirilievi,

statue,

bolo di numismatica deriva dal no-

di

marn)i, di

cam-

me

tanto greco, quanto latino


e di

mei e di pietre incise, e cosi pure di medaglie antiche, che fu contiimata da Pietro de Medici suo figlio e da Lorenzo suo nipote. In
Francia

moneta

medaglia, e parlando

a tutto rigore, quella scienza ha per


oggetto lo studio delle monete, e di
quelle principalmente che sono state

Budeo

dicesi

essere stalo

battute dagli auticlii greci e ro-

68
te,

MED
o questa ar-

MED
nominano, va
sviluppa-

mani. Questa scienza

come
a

alcuni la
de' suoi

debitrice
nienti

primi

quae reperiuntur in antiquis numismatibus ab Urbe condita ad tempora divi Augusti ex bibliotheca
Fulvi Ursiniec,
lippo

Nonnio, Hulsio, Occone, Ilemmelario, ed agli italiani Erizzo,

Romae 1577.
Osservazioni

Fii-

Buonarroti,

Strada,

Vico,

Parata,

ec.

La

sloriche sopra alcuni medaglioni


tichi,

an-

scienza ottenne perfezionamento da

Mezzabarba che illustr le medaglie pubblicate da Occone, che furono riprodotte in Milano dalla societ Palatina; da Patino, Vaillanl, More), Arduino, Spanemio, Bellori, Filippo

Roma 1698. Francesco FicoExplication historique des mdailles relatives l'hisloire des Provinces- Unies, A msterdam 1736. Brocchieri, Sopra alcune medaglie consoroni,
lari,

Bologna
p.

762. /piombi antichi,

Buonarroti,

Begero,

Haym,
i

ove a
glie di

77

tratta delle piccole

meda-

de Boze, Eckhel ed altri, quali portarono nella spiegazione delle medaglie tutta l'erudizione ed esattez-

piombo. Della moneta che verfu battuta in Firenze, deil

so

il

i25o

nominata medaglia, ne parla


tori nel

Vet-

V. Patin, Introduclion la connaissaiice des mdailles, Padoue 1691. Thesaurus nuntisnialum anliquor. musaci Alau/'ocem, Venetiis i683. Imperaloruni romanoruni numismata Argentinae 1671. Inip. roni. numismata
desiderarsi.
,

za che

pu

Fiorino d'oro
sulle

p.

199. Delantiche

l'opera che

medaglie

pubblic

il

cardinal Bernardino Maf-

fei, ne parlammo alla sua biografia. Le medaglie antiche erano gi mol-

to ricercate a'

tempi de' romani im-

ex

aere, Argentorati

gostini,

1671. A. ADialoghi intorno alle meiscrizioni,

Le medaglie come le monete sono pili certi monumenti


peratori.
i

della storia. L'uso principale di


sti

que-

daglie ,

ed

altre

anti-

monumenti
i

quello di comprovae di perpetuarne la

chit, illustrati
te

con disegni di molaltre figure,

re

fatti storici

medaglie

ed

Ro-

1625. Sebastiano Erizzo, Disopra le medaglie antiche, Venezia i55g. Ricaud de Tiregale, Mdailles sur les principaux vnemens de l'empire de Russie, Postdata 1772. La scienza delle medaglie antiche e moderne con nuove scoperte, Venezia 1727. FranZaccaria , Istituziocese' Antonio ni antiquario-numismatiche , ossia introduzione allo studio delle antiche medaglie , Venezia 1793. Vincenzo JVatale Scotti, Della rariscorso
t delle medaglie antiche di tutte le

ma

memoria; e bench l' invenzione della stampa possa con grande vantaggio
supplire a que' documenti,
si

conia-

no

tuttavia

si

battono
altri

nella fiducia,

che esse
gli

medaglie sopravvivei-

ranno
storici.
le

tutti

documenti

La numismatica, come
scienze, acquist

tutte

altre

col proe al-

gresso del

tempo una lingua


suoi

cuni
quali

termini
si

particolari,

dei

sono anche formati elenchi

e vocabolari.
cipali,
il

Ad

accennarne

prin-

il

campo

della medaglia
il

fondo destinato a ricevere


;

tipo

e le epigrafi o le iscrizioni
re incise

le figu-

jorme
tre

e di tutti

metalli, divise

in

chiaraansi

il

corpo

della

classi,

Firenze

1809. Ottavio

Liguoro, Ristretto isterico ec. di Romaj medaglie, gemme, intagli ec, Roma 1753. Familiae romanae

medagliaj diconsi monogrammi le lettere intrecciate che indicano certe epoche o nomi di citt o di persone.

Nimbi

si

appellano

cerchi,

MED
talvolta

MED
si

69
[Vedi),
tali

radiati
sulle
;

servino

impero
ste

che sovente medaglie del pantee si nominano


i

os-

compartito

la

Benedizione

basso
le
te-

considerando
ni
la

che
gli

1'

uso di
fedeli

co-

se sagre eccitano

nei
atti

cristia-

che portano
cos'i
il

simboli di alcune

fede e

di

adorazione

divinit;
specie
di

parazonio

una

verso
la

Dio, e di

venerazione verso
i

pugnale e di spada, che mano o al fianco di diverse figure, o anche talvolta isol;ito. Vedi Medagiie BE^EDETTE e
vedesi in

avvertito che

Beata Vergine ed santi. Va i Papi esclusero dalla


le croci, cro-

benedizione e indulgenze
cefissi, statuette

o medaglie di ferro,
di altra

Medaglie Pontificie.

di stagno, di

piombo, o
le

ma-

MEDAGLIE
do
glie,
il

Benedette. Trattant,

teria
si ;

facile a

rompersi o consumar-

Sarnelli nel
p.
le

VI

delle Lett.

ordinando che
sieno

immagini imcanoniznel
il

tccl.

i4,

leti.

VF,

delle

meda-

presse
7ati,

de' santi gi
registrati

chiama appendici delle Co' rane e Kosarii [Vedi), ed impronta d' ogni metallo, che si fa con imprese e ritratti di principi , o de' santi, o della Beata Vergine, o di Ges Cristo, ec. in forma di monete. Le medaglie colle effigie sacre de' santi, del Redentore e della divina sua Madre, non che i Crocefissi si sogliono benedire con indulgenza dai Pontefici, e da quelli cui essi dieiono facolt. Diversi Papi

o di

altri

marcitato

tirologio

romano. Narra

Sarnelli che nel pontificato d' Innocenzo in, eletto nel 11 98, i pellegrini che venivano a Roma ad Li-

mina
stume
si

ApostGloriiiii,
di

riportarne
ss.

aveano per cole immagini e


di

figurine de'

Pietro e Paolo, che divotesti-

ponevano con aumento


indosso,

zione

per

segno

e
;

concessero

indulgenze a
luoghi santi
la

quelle

corone, croci e
sero

medaglie che avesdi

toccato

Geartii

che grande la quantit che se ne vendeva , e tale la buona entrata che se ne ricavava, che tal Papa ne applic la privativa ai cae

monio

del compiuto viaggio

era

tanto

rusalenime , e
reto,
coli,

santa casa di Loa quegli

nonici

della basilica

vaticana
epist.

co-

come dicemmo
od
altri

me
del

si

legge

nella

sua

533

santuari e reliquie,

primo

quali

divozionali

benedetti
.santuari

o che
e
reli-

.soltanto

libro, di stampare cio medaglie di piombo e staeffigie

abbiano
quie non

toccalo
si

possono vendere, com-

gno colla L'anonimo


ta,

de'

ss.

Apostoli.

delle

Osservazioni sul-

mutare o pag. 198

prestare.

Nel
del

voi.

XVII,

l'origine del

commercio della monealtrettanto a


p.

199

Dizionario

riporta

09,

parlammo
benedirsi

dell'antichissimo rito di
e donarsi

dai

Papi cose

notando che il Garampi di.s.se erroneamente ignorare se tali medaglie di

o altro metallo, come nei bassi tempi |.e Chiavi [P'edi), colla limatura delle Catene di s. Pietro [Vedi), notando che prima del secolo XVI non si solevano applicare indulgenze alle medasagre di oro, argento
glie

divozione

fossero medaglie,

avendolo detto chiaramente Innocenzo III. A tempo del medesimo Papa si lavoravano alcune medaglie di

stagno colia figura del Volle

to

Santo e

chiavi
si

di

s.

Pietro

benedette; laonde concessero

incrociate, le quali
certi
artefici,

vendevano da
vendentcs

Pontefici

{'Indulgenza [Vedi) alle medaglie ed altre cose cui avessero

chiamati

P'eronicas.

Anche queste medaglie

70
Ui

MED
pellegrini
si

MED
al

attaccavano
in

cap-

p<lio
(Il

alle

vesti

contrassegno

in alUe parli procurarono di ottenere simili medaglie

molli cattolici

aver visitalo i sagri lin)ini_, ed il provento, provenlibus signorum, fu


canonici di

benedette,

le

quali

il

Papa
succes-

concesse in

grandissicna copia, per


i

dallo slesso Innocenzo III assegnato


ai
s.

cui d'allora in poi


sori
ste

di

lui

Pietro per

le

di-

stribuzioni

quotidiane. Aggiunge il nominato anonimo, che Gregorio IX confermando ai canonici la stessa


s.

continuarono a concedere quemedaglie benedette, che si fecoli' effigie

cero poi anche


versi
santi
;

di

di-

e molti delle provincia

privativa, dice nella bolla a


tro
:

Pie-

settentrionali

veddilus et provcnlus de signis


lui

plttrnheis^ sive stagnei's, liiam et eoa/jostoli

Palili

iinagints

praefc'

nniihiis.

collo al posero si corone e rosari con medaglie della Madonna, per mostrare d' essere cattolici come riferisce il p. Ribadineira nella vita di s. Giovanni a,

Racconta
hello

Famiano Strada
lib.

De
che

Belgio,

5,

decad.

i,

medaglie benedette coFiandra nel i566, quando susci taronsi congiure e sollevazioni in quelle parti contro il tribunale della sacra inquisizione, poil'uso delle

minci

in

L' Oldoino ancora nelle Addizioni al Ciaeconio t. Ili, p1006, rilev che s. Pio V affine di promuovere nei fiamminghi la
postolo.

santa religione,

fu

il

primo Papa
medaglie,

che cominci

a benedir

ch gli eretici congiurati si posero pendente dal collo una medaglia, in cui da una parte si vedeva l'effgie

concedendo indulgenze a chi le portava. Al luogo succitato narrammo come Sisto V benedi eoa indulgenza le medaglie d'oro, grandi (|uanto

del

loro

monarca Filippo
col

II

un

giulio,

dentro un cer-

re di

Spagna,

motto francese
si

chio

parimenti
della

d'oro,

che rinvenedila

Fideles

au

roij dall'altra parte

ne nei fondamenti
fzio

dell'antico

vedeva una bisaccia abbracciata da due mani insieme collegate con


queste parole: Jusqiic
cio,

Scala santa
Costantino
si

presso

basilica

lateranense,

dell'

imperae di
al-

la besace

tore
tri,

Tiberio

usque ad manticam,
al

per
geusi

al-

nelle quali

ludere
glieusi,
tali

soprannome
mendici,
calvinisti.

di

o
a

gradini sulla
sata
fe la

di

vedevano cinque cui cima era pocoli'

cio

imposto
il

santa

Croce,
A,

epigragli

duca Arescotto fece fare una medaglia di argento, con l'effgie della Beata Vergine col Bambino in braccio, la quale medaglia attacc al cordone del cappello. Imitarono molti nobili questa pia e generosa aeretici

Allora

VICTORIA
CON.
col

AVGG.
ob.
,

SOltO

scalini

e nel rovescio una

figura
eolla

paludamento imperiale,
intorno
Sisto

leggenda
p.

dnr.

tib.

CONSTANT,
l
tali

PAT.
a'

regaprincipi

medaglie

sovrani,

e cardinali, obbligandoli a lasciarle

/ione
tulli
i

per

opporsi

ai

geusi

anzi

morendo ad una
neplacito, con

chiesa a loro be-

veri cattolici,

abbracciarono

indulgenza
nelle

plenaria

nella

Fiandra tale istituto, Io che inleso da s. Pio V, per accrescere


la

delle

chiese
ss.

due

annue
rilevasi

feste della

Croce,
il

come
Bull.

divozionede' cattolici, bened'i quel-

dalla bolla presso

Roni.

t.
/-

li'

medaglie concedendo indulgenza


le

IV,

p.

38o.
t.

il

p.

Richa, Notizie
1

a chi

portava

indosso.

Sicch

storiche

I,

p.

16,

parlando

MED
(lolla

MED
di

chiesa di

s.

Croce
le

Firendi

nella

chiesa

di

Castel

Gandolfo

ze,
tali

non solo
medaglie,

spiega

iscrizioni

ciascuno che riceveva da lui la


Eucaristia

ss.

ma

dice che

una

di

esse

avendola Sisto V donata a Giovanni Niccolini, figlio del cardinal

aveva una medaglia di argento con indulgenza plenaria in articolo di morte. Narra il Cecconel suo Diario, che visitando Clemente XI l'ospedale di s. Spini
rito,

Angelo,
del

senatore
di

ambasciatore
,

questi Toscana morendo la lasci alla nominata chiesa, facendone la consegna entro un vasetto d' argento il marchese Francesco di lui figlio ed erede. Il Piazza nel suo Menologio romano p. i5o, dice che nella chiesa
(li

granduca

diede agl'infermi medaglie di


colla
all'

argento

sua

benedizione

portandosi
fraternita

ospizio

dell'arcicon-

della

santissima Trinit,

lav
ci

piedi e serv a tavola dodi-

pellegrini, e

don

loro medaglie
Altri

s.

Ivo (di cui


p.

si

pai lo nel

voi.

di

argento

con

indulgenze.
di
lui

XXVI,
due

2 20 del
ss.

Dizionario) nelle

Papi prima e
altrettanto,
ti,

feste della

Croce

vi

l'in-

dopo massime

fecero

negli

anni san-

dulgenza plenaria concessa da Sisto V, e che nelle medesime si espo-

nevano due
glie d'oro.

delle
Il

mentovale

nitida-

distribuendo medaglie benedette, o per mezzo del prelato Elemosiniere, a quei tredici sacerdoti che

Torrigio

naW
ss.

Histor.

narrai, dell'arde, del


Cristo, scrive a
p.

Clemente Vili nel molte indulgenze alle medaglie e corone benedette da lui non solo
,

Corpo di che 4' e 4^ i6oo concesse


,

tenevano a mensa nel palazzo apocome per ultimo fece Leone XII. Nei pontificato di Gregorio XVI si propag prodigiosamenstolico,
la medaglia dell' immacolata te Concezione detta comunemente miracolosa, pei portenti che Dio ope-

ai

confrati,

ma
nel

gregate, e ci
sto

alle compagnie agad imilazione di Si-

in

virt

di

questa
Pontefice
sotto di

divozione,

che

i586

bened allo

per

cui

detto

concesse
si

slesso sodalizio diverse

corone

fa-

particolari

indulgenze, quali
lui

leg-

cendone fede
greto
Gio.
Grassi nelle
teregale, o
di
tali

suo cappellano Antonio Piccioni


il

se.

Il

jfeni.

star,

di

Mon-

Mondovi, dice che una medaglie la possiede (juclla

pubblicato pi volte; immenso poi ed incalcolabile fu il numero che di tali medaglie bened, e di quelle

gono neWelenco

benedette dai facoltizzati da

lui.

La

cattedrale.

medaglia rappresenta
e le
gi,

la

Beata Vercalate
di ragil

In pi luoghi del Dizionario facciamo memoria di corone con medaglie, o di medaglie benedet-

gine raggiante colle braccia

mani aperte splendenti


il

calpestando
le

serpente sopra

donate dai Papi a sovrani, ambasciatori personaggi e forestiete


,

Clemente XI, oltre (pianto dicemmo nel volume XV, pag. 1 26, a chi comunicava nelle basiliche lateranense e vaticana, dava pr mezzo dell'elemosiniere una medaglia da
ri.

forma corona l'epigrafe: O Maria concepita senza peccalo pregate per noi che ricorriamo a, medaglia della voi. Nel rovescio miracolosa evvi il nome di Maria in cifra sovrastato dalla croce, con
globo:
S(Uto
il
i

cuori di

Ges

di

Maria,

lui

benedetta; e nella sua biografia


altrettanto

ricordammo che facendo

primo coronato di spine, il secondo trafitto da una spada: do-

72
dici
il

MED
stelle e raggi di
Il

MED
dell'ebreo Ratisbonne, per virt della

luce circondano

santo nome.

glorioso Gregorio

XVI,
teneva

divoliisiixio della
l'

medaglia, ne
litografia

ticolo

medaglia miracolosa, ed all' arMinimi, parlando della lochiesa


si

immagine
letto,

in

ro

di

sant'

Andrea

delle
il

capo del suo


i

e ad essa rivolti

Fratte,

detto che ivi ricev

suoi occhi spir nel bacio del Signo-

miracolo

per

1'

apparizione
vi stata

della

re e soavemente la sua candida ani-

Madonna quale
medaglia, onde
un' egual

si

rappresenta nella
collocata
in

primo a far conoscere in Roma la medaglia miracolosa fu il cardinal Luigi Lambruschini ( che nel 1843 pubblic in Roma la sua Dissertazione polemica sull' immacolato concepimento di Maria, ristampata in Venezia con due edizioIl

ma.

gran venerazione per le grazie che dispensa a chi ricorre al suo possente patro-

immagine

cinio.

Gregorio XVI soleva benedire le medaglie d' argento dette della La-

ni, e

tradotta in pi lingue),

il

quale

vanda
no
s.

Vedi

il

voi.

Vili, p.

299

fu sollecito di farne venire


gi

da Paridi rende-

del Dizionario) perch rappresentaquella fatta

buon numero, all'oggetto

dal

re anche nel centro del cattolicismo


tal

Pietro, e quelle

colle
lui

Redentore a immagini
canonizzati;
sol-

nuovo omaggio a Maria col mezzo di queste medaglie, che con


tanta piet e divozione furono pure
in molte parti Europa, nelle Americhe, e benanche in molte parti dell' oriente.
dell'

de'

cinque santi da
effigie.

non per quelle che avevano


tanto la sua

Tali medaglie
e partico-

accolte in Francia,

dispensava

ai

forestieri,

larmente
legi

agli

alunni de' diversi col-

di

Roma prima
,

Altro propagatore
fu
il

della

divozione
Rivarola,
in

alle loro patrie,

che ritornassero o che andassero alle

cardinale
le

Agostino
diffuse

che con zelo


nello stato

Roma,
Genolibri

fissi

ecclesiastico,

nel

vesato

ed

altrove.

Parecchi

furono pubblicati sulla medaglia miracolosa: ne' citeremo uno. Notizie


fetti

storiche

sull' origine

e gli ef-

in

nuova medaglia coniata onore dell' Immacolata Concedella


ss.

unendovi talvolta crocecon medaglie pur da lui benedette. Tra le medaglie divozionali fatte coniare da Gregorio XVI, faremo menzione di tre grandi. La prima in onore del santo del nome che avea assunto e del fondatore di sua congregazione, rappresenta il Papa s. Gregorio I Magno
missioni

corone

zione della

P^ergine, e general-

colla tiara, in atto di scrivere ispi-

mente conosciuta sotto la denominazione di medaglia miracolosa, coli' aggiunta di alcune recentissime
guarigioni
cese e grazie raccolte dalla
dell' abbate francon una novena,

rato dallo Spirito


di

Santo in forma

colomba, avente intorno la leggenda S. Gregorio Magno Pont. Max. Humilis Successor. Nel ro:

moderna edizione

vescio

s.

Romualdo
la

in atto di spie-

Le

Guillou,

gare ai discepoli
vide
i

visione in

cui

e diverse preghiere recate in italia-

suoi
di

monaci ascendere
bianco,

al cielo

no, con dei cenni sull' origine e applicazione dell' indulgenze. Venezia

vestiti

coli' epigrafe:

S.

Romualdo
Gregorius

Abbati

p.

i836 26

pel

Picotti.

Nel

voi.

XXI

XVI.
il

Devotus Filius La seconda in os.

del Dizionario

facemmo mencoaversione

nore di

s.

Benedetto e di

Mauro

zione della prodigiosa

(nome che

Papa prese allorch

MED
entr tra
sive al
i

MED
buzj cassine.se,
si

73
In

camaldolesi, ed abbin-

ec.

questo libro
la

ino molte medaglie pontificie allu-

rianima

la

divozione per
si

detta

nome che avevano


della
vi

prima

loro

l'

Papi esaltazione); da
i

croce o medaglia, e

ricorda con
tenersi

quanta

venerazione
il

debba

un

lato

effigie

del S.

primo
Parenti j che
colla

colle parole in

giro

Benediclo

Coenohitar.
dall' altro

Per.

Occid.

quella del

secondo
Placido,

segno di nostra salvezza. Delle medaglie colle immagini de' santi o della Beata Vergine, o del Redentore, insegne di aldai fedeli
prezio.so

trae

dalle

acque

s.

cuni ordini cavallereschi o capitoli


di

iscrizione attorno:

iS".

Mauro Jbb.

chiese,

ne facciamo menzione
t.

ai

Mauriis Ahb. Camald. Ambedue incise da Giuseppe Cerbara per cura dell' ospizio apostolico, cio la prima nel i83i,
Gregorius
l'altra nel
glia

XFI Antea

loro articoli. Nel

XII

del Bull.

Boni.

Coni. p.

stituzione

35 si legge la coIn summo, di Pio VII,


vai'ie

con cui
al

concesse

distinzioni

i834-

La

terza

medass.

capitolo di

quella colle immagini de' e

glia ai

Loreto, e la medabeneficiati ; mentre a pag.


breve,

Pietro

Paolo

contemplando
coli'

lo

82

vi l'analogo

Exponi
Nella

Spirito Santo,

perci

epigrafe:

nobis.

Spirit US S. Deus Mise re re Nobisj ed in giro Principes Jpostolorum. IVel rovescio si vede in alto la Beata Vergine col divin Figlio nel gesto di

MEDAGLIE
Zecca
servano
tificie

Pontificie.

pontificia

{Vedi),

si

con-

639

conii di medaglie ponil

a tutto

pontificato di

benedire,

lateralmente

s.

gorio

XVI,

oltre quello che

Gredovea
quale
dei

I e s. Romualdo, con il Auxilum Christianorum Ora Pro Nobis, mentre dalla parte di ognuno vi sono le iscrizioni: Gregorius Pont. Max., S. Komualdus Abbas : ne fu incisore Nicola Cerbara. Inoltre ne fu coniata una

Gregorio

servire

per la
degli

medaglia
la

la

vaoiio:

dovea
principi
fu

dispensarsi per
apostoli,

festa

che non
pianta

iS".

coniata

a cagione della

morte

gran Papa, per cui conii delle sue medaglie sono 4^


di quel

esistenti nella detta zecca, altri


nii

coin-

piccola con
e nel

s.

Pietro colle
i

chiavi,
1

essendo
e

presso

particolari

rovescio

ss.

Gregorio

cisori

l'ospizio

apostolico

di

s.

Romualdo; ed
della

altra

roll'immagine
del

Michele.
zecca

La

serie de'

numismi

della

Beata Vergine, dell'IIamerani,

e nel rovescio quella


piviale,

canoniz.
et

anno IX. Il ss. Pii V, Andreae,


p.

Papa in Chiapponi, Acta


Felicis
la

dall' elezione

Calharinae, a
alle

244

l'iporta

formola delle
cesse

indulgenze che conmedaglie, immagini e

croci che bened in occasione di tal

Roma comincia Martino V avvenuta nel \l\.v'j noteremo col Cancellieri, Storia de possessi p. 49^ suoi preche prima di tal Papa decessori non avevano 1' uso di battere medaglie. Qual poi ne sia il pregio s pe' copiosi monumenti che
papale
di
di
:

canonizzazione Clemente XI.

Da

ul-

offre di
s

timo dalla tipografa


sino nel

di

Monte CasOrigine

per

la

sagra e profana erudizione, maestria ed eleganza del


agli

1844
s.

si

pubblic:

lavoro d'incisione, cosa abbastanza

e mirabili effetti della croce o

me-

nota

eruditi,
di

daglia di
d.

Benedetto,

esposti

da

faccia

d'uopo

perch noa molte parole a dia

Francesco Leopoldo ZeUi-Jaco-

mostrarlo.

Basta

questo

effetto

74

M n
1"

MED
ni
i i

pprconeie gli applauditi trattati tre seguenti che ne pubblicarono autori. Claudio Molinet, Histora siim. Pondf. a Martino ad Iiiiiocentmm XI usque, per eorum numi smala ah anno i4'7 ^d annum 1678, Lutetiae 1679. Filippo Bonanni gesuita, Numisniala Pontif Rota, qnae a tempore Martini usque

Cavino e Alessandro Bassi.ini, e iiioiiiiili Parmensi; n minor loiii; meritarono da Sisto V ad Aless.indro VII, Giorgio Ravennate, Gio. Antonio Moro, Gaspare Molo, e soI

pra
to

di

ogni altro

il

tanto

ammiraFeri

Connanno. Vennero

dipoi

ad annum
pnhlica,
vel

699

vcl

aulhoritate
in
lu-

privato genio

ceni prodiere, expticata, ac niultiplici erudilione sacra et


illustrata,

ta suni.

prophana Ilomae 1699. NuniismaPont, templi Vaticani fa-

dinimdo di s. Urbano, ed celebri Hamerani, tanto benemeriti di quest' arte, dai quali la camera apostolica a' 27 giugno 1796 acquist la maggior parte della serie de'conii che possiede. Sulla qual cosa
a vedersi il Venuti nella predizione all'opera citata, in cui novera molti
altri antichi artefici di pontificie

Pioraae 1696, , 1700, 17 15. Filippo Venuti, Nuinismata Rom. Pont, praestantiora a Martino ad Bvnedictum PP.

bricani indicantia

me-

daglie,

che per

amore

di
1'

brevit
et pre-

qui

si

tralasciano.

poi

sente
alle

pu

dirsi in tale arte inferiore

XIV, Romae
tori

i744pi

<juali

scrit-

trascorse, poich

ad ognuno
di

ad ogni

tratto fanno delle


i

meen-

palese a qual
sieno giunti
in

grado
essa

perfezione

daglie pontificie

distinti

comi, e traggono da esse lumi per sempre pi rischiarare la pontificia


storia degli

camerali, T. Mercandetti, Giuseppe e Nicola Cerbara fratelli, cav. Giro-

gl'incisori

ultimi

quattro secoli
Pontefici

vero
sotto
i

per,

che

principalmente

lamo Giruinetti e Pietro suo figlio. Da antichissimo tempo Pontei

pi

antichi

non

fici

sempre possibile il determinare r autore di ciascuna medaglia. Ma g' intendenti di numismatica ben sanno, che sotto Martino V incise con lode i pontificii numismi Vittore Pisano o Pisanello ; che da Eugenio IV a Pio li si segnal in tal genere Andrea Cremonese ; che il pontificato di Sisto IV ebbe un "valente artefice in Vittore Camelio; che sotto Leone X, Adriano VI, Clemente VII, Paolo III, molti nuHismi furono opera dell' immortale
Raffaele da Urbino, di Giulio
ruaiio,
lni

medaglie monumentali principalmente per la cade' santi, celebrazione

sogliono coniare

nonizzazione
dell'

anno santo,
per

pel giubileo

uni-

versale,

l'apertura

e chiusura
la

delle porte sante,

per

lavanda

de' piedi che fanno nel gioved santo,

e pel possesso.
le

Le coniarono per
circostanze

rimarcare

epoche e

di loro esaltazione al pontificato, an-

che in onore del santo che ricorreva in quel giorno, non che della coronazione. Quindi se ne coniaro-

Ro-

no per r erezione, restauri ed abbellimenti di edifizi, massime sacri,

del

celebre

e di

altri

Benvenuto Celsommi, di cui and


si

come
porti,

chiese

cappelle,

fortezze

monumenti
col

pubblici anco sedi


essi,

oltremodo feconda quella et


pizia alle

pro-

polcrali,
spetti

disegno
per

pro-

lettere

e alle arti

belle.

e spaccati;

fortificazioni

Fiorirono quindi

Gregorio XI li

da Giulio HI a padovani Giovaa-

fatte a' luoghi di difesa, nuove strade o ristoramcuti uotubili delle au-

MED
tiche, ed erezioni di
stahiliuienti
cliicse,
;

MED
utili e

'j%

hentfici

medaglie pontificie
le

si

vedono rapvolta fu

per

consagi azioni di

presentate in figure o con sindjoli


cose
indicate,
Io

altari e battisteri, processio;

qualche

ni

ed altre solennit
di

per

condan-

impresso
glioni,

stemma
ed

gentilizio,

con
ec.

ne

errori,

estirpazioni o estin-

diverse allegorie

insegne, paditriregni

zioni di

morose

eresie, e conversioni claper spedizioni militari marittime e terrestri in difesa o vantaggio del cristianesimo; per con;

chiavi,

calici,

Molte medaglie hanno incise le figure del Padre Eterno, di Ges


Cristo, dello Spirito Santo, di
crocefisso o portante
lutifero
la

Ges

clusioni

di

alleanze, concordati
(

e
col

croce, sa-

paci

memorabili
delle

Giulio
celebr

li
la

segno in
in

altre

ripetuto;

motto
ed
re
li
;

Pax Romana

pa-

quelle della
col

Beala Vergine
braccio,
s.

anche
di
s.'

cificazione

famiglie

Colonna
impepacifica-

divin Figlio

Orsini);

celebri trattati,

Pietro colle

chiavi e d

Paolo

gno e
i

mediazione
viaggi

onde

colla spada, insieme e separati, del

principi cristiani

guerreggiana

Redentore che d

le

chiavi al pri-

per
per

intrapresi

van-

mo,
nella

il

quale

si

rappresenta
la

pure

taggio della
ti
;

religione
tutelato

e
la

de* suddi-

navicella cogli altri apostoli;

aver

sicurezza
;

essendo in altre
lica,
la

cattedra aposto-

pubblica e V abbondanza
sa/ione di

per cesprote-

sede pontifcia, figure d' arangeli,

pestilenze; per aver di-

cangeli,

cherubini,

santi

minuito gabelle,
cultori
vili,

accordata
lettere

sante, della Chiesa,


di

della religione,

zione alle arti e alle


di
esse,

ed

ai
ci-

Roma
e

pure

colla

lupa ed

lattante

pubblicato leggi
e

Romolo

Remo,

ancora con
no-

amministrative
per aver
generali

criminali, e
ai

figure miloiogichej e tutte col

persino
toli

assistito

capi-

me
lo
si si

dei

rispettivi

incisori.

d'ordini
virt

religiosi.

Ne
doti

no per

la festa de' ss.

Ogni anPietro e Pao-

furono ancora coniate con allusioni


alle

conia una medagliii, nella quale


del

individuali

cure
la
la

celebra la cosa pi rimarchevole


pontificato,

e qualit

de' Papi,
la

come

piet

de' fasti

avvenuta
conia
e-

e lo zelo,
nignit

sapienza,
la

giustizia
la

nel periodo di
l'

tempo

trascorso dalsi

o la vigilanza,

clemenza,
la

be-

ultima

coniazione; e

e affabilit,
e

generosit,
la

ziandio ogni

munificenza
negli

carit,

costanza

lavanda

de'

anno medaglia per la piedi che fa il Papa


prende
si
si

avvenimenti gravi

ec. Tali

me-

nel gioved santo. Pel possesso che


il

daglie

l*ontefice, loro

sempre sono coli' effigie del nome, analoghe e

Pontefice

delia

basilica

lateranense
ordinaria,

conia medaglia strafa

bellissime epigrafi latine, e l'anno

come

per

qualche

del pontificalo, coronati di triregno,

alcuni in mitra,
glie per

massime

le

medain pi-

monumento o avvenimento singolare. La dispensa per che si fa ai


ministri camerali, famiglia pontifcia e

l'anno santo, col camauro,

col berrettino, col


viale

capo nudo,
alto di

cardinali
la

ha

luogo

soltanto

o manto,

iu mozzelta e stola,

per
glie

delta festa de' principi degli


pel

(]ualche volta in

benedire,

apostoli e
si

possesso.

Le meda-

ed ordinariamente in
lui altra

semibusto, e

in

figura intera ed anche

coniano iu oro, iu argento e in bronzo: prima, come in tanti


luoghi
si

scdeati in trono. Nel rovescio delle

disse,

si

distribuivano d'oro

6
ci'

MED
algente, ora solo di questo seinetalio,
s.

MED
pochi
di

:onclo

ed a

quelle

d' oio.

Michele arcangelo, suo nome, e nel cui giorno fu eletto in altra sua medaglia nel piviale fu incisa
;

La prima medaglia
nio
zia
-sua
si

il

cui co-

la

cavalcata del

possesso

di

Cle-

conservi

nella

zecca pontili-

mente

XII, di Leone

XII, di Pio

di Martino
effigie

del

i4'7j

colla
Il

stemma

gentilizio.

pi antico conio delle medaglie per l'anno santo quello di detto Papa coH'tpigrafe: fusti Inlrabunt Per
h.am, poich incisa la porta santa con gradini con sopra l' immagine
del

Vili, di Gregorio XVI, e del regnante Pio IX, la cui immagine si vede incisa egregiamente da Giuseppe Cerbara in mozzetta e stola, e nel
rovescio
le

allegoriche figure della

giustizia, della

za,

pace e della clemencon l'iscrizione in giro: sacros.


LATER.
POSSES., 6
ncll'

Salvatore,

lateralmente due

SEDIS

CSCrgO

candelahri

accesi.

V. Anni Santi,
voi.
Il

IDUS.

NOV. MDCCCXXXXVl.

Porte Sante, ed il 200 del Dizionario.


conio esistenle in
incisa

Vili, p.

pi antico

detta zecca sulla


di Eugenio i447 canonizzato
coli' iscrizio-

All' articolo Presbiterio diremo (|uando in vece di questo cominciarono Papi a distribuire medaglie d'oro
i

canonizzazione, quello della medaglia

e d'argento nella funzione del possesso,

per ordine
nel

della quale
p-

si

tratt al

voi.

IV per aver
s.

111,

Nicola da Tolentino,

tre

171 del Dizionario, ed alcose si diranno a Possesso ;


della distribuzione delle
di
il

ne:

Nicolai

Tolenlinatis Sanctitas

mentre
daglie

mete-

Celebris Redditur, nell'esergo o sia

s.

Pietro e pel

possesso,

a hasso, Sic

Tr inni pliant
il

Elecd. Si
trono as-

die

fa

palazzo apostolico, ne

vede
sislito

il

Pontefice sotto
dai cardinali e

nemmo

proposito a Maggiordovio e

vescovi mi-

trati

che legge

il

decreto della cal'altare,

Maestro di Camera, cessandosi in quello di Pio VII di distribuire ai


cardinali e
agli altri
i

nonizzazione avanti

ed

in

aria lo Spirito Santo con raggi.

Nonella

D'allora in poi
la

medaglie d'oro. Papi pongono nelcardinali

teremo che
zecca
vi

di
il

beatificazioni,

mitra de' soli


il

due me-

solo

conio di quelle

daglie d'argento, ed altrettante ne

de' bb. Lorenzo

vanna Bonomi,
Ges, sollevati
degli altari.
la
Il

da Brindisi, GioMaria Anna di da Pio VI all'onore


e

d
al

tesoriere al principe assistente

soglio,

quando a questo
ambasciatori
le

assi-

stevano

gli

aveva-

conio pi antico delpel

no anche

essi.

Urbano VII

eletto ai

medaglia
piviale,

possesso

quello

di
in

Alessandro VII
e

colla sua effigie

l'epigrafe:

Vivo Ego

Jant
tore
sessi
;

Non
gli

Ego, col busto del Redenaltri sono quelli pei pos-

i5 settembre iSgo, mor prima di essere coronato, e la medaglia coniata per tal funzione servi pel successore Gregorio XIV (diversi conii

servirono
questi

per

due

Pontefici

Clemente IX rappresentato in camauro, mozzetta e stola, la iscrizione Jpse Dontinus Possessio Ej'us, V agnello pasquale con due rami d'olivo e nella sommit lo Spirito Santo; d'Innocenzo XIII coronato di triregno iu piviale con
di

tranne
di

l'effigie);

ed il successore Innocenzo IX non dimedaglia, per-

spens nel possesso

ch non si tece a tempo nell' inciderla ; per cui il tesoriere se ne scus con diversi cardinali. Clemente

Vili, ad istanza del cardinal de-

MED
cano,

MED
di di agli apostoli, e
il

77
mollo:

dare per presbiterio medaglie d' oro e d' ari^ento nel possesso. Pel possesso di Urbano Vili si legge: pr comodirinnov
l'uso
tate

Tu Doil

minus El Magister (questo Papa nel


rinnovare sontuosamente
e l'altare di
ra, ne'
s,

ciborio
le

Agnese fuori

mu-

Papae non fuemnt canlalae

laudes

in aula magna, el datae medalae, prout tempore Palili V,

sed Papa
d.

Jecit

medalias dare

III.

mane, et sic illos ante operain factam soluit per manus III. d. ihesaurarii generalis j'u' xta distribiuionem, quae fit in distribiUone candelarum, et palmarum pr card, qui habent officia, et etim fedi illos dare d. canonicis bas. Lai. pr sua liberalitatc argenteas tantum, quae tempore Pauli fuerunt datae tani III. d. card, per manus suas, el oratoribus de solio per manus d. thesaurarii generalis. Oratores de sotto non habuerunt niedaliae , sicuti tempore Pauli V. Nel poscard,

hodie

due lati dell'architrave fece incassarvi due sue medaglie, l'una d'oro e l'altra di argento). Il secondo conio di Urbano Vili, anno VII, con sua effigie in piviale,
e nel rovescio
1'

epigrafe:

Tu Domi-

nus Et Magister, nell'esergo Exempl. Dedi Vobis, ed il Redentore che lava piedi agii apostoli ; ve n' pure altro dell'anno XIII. Tre ne esistono del successore Innocenzo Xj rappresentato in piviale ed in camauro, mozzetta e stola. In quello di Alessandro VII dell'anno XIII
i

l'epigrafe dice:
piens. del

Formani Servi Acci-

Nel

voi.

XXI,
si

p.

i5g

162

sesso
rio,

Innocenzo XI il presbitecanonici edam bas. Lai. had'

perch vestano di bianco quelli cui il Papiedi, e da che ebbe oripa lava gine la dispena che si fa loro delDizionario,
detto
i

le

medaglie.
Nella

buerunt,

ut solitum

est,

numisma

argenteum

unum pr
fece dare
ai

quolibet. Cle-

mente XI
e
il'

medaglie d'oro
si

argento

paggi che cre conti


nel

nominala zecca medaglie per gettare nei fondamenti di nuovi edifizi, come di Clemente XI
pi volte
pontifcia vi sono conii di

palatini.
rileva,

Dal Diario del Cecconi


fece

per
delle

la

chiesa dell' arciconfraternita


di
s.

che Benedetto XIII

suo

stimmate
di

Francesco, Pri'
la

possesso

dare dal

tesoriere a

marium Lapidem Imposuit De Mense, ec,


;

ciascuno
patriarchi

del clero lateranense

mei

Clemente XII per

sua

daglia d' argento, non che a


,

tutti

cappella nella

basilica Lateranense,

arcivescovi

e
fece

vescovi.

Anche Benedetto XIV


tesoriere
tutti

dare dal

una medaglia d'argento a


clero lateranense.
11

Primo Imposito Lapidem XF Cai. Sacelluni In Honorem S. Andreae ec. ; e del medesimo per
Jun.
la
ss.

del

pii

chiesa

dell' arciconfraternita

del

aulico conio

che

siavi
il

nella

zecca

della medaglia che


.sa

Papa dispeuchi

nel gioved santo a


i

ha lavadescri-

Maria, Sacerdos Magnus In Diebus Suis Corroboravit Tempi. Eccl. 1736. Del gettito

Nome

di

to

piedi,
all'

argomento che
articolo
voi.

delle medaglie e

prima
voi.

pietra nelle
se

vemmo

PIEDI, e uel

Lavanda Vili, p. 299


in
piviale,

dei

del

fondamenta delle ne proposito nel


del

chiese,

ne tenluoghi

XI, pag. 233


altri
,

Dizionario, di Paolo
colla

V,annoXnij
e
i

Dizionario,

in

sue
il

eflgie

nel
pie-

iovescio

Salvatore che lava

come Bambin Ges, Fob e per la diga di Malamocco in quell'arti-

yS
colo.

MED
Che anco
i

MED
Vili fu Placante
Pietro e
iscrizione:

Papi posero nieclnglie nei fondamenti di edinzi non siicii bastino questi esempi. Pio IV pri-

coniata coll'epigrafe Sede.


1

69

r ,

con
e

le

teste de'

ss.

Polo,

nel

rovescio la

ma

di edificare in

Roma
agli

il

Borgo

8 maggio i56i gitl ne' fondamenti diverse sue medaglie d' oro e d' argento,
Pio, soleuncMnenle

sotto Roniae,co\o Spirito


i

facendo altrettanto per


e
di

la

porta Pia;
di

Veni Lumen Cordium, e Santo fra raggi. Per morte di Benedetto XIV fu coniata col molto Sede Vacante lySS, eie teste de'ss. Pietro
e

Gregorio
far

XUl

nel
il

i574 prima
ponte
si
s.

Paolo, e nel
Oris

rovescio

1'

epigrafe:

rifabbricare

Spiritus

E/us
fra

collo

Spirito

Maria detto Rotto,


dizione
al

vi

rec con
la

cinque cardinali, per dare


principio
dell'

benee

Santo volante te di Gregorio


ta

raggi.
fu

XVI

Per morpure conia-

opera,

colle dette
di

effigie,

e per
la

man-

giltar ne'

ro
re.

fondamenti medaglie d'oe d' ai'gento fatte da lui coniaDelle medaglie coll'epigrafe Be-

canza
servi

tempo, e per
conio per
la

mirabile

sollecita elezione del


tal

Papa che regna,


successiva di-

nemerenti in mezzo ad una corona civica, nella zecca vi sono segueni

spensa, giacch quello della medaglia

che

si

doveva coniare
il

pel defunto

ti

conii

coll'effigie de' rispettivi

Pa-

Pontefice,

rappresentante

mirabil-

Di Pio VII per premiare quelli che si distinguevano nell'innesto del vrtiuolo. Di Leone XII per premiare benemeriti delle arti, scienze e utilit pubblica, ed altra simile. Di Pio Vili. Di Gregorio XVI, destinata a rimunerare benemeriti come sopra ; colla stessa epigrafe su d' una pergamena sostenuta da due
pi.
i

mente
la

museo Gregoriano Lateralui

nense da
zecca

fondato, fu riposto nel-

tale medaglia meglio descrivesi a Museo Gregoriano Lateranense. Qui noteremo che nel voi. XV, p. Soy del Dizio-

pontificia:

nario

angeli

in

atto

di

volare,
d' ulivo
il

uno
in

dei

dicemmo, che pel conclave coniano medaglie d'argento, bronzo, stagno o mistura, e anche d'oro il cardinal camerlengo, prelati magi

quali

con

ramo
una

mani,

giordomo come governatore del conclave,


il

coniata per premiare


tare; pi
quercia.

valor mili-

governatore di
del

Roma,
il

l'u-

terza con corona di


coli' effigie dei

ditore della camera ed


il

tesoriere,

Ve

ne sono

maresciallo

conclave
di

ed

il

Papi, e dentro una corona d'alloro


coH'iscrizione:

magistrato romano,
la

che se ne parpontificia

Academiis Archigymnasii Romani, per la premiazione di questo ; e con corona d' oliva e
Archigyiimafine.
sii

meglio

ai

loro articoli.
nella zecca

Finalmente

quando
tit

si

l'epigrafe: Aiidiloribus

di

una certa quanMonete [Vedi), prima di


battuta
si

Romani, pel medesimo


de'
sia
ss.

Per

darle fuori
alla

suole per antico uso


di

la distribuzione delle

medaglie nella
e

presenza del chierico

camenuosi

solennit

Pietro
vacante^

Paolo,
essa

ra presidente e di altri

officiali, di-

bench

sede

ha

videre in

due

puzzi

luogo, e due conii ne abbiamo, di-

ve -monete: con

una uno di

delle
essi

fa

spensandosi agli
ra apostolica,
co,

officiali

della

came-

prova
tallo,

del palazzo
in

apostoli-

fuoco della bont del mer altro si custodiscej finch


al

come notammo
altri.

pi luoghi,

col

progresso del tempo accumula-

e ad

Per morte di Alessandro

tasene

una quantit

notabile, s'ir-

MED
piega

M ED
medaglia da
oflicali

79

a battere

una
stessi

glia coll'epigrafe

Benefccnlin Puhli-

dispensarsi agli
zecca, ove vi
glie
i

della

sono di queste medaseguenti conii. Di Urbano Vili


piviale,

con
nel

effigie in

anno XVII, e
con
chiavi

caj e le citt di Perugia, Viterbo rd Orvieto celebrarono l'apiilaudito e festeggiato suo viaggio del 1841 con apposite medaglie d'oro, d'argento
di bronzo, come fece nel e 1843 Prosinone per aver quel Padi

rovescio

padiglioni

incrociate, antica insegna della chiesa

romana, e la leggenda Assagiuin Generale iBSg. Simili di Alessandro VII, i656; di Clemente IX in mozzetfa, 1669; di Clemente XII

sua presenza la citt che percorse come in trionfo. Dal Diario del Cecconi si ricava che nella cassa col cadavere;
provincia

pa onorato

coir iscrizione

Ex

Conlalicia

Pro-

di

Clemente XI
piedi
tre

furono collocate

ai

halaq. Moneta, nell' esergo Puhlcae

suoi

borse di

velluto cre-

Fidei
detto

Moniment. x'jZS;

di

Bene-

misi guarnite d'oro, con entro venti

leggenda Ex Prohalae Monetae Segmentisy nell'esergo Fides Puhlica 174*2, ed altra col motto Ex Collectis Fragnienlis 74?

XIV

colla

medaglie (numero degli anni del suo pontificato) d' oro in una, ven-

nel rovescio

le solite

insegne del

padiglione e chiavi, e l'iscrizione Assagiuni Generale.^e voi. VI,


detto che
p. 7.00,
si

e Vili, p. 188 del Dizionario

d'argento nell'altra, e venti di nella terza, tutte con la sua effigie ed operazioni da lui fatte. Il Baldassarri nella Relazione dei patimenti di Pio FI, t. II, p. 356, osserva che tra gli eccessi commesti

metallo

dentro

la

cassa

del

de-

si

dai

repubblicani
del
di

di

Roma
vi

del

funto
si

Pontefice

dal

maggiordomo

termine
quello
e che

secolo

passato,
i

fu

pongono

tre borse di velluto cre-

rompere
pail

sepolcri per

misi trinate d'oro, con medaglie di


oro, d'argento e di bronzo coniate
nel suo

impadronirsi delle casse di piombo,


si
il

ancora

di

frugare

pontificato
di

ma

nella tu-

entro

deposito de' Papi, per im-

mulazione

Gregorio

XVI

ci

non

fu osservato, quanto alle borse,

d'

giacch in una sola si misero le sue numerose medaglie, perch cos'i era
stalo
fatto

delle medaglie d'oro e argento che si suole riporvi; ma fortunatamente, giacch la spesa sa-

padronirsi

rebbe
sperato,

stata
il

maggiore
vandalico
effetto.

dell'

utile

per Pio VIII,


soli

il

quale

divisamento
Il

avendo regnato

venti mesi, po-

non fu messo ad

medesi-

che ve n* erano da porsi nelle tre borse. Dicemmo di sopra che nella sola zecca pontificia vi sono quarantatre conii di

mo
risce
di

Baldassarri

t.

che nella

IV, p. 247, rifecassa del cadavere


in

Pio VI, morto

Valenza
pi

nel

medaglie coniate per

(Megorio
incisori

XVI,

mentre

particolari

1799, solo si cinque monete


potendosi
sa quali

poterono
d' argento,

collocare

non

ne coniarono

allre,

giacche

rinvenire, avendo impres-

per"

non

dire di tutte, l'ospizio apoil

l'immagine e quali l'arma

stolico

ne fece coniare; che


gli
il

magistra-

to

romano

celebr con niedaglia la


affid

custodia

capitolino, oltre

del museo marmoreo busto


;

uno scudo, un mezzo scudo con 1' arma, due papetti con r immagine, ed un grosso con r arma. Oltre le memorate
del Pontefice; cio
distribuzioni,
di

rhe

gli erosse in Campidoglio nel 1841 fu coniala uua gran uicda-

propria

mano

so-

gliono

Pontefici donare

medaglie

8o

MED
ni le

MED
medaglie,
la

d'argento e talvolta d'oro, ed Alessandro VII sapendo che la regina di Svezia partiva da Roiua con poco denaro, nobilmente e pei" un religioso, invece di monete, con segretezza le mand una borsa di medaglie d'oro e d' argento celebranti il suo ingresso nell'alma citcon una polizza di diecimila t, Delle Medaglie benedette scudi
.

maggior
piccoli

parie
sciigni
l'

e-

raiio

montate

in

di

legno del Brasile. Eccone


zione,

indica-

riportata

Baldassarri p.

r ordine cui le car. Medaglie delle


ne Julia

meglio dal citato 349 ^ *^o> secondo contrassegn il Wifamiglie

roma-

regalate dai Pontefici, se ne tratta

a quell'articolo.

Paolo
lalia

II

fu

formare

uno dei primi in Iuna collezione o

ad Memniam 242, Minticiam ad Foslumiain air, Calpurniani ad Crepusiam ^44 ^buria ad Sauftjam iSg, Poslumia ad Tulliani 2o5, Sosia ad Romani 5^, Vargunteja ad Voltejani
61. Niunismata populoruni
biuni 89, pi
et

ur-

museo di Medaglie [Fedi). Clemente XII ampli la Biblioteca Vaticana,

ed

in

essa vi

pose

quelle

medaglie

di cui

parlammo

a quel-

74; de' re e tiranni 49, pi 92; de' re di Siria 35, de' re d'Egitto 8, de' re di Macedonia 22, miscellanea di medaglie
regie

l'articolo; ivi pure si disse come Benedetto XIV un alla collezione delle medaglie pontificie le imperiali, di che fu pure benemerito Clemente XIV, ch'ebbe in dono dal

io, medaglie di Maria Tere-

sa delle imperatrici

17; d'oro
trice

XV
gna 3o ;

romane 81, pi Caterina II imperadi Russia 2, d' oro di Luigi re di Francia ir, d'oro dei
di

re di Francia
le

la

raccolta

di

tutte

re di Portogallo
d' argento,
3, d'

61 ed altrettante
elettori

medaglie

che formavano
de' re suoi

la sto-

d'

oro de' re di SardePalatini


de'

ria

cronologica

prede-

oro degli

cessori;

come lo fu Pio VI che da Gustavo HI l'e di Svezia ricev in


regalo
la serie

delle medaglie d'oro

e d'argento
di tutti
i

coli' effigie

ed elogio di

sovrani e degli uomini pi

celebri della Svezia, ch'egli colloc

nel

museo Pio-Clementino, presso ad


serie

altre

da Luigi

numismatiche donategli e da Caterina II imperatrice di Russia. Nel i8o3 fu stampato in Lipsia un libro, che

XVI

oltre
alla

il

descrivere

codici

mss.

tolti

Papi da Innocenzo XI a Clemente XII 122, pi da Innocenzo X ad Innocenzo XII 126, pi da Clemente XII a Pio VI 1 04, da Martino V ad Innocenzo X i65; d'oro da Martino V a Pio IV 82, da questi a Urbano Vili 126, di Clemente XI 42, da s. Pietro a Pio IV io5, da Urbano Vili a Innocenzo XII io6; di argento degl'imperatori da Giulio da Giulia Cesare a Nerva 22 3
d'

argento

biblioteca Vaticana,

per

uno

Manimea
da

a Aurelio Quintillo 229,

de' patti della pace di Tolentino, in-

medaglie che la biblioteca medesima perdette quando Berlhier s' impadron


dica ancora
i

libri,

vasi e le

di

Roma. Le
pittore

dette cose furono conuffiziali

segnate dagli
al

della biblioteca

Wicar

a ci

incaricato

dai commissari francesi.

In quanto

Commodo a Salonina Orbiana 277, da Traiano a Lucilla 262, da Domiziano Aureliano a Costantino Copronimo 90; d'oro da Filippo Seniore a Costantino Pogonato 1 1 3, da Costanzo Cloro a Costantino Dracose i3o, da Giulio Cesare a Gallieno i56, da Settimio Severo

MED
r\

MEJ>
delle

81
e
di
tutti altri

olio

Gordiano Pio 160, da Marc'Au17G, da a Settimio Severo Pompeo a Neiva 1 35, da Traiano a Faustina e Antonino 207. Delle

monete

de' Papi

famiglie
la

romane
7.9.0,

dalla Crepusia alde' popoli

che appropriarono colle loro ruberie. Riportando il Baldassarri un brano intorno alle meprincipi europei.

Oggetti

diversi ingordi

si

Giulia

citt

daglie

rapite

alla

Vaticana,

del

85, delle famiglie romane dall' A1)uria alla Calidia i.5t). Medagliere
acquistato dalla casa Albani da Cle-

dotto cardinal Mai, esso dice cosk w Furono in pari tempo devastati,
e poscia in parte scarsa restituiti,
il

mente
ratori

XU

colla

serie degli

impe-

romani in medaglioni di prialtro medagliere forma SaS de'Carpegna, poi di Benedetto XIV, con serie di medaglioni lyS; altro medagliere di Clemente XIV con bronzo di serie d' imperatori in massima e prima forma, e delle

medagliere gi degli Odescalchi, poi Vaticano, altres copioso in ogni


forma, metallo e patria.
te

ma

Una

par-

composta delle medaglie dei Carpegna, descritte dal


di ^questo

era

Buonarroti
Albani,

delle

medaglie

degli

descritte dal

Venuti; delle

medaglie della regina Cristina, poi


degli Odescalchi, descritte dall'Ha-

famiglie

romane

in

altro con serie d'


ni in

1261J imperatori roma-

argento

vercamp;
glie

delle medaglie
Scilla
;

pontificie,

bronzo di mezzana e piccola


in

descritte dallo

delle

meda-

forma e
citt

argento, e quella de're,

del

Vitali,
;

descritte dall'illualtra

e popoli similmente in argenin

stre Visconti

1'

grande parte

bronzo 19^9; altri cinque medaglieri con la serie in mezzano e piccolo bronzo da Giulio
to e

dello stesso medagliere Vaticano era

proveniente dai Capponi, da Ballerini,

Cesare a Probo 78 7.

Questo tesoro perdette


ca Vaticana, oltre pi di
sacri

la bibliote-

200

caracnei
oro, e

superbamente

legati

in

da Borioni, da Passionei, da Zelada e da altri, e fu diligentemente descritta, con le pontificie piombij dal dotto medaglie, e con e benemerito Elia Baldi. Fu pine
i

taluno d'insigne grandezza e sublime


artifizio,

asporlato
lanti,

il

forziere
l'

adorno

di bril-

una croce pettorale gemmata assai preziosa, un ricchissimo vaso d'oro, un gran numero di cammei profani, fra'quali quello rinomato Arianna, compresi i di Bacco ed io5 della famosa collezione di
Cristina
gli

nel quale

imperatrice

Ma-

ria

Teresa sped a
delle quali

Clemente

XIV
in

un dono
oro
to
:

delle proprie

medaglie
senza

una

parte soltanil

fu

ricuperata,

ma

for-

ziere ".

i-egina

di

Svezia,
illustrati

gi de-

Odescalchi

ed
;

da Pie-

Finalmente a' nostri giorni Gregorio XVI, come dicemmo a BiiiLioTECA Vaticana, questa in pi

tro Sante Barloli

molto pi copioprofani che di-

modi

arricch di

oggetti propri an-

sa era eziandio la collezione formata

da

altri

cammei

versi

Papi

e segnatamente

aveano
rano
degli

acquistati

Pio VI decoro della


di
essi

biblioteca Vaticana.

Tra

egi

5oo

antichi

medaglioni

che sacri, ed ai due musei numismatico e profano un due insigni raccolte di medaglie e di gemme. Gli don ancora il celebre gran medaglione d'argento di Benvenuto Cellini, rappresentante il potentissi-

Albani e de' Carpegna splen-

mo

Carlo

sedente
le

in trono, cirtutti
i

didissimi.

Vi era
XLIV.

ancora

la

serie

condandone

soglia

sovra-

\0L.

82
ni

MED
da
lui

MED
ultimo actrionfava col
cezza.
silenzio

debellati.

Da

colla

dol-

quist

una preziosa

serie di

gem-

Sent acerbo
la

dolore nel vein

me

incise

mo

dal valente cav. GirolaGirometti, e ne fece dono alla

dere

sua

diocesi

pre<la

alle

stessa biblioteca, cui finalmente

con

unni e de' vandali; ci fece spiccare vieppi le sue


stragi degli

ma
viril

disposizione testamentaria lasci cin-

egli

fu

sempre
in

il

padre e
Ridotta

que
rali,

astucci contenenti sessanta

meri-

consolator degli
citt

afflitti.

la

<Iflglioni

rappresentanti
la

fatti

scrittu-

di

Vermand

uno
la

stato de-

con

versione inglese dei


ricevuti in regalo

plorabile,
vile a

trasport la

sede vesco-

spettivi

testi,

da
di

Noyon. Dopo
di

morte
il

di

s.

Londra.

Eleuterio,
(s.),
di

desiderando

clero ed

MEDARDO
Noyon. Nacque

vescovo

il

popolo

Tournai

di

avere a ve-

cospicua prosa-

scovo Medardo, fu esso obbligato di

pia a Salency nella Picardia, circa

assumere
Noyon.
i

il

l'anno ^5'j. Fin dalla fanciullezza fece mostra delle pi belle virt, e di particolare affezione verso i
poveri.

sta diocesi,
Il

governo anche di queche perci fu unita a

santo vescovo visit tutti

luoghi delia nuova diocesi, in cui


l'idolatria,

Come

fu in istato di atten-

regnava ancora

per strap-

dere

ai

gravi studi, fu

mandato a
genitori,

parli alla superstizione ed alle con-

Vermand,
poscia a

capitale della provincia;

scguenti sregolatezze. Gli ostacoli che


egli

Tournai.
felici

suoi

incontr, ed
di

pericoli
la vita,

che corse

invaghiti delle
egli

disposizioni che

pi volte

perder

non
i

feceil

dimostrava,

Vermand,

richiamarono a e pregarono il vescovo


lo

ro che infiammare maggiormente

suo
to,

zelo.

Le sue
la

fatiche
si

ed

suoi mieffet-

d'istruirlo nella scienza delle divine


scritture. Egli

racoli

produssero
luce

prospero

fece

stupire

il

pre-

che

dell'

evangelio disin

cettore colla rapidit de' suoi avanzamenti, e colla fervorosa, umile e castigata sua vita. Ordinato prete
in et di

sip le tenebre del

paganesimo

tutta l'estensione delle sue diocesi.

Fra

popoli

la

cui conversione gli

trentatre
begli

anni,

divenne
del

cost molte pene,

furono

gli
i

anti-

uno
clero.

de' pi

ornamenti

chi abitatori della Fiandra,

quali

Morto nel 53 o Alomero vescovo del paese, tutti i voti si riunirono in favor di Medardo, il quavescovo da
s.

sorpassavano in
tutte le nazioni
infiniti

ferocia e' barbarie

delle

Gallie.

Con

travagli egli giunse a rifor-

le fu consaci'alo

Remifatiche

mare

gio.

La

dignit episcopale e

le

loro costumi, ed ispirar loro l'amore delle massime evangeliche.

del

ministero
le

non

gli
;

fecero sce-

Ritornalo a

Noyon

diede

il

velo di
col

mare

sue

austerit

quanto

religiosa alla regina

Radegonda,
suo

pi avanzava negli anni, raddoppiava il fervore in tulli i suoi esercizi.


Il

consenso

di

Clotario

marito.

Questo

re che avea

sempre onorato

suo zelo non pot stare


entro
la

rin-

chiuso

diocesi;

ma

ac-

Medardo come un gran servo di Dio, and a visitarlo nvW ultima malattia,

correva per tutto ove trattavasi di procurare la gloria di Dio, e di


estirpare
le

per ricevere la di
11

lui

bene-

dizione.

santo non sopravvisse di

reliquie della

idolatria.
gli

Le

calunnie

le

persecuzioni
di
gioia,

porgevano materia

e ne

molto alla partenza del principe, e and a ricevere in cielo il premio delle sue lunghe fatiche, circa

:med
r anno ^47.
cattetlralc di

MED
Antim. Merlerico
la
si

83
perfezione) nelin'

Venne
i

seppellito nella

compianto
racoli

Noyon, universalmente francesi. 1 mitutti operati alla sua tomba furono


ila

pratica d' ogni virt, ed


fu

capo
gli

ad alcuni anni
sforzi ch'egli

eletto a gover-

natore del monastero, malgrado


fece per esentarsi
i

tanto

maravigliosi,

che

il

re Clole

da

tario volle

che

si

trasportassero

questa carica. Precedette


telli

suoi fra-

reliquie a

Soissons,

ove
;

faceva la

nelle vie

della

perfezione che

sua principale
portate in una
assistendo alla
re,
i

residenza

e furono
lo

loro additava, e sal presto in tanta

preziosissima cassa,

riputazione di santit, che accorre-

cerimonia
e
i

stesso

va gente da tutte
sultarlo.

le parti

per con-

suoi

figli

principali della

Temendo
la

d' invanirsene,

corte.
si

La sua

festa,

che celebravagrandissima
il

rinunzi
in

sua

dignit, e ritirossi

Francia con lennit, segnata


in

so-

giorno

di

luglio.

MEDEA
vile della
l'

MEDIA. Sede
d'
la
il

vesconel-

provincia
Eraclea,

Europa,

una foresta lontana d' Autun circa una lega e mezza, dove rimase per qualche tempo nascosto, guadagnandosi il vitto lavorando; ma scopertosi il luogo del suo ritiro,
fu costretto ritornare al monastero. Indi

esarcato di Tracia, sotto


di

tropoli

presso

memar

a
i

non

Nero, che nel IX secolo divenne arcivescovato onorario. Si conoscono


i

mente

suoi

chiarsi alla

molto lasci novellafratelli, per apparecmorte con maggior li-

seguenti suoi vescovi. Eutimio che


al

assist
listo

concilio del patriarca

Ca-

nel

i3:)i,
;

dov'

qualificato

bert ; e con uno de' suoi amici chiamato Fradolfo and ad abitare una cella contigua ad una cappella intitolata a
s.

metropolitano

Stefano fiorito sotto

Pietro, in

un

Giovanni Paleologo II, cui successe Stefano; Gioacchino che sottoscrisse la deposizione del patriai-ca Joasaph nel 1 564 e Daniele che sottoscris;

sobborgo a settentrione

di Parigi.

se la sugli

risposta del

patriarca Dionigi

Visse col circa tre anni, sempre aggravato da diverse infermit, che posero fine a' suoi giorni intorno l'anno 700, Fu seppellito nella
cappella di
la
s.

errori de' calvinisti nel 1672.


christ.
t.

Pietro, in luogo del-

On'ens

I,

p.

11 44-

^^^'
titolo

quale

si
il

edific

poi

una chiesa
S.

dea, Aleden, al presente


vescovile in parlihui,

un
l'

che porta
rico

suo nome, ed arricreliquie.

sotto

arci-

chita delle sue

Mede-

vescovato pure in partibus di Ei'aclea,

nominato nel
ai

martirologio
ce-

che conferisce
(s.),

la

santa Sede.

romano
lebre,

29

di agosto.

MEDERICO

abbate. Nacque

MEDICI

Famigua. Questa
illustre
l'

ad Autun nel settimo secolo, da illustre famiglia. Animato da un cocentissimo desiderio di servire Iddio

sovrana ed

famiglia
pii

toscana esercit
cisa

influenza

de-

sul

risorgimento

delle lettere,

senza distrazione,

volle

lasciare

il

delle arti e delle scienze, e

l'epo-

mondo
I

nel

suo

tredicesimo
si

anno.
fine

ca

del

suo pi

grande splendore

suoi genitori
al

opposero dappri-

ma

suo disegno;

ma
la

alla

permisero che

seguisse

sua vo-

cazione, e lo presentarono essi

medi

venne indicata col nome di secolo de Medici; il perch, e pei suoi dominii, potenza, ricchezza ed avvenimenti, se ne tratta in moltissimi
articoli di

desimi air abbazia di

s.

Martino

questo Dizionario. Secon-

84
do alcuni

MED
sci-iltori

MTTD
nella magistratura. Salvestro de
dici

fu originaria di

Me*

Alene, pel qual sentimento aggiungono aversene prove chiarissime;

divenuto nel 1378 gonfalonie^ re o capo della repubblica di Firenze, sollev il popolo contro un governo di cui era geloso, quantunque ne fosse momentaneamente capo, scompigli la repubblica, dandola in preda alla plebaglia, ed
esercit le vendette di sua famiglia

secondo altri oriunda dal luogo detto Mugello nella Toscana, situato negli Apenniii, e chiamata Medici da un antenato loro nomato MedicOj signore del
castello

Senone

nel

Mugello, ora rovinato, ovvero come


altri

scrivono,
la

dall' esser

delta fa-

contro

un' aristocrazia eh' essa de-

miglia

medicina applicata a Fii

testava, e contro la famiglia Albizzi,

renze contro
salire
la

tirarmi.

Quantunque
ri-

oggetto principale della sua gelosia.


Il

alcuni genealogisti abbiano fatta


ladini di Carlo

trionfo di

Salvestro fu breve, e
partito aristocrasuperiorit.

famiglia de Medici ai pa-

nel

i38t venne relegato a Modena,


1'

Magno, non

an-

allorch
tico

antico
la

tichissima la sua origine. Ella fioriva gi

ricuper

Ma

la

prima
il

essendone
del

dell'anno 1074, progenitore Giovanni


l'anno
loSo.'SV-

persecuzione, provata in tale occasione dai Medici,


e siccome
in
li

rese pi chiari;

Medico

circa

pari

ten^po

il

com-

verardo era
in

gonfaloniere nel
lui tutti
i

i3i4
i d

Firenze: da

de Medici

e quelli che vivono


d' oggi
stipite

ancora

mercio accresceva rapidamente le Ricci e gli loro ricchezze, mentre Alberti, che avevano per l' innanzi
i

discendono coin da uno comune. Dopo di lui si videro nel 1343 dei de Medici figurare tra
i

diretto

il

partito

popolare,
la

perdeconsidei

vano
capi
essi

la

loro fortuna e
i

razione,
del

Medici
esiliati

furono riputali

plebei che congiurarono


di

partito plebeo. Parecchi di


;

contro

il

duca

Atene; e nel i35[

un de Medici
l'esercito

rendersi chiaro nel-

fiorentino,

introducendo
assediato
dai

una compagnia
stello

d' infanteria nel ca,

di

Scai-peria
signori

Giovanni fiavea abbandonato Firenze, dove continuava il suo commercio, ed in cui era saHto ad un grado di opulenza che gli attierano
di

ma

glio

Bicci

non

Visconti

di

Milano.

Nel

la

considerazione

dello

stessa

i36o Bartolomeo, figlio d' Alamanno de Medici, entr in una congiura contro Firenze sua patria. Tutta la sua famiglia si era innalzata

partito nemico.

Accoppiava altrond'

de
to

ai

talenti

un uomo
ed

di

sta-

una dolcezza
che
gli

una
il

moderatutti
i

zione
cuori.

cattivarono

per mezzo del commercio ad una grande opulenza e ricchezza ; ma vedera con occhio d' invidia le famiglie pi antiche occupare un gra-

Tre

volte

dopo
;

i4o2

fu

priore della

signoria

alla fine nel


alla

142

1,

innalzalo

venne

prima

dignit dello

stato,

cio di gonfa-

do pi

distinto nello stalo.

La

tra-

loniere di giustizia, e la sua elezio-

ma
se

de' Medici

che
fu

avrebbe prola

ne

fu considerata

come un

trionfa

babilmente rovesciato
fosse
riuscita
,

repubblica.
scoperta
in

del partito popolare.


di Bicci de Medici mori 1429 lasciando due figli, Cosmo o Cosimo soprannomalo il ^'eccio o il padre della patria, che

Giovanni

tempo per
da
suo

salvarla; e Bartolomeo

nel

fu sottratto alla vendetta delle leggi


fratello

Salveslro

ch'era

MED
{il
iJiil

MED
''

85

capo della repubblica fiorentina

4^4

3'

'4^4
1

^"'

P''i'"0"

genito Pietro

gli

successe nel go-

verno, e mori nel

de Medici detto
(iglio,

il

1469. Lorenzo Magnfico, di lui


il

morte di Alessandro fu elevalo a duca di Toscana, e nel i-''Cg da s. Pio V alla dignit di granduca, e termin di soggiogare la suia patria,
trasmettendo
la

sua
la

corona
sei

ai

di-

prese allora

governo della
e

scendenti ella persona di


duchi, terminando

gran-

repubblica
vita nella

fiorentina,

scamp

la

sua linea nel

congiiua de'Pazzi, in cui


:

rest ucciso il fratello Giuliano 1 da lui nacque Giovanni, che divenne nel i5i3 Leone X, e seguendo le gloriose traccie de' suoi antriiali, diede il suo nome all'epoca

1737. Dal primo ramo usc, oltre due Papi nominati, Caterina de Medici regina di Francia, moglie del re Enrico H, e madre di Francesco l, Carlo IX ed Enrico III;

dal secondo

pi cospicua

dell' italiana

letteratu-

ra e delle arti. Inoltre Lorenzo educ Giulio nato da un matrimo-

ramo usc Maria de Medici che spos Enrico IV re di Francia, e che fu madre del re Luigi

Xlll. In
si

tal

modo
una

la

famiglia

nio segreto del defunto fratello, che


nel
di

de Medici

rese

delle pi glo-

iSaS fu eletto Papa col nome Clemente VIL Pietro II figlio di Lorenzo il Magnifico e suo successore nel

d' Europa, per riose e pi celebri aver prodotto ventitre gonfalonieri, circa cento priori, sette granduchi,

nell'amministrazione ne fu cacciato in capo a due anni, e mor nel i5o3 suo fratello Giuliano II venne fatto duca di Nemours nel i5i5, e mor nel i5i6. Figlio di Pietro II fu Lorenzo II che divenne capo della
i49'2
di Firenze,
:

molte regine
regni,

sovrane

di

diversi
le

ed

undici

cardinali,

cui

riportiamo qui appresso, compresi quattro che divennero Papi, e quelli che rinunziarono il cardinalato per ascendere al trono di
biografie

Toscana. Innumerabili sono

repubblica
poi,

fiorentina

dal

i5i3

in

menti
dici, e

lasciati dalla

famiglia de

monuMe-

duca d' Urbino nel i5i6, e mor nel i5ig. Alessandro de Medici figlio naturale di Lorenzo II, o di Giulio, fu il primo duca di Firenze, dove regn dal i53o al i537, avendo sposato Margherita d'Austria naturale di Carlo V. Da Lorenzo dello il Vecchio, capo della seconda linea de Medici, figlio di Giovanni di Dicci, discesero nella te

molti celebrali con medaglie:

di Leone X, e ClemenVII nella zecca pontificia vi sono seguenti conii. Tre di Leone X, primo collo stemma di casa Meil dici il secondo allusivo alla libe-

di quelle
te
i

ralit del Pontefice specialmente ver-

so

letterati

ed

artisti,

il

terzo
in

si-

mile, tulli
viale col

colla

sua

effigie

pi-

quarta generazione, da una paril

Bruto fiorentino Lorenzino de


termin
italiano
la

Medici, uccisore del duca Alessandro


in cui

capo nudo. Anche di Cleve ne sono tre, il primo collo stemma Mediceo, il secondo rappresentante la chiusura

mente VII

prima
detto

linea

Medi-

delle porte sante,

il

terzo forse di

cea, e d' altra

parte Giovanni gedalle


alla

nerale

bande
Il

Benvenuto Cellini col riconoscimento probabilmente di Giuseppe ebreo,


riferibile
all'

mie, per
vestirono
lui
figlio

le divise
i

che
fidi
1

sua morte
di

attaccamento
pei

suoi

soldati.

Papa conserv
grado
la

fiorentini

che il mal;

Cosimo

nel

iSS;

alla

poca loro coirispoudenza

86
tratto di

MED
hanno il riClemente VII con piviale,

MED
Serbelloni, ond'era gi
to con famiglie della

tutti poi nel ruvescio

imparenta-

e capo scoperto. Ma della nobilissima e celeberrima famiglia Medici, sono a vedersi gli articoli relativi, segnatamente Firenze, Toscana, Leone X, e Ciemente VII. Afferma Bernardo Corio nella Storia di Milano, che Pio IV eietto nel loSp, e figlio di Bernardino de Medici nobile milanese,
discendeva dalla famiglia di Firenze che
si

stabili

in

gione delle guerre


dalla

civili,
si

Milano a capartendo
estinse.

prima nobilt di Milano, se pure non lo fsse prima come si pretende da alcuni scrittori. Veggasi il Bercastel, Hist. de tEglise t. XVIII, p. 39,1 Nel 1744 f^i stampato in Firenze un Diario letterario, in cui al n. 2.^, lungi dal supporre Giannangelo della famiglia de Medici, cacciata da Firenze, lo dice figlio di Bernardino, che per essere figlio d'uu chirurgo chiamato del Medico provenne il cognome Medici; ma l'Argelati

patria

indi

Si

nella Bill,
t.

de^li scrilt. mila-

che tal lamiglia non fosse veramente della llorentina casa de Medici, e che fosse solamente lo splendore del pontificato, che impegn Cosimo I duca di Toscana a riconoscere Pio
molti,

pretende

per da

nesi,

scrittori

za del
dici

2017, confuta gli che negano la provenienPontefice Pio IV dai MeII,

pag.

di Firenze, con s forti ragioni documenti, che sembra non am-

mettano

IV
di

per
cui

suo
era

parente.

de Medici, o piuttosto
figlio,

Bernardino Medichino,
tenuto
le

avea
di

risposta in contrario. Tra i monumenti co' quali Pio IV abbell Roma, fabbric la porta Pia, gi Nomentana con architettura di Mi-

finanze ducali del Milanese, e questa fu


la

chelangelo Buonarroti,
di

il

quale iu

fortuna

suo
di

fratello

questo edifizio mostr di essere uno


quelli

maggiore Giangiacomo, divenuto


seguito famoso marchese

in

che supponevano

che

la

Marisua

casa Medici di Pio

IV

avesse origi-

gnano,

che

fece pensare

alla

esaltazione.

Giangiacomo
il

fu

uno

di que' bravi, che fecesi largo colla

spada; occup
gi
il

castello di

Musso,

ne da barbieri e chirurghi, su di che pu leggersi quanto si disse nel voi. XIII, p. 112 del Dizionario, bench divenisse poi la pi
ricca
talia,

indi altre terre e

Lecco; signoregLago maggiore e la Brianza,

fra le famiglie particolari d'

i-

ed offrendo
gli

il suo valore a chi piti prometteva, tenne in soggezione lo Sforza ultimo duca di Milano,

chi,

tenendo fino a settanta banonde vogliono alcuni che le

palle del loro

stemma

fossero

pri-

ma

caraffe.

questo

sentimento

grigioni accordi,

e Carlo V, finch

scese

del Buonarroti,

ad

ed ottenne

il

detto mar-

tribuire la satira, che


fatta

sembra doversi atda lui si crede


ne' catini, asciuga-

chesato.

vero per eh' ebbe Pio

a Pio
e

IV

IV per madre Cecilia Serbelloni dama illustre, e per sorella Margherita, che fu maritata ad un signore della casa Borromeo, dalla quale nacque s. Carlo da lui crealo cardinale, come fece ancora car-

mani

palle,

che possono

essere

prese per saponette, scolpite col suo

disegno nella porta Pia. Dal Vasari


ti

abbiamo che dei tre disegni fatda Michelangelo per questa porstravaganti e bellissimi,
e
il

ta,

Papa
di

dinale l'altro

nipote Giauuautouio

scelse quello pi. suujplicc

mi-

MED
noie spesa, che venne eseguilo, restandu per sua morte tutlora imptifello. Di Pio IV abbiamo undici
le

MED
dici,

87

conii nella zecca pontificia

del-

da suo figlio Bernardetto de Medici, che due volle fu gonfaloniere di Firenze, nel i44i e 1431. Questi lasci Lorenzo de
e continuato

medaglie
di

per

lui

coniate, tutte

Medici,

il

quale sposato

nel

1468

colla sua effigie


stito

con testa nuda, veNei prospetti


e
le
si

piviale.
il

ce-

lebrano
di

restauro
s.

fortificazioni

Castel

Angelo,

speranze
ele-

concepite da
zione,
(Iella
iiari,
il

Roma
s.

nella sua

compimento
pace,
la

della facciata
de'

chiesa di
la

Caterina pubblica
degli
la

Fu-

sicurez-

za

e le fortificazioni di
le

Civitavecospedali
giustizia

chia,

fondazioni

nacque Ottaviano de Medici che fu padre a Leone XI ed al mentovato Bernardo de Medici, che compr la signoria d' Otlaiano nel regno di Napoli, e da Giulia de Medici sua moglie, figlia naturale di Alessandro de Medici primo duca di Firenze, lasci r unico figlio Alessandro barone di Otlaiano, il quale da Adelaide di
Sanseverino
de' principi
di
Bissi-

a Caterina Nerli,

de'n)endici e de' pazzi,

e condanna
il

del

cardinal
la

Caraffa,

gnano

ebbe

Bernardo

de

JMedici

parto della

Vergine,
le

benediil

zione compartita al popolo,

Sal-

Da

vatore che d
tro, e
tori

chiavi

a
i

s.

Pie-

che fu creato principe d' Otlaiano. questo ramo fiori ancora Ottaviano de Medici, tenente generale
Filippo V e prode mor nella battaglia Armaus nella Spagna. Neil' opuSolt^nni esequie di
fatte,

Cristo che discaccia

vendi-

degli eserciti di

dal tempio.

Vedi Pio IV.


nel

capitano, che
di

Alessandro Ottaviano de Medici

nacque

in

Firenze

i535 da

scolo intitolato:

Ottaviano de Medici, e da Francesca


Salviat figlia di Lucrezia
ti,

Luigi de Medici di Toscana,

sorella

di

de MediLeone X. Divenne arcol

da Giuseppe de Medici duca di Miranda, Napoli i83o, si legge


quanto segue. Bernardetto de Medici, cugino di Cosimo dello padre della patria, e fratello di Leone XI, si tramut di Firenze in Napoli, dopo
aver sposata Giulia de Medici, ve-

civescovo della patria, cardinale, e


nel

iGo5 Papa

nome
il

di

Leo-

ne
la

XI

[T^edi). Scrive

Novaes nel-

Vita di Leone X, che la nobilissima casa de Medici si divise


in
si
i

quattro rami principali, che pur


divisero in altri subalterni, e che
signori di essa alcuni

dova del duca

di Popoli, e nel
di

i567
Nel

compr

il

feudo

Otlaiano.

sono
fra'

meri

nobili, ed altri titolati,

quali ul-

timi

il

pili illustre

ramo

quello del

diploma col quale Cado III re di Spagna nomin Giuseppe de Medici glande di Spagna, leggonsi le
seguenti parole.

d'Otlaiano nel regno di da cui usci Leone XI grande di Spagna, e il pi vicino di sangue alla famiglia che ha regnato in Firenze. Nella Fila poi di Leone Xf, il Novaes riferisce, che egli era fratello minore di Bernardo tle Medici del ramo de' principi <r Oltaiano, fatto da Antonio de Medici nipote di Giovenco de Meprincipe
JN'apoli,

Avendo

consideai

derazione alle qualit ed


vostri, d.

meriti

Giuseppe de Medici, principe d'Otlaiano, duca di Sarno, ed al lustro ed all'antichit della vostra
casa, poich oltre di trattarvi
il

gran-

duca

di

Toscana come parente e del

suo proprio sangue, vi trovate, essendo capo della casa del Pontefice Leone XI, prima cardinal Alessuu-

33

MED

MED
dinal Consalvi conchiuse pel suo re

dio de Medici, come bisnepole di Bernardetlo de Medici fralello dello stesso Pontefice, che port la detta casa dalla Toscana nel mio regno di Napoli, ove oggi una delle prime
di

con Pio VII quel concordato che riportammo nel voi. XVI, p. 5'
del Dizionario. Inoltre divenne pre-

sidente

del

consiglio

de' ministri

detto regno,
. . .

e delle
.

pi cospi-

consigliere ministro di stato, ministro segretario di stato, delle finan-

" Quanto Leocue d' Italia ne e Clemente VII ingrandirono

ze e degli affari

stranieri,

ed

insi;

quanto invece fu virtuosamente moderato co' parenti Leone X[ [Fedi) lo dicemmo alle loro biografie ed altrove: agli articoli GOVERNATOKE DI RoMA e VlLLA Medici si descrivono il palazzo e la villa che in Roma possederono de Medici. Benqh Leone XI vivesse soli 27 giorni, fu coniata una medaglia colla sua effigie, in camaula

loro casa, e

gnito di tutti

gli

ordini
s.

della co-

rona, non che di


gheria, del toson

Stefano d' Un-

d' oro, di

Carlo

IH

e dell'elefante.

Avendo accom-

pagnato a Madrid il re Fiancesco I pel matrimonio della figlia Maria Cristina col re di Spagna, ivi mori a' 25 gennaio i83o, con coraggio
e coi conforti della religione, e cristiana rassegnazione,
il

suo sovragli

ro e mozzetto , coli' epigrafe De Forti Diilcedo. Nel l'ovescio vi il leone ucciso da Sansone, dalla cui.
:

no ne fu dolentissimo, e
lebrare in

fece ce-

Madrid
di

solenni esequie,

come a
anni,

colui

che avendo spesi 4?


segnalati

bocca escono le api che vi hanno formato alveare, simbolo delle otti-

fecondi

avveni-

menti, iu servigio della corona, ter-

me

qualit del Pontefice.


de' principi d' Otlaiano,

minava
carriera
gli

la

sua splendida
lontana

e mortai
sotto

Dal ramo

in

regione

e da Michele principe di Oltaiano,

occhi del suo principe.

La

spo-

duca di Sarno, a' 22 aprile lySg, nacque il cav. Luigi de Medici, illustre e benemerito membro della famiglia e del regno delle due Sicilie. Dappoich e successivamente fu fatto dal re Ferdinando IV, poi Ferdinando I, reggente dell'amministrazione
civile

glia

mortale
1'

il

re la

fece

trasporreal
i

tare nella
fregata
fragi

terra

nativa

sulla

Amalia,

ricevendo

sufi

nella chiesa degli


il

alcantarini

in Portici, e deposto Oltaiano nella chiesa

cadavere in
di
s.

Maria

degli

Angeli
di

che riguarda

il

duca
dici,

monte Echia. Il Miranda Giuseppe de Mesul


il

buon governo;

nel

i8o3

fu

pre-

che

defunto teneva
ed
istitu

in luogli

posto a reggere la pubblica economia, venendo eletto ministro delle


finanze.
Sicilia

go

di

figlio

erede,

fece

celebrare sontuosi

funerali

coli' in-

Nel

i8o6 accompagn

in

tervento del corpo diplomatico, dei


ministri,
sori,

r erede del trono duca di Calabria, poi Francesco I, e nel 1 8 1

nobilt, magistrati
col

profestre-

concorso

di
la

circa

Ferdinando I suo plenipotenziario in qualunque confu

nominato da

mila persone. Cant


scovo di
tore

messa il veCastellamare, con apposita


Zingarelli
di

gresso che potesse

aver luogo pel

musica di Nicol
del

diret-

ristabilimento

d'una pace generale,

conservatorio
le solenni

musica,
i

come

peritissimo delle cose di stato,

facendo
scovi di
le

assoluzioni
di

ve-

per cui intervenne a quello de' sovrani adunati in Vienna, e col car-

Lacedonia,
di

Boiano, del-

Termopile e

Derbe. Pronun-

MED
t.\b

MED
Emraanuele
l'

89

elogio
;

funebre

Tacldei

composero

le iscrizioni ita-

liane RafTaele Liberatore, e

elogio

romana. Scrivono alcuni storici che appena nato, sorpresa la madre da rossore e confusione di vedere
sa
il

del

temporaneo cenotafio Francesco Carelli. Tutto viene riportato e denel


citato opuscolo,
le

frutto del proprio fallo,

lo

con-

scritto

ove

si

enumerano

sue preclare doti di


e

gran diplomatico

ministro, e le
Ini fatte.

operazioni distinte da

Di-

(ousoie acerrimo dei diritti de' Bor-

poco manc che non fosse condannato all' ultimo supplizio, siccome narrano le storie contemporanee; pieno d'acuto ingegno e teboni,
'

ad una fantesca per farlo morire. Mossa costei a compassione dell'innocente bambino, lo nudri con gran segretezza, e poi lo consegn a Giuliano de Medici, che riconosciutolo per suo figliuolo , lo fece con molta cura e diligetisegn
za educare.

di

fatti

riusc

gio-

vane, per

la

vivacit

dello
volto,

spirilo,

per

la

avvenenza del
persona,

leggiatrat-

nace memoria, fu cortese ne' modi e nelle avversit invitto, laonde vinse la calunnia, poich
l'

dria di

dolcezza di

to e grazia di favella, amabilissimo.

invidia per-

Nei primi anni mostravasi assai moe virtuoso, e il Sadulelo col quale avea strettissima amicizia, altamente lo commenda per pruden-

seguita

be

la

grandi uomini; ma egli ebsomma ventura che la sua ini

desto

nocenza, con raro esempio, non solo trionfasse, ma fosse premiata. Viene
celebrato qual decoro della
semplici
patria,

za,

sostegno e -ornamento del trono, di


moilesti

bont e generosit d'animo, e Paolo Giovio ne fece il ritratto con queste parole: avea tutte le grandi
qualit
I

costumi,
chiaro e
del

amapaordibel-

dello spirito

del

corpo.

tore delle scienze e delle arti,


ziente nelle fatiche,

nato dicitore, di statura alta e


lo della persona. Fratello

per insieme con Alessandro suo cugino lo cacciarono in esilio, ed a voce di pubblico banfiorentini

du-

ditore dichiaratolo ribelle e nemico


della

ca di Miranda

lodato

monsignor

repubblica,

aggiudicarono

de Medici d'Ottaiano, latto da Pio Vili vicelegato di Velletri, e da Gregorio XVI canonico vaticano, uditore del camcrlengato,
Francesco
prolonolario apostolico partecipante e maestro di camera, carica in cui
lo

suoi

beni
altro

al

fisco.

Come
avea
scienze,

quello

per
plic
la

che
per

non
le

grande
si

inclinazione

aoal-

volentieri alla
vi

poesia

ed

musica, e

divenne eccellentis17 anni


cir-

simo. Giunto all'et di


ca,

conferm

il

regnante Pio IX.


Cardinale.

MEDICI
MEDICI

Giovamhi,
Giulio,

V. Leone X, Papa,
Cardinale. V.

VII promosso all' avcivescovalo d' Avignone nel i527, che altri dicono dopo ricevuta la porpora.
il

fu da Clemente

questa dignit
a'

Clemente VII, Papa.

Papa

lo

esalt

io

gennaio

MEDICI
Ippolito

Ippolito

Cardinale.

i52(), nel

concistoro clic tenne ad

de Medici nipote di Leone X, e cugino di Clemente VII, nacque in Firenze da illegttimo

matrimonio da
Urbino,
Medici
favorita

una
di

giovane
della

di

Giuliano de
Cluc-

un'ora di notte come gravemente infermo nella sua camera, senza badare alla promessa di non creare nuovi cardinali, finch non fosse il sacro collegio ridott ad un certo
determinato numero.

gonfalopiere

Lo

cre adun-

go
.

MED
gli
s.

MED
confe-

que cardinale diacono, e


r
pei-

l'imperatore, che gl'infedeli furono


scacciati dalle
la

diaconia

il

titolo di

Pias-

terre ereditarie del-

sede,

facendolo poi legato dell'Ums.

casa

d' Austria.
Italia,
il

Quando
secondare
le

Carlo

bria, e vice -cancelliere di

Chiesa.
potesse

V
lo

pass in

cardinale che
il

Affinch

in

avvenire

non

seguiva

volle

suo

nascere dubbio sulla validit d tale creazione,

bellicoso

trasporto, prese

divise

comech
ordine
ai

Ippolito
il

avea

alcun

sacro,

non Papa

di generale di armata, e precedette


\\\x

r imperatore accompagnato
alla

dai

a*3o giugno i534 per

cautela, di
eccle-

bravi gentiluomini di sua cortesta

nuovo
siastici

lo abilit

benefzi

te,

di

diecimila

soldati;

ed
lo

alla

dignit

cardinalialla

e quantunque avesse cesare rigoro-

zia,
di

indi

promosse

chiesa

Monreale. Gi nel novembre iS^q lo aveva fatto amministrache


colle
gli

tore di Casale, e poi di Lecce, ve-

scovato

confer nel

i534
delle

insieme
tre

ricche
di

abbazie

samente divisato V ordine degli alloggiamenti e delle marcie che tener doveva la sua comitiva ; il legato con giovanile impazienza si avanz di cammino. Era fra gli altri con lui Pier' Maria de Rossi,
creduto
liani

Fontane,

san Sabba

di

principale

autore
di

d'

una
ita-

Questo giovine cardinale formossi una corte di uomini letterati ed eruditi di qualunque
Groltaferrata.

militare sedizione

soldati

poco
l'

pertanto
cardinale,

avvenuta. Fece imperatore ritenere non


il

prima

nazione, per lo che talvolta nel suo

solamente

Rossi,

ma

ancora
si

il

palazzo
renti

si

parlarono

venti

diffe-

temendo che

propo-

linguaggi.
di

Con

questi

egli

go-

nesse fargli cattive parti col

Papa.
tal

deva
e di

conversare amichevolmente,

Ma

essendo poi

assicurato che

favellare di

materie

scientifi-

che. Paolo III dal maestro di casa


del cardinale gli fece rappresentare

procedere proveniva solo da vivezza di ardore giovanile nel cardinale, li


fece
le
le

liberare

ambedue, n

tralasci

ch'era soverchio il numero de' famigliari che teneva di circa trecento, e perci sembrare conveniente
licenziarne alcuni
:

pi ossequiose scuse col cardinae col

Pontefice,

ricoprendo
il

la

ingiuria col timore che


le,

cardinacu-

non

sia

mai,
in

ri-

forse

non tollerando vedersi nel


di

spose,

io

non

li

ritengo

mia

governo
gino,

Firenze anteposto
di

il

corte perch abbia bisogno di loro,

disegnasse

spingersi

con

ma
ine.

perch

essi

hanno
legato

bisogno di

quella

Destinato

Intere

in

cacciamelo.
te alla

Germania a Carlo V,
/

in ten)po

che

Toscana per disin compagnia del cardinal Doria si trov presengente


in

Dipoi

Solimano aveale mossa aspra guerra,


st

solenne coronazione di Carapr

colla dignit

legatizia,

si

rive-

lo
le

V, fatta in Bologna da ClemenVII. Frattanto


al
si

della qualit di

comandante, e

un nuovo
dello

come giovane di genio marziale e guerriero arm al suo soldo con


generosit principesca
gari,

campo

suo militare valore, dapil

poich infestando
slato ecclesiastico

litorale

ottomila un-

il

fanjoso corsaro
i

ed alcune scelle compagnie di

Barbarossa,
e
il

temendo

cardinali

cavalleggieri de' migliori

uomini del

Papa, che volesse piombare su


spedirongli contro, qual geil

lilmente

suo seguito, e ado[)erossi tanto uper la Germania e per

Roma,

nerale della Chiesa,

cardinale, che

MED
;il

MED
compiacenza
il

91

SUO arrivo ebbe

la

in

Roma
s.

eli

veder aiUove veleggiar

piralo,

di

ebbe tomba nella chiesa Lorenzo in Damaso, con oiscrizione

atteirilo dal

nome

forze del carle

norevole
nella
ca.

riportata

dal

dinale, e per

non cimentare
il

sue

Ciacconio e da

altri biografi,

truppe a grave esposizione. Rientr


giubilante in Iloina
cardinale, e
di

chiesa di s. Maria in Questo principe dotato

noa Domnie

di spiri-

poi

Paolo III, il quale tultavolta gli neg la legazione della Marca d'Ancona,
concorse
all'

elezione

to capace di
di

cose grandi, arricchito


fortuna, poteva in-

talenti

e di

traprendere nobili imprese. Seguen-

per l'irregolare sua condotta, che poco o nulla avea dell'ecclesiastico. Cingeva sempre la spada, impiegava gran parte del giorno a giuocar a scherma ed a cavalcare, vestendo
solo gli abiti cardinalizi
slori

do

la

magnificenza di sua casa, prole

fuse

sue

liberalit

sopra

ogni

condizione di persone,

massime su

pei conci-

gli uomini di spirito ed i letterati che nella sua corte trovavano splendido ricovero. Ad onta ch'egli a-

e in qualche pubblica finizio-

masse
e
le

tornei delle giostre,

teatri

ne.

Vedevasi pi

spesso nella

via

caccie,

del corsoj alla caccia, alla


dia,

commeo nelle
per

letterari,

occupa vasi negli esercizi secondo il Negri, che tropdegli scrit11

che nel suo gabinetto

po

lo

loda nella Storia

chiese.

Di
con

notte

passeggiava
mollezza.

tori fiorentini,

Poccianti afteinia
toscani
il

Pioma,

persone che
e nella

vivevano

che tradusse

in

versi

se-

nei disordini

La
di

preferenza

che

Clemente

VII

concerto con Carlo


di

avea

accor-

data ad Alessandro de Medici figlio Lorenzo, in duca di Firenze, ad


'

condo libro delle Eneidi di Virgilio, e Paolo Giovio ne scrisse la vita. MEDICI GiANNANGELO, Cardinale. F. Pio IV, Papa.

esclusione del cardinale che aspira-

va

al

principato

della

patria,
i

fu

cagione dei dissapori tra


gini,

due cul'a-

MEDICI Giovanni, Cardinale, Giovanni de Medici de' duchi di Firenze, giovane di maturo giudizio, e savio pi che alla sua et si
conveniva, fu di tale aspetto che pi grazioso di lui non si sarebbe jotuto agevolmente trovare, come

riemp di torbidi pensieri


del
di

nimo
quello
il

cardinale

di

gelosie

Alessandro,
di
di

a seguo che
far

primo deliber cugino per mezzo


fu

morire

il

una mina che

scoperta.
111,
il

Paolo
chio

Alessandro ricorse a che vedendo di male ocquesto fugg

bont gennaio i56o lo cre cardinale diacono in Maria in Domnica d'anni 17,0 s.
di

pure fu ben costumato, e senza pari. Pio IV a'3i

cardinale,

da

ricev

le

insegne
alla

cardinalizie nella

un
si

castello
ritirato,

vicino a Tivoli, ov' era-

sua patria,
nali

presenza de' cardi-

s'incammin

verso

Napoli per passare in Africa, a fine


d'interporre Carlo

Ma
del

giunto

presso
fallo,

con Paolo HI. Fondi, dolente


e desideroso di

Guido Ascanio Slljrza e LodoLorena che col eransi trasferiti per visitare Cosimo I, poi
vico di

granduca

di

Toscana, padre
di

del

commesso

porporato. Poco dopo fu promosso


all'arcivescovato
di

riconciliarsi

col cugino, mor nel i5o5, d'anni 24, d'una cocenlissima febbre, e non pare con sospetto di veleno. Il cadavere trasferito

Pisa col titola

amministratore,
e
di

dove celebr
per

il

sinodo,

cui

ordine
il

del

Puuleiice ne dovette cedere

go-

92

MED
de' pellegrini

MED
un polacco ministro
rimase
luterano;
questi

\crno a Girolamo Veccliiano pisano, vescovo di Vultiirara, sinch


fosse arrivato
sacri
all'

talmente
alla

et prescritta dai

commosso
templare
XIII,

penetrato

vista

canoni,

ond' essere
s.

idoneo

del cardinale,

come ancora

nel con-

governare
tdcun
lare

da per
in

Trattenutosi
,

r edificante ed
il

esempladei

tempo
il

Koma
di

essendosi
visi-

rissima divozione, con cui Gregorio


fedeli a

portato insieme coi genitori a


territorio

Siena,

1'

aria

come pure norma di


dalla

rimanente

lui,

visitavano le

nociva di quelle
se
la

maremme

gli

ca-

chiese e le basiliche di

Roma, che
grazia
si

gion violenta malattia che produs-

illuminato

divina

morte in Pisa nel novembre 1062, in et di anni 19. Fu per lama che fosse stato ucciso dall'invidioso fratello d.

condusse nella basilica vaticanaj ove trovavasi il Pontefice orante in una


cappella,
ai

e gettatosegli

umilmente
divotamente,

Garzia, in occa-

piedi,

e baciandoli

sione di

una
storici

caccia,
il

senza che

al-

penetrato da dolore
gli

e contrizione

cuno
diversi

vedesse

misfatto.

jiorlare

che segretamente

Narrano Cosimo I fece


il

manc

la
i

parola. Pubblicamea-

le confess

suoi errori, e

doman-

di

lui

ca-

d' essere

lavere

in

una

stanza, e

chiamato

ne cattolica,

ammesso morendo
di

nella religio-

poi
s.

piamente
Il
s.

col d. Garzia, credulo reo dell' eccesso,


l'

neir arcispedale

Spirito.
di

al

suo arrivo

il

sangue dele ad Cosimo f

cardinale ne' conclavi

Pio V,

estinto

cominci
in

a bollire,

uscire ilalla ferita. Allora

montato
d.

furia, prese

la

spada di

Gregorio XIII, e Sisto V, comech di gran prudenza e di autorit, ebbe gran parte nell'elezione di loro.

Garzia, e colle proprie


,

mani
voce

lo

uccse

facendo

correre

che
tutto

ambedue
Il
il

fossero tuorli di

malattia.

Cardella non
racconto,
li

conviene in

cadavere
di

del cardi-

nale lu trasferito in Firenze, e sepolto nella sagrestia


s.

Dimessa l'antica sua diaconia, otten* ne quella di s. Maria in Via Lata, e divenne primo diacono. Sotto Sisto V, che per indisposizione del primo diacono avea coronato, venne deputato con altri cardinali alla

Lorenzo

canonizzazione di

s.
il

Diego. Mor-

con breve

iscrizione.

to senza successione

suo fratello

Ferdinando, Cardinale. Ferdinando de Medici de' duchi di Toscana nacque nel i549 ^^ '" i4 P'o IV a't) gennaio et d'anni j5()3 lo cre cardinale diacono as>

MEDICI

Francesco granduca di Toscana, fu chiamato nel i588 a succederlo,

onde per mezzo


nunzi
negli
in

di

ambasciatori,
concistoro

riil

pubblico

cappello cardinalizio, e
orduii sagri,
figlia
si

non essendo
Cri-^

tenie, e

poi

gli

cwjieri
s.

per diacoin

spos con
di

nia
ca.

la

chiesa di

Maria

DomniSpadell' ar-

stina

del

Fu

fatto protettore della

MEDICI

Lorena. Alessandro, Cardinale.

duca

gna, de' minori osservanti,


cicoiihalernita della
pellegiini di
ss.

V
lo

Leone XI, Papa,

Trinit dei

Iloma, dove recandosi

sovente

nell'
i

anno

sauto

iSyS
vi
si

Cablo, Cardinale. Carde Medici de' granduchi di Toscana, educato ad ogni pi subli^

MEDICI

lavare

piedi a' poveri

pellegiini,

me

disciplina, in et di

accadde che
vasse presente,

una volta
e

tro-

da Paolo

a' 2

19 anni fu dicembre i6i5


s.

fosse nel

numero

creato cardinale diacono di

Ma

MED
rin ai

MED
presente
di

in

Domnica. Trovossi

Svezia che portavasi

in

93 Roma.

conclavi di Gregorio

XV,

Urba-

no Vili, Innocenzo X, ed Alessandro VII. Caro ai Papi fu sempre da loro consultato sopra adhri di
grave argomento.
fer
Il

Mor in Firenze nel i663 d'anni 52 non compiti, ed ebbe tomba nella chiesa di s. Lorenzo tra i
giaiidnchi.

Papa

gli

con-

la

proleltoria
,

dell'ordine val-

lombrosano
la

il

re di

Spagna quelarricchito,

del

regno. Nelle molle e pingui


delle

abbazie

quali

fu di

ebbe
divin

assai a
la

cuore
vera

accrescere e

Lkopoldo Cardinale. de Medici nacque a' 6 novembre 161 7, figlio di Maria Maddalena arciduchessa d'Austria, e di Ferdinando II, e fratello di Cosimo III granduchi di Toscana, celebre
1

M ED

Leopoldo

dilatare

divozione
eh'
della

il

del pari per la piet e per le lettere,


delle quali

culto.

Fond

in Firenze

la

come

de' loro professori

chiesa di
delle pi

san Michele

una
citt
,

fu "amantissimo
nate.

e splendido
a'

magnifiche
ai
s.

Clemente IX

mece\i dicembre

e la

don
di

teatini.

diaconia

Maria
s.

pass a quella di

Dimessa la Domnica, Maria in Via


in

ss.

1667 lo cre cardinale diacono dei Cosimo e Damiano, donde pastre

sati

anni

ottenne quella

di

s.

Lata, e
diaconi

come primo
coron da

dell'ordine dei

Innocenzo
lui
,

col

Maria mente

in

Cosmedin che magnificaIntervenne


ai

restaur.

co-

triregno, ed ottenne successivamente


nel

mizi di Clemente X, e mor in Fi-

i652
e

il

vescovato di

Ostia

Velletri

dove nel

1660

la cattedrale insieme campanile abbattuto da un fulmine, colla spesa di undicimila scadi, e fece disporre con ottimo ordine l'archivio della citt, nella quale mai vi si rec in quattordici

fece riedificare

renze nel 1675 d'anni 58, con riputazione d' una sincera e costante piet, e rimase sepolto nella basilica
di

col

san Lorenzo,
la

coi solo
lui

nome

anni.

Mor
del

nel

1666

in

Firenze,

decano
70,
polto
nella e

sacro
di

collegio,

d'anni
fu se-

5o

cardinalato, e chiesa
di
s.

nella

Lorenzo

tomba

de' suoi

antenati con

breve

iscrizione.

tomba. MEDICI Francesco Maria, Cardinale. Francesco Maria de Medici de'granduchi di Toscana, nacque ai 12 novembre 1660, da Ferdinando II, e da Vittoria della Rovere de'duchi d'Urbino, e fu deputato da Cosimo III al governo della citt di Siena, dove si fece da tutti amare, singolarmente per r impareggiabile su;t
scolpito sopra
di

MEDICI
(iiancarlo

GiAjrcARLOj

Cardinale.

modestia. Abbracciata in seguito


vita
ecclesiastica,
a'

la

de Medici de'granduchi Toscana, nipote del cardinal di Carlo, fu da Innocenzo Xa'i4 novembre i644sliench assente, creato cardinale diacono. Soltanto ven-

settembre
cardiin

1686 Innocenzo XI
nale diacono di
ca,
s.

lo cre

Maria
fatto

Domni-

quindi venne

protettore

dell'impero e deHa monarchia spa-

ne

in

Roma

pel conclave

ove contri-

gnuola.

Mecenate
coi

dei

bu all'elezione di Alessandro VII, il quale gli confer la diaconia di


s.

profuso
altro

poveri,
liberalit,

letterati, e superava ogni

nella

splendidezza,

Maria Nuova, e

lo

nomin

lega-

carit

e magnificenza. Trovossi pre-

to apostolico insieme col cardinal di


Assia,

sente ai conclavi di Alessandro Vili,

ad incontrare Cristina regina

Innocenzo XII, e Clemente XI, nei

f)4

Ml^-D
ebbe
que'
la

MED
all'

quali

gran parte
E'npi.

elezio-

ne

di

Dipoi per conserpotente


faal-

segnarono agli uomini la medicina, e che molti di essi guidati dal loro
additarono col loro esempio uomini il modo di liberarsi da una eccessiva copia di sangue,
istinto

Tare
la

sua

illustre e

miglia, fu

costretto
a'

rinunziare

agli

congiungersi

i6 giugno lyog, e matrimonio con Eleonora Gonzaga duchessa di Guastalla-, dalla quale per non ebbe
in
figliuoli,

porpora

il

modo
fisici

di

purgarsi,

le

propriet
eo.

medicinali di molti

vegetabili,

morendo

a'

febbraio

1711.

che fidarono nelle favolose origini, fanno discendere in medicina da Apollo, da Bacco, da

Que'

MEDICINA, Ars
cina.

medica, medi-

La

scienza

e l'arte del
1'

me-

dicare; l'arte di guarire,


lutare;

arte sa-

Oro, da Zoroastro, da Osiride e da Ermete, non che dalle maghe o incantatrici Medea e Circe, per
cui
tale

scienza

quasi
la

divina, x;he

epoca
noto

medica

fu

chia-

impara a conservare
nit, e a restituirla

nostra sa-

mata medicina
volta

mitologica.

Tutta-

in caso

che

siasi

gi perduta.

La medicina
le

insegna a
loccb

babilonesi

che in que' tempi i costumavano esporre gli


indicassero
loro

prevenire anco
dicesi igiene.

malattie,

infermi nelle pubbliche strade, aflln-

Questa utilissima scienza tanto antica, che prese vita con noi medesimi dal pi prezioso sentimento che la natura abbia scolpito nel cuore dell'uomo, da quella simpatica benevolenza per cui siamo portati a compassionare i mali de'propri simili massime se sentimento deriva dagli insetal gnamenti dell'evangelo e della ca, ,

ch

passeggieri

che ad essi avessero giovato qualora patito avessero egual


que'i'imedi,
malattia.

In Egitto
citata

la

medicina
i

fu

esercosti-

dai

sacerdoti,
collegio
ivi

quali

tuivano
cro, e

un
tanto

chiamato
in

sa-

tenevasi

ripu-

rit cristiana.
te,

dotti

di

questa ar-

tazione la scienza, che i re si pregiarono mostrarsene colti. Il primo greco che da Argo pass in Egitto

parlando dell'origine sua, riferiscono che r uomo fino dai primi istanti del suo vivere sottoposto al
violento urto delle esterne potenze,

per istruirsene,

fu

Melampo, che
le

ritornato in Grecia vi port

pri-

me medrche
se
il

cognizioni;

gli

succes-

figlio

che

suo delicato organismo, alterandone la tessitura e la propria armonia , e


di

continuo

operano

nel

dall' istessa

Teodoraante, e poscia famiglia fior Polydo.

Quindi venne il famoso centauro Chirone, versato nella conoscenza


delle piante, e nella cura delle pia-

stimolato non
disturbava,

meno

dal bisogno di

tener lungi da esso lutto quello che


lo

ghe, e fra
insigne fu
il

tanti

suoi allievi,

il

pii

incominci

procurarsi que' sollievi

a che mitigar
tosto
dal-

Esculapio di

Epidauro,
di

quale
e

in

seguito fecesi fautore del-

potevano
la

le

moleste sensazioni; quin-

la

medicina empirica, cio


di sola

pra-

di l'istinto

medesimo preceduto
il il

tica

esperienza, che
di

dual

necessit,

caso,

l'

osservazione,

r
di

dalla presa

Troia sino
di

l'analogia e
i

ragionamento furono

secolo XIII
I

prima

nostra
e

era.

primi veraci inventori della saluanimali furono

lui

figli

Podalirio

Macaone

tare professione. Alcuni dicono che


gli
i

furono pure bravissimi, e videro a!

primi che in-

padre innalzati

nella patria e altro-

MED
ve statue e templi, e adorato da alcuno qiial semideo (di poi in Atene ad Ippocrate, ed agli archiatri

MED
cando
della
la

95
1'

medicina dalle altre paili


naturale,
associ
delle

scienza

co' risultati

osservazioni e dei

Atistomaco e Toxaride

fregiali

del titolo di eroi, furono eretti templi

e fatti de'sagrifizi ); successe pola

fatti, e ne pose le basi sui fondamenti dell' esperienza e del ragiodommatici si resero namento. Tra
i

scia

stirpe degli
di
si

Asclepiadei, di-

celebii Diocle,

Prassagora, Crisi ppo,


i

scendenti pure

Esculapio, nelle

Eristrato ed Erofilio,
distinguendosi

due ultimi
fatte

mani
rire.

de' quali

ragione di

conserv quasi per famiglia l' arte di gua-

per

scoperte

sull'anatomia e
dica.

nella

materia
la

meno-

Furono di poi stabilite scuole mediche in Gnido, in Rodi, ed a Coo eh' era la migliore e dalla quaIppocrate.
Si addebita

Circa tre secoli avanti

stra era, principalmente in Alessan-

dria, fior

la

medicina
invece

le sort

ad

ma

Serapione

si

dommatica, fece capo

Ippocrate di avere copiato tuttoci

degli empirici, per coi vizi de'


matici.

che trov scritto in Epidauro, e poi di averne incendiate le tabelle votive per farsi lui solo V autore
de' famosi

Verso

r anno

dom535 dopo la

fondazione di Roma, Arcagato venne dal Peloponneso e si stabil in


quella

aforismi.

Mentre
arte,

gli

Al'e-

metropoli, e questi

il

pri-

sclepiadei quasi soli possedevano


sercizio
lete

mo

medico

vulnerario

curatore

di

questa

anche Ta-

delle ferite, di cui

la storia
il

romana

e Ferecide
in

reduci dall' Egitto

abbia conservato
lio
l'

portarono
ni,

Grecia altre cognizio-

Cesare sino
si

all'

nome. Da Giuanno 200 della

e verso tal

tempo e 55o anni


era,

era volgare

stabil

tnedicina
fu

prima di conobbe
la

detta
la

Pitagora

ri-

metodica^ capo
sclepiade
di

della

quale
nella

A-

scienza

come parte

del-

Prusia

Bitinia,

filosofia

naturale, e Crotone dila

vent allora medica.

pi

famosa scuola
di

che esercit la medicina in R.oma, chiamatovi da Giulio Cesare; disprezz le dottrine d' Ippocrate e
ridusse
stabiliti
le

Tra
distnse

discepoli

Pitagora
^

si

malattie a

due
il

generi

che fatte alcune scoperte in medicina, form una scuola in Agrigento o


siciliano

Empedocle

suir apertura e

ristrin-

gimento de' pori,


singare
il

quindi seppe

lu-

carattere del suo secolo,

Girgenti sua patria. Vennero quindi

e la tendenza de' rotnani alla mollezza, e


stabil

Alcmeone,

il

primo a
fu

far curio-

se ricerche sugli animali, Democrito,

epicurea,

non

una medicina tutta escludendo i piaceri


il

ed Erodico
pocrate.

che

inventore della

de' sensi; ottenne

pubblico favore,
di

ginnastica medica e

maestro
in

d' Ip-

agevolandoglielo
cerone.

l'amicizia

Ci-

La

pratica

tale epoca,

Comparve
il

quindi sotto

piena di assurdi e paradossi, riducevasi

gusto

suo discepolo

AuTemisone di

uso de'rimedi empirici, e cos dur circa otto secoli e mezzo.


all'

Laodicoa, che acquist gran lode, e scostandosi dai principii del maestro
stabil
il

Ippocrate

di

Coo,

fiorito

460

anni

melodismo. Aurelio Corpatrizio

prima
zioni

dell' ei-a nostra,

anni, fu

che visse 110 acclamato da tutte le na

nelio
sotto
i

Celso

romano

fior

regni di

e le et

come

istitutore della

e Caligola, e

Augusto, Tiberio fu chiamato l' Ippo'


aver Iradot-

medicina dovimalica,

cio

distac-

crate Ialino, dicendosi

tjG

MED
egli

MED
Iribuirono a qualche progresso dell'arte, e

to elcgnnlpmcnlo quell'autore nella

sua favella:
quaiilo

fu

latito

oratore,

soprattutto della chirurgia,

guerra e medico, e venne appellato ancora il Cicerone dei


di
la bellezza de' suoi scrit-

uomo

medici, per
ti,

Paolo di Egina, ed Alessandro di Tralles. Nel e VI secolo la mediciAezio, Oribasio,

V
si

che per essere pieni di sentenze poirehbero far serie cogli Jforisnii
d' Jppocrate.
saiirdiile,

na

in

Italia

al

pari

delle

altre

scienze

estinse

coll'irruzioni

bar-

Celso
cui
i

la

fonte ineat-

bariche, molto coltivandosi in Ales-

in

buoni hanno
in

sandria
di

ove

favorivasi ogni
gli

ramo
mao*
j-

tinto molti in

de' loro

dommi, tanto
chirurgia.

sapere;

ma

arabi avendo de-

niedicinaj

quanto

vastato l'Egitto, e con fanatico

In seguito

Tessalo di Lidia, rino-

mettismo
blioleca,
i

bruciata
sapienti

la
si

famosa
si

mato
alcune

ardito

medico, disprezz
scritto,

dispersero.

quanto Temisone avea


aggiunte
alle

fece

Dopo
le

circa

un

secolo

eressero
llarrao,
a
dilbnla

sue
il

curiose

scuole di Antiochia e di
di

metoclisrno ; egli spacciava d' imparare in sei mesi la medicina, per cui i fisici in prodigiosa moltitudine corsero a lui. Anche Sorano cambi
dottrine per

perfezionare

cominciandosi
dere
dell'
r

nuovo
Verso
in

la

medicina.

met
fio-

Vili secolo
inezie

la

Bagdad vi professione medica, non


e
gli

sensi

za

superstizioni, e vi
arabisti

qualche cosa; Leonide


iica o sia

d'Alessan-

distinsero

discepoli

dria fu capo della scuola episinlen-

Archigcne di Apamea dell' eclettica j Ateneo d'Atlalia o di Tarso, seguendo la filosofia di Zenone o degli stoici, medicina pneumatica o istitu la spirituale; fra i celebri medici di questo tempo il pi famoso fu Areteo di Cappadocia, che ridusse pel primo in un corpo di scienza ordinato e metodico 1' antica medicina. Dall'anno 200 al 1600 trionf la medicina peripatetica, il di cui capo fu r immortale Galeno greco, che dalla scuola di Pergamo si rec in Pioma, ove temporaneamente la infame invidia lo scacci, poich vi seppe conculcare tutte le sette dominanti. La sua celebrit
raccoglitrice;
ecliss

degli arabi ; quindi si resero famosi l'arabo Rhasis introduttore della

chimica

nello

studio della
,

me-

dicina

peripatetica

Albucasis che
la

perfezion

alquanto

medicina

ma

tutto

empirico
,

rizotomislaj

Hahs Habbas Mesue , Avicenna, Avenzoar , Averrhoes e Pioznan ; non che Palladio, Teofilo, Stefano Nonno, Simeone d'Antioateniese, chia, Michele Psello, Demetrio Papagomeno, INIirepso e Attuario gredico. Per un tempo la Spagna vent la prima culla della mediciCordova ebbo na nell' Europa
;

una scuola ed
teca.
gli

un'immensa

biblio-

Circa

il

declinar del secolo

quella di tutti

suoi ante-

cessori.

La

filosofia
i

d' Aristotile gli

somministr materiali delle variazioni che introdusse nella teorica, seguendo per la pratica principii essenziali d' Ippocrate che sanzion colle scoperte e osservazioni. Coni

che comprendevano l'arabo idioma, e che gi da qualche aveano esercisecolo con successo tato la medicina a pr de'cristiani, mediante il commercio de'mauri o
ebrei

mori
lia,

africani
i

colle

frontiere d'Itaa

furono
di

piimi

comunicare
pri
vie-

le
vi

scienze ai siciliani (sebbene

cognizioni

anatomiche,

MED
laudo loro
ti),

MED
i

97
difformate
princi-

la

legge

il

toccare
il

mor-

pocrale
pio del
sol,

di

Galeno

onde
secolo

fu

ristabilito

celebre

negli scritti

arabi. Cos'i nel

collegio salernitano
del

cbe verso la (ine XI acquist moltissima

secolo

XVI

Curzio,' Bris-

Ingrassia distrussero finalmente

riputazione,
di

seguendo

le

istituzioni

l'arabismo,
ronsi
leno.

ed

all'infinito
le

divulga-

Galeno e degli arabi, non cbe e segnatamente pei commentari del famoso Arnaldo di Villanuova e
delle

in seguito

dottrine di

Gasi

Indi
i

nel secolo

seguente

riassimsero

principii ippocratici
si

con

traduzioni di Costantino

afri-

pi lustro e chiarezza, e

sosten-

cano, nativo di Cartagine, .ritenuto

nero con

sommo

decoro

da

Mar-

per fondalore
lerno,
dotti
i

della
cui

scuola

di

Sari-

di
versi

insegnamenti

in

leonini

da Antonio
corso

DeDuret, Jacot, Iloulier, Ballie e da altrij e in appresso dai celebri Ferziani, Sellala, Calvi, Mercuriale,

o Pietro da
e

Milano, ebbero
l'Europa.

nel, Argentario e Pereira.

tutto

fama
,

in

tutta

Costandi

tino celebralo quale


te

altro Ippocra-

encomialo
si

qual
in

prodigio

sapere, possessore di dieci linguaggi

fece

monaco

Monte
i

Cassi-

no, per cui alcuni

autori scrissero

cbe
lebri

monaci
la

ravvivare

furono medicina.
di

primi

a
ce-

Le pi
Parigi e

medicina chi' mica o sella Jalrochimica o Chmij'atrica, che dui dal i6oo al i68o. Dopo che medici arabi coU'applicazione della chimica alla medicina appianarono la via a nuovi progressi, Alberto il Grande, Ruggiero, Bacone, Guglielmo di Salicelo,
questo succedette
la
i

scuole di medicina del

secolo
di

Raimondo
no
si

Lulli e Basilio
nella

Valenti-

XII furono quelle


Montpellier; quella

distinsero

conoscenza

di

Padova
di

di-

dell' arte,

ed

in

particolare

Parasi

venne

tale

in processo

tempo_,

celso studiandola

con fervore

fe-

restando tulle offuscate dalla salernitana. Nel


gia

ce capo della dottrina chimica, ed in preda ai pi sregolati


deliri
vi

XI li

secolo la

cbirur-

divenne una professione distinta da quella della medicina , la quale fino allora era slata riguardata nelle scuole come una parte
della fsica o della fdosofla naturale;

introdusse

un linguaggio

arbitrario
sco-

e pose in voga alcuni rimedi


nosciuti.

vuoisi per cbe


facolt

non abbia
prima

foi'-

niato

a parte

del

1472, su
gli

di

articoli
tal

che si possono vedere Chikurgia e Chirurgo.


di grossolala

Pi seguaci di lui ebbe VaiJ-Helmont, vero autore della dottrina chimica, che abbandonato il metodo evacuativo e antiflogistico, sostitu l'alessifarmaco ed eccitante. Frattanto Mondino de Luzi, il suo discepolo Berengario da Carpi, Falloppio
Italia

In

modo, piena per

Vesalio

ristabilirono

in

na barbarie, di vulgossi

medicina per

l'anatomia,

r Italia e per l'Europa, e dur cos fino al termine del secolo XV, aven-

antichi errori.
i

purgandola dagli Gaspare Asellio nel

do
tal

il

nome

di

medici arabisti quelli

vasi lattei; quindi 1622 trov Andrea Cesalpino d' Arezzo, profes-

che l'esercilavauo.
secolo
i

Dopo

la

dotti

fuggiti

met di da Cofecero
la

sore di anatomia nel liceo di Pisa,


fu
se
il

primo, che dopo

il

cremonedel cuola

stantinopoli coi codici greci


risorgere poscia

Colombo (che

investig con proi

in Italia
le

greca

fondila anatomica
re), spiegasse

vasi

medicina, divulgandosi
voi.
xiiv.

opere d'Ip-

chiaramente
7

cir-

98

MED
piesso
la

MED
nnlocrntica, o r/iedicina psicologica o dell' animismi
setta
alti
il

culazione del saiigu* nel coi p uDiano, niaiavigliosa scoperta che lo


fece
iiii.

meritevole
e fu

de' pi

eucoVesascien-

sotto

Egli inoltre, corresse


il

lio

primo a ridurre

la

Stalli, celebre medico, eh; combatt la dottrina de' meccanici. Quindi Baglivi, ornamento della ita-

za erbaria a sistema filosofico, e descrisse

liana
te

medicina, fu rapito da
la
1*

mor,

undicimila

trecento

erbe.
discola

immatura, mentre
la

fisica

la

Poscia l'inglese Ilervey non


p4

ma

forse

dimostr

meglio

circolazione del sangue,

dopo aver

dopo aver avu* maestro Fabrizio di Acquapendente, gigante in anatomia


studialo in Italia e
io anche

anatomia diedero nuova luce all'arte. Surse poscia Boerhaave genio sublime che difese il meccanismo, e con sommo criterio oper riforme, raccogliendo
tutto
il
.

chimica,

botanica,

buono
Questa

dai

precedenti

si-

e chirurgia e discopritore delle val-

stemi

vole delle vene.

Furono eziandio

be-

XVllI
ch

fu

epoca del secolo detta medicina fisica, perdalle

nemeriti della circolazione del sangue,


fra

tolta
i

scienze

naturali.
si

Rudio

professore di Padova, e

Fra

seguaci di Boerhaave
il

di-

Paolo Sarpi servita; e cosi camino d'aspetto la medicina e svani-

stinse

valente tedesco
e collega
di

Hoffmann
SilFatte

emulo

Stahl.

rono dipoi

le

tante

chimere
privi

degli
di
s

dottrine durarono dal


e frattanto
l'utile

lySoal 1780,

antichi, ch'erano

stati

nuove

scoperte,

come

benefico lume.

introduzione dell'innesto del

Fra sostenitori della medicina Eelmonziano, uno de' pi zelanti fu Tachenio, ed il pi benemerito De la Bo, che pel primo osserv accuratamente 1' andamento delle malattie in tutte le fasi, e ne dii

vainolo in Europa, e l'applicazione


dell'elettricit alla pratica della

medelle

dicina,

furono

r origine di

nuovi
do-

lumi, fra' quali la cognizione


febbi'i

intermittenti perniciose,

vuta

principalmente
Il

stese

esatte

storie

Willis

istitu

Torli e Werlhof.
ler co' suoi

Cheghorn, rinomato Hala

delle utili scoperte sul sistema ner-

tanti

esperimenti

scuo-

voso, cui poi studi Vieussens.

Insetta

tanto

si

sollev

una

nuova
colle

che ogni cosa spiegava


tiine di

dot-

che dest l'universale attenzione, e die luogo aldi Le Cat e di Whytt l' esperienze
pr
l'irritabilit,

Cailesio, cio colle diverse

sulla forza
venti.

nervosa
il

de' sistemi

vi-

figure

de'crepuscoli,

Regis,

Craanen,

primeggiando Bontekoc Blan,

1750 la generale sapienti d'ogni emulazione anim


i

Dopo

card, Waldschraidt.

Comparve
le ipotesi,

poi

il

celebre medico
il

inglese

Sydenham,
e
seall'

quale rifiut tutte

guendo Ippocrate, present ropa un corpo di dottrina


relativa alle pi frequenti

Eu-

pratica

vantaggio lumi della storia medicina naturale per l'esimio medico e classificatore delle malattie Linneo, la storia naturale divenne pi chiara
della
i

luogo, e contribuendo al

malattie.

e pi ricca

pel

genio
le

di

Buffon,

Dal 1680 al 1780 segu la medicina meccanica, di cui fu autore

del quale dicono

storie e le ac-

cademie, che
sua voce, e
scondigli.

la

natura obbed alla


apr
i

Lorenro

Bellin

fiorentino,

allievo

tutti gli

suoi na-

degl'illustri

Borelli e Malpighi, anin

che celebre anatomico. Fior

ap-

Sauvages classific dopo Liuuco pel primo le malaUie, uieu-

MED
tre

MED
e
sto nestore della

90
italiana

La Caze confut Bue ri a. ve,


il

medicina

cagion

sistema

della

medicina
celebre

organica, istituita

poi

dal

essendo morto nel novembre 1846, non sar sola l'Italia a piangerne
la

de Borden, gran sostenitore del solidisnu), cui

perdita.
le

Anche

in

Francia

si

se-

attribu a ciascun

or-

guirono
le

dottrine analoghe a quel-

gano una vita particolare. Illustrarono sempre pi la medicina i celebri Monr, Mechel, Hunter, HewMorgagni, Scarpa son, Mascagni e Lancisi colle loro anatomiche sco,

de'controstimolisti,

massime

da

Broussais ch'ebbe molti


in
Italia vi

seguaci, e
princi-

furono

avversi

palmente
rino,

Geromini di Cremona, Bufalini di Cesena, Rolando di ToAmoretti


di

perte.

Dopo

il

780

l'illustre

Whylt,

Milano.

La Gerdottrine,

sostenitore della dipendenza dell'ir-

mania die nuove mediche


medici detti filosofi
e
della

una serie di precise esperienze. Il famoso Cullen professore di Edimburgo,


ritabilit

de' nervi, diede

riconoscendosi Schelling per capo dei


della

natura,

Samuele Hahnemann

pel sistema

stabil

utili

principi! sulle

funzioni
universit
e
si-

medicina omiopatica,

da

al-

de' nervi; e
il

nella

stessa

celebre

Brown suo

discepolo

cuni lodato, da molti rigettato, adoperando farmachi in dosi piccolissime;

rivale gli contrappose

un diverso

ma non
i

pochi

tsici

hanno
nuo-

stema eccitabile. Fecero in seguito progressi la chimica, la fisica sperimentale e l'anatomia; da Galvani si discopr il galvanismo, ed celebri Volta, i
Valli, Carradori,
li

confutato

dommi

di questa

va dottrina^
lard

come Hufeland, Kurt,


Sostengono
la

Sprengel, Vedekind, Heinrothj Hol-

ed

altri.

questi

professori che
tica

dottrina

omiopa-

Colugoo,

Vassal-

e Lientand sparsero

nuova luce
Rast
e
altro Paulet,
l'estir-

sulle

niediche

cognizioni.

Camus,
pazione
Italia

e pi d'ogni

medici francesi, discoprirono


del

non costruir giammai un sistema di medicina, ma che servir nuovo sentiero, solo ad aprire un onde maggiormente illustrare la terapeutica, parte della medicina
la

vaiuolo,

trattando
Gii,

in

quale insegna
sintomi

il

modo
e
gli

di di

guamidelle

Io stesso in

argomento
Ispagna

Barcone
nella

rire le

malattie sanabili,
i

Scuderi,

tigare

eHetti

Gran Bretagna Haygarlh, e Jenner che nel 1798 propose mezzi per
i

insanabili.

La somma
credono

fiducia

di o-

quelli

che
dagli

ne' rimedi

inocularlo col vaiuolo vaccino invece


del

miopatici, la
scritta

severissima dieta preomiopatisti, coopera e

vaiuolo
le

arabo.

Krasmo Darwiu
di

pubblic
bilit,

sue dottrine sull'eccitail

contribuisce alle

guarigioni, e sic-

sotto

nome

poter
cos
,

sen

come

il

sistema omiopatico

parte-

sorio

l'illustre

Giovanni Rasori die


alla

luogo contro
'uiicdicina

Brown

detta
ta'Uto

del
ai

coiilrostiniolo

medicina aspettativa, cos ben si conosce, che la forza medicatrice della natura, sempre dencipa della
tro
i

pantala
ni,

giorni

presenti, e

pro-

giusti confini,

fu

ammessa anl'et.

lulgata da Fanzago, Bondioli,

Gua-

che

dai

fisici

di

tutte

U
la

Rubini, e dal celebre parmigiacav.

dotto ed arguto medico

chiama

Giacomo Tomassini, il quale avendola illustrata, la chiam nuono


va dottrina medica italiana:

omiopatia
stura

il

patrimonio dell'impo-

e di

una

fallita

riputazione;

que-

e che tutta la speranza consiste nel

loo

MED
scatelli

MED
scrisse

gran regime dietetico, locch utile ad ogni malattia. Si chiama poi medicina clinica o pratica, quella scienza che insegna a conoscere
,

un

trattato

circa

il

pregio in cui fu tenuta dagli antichi la medicina, stampato in Man-

distinguere

curare
dell'

le

malattie
radei

tiietro l'applicazione

pratica e

gionata

al

letto

infermo,

1736. Classica la storia medicina di Sprengel, quale ora si ristampa con giunte e note, per cura del doti. Francesco Freschi
della
di
il

tova nel

precetti dei
tici

gran maestri, dei teorefatti.

Piacenza.

per

le

mani

di tutti

studi gi

La

parola clinica

compendio

storico della

medicina

propriamente significa letto, eh' il gran libro a' ministri dell'arte salutare spalancato dalla maestra
tutte le cose la sperienza.
di

Medicina
;

del siciliano Scuderi. Ora il cav. de Renzi professore a Napoli sta stampando la storia della medicina italiana, dai tempi pi remoti, fino
i

pratica
la

la clinica
si

e terapeutica

a' nostri

giorni.

terapeutica

divide in terapia

Agli articoli Chirurgia e Chirur-

speciale

ed in terapia generale detta anche medicina teoretica, la quale riguarda 1' esposizione

clinica,

parlammo della sua come esercitata lungamente


go
dici; della separazione di

origine,

dai

me-

essa dalla
di

da seguirsi pel trattamento ragionato e metodico di tutte le malattie. Medicina edenica,


de' principi!

medicina con istituzione


te

apposi-

cattedre; a chi proibita del clee


in agli
la

ro,

qual

modo
(

vietato l'eserci

o colletti\'a o elettiva quella che giudiziosamente diretta sa ricavar proftto con sana filosofia del pi

cizio

ebrei

per

che

ri-

guarda
dei dai

medicina,
recali
utili

P'edi Medico);
alla

vantaggi
Papi, loro

chirurgia

buono da ogni

sistema.

Medicina

provvedimenti,

forense o medicina politico- legale o giurisprudenza medica, dicesi quella medicina che dietro ben basate
cognizionij
scale le

discopre

al
si

giudice

fi-

colpe che
sul

ex

scelere

commettono corpo umano. La

ed ammissione de' chirurghi al collegio medico. Il eh. dottore Giuseppe de Matlhaeis (il Cancellieri nella Lettera sul Tarantismo ricorda con lode diverse sue opere ) pubblico professore di medicina clinica
neir universit romana,

medicina legale serve quindi ad illuminare A foro ed i tribunali civili e criminali, non che il foro
ecclesiastico,

membro del
Roma,
una

collegio medico-chirurgico di
a'

3o

luglio

1840

nell'accademia
tratt in

sopra tutte

le

materie

di

religione

cattolica

nelle quali essa

de da essi condanna d' un

d chiari lumi, donmolte volte derivano la


reo, e la discolpa

degli innocenti. Delle principali cat-

ed erudita dissertazione questo argomento: Sopra il bene e favori compartiti dai romani Pontefici alla medicina, e sobellissima, dotta
i servigi che la medesima rende alla religione cattolica. Questa essere andissertazione merit di

tedre di medicina, dei pi rinomati gabinetti e musei anatomici e di


se ne tratta parlando delle principali universit, ed

pra

scienze naturali,

in quella di Montpellier
t

Urbano

V
la

religiose, nel

nunziata dagli Annali delle scienze voi. XI, p. 426, ripro-

mantenne dodici giovani

della

dotta nel voi.

diocesi di

Mende

per istudiarvi
Battaglia

medicina. Doriciglio

Mo-

Xn, p. 49> e stampata a parte dalla tipografia romana delle belle arti nel 1841 ; laon-

MED
{le

MED
un
ai

lor

ce ne

permetteremo
punto
fermarsi
i

breve
bene-

dall'esatta

osservazione dei molti e


e curati negli

cenno.

diversi infermi accolti

Senza

ospedali sino alla

guarigione o alla

Papi larfizi e agli onori che girono parzialmente a molti cultori


dell'arte medica,

morte? Quindi
le

le

prime e vere scuo-

di

perch

volle di-

dali,

medicina nacquero negli ospeindi crebbero e prosperarono


istituzione
delle

stinguere detti favori compartiti dai


Pontefici a molti medici, speciahnenla
ai

sino alla regolare

cos dette scuole cliniche di oggid,

propri
alla

archiatri,

da

quelli

mentre
ri

le

osservazioni sulla natura


i

medicina come scienza della salute, pure accerin che da archiatri pontifcii ebbero origine
elargiti
le

e lo studio degl'infermi sono


libri

veIII
s.

del

medico.

Innocenzo
ai

colla

fondazione dell'ospedale di

illustri

e ricche

famiglie

de'Lancellolti, Ginnasi,
ni,

romane Accoramboper
le ar-

Spirito contribu

non poco

pro-

gressi della medicina,

aprendole una

Petroni e Colligola,

via di
gli

tanta istruzione; e cos tutti

chiatrie esercitate dai loro antenati


ai

altri

Ospedali [P'edi) d'infermi,


III,

Papi Giulio

II,

Paolo

III,

Pio

tanto anteriori che posteriori a In-

IV, Gregorio XIII e Urbano Vili, quali li ricolmarono d' onori, diall'

nocenzo
riti

se

non
o

fondati, favoin

al

certo

tutti

un
li

modo
riguar-

gnit e ricchezze, cose tutte che pur

o nell'altro dai Papi, che

giovarono
i

arie.

far conoscere

darono
della

sempre
vi

beneficii compartiti

dai Pontefici

Chiesa,

come patrimonio hanno contribuito


coli' osser-

u questa nobile ed importantissima


scienza,

del pari.

N solamente

promoveiidone

l'

incremen-

vazione degl' infermi,


casione che

ma

anche con

to e lo splendore, arricchendola di

quella de' cadaveri, per la facile ocprogressi dell'anatomia sana e

cognizioni e di
l'esercizio,

lumi, rettificandone molti

liberandolo da

hanno somministrata ai mor-

abusi colle leggi le pi savie, colle


istituzioni
le

pi

utili,

coi regola-

nieuti
eh.

pi lodevoli,

incomincia

il

bosa dei corpi. Infatti il famoso Eustachio fu il primo che nel detto ospedale notomizz cadaveri per
conoscere
fetti

scrittore a

rilevare quelli propontificie istii

le

sedi,

le

cause e
via

gli ef-

dotti

dalle benefiche

delle malattie;
gli

che battuta
gloria dal-

tuzioni degli ospedali,


ti si

quali crea-

fra

altri

con

tanta

dallo spirito

di carit cristiana,
utili all'

l'altro

italiano

Morgagni, divenne

resero anche
colla

arte medi-

utilissima e luminosissima alla

medi

ca

presentazione de' fenomeni


di

dicina

e questa

stessa

facolt

delle malattie, e

ci che giova

o nuoce
se

agli

infermi.

l'osservazione di pochi
nelle
ai

Imperocch ammalati
vie

anatomizzar cadaveri umani si deve ai Papi e allo spirito del cristianesimo, che ha dissipato l'irragionevole orrore che quasi tutti gli anr
tichi
tefici

esposti

pubbliche
primordi

giov

non poco
le

dell' arte, se

relazioni

e le storie dell'infermi-

ebbero si deve

pei
lo

cadaveri. Ai

Pon-

stabilimento d' un

t curate nei tempi di Esculapio, o per supposto consiglio del nume, o per CUI a de' suoi sacerdoti, istru
lo

tribunale di

medicina, sotto

me

di collegio

il nomedico, ricco di giu-

risdizioni

e di privilegi, e l'istitu-

stesso

Ippocrate,

quale
alla

utilit

zione di varie cattedre pubbliche di

non doveva

recare

medicina

medicina, non che

la

fondazione di

I02
orti

MED
bolanici e
di

MED
di storia

musei

rimedi del famoso Pietro di


tu scritta

Abano

naturale, la

regolarit degli

studi

dell' esercizio medico, dalle quali beuefche provvidenze mollo appresero gli stranieri, massime dalle disposizioni di Sisto

probabilmente per consiglio di Onorio IV; la metalloteca di Michele Mercati (medico di s. Pio V, di Gregorio XIII, di Sisto

IV ( le cui provvidenze sull'esercizio della medicina e chirurgia, come sugli speziali, e


confermate poi da Innocenzo Vili
e

V, e

di

Clemente Vili che

lo

fece
di

protonotario e

commendatore

Clemente

VII,

riportammo nel

voi.

XIII, p. iio del Dizionario), Giulio II, Clemente VII, Paolo HI,

Giulio HI, Paolo IV, s. Pio V, Gregorio XIII, Clemente Vili, Urbano Vili, e Clemente X, quali
i

s. Spirito, morto prima di prenderne possesso dopo aver pubblicato l' opera sugli obelischi: ne ri parleremo all'articolo Medico); le tavole anatomiche di Eustachio furono illustrate e pubblicate da Lan-

cisi

d' ordine e
;

munificenza di Clebeli'

mente XI
dell'

la

opera
la

sui

pesci

tutti

presero con zelo interesse del-

archiatro Ippolito Salviani forse

larte salutare e del suo retto esercizio; avendo s. Pio V regolato lo


spaccio dei medicinali,
i

non

avrebbe
il

veduto

pubblica
III,

luce senza

favore di Giulio
e Paolo

doveri degli
giurisdizione

Marcello
di

II

IV

n quella
viclu ro-

Speziali [Fedi),
del collegio

la

Alessandro Petroni,

De

medico; Gregorio XI li ordinato che si chiamino ad esame i medici sospetti d' imperizia, quali vantano diplomi di straniere ui

manoruni, etsanitate tueiida, senza XIII ; n gli auspicii di Gregorio


r altra tanto pi celebre e preziosa
di
la

Andrea

Dacci,

De

thermis, senza

niversit, e

con

pi

forza

Urbaprinci-

protezione di
la

Sisto

V,

sebbene

no Vili. Analogamente a
pi!,

noteremo che
si

saggi

ta

e rara
eh'

De

sua opera pi dotnaturali vinoruni


tesoro
di

grandissima fu

de Papi per zione delle mediche cognizioni, poiche opere di medicina utilissime furono pubblicate per loro munificenza e consiglio, non che traduzioni di antichi scrittori greci di medicina, tavole di anatomia e di storia naturale; mss. assai pregevoli

cura e lo zelo l'acquisto e propagala

historia,

un

erudi-

zione; n finalmente sarebbe venuta

luce 1' opera pregevolissima di Paolo Zacchia sulla medicina legale.

senza

il

favore di

Alessandro VII.

del 1276, molto dotto in medicina e gi medico, compose un libro di medicina


Inoltre Giovanni
pei

XXI

compraro^

poveri, classe

sempre cara
1'

agli

no a proprie

spese, e fatti dare alle

occhi de' Papi, tradotto in tutte le


lingue.

stampe con illustrazioni procurate da essi medesimi. Le prime versioni

Appena fondata romana da Bonifacio


pubblicamente

universit
vi

Vili,

fu

dal greco

in

latino d'ippocrate,

insegnata
i

medicina
oggi
del

di Dioscoride e di Teofrasto
ai

debbonsi
che comla tra-

da

vari professori,

quali per soli-

Pontefici.
al

Fu

JNicol

io facevano

parte

come
di

mise

greco Teodoro Gaza


degli

collegio medico, anzi probabilmente

duzione degli aforismi


dell' istoria
tile,

d' Ippocrate,

preesistevano
nello stesso
le

scuole

medicina
tra

animali d' Aristo-

palazzo

apostolico,

e di quella delle piante di

Teoloro

altre scuole

palatine di teologia

frasto.

L' opera

sui

vtleni

e di leggi (di

che ne

parliamo 4

MED
Maestro
sacro palazzo apostolico), e forse per pi fncilmente diffondere e propagare tra g' infedeli
dei,

MED
del

in3

medesimo. Dappoich Alessandro


stabiPi

VII
apr
di

lare sul Giannicolo, e

un orto botanico regoClemente XI


edifzio;

la

religione criiticina, secondo l'an-

un
le

teatro anatomico nel basso


slesso

iica
la

e profcua maniera di seminar

questo

Pio VII
cli-

fede in remote

contrade e bar-

istitu

cattedre di

medicina

bare popolazioni. Quindi il famoso Angelo da Camerino archatro di


Bonifacio Vili e
cina prima
versil,

nica tanto interna che esterna, oltre

quella
teria

delia

mineralogia e di

macolla

lettore di

medi-

medica; e

Leone XII

dell'erezione

dell' uiii-

bolla

Quod

divina sapicntia,

rettifi-

deve aver insegrwto l'arte


esisteva

c
in
di

il

corso degli studi e degli esami


v'

nello stesso palazzo apostolico, presso del quale


di

medicina,
polizia

aggiunse
di

la

cattedra

pure un orto semplici, custodito da un semcol


titolo di

medicina legale, rese obbligatorie e normali le

medica e
di
i

plicista,

sinipliciarius

scuole cliniche
logna,
dici

Roma

e di
ai

jonlifciiis

vacaiius
piante

{Gregorio
fece
).

aggiunse
collegio,

chirurghi

Bome-

XVI

copiose

esotiche
pontifcii

collocare nei giardini


Restituita
nel

1877 da Gregorio
residenza in

XI

la pontifcia

Roma

(che trov diroccata e spop(jlata a ca-

gione dell'assenza
Sf)ri,

de'.suoi [iredeces-

ne miglior la conmedicina di la molti vantaggi. Finalmente Gregogorio XVI concorse con alacrit e munificenza ad arricchire, ampliare ed abbellire l'orto botanico (che
di

dizione, e ricolm

poich se a'iempi d'Innocenzo

III del

1198

la

popolazione

erasi

ridotta a 35, 000 individui, e pochi

don deWaJlora Brasiliana, e visit in un al vivaio delle piante), e gabinetti di materia medica e di stoi

arrivavano a 4o anni e pochissimi a


(io anni,

ria

naturale, specialmente di zoolo-

com'
vi

egli slesso scrive,


soli
le

Gre-

gia

(egualmente pi
spese,

gorio
tanti,

XI

trov

17,000 abicause l'ar-

visitati); e questo

volte da lui ultimo anche a

dichiarandone

sue proprie
surati

avendo

pur di
ani-

cliiatio Lancisi,
vtnlitiis

De

nativis

degne ad),

sua borsa pagato T acquisto di smipesci (e mali terrestri e

romani

coeli qiuililatihus
1'

donato quegli
volatili,

e riordinata

poscia

universit roprofessori

quelle opere

mana, pubblici
da' Papi

e illustri

furono con larghi


a

stipendi invitati

ste

insegnar

medicina

mediche e di storia naturale, e queanco con disposizione testamentaria, ed altro, di che parleremo a
Universit*

quando

le

ricerche di Boerhaave can-

giarono l'insegnamento nella chimica, Benedetto XIV v'istitu una cattedra nell'universit romana. Quin-

solenni e
gli

romana che gli celebr commoventi funerali ). Einoltre stabil una nuova comdi

missione sanitaria [Fedi Pestilenze)


coir intervento

vogliam dire che a Leone X dtbbasi la ristorazione, a Benedetto XIV la riforma, e a Pio VI la
di se

alcuni

distinti

medici

chirurghi,
ai

onde

meglio

provvedere

bisogni

della pubbli-

perfezione di tale slabilinjento,segna-

ca incolumit dello slato pontificio.

tamenlc

per

l'aggiunta

delle

cat-

Conchiude
la
stri

il

eh.

De Matthaeis, che
sino a' no-

tedre di ostetricia e di chn uigia forense, altri Pontefici prima e dopo


assai

dal risorgimento delle scienze e del-

medicina

in

Europa

giovarono

alla

parte

medica

giorni, sia pi

difficile

trovare

io4
un romano
tari, sirui

MED
Pontefice che non abdi quello che trovarne auiplislieii

MED
Maria o Lucia de'Girmasi ad
archialria pontificia;
al
il

altra

bia fatto alcun bene alle arti salu-

collegio (iliis-

Miedu:o di

tal

nome;
i

a Gio.

e nua)crosi promotori, fautori,

Maria Caslellana
gorio

benefattori.

Ora

col

medesimo

pas-

XV,

si

medico di Gredebbono primi fon-

siamo a indicare qualche cosa, sopra i servigi che la medicina rende alla religione cattolica, perci degna
de'favori
alla
dici,

damenti della biblioteca casanatense; mentre il Lancisi, il Gavina, il Pane delle loro fortune istituirono erede l'ospedale di
s.

pontificii,
resi

oltre

servigi

Spirito; senza

medesima

zioni

da infiniti meco' loro lumi, fama, pie largie- santit di vita ; imperocch
nostri, dall'epoca di
s.

rammentare
ni,
le

gli

onori, le promozioin

dignit
pontificia,

ecclesiastiche,

un

alla

conferite

medici
noi par-

dal principio del cristianesimo sino


a' giorni

benemeriti, anche della religione e


della santa Sede.

Lu-

Di tutto
luoghi.

ca evangelista medico, sino a quella


del dott. Sante Bordegato,

liamo
Il

ai

rispettivi

grande
la

eh.

De Matthaeis aggiunge
i

nel-

operaio

della

dottrina

cristiana

sua dissertazione, essere persuaso

morto santamente in Roma nel 17 37, non vi ha forse ceto di cristiani che tranne teologi, abbia dato
,

santi alla

Chiesa pi copiosamente
il

de'medici. Solo qui, seguendo

lo-

sacerdoti non vi sieno che dopo quali rendano diche i medici, .stinti ed ampi servizi alla religione cattolica, giovando non meno alle anime che ai corpi. E non sono esi

dalo scrittore,

rammenteremo

quel

si

di

fatto che al solo apparire del


la

medico

avendo curato l'imperatore Galerio Massimo, in compenso ottenne fosse ritirato un


cristiano che

pi lieve pericolo per

vita del-

.editto
,<juel

fulminante contro

cristiani;
alla vera

l'ammalato, pensano tosto ad assicurarne la salute dell' anima colia ordinazione de' sagramcnti, minacciando persino di abbandonare l'infermo che non volesse almeno confessarsi ? Non sono essi, che ri-

medico che contribu


s.

fede di

Agostino, liberandolo coi

suoi ragionamenti dagli enori degh oroscopi e dell'astronomia ; l'archiatro d'Alessandro III, cio Giovanni Filippo, che spedito dal Papa

conoscono
le

veri dai falsi miracoli,

vere dalle false

operazioni

dia-

boliche, e che distinguendo bene ci


eh'
in

ambasciatore al Prete Janni nel Tibet, divenne direttore ed arbitro della fede di que' popoli

naiura, da ci eh'

al

di

sopra della
alla
dizi!

natura,

contribuiscono
dei giu-

che ricondus-

verit e alla giustizia

se al cristianesimo;

Alessandro Pe-

di Chiesa santa e de'suoi mi-

troni che fu intimo

amico
il

medilo fu

nistri ?

Senza
senza

il
il

voto ragionato dei


loro

co di
di
s.

s.

Ignazio Lojola,

come

medici,

parere,

per
le

Filippo

Neri
;

suo
in

medico
degli

istraordinarie

che

appariscano
essere

Giovanni
dazioni
alle
le

Cordella

Taddeo
pie

guarigioni,

non sogliono

am-

lderotti che

impieg

fonIII
;

generosit di Onorio

se.

messe e riconosciute per miracolostesso non che Il battesimo


pei

archiatrie di Scipione e LorenLancellotti


s.

lumi della medicina

e sul giu-

zo

si

deve

il

prezioso
s. s.

dizio del medico, che suole

ammi-

aliare di

Luigi nella chiesa di


chiesa e collegio di

nistrarsi ai feti d' incerta vita, quali

Ignazio

la

sono

gli

aborti

gli

asfittici.

Ma

MED
non
vi

MED
la

io5
rarit

ha

forse

sagramenlo,

di

sana

la

vita,

colla

delle

cui ainiiiinistrazione

non abbia

spes-

so bisogno dei lumi e del volo dei

medici. L' irregolarit


)iiel

difetto

fisica, o che rende l'uomo


1'

sia

malattie rendesi anche raro il bisogno de' medicamenti, la salute in Somma non abbandona quasi mai
r

ina-

uomo

sobrio e costumato, ed cei

bile a

ricevere

ordine sacro o ad
essere
certificata
irre-

co perch

esercitarlo,

deve

ticando la
degli
le

medici inculcando e prasobriet, giovano molfisica


coli'

dal medico,

potendosi essere
vizi

tissimo alla salute

golare per vari

delle

membra,
il

uomini, anco

e morale esempio del-

ed anche per
corpo,
la di

certi

morbi

di tutto

loro frequenti

longevit, essendo
e fefisico

cui esistenza deve essere


al di cui

r intemperanza
conda
d' ogni

dichiarala dal medico,


dizio deferisce la

giula

madre vera morbo tanto

Chiesa.

Anche

in)poteuza coniugale per


zione del matrimonio
sere
attestata

la dissolu-

die morale. Inoltre l'esercizio della medicina serve a disingannare e ad


umiliare l'orgoglio dello spirito u-

non pu

es-

che dal medico, il <|uale co' suoi lumi ed esplorazioni serve air onore della religione e al bene dell' umanit. In fine per il voto e pel parere de' medici, che la
<

mano,
di

facendogli sperimentare non rado la scarsezza delle sue forze ne' pi grandi bisogni, e la miseria
dell'arte,

de' mezzi

comech esagevolgo
;

rati e decantati dal

finalmen-

liiesa,

madre

pietosa e benigna, didalle sue leggi, co-

te

l'esercizio della

medicina fomennobilissimo
i

spensa talvolta

ta

ed accresce
carit, e

il

senso

me
sa,

dall'a-scoltare e celebrare la

mes-

della
stri

rende

suoi

minidei

dal recitare

1'

uflizio, dalla clau-

teneri

e pietosi

alla

vista

sura, dall' astinenza,

dal

digiuno
ec.

diversi malori,

onde meglio soccor-

dall'uso de' cibi


lauto pi

magri,

per cui

amabile e soave rendesi il giogo di Cristo e l' impero delia Chiesa, sino a non voler gravi incomodi e danni dall' osservanza delle sue sante leggi. Finalmente il medico co' medesimi mezzi coi quali

rano ai bisogni degli infelici infermi, confortandoli e sollevandoli per


ogni
via,

ricordia

trovano

mentre l'opere sempre

di

miseil

libero

campo
sercita
fa

nell'esercizio della medicina.

MEDICO,
la

Medicus. Colui ch'e(Fedi), e


gli

Medicina
ancora

che

giova alla salute del corpo, giodell' anima; temperanza nel vivere, moderazione degli appetiti
la

professione di guarire
Si dice

amma-

va pur anche a quella

lati.

clinico, clinicus,

quindi
ossia
la

la

fisico,

physiciis.

Medico deriva dal


viederis,
gli

latino
re,

medeor

medicadella nU'

e delle passioni,

sobriet

tanto

curare.
il

Alcuni
di

danno pu-

acconcia a conservar la salute e a ricuperarla, un altro amplissimo


servigio che la medicina rende alla

re

nome

ministro

tura, e generalmente chiamasi dottore per la

laurea del dottorato di

giovando per tal mezzo alla morale cattolica non meno che alla salute corporale; la temperanza, qual custode e fondamento delle virti, il mezzo pi edicace a gioreligione,

cui

insignito.

Omero chiam
in

medici, imitatori di Dio.


cina
poli

La medifra
i

fu

sempre

onore
ebrei

po-

vare
gli

al

fisico
,

uoniini

che al morale deprolunga e conserva

ne attribuiscono r invenzione a Dio medesimo, ed il Sapiente vuole che si ocivilizzati.

Gli

no.'ino

medici, perch Dio au-

io6
toie
della
si

MED
della

MED
esercitare la
arti,
la
pii

medicina,
de'

virt

come anche medicamenti, come


38
,

nobile di tutte le
la

pi

bella,

pi

sublime

legge

neir Eccl.

e seg.

pei suoi fini, la medicina, la cui di-

Tre sorta di persone la Scrittura comanda di onorare, il padre come


Hulore della vita,
il

gnit

espresse Cicerone con queste

parole:

Homints ad Deos nulla


(icceditnt,

re

re e
I

il

medico

propius

quam
Agli

salutcm
indiscreti

perch

la

conservino.
essi

pagani con
la

hoininibus

dando.

sideiavano

pure

medicina

poi che pretendono


coli

talvolta

mira-

come un dono

del cielo, e colloca-

dai

medici, sembra
curat. diut.

opportuno

rono i loro primi medici nel rango degli dei. I principi accordavano delle annue pensioni ai loro medici,

considerandoli
fa

come
la

persone
pensio-

analoghe parole di morh. lib, I Nc.inpe aegrod omnes saiiari non possuid : niedicus eniin Deoruni pqui ripetere le

Areteo, Df,
;

pubbliche; e Plinio

osservare che

Icnani

anteiret

veruni

dolores

dopo

il

regno d'Augusto,

sedare,

niorhos intercpere,
est.

atque
medici

ne ordinaria di un medico dell'imsesterzi, peratore era di 25o,ooo cio 62,5ioo lire, valutando cinque soldi il sesterzio. Antonio Musa, celebre medico e liberto della famiglia
l'omponia,
dico di
fratello

obscurare medico fas

devono

per avere molta scienza per conoscere le malattie ed i ri;

medi convenienti
i

d Eiifurbio me-

molta prudenza ed esperienza, e la ragione per applicare rimedi a proposito; molta

Giuba

re della Mauritania,

premura
i

pei

loro

ammalati, e

per
lui

aver guarito
ricolmalo di

Augusto, fu da ricchezze, con di'

nel seguire
tia
;

progiessi della malat-

d'usar l'anello d'oro, che solo usavano quelli dell'ordine equestre ; il popolo romano gli eresse
ritto

una statua
e per
lui
i

ne!

tempio d'EscuIapio,
furono in per-

anche i non possono spelar nulla, ineglio supplendo Dio con ampia rimunerazione molta religione e piet, sia per non amn)olta carit per visitare

poveri, dai quali

medici

ministrare rimedi proibiti,

come

so-

[letuo esentati

da ogni imposizione.

no
sia

quelli

Si leggono nella sacra Scrittura al-

che procurano gli aborti, per non accordare senza buone


1'

cuni passi, che sembrano dimostrare che anticamente presso


gli

ragioni

uso delle carni grasse nei

ebrei,

giorni di

magro o
i

di

digiuno, sia
in

come anche
rango, che
riaj

presso

greci,

eranvi
loro

per avvertire
pericolo, di

malati, che sono

delle persone distintissime pel

aver subito
della

ricorso ai

esercitavano la

medicies-

sagramenti
medici

Chiesa.
di

Devono

e che

un prmcipe doveva
nei secreti
di

sere
arte.

istruito

questa
5, i3.

una onesta rimunerazione, ed perci che prescontentarsi

P'vdi Isaia 3, 6;
i

Osea
in

so alcune nazioni,
i

come

in Francia,

Degenerando
dri

rabbini dai loro pavece dide' medici.

malati non possono legare u do-

in

tali

sentimenti,

nar

nulla

ai

loro medici,

oltre

il

cono

assai

male

pagamento regolare
presunzione die
ci spinti
i

delle visite, nella

Per divenire sapiente medico, fa d'uopo d'uno studio mdefesso, di continua lettura, di vigilie

testatori fossero a

dai

medici;

devono cu-

hmghe,

di co<

stodire
in
in

il

segreto

de' loro infermi,

stante e saggia osservazione, e di pratica

tuttoci che

vedono o ascoltano
;
i

giornaliera,

onde

degnamente

tempo

della cura

medici, se

MED
condo e sono
i

MED
peccano
loro

107
quelle dottorafregiati

teologi e

moralisti,
alla

ammantarono
colle quali
i

d' insegne pih su-

obbligali

resliluziune,
ai

blimi; parlandosi di
li,

(|(ianc1o
iali,

recano danno

ma-

novelli

veIti-

per negligenza, o amminislrando loro rimedi iilcerli a preferenza di altri pi


8cm'i,
la

o per ignoranza o

nivano accompagnati a casa


bis et aliis musicis,

cum

negli statuti del

collegio medico. INe'pi antichi


pi,
i

lem-

ovvero prolungando ad arie guarigione ; dicasi egualmente dei


Delpar-

medici non
le

solevano andare

per
sti

Chirurghi e Speziali {Pedi). l'esercizio della medicina ne

in

nelle

ma querecavano a trovarli loro botteghe, camere, studi


case degli infermi,
si

vece

Medicina, Chirurgia e Chirurgo, ove riportiamo pure diverse notizie riguardanti medici, compresi quelli dello stato
agli articoli
i

lammo

o gabinetti,

distinti

coll'insegna dei

serpente di Epidauro patria di


sculapio, avviticchiato
ro.

E-

Sappiamo

ad un albe da Arnobio lib. 11,

pontificio
tirologio,
ci

santi registrati nel

mar-

Papi

e cardinali medinel

cantra gentes p. 44 *^he gli oratori, i grammatici, i rellorici, i giureconsulti,


dici,
i filosofi, ed anche meavendo abbandonato il gentii

hanno

biografie

Dizionario,
lo-

laonde qui
ro appena
li

appresso parlando di

ch di alcuni se
sito altrove.

accenneremo, anco perne tenne propocreiti

lesimo,
(>hiesa
lica.

fin

dai

primi
la

secoli

della

abbracciarono
s.

fede catto-

Da
s.

Clemente Alessandrino
che
i

Ai

medici furono

templi,

<la

Basilio rilevasi

pri-

innalzate

statue, coniate

medaglie,
dignit,
filosofico

mitivi cristiani eziandio ebbero

seme la

e ricolmali di onori

e di

pre

in

pregio

questa facolt
lo

non che
e poi

distinti dei pallio

professarono;
il

coir anello d'oro d'Angusto;


archiatri

p.

che afferma anco Mamachi, De' costumi de' pricristiani


in
t.

molti

del

sacro

palazzo

mitivi

Il,

p.
le

58,

pori-

imperiale

furono
si

onorati della co-

tando
stiani,

testimonianza
ai

molte

mitiva del primo e secondo ordine;

scrizioni sepolcrali degli

antichi cril'e-

ad

essi

accordarono

le

annone

appartenenti
Cancellieri

medici; e

per salario di primo, di secondo e di terzo ordine, chiamandosi la

rudito

nel

suo impordi
s.

tante libro;

Memorie

Medico

prima annona nitinda, cio in pane bianco, e posti nel grado sublime
<le*

martire e cittadino di Otricoli, Ro-

senatori,

de' duchi

e de' vicari,

ma 1812, pieno di notizie sull'argomento, a p. 7 I riporta il catalogo


de'santi medici e
delle sante
di

anzi diversi principi esercitarono l'uffzio

meAven-

di

medico.
pontificii

Molti

medici

dichesse in
cogli

numero

trentanove,

archiatri
nici

divennero cano-

scrittori delle loro vite.

nelle primarie basiliche, digni-

do

tari di capitoli, prelati, vescovi, car-

dinali

pur anco
Dottore

Papi, per
civili.

non
l'in-

dire delle cariche

Oltre

benemerito scrittore consagrato il suo libro alle glorie de'medici, riport l'opinione di quelli che credono sieno stati versati nella metale

segne

di

{Fedi),

diversi

dicina

Omero
il

principe

de' poeti, e

archiatri de' Papi

invece delle loro


pelli

Cicerone principe degli oratori.


Inoltre
Cancellieri a
p.

decorose

bavarole di

di

vaio

33

fa-

\dclle quali ^.

parlammo

al
si

voi.

XL,

cendo
versia

cenno della
agitala
fino

famosa
dai

conti odi

J76 del Dizionario),

ornarono

tempi

ioti

MED
llo-

MED
dico della
famiglia pontificia
sotto
in

Cornelio Agrippa, da Fiancesco


bortello,

che
qual
se

si

rinnov poi

Oi

lanca e nello scorso secolo

in

Lon-

Innocenzo XI, riproducendo quelle diesi leggono nel Piazza, in un a diverse erudizieni sulla medicina e suoi

dra,

di

condizione

fossero

medici,

libera

ed

ingenua, op-

pur
tizie

servile,

riporta moltissime no-

bibliografiche di opere in ono-

Eusevologio romano, Uii^XW, serviva d'impresa all'accademia la figura del corpo uca\lo\\,

cap.

XXXIII:

re della

nobilissima arte
illustri

e de' be-

nemeriti e

suoi cultori.

Nel

1779

il

medico Giuseppe Benvenuti


:

pubblic in Perugia

Fuciler della

mano, oggetto primario della scienNoteremo che il Piazza nella medesima opera e nello stes so trattato, al cap. Vii discorre
za medica.
dell'

condizione de' medici presso gli andchi, in cui eruditamente dimostr

plici

Accademia a s. Pietro
e'

dell'orto

de' sem-

Molitorio, eh' eblje

nobilt dell' arte ippocratica, ed gran pregio in cui sempre fu tenuta presso tutte le pi remote e colte nazioni, facendo vedere che la
la
il

origine

da Alessandro
Sapienza,
s.

VII
alla

ed

al

cap. Vllf

Accademia di anaConsos.

tomia alla
lazione,

Spirilo ed

Gia-

medesima fra gli romani fu sempre


sone
inai
di

egizi,

greci ed

como
tlai

degli incurabili, imparandosi


studiosi
vita
ai
il

esercitata

nobile
servi,

condizione

da pere non
a

|)ii

modo

di conser-

vare

la

vivi, dall' estinta dei

da

come
il

pretesero alcu-

morti.

ni

maligni

detrattori.

Esamin

La medicina anticamente
sercitata

fu

e-

questo
.nia,

proposilo
i

preteso

esilio

anche

dagli

ecclesiastici
i

ch'ebbero medici dell' antica Roe prova doversi riporre un tai


fatto
tra
le

dai

parabolani chierici,

quali

per

carit cristiana

assistevano gli

favole,

siccome

privo
alle

infermi negli spedali e specialmente


quelli

U' ogni

fondamento.
Belli
gli

Quanto
il

eh' erano

afflitti

da mali

e-

Memorie
tore

del eh. Cancellieri,


scrisse

dotlo-

pideniici

e
la

perniciosi,
vita,

esponendosi
dagl'in-

Andrea

in

perdere

diversi

de un' eruditissima lettera, e nel 18 16 ricevette dal Cancellieri quella Risposta che fu inserita nel numero 8, p. 122 del nuovo Giornale enciclopedico di Roma, e merit che fsse anche stampata a
parte

fermieri che solevano chiamarsi medici coqiii

o medici

ad malidam. A:

gnello

Onorato

tratt

Dell' ordi-

ne de'parabolani, nelle sue Dissertazioni alani pale in Lucca nel 1737.

L' arciprete Giovenardi di

s.

Vito,

per
ivi

la

sua importanza.
solo

Dap-

compose una
utilit

dissertazione sopra la

poich
toresse,
Belli
i'

non

parla di altri

della scienza

medica, neces-

santi medici, delle medichesse e dot-

saria
in

ma

circa

il

progetto

del

ad un parroco .specialmente campagna. Tuttavolta, come si


altal-

che fosse in Roma accademia di medicina


di
s.

ristabilita

sotto gli

dna, dalle leggi canoniche per cun abuso o inconveniente fu


volta
vietalo e

auspicii

Basilio

Magno, dotto
le

limitalo a' chierici

in questa scienza, col titolo di Jatro- Basiliaiia


,

r esercizio della medicina e chirur-

riporta

notizie

^u\V

Accademia medica
in casa del

nel

1681 me-

eretta

dottor

Giacomo

9 Girolamo Brasa vola

ferrarese,

dopo che s' incominci a disr una dall' altra, solo fu in alcuni casi permesso, massime a certi missionari. I monaci ancora
gia,

giungere

MED
esercitarono
(|iiale
1*

MED
accise del

109
Gerusalemme,
re Goflredo di

arte

salutare, nella

regno

di
il

furono celebri Costantino carJagincse, ed Alfonso die l'avea stucol canto ne' monasteri, ove

promulgate sotto
e poi
sotto
le
i

Buglione, osservate anche in Cipro,


veneziani, che
la

diala

final-

insegnavasi
secolo
di

comunemente intorno al X, come provasi dalla vita


assai

mente
verit:

abolirono per

loro segli

tullavolta

vedremo

e-

Guglielmo abbate,
III,

caro a
libri di

brei passare dalla sinagoga alla corte de' Papi, e divenire loro favoriti

Vittore

cui

regal vari

medicina e apprest molti medicamenti di sua mano preparati e composti,

archiatri.
fu

la medicina ancora esercitata dalle donne, e

Finalmente

poi arcivescovo

di Salerno.
di
tal

vietata

alle ateniesi,

bench Agnofu

Nella

famosa cattedra

citt

dice

vestita
le

da

uomo

sorpresa

dopo il I200 sal il monaco Romualdo Guarna. In quasi tutte le


costituzioni degli ordini regolari, do-

udirne
:

lezioni

che

ne

JeroHlo
feriti

delle

femmine
a

e sante

dava me-

dichesse scrissero alcuni


dal
Cancellieri

autori, rip.

looo, trovansi prescritte le regole da tenersi circa l' emissioni di sangue periodiclie, denominate
il

po

61 delle
Rispo-

Memorie, ed
sta,

a p.

della

flebotomie,

no

forse

almeno tre volle l'ancomuni a tutti g' individui, per renderli se non pi sani,
clero della ba-

ove parla ancora della celcbie bolognese Maria, laureata in medicina.


Il

concilio

convocato
ai

Reims

pi continenti. Pel
silica

nel

ii3i
II,

coir intervento proib


regolari

non bastarono cinmetodo cui si oppose Bernardino Plumazio verovaticana

cenzo

d'Innomonaci ed ai
studiare
,

que

salassi

annu,

canonici

di

la

medicina per guadagno


ticarla

e di pradel

nese,
della

il

quale ridusse tutta


le

la

virt

fuori
I

del recinto
chierici

loro

medicina, tra

altre cose a

monastero.

continuarono

sanguigna almonaci non meno che chierici impegnaronsi a professare la medicina in varie citt, per opporsi agli scandali e ai danni che solevano provenire dai
prescrivere una, sola
l'

anno.

certo che
i

ad insegnarla ed a praticarla come prima: Pietro Lombardo canonico di Chartres fu primo medico di Luigi VII re di Francia ; Maugero arcidiacono d'Evreux e vescovo di Winchester nel 1199, fu medico di Riccardo
Il
I

soriani,

dai
i

greci,

specialmente

re

d'Inghilterra.

dagli

ebrei,

quali nel secolo

ed

concilio generale Lateranense IV,

anche ne' precedenti delle barbarie, per accreditarsi aveano tradotto nella loro lingua libri arabi, ed eserciljivano l'arte anco coi cristiani; ci si rende manifesto dalie molte leggi contro gli ebrei emanate,

nel

12 15
,

presieduto da Innocenzo
ai

HI

impose
dagli

niedici che
gli

chia-

mati
per la

infermi

avvertano
a curarla
essa,
i

salute dell'anima
i

con

chiamare

medici di

confessori, cos

rimedi
alla
ai

riusciranno
del

come

sospetti

di

magia, per

pi profittevoli
diaconi, diaconi

guarigione
chierici

l'astrologia che insegnavasi nelle a-

corpo; inoltre viet

sud-

rabe universit di Spagna, e come privi di cognizioni analomiche per


la

superstizione

di

non

toccare

cadaveri, e sopra tulio dalle celebri

e sacerdoti, ed ai monaci ch'esercitavano la medicina, di non fare operazioni in cui si dovessero adoperare strumenti di

no
acciaio,

MED
o fosse d'uopo
applicate
il

MED
togliendo
le

pene che

ro/rrt ///?-

fuoco.

Onorio
ad

III,

successore
l'esercizio

di

modi
tcnles

jtulaeos

metlendi

arte

u-

detto Papa,

proib

della

medicina

ogni ordine

di

per-

aveva prescritte l'antipapa Benedetto XI l. Nel ^t.^ il concilio di

sone ecclesiastiche ; ma dipoi BonifacioVIlI, favorendo negli ecclesiasiici l'esercizio dell'arte medica, dichiar che
estendersi,
tal

Parigi prescrisse
g'

ai

medici

di

esortare

infermi in pericolo a
di

confessarsi

prima

loro
;

somminied
il

divieto

non dovesse
parochiales
:

strare

rimedi corporali
consecutive
si

con-

ad

eos qui

cilio di

Tortosa proib a'medici far


agl'infermi
confessati.

ecclesias ohtinere noscuntur

sicco-

tre

visite

me
cos

dalla legge

di

Onorio IH
in ogni

di-

che

non

saranno

Le

speusarono vari Papi


e e
regolari

tempo,

provvidenze emanate sui medici da


Sisto IV, le

IV

ad alcuni ecclesiastici secolari permisero la medicina chirurgia; ed in fatti Sisto la nel 1472 accord l'altare pore la dispensa di risiedere nei
di-

indicammo

all'articolo

Medicina. Paolo IV
dici

proib ai

ebrei curarci cristiani, e


pregati.

mebench

chiamati
Pio

Nel

tatile,

V,
Il,

colla

costituzione

i566 s. Super

luoghi ove godeva benefizi, e di


re l'uffizio secondo
il

gregeni degli

8 marzo, Bull, Roin.

domenicano, al sacerdote Lorenzo Brunich chirurgo del duca di Borgogna,


rito

lom.
zione

p.

a'

177, rinnov la prescrimedici di non visitare e


al

curare gl'infermi, se

terzo gior-.

Nel
ciis

1798

in

Francfort

fu pubbli:

no del male non

eransi confessati,

cata l'opera del Celia usen

Cleri-

medicasler, in quo demonstransacerdoluni, in primis curalum,


exercitiuni
il

Gregorio XIII a' 3o marzo i58i, Conferm i decreti de' predecessori,


con cui
\irsi
si

tur,

vieta ai cristiani di ser-

praxeos niedicae
decere.
Ci diede

non Molani, Medi-

di

medici ebrei, ed ancor lui


ai

prescrisse

medici

di

avvertire

corum

ecclesiasticum diarium, Lova-

malati del

pericolo di vita.
ai

Inno-

nii i5o5. Il canonista Giovanni da Anagni, commentando il titolo delle decretali de /'udaeis, mosse qiiestione JVuniquid judaeus possit esse medcus Papae vel imptralovis, e
:

cenzo

XI ordin

medici di ab-

bandonare gli infermi, se nel terzo d del male non si confessassero,


Tali prescrizioni rinnov Benedetto

seguendo Bartolo parvegli, posse ri quod non j poi conchiuse, et


nota
et

disic
,

cantra

magistruni

Helyam

XllI nel concilio romano del 1725, e pi tardi Pio VI con particolari pene, poich alcuni medici per indolenza o per timore di spaventare
i

qui fuit medicus

Papae Martini
con quello
Papi
fu
di
gli

malati,
i

gli

avevano
t.
il

fatto
Il

moMenel

Eugenii IV.
di sua

Ma

Elia piovo col


tanti

rire senza

sacramenti.
1,

p.

fatto proprio, e
altri

iiochio,

Stnore,

cap.

88,

religione, che

ebrei

dichiarare

come
s.

medico deve cuil

furono
peratori.

archiatri di

d'imbene-

rare s stesso, spiega


l'evangelo di

passo del-

Martino
ebrei, e re
de'

assai

Luca:
Nel
t.

Medice cuIl
,

fico cogli

gismondo
loro
di
i

privilegi,

ad istanza di Siromani conferm permettendo a quei

ra
le

te

ipsum.

discorre dell' uso de' medici e

cap. 49i dei-

medicine.

Spagna e loro successori, quod mederi possiat christianis impune,

Prima
gli

di

riportare la

serie de-

archiatri pontificii, e di altri che

MED
furono sublimati alle
dici,
l'

MED
primarie di<
ligenza delle loro
ne;

irr
e perso

dignit

gnit ecclesiastiche, e de' santi

mee

da

tal

veritiero

riflesso
ai

ricevo

parleremo a schiarimento deldell'

conforto
laboriosi

e
tal

soddisfazione
di

miei

argomento

onorevolissima

studi,

aver cio riemcol

antichissima carica d archiatro del

pito

un

vuoto

trattare in
di
tutti
gli

Papa, de' medici e chirurghi palatini, de' medici e chirurghi del sacro
collegio in

questo
ufiiziali

mio Dizionario
palatini

anche minori, ane di

conclave, de' quali


nella

tichi

e attuali,

avere
di

altres

egualmente discorreremo
degli archiatri
po.

serie

ampliato e rettificato
autore che
si

anco qualche
alcuno, co-

ordine di temmolto del dottissimo aichivista pontificio monsignor Gaetano Marini ( il oh. Coppi nel
per

occup

Profitteremo

me

il

Renazzi benemerito de'Mag-

giordonii.

Noi per per

dovere

tii
;

brevit

8 5 pubblic
1

in

Roma

le Notizie

oh

saremo compendiosissimi quanto dura cosa trarre la


".

sitila

vita

e sulle opere

di

esso

penna su carta misurata


pontificio,
tale
lo

autore della preziosa


pei-a:

e copiosa

o-

L'archialro, archiater, arehiatros,

il

ma

Degli archiatri pontificii, Ro1784. Dedic l'opera (che fu

medico del Papa:


partecipante

se

dichiara nella
segreto

qualifica di

J<xlata dal

num.

XXXi
di

dtW'EJfe-

cameriere

merid letterarie
quale arsenale
letterarie,

Roma

1785,

d' infinite

cognizioni

supplemento a molte opere) a monsignor JNatale Saliceti di Nebbio ( sepolto in s. Luigi de' francesi, e nel cenotafio vi sono ritratto colorito, ed una epigrafe il elegantissima ) medico primario e cameriere segreto di Pio VI allora lagnante, riproducendo quella del cav. Prospero Mandosio ivel t. II, k> quale intitolata: Theatriim in
e

mezzo di biglietto del u>aggiordomo, fa parte della camera segreta, divenendo prelato di mantellone per 1' abito che ne veste con titolo ammodi monsignore, bench sia glialo, che perci il solo ad averlo,

tianne

prelati

di wantellet-

Ione di cui parlasi all'articolo

Mancon

TEM.ONE

incedendo
di

per

citt

r abito nero
ecclesiastico.

abbate, e
archiatri

cai^pello

Gli

furono

anche
sici,

detti

protomedici

e protofi-

mio

maximorum

christi/ini

orbis

e medici segreti,

inlimi e do-

Pontificum
exibet,

arehiatros

spectandos

mestici.

La voce
,

archiater fu adosolo
i

Romae 1696. Non solo il Marini suppl e corresse l'opeia del Mandosio, ma die un'appendice dei monumenti ed aggiunse alla serie
,

perata a
dici

nominare non

mevolta

de'ptincipi
al

come

una

parve

Mercuriale,

ma

quelli pain di-

rimente che davano


fendere la

opera

del

Mandosio pi

di centocinquanta
infinite

sanit delle

regioni
tulli

di
i

medici palatini, con

giunte e

Roma,
in

ed

universalmente

correzioni di quelli ch'egli conobbe.

professori di

se giustamente

egli

si

compiac-

medicina in iioma ed Costantinopoli, le due grandi cadell'universo.


Il

que,

come

dice a pag.

XIX
i

della

pitali

Fabretli e

prefazione,
pontifcii

che

per
il

lui

njedici
la

l'Olivieri

egualmente opinarono, non


il

avessero

vantaggio e
ofliziali

essere stato

nome
di

d' archiatro e-

preferenza su tanti altri


latini
se

pa-

sclusivamente
principe,
delle

dignit,

n del
proto-

che noH trovaroiui chi volesdi-

del

capo
o

de' medici
sa

occuparseue cou iuUufllria e

principali citt

112
inetlico.
Il.'igiona
gli

MED
e spiega che cosa

ME
i4io
ttiies,
il

V)

nomin medico
presso
il

Paolo della
Il,

fossero

aicliiatii,

Giovanni de
aiiliquil.

Valle, colla bolla

Inter iitilissimas
t.

Vila

tiel

suo Thcsaur.
nella tlissert.

Bcre

Maiin,

p.

tor,

le.vent,,
litte.r.

Vili,

De

quale

avverte

che

l'esordio

veler. IJenevent.

La

classe dei

(juasi

tutto copiato

dalla

formola

medici,

distinta collo

slesso onore-

del

conte degli archiatri, che

comquavo-

volissimo nome, trovasi stabilita in

pose Cassiodoro,
ca
lit

quindi

si

giustifile

una legge

di

Valentiniano

e V^a-

la

nomina con

rilevarne
si

lente imperatori, nel codice

Teodo-

egregie, e poi

dice:

<

Ac

siano de Archialris popularibus urbis Roinae, che, quol regiones urbis


siitit,

loliccin

constiluanlur archiatri,

come ben
1810,

rilev

descrizione de' rioni


p. 16,
il

ueW Appendice alla di Roma, ivi

praemissorum intuitu tuain honorare personam, te in familiarem, pliysicum, et corporalem medicutn nostrum praesentium tenore
lentes

apostolica auctorilale recipimus, et

dott.

Tommaso

Prel

ispettore

soprintendente generale
stabilimcnlo de' mee speziali dei
poi

aliorum familiarium, physicorum, et corporalium medicorum nostro-

dell' Litilissin)0 dici,

rum

consortio

favorabiliter

aggre-

chirurghi
ili

XIV

gauius.

Intendentes
privilegiis
,

quod per hoc


praerogativis,

rioni

Roma,

archiatro di Pio

omnibus

VJIj del quale stabilimento trattam-

immunitatibus,
tiaris,
ci,

exemptionibus,
et

ac

ad Elemosiniere del Papa ed Elemosineria apostolica, da cui di,

mo

indulgentiis gaudeas,

etiam po-

quibus

alii

familiares, physi-

pendono
ziali

medici, chirurghi e spe-

et corporalis

medici nostri gaufatto ar-

regionari.

Abbiamo

di Gio.

Er-

dent, et quomodolibet potiuntur ".

nesto Hebenstreit: Demedicis arcliiatris,

Se

il

medico del Papa


cameriere segreto,

et

prqfessorihus, Lipsia ^^^iall'antica

chiatro

dopo
si

il

Quanto
lezione

formola dell'eil

biglietto del

maggiordomo
i

fa spe-

de'medici dei Papa, dice


1.

dire
rica
alla
;

il

breve apostolico di sua ca-

Marini nel

1, p.

110, che Bonifacio


bolla

quando
1'

Papi concedevano
famiglia nobile

IX nel
non
t.

3f)6 fece protofisico palatino


colla

loro intima

Paolo de Caloris,
sii
,

Quain
che la
di
for-

privilegi,

archiatro vi era compresegreto


l'ultimo

soluni utile, che riporta nel


p.

so

come ultimo cameriere

II

5o)

avvertendo
pii

medesima

serv

volte in quel

secolo di modello

e quasi

esempio lo riportammo all'articolo Famiglia pontificia (^Fedi), ove sono molte


partecipante;
notizie riguardanti

mola per le patenti che si spedivano d' ordinario a' medici pontificii, ci che argomenta da due altre bolle, una pel medico Angelo Domenichelli p. yS, Grata tuae familiarilatis,

rurghi

medici e chiriproducendo il breve de' privilegi concessi da Pio VI, di cui pur facemmo parola al
i

pontificii,

voi.

egualmente di Bonifacio IX, l'altra di Martino V, per Giovanni Baldi; ma pi per averla

VII, p- 27 del Dizionario, \ydvlando de' camerieri segreti partecipanti,


delle loro

prerogative

e di

trovata

inserita

in

un

vecchio

quanto li riguarda, comprensivamente il medico segreto del Papa, tanto

formolario di bolle del secolo


col titolo
:

XV,
qui-

delle antiche,

come

delle odierne
all'ar-

Fit mcdicus

Papae

consuetudini,
ticolo

dam

medicus.

Alessandro

nel

vogliam dire Camerieri del Papa.

MED
L* abito dell' archiatro cameriere segreto eguale a quello de' suoi
colleghi

MED
cappuccio,

ii3

camerieri

segreti

cio di

manlellone, al luogo citalo desclilto;

intervenendo

alle pontificie funzioni,


la

corae essi assume

veste e

cappa
di

rossa con mostre di seta simile nell'estate

ed autunno, e con
nel resto
pontificia
l'

pelli

dopo i dell due camerieri segreti che avevano in mezzo il maestro di camera, alCaudatario del Pala destra del pa, seguiti da due aiutanti di camera in cappe rosse a cavallo, e talvolta in mezzo al caudatario ed al primo aiutante di camera, che
cavalcava

armellino
cappelia

dell'anno.
archiatro

In

funge pure
nerale delle

l'uffizio
vesti.

di custode ge-

ha

La prima
si

volta

un
no

posto particolare, sedendo vicie incontro al Papa,

che nelle relazioni


colte

de' possessi racfa

come
p.

scrive

dal Cancellieri

espressa

ancora il Bonanni a sua Gerarchia, cio

497
al

della

menzione
sesso del

dell'archiatro, nel
1

pos-

sul

gradino

484

"

d'

Innocenzo Vili,

che

serve

di

sotlopiedi

primo
al

e nel solenne ingresso fatto in

de' cardinali

diaconi

che
trova,

siede
di

ma

nel

\5ii da
i

RoAdriano VI, in

banco

di tal ordinej ossia


ivi
si

quel

cui prolomedicus et magister preci-

cardinale che

ed ecco

puus camerarius
locus conceditur,

quibus consuetacio vicino e


il

perch i caudatari non possono ascendere a sedere a detto gradino,

dine seu praerogativa speciali talis


se-

ma
cali
gli

a quello inferiore; nei ponlifipure cos siede l' archiatro. Neingressi

guendo
in

immediatamente
anteriori

Papa;
l'

altre

cavalcate

ar-

del

Papa
l' i

in cappella e

chiatro nel novero de cubicularii

nelle processioni,
il

archiatro segue

Papae.
Paolo

Nel possesso
III
lui

del
si

i535

di

Pontefice

dopo
l'

due camerieri
la

espressamente

dice che

segreti

assistenti

per

falda,
di

che
rota

dopo
cis.

di

cavalcavano, camerarii

accompagnano

uditore

assislentes cuni secretario, et

medica-

sostenitore della mitra, e col

primo

Nel iSgo, in quello di Grego-

aiutante di camera,
al

sempre vicino
pronto a trono a

rio

XIV, dopo
il

il

maestro di
segretario
il

Papa per qualunque occorrenza;


per
j

mera ed

coppiere nipote del Pail

essere

sempre

pa, cavalcavano

il

questa

sebbene recasi
dalle
,

al

medico, dicendo in proposito


rini
i

Manelle

vicevere

mani
ceneri,

del
le

candele
gli

le

Papa palme

le

l.

I,

p.

470, che anticamente

medici solevano essere


,

due

Agnus Dei
le porla,

benedetti, nelle pr-

cavalcate

cessioni delle candele e delle

palme
la

segretario

ponendosi in mezzo il intimo e di confidenza,


Marcello,
il

non
dela,

e cosi nelle altre pr-

citando

il

Gallico e
di

il

cessioni che

ha pur

luogo

can-

Martinelli nelle cose


blicale.

da loro pubscarlatto

come per Domini e della


riceve
nati,

quelle del

Corpus
la
i

Erano

vestiti
pelli

canonizzazione,
1'

con mostre di
le,

bianche rivolte
alle spal^

ma non
siccome
a

usa

come

nomiessere

al collo e cappucci dietro

tutti

intesi

ad

le

mostre
le

di

largo

damasco

pronti

qualunque
Nelle

bisogno

del

avanti

vesti;

Pontefice.
sessi

cavalcale dei pos-

ma
rio

con due

Paolo V, segretari; per Gregocos per

e per le cappelle dell'


s.

A nnuns.

XV
"

1'

archiatro cavalc col se-

miala,
loj

Filippo, Nativit e
in

Care

grelario de'brevi allora prelato; per

r archiatro
VOI,.

cappa
_^

rossa

Innocenzo

dopo
8

il

maestro di

xLiv^.

::^aj^

m4
camera ed
segreti
col
il

MED
coppiere due
et

MED
medici
in

segretario
pileis

de' brevi

devano due aiutanti di camera e poi due scopatori segreti, cos in


tutto nel
e nel
sesso

cappe
IVel

rosse

ordinariis.

d'Alessandro VII del i655, dopo mentovati cavalcavano scrini magister et archiater, in rubea cyclade pendentibiis capiliis
possesso
i

1769 per Clemente XIV, 1775 per Pio VI. Nel posil

poi di Pio VII, che fu

pri-

mo

prenderlo
luogo,

in

carrozza
abito

con
di

una parte
consueto
cavalcata,

dell'antica cavalcata, nel

insignes j

in

quello

del

1667

^'

ma

coli'

Clemente IX,
medico, con
stre di largo
sti; in

col coppiere e segretail

mantellone, non essendo solenne la

rio de'brevi a' principi incedette


vesti di scarlatto

andarono

cavallo

il

mo-

dottore Carlo Porta medico onorario

quello del

damasco avanti le ve1670 di Clemente

ch

ed un cappellano segreto, peril caudatario F'rediani come ce-

X,

col segretario de'brevi a'principi,

reraoniere pontificio dirigeva con altro la cavalcata, seguiti


tanti di

seguiti dal caudatario e sotto-custode

da due aiuNel pos-

delle Testi

in quello del coi

1676

d'In-

camera a

cavallo.

nocenzo XI,
rei

camerieri

segreti

cos per quello di

Alessandro Vili 1689. Nel possesso d'Innocenzo XII del i6gi il medico segredel 1721, do-

IX, non essendovi archiatro, cavalc col causesso del regnante Pio

datario

il

primo aiutante
in

di

ca-

mera,
detto a

ma

cappe

rosse, al

modo
bei,

to cavalc col caudatario; in quello d' Innocenzo XIII

Maestro di Camera. Al citato articolo Camerieri


degli

po
rieri

il

maestro
assistenti,

di

camera e camecio in mezzo al

Papa parlammo
neir onorario
palazzo
riceve
di

antichi pro-

venti di essi, quali

oggi consistono
scudi
sei-

caudatario ^
in

custode delle vesti ossia al primo aiutante di camera;


al

annui

cento, e nella casa che

godono nel
Papa; cos

quello

di
i

Benedetto
camerieri
i

XIII

del

ove dimora
il

il

i724> dopo
dici
segreti,

due mecusto-

l'archiatro,

il

caudatario e

dalla

quale se ammogliato beneficenza pontificia


provviste
corri-

de generale delle vesti primo aiutante di camera, come si ha dal diarista contemporaneo Cecconi ; in quello di Clemente XII del 1780 il medico cavalcava in mezzo al
caudatario e custode delle
vesti, co-

quelle

pensioni e

spondenti alle sue prestazioni e al cuore pili o meno generoso del


Pontefice, la cui preziosa conserva-

zione a lui gelosamente aflidata,


e perci se
i

medici

sono strettaricevere
i

me

si

legge nel

numero 2077
in quello di

^^1

mente

obbligati far
agli

sale

Diario di
nedetto

Roma;
del

Be-

gramenti

infermi,

secondo

1741 si pratic altrettanto, come s ha dal numero


del Diario, perch
il

XIV

summentovate

la

conciliari e pontificie

prescrizioni, infinitamente

maggiore
il

3708
lieri

Canceldella

loro responsabilit versr

ca-

non
;

produsse
in

l'

ordine

cavalcata dei tre ultimi mentovali


di Clemente medico e il caudatario cavalcavano dopo il maestro di camera, il quale procedeva in

po venerabile della Chiesa, per cui debbono essere scrupolosamente attenti,

possessi

quello
il

vigilanti,

diffidare

delle pro-

XIII del 1758,

prie cognizioni ed amore, ed a tem-

mezzo a due camerieri,

indi succe-

po con sagace antiveggenza domandare che altri esamini lo stato dell'augusto infermo, a quiete eziandio

MED
^i
l'

MED
nion annuali che
fe
il

ii5:

loro coscienza

e reputazione. Al-

Papa

nella

Cadavere del Papa, dicemmo che Pietro Amelio sagrista doveri dei di Urbano V descrisse medici allorch essi vedono il Ponarticolo
i

cappella

luogo ancora r archiatro in mantellone , cosi pure nel mercoled santo anco da chi ne fa le veci, come il magsegreta
,

ha

tefice in

pericolo di morire, e par-

giordomo
so
;

o altro prelato
archiatro e del

per eschirur-

lammo
re che
chiatro,

dell'apertura, sezione e

imar-

altrettanto dicasi del medico se-

l)alsamatura
si

del pontificio cadavealla

greto

non

fa

presenza

dell'

dal chirurgo

del defunto,

coir assistenza

de' medici

e chirur-

ghi palatini, operazione che devesi fare con rispetto e diligenza, e con 1 iservatezza al pudore del rispettabile corpo del capo della Chiesa, esclusa affatto la concorrenza degli estranei leggermente vaghi di ap-

pagare una

riprovevole, insolente

scandalosa e ributtante curiosit, che

giunge a vincere quel naturale riche ordinariamente si ha Il medico pontifipei cadaveri. luogo nei treni del secio ha guito del Papa a beneplacito di questo, sia in quelli di citt, che de' viaggi e villeggiature, ne quali uniforma eziandio all' abito alsi quanto pi corto con calze paonazze de'camerieri segreti ; avendo luogo col chirurgo alla tavola di corte (prima di Gregorio XVI a quella del Maestro di casa del palazzo apostolico, Vedi), e alla pontibrezzo
fcia

go pontificio, i quali vi intervengono in abito nero. Dispose Leone XII che il medico e il chirurgo del Papa appartenessero sempre al collegio medico -chirurgico dell* universit romana, e qualora non siavi posto vengano ammessi per onorarij divenendo effettivi alle vacanze; gi per l'archiatro faceva parte del collegio medico ed avea posto distinto immediatamente dopo il presidente, seppure non copriva questa onorevole rappresentanza. L' anticamera segreta inter-

venendo all'esequie
ni

di

quei palativoi.

che

enumerammo

al citato

VII, pag. 3i e Sa, v'interviene ancora V archiatro in mantellone j r esequie si celebrano al modo ivi detto e all' articolo Funerali. Riporteremo tre esempi di funerali

celebrati,
al

due

agli archiatri,

ed
il

uno

protomedico.
di

Nel 1720

cadavere di monsignor
chiatro

Lancisi artras-

Clemente
in

XI, fu
di
s.

se

il

Papa

vi

ammette
Alcuni
gli

prin-

portato

nella chiesa

Sprito

cipali

famigliari.

Pontefici

in Sassia, vestito

mantellone da
colla

ebbero piacere che


altri

archiatri as-

cameriere
sa

segreto,
:

berretta
di

sistessero alla loro ordinaria

mensa,
li

dottorale in testa

celebr la mescadella

lodevolmente
d'i

che

vi-

monsignor

pro-maestro
e
cantori
coli'

sitassero ogni

o in alcuni

gior-

mera,

co* ministri

ni

della

settimana,

za necessit di
lazzo

consultarli.

ancorch senDal parice-

cappella pontificia, e
degli individui della
ta,

assistenza

apostolico

ve

le

r archiatro medaglie di argento


del
la

anche
il

di

camera segrespada e cappa, con

nelle

la solita

dispensa di cera,

come

ri-

distribuzioni

possesso,

e nelle

porta
di

numero 896
.

del

Diario

annuali per
e

festa

de'

ss.

Pietro
di

Roma

Nel marzo

Paolo, e

prima ne avea due

chiesa della

oro e due d' argento. Nelle corau-

cadavere di

1720 nella Minerva fu esposto il Girolamo Sinibaldi at-

ii6

MED
coli'

MED
proprio di loro
to
il

tuale protomedico (era stato medi-

pallio cinto detillustre

co del conclave), vestilo


dottorale,

abito

peonie, da
degli
quelli

Peone

me-

conforme vestirono tutti del collegio, che assisteroi medici no alla messa, a riserva di Michel Angelo Paoli, medico di Clemente XI, ch'era vestito coU'abito de'caraerieri segreti del Papa: il cadavere era sul letto funebre con trenta faccololti di cera attorno. Tanto
si

dico
di

Dei; del

pileo

proprio
viaggiare
sole;

che
all'

dovevano
aria

ed

esporsi

e
si

al

del

bastone, quale loro

conf perch

obbligati per l'arte a contnui viaggi, a questi erano concessi privilegi ed esenzioni, e non a quelli che se ne stavano inutilmente a studiare a casa. Passiamo ora a dire alcuna cosa de' medici e chirurghi palati-

legge

Diario

di
s.

nel numero 4^3 del Roma. Nel 1789 nella

chiesa di

Luigi de' francesi

si

ce-

ni,

de' medici e

chirurghi del confu-

lebrarono 1* esequie di monsignor Natale Saliceti corso, di sopra rammentato, decano de' medici di collegio e archiatro di Pio

clave.
I

medici palatini e pontificii

VI, il cui cadavere fu esposto vestito da cameriere segreto. Celebr la messa monsignor Federici
segretario della ciministri

denominali dai Papi medici nostri, bench essi coi chirurghi di palazzo sieno per comol'ono talvolta

do

de* famigliari di esso

e di quelli

del Pontefice, tranne quelli del ceto

fra, assistito dai

e cantori
solito
se-

nobile che non


zio,

della

cappella pontificia, col


di

n quello
i

de'

godono tal benefimedicamenti che

intervento
greta,

tutta
il

la

camera

del

numero 1478 Diario di Roma. Nel numero


riferisce

come

pur fruiscono primi. 11 Marini ragionando di que' medici non cjuidem


regere

valetudines

principis

soliti^

XXX
Roma
lodi di

Effemeridi letterarie di i'/8g, si rende ragione delle


dell'

consilii tanien

copiam praehere, coscrisse

me
tati

di Caricle

Tacito, fatti

tale archiatro,

orazione di
nell'ar-

cio venire a bella posta, e consul-

Pietro Pasqualoni
chiginnasio
della

recitata

straordinariamente
nella serie
coi

all'occasio-

o uniTersit romana a' 2 luglio, e pubblicata colle stampe. Quanto all'abito collegiale de'
legio

Sapienza

ne di alcune
riportati

infermit, e

da

lui

chirurghi
di

de'

Papi che spesso ebbero nome


dal palazzo

membri
di

del

col,

loro medici, nel diredi quelli stipendiati

medico-chirurgico
fascia

Roma

apostolico che so-

esso nero, cos quello di Bologna,

con con

rossa, cio sottana, fascia

no a vita, mentre il medico e il chirurgo del Papa sono particolari e


personali di esso, e cessano alla sua

fiocchi, ferraiuolone,

pelli d'

mozzelta di armellino con collare e berIl

morte,

si

esprime

inter

penetralia
intra pala'

retta dottorale.
tizie

figurino colle noriportate a p.


Collectio

regalis aulae Jlorentes,

analoghe
e seg.
t.

sono
I

tium militantes, per nominarli


quelle
i

con

243
ord.

de recta
Il

stud., di

legum et monsignor

medesime
e

parole, colle quali

loro archiatri g' imperatori

Gra-

Caterini.

vaz.
1

Buonarroti nelle Ossersopra i medaglioni p. i25 e

ziano

ci,

26, parla dell'abito antico dei medie quali fossero i privilegiati degli
:

Teodosio II chiamarono. Nella relazione composta in Pisa nel 1409 per Alessandro V, di tutto ci che occorreva per servigio del

antichi

rende

ragione

perch

fu

Papa,

di

che

parlammo

al

voi.

MED
XXni,
tala dal
p.

MED
zia

117

52
il

del Dizionario, ripor-

Gallico, /icta
22,

272,
latini.

vi

De

caerem. p. medicis pa-

tal serie col pon) ; terminando tificato di Pio VI, ove not medici

della famiglia Luigi Lolli


se,

bologne-

llera

Dominus noster haeorum piotamen

bet eligere physicus, prout placuerit

suae Sanctitati, et de

visione
est,

ordinare. Consuetura

quod in palatio apostolico usemper habeat (nella ristampa scrisse vimini semper habent^

num

come

not l'accurato Marini), cui


et sibi

camera debet assignari, e, et uno servitore de


si

pr

Ruggiero Viviani romano, soprannumeri Pietro Zannettini romano , e Gio. Battista Leporelli di Viterbo, e chirurghi Carlo de la Boissier ed Antonio Biagi leggo nel ruolo 1778 Pietro Maria Giavina chirurgo soprannumero senza emolumento, e Paolo Pizzamiglia sostituto con parte di pane e vino
:

victu pro-

ragguagliata

sei

scudi

mensili.

vider! debet ". Ne' ruoli palatini che

conservano

nell'archivio palati-

no, da Giulio

Hi

in poi,

da

me
coi

letti

Sino da Sisto IV del i47ij *' medici comparve il medico della compagnia del ss. Sagramento per
gl'infermi di
tutta
la

studiati, ed alcuni prodotti nell'ar-

parrocchia

medici e chirurghi de' Papi, e coi medici e chirurghi palatini in buon numero, lessi che avevano dal palazzo servi, cavalli e mantenimento di
ticolo
essi,

Famiglia pontificia,

vaticana, prendendo

luogo tra gli archiatri palatini, e Francesco Carretti, gi medico di Gregorio Xill,
tal

tenne
Sisto

carica

nel

pontificato di

pane vino e
altri

altre cose,

per cui
la

e per

riflessi

porto

opinione
fa-

che dovessero

curare anche miglia nobile palatina.

medico per g' infermi della parrocchia. Ecco gli altri medici di detta compagnia: sotto Gregorio XIV incominci Demetrio Canevari, il quale a tempo di Paoe
lo

V,

li Marini nel catalogo o serie dei medici pontificii, che riporta nel 1. 1,

desto,

p.

XXIII

e seg., in confronto della


il

ancora figura con certo Moe r aggiunta di Francesco del Pezzo chirurgo; prima di quelo

serie

Mandosiana, incomincia
e

no-

sti

era stato Cecchini, cio sotto

vero de* medici


tini

chirurghi

pala-

dal

pontificato

(oltre certo Alberto

di Paolo III da Erbip'oli me-

Clemente Vili. Sotto Gregorio XV e successori, Giuseppe Trullier; nel


pontificato di
Collicola,

Urbano

Vili, Silvestro

dico

romano,

il

quale

seguiva

la

curia pontificia, e perci medico della famiglia di Clemente VI del

1342, ed oltre Antonio medico delfamiglia di Pio II ), rimarcando Bernardo Odeschi medico della famiglia j in quello di Giulio IH
la

medico della compagnia del ss. Sagramento di s. Pietro; sotto Innocenzo X, Arcangelo Vili anche della famiglia sino al 1648, e Marcello Lopez sino al 1649- Nel
pontificato
di

Urbano Vili, Fers.

rante Serroni chirurgo di

Marta,

del

i55o

registr Ippolito Salviani

e Bernardo Odeschi medici della famiglia, e chirurgo della medesima Scipione de Rossi (dell' antipapa Benedetto XIII erano stati chirurghi della famiglia, Michele Geraldi,

ed in quello di Alessandro VII , Marcello Lopez anco dell' ospedale di s. Marta istituito da Paolo III
pei famigliari pontificii,

come

nar-

Giacomo Poncii ed Antonio

di Gar-

XXIIIj p. 74 e 75; anzi trovai ne' ruoli che l'ospedale avea pure una priora, dunal

rammo

detto voi.

ii8

MED
eravi
il

MED
donne Dopo il Lole

que

luogo per

molte

clientele,

n polendo pi dor-

de' medesimi famigliari.

pez non rinvenni altri medici della compagnia del ss. Sagramento, tranne nel ruolo di Clemente XT, ove notalo Michelangelo Paoli medico di s. Marta e del ss. Sagramento, poi Giambattista Ferrari. Fra mei

mire in palazzo, il Papa nel 1847 gli fiss annua pensione vitalizia, e
per sua rinunzia divenuto chirurgo sostituto il di lui coadiutore Luigi Rocchi romano. Tanto il chi-

rurgo che il sostituto hanno soprannumeri. Questi medici e chirurghi palatini assistono alla sezione del
pontificio cadavere e sua

dici e

chirurghi
di

palatini

fiorirono

diversi

un merito

distinto.

imbalsama-

IlLunadoro, Relaz. della corte di Boma, edizione del 1646, p. i4 e SgS, dice che nel palazzo apostolico vi sono due medici, oltre il
cameriere segreto,
essendo
la

zione,

ricevendo per quella di Pio

per la famiglia,
scudi

Vili in compenso scudi duecento ottantacinque ripartiti proporzionatamente. Dal Maestro di casa del sacro palazzo ricevono le medaglie di argento pel possesso,
dei
ss.

con buona parte e abito paonazzo,


parte

per
le

la

festa
le

quattro e

Pietro e Paolo,
e gli

candele,

mez/x) per uno al

medico della gramento di

mese ; e che il compagnia del ss. SaPietro (della quale


luoghi, fra'quali
II, pag.

palme

Agnus Dei

benedetti.

s.

giature di Castel
alla

parlammo
citeremo

in pi

Intervenendo nelle pontificie villegGandolfo un medico ed un chirurgo, mangiavano


tavola di tal ministro, a
quell' articolo,

volumi

3oo,

come

si

XXII , 59 ) ha
se.
I

pag.

i63, e XXIII, pag.


palatini

disse

finch

nel

parte e scudi dieci al me-

pontificato di Gregorio

XVI

furono
I

medici

vestono

di

ammessi
dici,
i

alla

tavola di corte.

me-

collare, sottana e fascia di seta pao-

chirurghi palatini, e loro so-

nazza con

fiocchi,

ferraiuolone

di

seta nera, con

cappello ecclesiasticos vesti-

co e berretta dottorale;
ti

intervengono alle solenni comunioni che fa il Papa nella cappella


segreta,
i

prannumeri, il Pontefice li nomina con biglietto di monsignor maggiordomo. Dei medici e chirurghi del con-

chirurghi incedendovi
nero, siccome

al-

tres e vestiti di

ap-

come Conclavisti [Fedi), ne parlammo a quell' articolo, cio che Pio IV stabil che soli due meclave
dici

partenenti alla famiglia nobile.

Due

ed un chirurgo entrino
sacro
i

in con-

sono
lori

medici con scudi dieci per cadauno al mese, essendo ora i doti

clave, scelti dal


voti

collegio per

Pietro Sciarra,

il

quale gode

pure l'abitazione in palazzo, e Giuseppe Gabrielli, con diversi soprannumeri. Evvi il chirurgo con scudi
dieci

concorrenti ; che secondo , Clemente XII ordin che si eleggessero nella quarta congregazione due medici ed un chirurgo, ai quali si

continuassero a dare scudi cento al

mensili, e l'abitazione in pala

lazzo (che talora

gode il sostituto, il quale non ha passaggio a chirurgo); al presente Antonio


s,

mese per ciascuno che fu escluso una volta un sacerdote concorrente, bench a voti pari nell'inclusione ed esclusione come fu escluso un
; ,

Baccelli di
stituto

Vito.

Il

chirurgo so-

celebre chirurgo
ze
di

per
;

le

rimostran-

cav.

ha scudi otto al mese: era il Andrej Belli, che occupato in

un cardinale
di

che debboil

no

giurare

conservare

se-

MED
greto;

MED
in

che

vestono

zimarra e

benelta tloUorale nere, e del compenso che perci ricevono; dei privilegi
visti,

che partecipano come conchin

un

alla spartizione de'dieci-

uiila scudi d'oro, riportandosi

quanto fu
sto

anche da Pio Vili su queparticolare, oltre una regalia in


fatto

vece

delle

pensioni

che

hanno

conclavisti ecclesiastici,

venendo no-

martire nella Frigia, ed eccellentissimo lo fu s. Zenobio prete di Sidone e martire ; e Teodolo vescovo Laodiceno esercit la medicina. Mealtres i ss. Giuliano dici furono martire di Eraesa, ed altro dello stesso nome. Liberato e Taleleo fu medico anche s. Ciro Alessandrino, come lo furono s. Pantaleo martire, s. Diomede, i ss. Cosma e Da:

minali nel pontificio


rini
ci
li

della concessione de' privilegi.

moto proprio Il Ma-

miano martiri
alla

(di questi

parlammo
all' arti-

loro .biografia^ all'articolo Chi-

incomincia
del

il

e chirurghi del conclave

novero de' medida quelcui

rurgo, e ne
colo

riparleremo

Universit'

artistiche

come
),

conclave
II

in

fu

eletto

protettori de' barbieri


s.

chirurghi

r464> sino a quelli del conclave in cui venne esaltato Pio VI, quali riporteremo qui appresso, aggiungendovi non solo alcune erudizioni, ma ancora postedel
i

Paolo

riori,

in

un

ai

uhi

de' Papi.

medici e chirurSi vedr da que-

Panesni abbate e diacono; s. Antonio abbate esercit la medicina, s. Papilo diationo e medico martire solto l'imperatore Decio, s. Giovenale probabilmente medico di s. Damaso I Papa, poi
Coluto,
8.

vescovo di Narni; e per


di altri riportati dal

non

dire
s.

sta serie, che diversi medici e chi-

Cancellieri,

rurghi de' Papi defunti furono


uiessi

am-

dai

cardinali

in
pii

conclave,

Eusebio Papa medico, o figlio di medico, s. Medico di Otricoli, il


levita

Papi per ed eccellenti qualit, o per propensione benigna di chi li scelse a s grande onorificenza; come i casi in cui furono amaltri

mentre

servirono

Dionigi fiorito nel secolo V,


il

la

loro dottrina

Pietro

prete e medico, Eipidio Rustico diacono


del secolo

celebre

e medico

VI,

s.

Sansone prete rotutti


ecclesiastici,

mano
olire
sebio,
i

medico,
e

messi in conclave pi medici e chirurghi, come pure che qualche cardinale

santi medici e

vescovi

Eu-

Zenone
di altri
ss.

Biagio,
il

de' quali

port

seco

per conclavista

come

tratta

uu medico.

Premetteremo alcune

menclator

professione

notizie sui santi medici.

rwnj

L'arcangelo s. Raffaele, chiamalo medicina Dei perch col fiele del


pesce restitu la vista al cieco Tobia,
fu

risplendendo che esercitarono la medicina, santa Teodosiaj s. Zenaide, s. Francesca


ta.

Molano, iVomedicO' tra le donne

pel

Scrisse sui
s.

primo celebrato da chi medici santi. Fu medico


il

Luca
nelle

evangelista, ed
citate

Cancelliep.

romana, s. Ildegarda e s. NiceraPer gratitudine non posso tralasciar di rammentare san Cesario di Cappadocia insigne medico del

ri

Memorie

49

>

IV

secolo,

parla di quelli che lo negano contro r universale tradizione, citando

ne Palmieri
infitolare la

perch il dottore Adoperugino volle a me


di
lui

biografia, cola

r affermativa autorevoli testimonianze e dissertazioni. Fu medico di profes^oue s. Alessundio


per

me
suo

pure

mi
:

dedic
dell'

edizione

ampliata

seconda importante

opuscolo

Alcune nozioni di

I20

MED
induslriali, mestieti, agricoltura

MED
Egualmente
usava tre berrette o cappelli; forse fu pure medico d'Innocenzo III,
il

ani

donieslica,

economia.

per debito di riconoscenza faccio qui

quale fu dotto in medicina. Cer-

menzione d'altro medico, il dottore Giovanni Ettore Mengozzi riminese,


gi pubblico professore di
tica,

to lo fu

Giovanni Caslellomala
:

di

Salerno,

matema-

medicina comparata, al quale piacque di recente dedicarmi il suo Saggio sulla generazione degli animali con alcune nuove idee intorno la classificadi
fisica

e di

canonico di quella cattedrale, poi vescovo di Policastro di parecchi vescovi medici, taluno dei
fessione,
I
,

quali continu ad esercitare la proil

Marini

ne
di

parla

al

t.

p.

i3,
di

nominando per ultimo


Middelburgo

Paolo

Adriano

zione degli esseri naturali.


glio
fcio

vo-

archiatro del duca di Urbino, e nel

tacere che

il

bussolante pontil'opuscolo:
Arti-

i4()4 vescovo di Fossombrone. Pietro Ispano di Lisbona, forse fu ar-

e farmacista Alessandro Ricci


intitolarmi

volle
coli

chiatro di Gregorio
cardinale,

X
;

che

lo cre

vari

di,

scienze naturali.
la

Ora
era

nel

1276 venne

in-

riprendiamo
Il

nostra narrazione.
s.

nalzato

al

soglio

pontificio col no-

Pontefice

Bonifacio
cosi
s.

IV

me
di

di

Giovanni

XXI un

Giovan-

figlio

d'un medico,
Nicol
serie
dall'
lo
I
il

Da
cio

s.

Leone II. Mandosio prinpontificii,

ni Ispano fu medico

e cappellano

Onorio

cipia la

de' medici

poi

III e di Gregorio IX, vescovo di Lisbona, per cui il

Papa
cono,

fu

ma

858, dicendo che di tal Orso o Bonito suddiail Marini dubita assai di
Il

Marini

dubita

che

sia

lo

stesso

che Pietro. D'Innocenzo IV fu medico Remigio suo cappellano e di

tale asserzione.

celebre

e dotto

Silvestro li del

anche nella naco cassinese,


tore Il che

999, fu abilissimo medicina. Alfano mopoi arcivescovo


di

Urbano IV; altro fisico d'Innocenzo IV e de'suoi successori forse fu


Teodorico de' Borgognoni lucchese,
chirurgia e domenicano, cappellano e penitenziere, indi vescovo di Bitonlo e di da s. Lorenzo Cervia. Gregorio suddiacono e cappellano apostolico fu medico di Alessandro IV in u
illustre scrittore di

Salerno, fu utile alla salute di Vit-

and

trovare in Fi-

con medicamenti e libri di medicina Vittore III gi abbate del monastero di Monte Cassino, si servi dell' altro egualmente famoso
renze
:

medico e monaco Costantino, o

di

Bartolomeo. Urbano IV e Clemente IV ebbero a tat^\c\ Giovanni

qualche professore della scuola salernitana, secondo Leone Ostiense in Chron.; il Cancellieri chiama 1' Alfano Benedetto Alfonso. Il secondo

medico

pontificio della serie

Man-

dosiana Giovanni Filippo di Alessandro


III,

nominato

all'articolo

Medicina,

quale ambasciatore ed efficace missionario al Prete Janni,


Il

di Costanza, Behlequin canonico forse anche fisico di Alessandro IV; e Raimondo di Nimes cappellano come il precedente, poi vescovo di Marsiglia, illustre per virt e mePietro Ispano Si dubita se riti. fosse medico di Gregorio X, come Arnaldo di Villanova d'Innocen^

zo

perci da noi celebrato all'articolo


Etiopia.
terzo

Romualdo

di Cele-

V. Giuliano fu medico di Giovannj XXI dottissimo nella medicina ;

stino III, che per difendersi dal caldo

Giovanni di Luca romano, coll'aa-

MED
nua provvisione
Tesini, lo fu di
il

MED
lire

I'2(

di

55

di

propo-

Nicol III del 1277,

da Fabriano, che medic Bonifacio Vili per pi d'un anno; e


Guglielmo
tificio,

quale da cardinale mostr

de

Corvis

da

Brescia,

co conto de'consigli de' medici, che

detto V Aggregatore, cappellano pon-

importava la sua una lettera, sgridandolo e provandogli che conguarigione,


gli

Clemente IV cui

scrisse

che lo fu pure di Clemente Giovanni XXU, provveduto di


ecclesiastiche

dignit

canonicati,

veniva prestar fede

ai

medici non al

e del feudo

Ripatici nel Ferrarese,


in

proprio capriccio: incerto se

CamPietro

onde fond
pei

pano o Campana ed un

tal

fossero medici di Nicol. III.

Ugo-

ne Atralo d' Evesham cardinale di Martino IV non fu suo medico, ma


solo consultato sulle pericolose
lattie correnti.

ma-

sua
poi

cura

fece

Onorio IV per una venir da Bologna


fiorentino,

Taddeo

di Alderotto
col
il

guarito,

rimand

con

diecimila scudi, invece dei cento al

giorno che avea bassamente e eoa

domandato, se deve crederad alcune relazioni storiche; a tal narrazione del Novaes si aggiunge da lui, che Pietro d' Abano, che il Marini non conviene fosse medico di Onorio IV, domand
avidit
si

Bologna un collegio Non conviene il Marini, che Angelo da Camerino fosse medico di Bonifacio Vili, che solo il mand a studiar medi* cina in Perugia, o meglio che ivi io conobbe e poi lo chiam in Roma per lettore di medicina Benedetto XI di Treviso tenne per medico Arnoldo, forse della diocesi d' Aquileia, nella quale die una pieve al fratello ; dubbio se Galvano da Levanto fosse suo medico e di Bonifacio Vili. Di Clemente V che nel i3o5 trasfer la sede in Francia ossia la residenza pontificia che poi stabil in Avignone, furopoveri
studenti.
.

no
ad

medici

Arnaldo da Pillano-

per
trina

curarlo

scudi

4oo

al

giorno,

va, probabilmente quello attribuito

fiorendo quel medico con rara dot-

ebbe per medico Simone da Cordo di Genova, eh' il primo medico pontifcio certo dato da Mandosio, e fu autore di alcune opere ; bench lontano, si mostr premuroso della sanit di Nicol IV, Ruggiero Bacone, per quanto scrisse a di lui
in Parigi.

Nicol

IV

Innocenzo Giovanni de ; Causanicix d' Alais, sagrista di Narbona e cappellano apostolico; Pietro

de Guarda canonico

d'

Acqus;

Amalvino de Podio canonico di Bordeaux e cappellano pontificio non certo che fossero medici di Clemente V, Gianvitale du Foitr
:

vantaggio per riparare


ti

gli

acciden-

Fumo da lui creato cardinale ; e Pietro Aichspalt che tutto al pi


cur in una circostanza straordinaria, vescovo di Basilea poi tralo
sferito

che accompagnano la vecchiacol libro che gli sped, onde trattenerli pi che poteva. Bonifacio Vili ebbe a medico Acairsino da Pistoia che lo avea servito prima del pontificato, per cui gli benefiia,

a Magonza. Giovanni per

XXII

ebbe
suo

medici

cappellano
soldi

Avignone^ il Gaufrido Isnardi


in
di

collo stipendio

mensile

lire,

c due
dieci

figli,

e ricevette per

viatico

i3
lon,
tro,

denari, arricchito di

tornesi e

mezzo

al

giorno, ac-

benefizi e del vescovato di Cavail-

compagnando il Papa da Anagni a Roma. Altri naedici furono Manzia

continuando ad essere archiacolla cura della spezieria, del-

122
la

MED

MED
Parma, Giovanni
Gabrielli, e Gni' done de Chnuliac che lo fu ancora di Urbano V; tranne Gabrielli,
di tutti

guardaroba domestica, della cap^ palla e paramenti sacri, e talora anche l' elemosneria, poi medico Giacomo di di Benedetto XII ; Gaufrido decano di Gap, medico pure di Clemenza regina di Francia
;

mo

e de' loro stipendi facemparola a chirurghi. incerto

se fossero medici

di

Clemente VI,
di

Pietro

di

Tofallis

canonico

Giacomo

Capelluti

Parma, e

Agen, anche chirurgo come dissi a quell' articolo ; e Giovanni Bianchi. Probabilmente lo furono ancora Arnoldo, Dino del Garbo, Gentile da Foligno, e Francesco Stabili detto Cecco d'Ascoli con molto dubbio.
d'

Giovanni d'Alais. Quanto al Capelluti mor in Avignone a* i3 ottobre


I

343, e fu sepolto nella chie-

sa degli eremitani con

massimo oai

nore, poich intervennero


rali

fune-

undici cardinali, sedici vescovi,


molti

con

procuratori
chierico,
et

del

Di Benedetto XII, come


to,

si

det-

Questi,
testare
tiani
,

come

l'abilit

Papa. a

medico Gaufrido Jsnardi; il nominato Galvano da Levanto genovese, autore di opere mediche per uso
fu

etam fecit,
esset

dedit gra-

incerto che lo fosse pure

quod

absolutus
il

a poe-

na
la

et

culpa. Osserva

Novaes nel-

vita

di persone ecclesiastiche, pie e sottili

rini,

di tal Papa, citando il Mache siccome splendido in tut-

cur in alcuna occasione de Saniayre della diocesi come furono medici di Pamiers e chirurghi straordinari Boneto Mole di Montpellier, e Arnoldo de Cathus della diocesi di Cahors,
:

lo

Pietro

to, lo fu ancora nel numero dei medici e chirurghi, per cui il Pe-

di

mal disposto verso il modo e nemico di tanti medici, in una malattia di Clemente VI, di cui non mor, lo
trarca

medicare d'allora,

all'articolo Chirurgo, con Pietro Augerii chirurgo e medico. Di Clemente VI del i3^i

onde ne parlammo

avverti con
Plinio,

lettera

col

passo

di

furono

medici

Stefano

Seguini

medicoruni perii, e come grid morendo l'imperatore e filosofo Adriano, turba medico-

turba

Giovanni da Firenze, Stefano Ancclini, Raimondo Rainaldo detto de Farsio o Vinario, autore d'un
trattato sulla peste,

rum regem
nesse

occidif,

laonde

si

guar-

dasse da tanto numeroj

e ne ritein consiglio

un
in

solo,

potente
pel

quale spacci aver sanato morsicature di seril

non
a

eloquenza;
il

quale av-

vertimento
soffrire
tali

Petrarca molto ebbe


le filippiche vi

pi

e scorpioni

coU'anelo

con

to-

per

d'uno

di

pazio del Papa; altri medici


iio

furo-

Guelmo de Lavetagio ; Lorenzo dal Biarz, e Giovanni la Marescala ambedue canonici e cappellani pontificiij ed il primo anche d' Innocenzo VI che lo nomin vescovo di Vaison poi di Tulle, continuando nell'uflizio di archiatro. ] chirurghi di Clemente VI, oltre y Augerii di Benedetto XII, furono Qiovanni da Genova, Giovanni da

oppose invettive amarissime. D'Innocenzo VI, oltre Biarz e Chauliac, fu medico Piemedici,
tro

ma

Pestagalli, poi

di

Ugone

re di

Cipro;
lo

incerto se

lo fosse

Gu-

glielmo Ghezzi di Ravenna e forse


fu di

Urbano V:
il

il

detto

brielli fu

suo

chirurgo.

GaUrbano

si

servi

de' medici

Chauliac e
solita

Raimondo de

Salaironis, che lo fu

ancora di Gregorio XI, colla

MED
pnga
di

iMED
per
ogni

laS

ventisene fiorini

Roma
se

bimestre, ricevendo dal secondo ogni

anno per donativo centocinquanta fiorini comuni, e nel i364 comindomicelli o ci a comparire tra
i

in Anagni. dubbio se fosmedico Bonachino Ambronio di Cesena, ch'ebbe per dono non il

porto del Cesenatico,


lania a beneplacito
in
vita.

ma

la

caslel-

come altri suoi predecesviaggio di sori; segu il Papa nel Roma, non Gregorio XI, mantenencamerieri
dosi

non Urbano VI ebbe due mepontificio, e

agiatamente,
cappellani,
e scudieri.

avendo
chierici,

al

suo

Francesco Casini sanese suo compare, che lo era stato di Gregorio XI; e Giovanni Casini fradici,

servizio
gliari

fami-

tello del

Giovarmi
facolt

Giaco-

norario

precedente ch'ebbe per oannui 4oo fiorini d'oro,


,

medica Avignone a curare Urbano V, usando dell'opera sua eziandio Gregorio XI e l'antipapa Clemente VII. Chirurghi d' Urbano V si conoscono Gandolfo da Cremona, che seguiferiti, e va la curia e medicava Bobino de Singallo, che fu pur

mo,
di

cancelliere della

serv ptu'e Bonifacio

Montpellier, fu chiamato in

suo

IX, mentre il Antonio fu creato cardinale da Martino V. Insorto contro


figlio

Urbano VI
medici

nel

878

il

detto

anti-

papa Clemente VII, ebbe questi per


antipapali,

Pietro Falqiiete^

Bernardo la Costa , Domenico, Nadino o Nardino da Piato o da


Firenze, Francesco Cinucidi, e straordinariamente Pietro de LengueSy e per chirurgo Baimondo Carucelli

barbiere del

Papa

serviente

di

armi ossia mazziere, e serv anche Gregorio XI: Giovanni Catalani chirurgo degli ospedali d'Avignone, era stipendiato da Urbano V, come ci fece Gregorio XI con Nicol medico de'poveri d'Avignone.

incerto

se

Giordano
il

Chairi-

mi

fosse chirurgo;

Cinuculi

port da
vori, e fu

Clemente VII molti

fa-

Gregorio XI tenne per medici, Giovanni de Tornamira dell'universit di

Montpellier,

che
ai

molti
re
;

archiatri forn ai

Pnpi ed

ma

esso
t

non segu il Papa quando parnel iSyS da Avignone, per re-

stituire

a Roma la pontificia residenza, quindi divenne fisico ordidell' antipapa. Clemente VII che si stabil in Avignone, e compose alcune opere. Tommaso Bit-

nario

s ricco che g' imprest 3o,ooo franchi d'oro. Bonifacio IX tenne in corte quali medici, Antonio da Bietij Francesco della Fara romano, vicario e tesoriere generale del contado di Sabina, An' gelo di Manuele giudeo di Trastevere medico del Papa e della santa Sede ed anche suo chirurgo ( l'altro ebreo Salomone da Sabalduchlo fu famigliare pontificio), al quale

articolo
se lui

canitgello o Biiccaniurello

di

Sascue al-

parlammo, perci protesAngelo da Piperno, Giovanni de Piscibus berie

e la sua famiglia;

lerno

Baimondo de Pozolis
il

diere, segu
la

Papa

in Italia,
al

sua morte entr

servizio dela-

neventano, beneficato con privilegi e grazie, Paolo de Caloris modenese. Angelo Domenichelli di Per-

l'antipapa, era pure


postolico

cappellano

e arcidiacono di Viviers;
Alhu.scjuerii canonico

Bernardo
turcense;

ca-

Giacomo da
il

s.

Ma-

annuo di J^oo Noteremo che Bonifazio IX rifiut un inonesto rime dio per liberarsi dal male di calcoli,
gola collo stipendio
fiorini

d'oro.

ria Bolonda, che segu

Papa da

e ne

mor;

cos

fecero

il

cardinal

124
Jacopo
sei

MED
di

MED
venti-

Portogallo d'anni

del celebre

per altro male, ed il cardinal de Crec(jiiy d'anni quarantatre per quel di pietra, tutti giustamente
gelosi di

medico

di

medico Marsilio, indi Giovanni XXIII; forse

non contaminare

la

con-

ne fu chirurgo Pietro d' Argelata, il quale ne apr il cadavere e lo imbalsam. Giovanni XXIII ebbe
a medici Filippo
tonio

tinenza.

L' antipapa
successe a

Benedetto XI If, che

da Milano, dalla iScarperia, Pietro


e
cos

An-

da
il

vito dai

Clemente VII, fu sermedici Francesco Ribaldi

Monta leino,

Andrea Gamucci,
dicasi

quale per incerto,

di

ta chierico
fiorini

Majorica,
beneficato

con
in

200
pi

all'anno,

modi; Pietro Roiz archiatro Io seAvignone a viaggio da nel Marsiglia e Genova; Pietro de Turillis forse spagnnolo, Lorenzo MoCaharelli o Moreri, Martino de nix ; altro medico antipontificio fu
gu

Martino V. Questi prese per medici, Giovanni Baldi di Firenze protofisico, Antonio da Lucignano sanese con 2 5 fiorini d'oro al mese, Antonio Pucci sanese, Elia giudeo,
pel

quale

il

Papa

fu

benigno cogli
il

ebrei, e

Mariano

Albertini, altro ar-

chiatro di cui dubita

Marini.

Giosu Lurki o Halorki giudeo, che

chiam Girolasi Santa Fede, scrisse contro 3ooo il Talmud, e convert pi di ebrei, o 5ooo secondo altri, come all'articolo Ebrei. Matteo si disse Adalhil fu altro medico e chirurgo antipapale; altri chirurghi furono Pietro Palou e Pietro Guglielfattosi

cristiano

Eugenio IV, oltre l'ebreo EUay nover per medici suoi Lodovico

mo da

da Orte che lo segu in Firenze (avea scritta l'opera De ariani aeris salubritate imo utilitate, et de
vinis ortanis,

ma

il

mss. passato in
co-

mani

straniere

and disperso,

affermava l'archiatro Prel possessore di parecchie schede che mostrava

me

mij
di,

della famiglia Michele Ger alGiacomo Pondi e Antonio di Garzia ; il primo era ostiario miil

come

gioielli);

Andrea da

rore, ed
mastivi.

secondo

rest
quelli

in
ivi

Aviri-

gnone nel i4o5 per

Innocenzo VII ebbe in medico Giovanni Casini j e Gregorio XII forse Giacomino fisico, da lui spedito ambaI^edi Avignone.
sciatore al concilio di
Pisa,

Palazago bergamasco, arcidiacono cameriere pontificio, di Torino e mandato a vari principi per affari; Nicol d'Assisi e cameriere; Bernardo Mazzieri da Trevi che seguit con Nicol V, lasciando suoi libri al convento patrio di s. Francesco, e fondi per due giovani di
i

essendei

Trevi per

lo

studio in canoni e

in

dosi molte volle

Papi

serviti

loro medici per gravi affari:

Grer
mediAles-

gorio

Xn
Due

cre cardinale Jacopo da


la

Udine che avea studiato


cina.

che lo fossero Lodovico Mezzarota Scaranipi, che cre cardinale, Giambattista Feralli e Pietro Fiviani 9.
Ferentino. Nicol
dici

medicina; non certo

medici

servirono

prese per

mecui

sandro V del 1409- Paolo della Falle romano, poi conservatore di Roma, ed eziandio archiatro di Martino V che lo conferm cancelliere perpetuo di Roma; e Das. Sojia padovano, figlio fiicle da

Saverio

Bonetti imolese,

molta confidenza e fiducia, Bernardo Garzoni, Fdippo Pelliccione di Bologna o Milano, Giovanni Testori di Cahors, Taddeo
pose
degli Adelniari
di

Treviso;

forsq

MED
io

MED
e

ii5
per cir-

furono Simone

Tebaldi,

Lo-

Ficchi fermano

medico

renzo Roverella datario:


fu figlio di

Nicol

costanze straordinarie fu

Giovanni

medico, e per un temCalisto III

po

esercit la medicina.

prese per medici Ferdinando Lopez s^a^n\io\o, senza farlo venire in

Burgio vescovo di Mazzara, ma dubbio se lo servi Sebastiano Vefu chirurgo terani. Ne Giovanni
/llbarisani
ferrarese,

cameriere

Roma, ma

solo dovesse

suggerirgli
salute;

famigliare del Pontefice, parroco e

quanto era necessario

alla

Simone Tebaldi detto Mezzoca\>allo romano, medico e commensale, forse avea servito Nicol V, fatto
conte palatino, e
in

grazia

sua

il

Papa cre cardinale il fratello Giacomo; Lorenzo Galerani cavaliere sanese, e Giovanni Semini o Nini o Mini chierico ammogliato, ambedue anche medici di Pio II, che fece il primo conte palatino. Questo Papa ebbe pure a medico
Sozino Benzi sanese con annui fiorini 5oo di provvisione, che chitHu medico praeslanti et amico oplinio,
ricavandosi dai di lui ruoli che il palazzo apostolico ai due archiatri

provveduto di benefizi, di cui para CniRunco. Sisto IV nover per medici Filippo della Valle^ ancora di Alessandro VI e nobile romano, il cui figlio Andrea fu creato cardinale da Leone X; Valerio Fiacco di Viterbo; Nicolo Dido gentiluo-

lammo

mo

riminese caro
Solleciti

tutta
s.

Roma;
fio-

Giacomo
rini

da

Ginesio, an-

che d'Innocenzo Vili, con 23


d'oro di camera
al

spesava a chi cinque a chi quattro


famigliari o
se
servitori,

quanti
gli

non

ne alimentavano per

arcive-

scovi, vescovi

e nipoti del -Pontefi-

vede nel ruolo: Antonio fu medico della famiglia pontificia. Di Pio II, medicis iihil pesi

ce

come

ed Urigi di Cerreto dubbio se furono altri archiatri Onofrio degli Onofri, che accompagn in Francia il cardinal Bessarione per volei'e del Papa ; Benedetto da Norcia de" Reguardati archiatro del duca di Milano; G. Fdppo dal Legname illustre tipografo, scudiere e famigliare di Paolo II e Sisto IV, non mai medico; Luigi Francolini di Monte Alboddo. Per morte di Sisto IV furono
Evangelista
:

mese;

medici

del

conclave

il

memorato

riculi promillentibus

pervenuta

Giacomo

Solleciti e

Teodorico de Co-

la diarrea, ebbe il moribondo Papa a gridare contro di loro, et haec quoque principuni miseria est, ne in morte quidem carere assentato-

cleghein di

to Innocenzo

Gand, premiati dall'eletVili con uno scritto:

ribus.

Nel conclave comparisce per

medico Scipione Lancellotli ch' il primo che si conosce dal Marini come tale: l'eletto Paolo l del 1464 ebbe per medici Giacomo
Zoccoli Gottifreddi, che sulla
casa

rato apostolico suoi medici furono Lodovico Podocatero di Cipro, probabilmente ancora del cardinal Borgia dipoi Alessandro VI che lo cre
cardinale
di
;

Ferdinando

Ponzcfii, poi

da lui fabbricata a Pasquino pose anche il nome del Papa, e lo fu pure di Sisto IV; Cristoforo Piacentini da Verona, che assisteva ogni
d alla tavola del Ponlefice; e Sante

che lo cre cardinale, napoletano ed oriundo di Firenze; Pietro Macerata norcino o meglio piacentino , ecclesiastico bea provveduto non sicuro che fossero archiatri d'Innocenzo Vili, Benedetto Porcocinti e Pietro Leoni da Spoleto ; forse lo cur straor:

Leone

17.6

MED
Lapi nel suo tempore quo \>is sub
potest
et

MED
jeslatis etc. (eguale fervido

dinai'iamente Silvestro Gnleota. Mi-

scopo ebbi

chelangelo
J?e

libro

aquis

sempre nella compilazione di questo mio Dizionario, come solennemente dichiarai

manere

non mori,

Roma

in

pi luoghi

1670, nella prefazione dice che Innocenzo Vili due anni prima di morire fu assalito da s fiera
apoplessia

agli articoli lTAti\, e

come Maestro del


,

SACRO PALAZZO APOSTOLICO),


valetudincni perfectissimam,

Ct

ad

vitaebeatiss.

che rest immobile 22 ore senza respiro e moto di polso, e che comparve risuscitato quando i
cardinali

que

longitudinein

D.

N.

cominciavano
il

trattare

Alexandri FI. Gaspare Torrtlla di Valenza, anch'esso famigliare del Papa


clententissiinique Pontifcis

di

dargli

successore;

ma

Bene-

nel cardinalato,

quindi
figli

lo

fece ve-

XIV, De canon., mette il jacconto nel numero delle favole, come r altro di Giulio II che videtto
vesse per
re.

scovo
altri

di

s.

Giusta in Sardegna con

benefizi,

ebbe

e continu

ad

esercitar la medicina, e fu auto-

due giorni senza respiraebbe ancora a protofisico Bernardo Buongiovanni da Recanati, il quale nel i5oi divenne vescovo di Venosa senza lasciar l'impiego palatino, ed il Papa lo mand con un vescovo franAlessandro VI
cescano, e col p. maestro del sacro palazzo, a verificare le stimmate
raanifestalesi
nella
b.

re di diverse opere, fra le quali

De

morbo gallico, mi a descrivere


le

perci

uno
il

de'prifata-

e curare tal

malore, di

cui

dice

Marini
il

doversi a Cesare Borgia

duca VaTor-

lentino l'arte di curarlo, ed


reit lo

accompagn

nel viaggio di

Francia. Giuliano Arnolfi fu pur


dico di Alessandro VI,
se

me-

ma

dubbio

Lucia

da
in

Narni monaca
Battista
altres

in

Viterbo, poi

Ferrara, ove torn a

visitarla. Gio.

furono di lui archiatri Clemente Gattaia napoletano protomedico del re d'Aragona e del duca di Mila-

Canani seniore
medico del
re

ferrarese,

no

ed 'Alessandro Espinosa

forse

della re-

originario di Castiglia. Nel

concla-

gina d'Ungheria. Andrea


Saragozza, che serv
lio
l
,

Vives

di

ve per
il
i

morte

di

eziandio Giucardinarendite
Alessan-

sacro collegio scelse

Alessandro VI per medici

gi

famigliare nel
e
ricco di

lato,

canonico

(il

romani Gio. Battista Veracroce quale ad imitazione dell'archialro

ecclesiastiche; in

morte
degli

di

dro VI

soldati
la

Orsini

ne
fa-

spogliarono

casa, e

Leone

Santafede, inter pi-aeclara ejus gesta aureum opus de confulatione fudaicaeseclae edidit), e Scipione Lancellotti,

condo gran conto de'suoi meriti lo fece conte palatino, nunzio e collettore apostolico della

quel medesimo che vedem-

mo

nel conclave per

Paolo

II

e lo
di

provincia di

fu pur di quello

per

l'elezione

Saragozza. Pietro Pinlor spagnuolo


di Valenza ( faceva gran conto dei meloni celebri di sua patria, siccome edulcoranti e potenti diuretici, e ne

Leone X, abbreviatore
apostoliche
e
poeta,

delle lettere

oppresso dal
cardinal
Sci-

grasso, e fu zio del

dava

il

sugo

agl'idropici),

autore

dell'opera

De

praesen-atione curalui

pione Lancellotti creato da Gregorio XI li. Questi due medici si trovarono di nuovo in conclave per

tioneque peslilentiae, da

composta

morte

di

Pio

III
il

successore di

A-

ad

laudeni

et gloriani

divinae

ma-

lessandio VI,

primo insieme eoa

MED
Alessandro tJn Genazzano, il secondo al servizio del cardinal Sprata

MED
zio di

127
Oliviero lo

questi
nella
in

cardinal
corte
di

colloc

Giulio

li,

spagnuolo.

seguit nel

quella

di

Leone X,

Pio IH ebbe per archiatri ne) suo brevissimo ponlificato, Antonio Bontnsegni nobile d Orvieto che ferm sua casa in Viterbo, ed

finch
tutta
vest
dolesi,

Roma
e

i52i con istupore di andato al Massaccio


eremiti

l'abito degli

camal-

Arcangelo

Tati sanese,

che lo fu

ancora di Leone X, provveduto di due rimarchevoli benefizi. Non certo se lo fossero il suddetto Torrella
Giulio II Antonio Petrucci ebbe ad archiatri diversi, due per che non nomina ricorda il cerimoniere Paride de Grassis nel l5o5, perch furono a prendere la candela dal Papa prima degli scu-

ed

mor santamente nel marzo i556, dopo aver rinunziato con raro esempio il cardinalato a cui lo avea elevato l'antico suo amico Paolo IV. Il de Masi chiama il Nifo col titolo di beato Girolamo Tomasino, lo dice protomedico di Paolo HI, che vest l'abito in Monte Corona qual compagno del fondatore della riforma B. Giustiniani,
e che chiamato
lo
10

in

Roma

dieri, quasi
le

ci
il

fosse

stato

contro
e po-

IV

pel

cardinalato,
fece ritorno

da Paoumilmente
al

regole ed
j

buon ordine:

ricus, e

suo

ri-

co dopo
pella

ove

d conto della cap-

tenutasi nella

prima domeniil

ca dell'avvento, parla

rigido ce-

Samuele Sarfadi rabbino spagnuolo (ne parlammo nel voi. XXI, Dizionario), cui Giulio p. 3o del
tiro.

medico alquanto sfacciato, del quale pur tace il nome (cos di que'due che furono
rimoniere di
terzo
al

un

11

permise,

come

al figlio

Giuseppe,

concilio generale Latei-anense

\)
di-

che si potessero addottorare, ed accord loro vari indulti e privilegi, datigli prima da Alessandro Vf, che forse avea servito,
e dal re di

e dice:

Quidam

frater ordinis here-

mitaruni, qui se
xit, voluit

medicnm Papae

oninino sedere in loco nicsaecidariunij qiiod


voluit adfiuc
es-

Francia, poscia ampliati a Giuseppe con breve da Clemente VII, massi-

dicoruni
Clini

Papae

me
del

pei

meriti
forse

del
fu

padre,
Isacco

fratello

inlibuissent,

quale
stesso

Zalfali

ordinum, et vix potili euni extrahere de ilio loco, posuique in quadratura in medio cardino lium , ut in terra sederei
se ante generales
Clini aliis
religiosis.

altro ebreo e
lo

valoroso medico, che

Clemente VII, nomin suo


con

flimigliai'e

breve
del
p.

benemei-ilo

per

le

medicazioni

fatte a

molti

per medici di Giulio II, Bodier francese, cistcrciense e abbate di s. Sebastiano fuori delle

conoscono Giovanni

curiali.

Parlando
il

medico

Sa-

muele,

Marini a
secolo
e

292
i

osserva

che in

tal

nel

precedente
cristiani
le leggi

furono assai in voga tra


i

mura, gi eremitano. Girolamo Nifi o Nifo non di Sezze, come dicono


alcuni,
le

medici ebrei, malgrado


e
le

dei

concilii

costituzioni

di diversi

ma

di

Sessa nel regno del-

Papi: tanto ha potuto in ogni

tempo
vita

due Sicilie, e viene provato dal de Masi del Pozzo, nelle Mem.
i4i. Girolafu condotto in

sopra

gli

uomini l'amor
che

della

e della

sanit,

senza

cercare

stor. degli aurunci, p.

mo

Roma
Paolo

da GiamIV,
lo

voluto

Tros Rululusve fuat, quello hanno per e desideralo sempre


,

pietro

Caraffa poi

cui l'una e l'altra

si

potesse meglio

128
ritenere.

MED
passn
ebrei e
beneficati

MED
ne X, perch oltre i rammentati lo furono Angelo Leonini di Tivoli

Quindi il Marini ad enumerare vari medici


protetti

dai

Papi, di

vescovo di

pij

chiese,

che u

che noi trattammo all'articolo EBREi, permettendo a molti l'esercizio dell'arte coi cristiani, ed uno col solo latte d'asina guari Francesco I re di Francia, mentre i medici cristiani non lo avevano potuto guadt Lancellolti rorire. Lancellolto mano fu medico di Giulio II, alla cui biografa dicemmo con diversi autori averlo liberato dalla morte Scipione LancelloUi mentre altri attribuiscono a Lancellolto le som,

diarista dichiara avaro, per

non

a-

ver voluto
pella

dare

nulla ai

cerimo-

nieri, allorch

nel sabbato

cant messa in capin Albis come

assistente al soglio; Bartolomeo da Pisa autore di opere; Bernardino Speroni di Padova; Clemente Cleinentini d'Amelia; Ferdinando Baia-' mio di Sicilia, che lo fu pure di Cle-

mente VII; Cristoforo da Follerra,

uomo dabbene
casa Medici;
ni di

e benemerito

della

Girolamo Accorantbo-

ministrate pesche alle quali


attribuire la guarigione
:

si

volle

fu ancora

famigliare di

Leone

che lo fece

Gubbio che lo fu ancora di Paolo IH, avendo pur prestato l'opera sua a Clemente VII compr
:

canonico di
sicuro che
lio II
i

s.

Pietro.

Non

di

poi

un

bel

palazzo in

Roma
suo

e casa in

fossero
di

medici
sopra,

Giu-

patria,

ricevendo
1

il

figlio

Clau-

nominati razio LancelloUi

ed O-

dio nel
gabelle

562

la solita

esenzione delle
d' undici figli.

figlio

di Scipione,

come padre

che il cardinal camerlengo scelse per medico del conclave nell'elezione di Paolo III, con Giuliano da Norcia, attestandolo il p. Gattico

Sono dubbiosi medici di Leone X, Francesco Dandini di Cesena, e


pi difficilmente di Clemente VII, Agostino Nisi e Antonio Brasavola: bens ne fu chirurgo Giacomo da Brescia, di cui si discorre al pi
volte citato articolo Chirurgo.

a pag. 44^j essendo poi protomedico generale nell' anno 1 53 1 coll'aiuto de' suoi colleghi, cinque de' quali divennero archiatri pontificii,

Per
in-

morte del Papa,


vitati

due medici
sulla

rifece

gli

statuti

del collegio.

vegliare

salute del

(Nel
pati:

1676

in

Roma

furono stam-

sacro collegio, furono Dioscoride


Velletri di

da

Sta tuta collega

DD. Almae
ninno degli
lasci tanta

casa
:

Petrica

e Paolo

Urbis medicoruni).
archiatri di Giulio

Ma
II

Arelj da

Fermo

bile ch'entrassero

fama di s, quanta il suo chirurgo Giovanni de P^igo genovese, le cui


opere con molta
otto ducati al

morte
sti,

di

non improbapure ne'comizi per Adriano VI , con Giaco-

ino Giacomelli,
e

Tommaso Cadamode
in

lode

furono

tra-

Gio.
del

Battista

Coro di
il

dotte in pi lingue. Dal

Papa avea
maggiore
del
della

Roma,
rini
:

quale dubbio
fu

Ma-

mese,

ma

ne

chirurgo
di

quello

stipendio

riceveva

dal nipote

Pontefice cardinal
vere, cio

Gara

Ro-

3oo ducati d'oro


assistesse nelle

l'anno,

perch

lo

molte sue
assai

necessit,

ed ebbe un
archiatri

figlio

Adriano VI , che lo fu pure di altri conclavi e di pi Papi, come si dice all'articolo Chirurgo. U p. Gattico, Acta p. 3 8, racconta
per

r elezione

Giacomo

Rastelli

beneficato.

che
servirono Leo-

Diversi

medici del cardinal Grimani, Demetrio e Francesco, giurarono


i

MED
tlell'iirt

MED
per

lag
III,

potenza

del

cardinale

mgino, anche
gu
nel

di

Paolo
di

cui

se-

entrare in conclave, per la sua pericolosa inferaul. Nel recarsi dalla

viaggio
di

Nizza
anzi

ed

ni

quello
l'Alessi

Busseto,

secondo
di

Spagna a Roma, l'eletto Adriano VI port per arcliatro Garzia Ca-

eziando di Giulio III e


II
j

Marcello
rale

fu protomedico gene-

rastoxa e.\io
diocesi di

\\\ Agreda, luogo della Tarragona, gi famigliare beneficalo di Alessandro VI: otten-

del

collegio.

Andrea

Turini

ne dal Papa
di

vari

benefizi

la

ca-

stellania d'Ostia, e l'annuo onorario

da 5o bolognini fiorini com' ebbero due medici seguenti. Giovanni Antracino da Ma-

5oo

l'uno,

famoso datario di Leone X, ancoi-a di Paolo HI, e di Lodovico XII e Francesco I re di Francia, Matteo Corti, grande antagonista del precedente, con provvisione di mille ducati d'oro di camera ; a suo consiglio nel
fratello di Baldassare

cerata Feltria:

tal

fu

il

piacere di

viaggio di Marsiglia
t l'acqua

il

Papa

si

por-

alcuni

alla

subito di
festive la

morte del Papa, che notte ornarono di fronde


porta della casa di

del

Tevere, pur
di
lui,

mori

mal soddisfatto
pel

ma

a torto

cambiato sistema di vita: presso gli uomini la medicina soggetsto medico, con l'iscrizione a letteta plus reprehcnsionis , quarn hore cubitali: Liberatori Patriae S. P. Q. R.j pel sospetto che fosse noris, dandosi a Dio le guarigiomedici. Divenne ni e le morti ai stato avvelenato. Il Tiraboschi lo medico di Cosimo I, che in mordie per medico di Clemente VII, r onor di elogio. Francesco te e nel sacco di Roma si ricover in Augeni della Buonfini. Lodovico casa del cardinal Valle, ma soggiacque a contribuzione, e nel i535 Marca, con qualche dubbio. Sempronio Amaranti spolctino ben rifu' protomedico generale. Francesco Fiisconi da Norcia, dicendolo il p. munerato. Bartolomeo Emmanucli suo fiorentino, e Gio. Francesco Ciucci anche di Clemente VII e figlio, canonico di s. Pietro e gePaolo HI: possedeva il palazzo poi de'Pichini a Campo di Fiore, ove sebbene non neral protomedico , pose le statue del Meleagro, ora certo. Mario Gajo da Cagli, che molto guadagn in gioie, massime nel museo Vaticano, d' una bella Venere, e del Buon Evento. Come dalle principesse romane. Tommapii valente medico che fosse in so Cadaniosti da Lodi, pure di il Roma, entr in conclave (incomin- Paolo 111, che lo vedemmo conciato sino dai 29 novembre i549) clavista per l'elezione di Clemente a' 19 gennaio 1 55o, affine di mediVII, canonico con diversi beneficare il cardinal Ridolfi malamente zi e cariche ecclesiastiche. E dubcurato (eranvi come diremo sette bio che fossero medici di Clemente medici e sei chirurghi in conclaVII, Bernardino Lilj, Gio. Battive) e vi si trattenne alcun poco. sta Alemagna, Giovanni Gamucci, Per aver mirabilmente guarito il Paolo Giovio, Giosu Caucci marcelebre Benvenuto Cellini , questi chigiano, Antonio Musa Brasavola, perci lo lod grandemente nella e che si dice ancora di Leone propria vita. Ai nominati aggiunger Giulio III. In qualche occasione dtbbonsiai medici di Clemente VII, Teodosj lo curaiono Gio. Battista Andrea Cibo della Fratta nel Pe- di Parma, e Scipione Vegio se-

que-

VOL.

XLIV.

i3o

MED
conclavista
nel

MED
d'Aspra, che fu e buon medico, ma poco fortunato con Paolo IV, Pio IV, e con s. Pio V, ai quali si esib sempre per medico palatino. Paolo Bdmessere di Pontremoli, poeta laureato da Francesco I forse ne fu figlio Fabio Belmessuri che venne proposto a medico di Pio IV, E incerto che fossero medici di Paolo III, oltre
Francesco Festo

nalor di Milano e protomedico del duca, adoperato nell'ultima infermit del Papa.

1^49

Paolo IH Farnese, eletto nel

534,
dei

ebbe per

archiatri,

oltre

sei

nominati, Alfonso Ferro napoletano, e siccome pure cft/Vurg^o, a quell'articolo di


lui
si

parl,

avendo

ser-

vito altri Papi.

Giacomo Buonacos'
Giulio
III.

so ferrarese ecclesiastico, perci ebbe

pi benefizi, anche di

Silvio Zeffri. Tiberio Palelli di Sa-

ricordati,

Giacomo

PreftLli di Nolo,

bina, cavaliere di s. Pietro, lo avea servito da cardinale; con 200


ducati di stipendio all'anno qual archiatro

ben

affetto a

Gaddi paesano

Paolo IV. Francesco del Papa, e cerla-

intimo,

segti
a'

Perugia, e scrisse
lezione^

a cardinali aduil

T^apa

niente medico de'Farnesi. Gio. Fraticesco Brancnltone, molto stimalo


dal Nifi.
s

nati in conclave per

la

sollecita

e-

Girolamo Fracastoro, benmedico dei padri del concilio


Trento, che consigli
la

mentre per l'aria corrotta avrebbero sofferto una spellicciata, Giacomo Marsilf beneficiato di s. Pietro. Giacomo Manlini giudeo di Spagna, proteggendo Paolo III i giudei con dolore del Sadoleto, comGiovanni Aguilera pose pi libri.
spaguuolo,
poi di

di

trasferirsi

a Bologna per
vrastava.
si

pestilenza ohe so-

Ai chirurghi rammenlati
Beiiedeltn
all'

aggiunga
Ivi

Giuiij

di

Como,
rurgo.

riportato

articolo

Cniil

riportammo
chirurghi

altres

nome
Paolo

dei sei

entrali

in

Giulio

III,

ere-

conclave nel
III; e

dandolo

il

Marini altro e famiglia-

i549 P^'' morte di dicemmo nel voluuie

re di Clemente VII ; tuttavolta lo dice portato da Salamanca in Ro-

ma
do,
rio

dal cardinal
il

Alvarez di Tolequale ebbe a medico ordina-

famoso spagnuolo Giovanni il Falverde (che concorse con altri per essere fatto archiatro di PaoIo IV), e lo port
clavista nel

i549,

seco per conesempio prati:

pag. 286, de'sei medici e del motivo perch con questo unico esempio vi furono ammessi ceco i loro nomi. Giustiniano Finetti da Monte Lupone, protomedico nel Giulio Fusconi i555. da Norcia o forse Giuliano medico precedente conclave. Remigio del de Feroni, chierico di Liegi, poi
:

XV,

cato da

altri

cardinali

fu canoni-

chirurgo della famiglia


Ili
.

di

Giulio
.

co di Salamanca con altri benefizi.

Giacomo

Canani

ferrarese

Giacomelli romano, prtomedico nel i557, o meglio prima, restando in corte di Giulio 111 e Paolo IV: vi fu altro medi-

Cosimo

Maestro Natale. Giovanni d'Agni' lera protomedico del Papa defunto, Per ne'ruoli palatini e nella bolla
de'privilegi
si

concessi

ai

conclavisti,

co romano Giacomo Giacomelli connel i523, che possedette clavista Maculo ornala di casa presso s.
statue
qiiulc,

e busti antichi,
e

vicino
la

alla

Pasqualini ebbe a u)edici, oltre summentovati: ^rj/<^/oi'mo Baldovini primario ed intimo arPellegrino
III

aggiunge

di

Modena. Giulio
i

con statue,

ebbe

sua

chiatro, che

lo serviva

da cardina-

Mt)
1p,
lii

j3i
aurato,

perci qual legalo

al

concilio

palatino

col

Trento fu con Fracastoro la

lui, e

consigli

pare che

traslazione, indi

entr in conclave col


conclavista.

medesimo per

Lo
lo

arricch di entrate

non morte di Giulio III, perch non ebbe le "ve di lutto. Bernardino Guidoni sti probabilmente sanese. Bernardo Oe
cavaliere
si

trovasse alla

ecclesiastiche e fece vescovo di

Ma-

deschi,

forse

Sutri

come

quel
ne' co'

riana,

donde

traslal

ad A versa,

Pietro eh' entr


mizi
del
lo

conclavista

restando per sempre a'suoi fianchi. Agostino Ricchi di Lucca, preso in

1559: per
era
stato

della famiglia,
di

come
Paolo

quella

di

medico domestico con


di

annui 200

III.

Andrea
fece

Laguna

spa-

scudi d'oro, pel determinato Pontefice:

tempo cinque anni, quanti appunto ne


il

gnuolo, che

molti viaggi, caerudito,

valiere aurato;

eloquente
III

visse

intervenne
del

alla

e perito nelle lingue.

Teodoro dei
con

sezione

del cadavere

cardinal

Sacerdoti,

ebreo, Giulio

Campeggi

nel

554- Gio. Battista


citt

breve

Canaiii giuniore. Ippolito Salviani

romano
stello,

originario di
inoltre
il

di

Capose

che

Marini

7 giugno i55o l'invit al suo Servizio. Incerto se fossenominati, Braro archiatri, oltre savola e Cibo, Bartolomeo Maggi
de'
i

nella serie de'medici della famiglia:

fu deputato dal cardinal camerlengo a dare in sua vece la laurea

a'medici
e del

protomedico del collegio


delle

chirurgo piuttosto che medico. Curarono Giulio 111 in qualche occasione, Amato Lusitano ossia Giovanni Rodriguez di Castel Bianco,
condiscepolo del
il

custode

antichit,

medico

Laguna

abiurato

conclave

nel

i565,
del

essendosi

giudaismo volle
agitato

essere cristiano,

offerto per
colla
Telli.

orchiatro a

Paolo

IV
Sa-

ma

sempre

da un torbido

mediazione

cardinal

Francesco Fiigmelica pado-

vano, per pochi giorni, eletto ad istanza de'medici Baldovini e Giromelli


,

ingegno, mori in Salonicchi nel ghetto, professando apertamente gli venendo reputalo antichi errori ,

anche
la

plagiario.

F itale A latino
del

di

indi

medico
di

conclavista
II
:

Spoleto, ancor lui proveniente dal-

per

le

elezioni

Marcello

sinagoga

zio

rabbino

de

per Paolo IV , ben rimunerato poca salute erasi ricusato servire Paolo III. Federico Donali padovano, inlimo confidente del Papa, gi medico del cardinal di Carpi che
ebbelo
seco
e
ne'

Pomi. Marcello

II

nel
il

suo

brevissimo

pontificato, oltre

Falentini, ebbe

conclavi

i549
s.

>

i555

1559,

e lo fu di

subito eletto.

Damiano

Pio Falentini
II,

ad archiatro Gio. Ballista de Montepol, o meglio medico della famiglia nel cardinalato lo cur Francesco Colombo detto Platone, perugino ; nel pontificato improbabi:

d'Arezzo, poi anche di Marcello


e coicorse per esserlo di

le

Paolo IV:
oro di ca-

dici

ottenne un

mensile assegno di died'oro,


in

ciotlo ducali

mera, e mediante sborso di dieci mila ducati simili lo trasu^ut nei


figli

e discendenti.

Nicol

Fisinno
conte

o dubbio se fossero di lui mer umbro Giulio Cori , oltre Cibo e il Ricchi di cui si paril Del chirurgo Raslelli dubita l. Marini della difesa che ne fece il attossicasse una il Polidori, che gli piaga. Pel conclave furono medici
,

da Siena,

uolaro apostolico,

Francesco Frigimelica, Gio. o Pie-

i32
tro

MED
Friginielica,

MED
Pellegrino
il

Maria
il

Pasqualni j e chirurghi
e

Rastelli

presso la Ruffina. Bens furono archiatri di Pio IV, Gio. Andrea

de Santi,

stati

iu

quello

del

Paolo IV bench sempre sanissimo, e che soltanto prima di chiuder gli occhi prese qualche rimedio, solendosi curare colla dieta, 1549.

ebbe moltissimi medici e chirurghi, laonde al primo marzo iSSg occorse necessaria una riforma, per cui
gli
ascritti

restarono a sette, di i4,

16 o i8 ch'erano ne' quattro precedenti anni. Giovanni da Sessa, non Girolamo IVisi di Sessa detto daSezzeche gli ricus il cardinalato,
annoverato
li

Bianchi o Alhio di Parma. Pompeo Barba da Poscia. Simone Pasqua de Negri nobile genovese, fatto vescovo di Luni and al concilio di Trento e poi lo cre cardinale. Gio. Francesco Manfredi da Cremona che inutilmente concorse con protettori per esserlo di Paolo IV, e pare ch'entrasse in conclave col cardinale divenuto Papa, che
lo

arricch di benefizi,
lo fece

ma

per de-

litti

carcerare. Gio. Batlisla


milanese,
protofisico,
fatto

Biumi
Carlo

nobile

da

tra*

medici

altri

medici

V
di

suo

conte e
nell' e-

Lili

rammentammo piti sopra. Paolo o Giti o Manin da Farnese,

cavaliere

palatino: Pio

IV

stremo

sua vita lo chiam


il

con

che quale amico e famigliare di Pio IV entr per suo medico, ma poco visse. Pier Girolamo Fusconi

da Norcia. Ippolito Amici romano o sabino. Francesco Aatracino, ed Alessandro di Civita Castellana,
di cui di
si

mantenimento di quattro suoi famigliari e due cavalli. Gio. Paolo Gui ducei. Francesco Faa da Casale, antico serv del Pontefice; Giovanni de Lorenzi, e Paolo Claranle da Terni, tutti
e

5o scudi

mese

riparler.

Giulio Graziosi

tre

per

la

Pergola, protofisico del collegio

renzi serv
pontificato

nel i58o. Girolamo Giscaferri.


ionio Bilotti

An-

famiglia, cui il Loparimente in tutto il di s. Pio V. Giovanni


si

o F^allotli beneventano, ch'ebbe con mero e misto impero il territorio Pesco di s. Angelo. E dubbio che fosse medico di Paolo IV, Biagio Alessano
Bellotti

de

Giusti, altro medico,

sospetta

dri,

come

lo

se poi

il

fosse

di

che fosse il Sergiusti archiatro di Gregorio XI li. De' medici chirurghi e speziale di Pio IV ne facemmo parola all'articolo Chirurgo: egli cre cardinale il celebre
,

Pio IV e di s. Pio V. All' articolo Chirurgo registrammo que' sei, addetti a Paolo IV, nel conclave del quale vi entrarono Giacomo Rastelli e Lodovico Monticoli; e per
medici Agostino
Ricci e Alessan-

veneto
ci

Commendone,

figlio

d'

uu

medico. Nel conclave furono medicinij


si.

Federico Donati, Giovanni Pae chirurgo Scipione de RosEletto nel i566 s. Pio V, ebbe
Gio.

a medici:
provenzale,
ligentissimo

dro Petroni, del


avesse per
del

quale

riparlere-

Giacomo Alardo non conosciuto dal diMarini,


poich
di
p.

mo. L'eletto Pio IV

incerto se

leggo

medici Francesco Gin-

nel Grassi, Meni, istor.

Monte94, che

nasi protomedico nel iSyS, padre

regale o
s.

Mondo vi,

t.

I,

Domenico e Pietro Antonio Cortft/gi da Volterra,


celebre cardinal
;

Pio

gi vescovo

di

Mondovi

scelse a

protomedico in diversi anni, e possessore


d'

lardo ch'era stato

suo medico ordinario l'Aannoverato alla


riusc

una

villetta

Frascati

cittadinaniia moregalese, e gli

MED
accetto. Agostino Bnpromosso al vescovato d'Alessandria. Gi. Francesco Marenci o

MED
risoluto di far costruire
il

i33
una splendi*

sommamenle

gloni,

da galleria per servire di melalloteca,


cui disegno riprodusse col ritratto

luogo del precedente. Mode.stino Casini Elpidianel


in

Marenghi

iSGg

del Mercati la distribuzione

36

del-

Placido Foschi da Monlefiore, maneggiato per essere tra gli legittimando iirchiatri di Pio IV l'aolo IV un suo bastardo, nella bolla lo dice nato da persona nobile, et de genere coniidim, certamente per la comitiva palatina che avea suo padre. Placido fece scolpire in s. Onofrio una lapide alia tomba di Lattanzio suo fvaieWo faniiliaris inlrinsecus Pauli IF, lictt fuisset male remuneratiis propter pravas
tiuni.
eli 'erasi
:

Y Album i844> pieso dalla sua opera che Clemente XI nel 1 7 1 7 fece pubblicare con giunte dal suo famoso archiatro Lancisi, con questo opus posthutitolo: Metallotheca

mani
(

tenehris

in

lucem.
se

eie.

iiividioruni infornialiones,
se
ia
il

come

scris-

Firmano. E noto, che gloria e un certo stato di prodiarista


:

sperit, agli occhi dell' invidia delitto

senza meriti non

s'

invidia.

Il

sembra persuaso che Lattanzio fosse padre e non fratello all' archiatro. Arias Filippo portoghese, raccomandato al Papa dall'oratore di sua nazione.
s.

Marini

ne tracquanto cia neppure la localit ; all'opera del Mercati, comech piena di teorie, oggi rigettate, vi hanno attinto molti scrittori moderni, come mi diceva un valente medico, chiamandoli cornacchie d' Esopo di altrui penne vestite, senza mai citarne r autore primitivo). Quindi nel 17 19 venne pure stampato: Appendix ad Metallothecani Vaticanani additis notis et no vis iconibus choclearum cornu Ammonis forma. Mercati prest gli ultimi uffizi a Gregorio XIII, lo avvis dell* estremo suo pericolo, onde
Della melalloteca
parti

non

Pietro

da

dal

mondo
altri

tranquillamente,

Paolo. Giorgio Ajola forse fiorentino. Pietro Crispo di Sabina per le premure del cardinal di

mentre

gli

medici lo aveano

lasciato credendolo

malato leggierdi

mente
VIII

fu

pur medico
lo

Clemente
e
e fu

Trento, indi protomedico.

Michele
(trotitolo

che

lece

protonotario
s.

Mercati
l'

di

s.

Miniato, direttore delpalatini


col

commendatore
confortato
s.

di

Spirito,

orto

botanico del Vaticano


ne' ruoli

nell'

estremo
s.
:

punto da

vandosi
di

Filippo e dal cardinale Baronio.


di

semplicista o

custode di
s.

detto
in et

De' chirurghi
parl

Pio

se

ne

orto) affidatogli da
di

Pio

a Chirurgo
in

per sua morte


il

vent'anni;

raccoglitore

d'una
essere

entrarono

conclave
rest

suddetto
fave

collezione mineralogica,

dopo

Marenghi
contrarie,

eh' ebbe
e

quattro

stalo archiatro, secondo diversi scrit-

per

un

volo

Papa, di Gregorio Xlll e di Sisto V, questi ad istanza del Mercati fond la metalloteca Vaticana, e design il locale che dovea contenere la delta
tori,

di

dello

per l'altro medico furono ballottati Teodosio Cerhelli o Cribelli di Collevecchio e fu piotomedico,
tro,

ed

al-

ma

vinse

il

primo per racco-

mandazioni.
proposti
tre

collezione, eh' era


parti,

composta

di

due
di

Per chirurgo furono maestro Lodovico ,


molta re-

una

di

minerali, l'altra

Monticoli da Rimini, di
putazione,

sostanze metallifere. Sisto

aveva

chirurgo di palazzo che

i34
sezion
s.

MED
Germada Perchirurgo
Cecchini

MED
sosUlulo
pontificia,

Pio V; il figlio nico di maestro Giacomo gi cio Rastelli, che fu di pi Papi ; e Giuliano di Sabina, poi chirurgo di
tefci

chifuigo

della

famiglia
clie colle

gi ricordato,

modeste sue iniziali va pubblicando ne' Diari e Notizie del giorno


d

pi Pon-

Roma

importanti

notizie

sulle

conclavi,

come

si

vedr

case abitate in

Roma

dagli

uomini
che
del

vinse Lodovico

per molte fave, il quale cugino a Germanico, in sua

grandi, nel

numero 4^
abit
sulla

delle Noti'
dirci

zie del giorno


il

1846, nel

compagnia

aperto il cadavere di Pio IV, sezione che il maestro di camera voleva che fosse
avea

anche

Petroni

piazza

Ges, parla di hii eruditamente, chiamandolo medico e amico di s.


Ignazio
di

chirurgo del defunto Papa, Scipione de Rossi, e il cardinal camerlengo da Lodovico e da Gerfatta dal

Loiola,
di

il

quale nello
per la

stabilire le

regole igieniche

sua
le

compagnia

Ges,
lui,

si

giov
vol-

manico

super quo fai t magna altercalio, ac tandem camerarus vo;

de' precetti fssati

da

non
il

cambiar

sillaba;

che

am

p-

luit vincere,

cora scrisse-

il

diarista

Firmani.
Il

dico di
dubiti,
l
di

Marini registra per primo meGregorio XIII, bench ne

anteponeva al facoltoso, dicendo che a questo non mancano mezzi per chiamare
verello, e nelle
visite lo

chi vuole,

Alessandro
Castello
di
,

Petroni di Cite

insigne filosofo
,

professore
vieta

medicina

autore
all'

De
arti-

rom.

che citammo

colo Medicina,'

De aqua
,

Tiberina

ad Julium III
medica, che
di
il

dialogus de re Marini dice ancora

perci correva a chi non pu chiamare altri. Altro medico dubbio di Gregorio XIII fu Costarno Varoli, che altri chiamano chirurgo del Papa lo cur straordinariamente Girolamo Mercuriale di Forl, chiamato in Roma per curar gli abitanti da s. Pio V. Fu:

Civita Castellana,

chiamandolo
Paolo IV, ed conclave dopo
di

medico

onorario di
del

oltre Mercati,

uno
la

de' medici

rono poi medici di Gregorio XIII, Francesco Anlracno di Macerata Feltria, giii di Paolo
IV, probabilmente
d'
figlio

sua
Il

morte,
eh,

come notammo

di quello

sopra.

Andrea Belli (al quale piacque intitolarmi un sonetcav.


to,

un' iscrizione,

de' sciolti
di

per
nel-

la

caduta

della

quercia

Tasso

sul

Gianicolo, gi

celebrata
1

Adriano VI, i cui figli furono ben provveduti. Gio. Battista Sergiusti, protomedico generale e patrizio lucchese. Annibale Gradano di Como, e protomedico. Francesco
Carretto summentovato. Basilio Paravicino.

l'Album, num. iS del


cav.

Visconti

eh' egli

836, dal eh. volle eoa

Tommaso
:.

Vannini.

Anri-

parole

per
nel

me
1

onorevoli

ramme-

gelo

Vittorio

dei

due ultimi

morare
rio di

numero

17 del Dia-

Roma 846: affettuosi coinponimenti riportali nel libro citato all'articolo Fiori, insieme ad
una elegia del sullodato Palmieri, ed alle epigrafi latine dei eh. latinista Girolamo Lrmgeli figlio del valente farmacista) fino al 1847

Chirurghi furono CecchiMonticoli e Giuseppe Zerla. ni Gregorio XIII cre cardinale Vinparlerassi.
,

cenzo Lauri, gi medico di Antonio re di Navarra. Nel conclave entrarono per medici Aurelio Sia-

gno di Modena, gi protomedico, Alfonso Catani pur modenese, e

MED
Cecchini per chiimgo. Sisto

MED
V
anchirurghi oltre
Monticoli,

i3d

tii

nover nella sua corte per archiaAntonio Porti marcliegano di


gi .4nfontticci.
di

Fermo,
triarca

Grolle

Medoro PaMare poi di

Antonio Maria, Gaspare Milanese, e Diomede. Dell' oro e gemme date in polvere a Gregorio XlP^y veggasi nominati biografia. I lui di la
Vittori e Cecchini fuVannini rono ammessi in conclave. Innocenzo !X ebbe a medico il Lopez e Vincenzo Balducci, pure di Leone XI, ed in chirurgo Cecchini. En,

Clemente Vili e Paolo V, e protomedico. Anrirca Bocci di s. Elpidio. Non coito che lo fossero, Castore Durante vocnano, che scrisse il Tesoro della sanit che dedic a d. Camilla Perelti sorella di Sisto

trarono in conclave

pel brevissimo

V, acci colla sua vigilanza e col maturo consiglio del Porti, potesse
vegliare
alla

regno i precedenti. tenne per archiatri


della.
to

Clemente Vili Girolamo Corpoi fat-

di

lui

conservazione.

Girolamo Provenzali,
ravennate.
di

Zecca bolognese, forse eziandio di Clemente Vili. Eliseo Calcagni. Antonio Righi di SassoGioi'anni
ferrato,

arcivescovo di Sorrento. GirolaRossi

mo

Giacomo Bodi

naventura

Lecce o

Barletta.

protomedico. Chii-urgo
Silvestri,

fu

Entrarono in conclave Zecca e Cecchini. Urbano VII ebbe per medico Demctiio Canevri genovese, ricordalo
Cecchini.

Gin/fedo Gamharana. Sigismondo Brumani di Cremona. Filippo Car adoro. Fabrizio Barberi d'Ariano. Andrea Cesalpini d Arezzo, che

Rodolfo

lodammo

all'articolo

Medicina (e

superiormente

come medico
ss.

della

compagnia del
brevissimo
conclave
nel
in

Sagramento. Al
successe
il

pontificato
cui

entraiono Rodolfo Silvestri, Zecca Cecchini stati e


precedente.

che Clemente Vili mand in s. Onofrio a visitare e curare il gran Torquato Tasso). Pier Gemile de Fabrizi da Sestino. Pier Simone
Fausti da Mont'OItno. E dubbio se lo fossero Giulio de Angelis, protomedico, e commendatore di s. Spirito.

medici segreti

ebbe a amico di Filippo, e protomedico; e Simo8. ne Castelvetro di Modena ove l'ail

L'eletto

Gregorio

XIV

Silvestri

Nicol

Masini cesenate,

stu-

dioso delle antichit lasci una buo-

lea curalo da cardinale, con mantenimento per lui e per tre servi.

nn collezione di medaglie. Rinaldini. Chirurgo il Cecchini. Nel conclave


si

scelsero

suddell Silvestri,

Aferoldo

Meroldi

di

Udine.

An-

drea Gabrielli di Senigallia o di Scapezano, conclavista del cardinal


Tuisticucci
nella

sede

vacante

di

Balducci e Cecchini: stava per eleggersi Papa il cardinal Paolo Emilio Zacchia infermiccio, quando i cardinali consultarono i medici, che
giurarono che
suto
a
ta
altri

Urbano

Ottaviano Buccarini a leti no. Antonio Oltobelli. Guidone


VII.

avrebbe
mesi.
Il

al
p.

pi vis-

tre

Gattico

Bcnedelli.

Odoardo Lopez o Lopio

pag.
la

345

degli

Ada,

ne ripor-

romano, anche d' Innocenzo IX, Clemente Vili, e Paolo V, e protomedico, chiamandosi in un bando medico palatino. Giacomo Lampuguani milanese e protomedico. Stefano Fontani da Cerreto. Furono

dichiarazione: essa sottoscrit-

ta

per da un Pandulphus Silvistuus e Vincenlius Balduvius. Leo-

ne XI ebbe a medico il detto Balducci, e pel suo brevissimo pontificato, onde entrarono in conclave

i36
Paolo

MED
medici, Baldo
(.iulio
n)ez,
il

MED
Baldi
,

Silvestri Baldurci, Fausti e Cecchini.

il

Fonseca,

oltre

menlovali prese per

Cesiire

Marsella, Carlo

Goil

medici: Vittorio
rnfo, che

McroUi

di

Sassofer-

Baldini, Giovanni

Tiracor-

da prelato cur il l'apa, chiudendolo in una aperta mula. Introdusse in patria


cui lasci del
i

da,

Marcello Luzi della famiglia,

Larclie chirurgo. Nel conclave: Matteo Parisi di Benandi, Antonio


ria

carmelitani scalzi,
e

Ma-

una casa

buona
una

parte
cap-

de Rossi,
sane.se,

il

Trulli chirurgo. A-

ricco patrimonio; e nella chiesa

lessandro VII: suoi

medici, Mattia

Paolo Zacchia, Franpella a s. Kicola confessore nel i6i3j cesco Moreschini della famiglia con e da' fondamenti eresse la facciata Matteo Parisi; chirurghi Larche e della chiesa, in cui si legge Memi- 'Trulli. Nel conclave; il Parisi, il lius abhas s. Salvatoris de CalarneTiracorda, Gabriele dalla Porta chidegli agostiniani
edific

Naldi

no.

Cinzia Clementi
del

ebbe

il

cano-

rurgo.

nicato

precedente.

Lodovico

Dubosco.
certo.
rini

Con

Pompeo Caimi, per inquesti eruditissimo Ma1'

Clemente IX: suoi medici, Benedetto Rita, della famiglia Francesco Farresini e Cesare Manucci ;
chirurghi
il
il

Trulli

il

Porta. Nel

termina

le

sue importanti

illu-

conclave:
chiati
tista
;

Manucci
Clemente

e Cesare

Macme-

strazioni, quindi
i

riporteremo con lui nomi de' medici e chirurghi pone del


conclave, e
vi

chirurghi Porta e Gio. Bat-

Pieri.

suoi

tificii

aggiunaltri
si-

dici,

Florido

Salvatori,

della fami;

geremo con schiarimenti no a' nostri giorni. Nel conclave per morte

glia

Vincenzo

Paolucci

chirurghi

di

Paolo

Porta e Pietro Cittadini. Nel conclave: Giambattista Ferrari, Giro-

furono

scelli,

il

Clementi, Camil-

lamo Brasavola,
Innocenzo XI
cisi
:

il

Pieri chirurgo.

lo Gori, e

Prospero Cecchini chinn'go. Gregorio XV ebbe a medici Bernardino Castellani, Gio. Maria Castellani, Francesco Cerrini. Nel conclave, Gabriele Fonseca e il detto Cecchini. Urbano Vili suoi me:

suoi

medici,

cesco Santucci,
di

e Gio.

FranMaria Lan-

Borgo

s.

miglia Andrea
la,

Masetti,

Sepolcro; della faBrasavoil

ed

Angelo

Modio

spoletino

chirurgo Ippolito Magnani. Nel conclave: Giambattista Fossombroni di

dici,

Domenico

Rivarola, Sebastiano

Vannini,
Collicola,
Collicola
ss.

Giulio
Pietro

Mancini,
Servio,

Taddeo
Silvestro

anche della compagnia del Sagramento, Gio. Giacomo Baldini per circostanza straordinaria, e Giovanni Trulli chirurgo dell' infer* meria di palazzo. Nei pontificati di Paolo e Urbano Vili il celebre Giovanni Fabri di Bamberga lin-

Arezzo, Giovanni Trugli romano; chirurgo Giovanni Ganibara. Alessandro Vili: suoi medici, Romolo Spezioli, della famiglia Pietro Vel'ospi,

chirurgo
:

Alessio

Sprilla.
il

Nel

Modio, Mario Cecchini chirurgo. Innocenzo XII suoi medici, Marcello Malpighi e Luca Tozzi; Benedetto Duconclave
il

Fossombroni,

ceo,
tro,

custode

dell'

orto

botanico,

fanx chirurgo,
ghi della
li

medici
i

chirur-

quantunque non
pure
fu detto

fosse

loro archia-

famiglia, se

solili,

non
Gio.

medico e semplicista del Papa. Nel conclave: il Fonseca, il Collicola, e Nicol Larchc chirurgo. Innocenzo X: suoi

ripeliamo.

Nel

conclave:

Maria Lancisi, Girolamo Sinibaldi, chirurgo Cecchini. Clemente XI: Lancisi suoi medici, Gio. Maria

MED
Michelangelo Paoli

MED
ganelli di sant'Arcangelo
s.

i37

Pesaro gi della famiglia, della quale ancora Giacomo Sinibaldi romano, Frandi

medico di

cesco Soldati,
rini

Gio.

Battista Niicca-

Angelo in Vado): suoi medici. Pasquale Adinolfi della citt di Cava, Giovanni Bianchi riminese medico segreto
glia
il

di

Foligno, Pietro Cesconi chie Vittorio

onorario;

della

fami-

rurgo soprannumero. Nel conclave:


Paoli e Nuccarini,
sini

Saliceti

ed

mentovati; chi-

Ma-

rurghi la Boissier ed Antonio Biagi.


Il

chirurgo. Innocenzo XllI: suoi


(il

celebre chirurgo fiorentino

Nan-

Novaes lo chiama Nicol di Roccacontrada); della famiglia Giuseppe -Maria Fiamedici, Michelangeli
schi

noni, trovandosi in

per un'operazione, fu consultato per la vadel

Roma
Papa:

cillante salute
stati

gli

atte-

Nuccarini

Nel

conclave

dei

due

archiatri, presenti al-

sini

Giovanni Tommasi, Nuccarini e Mache il Novaes chiama Marini,


lenedetto XIII: suoi medici, Paoli

l'apertura del

cadavere,
veleno.

rimossero

e Nuccarini, della famiglia Michele


Vitelli e Filippo

Masini e
conclave:

Modio; chirurghi Domenico Cecchini. Nel


Alessandro
Pascoli peru-

Nel conGiuseppe de Rossi, Giuseppe Maranelli, Giuseppe Flajani chirurgo. Pio VI: suoi medici, Natale Saliceti corso, Giuseppe de Rossi da Camerino medico segreto onorario ; della famisospetto di
clave:

ogni

gino, Francesco Soldati

romano, e
medici
della

Masini. Clemente XII: suoi

Luigi Lolli, Ruggero Viviani romano, soprannumeri Zannettini e


glia

Antonio
famglia
lo

Leprotti

modenese;

Leporelli;
sier

chirurghi Flajani,

Bois-

Cosimo
;

Grilli

e Pietro Pao-

Biagi.

Con

questi

termina

Ciampoli

chirurghi
i|

Masini e
Leprotti

Cecchini. Nel conclave:

Michelangelo Luciani
Masini. Benedetto
dici
,

XIV:
e

romano ed il suoi me-

il

Leprotti,

Marc' Antonio
famiglia Nasoprannumeri Gregorio Gre-

Laureali bolognese, e per onorario

la serie il eh. Marini, che noi proseguiremo sino ad oggi, e secondo il suo sistema riporteremo le notizie di alcuni medici e chirurghi effettivi de' Papi, o che in qualche circostanza li curarono o vennero

Giuseppe Pozzi; della


tale
il

consultati.

Saliceti
il

corso,
Grilli,

Ciampoli,
e

gorj

Luigi
il

Lolli;

chirurghi

il

Masini,

Cecchini, e soprannumeri

sier.

Carlo Guatlani e Carlo de la BoisNel conclave: Gio. Lorenzo Guarnieri Giuseppe Candidi, e la Boissier. Clemente XIII: suoi me,

Pio VI del 1778, cameriere segreto con parte di pane e vino, e scudi 45 mensili pel companatico; il de Rossi cameriere segreto, senza alcun compenso; con parti di pane e vi-

Dai

ruoli di
il

leggo

Saliceti

no, Lolli e scudi


il

otto mensili, cos

Viviani; Zannettini colla sola parnulla


Leporelli;

dici, Cristoforo

Zannettini, della fa-

te,

Flajani

come

miglia Aniceto Massa ec, soprannu-

meri Pietro Zannettini, Gio, BattiLeporelli; chirurghi soprannumeri. Paolo Pizzamiglio, Francesco Pieratli, e Pietro Maria Giavina. Nel conclave Giuseppe Candidi, Fulvio Filippani, e la Boissier. Clesta
:

chirurgo della persona di Nostro Signore, soli dieci scudi al mese ; a


Boissier soli
al

scudi 9:5o,

altrettanto

Giavina soprannumero senza emolumento; a Pizzamiglio sostituto, compresi scudi 3 prelevati dal precedente, scudi 6. Nel viagBiagi
;

il

pieiilp

XIV

(fglio di

Lorenzo Gan-

gio di Vienna del 1782, Pio

VI

si

iSf^

MED
il

MED
e Filippo

porlo

medico de Hossi,
scopatore
11

Morelli

segreto

e
al

chi-

rurgo. Giuseppe

don

primo

Giovanni de Piccioli mf?dieo di Venezia, che poscia fu dichui rato medico onorario pontificio e dalsili,

una scatola d'oro smaltata , al secondo una gran medaglia d'oro.


Nella
malattia
offri

l'

imperiai governo nominato protoe consigliere.


scelli

del

1791
il

il

re di

Napoli

Pio VI

suo celeil

bre medico Cotugno.

Quando

Pa-

pa nel 1798 fu trasportato in Siena e poi in Francia prigioniero, lo seguirono il medico Rossi, die poi

Per chirurghi Francesco Maria Nesi, e Felice Melia gi di Pio VI. Inoltre il Porta venne fatto dall'eletto Pio VII suo medico, non cameriere
furono
segreto subito,

medico

ma

in

seguilo
piii

vi

fu

dichiarato con titolo non


norario

di o-

l'abbandon per restituirsi in Roma, onde in Siena lo cur il dottore Giuseppe Lodoli; il Morelli che fece poi da maestro di casa, e FeMelia chirurgo e professore dentista. Il Baldassarri, Relaz. de patimenti di Pio VI, p. 335, narra
lice

ma

di

medico

segreto,

non

che medico

della

famiglia,

pensio-

nato quindi con otto scudi. Chirur-

go
rini

di

sua Santit, Camillo Ceccaromano, gi chirurgo de' mos.

naci di

Calisto, ai

quali
della

apparfami-

tenne
glia,

il il

Papa.

Medici
,

Papa mostr gran desiderio di condor seco Sisero suo chirurgo, ma si ricus; monsignor Rossi medico ordinario dopo qualche esitazio;he
il

Viviani
di

suo

coadiutore

Tommaso
onorari
Piccioli

Filippani.

Dipoi,

medici

sua Santit, Giovanni suddetto, Tommaso FranBastia, e Luigi cav.

ne consenti ad accompagnarlo, e in abito prelatizio col maestro di ca-

cesco Prel di

Angeli d' Imola, che a quell'articolo

mera prese luogo nella carrozza col Papa. Quanto alla sezione del cadavere di Pio VI in Valenza, la fece Filippo Morelli suo scopatore i>cgreto, il quale avea studiato la
chirurgia, e
nell'atto di
tale

ope-

razione viene chiamato chirurgo del

medico di quel vescoprima di ascendere alla cattedra di s. Pietro, e per un tempo ancor dopo tenne Pio VII. Chirurghi onorari di sua Santit, Francesco Maria Nesi, e Giovanni de Rossi Medici della Janiiglia pontigi
vato, che
.

lodammo,

Papa, e di avere in tutto operato con arte e diligenza, e sulla cassa mortuaria vi pose il suo sigillo. A
questa
sezicnie

ficia,

Filipanui e Prel
viaggio
di

mentovati.

Nel
nel
ta
Il

Parigi

seguirono

i8o4
Prel

Pio VII, monsignor Poril

ed

iinbalsamatura

archiatro e

chirurgo (Jeccarini.
dell' arci-

furono

presenti

Luigi

Duchadoz,

medico primario
s.

medico di Grenoble, filto venire in Valenza per curare Pio VI, e Bartolomeo Blein medico di Valenza, che pure cur il Papa nell' ultima
malattia,

spedale di
del

Spirito,

duca

d.

Luigi

qual medico Braschi Onesti

nipote di Pio VI comandante delle guardie nobili, fece parte del seguito
pontificio,
e

ambedue
Cos'i
il

eccellenti

nel-

per

le

sue nobili ed
al

l'arie loro.

Baldassarri voi.

egregie qualit riusc grato

Papa.

JV,

p.

244
iiel

seg. in

Celebratosi

il

conclave

i8oo
poi

Venezia
pensione

fuil

rono

eletti

medici

Carlo

Porla,

1809, nella sua prigionia lo seguirono il chirurgo Ceccarini, e il medico Porta

Deportato

questi

nel

quale ebbe

una

dal

palazzo apostolico di scudi venti men-

che poi ritorn in Roma: il chirurgo, col maestro di camera, il

MED
cappellano segreto, e il primo aiutante di camera Moiiaghi laggiun-

MED

iSc)

VII a Ratlicofaiii, inentie medico col secondo aiutante di camera Morelli arrivarono il Pongeio Pio
il

tefice

in

Alessandria.

stato in
tare
1'

Roma
e

Prel re11 continu ad esercide' poveri


pietosa pon-

uftlzio

d'ispettore de' cedici,


farmacisti

chirurghi
ne'

XIV

rioni di

Roma,

dipendente dal prelato elemosiniere, che sua merc fu conservata per quel libro che
tifcia

fondazione

compose, e di sopra ricordato, in cui dimostr che eretta dagl' imperatori, i Pontefici la conservarono gelosamente, e che quando Valentiniano giuniore voleva
in

ant medicorum filiis commenlarium notis auctiim ss. D. N. Pio VII (che cur nell'ultima malattia col lodalo archialro) P. O. M. D. D. D., Romae 1821. Per morte del Ciccarelli divenne chirurgo di sua Snulit, Giacomo Sanson romano. I\Jedici della famiglia, Vincenzo Cerasoli, Pietro Sciarra, Gian Vincenzo Ainbrogi, oltre soprannumei i. Chirurghi onorari, Antonio Pane, Paolo Frosoni. Chirurghi della famiglia, Francesco de Rossi, il Sanson, con Luigi Giuliani per primo soprannumero, per non dir degli
i

altri,

il

Frosoni sostituto, ed
Belli

il

cav.

Andrea
effettivi

suo coadiutore. Coi nogli

menomarla

minati in principio dichiarammo


medici- e
e cogli
loro.

parte, abolendo l'ordine di successione, srse il gran difensore dei


len)pli
cristiani,
il

chirurghi palatini
la

attuali,

ultimi

successione
Prel, egli

prefetto

Simmadi^'iis

sino a

Quanto
cure

al

co, che

all'imperatore disse:

fu assiduo nelle
r et

eh' esigevano

genitor vester inCer alia

quae

in

bovie-

dell' alfaticato

Pio

VII.

Fu

iium puhlictim

conlulit,

edam

quindi

benemerito di diverse cose,


delle

dendi professorihus dedit ordinrrn hanc formavi aetas successionis. secjHula servavit, ec. Era ben ragionevole, che n per malattia, n per
.
. .

come

due scuole
la

cliniche di
priin
s.

medicina e chirurgia

stabilite la

ma

in

s.

Spirito,

seconda

Giacomo; dello stabilimento


le

ostetri-

vecchiezza, n per altri


ti

impedimena*

co dell' elemosineria apostolica, olire


levatrici

che sopravvengano

medici, la

regionarie (su di che


Istruzioni di monsignor
i

salutare assistenza agi' indigenti


casse, e quindi

manfu al

vedersi

provveduto

si

elemosiniere per
ci,

professori ostetri-

soprannumeralo di abili giovani dotgratuito aiuto tori, che prestando


a' titolari,

le levatrici regionarie, ec.

Roma

succedessero ad
Restituitosi
in

essi

con
di-

18 18); del suo illustre nipote monsignor Michele Viale Piel, al presente

privilegio.

Pio VII glonel

riosamente
chiar
il

Roma
col

i8i4>
titolo

arcivescovo di Cartagine e nunzio di Vienna fatto da Gregorio


e della patria, cui lasci

Prel cameriere segreto e


solilo

XVI;

mo-

suo

archia4ro

di

monsignore. In seguito furono fatti medici onorari di l^io VII, il Filippani, Gio.
Battista

Micocci,

Isi-

rendo nel 1846 la sua preziosa biblioteca the ricca di diciasseltemila volumi massime di rare opere mediche, con molta spesa e zelo erudito raccolse.

doro Agricola Scardini, Giambattista

Romba
fessore

della diocesi d'Aquila, prodi di


:

fisiologia

ueir universit

romana,

celebre fama, e di cui


Pontifcibiis

Se ne legge la bella biografa ie\W4tbum di detto anno, distribuzione ig, ove s'indicano le principali accademie cui appartenne, gli
ordini equestri
di

abbiamo

De

mtdicis

cui fu

insignito,

i4o
fra' quali

MED
di
s.

MED
Magno
di

Gregorio
beneficenza

di

Cristo per

Gre-

che fu (decano presidente del collegio medico chirurgico) professore onorario e benemerito dell'universit romana, e che
gorio e
la

XVI,

medico, n il chirurgo: lo cur Dell' ultima malattia il eh. cav. Domenico Lino Morichini di Civitatantino, professore dell'universit ro-

mana
cui
il

negli

elementi

di

chimica, per

patria
s.

Bastia nella chiesa nazio-

nale di

Luigi de' francesi di Ro-

compenso scudi 2^0; ed chirurgo barone Antonio Trasmondo romano, professore nelle istiin

ebbe

narnioreo

ma, per riconoscenza gli eriger un monumento, di prospet-

tuzioni della chirurgia teorica


forense,

anche
stesso

che

ricevette per Io

to a quello dell' archiatro Saliceti,

titolo scudi

i5o,
la

U Album
biografia,
i

d'ambedistribu-

Nel conclave del 1823 per morte sacro collegio elesse il a medici, il lodato Giambattista Bomba, e Michelangelo Poggioli rodi Pio VIF,
'

due riporta
zioni

4'

del

i836, 26 del 1841.


dovuti
elogi,
vi

Del primo, oltre


l'elenco di

XXIII opere da
si

lui

mano,
celli

e per chirurgo Antonio Bacs.

pubblicate; del secondo, cui fu coniata

di

Vito.

L'eletto Leone XII

una medagha,

dice che pre-

dichiar medico Michelangelo Poggioli romano, professore di botanica


teoretica

st l'opera sua al re Carlo

IV

e alla

regina di lui

consorte,

non che a

nell'universit

romana,
romano
pianta-

Pio VII, citandosi dal biografo cav.

membro
delle

del collegio medico-chirur-

gico, e direttore del

vivaio

piante

pubbliche

Fabi Montani, altro elogio del cav. Andrea Belli inserito nel Diario di Roma. Pel conclave i83o-i83i,
il

gioni; e

per chirurgo Filippo To-

sacro

collegio

nomin

medici

dini, de* quali

XXXVIII,
condusse
celebre
al

p.

scrivemmo nel voi. 77 e 78 del Diziodella

Giambattista
ra d' Arsoli

Bomba

e Pietro Sciar-

nario, parlando

malattia che

sepolcro

Leone

XII,

summentovati, chirurgo Gaetano Olivieri romano. L'eletto Gregorio XVI, per la sua robusta salute
il

nella quale prest

anche l'opera il chirurgo Giuseppe Sisco di


il

non
il

credette dichiarare

medico
di

chirurgo, bens volle

Bastia, cui

prof.

Chimenz

fece

beneficare

con

pensione
scudi,
di

palatina

meritevole elogio nell' Album, distribuzione 35, del 1842. Lo chiama oracolo della chirurgia, dice aver il che lo dichiar Sisco curato Pio suo chirialro, Carlo IV colla regina sua

mensile
dico

quindici

France-

sco Bernardini

Palestrina,
della

me-

soprannumero

famiglia

pontificia,

professore dell' universit

moglie;

da Leone XII,

che fu consultato pi volte e che fu largo della


di

romana nella medicina politico-legale. Compassionando poi la condizione de' famigliari domestici pontidel Papa, con gennaio i832 volle stabilire un fondo per le pensioni senza aggravio che loro destin de' palazzi apostolici, ordinando che gli onorari del medico, del chirurfcii

sua scelta biblioteca e

altre benefis.

dopo

la

morte

cenze coir arcispedale di


sero per

Giacomo.
scel-

chirografo del

Kcl conclave 1829 medici il


lori
di

cardinali

lodato

Miche-

langelo

Poggioli, e Francesco

Va-

Narni, e per chirurgo FranCivita


di

cesco Bucci di

l'Abruzzo,
letto

diocesi

Rieti.

Ducale nelL'eil

go e del credenziere segreto, non che certe pensioni palatine alle vaicaiize,

Pio

VUl

\\o\\

dichiar n

tutto

si

ponesse perci a ria-

MED
vestimento; ne ottenne pienamente
pa,

MED
come
per
testimonio
le

i4i
oculare,

non
il

V intento con eterna benedizione del suo nome, poich onde il benefizio passasse anco ne' posteli, la disposizione a cagione del fondo da lui formato co'suoi risparmi, riguarfamigliada pure ed in perpetuo
i

che suo
tre

doti

che
,

ornano

animo egregio
brevi de' tre
volle

quali

furono

celebrate

dallo stesso Pontefice nei


ordini equestri di

ri

de' suoi successori, a cui pel pride' Pontefici


si

Nella nomina a cavaliere dello speron d'oro, in data 8 gennaio i836, si legcui

decorarlo.

mo

provvidcj
legge in

com'

e-

ge.
lis

Te cujus
qiiae

laiides in inedicae arciirat, seit cliirurgiae

spressamenle
tali

altro suo

wami

chirografo del iSSy, in cui ampli


beneficenze.
tare,

W si deve occulche confer pensioni, onor ed


alcuni
famigliari
tutti

ac perilia omnium judicio celebranlur, oh sincera t2i Inani erga Nos, et Scdeni praediclani fideni
scitnlia
et devolioneni,

esalt

di

Lecine
di

aliaque tua merita coni'olenles.


s.

XII, e ne assegn a

quelli

dignis gratiae et hencpcentiae nostrae


fai'oribus

Pio VJII,
gresso di

altri

promovendoli

a ca-

prosegui

iS'ella

riche e dignit. Tultavolta in

pro-

nomina a

cavaliere di

Gregorio,

per qualche incochirurgo particolare, e lo cur pure come medico, Paolo Baroni bolognese, professore della patria universit, e successivamente l'onor de' cavalierati dello speron

tempo

modo

scelse a

de'24 luglio [840, si h'gge- Equidem Nos probe noscimus, te eocccllenli ingenio praedictnni, egrcgiisque

d'oro, di
rettore

s.

Gregorio, e di
sanit

s.

Sil-

vestro, dichiarandolo colonnello didella

militare

(per

animi dolibus ornatum litlcrix et diiciplinix exvulltim, mornin bonesiale, vitae integritate^ pietatis laude spectatuvt, eximia hippocraticae artis scientia cUirum, Nobis vero, at' que huic aposiolicae Svdis vel ma,

cui nelle villeggiature e viaggi se-

gi
nelle

il

Pontefice con

tale

uniforme
fu

xime addictuni, inter pratfectos primi ordinis copiacuni nostrarum adlectum,


dini

carrozze

palatine, e

messo pi volte
sa,

alla pontificia

ammen-

alque praeposiuini valetu-

milituni tuendae
et

summa

cunt

per a
ec.

cagione

di

sua

assenza

lande

miro studio liujusmodi munihilqiie

nel viaggio del

Umbria,

R.mo

p.

i84i delle Marche, Papa port seco il Benedello Vern romano


il

nere perfungi

inexpertnni

relinquere, ut de Nobis deqne bac

de apostolica Sede qnibusque rebus


praeclare mereri possis. llaque ali-

generale de' Benjralelli, siccome fornito di

cognizioni

mediche

e chi-

quani nostrae propensae in


luntatis

te

voli-

rurgiche, gratificato con pensione, e


colla serie
tificie),
ili

signijcationeni

alacri,

tutte le medaglie pon-

benlique

animo exhibendani
le

censui-

consigliere

per

le

maleiie
congregiatiii-

mus. Peculiari ergo


corare volenles.
poi
nel
Psel

honore deriformato

sanitarie,

membro

della

nuovo diploma

gazione

speciale

sanitaria,

dello sperone

d'oro

candolo ancora con pensione e segno mensile. Solennemente dichiaro rjiii a


la

as-

lui

i84i > dice cos. Propter egregias ac singulares tui animi, ingeniique dotes, alque ob eximiam tuant
pietatem, integritaleni
,

mia

ammirazione
la

profonda
ed aal

honestalem,

stima per

lunga, assidua

ac miram medicae

artis

quae nia-

morevole assistenza prestata

Pa-

nu curai f

seu

chirurgiae praestaii-

i/p.

MED
qua omnium laudem atque exi
fallo

MED
quanto aveano Bacone con Nicol IV, Pinlor con Alessandro VI, e Durante per Sisto V. In alcune febbri e resipocol suo scritto imit
la,

tiam,

stimalionem nierilo, alqae oplmo jure es conscquulus, ne speclalam tuam in Nos, et liane apontolicani Sedeni
yeneralioiiein,

nec non

propter

lit-

Gregorio

XVI
il

nell'ottobre
e

iSSg
Ba-

lerarum,
Il

ac.

cUscIplniaruin peri tiam.

fu curato dal Bernardini

dal

Baroni nell'ottobre i835 fu chiamato pi volte da Gregorio XVI ad esaminare una piaghetta seguente venutagli al naso, e nel
cav.

roni, e consult

eh.

l^ietro

Luigi

Valentin!

pi-ofessore

dell'universit

romana
tica.

nella

medicina teorico-praal

Ritornale
1

Pontefice
i

le febbri

mese
carsi
al

fu invitato
in

da Bologna a
I*apa,

re-

nel giugno

84o,

lodali
j

professori
di

Roma

dal

rest

tornarono a curarlo
to

ma

quanse

suo servizio sino alla morte. Riaprendosi la piaghetta, il general Lepel ( donato dal Pontefice del suo
ritratto contornalo di

riguarda
vorr,

questo argomento,

Dio

brillanti) nel
il

settembre

i836

offr

suo chirur-

ne tratter in opera che da molli anni mi proscrivere in onore del mio posi di augusto e venerando benefattore.
meglio
solo al tempo del cholera, ma prima e dopo, molti professori d'ogni parte, con lettere ed opuscoli si fe-

go
sia
),

Augusto

Alerlz

d'

Aquisgrana
Prus-

Non

(ora attaccato

alla legazione di
ai cav.

che insieme

Baroni cu-

randolo, con un segreto specifico lo


guar.

cero premurosi della conservazione


di
te

Venne

perci

1'

Alertz deco-

rosamente rimunerato, donato con scattola d'oro col pontificio ritratto contornalo di brillanti, e con onorificenlissimo breve insignito del grado di commendatore di s. Gregorio per tale bisogno il Papa volle pure consultare il Bomba di -sopra encomiato. L'abbate Giuseppe
:

Gregorio XVI. Questi finalmncon biglietti del prelato maggiordel

domo
medico
il

febbraio
il

i845
dottore

nomin
Miche-

privato

langelo Poggioli, e chirurgo privato


cav. Baroni,
il

reno

Papa

in

ed ambedue segui' alcune gite pei din(di quella a Gasici


si

torni di

Roma

Porziano,
il

Laurento,
p.

pu vedere
1

Piotanti forlivese,

autore di parec-

voi.
),

XXX\1I,
onorando
piante

23

del
il

Dizio^
vivaio

chie opere anche riguardanti la


dicina
(

me-

nrtr/'o

di

visita

in

quella

delle
gli

Meraviglie

delle
questi

affidato

al

primo

(a
ro-

de' secoli passati

piacque riprolode del

ed al suo
professore
nella

eh.

figlio

Dome-

durre una

lettera

in

mio
),

nico

nell' universit

Dizionario, scritta a'3 maggio i838


al eh. letterato cav.

Filippo Scolari
erudizione,

per
mss.

la

vasta

sua

nel

materia medica, patologia generale e semiotica, ed ora io quella teorico-pratica, sonogra-

mana, prima

j836 umili questo suo importante al Pontefice: Lo spirito d' Ip-

tissimo per l'epigramma e terzine

ri-

portate
ticolo

nel

libro

ricordato

all'ar-

pocrate e de' piti grandi ingegni di questo mondo, estratto a pr del'

do
ch

piansi
i

r immortale Gregorio XVI, onde per lunga et beatamente viva. Il Papa


(li

onde consolarmi quanun egregio figlio, poicultori della nobile arte meFiori,
filosofi,

dica, essendo illuminati

coi

corrispose

slima e

con accrescimento benevolenza. Il mss.


11

farmachi

procurano

toglierci

dalla

presso di me.

lodalo

lellcralo

morte, e con amichevoli modi procurano confortare quei che piango-

MED
no
e
le

MED
gli
si.

j43
ricolmarmi
di

perdite delle persone amate).


fu

degn
e

in esso

Giovanni Malia romano


slimato
professore

ottimo
di
fa-

elogi

beneficenze.

Se

in

quest<;

dentista

articolo
io

Gregorio
tal

XVI.

Neil'

estremo

punto di Gregorio no chiamati a consulto


professori

XVI
i

furo-

a qualcuno sembra.sse aver con troppo amor proprio ricor dato gli incoraggijnenti ricevuti dai

valenti

professori

dell' arte salutare,

sappia

Pietro Carpi, Carlo


certi

Magcasi

giorani e Francesco Bucci.

Ammette Plutarco
di lodare s
stesso:

in

no eh' essi mi riuscirono grandemente piacevoli per pi riflessi, poich non solo ebbi ad avo Gio. Antonio Bencerini, quale
eccellenti
si

essi

sono noti,
Sarnelli,
il

distinse per

si

leggono ancora nel


t.

qualit, ed esercit la chi-

Leu. eccL
Cancellieri,

X,

p.

i44; veggasi
7

rurgia,

ma

a questa io

era

appliin

Lettera sulla voce spar-

cato ne'pi verdi anni,


pratica all'arcispedale di

andando
s.

sa
gia

di

sua

morie, pag.
se

laon-

Spirito col

de sono
d'

giustificato

per analo-

argomento trovo qui opportuno di riportare un brano del breve del mio munificentissinio Gregorio

XVI,
di

allorch

a'

gennaio decor

1842

molo proprio mi

del cavalierato ed

insegne del

no

bilissmo ordine dello speron d'oro.

Equidern
(pi
di

multis

ab

hinc

annis
inani

sunnominato chirurgo palatino Luigi Rocchi, per poi entrarvi per alunno onde apprendere l'alta chirurgia; onde di essi professori fui sempre particolarmente propenso ed estimatore, .seguendo l'insegnamento delia sacra Scrittura, che e' invita ad onorarli, e quello d' Ippocrate, Mcdicum decet esse amicum. Nel
conclave del
tro Brnnelli,

ventuno)
atque

egregiam
in

1846

il

sacro collegio

ndolem, probitatem, honeslatem, religi onem,

dichiar medici Pietro Carpi e Piee per chirurgo


il

eximiam
addictus

Nos
Eie-

Giul'ulti-

veneralionem

experti

siimits.

seppe Costantini,

primo

nim din nobis

et

nuni-

mo
na,
nelle

professori

tlell'

universit romal'altro

quam

Nostro

atque in

de latere discedens, praeseniia primus a Nosacrae


eruditionis
niliil-

uno

nella

mineralogia,

istituzioni

chirurgiche
sostituto.

nel-

stro cubiculo adfutor, litterariis licei,

ostetricia qual

ac praesertim

sludiis intentus nihil inausum,

qtte intentntuni relinquis, ut onineni

tuam operam Nostrae potissimum


valetudini

tuendae,

aliisque rebus,

quae Nostrani respiciunl personam,


prragtndis
rito diligcnterqiie
ctivi

exlii-

bere possis. Ilaqtie


lentiani libi merito
liqitani

propler sin-

e Medici Medico. MEDINA DEL Campo, Methynina Champestris o Campensis. Citt della Spagna, nella provincia di Valladolid da cui distante dieci leghe, in una valle fertilissima sul Zapardiel. Grande e bene fabbricata, ha
PALATiPfi.
T^.

MEDICO DEL PAPA,

gnlaris tuas doles Nostrani benevo'

una
tuno.

bella

piazza con
della

superba fonstatua di Net-

comparavens, aNostrae in te propensae vasignifcationeni

tana decorata

Contiene

sette

parrocchie,
diversi

luntatis

alacri,

li-

compresa
venti e
altri

la collegiata,

con-

benlique
suinuts.

animo exibuendani cenAvendo le gazzette pubblidel

monasteri, due ospedali, ed


e
scientifici

benefici
:

stabili-

cato
fice,

il

testamento

gran l'ontetutti

menti

l'ospedale generale d'una

quindi

ooto a

cum'

e-

architettura imponente^ ed

una par-

i44
te serve di

MED
mo, e tante no torto a
spregiano
il

MED
belle scoperte.
s
stessi

caserma ai soldati. patria di alcuni uomini illustri, co' me di Ferdinando I re d' Aragona, del p. Giuseppe costa gesuita, di Baldassare Alamos, di Gomes PeBernal Dial del Castillo, e di Francesco di Villaroel. Questa
reira, di

Fanche

coloro

moderno
o
il

zare l'antico,

per apprezsprezzano l'antico

per apprezzare
nifesta la

moderno. Certo

che in tutte l'et fu sempre

ma-

sapienza e

la

potenza dinelle

antichissima

citt,

cos

chiamata
titrra

vina,
nio

nell'ingegno
.

per

essere nel

paese

detto

dell'uomo
fu

Nel

1846

in

opere Lova-

de Campo, fu
di molti re di

la culla e residenza

pubblicata la

seconda edi-

loro

Spagna, allorch la sovranit fu ridotta al nord


:

zione del RislretLo della storia del

di questo paese

allora

era consi-

medio evo, dopo la caduta dell'impero romano d' occidente sino alla
nascita del protestantismo,

derabile, commerciante e ricca, godendo grandissimi privilegi. Si conserva ne' dintorni un vecchio castello,

del eh.
J.

prof

dell'

universit
il

di

Lovanio
mettere

Moeller,

quale

per

un

opera

de' re

cattolici,

le

vestigia

d'un canale

attribuito ai

mori, che
JVel

sboccava nel

Zapardiel.

qualche ordine alla variet, oscurit e difficolt dell' argomento, divise r opera in quattro epoche .
i."

un conrelativamente allo scisma che teneva divisa la Chiesa tra Urbano

i38o

fu quivi tenuto

Dalla

distruzione

dell'impero

cilio

romano

d'occidente pei popoli ger-

manici, sino alla fondazione dell'im-

YI, e l'antipapa Clemente VII. A^


guirre
t.

pero germanico- cristiano per Carlo

III.

Magno,
ne,

cio dal

4? 6

all'Soo, epo-

L'epoca de'secoli baibari, eh' ebbe principio nelr anno 5oo dell' era cristiana, e prosegu sino al i5oo, comprendendo il periodo di mille anni, o
di undici secoli
Il

MEDIO EVO.

ca da lui denominata di conversio-

imperocch durante questo temil

po

cristianesimo addolc
i

e ritras-

se a civilt

popoli che aveano in-

come dicono
Apologia
I,
i

altri.

dotto p. Battini servita, nell'opeintitolata:


t.

ra

de
fu

secoli

barbari, nel
de' motivi

cap.

i,

trattando

vaso r Europa. 2. Dalla fondazione dell'impero germanico, alla riforma delia societ operata dal Pontefice s. Gregorio VII, cio dall' 800 al 1073, epoca che appella
d' organizzazione. 3.
tolica

per

quali

dato

ai

La

societ cat-

tempi del

medio evo
che

il

nome

di

sotto

il

governo

de'

sommi

secoli barbari, dice ci essere

avve-

Pontefici sino a Bonifacio VIII, cio

nuto per
li

la taccia

si

d a quelbarbari,

dal

1074

al

i3o3. Durante questa


il

comunemente

di secoli

epoca,

dice

professore,

l'

azione

ed inculti, di tempi caliginosi e di profonda ignoranza, per cui non meritassero che degli uomini di quell' epoca sventurata ne fosse rilevata l'indole e il genio, e ne fossero commendati i medi secoli rozzi
riti

della Chiesa

si

compendia

in

un mocon

do pi
ta

distinto in quella della san-

Sede, e la

societ cattolica

rapido passo s' avanza per la via del progresso intellettuale e mate4'" Quest' ultima epoca del riale.

e le

virti.

Gli studi e le

fati-

medio
se

evo, epoca delle grandi sco-

che degli antichi vennero a mano a mano preparando 1' et u cui sia-

perte, abbraccia

il tempo che corda Bonifacio Vili alla prete-

MEG
sa rifortna, cio dal

MEI
soggiogata dagli ateniesi,
rata dagli eraclidi.
di

145
indi
libe-

i3q31 i5i7.
scisma

Confermazione di un nuovo sistema


sociale
in

Produsse grandiscepolo
setta

Europa

sino allo

uomini, come Euclide


autore della

mondo cattolico per Y eresie del secolo XVI. Fedi Epoca, Era. Si
del

di Socrate,

Me-

garica. Vescovato della provincia di

possono ancora sul medio evo consultare


iiou
gli

autori citali a Italia,

che le seguenti opere: David Winspeare, Storia degli abusi feu1811. Sacchi, Della dali, Napoli
condizione economica,
litica

Eliade nella prima Achea, esarcato Macedonia o Illiria orientale, di sotto la metropoli di Corinto, ed eretta nel secolo V. De' dodici suoi
vescovi
toscrisse
il

primo
la

fu Alipio, che sot-

morale, poori-

lettera

del concilio

di

degl' italiani

ne' bassi tempi,

Sardica alle chiese, e l'ultimo Vin-

Milano 1828. Mezzoldi, Delle


l' incivilimento

gini italiche, e della diffusione delitaliano,

cenzo Magnati, nominato da Benedetto XIII a' 17 marzo 1727. Oriens christ.
t.

Milano

843.

Ili, p.

85

Al pretitolo

De

Compendio della stoMilano i844ria del medio evo, Ficker, Guida allo studio della
Michels,
letteratura

sente Megara,
vescovile
irt

Megaren, un

partibus, sotto l'arcivela santa Sede a portarlo Gio.


:

scovato pure in partibus di Corinto,

classica

antica,

Milano

1844.

che conferisce furono gli ultimi


Battista Angelini, e

MEGALOPOLI. Sede vescovile d'Arcadia nella provincia d'Eliade,


sotto la
la diocesi

Leone XII nel

concistoro

metropoli di Corinto^ neldell' Illiria orientale.


si

Sem-

giugno 1828 vi nomin Ignazio Lodovico Pavs^towski di iMokilow preposito della


de' 2 3

bra che
dia, dal

chiamasse
del

prima Arca-

cattedrale di
e lo fece
chiesa
;

Raminiech

in

Polonia,

nome

paese, e poi Cri-

stianopoli, in oggi
tari.

Leondari o Leonundici de' suoi


il

pure sulTi-aganeo di tal dipoi Gregorio XVI nel

Si
:

conoscono

vescovi

Martirio fu

primo,
1'

il

1841 lo traslat all'arcivescovato di Mokilow.

quale sottoscrisse la lettera del concilio

MEGISTO,
monastero
di

Cardinale.

Megisto
al clivo

di

Sardica, e Gregorio
la
II,

ulti-

o Megezio monaco, e poi abbate del


di
s,

mo

che ne occupava 1740. Oriens christ. t.

sede nel
p.

Gregorio

187.
in

Scauro, fu
d' Ostia,

crealo carditiale vee bibliotecario


visse

MEGARA.
lica,

Sede vescovile
il

dell' At*

scovo
s.

da
pure
III.

presso

golfo Saronico,

Leone IV dell'847, e
pontificato
di

una valle a ponente di Eleusi, tra Atene e Corinto, e distante da esse una giornata. Era la capitale della Megaride, in oggi piccolo borgo della Turchia europea nella Livadia, avente ancora avanzi bellissimi di sue antichit. Questa celebre citl
port
ta
il

nel

Benedetto

MEISSEN
Misena.
di

MISNIA,

Misna^

Citt vescovile del regno

Sassonia, circondario di Misuiaj

capoluogo di baliaggio, distante cir-' ca cinque leghe da Dresda, sulla riva sinistra dell'Elba, che vi riceve
te
la

nome
re,

di Nisa dal suo prin-

Meissa e su cui evvi un poa*


fertili

cipe, e successivamente fu

governaposcia

coperto; io una delle pi


di
si

da dodici
figlio

da Cleso sino ad Aia;

e belle valli della Sassonia.


ta

cin-

ce

di

Telamone
XI IV.

si

govern come repubblica, finch fu


voi.

Vi

mura, ed ha molti sobborghi; vedono le rovine di un caio

i46
berto
il

MEI
da Coraggioso nel i47i> sopra
dell'Elba, di
Al-

IVIEI

stello fortificato, fatto erigere

ga

in metropoli,

dichiar sua suflra-

UDa
di

roccia
altezza.

80
si

piedi

ganea Meisseii, che dismembr per fondare il vescovato di Leitmerilz.

Questa
con
la

cilt
sei

divide

Avendo
la

poi

il

vescovo

abbracciata

in alta e bassa,
bliche,

piazze pubbel

confessione

augustana nel

i58i,
il
il

cattedrale,

monuDonalo,
l'

l'elellore di Sassonia secolarizz

mento
s.

gotico, sotto r invocazione di


s.

vescovato.

Venne conservato

ca-

Gio. Evangelista e di

pitolo luterano couposto di un prevosto, d'

essendo pure
zi,

rimarchevole

edili-

zio del capitolo.

Vi sono

tre ospi-

nonici nobili, e di
fessori

im decano, di quattro cadue canonici proteologia nell' universit di

ed

un lazzaretto, diverse fabbriche una celebre di bellissima poril

di
11

Lipsia.

duca

di

Sassonia

si

fece

cellana, conosciuta sotto

nome
il

di

dichiarare
scovato.

amministratore del

ve-

Sassonia, di cui fu inventore

ba-

ione Gio.
eui se

Federico di
fa uso.

Boetricher,

ricavandosi ne' dintorni la terra di

to apostolico, di
a'

Misnia e Lusazia un vicariacui Gregorio XVI

ne

patria di uodi

27 febbraio
o
in

1846
diocesi

fece
il

ammnvescovo

mini
si

illustri,

tra' quali

Adam

slratore della

decano di
e

di Schlegel.

Questa
I,

cilt

che diceal

Budissina
di

Budistina

fabbricata nel

928 dall'imperasuo

Corica

parlibus

monsignor

tore Enrico

apparteneva
1'

vescovo, e porzione de' suoi beni fu

impiegata a fondare
stero,

antico
sul

col

bel collegio
il

monamonte

Afra, da cui prese

nome, e che
ove
i

Giuseppe Dittrich, non che vicario apostolico di Sassonia ( Vedi). Al cenno che di questo vicariato apostolico dammo all' articolo Gebmania, aggiungeremo le seguenti notizie. La
Lusazia

vedesi

nei

dintorni,

Irovansi

im

circolo di

Sassonia,

anche bagni e acque minerali. Poco distante


nel

che

si

divide in

superiore

ed indi

1759

prussiani

feriore.

Questa e
spelta
col
alla

molta

parte

furono battuti dagl' imperiali. Il detto imperatore stabili il marchesato di Misnia e ne assegn il governo al conte di Within. Il baliaggio di Misnia possiede un distretto nel circondario di Lipsia, ed uno
nel circondario
d

quella
al

Prussia. Confina
,

nord
est

Brandeburghese
Slesia,
al

al

nordcolla
snia.

colla

sud-est

La

Boemia, all'ovest colla MiLusazia fece un giorno parvescovato


di

te

del

Misnia.
di

JN'el

Erzgebirge.

i^iS Bruno
Baulzen
chiale, e
citt

vescovo

Misnia o

La sede vescovile fu eretta nel 958 o 968 6 fatta suffragauea di Magdepe


s.

Meissen fond nella

Budissina, ora

di Sassonia, capoluo-

burgo, divenendo il vescovo princiUno di questi fu dell' impero.

Bennone

apostolo

degli

slavi,

gran difensore di s. Gregorio VII, contro Enrico IV, ch'egli arriv a scomunicare, ond'ebbe a patire molti travagli; mor nel 1106 dopo

go della Lusazia, una chiesa parrocne affid la cura ad una collegiata di canonici, e volle che decano del capitolo di Misnia il fosse suo superiore nella Lusazia. Nel i559 il vescovo, il capitolo ed popolo di Misnia pass al luteil
ranismo,

4o anni

di

vescovato,

e nel

i523

ma

la

chiesa

di Budissi-

fu canonizzato da Adriano VI. Nel

na
lici.

slette
11

ferma

ne'principii
s.

cattoin

|344 Clemente VI

erigendo Pra-

nunzio di

Pio

Gei-

MEI
mania
ri

MEI
l'

i4^
il

conferii tutta
la

autorit spial

sa

di

correzione

ed

teatro.
cattolici

La
e
os-

luale per

Lusazia

decano

cattedrale
luterani,

comune

ai

della

Budissina. Questa determina-

due

chiese e

quattro
s.

tione fu approvata, ed ebbe in appresso maggiore ampliazione. Il de-

pedali. Nella detta chiesa di

Pie-

tro

il

prevosto luterano,

il

quale

cano fu

dicliiariito

immediatamente
Sede, e
ivi

dirige

una scuola

particolare.

Baut-

soggetto alla santa


tore dei monasteri
tri

visita-

esistenti: al-

zen conta alcuni stabilimenti scientifici e benefci, e due biblioteche,

Pontefici ancora

gli

concessero
lo

non che diverse fabbriche pel commolto soffri negli i4oo, i634, 1709 e 1760; conta 11,000 abitanti, un ottavo de' quali cattolico ; e fu patria di uomini illustri, come di Meisner poeta, Peucer medico, e di Natale e Giovanni Atton. Fu gi citt libera ed imperiale, ma nel secolo XIV Venceslao re di Boemia la riun al suo dominio. Dimercio.
citt

privilegi,

ed

il

decano per

pi

La

l'insignirono del carattere 'vescovile.


Il
si

incendi del

decano tuttora continua ad eleggerdal capitolo, composto di tre ca-

nonici, tre de'quali risiedono in


dissina

Bu-

Baulzen,
Il

gli

altri

servo-

no

le

parrocchie.

decano appena

eletto chiede alla

congregazione di

propaganda Jde le facolt, cui si rinnovano ogni cinque anni. Il re


di

Boemia

esercita de' diritti di re-

strutta nel

1142, fu
si

riedificata coI

ligione nella

Lusazia, e nel cederla


di

me
ne
la

oggid

vede.

prussiani se

air elettore
l'alto

Sassonia

si

riserb

impadronirono
la loro

nel

1757,
il

ma
ca-

dominio quoad

ecclcsiaslca.

dopo
stello.

ritirala gli

austriaci

Nella Lusazia interiore vi l'abbate de' cistcrciensi

presero, forzando

anche
si

paganda,

con facolt di procui monaci si esercita-

Nelle sue vicinanze

die nel

18 13 una sanguinosa battaglia tra


i

vano nelle missioni nella bassa Lusazia e nella Marca di Brandeburgo; poich esisteva anni addietro monastero cistcrciense di Kcocelil
la,

francesi e gli

alleati,

colla vittoall'

ria

dei

primi.

Quanto

antica

ma
s.

forse

oggi
le

non pi
di
s.

esiste.

Misnia o Meissea nel circolo dell' alta Sassonia, avea il titolo di margraviato, e spesso vaprovincia di
ri

Keocella ha
e di
tolici.

chiese

Lorenzo con

Croce duemila cat-

di confini. dagli

Fu

abitata

antica-

mente

ermunduri,e poscia dai


col soccorso de' franchi
la

Budissina, residenza del supe-

misni, che

riore ecclesiastico,

ha la chiesa dedicata a s. Pietro. Bautzen o Budissina citt capoluogo del cir-

ricuperarono
sassoni,

loro
si
il

libert,

per
coi

conservar la quale
e diedero
snia al paese

unirono
di

nome

Mi-

condario di Lusazia e dei baliaggio del suo nome, situata sopra una

da

essi

occupato.

Fu

questo eretto in margraviato a fa-

montagna,
Spre.
e
la

sulla riva

destra
la

della

Una muraglia
difende
il

circonda,
d'

castello

Orten-

che vore della casa di Sassonia, dopo esserne stata spogliata pi di una volta, rientr nel suo antico
possesso.
Il

burg, pi antico della citt, perch


eretto nel bricata,
i

circolo poi di Lusazia,


1'

IX

secolo.

Assai bene fabedifizi


l'

che comprende
le di

estremit orientala

pi

rimarchevoli
citt,

Sassonia,

non che
si

parte

sono

il

palazzo della

accala ca

meridionale dell'antico margraviato


del

demia, l'ospizio degli orfani,

suo

nome, che

divideva in

j48
alta

ML
e

ML
originaria*
lasci

bassa

Lusazia,

r oriente e ritorn

in

Roma

mente abitato dai vendei o vandali. Nel 1623 marchesati dell'alta e bassa Lusazia, come feudi di
i

per raffermarli nella presa risoluzione ; ed accaduta la morte di Publicola,


li

consigli a darsi alla viin

Boemia, furono dati all' elettore di Sassonia, e Ferdinando II ne fece intera cessione nel i635, tranne il
circolo di Kotlbus, acquistato dalla

ta contemplativa

lontano. Essi seguirono


siglio, e

COSI

fece la
la

qualche ritiro il suo convedova Albina


Giovine.

madre
duta
lo'O

di

Melania

Vendei

casa

di

Brandeburgo
18 15
la

nel

1461 e

una parte

considerevole

i55o. Nel
st

Prussia acqui-

beni, e data la libert ad ot-

non

solo tutta la Lusazia bassa,

tomila schiavi che loro

appartene-

ma

ancora

una considerabile porSede vescovile delprima, nella diocesi di

vano, passarono qualche tempo dap-

zione dell' alta.

prima
poscia

in

campagna
in

in

Italia,

occu-

MELANGI A.
la

pandosi

opere

di

misericordia,

Btinia

Ponto, sotto la metropoli di Nicomedia, vicino al monte Olimpo. Costantino suo vescovo ne occupava la sede verso la met del secolo XIII.

recaronsi in Africa. Fatto breve soggiorno a Cartagine, andal'ono a vivere a Tagaste, sotto la guida di s. Alipio vescovo di questa
citt,

ove

vissero

sett'

anni in

636,
figlia

t.

Oriens christ. Il, p. 3o6.


(s.),

tora.

I,

p.

MELANIA
di
la

la

Giovine.

Era

una estrema povert. Melania si accostum talmente al digiuno, che sovente non mangiava che una sola

Publicola, figlio di Mela-

volta

la

settimana.

Nel 417
vi

si

nia

Vecchia,

la

quale

rimasta
deli-

recarono a Gerusalemme, e

con-

vedova in

fresca et,

avendo

tinuarono

lo

stesso

genere di vita.
^
gli
si

berato di condur vita penitente, affid la cura del figlio e l'amministrazione de' suoi
tori, e nel

Albina mor nel 4^^3 due anni dopo. Melania


visse quattr' anni.

Piniano
sopravritir

beni a

saggi

tu-

Ella

in

Syi and

in Egitto, visit

un monastero che avea


re
il

fatto edifi-

le solitudini della

Tebaide, e passata
fece

care, e di cui fu costretta prende-

nella

Palestina,

edificare

un
dove

governo. Per procurare


suo
Costantinopoli,
di

la

conanla
il

monastero

Gerusalemme,

versione di Volusiano

zio,

pass ventisett' anni intesa alla preghiera ed alla meditazione, prati-

d a

ed

ebbe

consolazione

vederlo

l'icevere

cando grandi austerit. Melania la Giovine fu maritata in et di tredici

battesimo, e morire con vivi senti-

menti

di piet.

Dopo

di

che fece

anni a Piniano, figliuol di Se-

ritorno a

vero eh' era stato prefetto di Roma. I figli che uscirono di questo ma-

giorno di

Gerusalemme, passando il Natale a Betlemme. Rienmonastero, essendosi

trata nel suo

morirono in tenera et, onde Melania risoluta di non vivere pi che per Dio, fece parte de' suoi sentimenti al marito che
trimonio
li

infermata, annunzi che la sua ul-

tima ora era vicina. Un gran numero di monaci e di persone pie vennero a visitarla, e siccome tutti
si

approv, e
loro
vita

si

obbligarono ambeil

scioglievano
e
1 li

in

lagrime,

ella

li

due per voto


di

a passare

restante

consolava

esortava

al fervore.

nella

continenza.
la

Mor

il

questa nuova,

Melania

Vecchia

cinquautesimosettitno anno

dicembre del 4^9) "^' di sua

MEL
et,

MEL
do Strabene; certo
dice, che
il

149
che adesso si discosto pi di

ed nominata in questo giorno nel martirologio romano.

mare

MELANIO (s.),
]N'acqiie

vescovo di Rennes.
Plecs nella dio-

dodici miglia da

Melasso, e che fu

a Placs o

pure

la

reggia de' re di Caria, co-

cesi

di

Vannes

in in

Bretagna, e

vis-

se alcuni anni

molta
di
il
s.

un monastero con edificazione. Dopo la morte


il

che eruditamente ne parla a p. 211 dei suoi Medaglioni amichi. Si conosi

me

ha dal Buonarroti

vescovo di Rennes, popolo di questa citt lo scelsero a suo successore, e ad onta della sua renitenza lo fecero
clero e

Amando

scono
cio
s.

sei

vescovi di
di

questa

sede,

Ephrem
romana
,

cui fatta
s.

men-

zione nella vita di


gine

Eusebia ver-

consacrare.

Una profonda
continua
lo

umilt,
resse

L' Allaccio

Ad. ss. 24 jun. pone s. Ephrem nel nuche

un'orazione

in

mero
rillo

di quelli

hanno compogreca
.

mezzo
egli

alle ifatiche

dell'episcopato;
l'idolatria

sto g' inni della chiesa


di cui

Ci-

estirp interamente

che allignava nel suo paese, e Dio diede vieppi forza e lustro all'autorit del suo ministero col dono
de' miracoli. Mor in

un monastero
luogo

che avea

fatto fabbricare nel

pure fatta menzione nella mentovata vita ; Paolo che assistette con tutto il clero all'esequie di s. Eusebia ; Gregorio che intervenne al VII concilio generale; Senofonte che trovossi all' Vili concilio

della sua nascita, nel 53o, oppure nel 490 secondo d. Morice; e fu

tenuto per

s.

Ignazio patriarca

di Costantinopoli; e Filippo
al
t.

che

fu

sepolto a Rennes, ove

si

celebra la

concilio di Fozio.
I,

Orie.ns

christ.
al

sua

festa

ai

martirologio

6 di novembre. Il romano ne fa menzioo

p.

921. Melasso, Mylasen,

presente

un

titolo

vescovile

in

ne

ai

di

gennaio.

MELASSO

MILASA, Mylasa.
la

parlihus dell'Asia minore, sotto l'arcivescovato pure in partibus di


Stauropoli, che
conferisce la santa

Sede vescovile della Caria, sotto

metropoli di Afrosiada, che fu trasferita a Stauropolij nella diocesi d'Asia, eretta nel secolo IX. Citt
distinta

Sede.

MELCHIADE (s),
Creduto nativo di

Papa XXXIII.

Prete africano, da alcuni spagnuoli

della

contrada,
figlio

ch'ebbe
di

il

nome
re,

da Rlilaso

Crisao-

discendente

d'Eolo. Situata in

amenissima campagna, venne sovrastata da una altissima rupe di marmo bianco, ond'era abbondante
di
fra'

Madrid, contato da altri fra i canonici regolari, venne ammesso nel clero di Roma e credesi che fosse sacerdote nel pontificato
di

san

Marcellino

eletto
a'

nel 296.

Fu
del

creato

Pontefice

3
e

sontuosi edifizi, portici e templi,


quali

ottobre
bisse
il

3 11. Vuoisi che proinelle

quello
ai
carii
,

di
ai

Giove
lidii

Cario

digiuno

domeniche

(comune
niisii),

molto pi di portava il numero

ed ai quello che comde' cittadini. Si

ne' gioved,

reggeva

con governo popolare, e venne punita da Labieno. Sebbene


distante trenta stadi dal mare, avea

un comodo

porto,

il

quale era lon-

per mantener quello di quaresima oi'din che tal digiuno cominciasse nel luned dopo sessagesima ; per nella proibizione del gioved non conviene s. Agostino, il quale nell' epist. 36, cap. 4 e 6, dice che in questo secolo
in cui

ma

tano dal mare

ottanta stadi, secon-

viveva

chierici

ed

mo

i5o

MEL

MEL
cagione de' travagli che sostennero per la causa di Dio. Ne scrisse la
vita s. Bernardo, la quale mss. si pose nella biblioteca del collegio di
s.

raci digiunavano ogni giorno, fuorch nelle domeniche. Istitu la distribuzione del pane benedetto o
eulogi.

messa
ticato

Ordin che nel celebrare la vi fossero nell' altare due


fin

candelieri almeno, costume gi pradagli


apostoli,

la santa

Benedetto in Cambridge. Sede un mese e venti

Vac
giorni.

come

di-

MELCHISEDECHIANI.
del
111

Eretici

cemmo

Determin parimente s. Melchiade, che niuno per qualsivoglia indizio fosse condannato prima della legillima prova e confessione propria. Neil' anno 3 celebr il concilio di Lacerano [P^edi), in cui condann Donato vescoaltrove.
1

secolo, cos chiamati

perch
gi re

dicevano che Melchisedech,


di

Salem, e
(fu

sacerdote

dell' Altissi-

mo

congetturato che fosse

Sem

ovvero Cham, od Enoch, come pure un angelo, e persino lo Spirito Santo) era una
figlio

di

No,

"vo

capo de' Donatisti


la
eretici,

{^Vedi),

quali

virt

celeste

superiore

Ges
media-

negavano
dato dagli
fallibilit

validit del battesimo

Cristo medesimo, giacch Melchise-

e rigettavano

l'in-

dech, era l'intercessore ed


tore degli angeli,

il

dellaChiesa cattolica, dichia-

mentre che Ge-

rando innocente Ceciliano vescovo di Cartagine. Nel medesimo anno


restitu l'imperatore Costantino

s Cristo non lo era che degli uo-

Maal

gno

la

pace alla Chiesa, e don


s.

Melchiade e successori il suo Palazzo Lateranense^P'edi), coir aggiunta rendite badi stanti a mantenere il decoro delPontefice
la

suprema

dignit. Pel trionfo

me-

mini; che Ges Cristo non era che di Melchisedech, la copia e che suo sacerdozio non era formato il se non che sul modello di quello di Melchisedech, secondo le parole del salmo Tu ex sacerdos in aetermini secunduni ordineni Melchisedech. Prendevano essi alla lettera ci che
:

decoro esteriore de' sommi Pontefici sotto questo Papa, in pivi luoghi ne parlammo. In una ordinazione cre undici o
il

morabile della incominciando

dottrina

cristiana

dice

s.

Paolo, cio che Melchisedech,

figura di

Ges

Cristo ch'

il

sacer-

dote eterno, non avea n padre, n

dodici

vescovi, sei

o
,

sette

ovvero
mesi
e

quattordici preti, e cinque diaconi.


sette

madre, n genealogia; e per maggiormente autorizzare i loro errori avevano essi certi libri di loro composizione, ma che attribuivano a
delle persone di

Govern due anni giorni. Mor

due
io

cui la sacra Scrit-

a'

dicembre
la

tura non ne ha mai parlato. L'autore di

dell'anno

3i3, giorno in cui Chiesa ne celebra la festa; fu


nel

questa

setta

fu

se-

banchiere, discepolo

di altro

Teodete Teoi

polto

cimitero

di

Calisto,

dete conciatore

di pellij per cui

quindi
s.

trasportato

nella chiesa di

melchisedechiani

aggiunsero
dei
la

sola-

Silvestro in Capite

da

s.

Piiclo

mente

all'eresia

teodoziani, ci

I.

Gli viene dato

il

titolo di

mar-

che risguardava
chisedech.

Pontefici tire, ad esempio di altri che non morirono co'tormenti, perch fu opinione di molti eruditi,

persona di MelCedreno e Zonara par-

lano d'un' altra specie di melchisedetti ancora /ittingani, perch non osavano toccare gli altri

dechiani,

eh' essi

acquistaronsi la gloria
iq
difesa

dei

martiri

della

fede,

e a

temendo

d' imbrattarsi.

Essi

non

MEL
davano, n ricevevano

MEL
mai
nulla
delle
i

i5r
:

medesime

liturgie

essi

hanno

da chiunque colla mano, ma lo mettevano o lo facevano mettere in riceverlo. terra per ofiiirlo o per Avevano una profonda venerazione per Melchisedech suddetto, che and incontro ad Abramo vittorioso de' quattro re alleati che avevano prigioniero Lolh , bened il fatto vincitore, ed offr pane e vino al Signore in sagrifizio qual sacerdote
dell' Altissimo.

medesimi

sentimenti de'greci sci-

smatici, tranne alcuni

punti di po-

ca importanza
sulla

sulle

cerimonie

disciplina

ecclesiastica; quin-

di che Gabriele

Sionita nel suo


costuindif-

trattato sulla religione e sui

mi

degli

orientali,
i

loro
di

ferentemente
melchiti.

nomi
essi

greci

e
in

Hanno
l'

tradotto

lingua
stico

araba

eucologio

de' greci,

Dimoravano
,

parti-

molti altri libri dell'uffizio ecclesia-

colarmente nella Frigia, escludevano circoncisione e non osservavano il sabba to.


Ja

ed i canoni de'concilii; anzi ne hanno aggiunti alcuni altri al


concilio di
JXiceaj
i

che

chiaraansi
e

MELCHITE,
CHlTr.

monache. V. MelMdchitne. Nazione che seguono


concilio

comunemente
che molti

Canoni arabi,

MELCHITI,
e
cristiani
la dottrina

considerano come supposti ossiano falsi. Giambattista


dotti

orientali

del

di Calcedi
lui

Leopardi maronita, in un libro intitolato: La vendemmia de' sacramenti, citato da

dona

sulla

incarnazione
in

Cristo, e

riconoscono

Ges due

Abramo
arabo
parole

Echellense,
concilio

accusa
al

melchiti di avere aggiunto

nature con una sola persona. Dacch Dioscoro patriarca d'Alessandria fu condannato dal concilio di Calcedonia, celebrato nel i^5i per ordine di Papa s. Leone I

canone 55
alcune
ripudio

del

iViceno
il

riguardanti

l'uso dei

secondo delle donne, maomettani; ma certo per che i melchiti non hanno inin

Magno,
sancria
cattolici

fuvvi

uno scisma
in
clie

in Ales'

serito

quel

preteso concilio di
ci

ed
il

Antiochia

tra

Nicea, se

non che
i

ch'era con-

e quelli

non

ammetGiacobili
,

tevano
Gli

concilio

di

Calcedonia.

forme Tre

alla

pratica de' greci.


patriarcati de' greci-

sono

scismatici,

massime
ai
,

melchiti cattolici, d'Antiochia, d'Ales-

(f^edi), dierono
il

cattolici

ora

sandria e di Gerusalemme.
triarca

Il

pa-

nome

di calcedoniani

ed oia
realisti

greco-raelchita

d' Antiochia

quello

di

mclchili

cio

od imperiali ( dal siriaco malavk o vieleck, re od imperatore ), perch essi conformavansi all' editto dell'imperatore Marciauo per l'ammissione del concilio. Questo nome
ed indic per lungo tempo coloro i quali erano ortodossi, e uniti alla Chiesa cattolica. Dopo lo scisma de'greci, significa anche coloro, i quali sono
uniti al patriarca di Costantinopoli

Siria,

aveva giurisdizione sulle chiese di di Mesopotamia e di Caramania. Dopo che la citt d'Antiochia fu rovinata dai terremoti, egli
in

portossi

Damasco.

Il

patriarca
risie-

greco-melchila

d' Alessandria

di Melchiti sussistette

deva in Egitto al gran Cairo, ed avea sotto la giurisdizione le chiese greche dell'Africa e dell' Arabia ; mentre in vece il patriarca copto o giacobita dimorava ordinariamente nel monastero di s. Macario posto nella

e che

SI

servoac nelle loro

chiese

Tebaide.

il

patriarca di

i5a
greche di
dell'Arabia
tiochia,

MEL
le

MEL
chiese
'

Gerusalemme governava
Palestina
:

de' confni

il

suo

distretto era

uno smembramento
fatto

di quello

d'An-

tamente unita alla chiesa romane e conserv gelosamente i suoi riti. Segui nel secolo lo scisma: caduto nell'errore il patriarca di Co-

dal concilio di Calil

stantinopoli, trasse

facilmente nella
d' Antiochia
,

cedonia, avente soggetto

celebre

sua
di

rovina

gli

altri

monastero del Monte Sinai, il cui abbate godeva il titolo di arcivescovo. Bench in tutti i mentovati
paesi
greca,

Alessandria
la

perch
perata
i

Soria

Gerusalemme, occupata nel VII


di

secolo dai saraceni, era stata ricu-

non s' intenda pi la lingua nondimeno in uso la liche


la

dagl'imperatori greci,

onde
elesse

patriarchi
il

antiocheni

li

turgia greca di Costantinopoli; da

quindi
secolo
triarca

costantinopolitano.

Kel

pi di un secolo,
di

difficolt

XI
d'
la

tuttavolta Pietro III pa-

trovare de'sacerdoti e de'diaco-

Antiochia

domand ed
di

ni che

sappiano
i

leggere

il

greco,
la
li-

ottenne
dal
ce

conferma
s.

sua elezione

obblig
turgici

melchiti

a celebrar
i

Papa

Leone IX. U Pontefi-

messa in arabo.
dei

Perci
in

libri

greci-melchiti

cattolici

sono

la

stati

tradotti

arabo,

che

Eugenio IV nel concilio ecumenico di Firenze riport all' unit gli scismatici, in un a Doroteo
patriarca d'Antiochia;

lingua usata dai greci che abitano i luoghi de' mentovati patriarchi,

ma

conse-

gui un
nei

momentaneo
relativi

intento,

e di cui

andiamo a

descrii

tanti

articoli

come abbiamo

vere Io stato presente. Osservano


greci-melchiti
cattolici

detto; quindi la fatale ricaduta riusc

quattro qua-

pi

funesta

della

prima invain

resime, cio ne premettono una alla

sione

del

male.

Celebrammo
i

solennit della nascita di


la

Ges
feste

pi luoghi
per
le

quanto
le

Papi

fecero

Cristo, osservano
altre
de'ss.

comune, e coq
alle

la loro riconciliazione, gli sforzi,

due

si

preparano

concessioni,

spese,

e per fai

Pietro e Paolo, e della Beata

cilitarla
riti,

vollero

inviolabili

loro

Vergine Assunta, ed appresero dai monaci ad astenersi dal pesce nei


mercoled
la

e venerd dell'anno, nel-

costumi e disciplina; ma quasi sempre infruttuosamente poich il patriarca di Costantinopo,

quaresima comune ed in quella che precede l'Assunta. Quanto alla popolazione greco-melchita cattolica,
si

li

persever

veterati errori, anzi


so

rimane ne' suoi inavendo prelegl'imperatori greci che i patriare

dice averla portata l'odierno

chi
di
il

d'Antiochia, d'Alessandria

Telante e dotto patriarca a cinquantamila;


tici

Gerusalemme
clero
vita
di

si

eleggessero tra

ma

pare che secondo pi

cri-

Costantinopoli,

dierono

non possa sommare a pi di trentacinquemila. /^.Grecia, Antiochia, AiESSATfDBU, Egitto, Gerucalcoli

una
pei

pi

lunga

maggiore

consistenza allo scisma di questi, e


greci-melchiti lo

sostenne
melchiti
a
fu

Eudi

salemme.
Patrian-alo d' Antiochia,

timie

arcivescovo
di Sidone.

de'
Il

Tiro e
ca della
nirsi

primo patriarriu-

chiesa

de greci- melchiti.

antiochena

alla

chiesa

romana

nel

La
jBecoli

chiesa
di

greca ne'primi

nove
perfet-

1687
cur

rjostra

era

rest

un tale Atanasio, che prounitamente ai religiosi di

MEL
Terra Santa
]
il

MEL
trarchalus
l'istesso

i53
et

l'espulsione di Cirillo

Antiocheni ^ de jurisdiepiscopontni

seniore, al

quale
il

Atae sue

cdone patriarchae

nasio

rinunzi
la

patriarcato, riser-

ijusdeni naUonem, deque monacho-

bandosi
zione di

chiesa di Aleppo

rum
XIII
rillo

et

adiacenze, col titolo e colla


succedergli
,

condinel

collecta

se fosse pre-

monialnni disciplina, in unum promulganlnr. A Benedetto e Clemente XII avea esposti


sua istruzione Cipatriarca antiocheno de'greci

morto
1718:
la

Cirillo I,

come avvenne
fece
la

molti dubbi per


I

Cirillo

professione

di fede, e se

richiesta

non apparisce che avesse da lui conferma e pal-

melchiti,
vette.

lio, merit di essere onorato di un breve da Clemente XI, in cui fu

niuna risposta riceda Benedetto XIV ad esaminare gli slessi dubbi a gravissiDati

ma

mi

teologi,

col

consiglio

di

questi

lodata la sua unione, e fu esortato


alla

e di dottissimi cardinali, vi rispose


col citato breve, riportato

perseveranza. Kel
cattolico, ci

da

che

lasci in

1721 mor dubal

Bull.

bio Atanasio,
triarcato.

che ritorn
quell'epoca
il

pa-

Da

patriar-

pure nel i6(3, a Serafino Janas che col nome ancora di Cirillo II era succeduto al-

Magn.

t.

XV

f,

p.

Iriarcato

sempre restato
di

sotto l'obdel-

l'altro

nel

patriarcato.

Nel

i744

bedienza del
la

sommo Pontefice, e

fece questi l'istanza

del pallio, e Be-

Congregazione
greci-melchiti
suoi

propaganda
fa

nedetto
ve,

XIV

glielo

mand
animo
del
t.

col bre-

fide {Vedi). L'elezione del patriarca

Dani nobiscum
p.

repiilail

dei
vi

si

dai vesco-

inus,

de'sg febbraio, presso


178, e
114. Nel
II

Bull.

suffraganei

greci-melchili,

Magn.
prop. p.

Bull,

de
il

e meno che il caso in cui il Papa per insinuazione di detta cardinaliun coazia congregazione elegga diutore al patriarca o per malattia o per qualche altro motivo, l'elezione
si

deWAppensi

dix

di

ijuesto p. 117,

riporta

breve, Praeclaris
ti/icum,
cui de'
1

Ponmarzo 1746, con


ronianuni

fa

sempre dal ceto

vescovile.
il

Do-

istruzioni le per la nazione greco-melchita cattolica del

approv

po che per
ne
gli

seguita,

patriarca

patriarcato aniiocheno sopra l'osser

novello unitamente alla sottoscriziodi


tutti

vanza

de'riti, digiuni,

astinenze e con-

quelli

che hanno avu,

suetudini della chiesa greca, ed altre

to parte nell'elezione
atti

manda
sono
difetto

tutti

pendenze riguardanti
zione.

la

medesima
s.

naIII

alla

sacra
se

congregazioin
reir-

Non

distinguendo Cirillo
melchiti,

ne

per

verificare

patriarca de'greci

Ma-

gola, e se vi

stato
la

regolarit.

Se

cosa

progre-

rone abbate de'maronili, da Marone abbate eretico, ne avea stracciato le immagini, e proibito
il

dita con tutte le regole


la congregazione supplica
fice a

canoniche,
il

culto;

Pontee-

ma

Benedetto

XIV

fece
il

la

debita

confermare
il

la lo

persona

distinzione, e confeyri

cullo an-

letta in patriarca, e

prega anco-

tichissimo del primo.


di Cirillo III

Per rinunzia
e-

ra a dargli

pallio.

con dissensione fu

Benedetto

XIV

col breve Z>e-

letto

patriarca Ignazio

monaco ma-

mandalam

coelLius, de'24 dicembre 1743, presso W Bull. Pont, de propaganda fide t. Ili, p. 96, Decreta de ritibus graecorum niekhUarnni pa-

ma Clemente XIII col breve Quam cara semper fuerit, e col breve Deas ad Nos, del primo agosto 17O0, Bull, de prop. t. IV,
ronita,

i54
p.

MEL
di

MEL
Aleppo. Poco dopo s'intruse nel
patriarcato Ignazio Giohar vescovo
di

3i e 34, cass ed annull l'elezione d'Ignazio, ne dichiar devoluta alla santa Sede la

nomina, e

Sidone greco-melchita, contro


il

il

con autorit apostolica


melchiti,

elesse in vece

legittimo patriarca Teodosio,


pluriiias,p.

per-

per patriarca antiocheno de' greciMassimo arcivescovo di


la

ch Clemente XIII col breve Inter I or, degli ii settembre 1765,


diretto
al

Gerapoli, cui prescrisse

professio-

clero

alla

nadel

ne
vcj

di

fede che
gli
i

comprese nel breil

zione, scomunic l'invasore Ignazio;

mand

sacro

pallio.
ri-

quindi
tus, p.

mediante

il

contenuto

Ambedue

brevi sono

ancora

breve Composits rebus patriarchaio3, dato nello stesso giorno, partecip tale scomunica a! prin-

portali nel tom. II, pag.

Bull. Rorii.

5 e 7 del Conlinuatio. Quindi ai

4 novembre eman il breve Laudamus magnopere, loc. cit. p. 4^,


diretto Illustri

ac

poieiiiissiino

Chaprin-

Tiaad
cipi
.
.

magno Nachadiorum
.

salulein

et

lumen divinae
ri-

gratiae^

acci s'interponesse a

muovere le gravi vertenze insorte tra il monaco maronita Monticola,


e l'eletto patriarca gi arcivescovo di Gerapoli, per la deposizione d' Ignazio, avendo perci deputato in
ablegato

temporale de' greci - meichiti Gemblat, acci prestasse aiuto e favore a Teodosio patriarca istituito dalla santa Sede. Questi due ultimi brevi, con quello che comincia Quam moleslum, si leggono pure nel t. IIIj p. r, i3o e 1 32 del
cipe
Ali

Bull.

Rom.

Cont.

Pio VI col disposto del breve Perspecia Nobis, de'i5 dicembre

1787,6
chita,
stolico

diretto a
di

Germano Adami

domenicano fr. Domenico a Lanceis, colle opportune facolt. Per morte del patriarca Masil

arcivescovo

Aleppo greco-melquesti visitatore apo(

nomin

de'maroniti
lo

e con

altro
t.

simo

fu eletto in

successore

Teo-

dello slesso giorno,


p.

Appendix

II,

dosio arcivescovo greco-melchita di


Berito, che Clemente XIII conferm
col

292,

dichiar pure
nazionale
nel

delegato
),

al

sinodo
del

de'maroniti
Ivi

breve
julii

Romani

Ponti/icis,

VII
ri-

idus

1764, loco citato p.85,

come si p. 208

legge

detto tom. IV,

Bull,

de prop.

mettendogli insieme la professione di fede, e la formula del giuramento nel ricevere il pallio, col breve Cuni

pag. 209, 2 IO, sono riprodotti il decreto della congregazione di pro-

paganda, e
atti

l'allocuzione

sia

gli

Quindi col breve Quant molestum,de7.S luglio, p. 94, il Papa si congratul col clero e la nazione per la rinnovata concordia, rimettendo al patriarca Teodosio
IVbs, p. 92.
il

3o marzo 1789, nel quale Pio VI conferm Atanasio Giohar 11 della congregazione
del concistoro

del
ne,

ss.

Salvatore, vescovo

di Sido-

pallio col breve

Magnam
giorno
,

Nobis,
p.

dato

nello

stesso

95.

nuovo patriarca de'greci - meiTeodochili, eletto per morte di sio nella chiesa maggiore di s. Antonio;

Col breve poi, Haud mediocriter^ spedito egualmente a' aS luglio, dalla chiesa di Sidone traslat a
quella di Berito l'arcivescovo greco-

ed

il

ringraziamento

la

domanda
e da

del pallio fatta a Pio VI,

lui concesso, di d. Simone Sabbagh sacerdote greco-melchita


,

melchita

Basilio, d'intelligenza

con

alla presenza d'Ignazio Saruff arci-

Arnoldo

Bossu

vicario

apostolico

vescovo di

Berito e Gibel,

procu-

MEL
ralore del paliiarca.

MEL
Per morte
fu eletto
di

i55
opere,
le

Levante

le

note riprovate sue mas-

Atanasio Giohar
cessore nel

II,

suc-

sime, quindi scrisse delle

patriarcato

antiocheno
det-

quali bench condannate dalla santa

greco melchita, Cirillo IV Siagi ve-

Sede, sotto pena

di

scomunica, chi

scovo Haramense, laonde nel


to

sa se sono totalmente estinte.

Laonde
In

tom. IV,
,

pag. 241, 242,

243
,

su questo proposito
al

Pio VII scrisse


il

sonovi
gli

il

decreto

di

conferina

patriarca

Agabito

breve.
feb.

atti del

1796,
colla

coiicisloro de' 2 7 giugno e l'allocuzione di Pio VI

acerbissimo dolore, kal.

1802,

quale

preconizz
il

il

novello
di-

patriarca, ed

ringraziamento
,

Appendix l. II, p. 307: sciscilalur ex palriarchagreco-melchila doctrina et scripta Germani yidami archiepiscopi Jlepensis cjusdem ritusj

retto al Pontefice
pallio,
il

ed

istanza
p.

del

pronunziato dal

Elia Ca-

alunno del collegio greco e monaco basiliano del monastero del


ss.

eidemque commitlil ut literas aposlolicas Super soliditate, et Aucfo-

rem

Fidei huic

snhscribenda

ex-

Salvatore,

in

nome

del

nuovo
il

heat. Nel

numero 61

del Diario di

patriarca Cirillo IV, presente

pro-

Roma,
28

negli atti del concistoro del

curatore del

medesimo
,

p.

abbate

Atanasio
tuito in

Debbas.
s.

Cirillo
gli

IV
fu

pososti-

i8i7j si legge che Pio VII preconizz in patriaica cle'greluglio

chissimo visse

onde

Giorgio Halgarb pacifi-

cimelchili Ignazio Cattan d'Aleppo, gi vicario apostolico del patriarcato.

di

camente, Agabito o x\gabio Mattar Damasco, arcivescovo greco-melSitloue.


de.

Seguendo Pio VII l'oenipio dei


predecessori
gli

suoi

nella
,

protezione

chita di

i\el

medesimo
riferiti

t,

verso

orientali

suscitatosi

una
i

IV, Bull.
p.

prop.
il

sono

9-44 6

246

decreto

di

a con-

gravissima
ca
de'gieci

persecuzione
scismatici
la

contro

greci-melchiti per parte del patriardi

ferma della congregazione di propaganda, gli atti del concistoro dei 24 luglio 1797 di Pio VI, e l'allocuzione
z,
colla
ffuiile

Costanti-

nopoli,

invoc

potente

mediabreve a
,

zione

del pio imperatore


I,

d'Austria
il

lo

preconiz-

Francesco

mediante

ed

il

ringraziamento e postula-

questi du'etto.

Ad

innumeras

dei

zione del pallio pontificale, fatto dal

nominato p. Calil alla presenza del pur mentovato p. abbate Debbas,


qual procuratore
triarca Agapito o
ezi;uulio

del

pa-

4 giugno 1818, presso il t. IV, p. 369 Bull, de prpp. Ivi pure a |>. 371 riportalo il breve Quae ad Orthodoxam, dato da Pio VII
nello
stesso

Agabio.

Quanto
del vearci-

giorno

scritto

fu

lodevole
di

il

principio

Luigi
cia,

XVI li

religioso

re di Frannel

scovato

Germano Adami
di

onde

impegnarlo

Talido

vescovo greco-melchita

Aleppo,

suo

patrocinio in favore de' vessati

a segno

che lo abbiamo veduto nominato da Pio VI a visitatore e


ai

greci-melchiti.

Leone XII
triarca Ignazio

scrisse

al
il

detto

delegato apostolico

n)aronili, aliu

Cattan

pabreve Aluglio
p.

trettanto fu denigrata
la

appresso

postolatus

ofjcum,

de'
l.

4
V,

sua

condotta
in

da

princioii

non

1828, Bull, de prop.


col quale lo avvis

40,

sani.

Venuto

Italia

contrasse ariport nel

eh* essendo va-

micizia con monsignor Ricci vesco-

cante la chiesa

di

Berito

fino dal

vo

di Pistoia,

di cjua

1824 per morte d'Ignazio

Dakeu

i56
di
rito

MEL
greco-melchitn, per
de' tempi del
egli
le circo-

MEL
condanna
to
di tal sinodo, e delle dot-

stanze
jiila

stesso

veniva
nella

nomina
di

successore,

persona
in di

Pietro Scialiajat
s.

monaco

Adami, di cui era stamedesimo degno prelato monsig. Mazlumj che al pretrine di monsig.
discepolo.
Il

della congregazione di

Giovanni

sente

governa

il

patriarcato,
stesso
la

Soairo, dichiarandolo arcivescovo


Berito.

concessione

dello

per Gregorio

Nello

stesso

tomo

a p.

XVI
di

ottenne pure

giurisdizione

72
t

evvi

il

breve Cuin ecclesia mel-

patriarca

alessandrino e geroso-

chitnruni,

emanato da Gregorio XVI,


patriarca

limitano de'greci-raelchiti, ammini-

scritto al

Ignazio

a'

24

dicembre i83i,
tesi

col quale dichiar

cessala l'amministrazione della dio-

non per trasmettersi il patriarca pr tempore s'intitola patriarca d'Anstrazione da


a'suoi
successori:
tiochia
e di lutto

greco- melchita

di

Gerapoli

Oriente. Sicco-

aflldata

da Leone
de'

apostoliche

XII con lettere 9 giugno 1826 ad


arcivescovo
la confer al

me
anni

questo
in

patriarca
di

allorch era
stette

arcivescovo

Mira
nel

molti

Ignazio

Aggiuri

Fer-

Roma,
e di

pontificato di
coli' in-

zulano, ed in vece

me-

Leone XII

Pio Vili,

desimo patriarca Ignazio per quel tempo che piacer alla Sede apostolica. Inoltre nel t. V, p. 129 e seg. sono riportati gli atti del concistoro del primo febbraio 1836, in cui Gregorio XVI, secondo il decreto da lui approvato della congregazione di propaganda, traslat dalin partibus di Mira l' arcivescovato monsignor Massimo Mazium al patriarcato antiocheno de'greci-melchili,

tervento alle cappelle

pontificie,

con facolt di amministrare con rito latino la cresima { come lo fece colla mia figlia Maria Anna marzo i83o), se ne vede a'
il

i4
suo

paramenti pongreco melchita in atto di dare la benedizione, colla mitra simile alla tiara im* periale, ed il bacolo pastorale avenritratto vestito coi
tificali

del

proprio rito

te

nelle estremit

due

teste di ser-

vacato per morte d'Ignazio Cat-

pe, nella Raccolta della gerarchia


eccl.

tan, ed eletto nel

monastero di s. Giorgio Algarh o Elgarb del Monte

del Capparroni,

t.

I.

Notere-

mo

che

al

citato

articolo Grecia,

Libano de' monaci


diocesi di

di

s.

Basilio nella

Berito, a'

aprile

i833;
tal

greci.

l'allocuzione perci pronunziata dal

descrivemmo le vesti de' vescovi Il medesimo monsignor Mazium dimorando in Roma tradusse
in

l^apa, ed
pontificia

il

ringraziamento per
p.

arabo

le

seguenti opere di

s.

Al-

conferma ed

istanza del

fonso de Liguori, quali furono


blicate colle
di

pub-

concesso pallio, del


triarca,

Gio. Battista
del pa-

Topus armeno procuratore


il

quale

per di

lui

morte

nomin

l'attuale procuratore p. ab-

bate d. Arsenio Angiaraluan armeno

procuratore generale in R.oma di sua congregazione di s. Antonio abbate.

stampe dalla tipografia propaganda: i. Le glorie di Maria, 1827, 2." Massime eterne, 1827. 3. Visite al ss. SagrameU' Vergine, 1829. lo ed alla Beata 4." Apparecchio alla morte, 1829. 5." // gran mez'A) della preghiera.
Co'
tipi

Siccome
fe,

il

patriarca era stato segre-

stessi

ci

diede:

Gramnia-

tario del sinodo di


di cui

Karkafe Karcaparleremo (ed eletto all'ar-

iica della lingua

civescovato d' A leppo), sottoscrisse la

araba, i83o. Delle benemerenze di questo patriarca che insignito di tanta dignit si poil

MEL
in

MEL
la

1:^7
in Ain-trez

Roma

a venerare
apostoli

tomba

dei

mento
sotto
il

di

un semina!
della

principi degli

Gregorio

XVI,

e dello sialo presente de' gremelchili, se ne tratta nel:

ci cattolici

Mnioire sur l' lat grecque calholi(jue dans le Levant, Marseille i84'. Qui appresso riporteremo lo stalo
actuel de
l'

r opuscolo

ss. Annunziata, furono corrette ed approvate, quindi stampate: tali fondi derivano dalla met di sua ere-

titolo

le

cui

regole

glise

dit,

avendo

lasciala l'altra

al

pa-

triarcato. L'esecutore testamentario

fu monsignor

attuale de'greci-melcliiti del patriar-

dusse in
aprire
del
il

Levante

Mazlum, il quale condue gesuiti per


I

cato antiocheno
esso

oltre
voi.

quanto
11,

di

collegio.

posti
;

gratuiti

dicemmo

nel

p.

176
dei

del Dizionario,

quindi

quello

patriarcali

alessandrino e gerosolile

mitano,
raganee.

diocesi di

ognuno

suf-

due di nomina del patriarca pr tempore, due della diocesi di Damasco, due di A leppo, due del Cairo, uno di
collegio sono diciassette

ciascuna diocesi. JNel Chesroano socitt famosissi-

Antiochia fu gi

novi
quali,

monasteri

d'

ambo

sessi,

ma,
nia,

capitale di tulto l'oriente, pa-

come pure
altrove.

degli ospizi, esisto-

triarcato che
la

comprende
s.

la

Caraniali

no anche
tini,

E proibito
tutti
gli

ai greci-

Siria e la

Mesopolamia.

melchiti vestir l'abito d' istituti la-

principe degli apostoli

Pietro fer-

come
a

lo a

altri

o-

mando
ci

la

sua cattedra in Antiochia,

rientali,

meno che non


dei
le

entrino

per pochi anni che Roma ha meritato per sempre. Quantunque il patriarca abbia oggi per residenza il luoi^o

questa citta merit

nella

congregazione

lazzarisli.

Anticamente
dal

diocesi

dipendenti

patriarcato antiocheno erano ia maggior numero, ed alcune ora sono

d'Ain-Irez, diocesi diBerilo, nel collegio della

Annunziata, per aver pi facile la comunicazione co' suoi vescovi, pure la sua residenza come
ss.

amministrate dai curati: attualmente diocesi sudiaganee sono Damasco, Aleppo, Diarbekir, Homs o Emesa,
le

Berito o Beyruth, Balbek o Eliopoli,


Tripoli, Bostra,

Damasco; in Antiochia VI risiede un patriarca nestoriano. Tale residenza fu pure in Aleppo, ed anche nel Monte Libano.
patriarca in

ZakateFurzol: tran-

ne questa uiliina, tulle hanno articoli.

Pi

sinodi sono siali celebrali dai gre:

ci-melchli

uno

di questi
s.

si

adun
il

patriarca deve istituire


s

parrochi
sufifi-

nel monastero di

Isaia

circa

dovunque

trovi

un numero
I

1775;

altro nel

1806

e nel 18 io

ciente di cattolici.

curati altri sono

del clero secolare, altri del regolare.

Vi una classe di ecclesiastici che ricevono gli ordini sacri dal patriarca,
de' quali egli si serve per le diocesi a lui immediatamente soggette. Si trovano in questo patriarcato Ire

nel monastero di Karkafe, Carcaphae, senza il consenso della santa cui atti in arabo furono Sede,
i

stampati, e siccome riprovevoli, Gregorio

XVI

li

condann

col

breve

Mdchitarwn calholiccrwn

synodtis,

congregazioni di monaci, comprese


le

monache, e

delle quali
si

poi.
in

Le

scuole

parleremo trovano stabilite


patriarca Matlo

de' 3 giugno i835, presso il Bull, de prop. t. V, p. i25. Il patriarca melchita scismatico esige una tassa

dal clero.

tulle le diocesi.

Il

Damasco. Grande
ria

citt della Si-

tar lasci de' fondi

per

stabili

con circa 200,000 abilanli, 4ooo

i58
de' quali

MEL
cattolici,

MEL
i

avendo

greci
Il

vato, con popolazione di circa


abitanti.
rito

3o,ooo
del

una

bella

inagnifcn

chiesa.

Vi

sono

due

chiese

patriarca suole strazione per

tenerne

l'amuiinivicario,

melchita, ed altra ve n'ha in

vi

si

trovano

mezzo d'un monaci i

Ibned.
i

Vi hanno
di
s.

chiesa ed ospizio

salvato-

monaci

riaiii;

due

curati
di
s.

gregazione
In
del

sono della conGiovanni in Soairo.


trova
l'abitazione

Giovanni in Soairo. Berito o Beyrulh. Citt e porto

di

mare
pili

della
di

Siria,

arcivescovato

Damasco

si

con

patriarca, ed oltre le scuole gi


forse vi

stabilite,

stato aperto un
patriarca

collegio.

La

diocesi arcivescovile,
il

e vi risiede ancora

scis-

12,000 abitanti. IN' arcivescovo monsignor Agabio Riach. In questa diocesi vi sono scuole, si trova il collegio della ss. Annunziata summentovato, e vicino ad esso
avvi
la

matico.

residenza patriarcale.

Aleppo. Era
della Siria

la

citt piti

grande
terre-

prima

del

noto

secondo alcuni succede a Beroe, secondo altri alia citt di Jerapoli o Gerapoli o di Larissa. arcivescovato, con 280,000
del
abitanti circa.

moto

1822;

Come
loro

gli orientali di

altro rito, cos questi greci-melchiti


vi

hanno

la

chiesa,

forse

Balbek o FMopoli. Citt del pascialato di Acri, vescovato. Vi sono scuole, e n' vescovo monsignor Atanasio Oubeit, con 1200 abitanti. Tripoli di Siria. Capoluogo del pascialato del suo nome, e vescovato con 19,000 abitanti. N' vescovo monsignor Atanasio Totungi. Vi sono scuole ed ospizi, uno in
citt,

qualche oratorio. arcivescovo monsignor Gregorio Chaiat. Esisteva in Aleppo una confraternita del
ss.

l'altro

nel

porto,

fabbricati

Cuor

di

Gesi

ma
le

essendo

sta-

a spese e per comodo del patriarca. Bostra o Aouran. Capoluogo del paese di Hauran, che pegli avanzi
dei suoi antichi

ta

fondata contro
nel

sanzioni canofu decretata la


il

niche,

i838 ne

credere
dore.

stata citt di

monumenti, la fanno grande splen-

soppressione: essa
delle

portava

titolo

devote di Aleppo.
l'antica

da

Diarbckir. Citt della Mesopotainia,

E arcivescovato ora occupato monsignor Cirillo Tesfouss. Si dice che Maometto incontrasse in
il

scovato.

Amida, ed arciveLa sua popolazione al pili di 80,000 abitanti. I greci sono cattolici, e vi hanno chiesa. N' arcivescovo monsignor Macario Samman. Vi sono aperte le scuole, e vi risiede un patriarca giacobita ed un arcivescovo nestoriano. Il p. abbate Giuseppe Zogheb che fu generale e procuratore generale della

questa citt

monaco

nestoriano,

che

somministr documenti che servirongli di base a fondar la sua


gli

setta.

Zaknt

e Furzol, o Ferzul o

Far-

zole, vescovato.

Ha

scuole e n' ve-

scovo monsignor Basilio Sciahiat. Greci melchi di Marsiglia. La persecuzione che infier circa il quarto

lustro

del

corrente
i

secolo

nel

sua congregazione del ss. Salvatore, ebbe il permesso di questuare per la fondazione di alcune chiese melchite nella Siria e

Levante contro
tolici,

greci-melchiti catdi

obblig

molti

questi

cercare

un

asilo

nella

cristianit

nell'Egitto.

Hovis o

Hems

o Emesa. Luogo

per salvarsi dalla schiavit e dalla morte, e per conservare illibata la


vera
religione

del sangiacato di

Tadmor

e tcsco-

ricevuta

dai

padri

MEL
approdarono il domicilio. Erano per privi di una chiesa, dove potessero soddisfare ai doloro.
in

MEL
dai monaci del
ss.

i59
i

Molti di questi

Salvatore,

quali

Marsiglia, e vi fissarono

ascendono a
Essi
alia

circa

5oo

individui.

veri religiosi

secondo

loro

riti. JNel

non si distinguono, in quanto forma dell'abito dai monaci scismatici, che nella chierica, mentre
i

1822

si

trovava in Trieste monsi-

cattolici
il

si

tagliano

capelli

gnor Mazlum autorizzato dalla congregazione di propaganda, ma in


vece
suoi
egli

innanzi

capo, cosa che quelli


s.

noa
Ca-

usano. L'ospizio di
rinis in

Maria

in

pass

in

Marsiglia, e

vi

Roma, spetta
risiedervi
al

a quest'ordi-

fabbric

una chiesa succursale


rifugiati

pei

ne, e suole

un

monaco

il

nazionali

col

La
la-

procuratore, che

presente

p.

chiesa per
tini,

comune anche
s.

ai

abbate Antonio Naser; mentre l'abbate generale residente


al

dedicata a

JNicola

arcive-

Monte

Li-

scovo di Mira, e cost settantamiia

bano

il

p.

Tommaso Rojamgi

che

mantenimento di essa 2400 franchi annu, ed il governo franchi ySo a chi l'assiste. Sono i melchiti circa 4oo.
franchi. Pel
la

citt

da ultimo successe in tal carica al detto p. abbate. E chiamato l'ospizio


in

Carnis,

dall'antica

regione

di

Roma

chiamata
altrove,

Carine, di cui
e ne
vi
si

parlammo
Ordini monastici
grecomelchiti
basiliani.
lito
il

tratta

il

Nardini; nel
stcrciensi

1779

era stabide' ci-

procuratore generale
foglianti.

Congregazione del ss. Salvatore. fu fondatore monsignor Eutimio arcivescovo di Tiro e Sidone nel 1715, ed ebbe per fine l'educa-

Congregazione
Battista in Soairo. so
il

di

s.

Giovanni
e le

Ne

Fu

fondala ver-

1700 nel Monte Libano,


estratte

zione

de' giovani

ecclesiastici,

per
:

istradarli

nell'uffizio de' missionari


i

dal titolo della congregazione,

mo-

da quelle di s. Basilio furono approvate da Clemente XII a'i4 settembre 1739, col breve Sol justitiae, presso il Bull.
sue regole

naci sono chiamati Salvatoriani. In-

formata

la

congregazione

di

propa-

ganda di questa erezione, quantunque credesse opportuno diflerirne

r approvazione, pure ne lod grandemente Io spirito. Questi monaci


seguono
silio,

la

regola genuina di

s.

Ba-

della quale

trattammo
usciti

all'arti-

colo Basiliani, e molti vescovi greci-melchili

sono

da questa

congregazione.

Non avendo prima

rendite, viveva colle oblazioni de' fedeli trasmesse all'abbate generale dai

monaci
parrochi
si

ch'esercitavano
:

1'

uffizio

di

384, e presso il II, p. 287. la esso viene confermata la concessione fatta dal medesimo Papa della Chiesa di s. Maria in Domnica detta la Navicella (^Fedi), della quale aveano preso possesso sin dai 29 luglio 1734, dovendo monaci in essa e sue dipendenze formarvi un seminario per le missioni della Siria, sotto la dipendenza della congregazione di propaganda, concessione alla quale concorse il cardinal Coscia titolare della chiesa, col consent.

Rom.

XIV,

p.

Bull, de prop.

t.

ora per possiede,


il

ma non

conoscono

numero de'monasleri

di

te le

questa congregazione. Quasi tutparrocchie sono amministrate

mese di luVeramente le regole approvate da Clemente XII sono quelle


so dato a' 2 3 del detto
glio.

compilate pel

roonastero di

s.

Ma

i6o
ria in

MEL
Domnica.

MEL
Benecosti-

Fu dunque
conferm
le

questi monaci: essi possono

venire

detto

XIV

che

tuzioni

della

congregazione

di

s.

Giovanni Battista in Soaiio nel Monte Libano, non che delle monache melchite, col breve Deman-

ammessi nel collegio di Aiu-trez, e mantenuti gratis; ma non loro permesso dare libri alla luce senza
l'approvazione del
in

vescovo.
di
s.

Hanno
ia

Roma

l'ospizio
vi
si

Maria

datam de' 24

coelitns

huniililati

noslrae,

Domnica, e
fessi

portano gi pr*
sacerdozio. Si re-

dicembi-e
volle

conferma
dinis
s.

1743. Della quale corroborarne il conal

e vicini al

tenuto, col breve Consliiuliones or-

cano ogni anno all'esame, presenti il cardinal prefetto e monsignor


segretario di
oli'

Basila Magni, diretto

propaganda
in
la

e dopo e di

patriarca Cirillo 111, de' 12 agosto


i']5'j, presso

anni di dimora

Roma
Siria, e
li

V Jppendix del Bull.

sludi,

partono per

per

de prop. t. Il, p. 181. Ivi a p. 182 si riporta il breve dato nello stesso giorno e indirizzato ad Ignazio Gerlua abbate generale della congregazione, che incomincia colle pa-

quelle missioni alle quali


la

destina

propaganda.

L' ospizio
I

cardinale per protettore.


di
te

ha un monaci
parte

questa congregazione erano pardella


citt

di
:

Aleppo, e

quale era successo a d. Nicola Sajeg, che avea implorato l'approvazione delle costituzioni ; ricevendo Benedetto XIV
role

Non

possunius,

il

sotto la protezione della


le

santa Sede monastero della ss. Annunziata, dichiar ad essa spettarne il regime. Clemente XIII poi Injunclum nobis, de' i5 col breve novembre 1762, Bull, de prop. t. IV, p. 67 approv le costituzioni pei monastero de'greci-melchiti di Chesroano, eretto sotto la regola di Anche da questa s. Basilio Magno. congregazione sono usciti molti pastori a reggere le diocesi. Avrebmonaci sostenere, che bero voluto i vescovi per diritto doveano essere eletti da queste due corporazioni religiose, ed esserne esclusi i preti

montagna gli aleppiiii voleano arrogarsi una n)aggioranza sopra montagnoli, onde si turb la pace e si convenne venire ad una divisione approvata nel i832 da Gredella
i

monache

del

gorio

XVI. De' soairiti duncjue si formarono due congregazioni, una detta e^WAleppini, 1' altra dei Baladiti.
i

Furono

divisi
si

monasteri e

beni, quindi

tratt di dividere

ancora l'ospizio di Pioma, dove avranno la residenza i due procuI monasteri degli Aleppmi sono quelli di s. Isaia, s. Michele Alzug, s. Giorgio Algarb o Algartb,

ratori.

della

Madonna

Alras,

l'ospizio

ini

Zhale,
i

l'ospizio in

Aleppo con
Ai

tutti

beni

mobili ed immobili.

moloro
s*

naci

Baladid o montagnoli
monasteri
mobili
in

resta-

no

seguenti

coi

secolari;
di

ma

fu dalla congregazione

beni
Zhale,

ed immobili,
Soairo
,

cio:

propaganda
i

risoluto

il

contrario.

Giovanni
s.

s.
il

Elia

in

La consuetudine
gersi

innegabile di elegi

Michele,

cio

terreno

vescovi tra

monaci, vero-

similmente ebbe origine e si mantenne, perch i monaci osservano


il

celibato

e
il

coltivano

gli

studi

per fabbricarvi una chiesa, s. Antonio in Rarkafe, 1' ospizio in Be-* rito, r ospizio in s. Barbara, met dell'ospizio di Roma. Tutti i nominati monasteri sono ben provveduti di beni di fortuna. Nel nume-

meglio che
parrocchie

clero secolare.

sono

Poche amministrate da

MEL
IO
17 Jol

MEL
Roma
in
si

i6i

Diario di
ii

184^,

Patri arcalo

(leseli veiidosi

possesso preso della

d' Alessandria de greci- nielchiti.


di Egitto

(.iiaconia

di

s.

dal cardinal
tii

Maria Massimo,

Dumnica
dice die
alla porta

Alessandria
titolo

serve di

licevulo foriDaluiente dal p.

al
si

patriarca, la di cui giuris-

della chiesa

Libeo

Molajni

dizione

estende a

tutto

1'

Egitto

piocuralore generale de' monaci bamaroniti, dal p. Abdallah laditi

e r Arabia Felice e
egli

Deserta. Suole
chiesa.

risiedere nel

gran Caiio, dove

Dleblani abbate del monastero dei da d. Giovanni Topus maroniti


,

stata fabbricata
sta

una

Que-

vasta, ricca e celebre citt ca-

Hiclcliita

procuialoie dei patriarchi grecoed armeno, da d. Michele

pitale

dell'Egitto era popolata

un

tempo da

3oo,ooo

abitanti, e ri-

Giarve fralfUo del patriaica


dal
p.

de'siri,

mane

nell'Egitto inferiore posta alIl

Tommaso Rojamgi
s.

greco
in

l'imboccatura del Nilo.


triarca alessandrino

solo pa-

melthita, abbate di
rinis,

Maria

Ca-

da

ronita,
basiliani

Francesco Mehaseb maamministratore de' monaci


greco-melchiti, e dagli agreco-melchite.
di
s.

passato
colla

abbia

che nel secolo professata V unione


fu

Chiesa

romana

Samuele

lunni di propaganda.

Benedetto XIV da avvocato concistoriale peror nel


Capusulis, per cui concistoro de'

Monache
vano
quale
la

Osseralla

28

regola

Basilio,

ottenne

il

pallio

fattasi qualche modificazione venne confermala da Clemente XI 11 breve Saa' 22 agosto 1764, col

Fra

il

patriarca

aprile 1713, e gli da Clemente XI. ed i monaci salss.

vatoriani o del

Salvatore

si

era

accesa una grave discordia. Preten-

craruni virginuni coelus, diretto


patriarca Teodosio,
Bull, Bull.
10.
steri

al

deva

il

primo

cacciare
i

e riportato

nel

dalle parrocchie, ed

de piop.

t.

IV,

p.

Rem.
delle

Conlinualio
i

t.

97, e net IH, p,

nevano esserne
congregazione di

i monaci monaci sostesoli rettori, ad

esclusione d' ogni prete secolare.

La

Due sono
ss.

principali

mona-

propaganda
i

rico-

monache

melchite, quel-

nobbe

il

diritto

nel patriarca e nei

lo della

Annunziata,

posto da

vescovi di

Benedetto
della
sito.

XIV

sotto la protezione

santa Sede, e quello del Tran-

diretti dai monaci melGiovanni in Soairo, ma seguita la divisione tocc agli Aleppini il monastero della ss. Annundel ziala, ed ai Baladid quello
chiti

Erano
di
s,

curati, ma deputare volle un riguardo anche ai monaci, che per tanti anni avevano amministrato le parrocchie. Tutto l' Egilto, ossia i luoghi dove si trovano cattolici, non formano che una sola
diocesi.

Tutti

greci, tulli

luoghi

Transito. Le
ai

monache obbediscono
solo
in

spirituale,

quanto allo quanto al temporale colla dipendenza immediata dall'ordinario, e mediata dal

monaci non

mancanti di vescovi, sono sotto l'immediata giurisdizione del patriarca. Monsignor Massimo Mazlum patriarca d'Antiochia,
tale,

ma anche

in

quando

fu fatto

ebbe questo patriarcato alessandrino, da non trasmellersi per


a'

patriarca.

suoi successori.

Ha

per suo vica-

rio

monsignor

lasilio

Kafouri ve-

scovo in parlibus residente nel Cairo,


VCL.
XI, IV.

II

i62

MEL
il

MEL
presidente del

con un curato, ed
clero patriarcale,
salvatoriani
:

1772.
in

Il

vicario patriarcale

risiede

oltre sei

monaci
attuale
abii

Jaffa.
Jq/J^ay

nel Cairo vi la re-

sidenza

patriarcale.
di
circa

Della

popolazione
ci

80,000

Giaffa o Zoppe. Porto di con 3G3o abitanti, ove negli ultimi tempi fu fabbrica-

mare

citt

tanti di Alessandria,
cattolici

700 sono

gre-

ta

una chiesa

dai

monaci
risiedervi

del
il

ss.

che uffiziano nella chiesa de' minori osservanti. Tutlavolta vi sono due chiese melchite, una

Salvatore.
triarca di

Soleva

pala

Gerusalemme, ed avvi
Il

residenza di esso.
cale

vicario patriar-

monaci del ss. Saldue monaci vihanno ivi cario del patriarca, ed r ospizio. Dannata. Capoluogo della provincia di tal nome, giace sulla riTa destra del ramo pi orientale del Nilo, con 3o,ooo abitanti. Vi
delle

quali de'
:

monsignor
in partibus.

Melezio

Fend
dei

vatore

uno

de'

vescovo

V ospizio

secondo il patriarca, {.-^jetta al popolo cattolico. Acri, o s. Giovanni d' Acri. La antica Tolemaide, citt con porto di mare, e vescovato, con 20,000
salvatoriani,
abitanti.

monaci

N'

vescovo
vi

il

vicario patriarcale,

nella

per-

Clemente Bahhous, e

monsignor sono scuole.

sona di un monaco.

L'ospizio che
vi

spettava ai religiosi di Terra Santa

Tiro o Sur. Antica regina del mare, arcivescovato con scuole. Ne


orcivescovo monsignor Ignazio Karout. Sidone o Saida. Capitale della Fenicia con porto di mare ed

fu ceduto ai melchiti, che


D maggior

sono

numero

di

qualunque
della

altra nazione orientale.

Rosetta
nistra di

Capoluogo
sulla

prosi-

vincia di tal

nome un ramo
i4>ooo
si

sponda

8,000
scuole
:

abitanti.
n'

Arcivescovato

con

occidentale del
abitanti.

arcivescovo monsignor

Nilo,

con

Vi

una

chiesa che

crede

fabbricata

Teodosio Coyungi. MELCHITI, monaci.


Rioni del
ss.

Congregas.

dai salvatoriani.

Salvatore, e di

Gio.

Palriarcnto di Gerusalemme
dei greci-melchiti.

Gerusalemme. Capitale di Terra patriarcato che comprende Ja Palestina e l' Arabia Petrea, con 3o,ooo abitanti, e vi stata fabbricata una chiesa sotto l' invocazione di Anna. Tutti i luoghi che man8. cano di vescovi dipendono dall'immediata giurisdizione del patriarca, il quale di presente monsignor
Santa,

Fedi Melchiti. MELENICO o MENLIK. Sede vescovile e citt forte della Macedonia, situata a poca distanza da Serra e da Tessalonica. Da principio non fu che un semplice vescoBattista in Soairo.

vato suifraganeo di
gnit
colo
suoi

Tessalonica, in
di-

seguito fu eretta in metropoli,

che gi
XIII. Si

godeva fino dal seconoscono sette dei


N.
. .

vescovi, cio
di

metropoliJa

tano
lettera

Melenico,
i

sottoscrisse

che

prelati

d' oriente scris-

Massimo Mazium
cheno
;

patriarca

antio-

sero

al

Papa Gregorio X, riguar-

questa
ai
il

passer

per non suoi successori, che pordignit


solo

teranno
ilruiuri,

nome
lo

di

amminidal

dante l'unione della chiesa romana. Metrofanc, il quale assistette e solloscrisse al concilio tenuto sotto
il

come per

passalo

palrurca Calisto, rclalivuineu-

MEL
le ni
j>olaiuiti.

MEL
assislelle al
le

103
criminosa,

Malico
e

fu accusato
si

d'azione

concilio
il

di

Ferrara,
d'

soUoscrisse
. . .

colleg cogli ariani,

quantunque

decreto

unione.

sotto-

non
tro zato

partecipasse ai loro errori, cons.

scrisse

l'alto di deposizione del

paconi

Atanasio nuovamente innalalla

triarca
cilio

Joasaph ed

assistette

al

sede
in

d' Alessandria.
alla

Fi-

del patriarca

siinoniani.

Geremia contro Metodio ne occupava la

nalmente,
vanni,
istitu

onta

decisione del

concilio, dichiar suo successore

Gioe
lo

sede nel tS-jg. Matteo designato dal patriarca Geremia II. Antimo era

uno

de' suoi

servitori,

vescovo

pochi giorni

prima
falsi,

vescovo
t.

nel

1721.

Oriens

clust.

della sua morte,

avvenuta nel 826.


atti

II,

p.

9^.

Ingannato

s.

Epifanio da

MELESOBA.
bulgari, della

Sede vescovile dei provncia di Dardania,

attribu

molti errori
essi

ai meleziani,

che per
tenuto,

diocesi dell' llliria orientale.

Ne

fu-

come
il

non ha

hanno mai
benissimo

sos-

fat-

rono
la

vescovi,

...

al

quale

scris-

to osservare
s.

Petau, parlando

di

se Teofilato
di

l'epistola

82;
l'
i

e NicoAllaccio,
o.

Epifanio, haeres. 68, appoggiato

cui

fa

menzione
lib.

al

De

consens.

2,

cap.
(s.).

soltanto,

Baronio an. 3oG. Sostenevano che non si dovevano


nelle

essi

far

MELEUSIPPO
sippo
(s.).

F.

Speu-

preghiere
caduti

chiese coi

cristiani

neir eresia
la

nell' idolatria

MELEZIANI.
ci
t

Eretici

o scismati-

durante
fosse la ta
in

persecuzione, qualunque
del

d* Egitto del

IV

secolo^ cos cliia-

penitenza che avessero fatlo-

dal

nome

di

Melezio vescovo di
la

seguito ad espiazione

Nicopoli, che per

debolezza di a-

ro

fallo.

versagrificalo agl'idoli, fu deposto da

MELEZIO
tiochia.

(s.),

patriarca d'

Anpii

un sinodo presieduto daPietro vescovo di Alessandria. Ma invece di accettare

Disceso

da una delle

onorevoli famiglie di Melitene, nella


piccola Armenia, diede a conosceie
fin

impostaglij

con sommissione proruppe


i

la

penitenza
invettive
fece loro

in
si

da' suoi
e

verdi anni grande pie-

contro

suoi

giudici,

forte

amore

allo studio.
vita,

La

denunzia tore

presso
si

nemici

del

sua

irreprensibile

l'

iudole

Dome
po
i

cristiano, e

fece inoltre ca-

dolce e pacifica gli procacciarono la

un partito contrario. Nulladimeno visit l'Egitto, amministr


di

estimazione degli ariani del pari che


quella de' cattolici.

Fu

eletto a

ve-

sagramenli,
se

me

ed ordin preti, coavesse avuto diritto di conle

scovo di Sebaste, per succedere ad


Euslazio, deposto dagli ariani in
concilio tenuto

un

tinuar

funzioni

di cui
Il

era stato

a Coslantinopofi nel
ostinata
la

giudicato
lessandria
i

indegno.

concilio d'Ae
il

36o;
stenza,

ma

trovatavi

resi-

condann Melezio
;

tulli

abbandon

sede per an-

suoi fautori o seguaci


di

ma

con-

Nicea del 325 usandogli clemenza, gli lasci il titolo di vescovo, a condizione che cesserebbe luibar il suo successore. L' indi
cilio

dar a vivere nella solitudine, e si rilii a Bcrea nella Siria, Dop il deponimeiito- di Eudossio ariano,
patriarca
gli

d'
si

Antiochia,

cattolici
la

ariani

riunirono per
la

scelta

docile prelato
tale

non
;

fu

commosso da
quindi
il

del

suo successore,

quale cadde

benevolenza

institu

sopra Melezio. Tuttavia alcuni cattolici

vescovo dcgl'

ipsclili

Arsenio,

qua-

ricusarono di riconoscere

Me-

i64
lezio,

MEL
avendo
ch'eransi
gli

MEL
avuto parte
gli

ariani
;

vivesse
store di

all'altro,

fosse

il

solo

pa-

alla sua elezione


tici,

mentre

eretirare

tutto

il

gregge. Quindi non

confidali di

d' altro

occupossi che dei ine/zi di


i

Melezio dalla loro, sperimentandolo invece contrario, se ne vendicarono


sollecitando l'imperatore ad esiliarlo.

correggere
lo

disordini introdotti dal-

scisma e dalla eresia. Presiedette

nel

379
;

al

concilio d' Anlioclii;,


gli errori

il

La permissione
sliati

accordata poscia dalai

quale condann
linare
lio

di

Ap)!-

l'imperatore Giuliano
di

vescovi eloro
sedi,

non che
di
in

al

secondo concicitt

ritornare

alle

generale

Costantinopoli del

restitu

Melezio

ad
all'

Antiochia;
il

ma

38 1. Mori
lo

questa

durante
i

lo

scisma

divideva

suo

gregge,

stesso concilio,
alle
le

e tutti

padri

come narrammo
chia,

articolo Antio-

assistettero

cerimonie

del suo

laonde gli fu contrapposto Paolino die fu consagrato da Lucifero di Cagliari.


tre a dolersi

mortorio,
essi

qunli furono fatte con

grandissima
recit
il

magnificenza.

Uno
del

di

Melezio ebbe inol-

panegirico
s.

santo
di

pel paganesimo rinnoda Giuliano l'Apostata, al quale essendosi opposto con un ar-dor veramente episcopale, fu mandato una seconda volta in esilio, da cui venne richiamato nel 363

in

pieno concilio, e

Gregorio

vellato

Nissa

ne

fece

l'orazione

funebre,

presente l'imperatore Teodosio, nella chiesa

di

s.

Sofia.

Il

corpo del
nella

.santo

patriarca

fu

deposto

chiesa degli apostoli, nire del

dall'imperatore Gioviano. Sotto questo

principe, tenero

fede di
tore di

amatore della Nicea, e grande apprezzas. Melezio, fu molto fiac-

portato
di

donde sul fimedesimo anno venne trasad Antiochia per ordine


e fu seppellito

Teodosio,
di
s.

nella

cala

la tracotanza degli ariani. I pi prudenti di essi, avendo a lo-

ro capo Acacio da Cesarea, vennero Antiochia, ove il santo patriarca avea convocato un concilio di venin
tisette

da lui stesso fondata. Cinque anni dopo, s. Gio. Crisostomo pronunzi il suo panegirico a' 12 di febbraio, giorno in cui nominato nei Menci e nel
chiesa

Babila

martirologio
S.

romano

presso Baronio.
gli

vescovi,

e
di

vi

sottoscrissero

Gio. Damasceno
esilio,

il

titolo
tri-

una confessione
L'aperta
tore

fede

ortodossa.

di

martire, a cagione
e
di

del suo
tutto ci

protezione che

l'impera-

plicato
sofferse

che

Valente, successo a Gioviano, accord agli eretici, non pot sce-

per

la
,

fede.

MELFA
Luogo
Sicilie,

MELFE

mare
tinu

lo

relo di Melezio,

che con-

e riviera del

sempre a
i

difendere la
di
lei

sana
esilio.

provincia di

o MELFI. regno delle due Terra di Lavoro,

dottrina contro

oppositori,

locch

gli

frutt

un

terzo

Condotto nella piccola Armenia,


li,

fe-

Sora. Vi fu nel 1284 tenuto un concilio, coiiciUuni Melfiiaimin. Gerardo vescovo di Sabidistretto di

ce la sua dimora presso a Nicopoio

na, e legato di
cilia,
vi

Martino IV

in

Si-

una
:

terra

de' suoi,

chiamata
ri-

presiedette.

Getase

finch,

morto Valente,
con Paolino
chiesa
il

nove canoni, nel


ordinato che
i

Vennero fatti primo de'quali fu


i

torn ad Antiochia. Per estinguere


lo scisma divise

greci

quali dimo-

reg-

gimento
col patto

della

d' Antiochia,

ravano in Sicilia, dovessero aggiungere al simbolo la particella Filioqne.

che chi dei due soprav-

Gli altri canoni

furono

stesi

MEL
contro
e degli
rici
gli

MEL
delle

i65

oppressori
;

chiese
i

getta alla

Sede

apostolica.

Un
al

temve-

ecclesiastici

contio

chie-

po

le

due

diocesi

rendevano

Ialini

che
gli

si

ammogliavano e

scovo annui scudi cinquemila.


Il primo vescovo di Melfi fu Baldovino nel loSg, che assistette alla consagrazione della chiesa di Monte Cassino fatta da Alessandro

ricevevano
bligar
castit
le
:

ordini sacri senza ob-

loro mogli a far voto di

contio

prelati

che
de'

per
lati-

avarizia
greci
ni,

impiegavano
1'
i

dei
iilzio

sacerdoti

per cclclHar
gli
I*

II,

nel

1072;
s.

indi

fu

sospeso dal

ed amministrare

sacramenti;
concubinari;

vescovato da
di
restituito

Gregorio VII, quinlui

ontro
4

ecclesiastici

nel

entro
,

alienazione de' beni ecclee

1093;
to

sotto di

1075, morto nel duca R.oberil

che si Martene, Colletio Novact. t. VII, p. 283. MELFI {Mepliift). Citt con residenza vescovile nel regno delle
siastici

contro

coloro

ajipropriavano

que' beni.

due

Sicilie,
,

nella

provincia

della

capoluogo di distretto e di cantone con titolo di principato, appartenente alia nobilissima


IJasilicata
lairiiglia
plii,
l'

Doria. Melfi, Aiifdiis, Mel-

posta sulla sinistra riva delAntroluco, influente dell' Ofanto.


su
d' elevata

Vedesi
vala

rupe

il

suo

vecchio e forte castello, che rendene' passati


bella
secoli

munita.
diversi

Ha
beIl

una
nefici

cattedrale, e
scientifici

stabilimenti.

suo distretto
altri

comprende Venosa
distante
citt

sette

circondari,

27
nel

leghe

da Napoli. Questa
scelta
1'

Guiscardo don alla chiesa di il nobile feudo di Salsula, libero da qualunque serviti, con lo che contutte le giurisdizioni ferm Pasquale II con diploma del 1102. II vescovo Ruggero visse nel 55 nel regno di Roggero, e in I detto anno venne edificata la cattedrale ed il campanile, con nobile ed ardita struttura. Rodolfo intervenne nel II 79 al concilio Lateranense III. Guglielmo che gli successe, nel iigS riport da Celestino HI la conferma del dominio di Salsula e Gaudiano. Giacomo mor nel 1202; ma R. per simonia ed altre colpe fu sospeso da Innocenzo HI, indi deposto, e surrogato verso il 12 13 Richerio lodato per santit di vita e dottrina;
Melfi
, 1
. . .

043 venne
e la

dai dodici conti

riport
eresse
s.
l'

privilegi

da

Federico

II,

norm.inni per essere

abitazione co-

nume
litare
opini

metropoli della loro mi-

ospedale presso la chiesa di Nicola di Aufrido, e trasfer le


di

repubblica;

ma ben

presto

monache
re
a

san Benedetto
chiesa di
s.

dalla

conte nel proprio

disti'etto in-

solitudine della

Venede
fr.

uiilzossi

di
alla

un castello colla percezione un tributo dal popolo soggetto


sua
vi

quella

di

san

Giovanni
nel

autorit.
istitu
la

JNicol

II

nel

i252 Rogerio de Leontio domenicano


Niceto.

Gli successe

di

10^9
la

sede vescovile, e

dichiar immediatamente soggetalla

ta

santa Sede. Dipoi Clemente

gran virt e scienza, eletto dal cardinal Rinaldo legato d' Innocenzo IV. Nel 1278 Nicol IH fece vescovo

VII nei
scovile
di

iSaS

vi

un

la

sede

ve-

Francesco
lo

Monaldi orvietafr.

Rapolln {^l'edi), ch'era sulFraganea di Siponfo o Manfrelonia, ma anche questa seconda chiesa venne dichiarata esente e ss-

no, che

era di Bagnorea;

Si-

nibaldo dell'ordine de' minori, che


nel

1280

gli

successe, fece
le

una gran

campana, e sostenne

sue ragioni

iGG
contro
sula.
il

MEL
signore di Luvello per Sal-

MEL
conferma)
la

Bonifacio

Vili

contrastata elezione di Saraceno, a


cui Carlo II conferm i memorati dominii della chiesa di Melfi ; ed il vescovo da' fondamenti edific la

Matalino di Melfi. Ciccio Palombi napoletano nel ^^i occup il suo luogo, ottenendo da Gio-

Giorgio

vanna

II di

riconoscere

le

cause dei

suoi famigliari

chiesa di

s.

Paolo.

Anche Guglielil

mo
gio e

ottenne dal re Roberto

Sag-

conferma
quello
nel

sul di

feudo Gaudiano
Salsula.

bench rei di lesa maest. Ad Onofrio Franceschi nel i4^o Nicol V conferm il caII stello di Salsula ; mentre Pio fece altrettanto de' privilegi di questa
il

su

Giovanni
fr.

XXII
nerale

i325 nomin vescovo


s.

chiesa ad Alfonso Costa, precedente napoletano. Nel

come
i47'*

Alessandro da
degli

Elpidio dotto geagostiniani, autore di

Sisto
fredi

IV

cre vescovo Gaspare Lofde' marchesi


la

napoletano
ingrand

di

opere, massime teologiche, morto nel iSaS. Gli successe fr. Monaldo de Monaldi nobile perugino, francescano
illustre,

Trevico, che orn ed ampli


tedrale,

cat-

episcopio, e fu

che

in

Todi

pacifi-

c!

guelfi co' ghibellini.

Nicol Ca-

ed esperienza. Successero quindi, Ottaviano Bentivoglio di Gubbio, Francesco Calodato

per

sapere

racciolo

nobile

napoletano,, prelato

racciolo napoletano, Giovanni cardi-

benemerito per virt, dal 1849 govern questa chiesa, e fu trasialo a Cosenza nel i363; venendo eletto in sua vece fr. Antonio da Rivello domenicano, insigne teologo ed oratore egregio.
Il

Alessandro VI, che r ebbe in commenda, e dopo dodici anni nel t^fjS la cede a Giovanni Ferreri di Tarracona, poi traslato ad Arles. Da Asti detto Papa nel i499 quivi trasfer Rafnal Borgia nipote di
faele
la

vescovo
1

Francesco
le

Scondito
tra
i

de* marchesi
della

Ceva,
confer

che orn
in

del

36g

sop

dissensioni

porta
nel
al

cattedrale.
la

canonici sulla vita


cessore

comune: Giacomo, mentovato

fu sucin

X
del

i5i9

Leone com-

menda

cardinal

Lorenzo Pucci,
altri

monitorio contro Nicola di Montoro signor di Lavello, invasore di

quale come degli


biografie.
A.

cardinali

vescovi di Melfi, trattiamo alle lo-

Gaudiano. Dopo di lui nel i384 occup la sede Elia seguace dell'antipapa Clemente VII. In sua vece Urbano VI elesse Antonio de Saniudia di Melfi. Francesco Garosi capuano, a difesa della sua chiesa Giovanna II concesse privilegi, e
,

ro
nel

questi

successe

il

nipote

Giannotto
il

Pucci

fiorentino

5i, gnata nel


nal

quale avendola rassefratello cardi-

1,528 al

Antonio,
di

Clemente

VII

per

fu
i>i

uno
di

degli

elettori
il

per

g' italia-

Gisberto vescovo di Rapolla un questa chiesa perpetuamente a Melfi, ed ambedue per

morte

Martino V,

quale nel r4i8


sostituendogli
trasferito

regresso

furono governate

sino al

lo

Iraslat a

Trani,

.Astorgio

Agnesi, indi
e

ad

Ancona,

da Nicol
chiesa
in

creato car-

dinale; per cui nel

i4'9 Martino

V
nel

die la
.

commenda

al

da Giannotto. Gli successe Gianvincenzo Acquaviva, creato cardinale da Paolo IH, fa'cendo costruire nella cattedrale un famoso organo di eccellente lavoro. Furo-

1537

cardinal

Giacomo Isolani, 14^5 nomin vescovo

finch

no quindi vescovi
polla, nel
1

di

Melfi

Ila-

Nicola

540

il

cardinal

Roberto

MEL
Pucci,
nel
1.^4.7

MEL
Ruflni
la

1G7
le
liti

Marino
difese

stiana, rio in

istitu

la
;

divozione del Rosa-

nobile
chiesa,

roinnno
costrt

che

sua

due

cori
l'

sed

tra la

nell'episcopio

una

sua sede e
gio,

vasta cisterna, ed ahelTi la cantoria


;

abbate di s. Angelo in Vultu, e quelle col governatore redifese le

succeduto dal

fratello
si

coadiu-

proprie

giurisdizioni,
l'episcopio,

tore Alessandro
la villa

(cui

attribuisce

ridusse a miglior

forma

Rufflnella in
i55c),
il

Frascati^ Vevi

celebr un'utilissimo sinodo. Giulio

di) nel

quale adorn nel-

Caracciolo
uo,
nelli

nobile napoletano teati


di

la cattedrale l'altare

maggiore,
ss.

e-

pieno

virt.

Antonio
vescovo

Spi-

dific

la

cappella del
sacre

Rosario, la

nobile napoletano, celebre prefatto

forn di
il

suppellettili, celebr

dicatore teatiao,

nel

sinodo,

difese

intrepidamente

le

1697,

si

distinse

per zelo e

solle-

ragioni di sua chiesa, die rassegnata

citudine

pastorale,
de'

ed
il l'

nel

i5'j\

fu fallo

canonico va-

vantaggio
piet.

poveri

aument a monte di
ed
la
i

ticano.

Con

questi

Ughelli

promosse Gaspare Cenci nobile romano, che ceGregorio XIII


il

vi

suoi continuatori
rie de* vescovi

terminano
e seg.,
colle

se-

di

Melfi, Italia sa-

It'br

sinodo, abbell

1'

episcopio,
vesti,

cra
la
tizie

t.

I,

p.

920

onde noi

don
vi

alla

cattedrale sacre

proseguiremo
di

annuali No-

e abdic nel

i5go; per cui Sisto

destin Orazio Gelsi romano, ca-

nonico di s. Pietro, che la morte imped di recarsi a Melfi. Quindi divennero vescovi, nel iSgi Marc' Antonio Amidani cremonese ; Matteo Brumani cremonese in,

Roma. 1724 d. Mondillo de'duchi di Gravina, dallo zio Benedetto XIII traslato dall'arcivescovato di Corinto. 1780 Giovaiuii Saverio di Leone d' Ariano,
Orsini
trasferito

da Isernia, e nel
Larissa.

fatto arcivescovo di

1783 1787
Pa*

teologo; nel i594 Placido IMarra napoletano de'duchi diGuardia, nunzio in Ungheria ; nel 162 i
signe
il

Luca Antonio
to,

della Gatta d'Otran-

traslato

da

Bitonto.

174*^

squale Teodoro Basta di Montepa-

cardinal Desiderio Scaglia

nicano; nel
ni
nici

dome1622 Lazzaro Carassicremonese, che aument canonella cattedrale,


il

rano feudo di sua casa. 1766 d. Ferdinando de Vicariis monaco cassiuese di Salerno. 1792 dopo lunghissima sede vacante, Filippo d'A-

ristabil

l'

o-

spedale, fond

seminario, e colloquelle
i-eliquie

c nella
dategli

cattedrale

dal
,

suo

padrone
il

cardinal

Scaglia
pil
il

celebr

sinodo e com.

catalogo
fu
fatto

de' vescovi

Nel

1626
dato
gio

vescovo

fr.
,

Scaglia

domenicano

Deodegno

da Teade Gemmis di Terlizzi, trasferito da Listri in, parlibus. 1824 Vincenzo Ferrari, du Leone XII- traslatato da Lacedonia. 1828 Questo Papa, a* 23 giugno
prile di Gallipoli,

traslato

no.

1818

Gioacchino

fece vescovo

in

nipote del
;

cardinale, oratore egrealla cattedrale

nionsig.

Ferdinando

partibus di Tripoli Siciliani di Giodi quella

molte recorpo di s. Alessandro martire preso dal cimiterio di Calisto che pose in ornata cappella ;
li((uie,

don
ed

venazzo arcidiacono
drale, al

catte-

il

presente ausiliare del


lelfi

ve-

scovo

di

e Rapolla.

Pio

VIH

nel concistoro de' 18

maggio 1821)
monsigi BitontOj

don diverse
la

suppellettili,

ripristin
cri-

nomin

1'

odierno

vescovo
di

congregazione della dottrina

gnor Luigi

Bovio

i68

MEL
tembre
11,
1

MEL
089
dal Pontefice
settanta
Il

abbate e presidente generale della congregazione benedettina cassi nese.

Urbano
e

assistito

da

vescovi

La

cattedrale di Melfi, bell'edifizio,


all'

da dodici abbati.

sacra

Assunzione

di

Maria

Vergine, col fonte battesimale, facendo il capitolo esercitar la cura

d'anime da un tolo si compone


la

sacerdote.
di

II

capi-

quattro dignit,

di dieciotto

prima delle quali il cantore, canonici, comprese le prebende di teologo e penitenziere, e di altrettanti mansionari del numero de'partecipanti, cos chiamachierici adaltri preti e ti, oltre
detti
al

duca Ruggiero si fece vassallo e tribut il suo omaggio al Papa, il quale nel concedere al duca un privilegio, di questo si deduce il principio della monarchia di Sicilia. Furono pubsimoblicati sedici canoni, contro contro il bigami niaci, contro
i

sacerdozio

a' figli

de' preti,

tranre-

ne quelli che professassero


ligiosa,

vita

relativamente
quelli

a vari punti
si

di

disciplina ecclesiastica, e

con-

divino servigio.
nella citt

L' episcool-

fermarono

contro

le

investi-

pio

prossimo alla cattedrale,


quale
sonovi

ture ecclesiastiche.

Labb
p.

tre la

tre

Diz. de' concila.

Il

X, e t. Mansi dice,

altre chiese parrocchiali


sterio,

con batti-

che devesi
questo

un convento di religiosi, ed un monastero di monache, ospedale, monte di piet e seminario. Le due diocesi unite si estendono per
circa

trenta

miglia

di

territorio,

comprendono sette luoghi. Ogni uovo vescovo tassato ne' libri della camera apostolica in fiorini
5oo, corrispondenti a
cati

aggiungere agli atti di o di quello che Urbano II tenne a Piacenza nel iog4, un canone col quale era permesso a' vescovi ed agli abbati di non pagar le decime de' beni uso o coltivati per loro proprio per quello de' loro monaci, a conconcilio,

dizione

10,000 dugravati
di

per che qualunque altra decima sarebbe pagata dai loro affittuari
alle

di

rendita,

non

chiese, dalle quali


i

ri-

pensioni.

Concila di Melfi.
Il

soccorsi spirituali cevevano essi nel decorso dell* anno. Il quarto concilio fu tenuto nelda Pasquale del 1 00 I' ottobre
i

primo
di

concilio

fu

celebrato

II,

il

quale scomunic
sua obbedienza,
effetto

gli

abitanti
sottratti

nel
tera

1048, come
Nicol

rilevasi
II

da una
t.

let-

di
alla

Benevento per

essersi

agli

abitanti di
I.

e la

censura
ve-

Melfi. Mansi, Suppl. de cono.


li

ebbe

per pi d'undici mesi.


sottoscritta
al

secondo fu

tenuto nel
II,
il

io59
,

Con
scovi,

bolla

da otto

dal

Papa Nicol
coi

quale ricon-

conferm
il

vescovo di Mazpossesso
de' beni
Il

ciliatosi

principi

normanni

zara

pacifico

questi misero a sua disposizione tutte


le

appartenenti alla

sua chiesa.
II, p.

p.

terre di

s.

Pietro che aveva-

Mansi, Suppl.
zione
in
d'

t.

4o3,

fa

menII

no usurpate,
Il

in

conseguenza Nicol
e
li

un

conciliabolo

celebrato

die loro
in

l'assoluzione,

re-

Melfi

dall'antipapa Anacleto

stitu

grazia della Sede apostoli-

nel

ca.
I

Diz. d'conc.j e Baronio


terzo fu

ad
io

an.

oSg.
Il

ii3o, che sarebbe ignorato se non fosse citato nella cronaca di R.omualdo, pubblicata dal Muratori,

celebrato

a'

set-

Rerum hai.

script,

t.

VII.

^
Il

E r.
pra una
desi
il

MEL
qualche
.sud-ovest;

169

quinto concilio fu tenuto in un luogo chininato Lago-Pesole presso Melfi. L' iuiperaloie Lotario
Il

montagna alla quale diesuo nome, e che si trova a


distanza

verso

il

sud-

assistito

da

molti

vescovi,
i

ri-

concili

l'abbate
col

ed

monaci
alle

di

Monte Cassino
cenzo
ta

Pontefice Innoi-

montagna legata a I\Iadras per mezzo d' una amena stravi stabilito da un beli' accan:

n,

il

quale cedette

stanze dell* imperatore.

Fulcro
con

fat-

tonamento. In molti luoghi dell'articolo Indie orientali (^Fedi) par-

giurare rinunzia allo scisma del-

lammo

di

Meliapor, nel
p.

voi.

XXXI V,
eretta

l'antipapa
e successori.
sioni.

Anacleto

If,

proII

mettere obbedienza ad- Innocenzo

massime a La sede
Paolo

208, 2i3 e 234-

vescovile fu

da

Vi furono cinque
Casa.

ses1

Chron.

cap.

08.

1606,
della

con bolla de' g gennaio dichiarandola suffraganea

Diz. de' conc.

metropoli di

Goa

[Fedi).
di
di

Il

MELIAPOR

{Meliapor).

Citt

con residenza vescovile nelle Indie chiamata orientali di Portogallo ancora Maitapornnt, e s. TommaTlioinae de Meso o ThomP, s. liapor, nell'antico regno di Golgonda, ora dominio della Gran Bretagna. Questa citt dell' Indostan
,

Papa ci fece ad istanza po III re di Spagna e


e per formare
quella
di
la diocesi

Filip-

Porto-

gallo che vi avea degli stabilimenti,

dismembr
il

Coccino,

estendendosi

suo territorio dal


al

Coromandel
questa
dei
citt

fino

Pegi

Ebbe

due

chiese, oltre
di
(lei
ti
s.

quelle degli eiemifani

inglese,

presidenza,

leghe al sud di
tico,

in
all'

baia
assai

distante due Madras nel Carnaisponda ad una piccola estremit d' una pianura

Agostino,

gesuiti,
in

che

vi

si

domenicani e erano stabilii

famiglie.

Ecco

vescovi di

Meliapor

bella.

Consiste in alcune cenCristiani di


(^Feci),

tinaia di
s,

cattolici detti

o s. Tommaso riportati nelle annuali Notizie di Roma. Fr. Antonio della Incarnazione agosti-

Tommaso o Malabarici
disperse in

abitanti in case
a

mezzo
si

niano di Olinda, fatto vescovo da Benedetto XIV agli 8 marzo I74'>:


a
questi
nel
fr.

moltissime rovine. L'abitano oli

tre g' indiani,

portoghesi, e vi
tele

cessore

1756 diede in sucTeodoro da s. Maria


di

fabbricano
e

alcune
sulle
i

di

cotone
citt

agostiniano di Villanova diocesi

de' mussolini.

Fu

questa
di

fabbricata

rovine

Maila-

Guardia do da
Lisbona,

in Portogallo.
s.

Fr. Bernar-

Gaetano
fatto

agostiniano di
nel

porara, che
nel

portoghesi pigliarono

vescovo
XIII.

7'>9
di

1545, e della quale fecero il capoluogo dei loro stabilimenti sulla costa del Coromandel ; quantunque l'avessero fortificata con buoni
ripari bastionali, fu presa nel

da
dell'

Clemente
in

Fr.

Antonio
Porgli

Assunzione agostiniano
nel

to

Portogallo, dichiarato da Pio

VI
die

1782. Questo Pontefice


fr.

dai francesi, cedettero

1672 che due anni dopo la


olandesi
;

a successore

Eromanuele da

Gesi agostiniano di

Goa

nel

1787.
otfr,

agli

g' inglesi

Pio

VII nel concistoro de' 29


1

a questi la tolsero nel

749. Predi
s.

tobre

8o4
di

preconizz

vescovo

tendono che

sia

la

tomba

Tommaso
luce del

apostolo, che sparse vangelo nella regione,

la

Gioachino eremitano
in

de
s.

Atzaide

dell'ordine

Agostino, di

Porto

so-

Portogallo.

Il

Pontefice contem-

lyo
da cui
ce cos.
zio,

MEL
la

MEL
proposizione
in

poraiien mente lesse


rilevasi

scandalo, che dava

il

re Filippo,

il

lo stato

cui allo-

ra trovavasi cfiiesla

chiesa, che di-

La

cattedrale,

buono
s.

edili-

consenso de' vescovi tlcl suo regno, aveva ripudiala la sua legittima moglie Ingelbmga figlia
Col

quale

sotto l'invocazione di
apostolo, snllraganea
di

Tomin

del

re di

maso

dell'ar-

cioso
fo^se

pretesto

Danimarca, sotto lo speche il matrimonio


per averla
sposata

civescovo

Goa.

Officiavano

invalido,
i

essa quattro preti,

per quando vi
vi

dentro

gradi proibiti dalle leggi


Il

pontificava

il
i

vescovo,

accorrevicini.

canoniche.
concilio di
della

cardinale convoc
i

un

vano
Nella

tutti

preti

de' luoghi

tutti

Vescovi e abbati

cattedrale

eravi

la

cura, dis-

monarchia
fu

in Parigi

per discu-

impegnata

da un sacerdote nominato dal vescovo, con fonte battesimale. Si alTerma, che

tere ed esaminare questo punto, per

nulla

nel concilio conchiuso per


re;

venerazione
(li

si

con gran custodisce il corpo


ivi

timore del

ma

di

questo grave
e
alla

argomento
fia

ne

parlammo anche
III.

s.

Tommaso
la

apostolo. L'episco-

con qualche diffusione


d' IxffocENzo

biogra-

pio resta

separato dalla

cattedrale
In
citt
e-

Un'altra que-

per
altre

pubblica strada.
simili

rela

fu

esposta

al

legato contro la

ranvi altre chiese col battisterio, ed

chiesa di

Dol

nella

Bretagna
legato
si

mias-

due

fuori
ospizi

di
di

essa,

due

nore, ed a pregiudizio della metropolitana di Tours.


Il

confraternite,

due

religiosi

con
te

giovanetti

che

istruivano.

La

tenne dal

pronunziarsi,

ma

poscia

diocesi era
il

regno

di

amplissima e contenenGalac, Madras, TranPalia ed


altri

termin 1' affare Innocenzo III a favore di Touis, a cui assoggett la


chiesa di Dol, togliendo al vescovo
la

caban,

Melisipalan,

molti luoghi. Ogni vescovo pagava

speranza
Il

di

aspirare

all'

onore

per tasse

loo
7,,

fiorini,

e dal regio

del pallio.

cardinale, illustre per

erario aveva

eoo

scudi.
alla

Gregorio
spi-

XVI

a provvedere

salute

dottrina e probit, dopo aver concorso alle elezioni di Gregorio Vili,

rituale de' popoli indiani, nel

i838
Goa,
isti-

Clemente
di

III

e Celestino
il

III,

fin

provvisoriamente sottrasse dalla giurisdizione

vivere verso

1200.

metropolitica

di

MELITENE,
MALA.TIA,
scovile
della

MILITINE, o
Citt
arcive-

Mei ia por ed d ai vicari


tuiti,

altre diocesi, e le affi-

Melila.

apostolici

da

liii

e descritti al citato articolo.

MELORE,
Migliore,

Cardinale. Meliore o
nazione,
insi-

francese di
titolo
di

Turchia asiatica, pascialatico di Marasch, capoluogo di sangiacato, sopra un afHuente del Cara su-Melas, a cinque leghe dal
confluente di
l'Eufrate.

gnito

col

di

maestro,
onesto,

uomo
e

questa riviera e delin

timorato
scienza
II

Dio,

per
nel

Sta

una

bella pia-

chiarissimo,

Lucio
cre

III

nura,
e
vi

al

83

1184
di

lo

cardinale

il

montagne, gran pa.ssaggio da Costan-

piede di nude

prete de' ss.

ucrlengo
Intere

Giovanni e Paoloj cas. Chiesa e legato a


Gallie,

tinopoli in Persia.

grande, ripie-

na

di

giardini, e vari corsi d'acqua

nelle

insieme
1'

con
to-

l'attraversano in ogni lato.


considerabile
zioni
del

Cencio suddiacono^ per


la

affare del-

crociataj

come ancora
regno
il

per

Fa u commercio in produpaese, col mezzo delle


che quivi pas-

gliere

da

quel

pubblico

numerose carovane

MEL
sano.
(li

MEL

cotnposlii

171
il

Ln
lurchi

popolazione
,

nacquero ancora

s.

Melezio

Graus.

Imcoiiiani,
l'antica

armeni

de, celebre vescovo d'Antiochia, e

greci.

questa

Molitene

capitale dell' Alndnlia

menia,, delta

Armenia

o piccola Arminore. Ivi

Eutimio archimandrita della Palestina. Fu tenuto in essa un concilio prima del 36o, qualche tempo avanti
quello
tenutosi
in

stanziava
gli

antichi

una legione romana, e romani vi fabliricarono


rasa per difesa de' solda-

Costantinopoli,

una
ti.

fortezza di figura quadrata in

campagna
poscia

dappoich, come narra Sozomeno, furono in quel conclio deposti Elpidio e Salale, per avere violato i
decreti del concilio di Melitene, col

L' imperatore

Traiano ne

foce

che divent la jiietropoli del pae.se, contrada d' Asia accrenella Cappadocia. Essendo sciuta la popolazione in nianiera che non tutta poteva abitare nella
citt

una

un sacerdote per nome Eusebio. Si apprende dal medesimo storico, che Eustazio di Sebaste fu esso pure deposto per avere contravvenuto ai decreti di quel conristabilire
cilio.

fortezza,

egli

vi

fece

costruire al-

S.

Cirillo di

Gerusalemme
che
vi

vi

l'ingresso case, palazzi, templi,


cali
ce.

mer*

assistette,

e sembra

fossero

In seguito
I

l'

imperatore A-

trattale
siastica.

materie di disciplina ecclesede vescovile


fu eretta

nastasio

voleva cingerla di mura,

ma
la la

essendo morto senza dare ese-

La
primi
cato

nei

cuzione

suo progetto, ne lasci gloria a Giustiniano T, il quale


al

secoli

della Chiesa, nell'esar-

di

Ponto.

Nel

secolo

di-

ridusse in istato di servire d'orinsienae e di difesa


la

namento
che per
nel

all'Ar-

menia. Divenne celebre


la

citt

an-

battaglia quivi accaduta


es-citi

venne metropoli della seconda Armenia, poscia della terza, e Commanville riferisce che nel secolo XIII fu elevata al grado di esarcato, avente

572
I,

tra gli

di
di

GiustiPersia.

per sufFraganee

le

sedi

niano
Gli
la

di

Cosroe re

vescovili

arabi,

provincia,

che conquistata aveano perdettero Melitene


dell'egira
sotto
il

Arca, Cucuso, Andjiso, Ariarata, Comana e Zelona. Il primo vescovo di Melitene fu Cupsidi

l'anno
liffato

i38
di

ca-

chio

martire, di cui fanno menzioi

Almansor.
la fece

L'imperatore
del

Costantino Copronimo

741

a-

e se

vendola ripresa
lo

demolire,

ma

menologi greci a' 28 maggio, ne celebrava la festa a Cesarea con gran solennit al tempo di

ne

Almansor inviandovi l'anno i4o, 70,000 uomini comandati da suo nipote, questi ne fece ristabilire le mura. Era popotatissima
stesso

s.

Basilio.

Suo successore
l'

martirizzato sotto
cio,

fu Acacie imperatore De-

e se ne fa memoria in detti menologi a'3i marzo, e viene pulati-

verso
cesi

la

fine

del secolo
all'

la

presero
la

X. I fianepoca delle crocadde


alla

re citalo in alcuni martirologi


ni
.

Quanto
il

agli
p.

altri

vescovi

di

ciate, e

cedettero all'imperatore
peri

Melitene,
ta
l'

di

Costantinopoli;

la

serie nel
christ.

Le Quien ne riporII, p. l. 14^2 del,

fine in
tali

mano

de' lurchi, e die

na-

Oriens

Costantino
nel
i

l'ulsi

ad Abulfarage, storico asiatico. In questa citt venne martirizzaverso

timo
fece

di essi j

nominato

288,

poi eleggere patriarca

to,

l'anno

257,

s.

Poliulo

nastero di
tri

moBarsuma, contro due alnel


stali innalzati

primo martire dell'Armenia; quivi

ch'erano

alla

me

1^2
1

MEL
nello stesso

ME
semplice vosco viito
dell'Ellesponto,
di

L
della
la

desima dignit, cio Ignazio V eletto nel 293, ed Ignazio Michele


'Ietto

provincia

sotto
nel

metropoli
secolo,

tempo

dai
in

vescoCilicia.

Cizico, eretta
in

ma

vi

d' occidente radunati

Dopo la morte di questo ultimo continu lo scisma nella chiesa dei


giacchiti,
tino,
il

seguito elevata nel IX in arcivescovato, poscia in metropoli,

venne

quindi nel XIII secolo fu tnisfeiila

tra

Ignazio

V
esso
:

e Costan-

quale

avea

pure
gli

as-

sunto
tali

il

nome

d' Ignazio

orienil

riconoscono

per

patriarca

Lupadio. Ne furono vescovi Filedi cui si fa menzione nella vita di s. Partemio vescovo di Lampsaco; N che intervenne all'esea
to,

primo, e gli occidentali il secondo. Ai presente Melitene, Melitenen,

un
titoli

titolo

arcivescovile
la

in parlibus

quie di detto santo; Gemello pel quale sottoscrisse il concilio di Calcedonia Diogene di Cizico ; Sozo-

che conferisce
vescovili

santa

in partibus,
di

Sede coi ad esso


,

uicno che sottoscrisse


l'

la

lettera al-

inq)eratore
la

soggetti, di
111

Sine e

Comana. Ne

/r(n

Leone; Giovanni I che lettera a Papa s. OrmiGiovanni


li

Maria Gravina, ed essendo vacante, Gregorio XVI lo confer a Girolamo dei marchesi d' Andrea napoletano delegato di Viterbo, a'12 luglio i84i, quando lo destin nunzio apostoliinsignito Gabriele

sda per
sa
di

la

riconciliazione della chie-

Costantinopoli;
al

intervenne

VI

concilio generale;
J\li-

Andrea
chele
al

fu

quello in Trullo;

co alla confederazione elvetica, don-

de

lo

promosse

a segretario

della

sacra congregazione del concilio.

VII concilio generale; Damiano air Vili; Teofane o Teoiilo sottoscrisse il sinodo di Fozio; Agapeto fiorito quando franchi si impadronirono di Costantinopoli e
i

MILITONE
di
sta

(s),

vescovo di Sarelevato
a que-

Hieroteo del
t.
I,

i34t.

Oriens

christ.

nella

Lidia.

Fu
il

p.

780. Al presente Melitopoli

dignit sotto

regno

dell'imal

Miletopoli, MiltlopoUlnn,
vescovile in
la

peratore
indirizz

Marco Aurelio, l'anno lyS una


si

quale

tolo

un tiparnbus che conl'ardi

solidissi-

cede
zico.

Sede apostolica, sotto

ma
Jii.

apologia della religione cristia-

civescovato pure in parlibus

Ci-

ha alcuna particolarit intorno alle altre azioni della sua vita; ma si sa che possedette lo spirito di profezia, per cui ebbe il
di

Non

MELL A MELLO
nobilmente
Castiglia,
in

Giovanni, Carnella vecchia

dinale. G'\ovann'\ Mella oMello, nato

Zamorra
di

soprannome
dagli antichi,

profeta.

Compose
delle

fratello

Alfonso

che

molte opere, che sono spesso citate


in

fece rivivere
ticelli.

l'empia
vi

setta de' fra-

una
la

quali

Portatosi in

Roma

negli an-

diede un catalogo dei


tico

libri dell'an-

ni

giovanili,

fece mirabili

pro-

Chiesa universale riconosceva per canonici. La sua festa segnata il giorno

Testamento che

gressi tra

nello studio dell'


cui

legge, in

una e l'aldivenne dottissiautori spain vece

mo; non mancano per


gini oli, che

primo

di

aprile.

affermano aver
e che ottenne e poi

MELITOPOL!
diocesi d' Asia
tra

MILETOPOMisia,
situata

fatto
di

primi studi

nell'universit

LI, Melilopolis. Sede vescovile della


nella

Salamanca,

un cain

nonicato in
ledo,

Madrid

To-

Cizico e Ritinia.

Fu dapprima

Conosciutasi da Martino

la

MEL
tli

MEL
gli

1,3
Gli suc-

lui
il

straordinaria abilit,

conpa-

i344
Pietro.

traslalo a Chiozza.

fer

vescovato della propria

cesse INicola frate minore,

non pare
nel
i

tria,

e lo

nomin
ufijzio

uditore di rota,
giudice non
dolio,

Giacomo de Ponto
minorila,

nel quale

per essersi mostra-

anch' egli

349, succeduto da

to coslanleinente

meno
dopo

N
tore
si

che sedeva nel


Siliense.

iSyS,

tras-

assiduo e

giusto, che

lato alla chiesa

Dopo

Vit-

4o anni
di
s.

a'

Calisto 111

17 o i8 dicembre i/^56 lo cre prete cardinale


dalla

trova eletto nel

iSgo Do-

Prisca, e

sede

di

Za-

morra, ove fond una cappella in onore di s. Idelfonso, lo trasfen a


quella di

menico de' Domenici carmelitano. Giovanni XXlll nel i4'4 ^' t'"^" sfer dalla chiesa Ariense Fianchionio de' minori francescani. Francesco nel
lio

Segovia, e

lo arricch

di

i5i2

intervenne

al

conci-

copiose rendite. Mori in


ra nella chiesa di

Roma

nel

1467 d'anni 70, ed ebbe sepoltus. Giacomo degli spagnuoli, in un monumento marmoreo lavoralo sul gusto antico, in cui fu breve epitallo. inciso un

Lateranense V, e vi ritorn nel i5i4. ludi fior Vincenzo de' Maspoi


Dionisio, per
fatto

suri;

morie
III

del
nel

precedente

da Paolo

Quantunque
spetto assai

il

cardinale avesse

l'a-

deforme, ci non per tanto rec lustro e splendore al sacro collegio, e venne altamente

commendato come uomo


e

dal cardinal Papiense,


laborioso,
infaticabile,

chic>ie i538, cio traslafo dalle Cianense e Thermiense, che recessi al concilio di Trento. Per sua dimissione nel i555 Paolo IV eles>c Giacomo li Sureto greco, che fu pure al detto concilio. 11 primo vescovo di Mellipotamo e di Retino

unite fu
lato

Luca

Stella veneziano, tias-

e intrepido ministro della giustizia,

da

Paolo

nel

161 5 dalla

che

solo

fra

tanti
gli
uilQci

avea

eserci-

chiesa di Zara, poi fallo arcivesco-

tati

quasi tutti

della curia

romana.

MELLINI. redi Millim.

MELLIPOTAMO
TAMO,

MILOPO-

vo di Creta, e successivamente vescovo di Vicenza e poi di Padova. Ne fu successore Zerbino Lugo di Rassano diocesi di Vicenza, da Ur-

Milopotamus seu Aulopotamus. Sede vescovile dell' isola di Candia [Tedi), citt di Creta, nell'esarcato di Macedonia, sotto la metropoli di Candia [Vedi), eretta nel
secolo IX, quindi
la

bano Vili

nel

i63q
nel

piomosso a

residenya del ve-

scovo venne trasferita

Relino, e

secondo Raudrand a tal sede fu riunita. Al presente Milopotamo un forte della Turchia europea sulla costa settentrionale di delta isola, sangia-

cato,

presso

la

foce

della
nell'

piccola

i64' 'ece vescovo di Mellipotamo e Retino d. Gozzadini bolognese, fratello di Angelo vescovo di Civita Castellana. Oriens chrisl. t. Ili, p. g34- Al presente Me\\\^o\amo, Mcllipolamtn, un titolo vescovile in partibus, sotto 1' arcivescovato pure in pai'' tihus di Gorlina, che conferisce la i santa Sede. Gregorio XVI agli maggio 1840 nomin monsignor
Fellre; quindi
i

riviera del suo

nome

Arcipe-

Nicola

Wiseman
del

vescovo

Mellipo-

un vescovo gieco. Ne furono vescovi: Michele di Verona domenicano, fatto vescovo nel 342 da Clemente VI, e da qiiesti nel
lago, e vi

lamo
stolico

e coadiutore del vicario apodistretto centrale

o me-

dio d^ Jnghilterro, al quale articolo


e
ne' voi.

XIV,

p.

173,

XXXV,

174
p.

MEL
parlammo
di

MEL
questo dotto,
fra le

i56,

suoi tre

figli

Sexredo,

Sewardo

zelante e benemerito prelato, di cui

Sigeberto

professarono

pubblica-

abbiamo tante opere,


qui

quali

registreremo: Ilorae
sterilit
(Ielle

siriacac.

il

La

missioni intrapre-

il paganesimo, e scacciarono santo vescovo dai loro stati. Mellito pass in Francia, donde poco

mente

se dai protestanti,

Roma

t83i. Hidel

sposta

alla dottrina

cattolica

dott. Turton, Londra tSSg. Due prediche in inglese recitate in Roma,

Londra i83i.
st

La
ss.

presenza
di N. S.

reale

Inghilterra, ove sucLorenzo sulla sede di Cantorbery. Mori nel G24 ^' ^4 ^' aprile, ed in tal giorno si onora la sua memoria.
in

dopo torn

cedette a

s.

del corpo e sangue


Cristo nella

G-

MELLONO
Roma,
fu

(s.),

vescovo

di

Eucaristia, pr-

vata dalla Scrittura in otto lezioni


tenute nel collegio inglese di

Rouen. Nacque nella Gran Bretagna, ed avendo fatto un viaggio a


convertito
I,

Roma,

e
il

battezzato

Londra

i836.

Lezioni

pubbliche

dal Papa/5. Stefano

quale
fede

lo

sulle principali dottrine e pratiche

mand

predicare

la

nelle

della Chiesa cattolica, homvd i836. Dodici lezioni sulla connessione tra

Gallie circa l'anno 257. Quelli che

credono che

s.

Nicasio

la scienza
recitate in

e la

religione rivelata,

stolo della Neustria,

Roma,

Londra

i836.

Elogio funebre del cardinal Tommaso f^cld in lingua inglese, colla


traduzione di

che prete, fanno s. vescovo di Rouen, e


sulla sede di questa

primo aponon sia slato Mellono primo


lo

collocano
nel

citt

260,

Giacomo Mazio, Ro-

dandogli
pato. Gli

ciuquant' anni df
si

episco-

1837. Stato del protestantismo Roma 1837. Saggio critico sul ragguaglio di lady
in Inghilterra,

ma

attribuisce la fondazioe di

ne della cattedrale
altre chiese.

parecchie
i

Morgan
s.

rispetto alla

cattedra

di Gli

Pietro in

Roma,

ivi

i832.

Le sue fatiche ed suoi miracoli guadagnarono gran numero d' anime a Ges Cristo. Mori iu
pace al principio del
e
fu

Annali
vescovo.

delle scienze religiose

par-

quarto secolo,
chiesa
di
le

lano delle

opere di questo insigne


(s),

seppellito

nella

di

s.

Gervasio fuori delle


arcivescovo
di

mura

Rouen.
sue re-

MELLITO
Cantorbery.
s,

Per timore

dei

normanni
si

Fu dapprima
a
1
il

abbate

liquie furono trasportate a Pontoise

d'un monastero
Gregorio
lesta

Roma. Nel 601 Grande lo mise

neir 880, ove


ra
nella

custodiscono, ancodi

collegiata,

cui

il

santo

d'una seconda colonia di missionari cui mandava a s. Agoalla

vescovo patrono, ceiebraiidovisi la sua festa a' 22 d'ottobre.

stino in Inghilterra. Egli fu

il

pri-

MELOE
sotto
la

MELA

MELE,
Licia,
nell' e-

mo
.soni

vescovo di Londra ossia de'sasorientali


;

Melaesa. Sede vescovile della


metropoli di

battezz

il

re Seber-

Mira,

to con
.sudditi,

una gran
e
colle

parte
liberalit

dei
di

suoi

sarcato d' Asia, eretta nel

IX

secolo.

quel

Ebbe
all'

per vescovi:

Nicela che assi-

principe gitt
t.biesa

le fondamenta della Paolo a Londra, e del monastero di s. Pietro a Thorney, oggid Wtslminsler. Dopo la morte

stette al

di

s.

VII concilio generale; Paolo concilio, ed a quello che pontificato di Giovansi tenue nel ni Vili pel ristabilimento di Fozio

VI li

di

Sebertu,

avvenuta

nel

6,

dopo

la

morie

di

s.

Ignazio;.

Pietro

MEL
die Irovossi
allo

MEL
primo
generale
de' vescovi greci
fu
,

ijS
Euti-

stesso concilio di

Fozio da cui era stato ordinato, mentre il precedente lo era stato da s. Ignazio. Oriens chrisl. t. I,
!>

chio che sottoscrisse al sesto Consilio


e ne furono successori Galaziono che assistette al VII concilio generale; Macario che occupava la sede nel XVII secolo; Dionigi;

993-

RIELOS
ne
di

MILO. Sede
Candia,

vescovde
ora com-

e isola dell'Arcipelago o settentrio-

quella di

ra
t.

vescovo nel
I,

presa nel nuovo stalo della Grecia,

ed appartenente
ministrativa delle
nali:
i

alla divisione

am-

tino

Gregorio che n'eOriens ckrist. primo vescovo lap. g45. Il fu Giacomo Navel o Novel
e
1

Gerasimo,

Ciclpdi meridio-

turchi

la

chiamano Ijuynkisola,

Deyrmenlik. Quest'
quasi rotonda,
ste e selvaggio
:

di figura
tri-

di
in

un aspetto oggi si pu

domenicano nominato verso il 1349: quanto a' suoi successori fino ad Antonio Serra di Scio, consacralo a Roma nel 1642, vedasi
,

di-

re quasi deserta,
della

in

comparazione
dell'antica
spiri-

V Oriens chiist. t. Ili p. io 55. Nel 1737 n'era vescovo Dionisio Mo,

sua estensione e

dino.

sua popolazione,

ed nello
Il

MELUN,
niiny

tuale sotto la giurisdizione dell' arcidiocesi di Tfaxos.

Miiledununi.
del

Melodiimim, AJcleduCitt di Frandipartimento della

suo porlo, uno


capitale delnella

cia capitale

de' pix belli e vasti dell'Arcipelago,

sicuro e comodo.
l'

La

isola

Milo,

situata
la

parte
sud-

orientale,
est di

presso

estremit

Senna e Marna, distante nove leghe da Parigi, situata sulla Senna che vi foima un' isola, e la divide in tre parti ineguali riunite da due
ponti
alla
di

una piccola baia che (bruia un porto, distante 4? leghe da Tripolitza, con 5oo abitanti. Citt celebre e considerabile nei tempi fio
ridi della Grecia,

pietra,

essendo

riserbato

navigazione
citt
la

quello a Moulin.

Questa
si

cui

maggior parte
sulla

estende

in

anfiteatro

riva

dalle cui rovine

si

destra del fiume,


di

ha un

tribunale

scopri recentemente

un teatro due
l'

di for-

ma

circolare, di

marmo

bianco, ben
vescovi di
altro latino,
il

Vi
sta

prima istanza e le sue autorit. si osserva una piazza assai vae

conservato. Vi sono

regolare,

si

ammiiauo
s.

Melos,

l'uno greco^

bei
Il

vetri

della chiesa di

Aspais.

sotto la metropoli di

Rodi;

pri-

palazzo della
ediflzi

prefettura stabilito
di

mo
di

Kimoti o Cimolis, la quale > altres una delle Cicladi; il secondo un titolo vescovile
di

assume Melos e

il

titolo di

arcivescovo

negli

d'un' aulica al)bazia


si

benedettini-,

distingue pirch doSi

mina
le

la

citt.

vedono
castello

nell' isola

in parlibvs che conferisce la santa

e chiamalo Milo o Milene, Milen seu Milenen. La sede vescovile di Melo o Milo dell' esarcato d'Asia, venne eretta, la greca nel primo secolo, la Ialina nel decimoterzo suffraganea di
iippi-.rfenne
all;i

Sede,

che molti re di Francia abitarono, e dove la regina Bianca madre di s. Luigi IX tenne la sua corte dinante qualche tempo. Possiede due chiese, un col
legio

rovine di un

comunale,

societ

letterarie,

biblioteca pubblica con pi di

8000
una
oC-

Naxos;
delie

qiie>ta

volumi, un teatro, un ospedale, una

provincia di ^'nxia,
Cicladi,
il

grande caserma

di

cavalleria,

l'altra

alla

prima

casa centrale di detenzione con

6
di
di

MEL
lavoro,

MEL
f.ibbriclui

ficiiie

diverse
di

anche
tessuli,

maioliche,

vetri

e di

e tiene considerabili mercali

di
si

grani per

piovvigionare Parigi:

le

vantano pei- eccellenti le anguildi Mehin. \i fiorirono uomini

Supplem. t. II, 865. Il secondo concilio fu tenuto nel 1225, convocato dal re Luigi Vili, in cui vescovi di Francia in preMansi,
p.
i

de^conc.j

senza del pontifcio

legato

domanla

illustri,

come Giacomo Amyot


di

ele-

darono
liari,

al

re ed ai suoi baroni
tutte
i

mosiniere
III,

Carlo

IX

e di

Enrico
e di

cognizione di
colle quali

le

cause mobi-

e traduttore di Plutarco

vassalli della

Chieal

Manuel.
to
nel
II

Questa
d'

antichissima citt

sa citavano

chiunque davanti

ve-

era nel territorio de' senoni. P.oberfiglio

scovo, sostenendo che la chiesa Gallicana era in possesso di questa giurisdizione.


Il

Ugo Capeto
Filippo
I

vi
i

mor
io8.

io3i,
presa

e dai

nel
e

re vi

si

oppose con-

Fu
la
li

normanni,

volte dagl' inglesi,

molte specialmente per

siderando
fane.

tali
t.

Labb

cause puramente proXlj Arduino t. VII;

fame

nel

i4i8,

ma

gli

abitanti
vi

Diz. de' cono.


Il

scacciarono nel

i43o, e
gli

rice-

terzo nel

1282
di

contro

Rai-

vettero le truppe di Carlo VII, che

mondo
mente
Il

conte
agli

Tolosa,
Ivi.

relativa-

per riconoscenza
privilegi.

accord molti
guerra della
la

albigesi.
a' 2
1

Durante

la

fionda. Luigi

XIV

corte qual-

che volta
colo XII

vi

soggiornarono. Nel sevi

gennaio i3oo, da Stefano arcivescovo di Sens e dai suoi suffraganei, per la riforma dequarto
gli

Abelardo

stabil

una

abusi della disciplina ecclesiasti-

scuola di filosofia. Dal


t
si

i56o

la cit-

ca, e vi

governava con un costume particolare chiamato cosUune di


,

golamenti.
conc.

furono pubblicali vari reLabb t. XI; Diz. dei

Mclun; dopo essere stala per lungo tempo una viscontea, fu eretta
in ducato
1

MELZI
dalla
gli

Camillo, Cardinale. Ca-

millo Melzi nobile milanese, partito


patria,

col

titolo

di

pari

nel

comp

cQn

successo

709

a favore di Ettore di

Melun.

studi legali nelle

universit di

Concila di Melun.
Il

Bologna, Pavia e Parma, dove ottenne la laurea di dottore. Fu prov-

primo

fu celebrato nel 12 16

da

Pietro arcivescovo di Sens e dai suoi


suffiaganei,

che

vi

fecero sette cagli

veduto della carica di collaterale di Campidoglio, e da Urbano Vili avanzato a quella di luogotenente civile dell'uditore della camera, in
cui persever undici anni con
pie-

noni riguardanti particolarmente


avvocati,
nasteri.
i

priori ed abbati de'

mo-

municalo
di

Avendo Innocenzo Filippo II come


il

III sco-

na soddisfazione della romanii curia. Fu quindi promosso da detto Papa


per
la

sospetto
eh' era
il

sua

piet e

dottrina
di

nel

favorire

figlio

Luigi

i636
dove

all'arcivescovato
nei
tre

Capua,

entrato in

Inghilterra contro
i

re

anni nei quali gover-

Giovanni,
attendere

grandi protestarono non


censura finch non fosse-

la

n per s stesso quella diocesi, promulg e stabil santissime leggi per


mantenere
e
la

ro meglio istruiti della volont del Papa, il quale scomunic ancora il


principe Luigi.

la

disciplina

nel

clero

Labb

t.

X,

Uiz.

riforma nel popolo. Si mostr generoso cogli orfani, colle vedove,

MEL
coli ogni sorta di miserabili. Viilo con singoiar diligenza l'arcidioccsi,

MEM
La
che
chiesa di
s.

177
al

Andrea
avanti

Quiri,

nale ne accolse la fredda


fu
collocala

spoglia
1'

non

manc

di

ripaiare

il

altare
fre-

palazzo arcivescovile con ecclesiastica magnificenza.

maggiore
giata di
gli

sotto

adorna lapide
iscrizione,

Le lagrime sparse
per
la

magnifica
il

che

dal suo popolo


senza, sono dello
zelo
,

di

lui

as-

pose

nipote
di
s.

un testimonio autentico
della

Melzi arcivescovo
chiesa nazionale di
so
di
si

sollecitudine
cui

Giannanlonio Capua. jVella Carlo al Corla

della dolcezza

con

invigilava

vede

parimenti

memoria

alla cura del proprio gregge.

Comalla
stes-

questo cardinale,
dal

pito
stero,

un

triennio

nel

sacro mini-

pide con bell'elogio,


reltagli

mediante laegualmente enipote.

venne spedito nunzio corte di Toscana, e poi dallo


so Pontefice nel

detto

Fu

il

cardinale
ta
ri

uomo

fornito di segnala-

i644

^u trasferito

piet, con cui

andavano

del pa-

a quella di Vienna presso Ferdinan-

singolare integrit ed

eminente

do

111,

in

cui

dopo aver persevedi

dottrina; eccellente nella scienza di

nove anni, nel qual tempo mostrossi acerrimo


rato per lo
spazio

e zelante

difensore dell'autorit

de' diritti della

Innocenzo mosso, senza essersene giammai potuto penetrare il motivo, e rimandalo al governo di sua chiesa, dove prosegu ad adempiere tutte
le

Sede apostolica, da nel i653 ne fu ri-

entrambe le leggi, fu costantemente grave nei costumi, eloquente nel ragionare e giusto nel consigliare. Fautore insigne de' letterati e dei poveri, fu lodato come decoro del
senato apostolico, e sollecito pastore del proprio gregge.

della

parti

di

sollecito

vigilante

pastore.

Alessandro VII appena dilo

Parte del Canone Messa (Fedi), in cui si fa Commemorazione [Fedi) dei vivi vie deimorti. Il memento per
i

MEMEiNTO.

venuto Papa
la

fece segretario del-

vi

prima

della consacrazione,

il

congregazione

de' vescovi

e re-

golari, quindi alla

prima promoziolo
a'

memento memento

dei

morti
vivi
il

dopo.

Il

dei

era

ne
gli

ad

istanza

dell'imperatore

generale per tutto


Cipriano,
in

cre cardinale prete


confer
il

aprile 1657;
s.

aggiunto in seguito,
il

dapprima mondo; fuvvi al tempo di s.


alcuni
fedeli

titolo

di

Marcello,

nome

di
si

e lo ascrisse alle congregazioni del


concilio,

particolare, che

nominavano'

de' vescovi

regolari, di passati

propaganda ed altre. mesi mor in Roma

Ma

21

semplicemente, senza fermarsi a pregare per essi in particolare come


si

nel

,1639 di

usa a'nostri

giorni.

Il

Papa

s;

anni 69, universalmente compianto per la sua carit verso i poveri,


pel zelo per la fede, pel raro esem-

Innocenzo I del 4^2, nell'epistola a Decenzio vescovo di Gubbio, dice che nel memento non si deve recitare
il

pio che diede d'invitta pazienza nel vedersi negletto e trascurato in


tante promozioni fatte da Innocen-

nome

di

coloro

quali

hanno fatto delle offerte, se non dopo che il Sacerdote gli ha raccomandati a Dio pregando
le
:

zo

querela,
il

X, senza mai farne la menoma quantunque avesse tutto


di

ecco deldei
tro-

tracce antiche

del
di

memento
ci

merito

essere a preferenza di

vivi, senza

parlare

che

molli altri promosso al cardinalato, vot.


XIIT.

vasi

nelle costituzioni dtigli apostoli.-

T^S
Dell'antico

MEM
memento
de'Tvi

MEM
e
dei
tizie

morti ne Irattammo ancora all'articolo Dittici. Parlando il Diclich, Dz. sacro liturgico, del memento dei
vivi

cilio

anche ecclesiastiche, e del conche fu celebrato per la riu-

nione de'copti alla chiesa romana, ch'ebbe effetto sotto Gregorio XI II,
intervenendovi
sandria.
ni
il

e dei morti, dice che quando


si

patriarca
vescovi
il
:

d'Ales-

questo

fa

dal sacerdote, egli alzer


le

Ne furono

e giunger

mani

sino alla faccia

meleziano, cui

Giovanconcilio Niceno
pa-

o
e
la

al

petto, e cosi star

un poco

in

ordin riunirsi con Alessandro


ce
si

quiete col capo alquanto inchinato,


cogli occhi
fissi

triarca d'Alessandria, e perch inve-

nell'Ostia, facendo

commemorazione
se

de' fedeli
i

vivi

Costantino; tutlavolta
a detto concilio

uni agli eusebiani fu esiliato da si vuole che si

e defunti a suo piacere;


quali,
voglia,
li

nomi

dei

pentisse dell'errore. Antioco che fu

ricorder segre-

ecumenico.
il

Tolopatriar-

tamente,
di

perch

non necessario
solo
di

meo

giacobita, ordinato dal

esprimerli,

ma

averli
in-

ca proprio

verso

secolo
al

Vili.

presenti alla

memoria.
della

Se poi

Macario giacobita, trovossi


cilio

congia-

tendesse

pregare per molti,

potr

in

cui

Filotea

fu eletto pa-

proporsi
quelli

prima

tanto

vivi,

messa tutti quanto defunti,

triarca
cobita,

de'giacobiti.

Abramo

nominato da Zaccaria
Chail
in

suo
si

pei quali egli intende pregare,

onde
per
dipri-

patriarca.
te alla

giacobita assistetciie

non

essere

troppo

lungo

a' circo-

conferenza de' vescovi


al

stanti

(ma deve durare almeno


detta

tenne

Cairo

presenza del
In

visir,

lo spazio

d'un Pater noster). Fatta

relativamente
del patriarca

ad

alcuni domestici

poi

la

commemorazione,
le
la

Cirillo.

Memfi

vi

messe ed

estese

mani, come
messa.

ma, continuer

MEMFI, MENFl,

Memphis. Sede

vescovile della provincia d'Arcadia,

nel patriarcato d'Alessandria, eretta nel IV secolo sotto la metropoli di

ebbero residenza un vescovo greco ed altro copio. Dell'arcivescovo di Memf consagrato da Leone XII nel i824> ne tenemmo paiola nel voi. XXXVIII, p. 6r dd DizionaDe' vescovi di Memf tratta il Le Quien, Oriens christ. t. II,
rio.

p.

Behnese

Celebre citt
1

gi

capidi

p.

tale dell'Egitto,

5,000

passi al

586.

sopra del principio del Delta o della separazione del Nilo , sulla riva
sinistra
di

MEMMIO (s),
mano
di

Sciallon o Chalons sulla

primo vescovo di Marna. Ro-

questo fiume, poco lunpiramidi


,

nascita, essendo stato

man-

ge dalle

la

cui

fonda-

zione Erodoto attribuisce a Menete

primo

re d' Egitto,
di

ed avanti

la

dalo nelle Gallie, predic il vangelo a Sciallon, dove co' suoi discorsi e un gran numero miracoli oper
di
di

fondazione

Roma.

Distrutta da

conversioni, e
cui

Nabuccodonosor, fu poi riedificata con molti magnifici templi, ed i re Tolomei vi tennero la loro corte.
Si pretende
sia

fu
la

loca
del

form una chiesa primo pastore. Si colsua morte circa la fine


il

terzo .secolo;

fu

seppellito pres-

che
sul

il

Cairo
fu

(Fedi)

so alla citt, e venne poscia edificata

costrutto
colle sue
lato

suo

luogo, ovve-

ro

rovine

fabbricato

Nel
lui

una chiesa sulla sua i3i8 le sue reliquie


s.

tomba. furono
di

dall'altro

del Nilo,

per cui a

rinchiuse con quelle di


sorella,

Poma

quell'articolo riferimmo le sue no-

in

una preziosa

cassa

MEM
di argento,
la

MEM
si

179
e

quale

custodisce

nell'alterare
boli
la

veri

buoni vocaalla

nella

cliiesa

abbaziale
s.

dei

canonici

dell'italiana

favella,

paro-

regoliu-i

di

Agostino

fuori delle

semplice ed espressiva memorianel

mura
celebra

di

Sciallon.

La

sua festa

si

le

n'5 di agosto.
Altare innalzato
di

MEMORIA.
Dio
e
si

sotto

il

nome

qualche santo,

disse pi particolnimente di quel

primo senso, si voluto soun composto, cio promemoria, ristringendo il memoriale a significar supplica. Questo il mezzo ordinario e pi spedito prastituire

luogo dell'altare in cui sono chiuse le reliquie; dappoich costante tradizione antica, di

ticato sino

dai tempi

di
si

con

cui

ogni

persona

Augusto, apre la
pro-

noYi dedica-

strada ad essere ascoltato dal


prio sovrano, o dai magistrati

re

una

chiesa,

consacrare

un
le

che
esri-

altare,

neppure

una

semplice

hanno ingerenza
porre
cevere
vari
le

nel governo,

ad

pietra per esso,


reliquie,

senza collocarvi

sue occorrenze,
le

ed a
Parisi

massime quelle dei martiri, le cui venerande memorie venivano cosperse di fiori e rami verdeggianti di piante ed alberi. V. Alt.ake, Confessione, Martire. Memoria dicesi altres' della commemorazione de'santi che si fa ai vespcii

ne' rescritti

convenienti
Il

provvisioni e risposte.

avvertimenti

de' termini
i

d come

debbonsi concepire memoriali, dei riguardi che convengonsi al negozio


ed alle persone. Divide
i

memoriali
:

le

suppliche in
netta,

tre

parli

i.

la

ed

alle

laudi dell'uffizio di-

chiara,

veridica
fatto
;

e
2,
le

concisa
la

vino,

con una

antifona,

con
vi
si

un
sono

esposizione
tizione

del

pe-

versetto ed
delle chiese

un' orazione:
nelle quali

della

grazia;
la

3.

ragioni

vanno
alle

che ne mostrano
quit e
nati
la

giustizia.

Te

a cantare le
loro cappelle.

memorie

de'sanli

convenienza.

Tali sup-

pliche chamansi
e Segretario dei
,

MEMORIALE,
MEMORIALI
libcllus
le
,

ed
di

abbracciano
grazia,
riferirsi
ui

DEL

Papa.
vuol

Memoriale
ci

tanto
lettere

memoriali ragiole materie che di giustizia,


generi
delle
i

nel suo piimievo


dire,

natura-

e possono
di

significato

che

serve

per ricordare alcuna cosa, ed in linguaggio di segreteria importa

domanda. Pi spesso memoriali non contengono se non

d a chiimque per tenergli presente qualche affare rn cui egli debba operare. Significa pure una preghiera che porgesi a persona autorevole per olteneie qualche grazia e corrisponde ni latino supplex libellus, o sieno preces o desideria sitpplicantium. L. i5, De in jus vacando. L. Sa,
scritto

uno

che

si

la petizione di alcuna grazia, che dipende dall'arbitrio e beneficenza

del principe, ed in questi

luogo un

pu avei' moderato uso di quella


che
senza
di

eloquenza

ostentazione

oratoria ha forza

muovere

dol-

cemente
cima del

gli

affetti.

La formula no questa.

tissima de'raemoriali
foglio

In

Beatissimo Padre.
la

ff".

S'incomincia poi

scrittura lascian-

ff.

De

ree.
Il

arbit. L.

i,

cod.

Quando
per la De' me-

do

lo

spazio

convenevole. Si pone
in

libellus.

Parisi, Istruzioni
t.

ordinariamente

segreteria

IV,

oap.

Il,

me

del

moriali

spirilo di novit

promemoria, dice che lo bacio estendendosi anche flesso

il noN. N. dopo il de' santissimi piedi, o gemi'

principio

supplicante

ai

santissimi

piedi

nippli'^

i8o
moriale
no,
si

MEM
poi
il

MEM
mefonda
rirli,

chcvolmente espone. Se

diretto

la

petizione

non basta

asse*

ad un

sovra-

ma
i

necessario inserire nella

dice:

N.N.

prostrato al tro-

no di vostra Maest.
si

La

direzione
sia,

giustificano

poi del memoriale, piegato che


fa in

cima: Alla Santit di Nostro Signore, e nella seconda riga Papa Pio IX felicemente regnante.
"Vicino al fine della colonna
si

po-

documenti legittimi che quanto si espone in corpo di essa, secondo l'opportunit, citandoli per ordine numerico o alfabetico. Talora il.^ duplicato del memoriale si porta 'per secondare lo stile, com' quello delle congresupplica
gazioni
cardinalizie, segretere,
si

ne Per
dell'

in

linea
il

separata, e nelle

tri-

ultime linee
oratore,

nome

cognome
altre

bunali, ec.; e taloi'a


fini

richiede per

senza
si

ripetere

particolari.

qualit

che

debbono

esprimere

in capo alla supplica.

memoriale occorrendo minare pi volte il nome


del
supplica, in

Nel decorso di nodi


si

chi

vece

di esso
il

pone

Parlando il Parisi de' memoriali anonimi, tom. II, p. i8 e 19, dice che i ricorsi anonimi o non si ricevono o non si ascoltano; sono per lo pi parti del livore, della
malignila, della vendetta. Gli autori

Voratore,
te,
il

il

supplicante,

ricorren-

petente e simili. Nel voi.

XIX,

se

si

Dizionario riportammo l'istruzione data da un canonista


p.

3o

del

l'asserto,

scuoproHO e non provano massime se calunnie, deb-

bono

punirsi

della curia

romana

al

tempo

di

la quiete.

come perturbatori delPu per altro succedere,

rifici

Gregorio IX, riguardo ai titoli onoche dar doveansi ai cardinali


libelli

nei

delle petizioni,
le

con

for.

inole

per

cause

ecclesiastiche

Dell'odierno
dinali,
gistrati.

formolario se
titoli

ne dide'car-

scorre agli articoli de'


e di
altri

dignitari

ma-

Aggiunge il Parisi, che pu al sovrano ricorrersi per la denegata giustizia da un qualche magistrato o ministro, ovvero per affari la cui risoluzione non possa ottenersi senza la di lui suprema immediata autorit; ma negli altri

che una persona onesta per evitare la malevolenza e gli sconcerti che produrrebbe lo scoprimento di un ricorrente, celasse il suo nome, ma rappresentasse i fatti muniti di tali circostanze di tempi, luoghi ed indicazioni di persone, che avessero apparenza di verit, ed allora, se sono cose riguardanti l' utile pubblico, potranno indagarsi le prove,
per procedere dopo la loro veriQcazione al provvedimento. In alcune congregazioni ai memoriali ano-

nimi
ces.

si

rescrive

Suhscribaniur preascoltati e
te-

affari

e cause per la cognizione


il

Vanno
segreti
gli

per
quelli

delle
gli
ti,

quali

principe ha deputato

nuti

che

ricorrono
le

opportuni tribunali e magistrai

contro

aggravi
si

de' ministri,

ricorsi

e le suppliche
questi.

debbono

cui giustificazioni

sentono sempre
sull'affare.

portarsi

menti senza
tivo,

Chi far altriaddurre speciale mojiire

prima

di

determinare

non
o

otterr dal principe altro

Delle lettere o memoriali senza nome, o con nome finto, ovvero supposto, ne
p.

rescritto, se

non che un Utalur

parlammo al

voi.

XXX Vili,

suo,

sibbene

un

Lectutn.

V.

Rescritto. Avverte inoltre il Parisi, che certi falli speciali, su cui si

i47 del Dizionario. Il saggio e benigno Gregorio XVI, nel iS dei suo testamento, parlando della

MEM
consegna delle sue carte a chi spettiivano,

MEM
ne che pu
tra
i

i8i
intercessore

fare,
il

come

dispose:

Siccome poi

vi

sudditi e
di

sovrano, organo
nelle

saranno forse
le

rimaste,

confuse fra

immediato
zia,

questi

benefi-

altre carte,

diffamanti

anche delle anonime, e calunnifitrici, che non

cenze, nelle grazie

nella giusti-

siccome
le

preposto

con intima
i

devono essere conservate, cos dovranno queste venir bruciate". Il


pi delle volte
la

fiducia dal principe a sentire

re-

clami e

domande
alla

del

suddito,

calunnia provie-

e portarle

sua cognizione.

Mecorte

ne
i

dall'invidia, poich agli occhi di


la

moralis era

chiamato

nella

questa
del

gloria delitto, e dicono

sapienti che l'invidia certa

prova

nistro,

imperiale di Costantinopoli quel mi suggeil quale era tenuto di

merito di chi viene invidiato; ordinariamente maligni invidiosi


i

rire all'imperatore le azioni eroiche

de* suoi soldati perch


il

ne ricevessero

s'

immaginano

di

aver diritto a tutgiusti titoli di po-

meritato premio. Palatina

omnia

to,

bench senza

officia,
tes

hoc

est,

ter aspirare a

ci

che da
e

altri

si

in

rebus,

Memoriales, agenappari tores diverso-

possiede
scienza,

legittimamente,

spesso

senza talenti e
il

capacit; poich la
senso, e pi di tut-

rum commodoriim. S. Ambrogio, epist. ad Marceli. Il medesimo officiale nella

buon

corte

Costantinopolita-

to la religione,

freno alle passioIl

ni e agli indiscreti desiderii.

poi

fatalmente

creduto

male sempre

na era chiamato a memoria, come scrive Cantacuzeno lib, 3, cap. i5.

Curandae
rant

reipublicae praeposili e-

senza esame;

ma

l'innocenza pro-

duce sicurezza d'animo; ed il pi Talido scudo contro malevoli invidiosi una tranquilla sofferenza, essendo la maggior vendetta che
i

Spanapolinus a memoria, et Joannes Melitenensis. Nelle corti secolari anticamente il Referendario


[Fedi),

come

in
alle

quella

imperiale,

soprintendeva
vescovi. Sotto

risposte

di

loro

si

possa

fare

il

silenzio

dovevano dare
i

ai

principi
i

che ed

si

ai

pregar Dio che g' illumini per loro bene. Imporla assaissimo la cosfanEa nelle cose avverse, perch significa

romani
1'

referenriferi-

dari esercitavano
re
le

uffizio di

cause,
le

altri

esponendo

agli

grandezza di cuore, e la moderazione nelle prospere, perch arguisce tuna.

imperatori
i

domande
i

de' privati e

dubbi

insorti

ne' giudizi.
prelati

Nella

un animo superiore
Delle

alla for-

curia

romana

referendari
le

Lettere

ecclesiastiche

anticamente riferivano
la

cause nel

(^Wi) chiamate wemorinli, ne palliammo a queir articolo. Dai cavalieri

tribunale della segnatura e in queldi

grazia avanti

il

Papa. Nella

di

Malia
si

si

chiam memoriale,
lettere

l'estratto

nobilt, che

ne

o prove di esentano all' ordigerosolimitano quando alcuno


pi di

delle

potente e splendida corte di Benevento, il referendario equivaleva al


segretario
disse nel

de'
voi.

memoriali

XVII,

p.

come si 295 del

domanda
rio de'

esservi

ammesso.
di

L' antichissimo uffizio di segreta-

imperatori eranvi
cris
scriniis,
i

Dizionario. Inoltre nella corte degli i mililantes in saministri che servivadelle lettere,

memoriali o

referendario

delle suppliche de' principi nobilissimo, di grande importanza, e

no negli memorie,
sposizioni.

uflzi

delle

delle suppliche, delle diIl

SDjBinamcnte delicato pel gran be-

Priniicero

de' notari

, -

i82
^P^edi)

MEM
della
gli

MEM
e prima-

santa Sede

rum
rius

et

memorine j
libells;
il
:

del

Pupa

D.

rio tra
cili!

ufTiziali palatini, nei

con-

N. Pii IX. P.

M. surnmus

scrina-

suggeriva

ai

Pontefici
le

quanto
istanze

cardinal segreta-

occorreva, e faceva loro


di ci
eh' era supplicato

rio de'

memoriali

Cardinalis surnlihellis.

di

voler

mus
fu

scrinarius

Dopo

es-

dandosi col mezzo de* pri miceri ingresso a quelli che avevano in essi a ragionare delle loro
trattare,

sere stato segretario de' memoriali

posi supplicuni

cause; ed
ri

il

Proticero de' difenso-

i^Fedi)
le

era destinato a patrociforse

nare
rici ri

cause della chiesa, de'chietali

e de'poveri:

dignita-

possono in qualche parte adombrare e figurare 1' odierno segreta-

In nula ah admissionihus fuity come si legge nc\ Lex. epigr. Morcell. di mons. Gain beri ni. Nel sigillo che il degno e attuale cardinal segretario de'memoriali appone ai rescritti ex audienti a ss. e che sottoscrive A. Card. Altieri, si
di

maestro

camera:
prects

rio de' memoriali,


Galletti,

come

osserva

il

legge in ^\vo\ Aloy. Tit.s.


Pori.
r ss.

Maraein
secr.

Del primicero della santa


altri iiffiziaii del

S.

R. E. Presb.

Card. Aliiesup.

Sede ed

lateranense.

Questi a
lo

p.

palazzo 190 ag-

D. N. Pii

IX a

Lihell.

Prima

di

parlare del cardisui

giunge, che
le era uffizio

Scrina/io nicmoria-

nal segretario

de' memoriali ripor-

uno

degli scrinai

che aveva
il

teremo alcuni aneddoti


riali

memose essi

particolare nello stesso archicio

riguardanti
facili

Papi,

vio della santa Sede,

custo-

de delle memorie e de'monumenti. Parlando il Muratori nella IV


delle sue Disserl.
corte, dice che

degli

uflzi

della

o cauti nel fare grazie, di che pur parlammo agli articoli BENEFrzi, Carica, Dignit', Dispense, ed altri, non che alle loro
rispettive biografie.

furono

non ben
di

chiaro

qual fosse

l'

uffizio

referendario

nel palazzo de' re longobaidi, e sic-

Benedetto Xll eletto in Avignone nel 1 334 fu premiatore de'soli


meritevoli,

come nella cronaca Farfense si ha un diploma del re Astolfo del ySG, ex dicto donin regis per Theopcrtimi illins referendariiis,
costui
li,

soppresse

l'

abuso delle
si

grazie aspettative, ed ordin che


registrassero tutte
se
le

concessioni e
gli

fosse segretario de'

non sa se memoria-

ne

conservassero
registro delle

originali,

ond' ebbe origine nella curia roma-

o pure cancelliere e notaro reappartenesse lo scrivere


In Planimportante uffizio maestro o referendario
i

na
tale

il

suppliche.

Ma
nello
fos-

gio, a cui
i

virtuosa moderazione giov al

diplomi ed
di

privilegi.

successore Clemente
spazio di

VI, che

cia

fu antico

due

mesi volle

che

quello
rio di
l'

sero gratuitamente
grazie

spedite tutte le

delle suppliche:

il gran referendaFrancia avea la cura del-

che

furongli
tutti gli

domandate, e
ecclesiastici di

perci quasi

anello e del sigillo reale, riferiva


re
il

al

contenuto

de' diplorai,

li

Europa si mossero per Avignone in numero circa di centomila per


godere
ralit;
i

presentava alla sua soscrizione, quindi egli slesso


li

frutti

della

pontificia libe-

sottoscriveva

e sug-

quindi

non

rimase

alcun

gellava coir anello del sovrano.

Ecco

beneficio vacante, e tornarono alle


loro case ricolmi di grazie e di benefizi,

come

il

Morcelli

chiama

il

segreta-

rio de' memoriali; Mci!>istcr libello-

facendo ancora Clemente

Vl

MEM
un gran numero
scovati e di
di

MEM
riserve di

i83

ve-

mano,
?a,

abbaze, e rigunrdanl'

e con ambedue lacer l'islancome soleva fare con le riprovevoli


tal

do come nulle
gli

elezioni de' capitoli a

suppliche di
del
1

natura. Giulio III

e delle comunit:

quelli

poi che

55o

nella sua

generosit

se

rappresentarono
questa

non aver tenui

passava
fatto ai

alcun

giorno

senza

aver

to

condotta

suoi

prede-

cessori.

Clemente VI soleva rispondere, ch'essi non avevano saputo

essere Papi. Gregorio XI, circondato dal padre, dai fratelli e dai
nipoti, a

qualche grazia, prender sonno nella notte. Marcello li che gli successe, i ricus di esaudire l' ambasciatore di Spagna, che implor grazia per
cardinali

non poteva

loro

sollecitazione

accor-

d molle

grazie,

che non

furono

sempre distribuite con buona scelta ; ebbe per la gloria di restituire a Roma nel iSyy la residenza pontifcia. Bonifacio IX, adorno di belle
doti,
fu

un cavaliere romano reo di omicimaturamente le lettere ed i memoriali, e prendeva volendio; leggeva


tieri

consiglio

dalle persone probe.

poco istruito dello


corte

stile

e
il

degli aifari della

romana,
le

perch segnava senza scelta


pliche ed
i

supdegli

Pio IV del iSSg per bisogno di denaro si trov costretto d' imporre gabelle, che produssero malcontento e congiure contro di lui, e si giunse ad attentare alla sua
vita
nell'

memoriali, pronunziansul

atto

di

presentargli

un

do ciecamente
uffjziali suoi.

rapporto

d'animo grande,
sigli

cesse

V del i4o9> govern pei condel cardinal Cossa, che gli suecol nome di Giovanni XXIII,
Alessandro
si

memoriale: noteremo, che Enrico ^^1 i'^ Francia fu pugnalato da


<^'i

chi prese
gli

il

pretesto di presentar-

suppliche.
la

1572 pose
in

Gregorio XUI del maggior sua gloria


favori, e

la

passione di
il

far

grazie e
gli

di

dispensar

perci
in

concui

contentar tutto

mondo,

pr-

tava perduto

quel

giorno

cacci la taccia d'imprudente ed in-

considerato, dappoich volendo soddisfaie

contentare
benefzi,

supplicanti^

distrbui
ti

abbazie, vescova-

nieno
lit

di corte a quei che meritavano se le loro quafossero state esaminale con di-

cariche
le

scernimento.
giil
di

Fu

poi

tanta

Tintenella

Leone

del
,

i5i3

che inculcava a' ministri non fargli concedere grazie da cui ne ridondasse pentimento; e quando Giovanni Blancio suo cameriere gli present un
benefzi

collazione de'

memoriale
tente,
lo

di

domanda incompequanto
la

interrog

eragli

stalo

promesso per

consecuzione
glie-

beneficenza. 11 cardinal Alessandro Peretti nipote di Sisto V, die ciuquanta scudi a chi con un memoriale ne in)plorava cinque, e cinquemila a chi ne aveva domandati cinquecento, JVel i5.9i appena eletto Innocenzo IX, concorrendo a lui diversi cardinali per prc garlo con memoriali per qualche grazia, secondo il consueto in tale circostanza, egli invece prudcntemente ricus a tutti di farle, protestandosi nulla risolvere improvvisamente e senza matura riflessione; ed al cardinal Caetani che gli domand grazia per d. Giannantoesercitasse la sua innata

non

deila grazia; e venendogli vilmente


risposto,
le

nio Orsini, coli' offerta di certa

duecento scudi, questi

diede

generosamente, con

una

ma ma

di

denaro, rispose

somnon vogliaIl

denari,

ma

ubbidienza.

cita-

i84
to Parisi
,

MEM
t.

MEM
cap.
nirno.

VI, Risposta alle domande, dice che queste sono o concessive, o negative, o sospensive, quindi riflette, che quando l'animo commosso
I,

p.

2 38,

Se non si consola colla grs|^, non si disgusti con una troppq cruda negativa; il no una pillola
disgustevole per
rarsi
tutti,

e deve indodelle

colla

gentilezza

parole.

da qualclie straordinaria allegrezza, non sia 1' uomo facile a rispondere, rna esamini prima le domande, e differisca le risposte a tempo che le
passioni siano
pacate.
Il

Fin qui il Parisi. Innocenzo X del i644 fu savio


e circospetto nel parlare, tardo nel
risolvere, e
zie

per

difficile

in far gra-

Pontefice

all'improvviso, onde mentre


si

j era^

Paolo V, come ancor noi dicemmo altrove, saggiamente si astenne nel


bollore
della

prelato signore

acquist
si

il

nome

di

mon-

non
la

puh.

Amantissimo
amorevolmemoriali dei

sua
,

esaltazione

dal

della giustizia,

riceveva
citt
i

dispensar

grazie

dicendo
alle

essere

mente per
i

quel tempo esposto

domande

ricovrenti, affine

di
Il

tener in freno
celebre cardinal
di

ed alle concessioni di cose ingiuste o disdicevoli, e che avrebbero poi l'ecato pentimento, come not pure il Muratori negli Annali d' Italia. Si dee sempre concedere, purch non sia contro la giustizia, ci che negato pur si farebbe colla forza contro la volont nostra. I grandi domandano con animo di ottenere, e sono sensibili alle negative, e perci a questi mai non si nega espressamente ci che loro non si concede; ma tirando la cosa in lungo, si mostra disposizione di farla, rimosse che sieno le difficolt, le quali si oppongono. Guardisi chiun-

suoi ministri.

Gaspare Carpegna vicario


e prefetto
regolari, fu
forse
de'
riti

Roma,

de' vescovi e

poco amato dai romani, perch ne' 43 anni del suo cardinalato a tutti i memoriali rispondeva di no, sebbene poi tutto benignamente accordasse. Si rimarc che il cardinal Marcantonio Ansidei, di gran dottrina e zelo pastorale, spesso si mostrava turbato
ed inquieto al ricorso delle suppliche. Clemente XI soleva dire ch' indegno degli onori chi li domanda ; e per la sua dolcezza se doveva negar alcuna cosa Io faceva sen^pre con buona grazia, n gli mancavano all'occasione risposte argute. Per sentimento dell' Algarotti, fu
grazioso quel

que

di

non
a

consentire,

per

umano
il

rispetto,

minima cosa contro

giusto e r onesto. Spesso le negative


si

danno col non dar risposta, massime a persone inferiori, che ordinariamente domandano cose assurde ; potendo il silenzio equivalere ad una meno spiacevole negativa.

giuoco

di

parole col
alla

quale Clemente

XI

rescrisse

memoria

d'

un

religioso

de' servi
:

La

difficolt sta

nel

rispondere a
si

che implorava il cardinalato rester seivita. Benedetto XIII per la sua gran bont fu ingannato da
diversi

coloro, coi quali

non
si

pu

tacere,

de' suoi

ministri,

segnata-

ed perci
i

nece-ssario di giustificar

mente dal cardinal Coscia segretario de' memoriali,


rescritti

motivi per

cui

nega.
le

Le pi
sospen-

per

la falsit dei

ingegnose risposte sono


sive,
si

nelle quali

si

concede, n
nulla
si

nega,
lu

ma

senza dar

fa

vedere

buona disposizjone

dcll'a-

con cui si procacci il risentimento de' romani, e venne proXII, quindi cessato da Clemente punito. (Questo Papa qon sapeva"

MEM
negarsi
cile si

MEM
fo-

i85

alle

suppliche giuste, e

mostr nel sentire i ricorsi. Benedetto XIV fu grazioso e pieno


di spirito nell'ascoltar le

memoriali e farvi rescritti, ed oltre quelli che mandava in segreteria de' memoriali per la
nel leggere
i

domande,
farvi

dispensa,

segnandoci
se

di suo
essi

veneil

nel ricevere le
rescritti.

istanze,

e nel

rato carattere a pie di

no-

Pio VI di buona volont


i

me
pi

del petente
facile

non

vi

era, pel

ascoltava
diti,

ricorsi
sei

e reclami de'sud-

ritrovamento,

im gran

e ne'

mesi

che

abitava

il

numero con paterna


direttamente
rispettivi
li

sollecitudine

Vaticano, in discendere ogni giorno


nella contigua basilica,
te riceveva

faceva ricapitare ai

benignamen-

ministrij o

ad

altri

per

da tutti i memoriali, ed a tutti dava sollecitamente corso, facendo di proprio pugno 1' opportuno rescritto, con indicarvi talvolta le ragioni che determinavano condiscendere o a il suo animo a
negare
le

prendere segrete
mostrarsi nelle
caritatevole

informazioni, per

domande

ragionevoli

indulgente, e giusto

ne' reclami. Talvolta

ancor

egli

fe-

ce de'rescritti graziosi e con ispirito.

Gli fu
in

presentato

grazie

richieste,

e qual-

in foi'ma di

un memoriale, componimento poetico,

cuno fu anche pieno di spinto. A Pio VII fu presentato un memoriale scritto


il

cui

l'

oratore

domand

la

di-

spensa di tre

anni per

istudiar la

con

un

sonetto, in cui
la

giurisprudenza nell' universit romana, chiedendo al


anni. Gregorio
rescrisse:

supplicante reclam contro

pen-

Papa
di
i

tre de' suoi

sione, che
Stata

da
a

scudi
sei,
Il

dodici

eragli

XVI

suo pugno
Nostri, di-

ridotta

giuocando sul

Ritenendoci
in
gli

numero

dodici.

Papa

rescrisse

graziosamente: Si rientri nel dodici principiando dal dodici del presente

spensiamo anni che

vece l'oratore dai tre

mancano per
del

essere

ammesso

agli studi

in Sapienza.

mese.

Leone

XII, amatore
riceveva
rescritti fu-

de