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e 3 y-ié

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMOWIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VCL. XXXVII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
UDCCCXLVl.
^s. .
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
-^©^•^

JUB JUC

JUBE DOMNE BENEDICERE. cere, e il coro risponde Amen; non


Versetto col quale si domanda la convenendo che il superiore doman-
benedizione primacominciare
di di la benedizione all'inferiore. Se
la lerione. La parola Jube sta qui però canta il primo in coro, per-
in vece di velis^ come nel prefazio chè non è superiore j dice Jube
nostras voces , ut adniitù fubeas ,
Domne ; ed il secondo in coro di-
per admitti velis. Donine per sin- ce le parole della benedizione, co-
cope di Domine. V. Nonnio Mar- me spiega ancora il p. Emmanue-
cello citato dal Macri, al cap. IV. le Ezevedo, Exercitat. de divino
Avverte il Gavanto sect. V, cap. Il, officio, Venetiae 1783, p. 116. Di
che dicendo alcuno l'uffizio da per ciò ne parlammo ancora agli arti-
se solo dirà Jahe Domine^ perchè coli Dio, DoM, e DoMiNus. Quan-
domanda la benedizione da Dio; to poi fa il Papa nella sua cap-
lo stesso osservandosi nella messa pella pontificia nel mattutino della
al vangelo dal sacerdote. Il Sar- notte di Natale^ lo si disse nel vo-
nelli nelle Leu. eccl. tom. IV, lume IXj o e III del Dizio-
p. 1 1

lett. VII, p. i5, spiegando tal ver- nario. Il Macri nel Hierolexicon e
setto, avverte che il lettore doman- nella Not. de' voc. eccl. dice che i
dando la benedizione al sacerdote greci ancora usano questo titolo
ebdomadario lo chiama Donine ,
, sincopato^ dicendo Kyros agli uo-
perchè quando si recita privata- mini e non Kyrios, che sì dà al
mente r uffizio si dice Domine ,
solo Iddio.
chiedendosi la benedizione imme- JUCA.TAN (Jucatan). Città con
diatamente da Dio. Quando poi il residenza vescovile nell'America set-
vescovo celebra l'uffizio e canta la tentrionale, chiamata ancora Meri'
lezione, dice Jube Domine benedi' day Emeriten , Merida o En>€rita
6 JUC JUC
Nova, neirindie occidentali. Jucatan Nuova Spagna, perchè assoggetta-
o Yucalan ovvero Menda è capo- ta alla monarchia di questo nome.
luogo dello stato di Jucatan nel Seguì lo stato i destini del Mes-
Messico o federazione Messicana. sico, cosi la città di Jucatan o
Giace in un'arida pianura, che dai Merida.
inedii colli si estende al golfo del La sede vescovile fu eretta per
Messico. JNon ha grande estensione, tutta la provincia del Yucalan, ad
ma è ben fabbricata, ed otto stra- istanza dell* imperatore Carlo V,
de rettilinee conducono tutte alla nel i547 dal Papa Paolo III; le
gran piazza centrale, che è abbel- fu assegnato per mensa ottomila
lita da diversi edifìzi, come dalla pezze, e dichiarata sulfraganea del-
cattedrale e dal palazzo del gover- la metropoli di Messico, come lo
no. Vi sono manifatture di coto- è tuttora. I Giovanni di
vescovi
ne e buoni artefici in rame. Vi 6. Francesco e Giovanni Porta, fu-
risiede la corte di giustizia per rono nominati ma non consecrati,
gli stati di Yucalan, Tabasco e di quindi il primo vescovo può dirsi
Chiapa. Lungo la via boreale del- Francesco di Toral, provinciale
la città per Bacalar s* incontrano francescano della provincia del s.

molti antichi ruderi, ed assai più Evangelo; fu preconizzato da Pio


e meglio mantenuti nella via me- IV, consacrato nel 1662, e mori
ridionale, per lo che può dirsi , nel iSyi. Fra i suoi successori
che il lato orientale dello stato di noteremo particolarmente il vesco-
Yucatan ne ridondò. 11 più con- vo Gonzalez de Salazar agostiniano,
servato è un grandioso edifìzio nominato nel 1608 da Paolo V:
quadrato, che i naturali chiamano governò la sua chiesa col massimo
OxmiUal , che misurato verso il zelo, ed occupossi particolarmente
\']5o si trovò di 600 piedi in in distruggere l'idolatria ; rovesciò
ognuna delle quattro faccie, e gli ventimila idoli,meritò e si gli e»
interni appartamenti, il corridoio, logi di detto Pontefice, che lo fe-

j pilastri sono lutti decorati di licitò con una lettera; mori nel
bassirilievi, che rappresentano ser- i636, dopo di aver convertito più
penti, lucertole, ed altri rettih. di quindicimila indigeni. Nel secolo
La prima conoscenza del Yucatan passato, dopo lunga sede vacante,
si deve al i5o2, ed a Cristoforo Benedetto XIV nel concistoro dei
Colombo, e Diaz de Solis che lo 6 marzo 174^ dichiarò vescovo di
accompagnava vi pose pel primo Jucatan fr. Matteo di Zamora fran-
il piede nel i5o8 ; ma la vera cescano, il quale ebbe seguenti suc- i

sua scoperta si attiibuisce a Fran- Nel 745 fr. Francesco di s.


cessori. 1

cesco Hernandez de Cordova, ric- Bonaventura y Texada, traslato da


co colono dell' Avana, che agli 8 Tricala in pavlibiis e dal sufiraga-
febbraio iSiy prese terra al capo nato di Cuba. Nel 1753 fr. Igna-
Caloche, ma con infelice spedizio- zio dePadilia agostiniano, traslato
ne ; ne vendicò
onor nazionale 1*
dall' arcivescovato di s. Domingo.
il Giovanni di Gnjalva.
castigliano Nel 1762 fr. Antonio Alcalde do-
Indi la conquista fu compita nel menicano. Nel 1772 Diego de Pe-
1527 da Francesco de Montejo, redo traslato da Cartagena. Nel
e la regione prese il nome di 1775 Antonio Cavallero y Gon-
JUD JUN 7
gora traslalo da Chiapa. Nel 1779 le pie fondazioni da lui falle, evvi
Lodovico de Pian-y-Mazo bene- l'abbazia di Painpont, nella diocesi
dettino. Nel 1797 Pietro Agosti- di Malo. Per prevenire una guer-
s.

no Estevez-y-Ygarte della diocesi ra pericolosa si lasciò persuadere


di Canarie. Per morte di esso il re- da Eligio a rendere omaggio a
.s.

gnante Papa Gregorio XVI, nel Dagoberto, e non andò guari che
concistoro de' 17 dicembre i832, fece ritorno al monastero di Gael,
dichiarò vescovo di Jucatan V o- ove visse nella pratica delle virtù
dierno monsignor Giuseppe Maria religiose, e mori la notte del 16
Guerra nato nel Messico, già arci- al 17 dicembre, circa la metà del
diacono di questa cattedrale e par- secolo VII. Neir878 le sue reliquie
roco in diverse cure. furono trasferite presso i benedet-
La cattedrale, ottimo ed elegan- tini dell'abbazia di Marne nel Poi-
te edifizio, è dedicata a Dio, sotto touj poscia detta di s. Giovino.
il titolo di s. Idelfonso, con fonte Egli è nominato a* 16 dicembre
battesimale, essendo la cura delle nel martirologio di Francia ed in
anime affidala a due lettori. 11 ca- quello de' benedettini ; ma l'antico
pitolo si compone di quattro di- calendario di s. Mevenno non ne
gnità, la prima delle quali è il fa menzione che il di appresso.
decano, e di diversi canonici, bene- JULTANIA. Sede vescovile del-
ficiati, oltre altri preti e chierici l'Armenia maggiore sotto il catto-
addetti all'uffiziatura delia medesi- lico di Sis, il di cui vescovo Gio-
ma. L'episcopio, edifizio di buona vanni fu inviato al Papa Gregorio
struttura, resta vicino alla catte- XIII, dal cattolico Azaria.
drale. Olire la parrocchia di que- JUNCA. Sede vescovile della
sla^ nella città vi sono altre chie- Mauritiana Cesariana , nell' Africa
se parrocchiali munite di batti- occidentale, sotto la metropoli di
sterio, un monastero di monache, Giulia Cesarea, di cui fu vescovo
alcuni conventi di religiosi, diverse Glorino, esiliato da Unnerico re dei
confia terni te, ospedale e seminario. vandali nel 4^4-
La diocesi è amplissima, estenden- JUNCA o JUNGA. Sede vesco-
dosi per circa mille leghe, ed ab- vile della Bizacena nell' Africa oc-
braccia più città e luoghi. I frut- cidentale, sotto la metropoli di A-
ti della mensa vescovile sono tas- dramito. Ne furono vescovi Valen-
sati ne' libri della camera aposto- tiniano che nel 4^ ' trovossi alla
lica in fiorini 33, ascendendo le conferenza di Cartagine; Tertullo
rendite ad 8000 pondtrum illius esilialo nel 4^4 ^^ Unnerico re
monetae. de' vandali Verecondo del 552 o
;

JUDICAELE (s.). Successe a suo 553; e Numidio che nel 64 1 sot-


padre. Judaele nella signoria di toscrisse la lettera del concilio Bi-
Domnonea nella Bretagna, e prese zaceno , all' imperatore Costantino
il titolo di re; ma nel 616 rinun- Eraclio contro i monoteliti. Ivi fu
ziò alla sovranità, ed abbracciò lo tenuto nel 524 uii concilio, conci-

stato religioso a Gael, monastero cilium Juncense, presieduto da s.

allora governato da s. Mevenno. Fulgenzio vescovo di Ruspa, e con-


Poco dopo fu costretto a ripren- tro il vescovo Vincenzo che avea
dere il governo del principato. Tra esleso la sua giurisdizione sopra
,

8 JtJN JUW
alcune popolazioni che non gli ap- Calcedonia; Iperio che sottoscrìsse
partenevano. Reg. tom. XI; Labbé la lettera de* vescovi di sua pro-
tona. IV; Arduino tom. II. vincia all'imperatore Leone; Gior-
JUJVOPOLIS o JONOPOLI. Se- gio che trovossi al sesto concilio
de Tcscovile della Paflagonia Me- generale ; Eraclio che fu al settimo ;
diterranea neir esarcato di Ponto , Antesio che intervenne all'ottavo;
sotto la metropoli di Gangres o e Gregorio che fu al concilio- di
Gangra. Fu eretta nel IV secolo, Fozio. Oriens chrisL tom. I, p. 5S^.

e fu detta ancora Jerapoli o Gi- Al presente Junopoli o Jonopoli


nopolL Altri dicono ch'essendo con- Jonopolilany è un titolo vescovile
sacrata ad Esculapio, chiamossi A' in partibus che conferisce il Papa,
bonotichos. Alessandro 1*impostore sotto l'arcivescovato in partibus di
che l'ottenne dall' imperatore, le Gangra. Lo portarono da ultimo i
diede il nome di Junopoli. Ne oc- prelati Carlo Francesco Magdonell
cuparono la sede i vescovi Petro- e Ferdinando Corbi napoletano
nio; Diogene che sottoscrisse la cappellano aulico del re delle due
contestazione di que' vescovi che Sicilie, il quale fu nominato dal
non volevano si cominciasse la ce- Pontefice regnante Gregorio XVI,
lebrazione del concilio d'Efeso pri- nel concistoro de* 3o settembi'C^
ma dell'arrivo di Giovanni d' An- i833.
tiochia ; Reno che fu al concilio di
,,

RAL KAL

I(

K
Moscovia,
ACHINA.
la cui
Città vescovile di
sede fu riunita a
tedrale di
di s.
s.

Nicola, e quella
Giuseppe, la chiesa
de* luterani.
quella di Tuver capitale del du- L' industria vi è attiva. A poca
cato, che Giovanni Basilowitz ag- distanza da questa città presso Za-
giunse agli stati del czar. widzc, il generale svedese Marde-
KADEZADELITA. Setta mao- feld fu completamente battuto e
mettana che si dislingue per al- fatto prigioniero dall' armata com-
cune cerimonie che pratica in os- binata agli ordini del re di Polo-
sequio de' morti, e nelle orazioni nia Augusto II nel 1706. Quanto
che si fanno per essi. Ne fu autore al palatinato, una porzione di esso
Burgali-Effendi. V. il Marracci nel fu unita alla Prussia nel 1773, ed
suo Prodromus ad refutationem Ai- il restante nel 1793- Colla pace
Corani^ tom. IV, pag. i5. di Tilsit venne incorporato al gran-
RALISCH (Callisien). Città con ducato di Varsavia , e quindi al
residenza vescovile nel regno di nuovo regno di Polonia.
Polonia, sotto il dominio della Rus- Kalisch o Ralisz, Calisia, è re-
sia, capoluogo del palatinato del sidenza del vescovo di Uladislavia
suo nome, Callisìensis palatinatus (P^edi), ed è distante dieciotto mi-
antica provincia della Polonia in- glia da quella città. La sede di
feriore. Giace su tre diramazioni Uladislavia, di cui è concattedrale
del fiume Posna, in una fertile e Ralisch, ebbe origine nel 1170,
deliziosa vallata. E cinta da un quando vi fu trasferita quella di
muro fiancheggiato di torri rovi- Gruxvis suffraganea della metropoli
nose, con quattro porte. Rinchiude di Gnesna. Ma poi Uladislavia e
dieci chiese, due monasteri di re- Ralisch furono dichiarate suffraga-
ligiose,un convento di religiosi, un nee dell'arcivescovo di Varsavia, e
ginnasio cattolico, una scuola mi- lo sono tuttora. Il vescovo di Ula-
litare dallaquale escono prodi uffi- dislavia ha due suffraganei, uno
ziali, e vi si contano duecento ca- in Uladislavia, 1' altro in Cuj'a'
detti allievi. Avvi un teatro, un vìay nel luogo di Cedano nella
bel giardino pubblico, una casa di stessa diocesi di Uladislavia. Al
carità, tre ospedali, una sinagoga. presente il suffraganeo di Cujavia
Le strade sono larghe e bene la- non vi è, essendo stato V ultimo
stricate, distinguendosi quella di Lodovico Gorski chierico regolare
Breslavia e di Varsavia ; molte an- delle scuole pie di Cracovia, fatto
che vedonsi fiancheggiate di albe- suffraganeo e vescovo di Cesaropoli
ri. Le case sono bene fabbricate in partibus da Pio VI, nel conci-
e fra gli edifizi più osservabili si storo de' 17 settembre 1781: se-
contano il palazzo della woiwodia, condo le annuali Notìzie dì Roma,
m, cui risiedono i tribunali^ la cat- lo era aacora nel 1828. Cujavia
IO KAM KAM
è capoluogo della provincia del sui tartari ; essa fu considerata lun-
suo nome, sulla Vistola, ai confini go tempo come il baluardo della
degli stati prussiani. Anticamente Polonia dal lato della Turchia. Fu
apparteneva al vescovato di Kruscli- quasi totalmente abbruciata nel
wilz o Cruxvis, Cruscviciurn ^ il di 1669, e resistette alle armate dei
cui vescovo portava anche il nome turchi , de* tartari , de* Iransilvani
di Cujavia. Una porzione della e de' vallachi. I primi la presero
provincia di Cujavia col capoluogo nel 1672, e non la restituirono
passarono il dominio della
sotto alla Polonia che per la pace di

Prussia nel 1773, epoca del pri- Carlowitz nel 1699. I russi vi en-
mo smembramento della Polonia, trarono il 20 aprile 1793.
ed il restante nel 1793. La sede vescovile fu eretta nel
RAMEINEG {Camecen). Sede arci- i4«4> col trasferirvisi vescovo la-
il

vescovile di rito greco unito. V. Ga- tino di Halits , sufFraganeo della


MiNiECK, e Leopoli cui è unita. metropoli di Leopoli, ma cessò di
KAMINlECK(Crt/7ie«eae«). Cit- esistere sotto il mentovato domi-
tà con residenza vescovile in Po- nio turco ; laonde i re di Polonia
lonia nel dominio russo, capoluogo nominavano un vescovo titolare.
del governo di Podolia e del di- Clemente XII nel concistoro degli
stretto del suo nome. Giace sul- II maggio 1733 vi traslatò il ve-
la riva sinistra dello Smokrycz, a scovo di Livonia Agostino Wessel;
qualche distanza dal suo confluen- indi nel 1739 gli diede per suc-
te col Dniester. È difesa da una cessore Wenceslao Sierakowski e-
fortezza situata sopra una roccia, gual mente trasferito da Livonia.
e che deve la sua forza più alla Benedetto XIV nel 1742 vi no-
natura che all'arte, ma una mon- minò Dembowski di Plosko,
Nicola
tagna vicina la domina. La città e Clemente XllI nel 1759 Adamo
è ben fabbricata, senza essere re- Rrasinski di Cracovia, a cui Pio
golare : gli edifizi più osservabili VI nel 1775 diede per coadiutore
sono la cattedrale cattolica, un an- con futura successione Giovanni
tico minaretto turco, su cui s'in- Nicola Dembowski di Plosko, che
nalzò una statua della Beala Ver- fece vescovo di Draso in paitihus.
gine in bronzo dorato, i cui piedi Dopo r intera divisione del regno
appoggiano sopra una mezza luna, di Polonia, negli ultimi anni di
e la cui testa è cinta di stelle; la Caterina II imperatrice delle Rus-
chiesa armena, i conventi dei do- sie, molto soffri la cattolica reli-

menicani e dei carmelitani, l'antico gione nelle provincie già apparte-


collegio de' gesuiti, ed il palazzo nenti a quel regno, ed il vescova-
dell'arcivescovo greco. Evvi un col- to di Kaminieck con altri fu abo-
legio, e gli ebrei sono assai com- lito, senza l' intervento della pon-
mercianti. Nelle sue vicinanze tro- tificia autorità; la mensa episco-
vasi uu lago salmastro da cui si pale, quella del capitolo, e le ren-
ricava molto sale. Questa città che dite de' religiosi de' due sessi sof-
alcuni credono corrispondere alla frirono lo spogliamento. Pio VI
Cledipava degli antichi, fu fondata ricorse all' imperatrice , e quando
nel XVI secolo da un principe di sembrava venire a negoziazioni mo-
Lituania, che conquistò la Podolia ri nel 1796. Le successe l'impe-
RAM REI II

ratore Paolo I, a cui il Papa inviò mila. I servi addetti al clero re-
per nunzio il prelato Litta, al quale golare de' due sessi, perchè eravi
1 insci riordinare le cose ecclesiasti- pure un monastero di njonache,
che, in un ^1 liprislinamento di erano mille settecentosessantacinque;
questa sede, ed alla diocesi di Ca- i capitali valutati in rubli io5,525,
niienecz si aggregò tutta la Podo- mentre le annue rendite si calco-
lia, al cui vescovo venne fìssalo lavano 15,779.
per assegnamento seimila rubli di RARLEL. Luogo della Scozia
argento, con un suffiaganeo. Laon- ove fu tenuto un concilio l' anno
de Pio VI a' i6 ottoìjre1798 ne 1 138. Anglic. tom. I.
dichiarò vescovo il nominato Gio. RASR o ROSR. Sede vescovile
Wicola già di Draso, essendo slato della provincia patriarcale o del
pur da lui fatto suffraganeo sino cattolico nella diocesi di Caldea
dal 1778 Ignazio Druski di Cra- presso Bagdad, che fu riunita a
covia, col titolo vescovile in parti- iSahatowan dopo essere slata de-
bus di Ebron. A Gio. INicola, Pio vastata dalle guerre. Oriens chrisC.
VII dichiarò successore l'odierno tom. I, pag. 1 177.
vescovo monsignor Francesco Bor- REIMBURGH Massimiliano Gan-
gia Machiewicz di Cracovia : a que- DOLFO, Cardinale. Massimiliano Gan-
sto Leone XII a' 28 giugno 1828 dolfo de' conti di Reimburgh o
avea dato per suflfraganeo Ignazio Rieimburgh ossia Ruenburgh, nato
Pawlowski, facendolo vescovo di in Gratz nella Sliria, ebbe la dis-
Megara in partihus. Quando Pio grazia di perdere nella sua fan-
VI istituì l'arcivescovato di Mobi- ciullezza i genitori. Portatosi in
le w, dichiarò questa sede sufTra- Roma atlese agli studi nel colle-
gauea di quella metropolitana e lo gio germanico, indi nel i643 ot-
è tuttora. In questa città non solo tenne un canonicato nella chiesa
vi risiede il vescovo , ma ancora di Eichstett, e nel i654 «n altro
un arcivescovo scismatico che pren- in quella di Salisburgo. Ritornalo
de il titolo di arcivescovo di Po- in Germania, fu promosso in detto
dolia e di Bratzlaw. Le parrocchie anno da Innocenzo X al vescova-
erano ottantuna, oltre tre succur- to di Lavant, dal quale Alessan-
sali, con cinquanlaquattro cappel- dro VII lo trasferì a quello di
le. Il numero de' sacerdoti ascen- Secovia ; finalmente il capitolo di
deva a centottanlaquattro. Vi a- Salisburgo nel 1668 lo elesse a
veano i loro conventi i francesca- pieni voti a suo arcivescovo, dove
ni del terzo ordine, i cappuccini, in tempo di carestia distribuì quan-
i domenicani, i carmelitani scalzi, to grano aveva ne' suoi granai ai
i francescani, i trinitari, con ven- poveri della città e della diocesi, e
ticinque conventi. Il seminario da somme immense di denaro. Fece
ultimo av^a^^uindici alunni. Il ve- edificare nella sua metropolitana
scovo godeva la pensione di sei- sei altari di nitido marmo, e in-
mila rubli. I servi addetti ai vil- trodusse nella città la divozione del-
laggi del clero secolare erano mille le quaranta ore e molte pie con-
novecentoquarantasei ; i suoi capi- fraternite Celebrava ogni gior-
.

tali ammontavano a ventunmila no con esemplare divozione il


rubh , le annue rendite a dodici- divino sacrificio ; teneva per sé
li KEI KEI
slesso le sacre ordinazioni, e pre- un nuovo edifizio di prodigiosa
dicava al popolo le evangeliche grandezza. In premio di tante be-
verità. Nel tempo stesso non la- nemerenze, Innocenzo XI ai 2 set-
sciò di promovere i buoni studi, tembre 1686 lo creò cardinale
di cui fu mecenate. Difensore acer- prete, dignità che solo godè per ot-
rimo della cattolica religione, cac» to mesi, essendo morto ai 3 maggio
ciò l'eresia non solo dalle città, ma 1687^ pieno di meriti, in età di ses-
eziandio dalle montagne e dai luo- santacinque anni. Fu sepolto nella
ghi inaccessibili e secreti. Som- sua metropolitana innanzi l'altare
ministrò all'imperatore soccorsi di di s. Francesco, nella cui cappella
denaro, di genti e di armi per la al lato sinistro fece costruire un no-
guerra contro il turco e contro bile monumento di marmo coH'ef-
la Francia. Provvide i suoi stati figie del defunto e magnifico elo-
di zelanti missionari, onde mante- gio il suo successore di Thunn.
nere nel suo vigore la fede, e fon- Ne descrissero le gesta il p.Ren-
do nuove parrocchie, assegnando sizio nella Germania sacra t. II,
al governo delle anime sacerdo- p. 822, ed il p. Mezger nella
ti dotti ed esemplari , essendo Storia di Salisburgo p. 974- Fu
premuroso che il popolo fosse nei principe di spirilo benigno e cle-
di festivi istruito ed ammaestrato, mente, amante della tranquillità e
Poco mancò che una morte ino- della quiete, cortese ed affabile
pinata troncasse il corso di tante con tutti, zelante difensore della
gloriose imprese; dappoiché stac- fede ortodossa che promosse con
catosi all' improvviso dalla monta- grande ardore, diligente custode dei
gna detta de' Monaci, clie sovrasta sacri riti e delle cerimonie eccle-
alla città di Salisburgo, un maci- sliche, amatore del decoro dei sa-
gno di smisurata mole, nel cadere cri templi. Protettore de'dotli, a
rovinò il seminario colla chiesa di vantaggio di essi lasciò una ma-
s. Marco e tredici abitazioni, col- gnifica biblioteca piena di ogni
la morte di duecento
persone; genere di ottimi libri. Singolare
r arcivescovo quasi oppresso dal- fu la sua divozione verso la ss.

le rovine, scampò per prodigio Vergine, alla quale edificò la chie-


da quell'orribile infortunio. Fon- sa detta della Madonna Consoia-
dò una collegiata in Sekunchen, trice presso Salisburgo, nel luogo
una parrocchia in Lungau e , chiamato Plain.
quattro monasteri di agostinia- KEINA (s.). Discendente da
ni non molto distanti da Salis- Dragano, principe di una parte
burgo , assegnando loro quattro del paese di Galles, menò vita da
buone chiese con rendite sufficienti, rinchiusa iu un bosco della pro-
ollre un orfanotrofio pei fanciulli vincia di Sommerset, il quale era
poveri. Fece edificare per comodo poco lungi da Bristol. I gallesi la
de'suoi canonici due magnifici pa- soprannominarono la f^ergine per
lazzi, e un terzo in vantaggio dei eccellenza. Dicesi che sia morta
suoi congiunti. Volle che la piazza nella sua patria nel quinto o se-
adiacente alla metropolitana fosse sto secolo. Parecchi luoghi del
lastricata di pietre quadrate, e la paese di Galles hanno dei monu-
iòrtezza della città ben munita eoa menti» donde scorgesi ch'ella era
REM REM i3
onorata anticamente con grande i45>4 o i45^j e fu sepolto nella
venerazione. La sua festa è ripor- metropolitana in elegante avello,
tata dal Butler agli 8 di ottobre. lasciando una memoria celebre per
REMP Giovanni , Cardinale. probità e dottrina.
Giovanni Kemp
nacque in Visa- KEMPIS (da) Tommaso. Pio e
cantiana o Vejacantiana, luogo dotto canonico regolare, nato ver-
oscuro d'Inghilterra j dopo aver so il i38o nella diocesi di Colo-
applicato con gran fervore allo nia, nella città di Rempen (
pro-
studio delle leggi nell' università vincia di Cleves-Berg nell' odierna
di Oxford, in premio di sua scien- PrussiaRenana ) da cui prese il
za ed erudizione, laureato in quella cognome, ma venne ancora di-
facoltà e resosi celebre per la stinto con quello di Heramerlein
straordinaria sua pietà, fu eletto che in tedesco significa malleo-
dall' arcivescovo di Cantorbery so- liiSf e nel nostro volgare mar-
praintendente di tutti gli affari tellino : nulla però ha che fa-

ecclesiastici della sua diocesi, ossia re con l'altro Hemmerlein sopran-


vicario generale, e dal re giudice nominato Malleolo, che
anch'egli
delle cause civili nel ducato di fiorì i444- ^^ furono ge-
circa il

Normandia, ed arcidiacono di Dur- nitori Giovanni e Gertrude, i qua-


ham. Fu quindi promosso da Mar- li vivendo del lavoro delle loro
lino V nel 142 1 alla chiesa di mani, l'inviarono nell'età di tre-
Londra j nel 14^2 a quella di dici anni a Deventer per istudiare.
Rochester, nel 14^5 all'arcivesco- Quindi Tommaso entrò nella co-
vato di York, e alla carica di munità de'poveri secolari fondata
presidente supremo e di gran can- da Gerardo il Grande detto Groot,
celliere del regno. Eugenio IV ai vi fece grandi progressi nella scien-
18 dicembre 14^9 nel concilio za e nella pietà nello spazio di
generale di Firenze lo creò cardi- sette anni ; poscia fu ammesso nel
nale prete del titolo di s. Balbina 1899 nella canonica de'canonici
e legato della santa Sede in Inghil- regolari sotto la regola di s. Ago-

terra ; indi passò sotto Nicolò V stino, del monte s. Agnese pn


al vescovato di s. Ruffina che quel Zwol o Zwolle della congregazione
Papa smembrò da Porto, e nel diWindhsaim nella diocesi d'Utrecht,
i45»2 lo fece arcivescovo di Can- dove Giovanni suo fratello mag-
torbery. Prima che lo divenisse, giore era priore.Tommaso ne ve*
ed essendolo Enrico, siccome que- stì i4o6, professò nel
l'abito nel
stipretendeva, sotto pretesto della seguente anno, e venne ordinato
sua dignità arcivescovile, di pren- sacerdote nel 14^3. Egli vi si
der la mano in pubblico parla- distinse per la sua pietà Somma
mento al cardinale, Eugenio IV e per la sua obbedienza e rispetto
scrisse una lettera ad EnricOj nel- a'suoi superiori, per la sua carità
la quale rilevò che la dignità car- verso i e per la
suoi confratelli,
dinalizia godeva la preeminenza sua assidua applicazione al lavoro
sopra non solo gli arcivescovi, ma ed alla preghiera. Morì in Olan-
ancora sui patriarchi. Dopo avere da nella città di Zwol in odore
il cardinale conseguito tanti onori, di santità il 24 o 2.5 luglio i47f-
morì in Cantorbery a' 22 marzo Nel 1672 r elettore di Colonia fé-
i4 KEM KEM
ce cercare suo corpo, e si rin-
il Quanto all'eccellente libro De ini'
Tenne quasi .incorrotto ; quindi nel mitatìone Christi, eh' è l' operetta
1674 le sue reliquie furono pro- più voluminosa che abbia lascia-
cessionalmente trasportate in Co- to, per consenso universale non
lonia nella chiesa del Corpus Do- vi è scrittore ascetico che gli pos-
mini de' canonici regolari, ed in sa essere superiore. Non vi si tro-
essa tuttora divotamente si custo- vano le sterili aspirazioni e la du-
discono. Abbiamo di lui moltis» rezza della disciplina ; ma colla
sime opere di divozione, le qua- soavità della dottrina insegnata da
li tutte ispirano una pietà te- Gesù Cristo, infonde nel cuore u-
nera, soda ed illuminata: le mi- mano una morale celeste, che per-
gliori edizioni si fecero in Pa- suade, consola e rapisce. Il succo
rigi nell'anno i549, in Colonia dell'antico e nuovo Testamento vi
nei 1680, ed in Anversa nel 1607. si trova impastato in questo pre-
Le opere comprese in queste edi- zioso trattato, colla dottrina teo-
zioni sono: trenta sermoni ai no- logica de' santi padri, colla storia
vizi ; nove discorsi a'suoi confratel- ecclesiastica, e con uno stile con-
li ; trentasei discorsi sull'Incarna- ciso e penetrante. Questo libro
zione ; alcuni trattati di pietà, in- venne tradotto in tutte le lingue,
titolati soliloqui dell'anima ; il giar- inche si occuparono molti uomini
dino delle rose j la valle de' gi- per sapienza chiari. Si fanno ascen-
gli ; i tre tabernacoli ; la disciplina dere a trenta i soli volgarizzamen-
de'claustrali ; il fedele dispensato- ti fatti in Italia, tra' quali primeg-
re; l'ospitale del povero; il dialo- giano quelli Remigio Fiorenti-
di
go de'novizi ;
gli esercizi spiritua- no, del caidinal Enriquez, e di
li ; il dottrinale o manuale deiil Antonio Cesari. Anche in Fran-
giovani; la compunzione del cuo- cia, oltre la classica traduzione di
re; la solitudine; la fragilità; i tutte le opere del Kempis fatta
manuali de'monaci, ec. ; l'elevazio- dall'abbate di Beilegurde, da. ul-
ne dello spirilo a Dio; il piccolo timo (\e\V /rnifftzione di Cristo fe-

alfabeto del monaco ; la consola- ce una nuova ed encomiata tra-


zione de'poveri e degli ammalati ; duzione l'abbate De La-Mennais.
sette orazioni ; l'umiltà ; la vita A tutti sono note le vive contese
buona e pacifica; la vita d'un ch'ebbero luogo per stabilire chi
buon monaco; le vite de' santi del ne fosse l'autore. Si attribuì a s.
suo ordine; la vita di s. Ledwi- Bernardo, a Giovanni Gersone o
ge lettere, orazioni ed inni. L'ab-
; Charlier, ed a Giovanni Gersen be-
bate di Choisy tradusse in france- nedettino. 11 primo che attribuisse
se una parte delle opere di Tom- questa opera a Tommaso da Kem-
maso sotto il titolo di continua- pis, fu il dotto Jodoco Badio
zione del libro dell'Imitazione ; ed Ascensio stampatore di Parigi, ma
il p. La Vallette della dottrina fiammingo di nazione, che fu poi
cristiana, sotto quello di Elevazio- seguito in tale opinione da altri.

ni a Gesù Cristo sulla sua vita e i Sebbene ormai sembri doversi ri-
suoi misteri, Parigi 1728. Queste petere il libro dell' Imitazione a

opere furono ancora tradotte in Tommaso da Kempis , mentre


idioma italiano^ ed in altre lingue. molti l'attribuiscono a Giovanni
,

REM REi\ i5
Gersen, per quanto si disse a- Kempis, trovasi la stessa dottrina,
gli articoli Gersejt e Gersone il medesimo stile e metodo, che
\Fedi)^ va profittato della let- si legge nel trattato àoW Imita"
tura di opera sì preziosa secondo zione. Varie delle operette del
il savio avvertimento dell'autore Kempis che prima non erano mol-
medesimo: Non cercale di cono- to conosciute, furono tradotte dal
scere chi parla, ma fate attenzio- lodato Cesarini, e di recente in-
ne alle sue parole. Il Cancellieri traprese una nuova edizione col
nelle eruditissime Notizie storiche testo latino a fronte e col titolo
e bibliografiche di Giovanni Ger- di Collezione delle opere minori
seny dà pure quelle di Tomma*
ci di Tommaso da Kempis, cui chia-
so da Kempis, cogli scrittori sopra ma venerabile.
il libro dell' Imitazione chiamato KENET. Luogo della Scozia,
volgarmente il Kempis, de'suoi co- ove si tenne un concilio neir84o.
dici, edizioni e traduzioni di tale Anglic. t. I.

libro. Tratta pure se debba pre- KENNESRIN. Seóe vescovile


starsi fede al Trilemio, che lo at- de' giacobili nella diocesi d'Antio-
tribuisce a Giovanni da Kempis chia, nella Siria, presso Aleppo.
fratello maggiore di Tommaso; Ivi o nelle sue vicinanze dal cele-
quando sia stato composto, e giu- bre monastero del suo nome usci-
dizi sulmedesimo: conchiude con rono molti patriarchi, e Dionigi
opportune autorità, che il Kempis neli' 819 ottenne da Ottomano
era copista di professione, come che gli fosse restaurato. Ebbe per
dichiarasi espressamente dal conti- vescovo Severo nel 63 o, gran fi-
nuatore contemporaneo della Cro- losofo, matematico, e versatissimo
naca di s. /Agnese, il quale dice : nelle scienze ecclesiastiche; era sta-
Scripsit Biblìani nostrani iotaliter, to maestro di Atanasio li, ordinato
et alios multos libros, prò dono, nel 684.
,€t prò pretio. Laonde opina che KENNOCCA (s.), vergine scoz-
il Kempis ne fu solo copista. Jl zese, unica figlia di nobile e ricca
parlamento però di Parigi, che se ne famiglia. Molti domandarono le
occupò, decise nel i652 a favore sue nozze, ma ella volle consacrar-
del Kempis, e tanto fu ripetuta si tutta a Dio, e si fece religiosa
questa contesa, che poche la egua- in un monastero della contea di
gliarono neir impegno letterario Tife. Tutte le virtù che si appa-
per cui si vuole che più di cento lesarono in lei sin dall' infanzia,
volumi siansi pubblicati sulla que- giunsero nel ritiro ad una subli-
stione, ed anche a' nostri giorni du- me perfezione, e il suo nome si
ra. Nel i835 l'avvocato Emidio rese celebre per molti miracoli
Cesarini ci diede la vita del Kem- che Dio accordò alle sue preghie-
pis, ed in essa sodamente e con re.Morì in età molto avanzata,
quel raziocinio che si ravvisa nel- Tanno 1007. Varie chiese le furo-
le sue opere di giurisprudenza, no intitolate in Iscozia, ove le sue
sono trattati tutti gli argomenti reliquie erano tenute in grande
contrari, e di tutti ne fa la confu- venerazione. Il suo nome si legge
tazione. Osserva questo chiaro scrit- nei calendario di Adamo King, e
tore, che in tutte le operette del nel breviario d'Aberdeen avvi una
i6 KEN KER
orazione in suo onore. Il Buller gregge dal veleno del pelagianismo
ne riporta la festa ai 1 3 di marzo. che avea già messo profonde radi-
KEJNT, Cantiurn. Contea marit- ci in Iscozia. Mandò inoltre parec-
tima dell'Inghilterra col titolo di chi de'suoi discepoli nel nord del-
ducato. Vi fu tenuto un concilio la Scozia , nelle isole d' Orkney,
contro i 617. Fuvvi
sassoni nel nella Norvegia, e nell' Irlanda per
determinato che Lorenzo arcive- dilatareil regno di Gesti Cristo.
scovo di Cantorbery, e gli altri Essendo stato il pio re Rydderch,
vescovi abbandonassero 1' Inghilter- suo parente e protettore, balzato
ra a motivo della barbarie e del- dal trono, il santo vescovo si ri-

l' apostasia de' sassoni dominatori parò nel paese di Galles, ferman-
della medesima. Reg. t. XIY; Lab- dosi a Menevia presso s. Davidde,
bè t. V; Arduino t. III. dal quale si partì in seguito per
RENTIGERNA (s.). Figlia di andar a fondare il monastero di
Kelly principe di Leinster in Ir- Elgwy. Verso l'anno 56o, rimesso
landa, e madre del santo abbate Rydderch sul trono, s. Renliger-
Foelan o Felano. Rimasta vedova, no ritornò alla sua diocesi, ove
passò in Iscozia, e vi prese 1' abi- non cessò mai di travagliare per
to monastico. Edificò le sue sorel- la propagazione della fede e per
le, specialmente colla sua umiltà e la riforma dei costumi. Morì nel
colla pratica dei maggiori rigori 601 in età di ottantacinque anni,
di penitenza. Mori nell' anno 728, e fu sepolto nella cattedrale di
ai 7 di gennaio, giorno in cui è Glascow, di cui fu il primo pa-
menzionata nel breviario d'Aber- trono. La sua tomba vi fu sempre
deen. in grande venerazione fino al fa-
KENTIGERNO (s.), vescovo tale stabilimento del calvinismo in
di Glascow, onorato dagli scozzesi Iscozia. S. Rentingerno è onorato
sotto il nome di s. Mungo, che ai i3 di gennaio.
vuol dire il Bene amato. Uscì dal KERRUR. Città vescovile del
sangue reale dei Pitti, e nacque patriarcato de'caldei, nella Turchia
verso l'anno 5 16. Fu posto sotto asiatica, pascialatico; capoluogo di
la condotta di s. Servano vescovo sangiacato, posta sopra una mon-
ed abbate di Culros, il quale in- tagna che mezzo di
s'innalza in
spirogli grandi sentimenti di dol- una pianura. E difesa da una for-
cezza e di pietà. Circa l'anno 54o te cittadella posta sopra una sco-
fu tratto dalla solitudine, in cui scesa altura, ai cui piedi scorre il

erasi ritirato per condurre auste- Rerkuk-soui. Una delle moschee


rìssima vita, e consacrato vescovo. è osservabile, perchè dicesi conte-
Egli stabili la sua sede a Glascow. nere il sepolcro di Daniele e de'suoi
La sua diocesi molto estesa ed as- compagni, non permettendo i tur-
sai poco istrutta, diede molto che chi che la visitino gli ebrei. Vi
fare al suo zelo ed alla sua pazienza. sono turchi, armeni, nestoriani e
Affine di spargervi sempre più la kurdi. Sembra aver occupato il
luce dell' evangelio, ne faceva so- luogo dell' antica Corcura, che pa-
vente la visita, e sempre a piedi. re sia la slessa che Demetrias o
Convertì innumerevoli pagani, e Memnis. Fu assediata e presa nel
seppe ancora preservare il suo 1741 da Nadir-Sah. Poco distan-,
KER KES tf
le è la sorgente di bitume di vescovile che nel XIII secolo si

Memnis, che vuoisi aver fornito il riunì a Kerry _, come Io è tuttora,


cemento per le mura di Babilonia, onde il vescovo s'intitola col no-
e che Alessandro visitò due giorni me di ambedue le sedi.
dopo la battaglia d'Arbella. Vi ri- La sede vescovile di Kerry, se-
siede il vescovo caldeo di Ker- condo Commanville, fu pur chia-
kuk, che da ultimo era monsignor mata Ardferta^ Ardferi o Ardart.
Lorenzo Kabra. Vi sono nove chie- Fu istituita verso l'anno 435 da
se, e più di 1700 cattolici. s. Patrizio apostolo dell'Irlanda,
RERRY (Kerrien). Sede vesco- indi fatta suffraganea della metro-
vile d'Irlanda con residenza del poli di Cashel,come lo è ancora. Il
vescovo, della provincia di Mun- medesimo Commanville dice che
ster, nella contea di Kerry, Ker- ne fu primo vescovo s. Ert, verso
riensis comitatus. La contea ha la fine del VI secolo. Da ultimo
una moltitudine innuraerabile di lo furono Geraldo Thehan di Cork,

porti e di capi. Oltre il lago di fatto vescovo da Pio VI nel 17875


-Killarney, celebre per la bellezza Carlo Sughrne nominato dal me-
pittorica delle sue rive, se ne tro- desimo Papa, cui per coadiutoria
vano pure alcuni altri, de* quali il successe l'odierno monsignor Cor-
più osservabile è il Lough-Curran nelio Egan, nel 1824 sotto Leone
al sud La parte meridionale è
. XII; epoca in cui l'avea fatto
montagnosa, ed il suolo del paese è coadiutore con futura successione*.
variatissimo. Sonovi miniere di Sono i cattolici della diocesi 280,000;
rame, piombo e ferro, nonché ca- le parrocchie quarantacinque, mol-
ve di marmo, di lavagna e di te sono le cappelle, i preti no-
carbon fossile. Questo paese che vanta, compresi i parrochi ed i
ebbe il titolo di contea da Edoar- vicari. Inoltre sonovi tre monaste-
do III si divide nelle otto baro- ri di monache della Presentazione,
nie di Clanmaurice, Corgaucuinny, il seminario, molte scuole per
Dunkerron, Glanerought, Iraghti- ambo i sessi, ed il monastero dei

connor, Iveragh, Magimihy e Tru- trappisti fondato verso il 1840.


ghanacmy. JN'è il capoluogo Tia- Vive il clero delle obblazioni dei
lea, ov'è una delle profonde sue fedeli e de' proventi parrocchiali.
baie. Killarney, città della contea KESLER Giorgio , Cardinale.
nella baronia di Magunihy presso la Giorgio Kesler o
Hasler tedesco,
riva orientale del lago Killarney, è nato miseramente, o come altri me-
la residenza del vescovo di Kerry, no probabilmente dicono da nobili
con circa cinquemila abitanti qua- genitori, addestratosi negli sludi
si tutti cattolici. Benissimo for- nell'università di Vienna, poi si con-
tificata, è florida, e molto fre- dusse in Roma dove fu fatto pro-
quentata a cagione del vicino la- tonotario apostoUco e cappella-
go. Si vedono in vicinanza le ro- no pontifìcio. Restituitosi in Ger-
vine dell'abbazia di Mucrass. Pri- mania, la grande sua erudizione
ma il vescovo risiedeva in Agha- gli aprì l'adito alla corte dell'im-
doe o Agadon, Aghadonen^ detta peratore Federico III, dove entrò
anche Jgadhoaj luogo della ba- per segretario e consigliere, nei
ronia di Clanmaurice, già sede quali uffizi acquistò molla riputa-
voi. xxxvii.
i8 RES KIL
zione. Perciò fu nominato canoni- da Capislrano, ma fu assai diver-
co di Colonia, e poi vescovo di so ne'costumi di quel santo, essen-
Erbipoli, di cui mai ottenne il do di naturale rozzo, di maniere
possesso pei contrasti del capitolo aspre, ed incolto, per cui fu da tut-
e degli stati. Per volere di Federico ti mal veduto.
III sostenne varie ambascerie, nel- RESSOGO (s.), lo slesso che s.

le quali fa ammirato per la sin- Mackessogo {Vedi).


goiar sua perizia nelle lingue, non RFARFU. Sede vescovile dei
che per la straordinaria sua atti- maroniti, ch'ebbe per vescovo nel
vità nel maneggio degli affari i 12 IO Teodoro, vicario del patriar-
pili ardui e delicati, fra'quali nel- ca Geremia, quando questi si por-
le Fiandre conchiuse le nozze tra tò in Roma.
Maria di Borgogna e Massimilia- RHUORZENO. Sede vescovile
no I figlio dell' imperatore. Alle della grande Armenia, sotto il cat-
replicate istanze di questo ultimo, tolico di Sis, al di cui concilio as-
ad onta dell* opposizione de'cardi- sistette il vescovo Filippo.
nali, su di che non conviene l'Hen- RILDARE {Kildarien). Sede ve-
«izio, Sisto IV a' IO dicembre scovile d'Irlanda con residenza del
i477 lo creò cardinale prete di vescovo, nella provincia di Leinster.
s. Lucia in Septisolio. 11 Papa a- La città di Rildare, Cellaqucrcus^

vea procrastinato questo onore, per- o Cella Barine^ sta nella contea
chè la condotta ed i costumi di del suo noitie, nella baronia di
Giorgio erano più militari che ec- Ophaly e Salt. E amenamente si-

clesiastici. Passati tre anni ebbe il tuata sopra un' altura, ma è pic-
vescovato di Passavia, e la consa- cola e rovinata. Vi si vede, fra
crazione dallo stesso Sisto IV. Ciò gli altri avanzi della sua antica
diede motivo a gravi e lunghe importanza, una bella torre roton-
discordie tra la città ed il capitolo da alta i3o una
piedi, e quelli di
di Passavia, che non volevano rico- cattedrale e di due abbazie Nella .

noscere il ed il Pontefi-
cardinale, pianura di Curragh vi si fanno
ce e l'imperatore , che lo soste- quattro corse di cavalli. Rildare
nevano. Si fulminarono censure, e era una antica piazza di guerra ;

le fazioni operarono stragi e tram- i danesi la saccheggiarono e l'ab-


busti, onde il cardinale mai fu bruciarono molle volte. Nel 1600
pacifico possessore del vescovato. fu quasi annientata e privata di
Mentre conducendosi in Austria tutti isuoi abitanti. Nel i643 era
tragittava il Danubio per abboc- già restaurala, e vi si pose una
carsi coll'imperatore, aggravandosi guarnigione; quattro anni dopo i

il male da cui era stato trava- ribelli se ne resero padroni, ma


gliato presso Melnix, finì di vive- fu loro tolta nel 1649. Gfinsor-
re nel 1482 dentro la barca, per genti se impadronirono nel
ne
cui alcuni scrìssero che si annegò. 1798, e non furono cacciati dalle
Ninno ne compianse la morte, e truppe reali, se non che dopo a-
fu sepolto in Vienna nella chiesa vervi commessi grandi eccessi. Que-
della B. Vergine detta della Ripa, sta cittàmandava due membri al
con breve iscrizione. Godè questo parlamento: contiene uno scarso
cardinale l'amicizia di s, Giovanni numero di abitanti quasi tutti
KIL KIL 19
cattolici. Carlow o CatJier logli j, cit- i8i5 da Pio VII, che 1819 nel
tà e capoluogo della contea del gli diede in Giacomo
successore
suo nome, è residenza del vescovo Doyle agostiniano; Edoardo No-
di Kildare. È
vantaggiosamente lan nel i834 dal Papa regnante
situata in un fertile paese, sulla Gregorio XVI, che a' io genna-
riva sinistra Barrow. Vi si
del io i838 dichiarò successore 1' o-
tengono le assise della contea. Que- dierno monsignor Francesco Healy.
sta città è assai lunga, non aven- Le contee di Kildare, Carlow e
do che una strada tagliata ad an- gran parte di quella della regina
goli retti da due altre. Ha un'an- costituisconoquesta diocesi, che
tica chiesa ed un seminano catlo- conta molte città e villaggi. I cat-
Jìco fiorente con più di cinquanta tolici della diocesi sono piìi di
alunni, un palazzo di giustizia, D.^o^ooOy le parrocchie quarantaset-
una una caserma di ca-
prigione, te, le cappelle centotredici. Le due
valleria,ed una piazza da merca- parrocchie di Sullow e di Carlow,
to. Vi si scorgono ancora le rovi- e la terza parte dell'abbazia di
ne di un'abbazia fondata, dicono, s. Sintano, formano la mensa ve-
nel 634- Carlow manda un mem- scovile. Il clero vive de* proventi
bro al parlamento. Si rimarcano parrocchiali e de'sussidii de'fedeli.
sopra un'altura che domina il fiu- Oltre il vicario generale, il vesco-
me le vestigia di un antico castel- vo tiene cinque vicari foranei nei
lo, che si crede fabbricato per or- rispettivi distretti. Vi sono più di
dine del re Giovanni. Conta 65oo cento preti, ed i religiosi agosti-
abitanti, e vi fu ultimamente fab- niani, carmelitani, domenicani, fran-
bricata una magnifica cattedrale. cescani e gesuiti. Quasi tutti i

La, sede vescovile di Kildare parrochi hanno uno o due coadiu-


fu come tutte le altre d'Irlanda tori. II collegio de'gesuiti conta da
fondata da s. Patrizio circa l'anno novanta alunni ; in Kildare vi è uà
435, sufifraganea alla metropoli di convento de'carmelitani ; i conven-
Dublino, di cui lo è tuttora. Com- ti de'domenicani sono in Newbrid-

manville dice che incominciò ad ge ; tre monasteri di monache


avere il vescovo nel 5ig, e che della Presentazione osservano la
nel VI secolo vi fu trasferita la clausura, insegnano e posseggono;
sede vescovile di Cealussalì, Cel- vi è un accademia ; in Kildare so-
la Auxilii. Nella metà del secolo no le sorelle della Misericordia ; ì
XVII vescovo di
il Leighlin fu monaci o fratelli laici di s. Patri-
sacrilegamente ucciso : passò la sua zio hanno una scuola in Tullow ;
diocesi in amministrazione al ve- vi è la congregazione di s. Brigi-
scovo di Kildare, e d'allora in da, dalla quale viene istruita la
poi, quantunque le due sedi ve- gioventù, e l'assiste nelle feste. In
scovili non sieno state unite, pure ogni parrocchia vi ha una libre-
di fatto il vescovo di Kildare si ria, e sogliono prestarsi i libri. Vi
dice ancora di Leighlin {^Vedi). sono le confraternite della ss. Eu-
Ne furono ultimi vescovi Daniele caristia, del sacro Cuore, e delia
Delany di Mountrath, diocesi di dottrina cristiana. Questo vescovo
Leighlin, fallo vescovo nel 1 784 ne'comizi che si tengono in Du-
da Pio Vlj Michele Corcoran nel blino occupa i! primo posto tra
20 KIL RIL
gii altri suffragane!. Colle limosine |835 il Papa regnante Grego-
die si raccolgono si fabbricano rio XVI r odierno vescovo
fece
nuove chiese, e si mantengono le monsignor Francesco O'Finan do-
antiche ; la fabbrica dell' ultima menicano, il quale trovasi in Ro-
chiesa costò 16,000 scudi. Nella ma; indi a* 3o luglio 1889 dichia-
prima domenica dell' avvento, 2 rò amministratore apostolico Tom-
dicembre 1827, in questa diocesi maso Feeny, col titolo in partibus
fu pubblicato il decreto del conci- di Tolemaide. Sono i cattolici del-
lio di Trento, de reform. rnalr. la diocesi circa 190,000, le parroc-
RILLALA {Alladen). Sede ve^ chie ventisei, molte coppelle. La
scovile d' Irlanda con residenza del diocesi ha sessanta miglia di lun-
vescovo, nella provincia di Con- ghezza e venti di larghezza. Ha il

naught. La città di Killala, Kil- capitolo ; ed i preti ascendono a


talea, Laberus o Allada, è picco- trentacinque. Vi sono più scuole
la, ed ha il porto di mare sulla pei cattolici. Il clero vive di obla-
costa nord est , nella contea di zioni de' fedeli, e de' proventi par-
Mayo, baronia di Tirav^^ly. I soli rocchiali. Tutte le terre spettano
edifizi osservabili sono il palazzo agli eretici, ed
appartenevano ai
"Vescovile e la cattedrale. Questa cattolici prima che ne fossero spo-

città cadde in potere de' francesi gliati sotto Guglielmo III. Questo

nel 1798, ma non la conservarono vescovato però è il meglio provve-


che per un mese. La pesca vi è con- duto della provincia, e ne gode
siderabile. Il vescovo fa la sua ordi- una pensione il nominato vescovo.
naria residenza inBallina oBelleek, KILLALOE {Laonm). Sede ve-
piccola città della stessa contea e ba- scovile con residenza del vescovo,
ronia, e giace sulla riva sinistra in Irlanda, nella provincia di Mun-
del Moy. Essa è assai bene fabbri- ster. La città di Rillaloe è nella
cata. Nel 1798 fu presa dai fran- contea^ di dare, baronia di Tul-
cesi sbarcati in Irlanda sotto il co- lagh. È piccola e giace sulla riva
mando del generale Humbert. La destra del Shannon, alla sua usci-
pesca del sermone vi è conside- ta dal Lough-Deirgeart. Assai an-
rabile. tica la sua cattedrale fabbricata
La sede vescovile di Killala fu sopra un' altura, ha un* esteriore
fondata verso l'anno 4^5 da s. imponente, e conta quasi settecen-
Patrizio, e fatta sufFraganea della to anni di esistenza. Evvi un pon-
metropoli di Tuam
ancora , cui è te di diciannove archi, al di sotto
soggetta. Fu chiamata ancora Cel- del quale una catena di roccia im-
laid e Tir Aniagdact , a cagione pedisce la libera navigazione dello
del territorio adiacente. Gli ultimi Shannon; onde rimediarvi si scavò
vescovi furono, Domenico Bellew un canale che va lunghesso al fiu-
d'Armagh, fatto vescovo nell' an- me. Il vescovo ha risieduto in
no 1769 da Clemente XIV; Pie- Market ed in Fergus, ora fa la
tro Waidron da Pio VII nel i8i4; sua residenza in Cast.
a questi Leone XII nel 1825 die La sede vescovile di Killaloe,
per coadiutore con futura succes- Cella Molvanij Laona seu Cen'
sione Giovanni Mac-Hale col ti- dalvan, fu istituita verso il 435
tolo di Maronia in partibus. Nel da s. Patrizio apostolo dell' Irlan-
KIL KIL 21
da, e fatta «uffraganea della me- scopio furono distrutti, e vi si ten-
tropoli di Cashell, di cui Io è an- gono due annue fiere. Rinvara
cora. Coramanville dice che ne fu posta ai confini di questa diocesi
primo vescosco s. Fanhan circa e di quella di Rilmacduagh, e che
l' anno 64o, il quale stabilì un'ab- è un villaggio, è la residenza del
bazia in Cella Molvani. Ne furono vescovo, che vive in una casa pri-
ultimi vescovi Michele di Pie-
fr. vala. Un* altra residenza è in E-
tro Mac-Mahon domenicano di Li- maystimon.
merìk, fatto vescovo nel 1769 da La sede vescovile di Rillfenora
Clemente XIV, quale Pio VI
al fu eretta da s. Patrizio circa l'an-
nel 1798 diede per coadiutore no 4351, sotto la metropoli di Ca-
Giacomo O'Schaughnessy, che poi gli shel, poi fu fatta suffraganea di
successe. Nel 181 9 Pio VII fece quella di Tuam, indi gli fu unita
suo successore e vescovo di Fesse la sede vescovile di Kilmacduagh
in partìbuSy Patrizio Mac-Mahon, [Vedi). Il più antico de' suoi ve-
che divenne efifettivo nel 1829. scovi che si conosca è Cristiano,
A questi il Papa regnante Gre- morto nel 1254 ^ Limerick, cui
gorio XVI nel i835 diede per gli successero nel i265 Enrico,
coadiutore e vescovo di Leuca in nel 1273 Fiorenzo O' Tigernach
parLìbus monsignor Patrizio Ken- abbate di Rilsana, nel 1281 Car-
nedy, che gli successe nel i836j lo decano del capitolo. Congallo
ed è l'attuale vescovo. I catto- C Loghlan morto nel 1 3oo, Si-
lici della diocesi ascendono a cir- mone O'Currim morto nel i3o3,
ca 33o,ooo, le cappelle sono mol- Maurizio O' Brien decano del ca-
te, le parrocchie quarantauove , i pitolo morto nel i3i9, Riccardo
sacerdoti cento. Vi sono due mo- O'Loghlain morto nel i359j Pa-
nasteri di monache; in Ennis ri' trizio del 1394, Dionigi O' Cane
siedono i francescani ed i fratelli che rinunziò nel i49i> Maurizio
della dottrina cristiana. Evvi una II O' Brien defunto nel i533, ec.
casa delle sorelle della Misericor- Gli ultimi vescovi poi sono, Nico-
dia, e le confraternite del Cuore di la Archdeacon di Cork, fatto ve-
Gesù e del Carmine. I proventi scovo nel 1800 da Pio VII, sotto
delle parrocchie e le obblazìoni del quale segui l'unione della sede
de' fedeli danno al clero come sus- di Rilmacduagh; monsignor Ed-
sistere. mondo French domenicano, dichia-
KILLFENORA (Finaboren ). Se- rato da Leone XII a' 24 agosto
de vescovile con residenza del vesco- 1824, che è l'odierno vescovo.
vo, in Irlanda, nella provincia di Mun- Questa diocesi ha quaranta miglia
ster. La città di Rillfenora, Fìnni- di lunghezza e nove di larghezza.
bora, detta ancora Corcumroch a I cattolici ascendono a 65,ooo. Le

motivo del territorio adiacente, op- parrocchie sono ventitré, i preti


pure anche Gellumabroch o Cel- trenta: sette parrochi hanno i lo-
vinabrochf come si legge nel pro- ro coadiutori, gH altri ne manca-
vinciale romano, è piccola, appar- no siccome impotenti a mantener-
tiene alla contea di Clare nella li. Nella diocesi di Rillfenora i

baronia di Corcomroe, sulla còsta luoghi migliori sono Ennistymon


occidentale. La cattedrale e Tepi- e Rillfenora, colle loro chiese, men-
-

22 KIL KIL
tre altrove non si trovano che Ulster. La Rilmore, Kìl-
città di

cappelle. Manca il capitolo e le mora^ contea, baronia di Longh-


prebende. Ogni parrocchia ha le Tee, giace sul lago di Nimty. La
sue scuole. Il seminario di Tuam, residenza del vescovo è in Coet-
il collegio di Maynooth e gli altri kill. La sede vescovile fu eretta da
collegi fuori del regno suppliscono s. Patrizio verso l'anno 4^^> *"^'

alla mancanza del seminario. 11 fraganea della metropoli di Ar-


vescovato è affetto all'ordine dei magli , come lo è ancora. Nel VI
predicatori. Le obblazioni de' fedeli secolo vi fu trasferita la sede di
mantengono il clero. Escluso un Triburna, Bresmiunij e Nicolò V
migliaio e più di persone addette nel 145*4 y^ ""1 quella di Ardach,
al commercio, i cattolici sono po- che poi ne divenne staccata. Ne
veri. In questa diocesi si trovano furono ultimi vescovi Giacomo Dil-
circa centoventi eretici, i quali han- lon di Armagh, traslato dal vesco-
no le loro cappelle rurali e quat- vato di Nicopoli in parlibus, in

tro ministri sottoposti al rispettivo gennaio 180 1 da Pio VII; questi


presunto vescovo anglicano. nel 1807 gli diede in successore
KILMACDUAGH (Duacen). Cit- Fergallo O'Reilly, al quale fece nel
là vescovile d'Irlanda nella pro- 18 19 coadiutore e vescovo di So-
vincia di Connaught contea, baro- zopoli in parlibus Patrizio Magni
nia di Riltartan. Vi si vedono le re minore osservante. Dipoi Leone
rovine della sua cattedrale, quelle XII nel 1827 dichiarò altro coa-
di un monastero e di molte cap- diutore con futura successione, cioè
pelle, ciò che indica la sua antica monsignor Giacomo Browne, fatto
importanza. La sede vescovile fuv- vescovo di Magida in partibiis, che
vi eretta da s. Patrizio verso l'an- divenne effettivo ed è l' odierno
no 4'5^> Celmacduacum seu Dua- vescovo. A lui il regnante Papa
cum, sotto la metropoli di Tuam. Gregorio XVI a' 20 febbraio i843
Nel secolo XVII fu unita a Clon- nominò coadiutore con futura suc-
fert, e nel corrente da Pio VII, cessione monsignor Patrizio Phe-
dopo essere stata nuovamente di- lan, col titolo vescovile di Carra
visa, fu unita alla sede di Killfe- in pariibiis. Questa diocesi abbrac-
nora [Fedi). L'ultimo vescovo di cia tutta la contea di Cavan, par-
Kilmacduaghfu Riccardo Luca Con- te di Meath, di Sirmanagh, Slejo
canen domenicano, fatto vescovo da e di Seitrim. I cattolici diocesani
Pio VI a' 2 1 marzo 1799. ^^ P*'^" sono circa 287,000 ; le chiese ot-
mo vescovo di Killfenora che portò tanta, le parrocchie quarantatre. I
pure questo titolo è Nicola Archdea- luoghi principali sono Bailliebor,
con di Coik. Nella diocesi di Rilmac- Coetekill, Virginia, Cavan, Baliy-
duagh i luoghi migliori sono Gort, haise, Ballyeoonell, Betturlut; Kal-
Kilchrist, Crangvi^ell ed Ardrachan lishandra, Rallinamore, Manorha-
che hanno la loro chiesa. La re- mitton. I preti sono novanta, oltre
sidenza dell'antico vescovo era in i religiosi francescani. V'è il semi-
Gort. nario vescovile. Il clero vive per
KILMORE (Kilnioren). Sede la pietà de' fedeli e per le rendite
vescovile con residenza del vesco- delle parrocchie. Ad onta della scar-
TO, in Irlanda, nella provincia di sezza de* mezzi sono stale fabbri-
KIN RIN 23
caleampie chiese. Nell'ottobre del da. Secondo che dice Deda, si i^or
1834 vi fu tenuto uq sinodo, do- so ad Alfrido , figlio primogenito
ve si presero degli utili provvedi- d'Oswi, che fu re di Bernicia, ed
menti pel clero e pel popolo. è fama che tutti e due vivessero
RILVARBIO o RILWARDBY in una perpetua continenza. Rima-
Roberto, Cardinale. Roberto Kil- sta vedova sul fiore degli anni, ab-
varbio o Rihvardby denominato bandonò il mondo, e andò a go-
Bibleri, inglese di nazione, religio- vernare il monastero di Dormund-
so domenicano, non francescano, e caster, ove diede l'esempio delle
professore di teologia nell'universi- più specchiate virtù. Le sue sorelle,
tà di Parigi, essendo uomo in cui che rimasero prive del loro geni-
la modestia e la scienza andavano tore mentr'erano ancora assai gio-
del pari , fu contro suo volere e- vanelte, consacrarono a Dio la lo-
letto provinciale suo ordine,
del ro virginità, e santificaronsi an-
nel qual ministero avendo perse- ch'esse nella vita monastica. I corpi
verato per un decennio, venne da di queste sante furono trasportati
Gregorio X
nel 1272 promosso a Peterborough, dove anticamente
alla chiesa di Cantorbery poscia ,
se ne faceva la festa a' 6 di marzo.
a' 12 marzo 1278 Nicolò III lo RINEDRIDA (s.). F. RmEBUR-
creò cardinale vescovo di Porto. GA (S.).

Insigne filosofo e teologo com'egli RINESWIDA (s.). r. RiNEBUR-


era, scrisse nell'una e nell'altra fa- GA (s.)

coltà un numero prodigioso di o- RliXGSBURY. Città della con-


pere. Impose con solenne pompa tea di Dorset nell'ovest dell'Inghil-
la reale corona a Edoardo I re terra, nell'antico regno de' sassoni
d'Inghilterra, e celebrò un sinodo occidentali, Kìngnesbiiriay Kingosbu-
in Londra, in cui stabilì savissime ria. Vi fu tenuto un concìlio dopo
leggi per la disciplina del clero, e Pasqua neirSSi, sotto il regno di
quantunque arcivescovo e cardina- Bertulto re di Mercia, per discu-
le,non lasciò giammai l'abito della tere intorno gli affari del regno e
sua religione, e nel visitare la dio- del monastero di Croyland, al qua-
cesi, come ancora iu altri viaggi, le furono accordati nuovi privilegi
volle andare sempre a piedi iu com- colla conferma di quelli che già
pagnia di due servi, e di due frati possedeva. Reg. tom. XXI; Lab-
domenicani, a' quali fabbricò uu bé tom. Vili; Arduino tom. V;
convento in Sarisbury. Mentre por- Angl. tom. I.

tavasi a Roma nel 1278, morì in RINGSTON. Città della contea


Viterbo dopo circa un anno di di Surrey, Kingosteniuni. Quivi sì

cardinalato, non senza sospetto di tenne un concilio nell' 838 sotto il

veleno, e rimase sepolto presso la regno d'Egberto re de* sassoni oc-


chiesa di s. Maria de' Gradi del cidentali, che vi assistette col suo
suo ordine, nel limitare dell' ora- figlio e coi grandi dell'Inghilterra.

torio della confraternita del nome Fuvvi confermata una donazione


di Gesù contiguo a detta chiesa. fatta alla chiesa di Cantorbery dai
RINEBURGA (s.). Figlia diPen- predecessori di Egberto. Reg. tom.
da, re pagano di Mercia, e sorella XXI ; Labbé tom. VII ; Arduino
delle sante Rineswida e Rinedri- tom. IV; Angl. tom. I.
24 KIN KIN
KINGSTON (Kin^stonien seu-fle- sta parte del mondo. Evvi ne* din-
gìpolitan ). Città con residenza ve- torni una sorgente salsa poco pro-
scovile dell'Alto-Canadà nell'Ame- duttrice, e cave di pietra da fab-
rica settentrionale , capoluogo del brica.
distretto di Midland, sulla riva si- La sede vescovile fu eretta nei
nistra del fiume s. Lorenzo. È se» primi 1826 da Leone XII,
del
de del corpo legislativo, di un go- dismembrando l'alto Canada dalla
vernatore, e di un tribunale di di- diocesi di Quebech, e dichiarando-
stretto, capitale dell' Alto-Canada. la immediatamente soggetta alla
Kingston o Kiogs-ton, Regipolis^ fu santa Sede. Non se ne fissò la sede
fondata nel 1783 sul luogo stesso in York perchè vi si era stabilito
dell'antico forte francese di Fron- il vescovo pi-otestanle. Quel Papa
tenac. Le strade sono in linea ret- a* 17 gennaio 1826 ne fece primo
ta per la maggior parte le case
: vescovo il vicario generale sufTra-
sono vaste, comode, e ben fabbri- ganeo ausiliare di Quebech, Ales*
cate in pietra, altre sono di legno. randro Mac-Donnell traslato dal ,

Fra gli edifizi pubblici stanno il titolo vescovile di Resina in partii


palazzo del governatore, la corte bus, dandogli per coadiutore a' 23
di giustizia, diverse chiese, un ospe- maggio Tommaso Weld inglese,
dale, un mercato, una prigione, vescovo di Amicla in partibus, che
dellecaserme per la guarnigione e Pio Vili creò cardinale nel i83o.
molti gran magazzini del governo. 11 Pontefice che regna Giegorip
Questa cittìi è l'emporio generale XVI sostituì per coadiutore con
del commercio fra Montreal e il futura successione monsignor Re.
Canada occidentale, dal principio migio Gaulin canadese, facendolo
della primavera sino al fine del- vescovo di Trabaca in partibus ai
l'autunno. Vi regna la maggior at- IO maggio i833: questo prelato
tività, onde si stabili una banca, agli II gennaio 1840 divenne ve-
la sola di tutto l'Alto-Canadà. Il scovo di Kingston, che attualmen-
porto è spazioso, comodo e ben te governa. La popolazione della
difeso, ma non può ricevere se non diocesi, senza comprendervi le tribù
navigli che peschino dieciotto piedi erranti, ascende a 35o,ooo ; essen-
d'acqua; l'ingresso è protetto da do i cattolici da 70,000 100,000.
ai
due batterie, l'una sopra la punta In sostanza la diocesi, tranne al-
di Mississaga, e l'altra sulla punta cune città abitate dagl' inglesi, è
Frederick : queste difese congiun- abitata da selvaggi. Le chiese e le
tamente ai bassi fondi che si pro- cappelle sono sessantatre ,
quattro
lungano innanzi della prima punta di pietra, le rimanenti formate di
bastano a proteggerlo. Sulla costa tronchi d'alberi. I luoghi dovè si
in faccia della città, fra le punte trovano le chiese di pietra sono
Frederick ed Henry evvi una baia Kingston , Toronto , Glingaris. I
formata dal lago Ontario, che po- preti sono circa trenta. Il semina-
trebbe contenere al sicuro da ogni rio vescovile ha comincialo a pro-
vento una flotta numerosa; quivi gredire ; ma vuol tempo perchè
vi
sverna d' ordinario la flotta reale fiorisca: ne fu istitutore il primo
del lago, e sulledue rive sta l'ar- vescovo. I gesuiti vi ebbero in que-
8<;aale della marina inglese in que- sta diocesi ubertose missioni. Nel
e.

KIO RIO 25
1839 due giovani di questa dio- portò una vittoria sui Petchenegui ; è
cesi furono ammessi nel collegio osservabile per la sua magnificenza
urbano di propaganda. e soprattutto pel sepolcro in mar-
RINNIA (s.), vergine dìrlanda, mo del suo fondatore : è uno de'piti
la quale fu battezzata da s. Patri- antichi e più belli templi della
zio che fiorì nel quinto secolo , e Russia. Ilconvento di san Miche-
ricevette dal medesimo il velo mo- le, che sta poco lontano, contie-
nacale. Nuir altro si sa di questa ne le reliquie di s. Barbara. Tra
santa ; ma la sua memoria è stata le altre dieci chiese che si trova-
assai per tempo venerata in Irlanda, no ancora in questa porzione di
le sue reliquie erano a Lowth nella Riovia , si distingue quella di san
parte meridionale d* Ultonia. Col- Basilio, fondata da Wladimiro il
gan e Bollando ne fanno menzio- Grande sulle rovine di un tempio
ne sotto il primo giorno di feb- degli antichi slavi ; quella di s. An-
braio. drea e quella della Natività della
RIOVIA o RIOW o KIEV B. Vergine, fondata pure da Wla-
Città arcivescovile della Russia eu- dimiro e dove questo principe fe-
ropea, capoluogo del distretto e ce deporre il corpo della sua avola
del governo del suo nome, residen- Olga. Il Podol, o città nuova o città
za sino agli ultimi tempi d'un ar- bassa, conservò il privilegio cheavea
civescovo metropolitano delle due ottenuto dai re di Polonia, d'essere
Russie; ed al presente del governa- governato dal suo proprio magistra-
tore civile e del governatore militare, to, che oggidì è ancora in qualche
non che d'uno dei quattro metropo- modo indipendente dai governatori
litani russi, e di un vescovo greco di Riovia. Vi si rimarca il gran
scismatico come il metropolitano sino collegio accademico, uno de'piìi im-
dal 1640. Sta sulla riva destra del portanti della R.ussia, e fondato nel
Dnieper, e sull'occidentale del Bo- i63i da Pietro Mohila, metropo-
ristene. Riovia si compone di quat- litano di Riovia ; Tedifìzio è in pie-
tro parti, cioè: la città vecchia, o tra e vastissimo: questo collegio suol
vecchia Kiovia^ situata sopra una contare circa millecinquecento allievi,

altura verso il nord il Podol o città


; ed una biblioteca di circa diecimila
bassa, al di sotto dell'altra nella pia- volumi. Il Petchersk o la fortezza è
nura; il Pelchersk o la fortezza, o la parte più alta e la meglio fortifi-
cittadella, sopra un'altura verso il cata di Riovia: è riputata una delle
sud presso del Dnieper; e la ciltà più forti piazze della Russia ; quivi ri-
di TVladimiro fondata dall'impera- siedono governatore civile e mi-
il

trice Caterina II. Queste quattro parti litare, e vedonsi le caserme, l'arse^
hanno ciascuna delle particolari for- naie, uno dei principali dell'impe-
tificazioni, e sono inoltre cinte da ro, ed i magazzini delle truppe. Fra
un vasto trinceramento, che le rin- le chiese si cita quella di s. Nico^
chiude tutte insieme. La città vec- la Taumaturgo eretta in legno so-
chia, un tempo residenza de'gran- pra un'altura, nel luogo o v'era il

duchi di Kiev, rinchiude la chiesa sepolcro del celebre Oskold. Vi si

cattedrale di s. Sofia, fondata nei vede pur anco il monastero di Pet-


IO 37 dal granduca Jaroslaw Wla- chersk, uno dei primi e più con-
dimirowitcb, nel luogo stesso ove ri- siderabili della Russia, fondato nel
.

26 KIO KIO
IX secolo, e rimarcabile per la bel- il numero di cinquemila ; molti fra
lezza e ricchezza de'suoi ornamen- loro vengono dalle contrade le più
ti, pe'suoi belli edifizi e vaste ca- lontane della Siberia , massime i
tacombe che rinchiude, nelle qua- ruteni scismatici. Qui noteremo che
li vi sono i sepolcri di molli santi il nome di ruteni suole adoperar-
di rito greco.Queste catacombe so- si esclusivamente per greci uniti

no divise in due parti; le une por- Si osserva un bel monumento in-

tano il nome di s. Antonio , che nalzato per ordine dell'imperatore


le scavò con dodici discepoli, e rin- Alessandro I, sulla fontana in cui fu-
chiudono i corpi di settantacinque rono battezzati i figli di Wladimiro.
santi; le altre chiamate catacombe Si contano in questa città da ven-
di Teodoro, ne contengono quaran- ticinque chiese greche, una cattolica
tacinque. Questo monastero era la ed una luterana, nove conventi gre-
residenza del metropolitano di Kio- ci, un ospizio per gli esposti, un a-
•via, possiede una biblioteca di cir- silo per gli orfani, tre ospizi pei
ca diecimila volumi, ricchissima di poveri, uno per gli ammalati, un
manoscritti greci ed altri, cosi pu- ginnasio e molte scuole pubbliche.
re una stamperia. Su queste ca- Gli stabilimenti d' industria sono
tacombe posseggo un libro raro poco importanti, fra' quali vi sono
di M. Johannes Herbinius: Religio- tre fonderie di campane. Il commer-
sae Kijovenses Cryptae^ sive KìjO' cio coll'interno dell'impero è assai
via subterranea, in quihus laby- attivo, e quello che si fa con O-
rinllius sub terra, et in eo enior- dessa da qualche tempo si è mol-
tua, a sexcentis annìs dìvoruni at- to accresciuto. Nelle feste di Natale
que heroum graeco-rulhenorum, et in Kiovia vi è un concorso dei pri-
ncc duni corrupta, corpora, ex mi possidenti polacchi e russi, che
nomine atque ad oculum, e IIA- vi si recano dai luoghi vicini ed
TEPlKfi sclai'onica detegit, Jenae anco lontani, per trattare affari sul-
impensis Martini Hallervordi, li- le biade, bestiami ed altre cose, si-
terisJohannis Nisii anno iGyS. Un no al valore di più raiUoni di ru-
sobborgo vastissimo è contiguo alla bli ; questa specie di fiera chiama-
fortezza; evvi un gran palazzo im- si i contratti di Kiovia. In vicinan-
periale, e molte chiese e conventi , za di Kiovia vi sono due giardini
fra i quali si distingue quello di imperiali. Non si sa niente di pre-
s. che ha una biblioteca
Nicola, ciso sull' epoca della fondazione
di cinquemila volumi; all'ingresso di questa città. Alcuni autori l'at-

di questo sobborgo vi è un lazza- tribuiscono ai sarmati che sarebbe-


retto. ro stati scacciali dagli slavi venuti
Kiovia è considerata dai russi dalle rive del Danubio; altri scrit-

una a cagione dei


città santa, tanto tori pretendono al contrario, che
molti edilizi religiosi e reliquie che sia stata fondata da tre principi
in essa vi sono, quanto perchè nel slavi. Secondo gli annali polacchi
suo seno Wladimiro il Grande si risale all'anno 43o di nostra era,
converti al cristianesimo con tutta ed apparteneva ai khozarii : due
la sua armata nel 989. Si assicu- principi famosi per le loro imprese,
ra che i pellegrini che vi si recano Oskold e Dir, avendo scosso il
ogni anno, oltrepassano di molto giogo de' khozarii vi regnarono pò-
KIO RIO 27
scia. Nel IX secolo, Rurik, capo col nome di Elena, Olga fabbricò
scandinavo, stabilì la sua potenza in Kiovia una chiesa in onore di
in Kiovia, che a quest'epoca diven- s. Nicola nel 956, e morì santamen-
ne la capitale della Russia meridio- te nel 969. Wladimiro il Grande
nale. Nel loSy fu eretta in capi- che regnò dal 980 al ioi4> ^^
tale di tutta la Russia dal grandu- caldo idolatra ricevette il battesi-
ca Jaroslaw, ed i suoi successori vi mo nel 988 e divenne zelante cat-
tennero la loro corte sino al i iSy. tolico. Fece abbattere gl'idoli di
Poscia provò grandi sciagure per Kiovia; i boiari ed i popoli a tor*
incendi e guerre, e dopo essere me ricevettero il battesimo alle
passata successivamente in potere sponde del Dnieper o Nieper. Miche-
di principi lituani, polacchi, tarta- le fu il primo vescovo dei russi e che
ri, e di un kan di Crimea, ricad- li battezzò. Eg4i era di Siria, e fu
de in fine nel 1667 fra le mani mandato da Costantinopoli nel 988
de'russi, ai quali ne fu assicurato il dal patriarca Nicola Crisobergo. Oc-
possesso nel 1686. Nel 1824 ven- cupò la sede di Kiovia, da lui
nero scoperte le rovine della famo- fondata, quattro anni, e gli suc-
sa cliiesa Dekiakinnaya, fabbricata cesse Leone o Leonzio, ed a que-
nel 996 da Wladimiro, e distrutta sti Giona o Giovanni. Nell'anno
nel 1240 dai tartari mongoli. Fu in io35 divenne vescovo Teopente,
questa città che il vescovo latino sotto del quale e del granduca
Zaluski era giunto a formare una Jaroslaw la cattedrale di s. Sofìa
biblioteca composta di duecento- di Kiovia fu nel 1087 innalzata alla
mila volumi che lasciò per legalo dignità metropolitana di tutta la
alla repubblica di Polonia, e che Russia, unita alla chiesa romana,
l'imperatrice Caterina II nel 1795 come lo erano allora i patriarchi
fece trasportare da Varsavia, dove di Costantinopoli da'quali era deriva-
trovavasi, a Pietroburgo, nella qual ta. I patriarchi però di quella chiesa
metropoli servì d' incomincia mento se ne divisero sotto Cerulario, mentre
all'immensa biblioteca imperiale che quella di Kiovia, e la chiesa russa
va annualmente aumentando. mantenne pii^i a lungo l'unione con la
La vera conversione della Prussia romana, che la sua sorella la greca.

alla fede cristiana cadde nel tempo Il vescovo di Kiovia divenne arci-
che si frappose tra Fozio e Ceru- vescovo, metropolita, ed esarca di
lario patriarchi di Costantinopoli, tutta la Russia, con dodici sedi ve-
pei primi banditori cattolici man- scovili per suffraganee; cioè Leopo-
dati dal patriarca s. Ignazio. Si dice li, Premislia Chelma , Msteslaw,
,

che primo loro giungere si fon-


sul Mohilow, Alicia o Hallicia, Luceo-
dasse in Kiovia la prima chiesa nel- ria, Wolodimira, Polosko, Wite»
r867, che fu poco dopo illustrata nel- peskj Piaski e Wilna, secondo Com-
1*879 da ^^^ martiri, Ascoldo e Diro. manville. In progresso di tempo al-
La pia granduchessa Olga, consorte cune di dette sedi furono elevate al
del granduca Igor che regnò dal 912 grado arcivescovile con suffraganei.
al 945, essendosi convertita al cristia- A Teopente nel io5i successe il
nesimo, questo non fu più persegui- virtuoso Ilario, eletto per coman-
tato, anzi venne trattato con larga do del granduca Jaroslaw dai ve-
hidulgenza. Ricévuto il battesimo scovi russi nel concilio di Kiovia, sea-
28 KIO KIO
za cooperazione alcuna del patHar- sendo andato a Roma, e rimasto
ca di Costantinopoli. Egli come i molto edificato di s. Domenico fon-
di lui successori metropolitani, cioè datore dell' ordine de' predicatori,
Giorgio del 1072, Giovanni I del nel quale s. Giacinto suo compa-
1080, Giovanni li del 1089, Efrai- triotta e Cracovia
canonico di
ino I 1090, e Nicola I del
del era entrato, domandò
santo al

1096, furono, quantunque greci, dal- fondatore ed ottenne Giacinto con


lo scisma del Cerulario del tutto tre altri suoi discepoli , che con-

alieni; che anzi diedero prove del- dusse seco lui in Cracovia. Diede
l' inlima loro unione con la Chiesa loro una chiesa, e tutto ciò ch'e-
romana e col sommo Pontefice, i ra necessario pel servigio divino,
cui legati furono dai russi ricevuti con promessa di farne costruire
onorevolmente, dopo aver scomuni- una più grande in onore della B.
cato l'infelice e perfido Cerulario. Vergine. Giacinto si affaticò per
In questo tempo la chiesa metro- la propagazione della fede cattoli-
politana di Kiovia venne chiamata ca in Polonia ed in Russia. Fu
per eccellenza il vescovato de'russi. ricevuto 1112 in Kiovia coi
nel
Fra gli altri metropoliti di Rio- suoi tre compagni domenicani, cioè
via nomineremo i seguenti. Gio- Godino, Floriano, e Bernardo o Be-
vanni III del II 64 si mantenne nedetto, colle dimostrazioni più
in amichevole corrispondenza col grandi di amore e venerazione;
Papa Alessandro III. Durava an- vi dimorò quattr' anni e fondovvi
cora la concordia tra la chiesa il magnifico monastero dedicato al-
russa e la romana ; i preti latini la ss. Vergine, il di cui governo
lavoravano tranquillamente a canto alla sua partenza dalla Russia fu
i preti russi, persino nel centro assunto da fr. Godino. Molli pre-
della loro chiesa di Kiovia. I ve- ti ed ecclesiastici di Kiovia, i qua-
scovi vennero in questa cit-
latini li in que' tempi doveano apparte-
tà per commissione e in compagnia nere alla chiesa greca, vestirono
de' principi cattolici dell'occidente, l'abito del novello ordine. Bernar-
ed ebbero ospitalissima accoglienza do fu fatto vescovo di Alicia o
dal clero e dal popolo del paese. Hallicianel i233 dal Pontefice Gre-
Venera ancora al dì d* oggi la gorio IX, ed ivi ottenne la palma

chiesa russa il pio monaco Anto* del martirio per la fede di Gesù
nio detto il romano, il quale ve- Cristo. La sede latina di Kiovia
nuto dalla parte di Lubecca in vanta per suo primo vescovo Ales-
Russia fondò un monastero sulle sio fatto dal Papa Benedetto Vili
sponde del Wolchof, a modello nel 1021 ad istanza di Jaroslaw
di quello delle grotte di Kiovia, duca di Kiovia, e perciò quel Pon-
e vi si adalicò instancabilmente a tefice fu fondatore del vescovato
propagare il cristianesimo. Il me- latino. Il secondo vescovo poi fu
tropolita Costantino fiorito nel 1
177 Gerardo domenicano fatto da Gre-
è venerato dai russi come un san- gorio IX, ed il terzo Enrico pur
to. Questa città ebbe pure i suoi domenicano creato da Giovanni
vescovi latini, sotto il patriarca di XXII. Il metropolita di Kiovia
Costantinopoli.Ivone successore di Massimo, nel 1299 trasferì la sua
Vincenzo, vescovo di Cracovia, cs- sede a Wladimiria ; ed il metro-
,

RIO RIO 29
polita Pietro, nominato nel i3o8, sto e dotto Gregorio Zamblak. Sì
la trasferì invece a Mosca. Alessio portò in Costantinopoli per rice-
arcivescovo di Riovia nel i353 fu vere dal patriarca e dall'impera-
forte difensore delia Chiesa roma- tore r istituzione canonica, ma non
na, e mori in odore di santità. Ai li trovò inclinati ad ascoltare le
tempi di Alessio fiorì il quarto universali lagnanze contro Fozio,
vescovo Ialino di Riovia, Giacomo ne dare retta alle preghiere del
domenicano dell'anno iSyy. La clero russo, perchè vedevano am-
concordia che regnò tra le due bedue il danno che loro proveni-
chiese sotto i metropolitani Pietro va per la divisione della sedia me-
ed Alessio, fu soltanto di passaggio tropolitana di Russia, la quale per
turbata dal Pimen,
metropolitano essi era una miniera inesauribile
il quale dopo morte del metro- la d'oro. Con tuttociò appena Grego-
polita Michele, che occupò soltan- rio ritornò a Riovia, i vescovi della
to pochi mesi la sede di Mosca e Russia meridionale si radunarono
morì nel 1379, si mise a conten- in Nowogrodek nel 1^1 5, e confer-
dere al pio e religiosissimo metro* marono a dispetto del patriarca di
polita Cipriano nel i38o il pos- Costantinopoli la nomina di Gre-
sesso di sua dignità; ma egli fu gorio, scomunicando Fozio, con so-
finalmente degradato dal clero e lenne atto in cui Riovia è chiama-
dal popolo in un concilio, e finì ta la madre delle chiese russe, la

di vivere in prigione nel 1389. madre di tutte le città russe. Io


Cipriano è lodato per uno de' piìi tale documento si dice, che antica-
leali amici e veneratori della Chie- mente avevano i vescovi il diritto
sa romana; si acquistò meriti im- d' istituire il metropolitano , e al
mortali presso la sua chiesa , e fu tempo del granduca Isaslaw elesse-
chiamato il ristoratore delle scien- ro e consecrarono Clemente. Con-
ze nella Russia. Al suo tempo tutte servare le tradizioni de' ss. padri,
le sedi vescovili russe di Lituania condannare l'eresia, venerare il pa-
passarono all' unità. Cipriano mo- triarca di Costantinopoli, avere la
rì i4o6.
nel medesima fede, ma solo rigettare
Dopo la sua morte sorsero lem* r illegittima autorità che si erano
pi turbolenti per la chiesa russa arrogati gì* imperatori greci, poiché
pei semi delio scisma sparsi da non il patriarca , ma l' imperatore
Pimen nel clero, che Cipriano a- ormai dava i metropolitani, facen-
vea soffocato. Per mala ventura do prime dignità
vile traffico delle

della chiesa russa, salì sulla sedia ecclesiastiche. Quindi per tale scon-
metropolitana, co* maneggi i più venevolezza essersi eletti da loro un
detestabili, l'ambizioso Fozio greco degno metropolitano. Da quell'epo-
avarissimo. Crescendo le sue ini- ca la sedia metropolitana di Rus-
quità, e divenuto peggior di un sia fu divisa in quella di Riovia

pagano, i vescovi della Russia me- e di Mosca la prima governò gli


;

ridionale, co' principi, boiari e gran- esarcati, ossia vescovati del mezzo-
di dell'impero, si adunarono in giorno ; la seconda quelli del set-
Riovia l'anno 14^4 ^ dichiararo- tentrione. Questo avventuroso av-
no Fozio decaduto dalla sua di- venimento preparò l* unione della
gnità^ sostituendogli il pio, mode- chiesa russa pel secolo XVL I me-
,

3o RIO RIO
Iropolitani di Mosca sì appigliaro- russi. Contemporanei di Gregorio
no a tutti i mezzi per riunire la furono Michele 1 e Andrea vescovi
sede di Rio via con la loro, ma in- Ialini di Riovia: sotto il secondo

darno. I metropolitani di Riovia avendo tartari in un alla città


i

sostennero la loro indipendenza, e spogliato la cattedrale verso il i4i6,


siccome i metropolitani di Mosca il vescovo latino Michele II la re-
spalleggiati dai loro granduchi si staurò e fornì di sacre suppellet-
mantennero nella loro dignità, così tili. A Gregorio nel i4^9 degna-
anche gli ultimi cercarono di raf- mente successe Gerasimo, al pa-
forzarsi nella loro per la protezio- ri del predecessore unito colla Chie-
ne de' principi di Lituania e dei sa romana, e non dimostrò mono
re di Polonia. Alla sede unita di ardore per propagare l'unione. Tut-
Riovia s'incorporarono le diocesi tavolta l'unione della chiesa orien-
di Bransk, Smolensko, di Permìs- tale, come anche di tutta la chiesa
lia o Premislia, di Turow, di Luzk russa non sortì il pieno suo effet-
o Luck, di Wladimiro nella Vo- to prima del concilio generale di
linia, di Polosko, di Clielma, di Firenze celebrato da Eugenio IV,
Haliz o Allicia e perseverarono, avendola ritardata T invasione dei
nella unione della Chiesa romana turchi. Contribuì di molto al con-
fino verso Tanno i52o. Qui no- seguimento di questo scopo tanto
teremo che quinto vescovo latino sospirato , la vacanza delle sedie
fu Filippo domenicano; e che" la metropolitane del nord per la mor-
restaurazione della sede vescovile ie di Fozio e di Gerasimo, il quale
latina in Riovia, si attribuisce a perì vittima d'un odio politico nel
Jagellone o Wladislao V re di Po- 1433. Il patriarca di Costantino-
ionia, ed all'anno i^ii. poli Giuseppe, zelantissimo dell' u-
L'imperatore Emmanuele TI Pa- nfone della chiesa orientale coll'oc-
leologo, ed il pio e dotto patriar- cidentale colse questa favorevole
,

ca Giuseppe di Costantinopoli mo- opportunità, e nominò nel 14^7


straronsi assai propensi ad accostarsi metropolitano di tutta la Russia
all'unione, quale fu conchiusa so- il non men pio che dotto ed elo-
lennemente mediante lo zelo del quente Isidoro di Salonicco o Tes-
metropolita di Riovia Gregorio già salonica vescovo dell'llliria. Per tal
mentovato. Questi fu nel i4i8 modo la sedia metropolitana di
mandato dall' imperatore alla testa Mosca fu di nuovo unita a quella
di venti vescovi greci, con uno splen- di Riovia, il che agevolò l'unione
dido seguito di principi e magna- di tutta la chiesa russa con la ro-
li,al concilio di Costanza presie- mana. Nel 1437 portatosi a Mo«ca
duto dal Papa Martino V; laonde vi fu ricevuto dal granduca Wa-
dopo poche sessioni fu celebrata silio o Basilio III, che indusse al-
l'unione di ambedue le chiese, il l'unione, ma
a malincuore accon-
Pontefice si mostrò assai amorevo- sentì che partisse pel concilio ge-
le, dichiarando i regnanti di Po- nerale, seguito da splendido accom-
lonia e di Lituania, probabilmente pagno di sopra cento ragguardevoli
ad istanza di Gregorio, vicari della personaggi, di ecclesiastici, boiari e
santa Sede, ciascuno nel proprio re- di altri grandi deli' impero, i quali
gno, nominatamente però negli stali tulli furono accolli con onorifiche
,

RIO RIO 3i
dimostrazioni. Nel concilio vi eb- meno, dotalo com'egli era di co-
bero principalissima parte l'attivi- raggio, si portò subito, preceduto
tà del celebre Cessarione arcive- dalla croce latina e da tre pasto-
scovo di Nicea, e lo zelo d'Isidoro rali di argento, alla chiesa della ss.
metropoli lano di Russia. JNel gior- "Vergine sul K rem li no, ove fu ri-
no della festa de' ss. Pietro e Paolo cevuto dal clero, dai principi e bo-
del 1439, il cardinal Giuliano Ce- iari, e da numeroso popolo. Ognu-

sarmi lesse il decreto di unione in no meravigliato per tale novità,


lingua latina e Bessarione in gre- era ansioso veder che ne sarebbe
co, con inesprimibile gioia del ma- seguito. Isidoro dopo aver ringra-
gnanimo Pontefice Eugenio IV. In- ziato Dio del suo felice ritorno
di volle rimeritare Isidoro di Rio- fece salir sul pulpito un diacono
via delle tante fatiche sostenute, che annunziò a' circostanti il de-
dichiarandolo con bolla de' 17 a- creto dell'unione del concilio fio-
gosto suo legato a Intere nella Li- rentino. Tutti scossero il capo, e
tuania, Livonia, Russia, ed in un senza manifestare pubblicamente il

al Bessarione a' 18 dicembre lo loro sdegno, se ne ritornarono alle


creò cardinale. Partito Isidoro da case pieni di stupore. Intanto Isi-

Firenze e giunto a Buda ,


quivi doro presentò al granduca Wasi-
scrisse lettere pastorali in Russia, lio ni un breve di propria mano

come metropolitano di Kiovia e di di Eugenio IV, concepito con pa-


tutte le Russie e legato pontifìcio, role cortesi ed afFettuosissime, con
e principalmente ai vescovi della cui lo esortava ad acconsentire al-
metropoli meridionale, nelle quali l' unione, accogliere benignamente
loro notificò T unione di ambe le il metropolitano, e consentirgli il

chiese di recente conchiusa in Fi- tranquillo e pacifico -possesso dei


renze, esortandoli ad accettarne il suoi diritti. Il granduca però non
decreto, ed incoraggiando a un tem- volle saper nulla dell'unione, seb-
po i vescovi latini di Polonia, di bene nel modo il più eloquente
Lituania e di Livonia ad amar i Isidoro gliela, rappresentasse assai
greci come fratelli, e mantenere profittevole albene e miglioramen-
con loro nelle cose di fede e nel to della Russia ; che anzi passali
culto divino perfetta armonia, non pochi giorni, fece prendere e tras-
badando alla differenza del rito ec- portare il metropolitano nel mo-
clesiastico. nastero di Tschudow , ove stette
Giunto in Kiovia il cardinal I- per due anni prigione in un con
sidoro, vi fu ricevuto con giubilo Atanasio e Gregorio monaci suoi
universale, non che dal popolo e amici, insieme a' quali a' i5 set-
clero, eziandio dai sovrani di Po- tembre i44^ g^> venne fatto fug-
lonia e Lituania. L'unione non in- gire in Roma al modo detto alla
contrò opposizione alcuna, tutti l'ac- sua biografìa, ove morì e fu con
colsero con piacere; ma non cosi solenne pompa funebre sepolto in
a Mosca, dove il cardinale si recò s. Pietro Vaticano. Ai di lui tempi
nella primavera del i44o> aspet- fu vescovo latino di Kiovia Gio-
tato per la precorsa fama della vanni, ch'ebbe in successore Cle-
conchiusa unione con generale ir- mente. Con la fuga d'Isidoro si

ritazione degli animi. Ciò nondi- divise di nuovo la sede melropo-


,,

32 RIO RIO
litana di Russia, per sìpoco tem- mefropoli medesimi diritti e pri*
i

po unita, in quella di Riovia e vilcgi che godevano i vescovi lati-

in quella di Mosca. Ad Isidoro ni del suo regno ; quindi Casimiro

fu sostituito il suo fedele ed inse- IV avendo unito Riovia a' suoi


parabile compagno, il pio e pacifi- stati, nel li^'jS vi fece nominare
co Gregorio, col di Gregorio nome Alberto in vescovo latino suffraganeo
II. Eugenio IV medesimo lo con- di Leopoli, colla qualifica di senatore

secrò in Pioma nel i444- Nell'an* del regno come gli altri prelati,
no seguente ritornò a Riovia elet* ma non fu che di titolo, dappoi-
to metropolitano di tutta la Russia, ché i cosacchi non lo vollero sof-
munito di lettere pontificie a Ca- frire, come scrive Commanville il ,

simiro IV re gran di Polonia e quale chiama Riovia capitale del-


principe di Lituania, ed a Casimi- l' Ukrania.

ro II duca di Lituania, cioè allo Giona metropolita di Mosca mo-


stesso re che qual principe di Li- vi 1461, ma le due metropoli
nel
tuania portava il nome di Casimi- entrarono in vicendevole lotta gl'im- :

ro lì. 1 tentativi del re per paci* mediati suoi successori nella sede
ficar granduca di Russia, e ri-
il di Mosca, non finirono mai di lan-
conoscere il nuovo metropolitano, ciare scomuniche contro i vescovi
andarono a vuoto. Wasilio III uniti con Riovia e con Roma
convocò subito i vescovi della me- chiamandoli apostati e traditori del-
tropoli a Mosca, e nel i447 ^^' la fede. A Gregorio II successe Mi-

mandò loro, senza punto consulta- chele Michal, il quale non fu


re il patriarca di Costantinopoli, meno giusto e pio del predecesso-
di eleggere un altro, che fu il fo* re. Portandosi in Roma nel 147^»

coso Giona per prepotenza nomi- presentò al Papa Sisto IV i soliti

nato. Il virtuoso e dotto Gregorio omaggi di fedeltà ed obbedienza


Il venne bandito nel 14^1 per de' vescovi russi. Autorizzato dal
la sua costante perseveranza all'ob- Pontefice nel suo ritorno in Rus-
bedienza della Chiesa romana, indi sia promulgò il giubileo dell'anno
portatosi mori nel
in Roma vi santo 1475 a spirituale vantaggio
1459. Giona, siccome nemico del- de' fedeli greci, e mori benedetto
l'unione, fece di tutto per assog- nel 1489. Giona I che gli succes-
gettarsi la metropoli di Riovia, per- se poco visse, COSI pure Macario I,
ciò il Pontefice Pio II con una onde fu eletto Giuseppe lituano che
lettera lo ripigliò con amari rim- difese l'unione e la propagò, cele-
proveri, e vendicò i diritti metro- brando nel i5o9 un concilio dei
politani della sede metropolitana di suoi vescovi a Vilna onde provve-
Riovia, come la più antica e come dere alla disciplina ecclesiastica.
la culla della chiesa russa. I re- Sgraziatamente dopo breve tempo
gnanti di Polonia e Lituania cer- morì, e la sede metropolitana di
carono con non minor zelo di quel- Riovia ritornò ne' successori di lui

lo de* Papi di mantenere stretta allo scisma, massime pel matrimo-


l'unione nella metropoli della Rus- nio di Alessandro I re di Polonia
sia meridionale. Il predecessore di con Elena figlia del granduca I-
Casimiro IV avea esteso con suo wan III, la quale operò secondo
editto agli uniti vescovi di questa gì' interessi e credenza del padre
,

KIO KIO 33
tlisprezzando iì cullo cattolico, e ne al mondo cristiano, nominata-
fovorcndo i greci scismatici ; quin- mente a* fedeli del loro rito, men-
di questi ebbero il predominio nella tre Giobbe col suo clero lanciò
Lituania, e l'unione si sciolse affat- orrende maledizioni contro le de-
to, ad onta dello zelo del Papa A- liberazioni de' padri di Bresta.
In
lessandro VI. 11 re Stefano Batto- questo tempo era XIV vescovo la-
li col suo attaccamento per la tino di Riovia, Giacomo duca Wo-
Chiesa romana preparò il glorioso roniecius, successore di Nicolao Pac.
ritorno della metropoli meridiona- JNell'anno seguente ivi i vescovi della
le di Russia all'unità, sotto il suc- metropoli di Riovia con Michele si
cessore Sigismondo HI; nel i589 radunarono in concilio ed inviaro-
Geremia patriarca di Costantinopoli no a Roma un'ambasceria per no-
essendosi portato in Mosca dichia- tificare a Clemente Vili la loro
rò il metropolitano Giobbe pa- riunione colla santa Sede, compo-
triarca di tutta la Russia per in- sta di due dotti vescovi.
trighi e donativi, ed insieme indi- Questi legati del clero ruteno
pendente da quello di Costantino- con numeroso seguito di ecclesia-
poli. Tultavolta l'erezione del nuo- stici e di principi polacchi e rute-
vo patriarcato della chiesa russa ni, furono accolti dal Papa cori
trovò grandi ostacoli non solo nel- amorevole cortesia in pubblico con-
la sede costantinopohtana, ma in cistoro. Ivi si lesse ad alta voce in
quelle stesse soggette al patriarca ruteno ed in latino la lettera dei
russo. L'orgoglio di Giobbe e di metropolitani e de' vescovi, cui ri-
Geremia trattarono tirannicamen- spose in nome pontificio il celebre
te Michele Nahosa elevato nel i589 Silvio Àntoniani poi cardinale. L'u-
alla metropoli di Riovia, ed i suoi nione si fece sotto le medesime
vescovi suffragane . Non potendo condizioni con che era stata con-
Michele più sopportare tante ves- chiusa nel concilio di Firenze. La
sazioni ed ingiurie, convocò i ve- Sede apostolica accordò loro tutti
scovi della sua metropoli in un i diritti, libertà e privilegi di cui
concilio a Bresta, e consigliossi con avevano sino allora goduto, e la-
loro a qual capo della Chiesa si sciò loro tutti i riti e Ife cerimo-
avesse ormai ad obbedire, se al re- nie nell'amministrazione de* sagra-
cente patriarca Giobbe di Russia, menti e nella celebrazione delle
ovvero al santo patriarca di tutta altre ecclesiastiche funzioni in uso
la Chiesa cattolica di Cristo il Pa- presso di loro innanzi all'unione,
pa. Tutti unanimamente dichiara- purché non ripugnassero ai dora-
rono, ch*essi in avvenire volevano mi della Chiesa cattolica. Il Papa
soltanto obbedire al sommo Pon- confermò il metropolita di Riovia
tefice di Roma , successore di s. nel suo possesso degli antichi di-
Pietro, e ritornare nel grembo del- ritti e giurisdizioni, compreso quel-
l' una, vera ed apostolica Chiesa. lo di consacrare i vescovi della
Dopo poche sessioni stesero li 2 sua metropoli, chiedendone prima
dicembre iSpS il decreto di deli- la conferma alla santa Sede, per
berazione dell'unione, in cui espo- mezzo del nunzio pontificio in Po-
sero con semplici, ma nobili e sante lonia, cui verrebbe comunicata per
parole, le ragioni di tale risoluzio- quello della congregazione di car-
VOL, xxxvw. 3
.,

34 KIO KIO
diiiali stnhilita per .questi affa- di gravi persecuzioni. Nel i6i3 fu
ri, che fu poi quella di propa- eletto Giuseppe Velamin, pel quale
ganda fide. D'ora in poi l'epi- sotto Urbano Vili quasi tutti i
scopato ruteno fu dipendente da ruteni uniti accettarono T unione
questa insigne e benemerita con- tranne pochi che rimasero nello
gregazione. L'elezione poi del me- scisma. 1 nemici lo perseguitarono
tropolita seguiva sotto la presi- a morte, e questa dierono al suo
denza del medesimo nunzio, il qua- amico Giosafat arcivescovo di Po-
le convocava lutti i vescovi della losko, che Urbano Vili beatificò.
metropoli , il proto archimandrita Paolo V a ribattere le menzogne
e i primari prelati del clero seco- degli scismatici, nel 16 1 5 confermò
lare e monastico in un concilio. il rito greco ai ruteni, ed invitò il

Fatta l'elezione il nunzio mandava metropolita a mandare quattro gio-


gli in lloma alla congregazio-
atti vani in Roma^ per essere educati
ne propaganda, la quale li pro-
di in quel rito nel collegio greco. I
poneva all'approvazione del Papa. re ed i vescovi di Polonia per con-
Se questi li confermava, il metro- discendenza ai reclami degli scisma-
politano veniva da lui preconizza- tici si trovarono costretti di lolle-
to in concistoro^ ed otteneva me- rare la loro gerarchia. Accanto del-
diante la congregazione medesima le sedi vescoviU degli uniti, gli scis-

la bolla d* istituzione ed il paUio. matici eressero e conservarono le lo-


Così dunque l'unione del clero ru- ro antiche denominazioni. Il metro-
teno con la Chiesa romana av- polita scismatico di Kiovia, per con-
venne, senza altra forza che quel- cessione del re Sigismondo III, eb-
la della persuasione della verità. be il medesimo titolo del cattolico,
Appena i legati ruteni ritornarono ed esercitò sopra il suo clero e po-
nella loro patria , tutti i vescovi polo i medesimi diritti anzi il re ;

ruteni si raccolsero a concilio in Ladislao o Wladislao VII nel i635


Bresta sotto la presidenza del me- approvò la celebre università di
tropolita, e ratificarono di nuovo Rio via , fondala per ammaestra-
l'unione e quanto si era fatto in mento del clero dal metropolita
Roma. Giobbe patriarca di Russia scismatico Pietro Mohila, uomo
convocò del pari un sinodo a Mo- dottissimo, ma altrettanto fiero ne-
sca, slanciò scomunica contro Mi- mico delia Chiesa cattolica ; la dotò
chele metropolita di Kiovja, e ma- di pingui rendite e d'una l'arricch'i
Icdì tutte le decisioni intorno al- stamperia ragguardevole, dalla qua-
l'unione emanate in Bresta; quin- le poi uscirono tante opere ingiu-
di scoppiarono le più crudeli per- riose contro l'unione e la Chiesa
secuzioni del clero russo contro il cattolica. A questa epoca era XVIII
ruteno. Costantino, potente princi- vescovo di rito latino di Kiovia
pe di Ostrog, si separò dall' unio- Buguslao. Giovanni Casimiro re di
ne, e vi persuase i vescovi di Leo- Polonia, già gesuita e cardinale, per-
poli e di Premislia. Michele morì mise al metropolita scismatico di
benedetto nel iSgg, e gli successe Kiovia di poter passare sotto la giu-
Ippazio già ambasciatore del clero risdizione del patriarca di Mosca
in Roma, che per zelare il man- Gli scismatici fatalmente ottennero
tenimento dell'unione fu bersaglio ancora la facoltà di erigere nuove
.

RIO RIO 3j
sedie vescovili, sebbene non ne ave- tino. De
episcopatu Kioviensi cti/us
vano adatto bisogno. Il metropoli- sedes olìm fuit Kioi'iae nunc vero
ta cattolico diKiovia Gabriele Cor- Zylomiriae Ukrania ejusque
in
sak, cacciato dalla sua sede per le praesulibus commcntalio
, brevis
turbolenze eccitate dal patriarca di quani ex Simonis Okolscii opere
Costantinopoli, che avea nominato et ex variis wiliquioribus menu-
lo scismatico, nel 1642 si ritirò in mentis descripsil ad praesensque
Roma. Però sotto il re Giovanni usque tempiis produxit, Christia-
III eletto nel 1674, le sedi vesco- niis Gottlieb Friesius. Quanto poi
vili di Leopoli e di Premislia tor- alla serie de'metropolitani ruteni
narono all'unità sebbene
cattolica, di rito greco-unito, è riportata nel-
la forza politica della Polonia fos- l'opera che citeremo del eh. padre
se allora notabilmente diminuita, Theiner. Si trova pure in quella
e perciò la risoluzione di tali ve- dell'abbate basiliano ruteno Igna-
scovi affatto scevra d'ogni basso ri- zio Kulczynski, intitolata. Speci*
guardo. Eziandio il vescovo di Smo- men ecclesiae rathenae ciim san-
lensko, città in quei tempi venuta ata Sede apostolica romana semper
in potere della Russia, si sottomise unitae, Romae 1733.
alia Chiesa cattolica. JVel 1678 al Nel pontificato di Clemente XIII
\escovo latino di Kiovia Francesco per un trattato imposto dalla Russia
Prazmovio, successe il celebre conte alla Polonia, i greci non uniti acqui-
Andrea Crisostomo Zaluski, XXVII starono gli stessi diritti civili e re-
vescovo latino, ed autore di mol- ligiosi degli uniti cattolici, stabilen-
te pregiate opere. Il metropolita dosi che le chiese dipendenti dal
di Kiovia Leone Kirszka nel 1720 metropolitano Kiovia apparte-
di
celebrò il sinodo nazionale di Za- nessero perpetuamente alla religione
raoscia nella waiwodia di Lublino, greca orientale. Nel 1772 la Russia,
sinodo confermato dalla santa Se- la Prussia e l'Austria sentenziarono
de nel 1723. Atanasio Scepticki la Polonia ad uno smembramento,
divenne metropolita di Kiovia nel quindi la chiesa greco- unita si tro-
1729, traslata lo da Leopoh, lodato vò esposta ai travagli ed alle per-
per le sue belle qualità. Nel 174B secuzioni della Russia. Ella oppose
gli successe Floriano Krebnicki già vigorosa resistenza, e gloriosamente
arcivescovo di Polosko, a cui gli pugnò per la sua libertà e salvez-
fu dato nel 1756 per coadiutore za. 11 clero secolare fece mostra di
con futura successione Feliciano eroiche virtìi, laddove i basiliani
Wololkowicz vescovo di Chelma, per conservare le ricche loro pos-
il quale diventò metropolitano nel sessioni stettero spettatori oziosi
1758. A questi sotto Clemente XIII Nella schiera de* magnanimi cam-
nel 1762 fu fatto coadiutore con pioni della fede si segnalarono gli a-
futura Leone Lodovico
successione lunni de' seminari pontificii di Vil-
Scepticki vescovo di Leopoli e Ka- na e Leopoli, perciò giustamente
nùenec dell'ordine di s. Basilio, che colmati di elogi dal prelato Ga-
nel 1778 gli successe. Nel 1763 rampi 2elanle e dotto nunzio di Po-
in Varsavia si stampò questo libro lonia e spettatore degli avvenimenti,
ora rarissimo, cioè la storia e la il quale con dolore biasimò l'infin-

serie de' vescovi kiovesi di rito la- gardaggine dei basiliani. Quest'or-
36 RIO RIO
dine religioso nei primi tempi si fin ddl sesto decennio di questo se-
avea acquistato molti meriti presso colo ruppe sulla chiesa unita, risve-
la chiesa greco-cattolica, ma negli gliò nel clero e nel popolo nuovo
ultimi per rilassamento di zelo cer- zelo per la Riconoscen-
religione.
cò di sottrarsi alla giurisdizione del dosi necessaria migliore educazio-
metropolita di Riovia, e mirò a ne nel clero , Massimiliano Ryllo
dominare il clero secolare. L'ordine basiliano di Rlusco diocesi di Vil-
era diviso indue congregazioni, una na, fatto coadiutore del vescovo di
della ss. Nostra
Trinità, l'altra di Chelma sino dal lySg, e più che
Signora o del Patrocinio della Beata benemerito della chiesa, fondò del
Vergine^ che ben tosto s'impadro- suo un seminario pei chierici della
nirono di tutte le dignità primarie sua diocesi, dotandolo di centomila
del clero secolare : i capitoli e le fiorini polacchi; nel 1779 era di-
collegiate , massime di Lituania ,
venuto vescovo di Chelma. JVe af-
giunsero a comporsi di soli basilia- fidò il reggimento a'basiliani della
ni, a fronte delle reiterate ammo- congregazione Lituana della ss. Tri-
nizioni della santa Sede da Bene- nità, chiamandovi gli uomini più
detto XIV in poi. 11 piti dei basi- dotti e più degni dell'ordine. Pio
liani erano polacchi passati dal ri- VI con breve del 1780 approvò e
to latino al greco, con intendimen- confermò questa fondazione, già nel
to di venir promossi a' vescovati, a precedente anno sanzionata dalla
ed altre dignità della chie-
pi'elature congregazione di propaganda Jìde.
sa greco-unita. Nel primo smem- Per mala sorte il metropolita
bramento della Polonia, la gerar- Leone durò poco e morì nel 1781.
chia della chiesa unita soggiacque Il suo successore Giasone Junozza
a notabili Ciò non per-
alterazioni. Smogorzevrskì, anch'egli basiliano,
tanto il metropolita continuò ad e- però si tenne nelle sue pedate e
sercitare i suoi diritti di giurisdi- governò col medesimo spirito; im-
zione su lutti i vescovi ruteni di plorò ed ottenne da Pio VI distin-
tutti e tre i regni, come innanzi al- zioni e privilegi in premio ai sa-
la divisione, e conservò sino all' ul- cerdoti secolari che si segnalavano
timo il titolo di arcivescovo di Rio- per tener salda l'unione. Nel 1785
via, di Halicz e di metropolitano gli fu dato a coadiutore Teodosio
di tutta la Russia. Il metropolita Rostocki ,
già alunno del collegio
Leone Scepticki calcando le orme greco di Roma, e vescovo di Chel-
del suo antecessore e congiunto A- ma non che basiliano. Successe nella
tanasio, si acquistò meriti immor- cattedra metropolitica nel 1787,
tali per la conservazione e restau- ed allora per sua pietà specchia-
la
ra mento della chiesa unita, reggen- ta e vasta erudizione e vivo zelo
do a un tempo anche la porzione spuntò raggio di speranza di poter
della diocesi di Ramienec rimasta cambiare in meglio il lagriraevole
alla Polonia. Meritò degne lodi per stalo della chiesa unita; per la qua-
avere, benché basii iano, chiamalo le non inlramise di adoperarsi in-
alle più cospicue cariche della sua defesso sostenitore. Il celebre statu-
diocesi in un co'monaci del suo ordi- to emanato nel 1791 dalla dieta
ne, più dotti e meritevoli del clero
i polacca, in cui si vendicarono i di-
secolare. J-a tempesta fuiiosa che ritti della Chiesa cattolica dell'uno
RIO RIO 37
e deirallro rito, fu distrutto dall'im- risiedeva un vicario generale. Questi
peratrice di Russia Caterina II . aveva il diritto di dare l'istituzio-
Questa nel 1798 divenne sovrana ne canonica e di consecrare i ve-
dei ricchi palatinali di Riovia, dì scovi, che doveano prendersi dai
Braclavia e di Podolia; il terzo monaci basiliani, presso i quali si
smembramento della Polonia ebbe poterono coltivare le scienze.
quindi luogo nel 1795. Intanto il A ridurre i greci uniti alla chie-
benemerito Teodosio Rostocki nel sa russa, Caterina II nel 1794 fe-

1794 fu da Riovia, con


strappato ce stabilire un collegio di missiona-
cui non potè più durante l'infelice ri scismatici dipendenti da un ve-
sua vita comunicare; dopo molti scovo della chiesa russa, al che no-
anni di cattività e di santa vita mori minò Vittore Sadkovpschi archiman-
vittima del furore scismatico in Pie- drita di Sluck, arcivescovo e vica-
troburgo, e con lui fini la metro* rio della metropoli russa di Riovia,
polia di Riovia. Prima in questa il cui palatinato perdette la maggior

città eranvi venticinque chiese catto- parte delle chiese. Poscia con appo-
liche, passate poi in potere degli sito editto Caterina II abolì per-
scismatici. Vi era un numeroso clero petuamente la metropoli di Riovia.
secolare, oltre i basiliani che vi a- Assunto air impero Paolo I nutrì
\eano molti monasteri. Eranvi pu- sentimenti più miti e più umani
re diversi conventi e pii stabilimenti per Chiesa cattolica e per la san-
la

di carità, così ruteni come latini, ta Sede. Non indugiò ad intavola-


tutti egualmente occupati dagli sci- re ti'attative con- Roma, richieden-
smatici, li metropolitano godeva ot- do a Pio VI un nunzio apostolico
tomila scudi di rendita; seimila ne per ricomporre le cose della chie-
assegnò Caterina II al Rostocki , e sa latina e rutena. Il Papa vi de-

tremila al sufFraganeo Butrimowicz. stinò monsignor Lorenzo Litta ar-


Qui noteremo, che la sua sede me- civescovo di Tebe, già nunzio apo-
tropolitica, con autorità apostolica stolico di Varsavia. Giunto il pre-
divenne vacante dopo che fu invasa lato nel 1797 in Pietroburgo, i
dagli scismatici. Negli ultimi tempi era punti sui quali particolarmente in-
in Rutomiria vicino a Riovia nell'U- sistette furono la restaurazione del-

krania. Il medesimo s'intitolava me- la metropoli greco-unita di Riovia


tropolita di Kiovia e di Alicia. La e di tutte le sedi vescoviU da Ca-
ragione è che due erano i principati terina lì aboHte; il ritorno del me-
di queste parti, Ukrania e Galizia, e tropolita Rostocki alla sua chiesa
due le capitali Ahcia o Halicia o e di tutti gli altri vescovi ruteni
Hallicia, e Riovia, e due i me- alle loro sedi colla primiera giuris-
tropoliti. Distrutta dalle ingiurie dizione, libertà di culto già pro-
de' tempi e armi Alicia, il
dalle messa da Ivano III e da altri prin-
principato di Galizia occupata Rio- cipi russi ai cattolici d'ambo i riti,

via si trasferì in questa città, do- e da Caterina II per ben tre vol-
ve pure andò ad abitare il metro- te solennemente giurata. Ma le fa-
politano di Alicia. Quindi avvenne vorevoli intenzioni di Paolo I e le
che uno solo rimase dei due metro- sollecitudini del nunzio non sorti-
che però conservò i titoli di
politi, rono in tutto il bramato effetto, pei

Riovia e di Alicia o Hallicia, dove duri intoppi che incontrarono nel


38 RIO RIO
COSI detto santo sinodo e nel nuo- se delle quali appartengono alla
vo arcivescovo di Mohilow Sie- storia ecclesiastica e civile della
strzencewicz, il quale secondò gli sci- Polonia. I successori si leggono nel-
smatici nel ripugnar il ristabilimen- le annuali Notizie di Roma e so-
to della metropoli rutena, siccome no i seguenti: Giuseppe Olendzki
avidissimo d'intitolarsi e dominare delle scuole pie, della diocesi di
qual metropolita della Chiesa catto- Chelma, nel 1763 fu fatto vesco-
lica d'ambo riti, giacché a fronte
i vo di Cambisopoli in partibus e
delle rimostranze pontificie, arbitra- suffraganeo di Giuseppe Andrea.
riamente ne avea assunto il conte- A questo ultimo nel 1774 succes-
gno e le veci. La Russia avea sem- se Francesco Candido Ossolinski
pre agognato l'assoluto conquisto minore conventuale della diocesi
della sede di Kiovia , culla del di Posnania, già coadiutore. Nel
cristianesimo nel reame ; la qua- 1775 fu dato a Francesco per
le stava molto a
cuore de' vescovi coadiutore con futura successione
russi j non tanto per
essere la più Gaspare Colonna Cieciszewski della
antica e primaria sede episcopale diocesi di Posnania, fatto vescovo
della Russia, quanto perchè loro ri- di Tebessa in partibus. Egli diven-
cordava continuamente la loro se- ne effettivo nel 1784; naa già si-
parazione dalla vera Chiesa di Ge- no dal 1781 era stato fatto da Pio
sìi Cristo. Ora per togliersi dinan- VI vescovo di Bardana in parti-
zi agli occhi questa ingrata rimem- bus Francesco R.emigio Zambrzy-
branza, e appuntellare la loro van- cki della diocesi di Polosko, e suf-
tata ortodossia, essi la vollero per- fraganeo del vescovo latino di Kio-
petuamente distrutta. Ciò nondi- via. Col termine del secolo XVIII
meno per la somma giustizia dell'im- finirono pure per le vicende dei
peratore e pel zelo indefesso del nun- tempi i vescovi latini di Kiovia,
zio, la chiesa rutena fu rianimata, nella cui sede fiorirono molti per-
onde si ristabilirono diverse sedi sonaggi chiari per santità di vita,
vescovili, come Polosko, Luck e dottrina, nobiltà cospicua, ed altre
Bresta. L'ordine de'basiliani fu re- singolari doti. Il capitolo latino
staurato; ed il nuovo nunzio Tom- componevasi di otto pielati o di-
maso Arezzo arcivescovo di Seleu- gnità, cioè il decano, il prevosto,
cia ridusse a compimento le cose l'arcidiacono, lo scolastico, il custo-
stabilite dal predecessore, sotto l'im- de, il cantore, il cancelliere e l'ar-
peratore Alessandro I. cidiacono, non che di undici ca-
La citata storia e serie de* ve- nonici. La cattedrale antica del ve-
scovi latini di Kiovia viene ter- scovo, capitolo e clero latino, era
minata con Gaetano Ignazio Sol- dedicata a s. Sofia; fu distrutta dai
tyk di Cracovia, già coadiutore di tartari e sebbene nel 1 4 1 2 la. restau-
Samuele de Ossa Ozga, e vescovo rasse Jagellone o Uladislao V, tornò
d'Emaus in partibus sino dal 1749- poscia a cadere in rovina, onde di
Quindi succede la vita del XXXIV nuovo fu rifabbricata. Allorché in-
vescovo latino di Kiovia, Giuseppe sorse lo scisma, vi ulììziarono i

Andrea conte Zaluski di Seldeck greci, ma la proprietà restò sem-


diocesi di Gnesna, fatto nel lySg, pre de' latini, finché nel i632 se
col novero delle sue opere, di ver- ne impadronirono sotto Pietro Mo-
,

KIO KIO 39
ad onta che il re di Polonia
Iiila, metropolitico di Kiovia le chiese
Sigismondo III vi ripugnasse, la- vescovili di rito ruteno, Leopoli,
sciando i greci l'antica metropoli Chelraa e Premislia. Nel 1809 Li-
di s. Michele. Servi ai latini an- so nski si elesse a successore Gregorio
che di cattedrale la chiesa de' ss. Kochanowicz vescovo di Luck, e lo

Pietro e Paolo edificata in legno, investì di tutti i diritti propri dei


e poi quella da s. Giacinto edifi- metropoliti : l'imperatore con suo
cata nell'area concessagli da Ulo- decreto approvò queste disposizio-
diniiro, presso la porla Kozomiacka ni. Gregorio morì nel 18 14, ed
o Ramiriana presso il monte lad- Alessandro I nominò metropolita
now. Giosafalte Bulhak, della chiesa gre-
Nel i8o5 essendo morto l'egre- co-unita nella Russia, esimio pre-
gio Rostocki senza essere slato rein- lato ch'era alunno nel col-
stato
tegrato ne'diritti di metropolitano legio Urbano della propaganda in
di Kiovia e di Halicz, l'arcivesco- R.oma, ed ordinato sacerdote nella
vo di Polosko Eraclio Lisowski chiesa di s. Atanasio del collegio
capo della sessione rutena del col- greco. Egli richiese alla santa Se-
legio cattolico fondato in Pietro- de r istituzione canonica, che i suoi
burgo nel 1801, a nome ancora antecessori Eraclio e Gregorio non
de'due vescovi suoi colleghi, sup- avevano potuto conseguire, e l'ot-
plicò r imperatore per la restitu- tenne nel 18 18 con bolla di Pio
zione del metropolitano della chiesa VII. Avendo egli inoltre supplica-
greca. Ne secondò l'inchiesta il nun- to il Papa a fare caldi uffizi all'im-
zio, ed Alessandro I per la giustizia peratore, perchè venisse tolto lo
della domanda malgrado le
l'esaudì sconcerto ripugnante a'canoni e alla
rimostranze del metropohta latino disciplina .ecclesiastica della Chiesa,
di Mohilow, e quelle dei scismati- di una metropoli indeterminata ed
ci del cosi detto santo sinodo. Lo errante, al modo che abbiamo det-
stesso arcivescovo di Polosko Li- to più sopra, e ove tal domanda
sowski a' 24 luglio 1806 fu no- non sortisse il bramato effetto, il

minato a metropolita di tutta la Pontefice supplisse coli' apostolica


chiesa greco-cattolica nella Russia^ autorità, confermandogli i diritti e

e rimesso nel possesso di tutti i privilegi goduti dai metropolitani


diritti e privilegi ecclesiastici di predecessori. Riuscendo vane le sol-
cui godevano i suoi antecessori. lecitudini della santa Sede a dare
Con tutto ciò, mercè un rapporto forma fissa e durevole alla metro-
del cosi detto santo sinodo all'im- politana greco-unita, per le oppo-
peratore, il Lisowski non riuscì ad sizioni del così detto santo sinodo
ottenere ne
sede, ne il titolo
la e del metropolita latino, Pio VII
di Kiovia, ma
venne solo chiama- conferì al Bulhak la dignità me-
to nell'imperiale decreto di nomi- tropolitica come delegato pontifìcio,
na, metropolita unìtaruni ecclesia- confermandogli i diritti e privilegi,
rum in Russia, col qual titolo do- riserbandosi in avvenire di provve-
vevano altresìnominarsi ì suoi suc- dere con le consuete forme. Bulhak
cessori. Pio VII col breve In uni- recatosi a Pietroburgo per assu-
versalìs Ecclesiae regimine^ de* 2 5 mervi la presidenza della sessione
febbraio 1807, ^^^^^ ^^^ diritto rutena del cattolico collegio eccle-
4o KIO RIO
siastico, governò in pace la sua Bulhak fu escluso da qualunqfie
chiesa sino alla morte del magna- ingerenza negli affari di religione ;

nimo Alessandro I, dal quale era resistette alle innovazioni, e riget-

tenuto in riverenza ed onorato, tb tutti gli artifizi e le lusinghe


Nel 1825 gli successe il regnante colle quali si procurò corromper-
imperatore Nicolò I, che tra le sue lo. Furono istituiti più vescovati
riforme decretò che l' offizio di scismatici, collo stesso nome degli
metropolitano si limitasse a puro antichi greco-cattolici, onde pro-
grado di onore, sostituendogli nel- durre la rovina delle metropolita-
la potestà il collegio ecclesiastico ne rutene della Russia Bianca e
di Pietroburgo, sotto la dipenden- della Lituania. I piti de' sacerdoti
za del ministro degli affari eccle- ruteni in un al popolo si segna-
siastici. Indi con altro decreto in- larono per eroica fermezza, ma
trodusse nella chiesa greco unita furono rigorosamente puniti; intie-
assai innovazioni funeste alla di- re ville e grosse terre furono co-
sciplina, alla ed alla
gerarchia , strette a cacciarsi nello scisma ;

costituzione della medesima. inutili i reclami e le preghiere di


Nel i832 la Polonia venne di- que' campioni di fedeltà religiosa,

chiarata parte integrante della Rus- preparati a morire anziché rinun-


sia, e gravissime sciagure piomba- ziare alla credenza verace degli
l'ono per disposizioni imperiali per avi. Siemaszko e Luzinski altro vi-
la Chiesa cattolica d'ambo i riti, sì cario metropolitano , agognando
nella Russia che nelle provincie veder scomparso ogni vestigio di
polacche. Il collegio ecclesiastico cattolicismo nelle loro metropoli,
ruteno ch'era stato incorporato al moltiplicarono corruttele e vessa-
sinodo scismatico, ebbe a presiden- ziotìi per trarre in inganno i pre-
te della sessione rutena del cosi ti piti deboli ed ignoranti delle Io-
detto santo sinodo, il prelato Giù- ro diocesi, facendoli soscrivere a
seppe Siemaszko vescovo di Litua- formale giuramento di non frap-
nia, uomo di smodata ambizione porre il più leggiero ostacolo al-
e di perduta coscienza, cui l'illu- l'unione di tutte le chiese rutene
stre metropolitano Giosafatte Bui- colla russa. 11 clero maggiore, sal-
hak fu costretto nominare suo vi- \o poche eccezioni, si mostrò di-
cario nella Lituania, ripugnandovi sposto di rinunziare all'unità cat-
lunga pezza perchè ne conosceva tolica ; solo il clero inferiore fece
i scismatici sentimenti. Giuseppe resistenza degna della sua vocazio-
giurò di domandare alla santa Se- ne, sfidando la morte per serbare
de l'istituzione canonica, ma poi il sacro deposito della fede: il co-
non arrossì di farsi spergiuro. Da raggio de' semplici sacerdoti e del
questo punto l' infelice chiesa ru- popolo ruteno giunse all'eroismo, e
tena diventò semplice parte della col loro martiiioredimevano il piis-
scismatica. I sinodaU d'accordo con simo popolo ruteno dall'orrendo mis-
Giuseppe formarono il vasto e de- fatto commesso dai suoi vescovi con-
plorabile disegno di ridurre allo tro Dio e la Chiesa. Tra gì' illu-

scisma tutta la chiesa greco-catto- stri confessori della fede primeg-


lica, con ogni maniera di macchi- giòil padre dell'apostata e inde-
nazioui. 11 rispettabile metropolita gno vescovo Siemaszko, il quale
,

KIO RIO 4i
in riguardo alle sue canìzie si con- ospitali sue porle agl'illustri sacer-
tentò di farlo portare in Siberia. doti ruteni. Il governo austriaco
Finalmente nel i838 ebbe luo- ricettò pietosamente le vittime sven-
go in Polosko l'atto d* unione di turate della persecuzione con pater-
professare pubblicamente Io scisma, na amorevolezza, provvedendo i mi-
che ad onta delle lusinghe, degli seri d'onorato sostentamento. Lo
ordini e delle minaccie il metro- scisma pertanto degli uniti, avve-
polita Bulhak ricusò sottoscrivere nuto nel 1839, può essere memo-
con ecclesiastica e mirabile intre- rabile negli annali ecclesiastici, co-
pidezza. Questo prelato dopo qua- me dicono i rappresentanti della
rantadue anni di episcopato, deco- chiesa russa, non già pel libero
ro e sostegno della chiesa rutena, ed unanime consentimento del cle-
nel declinar del i838 morì santa- ro e del popolo ruteno,, ma ben-
mente, e l'imperatore gli fece ren- sì per le inaudite ed inenarrabili

dere grandi onori con rito scismati- violenze, con che gli si diede la
co, e tumulare nelle tombe de'metro- mossa, e fu mandato ad efi'elto,
politani russi nel convento di Ales- il tutto diffusamente leggendosi
sandro Newski. Allora Siemaszko nella dotta opera del eh. p. Ago-
e i suoi colleghi non avendo più stino Theiner sacerdote filippino,
nulla a temere , deliberarono di intitolata Vicende della Chiesa
:

pubblicar l'atto della fatale unione cattolica di ambedue i riti nella


scismatica alla chiesa russa ; indi Polonia e nella Ca- Russia ^ da
a'2 febbraio 1889 emanarono il terinaII sino a' nostri di, prece*
Jagiimevole decreto di separazione dule da un rapido cenno sull'ori-
della sola vera cattolica Chiesa la gine e sulle relazioni della chiesa
romana, e di unione alla russa russa con la santa Sede sino ai
scismatica, e sommessamente obbe- tempi di Pietro il Grande, Luga-
diente al così detto santo sinodo no 1843 dalla tipografia Veladini.
di tutte le Russie. Siemaszko, qual Quanto fece per la chiesa greco-
rappresentante del popolo e cle- unita quanto deplorò il luttuoso
,

ro greco-unito, lieto di aver con- avvenimento della caduta de' ve-


seguito il sospirato intento, toIò scovi ruteni il regnante Papa Gre-
a Pietroburgo per fare approvare gorio Xyi [Vedi), r indicammo a
dall' imperatore gli atti del consu- quell'articolo. Egli nel concistoro
mato scisma, ond'egli e il così det- de' 22 novembre annunziò 1889
to santo sinodo li confermarono e al mondo avvenimento
il triste

lodarono , sottoscrivendosi *tra gli col semplice, commovente ed ini-


altri Filareto metropolita scisma- mitabil candore di verità, e lo tra-
lieo di Riovia. Si volle menar mandò al giudizio imparziale de'po-
trionfo di tanto avvenimento^ e so- steri con parole di carità soavissi-
lennizzarlo con grandissima pompa ; me verso de' miseri sedotti , e di
così passò la chiesa rutena nel coloro che cooperarono all'enorine
grembo della russa per opera prin- misfatto. Indi nel concistoro de' 22
cipalmente di Siemaszko, il quale luglio 1842 il medesimo Pontefice
fu perciò innalzato al grado arci- con moderazione evangelica mani-
vescovile. La Gallizia anche nel festò le crude piaghe della chiesa
.1839, siccome nel 1795^ aprì le polacca^ propugnando i diritti della
42 KIR RLE
Chiesa nella Polonia e nella Rus- lucìs et umhrae; Musurgid unwer'
sia violati dalla podestà secolare, salisj Obeliscus Paniphìlius, Oe-
con parole di verità svelò a tutto dipus Aegyptiacus; Obeliscus Ae-
l'orbe cristiano ed alla chiesa uni- f^yptiacus j Mundiis siibterraneus ;
versale i fatti di sì grave e dolo- China illustrata; Historia Eusta-
roso argomento. Quindi nel dicem- chio Mariana j Romani collegii mu-
bre 1845, nella venuta in Roma senni exposilnni a Georgia de Le-
dell'imperatore Nicolò 1, si narra pibus; Latiunij idest nova et pa-
che il medesimo Pontefice Grego- ralella Latii tuni veteris, tuni no-
rio XVI in coerenza delle cose fat- vi descriptio. Le altre opere sono,
te, collo stesso zelo, franchezza a- sull'arte di scrivere in con- cifre;
postolica e paterna dolcezza, aven- cordanze greche della versione dei
do affettuosamente perorato la cau- settanta ;
1' arca di Noè ; la torre
sa de' cattolici, il suo animo fu di Babele, ec. Egli parlava e scri-
confortato con lusinghiere speran- veva ventiquattro lingue diverse ;

ze dal cortesissimo monarca ; il in ciò superò gli antichi poliglotti,


quale restò commosso dalla beni- compreso Mitridate che ne parlava
gna presenza e dalle soavi parole dieciotto o ventidue, laonde solo ai
del venerabile capo della Chiesa nostri giorni è stato superato dal
cattolica. Da questo meraviglioso bolognese cardinal Mezzofanti.
avvenimento, tutto il mondo, mas- RIRLINGTON. Luogo dell' an-
sime i cattolici, ne hanno concepi- ticoregno degli inglesi orientali,
to un più lieto e glorioso avve- dove fu tenuto un concilio dopo
nire, f^. Russia e Ruteni. la festa di Pasqua dell'anno 977,
RIOVIA. Sede vescovile di rito in presenza del re s. Odoardo II,
latino in Polonia. V. Rio vi a, cit- e di Dunstano arcivescovo di Can-
tà arcivescovile della Piussia. torbery. Venne in esso prescritto
RIRCHER. Atanasio. Gesuita, na- un pellegrinaggio ad una chiesa
to a Fulda, dotto e filosofo che della Beata Vergine. luogo dove Il

si acquistò molta fama per la sua si che i la-


tenne questo concilio,
vasta scienza, profonda erudizione lini chiamarono Kirlingtonum^ chia-

e pietà. Egli insegnava a Wurz- mavasi altre volte Kirling o Ralla-


burgo nella Franconia quando gli gè.Reg. t. XXV ; Labbé t. IX Ar-;

svedesi turbarono il suo riposo nel duino t. VI ; Angl. t. L


i63i. Ritiratosi quindi in Francia, RLESSELIO Melchior, Cardi-
si fermò per qualche tempo nei nale. Melchior Rlesselio trasse nel-
collegio che i gesuiti avevano in l'Austria la sua origine da un po-
Avignone. Andò poi a Roma dove vero fornaro, quantunque non man-
nel Collegio romano fondò un ce- chi chi lo faccia di nobile -
stirpe.
lebre museo, che ancora ne por- Sortito avendo dalla natura un in-
ta il suo illustre nome, ed ivi morì gegno vivace e penetrante, ne die-
nel 1680 d'anni ottantadue, dopo de manifeste prove in Ingolstadt,
aver composto e pubblicate molte predicando dal pulpito con tal e-
opere della più importante erudi- nergia ed eloquenza che venne con-
zione. Le principali sono: Praelu- siderato quale altro Cicerone. Ot-
siones magncticaej Prim'uiae gno- tenne un canonicato di Uralislavia
monicae caloplricaej Ars magnae e poi la prepositura nella chiesa
KLE KLE 43
di Vienna, colla carica di cancel- minar Tanatema contro gli autori di
liere dell'archiginnasio di questa siffatto attentato, come avea stabi-
città. 11 suo naturale nato fatto lito di fare; non mancò però di
pei maneggi e pei costumi della spedire immantinente in Vienna
corte, gli diede agio d' introdursi l'uditore di rota Verospi, affmchè
nella grazia dell'arciduca poi im- seco portasse in Roma il cardinale.
peralore Mattia, di cui seppe così In Vienna per lo contrario si pre-
bene guadagnarsi raflfetto ed insi- tendeva, che da Roma si depu-
nuarsi per modo nel suo spirito ,• tassero giudici per procedere sulla
che quel principe si servì di lui faccia del luogo per la decisione
come unico mezzo per combinar della causa, onde il prelato ritor-
i suoi interessi, consigliandosi in nò in Roma senza aver nulla con-
ogni negozio importante e rimet- chiuso. Eletto nel 1621 Gregorio
tendo nelle sue mani gli affari i XV, ad istanza del sacro collegio
più segreti ; ond'è che qual direttore tornò a spedire il Verospi in Ger-
e presidente del dipartimento ec- mania, con ordine espresso di noa
clesiastico e primo ministro di sla- restituirsi in Roma se non col car-

to, di tutto disponeva a suo talen- dinale, ciò eh' egli eseguì con in-
to. Non meno insigne teologo che trepido coraggio. Dappoiché essen-
eccellente oratore, ridusse non po- do egli occupato nello scrivere la
chi tra gli eterodossi alle verità sentenza di scomunica contro il ma-
cattoliche, per cui gli riuscì facile gistrato che ricusava di soddisfar
essere promosso a vescovo di Vien- le sue istanze, esso atterrilo e com-
na, e di ottenere da Paolo V ad mosso dalla costanza del prelato,
istanza di cesare, che a' 2 dicem- gli consegnò il cardinale, che giun-

bre 161 5 lo creasse cardinale pre- to in Roma fu posto in Castel s.

te col titolo di s. Maria della Pa- Angelo. I supposti di lui delitti si

ce, oltre r amministrazione della ridussero alle venalità colle quali


chiesa di Newstadt. Passò sempre pretendevasi avesse corrotto mi- il

tra il cardinale, il re de' romani nisterio primario dell' imperatore


Ferdinando II e l'arciduca Massi- Mattia; e di larga indulgenza al par-
miliano pochissima corrispondenza; tito eretico, mediante l'esazione di
ed il millantare soverchiamente l'au- grosse contribuzioni. Risultò però
torità che godeva presso l'impera- dal processo fiscale, palese l' inno-
tore, con r abuso che talvolta ne cenza dell'accusato; quando già l'in-
faceva, gli procurarono l' invidia e ventario fatto all'improvviso delle
r odio de* magnati , massime dei sue sostanze nell'atto della cattu-
principi di casa d'Austria. D'ordi- ra, lo giustificavano talmente po-
ne di questi nella sera de' 20 lu- vero, che restarono smentite le in-
gho 16 18 fu arrestato nel palazzo colpazioni di cui l'altrui malignità
imperiale, forse nell'atto che da avealo diffamato. Esaminate le ec-
Presbourgh si restituiva a Vienna, cezioni fiscali de' testimoni , udita
con estremo rammarico dell' impe- l'eloquente perorazione del cardi-
ratore, di Paolo V e de' cardinali, nale, questi per sentenza del Papa
indi ritenuto in un monastero. Il fu dichiarato innocente e coli' ap-
Pontefice a persuasione del cardi- provazione rimandato alla sua chie-
nal Bellarmino, si contenne dai ful- sa di Vienna, Fu il Klesselio d'a-
44 KNI KOL
nimo granile e magnanimo, dota- chi, la sede vescovile restò vacan-
to d'incomparabile fortezza d'ani- te: questa al presente è suffraga-
mo, incapace di lasciarsi abbattere nea dell' arcivescovo di Colocza. Ne
dalle disgrazie, amatore de' poveri, furono gli ultimi vescovi, Giusep-
temperante nel vitto e di gran can- pe Carlo Zbisko di Strigonia, di-
dore di costumi. Mori in Vienna chiarato da Benedetto XIV nel con-
nel i63o in età di settantasette cistoro de' i5 dicembre iy55. Giu-
anni, e fu sepolto nella sua chiesa. seppe Pierer di Giavarino, fatto da
Non manca chi dica, che il cardi- Pio VI nel 1779. David Zsolnai
nale fosse propenso alle novità, e di Giavarino, nominato nel 1806
che a gran pregi unisse non pochi da Pio VII, il quale nel i8i5gli
difetti. diede per successore Ladislao Csa-
KNIN (Tinien). Città con resi- ky di Scepusio. Il Papa regnante
denza vescovile della Dalmazia nel Gregorio XVI in sua morte pre-
regno di Croazia, capoluogo di di- conizzò per vescovo a' 28 febbraio
stretto ,
giace sulla riva destra del i83i Alessio Jordansky di Casso-
Kerka ossia Tizio, Tìlìum, a'piedi via; e per quella di questo, nel
d'una ripida montagna, su cui è concistoro de' i4 dicembre 1840,
costrutta una fortezza importante fece r odierno vescovo monsignor
eretta dai turchi, ed alla quale i Martino Miskolczy di Galgocz, ca-
veneziani, che dal 1688 la posse- nonico della metropolitana di Stri-
dettero, aggiunsero qualche fortifi- gonia ed abbate della Beata Ver-
cazione, considerandola punto in- gine Maria di Koloss; abbazia e
teressante. I romani aveano fon- canonicato che con dispensa apo-
dato in questo sito il forte Arda- stolica gli sono stati conservati.
he, chiamata Arduha seu
onde è Ancora si vedono gli avanzi della
Tininium. Questa piccola città è chiesa cattedrale, sotto il titolo di
cinta da mura, con mediocri abi- s.Giovanni evangelista. Il vescovo
tazioni soggette alle inondazioni del non ha episcopio ne mensa vesco-
Kerka, le quali qualche volta co- vile , essendo i beni occupati dai
prono interamente il ponte di pie- turchi. Le sue rendite erano tas-
tra che i turchi vi aveano un tem- sate nei libri della camera apo-
po eretto. Gli abitanti sono circa stolica in fiorini centocinquanta.
mille, i quali combattono col cat- ROLLONITZ Leopoldo, Cardi-
tivo clima e colla penuria di acqua nale. Leopoldo de'conti di Rollonitz,
potabile. Knin è distante quindici nato nella fortezza di Camoromio
leghe da
Zara: Commanville la in Germania, di cospicua famiglia,
chiama Tinìa seu Qiierca. fu condotto in Vienna per appli-
La sede vescovile fu eretta ad car alle scienze e nel tempo istes-

istanza dei re di Croazia verso la so per trattenersi nella corte di


fine del secolo XI, sotto la metro- Ferdinando IV re d'Ungheria, fi-
poli di Spalalro. Commanville dice dove fece spic-
glio dell' imperatore,
che il suo vescovo deve essere care la sua costante pietà e reli-
stato il vescovo della corte dei gione, la pudicizia e modestia, ed
re croati , il quale dovea seguirla altre virtù che lo resero accetto a
ovunque fosse andata. Occupata tutti i principi. Mandato dall' im-
per lungo tempo la città dai tur- peratore Ferdinando 111 a milita-
,

KOL KOL 4^
re tra i cavalieri di Malta, essen- tenere i popoli nella divozione ed
do già ascrìtto al loro ordine, fece obbedienza al sovrano. Appartenne
prodigi tali di valore, che meritò al consiglio ecclesiastico imperiale,
di essere fatto castellano dell'isola, e successivamente fu vescovo di
nella quale occasione abolì il turpe Giavarino, nel 1691 e
di Colocza,
che facevano de' loro figli
Iraffico nel 1695 dell'altra metropolitana
a vii prezzo i maomettani. Per di Strigonia. Sono senza numero
queste ed altre gloriose azioni, al- gli eretici che convertì , gli ebrei
cuni invidiosi gli propinarono il ed i turchi che battezzò. In Tri-
i^eleno, quale essendo bevuto da navia fondò il collegio illirico, so-
altro, Leopoldo commosso dal pe- lendo dire ch'era in coscienza ob-
ricolo corso abbracciò lo stato ec- bligato estirpare l'eresia luterana
clesiastico. Dipoi nel 1 665 fu fatto dall' Ungheria, perchè uno de' suoi
da Alessandro VII vescovo di Ni- antenati ve l'avea introdotta. Do-
tria, chiesache dovette rinunziare po essere intervenuto alla elezione
perchè a cagione de' tempi non di tre Papi, mori d'anni settanta-
poteva governare a suo modo, on- sei a* 20 gennaio 1707 in Vien-
de fu traslata to a quella di Neu- na, da dove trasferito il cadavere
stadt in Austria. Kell' assedio di in Presburgo fu sepolto nella chie-
Vienna del i683 anziché fuggire, sa di s. Salvatore.
restò intrepido nell' angustiata cit- ROLLONITZ Sigismondo, Car-
tà, per cui recò ad essa gran gio- dinale. Sigismondo de'conti di Rol-
Tamento. Faceva da soldato, da lonitz, nipote del cardinal Leopol-
capitano, visitava intrepido le for- do, nacque in Germania nel 1677
tezze e i baloardi, i magazzini delle a' 28 maggio. Portatosi a Roma
munizioni; esortava gli assediati al nel 1693 fu ammesso nel collegio
pentimento delle loro colpe, ed alla germanico, ove si diede con fervore
perseverante difesa. Nella celebre allo studio delle scienze filosofiche
disfatta de' turchi, mentre tutti e- e teologiche. Restituitosi in patria
rano intenti al bottino, il prelato si pose sotto la cura e direzione
andò cercando pel campo i fan- delio zio, che gli conferì un ca-
ciulli ivi rimasti, ne potè riunire nonicato nella sua metropolitana
cinquecento che fece battezzare, ed di Strigonia, della quale poi ebbe
a sue spese cristianamente educa- la dignità di arcidiacono. Fu pro-
re. In premio di tante belle azio- mosso al vescovato di Vaccia, che
ni, a' 2 settembre 1686 Innocenzo governò con singoiar vigilanza ed
XI lo creò cardinale prete del ti- esemplarità, donde fu trasferito a
tolo di s. Girolamo degli Schiavoni, quello di Vienna di cui fu il pri-
ad istanza dell' imperatore Leopol- mo arcivescovo. Indi ad istanza
do I di cui era confessore. 11 car- imperatore Carlo VI, il Papa
dell'
dinale si mostrò sempre pieno di Benedetto XIII a' 26 novembre
zelo contro gli eretici, aiutò con 1727 lo creò cardinale prete col
tutte le forze l'imperatore nelle titolo de' ss. Marcellino e Pietro
guerre co' turchi ; e nelle ribellioni annoverandolo alle congregazioni di
dell'Ungheria si tenne sempre unito propaganda, del concilio, de' vesco-
con cesare, facendo efficaci esorta- vi e regolari ed altre. Fu fatto
zioni pubbhche e private per man- inoltre protettore della Germania
4S KON KON
e degli stati austriaci presso la santa nario, due ospedali, un orfanotro-
Sede, principe del sacro romano fio ed altri stabilimenti. Le case
impero, ed intimo consigliere cesa sono bene fabbricate. Ne* suoi din-
reo. Zelante pel decoro e splendo- torni vi sono i bagni minerali di
re del/a sua chiesa, per la disci Koukous o Roukous-bad. Fu que-
plina del clero e pei vantaggi del sta ci Ita presa dai prussiani negli
popolo, introdusse in Vienna la di- anni ly/p, i744j ^7^^ e 1762:
vozione delle quarant'orej persuase in questo ultimo anno fu moltissi-
I*imperatore a deputar pie perso- mo danneggiata, per essere saltato
ne, che invigilassero ne' sacri tem- in aria un magazzino del gover-
pli, massime nella celebrazione dei no. Questa città fu già l'appan-
divini uffizi, e che i giovani discoli naggio della regina di Boemia.
e le femmine cattive non recassero La sede ad istanza del-
vescovile
scandalo a' fedeli. Si mostrò pro- l'imperatore Ferdinando II fu e-
fuso co' poveri e generoso in sov- retla nel i655 dal Pontefice Ales-
venire gli ospedali ed altri luoghi sandro VII, dichiarandola suffraga-
pii. Fondò nel castello di s. Vito nea della metropoli di Praga, co-
presso Vienna una chiesa in ono- me lo è tuttora. A tale ell'etto il

re di quel santo, oltre un collegio Papa smembrò dalla diocesi di


che edificò in Gleystorf per l'edu- Praga gli otto decanati di Gradicz,
cazione della gioventù. Dopo aver Giezin, Bidzow, Glacz, Dobruska,
contribuito col suo suffrasio alle Credi n, Kostelcolz e Broncow, for-
elezioni Clemente XI
di e Bene- 1 manti in tutto duecento quaranta-
delto XIV, morì
santamente in tre parrocchie. Ecco la serie dei
Vienna agli ii aprile lySi d'anni vescovi di Ronigsgratz. Ne fu il

settantaquattro, e fu sepolto nella primo Giovanni Caramuele di Lob-


sua metropolitana con breve epi- kowiz cistcrciense, dottore di teo-
taffio, avendo lasciato suoi eredi i logia neir università di Lovanio ,

poveri pupilli e gli orfani d'ambo abbate Dessemberg nel palatina-


di
ì genitori. Io di Monserrato a Praga era :

KOLMOGORA. Sede vescovi- stato nominato da Ferdinando III,


le della diocesi di Moscovia sulla ma prima di essere ordinato ot-
Downa, distante v^nti miglia d' Ar- tenne nel 1657 dal medesimo A-
gel verso l'oriente. Vi fu unita la lessandro VII la sede di Campa-
sede di Vaga, cosi chiamata dal gna nel regno di Napoli. Traslata-
piccolo fiume di tal nome. to a Vigevano, vi mori nel 1682,
KONIGSGRATZ (Regino Gra- con flima d'uno de' più dotti pre-
diceli ). Città con residenza vesco- lati del suo secolo. Tutta volta per
vile in Boemia, chiamata ancora primo vescovo si considera Matteo
Kralowlhrades Reginae Gradi- , Ferdinando Bilenberg abbate be-
cium o Kradium Rcginae. E capo- nedettino di s. Giovanni a Skaleii
luogo di circondario al confluente e di s. Nicola a Praga ; fu ordi-
dell'Adler e dell'Elba, dieciotto le- nato nel 1659 e venne trasferito
ghe da Praga. E piccola città, ma a Praga nel 1668. Giovanni Fe-
fortificata, con tre sobborghi, di- derico conte di Waldestein suc- ,

verse chiese fra le quali primeggia cesse al precedente, indi traslato a


la cattedrale, un ginnasio, il semi- Praga. Giovanni Francesco Cristo-
5

RON KYR 47
foro barone di Talcubery, nomi- tassati nei libri della camera apo-
nato nel 1676, morì nel 17 io. stolica in fiorini 44^ > corrispon-
Giovanni Adamo di Vratislavia con- denti alle rendite che ascendono
te di Milrowilz, ordinalo nel i 7 1
1, a circa 9600 fiorini aliquibus o-
fu trasferito a Leitmeritz nel 1721. nerihiis gravati.
Venceslao Francesco conte di Koschin RORELA. Sede vescovile di Mo-
canonico e curalo della cattedrale scovia, unita presentemente a La-
di Olmiitz, ordinalo nel 1722. doga, nella provincia di Nowogo-
Giovanni Giuseppe de' conti di rod, ai confini dell' Ingria e della
Wratislaw, fatto vescovo nel 1733. Svezia.
Antonio de Przichowisky di Shwe, KRONLITSKIA. Sede arcive-
venne eletto nel 1754. Ermanno scovile di Moscovia, unita alle chie-
de Blumegen di Vienna, fu preco- se di Sarski e di Podonski.
nizzato nel 1764. Giuseppe de conti KYRIE ELEISON. Preghiera e
d'Arco di Salisburgo, creato nel parole greche che significano: Si-
1776. Gio. Leopoldo ab-Hay di gnor e, abbiale pietà di noi (Domi-
Fulneck, fatto vescovo nel 1780. ne, miserere nobis)j dalla parola
Taddeo a Trautmansdorffdi Gralz, Kyriof, Signore, e da elecin, aver
eletto 1795. Luigi Rrakowski
nel pietà, all'imperativo e/e/*o«, abbia-
de' conti Kollowrat fu da Pio VII te pietà. Il Kyrie eleison si dice
nel concistoro de' i5 marzo 181 nove volte dopo l'introito alterna-
traslato da Sarepta in partibiis. Per tivamente nella messa dal sacerdo-
la sua traslazione all' arcivescovato te col ministro, cioè tre volte Ky-
di Praga, il Papa regnante Grego- rie eleison 3 tre Chris te eleison, e
rio XVI, nel concistoro de' 24 feb- tre Kyrie eleison. Se il ministro o
braio i832, preconizzò l'odierno quelli che assistono al celebrante
vescovo monsignor Carlo Hanl del- non rispondessero esso solo do- ,

la diocesi di Leitmeritz,
canonico vrebbe dirli tutti e nove, come pre-
della metropolitana di Praga. scrive il Missal. Rom. par. 2, tit.

La cattedrale, edifizio di antica 4, n. 2. Il sacerdote colle mani


struttura, è dedicata allo Spirito giunte innanzi al petto, ed in mez-
Santo, ed anche in onore di s. Cle- zo all'altare, dice alternativamente
mente. Il capitolo si compone del- col ministro, e con voce intelligi-
la dignità del decano, di otto ca- bile e ordinaria tre volte il Ky^
nonici compresi il teologo ed il rie, tre il Christe, e di nuovo tre
penitenziere, di sei canonici ono- volte il Kyrie. Avverte il Merati
rari, e di altri preti e chierici ad- par. 2, tit. 4> i'"b. 2,n. 8, che erra-
detti al divino servigio. La cura no quelli che incominciano il Ky-
d'anime della cattedrale, eh' è mu- rie prima di portarsi in mezzo al-
nita del battisterio, è affidata alla tare, e molto più ancora quelli che
dignità del decano. Alquanto di- non avendo ancora terminato l'in-
stante dalla cattedrale è l'episcopio. troito, partono dal messale per por-
Niuna altra parrocchia vi è nella tarsi a dire il Kyrie. Il sacerdote
ciltà, né religiosi ; viè il monte con questa orazione domanda a
di pietà. La diocesi è ampia e con- Dio misericordioso, di essere degno
tenente molti luoghi e parrocchie. intercessore presso la divina mae-
I fruiti della mensa vescovile sono stà per il popolo cristiano. Dicesi
48 KYR KYR
nove volle nella messa il Kyrie 5arre, che mentre il popolo faceva
eleisoìiy onore della ss. Trinità;
in tali divote acclamazioni, i cantori
ed è perciò che le Ire seconde s'in- dicevano mattutino di tre lezioni,
dirizzano a Gesù Cristo : Christe e- ed intanto al Papa si lavava i pie-
leisoriy cioè Gesti Cristo ^ abbiale di col basilisco, secondo il solito

pietà di Anticamente il nu-


noi. delle processioni lunghe, in cui essi
mero dei Kyrie non era fissato a andavano scalzi. Il Marangoni de-
nove, ma cantavasi finche il po- scrivepure le Lavande de piedi
polo fosse riunito, ovvero finché il (Vedi) dell'immagine sei volte,
celebrante faceva segno di cessare. cioè avanti l' ospedale di s. Gio-
Ciò che ha potuto determinare il vanni, avanti la chiesa di s. Cle-
numero de' Kyrie a quello di no- mente, di s. Maria Nuova , di s.

ve, aulicamente triplicavasi


è che Adriano, di s. Pra ssede, e la sesta

d'ordinario la Litania (Vedi)^ che avanti la chiesa di s. Giuliano. Qui


canlavasi andando processionai men- noteremo che il Galletti nel suo
te alla chiesa stazionale, cioè al PrimicerOy a pag. 117 e 118, narra
luogo indicato per cantare o cele- che Sergio III donò ad Eufemia
brare Ja messa, onde cosi prolun- abbadessa di s. Maria di Roma nel
garla in fino a che si arrivasse al- go5 alcuni beni, acciò le sue sacre
la ed ivi s'incominciasse la
chiesa, vergini ogni giorno recitassero per
messa ; maniera che ciascuna
di rimedio della di lui anima cento
invocazione, per esempio Sancta Kyrie eleison e cento Christe elei-
Maria y ora prò ìiobis, era ripetuta son. Nel 926 Giovanni X diresse
tre volte; una volta dal cantore, una Leone abbate di Su-
bolla a
un'altra dal primo coro , la terza biaco di conferma di un privilegio,
dal secondo coro, per cui questa coH'obbligo però, che debbano quei
Litanìa chiamavasi ternario. Nelle monaci dopo il mattutino in ogni
Litanie dunque, le quaU termina- tempo avvenire, per la redenzione
vano con Kyrie eleison , Christe della di lui anima, recitare cento
eleison, queste jiaroleerano tripli- Kyiie eleison e cento Christe elei-
cale e ripetute tre volte cadauna, son.
locchè produceva il numero di no- L' uso di diie i Kyrie eleison è
ve, che fu conservato in seguito. antichissimo nella Chiesa. Ariano, il

11 Marangoni w^W Istoria di san- quale vivea nel II secolo dell' era
cta sanclonun , e deW immagine nostra, dice espressamente nel cap.
del ss. Salvatore, a p. 1 16 e 148, 7 del lib. II della sua dissertazio-
parlando della processione che con ne sopra Epitelio, che i pagani
detta ss. immagine si faceva per invitavano la divinità col Kyrie e-
Roma, massime nella vigilia del- leison, Deiini invocantes precamur
l' Assunta, dice che posta me- la cum Kyrie eleison. Il Vossio è di
desima sulle scale di s. Maria Nuo- opinione che avessero imparato que-
va, tutto
il popolo genuflesso l'ado- sta preghiera dai cristiani, ma in
rava, e percuotendosi contrito il pet- vece il Rrisson sostiene nelle sue
to , gridava cento volte Kyrie eleison, formule, che fu dai pagani che
cento volle Christe eleison, ed al- l'appresero i cristiani : yò/i/cm hujus
trettante Kyrie eleison. Aggiunge precationis esse a paganorum con-
il Severano a pag. 5*] i Memorie suetudine. Il Macri nella Not. de*
RYR KYR 49
vocab. eccl. dice che i Kyrie elei- tre volte Kyrie eleison y dopo il

son furono introdotti nella Chiesa Gloria in excelsis y tre altre volte
dal Papa s. Silvestro I del 3i4; dopo Tevangelo, e tre volte dopo
ma che essendosi tralasciati, furono la comunione. A Lione non si dice
poi rimessi da s. Gregorio I Ma- che una sola volta Kyrie^ una vol-
gno 5go, com'esso medesimo
del ta Christe ed un'altra volta Kyrie.
scrive a Giovanni vescovo di Sira- Sull'antichità del Kyrie eleison nel-
cusa nell'epist. 63 del lib. 7, nella la chiesa latina, veggasi il Sarnelli,
quale il santo Pontefice si discolpa Leti. eccl. t. VIII, lett. 18, n. io.
della calunnia impostagli di avere Nella chiesa anglicana cominciò si

introdotti nella Chiesa latina riti a cantare l'anno


il Kyrie eleison
greci dappoiché al dire del Bel-
; mille circa, quando il vescovo s.
larmino, De Missa, lib. II, cap. 16, Dunstano volendo celebrare la mes-
erano in uso per tutta l'Italia cen- sa addormentò, e rapito in estasi
si

tocinquant' anni prima di s. Gre- udì angeli che lo cantavano alla


gli

gorio I. Scrive il Novaes che que- ss. Trinità, come si ha dal Macri,

sto Papa aggiunse alla messa no- citando Vincent lib. i4, cap. 85.
ve volte il Kyrie eleison, secondo Il medesimo Macri aggiunge che
alcuni. Si legge inoltre nel Le-Brun, da queste parole si formò il vo-
Della Messa part. II, art. 2, n. 2, cabolo Kyrilies j per denotare le

che nei primi quattro secoli della voci del popolo replicate nelle pub-
Chiesa in quasi tutti i riti delle bliche processioni, colle solite preci.
chiese greche si trova che questa Il Kyrie eleison s' indirizza alle
preghiera si faceva pei catecumeni, tre persone della ss. Trinità, e si

dicendo un diacono ad alta voce : ripete tre volte per ciascuna, per-
Catecumeni orate, che i fedeli pre- chè tutte e tre cooperano indivisi-
gano per voi, e dicono Kyrie elei- bilmente alla misericordia che si

son. Dipoi il concilio li di Vaison domanda a Dio con questa formo-


ordinò che in tutte le chiese delle la: il Padre mandando suo Figlio
Gallie, dove nel 529 non ancora per riscattare l' uomo ; il Figlio
dicevasi nella messa, in avvenire prendendo una carne umana, sof-
si dicesse non solo nella messa, ma frendo e morendo ; Io Spirito San-
eziandio al mattutino ed al vespe- to formando nel seno delia Vergi-
ro. Il terzo canone poi di detto ne l'umanità del Verbo, ed appli-
concilio nota che questa orazione candoci i suoi meriti coli' infusione
in Roma, in Italia, e in tutte le della grazia. V. s. Tommaso, par.
Provincie dell' oriente era in uso 3, quaest. 83, art. 4?^^ Innocen*
sino dal VI secolo. Il concilio 5i zo III, lib. 2, cap. una pa-
19. In
Bazas del i529 meglio stabiFi in rola il Kyrie eleison una pro- è
Francia V uso del Kyrie eleison. fessione di fede compendiata sul
Questo è spesso usato dalla chiesa mistero della ss. Trinità, come os-
greca nella messa ed altri divini serva il Bergier. Del resto non si

uffizi, così ancora nel rito ambro- deve far meraviglia che la Chiesa
siano. Nella chiesa greca però non faccia uso di queste parole greche
si dice Christe eleison , ma sola- nella sua Essa si serve al-
liturgia.
mente Kyrie eleison; e secondo il tresì, per un'usanza che deriva da-
rito della chiesa ambrosiana si dice gli apostoli, di alcune parole ebrai-
VOL. xxxvii. 4
,

So KYR KYR
che, come Amen, Alleluja, Ho^ dalla sacra Scrittura e dalle piìi
sauna ec. {Vedi), per far "vedere antiche liturgie , le quali furono
l'unione di tutta la Chiesa, mal- scritte in una di quelle tre lingue.
grado la differenza delle lingue, e V, il Barbosa, cap. XXXI, De Ky-
perchè queste tre lingue, l'ebraica rie eleisonj Christ. Goffridi Rra-
o caldaica, la greca e la latina fu- benier, Stricturae historicae de for-
rono in certo modo consecrate col mula Kyrie eleison, Dresdae I744ì
titolo della croce di Gesti Cristo ed il Giorgi tom. II, e. 12, p. 78.
è

LAB LAB

LiABADlSTL Erelici, discepoli all'altro; che l'osservanza del giorno


(liGiovanni Labadia o Labadie di di riposo è una pratica indifferente;
Bourg nella Guienna, fanatico e vi- che Gesù Cristo non proibì di la-
sionario del secolo XVII. Questi vorare in questo giorno, come ia
dopo essere sialo religioso, divenne tutto il resto della settimana; eh'
iTìinislro protestante calvinista in permesso farlo purché si lavori di-
Monlauban, capo d'una setta
fu i votaraente . 6. Distinguevano due
cui errori partecipavano di quelli chiese, una in cui il cristianesimo
di Molinos, dei calvinisti, degli a- ha degenerato e si corruppe, l'altra
nabattisti, de* lietisli e degli ernuti. ch'è composta di soli fedeli rigene-
Dopo essersi sposato alla fannosa rati e distaccati dal mondo. Am-
Schurman dotta nelle lingue, mori mettevano ancora il regno dei mille
in Holstein nel 1674. Ecco i prin- anni, durante il quale Gesù Cristo
cipali errori che sostennero Laba- dovea venire a dominare sulla ter-
dia e i di lui partigiani, i. Credeva- ra, convertire i giudei, i pagani, e
no che Dio possa e voglia ingan- i cattivi cristiani. 7. Non credevano
nare gli uomini, e di fatto qualche la presenza reale di Gesù Cristo
volta gl'inganni. 2. Secondo essi lo nell'Eucaristia; secondo essi questa
Spirilo Santo opera immediatamen- sacramento è soltanto la comme-
te sulle anime, o dà diversi
loro morazione della morte di Gesù
gradi di rivelazione come sono ad Cristo; e che questo si riceve sol-
esse necessari, perchè possano risol- tanto spiritualmente, quando si co -

versi e dirigersi da sé medesime raunica colle necessarie disposizio-


nella via della salute. 3. Accorda- ni. 8. La vita contemplativa, secon-
vano che il battesimo è un sigillo do la loro idea, è uno stato di gra-
dell'alleanza di Dio cogli uomini, e zia e di unione divina: la perfetta
pensavano bene che lo si das-
esser felicità di questa vita è il sommo
se a' fanciulli appena nati; ma con- della perfezione. Su questo punto
sigliavano differirlo sino ad un'età aveano un linguaggio di spirituali-
avanzata, perchè, dicevano, questo tà che la tradizione non insegnò, e
è un segno di essere morti al mon- che ignorarono i migliori maestri
do, e risuscitati in Dio. 4- Preten- della vita spirituale . I labadisti
devano che la nuova alleanza am- funestarono principalmente il paese
metta soltanto degli uomini spiritua- di Cleves.
li, e li ponga in ima così perfetta LABARO. V. Bandiera.
libertà, che non abbiano piìi me- LABBÉ Filippo. Gesuita nato
stieri di legge, né di cerimonie; che a Bourges nel 1607 d'una buona
questo è un giogo da cui Gesù Cri- famiglia. Insegnò teologia morale
sto liberò i veri fedeli. 5. Asseriva- per cinque aimi, ora in Bourges, ora
no che Dio non preferì un giorno in Parigi , dove morì nel marzo
-.

52 LAB LAB
1667. Aveva una memoria prodi- alla santa Sede, e 1' Ughelli, Italia
giosa, ed una estesissima erudizione, sacra t. X, p. 119, riporta la se-
che unite ad un assiduo travaglio rie de'seguenti dieci vescovi. Lumi-
fecero sì ch'egli pubblicasse nume- noso che fu al concilio Lateranense
rosissime opere, la maggior parte nel 649, celebrato dal Papa s. Mar-
delle quali però sono collezioni da tino I ; Pietro che intervenne a
lui ridotte in corpo. Tra le sue o- quello del 761 tenuto in Roma dal
pere nomineremo: Concordia sacrae Pontefice s. Paolo I; Lunisso che
et proplianae chronologìae annorum fu all'altro del 964; Benedetto sot-
5691 ab orbe condito ad annum toscritto a quello pur di Roma del
Christi 1628. Nuova
traduzione del 998; Domenico a quello roma-
martirologio romano. Galliae syno- no del 1029, ed a quello del 1087;
doruni conciliorumque brevis et ac' Giovanni che fu al concilio di Ro-
curata historia. De bysantinae hi- ma contro il patriarca d'Aquileia;
storiae scriptoribus publìcam in Pietro nominato
cardinal vescovo
luceni eniittendis protrepticon. L'an- nel io55 da Vittore II; Minucio
no santo de cattolici coi santi e le che sedeva nel 1 080 Bobone o Bobo ;

sante più rimarcabili. Regia epito- creato cardinale vescovo di Labico


me historiae sacrae et profanae ab da Urbano II ; e Bono che assistette
orbe condito usque ad annum 65
1 1 nel 1 1 1 1 all'incoronazione di En-
Specimen novae bibliothecae manu- rico V, fatta da Pasquale II in s. Pie-
scriptorum etc. Bibliotheca chrono- tro, e fece l'elogio di quel principe.
logica ss. Patrum theologorum seri- L'antica città di Labico fu così
ptorum ecclesìasticorunt. Concilio chiamata, al dire di alcuni, dal no-
rum general, national. prò linciai, me di Glauco figlio Minos, co-
di
dioecesanorum etc. hystorica synop- sì detto dallo scudo den-
militare,
sis. Bibliotheca bibliothecarum. Una trovi il bracciale o manico, il cui
collezione di concilii che usc\ com- uso egli pel primo introdusse in I-
pleta nel in XVII volumi. Li
1672 talia, chiamato dai latini Merubium
otto primi erano stampati quando e dai greci Ansa, che è lo stesso
morì il p. Labbé. Siccome erano che Labico. Altri dissero che fosse
principiati il IX e X, tutto il XII e edificato ovvero ampliato, onde ne
li tre seguenti, il p. Gabriele Cossart, prese poi il nome, da Tito Labie-
pure gesuita, non solo rivide tutta no legato di Cesare nelle Gallie e
l'opera, ma terminò i volumi prin- celebre capitano romano, o da qual-
cipiati e compì gli altri. che altro di sua illustre famiglia e
LABICO o LAVICO, Labicum, prima di lui. Certo è che fu no-
Lavicum. Sede vescovile non più bile colonia romana e città celebre,
esistente nella Campagna di Roma, che dicesi meglio fondata dai tu-
nella via Labicana, celebre negli sculani o piti probabilmente dagli
atti ecclesiastici e ne' martirologi albani. Alcune sue notizie le ripor-
pei tanti santi martiri che vi pa- tammo all'articolo Colonna (Vedi)y
tirono il martirio, e pei cimiteri che perchè alcuni credettero che il pre-
ancora vi sono rimasti in venera- sente borgo della Colonna ne oc-
zione. Nei primi secoli della Chiesa cupi il sito; altre le riportammo
e forse nel VI vi fu stabilita la sede all'articolo Frascati ( Vedi ), par-
vescovile immediatamente soggetta lando del Tusculo e luoghi convi*
LAB LAC 53
cini, ed a p. i8o delie sue chiese; biblioteca vaticana. Fu accettissimo
nel medesimo voi. XXVII, 3i5,p. a Guglielmo I il Malo re di Sici-
si disse come gli abitanti della Co- lia, innanzi, al quale valorosamen-
lonna festeggiarono il passaggio di te disputò,ed egli nel governo del
Gregorio XVI. Altri dicono che regno si valse de'savi consigli di
l'antico Labico sia la città di Val- Laborante. Morì nel 1190 con dis-
montone, ed altri Zagarolo; della piacere di tutti in Roma , dopo
prima ne tratteremo all'articolo Vel- essere intervenuto alle elezioni di
LETRij del secondo a quello di Ti- quattro Pontefici. Compose altre
voli. Il p. Kircher discorre di La- opere che riporta il Cave nel t. II,

bico nel suo Latium. Abbiamo da p. 245, della Storia degli scrittori
Francesco Ficoroni Le memorie : ecclesiastici.
vitroi'ate nel territorio della prima LABORANTI, Lahorantes. Chie-
e seconda città di Labico e i loro rici che avevano cura di seppellire
giusti siti. Roma 1 7 45. Questo dot- i morti, r. il voi. XXVIII, pag. 3o
to antiquario volle provare che La- del Dizionario.
bico fòsse sul Colle dei Quadri, LACABENA. Sede vescovile gia-
presso la sua patria Lugnano, co- cobita^ nella diocesi d'Antiochia.
mune soggetto al governo di Val- Ebbe per vescovi, Basilio deposto
montone; ma vi si oppose il Vita- da Atanasio VIII nel ii43; Eu-
le coll'opera che citammo al suddetto dossio che assistette all'elezione d'I-
volume, p. 169. gnazio 1222 ; Atanasio I tras-
II nel
LABORANTE, Cardinale.l.2ho- ferito 1246 alla sede di To-
nel
rante di Pontormo nella Toscana, lemaide; Aronne nominato da I-
si applicò con grande ardore agli slu- gnazio II; Gregorio Bar-Ebreo o
di neir università di Parigi, dove Abulfaragio, traslato da Guba^ au-
ottenne il titolo di maestro. Dalle tore della cronaca de'giacobiti, poi
Gallie si trasferì in Germania per vescovo di Aleppo; e Atanasio II
sempre piìi avanzarsi nella cogni- del 1253. Oriens christ. t. II, p.
zione delle scienze. Indi pe'suoi i5io.
gran meriti nel settembre del 1171 LACEDEMONE o LACEDE-
o 1 173 Alessandro III Io creò car- MONI A. Città vescovile della pro-
dinale diacono di s. Maria in Por- vincia Eliade o Achea, nella dioce-
tico e poi prete del titolo di s. si deirilliria orientale o esarcato di
Maria in Trastevere. Si rese insi- Macedonia, sotto la metropoli di
gne per molte e gravi legazioni che Corinto, eretta nel V secolo. Chia-
sostenne in vantaggio della Sede mossi anticamente Sparta o Heca-
apostolica sotto cinque Papi, non tompilosj perchè comandava a cento
meno che per la vasta sua erudi- città, di cui sole trenta però ne con-
zione nelle facoltà filosofiche, teo- servava a tempo di Strabone; in
logiche e legali, come lo dimostra oggi chiamasi Misistra o Mistra,
una ben disposta collezione di ca- città delia Grecia antica, capitale
noni da lui indirizzata a Pietro ve- della Morea , cosi detta dai for-
scovo di Pamplona, nella composi- maggi de'suoi dintorni. Sta una le-

zione della quale impiegò ben venti ga ovest dalle rovine della celebre
anni, avendola compita nel 1182 Sparta, i cui avanzi servirono in
che manoscritta fu depositala nella parte alla sua costruzione, in uoa
54 LAG LAC
amenissima situazione, in forma di ganee, cioè Chariopoli o Cheropo-
anfiteatro, sopra una collina del li,Messene, Amycla o Taigeta o
Taigete, presso un ruscello tributa- Vordonia, e Talamo ossia Brestene.
rio del fiume Iri. Domina una pia- La chiesa metropolitana è dedicata
nura coperta di gelsi ed olivi, ed è alla Beata Vergine. La serie dei
essa stessa dominata da un castello vescovi ed arcivescovi greci che oc-
fortificato. Cinta di mura quasi ro- cuparono la sede di Lacedemone,
vinose, ha due porte, con quattro si legge nel p. Le Quien , Oriens
sobborghi, uno de' quali occupato chrìst. tom. Ili, pag. 190 e seg.
dagli ebrei. E residenza d'un ve- Vi fu eretta anche una sede vesco-
scovo greco. I veneziani la presero vile di Aimone n' era
rito latino.
nei 1687, ma
poco dopo ricu-
fu vescovo 1278; Giacomo
verso il

perata da* turchi. Mollo soffrì per domenicano fu nominato da Inno-


parte dei russi nel 1770, e più le cenzo Vili nel 149" 5 Giovanni
furono funeste le ultime stragi che del medesimo ordine sedeva nel
Je cagionò l'armata egiziana a'no- 1 5oo. Oriens chrìst. t. III, p. 902.
stri tempi. Aveva alcune chiese gre- Al presente Lacedemonia, Lacede-
che ed armene, un collegio, una monien, è un titolo arcivescovile
sinagoga, e molti stabilimenti di in partibus che conferisce la santa
carità. Secondo la nuova divisione Sede, cui sono soggetti i titoli ve-
della Grecia è il capoluogo del di- scovili pure in partibus di Tena-
partimento di Laconia. Lacedemo- ria ed Amycla.
ne fu celebre ed antica città del LACEDONIA o LACEDOGIVA
Peloponneso, situata alla riva de- (Laquedonien). Città con residen-
stra ad occidente dell' Eurola. In za vescovile del regno delle due
questa città, dice Terpandro, regnò Sicilie, nella provincia del Princi-
il valore
padre della vittoria, la pato Ulteriore, capoluogo di canto-
musica maschia che lo ispira, e la ne. E situata a piedi degli A pen-
giustizia che sostenne la gloria delle nini in mezzo all' estremo picco
armi . Quantunque fosse quattro boreale del Monte Jarminio che ,

volte meno grande di Atene, des- guarda la pianura di Puglia tra il


sa la eguagliava in potenza e la sor- Carapelle e l'Ofanto. Ha una bella
passava in virtù. Stette seicento an- cattedrale, diverse chiese minori, e
ni senza mura, credendosi forte ab- due benefici ospizi. Fu un tempo
bastanza pel coraggio dei suoi abi- città di qualche considerazione, e
tanti . Si chiamò da principio Spar- sì chiamò pure Cedogna. La terra
ta, poi Lacedemone, indi Misistra. di Carbonara è stata creduta da
Per spartani s'intendono i cittadi- Ciuverio l'antica Aquilonia^ come
ni di Sparta, e per lacedemoni gli dal Cittadini e dall' Holstenio si è
abitanti della Laconia, tranne gl'i- attribuito un tale onore a Lacedo-
loti risguardati come schiavi. nia. Aqiiìlonia fu inoltre detta cit-

La sede vescovile fu dall' impe- tà sannilica, fra Benevento e Ca-


ratore Alessio Comneno eretta in nusio; altri la fissano presso Agno-
metropoU nel 1082; Commanville ne, ma le questioni restano indeci-
dice che ciò segui sotto il patriar- se,non rimanendone alcun vestigio.
ca Eustrato verso
1087, con il Nel 1497 Federico I re di Napoli
quattro chiese vescovili per suffra- in rimunerazione de' servigi prestati
LAG LAG 55
dal cardinal Ascanio Maria Sfoiva Allora Paolo IH fece amministra-
vicecanceliiere, l' investì della città tore il cardinal Antonio Sanseveri-
di Lacedonia, di Rocchetta e Car- no a* 25 febbi-aio: per sua dimis-
bonara, con suo diploma, la quale sione a' 24 settembre nominò ve-
ultima nell'anno seguente il cardi- scovo il suo parente Scipione Du-
nale la donò a Sforzino Sforza si- ra patrizio napoletano. Morto nel
gnore di Castell'Arquato, con ap- i55i, Giulio III dichiarò vescovo
provazione di detto re. Paolo Cappelletti piacentino, il qua-
La sede vescovile, secondo Com- le ebbe a successori nel 1 564 Gio.
:

manville, fu eretta avanti V anno Francesco Carducci nobile di Bari,


I loo, e fatta suftlaganea della me- illustre per virtù e dottrina. Nel
tropoli di Gonza della quale è tut- i584 Marco Pedacca Miran- della
tora. Però r Ughelli che nel tomo dola, abbate benedettino di s. Vi-

VI, pag. 838 deW Jialìa sacrane tale di Ravenna, peritissimo mate-
riporta la serie de' vescovi che qui matico. Nel 1602 fr. Gio. Paolo
riproduciamo, dice che il primo fu Palenteri di Castel Bolognese fran-
Angelo, quale assistette al conci-
il cescano. Nel 1606 Giacomo Can-
lio generale Laleranense IH, cele- dido nobile siracusano, insigne per
brato nel II 79 da Alessandro III. virtù e pietà, morto nel i6o8. Gli
Ne furono successori, Antonio del successe subito Gio. Girolamo Cam-
1265. Rogero del 1275. Nicolò che panile napoletano, che traslato nel
morì nel i345. Fr. Francesco de 1625 ad Iserniagli venne sostituito
Marzi francescano, fatto da Clemen- fr. Ferdinando Bruno fiorentino dei
te VI nel 1845. Paolo Manassei minori. Nel 1649 fu fatto vescovo
di Terni del i38i. Antonio del Gio. Giacomo Cristoforo della dio-
i386. Fr. Guglielmo Neritono fran- cesi Capaccio, che morì in Ro-
di
cescano, elettoda Bonifacio IX nel ma appena consecrato, e fu sepol-
i3g2. Giovanni trasiato da Galli- to in s. Maria in Aquiro. Nello slesso
poli dal medesimo Papa nel iSgG, anno fu eletto fr. Ambrogio Viola do-,
il quale ne lo privò nel 1899 so- menicano. Nel i65r Giacomo Gior-
stituendogli Giacomo de Marzi di dano di Trevico, abbate di Monte
Lacedonia. Adinolfo morì nel i4i8. Vergine, dotto ed erudito rifece :

Jaquinto canonico vaticano nomi- l'episcopio e V ampliò per l' abita-


nato subito successore da Martino zione de* famigliari. Pietro Antonio
V. Nicola i425. Anto-
eletto nel Capobianchi patrizio beneventano,
nio Cozza della diocesi di Bovino chiaro filosofo e teologo del i663.
del 1428. Giovanni che morì nel Benedetto Bartolo patrizio siciliano
i45>2. Giacomo de Cavallini cano- del 1672. Gio. Battista Morea di
nico di Benevento gli successe nel- Bitonto del 1684, di sommo zelo
lo stesso anno. Pietro fiorì nel e religione, per cui abolì le feste

1471. Giovanni de Porcari di A- quasi baccanali che il popolo cele-


cerenza di nobil gente, eletto nel brava nella vigilia dell' Epifiiuia :
i48r , morì nel i486. In tale an- a sua insinuazione fu riedificata la
no divenne vescovo Nicola Rubini cattedrale, alla quale solennemente
vicanus, cui Giulio li nel i5o6 pose prima pietra , e morì lo-
la
die in successore Antonio Dura no- datissimo nel 1710. Clemente XC
bile napoletano, che morì nel i538. nel 1718 nomiBÒ Gennaro Scala
56 LAG LAG
patrizio di Terlizzi. Gli altri ve- apostolica in fiorini cento, ascenden-
scovi del secolo passato e del cor- do le rendite ad annui ducati na-
rente sono notati nelle annuali No- poletani tremila circa, publìcis non
tizie di Roma. Mentre n'era vesco- deductis oneribus.
vo Francesco Ubaldo Romanzo del- L ACISRI,LANGISRI oLENCZY,
la diocesi diGonza, fatto vescovo Lancicia o Lencicium. Città della
da Pio VI nel 1795, ad istanza bassa Polonia, woiwodia di Maso-
del re Ferdinando I il Papa Pio via^ capoluogo di obvs^odia lunge
VII nel18 18 soppresse la sede dieci leghe da Gnesna, giace in
vescovile di Trevico (Vedi), e Tu- paese paludoso ; è cinta di mura
nì a Lacedonia. Inoltre Pio VII e rinchiude cinque chiese, due con-
nel 18 19 fece vescovo Vincenzo venti ed una sinagoga. Quivi fu-
Ferrari domenicano di Napoli. Leo- rono tenuti diversi concilii.
ne XII nel 1828 Giuseppe Botti-
cellide' minimi di Sora. Il regnan-
Concita di Laciski o Lanciski.
te Gregorio XVI nel i834 Mi-
chele Lanzetta della diocesi di Sa-
lerno, trasferito dà Oria ; nel i843 Il primo si adunò nel 1181 in-
gli diede in successore monsignor torno a diversi affari del regno.
Luigi Giamporcaro della diocesi di Il secondo nel 1 188 per doman-

Girgenli che avendo traslatato


,
dar le decime di sovvenzione per
a Monopoli nel i844) "^^ conci- far la guerra a Saladino sultano
storo de' 20 gennaio i845 preco- d' Egitto e di Siria , in favore di
nizzò l'odierno vescovo monsignor Terrasanta. Labbé tom. X; Ardui-
Luigi Napolitano della diocesi di no tom. VI.
Nola. Il terzo ebbe luogo nel 1197, in
La cattedrale è sacra a Dio, ed cui fu ordinato il celibato a' preti
in onore della Beata Vergine As- e prese provvidenze sui matrimo-
sunta in cielo. Il capitolo si com- ni. Ibidem.
pone di cinque dignità, prima delle Il quarto nel 1246 contro Cor-
quali è l'arcidiacono , di sette ca- rado duca di Masovia, usurpatore
nonici compreseprebende del le de' beni di Chiesa. Labbé t. XI ;

teologo e penitenziere, didue ca- Arduino t. VII.


nonici soprannumerari, di quattro Il quinto nel 1257 contro Bo-
mansionari e di altri preti e chie- leslao duca di Slesia, che teneva
rici addetti al servigio divino. Nel- prigioniero vescovo di Breslavia.
il

la cattedrale vi è il fonte battesi- Labbé t. XI; Arduino t. VII.


male, esercitandosi le funzioni di 11 sesto nel i285 a' 6 gennaio

parroco dall'arcidiacono. L'episco- dall'arcivescovo di Gnesna con quat-


pio è prossimo alla cattedrale, ol- tro sull'immunità della
vescovi,
tre la quale non vi sono parroc- Chiesa. Vi fu scomunicato Enrico
chie nella città. Esistono tre con- IV duca di Slesia per avere occu-
fraternite ed il monte di pietà. La pati tutti i beni del vescovo di
diocesi a più miglia si estende, Breslavia, e decime del
tutte le

comprendendo nove luoghi e ca- clero. Ibidem, e Diz. de concilii.


stelli. I frutti della mensa vescovile Il settimo nel i4^3 contro gli

SODO tassati ne' libri della camera ussiti. Chocleus, Hisl. hussit.
, ,

LAD LAD 57
L'ottavo nel i466 intorno ai strano dirigeva alla perfezione col-
costumi. le sue lezioni e co' suoi esempi.
Il nono e i523
il decimo nel Intraprese con dodici compagni una
contro Lutero. Rinaldi ad hunc missione in mezzo ai tartari cal-
annuni. muchi, seguaci o del dell' idolatria
LADISLAO d'Unghe-
I (s.), re maomettismo ; ma
che gli ostacoli
ria, figlio di Bela L Nacque nel incontrò per parte del governo rus-
io4i, e nel 1080 fu chiamato a so, impedirono il buon esito di
salire sul trono. Tosto si diede alla questa santa impresa. Ritornalo ia
riforma delle leggi e della disci- Polonia , si diede interamente al
plina. Ammiravasi in lui quella compimento dei doveri di sua pro-
castità, quella dolcezza e gravità, fessione. Dimostrò la sua consu-
quella tenerezza verso i poveri, e mata prudenza nelle cariche di
quello spirito di pietà che fin da guardiano del convento di Varsa-
fanciullo avea fatto la sua qualità via e di provinciale del suo ordi-
distintiva. Ripieno delle massime ne, e si acquistò grande riputazio-
dell'evangelio, aveva cuore affat- il ne come Mori a Var-
predicatore.
to alieno dalle grandezze e dalle savia nel i5o5. I polacchi ed i
ricchezze della terra. La vita che lituani, che ne conobbero i meriti
menava nel suo palazzo era auste- e la santità , lo scelsero per uno
rissima : seguiva a tavola le regole dei loro primi patroni. Il Papa Be-
d'una esatta sobrietà , e non face- nedetto XIV permise che Ladislao
va mai uso di vino. Nulla trascu- fosseonorato come bealo ; e l' or-
rava perchè si facesse ragione ai dine di s. Francesco ne celebra la
suoi sudditi senza parzialità, e fu festa ai 22 d'ottobre.
gelosissimo di conservare i diritti LADOGA. Sede vescovile della
della Chiesa, e di difendere il suo provincia di Noivogorod nella dio-
stato, cui aggiunse la Dalmazia e cesi di Moscovia, sotto l'arcivesco-
la Croazia ; cacciò gli unni, e vin- vo di Nowogorod e di Veliki-Louki.
se i polacchi, i russi ed i tartari. LADVOCAT Nicola. Dottore
Gli fu dato il comando della gran della casa e società di Sorbona
crociata contro i saraceni ; ma non soprannominato Billiad, pio e dot-
potè egli partire alla volta della to vescovo di Boulogne, dove mori
Palestina, essendo morto a' 3o di nel 1679. Abbiamo di lui: Fin-
luglio 1095. Fu seppellito a Wa- diciàe partlienicae, nella quale di-
radino, e i suoi miracoli persua- fende r assunzione corporale della
sero Celestino Ili a canonizzarlo Beata Vergine. Non bisogna con-
nel 1198. Nel martirologio roma- fonderlo con Gio. Battista Ladvo-
no è nominato ai 27 di giugno cat di Vancouleurs, professore di
giorno in cui si fece la traslazione lingua ebraica e bibliotecario di
delle sue reliquie. Sorbona, il quale ebbe parte nel Di'
LADISLAO DI GiEiNiow (beato). zionario geografico portatile. Scrisse
Nacque nel borgo di tal nome nella pure una lettera sui rinoceronti ;

Polonia, dipendente dalla diocesi di sul naufragio di s. Paolo ; la gram-


Gnesna, ed ebbe la bella sorte di matica ebraica ; ed il Dizionario
essere del numero dei religiosi fran- storico portatile diviso iu sette to-
cescani, cui s. Giovanni da Capi- mi. Ne furono fatte diverse edizio-
53 LAG LAI
ni, e tra le traduzioni italiane ci- cardinal Ivone legato della santa
teremo l'edizione di Bassano i8a4- Sede, per terminar diverse differen-
LAG ANI A. Sede vescovile della ze ch'erano insorte tra il vescovo
prima Galazia, nella diocesi di Pon- d'Arras, ed i religiosi dell'abbazia
metropoli d'Ancira. An-
to, sotto là di Marchienne. Labbé t. IX; Ar-
ticamente trovavasi nel centro della duino t. VI.
Galazia, e pare che sia la stessa LAGRIMANTI o GRIDATORL
città che Jerocle chiama Regalia- Eretici anabattisti, i quali credeva-
galìa. In tempo del concilio di Cal- no che non si potesse ottenere mi-
cedonia apparteneva alla prima Ga- sericordia da Dio se non colle la-
lazia. Ne furono vescovi Eretrio, grime e colle grida. Questi fana-
ed Eufrasio che sottoscrisse il con- tici comparvero verso l'anno i544'

cilio di Calcedonia e la lettera del- LAICO, Laiciis. I religiosi lai-

la sua provincia ali* imperatore ci sono quelli che negli ordini re-
Leone. Oriens christ, tom. I, pag. ligiosi in cui professano o eserci-
487. tano gli ulBzi minori, non possono
LAGANIA oLAGINA. Sede ve- arrivare al chiericato né agli ordi-
scovile della seconda Pamphilia, ni sacri, ed in alcune cose fanno
nell'esarcato d'Asia, sotto la me- da domestici a quelli che si chiamano
tropoli di Pirgi, eretta nel V se- religiosi di coro o padri, o sacerdoti
colo. Si conoscono quattro vesco- ed oblati, massime ai superiori non :

\i che occuparono questa sede. che ciò le regole prescrivano, ma


Zaccaria che fu al concilio in Trul- per una consuetudine introdotta
lo ; Costante al settimo concilio ge- per condiscendenza de'm edesi mi lai-
nerale; Eliseo al concilio che ri- ci, dappoiché alcuni di questi seb-

stabilì Fozio sulla sede di Costan- bene di famiglie distinte e colti,


tinopoli; Basilio che trovossi al per umiltà preferirono questa con-
suddetto concilio. Oriens christ. t. dizione, reputandosi non degni del
I, pag. io32. sacerdozio. Di questo sentimento
LAGNY, Latìnìacum. Città di edificante furono s. Francesco di
Francia, dipartimento di Senna e Asisi, e s. Francesco di Paola am-
Marna, capoluogo di cantone^ in bedue fondatori de'loro ordini. I
una situazione deliziosa, sulla riva frati laici destinati ai servigi ester-

sinistra della Marna. È antichissi- ni e interni de' conventi e mona-


sima^ e possedeva una celebre ab- steri, occupano unicamente nel-
si

bazia di benedettini fondata nel le cose e nei lavori puramente


VII secolo da s. Furcy. Presa nel temporali ; altri assistono ai divini
l358 dagli inglesi, fu poi tiran- uffizi, e fanno da sagrestani. Vi
neggiata da Laerico, indi nel i4i8 sono, giusta i diversi ordini, de'fra-
assoggettata dagli Armagnac. Asse- ti laici i quali non vanno mai al
diata dal duca di Bedford, il re coro, né assistono mai al capitolo;
Carlo VII la liberò. Poscia nella altri invece sono ammessi in coro
guerra della lega fu presa dal du- ed assistono al capitolo, senza aver
ca Alessandro Farnese. Ribellatasi però voce in esso. Vi sono pure
sotto Francesco I, aspramente la fratelli laici che esercitano gli uf-
punì il maresciallo Lorgcs. Nel fizi di Portinaro, cuoco, giardinie-
114*2 fuvvi tenutp un concilio dal re, speziale, infermiere, cei'CQDte,
LAI LAI 59
ed auche amministrano o e-
altri diede loro il titolo di laici, perchè
sercitano qualche altro importane a cagione di loro illelteratura non
te uffizio , secondo la loro capa- potevano diventar chierici, mentre
cità ed altitudine, ed il volere dei facendosi religiosi intieramente si
superiori, come di sindaco, ammi- dedicavano e venivano destinati
nistratore, ec. Alcuni fanno i tre intieramente al lavoro delle mani,
voti di religione, altri fanno i sem- ed al servigio temporale dei mo-
plici voti di stabilità o sia per- nasteri. Si sa che in quel tempo
manenza, e di obbedienza. I reli- la maggior parte de'laici non ave-
giosi laici ordinariamente hanno vano alcuna coltura di lettere, e
qualche distinzione nell'abito, che si chiamavano chierici tutti quelli
in qualche parte diversifica da che avevano fatto qualche poco di
quello dei padri. Di frequente que- studio, e che sapevano leggere. In
sto stato viene abbracciato da uo- un tempo in cui non molto fio-
mini di carattere pacifico e virtuo- riva il clero secolare, e i fedeli erano
so,che fuggono la dissipazione del ridotti a ricevere nella maggior par-
mondo e desiderano servir me- te dai religiosi tutti gli aiuti spi-
glio Dio in un chiostro. Parimen- rituali, era cosa naturale, che quel-
ti nei monasteri di donne, oltre li i quali potevano prestarglieli,
le religiose di coro, vi sono le so- vi s' impiegassero tutti , mentre
relle converse, accettate unicamen- quei religiosi che non n'erano ca-
te pel servigio del monastero, e che paci si occupassero del lavoro del-

fanno i tre voti di religione. Ma le mani, e nel temporale. Ai ri-


in certi ordini austerissimi, come spettivi articoli degli ordini e con-
presso le Clarisse, non vi sono so- gregazioni religiose d'ambo i sessi,
relle converse ; tutte le religiose a si dice quanto riguarda
e i laici
vicenda servono e lavorano nell'in- le sorelle converse. sono a Inoltre
terno della casa. Non sono chieri- vedersi gli articoli Converso, Do-
ci i religiosi benefralelli, né i fra- nato, Frate, Fratello. Auche tra i
telli delle scuole cristiane, ne quel- laici fiorirono un gran numero di

li nominati ai rispettivi articoli. santi, beati e venerabili servi di


Non lo furono per quasi due se- Dio, artisti di un merito distinto,
coH e mezzo i gesuati, così altri ed illustri per molte cose. S. Be-
religiosi. nedetto da s. Fradello, luogo della
Nel quinto secolo furonvi dei diocesi di Palermo, e moro, laico
monaci chiamati laici, benché fos- professo de'minori osservanti, ben-
sero religiosi di coro; si diede lo- ché laico meritò di essere fatto su-
ro il nome di laici perchè non a- periore del convento francescano
vevano ne ordine sacro, ne ufiìzio di s. Maria di Gesù in Palermo,
nel monastero, come osserva il p. in cui santamente mori nel i58g.
Mabillon, Saec. VI Bened. praef. Di quei laici secolari che in mor-
2, n. 2. V. Oblato. L'istituzione te si fanno seppellire con abito
però dei frati laici, come meglio religioso, e di quelli che avvici-
dicemmo altrove, cominciò nel se- nandosi il termine di loro vita si
colo XIj ed i primi che ricevette- facevano religiosi, si parla nel se-
ro nel loro monastero i frali laici guente articolo.
furono i monaci vallombrosani. Si LAICO, Lakus, Quegli che non
Go LAI LAI
è iniziato in alcun ordine ecclesia- sono permesse ai laici e proibite
stico, ne fatto abile a maneggiar agli ecclesiastici, ed altre invece
le cose sacre ; dicesi anche secolare, permesse agli ecclesiastici e vietate
ed è con tra I-io di ecclesiastico e reli- ai laici. Per esempio : è permesso
gioso, tranne il Laico {Fedi), che ai laici di ammogliarsi ; di essere
professa la regola d'alcun ordine magistrato tanto civile, che crimi-
regolare. Fuvvi un tempo, in cui i nale, di portar le armi, di andare
laici non avevano, per la maggior alla guerra, di trafficare, di eserci-
parte, alcuna tintura delle lettere, tare la medicina e la chirurgia,
non imparando nemmeno a legge- ec. ; tutte cose le quali sono comu-
re ; erano veri idioti, illiteralus^ nemente proibite agli ecclesiastici.
indoctiiSjprofanus ; che anzi chia- D'altra parte è permesso agli ec-
mavansi od ecclesiastici tut-
chierici clesiastici l'amministrare i sacra-
ti coloro che avevano studiato. La menti, benedire o consecrare tutto-
stessa parola laico significa ancora ciò ch'è destinato al culto divino,
talvolta qualunque persona indotta, predicare, ed istruire pubblicamen-
come indotto suol essere il popolo, te in materia di religione, posse-
comunemente privo di scienza; per- dere de' benefizi : le quali cose tut-
ciò ne' canoni de' tempi di mezzo te sono proibite ai laici.

è da osservarsi se ciò che viene Il Pontefice s. Silvestro I del


proibito ai laici possa talvolta in- 3i4 dicesi che proibisse ai laici

tendersi vietato solamente agli in- l'accusare gli ecclesiastici nel giudi-
dotti. Laico inoltre dicesi delle per- zio secolare. Il concilio di Cartagi-
sone e delle cose distinte dallo ne del 398 decretò col can. 94,
stato ecclesiastico, o da ciò che ap- che un laico non insegnerà alla
partiene alla Chiesa ; questo nome presenza de'chierici, se non per or-
viene dal greco Cosi laos, popolo. dine loro anche s. Leone I nel
:

chiamansi persone laiche tutte quel* 453, scrivendo a Massimo d'Antio-


le che non sono obbligate negli chia, vietò a' laici di ammaestrare
ordini sacri, né al chiericato ; be- il popolo. Papa s. Felice III detto
ni laici quei che non appartengono IV del 526, con l* 3 ad Cae-
epist.

alla Chiesa; potestà laica V autori- sar. Arelat., presso Labbé, Conc. t.
tà civile de'magistrati, per opposizio- IV, col. 1657, proibì che i laici
ne alla podestà spirituale ed eccle- potessero ordinarsi sacerdoti, senza
siastica. Pretesero la maggior par- che precedessero le prove convene-
te de' protestanti che nella primiti- voli per aversi certa sperienza dei
va Chiesa fosse sconosciuta la di- loro costumi. Il concilio di Tours
stinzione tra i chierici ed i laici, e del 564, col can. 4 proibì ai laici

che incominciasse soltanto nel ter- lo starsi presso l'altare, dichiarando


zo secolo per ambizione del clero. che la parte della chiesa ch'è se-
Ciò è falso; questa distinzione fu parata dalle balaustrate sino all'al-
introdotta dallo stesso Gesù Cri- tare non sarà aperta che ai cori
sto, e stabilita dagli apostoli. V. de'chierici che cantano. Il santuario
Clero e Ciherico. 1 laici sono per però sarà aperto secondo il costu-
gli affari temporali, come gli ec- me ai laici e alle donne per pre-
clesiastici per le funzioni spirituali; gare e comunicarsi, il che s'inten-
dal che ne deriva, che molte cose de dopo il tempo del diviuo uffizio.
LAI LAI 61
Avendo l'imperatore Maurizio nel benefizi della Chiesa, iu gran par-
5^1 pubblicata una legge, colla te furono usurpati dai laici, e da-
quale vietava che i curiali o sia gli ammogliali posseduti, cosi le
ministri, e li gravati di debiti col obblazioni de' fedeli alla Chiesa. I
principato, potessero essere ascritti laici benché
ammogliali ardirono
allo stato ecclesiastico, e che i sol- di essere abbati ed abitare ne'mo-
dati potessero riceversi alla profes- nasteri colle mogli e co'fìgli, come
sione monastica; s. Gregorio I Ma- deplorò il concilio Troslejano del
gno lodando coll'epist. 62, lib. 2, 909. S. Gregorio VII del 1078
la prima parte di questo editto, fulminò la scomunica a coloro che
che riguardava i curiali, ne disap- ricevessero dai laici in investitura
provò le altre due, ed ottenne dal- i benefizi ecclesiastici, ed i laici

l'imperatore di rivocarle. Nella se- che la dessero. Il concilio di Melfi


de vacante di s. Paolo I o prima del 1089 ^°^ ^^^' ^^ proibì ai
che morisse, 3*28 giugno 767 in- laici di dare ai monasteri le deci-
sorse l'antipapa Costantino: essen- me, ovvero le chiese che loro ap-
do ancor laico si fece ordinare dia- partenevano, senza il consenso del
cono nel seguente giorno, ed omes- vescovo odel Papa. Il concilio di
so il grado di prete si ordinò ve- Benevento del 1091 col can. 4
scovo e Pontefice a' 5 luglio. Ve- statuì che niun laico mangiasse
nendo deposto nel y68, il Papa carne dal giorno delle ceneri sino
Stefano IV decretò nel concilio La- a Pasqua, e in quel giorno tutti i
teranense, che nessuno fosse pro- chierici e laici, uomini e donne ri-
mosso al pontificato se non era cevessero le ceneri sul capo. Il con-
ordinalo cardinale diacono o prete. cilio di Clermont del 1095 col
Tuttavolta nel 963 l'antipapa Leo- can. i8 vietò a' laici di aver cap-
ne Vili essendo laico fu contro pellani che non sieno dati loro dal
Giovanni XII intruso nel pontifi- vescovo per la direzione delle loro
cato e consecrato; come ancora anime. Nel concilio generale Late-
Giovanni XIX detto XX da laico ranense II, celebrato nel 1 1 89 da
ch'era, e senza nessun ordine sacro, Innocenzo II, s'impose la scomuni-
nel 1024 fu eletto Papa, come af- ca a chiunque mettesse le mani
fermano Glabro lib. 4> e. i, presso sugli ecclesiastici di qualsivoglia
Duchesne, iScr/)^?. hist.francor. tom. condizione. Il concilio generale La-
IV, p. 4'j e Romualdo di Saler- teranense III, celebrato nel 1 1
79
no in Chron., p. 167; perciò il da Alessandro III, proibì ai laici,
primo che fu assunto alla catte- sotto pena di scomunica, d'insti-
dra pontificia senza ordine sacro, tuire o destituire chierici nelle chie-
come osserva il Pagi in Brevìar. se senza l'autorità del vescovo, o
BR. PP. in vita hujiis Pont. n. 2. di obbligare gli ecclesiastici a com-
Giovanni XII nel concilio del 964 parire in giudizio avanti a loro.
vietò ai laici sotto pena di scomu- Innocenzo III nel 1199 riprese
nica di assistere all'altare, e di en- l'audacia di quei laici che senza
trare nel presbiterio quando il sa- autorizzazione dei prelati delle chie-
cerdote celebra la messa. se si erano messi a predicare, do-
Nel lagrimevole secolo X i beni vendosi riputare siffatti uomini co-

ecclesiastici, i vescovati, e gli altri me seduttori, come lo furono tao-


,

62 LAI LAI
ti eresiarchi e loro seguaci. Lo abito religioso, narra quanto qui
stesso Pontefice nel 1204 riprese riportiamo. Fu vecchio costume che
i vescovi di Sardegna, perchè con quelli che non avevano passato la
detrimento della libertà ecclesiasti- vita regolare ne' chiostri,si procu-

ca litigavano avanti i tribunali rassero d'altra maniera simile van-


laici. Vietò Onorio III di portare taggio prima di morire. Vicini al
a baciare il messale a quelli che punto estremo si facevano portare
non fossero unti col sacro olio; in qualche monastero, di cui sup-
tuttavia si tollera che si porti a plicavano il superiore ad ammet-
baciare a' principi non a' laici in- terli nel ruolo de* monaci, e a per-
feriori. Il concilio di Reims del mettere che fossero vestiti delle lo»
i583 si contentò di ammettere ro divise, benché avessero passata
per ministri al sacerdote celebrante la vita in mezzo ai piaceri ed ai
clericos vel s alleni idoneos laico s, vizi, previa perpetua rinunzia alla
la quale permissione il concilio di separazione del toro coniugale. E-
Avignone del i594 non accorda rano ammessi monacai cocolla
alla
che nel solo caso di necessità. Con col rito particolare che diffusamente
tutto ciò in appresso restò dalla descrive il Marlene, Anecdot. t. V,
Chiesa tollerato anche senza occa- col. 1606. Nel decorso dell'infer-
sione di certo bisogno, per una mità si recitavano sopra il novello
lodevole connivenza al comodo del candidato alcune preghiere dirette
sacerdote e alla divozione del mi- a Dio per impetrargli la salute del
nistro. 11 Sarnelli nel t. X delle corpo, le cui formole si leggono in
Leu. eccles. tratta nella lett. XXV: alcuni libri rituali de' monasteri
Se il laico debba ammettersi per e nel p. Mabillon, praef. in saec,
ministro al sacerdote che celebra III Bened. n. 21. A distinzione
privatamente. Giulio 111 del i55o degli altri, erano questi denomi-
vietò a' secolari d'intromettersi nel nati monaci ad succurrendum, qua-
conoscere e giudicare punti di ere- si condotti dal timor della morte
sia.Urbano Vili, Benedetto XIII a soccorrere e a provvedere in tal
e Leone XII vietarono a' laici l'uso maniera alla propria salvezza, col
dell'abito ecclesiastico detto d'ab- divenire partecipi delle comuni pre-
bate. ghiere de' monaci, nel cui numero
Il Rodotà, Dell'origine del rito erano ascritti. Tal costume diven-
greco in Italia, tom. II, pag. 17, ne generale anche tra' re ed im-
parlando della venerazione che si peratori. Se passavano all' altra vi-
ebbe anticamente all'abito mona- ta, venivano registrati nel necro-
stico, dice che non fu mai lecito logio del monastero, ripetendosi la
di rigettarlo neppure da coloro i memoria nel d'i anniversario della
quali nel fine della vita avendolo morte, per eccitare i confratelli a
vestito per impulso di privata di- suffragar le loro anime. Se poi si
vozione, dall' infermità si ristabili- riavevano dall' infermità, non po-
vano in salute. Egli per porre in tevano deporre l' abito e ritornare
chiaro questo punto di disciplina, al secolo, altrimenti erano tenuti
dalla quale può avere avuto ori- per apostati.
gine il rito de' fedeli laici che in Quanto al rispetto che i laici
morte vogliono essere tumulati con debbono a' sacerdoti, solo ricorde-
,,

LAM 63
remo, che avendo l'imperatore Mas* che la storia e le cose ecclesiasti-
simo invitato s. Martino vescovo a che egregiamente illustrarono, sic-
desinar con esso , quando il mini» come si esprimo il medesimo Be-
stro offri la tazza al principe, que- nedetto XIV.
sti volle che prima bevesse il san- LAICOCEFALL Setta di uomi-
to, il quale dopo aver bevuto la ni che hanno per capo un laico
passò invece al suo prete , repu- nome che proviene da laicocefalo,
tandolo più degno del monarca. dal greco laos popolo, e da ce-
Quanto a molte cose vietate a' lai- phalè capo, ossia eretico che rico-
ci dall'antica disciplina della Chièsa, nosce un laico per capo della Chie-
in progresso di tempo furono o sa. Laicocefali pertanto furono da
permesse o tollerate, essendo un alcuni chiamali gì' inglesi scismati-
tempo vietato a' laici anche suonar ci , i quali all' epoca del funesto
le campane, molto meno il tenerle scisma del re Enrico Vili, furono
in casa. Di altre cose riguardanti costretti sotto pena di prigionia e
i laici, se ne tratta agU analoghi di confisca de'beni, di proclamar-
articoli. Avendo il senatore veneto lo capo del popolo e della chiesa.
Flaminio Cornaro mandato in do- Con questi mezzi violenti s' intro-
no al dotto Pontefice Benedetto dusse la pretesa riforma in Inghil-
XIV la sua Storia delle chiese ve- terra, onde poi i vescovi di essa
neiCf Composta in tredici volumi, e non senza stupore, si videro rice-
la Storia della chiesa di Torcello vere la loro giurisdizione spiritua-
in tre volumi, il Papa dopo averle le da una donna, la regina Elisa-
lette ed ammirate, col breve Jc" betta.
ccptissimum munus, de' 22 dicem- LAMBATH o LAMBETH o
bre 1 753, presso il Cornaro stesso LOMEITH, Lnmhaùia o Lamhetha.
tomo indìcum 3 pag. 263, gliene Luogo dell' Inghilterra , nella con-
rese grazie. Inoltre lo esortò a con- tea di Surrey , sobborgo di Lon-
tinuar le sue dotte ed erudite fa* dra, sulla riva destra del Tamigi,
tiche, alle quali voleva che altri in faccia a Westminster, con cui
ancora vi si applicassero ancorché comunica col ponte di Vauxhall.
laici come lui. Dappoiché, dice il Avvi un magnifico castello, residen-
Pontefice, questi studi sacri non za dell' arcivescovo di Cantorbery.
disdicono ai laici, avendone dato tra Questo luogo è celebre pei seguen-
gli altri ne'tempi antichi l'esempio ti concihi che furonvi celebrati.
Giustino, Atena gora, Arnobio, Di-
dimo, Lattanzio, Prospero d'Aquita- Concila di Lambaih Lamheth,
nia, Severino-Boezio, Cassiodoro, E-
vagrioed Epifanio. Ed altresì ne'tem- Il primo fu tenuto nel 1206,
pi meno antichi, aggiunge, li colti- da Langton arcivescovo di Cantor-
varono. Fiorentini, Buonarroti, Si- bery, nel quale furono fatti tre re-
gonio, Masini, Zani, Cappello, il golamenti sopra diversi punti di
procurator Giustiniani , Leonardo disciplina ecclesiastica. Angl. t. I.

Giustiniani, Foscarini, Diedo, Mo- Il secondo a' 3i mai-zo 1261


rosini, Loredano,
Laura, Quirini, sotto Bonifazio arcivescovo di Can-
Secundini, JVIaffei ed innumerabili torbery, nel quale si trattò della
altri fra' moderni, pure tutti laici, chiesa gallicana ; si ordinarono dei
64 LAM LAM
digiuni, delle pubbliche preghiere noi chiamiamo catechismo. Inoltre
e processioni per divertire l' inva- fu proibito alle religiose di star
sione de' tartari. Inoltre si fece un fuori del monastero, anche in ca-
regolamento per conservare la li- sa de* parenti, più di tre giorni per
bertà della Chiesa contro i tenta- ricreazione, e più di sei per affari.
tivi del re e de' giudici secolari. Si condannò di nuovo la pluralità
Si presero provvidenze sulla con- de' benefizi, massime senza dispen-
fessione, sui testamenti ec. Labbé sa, a cagione dell'abuso allora co-
t. XIArduino; t. VI ; Angl. t. I ; mune in Inghilterra. Venne proi-
Diz. de conc. bito a' religiosi l'essere esecutori te-
Il terzo nel 1280, da Giovanni stamentari, inculcato di studiare il

Peckam di Cantorbe-
arcivescovo diritto canonico, ordinato a* sacer-

ry : in esso fu ordinato che ninno doti di una una


diocesi di celebrare
potrebbe possedere alcun benefìzio messa per ildopo la
loro vescovo
in cura d'anime, se non era sacer- sua morte. Labbé tom. XI; Ar-
dote. Ibidem. duino tom. VII; Diz. de conc.
Il quarto nei 1281, dal medesi- Il quinto nel iSsG. Angl. t. IL

mo arcivescovo che vi rinnovò i Il sesto nel i33o. Simone Me-

decreti dell'ultimo concilio di Lio- pham arcivescovo di Cantorbery


ne , le costituzioni di quello di vi presiedette, e furono fatti dieci
Londra del 1268, e quelle del con- canoni risguardanti gli arredi sa*
cilio di Lambath precedente , ag- cri, i confessori, i sacerdoti in pec-
giungendovi le sue proprie in ven- cato mortale, cui proibisce di ce-
tisette articoli. "Vi si ordina di suo- lebrare la messa prima di essersi
nar le campane all'elevazione del- confessati, sotto pena di venir de-
l'Ostia, affinchè quelliche non pos- gradati; fu ordinato altresì di te-
sono assistere alla messa, si raetti- nere chiusi sotto chiave gli olii san-
no in ginocchioni tanto in istrada ti ; venne proibita l'alienazione de-
che nelle case. I prelati dando la gli effetti e dei beni della chiesa,
comunione, avvertiranno che quel se non col permesso del vescovo,
che si dispensa nella coppa è sem- e per un titolo di evidente utilità.

plice vino, perchè si possa più fa- Labbé t. XI; Arduino t. VII.
cilmente inghiottire il prezioso Cor- Il settimo concilio fu tenuto nel
po. » Non si ammetta nessuno al- i35i. Simone arcivescovo di Can-
la comunione, se prima non è con- torbery e legato della santa Sede
fermato. Quanto ai peccati enormi vi presiedette, e si lagnò fortemen-
e scandalosi, s' imporrà la peniten- te perchè i giudici secolari viola-
za solenne secondo i casi. Ogni cu- vano i privilegi del clero, condan-
rato spiegherà al popolo quattro nando a morte gli ecclesiastici col-
"volte all'anno in lingua volgare i pevoli di delitti. Ibidem.
quattordici articoli della fede, i die- L'ottavo del 1862, provinciale,
ci comandamenti del decalogo , i fu adunato da Islip arcivescovo di
due precetti del vangelo sopra la Cantorbery. Vi si fece una costi-

carità , le sette opere di misericor- tuzione, colla quale venne ripro-


dia , i sette peccati capitali, le sette vata l'avarizia e pigrizia de* preti j
virtù principali e i sette sacramen- e si tassarono gli stipendi per gli
ti ". Questo è all' incirca quello che anniversari ed altri uffizi. AngK
LAM LAM 65
tom. Ili; Reg. tom. XXIX; e Lab- fu inviato dall' imperatore a vari
bc tom. XI. principi italiani, per indurli a guer-
Il nono nel i368. Simone ar- reggiare contro la Francia per la
civescovo di Cantorbeiy \i con- successione di Spagna. Ritornato
dannò trenta proposizioni erronee. a Vienna, vi esercitò la carica di
Ibidem. consigliere di Leopoldo
Giusep- I,

Ildecimo nel 14^79 "^1 quale pe I e Carlo VI, ed ivi morì uni-
venne deposto il vescovo di Che- versalmente compianto a' 20 otto-
ster per errore. Harpfeld, Histor. bre 17 12, d'anni sessantuno.
fViclef. cap. 6. LAMBERGH (di) Giuseppe Do-
L'undecime nel 1476 contro gli menico, Cardinale. Giuseppe Do-
errori di Regnault vescovo di Che- menico de* baroni di Lambergh,
ster. nipote del precedente, nacque agli
LAMBERGH (di) Gunfilippo, 8 luglio 1680 nella Stiria, in un
Cardinale. Gianfilippo de' baroni feudo di sua casa. Dopo aver pro-
d'Otleinstein di Lambergh aleman- seguito i suoi studi in Besangon e
no, nato a'26 maggio i65ij dopo per alcun tempo in Siena, essendo
aver sostenuto con successo splen- in età di quattordici anni, nel 1694
dide ambascerie, addossategli dal- si portò in Roma nel collegio Cle-
l'imperatore, e tra le altre quella menlino. Ammesso da Clemente
di Polonia, in cui si adoperò con XI fu dallo zio net
in prelatura
,

ogni sforzo perchè l'elezione a quel 1703 fatto canonico di Passavia,


trono cadesse in persona di Fede- nel lyoS preposto della stessa chic- *

ricoAugusto di Sassonia , venne sa, ed in appresso canonico della


provveduto dei canonicati di Sa- metropolitana di Salisburgo. Nel
lisburgo e di Passavia, e nomina- 1
7 1 2 Clemente XII lo promosse a
to in seguito a quest' ultima va- vescovo di Segovia, donde nel 1723
cante chiesa, eh' egli visitò da ujn fu trasferito in Passavia. Ivi pub-
capo air altro , non mancando di blicò ottime e savie leggi per la
ornare ed abbellire i sacri templi salute spirituale del suo gregge,
con ecclesiastica magnificenza, e di vigilando specialmente sull'elezione
promulgare ottime leggi per la ri- de' parrochi, i quali voleva dotati
forma de' costumi, quale studiossi di singoiar integrità di costumi, e
d' introdurre nel suo popolo, assai di molto sapere. Visitò la sua va-
più coir esempio che colle parole. sta diocesi con somma cura e di-
Nella dieta di Ratisbona, come am- ligenza , non ritenendolo i rigori
basciatore cesareo^ seppe mantenere della stagione. Carlo VI in premio
illesi i di lui diritti, e stabilire la del suo zelo lo raccomandò a Cle-
pace dell' impero, il perchè 1* im- mente XII, il quale a' 20 dicem-
peratore Leopoldo 1 fece efficaci bre 1787 lo creò cardinale prete.
premure con Innocenzo XII perchè Ebbe in titolo la chiesa di s. Pie-
lo creasse cardinale ciò eh' ebbe , tro in Mon torio, e fu annoverato
luogo a' 14 novembre 1699, del- alle congregazioni del concilio, dei
l'ordine de' preti. Portatosi al con- vescovi e regolari , di propaganda
clave per l'elezione di Clemente XI, e de' riti. La nuova dignità rad-
questi gli conferì per titolo la chie- doppiò la sua sollecitudine pasto-
sa di §. Silvestro in Capile. Indi rale, peichè ovunque regnasse il
VOL. XXXVII.
66 LAM LAM
buon ordine, e rifiorisse l'ecclesia- dici , de' venti e de' quaranta , ed
stica disciplincT. Inti^epido difensore altri illustri nella pace, nella guer-
della sna chiesa, le comparai im- ra, ed anche nella santità. Gherar-

mensi benefici i
, con fondar sacri do Lambertini fu comandante del-
tempii nella diocesi, e nuove par- le truppe bolognesi nella spedizio-
roccliie, principalmente nelle mon- ne di Gerusalemme l'anno 1095.
tagne che n' erano bisognose. Ar- Ugolino Lambertini, uno de' fon-
ricchì la cattedrale di preziose sup- datori dell'ordine equestre de'frati
pellettili, e vi accrebbe il numero gaudenti, fiorì nel i233. Alberto
de' sacerdoti e de' sacri ministri. Lambertini fu arcivescovo di Mi-
Menò immacolata, mostran-
vita lano, fatto nel i 3 1 Balduiuo Lam-
1.

dosi religioso con Dio e caritate- bertini morì vescovo di Brescia


vole co' poveri, in sollievo de' quali nel 1348. La beata Imelda Lam-
diede fondo alle sue rendite. Incli- bertini, che il Marchesi nel suo
nato alla collera, sapeva frenaila Diario domenicano vuole domeni-
colla mansuetudine, e quando non cana, ed il Torelli nel Saec. 'Au'
potè superarla, domandava scusa e gust. tom. IV, an. 12 53, e tom. V,
largamente premiava chi lo avea an. i333, vuole agostiniana, mori
offeso.Finalmente dopo essere in- ancor giovane nel i333 di consu-
tervenuto ai conclavi per Benedet- mata santità, come si vede nella
to XIV e Clemente XI H, morì in sua vita scritta in volgare dal mo-
Passavia 3o agosto 1761 d'anni
a' naco Celso Sassoferrato , tradotta
ottantuno universalmente com-
, in latino ed in fiammingo da Giam-
pianto. Rimase sepolto nella catte- battista Lambertini nobile fiammin-
drale, dov' erasi apparecchiato un go, de' Lambertini bolognesi oriun-
mausoleo, venendovi scolpita un' o- do, che la pubblicò in Anversa nel
norcvole iscrizione. j638, e fu illustrala dal Bollandi-
LAMBERTIJSI Famiglia. Secon- sta Enschenio negli Acta ss, maii,
do Pompeo Scipione Dolfì, Crono- a' 12 di questo mese, tom. III, p.

logìa delle famiglie nobili di Bolo- i83. Della beata Giovanna Lam-
gna^ nell'anno 976 ebbe origine bertini, figlia di Rinaldo Lamberti-
la famiglia Lambertini da Lara- , ni, religiosa compagna ed imitatri-
berlo figlio del conte Mondo di ce di s. Caterina di Bologna, scris-
Sassonia, il crediamo a
quale se sero ancora la vita i Bollandisti
Filelfo venne coli' imperatore Ot- nel tom. II, Acta ss. mari. pag. 60
tone I in Italia, ed in Bologna si e 80, e a' 12 aprile in cui si ve-
stabilì, mentre l' Alidosio afferma nera.
cbc non con tal principe, ma con Per li servigi prestati a* re d'A-
im re longobardo si recò in Bolo- ragona ,
possedettero i Lambertini
gna. Nella serie cronologica di que- alcuni feudi nel regno di Napoli.
.«*ta famiglia, tessuta dall'Amadi fi- Egano II ebbe dagli anziani e
no dal detto anno 976, scorgesi ch'el- consoli di Bologna a' 23 maggio
la fiorì in quella città , con una i383 l'amplissimo titolo di con-
continuata discendenza di perso- servatore della patria. Guido An-
naggi insigni per gli onorevoli uf- tonio figlio di Aldagretto fu il pri-
fizi di ambasciatori, generali, capi- mo de' Lambertini che ai 12 no-
tani ,
governatori, senatori de' se- vembre i44> ®^^ *" mero e mi-
5

LAM LAM 67
sto impero la contea di Poggio Re- Ma quello che più di tutti illustrò
gnatico, Gapiara e Rognalica, col la famiglia Lambertini e che ha
consenso di Ceivato Cecco di Ca- lasciato nome immortale, fu Pio-
ravaggio , luogotenente di Nicolò spero, nato nel 1675 in Bologna
Piccinini pel duca di Milano, con- da Marcello Lambertini senatore
cesso ad esso dai legati pontificii e de' quaranta, e da Lucrezia Bulga-
confermato da Nicolò V a' 18 feb- rini, la quale dopo la morte di
braio 1 449" Cornelio figlio di detto Marcello passò in seconde nozze
Guido otleime di passaie nel 162 col conte Luigi Bentivoglio. Pro-
questa contea in marchesato. I sue- spero divenuto profondo giurecon-
cessoridi lui aggiunsero poi Villa sulto, prelato, vescovo e cardinale,
Cornelio a questi feudi, che tutti meritò che nel 1740 fosse subli-
insieme contenevano sci miglia di raato alla cattedra apostolica col
lunghezza e quattro di larghezza, nome di Benedetto XIV {Vedi).
I Lambertini possedettero in Bolo- Senza spogliarsi della sua antica
gna più case e palazzi con torri, affabilità e cortesia,, il magnanimo
Nel più antico palazzo loro fu rin- e dottissimo Pontefice, a tutti fece
chiuso Enzo re di Sardegna, figlio provare la sua benevolenza e ge-
naturale dell' imperatore Federico nerosilà, tranne i parenti co' quali
II, ed ancor si mostra per quella fu parco di beneficenze. Il celebre
elevata fabbrica, che è annessa al gesuita p. Azevedo nella lettera

palazzo del podestà ove precisa- , con cui gli dedicava l'edizione ro-
mente sta ordinato il generale ar- mana delle sue opere fatta nel ,

chivio civile e notarile. Un altro r747> ecco come si espresse per


palazzo con torre, ricco d'orna- riguardo ai di lui congiunti, m Nota
menti di terra cotta fino a' giorni est enim omnibus constantia illa,

nostri ammirati si riconosce an-, nota animi fortitudo atque severi-


cora nella via degli Orefici per una tas, qua uteris in Tuos cuna
finestra , in quel fabbricato che alienos omnes paterna quadam, ac
vedesi posto modernamente ad uso singulari cura complectaris quasi
di locanda del Leoncino d'oro. La essent Tui, bis vix adduceris, ut
ciisa La m ber ti ivi, nella quale nacque communia debitaque omnibus offi-
quegli che fu poi Benedetto XI V^, eia sollecitudinemque impendas ;
fa angolo al piazzale dinanzi la quam ego laudem nisi tantum
chiesa di Giacomo degli eremi-
s. esse fatear, ut in maximo ama-
tani agostiniani, ed ha il suo in- tissimoque principe sit omnium
gresso dal lato della via delle Cam- difficillima, communi videas homi-
pane , essendone al presente prò- num sensu judicioque carere ". A-
prietario il conte Ottavio Malvezzi- veva Benedetto XIV un nipote, d.
Banuzzi. A capo delle scale per Egano Lambertini senatore di Bo-
memoria fu collocala una lapide logna, al quale appena fatto Papa
co' seguenti versi. ordinò che non venisse a Roma
finché noi chiamasse, ciò che mai
Parva domus Betiedictum exce- fece nel suo lungo pontificato .

pi tnalrìs alvo Permise solo che nel 1752 venisse


Magnani parva cui maxima Ro- in Roma per educarsi nel collegio
ma fedi. dementino , il njarchesc d. Gio-
68 LAM LAM
Tanni Lambertini primogenito del potè d. Egano per sé e suoi discen-
mentovato nipote , allora di nove denti maschi in infinito con ordi-
anni ,il quale prima di entrarvi ne diprimogenitura , coi relativi
ahi lo con monsignor Millo datario pesi ed emolumenti. Morì il gran

e favorito del Pontefice, che lo a- Pontefice a* 3 maggio 1758 d'anni


vea preso in Bologna. Questo pre- ottantatre, e fu sepolto nella ba-
lato lo condusse a Castel Gandolfo silica vaticana nel consueto luogo.
alle villeggiature di Benedetto XIV, Il cardinal Gioacchino Ferdinando

il quale ivi lo cresimò facendogli Portocarrero sua creatura stabilì


da padrino il cardinal Colonna. celebrargli esequie anniversarie fin-
Grato Carlo Emmanuele III re di che fosse vissuto, ed offrì una con-
Sardegna al Papa per le conces- siderabile somma per erigere al
sioni fatte air ordine de' ss. Mau- defunto Pontefice un marmoreo e
rizio e Lazzaro, in segno di gra- magnifico deposito nella stessa ba-
titudine e della stima personale che silica. Questo saputosi dagli altri
faceva di lui, nel 17^7 conferì al cardinali creati da Benedetto XIV,
pronipote d. Giovanni una com- vollero ancor essi concorrere all'e-

menda dello stesso ordine eque- rezione del monumento, del quale
stre esistente in Civitavecchia, del- parlammo nel voi. XII, pag. 3oi
la quale ne accordò il patronato del Dizionario. Il deposito fu com-
alla casa Lambertini, non solo per pito nel 1769, e si scuoprì nel tem-
la discendenza mascolina agnatizia po della sede vacante cui die ter-
in peipetuo, ma che per una vol- mine l'elezione di Clemente XIV,
ta potesse ancora passare nella di* Pontefice che dichiarò il commen-
scendenza mascolina d'una femmi- datore d. Cesare Lambertini came-
na, figlia o sorella primogenita del- riere segreto soprannumerario, ed
l'ultimo possessore della stessa com- ablegato a portare la berretta al

menda. Inoltre il re dichiarò don cardinal de Cunha arcivescovo d'E-


Giovanni gran-croce dell'ordine, e vora. La Benedetto XI
ì^ita dì F
perpetuo gran piiore in Roma, con P. M, fu stampata in Venezia nel
l'annua pensione di duemila scudi. 1783. Nel tom. XI delle 71/emorze
Gli rimise una croce di brillanti del letterarie del Valvasense pag. 4^7
valore di seimila scudi, pregando si legge un succinto ragguaglio del-
Benedetto XIV che volesse dar l'a- le sue commendevolissime azioni e
bito e la croce al pronipote, ciò stimatissime opere, e si producono
che esegui nel di dell'Epifania del ancora l'epoche principali della sua
seguente anno. vita. Pel resto delle notizie della
Quanto Benedetto XIV fosse al- famiglia Lambertini, possono con-
si

tamente lodato dai medesimi acat- sultare il p. Gamberti , Specchio


tolici, pel suo disinteresse co' pro- della verità, Venezia 1719- Fran-
pn dicemmo alla citata
parenti, lo cesco Amadi d'Agostino, La no-
biografia. Quanto fece il Papa con biltà di Bologna, ivi i588. Bene-
Bologna sua patria, lo indicammo detto XIV LiUerae apostolìcae su-
,

all'articolo Bologna {Fedi). Essen- per approbatione et confirniatione


do restata vacante la custodia della privilegioriwi marchionatus Podii
Porta Angelica di Roma, Benedet- Rognaticìf et annexaruni genti et
to XIV nel 1700 la conferì al ni* famiUae de léambertinisj Bononiae
LAM LAM 69
1745. Il p. Wadingo, Annoi, mi- con tale fedeltà ed obbedienza, co-
nor, tona.X, par. 184. Ed il p. me avrebbe potuto fare un novi-
Contuccio Contiicci nella sua Ora- zio. Intanto gli affari dello stato
tio de Bened. XIV^ p. i4 e seg. avendo cambiato faccia, il falso ve-
ove accenna molti altri scrittori che scovo fu deposto Lamberto ri-
e
ne trattano. stabilito sulla sua sede nel 681 o
LAMBEUTINI Prospero, Cardi- 682. Egli riprese le sue funzioni
nalt. V. Benedetto XIV, Papa. con nuovo zelo , e le esercitò da
LAMBERTO (s.), vescovo di Lio- per tutto con maraviglioso succes-
ne. Nato nel paese di Terovanne, so. Siccome erano ancora molti pa-
d*una assai illustre famiglia, occu- gani nella Tassandria, provincia del
pò un posto distinto alla corte di Brabante, egli andò a predicarvi il
Clotario III, poscia abbandonò le vangelo, ne distrusse i templi e gl'i-
vanità del mondo per ritirarsi nel doli, e li convertì al cristianesimo,
monastero di Fontenelle goveraato locchè contribuì assai a incivilirli,

da s. Vandregesilo. Morto questo e a raddolcire la fierezza della lo-


santo abbate nell'anno ^'oQ, Lam- ro natura. Raccontasi in differenti
berto meritò per le sue virtù di maniere la morte di s. Lamberto.
essere scelto a succedergli : i suoi Alcuni dicono che fu assassinato
religiosi trovarono sempre in lui per opera di alcuni amici di Al-
un tenero padre ed un modello paide, avendo egli censurato la vita
perfetto di osservanza. Dopo aver scandalosa che Pipino di Heristal
governato dodici anni quel mo- prefetto del palazzo menava con
nastero, fu innalzato contro sua vo- quella femmina impudica , dal .cui
glia alla sede vescovile di Lione, commercio nacque Carlo Martello.
e morì l'anno 688. Onorasi la sua Altri attribuiscono la sua morte a
memoria ai i4 d'aprile. diversa cagione, e la raccontano
LAMBERTO (s.), vescovo di nel modo seguente. Due fratelli a-
Maestricht. Nacque a Maestricht da veano, in dispregio di tutte le leg-
genitori commendevoli per nobiltà gi, saccheggiato la chiesa di Mae-
e religione , e fu messo sotto la stricht , e continuavano ancora a
condotta del vescovo s. Teodardo tenerla nell'oppressione. Alcuni pa-
che lo informò nelle scienze e nella renti del santo si opposero alle lo-
virtù, e lo consacrò al sacerdozio. ro violenze , e trucidarono i due
Essendo stato s. Teodardo inde- fratelli. Questo avvenimento fece
gnamente assassinato nel 669, men- grande strepito, per modo che Do-
tre recavasi dal re Cbilderico II done, il quale era della famiglia
per ottenere la restituzione dei be- dei due fratelli uccisi, e parente
ni della sua chiesa da prepotenti si- di Alpaide, risolse di vendicarsi
gnori usurpati, Lamberto fu eletto sopra Lamberto, quantunque non
a succedergli. La rivoluzione che avesse avuto alcuna parte in quel
privò di vita Cbilderico II, tolse a fatto. Quindi con una ma-
lo assalì
Lamberto la sede, in cui fu intru- no di armata nel villaggio
gente
so un certo Fararaondo. Il santo di Leodium, ove fu poi fabbrica-
vescovo si ritirò nel monastero di ta la città di Liegi, mentre il santo
Stavelo, ed ivi visse selt'anni , se- vescovo tornava da mattutino. Esso
guendo la regola di quei religiosi proibì a quelli eh' erano cou lui di
70 LAM LAM
mettersi in difesa, poi si pose in gi- in Lambesa un concilio verso l'an-
nocchio a pregare pei suoi nemi- no 24.0, composto di novanla ve-
cij e lósto uno di essi trapassollo scovi, nel pontificato di s. Fabiano

con un giavellotto. La specchiata e contro Privato vescovo di questa


santità della sua vita fece riguar- città, accusalo d'eresia e di molti
dare come un vero martirio la sua Vi fu severamente condan-
delitti.

morte, che avvenne ai 17 settem- nato e punito anche per lettere del
bre del 708 o 709, e che fu se- nominato Papa. Cypr. cp. 89 ad
guita da diversi miracoli. Nel luo- Cor/2e/.; Regia, Lal)bé, Arduino t. L
go dov'egU era stato assassinato fu Attualmente Lambesa, Lanibcsitan,
eretta una chiesa, e s. Uberto suo è un titolo vescovile in partìbus
successore vi portò da Maeslricht sotto la metropoli pure in partihus
le sue reliquie nel 721, e trasferì di Cartagine. Ne furono per ulti-
pure nello stesso luogo la sede ve- mo Girolamo Stroynowski,
insigniti
scovile. Il venerabile Beda, che vi- e Matteo Gouzalez Rubio di Car-
veva al tempo di s. Lamberto, fe- tagena nell* America meridionale,
ce menzione di lui come di un decano in quella cattedrale e già
santo martire, nel suo martirolo- vicario capitolare, il quale ne fu
gio; nel che fu seguito da molti nominato dal Papa regnante Gre-
altri fino al romano moderno. La gorio XVI, nel concistoro del pri»
sua festa principale si celebra il mo febbraio 836. i

giorno 1 7 settembre , eh* è quello LAMEGO (Lamecen). Città con


della sua morte. residenza vescovile nel regno di
LAMBERTO (s.), vescovo di Ven- Portogallo, nella provincia di Bei-
2.a. Uscito da nobile famiglia stan- ra, capoluogo di comarca. Lame-
ziata nella diocesi di Riez, fu con- go, Lanibeca o Lamacwn, è città
sacrato a Dio fin dalla sua fan- antica, giace alle falde del monte
ciullezza nel monastero di Lerins. della Sierra Penuda, presso al con-
Si distinse egregiamente nello stu- fluente del Balsamao, che poco
dio, e le sue virtù gli meritarono lunge si gitta nel Douro, con fe-
di essere collocato sulla sede di race territorio. Cinta di mura, ha
Venza nel 1 1
1 4. Con zelo indefes- un vecchio castello- Si divide in
so governò la sua greggia per qua- tre quartieri e rinchiude molte
,

rant'anni, e rendè l'anima a Dio belle case. Il palazzo vasto è bello,


ai 26 di maggio 1 15/\. La sua san- e possiede una biblioteca; la cat-
tità fu attestatada diversi mira- tedrale fu fondata dal conte Enri-
coli avanti e dopo la sua morte. co, padre del primo re di Porto-
Celebrasene la memoria il 26 di gallo. Evvi una collegiata , diversi
giugno. conventi, un collegio, il seminario,
LAMBES A o LAMBESCA, L^r;/- due ospedali. Tolomeo fa menzio-
besa o Lampesa. Sede vescovile ne di questa città, chiamandola
della Numidia, nell'Africa occiden- Lama^ e se ne parlò nel terzo con-
tale, sotto la metropoli di Carta- cilio Cartagine. I saraceni o ara-
di
gine o meglio sotto quella di Cir- bi se ne impadronirono due volte,
ta Giulia. Al presente è un borgo massime nell'VIII secolo. Divenne
dell'Algeria distante otto leghe dal- famosa per esservi quivi tenuti
la città di Costantina. Fu tenuto molte volte gli stati generali o cor-
1

LAM LAM 7

ies, che per la prima volta vi si sionari di Francesco di Re^iuei-


s.

riunirono nel ii44 onde confer- zo. Morto il quale, a nomina della
mare l'elezione di Alfonso I al tro- regina Maria li, il medesimo Pon-
no di Portogallo, e gillar le basi tefice nel concistoro de' 11 gennaio
della costituzione di questo nuovo 1844 pieconizzò l'odierno vescovo
regno, promulgando visi le leggi or- monsignor Giuseppe de Moura Cou-
ganiche delia monarchia. Alfonso tinho dell'arcidiocesi di Braga, già
I nell'anno precedente avea ricon- decano della cattedrale.
quistato la città, togliendola al gio- La chiesa cattedrale, edifizio di
go de' saraceni. gotica struttura, è sotto il titolo
La sede vescovile già esisteva della Beata Vergine
Assunta ; è
nel V secolo , ed era suffraganea munita del sacro fonte, essendo af-
della metropoli di Braga, e conti- fidata la cura d' anime della par-
nuò ad esserlo sino all' invasione rocchia ad un rettore. 11 capitolo
de' saraceni nell'VIII secolo; que- si compone prima
di sei dignità^ la
sti venne reintegrala del suo
espulsi, delle quali decano è di dodici
il ,

vescovo. Per il primo ne fu nomi- canonici comprese le prebende del


nato d. Mendo dell' ordine di s. teologo e del penitenziere ; sex
Agostino, del convento di Croce s. cum medietate, sex tercenariis, otto
di Coimbra, che morì nel 1178. cappellani, sei cantori, ed altri preti
Quanto a' suoi successori noteremo e chierici addetti alla divina offi-

particolarmente, d. Giovanni fon- ciatura. Il magnifico episcopio è


datore dell' arciconfraternita di s. alquanto distante dalla cattedrale.
Giovanni Evangelista in Portogal- Oltre la parrocchia della cattedra-
lo, nei primi anni del secolo XIV. le, in città evvi 1' altra parrocchia
D. Giovanni Madureira , il quale della collegiata di Maria Mag- s.

governò la sua diocesi per sei an- giore de Almacave, che ha il Ixjt-
ni con tutta carità, e fu chiamato tisterio. Vi sono Ire conventi con

il padre de' poveri. D. Ferdinando religiosi, ed un monastero con mo-

de Meneses e Yasconcellos , della nache, un conservatorio ed alcune


famiglia reale, che fu poi trasferito confraternite. La diocesi si estende
a Lisbona. D. Alfonso Mexia, che per venti lunghezza, e
leghe di
venne trasferito dalla sede di Coim- cinque ad otto di larghezza ; com-
bra, quindi nominato governatore prende più luoghi e duecento ses-
del regno. Clemente XI avendo e- santa parrocchie. I frutti della mensa
retto la sede arcivescovile di Li- ad ogni nuovo vescovo sono tassati
sbona in patriarcato, gli fece suffra- ne' libri della camera apostolica in
ganea la sede di Lamego. La serie fiorini duecento, corrispondenti alle
de' suoi vescovi del secolo passato annue rendite di scudi tremila, mo-
e del corrente si legge nelle an- neta romana , che pagansi dal go-
nuali Notizie di Roma. Per morte verno.
del vescovo Giuseppe di Gesù Ma- LAMENTAZIONE, Lamentatio.
ria, il Papa regnante Gregorio XVI, Lamento con pianti e gemiti. La-
per nomina del re d. Michele I, mentazione dicesi ancora poema lu-
dichiarò nel concistoro de' 29 lu- gubre. Geremia ne compose uno
glio i833 successore fr. Giuseppe sullamorte del re Giosia, che si
dell'Assunzione dell'ordine de' mis- è perduto. Ne compose altro sulle
,

72 LAM LAM
disgrazie di Gerusalemme, diviso in no i cantori della cappella pontifi-
cinque capitoli , il quale esiste , è cia in questa, nel mercoledì , gio-

gli ebrei lo chiamano Echa, pri- vedì e venerdì santo ne' mattutini
ma parola del testo, ovvero Rin- delle tenebre, Io dicemmo nel voi.
nhot, lamentazioni. Lo stile di Ge- Vili, pag. 284 e seg. del Diziona-
remia è affettuoso, penetrante, pa- rio. La struttura è quella che vien
tetico. Le lamentazioni del profeta detta acrostica ed ahecedaria, per-
Geremia, che diconsi anche treni:, chè le lettere iniziali di ogni stro-
sono un libro canonico della sacra fa vanno secondo l'ordine dell'al-
Scrittura ; ed è una specie di poe- fabeto ebraico, Aleph, Bcth, Ghi-
sia composta da quel profeta sopra mei. Onde
che non potendosi
è
la distruzione di Gerusalemme. Que- ritenere nella traduzione de' treni
sta bella ed inclita figlia di Sion, in altre lingue il medesimo ordine
più e più volte punita, ma non dell'alfabeto,la Chiesa ha voluto
emendata mai costantemente, rima- che ad ogni strofa si premetta la
se alla fine arsa e distrutta. Ne ri- sua lettera ebraica, Aleph , Belh^
ferisce Geremia e ne piange le scia- Ghimel; di modo che i primi ele-
gure, effetto delle di lei molte pre- menti del parlare siano i primi e-
varicazioni; e benché parli della lementi del pianto, a fine d'ispi-
prima caduta sotto i caldei, fa ben rare i sentimenti di compunzione
conoscere che gli si presentava al- convenienti ai misteri che si cele-
lo spirito ancheseconda ed ulti-
la brano in que' santi giorni. Così il

jna, che segui sotto i romani. Imper- Mazzinelli nelF Uffìzio della setti-
ciocché di tale desolazione parla mana santa, che inoltre aggiunge ;
da non sarebbe risorta; quale
cui deplorò Geremia le rovine di Ge-
appunto e quella che ora prova rusalemme desolata per la perdita
questa sciagurata gente, in pena del- eziandio de'suoi abitanti; ma moltp
la barbara morte data, giusta la più deplorò i peccati, per li quali
predizione di Daniele, unto del
all' essa aveva provocata la divina ven-
Signore. La Chiesa si serve di quei detta. E poiché i peccati sono cagio-
lugubri e mestissimi cantici del pro- ne delle pene del Redentore, e delle
feta, che in nostra lingua sono detti nostre rovine, la Chiesa prende a
lamentazioni, perchè nelle pene di piangere la di lui morte, e nello
Geremia, e nelle lagrime di Gero- stesso tempo le nostre colpe, che
solima si vedono vivamente espres- lo hanno fatto morire. A tale ef-
se le memorie del Calvario. Que- fetto con un tenero intercalare sot-
ste lamentazioni, de Lamentatione to il nome ed allegoria di Gero-
Hieremiae, sono cantate in tuono solima, invita la Chiesa le anime
flebile ed in aria lugubre le la- : cristiane a pentirsi e convertirsi al
mentazioni o lezioni si cantano dai Signore : Jerusaleni , Jerusaleni ,
cantori secondo il costume delle
, convertere ad Dominimi Deuni
chiese, incominciando dai più gio- tiium.
vani, l'un dopo l'altro; il celebran- Chiama vansi in passalo giorni
te mai dice 1' ultima lezione, pur- delle lamentazioni i tre giorni della
ché non siano pochi gli ecclesia- settimana santa, in cui si cantano
stici, o non vi sia una consuetu- verso notte o di notte le lamen-
dine in contrario. Come le canta- tazioni di Geremia. In molli luo>
-

LAM LAM 73
ghi della Francia le lamentazioni patìbili colla mestizia propria di
si cantano senza Alephy Beth, Ghi- tali giorni nelle sacre funzioni, pub-
melj Daleth, ec. ciò praticavano : blicò un editto proibitivo, dalla
ancora alcune congregazioni bene- domenica delle palme, all'ultimo
dettine, cistcrciensi e premonstraten- giorno del triduo di Pasqua. Ma
si. Queste lettere in fatti trovansi avendo preteso gli esenti dalla di
nelle lamentazioni, oltre la spiega- lui giurisdizione di non restarvi
zione che abbiamo dato, anche per obbligati, ed il vescovo essendo ri-

tener luogo di cifra e di numero, corso a Pio V, questi con suo


s.

e per marcare la distinzione dei breve, dopo aver deplorato la ceci-


versetti, come se si mettesse inve- tà degli uomini, che non solo nei
ce 1,2, 3, 4> ec. Fu in uso presso giorni sacri, ma anche in quelli
gli antichi d' inserire talora il loro ne' quali specialmente si celebra la
nome, per acrostici, ne' libri, per- memoria della passione di Gesù
chè se si perdeva per accidente in Cristo, si lasciano trasportare dai
fronte dell' opera, i lettori potessero piaceri del mondo, condanna l'a-

raccoglierlo dall'opera slessa. Così buso introdotto in Lucca, appro-


vediamo fatto da Donizone nella vando l'editto del vescovo, cui sot-
vita della contessa Matilde ; e dal- topose lequantunque esen-
chiese
le prime sillabe di ciascun libro ti. Molti parafrasi e com-
fecero
della cronaca del Rolandino si ri- menti alle lamentazioni di Gere-
levano le parole Cronaca Rolan- mia ne nomineremo alcuni. Fran-
:

dilli data Paduae. V. il cardinal cesco Panigarola, Dichiarazione del-


Bona, De divina psalnwdia e. 1 6. le Geremia pro-
lamentazioni di
Sarnelli tom. IV, Lett. eccl. 6: Del- feta, Verona i583. Jacopo Cico-
le lettere ebraiche poste avanti i gnino, Lagrime di Geremia, Firen-
versi de' treni di Geremia. Bene- ze 1627. Benedetto Menzini, La-
detto XIV, Defestis p. 46. Il p. mentazioni del s. profeta Geremia
Benedetto Feiioo generale dell'or- espresse ne^ loro dolenti elètti e de-
dine di s. Benedetto di Spagna, nel a Clemente A/, Roma 1704-
dicate
suo Teatro inveisce con molto ze- Anton Maria Salvini le tradusse
lo contro le arie e recitativi che dal riformò coli' ebraico,
greco e
talvolta si sentono nel canto di Firenze 1727, e Venexia 1736.
queste lamentazioni, nelle quali o Felice M. Lampi, Parafrasi delli
si piange la desolazione di Geru- treni di Geremia, tradotti in ver-
salemme per li caldei, o la strage si volgari con annotazioni, Vene-
del mondo per li peccati, o l'af- zia 1756. Francesco de Sordi, Le
fhzione della Chiesa militante nelle lamentazioni di Geremia, Roma
persecuzioni, o l'angustia del Nostro 1779. Cristoforo Castri, Comnien-
Bedeutore ne'suoi martini. Nella tatio in Lanientationes Jercmiae,
Storia deWantio santo lySo, cele- Moguntiae 1616. Treni di Gere*
brato da Benedetto XIVj si legge mia tradotti da Fabio Devoti j
a p. 57, che Alessandro vescovo B.oma 1760.
di Lucca avendo osservato, che LAMI Giovanni. Professore di
nella settimana santa si facevano storia ecclesiastica a Firenze, cele-
musiche solennissime, da scelti pro- bre letterato ed antiquario italia-

fessori di canto e di suono, incora no, nato nel 1697 nella villa di
74 LAM LAM
s. Croce tra Pisa e Firenze, mor- Jelwvahy cioè la santità t nel Si-
to a' 6 febbraio 1770 in quest'ul- gnore j questa lamina era attacca-
tima città. Di lui abbiamo: i.^ De la ad un nastro che allacciavasi
enulitione apostolorum liher singii- dietro alla testa. Questo ornamen-
lariSf Firenze 1738. In essa l'au- to nella sacra chiamasi
Scrittura
tore mette in chiaro molte cose pure corona, come nell'Ecclesiaste;
risguardanti la dottrina, gli scritti, indi fu trasportalo dai sacerdoti
i sentimenti, lo studio, la cognizio- dell'antica legge, nel sacerdozio del-
ne, il bene, i costumi e le cerimo- la nuova più degno, cioè la mitra.
nie della prima Chiesa vi aggiun* : 11 Rinaldi all'anno 34, num. 29^,
se altresì due dissertazioni una , scrive che tale ornamento della la-
sugli abiti de' primi cristiani, e l'al- mina d'oro l'usarono i primi ve-
tra sui manoscritti del nuovo Te- scovi della cristianità, in segno del
slamento. 2.° L'edizione delle ope- sacerdozio reale, così chiamato da
re di Vincenzo Borghini, con osser- s. Pietro. Si può anche credere,
vazioni critiche. 3." Una raccolta che r istesso usassero gli apostoli,
che ha per titolo Ddicìae erudì- : come di s. Giovanni afferma Po-
tonim/\n diversi volumi, che con- licrate vescovo d'Efeso, nella episto-
tengono un gran numero di scritti Papa s. Vittore I, e
la scritta al
interessanti ed utili per la storia di Giacomo Alfeo vescovo di
s.

ecclesiastica. 4-'* Meniorabilia Ita- Gerusalemme lo attestano s. Epi-


lorum eruditione praestantiitm, qui- fanio, s. Girolamo, e quasi tutti
bus vertens saeculuni XVIII glo- gli che trattano delle cose ec-
altri
riatur. 5." Una dissertazione sulle clesiastiche. Le lamine d'argento e
antiche ciste mìstiche, ed un' altra d'oro istoriate e lavorate furono
sui serpenti sacri. 6.° Ebbe parte anticamente ed in gran copia do-
nel 1747 ad una nuova edizione nate alle chiese di Roma, princi-
del Meursio. palmente dai Pontefici, come si
LAMIA. Sede vescovile della pro- legge in Anastasio, nel Severano
vincia di Tessaglia, nella diocesi ed in altri scrittori.
dell' Illiria orientale, sotto la me- LAMO, LAMI, Lamus. Sede
tropoli di Larissa, eretta nel V se- vescovile dell' Isauria, nella diocesi
colo. Al presente chiamasi Lami- d'Antiochia, sotto la metropoli di
ndy situata sul piccolo fiume Ar- Seleucia, eretta nel V secolo. Stra-
girena, verso il golfo Zeiton. Ne bone la mette nella Cilicia Tra-
furono vescovi Secondiano che tro- chea, dove essa dava il nome alla
vossi al concilio di Efeso; Stefano Lamotide^ così il Terzi nella Siria
che sottoscrisse la petizione di Ste- sacra, p. 121, che spiega perchè
fano di Larissa, presentata al Papa fu chiamata Lamos, o da un figlio
Bonifacio lì nel concilio romano d' Ercole, o da una regina della
del 53 1. Oriens christ. tom. II, Trachea fondatrice di questa città.
pag. I 18. Fu poscia riunita all'lsauria, come
LAMINA D'ORO. Il sommo sa- si apprende dalle Notizie e dagli
cerdote degli ebrei portava per or- atti de'concilii. Eravi un solo ve-
dine di Dio sulla sua fronte una scovo per Lanio e Charadri. Si co-
lamina d'oro, sulla quale erano noscono due vescovi di Lamo, cioè
scritte queste parole : Kodesch-la- Numechio che sottoscrisse Te piste-
LAM LAM 75
la sinodica di sua provìncia all'im- zìo. Che sino dai primi secoli del-
peratore Leone ; ed Eustachio che la Chiesa i defunti furono onorali
trovossi al VII concilio generale. con lumi lampade,
di candele e di
Oriens christ. toni. II, p. io 17. si disse all'articolo Funerali ( Fe-

LAMPADA o LAMPANA o di). Si apprende dal Severano, che


LAMPADE. Lampas. Vaso senza le antiche lampade o Lampadari
piede, nel quale si tiene acceso lu- ( Fedi) furono chiamali Fari ,

me d'olio per illuminare, o per Cantari, Cerostatì, Corone, Del-


culto sacro, e sospendesi per Io fini, Licni, Licnuchi e Lucerne, se-
più innanzi a cose sacre , altari ,
condo le loro forme, tutti destina-
immagini, reliquie. Delle lampade ti a sostenere i lumi nelle chiese.
se ne parla in vari luoghi della Dichiara quindi il Severano come
sacra Scrittura. Il candelabro o lam- erano tali lampade. Dice che il

pada che Mosè pose nel santua- Faro era in forma di torre o co-
rio, e quelli che Salomone collocò lonna, sopra la quale si ponevano
poi tempio di Gerusalemme,
nel le lampade; Cantaro una lampada
erano Lucerne (Vedi) o lampade in forma di tazza, un lampadario
piene d'olio. Gli antichi adopera- in forma di colonna con tazza so-
vano le lampade o le lucerne, spe- pra ; Ceroslalo una lampada in for-
cialmente a tre usi: il primo era ma di corno; Corona o Delfino,
ne'templi, per gli atti di religione ; lampade che ne aveano la figura,
il secondo uso facevasi nelle case sebbene per corona talvolta s' in-
private, e specialmente nelle nozze tendeva il faro; Licno, Licnuco e
e ne' banchetti ; il terzo era riser- Lucerna significano la medesima
bato a' sepolcri,ne parleremo e cosa, sebbene l'Anastasio per lu-
all'articolo Lucerna, parlando del- cerna intenda molte volte il can-
le COSI dette lucerne o lumi per- delliere che lume, e per
sostiene il

petui. Antichissimo è I* uso del- licno o licnuco la lampada. Si dis-


le lampade accese nelle chiese ; se Cantlianis e Cantariuni il Can-
appendevansi esse alle volte ed alle delliere [Fedi), ovvero una sorta
cornici; se ne mettevano altresì su di lampada, la cui figura riporta
delle travi elevate, le quali attra- il Macri nella Notizia de vocab.
versavano r ingresso del coro , e cccl., dicendo che si vede nella
quasi da per tutto, eccettuala la chiesa di s. Clemente, e nelle ma-
tavola dell'altare. L'eretico Vigi- ni delle dieci vergini figurate nel
lanzio, che \isse nel III e IV se- mosaico della facciata esterna di
colo, ebbe l'ardire di condannare i s.Maria in Trastevere. Il medesi-
ceri o torchi di cera, e le lampade mo Macri alla voce Gahatha de-
solite accendersi di giorno nelle scrive e riporta la figura di im
chiese, e nelle veglie sulle tombe vaso piano e tondo, che antica-
dei martiri, come contrario al cul- mente serviva di lampiere, voca-
to delle reliquie. Lo confutò s. Gi- bolo di cui si fa spesso menzione
rolamo, e scherzando sul nome di nelle vite de'Papi, per quelli che
tale eresiarca, dice che invece di donarono alle chiese d'oro e d'ar-
chiamarsi Fìgilanzio, pel grande gento. Queste lampade gabathe fu-
amore che avea alle tenebre po- rono anche dette Saxicae, perch«
lca nominarsi piuttosto Dormitan* in forma di conchiglie o padelle
y6 LAM LAM
marine erano attaccate agli scogli o culto di qualche servo di Dio, col
sassi di mare. All'articolo Gaba- permettere che innanzi al loro se-
iJia (Fedi) abbiamo detto come polcro od immagine si accendesse
Paolo IV introdusse che nella cap- una lampada, come permise nel
pella segreta del Papa e avanti i6o5 Paolo V nella chiesa di s.
alla confessione di s. Pietro, nelle s. Andrea de'gesuiti di Roma, per

lampade ardesse cera in vece di s. Stanislao Rostka Neil' anno .

olio. Delle numerose lampade che 1 1 1 1, sotto Pasquale li, le mona-


ardono sempre avanti la tomba di che furono spedite incontro all'im-
s. Pietro, ne parlammo nel voi. peratore Eniico V, quando portos-
IX, p. 70 del Dizionario^ ed al- si in Roma: monachae quoque cen-
l'articolo Chiesa di s. Pietro in tum, lampadibus multis cuni darò
Vaticano. Numerose lampade egual- homìne sumptis, come attesta Do-
mente ardono continuamente nei nizone presso il Baronio. Allor-
santuari, come del santo Sepolcro^ ché nel 1877 Gregorio XI da
di Loreto ed altri^ ai quali furo- Avignone restituì a Roma la re-
no donate di preziosi metalli e di sidenza pontificia,dice il Novaes
pregiati lavori. Di
donate quelle che la basilica vaticana era illu-
alle principali chiese di Roma, mas- minata da ottomila lampade, che
sime dai Pontefici, ne discorre il il Cancellieri scrive dieciottomila
Severano nelle sue Memorie sa- ne'suoi Possessi. Questi nelle Me-
cre. morie delle sacre teste y tra le an-
Le lampade non solo servono tiche funzioni della basilica late-
pel culto ecclesiastico, ma per il- ranense, novera il rito di prende-
luminazioni, per feste, ed altre di- re nel sabbato santo il nuovo Fuo-
mostrazioni di gioia. Pel culto di- co (Fedi), da tre lampade nasco-
vino persone pie in vita ed in mor- ste fino dal giovedì santo in segre-
te lasciarono delle rendite per Lu- tissimo luogo del Sancta sanato-
mi [Fedi) perpetui in qualche rum. Rinaldi all'anno 55, num.
11

chiesa; cosi fecero i romani Pon- 8, parlando della venerazione dei


tefici, e per dire di due, s. Gre- sepolcri de'santi e de'martiri, la
gorio I assegnò trentacinque pos- cui polvere i fedeli pigliavano per
sessioni con oliveti, e s. Zaccaria divozione, cosi ed altre cose
i fiori
assegnò venti libbre d' oro annue, che li aveano toccati, dice che Dio
per l'olio delle lampade della ba* operò molti miracoli in premio
silica vaticana, nella quale arsero della loro venerazione; quindi la
que'lumi numerosi, anche con olio medesima ebbe l'olio delle
forza
miracoloso di odoroso spico e di bal- lampade, che secondo l'antico uso
samo, che facemmo menzione al voi. ardevano intorno a' sepolcri dei
XIIjp. 289 del Dizionario. Dai me- martiri. Laonde s. Agostino, De
desimo s. Gregorio I si apprende, co- civ. Dà, l. 22, e. 28, riporta l'e-

me S.Teodoro mansionario di detta sempio dei morto figlio di certo


basilica, levatosi di notte per ac- Ireneo, il quale, unto con esso, da
comodare le lampade, gli compar- morte a Teodoreto
vita tornò ; e
ve s. Pietro, dichiarandogli gradi- in Hist. ss. Patrii Jacoho, e. i\ 3 in
re la sua diligenza. Inoltre alcuni parimente riferisce grandissimi mi-
Pontefici riconobbero il pubblico racoU operati con l'olio delle lam-
LAM LAM 77
pade. Fu antico rito di porre nel* se ne donarono alle chiese di Ro-
la cassa del cadavere del Papa e ma, e massime dai Papi, come si

sotto alla testa un cuscinetto ri- legge in Anastasio Ribliotecario, nel


pieno di tutti gli stuppini di bom- Severano, ed in altri autori.
bace, che intinti nell'olio delle lam- LAMPADARIO o LAMPADISTA,
pade che ardevano nelle chiese sta- Lampadariiis. Ministro della chie-
zionali, e benedetti dal Pontefice sa di Costantinopoli, incaricato del-
che visitava la stazione, venivano l'illuminazione o luminaria di quel
da lui baciati, indi riposti per l'in- tempio, e di precedere nelle pub-
dicato uso. Congettura il Gallicio- bliche funzioni e durante il servi-
li, che da ciò debba ripetersi il gio divino, portando una candela
costume, che tuttora si pratica, di accesa avanti l'imperatore e l'ira-

distribuire alle persone pie la bom- pcralrice : il cereo lo portava sopra


bace intinta nell'olio delle lampade un candelliere elevato, con questo
che ardono avanti a qualche sacra però, che quello che portava in-
immagine o reliquia di cui sono nanzi all' imperatore era attornia-
divote e di cui hanno implorato il to da due cerchi d'oro in forma
patrocinio. Il Domenichino dipin- di corona, uno solo avendone quello
se mirabilmente nella chiesa di Grot- che teneva innanzi all'imperatrice.
tajeriata (Fedi), s. Nilo che colle I patriarchi pretesero in appresso
sue preghiere ottiene la liberazio- che si rendesse loro lo stesso ono-
ne di un ossesso, facendo da un re, e di là vuoisi originato l'uso,
monaco sacerdote con un dito in- propagato anche in occidente, di
tinto neir olio della lampada della tenere una candela accesa in ma-
Madonna ungere la gola delluide- no a fianco dei cardinali, degli
moniato. Il citato Rinaldi all'anno arcivescovi, vescovi ed altri prelati
573, n. 12, narra il miracolo del- durante l'ufficiatura. Disse Gesù
l' accensione delle lampade di una Cristo nel vangelo Abbiate sempre :

chiesa che un vescovo ariano voleva delle lampade ardenti alla mano j
usurpare. Nell'incendio della chie- imitate i servi vigilanti che atteu'
sa di s. Marcello di Roma, essen- dono il momento in cui verrà il
do caduta in rovina, restò illeso loro padrone a picchiare alla por-
il prodigioso ss. Crocefisso che ivi la, a fine di aprirgli prontamente.
si venera, e la sua lampada con Luca e. 12, V. 35. Voi siete la.
stupore fu trovata accesa. luce del mondo fate che sempre. . .

LAMPADARIO. Macchina, ordi- risplenda innanzi agli uomini^ ac-


nariamente di ferro, guernita di ciò che veggano le vostre opere
vario-foggiati pezzi di cristallo, a buone. Matteo, e. 5, v. 14. H cereo
più bracciuoli, dove pongonsi le acceso innanzi ai nominali digni-
candele ; e serve ad illuminare le tari della Chiesa è evidentemente
chiese nelle feste, le sale, gli ap- destinato a far loro sovvenire questa
partamenti, ec. Il vocabolo lampa- lezione di Gesù Cristo: in ciò
dario deriva dal greco lampas^ non v'è cosa che possa lusingare
lampada, face ardente, che si pren- l'amor proprio. Conveniva adun-
de anche per torcia. Lampadari di que assaissimo inculcare la stessa
argento, in forma di corona per verità ai signori del mondo, spe-
tener lampade, anticamente molti cialmente quando erano a pie de-
78 LAxM ' LAM
gli ;altari sono obbligali
eglino consecutivi al loro battesimo ve-
del nati che i pastori a dare buo- stivano di bianco in contrassegno
no esempio agli uomini. Per lo dell* innocenza e purità dell'anima,
slesso oggetto mettevasi un cereo che avevano ricevuto con questo
acceso in mano di quei che avea- sacramento. I greci chiamarono
no ricevuto il battesimo. All'arti- Lamproforo il giorno di Pasqua
colo Bugia (Vedi), strumento ove di Risurrezione, tanto perchè quel
si colloca la candela, dicemmo a- mistero spande la luce della fede
Ter questa altra origine, e rendem- nelle anime, quanto perchè in quel
mo ragione perchè al Papa si so- giorno le case venivano illuminate
stiene la candela senza tale stru- con gran numero di ceri e di lam-
mento: però non è permesso l'uso pade, simbolo della luce che il

della bugia al celebrante cardinale risorgimento di Gesù Cristo ha


o né ad alcun vescovo
vescovo, sparso in tutto il mondo,

alla d'un solo cardinale,


presenza LAMPREDO, Cardinale. Lam-
perchè qualunque distinzione deve predo fu creato cardinale prete di
ommettersi, assistendo alla messa s. Vitale da Innocenzo II, e sotto-

uno più degno del celebrante. Nel- scrisse una sua bolla nel 1 1
3g a
la corte degli imperatori greci favore dell'arciprete di Ferrara,
furonvi uffiziali chiamati lampada- LAMPSACOo LAMPSICOjLflm-
ri, soprastanti alla illuminazione psacus. Città vescovile della provin-
del palazzo. Furono delti lampadi- eia dell' Ellesponto, nella diocesi di
sii coloro che si esercitavano al Asia, sotto la metropoli di Cizico,
corso delle faci, cioè che correva- eretta in sede vescovile nel V se-

no con una face accesa nelle ma- colo, ed in arcivescovato onorario


ni, e non vincevano se non se ar- nel IX. Al presente Lampsaco è
rivando colla face accesa alla meta, un borgo della Turchia asiatica
LAMPEZIANI. Eretici, discepo- nell'Anatolia, sangiacato di Biga,
li Lampezio che comparve
di sul sullo stretto de'Dardanelli, in pae«
declinar del IV secolo, uno dei se ameno, bene irrigato e ferlilis-
principali capi de'marcionisti. Scris- simo. Era anticamente una città
se un libro intitolato il Testamento, considerabile dell'Asia minore nel-
nel (juale condannò ogni sorta di la Misia, prima chiamata Pithyusa,
voli, particolarmente quello del- e fu fondata dai focesi l'anno 653
l'obbedienza, come contrario alla avanti l' era nostra. Si accrebbe
libertà de'fìgliuoli di Dio. I lam- colle rovine della vicina città di
peziani permettevano altresì ai mo- Poesus, i cui abitanti vi si trasfe-
naci di vivere e di vestirsi come rirono. Vi si adorava in particolar
loro più piaceva, e di accordare modo Prìapo, come il Dio dei
alla natura tuttociò che essa chic- giardini di cui abbondava questa
deva, e rinnovarono alcuni errori città. Questa, col suo territorio u-
degli ariani. Molti padri scrissero bertoso di vigneti, Arlaserse asse-
contro di loro, come i ss. Cirillo gnò a Temistocle, perchè sommi-
Alessandrino, Flaviano d'Antiochia, nistrasse alla di lui tavola il vino,
ed Andlochio d'Iconio. Era vi un bel tempio dedicato a
LAMPROFORI. Antico nome Cibele. Siccome patria del fdosofo
de'neofiti, perchè ue'sette giorni Anassimene, la sua presenza di
LAM LAN 79
spirito la salvò dallo sdegno di monio che sottoscrisse la lettera dei
Alessandro. vescovi della sua provincia all' im-
Nell'anno 364 * vescovi semi-a- peratore Leone ; Costantino che fu
riani vi tennero un concilio o con- al VI concilio generale; Giovanni
ciliabolo, sotto il pontifìcato di s. al VII; Euschemone cui Teodoro
Liberio, e gl'imperatori Valenti- Studi ta scrisse una lettera, e se ne
niano I e Valente che gliene diede- celebra la festa a' i4 marzo. At-
ro licenza, duiando circa due me- tualmente Lampsaco, La/npsacen^
si. Vi annullarono tultociò che si è un titolo vescovile in parlibiiSy
era fatto a Costantinopoli coll'au- sotto l'arcivescovato pure in parti-
torità di Eudossio e di Acacio. Si bus di Cizico, che conferisce la santa
ordinò che non si avrebbe più ri' Sede. Ne fu uno degli ultimi a por-
guardo alla esposizione di fede dei tarloFrancesco Chierchiaro , ed il
vescovi occidentali , nota sotto il regnante Papa Gregorio XVI nel
nome di formula di Rimini : si degli 11 luglio i836 vi
concistoro
dichiarò che bisognava credere che nominò monsignor Giuseppe Crispi
il Figliuolo era simile al Padre della diocesi di Agrigento di rilo
nella sostanza ; la parola simile es- greco, per le ordinazioni e ponti-
sendo necessaria, diceano quei ve- ficali di tale rito nella chiesa di s.

scovi, per dinotare la distinzione Demetrio della Piana nell' arcidio-


delle Persone. Si decise che la con- cesi di Monreale per gl'italo-greci.
fessione di fede, ch'era stata pro- Lx\NA. Propriamente il pelo del-
posta nel 341 per la dedicazione la pecora e del montone lana , :

della chiesa di Antiochia, e sotto- lanilium. Lanificio, lavoro di lana,


scritta nel 359 in Seleucia, servi- lanificium. La storia fa risalire si-
rebbe di regola in tutte le chiese. no alla prima età del mondo l'e-
Dopo aver regolato a loro modo poca in cui gli uomini si applica-
e capriccio ciò che risguardava la rono ad educare e coltivare le be-
fede , ordinarono a vantaggio di stie lanute. La principale ricchezza
loro medesimi, che quelli eh' erano de' primi abitanti della terra con-
stali deposti dagli o anomei ano- sisteva in greggie di pecore. I ro-
raiani cioè ariani, sarebbero rista- mani riguardarono questo ramo del-
biliti nelle loro sedi ; dipoi citaro- la pastorizia come essenziale. Numa
no Eudossio ed Acacio, i quali non Pompilio secondo re di Roma, vo-
essendo comparsi, furono dichiarati lendo dar corso alla moneta, della
legittimamente deposti. Sozomeno quale egli dicesi l'inventore, vi fe-
lib. 6, cap. 7, p. 646; Reg. t. IH; ce stampare impronto di una pe-
l'

Labbé t. II; Arduino t. I. cora, come simbolo della sua utili-


Tra i vescovi di Lampsaco sette tà, e quindi Varrone dice derivalo
ne nomina il p. Le Quien, Oriens da pecude il nome di pecunia; di
christ. tom. I, p. 772, cioè: Par- là a seicento anni i censori avevano
tenio ordinato da Ascolio di Cizi- ancora la direzione di tutte le greg-
co, sotto Costantino Grande, di il gie di bianchi lanuti. Essi pronun-
cui celebrasi la festa a' 7 maggio; ziarono condanne e multe conside-
Marciano che presiedette al memora- rabili contro coloro che trascura-
to concilio del 364 J Daniele che in- vano le loro greggie, e all' incontro
tervenne a quello di Calcedonia; Ar- accordavano ricompense a quelli che
8o LAN LAN
si distinguevano per la loro indu- che in quelle provi nei e si cercò di
stria nello studio e nella ricerca di perfezionare la qualità e di au-
tutto quello che procurare poteva mentare la quantità di quel prodot-
lane migliori. Servivano quelle lane to colia introduzione di una razza
presso romani, come presso di noi,
i straniera, di molto superiore a quel-
a formare ogni specie di vestimenti. la delle Provincie medesime. La Ca-
Erano però i romani studiosi ri- stiglia dicesi debitrice ad Enrico IV
cercatori delle lane che superava- del i4'34^lcl'6 '^*^"6 '''^"6 ch'essa pos-
no le altre in finezza, in morbidez- siede; e si osserva che altre volte le
za e in lunghezza, e quindi trae- pecore rendevano annualmente al
vano i migliori loro velli (la lana tesoro della Spagna più di trenta
delie pecore, la pelle di pecora col milioni di reali. Avendo Odoardo IV

pelo non tosato) dalla Galazia, dal- re d' Inghilterra fatto venire dalla
la Puglia,massime da Taranto, Spagna coll'assenso di quel re tremi-
dall'Attica e da Mileto. Ne' tempi la lanuti bianchi, aprì agl'inglesi con
antichi si contavano tra le lane più questo mezzo una nuova sorgente
preziose quelle del territorio di Mi- di ricchezze. Le Indie orientali som-
leto e delia Ionia in generale, men- ministrarono agli olandesi sino dal
tre la Grecia europea non forniva secolo XVII una specie di arieti e
al traffico se non che alcune specie di pecore alte, lunghe e col tronco
di lane grossolane poco pregiate, e assai grosso, e quella razza traspor-
appena alte a fornir materia a qual- tata nelTexele nella Frisia orien-
che fabbricazione comune; se però tale, riuscì ottimamente. Gli svedesi

si eccettuino le lane dell'Attica, nel- ancora trasportarono nel loro pae-


la quale le greggie, simili a quelle se vari lanuti della miglior specie
della Spagna moderna, superavano di Spagna e d'Inghilterra, e le cu-
per la finezza dei loro velli quelle re da essi pigliate a questo riguar-
dell'Arcadia e delia Focide, come do trionfarono degli ostacoli che il

si da Ateneo nel libro li


raccoglie rigore del clima opponeva alla riu-
del suo Banchetto dt Deipno sofisti. scita della loro impresa. Benché le
Plinio e Columella vantano altres'i Gallie forniti avessero bellissimi vel-
i velli o le lane delle Gallie. Nei lia'tempi dei romani, le lane della
tempi più antichi i romani strap- Francia erano tutta volta ben lungi
pavano la lana dalle pecore e dai dal poter gareggiare colie spagnuole,
montoni invece di tosarle, e per colle inglesi e colle olandesi. Ma
questa operazione sceglievano la sta- un potente impulso dato alla indu-
gione in cui la lana si separa dal stria alla fine del passato secolo, fe-
corpo dell'animale, da questo alcu- ce che la nazione si risentisse della
pretendono derivare il
ni scrittori vergogna e del peso di un tri-

nome di vdlo dal verbo veliere che buto ch'essa era obbligata a pagare
significa strappare. agli stranieri Essa previde , che
.

Per lungo periodo di tempo ( il impossibile non sarebbe sostener il


che però dee intendersi dei secoli in concorso e la gara, e presentò in
cui la Spagna fu invasa dagli africani) questo modo un indizio della su-
la Spagna, l'Inghilterra, l'Olanda e periorità ch'essa avrebbe in appres-
la Svezia somministrarono al traf- so ottenuta. Indi nel i8o3 i fran-
fico europeo le lane più belle, per- cesi introdussero nelle loro ma-
,

LAN LAN St
tiifalture tìoacchine per scardassare gfan profitto una volta ri-
egli dice,

e filare la lana. Intanto con gran cavavano alcune città d'Italia ben at-
fervore si accrebbero nella Germa- tente a'propri vantaggi; mentre é
nia e nell'Ungheria le greggie spa- noto che nell' Italia il lavoro e
gnuole. L'introduzione nella Fran- commercio della lana non venne
cia di quelle macchine si deve in mai meno. Con molto studio l'arte
gran parte alle cure del celebre della lana era esercitata in Mode-
Chaplal ministro dell'interno, e ad na,come rilevasi da documenti del
esso dehbonsi ancora gl'incoraggia- i3o6 in poi. Ma particolarmente
iTientiben meritati che conceduti in Firenzedopo l'anno 1200, e sen-
furono agli inglesi Douglas e Co- za paragone dopo il i3oo crebbero
ckerill allorché questi si recarono l'arti della seta e della lana, impie-
in Francia a stabilire officine, nelle gandovisi migliaia di persone. Con ga-
quali costruirono macchine tanto ra non minore vi si applicarono i

belle e vantaggiose, migliorate in bolognesi, milanesi, veronesi, pado-


appresso. Non è vero, come scrisse- vani, ed altri popoli ; e tanti lavo-
ro alcuni, che la Francia non ebbe ri che l'Italia ne inviava
facevano,
più bisogno di acquistar lane dagli anche agli oltramontani; ma sog-
stranieri, bensì l'introduzione in giunge il Muratori, che a suo tem-
Francia delle macchine perfezionò po, a riserva di alcune poche città,
la fabbricazione de'drappi, e l'ala- comprava caro dagli stranieri quello
crità nel l'esercitare tal ramo d'in- che poteva fabbricar da sé stessa.
dustria fece sì che non avesse colà Quanto allo stato pontificio il Ca-
piìi a temersi né la concorrenza, né lindri nel Saggio statistico storico,
l'invasione delle manifatture stranie- parlando delle manifatture del me-
re. Ma delle lane non potè farsene desimo dice a p. 588 che ivi si
,

a meno, dacché il consumo de'drap- lavorano drappi d'ogni sorta, lane,


pi indigeni, e la perfezione di questi panni, che non invidiano le fab-
esigevano in particolar modo un briche di Francia, di Frisia, d'In-
quantitativo considerevole di lane ghilterra e d'Olanda, essendovi pure
estere,riguardando pure la quali- saie e scarlatti. Il Garampi nelle
tà più all'uopo per talune specie di sue Memorie ecclesiastiche p. 3g4
manifatture. Ne abbiamo su ciò un rileva che i religiosi Umiliati {^Vedi)

esempio recentissimo di molti ac- coltivavano l' arte di lavorare la

quisti seguiti nel maggio 1 845 nel- Germa-


lana che avevano appresa in
la fiera di Foggia nel regno di Na- nia ne'primi anni del secolo XI ;

poli per parte d'incettatori francesi, e che nel 1261 volendo il comune
come riporta il numero 44 del Dia- di Rimini introdurre in città periti
rio di Roma ; anzi in Roma nella artefici e professori di lanificio
stagione estiva del medesimo anno chiamò i frati umiliati, assegnando
può contarsi, che vennero asporta- loro chiesa con chiostro, ed abita-
te per la Francia tante lane per zione sufficiente ; altrettanto fece
oltre un milione di libbre. Perugia nel 1279. E noto che al-
Il Muratori nelle Dissertazioni cuni ordini religiosi tessono da per
sopra le antichità italiane, nella loro i propri abiti di lana^ massi-
XXX tratta delle arti della lana me Francescani ( Fedi ). Nella
i

e della Seta ( P^edi ), dalle quali, processione che in Roma si fece si-
VOI. XXX vn. 6
82 LAN LAN
no al pontificato di s. Pio V, del- dente il celebre cardinal
Prospero
l'immagine del ss. Salvatore, cui si Publicola Santacroce romano , ed
faceva la Lavanda de piedi (Vedi\ altresì concedendo ai consoli di que*
intervenendo in essa i consoli delle sta arte molti privilegi. Inoltre Si-
arti di Roma, il Marangoni vi re- sto V, al modo che dicemmo all'ar-
gistra pure i lanaìoli. Il Pontefice ticolo Colosseo (Fedi)j ivi voleva
$. Pio V contribuì considerabili stabilirel'arte della lana, ciò che
somme di denaro per far fiorire la morte gl'impedì effettuare.
nello slato ecclesiastico l'arte della Alessandro VII con chirografo
lana : concesse molti privilegi al col- dei 12 febbraio 1667 proibì l'in-
legio de' mercanti di essa, dichia- troduzione de'panni esteri nello stato
rando che i suoi consoli, nelle cau- pontifìcio, per vantaggio degli opi-
se tanto civili che criminali e mi» ficii concedendo sei mesi
nazionali,
ste, all'arte medesima spettanti, es- di tempo per smercio de'panni
lo

sere dovessero soli giudici, senza che già introdotti. Clemente IX con chi-
Terun altro tribunale potesse inge- rografo de'4 aprile 1669, Invigilali'
lirvisi, come si legge nella sua co- do noi, diretto al suo nipote car-
stituzione 43, Uladartis lanae, dei dinalGiacomo Rospigliosi, lo no-
5 marzo 1567, Bull, Rom. t. IV, minò primo protettore dell'antica
par. Il, p. 396. Il successore Gre- e nobile arte della lana, disponen-
gorio XI II confermò tali privilegi . do che protettori pro-tempore sa-
11 gran Pontefice Sisto V conside- rebbero stati i cardinali soprain-
rando le funeste conseguenze degli tendenti generali dello stato eccle-
uomini e donne oziosi che in copio- siastico, ovvero il cardinal decano,
so numero vivevano in Roma, de- presiedendo allora all'esercizio di
liberò procurar loro un mezzo di tale arte in Roma e suo distretto
occupazione e di guadagno, laonde il prelato tesoriere generale. Creò
vedendo l'arte della lana alquanto pure col chirografo un tribunale
negletta, volle restaurarla mediante composto di quattro presidenti ro-
il disposto della bolla, Cuni alias mani, di un assessore dottore d'am-
considerantes arleni lanae, emana- bo le leggi, di tre mercanti conso-
ta a' 18 dicembre i585, Bull. Rom, li, d'un sopraintendente e d'un no-

t.IV. par. IV, p. 171. Perchè dun- taro , con le rispettive facoltà e
que l'arte rifiorisse diede ad Ales- provvidenze. Nel pontificato d' In-
sandro Capocefalo e a Fenicio Ali- nocenzo XI ebbe origine il lanifi-

fano o Alfano, due mercanti di lana, cio dell' Ospizio apostolico (Vedi),
la somma di scudi dodicimila in che ingrandì Clemente XI ed i

prestito, coU'obbligo di restituirli do- suoi successori , come si dirà a


po dieci anni alla camera apostoli- quell'articolo. Questo Pontefice nel
ca, più ne die duemila loix) altri 17 19, con editto de'7 agosto, proi-
senza restituzione, onde poter met- bì che nello stato ecclesiastico s'in-
tere in ordine la fabbrica già da s. troducessero dall'estero panni e
Pio V cominciata presso alla fon- sete lavorate , tranne i panni so-
tana di Trevi nel luogo detto il praffini, pel danno che ne risenti-
purgo, e gli attrezzi necessari alla vano le fabbriche di tali manifat-
fabbricazione e tintura delle lane; ture nel medesimo stato diverse :

destinando a tutto in sopraiiUen- aoaloghe provvidenze di altri Pon-


LAN LAN 83
tefìci si possono leggere all'arlico- 1816 e primo aprile 1817, Pio
lo Dogane Pontificie, ed in quelli VII estese la fabbricazione de' drap-
analoghi. Avendo Tarte della lana pi di lana in Roma, in Àlatri, ia
in Roma rinnovato il suo statuto, Matelica, ed in altri luoghi dello
a tenore delle disposizioni di Cle- slato, a tal uopo avendo il cardi-
mente IX, supplicò ed ottenne da nal Pacca camerlengo emanato ai
Clemente XIII la sua pontificia ap- I
7 aprile corrispondente editto, de-
provazione, mediante breve Ad il cretandosi l'annua e solenne espo-
pastoralis dignitaiisy de' i5 settem- sizione de' drappi di lana de' fab-
bre 1758. Quindi pubblicò in
si bricatori romani. Quella de' 25 lu-
Roma coi tipi del Salvioni lo sta- glio 18 18 fu onorata dalla presen-
tuto nel 1759, e con questo titolo: za del cardinal Consalvi segretario
Statuti del nobil collegio dell' arte di stato, ricevuto dalla deputazio-
delia lana di Roma approi'ati e ne de' fabbricatori, che l'accompa-
conferinati dalla Santità di nostro gnò nelle camere di esposizione.
Signore Papa Clemente XIII. Di- Due giorni dopo vi si recò pure
poi Pio VI nel 1778 proibì agli ilPontefice, ricevuto dal cardinal
incettatori la comprita delle lane camerlengo, dal cardinal Ruffi3 pro-
maggesi, che nello stato pontificio tettore del nobile collegio de' fab-
sono eccellenti, affinchè le fabbri- bricatori de* drappi di lana, e dal
che potessero godere la prelazione senatore principe Altieri. Pio VII
e farne la scelta, e non passassero commendò gli sforzi de'fabbricanti,
in paesi stranieri con notabile pre- per vederli gareggiare coi migliori
giudizio de' suoi sudditi , eh' erano dell'Europa ; indi alla presenza del-
necessitali a ricomprarle a prezzo la deputazione si fece Tesperimen-
maggiore almeno del terzo di quel- to coi preparati chimici per ve-
lo che da loro stessi erano vendu- dere se reggevano le tinte, e si
te. Nel 1782 Pio Vi fece dare trovarono perfette. Nel suo ponti-
quattromila scudi al Conservatorio ficalo furono inlrodotte in Roma
Pio (Vedi), per l'avanzamento del le macchine pei lanificii, pel mi-
lanifìcio; poscia nel 1788 soccorse nor costo delle manifatture e pel
con generose somme di denaro le perfezionamento del lavoro, onde
fabbriche di tele, calancà, bamba- furono autorizzate non solo con leg-
cina e panni di lana sopraffini, sì ge de' 9 febbraio 1821, ma si proi-
di Roma che di diversi luoghi dello bì l'apertura di nuove fabbriche
stato. Dipoi nel 1802 il Miselli se non erano munite di macchine.
pubblicò in Roma colle stampe: Non le macchine, ma la mancanza
Memorie delle lane grezze dello dello smercio, fu talvolta la cagio-
stato pontificio. ne dell' inoperosità de' lavoranti la-
Pio VII nel 1804 per promuo- nari. In tale epoca Roma contene-
vere r industria nazionale, assegnò va cinquantasei lanificii^ e duecen-
dei premi a favore dei fabbricatori to erano quelli dello stato, fioren-
di drappi di lana, al quale ogget- do particolarmente in Cagli, A la-
to visitò l'opificio dell'ospizio apo- tri, Matelica, Piastra, Norcia, Nar-
stolico, e la fabbrica delle calancà ni, altri luoghi. Aven-
Spoleto ed
alleterme Diocleziane. In seguito do Papa Leone XII ordinato che
il

con moto-propri de* i o settembre l'accademia de' Lincei formasse una


,

84 LAN LAN
commissione onde proporre i mezzi conseguimento de' premi ; la forma
ai miglioramento delie principali della bollazione de' tessuti ; ia di-
manifatture dello slato , massime chiarazione sulla solennità della
de* tessuti filamentosi di lana, ca- premiazione annua in Campidoglio
nape, lino, seta e cotone, il mar- della miglior qualità de' panni ; l'e-
chese Luigi dei Gallo compose a- stensione deiraumento del dazio sui
naloglie memorie sulle indicale ma- panni esteri ai tessuti misti di la-
terie e specialmente sulla lana, ac- na e di altro genere; il regola-
cennando i mezzi di fabbricarle con mento per la verificazione e riscon-
economia di tempo e di spesa e tro de' tessuti di lana sul telaio
eon perfezione di lavoro: le me- e per l' esame ed apposizione del
morie furono pubblicate colle stam- bollo di premio ai drappi di lana;
pe e con questo titolo indu- : V le disposizioni sull'esposizione e pre-
strialismo ossiano cenni sull'utilità miazione de' tessuti di lana nazio-
ed il modo di stabilire le arti mec' nali ; il premio d'una medaglia d'o-
caniche e segnatamente quella del* ro di scudi sessanta a tutti i fab-
la lana nello staio pontificio^ ec, bricatori che presentano tre pac-
Italia i83i. cotte di panno consimile alle eccel-

Nell'odierno pontificato, per le lenti manifatture delle fabbriche e-

cure del regnante Gregorio XVI , stere ; e la forma del concorso e


furono emanale molte utili provvi- del giudizio delle pezze di drappo
denze sulla fabbricazione della lana, che si presentano per ottenere il

quali si leggono nella Raccolta del- premio. Il cardinal Pier Francesco


le leggi e disposizioni di pubblica Galleffi camerlengo, a' 27 luglio
amministrazione nello stato ponti- i836, con notificazione pubblicò
ficio j laonde ci contenteremo sol- le disposizioni sulla esposizione e
tanto di accennarle. A' 16 febbraio premiazione de' tessuti di lana , e
i83i il tesoriere generale monsi- forma del concorso, in sequela del-
gnor Mario Mattei ora cardinale , la precedente notificazione del pre-
emanò una notificazione sulla di- Nel numero 99 dei
lato tesoriere.
minuzione de' dazi, dichiarando che Diario di Roma i844) si legge la
l'incasso del dazio sull'introduzio- premiazione seguita in quell'anno
ne dei panni esteii veniva addetto ai fabbricatori di lane sì di Roma
ad incoraggire i' industria naziona- che dello stalo pontificio, di prima
le de' panni con premi trimestrali. e seconda classe, e di quella di e-
A' 21 agosto 1835 il tesoriere ge- mulazione e di paragone . Colla
nerale monsignor Antonio Tosti i845 monsi-
notificazione de' 2 luglio
ora cardinale, pubblicò una notifi- gnor tesoriere generale Giacomo An-
cazione sull'aumento del dazio so- tonelli confermando nel nome sovra-
pra i tessuti di lana, accordando no le premiazioni generose di circa
premi ai fabbricanti di Roma e del- annui scudi ciquantamila, stabilite a
lo stato, ad incoraggimento e so- favore dei fabbricatori di panni di
stegno dell' industria nazionale. In lana dalle notificazioni de' 2 i ago-
essa sono dichiarati i premi slabi- sto i835, e ir aprile 1842, Iia

liti sulla qualità e quantità della modificato il dazio d' introduzione


lavorazione de' panni ; le discipline sui panni, castorini, circassi e ca-
da osservarsi dai fabbricatori pei simiri, ec. per ogni libbre cento,
LAN LAN 85
scudi venticinque. In Roma vi è lavoranti di lana, che già la pos-
un officio di manifattura dei drap- sedevano nel 1600, come attesta il
pi di lana di Roma e dello slato; Panciroli, stampato in quell' anno,
esso aveva V ispettore generale fab- Tesori nascosti di Roma, p. 43o,
Lricatore. Quanto poi alla lana col- r università avanzò analoghi re-
la quale si formano i sacri palili, e clami contro siffatte pretese. Pio
delle diverse qualità di lana che si VI nel 1791 accordò all'università
usano per gli abiti degli ecclesiastici il privilegio della mano regia, con-
secolari e regolari d'ogni specie e tro que' padroni che ricusavano o
grado , non che dalle monache e rilardavano pagare le mercedi. Gli
da altri, se ne tratta ai relativi ar- uffiziali dell' università de' lavoran-
ticoli. ti dell'arte della lana sino a' 4
Il Piazza tanto nelle Opere pie, gennaio 1824 solevano annualmen-
come neir Eusevologio romano trat- te celebrare le loro adunanze e ge-
ta dell' università dell'arte della la- nerali congregazioni. Queste aveva-
na, con varie erudizioni sulla lana, no luogo in Campidoglio nella gran
e della loro confraternita eretta sala de' conservatori, con licenza di
nella chiesa di s. Lucia de' Ginna- essi. Ivi trattavano degli interessi
si, setto r invocazione de' ss. Biagio spettanti all'università, l'elezione e
ed Ambrogio. Cosi pure discorre nomina per bussolo del sindaco,
della confraternita de' tessitori eret- uffizialinuovi e ministri della me-
ta nel i5i7 sotto Leone X col pa- desima. Le adunanze si tenevano
trocinio di s. Agata, nella chiesa alla presenza e coll'assistenza dell' u-
di s. Maria degli Angeli detta in ditore del cardinale protettore del-
Slaccilo Martyrum. Noteremo, che l'università, che ordinariamente era
Plinio attribuisce l'origine dell* ar- il cardinal decano. Inoltre v'inter-
te del tessere agli egizi: le figure veniva uno de' fedeli del popolo^
che ci rimangono del IV e V se- lomanOj^delis inclyti populi roma-
colo, ci mostrano donne che fila- ni. L' università manteneva nella
no, ed che stirano la tela; i
alti*e suddetta cappella in s. Lucia il

tessitori stanno in piedi. Il Cancellieri cappellano ed una lampada per-


nelle Dissertazioni bibliografiche, ci petua, e celebrava la festa de' san-
dà alcune erudizioni sulla lana e tiprotettori. Finalmente nel me-
sui lanari. Nel registro originale morato anno 1824, avendo il col-
delle adunanze dell' università dei legio de' mercanti o fabbricanti del-
lavoranti dell'arte della lana, ho la lana di Roma, elevate delle pre-
letto le seguenti notizie. Sotto In- tese sul diritto di uffiziare tale cap-
nocenzo XI il collegio de' mercanti pella, cessarono le adunanze in Cam-
fece una concordia coli' università pidoglio, e l'uffiziatura della cappel-
de' lavoranti lanari sul prezzo e pa- la medesima.
gamenti delle mercedi stabilite. A- LANCELLOTTI Scipione, Cardi-
vendo il collegio de' mercanti nel nale. Scipione Lancellotti, di antica e
nuovo statuto dichiarata come pro- generosa famiglia romana (che secon-
pria la cappella sotto l' invocazione do l'Amidenio in origine era porto-
de' ss. Biagio ed Ambrogio, esisten- ghese, indi trapiantata in Avignone,
te nella chiesa di s. Lucia de' Gin- Bologna, Napoli e Roma), per la
nasi di Roma dell'università dei straordinaria perizia nell'uno e nel-
B6 LAN LAN
l'altro diritto , di cui otteìme la Napoli e nella Romagna
per cau-
laurea ia Bologna, ammesso da che si agitavano
se ni'<];entissime
Paolo III tra gli avvocati concisto- nella romana rota. Finalmente Gre-
riali, fino dalle prime mosse della gorio XIII in ricompensa di tante
carriera prelatizia diede tali con- fatiche, ai 12 dicembre 1 583 lo
trassegni di prudenza e valore, che creò cardinale diacono e poi prete
apri ai futuri Pontefici largo cam- del titolo di Simeone, dal quale
s.

po di valersi di lui in affari di Sisto V lo a quello di


trasferì
somma importanza. Paolo IV lo s. Salvatore in Lauro, di cui fu il
spedì nella Romagna e a Vene- primo titolare. Inoltre Sisto V lo
zia ; Pio IV a Milano affinchè as- dichiarò segretario de' brevi e so*
sistesse al primo concilio celebrato praintendente di alcuni affari dello
dal cardinal arcivescovo s. Carlo stato ecclesiastico , non che com-
Borromeo , e poi al concilio di missario a terminare sulla faccia
Trento, dove i legati pontificii nel del luogo le controversie nate tra i

i563 lo deputarono al conte di bolognesi ed Alfonso li duca di


Luna ambasciatore di Spagna, per Ferrara, intorno ai confini. Inter-
indurlo ad affrettare la sua venu- venne a cinque conclavi, e mori
ta a Trento, e quindi a Massimi- in Roma i^gSnel di anni set-
liano II romani e re de' di Boe- tantuno. Ebbe tomba nella basilica
mia, e ad Alberto duca di Ba- Lateranense , nella cappella di s.

viera, per trattare e conchiudere Francesco da lui fondata con ren-


con esso gravissimi affari riguardan- dite.
ti il medesimo concilio generale. LANCELLOTTI Orazio, Car-
Bestituitosi a Roma, il Papa nel dinale. Orazio Lancellotti patrizio
i565 Io annoverò tra gli uditori romano, nipote del precedente, il

di rota ; ma poco dopo il succes- quale essendo uditor di rota quan-


sore s. Pio V l'incaricò di trasfe- do fu creato cardinale, impetrò da
rirsi nuovamente
Trento al car- in Gregorio XIII che gli fosse sostituito.
dinal Madrucci vescovo di quella Dopo aver sostenuto quell'impiego
città, ed al suo capitolo, per com- con incorrotta rettitudine e giusti-
porre una grave differenza insorta zia per Io spazio di ventidue anni,
tra il cardinale, Ferdinando arci- a persuasione del cardinal Tonti,
duca d'Austria, cesare, g il duca di cui seppe guadagnarsi la grazia
di Baviera, che poteva avere con- in quel tempo in cui la godeva
seguenze funeste alla chiesa di pienissima da Paolo V, questi ai
Trento, ciò che felicemente eseguì. 17 agosto 161 I lo creò cardinale
Venne poscia destinato alla dieta prete di s. Salvatore in Lauro. Al-
di Augusta per assistere all'elezio- la dottrina ebbe congiunta un'in-
ne dell' imperatore col cardinal signe pietà cristiana ; ben dimo-
Commendone. Indi Gregorio XIII strandolo e il ristoramento della
lo deputò compagno e consigliere chiesa di s. Simeon profeta, ch'egli
al cardinal Orsini legato a lalere fece nel i6io, e il legalo di sei
a Carlo IX re di Francia, dove su- mila scudi lasciato nel testamento
però l'espettazione ch'erasi forma- ai chierici regolari della Madre di
ta della di lui abilità e saviezza. Dio. Morì in Roma sul declinar
Ritornato a Roma dovè recarsi a del 1620 in età di quarantauove
,

tAN LAN 87
anni, e fu sepolto nella basilica La- re di rota, indi avendo creato car-
teranense, nella cappella di sua fami- dinale nel 1786 il suo nipote Bra-
glia. Egli ebbe tre fratelli, de'quali schi ch'era maggiordomo, e lascian-
uno fu vescovo di Nola. Il nipote dì dogli questa carica col titolo di
questi Tiberio si ritirò collo zio in prò, nell'anno seguente per averlo
tal città, ove comprò nel regno di nominato segretario de' brevi, fece
Napoli una terra cbiamata Lauro, Filippo maggiordomo , rispettabile
che fu dichiarata marchesato e nel carica ch'egli funse. Poscia nel con-
1726 dall'imperatore Carlo VI cistoro de' 2 1 febbraio 1794 lo
principato, ereditando poi la fami- creò cardinale dell' ordine de* dia-
glia i beni e le prerogative di coni, ma poco sopravvisse, onde
Ginnetti di Velletri, che die al non potè conseguire la diaconia
sacro collegio due cardinali. I prin- cardinalizia. Passò dunque agli e-
cipi Lancellotti hanno in Roma un terni riposi in Roma dopo breve
palazzo nel rione di Ponte presso malattia, e munito de' sagramenti
la via 3e'Coronari, ed altro a piaz- della Chiesa e dell' apostolica be-
za Navona. nedizione, quasi all'improvviso, a' i3
LANCELLOTTI Filippo, Car- luglio dello stesso anno 1794 e
dinale. Filippo Lancellotti de' prin- d'anni sessantadue suo cadave- : il

cipi diLauro nacque in Roma ai re fu esposto ed ebbe i funerali


17 agosto 1782. Mostrando incli- celebrati dal cardinal Caprara, nel-
nazione per lo stato ecclesiastico, la chiesa di s. Maria in VoUicélla
fece i corrispondenti studi e quel- de'filippini, donde venne trasportato
lo abbracciò. Si mise quindi in in quella di s. Ignazio, ove fu se-
prelatura, e Benedetto XIV lo fe- polto nella cappella di s. Luigi
ce protonotario apostolico e cano- Gonzaga, juspatronato di sua no-
nico della basilica di s. Pietro. bile famiglia, per averla eretta con
Coltivando la poesia meritò nel quella magnificenza che si ammi-
1759 di essere proclamato principe ra. Buone furono le doti dell'ani-
dell'accademia degli infecondi, laon- mo , e robuste quelle del corpo
de nell'ampia sala del suo palazzo perciò dotato d'una forza singola-
ai Coronari, fatta magnificamente re : la sua perdita fu compianta.
adornare, da lui vi si tennero alcune LANCIA, Reliquia insigne. Stru-
solenni accademie, massime per la mento di ferro col quale Longino
Passione e per l'Assunta, l'ultima es- ferì ed apri il costato di Gesù Cri-
sendo stata nel 1776 e lo fu pure sto appena spirò sulla croce, per
dell'accademia, la non quale piti assicurarsi s' era veramente morto,
si adunò, a cagione della morte e ne uscì acqua e sangue. 11 p.
della principessa d. Ginevra Lan- Menochio nelle sue Stuore tom. I,
cellotti , la quale ne formava il p. 5o8, esamina : Chi fosse il sol-
principal sostegno, e per quella- del dato, che con la lancia aprì il co-
suo figliastro Filippo nostro. Di stato di Cristo, e se fu cieco e poi
questa accademia degl'infecondi, ca- illuminato, e se ferì il lato destro
rne del palazzo Lancellotti, ne ri- o sinistro del Salvatore. Questo
porta le notizie il Cancellieri nel Longino sembra clie fosse un sol-

suo Mercato. Pio VI sino dalfa- dato, che poi abbracciò il cristia-

prile 1779 ^^ promosse ad udito- nesimo, ^ patì il martirio a Cesa-


,,

88 LAN LAN
rea nella Cappadocia, ond* è comu- e per autenticarne la verità Dio
nemente venerato per santo a* i5 operò molti nnracoli, come afTenna
marzo. 11 Piazza nell' Enierologio il monaco Roberto, Hist, Hierosol.
di Roma, e nel Santuario roma' 1. 7, ed il Bosio, De triumph. Cruc.

noj dice che nella basilica vatica- e. 17. Dapprima fu portata in bat-
na si venera un suo braccio, che taglia dal legato apostolico innanzi
l'altro con gian parte del suo cor- all' esèrcito cristiano , che riporlo
po si conserva nella chiesa di s. gloriosa vittoria; indi venendo pre-
Agostino, altre reliquie di lui esi- sa Gerusalemme a' 5 luglio 1099,
stendo nelle chiese di san Marcel- ivi fu la reliquia depositata, donde
lo, di san Giovanni dei fiorenti- fu poscia trasferita in Costantino-
ni e de' santi Sergio e Bacco. La poli, dove non manca chi asserisca
lancia cogli altri strumenti della esservi già stata sino dal VI secolo.
crocefissione secondo il costume
, Sembra che in Costantinopoli il sa-
degli ebrei, furono sepolti colla Cro- cro ferro fosse diviso in due parti ; la
ce (Fedi)^ nel luogo ov'era segi,ii- punta fu collocata nel palazzo im-
ta. L* imperatrice s. Elena madre periale, la lancia 'nella chiesa del
di Costantino il Grande, porfatasi monastero di s. Giovanni della Pie-
in Gerusalemme l' anno 826, rin- tra. La divisione del sacro ferro si

venne la croce, i chiodi, la lancia attribuisce a Costantino V ,


per
e gli altri strumenti della passio- regalar la punta o cuspide a Car-
ne ; ed i Bollandisti scrivono che lo Magno; ovvero a Baldovino II,

la sacra lancia s. Elena la ritrovò di cui andiamo a parlare. Baldo-


a' i5 marzo, pag. 3 19. La lancia vino II, quinto imperatore latino
fu inclusa in una croce di legno ,
di Costantinopoli, che regnò sino
e collocata venne nel portico della al 1261 e mori nel 1272, tro-
chiesa del santo Sepolcro di Ge- vandosi in bisogno di denaro, n'eb-
rusalemme alla venerazione de' fe- be una somma dalla repubblica di
deli, come testifica il ven. Beda, Venezia, dandogli in pegno la pun-
De' luoghi santi e. 2. Dipoi invasa ta della lancia. Indi s. Luigi iX
la città dai saraceni , fu secreta- re di Francia parente dell' impera-
mente trasportato il sacro ferro in tore, col suo consenso, ricuperò dai
Antiochia e sotterrato. Nel 1098, veneziani la punta della lancia
narrano diversi storici , ivi si ri- pagando il denaro che avevano
trovò per prodigiosa rivelazione fat- sborsato, e la fece porre nella san-
ta da s. Andrea ad un chierico ta cappella da lui fabbricata nel
chiamato Pietro, al quale coman- 17.^1 in Parigi nel suo palazzo
dò che si recasse ai principi della reale, come si ricava dal Gretse-
prima crociata, e dicesse loro che ro, De Cruce 96, ri-
lib. I, cap.
cercassero la sacra lancia nella chie- portato dal Novaes nella vita d'In-
sa di s. Pietro sotterrata, indi con nocenzo Vili. Della punta della
essa marciassero contro i saraceni sacra lancia da Baldovino li data
che gli angustiavano col loro nu- in pegno ai veneziani, e dell'acquisto
mero, ed avrebbero ottenuto vit- che ne fece s. Luigi IX, ne tratta

toria. Cercata la lancia nel luogo ancora l'annotatore del Butler, Fi-
indicato dall'apostolo, si rinvenne te dei padri, ec, maggio p. 69
CQa gran giubilo d^' crocesiguati, edizione veneta del 1B24 di Pat-»
LAN LAN 89
taggia. Che Baldovino II donò al i due legali nominali dal Papa, cioè
detto re la Corona di Spine (Ve- l'arcivescovo d'Arles Rondano, ed
di), Io dicemmo a quell'articolo, il vescovo di Foligno Borsiani, fe-

insieme al pagamento che s. Luigi cero la ricognizione del sacro do-


IX perciò fece ai veneti d'un im- no, che poi portarono in processio-
preslito fatto all'imperatore latino. ne per la città, in cui fu concessa
lirimanente poi della lancia restò in indulgenza plenaria a quelli che vi
Costantinopoli anche dopo che intervennero: il vescovo ed il clero
,

IMaometlo II nel i453 s' impadronì anconitano avevano incontrata la re-


della città e dell' impero volendo , liquia. La sacra lancia sino a Ro-
che le insigni reliquie gelosamente ma fu portata con continue pro-
si conservassero coi tesori impe* cessioni, e al modo che si portava
riali. la ss. Eucaristia ne' viaggi de'Papi,
Maometto II essendo morto nel- dentro una nobile cassetta, sopra un
l'anno i48i,gli successe il figlioBa- cavallo bianco del Pontefice, prece-
iazelte II, cui disputò il trono suo dendo un lanternone acceso. Giun-
fratello Zizimo, del quale parlammo ta la preziosa reliquia in Narni la
all'articolo Costantinopoli (Vedi), riceverono i due cardinali legati a
ed altrove. Zizimo dopo aver tenta- lalere di s. Pietro in Vincoli Giu-
lo la sorte delle armi, si rifugiò liano della Rovere, e Giorgio Co-
in Rodi presso il gran maestro del- sta lisbonese; arrivata a porta Fla-
l' ordine gerosolimitano d' Aubus- minia di Roma, Innocenzo Vili ai
son. A questi si rivolse Baiazette 1 maggio,
3 festa dell'Ascensione, si

II, acciò gli custodisse il fratello, portò a riceverla dai medesimi, qua-
che assai temeva. Riputando il Pa- ranta passi fuori della porta, vesti-
pa Innocenzo Vili che assumendo to de' paramenti pontificali. Levatasi
lui tal custodia ne potesse venire la mitra divotamente la baciò, fa-

vantaggio al cristianesimo, la do- cendola rinchiudere in un bellissi-

mandò ed ottenne dal gran maeslro; mo vaso di cristallo. Quindi por-


per cui il principe Zizimo nel i4^9 tandola colle sue mani con solenis-
fece il suo Ingresso solenne in Ro- sima processione, dalla chiesa di s.
ma ( f^edi ) al modo detto a quel- Maria del Popolo, si recò alla ba-
l'articolo. Baiazette II prima tentò silica di s. Pietro. Intervennero al-

di far avvelenare il Pontefice ed la 'processione tutto il sacro collegio


il fratello, ma non essendogli riu- cogli abili sacri, il clero romano,
somministrò ad Innocenzo Vili
scito, il capitolo vaticano presso lo sles-
per la custodia del fratello quaran- so Pontefice , le arciconfiaternite
tamila scudi d'oro all'anno, donan- del ss. del Gonfalone,
Salvatore,
dolo dei prodotti piìi preziosi dell'o- della Annunziata ed altre, tut-
ss.

riente. Oltre a ciò Baiazette 11, per te con torcie accese, non che l'am-

mezzo dell'ambasciatore turco Clia- basciatore turco, che nel giorno pre-
misbuergh o Cassà-Begh, nel i49^ cedente avea fatto il suo ingres-
gli mandò in donativo la sacra lan- so solenne in Roma. Giunto il Pon-
cia, colla canna con-
spunga e la tefice alla loggia della benedizione
sacrate dalla passione del Redento- sopra le scale di s. Pietro, benedì
re. Nel giorno primo maggio giun- col sacro ferro l' innumerabile po-
se in Ancona l' ambascialore^ ove polo, facendo pubblicar l'indulgenza
90 LAN LAN
plenaria in latino dal cardinal Riu- trone e canonico valicano. Nell'al-
rio, in italiano dal cardinal Colon- tare eravi un'antica immagine della
na, ambedue diaconi. E perchè il Beata Vergine, che stava nell'altare
Papa stanco dal lungo viaggio fat- edificato nell'VllI secolo da s. Gre-
to a piedi e versando lagrime di gorio HI. Ma per la struttura della
divozione, non potè cantar messa nuova basilica, sotto Giulio II la
in s. Pietro, la fece cantare dal car- cappella fu distrutta, il ciborio fu
dinal Domenico della Rovere, con disfatto nel i5o7 e fu trasferito nel-
l'assistenza dei cardinali e degli l'ultima nave della vecchia basilica,
altri. non servendosi piìi pel sacro ferro,
Volendo il Pontefice fabbricare ma per mostrare al popolo l'altre
in detta basilica una sontuosa cap- reliquie della basilica ; dappoiché la
pella per ri porvi si insigne reliquia^ lancia fu collocata a* 22 novem-
la portò intanto nelle sue camere, bre col Sudario nel ciborio di Gio-
venendo assicurato dall'ambasciato- vanni VII, presso il quale fu eret-
re turco della sua identità, e che la to il sepolcro d'Innocenzo Vili. Nel
punta o cuspide di essa era presso pontificato di Paolo V ai 2 i mar-
il re di Francia. Passali pochi gior- zo 1606 la lancia fu col Sudario
ni, Innocenzo Vili fu assalito da trasferita dalla vecchia basilica, in
grave infermità, chiamò a sé car- i un pilastro della cupola, donde se
dinali, per esortarli ad eleggere un ne fa l'oslensione dalla loggia che
degno successore, e ordinò loro che resta sopra la statua di s. Veroni-
riportassero il sacro ferro alla ba- ca. Ivi stette sino al primo gennaio
silica di s. Pietro, ciò ch'essi fece- 1624, che per ordine di Urbano
ro a' i6 luglio, e lo collocarono Vili fu la lancia posta nel ciborio
in cui si conservava il
nell'oratorio, del pilastro opposto, ove conservasi
Sudario o Volto santo del medesi- la testa di s. Andrea, finche il luo-
mo Redentore. Mon Innocenzo Vili go fosse restaurato. Di li nel 1625
a'26 luglio i49^j "el suo deposito a'23 dicembre fu riportata con so-
nella basilica vaticana fu rappresen- lennità nel luogo del Sudario, nella
tato in bronzo dal Pollaiolo colla lan- qual traslazione sostenne l' asta del
cia inmano. Il suo nipote cardinal baldacchino con sette altri signori
Lorenzo Cibo, già canonico di s. l'arciduca d'Austria Leopoldo. Sic-
l^ietro, eseguendo la volontà dello come nel i52 7 pel sacco di Roma
zio, fece fabbricar nella basilica con operato dai scellerati soldati di Bor-
disegno di Bramante, e nell'antica bone, la reliquia della lancia tratta
cappella del Salvatore che restaurò, dal tabernacolo fu gittata in terra,
un grande e bel tabernacolo di onde il vaso che la conteneva ave-
marmo per riporvi la reliquia, nel va molto sollerlo, cosi il cardinal
luogo ove è ora l'altare di s. Lon- Francesco Barberini nipote di Ur-
gino, nelle grotte vaticane , cioè bano Vili ed arciprete della basi-
sotto la statua di tal santo, e fu lica,a*25 maggio i634 donò un
terminato nel i49^« Nel taberna- nobile vaso di cristallo di monte
colo o ciborio, chiuso da due por- di gran valore, legato in oro, onde
ticelle di bronzo, fu collocata la sa- cavata la sacra lancia da quello al-
cra lancia a' 12 gennaio i5oo, da quanto rotto d'Innocenzo Vili, nel
Andrea della Valle vescovo di Co- nuovo liiK*ipo§i{i e tuttora si con-
LAN LAN 91
serva. Benedetto XIV racconta, De' L'Infessura presso il Rinaldi all'an-
healìf. et canoniz. t. IV, p. Il, e. no i49'2. La costituzione 4 d' Ales-
3i,n. i3, che mentre era canoni- sandro VI, Bullar. tom. I, pag.
co valicano, fece venire da Parigi 468; e Sandini, f/ist. faniiliae sa-
la giusta misura delia cuspide del crae, de Christo Domino ^ cap. XV,
sacro ferro , che conservavasi in pag. 238 e 289, parlano delle
quella cappella reale, e che aven- reliquie della lancia, della canna e
done fatto il confronto colla lan- della spuiiga donate ad Innocenzo
cia spuntata, trovò che ambedue Vili. Torrigio, Le sacre grotte va'
le parti corrispondevano perfetta- ticane, p. 19,209 e seg., e 210.
mente, e con tanta uniforniità che Severano, Memorie sacre p. 160
escludeva ogni dubbio dell' identità e seg. Un'altra simile lancia si con-
del ferro e della verità d'ambedue serva in Praga, altri dicono in No-
le reliquie. Quanto all' ostensione rimberga, mandata dall'imperatore
pubblica e privata della lancia, ne Enrico I V Uccellatore, c\\e l'ebbe da
parleremo all'articolo Volto vSanto, Ridolfo II re di Borgogna, ed era
ove pure si diranno altre analoghe la medesima che usava l'imperato-
notizie. re Costantino il Grande, il quale
Sulla sacra lancia e sul donativo l'avea fatta fare a similitudine di
di essa si possono consultare i se- quella che ferì il costato del Reden-
guenti autori. Tommaso Bartolini, tore, col comune e con qual-
ferro
De lalere Christi aperto, Lugduni che de Chiodi [f^edì), che
parte
Bat. 1646. Gisb. Voeti, Disaertalio servirono per affìggerlo in croce, co-
de perfosso lalere Christi, in ejus Dis- me scrivono l'abbate Uspergense in
put. 195, Ultraj. i655.
//leo/., p. II, Chron. p. i53 ; Sigiberto in Clvon.
Gaspare Sagittario, Z^m^/V. ^e La/i- ad an. 929; e Luitprando, Hisc. lib.
cea qua perfossimi Christi latita, Je- IV, cap. 12. Di questa lancia ne
nae iGyS. Enoch Svantenio, Lan- parla il Severano a p. 632. Nel
cea militaris, qua Christi lata per- XIV opuscolo del p. Calogerà si
fossiun, Roslochi 1686. Jo. David esamina se Enrico I V Uccellatore
Roelerus, De imperiali sacrae Lati- acquistasse la sacra lancia. Gugliel-
ceae, Altorf lySi. Il Thiers riferi- mo Malmesbury, De gè siis Angiomi it
sce la superstizione di quelli che lib. I, e. 6, dice: Lancea Caroli
portavano indosso la misura del- M. ferehatur eadem esse, quae Do-
la piaga del costato di Gesù Cristo miiiico lateri, centurionis marni, fuit
per salvarsi da tutti i pericoli : Des ìmpacta pretiosi vulneris jactu Pa-
superstilions t. I, p. 3 12. Vittorelli radisuni miseris morta libns apernit.
nelle Aggiunte al Ciacconio t. HI, Cosi Baronio all'anno 929, n. 5.
il

col. 100, P'it. Ponti/., ove diffusa- Alcuni credettero che il centurio-
mente parla di questa reliquia, co- ne fosse il soldato che colla lancia
me della canna e della spiniga. aprì il costato di Cristo. 11 Sarnel-
Diario del Nantiporto presso il li, Lett. eccl. t. V, lett. XLI, parlan-
Muratori, Ber. Ital. t. Ili, p. II, do della sacra lancia, riporta quan-
I 108. Notice da journal de Bar- to il Rinaldi dice all'anno i354j n.
card par m.r de Brequignf, dans 18. Carlo IV imperatore ricuperò
les notices, et cxlraits des mss. de la la lancia del Signore ( devesi inten-
hible diL rei, Paris 17B7, p. 9-2. dere quella formala '
con parte dei
9-2 LAN LAN
chiodi ), ì cliiodi, e parte dollu ss» chiesa di s. Eustachio si conserva tra
Croce, e la fece tiasportare in Pra- le reliquie la lancia che usava quel
ga, capitale del suo regno di Boe- cavaliere romano, e tuttora si espo-
mia, con gran giubilo. Il Papa In- ne nel dì della sacra, in quello del
nocenzo VI ad istanza di Carlo IV santo e in altri giorni. S. Giorgio,
glidiede facoltà che le dette sacre che ha tanti ordini equestri sotto
memorie della Passione del Reden- il suo nome, è rappresentato in at-
tore si esponessero sull'altare alla to di ferire con una lancia il dra-
pubblica venerazione de'fedeli, ed go, come dicesi agli articoli di det-
instituì la festa della Lancia e dei ti ordini, spiegandosi in quello di
Chiodi nella feria VI ossia venerdì s. Giorgio di Rosmonte, perchè co-
dopo l'ottava di Pasqua di Risurre- sì viene lappresentato il santo.
zione, concedendo anche per quel LANCIANO (Lancianen). Città
giorno i' indulgenza ; diffondendosi coli residenza arcivescovile nel regno
il Pontefice nel suo diploma in en- delledue Sicilie, nella provincia del-
comi su detti strumenti, specialmen- TAbruzzo citeriore , capoluogo di
te della sacra lancia, che riporta il distretto e di cantone, posta parte
Sarnelli. Aggiunge questi, se tutte in piano e parte in colle, sulla de-
queste memorie sono d' una istes- stra riva del torrente Feltrino, e
sa lancia o se della stessa lan-
, sulla riviera del suo nome, che si

cia mescolata con altro ferro se ne getta quivi nel mare Adriatico, for-
fecero più lancié, conchiude bastar maiìdovi un piccolo porto. Ha due
che noi veneriamo non il ferro come sobborghi, alcuni cospicui edifizi ,

tale, ma la Passione di Cristo nel fer- distinguendosi Ira i sagri la metro-


ro. Il Marini, Archiatri t. Il, p. 4^) di- politana. Il suo commercio è flori-
ce che nella cappella o oratorio dello dissimo, e la gran fiera che vi si
spedale di Siena, tra le reliquie in- tiene nel maggio, e poscia nella
signiche possiede, vi è parte della prima metà di settembre, vi attira
sacra lancia. F^. Giovanni Gretsero, uno straordinario concorso. 11 suo
In Syntagniale de ss. Relìquiis^ et distretto contiene otto circondari o
regnlibus monumentis ,
praesertim cantoni , alcuni autori credettero
quadruplici lancea , Doniiiiica , essere stata questa città fabbrica-
Mduriliana, Conslantiniana et Ca- ta sulle rovine Ansanuni o
dell'

rolina. Ada s. Longini militis, cura Auxanuni o Anaxanuni, città dei


comm. praevio, et notis in r i martii. frentani, popoli del Sanuio, donde
Bollaud. p.376, et apud Surium i5 sembra averne preso il nome, chia-
martii pag. 177. Jo. Henr. a See- mandosi pure LausanOy Lancìana
len, Commentatio de festo Lan- o Lanzano.
cea et quibus Corpus
Clavoruniy La sede vescovile fu eretta da
Christifuit perfossuiUy in ducala Ère- Leone X nel i5i5, che ne fece
mense diu celebrato. Ext. in ejus pi imo vescovo Angelo Maccafani,
Mise. Luheccae 1734, par. I, p. dichiarandola immediatamente sog-
339. E noto che lancie con cui fu- getta alla santa Sede. Gli arcive-
rono trafitti tanti santi martiri, si scovi di Chieti mal sofferendo che
seppellivano co'loro venerabili corpi. la città di Lanciano, ch'era stata di
Il Piazza nel citalo Santuario Ro- loro dipendenza, fosse così sogget-
inauo, scrive a p. 317, che nella ta al Pontefice, fecero ogni sforzo
LAN LA.^ 93
per opporsi al vescovo, il quale minori spagnuolo, che pose la pri-

però sostenne vigorosamente la sua ma lapide alla chiesa di s. Bar-


esenzione contro di essi, e gover- tolomeo che fece consecrare dal
nò la chiesa con sollecitudine pa- vescovo d'Alba Marini, assistito da
storale. Portatosi nel i5i7 in Ro- quelli di Ortona e Valva. Grego-
ma al concilio generale Lateranen- rio XIII lo spedì delegato nella
se V, intervenne alla X sessione, Spagna per guerra contro il
la

indi morì nelfe calende di dicem- turco. Nel 1^79 divenne vescovo
bre. Ad istanza dell' imperatore Mario Bolognini nobile di Cajaz-
Carlo V, nel i532 Clemente VII fo, degno d'ogni lode; pose la

fece secondo vescovo il cardinale prima pietra nella chiesa di s. Ma-


Egidio Canisio da Viterbo a' io ria degli Angeli, e fu traslato a
aprile, il quale mori nel medesi- Colrone. Gli successe nel i588 Paolo
mo anno a' 12 novembre. Nel Tasso napoletano, probo e dotto, che
i533 gli successe Michele Fortini benedì la prima pietra per la chie-
belga domenicano, ed a questi Gio- sa di s. Maria della Sanità, ed eres-
vanni de Salazar spagnuolo, falto se la sepoltura arcivescovile nella
nel i54o da Paolo IH, che fu al cattedrale avanti l'altare della B.
concilio di Trento, e morì in Ispa- Vergine^ ove fece tumulare pre- i

gna nel i555. Nel seguente anno decessori. Da Minervino nel i6oe)
Paolo IV dichiarò quinto vescovo vi fu traslatò fr. Lorenzo Calati-
Pompeo Piccolomini d' Aragona, na de'minori, che fu succeduto nel
figlio delduca d'Amalfi, che a' 16 1618 da fr. Francesco Romerio
gennaio i56o Pio IV traslatò a carmelitano spagnuolo. rei 1621
Tropea; indi a' 26 dello stesso me- trasferito a Vigevano. Nel seguen-
se fece vescovo di Lanciano Leo- te anno fu arcivescovo Andrea Ger-
nardo Marini genovese domenica- vasi calabrese, zelante difensore
no, vescovo di Laodicea, personag- dell'immunità ecclesiastica : a pro-
gio cospicuo per virtù. A fine di prie spese aprì il monastero delle
far cessare le contestazioni coll'ar- monache Clarisse; rifece l'episcopio
cìvescovo di Chieti, il vescovo ed più comodo dell'antico; fu carita-
il Spagna Filippo II, otten-
re di tevole e giusto. Nel 1669 venne
nero da Pio IV che erigesse Lan- fatto arcivescovo fr. Alfonso Alva-
ciano in sede arcivescovile, ciò che rez Baiba carmelitano spagnuolo,
ebbe luogo a' 26 febbraio i562. traslato a Brindisi nel 1673; on-
II Pontefice non gli assegnò suf- de gli fu successore Francesco An-
fragane!, che non ha tuttora, ed tonio Carafa patrizio napoletano ,

il Marini fu il primo arcivescovo. celebre teologo teatino, che nel


Intervenne al concilio di Trento, 1675 passò a Catania. Fr. Em-
e nel i566 s. Pio V lo trasferì raanuele Torre spagnuolo,
della
alla sede d'Alba nel Piemonte; poi religioso della Mercede, divenne
nel i568 gli fece succedere Et- arcivescovo nel 1688, Gli successe-
tore Piscicelli nobile napoletano, ro nel 1695 Giovanni Monreale
vicecancelliere del regno. Nel 1570 di Brindisi, traslato nel 1696 a
s. Pio V traslatò a questo arcive- Reggio; nel 1697 fr. Barnaba de
scovato, dalla sede di Monte Ma- Castro toletano, assistente genera-
rano, fr. Antonio di s. Michele dei le degli agostiniani; nel 1701 fr.
94 I- A N LAN
Giovanni Uva di Melfi francesca- stante dalla cattedrale. Oltre la

no; e nel 1719 Antonio Paterno detta parrocchia, nella città ve ne


nobile napoletano. Con esso TU- sono tre altre, tutte munite del sa-
ghelli VI, p. 786 e seg.
nel tom. cro Vi sono due conventi
fonte.
óc\[' Jtalia sacra, termina la serie con religiosi un monastero con
,

degli arcivescovi, proseguita sino a monache, il conservatorio di s. Car-


noi dalle annuali Notizie di Ro- lo, otto confraternite, il seminario
ma . per ambedue le diocesi. La diocesi
Pio VII a' 6 aprile 18 18 di- unita comprende circa venti miglia
cliiai'ò arcivescovo Cv. Francesco di paese, contenendo molli luoghi.
IMaria de Luca di Ponticelli dio- I delle
fruiti rendite delle due
cesi di Napoli, indi colla lettera mense sono tassati ne' libri della
apostolica De utiUori^ V kal. julii camera apostolica in fiorini 34o,
1818, soppresse la sede vescovile corrispondenti a circa 35oo ducati
d' Ortona (Vedi\ ed in perpetuo moneta napoletana di rendita annua.
l'unì a Lanciano. Sotto il medesi- L ANGLE SPEZZATE
-
, Lances
mo arcivescovo, il regnante Papa Spezzatae. Antica e nobile guardia
Gregorio XVI colla bolla Ecclesia- pontifìcia di cavalieri ed altri ti-
rum omnium sollicitndojde 19 feb- tolati, a piedi ed a cavallo, all'in-

braio 1834, ripristinò la sede ve- timo e personale servizio del som-
scovile di Ortona, assegnandola pe- mo Pontefice, i di cui membri e-
rò in perpetua amministrazione del- rano chiamati Cavalieri della guar-
l'arcivescovo di Lanciano pro-tem- dia di Nostro Signore, e comune-
pore. Per morte del mentovato ar- mente Lande spezzate. 1 diziona-
civescovo, lo stesso Pontefice nel ri della lingua italiana e delle ori-
concistoro de' i3 dicembre 1889 gini, ecco come definiscono il vo-
preconizzò successore l' odierno ar- cabolo Lancia. » Strumento di le-
civescovo monsignor Lodovico Riz- gno di lunghezza intorno a cinque
7.uti di Bocchigliero arcidiocesi di braccia, con ferro in punta e im-
Rossano. La cattedrale della me- pugnatura da pie, col quale i ca-
tropolitana di Lanciano , recente valieri in battaglia feriscono. In
ed elegantissimo edifìzio, è sacra a appresso dai nostri antichi scritto-
Dio, in onore della Beata Vergine ri, lancia nominossi ogni specie di

Maria di Ponte. Il capitolo si com- arme in asta, ed alcuni parlarono


pone di due dignità la prima è , ancora di lancie manesche che si
Gl'arciprete, la seconda il primice- lanciavano, le quali dette furono
rio; di dodici canonici comprese poi più lanciotti. Lan-
comunemente
le prebende del teologo e del pe- cia si ancora talvolta un ca-
disse
nitenziere, noncbè di ebdomadari valiere armato di lancia, e il no-
ed altri preti e chierici addetti al me di lancia spezzata applicossi
servigio divino. L'arciprete memo- a chi assisteva alla persona del
rato ha la cura d'anime non nella principe". Che questi cavalieri lan-
metropolitana, ma nella chiesa di de spezzate erano compresi tia i

s. Maria
Maggiore ov' è il fonte cubiculari del Papa, considerati ca-
battesimale, venendo coadiuvato da merieri laici di spada e cappa per-
alcuni preli. 11 palazzo arcivesco- chè come questi vestivano essendo
vile, buon edifìzio, è alquanto di- in anticamera ; che assistevano alle
,

LAN LAN 95
cappelle dietro banchi de' cardi-
i istituita dopo quella à^: Cavalle f^^ie-
nali ; die cavalcavano per Roma ri (Vedi)j per lo più si coujpose di
quando usciva il Ponlefice , anche dodici cavalieri, ed era la più vi-
nelle solenni cavalcale, ed allora si cina per la custodia della persona
armavano; e che in origine, secon- del Tonlefice. Sivolle assomigliare
do il Bonanni, non erano nobili a quella che introdusse nel palaz-
divenendolo quando funsero V uffi- zo imperiale Sergio Galba , che
cio i cavalieri gerosolimitnni, lo di- anno 68 di nostra era diven-
nell'

cemmo al VII, pag. 39 e 4^


voi. ne imperatore romano, che al di-
del Dizionario. Veramente, come si re di Svetonio, quel principe : de-
dirà, in principio i membri di que- legit et equestris ordinis juvenes,
sto corpo furono nobili, poi sotto qid manente annuloruni aurtoruni
Clemente Vili erano tutti capita- usa evocati appellare ntur , excu-
ni riformati, indi tornarono ad es- hiasque circa cubiculuni smini age-
sere nobili, massime da Innocenzo renl. Questa guardia non trovasi
XII in seguito. Eletto nel 17^4 nominata prima di Paolo IV del
Benedetto Xill, per eccessiva umil- i555, il (jujjle avendo fatte molte
tà e moderazione volendo uscir grazie al popolo romano, si acqui-
di palazzo privatamente, e solo la- stò in modo la sua aflezione che ,

sciatosi persuadere dell'accompagno narra il Panvinio : ad testificanduni


di poche guardie, cassò come su- grati aninn sludiuni, solenmi de-
perflua questa delle la n eie spezza- cretO) statuani mar-
ei in Capìtolio

te. Ritornata in esercizio nel se- moreani aiiVqnaruni more erexit,


guente ponlificato cioè dodici , in et cenluni amplius cives et nobili-'

paga con molti soprannumeri , i tate electij qui sine stipendio ss.
quali poi per anzianità entravano Pontificis per vices perpetui custo-
in posto alla vacanza, terminò nel des novo exeniplo essent, equites ah
declinare del secolo decorso per le eo creati. Di ciò parla più ampia-
note politiche vicende. Istituita nel mente Pietro Nores nella storia mss.
1801 da Pio VII la Guardia no- della guerra di Paolo IV contro gli
bile pontificia {Fedi\ le antiche spagnuoli. Scrive egli che il Pupa
lancie spezzate conservando il loro il giorno 5 dicembre i 555, tenuta
onorario e rango di colonnello vi cappella, in essa creò centoventi ca-
furono ammesse con grado di esenti valieri tutti romani, chiamati ca-
della medesima, perdendo 1' antica valieri della fidi\G o della colomba.
denominazione e l'uniforme ; luna e Ad essi commise la guardia della
l'altra però continuarono a ritenere sua persona, facendo a tutti asse-
le lancie spezzate esistenti fuori di gnare stanze nel palazzo apostoli-
Roma. Quanto alle lancie spezzate co; ordinò loro di dividersi in do-
soprannumeri, furono anch'essi in- dici decurie, una delle quali mai
corporati alle guardie nobili col gra- ^i allontanasse dall'anticamera pon-
do di cadetti ed il rango di te- tificia, ina però tutti dovrebbero
nenti colonnelli, che già avevano, servire ed accompagnare il Papa
ma senza soldo, che dovevano solo quando uscisse in pubblico. Il dia-
percepire nel passaggio ad esenti. ristacontemporaneo Cola Colei ne
Questa guardia pontificia delle lan- nota il giorno che questa guardi.i
cie spezzate isembra fche sia stata cominciò a prestar servigio, cioè
,,
,

96 LAN LAN
agli dicembre, e dieci per gior-
1 1 i avevano quindici scudi al
quali
no. Poco darò questa dimostrazio- mese, oltre quanto gli passava il
ne di filiale affetto del popolo ro- palazzo. Ivi pur si narra che nel
mano verso Paolo IV , dappoiché palazzo apostolico facevano la guar-
sdegnandosi per le conseguenze del- dia dodici cavalleggieri e quattro
la guerra cogli spagnuoli, i quali ca- lancie spezzate, oltre cinquanta sviz-
gionavano gravi danni a Roma zeri. Dice inoltre il Lunadoro che
suoi dintorni ed altri luoghi dello ancora generali
i di Ferrara e di
stato, dimostrò con molti segni la sua Avignone aveano per distinzione
disapprovazione. Ed è perciò, come alcune lancie spezzate , s' intende
nel 1 558 scrisse l'ambasciatore vene- diverse dalle pontifìcie. Dai ruoli
to Navagero alla signoria, che Paolo palatini inoltre rilevasi che sotto A-
IV ormai appena guardava i cento lessandro VII nel 1657 e nel 1662
suoi cavalieri, il qual numero a poco erano sei le lancie spezzate ; in
a poco diminuì talmente, che soli quelli di Clemente X del 1675
due o tre comparivano. Ascanio venivano chiamate
cavalieri di
Cen torio, ne' Commentari delle guer- guardia, con scudo uno e baiocchi
re d' pAiropa par. II, lib. 3, p. 96, sessantadue e mezzo per cadauno,
parla di essi. In seguito si ridusse- ed il pane papalino; in quelli del
ro al numero di dodici con paga, 1679 d'Innocenzo XI sono pure
e vi furono ammessi anche di al- così denominati in numero di sei;
tre nazioni col nome di Laucie leggendosene sette sotto Innocenzo
spezzate. In fatti ne* ruoli della XII nel 1693; più tre con scudi
Famìglia pontificia (Vedi) di Sisto dieciolto e baj. cinquanta per o-
V del i585, si trova che due lan- gnuno. Ne' ruoli di Clemente XI
cie spezzate di guardia avevano dal del 1706 cavalieri di guardia a-
i

palazzo apostolico la parte di pa- vevano scudi diecisette e baj. cin-


ne, vino, ec. Già
Clemente sotto quanta per ciascuno, sei dei quali
Vili le erano tutti
lancie spezzate scudo uno e baj. sessantadue e mez-
capitani riformati, avevano la detta zo per companatico, e solo pane
parte, più scudi tre mensili pel com- avevano per parte. Ne' ruoli di
panatico. Nei ruoli palatini di Pao- Clemente XII del 1738 dodici e-
lo V del 6 1 5 si legge che sei
1 rano i cavalieri di guardia con ,

lancie spezzate avevano la dispensa scudi venti per ognuno, più due
della cera per la candelora. Sei e- soprannumeri senza onorario. Nel
gnalmente erano effettive nei pon- 1744 sotto Benedetto XIV erano
tificati di Urbano VJII ed Inno- tredici , eh' ebbero medaglie d' oro
cenzo X col godimento de' nomi- e d'argento per la festa di s. Pie-
nati proventi. tro; nel 1752 se ne trovano se-
Nella Relazione della Corte di dici registrati. Nel pontificato di
Roma^ del cav. Lunadoro, edizio- Clemente XIII, l'anno 1765 si leg-
ne di Bracciano 1646, p. 11 e 29, gono dieci guardie con scudi venti
parlando del generale delle guar- ognuno, otto senza paga perchè ,

die di sua Santità, e delle due soprannumeri. Finalmente nel pon-


compagnie di cavalleggieri, si dice tificato di Pio VI, l'anno 1778
eh' eranvi dodici lancie spezzate dieci erano i cavalieri lancie spez-
eh' erano tutti capitani riformati zate con scudi venti, con otto so-
LAN LAN 97
prannumeri senza nulla. Nelle an- viaggio. Nel possesso d' Innocenzo
nuali Notizie di Roma si pubbli- XI del 1676, dopo i cavalleggieri
cavano lande spezzate sotto la
le incedevano le lancie spezzate di Sua
categoria della Famiglia pontificia^ Santità, ec. Nel possesso di Alessandro
dopo i cappellani segreti, e prima Vili del 1689, dopo i cavalleggieri
dei camerieri segreti partecipanti cavalcavano due lancie spezzate di
dispada e cappa. Nelle notizie del Nostro Signore, con belli e ricchi
1798 i cavalieri di guardia, o sia- abiti e petti a botta, e bracciali di
no lande spezzate, erano nove^ i finissime armi bianche, ec. Nel pos-
soprannumerari otto, i soprannu- sesso d'Innocenzo XII del 1691,
merari d'onore ventitre: primi ed i due lancie spezzate a cavallo dopo
i secondi tutti romani, i terzi del- i cavalleggieri regolavano l' anda-
le città e luoghi dello stato ponti- mento della pompa, seguiti dai va-
fìcio, con qualche romano. Da ciò ligieri de* cardinali , ec. Nel pos-
rilevasi che i cavalieri di guardia sesso di Clemente XI del 1701 ,
effettivi ed i loro soprannumeri con ai cavalleggieri andavano appresso

successione dovevano essere roma- quattro lancie spezzate di sua San-


ni e lutti nobili. Ora riporteremo tità, regolando l' ordine prescritto
alcuni passi della Storia de' posses- dai maestri di cerimonie, ec; indi
si che i Papi presero della basili- ai due lati del cavallo cavalcato
ca Lateranense, del Cancellieri, ai dal Papa erano linee per lungo di
quah intervennero le lancie spez- lancie spezzate, paggi, mazzieri, ec.
zate; laonde vedrà come vesti-
si Nel possesso di Clemente XIII del
vano, il luogo ove incedevano, e 1758, appresso i cavalleggieri suc-
quali attribuzioni disimpegnavano cedevano quattro cavalieri della
in sì solenni funzioni. guardia di Nostro Signore , delti
Nel possesso di Leone XI del lancie spezzate, due de' quali re-
i6o5, dopo gli uditori di rota stavano in ordine di cavalcata , e
cavalcavano le lancie spezzate del gli due invigilavano pel buon
altri

Papa, armati di arme bianche, se- ordine, colle loro vaghe armature;
guendo l'ambasciatore di Bologna li seguivano il foriere e cavalleriz-
ed i consevalori di Roma. Nel pos- zo maggiori del Papa. Nel posses-
sesso di Gregorio XV del 1 62 1 so di Clemente XIV del 1769,
lances spezzatae armatae equitan- appresso i cavalleggieri procedeva-
tes ante et retro, ut equitatio pro- no quattro cavalieri della guardia
cederet. Nel possesso Clemente di di Nostro Signore , ec. L' ultima
IX del 1667, precedevano la pom- volta che v' intervennero fu nel
pa i cavalleggieri, seguiti da due 1775 pel possesso di Pio VI: dopo
lancie spezzate di sua Santità con i cavalleggieri con lancie seguiva-
bellissimi e ricchi abiti con petti no due cavalieri lancie spezzate con
a botta, e bracciali di fine armi le loro armature di acciaro, ordi-
bianche, quali distribuitisi per la nando la cavalcata, ed altri due di-
cavalcata, or qua or là scorrendo rigendola ; indi venivano il foriere
la regolavano, acciocché ordinata- e cavallerizzo. Nelle cavalcate so-
mente e senza fermarsi quelli che lenni colle quali i Papi si recava-

la componevano, seguissero con mae- no ad assistere alle cappelle della


stà e senza confusione il comiociato ss. Annunziata, di s. Filippo, del-^

VOL. XXXVII. 7
98 LAN LAN
la Natività, e di s. Carlo, incede- ora a Carlisle, ora a Landa fF, do-
vano pure dopo i cavalleggieri due ve fu trasportato il suo corpo sei-
cavalieri della guardia detti lande cento anni dopo la sua morte, suc-
spezzate, armatura di ferro
con ceduta a* 4 novembre 522. Tra i

dorato, mentre due altri aveano successori diDubrice è degno di


r incarico di percorrere avanti e special menzione Urbano arcidia-
dietro la cavalcata pel buon ordi- cono di Landaff, consacrato a* io
ne. Seguivano il foriere ed il ca- agosto I 107, morto in viaggio an-
vallerizzo. Presso al cavallo su cui dando a Pioma: fece fabbricare la
andava il erano altresì
Pontefice, cattedrale di Landaff, il palazzo ve-
alcuni cavalieri della guardia lan- scovile e molte case pei canonici;
cie spezzate. Il Bonanni nella Ge- ricuperò ancora molti diritti che
rarchia ecclesiastica p. 479» narra erano stati anteriormente rapiti o
che le lancie spezzate nelle solenni decimati alla sua chiesa. Landaff
cavalcate e nelle cappelle solenni è rinomata per la celebrazione dei
&i vestivano d'armatura, con cap- seguenti concilii.
pello ornato di penne , in mano un
Concila di Landaff.
bastone, la spada al fianco^ collare
di merletto e fascia. Il primo concilio fu tenuto nel
LANDAFF, Landavia. Città ve- 56o, in cui fu scomunicato Mou-
scovile d'Inghilterra, nella contea rico o Morcan o Morcanno re di
di Glamorgan, giace sulla riva de- Glamorgan, di cui Landaff* era ca-
stra del Taflf, che si passa un po- pitale della contea del suo nome,
co superiormente sopra un vecchio come reo d'assassinio. Reg. t. XI 1;
ponte di pietra. Si osserva la sua Labbé t. V; Arduino t. Ili; Angl. 1. 1.
antichissima cattedrale, vasto e bel- Il secondo nel medesimo anno,
lo edifìzio, e gli avanzi dell'antico in cui fu assolto il re Mourico dal

palazzo vescovile, che si crede es- delitto commesso. Ibidem.


sere stato distrutto daOwenGlen- Il terzo nello stesso anno, nel
dower. La sede vescovile fu fon- quale venne scomunicato Guidner-
data, secondo alcuni, verso l'anno to, che avea ucciso il proprio fra-
i8o, ad istanza del re Lucio; al- tello Merescione per giungere alla
tri dicono con Commanville nel V corona. Ibidem.
secolo, il quale aggiunge che il ve- Il quarto neirSSy, e vi fu sco-

scovo voleva conseguire la dignità municato Teuduro. Angl. t. I.


metropolitica sul paese di Galles, Il quinto nel Q^o, in cui venne

che la disputò lungo tempo colla ricevuto come penitente il reNou-


sede di s. David, ma in fine essen- gui, che avea saccheggiato i beni
dosi sottomesso, divenne suffraga- della chiesa : il re restituì al ve-
neo dell'arcivescovo di Cantorbery. scovo Patro il tolto, e di più gli
Il primo vescovo che si conosca è concesse una delle sue terre. Que-
Dubrice o Dubricio, che fu stnbi- sto concilio ed il seguente, nel Diz.
lito arcivescovo della provincia da de^ concila si dicono celebrali nel
s. Germano d'Auxerre e da s.Lu- 945. Reg. tom. XXV; Labbé lom.
po, quando portaronsi dalla Fran- IX; Arduino tom. VI; Angl. tom. I,
cia in Inghilterra pc?r combattere Il sesto del 955, relativamente
i pelagiani , e tenea la sua sede ad un diacono ucciso a pie dell'ai-
1

LAN LAN 99
tare, dov'erasi rifugiato dopo aver mandò la permissione di ritirarsi,
trucidato un contadino che avea- e sì portò a Laubac o Lobes, luo-
Jo ferito. Ibidem. go deserto posto in riva alla Sam-
Il settimo del 982 intorno ai bra, nel paese di Liegi. Molte per-
costumi. Angl. tom. I. sone pie si unirono a lui, e così
L' ottavo nel 988: fuvvi scomu- ebbe origine la celebre
abbazia di
nicato e messo in penitenza il re Lobes, la cui fondazione si colloca
Artmaele, finche non avesse espia- circa 654- Landelino, riguardan-
il

to il suo delitto commesso nell'aver dosi come indegno


di essere capo
ucciso il suo fratello Elised. Reg. t. di una comunità di santi, ne la-
XXV; Labbé t. IX; Arduino t. VI. sciò la direzione a s. Ursmaro suo
nono nel io34-' vi fu sco-
11 discepolo, e fondò un novello mo-
municato il re Mourico per aver nastero ad Aune, lungi una lega
violato i luoghi santi che serviva- dal primo, ed appartenente ali* or-
no di rifugio. Angl. tom. I. dine di Citeaux, donando all'ab-
Il decimo nel io56, in cui fu bazia di Lobes la maggior parte
scomunicata tutta la famiglia del delle terre che avea ricevuto dalla
re Cargucano, a motivo delle vio- liberalità dei re di Francia. In ap-
lenze che avea fatte contro il ve- presso, per menar vita ancor più
scovo di LandafF, insultando un ritirata, abbandonò i suoi mona-
medico di lui nipote. Reg. t. XXV; steri, ed insieme a Adeleno e s.

Labbé tom. IX; Arduino tom. VI; s. Domiziano si recò in una den-
Angl. tom. I. sa foresta dell' Hainaut tra Mons e
L'undecimo nel loSg: venne di Valenciennes, dove si fabbricarono
nuovo scomunicata la detta fami- delle specie di celle con rami d'al-
glia reale. Angl. tom. I. bero. Landelino, vedendo crescere
LANDELINO (s). Nacque nel ognor più il numero de* suoi di-
628 a Vaux nell'Artois, di nobile scepoli, fondò l'abbazia di Crepin,
famiglia, e la sua educazione fu della quale fu finalmente forzato
affidataa s. Auberto vescovo di a prendere il governo. Il suo zelo
Cambrai, Entrato nel mondo si per la salvezza delle anime facealo
scordò per alcun tempo le buone talvolta uscire dalla sohtudine, per
lezioni ricevute, e menò vita li- predicare nej^villaggi, ed istruirvi
bertina; ma la morte subitanea i poveri contadini, senza intramet-
di uno dei suoi compagni lo fece tere le sue pratiche ordinarie di
rientrare in sé slesso. Pentito dei mortificazione. Mori sulla cenere e
suoi trascorsi, si gettò ai piedi di sul cilicio nel 6B6, e leggesi il suo
s.Auberto, il quale lo allogò in nome nel martirologio romano sot-
un monastero, affinchè ne facesse to il giorno i5 di giugno.
penitenza. Tanto fu il fervore e la Non è da confondersi questo con
contrizione di Landelino, che si sot- un altro s. Landelino originario
tomise ad ogni sorta di austerità; di Scozia, il quale è qualificato
laonde dopo alquanti anni s. Au- martire a'2 di settembre in un an-
berto elevollo al sacerdozio, e gli tico martirologio di Usuardo, e di
commise il ministero della predi- cui la diocesi di Strasburgo, dove
cazione. Desiderando di piangere i fu ucciso, ne celebra la festa il 2
propri peccati nella solitudine, do- di settembre.
,00 LAN LAN
LANDERICO (s.)^ vescovo di na di marmo, con lunga iscrizione
Parigi. Succedette a s. Audoberto in versi.

verso la metà del VII secolo, e fu LANDI Francesco , Cardinale,


un pastore pieno di zelo e di ca- Francesco Landi patrizio piacenti-
rità.In una carestia distribuì ai no, nato a' 9 luglio i683, appena
poveri tutto quello che possedeva, si portò in Roma il cardinal Re-
e fece liquefare infino i vasi sacri nato Imperiali lo trascelse a suo
della chiesa per prestar loro assisten- aiutante di studio. Poco dopo il
za. Gli si attribuisce la fondazione duca di Parma Francesco lo man-
dei celebre ospitale di s. Cristofo- dò ambasciatore in Parigi al reg-
ro, eh' è i'Hòtel-Dieu, vicino alla gente del regno duca d' Orleans, di
cattedrale di Parigi. Sottoscrisse cui avendone incontrata la grazia,
con altri ventitre vescovi il diplo- il principe si valse de* suoi consi-
ma accordato da Clodoveo II nel gli e dell'opera sua in affari di som-
653 all'abbazia di s. Dionigi; ma ma importanza. Ritornato a Roma,
ignorasi anno della sua mor-
1' da Clemente XII fu nominato se-
te, che pongono nell'anno
alcuni gretario della disciplina regolare,
657, ^^*^'^ ^^^ é^^- ^" seppellito indi Benedetto XIV nel 1741 lo
nella chiesa di s. Germano d'Au- promosse all'arcivescovato di Bene-
xerre.La sua festa si celebra ai io vento, e quindi a' 9 settembre 1743
di giugno, ed ha un officio prò- lo creò cardinale prete, benché as-

prio nel nuovo breviario di Parigi, sente , dandogli poi per titolo la
LANDIFrancesco Cardinale, , chiesa di s, Onofrio. Oltre le assi-

Francesco Landi o Landò, d' illu- due e frequenti visite dell'arcidio-


stre famiglia di VeneJsia, dottore in cesi, celebrò ogni anno il sinodo,
entrambe le leggi, ottenne nel i4o8 e con questo mezzo recò infinito
da Gregorio XII il patriarcato di vantaggio a quella chiesa, non me-
Grado, e con questo carattere si no pel ristabilimento dell' ecclesia-
trovò presente ai concilii di Pisa stica disciplina,che per la riforma
e di Costanza. Alessandro V nel dei costumi ed impiegò somme
;

1409 l'insignì del titolo di pa- considerabili di denaro in abbellire


triarca di Costantinopoli , e Gio- ed ornare la metropolitana. Cono-
vanni XXIII a' 6 giugno i4ii in scendo però che il clima non si

Roma lo creò cardinale prete col confaceva alsuo temperamento, do-


titolo di s. Croce in Gerusalemme, pò aver governata questa diocesi
Martino V nel 14^0 Io fece ve- per lo spazio di undici anni, ri-

scovo di Sabina, ove celebrò il si- nunziatala si trasferì in Roma, do-


nodo, ed arciprete di s. Maria Mag- ve fu fatto prefetto della congre-
giore. In questa basilica edificò una gazione dell' indice. Con lode di
cappella alla Beata Vergine , cui versato nella sacra erudizione e di
assegnò buone rendite pel mante- zelante pastore, ivi morì agli ri
nimento di molti sacerdoti, in ser- febbraio 1757, d'anni settantaquat-
vigio e per onorare la medesima, Irò, con rammarico di chi l'am-
in luogo de* quali furono poi so- mirava. Fu sepolto nella chiesa di
stituiti de* beneficiati. Morì nel s. Maria in Portico, con lapide a-

1427, e secondo il suo volere ri- doma delle insegne cardinalizie e


mase sepolto nella basìlica io un*ur- di nobile iscrizione.
LAN LAN loi
LANDÒ o LANDONE, Papa nemente ne disapprovino i costu-
CXXV. Landò o Landone della mi e la libidinosa condotta. La san-
Sabina, nacque secondo il Suarez, ta Sede vacò circa quattro giorni.
Storia di Palestrìna^ in Monte Ro- LANDOALDO (s.), missionaria
tondo, dicono di Eieto, e Io
altri lo nei Paesi Bassi. Originario di una
.Sperandio nella Sabina sacra lo rispettabile famiglia longobarda ,

chiama figlio di Trano nobile e era prete della chiesa di Roma.


preclarissimo personaggio di Foro- Associossi a s. Amando , il quale
novo. Da canonico regolare fu e- col permesso del Pontefice s. Mar-
letto Pontefice circa a' 16 ottobre tino I avea dimesso il vescovato di
913. Ad istanza di Teodora, da- Maestricht per andar a predicare
ma senatoria e famosa meretrice, nei Paesi Bassi. Dopo avere am-
madre de. le pur famose Teodora bedue visitato diversi monasteri
e Marrozzia, il Pontefice dalla chie- di Francia, giunsero nel paese po-
sa di Bologna a cui era stato eletto, sto tra la Mosa e la Schelda, ove
trasferì Giovanni a quella di E.a- s. Remaclo, ch'era stato consacra-

Tenna, e poi col nome di Giovan- to vescovo di Maestricht, pregò s.


ni Xlo ebbe a successore nel pon- Amando di lasciargli Landoaldo,
tificato. Gotti fredo dice che Landò per essergli di aiuto nel suo epi-
interpose la sua autorità, perchè scopal ministero. Esso si applicò
Berengario e Rodolfo, figli del con- con gran zelo e pazienza ad istruire
te Guido, non facessero guerra tra i popoli e a sradicare i vizi che
loro, e che nuli' altro facesse nel dappertutto regnavano. Verso l'an-
suo pontificato degno di memoria, no 659 fabbricò una chiesa a Win-
a cui era stato innalzato pel favo- tershowen, e vi formò una piccola
re e potenza di Marrozzia, secondo comunità. Continuò poscia a ser-
Luitprando. Lo Sperandio dice che vire la chiesa di Maestricht sotto
Landò con Amadeo conte di Bor- s. Teodardo ch'era succeduto a s.
gogna ristabilì la chiesa di Foro- Remaclo. Childerico li re d' Au-
novo che i saraceni aveano in- strasia aveva per lui una partico-
cendiata e spianata. Col governo lare venerazione, per cui s incari-
di sei mesi e dieci giorni, mori cò di provvedere al suo manteni-
Landò verso il 26 aprile 9i4> e mento e della sua comunità. Morì
fu sepolto nel Vaticano. Il p. Ciac- verso l'anno 668, e fu riposto nel-
conio, Vitae Pont. t. I, col. 69, la sua chiesa di Wintershowen.
osserva che la vita di questo Pon- S. Landoaldo è onorato ai 19 di
tefice fu oscurissima, sì per la bre- marzo, e ai i3 di giugno.
vità del suo pontificato, che per la LANDOLFO, Cardinale. Lan-
scarsezza degli scrittori di quell'in- dolfo nel 1059 da Nicolò II fu
felice Anzi avverte che ve
secolo. creato cardinale prete, sebbene al-
ne sono alcu«i che non numerano cuni lo dicono fatto dal successore
Landò nella serie de' Papi lo no- : Alessandro li, col quale fu presen-
verano però Guglielmo Biblioteca- te alla dedicazione della basilica di

rio e Gottifredo. Con diversi an- Monte Cassino.


tichi scrittori, tutti i moderni cri- LANDONE o LAUDONE (s.),

tici annoverano Landò fra i legit- di Fontenelle. f^. Vandregesilo (s.).

tirui Pontefici, benché lutti comu» LANDRIANI de CAPITANI Ge-


,,

IO» LAN LAN


BARDO, Cardinale. Gerardo Lan- gio in qualità di segretario Fran-
drìani de Capitani nacque in Mi- cesco Landriani suo fratello, e che
lano da nobile famiglia ragguar- molto amava per essere uomo in-
devole, che poi dopo il i499 P^i' traprendente e di straordinario ta-
avere il re di Francia occupato il lento, vivamente pregò Eugenio IV
ducato milanese, a cagione dell'in- a creare Gerardo cardinale, ciò che
felice fine di Antonio Landriani il Papa fece nel concilio generale
generale prefetto dell'erario ducale di Firenze, al quale il prelato era
di Lodovico Sforza, emigrò in di- intervenuto, cioè a* 18 dicembre
verse città d' Italia, come in Par- 1439. Lo dichiarò dell'ordine dei
ma , Urbino, Vellelri e Perugia, preti , e per titolo gli conferì la
nella quale ultima città vi si sta- chiesa di Maria in Trastevere
s.

bili pel primo Alvise o Luigi; in indi lo nominò primo abbate com-
tale circostanza forse per la diver- mendatario dell' abbazia di Chia-
sità della pronunzia, il cognome ravalle di Milano, fondata da s.
venne alterato con aggiungervi la Bernardo nel ii35, distante due
prima lettera iniziale L; ma lo miglia da quella città, e legato a
stemma restò perfettamente simile. latere allo slesso duca Filippo, dal
Tuttociò si prova dalla Lettera quale però nulla ottenne di quan-
dUm giureconsulto perugino in or- to richiedeva. Anzi, come scrive il

dine alla famiglia Adriani di Pe- Galimberti, venuti in sospetto al


rugia, scritta ad un chiarissimo duca il cardinale ed il fratello
avvocalo milanese^ Foligno 1841, Francesco, vuoisi che li facesse av-
tipografia Tomassini. Gerardo dun- velenare ; onde il cardinale tornan-
que divenne canonico della chiesa do a Roma dalla sua legazione,
della ss. Trinità di Pavia, indi Mar- mori nel i44^ i" Viterbo con
tino V nel i4i8 lo fece vescovo dieciotto suoi famigliari pure av-
di Lodi, e con tal carattere inter- velenati, ed ebbe sepoltura nella
venne al concilio di Basilea, i cui chiesa di s. Francesco. In alcune
padri nel i^Zi lo spedirono lega- antiche memorie degli archivi del
to ad Enrico VI re d'Inghilterra, vescovo e capitolo di Lodi, viene
innanzi al quale recitò un'orazione il merito del cardinale esaltato con
in difesa di quel concilio divenuto grandi encomi, dicendosi di lui
conciliabolo siccome resistente ai
, che come nella dignità , così nel-
decreti di Eugenio IV, che si leg- l'esercizio delle cristiane virtù, si

ge negli alti del medesimo, a fine mostrò a tutti superiore.


di persuaderlo ad inviarvi i pre- LANFREDINI AMADORI Gia-
lati del suo regno. Dopo aver fon- como, Cardinale. Giacomo Lanfre-
date nella chiesa di Lodi le digni- dini A madori, nacque a Firenze
tà d'arcidiacono e primicerio, ac- da nobilissima famiglia a'26 otto-
cresciute le rendile della mensa e- bre 1680, indi ottenne dal gran-
piscopale, e compartiti alla mede- duca Cosimo III un canonicato in
sima altri insigni benefizi, siccome quella metropolitana. Fatti prodi-
obbediente ad Eugenio IV, fu da giosi avanzamenti nelle scienze,
questi nel i437 trasferito alla chie- e nelle lingue greca e latina, ap-
sa di Como. Filippo Visconti du- plicossi di proposito nel 1699 ^^^'
ca di Milano avendo al suo servi- l'università di Pisa, sotto la disci-
LAN LAN io3
plioa del dottissimo Giuseppe A- per la Amadori, il qual
prelatura
verani avvocato di gran nome e cognome suo. Innocenzo
associò al
fama, allo studio della giurispru- XllI conoscendone il sapere e la
denza, a cui lo portava la sua probità, lo deputò aio e direttore
naturale inclinazione, e poi ne ap- del suo nipote, e fattolo avvocato
prese la pratica in Roma, sotto la concistoriale, lo annoverò tra i pre-
condotta del celebre avvocato Pom- lati del buon governo. In seguito
ponio de Vecchis. Quale avvocato fu da Benedetto XIII fatto uditore
della curia romana, si diede a di- del camerlengato, e nel 1728 ca-
fendere le cause. Siccome alla dot- nonista, e poco dopo datario e si-

trina congiungeva una pietà singo- gillatore della sacra penitenzieria.


lare, una tenera carità verso il pros- Nel 1724 n^ea recitato avanti il sa-
simo e l'illibatezza del costume, tut- cro collegio l'orazione funebre per
to quello che ritraeva dal suo uffi- la morte d'Innocenzo XIII ; e nel
zio, tranne il suo parco e frugale 1730 recitò quella per l'elezione del
trattamento, distribuivalo generosa- Papa, ed ambedue furono pubblicate
mente a' poveri, e lo impiegava in colle stampe. In quest'anno Clemen-
altri usi pii, avendo donato in un te XII gli conferì un canonicato nel-
sol giorno alla casa della missione la basilica vaticana, e neiranno ap-

di Roma diecimila scudi. Nemico di presso lo dichiarò votante della se-


qualunque sollazzo, menava vita riti- gnatura di grazia, e segretario della
rata e di vota, anzi austera, siccome si congregazione del concilio. I nomi-
scorgeva dall'aspetto e dall'abito in- nati Pontefici lo impiegarono negli
collo e ruvido. A gara i clienti lo pre- affari più ardui e delicati della san-
gavano a trattar le cause, essendone ta Sede, si prevalsero sovente del?
nota l'industria e diligenza che vi po- l'opera e del consiglio del Lanfre-
neva; e diversi cardinali lo vollero dini, che per dava le sue
lo più
ad uditore, mentre il cardinal Ac- risposte con sopprimere
in iscritto,
ciaioli vescovo d' Ostia lo scelse a per modestia il proprio nome. Fi-
il cardinal Pao-
vicario generale, cosi nalmente Clemente XII, che gli ac-
lucci pelsuo vescovato di Porto. cordava la sua intima confidenza ,
Cosimo III egualmente lo nominò in premio di sue virtù e de' suoi
suo primo ^aditore, ma Giacomo meriti, a' 24 marzo 1784 lo creò
modestamente ricusò, accettando in cardinale diacono di s. Maria in
vece il carico di avvocato delle sue Portico e vescovo d'Osimo. Nell'e-
cause e di quelle di Giangastone sercizio dell' autorità vescovile, si

suo figlio in Roma. Ottenuta nel avanzarono contro di lui alle con-
1721 la prelatura Amadori per con- gregazioni di Roma molti ricorsi
corso, nel quale superati di gran colla taccia di severo, quali nou
lunga i suoi competitori, diportossi produssero altro effetto che quello
con tale valore, che con rispetto di far più risplendere la maschia
potè far osservare ad alcuni esa- sua virtù e specchiata religione.
minatori che lo aveano interroga- Visitò ogni anno la diocesi, e cin-
to fuori di proposito, rimettendoli que volte celebrò il sinodo, quale
sul giusto sentiero.Imprese quindi diede alle stampe in un alle sue
a difendere gratuitamente i poveri, dotte omelie pastorali. Predicava la
giusta robbligo che gliene correva divina parola al popolo, esageran-
io4 LAN LAN
do le proprie colpe, e pregandolo razioni sinodali e lettere pastorali,
a condonargli i mancamenti che in Jesi nel 1740-
commetteva nel disimpegno dell'of- LANGEAIS o LANGERS o
ficio pastorale. Quando poteva re- LANGETS , Langestum vicus al-
cava il ss. Viatico agl'infermi, con- bigensisy Alingavia, Langesium. Cit-
fortandoli air estremo passo con tà piccola di Francia nel diparti-
fervorose e paterne esortazioni. mento d'Indro e Loira, circonda-
Nelle parrocchie si portava ad rio e capoluogo di cantone, sulla
istruire i fanciulli ne'misteri della riva destra della Loira, ove ha un
fede, a fare il catechismo, ed a porto. Ha un castello fabbricato
vedere se si praticava quanto avea nel 992 da Folco di Nera conte
su ciò prescritto. Nelle feste di d'Angiò, e restaurato nel XIII se-

buon'ora recavasi alla chiesa del colo da Pietro de la Brosse, mini-


Battisterio, per fare teneri e sempli- stro di Filippo III. Si osserva sul
ci ragionamenti alle persone di territorio una
colonna di pietra •

Lassa condizione ; vi ritornava più estremamente dura, che si chiama


tardi predicando ai giovanetti, cui il pilastro di s. Marco, la cui co-
compartiva la comunione. Porta- struzione si attribuisce a Giulio
tosi in Roma per l'elezione di Be- Cesare. Nel 1278 Giovanni di
nedetto XIV, questi ve lo trat- Montsoreau arcivescovo di Tours
tenne, conferendogli oltre la pre- vi tenne un concilio co' suoi suf-
fettura della congregazione dell'im- fraganei, nel quale pubblicò sedici
munità a cui l'avea destinato Cle- canoni sulla disciplina e sopra al-
mente XII, l'incarico di visitatore tre materie ecclesiastiche. Labbé
dell'arcispedale di s. Spirito e del- t. XI; Arduino t. VIL
la fabbrica di s. Pietro, laonde ri- LANGHAM Simone, Cardinale.
nunziò il vescovato, a lui com- Simone di Langham o Longam,
mettendo il Papa la scelta del suc- nato in Inghilterra, monaco bene-
cessore. Abbattuto dalle fatiche nedettino nel monistero di West-
tollerate in servizio della Chiesa, minster, di cui diventò priore ed
mori in Roma d'anni sessantuno^ ai abbate, distinse per santità di vi-
si

i6 maggio i74i,e fu sepolto nella ta. Intimo amico del re Odoardo


chiesa da lui fondata ai signori III, fu da lui fatto tesoriere e so-
della missione presso Monte Cito- praintendente delle finanze o ren-
lio,che beneficò in vita, e insti- dite del pubblico erario. Quindi
tuì erede in morte di sue sostan- dopo essere stato promosso al ve-
ze. La sua vita fu scritta da un scovato di Londra, di cui non ri-
sacerdote della missione e stam- cevè l'episcopal consacrazione, ven-
pata in Roma nel 1761. La scris- ne trasferito a quello di s. Ely, e
se ancora il can. Salvino Salvi. Il decorato della carica di gian can-
dottor Lami ci diede nel 174? celliere. Nel i366 ottenne l'arcive-
J'eloglo storico del medesimo car- scovato di Cantorbery, che sponta-
dinale nel t. II de'suoi Memora- neamente rinunziò, secondo il Ciac-
hilia italorum praestantium. Le conio, ma viene confutato dal Balu-
sue Lettere pastorali furono stam- zio, che anzi dice, che mentre ne reg-
pate a Genova nel 1755, e a To- geva la chiesa cacciò dall'accademia di
rino nel 1768. La Raccolta di 0- quella città l'eresiarca WiclelTo. Ur-
,

LAN LAN io5


bano V a' 22 settembre i368 lo liabolo di Pisa con
fu riguardato
creò cardinale prete di s. Sisto, orrore da cesare e da tutta la Ger-
non pare di s. Prassede come scris- mania. Massimiliano I lo destinò suo
sero alcuni, ed il Davanzali nella ambasciatore ai re d'Ugheria, Boe-
storia di tal chiesa non lo nomina. mia e Polonia, per collegarli a lui.
Nel iSyS passò al vescovato di Giulio IIa'18 dicembre del i5ii
Paleslrina, sotto Gregorio XI, che Io creò cardinale prete, dandogli
Io confermò in legato ai re di Leone X per titolo la diaconia di
Francia e d'Inghilterra, senza suc- s. Angelo in Pescheria, dichiaran-
cesso. Fondò una chiesa in onore dola titolo finché ne fosse insi-
della Beata Vergine del Buonpas- gnito Matteo che di ciò l'avea pre-
so, e fece dono ai certosini. Mo-
ne gato. Intervenne al concilio genera-
ri Avignone nel iSyG, dopo es-
in le Laleranense V, e come procu-
re intervenuto al conclave di Gre- ratore di Massimiliano I approvò
gorio XI, e dopo tre anni fu tra- la cessione del ducalo di Milano ,

sferito a Westminster, e sepolto nel- fatta a Massimiliano figlio di Lodo-


la cappella diBenedetto, dellas. vico il Moro. Nel iSig fu eletto
chiesa monastero, in una
di quel coadiutore all' arcivescovo di Salis-
tomba d'alabastro con un lungo e- burgo, dove parimenti era stato
pitaffio in versi barbari. La sua ca- preposto. Avendo giovato Carlo V
rità verso i poveri e gli ordini re- nella sua impero
esaltazione all'

ligiosi, ed il complesso di molle questi lo nominò alla chiesa di Car-


virtù furono singolari in questo tagena nella Spagna. Sotto Paolo
cardinale, a cui scrisse parecchie let- IH nel i535 fu trasferito al ve-
tere Caterina da Siena.
s. scovato di Albano. Tenne copiosa
LANCIO Matteo, Cardinale. e brillante corte, e tra i distinti
Matteo Langio di Willenbergh, na- soggetti di Erasmo di
essa vi fu
to di nobili genitori in Augusta B.otterdam, famoso non meno per
nella Rezia, compiti con successo i la sua dottrina e vasta erudizione,
suoi studi nell'università di Vienna, che pei dannati suoi errori. Morì
fu fatto scgrelario delle lettere la- in Salisburgo suo arcivescovato nel-
tine dall'imperatore Massimiliano I, l'anno 1 540 d' anni settantadue ,

e coU'ellìcace mediazione de' duchi e rimase onorevolmente sepolto


di Baviera e Sassonia, ebbe la digni- in quella metropolitana Gover-
.

tà di preposito della chiesa di Au- nò quella diocesi con zelo e sol-


gusta, ad onta delle forti opposizioni lecitudine, essendo benefico, magni-
di quel capitolo, da lui vinte e su- fico, di singoiar prudenza e dot-
perate. Fu quindi da cesare nomi- trina fornito, non che amante del-
nato suo vicario per le cose d'Ita- la ospitalità. Di quattro concla-
lia, e nel i5o5 da Giulio li al ve- vi ch'ebbero luogo sotto di lui, solo
scovato di Gurck, donde poi prese fu a quello di Paolo 111. Accrebbe
la denominazione di cardinale Gur- di molti e sontuosi edifizi il palazzo
gense. Ebbe gran parte nella lega degli arcivescovi di Salisburgo e la
di Cambrai, e fu autore della pa- fortezza di quella città, donando al-
ce d'Italia, al qual oggetto Massi- la sua chiesa ricchi e preziosi ar-
iiuliano I lo spedì ambasciatore a redi. L'Hensizio nella sua Germa-
Giulio lì. Pesaci consigli il conci- nia sacra a p. 564 e seg. difende
io6 LAN LAN
questo cardinale dalle altrui calun- nuovo le antiche fortificazioni, alle
nie, e lo dimostra amabile e mece- qiuili si aggiunge una fortezza e
nate de'clotli. grandissimi lavori, specialmente dal-
LANGLEY Tommaso, Cardinale. la parte del mezzogiorno, la sola
Tommaso Langley o sia Armellino che sia di facile accesso. L'interno
nacque in Inghilterra. Dotalo dalla è assai ben fabbricato e rinchiude
natura di perspicace talento e di una cattedrale osservabile per la
singolare integrità, ed avendo ac- bellezza e singolarità di sua archi-
quistato una vasta erudizione in tettura, non che per il bell'oriz-
qualunque genere di letteratura, si zonte che gode dall'alto della
si

rese sopra tutto eccellente nella sua torre, che termina in una ba-
scienza di ambo le leggi, onde me- laustrata. Rimarchevole è la piazza
ritò di essere innalzato alla carica principale, come rimarchevoli mo-
di gran cancelliere del regno, e nel numenti sono la tribuna dell'anti-
i4o6 promosso al vescovato di chissima chiesa di s. Didiero, la
Durcham. Divenuto vescovo rinun- cattedrale, l' ospedale detto della
ziò il cancellierato ,
quale dopo Carità, la chiesa gotica, e specialmen-
undici anni dovette riassumere . te la torre piò recente della chiesa
In premio de' suoi meriti Giovan- di s. Martino, la facciata della ca-
ni XXIII a'6 giugno del i4i i sa comune della città, e l'edifizio
lo creò cardinale prete. Fini di vi- del collegio comunale. Avvi una
\ere nel i^i'j prima dell'elezione scuola di disegno, due ospedali,
(li Martino V, nella fortezza di Got- uno de'quali pegli esposti, una bi-
lieb presso Costanza, al qual conci- blioteca di circa 3o,ooo volumi,
lio era intervenuto. Ebbe sepoltura un teatro, essendo ameno passeg-
nella sua chiesa, nella parte occiden- gio quello presso le mura chiama-
tale chiamala Galilea. to Bianche- Fontaine. Questa città
LANGRES (Lingones). Città con è rinomala per la sua coltellaria,
residenza vescovile di Francia nel- e particolarmente per le sue for-
la Sciampagna, dipartimento del- bici, e fagran commercio di
un
l' A Ita- Marna , capoluogo di cir- mole per affilare, di pelliccerie ed
condario e di cantone. Vi risiede altro. Nei dintorni vi sono fucine
il tribunale di prima istanza e di di ferro. È patria di Giulio Sabi-
commercio, la conservazione del- no competitore di Vespasiano, e
l' ipoteche e l'ispezione forestale. della sua celebre sposa Eponina,
K situata in una delle porzioni di un numero ragguardevole di
piò alte della Francia, sopra un scrittoried artisti di riputazione.
piano elevato, da dove discendono Fra i primi figura pel suo gran
verso l'Oceano la Marna, la Mosa, genio Diderot, miseramente famoso
e verso il Mediterraneo l' Amance nel secolo passato; dopo di lui si
e la Vingeanne, di modo che in citano Barbier d' Aucourl, Elia
alcune parti i letti delle case ver- Blanchard, ed altri. Fra gli arti-

sano acque loro nei due mari.


le sti si numerano Riccardo e Gio-
L'aria vi è pura e salubre. È cin- vanni Tassel egregi pittori, l'inci-

ta di nuove mura, essendo le an- sore Gillot, ed altri piò moderni,


tiche fiancheggiate da torri, ed ha fra ì quali il pittore Ziegler, e lo
sei porte. Oggi si fabbricano di scultore Giuseppe Lescorne. Fra
. ,

LAN LAN 107


le numerose antichità che offre ro, museo che si arricchisce ogni
questacitlà, tanto del tempo de'galli, giorno di nuovi pezzi di antichità,
che di quello de' romani, si dislin- Langres, Lingonae, AadoniatU'
guono gliavanzi di due archi di nunij Andomaduniun Lingomun ,

trionfo, uno de'quali sembra essere pretendono alcuni storici, ma senza


slato eretto in onore dell* impera- ragione, che quest'antica città sia
tore Probo e l'altro di Costantino stata fabbricata nell'anno del mon-
Cloro. Veramente la destinazione do 2 161 da Longo, sesto re dei
primitiva di detti archi è molto gaulesi, e che da esso suoi po- i

incerta, uno de'quali sussiste anco- poli sieno stati poscia chiamati
ra oggi affatto inlatto, fuori del- longonensi, o lingonì e lingonensi,
che fu distrutto. A diverse
l'attico Plinio, Tolomeo, e
Cesare special-
epoche, ed ogni giorno ancora^ si mente commentari, fanno
ne' suoi
sono scoperti e si trovano avanzi di essa menzione. Tacito, Polibio,
preziosi, consistenti in istatue, pi- Tito Livio, Frontino, ed altri ne
ramidi, piedistalli, vasi, tombe, parlano pure vantaggiosamente, e
mine, ed altre romane antichità ; marcano le conquiste di quelli di
e nel 1770 si scopersero moltis- Langres in Italia^ al tempo di Se-
sìme medaglie d'oro, d'argento e goveso e Belloveso. Divenne repub-
di bronzo, molti vasi e strumenti blica alleata de' romani, ed al tem-
impiegati negli antichi sacrifizi, ol- pò di Giulio Cesare era la capita-
tré ali'esservisi rinvenute molte re- le dei lingoni, uno de'popoli gau-

mote iscrizioni, bassi rilievi, rovine lesi, che primi presero e non la-
d'edifizi, ed altri monumenti atti sciarono mai il partito di Roma,
ad illustrare la storia di questa Nello stesso tempo apparteneva ai-
città. Abbiamo di J. F. O. Luquet la Celtica, ma divenne una città
di Langres architetto : Antiquités della Belgica, Augusto, e vi
sotto
de LangreSy ivi stampale nel i838. rimase congiunta sino a che Dio-
A p. IX si legge aver egli nel cleziano la riunì alla Liouese. Di-
1834 formato per la conservazio- cesi che i suoi abitanti abbiano
ne delle antichità una società che avuto dall'imperatore Ottone il di-
fu approvata nel i836 dal mini- ritto di cittadini romani, nel primo se-
stro dell'interno, sotto il titolo di coiodi nostra era. Presso questa città
Société archeologique Langroìse nell'anno 3oi Costanzo Cesare dis-
II benemerito autore del citalo li- fece sessantamila alemanni. Dive-
bro e della mentovata società ab- nula città considerabile, fu esposta
braccio poi lo stato ecclesiastico, e come tante altre della Francia a
meritò di essere fatto dal Papa diverse rivoluzioni. Fu presa ed
che regna, vescovo di Esebon in abbruciata nei primi del V se-
partibus, e coadiutore del vicario colo da Attila nel suo passaggio
apostolico di Pondichery nelle In- e restaurata provò la sorte stessa
die Orientalìj al quale articolo ci- al tempo delle incursioni de* van-
tammo l'altra sua opera sulla con- dali, che vi uccìsero il suo vesco-
gregazione delle missioni straniere, vo s. Desiderio o Didiero, l'anno
In seguilo fu stabilito un museo, di Cristo 4^7» o 4» ^j o 4'^- Lnn-
collocalo nella parte conservala gres passò poscia in poter de' bor-
dell'anlichissima chiesa di s. Didie- gognoni, e continuò a far parte di
,

io8 LAN LAN


questo regno sotto i franchi, vin- Francia. I vescovi di Langres la
citori de' borgognoni. Toccò a Car- possedettero a titolo di ducato, fi-

lo il Calvo nella divisione dell'im- no alla rivoluzione che pose a soq-


pero tra i figli di Luigi I il Pio. quadro la Francia, nel declinar del
Ebbe poscia i suoi conti partico- passato secolo.
lari a che Ugo IH
ereditari, sino La sede vescovile fu eretta nel
duca di Borgogna, avendola acqui- HI secolo, e Commanvilie dice Tan-
stata da Enrico duca di Bar, la no 340, fatta suffraganea dell'ar-
diede verso l'anno 1
1 79 a Gau- civescovo di Lione, come lo è tut-
tier di Langres
suo zio vescovo tora. primo vescovo fu s. Sena-
11

in iscambio del dominio di Dijon, che reggeva questa chiesa al


tore,
e poscia Luigi VII la eresse in tempo di Valentiniano I impera-
ducato, col titolo di pari , unendo tore, verso l'anno 366. Nei cata-
la città alla corona. I prelati suc- loghi sono notati come successori
cessori di detto vescovo divennero di Senatore, s. Giusto, s. Deside-
assai possenti. Il vescovo di Lan- rio che essendosi portato suo col
gres era uno de' sei pari ecclesia- clero incontro ai barbari che da-
stici, e portava lo scettro nelle co- vano il guasto alle Gallie, per pie-
ronazioni de' re di Francia. Lan- garne la fierezza, fu anzi trucida-
gres fu fortificata a diverse epoche, to nei primi anni del secolo V,
come lo provano le quattro cinte come abbiamo detto. S. Gregorio
di muraglia, che vi sono state suc- eletto nel 5o6, dopo la morte di
cessivamente alzate dalla parte del sua moglie e dopo di avere go-
mezzogiorno. Nei tempi più mo- vernato con una rara equità il

derni fu provveduta di nuova ope- contado di Autun per quarant' an-


ra di difesa nel i362, sotto il re ni, visse sempre a Dijon, nelT e-
Giovanni II , onde opporre una sercizio di tutte le virtù vescovili.
barriera agli inglesi. Luigi XI ,
Scuoprì in Dijon s. Be- il corpo di
Francesco I e Luigi XIII ne au- nigno verso l'anno 5o7, e poi volle
mentarono le fortificazioni, che sic- essere sepolto presso di lui. Assistè
come abbiamo detto s' ingrandi- nel 5i7 al concilio di Epaona, e
scono tuttora con lavori grandiosi. nel 525 a quello di Clermont, fa-
Questa città, benché esposta alle con- cendosi rappresentare dal prete E-
tinue incursioni de' nemici della vancio o Evagrio al III d'Orleans.
Francia, e benché non abbia mai Morì santamente nel 539 o 5/^i.
avuto per diversi secoli altri di- Meritò di succedergli il suo figlio
fensori che i cittadini stessi, non s. Tetrico, il quale sottoscrisse al
fu mai presa. Perciò ricevette il concilio d'Orleans, assistette a quelli
nome di P«ce//e, che conservò fi- di Toul nel 55o, e di Parigi nel
no ai giorni di lamentevole memo- 555 in cui sottoscrisse la deposi-
ria del i8i4
i8i5, dove la sua
e zione di Saffaraco vescovo di quel-
sola guardia nazionale fermò per la città: s. Tetrico mori nel 572.
diversi giorni sotto le mura delia Rinaldo, che alcuni riconoscono au-
città ottantamila austriaci, e fece tore dell'inno Gloria, laus et ho-
dipoi con essi la più onorevole ca- nor libi sit Christe Redemptor etc,
pitolazione. Langres si segnalò sem- mentre i più lo attribuiscono a
pre per la sua fedeltà ai re di Teodolfo abbate Floriaceuse indi
LAN LAN 109
vescovo d'Orleans nel IX secolo: diede la sua dimissione nel 1802,
avverte il Macri, che Alcuino che quindi Pio VII nel 18 17 a' 28
mori prima di ambedue, fa men- luglio lo creò cardinale, e ripristi-
zione deir inno nel lib. I, cap. i4 nando il vescovato nel primo otto-
De divin. offic. Brunone di Roucy, bre lo preconizzò di nuovo e lo
parente del re Lotario, eletto ve- restituì nella sede di Langres.
scovo nel 980 , fu uà prelato as- Per sua morte Leone XII nell'anno
sai distinto , eh' ebbe gran cui*a 1823 fece vescovo Gilberto Paolo
della riforma de' monasteri dell'or- Aragonnes Dorcet di Clermont, cui
dine di s. Benedetto, che trovavansi il Papa regnante Gregorio XVI
nella sua diocesi, e morì nel ioi4 nel i832 die a successore monsi-
o ioi5 con reputazione di santo gnor Giacomo Maria Adriano Ce-
vescovo. Tra i suoi successori molti sareo Mathieu di Parigi , che poi
si resero commendabili per pietà, nel concistoro de' So settembre
zelo e dottrina. Mentre n'era ve- 1834 trasferì all'arcivescovato di
scovo Godefrido terzo priore di Besan^on che governa. Quindi il

Chiaravalle, ed uno de' primi di- medesimo Pontefice nel successivo


scepoli di s. Bernardo, il Pontefi- concistoro de' 19 dicembre preco-
ce Eugenio III, stato anch' egli ci- nizzò l'odierno vescovo monsignor
stcrciense, essendosi portato in Fran- Pietro Lodovico Parisis d'Orleans.
cia nel 148, si recò al suo anti-
1 Questo zelante ed ottimo vescovo
co monastero di Cistello, distante ha ripristinato nella diocesi la li-

quattro leghe da Dijon, indi pas- turgia romana, al modo detto a


sò a Langres ricevuto cogli onori Liturgia.
convenienti sublime di-
alla sua La cattedrale magnifica d'antica
gnità. Essendo in Langres a' 27 struttura , con coro di bellissima
aprile scrisse ad Alfonso VII re di architettura, è sacra a Dio sotto
Leone e di Castigiia, che gli man- l'invocazione di s.Mara mes mar-
dava in dono la rosa d'oro bene- tire. Il capitolo si compone di otto
detta, che soleva Papa portare
il canonici, senza le prebende teolo-
in mano nella IV domenica di gale e penitenziale, essendone in-
quaresima, funzione eh' egli forse servienti puerì de choro, e nelle
i

celebrò in Langres, da dove tor- feste solenni gli alunni del semi-
nato a Cistello, partì per l'Italia. nario. Prima il capitolo consisteva
Nel lySi Clemente XII dismem- in nove dignitari^ quarantadue ca-
brando Dijon {Vedi) dal vescovato nonici, e molti cappellani. La cat-
di Langres, l'eresse in sede vescovile, tedrale è munita del fonte batte-
restando per mensa al vescovo di simale, esercitando l'ufficio di par-
Langres l'annua rendita di tien- roco un canonico della medesima.
taseimila lire tornesi, colla tassa L'episcopio è comodo; l'antico è
camerale di novemila fiorini ad occupato fino a questo momento
ogni nuovo vescovo. Gli ultimi ve- dal seminario dei teologi, dove si
scovi di Langres furono i seguen- costruisce da diversi anni alle spe-
ti. Clemente XIV a' io settembre se del governo una bella fabbrica
1770 fece vescovo Cesare Gugliel- pel necessario aumento di questo
mo de la Luzerne di Parigi , che stabilimento di primaria importan-
fu cousacralo nel seguente ottobre: za. Il nuovo episcopio si fabbriche-
no LAN LAN
là in seguito, pure a spese del Furono altresì tenuti in Lan-
governo. Oltre la cattedrale fu e- gres alcuni sinodi memorabili, che
retta recentemente in nuova chie- alcuni chiamano concilii e sono i ,

sa parrocchiale l'antica e ragguar- seguenti.Il primo nel i4o4 sotto


devole chiesa di s. Martino, tutta Lodovico di Borbone: Rinaldi a
restaiu-ata da diversi anni con do- detto anno. Il secondo nel i45i
ni volontari di pii oblatori. Vi sotto Filippo arcivescovo di Vien-
sono quattro comunità religiose di na Labbé tom. XI. 11 terzo nel
:

donne, una confraternita, e due 1455 sopra la disciplina: Lenglet.


seminari con alunni, uno grande, II quarto nel i465 sulla discipli-
l'altro piccolo. La diocesi contiene na ecclesiastica. Il quinto nel 1622
molti luoghi, e si estende per cir- sopra lo argomento.
stesso
ca trenta leghe. Prima dell'erezio- LANGTON Stefano, Cardina-
ne del vescovato di Dijon, la dio- le. Stefano Langton o Langhloa in-
cesi di Langres era divisa in sei glese, che dicesi monaco benedet-
arcidiaconati e diciassette decanali tino di Cantorbery, fu cancelliere
rurali. Ogni nuovo vescovo è tas- della celebre università di Parigi
sato ne'libri della camera apostoli- e canonico secolare della collegiata
ca in fiorini 870. di s. Maria di quella città , mae-
stro nelle arti, insigne teologo e
Concila di Langres. principe tra i filosofi del suo tem-
po, e per lunga stagione professo-
primo fu tenuto nell'SSo, in
11 re in accademia. Innocenzo
detta
cui Alberico \escovo di Langres III nel 12 12 o 121 3 Io creò car-
vi confermò la donazione da lui dinale col titolo di s. Grisogono.
fatta al monastero di s. Pietro di Dopo gravissime controversie nate
Bezuencis. Labbé t. VII; Arduino tra Giovanni re à' Inghilterra (Ve-
tom. IV. di) per una parte, ed i monaci di
Il secondo nell'S^g a* 9 aprile. Cantorbery per l'altra, fu promos-
Bemigio arcivescovo di Lione e so a quella metropolitana. Ciò av-
Agilmaro di Vienna, vi presiedet- venne dopo la morte dell' arcive-
tero. Si fecero sedici canoni o sta- scovo Uberto, avendo Innocenzo
tuti, che furono approvati pochi III rigettata per ragionevoli motivi
giorni dopo nel concilio di Toul l'elezione fatta dai vescovi suffra-
o Savonnieres, ed in quello inse- gane e dai monaci nella persona
riti, l sei primi sono i medesimi di Reginaldo e poi di Giovanni
del concilio di Valenza sopra la Graio vescovo di Norwick che il
predestinazione. Labbé t. VII ; Diz. re voleva ad ogni modo arcivesco-
de'concilii. vo. Sul timore che i monaci pro-
Il terzo fu nel 1077 o 1080 cedessero ad una terza elezione, gli
contro le investiture de' beni ec- elettori in numero di quindici fu-
lesiastici. Labbé tom. X; Arduino rono chiamati a Roma, alfinchè
tom. VI. procedessero all' elezione del loro
Il quarto nel r 1 16, contro quelli metropolitano alla presenza del Pon-
che devastavano i beni .di chiesa, tefice. Fattosi quindi lo scrutinio
e sopra diverse materie ecclesiasti- sortì eletto canonicamente dalla
che. Ibidem. maggior parte de' voti Stefano, con
LAN LAN III
piena concordia e libertà di suf- tro Giovanni fu condannato; se
fragi, il perchè fu da Innocenzo non che, avendo egli mostrato pen-
III confermato e consacrato da lui timento venne assolto con patto ,

in Viterbo a' 5 giugno, ed ornato di non tornare in Inghilterra fin-


del sacro pallio. Kicusò il re di ché non fosse estinta la ribellione.
riconoscere Stefano per arcivesco- Intanto il re morì nel 12 16, ed il
vo, e pieno di furore cacciò i mo- cardinale fece ritorno alla sua se-
naci dalla chiesa, laonde il regno de, ove tranquillamente esercitò le
fu sottoposto all'interdetto, promul- pastorali funzioni. Nel giugno 1222
gato dai vescovi Guglielmo di Lon- celebrò un sinodo in Cantorbery, ove
dra, Eustachio di s. Ely, e Mau- fondò un sontuoso palazzo arcive-
gero di Vigorne, i quali subito scovile, nella cui sommità fece eoa
però partirono dall'Inghilterra. Du- gran spesa collocare l'orologio; e si

rò r interdetto quasi sei anni e mostrò assai generoso co' poveri.


mezzo , ed il re alla fine si vide Morì dopo tante peripezie nel 1228
costretto di obbedire alla santa Se- nel castello di Slindon, donde tras-
de, con ammettere l'arcivescovo al- ferito in Cantorbery fu sepolto nel-
la sua sede. Questi benché adem- la cappella di s. Michele nella me-
pisse tutte le parti di zelante pa- tropolitana, ove gli fu eretto un
store , motivo dell' ecclesiastica
a monumento. Intervenne airelezione
giurisdizione ebbe poi gravi con- di Onorio III e Gregorio IX; ed
troversie col medesimo re , che si il vescovo Rofifense Enrico di santa
mostrò sempre a lui contrario, che vita, predicando la divina parola
anzi spedì a Roma Pandolfo per annunziò al popolo che la di lui
oratore, acciò esponesse ad Inno- anima uscita dal purgatorio era
cenzo III le sue querele non solo ascesa al cielo. Sono senza numero
contro il cardinale, ma contro tutti le opere composte da questo dotto
i vescovi d'Inghilterra, che furono cardinale, particolarmente sopra la
citati a Roma per giustificarsi dal- sacra Scrittura , i cui libri quasi
le incolpazioni di avarizia e so- tutti illustrò di commenta-
eruditi
verchio rigore nell'esigere quanto ri , de' quali nell' Ateneo romano
loro era dovuto in tempo dell'in- deirOIdoino si ha un completo ca-
terdetto, come ancora di aver vio- talogo. Alcuni sono di parere che
lato i privilegi della chiesa angli- il cardinale fosse il primo a di-
cana. Finalmente colla mediazione stinguere la Bibbia per capitoli,
del cardinal Nicolò vescovo Tuscu- quale tuttora l'abbiamo, sebbene
lano, spedito al re per legato apo- non manchino altri che ne attri-

stolico , cessate le ostilità tra le buiscono invece l'onore al cardinal


parti, furono pacificati il re e l'ar- tigone.
civescovo. Non per questo ebbero LANGUISSEL Bernardo, Car-
termine i tumulti, dappoiché ren- dìnale. Bernardo di Languissel ve-
dutosi il sovrano odioso a lutti, i nuto alla luce nelle Gailie da il-

sudditi chiamarono al trono il re lustre prosapia, arcivescovo di Ar-


di Francia. Essendo di ciò creduto lesdove celebrò due conci Hi, me-
principale autore il cardinal Stefa- ritòche Martino IV a' 23 marzo
no, fu citato in Roma a giustifi- 1281 lo creasse cardinale vescovo
carsi, ma convinto di ribellione con- di Porto, e legalo nella provincia
,

113 LAN LAN


di Emilia agitala e sconvolta dal- ed a meglio stabilirla fondò il se-
le guerre civili, affinchè colla sua minario, e promosse energicamen-
opera la ritornasse in quiete. Tanto te per la città e diocesi il pio c-
ampia fu l'autorità conferitagli, che sercizio del catechismo e dottrina
la sua giurisdizione si estese sui cristiana. Sovvenne i poveri con
due patriarcati di Grado e di A- generose limosina, ed a' francescani
quileia, ad una parte deldominio riformati conimmensa spesa fondò
•veneto, ed a tutta la Lombardia, un convento presso la chiesa di s.
Toscana e Liguria. Collo stesso ca- Pietro sopra le acque, nella terra
rattere fu inviato alla repubblica di Massa. In Roma ebbe gran par-
di Venezia per ottenere aiuto a te nell'edificazione della chiesa di s.

Carlo I re di Sicilia. Mori in Or- Maria delle Grazie a porta Angelica,


vieto nel 1290, e rimase sepolto e della contigua abitazione pegli ere-
nella chiesa di s. Francesco, ove altrettanto fece con la
miti, e quasi
gli fu posta una lapide con iscri- chiesa di Maria Liberatrice, che dai
s.

zione, e lo stemma gentilizio, do- fondamenti avea fabbricata Miche-


po aver concorso alle elezioni di le Lante di lui avo^ come dall' i-

Onorio IV e Nicolò IV. scrizione posta sopra la porta del-


LANTE Marcello, Cardinale. la chiesa stessa, da pochi anni af-
Marcello Lante nobile romano, nac- fatto coperta da una cantoria ed
que da una famiglia originaria di organo, fattovi costruire forse dalle
Pisa, già sublime e distinta a' tem- monache oblate di Tor de' Spec-
pi di quella repubblica, che diede chi a cui appartiene la chiesa. Im-
a Roma un benemerito senatore piegò gran somme a favore dell'o-
nella persona di Pietro Lante, che spedale di s. Spirito, e di quello
fu appunto quello che ivi la tra- de' benefratelli. Eresse la chiesa
piantò; ma siccome tra le nobili fa- e la miglior parte del monastero
miglie cui s'imparentò la famiglia di s. Giuseppe a capo le case per
Lante, evvi quella della Rovere le teresiane, gittando la prima pie-
[Fedi), a quell' articolo ne tratte- tra nelle fondamenta del tempio.
remo; dappoiché i Lante dovette- Dimesso il titolo passò successiva-
ro assumere il cognome e Io stem- mente al vescovato d'Ostia e Vel-
ma della Pvovere, al modo che si letri, dove adornò il palazzo ve-
dirà in tale luogo. Marcello nel scovile di portici e di un atrio
pontificato di Clemente Vili fece maestoso verso la chiesa, e vi sta-
acquisto d'un chiericato di came- bih il seminario ; ed è a notarsi
ra, e poscia si rese degno della che in tante fabbriche e pie opere
cospicua carica di uditore generale di cui fu autore, mai permise che
della medesima. Paolo V suo pa- vi fosse suo nome, solo
apposto il

rente agli II settembre 1606 Io vi fu collocalo dopo la sua morte.


creò cardinal prete del titolo de'ss. In quarantasei anni di cardinalato
Quirico e Giulitta, non che vesco- godè perfetta sanità senza veruna
vo di Todi e prolettore dell'ordi- alterazione , e le somme che cu-
ne francescano. Pieno di santo ze- mulò, lungi d'arricchirne i parenti,
lo per giovare alla sua diocesi, ri- le distribuì ai bisognosi, e le impie-
dusse il clero a vivere secondo le gò in opere pie a vantaggio di
norme dell'ecclesiastica disciplina, chiese, ospedali, monasteri, confra-^
,

LAN LAN ii3


terni te e benefici stabilimenti, oltre basciatore veneto Giustiniani, nella
immense limosine che passò nelle sua relazione al senato, disse che
mani di poveri vescovi, nelle parli il cardinal Laute pieno d'integrità,
singolarmente di Germania e di di candidi costumi e di rette in-
Scozia. Soccorse pure vergini mi- tenzioni, mai attese di farsi amici
serabili, nobili caduti in bassa for- coir intenzione di salire al pontifi-
tuna, ad uno de' quali die tremila cato. Ne scrisse la vita Giangiaco-
scudi d'oro. Parteciparono di que- mo Rossi , che stampò in Roma
sta singoiar liberalità le famiglie nel i653. Quanto alla detta cap-
religiose e l'ospedale della ss. Tri- pella, essa fu eretta da d. Lucr^
nità de' pellegrini, per cui a buo- zia della Rovere Lante cognata del
na ragione fu detto il s. Giovanni cardinale, come rilevasi dall'iscri-
elemosinario de* suoi tempi. Alla zione eh' è nel pavimento della me-
morte di Urbano Vili ordinò che desima cappella.
ogni giorno finche durasse la sede LANTE Federico Marcello, Car-
vacante, si dassero venticinque scu- dinale. Federico Marcello Laute
di dì limosina pauticolare, acciò della Rovere nobile romano, nacque
chi li riceveva pregasse per l'otti- in Roma a' 18 aprile 1695, da
ma scelta del successore; laonde Antonio duca Lante della Rovere
vuoisi che impiegasse in opere pie cavaliere dell' ordine dello Spirito
un milione di scudi. Divotissimo Santo, e da Luisa Angelica de la
della Beala Vergine, nelle vigilie Tremoille , sorella di Marianna
delle sue feste osservava rigoroso principessa Orsini duchessa di Brac-
digiuno, e moltiplicava le limosine. ciano. Benedetto XIII nel 1728 lo
Si contentava di una mensa fru- fece governatore d' Ancona , dove
gale e di modeste suppellettili. As- strinse sincera amicizia col cardi-
siduo nella preghiera, ogni giorno nal Lambertini allora vescovo e
celebrava la messa, ed ogni vener- poi Benedetto XIV. Nel lySo Cle-
dì, ad onta di sua grave età e delle mente XII lo inviò nunzio straor-
rimostranze de' medici, si pasceva dinario in Parigi, a recare le fascie

con pane e vino in memoria della benedette al delfino, ricevendo dal


passione del Redentore. Essendo re Luigi XV segni di particolare
decano del sacro collegio d' anni , benevolenza, e regalato di preziosi
novant'uno mori in Roma nel 1 652 doni. Per tale missione, per essere
da tutti compianto. Ebbe onorata figlio d' una principessa francese
sepoltura nella chiesa di s. Nicola e per la potente influenza alla cor-
di Tolentino, nella cappella delle te della di lui zia la suddetta prin-
ss. Lucrezia e Geltrude, non da cipessa Marianna de la Tremoille
lui fondata come dice il Cardella, ebbe i seguenti benefizi ecclesiasti-
senza alcuna memoria come si è ci le abbazie de la Bianche
: e de
detto, ad esempio di s. Carlo Bor- la gran Selve, ed i priorati di s.

romeo. Intervenne ai conclavi di Mellaine, di Perpignano, di Lan-


quattro Papi e , nell' anno santo nenec e di Germitton,onde il totale
i65o apri e chiuse la porta santa delle di lui annue rendite ecclesiasti-
della basilica di s. Paolo. Il car- che ascese a circa tredicimila scudi.
dinal Bentivoglio lo lodò nelle sue Quindi fu fatto arcivescovo di Petra
Memorie, così altri scrittori. L'am- in partibus, e nel 1782 presidente
VOL. XXXVIf.
ii4 LAN LAN
d'Urbino, dove per la sua dolcez- gazioni ch'ebbero luogo ne'noven-'
za, umanità, giustizia e munificen- diali per
sede vacante in morte
la

za venne universalmente applaudi- di Clemente XIIT, il cardinale le


to e stimato; onde nella sala della presiedette come facente le veci del
Ragione Pesaro gli fu eretta una
in decano del .«acro collegio. In una
statua o busto marmoreo, con iscri- di esse i ministri dell'annona, te-
zione al piedistallo assai onorevole. mendo penuria del grano, sup-
la

La stessa stima ebbero per lui i plicarono perchè se ne facesse ve-


letterati e gli uomini eruditi, dei nire a Roma dall'estero. Non sem-
quali fu protettore e mecenate. Ne brando ciò necessario al cardinale,
compensò meriti Benedetto XIV
i ed insistendo {ministri nella ri-
a' 9 settembre 174^1 creandolo car- chiesta, nel calore della discussione
dinale prete del titolo di s. Pan- dicesi che il cardinale prorompes-
crazio; quindi nel 1768 divenne se in una espressione di disprezzo
vescovo di Porto e protettore del pei romani. Questi, venuti in co-
regno d'Inghilterra. Clemente XIU gnizione dell'accaduto, d'allora in
lo fece prefetto del buon governo poi videro di mal occhio il loro
ed abbate commendatario dell'ab- concittadino, ed in morte il basso
bazia di Faifa e s. Salvatore mag- popolo si permise inveire contro il
giore, che di frequente visitò, pren- suo cadavere.
dendosi cUi*a speciale del seminario LANTE Antonio, Cardinale. An-
dello stesso s. Salvatore maggio- tonio Lante nobile romano, nacque
re, che colla sua vigilanza e dire- in Roma a' 17 dicembre 1787, dal
zione diventò assai celebre, fiorente duca d. Filippo, e da d. Virginia
e più numeroso. Intervenne ai con- Altieri prima moglie di suo padre,
clavi di Clemente XIII e Clemente mentre dalla seconda nacque il se-
XIV che consacrò supplendo le guente fratello Alessandro. Fu pri-
veci del cardinal Cavalchini deca- mamente educato nel collegio di
no. Nel suo testamento lasciò un Torino diretto dai gesuiti, e quin-
fondo capace a somministrare onde di nel collegio dementino di Ro-
vivere a lutti i suoi famigliari, ma. Intraprese la carriera prelati-
quale dopo la loro morte volle che zia come reggente della cancelleria.
ricadesse all'ospizio apostolico di s. Dal cardinal Federico Marcello Lan-
Michele. Finalmente dopo trenta te suo pro-zio gli fu assegnata l'ab-
anni di cardinalato, in età di set- bazia di Farfa e s. Salvatore mag-
tanl'otto anni, mori in Roma a' 3 giore, con beneplacito di Clemen-
marzo 1778, e fu sepolto nella cap- te XIV. Molto si distinse nell'ab-
pella gentilizia di s. Nicola di To- bazia colle sue pastorali sollecitu-
lentino, ove fu collocata la sua ef- dini, poiché a sue spese restaurò
figie dipinta al naturale con orna- templi, mantenne in lustro il ce-
menti e distinto elogio. Ad onta lebre seminario di s. Salvatore mag-
delle sue belle qualità la plebe di giore, costruì ponti, e celebiò il si-

Roma commise delle insolenze nodo Farfcnse, che dopo la morte


mentre portavasi il cadavere alla del cardinal Francesco Barberini
chiesa. Vuoisi attribuire questo dis- non era stato più celebrato. Ven-
gustoso avvenimento a quanto an- ne destinato governatore di Bene-
diamo ad accennare. Nelle congre* vento, indi nel 1771 inquisitore
LAN LAN ii5
generale a Malia, donde dopo sette ta finché vivessero, lasciando di ciò
anni fu trasferito al governo della e di altre disposizioni esecutore
Marca ossia di Macerata. Nel 1785 monsignor Domenico Attanasio udi-
fu prona osso a chierico di camera tore del camerlengato. I funerali
colla presidenza delle zecche, e ne si celebrarono nella chiesa di s. Ni-
divenne decano nel 1801, assumen- cola di Tolentino ed il cadavere ,

do perciò la prefettura dell'erga- fu tumulato nella superba cappella


stolo di Corneto. Quivi si distinse gentilizia.
con una retta amministrazione, am- LAN TE Alessandro, Cardinale,
pliò e ridusse in miglior forma quel Alessandro Laute nobile romano,
locale penitenziario, rendendo meno nacque in Roma a'2 novembre
sensibili le pene dei detenuti. Co- 1762, dal duca d. Filippo, e da
me presidente delle zecche, nel 18 15 d. Faustina Capranica seconda di
contribuì alla sistemazione genera- lui moglie, e perciò fratello del
le degli uffizi del bollo per le ma- precedente cardinale. Dotato dalla
nifatture d'oro e d'argento, ed a natura di avvenente forma, d' in-
promuovere dei regolamenti legis- gegno acuto e vivace , favorito e
lativi pei fabbricatori e venditori sostenuto dalla più sana e delicata
di tali preziosi metalli. Nelle vi- educazione, non tardò mollo a dare
cende politiche repubblicane , e in presagio dell' alto gradoa cui sa-
quelle della seconda invasione fran- rebbe pervenuto. Placido di tem-
cese, soffrì con animo ecclesiastico, peramento, di cuore pieghevole
e benché fosse stato privato dei ed umano, passò i primi suoi anni
frutti de' luoghi di monte e delle tra' monaci cassinesi di Roma, for-
rendite dell'abbazia, di questa volle mando il suo spirito sui principii
sostenerne i pesi inerenti, come della religione, donde fu trasferito
sempre provvide al mantenimento nel collegio dementino della me-
de' suoi famigliari, continuando al- desima città, ivi applicandosi alle
tresì le limosine fjsse che avea as- scienze con successo. Datosi agli stu-
segnate a diverse persone povere. di legali presso i dotti giureconsul-
Pio VII nel concistoro degli 8 mar- ti avvocato Riganti e monsignor
zo 18 16 lo creò cardinale delTor- Carandini, poi cardinali, e fatta
dine de' preti, poscia in quello dei conoscere la sua abilità nella cu-
2t8 luglio 18 17 lo pubblicò, con- ria, nel pontificato di Pio VI e
ferendogli indi per titolo la chiesa nel 1787 fu annoverato tra' pre-
de' Quirico e Giulitta, di cui
ss. lati domestici, indi nominato dal
non potè
prendere possesso ; an- Papa canonico di s. Pietro: come
noverandolo alle congregazioni del- tale occupò tutte le principali ca-
la disciplina, indulgenze, fabbrica riche del capitolo Vaticano, nelle
di s. Pietro, e di Loreto. Poco go- quali die saggio de' suoi talenti
dè di questi onori ,
giacché dopo amministrativi, economici ed agri-
ottantasei giorni, per breve e tor- coli. Divenne successivamente re-
mentosa malattia morì a' 23 otto- ferendario delle due segnature, fa-
bre d'anni ottanta, lodato per vir- cendosi ammirare
per l'imparziale
ili, pietà ed integrità di vita. Dis- giustìzia
;
ponente del buon gover-
pose nel testamento che a' suoi fa- no, di cui lo fece segretario Pio
migliari fosse continuata la raesa- VII nel 1800, dopo averne speri-
1

1X6 LAN LAN


menlata l' abilità dimostrata qual risparmiò applicazione e fatica a
segretario della congregazione di tutte le molte relative provvidenze
riforma di governo, deputata al alla vasta azienda. Stabilì il siste-

riordinamento delle cose dello stato. ma dei rincontri di camera, incari-


Le comunità di esso provarono gii cati a invigilare sugli introiti e
effetti delle sue cognizioni ed atti- rivedere i conti di chiunque tene-
vità, procurandone il bene genera- va a fitto i proventi camerali. In-
le. In egual tempo coltivò l'amena trodusse eziandio il bene inteso
letteratura, sia colla traduzione metodo di percezione sulle contri-
delle opere del Venosino, di cui ci^ è buzioni dirette, obbligando gli am-
rimasto un abbozzo, sia colla com- ministratori a corrispondere con
pilazione di memorie relative alle un premio proporzionato l'intera
arti, alle scienze segnatamente ar- somma nei ruoli descritta, ed a
cheologiche, da lui lette in parec- versarla bimestralmente nell'erario
chie accademie. Nel settembre 1 80 pubblico ; oltre altre utili disposi-
Pio VII lo destinò con pubblico zioni ed ordini stabili per le con-
plauso alla carica cospicua di te- tribuzioni indirette. Né ommise di
soriere generale, e fu reputato op- rivolgere il pensiero ad altri mez-
portuno a riordinare l'amministra- zi di risorsa vantaggiosi non me-
zione, disorganizzata per le note no all'agricoltura ed al commercio,
"vicende repubblicane e straniera che alla popolazione ; incoraggi e
invasione, dovendo eseguire il nuo- protesse la coltivazione del tabacco,
vo sistema daziale e i nuovi me- liberandola in gran parte dail'ob-
todi introdotti dal predecessore car- bligo di ricorrere alia foglia estera.
dinal Litta, contro l'urto degli op- Per impedire egualmente l'emissio-
posti partiti. Aveva egli presente ne del denaro fuori di slato, ecci-
la massima de'primi ministri di tò alcuni intraprendenti all'erezio-

stato, cioè, che senza conoscere le ne delle nUove saiinre nella spiag-
cose e le persone non si può go- gia di Corneto, per riparare a
vernare. Quindi con particolare quelle decadute di Ostia. Attivate
cura volle internarsi nella perfetta tutte le rendite delle finanze, e
conoscenza d'ogni singolo ramo venuto a capo di fondare giudizio
delle attribuzioni delia sua carica, sulle risorse dello stato per di lui

e delle qualità de' subalterni mini- mezzo migliorate, sollecito si rivol-


stri, onde dal complesso riunito se alla soddisfazione del debito
delle parti, aver con certezza il pubblico, colle più acconcie ma-
dato generale dell'attività e passi- niere, e in proporzione dello stato
vità delio stato, e del modo da economico della pubblica cassa ;

condursi a dirigere l'amministra- ìndi con una quarta parte del


zione. Non si conosceva ancora in valore sborsato reintegrò gli ac-
questa amministrazione il bilancio quirenti de' beni nazionali, com-
di prevenzione, il rtndicouto gene- prati dal passato governo repub-
rale dell'anno col paraleilo dell'an- blicano. Allorquando nel 1806
tecedente, che additasse le cause l'ingresso di nuove truppe estere
delle variazioni nell'attivo e nel nello stato pontificio costrinse il

passivo ; fu suo merito di averlo governo a ragguardevoli disborsi,


per la prima volta iulrodolto, né non è da dire gl'ingegnosi partiti
LAN LAN 117
co'quali seppe soddisfare ai bisogni, vole testimonianza di questa bella
a fronte della mala corrispondenza operazione la piena soddisfazione
de' forni tori, e dell' imponenza del di Pio VII, e l'elogio fattone dalle
comando militare. Ma 1' operazione estere nazioni, ne adotta- le quali
che sopra tutte renderà perpetua- rono l'operazione, che avea resti-
mente glorioso il nome di Ales- tuito l'ordine al commercio, e ri-
sandro Lante, come ristoratore del- donato l'equilibrio nelle private e
la finanza pontificia, quella si fu pubbliche contrattazioni. A questi
certamente d'aver restituito il giu- grandi vantaggi aggiunse quelli de-
sto sistema della moneta. Era rivati dalla retta amministrazione
allora eccessivo lo sbilancio del delle dogane ai confini, secondo il
valore fra la moneta reale ossia piano immaginato già da Benedet-
d'argento, quella di rame, e quel- to XIV, e posto in esecuzione sot-
la di biglione. La soverchia crea- to il vigile governo di Pio VI
zione delle carte monetate da pri- dal zelante Ruffo tesoriere genera-
ma, e la sconsigliata moltiplicazio- le, poi cardinale. Con gabelle sul-
ne della moneta di rame da poi, le merci forestiere favori le fab-
avevano rovesciato in modo la bi- briche interne e l'industria nazio-
lancia di proporzione^ che più di nale, riparando molti inconvenien-
due terei ormai passavano di dif- ti. Fu
instancabile per assicurare il
ferenza fra l'una e l'altra specifica pubblico servigio dalla malizia e
rispettivamente. Gravissimi erano prevaricazione de'ministri, massime
i danni, che ai sudditi ed al com- sull'amministrazione de'lotti. Pro-
mercio dello stato pontificio da ciò tesse e favorì i benemeriti nelle
ridondavano; ma più gravi ancora manifatture e nel commercio ;

ne risentiva l''erario, posto alla ne- molte fabbriche ebbero per lui in-
cessità di non poter ricusare per cominciamento, altre si perfeziona-
il valor nominale nelle esigenze rono, principalmente delle lane,
de'dazi la moneta imperfetta, co- delle sete e di altri tessuti. Auto-
stretto per l'altra far le tratte rizzato dalla beneficenza sovrana
in moneta reale per le tante cir- sovvenne gl'indigenti, i conservato-
costanze dei rapporti, nei quali si rii, gli ospedali, ed altri luoghi pii
trova ciascun governo, e quei sopra bisognosi. Meritano perciò menzio-
tutto che sono in più articoli coll'este- ne le beneficenze compartite agli
ro in passività. Con sorprendente ospedali di s. Spirilo e di s. Gio-
rapidità l'opera fu condotta al suo vanni, oltre la costruzione d'un
fine nello stretto spazio di tre me- nuovo ospedale in Civitavecchia.
si ; ma più ammirabile fu il mo- Infestando i corsari le spiagge del-
do pel quale venendo la moneta l'Adriatico, ne eliminò le funeste
ricevuta al cambio per il saggio dilapidazioni e schiavitù, arman-
stesso, al quale rispettivamente do la costa con legni in mare
trovavasi ammessa ed accolta in e forza terrestre ; indi accorse a
commercio, altra nuova perdita non sollevar la languente umanità che
ne risentirono i possessori, oltre quel- in Roma e in altri luoghi cadeva
la che già avevano incontrata allor- vittima d' un male epidemico. A
ché ne vennero per la prima vol- lui deve il migliore stato dei
si

ta in possesso. Sarà sempre onore- condannali alle galere ed ai pub-


ii8 LAN LAN
blici lavori, la manutenzione dei crealo cardinale diacono dal Pon-
bonifici alle paludi Pontine, la so- tefice, il quale per diaconia gli as-

stituzione dei bufali al tiro delle segnò la chiesa di s. Eustachio, e


barche che rimontano il Tevere, per congregazioni quelle del conci-
che solevano fare gli uomini, ad lio, della consulta, del buon go-
onta d'inumani ed irragionevoli re- verno, e delle acque, facendolo pu-
clami de' vecchi conduttori delle bar- re protettore dell' arciconfraternita
che e de' mercanti. Fornì la cal- di Girolamo della Carità, del
s.

cografia camerale di nuovi rami monastero de' ss. Giacomo e Mad-


incisi ; concorse ad arricchire i mu- dalena alla Lungura, e della terra
sei, massime il Chiaramonti di di Bagnala. Restituite le legazioni
molti e stupendi oggetti di scul- alla santa Sede, si ripristinarono
tura antica, pei quali furono dal- ad esse i cardinali legati, ed a
l'erario spesi piti di centomila scu- quella di Bologna prescelse Pio
di; sotto di lui fu intrapresa l'es- VII il cardinal Lante, che come
cavazione degli archi di Costantino era stato modello dei tesorieri ge-
e Settimio Severo. Operazioni più nerali, lo divenne de'legati aposto-
grandi volgeva in mente, quando lici. Nel tempo del di lui arrivo
gl'imperiali francesi consumarono all'illustre sua residenza, che fu ai
nel 1809 seconda occupazione
la 29 settembre 18 16, la pubblica
dell' intero stato pontificio. In be- tranquillità oscillava ancora per
neficio de' poveri avea combinato conseguenza delle passate vicende.
con monsignor della Genga (che Fu suo primo studio il rassodarla,
sommamente reputava non solo conciliando i discordi partiti, e
pe' suoi lumi e talenti, ma per le tutta impiegando l'influenza ed
nozioni di fatti acquistate in alcune autorità sua, per inspirare amore
città della Germania) poi Leone e fiducia verso il governo. Accor-
XII, il gran piano d'istituto di ca- to magistrato politico, lungi dal
rità da stabilirsi nel palazzo Late- perseguitare alcuno per le anterio-
ranense, già presentato a Pio VII ri opinioni^ cercò di vincerli con
per l'approvazione, colla distinzio- la dolcezza, e di attaccare agl'inte-
ne dei mendicanti per necessità, ressi delgoverno que'medesimi, che
dagli oziosi volontari, pel diverso d'altronde onesti ed abili, non vi
regime che si doveva tenere con aveano un' affezione bastantemente
tali due classi differentissime di po- decisa. Però ben si guardò di la-
veri; ma le sopravvenute vicende sciar correre i perversi disegni dei
politiche soffocarono l'opera ne'suoi perturbatori della pubblica quiete,
princìpii. Trasportato il Papa da e ne colpì gli autori col rigore
Roma, imprigionati e dispersi i delle leggi, scompigliandone le pri-
cardinali e prelati, Alessandro si me orditure, e rompendo le fila

scelse a tranquilla dimora la con- d'ogni reo disegno. A prevenir gli


finante Toscana, l'animo pascen- effetti dell'ozio e dell'infingardaggi-
do ne'diletti suoi studi ed in nuo- ne di molti individui, riordinò le
ve cognizioni. Ritornato dopo un due case d'industria e di ricovero
lustro di patimenti Pio VII alla già da molto tempo stabilite in
sua sede, ripatriò ancora il nostro Bologna, con che tolse la pubblica
prelatesche agli 8 marzo 1816 fu mendicità ed il mal costume. Con
LAN LAN iig
l'energra e destrezza tutta propria sua morale, ed ogni azione rego-
del cardinale, rapidamente organiz- lata dai più sodi principi! di reli-
zò la polizia in tutta la provincia, gione. Sì magnanimo cardinale fu
il regolare stabilimento delle auto- troppo presto dalla morte rapito,
rità giudiziarie, l'ordinato sistema mentre non aveva oltrepassato l'anno
delle carceri, le decenti e comode cinquantesimosesto di sua età. Morì in
residenze de' governatori, facendo Bologna a' 1 4 luglio i8i8, compian-
con singoiar zelo disbrigare le cau- to vivamente da tutta la provincia.
se criminali ; la pubblica economia, I suoi solenni funerali, descritti dal
i riguardi di sanità, tutto impiegò numero 60 del Diario di Roma^
pei detenuti. Con opportuni mezzi si celebrarono nella metropolitana
provvide alla penuria cui era mi- di s. Pietro dal cardinal Opizzoni
nacciata la provincia, con utili la- arcivescovo, a cui assisterono mon-
vori di strade ed altre vantaggio- signor Adriano Fieschi vice-legato,
se riparazioni, sopra tutto veglian- al presente degno cardinale, i due
do alla riproduzione de' generi di capitoli della metropolitana e di
sussistenza, e sostenendo il libero s, Petronio, e tutte le autorità ci-
commercio, come quello che in vili e militari ; indi il cadavere
ogni evento solo può assicurare la fu deposto nella confessione della
sussistenza de' popoli. Dopo aver stessa metropolitana. Poco dopo in
provveduto alla penuria dei raccol- Bologna nella tipografia del gover-
ti, un nuovo campo si aprì alla no furono pubblicate le Memorìe
sua pietà e sollecitudine, nella ma- in onore d* Alessandro de' duchi
lattia contagiosa del tifo petecchiale, Lante inclito cardinale di s. Chic-
onde pose in opera tutti i mezzi per sa. Le calunnie sparse prima di
debellare il desolante, flagello. Pel essere promosso al cardinalato, e
miglioramento dell'agricoltura isti- che tentarono oscurare per poco
tuì r ispettorato de' boschi ; come la delicatezza del suo carattere, ot-
presidente delle risaie molte cose tennero la più completa confuta-
operò, come per la retta organiz- zione pel trionfo che riportò il
zazione delle comunità, che di per- trapassato di sue gesta. Ne premiò
sona Onorato dal governo
visitò. i dopo morto il Papa
meriti anche
della presidenza della commissione Pio Ylì, abilitandolo al godimento
del Reno, spiegò anco in questa de'frutti dell' abbazia di Casamare
sua rappresentanza un apparato di da lui conferitagli, oltre una som^
cognizioni che fece stupire gli stes- ma cospicua che fece somministra-
si ingegneri. Scelse ottimi soggetti re onde venisse dimessa la massa
pel disimpegno degli affari gover- de'debiti, che il defunto avea la-
nativi, premiò i buoni impiegati, sciato agli eredi, e di cui era stato
e rimproverò o castigò i cattivi. costretto gravarsi per le recenti
Mai superiore non fu più
forse spese dell'esaltazione alla sacra por-
affabile di lui con ognuno che ri- pora, e successiva legazione. Ese-
corresse alla sua giustizia, amando cutore delle beneficenze sovrane
essere 1' amico di tutti, veniva fu deputato l'illustre prelato Nico-
rispettalo e riamato. GH uomini la Maria Nicolai, il quale come
d' ingegno e di lettere formavano presidente accademia
dell* di ar-
l'ordinaria sua società; fu sana la cheologia romana, a' i3 maggio
120 LAN LAN
1819 lesse in essa, ed alla presen- del superbo pali otto di madreper-
za del lodato monsignor Fieschi, la che donò al Papa, esistente
il dotto Elogio del cardinal Ales- nella cappella pontificia tuttora.
sandro Lame socio onorario teste Dalla liberalità del nominato so-
defunto^ legato in Bologna. Questo vrano gli furono conferiti altri
erudito elogio fu stampalo in Bo- benefizi, fra' quali la celebre ab-
logna nella tipografia Nobili 1' an- bazia di s. Benigno di Fruttuaria,
no 1821. dove nel 1749 ^^^^ '' ^"^ domi-
LANZE (delle) Carlo Vitto- cilio e diede principio alla fabbrica
rio Amadeo, Cardinale. Carlo Vit- di una sontuosa chiesa, quale arric-
torio Amadeo delle Lanze o Lancie, chì di prezióse suppellettili, di ar-
nobile piemontese dei conti di Sales, redi sacri, senza che ad essi vi fos-
nacque in Torino il primo settem- sero posti i suoi stemmi. Inoltre
bre 17 12. Dopo di avere intrapre- fondò un ampio e magnifico semi-
so il viaggio delle piìi celebri città nario, dove a proprie spese mante*
di Europa, giunto a Parigi, deter- neva trenta alunni. Predicava al po-
minò di consacrarsi al divin servi- polo il vangelo, celebrava ogni an-
gio tra' canonici regolari di s. Ge- no il sinodo diocesano, e visitava
noveffa, e nel mentre che con e- con assidua frequenza la diocesi ab-
dificazione universale proseguiva nel baziale; recandosi dagli infermi di
suo fervoroso noviziato, ebbe Ordi- qualunque condizione, li consolava
ne dal padre di trasferirsi in Ro- nell'estremo punto anco coll'ammini-
ma, dove applicatosi con grande strazione de' sacramenti. Il suo ca-
ardore agli studi , volle iniziar- rattere candido, sincero, nemico del-
si agli ordini sacri. Accortosi poi la simulazione, zelante del buon
degli onori che ivi si andavano ap- costume e della religione, compas-
parecchiando per lui, parti per la sionevole co'poveri a' quali distri-
patria,dove si diede a menar vita buiva tutto il suo, soccorrendo con
ritira ta^ e tutta immersa nello stu- generosità gli ospedali, i luoghi pii,

dio. Carlo Emmanuele HI re di e le famiglie rendeva- miserabili,


Sardegna lo dichiarò suo elemosi- lo a tutti venerabile ed amato. So-
niere, colla provvisione della ricca brio, temperante, edi-ficava i suoi
abbazia di s. Giusto, nel qual gelo- canonici di s. Benigno, co' quali avea
so uffizio avendo incontrata la pie- comune la mensa. Eccellente nell'e-
na soddisfazione del re, fu dal me- rudizione, il suo parere veniva ri-
desimo fatto prelato della corte, cercato dagli uomini dotti, fra' qua-
pregando Benedetto XIV a crearlo \ì dal sommo p. Gerdil poi cardina-
cardinale. Ciò il Papa esegui a' io le. I re di Sardegna ne fecero gran
aprile 174?, annoverandolo all'or- conto ed ebbero in alta stima i

dine de' diaconi e conferendogli la suoi consigli, come fu assai ben ac-
diaconia de* ss. Cosimo e Damia- cetto ai Papi. Pio VI lo fece pre-
no. Portatosi in Roma passò al- fetto della congregazione del conci-
l'ordine dei preti ed ebbe in tito- lio, ed a sua insinuazione stabilì
lo la chiesa di s. Sisto, venendo an- che da quella segreteria lutto fosse
cora creato arcivescovo in partibus spedito gratis, compensando in altro
di Nicosia. Nel voi. Vili, pag. 189 modo gli della medesima
uffiziali

del Dizionario, si diede un cenno pegli emolumenti che perdevana


LAO LAO 121
Dopo essere intervenuto a tre con- dicea, ornandola di belli cdifizi. Pri-
clavi, pieno di meriti e di virtù mo- ma si chiamò Rìianiata e Ranihha
rì nella sua abbazia di s. Benigno, pel suo tempio consacrato a Mi-
d' anni settantadue, a* 25 gennaio nerva, nel quale gli abitanti, dice-
1784, avendo lasciato erede de' suoi si, sagrificavano una vergine tutti
beni il seminario, e fu sepolto nella gli anni. I greci la chiamarono Leu'
chiesa che aveva edificata , nella cale.
quale il un ma-
successore gli eresse Laodicea è città della Turchia a-
gnifico monumento. Avverte il No- siatica nella Siria, pascialatico, co-
vaes, ch'essendo il cardinale dive- nosciuta ora sotto il nome di La'
nuto primo prete, e perciò titolare dikieh o Lalakieìi. E in una ame-
di s. Lorenzo in Lucina, l'annua na situazione, sulla scarpa del ca-
rendita che questo avea la cedette po Ziaret, sopra un'altura sulla ri-

per la causa del ven. Benedetto va del mare, assai bene fabbricata
Giuseppe Labrè, morto santamente ed avente un buon porto alPovest
in Roma a' 16 aprile 1783. in forma di anfiteatro e che con-
LAODICEA, Laodicea ad mare. tener poteva una flotta considera-
Città vescovile della provincia Teo- bile; al presente è decaduto sebbe-
doriade, nella priuìa Siria, del pa- ne sia il porlo d'Aleppo, ed è di-
trarcato d' Antiochia, eretta nel V feso da un castello fortificato in
secolo ed in metropoli nel VI, quan- cattivo stato. Governata da un agà,
do l'imperatore Giustiniano 1 diede è sede di un vescovo greco, e resi-
alla provincia il nome di Teodora denza dei consoli di diverse potenze
sua moglie; furono dichiarate sue europee: vi è anche un convento di
sufFraganee le sedi vescovili di Pal- religiosi di Terrasanta con parroc-

tus o Boldo, di Balagnas che nei se- chia. I terremoti del i796e 1822
colo XII divenne vescovato onorario, grandemente la rovinarono, distrug-
e di Gibbe o Gabala, secondo Com- gendo molti edifizi. Allorché roma- i

manvilie. Ignorasi però se dopo l'e- ni fecero la conquista della Siria, era
rezione della provincia Teodoriade, ili già considerabile, e l'abbellirono di
questa città continuò a godere i di- nuovo; giudi cando dagli avanzi del-
ritti metropolitani, abbenchè il suo le mura e dei monumenti che vi
vescovo se ne attribuisse il titolo, si vedono, essa occupava
una su-
molto più che il patriarca d' An- perficie due o tre volte più grande
tiochia, da cui dipendeva questa se- che quella di oggidì, mentre i più
de, vi conservò la sua giu- sempre preziosi rimasugli dì antichità che
secondo Plinio,
risdizione. Laodicea, vi si vedono stanno verso il lato

è situata sopra un promontorio. meridionale della moderna città. Fra


Strabone dice che Antiochia presso questi si osserva un arco di trion-
Dafne, Seleucia nella Pieria, Apa- fo di bello stile, che si crede eret-
mea e Laodicea sul mare, erano to in onore di Cesare. Si vedono
quattro grandi città, che chiama- ancora sopra un'altura poco distan-
vansi sorelle, a motivo della buona te gli avanzi dell'antica cittadella
unione che regnava fra di loro ; di Laodicea. Sulle rive del mare
tutte e quattro erano state fabbri- si osserva altresì un prodigioso nu-
cate da Seleuco Nicatore, che die- mero di catacombe, sep^jlture dei
~de il nome di sua madre a Lao- suoi {>rimi abitanti. Dolubella ve-
,

122 LAO LAO


tlendosi cacciato da Cassio da An- Nella prima azione del concilio di
tiochia, si ritirò in questa città. Calcedonia fu lodato Eusebio pre-
L'imperatore Settimio Severo l'ono- te, mandato dal vescovo Macario.
rò del diritto italico, e privò An- Quanto agli altri vescovi di Laodi-
tiochia de' suoi privilegi, per aver cea fino a Stefano U, che trovossi
essa favorito il partito di Pescennio, al V concilio generale nel 553, Fedi
contro di cui gii abitanti avevano YOriens christ. t. Il, p. 789 e seg.
preso le armi ; volle che a
altresì I martiri di Laodicea sono i ss.
titolo di onore si chiamassero Set- Trafomio e Talo sotto il preside
tìniiani. JXell'anno 3SS avendo gli Asclepiade nella persecuzione di
antiocheni altamente offeso l'im- Diocleziano;Diodoro, Diome-i ss.

peratore Teodosio I, questi levò de e Didimo ancor essi patirono


ad Antiochia il titolo di metropoli il martirio. Inoltre la chiesa cele-
della Soria, ed in vece lo conferì bra il natale de'ss. martiri Teoli-
a Laodicea. Nel suo porto raccol- mo e Basiliano cittadini di Laodicea,
sero le vele i latini nella spedizio- a' quali i fedeli eressero un sontuo-
ne della prima crociataGof- sotto so tempio in riva al mare. Siria
fredo , essendo allora popolala di sacra^ p. 146.
fedeli, e sotto il dominio degli im- LAODICEA CABIOSA ad Liba-
peratori greci. Viene chiamata an- NUM. Sede vescovile della seconda
co Laodicea di Siria, e siccome la Fenicia, nella diocesi d' Antiochia,
prese Goffredo a'greci , vi nominò sotto la metropoli di Damasco, e-
un vescovo latino. Orietis christ. t. retta nel V fiume
secolo, presso al
HI, p. i66. Oronle e vicino al monte Libano,
La diocesi di Laodicea estende- nella Celisiria. Fu edificata da Seleu-
vasi fino alle porte di Antiochia, co Nicatore in onore di sua madre
cioè fino a Dafne sobborgo di
, Laodicea, e chiamata Libanica e Ca-
quella città: s. Epifanio parlando di llosa per distinguerla dalle altre.
Giorgio di Laodicea, dice ch'egli era Giace benché fra monti in ottimo
ancora vescovo di Dafne. Il primo ve- sito, e fu cara a' romani, le cui
scovo di Laodicea fu Lucio discepolo parti seguirono gli abitanti contro
degli apostoli, di cui parla s. Paolo i principi della Siria. L'imperatore
nella sua epistola a' romani; dun- Settimio Severo le accordò il go-
que fu la sede eretta nel primo se- dimento del diritto latino, onde ri-
colo, non nel V come vuole Com- compensarla del suo attaccamento
manville. Nel 3G3 divenne vescovo agli interessi dell'impero; la chiamò
s. Anatolio patrizio alessandrino libera e colonia Severiana. Si co-
che scrisse sottilmente nelle discipli- noscono tre soli vescovi di questa
ne filosofiche, commentò molti libri sede: Platone, Valerio e Giovanni.
ideila sacra Scrittura, e fiorì in vir- Oriens christ. t. II, p. 84^. Però
iti. Gli successe Giorgio, alla cui mor- il Terzi nella Siria sacra ^ p. i3o,
te subentrò s. Teodoro vecchio e dice che primo vescovo fu Socrate,
•venerando padre dei poveri, che in- indi lo furono Pegasio che inter-
tervenne al concilio JNiceno. Apol- venne al primo concilio di Costan-
linare visse negli anni di Teodosio tinopoli, e s. Pelagio che visse sot-
e scrisse con rara eloquenza tren- to Giuliano l'apostata, e fu presente
ta libri apologetici contro Porfirio. al VI concilio d'Antiochia nel 363.
LAO LAO 123
LAODICEA. Combusta o Abbru- delle città piìi ricche dell'Asia mino-
ciata, Exusta. Città vescovile del- re. Situata sopra un* eminenza vul-
l'Asia, che si crede aver ricevu- canica, era soggetta a frequenti ter-
to tal nome perchè il suo terreno remoti come tutti i luoghi circon-
oiFriva molte traccie di antichi vul- vicini.Rovesciata quasi per inte-
cani. Gli uni l'attribuiscono alla Pi- ro da un terremoto, si rialzò col-
sidia, altri alla Frigia , altri alla lesue proprie forze; fu poscia distrut-
Licaonia, ed anche alla Galazia, sic- ta, e le rovine de' suoi
templi e
come edificata ne'conlini di questi sontuosi che sono una te-
edifìzi ,

diversi paesi. Fu rovinala da un stimonianza parlante di sua celebri-


terremoto, onde appena si trovano tà, si chiamano dai turchi Eskìssar
frammenti dell'antica Laodicea. Al e stanno sulla costa di Siria, al sud
presente chiama Ladik o Laodi-
si d'Antiochia. Veggonsi tuttora in
cea Combusta^ città delia Turchia Laodicea gli archi di un magnifi-
asiatica nella Caramania, sangiaca- co acquedotto, gli avanzi di un va-
to, in una piccola valle a piedi di sto anfiteatro, che attestano l'esten-
una catena di colline: racchiude sione e la magnificenza antica.
moschee e bagni pubblici. La sede JVe*primi secoli del cristianesimo
vescovile appartenne all'esarcato o Laodicea possedeva una fiorente
diocesi d'Asia, sotto la metropoli chiesa, per l'incremento della qua-
d' Antiochia, eretta nel V secolo. le s. Paolo spiegò tutto il suo ze-
Ebbe quattro vescovi: Ammonio, lo, ed ebbe per compagno ne'suoi
Messaline, Teodoro e Conone. O- travagli Epafia, di cui fa l' elogio
riens christ. t. I, p. io 52. neire^/.y/. 4)C. i 2,ai colossensi; onde
\jkOD\CEki Laodicea adLycum. s. Paolo fu tenuto per l'istitutore
Città aici vescovile e metropolitana della sede di Laodicea eretta nel
della Frigia Pacaziana, nell'esarca- primo secolo. Il primo vescovo fu
to d'Asia. Dalla sua fondazione es- Archippo, s. Paolo esortò ad
che
sendo di pochissimo riHevo, diven- adempiere degnamente il suo mi-
ne poi una delle più considerabili nistero; e neWepist. a Philemone lo
città della gran Frigia, verso il chiama suo compagno nel ministero.
principio dell' era cristiana Essa . Dal medesimo apostolo si apprende,
dovette principalmente il suo in- che dimorando egli in Laodicea, a-
cremento alla fertilità del suolo vea scelta la casa di Nimfa, ch'era
che la circonda, ed alle donazioni pure di^ q^uesta città, per riunirvi i

considerabili che ricevette da perso- fedeli. Si legge negU atti degli a-


naggi opulentissimi. È situata pres- postoli, che s. Paolo due volte si
so il monte Cadmo, da dove scor- portò in Frigia, quando fece il viag-
re il Lieo giltandosi nel Meandro, gio di Galazia, e che vi predicò e
onde per distinguerla dalle altre fu confermò nella fede i novelli cri»
detta Laodicta ad Lycum. Il suo stiani. li libro delle rivelazioni o Apo-
primo nome fu Diospolis o Teo- calisse di s. Giovanni Evangelista,
Dio, indi Rhoas ; ma
poli, ciVtó di contiene una vera censura della tie-

dopo che fu ingrandita da Antioco pidezza e dello spiiito mondano dei


li re di Siria, chianiossi Laodicea, fedeli di Laodicea; li minacciò del-
per onorare sua moglie, che avea l'estrema rovina, ciò che poscia
juu tal nome; quindi divenne una precisameule si compì, mentre alio-
,

124 LAO LAO


ra nuotavano nell' opulenza. Dopo crope eretico, Nonnio, Aristonico, Nu-
la partenza di s. Paolo avea s. Gio- nechio II, Giovanni, Tiberio, Eu-
vanni preso cura della chiesa di stasio, N., Teodoro, Sisinnio II, Pao-
Laodicea, e fu perciò che gli venne lo, Simeone, N., Michele, N., Basilio,
comandato di scrivere al vescovo ch'e- N. e Teofilatto del i45o, le noti-
gli chiama Angelo di Laodicea: A- zie de'quali si leggono nell' Oriens
pocal. 3, 14. Al tempo delle cro- christ. t. I, p. 792 e seg. Al pre-

ciate Laodicea fu sovente visitata sente Laodicea, Laodicen, è un ti-


dai crocesignali con esito or tristo tolo arcivescovile in parlibus che
or prospero. Ivi l'armata cristiana conferisce la santa Sede, con Ire ti-

vide arrivare sotto le sue bandiere toli vescovili pure in partibus qua-
un gran numero di crociati, che si li sufFraganei , cioè Diocle , Eume-
erano ritirati ad Edessa e nella Cilicia, nia e Trapezo. Da ultimo furono
oche giungevano dalla Francia, dal- insigniti del titolo arcivescovile di
l'Inghilterra e di Germania. Quando Laodicea , Francesco Zucchini e ,

i principi, non potendo piti opporsi Vincenzo Garofali romano abbate


alle vive istanze della moltitudine generale della congregazione de'ca-
che la fame e la peste crudelmen- nonici regolari del ss. Salvatore la-

te straziava , decisero che l'eser- teranensi, consultore del s. offizio, dei


cito partirebbe da Antiochia nei riti, di propaganda yz<^e ec. Questo
primi giorni di marzo 1098, Boe- ultimo fu elevato a tal dignità dal
inondo accompagnò il suo primo Papa che regna Gregorio XVI, nel
comandante Goffredo di Buglione, concistoro de'24 febbraio i832, ìa
ed il conte di Fiandra Roberto IL premio della sue preclare doti, ed
La sede vescovile di Laodicea in contrassegno di antica amicizia
fu eretta come dicemmo nel secolo e stima particolare. Il ritratto e
primo, divenne metropoli ecclesia- biografia di questo dotto, esemplare,
stica nel quarto , ed esarcato della zelante ed insigne prelato
si possono

Frigia nel decimoterzo. Ebbe le vedere nel giornale romano V Album


seguenti trentaoinque sedi vescovi- anno VI, p. 178 e seg. Ivi sono e-
li per suffraganee. Colosso che di- ruditaraente riportate le qualità sin-
venne arcivescovato nel IX secolo, golari che lo resero celebre, i som-
Trapezopoli, Acmonia , Eumenia ,
mi servigi resi alla sua illustre con-
Sebaste, Cheretapa, Apira, Felle gregazione, il novero delle impor-
Silbium, Traianopoli, Atanasso, Ci- tanti opere di cui fu autore, e la
disso, Unsi, Ancira, Temisonio, Te- bella ed affettuosa iscrizione posta
beriopoli, Acada, Timenotiri, Bitoa- sulla sua tomba in s. Pietro in Vin-
na, Egara, Aliona, Nea, Filippopoli, coli di Roma, dettata dal canonico
Bleandro, Sani, Azana, Fanum Pa- lateranense p. d. Vincenzo Tizzaoi
meni, Lunda, Ancira Ferrea, Dioclia, attuale degno vescovo di Terni.
Aristea, Giustinianopoli, Coma, Tri- Il concilio di Laodicea è rinoma-
poli, ed Icrion 5 le quali sedi furono to per quanto vi si trattò. Intorno
nella maggior parte fondate nel V all'epoca non vanno d'accordo gl'i-
secolo, alcune nel IX. Furono di slorici. L'annalista Baronio lo pone
Laodicea suoi vescovi ed arcivesco- sotto l'anno 3 r4, altri nel 319, al-
vi, Archi ppo, Nimfa, N., Sagario, Si- tri sotto il pontificato di s. Liberio
siunio 1, Eugenio, Nuacchio I, Ce- del 352, altri nel 36o, nel 366,
,

LAO LAO il 5

nel 367 o nel 870, ed il p. Ar- tentare diuna refezione frugale quale
duino 372, per non riportale
nel convicnsi a' cristiani. Veruno poter
altre date, essendo incerto il tem- cantare in chiesa, senza essere cantore
po preciso. Fu composto di diver- ordinato, e montare sulla tribuna col
se Provincie della diocesi ed esar- libro. Tutta la disciplina stabilita da
cato d'Asia, e di trentadue vescovi, queslo concilio prova abbastanza che
ed è celebratissimo pei suoi sessan- la Chiesa essendo sullicientementc
ta canoni, o regole relative alla vita florida , e non gemendo più sot-
ed ai riti de' chierici, che furono to le persecuzioni, poteva occuparsi
rispettati da tutta l'antichità, dap- all'esteriore disciplina. Reg. t. II;

poiché vennero ricevuti dappertutto, Labbc t. I; Arduino t. I; Diz. dei


e messi nel codice della Chiesa uni- concini; Pithou incod. ca nomini ecci.
versale. Fra le altre disposizioni vol- LAON, Laudwium. Città vesco-
le il concilio, che l'elezione de' ve- vile diFrancia nella Picardia, ca-
scovi sia fatta di concerto col me- poluogo del dipartimento dell'Aisne,
tropolitano ed i vescovi circon- di circondario e di cantone. E sede
vicini , i quali devono aver per d' un tribunale di prima istanza
lungo tempo provata la fede e i delle direzioni demaniali e conlri-
costumi di quelli che sono eletti. buzioni, della conservazione delle
Non devono leggere nella chie-
si ipoteche e della sotto-direzione fo-

sa cantici particolari, ne altri libri restale della marina. Occupa il pia-


che le scritture canoniche dell'antico no elevalo d'una montagna isolata
e nuovo Testamento. JXon si
del ed assai ripida, onde l'aria vi è
devono celebrare in quaresima ne pura e vi si gode di una bella vista.
nozze né feste. I penitenti che
, Oltre la vecchia muraglia meglio
hanno perseverato nella preghiera la difende la situazione elevata e
e negli esercizi che furono loro pre- quasi inaccessibile. A piedi della
scritti, e che hanno dato argomen- montagna vi sono cinque sobbor-
to di perfetta conversione, devono ghi. Tra gli edifìzi é degna di os-
essere ammessi alla comunione, in servazione la sua antica cattedrale,
vista della misericordia di Dio, do- rifabbricata nel iii5, monumento
po che si avrà dato loro qualche gotico sormontato da quattro torri
tempo per fare delle soddisfazioni di un bel lavoro. Pvinchiude cinque
proporzionale ai loro peccati. Inoltre chiese, un piccolo seminario, uno
vi si trovano delle prove evidenti stabilimento delle sorelle della ca-
del sacrifizio della messa, del digiu- rità, due ospizi, uno de' quali di
no quaresimale, della distinzione del esposti, ed un deposito di mendi-
vescovo e del sacerdote. Il concilio cità. Evvi un collegio comunale
vietò a chierici d'imprestare a usura con gabinetto di fìsica , bibliote-
e di entrare nelle bettole; lo stes- ca, ec, il teatro, ec. E patria di
so ingiunse a' monaci ; proibì ai Carlo I duca di Lorenti , competi-
chiericied anche a tutti i cristiani tore di Ugo Capeto , di Anselmo
di bagnarsi con donne; inibì l'as- canonico della cattedrale fondatore
sistere agii spettacoli nuziali, ed ai d'una scuola che fiorì nel XII se-
festini accompagnano,
e danze che li colo, di Giovanni Marquelte che
prescrivendo l'andarsene prima del- scuoprì il Missisipì nel ^^JJ i
e
l'arrivo de' ballerini, e doversi con- dell'abbate Nollet.
,

126 LAO LAO


Laon più nnlicamenle chiamata s. R^emigio arcivescovo di Reims,
Lagflunum Clavatum^ dicesi fab- dismembrandola da Reims in fa-
bricata nel luogo dell'antica I^i- vore di suo nipote , e fatta sulTra-
brax, di cui parla Cesare nella sua ganea di quella metropoli. Il pri-
guerra delle Gailie, e si fa derivare mo vescovo di Laon fuGenebal-
il suo roedesìnno nome di Laon do, cui gli successe Latro o La-
dalle due parole celtiche lodi dati trone suo Dopo di avere a-
figlio.

che significano roccia montagna. vuto questa chiesa molti zelanti


Non era in origine che Un castello dotti ed esemplari vescovi , essen-
eretto sul dorso d'una montagna e done r ottantesimo ottavo Lodovico
chiamato Laodununi, dal nome co- Ettore Onorato Massimo de Sabran
mune fra i gaulesi a tutte le piaz- di Rieux, fatto da Pio VI a' 3o
ze di tal n£^tura. Clodoveo ne fece marzo 1778, la diocesi fu soppres-
una città, e s. Remigio vi fondò sa nelle vicende repubblicane degli
la chiesa vescovile nel 49^* Luigi ultimi anni del secolo passato e ,

IV d'Oltremare, dopo averla asse- nel 1801 alla conclusione del con-
diata due volte, vi morì prigionie- cordato da Pio VII. La cattedrale
ro nel 953, ed Ugo Capeto l'asse- sacra alla Beata Vergine, avea il
diò pure nel 988. Sostenne molti capitolo composto di cinque digni-
altri assedi nelle guerre fra gli Ar- tari, ottantaquattro canonici, e cin-
magnac ed i borgognoni. Nel 1419 quanta cappellani. In città eranvi
fu data agli inglesi dal figlio di tre collegiate ; le Gio-
abbazie di s.

Giovanni Senza-paura ;
gli abitanti vanni e di s. Vincenzo appartene-
li cacciarono e godettero pace fino vano ai benedettini della congre-
ai tempi della lega, di cui fu uno gazione di s. Mauro; l'abbazia di
de' sostegni ; finché dopo diversi s. Martino de'premonstratensi, le cui
combattimenti si arrese ad Enrico rendite erano unite alla mensa ve-
IV a' 1 agosto 1594, che vi fece scovile. Il vescovo era duca e pari
innalzare una cittadella che più di Francia, e portava la sacra am-
non esiste. Nel secolo II molto XV polla nell'incoronazione de' re. La
soffrì nelle guerre religiose e della diocesi conteneva quattrocento venti
fionda. Era la capitale del piccolo parrocchie, dieciotlo abbazie, com-
paese detto il Laonese. Il 9 e io mar- presa quella di Preraonstrato capo
zo 181 4 Napoleone vi battè il gene- di quest' ordine , sette priorati con-
rale prussiano Blucher, che avea ventuali , dieci collegiate ed altret-
un' armata assai superiore in nu- tantiospedali, nove collegi, un se-
mero, e che nella notte del 9 al minario e due celebri santuari, cioè
IO sconfisse il corpo separato del di s. Marcone e della Madonna di
duca di Ragusi Marmont. Nel 18 15 Liesse, dove solevasi andare in pel-
una parte dell'armata francese es- legrinaggio.
sendovisi ritirata dopo la battaglia
di W^aterloo, vi si mantenne sino Concila di Laon.
al mese di agosto, epoca in cui la
guarnigione ebbe l'ordine di con- primo fu tenuto nel 948 nella
Il
segnarla agli alleati. chiesa di s. Vincenzo nel quale ,

La sede vescovile fu come di- venne scomunicato Tibaldo conte


cemmo fondata nel 49^ o 497 da di Blois, che avea cagionato gravi
,

LAP LAR 127


danni alla città ed allo stalo. Fio- rale diEfeso; Demetrio a quello di
doardo in Chronicon. Calcedonia; Prosdocio che sottoscris-
Il secondo nel i i46 per la cro- se la lettera de' vescovi della sua
ciata contro i saraceni. Reg. tom. provincia all'imperatore Leone; Gio-
XXVII ; Labbé toro. IX j Ardui- vanni che si appellò al Papa s. Vi-
no tom. VI. taliano contro la sentenza che avea
Il terzo nel i23i o 12 3^, in a suo danno pronunziata Paolo di
favore di Milone vescovo di Beau- Creta, per cui fu dichiarato inno-
vais, e contro gli uffiziali del re s. cente, e poi sottoscrisse il VI con-
Luigi IX, che avevano usurpato i cilio generale ; Epifanio che si tro-
suoi diritti. Labbé tom. XI; Ardui- vò al VII. Oriens chrìst. t. Ili, p.
no tom. VII. 269.
LAOSINATTO. U/Tiziale della LARAManrico Alfonso, Cardi-
chiesa greca, la di cui incumbenza Manrico o Manriquez
nale. Alfonso
era di convocare il popolo per le de Lara, nato nella Spagna fino ,

assemblee , come anche i diaconi dagli anni più verdi applicossi agli
nelle funzioni necessarie. studi nell'università di Salamanca,
LAPITO o LAPATO o LEPI- dove pei rapidi progressi che fece
TO, Lapithus. Sede vescovile nel- divenne pubblico professore. Bra-
r isola di Cipro, sulla costa setten- moso di farsi agostiniano, Giovan-
trionale, nel patriarcato d'Antio- ni priore del convento di Siviglia,
chia, sotto la metropoli di Fama- di santa vita e di fino accorgi-
gosta , eretta nel V secolo , detta mento, non volle in alcuno modo
pure Lapalhios. Ne fu vescovo Di- esaudirlo, predicendogli che sareb-
dimo, rappresentato al concilio di be stato grande nella Chiesa di Dio,
Calcedonia da Epa frodilo di Ta- ciò che si verificò. In fatti Isabel-
masso. Oriens chrìst. t. II, p. 1067. la I regina di Castìglia distinguen-
11 Terzi nella Siria sacra p. 160, done il merito , lo nominò cano-
dice che Lapito fu cosi chiamata nico della metropolitana di Tole-
per la sicurezza del suo porto do, e poi vescovo di Badajoz. Do-
dappoiché essendo antica città fe- po alcune contrarie vicende, per es-
nicia, presso quei popoli Lapethus sersi dichiarato per Filippo arci-
corrisponde a Statio in latino. Ag- duca d'Austria, contro Ferdinan-
giunge che ivi si veneravano le re- do V, si portò nelle Fiandre presso
liquie di s. Conone di Nazaret, e Carlo V che lo destinò alla sede
che nel sinodo celebrato da s. Epi- di Cordova, indi all' arcivescovato
fanio, V intervenne Moisè della di Siviglia, colle dignità d' inquisi-
chiesa di Lcpilo , oltre Didimo a tore della Spagna e di regio consi-
quello Calcedonese. gliere. Ad istanza di tale imperatore,
LAPPA o LAMPE. Sede vesco- benché assai giovane^ Clemente VII
vile dell'isola di Creta, nella dio- a*22 marzo i53i lo creò cardinale
cesi dell' Illiria orientale , sotto la prete del titolo di s. Calisto, inoltre
metropoli di Cortina, a cui è vi- il Papa gli trasmise per distinzione
cina , eretta nel V secolo. Dione in Ispagna le insegne cardinalizie,
dice che fu presa d'assalto da Me- non essendo giammai uscito da quel
tello. Ne furono vescovi , Pietro regno. Si prevalse con sommo van-
che trovossi al primo concilio gene- taggio dell'opera del ven. Giovanni
,

1^8 LAR LAR


d'AviIa apostolo dell' Andalusia, in dlerna dal canto boreale, insieme
predicare nella sua diocesi la divi- ai campi larinati, ove le ar-
fertili

DM paiolo. Mori nelU Spagna per mi romane si opposero ad Anni-


una caduta da cavallo nel i538, bale fuggitivo da Capua , e dipoi
in età di vent'anni, se si avesse a vi accampò Giulio Cesare colle sue

prestar fede all' epitalìio posto sulla legioni nella guerra pompeiana. Ci-
sua tomba, ove certamente corre cerone difese Aulo Cluenzio citta-
grave fallo. dino larinate. Le vestigia d'un an-
LARANDA. Sede vescovile di fiteatro di quest' antica città del
Licaonia nell'esarcato d'Asia, sotto Saninìuni sono tuttora visibili. Il

la metropoli d' Iconio eretta nel , distretto di Larino si divide in otto


IV secolo. È situata vicino alla sor- cantoni.
gente di Cidno, poco lunge da Der- La fede vuoisi che sia stata

ba, verso i confini della Cilicia. Ne predicata in Larino fino dal tem-
furono vescovi Neone, Paolo che po degli apostoli. Nell'anno Q^'Ò
fu al concilio di Nicea, Ascolo a era già sede vescovile, che il Papa
quello di Calcedonia , e Saba in s. Vitaliano assoggettò a s. Barba-
quello che ristabilì Fozio. Oriens to vescovo di Benevento. Indi il

christ.tom. I, pag. io 52. Al pre- Pontefice Giovanni XI li dichiaran-


sente Laranda, Laranden, nell'Asia do nel concilio romano del 969
minore, è un titolo vescovile in Benevento metropoli, tra i vesco-
parlihus che conferisce la santa Se- vati che gli assegnò per sulfraga-

de, sotto r arcivescovato pure in nei vi comprese Larino, che lo è


partibus d' Iconio. tuttora. 11 primo vescovo di Lari-
LARGO (s.), martire. V, Ciria- no fu Azzone del 960 ; il secondo
co (s.). Giovanni che intervenne nel 1062
LARINO (Larinen). Città con al concilio beneventano, adunato
residenza vescovile del regno delle dall'arcivescovo Udalrico; il terzo
due Sicilie, nella provincia di Mo- Guglielmo che nel 1071 trovossi
lise, capoluogo di distretto e di alla consacrazione della chiesa di
cantone. E posta fra due riviere Monte da Alessandro
Cassino, fatta
che per mezzo di un ampio tor- II; il quarto Giovanni del 11 00;
rente vanno ad ingrossare il Bi- il quinto Pietro che fu al concilio
ferno o Tiferno che scorre a de- generale Lateranense III del 11 79.

stra; è da Benevento per la


lungi Fra gli altri successori solo nomi-
via di Morcone e Campobasso mi- neremo: Petronio, sotto il quale
glia quarantaquattro. Fra i suoi Nicolò IV nel 1291 nominò am-
templi primeggia il duomo. Ne fan- ministratore di questa chiesa il

no menzione Mela, Plinio e Tolo- cardinal Berardo da Cagli vescovo


meo ; Cesare e Livio la descrivono di Palestrina, legato nel regno di
come una particolare regione tra i Napoli. Fr. Bertrando traslato dal-
frentani ed i pugliesi. Patì diverse la sede d' Ampurias nel i365 da
calamitàjOnde i cittadini un miglio Urbano V. Fr. Giovanni Leoni ro-
distante fabbricarono la nuova città mano domenicano, nominato da
di Larino, in luogo dell'antica La- Eugenio IV nel i44o, insigne dot-
rinuni o Alariniun. Se ne vedono tore in teologia e sacri canoni
gli avanzi fuori del recinto dell'o- autore di un eccellente commenta-
-

LAR LAR 129


rio mss. che fu depositato nella rame l'istruzione; difese energica-
biblioteca Vaticana, ed intitolato : mente r immunità ecclesiastica, e
De synodo et ecclesiastica potestà- nel i656 abdicò la sede. Gli suc-
te. Fr. Giacomo Petriizzi di Chic- cessero Gio. Battista Quaranta na-
li francescano di lodatissima vita, poletano; nel 1686 Giuseppe Ca-
professore di teologia nell'universi talani; nel 1703 Gregorio Com-
tà di Napoli, fatto vescovo nel pagni traslato da Borgo s. Sepol-
i5o3. Belisario Baldini di Napoli cro ; nel 1706 Carlo Maria Pia-
famigliare di Paolo IV che lo no- netti di Jesi. Così r Ughelli, Ila'
minò nel i555; fu prelato assai Ha sacra t. Vili, p. 3o2 e seg.
dotto, intervenne al concilio di La serie de' vescovi successori sino
Trento sotto Pio IV, fece diverse ad oggi, si legge nelle annuali
costituzioni per 1' ottima ammini- Notìzie di Roma. Per morte di
strazione della diocesi, e morì nel Raffaele Lupoli della congregazione
1591. Gio. Tommaso Eustachio del ss. Redentore della diocesi di
di Troia, nobile e di eccellente Aversa, fatto vescovo da Pio VII
qualità, dótto, pio e penitente fi- nel 18 18, VII!il Pontefice Pio
lippino : Paolo V premiò il suo nel concistoro de'21 maggio 1829
singoiar zelo nel 161 2 colla digni- preconizzò Vincenzo Rocca di Cer-
tà vescovile che accettò ripugnan- ee arcidiocesi di Benevento; final-

te, per cui governò con prudenza mente Papa regnante in quello
il

e pastorale vigilanza. Restituì il de'24 novembre 1845 dichiarò l'o-


seminario al primiero splendore; dierno vescovo monsignor Pietro
tenne familiari esemplari ; illustrò Bottazzi di Lacedonia.
la diocesi colla predicazione ed La cattedrale posta in mezzo
amministrazione de' sacramenti; di- alla città, edifizio di gotica strut-
votissimo della Beata Vergine, com- tura, è sotto il titolo della Beata
pose diverse opere in suo ono- Vergine Maria Assunta in cielo.

re , e le eresse due cappelle ; li- Tra le reliquie ivi è in gran ve-


mosiniero e modello d' ogni virtù, nerazione il corpo di s. Pardo ve-
dopo qualtr' anni rinunziò il ve- scovo, patrono della città, il quale
scovato tra le lagrime de'diocesani; essendo stato cacciato dalla sua
si suoi filippini di Na-
ritirò fra
i sede nel Peloponneso, si ritirò ia
poli, morì santamente nel
ove un deserto vicino a Lucerà, dove
i64i- Urbano Vili nel 1628 fece morì in odore di santità si cele- :

vescovo Pietro Paolo Caputo no- bra la festa della sua traslazione
bile napoletano, referendario di se- a' 26 maggio, e quella dell'invea-
gnatura ; visse pochi giorni, e fu zione del suo corpo a' 1 7 ottobre.
compianto per dottrina ed egregie Il capitolo si compone di quattro
doti. Gli successe Persio Caracci dignità, essendo la maggiore l'ar-
di Guastalla, già rettore pontificio cidiacono, di otto canonici compre-
del contado Venaissino e di Car- se le prebende del teologo e del
pentrasso, assai benemerito ; fu con- penitenziere, di dodici mansionari,
sacrato in Roma nel i63i. Riparò e di altri preti e chierici addetti
ed ingrandì l'episcopio; dai fonda- all'uffiziatura. Nella cattedrale evvi
menti rifabbricò il seminario, e il battisterio e la cura parrocchia-
gli donò seimila ducati per miglio- le, quale si amministra da due.
VOL. XXXVII, 9
i3o LAR LAR
mansionari del capitolo. L'episco- portar la guerra ai greci, dopo
pio trovavasi all'elezione dell'attua- aver fatto la pace cogli illirii ed i

lo vescovo in cattivo stalo. Nella pannoni, scelse la dimora di La-


città vi è un'altra chiesa parroc- rissa, e con tal mezzo acquistossi
chiale, ma senza il sacro fonte; l'affetto dei tessali, che colla loro
un convento di religiosi, due con- eccellente cavalleria assai contri-
fraternite, ed il seminario riedifi- buirono ai suoi ambiziosi disegni.
cato dai fondamenti. La diocesi si Secondo Cesare, occupava Scipione
estende per circa venticinque miglia, questa città con una legione pri-
e contiene dieciotto luoghi. I frut- ma della battaglia di Farsaglia, e
ti della mensa sono tassati ne'regi- fu que§ta prima piazza in cui
la

stri delia camera apostolica in fio- pertossi Pompeo dopo la sua scon-
rini cento, corrispondenti alle ren- fitta. pure ritìrossi Acrisio
Quivi
dite dellamensa di 3ooo ducati re onde evitar la morte
d'Argo,
della moneta napoletana, publicis minacciatagli dall'oracolo. Il gran
deductis onerìhus. signore Maometto IV vi tenne la
LARISSA. Città arcivescovile e sua corte 1669, e siccome vi
nel
metropolitana della provincia di fu edificato un bel palazzo, anco
Tessaglia, nella diocesi dell'Illiria altri monarchi ottomani talvolta vi

orientale o esarcato di Macedonia. si recarono. I suoi abitanti erano


Larissa, Larìssus, al presente lenit- anticamente assai destri nei com-
scer, città della Turchia europea battimenti coi tori.
nella Livadia o antica Tessaglia La sede arcivescovile di Larissa
sangiacalo, giace sulla riva destra nella prima provincia di Tessaglia,
della Salembria, l'antico Penco, divenne metropoli nel IV secolo,
che si attraversa sopra un bel dipoi nel XIII fu elevata al gra-
ponte di pietra di dieci archi, e do di esarcato della seconda pro-
sulla riva sinistra della quale evvi vincia di Tessaglia. Le sedi ve-
un sobborgo. Cinta di muro ha scovili che furono suffraganee di
da lunge una bella apparenza, ma Larissa, sono le seguenti. Farsaglia
l'internoad eccezione del quartiere che divenne arcivescovato nel IX
dei bazar, di un gran numero di secolo; Demetriade, Zetune o Zeiton,
moschee e chiese greche, di tre Domoci, Cardica, Staghi,^Ratosbisdi,
bagni, e d'un pubblico orologio, Sciati, Litari, Agraf, Letza, Scar-
non ha altro rimarcabile. L'indu- fia,Esero, Colydri, Lamia, Cipara,
stria vi è assai attiva ; ma varie Trica, Metropoli e Gomphi. la
paludi ne rendono l'aria malsana. Larissa fu tenuto un concilio nel-
I dintorni sono deliziosi e fertilis- l'anno 53 1 o 55i per ordinarvi
simi, essendo le rive del fiume co- un vescovo. Baluzio in Collect. li

perte di belli giardini. Questa an- primo de' suoi arcivescovi fu s.

tica città capitale della Tessaglia, Achilio, in onore del quale fu de-
nella Pelasgiotide, che tenne un dicata la cattedrale^ celebrandosene
posto tanto distinto, era molto de- la festa a' i5 maggio. Ne tratta
caduta al tempo di Lucano. Dice- YOriens clirist. t. Il, p. io3, in-
si la patria d' Achille, chiamato sieme ai ventotto suoi successori,
perciò Larisse da Virgilio. Filippo sino a Gabriele del 1721. Questa
ir Macedone avendo risoluto di città ebbe ancora i suoi arcivesco-
.

LAR LAS i3i


\ì Ialini dopo la presa di Coslan- A cacio di Cesarea, e sottoscrisse la
tinopoli, falla dai francesi e vene- loro formola. Atlaccossi in seguilo
ziani nei primi del secolo XIII, co- agli ortodossi, e sottoscrisse la let-
me si può vedere nel medesimo tera del concilio di Antiochia al-

Oricns christ. t. HI, p. 979. An- l'imperatore Giovìano, che confer-


tonio Pignattelli fu fatto arcivesco- mava la fede nicena. Patrofilo in-
To di Larissa, e da Clemente X tervenne di Co-
al concilio primo
a' 4 "Ti^oS'o 1671 fu Iraslato alla stantinopoli,che fu successo da
chiesa di Lecce; Innocenzo XI lo Giuliano, da Melezio e da Dioge-
creò cardinale, e nel 1691 diven- ne. Altro vescovo fu Eusebio che
ne Papa Innocenzo XII. Al pre- sottoscrisse la lettera de'vescovi
sente Larissa, Larissen^ è un lito- della sua provincia a Giovanni di
Io in partìbus
arcivescovile che Costantinopoli, colla quale condan-
conferisce Papa, avente per suf-
il navano l'empietà di Severo di An-
fraganee le sedi vescovili, pur ti- tiochia e di Pietro d'Apamea. Ste-
tolari, di Terape, Tan)aco, Termo- fano sottoscrisse la lettera all'im-
poli e Tricala. Per ultimi furono peratore Giustiniano I. Oriens christ.
insigniti del titolo arcivescovile di t. II, 918. Siria sacra p. i o i
p.
Larissa Salvatore Maria Caccamo ; Questa ebbe ancora i suoi
città
Francesco Canali perugino, traslato vescovi latini, cioè Giovanni Fa-
dalla chiesa di Tivoli da Leone ber dell'ordine de' minori, nomina-
XII nel concistoro de*2 1 maggio to da Eugenio IV nel i437; Gio-
1827, poscia in quello de'23 giu- vanni II ; e Werboldo di Heyfs
gno 1834 pubblicato cardinale dal francescano, che sedeva nel i^'jo
regnante Gregorio XVI. Questi in- nel pontificato di Paolo II. Oriens
oltre nel concistoro de'22 giugno christ. t. Ili, p. 1 191.
1843 dichiarò arcivescovo di La- LARO o LARES. Sede vesco-
rissa monsignor Giuseppe Nowak vile della Numidia nell' Africa
di Semelino arcivescovo di Zara, occidentale, sotto la metropoli di

chiesa che rinunziò. Girla Giulia. Forse Larobo antica


LARISSA. Sede vescovile della città di Numidia nella Costantinia-
seconda Siria o Celisiria, nel pa- na, provincia di Algeri, fra le cit-
triarcato di Antiochia, sotto la tà di Cone e di Bona. Al presen-
metropoli d'Apamea, eretta nel V te Laro, LareHy è un titolo vesco-
secolo. Stefano compresa la prece- vile m partibiis che conferisce la

dente Larissa di Macedonia, nomi- santa Sede, sotto la metropoli pu-


nò undici città di questo nome. re in partìbus di Cartagine.
Questa giace tra Apamea ed Epi- LASSI, Lapsi. Caduti. Nei pri-
fania, distanteda ambedue sedici mi tempi del cristianesimo e nelle
miglia, già famosa pel tempio di persecuzioni erano quelli che do-
Giove Larisseo, dicendosi fondata po averlo abbracciato ritornavano
dai macedoni, sulle rive dell'Oron- al paganesimo, per timore de'tor-
te. 11 primo de' suoi vescovi greci meuti o per altri motivi. Distin-
fu Geronzio, che trovossi al con- gue vansi cinque specie di questi
cilio di Nicea. Il successore Zoilo apostati, che si chiamavano libel-
fu al concilio di Seleucia, dove u- laliciy traditori, sacrificati^ turi/i^

nissi a Giorgio d'Alessandria e ad catiy idolatri. Altri li chiamano li-


1

i32 LAS LAS


bdlaùcìy mittentes, thurijicatì, sacri- la Chiesa tennesaggiamente una
ficali, hlasphcmad. Per lihellalici strada mezzo tra questi due
di

s'intendevano quelli che avevano eccessi, ed il Papa s. Cornelio in


ottenuto per denaro dal magistra- un concilio di vescovi scomunicò
to un libello o polizza di sicurtà, Novaziano ed i suoi seguaci. San
ovvero attestato di aver sacrificato Cipriano vescovo di Cartagine, nel
agl'idoli, benché ciò non fosse ve- suo trattato De. lapsis, fa una
ro. Mittentes erano coloro che a- grande differenza tra quelli eh' e-
vevano incaricato alcun altro per- ransi offerti spontaneamente a sa-
chè sacrificasse in loro vece. Tku- crificare, quando la persecuzione
rificali quelli che avevano offerto era stata dichiarata, e coloro 1

incenso e culto agi' idoli ne'sagri- quali erano stati sforzati^ ovvero
llzi. Sacrificati quelli che avevano che avevano ceduto alla violenza
preso parte ai sagiifizi degli ido- de'tormenti; tra coloro che aveva-
latri, e mangiato ne'sagrifizi. Blas- no persuaso le loro mogli, figli e
phemati coloro i quali avevano domestici a sacrificare con essi, e
negato formalmente Gesù Cristo, coloro i quali aveano ceduto sola-
ovvero giuralo pei falsi Dei. Altri mente per mettere in salvo i loro
poi si dicevano traditori, per aver parenti, ospiti ed amici. I primi
consegnato ai giudici pagani i va- erano molto piìl colpevoli de' se-
si sacri, i libri sacri, gli arredi condi, e meritavano maggior seve-
delia chiesa, il catalogo de'fedeli, rità, ed è perciò che concilit i

onde per essi nacque lo scisma prescrissero ad essi una penitenza


de' donatisti.