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e ST^i

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARI! GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LVIII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
' MDCCCLIL
?. !
,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

R
RIO laio

R,.lOmmB.OMA.Regionìbns Romae, per sapere a un tratto di qualunque cit-


Begionìbus Urbis Romae. Le quattordici tadino o forestiero il soggiorno, e per as-
regioni ©quartieri colle quali è divisa l'e- segnare ai vigili (di cui a Pompieri) delle
terna e celebratissima Roma, metropoli coorti i termini delle contrade, delle qua-
del cristianesimo, e già capo dell'impero li dovevano aver cura e custodia, o per
del mondo ; ciascuna delle quali spiega accorrere agl'incendii, o impedir i ladro-
un o bandiera particolare. Av«
vessillo necci, o rimuovere le risse. Osserva an-
Terte Galletti nei Priniicerop. i, che le cora che fino dalla nascente chiesa cat-
XIV regioni antiche di Roma, non hanno tolica anche i Papi formarono le loro re-
punto che fare co'xiv rioni moderni,! quali gioni, assegnandole a'regionari, e perchè
sono diversissimi e di nome e di sito da- il numero de'cristiani era scarso, con di-
gli antichi. Aggiunge che non è impro- visione ecclesiastica restrinsero il nume-
babile che una tale divisione si facesse ro delle regioni riducendole da xiv a vir,
allorché ne'secoli di mezzo sollevatisi i le prime continuandosi a chiamare ci-

romani contro i Pontefici loro legittimi seconde ecclesiastiche, distinzione


vili, le

sovrani, stoltamente prelesero di mette- necessaria a intendere la storia profana


re in piedi 1' antica repubblica. Alberto e sagra. E benché nel mezzo tempo, cioè
Cassio nel Corso delle acque amiche por- almeno dal 5oo al i eoo, per non esservi
tate sopra XI y acquidottì dalle lontane r uso de'cognomi,ov vero perchè erano ces-
contrade nelle xtv regioni dentro Roma^ sali, Papi si cognominarono ordinaria-
i

par. 2, p. 6, dopo aver parlato delle an- mente o dal nome


del padre o da quel-
tiche regioni di Roma, dice che Augu- lo della patria o dalle xiv regioni o da
,

sto, tolto il nome di tribù, la ripartì in qualche vico nelle medesime compreso,
XIV contrade col titolo di regioni civili perciò leggo anche prima di tal tempo,
per togliere la confusione nella giurisdi- s. Cleto del vico o vicolo patrizio; s. Cle-
zione de Prefetti (T.) o de Pretori {r.). mente I della regione o rione Monte Ce-
1 1

4 RIO RIO
]io; s. Alessandro I della contrada Ca* di Roma, col numero
che cia- delle case
poloio ; s. Sisto I del rione o legione Via scuno conteneva, 182 dentro
in tutte 1 3,
Lata; s. Anastasio II del vico Capoterò le mura di Roma, non comprese le fab-

nell'Esquilino; s. Eugenio I del Monte briche pubbliche senza numero, come


Aventino; Valentino della regione Via 208 grandi templi, 277 minori, 21 basi-
Lata; Giovanni XV detto XVI della con- liche pei pubblici negozi, 19 grandi piaz-
trada Gallina bianca; Giovanni XVIII ze cinte d'alti portici con belle colonne,
detto XIX da Porla Malodia, pei* non di- 7 teatri amplissimi pe'spettacoli per con-
re di altri, trovando nel r i53 Anastasio tenere fino a 80,000 persone, 17 archi
IV di Suburra. Inoltre riferisce Cassio, trionfali, 7 circhi grandissimi come le 3
che pei motivi che notai a Prefetto d£ naumachie, 1 3 bagni e 20 terme di mara-
Roma, ribellatisi romani a Innocenzo II,
i vigliosa bellezza, 228 granari e 3i5 for-
e persistendo neirinsurrezioue sotto Cele- ni per mantenere l'abbondanza nella cit-

sti no 1 1 e Lucio 1 ,nel 1 44p''<^l6sero met- tà. enumera


Indi i presenti i4 rioni di
tersi in istato di repubblica come l'antica, Roma, col numero delle chiese che cia-
I
elessero il Patrizio (F.) 628 senatori, indi scuno contiene, e dal medesimo descritte.
per mostrare un atto di superiorità divi- Ma già a Monti o Colli di Roma tenni
sero la città dalle 7 regioni ecclesiastiche proposito della loro successiva riunione,
ch'erano prevalse alle 1 4 civili, in 1 3 parti e de'diversi recinti e ingrandimenti che
o contrade, con denominarle volgarmen- ebbe perciò la città dalla sua origine in
te e con vocabolo corrotto Rioni dì Eo- poi, parlando di ognuno de'suoi celebri
772tìf, quali diversificavano da quelli d'Au- colli, che dierono in parte nome alle re-
gusto, e dagli odierni, ri parti mento che gioni, come di quanti vi furono edifizi più
riformato da Sisto V nella regione Trans- importanti, come di quelli esistenti al pre-
tiberina, fu aumentato col 14° rione di sente in chiese e monumenti, potendosi
borgo o Città Leonina (/^.), finché Be- anche vedere Palazzi di Roma. A Mura
nedetto XIV assegnò i limiti attuali. Cas- di Roma meglio trattai della fondazione
sio riporta diverse tavole delle 1 4 regio- di Roma, oltre quanto dissi a Lazio; di
ni antiche, delle regioni tra loro confinan- quali parti e colli fu compresa nella sua
ti, de'rioni moderni, della corrisponden- primitiva origine, suoi recinti e porte, coi
za delle regioni coi rioni, delle regioni dal- progressivi aumenti e inclusione di altri
le quali si cognominarono diversi Papi ; collidopo Ptomolo, sia di Numa, sia di
indi passa a descrivere la distribuzione Tulio Ostilio, sia d'Anco Marzio, sia di
delle acque nelle i4 antiche regioni di Servio Tullio. Come delle posteriori di-
Roma e successi ve, argomento di cui trat- latazioni, massime d'Augusto, di Clau-
tai a Acque, Acquedotti, Fontane di Ro- dio, di Nerone,
Traiano, e principal-
di
ma. Panciroli , Tesori nascosti di Roma mente d'Aureliano, d'Onorio, di Belisa-
p. 1 33: dei Rioni di Boma e loro chiese, rio; quindi di quanto operarono Papi, i

dice che la voce di Rione viene dal lali- precipuamente s. Leone IV, Pio IV, Ur-
lìo Regio [dicendo Morcelli, l'abitante del bano Vili e altri. A Porte di Roma, nel
rione del quartiere, Regionarius Fici), e descrivere le antiche e le odierne, colle di-
significa un paese e una provincia, che verse ubicazioni_, riparlai de'diversi cir-
dai re si suole reggere e governare, don- cuiti e ampliazioni della città, che di con-
de il nome di rione si è trasportato nelle seguenza ne aumentarono il numero e le
città che per la granclezza loro furono di- variarono in ditferenti tempi, cioè sotto
"visein più rioni, e questi in più vie o stra- i re, la repubblica, l'impero, e il dominio
de o borghi; quindi passa a fare la de- de'Papi; e del recinto attuale. A Primi-
scrizione della divisione antica de'rioni cerio DELI, A s. Sede, a Regione, a Pro-
RIO RIO 5
ToscnmiARio, a Titoli cardinamzi, a Du- ni preparavano nel sabbato santo 7 al-
coNiE cardinalizie naiiai, come s. Cleto tari che consagrava il Papa, con l'offerta

Papa dell'anno 80 divise Roma pei* Par- di latte e miele, come narrasi da Cancel-
rocchie (F.), come s. Clemente I del 98 lieri, Memorie delle sagre Teste p. 4' A.

ripartila città in 7 regioni ecclesiastiche, Capo-Rioni parlai di questi magistrati, ca-


non unendone due delle antiche 1 4 isti- po de'quali era il Priore[F.) de'caporio-
tuite da Augusto, ma piuttosto assegnan- ui, magistrato municipale. Che al capo-

do confini proporzionati, secondochè ivi rione insieme al Capoloro (^.)era prin-


erano i cristiani più o meno numerosi cipalmente affidata la cura e custodia di
ne'Iuoghi che abitavano; che assegnò cia- ciascuno de' 1 4 »'ioni di Roma per quan-
scuna ^\ Notavi (F^.) regionari per tener to riguardava ilcivile,citando l'opera del
conto degli atti òtt Martiri (F.), ai quali Bernardini. Che questi capo rioni più an-
cessate le persecuzioni furono date altre ticamente, come nel
93 e nel 948 si chia- I

attribuzioni. Che s. Evaristo del 1 13 di- mavano decarconiy perchè allora erano
vise e distribuì le Chiese di Roma (F.), dieci, poi Banderesi (/^.), o collegio dei
cioè ai Preti [F.) Diaconi (F.)i titoli, ai tribuni della plebe, perchè ogni decuria
le diaconie regionarie. Che s. Fabiano del in cui era divisa l'alma città (delle curie
!i38 aggiunse a'y notari 1 egionari, altiet- ripartite in decurie parlai in altri luoghi,
lanti Suddiaconi (F.) regionari, più bene come nel voi. LI, p. 24^) si distingueva
regolarizzando la divisione ecclesiastica dalla sua insegna o Bandiera (F.)^ on-
delle 7 regioni di Roma, come quella dei de furono pur detti Decurioni (F.) quei
titoli e diaconie cardinalizie e regionarie, magistrati che vi appartennero; i quali
per meglio sovvenire i Poveri (F.), in banderesi -aveano il governo della città,
vantaggio de'quali in progresso di tem- e colle loro insurrezioni e prepotenze die-
po e sotto i Papi, furono istituiti i medici, rono per diversi secoli molte brighe ai
i chirurghi, le speziarie e le levatrici re- Papi, come ivi narrai, secondati e soste-
gionarie, le maestre pie e le scuole re- nuti dagl'irrequieti romani, per cui nei
gionarie, di che ragionai a Elemosiniere primi del secolo XIV furono aboliti e su-
DEL Papa, Medico, Maestre pie, ec. Che bentrarono i capo- rioni, detti anche Ur-
s. Dionisio del 261 distribuì di nuovo le bis Praefecti. Inoltre a Capo-Rioni par-
parrocchie di Roma, stabilendone più re- lai della loro regolarizzazione operata da
golarmente i limiti, a misura che il cri- Gregorio XlII,da'quali volle che si sce-
stianesimosi estendeva. Che perciò S.Mar- gliessero gl'individui del consiglio segre-
cello 1 del 3o4 stabiPi un nuovo ordine to; come procedeva la loro elezione, su-

di25 titoli o parrocchie regionarie, per bordinati al priore de'capo-rioni ch'era


non dire qui delle posteriori ampliazioni pure capo-rione deli." rione de' Monti;
e circoscrizioni. Notai ne'vol. Yll,p. 209, qual era l'autorità de'capo-rioni, e incom-
XL, p. i32,chei 7 candellieri che usa- benze che esercitavano in ogni rione; dei
no Papi ne' pontificali o li precedono
i successivi cambiamenti di loro rappre-
nelle processioni ricordano quelli che , sentanza, di quanto facevano e godevano
portavano ciascuno de' suddiaconi o ac- nella sede vacante, dell'intervento ai Po^-
coliti delle regioni di Roma, ne' luoghi sessi de Papi (F.)^ e come vestivano, con
ove il Papa andava a celebrare. A Cap- quanto loro spettava, quali attribuzioni
pelle pontificie e ne' luoghi ove feci la fungevano, intervenendo pure negl' In-
descrizione delle antiche lùnzioni de'Pa- gressi solenni in Roma (F.) de' sovrani e
pi, notai l'intervento de'regionarije nei altri principi. Come aboliti da Pio VII,

89, e XLYllI, p. 218, dissi


voi. XII, p. e colla costituzione Post diuturnas, del
che nella basilica Lateraueuse le 7 regio- 1 800, eletti 3 deputali per ciascun rione
6 RIO RIO
col titolo di Presidenti del
do che riportai nel voi.
Rione jtA mo-
XXXII, p. 1 3, 1
6,
lazzi apostolici. Avendo terminato
potori d' essere milizia urbana del
i

mu-
ca-
I
dicendo ancora dell' istituzione de' Pre- romano, a questo fu assegnato il
nicipio
sidenti regionarij con quelle ingerenze e corrode Pompieri di Roma (f^.). A Car-
attribuzioni che descrissi, in uno a quelle nevale DI Roma, lo descrissi ancora co-
per la sede vacante, in cui essifanno le me si celebrava con magnifici trionfi e
Teci degli antichi capo- rioni, praticando splendide feste ne'secoli di mezzo, ripor-
quanto eglino esegui vano, ed inalberando tando nel voi. XXXI, p. 1 7G e seg. testi-
in tale tempobandiera del rione, cia-
la monianze 256, fino e inclusive al se-
del 1

scuno nella propria Presidenza regiona- colo XVI, con carri e macchine di ciascun
Paggio
ria. A. dissi di quelli de*capo.rioni rione, con figure esprimenti diverse al-
che vestivano in parte del colore proprio lusioni, accrescendone la solennità i co-
d*ogni rione, così tamburi de' medesi-
i muni delle città e luoghi vicini a Roma.
mi che li precedevano nelle funzioni. Di A Roma, a Senato romano, riporto ana-
tali colori e vestiario de' capo-rioni ten- loghe e interessanti notizie sopra ogni ar-
ni propositoanche nel voi. Vili, p. 67, gomento qui toccato e che vado a trat-
dicendo che anticamente il i.° rione era tare.
quello di Campitelli o Campidoglio. A Con le autorità principalmente, di Pan-
Capotorf, già milizia urbana del magi- ciroli, di Bernardini e di Nibby, dirò che
strato romano, denominati Comites sta- la moderna Roma conserva per singoiar
biles, constabili o contestabili, parlai, co- coincidenza l' identico numero delle xiv
me avea fallo a Capo-Rioni, della divisio- parti o regioni cui la divise Augusto nella
ne dell'antica Roma in xiv regioni, alle maggior sua grandezza , non avendone
quali fu dato un Curator^ un Denuncia- cambiato che nomi ed i i limili. Diviso da
tor^ ad ogni vico Magistri o Vicomae-
i Romolo il popolo romano in 3 parti, poi-
slri,corrispondenti poi a'capo-rioni, per ché di 3 principali frazioni si componeva,

rendere forse piìi facile ai prefetti il de- latini, etruschi e sabini; chiamò queste
cidere lecontroversiedi giurisdizione, per parti tribù, perchè triplice fu quella di-
vegliare alla pubblica tranquillità, a coa- visione. A Patrizio e Protettore trat-
diuvar la quale furono da Augusto asse- tai della divisione degli ordini della cit-

gnate 7 coorti , donde per disposizione tà, in patrizi, cittadini e plebei. Ciascu-
de'Papi successero poi i capotori dipen- na delle tre parti o regioni fu suddivisa
denti dal capo-rione ; i quali capotori si imo onde formarono 3o curie. Si
curie,
aumentavano in sede vacante, dovendo 100 uomini per ciascuna tri-
scelsero poi
anche custodire le porte di Roma, per bù onde servire da cavalieri, e costitui-
cui aveano convenienti compensi, ponen- lonsi così 3 centurie ripartite ciascuna
do quartiere bandiera
in ogni rione, la in IO sezioni dette decurie, i cui capi si

de'quali nel possesso e Cavalcate de se- chiamarono centurii o centurioni, decurii


natori (F.) , nelle processioni e in altre o decurioni. Dopo succennati accresci-
i

solenni circostanze essi portavano. Come menti de' re successori di Romolo per ,

Pio VII dichiarò capotori guardia pon-


i quello di Servio Tullio le tribù furono
tificia, cui Gregorio XVI accordò dupli- aumentate colla distinzione di urbane e
ce uniforme. Nel voi. L, p. 202 narrai, rustiche, le prime in n.° di 4 abitanti in
che Pio IX dichiarando i capotori guar- Roma, le altre dimoranti fuori: le une e
dia palatina pontificia , indi 1' uni alla le altre formaronoil numerodi 35. Inol-
guardia Civica {f^.) pontificia scelta, for- tre la città fu divisa in 4 sezioni che chia-

mando così corpo della Guardia pa-


il mò regioneSj regioni, e impose loro i nomi
latina , dipendente dal Prefetto de* pa- secondo le località, Suburrana, Esquili-
RIO R1 O 7
iia, Collina e Palatina, divisione che ri- gendo che i compiti ebbero un Giano o
mase fino ad Augusto. Considerando que- arco a più faccie,per comodo del popolo
sti r aumento amplissimo della popola» e de'negozianti. La /Jeg/o/ie/dicevasi Por-
zione, quello grandissimo delle fabbriche, ta Capena^ dalla porta di questo nome
che ciascuna dell' antiche 4 parti equi- posta sulla falda meridionale del Monte
valevano a vaste città, e quanto si fosse Celio, quella stessa cheora chiamiamo di
esteso l'abitato fuori del recinto di Ser- s. Sebastiano j poiché la maggior parte
vio, nell'ordinamento generale dell'am- di tale regione era situata fuori della det-
ministrazione, prese a cuore anche la nuo* ta porta. La Regione II ^w detta Celimon-
va divisione delle città in regioni e vici. tana, perchè conteneva Monte Celio, il

Le regioni furono xiv, che suddivise io La Regio-


ov' è la Basilica Laleranense.
vici,ed a tempo di Vespasiano, dice Pli- ne 7//venneappellatad'/5/^ee Moneta^
nio,contenevano Compita Larìunty cioè o d' Iside e Serapide, pel tempio sagro
nodi di Strade (V^. ove parlerò de' yici) alle due divinità egizie e per la zecca che
in numero di 665. Le regioni aveanoi4 conteneva, sopra una gran parte dell'E-
maestri de'vici, Ulagìstri vicorum Urbis squile o Monte Esquilino, e tutta la con-
Regionitm XIV^ essendo ministri subal- trada Merulana, racchiudendo l'anfitea-
terni i J^icomagistri ch'erano
4 per vi- tro Flavio o Colosseo. La Regione IF, una
co, Curalores i per regione, cos'i i De-
i delie più insigni per fabbriche, e insieme
mmciatores. Erano i prijni quelli che a- una Eb-
delle più ristrette per estensione.
veano la soprintendenza de* vici, e cele- be il nome
Tempio della Ptìfceper quel-
di
bravano i giuochi àtilì compitaliziif per- lo celebre che comprendeva ne'suoi con-
chè sifacevano ne compita^ ossia crocia- fini , ed anche di I^ia sagra per quella
le : i curatores poi aveano la soprinten- che lepassava innanzi , che facevano le
denza di tutta la regione, ed erano i de- vittime che si doveano sagrificare sul
legali del prefetto^ col quale direttamen- Campidoglio.ha Regione F, detta Esqui-
teconferivano : e i denunciatores quelli Z/«rt perchè racchiudeva tutte VEsquilie,
che denunciavano i delitti e ogni altro in- ad eccezione deirOppio,abbraccia va tutto
conveniente. Il numero magi-
di questi il Monte /^/V/2mfl/e d'anfiteatro Castren-
strati e ministri non fu sempre il mede- se presso la Croce in Geru-
Chiesa di s.

simo, come si può vedere in Nardini, Ro- salemme. La Regione FI, Alta Semita fu
ma antica^ nella descrizione della topo- detta per le gibbosità del Monte Quiri"
grafia, nel gran registro intitolato, iVb/i/fVz naie, in cui erano le Terme di Costanti-
utriusque imperii, e negli scrittori de'cata- no, sulle quaU fu fabbricato il Palazzo
loghi, conosciuti sotto il nome di Regio- Rospigliosi, e quelle di Diocleziano ove
narii , essendo il più completo Publio oggi è piantata H Chiesa di s. Maria de
Vittore, Sesto Ikjfo è mancante di diver- gli Angeli, contenendo anche il Monte
se regioni. Questi furono primi a tratta*
i Pincio. La Regione detta Fia Lata FU
re brevemente, ma con un certo metodo, perchè comprendeva il i." tronco della
de'monumenti dell'antica Roma e della viao Strada Flaminia che in questa par-
città co' loro cataloghi. Le nuove regio- te era più ampia delle altre di Roma, con-
ni furono denominate dai colli che con- tenendo il Foro Archimonio ov'è la chie-
tenevano, o da alcun tempio, o da qual- sa di s. Nicola in Arcione (di cui nel voi.
che pubblico edificio o via, ed eccone il XVI, p. i3i), la villa pubblica in cui è
nome di ciascuna. Tanto i vici che i com- ilPalazzo di Fenezia, i Septa ove sor-
piti ebbero la propria edicola o tempiet* ge il Palazzo Daria, il tempio di Nettu-
to, come le nostre parrocchie, dice Guat- no al presente Dogana, il foro Antonino
iani, Roma descritta e illustrata j aggiun- colla Colonna. La Regione FIIIi\x ap-
,

8 RIO RIO
pellata Foro Romano perchè lo conte- Traiano, per opera di Papa s. Clemente

neva, insieme ai Fori di Traiano, di Ce- I fu fatta una divisione nuova de'quar-
sare, di Augusto, il Boario, il Piscai'io, il lieri della città in 7 regioni e tutta eccle-

Velabi'o minore e tutto Monte Capito- il siastica, pel discreto numero de'primitivi
lino. La Regione 7A' ebbe il nome di Cir- cristiani, di cui le Persecuzioni {F.) im-
co Flaminio j perchè fra le al Ire fabbriche pedivane Tincremento; divisione che se-
comprese ancora quell' antico circo^ nel condo progressi della religione cristiana
i

cui mezzo fu edificata la Chiesa dì s. Ca- avrà avuto delle modificazioni quanto ai
terina de'Funari. Essa contenne tutto il confini: certo è che i sagri ministri cui di
Campo Marzio, meno la porzione fra l'o- ciascuna ne fu coniimessa la cura, si au-
dierno Corso e il Quirinale. La Regione mentarono progressivamente nella dila-
X si appellò Palazzo, Palalium, perchè tazione della fede al modo che notai; di-
racchiuse tutto il Monte Palatino e la sua cendo Anastasio Bibliotecario, ches. Sil-

Talle verso il Celio, e fu uno de'piìi au- vestro l nel 2.** concilio romano del 824
gusti luoghi della città. La Regione XI fecit sepleni regiones et diaconibus divi-
fu indicata col nome di Circo Massimo sit. Sarà stata una nuova divisione in pro-
che occupò tutta la vaile Ira i Monti A- porzione de'bisogni, dopoché Costantino
ventino e Palatino, a tutta la ripa del fiu- avea restituito la pace alla Chiesa, profes-
me* fra Porta Trigemina e il Teatro
la sandone la credenza,mentre di comun con-
di Marcello, ha Regione XII , Piscina senso degli scrittori, la i." divisione è di
pubblica fu detta, comechè racchiuse lo assai anteriore nell'epoca. Da Nardini, che
spaziodestinato a!layo«^r/«rzpubblica,che a lungo ragiona su questa divisione, sulla
comprese tutto il piano [va' Monti Cello e quale rimangono lumi assai scarsi, sem-
il falso Aventino, in uno al vastissimo e* bra potersi dedurre, che la Regione I ec-
difizio delleTerme Antoniane, fra il Cir- clesiastica, perchè per quanto riguarda-
co Massimo e dette terme vicino , alla va il civile e il temporale si continuava
Chiesa di s. Cesareo. La Regione XIII colla divisione Augustana, comprese l'A-
denominata Aventino, comprese tutto l'o- ventino e le sue adiacenze; la Regione II

monimo colle, ed il piano de'7VÌ7ftìf//, di cui comprese il Palatino, il Campidoglio e le


parlai a Porti. La Regione XIF A\\\\'q?>- valli adiacenti; la Regione III formòi,\

sere situata tutta di là dal fiume Tevere, della Celimontana edell'Esquilina, o sia
ebbe il nome di Trastevere o Transtibe- delle II e V d'Augusto; la Regione IFù
rinijfacendone parte Monti Gianicolo i estese sul Quirinale; la Regione Ff^i non
e Faticano, noa molto abitato da'romani lungi dalla chiesa di s. Maria in Via La-
pel dominante vento di scirocco, per cui ta; la Regione /^/comprese in gran par-
tbbei4o case al dire di Panciroli. Que- te quella del Circo Flaminio o IX d'Au-
sta divisione di Augusto era in vigorean- gusto ; la Regione /^//«corrispondeva a
Cora nel VI secolo, quanto al numero di quella di Trastevere o XIV Augustana,
ordine e alla marginatura de'confiniji no- e ne comprendeva tutta la regione. In-
mi forse di alcune regioni erano variati, tanto Costantino per meglio difenderò
especialmente quelli cheaveano apparen- l'impero dai barbari che lo minacciavano,
za di paganesimo, come quelli d Iside e nel 33o ne trasportò la sede a Bisanzio
Se rapi de j e quello del Tempio della Pa- che chiamò Costantinopoli (^^.)^' v'innaU
ce o Fia sagra, a'quali ne saranno stati zò 7 colli eia divise in i4 regioni, accioc-
sostituiti altri, traili dal nome delle fab- ché anche io questo somigliasse a Roma,
briche o contrade. Ricordai di sopra co- per flune eclissare la gloria; quindi viep-
me dali.° secolo dell'era cristiana, e ne- più scosse dalle fondamenta l'unità del-
gl'imperi di DoQiiziano o di Nerva odi l'impero nella divisione che ne fece tra i
RIO RIO 9
figli e nipoti. Nondimeno sotlo Teodosio naie I, II, Illec.è certo che significa una
I del 379 l'impero tornò a ubbidire a uno regione intiera di Roma. Nelle memo-
solo, sebbene nel 3g5 per sua morte Io rie de' bassi tempi s'incontrano i numeri
divise in due parti a'figl i, dando l'Or/e/i/e ordinali di nove regioni di Roma, tulle
(/\) ad Arcadio, V Occidente (F.) ad Ono- sulla riva sinistra del fiume, durante i se-
rio, il quale stabilì l'ordinaria residenza in coli 1a, X e XI, ed in parte ìtncora nel
Ravenna [F.) che a somiglianza di Roma secolo XII, quindi è chiaro che allora Pvo-
fu divisa ini 4 regioni, e chiamata \aRoma ma era divisa in dieci regioni, poiché la X
del Basso Impero j il quale terminò nel veniva costituita dalla parte Trasliberi-
476, quando Odoacre re degli eruli de- na, che di frequente trovasi indicata col
pose l'ultimo imperatore d'occidente, ed nome di Urbs Ravennatiiim, perchè co-
alla sua volta venne deironizzato nel 493 me dissi a Ravenna era abitata dai ra-
da Teodorico re de' goti, quali aveano i vennati ,
per cui nella basilica Vaticana
invaso l'Italia, onde gl'imperatori d'oc- era sotto il portico una porta chiamata
cidente volendo poi ricuperarla incomin- Ravcnniana (ora è quella che sta vicino
ciarono la famosa guerra gotica. Ron)a alla porta di bronzo a mano manca nel-
bersaglio de'barbari, invasa e saccheggia' Tentrare in chiesa, come rimarca Torri-
la, incominciava a sperimentare il pater- gio), corrispondente al Gianicolo e al Tra-

no patrocinio de' Papi, avendo patito il stevere. La Città Leonina {F.)qv?\^q\ af-
4-° sacco e l'estremo eccidio nel 546, per fatto disgiunta e designavasi col nome di
opera di Totiia rede'goti, il quale ne tol- Civilas Nova o Leoniana. Questa divi-
se le porte, atterrò buona parte di mu- sione di R.oma in dieci regioni rannodasi
ra, condusse seco i senatori, e quasi tutto alla nuova forma data al governo muni-
il popolo cacciò dalla città, trasportan- cipale di Roma da Alberico 11 (di cui nel
doli altrove. Dopo tanta catastrofe, di ve- voi. XXVII, p-ig^) conte tusculano nel
nula Roma aperta, ingombra di rovine 931, e ci fa conoscere l'origine del nome
e priva d'abitanti, soggiacquea nuovo ri- di r/ectì5/T0/i/ dato allora ai capo-rioni, co-
parto, avendo preso un aspetto lutto af- me notai di sopra, derivante dal numeio
fatto diverso dall'antico splendido emae- di I o, nome
che rimase ancor dopo che
stoso, mentre le strade ingombre dalle ma- qne'magistrati furono portati al numero
cerie degli alteirali sontuosi ediflzi,diver di J 2 _,
quanti erano nel 966 0967, quando
nule irregolari, successivamente moltedi- d'ordine di Ottone furono messi a mor-
I

ventarono impraticabili e si chiusero, ed Xe, per essersi ribellati contro Giovanni


in loro luogo se ne formarono altre a tra- XIII [F.) e averlo costretto a fuggire da
verso de'fabbricati diroccati. Siccome nei Roma. Da'monumenti antichi si ha un'i-
tempi floridi di Roma le vie piincipal- dea delle località di queste o regioni, ed i

inente ne determinavano i liinitidelle re- apparisce che alcune, come la II, la VII,
gioni, dopo la loro chiusura e ingombro l'Vlll, la IX, erano quasi corrispondenti
si andarono a poco a poco cancellando e alle antiche,sebbene variati più o meno
alterando. Inoltre avvenne che al nome ne fossero confini. La I chiamavasi del-
i

di /?eg?oo regione si die un significalo più l' Aventino, poiché chiudeva principal-

vago, designandosi non una regione, ma mente quel monte. Alla 11 si assegna va co-
ancora e sovente una contrada, avverten- me parlila contrada sotto l'Aventino ver-
do Nibby , che leggendo documenti e i so Testacelo, chedicevasi Meta Gracco-
scrittori de' tempi medile d'uopo usare rum perla piramide di Caio Cestio, quel-
molta cautela quando incontrasi la deno- la del Monte Testacelo, Testacium^ quel-
minazione de Regione j quando però que» la di Marmorata presso Navali, che di- i

sta sia accompagnata dal numero ordi- cevasi Horrea pei magazzini antichi e
IO RIO Ilio
]Upa graecoruììiy Monte Ce-
il Circo e il Giorgio, e Felum aureuni il propinquo
lio che chianiavano Celìmontìum. La 111 Velabro. Di tutte queste e altre denomi-
stende vasi verso s. Croce in Gerusalemme nazioni che per brevità tralascio di ripor-
e Porla Maggiore, edesignavasi coi nomi tare, come delle seguenti, agevole mi sa-
di PalaliiunSessoriamim , Hierusalem, rebbe stato rendere ragione di tutte, a-

forta major. La IV indicata in un atto vendone trattato a Chiese, Palazzi, Piaz-


del I o33 riportato dal citato Galletti, vie- ze, Fontane, Ponti, Porte, Strade diRo-

ne indicata da un Campus de Sergio^ e MA e altri articoli, ma sarei andato trop-


pare che fosse in parte poco abitata. La po nellelunghe,laonde ricercandole negli
Y ricordasi in un istromenlo del 1007, indicali articoli ealtri relativi si troveran-
esistente nell'archivio di Maria in Via s. no le spiegazioni. Nel piano di Roma mo-
Lata, dal quale apparisce che non fu lun- derna si hanno pure i nomi di Campitel'
gi da quella chiesa. Della VI non si trova Camilliano presso s. Maria in Via La-
//,di

menzione, ma fu forse quella del Quirina- ta, di Maxima presso la chiesa di s. Am-
le,
più comunemente della yéd Equiim brogio delle francescane, di Craticula a
marmoreum, e de Cab allo marmòreo. La piazza di Branca, di Pinea alla contrada
VII designa vasi col nome di Via Lala^Dl- del rione Pigna, di Platanone a s. Eu-
buriumy e ad Duos Amantes. L'VIII vie- stachio che si vuole quasi centro dell'a-
ne indicala col nome di Regio sub FUI bitato di Roma come dichiarai a
Palazzo
CapiloliOf Canaparia, e ad Alefanlum. Carpegna, duos hortos a s. Sil-
à' Inter
La IX comprendeva tutta la regione an- vestro in Capite^ e di là dal Tevere quel-
tica di tal numero e si distingueva nelle le di Mica Aurea e Ficus Aureus pres-

contrade del Jll creato oia piazza d'Ara- so la chiesa de'ministri degl'infermi e s.

celi,Colutnpna Antonini o piazza Colon- Cosimato delle francescane , e quello di


na, Augusta o Mausoleo di A uguslo,ócor- Ripa Romanea a Ripagrande.
ticlarias. Luigi de'francesi,/^g^o«eo piaz- La descritta divisione di Roma in 10 J
za Navona , ParionCy Canto secuto oggi regioni finì nel secolo XII e pare nel 1
144 S
s. Biagio della Pagnotta, Arcala o Are» per quanto narrai di sopra, quando pure
nula oggi la Regola, CrtccflZ>tìrn7 oggi Ca- terminarono molte forme di magistrature
caberis. Finalmente la XoUrbsRaven- di reggimento civico , originale dopo il
wtìr/mm conteneva lutto il Trastevere rac- succennato riordinamento di Roma sul
chiuso fra le mura Onoriane. Inoltre in principio del secolo IX o X. La divisione
que' secoli eranvi le contrade Cella No- e nomenclatura che si mantiene ancora
va o chiesa di s. Sabba, Clivo Scauri la era già introdotta verso la mela del se-
salita della chiesa de'ss. Gio. e Paolo, col colo XIII, come si ha da certi documen-
\icino Settizonio ,Porta Metroni la via ti, insieme al nome di Rioni^ in luogo di
della Ferralella, in Martio dintorni del-i Regioni , qual conseguenza delle nuove
la chiesa de'ss. Quattro, Suburra e Me- forme di governo municipale,incomincia-
rulana le contrade che ancora ne porta- le o per l'insurrezione ricordata del 144> 1

no il nome, in Sdice la chiesa di s. Lu- o pel celebre alto di concordia fra il po-
cia in Selce, ad' Gallinas albas la con- polo romano e Clemente IH, di cui par-
trada dellachiesa di s. Agata alla Subur- lai a Moneta e Prefetto di Roma. Que-
oMagnanapoli, ove sono
ra, 5tì[/«e^ Ptìz</f sti nuovi rioni si mantennero in numero
i monasteri delle domenicane Campus , di 1 3 ne'secoli XIV e XV, nel qual ultimo
CaloleoniSy Caroli Leonis^ o parrocchia trovo che Nicolò V allei 3 regioni della
di s. Maria in Campo Carico, in Tellude città provvide con 1 3 marescialli, cui donò
i dintorni del foro Palladio o Palladiuni 1 3 veslidi porpora, i quali marescialli in-
poi il Palatino, tìt^ sedcni ora chiesa dis. tervennero quindi ai solenni possessi dei
RIO RIO ,1
Papi, e ueparlaiin flnedeirailicoloMA- senno de'nuovi massimamente nel-
rioni,
BEsciALLO. Sollo lai Papa nella pompa cui le porte e ponti della città, fu posta una
ricevè Federico III nei i4^^3, dopo i car- lapide di marmo col nome e geroglifico
dinali e le loro €am\^\\ef ferebalur a pe- o insegna del rione, le quali lapidi in nu-
deslrihus vexilla XIII Rrgiomim Urbis. mero di 220 determinano le circonferen-
]\el secolo seguente Sisto V ripristinò il za di tutti i rioni , nella prima e ultima
numero anticocon aggiungere ai detti
, delle quali, cioè de'rioni ]Monli e Borgo,
rioni il XIV di ^or^o( A'.), del quale me-, vi furono ancora scolpile le armi del Pa-
glio parlai a Citta Leonina, con distinto pa, del senato romano e del camerlengo.
Governatore (FI) di grande autorità; ed Anche la descrizione de'rioni, tanto del-
ai due Maestri di strade (F.), succeduti l'antico quanto del nuovo ripartimcato,
agli antichi edili, ne aggiunse 12 accioc- colle fabbriche sagre e profane, sì moder-
ché ogni rione avesse il suo maestro, per ne come antiche, riuscì assai interessante
attendere alla polizia delle strade e so- e utile, oltre la pianta de*medesimi rioni
prititendere alle fabbriche. Leggo nel con- colleindicazionidellechiese, piazze e stra-
te Bernardino Bernardini patrizio roma- de. Il I è il Rione Monti che ha per
no, Descrizione del nuovo ripartbnento roglifico , insegna o bandiera tre Monti
de Rioni di Roma fallo per ordine di N. verdi in campo bianco. Noterò che ogni
S. Papa Benedetto XI F^ con la notizia presidenza regionaria, residenza del pre-
dì quanto in essisi contiene, Roma 744» 1 sidente del rione e del suo officio, sulla
che nel secolo passato limiti de*i4 rioni
i porta esteriore tiene dipinto in tavola in
erano confusi con pregiudizio del buongo- forma d'arme o stemma la propria inse-
verno della città e del pubblico bene, pei gna con il nome del rispettivo rione, qua- i

frequenti disordini che accadevano tra u- li slemmi si ponno vedere in Bernardini,

na regione e l'altra, formate senza ordi- colle spiegazioni che qui riporto. E' de-
namento e con arbitrari confini, quindi nominato 7lio/zf/ non solo perchè racchiu-
nascevano rilevanti sconcerti e pregiudizi de Monti Esquilino Oppio eCispio, Vi-
i

the enumera. Essendo egli allora priore minale, parte del Celio e parte del Qui-
de'caporioni e caporione del rione Monti, rinale, come ancora per essere la parte
concepì l'idea di togliere sifKilti inconve- più montuosa di R.oma. Inoltre è il più
nienti, che rassegnò a Benedetto XIV per vasto di tutti gli altri 3 rioni, poiché ab- 1

formare un nuovo compartimento de'rio- braccia quasi 5 delle antiche regioni, E-


ni di Roma, che dovesse servire di rego- sqnilina, Iside e Serapide, e parte di quel-
la fissa e invariabile. Il Papa approvò il le del Tempio della Pace, Alta Semita e
divisamento, 18 maggio 74"^ con atto
a' i Foro romano : ha 36,988 piedi di cir-
diretto al cardinal Albani camerlengo, ^- conferenza. 11 li è il Rione Trevi c\\q per
vendoci rappresentato, aulorhzhìa rego- impresa ha nella bandiera ^/'c Spade nu-
larizzazione de' confini e termini de' i4 de in campo rosso. Si dice di Trevi dal
rioni, e del proposto descritto nuovo ri- Trivio che diènomeall'actjua e alla ma-
partimento. In vigore pertanto della pon- gnifica Fontana (^^.) omonima, o perchè
tificia ordinazione, il Bernardini stesso fu dall'antica fonte sgorgavano tre bocche,
scelto a determinare i limiti di ciascun o dalle tre vie maestre che fucevano ca-
rione e di tutti farne la descrizione, che po alla piazza di tal nome, ora essendo 5.
mediante la nuova pianta topografica di Comprende il resto del Quirinale, ed il

Roma, fatta da Gio. Battista Nolli cele- piano fra questo e il Pincio, come pure
bre geometra e architetto, riuscì egregia- in parte quello fra il Quirinale ed il Cor-

mente, e fu approvata da detto cardina- so. Abbraccia parte delle antiche regioni
le. Quindi in vari luoghi e confini di eia- Alta Semita e Via Lata: ha 17,432 pie-
12 RIO RIO
di di giro. Il III Rione Colonna che alza rigine del suo nome fin dal secolo XI dal-
per insegna nella bautliera la Colonna in l'arena della ripa del Tevere, arenula, vo- J
"
campo rosso, prende il nome dalla colon* cabolo che corruppe prima in areola
si

na Antonina. Racchiude il Monte Cilorio e poi in Regola^ ovvero dall'arena o pla-


e lutto il tratto fra questo e il Piocio, ed tea del teatro che forse ivi surse, e pro-
il Pincio stesso compreso fra le porle Sa- babilmente il Balbo di cui si vedono le
laria e Pinciana, perciò occupa parte del- rovine. Si estende sulla ripa del fiume dal-
le antiche regioni dell' Alta Semita e di la contrada de'Bresciani in via Giulia^ fi-

"Via Lata: gira 7,610 piedi. Il IV /?'o/ie


1
no al ghetto degli ebrei, e couìprcnde il
Campo Marzo che porta nella bandiera Monte de'Cenci, ed in parte corrisponde
per insegna la mezza Luna in campo az- alla regione del Circo Flaminio: ha 8,1 43
zurro, si appella così per l'antico Cam- piedi di giro. L'VIII Rione s. Eustachio
po Maiiio, nel quale si estende, che an- ha per insegna la testa di Cervo coli' im-
ticamente si estendeva fuori della città e magine del Padre eterno inatto di bene-
destinalo sino dai primi tempi di Roma dire coWà destra, tenendo la sinistra so-
agli esercizi militari e ginnastici de'gio- pra il globo. Questa immagine sia sopra
"vani romani. Comprende la parte più a- la fronte del cervo; ma il capitolo della
bilata della città, ossia il resto dei Pincio, collegiata di Eustachio nel suo stem-
s.

e tutta la pianura fra questo e il Tevere ma in vece del Padre eterno usa l'imma-
fino alla contrada del collegio dementi- gine del Crocefisso sopra la fronte e ia
no, cioè porzione dell'antica regione del mezzo le corna del cervo per suo slem-
CircoFlaminio: ha 15,975 piedi. Il V Rio- ina. Prende il nome dalla chiesa di tal
ne Ponte ha per insegna nella bandiera santo martire e valoroso milite romano.
il Ponte s. Angelo colle statue de' ss. Pie- In lunghezza si estende dalla piazza di s.

tro e Paolo in campo rosso. Prende il no- Carlo a'Calinari, fino alla piazza di Cam-
me dal Ponte s. Angelo, che prima di Si- po Marzo, in larghezza dalla piazza del-
sto Vera compreso in questo rione. Si la Maddalena a piazza Madama, ed oc-
estende sopra tutta la ripa del fiume fra cupa parte dell' aulica regione del Cu'co
la contrada del dementino e quella dei Flaminio ha 7,280 piedi di circuito. Il
:

Bresciani in via Giulia, giungendo acom- IX Rione Pigna mostra perinsegjia nella
prendere il Monte Giordano, e le chiese bandiera la Pigna in campo rosso, per-
di s. Maria della Pace e di s. Maria del- chè si crede derivato il nome fino dal se-
l'Anima, rispondente in parie all'antica colo XI, da una grossa pianladi pinoch'e-
legione CircoFIaminio.il VI Rione Pa- ra nell'omonima piazza. La sua configu-
rioneha perinsegnanellabandiera lìGrif- razione è un quadrato determinato dal
fo in campo bianco: l'antica l'indicai nel palazzo di Venezia, piazza di Sciarra, il

•voi. L 3og. Prende


, p. il nome da una Panteon e la chiesa di s. Elena. Abbrac-
contrada che racchiude, alla quale le de- cia parie dell' aulica regione Via Lata :

rivò dall' avervi abitato gli jpparitores gira 6,1 35 piedi. IIX Rione Campitelli
o cursori parola che per corruzione si
, ha per impresa nella bandiera la Testa
cambiò in Parione, almeno fin dal secolo di Drago in campo bianco. La sua de-
XI. Si estende dalla chiesa Nuova per la nominazione si vuole provenire dal secolo
\ia del Governo vecchio fino a piazza Sa- XII e derivata dal Campidoglio, Capito-
vona, ed occupa parte dell'antica regione lium, o pei capitelli qui trovati del vicino
del Circo Flaminio ha 7,243 piedi di
: portico di Livia, ovvero per quanto notai
circonferenza. Il VII Rione Regola alza nel voi. XII, p, 99,dappoichè parlando di
per impresa nella bandiera il Cervo in chiese e altri edifizi, o monumenti o piaz-
campo azzurro turchino. Iliconosce l'o- ze, dissi pure de' vocaboli de'rioni di Ilo-
i

RIO RIO i3
ma. Comprende Monli Capitolino ePa*
i tica regìoneTrasliberina fra le porle Por-
latino, parte del Celio e il Monte d'Oro, tese e di s. Spirilo, racchiudendo il Mon-
stendendosi in lunghezza dal palazzo di te Gianicolo : gita 23,798 piedi. All'ar-
Venezia fino alle mura della città fra le liòblo Porto raccontai la giurisdizione e-
porle Metroni e di s. Sebastiano. Il suo piscopale che il suo vescovo e di Selva
circondario contiene perciò l'antica regio- Candida anticamente esercitava nel Rio-
ne Palatina e parte di quelle Celimonta- ne tli Trastevere ed in parte di quello di
iia,Porta Capena, Via sagra, Foro roma- Borgo o Cina Leonina come facenti par- ,

no Circo Massimo e Piscina pubblica


, : ie di sua diocesi. Inoltre nel Trastevere
ha 20,706 piedi di circonferenza. L' XI sino da'tempi della lepubblica romana vi

Eione di s. Angelo ^ alza per insegna nel* è il claustro israelitico o abitazione degli
la bandiera regionaria V Angelo con spa- Ebrei [F.),ove lodescri.ssi e chiamato vol-
da nuda in mano e con bilancia nelC al- garmente Ghetto, li XIV Rione Borgo
tra in campo rosso , cioè rappiesenfa s. avente per impresa nella bandiera regio-
Michele arcangelo protettore della chie- naria il Leone in campo rosso posalo so-
sa. Prende il nome dalla chiesa intitola- pra cassa/errala^ appoggiando la destra
ta a quel principe della celeste corte, si- branca sopra tre monti, sovrastati dalla
tuata in Pescheria o Pescinula, ove si fa stella. Questa insegna facente parte del-

il principale mercato del pesce. Si esten- lo stemma di Sisto V,che questo aggiun-

de dalla ripa del Tevere fino alla via del- se agli altri rioni, fu da lui assegnata, e-
le Bottegheoscure, iiicludendo il suo cir- sprimendo nella cassa ferrata il tesoro da
cuito tutta l'abitazione o recinto de^li e- quel Papa racchiuso in Castel s. Angelo.
brei e il Monte con parte delle
Savelli , Comprende oltre detto Castello, tutta la
antiche regioni Via Lata e Circo Flami- Città Vaticano Compendiuni
Leonina col

nio; girando 5,235 piedi. Il XII Rione Urbis, e perciò Borghi s. Angelo, Nuo-
i

Jìlpa, mostra per insegna nella bandiera vo, Angelico, Vecchio, s. Michele, Pio, s.
regionaria la Ruolain campo rosso^s\m- Spirito, Vittorio, de'quali trattai a' luo-
bolo della via Appia. Dalla ripa del Te- ghidonde ne presero la denominazione:
vere, per cui s'aggira, riconosce il suo no- ha 19,140 piedi di giro. La circonferen-
l- me. Si estende sulla ripa sinistra del fiu- za delle XIV regioni d' Augusto, secondo
me dal ponteEmilioo Palatino oggi Fiot- i regionari, ascendeva a piedi 23 1,273:
to, fino alle mura della città; e per que quella de' xiv rioni di Roma moderna e
ste fino alla porta Appia o di s. Sebastia- papale, piedi 224,983 ; quindi la difle-
no, e di là dritto per la Tia Appia, Circo renza in meno e a favore delle antiche re-
Massimo e il Velabro al ponte nomina- giojii è di 6290 piedi. Dopo la detroniz-
to; in conseguenza racchiude fra' ponti zazione di Pio FI (P^.) operata dai re-
Quattro Capi e Cestio con l'isola di s. Bar- pubblicani francesi, proclamata da que-
tolomeo, Monti Testacelo e Aventino
i
,
sti nel febbraio I 798 la repubblica roma-

perciò l'antica regione A ventina, e par- na o Tiberina, con quel calendario che
te di quelle della Piscina pubblica, Por- riportai a Era, fu annullata la descritta
ta Capena, Foro romano e Circo Massi- divisione de* rioni di Roma e ad essa so-
mo; avendo 3o,8iopiedidi giro. 11X111 stituita una nuova divisione, che terminò

"Rione Tra stei'ere, ay ente per insegna nel- coir effimera repubblica nel settembre del
la bandiera la Testa del Leone in campo seguente anno : della divisione territoria-
rosso, conserva l' antichissimo nome, co- le feci parola nel voi. LUI, p. io3. f rio-

me regione situata di là dal Tevere per ni furono chiamati Sezioni in numero di


quelli che abitano la parte opposta. Com- 12 coi seguenti nuovi nomi: cioè sulla ri-

[
prende quindi l'ampiezza e il sitodeiran- pa sinistra del fiume furono io,delledi
, 3
,

i4 RIO RIP
Pompeo, del Panteon, di Hiuto, di Fla- Àntìq, Rom. di Grevio : ritrovasi ancora
minio, dei CannpoMai*zio,del Pincio,del nella Repubblica romana di Panvinio^ e
Quirinale, delle Terme, della Suburra, e Nardini ne fece uso nella Roma antica.
del Capilolio; e sidla destra 2, dette del Publius Victor, De Regionibus urbis Ro-
Gianicolo e del Vaticano. Pio VII in luo- mae recognoscentCy Brixiae ec, 1 5or) : si

go degli antichi capo-rioni, non solo isti* riporta ancora nel citalo Grevio, nel Bois-
luì i presidenti de* rioni e le presidenze sardo, Ant. Roman. ^ nel detto Panvinio,
regionarie , ma con nuova numerazione con Pomponio Mela, con Labbc nella Not.
marcare tutti luoghi del-
delle case fece i dìgnit. imper.j ed in altri. Fabio Calvi

la cittàche mancavano di nomenclatura. Antiquae Urbis Romae cum Regionibus


A Palazzi di Roma trattai anche di quan- sìmulacrunìj Romae i532. Bernardino
to riguarda le case. Il regnante Pio IX Oricellario o Rucellai, De Urbe Roma
con moto-proprio del i.° ottobre 1847, seu Latinus Commentariusejusdem in P.
sulla organizzazione del consiglio e sena- Fìclorem , ac S, Rufum de Regionibus
Io di Roma, abolì il priore de'capo-rioni Urbis: exst. inter Rerum Ilal. Script, di
e la guardia urbana de'capotori, decre- Muratori t. 1. Giacomo Sirmondo, Cen-
tando. >y L* uso delle bandiere delle xiv sura conjecturae anonymi scriptoris de
regioni della città, e del vessillo colla ì- Suburbicariis Regionibus, et EcclesiiSfVtA-
scrizione S. P. Q. R.'ìn un col suo l^es- risiis 1618. Descriptlo Regionum urbis^
silllfero è conservato. Saranno quelle dei sive Itinerarium per Urbeni et circa Ur-
rioni esposte al solito nelle occorrenze beni cum indie ationibus observabiliuni
e portate, quando ciò avrà Inogo, da i4 aedificiorum ibidem superstiLum circa o-
scelti tra i più probi abitanti de'medesi- ctavum Christi saeculum: nell'Anastasio
mi nomina della magistratura. Indos-
a Bibliotecario, Vit. Pont. 1.7., p. i24-^^*
seranno un conveniente vestiario. loro I gionibusdenovae Romae incerto auctore
uffizi sono meramente onorarii, edurano nunc primuniy typis Chalcographis com-
per due anni". Nel Prospetto delle pre missus i53i. A. Degli Effetti, Discorso
rogatile delsenato romano jóhpose il me de' borghi di Roma, ivi 1675 parla an- :

desimo Papa. » 1 1 senato romano farà por cora della Ravenna di Trastevere. Ales-
tare le xiv bandiere de'rioni, allorché ac sandro Rnffini , Dizionario etimologico
compagnerà la solenne processione del storico delle strade, piazze, borghi e vi-
rS-^del ss. Corpus Domini alla chiesa di coli della città di Roma, ivi 1847. ^^^
s. Marco, ed in altre circostanze". Quanto due indici alfabetici: il i.° delle strade di
riguarda presidenti e i le presidenze regio- Roma diviso per rioni , con indicazione
narie nell'epoca repubblicana del 1B491 di quelle vie che si estendono ad altri rio-

ne parlai all'articolo Pio IX. De'rioni di ni; il 2.° delle strade di Roma diviso per
Roma,comedelleregioni antiche trattaro- parrocchie, coi rispettivi numeri civici,
no lutti i descrittori di Roma; della topo- desunto dalle Notizie archeologiche sulle
grafia del suolo di R.oma principalmente medesime di Bontus opera che citai a ,

sono a vedersi O. Panvinio, G. Brocchi, A. Parrocchie di Roma.


Nibby, ed il comm.'" Luigi Canina. Inoltre RIPA GRANDEeRIPETTA DI RO-
si possono leggere: Guido Panciroli, De MA. F. Porti delio stato pontificio.
(jiiatuordecim Regionibus urbis Romae eo- RIPATRANS0NE(/?/)!7««). Città con
rumdewque aedificiis tam publicis quam residenza vescovile nella delegazione a-
privatiSj Venetiisi6o2: anche in Grevio, postolica di Fermo, legazione delle Mar-
TJies. Antiq. Rom. t. 3, p. i 1 7; e nella No- che, con governo, quasi frontiera dello
olia dignilatum ulriusque imperii. Sextus slato pontifìcio, in luogo fortificato dalla
Rufus, De Regionibus Urbis^ nel t. 3 Thes, natura e dall' arte , distante 4 ^^g^^^ ^^
RIP RIP i5
Fermo, 5 da Ascoli e pih di una dal ma- sure leggono nel 1. 1, p. 7^ à&WÀlhìirn
si

re Adriatico, ove hanno foce i fiumi Mo« diRoma. Racchiude Ripa Transone entro
nocchia e Tesino che ne bagnano il ter- il suo recinto 4 antichissimi castelli, già
ritorio; si calcola lungi da Roma 29 poste, dominati ciascuno dal proprio barone, ora
ed è in ottima aria. La sua posizione so- chiamati quartieri o rioni , denominati
pra erte colline riunite, abbondanti di ot- Monte Antico^ Capo di Monte, Agello, e
time acque incluse neli' esterno o i.° re- Ro/lano detto anche S.Domenico e s. An-
cinto di mura, circondata da merlate mu- gelo. Vi sono diversi antichi palazzi dei
raglie sparse di torrioni, la rese soggetta nobili e de' cittadini. Il vecchio palazzo
ad assedii, ma fu quasi inespugnabile pri- comunale, già sul piano di Monte Anti-
ma deir invenzione delle artiglierie; laon- co, ed in parte demolito nel i85[ come
de si meritò titoli di Piceni propugna-
i minacciante rovina , fu fabbricato assai
culnm, e di Fidelissimum, et opulentis- prima deh 198, il che accresce le prove
sìmum oppidiint y per averci ri pani an- dell'esistenza di Ripa Transone prima di
che col loro valore, fedeltà e attaccamen- tale epoca; l'attuale fu rifabbricato da due
to alla s. Sede difeso le sue ragioni, e ri- secoli e mezzo circa, e nel centro dell'a-
covrato in tempi di pericoli di guerra, o bitato, sopra il precedente palazzo comu-
d'incursioni de'pirati ben 1 5 popolazioni, nale in contrada Agallo, cioè dopo di es-
ciò che Gregorio XIII celebrò in una bol- sersi abbandonato l'altro di Monte An-
la. Le attuali mura merlate e sparse di tico : è probabile che ognuno de* castelli,
torri , sono una porzione delle antiche de'quali si formò Ripa Transone, avesse il

mancate nel passato secolo ed a'iempi no- proprio palazzo civico. Il palazzo già del
Le 4 porte munite di saracinesche,
stri. podestà, ora del governatore, resta incon-
aveano ciascuna avanti altro recinto di tro al comunale, e rimonta ah 3o4:nel-
mura, per cui due erano le porte da su- r estate vi solevano risiedere i cardinali
perarsi, ed ora è solo rimasto quell'an- legali, ed i vicelegati della Marca, per cui
temurale recinto, che rinchiude le ampie fu appellato anche palazzo apostolico. Il

fontane. Le mura già esistevano nel se- teatro a'tempi nostri fu ultimalo per cu-
colo XII, quando furonodislrutte da Mar- ra del conte Filippo Neroni gonfaloniere.
cualdo, e poi rifatte in modo di rigetta- Avanti di procedere in questi miei cenni
re idi lui nuovi assalti. Rovinate neh 44^ storico- ecclesiastici di Ripa Transone,deb-
da Sforza, furono indi in poco tempo ri - bo dichiarare la mia gratitudine al eh,
costrutte e rese capaci a respingerlo cir- marchese Filippo Bruti Liberali, per a-
ca 27 mesi dopo per sempre, con di lui vermi inviato da un dodicennio a oggi e
scorno e rovina. Neh 548 altro restauro all' epoca delle loro pubblicazioni, circa

ebbero le mura dal cardinal Farnese, al- 90 delle sue Lettere e Memorie riguar-
tro sotto Sisto V o Clemente Vili. Ad e- danti principalmente questa di lui patria,
poca remota appartengono poi i rinoma- ove suoi antenati vi si stabilirono da circa
i

ti militari cunicoli, che girano quasi sot- 4 secoli. Queste Lettere e Memorie egli
to r intiera città a modo di sotterraneo compose, e stampò nella patria tipogra-
laberinlo, muniti di piccole nicchie: que- fia vescovile e comunale Jaffei, in occa-
sti cunicoli, secondo Garzoni, servirono di sione di consagrazioni o possessi, di cele-
occultamento agli abitanti nell'invasione brazione di messe novelle, di monaca/io-
de'saraceni, prima della metà del IXse- ni, di predicazioni, di sponsali, offrendole
colo, benché inutilmente. Secondo l'uso, e intitolandole a chi era l'oggetto cui le
queste artefatte cavità forse avranno ser- dedicava in segno di estimazione, come
vito per eseguire negli assedii inaspettate diprendere parte al loro gaudio; in che
sortite contro il campo nemico: le sue mi- mostra l'aurea indole e alfettuosa lem-
i6 RIP RIP
peraturn del suo cuore. Co'suoi lodali stu- cedo in lulfn quanta questa mia opera,
di epul)b!ica7Ìoni, il mnrcliese lìnili Li- segnatamente dovendo-ji trattaredichie-
berali si lese benetnerilo della sua illu- se e stabiliuìenli relis^iosi e benefici,
che
stre patria, non meno che della nobilis- negliavvenimenti politici del nostro me-
sima Marca alla quale appartiene^ anco morabile secolo patirono tante vicende e
perchè diverse Lettere e yl/fmor/e diret- traslazioni. Lo studio il più diligente, su
tamente la riguardano, o per aver tratta- chi scrive sulla faccia del luogo di cose
to di altre sue importanti pai ti. Quanto proprie ein pienissima cognizione,appun-
n Ripa Transone, il marchese con singoiar to talvolta produce pegli altri oscurità o
erudizione preci puamenle,o commentan- contraddizioni, perchè non è sufiiciente
do le opere inedite de'ripani arcidiacono a tutto ben comprendere il compilato-
Botigni e conventuale Vicione, o due le re. Ordinariamente ciascuno crede espri-
stampate di questo ultimo, o compilando mersi con chiarezza per l'altrui intelli-
colle sue indefesse ricerche , trattò della genza, la quale non può essere comequel-
cattedrale^ suo capitolo, prebende ; delle la del compilatore, ch'è inoltre soggetto
chiese e parrocchie, tanto delia città, che agli errori di stampa ne* nomi propri e
del territorio o rurali, ed eziandio delle nelle epoche, quali naturalmente non può
dirute; delle belle arti di architettura e sempre conoscere. Queste considerazioni
pittura, tanto de'ternpii ripani che di al- possono servire ancora per simili artìcoli.
celebrando così la pietà e ric-
tri edifizi, Allorché s. Pio V dichiarò Ripa Tran-
chezza de'suoi concittadini ne'monumen- sone città, e v'istituì la sede vescovile, es-
ti parlanti delle chiese ; delle comunità sa aveai4 chiese parrocchiali, e altre i8
religiose d'ambo i sessi ne'Ioro conventi e senza cura d'anime. Il Papa soppresse le

monasteri, si attuali, che soppressi; degli parrocchie, ne stabilì sole4, una per cia-
stabilimenti d'istruzione e di beneficen- scun quartiere, cioè s. Benigno, s. Ange-
za, come il seminario, il conservatorio, i lo, s. Nicolò, s. Gregorio 1. Dichiarò cat-

monti di pietà, l'ospedale; degl'illustri ri- tedrale s. Benigno, benché icitladini pro-
pani, massime militari; del governamen- pendessero per la chiesa di s. Agostino, e
to della città, e sue antiche relazioni con del suo convento formarne l'episcopio. La
Bologna e Ascoli. Ora dunque colla mia chiesa di Benigno, secondo Rotigni, è la
s.

pochezza, sfiorerò il meglio di tutte que- più antica della città, affermando Vicio-
ste svariale Zli/'Y/eree Memorie ^c\o^àì\ quel- ne che esisteva prima del looo. Il suo ret-
le che posseggo, estraendo quanto credo tore d. Lepido Pacifici fu dichiarato i."

a proposito pel mio scopo, in tanta ab- arciprete della nuova cattedrale: questi
bondante dovizia di notizie , e dovendo lasciò il suo perla fondazione del mona-
tener conto d'un gran numero d'interes- stero di s. Caterina. La contigua abita-
santi note, per avvisare le innovazioni ac- zione del rettore dal comune fu amplia-
cadute dopo le descrizioni di Rotigni e la e ridotta a episcopio in seguito au- ,

altri , talvolta in parte ripetute secondo mentato dai vescovi. Vi è la confraternita


gli argomenti. Faccia Iddio, che doven- del ss. Sagramento istituita neh 584, che
do giovarmi anche di altre opere, non ur- amministra un monte frumenlario. Nel-
ti qualche scoglio nel restringerle e
in l'incendio cui soggiacque, perì l'archivio
rappresentarle quasi in miniatura , non capi tolare. La chiesa parrocchiale di s. An-
potendosi fare in un articolo di Diziona' gelo si distingueva per la singolare sua
rio di natura enciclopedica, un compen- forma di due navi , ridotta ad una nel
dio storico veramente critico, pel maggior principio del secolo corrente, l'altra ser-
spazio che richiederebbe, ad onta del mio vendo in parte da sagrestia. Ha cose pre-
buon volere e la coscienziosi là come prò* gievoli in arie, come la tavola dell'altare
RIP RIP 17
maggiore Vincenzo Pagani da
del celebre gelìsti. Ma quello che in questo genere
Monte Ptubbiano, degno scolare di Raf- va soprattutto ammirato, è il pulpito, la
faele, che dimorando molto tempo iu Ri- sedia vescovile e banco del magistrato,
il

pa Traiisone, vi lasciò preziosi lavori del stupendi intagli in legno delcelebreDe-


suo magico pennello. In questa chiesa nel siderio fìonfìni da Patrignone diocesi di
i583 vi fu istituita la confraternita del Monlalto, che con singoiar maestria ese-
ss.Sagramento, dopo che il lettore An- guì bassorilievi, figure, fogliami, come nel
tonio Spina reduce da Francia vi avea , banco leoni e stemmi della città. Nel pul-
stabilitola processione del Corpus Do- pito in 5 riquadri rappresentò le storie

mini. La chiesa parrocchiale di s. Nicolò, della B. Vergine, primeggiandola disce-


è pure sotto l' antica invocazione de* ss. sa dello Spirito santo nel Cenacolo; le 3
Dionisio, Rustico ed Eleuterio. E' situala cariatidi che lo sostengono, sono scolpite
nel sito più elevato della città, anch'es- egualmente con gusto e mirabile finitez-
sa già rimarchevole per l'architettura a za. La cattedrale ha 9 altari, oltre altra

due navi, forma che avea ancora prima chiesa sotterranea. Uno di questi altari è
che fosse ridotta a una, la chiesa della ss. sagro a Papa s. Gregorio I, in memoria
Annunziata o s. Maria d'Agello. Ins. Ni- della demolita chiesa, dichiarato privile-
colò per poco tempo vi furono i silvestri- giato da Benedetto XI II : la statua colos-
ni, e nel 1 585 vi fu istituitala confrater- sale del santo è lodata scultura del ma-
nita del Sagramento. La chiesa par-
ss. ceratese Fedele Bianchini discepolo di Ca-
rocchiale di s. Gregorio fu poi demolita, nova. Bellissima è altresì la cappella di
per erigervi nella sua area il duomo o s. Carlo. Elegante è quella dal municipio
l'odierna cattedrale, comechè situata nel eretta alla principale protettrice s. Maria
centro della città e sulla maggiore piaz- Maddalena, di cui si venera un dito. Altra
za.Siccome la primitiva cattedrale di s. di dette 9 cappelle è la grande cappella
Benigno (ora non più atta ai divini uffi- che si sta fobbricando; lodata per leggia-
cii) trovavasi nella parte estrema della cit- dria e sveltezza è quella della Madonna
tà, e la sua ampiezza non era proporzio- di Loreto detta di s. Giovanni ,
perchè
nata al numero degli abitanti, col bene- stava in una chiesa di tal nome propin-
placito diClemente Vili circa il 1597 fu- qua alla cattedrale e di ragione dell' o-

rono demoliti la piccola chiesa parroc- spedale, ov'è la compagnia degli artisti i-

chiale di s. Gregorio I, e l'oratorio della stituita nel 1678. A questa cappella ap-
confraternita di s. Gio. Decollato detta partiene la confraternita di s. Giovanni
de'neri dal sacco de'confrati, enei sito che detta de'bianchi dal sacco de'confrati, a
occupavano il vescovo Nobili pose lai." cui si unìquella del ss. Sagramento. L'im-
pietra per la nuova cattedrale, che venne magine della B. Vergine Lauretanaèin
edificala con disegno del celebre mode- grande venerazione e fu lai.' nello stato
nese Gaspare Guerra, ma riuscì corta a pontificio ad essere solennemente ornata
cagione di un dirupo. Nondimeno bella di corona d'oro dal capitolo vaticano ai
n'è l'architettura con 3 navi, e meritò le IO maggio 1682, secondo Briccolani nel-
lodi del eh.march. Amico Ricci nelle dot- la Descriz. della basilica Vaticana^ se-

te Meni, storiche delle arti e degli artisti guito da Rotigni, dal marchese Bruti, e
della Marca d'Ancona^ ove rileva tutto- dal n.°i58 del Giornale di RomaiSSo.
ciò che vi è d'interessante in Ripa Tran- In occasione de^ restauri della cappella,
sone , con quella profondità di sapere e talvolta il venerando simulacro fu portato
imparzialità di giudizio che gli procacciò processionalmente nel monastero di s. Ca-

giusti elogi. Il coro di noce fu egregia- terina, ed esposto per alcuni giorni sul-
mente intagliato dal valente ripanoEvan- l'altare maggiore. All'organo fatto dalla
VOL. LVIII.
i8 RIP RIP
cillà e ornnlo dal vescovo Orsini, Hi poi dotti in R IpaTransone nel 6 5 per opera 1 1

sostituito quello de'minorì osservanti, o- del vescovo Poggi e quelli di Fermo, ce-
peia del celebieCalido. Nella chiesa sot- lebrandosene fondatore della congrega-
terranea fu collocala la confraternita di zione Vagnozzo Pica che ne divenne
il p.
s. Gio. Decollato, in compenso del diroc- preposto prima in s. Angelo , donde sì
,

cato oratorio, chiamata ancora la chiesa trasferirono neh 652 in s. Rocco (la cui
della Misericordia o Morte : ha 4 altari, chiesa è della confraternita de'sacconi), e
è luminosa e asciutta. A questo sodalizio finalmente nel 1666 nel sito ove sono at-
si deve l'alto campanile nel i85o fabbri- tualmente. Da questi derivarono filip- i

cato dai fondamenti, che fa pure ornato pini stabiliti in Ascoli, in Monte Fiore,
alla piazza : esso nel venerdì santo cele- ed in s. Benedetto, luogo il più vasto, più
bra la processione del Ci isto morto, che bello e popolato della diocesi (vanto che
porta sotto baldacchino nero. La catte- solo potrà contrastargli Grotlammare pe-
drale fu dedicata a Dio sotto l'invocazio- gli aumenteranno a motivo
abitanti che
ne di s. Gregorio I Magno, per rinnovare della via Cuprense),comune ragguardevo-
la memoria della sua chiesa distrutta, in- le che illustrarono colle stampe il march.

cominciandosi a oflìciare per la Pasqua Bruti, ed il concittadino p. Vincenzo M.^


del 1623, col trasferimento della cattedra Micheltoni filippino, autore di altre let-

vescovile e del capitolo da s.Benigno. Pe- terarie produzioni. La chiesa de'filippini


rò la formale consegna, il magistrato non è sotto l'invocazione della ss. Concezione
la fece che nel 1692 al vescovo Mainardi, e di s. Filippo Neri comprotettore della
indila consagrò il vescovoCosta agli 8 set- città. Ne fu architetto il ripano LuzioBo-
tembre 174 ii il vescovo Bacher procurò nomi, e fu consagrata nel 1724 dal vesco-
che a pubbliche spese si facesse la cupola; vo Lauri. L'altare maggiore vi fu aggiun-
finalmente venne restaurala e abbellita to da ultimo con disegni del prof Gae-
a'nostri giorni, al modo che dirò parlan- tano Ferri, che vi fece dipingere la volta
do dell'ottimo amministratore mg.' Cane- e le pareti a chiaroscuro, oltre quadri i

strari, insieme all'erezione della facciata. a olio. Di figura rettangolare, riuscì de-
11 capitolo si compone di due dignità, la coroso, comechè ornato con colonne d'a-
1." l'arciprete, la 2.^ rarcidiacono, di 12 labastro rosa, con altare, tabernacolo e
canonici compresi il penitenziere e il teo- balaustra di buoni marmi : nella nicchia
logo, di 5 mansionari o prebendati, e di trionfa la bella statua della ss. Concezio-
altri preti e chierici addetti al divino ser- ne del lodato Bianchini, avendo esegui-
vigio. Alla cappa magna e rocchetto che te le decorazioni altri valenti artisti. Ha
il capitolo usava da gran tempo, Grego- altre 7 gaie cappelle gentilizie, essendo di
rio XVI e Pio IX aggiunsero l'uso della marmi pregievoli quella di s. Filippo, le
palmatoria o bugia, la sottana, la fascia cui reliquie la rendono più venerabile.
e il collare paonazzo, con simile fiocco al Grandiosa è quella di s. Anna; bella la sa-
cappello. Vi è ilbattislerio,colIa cura di grestia, [cappuccini ebbero nel luogo ove
anime amministrata dal parroco perpe- sono dal 1575, convento e chiesa dedica-
tuo, eletto per concorso e approvato dal ta all'Invenzione della ss. Croce, che nel

vescovo , il cui episcopio è alquanto di- i5g7 fu consagrata dal vescovo Nobili.
stante dalla cattedrale. Nella città vi so- Nel governo francese furonodemoliti chie-
no altre 3 chiese parrocchiali munite del sa e convento per formarvi il cimiterio;
sagro fonte,la congregazione dell'oratorio ma l'unae l'altro furono rifabbricali do-
o filippini, ed cappuccini, ma questi circa
i po il 1 8 5 1 : la chiesa ha belle cappelle e
mezzo migliodistante, nel luogo già det- buoni dipinti, il convento pregievole li-
to Monte Ottone. I filippini furono intro- breria. Al presente il convento fiorisce per
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lo studio e per le zelanti cure de'fialelli in Monte Antico, e coMoro beni il conser-
p. Donalo provinciale della Marca, e p. vatorio o monastero di convittrici, ove
Gaetano custode della provincia, ambe- tuttora si fa scuola eziandio a povere ra-
due di Amandola il convento per essi fu
: gazze: di recente venne rifabbricata la
reso più solido e restaurato. L'ottimo p. s. Teresa, sull'antica di s. Anto-
chiesa di
Donato vi collocò sotto l'altare maggiore nio con ampliazione del conservatorio.
,

ilcorpo di s. Donalo, dopo averlo fallo Anticamente le teresiane erano presso la


riccamente vestire a questo insigne re-
: chiesa di Monte Antico non più esistente:

ligiosOjdecoro dell'esempla rissimo suo or- la chiesa diAntonio neli453 era già
s.

dine, benemerito del medesimo, facondo molto antica. Soppressa nel 18 io sotto
predicatore e autoredi vari utili opuscoli, r amministrazione francese, il conserva-
dichiaro anche qui la mia riverente rico- torio fu ripristinato poi in silo più ampio
noscenza, per essersi degnato con espres- e più centrale nel 1828, cioè nell'antico
sioni onorevolissime d'intitolarmi la Bio- locale del seminario. Queste religiose pos-

grafia del celebre servo di Dio p. Ber- siedono una ven. immagine della R. Ver-
nardino da s. Elpidioex provincialecap- gine assai miracolosa, e di cui l'encomia-
puccino, stampata in Fermo nel 1846. to p, Micheltoni pubblicò la Relazione.
Esistono in Ripa Transone le monache Colto questi nella lingua araba, istruì in
di s. Caterina e le conTittrici teresiane. detto conservatorio non ha guari le due
Le prime con clausura e educandato, han- morette Salda della Nubia,ed Amina di
no la chiesa di s. Caterina, anticamente Etiopia, cui solennemente 1' odierno ve-
di s. Pastore, di forma ollagona con due scovo amministrò i tre sagramenti, alla
portici, la quale già esisteva nel 200, ap- 1 I." nel duomo, alla ^.^'in s. Caterina più :

pellata ancora del ss. Rosario. Il mona- anticamente ripani aveano goduto e-
i

stero fu fondato coll'eredità e teslamen guai funzione, per le conversioni d'un tur-
io fatto neli578, dal i.** arciprete della co e d'un ebreo. Queste morelle sono di
calledrale ricordato Lepido Pacifici, che quelle che l'apostolico eroismo di d. Ni-
ordinò doversi riceverei 5 zitelle povere, cola Gio. Battista Olivieri genovese, con
da eleggersi dal comune, cui a mezzo del subii me scopo, compra ne'mercati dell'E-
sindaco che nominava spettasse la cura gitto, sottrae dalla maomettana supersti-
temporale, nomina che poi perde; la spi zione e dalla barbara schiavitù, e poi col-
rituale ai domenicani, ai quali Urbano loca in luoghi pii, per istruirle nella re-
Vili sostituì il vescovo. Furono le Claris- ligione cristiana. Il benemerito Olivieri

se di Ripa Transone che istruirono le pri- ha già pubblicato: Relazione sulli pro-
me religiose. Nella chiesa vi sono buone gressi del riscatto delle fanciulle more.
pitture, ed corpi de'marliri s. Lorenzo
i Fino a' 20 marzo 852 ne ha riscattate1

e s. Giusta. Il monastero ha credito d'u- i53, oltre 3 maschi. D. Alessandro Alti


no de'primi della Marca, ed è in ottima maestro di eloquenza nel seminario, pub-
situazione. Qui eravi 1* ospedale che fu blicò la descrizione delle funzioni sagre
trasferito vicino alla Porta di Capo di eseguite in Ripa Transone pe'sagramenti
Monte, quando neh 63 i il vescovo Azzo- conferiti alle due morette, che sono nel
lini effettuò la fondazione del monastero. conservatorio o monastero delle convit-
Le teresiane hanno conservatorio con con- trici di s. Teresa. Prima in Ripa Transone

vitlrici , autorizzate dalle loro regole a eranvi i monaci di s. Antonio di Vienna,


sortire: nell'eccellente educandato viene ed silvestrini, di cui già feci parola ; i
i

insegnata anche la musica e l' idioma domenicani, gli agostiniani, i carmelita-


francese. La sua chiesina fu fondata nel ni, minori osservanti, conventuali ed
i i

1747 da due Beuviguali nella loro casa altre religiose. La chiesa de'domenicani,
,

20 RIP RIP
ìiUitolataa DonienìcOjeraa 3 navi con
s. perla affatto, fu chiamata s. Maria Ma-
7 altari, e confraternita del ss. Rosario gna, per essere la più grande tra quelle
eretta nel 1572, innanzi alle tre ultime in città dedicate alla Madonna. Fu inco-
compagnie del ss. Sagramento. Il con- minciata nel 1246, con 7 altari, in uno
vento già esisteva neh 253: vi è tradi- de' quali fu eretta la confraternita di s.

zione, che da religioso quivi studiasse s. Antonio, ed avente sorprendenti pitture


Pio V. La chiesa di s. Agostino già si co- a fresco alle pareti. Il monastero di s.

nosceva nel 1467: è piuttosto grande, con Chiara appartenne alle francescane di s.

IO altari, ed uno con pitture del rino- Damiano di stretta clausura, e fu fondalo
mato Carlo Crivelli , del quale la città vivente Chiara chemorì neli254. Per
s.

possiede altre belle opere. Vi fu eretta la la guerra cogli spagnuoli del 55^, essen- 1

confraternita di s. Maria per ambo i sessi. do slato per le difese in parte smantel-
Nella sagrestia si conserva il bussolo dei lato, le monache passarono nell'ospedale
cittadini, per eleggere il magistrato de- di Agello del capitolo Lateranensc e vi

convento fiorirono dottis-


gli anziani. Nel restarono. Leone X assoggettò le mona-
simi agostiniani, fra'quali Taddeo da Ri- che a'minori osservanti, che le fecero ri-
pa Transone, e Girolamo Angelini di Ca- formare; ma da Clemente XI nel 1709
pradosso detto anche di Ripa dal soggior- furono sottratte alla direzione de'minori
no che vi fece , confessore e limosiniere osservanti e affidate a quella del vesco-
della moglie di Luigi XIII, avendo con- vo. Nel r 724 fu riflibbricala una parte del
vertito Federico duca di Witlembergae monastero, indi la chiesa di pianta fu e-
Odoardo Palatino del Reno, e fu incari- dificata nel 1
749» e consagrata nel i 754
cato di alti affari di diverse corti presso dal vescovo Recco, ed èia piti ornata del-
la s. Sede. Il comune nella piazzetta a- la città, essendo decorala delle pitture
vanti la chiesa eresse una colonna di mar- di Crivelli ,
già esistenti in s. Benigno :

mo greco, in onore di s. Tommaso da soppressoli monastero, questo e la chiesa


Villanovacanonizzatoda Alessandro VII furono occupali dal seminario -collegio ,
nel 658. 1 carmelitani aveano un miglio
1 fiorente per sopra 60 tra seminaristi e
fuori della città la chiesa del Carmine convittori, e per 1' accademia Cuprense
grande ed a 3 navi, prima chiamata la (sinoa 20 anni addietro esisteva pure l'ac-
Madonna della Misericordia e col con- cademia de Dormienti e Sonnacchiosi).
ventospetlantegiàa'cappuccini: nel 1 6o3 11 seminario lo decretò nel i573 il visi-

vi fu eretta la confraternita del Carmi- tatore apostolico Maremo, per cui il no-
ne, amministratrice del monte frumen- taro Giobbe Giustinelli lasciò i beni per
tario; i carmelitani ne partirono nel 1 654* effettuarne l'erezione, la quale ebbe luo-
A' minori osservanti nel i495fudato il go in s. Pastore nel 1623 pel vescovo Lo-
convento, contiguo alla chiesa di s. Ma- renzo Azzolini che vi riunì alcuni bene-
ria Maddalena con 5 altari, ricca di pre- fizi, uno de'quali è la chiesa di s. Giovan-
ziose tavole; avea il convento una bella ni in Albore o Albula ne'confini del ter-
libreria, ma tutto fu distrutto nella sop- ritorio. Vi contribuì il comune, cui sta-
pressione de'conventi,e la chiesa è frale va tanto a cuore l'apertura del semina-
dirute.Tale è pur quella de'conventuali, rio, e fu posto sotto la protezione del dot-
della quale e del convento di s. France- tores. Girolamo. Si aprì in s. Pastore, nel

sco parla '^l p. Ci valli , Visita triennale, sito ov' era l'ospedale e con alcune sue
presso Colucci, Antichità picene t. 2 5, p. camere, nel quale trovasi al presente il

23. Lo chiama molto antico e già esisten- monastero di s. Caterina. Poi il semina-
te nel 1256, e dice de' religiosi ripani il- rio passò nel luogo- in cui è ora il conser-
lustri che vi fìorii'ooo: la chiesa, ora sco- vatorio delle couvittrici di s. Teresa. Le
RIP RIP 21
monache Clarisse essendo state soppres- rammento per riscontrare le contrastate
se, II seminario nel 1823 ne occupò il luo- origini di silf^itti stabilimenti beneflcen-
go, indi ampliato dal vescovo Caliendicol tissimi.
palnzzelto Tovagliani, rimanendo perciò In ogni epoca Ripa Transone fu ferace
tutto il fabbricato del convitto isolato. Fio- di uomini illustri, e anche di donne; ne
rì e fiorisce per rettori, professori, alunni e riporterò un numero che ho ricavato da
convittori, tanto ripani, che statisti estra- Garzoni, Tanursi, dal march. Bruti, e
nieri, de'quali come del seminario-colle- dall' opuscolo con eruditissime note inti-
gio erudite /l/emone ci die il march. Bru- tolato ciarlino Caliendi antistiti suo
:

ti. Il vasto ospedale occupa dal 1840 il nuper consecralo, Ripani seminarii insti-
soppresso convento di s. Francesco dei tutores et alumni devotionis ergo, Ripae
conventuali, e riceve oltre gl'infermi, an- Transonis, typis Jacobi Jaffei 1842. In
che proietti. Nel 1 5o5 esistevano in Ripa
i questo sono celebrati anche gl'illustri del-
Transone 5 ospedali e fu risoluto di riu- la diocesi,come s. Giacomo della Marca
nirli in uno, che fu fabbricato neh 550 Monte Prandone, ilb. Al-
e la b. Rita di
a Capo di Monte, donde fu trasferito nel berto da Cossignano, comune dipendente
detto luogo. Diversi monti di pietà fon- dal governo ripano, ed altri servi di Dio,
darono la pietà e generosità de' ripani ; come la ven.LaviniaSernardi Giamma-
ili.° fu istituito ad insinuazione del p. rinidi Groltammare posto alle falde del
Francesco di s, Elpidio minore osservan- monte di Ripa Transone, e d'altri luoghi,
te, e posto in attività nel 1 47 1> e perciò loro comunità religiose e collegiate. Ri-
uno de' primi di sì utile e religiosa isti- pani sono i seguenti. Tra' vescovi, oltre
tuzione a vantaggio de'poveri; fu trasfe- quello della patria, di cui parlerò nella
rito in piazza, e dipoi nel corrente seco- loro serie, ricorderò Badino Ubactino
lo in una sala all'ingresso del palazzo mu- vescovo di IMassa Lubrense, Paolo Emi-
nicipale, Il 2. "monte di pietà detto di s. lioGiovannini nato in Porchiai.*' vesco-
Monica, fu eretto due secoli e mezzo ad- vo di Montalto, Brandimarte Tommasi
dietro da Felice Veccia. I due monti fru- vescovo di Salamina in partibus e suf-
mentari poi uno
fu istituito nel 1670,
, fraganeo di Sabina, Gaetano Fraccagna-
l'altro nel march. Bruti nella 16.*
1704. Il ni nato inGrottammare vescovo di Città
Memoria sulla cattedrale, con alcune no- della Pieve, Gio. Francesco Laurenzi. ve-
tizie sulla fondazione de' sagri monti di scovo di Venosa, Pietro domenicano ar-
pietày narra che Morrò valle(di cui nel voi. civescovo di Corinto, Gio. Francesco San-
XL,p. 255) crede che il suo monte di pie- tucci di Cossignano vescovo d'Acquapen-
tàsia slato istituitone! 14^8; se ciò real- dente. Tra' religiosi rammenterò, mi- i

mente fosse ne godrei, per l'amore che eb- nori osservanti di s. M." Maddalena, b.
bi sempre ed ho pel nostro stato e per la Sante, Luigi Tanursi e Sebastiano; dei
Marca, il quale dimostrai colla mia de- minori furono pure Giovanni Plantados-
bole penna in tanti gravi articoli, perciò si lettore nell'università di Parigi nel se-
non intendo entrare in dispute. Ho let- colo XIV, teologo e filosofo, cui Sisto V
to a p. 582
Giornale di RonìaiS52,
del che da religioso studiò nel convento dei
un erudito articolo sull'origine de'monti minori conventuali di Ripa Transone e
di pietà originali in Italia, e quello di Pe- da cardinale fu protettore della città, tor-
rugia che nomina pel i.°nel 464- Ve-
si 1 nandovi mentr'era vescovo di s. Agata,
ramente a Monti di pietà lo dissi inco- gli pose onorevole iscrizione nella chiesa
minciato nel 1462, preceduto nel i458 di s. Maria Magna; ivi i conventuali po-
da quello d'Ascoli. Mi pare di avere ri- sero una lapide al correligiosofr. Ambro-
parlato altrove suU' argomento, ma noi gio Tomassini celebre oratore ; altro ri-
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nomato conventuale fu il p. fi'. Luigi Au* na e medico celebre, Gio. Francesco Spi -
Ionio Vicìone della famiglia Veccia, eccel- na filosofo e astronomo, professore di ma-
lente teologo e filosofo, autore di opere tematica neir università di Macerata ,
che illustrarono la palliale ne scrisse la Giuseppe Recco scrittore di diverse ope-
biografìa il march. Amico Ricci, cui fece re, Domenico Pannelli medico, Lorenzo
note march. Bruti, il quale inolile gli
il Condio Condivi scrittore di materie me-
eresse una lapide nella chiesa de'ss. XII diche. Architetto e pittore fu Luzio Bo-
Apostoli di Roma ove giace d corpo. No- nomi, delle cui opere eseguite anche in
terò tra 'cappuccini
fr. Diodalo, tra gli a- patria, parlarono con lode march. Ricci i

gosliniani Giovanni Paci architetto,


fr. e Bruti. Francesco Lunerti scudiere d'o-
tra' domenicani fr. Raimondo Bregani nore d'Eugenio IV, al quale fu molto ca-
teologo e autore d'opere. Vantano fi- i ro e gli aflidò difficili incarichi; per la
lippini, il fondatore e preposto della con- patria ottenne molti privilegi, colla sua
gregazione di Ripa Transone Giovanni o eloquenza rimosse Francesco Sforza dal
Vagnozzo Pica, che ricusò il patrio ve- proponimento di distruggere Tolentino,
scovato; Alessandro e Germanico fratelli indi colla sua eredità si fondò il mona-
Fedeli, che figurarono tra'primi compa- stero di s. Caterina. Sidonio e Giovanni
gni di s. Filippo Neri ; Lodovico Fran- Garofani dottori in legge, e più volte vice-
ceschinì che scrisse la vita del concitta- commissari e governatori, rappresentanti
dino b. Sante, poi pubblicata colle stam- del presidato di Montalto. Altri medici
pe; Francesco M.^ Consorti preposto, che valenti furono, Giambattista Mauri, Lu-
ripristinò la congregazione dopo la gene- ca Tomassini giuniore. Rodomonte Lau-
rale soppressione operala da'francesi. Fu- Marini e chirurgo, non che
renzi, Filippo
rono pie e virtuose donne, Maddalena Mi- Antonio Bernabei di Cossignano. Dome-
chettoni veramente mirabile nella san- nico Lunerti di singolari talenti, Ascanio
tità della vita, Mandolina Marini, Marzia Condivi discepolo prediletto, commen-
Pica, Maddalena detta la penitente,Bea- sale e mirabile biooralb
o dell'immortale
trice e Agata Benvignati fondatrici delle Michelangelo Buonarroti, di cui merite-
convittrici di s. Teresa. Fu poi un'eroina volmente celebrarono pregi il march.
i

militare donna Bianca Benvignati in de BrutijCd. Alessandro Atti con elegante ar-
Taroli, oltre la quale Ripa Transone enu- ticolo riportato col ritratto di Condivi nel
mera altre 7 donne bellicose. Più celebri t.i8, p. 363 deWÀlbum di Roma. Cec-
giureconsultifurono, Luca Ferretti, Gae- chino fu segretario del celeberrimo car-
tano Tanursi Francesco (che lo-
figlio di dinal Albornoz legato, e da lui con altri
derò) che pubblicò alcune opere e le i^rtìtg'- mandato con esercito a governar Ascoli.
menta Ripanae hisloriaCy Gio. Domeni- Pietro Assalti o meglio d'Acquaviva nel-
co Bonomi anche poeta, Filippo Rotigni la diocesi professore nell' università ro-
arcidiacono e scrittore delle patrie me- mana, di botanica, anatomia e medici-
morie ecclesiastiche, Felice Neroni, Luca na. Andrea Politi filosofo emedico,prima
Boccabianca e milite, Amico Muscufo o della metà del secolo XV. Francesco Spi-
Moscosi, Carlo Simone Neroni, Doroleo na contribuì alla riunione e correzione
Tomasi, Giacomo Fedeli, Luca Totuas- stampale in Anco-
delle leggi statutarie,
8ini seniore, Giacomo de Sanctis, Luigi na nel 5S6. Francesco M."* Tanursi sto-
I

Bruti. Tra gli altri dotti nominerò, Lom- rico patrio, lasciando inedite 1' Epitome
bardino, Giosia Trovarelli deputato da historiarum Ripanaruni,^o\ stampate in
Sisto IV alla presidenza della biblioteca Roma neh 781. Giacomo Emidio Con-
Vaticana, Bartolomeo de Sanctis profes- divi poeta e giureconsulto. Lodovico de
sore di matematica nell'università roma- Sanctis fu con onore nelle corti di Luigi
,

RIP RIP 23
XIV e XV. Michelangelo Tomassini, ol- 82), i quali fanno onore alla patria co-
tre molli che esercitarono le potleslerie mune.
e altre cariche municipali in diverse città La città ha un cardinale per protet-
e luoghi, o in Ripa Transone,unode'quali tore , ed al presente è il cardinal Bene-
fa Nicola Illuminati che con grande ri- detto Barberini. Il magistrato municipale
putazione per mezzo secolo esercitò le ora è uniforme a quelli descritti a Dele-
magistrature e cariche municipali, oltre gazioni, Gonfaloniere, Priore, e nel voi.
il tlscalato della curia vescovile per mol- LUI, p. 229,avendo il comune come gli

to tempo; ebbe degni figli, uno essendo altri per la vigente legislazione perduto
d. Pacifico attuale sostituto del concisto- molti privilegi e esenzioni, ch'erasi me-
ro e canonico della collegiata e diaconia ritato dalla s. Sede colla sua fedeltà e ser-
cardinalizia di s. Eustachio, ove lo è pu- vigi resi. Il consiglio per pontificia con-
re il nipote d. Francesco. Il march. Bruti cessione nominava il podestà, che con-
diligentissimo raccoglitore e fervido a- dannava anche a morte, quale pena tal-

uialore delle cose patrie, ttìoìle Memorie volta il consiglio commutava come , nel
pubblicòsui militari ripani, capitani, ser- secolo XVI fece in tre diversi casi, rile-
genti maggiori secondo 1' antico grado, vati dal march. Bruti nell'B.^ Lettera sulli
comandanti di forti, colonnelli e valorosi militari r/ptìt«i. Lo slemma di Ripa Tran-
di cui Ripa Transone può gloriare
njiliti, sone si vede nell' Ughelli , e lo descrive
un gran numero. I Rossi di Cossignano presso Tanursi, Memorie p. 1
78 ei 79 il

ebbero Teodoro, Gio. Francesco e Giu- Quatrini, cioè 5 monti, col leone soste-
seppe Lorenzo;di versi delle famiglie Bea- nente un giglio colla branca , in campo
vignati, Quatriiii, Bruni e altre. Filippo rosso, il quale dice che l' adottò perchè
M.'^ Fedeli , Giuseppe Castelli , Santoro forma l'arme della nobilissima famiglia
Puci, Sante o Santino Tanursi, Lodovi- Acquavivaov\^\nm'\Q. del castello omoni-
co Condivi, Domenico Nocchi, Pisitello, mo e vicino, poi duchi d'Atri, che die 9
Piersante Mosca, Oliviero Boccabianca cardinali al s. collegio, sempre amiche-
detto i^err^cc/OjPiersanteQuatrini, Pie- vole e benevola della città, al cui patri-
tro Paolo Neroni. Ebbe diverse guardie ziato da antichissimo tempo è ascritta
per l'alleanza de' loro antenati con Ripa
r nobili, e solo nominerò il conte Filippo
Neroni cadetto delle medesime con gra- Transone. Ma il march. Bruti mentre in
do di tenente colonnello, benemerito gon- più luoghi ha celebralo Teccelsa famiglia
faloniere della patria, da Leone XII in- e l'affettuosa corrispondenza con Ripa
viato al cardinal Rudnay col berrettino Transone, non può aderire al Quatrini,
rosso, ed in corte potei ammiramela sa- che i rlpani collocassero il leone degli Ac-
viezza. Se la moderazione del biografo quavi va nel loro stemma, e piuttosto cre-
ripano poco disse del suo degno fratello, de il contrario, cioè che la casa Acqua-
lo ricorderò io come feci nel voi. XLV, viva l'avesseda RipaTransone.GliAcqua-
p. iSy, cioè il cav. Liberato de'marchesi viva costantemente divisero coi ripani le

Bruti colonnello di linea dello stalo mag- disavventure e le consolazioni; grande fu


giore generale pontificio, altri germani la reciproca relazione: Storace scrisse la
essendo Gio. Battista conosciuto cultore Storia della famiglia Acquaviva. Del
delle scienze matematiche e professore medesimo marchese si hanno le erudite
ueir università di Macerata, ed i prelati note ad un sonetto sulla stemma patrio,
mg.^ Stefano protonolario partecipante e colle quali lo illustra, aggiungendo che
reggente della cancelleria apostolica^ e negli slemmi e sigilli antichi del comune
monsignor Domenico abbreviatore di cu- sono ancora quelli con entro le due
vi

ria (di cui parlai pure nel voi. XLVII, p. chiavi dis. Chiesa, distiuzioue che da que-
6 ,

24 RIP RIP
sta fu concessa alle ciltàche si resero be- che da Montalto venendo a Grollamma-
uemei'ile per la fedeltà. Quali chiavi so- re, chiamata da alcuni scrittori (citati dal

no anteriori al cardinal Albornoz, che or- can. Mascarelti nelle /l/em.


ist. di Grot-

dinò si ponessero dai comuni nelle porle, tamniare) Cupra Marittima rinomala
e ne' pennoni delle trombette.
iie'sigilli, ciltà etrusca, traversa l'agro Ciiprense e
11 march. Bruti pubblicò V Elenco di va- RipaTransone,cheper molti secoli s'ècre-
ri podestà di Ripa Transone^ dal i 2 1 duto fosse fabbricato sulle rovine di Cu-
al 1602; e V Elenco de commissari e go- pra Montana^ altra famigerata città; ma
vernatori della ciltà di Ripa Transone, per quanto poi dirò. Imperocché due
tali

dal 1 6o3 al 1 846, dichiarando che in que- opinioni sono del tutto svanite , avendo
sto contribuì il concittadino Lucidio M.^ Colucci e tulli gli scrittori con prove e-
Ben vignati cultore zelantissimo delle me- videnti concluso, in seguito degli scavi Itit-

morie patrie, il quale è anche autore del- ti Marano, Dlarianuniy


nel territorio di
le Terzine con note interessanti l'istoria comune soggetto al governo di Grottam-
patria , e scritte per onorare il vescovo mare diocesi diRipaTransone, in contra-
Caliendi. I commissari furono nominali da la Civita^ ove la Monocchia si scarica
in luogo de'podestàjCon facoltà più limi- nel mare,di avere ivi esistito la detta an-
tate, ma con molto più estesa giurisdi- tica città, su di che parlarono tanto gli

zione, perchè abbracciava lutti i paesi del antichi e moderni archeologi, cioè di Cu-
presidato Farfense, la cui residenza era pra Montana quelli di cui feci memoria
in Ripa Transone, e qualche volta lo fu in nel voi. XXX VI, p. 269, dicendo di Mas-
s. Vittoria ed in Ascoli, Ripa Transone rac- saccio di Jesi, la quale dopo il discopri-
chiude nel suo governo le comuni diC'o^- mento d'una iscrizione e la dotta produ-
signano con molti fabbricati, e di Mas- zione del p. Sarti, De antiqua Picenliuni
signano con mura e piccolo borgo, am- civitate Cupra Montana: Lettera a Bor-
bedue situati in ameni colli. L'industria gia in difesa della dissertazione , De an-
si esercita in diverse fiere annuali, enei </<7«^,ec., ninno più dubita avere esistito
mercati settimanali. Il vasto territorio è ne'conlorni di Massaccio. Di Cupra Ma-
fertile ed abbondante di cereali, saporosi rittima scrissero Giuseppe Colucci, Cu-
erbaggi, e vini molto accreditali, essendo pra Marittima antica ciltà del Piceno
seminalo di antichi monumenti archeo- Macerala 1799, e vìeW Antichità picene
logici, rimarcandosi in copia gli anelloni t. 3 (in questo riporta anche la Dissert.
di melallo di varia grandezza con5o6 dell'antica città diCupra Montana). Gli
nodi, trovati spesso in vicinanza di sche- si oppose Eugenio Lorenzo Polidori, Op-

letri, de'quali alcuni posero per battenti posizioni alla CupraMariltima illustrata
alle porle delle abitazioni; le quali anti- da G. Co/Mcc/,Loreloi782,Osimoi783
chità furono illustrate da diversi, come con mutazioni. Gli rispose Colucci con
da Tanursi, Colucci, dal p. Vicione, dal due opere: Osservazioni critiche sulle o-
march. Bruti, da Tarquinio (o marchese hiezioni alla sua Cupra Marittima illu-
Venuti come si crede). Dissertazione sO" strata, fatte da E. L. Polidorij stampata
pra alcune antichità scoperte in Ripa- in Loreto nel 1782, Venezia 1783; Let-
transona, nel 1. 1 òq Saggi e dissert. del- tere apologetiche in comprova deW esi-
Vaccad. Etnisca di Cortonaj da Paolo stenza di Cupra Marittima nella contra-
M.' Paciaudi, Dell antichità di Ripatran- da della ciltà di Marano^ scritte ad un
^o/m,Ferrara 1 74 1 e ristampato dal Jaf-
, suo amico, Macerala 1 784. Alle quali o-
fei nel 845 in Ripa Transone. Gregorio
1 pere si possono aggiungere: D. Nemesio
XVI neli844^Ppi'ovò la strada provin- deW agro
Ricci, Ricerche sulC antichità
ciale coi nome di Cuprense, non già per- Palmense, Teramo i844- ^' Carlo Ar-
RIP RIP 25
dumi, Nuova illustrazione deW antico Pi- Cupra passa sotto il territorio Cuprense,
ceno secondo Plinio ^e/z/o/e,RipaTranso- radendo i sepolcri e i puticoli degli antichi
ne 1844 pel Jaffei. Inoltre suUeorigini di cupreiisi. Dal Monte di Cupra per con-
Cupra Maritlioia, Cupra Montana, e del durre verso Montai to, traversa Cossigna-
Monte di Cupra o Castello Etrusco, si no, che pure dal p. Yicione è posto fra i
[)uò leggere il Cenno sull'origine di Ri- vichi di Cupra, indi ne'bassi tempi Ca-
pa TraasoTie del cav. Giuseppe Neroni^ stello di Marta. In sostanza, la Via Cu-
ivi1837. D. Carmine Galanti provò con prense principia inGroltammare,ove vide
argomenti di erudita dissertazione, letta la .' luce il gran Sisto V, la cui abitazio-
I

nell'accademia Cuprensedi Ripa Transo- ne fu dalla sorella ridotta a chiesa e con-


ne, l'esistenza de'vescovi di Cupra Ma- duce a Montallo, ove nacquero di lui ge- i

rittima tuttoché se ne ignorino i nomi. Il nitori: giunta al convento de'rifjrmati di

medesimo argomento trattò il marchese Grottammare procede a Ripa Transone,


Bruti in uw?i Lettera pel solenne ingresso indi segue perCossignano,ec. senza traver-
dell'odierno vescovo. Provò poi il p. Vi- sare alcun fiume torrente, riunendo la
cione.essere Ripa Transone fabbricato so- montagna alla marina. Sisto V avea idea-
pra il Castello Etrusco nomato Monte di to di ridurre agiata questa strada, per con-
Cupra, ciò che venne confermalo dagli giungere le due sue patrieGroltammare di
scavi fatti nelle adiacenze eda'monumen* nasci la. Monta Ito di origine, ed ove voleva
ti rinvenuti. Quindi probabilmente, dal s, Sepolcro, egualmente traver-
collocare il
chiamarsi il luogo Monte
Cupra, pro-di sando Ripa Transone; n)a la morte tron-
dusse l'opinione di credere RipaTransone cò suoi disegni. Questa strada riuscì co-
i

succeduta a Cupra Marittima, ed anche moda, dilettevole e di vantaggio incalcola-


a Cupra Montana come scrissero Garzo- bile alle due Provincie di Fermo e Ascoli,
ni, Cluverio, Calindri, Castellano e altri ed a porzione di quella di Macerata pel
dotti storici e geografi. Le escavazioni pro- commerciojtogliendo la distanza fra il ma-
dussero copiosi trovamenli di antichi mo- re e la montagna pei reciproci bisogni ; è
numenti, ferri lavorati, utensili di bron- inoltre comodissima pei vescovi di Mon-
zo, patere, figuline, vasi anche con figure tallo e di Piipa Transone come a'diocesani,
miniate a maniera etrusca di varie for- anche perandareal metropolitano di Fer-
me, candelabri, tombe sepolcrali etrusche mo, e per quegli pltri pregi e conseguenze
con ischeletrì e memorie di armi, orna- rimarcate dal march. Bruti, il quale ben

menti militari, armille atletiche, tripodi, disse, nuova strada Cuprense riu-
che la

monete, lapidi etrusche ed altre antica- scì sommamente utile non solo pel pre-
glie. Si trovarono pure varie ossa di ani- sente e per l'avvenire, ma anche pel pas-
mali di specie gigantesca, forse di elefan- sato, perchè scuoprì pregievoli antichità
ti.Dai rinvenuti oggetti etruschi, si con- sepolte da molti secoli. La strada provin-
ferma l'opinione del p. V icione, sulla per- ciale Ascolana venne imboccata colla Cu-
manenza degli etruschi in queste regioni. prense, sopra Cossignano, oltre altre co-
Adunque questa strada provinciale ven- municazioni con diverse parti e luoghi.
t ne denominata Fia Cuprense, ^evchè da
Grottammare, castello fabbricato ne' li-
Ora procederò ai cenni storici di Ripa
Transone, con le Memorie isloricìicdi Ri-
miti del territorio di Cupra Marittima (e paTransone \)uhh\\cate(.\aCo\ucc\ in Fer-
vi esisteva forse un vico nelle vicinanze mo nel 1792, nel 1. 18 òqW Antichità pi-
di s. Martino, celebre nell'antichità sa- cene, quindi a parte con questo titolo e
gra e profana, col tempio della dea Cu- con la stessa paginatura, rilevando dal
pra, però non conosciuta dai Dizionari march. Bruti chela pubblicazione di Co-
di micologia) f venendo verso il Monte di lucci è tutta desunta dall'archivio di Ri-
^6 R P
1 RIP
paTransonc. Memorie ìslorìclie della cit- Federico I padre d* Enrico VI, medita-
tà di Ripa Tronsone coli' appendice di- re il modo di accrescere le proprie for/e
plomaticayOperapostiuna dell' a^^v. Fran- e rendersi capaci in qualche opportuno
Cesco Maria Tamirsi. Si aggiungono gli commovimento, di far fronte ai loro e-

elogi degV illustri ripani , la Storia di G io •


£tranei dominatori. In sì grave angustia,
vanni Garzonio, e i Supplinienli di Teo* trovarono opportuno l'unirsi insieme e
doro Quatrini, con qualche annotazione de* quattro castelli formarne uno solo e
dell' editore jYevvno 1793. Abbiamo an- ben fornito, cui l'erto e dirupato sito non
cora le precedenti pubblicazioni tli Joan* meno che un valido recinto di mura ser-

nes Garzoni US, De rebus Ripanis libellus, vissero alla difesa. Convenutosi pertanto
Anconae 1 576. Ac Teodori Quatrini, De con mirabile concordia di stabilire una
rebus Ripanis^ accedi t Franóisci M. Ta •
sola comunità, scelsero dopo maturo con-
nursi patricii ripani historiae patriae e- siglio il sito per la nuova loro comune
pitome nunc primuni edita, omnia recen- patria, cui diedero il nome di Ripa Tran-
suit, ac emendavit Cajetanus Francisci sone. Sopra dunque alto e sassoso mon-
M. filius Tanursi, '^om?ie 178 r. Ne fece te, spiccato da tulli i lati , fu fondato il

menzione V Effemeridi letterarie di Roma nuovo castello a gradi 43 di elevazione


I78i,n.°52. Il p. Antonio Luigi Vicione di polo e di latitudine, lungi dal mare
tratta dieW Esistenza di Ripa Transone Adriatico circa 3 miglia per linea retta.
prima dell 198, Fermo iSij.RipaTran- Declinava il monte alquanto verso orien-
sone sorta dalle rovine di Castello Etra •
te, poiché dagli altri lati siede sopra rupi
SCO, Fermo 1828. quasi inaccessibili, dimodoché poi si re-
Gemeva la Marca tutta sotto l'aspro putarono superflue muraglie che in
le

governo di gente barbara e incolta, men- que'lnti si fabbricarono. Da ciò si crede


tre dall'impeiatore Enrico VI dichiarato abbia il luogo sortito il nome di Ripa,
marchese della medesima o Piceno, Mar- ma quanto all'aggiunto Transone non
cualdo Anninuvillir o Anneviliir (di cui sono d'accordo gli storici. Garzoni riporta
parlai in tanti relativi luoghi) suo sini- 3 opinioni, cioè che si chiamasse Tran-
scalco e giusliziero, può credersi che i di sone dal nome del principe cui era sog-
lui uflìziali fossero nella maggior parte getta Cupra Montana (erroneamente per
tedeschi e nemici agl'italiani, onde questi quanto già notai e assai distante, bensì il
andavano in cerca di opportuna occasio- territorio apparteneva a Cupra Maritti-
ne per redimersi dalla tirannica schiavi- ma secondo Colucci), o perchè il quar-
tù che gli opprimeva, mentre per morte tiere principale di Monte Antico avesse
dell'imperatore si disputavano l'impero prima tal vocabolo, o perchè da diversi
con guerra di successione i pretendenti Fi- castelli uno solo formatosi vi si trasfe-
lippo diSvevia, eOttone IV di Sassonia rissero ad abitarlo i signori de'luoghi di-
favorito da Papa Innocenzo HI, per cui strutti. Quatrini crede che Transone fos-

alla sua biografìa con diffusione ne narrai se detto a cagione di essere posto oltre il

gliavvenimenti, insieme a quanto quel fiume Asone. Quantunque Tanursi ade-


Papa energicamente fece con successo, per risca a questa opinione, comechè favo-
ricuperare all'antichissimo dominio del- rita dai vocaboli Gallia Transalpina e
la s. Sede il Piceno ( F.). Conveniva per- Transpadana, vale a dire oltre V Alpi e
tanto ai castelli di Monte Antico, Capo oltre il Po, nondimeno osserva che il tro-
di Monte j Roflano, ed Jgello di ragione varsi sempre negli antichi mss. Ripatran-
.*
del vescovo diFermo, prima d'impegnarsi sonis, gli sembra non dispregievole la i

a scuotere un giogo così duro, imposto- congettura riferita da Garzoni, quando


gli già da 3o e più anni dall'imperatore per altro il vero suo nome anche sul priu-
HIP PtlP 27
cipio tale sia stato, esseadovi da dubita- se col ferro e col fuoco. Pare che con Mar-
re the il nuovo Castello ne* primi anni cualdo combattessero Gottibaldo conte
di sua fondazione Trasone e non Tran- di Sinigaglia e di Cagli, con Bernardo
sone chiamato, giacche oltre alcuni
siasi suo fratello al dire di Compagnoni, iieg:-
luoghi dello statuto municipale ne' quali gia Picenap, 78; e che i ripani fossero
è detto Rìpatransone [Corse deve dire Ri- valorosamente aiutati da que'di Tolen-
patrasone)j riprodusse versi... Esou la tino, nel sostenere l'assedio e respingere

i

Ripairaso Rifugio a quanti stanfra gli assalti. Piiproducendo Compagnoni uu


il Tronto e V Aso. Dice ancora che tal diploma d'infeudazione, dato da Mar-
nome può essere desunto da analoga vo- cualdo durante l'assedio, colla data Ripae
ce greca, in significato di audacia o fe- Transonae V
Kal. septenibriSj cioè 9.8
rocia, la quale traspira nelTalterezza dei agosto , dicendo che la fortezza del sito
riportali versi e dall'epigrafe degli anti- di Ripa Transona, ma più il valore dei
chi sigilli della comunità : Sani Leo Ri^ cittadini, resero men prosperi nella Mar-
pamis, vtli cui porrexero nianus. Tutta- ca i progressi di Marcualdo impegnato
volta Tanursi inclina anche a credere che nell'assedio. A liberare il Piceno dalTu-
il nome imposto da Marena Ido,
gli fosse surpatore, l'animo grande d' Innocenzo
allorché tornando dal vicino regno di Na- III vi provvide coUearmi spirituali,e tem-
poli, ov'era la Magna Grecia, trovò che porali di possente esercito, che costrin-
in tempo di sua assenza e senza suo per- sero Marcualdo a ricovrarsi in Sicilia, o-
messo erasi edificato il nuovo Castello, ve miseramente morì; laonde il cardinal
rimproverando con tale denominazione Giordano di Ceccano, con altri legali, ri-
l'ardire inconsiderato de' ripani, ripu- tornarono la Marca all'assoluta ubbidien-
gnando Colucci ad altra spiegazione di za pontifìcia. Allora i ripani ch'eransi di-
Bacci, che lo chiama Ripatransa sonala. spei'si per evitare il furore di Marcual-
L'unione de'Castelli seguì nel i 198 don- do, si riunirono per rifabbricare il Ca-
de ebbe origine Ripa Transone, indi sem- stello, ciò che effettuarono uu anno do-
bra che in un anno o più si edificassero po la sua rovina. Narra Colucci, che a-
le fabbriche necessarie e il recinto,quan- vendo sul medesimo il vescovo di Fermo
do lo sdegnato Marcualdo colle truppe pieno dominio, ripani pel suo gover-
i

lo strinse con blocco di assedio, nella lu- namento con diversi patti ottennero dal
singa di pronta resa o d'impadronirsene vescovo Adenulfo nel iio5 la fiicollà di

per assalto, non essendo ancora ben as- eleggere i consoli e di fare altre cose per
sodate le mura, per quindi passare alla la polizia e buon regolamento del nuovo
punizione degli altri ribelli della provin- Castello, dopo averlo aumentato di abi-
cia, insorti nella sua lontananza; ma il tanti e di territorio, per resistere all'in-
valore degli assediati e la fortezza natu- sorgere di qualche emulo o nemico del
rale del sito avendo protratto in lungo loro incremento (su questo puntosi può
l'assedio, ebbero agio lo città e terre del vedere Catalani, De ecclesia Finnana
Piceno di mettersi sulle difese, alla mi- p. 1 54 ^5^ ove chiama il Castello, Ri'
e I

nacciante invasione del marchese. Irri- pa tras Asoneni). A questo fine aveano
tato il suo orgoglio dall'inattesa resisten- acquistato vari castelli contermini, come
za e dalla perdita di non pochi de'suoi di Monte Todaldo venduto dai suoi par-
soldati, pieno di vendetta rinnovando con ticolari signori, e di Trifonzio ceduto da
più vigore gli assalti, con numerosa e ag- Paniero con contratto assicurato dai si-
guerrita armata, negli ultimi di agosto gnori d'Acquaviva ; e con persuasioni in-
I
199 entrò di viva forza nel Castello, fe- dotti gli uomini de'castelli diCoso,Ver-
ce scempio degli abitanti e tutto distrus- reto, B-onsano, Penna, Monte Rosajaii-
iS R P I RIP
no e Trivio, a distruggere le proprie pa- do die desso derivava dal Monledi Ca-
trie siccome mal sicure e di poca entità, pra o Castello Etrusco prima del 19B), r

ed unirsi ad abitare il nuovo Castello di efalta causa comune coi signori d'Acqua-
Ripa Transone. Il ripano Quatrini pre- viva, del tutto avversi a Ripa Transone,
tende, che all'aumento del flibbricato e per essere Oflìda ed Acquaviva due forti
della popolazione di sua patria concor- castelli della regione che insieme presto
ressero gli abitatori, ed materiali de'pic-
i si collegavano, divisarono di muovere
culi luoglii a tal fine distrutti, di Monte contro i ripani e abbatterne il Castello.
Bello, Monticchio, Carpineto, Corneto, Per riuscire felicemente nelT impresa ,

Monte Albano, Calcalortaccio, Scompe- trassero nel loro partilo Pietro vescovo
tro, Croccliio, Palladino, Gablano, Tri- di Fermo, che si chiamava offeso dai ri-

fonzio,Caltinare,Verdico,Cantagalli,Ca- pani (per quanto dice Catalani a p. 62),


1

ronzano, Monte di s. Croce, Monte Mo- onde congiunte le loro genti si volsero
rello, Colle di Pigna, Casello Calvello, furibondi controRipaTransone.Nel 1 225
Gualdo,Monsallone,ColIediGrotte,Mon- l'investirono con impelo, e fecero di tutto
sarnbenigno Fusciano, Colle di Pelrito- per espugnarlo. Ma gli assediati ben prov-
li, Creta, Cerro, Caselgiuta, Monlalcino, veduti di viveri, e forniti di coraggio che
Castagnola e Ripacorva. Dichiara Tanur- non veniva meno per gli attacchi de'ne-
si, che aderendo pienamente ai racconti micT, i quali tornavano vani per la loro
dell'imparziale Garzoni, dubita delle as- resistenza, e per la difesa di trincee co-
serzioni di Quatrini sulla demolizione dei perle (forse i famosi cunicoli militari che
numerosi castelli e loro aggregazione a possiede Ripa Transone) e ripidi bastio-
Ripa Transone, sebbeue la maggior parte ni in un poggio quasi inaccessibile. Durò
delle denominazioni corrispondino a di- non poco tempo l'assedio, finche convinti
verse contrade del territorio ripano. Nel gli assalitori di non poter prendere il Ca-

i2i5Rainaldo vescovo di Fermo ap- stello a viva forza, desistettero dall' im-
provò le cessioni de'signori d'Acquaviva presa, sfogando tutta la loro rabbia con-
a favore del pubblico di Ripa Transone, tro la circostante campagna, guasta mi-
rappresentato dal sindaco Alberto Piso- seramente dal ferro e dal fuoco. Intan-
iii. Nel 1 2 1 6 Vinciguerra Acquaviva po- to Acquaviva in apparenza retta a comu-
destà di Ripa Transone, col consenso del ne, ma io realtà dominala da quella illu-
comune fece alcuni assegnamenti e con- stre famiglia che dallo stesso luogo deno-
cessioni a Broccardo di OlTida ed a vari niinossi e che poi usci a regnare in Atri
soggetti perchè si stabilissero nel Castel- acquistando splendida fama, non poteva
lo; e nel i225 Rainerio di Trisunzio si fare se non quanto volevano medesimi i

obbligò di abitare in Ripa Transone. Pro- signori. I quali riguardando Ripa Tran-

gredendo questo ogni giorno in flore di sone in una situazione geografica e civi-
popolazione ed in fòrze, ben presto si con- le, onde con tutta probabilità diverreb-

citò la gelosia de'convicini. Leggo nelle be il luogo più ragguardevole de' vicini
belle Aiem. istoriche della città di Offl- castelli, credettero meglio dividersi dalla
da, del prof. Arduini, che questo comu- lega cogli offidani, e stringerla in vece coi
ne dispiacente di aver veduto il dovizioso ripani, senza curare se dovea riuscire per-
e autorevole Broccardo con altre fami- niciosa agli antichi alleati. Nell'atto sti-
glie sloggiare da Olìida, per fissar la pro- pulato dai ripani e quei d'Acquaviva, giu-
pria dimora in Ripa Transone (confuta- rarono giovarsi scambievolmente, in uno
to dal march. Bruti per averlo qualifi- ai loro vassalli, tranne gli abitanti di Of-
cato villaggio che si fortificò a guisa di fida. Sagacemente osservò il prof Ardui-
castello inespugnabile, comechè ignoran- ni, chesituala Ripa Transone tra Offida e
HIP RIP 29
Fermo, era olleala con Ascoli, equilibran- Ripa Transone, cui in vigore del diplo-
do cos'i due ciltà, in tempi
l'unione delle ma incorporò i detti castelli, loro terri-
in cui lecomuni erano in frequenti lizze. torii e pertinenze. Da Compagnoni si ap-
Nello stesso annoi 2 25 a'25luglioi signori prende la qualità dei servigi resi a Fe-
d'Acquaviva essendosi obbligali col suc- derico H, e furono l'aver contribuito al-
cennato atto, con vari patti a favore del- l' occupazione delia Marca sino a Moni*
la comunità di Ripa Transone, nel 1227 Olmo e Macerata, e l'avere opposto va-
Bainaldo d'Acquaviva fratello de'suddet- lida resistenza al memoralo esercito pa-
ti li ratificò. pale. Seguita la pace tra Gregorio IX e
L'imperatoreFederico II, ad onta che Federico II a'g luglio 1280, con la re-
il suo genitore Enrico VI avesse nel suo stituzione deiroccupato, venne impedita
testamento ordinalo, che si restituissero la demolizione de' castelli dati ai ripani,
i dominii occupati dalla s. Sede, ad onta e cessò la preponderanza del. ghibellini-
de'benefìzi da questa ricevuti, fu suo a- smo tra essi, ed il dominio temporale so-
cerriiBO neniico, meno alcuni inlervalli, pra i castelli, come si prova dal laudo pro-
proleggendo i Ghibellini^ contro i Guelfi nunziato in una causa tra il vescovo di
seguaci de'Papi. Sotto Gregorio IX nd Fermo e comune
ripano, nel 1284 da
il

1229, a mezzo dello svevo Rinaldo usur- Cesareo podestà Ripa Transone e vi-di
patore del titolo di duca di Spoleto, vi- cario della Marca poi vescovo di Marsi
ceré di Sicilia e legato in)periale, Fede- (vedasi Catalani a p. lyS), nel quale £a
rico li fece occupare la Marca e gli con- aggiudicalo a'ripani il castello della Pen-
ferì il titolo di vicario, onde Gregorio IX na a titolo di compra. Federico II sem-
fulminò la scomunica ad ambedue, e spe- pre eguale, rotta la concordia, fece inva-
dì conti o loro 3 eserciti: uno di quelli che dere la Marca dal suo naturale
nel 1289
inviava nel regno di Napoli per fare un Enzio re di Sardegna, ma Ripa Transo-
diversivo , trovò tale resistenza a Ripa ne si mantenne nella dovuta fedeltà alla
Transone, ov' crasi recato Rinaldo, che s. Sede, ad onta delle ostilità che provò,

non potè progredire nella marcia, come mentre le circostanti città seguirono il

notai nel voi. Sg, ma con Com-


XLI, p. partilo imperiale, Ascoli dovè cedere nel
pagnoni, Reggia Picena p. 99 la chiamai 1 242, e Fermo si die spontaneamente per
Ripa soltanto, secondochè talvolta fu de- evitar eccidii.I ripani restarono ubbidien-
nominata dagli storici. Sebbene Piipa ti al cardinal Fieschi legalo dimoianle in

Transone fu sempre di parteguelfa e per- Camerino, poscia Innocenzo IV; e nel


ciò aderente alla Chiesa, quindi decorata 1248 si composero nella lite che verte-
d'infiniti privilegi, pubblicati da Colucci, va con Simone di Tebaldo sul casltllodi
oltre gl'inediti dell'archivio municipale, Penna, onde nel 1249 il sindaco coni'
pure in questa epoca prevalse il partilo miinis et universilalis Castri Ripe tran-
ghibellino, onde il vicario imperiale R.i- sonis, permise al popolo del castello di
naldo fissò per più mesi la residenza in Ri- Penna, di potersi trasferire ad abitare in
pa Transone come luogo forte e di con- essoj indi a' 16 dicembre ciò approvò, in
siderazione, ed a'29 aprile 229 spedì un i benemerenza della fedeltà verso s. Chie-
diploma a favore di Ripam Traiisonis. sa^ il cardinal Capocci legalo^ il quale in
In cui esaltando la divozione e fedeltà dei dello anno essendosi porlato nel regno di
ripani all'imperatore, concesse loro in Napoli a danneggiare le terre di Federi-
compenso de'ricevuti servigi, castelli di i co II, per le violenze che commetteva nei
Massignano,Lameriano,Cossignano,Ma- dominii papali, i ripani gli erano stati di

rano, s. Andrea, e Penna, con facoltà di aiuto; come dipoi assisterono i rcllori,
demolirli e di ridurre gli abitanti dentro Alalrino nella spedizione contro Ascoli,
3o R P I RIP
Giialliero contro Penna Giovanni, per
s. scovo e 4i il comune, le cui deposizioni
cui Innocenzo IV con breve tleli 2^3, nel sono v'ipovliììe m'.W /ippruflice diploma-
quale esaltò la purità della fede e la sin- tica pubblicata da Colucci, parlandone
cera divozione de'ripani verso la s. Sede Catalani a p. i8i e 368. Inconseguen-
iie'leuipi di delle ribellioni, li assolvette za ebbe luogo una concordia stipulata
dal giuramento prestalo a'siguori d'Ac- o'3o aprile 12^5, nella quale fu slabilila
c|uaviva,dinonamuìetleregianimai den- la quantità del grano, vino, rebus el/u-

tro Ripa Transonei sudditi de'medesimi. ribus aliìs spellante al vescovo di Fermo,
Quindi ebbero origine nuove turbolenze concordia che nel I25G approvò Rolan-
e risse tra il comune, ed nominali si- i do rettore della Marca; sotto il cui suc-
gnori che perciò ricorsero alle armi. Ma cessore Annibaldeschi Macerala si com-
trovando preparati ripani risentirono
i , pose con Ripa Transone e altri luoghi,
le funeste conseguenze di tal guerra, cui per qualche commessa nella guer-
ostilità

dierOno principio col guasto del territo- ra degl'imperiali. Nel 12^7 il comune
rio ripano. Allora usciti in campo pro- i comprò il castello di Mozzano e altro ca-
vocali, rovinarono le campagne del ne- stello. In questo tempo ghibellini feceio i

mico, depredarono e distrussero il castel- sollevare la Marca contro l' Annibaldeschi


lo Bonrepadiro, ed altri gravi danni gli nipote d'Alessandro IV, eccitali dal loro
avrebbero recati, se non fosse slato so[)i- capoparte Manfredi naturale del defunto
to ogni rancore, colla vendila fatta al pub- Federico II e usurpatore del reame di
blico di Ripa Transone, dagli Acquavi va, Sicilia, che per Percivalle d'Oria suo vi-

del castello di Monte Mozzano e della me- cario sottomise tutto il Piceno, e pare
tà di quello di Aluitrelo, colla loro so- che vi soggiacesse anche R.ipa Transone
lenne promessa di abitar sempre in tem- per circa g anni : bensì fu utia delle pri-
po di guerra dentro Ripa Transone, e che me a detestare l'ubbidienza che per forza
tanto essi, quanto gli uomini di Bonre- dovette prestargli, quando fu morto nel
padiro militerebbero in ogni occasione 1266, onde ricevette in podestà Cervot-
a favore del pubblico ripano. Questo in Bologna figlio del celebre Accursio.
lo di
"vece promise, di prestare ogni aiuto agli Calmate le turbolenze della provincia,
Acqua vi va, e riedificare il castello distrut- incominciarono dissapori tra RipaTran-
i

to anche in altro sito, purché fosse di lo- sone ed luoghi contermini, ne amando
i

ro giurisdizione.La pace Ira ripani ed i i ripani di essere prevenuti, invasero col-


1 d'Acquaviva fu durevole e con
signori le armi molti de' vicini castelli; laonde
tanta reciproca amorevolezza, che dive- dipoi nel i 278 f(U'ono condannati dal giu-
nuli secondi possenti principi, in più
i ma- dice generale di Macerata, alla multa di
niere beneficarono il popolo ripano, che 4ooo marche d'argento, per aver depre-
loro corrispose con costante gratitudine dati, incendiati e distrulli i castelli di
e affezione: in più incontri gli Acquaviva Buonrepadiro e di Marano, e per aver
volarono in difesa de'ripani, e questi in saccheggiato l'altro di s. Benedetto. Inol-
loro soccorso. Innocenzo IV con diploma tre i ripani furono condannali dal giudi-
concesse ai ripani di poter ricevere, per ce generale de'fiumiTenna e Tennaeola,
abitare nella loro patria, le famiglie sog- in 1000 libbre ravennati per aver pre-
gette ai signori d'Acquaviva. Frattanto dato una galera nel lido del mare, e da
nello stesso anno 1 253 insorse grave ver- altro giudice generale in 4o5o lire con-
tenza tra il vescovo di Fermo Gerardo, e il simili, per vari eccessi e delitticommes-
pubblico di Ripa Transone sulla giurisdi- si, le quali pene furono poi ridotte e com-
zione del luogo, per cui furono esaminati postecollo sborso di 7000 ravennati e an-
molti testimoni, cioè 43 ne produsse il ve • conetani. L'alto di concordia con Onorio
RI P RIP 3i
IV, per le delle pene incorse, porla la quale nel i3of) figiuò tra quelle più ri-

data del 1286. Prima di questo tempo e belli j quindi ebbero luogo da per tulio
nel 1280 accadde nn fatto d* armi , che stragi e rovine, guerreggiando guelfi e
racconta il march. Brviti nella 4.' Letle- ghibellini con diversa fortuna, ed il Papa
va sulli militari lipani. Bollendo qual- nella lontananza poco poteva fsire coi ret-

che rancore fra gli ascolani e i fermnni, tori, assai molestali da Federico conte di
jìcl diiilto di privativa de' secondi sulla Monte Feltre infestissimo capoparte ghi-
spiaggia adriatica, perciò gli ascolani a- l)ellino. Perciò i ministri di s. Chiesa sco-
gli I I novembre si avvicinarono coi ri- municarono podestà i e magistrati de'luo-
pani e Riccardo Acquaviva al castello di ghi insorti, sottoponendo le comunità a
s. Benedetto confinante colio stato asco- rigoroso interdetto, onde fiaccato il loro
lano, e venne alle mani presso l'Albu-
si ardimento, invocarono perdono e furono
la; vi furono morti d'ambo le parli, chi assolti a'20 luglio, non senza essere sot-
dice perdenti fermani, altri e con più
i toposti a varie pene. Ritornati i lipani
probabilità li chiama vincitori, anche per all'ubbidienza della Chiesa, non tardiuo-
la multa di 80,000 marche d'argento cui 110 a funestar la pace le di tferenze mosse
fu condannato Ascoli di pagare a Fermo, dai fermani sui confini de'castelli della
in pena di tale aggressione. Non ostante Guardia e di Trifonzio; ma il cardinale
il castigo imposto ai ripani e moderato legato ad ovviare gravi mali interpose la
da Onorio IV, per la loro indole troppo sua autorità, con porre in amichevole
bellicosa, non sapendo stare tranquilli, concordia le due comuni. Non pertanto
ne avendo al di fuori motivo di sfogarla, ne'primi del i34^ Ripa Transone fu mi-
siabbandonarono a interne tuibolenze, nacciata da Ascoli, ma il timore cessò su-
che produssero poi omicidii, desolazioni bito con formale confederazione, contro
e incendii, giungendo la loro animosità a i fermani comuni nemici d'ambedue. In-
uccidere Raniero rettore della pieve di s. dispettiti que'del castello della Guardia
Rustico verso il I2g5, pel quale deplo- per la lite de' confini, pieni di rancore a
rabile misfatto Filippo vescovo di Fermo danno de'ripani si erano dati a guastar-
fece pubblicare nelle messe solenni e a ne e depredarne il territorio, imprigio-
suono di campane le censure contro i de- nandone anche gli uomini. Per un tem-
linquenti, inclusivamente al nobile Gia- po avendo ripani dissimulato tanta tra-
i

como d'Acquaviva, come si ha eziandio cotanza, appena si videro fortificati del-


dal Catalani a p. ig2. Tali eccessi furo- l'alleanza con Ascoli, rompendo ogni ul-
nocomposlinel 1297C0II0 sborso di i5oo teriore indugio, assalirono con tanto im-
ravennati, assolvendo il rettore delia Mar- peto Guardia, che l'abbandonarono agli
ca il comune dalle pene incorse. Tanursi avidi soldati, e col ferro e col fuoco del
rimarca l'opidenza grande in questo tem- lutto desolarono. Intanto sollevatosi A-
po di Ripa Transoue, e che motivo alle scoli contro gli abusi e tirannie del gover-
frequenti risse e omicidii forse fu il mero natore AlberluccionipotediClementeVI,
e misto impero che godeva, che produ- lo cacciò e prese a sua difesa il i.° mag-
ceva ne'primari cittadini fazioni perico- gio 1348 Galeotto Malatesla da /i/mmi,
lose, gelosie e discordie, per ambizione il quale con buona parte del popolo e dei
di governo. confederati ripani, vinse presso Sanseve-
Avendo Clemente V fatalmente tra- rinoGentiledaMogliano reggitore de'^fer-
sferito la pontificia residenza in Francia mani,ed a pocoa pocos'impadronì di gran
e Avignone {^^•)} la Marca in gran parte parte della Marca. Non solo Ripa Transo-
si sollevò a provocazione de'ghibellini,che ne soccorse Ascoli per debito d'alleanza,
prevalsero anche in Piipa Transoue, la nja eziandio per essersi anch'essa sollopo-
3:» RIP RIP
sia al governo delMalatesla, nel qnal lem- bolirne le forze, dall'Abruzzo fece entra •

pi) nella provincia la pestilenza fecesUai^e re i5oo cavalli di tedeschi coinaudali d.d
nell'eslale, cui successe nel i 349 orribi- conte Laudino per depredar la iMarcii. Il
le lerremolo, senza che Malalesta lailen- cardinal Albornoz colla maggior parte
tosse la guerra, ridiicentlo alla sua ubbi- dell'esercito spedì a combatterlo il pro-
dienza Cnrassai e s. i35i
Beueclelto. Nel prio nipote Blasco, che accampò sotto si

avendo fermani occupalo Osimo,il suo


i le mura di Ripa Transone verso Tron- il

rettore Maiatesta prontamente la ritolse tOj come luogo più forte e più comodo
al nemico co'suoi ascolani e 3oo ripani; per opporsi agli avventurieri tedeschi, e
ma insuperbito poi dai prosperi successi, tanto si tenne, finché gli riuscì col solo
fece strascinare a coda di cavallo alcuni temporeggiare di sbandare e distruggere
miseri ascolani, pretesi rei di sollevazio- il nemico senza combatterlo. Villani di-
ne. Divenuta insod'ribile la sua tirannia, ce che Laudino si pose tra Ascoli e Fer-
nel maggio i353 scoppiò una congiura, mo, e si accordò d'uscir dalla Marca nel-
onde Galeotto a pronta fuga dovette la l'agosto 1 356. Il cardin ile per debellare
sua salvezza, e pare che anco ripani si i Gentile da Mogliano,alloggiòil suo eser-
sottraessero dalla sua soggezione e ritor- cito dalle mura di Ripa Transone sino
nassero a quella legittima di s. Chiesa. al Castellano o fiume Verde^ sottomise
Frattanto Innocenzo VI, a ricuperare i Gentile e si fece consegnare Marano e s.

dominii usurpati dai signorotti e altri ti- Benedetto. In questa occasione il cardinal
rannetti, con ampio potere e numeroso Albornoz conobbe la costanza de'ripani
esercito spedì in Italia il celebratissimo nella divozione alla Sede e la stima che
s.

e valoroso cardinal Albornoz. Gli usur- facevano dell'alto suo merito, ed in gra-
patori per mantenersi nella signoria, gli ziosa corrispondenza accordò ad essi nel
suscitarono contro il famoso fr. Morreale I 363 la compra delle pertinenze e territo-
capitano di ventura e di rapacissima gen- rio del distrutto castello di Guardia, devo-
te vagabonda, la quale portò l'esterminio luto alla camera apostolica e incorporato
Marca einallreprovincie; non-
in tutta la al fisco.Tanursi racconta a quest'epoca,
dimeno RipaTransoue non soggiacque a che Ripa Transone non ubbidiva ne al
tanta calamità, le aiasnade non essendosi vicario pontifìcio di Fermo, ne a quello
avanzate oltre Fermo. Il cardinal Albor- d'Ascoli, comechè costituita residenza de-
noz con rapide conquiste s'innoltrò nella gli uffiziali e ministri del Presidalo [F .)
Maica e la ricuperò alia s. Sede, ed a'9 Farfense, e perciò capoluogo del mede-
febbraio 1 355 con diploma facoilizzò il simo, bensì adempiva patti federativi con i

vescovo di Fermo e il suo vicario ad as- Ascoli, per cui ne aiutò il vicario Benti-
solvere il popolo di Ripa Transone dal- voglio contro con due cen-
i fuoruscili,
l'interdetto e dalle scomuniche in cui era turie di soldati comandati dal valoroso
incorso, per aver seguito il partitode'ne- Oli vi ero detto Ferraccio, che vi perì con
iTiici dellaSede; per cui il pievano di
s. grave rammarico de'concittadini; a que-
s. Benigno con autorità pontificia com- sta particolare disgrazia si aggiunse quel-
partì l'assoluzione dalle censure a tutti i la pubblica, pel guasto dato alle campa-
moltissimi ripani nominati per parroc- gne dalle locuste. Nel 364 ripani spe- i i

chie nel documento riportato da Colucci. dirono 3 anjbasciatori in Orvieto al car-


In Ascoli prevalse la parte guelfa, ed a'25 dinal Albornoz, olhendo pel servigio di
aprile i356 seguì la concordia col car- s. Chiesa 1 00 cavalli e 200 fanti, pei tor-
dinal legato, che rivolse le sue cure al- bidi della Marca promossi da Visconti
l'impresa di Romagna. OrdelatFo che si- signor di IVIilano, e da Oleggio vicario in
gnoreggiava Forlì, per dividerne e inde- Fermo che agogna vaaldomiuiodella prò-
lUP R P
1 33
vincia. Il cardinale ne restò penelralissi- Transone, ma non fecero che guardarne
«no, ringraziò e lodò i ripani, dicendo; con isdegno le mura dagli 8 ai 1 3 mag-
Doininus vos benedicat strenui et fide- gio. Poscia incominciarono le guerre pel
lissimi viri. Nel i368 naie discordie tra regno di Napoli tra Lodovico d'Angiò in-
Ascoli e V AmaUice, ripani aiutarono
i vestito dall'antipapa, e Ladislao infeuda-
i confederati ; dipoi con essi si unì Ri- to da Bonifacio IX, il quale in aiuto del
pa Transone in confederazione col prio- fratello Tomacelli marchese della Mar-
re de'gcrosolimitani di Pisa. Nel maggio ca, esortò Antonio Acquaviva conte di s.
1376 i fermani assediarono Piipa Tran- Flaviano e poi duca d'Atri che marcias-
sone, la quale sebbene non potesse rice- se colle sue genti d'arme; per cui è vero-
vere soccorsi dagli ascolani, ch'eransi ri- simile che ripani seguissero le parti di
i

bellati al conte Goniez che gli aggrava- Ladislao, eziandio pel limitrofo Abruzzo,
va, si egregiamente pel valore dei
difese come è probabile che dovessero concor-
cittadini e del loro esperimentato capi- rere alla rata di quanto il marchese of-
tano Carosino. Obbligali fermani a ri- i frì al conte di Barbiano per evacuar la
tirarsi, si vendicarono con guastar la cam •
Marca di sue genti stipendiate che l'in-

pagna; ritornarono in campo nel settem- festavano. A questi guai successero i tu-
bre inutilmente, non sembrando vero, al multi e le civili discordie che laceravano
dire di Tanursi, il contrario asserto dal- la provincia, che nel i 893 patì le scor-
l'Adami, De rebus in civitatc Firmana rerie di diversi, che finirono colla prigio-
gestis^essendo allora Fermo dominato da nia del marchese. In mezzo a queste e al-
Rinaldo di Monte Verde ribelle della le 1895 Boni-
successive turbolenze, nel
Chiesa, scomunicato co'suoi ghibellini da facio IX commise al vescovo d'Umana,
Gregorio XI, il quale nel 1877 restituì in di riscuotere le decime dovute al Papa
Roma la residenza pontificia. Pare che dalle chiese ripane. Matteo Acquaviva du-
all'assedio di Ripa Transone del i376non ca d'Atri dopo essersi nel 1397 insigno-
Rinaldo, ma bensì Lodovico da Moglia- rito d'Ascoli,con l'aiuto del popolo e dei
no vi si portasse con milizie ausiliarie; al- ripani soggiogò Arquata difesa da Gual-
tri riportano il fatto nel 1877, ed al 1875 leruccio da Cossignano, coli' uccisione di
quello in cui si pretende che Rinaldo pe- 1000 norcini. Imperversando lo scisma
netrato in Ripa Transone, vi portasse via continuato dal pseudo Benedetto XIII,
22 pallii o stendardi. Per morte di Gre- la Marca oltre l'essere travagliata dalle
gorio XI nel 1378 fu eletto Urbano VI, armi, si vide infestata da un pessimo sa-
contro il quale insorse l'antipapa Clemen- cerdote vestilo di bianco che guadagnò
te VII, che sostenne lungo e lagrime-
il la moltitudine, poi bruciato in Viterbo.
vole scisma in Avignone, con sommi dan- Innocenzo VII nel i4o6 fece il nipote
ni del Piceno. Nel i38i il cardinal Bon- Migliorali marchese della Marca esigno-
tempi legato die un compenso ai ripani, redi Fermo, che qual generale dellaChie-
pei danni sofferti nella guerra contro Bof- sa ripartì le milizie in quartieri ne'din-
fo di Massa ribelle di s. Chiesa, fatta nel torni di Ripa Transone, e si rese odioso
presidato Farfense. Non dimentichi i fer- per le imposte gravezze. Per terminare
mani d'essere stati due volte respinti da Io scisma si adunò il concilio di Pisa, che
Ripa Transone, nel iSBg capitanali da deponendo il legittimo Gregorio XII e
Antonio Aceti che aspirava alla signoria l'antipapa Benedetto XIII, elesse Ales-
di sua patria Fermo, o da Nello fratello sandro V,Gui presto ebbea successoreGio-
del decapitalo Rinaldo, con fìorentissimo vanni XXIII, onde i fedeli in vece d'uno
esercito composto di cittadini e di stra- si trovò con 3 che si trattavano da Papa,

nieri assoldali, si mossero contro Ripa ond'erano divisi nell'ubbidienza. Grego-


VCL. Lvni. 3
4

34 RIP RIP
rioXll, pressoché abbandonalo da tulli, Rìpanum sitm Leo^ oh misernm, alquc
venne cneigìcamenle sostenuto dai po- infeUcem cui mamim porrexeroj ovvero
tenti Malalesta signori di Ri mini ov'erasi Sitm Leo Ripanns^ vae cui porrexero ma-
portato a risiedere, laonde o perchè Ri- nus, ed anche, Sum Leo Riponus exislens
pa Transone seguiva Giovanni XXI IT, o flWi/mAMWrt/2«j.Conlrariato Eugenio IV
per avidità di dominio, neli4i i, al dire dal conciliabolo di Basilea e dal duca di
di Tanursi, o forse meglio più tardi e nel Milano, questi persuase il conte France-
1 5 Sigismondo Malalesla, o più proba-
1 sco Sforza d'impadronirsi della Marca e
bilmente altri di questa celebre famiglia, altri dominii pontificii, nella più parte
"vi entrò furiosamente colle truppe e Tab- in istalo d'insurrezione, e reffeltuò nel
bandonò al saccheggio della militare li- 1433. In questo tempo i ripani erano di-
cenza, che vi commise ogni iniquità. Fi- quello che seguiva il giu-
visi in parlili,

nalmente nel 1417 colla elezione di Mar- reconsulto Boccabianca, die Ripa Tran-
tino V, estinto loscisma, per qualche tem- sone nel 1 334 spontaneamente al conte
po dominii ecclesiastici respirarono pace.
i che l'occupò beneficando suoi fautori, i

Dopo la metà del secolo XV e nel se- e vi lasciò un presidio. Non potendo sop-
guente, molte famiglie primarie d'Alba- portare la schiavitù della patria
con- il

nia, Schiavonia e Dalmazia, si stabiliro- trario parlilo diretto da Scoccianobile, u-


no Ripa Transone, in vari altri luoghi
in node'suoi partigiani Santoro Puci di mol-
della Marco, ed anche nel regno di Na- io credito, profittando dell'indisciplina-
poli, vicini al liloraleAdriatico. Questi al- tezza degli sforzeschi, persuase il consiglio
banesi e slavi emigrarono dalle loro pa- di cacciare lai presidio e di proclamare nel
triedopo l'occupazione fallane dai tur- 144^ '3 signoria della s. Sede. Appena
chi,massime seguila la morte del propu- ciò seppe il conte in Fermo, che a* 18 a-
gnacolo cristiano Scanderbech. Neli4i9 goslo con 8000 cavalli e 3ooo pedoni por-
Marino vescovo di Recanati e Macerata, tossi adassediare Ripa Transone, invitan-
qual vice-legato della Marca con facoltà do le soldatesche del contado e della città
di Martino V, accordò a vari popoli della a seguirlo, e colle artiglierie e altre mac-
provincia, compresi i ripani, l'esenzione chine pose l'assedio ai Castello, essendovi
dalle gabelle in compenso de'danni sof- documento 9 settembre, col quale il
del
ferti nelle guerre precedenti. Nel 14^4 conte domandò a Massignano alcune ta-
il vice legatodella Marca Tommaso,proi- vole pe'ripari delle bombarde. Continuato
bì r arrolarsi in servigio del re di Sici- l'assedio per più d' un mese senza profìt-
lia, e di Braccio che commetteva incur- to, nel generale assalto che durò 12 ore fu
sioni a danno degli aquilani. Nel 14*29 valorosamente respinto dai ripani. Quin-
o i43o i fermanicol pretesto che dai ri- di a consiglio de'fuorusciti, tolto l'assedio,
pani si turbasse l'annua fiera intorno la con frode finse di voler pacificarsi e ve-
chiesa rurale di s. Angelo o s. Michele in nire ad accordi; molti de'primi cittadini
Trifonzio verso Monte Fiore, vi si porta- si recarono al campo, ove contro il diritto
rono in buon numero e bene armali, fa- delle genti furono imprigionati, negan-
cendo il simile ripani ritenendo che fos-
i dosi di restituirli se i concittadini non gii

se loro territorio. Suscitala zuffa pei con- avessero accordato il passaggio pel Ca-
fini, successe sanguinoso combattimen- stello, assicurandoli con nuovo inganno
to colla peggio de'fermani: gli storici delle di generale perdono. I fautori dello Sfor-
due città narrano il triste avvenimento za insidiosamente persuasero il consiglio
con particolari diversi; certo è che ri- i a fidarsi, per cui si aprirono le porle, ed
pani invaniti del successo sotto lo stem- in segno di pace in vari luoghi si fecero
ma del pubblico posero quesla epigrafe: trovare mense colme ùi cibi e bevande.
RIP RIP 3^
Con manifesto tradimento, il conte a'ar flisse ed oppresse 5ooo ri pani, si accreb«
o 23 settembre, non solo s'impadronì di be talmente il numero de'citladini,chesi
Ripa Transone, ma l'abbandò a deplora- trovarono sufficienti e in grado di render
bile saccheggio, accompagnato da strage vane le nuove ostilità de'fermani e sfor-
de'ripani, dalia rovina degli edifizi, dal zeschi, quali mal soffrendo il ristabili-
i

fuoco e da inaudite crudeltà. Intanto San- mento di Ripa Transone, non lasciarono
toro, appena avea espulso gli sforzeschi alcun mezzo, perchè fosse di nuovo demo-
e sottoposti i concittadini all'ubbidienza lita e del tutto distrutta. A tal fine con po-

d'Eugenio IV, o durante l'assedio, volò derose forze nel declinar del i444 torna-
da questi in Roma,o meglio in Siena ove rono sotto le sue mura ad assediarla, in pa-
trovavasi, per impetrare pronto soccorso, ri tempo rovinando lecampagneecostrin •

ed il Papa con lettera l'inviò a Nicolò Pic- gendoi coloni ad abbandonarle. Santoro
cinini generale di s.Chiesa, il quale aven- animòi concittadini a reprimere l'audacia
do fatto tregua collo Sforza per 8 mesi, del nemicocon vigorosa sortita, mediante
udito l'eccidio estremo diPvipa Transone eloquente arringo col quale infiammatigli
la ruppe, con dare a Santoro il comando animi formatoun drappel-
alla vendetta,

di due delle migliori coorti del suo ag- lo, lo diviselo due squadre per attaccarlo
guerrito esercito, e con esse animoso si di fronte e alle spalle. Quindi uscendo
spinse per togliere dal crudelissimo ne- occultamente con parte di armati dalla
mico la rovinata sua patria. Il conte avea Porta di Monte Antico, si occultò nelli
lasciato inRipa Transonea presidio 4ooo selva di Capo di Termine, uno de'molli
soldati; non pertanto tale fu il valore di boschi che allora esistevano nel territo-
Santoro, che aiutato dagli esacerbati con- rio, e fece da Porta Cupra eseguire una
cittadini, vi entrò di viva forza con tanto sortita all'altra schiera, forse capitanata
danno degli sforzeschi da lui cacciatijche fu dal genero Nocchi che in tale azione si di-

il principio di loro rovina nelPiceno. Spar- stinse. Gli sforzeschi non potendo resiste-

sasi fama del memorabile


ne'dintorni la re all'urto violento, retrocederono, e fu-
fatto, non tardarono i dispersi e fuggiti- rono allora presi da Santoro alle spalle

vi ripania ricondursi colle loro famiglie e sconfitti con lasciar 4oo soldati a caval-
dentro Ripa Transone, che a poco a poco lo morti sul campo, oltre la fanteria, e
fu restituita nella sua pristina forma, non dai vincitori fu fatto un gran bottino. Se-
però nella magnificenza e oggetti d'arte guì la pugna a'i8 gennaio i44^> •" c"'
perduti, riedificandosi le abitazioni, e ri- si celebra la festa di s. Prisca, per cui i

staurandosene le mura, che fornirono di ripani decretarono festivo tal giorno, con
nuove torri. I contadini e coloni ripresero celebrarne l'anniversariocon processione
l'interrotto lavoro della campagna, riu- suburbana chiesa di s.M.^ Mad-
sino alla
scendo ai prigionieri che si custodivano dalena, in rendimento di grazie a Dio e
in Fermo, di rompere le carceri eripa- alla santa per sì gran vittoria: sebbene
triare. Nel i444 Alfonso V d'Aragona e tal chiesa fu soppressa nel iBio, il ca-
re di Napoli, accordò ai ripani le tratte pitolo della cattedrale fa tuttora una pro-
di grano nel suo regno, per la fedeltà che cessione. Liberati ri pani da ogni timore
i

aveano mostrato alla s. Sede. Inoltre per di nuove aggressioni, vieppiù con ardore
l'incremento della ristabilita patria, San- proseguirono la restaurazionedella patria,
toro curò l'amministrazione della giusti- se non che fu tralasciata per vendicar l'uc-
zia, frenando le necessità in cui trova vasi cisione d'un concittadino, eseguita in Ca-
il popolo dopo sofferta la miserabile ca- rassai per la solita disputa de'conflni ripa-
tastrofe. Co'suoi saggi provvedimenti, ed nie ferraani. Santoro vi accorse con buo-
a fronte del calamitoso contagio che af- na mano de'suoi, devastò Carassai col fuo-
3r> RIp RIP
co, e il lerrilorio intieramente manomi- ca, per le spese d'un armamento contro
se, per vendicare il defmilo. Questa pron- i turchi che aveano presoCostantinopo-
ta punizione del bellicoso Santoro servì li. A quest'epoca irragionevolmente gli a-
di freno ni con vicini castelli del Fermano scolani ruppero l'amicizia co'ripani, i qua-
in insultare i ripani, che tornarono al ri- li finalmentcsi concordarono coi fermani
sarcimento de'diroccati edilìzi e mura, in pei confini del territorio d'Acquavivaj e
che mediante il concittadino Lunerti che richiestoRipa Transone da Castignano
con un breve Eugenio IV avea chiamalo d'aiuto contro Ascoli, da fedele confede-
presso di furono aiutati dal Papa con
se, ralo si ricusò, lo che servì a riconciliarsi
l'esenzione ai laici per 3o anni e al clero cogli ascolani,essendonemediatores. Gia-
per IO, da qualunque colletta imposta o como della Marca. Il comune fu invitato
da imporsi. Oltre a ciò Eugenio IV or* alle nozze di Giosia A equa vi va duca d'A-
dinò, che le città, castelli e terre, le quali tri, e di Evangelista de Surdis signore di
contribuirono alla rovina di Ripa Tran- Colonnella; vi mandò suoi ambasciato- i

sone, fossero obbligate al suo risarcimen- ri,con proporzionali donativi. Nel 45*5 1

to,concedendo ad essa il mero e misto Calisto in con breve confermò l'esenzio-


impero, e dichiarando ribelli le famiglie ne dalle imposte ai ripani, lodandone la
Boccabianca e Rosa, le quali aveano con- fedeltà,ed esortandoli a continuar nella
corso alla patria desolazione. Intanto si medesima; avendoi ripani splendidamen-
formarono capitoli per proteggere l'arte te trattato il nipote cardinal Borgia lega-
agraria, con tribunale per rendere ragio- to della Marca
e poi AlessandroVI, quan-
ne ai ripani e agli abitanti dèi territorio, do si recò a Ripa Transone. Verso il i45^8
che prese tal credito da ricorrervi quasi la carestia ed un morbo epidemico assai

tutta la provincia, per cui il presidato e afflissero il paese; richiesti quindi dal duca
la rota di Macerala gli rimetteva non po- d'Atri di soccorso contro Ascoli, i ripani
che cause. Nel i4^o nata conlesa fra'ri- sidisimpegnarono, in coerenza all'antica
pani e il popolo d'Acquaviva intorno a alleanza, bensì giovarono Pietro Paolo
certi predi, fu introdotta la causa avanti dell'Aquila signore di Controguerra io
il legato della Marca, il cui giudice sen- quanto bramava.
tenziò sopra territorii e confini de'castelli
i Pio II nel i458 confermò i privilegi
della Guardia e del Carro, contro l'ab- € le esenzioni de'ripani, nel pontificato
bate di Farfa e in favore de'ripani, a van- del quale molte milizie passarono pel ter-
taggio de'quali fu pure la risoluzione del- ritorio, nella guerra di Renato d'Angiò,
l'altra coi potenti signori d'Acquaviva: contro Ferdinando I re di Napoli inve-

queste due cause riuscirono eclatanti. Per stito dal Papa. Isabella d'Aragona Picco-
le efficaci persuasive del p. Lorenzo da lomini nipote di Pio II e di re Ferdinan-
Sicilia minore osservante, ad estirpar gli do I, come moglie del ducad'Atri, duran-
odii e le inimicizie, furono destinatidue te le vicende di questo, involuto in tal
uomini e due donne per contrada, capaci guerra, si trattenne in Ripa Transone col-
aconciliar l'unionee la pace,al bene pub- la famiglia. Nel i46o il pubblico conclu-
blico e domeslico, decretandosi l'allonta- se concordia colla famiglia Boccabianca^
namento d'un anno agli ostinali, che se con approvazione della curia della Mar-
persistessero nella disunione fossero con- ca. Paolo II con due brevi confermò l'e-
dannati al bando e confiscali beni. Ni- i senzione e privilegi de'ripani, che.s'inter-
colò V nel i4^3 condonò ai ripani alcu- posero col Papa a favore di Fermo,il qua-
ne imposizioni pei danni soCferti,indi or- le era caduto in disgrazia per aver bru-
dinò una tassa sopra i salari da pagarsi ciato il castello di Monte s. Pielrangeli,
agli ufliziali e altri stipendiali della Mar- che però i fermani doverono restaurare.
RIP 37
Ne! 1 comune trattò magnificamen»
465» il assaHre Acquaviva, quando i fermani po-
te il celebre conte Giacomo Piccinino, nel sero in campagna un esercito di circa
recarsi a Napoli; poscia emanò savissime 1 3,000 uomini, ed a Vetreto o Alvitreto
leggi di prammatica contro l'immorale si schierò in ordine di battaglia, ma il com-

e rovinosissimo /f^550, tanto sull'eccessivo battimento riuscnnsignificante e solo eoa


vestir delle donne die regolando con savia qualche perdita de'fermani. Questi avidi
proporzione il quantitativo delle doti, al- di nuovo conflitto, ripani eascolani l'ac-
i

tro tarlo delle famiglie. Sisto IV nel i^'ji cettarono e durò qualche ora, terminan-
confermò i privilegi di Ripa Transone, do colla fuga de'fermani che lasciarono
ma 1480 con altro breve destinò il
nel il bagaglio nelle mani de'collegati. Stan-
podestà per un semestre, contro il con- che le parti della scambievole rovina, e
sueto. Dopo la presa d'Otranto, minac- per premurose insinuazioni del cardi-
le

ciando i turchi l'Abruzzo, i ripani si ar- nal Rovere legato, poi Giulio II, ad onta
marono e posero nelle difese, e come in della ripugnanza d'Ascoli, convenneronel
altre contingenze di guerre somministra- 14B7 ripani co'fermani ad una nuova
i

rono al governo aiuti, e questa volta fu- sospensione d'armi per due anni, ed In-
rono 4oo ducati. Indi presero parte alle nocenzo Vili volle onninamente che vi
nozze di Andrea Acquaviva duca d'Atri, accedessero Ascoli, Sanseverino e Monte
con due oratori e convenienti regali. Si s. Pietrangeli, rimettendosi a vicenda le
rinnovarono le turbolenze co'fermani, di- ingiurie e i danni sofferti. Ripa Transone
modoché fu vietato loro l'accesso nel ter- per la stipulazione della concordia e pace
ritorio ripano, e nel fermano ai ripani; coi fermani, con atto de'Gmaggio 1487
e nel 1484 aiutarono il duca d'Atri con- stabilì il sindaco e il procuratore. Il car-
tro Teramo. Nella sede vacante per Sisto dinal Rovere essendo nell' Avellana(di cui
IV fermanijCome nella precedente, tor-
i a Pergola), assolse belligeranti dalle in-
i

narono in campo per distruggere Monte corse pene. Anche Innocenzo Vili lodò
8. Pietrangeli, per lo che il luogotenente la fedeltà e costanza de'ripani,peravere
della Marca ordinò ai ripani di assoldar resistito ai nemici'di s. Chiesa. Frattanto
gente e spedirgliela per ricuperarlo: in Boccolino fece ribellare Osimo al Papa,
vece reputarono meglio cogli ascolani ed commissario del legalo domandò ai
il

d'invadere il castello d' Acquaviva che ripani 100 guastatori per la spedizione,
strinsero d'assedio, non senza desolare le che furono subito mandati, non ostante
campagne, ed estendere le scorrerie su il timore di nuove rotture co'fermani, i

Grotlammare, Marano e s. Andrea; ma quali in buon numero erano in Offida


una forte armata fermana fece togliere nemica d'Ascoli e Ripa Transone, e pro-
l'assedio ad Acquaviva, indi segui batta- tetta da Fermo. Mossa Offida a tumulto,
glia sotto Alvitreto e vi perì il valoroso il vescovo di Corone luogotenente della
ripano Sante Tanursi, il perchè sì rinno- Marca per reprimerla e tenerla in freno
varono più accanile le discordie e i reci- ordinò l'erezione d'una rocca, facendovi
proci danni tra Ripa Transone e Fermo; contribuire l'intiera provincia e presie-
ma l'eletto Innocenzo Vili inviò ad en- dendovi egli stesso. Indi passò aRipaTran-
trambi brevi precettivi di quietarsi e re- sone distante 5 miglia, e siccome vi fu ac-

stituirsi il mal tolto, troncando le fiere colto colle più riverenti dimostrazioni di
lotte. Ne fu conseguenza la tregua di i o fedeltàjinattestatodi gratitudine a*7gen-
mesi approvata dal Papa, ma stipulata naioi49o vi eresse un consiglio distinto,
contro il volere degli ascolaniji quali prima composto di 3o regolatori, scelti fra le

che spirasse eccitarono il comune a pro- famiglie più nobili e civili, con autorità
seguir lu guerra. L' incomiuciarooo con e prerogative. Nel qual tempo Ascoli ar-
38 RIP RIP
mala mano occupò Oflkla, ma presto do» dosi con sborso di denaro dal quartiere
è abbandonarla alle sopravvenute genti che si voleva collocare nella loro patria
del Papa, e prestare cauzione di non più dal luogotenente. Le intestine differenze
odenderla; onde i ripani se ne resero mal- tornarono a dividere in fazioni ripanì, i

levadori, e volendo essi in queste turbo- per Astollo Guiderocchi esiliato da Asco-
lenze ristorare prontamente le mura, ot- li, in favore del quale non pochi parteg-

tennero da Innocenzo Vili l'esenzione giavano) ciò produsse dispiacevoli conse-


per due anni dalle taglie e sussidii dovuti guenze, dovendo molti abbandonare le
alla camera,con breve degliSinarzo 1 49 ^ • propriefamigliee lasciarle nel pianto. Tut-
Oflìda essendo in nuova agitazione e tu- tavolta la comune salvezza contro i timo-
multuante, perciò si decise il famoso car- ri dell'esercito del duca d'Urbino fece de-
dinal Balve legalo di punirla, e doman- porre le discordie^ e il duca fu accolto
dò ai ripani vettovaglie, le artiglierie col- con distinzioni e doni per prudente cau-
le munizioni, ed altre armi, venendo in tela col più forte. In questa epoca passa-
Ripa Transone, ove fu ricevuto decoro- va buona corrispondenza tra Ripa Tian-
samente. Le milizie della Chiesa devasta- sone, con Ancona, ed i Varani signori di
rono il territorio d'Ascoli per disubbi- Camerino, tempi che le amicizie e le
in
dienze, ed il legato pose quartiere nel ter- confederazioni erano indispensabili, mas-
ritorio di Ripa Transone, ove fece ritorno sime contro le mene degli esuli avversi
dopo l'assedio di Monte Prandone, per- alla patria o al partito contrario. Favo-
chè colpiti di febbre il general Cola Or- riti Fermo, il comune ne fece
questi da
sini e il cardinal Balve, dal campo si riti- doglianze, per evitar nuove contestazio-
rarono a Ripa Transone, ed ivi dopo lun- ni, ma i fermani accogliendo benegli o-
ga malattia mori il cardinale nella par- ratori, incolparono Guiderocchi e altri
rocchia di s. Pastore, nel declinar di set- ascolani principali motori degl'inconve-
tembre o primi d'ottobre 1 49 J j ed il cor- nienti. 11 contegno de'fermani non fu co-
po fu portalo in Roma e vi giunse circa stante, poiché realmente poi fomentaro-
il 8 ottobre, accompagnato dal parroco;
1 no gli esuli e li soccorsero, ciò che pro-
ilcardinale non avendo fatto testamento, dusse non pochi disastri e uccisioni nel
tutto il suo avere fu consegnalo al Papa, i497, cui seguirono il guasto delle cam-
argenti,libri,pietre preziose e36 o 4oj00o pagne de'luoghi contermini, ed un'ag-
scudi. I ripani nella residenza che fece tra gressione nel gennaio 1/^98 in Ripa Tran-
loro per circa 4 roesi l'Orsini, sene pro- sone degli esuli ripani e ascolani, ben re-
cacciarono la benevolenza, anche per te- spinti dalle armi cittadine; quindi fer- i

nere in freno i soldati che alloggiavano mani con Carlo di Rinaldo d'Offida com-
nel territorio. Continuando Ascoli in ri- misero le rappresaglie d' incendi e rapi-
bellione, il legato lo punì colle censure ne. Nel 1498 il magistrato trovò oppor-
ecclesiastiche, interdetto e confìsca de'be- tuno per rimediare a tanti disordini, di
ni, intimando le pene canoniche a chi a- decretare utili provvedimenti, abolendo
vesse tenuto corrispondenza cogli ascola- la pena dell'esilio contro i delinquenti pei
ni, dovendosi trattare come colpiti dalla mali che ne provenivano, ed in vece sta-
scomunica. Questa determinazione giusta tuì che i delitti si punissero secondo il ci-
il costume fu pubblicata anche in Ripa vile diritto o nella persona o nella roba.
Transone a suono di trombe e con pre- Avendo i fermani nuovamente assediato
cetto in iscritto, ed ripani sebbenesen-
i il castello di Monte s. Pietrangeli, i ripa-
tissero al vivo l'infortunio de'loro confe- ni e ascolani accorsero a difenderlo, fu-
derati, dovettero ubbidire e dare nota di gando il nemico dopo combattimento. In-
quanto essi possedevano tra loro, liberan- tanto Cesare Borgia ottenne dal padre A*
R P I
39
lessandro VI la Romagna, ed i vicariali la propria figlia Virginia romana bellis-
ili s. Sede nell'Umbria e al-
ragione della sima, per liberarla dalle infami voglie di
ile Provincie. Per occuparli e d'ordine Appio Claudio decemviro, argomento di
del governatore della Marca ripani do- i celebre tragedia d'Alfieri. Per tale esem-
vettero fornire 200 fanti ben provvedu- pio fu composta una tragedia per l'ecci-

ti, quindi per l'impresa di Forb anche 70 dio della ripana da d. Vincenzo Bocca-
guastatori. Cogli aiuti di Francia, rapide bianca, e da Filippo Schiavoni romano,
furono le conquiste dell'ambizioso Cesa- il quale la pubblicò col titolo: Virginia
re, nondimeno Ripa Trausone ebbe l'in- Ripana, tragedia , Ascoli 1840.I ripani
timazione di tener pronti per le sue im- inviarono due ambasciatori iuFirenzea
prese altri 60 pedoni e 35 guastatori; pe- Leone X per narrare l'accaduto, e nel se-
lò portato a cognizione del legato che guente anno altro al duca d'Atri protei-
non era prudenza lasciar indifeso il luo- lore, amico e concittadino di Ripa Tran-
go pel vicino Abruzzo ove si adunava un sone, afiìuchè procurasse che l'orrendo di-
esercito, e che OfFida tumultuava dopo sastro non si rinnovasse, perchè si teme-
Tuccisione del castellano e demolizione va che il crudele esercito volesse rientra-
della rocca, per allora ne fu dispensala ;
re nella Marca, per cui gli ascolani a pre-
ma dipoi fu obbligala di somministrare cauzione offrirono aiuti. Il tragico fatto
prima 4o e poi altri 100 fanti, 200 some di Virginia viene narrato anche da Pan-
di grano, oltre le spese occorrenti al tran- filo, De laiidibus Piceni. Pare che i sud-
sito delle truppe. A queste seguirono al- delti spagouoli fosserocomandati dal ca-
tre gravezze e richieste, che terminaro- pitano Alarcon, come avvertì il march.
no neiragosto i5o3 colla morte d'Ales- Bruti, citando il eh. Giordani che lo ri-
sandro VI, colla quale in un lampo crol- portò tra quelli cheaccompagnaronoCar-
lò la potenza di Cesare. Nelle posteriori lo V nell'ingresso in Bologna. Probabil-
guerre sostenute da Giulio II contro gli mente deve essere quello slesso che dopo
usurpatori de'dominii della Chiesa, R.ipa il sacco di Roma (V.) ebbe in custodia
Transone avrà dovuto contribuirvi. Nel Clemente VII, e di che due connazionali
pontificato di Leone X una forte armala vollero discolparlo con elogi. Svanito il ti-

spagnuola diretta dalle Marche verso il more, nel i5i8 ripani poterono rispon-
i

legno di Napoli, che Colucci dice sotto dere con dignità alle minacce di Lodovi-
la condotta del duca di Borbone, ad onta coEufreducci che dominava Fermo. Glo-
delle precauzioni prese dal comune, cad- riosa fu pei piceni la giornata del 20 mar-
de in errore di crederla amica del Papa, zo i520, nella quale il celebre mg.^Bo-
e vere le sue lettere per le quali fu accor- nafede, come toccai a Recanati ed a P^er-
data ospitalità a*270ltobre.ln vece la trup- Mo, riportò una gran vittoria, rimanendo
pa dopo essere stata lautamente trattala sul campo quel ribelle della s. Sede, es-
dai ripani, riscaldati forse dal vinosi ab- sendo tra le file de'vincilori anche i ri-
bandonarono ad eccessi d'ogni sorte. Fu pani. Nel principio del i52 i seppero i ri-
depredatoil monte di pietà e le case dei pani che quell'i slessa armata spagnuola
cittadini, alcuni de'quali furono uccisi, ed o altra composta di disertori in numero
per ostaggio ad oggetto
altri portati via di 8000 fanti, altri dicono 5ooo oltre i
di carpir denaro. Vi fu un infelice padre, cavalli, e comandala da d. GarciaMan-
che non potendo togliere dalle mani dei driquez de Haro, avendo abbandonato
militari l'unica sua figlia nubile, preferì la Sicilia con diserzione e ricusalo di re-
di ucciderla anziché vederla vittima della stare assoldata sotto del viceré Cardona,
loro insolenza, rinnovando la terribile ca- era nell'Abruzzo e si avvisava di passare
tastrofe colla quale L. Virginio immolò il Tronto per recarsi in Ripa Transone co-
- 1-

4o RIP RIP
ine luogo di considerazione che si pie.
I .*' furono sospese nella volta della chiesa di
sentava alla loro ra4)acìtù, lusingandosi s. Agostino,c parte in quella di s. M. Mad-
'

d'essere ricevuta come


Borbone, spac- il dalena. Essendosi altribuitoaldivinoaiu-
ciandosi ii duce creditore di molte paghe to sì gran vittoria, fu istituita una pro-
di Leone X, onde pensava ri valersene a cessione anniversaria che ancora sicele-
foi*za d'invasioni, rubameuti e saccheggi bra rendimento di grazie; tanto più
in

sopra le terre deilaChiesa. Pertanto il con- ch'erasi veduto prima del combattimen-
siglio del comune a'5 febbraio ordinò che to e qual presagio di trionfo una o due
si riattassero le mura, si preparassero le colombe, che dalla chiesa di s. M."* Mad-
artiglierie e le bombarde, si facesse la ri- dalena fuori le mura, volarono a quella
vista e mostra delle genti armale, depu- della ss. Annunziata in Agello, per cui il
tando 4 primarie persone per la difesa magistrato mandò due colombe d'argen-
della patria, con facoltà amplissime anche to, una per ogni di delle due chiese, le

di punire colla morte. Inoltre furono spe- quali furono collocale sulle croci dell'aste
diti due cittadini al duca d'Atri e al vice- de'vessilli che si portano in processione.

legato della Marca,perchè s'informassero 1 prodigi di valore operali da donna Bian-


de'movimenti degli spagnuoli. Allorché ca, per cui il numeroso esercito nemico
essi giunsero a' 1 5 febbraio, fu negato il ri - restò sconfìltoesbandato, furono celebra-
chiesto ingresso, le vettovaglie e la pretesa li con dramma storico di Filippo Schia-
sudditanza. Infuriato perciò 1' esercito, i voni stampato nel 1840 in Ascoli, ed in
fanti strinsero Ripa Tiansone d'assedio, cui figura anche Giulio dell'insigne casa
ed cavalli si dierono al guasto della cam-
i Acquavi va, che essendo in Ripa Transone
pagna. Attaccata la battaglia, molti con- ebbe parte al glorioso successo. Nel se-
dottieri comandanti gli assalitori vi resta- guente marzo fiuono inviati due deputati
rono uccisi, ma la notte fece interrompe» in Roma a Leone X per narrare l'acca-
re combattimento. Nella mattina se-
il duto, ed ottennero pel comune la con-
guente riuscì agli spagnuolidi superare di- ferma degli antichi privilegi con l'aggiun-
versi passi nel recinto delle mura, enlran ta di altri, come l'esenzione delie gabelle
do dalla Porta di Agello e dal vicino pun- pei danni sofferti. Nell'islesso anno 1 5i i

to delle Balze. Allora donna Bianca ve- Gio. M." Varani duca di Cameiino, te-
stila alia guerriera, alla lesta d'una quan- mendo del duca d'Urbino, perchè Leone
tità di donne, quasi altrettante amazzo- X avea dato Sinigaglia, oltenne dai
gli
ni, e secondate dalla più ragguardevole 3oo militi, ed altri 200
confederati ripani
nobiltà e dai cittadini, dopo un accanito nel seguente anno per la guerra che gli
con»ballimento di i i ore, l'eroina Bianca mosse Gismondo suo parente. Gli A equa
oltreallri uccise di propria mano l'alfiere viva volendo fare una nuova spedizione
portatore dello stendardo, onde il nemi- per prendere Teramo, nell'ottobre 1 52
co fu ributtalo con grande strage fuori le vi si recarono gran quantità di ripani con
mura, con pochissime perdite de'ripani, 4 capitani. Abitando in Ripa Transone il
in proporzione di quelle degli assedianti, marchese di Bitonlo Acquavi va, siccome
per cui gli spagnuoli vergognosamente lasciato sotto la tutela del comune, in sua
fuggirono, abbandonando la minacciata morte si fece gran funerale nel 52 7 Que 1 .

impresa, così liberando l'intiera provincia si'anno fu luttuoso pel tremendo sacco
da infiniti danni : alcuni pretendono che di Roma e assedio di Clemente VII in ,

vi restassemorto lo stesso d.Garcia. Do- cui figurarono 4 uffiziali della famiglia


po aver donna Bianca percorse trionfal- Quatrini, onta che i ripani sempre de-
mente le strade col ricco vestiario e ban- voti ai Papi ripararono con ricevere nel
diera dell'ucciso alfiere, parte di tali vesti 1528 onoratamente Laulrec che il redi
RIP RIP 4i
Fiancin spedi in difesa di s. Chiesa per gusti, dichiarò Ripa Transone città, che
cacciar da Remagli empi saccheggiatori, chiamò Fedelissima, e sede del vescovo.
al cui esercitosi arruolarono diversi cit- Formò la diocesi con luoghi che sottras-
tadini che poi combatterono con lode nel- se dall'abbate di Farfa e dal vescovo di
l'espugnazione d'Ascoli nella Puglia. JNel- Fermo, ed oltre la città stabilì che ne fa-
la guerra tra Paolo IV e gli spagnuoli, il cessero parte, Marano, s. Andrea, Cossi-
nipote Caralfa generale delle milizie per guano, Grottammare, s. Benedetto, Co-
fare un diversivo si recò nella Marca, por- lonnella, Monte Brandone, Acqua vi va,
tandosi ad assediar Civitelia nel regno di Porchia, Rotella, Monledinove, Monlal-
Napoli. A tale efletto slabilìRipaTrnnsone to, Patrignone, Force, Quinzano e Ges-
per piazza di lilirata, ove collocò l'eser- so ; inoltre dichiarò la sede vescovile im-
cito e colle artiglierie e altro fortificò le mediatamente soggetta alla s. Sede. Così
mura e le 4 porte, massime quella di s. An- l'abbate di Farfa perdette diversi luoghi
geloodelIeFontane,onde fu d'uopo levar di sua giurisdizione spirituale, cessando
le monache di s. Chiara dal monastero, pure verso questo tempo quella tempo-
come sovrastante sull'erto monte,al modo rale del presidalo Farfense, di cui era ca-
indicato superiormente, anche per consi- poluogo Ripa Transone,con residenza del
glio del Guisa comandante l'eser-
duca di commissario e dell'archivio. Essendo am-
cito francese allealo del Papa. Neil 563 i ministratore di Fermo il cardinal Peret-
ri pani con successo s'interposero per seda- ti, V, Papa Gregorio Xlll nel
poi Sisto
re un grave tumulto in Ascoli, a motivo 1572 da detta abbazia SQìembrò ancora
de'due partiti. Ora eccoci al glorioso pon- s. Vittoria, Monte Falcone e Monte Gior-

tificato di s. Pio V, in cui R.ipa Transone gio, che unì al vescovato di Fermo in com-
fu elevata ai grado di città, con l'onore penso de' luoghi toltigli nell'erezione di
della sede vescovile, avendovi contribuito questo di R.ipaTrausone; poi avendo Be-
8. Filippo Neri, ed il protettore del co- nedetto XIV nel 1746 terminale le liti

mune cardinal Flavio o Fulvio Orsini, a- perciò insorte tra l'abbate e l'arcivesco-
vendo il Papa benignamente accollo le vo, mediante la somministrazione annua
rinnovate istanze del consiglio, smem- di 3o libbre di cera al commendatario.
brandola da Fermo. Su queste vertenze e composizioni si può
La sede vescovile la chiesero i ripani vedere il p. Brandimarle, Plinio illustra»
ad Innocenzo Vili ne'primordii del suo to nella descrizione del Piceno, p. 2 36 e
pontificato,avanzandone perciò vive pre- 273, ed il Catalani, De ecclesia Firmai
mure gli amici ascolani. Niuna diflìcol- na. Poco dopo Massignano fu restituita
là trovò la s. Sede nelT esaudire la do- al vescovo di Fermo, e quando questo fu
manda, quando si fosse stabilita al vesco- elevato da Sisto V a metropolitano, nefe-
vo la conveniente mensa. Si rinnovarono ce suffraganeo quello di Ripa Transone.
le istanze, ma furono alquanto avversa- Nel dichiarare Sisto V nel 586 Monlal-
i

te dai cardinali abbati commendatari di to seggio vescovile, ne formò la diocesi


Farfa, perchè veniva a deteriorare la lo- con diversi luoghi di Ascoli e Fermo; co-
ro spirituale giurisdizione; finché s. Pio me di Montalto , Porchia, Patrignone,
V considerando il complesso de'pregi del Monledinove, Rotella e Force, soltraen-
luogo e degli abitanti, le benemerenze dei doli dalla diocesi di RipaTransone. Per i
.**

medesimi colla sede apostolica, mediante vescovo s. Pio V a'3 ottobre 1 57 i nomi-
Ja bolla Illìiis falciti praesidio, de' i o lu- nò Lucio Sasso (^'^,) napoletano, che nel
gIioi57i, ch'è riportata nei Bull. Rom. seguente anno portandosi alla sua resi-
t.
4, par. 3, p. 22 3, e uell'UghelIi, Italia denza, fece il solenne ingresso a'22 apri-
sacra t. 2, p. 'jSS^ ove la data è kal au* le a cavallo sotto baldacchino, con gran-
42 R P I Rl P
de allegrezza e festa de'giuhiinnti ripani, de a* 7 maggio elesse Sebastiano Poggi
i quali sulle 4 porle della ciltà dipinsero patrizio lucchese di sommi talenti e di c-
glistemmi del Papa, del vescovo, del duca gual pietà, che non polendo ottenere di
d'Atri e del comune. Fu vescovo zelan- entrare nella veneranda compagnia di
tissimo del divin cullo, al quale elFello Gesù, morendo in RonianeliG28 la di-

perchè fosse coro nell'ufllcialura


pieno il chiarò sua erede ; fu sepolto nella chiesa
della cattedrale creò de'canonici onora- del Gesù, in cui i gesuiti gli posero ono-
ri ed ampliò l'episcopio : al suo tempo s. revole lapide. Urbano VI 11 nel i63o a' 17
Pio V fece vicario apostolico Gio. Batti- febbraio fece vescovo Lorenzo Azzolini
Maremon vescovo d' Ulica in pnrtìbits,
sta nobile fermano, poi segretario di consul-
come praticò con altre chiese benché a- la, ed a'2 agosto 1 632 fu traslato a Nar-
vessero proprio pastore, e ciò inerendo
il ni : dotto, benefico e lodalo pastore, ce-
ai decreti del concilio di Trento, per ope- lebrò il sinodo e lasciò di se benedetta ri-

rarvi quelle salutari riforme dal medesi- cordanza, anche per aver aperto il tanto
mo prescritte, la cui introduzione sareb- bramalo seminario, pel quale il prede-
be riuscita odiosa a'propri ordinari. Gre- cessore erasi molto adoperalo. Neh 633
gorio XIII chiamò in Roma neliSyS il fu fatto amministratore monsignor Vi-
vescovo Sasso, che fu poi cardinale, e gli telli arcivescovo di Tessalonica in par-
sostituì il concittadino Filippo Sega (Z-^.), tibuSy poi tiunzio in Venezia. Il Papa nel-
colla ritenzione del governo della Marca: l'aprile 1634 promosse a questa sede fr.

questi fece la visita, celebrò il sinodo dio- Antonio Arigoni della diocesi di Milano,
cesano che fu stani pato,e neh 577 fu fatto commissario generale de* minori osser-
nunzio di Fiandra e poi di Spagna, indi vanti, dolio teologo, pieno d'integrità e
nel 1 578 fu ti aslato a Piacenza, divenen- candore, morì in conceltodi santità men-
do poi cardinale. Gli successe in detto an- commendatore di s.
tre era stato eletto
no Nicolò Aragenio d'Arezzo, che vi ri- 6 marzo 636. Nel settembre
Spirito, a' 1

mase un solo anno, e poscia passò al ve- Urbano Vili lo fece succedere dal came-
scovato d'Ascoli a'3 agosto 1 579, e gover- rinese Nicola Orsini d'Apiro, che celebrò
natore generale della Marca, lodato da il sinodo, e nel 1639 istituì la prebenda
Ughelli per erudizione, prudenza e altre teologale; encomiato pastore, morì nel
\irtù. Il medesimo Papa gli sostituì Troi- i653. Nel novembre Innocenzo X elesse
lo Boncompagno nobile di Foligno, ove Ulisse Orsini d'Amelia e patrizio roma-
fu trasferito neh 582 caro a Gregorio ; no, esemplare ed erudito, protonolario a-
XIII, fu lodato per pietà, giustizia ed e- postolico, lodatissimo. Neh 680 e dopo 4
rudizione. Lo stesso Papa gli surrogò Ga- mesi circa di sede vacante, l'occupò Gio.
spare Sillingardi di Modena, dotto giu- Giorgio Mainardi nobile anconitano, ar-
reconsulto, traslato in patria nel 1591. ciprete della patria cattedrale e consul-
Gregorio XIV nominò in sua vece Pom- tore del s. offizio; zelante vescovo, tenne
ponio de Nobili pattizio lucchese,che pose il sinodo che stampò nel 1693, anno in
la r .^pietra al duomo attuale e fece quan- cui morì nel novembre. Innocenzo XII
to notai di sopra. Essendo morto nel de- a'i5 del seguente marzo prepose a que-
clinar del 1606, gli anziani a' 2 gennaio sta sede Francesco Azzolini nobile diFer-

1607 scrissero a Paolo V quella lettera mo, nella cui metropolitana fu primice-
che leggo per la se-
in Vay\^\, Istruzioni rio, abbate mitrato di s. Bartolomeo di

greteria t. 2, p. lodandone il
3o2, in cui Campo Fellone e canonico di s. Maria in
zelo, prudenza, vita esemplare e santa, Trastevere di Roma ; morì in Foligno
supplicarono il Papa a consolarli con pre- mentre recavasi alla residenza, e restò se-

lato che a quello uoa fosse inferiore.Laoa- pollo in tal città. Nel gennaio 1693 gU
RIP RIP 43
successe Pietro Alessandro Procaccini no- Ripa Transone soggiacque all'invasione
Lile di Penne, di cui era stalo vicario ge- francese, ed all'eGhnera repubblica : nel
nerale, come Macerata eJMonteFia-
di 1800 fu governala dal concittadino cav.
scone, indi nel dicembre 704 tu iraslato
1 Pietro PaoloNeroui presidente per l'impe-
ad Avellino, encomiato per zelo e pruden- riai reggenza di Montalto, indi la città tor-

za. Clemente XI nel giugnoiyoS nomi- nò al dominio di Pio VII. Occupata nuo-
nò GiosafatBattiàlelli della diocesi diFos* vamente dagl'imperiali francesi, a'2 1 lu-
sombrone, già vicario apostolico d'Urbi- glio 1 808 fu sottoposta al regno italico, ve-
no e vicario generale di Fermo, Jesi, Lo- nendo divisa l'autorità governativa fra il

reto e altre diocesi, pieno di esperienza e giudice di pace e il podestà municipale,C0'


dottrina: sotto di lui registrarono i ri- me capoluogo di cantone : nel 1 8 5 fu
1 ri-

produttori del Quatrini, che nel 1706 la pristinalo il governo modopontificio, nel
peste desolò Ripa Transone, forse prodot- che narrai a Marca e Piceno. Dopo sede
ta dalle innumerabili locuste. Traslato vacante,PioVIl tornato inRoma dalla de-
neli7i7 a Foligno, Clemente XI nel lu- portazione, fece vescovo Calmet d'Ischia
glio elesse Gregorio Lauri nobile d'Ana- di Viterbo, che mori in Roma. Indi no-
gni, penitenziere e vicario generale della minò Ignazio Ranaldi di Macerata filip-
patria. Con questi Ugbelli termina la se- pino di Roma, che a'2 3 agosto 18 19 tra-
rie de' vescovi di Ripa Transone,clie pro- sferì all'ai ci vescovato d'Urbino, dipoi in-
seguirò colle Notìzie di Roma. Neil 726 viato in Sardegna. Nel detto giorno il Pa-
Francesco A ndrea Correa di Lisbona sco* pa fece vicario apostolico Luigi Ugolini
lopo. Nel 1789 Giacomo Costa veneto di vescovo di Amorio inpardhusy di Monte
Bassano, teatino, diplomatico e dotto o- Colombo diocesi diRimini,che ottenne dal
ratore: traslato nel 1747 a Belluno, por- Papa di collocare il seminario nel mo-
Graaiacci
tò seco per segretario d. Nicola nastero delle Clarisse, e delle rendite di
di R.ipaTransone,Questo degno sacerdo- queste parte assegnarne a'filippini, parte
te ebbe la ventura di essere uno di quelli alle monache convittrici,e parte al semi-
che insegnarono primi rudimenti al no-
i nario, quale dopo questo tempo fiorì
il

bile bellunese Bartolonieo Alberto Cap- in un modo singolare, ed acquistò rino-


pellari poi glorioso GregorioXVI, ilqua- manza, anche per diversi distinti perso-
le ben ricordandolo nella sua prodigiosa naggi che ne furono zelanti e benemeriti
memoria, giovò al di lui pronipote Se- rettori. Dipoi Pio VII a'24 maggio 1824
condo che fece governatore d'uno de'luo» nominò l'Ugolini vescovo di Fossombro-
ghi dello stato pontificio. Nel 174? Be- ne.Nell'istessogiornoelesseFilippo Mona-
i»edetto XIV per molta stima che ne
la celli diFossombrone, profondo e dottissi-
faceva, elesse Luca Nicola Becco di Ri- mo canonista, che nel 1825 fece la visita e
pa Transone, assai dotto giureconsulto, riuscì la più esatta di quante la precedette-
e caritatevole, lodatissimo pastore, ama- ro, contribuendovi assai il ripano can."
to da'concittadini e diocesani. Nel 1765 Giovanni Illuminati, riordinatore bene-
Bartolomeo Bitozzi diPreci diocesi diSpo- merito della cancelleria vescovile, qual
leto. Nel 1779 Pio VI nominò Bartolo- convisitatore della diocesi che pochi co-
meo Bacher romano, fornito di molle co- nobbero pienamente quanto lui. Leone
gnizioni e prudenza: nel 1782 si recò a XII nel dicembre 1828 trasferì a Pesaro
Loreto per ossequiare il Papa che reca- l'ottimo Monacelli, nominando ammini-
vasi a Vienna. Siccome il predecessore nel stratore apostolico di Ripatransone l'egre-
1775 avea chiuso il seminario per am- gio, prudentee lodato vescovodi Montalto
pliarlo, ciò essendo stato eseguito, ebbe il fi.Luigi Canestrari de'minimi. Pio Vili
contento di riaprirlo nel 1 782. Nel i
798 a i5 marzoi83oelesse vescovo il proprio
P

44 R 1 RIP
concittadino Filippo Appignanesi di Gin- Michele arcangelo, i fondatori e fonda-
goli, quindi come si legge neln." 44 ^'^^ trici degli ordini religiosi, Gesù Cristo e
Diario dì Rotnay lo nomi nò ablega lo apo- la R.Vergine, gli stemmi di Gregorio XVI
stolico a presentare in tiono la Rosa doro e del vescovo Canestrari. La cattedrale
henvilcitu alla comune patria, e nel gior- riuscì anche più luminosa; si rifece an-
no del l'Ascensione con solenne processio- che il pavimento, come pure si
tetto e il

ne dalla chiesa di s. Agostino la poitò al- eresse la facciata e la statua dis. Gregorio
la cnttedrale,ove pontificò con analoga o* 1 titolare, il capitolo a decoro del tem-

nielia, donde la trasferì processionalmen* pio aggiunse altra sagrestia, con comodi
te nel monastero di s. Caterina per cu- aruìadi di buon disegno, riaprendosi la
stodirsi. Eccellente pastore, il seminario chiesa al di viu culto nel 1 84 1- Nel seguen-
eresse un busto all'Appignanesi. Sotto di te anno a'27 gennaio Gregorio XVI fe-

lui e nel 1 83 ila Marca insorse con altre ce vescovo Martino Caliendi di Scavoli-
Provincie, ma presto tornò all'ubbidien- no diocesi di Monte Feltre, alla qual se-
za di Gregorio XP^Jy che in più modi la de poi lo trasferì a'2 aprile 1 845, in cui i

beneficò. Vacata la sede nel iBSy, que- elesse il dottissimo mg.*^ Gio. Carlo Gen-
sto Papa per ristorare la cattedrale col- tili di Sanseverino, autore di tante opere
le rendite della mensa, benignamente no- pregiatissime, ed ottimo pastore, che me-
minò l'encomiato vescovo di Montalto ritamente celebrò con opuscolo il ferma-
Canestrari in amministratore apostolico, no avv.° Gaetano de Minicis sapiente ar-
il quale alacremente, sovrastando ai la- cheologo e grande illustratoredelle pice-
vori due nobili ripani membri della ma- ne antichità. Come mg.*'Ranaidiavea i-
gistratura e due canonici da lui deputa- stituita la congregazione di s. Paolo, per
ti, si dedicò alla ristorazione e abbelli- addestrare la gioventù ecclesiastica nella
mento della cattedrale. Pertanto si ap- predicazione, così l'egregio mg.*" Gentili
prende dal n.° 6 delle Noùzie del gior- sotto gli auspicii del medesimo s. Apo-
no iS/^\.i, che il tempio per le cure del vi- stolo l'ondò l'accademia Cuprense, sia per
gile pastore fu reso piò solido, ultimato esercitare i giovani nelle amene lettere,
r orduie architettonico della primitiva sia per investigare e illustrare i patrii mo-
sua erezione (il avendo an-
cui architetto numenti, ed encomiare le virtù e le ge-
che eretto la chiesa di s. Andrea de'mi- sta degli avi. Di più volle il lodato vesco-
nimi di Roma, per coincidenza si compi vo che sul finire degli annui studi fosse-
e migliorò quella di RipaTransone sotto ro premiati quelli ch'eransi distinti nello
gli auspicii d'un minimo); fatte eseguire studio, nella modestia e diligenza, come
Je pittureda Giuseppe Capparoni roma- e meglio descrive il eh. d. Alessandro At-
no con soddisfazione e plauso della città, ti, nel bellissimo articolo sul seminario,
per la rapidità e diligenza dell'opera as- pubblicato iìeWAlbumde'i^ ottobre 852, 1

sai lodata (come e meglio si legge nell'o- che perciò solo potei leggere dopo avere
puscolo di poesie fatte in onore dell'ar- riveduti la maggior parte degli stamponi
tista estampate dal Jaffei neli84o), nel di questo articolo. Per morte di Gregorio
presbiterio, pel gruppo degli Apostoli e XVI il degno prelato gli celebrò nella cat-
8. Pietro che riceve le chiavi dal Reden- tedrale solenne funerale, coH'intervento
tore ; nella cupola , il Padre eterno con delle magistrature,e dal trono recitò com-
gloria d'Angeli e gli Evangelisti ; ne'cap- movente e bellissimo elogio funebre, in
pelioni, Filippo Neri, Francesco di
i ss. cui deplorò la grave perdita, dicendo che
Paola fondatore de'minimi, e Pio V, ol- giunse ad agguagliare con la virtù l'al-

tre s. Maddalena; nella volta, i principali tezza della dignità, di cui fu insignito da
santi del vecchio e nuovo Testamento, s. Dio, come riferisce il Supplimealo del n.°
RIP RIS 45
49 del Diario di Roma 1 846. II regnan- distrullo sotto regno d'Alfredo; rifab-
il

te Pio IX nel 1847, a' 12 aprile lo tiasfen bricalo poscia con maggior magnificen-
a Pesaro, ad a'4 ottobre scelse in succes- za da Wilfrido arcivescovo di York, fa
sore l'attuale mg.^ Camillo de'marchesi nuovamente distrutto dagli scozzesi in
Bisleti di Veroli, già arcidiacono e i /di- tempo d'Odoardo II, ma la chiesa venne
gnità di diritto padronato di sua fami- riedificata e dichiarata collegiata dall'ar-
glia in quella cattedrale e pro-vicario ge- civescovo Mellon, e Giacomo I ne con-
nerale, il cui solenne ingresso coi dovuti fermò i privilegi. Vi sono ospedali, una
encomi si descrive neln.°i i]e\ Diario di bella piazza adorna d'obelisco, scuola la-
Eonia 848; mentre nel n.° 1 58 del Gior-
1 tina gratuita, il teatro e gran mercato di

nale di RornaiSSo si legge come questo lane. Neli3o6 vi fu tenuto un concilio.


edificante pastore celebrò coi ripani e gli Angl. 1. 1.

accademici cuprensi il ritorno di Pio IX RISERVE APOSTOLlCHE.Rescrit-


(F.) alla sua sede, dopo essersi spenta la ti o mandali co' quali il Papa si riserva
repubblica cui soggiacque nel 1
849 lo sla- la nomina o la collazione óeBene/icii ec-
to pontificio, gloriandosi Ripa Transone, clesiastici (F^.)ìxq\\q. loro vacanza, con di-

che i satelliti della nequizia non la fune- vieto agli elettori o collatori di procede-
starono ne con minacce, ne con violenze. re all'elezione o collazione di tali benefì-
La diocesi si estende per circa 25 miglia, cii. Queste riserve sono generali o spe-
comprende 8 o/^jO/V/^ con più di 3o,ooo ciali le generali cadono sopra tulli
: be- i

abitanti. Ogni nuovo vescovo è lassato in nefìciid'un regno o d'un luogo, o sopra
fiorini 172, ascendendo le rendile della certe dignità ; le speciali sono quelle che
mensa sopra 2,000 scudi aliquihus o-
i non riguardano che un beneficio in par-
nerìbiis gravali, come esprime V ultima ticolare. S'ignora propriamente l'epoca
proposizione concistoriale. in cuiebbero principio le riserve aposto-
RIPOLL. Borgo di Spagna nella Ca- liche. Clemente IV Papa deli 265, fece
talogna a 6 leghe da Vich, presso la de- peli." una riserva generale e assoluta di
stra sponda del Ter, che si valica sopra un tutti i beneficii vacali in curia. I Papi re-
ponte di pietra. Era vi un monastero con sidenti in Avignone resero le riserve fre-

importante abbazia di benedettini, in cui quenti e ne fecero moliissime. Nelr436


sono le tombe di parecchi uomini cele- il concilio di Basilea dichiarò nulle tulle
bri.Possiede fabbriche d'armi da fuoco le riserve e grazie aspettative, nella sess.

rinomate. Vi fu tenuto un concilio nel 23, ed in Francia furono abolite in forza


977. Aguirre t. 3. del concordalo di Leone X. Olire il ci-
RIPON o RIPPON. Città d'Inghilter- talo articolo, si possono vedere i relativi

ra nella contea di York, da cui è distante e Dataria apostolica, non che Plellem-
più di 7 leghe, sopra un'altura, tra l'U- berg, Notitia congr., in Eeservalio hene-
ra e la Skell. La chiesa collegiata di stile ficiorunij et Reservatio dignitatitm. Per
gotico misto, sormontala da 3 torri, è sot- le riserve di Pensioni ecclesiastiche veg-
to l'invocazione de' ss. Pietro e Wilfrido, gasi tale articolo.
racchiude molti monumenti antichi e pos- RISO oRICHO, Cardinale. Urbano
siede grandi privilegi, in virtù de' quali 1! del 1088 lo creò dell'ordine de' preli

l'arcivescovo di York e il capitolo di Ui- col titolo dis. Lorenzo in Damaso, e nel

pon, esercitano ciascuno separatamente 1 106 intervenne al concilio di Guastal-


un potere giudiziario, avendo a tale ef la convoca loda Pasquale II. Avendo con-

fello due tribunali. Questa chiesa è an- fermato con giuramento i privilegi estor-
tichissima, t^d aveva unito un monastero ti dalle violenze d'Enrico V , dipoi nel
fuudato dall'abbate Mehose, che venne concilio romano del 1 1 1 2 li rivocò insie-
40 R1T RIT
me al Pnpà e ngli altri cardinali. Sotto- bile avvenimento stupite le monache su^
da l?asquale II a
scrisse le bolle spedile bito l'accetlarono. Quivi spiccò nell'eser-
favore dei monaslero di s. Beuedello di cizio delle più belle virtù, non clie per se-
Mantova. gnalata mortificazione del corpo, sia con
RISO, Cardinale. Diacono de*ss. Co- aspre penitenze, digiuni e vigilie rigorose,
sma e Damiano, segnò col proprio nome sia con catene, cilizi e spine cucite nelle
una bolla d'Alessandro III, emanata per proprie vesti, per meglio meditare tra le
Siro vescovo di Genova a'c) aprile 78. i i lagrime la passione del Redentore, viep-
RISURREZIONE DEL SIGNORE. più eccitata dalle prediche di s. Giacomo
/^.Pasqua DI Risurrezione e Gesù Cristo. dellaMarca. Un giorno che orava ferven-
RITA (b.) DI Cascia, monaca agosti- tissimamente innanzi al Crocefisso e lo ,

niana. Nacque Rocca


nel iSyG circa in supplicava a farla partecipe de' dolori da
Porena,unode'castelli soggetti al dominio lui patiti, dalla sua corona dispine se ne
di Cascia nell'Umbria. Di 11 anni avea scagliò una sulla fronte di Rita , e cosi
stabilito di far volo di virginità, ma per dentro penetrò che vi formò piaga insa-
non contraddire suoi genitori si unì in
i nabile, con acerbissimo dolore e con tal
matrimonio con un uomo quanto fiero, fetore, che per non riuscire di molestia al-
altrettanto di perversi costumi. Visse con le religiose, visse quasi solitaria. Intanto
lui 18 anni con somma pazienza e man- non essendo monache soggette alla per-

suetudine, e n'ebbe due figli. Trucidato petua clausura, vollero recarsi in Roma
il marito da alcuni rivali, non solo pre- a lucrare l' indulgenza dell' anno santo
gò pegli uccisori ma , avendo penetrato i4^o, proibendo a Rita di seguirle, per
che figli covavano vendetta, fece
i di tutto la deformità e puzzo della piaga. Ma ar-
per disporli a dimenticare il misfatto, per- dendo essa dal desideriodi acquistare tan-
donando chi lo avea commesso, in ogni to tesoro, colle orazioni ottenne pronta
modo tentando di raddolcirne l'animo e- cicatrizzazione e potè portarsi in Roma e
sacerbato. Avvedutasi che non riusciva godere della solenne canonizzazione di s.
nell'ardenti sue brame, per impedire l'of- Bernardino, fatta da Nicolò V. Ritornata
fesa di Dio, con eroismo inaudito fervo- al monastero dal devoto pellegrinaggio,
rosnmenle lo supplicò di levarli dal mon- si riapri la ferita e ritornò adesalarecat-
do quando essi doveano vendicare il san- li vo odore, soggiacendo a grave infermi-
gue paterno, ed eseguire il concepito cru- tà che sopportò con invitta pazienza. Il

dele disegno. Il Signore accolse tanto o- racconto dell'andata in Roma della bea-
Jocausto al'a carità del prossimo, e le die- ta, lo riporta Piazza nell* Emerologio di
de la consolazione di vedere i figli dimet- Roma^ parlando della sua festa, ma sem-
tere il pravo pensiero, indi in brevissi- bra anacronismo, mentre come dirò, era
mo tempo se li riprese, liberando la sua già morta; ovvero bisogna protrarre la
serva dalla trepidazione in cui era anche sua nascita e il fine di sua vita. Fra'prodi-
per le loro anime. Restata intieramente gi che Dio operò in sua vita per onorarla,
libera , volle abbracciare nel monastero si narra che essa fece trovare a una sua
di s. M.^ Maddalena di Cascia l* istituto parente nel proprio orto e nel più crudo
delle agostiniane, ma fu per due volte ri- inverno, una bellissima rosa odorosa e
cusata, perchè la regola escludeva le ve- fresca, edue fichi maturi, de'quali l'avea
dove. Allora invocato il patrocinio di s. richiesta, onde credette che delirasse. Fi-
Gio. Ballista, di s. Agostino e di s. Nico- nalmente tutta compresa nella contem-
la da Tolentino, miracolosamente fu da plazione del^e cose celesti, dopo tante sof-
loro condotta per le scoscese salite del ferenze, fu invitala da Gesù Cristo e dal-
monte dentro il monastero, del cui mira- la B. Vergine in paradiso ove placida- ,
HIT RIT 47
mente volò a'aa U)aggioi4475tl'annÌ70 memoria che s' impresse in
della spina
circa, suonando in lai punto da per loro fronte alla beala. Tuttora casciani nel- i

tutte le campane. Iddio glorificò la sua la stessa chiesa ne celebrano la festa, di-
serva con molti miracoli, e tuttora il suo spensando ai divoti refììgie della beata
corpo si conserva incorrotto e spirante e le rose di maggio, per ricordare la pro-
soavi fragranze, riferendo il citato Piazza digiosa mentovata di sopra, secondo l'an-
che nel giorno della sua festa e anni versarlo tica pia consuetudine.
della beata morte, s'innalza alla sommi- RITIRO, Recessus. Luogo solitario e
tà della cassa, e terminata la festa ritor- appartato, casa religiosa, convento. Con
na al piano ove giace. Urbano Vili l'a- questo nome si chiamano i Conventl^V.)
scrisse tra il numero delle beate, per cui e le case religiose de' francescani Rifor-
d'allora in poi riaperti gli occhi più non mali (V.)y de' Recollelti (F.), óe Passio-
li richiuse; e fra gli altri il p. Carlo A- nisti (^.), della congregazione e pia so-
gostino Ratti ne scrisse la P^ila j che fu cietà dell'Apostolato cattolico, sotto l'in-

I stampata Bologna nel 1726. In


in Roma vocazione della Regina degli jéposloli
alle falde del Campidoglioe presso la sca- (^.). Ritiro si chiama anche qualche Co/z-
linata d'Araceli vi è la chiesa della b. Ri- servatorio [F.), con\e il Conservatorio o
ta, dai casciani cui spetta dedicala a lei e Ritiro della Croce (F.) di Roma, il Con-
in onore di Dio. Anticamente chiamava- servalorio o Ritiro del s. Cuore di Gesù
si s. Biagio r/e I\] crealo ^ sub C^pitolio, dal (F.)di Roma. Il Conservatorio delle Boi'-
Blercato che ivi facevasi sotto Campido- romee da Morcelli chiamato Ri-
(/^^) fu
glio,oinCampile!li dal rione ove trovasi; tiro della carila, Donius diae charilasjìi
era parrocchia e vi sono iscrizioni del oo4i R.iliro delle zitelle di s. Maria in Chiari,
spettanti alla famiglia Boccabella romana Gynneceuni Marianum puellis e plebe
chela fabbricò, come nota Cancellieri nel Clarensibus a pupillatu insliluendis tu-
Blercalo^ p. i i e a83, parlando di qtje- tandis. V. Laura eAscETEP.io.
sta chiesa e de'diversi biografi della b. Ri- RITMO, RfthmuSjNunierusAÌ ritmo,
ta. Il prelato Giuseppe Cruciani di Cascia ovvero numero, è la proporzione del tem-
e maestro di casa di Alessandro VII re- po d'un movimento al tempo d'un altro.
staurò la chiesa con architetture del cav. Dicesi ancora per verso di Poesia (P'.\
Fontana, tanto nella facciata che nell'in- Carmen. Ritmo nella Musica [F.) si di-
terno. Il Piazza nominato, nell' Eusevo- ce la divisione in più parti eguali dellji

logio romano trai. 8, cap. 9.0, trattando durata , o del tempo, in cui si eseguisce
delle confraternite nazionali, ripoita le un certo numero di note, e perchè suole
notizie di quella Delle ss. Spine dd N. S. esprimersi battendola colla mano o col
Gesù Cristo allah. Ri la de casciani Nar- piede, perciò si chiama volgarmente bat-
ra pertanto, che mg.^ Cruciani prima che tuta. In musica deve ricercarsi moltissimo
la parrocchia fosse soppressa e unita al- l'analogia fra il sensodelle parole e i suo-
la chiesa di s. Marco, comechèdi molta ni della medesima, e fra il ritmo orato-
autorità nella corte pontificia, fu gran rio o poetico, e la mi-iura e gli affetti che
promotore non solo per onorare la beata vogliono esprimersi con quella convenien-
concittadina, ma ancora pe'suoi casciani za che la chiesa ricerca. Dice Metastasio,
in Roma, onde cogli aiuti del Papa e col r\t\V Estratto della Poetica d' Jristolile,
suo beneplacito, ottenne la chiesa con en- cap. r, che Ritmo vocegieca significa nu-
trate e la dedicò all'invocazione della b. mero, ed è definita da Platone , De leg.

Ri la, erigendovi una confraternita nazio- lib. 2; L'ordine del movimento si chiama
nale, con molte grazie e privilegi, con re- ritmo, cioè numero. Cicerone, De orat.
gole e statuti, sotto il ricordato titolo, in lib. 3, la dichiarò : Il numero si forma dui-
48 RIT RIT
la dislin/.ione e hallutncìngrinlervallie- ficamanicrc,ceremonie, costumanze, ter-
guali, o diversi. Secondo Io stesso Aristo- mini di religione presso gli stessi pagani.
tile, il rilmo è utile anche alla Prosa(F.): Quindi Cicerone e altri autori chiamano
Di questo ritmo può, anzi deve adornar- Rituales libros^ i libri che contenevano le

si anche l'orazione, ma non già del me- ceremonie sagre, comeoggisi dà il nome
Iro, perchè diverrebbe poema. Imperoc- di Rituali (P'.) ai libri che contengono
ché sono i metri privata e necessaria ap- l'ordine e la maniera delle ceremonie da
partenenza della poesia; e nelle operazio- osservarsi nelT amministrazione de' Sa-
ne di questa è chiaro eh' essi divengono gramenti (/^.), e nella celebrazione delle
luembri del numero. Il ritmo in (ine, è sagre funzioni o Divini uffizi [f^.). La na-
la più sensibile distinzione de* componi- tura stessa insinua universalmente agli
tnenli musicali; poiché le infinite diverse uomini alcuni segni esterni per esprime-
combinazioni de'vari tempi, de'quali es- re il loro culto all'Essere supremo. Il ri-

so variamente si forma, producono Icsen- to,generalmente preso, è un costume ed


sibili infinite diversità d'una dall'altraa- unaconsuetudineaccettatada tutti.Si di-
ria, o dell'uno dall'altro motivo,pensicro, stingue il rito in proflino e sagro : diffe-

idea , soggetto o comtmqne voglia chia- risce laceremonia dal rito come l'acqua
marsi. Tanto leggo negli Annali delle dalla lavanda, perchè ceremonia è l'azio-
scienze religione l. i6, p. 33o. Zaccaria, ne stessa , rito è il modo prescritto col
Storia leu. d'Italia t. 7, p. 42, parla del quale si fa l'azione sagra, come dichiarò il

ritmo, e cita il IM. Malfei, Dissert. sopra s. concilio di Trento nella sess. 22. Nella
ì versi ritmici. Molto tratta del ritmo Mu- bolla di Sisto V, per quanto vado a dire,
ratori, Disserf. t. 2, dissert. 4o DelC
: a- a tenore del concilio, dislingue i riti dalle
ridine della poesia italiana e della rima ceremonie. ceremonie della
i sagri riti e
(la qualesi disse anche verso e si defini- chiesa cattolica eccitano l'animo de' fe-
sce, consonanza o armonia procedente deli alla venerazione delle cose divine, a
dalla medesima desinenza e terminazione sollevar la loro mente alle celesti, a nu-
di parole poste fra loro poco lontano), e trire la pietà, a fomentare la carità, ad
lo spiega Ordine e struttura delle paro-
: aumentare la fede , a fortificare la vera
le o congiunte insieme così acconciamen- divozione,ead ispirare il più alto concet-
te, che pronunciale anche senza canto ,
to della sacrosanta nostra religione. ACoN-
pure rendono una consonanza e certa me- GREGAzioNE DE* RITI raccontai che la isti-
lodia^ che cagiona una dilettevole e gio- tuì Sisto V, per l'esalta e rigorosa osser-
conda sensazione agli ascoltanti. In che vanza in lutto il cristianesimo delle RU"
il ritmo differisce dal metro o orazione briche (^.)j per la giusta procedura nel-
fatta e legata da un determinato nume- le cause di Beatificazione e Canonizza-

ro di piedi :qual sia la poesia ritmica, e zw/2e(/^.)de'servi diDio,loro Festc[F.)y


quale la metrica; che la ritmica fu molto culto di cui ragionai anche a Rdicjuie, e
usata ne'lempi barbarici; cheperòeseb- sagre Immagini (/^.) ; per la custodia e
benei furono solo introdotti
versi ritmici esecuzione delle sagre ceremonie antiche,
nel secolo XII, sono molto più antichi, nelle funzioni dalla Chiesa stabilite, pel
dicendo de'ritmi di Verona e di Milano, decoro e osservanza di tutto ciò che ri-
in alcuno de'quali era imitato il verso e- guarda il Cullo {F.) divino, cui spella la
sametro e pentametro. concessione e l'approvazione; per la resti-

RITO, LiilHs sacrus , Castus religio. tuzione all'anticosplendore de'riti passa-


Usanza, costume, maniera di fare le ce- ti in disuso, colle debile riforme secondo

remonie della Chiesa. Questa parola de- la Disciplina ecclesiastica (V.) nelle ne-

riva dal latino RituSj che appunto signi- cessarie variazioni volute dai tempi e dai
,

RIT RlT 49
luoghi a tenore de' bisogni. Come pure lo tale da se medesimo, e noi non ci ab-
con autorità di mettere mano sopra tutti biamo avuto parte alcuna. Tutto appren-
i rami deirecclesiastica liturgia, per giu- do da Baldassari, Relazione de patimen-
dicare e risolvere le questioni insorte sui ti di Pio Vly t. 3, p.40. il liturgico Fer-

riti, e sulle controversie di liturgia e di rigni-Pisone,nelle Dissert. liturgiche,^av-


precedenza; per accordare distintivi, i in- la de'decreti, dichiarazioni e interpreta-
segne e ornamenti ecclesiastici, il tutto in zioni della s. congregazione de'
riti, che

nome Sede e del Papa, al quale


della s. approvate dal Papa hanno forza dileggi,
si appartiene il cambiare e correggere i e si devono osservare da tutti quelli che
riti della Chiesa, essendoché la disciplina osservano il rito latino, purché il decreto
della Chiesa è variabile, onde le leggi po- non sia appoggiato a qualche circostanza
steriori abrogano le anteriori opposte. che si verifìchi nel solo luogoche ha fatto
Questa s. congregazione de'riti^ oltre l'es- la domanda o promosso il dubbio, ovve-
sere presieduta da un cardinale Prefetto ro la congregazione l'abbia emanato di
e composta di vari cardinali e dotti con- moto proprio, o pure non conceda un pri-
sultori, ha pure il suo Protonolario apo- vilegio che a un dato luogo o persona.
stolico (^.), il prelato Segretario j il Pro- Quanto alla genuinità de' decreti della
iiìolore della fede (^.), l'assessore e sot- s. congregazione, l' indice del Merati fu
to promotore della fede,ec.: intervengo- riconosciuto per accurato da Benedetto
no alle congregazioni maestri delle ce- i XIV; come accuratissima è la collezione
remonie pontifìcie e altri. Nel 1798 tro- di tutti i decretiemanatifinoal suotem-
vandosi Pio /^/(/^.) deportato in Siena, po, e fatta dal dottissimo veneto filippi-
fu replicatamente supplicato di approva- no d. Spiridione Carlo Talù, di cui ab-
re il culto immemorabile del b. Andrea biamo: Decretorum s. Rituiwicong. Hie»
Gallerani, vero padre de' poveri e degli rolexicon ah anno 1602 adi'jgS crono-
infermi. Il Papa a tale effetto formò nella logico edita, dein a r. d. Joanne Diclich
sua famiglia unastraordinaria congrega- usqiie ad annitnt i836 aitcta et ordine
zione de'riti, la quale secondo le regole alphahetico cum notis distributa, Venetiis
consuete esaminasse l'affare, e poi profe- 1 838. Questa collezione fu reputata la mi-
risse voto consultivo. nomi- Per prefetto gliore finché il benemerentissimo mg.'^
nò l'arcivescovo di Siena Zondadari, in Luigi Cardellini consultore e i.** assessore
segretario mg.'" Spina che faceva da mag- della congregazione de'riti formò e pub-
giordomo, e fu promotore della fede un blicò la collezione la più compiuta ed e-
canonico della metropolitana di Siena. Ai satta, che niente lascia a desiderare, an-
IO maggio nel palazzo arcivescovile fu te- che per aver illustrato dal 1602 al 1826
nuta la congregazione per l'esame di det- molti decreti con opportune note: De-
to culto, e dopo le conclusioni favorevoli creta authentica congr. s. Rituum mine
dell'adunanza, eia relazione del processo prinium ex actis ejusdeni s. e. collecta,
ftitto da mg.'* Spina, il Papa ne'modi so- Romaei8o8-i 8261.7. Iviecoglistessi ti-

liti approvò con grande onoie e con-


lo pi di Propaganda /zfl?€ dipoi nel 1849 ^^
tento della religiosa Siena, ordinando ai pubblicato Decreta authentica cong. s,
:

18 di tal mesca mg.^'Marotti, suo segre- Rituum nuncprimum ex actis ejusdem s.


tario e già gesuita, che stendesse il decre- e. collecta, Continuatio Jppendicis coni-

to e l'orazione propria per l'uffizio. Indi plectitur decreta, ab anno iSiS ad 848. 1

a'21 il nobile Gallerani discendente del il p. Bartolomeo da Clanzo cappuccino

beato, coi suo figliosi presentò a Pio VI dalla preziosa collezione di mg.'^Gardellini
per ringraziarlo del decreto favorevole si studiò raccoglierne il pregio con molta

ed il Papa rispose : Questo santo si è fat- industria in un piccolo volume, conquesto


VOL. LVIII. 4
5o R T 1 RIT
lilolo: Manuale Eccltsiasliconim jSeit col- p. 298), Manto pontificale ec. Impe-
Itctiodecrclorurn authenùcorum s. rìttium rocché riti e le cerenionie prescrillc dai
i

i'ong.^ quac cuilibet ecclesiastico inagis u Ceremoniali e Rituali (l^.), dai decreti
tilia \'cl necessaria ccnsenlur^ addilo Or- della Congregazione cercmoniale^F.), o
dine Liturgico prò OrationeXL horarum^ dalle stabilite consuetudini devono esse- ,

Taurini 1 833- 1 834,Komae 1 84 .Questa i re uniformi e invariabili, per non cadere


opera di soinino vaiilnggio agli ecclesiasli • in pregiudizievoli contraddizioni, anche
ci, contenendo alcune opinioni poco eoe* a scapito di chi con fatica e studio scrisse
renli al sentinienlo della s. congregazio- su queste importanti materie: dicendosi
ne de' liti, mg.'' PioMartinucci maeslro talvolta erroneo l'asserto dagli altri, per
delle ceremonie pontificie ne fece la disa- ignorare il vero o per coprire i propri sba-
mina, aifinchè il vantaggio dell'opera riu' gli, spesso un maestro di ceremonie affer-
scisse più compiuto, e cogli elogi di questa mando quanto da un altro si nega. An-
la pubblicò nel l. i4, p- 358 degliAnnali che indetto articolo Ceremonie, con l'au-
delle scienze religiose. Q}.\'\\\ù\ avendo mg.*^ torità de' liturgici, notai essere le mede-
Martinucci correttoalcune mende incor- sime riguardate quali riti santi, che si os-
se nelle altre edizioni , migliorala la di- servano ne' sagrifizi e divini uffizi diret-
sposizione e corredala di notevoli giunte, ti al cullo di Dio, e dell'obbligo gravissi-
ul modo riferilo nel 1. 1, p. 465della 2.* mo che hanno quelli che si dedicano allo
serie di ÒQ\ùAnnali,\a. tipografia di pro- stalo clericale d'istruirsene al pari di qua-
paganda, cbe avea stampato la i ."edizio- lunque altrascienza ecclesiastica. A Mae-
ne, pubblicò la 2.": Manuale etc. Edilio stro DELLE ceremonie PONTIFICIE dichia-
alteraromana emendala et aucta, Ro- rai il mio costante trasporto e diletto per
mae i845. siffatto studio, e la possibile precisione col-
A Ceremonie sagre le dissi, riti eslei iori la quale vado descrivendo le ceremonie,
e religiosi d'istituzione divina, e degli apo- i riti e le sagie funzioni in tutta questa
stoli e loro successori,riti accidentali e qua- mia opera, come una delle parti più es-
si professioni difedej com plesso di di verse mio concepimento, d'ogni
senziali del ri-
azioni, formalità e maniere di agiie, che to e nazione, specialmente del latino e di
servono a rendere le cose più magnifiche e quanto riguarda la s. Sede, i Papi, il sa-
solenni ; esercizi del culto esteriore delle gro collegio , la prelatura e i principali
cose attinenti alla religione, quali indizi ministri della romana chiesa, massime
dell'interno, parlando eziandio della deri- della venerabile antichità. Non mancai di
vazione e etimologia del vocabolo da Ceri difendere i maestii delle ceremonie dalle
(F.)j-in che ceremonia propriamente
la indiscrete censure di cui talvolta sono se-
perchè soggetta a cam-
differisce dal rito, e gno, di quelli ai quali sembra doversi fa-
biamenti, non però di privala autorità, re una tal cosa, mentre ne ignorano l'e-
avendo pur detto delle diverse sue defi- satta cognizione, poiché la scienza delle
nizioni e vantaggi che si riportano dalle s. ceremonie e riti è cosi vasta, che dif-
sagre ceremonie. Che incombe al nobile fìcilmente a mente umana è dato di tutto
oflìcio di Maestro di ceremonie [V,) il re- conoscere perfettamente nellesue più mi-
golarle e dirigerle, con diligenza, studio nuziose parti e significato, o almeno il po-
indefesso e piena cognizione delle mede- terlo rammentare. A Liturgia o studio
sime, dovendosi guardare dall'in) prov vi- de'sagri riti tenni proposito delle defini-
sare capricciosamente arbitrii e nocevo- zioni di questa bella scienza, tanto im-
lissime innovazioni, per non essere espo- portante per qualunque lato si riguardi,
sto a que'biasimi che toccai a Croce pet- come quella che tratta dell'ecclesiastiche
torale, Croce astata (anche nei voi. LI, ceremouie, e precisamente i riti venerandi
RIT RIT 5i
di s. Chiesa, dicendosi particolarmente fi- de'riti della medesima lingua, da cui col-
liirgie gli uffici e riti della Messa (^.). la religione avevano ricevuto la cultura
Questa sagra scienza abbraccia altresì la e le scienze. Quanto alla liturgia potè in
cognizione de'dommi, ed è perciò colle- essa conservarsi la lingua latina, poiché
gata colla sublime teologia, l'antichità, la per ciò che riguarda il vanlaggiodellade-
disciplina e la storia ecclesiastica, quindi vozione, essa non dipende tanto dall'in-
tutta propria de' chierici cui sono tenuti telligenza che abbia il popolo delle sin-
attendere. In conseguenza ivi ancora par- gole parole, le quali accompagnano l'a-

lai dell'origine del culto, della divina ed zione divina, quanto da quella del senso
apostolica istituzione de' suoi riti, arric- e del significato di quell'azione medesi-
chiti poi dallo spirito di sapienza che sem- ma. Oltre a ciò a Liturgia ragionai del-
pre informò la Chiesa, ricordando pure le Liturgie delle chiese orientalij òìc^xxqX-

quelli dell'antico Testamento, di cui ra- h de' Siri fòe Maroniti, degli Armeni, dei
giono agli articoli che lo riguardano, cia- Greci j de' Nestorianij delie Liturgie delle
scuno de'quali riti adombrò secondo i di- chiese occidentali o latinej di quelle del-
versi aspetti Gesù Cristo e i misteriche la Chiesa Romana (ove dissi pure dell'ac-
da lui si dovevano operare per la sua Chie- cademia di liturgiaistituita nella casa dei
sa. Questa, i concilii ed ì Papi costante- Pii Operai, Fedi, di cui si rese beneme-
mente curarono la conservazione e rive- rito Benedetto XIV , il quale istituì nel

renza de'sagri riti, istituendone altri adat- collegio romano una cattedra pe'sagri ri-

tati alle circostanze per sollevare l'uomo ti, di cui parla Zaccaria, Storia lett. 1. 1,

sensibile a venerare la maestà dell'onni- p. 278; e che sotto Gregorio XVI si riat-
potente Iddio. Che il rito si fa consistere tivò l'accademia, avendo notato nel cita-
nell'azione santa colla quale si eseguisce to articolo il ristabilimento dell'antico si-
il divin culto, e la ceremonia nel modo stema).Dellalilurgia^//2Z'roiitì!«<^, la qua-
cui adempie. Questi atti esterni della re-
si le, come dice Zaccaria nella Bibl.Ritua-
ligione cristiana innalzano la mente dei Vsj i Papi non hanno mai pensato di le-

fedeli alla meditazione delle cose celesti, varla, se non quando s. Carlo Borromeo
e ne infiammano i cuori col fuoco della reggeva la chiesa di Milano; ma ledilui
divozione e della Preghiera (^'.). Dissi autorevoli istanze ottennero che se ne de-
inoltre quali sono i fonti liturgici, quali i ponesse il pensiero, e quel rito, come lo
sensi della sagra liturgia letterali e mistici slesso s. Carlo era solito dire, per l'appro-
o allegorici ne'riti che la Chiesa vuole che vazione del Papa diventasse apostolico,
si spieghino al popolo fedele acciò ne com- ilche vuoisi attribuire ad una prudente
prenda lo spirilo, essendo stati difesi e lo- economia de' Papi, della quale segnata-
dati anchedal s. concilio di Trento. Nar- mente s. Pio V ne lasciò luminose prove
rai l'origine, il progresso e le vicende del- nella riforma del Breviario e 3IessaleRo-
la sagra liturgia, ed ancora sull'uso del- mano, come dimostra Zaccaria anche col-
la Lìngua latina nella celebrazione dei r esempio del Rito detto Patriarchio
divini uiììzi j oltre quanto dissi nel voi. Aqnilese che la s. Sede cercò di mante-
XXXV 11 p. 246, sul quale argomento
,
nere, benché per altre cagioni e circostan-
da ultimo toccò qualche parte il eh. te- ze gli stessi patriarchi si sieno adoperati
desco J. W. Karl, Ragionamento sull* Il- di torlo. Su
che è a vedersi di d. Gio-
di
io della lingua latina ^Koma 1 85 1 ; osser- vanni Diclich Rito Veneto antico dello
:

vando , che con essa potè la chiesa cri- Patriarchio illustrato^ eaeiÀa 823.Del- 1

stiana riunire i popoli sotto un medesi- l'antica liturgia Gallicana e del ristabi-

mo regno spirituale. I popoli cristiani di limento della liturgia romana eseguito ai


occidente fecero uso nel culto pubblico nostri giorni nella Francia, cioè nelle dio*
52 RIT HIT
cesi di Lnngres, Perigueux, Reims, Gap se ebbero origine da'geulili, ma che in-
(dopo tale epoca ancora in Troyes^ Vedi, vece molti dc'gcntili l'ebbero dal primo
in s. Brieuxdal vescovo Giacomo le Mee, culto di Dio praticato dagli antichi pa-
in Frejus dal vescovo Alessio Wicart, in triarchi. Quanto fu grande la diligenza e
Arras dal vescovo truslatoda Langi'es,ed alleiizione della chiesa cattolica nel puri-
in quasi tutte le altre diocesi, avendo di- ficare da ogni superstizione gentilesca tut-
chiarato il cardinal Goiisset nel sinodo di ti i sagri suoi riti. Che dai libri della di-
Reimsdel 85 che in Francia conlavan-
1
1
, vina Scrittura rubarono molte
i gentili
si ben 60 diocesi o ritornate o prossime storie, dottrine e riti, e
con favolose inven-
a ridursi alla liturgia romana). Delia li- zioni mitologiche le difformarono. Che il
turgia di Spagna o lìlozarabicaj ed e- detnonio giunse a trasformare e dirtorma-
ziandio delle pretese liturgie de' Prole- re presso i gentili molti misteri divini
stantì (f\)j dei riprislinamentoin Inghil- spettanti alla nostra cattolica religione. Di
terra di molti riti e liturgie cattoliche, alcuni ceremonie civili, derivale dal
riti e
per opera dei Paseisti (f^.). Finalmente gentilesimo ne' Funerali (F.) de' nostri
riportai le notizie bibliografiche sui libri defunti. Conchiude, che alcuni riti, seb-
liturgici e rituali. De'riti Cinesi e Mala- bene provenienti dai gentili, furono dal-
Zf^nW condannali, parlai nel voi. XXXI V, la Chiesa purgati, santificati e convertiti
p. 210, 21 I, 23o, ed in altri relativi ar- in onore del vero Dio, come \a festa del'
ticoli. Quanto a'riti de'protestanti, chi un- la Purificazione [F.) e sua Processione
que per poco ponga mente a considera- (F.); che alcune costumanze de' gentili
re la liturgia della chiesa cattolica, equel- senza superstizione, furono permesse al-
la della pretesa chiesa riformata, presto cune volte ai convertiti dal gentilesimo,
riraaneconvinto esseregrande la differen- escludendo affìtto dal culto divino ogni
za che presenta 1' una dall'altra. Poiché rito o ceremonia che le contenesse; e che
ove tra'catlolici ogni rito riscuole vene- molti riti della Chiesa furono ricevuti per
razione, rispetto e timore, tra'protestan- sola tradizione. Avverte Sarnelli , Lett.
ti nuU'allro si scorge che indifferenza, sia eccl. t. IO, lett. 2 1, con s. Agostino, es-
per parte della condotta de'suoi ministri, serestata solenne consuetudine, che quel •

siaperchè hanno abbandonato quella ma- le cose che stanno in vigore in tutta la
gnificenza, quella pompa e quella gravi- Chiesa intorno alle ecclesiastiche consue-
tà che nelle cose sagre fu sempre fami- tudini e riti, ne si esprimono dalle divi-
gliare alia chiesa cattolica sino dal suo ne scritture, si debbano riferire giusta-

principio. Ella l' apprese dal suo divino mente alle tradizioni ricevutedagli apo-
Islilulore,che quantunqueconducesse vi- stoli. Dice altrove, t. 8, lett. i r, che in
ta abbietta e poverissima, a protestare per- quanto alla di versila de'riti, nulla impor-
sino di non aver do ve posare il capo, non- ta, purché sia uniforme la credenza U- :

dimeno volle compiere l'ammirabile i- nus Domina s , una Jides y unum bapti-
Sagramento divino in un
stituzione del sniaj sieno pure altri i riti, altre le cere-
gran ceoacolotutto messo afesta (Coewa- monie sagre, altri i costumi. Buonarroti
culiun magnani straluni), siccome atte- nelle Osservazioni sui vasi di velro^ p.
stano Marangoni, Del'
gli evangelisti. Il 26, dice de'riti introdotti successivamen-
le cose gentilesche e profane trasportate te da'santi vescovi, sopra di che è molto
ad uso delle chiese j a p. 77 e seg. erudi- da commendarsi la Chiesa, la quale tut-
tamente discorre su molti riti praticati to quello che trovò di maggior buono, di

dalla Chiesa, ì quali derivarono piuttosto decoro, e piti augusto costuman- tra'riti e
dagli Ebrei {F.), che dai GenlìU(F,). Che ze dell'antichità, lo trasferì al culto di Dio
non tulli i riti prescritti nella legge di Mo- e de'suoi santi, e ciò con alto avvedimea»
RIT RIT 53
io; poiché essendo noi composti, non solo si nemici; ma il cullo e la celebrazione dei
di spirito purissimo e sublime, ma anco religiosi riti, li ravvicina insensibilmente
di materia rozza e grossa, siccome questa e stabilisce tra loro rapporti di benevo-
può occupar quello, impedirlo e farlo tra- lenza e di amicizia; la parola santa colla
viare, COSI la parte materiale ha questa Predica (F'.) compie e rafferma questa
particella di buono , di poter aiutare la felice unione, che avendo per base la ca-
parte nobile e spirituale, mediante l'unio- rità divina e il rispetto ch'é dovuto tra
ne e coerenza che passa tra di loro, e ser- fratelli, contribuisce sì possenlementeal-
virle come di guida versole aite cime del- la prosperità delia società ed a quella di
la virtù e della cognizione di Dio; cosigli tutti i membrichelacompongono.l ma-
ornali esteriori delle chiese, de'santi, del- li di cui il sacerdote dall'alto del pulpito
le sagre funzioni e de'ministri, sono allo minaccia il vizio, ed i beni eterni chean-
spirito di grandissimo giovamento per in- nunzia alla virtù, riempiono cattivi di i

sinuargli venerazione maggiore alle cose spavento ed giusti di speranza. Alla sua
i

sagre, e per eccitarlo alla contemplazio- voce, animata e sostenuta dall'apparato


ne delle invisibili e celestiali , come per di tante ceremonie religiose, le passioni
isvegliare e imprimere nell'animo de'fe- mettonsi in calma, i costumi si purifica-
deli e de* sacerdoti , divole e misteriose no, la fede trionfa , ed il regno di Gesù
considerazioni. Siccome poi per esprime- Cristo penetra e si stabilisce ne'cuori. La
re i sentimenti dell'animo, è bisognato Chiesa per addolcire il feroce carattere dei
servirsi delle voci e del carattere delle barbari e purificarci loro corrotti costu-
genti edelle nazioni, così nelle materie re- mi, che pel corso di tanti secoli misero
ligiose fu necessario a'santi vescovi molte a guasto l'impero romano, spiegò a'ioro
cose di culto e di venerazione quasi adot- occhi la bellezza del suo culto, l'imponen-
tare, equelle purificate dalcuito idolatri- za de^suoi riti, e parlò ai loro sensi colla
co e separate dagli onori del secolo, tra- pompa tempo che
delle sue feste; in pari
sferire al cullo del vero Dio, con santi- al loro spirito operava colla vocede'suoi
ficarle e dedicarle a lui per maggior suo zelanti apostoli e coli' esempio glorioso
,

onore, degli amici e de'santi suoi : nella del sangue de'martirijOnd'essi lasciaron-
maniera istessa che chi di voci del tutto siconvertire. K
forse questo il paradiso
nuove si fosse voluto servire, non sareb- che tu mi vai promettendo? disse Clodo-
be stato facilmente inteso, così nell'animo veo I re de'franchi as. Remigioarcivesco-
de' nuovi cristiani non avrebbero avuto vo di Reims nel dì del suo battesimo, al-
quella forza, né avrebbero cagionato loro la vista di tutta quella magnificenza che
interiormente quel concetto d'onore e di il santo avea dispiegato in quella grande
cullo di religione que' riti, che di nuovo ceremonia. Quel re barbaro erane sì me-

affatto si fossero pensati e trovati. E mi- ravigliato, che non concepiva come potes-
rabile il vedere prostrati al piede degli al- se il cielo offrire qualche cosa di più stu-
tariuomini d'ogni rango, età e condizio- pendo. I suoi compagni mossi dalle attrat-
ne, quali senza il cullo religioso non si
i tive del complesso de'santi riti, ne furono
sarebbero giammai conosciuti e visti; riu- tanto colpiti che 3ooo immediatamente
niti nellechiese particolarmente nelle do- ne seguirono l'esempio, ed il restante del-
meniche per assistere ai sagri riti de'di- l'armata non tardò ad abbracciare una re-
vini uffizi, e tutti a d una voce recitare la ligione che mostravasi sì bel la e portentosa
più eccellente di tutte l'orazioni il Pater agli occhi loro.Carlo Magno vincitoredei
uoster Diversi di paese, costume e
(/^.). sassoni cheavea battuto più volte,ma non
gusti, molti uomini non si sarebbero ama- sottomessi, volle tentare un ultimo mezzo:
li mai,anzi l'interesse gli avrebbe forse re- mandò loro con de'missionari, degli abi-
H R IT RIT
Ji chierici Cantori (^^.) lOQìani ; e quei sa, Lucca 1840. Pietro Lazzari, De fal-
popoli eh' egli uon poleva ridurre colle sa vetenim chrìstianonun rituani a ri-
armi si civilizzarono alla veduta de'sasri tihiis ethnicorwn origine^ Diatriba, Ro-

riti, animati dal maestoso e commovente maei 777, confuta e rettifica l'opinione,
Canio ecclesiastico (7^",), e dalle melodie che gran parte de* riti cristiani abbia a-
j
de' cantici della Chiesa, e dalla diversità vuto origine dai riti gentileschi,della qua- I
del suo magnifico culto. I missionari per le opinione si abusarono precipuamente
convertire i selvaggie gli antropofligi del gli ereticie gl'increduli per vilipendere
nuovo mondo, adoperarono lo slesso mez- le più sante liturgie della chiesa catto-
zo, parlando a'ioro occhi colle ceremonie, lica. Dice che molti riti furono insegnati
agli orecchi loro coi canti religiosi,
il che immediatamente dalla natura ai cristia-
produsse un magico e salutare effetto nei ni, i quali in qualche guisa furono usa-
loro sensi. A' nostri giorni medesimi lo ti dai gentili ; tali essendo gli ornati dei
spettacolo meravigliosoedivotodella cele- templi, iyion, gVincensi e gli odori, i lu-
brazione de'nostri riti, nelle feste o nelle so- mi, costumanze naturalmente introdotte
lennità precipuamente, colpì siffattamen- pressoché in tutte le colte nazioni. Con-
te l'animo de' maomettani mori e arabi viene che molti sono i riti cristiani, che

dell' Algeria , come gli antropofagi ido- se hanno coi gentili qualche similitudine
latri dell'Oceania, che convertili diven- anche di nome sono, diversissimi nella
nero fervorosi cristiani degni de'primi se- sostanza; come pure molte essendo le ec-
coli; ed a misura che la lucedell'evange- clesiastiche costumanze, che con le gen-
lo brilla a'ioro sguardi, la mente loro si tilesche non combinano se non in una re-
va sviluppando e iniziandoa tutta la col- motissima generalità, in ispecie poi sono
tura, ed a tutte le sociali invenzioni del contrarie affatto. Finalmente prova, che
cristiano incivilimento. La gravità e mae- senza ricorrere alle costumanze gentile-
stà de'sagri riti,sono l'esterna espressio- sche, si trova un'origine più prossima dei
ne del cullo religioso, essendo tutti pieni sagri riti ne'dettami della slessa natura,
de' più belli e misteriosi significati, che o nelle ovvero nelle
istituzioni ebraiche,
rendono in certo modo visibile b s. re- massime propalate o nei
ne'libri divini,
riempiono l'anima di
ligione di Cristo, dommi cattolici, e questi sono quattro i

pietà ecommozione, e la elevano soave- fonti dai quali dimostra derivali riti o le i

mente con riverente raccoglimento alla liturgie ecclesiastiche. Fr. Antonio Zac-
contemplazione spirituale delle cose cele- caria, Ononiasticon rituale selectum ad
riuscendo ancora balsamico farmaco
sti, usumtum cleri twn studiosae ecclesiasti-
alle più forti passioni. Tutto emegliosi carumantiquitatumjuventutiSjFaveni'ìae
può apprendere negli innumerabili arti- 1787: Bibliotlie.ca ritualis ^concinnaiuiìi
coli che ho scritto e pubblicati in questo opus a F. A. Zaccaria^ac in duostonios
mio Dizionario, e ne'seguenti autori. Ar- tributum, quorum alter de libris ipsis ri'
naud, Thesauri sacroriim riUiuin epi- tualibus, alter de illorum explanatoribus
thonie. Piscara, Praxis caeremoniaruni agii t. de libris ad sacris utriusque Ec-
i

ss. Ro m a nae Ecclesia e, i\eapolii625. B. clesiae orientalis, et occidentalis riùbus


Corsetti , Praxis sacraruni rituuni ac pertinentibus, Romae 1776. Vi premise
caeremoniarufìiy Beneventi 1727. L. A. due dissertazioni De jure liturgico, tìtU
;

Muratori, Liturgia Romana vetus^ Nieu- la quale lutti gli errori de 'protestanti sul
povlyRituuni Romanoruni explicatio,Ye- preteso diritto del principe nelle cose sa-
neliis 179». Pennazzi, Epitome dt sagri gre e negli stabilimenti riguardanti il cul-
riti, Roma. Ragionamenti nelle origini e to pubblico, sono con molta forza distrut-
significazioni de' riti della romana Chic- ti, confutando invittamente Pfaff, Tcin-
KIT RIT 55
maslo, e Mosemio più moJei'ato de'pii- al di la di molti secoli; oltreché reca bea
mi ; De usa lihroruni lìturgìcoriini in re- grato ed onesto diletto a noi l'aver pre.
bus iheologicis, in cui dopo aver dimoslra- senti lesembianze di quegli antichi, dei
lo l'uso deMtbri liturgici nelle materie teo- quali ammiriamo le azioni eternate dal-
logiche, fa vedere con copiosi esempi, co- le storie, o le cui opere e gli scritti , che
nia i dommì più controversi tra i cattoli- sono tutte le nostre delizie, ci trasportano
ci, e tra gli eretici tanto antichi, quanto a tempi lontani, onde viviamo vita mag-
moderni, si possono coll'autorià di siffat» giore nel breve spazio che la natura ci
ti libri confermare.Giuseppe Meu-
Il p. concede. INè questo diletto fu ignoto agli
nini de'predicatori neli845 pubblicò in antichi, poiché come nelle biblioteche e
Orvieto: Quadro storico polemico delle librerie di Pergamo e d' Alessandria, in
osservanze e de* riti del cullo cattolico quella palatina d'Augusto, in quella son-
proposto ai signori della comunione An- tuosissima di Pollione, e presso altri stu-

glicana.Dì questa bella e utile opera, in diosi si conservavano i ritratti degl'illu-


cui è posta in piena vista la morale pos- stri, specialmente di quelli de' quali ivi

sanza, raulenlicità e proporzione della insieme come immortali anime


gli scritti,

cullo esterno cattolico, ne parlarono con loro, sopravvivevano ad essi. Così men-
lodt il n." 8i del Diario dì RomaiS/\.5, tre le opere fanno amare la presenza del-
ed il 1. 1, p. 307 degli Annali delle scien- l'autoie, questa ne invita maggiormente
ze religiose j
2." serie. Leggo nel n.° q") allo studio di quelle. Il dottissimoroma-
del Giornale di Roma 85 dovuti en- 1 1 i noVarrone volle raccoglierne disegnate
comi del Manuale de* sagri riti di mg.f in 00 carte 700 immagini, onde ripetu-
1

Guglielmo Arf-tlniSillani vescovo di Ter- te e diffuse a lutti fossero note, e divenis-


racinaySezze e Piperno, Foligno i838. sero immortali; invenzione, dice Plinio,
Più una 2." edizione arricchita di parec- da ingelosirne gli stessi dei. E qtiale spet-
chie note dottissime, Foligno i85i. tacolopiù bello, dicea Polibio, d'una riu-
RITRATTO, Effigies, Imago, Icon, nione d'immagini di quegli uomini, dei
Simulacrum. Figura umana, dipinta o quali alto suonino tra'posteri nomi e le i

scolpita, somigliante alcuna particolare virtù? Tra'moderni un Fulvio Orsino, un


persona. /^. Immagine e i tanti relati vi ar- Gio. Pietro Bellori, hanno precedutO(|uel
ticoli, come Moneta, Medaglia, Pittura, massimo Ennio Quirino Visconti, che sa-
Statua, Idolo, Idolatria, Mani. II eh. rà sempre il principe di questi studi fin-
Luigi Vescovali nella Dissert. sopra la ché dureranno. La romana grandezza ri-
celebre statua di Aristide esistente in Na- splende essa ancora sul Campidoglio,nella
poli, riportala nel t. 24^ delle O/5-
6, p. Protomoteca del ^//«5eo Capitolino (/^.),
sert. della pont. accad. romana d' ar- istituita da Pio VII e proseguita dai suc-
cìieologia ben a ragione chiama utile,
, cessori. Come in Roma si esponevano i
giusta e degna di chiunque ami la virtù ritratti de'nuovi imperatori eimpeiatrici
e la sapienza certamente quella brama d'oriente, perché fossero riconosciuti, lo
di conoscere l'aspetto degli uomini, che notai ne' voi.XXXIV, p. 14,20,1 i3,eL,
pel merito e le opere loro acquistarono p. 2i5, ponendosi anche nelle insegne mi-
sicura e lunga rinomanza. Imperciocché litari: si mandavano ancora alle città più
queir onore che in tal modo a tali uo- cospicue. A Immagine parlai pure e con
mini vedesi compartito, riproducendone qualche diffusiouedellesagre immagini, e
le immagini, diviene stimolo potentissi- di quelle poste ne'sagri templi e altri luo-
mo ne'posteri a distinguersi anch'essi dal- ghi in onore de'foudatorio benefattori, lo
un bell'omaggio
l'oscurità de'mediocri; e che rimarco ne'rispeltivi articoli. Ne' voi.
che rendesigiustaiueuleal merito anche XXXlV,p. 20, LV,p. 336parlai de'ri-
56 RIT HIT
traiti (ìe'Popl e de cardinali che nelle so- la delegazione di Viterbo nel palazzo Al-
lennità si espongono nelle chiese. Quel- tieri, e in diversi altri luoghi. Abbiamo
li de'Papi nelle slanzedette deWro/zodei di Vittorio Baldini, Cronologia ecclesia-
cardinali e de principisi tengono sotto il stica o da s. Pietro a In-
vi te de' Pontefici
baldacchino, del quale toccai pure a Om- nocenzo X, i vacanze della sede
scismi, le
brellino. Cancellieri nel Mercato^ p. 4^, apostolica, le vere ejjìgie di ciascun Pa-
deplora la sorte de'ritratti de'Papi e dei pa raccolte da diversi scrittori, Bologna ,

cardi nidi, soggetti a variare la testa per '649. !


rappresentarne altri, per ignobile econo- RITUALE. Libro che contiene l'or-
mia, nelle variazioni de'nuovi pontifica- dine delle ceremonie e de' Riti {F.) , le
ti, e nel giro delle promozioni. Nel 1 64"J> Tu preghiere, le istruzioni che si devono fa-
scavala una statua del gran Paolo V, mor- re nell'amminislrazione de' sagrainenti,
to nel1621, per mettervi la testa d'Inno- tranne quelli della Confermazione e del-
cenzo X. Il Pagi nella Critica al Baronio, l'Ordine, l'assistenza ai moribondi, i fu-
an. 3 12, n.° 24, e Casaubono nelle Note nerali pei defunti, di verse benedizioni, al-
a Svetonio,riporlano vari esempi dell'an- cune processioni ,
gli esorcismi , ec. e le

tico uso,certamente non lodevole, anzi funzioni del Parroco[I^.), imperocchèco-


riprovevole abuso, di mutare col capo il me dissi a Pontificale libro, questo ri-

nome e l'epigrafe alle statue. Ma molti guarda le funzioni del vescovo, sebbene
più ne produsse mg.* Marini in unaeru- usa ancheil rituale, il quale è più proprio
dilissima nota alle Iscrizioni delle ville de'preti. Oltre quanto del rituale ripor-
e dei palazzi Albani. Nelle biografìe dei tai in tale articolo, qui aggiungerò, che

Papi, de'cardinali e di altri, di moltissi- fu detto anche Libellus officialis nel can.
mi ne descrivo l'effigie, così in altri artico- iS del concilio di Toledo, sebbene Macri
li dicendo di principi (quelli dell'antichi- creda che con lai vocabolo il concilioabbia
tà furono effigiati sotto la figura di qual- inteso indicare Breviario (^^), nel qua-
il

che deità e talora anche qualche privalo, le si contengono le Ore canoidche. Pare
egualmente le imperatrici si rappresen- che anticamente il libro rituale fosse di-
tarono sotto figure di dee) e personaggi verso da quello chiamato Sagranientario
illustri, eziandio de' ritraili collocati nei (/^.), si trova in quello di s. Gre-
perchè
loro monumenti sepolcrali.Leanliche pit- gorio non solamente la liturgia, ovvero
I

ture rappresentanti i ritratti de' romani le preghiere e le ceremonie della messa,

Pontefici, so«io monumenti che servirono ma altresì quelle con cui si amministra-
per meglio conoscerne la Cronologia ( V,), no molli sagrameiTti. In oggi le piimeso-
perciò in quell'articolo ed anche nel t. XII, no con tenute nel Messale (^.), le seconde
p.208 e 2 7 ragionai degli autori che ci
1 , formano l'oggetto principale del rituale.
hanno dati ritratti della serie de'Papi,
i Oltre il Rituale Romano, ch'è il fonda-
come di quella della Chiesa di s. Paolo mento di tutti gli altri, ve ne sono di pro-
fuori dellemura (f^.)j dipinta d'ordinedi pri alle diverse diocesi. Nell'articolo Li-
s. Leone I, s. Simmaco, Nicolò III e altri turgia o voi. XXXIX, p. 69 e seg., trat-
Papi, la quale essendo falalmente perita tai de'iibri liturgicijdegli scrittori antichi e
nell'incendio del 1828, per disposizione degli scrittori moderni delle cose liturgi-
del regnante Pio IX si sta rinnovando in che; degl'illustratori di particolari litur-
musaico, come notai nel voi. XLVII , p. gie, suoi editori, impugnatori e disserta-
78. A Giovanna Papessa finta feci pa- tori delle medesime. Sisto V nell'istilui-
rola della serie de'ritratti de'Papi, della re la celebre Congregazione de ss. riti,
calU'drale di Siena; altre ne esistono a Ma- l'incaricò di vigilare fra le altre cose a mi-
rino nel palazzo Colonna, in Oriolo nel- gliorare il Pontificale, Rituale G Ceremo'
RIT RTV 57
uiale Romano, da ristamparsi ove fosse teca degli scrittori che gli hanno spiega-
bisogno: in falli il doltissiiuo liturgico car- ti ed illustrati, con due diversi alfabeti,
dinal Giulio Antonio Santon'o fece una uno de'rilualisti cattolici, l'altro de'rilua-
nuova compilazione del Rituale Romauo^ listi Nel 1847 la celebre tipo-
eterodossi.
the così riformato faolo V a mezzo di grafìa romana della s. e. di Propaganda
altri cardinali e uomini dotti ed erudi- fide , intenta mai sempre a riprodurre i
ti nelle cose ecclesiastiche fece rettifica- libri che possono essere utili principal-
re e ampliare^ e poco dopo Io pubblicò mente agli ecclesiastici che nelle parti de-
con l'autorità della bolla AposlolicaeSe- gl'infedeli si adoperano nelle uìissioni,
dij de' 20 6 14> Bull. Roni. t. 5,
luglio 1 pubblicò : Rituale Rom annui Pauli V
par. 4» p. i5i. Questo Papa vi fece riu- Pont. Max. jussu editum^ et a Benedi'
nire lutle le ceremonie antiche prescrit- do XI F auctum et castigatum, in carat-
te dalla chiesa cattolica, comprendendo- teri rossi e neri. In questa esatta edizio-
vi i sauri e veri liti da usaisi nell'ara- ne vi fu inserito l'ordine del battesimo
ininistrazione de'nominati sagramenti e degli adulti, ed il rilodi supplire le ce-
nelle altre ecclesiastiche funzioni, e co- remonie pei fanciulli e pegli adulti, i qua-
mandò che si chiamasse Rituale Roma no ^ li ordine e rito negli antichi rituali era-
e che si osservasse da tulli per l'unifor- no solamente accennali. Parlando delle
mità delle ceremonie e de'riti. Dipoi Be- nazioni orienlali, notai i libri liturgici e
nedetto XIV lo fece ristampare corretto rituali, che ne'rispetlivi idiomi si trova-
eaccresciuto con questo titolo, di cui ab- no neir islessa tipografia ricchissima di
biamo ripetute tantecdizioni di Roma e caralleri d'ogni lingua. Si deve avvertire
di altri luoghi; Rituale Ronianuni Pauli di non usare il Rituale, con aggiunte di
J^ Pont. Max.jussu edituiii atquc.a Et- d. Pietro Lucatelli di Bergamo, le quali
nediclo XIV auctuni et casùgaliun. In furono proscritte dalla s. congregazione
quo^quac parochis ad administrationeni dell'indice, con decreto degli 1 1 gennaio
Sacramentoruni,benedictìones et couja- 1725.
raclìones necessaria ceasentur, accurate RI VAROL A Domenico, Crt/Y//Vzrt/e.Pa-
sunt posita. La bolla Quam ardenti stu- trizio genovese, che avendo avuto qual-
dioj de'25 marzo 1752, colla quale Be- che differenza con Orazio Spinola arcive-
nedetto XIV pubblicò il /?/7«^/ /e è ripor- scovo di Genova alquanto severo, rinun-
tata in ogni edizione. Abbiamo inoltre ziò il canonicato della metropolitana che
di Giuseppe Catalani, Romanuni
iRiV/m/e aveva ricevuto assai giovane, indi si por-
Benedictl Papae XIV jussu edituin et tò in Rotna dove per l'efiìcace interposi-
auctutn, perpetuis coninientariis exorna- zione dell'ambasciatore diFrancia, gli riu-
/A7«5Romaeiyoy. Baruffaldi, Coniintn- scì d'entrare nella corte del cardinal Bor-
tarius ad Rituale Romanuui Vencliis , ghese nipote di Paolo V, che quantunque
I 763. Si può vedere la Bibliotheca Ri- lo tollerasse suo malgrado, non ebbe ve-
tualis del Zaccaria che riporta il catalo- ramente mai motivo di lagnarsi di lui,

go degli antichi Rituali di tulle le chie- che non tralasciava di assisterlo con tulio
se orienlali ed occidentali, che divide in l'impegno. Insorto un emergente diificile

5 classi, cioè in Liturgici, in libri appar- al cardinale, volle necessità che un suo
tenenti alle ore canoniche ossia dell' uf- fimigliare ne dovesse trattare col Papa,
fizio divino^ in Rituali propriamente ta- onde a tal uopo fu scello il Rivarola, co-
li e quasi per eccellenza così chiamati, in me quello che malveduto dal padrone,
Pontificali, ed in Ceremoniali, che è qua n- e inconseguenza in disgrazia di tutta la
lo dire quasi un compilo trattato de' li- corte, nella speranza che per mezzo di ta-
bri rituali, poiché vi aggiunse la biblio- le odioso e spiacevole ufilzio potesse ve»
-,

58 R V I RIV
lìire in illspello allo stesso Pontefice. Ma va l'invasione d'Italia, per supplicarlo a
il successo porlo il contrario alle brame non turbar la pace con importuna guer-
degl* invidiosi suoi emuli e avversari, che ra. Benché seppe per istrada la morte del

da veri cortigiani si modellavano in quella re, proseguì il viaggio a Parigi, non es-

inesplicabile contrarietà che mostrava il sendone Ionia noche una giornata. Vi tro-
comune loro signore. Ammessoall'udien- vò gravemente infermo il nunzio Ubai-
ra pontificia, siccome Rivarola alla na- dini, per cui nesuppPi le veci, non senza

turale fìicondia ed eloquenza univa rara fatiche incredibili, per le turbolenze che
modestia e leggiadro aspetto, PaoloV non allora agitarono quella città, disimpe-
seppe negargli ciò che con tanta grazia a- gnandosi con tutta soddisfazione del Pa-
"veva perorato. A vendo pertanto contro la pa, che non si saziava di commendarne
comune aspettativa ottenuto l'intento, la la prudenza e la sagace industria. Torna-
corte del cardinale ne restò sbalordita e to in Roma, si accese un'orribile discor-
con aumento di rancore. Intanto dopo dia fra Rieti, e Cantalice castello del li-

di lui, essendo il cardinal Tonti entrato mitrofo regno di Napoli, minacciante di-
dal Papa, questo gli domandò conto del sordini e gravi conseguenze, onde vi fu
Rivarola, dicendo che lo reputava degno inviato Rivarola, che trovale le cose agli
d'essere impiegato a trattare co'principi, estremi e degenerate in aperta guerra
per aver rimarcato che sapeva molto be- ordinò che si aprissero le porte della cit-

ne esporrei suoi sentimenti, non solo col- tà, che tenevano chiuse e ben guarda-
si

la grazia della favella, ma ancora coire- te, e che si restituissero scambievolmen-


leganza e venustà della persona. Fu que- te i prigioni. In Rieti colla sua autorità,
sta l'epoca della fortuna del bersagliato saggezza, e attiva destrezza, rimossa su-
Rivarola, perchè il cardinale Borghese bito la cagione della rottura con Canta
cominciò a guardarlo di buon occhio, e lice,ad ambedue restituì la pace e la tran-

a distinguerlo sopra gli altri. Vacalo nel quillità, facendo ritorno in Roma con ge-
i6o8 il vescovato d'Aleria in Corsica, il neiale sorpresa per la rapidità del suo
cardinal Tonti avendone concepito gelo- operato. In premio di queste ed altre sue
sia, come pro datario e con pretesto d* o- egregie azioni. Paolo V a' i 1 6
7 agosto 1 i

norarlo,perallonlanarlo lo propose aPao- lo creò cardinale prete di Martino ai


s.

loV perchè glielo conferisse. Penetrò rac- Monti, e legato di Romagna, che in po-
certo Papa la mente del cardinale e lo chi mesi liberò affatto dai banditi e as-
scopo della sua simulata premura, onde sassini che miseramentela vessavano; per
alcuni credono che fu il principio di sua cui meritò di essere confermato nella lega-
disgiazia; laonde ordinando a Rivarola zione due altre volte nello stesso pontifica-
di accettare quella chiesa, volle però che to di Paolo V, che lo ricolmò in concistoro
restasse in Roma, ad onta ch'erasi allora disommelodi.Permortedi esso interven-
decretato a tutti i vescovi ivi dimoranti ne al conclave di Gregorio XV, da cui nel
di ritornare nelle loro diocesi, compresi 1622 fu fallo protettore de* camaldolesi,
quelli della corte del cardinal nipote, il concorrendo poi all' elezione d' Urbano
quale avendolo con assenso del Papa fat- Vili, del quale si mostrò impegnato pro-
to suo uditore, consolidò la sua perma- motore, e sotto di lui fu assai autorevole,
uenza in curia. Nel 1609 il Papa gU fe- pel credito grande che godeva. Dopo aver
ce rinunziare il vescovato, promovendolo riveduto i4 giorni appena dal
la patria,
ad arcivescovo di Nazaret, nel regno di suo ritorno in Roma, la morte lo balzò
Napoli, che non esigeva residenza; quin- nella tomba d'anni 52 nel 1627 e pieno
di lo spedi nunzio straordinario a Enri- di gloria. Fu tumulato in s. Maria della
co IV re di Francia, il quale minaccia Scala, e jjoi ti*asferilo iu s. Maria della
Kl V R V
1
59
Vittoria. In Ravenna esìste una pubbli- d'ordine del direttorio dal capitano Mon-
ca ebellissima iscrizione in lode del cardi- gen fu tolto dalla Certosa per condurlo
nale, e di quanto operò nel suo governo. a Parma (/^^.), il che effettuato lo con-
Fu fornito di tutte quelle doli cbe si ri- segnò a qtiel governo ducale con respon-
chiedono nel trattare e concludere aidui sabilità verso Francia. Ma essendo stali
e rilevanti affari, magnanimo e costante vinti i francesi dagli austriaci in più pun-
nelle cose difficili, e di grande esperienza ti, 16 marzo lungo l'Adige, dal ge-
cioè a
nelle cause del foro. Dopo il novennio di neral Rray, a Verona il 3o, e compiu*
sua legazione in Romagna, si applicò con lamente il 5 aprile dallo stesso Kray aU
gran fervore alla giurisprudenza, e fu ta- rìsola della Scala, fu costretto il francese
le il profitto che ne ricavò, che i di lui genera IScherer col suo esercito disfatto
voli nelle congregazioni erano tenuti lau- di retrocedere subita al Mincio, poi all'O-
to giusti e ben limati, che si credevano glio,ed in fine all'Adda. Per le quali vi-
opera altrui; ma ciò non è vero, dichia- cende venne premurosamente ordinato
randolo il suo celebie uditore Teodoro al capitano Mongen a' io aprile, che tras-
Amidenio, narrando che solo lo consul- portasse Pio VI a Torino, ad onta del-
tava pel parere, quindi colla propria pen- lagrave infermità del Papa, per essersi
na con eleganza e proprietà di termini, saputo che gli austriaci a spron battolo
con dottrina e erudizione, scriveva quan- si avvicinavano a Parma, per cui a' i4
to gli sembrava opportuno e conducente lo condusse via colla sola scorta di dodici
al merito della causa. finti somministrati dal governo parmen-
RIVAPiOLA Agostino, Cardinale, se, perciò censurato, mentre do >ea rima-
Nacque in Genova a*i4'i^arzo i 758 dal ner passivo, ed il ven. Pignattelli gesuita
marcheseNegrone,eMarianna della stirpe ne fece scrii al duca. Per Borgo
rimarchi
chiarissima de'Cambiasi, discendente dal s. Donnino, ove a delta scorta subentra-
precedente cardinale. Mandato da'suoi a rono 12 soldati francesi convalescenti, il
Roma nel rinomato collegio dementino, venerando esule giunse il i5 al collegio
vi passò alcuni anni ne'primi studi, don- Alberoni di Piacenza (F.)j(\onde Moli-
de uscito con amore si applicò alla giu- celi volle onninamente che proseguisse il
risprudenza ci vile e canonica, facendo lun •
viaggio, perchè d'olire Po si avanzava u-
go e utile esercizio presso diversi uditori di na colonna austriaca che pareva nel dì se-
rota e giureconsulti, in qualità di segreto guente volesse fare scorreria verso Pia-
odi discepolo. Indi Pio VI, cui poi diven- cenza, per impadronirsi di Pio VI e libe-
ne carissimo, lo nominò suo cameriere se- rarlo da'suoi crudeli nemici. Onde a' 16
greto soprannumerario, ed ammettendo- aprile col solo capitano, cui polsi unìuna
lo in prelatura nel 1793 lo destinò go- compagnia di ussari di sua nazione, il Pa-
vernatore di Sanseverino, da dove nonso- pa passò il Po, quando Mongen venuto in
lo venne obbligato rìpatriare quando i re- cognizione che in tal giorno il quartiere
pubblicani francesi nel 1797 occuparo- generale francese dovea essere trasferito
no le Marche, ma d'ordine del direttorio a Lodi, fece retrocedere a Piacenza il mal-
di Parigi fu esiliato da Genova. Frattanto menato Pontefice, i di cui famigliari si

i francesi avendo compita l'invasione di confermarono nella lieta speranza che tra
lutto lo slato pontificio , a* 20 febbraio poco sarebbe tolto dalle mani de'france-
1 798 detronizzarono Pio VI e qual pri- si. Invece per comando del general Selle-
gioniero lo condussero prima in Siena e rei-, immedialameule dovettero ripartire
poi nella Certosa di Firenze. Leggo nel diretti pel Piemonte, a fronte della con-
Baldassari, Relazione de patimenti di Pio dizione deplorabile di Pio VI, e ciò pel
P^Ijl. 4,p. 65 e seg. che 3*27 marzo 17 99 timore dell'imminente venuta degli au-
Go RI V RIV
siriaci, locchè aumentò le lusinghe degli zadel ducndi Parma, si presentaronoa lui

aftelluositliluifnmigliarijasegnochecorse per ossequio e per manifestarne l'inten-


voce a Vienna che il Papa era slato libera- zione; ne furono incoiaggiti e lodati, di-
to dagli austriaci; invece passata la Treb- cendo loro che sapeva essere giuntoli Pa-
bia, giunsero 17 a Castel s. Giovanni,
il pa a IJelgioioso (comune del Milanese, o-
il 18 a Voghei'a,quindia Tortona. Tulio ve prigioniero fu condotto Francesco Ire
questo racconto è ad onore del Rivarola, di Francia dopo la battaglia di Pavia)
come quello che presentatosi in Parma a di là dal Po, onde Giolfredi cogli uffizi ali

Pio VI, fu ben contento di prestargli suoi i austriaci conclusero non aver sufficien-
servigi, ed avendo nel suo animo grande ti forze per inoltrarsi tanto , desistendo
e divozione mirabile alla s. Sede, conce- con dolore dalla nobilissima impresa: fa-
pito il magnanimo disegno di liberare il talmente il buon duca ignorava che il
gran Pontefice dai suoi persecutori, non Papa era retroceduto a Piacenza. Morto
curando il rischio cui si esponeva nella Pio VI vittima di tante.soffiirenze in Va-
vita e ne'beni, e l'aspra vendetta che su lenza, nel dicembre 1799 in Venezia si
lui avrebbero preso francesi, se non riu-
i adunò il conclave pel successore, ed il pre-
sciva nel tentativo e questo da loro si fos- lato vi si recò, facendo qual protonotario
se conosciuto. A. tale efFetto e di concer- apostolico il servizio della custodia delle
to di Pio VI, a'i3 oprile sentendo in Par- ruote. L'eletto nel 1800 fu Pio VII, che
ma l'intimazione di Mongen e correndo poco dopo l'inviò per i.° delegato aposto-
voce che gli austriaci fossero assai vicini, lico in Perugia^ al quale articolo celebrai

andò tosto a Guastalla ed a Sacca nella quanto fece, onde una piazza ne porta il
lusinga di trovarvi il generale austriaco, nome, e che istituì il celebre manicomio.
e non rinvenuti nemmeno i tedeschi, la Sul finire del 1802 lo trasferì alla lega-
.sera si restituì dispiacenlissimo a Parma. zione di Macerata, ed a preside genera-
Tuttavolta fermo nel lodevole suo divi- le delle Marche. In ambedue le magistra-
samento, inviò l'onesto e coraggioso Giof- ture e in tempi lauto difficili rifulse la
fredi di sua fiducia in traccia degli au- sua integrità, giustizia , invincibile fer-
striaci, con lettera pel r.° generale impe- mezza d'animo, intelligenza e zelo, onde
riale che avesse per avventura incontra- tra que'popoli il suo nome è in onore e
lo, con eroico e toccante contenuto, per in benedizione. Occupando gl'imperiali
energicamente eccitarlo alla gloria di li- francesi le Marche nel 1808, nel i.° a-
berare e salvare un sommo Pontefice, di prile riunite al regno d'Italia, il prelato
cui avea tanto interesse il pio suo sovra- fu arrestato in Macerata nel maggio, e
no, che lentamente si avanzava da Pia- tradotto nella fortezza di Pesaro, da do-
cenza per Tortona. Baldassari riporta la. ve dopo 6 mesi a mano armata fu depor-
bella lettera a p. 76, ed io me ne astengo tato in Rimlni e vi restò sorvegliato 18
con pena pel ristretto spazio d'un cenno mesi, dopo i quali riparò inGenova. Ap-
biografico, avendone già passato limiti i pena nel i8i4 apprese che la schiavitù
pel narrato, anche per mettere in chiaro di Pio VII era terminata e che si resti-

questo punto storico. Giofìredi realmente tuiva alla sua sede, nel declinar di marzo
s'incontrò in un bravo generale austriaco volò a Piacenza, a fare il suo affettuoso
(forse il valoroso Klenau), che Ietta la let- omaggio e ponendosi a disposizione del
tera con religiosa commozione, gli affidò Papa, che seguì a Cesena di lui patria.
un grosso distaccamento di cavalli perla Tvi Pio VII lo scelse a suo delegato apo-
liberazione del capo augusto della Chiesa. stolico per riprendere nel suo nome in
Giunto GiofTredi e comandanti, proba-
i Roma la consegna della città e le redini

bilmente il 16 aprile, a Colorno residen- del governo per ripristinarlo pontificio,


-

RIV RIV 61
dichiarandolo presidenle della commis- a vantaggio del ben essere de'ravennali
sione di stato fino al suo ingresso nella ede'romagnolijCui lasciò monumenti du-
capitale. L'energico prelato si recò subi- revoli ad utilità del commercio, del pub-
Roma,vi giunse a' o maggio, die im-
to in i blico e privalo interesse, e della rinoma-
mediatamente termine al governo prov- ta accademia provinciale che per lui eb-
•visorio de'napoletani, e nel dì seguente be vita e incremento. Tra leallre opere
ricevettedaloro la città; diede tutte le di- di beneficenzache il cardinale fece a Ra-
sposizioni governative e fece innalzare sul venna, introdusse il lavoro d'una strada
Castel s. Angelo gli stendardi pontificii e più breve per terra a quel Porto, che fu
della romana chiesa, come notai in diversi poi compila dai successori; e fece costrui-
luoghi, aRoMAene'vol.XX,p.22,XXXV, re un pubblico lavatoio coperto a bene-
p. 186. Ivi dissi che annunziò ai sudditi ficio delle povere lavandaie, che prima
la sua qualifica, il ripristinalo legirae di lavavano ne'fiumi e ne'fossi.esposleal so-
Pio VII, la sua prossima venuta in Ro- le, al vento, alla pioggia. Essendo morto
ma ; cpjanlo fece e dispose per rendere nel marzo 1826 il cardinal Sanseverino
splendidissimo il trionfale solenne ingres- legalo di Forlì, il Papa gliene afìldò con-

so delmedesimo, che formalmente incon- temporaneamente il governo, trasferen-


trò con delta commissione di stalo. Nel dolo nell'islesso anno alla diaconia della
seguente anno per la precaria invasione Chiesa di s. Maria ad3Iartfres[P\),c\m
delle Marche, e minaccioso conlegno di il cardinale beneficò al modo che descris-
Murai re di Napoli {V,), Pio {F.) FU si in quell'articolo. Ma il valore e l'intre-
si assentò da Roma dal 11 marzo al pidezza di questo es mio porporato
7 giu- ri-
gno, nel qual tempo lasciò al governa splendettero anche nel triste avvenimen-
mento di Roma e delle provincie una to diRavenna, ove già lo narrai. Aggiun-
giunta di stato, di cui fece segietarioRi- gerò col eh. annalista Coppi, che Leone
varola con volo decisivo. Finalmente per XII volendo potentemente rimediare ai
volerlo vicino a se, nel vacare la cospicua progressi de' Cfif/i>'0/2<7n(/^^) nelle legazio-

carica di Maggiordomo [F.)^ gliela con- ni, calle villime che si sagrificavanoper
ferì agli 8 marzo 1 8 6 1 a beneficio (\q Pa- vendelle politiche, le quali giunsero a cir-

lazzi apostolici e della Famiglia ponti ca 3o, nello spedire il cardinale a Raven-
fi'
quanto decorosamente operò nel
eia, per na gli attribuì nel politico amplissima
breve tempo che con tanta dignità la fun- giurisdizione sulle 4 legazioni e sulle pro-
se, per non cedere alle pretensioni del po- vincie d'Urbino e Pesaro, con autorità
lente segretario di stalo cardinal Consal- di stabilire una commissione consultiva
vi, per cui il L^apa ne premiò gli eminenti per giudicare economicamente le cause

servigi resi alia s. Sede il ottobre 1817
i e specialoienle quelle di polizia. 11 car-
con crearlo cardinal diacono di s. Agata dinale pubblicò vari rigorosi ordini per
alla Suburra. Nel 1823 intervenne al con- prevenire i delitti, fece carcerare molli in-
clave per morie di Pio VII, ed elezione dividui d'ogni condizione, ed inleso il pa-
di Leone XII, il quale nel 1824 pel gran rere de'4 giudici da lui nominati, nel 1 825
conio che ne faceva lo elesse legato «/tìifc- con una sola sentenza ne giudicò som-
re della città e provincia di Ravenna (f^.)^ mariamenle 5 4, compresi 7 condannali
1

con pieni poteri e facoltà che furono det- a morte; ma niuno fece perire, molti gra-
te Leonine^ per la diflicili.ssima condizio- ziò, ad altri diminuì o conjmulò la pena,
ne de'lerjpi che reclamavano un porpo- ed allefamigliede'condannali alla galera
rato attivo ed energico per eccellenza, assegnò pensioni, dicendo che qual giu-
per quanto narrai in quell'articolo cele- dice a vea dovuto esser rigoroso, come pre-
brandone 1' operosità e le benemerenze side e cardinale amava praticare la eie-
02 R V 1 RIV
menzn. Nondimeno pel complesso delle l'esecuzione : ma-
o Tivoli parlerò della
ciicoslanze, amicizie e parentele, si eccitò gnifica medaglia monumentale fatta in-
malcontento. In Forlì un garzone d'oste- cidere dal cardi naie a memoria della gran-
ria stabilì di ucciderlo, in Ravenna co- de operazione; la riedificazione del san-
spirarono contro di lui egualmente per luario della Porziuncola fu celebrata an-
insidiargli la vita 5 individui deirinflma che con medaglia dall'incisore Giuseppe
classe e in diversi modi, unode'quali gli Corbara,col prospetto del rinnovato tem-
sparò contro una pistola senza nuocergli, pio, e l'epigiafe che fa la storia de* suoi

ma gravemente un canonico che gli


ferì guasti e ricostruzione, essendo stata de-
sedeva accosto in carrozza. Allora Leone scritta nel l. 3, p. ^56 da Pao-
Saggiatore
XII spedì nelle legazioni una commissio- lo Mazio. Inoltre Gregorio XVI, quando
ne speciale presieduta da mg.' Inverni- già il cardinale era divenuto ^r/ore del-
zi, per punire tanto enorme attentato e l'ordine de'diaconi, lo dichiarò propre-
altri delitti settari, ed il cardinale dopo fetto della congregazione del concilio, e
di aver ricevuto pubbliclie dimostrazio- prefetto di quella del buon governo, nella
ni della generale indignazione, partì per quale qualifica il Popa gli aflìdò la dire-
Genova. Si legge ne'n.i ^i e ^2 del Dia' zione suprema della riedificazionedel ce-
rio di Roma 1 828 il Irasunlo della sen •
lebre tem[)io di s. Venanzio in Camerino
tenza pronunciala per sì esecrabile ten- (/^.), e l'edificazione della maestosa chie-
tativo, per la quale 5 subirono il suppli- s,i del ss. Salvatore in Tenacina (/^^.).

zio della forca, quali autori dell'attenta- Fu provvido, instancabile e zelantissimo


to. Tornato in Roma il cardinale e prima visitatore apostolico degli ospedali di Pe-
che si eseguisse la sentenza, scrisse suc- rugia, della b. Lucia di Narni (ove rice-

cessivamente due fogli ragionali al Papa, vè Gregorio XVI nel suo viaggio ai san-
nobili, generosi e crisliani, in cui gli chie- tuari di Loreto, e della Porziuncola ove
deva la grazia della vita de'rei, con le più pure ebbe il contento di goderlo), di s.

forti ragioni di carità evangelica e di pru- Francesco d'Asisi di Todi e della Conso-
dente politica, rilevando il buon edello lazione di tal città; non che amorevole
che avrebbe prodotto un tal alto di cle- protettore efficace degli ordini de'cassi-
menza in favore della s. Sede e della re- nesi, vallombrosani, agostiniani, cappuc-
ligione nostra santissima che sa perdona- cini, e della penitenza; delle maestre pie,
le eroicamente. Leone XU lodò l'atto e di 3 monasteri, di 5 capitoli collegiali e
il bel cuore del cardinale, ma volle che cattedrali, di 5 confraternite oltre quella
la giustizia avesse il suo corso, fl^ ter/ o- dell'ospedale di s. Gio. Battista de'geno-
rcz/Zj e per prevenire altri delitti. Indi lo vesi, ed altri pii istituti; come pure delle
fece prefello della congregazione delle ac- città vescovili d'Asisi, Perugia, Recanali,
que, paludi pontine e chiane; fu poscia Cingoli, Anagni, Tivoli, Todi, Terni, Pa-
ai conclavi per le elezioni di Pio Vili e lestrina, Città di Castello, di Norcia e di
Gregorio XVL Quest'ultimo, grande e- altri 12 luoghi. Sommamente apprezza-
slimalore del cardinale, con meraviglio- to e in molto favore di Carlo Alberto re
so successo gli aflìdò ardue imprese; la- di Sardegna, ne fu decorato del gran cor-
li furono il memorabile traforo del monte done e gran croce dell'ordine de'ss. Mau-
Catillo e cunicoli di Tivoli (F.)^ e la ma- rizio e Lazzaro. Nel favellare fu arguto
gnifica riedificazione del sontuoso lem- e faceto, nel conversare piacevole e alfa-
pio della Porziuncola (^.), ne'quali luo- bile. Per natura fu inclinato il suo viva-
ghi il Papa si recò di persona ad ammi- ce ingegno e quadratura di mente a cose
rarne i risultati, ricolmandolo di pubblici grandi, nobilmente generoso, caritatevo-
e solenni elogi, anche per la celerità del- le in modo che fu il padre dc'poveri, il ri-

RI V Ili V 63
fugio delle vedove e de'pupilli, sollevan- Per l'universale cordoglio che destò sì de-
do varie volle gli oppressi, che difese vi- j)lorata perdita, in molte città e luoghi
lilaiente colla sua autorevole prolezione. furono celebrate pompose esequie; ne ri-
Edificante nella soda pietà, ebbe singo- corderò alcune. Nel n° 47 àeWe Notizie
iar divozione per la B. Vergine Addolo- del giorno iS^i2 si legge la descrizione di
rala, che appellava sua cara iiuidre^ià- quelle decorose falle nel santuario di s.

cendone incidere l'efiìgie in un bel rame. Maria degli Angeli della Porziuncolaper 3
Nel voi. XLIV,p. 72,lodissi zelante pro- giorni. Nel n." 6 del Diario di Roma 8431

pagatore della Medaglia miracolosa. ì!ie- si riportano i funerali celebrali in Ca-


gli ultimi due anni di sua vila,de'quali merino dal capitolo S.Venanzio nella
di
ne visse quasi 85, gli fumal ferma la sa- chiesa della ss. Annunziata, con musica,
nità, la quale fu di molto alterala negli eleganti epigrafi e recita di commovente
ullimi 4 mesi da affezione asmatica; laon- discorso in lode dell'illustre defunto, pro-
de Gregorio XVI per ulterioredimostra- nunzialo dal can. d. Lorenzo de'contiCar-
zione luminosa di slima e di amore,si re- sidonj. Finalmente nel n." 3 delle Notizie
cò a visitarlo e consolarlo nelle sue mo- del giorno i843, con parole onorevolis-
destissime stanze nel convento dei servili sime si dice, come la città di Bertinoro,
in s. Marcello. Mi gode l'animo di qui di- con ì'inlervenlo del vescovo e della ma-
chiarare, che r amplissimo porporato in gistratura, nella cattedrale rese tributo
tale occasione ebbe la singoiar degnazio- di grato animo e venerazione al già suo
ne di ricercarmi e volermi vedere, per cardinal protettore.
quella benigna amorevolezza colla quale RIVELAZIONE, ;?e(^e/^ft'o. Conoscen-
mi onorava, e che suggellò col dono di za delle cose future o nascoste che Dio
un anello per sua preziosa memoria. Do- ha concesso a'suoiPro/^//(/^.),a'suoi iSdf/i-
po aver sopportalo con pazienza e rasse- ti (/^.), ed alla sua Chiesa (^.). Si dice
gnazione, la lunga e penosa inalatlia, in- anche rivelazione, quella che si fa in se-

fermò gravemente, e munito de'conforli guito alla pubblicazione d'un Monitorio


di nostra s. religione, rese l'anima a Dio (J^.)' Il dotto vescovo Bronzuoli, nelle I-

inRomaa'y novembre 1842, con quiete stiluzioni cattoliche _,


che ora hanno me-
d'animo e serenità di volto. Nella conti- ritato altra edizione,parlando de' preli-
gua chiesa di s. Marcello, cui lasciò copio- minari attenenti che
alla /^tWe (/"^.), dice
so legalo, si celebrò il solenne funerale, la necessità d'una rivelazione divina, che
in cui pontificò la messa il cardinal Bar- istruisse gli uomini della natura di Dio
berini, ed ivi restò tumulato nell'umile (/^.),del cullo che gli è dovuto, dello sta-
luogoda lui preparatosi in vita, con sem- lo dell'uomo, de'suoi doveri e del suo ul-
plice marmorea iscrizione [Divoti della timo fine,deduce dalla debolezza ab-
si

chiesa purgante pregate per l'anima ec.) bastanza nota nella umana ragione e dui
ovanti ed a'piedi di Colei ch'egli si ebbe vizi nefandi, in cui per principii sono ca-
in vita a proleltrice e madre, come si e- dute le genti , che furono dalla ragione
sprime S. P. (probabilmente il suo de- solamente guidale rapporto al culto ed ai
gno segretario mg." Scipione Perilli), nel- costumi. Da questi molivi dedussero tal
la bella necrologia, che pubblicò nel Sup- necessità anche gli slessi gentili. Consi-
plimento al n." 95 del Diario di Roma derando distintamente i caratteri della
1842. Nella cattedrale di Tivoli gli fu- dollrina della Religione (F!) cristiana cat-
rono celebrate solenni esequie con Elo- tolica, ogni uomo di buon senso ad evi-
gio funebre del can. d. Giovanni Polini denza conosce, ed è dalla ragione forza-
che pubblicò colle stampe, ed una 2.' edi to a confessare, eh' ella è assolutamente
zione ne fu eseguita nel 1
844 >n Foligno. divina, ed è quella per conseguenza, eoa

64 RI V RIV
l«i qunlc Iddio ha provveduto nlla neccs- Dio non avrebbe provveduto alla neccs-,
silà in cui orano gli uomini di essere da sita in che si trovavano gli uomini, di sua
luiammaeslrali. 1 caratteri della dotlri- dottrina, se nel tempo medesimo non a-
iia professata da delta religione sono i vesse stabilita e indicata un'autorità viva
seguenti. L' eccellenza sublime dei suoi e infallibile della Chiesa (/^), cui com-
dommijia purezza esimia di sua morale. petesse il distinguere la vera sua dottri-

La rapida ed eslesa sua propagazione av- na, precisare con sicurezza il senso delie
venuta con mezzi meno alti, anzi, se-
i sue parole, terminare inappellabilmente
condo le umane vedute, più contrari al i le contro versie,che dall'orgoglio delle pas-
successeli cangiamento portentoso ch'el- sioni, o dalla falsità degli umani giudizi!
la produsse degli umaiìi costumi , nelle fossero suscitate. Non ostante raulorità
persone d' ogni ceto ed età. L' immenso vivaeinfallibiledella Chiesa, nella dottri-
numero de'martiri d*ognietà,ses8oecon- na da Dio rivelata restano sempre i Tlii-

dizione che V hanno col proprio sangue .9/en(/^.),qnelle verità cioè impenetrabili e
difesa. Le profezie in essa contenute, ed incomprensibili dall'umano intendimen-
avverate con tanta precisione. I miraco- to. 1 Z)eiV//(/^.) in generale sono d'opinio-
li co 'quali Dio, ch'è il solo che può ope- ne che non vi sia stata mai una vera rivela-
rarli, volle in diversi tempi pubblicamen- zionedivina,cheDio digli uomini non esi

te accreditarla. Il prodigio forse maggio- gè altra religione, se non quella ch'eglino


re d'ogni prodigio, quello che da ciascun stessi possono immaginare. Vedi Bcrgier,

ragionevole attualmente vivente di leg- Diz. e;zc/W., all'articolo lìi^elazione.U'ab.


gieri può rilevare, l'essersi cioè per tan-
si Federico Odoardo Chassay pubblicò aPa-
ti secoli conservata senza minima altera- rigi nel 1847: Il Cristo d'Evangelo, i-
rione, non ostante continui e formida-
i storìa critica de sistemi razionalisti con-
bili sforzi, in ogni tempo^ e da persone temporanei sulle origini della rivelazio-
d'ogni potere adoprali per estinguerla, ne cristiana. Poiché il Razionalismo {F.)
o almeno per alterarla. Per quanto cia- d'oggidì ha attaccato direttamente le o-
scuno di questi caratteri abbia da se una rigini della rivelazione cristiana , avvisò
foiza invincibile per imprimere nella dot- il detto sacerdote di fare una storia cri-
trina professata dalla religione cristiana tica di tali assalti dati alla Chiesa, colla
cattolica un contrassegno di divinità, si quale svolge i sistemi e li combalte colle
deduce dall'evidenza di fatto, che questa più gravi autorità: ili.° voi. discorredel
dottrina sia assolutamente rivelata daDio, Razionalismo di Francia^ il 2.° del Ra-
dal conoscere che non solo ciascuno di zionalismo d'Jlemagna, ec.
essi è veramente proprio di lei, ma che RlVERAo RIVIERA Domenico, Car-
inlei esclusivamente si trovano tutti in- dinale. Nacque nobilmente in Urbino ai

sieme riuniti, come tanti celebri scrittori 3 dicembre 1671, da Gio. Carlo (gonfa-
col maggior valore e con tutta chiarezza loniere della città, profondo giureconsul-
lianno vittoriosamente dimostrato. La to,oratore e poeta, e promotore della lau-
Dottrina cristiana (F.) rivelata da Dio, rea che ivi prese Albani poi Clemente XF,
per questo appunto perchè divina, deve alla cui famiglia apparteneva con vincoli
spesse volle riuscire oscura, e di granlun* di sangue) e Cinzia Fazzini, signori am-
ga superiore alle deboli forze deiruraano bedue di splendido legnaggio. Gli ante-
intellello, e specialmente della moltitu- nati del padre derivavano dai de Ribera
dine, che per pochezza di mente, per di- della Spagna, e^daide Rivieredi Francia,
fetto di educazione, per mancanza di mez- fioriti in ogni maniera di virtù e di di-
zi atti a migliorare la facoltà intellettiva, gnità. Fin dal i562 erano fregiati della
vive nella più fìtta ignoranza. Il perchè nobiltà romana, mantenendo nobiltà an-
,,

RIV RI V 65
lìca e illirstre in Aquila, come discenden- Romagna, fece ricostruire solidissimi ar-
ti da un ramo de'potenti conti de'Marsi, gini per impedire gli sbocchi, perlaquale
donde Luigi avo di Domenico si liasferi opera pubblicò erudita ed utile disserta-
in Urbino, ove fermò il domicilio e otten- zione. Per leChiane, quale plenipotenzia-
ne il patriziato. Allevato ne' buoni studi rio pontificio, trattò con quello del gran-
e nella pietà, proseguì nel collegio di
li duca di Toscana, e gli riuscì di elimina-
s. Francesco Saverio de* gesuiti di Bolo- re le contese e le cagioni degl'inondamen-
gna. Ripatriando nell'età dii8 anni, pre- ti de'campi romani. Con aumento di ri-
se la laurea dottorale nel gius civile e ca- putazione intervenne al conclave che si
nonico, indi passando in Roma per eser- convocò per morte di ClementeXIjin qua-
citarsi inogni genere di studi, die ono- lità di segretario, nel quale geloso inca-
revole sperimento. Avendo recitato con rico si diportò con tanta lode e valore
gran spiri to un'elegante orazione alla pre- che superò di gran lunga tutti que'pre-
senza d'I nnocenzoXI le de'cardinali, mos- Iati che l'aveano preceduto. Il perchè l'e-

se il Papa a nominarlo coadiutore del dot- letto Innocenzo XIII lo avanzò alla ca-
tissimo urbinate mg.^' Raflfaele Fabretti rica di segretario della cifra , valendosi
custode o prefetto dell'archivio di Castel de'suoi consigli nel di lui breve pontifica-
s. Angelo, cui successe nel 1700. Nel me- to. Quindi ebbe la principal parte ne'gran-
desimo anno eletto Clemente XI suo at- di affari che si trattarono in quell'epoca,
tinente, fu per suo ordine occupato nel- come due Sicilie a Car-
l'investitura delle
la difesa de'diritti della s. Sede, e con suc- lo VI imperatore, e Co-
la restituzione di

cesso in importantissimi affari, poiché nel macchio, che per morte del Papa si effet-
1707 lo inviò al celebre principe Euge- tuò nel successore Benedetto XIII. Con-
nio di Savoia, supremo duce delle arma- tinuando con destrezza e zelo il maneggio
te imperiali, riuscendogli di far evacua- di cose pubbliche, Clemente XII apprez-
re il Bolognese e il Ferrarese dalle sue zando sopra ogni altro il suo distinto me-
truppe; indi lo spedì a Vittorio Amadeo rito, lo elesse segretario di consulta, e fi-

li duca di Savoia poi re di Sardegna, ed nalmente premiò le tante sue fatiche a'2
ai duchi di Parma e di Modena, con sod- marzo 1733, in cui come riporta Novaes
disfazione di tali principi e del Papa. Que- per nomina di Giacomo III re cattolico
sti al suo ritorno in Roma gli conferì un d'Inghilterra, al quale ClementeXI nea-
canonicato in s. Maria in Via Lata, edo- vea dato il privilegio a similitudine degli
po breve tempo Va-
altro nella basilica altri sovrani che lo godono, lo creò cardi-
ticana. Successivamente lo fece suo came- nale prete del titolo de'ss. Quirico e Giu-
riere segreto e prelato, segretario del sa- Iitta,poi cambiato in quello de'ss.XIIApo-
gro collegio e delle lettere latine, pei lu- stoli; ascrivendolo alle congregazioni del
minosi saggi che avea dato in prudenza concilio, propaganda, vescovi e regolari,
e dottrina. Nel i 7 1 6 dichiarato segretario consulta e altre molte; colle protettorie
della congregazione dell'acque, gli si aprì del regno e collegio di Scozia, della re-
altro campo per dimostrare la sua intel- pubblica di s. Marino, della provincia del-

ligenza e operosità, dovendosi laboriosa- la Marcaj del collegio e nazione picena


mente dedicare all' antica controversia de*celestini e di due uni versila artistiche.
delle Chiane, che recavano colle loro pie- Ricusò costantemente la legazione di Ra-
ne immensi danni alle campagne roma- venna offertagli da Clemente XII, ed in-
ne; come ancora per ritenere nel loro al- vece nel 1737 accettò la prefettura del
veo acque del Po ch'erano in procin-
le buon governo, dove oltre all' essersi di-
to di rompere gli argini sul Reno, laon- stinto per la rara sua prudenza d'ingegno
de mandato perciò visitatore apostolico in nel discernere, e prontezza nell'eseguire,
VOL. Lvm. 5
,

66 RIV ROB
mostrò In cognizione grande e Tamore clic ne di Vitlorito, e Cesare cav. gerosolimi-
avrà per le scienze e per le letlere, non tano.
a vendo altra propensionecbe quella (li go- RIVO Vincenzo Valentino , Cardi-
dere r amicizia degli uomini pih eruditi nale. Nacque in Valenza di Spagna, lau-
del suo tempo, e fra gli altri del marchese reato dottore in legge canonica abbate ,

Scipione Maffei, che confessa di aver a- benedettino di s. Monserrato,


Maria di
vuto neir acquisto del buon gusto allo mentre si trovava ambasciatore di Marti-
studio delle scienzea duce e guida il cardi- no re di Aragona presso Gregorio XI f,
nale, ed il Brenkmanno riconobbe altret- questi a'9 maggio 1408 in Lucca lo creò
tanto; mentre mecenate di mg.*^
fu caldo cardinale pretedi s. Anastasia, onore che

Carlo MaielIo,edi molli altri uomini dot- poco godette, essendo morto dopo 27 o
ti e virtuosi. Benedetto XIV, il cui nome 28 mesi neli4io.
è elogio, l'ammirò e l'amò assai, altret- RIVOLTELLA A^jìizzo^EyCardìnale.
tanto fecero Giacomo III e il suo figlio Nobile milanese, meritòche Adriano IV
cardinal Yorck, quali giovò in ogni ma-
i nel dicembre 155 lo creasse cardinale
1

niera, ed assistette di sapienti consigli diaconodi s. Teodoro, indi lo destinò ret-


nejl'amicizia intrinseca che tra loro pas- tore della città di Benevento, e legalo in
sava. Profondo nella scienza del diritto e Lombardia insieme col cardinal Ottone
di pubblica economia, coltivò l'amena da Brescia, per comporre le differenze na-
letteratura in cui lasciò di verse opere, so- te tra'cittadini di Lodi e que'di Milano,
lo essendosi pubblicatala vita del suo ce- e confermarli nella divozione della chie-
lebre concittadino Fabretli. Alla fine pie- sa romana. Dipoi Alessandro III lo scel-

no menti, e dopo avercontribuifocol


di se alla legazione di Costantinopoli, insie-
suo suffragio all'esaltazione di Benedetto me col vescovo di Tivoli, all'imperatore
XiV,mori in Roma
io novembre 752
a* i Emanuele Comneno per fargli conosce-
d'anni 81, e fu sepolto nella sua chiesa re la sua assunzione al pontificato, e lo
titolare, dove viventeerasi apparecchiala scisma che lacerava la Chiesa sostenuto
la modesta tomba, con semplice e breve dall'antipapa Vittore V, quindi per in-
iscrizione. Quantunque il temperamento durlo alla sua ubbidienza e divozione. Di
Io inclinasse all'iracondia, seppe colla vir- quanta virtù fossero i legali, ben lo diede
tù dominarlo a segno, che nelle circostan- a conoscere il felicissimo esito della loro
ze più critiche e provocatrici, non dava missione, perchè l'augusto greco, e con
segno né di turbazione, ne di sdegno, mo- lui tutto roriente,riconobberoAlessandro
strando sempre imperturbabile tranquil- III per legittimo Papa. Dopo aver con-
lità. Ne celebrarono le gesta i biografi dei corso alle elezioni di Alessandro III, Lucio
cardinali, ed anche Ferdinando Ranalli, III ed Urbano III, e confermato colla. sua
il quale rileva, che il cardinale fu Tnlti- soscrizione le loro bolle e quelle d'Adria-
mo germoglio dell'illustre ramo de' Ri- no IV, in età assai avanzata passò a mi-
vera d'Urbino, due esistendone an-
altri glior vita nel i 186.
cora, l'uno in Napoli per la marchesa Lu- ROABAN. Sede vescovile de'giacobi-
crezia Ri vera , consorte del benemerilo ti, nella diocesi d'Antiochia, nell'Eufrate-
marchese Giovanni d'Andrea, già mini- sa. Riporta 2 vescovi VOriens chr. t. 2,
stro segretario di stalo per le finanze e p. i5i6.
affari ecclesiastici del re delle due Sicilie ROANO. /^. RoHAN e RoùEN.
e hall gerosolimilanOj e madre del viven- ROBERTI Ademaro o Adimaro, Car^
te cardinale Girolamo di cui parlai a Me- dìnale. Dell'illustre famiglia de* visconti
litene, nel voi. LUI, p. 2i3 ealtroveje di s. Gallo nell'Aquitania, dottore in leg-

r altro in Aquila ne' fratelli Luigi baro- gi , notaro protonotaro della s. Sede
ROB . KOB 67
uditore di rota secondo Cantaìmajo, ed soldati ch'egli aveva guadagnato a Gesù
uditore del cardinal Mothe nipote di Cle- Cristo, quali chiama vansi Roberto eDal-
i

mente VI, questi a*20 dicembre 1342 Io mazio. I tre servi di Dio fecero la loro di-
creò cardinale prete di s. Anastasia, ve- mora presso nna chiesa demolita, procac-
scovo di Parigi e poi di Auxerre, non es- ciandosi il vitto col lavoro delle proprie
sendo vero che lo fosse di quelle chiese mani. La fama delle loro virtù trasse in
che gli attribuisce Marchesi. Avendogli breve tempo presso di essi un gran nu-
inoltre il Papa conferito pingui benefìzi mero di persone, e co'soccorsi che ven-
in Inghilterra, tro\ò gran resistenza nel nero loro offerti edificarono il celebre mo •

re Odoardo III, e nel vescovo d'Oxford, nastero conosciuto sotto il nome di Chai-
nella cui diocesi erano gran parte di tali se-Dìeiif il quale divenne poi il capoluo-
prebende, oltre quella ricchissima nell'ar- go di una numerosa congregazione, che
cidiocesi di Yorck. Clemente VI lo richie- fu unita a quella di s. Mauro nel i64o.
se con altri cardinali del suo volo per la S. Roberto fece osservare ai suoi disce-
canonizzazione di s. Ivo, e lo assegnò per poli la regola di s. Benedetto, e n'ebbe
giudice nella causa che verteva tra il car- sotto la sua condotta circa 3oo. Morì li

dinal Poggelto legato di Bologna, ed i bo- 17 aprile 1067, e non fu seppellito che
lognesi, per gì' insulti a lui folti, i quali a'24 dello stesso mese, ch'è il giorno in
nondimeno lo rifiutarono. Nel i346 gli cui la Chiesa celebra la sua festa.
fu commessa la compilazione del proces- ROBERTO (s.), abbate di New-Min-
so contro Francesco Ordelaffi dominan- ster in Inghilterra. Nacque nella contea
te di Forlì, pei sospetti d'eresia. Morì in diYorck, e fino dalla sua fanciullezza si
Avignone neh 352 o nel i353, ed ebbe mostrò inchinevole alle occupazioni gra-
sepoltura nella certosa di Villanova. vi, alla preghiera e alla lettura dei libri
ROBEE.TO (s), fondatore del mona- di devozione. Compiti gli sLudi, fu ordi-
stero della Chaise-Dieu in Alvergna. Era nato prete, e incaricato del governo di
della famiglia di s. Giraldo barone d'Au- una parrocchia nella sua diocesi, alla qua-
rillac. Si formò alle scienze e alla virtii le rinunziò poco dopo per entrare nella
nellacomunità degli ecclesiastici di s.Giu- religione de'benedettini di Nostra Donna
liano da Brioude; e ricevuta la tonsura di Yorck. Unitosi a Riccardo priore di

clericale, fu fatto canonico, poscia teso- questa casa, e ad altri 12 religiosi, che
riere di quella'chiesa. Pieno di tenerezza desideravano di osservare la regola secon-
verso i poveri ammalati, ai quali presla- do la sua primitiva austerità, lasciarono
va ogni soccorso possibile, curando spes- il monastero colla permissione del loro

so le loro piaghe, fece fabbricare per essi abbate, e dopo molte difficoltà ed immen-
uno spedale a Brioude; e zelante del pari se fntiche fondarono la celebre abbazia
per la decenza del culto divino, fece re- delle Fontane, nella valle di Scheldala,
staurare ben 5o chiese. Deliberato di U- che col borgo di Sutton era stata loro da-
sciare il secolo, erasi ritirato nell' abba- ta dal pio Turstano arcivescovo di Yorck.
ila di Cluny; ma
popolo di Brioude
il Questo novello istituto fu per tutto l'or-
l'obbligò a ritornare alla chiesa di s. Giu- dine un modellodi mortificazione, di fer-
liano. R.oberto andò nop molto dopo in vore, di amore alla fatica e di zelo per le
pellegrinaggioaRoma per visitare le tom- austerità della penitenza. Roberto emer-
be de'principi degli apostoli; poscia fece geva sopra i fratelli colla sua pietà: tutti
un altro pellegrinaggio a Nostra Donna avea lo sguardo rivolto a lui, e lo pren-
del Puy Finalmente si ritirò
nel Velay. devano a norma in tutte quante le loro
dal consorzio degli uomini in una solitu- azioni. Ranulfo di Merley barone diMor-
dine lontana 5 leghe da Brioude, con due pelh, visitando il monastero delle Fon ta-
68 ROB ROB
De 5 anni dopo la sua fondazione, riina- mitnre Giovanni che fu sottoposto alla
s.

se sj edificalo dalla vita di quelli che lo B. Vergine qual figlio per destinazione ,

abitavano, che domandati ed ottenuti al- di Gesù Cristo. Il b. Roberto morì in età
cuni di quei religiosi, fece edificare per di 70 anni, nel monastero di Orsano nel
essi nel 187 il monastero di New Min*
1 Berry, li 25febbraioi i 1 6, ed ilsuo corpo
sler, presso Morpelh, nella contea diNor- venne portato a FontEvrault. Nel 644 1

thumberland, del quale Roberto fu il i.** ilvescovo di Poitiers esaminò molti mi-
abbate. Elevato in dignità, si studiò sem» racoli operati per la di lui intercessione.
pre più di servire di esempio a'suoi fra- Fih onorato dopo la sua morte col titolo di
telli colle sue virtù. Fu favorito del dono beato, e celebrasi la sua festa nel giorno
di profezia e di quello de'miracoli ; fon- 24 febbraio, non avendo però un oiBcio
dò un monastero a Pipinella ossia Riva* particolare.
bella nella contea di Norlhamplonj e mo- ROBERTO (s.), vescovo di Salisbur-
rì il
7 giugno I iSq. Ditersi miracoli au- go, f^. RUPERTO (s.).

tenticarono la sua santità, ed è nomina- ROBERTO (s), abbate dì Molesmee


to in detto giorno nel martirologio ro- fondatore dell'ordine di Citeaux o Cistel-
mano. lo. /^. ClSTERCIENSI.
ROBERTO d'Arbrisselies (il b.), i- ROBERTO, Cardinale. Tra'cardina-
slitutore della congregazione di Font-E* li da Alessandro li deli 061
creati vi fu
vrault. Natoin Arbrisselles,TÌllaggio della questi, diacono di s. Teodoro.
diocesi di Rennes, fu educato nella pietà ROBERTO, Cardinale. Di Parigi o
da'suoi genitori, quali erano forniti più
i Pasiense, come altri scrivono, da Urbano
di virtù che di ricchezze. Cominciò gli stu- II del 1088 fu creato cardinale prete di
di nella Bretagna, e li compi a Parigi, 0- s. Eusebio. Confermò col suo giuramen-
ve venne addottoralo in teologia, e fu suc- to il privilegio delT investiture ecclesia-
cessivamente arciprete, gran vicario di stiche, accordato da Pasquale
II nella sua

Rennes e cancelliere del duca di Breta- prigionia a Enrico poco dopo con
V; ma
gna. Si ritirò poscia nella foresta diCraoa s. Brunone vescovo di Segni siadopròcol

nell'Angiò, per imitare la vita degli an- Papa, affinchè ri vocasse quanto con aper-
tichi solitari, ed avendogli la sua riputa- ta violenza avea concesso all'imperatore.
zione procurato molti discepoli, fece lo- Intervenne e sottoscrisse al concilio diGua-
ro edificare un monastero, cui diede la stalla, e a quello di Laterano del 1 1 12,
regola dei canonici regolari, la quale isti- in cui Pasquale II riprovò tale estorto pri-
tuzione fu approvata da Urbano II nel vilegio.

1096. Il medesimo Papa, essendosi reca- ROBERTO, Cardinale. Del titolo pre-
to inFrancia, l'udì predicare, e ne ri »ua- sbiteraledis. Sabina, sottoscrisse una bol-
se tanto soddisfatto, che gli diede il titolo la di Calisto li dell 121, a favore del ve-
di missionario apostolico, con pieno po- scovo di Genova.
tere di annunziare il vangelo per tutta la ROBERTO, Cardinale.Vveleòel ti-
terra. Le predicazioni del b. Roberto eb- tolo di s.Pudenziana, confermò colla sua
bero un esito felicissimo, perocché ovun- firn»a una bolla d'Alessandro III per Al-
que esercitò il ministero della divina pa- loderioabbaledql monastero di s. Geron-
rola ridusse a Dio una moltitudine innu- zio nella contea di Cagli, a'2 aprile i 1 70.
merabile d'anime. A Font-Evrault dissi ROBERTO, Cardinnie.Romano, che
della congregazione ch'egli fondò, compo- secondo Ughelli, dalla diaconia di s. Gre-
sta di monaci e di monache, sotto la rego- gorio, fu trasferito al titolo presbiterale
la di s. Benedetto, la quale sottopose ad di s. Anastasia, e neli 188 da Clemente
una religiosa superiora generale, per i- III nel dì delle Ceneri fu fatto vescovosu*
e

ROB ROC 69
burbicario di Porto e s. Raffina, moren* richiamò ovunque la perduta pace. Inol-
do nel medesimo anno. tre Innocenzo VI neli36o l'incaricòdel-
ROBERTO, Cardinale, Nato nelle la nunziatura d'Inghilterra,in cui si acqui-
Calile, insigne nella pietà e nelle lettere, stò somma reputazione, per aver con gran
abbate di Pontigny e poi generale de'ci- solennità stabilita presso Bretigny la pa-
sterciensi, ad istanza de're di Francia e di ce traOdoardoIlIred'Inghilterrae Gio-
Napoli, a'quali erasi reso assai caro per le vanni II re di Francia, nella quale inu-
sue esimie virtù, s. Celestino V nel set- tilmente erausi adoperati diversi perso-
tembre 1294 ilo creò in Napoli cardinale naggi. A tal fine Qdoardo III erasi por-
prete di s. Pudenxiana. Bonifacio Vili lato a Calais, dove si trovò Giovanni II,
incaricò della legazione nelle Gallie per per confermare le condizioni della concor-
pace con Filippo IV e
fiode; ma indarno
stabilire la Se-
per quanto narrai a Fran.
la s. dia.Il legato Andoino celebrò la messa,

giunto a\\'/4gnus Deiy rivoltosi a'due re


CIA, cbe anzi fu ritenuto prigione in Pa- coirOslia consagrata tra le mani, ambe-
rigi e dopo 6 mesi posto in libertà. Do- due giurarono sopra di essa di mantenere
po essere stato tra gli elettori di Bonifa- inviolabilmente la stabilita pace;indi som-
cio Vili , Benedetto XI e Clemente V, ministrò loro la ss. Eucaristia, rinnovan-
da questi chiamato in Francia, morì nel do poscia il giuramento sopra il libro de-
t' 1 3o5 in Parma, e fu sepolto nella chiesa gli evangeli, e lo stesso fecero i rispettivi
di s. Martino de'cisterciensi, fuori le mura figli eredi della corona, insieme con altri
della città, donde trasportato a Cislello, principi e magnati. In seguito di che e ad
ebbe la tomba avanti il presbiterio della istanza de'due sovrani, Innocenzo VI ai
chiesa, con epitaffio scolpito in versi. In 1
7 settembre 1861 lo creò cardinale pre-
tempo del suo generalato e in questo ce- te, benché si trovasse a Parigi, in cui lo
lebre monastero terminò di famo- vi vere il trattenne Giovanni II per decidere la gra-

so Alano guardiano di pecore, poi con- vissima controversia che ardeva tra Car-
verso di Cislello, indi dottore di Sorbona, lo di Blois e Giovanni
Monfort, che si di
che per la sua vasta scienea si acquistò il disputavano il possesso del ducalo di Bre-
titolo d'universale. tagna; per cui il re pregò il Papa a de-
ROCCA o ROCHE Akdoinoo Androi- gnarsi di mandargli il Cappello cardina-
No o Adriano, Cardinale. Be'couti della lizio (^.), ma non fu esaudito. Portatosi
Rocca o della Rupe, nacque nella contea in appresso il cardinale in Avignone, rice-
di Borgogna, fu abbate benedettino di s. vette le insegne della dignità, e per titolo
Sequano di Langres, poscia neh 35o del la chiesa di s. Marcello. Ma Novaes con-
celebre monastero di Cluny che gover- tro Cardella sostiene, che gli man- il Papa
nò per 10 anni. Da Innocenzo VI fu spe- dò a Parigi il cappello cardinalizio. Ur-
dilo in Italia col titolo di legato, in luo- bano Vneli 363 l'inviò in Italia con buon
go del celeberrimo cardinal Albornoz, ri- nerbo di truppe, contro Bernabò e Ga-
chiamato dalla legazione per calunnie di leazzo Visconti, che aveano occupato Bo-
abuso di potere e di eccessivo dispendio. logna e la Romagna. Questi intesa la ve-
MaessendoAndoino avvezzo alla solitudi- nuta del legato , gli andarono tosto in-
ne del chiostro, anziché ai tumulti della contro un miglio fuori di Bologna, chie-
guerra, le cose d' Italia e de' domini! ec- dendogli pace, che con alcune condizio-
clesiastici usurpati dai prepotenti signo- ni benignamente accordò. In questa oc-
rotti ,
patirono non lievi danni. Onde il casione il cardinale pacificò Galeazzo con
Papa fu obbligatoa rimandarvi il bene- Giovanni marchese di Monferrato con ,

merentissimo cardinal Albornoz, il quale gran decoro e vantaggio della s. Sede e


rapidamente ripristinò il di lui operato e de'suoi diritti; quantunque Buouinsegui
70 ROC ROC
sa-ifa il contrario, nella storia de'fioren- re Rochei^/iocchelto), ahvì dalla voce Ra-
Anche Baluzio, nelle note alle Fitc
lini. cco, che significa veste, altri da Rica, ve-
dtPapid'AK'ignonc, racconta diversa- lo sottilissimo usato dalle donne dc'geuti-
mente la spedizione in Italia del cardinal li ne'sagrifizi, Macri lo crede proveniente
Andoino, tacendo l'occupazione di Bolo- da vocabolo greco, in significalo dìjluens
gna e Romagna fatta dai Visconti, e ri- o mollisj Tunica, cììmmalBi Linea da Ba-
ferendo soltanto che si condusse in Ita- ronio. Nardi, De parrochi, riferisce che
liaper ridurre que'principi alla divozio- essendo il Colohio {V.) di diverse sorti,
ne della chiesa romana, per cui Bernabò forse è quel rocchetto di cui parla Ca-
Io ricevette in Milano con grande onore, sciano. A Cotta perchè il rocchetto
dissi
e lo destinò suo compare, laonde la città fu denominato Superpelliccum, benché
fu subito dal cardinale prosciolta dall'in- tal vocabolo Ialino serva ad indicare la
terdetto. Ma
siccome non era adatto a cotta: si può vedere Chiapponi, Ada ca-

governare e reggere popoli, fu necessa-


i nonizat. p. 283. Il rocchetto si forma di
rio per la i.^ volta richiamarlo dalla le- un tessuto di tela di lino bianco più o
gazione. Trasferiti altrove i canonici che meno fina, ornandosi con merletto più o
uflìziavano la chiesa di s. Marcello, con meno alto, più o meno nobile la tela si :

beneplacito apostolico la donò ai servi di suole aggricciare o increspare general-


Maria, de'quaiiavea la prolezione presso mente, tranne quelli formali di sotlilis-
la s.Sede. Scrisse alcuni libri di sermoni, sima materia, e quelli de'canonici e ca-
ed un giornale o storia delle cose d'Italia e nonichesse regolari. 11 merletto che gli
jiguardautela romana chiesa. Finalmente serve di guarnimeuto, ed ancora al Ca-
depose la spoglia mortale in Viterbo, at- mice, alla Tovaglia, alla Palla ed altri
taccato dalla peste neh 369. 11 corpo tra- Pannili/li sagri (^.), è un fornimento o -
Cluny, fu sepolto nella chiesa del
sferito a trina fatta di refe (accia di lino culo- a
monastero, presso la cappella di s. Mar- ne ritorta insieme in più doppi) a simi-
ziale. litudine di merlo. I merletti furono di-

ROCCA Amico AjUGiFiLo, Cardinale, stinti con diversi nomi o dalla loro for-
V. Angifilo. mazione oda'paesi in cui si fanno, e quei
ROCCA ANTICA. V. Sabina. di Fiandra acquistarono e godono gran-
ROCCHETTO oROCCETTO, Roc- dissima reputazione, per la sorprenden-
chettiirnj Rochetum.Yesle clericale di te- te finezza e pregio. Famoso divenne pu-
la bianca, veste ecclesiastica usata da've- re il merletto detto punto d' alencon, e
scovi propriamente, e concessa ad altri gradatamente godè moltissima rinoman-
per privilegio, secondo Macri ; ed il ve- za e fu celebre, indi questa manifattura
scovo Sarnelli dichiara , che non è del fu introdotta in Francia da Colbert. So-
numero delle sagre vesti, come pretese no anco reputati i merletti inglesi e ita-
alcuno. Il rocchetto è un abito giurisdi- liani; ma il primato si deve a'fìammln*
zionale, insegna vescovile principalmen- ghi, poi a'francesi.La non antica inven-
te, un ornamento ecclesiastico, ed è usato zione de*cos"i delti tuli, delle garze e dei
dal Papa, dai cardinali, dai vescovi, dai veli ricamati, fece diminuire in gran par-
prelati, dai canonici regolari, dai cano- ie la ricerca de* merletti costosissimi di
nici secolari e da altri per pontifìcia con- Francia e Fiandra, ed anche ne diminuì
cessione. Il p. Bonanni, Gerarchia eccle- il prezzo. Ora sono ricercati merletti i

siasticay cap. 4B: Del rocchetto , dice che antichi. Il merletto è più o meno bello,
vari sono i pareri intorno all'origine ed e- più o meno alto, il quale è adoperato dai
timologia del suo nome, derivandolo al- cardinali, vescovi, prelati, altri dignitari, - J
cuni dalla voce francese Roquet (deve di- e anche da qualche minore ecclesiastico^ %
,
-

ROC ROC 7''

J] mei lello secondo la regola non potreb- lezza degli ecclesiastici nel servìgio della

be essere piti allo di due dita, indistin- Chiesa viene indicata dalle maniche stret-
tamente per tutti. Il merletto de'rocchet- te del rocchetto a modo de'soldati, i qua-
li del Papa ordinariamente è basso, e si li hanno le armature adattate alle brac-
distingue non senza eleganza per la sua cia ,
per essere meno impediti nel com-
semplicità. I Yescovi e prelati francesi a battere. Dice Macri, che il rocchetto ha
doperano merletti altissimi, ne ricopro- le maniche strette, acciò sieno le mani
no le braccia e la maggior parte del cor- del vescovo spedite e pronte a far limo-
po, per cui i lemnìsci delle loro fascie so- sine, seguendo la spiegazione di Curopa-
no Uingbissimi, acciò i fiocchi escano dal- lata, fatta nel libro delle vesti usate da-
l'estremità del rocchetto, onde arrivano gl'imperatori greci. Fra i Ricordi dati da
quasi ai piedi. Nella forma il rocchetto s. Carlo Borromeo, cardinalearciprele di
(lifFerisce dalla colta,perchè più di que- s. Maria Maggiore, a'canonici e al clero,
sta è stretto» ed baie maniche parimente vi è questo.»* Quando si mettono attorno
slrelte, ma ordinariamente è più lungo. il rocchetto o la cotta, consideri che per-
E' ornato di merletto intorno al collo sona sostiene, cioè pura da ogni macchia
nell'apertura del petto, e nelle estremità e impurità, e tutta candore, quale ap-
tanto del lembo che delle maniche. L'e- punto è significata da quelle sagre vesti".
stremità delle maniche si dicono mostre, Leggo nell'Anonimode' Co/zc/^i'iJe'Po/i-
perchè sotto il merletto si pongono mo- tefìci, che nel 590 appena eletto Urba-
1

stre di seta, che nel colore diversifica se- no VII e mentre lo vestivano d'un sot-
condo chi lo porta. Il Papa usa mostre tilissimo rocchetto papale, rivolto a'cir-
di seta bianca, i cardinali di seta rossa, i costanli disse, che quella sottilissima te-

vescovi e i prelati di seta cremisi, i cano- lagli pesava tanto, quanto egli con parole
nici e gli altri di seta nera. Veramente il non bastava ad esprimere. Lo rilevò pu-
rocchetto non dovrebbe aver mostre,que- re Sarnelli, Lett. eccles. t. 5, lett. 47, ri-
ste però devono essere del colore di quel- portando che Urbano VII quando si met-
le dell'abito di chi lo porta. 11 rocchetto teva il rocchetto, sospirando diceva: Chi
siferma al colio con asole e bottoni, o crederebbe, che una una cosa di tela tan-
con ancinelli, o con feltuccie di seta, es- to leggiera pesasse tanto 1

sendo quelle del Papa bianche con fioc- Martorelli, Storia del clero Faticano,
chetti d'oro, riunite con ghianda pur d'o- cap. 9, riferisce, che tanto
i rocchetti, che

ro filato. Portandosi il rocchetto sopra la erano anticamente assai lunghi,


le cotte,

Sottanaj e sotto la Cotta^ la Cappa, la e non può dubitarsi, che gli uni e le al-
ManLelletta y la Mazzetta ed i Paramenti tre non riconoscessero la loro origine dal-
sagrij ne parlai in detti articoli, con no- la veste bianca talare, che dice vasi Jlba
zioni ed erudizioni analoghe. Tra'simboli o Camice (F.)^ che ora è rimasta a'soli
e misteri attribuiti da'mistici al rocchet- sagri ministri che quello che noi dicia-
:

to per la sua forma e uso, si spiega che mo rocchetto, si chiamò dagli antichi co-
è più stretto anche nelle maniche della munemente Camisia romana, come può
cotta,perchè ne'prelati, da'quali princi- vedersi inDu Cange, nel Glosxariojpev-
palmente si adopera, non dev'esser nulla ciò non convenire con Tomassini, che pre-
di soverchio, ovvero indica la prontezza tese nella costituzione di Nicolò III do-
dovuta al servigio della Chiesa, che si a- vesse leggersi saccos invece di succas, e
dombrò nella legge antica, leggendosi nel- che con quel vocabolo dovesse intender-
l'Esodo cap. 28: Festimenta quacfacient si una specie di rocchetto senza maniche.
Haaron tunicam et lineam slrictani. Scri- Ricoixlando, che quando nel giovedì san-
ve Amalario cap. 1 8, lib. 2, che la pron- to i cardinali sedevano a mensa col Papa,

h
72 HOC ROC
'
Cardinales vero onines tam sacculares Ridolfo vescovo di Soissons dell' 889 si
guani regulares hahehunt colta s ciini sue ordi na: Pwhibenius presbyteris nostris uti
cìsysii^e camisiìs albis. All'articolo pRàN- eadeni alba in sacri niysteriis, qua ntun-
zo o voi. LV,
4^, 43) 44> ^2, nat rai
p. tur foris in quotidiano ^ et exteriorecul-
che i cardinali ue'solenni pranzi de'Papi iu. Questo camice si andò poi accorcian-
sedevano colla colla sopra il rocchelloe do tanto, che diventò rocchetto,il quale

mitra in capo, non usando il rocchetto i giungeva a mezze gambe almeno, come si
cardinali regolari; che ai pranzi ordinari scorge dalle antiche pitture, dipoi è giun-
i Cardinali incedevano colla mantelletta to al segno che si vede, il quale al tem-
sopra il rocchetto, senza mozzetla, e come po di Sarnelli (morì nel 1724) il più lun-
intervenivano ai pranzi e alle cene pala* go toccava appena il ginocchio. Si porta
line : che il Maestro del sagro Ospizio da' Canonici regolari (^.), sine intermis-
(/^^'.), dopo la inensaordinaria con invilo sione, come dovrebbero altresì vescovi i

di qualche personaggio, som ministra va al del clero secolare, giusta il cap. Clerici
Papa il rocchetto e la mozzetla ; ma in officia, De vii. ethon. cleric, in cui In-
tempi a noi più vicini i Papi mangiarono nocenzo Ili nel concilio di Laterano IV
col rocchetto scoperto, ed i cardinali col determinò: Ponùfices auteni in publicOy
rocchetto coperto dalla mantelletta, e nel et ecclesia super indutnentis lineis omnes

giovedì e venerdì santo senza rocchetto e utantur, nisi monaci fuerint, quos opor"
senza mantelletta, ma colla sola mozzet- tet ferlur habitum monachalem. Conclu-

la. Bernino, Del Tribunale della Rota^ de Sarnelli, che essendo dal camice-co-
p. 23, opina che dall'accorciamento del- mune nato il rocchetto, è senza dubbio
l'alba o camice derivarono il rocchetto e veste non sagra^ ma comune, tanto che
la cotta, questa pe' chierici d' ordine in- in Roma i canonici secolari, quando non
feriore, quello pegli ecclesiastici costitui- assumono la cappa, adoperano sopra il
ti in cospicua dignità. Saruelli parlando rocchetto la cotta (così nella cappella pon-
della mozzetla, nelt. 2, 27, chiama lett. tificia gli uditori di rota , votanti di se-
linea il rocchetto, o veste di lino usata gnatura e altri prelati, quando depongo-
da s. Cipriano martirizzato nel 2 58. Nel- no la cappa per assistere alle sagre fun-
la lett. Zi '.Se il rocchetto sia del nume- zioni quali ministri). Il p. Bonanni osser-
ro delle sagre vesti, racconta ci anti- va che non fu sempre uniforme e costan-
camente i sacerdoti, perchè si concilias- te la forma del rocchetto, come riferisco-
sero in ogni luogo venerazione, f^ovun- no Nebridio neh' Antiquario monastico,
que andavano comparivano ser.pre ve- e Gio. Buschio, riferito da Du Cange, con
stili col camice e colla Stola [F.). Che queste parole.?» Habitus canonicorum re-
poi il detto camice fosse veste comune e gularium est vestis linea sì-v e toga linea,
non sagra, è manifesto dall'essere vietato quam romani Rochctuni romanum, ger-
di adoprarsi ne'sagri ministeri, ne'quali mani subtlle, saracium, si ve scorliciuni
sisoprapponeva altro benedetto, comesi appellant. Habitus iste in diversis mun-
apprende da Reginone. Il simile fu vie- di climatibusdiversimodoformatur, qui-
tatodalle antiche costituzioni sinodali dei dam enim Rochetum romanum, sive sub-
vescovi ai parrochi, x\g\V Appendice ù\ Ba- tiledeferunt in lateribusìutegrum usque
luzio, adReginonenij nel 60 3, 607, 6 1 3: ad calceos pene porrectum cum mani-
Ltniillus in alba, qua in uso suo utilur, cis iutegris usque ad manus sive ad cu-

praesumat cantare missani, Baronio al- bitum estensis. Alii hanc lineam portant
l'anno 855, n.°3o, riportò il decreto di in forma longilatiquescapularis, sine ma-
s. Leone IV col quale proibì il camice
, nicisin lateribus aperlam, aut circa libius
comune nella messa. Nelle costituzioni di ad latitudinem palmae manus more car-
ROG ROG 73
thusiensium cum sulam, aliquando cum e ben diverse dall'alba o camice, esimi-
1 ugis, aliquando sine rugis, et plicisjquam li a quelle che i greci chiamano Sticlia-
sarrecium vocanl. Teilii hanc lineam ve- riunì. Chele sagre vesti che nel ministra-
stem defeiuiit in forma parvi et brevissca- re dell'aliare indossa vansi, secondo il gra-
pularis de collo dependentis, qiiam scoi'- do di ciascuno, erano l'amittoe l'alba pei
licium nuncupant". Questa varielàsi può suddiaconi, la dalmatica pei diaconi, ec.
meglio conoscere nelle figure prodotte dal Di ne viene, giacché gli usi della Chie-
Pi

p. Bonanni, d'un canonico laleranense sa sono antichissimi, che quesla veste, o


del 23o,ed'un canonico di s. Maurizio sia il rocchetto, considerata venga ne co-

del 4905ed in maggior numero in quel- me sagra, ne come profana, ma di sola


le degli antichi e differenti canonici re- distinzione; e che sia prescritto, che chi
golari , da lui esposte nel suo Catalogo ha l'uso del rocchetto, come prelato, nel
degli ordini regolari^ ne'quali tutti appa- dir messa indossi l'ami tto e le altre vesti
risce la forma del rocchetto usato dal cle- sagre sopra il rocchetto (su di che si può
ro romano suo tempo (morì nel 1 725j.
al vedere la rubrica del messale, Riliis ser»
Riprodusse anche la figura d' un prelato vandiiSy g 2), il portare il quale è vieta-
in rocchetto, avvertendo che anlicamen- to a chiunque de jure non competit. Vi
le in molle chiese si usava il rocchetto è un decreto della congregazione de'riti,
senza maniche, comesi ha dal concilio di confermato da Urbano V 1 llj e che si leg-
JVarbona del i55i, mentre da quello di ge in principio di tutti messali, in cui i

Salisburgo del 1224 si apprende, che si è detto. « Prohibetur usus rocchetti, ex-
usava pure di forma lunga sino a'piedi : ceplis tamen quibus de jure competit, et
il rocchetto trovato sul corpo di Bonifa- praeter hoc slatuitur, et declaratur, ne-
cio Vili, morto nel i3o3, era lungo e di mini licere inservire, aut assistere in cele-
forma talare. Anche il p.Bonanni dichia- bratione missarum, aut divinorum ofli-
ra il rocchetto veste propria de' vescovi, ciorum cum rocchetto, neque cum cot-
prescrittodal nominalo Innocenzo III nel- ta habenles manicas angubtas ad instar
l'accennato concilio, e riferito nel ."con- i rocchetti; et idem servandum est incon-
cilio diMilano celebrato da s. Carlo con cionibus ". 11 rocchetto indica giurisdi-
queste pavoìeiEpiscopns lineam tiinicani, zione, salvo in alcuno ai quali biadato per
quani Rochetuni appellante tti n publico soloornamento. Osserva Nardi, che pre- i

haheat. ho stesso prescrisse il concilio di lati ed capitoli hanno giurisdizione. Ag-


i

Toledo del 1473. Fu poi conceduto per giunge, che ì protonotari apostolici ùio-
privilegio ad altri ministri della gerar- lari hanno per solo ornamento il roc-
chia ecclesiastica, nella forma che comu- chetto, come l'hanno alcuni mansionari.
nemente si usa. Noterò, che la congregazione ceremonia-
11 citato Nardi parlando delle antiche le ritiene, che i protonotari apostolici tito-
vesti ecclesiastiche, t. 2, p. 367, e delle lari abbiano l'uso del rocchetto nelle sole
albis vestibusy le quali erano come oggidì funzioni ecclesiastiche: in qualunque altro
più strette delle tonache o del colobio (e- atto è proibito loro indossarlo. Come se-
glicrede che tranne ladiversitàdella ma- gnodi giurisdizione portano sempre il roc-
teria , sia una specie di tal veste quella chetto vescovi, anche fuori di casa, cuo-
i

che portano beneficiati delle basiliche di


i prendolo di mantelletla (non portando al-
Roma, che a distinzione de' canonici u- lora la mezzetta) in presenza al Papa o
sano una cotta senza le maniche, solamen- al legalo apostolico. Come segno di giu-
te quando portano la cappa e ciò per , risdizione il Papa porta sempre il roc-
maggior comodo, poiché le maniche sa- chetto (e stola), tanto in casa che fuori, e
rebbero loro d'imbarazzo sotto la cappa), l'impone (come seguo di potere del qua-
,

74 noe ROC
le gl'invesle) ai nuovi eletti vescovi. Ag. lo che usano, e quali religiosi non l'usa*
giunge Ciardi, che in Francia si permet- no lo notai a Religioso, mentre se assu-
te il rocchetto ai chierichetti di sagrestia, mono i paramenti sagri, allora indossano
e la dice cosa strana, perchè rammenta il rocchetto o la cotta senza maniclie : in
che ii concilio di Narhona del 55 1, col 1 quahmque altra circostanza non posso-
tan. 4* i
proibì il rocchetto ai preti co- no usarlo) perciò hanno l'uso della moz-
muni, e quello d'Aix deh 585 dice che zclla ovunque; né vale che ioTabbia ve-
ii rocchetto è veste de' vescovi e canoni' duto assumere anche fuori delle funzio-
ci. In tutta l'arcidiocesi di Pisa, dall'ar- ni sngre, prendendo possesso o conferen-
civescovo al chierico di campagna, tutti do lauree dottorali, come atti di giuris-
usano il rocchetto; non si conosce cotta. dizione. Gli altri cardinali in detti alti
Forse i concilii di Pisa, ed i Papi che vi procedono col rocclietto scoperto , cosi
iliu)orarono lo concessero,onde perpetua- nelle loro protetlorie, titoli ediaconie,ec.;
re la memoria del fatto: lo stesso dicasi nelle lore case conferendo il pallio , uq
della diocesi di Livorno, in grafia che nel ordine equestre, ricevendo giuramenti :

decorso secolo era nella giurisdizione or- e come lo scuoprono in segno di giuris-
dinaria di Pisa. Ilp. Bonanni nel cap.
87 dizione, così locuopronoin segno di rive-
tratta Dtl rocchetto usato dal Papa ,
: renza. Il nuovo cardinale assume per la
continuamente in pubblico, sopra la ve- prima volta il rocchetto nelle stanze del
o sottana, già chiamato Canti'
ste talare cardinal segretario di stalo, prima di ri-

sia romana perchè in uso nel clero di cevere dal Papa la Berretta cardinalizia,
Roma, ritenuto poi per privilegio da va- indi torna nel suo palazzo col rocchetto;
ri prelati e canonici. Lo dice sempre di ma non l'usa nel ricevere le visite. Nelle
lino bianco, con maniche strette e già di che reciprocamente fanno dai
forma quasi talare, come conferma con
•visite

cardinali nuovi al cardinal


si

Decano (/^.)
1
due immagini di Papi che produce, re- e da questo a quelli , il visitalo fa scuo-
so poi pili corto fino alle ginocchia, per prire il rocclietlo al visitante, cioè fa le-
comodità delle persone nelle funzioni ec- vare la mantelletta; ciò non ha luogo nei
clesiastiche.Urbano V, De curia 3 1 , dis- Palazzi apostolici f per rispetto al Papa.
se del rocchetto:»» Rocchetto lineo scra- Morto il Papa e fino all'elezione del suc-
per Pontifex Maximus velatus incedit cessore, i cardinali incedono con rocchet-
quia diviuam Christi personam in uni- to scoperto sotto la Mozzetta (V.) , non
\ersaii ecclesia repraesentat , siquidera usando in tal {em^oXa Mantelletta (F,).
rocchetti seu camisiae candor exlrinse- Però cardinali creati dal defunto Papa,
i

cus, et naturalis indicium censetur inPon- dal momento di sua morte, sino all' ele-
tifice puritatis iutrinsecae relativum ". zione del nuovo, devono usare il rocchet-
Tal sorta di veste si trova prescritta al to di semplice tela (e non di cotone o mus-
Papa nel Rituale del cardinal Jacopo Gae- soline eh' è proibito) bianca senza gric-
tani cap. 53, ove CalceatusPon-
si dice: » cialure e liscio, senza merletti e con una
lifexsurget, etstanssuperscabellumcap- semplicissima fiangietta, come pure sen-
pam deponat, et resnaneatin camisia li- za moslrealle estremità delle maniche di
nea ,
quam semper debet habere supra alcun colore: le variazioni nel resto del-

laneas vestes, etiamsi religiosussit". Che l'abito, le notai parlando di ciascuna ve-
il rocchetto eziandio del Papa era prima ste. Egualmente tutti i patriarchi, arci-
più lungo, lo notai nel voi. XLVII, p. vescovi e vescovi, insieme a tutta la pre-
3o, e si vede nelle pitture e sculture an- latura , in tutto il tempo della sede va-
tiche. A. Cardinale e in tulli gli artico- cante portano il rocchetto simile al de-

li che lo riguardano parlai dei rocchet- scritto de'cardiuaU creature del defunto.
,

ROG ROG 75
Tulli i cardinali in Conclave (^.) si de- p. maestro generale de* domenicani af- ,

vono recare alla cappella degli scrutini ve- ferma lo slesso Sarnelli, che nel celebra-
della Croccia (/^.), sopra la naozzet-
stili re la messa, sotto il camice veste anche
ta e il rocchetto; così vestiti intervengono il rocchetto. Il p. Bonanni cap. 108: Si

anche alle congregazioni che tengono ia cerca perche non sia comune il colore
conclave, nelle quali si può anche iuterve- rosso nelle vesti de cardinali religiosi, di-
DJre senza croccia e senza rocchetto. Al- ce quanto al rocchetto: Li cardinali as-
lorché i cardinali ricevono ad udienza for- sunti dallo slato monastico , o religiosi

male qualche ambasciatore , o assistono mendicanti, non hanno l'uso del rocchet-
all'ingresso in conclave di qualche cardi- to, ma bensì li chierici regolari, e li ca-
nale, non indossano la croccia, ma lamoz- nonici regolari, li quali lo ritengono co-
zella e il rocchetto. I cardinali religiosi me insegna dello stato a cui sono slati e-

che non hanno l'uso del rocchetto, non letti. La ragione però di questa differen-
lo adoperano ne in sede vacante, ne den- za, soggiunge che non la potè trovare;
tro il conclave. Il bellicoso cardinal J^^fZ- lesse bensì nel Manfredi nel e. 5: De Car*
ve soleva mettersi alla testa delle truppe dinalatu, usarsi il rocchetto, ad decla-
di Francia in rocchetto e mozzetta. L'an- randam vilae integritatem. Candorenitn
gelico cardinal Nobili vestì sempre mo- veslium,puram vilam,atqueinuocenliam
destissimo e con rocchetto senza merlet- denotai, illosque carni, et vitiis moi tuos
to. Oltre quanto dissi al citato articolo esse, qui lalibus amiciuntur , significai.

Religioso, sul vestire de' cardinali e ve- Che perciò il cardinaleOstiense nella vSo/7i-
scovi religiosi, aggiungerò cheSainelli t, ma de poenit. disse Cardinales debeie
:

8, leti. 2 3: Perchè i vescovi del clero se- esse,quoad mores, et vitae munditiem,
tolare e regolare usano il rocchtUo, e i candidiores nivis: imoelìam sanclos. Im-
vescovi monaci e frati la colta, e se la perocché loro si conviene il detto dell'/^-
mozzetta e di giuri scUz'onCy dichiara che pocalisse e. 19: Datum est illis, ut coo-
lo è il rocchetto. Il rocchetto ha la for- periant se byssino splendenti, et candi-
ma di croce e significa la carità: i chie- do. V. Porpora , e Cappelle pontificie
rici secolari e regolari hanno le maniche per r uso del rocchetto de' cardinali, ve-
dell'abito strette, alle quali è convenien- scovi e altri prelati, a seconda delle fun-
te il rocchetto. I monaci ed frali han- i zioni.

no le maniche delle loro vesti larghe, e Ma ninno meglio di Benedetto XIV


non potendo entrarvi la strettezza del roc- ha dimostralo, a quali vescovi non é leci-

chetto, usano la cotta , e perchè il mo- to l'uso del rocchetto, avendoci insegna-
naco o frate fatto vescovo deve portare to,DeSynodo Diaecesana 1. 3, e. i 1, n.°
\isibilmente V abito della sua religione, i8.« Sunt quibus illud gestare interdi-
come fu decretalo dal concilio generale ctum est; nimirum iis, qui ex ordinibus
di Costantinopoli deirSgG e da quello di Regularibus, Monaslicis nempe, et Meu-
Latera no IV, contale abito non va il roc- dicantibus, ad episcopatum assumuntur,
chetto, e ciò ancora per rammentare lo- ut habet Caerem. Episcop. l. 1, e. i, n.

ro la povertà , la continenza e la perfe- 4, et e. 3, n. 4> "bl lameu opportune de-


zione religiosa. Giulio III concesse a Gio. claratur, ejusmodi prohibilionem non af-
Suarioagosliniano e vescovo di Coimbra, fìcere episcopos illos, qui ex ordinibus
l'uso del rocchetto, e Leone X lo permise geu congregationibus clericorum regula-
al cardinal Egidio Canisio pure agosti- rium,autcanonicorum etiam regulariuui
niano. Così fu dai Papi praticalo con Gio- si ve pie^by terorum s. Spiritus, vel ex mi-

vanni Trevisano patriarca di Venezia, e litiis s. Joannis,et s. Jacobi, ad episcopa-

col cardinal Battori, ambedue monaci, Il tum evecti fueriut. Jus. Calalanus 1. 1, h
76 ROC ROC
1 ,
§ 4, n. 5,adf Caerern. Episc.^ sum-
e. I ,
slibus colore, cujus est Iiabilusreligìonis
ina diligenlia, inilicat aiictoritales iheo- ab ipso professae, ut se conformet textul
logorum, ac juris canonicis inlerpietuin, Quamvis enim ibi di-
in cil. cap. Clerici.
qui (ioceiit, episcopisex ordinibusmoiia* catur,episcopos habilum oionachalem de-
sticiSj aut nieudicantìbus, assutnptis, non ferre oportere; usus tamen invaluit, ut
licere, sub excommunicationis, vel, ut a- hujusmodi episcopi, retenlo colore ordi-
liis placet, sub giavis peccali poeua, loc- nis, exqiioassumpti fuerunt, eadem ve-

chetuni defene; tam scilicet ob caere- stium forma utanlur,qua reliqui episco-
nionialis prohibilionem ,
quam propter pi uli solent, mozeta nimirum, manici-
Jogein iu jure canonico expressaui cap. XV, p. 24 1
letta, et veste talari ". Ne'vol.
Clerici offrcia, De vita, et lion. clcric. e XLVII, p. 35, dichiarai come il
oJ^cf.,

JNonuuIli o(rerunt,in locum rocclieli,con- Papa dopo il concistoro nel quale ha pre-
cessum Clemente Vili, regularibus
esse a conizzalo i novelli vescovi presenti in cu-
episcopiSjUsum superpellicei. Veruni con- ria, impone lorola moz-
il rocchetto, e
cessio ist haec, si vera est, non pertinetad zctta a que'religiosi che non possono u-
casum, de quo nunc agimus; sed ad de- sareil rocchetto. I prelati che hanno l'u-
lationem superpellicii, subtus amictum, so del rocchetto, non possono portarlo per
vel subtus albam, aut slolam, dum mis- Roma , e recandosi nelle funzioni delle
sas privatim , aut solemniler celebrant : cappelle pontifìcie lo assumono nella sa-
Tel quum pluviale induunt, ut divinisof- la regia,ovei cardinali si mettono le cap-
fìciis assislant; vel demum quum stola pe sul rocchetto, come leggo nelle Indi-
dumlaxat induti. Sacramentum confes- cazioni de maestri delle ceremonie ponti'
sionis, aut ordiues minoresconferunt, a* ficie. Ora in qualche parte si è deviato da
liisve benedictionibus aut consecrationi* questa regola. Apprendo dal citato Ber-
busoperanlur. Dehisvideri potest Joseph nino p. 87, il quale chiama il rocchetto
M/ Ferimezzi, qui regularis erat episco- vestedistinta e di qualifica onorevole, che
pus, Dissert. 4, par. i , p. i 1 8 : //^ sacrani nell' uso agli uditori di rota fu amplialo
dtDeo scentiam^nh'x observat superpelli- da Innocenzo X, che decretò, non solo lo
cium, dura eo utuntur episcopi regulares, portassero nell* uditorio] del tribunale e
sacrorum semper indumentorurn par- nelle cappelle pontifìcie, ma ubii^ue lo'
lem esse; ut rochelum ab aliis episcopis coruni, in Romaed avantie per tutto,
deferii, etiam tamquamcomunem habi- qualunque personaggio e consesso; nobi-
tum, etcivilem. Dum vero exempla quae- le insegna che Paolo IV dichiarò degno

dam affert coucesslonum a sumniis Pon- di portarla injurisdictionisdecidendi^de'


tificibus factaruni certis illustribus aio- clarandi, interpretandi,ac majoris hono-
iiachisad episcopatum promotis, ut ve- ris signuin. A Reggente della Cancel-
sliam colorern mutare, ac etiam roche- leria ricordai, che nel locale di quel tri-

tum geslare possenti duramodo observat, bunale egli solo indossa il rocchetto, poi-
in Hispania episcopos regulares roche- ché i prelati di parco maggiore, sebbene
luu), ex antiqua consuetudinem indue- altrove ne hanno T uso, ivi siedono sol-
le; satis indicai, has esse liuiilaliones re- tanto con sottana, fascia e mantelletla :

gulae generalis, qua contrarium statui- questi prelati di parco maggiore, nel le spe-
mus, Quare, generaliler loquendo, con- ciali funzioni del collegio hanno un cap-
cludendum erit, episcopum ordini mo- puccio di saia paonazza, ch'èTinsegna che
naslico, aul mendicanti alias adscriptum, loro s'ioipone nell'atto del loro ingresso
in congregationibus praesinodalibus, ta- al collegio cui appartengono. Quando e
lari veste, et mozela dumtaxat indutum come i novelli prelati assumono il roc-
sedere debere; servato in hujusuiodi ve- chetto, lo dissi a Prelato, ed a Referen-
ROC ROG 77
DARi DI SEGNATURA. Talvolta i Papi sen- to, ma non indossandolo il cardinale, al-
za osservare le prescrizioni delle pontifi- lora il prelato se ne deve astenere. Di più
cie bolle, sul tempo di assumere i nuovi dovrà portare il rocchetto quando cor-
prelati il rocchetto, per ispeciali riguar- teggia un ambasciatore, il quale si reca
di sogliono dispensaree concederne l'au- dal Papa; o se va a visitare un cardinale
lorizzazione così fecero Pio V 1 con mg.^
: 1 nuovo, ovvero un cardinale che torna dal-
Conversi delegalo apostolico di Beueveu- la legazione anche i principi serenissimi
:

to, cui accordò l'uso del rocchetto, come si visitano in rocchetto. Il cardinal Fran-

Roma 1 8 1 6;
rilevo dal n.^'iS óe\ Diario di cesco Barberini nipote d'Urbano Vili, fu
e Gregorio XVI
con mg.^' Gizzi prelato da questo spedito nel 1625 in Parigi lega-
domestico ed internunzio apostolico nel lo^ latere per l'affare della Valtellina : il

Belgio, al quale ampliò il privilegio d'in- cardinale ricusò di ammettere alla sua
dossare il rocchetto extra Urbem, con presenza l'alto clero francese in rocchetto;
Tuso di esso anche in curia, come riporta i prelati francesi ricusarono alla loro vol-
il n.^iS del Diario di RomaìS35; e con ta di presentarsi senza rocchetto. Riporta
iDg/ Giuseppe Berardi consultore della Sarnelli, che essendo insorta questione, se
congregazione de* vescovi e regolari, e luo- un vescovo potesse presentarsi avanti un
gotenente dell'A.C.cui concesse l'uso del cardinale non legato in mozzetta, mantel-
rocchetto, come leggo nel n.^y del Diario leltaerocchetto, fu deciso, che il vescovo
di Roma 1 846. Nel n"55o del Diario di nel presentarsi al cardinale facesse Tatto di
Romai'jSo è detto: «Mg/d. Romualdo levarsi la mozzelta, e che il cardinale non
Braschi Onesti nipote di Pio VI, nell'ul- glielo permellesse.il rocchetto non si porta
timo venerdì di marzo vesti la mantel- da'prelali che si recano in abitoalTiidien-
letta prelatizia; e la medesima Santità sua za delPapa in villeggiatura, od anche per
gli pose il rocchetto, dichiarato avendolo visitarlo, come non tal tempo
lo portano in
protonotario apostolico d'onore, e refe- i nehannoruso,in-
prelati della corte che
rendario dell'una e dell'altra segnatura, clusivamenteal maggiordomo,! quali pre-
dopo di che sua Eccellenza eseguì l'alto lati in tale circostanza vestono l'abito via-
della professione di fede e del giuramen- torio o di mantellone , e altrettanto nei
to consueto nelle mani della Santità sua". viaggi de'Papi; quale abito l'usano an-
il

Nella Relazione della corte di Roma di cora gli altri prelati, ed cardinali, se vo-
i

Lunadoro, edizione del 1646, p. 243, si gliono, sia ne'Ioro viaggi, che recandosi
dice: Tutti i prelatiche portano rocchet- dal Papa dimorante nella villeggiatura. I
to, hanno da precedere gli ambasciatori benché go-
prelati avvocali concistoriali,
di Malta, di Bologna e di Ferrara; come dano Tuso personale del rocchetto, non
anche precedono questi tre ambasciato- possono assumerlo quando fanno parte
ri, gli cherici di came-
uditori di rota e i e incedono col loro collegio, non aven-
ra; il maestro
camera del Papa prece-
di done l'uso semplici avvocali concistoria-
i

de tulli prelati che non portano rocchet-


i
li. Nel voi. XXVIII, p.58 notai, che ca- i

to, ed generali delle religioni precedono


i nonici nelle processioni non possono u-
i prelati referendari. I prolonotari apo- sare la cappa, ma devono incedere in cot-
non potendosi creare che di 20 an-
stolici ta e rocchetto se ne hanno 1' uso ; ma i
ni, meno indulto pontifìcio, ad onta di canonici vaticani ne sono annualtìienle
questo il rocchetto non possono assumer- dispensati per la processione di s. Marco,
lo che giunti a tale età. Dice Macri, che come fece Clemente XI col capitolo di s.

il prelato che ha 1' uso del rocchetto, lo Maria in Trastevere, per associare il ca-
deve portare in Roma sempre quando davere del proprio fratello. Ora noterò
corteggia un cardinale che porta rocchet- alcune concessioni di rocchetti de'nostri
9

78 ROG HOC
tempi, falfe ron ponllficii brevi e ripor- anche colla mozzetta concessa da Bene*
tale dal Bull, cont., onde óieth \ tomi deltoXni,inogni funzione e luogo; men-
che le contengono. Pio VII nel 1 800 rac- tre col memoralo decreto, riportato nel-
cordò in camaldo-
perpetuo agli abbati VJppendix di detto tomo, ri." 5, si per-
lesi di Vangedizza, confermando l'indul- mise ancora 1' uso del rocchetto a tutta
to che godeva l'abbate pur camaldolese la prelatura, nelle visite de'cardinali nuo-
di s. Michele di Murano, d'usare il ber- vi o ritornati in Roma. Il rocchetto nel
rettino e il rocchetto cum manicis, et con- resto della prelatura per Roma di con-
cessiiis usits prelinae, t. 1 i, p. 35 e 38. suetudine si porta, ma le leggi contrarie
Neli8o3 l'uso del rocchetto e della bu- sono in vigore, ne vi fu ancora derogato.
gia al preposto e parroco di s. Pietro in ROCCl Ciriaco, Cardinale. Venne al-
PlehiSy diocesi diMilano j l'uso del roc- la luce in Roma da rispettabile famiglia,
chetto e della cappa magna a' canonici nipote del cardinal Arigoni per lato ma-
delle collegiate di Porto Maurizio e di terno, chiaro per letteratura, dopo esse-
Oneglia:nel i8o5 l'uso del rocchetto per re slato abbrevialore del parco maggio-
cotta a' canonici della metropolitana di re. Paolo V nel ponente del
1 609 lo fece
Goa, 1. 1 2, p. 58, 88, 89, 33 1 . Nel 8 1
1
buon governo, e nel 1620 governatore
r uso della mozzetta nera sul rocchetto di Viterbo, non come pretende Ciacco-
al parroco di s. Martino d'Alzano di Bre- Ilio, che lo facesse Gregorio vicele- XV
scia ; della mozzetta paonazza sul roc- gato della provincia delPatrimonio,don-
chetto, senza pregiudizio di quello della de Urbano Vili nel 1626 lo trasferì a
cappa, a' canonici di Guastalla; del roc- quella di Ferrara. Questo Papa per mez-
chetto a'canonici di s. Àgata d' Asciano zo della valida interposizione di suo fra-
di Arezzo: nel 1820 l'uso del rocchetto, tello Carlo Barberini, nel 1628 lo spedì
oltre paonazzo e fiocco simile
il collare nunzio e dopo due anni a
agli svizzeri,
nel cappello, all'arciprete plebano di s. Vienna, dove ne restò 5 presso l'impera-
Giustino di Città di Castello; del rocchet- tore Ferdinando II, nel qual tempo in-
to e della mozzetta con cappuccio pao- tervenne alla dieta di Ratisbona, in cui
nazzo, ed altre insegne a'canonici, par- molto si distinse, essendosi principalmen-
rochi e cantori della cattedrale di Mel- te per la di lui industria e vigilanza sta-
fii : nel 1821 della mozzetta paonazza e bilita la pace tra l'imperatore, Luigi XIU
del rocchetto, in luogo òeW Almuzìa{V\ re di Francia e i principi d'Italia, hi pie-
a'canonici della collegiata di s. Maria As- mio delle sue benemerenze, lo slesso Ur-
sunta di Maenza nella diocesi diPiperno, bano Vili nel 1629 lo creò e riservò in
t.r5, p. 224, 23o, 253, 263, 3o5, 373. petto cardinale, pubblicandolo a'28 no-
Benedetto XIV colla bolla Praeclara de- vembre 633, 1 dell'ordine de'preti col ti-

hitae, de' IO aprile 1743, ch'è l'84.' del tolo di s. Salvatore in Lauro, e nominò
t. I del suo 5«//., confermò agli uditori legato di Ferrara, errando Ciampini dot-
di rota la concessione d'Innocenzo X sul- tissimo nel dirlo segretario di slato. Tro-
l'uso del rocchetto, e l'estese anche nel- vossi presente ai comizii d'innozenzo X,
l'accesso e recesso alle cappelle pontificie sotto il quale fini i suoi giorni in Roma
ed altre funzioni, riconfermando ancora nel 65 1, d'anni 70 non compiti, ed eb-
1

il decreto della congregazione ceremonia- be sepoltura nella chiesa di s. Maria di


le del 1742 in favore ò^' Prelati di fioc- Monserrato nella cappella di sua famiglia,
chetli e de'4 Patriarchi (V.) in partibiis, senza funebre memoria. Diversi suoi bio-
per l'uso del rocchetto in Roma, una cum grafi scrissero cose non vere.
lemniscis [\u\^o fiocchi) nigris ad equox ROCCI Bernardino, Cardinale. '^o-
proprii currus appensis, ed i patriarchi bile romano, dal zio cardinale venne i-
ROG ROC '9
sliadiìlo per la prela lura, dopo ohe Teb- la diocesi, celebrò sinodo e lo die alle
il

be compagno ne'viaggi e nunziature di stampe. Consagrò nel 1677 quel sontuo-


Lucerna « di Vienna. Urbano Vili in sissimo duomo,ed acqnistossi nel governo
considerazione della sua molteplice scien- pastorale gran fama di probità e di pa-
la ed erudizione, congiunta a singolardo- terna sollecitudine. Intervenne al concla-
candore di costumi, che lo ren-
cililà e ve d'Innocenzo XI, e nel 1 680 d'anni 6s>.

devano amabile in una grarità di porta- lasciò la vita nella sua villa di Frascati
mento dicevole al suo gradojpercui venne (/^.). Trasferito in Roma, fu deposto nel-
riguardato come unode'più dotti e slima- la tomba de'suoi antenati in s. Maria di
bili personaggi che allora fiorissero nella Monserrato, senza alcuna memoria sepol-
Roma, successivamente lo nomi-
corte di crale. Di gran talento, fornito di doti no-
nòsegretariodeirimmunità e de'riti, con- bilissime, fu affabile, dolce, clemente, ed
sultore del s. offizio, correttore della pe- ottimo giudice per le sue vaste cognizioni.
nitenzieria e votante di segnatura. Desti- ROCCO (s.). Nacque a Montpellier di
nobile famiglia, fu uno degli eroi della ca-
I nato in
stolico della
tempo di peste
Marca, esercitò
commissario apo-
il pericoloso rità cristiana verso i poveri appestati, e
incarico con tanto zelo e sollecitudine, riguardato come uno de'più illustri santi
che da Fermo ne riportò un elogio scol- del secolo XIV, specialmente in Francia
pito in marmo. Neh 665 Alessandro VII ed in Italia: tuttavia non si ha alcuna sto-
lo spedì inNapoli per nunzio, dove re- ria autentica delle sue azioni e delle sue
staurò con ecclesiastica magnificenza il virtù. Dopo aver dispensato a' poveri i

palazzo della nunziatura , come rilevasi suoi beni, essendosi recato in Italia ed a
dall'iscrizione che vi fij collocata. Nella Roma per divozione, i guasti della peste
sede vacante dell'arci vescovo cardinal Fi- che desolava l'Italia gli porsero occasio-
lomarino, gli fu conferita la pienissima nedi esercitare la suaardenle carità verso
giurisdizione e governo dell' arcidiocesi. di quelli che n'erano infetti, tenendo die-
Clemente IX con lode, per la sua giustizia tro di città in città al flagello distrutto-
e moderazione d'animo composto, lo ri- re. Maldura riferisce, ch'egli venne at-
chiamò in Roma e gli conferì un cano- taccato dal contagio a Piacenza, e veden-
nicato vaticano,nel 1 668 o 669 lo dichia-
1 dosi abbandonato da tutti (o per non es-
rò Maggiordomo {^^.), incaricandolo di sere a peso degli altri), si trasse in una
riformare le soverchie spese del palazzo vicina foresta, dove sofferse acutissimi do-
apostolico che gravitavano sulla camera, lori; e che Dio gli rese la salute senza
nel quale cospicuo offizio restò alcuni anni l'umano soccorso. Raccontasi che ivi fa
con Clemente X, che come narrai al ci- scoperto dal cane di un nobiledetto Got-
talo articolo gli affidò la sistemazione del- tardo, che abitava a poca distanza, e che
V Ospizio de converte ndi , la cui recente lo assistè. Altri narrano che in Piemon-
destinazione accennai nella biografia del te fu colto dalla pestilenza. Ritornato in
cardinal Rasponi, uno de'principali be- Francia, passò nella patria, divisa allora
medesimo. In forza della ri-
tiefaltori del dalle fazioni, e vi fu preso per uno spio-
cevuta commissione, dalla sola riforma ne e posto in carcere, ove morì in capo
delle Lande spezzate e di altre superflue a 5 anni. Riporta ilRutler, che visse nel
milizie j^ece allacamera apostolica un ri- la pratica di un'austera penitenza e negli
sparmio 70,000 scudi all'anno. In gui-
di esercizi della carità, eche passò gli ultim
derdone di tanti servigi, Clemente X ai anni di sua vita a Montpellier, dove di
27 maggio 1675 lo creò cardinale prete cesi che sia morto nel 1327. Alcuni scrii
di s. Stefano al Monte Celio, e nel 1676 lorine differiscono la morte sino alla fi
vescovo d'Orvieto, dove visitò più volle nedelsecoloXlV,ecoilocano il suo viag
8o ROC ROC
gioiti Italia airarmoiS^B; il che som])ra ROCHE AYMONT Carlo Ai^tojvio,
accordarsi con ciò che raccoiilano gli sto- Cardinale. Nacque nobilmente a Main-
rici della peste che iufien in questo paese. sac diocesi di Limoges, si dedicò allo sta-

Accertasi che per la sua intercessione ebbe to clericale econ tale edificante successo,
a cessare questo flagello in parecchie città. che il proprio vescovo Gennelines lo do-
Vuoisi che il suo corpo sia stato trasportato mandò per suffraganeoaBenedelloXUI,
prima ad Arles,e poi a Venezia nel i/\.S5 ; che perciò lo nominò vescovo di Sarepta
ma diceil Butler, che alcuni monumenti in partibiis nel 1725, indi nel 1729 lo
egualmente sicuri dannoquestosagro de- Irasfìe^'ì a Tarbes, donde passò nel 1740
posito alla città d'Arles, e ne pongono la all'arcivescovato di Tolosa, nel 1752 al-
traslazione all'anno 1872. Però è certo l'altro di Narbona, e nel 1763 a quello
che almeno una considerevole porzione di Reims. Nelle dispute che agitarono la
delle sue reliquie si venera a Venezia neh Chiesa a'suoi tempi, mostrò uno zelo mo-
la bella chiesa innalzata sotto la sua in- derato, e sembrò che convenisse nelle vi-
vocazione, con magnifica scuola ed arci- ste del governo. Membro del l'assemblea
confraternita che tuttora sussiste, essen- del clero negli anni 1735, 1740,1755 e
do riguardato come uno de'protetlori del- I 74H, vi parlò parecchie volte per gl'inte-
la città, per cui se ne celebra la festa con ressi della Chiesa e del clero. Dal 1775 in
solenne pompa a' 16 di agosto. In Roma poi intervenne a tutte le assemblee del

si venerano diverse sue reliquie, ed un clero di Francia, divenendo anche presi-


braccio nella sua chiesa, che ha arcicon- de delle medesime. Il carattere suo con-
fraternila e l'Ospedale di s. Rocco [F.). ciliante l'avea fatto giudicareopportu-
Siccome narrasi, che morto incognito la- no per dirigere quelle assemblee, secon-
sciasse in una tavoletta scritto il proprio do i desiderii della cortej perciò re Lui-
nome, promessa di assistere col suo
colla gi XV lo elesse nel 1760 grande elemo-
patrocinio colpiti da Pestilenza (/^^.), che
i siniere e poi lo nominò alla chièsa di
l'avessero invocalo, il concilio di Costan- Reims. Prese parte agli alti del clero del
za nel i4i4jP6»' avere miracolosamen- 1765, divenne presidente degli stati di
te liberato la città da mortale peste, con Linguadoca,ministro degli affari ecclesia-
decreto conciliare de' padri ordinò che stici dopo la disgrazia di mg.^' di Jarenle
fosse portatala sua immagine per la cit- nel 771,
1 nel quale anno Clemente XIV
tà solennemente, locchè fu eseguito con a' 16 dicembre lo creò cardinale dell'or-
gran concorso di popolo; laonde si cre- dine de'preti, senza tilolo,per non essersi
dette canonizzato per equipollenza, cioè mai portato in Roma. Fu fì^>tto commen-
riconosciuto il suo cullo, ed è perciò che datore dell'ordine dello Spirito santo, ed
furono erette chiese, altari e sodalizi nel abbatediBeaulieu,diCislelloediFecamp.
suo nome e dappertutto se ne propagò la Amministrò sagramenti a Luigi
i mo- XV
divozione,come vado dicendo in tanti ar- ribondo, e disse ad alta voce, prima di
ticoli. Viene rappresentalo in abito da farne la ceremonia,cheilregli avea com-
pellegrino e col cane, per quanto si è no- messo di dichiarare, ch'era afflittissimo
tato. In Montpellier tuttora si conserva di aver dato scandalo. Si notò con singo-
la casa ove nacque il santo, anzi da ulti- larità ch'egli fu supplente delle ceremo-
mo lacoramissione municipale si propose nie di battesimo del giovane duca di Ber-
di dare ad una delle sue strade il nome ry.poi Luigi XVI, che lo maritò neh 770,
di s. Fiocco, come lo hanno quelle di tan- e lo consagrò nel 1775. Perciò egli dice-
te città e luoghi che lo venerano a patro- va, falla che ebbe quest'ultima funzione,
no. Altre notizie si ponno leggere in Piaz- come non gli rimaneva più da dire che
za, Emerologio di Boma^ a' 16 agosto. il suo Nane dimiitis. Morì di fallo in Pa-
^

ROC ROC 81
rigia'27 ottobre 1
77 7,d*anni 8 inon com- 6, parla della necessità ch'ebbe mg.' di
pili, decano de' vescovi ed insignito delle Laon di presentare le memorate lettere
primarie dignità. Fu amico della pace, il credenziali al s. collegio, ond' essere ac-
sostegno del clero, il difensore della reli- creditato col medesimo, quindi fece l'in-

gione e dello stato ; onorò 1' episcopato gresso pubblico con corteggio, e fu rice-
colla sua saviezza e rettitudine, colla pu- vuto da'cardinali in solenne udienza, nel-
rità de'suoi costumi, co'suoi talenti, e con la quale pronunziò un discorso analogo:
tutte le cognizioni proprie del suo stato. le spese della pompa, come ecclesiastica,
Sommo fu poi il rispetto ch'ebbe pe'suoi ascesero soltanto a scudi 7642. R^oche-
re. Pietro Giuseppe Pernau vescovo di chouart continuò nell'uffizio d'ambascia-
Tricomio recitò nella cattedrale di Reiras tore con l'eletto Clemente XIII,
il quale

l'eloquente orazione funebre, scritta con di poi a'23 novembrei76i lo creò car-
gran purezza Oraison funebre dinale dell'ordine de' preti e
I ec, Parisi 778.
di stile :

per titolo la chiesa di s. Eusebio,


gli conferì
ascri-
ROCHECHOUART Gfo. Francesco vendolo alle congregazioni di propagan-
Giuseppe, Cardinale. Nobile francese ,
óa/idcj vescovi e regolari, indulgenze e
nacque in Tolosa a'27 gennaio 1708. Di sagre reliquie, e disciplina regolare. Con-
vivace talento, scelse il servigio dellaChie- tinuò a rappresentare la Francia presso
sa, e meritò che Benedetto XIV lo pre- la s. Sede, ma con titolo di ministro ple-
conizzasse vescovo di Laon,nel concistoro nipotenziario, non essendo permesso ad
de' 18 settembre 174'; di poi Luigi XV alcun cardinale di usare il titolo d'amba-
l'inviò a Roma per ambasciatore di Fran- sciatore, per quanto dichiarai nel voi. LV,
cia presso tal Papa, onde nel 1 758 si tro- p. 329. Ritornato in Francia il cardinale,
vò alla sua morte e conclave, nel quale morì in Parigi a'20 marzoi 777, d'anni
a mezzo del cardinale de Luines (P^.) e 69. compianto per le sue qualità.
degli altri cardinali francesi, dopo avere ROGHEFOUCAULD Francesco ,
a* 2 luglio presentato le sue lettere cre- Cardinale. Nacque inParigi nel 1 558 dal-
denziali al s. collegio, fece valere le inten- la reale stirpe d'Albret, discendente da-
zioni del suo sovrano, per la formale es- gli antichi redi Na varrà. Dopo aver com-
clusiva al pontificalo del cardinal Carlo piti con decoro i suoi studi, applicatosi
Cavalchìiii (P^.), partecipandola al cardi- provveduto del-
allo statoecclesiastico,fu
nal decano in voce senza esibirla in iscrit- l'abbazia di Tournus
Borgogna, le
nella
to, come leggo nel mss. di quel celebre cui pingui rendite parte impiegò nel suo
conclave, che posseggo, per cui il zelante sostentamento, parte ne distribuiva a'mi-
cardinal Guadagni non potè tenersi dal serabili, parte ne spese a risarcire le fab-
prorompere in questa esclamazione: IVe- briche della medesima e singolarmente
scio galllce loqui: Dico anteni quocl vos l'ospedale rovinato dal furore degli ugo-
sancto resistitis.^eìmss. poi del
Spiritili notti , e nel collocare in matrimonio le
medesimo conclave del gesuita p. Corda- vergini bisognose. Enrico III avendo tut-
ra, apprendo che nella cappella degli scru- tociòconosciuto, sebbene allora avesse 16
tinii, per il crescente numero di voti che anni, lo fece prefetto della regia cappella.
andava ricevendo il cardinal Cavalchini, La madre credette di fargli fare col pre-
a seconda delle energiche istruzioni del- cettore e il fratello un viaggio a Roma, e
l'ambasciatore di Laon, si alzò il cardi- passando per Milano fu onorevolmente
nale de Luines dal suo stallo, ed in nome ricevuto da s. Carlo Borromeo e da altri
del re di Francia dichiarò, che non sa- principi.Neli585e mentre aveva 26 an-
rebbe stato accetto al suo sovrano. Ar- ni, Sisto V
lo fece vescovo di Clermont,
taud nella Storia di Pio FUI, 1. 1, cap. ed insieme venne annoveralo al real con-
VCL. LVIII. 6
8^ ROC ROC
sigilo. SI (ìiò tulio al sagro ininisfcro e al morose colonie di fervorosi religiosi per
la coltura del suo gregge, non solamente riformarne altri. In virtù del breve otte-
cogli esempi di santissima vita e colla pre nuto da Gregorio XV, riformò ancora in
dicazione del vangelo, ma ancora per Francia i benedettini, cislerciensi, tri- i i

mezzo di libri pieni di pietà e di soda dot- nitari, per corrispondere alle premure di
trina , co' quali studiò d'istruire il suo Luigi XIII. In una carestia che afflisse la
popolo.Ebbe impegno e cura speciale pe« città distribuì a'poveri prodigiosa quan-
gli ordini religiosi , ed introdusse i cap- tità di frumento, quantunque mercanti i

puccini in Clermont e nella diocesi. En- si fosseio offerii pagarlo con allo prezzo,

rico IV lo dichiarò commendatore dello arrivando piii d'una volla a spogliarsi di


Spirilo santo, indi a sua istanza Paolo V sue vesti, per coprire l'altrui nudila. La
a' o dicembre 607 lo creò cardinale pre-
I 1 sua compassione pe' poveri infermi ebbe
te di s. Calisto, ad onta della sua aperta del singolare, mentre non contento di a-
ripugnanza, poiché nella sua modestia e verli provveduti di medico, chirurgo,me-
umiltà non se ne credeva degno. Nello dicine e servitù , fece costruire apposita
spedire il Papa la berretta cardinalizia, cucina per essi, per far preparar loro con
scrisse al re un bell'elogio del cardinale. più diligenza l'alimento. Dimorando nel
Portatosi in Roma si conciliò la stima e monastero di s. Genovella di Parigi, di
l'amore universale colle sue gentili ma- cui era abbate, dopo desinare distribui-
niere, affabilità, dolcezza e dottrina. Ven- va colle proprie mani a'poveri gli avanzi
ne incaricato degli affari del regno pres- della mensa, somministrando loro /[.vol-

so la s. Sede, ascritto alle congregazioni te la settimana dispensa di pane; altret-


del s. offizio, de' vescovi e regolari, colla tanto fecenellesue abbazie, ove tenne uo-
proletloriadel regno di Francia e dei ci- mini integri e di sperimentata fedeltà, ac-
slerciensi. Fu richiamato dopo 4a"»ii nel- ciò avessero cura de'miserabili.Tre vol-
le Gallie per assistere all'assemblea degli te la settimana dava il pane al collegio

stati, che si tenne in Parigi neli6i4, ed de'poveri scolastici, ed a 60 persone ri-

ivi a quella del clero neli6i5 fece ogni dotte in miseria lo dispensò finché visse.
sforzo co' vescovi congregati perchè rice- Kinunziata la sua chiesa nel 1622, Luigi
vessero il concilio di Trento, al quale con XIII lo elesse gran elemosinile, per cui
diverse riserve per la chiesa Gallicana, subito allontanò dalla corte tutti i poeti
tuttisiobbligaronocon giuramento, tran- scandalosi, e sospese dalle confessioni gli
ne due. Fino dal 1609 era stato trasfe- incapaci, cacciò que'religiosi e sacerdoti
rito alla chiesa di Senlis, ne visitò ogni che sotto il titolo di cappellani del re, o
anno la diocesi, adoperandosi con solle- all'ombra di qualche grande vivevano con
citudine, affinchè i parrochi facessero il iscandalo. Alle limosinedel regio erario
loro dovere, incitandoli non meno coll'e- vi aggiungeva le sue, vivendo con parsi-
.sempio, che colla parola, istruendoli nei monia rigorosa, per potere più largamen-
privali colloqui,ed inculcando loro la fre- te soccorrere i miseri che a lui ricorreva-
quenza delle congregazioni morali, ado- no in folIa,e pe'quali fondò in Parigi l'o-
perandosi efficacemente, che non si con- spedale degrinciuabili. Ornò di colonne
ferissero nella sua diocesi e per la Fran- e pitture il sepolcro dis. Genoveda, fre-
cia gli ordini sagri a soggetti ignoranti o giò di gemme urna che ne conteneva
1'

incapaci di far fronte agli ugonotti. In- le e pei tanti restauri ed


sagre spoglie ,

traprese e condusse a buon fine la rifor- abbellimenti che vi operò, si può dire che
n)a del monastero agostiniano di s. Vin- la rinnovasse.Divenuto i .""ministro del re-
cenzo, e con lai felice successo che in se- gno e consigliere del dipartimento eccle-
guilo da (juello si pol,erono prendere nu- siastico, soprattutto ebbe a cuore i van-
ROC ROC 83
taggi e progressi della religione cattoli- merito di questo insigne porporato, chia-
ca, ed olleniie la restituzione a'cattolici mandolo s. Giovanni Elemosinario del
de'ss. luoghi di Palestina già occupati da- suo tempo, propugnacolo e colonna della
gli eretici, che fossero proietti dall'inso- Chiesa,padrede'poveri,esemplaredi tut-
lenze degl'infedeli, e che vi si mandassero te le virtù, coadiutore fedele de'Papi, e
zelatili missionari. Uscita la regina ma- santissimo cardinale, dotto, cortese, affa-
dre dal castello di Blois pe'disgusli nati bile, amico benefico de'suoi nemici, e de-
col re suo figlio, mediante i consigli del gno dell' amore e venerazione di tutti.

cardinal Richelieu, fece dal re inviare ad Allo e bello nella persona, l'amabile se-
Angouleme, ov'erasi ritirata, il cardinale renità del suo volto mostrava l'interna
che colla sua autorità e prudenza quie- gioia del suo spirilo. Liberò dalla morte
tò sj gravi dissensioni. Nel 1 625 nella cat- un ladro domestico, salvò dalle prigioni
tedrale di Parigi fece la solenne ceremo- alcuni ugonotti che l'avevano minacciato
nia del matrimonio tra Carlo I re d'Jn •
nella vita, e fece togliere dalla chiesa di
ghilterra ed Enrichetta sorella di Luigi Clermont un'iscrizione contro gl'infami
XIII. Ammiraloredel cardinalBellarmi- assassini del fratello : desiderava che gli

no, ne difese la dollriua contro il cardi- uomini l'oltraggiassero, per poter eserci-

f nal Pvichelieu sulla podestà del Papa, fa-


cendo annullarci decreti del conciliabolo
tare le virtù della misericordia e del per-
dono. L'eminenti sue qualità precipua-
di Basilea che pretesero liinitarìa. La sua mente furono celebrale in latino da Pie-
tenera divozione per la B. Vergine, la col- tro Rouviere gesuita, che ne pubblicò la
tivava fino dalla più tenera età colla fre- P^Ua in Parigi neh 645, in francese da
quenza de'sagran»enli, con rigorosi digiu- Moriniere canonico regolare chela di vul-
ni ne'sabbati e nell'avvento, sino all'età go in Parigi nel 1646.
di 70 anni, recitando ogni giorno lutto ROCIIEFOUCAULD Federico Gì-
il rosario e ne cantava le litanie co' suoi noLAMO, Cardinale. Nacque di cospicua ^
domestici nel privato oratorio, potendo e generosa prosapia in Versailles, e do-
colsuo patrocinio conservare illibato il po aver ottenuta la laurea di giurispru-
candore de'suoi costumi: seniprealla mes- denza nella Sorbona, destinato sino dal-
sa preuìelteva la confessione. Nel concla- l'infanzia allo stato ecclesiastico, fu prov-
ve del 1621 ebbe molti voli pel pontifi- veduto di pm^ li benefizi e fatto gran vi
i r

cato, per la bella fama che godeva. A be- cario di Rouen. Neh 729 Benedetto XIII
ne apparecchiarsi alla morte rinunziò a lo promosse ad arcivescovo di Bourges,
tutte le cariche, in uno all'abbazia di s. e mentre si affaticava con lode nel gover-
Genoveffa, e compianto da tutti con sin- no di sua chiesa. Luigi XV volendo va-
cere lagrime, singolarmente de' poveri, lersi dell'opera sua ne'più ardui negozi
si riposò nel Signore in Parigi nel 1 645, del regno, lo dichiarò coadiutore del car-
nella decrepita età di 87 anni, lasciando dinal de la Tour nell'abbazia di Clugnj^,
eredi l'ospedale degl' incurabili di Pari- lodecorò dell'ordine dello Spirito santo,
gi, ed il collegio de'gesuiti in Clermont e destinò ambasciatore presso la s. Sede.
ove era slato educato, cui lasciò il suo In questo incarico avendo incontrato l'u-
cuore. Sparsasi due volte la voce di sua niversale applauso, per la sua rettitudi-
morte in Roma, il Papa co'cardinali gli ne, abilità e carattere conciliante, ben vo-
celebrarono l'esequie : per se ne ordinò lentieri Benedetto XIV
ad istanza del re
come un canonico regolare. La chiesa di lo creò cardinale prete di s. Agnese fuori
S.Genoveffa in magnifica tomba con ono- le mura a' io aprile 17475 e lo ascrisse
revole iscrizione ne accolse il corpo. Con. alle congregazioni de'vescovi e regolari,
immense lodi gli scrittori esallurouo il del concilio, di propaganda ^^^j de' riti
84 ROC ROC 1
e altre. Restituitosi dopo pochi mesi alia palazzo Gaillon,come per la bontà, dol-
sua chiesa, nel 17^5 fu richiamalo alla cezza,modi semplici e graziosi che lo di-
corte colla carica di presidente del dipar- stinguevano. Pel 1° aderì agli atti del-
timento ecclesiastico, di ^ran elemosinie- l'assemblea del clero del 1765, e Pio VF
re del re, con l'abbazia di Saint- Vandril- ad islanzadi Luigi XVI il i.°giugnoi773
le. Nelle assemblee del clero fece spicca- lo creò cardinale dell'ordine de'prcti, ma
re la sua sincera pietà e religione, nelle senza titolo per non essersi recato in Ro-
questioni che si agitarono sul gianseni- ma, e gl'invio la berretta pel nipote nig.*^

smo. Procurò di ristabilire la pace tur- Braschi. Fu quindi preside dell'assemblee


bata da tali dissensioni e di fare eseguire del clero nel i 780 e i 782, indi scoppiata
le disposizioni della bolla Unigcniliis di la rivoluzione nel 1789 fu deputalo agli
Clemente XI, senza disgustare gli animi. stali generali e si trovò presidente della
Fece nobile uso di sue ricchezze, con ab- camera del clero. Opinò col maggior nu«
bondanti limosina, facendo valere il suo merodel suo corpo per la separazione dei
credito in favore degl'infelici che a lui ri- 3 ordini e non si unì al 3.° che per e-
,

correvano. Assai compianto morì in Pa- spresso invilo del re, ma deponendo sul-
rigi neh 7 57, d'anni 56, e rimase sepolto la tavola del presidente una protesta in

nella chiesa di s.Sulpizio. Nel tempio di difesa de'dirillidelsuocorpo.Pio VI l'au-


s. Martino de*Campi,ove fu depositato torizzò a secolarizzare i religiosi soppres-
ilsuo cuore, fu dal nipote duca diBiron si dall'assemblea nazionale, al modo che
collocato un magnifico elogio in francese. notai nel voi. XX, p. 1 22. Dipoi ebbe par-
ROCHEFOUG AULO Domeivico, Car- ie in tutti i provvedimenti fatti dal cle-
dinale. NohWe francese, nacque a s. Elpis ro, e fu preside all'adunanza da cui usci
diocesi di lVIende,d'un ramo pò vero e igno- V Esposizione de* principii, di che e del
rato, che sciioprl il vescovo Choiseul fa- resto trattai a Francia. Sorpreso in una
cendo la visita della diocesi e ne preven- lettera in cui censurava le innovazioni ,

ne il precedente arcivescovo di Bourges, venne denunzialo in piena assemblea :

ilquale trasse dall' oscurità questa por- senza lasciarsi intimorire dallo strepito,
zione di sua splendida famiglia, chiamò si alzò e disse con calma. Sì, signori, ho
presso di se Domenico e si assunse la cu- scritto la lettera che vi si denunzia , ed
ra di dirigernegli studi. Lo mandò nel se- ho dovuto scriverla; ella contiene i veri
minario di s. Sulpizio e poi fece gran vi- miei sentimenti. Insorse contro di lui una
cario; indi Benedetto XIV lo dichiarò nel violenta procella; non si fece però a suo
1 747 arcivescovod'Alby, venendo consa- riguardo nulla di disgustoso. Avendo ri-
grato dallo stesso vescovo, a cui dovea la cusato il giuramento,si pensò a dargli uu
sua elevazione. Divenuto nel 1750 mem- successore secondo le nuove forme. Egli
bro delle assemblee del clero, sostenne i scrisse nelgennaio 1791 agli elettori, per
privilegi del suo corpo, ma nel 1755 si rappresentar loro l'irregolarità di taleo-
unì col zio cardinale e gli altri vescovi perazione, e nel seguente mese pubblicò
che presero misure di conciliazione sulle un'istruzione pastorale contro la coslitu-
questioni allora agitate nella chiesa di zioneciviledel clero. Il limorenon gl'irape-
m. Francia. Fu provveduto della ricca abba- dì mai di mostrarsi nell'assemblea nellepiìi
V zia di Clugny nel 757, facendo dellesue
1 difficili circostanze, e la perdita delle sue
' rendile l'uso il più onorevole, e nel 1 759 rendite non alterò minimamente la co-
trasferito a Rouen, ove, come nella sede stante sua serenità. Si rassegnò alle priva-
che lasciò, subito si conciliò l'animo di tut- zioni , e riformò con animo ilare la sua
ti, per la sua giustizia e disinteresse con casa. Fu uno degli ultimi a partire dalla
cui si condusse verso alcuni vicini del suo Francia, che lasciòa'20 settembre 1792,
ROC ROC 85
passanclo ne'Paesi 13assi, ed abitò succes- zelune, cìnti da un fosso e da una strada
sivamente MaestiichtjBrusselIes, e Miin- coperta, ed i terrapieni veggonsi piantati
ster ove arrivò ne! luglio 1794. 1 france- d'alberi che formano un ameno passeg-
si e gli stranieri ammirarono egualmen- gio. La città ha 7 porte, e veduta dall'e-
te il suo coraggio e la sua rassegnazione : stremità della scogliera , la quale dalla
trovò ancor mezzo di dividere cogl* in- torre di s. Nicola sporge in maree deter-
felici il poco che gli rimaneva , e dicesi mina l'anteporto, presenta co'suoi terra-
che ricusasse le olFerte di sua famìglia e pieni, torri , numerosi campanili che la

di Pio VI. Mori in Munslera*23 settem- signoreggiano, un aspetto imponente, cui


bre 1800, in età d'anni 88; fu esposto nonismentisce il suo interno, comechè di-

nella cattedrale , ove il capitolo lo fece visa da strade larghe , nette e fiancheg-
seppellire nel sotterraneo con iscrizione giate da belle case, la massima parte a-
onorevole, avendone recitato la bellissi- dome di portici comodi. E' ancora osser-
ma orazione funebre l' ab. Jarry, stam- vabile pe'suoi edifizi e stabilimenti pub-
pata poi in Anversa. blici. La cattedrale è alquanto ampia, sot-
ROCHELLE (L\), Rtipellen. Città to l'invocazione di s. Luigi IX, con bat-
con residenza vescovile di Francia in Gua- tisterio e cura d'anime amministrata dal-
scogna , capoluogo della Charente -Infe- l' arciprete, avente vicino l'episcopio. Il
riore, di circondario e di 2 cantoni, in una capitolo si compone di 8 canonici, com-
pianura, ed in mezzo a paludi salse che prese le 3 dignità eie prebende del teo-
ne rendono l'aria malsana, in riva all'A- logo e del penitenziere, di diversi cano-
tlantico, a 27 leghe da Nantes, 35 da nici onorari, e di altri preti e chierici
per
Bordeaux e 1 09 da Parigi. K sede di tri- r uffizialura. Nella città vi sono inoltre
bunali di i.^ istanza e di commercio, non altre 5 chiese parrocchiali tutte munite
che di diverse amministrazioni, depositi del sagro fonte, monasteri di monache in-
doganali, banca e camera di commercio, clusive a quello della Provvidenza, alcu-
capoluogo della 12.' divisione militare, ne confraterni te, due ospedali, seminario,
piazza di guerra di 3.^ classe, e vi risie- collegio comunale, ospizi, uno de' quali
dono gli agenti consolari stranieri. Gia- pegli orfani ed il vasto Auffiedy. Pos-
,

ce in fondo ad un'ansa di 3,ooo metri siede anche un tempioprotestante, la zec-


di profondità, che le serve di rada e la cui ca, casa di correzione, prigione militare,
apertura Tiene difesa da 2 forti; il porto teatro, accademia di lettere, scienze e ar-
essendo anche proletto da un'opera a cor- ti; scuole di ostetricia, navigazione e dise-
no al sud-est, al sud da un grosso muro gno, arsenale di costruzione per l'arti-
fiancheggiato da 3 grandi torri, di s. Ni- glieria , biblioteca pubblica con piti di
cola, della Catena e della Lanterna, l'ul- 20,000 volumi, gabinetto di storia na-
tima delle quali va sormontata da un'alta turale, giardino e orto botanico, società
freccia goticaesostiene un fanale,edal sud d'agricoltura, di carità materna, di be-
ovest da una piccola opera avanzata chia- neficenza , biblica protestante. Sono ri-

mala il Paté; per modo che questa cit- marcabili l'antico palazzo del governo, il

tà, considerata come sicura da un attac- campo di fiera, il palazzo della ragione,
co per mare, riesce importantissima per l'ostello della città bellissimo edifizio di
la difesa della costa tra le foci della Loi- gusto gotico, laposta, l'alloggio della guar-
ra e della Gironda. Ma le sue fortifica- dia dipartimentale, la curiosa torre del
quantunque sta-
zioni dal lato della terra, Grosso orologio, il palazzo della prefet-
bilite da Vauban, rimangono lungi dal tura. Comode fontane sono sparse nelle
poter offrire una grande resistenza com- : diverse parti, con belle piazze, massime
pongonsi di 19 grandi bastioni e di 8 mez* quella della prefettura ornata di piante,
8G HOC ROC
e sopiallutlo la vastu pia/za delle urmi, vilegi. Verso ih 557 divenne il baloardo
ancli'essa piantala d'alberi, fiancheggia- delle forze de' CaUnnUti- Ugonotti (Z^^.), ed

ta dai bastioni, donde si gode di superba allora si governò da se, e fu senza buon
vista.Vi sono pure diverse fabbriche. 11 esito assediata nel ^'jf^ dal duca d'Angiò i
^
porto sta intieramente racchiuso nella poi Enrico IIL Assediali di nuovo que'fu- 1

città alsud, e componesi di o. belli baci- riosi eretici e pretesi riformatori nel 1627 1

Di, più grandede'quali chiamato rila-


il da Luigi XIII e dal suo energico e celebre
vre, trovasi secco a mare basso, contorna' i.° ministro cardinal de Bichdieu,Q\'ìa-
to di superbe riviere piantate in parte di bitanti non si arresero se non in capo a
alberi, come lealtreche conlornanoil i? 1 3 mesi, dopo fatta un' eroica difesa , e
bacino detto Carena, al quale comunica soderta orribile fame, cioè a'28 ottobre
mediante un sostegno, che permette di 1628, in conseguenza di che furono tol-
tenervi le navi. All'estremità si trova il te agli ugonotti 36 città. Allora furono
canale Verdière, in parte sotterraneo, che spianate le forlificazioni, ma Luigi XIV
recasi nelle fosse della piazza, e dal suo riconosciuta l' importante situazione di
angolo parte il canale Maubec circonda- questa piazza, le fece ricostruire e formò
to dalle omonime riviere, traversato da il 1757 gl'inglesi vi tentarono
porto. Nel
ponti, che separano dal resto della città inutilmente uno sbarco. Neli8o5 fu in-
il quartiere di s. Nicola ©Carena, forman- cominciato il canale del suo nome, uti-
do Mvì isola. Il corso delle Dame, sulla lissimo al commercio, che servì ancora a
sponda occidentale, ed il luogo al nord prosciugare una grande estensione di pa-
del bacino Carena sono frequentatissimi e ludi , che furono poste a coltura. Inno-
ameni per lo spettacolo animato che pre- cenzo Xad istanza di Luigi XIV , colla
senta un porto sicuro , comodo e che a costituzione Insuptreniinenti, de'4 mag-
marea alta può ricevere ogni specie di na- gio 1648, ^w//. Rorn. t. 6, p. 3, p. i57,
vigli. Vi si costruiscono eccellenti basti- eresse il vescovato di Rochelle, trasferen-
Aienti, e vi si fanno armamenti conside- dovi la sede vescovile di MaiLlezay [V,)
rabili per le colonie, con molte esporta- suffraganea del metropolitano di Bor-
zioni. E' patria di parecchi illustri, come deaux, come lo è tuttora, colla rendila di

del poeta L. Bourgeois, de' celebri fisici 5o,ooo lire ,


pagando allora il vescovo
Réaumur e J. Théophile, del medico Ni- 2000 fiorini per le bolle. Giacomo Raotd
cola Venetle, del bibliografo Calomiez, o Rodolfo signore di Guibourgère nella
di Billaud-Varennes, ed altri. contea di Nantes, consigliere al parfatnen-
La Rochelle, Rouciella oRocella, /?«• todiBretagna,siniscalco e podestà di Nan-
Ittita Saiiloìiuni anticamente era una
, tes, 3 volte deputalo della provincia a
borgata con fortino, che Guglielmo ulti- Luigi XIII e suo consigliere, nel 63 1 1 ve-
mo duca d'Aquitania e conte di Poitou, scovo di Sainles e nel 1646 di Maillezay,
prese ai signori di Mauléon. Divenne poi fu il i.° vescovo di la Rochelle, ove oc-
capitale del piccolo paese d'Aunis, titolo cupossi con tutto zelo all'eslirpa/ioue del-
che conservò fino alla rivoluzione. Eleo- l'eresia calvinista, ed al ristabilimento del-
nora di Gujenua la portò in dote all'In- lafede cattolica nella nuova sua diocesi, e
ghilterra, i cui re concessero grandi pri- morì marzo 661. Quanto ai succes-
nel 1

Tilegi agli abitanti. Luigi Vili se ne im- ad Agostino R.occo de Menou


sori fino
padronì nel 1224, ma il trattato di Bre- Charnisay d'Auxerre, fatto vescovo nel
ligny nel 1 36o la reseagl'inglesi.Nel 1872 1 730, si può vedere Galliachr. t. 2. In-
per sottrarsi gli abitanti al lui o giogo, la di furono vescovi, nel 1768 Francesco de
consegnarono a Duguesclin, a condizione Crussol d'Uzes di Parigi; nel 1789 Gio.
che Carlo V le conserverebbe suoi pri- i Carlo de Coucy di Reims elemosiniere
ROD ROD 87
della regina M." Antonietta, che nel 802 1 pini e di abeti, di cui gli antichi rodii si

ricusò di dare la rinunzia, forse pel con- servivano per la costruzione delle loro
cordalo di Pio VII, ciò che però fece nel navi, e che oggi si mandano in gran quan-
i8i5e poi arcivescovo delia patria. Nel tità Vi so-
all'arsenale di Costantinopoli.
i8o5 Gabriele Paillon di Puy Beliard no pecore, molte capre, e api: ticchi di
nella diocesi di Rochelie. Nel 1827 Giu- selvaggina sono boschi, e le coste som-
i

seppe Bernet di Flour da Gregorio


s. , ministrano pesce in abbondanza. L'isola
XVI traslato all'arci vescovato d'Aixenel portò successivamente diversi nomi, cioè
1846 creato cardinale. Lo stesso Papa nel di Oflusa, Asteria, Etria,Tinacria, Corim-
concistoro del i
° febbraio 1 836 preconiz- bria, Peessa, Atabria, Marcia ed Olessa,
zò l'attuale vescovo mg.** Clemente Ville- non che Stadia, Telchinidio, Pelasgia, e
court di Lione ,
già vicario generale di finalmente R/iodus. Pare che avesse il suo
Sens. Ogni nuovo vescovo è lassato in fio- nome dai fenicii, che primi vi passarono,
rini 870. La diocesi comprende il suddet- però essendo piena di rettili, la chiama-
to dipartimento e sì estende per ^5 leghe rono Isola de'Serpenti, Gezìrath-Rod, il
in lunghezza ei4i" larghe^ za, contenen- qual nomeRod, divenne Rhodes pei
di
do molti luoghi. greci, hanno affissa l'idea del fio-
che poi vi

ROCHE TAISLE Giovanni, Cardi- re della rosa che così denominavano. Era
naie, f'^. RUPESCISSA. l'isola così fertile quando la coltivavano
RODI, Rhodos.C\V\k arcivescovile del- i greci,che la favola disse essere stala i-
la Turchia Asiatica, capoluogo del sau- naflìala da una pioggia d'oro. Vedi Coro-
giaccato e isola del suo nome. Questa sor- iì6[\\ pisola di Rodi geografica storica ^ec,

ge nelMediterraneosullimile sud-est del- Venezia 1688. Conta circa 200 3o,ooo


TAnatoIia, da cui non è separala che da abitanti, un Z." greci, il resto turchi; nel
un canale largo 4 leghe. E la principale secolo decorso ascendeva a 80,000. Sulla
isola del sangiaccato omonimo. Viene per» costa nord-est dell'isola di Rodi, in fac-
coisa nella sua maggior dimensione da cia al golfo di Trisco, e Marmorizza o
una catena di montagne, donde discen- Marmarissa,èfubbricata la città di egual
dono in gran numero piccoli corsi d'ac- Home, in forma di anfìtealro, sopra un
qua, tra 'quali piò notabileè la Fisca. De- poggio, il cui pendio si estende sino alla
lizioso il clima, i calori sono temperati dal sponda del mare, e circondala da antichi
vento d'ovest che vi domina abitualmen- bastioni costruiti dai cavalieri gerosolimi-
te, solo trovandosi esposta nel luglio e a- tani, i quali sonoancora formidabilissimi,
gosto ai venti caldi; l'inverno milissimo, e fiancheggiati da alte torri. L'interno
riesce alquanto umido; l'aria in generale dimostra che vi soggiornarono gli euro-

è pura e sana. Le coste e l'interno oliro- pei, con vie larghe, nette e con marcia-
no i siti più belli e più ameni; profonde piedi, con case assai regolari e fabbricale
valli dove spontanei crescono il mirto e solidamente sul gusto italiano, ed in gran
larosa,apronsi fino sulle spiaggie del ma- numero nella strada principale sono tut-
re. Uberlosissimo è il suolo, ma la terra tora decorale dalle armi de' cavalieri che
resta nella maggior parte incolta. I vini le occupavano. L'antico palazzo del gran
formano la parte più importante delle maestro dell'ordine, in fondo alla via dei

produzioni:vi si raccolgono ancora que' vi- Cavalieri, in cui già risiedeva il pascià, at-
ni profumali sì pregiati dagli antichi, ma testa con gli avanzi di sua magnificenza
se ne esporta poco. Non mancano! frut- lo splendore e il buon gusto de'cavalieri;
ti, comunissimi essendo i fichi, le man- ma una parte già cadde in rovina, l'altra

dorle, i limoni, gli aranci. Alcune mon* serve di carcere. La vasta e bella metro-
lagne sono coperte di selve di quercie,di politana di s. Giovanni, ed un'altra chic-
88 ROD ROD
sa furono convertite in moschee. A'28 feb • in una mano un fanale cui si ascendeva
braio i85i un tenibile terremoto colpì ad accendere per una scala interna. Ven-
di spavento gii abitanti di Rodi, ripetu- ne costruita da due fonditori di Rodi, al-
tosi con frequenti intervalli per due gior- tri dicono da Carele di Lindo, altra città

ni, tanto ondulatorio,chesussullorio. Mol- dell'isola, ediscepolo del celebre Lisippo,


te case crollarono, altre riportarono dan- in memoria del famoso assedio sosleuulo
ni. La detta celebre cattedrale o moschea dai rodiani per un anno contro Demetrio
si spaccò e crepolò, e si disse irreparabi- Poliorcete alla fine del 3.° secolo avanti
le; la magnifìca torre degli Angeli all'en- la nostra era, e col ricavalo dalle sue mac-
trata del porto, crollò in parte nella som- chine indarno poste in opera per impa-
mità e si ancor essa dalla metà si-
fe3se dronirsi della città. V'impiegarono 22
no alla base; e la torre del Sangue, quel- anni di lavoro, e costò più di 3oo talen-
la in cuii cavalieri assediali rinchiudeva- ti: il suo peso si fece ascendere a 900,000

no nella notte gli schiavi perchè non fug- dopo più d'un mezzo secolo o
libbre. Solo
gissero, rovinò per metà e distrusse gli al- 72 anni dacché era stata eretta, precipitò
tri propinqui edifizi. Questo terremoto si in forza d'un disastroso terremoto, e riem-
fece tremendamente sentire anche sul vi- pì colle sue rovine l'imboccatura del ba-
cino continente; le città di Macri, Levis- cino per le galere. Le rovine si restaro-
sos, Doveri, Sene, Carasolsà, con altri i5 no sino 636, in cui essendosi impadro-
al

villaggi perirono, come crollò il monte nito di Rodi il calilfo Moawyach, le fece
Ikingik, strascinando nelle loro rovine da trasportare per purgare il porlo. Quegli
600 vittime circa. Il grande ospedale in avanzi di bronzo si dissero ascesi 37 20,000
cui i cavalieri accoglievano i cristiani di libbre, e furono venduti agli ebrei, che
tutte le parti del mondo, fu trasformalo li trasportarono per acqua sino alla rino-

iugranaro d'abbondanza. Le ri viere,stret- mata baia di Fiscu oggi Marmorizza, ove


te e piantate d'alberi bellissimi,formano li deposero, e ricaricatine 900 cammelli li

un amenissimo passeggio. 11 porto, già u- trasportarono nell'interno della Caria, o-


no de'più celebri dell'antichità, è super- ve Artemisia eresse altra delle 7 antiche
bo, comodo e sicuro, ma però troppo po- meraviglie del mondo, cioè il monumen-
co profondo per ricevere le grosse navi; toaMausolo in Alicarnasso. Presso il por-
è diviso in due parli da un molo, sul qua- to è un cantiere di costruzione, che quan-
le sorge una torre quadrata e alla 120 tunque pe'legni da guerra, è poco capace
piedi, che serve di fanale. Sarebbe assai di soddisfare alla sua destinazione. Tutto
.sicuro se vi si ricostruissero gli antichi la- il commercio dell'isola si fa per questo
vori che lo proteggevano. L'ingresso re- porlo: Francia, Austria e qualche altra
sta serralo da due scogli, sormontati da potenza, vi tengono i loro consoli. Vi so-
2 forti o torri, ed quali secondo gli anti-
i no gli ebrei in quartiere separato; de'cat-
chi storici servivano di base al famoso tolici feci parola nel voi. X Vili, p.i i i.Le
colosso di bronzo o rame rappresentante colline de'dintornisono coperte di casedi
Apollo o il Sole e vuoto di dentro, tenu- campagna, e da per tutto zampillano sor-
to una delle 7 meraviglie del mondo, allo genti che fertilizzano
il suolo. Vedi M.'

70 cubiti o 1 o5 piedi, ma non è vero che Rottiers, Monwnenls de /?/io<:/e5^, Bruxel-


sotto le gambe passassero le più grosse les 1823 e i83o. Nelle monete o meda-
navi. Questa famigerata statua ergevasi glie, i rodii posero per segno la rosa, dal
propriamente nel porto principale, e in- vocabolo Rodi in greco Ros.
nanzi l'imboccatura del più piccolo porto La città di Rodi fu edificata al tempo
destinato alle galere, molti asserendo che della guerra del Peloponneso, ed ebbe
serviva di faro, con narrare, che portava ad architetto il famoso Jppodamo di Mi-
ROD ROD 89
lelo, clie la cinse di mura. Avea strade Mediterraneo, facendo in pari tempo le

larghissime, magnifici edifizi, grandi piaz- memorate sapienti leggi. Ebbe i suoi re,
zt'jboschi consagrati a varie divinità. Stra- il i.° chiamato Tlepolemo figlio d'Er-
bene che ninna città vinceva in
sciisse, cole, il 2.° Doriceo, indi il figlio Dama-
bellezza quella di Rodi, vantaggio ch'egli gete che secondo l'oracolo sposò la 3." fi-

le dà eziandio per le sue famose leggi. A glia d'Aristomene di Messenia, come il


BIarina ed a Port[ parlai dell'antico e migliore tra 'greci. Nacque da loro Dia-
famigeratogm* navale de'rodiani o /^fg- gora I così commendevole per le sue vir-
gt di Rodi. Il tempio del Sole, chiamato tù, che meritò di dare il suo nome alla

Z?e/eiO«j passava per unode'piùbelli del- successione de'principi che regnarono in


l'antichità} quello di Bacco era adorno di seguito e furono detti Diagoridi, non pe-
gran numero di quadri del celebre Pro- rò tutti conosciuti. DopoEvagora,Cleo-
logene; anche i templi d'Iside, di Diana buio viaggiò in Egitto, vi slabih la filo-

ealtri furono rinomali. Oltre alle ricchez- suo ritorno colai fama
sofia, e formossi al

ze che la venerazione di diverse città vi di sapienza, da venire annoverato tra'"/

avea fallo passare,comealtretlaiai omag- savi della Grecia. Venuto


a morte senza
gi religiosi, dice Plinio ch'erano nella cit- figli maschi, lasciò
corona ad Erasti-
la

tà di Rodi più di 3ooo statue, per la mag- de, de'discendenti di Diagora. Contem-
gior parte di squisito lavoro; ed Aristide poraneo di Pindaro, di cui cantò le lodi,
afierma, che trovavansi in Rodi pitista- fu Diagora li, che morì di g'oia edile-
tue e quadri di pregio che non in tutto nerezza, quando i 3 figli gli posero sul
il resto della Grecia i-nsieme.Eda dolersi capo le 3 corone che aveano riportale ai
della perdita de'rilrallidi Menandroredi giuochi olimpici. Gli successe il figlio Do-
Caria e di Enea figlio di Nettuno, dipinti riceo grande atleta e vincitore ripetu- ,

da Apelle,di quelli d'ErcoI-», di Perseo e tamente ai giuochi olimpici; deposto, fu


TeleapOj opere di Zeu3Ì,e di cui si fecero poi richiamalo, e cadde prigione degli a-
altissime elogi. Ma il monumento più fa- teniesi nel difendere i lacedemoni. Mon-
moso, fu il descritto Colosso di Rodi: al- tò sul trono la famiglia degli Asclepiadi,
lorché fu rovesciato dal terremoto,! rodii che abusando del potere, i rodii abolita
colsero il destro di tale disastro per man- la monarchia si eressero in repubblica,
dare in Egitto, Siria, Macedonia, Bilinia ed allora si resero possenti nel mare, e
e Ponto per esporre la sciagura loro toc- fondarono lontane colonie, come sulla co-
cala e chiedere soccorso onde ripararvi; sta orientale della Spagna, e Partenope
ed i soccorsi tornarono 5 volte maggiori e Agrigento in Italia, secondo alcuni. Ca-
del danno, ma invece di rialzare il colos- duta in preda allefazioni,dopoaver nella
so, pretesero che l'oracolo di Delfo loa- guerra del Peloponneso parteggiato per
vesse loro vietato, e tennero il denaro per Alene e per Sparla prevalse il partito ,

altre destinazioni. Sepolla,come tulle qua- di questa ultima e si stabilì in Rodi l'a-

si le origini, nelle tenebre inestricabili di ristocrazia: Atene


ne sdegnò, e 356
se
remotissinia antichità, per quella degli anni avanti l'era nostra ruppe guerra e
abitatori dell'isola di Rodi si crede che do- dettò la pace. Artemisia regina di Caria
po la guerra di Troia se ne rendessero pa- con riprovevole strattagemma s' impa-
droni i doriì; ed infatti quivi era in uso dronì della flotta de'rodii, occupò la città
il dialetto greco. Chiunque fossero e ve- e fece perire i primari della nazione. La
nuti per maie, per tempo compresero fiìmosa orazione di Demostene /;er la li-

l'importanza della navigazione, e quindi berla de' Rodii^ determinò Alene a riven-
tanto innanzi ne portarono l'arte, da ren- dicar la loro libertà. Allorché A lessanclro
dersi per assai lungo tempo padroni del il Grande si fece riconoscere gcuerulissi-
j

90 ROD ROD
ino dei greci, ì rodi! ne riconobbero l'au- tori e vi fu ma Claudio la pri-
Tiberio;
torità, ed egli pose loro tale adetlo, che ad vò della libertà per avere offeso alcuni
essi aflidò a)pia del suo testamento. Dupo cittadini romani, indi fu cojn presa tra le
la sua morte tornarono indipendenti, di •
Provincie romane da Vespasiano e ridot-
portandosi neutrali co'suoi geneialiche ta a pagare annuo tributo. In questo tem-
se ne contendevano Demetrio le spoglie: po le scienze e le arti ancora vi fioriva-
Poliorcele assediò con 200 navi la città no con felice esito, onde fra' suoi illustri
da guerra, ryo da trasporto e 4ooo uo- conta ancora l'astronomo Ipparco, ed i

mini da sbarco, oltre un migliaio di bar- poeti Timolene e A nassa nd ride: celebra
che con viveri e macchine da guerra. Ma, fu il ginnasio che vi aprì Eschine filosofo
come dissi, inutilmente, perchè il corag- ateniese. Alla decadenza dell'impero d'o-
gio e l'amor patrio trionfarono del nu- riente, cadde successivamente in potere
mero e della forza, onde Demetrio am- de* persiani e de' saraceni, primi se ne i

mirando la valentia de'rodii, donò loro impadronirono sotto l'impero d'Onorio,


le macchine che avea adoperate. Risto- isecondi a mezzo de'generali de'califfi nel
rati i rodii dall'assedio, ch'estese la loro 636 o più tardi. L* imperatore Anasta-
gloria per tutto il Mediterraneo, vieppiù sio II del 7i3 la ricuperò. I veneziani vi
si applicarono al commercio e divennero si stabilirono nel i2o3; Giovanni Dinas
il popolo più potente di Grecia. Guer- la ritolse a* veneziani, finché la riacqui-
reggiarono contro Bisanzio e contro Fi- starono i turchi, ai quali la tolsero i ca-
lippo re di Macedonia. Divenuti alleati valieri gerosolimitani cl/eransi stabiliti
de'romani, circa 2 i5 anni avanti la no- a Limisso. A Gerosolimitano ordine o ca-
stra era, secondarono con molto zelo
li valieri di come essi
S.Giovanni, raccontai
nella guerra contro Antioco re di Siria, nel i3io s'impadronirono di Rodi, ed a
e conjbatterono con felice esito una flotta poco a poco dell'intiera isola e di 7 iso-
comandata dal famoso Annibale. Tanta lette circostanti; che divenne loro domi-
considerazione acquistarono co' romani, nio, capoluogo di quest'ordine sovrano e
che influirono nella loro condotta poli- residenza del gran maestro, dalla qual e-
tica, e determinarono a regolare le cose
li poca gli ospitalari gerosolimitani assun-
d'Asia in modo da mantenervi la tran- sero il nome di Cavalieri di Rodi^ vi si

quillità; in ricompensa de'Ioro servigi ri- resero celebri per gloriose imprese con-
ceverono la Lidia, quella parte di Caria tro i turchi, onde la città e isola diven-
che slava dirimpetto a Rodi, ed una par- nero propugnacolo del nome cristiano e
te della Pisidia. Nella guerra de'romani freno alla possanza ottomana, che più vol-
contro Perseo, in favore di questo si di- te tentò di ricuperarla; ma dopo la sop-
chiararono i rodii, e dopo la sua scon- pressione àe Templari (^.), il primitivo
fìtta entrarono in Iratlalivecon Roma per spirilo dell'ordine essendo decaduto nella
la loro indipendenza e si pacificarono. Ro- rilassatezza. Clemente VI fece gravi e-
di fu onorata dalla presenza di Scipione sortazioni ai cavalieri di Rodi, come ri-

e di Pompeo. Mitridate re del Ponto 88 porta Bercastel, Storia del cristianesimo


anni avanti la nostra era, come alleata t. 16, n.° 61. Nel medesimo articolo Ge-
de' romani, pose l'assedio a Rodi, ma fu rosolimitano narrai quanto riguardaRo-
respinto. Parteggiando poi irodiiperCe- di sotto il dominio degli omonimi gran
sare, furono combattuti da Cassio e trat- maestri e cavalieri gerosolimitani, la di-

tati indegnamente. Dopola mortedi que- fesa de'pellegrini che si recavano ne'sanli
sti, M. Antonio resliLià loro privilegi an- ì luoghi di Palestina, delle navi cristiane
tichi e donò parecchie isole. R.odi si man- dagli assalti de'turchie de'pirati, venen-
tenue con lustro ancora sotto gl'impera- do protetti e soccorsi dai Papi. Come au-
ROD ROD 91
Cora Teroica difesq fatta contro Maomet- non sia stato ripieno di cadaveri. I can-
to II conquistatore dell'impero orientale, noni, le cui palle pesavano sino a 1,1 00
per essersi i cavalieri diRodi ricusati al tri* libbre, le mine, le contromine, gli scavi,
butoche pretendeva impor loro nel i48oj il gladio, l'incendio, tutte le armi che di-
quindi la presa che nel i Sii ne fece So- struggono, lultociò che è micidiale, fu
limano II,altro imperatore de' turchi, do- messo in opera ne'due assedii di Rodi;
po avere i cavalieri sostenuto uno de'piti quando rimembrasi che tutte le nazioni
memorabili assedii,con sommo coraggio, d'Europa erano rappresentate in quella
mirabile valore e intrepidezza. I cavalieri gloriosa lotta, si tiene fisso lo sguardo su
di tutte le lingue si coprirono di gloria; quelle mura, come sopra le piìi belle pa-
quelli della liogua italiana sotto gli oc- gine della storia moderna. Pare che il cie-
chi del gran maestro fecero prodigi di o- lo abbia fatto quell'isola per essere un po-
roismo, tutti esponendosi ai più gravi pe- stoavanzato sull'Asia. Se una potenza eu-
ricoli, onde molti ne restarono uccisi. Sul ropea ne fosse padrona, avrebbe ad un
bastione britanno, quasi centro dell'op- tempo la chiave dell'Arcipelago, della
posizione, gl'inglesi sostennero la causa Grecia, di Smirne,dei Dardanelli, delma-

> della cristianità contro la mezzaluna, ed


alla loro sinistra pugnavano i tedeschi eoo
re d'Egitto e del mare di Siria. Io non
conosco al mondo, né una più bella po-
un ardire da leoni. La flotta turca rima- sizione militare marittima, né un più se-
se gran parte dell'estate in quel golfo e reno cielo, né una terra più ferace e più
nella baia di Marmorizza, donde diresse ridente. I turchi v'impressero quel carat-
le sue operazioni. Questa ultima colonia tere d'inazione e d'indolenza che li ac-
^7 cristiana in Asia, conseguenza delle cro- compagna dovunque. " Dopo la perdila
1^ ciate, ritenuta la chiave d'Asia, Solima- di Rodi, andando l'ordine gerosoliiuila-
no II fece ogni sforzo per conquistarla, no errante per mare e per terra, condu-
™r poiché essendo in possesso de'cavalieri cendo seco numeroso stuolo di quegl' i-
B gerosolimitanijSempre poteva temereche solani che non vollero rimanere soggetti
nonsiformasseinoccidentequalchegrau- ai turchi, vestivano a lutto e veleggiava-
de spedizione pel ricupero óeWa Palesti- no in galere coperte di nere gramaglie.
na (F.) e della Siria , ed anche per la Delusi nella speranza di riconquistare Ro-
conquista dell'Egitto ch'era stato riunito di, anzi ricusandola perchè oflbrta dai tur-
all'impero ottomano. Ma tutto ripeto de- chi colla condizione di non essere soggetti
scrissi con diffusione al citalo articolo, in all'Egitto, per le fervide istanze di Cle-
una alla capitolazione onorevole, ingres- mente VII, nel i53o ottennero da Carlo
so diSolimano II in Rodi nel giorno di V l'isola di Malta (/^.), per cui l'ordine
Natale i522, partenza del gran maestro, o religione, il gran maestro, cavalieri ge-
i

cavalieri e arcivescovo di Rodi, e ripor- rosolimitani, non più di [iodi, ma di iMid-


tando gl'istorici che celebrarono l'infor- la chiamarono. Tra le condizioni con-
si

tunio dello scudo e kaslione della repub- venale, vi furono quelle, che la nomina

blica cristiana, come veniva chiamata de'vescovi di Malta restasse di padrona-


Pvodi, e le prodigiose imprese de'prodi to de're di Sicilia, da scegliersi però da
cavalieri ridotti alle proprie forze in di- 3 cavalieri proposti dall'ordine, e che se
fenderla. Seri veChateaubriand nell'/^/'/ze- Rodi si fosse ricuperala, ivi si dovrebbe
rario da Parigi a Gerusalemme:» Quan- ristabilire la residenza principale dell'or-
te battaglie si diedero intorno ai bastioni dine gerosolimitano, tanto benemerito del
di Francia e d'Inghilterra, Spagna e di cristianesimojquindi Malta divenne forte
d'ItalialNon avvi pietrache non sia stata baluardo di esso,e itmtilmenteSolimanu
insanguinata, non una trincea o fosso che 11 la fece assediare con formidabili forze,
9» ROD ROD
lìnchè nel i
798 cadde in potere deTran* Oricns cliristìanus t. i, p. 924 e seg.; e
cesi, e nel 1800 degl'inglesi che tuttora v\^\V Istoria della sagra religione di Mal-
la dominano, essendo Roma principale ta l. 2, p. 597. Le sedi sulfraganee, ed in-
residenza del magistero dell'ordine gero- sieme isole, Rodi fu-
dell'arcivescovo di
solimitano. Per singolnr coincidenza è da rono Carpato oScarpanto, Stanchio,Sa-
rimarcarsi che nel i84( e 184^ la baia moSj Scio, Naxia, Santorino, le quali in
di Marmorizza (celebre per l'adiacente seguito divennero arcivescovati onorari,
suo paese, che racchiude quelle magnifi- Melo, Siphanus seu Piscina, Delo, Tera-
che cave di marmo, che si adoprò pei co- sia, Tine, Larosa, Stampalia e Nicouri
lossali edifìci della Caria e altre parti) già Icaria. Dice Comraniiville, che dopo il
stazione della flotta turca di Solimano II 1 522 solo vi restarono gli arcivescovi gre-
contro i cristiani, in detti anni le flotte ci, una parte dell' isola ebbe per
e che poi
inglese e austriaca vi furono in stazione metropolitano un Enepiaki, l'altro chia-
per la canservazionedeli'impero ottoma- malo Slaropigiaki era immediatamente
no che stava per sciogliersi, onde serbare soggetto al patriarcato di Costantinopo-
l'equilibrio politico d' Europa; equegli li. Il p. Le Quien t. 3, p. io5oeseg. ci
stessi inglesi e tedeschi che furono assaliti dà la serie di c) arcivescovi latini. Il i."
da'lurchi nella difesa di Rodi, si prepara- fu U\ Guido greco e domenicano, vescovo
rono a pugnare per la sua conservazione o arcivescovo nel 1 238. Del 2.° s'ignora il
nel dominio ottomano. nome e fiorì nel i 336, cui scrisse Rene-
La fede cristiana vuoisi predicala in detto XII per suscitare la sagra milizia
Bodi dall'apostolos. Paolo nel breve sog- de'cavalieri di Rodi contro gl'infedeli, ed
giorno che vi fece proveniente da Mileto ancheClemente VljChe nel 345 fece duce 1

cdaCoo,perandarea Pataro. Senza dub- de'crociati il delfino Umberto.il 3.*'egual-


l)io l'apostolo, ardente sempre per la pro- mente anonimoearcivescovo Colossensis^
pagazione del vangelo, vi avrà negl* iso- al quale scrissero nel 353 Innocenzo VI 1

lani seminato que'germi della parola di per difendere cristiani da'lurchi, ed Ur-
i

D\Oj che poi fecondarono con mirabile bano V nel r 363. Guglielmo tra slato iVif-
sviluppo, massime dopo che vi si recò l'en- seriensi ad Colossensem arcivescovo nel
comiato ordine gerosolimitano. Nel I II se- i365. Giovanni Fardina domenicano fu
colo vi fu eretta la sede vescovile, poi sot- fallo da Urbano V nel 1370 arci vescovo di
to il patriarcato di Costantinopoli. Il 1° Colossi nell'isola di Rodi. Matteo da Em-
vescovo greco di Rodi fu s. Eufranone ,
poli domenicano, verso il 396 Bonifacio 1

che condannò gli encratiti ; gli successe IK lo nominò arcivescovodiRodi. Andrea


Fotino, contemporaneo di s. Clemente domenicano greco arcivescovo Colossense
martire e vescovo d'Ancira. Nel IV secolo e metropolitano dell'isola di Rodi, negli
Rodi diventò la metropoli della i.* pro- atti del conciliodi Basilea cognominato de
vincia ecclesiastica delle Cicladi, e vi se- Petra, dottissimo ed erudito, per cui fi-

dettero vescovi e arcivescovi greci e la- gurò nel conciliodi Costanza ed in quel-
tini, i quali talvolta furono chiamati col lo di Firenze; il i.° l'inviò con altri am-
nome di Colos'^o o Colossiani\ dal famoso basciatori per costringere alla rinunzia il

Colossoin Piodi consagiato al Sole, come falsoBenedetto XIII, mentre Martino V


rileva anche il Terzi, Siria sagra p. ^i3. ed Eugenio IV l'inviarono in Costanti-
Non si deve quindi confondere con Colossi nopoli, per l'unione della chiesa greca al-
("Z^.^, sede arcivescovile nella Frigia Paca- la latina; ed il 2.° lo adoperò ancora per
ziana. La serie de' vescovi e arcivescovi quella degli armeni e giacobiti. Leonar-
greci, fino ad Ignazio che ne occupava la do de'mìnori era arcivescovo nel i5o6,
sede nel 1720, si trova nel p. LeQuien, promosso da Giulio II, in tempo del qua-
ROD ROD 93
le Rodi Solimano IT, ed egli
fu presa ila lezione del re Clodoveo IT, e della regina
seguì cavalieri. Per sua morte Clemente
i s. Balilde; Childerjco re d'Austrasia con-
VII nel i529 nominò Marco Callaneo fermò il nuovo stabilimento con un di-
domenicano genovese, dotto e facondo ploma, e donò una terra ai religiosi. Do-
predicatore: in Bologna nella coronazione po aver governalo per 3o anni il mona-
fatta nel i53o da Clemente VII dell'im- stero, s. Rodingo volle gli si desse un suc-

peratore Carlo V, nel pontificale cantò il cessore, e poi si ritirò in una piccola so-
vangelo in greco, indi fu consagrato ar- li tudine,donde non usciva altro che la do-

civescovo nella slessa città, e morì in Ge- menica, e quando la sua presenza era as-
nova nel 546. Divenuto Rodi untitelo
1 solutamente necessaria ai bisogni della
arcivescovile inpartibus, la s. Seóe gli at- comunità. Morìai 17 settembre verso il

tribuì titoli vescovili in parlibus di Car-


i 680, d'anni 86 circa; fu sepolto nell'ab-

palo, Leto o LeroSy Melos o 3] ilo, Lori- bazia di Beaulieu, ed è nominato nel mar-
ma , ParoSj SamoSy Tine.JHeì vol.XLII, tirologio gallicano ed in quello de'bene-
p. 87 dissi come Pio VI uni la chiesa ar- dettini.

civescovile di Rodi ili parli bus a quella RODIOPOLI. Sede vescovile della
di Malta, con titolo al vescovo di arci- provincia di Licia, nella diocesi ed esar-
vescovo di Rodi, con l'uso de! pallio e al- calo d'Asia, sotto la metropoli di Mira,
tre onorificenze. Al presente è arcivesco- eretta nel V secolo. Rodiopoli fu anche
vo di Rodi e vescovo di Malta mg.^ Pu- delta Eliodia, come antica colonia de'ro-
blio M.^ de'conti Sant di Malta, dal re- dii. Uno de'suoi vescovi, e hiamato Nicola,
gnante Pio IX il i.° ottobre 1847 dato sottoscrisse la relozione del concilio di Co-
per coadiutore con futura successione al stantinopoli al patriarca Giovanni, e con-
predecessore che nominai a Malta, col tro Severoe gli altri eretici. Or/eA25c/ir.t.T,

titolo vescovile in paHibiis ò\Laranda. p. 99'x. Rodiopoli, Rhodiopolilan, al pre-

RODliNGO (s.),i.° abbate di Reaulieu senteè un titolo vescovile/«ptìfr//Z>H5,sotto

in Argonna. Nacque in Irlanda, abbrac- l'arcivescovo ^uve in parti bus dì Mira, che
ciò lo stato monastico, e ricevette il sa- conferisce la s. Sede. Per ultimo vi furo-

cerdozio: alcuni dicono che fu consagra- no nominati, per morte di Francesco Fra-
to vescovo, ma questa opinione non pare cker di Sierstorpff, da Leone XII nel 828 1

fondata. Ritiratosi nel monastero di Tho- Giuseppe Vito Burg di Costanza per au-
ley, nella diocesi di Treveri, vi divenne siliare all'arcivescovo di Fribuigo, colla
l'esemplare dei fratelli; ma trovandosi ritenzione del decanato di questa metro-
troppo disturbatodalle visite diquelliche politana;daGregorioXVI nel 1 83*2, Sta-

venivano a consultarlo da ogni parte, se nislao Tomba, trasferendolo da Forlì, e


ne partì con alcuni religiosi, per trovare per sua mòrte nel 1840 Andrea Raess
un luogo più solitario. Passò due anni d'Argentina, canonico di quella cattedrale
presso s. Paolo vescovo di Verdun, e for- e coadiutore del vescovo di Treveri. Es-
mò quindi il disegno di stabilirsi nella fo- sendo morto ancora questi, Gregorio XVI
resta di Argonna ; ma non permes-
gli fu a'i5 gennaio 844 conferì il titolo all'o»
1

so da quello al quale apparteneva. Dopo dierno mg.^ Taddeo Lubienski della dio-
aver fatto un viaggio a Roma co'suoi di- cesi di Premislia, fatto già da Leone XII
scépoli, tornato in Francia, ottenne la per- prelato domestico, uditore generale di
missione di porre la sua dimora nella det- Cracovia, qual sufiìaganeo del vescovo di
ta foresta, ed fondamenta del-
ivi gettò le W^ladislavia. Vi fu altra sede vescovile di
l'abbazia di Beaulieu.La nuova comunità Rodiopoli e Rodopoli, nella Lazica esar-
divenne ben presto celebre e numerosa. cato di Ponto, eretta nel IX secolo sotto
11 santo foudalore fu onorato della prò- Trebisonda.
91 noD ROD

UODOPE. Provincia ecclesiàslica nel - ligìoso della IMercede, insigne teologo, ec-
la Tracia, siltiata Ira i fiumi Nesto e IMe- cellenteoratore. Divenuto vescovodi Pa-
)ane, e confiuanle al nord col Monte Ro« lencia, fu spedito and)ascialore a Grcgo-
tlope che leda il nome. Aveva TrajanO' rio XI, indi a' 18 o 28 settembre 1878
poli j)er metropoli, ma dislruUa qnesta Urbano VI lo erto cardinale, e poco do-
cillìi, la dignità melropolilana fu Irasfe- po mori. Conlelori e Aubery non lo no-
rila a Mano ne a. verano tra'cardiufdi, così Novaes.
PiODOSTO.Sede vescovile delia pro- RODT (de) Francesco Corrado Ca-
vincia ecclesiastica d'Europa, sotto la me- simiro, Cardinale. Nacque nobilmente
tropoli d'Eraclea, eretta nel V secolo^ e in Mariemburg o Marispurgo nella Ger-

chiamala anco Hudislo e Redaestus. Il i mania, nel 1726 fu eletto canonico del-
vescovo greco fu Giovanni che interven- lacattedrale d'Augusta, indi nel 1741
ne al 7.° concilio generale, rOnWzj dir. colla dignità di decano, che dovè rinun-
riportandone successori nel
i 1.
1 , p. i 128; ziare per attendere ai pubblici aflàri ad-
nel t. 3,
p, 975 parla di due vescovi lati- dossatigli dalla corte e dal proprio vesco-
ni,Enrico carmelitano del 1295, ed Elia vo. Benedetto XIV nel i 744 'o fece pre-
carmelitano morto verso il i/\io.ti\ pre- posto di Costanza, il cui capitolo a pieni
sente llodosto è città della Turchia eu- voti nel 1700 lo designò vescovo e suc-
ropea in Romelia, sangiaccato 327 leghe cessore al defunto zio materno Casimiro
da Costantinopoli, capoluogo di giurisdi- Sickingen. L'imperatrice M." Teresa l'e-

zione, sul mare di Marmara, in cui ha u- levò a principe dell'impero, direttore del
na rada eccellente. È grande e cinta da circolodi Svezia, signore delle celebri ab-
mura merlale e fiancheggiate da torri, bazie di Reichenau e di Oeninga di s. Be-
con belle vie e buoni edifizi, ed ospizio nedetto, ed a sua istanza e dell'impera-
pei poveri viaggiatori. Con bella strada tore Francesco I,a' 5 aprile 1756 Bene-
comunica con Adrianopoli. Vi sono greci, detto XIV lo creò cardinale prete di s. Ma-
armeni ed ebrei: russi la presero nel
i ria delPopolo.Fu annoverato congre-
alle
1829 a'23 agosto. Della missione Ialina gazioni di propaganda dell'immu-
/zV/e,

di Rodoslo parlai nel vol.XVIlI,p. 109. nità, vescovi e regolari, indulgenze esa-
RODRlGUEZoRODERICOCoNSAL- gre reliquie; protettore della confrater-
vo, Cardinale. Da alcuni creduto de'no- nita del ss. Sagramento e s. Monica, eret-
bilissimi Anguilla Hinojosa, nacque nel ta nel suo titolo, bali e protettore dell'or-
regno di Castiglia, e da giovane fu fallo dine gerosolimitano, al dire di R.odolà che
canonico di Biu'gos, e ne divenne arcive- gli dedicò il t. 2.° dell'opera sul Rito gre
scovo dopo essere slato vescovo di Cuen- co in /f^//Vz, celebrandolo per virtù, in-
ca. Traslalo alla metropolitana di Tole- gegno, dottrina, eloquenza e altre prero-
do, Bonifacio Vili a'4 dicembre 1298 lo gative, come della nobilissima famiglia
creò cardinale vescovo d'Albano. Ma nel da cui discendeva. Si trovò presente al
portarsi a Roma a prenderne le insegne, conclave perClementeXl li, e dopo Sgior-
vi lasciò la vita dopo circa un anno nel ni si concluse l'elezione: non intervenne

1299, e rimase sepolto nella basilica Li- a quelli per Clemente XIV e Pio VI. Mo-
beriana, presso la porta laterale vicino rì in Mariembuig o Marispurgo a' 16 ot-

alla tribuna, dove si vede eretto a suo o- tobre 1775 alTimprovviso e d'anni 70
nore un monumento ornalo di musaici, non compili, con fama di principe savio,
colla statua del cardinale giacente sopra prudente, a(fabile,d'animo grande, e im-
la tomba, con breve epitaffio. pegnalo pel bene della Chiesa e del pub-
RODR GUEZ Pietro, C^r^/,2^/e.Spa.
1 blico. Ebbe sepoltura nella chiesa parroc-
gnuolo delia nobile famiglia Torres, re- chiale di quel castello, le Notizie di Ro-
ROG ROG 95
ma dicono magnifico mo-
cnllecirale, in Cardinale. Nacque in Mnlmont nel Li-
numento, con onorevole e lungo epilafTio. mosino, della nobilissima casa Beau fort,
ROGAZIA]NO(s.), merlile. D'illustre professò fino da fanciullo nell'ordine dì
casato di Nantes nell'Armorico,toccotla- s. Benedetto nel monastero di Toul. Si
gliesempi e dai discorsi di suo fratello rese commendabile per la scienza delle
minore Donaziano, il quale avendo ri- per la prudenza e destrezza con
scritture,
cevuto il battesimo, menava vita esem- cui maneggiò più ardui affari, come di-
i

plare e travagliava alla conversione de- mostrò nel comporre la grave lite fra il
gl'infedeli, si decise aneli 'egli di abbrac- conled'Armagnac e il visconte di Turen-
ciare il cristianesimo. Per l'assenza del ne, sebbene altri col Baluzio ciò con più
vescovo, ch'era fuggito per la persecuzio- probabilità altribuiscanoal cardinalBes-
ne, non potè ricevere il battesimo; ma sa. Elello vescovo di Toni, ma non con-
Io ricevette però nel suo sangue. Giunto sagrato, il fratello Clemente VI, dopo la
."
il prefetto a Nantes per eseguire gli or- sua esaltazione, pel i lo creò cardinale
dini dell'imperatore MassimianoErculeo, prete di s.Lorenzo in Damaso a'20 di-
che prescrivevano di mettere a morte tut- cembre I Z^i. Nella morte di tal Papa fu
ti che ricusassero di adorare Giove
quelli al conclave d'Innocenzo VI, ed in quello
ed A pollo, gli furono presentati due fra- i per Urbano V per la reputazione che go-
telli Donaziano ePvogaziano, quali con- i deva, de'2 I cardinali elettori 1 5 gli die-

fessarono generosamente la fede, in onta dero il voto pel pontificato, ma con eter-
alle lusinghe e alle minacele che adope- na gloria del suo nome lo ricusò gene-
rò per smuovere la loro costanza. Per- rosamente. Morì decrepilo o in età avan-
ciò furono cacciali in prigione caiichi di zata, tutto dedito alla pietà, inodore di
catene, ove passarono la notte intera in santità e specchio di tutte le virtù, nel
orazione. Udì appresso furono ricondotti 1 363,nel monastero di Monte Olivo nel-
dinanzi al prefetto, e quivi dichiarando la diocesi di Carcassona, perdendo con
d'essere pronti a lutto soffrire perii no- esso la chiesa romana un valido soste-
me di Gesù Cristo, furono stesi sul ca- gno. Trasferilo nella diocesi di Limoges,
valleltoj poi feriti nella testa con lancie, ebbe sepoltura nella chiesa di s. Germa-
indi decapitati. Il avvenne
loro martirio no di Mazzarè, dove avea fondato una
verso l'anno 287, non nel 3o3 e durante collegiata di canonici, in elegante avello
la grande persecuzione, come alcuni han- di metallo, colla sua statua scolpita in
no pensato. Furono sepolti loro corpi i marmo. Per quanto dissi nel vol.XXXlI,
vicino al sito dove aveano sofferto, e po- p. 284, pare che il nipote Gregorio XI
scia i cristiani eressero ad essi una tom- facesse porre il di lui stemma nel taber-
ba, appiè della quale vescovi di Nanles
i nacolo o ciborio che racchiude le Teste
si scelsero la loro sepoltura. Verso la fi- de ss. Pietro e P^o/o (^.), nell'arcibasi-

ne del V secolo fu edificala nello stesso licaLaleranensejSebbenefossegià morto.


luogo una chiesa, e nel i 45» Alberto ve- 1
ROGER MONSTRIO Pietro, Cardi-
scovo d'Ostia trasportòla reliquie dei due nale. V. Gregorio XI Papa.
martiri nella cattedrale di Nantes, dove ROGERIO (beato). Entrato nell'or-
ancora si conservano, celebrandosi la lo- dine de'cisterciensi a Loroy nel Berry, di-
ro festa ai 24 di maggio. venne in seguito abbate d'Elan, presso a
ROGAZIONI. ^.Litanie minoridel- Rhetel nella Sciampagna, e morì verso
i-E RoGAzioNF, e Processione. l'anno 1 17.5. Nella chiesa dell'abbazia di
ROGER Pietro, Cardinale. V. Cle- Elan avvi una cappella intitolataalb.Ro-
mente VI Papa. gerio, ove si custodiscono le sue reliquie,
ROGER MONSTRIO Ugo o Ugoi«e, ed ivi si onora ai 1 3 di febbraio, ma sen-
9^'> noG ROH
zn ofTìcio, cììcerulosi soltanto la messo. Ln Renecfi le nozze di Luigi XV, che avca
sua viln èsinta scritta da im monaco d'E- cresimato, colla figlia del re di Polonia,
lan, e nel calendario di Cistello stampa- nella quale occasione pronunziò \\n ra-
to a Dijon trovasi nominato a'4 (^> g^^"' gionamento così proprio e conveniente,
naio. che meritò stamparsi nella Storia (V Al-
ROGERO (s.), religioso francescano. sazia. Fece acquisto dell'insigne bdjlio-
Fu discepolo di s.
Francesco d'Asisi che lo teca Thuanea, che comprò da Menars pre- I
accolse nel suo ordine nel 1 2 6, e poi Io 1 sidente del senato di Parigi, e collocò nel
mandò in Ispagna, benché fosse semplice palazzo già de'principi di Guisa. Dopo
laico, al diredi VVndingo. Animalo dalla essere intervenuto a 4 conclavi, i.° del-
maggior carila e dallo spirito di povertà, l'ordine de'preti, mori in Parigi nel
749, r

fu distinto da Dio col dono della profezia d'anni 75, e fu universalmente compian-
e quello de'miracoli, che Io levargno in to, massime da Luigi XV che disse, e^*e-
grande celebrità dinante la vita e dopo re una vera perdila. Ebbe mollo spirito
la beala sua morte, avvenuta nel i236. e amabilità, un bell'aspetto, modi nobili
A Villafianca nella diocesi d'Astorga co«i- e generosi, il genio d'istruirsi, capacità
servasi ói lui testa, e il rimanente del cor- per gli affiri, qualità tutte che dicrono
po a Todi, ove un oflicio partico-
si dice risalto al fulgore di sua dignità. I lette-
lare in suo onore, approvatoda Gregorio rati e gli artisti trovarono sempre in lui
IX. E' onorato a'5 di marzo dai france- un generoso e intelligente protettore. Ze-
scani, ai quali Benedetto XIV ha per- lante difensore della s. Sede e della bolla-
messo di farne la festa. Unigenitiis conlro giansenisti, ebbe parte'
i

ROHAN (de) Armando Gastone, in tutti gli affari ecclesiastici del suo tem-
Cardinale. Nobile francese de'principi di po. Questo cardinale, di cui sono stam-
Soubise, nacque a Parigi del ramo Gué- pate alcune cose contro l'arcivescovo di
mene; nel 1700 di 25 anni fu fatto con Tours, fu lodalo con elogi storici dall'ac-
dispensa apostolica coadiutore del cardi- cademia francese, da quella delle belle
nal Furslemberg vescovo d'Argentina o lettere, alle quali era annoverato, e dal
Strasburgo , ove era canonico, il quale Giornalista fiorentino t. 6, par. 3, p. 1 86.
lo consagrò vescovo di Tiberiade o Ce- ROHAN (de) ABMAiVDOjCrtr^mrt/e.Dei
sarea in partibiis in Parigi, e nel 1
704 per principi Soubise, nacque a Parigi da ce-
sua morte gli successe. Indi fu arricqhito lebre famiglia, nipote al precedente car-
di 4 pingui abbazie, e ad istanza del re di dinale. Riportata la laurea dottorale nel-
Francia a'3o gennaio 1 713 Clemente XI l'università di Sorbona, poi ne fu eletto
lo creò cardinale prete della ss. Trinità rettore. Dedicatosi alla vita ecclesiastica,
al Monte Pincio, ascrivendolo alle con- nel 174^ ottenne da Benedetto XIV il

gregazioni di propaganda, de'rili,del con* titolo di vescovo di To\emQ,\AQ in parli-


cilio e altre, colla prolettoiia di s. Clau- bus e la coadiutoria allo zio vescovo di
dio de'Borgognoni. Molli furono i mo- Strasburgo, della quale era canonico, cui
numenti che lasciò nella sua diocesi, di Luigi XV aggiunse la dignità di grande
principe generoso e di sollecito pastore. elemosiniere. Quindi ad istanza di Giaco-
Risarcì ed accrebbe a suespese parecchie mo 111 re cattolico d'Inghilterra, il detto
chiese e confermò gli statuti del capitolo Papa IO aprile 174? lo creò cardinale
a'
di sua cattedrale. Luigi XIV nel detto prete, senza titolo per non essersi portato
anno Io fece grande elemosiniere, e com- a Roma: per distinguersi dallo zio prese
mendatore dell'ordine dello Spirilo san- il nome di cardinal de Soubise. Per sos-
to: ilcardinale fu ammesso a tutti gli af- tenere con decoro la dignità gli furono
fari della Chiesa nel fine del suo regno. conferite l'abbazie di Ventadour e di Casa
ROiI RO il
97
di Dio, insieme alTorciine. dello Spirito le col suo lusso: la sua casa divenne il

santo. Una sollecita morie interruppe nel convegno dell'alta società di Vienna e il

1736 a'-xS giugno in Saveine, già delizia lealro'di feste brillanti, che presto fini-
dello zio, il corso delle sue transitorie feli- rono per impotenza, dovendo contrarre
cità, nella florida età di 89 anni, ed ebbe nuovi debiti. Sparlando di M.^ Teresa
sepoltura nella chiesa maggiore di quel perchè avea tolto le franchigie, di cui si
castello. Fu di temperamento mite e dol- abusavano suoi famigliari che non pa-
i

ce, alTabile con ogni sorta di persone, in- gava, né risparmiando la figlia M.^ An-
clinato alla munilìcenza, e mecenate dei tonietta delfina di Francia, questa con-
dotti e de'letterati. Era uno de* 4o del- cepì contro di lui avversione. Morto Lui-
l' accademia francese. gi XV edivenuto re Luigi XVI già delfino,
ROMAN (de) Luigi Costantino, Car- Rohan fu richiamato per diversi motivi,
dinale.'Deì ramo di Gue'mené, cugino del anche disonorevoli, e riprovevoli a un ec-
precedente cardinale, e fratello dell'arci- clesiastico. Alla corte fu accolto brusca-
vescovo di Reims che consagrò Luigi XV, mente, però per l'eminente credito di sua
nacque a Parigi a'24 marzo 1697. Fu illustre famiglia, venne fatto grande ele-

dapprima cavaliere di Malta, e fatto ca- mosiniere di Francia, abbate di s. Naast,


pitano di vascello nel 1720; ma in se- beneficio con 3oo,ooo lire di rendita, prov-
guito avendo abbracciato lo stato eccle- veditore di Sorbona ed amministratore
siastico, ottenne un canonicato di Stra- dell'ospedale Quindice- venti. Malgrado
sburgo e fu designato coadiutore di tal la poca stima che avea di lui,pegrin-
si

sede nel 1730, ma per allora non ebbe trighi del suo confidente ab. Georgel, au-
effetto. Bensì divenne i.° elemosiniere del tore delle Memorie oltraggiose a M.** An-
re, abbate Epvre. Alla
di Lire, e poi di s. tonietta, riuscì d'impegnare Stanislao già
morte del cardinal cugino nel 756 Be- i re di Polonia a fare istanza a Pio VI pel
nedetto XI VlopreconizzòvescovodiSlra- cardinalato, ed Papa male informato
il

sbuigo, poscia Clemente XIII a'23 no- di fatto il i.° giugno 1778 lo creò cardi-
vembre 1761 locreòcardinale prete,sen- nale prete, senza chiesa titolare, non a-
za titolo perchè mai si recò in Roma. Lo- vendo fatto il viaggio di Roma, indi nel
dato per belle qualità, morì in Parigi a- seguente anno pervenne all'elfeltività del

gli I I marzo 1779, d'^^^"^' ^2« vescovato. Intanto le sublimi dignità noa
ROHAN (de) Lodovico Renato E- avendolo reso migliore, la sua casa, non
DOARDO, Cardinale. Dalla sua principe- certamente edificante, era aperta a lutti
sca prosapia vide la luce in Parigi a' 2.5 i raggiratori, ammettendo alla sua inti-

settembre 1784, e destinato a servire la ma confidenza l'avventuriera La Motte,


Chiesa, fu fatto vescovodi Canopo in par- e il famoso Cagliostro, di cui parlai nel
tibiiSj poi coadiutore dello zio cardinal voi. XLVl, p. 192. Un pensiero solo lo
Luigi vescovo di Strasburgo. Dotato di preoccupava, ed era di ricuperarla gra-
bel sembiante, di spiriti pronti, con su- zia della regina M.' Antonietta, che viep-
perficiale istruzione, ma la sua propen- più si offendeva per le indiscrete dimo-
sione pei piaceri e per lo spendere lo e- strazioni, che nella passione il cardinale
spose a commettere molti falli. Diventò faceva. Di soppiatto s'introdusse a Tria-
nel 1772 per le sue sollecitazioni amba- non,ove la regina avea dato una magni-
sciatore di Vienna, facendo mostra di ri- fica festa al granduca: questo incidente
pugnarvi comechè discendente da casa so- fu il preludio del famigerato affare della
vrana, forse anche per doversi indebita- collana. La Motte e Cagliostro s'impe-
re per più d'un milione di lire. Ricevu- gnarono di riavvicinarlo alla regina, e gli
to freddamente, volle abbagliare la cor- fecero credere che corrispondesse al suo
VOL. Lvin. 7
V

9» RO li ROII
carteggio, per cui assunse di comprare in te, ad onta di quanto ne'dibatlimenli si

suo nome da Doelimer gioielliere di cerio, venisse a conoscere di sua vita privala, e
la famosa collana di hrillonli che la re- Io assolse, in preludio di quanto poi do-
gina avea ricusato d'acquistare un anno vea fare contro la dignità regia. Le Me- '

prima. Si stipulò per prezzo un milione wo/'/edell'ab. Georgel contengono la con-


e 600,000 lire a 4 •'«'^te semestrali, con fessione de'raggiri che produssero tale ri-
contratto postillalo, ap[)rovato e sollo- sultato, tulio scandaloso e ollraggiante
scrilto da M/ Antonietta, da Refaux di la regina, vittima di tante cabale e ingiu-
Villette falsificatore del suo carattere e stizie. Di questo funesto avvenimento, che
scritlore di delle lellere. Ricevuta la col- si può considerare il i.** giorno della ri-

lana, il cardinale la die a La Motte, sup- voluzione, Irallai ne' voi. X, p. 27, XV,
posta intermediaria della regina, e l'im- p. 2 1 1, XX li, p. 78 e 79, LI V, p. 5o. 1

postora con consumala scroccheria Io as* Ivi narrai il dolore che ne provò Pio V I,
sicuròch'era stata gradita. In veceLaMot* come esso e il clero di Francia altanienle
te e Cagliostro scassarono la collana, e reclamarono contro scelli giudici laici, i

mandarono a vendere i brillanti in In- per cui il Papa in concistoro sospese il


ghilterra, mentre il cardinale inutilmen- cardinale dal godimento delle preroga-
te aspettava di giorno in giorno l'effetto tive del cardinalato, per aver voluto farsi
delle promesse falle dalla pretesa confi- giudicare da un tribunale incompetente.
dente della regina. Giunto il i.° agosto Come il re, dopo che il parlamento di-
1785, epoca del 1.° pagamento, e Boeh- chiarò innocente il cardinale, rilegò que-
mer non ricevendolo, sollecitò il cardina- sti nell'abbazia di Chaize-Dieu, toglien-
le perchè si éffeltuasse, che ricusandosi, dogli la carica di grande elemosiniere e la
fu costretto il gioielliere di scriverne alla decorazione dello Spirito santo. Come il

regina per ricordarle gì' impegni stipu- cardinale pel suoprocuratoresi giustificò
lali. La regina credette alienato Boehmer in concistoro, onde fu reintegrato della
per domanda, ma presto questi la
siffatta sospesa dignità e diritti inerenti. Da quel
disingannò. Tutto fu scoperto: mentre il momento parve che vivesse in una ma-
cardinale era il 1 5 agosto a corte vestito niera alquanto pili conforme alla decen-
in pontificale per la messa, il re alla pre- za episcopale e cardinalizia; pensò a pa-
senza della regina nel suo gabinetto chia- gare con assegnare ai creditori
i debili,
mò il cardinale, e gli domandò con bontà parte di sue rendite.La bontà del re gli
spiegazioni; dalle quali limpidamente ri- permise presto di recarsi in luogo di esi-
sultarono r innocenza della regina, e la lio più giadevole, nell'abbazia di Mar-
trama da cui era slato giuocato il cardi- montier, e di tornare nella sua diocesi.
nale, che confondendosi e cambiandosi A dispetto della corte fu eletto e dopo e-
di colore, il re ne ordinò l'arresto, benché quivoco contegno accettò di essere depu-
vestito co'sagri paramenti, e fu condotto tato nell'assemblea del clero del baliaggio
alla Bastiglia, riuscendogli di far sapere d'Hagueneau, venendo riguardato da'ne-
all'ab. Georgel di bruciar il carteggio con mici del trono,come uomo che avea do-
La Molte e fu ubbidito. Questo fatto pel vuto gemere troppo lungo tempo sotto la
complesso delle circostanze divenne assai spada del dispotismo ! I fautori della ri-
eclatante, e fu rimesso l'affare al parla- voluzione speravano che lo spirito di ven-
mento, per premure dello stesso Rohan, detta l'avrebbe collocalo nel loro parti-
che lo scelse a giudicarlo. 11 parlamento to, anche per aver rannodalo le sue re-
concluse,che il cardinaleera stalo solenne- lazioni co'fìlosofi dell'accademia, e pre-
mente gabbato, e Io confessò lo stesso in- stato il giuramento civico. Ma quando i

colpato; si mostrò con lui assai indulgen- decreti contro il clero ridussero all'indi-
ROII ROFI 99
genza i piti ricchi beneficiati, la voce del- zionarì, considerandolo reo di lesa nazio-
ricondusse il cardinale a quel
l'interesse ne. Egli intanto si fece benedire dagli e-
modo condotta da cui non avrebbe
di migrali e dai preti esiliati, che trovarono
dovuto deviar mai. Si separò dai rivo- sempre in lui un proteltore generoso: il

luzionari, parti dall'assemblea, e si recò suo grado di principe dell'impero, eia si-
nella sua diocesi. In breve fu accusato di tuazione particolare di sua diocesi, gio-
mantener pratiche cogli emigrati, raccol- vavano validamente le sue buone inten-
tisi sulla riva destra del Reno in sua dio- zioni. Egli accolseanche quelli de'quali
cesi, d'intrigare contro la Francia nella avea motivo di dolersi. Privato delle sue
dieta di Ralisbona, e di eccitare il suo grandi rendite, conduceva una vita mo-
greggea disobbedireallenuove leggi. Per- desta e frugale, dedicandosi intieramen-
tanto fu ordinato l'inventariode'suoi be- te al bene della sua diòcesi, ridotta alla
ni immobili, ed a'2g luglio 1790 gli tu sola riva destra del Pieno e fuori di Fran-
intimalo di recarsi al suo posto per dar cia. Pel concordato 1801 si dimise dal
conto di sua condotta. Il cardinale rispo- vescovato, e morì a Ettenhein a' 16 feb-

se con uno scritto giustificante, perchè braio i8o3 , d'anni 69 non compiti, ed
temporaneamente dimorava fuori del ter- ivi restò sepolto. La città di Strasburgo
ritorio francese, ma in un luogo di sua deve al cardinale il monumento eretto
diocesi, e di aver dovuto sostenere le sue alla gloria di Turenna.
prerogative in detta dieta qual principe ROHAN-CHABOT (de) Lodovico
dell'impero, e che i suoi debiti non gli Francesco Augusto, Cardinale.DeWucln
permettevano recarsi a Parigi, dopo la di tal nome, principe di Leone, nacque in
perdila delle rendite che neavea impedi- Parigi a'28 febbraio venendo ili.° mar-
to il pagamento, dimettendosi dalla qua- zo 788. Fornito di eccellenti qualità, si
i

lità di deputato. La dimissione non fu ac- unì in matrimonio con la contessa deSé-
cettata, e la sua lettera diede adito a ri- rent, di famiglia assai antica, la quale in-
flessioni pungenti. Alla promulgazione felicemente presto morì nel 18 19 in Pa-
della Costituzione civile del clero, prote- rigi, in conseguenza del fuoco che si ap-

stò di non volervi aderire e di restar fe- piccò alle sue vesti mentre stava al cam-
dele ai sagri canoni. Da quel tempo in minetto, in un sabbato alle ore 6 pome-
poi divenne soggetto d'accuse continue ridiane, e miseramente terminando di vi-

nel seno dell'assemblea, ricordando gli vere nel dì seguente alle ore 6 antimeri-
antichi suoi falli, e gli abusi commessi sui diane. Tocco da questo gravissimo disa-
beni dell'ospedale da lui amministrato, stro e per la suapiainclinazione,abbrac-
perciò del lutto rovinato. Gli scandali del- ciò lo stato ecclesiastico e con fervore ne
la sua gestione furono quindi messi in esercitò i doveri sacerdotali, sia colla pre-
piena luce. Dal suo lodevole e zelante e- dicazione della paiola di Dio, sia col pre-
sempio in diocesi, per opporsi ai progres- starsi assiduamente al tribunale della pe-
si della rivoluzione, quasi tutto il suo cle- nitenza, sia nel fungere l'uffizio di vica-
ro restò fedele ai suoi doveri, per cui Pio rio generale di Parigi per mg. ^ de Quelen.
VI con brevede'iGaprile 1791 grande- Essendo pari di Francia, Leone XII nel
mente encomiò la sua condotta. Inoltre concistorode*23 giugno 1828 e per nomi-
il cardinale, per combattere la rivoluzio- na di Carlo X
lo preconizzò arcivescovo

ne, come principe dell'impero, fece leve d' Auch, indi in quello de' \5 dicembre
d'uomini Reno, che
sulla riva destra del lo trasferì all'arcivescovato di Besangon.
aumentarono l'armata del principediCon- Pio Vili a'5 luglio i83o lo creò cardi-
dè suo congiunto. Tale contegno del car- nale dell' ordine de' preti, e spedì a re-
dinale «lise in colmo il furore de'rivolu- cargliene la notizia col berrettino rosso
100 ROH ROII
ilconte Carlo Mazzolarli guardia nobile, sona qualunque goda qualche credito ap-
perciò decoralo del cavalli rnlo della le- po il principe. LeoneXI! mi trattava con
gione d'onore; e per ablegalo apostolico molta benevolenza, e il signor duca di
a portargli la berretta nominò mg/ Au- Rohan mi pregò di domandare in tuo no-
gusto de'principi Chigi. Questa promo- uje il cappello sì desiderato. Questa do-
zione forse l'avrebbe eseguila Leone XII, manda premeva pure alla vedova duches-
pel seguente racconto del cav. Artaud ,
sa di Lavai , la quale desiderava veder
Storia di Pio FUI, 1. 1, p. 204, che pel cardinale il un Montmorency.
figlio di
suo interesse e complesso di circostanze Dopo aver prevenuto
il governo di Pa-

trovo opportuno di riportare. « In que- rigi, avventurai l'istanza. Il santo Padre

sto torno il duca di Rohon Chabot, ar- mi rispose con questo verso latijjo: Sunt
civescovo di Besanzone, venne nominato animus^ pitLas, vìrtus, sed deficil aetas,
cardinale: sapevansi in Roma tutte le dif- lo mi tenni vinto, e mandai fedehnente
ficoltà che si affacciarono a Leone XII, la risposta a Parigi. Due mesi di poi ven-
quando parlavasi d'insignir della porpo- ne la cosa passata al cav. di Vaigas (mi-
ra quel prelato. Il Pontefice riconosceva nistro di Spagna): questi promise di oc-
le belle qualità, i meriti, e tutti que* ri- cuparsi della domanda, purché un pari
guardi, che al giovine prelato dovevansi; favore straordinario fosse conceduto alla
ma aggiungeva sempre, che il prelato era sua corte. Il signor di Vargas tuttavia non
troppo giovine. Quando l'abbate di Ro- parlava ancora al Papa intorno a ciò; egli
bau venne in Roma come conclavista del accontentossi di parlarne a me, non om-
cardinal de la Fare (nel 823), egli avea 1 mettendo la sovraespressa condizione. Io
speralo ottenere una grande distinzione. vedea complicarsi raffare,e questo non era
L'ab. Cottret conclavista del cardinale de quello che voleva la corte delle Tuileri es.
Clermonl-Tonnere era sta tonòminato ve- In Parigi desideravasiii favore per la so-
scovo di Carisio inpartihiiSjV ixh.Iiu Pont la Francia. Ma il signor di Vargas era
(ora cardinale, come dissi nel voi. LUI, p. un personaggio sì importante, sì anima-
192, 2 22)2. "conclavista del cardinal de la to, sì utile, siamanlede Borhoni,i>\ pi'on-

Fare, ebbe il vescovato di Samosata in par- toa render servigi, quandogli aveva pro-
tihusj e mg.^ di Rohan voleva qualche co- messi, che io non ho voluto rimanere in-
sa di più, ambiva la porpora. Il cardinal lui, e lo prevenni. Colsi un buon
dietro di
Odescalcbi era uno de'suoi più caldi a- punto per nuovamente introdurre il di-
mici; ma l'affare non potevasi trattare co- scorso col Pontefice sui desiderii del duca:
sì facilmente,come il prelato credeva. Pri- egli sorrise, e mi fece senti re, che apprez-
mamente il Papa si contentava di rispon- za va mia destrezza, ma insieme mi com-
la

dere a chi di ciò lo intratteneva , che la piangeva nel vedermi tentare una nuova
Francia doveva attenersi a'suoì usi, alle insistenza ; e già parevami scorgere su
sue abitudini, e ch'essa non sollecitava certi moti del suo volto animati e un po'
mai ilcappello, se non per un arcivesco- maliziosi, eh' egli mi ripeterebbe le sue
\o o per un vescovo questa risposta non : prime parole. Ma io mi sono ingannato :

soddisfaceva il giovine duca, nei suoi a- fuiono in parte cambiate: Che volete, mi
mici , ne il suo parente duca di Lavai diss' egli, Sunt morcs doctrina^ geniis^
,

(Montmorency ambasciatore di Francia). sed deficit aetas. Il duca di Rohan era na-
In questo mentre l'ambasciatore pertos- to addi 3 I marzo I 788 (le date delle di-
si a Parigi in congedo, e presentò me co- veise Notizie di Roma furono sbagliate,
me incaricato d'affari. Allora succedette ma quanto al giorno credo preferibile
quello che spesso vedesi nelle corti, e par- quella da me riportala), ed io parlava di
ticolarmente quando pare che una per- lui nel 1824. Mi ritirai, ed esattamente
ROH ROH lof
riferii al leale cavaliere spagnuolo la va- cos'i; allora, assunto grave conlegno, dis-

riante ch'erami siala direlta. Ma qui le si a sua Santità. Nulla posso negare di
cose non appena un
finiscono. Trascorso quanto il signor cardinale ha riferito al
mese fassi innanzi una nuova sollecita-
,
beatissimo Padre , cui do ora una prova
zione. Un'amica della nobile e santa Del- convincente, che io distinguo gli affari di
fina (laduchessa d'Angoulénie figlia vir- Lucca da quelli di Francia, col significar-
tuosissima di Luigi XVI e di M.' Anto- gli, che il duca, mio padrone^ mi ha im-
nietta ), di nascita austriaca, inlervieae: posto di chiedere a vostra Santità il cap-
iodoveva parlare nuovamente al santo pello cardinalizio per l'abbate duca diRo-
Padre, ma il vigilante signor di Gennotte han. Il Papa si fe'serio, stelle riflettendo

( I
.° consigliere aulico e di ambasciata, ed per qualche tempo, poi sorridendo , così
agente imperiale della corte di Vienna ) mi disse: Noi abbiamo una immensa pro-
non consentiva a' passi che farebbe una vigione di nomi diversi, che possono van-
suddita del suo sovrano, se non alla con- tare le virtù, le qualità, i meriti, i dirit-

dizione imposta dal signor di Vargas. Sic- ti che può avere mg.*" di Rohan racco-
,

comeera staloconvenuto, cbenuovamen- mandalo da sua altezza reale il duca di


le mi si parlerebbe intorno a questa no- Lucca: tultociò, in buoni dattili ed in buo-
vella sollecitazione, occuparme- prima di ni spondei, è ben ordinato nella nostra

ne, nulla ho operalo perchè non me ne mente, ma il nostro verso finisce sempre
venne più falla parola. Intanto gli amici con questo con questo spondeo
dattilo e
del duca di Rolian, nulla più contando deficit aetas. E che
poi, riflettete, e fate
sui buoni uffici del signor di Vargas e , a ciò riflettano quelli che v'importunano:
non dubitando più d'una formale oppo- la prima volta voi ci avete domandato un

sizione per parte dell' Austria, mi fecero cappello, la seconda due, e questa volta,

venire una diretta missione a ciò dal du- siccome l'Austria è al fatto della cosa, voi
ca di Lucca. Io era suo incaricato d' af- me ne chiedete tre. Leone XII non lascia-
fari, e([uindi mi sono creduto permesso va scorgere, che in sostanza questo rifiuto
di tentare un altro combattimento sotto esprimeva il desiderio d'innalzare invece
la bandiera del frollo santo ( forse per allaporpora il dotto ed eloquente mg.r
quello diesi venerain Lucca). heonalLll Frayssinous. Del resto non mi fu molto
Pontefice amabilissimo, pieno di buongu- difficile l'accertarmi che l'ab. duca di R.o-
sto e di spirito, e che cercava di rendere han, dopo questi dibaltimenli sì instanti
meno grave la fine delle sue udienze, mi e SI ripetuti, era divenuto Cardinale in
fece risovvenire una facezia, che mi sfug- petto; e debbo credere, che aspetta vasi so-
gì un giorno a proposito della mia du- lo di vederlo occupare qualche vescovalo
plice missione d' incaricato di affari di in Francia, perchè tutte le diflìcollLi ve-
Francia e di Lucca. Il rappresentante del- nissero appianate. Leone XII non ebbe
la corte di Carlo X presso il ministero di il tempo di eseguire la sua nobile inten-
Lucca avea desiderato da me alcune in- zione ". Il novello cardinale dalla gioia,
formazioni sopra un affare e sopra una nel declinardello slesso mese di sua esal-
disposizione presunta dal governo lucche- tazione, passò al più grande spavento, per
se, ed io aveva risposto Signore, io non : l'insurrezione ù^Wq tre gloriose giornate^
posso fare simili comunicazioni ad un go- e con pena fuggì da Parigi. Poco dopo
verno straniero. Il cardinal della Soma- morì Pio Vili, onde si recò al conclave
glia avea richiamato al Papa questa ri- e contribuì all'elezione di Gregorio XVI,
sposta, e il santo Padre ne rise con quel- ch'ebbe per lui particolari riguardi e be-
la dolce ed affabile ilarità, che annuncia nevolenza. Nel suo I." concistoro de'28
il buon umore, e mi chiese se la cosa era febbraio 1 83 gl'imposc
1 il cappello cardi-
102 ROL ROM
iializio, e nella stessa malliiia dopo il con- lo creò cardinole prete di s. Stefano al
cisloro de' vescovi, gli npiì In bocca, con- Monte Celìo,e Luigi XI re di Francia l'eb-
ferì il titolo della ss. Trinila al Monte lan- be a confessore. Inleivenne ai conclavi
cio, e gli die l'anello cardinalizio. Indi di Pio 11 e Sisto IV, essendo stalo as-
l'annoverò alle congregazioni cardinalizie sente da quelli di Calisto 111 e Paolo IL
dell'inomunità, di propaganda ^f/e,de*ri- Pieno di meriti e di gloria , passò a mi-
li e della disciplina regolare. Tornato al- glior vita in Auxerre neh 483, lasciando
la sua sede di Besancon , con pastorale crede di sue sostanze la chiesa di Resse.
zelo occupò de'bisogni dell'arcidiocesi,
si Trasferito il corpo in Autun, riioiase se-
edificò tutti con esemplare vita, ma collo polto al manco lato dell'aliare maggio*
da infermità nel fiore della vita fu balzato re della cattedrale con semplice epitaffio.
nella tomba, d'anni 43 non compiti, agli ROMA Giulio , Cardinale. Patrizio
8 febbraio i833 in Besancon, esposto e milanese originario dalla nobilissima ro-
sepolto in quella metropolitana. Si legge mana famiglia Orsini , cotnpilo il corso
nel n.° j 7 del Diario di Roma 1 834, che de'suoi studi nelle università di Pavia e
ivi trovandosi il duca Fernando di Rohan di Perugia, si recò in Roma. Introdotto
Cliabot colla sua nobile famiglia, fecece- all'udienza di Paolo V, fu da questi inter-
lebrare al suo amatissimo cardinal fra- rogato intorno agli studi fatti e alla pro-
tello un convenevole funerale nella detta pria famiglia che con modesta rive-
, al
sua chiesa titolare, pontificando la messa renza rispose essere composta di 16 fra-
nig.r Patrizi (ora cardinale) maggiordo- telli tutti viventi , in uno al genitore di
mo, accompagnata da scelta musica dei nome Paolo Camillo. Questa circostanza
cantori della cappella pontificia. Vi as- fece impressione al Papa , che riuniva ì

sisterono le suore del sagro Cuore del pro- due nomi, il 2.° di battesimo, l'altro del
pinquo monastero, mg.*" arcivescovo Si- pontificato, che compiacendosi del suo
nibaldi presidente dell'accademia eccle- gradevole ed elegante aspetto lo esortò a
siastica, cogli alunni della medesima, e stabilirsi in Roma, con isperanza di mi-
molta nobiltà romana e francese, invita- gliorar fortuna. Però Giulio rispose, che
ta dall'inconsolabile
duca congiunto. dubitava del paterno consenso, per tro-
ROHAN. r, RouEw. varsi già nella corte del cardinal Fede-
ROJAS Francesco, Cardinale. V, rico Borromeo, e per le spese che avreb-
Sandoval. be dovuto incontrare la famiglia gravata
ROLIN Giovanni, Cardinale. Nacque nel suo numero. Nondimeno il Papa re-
inAutun nella Borgogna, arcidiacono del- plicò r invito, e r incaricò di dire al pa-
la patria e priore dis. Marcello, Eugenio dre, ch'era suo piacere lo rimandasse in
IV lo fece vescovo di Chalons,e nel 436 lo 1 Roma. Giunto a Milano e narrato tutto
trasferì a A ulun che governò 46 anni. Pel al genitore, fu da questi subito fallo ri-

buon regolamento di sua diocesi stabilì al- tornare in Roma, ove appena giunto, Pao-
cune sinodali da
costituzioni, e consunta lo V l'annoverò tra gli avvocati conci-
orribile incendio la cattedrale d' Autun, storiali, e per felice incontro gli toccò pe-
la rifabbricò e donò di grossa campana, rorare in pubblico concistoro per la ca-
oltre alcune colonne di metallo ad ornato nonizzazione del cardinal s. Carlo Bor-
dell'altare maggiore, con molte suppel- romeo, lo che eseguì con tanta grazia e
lettili di valore, ed altrettanto fece colla robusta eloquenza, che gli meritò la sti-

chiesa di s. Genoveffa di Parigi a cui com- ma del s. collegio, ed aumentò di concet-


partì larghi donativi. Eresse inoltre in o- to nel Papa, il quale lo nominò avvoca-
iiore della B. Vergine una collegiata di lo di sua casaBorghese, referendario di
1 2 canonici. Nicolò Y a'20 dicembre 44^ 1 segnatura e successivamente governato-
RO xM ROM io3
re (Il Jesi, Orvieto, Camerino e Penigin, voti, per cui avanti pranzo difficilmente
ove essendosi diportato con somma lode senza necessità ammetteva all' udienza.
di prudenza e giustizia, passali appena Nel mercoledì usava astinenza, nel sab-
24 mesi in tali governi, aglii i gennaio baio osservava rigoroso digiuno, conten-
1 62 Io creò cardinale prete di s. Maria
I to di soli legumi erbaggi : negli altri

sopra Minerva. Pochi giorni dopo morto giorni la mensa era semplice e frugale.
il suo munifico benefattore, il successore Detestava l'avarizia e l'impudicizia, di ra-
Gregorio XV nell'istesso anno lo fece ve- do favellando colle donne , che riceveva
scovo di Recanati (F.) e Loreto ^ in dove inmodo da essere veduto da tulli ad :

oltre la celebrazione de'sinodi fu larghis- una donna vana ed avvenente che pre-
simo di benefizi. Abbellì e ornò la cat- murosamente domandò di parlargli le ,

tedrale di Recanali, eresse bellissimo bat- fé' rispondere che se era affare spirituale
listerio di metallo, donò 6 candellieri per mandasse il confessore, se temporale il

l'altare maggiore, edificò un nuovocoro, proprio marito. Coi domestici e famiglia-


e arricchì la sagrestia di nobili e prezio- ri fu padre, vegliando che non mancas-

se suppellettili. Aumentò le rendite del- se loro cosa alcuna, non meno per la sa-

la mensa ampliò l'abitazione


capitolare, lute dell'anima, che pei vantaggi del cor-
vescovile, fondò il monastero di s. Maria po. Dimesso il titolo, nel i645 divenne
per r educazione delle fanciulle, e molto vescovo di Porlo, ove fabbricò l'ospeda-
aiutò le monache di s. Benedetto cadute le, e neh 652 passò al vescovato d'Ostia
in bisogno. Trasferito a Tivoli nel i634 e Vellelri, ove negli 8 mesi che governò
da Urbano Vili, nel seguente anno con fondò il seminario, essendo decano del s.

animo generoso demolì la cattedrale che collegio. Dopo essere intervenuto a 3 con-
minacciava rovina, ne fabbricòaltra nuo- clavi e lasciato eredi nipoti, per sollevari

va e compì neli64i} avendo ancora rin- la famiglia di quanto avea speso per lui,
novato quasi intieramente l'episcopio. E- pieno di meriti morì in Roma neh 652,
difìcò ampio e magnifico seminario, con d'anni 68, e nel giorno e ora medesima
assegno di grosse rendite, applicandogli in cui era nato, ed ebbe sepoltura in mez-
alcuni benefizi semplici e l'entrate del zo alla sontuosa chiesa di s. Carlo al Cor-
soppresso convento di s. Agostino. Con so, sotto splendida lapide e con magni-
autorità apostolica terminò la lite insor- fico elogio. Fu di specchiata integrità di

ta tra la mensa vescovile e la città di Ti- vita, esatto osservatore del digiuno eccle-
voli,per alcuni interessi, concordandola siastico, assiduo nella preghiera, sobrio,
col pagamento di scudi 200 all'anno a continente e grave, troppo austero, e cu-
favore del vescovo. Egualmente compose stode vigilantissimo dell'ecclesiastica di-
i vescovi, e
le differenze tra 1' abbate di sciplina, degno di più lunga vita. L'Ar-
Subiaco che allora era il cardinal Bar- gelati nella Biblioteca degli scrittori mi-
berini, cedendo al medesimo e successo- lanesi^ riporta il catalogo delle sue opere.
ri la giurisdizione spirituale che il vesco- ROMA, Roma, Urbs. Antichissima,
vo di Tivoli aveva sopra i i terre del- nobilissima, celebralissima città d'Italia,
l'abbazia, con obbligo all' abbate di pa- la più magnifica e gloriosa metropoli del-
gare ogni anno alla mensa vescovile 4oo la terra (la chiamarono i vescovi della
scudi. Impiegava la mattina nell'orazio- provincia ecclesiastica di Ravenna, nella
ne mentale e vocale, recitando solo e per lettera a'Ioro diocesani il 5 ottobre 849). 1

lo più genuflesso, con gran fervore e di- Nome famoso e unico, col quale venne in
vozione, r ore canoniche 1' uflìzio della
, ogni tempo e presso ogni nazione appel-
Madonna, quello de'morli, il rosario, cui lata per antonomasia la Citlàj poiché fu
aggiungeva la lettura di libri sagri e di- sempre, sotto i vari suoi aspetti e condì-
io4 ROM ROM
zioiii politico religiose, Regina tìell* Uni- antichi di Vittore li e Nicolò II, intorno
ACi'so. Essa fin dal primo suo nascere fu alla figura della città di Roma sta scritto
nominata Romao Falenlia/i quali nomi Aurea Roma. In altro piombo di Stefa-
sono uno in due lingue, che signi fica for- no X del loSy, che regnò tra due Papi i

za, valore, fortezza: quindi è che tuttora mentovati, si legge Felix


quasi a Roma,
cuore romanOy romano ardimento, roma- imitazione di Teodorico re d'Italia, che
na impresa^ o simili frasi, vagliono come usava simile iscrizione nelle opere pub-
dire, cuore o intrapresa oltre l'usato for- bliche. Il senato romano nelle sue mo-
te, magnanima, generosa così de* son- : nete fece imprimere la figura di Roma
tuosi edilìzi siìoìd'ìvs'i, /4usu Romano. Fva sedente con globo nella destra e colla pal-
lo stuolo immenso de' giusti lodatori di ma nella sinistra, colle lettere all'