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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

PIu'

CELEBRI

SCRITTORI ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE CITTA CATTOLICA, CHIESA VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI,

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA

ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

YOL. LXXIX.

nALLA.

IN VENEZIA TIPOGRAFIA EMILIANA


MbCCCLVI.

La

presente edizione posta sotto


vigenti, per

la

salvaguardia delle leggi

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

TAutore intende godere


relative.

diritto,

DIZIONARIO
DI EHUDIZIONE

ST

OR I CO -ECCLESI ASTICA

TOS
OSCO o DA CASTELLO Guido, Cardinale. Nato di oscuro lignaggio, o illustre cotue voglionoNovaes e altri, e della
famiglia Castelli d
s.

OS

che l'obblig a solennemente rinuniiare il proprio cognome, e ad assumere quello


de'Capoleoni, e corse in proverbio:
ledicta

Ma

Fisla o Felicita, luo-

go

di Civita

sponde del Tevere, nella diocesi Castellana o di Citt di Castello (P'), denominalo sempre Maestro Guido da Castello, sebbene comunemensulle
te

domus Guclfutioriun causa virum maloruni. A tal famiglia appartendell'applaudito

nero Capoleone Guelfucci, autore celebre poema del Rosario. Il De-

gli Effetti nelle

dicesiGuido de Castelli oCastellis: iocpii lo riporlo colla deuoinina/Joue di Tosco,

luoghi co/wicini^ osserva a


Civita Castellana era

Memorie del Soratte e p. 62 e 82, che


prima chiamata Ca-

perch seguo principalmente Cardella.


causa insorta sulla di
lui patria

La

struniFelicitatiSfCome attesta Cencio Ca-

non

fu co-

merario, parlando del censo che pagava


quella citt alla chiesa romana, e tra'iuoghi di sua diocesi
castello di
s.

in vogliono alcuni colla citt di Terni, ma


colla Huniglia Castelli di Terni.

Non man-

nomina Viilerano
:

il

cano lapidi antiche,


in (jualche

le

quali giustincaiio,

Stefano d'Azorio

prese

tal

modo, che appartenesseall'anlifer-

nome da s. Felicissima che


con
s.

fu martirizzata

licapolenlissima famiglia Guelfucci

Graciliano nel luogo detto col no-

nate ossa diCitt diCaslello,famiglia fazionaria molto pi antica de'Fucci, e che do-

me

loro tra Falleri e Civita Castellana,

col trasferimento delle reliquie nella sua

min

IJorgo

s.

Sepolcro per qualche tem-

chiesa

la citt
il

venerandola come patrodi

po. In ><eguilo fu umiliutu dalla


mii^lia Vitelli,

nuova

fu-

na prese

nome

Castrum

FelicittUis^

che da oscuri principii

s'in-

come si
1

legge nella donazione di Lodovico


Il

nalz rapidamente all'apice della gloria.


1

il

Pio.

Gneifmxi erano diparte guelfa e signodi vuri castelli nel territorio TifernHle.

di Castel lo,

Camerario ben distinse Citt con Castrum Felici tatis, co-

ri

me da alcuni
lana,
il

Tanto polo cuuli'o di

essa l'odio de' Vitelli,

si chiama, per Civita Castelche uolui pure u Sutri ; laonde

4
segnai e
il

TOS
si

TOS
deve
as-

Degli Effelli dice che a questa


vescovo intervetiiito

ch'era in Francia,

ma non
il

presso

il

legnlo,

al concilio

incontanente part per Germania. Morto

d'Eugenio I I,e da Ughelli attribuito


l di Castello, cos Celestino
II.

a Cit-

Innocenzo
la

II

neh i43,

cardinale (Inifa

L'origi-

sua legazione,intervenne all'elezione del

ne per cui tanti scrittori fecero questo Papa di Citt di Castello, dichiara derivato dalla sorella monaca che ivi dimorava, e dal possedervi de'beni, mentre era oriundo da Civita Castellana, e s. Pista pi remolo da s. Felicita, che Felicita da Felicissima. La sua arme composta di 3 gigli,

successore e fu egli stesso scelto col


di

nome

Celestino

II

(F.).

TOSCO o TOSCHI o TUSCODomeNico, Cardinale. Nato in Caslellanaro o

Castel Arano, luogo presso P\eggio

na, da poveri genitori, fu dal padre

diModeman-

dalo a Pioma sotto

la

cura e direzione del-

che

si

vede

in Citt di Castello, e

doni

lo zio, celebre per dottrina e professore di

fatti

a quella chiesa, poterono procedere

dall'affetto
ti

che

le

port,

come

rileva Ciat-

rella

Memorie di Perugia^ o per la soche vi assunse Tabito religioso, dicendo che Fisla nome abbreviato di Fenelle

matematica. Applicatosi quindi con esso allo studio della geometria, per sua disgrazia la morte gli rap il parente e precettore.

Pertanto

si

trov costretto per vive-

re a prestare in

Pioma l'opera sua a quadi persone, in

licissima. Sia

comunque,Guido

fu disce-

lunque condizione

che mo-

polo del famoso Ahailardot sotto di cui fece gran progressi nelle lettere, perci
di Frisinga, uomo di somma religione e pari scienza, per cui non meno che per le rare sue virt, Calisto II

str costante rettitudine e fedelt.


cessit dell'indispensabile
lo costrinse a

La

ne-

sostentamento

chiamato da Ottone

ripalriare,

ma

trov per

10 fece suddiacono e scrittore pontificio,

ed Onorio
1

II nelle

tempora

di

127

lo

cre cardinale diacono di

dicembre s. MaII

ria in

Via Lata, donde Innocenzo


lui

lo tras.

sfer all'ordine de'preli col titolo di

Mar-

co.

Questo Papa si prevalse di


I

utilmen-

maggior infortunio morti il padre e il fiatellOjSicch divenuto bersaglio dell'avversa fortuna, si pose al s ervigio di Sigismondo marchese d'Este signore di sua patria, il quale destinato da Carlo V, di cui era capitano, al governo di Pavia, pose Domenico Ira'soldati della guarnigione della fortezza, e dove pel suo valore fu avanzato a sergente.

te nel

j-ardo e

iSy, inviandolo col cardinal Gicon Aimericocancelliereepoi car-

Dimorando

in

Pavia, a

casosi pose a leggerete Istituzioni dGiu-

dinale, a trattare coH'imperatore Lotario


11 di gravissimi affari pel

stinianOi e ne prese tale diletto, che risolvette d'applicarsi alla giurisprudenza, al


cui studio l'anim il marchese ch'erasi avveduto del suo raro talento. Datosi quindi con assidua e ostinata applicazione allo

monastero

di

Monte Cassino;

e poi lo sped in Sicilia per


I

allontanare Piagger

dal partito degli

scismatici seguaci dell'antipapa Anacleto


11.

Compite queste

legazioni, neli

iSg fu

studio delle leggi in quell'universit e ot-

destinalo rettore di Benevento, carica che

tenuta

la

laurea, in breve

lodevolmente sostenne sino al 1 140, nel quale anno Innocenzo li lo mand legato
in Francia. Corse allora voce, che

sere eccellente giurisperito; laonde

pervenne ad esil mars.

chese lo dichiar uditore generale delle

famoso eresiarca Arnaldo da Brescia, condannato nel concilio Lateranense II, si fosse rifugiato in quel regno presso il cardinale; per cui subitosi allarm lo zelo di s. Beril

sue cause, e governatore di

Martino.

Dopo

varie vicende restituitosi in


1'

Roma,

trov ricetto presso

avvocalo Antonio
e

Capondio o Capordio,

dopo poco temle

po, per lucrare, s^impieg a sollecitare

nardo, e scrisse

al

cardinale

la lettera

96

cause d'un rinomato curiale, ed appresa

piena di giusti risentimenti. Non fu essa senza frullo, poich saputosi ci da Arnaldo

con questo mezzo

la

pralica del foro e della


si

curia, inlerameute

die alla difesa e pa-

TOS
Irocinio
(Ielle cause,clietratteclii lai
i^li

TOS
a

5
eleva-

buon

no non successe

in

Pioma alcun omicidio.


che
all'

fine, presto

acquistarono

nii

prodigioso
vi

Non pertanto, essendosi Domenico


lo col suo solo merito,

numero
gii

di clietili.

Fra questi

fu l'udiil

invidia e

tore dclcai-diiial PierdonatoCesi,

quale

gelosia colpajHon

and immune da
gli

cen-

commise alcune cause

assai intricale

sure e calunnie degli emuli, che

reca-

e diniciii del suo signore, che ridotte da

rono non
illeso

lievi molestie, dalle

quali usci

dopo lungo studio e laboriosa applicazione, non senza rischio della sanit^ a
lui

per l'incontaminata sua innocenza. Anzi queste stesse dicerie ingiuste deter-

felice esilo, gli


io Tacesse

meritarono che l'uditore


cardinal Cesi che

prociualore del cardinale. Moril

to frattanto l'uditore,

minarono Clemente Vili ad accelerare la a' 3 marzo 1098 lo cre cardinale (ma credo che lo pubblisua esaltazione, ed
casse al ritorno da Ferrara) prete di
s.

avea sperimentato l'abilit di Domenico, lo surrog al defunto, nel qual carico aveiidolo servilo con piena soddisfazione,
tiopo avergli ottenuto

Pie-

tro Montorio, e lo ascrisse a tutte le con-

gregazioni di
vi di

Roma. Intervennea'conclain quest'ul-

un canonicato
lai

in

Leone XI e Paolo V,ed

Reggio, lo dichiar uditore generale di sua


lega/ione d Ijologna, in cui

timo,

come

notai nel voi. LI,p. i33, sa-

fama

s'ac-

quist d' integrit, dottrina e prudenza,

che

il

cardinal

Anlonmaria

Salviati suc-

cessore del Cesi nella legazione,

domanil

rebbe stalo certamente eletto Papa, se alcune troppo libere e popolari maniere di parlare, che gli erano famigliari, non gli avessero fatto insorgere de' validi contraddittori, e soprattutti il cardinal Baronie, che colla sua autorit frastorn l'elezione in cui concorreva numeroso stuolo di

d
pa

e ottenne da Sisto

V che lo

dichiarasse

vicelegalo. \n assenza del cardinale


Io

Pa-

noinin governatore della

citt, a CUI

presied con intera sua soddisfazione. Tor-

cardinali, esclamando:
le

Non essere

dicevos.

nato a

Roma con bella reputazione, si guala

cosa, collocare sulla cattedra di

Pie-

dagn
e tra
di

grazia de'principi e de'grandi,

tro

uno

dalla cui bocca uscivano [parole

gli altri di

Ferdinando

granduca

Toscana, che da cardinale avea conce//ito gran concetto del suo merito, onde
lo fece consigliere di slato e uditore per-

meu'oneslee indegne della pontificia graUsato egli era d'accogliere con piacere e affabilit le persone di bassa convit.

dizione,
lui

ma

di perspicace ingegno,

chea

petuo de'suoi dominii. Per accortosi Domenico non esser gradilo alla corte, ovvero che il clima di Firenze gli riuscisse nocivo, con prelesto di mutare aria, si restitu a Roma, dove Clemente Vili l'ammise
gli

ricorrevano, ed esortandole allo stu-

dio,

proponeva

loro

il

proprio esempio che

da
to.

umili principii era asceso tanto in al-

rassegn

Nel i6o6 col beneplacito di Paolo V il suo vescovato a Giambattista

tra' prelati di cotisulta, e


il

neh 595
,

confer

vescovato di Tivoli

chiesa
di ar-

in cui istitu 3

nuove dignit, cio

decano e prepostOjOllre le prebende di teologo e penitenziere, assegnando loro perdute frutti d'alcuni benedzi semplici e curati da lui soppressi. Nello slesso anno il Papa lo fece governatore di Roma, importante e gelosa carica in cui feciprete,
i

ce spiccare la sua previdenza, giustizia e


leltitudine,

massime
si

nell'assenza del Pa-

Tosco vescovo di Narni suo nipote. Giunto all'et d'86 anni non compiti, altri scrivendo 90, fu costretto nel 620 ad abbandonar il mondo e passare all'altra vita in Roma, ed ebbe sepoltura nel coro di della sua litolare, col solo nome inciso sulla tomba. ScrisseB grandi volumi di Conclusioni comuni, ne'quali con ordine alfabetico l'accolse con gran fatica le questioni tutta che appartengono al di ri Ito ci vile ecanonit;o, formando (piasi un'enciclopedia legale,
1

pa (|uaiulo

rec a prender possesso d

che

in (|ue'lejnpi

acquist gran

nome

e fa-

Ferrara, laonde ucl tempo del suo jjover-

ma. Verso

la lue de'suoi giorni,

delenui-

TO

S
li

TOS
dalla matrigna Ino incolpati di ripro-

n di fabbricarsi una casa in Roma presso Monte Cilorio, dove comprale varie casipoleedemoIitele,ordin l'erezione dell'abitazione, la quale prima che giungesse
alia

vevole

amore
re di

Frisso ed Elle,

figli di

A-

lamante
molare

Tebe,

il

quale prestando
morire, con im-

fede all'accusa decise


agli

farli

sommit egli

cess di vivere.

Fu

que-

Dei

il

figlio e la figlia

per se-

sto cardinale di carattere

ingenuo e sine in trepido, che

guire l'oracolo consultato. Informali Frisso ed Elle della paterna determinazione,

cerojdi cuore

magnanimo

non
re;,

si

lasci abbattere dall'avversit,

ne

fuggirono sopra un ariete dal vello d'oro,

invanire dalle prosperit, di molte lette-

dono

di

Mercurio odi Marte, e che


l'aria,

vea la

che acquist

piti coll'indefessa

appli-

propriet di volare per

dall'Euro-

cazione, che con

acume

d'intelletto,

TOSON D'ORO.

Ordine militare ed

pa in Asia, e cadendo Elle nel mare si pretende che prese il nome di Ellesponto, fa-

equestre, nobilissimo e celebre dell'impe-

ro d'Austria e della monarchia di Spagna,

Augusliis Vcllcris AurciOrdo^AusLraVHS etH.spaniciis-. Ne fu istitutore


ges a' IO gennaio
in Br(-

moso canale o stretto che separa le due parti del mondo. Frissoavendo felicemente continuato il suo cammino, approd finalmente
nell'isola di Colchitle, paese
il

che

1429 ovvero
di

Filippo
te di

il

Buono duca
suo

i43o, Borgognaj connel

oggi porla

nome

di

Imerezia parte della


grifc l'ariete agli

Mingrelia Giorgia (f-^.).


la

(A^.) e
Ivi sa-

Fiandra, marchese dels. Impero ec,


3.

Dei e appese

sua spo-

in occasione del

matrimonio con
I.

Isabella o Elisabetta infinta di Portogallo e figlia del re

Giovanni

Quel prin-

cipe ebbe nell'istituirlo,comesi legge negli statuti

dell'ordine,

il

precipuo santo e
la

glia nel tempio di xMercurioodi Marte, [)0nendola sotto la custodia d' un drago, il quale divorava tutti coloro che tentavano rapirla; giacche altri pretendono che allora il vello fosse da Mercurio converti-

pio scopo di onorare ed esaltare


sa, e dilatare la fede cattolica,

Chiela cu-t

lo in oro,
l'iele

Anzi altra favola dice quesl'a-

per

parlante, e figlio di Nettuno e di


i

stodia e difesa della pubblica tranrjuilli.


t e prosperit, per la

maggior gloria e

lo-

Teofane convertita in agnella. Tulli mitologi convengono nel dire, che dopo il
hagrifizio l'animale fu trasportalo incielo,

de dell'onnipotente nostro Creatore e liedentoie, e sotto il patrocino della sua ss.

ove forma
te fu

la

costellazione dell' Ariete,

Madre Maria
s.

e dell' apostolo Protocleto


alla

de' 12 segni del zodiaco. Mercurio o

uno Mardi<^

Andrea, e finalmente per eccitare


i

tanto contento di qcesto sugrifizio,


lutti quelli

virt e buoni costumi

cavalieri di

que-

che promise favorire

che

Quanto al nome che il duca gl'impose di Toson d'oro o Vello o Montone d'oro, Felst'ordine e fraternit di cavalleria.

venissero possessori del vello d'oro,col farli

vivere nell'abbondanza. Intanto Eete re

della Colclndedi in isposa a Frisso la sua


figlia

lus

Aureum^novx sono d'accordo


il
il

gii scrit-

Calciope, e poi per impadronirsi del

tori nell'assegnare

vero motivo. Credor


vello d'oro, di cui

vello d'oro e de'tesori portati seco dal ge-

DO alcuni che

duca volle esprimere col


il

nero, lo fece assassinare, Calciope fuggi in

nome

e colle insegne

Grecia per salvare

figli

da sinnle eccidio,
uniro-

Mitologia e. uWc Metamorfosi d'Ovidio, e l'impresa famosa e favolosa degli Argonauti, per la conquista della pelle d'oro d'un ariete o muntone. La favola varia sull'origine di esso e di sua
parlasi nella

ed

greci per vendicare Frisso con istresi

pitosa spedizione, molti principi

no a Giasone
nauli dal

e presero

il

nome

di

Aigoqu^de
eroica

nome della nave sulla s'imbarcarono. Dopo un lungo ed


iuto delle arti di

prodigiosa spoglia, sorgente di tante av-

viaggio pervenuti nella Colchide, con l'a-

Tcnlure celebri ne' tempi


ne sapere che fiaseio
i

eroici.

Convie-

Medea
il

sorella di Calcio-

poeti essere sta-

pe, Giasone ucciso

dragone s'impadrom

TO
il

S
Europa
il

TOS
Crtdere della rugiada sopra
gli

cogli argonfluli del vello d'oro, e punito

una

pelle ch'e-

biirbaro Eele, riportarono in

vello d' oro.

Troppe sono

le

varianti di

sciutta tutta la terra all'intorno,

distenderebbe sulla terra, restando acome av-

cpiesto racconto mitologico e astronomico, troppe le spiegazioni clie


si

venne.
se
il

Domand

in seguito

che succedes-

danno

al

contrario, che restasse secca cio la

figuralo e al siujbolico, anclie considerata l'impresa

pelle, e fosse

umida

la

terra all'intorno:

come

viaggio commerciale,
io

ed

il

Signore esaud anche questa secon-

perch
ni e r,

in

breve e senza bisogno

possa

accennarle. Vi potranno supplire: A. Da-

Histoire des Argonaiitcs, on dis-

sertaton sur la conqucte de la Toison


le Mm. de VAcad, des Li' G. Rinaldo CavW, Della spedizione degli Argonauti in Coleo y in cui

d'or: presso
scriptions.

da domanda di Gedeone. Indi egli de'suoi 32>ooo nomini ne scelse 3oo, e con essi vinse completamente Madianiti, e govern poi Israele. Finalmente altri sono di parere che il duca avesse per iscopo il vello d'oro o tosone di Giacobbe, vale a dii

re quelle pecore macchiate di diversi colori,

dilucidano intorno alla nasfigazionCy alla cronologia e alla gco' grafia degli antichi, Venezia 174^' Gr.
vari punti
si

che a questo patriarca toccarono per

sua parte, giusta l'accordo fatto col suo


siiocei'o

Gaspare Rirchmajeri, Dissert. de Argo-

Labano. Di qtjesto sentimento fu Guglielmo Filattre vescovo di Tournay,

nautorum eapedifione.

An Europam

o-

cancelliere dell'ordine, nella sua opera intitolata il Fello di Giasone^ o La Toison d^or, nella quale parla della virt, magnanimit e grandezza d'animo, di cui deve fare professione un cavaliere; e sotto
il

ninemcircuni na^'igaverint? Witlembergaer685. Il p. Bonanni che nel Catalogo


degli ordini equestri
ro, dice
i\

p.

ao, riporta

la

{guradel cavaliere delTosoiieoVello d'o-

che siccome Giasone elesse


il

gli

ar-

simbolo del tosone

di

Giacobbe, par-

gonauti per ricuperare


si
il

vello d'oro, codi spedire un'

duca Filippo designava


in Siria
i

armata
mettani

per ricuperare da*

mao-

luoghi sanli; e siccoue ne avea

deve andare adorno Io spirilo d'un cavaliere. Questa opera dal prelato s'intitola Carlo il Temerario figlio dello stesso duca di
la della virt della giustizia, di cui

impiot poi la dispensa da v\e\\i\ Gallia Christiana. Altri poi vogliono che il duca di Bor* gogna con dare al suo ordine il nome di
fatto volo, ne
II,

Boigogna fondatore
stificare e spiegare

dell'oidine, per giusotto


la

Pio

come

\g'^^q

come
i

divisa

del

Toson
il

d'

oro avea
nel

istituito l'ordine.

Filippo cre

Buono
24

."capitolo dell'ordi
s.

Tosone d'oro, volle rammentare da Dio mostrato a Gedeone, per

il

vello

ne tenuto
i

in Lilla nel

giorno di
,

Andrea,

assicu-

primi
stabib
i

cavalieri

ed

in essa nel

Gedeone della tribi di Manasse, che dimorava ad Ephra, fu scelto da Dio per liberare gl'israeliti dalla tirannia de' Madianiti, alla quale erano soggiaciuti dopo la morte di Barac e di Deborn. Gli apparve uu angelo mentre slava battendo il suo grano sotto una querelategli disse ch'erarlo che Io stabiliva giudiced'lsraele.
gli

143

gli statuti

dell'ordine in

66
il

articoli,

quali da'suoi successori furono


variati.
Il

molte volte

suo

figlio

Carlo

Temerario,
to nel

nel capitolo da lui convoca-

1473
i

in

mantelli e
in

Valenciennes, ordin che i cappucci de'cavalieri fossero

avvenire di velluto cremisino foderali

di raso bianco, e
di

non come prima


i

lo

erano

libererebbe Israele da'dominatori

Ma-

panno, e che sotto

mantelli portassero

lianiti.

si accamparono Gedeone ripieno dello spirito del Signore suon la tromba, riun gl'israeliti, e domand a Diodi

Questi intanto

vesti

ntdla valle di Jezrael, e

pure di velluto cremisi. Volle ptue he gli ulziali dell'ordine, che sono il canil

celliere,

tesoriere,

il

notaro,e

il

re d'ar-

mi, portassero
suniliy cio

vesti, mantelli e

cappucci

fargli

conoscere che lo avea scelto, col far

con

(]uesta diifereuza

che

ca-

TOS
il

TOS
un
filo

validi portassero

mantello con un borfucili, di pietre

d'oro o da un nastro di seta un


i

To-

do disseminato
s.

di

doppi

focaie scintillanti di

fiamme,

di croci di

sone d'oro. Allorch Carlo V cede suoi stati della corona di Spagna, di Borgo-

Andrea, e di tosoni fatti in ricamo d'oro, comesi prescriveva dagli statuti, e che
mantelli degli uHziali fossero tutti uniGli obblig ancora a portare nel 2.

gna e di Fiandra al figlio Filippo II, lo cre gran maestro dell'ordine, ed anco questo re rinnov alcune cose negli statuti nel capitolo di

ti.

Gand
i

del

iSSg.

Le

giorno dell'assemblea l'abito di drappo

principali furono, che


ci

mantelli e cappuc-

nero

col

cappuccio della stessa uaniera,

di

panno nero
il

si

facessero di velluto, e

e nel 3. giorno della solennit del capitolo, in

fossero dati a'cavalieri e agli uftlziali dal

tempo che assistevano

all'uffizio

sovrano; e che

collare

si

portasse da'prinelle quali


i

dellaMadouna,una veste didamascobian* co con cappuccio di velluto cremisi. Nel

mi

vesperi di tutte

le feste,

cavalieri

1477
slati

taglia di

Carlo il Temerario alla bat* Nancy, lasci erede de' vasti suoi l'unica figlia Maria, la quale sposata
wt^ciso

doveano portarlo alla messa solenne, non meno che a' secondi vesperi,
uffizi,

tutte le volte che uscirebbero dalle loro

case per recarsi a'divini

o che comistituito

poi a Massimiliano arciduca d'Austria, indi

parirebbero in pubblico per loro propri


atfari.
la

que Filippo
il

I, da essi nacBello arciduca d'Austria, quale essendosi congiunto in matrimo-

imperatore Massimiliano
il

siccome l'ordine fu

per

propagazione della fede, ordin FilipII

po

che in esso non

si

ricevesse alcuno
i

nio con Giovanna


senti

figlia

ed erede de'pos1

sospetto d'eresia, obbligando

cavalieri a

monarchi di Spagna, uni gli stati di Borgogna e di X^iandra alla vasta monarchia spagnuola, e da quel tempo re di Spagna conferirono sempre l'ordine del Toson d'oro. Filippo prima di divenire re di Spagna, come duca di Borgogna e conte di Fiandra, ossia sovrano de'Paesi Bassi, nel 5oo tenne un capitolo dell'ordine in B russe lles,
e Isabella
i 1

Ferdinando V

premettere nell'elezione de' nuovi cavalieri il giuramento di non eleggere alcuna persona infetta o sospetta d'eresia.L'ordine del Toson d'oro, approvato da Eu-

genio
tore,

IV nel 1433, vivente il suo fondavenne confermato nel 5 6 da Leo1


1

neX,
vilegi

il

qualeconcessea'eavalieri molti prisi

ed esenzioni, che

ponno leggere
il

nel p. Helyot, e fra gli altri die

cancellie-

in cui sgrav

cavalieri

da alcuni

pesi, co-

re essendo

sempre un

ecclesiastico costi-

me

pagare ^o scudi nella loro accetUsuo figlio Carlo re di Spagna, e poi imperatore Carlo V, fece ancor lui
di

tuito in dignit, avesse la Cacoll d'assol-

tazione.

vere

cavalieri e gli ullziali da tulli

casi

riservati, di

commutare

loro voti, e di acin

molle mutazioni agli statuti nel capitolo tenuto a Gand nel 5 1 6, ove fra le altre
1

cordar ad
te,

essi

ogni a nno,e
col

l'indulgenza plenaria.

cose aument il

numero

de'cavalieri a 5i,

ger, che Pio VII


1.

punto di morqui aggiunbreve Per magni

compresovi esso gran maestro e sovrano del niedesimo^epercherano tenuti a portare di continuo il gran collare dell'ordine,non senza incomodo, ordin che lo portassero pubblicamentesoltanto nelle feste di Natale, Pasqua, Pentecoste, e di s. Andreu protettore dell'ordine; non che nell'esequie de'cavalieri, ed in tutte le assemblee ordinarie e straordinarie, oltre in altre funzionile che negli altri giorni
Velieri portassero
i

referre^i\ti'j'do^iQiBoiyBidl.Rom.co/Lt,
1

I, p.

i83: Instanterege Catholico Ca-

roliis

IV eonceditiir

Caacellario ardi-

nis Velleris Aurei^ejasq u successoribus

imlultumahsendi. Anticamente cavalieri erano eletti ne' capitoli a pluralit di voti, ed il numero era come dissi di oi, secondo il determinato da Carlo V; ma
i

Filippo

II

volendo che

la

creazione dei
lui

ca-

cavalieri dipendesse totalmente da

solameole p^adeote da

da'sovraui dell'ordine suoi successori, uel

TOS
1572 ottenne da Gregorio XIII il pontificio iniluko ili conferire l' ordine a suo
piacere senza farne consapevoli
ri;
i

TOS
cavalie-

ed

il

situile

concesse

al di lui figlio

Fi-

no ricev tanto da Filippo V, che da Carlo VI r ordine del Toson d'oro. La regina M." Teresa figlia unica ed erede di Carlo VI, neh 742 nomin il consorte Francesco, poi imperatore Francesco
I, alla dignit di gran maestro dell'ordine, per cui

lippo

III
il

talch

1096 Papa Clemente Vili, numero de'cavalieri divenneillinel


si

milalo.

Da prima

tenevano

capitoli

Filippo

V rinnov le sue
si

proteste.

dell'ordine ogni anno, quindi

si

celebrala-

collana dell' ordine


fucili

compone
di

di

La gran doppi
pietre

rono ogni 3 anni, e (inalmenle lurono


sciati

connessi in

forma

B, con

alla disposizione e arbitrio de' re


i

focaie frappostevi scintillanti di raggi e di

di

Spagna,
il

quali

prani

collare dell'ordine.
si

mandarono a molli soNe furono ini

fiamme, nel cui mezzo pende un Montone o Toson d' oro, ossia la pelle di esso,
colle

signiti e

recarono ad onore di apparre di

zampe

la testa,

come

viene espres-

tenere a questo cospicuo ordine,

so dal p. Bonanni.

Prima non era permes-

Francia Francesco
lo

I, Francesco li e CarIX;ire d'Inghilterra Edoardo IV, Eni

so

al

collare di aggiungervi cosa alcuna,

ma

poi furono arricchiti talvolta di pre-

rico VII ed Enrico Vili;

re di

Boemia

ziose gioie e di pietre di gran valore. Si

d'Ungheria,

di Portogallo, di Polonia, di di Scozia e altri;

legge

ncW AlmanachdeGotlia pour Vari'


Ordrcs de
oii

un gran numero di sovrani di Germania e d'Italia. Essendo morto nel 70oCarlo II d'Austria redi Spagna, ed avendo chiamato alla successione della monarchia Fdippo V Borbone di Francia, questi decor dell'ordine del Toson d'oro fratelli Luigi duca di Borgogna e Carlo duca di Berry. Per la guerra di successione, l'arciduca d'Austria Carlo, poi imperatore Carlo VI, non
Danimarca,
[

nex^''j'.

Clievalerie.

La de-

coration est surmonle d' une pierre ea

email bleu

on

lit

laboram non

vile.

les mots: Pretium Les bords du manteau

del'ordresont brode en or,

et

sur l'exlr-

mots souvent rpets: Je V ay emprs. Secondo gli statuti dell'ordine cavalieri devono essere cattolici,
lisire
lit

me

on

ces

quando

si

fregiano di questa illustre in-

segna non ponno in pari tempo portare


altre decorazioni, eccettuali
i

pot ottenere

la

Spagna, e solo

gli restail

principi re-

rono

Paesi Bassi, e perci siccome

fon-

gnanti, tranne quelle dell'impero austria-

datore dell'ordine del Toson d'oro era stato sovrano di quegli slati e suo antenato,
cosi dichia rossi solo
l'

co e della monarchia spagnuola. Si

pu
t.

vedere
IO,

il

vescovo Sarnelli

Lett. eccL

capo legiuirao delgli

lett. 2:

Della Croce dis. Andrea aCristo dalla croce semplice,

ordine, port seco tutti

archivi del

postoloy nella quale dichiara ch'egli pendette


e

medesimo quando dov lasciare la Spagna, e ritornato a Vienna nel lyiS ne


celebr
il

come
la

non

dalla decussata espressa in

forma di
l'

ristabilimento con grandissima


re di

X;

e che

figura

della collana
,

i-

pompa. Filippo V
si

Spagna dichiaros-

niziale della

parola Borgogna

e che le

egli

nel

pure gran maestro dell' ordine, e 1721 protest contro la dichiarazione

fiamme
no

scintillanti dalle pietre ricorda-

dell'imperatore Carlo VI,


stione

ma
i

silfatta

quei

o motto di Filippo il Buono: Ante fer t quani fiamma micat. Di S.Anla divisa

non venne mai

decisa, per cui re di

so-

drea

vi

sono

altri

ordini equestri
il

e tra

vrani di casa d'Austria, ed


tuttora

nominano

cavalieri

Spagna del Toson

quelli di

Russia

."
i

Di sue reliquie e

croce riparlai nel


i4(l.

d'oro, con decorazione quasi simile.^on-

linuando l'ordine a godere eminente considerazione e lustru. An/.i notai nel voi.

XI V, p. 29 j, che Fabrizio

Colontiu roma-

voi. LXXIII, p. i38 e Qid credo opportuno per memoria, di fare menzione dell'oriline de'cavalieri tXt Tre Tosoni^ cUe vuoisi quasi istituito (panlunpic non fu posto da Napoleone
I ,

ro
in esecuzione,

TOS
nella quale lia

TOS
luogo una solenne procesin

secondo alcuni. Quell'imperatore nel 1809, reduce dalla Spagnn, avendo mosso nuovamente la guerra all'Austria,

sione.

Il

ricevimento de'membri nell'or-

dine

si

fa

con molta solennit

dopoch

gli

austriaci a vea no oc-

lolo straordinario presieduto dall'

un capi* impeonde

cupato

la

Baviera, cpiesta liber dalle lola

ratore nella detta ampia e nobilissima sala,

ro armi, e proseguendo

prospera fortu-

previa

la lettura
i

de'suoi statuti,

na ad

as>islerlo nelle battaglie, assalita

Ragli

da

ambo

lati

sono erette delle tribune


,

tisbona se ne rese padrone. Ritiratisi

coperte di velluto rosso

e nel

mezzo uo
il

Boemia deU'Inn, Napoleone


austriaci in
la

e alla destra
I

sponda

baldacchino riccamente ornato per l'imperatore; im[)erocch l'ordine ili." e


pi cospicuo dell'augusta casa d'Austria.

port

il

teatro del-

guerra sulle terre dell'imperatored'Auinvase


a'

sliia, la cui capitale

12 maggio,

Neli83o

fu celebrata in

dopo aver

disfatto

il

generale Hiller. Tro-

secolare dell'ordine,

Vienna la dopo 4oo anni

festa

dalla

lazzo imperiale di
l'idea di

vandosi egli in Vienna e abitando nel paSchonbrunn , concep

sua istituzione, nella quale occasione l'imperatore Francesco


I

aument

l'ordine di

fondare un nuovo ordine cavala cui pensava imporre


il

12 cavalieri. Questi di Austria ricevono

leresco

nome
la

de'Z're Tosoni, forse per mostrare


sull'anticoe celebratissimodel

su-

dall'imperatore l'insegna equestre che portano con un nastro rosso da cui pen-

periorit che avrebbe voluto acquistasse

de
ta

il

Toson d'oro
l'aggi.
Il

tra

una molla circondaordine ora

TosoncVolui

da 6

vestito dell'

rOj che conferiva


lata e l'Austria

la

Spagna da
il

debel-

consiste d'un sull'abito simile

che avea vinta, per quinvalore e l'intre-

di protuiovere vieppi

ad uno talare, e d'un sopr'abito simile ad un man tello di velluto cremisino, e d'un berret-
lo ricamato,

pidezza nelle sue milizie con tale onorifica insegna equestre.


sastri c(n

mentre prima coprivasi


i

il

ca-

Ma
il

pe' successivi di-

po
ti.

col cappuccio. Fra' molti

scrittori

di

Soggiacque,

suo progetto non

cpiesto eccelso ordine, ricorder

seguen-

ebbeelello. Altri invece narrano, che per

aver

il

fratello di

da

lui fatto re di

Napoleone Spagna, ivi

1,

Giuseppe,
aveie de-

al)olilo l'or-

Il Blasone delle armi de'cavalieri del Toson d'oro, di Gio. Battista Maurizio re d'armi di Spagna, Aja ^^j. Sai omoi

dine del Toson d' oro, ed

egli

neSparungell,/?^yrf^e.9 Felleris Aiirei,hn-

bellato l'Austria che pure lo coideriva,


istitu

teinbergae 1601, Jo. Jac. Chillleaio, Insigaia gcntilitia eqidtum ord.


1

con lettere patenti de' i5 agosto


l'ordine de'T're

P^elleris

1809
civili,

Tosoni d'oro, deAggiungono, che


ulliziali,

Aurei, Antuerpiae 632, Agostino Eralh,

stinandolo a ricoupensa de'servigi tanto

Augustus Velleris Aurei orda pr emhlemata, edite se s poli ticas, et historiani demonstratus, Ratisbonae 1697, G. Sa-

quanto
di

uilitari.

lo

couipose

100 grandi

4oo

cotn-

mendafori e 1000 cavalieri; ma che non vi ebbe altra notnina Fatta in quell'ordine, senonch quella del grande cancelliere e del

muele Schulrtzfeiscb, Stricturae ad Or


dines equestres, sigillatim ad Burgun* dicum, qui Felleris Aurei appellatut,

grande

tesoriere.
si

La

festa dell'or-

dine del Toson d'oro

celebra a Viennella

na nel giorno
Trinit,

di s.

Andrea, o

doss.

iDenica seguente; nel giorno poi delia


i

cavalieri assistono alle funzioni

dell'ordine nella sala de'cavalieri nel palazzo imperiale e nella chiesa parrocchiale di

corte all'uiizio del

Toson d'oro

e al-

Wittembergae 1 699.G0. Gaspare dePreVindiciae Austriacae per Aurei f^elleris Ordine, Halaei724. Giovanni Weisijts, De origine Ordnis Aurei Felleris, Wittembergae l'jZo. Constitutiones ^urei' Velleris, in Mcmhranis Valentini Weigel, Aurem Vellus. Historia de l'Ordcn del Tuson, traducida por
grell,

la

distribuzione dell'insegne dell'ordine,

Juan Bravo, Toledo 546. Alvar Gomez,


1

TOS
El
P'cllocno

TO U
la Ffistoria de
cpianlil

II

Domilo, y

la Orxicndel Tunon^tr aducidapor Juan Bravo, con el sumario de los Reyes Calo licos d. Fernando, y d. Isabella, To-

enorme di tavole al commercio d'Arcangelo. La chiesa vescovile di Totma


unita a quella di Oustiong-Veliki(V.)^

governate ambedue da un medesimo vescovo.

ledo 546,
1

Il p.

Helyol, Storia degli or8, cap. 54: De\'avalicri

di/ti militari,

t.

TOTNANO
Roma
dese
s.

(s.),

diacono. Si rec a
col

dell'ordine del Toson d'oro in Ispagna,


riporta altri autori che scrissero sul

nel

686 insieme

monaco

irlans,

medelle

Chiliano (/^.),altrimenti detto

desimo. Altri

il

Cancellieri a p.

92
I

Dissert, epistolari bibliogra fiche. Egli


inoltre narra, che Massimiliano

confer

l'ordine a Gio. Giorgio Trissino, che in-

Kuin, e col prete Colomano, e furono tutti e tre incaricali dal Papa di predicare vangelo ai germani in Franconia, veil nendo Chiliano consagrato vescovo. Essi

vi anjbasciatore a

Leone X, conceden-

dogli di spiegare nel suo


zio l'insegna del

stemma

gentili;

convertirono gran numero d'infedeli aWurtzbourg, ove pure il ducaGosberto ricevette


il

Vello d' oro col motto Chi cerca, trova j e di prenderne anche il soprannome: privilegio poi confermato da Carlo V,onde idi lui discendenti si denominarono Trissini del f elio d'oro, per
i

battesimo

ma

restarono

vittime della vendetta di Geilana moglie


del duca, poich essendo questa cognata

dello stesso duca,

s.

Chiliano lo

ammon

che

distinguersi con tal predicato da altri rami

dcllafuniglia.il
sino, oltre
il

Man ni conviene

cheTriS'

titolo, fu

decorato del cavanoi crede Aposto-

matrimonio era contrario alla legge di Dio, e perci l'iniqua donna fece assassinare tre missionori nel 688. Burcardojche fu vescovo di VVurtzbourg nel
tale
i

lierato dell'ordine,
lo le

ma

secolo susseguente, fece trasportare

le lo-

Zeno nella Galleria di 3Iif(.erva e nelNote al Fontani/li,

ro reliquie nella cattedrale, e


logio

il

martiroil

romano
(

fa

memoria

di essi

gioi>

TOSTAR o TOSTER. Sede vescovile


della provincia di
cesi de'caldei, situata nel

no 8

di luglio,

paese di Ahvpaz

Gondisapour nella dioKurdistan enei sul iuime che porta il


indigetji
iVe

TOUL

Tullen). Citt vescovile

di

Francia nella Lorena, dipartimento della

suo nome. Oggi chiamasi dagl'


Susler e da'siriaci Susaslra.
scovi

Meurthe, capoluogo di circondario due cantoin, a 5 leghe da Nancy e


da Metz. Sorge c|uesta
iMichel e
citt foite in

e di a 12

furono ve-

una

Phuses che sedeva a tempo di Zenone imperatore del 474? ^'^''^'^ol, Giorgio del 655, Abramo II, Gregorio delyyo, bramo MI deir852,Ananjesus deli i i r, Oriens dir. t. 2, p. ig3. TOTMA. Cina vescovile di Russia in Moscovia a 3o leghe da Vologda sulla sponda.sinislra della Sidihona,e capoluogo di distretto. Possiede 6 chiese, di cui 3 nel sobborgo tliZelen;iia-Siobo(la,o Sobborgo Verde, al di l del ([uuie trovasi il convento di Spaso- U mori uje, celebre pel
i
,

piccola pianura fertile, a pie delle coste


s,
tli

Barine,che sono altissime


sulla
vi

eco[)ertedi
la

Mosella, che
si

sola e

sponda sinistra delforma una grande ivarca sopra un ponte di pietra


viti,

di 7 archi, e sulla

strada da Parigi a Strai,'

sburgo,

Ha
il

il

tribunale di

istanza, la

conservazione ileiripoteche,la societ d'agricoltura,

collegio comunale, ec. Piazclasse,

za di guerra di 4-

ha una cnta
vi
s,
s.

bastionata preceduta da una fossa, e


si

entra pe' sobborghi di

Evre

e di

corpo di S.Teodosio diTotJna, che- vi chiama un gran numero di pellegrini per im[lorarne
l'

Munsuy

o Mansueto, nomi che presero

intercessione.

La

citt assai

da due abbazie di benedettini. Le strade sono in generale assai larghe, bene insiniciate, pulitissime e guarnite di caso
assai

popolosa, e
iiti

il distretto possiede due saliuu mulino a sega che suuuuinislra

beuo fabbricate^

lu

piazze pubbliche

il

TOU
t del secolo

TO
sons
la tolse a'
II

U
I.^^ella 2."
I

sono vnghee ornaledi fonlanejln pi bella per la grandezza e pegli ediflzi che la
circondano, inghiaiata e piantata d'aiberi,
citt.

l'imperatore Valentiniano

me-

VI Chilpeiico

redi Sois-

romani, e poscia Teode-

foimando uno de'due passeggi


Vi
si

della

berto
di

re d'Austrasia e Tierrico II re
1

ammirano
s.

l'antica cattedra-

le di

dedicata a

Stefano, bel

monumento

no
la

Borgogna nel 6 2 se la contrastaroin una battaglia sanguinosa combat1 1

gusto gotico del secolo X, rimarcabile

principalmente perla facciata; sormontato da due torri terminate in cupole quadrangolari ed alte yS metri; altri per la dicono rifabbricata nel i447' '' P'^'^^zo
vescovile magnifico,
il

le sue mura. Carlo il Grosso super d'assalto verso r886; e pochi anni dopo Carlo III il Semplice ne fece

tuta sotto

cessione all'imperatore Enrico


latore^ che le concesse
i

V Uccel-

privilegi di citt

quartiere di caval-

imperiale

leria, l'arsenale e altri edifizi.

Viene que-

sta citt traversata dall'I ngressin, ruscel-

god sino al i552, Enrico II re di Francia se ne rese padrone. Nel 1700 Luigi XI V la
,

de' quali

tempo

in cui

lo che

vi fa

girare diversi mulini e serve


di pelli, macellai e al-

fece fortificare sotto la direzione di

Vau-

pure a'concialori
tri,

ban.

prussiani a'3

priua di andarsi a congiungere colla


le altre
s.

torno in

giugno[8i5, pel riFrancia di Napoleone I, la po-

Mosella. Fra

chiese merita

men-

sero in istalo d'assedio.

La

fede cristia-

zione quella di

Gangulfo o Gengolto. sono due ospedali, uno de'quali pe'trocaserme,


la

na

vi

fu piedicata ne' primi secoli della


vi

Chiesa, e
zese
s.

contribu a dilattarla lo scoz-

vatelli, diverse

sinagoga degli
carceri,

ebrei, bagni pubblici,

due

un

fi-

Mansueto [F.) con altri missionari che promulgavano i' evangelo in queste
Costante che risiedeva a Treveri.U Chenu nella sua Historia, Series episcoporum Talparti, e protetti dall'imperatore
I

latoio e fabbriche di cotone,di cappelli, di

berrettami, concie di
ioliche rinomata,

pelli, fabbrica di

due fonderie
la

di

macaman-

pane, una di caratleii per

stampa, ed

Icnsis Ecclesiae, dice

s.

altre fabbriche e manifatture.

Vi

si

fa

polo di

s.

Pietro e socio di

Mansueto disces. Clemente vei

cora gran commercio di vini e acquavite,


e vi
si

tengono 4 annue
parecchi dlnslri,
di
s.

fiere.

Toul
di
s.

pa-

scovo di Metz, e cosi di molto anticipa ancora il tempo in cui vissero successori.
II

tria di

come

Lupo

santo
s.

fior

dopo, ed chiamatoda'fran noto che


s,
i

vescovodi Troyes,
Cyr,
di

d' Arras, del naresciallo

Tedasto vescovo Gouvion Saint-

cesi

Mansu o Mansuy:
si

pri-

mi

vescovi
la

dissero discepoli di

Pie-

Carez inventore della stereoti-

tro per

vocazione, non perch avesselui.

pia, cio de'caratteri insieme rassodati, e

ro vissuto con
al

In fatti

s.

Mansueto,

di altri personaggi. In
rati

uno de'due memosobborghi sono acque minerali fer-

tempo di detto imperatore, che regn dal 337 al 35o,


dire di Buller, fior a

ruginose, e ne'd in torni cavedi pietra calcarea, e terra


liche fine.
Il

dentro

buona

a fabbricare maiovi si

vino che

raccoglie di

ottima qualit. E' Toul, Tallanio Tul-

il quale periodo fu istituita la sede vescovile di Toul, che Commanville vorrebbe rilardare, e poi divenne suffraganea dell'arcivescovo di Treveri, nella

lum LcLicorum (per questa denominazione latina alcuni confusero Toul con Tulle o Tulles di Guascogna, altro vescovato, Tutela o Tutella\ citt antichissima: a'iempi di G. Cesare era la capitale de'LeA-ici, e dei paese chiamato Toulois; conquistata da'romani,fu circondata di ituua nutluncatedasS torri uel Sy^dal-

provincia della

r.^*

Belgica.

Quando Metz
lui suf-

pretendeva
va che
il

il

grado metropolitico, esige-

vescovo di Toul fosse a

fraganeo. Altri vogliono ches. Mansueto

prendesse possesso di questa sede nel

36

Dopo la morte
po
fu

di

s.

Mansueto,

il

suo cor-

deposto nella chiesa

sobboi'go che pure ne porta

omonima del nome, e


il

TO
lo

U
s. Al Anspicioo Au-

T O U

sua festa
s.

si

celubia a*3 sellembre. Gli

successe
fila

Amon

o Aminone, indi
s.

o Aitila, Celcino e

intervenne Arnolfo vescovo di Toul il quale si trov nelI'SGQ in Metz alla coronazione di Carlo 1 il Calvo re di Fran,

spicio, eli cui parla Sitlonio Apollinare nelle

cia.

sue Lcticri\ e visse ne' lempi di


1

Va-

Diveuulo vescovo monastero fondalo da


s.

s.
s.

Gauslino, nel

Apro introdus-

Jenliniano lleTeotlosio

neUleclinaiclel

se la regola di

Benedetto, che vuoisi

IV
li

secolo:
s.
s.

il

corpo di

s.

Anspicio e quello

Amon
s.

furono collocali nella chiesa


o A per, o

sino allora sconosciuta nella Lorena, ed alcuni opinano che prima vi si osservasse
la
s.

di

Rlansuelo. Quindi fu vescovo Orso,


y/pj'o[J
.)

regola d'Agaune, o piuttosto quella di

J)0

Epuius

e da'

Colombano.

Inoltre fond

il

monastei.'

Evie, nome che porlo la ricordata abbazia e l'esislenle sobborgo


francesi dello

ro e abbazia dis. Mansueto, venerato


apostolo del paese; protesse
studi, che tosto fiorirono
la
i

dotti e gli

lo rilieue,

mentre ne

edific ilnionasle-

con successo nel-

10, e della chiesa egli slesso

ne cominci
il

Lorena.

fondamenti,

e poi vi fu dtposlo
altri

suo
fosse

Gauslino,
sore da

Dopo la morie del vescovo s. nel 963 venne eletto a succesI

corpoj mentre
chiesa di

pretendono che

riunito a quello de' predecessori


s.

nella
il

Mansueto. Nientemeno che

Chenu
il

lo dice

morto

nel

i4o, e registra

successore al 2/^5.
s.

Boiler vuole

Con pi di ragione il Apro fiorilo nel V secolo,


il

epoca che tuttavia rilarda


Nel

Muratori.

626
si

s.

Salaberga
a'

gli

fece edificare

una chiesa
la festa

nel suo monastero di


1

Laon;
vesco-

celebra

5 settembre.
**'

11

\o Alodio intervenne nel 549


d'Orleans, secondo
clirisliaiia in
iiites:
il
i

concilio

Saumarlani, G^rZ/z^

Tullcnses Episcopi et Colo

Chenu

chiama Albino. Quinil

Brunone arcivescovo di Colonia, Lorena e ."minislro dell'imperatore Ottone 1 suo fratello, il canonico regolare s. Gerardo, di santa vita nella cui biografia conButler celebrai la santit di sua vita, la carit col popolo che assiduamente istruiva con zelanti ecclesiastici, e mosli sempt e sommo zelo per la decenza del culto. Fece riedificare la cattedrale e grandemente l'arricch; don molli beni al monastero di s. Apro, e fu benefico con quelli di s. Mansueto, e di s. Martino sulla Mosa. Di pi eresse in Toul un ospedale, e la chiesa di s. Ganduca
di
;

di furono vescovi Trifurico,Dolcizio, Pie*

golfo.

Come

il

predecessore continu la
religiosi e morali,

UJon,es.
le la

Anlimondo martire, dopo quasede vac 3oo anni, al dire di Chenu.


tale

protezione sugli sludi


i

quali assai influirono ne'coslumi e nella

Hi. "vescovo dopo


110,

lacuna s. Ecula-

piet. Egli

non istimava
tale elletlo

la

scienza se

non
i

indi

Teofrido del 63
s.

done, chiamato pure

Bodo o BoLandino oLen1

s.

era accon)pagnata dall'umilt e dalle altre virt.

procurava che

dino, e sepolto nella chiesa di

s.

Mansueto.
E-

destinati al chiericato fossero principal-

Si successero altri vescovi che illustraro-

mente esercitati

in tutte le pratiche delia

no

colla loro piet e zelo questa sede,

\ita interiore, e l'esperienza gli avea in-

borno, Ermete, Magoldo, Dodo, Gribualdo o Garibald che edific e dot il monastero di
s.

segnato quanto riuscisse eflicace l'operare


in tal guisa. Nel pontificato di

Benedetto
il

Michele.

Dopo Godo
il

occu-

VII

si

port

in

Boma

a venerare
la

se-

la

sede Giacomo,

quale

si

ritir poi

polcro de'ss. Pietro e Paolo, e


pi edificanti, virt, mori

catte-

Del monastero di s.Benignodi Dijon eivi

dra apostolica nel98i.Neireserciziodelle


a*

ySo, succedendolo Berno. Intanto presso Toul si tennero due conil

mori dopo
il I

aa o aS
esempla-

aprile del

994> dopo 3 anni


i

di

cilii,

.nell'859 a Sai'omiicres
il

.),

re vescovato.

Il

vescovo

Ermanno ftcecu-

fu impoi tante;
(/'.j,

2."

nell'^Go in

2\)ils

nonico della caltediale Bnnione conte di

numeroso

di vescovi, lu

ambedue

Dupsburgo

de' duchi d' Alsuaio, e figlio

i4

TOU
cui

TOU
Bruil

clelc()nlec'EngeneliciraoEgesliem;quindi tljbe a successore l'educa loie di

noneil dolio Uerloldo. Mollo questi,


j)o!o e
il

po-

irlei

o elesseio vescovo Bruiione,

e fu consnginto dairtuci vescovo di Treveri a'9 sellembrei


pei"

Andava ogni anno a visitare le tombe a Roma. Morto nel 048 Papa Damaso 11, il clero e popolo romano, nella penuria d* uondni che unissero la prudenza allo zelo, buoni esempi alla fermez1 i

026, siccome insigne


Cile-

za contro

il

vizio, la

cognizione de'canoni
,

pieljzelojpiudenzaed erudizione. La

al desiderio

di farli eseguire
III

inviarono

Gallia Christiana j\\e\%dime\\e da


no,
fa

legali a

Enrico

perch volesse designa-

Biunone successore

di

Ermanno,

re

un

lai

soggetto pel pontificalo.

L'im-

e di cui era stalo predecessore Beiloido.

La scella diBrnnone corrispose pienamente alla riputazione cli'eiasi procacciala col

peratore convocali nella dieta di Worms in assemblea vescovi e grandi dell'imi

pero, ed esprimendo loro

il

desiderio dei

suo fervore, austerit e penitenza. Quando il suo metropolitano di Treveri volle

romani,

tutti

con voto unanime dichiaradi

rono

esser

Brunone vescovo

Toul

il

pi

da Brunone

il

giuramento
cui
i

d* osservare

atto a sostenere in quegl' infelici tempi


l'incarico

una disposizione per


za
il

suffraganei ee sen-

sublime

di presiedere alla Chietutti


i

rano obbligali a nulla inlraprendti


suo consenso, Brunone
si

sa di Dio.
possibili
t,

Brunone adopei
riuscire

mezzi

ricus, co-

per sottrarsi all'eminente dignii

me

contraria alla libert delTepiscopalo


si

ma

vedendo vani

suoi sfor/i
i

occup alla riforma del suo clero e de' monaci di sua diocesi. Per le
Indi subilo

domand 3

giorni per deliberare;

quali

pass nella preghiera, nelle lagrime e in

sue cure fu restaurata


j)iel

la disciplina
s.

e la

nell'abbazie di 5cnoues, di

Dio-

sto

un digiuno s rigoroso che in tutto quetempo non prese cibo alcuno. Spirato
il

dalo, d'Estivai, di Bon-Moutier, di

Mo-

termine, torn nell'adunanza, ove fela

yen-Moutier, e

di

s.

Mansueto. Riform
i'ultizio divila

ce una pubblica confessione di tutta


\ila,

sua

anche
chiese,

il

Diodo di celebrare

con tanta copia di lagrime, che ne

no, e rese pi maestosa

musica delle
s

come

quello ch'era assai esperto

nella musica in generale, e ne sapeva

trasse dagli occhi di tutti quelli che ?i erano presenti. Non essendogli neppure riuscito questo mezzo, per indurli a rivo-

pei fellamente la composizione, che supe-

car

la loro elezione, gli fu forza piegarsi^

rava in questo punto molti degli aulichi.Era instancabile allorch


si

ma

colla condizione, che se


il

trattava di profio-

sudiagio di tulio il clero e

popolo
a

non avesse il di Rorimaner

curare

la

salute delle anime, e di far

ma, non potrebbesi costringerlo


tler,
si

rire la piet.

Sempre

piccolo a'suoi occhi,

Papa. Questa condizione riportata dal Bu-

non si levava in superbia per le magnanime azioni ch'egli faceva; ne per essere
cugino dell'imperatore Corrado
rente del successore Enrico
le
II,

deve piuttosto insinuata dal gran-

e pa-

godeva
si

alta auloi ila

quache nella corte


Ili, col
il

de Ildebrando, poi s. Gregorio f^IT[l^.)i come col suo storico Voigt torner qui ad accennare. Brunone fece ritorno a Toul,
dichiar di ritenerne
il

vescovato, desti*

nulla

decideva di rilevantesenza

suo

consiglio.

Era usato

di lavare ogni

mat-

tina

piedi a molli poveri e di servirli.

La

sua pazienza e dolcezza erano inalterabili,

e furono

le

due vir

colle quali trionf

della malignila di coloro


terlo in discordia coli'

che vollero met-

imperatore e con altre potenti persone.A vea finalmente una


tenera divozione
a'ss.

nando bens per futuro successore Odone de'piincipi di Svevia. Su questo dice la Gallia Christiana^ con Ciacconioe Ba* roniot Bruno Papa creatwn^ non reliquisse titulum priorem Tullensetli dwn vijoit. Quanto a Odone, io loda per le sue virt, dottrina e santildi vita. Quindi partito alla

volta di Cluny, vi giunse


il

Pietro e Paolo, di

iu ubilo

da Papa

giorno

di Natale, iu-

TO
colili

TOU
rato e deposto in nobile urna,
il

i5
che ven-

nto con ogni onore claU'jibbate, edal


il

priore ch'era
assai slimato.

celelne lldebiando da lui


,

ne eseguito a'3o ottobre,

cosi fece la tra-

Avea questi

come
il

narrai

slazione di sue reliquie; quindi concesse

nella biografia e ne'relativi articoli, con-

grandi prixiiegi all'abbazia di


to.

s.

Mansue1

cepito colla vasta sua

mente

gran proil

A Odone

tli

Svevia successe nel 07


il

getto di sottrarre

la

Chiesa dallo Stalo,

nella sede di

Toul

sassone Pibo cancel-

potere spirituale dal temporale, far quel-

liere dell'imperatore

Enrico IV. Tra'suc-

maggiore di questo, e come prima rendere il Papa del lutto indipendente/ dall'iuiperatore, collocare anzi ili. "pi sublime dell'altro; e vi riusc meravigliosamente, con quella salutare riforma, che
lo

cessori pi degni di menzione, ricorder

don
ti

alla Chiesa vera e reale unit, per meglio promuovere l'elerna salutedi tutgli

uomini.

Il

primo passo gigantesco


quello di persuadere Brule

d'Ildebrando
cie,

fu

Matteo de'duchi di Lorena deli igGcir* Reginaldo di Senlisdel 2 i 5;Oddone Colonna poi Papa Martino /^(di cui riparlai nel voi. LXX V, p. 227); Giovanni di Neuchlel o IVovocastro, che il cugino antipapa Clemente VII fece maestro del s. palazzo, vescovo di Toul e anticardinale,e ne trattai ne' voi. 1 1, p. 2 4>XLIj
ca;
1

iione a deporre tosto

insegne pontifiin abito

p. 2

o;

Carlo

di

Lorena o Guisa
III

(f^.),

da pellegrino, per significare pubblicamente che


ed a recarsi a
lasemplice elezione dell'imperatore e dieta

Roma

cognato di Enrico

redi Francia, e nel

1 578 crealo cardinale da Gregorio XIII; Giovanni Porcelet, che Introdusse inToul

non

gli

dava alcun

diritto alla

Sede

a-

le

monache
i

della Visitazione,

carmelita-

postolica^ii\)lln\\\.eit\\oa\\ovaV Elezione

ni e

gesuiti; gli successe nel

625

il

car-

del

Papa

(A'.) al clero e

popolo romano.
a

dinal Nicola Francesco di Lorena(V.)f


il

Ildebrando accompagn Di unone

Roper

quale non avendo ricevuto alcun ordile

ma, che

vi

entr a piedi

scalzi,
riti

ed

ivi

ne sagro, rinunzi
glie;
il

dignit e prese

mo-

suo consiglio Rrunone co*


eletto sommo Pontefice

antichi fu

dotto e celebre Andrea de Saus1

con generale condi LeoLeone I il

senso di tutti, benedello e poi introniziato a*


I

say nominalo nel 648, autore del Marijrologii Gallicani, e della Panopliae
li Papa Clemente IXconcesseaLuigiXIVrediFrancia la nomina del vescovo e de* benefi-

2 febbraio!

049 col nome


s.

Episcopalis^ et Clericalis.

ne

IX

(f^.j,

per scegliersi

Grande
gridato:

a modello. Osserva Voigljquani

nome, avere galli Leo Papa, Leo Papa, prima che si pensassea ta! nome. Subito il Papa promosse Ildebrando alla dignit cardinalizie, il quale per buona ventura, d' alloto all'imposizione del

zi ecclesiastici
I

della diocesi di

Toul. Nel

171 ClenienteXI con suo breve am menni vescovo di Toul, perch senza licenza della s. Sede, avea unito al seminario
la

mensa

capitolare della collegiata di


di

s.

ra in poi divenne

da
s.

lui

perno della s. Sede, tanto glorificata. Nel concilio che


il

Eucherio
corso
al

Liverdun, con manifesta rei

sistenza di que'canonici,

quali

avcano

ri-

Leone IX celebr

in

Roma

circa

aprile io5o, secondo Galletti, o nel

29 magil

metropolitano che avea dichia*


tal

rata nulla l'unione. Gli rimiirover d'essersi

gio al riferire di Novaes, colla bolla Firtus divinae opeiatiom's, presso


il

da

sentenza apj>ellalo
,

al

magi-

UulL

strato secolare

1'

esort seriamente a

Rom.
che

1. 1,

p.i3i, canonizz
s.

il

predeces-

reintegrare

la

collegiata nel primiero sta-

sore nel vescovato di Toul


rilevai ancor. nel voi.
s.

Gerardo, il VII, p. 283. Nel


al

to e d'iiuiennizzarla

de' donni recatile.

Pcgli altri vescovi di


la

Toul

si

pu videie

seguente anno

Leone IX, per amore

suo aulico gregge si rec in Toul, ordin che il corpo di s. Gerardo fosse disoUer-

Ga/Iia Christiana, nelle t.\i\t edi/.ioni. Ne furono ultinti vescovi, Claudio Dro* vasdc Roussey d'Aulun, preconizzalo da

i6
Berieclelto

TOU
XIV nel
i i

TO
lessio Basilio
cesi di

U
di

7 54; e Stefano Francesco SaverioDes Michels de Gamporein

Menjaud

Chusclan dio-

slato

diDigne,nel 774 da Clemente XI V trada Senez. Imperocch Pio VII pel concordato nel 80 i fatto colla reptbbli1

Nimes, giada lungo tempo vicario generale di Nancy e di Toul, con quell'elogio che
si

legge nella proposizione

concistoriale.

ca francese, soppresse

il

vescovato dlToid,
il

e rrun a quello di Nancy:

vescovo Stedio-

fano

si

ritir dalla
in

sua diocesi e mor nel


lo stato della
Il

Per morte del vescovo Carlo, mg.' Alessio gli successe a' 12 luglio 1 844> ed l'attuale vescovo di Nancy e Toul.

1807. Ecco
cesi alla

breve

sua soppressione.

vescovo quas.

lificavasi

conte di Toul, e principe del


di rendite

TOULON. F. Tolone. TOULOUSE. F. Tolosa. TOUR. F. Torre.


TOUR.
D'

impero romano: godeva


Iire,o

secondo
le

altri

17,000 20,000 franchi, e pa-

AUVERGNE LAURAnobilissi-

GUAIS Ugone Roberto Giovanni Carlo,


Cardinale. Nacque da antica e

gava per

sue bolle d'istituzione alla ca-

mera apostolica la tassa di 2^00 florini. La citt conteneva 6000 abitanti (ora
ne novera pi di 9000), ed era divisa in 6 parrocchie, di cui due ne'sobborghi. II capitolo era composto di 4 dignit e di 36 canonici. Era vi unacollegiata,condue
abbazie di benedettini della congreguzio-

ma prosapia,

nel castello di Auzeville, ar1

cidiocesi di Tolosa, a'

agosto 1768. E-

ducato accuratamente

alla

buona morale

eallescienze,secondolasua elevata condizione, presto dichiar la sua vocazione ecclesiastica,


i

ed abbracciatone

lo stato fece

corrispondenti studi, e per la sua vir-

ne
la

dis.

Vandolfo.

canonici regolari del-

tuosa condotta merit che Pio VII lo preconizzasse vescovo d'Arras nel concistoro

congregazione di Lorena possedevano


s.

l'abbazia di

Leone. Fiorivano due con-

de'6 maggio 1802. La sua vita fu sempre


operosa, e zelante del gregge alle sue pastorali e aifettuose

venti di domenicani e di francescani, con

monasteri di religiose, una


il

commenda
estesis-

cure affidato.

Am

te-

gerosolimitana, e
lazzaristi.

seminario diretto dai

neramente

la

sua chiesa e giammai accett

La

diocesi di

Toul era

d'essere traslatato in altre pi illustri

odi
il

sima, e conteneva ne'primi del secolo passato

mersa pi pingue, onde

si

guadagn

ri-

772 parrocchie,
Conteneva
o borghi, I 100

236
3o

chiese sussi-

verente affetto del suo clero e de'suoi diocesani.

diarie.
citt

due principati, due contee dell'impero e altre signorie. 11 Papa Leone XII in considerazione del nuovo vescovo di Nancy, che dovea promulgare,
col

33 due ducati, un marchesato sovrano,


altres

abbazie,

Prudente e circospetto nelle gravi e

villaggi,

varie vicende politiche da cui fu sconvolta

Francia nel suo tempo,con saggio accorgimento seppe ognora godere la stima de* differenti governi di sua memorabile epoca. Fu chiamato dall' imperatore Napola

hvQs Q Inter illustria Cliri-

leone

ne'campi
alla

di

Boulogne, per prenivi

stianorniiij de'

20 febbraio 1824? Bull.


Conservatio
ti-

der parte
le

nota cereraonia che

eb-

Rom.
tilli

cont. t.i6, p. 24^

be luogo, nel qual tempo ricev pur egli


insegne equestri della legione d'onore;
di cui e assai pi tardi, e di venuto gi car-

Ecclesiae Tullensis concessi Episcocos titolo vescovile di

po Nancejensi pr tempore exis tenti.


Piinnovato
il

Toul,

dinale, fu fallo gran croce

nelconcistorpde'3 maggio preconizz ve-

po

re de'francesi.

da Luigi FilipQuesto monarca il vo-

scovo di Nancy e Toul rng.*^ Carlo Giuseppe M.^ Augusto Forbin Janson di Parigi; indi

leva ad ogni costo arcivescovo di Parigi

Gregorio

XVI

nel

1839

dichia-

r suo coadiutore con futura successione


e vcicovo di Joppe inpartibus, mg.' A-

dopo la morte di mg.' Quelen; egli per non volle abbandonare neppur questa volta la sua amata chiesa d'Arras. Dipoi il re fece premure a Papa Gregorio XVI pei'

TO U
la

TOU
pose
il

17

sua e<allazione,

il

quale conoscitore de*


uslica spo-

dubbio

alla

congregazione de'riti

melili del prelato, e della sua coslaulee


cdilicaule alFezioue alla sua
sa,
i .

sull'uso de'sagri

lro,chefurono

vietati. Nel

paramenti tessuti con vevol.XLlV,p.284

con soddisraziouedel suo animo, e con


lo

ricordai la magnifica edizione del Caiioii

ispiendido elogio, nel concisloro de'2 3 di-

Missae
il

ceubre 83()
1

cre e pubblic cardinale

falla eseguire da Gregorio XVI, quale avendone donato al cardinale uu

dell'ordiue de'pieli.
di

recargli la notizia

sua esallazioue e l'insegna del berrettino cardinalizio, nomin la sua guardia


nobile pontificia, cooiniendatore geroso-

esemplare nobilmente legalo, il porporato m'interess perch vi apponesse di venerato suo pugno il pontificio nome, per la gran divozione che per lui nutriva. Egli sin da prelato avea onorata d'associazione questa mia opera , e nella sua venuta
si

limitano

fr.

Filippo Filippi,

il

qtiale

ben

accollo e regalato dal cardinale, fu dal re


fatto ullziale della legione

d'onore (e poi

degn

in

pubblico dichiararmene con

per un tempo tlivenne cavallerizzo maggiore del Papa Pio IX). Per ablegalo apostolico a recargli l'altra insegna della

lusinghieri
disfazione.

modi la sua particolare sodEssendo egli il decano non sola

de' vescovi di Francia,


stianit,da questa per

berretta cardinalizia, Gregorio

XVI
(il

de-

ma di tutta la crime onorevole dimoanimo ne


fo rive-

put uig/lJartolomeo Pacca canonico Vaticano e protonolario apostolico


nel
1

strazione restai non poco soavemente confortato, e qui per grato

quale

853

dal regnante Pio


le

IX

fu delegato

rente memoria. Ilestituitosi l'amplissima

a recare a Parigi
di
in

corone d'oro ornale

cardinale alla sua diletta sede,entusiaslato


del

gemme
nome

preziose, ed a coronare con esse

Papa

e di

Roma,

tosto rest

compi eso

del suo capitolo e del Pontefice

l'immagine della B. Vergine delle Villorie e il suo divin Figlio, con quella pompa ecclesiastica cbe descrive il Giornale di Roma a p. 646, con altre notizie relative), trattato con distinzioni e dimostrarioni riconoscenti.

da profondo dolore in udire l'inaspettata morte di Gregorio XVI, egli fece celebrare solenni funerali. La sua grave et

non

gli

del successore Pio


1

permise di recarsi per l'elezione IX al conclave. Rica-

venerare di

Bramoso ilcardinale di persona la tomba de' Principi


ossequiare Gregorio

vo dal n. 68 del Giornale di Roma del i85o, che ilcardinale, non pago d'avere ne'precedenli anni arricchita la chiesa

degli Apostoli e di

del suo titolo

s.

Agnese fuori

delle

mura

XVI,

si

rec in Pioma nel 1846, edal Pa-

di nobilissimi doni, salvali per

grande

pa benignamente e con singolare estimazione fu ricevuto. Nel concistoro pubblico gl'impose


il

veilura dalle

demagogiche rapine dui 1849? volle con un novello allo di mufausto ritorno a

cappello cardinalizio, e in

nificenza verso la sua chiesa festeggiare


il

altro segreto gli confer per titolo la chiesa di


s.

Roma

sua sede del Pa-

Agostino fuori

le

n)ura di

Roma;

pa Pio

IX

(P".), e de'religiosi sensi del-

indi lo

annover

alle

congregazioni car-

l'animo suo, nel lietissimo avvenimento,


lasciar durevole

dmal7e della concistoriale, de'riti,e del-

njemoria con altro pre-

l'mdulgenzees. reliquie.Nel vol.LV,p.4o


notai,

zioso dono. Desso fu

una magnifica
di

pis-

come

il

Papa

gli

permise nel gio-

side d'argento, di assai grandiose proporzioni,

ved santo di assistere al pranzo degli A-

splendidamente dorata,

forme

medesimo imbandito e servito. Nel voi. LI, p. 62 61 61 narrai come Gregorio XVI, per dargli una parlicolarissi
postoli,dal

gotiche nel disegno, e tutta adorna di sagri simboli e istorie evangeliche a basso*
rilievi,

e di figurine del Salvatore e de*


degli Apostoli, pregevole la

ina distinzione,

gli

confer

il

pallio colle

due Principi
ri

proprie sue mani, in benemerenza di sue


iugoiari virili; e

voro dell'orificeria francese.

E perch du-

com^

il

cai'dioale pio-

pereuut: la mcaioriu della cugiuue, che

IC&i>wvcmit

attedi

ICDSemon/b.

Hi

i8

TOU
alla nobile

TOU
sto e
i

mosse ranimo del donatore


ofTerta, fece
il

magnificenza, e terminati

neh 833

cardinale incidere sotto al


il

lavori ne fece la solenne consagrazione.

pie della pisside Tiscrizione che riporta

Da
lito

quel

tempo

in poi

Giornale citato, colla data de'i?. aprile i85o. Il prodigio ottenuto dal Papa nelr anniversario di tal giorno nel i855,
presso tale chiesa, a intercessione dell'I m-

beneficarla, e nel

non lasci mai di punto in cui era assa-

dalla morte, faceva collocare nel cen-

tro della chiesa

baldacchino.

La

un veramente magnifico folla fu sempre grandisla

macolata Concezione e
celebrai nel voi.

di

s.

Agnese,

lo

sima all'episcopio, poich


spoglie, ascese a circa

moltitudine
e

mentre a p.
vi

LXXlll,p. loi e seg., o3 e 343 accennai grandiosi


i

de' fedeli accorsa a venerarne le mortali

8000 per giorno


Il

restauri e magnifici abbellimenti che poi


fece
il

in tutti quasi 25^,000, con

pena tenuta in

il

Papa pergralitudine.Continuanla

ordine da 32 soldati.
stito in

suo cadavere vecolle insegne car-

do

cardinale a governare con pastorale

cappa magna e

sollecitudine

sua chiesa, leggo nelG/or1

dinalizie, in

mezzo
si

alle torcie fu esposto

nale di

Roma dei iS5

a p.

698 (le

altre

nella cappella addobbata elegantemente.

notiziecheriporleilericavo dalle p.68g,

Sopra
in

il

calafjico

leggeva questa sem-

71 r, 717, 726, ySo, 742, 8o6)j che essendo indisposto, pure nel sabato 1 9 luglio trovandosi assai bene, si proponeva udir la messa in cappella nel d seguente; uia verso un'ora dopo la mezza notte ebbe una leggiera crisi, che medici giudicarono non allarmante. Alle ore 4 e mezza volle alzarsi e porsi su d' una sedia, ma poi con pena rientr nel letto. Tuttavia sentendosi quindi meglio volle rialzarsi e vestirsi a far qualche passo, quando a un tratto cadde al suolo, non avendo avuto forza il cameriere a sorreggerlo. La caduta fu fatale, ma non diminu la presenza del suo energico spirito,che conserv sino
i

plice e notabile iscrizione:

mezzo a

noi.

Il

capitolo
si

processiona Unente

Folle morire dopo vesperi rec per due giorni


i

a fare le solenni assoluzioni, e rientralo


nel 2. in cattedrale,

ni Creator Spiri tus,

dopo il canto del Fc' nomin vicari cai

pitolari e gli altri ufliziali per la sede va-

cante.

Tulle
il

le

parrocchie della citt re-

caronsi io processione

suffragare

all' episcopio, per ben ansato pastore; ed conladini pure con divoti [)ellegrinaggi vi si portarono in grande numero da'villaggi
i

e dalle canpague. Si protrasse

il

trasferi-

mento
larlo,
la

nella caltedrale,per attendere l'au(!)

torizzazionedel governo

per

ivi

loinu-

all'ultimo istante. Arriv in fretta

il

decani-

secondo

la

disposizione del defunto,

no

del capitolo, e l'ab. de la


gli

Tour suo

quale fu accordala, come trovo neil'O.?1

pote

amministr l'estrema unzione,


letto. Il

senza potersi riportare a


nale spir alle ore

cardi-

84, e perci
in

il

1 o circa del 20, d'anni pi vecchio d'et Ira'car-

servatore Romano del 1 85 1 a p. 7 7 .Trasportata solennemente la salma del cardinale nella cattedrale , tutta la guarnigione e
pi
la

guardia nazionale fu scilo


il

le

dinali. Sparsasi la notizia di sua

morte

armije fu salutato

suo ingresso da 60 col-

un momento ovunque produsse ama-

de'cannoni posti nel giardino di Saint-

rezza e dolore.
il

Non

lasci fortune, e tutto

Vaast. A'29 fu celebrato con

pompa

il

fu-

frullo de' suoi risparmi, consistente in

nerale, presieduto dal cardinal

Gousset

2000

franchi, leg a'poveri, imperocch

arcivescovo di Reims, ed assistito da'vescovi

tutte le sue rendite avea a loro vantaggio

d'Amiens, di Soissons,

di

Tournay,

e della cattedrale costantemente impiegate.

d'Orleans, oltre l'arcivescovo di Rouen.

La

cattedrale

gli

fu

sempre

a cuore,

Mg/Regnier arcivescovo di Caujbray non


solo
si

e ne fu benemerentissimo. In
1

fatti

per

le

associ a rendere quesl' ultimo e

sue cure nel i 8 o l'avea reslilnila


cattolico^e successivamente l'orn

al

culto

pietoso ufilzio al pio cardinale,

ma

volle
le

con gu-

pontificare la messa di requiem. Tutte

TOU
nntoril
civili, mililari,
si

TOU
giudiziarie e

19

nm-

gi (V.)

capoluogo

di circondario e di

ministrative
sequie.

trovarono presenti

all' e-

La

societ filarmonica vi esegu

due cantoni, a 5 leghe da Lilla, pivi di 9 da Mons, e quasi 6 da Brusselles capita1

ingranile orchestra e con numeroso stuolo di coristi


la

le

del regno; in riva alla Schelda,

che

la

musica della messa: pi di

200

artisti e

amatori della musica riu-

divide in due parti ineguali, congiunte per mezzo di ponti, e la pi considerabili

nironsi a della societ, perch la lugubre

delle quali

occupa
i." vi

la

sponda

sinistra,
cit-

funzione riuscisse colla maggior pompa.

le quali parti diconsi citt

vecchia e
1.^

Queste pubbliche dimostrazioni sono un


solenne ed eloqtienle elogio dell'illustre
trapassalo.
nale, senza
tai
Il

nuova; nella
'2.''

sono 7 parrocchie,
istanza e

e 3 nella
di

Ha

tribunali di

suo corpo vestito da cardi-

la

cappa

(a

Funerale

ripor-

come

si

celebrano
,

le

pompe

funebri

commercio, ed residenza d' un comandante di piazza (li 2.^ classe. Circondata da una cinta bastionata e difesa da
parecchie altre opere
vie
di fortificazione, le
le

de' cardinali

e vado particolnreggiando

talvolta le usate fuori di

Roma, per notar-

ne sono dritte e nette, e


sieguono
assai

case bene

ne

le varianti), colla

croce pettorale el'a

fabbricate; belle riviere, in parte piantate d'alberi,

nello in dito, oltre le divise cavalleresche,


fu sepolto nella cattedrale in apposito

modue

formano un

le sponde del fiume, grande spazio comoil

numento da
branche

lui fattosi

erigere vivente,

dissimo per lo sbarco e

carico delle

sotto l'altare della B. Vergine e su


di ferro, alla

mercanzie. Visi notano diversi decorosi


edifzi.

presenza del car-

La

cattedrale, situala nella citt

dinal Gousset, del capitolo e clero, delle

vecchia, grande e magnifica, bel

mo-

autorit pubbliche, di due individui della

ntuuenlo

di stile gotico,

che sormontano
a guglia. E' sot-

nobilissima famiglia de

la

Tour d'Auil

Scampanili terminanti
to l'in vocazione della B.

vergne, e del nolaro, che rogato

proces-

so verbale e fattolo sottoscrivere in 3 copie dagli astanti, una ne pose nella cassa

con batlisterio,
dal decano; tra

Vergine Assunta, e cura d'anime esercitata


le

reliquie insigni sono a


ss.

mortuaria,

l'altra nell'archivio del capi-

nominarsi, quella della

Croce, ed

il

cor-

tolo, la S.* in quello del

municipio.
si

p.

po
Il

di

s.

Eleuterio vescovo patrono della


nel suburbio.

74^

del

Giornale di

Roma

legge la
del car-

cilt;i

due cimiteri esistono


si

semplice epigrafe, scritta di

mano

capitolo

compone

di

dignit, la

di naie e per ^colpirsi sulla cassa di

piom-

maggiore delle quali

l'arciprete, di 7 ca-

bo, con l'onorevole aggiunta che vi fu fat-

nonici onorari, e di altri preti e chierici


addetti al servizio divino. Anticamente
il

dopo la pianta sua morte, rimarcandosi il da lui operato, e che governo 49 anni la diocesi. JNell'islesso Giornale di Roma si dice che il governo francese decret il dono alla citt d'Arras d'una statua in marmo in piedi del cardinale de
ta
la

capitolo era costituito dal decano, da 8

diguite da 32 canonici.
vile
le.

Il

palazzo vescoalla cattedra-

decoroso e aderente
le

Tra

altre chiese rimarcabile quel-

la di s.

Martino. Le altre nominale chie-

Tour

per collocarsi nella cattedrale,


e giusto tributo al merito e

se parrocchiali

sono tutte munite del

s.

in

omaggio

fonte. Vi sono
diversi sodalizi,
trofio;

alle virt del rispettabile pastore.

che

4 monasteri di religiose, 4 ospedali, oltre l'orfano1


i

lina copia rester nel


les,

museo

di Versail-

due seminari, maggiore e minore,

a lato di quelle di Bossuet, di Fenevi fu

neli.^de'quali nel
ni, nel 2."
t.

lon e di Massillon; e di fallo


sidenza

portata.

TOmi'S ^Y(Tornacen).C\i\lK
vescovile dell* Hainnut
,

con

re-

835 eranvii 2 alun35o giovanetti; il monte di pieRinomate erano le abbazie de'benes.

gi dei

dellini di
ti

Martino, e di

s.
s.

Nicola a'PraAgostino, es-

Paesi Bassi (F.)gqv[(\{A regno del Bel-

de'canonici regolari di

20

TOU
Madonna
la

TOU
de'Prali
il

senclo in quella della

monache

dello slesso ordine. Belli sono

palazzo municipale,

gran guardia,

la

Ione comunale,

l'orologio pubblico

con
"mu-

soave concerto musicale pari ad un organo, l'ospedale degli anlicbi Preti, e


lini

da varie torri che vi si vedcano. I vandali la rovinarono nel principio del V secolo, e caduta nel 438 in potere de'franchi, Clodione loro re la don nel 44^ al suo successore Meroveo capo della i." razza dei Merovingi, il quale nel 44^ '" *^'^ ^^^'
bill la

da farina costruiti da Vauban. Questa citt, nella quale entrasi per 7 porte, possiede parecchi sobborghi, una camera

sede del suo regno. Anche


scuopri
vi

suoi
I,

successori vi risiederono, e Childerico


di cui
si
il

sepolcro presso la Schel-

commercio, la borsa, l'ateneo, l'accademia di disegno, scultura e architettu*


di
ra, nella

da nel 1^53,
v
]

mori nel 481

circa.

Ser-

Tournay

d'asilo nel

575

a Chilperico

quale

si

fanno

corsi di disegno

re di Soissons, inseguito da Sigeberto I


lo assedi.

lineare,

come pure
Il

scuole di

mutuo

in-

led'Austrasia che ve
i

Neir88o

segnamento.

vecchio e vasto teatro^ nel


fu

normanni
l
il

la

posero a fuoco e a sangue,


gli

dicembre! 852
stire le

"ventevole incendio,

predadi rapido e spache minacci d'invefcdjbriche della piazza del Vescos.

trascinando in ischiavit
lo

abitanti. Car-

Calvo riun
citt,

alla

contea di Fian-

dra questa

\ato e delle piazze vicine, e principalmente l'adiacente chiesa di


si

capitale della Francia, cess allora


di far parte di tal regno.

che dopo essere stala la anche

Quintino, che

Ebbe

poi

mol-

salv a stento per


il

le

precauzioni prese,

to a solfrire dalle diverse guerre che so-

dopo avere
ristia.

vicario generale trasportala pisside colla ss.

pravvennero tra'famnnghi,
i

gl'inglesi e
la
1

lo nell'episcopio

Euca-

francesi. Nei

192
li

si

pose sotto

prote-

Tournay ebbe un
di circa 7

collegio irlande-

se fondato

da un vescovo della medesima,


alunni senza obbligo
il

Augusto; nel 2 1 3 se ne impadron Fernando diPortogallo conzione di Filippo


tro
i

composto

francesi,

quali presto

la ripigliaro-

di rendersi ecclesiastici;

rettore e
le

un

no

e conservarono per

lungo tempo. Fi-

provveditore aonninistravano
rendite del collegio stesso.

poche

lippo

IV

il

/?e//o la fece circondare di

mu-

Non manca d'a -

ra e fosse nel
la

meni
tele,

passeggi, di fabbriche di cappelli,

corona di

1295: Carlo VII la riun alFrancia con lettere patenti


1

maiolica e porcellane,indiane,berretlarne,

nel
e
1

bronzo dorato, liquori, soprattutto di curacao rinomato; una superba manifattura di tappeti da terra, fornaci da calce, tintorie, concie di
stoffe di cotone,
pelli, cartiere, filatoi di

4^6 1 4^ 2, e la conferm con altre del 436. Adolfo d'Egemont duca di Ghelindarno nel 1477; "la

dria, l'assedi

od

i5i3 Enrico Vili re d'Inghilterra se ne insignor, e vi fece murare un castello, indi la restitu alla

cotone, quivi

fio-

Francia nel i5i7.

Ma

riscono e alimentano un
sai

commercio

as-

nel

52

il

conte di Nassau, generale del2."

seffo di

storici CioGiovanni Cousin, dei giureconsulloVendelin e di altri uomini il-

importante. Espatria degli

Tesercilo di Carlo

La

liarre e

dopo una

riunione alla

V, prese Tournay, che madre patria

Justri.EleggeSdeputati agli
vincia, e novera pi di

stati della

pro-

che avea durato 329 anni, ne fu nuovamente staccala nel 1 52 5 mediante il trattalo di
ta a

26,000

abitanti.

Madrid, e dall'imperatore fu da-

IVe'dinlorni sono cave di calce e gres.

Que-

sta citt di Fiandra, una tra le pi antiche e importanti della Gailia Belgica, era all'epoca della conquista di Giulio Cesa-

suo figlio Filippo principe di Spagna; cessione confermala pe' trattati di Caoi-

re, capitale de' Nervii e

portava

il

nome

di Civitas

Nen'prnm

che
di

in

appresso

lasci per

prendere quello

Tornaciwi,

bray nel 1529, di Crespy neli544> ^ *^i Chateau-Cambresis nel 1559. Gravi disordini vi commisero gli eretici udS^Q^ ed essendosi poi gli abitanti ribellati contro la Spagna, il duca di Parma Farnese

TO
li

U
XIV
nel

X O U
1667
rio circa al

soggi ogo

neh 58

1.

Luigi

298, dopo aver convertito a

se ne rese

padrone

e l'incorpor alla

Fianfe,

Ges
la

Cristo pi di

3o,ooo persone. Nel-

ciajallatiualeconfermonneil possedimento la

paced'Aquisgraua

nel

1668, e ne

Gallia Christiana registralo s. Piatone peri, vescovo di Tournay. Anche

ce la capitale

del Touriiais o
della

Tuinese

Commanville

dice che questa sede vesco-

chedipendeva dal governo


Francese, stabilendovi
la

Fiandra-

vile origin nel secolo III, indi diventie

sede del suo pardi successione

sulfragauea di Reims.

U 2. vescovo fu
al
1

Su-

lamento. IMa nella guerra

perior,che nel
cilio di
r

346

intervenne

."con-

contro l'Austria, fu presa dal principe Eugenio e dal duca di Marlborough, e


ni

'^n-

dopo

fu ceduta all'Austria per la pa-

ce d'Utrecht, e pe'trattati di Rastadl e di

Colonia; Teodorico o Teodoro fio480; dopo sede vacante trovasi nel 486 s. Elcutcro [f^.) di Tournay, prelato zelantissimo, tolse un gran numero
nel
di franchi alle superstizioni del

Kade. Per quello delle Barriere nel


l'Olanda l'ebbe
in custodia, fucb

170
Luigi

pagane-

simo, in cui erano ricaduti pel


cio cogl' idolatri,
vert
tici

commergli
si

174^5 e la f*i' non meno della cittadella fatta dall'avo suo costruire nel 1670. 11 trattato d'A juisgrana nel 1748 la restilu all'Austria, quindi nuovamente franla

XV

riprese 3*19 giugno

onde

dicesi

che ne coneregli

ce smantellare

pid'

,000, combattendo

a voce e in iscritto,

onde

attri-

buiscono molti sermoni, anzi per tale moti vo si vuole che riunisse un sinodo nel

cesi vi

rientrarono

1*8

novembre 792, poi


1

427,6

difese

il

mistero dell'Incarnazio-

espulsi dagli austriaci a'20 aprile

1793.

Nel

794

1' 1

2 e 3
1

maggio

generali

de'primi

Soubam

Daendels sconfissero
il

gli austriaci
il

dinanzi a questa citt, di cui

3o giugno seguente

general Piche-

ne oltraggialo: insidiato perci dagli eretici, venne sorpreso e battuto crudelmente, laonde poche settimane dopo mor il I ."luglio 532, altri dicendo a'20 febbraio in cui se ne celebra la festa. Il clero e il
popolo
e
le

greu s'insignor, e rientrando allora sotto il dominio della Francia divenne capoluogo d'un circondario del dipartimento
di

di

Tournay,ammii'aQdo
di
s.

il

sapere

grandi virt

Medardo
s.

(P^.) ve-

scovo di Noyon,gi amico di


rio

Eleuleufiizi, lo

Jemmapes, luogo
la

dell*

Hainaut reso

ed a cuiavea reso

gli

estremi

famoso per

decisiva vittoria riportata

chiesero a pastore, in ci secondati dal re


Clotario
I,

da'francesi sugli austriaci a' 7 novembre 1 792, per cui dierono il suo nome al di-

domanda che
di

metropolitano
la

lod s. R.emigio Beims. Questi conside-

partimento, corrispondente all'Uannonia


ossia all'flainaut. Dalia

Francia venne au*

Cora una volta separata nel i8i4> e nel

i83i

fu

compresa nel nuovo regno del

anno si scuopriro* no molte tombe romane che sembrano del


Belgio. Nel precedente

IV

secolo.

La
ziata

fede cristiana pel

.
i

vi

fu

annun*
il

da

s.

Pialo/ic (F.) di Benevento,

rando che ne risulterebbe gran bene per propagazione del vangelo, e che il Papa dava la sua approvazione, costrinse s. Medardo a governare oltre la diocesi di Noyoi (y.)i quella pure di Tournay, le quali d allora in poi rimasero sempre congiunte, ed ebbero utio stesso vescovo pei* lo spazio di 4oo ovvero 5oo anni. Eravi una parte della diocesi di Tournay ancora avvolta nelle tenebre
s.

quale entrato nella Gallia Belgica converti


al cristianesiuo
il

ilei

paganesimo;

territorio di

Tournay,
del

Medardo

visit tutti

luoghi dove tro-

n' venerato apostolo o protettore

vavansi idolatri, per toglierli dalla superstizione e dalle sregolatezze. Gli ostacoli
ch'egli incontr, e
corsi di
i

paese, e ricev
so
il

la

palma

del ntartirio vernelle fatiche es.

286;

in (|ue!lu

come

pericoli

pi volte infatiche in-

vaigeliche

ebbe a comp<igno
Altri lilarduuu
il

Euberlo

perdere
il

la vita,

non fecero che

o Eugenio.

suo muili<

ialiauiiuai'u

suo zelo,

Le sue

22
defesse, ed
i

TOU
suoi portentosi miracoli prola

TOU
Madonna
de'Prali, lodato per le sue
vescovi, Gio-

dussero

felici

conseguenze, in

modo che

virt.

Nominer tra gli altri

lo splendoredelie verit evangeliche dis-

vanni de Buchel gi decano della cattedrale, morto nel 1266; Michele de Varenghen nel 283, gi scolastico di Tournay ; Guglielmo de Ventadour dopo il 1 324; uel 334 Andrea Giii[T'^.) fioren1
I

siparono

le

nubi dell'errore

in tutta l'e-

stensione delle

due sue diocesi, e


Fiandra,
i

negli an-

tichi abitatori della

quali sorle

passavano in ferocia e barbarie tulle


nazioni de'galli ed franchi. Dopo
i

tali

con-

tino,poi cardinale;a cui successse nel

342

versioni

s.

Medardo torn
si

a Noyon, ove

caduto maialo,
lio
I,

rec a visitarlo Clotala

Giovanni de Pres; neli35i vi fu trasferito da Noyon Filippo d'Arbois, che fabbric


e congiunse in

per ricevere

ripos nel Signore verso

sua benedizione, e il 545, univer-

lo

salmenlecompiantoda tutti i franchi, che veneravano come un padre e protetloscrittori cui

Tournay, matrimonio Filippo V Audace duca di Borgogna con Maria contessa di Fiandra; neh 379 Pietro d'Auxi
la chiesa de'certosini di
il

le.Non mancano
s.

ripugna che
di
s.

canonico della cattedrale, contro


nello scisma dell'antipapa

quale

Medardo

fosse

coulemporaneo

E-

Clemente VII
al

leuterio, e
tri lo

ne ritardano la morie, ed alfanno fiorire pi tardi dicendolo vescovo verso il 623, e sar forse errore numerico 1*832 di Commanville, nel
,

s'intruse Giovanni

Van West,

quale

l'antipapa die in successore Lodovico de


la

di

quale anno dice che s. Medardo un il vescovato di Tournay alla sede di Noyon.

Dopo

la iiorte di s.

Medardo,

di lui sucle

cessori

continuarono a governare

due

sedi sino a

Simone

de'conti del

Yerman-

dese, ultimo vescovo delle due diocesi; o secondo altri ad Anselmo monaco di Sois-

pel favore del detto duca Giovanni Cheurot fu benefico colla sua chiesa e mor nel 1 460; Guglielmo Fiilatre borgognone Iraslalo da Toul nel 1461 per cura di Filippo il Buono duca di Borgogna, dopo aver inlei pellaio il re di Francia sotto al cui dominio era Tournay, poi cancelliere dell'ordine del To^o/zfZ'oro, e legato del du-

Tremolile

Borgogna

sons del monastero di

s.

Medardo
il

e ab-

ca a Papa Pio

II

per esser dispensato dal

bate di

s.

Vincenzo

di

Laon,

quale ne!

voto di fare una spedizione militare contro


di
i

1 j45 o nel fu coosagrato vesco1 146 vo di Tournay in Roma nella domenica LaeUi e, &i3k Papa Eugenio III, che ad istanza di s. Bernardo abbate di Chia-

turchi. Ferrico di

Cluny canonico

Tournay

e cancelliere di detto cospi-

nuovamente le due ^edi Tournay e di Noyon. Gli successero, nel 149 Geraldo 2.'' abbale di Villars^ sotto del quale Papa Adriano IV nel 1 56 conferm la separazione de' due
lavalle, separ
di
j

cuo ordine neh 47 4 battezz in s. Guduladi BrussellesMargherita figlia diMa riadiBorgognaedi Massimiliano I d'Austria; nel

1484 il cardinal A ntoniottoPizZQuicque che


alla

lavicino (V.) genovese, che govern pe'


suoi vicari; Pietro
nel
1

5oQ

battezz in

Gaud

presenza di Filip-

vescovati. Guallero gi decano della cat-

1166; cui nel 1 172 ebbi; a successore Everardo de'signori d'Avesnes e di Leuse di Tournay, e costru un monastero nel territorio di
tedrale, governava nel

1, il figlio poi celebre imperatore Car-V. Nel i5o6 Carlo d' Haulbois fond la messa mattutina e celebr il sinodo diocesano ; Carlo de Croy designato

po
lo

Bruges; nel

191 Stefano di Liger con-

tro la sua espellazione; nel

i2o4

fi^

con-

sagralo Goscelino gi arcidiacono della


cattedrale; neli'2i9 Guallero de Marvis
fonilalore deli'al.'bazia delle

in RoPapa Paolo IV, ad istanza di Filippo II le di Spagna e sovrano de'Paesi Bassi, colla bolla Super Viih'cisay de' 12 maggio 559, a'4

neli5i7

di anni 17, e
:

consagrato
il

ma

nel

539

a suo

tempo

monache

dcl-

antichi vescovati delleFiandre ne aggiun*

TOU
se
1

TOU
ci

33

4,SOcleni!o allora quello


tli

Totirnay

roa

tanti mali, e vi facessero agirei dotti


i

3 0,000 lire
tjuello di

rendila; ed

avendo eretto
il

e pii missionari,
re dalla

quali potessero toglie-

Cambray
vi

in arcivescovato, fra'

mente
si

de'traviali ia caligine te-

su (Fraga nei

comprese

vescovo di

nebrosa della
tri

sella calvinista.
la

Per

gli ai-

Tournay che
di Reiras. Neil

sottrasse dalla

dipendenza
il

vescovi

pu vedere
i

Gallici chriregistre-

565

a Carlo successe

vi-

stianaj colle Notzie, di


r
gli

Roma

cario generale Giliberto d'Ognies figlio


del governatore di

Tournay,

vigilantissi-

mo

e generoso pastore; neiS'jS Pietro

Pintaflourgi decano della cattedrale; in


questa fu consagrato dall'arcivescovo di

yS i Francesco Ernesto di Salm di Vienna d'Austria, indi nel 1770 ia sede vac. Nel 1776 Guglielmo Fiorentino de Salm-Salm di Anhold dioultimi. Nel
cesi di Liegi,

Canibray il successore Massimiliano Morilion, morto neh 586; gli fu sostituito Giovanni de Vendeville virtuoso e zelante

cante

la sede.

quindi nel 1793 rest vaNel 1802 Francesco GiuArgentina, restando per sua

seppe Hirn

di

vescovo, restauratore della disciplina

morte vacante la sede nel 18 19. In questo tempo Leone Xil a mezzo del suo plenipotenziario
il

cccle5iastica,e introduttore de'cappuccini


in

cardinal Cappellari, poi

Tournay. Nel 1598 fu fatto aniministratore Lodovico de Bariaymonl arcivedi

Gregorio XVi,concluse nel 1827 un concordato col re Aq^ Paesi Bassi^ nel quale
fu stabilita
diocesi, e

scovo

Cambray. Nel 596


1

fu eletto ve-

una nuova

circoscrizione di

scovo Michele d'Esne, consagrato da Ottavio vescovo diTricarico e nunzio aposto-

Tournay
La

fu dichiarata sufFradi

ganea del metropolitano


tuttora.
diocesi di

Malines, e lo
si

licoxonvoc
2 aprile
ziato e

il

sinodo nel 6oo,e poselai.*


1

Tournay

for-

pietra nella chiesa de*gesuiti


1

diTournay a'

m
me
in

dell'Hainaut.
il

A questo

paese die no-

60
i

, i

quali poi

vi

ebbero il novi-

il

seminario; inoltre introdusse ia


carmelitani. Nel 16 16 Massi-

parte,

Tournay

fiume Hain, che ne percorre gran nome che si suole convertire anche Haniioiia, Paiinoaia e Picardia in-

miliano de
cesse

Gand

dello Villain, gi cano-

feriore.
la

nico della cattedrale; nel


il

i644

^*

suc-

Anche la Schelda, la Sambra e Dendra ne rendono coll'irrigazione feil

Gand de Papa Clemente IX concesse a Luigi XIV lafticoltdi nominare le chienipote Francesco de
Villain.
Il

race

suolo, che tutto

si

distende in pia-

nura, e produce ogni sorta di cereali e pascoli ubertosi.

se,

Fiandra da lui unita a Francia, compresa la diocesi di Tournay. Nel 171 1 il Papa Clemente Xl,avendo sapulo molti scandali introdotti in essa, non solo per la prepotenza colla quale la podest secolare si usurpava la collazione delle prebende, ma anche pegli errori che vi aveano dissemii

monasteri e

benefizi nella

ferro,

Vi si trovano miniere d piombo, carbon fossile, e cave di marmo. Le guerre, di che per pi secoli

stata sovente teatro,


do, rilardarono
i

come andai

diceniii-

progressi della sua

dustria.Non

vi

mancano

tuttavia fabbritele,

che
sta

di

panni, mussoline,

merletti,

vetro e chincaglierie. Dal secolo

V queco-

provincia era governala da conti par-

nato

confinanti ereticicalvin8li;accorse

ticolari, e la linea di quelli eredilarii

subito a porvi riparo con breve scritto al

vescovo di Tournay

ordinandogli che

minci neir86o da Reignier detto Lungo Collo. Un'erede di questa contea la


port in matrimonio a Baldovino
te di

senza indugio ritornasse alla sua chiesa,

mentre dall'assenza sua nascevano si gravi

Fiandra. Nel i436 pass


il

in

Vi condomi-

sconcerti, inoltre esorl fortemente


i

il

nio di Fdippo

Buono duca

captolo e

vicari generali

che governaa-

nn, per cessione fattane


laviera contessa d*

vano

la

diocesi,

mediante altro breve


si

poslolico, allineile con zelo

opponessc-

Zelanda e

dama

di

di Borgoda Giacomina di liannonia, Olanda Frisia, per redimere

24
il

TOU
meridionale venne posseduta
il

TOU
1 829 ne dichiar vescovo mg.Tio. Giuseppe de Plancqdi Thien diocesi di Toui-

pioprlo marilo dalla prigionia. Quin-

di In parie

da Francia e

rimanente da Austria col


lutto

nay,per quelle egregie qualit


la

riferite nel-

nomed'Hainaul Anstriaro. Riunito

proposizione concistoriale. Morto nel

nel lygSperdirillo di conquista Francia,

1834, Gregorio

XVI

nel concistoro de'


"^

neli8r4 divenne provincia de'Paesi Bas


si

aprile

1835

fece l'attuale vescovo

mg.

e finalmente del regno del Belgio, a ven-

ie ]\Jons

per capoluogo, di cui vado a

ri-

cesi di

Gaspare Giuseppe Labis di Warloing dioTournay, gi con plauso per 2 an1

un cenno per isdebitarmi del promesso a Paesi Bassi. Mons, Mons Janferire

ni professore di filosofa e teologia nel se-

nonae, forte e considerevole citt, trovasi nel declivio d' una collina e si distende

minario, ed ornato di quelle doti dal Papa celebrale nella proposizione concistoriale. Ogni vescovo tassato ne'libi della
i

fiume Troville l'attraversa, e mediante un canale comunica con Lilla, e giunge ad Ostenda. I panella soggetta pianura.
Il

camera apostolica
sa consistendo in

in fiorini

SyOjla men-

lazzi del

governo, dell'assemblea provin-

ciale, e della

comune, sono
torre, ed

gli edifizi
s.

mi-

gliori; fra le chiese quella di

Elisabetla
sito

20,000 franchi circa, annuatim a gubernio solvenda. Perampla est dioecesis constans Hannoniae provncia, in eaquc 4oo et ultraparoeciae,pluraque locale toppida continetur,

ha una bella
castello

occupa

il

d'un

demolilo neli6i8, che

la tradi-

TOURJN'ON Francesco, Cardinale. Nobile francese de'con ti diRossiglione,naTournon, affine del re di Francia, di 12 anm profess tra'canonici regolari di s. Antonio di Vienna, nel cui ordine ben presto, gi maturo per senno e morigera lezza di costumi, ottenne le primarie di'
to a

zione dice costruito da G. Cesare. Diversi


spedali sono altres di bella costruzione,

ed

in

genere tutta

la citt

regolarmente

fabbricala, ed ha

il

tribunale di

commer-

cio pel suo traffico e manifatture in tessuti di varie specie, merletti e stoviglie.

gnit.

Clemente VII neh 525


i

Io

promos-

Era celebre in questa citt


nobili canonichesse di

l'abbazia delle

se all'arcivescovato

s.Waltrude oWau-

a quello di
il

d'Ambrun,eneli526 Bourges,dove nel 527 celebr


si

dru. Si attribuisce l'originedella citt alla


fortezza di

sinodo,

crede che nell'anno slesso


re di Francia, pel con,

Mons

Castrilcus^ che Albe-

venisse eletto abbate generale del proprio

rone

Clodione cominci a fabbricare nel 44^) ^ dove si ritir la detta santa, che vi fece erigere una coppella e
figlio di

ordine. Francesco
io

che faceva

<li

sua probit

saviezza e

un
po

oratorio, per cui

Mons

ottenne molti

prudenza, gi l'avea annoverato tra'suoi primari consiglteri,nella quale rappresentanza


si

privilegi
la

da Carlo Magno, e prese col temforma di citt, la quale nel i i 2 fu


i

guadagn

tal

fama

di giustizia e

quasi ridotta in cenere.

Baldovino VII

che nella prigionia di quel re, succeduta nella famosa battaglia di I*avia,
di valore,

conte diFiandra
ra.
I

la

restaure cinse di

mu-

fu destinato ambasciatore in Ispagna al-

Guglielmo principe d'Orange la pre^ se nehSya, e per la Spagna fu ripresa poco dopo da Federico di Toledo figlio del duca d'Alba, quindi segu le vicende
dell'Hainaut e di Tournay. Riunita nel
I

l'imperatore Carlo
libeiazione.
sceria
Il

V per trattare la sua prelatoimpieg nell'ambaintero, finche


si

un anno
la

concluse

estabib

sospirala liberazione del re, doI

793

alla

Francia, divenne

il

capoluogo
e

del dipartimento di

Jemmappes,

dopo

ilr8i4 della provincia. Essendo ancora vacante la sede vescovile di Tournay, Papa Pio Vili nel concistoro de' 8 maggio
1

po la quale Francesco ritiratosi in Angoulme, ivi seriamente si occup di rimunerare quelli eh* eransi segnalati nel memorato combattimento , e quelli che impiegarono l'opera loro pel suo sprigionamento, Pertanto domand a grandi
,

TO U
Uffinr.ff

TOU
in

i>
s.
il

n Clejncnlc
etl il

VII
lo

porpora pel
')3o,corili-

vo delle
gli altri

Gnllie, discepolo di

Policarpo
quale tra

Tom non,
tlolo in
njile
lo hi

Papa
a'if)

conlenl, crean-

e allievo di uomini apostolici,

Bologna

mni/oi

prete assente, e dipoi eb!)e per titochiesa de'ss. Morcellinoe Pietro. Nel-

a'

ammaestramenti insegnava che cattolici non conveniva commercio o


tal

colloquio di sorte alcuna cogli eretici, e so-

lo slesso
la

annodi nuovo

il

re lo
il

mand nel-

pra di
tal

punto ragion

il

cardinale con
il

Spagna, per negoziare

riinscio de'snoi

gravit ed eloquenza, che distolse

re

figli

trattenuti in ostaggio dalla corte di


,

Madrid

che dal cardinale dopo lunghe


di

trattative furono ricondotti in Francia, in-

sieme con Eleonora sorella


stinata sposa a Francesco

Carlo

V de-

I,

al cui

matri-

monio
s.

assist.

In ricompensa di sue fati-

da quel pernicioso consiglio, e fece tra gli altri esiliare dalla Francia il fanatico eretico Filippo Melantone, ch'eravis condotto per disputare co' teologi di Sorbona. Avendo Paolo III conferito al cardinale il governo della chiesa d'Auch nella Guascogna,
al

che, fu provveduto da! re dell'abbazia di

suo tempo e per suo mezzo quei

Germano

di Parigi, e in

appresso d'al-

canonici che conducevano vita regolare,


coll'interposizione

tre io delle pi ricche di Francia.

Dopo

d'Enrico

li

neh 548

due anni si rec in Roma, per combinare un eicace rimedio ali'iriflice regno d'Inf;hil

furono
ci

ritlollialla

condizione di canoni-

secolari.

Essendo stato incaricato del mi-

che pe strani capricci d'Enrico Vili minacciava la prossima apostasia


terra,

nistero della corona di Francia presso la


s.

Sede,f(i nel

55

trasferito

da Giulio

ili

dalla chiesa sare


il
il

romana, come pure per


I

fis-

all'arcivescovato di Lione, e insieme collo


spirituale, ottenne
il

colloquio da tenersi in Marsiglia tra


e Clemente VII.

governo temporale di
la

re Francesco

Furono
le

quella provincia, che attesa

vicinanza
la

allora inoltre statuite dal cardinale

noz-

con l'ereticaGinevra, tutta richiam


portatosi da

sua

ze di Caterina de Medici nipote del Pa-

pastorale sollecitudine e vigilanza. Col

pa con Enrico secondogenito del re. In occasionedella nuova guerra insorta traCarlo V e Francesco I, essendosi il Papa Pao-

Pioma terso

il

verissimo pro(:esso contro

gli eretici,

553, fece seche

gi erano detenuti nelle pubbliche carceri,

neli538 recato in Nizza per pacificarli, il cardinale dopo lunghe conferenze coll'impeiatore e con Paolo III, finaU mente ottenne la tregua di io anni. Dopo di che non ebbe dilFicolt di condursi
lo III

e quelli che furono trovali ne'loro er-

rori fermi e ostinati,

vennero per suo ortal e-

dine consegnati alle fiamme, e con

stremoe rigoroso rimedio rimasero


pate
le

dissi-

in Inghilterra per
la

richiamare

al

seno del-

adunanze de'novatori, che prima della sua vepestifere conventicole e


le

Chiesa

il

furioso Enrico Vili, che gi

ad essa

erasi

empiamente
I,

ribellato.

co implacabile degli

eretici,

Nemiavendo pregli

nuta si tenevano impunemente in Lione, con pregiudizio gravissimo, non mcnodeU


la cattolica fede,

che

ilella

pubblica quiein-

sentito che Francesco

principe letterato

te e felicit del regno.

Mentre tutto

e curioso, veniva esortato ad ascoltar


eretici in

tento

si

stava alla salute del proprio greg-

pubblica disputa dalia sorella

ge, dovette di bel

Margherita regina diNh vana, la quale per ostentazione d'ingegno pi che donnesco avea preso a favorire le novit delle dannate dottrine degli eretici luterani, calvinisti e

ma

col cardinal

nuovo restituirsi in RoGuisa-Lorena, dove non


i

lasci d'assistere co' suoi consigli

Papi.

Nelle deplorabili discorilie insoi

te

Iru'Co-

lonna e

Caraffa nipoti di Paolo IV, per

ugonotti;
al re

nanzi

comparve il cardinale incon un libro tra le mani, e riIreneo supieuli^iiuo veacu-

cui l'esercito degli spaglinoli colla micidiale guerra della


descrissi nel voi.
alla trepidante

Campagna
il

iomoiia(cht

chiesto da lui chi ne fosse l'autore, rispose ch'era


s.

LX V,
Roma,

p. :i3/f),si

accost

curdiutik nuu

26
mezzo

TOU
o come
altri

TOU
vogliono in Parigi, ossislllo
di 7
il

tralasci cVeccifare con calde letlere e col


di sollecite

ambasciale
,

suo so-

da Lauj-eo poi cardinale,


gloriosi titoli di

3 anni, coi

vrano alleato del Papa a voler recare pronto soccorso alla minacciata citt di Roma, ed ottenuto l'intento se ne pai ti e si^traltenne circa i5 mesi nell'Umbria e Gin Venezia. Quindi per consiglio de'medici si condusse a'bagni di Lucca. Dovette

lume

delle Gallie e

mar,

tello degli eretici.

Eu

conclavi

si

trov assente a quello di Paolo IV. Trasportato a Tournon, fu sepolto nella chiesa de'gesuiti

da

lui

splendidamente arric-

chita e con prolisso epitaffio.


la vita, in latino
il

Ne

scrissero

per ripigliare

di

nuovo

il

viaggio di

ricordato cardinal
p.

Lau-

Francia, per assisterea'gravissimi bisogni


di quel regno, assai sconvolto per
te
la

reo, in francese

il

Carlo Fleury

gesuit<i

d'Enrico 11,3 cui successe


Il

il

figlio

morFranla

cesco

quasi fanciullo, tanto pitiche

peste delle

nuove

eresie gi era penetrata


i

con questo titolo: Ilistoire dU Cardinal de Tournon, ministre de France soiis quatre ros^ Paris 1728. Tutti gli scrittori contemporanei encomiarono distinti
i

nella corte di Parigi. Nel

56o per

l'im-

meriti di questo amplissimo porporato, e

matura morte
occup
il

del

re,
il

il

fratello

Carlo

IX

specialmente Panvinio, Sadolelo, Ribadeneira,

trono, e

cardinale ne divenne

Tuano

Mureto celebrando
,

aUora fu die con inesplicabile dolore dei suo cuore, cominciarono gli eretici a trionfare nella Francia. Succonsigliere, ed

rilevanti servigi resi allo stalo, alle scien-

ze e alla Chiesa.

TOURNON MAILLARDCarloTomdicembre MASo, Cardinale. Nato a' 2 1668 da rispettabile famiglia in Torino, de'nobilissimi conti del suo nome oriundi da antichissima stirpe di Savoia, trasferitosi in Roma fu dal cardinal Cenci suo
i

cessivamente divent vescovo suburbicaSabina, oli a quello di Portoes.Piuffina.aia non pare che io conrio
di

neIi55o

seguisse, e nel

56o

d'Ostia e Velletri e

decano del sagro collegio. Fond un collegio in Auch, un altro in Parigi denominato col suo cognome Tournoo, ed un S.'' in Tournon sua patria, dove chiam da ogni parte nomini dotti ed eruditi per
insegnarvi
le scienze,
il

anuco intrinseco ammesso


di

nella propria

corte per uditore e aiutante di studio, in-

Clemente XI

lo fece

suo cameriere se-

greto d' onore, e prefetto della dottrina


cristiana. L'integrit, la piet e lo zelo
lui

quantunque

in se-

guito avesse

dispiaceie di trovare alcU'

mostrato

in

quelT incarico,
i

le

da molte
riti,
i

ni di essi infetti della luteiana eresia,

per

dissertazioni recitale sopra

sagri

lo

che

si

determin affidare quel collegio


propugnacoli delle vecolloquio di Poissy, in
IN'el

concilii e altri articoli d'ecclesiastica

eru-

a'gesuiti, costanti
rit cattoliche.

dizione nell'accademia del collegio Urba-

trovarono presenti 6 cardinali e circa 4o vescovi, abbatt l'audacia di Teodoro Beza caporione dell'eresia, che aucui
si

no di propaga nday?c^e, con faconde e profonde disquisizioni, determinarono il Papa,cheavea concepito di lui slima singolare,

a destinarlo alla

Cina (J^,) e altri regni

dacemente inveiva control'adorabile misiero della ss. Eucaristia, e adoperossi con


tutto zelo per estinguere
l'eresia

dell'Indie orientali con facolt di legato

a
in

latere, e commissario visitatore generale

dalla

apostolico, ad oggetto di

promuovere
la

Francia,
si

la

quale ad onta de'suoi gloriofomentali dalle


civili

quelle lontane e vaste regioni


tolica, e fissare
i

fede cate ci-

sforzi,

facendo sempre nuovi progressi,


discoril

riti

Malabari (F.)

aci.resciuli e

nesi,
li

da

tenersi e osservarsi

da que'no velluoghi, co-

die del regno, furono cagione che

car*

cristiani,

ene

{)arlai in tanti
p.

dinaie sorpieso da profonda malinconia,

me
j

nel voi.

XLVj
A

gravemente infermatosi, ujorisse nel 562 pi essi a! tempio di s. Germano io Laya,


i

ne tratta nella
2, p.

244j ^^1 il Novaes Storia di Clemente XI, t.


tale elfello

33

e seg.

ClemcnteXI

TO
de,. 2,p.
1

U
si

TO U
propaganda fii

27

a'5(Iicenibiei70i,con allocuzione che


legge uel Bull. Pont, de

e ministrando bench infermiccio e cagio-

4) lo preconizz patriurca tl'An-

liochia in partibus, e nello slesso giorno

col breve

Onerosa pasloralis^ Bull,


1. 1
,

ci*

nevole ss. Sagramenli. Alla fine dopo nna navigazione di due e pi anni approd nella Cina nel 1705, e dopo essersi dovuto trattenere in Canton, riprese il
viaggio e a dirittura
si

tato, Appentlix,

ilesi poteri, indi lo

356, gli confer econsngr in s. l^ietro


p.
s.

rec a Pekino (F.)

capitale di quel vasto

impero, dove nel


ii

a*2i di detto mese, festa di

Tommaso

1706

fu

graziosamente accollo dall'imi

i.^'predicatore evangelico nell'lndiclnoltre lo dichiai assistente al. soglio pontiiicio,

peratore, e offerti

pontificii donativi,

e consultore del

s.

ofziu,

quindi

lo

contraccambio fu onoralo de' suoi doni, con ampia facolt di predicare il vangelo,
sulla falsa persuasione

raccomand co'brevi Etsi Uhent, e Cuni fwnio, degli 8 gennaio e 20 giugno 1702,
al re di

che avea quel mo-

narca

che dovesse conservarsi insieme


profani e dannali
il

Porlogullo ed a'prelali di quel-

colla fede di Cristo Tantica superstizione,

le regioni,

che

si

leggono nel

t.i

dell'Ap-

e mantenersi
li

illesi

ri-

uno agli altri di cui fal menzione. FinalmenleClementeXl a'4 luglio 702 lo sped nella Cina e Indie orientali^ in compagnia di altri
al

pendix

ricordato />//., in

della Cina.

Ma

sapulo poi, che

prela-

to senza umani rispetti intrepidamente condannava e detestava Tana e riprovava gli altri, non avendo difficolt d' in-

sacerdoti e missionari, con private islruzioni sopra le discordie de'missionari alla

veire contro

mandarini o governatori,
dei cinesi,

ed

falsi saceriloli
i

come pure

Cina e contro

riti

ceremonie usate

di riprendere

ministri imperiali, fu pre-

da'cinesi, sospetti d'idolatria e di superstizione;

so in sinistro

non meno dall'imperatore,


,

regali,

non che con molti preziosissimi da offrirsi in suo nome al sovrano

e a'primari ministri del sedicente celeste

che dal popolo e accusalo come temerario novatore, impostore e reo di lesa maest. Cacciato quindi in esilio, fu poi
carcerato in
pubblicati
ti
i

impero. Partito appena di Genova, fu pi \olle sul punto di naufragare. Approdato


all'isole

Macao

(/^ .),

avendo prima
i

decreti apostolici contro

ri-

Canarie, siccome era dt delicata

superstiziosi

malabari e

cinesi.

Informa-

complessione, fu sorpreso da grave malattia

to

Clemente XI
difesi e

del mirabile zelo e della


il

cagionata da'patili disastri e incomodi

costanza invincibile con cui

prelato adella reli-

del lungo e penoso viaggio, e


fosse da'suoi pregalo a
cile

quantunque
non ia

vea

mautenuli
i

diritti

prender terra, (in-

gione, e pubblicati pontificii decreti, con-

non

si

fosse ristabilito in salute,

forme

alle istruzioni e ordini a lui dati, ai

mai possibile che volesse indursi a farlo. Sbarcato sulle spiaggie del Pondicliery e
del

4 gennaio! 707
pendix,
p.

col

breve Cina nos^

t\\i-

Coromandel nell'Indie orientali, a'6 novembre i>7o3 fu accolto tra gli applausi

367, dichiar nullo l'editto dell'arcivescovo di Goa fr. Agostino dell' Annunzazione, emanalo contro
la

giuris-

del popolo, condotto cone in trionfo ali

dizione, autorit e dignit del ()alriarca

la casa de'gesuiti, cb'eranostati

maestri
fer-

Tournon, commissario
stolico generale,

e visitatore

apo-

e gl'inslilulori di sua giovent.


,

Dov

con amplissime facolt di

marsi 9 mesi in Pondichery e intanto prese perfetta cognizione de'rili malabaliei,

reputati da alcuni missionari


civili,

mera-

mente

e da altri idolatiic. Inoltre

a latere. Indi a premiare degnamente l'illustre e benemerito patriarca, il Papa con magnifiche lodi il .%gosto 707 lo cre cardinale prete e legalo a laterCy
legato
1
i

con ardente zelo[)iedic il vangeloa (piel]e barbare niizioni, annunziando loro Cri&I0 crucefsso pei l'clcruu dulute di tulli,

confermandogli
n|)oslolico, le cui

la qualifica di visitatore

facoltanche di provvesi

dere

le

sedi vucuuli

leggono pure nel

2B

TOU
i

TO U
grato

breve Frafernifatts, de' ^ mnrzo 1711, Appendix, p. 4oO; C'^' quale il Papa npprov l'elezione che il pali iarca avea fatta Hcl gesuita p.

animo
1

e di elogi per quanto faceva

pel cardinale solferente. Inoltre ilPapa a'2

Claudio Visdilou

in ve-

marzo 7 ogco'brevi Aceeptis e Queniadmoduni, loc. cit. p. 38o e 882, confort


il

scovo

di

Claudinpoli e vicario apostolico

cardinale ne'suoi patimenti, e ringrazi

di Qui'i

Chfu.

Il

beneltino cardinalizio

l'imperatore della Cina perla benevolenza che in principio gli avea dimostrata, ed

glielo fece

avere per

Tommaso Endaya

governatore generalcdell'isole Filippine,

insieme
ira,

si

dolse per averla cambiata in


l'invit a liberarlo

henemeiilo delie missioni e de'missionari, comesi apprende dal breve Ciwi adNos, ]oc. cit. p. 4 3; mentre dal breve Non si' ne ingenti, p. 4 1 4> elevasi che glielo avea recalo Michele de Elorriaga prefetto geJ

onde con fervore

dal carcere, e di permettere l'esaurimen-

todi sua legazione apostolica.

Contempo-

raneamente co'brevi Ex his, e Seriptis, loc. cit. p. 386 e 388, Clemente XI eccit
il

nerale della navigazione in dette

isole, e-

re di Portogallo a patrocinare

il

cardi,

gnalmente encomiato per


viene
{\ua\\tci\to
:

le

sue benemeil

nale nella persecuzione che pativa

e di

renze colle missioni, hi esso

berrettifio

ottenere
uffizi
li

il

suo ritorno in Europa: questi

purpurewn hirretum,

replic al re co'brevi
i

Dudum^ e

amplissiniae cignitatis insigne. Ricevutasi

dal prelato la notizia di sua promozio-

Perpendentes, de' 7 e 25 gennaio 1710, e Cofifidimus de* 12 luglio, quando gi


era morto
il

ne, scrisse umilissime lettere di ringrazia-

cardinale, ringraziando

il

re

mento al Papa, protestandosi chese


a

la

nuo-

va dignit avesse dovuto richiamarlodalmissione della Cina, intendeva fin d'ab


loradi farne spontanea rinunzia, eche
riva di

per aver fatto ne'suoi dominii eseguire i decreti del legato. Ignorando ancora Cle-

mo-

buon grado

nell'bidie orientali ri-

menteXI il decesso del cardinale,nel 7 i eman molli brevi,tutti riportali nell'Appendixcit. ap.4o3,4o8 eseg. A*I4^nar1

vestito della

porpora cardinalizia, perch

zo la lettera monitoriale
tro
i

Non

sine, con-

giudicava che tale dignit dovesse recare

magistrati di Pondichery, per l'ope-

nistero.
n

non mediocre vantaggio all'apostolico miQuantunque per sublimalo ad


grado tanto splendido edeminente,ci non pertanto veniva guardalo da un pieehclto di soldati, gente barbara, fiera e

rato contro r autorit del legato e della


s.

Sede: a'i4 col breve Si cognita, comil

mend
al re di

cardinale di quanto avea operai

to contro

riti

cinesi.

Nello stesso giorno


il

Portogallo scrisse
la

breve

Ex hi-

inuuana, e abbandonato da tutti

suoi,

nis,

dichiarando

sua indegnazione per

tranne
(li
ti

soli

5 de' suoi compagni, seguaci


fermezza, fu costretla se-

le atroci

ingiurie faticai cardinale e a'mis-

sua pura dottrina ed imitatori costandi sua apostolica

sionari apostolici, e tutti


la

sua possente protezione. A' i5


col

raccomand almarzo
decreto confer-

to nutrirsi di cibi grossolani e nocivi alla

1711
le

breve

Cwn^ con

sua salute, ed a cavarsi sovente

m Clemente XI l'editto del cardinale sul


missioni cinesi, di quelle de'regui dell'Indie orientali e isole adiacenti, d'ogni

te

colla

con l'acqua marina. Avrebbe potuto fuga sottrarsi da tanti mali, som-

niinislrandogli

un modo
il

facile

il

conte di

specie regolari e secolari. Nello stesso gior-

Lizarraga governatore delleFilippine,

ma

no

col breve

Ad Apostolatus^

espose la
il

non

glielo j)ermise

virtuoso suo zelo che


a'

persecuzione ostinata che soffriva


dinale, e
la

car-

rendevalo superiore

pi duri e aspri
in vitta pazien-

le

gravi ingiurie fatte e

lui e al-

trai tamenti, e facevagli

con

za tollerare l'ingiurie pi atroci, anzich

vo

mancare a'prcpri doveri. Al conte, Clemente X scrisse il breve Cuin abunde, d


1

Sede apostolica dal suddetto arcivescodi Goa, e dal vescovo di Macao fr. Giovanni de Caral, scomunicandoli ambedue co'loro faulori. A* 8 marzo il Papa col
1

TOU
breve Cathoicae
lio,

TOU
nella cappella papale,

29
solo a'morti in

encomi fr. Costantino Uello Spirilo Santo agosliniarelgioiis^

non

Roma, ma ancora defunti altrove, e con orazione funebre. A lire ese(piie decorose fu-

per l'aiuto dato

al cardinale, e del

suo

zelo per le missioni, per le quali ancli'egli

rono celebrale

al

pianto cardinale dalle


s.

pativa assai: altre lodi nel

medesimo

congregazioni del

ollizioe di

propagan-

giorno dilesse col breve Ortliodoxia a IV. PielroA maral dumenicano,nltro eccellente missionario apostolico nella

da, colla berretta cardinalizia sul feretro,

non avendo ricevuto


lo. Indisi

l'insegna del cappel-

Cina e In1

die orientali.

di e per eguali motivi

simili loA'22 agosto 7 Clemente XI fece


i

adoper ilFapa con tulio l'impegno, allinch almeno la sua spoglia morta-

le fosse trasferita in

Roma, come successe


1719
al

a d.LodovicoAppiande'signori della missione e missionario apostolico nella Cina,


col

con l'aiuto

di mg."^

Mezzabarba patriarca

d'Alessandria in pariihus^ die nel


re di Portogallo, col breve

breve Multoruni; non

clie al vicario
il

sped nella Cina, dopo aver deplorala

o jioslolicoFdibertoBlanc mediante

bre-

ve
le

L'h primuiy clie porla la slessa data;

e tulli relativi alla legazione del cardina-

dinale, e

ribus, de'] 7 settembre, la raccomandala l'esecuzione dei


suoi decreti cinesi; e

Quadsuperiomorte del carnel conci-

Tournon. Contralta

frattanto pericolo-

dopo aver

sa malallia, e vessato da dolori di visceri,


forse cagionali (lacerto liquore tenuto da

sloro del seguente giorno esposto a'cardinali lo stalo della religione cristiana nell'i

alcuni velenoso,

il

cardinale non lasci di


di

dare eroici esempi


Ita

pazienza e di crislia-

cardinale in

rassegnazione, lino al punto estremo

mpero della Cina. Giunto cadavere del Roma, fu sepolto nel collegio Urbano di propaganda, da lui lasciala eil

di sua morte,

die preziosa

al

cospetto del

rede di
elogio.

tutti
Il

suoi beni, e con maginfoo


scrisse la l^iUi^

Signore, avvenne nel carcere, dopo aver

Crescimbeni ne
in

con esemplare divozione ricevuto sagrameni della chiesa, agli 8 giugno 1710, di
i

die fu pubblicala

Roma

nel

1751. Vi

sono pure

le

Bleinorie storiche della le'

4^ anni non compiti,


stolica.

fra le braccia del

can. Angelila promotore della visita apo-

Lasci a'poveri
le

le

sue

vesti, ere-

di di

sue sostanze

missioni aposloliche

delia Cina, a'suoi ()arenti la croce pasturale,

gazione del cardinal C. T. Maillard di Tournon e della sua morte Venezia I 726, pubblicale per opera del cardinal Si ha inPassionei, e riprodotte nel 77 oltre: Relazione della preziosa morte del
, 1
1
.

che tuttora con venerazione conseril

vano. Pervenuto finalmente a Uonia


te

funesto annunzio di sua morte, Clemen-

cardinal C. Tommaso di Tournon^ Roma 8 1 p. Gio, 13atlisla Semeria nela p. la Storia della ciesa di Torino
1

1 .

XI a' 14 ottobre i 7 1 i ne die parie al sagio collegio in concistoro con comuiovenle allocuzione, presso il Bull, de Prop.
deplorando vivamente perdita e altamente esaltandone
l.

48
lo

riport in italiano

la vita del glorio-

so cardinale che in Ialino avea pubblicail

Guarnacci, con l'aggiunta


la

di

poche

2, p.i6,

la

sua

parole, oltre una succinta notizia de'riti

nieri-

malabarici e cinesi, e
lalo, scolpilo

sua iscrizione se*


eressero

li.

Indi nella cappella pontifcia del pa-

polcrale; notando, che altro elegante epi-

lazzo apostolico

gli celebr solenni esequie per distinzione, con fare egli le assoluzio-

pure

in

marmo,

parenti al carilinale a suo onore in

To-

ni,

dopo

la recita dell'elogio

funebre, enel

nno, che ancora


s.

legge nella chiesa di

gualmenle per singolare onore, e


si

quale

Agostino.

qualifc dal prelato oralore, lanujuaiii

TOUUIN US,

Trenorchianum.C\{\:^A di

jidei calholuac. athlvlau


toli.

Dappoich soltanto
i

propugnaanluamenle si
vi

Francia, dipartimento della Sauna e Lolla, circondario e 6 leghe distatile i\i ^h\coQ e 5 du Chaiuiis buliu Suouu, nella llor-

colevano celebrare

iuncruli u'caidiuuli

3o
gogna

TO U
e diocesi di Clilons,

TOU
cnpoluogo
di
ra, tra la
vi
si

sponda

sinistra della Loirn,

che

cantone. E' posta in

amena

situazione a

varca sopra un bellissimo ponte di

pie d'un poggio sulla sponda destro della Saona, che vi si varca sopra un bel ponte
di legno.

pietra,

composto

di

archi, aventi cia-

Mediocremente fabbricata, ha
diverse fabbriche e trafchi, co-

scuno 75 piedi d'apertura, perfettamente livellato, lungo 222 tese e largo 17 piedi
;

tribunale di commercio, e due bei passeggi.

e tra la sponda destra del


di

Cher

sul

Ha

quale sono due ponti, uno

me di belle pietre da fabbricare. La sua rinomanza 1' acquist per V abbazia di Tournus di benedettini, ch'ebbe origine dalla tomba di s. Valeriano, ove nel 77
i

17 archi e l'altro di 8, facendo un bel canale lungo

2482

metri, con

una stazione per

le

bar-

cheall'ested un bracciodelCher all'ovest,

fu martirizzato, e
la

ivi si

eresse la chiesa,
,

comunicare questo fiume colla Loira. Ha tribunali di .''istanza e di commercio,con


i

quale poi fu dichiarata abbazia


lil

che
cit-

servazione dell'ipoteche, direzione de'de-

nell'875 Carlo

Calvo regal colla


s.

mani
rette,

e delle contribuzioni dirette e indi-

t a'benedeltini di

Filiberto o di Noir-

camera
si

di

commercio,

sotto-ispe-

moutier.
e

monaci

la

possederono sino al

zione boschiva, sindacato marittimo ec.

1627 in cui Urbano Vili la secolarizz cambi in chiesa collegiata, formando


capitolo dell'abbate titolare, delle di-

Tours
ra, in

presenta ottimamente,ringresso

magnifico entrando pel ponte della Loi-

il

capo

al

quale distendesi
belli edifzi del
al

la

piazza

gnit del decano, del cantore e del tesoriere, e di

Reale, formala dalla veduta della Loira


al

chierici del coro.

9 canonici, 6 semi-canonici e 6 Il captolo il Papa Tasvescovo


di

nord, e da'

palazzo

ci-

vico e del

museo

sud; alla quale piazza


terrazzi piantati d'al-

sog eell

al

Chlons.

ma

l'ab

mettono capo due

baie rest immediatamente soggetto alla

beri e la via Reale diritta, larga, fian-

santa Sede, con uso del pastorale, mi-

cheggiata da marciapiedi e giiernita di case fabbricale sopra disegno quasi unifor-

ornamenti pontificali, nell'abbazia e nella citl. Di pij l'abbate era signore d'alta giurisdizione di Tournus e di molli villaggi; fra le sue molte signotra e altri
rili

me

e d'ottimo gusto; via che percorre la

prerogative,

gli

abbati f.icevano bat-

tere

ci detta la

moneta nella torre d'Echelles, perTorre della zecca. Tournus


Hi." nel

lunghezza e termina vialediGrammont,iu capoalqua je il ponte minore sul Cher. Le altre vie diTourssonOjCon poche eccezioni,alquanto anguste e ingenerale mediocremente
pitta in tutta la sua

col bel

fu eziandio conosciuta pe'seguenti conci


lii

fabbricate. Possiede

la citt

5 sobborghi,

in essa celebrali.

944

'"

favo-

ma non ha ripari che dalla parte delCher,


dove pi adesso non formano se non che un superbo passeggio chiamato il Maglio.
Bellissima
la riviera

re dell'abbazia. nel
1 1

11 2.nel94B o 949- H 3. i5 rejalivamente ad alcune dilerenze insorte tra le chiese di s. Giovanni s.

della Loira, spa-

e di

Stefano

di

Besancon. Di questi con-

ziosissima e piantala d'alberi.

Vi sono 6

ciliieloroattine trattano Reg. t.sojLab-

fontane che traggono l'acqua dalle colline di


s.

t.9 e

o;

Arduino

t.

e 7;

Gallia Chri-

Avertin, e che contribuiscono


la pulizia;

stiana

t.

4, p. 374.

a mantenervi

notandosi quella

TOUIIS (Taroien).
cia,

Citt grande e

FranBietagna minore, capoluogo del dipartimento d' Indro e Loira nella


nella

bella con residenza arcivescovile di

Gran-Mercato, adorna di marmi preziosi. Hi.** edifizio degno d'essere rimarcato la cattedrale, una delle pi amiche di Francia, e distinta col tidella piazza del

Turenna,
a

di circondario e di

24 leghe da Poiliers 53 da Parigi. Giace in

3 cantoni, da Orleans e
,

tolo di santa, gi sotto l'invocazione di


s.

Maurizio, bel

monumento

di

mista
e

deliziosa

pianu-

struttura di gusto gotico,

ampia

mae-

TOU
slo^a. Incominciala
tin

TOU
fn termitifico
il

3i

neh 187,

privilegio dato da Crolberlo veal


i

soltanto nel secolo

XVII.

Altri vo-

scovo di Tours
lino, pel quale

monastero

di

s.

gliuno che l'antica cattedrale fondata dal

suoi successori

Marnon a-

vescovos. Martino, fu incendiala nel 5


indi ristabilita dal vescovo
s.

i,

Gregorio;
fine del se-

bruciata nuovamente verso

la

vessero su di esso altro diritto che di ordinare monaci cogli ordini sagri,edidar loro il crisma da essi consagrato. Inoltre
i

colo XII, fu poi interamente ricostruita

i55o. Visi distingue la tomba in marmo de' figli di Carlo Vili, morti in tenel

nera et

notal)ili

sono

le belle

vetria-

Tours pi ima della secolarizzazione, tempo di Carlo Magno od 796, era un celebre monastero, di cui il famigerato Alenino fu uno degli abbati. Quein

fatta al

te dipinte

che

la

decorano, e

la facciata

sta chiesa esente dalla giurisdizionede' ve-

la tjuale olire

un rosone o occhio
,

di

bue
e

lavorato delicatissimamente

ed sor-

montata da due
gi

torri alte

80 metri

32

ebbe pel corso di pi di 3oo anni un vescovo proprio. Il Papa Urbano li sopprimendo quella dignit quasi
scovi di Tours,

centimetri e terminanti in cupola. Vi fu

vescovile nel

1096, mantenne

il

capitolo
s.

una biblioteca
1."

ricca di mss.

Questa
s.

nell'imnTediata dipendenza della


Indi l'arcivescovo di

Sede.

tnetropolitana sotto l'invocazione di

Tours d'ilairvault

Gaziano, suo
rio e la

vescovo, ha
si

il

batlisle-

cura d'anime che

amnsinstra
Ilca-

nel 170C) ottenne un decreto dal parlamento, che quel capitolo dipendesse irn-

dal parroco coadiuvalo da


pitolo
si

4 vicari.

niedialarnerite dalla

sua

giurisdizione.
di;>trut-

compone

di 12 canonici, senza

Questa venerabile chiesa venne


ta negli ultimi

alcuna dignit,

di altri canonici onorari

anni del passalo secolo in


si

e g' piicri (le choro, ciui

dwns

f<niiu-

tempo

della rivoluzione:

vedono per
la

lantur
te

ofjciis.

Il

suo clero fu istituilodal

ancora due torri, chiaoiata l'una

lorre

vescovo Bandi no o Bauledo, e antica menil

dell'orologio, e l'altra lorre di Carlo

Ma-

capitolo

si

coni poneva di 8 dignit,

gno; una piazza e alcuni moderni

edifzi

cio di decano, arcidiacono maggiore, tesoriere, cantore, cancelliere, di

occupano

il

restante del luogo del suo va-

due

altri

sto recinto,

come

il

bazar Turonio, spes.

arcidiaconi, dell'arciprete e di
nici.

4^ cano-

cie di fiera perpetua, e la via di

Mar-

Nelle principali feste


la

primi porta-

lino fiancheggiata
illustri capitoli di

tla

marciapiedi. Da'due

vano
tana

sottana rossa, e
11

gli altri la sol-

paonazza.
alla

palazzo arcivescovile,

tino sortirono

il

s. Gaziano e di s. MarPapa Martino IV, cio

prossimo
razzo.

metropolitana, principall'

del 2.", molti cardinali, arcivescovi e vescovi.

mente notabile per

ingresso e pel ter-

Vi sono altre 5 chiese parrocchiali, come pure di s. l\Iarlino,di s. Francesco di


Paola, di
s.

capitoli,

Eranvi allres'i in Tours due altri un'abbazia di l)enedeltini 16 {)arrocchie, comprese quelle de'sobbor,

Pietro de'Corpi, di

s.

Saturnidel-

no, di s.Sinforiano e di Nostra


la

Donna

c)

ghijio conventi e monasteri di religiosi, monasteri di monache, un seminario

Ricca. L'altra chiesa di


la

s.

Martino, ce-

diretto de' lazzaristi,

un

collegio tenuto

lebre per
di

tomba

di

quel santo vescovo

da'gesuili. Presso la citt eravi


tolo

un capi-

Tours, era una delle pi antiche, delle pi vaste e delle pi illustri del regno:
i

ovvero una santa Cappella


tlal

reale, fon-

data
sis;

reLuigiXI nel suocostelIodilMesla

re di Francia
di essa e

si

qnalifii.iironocomeal'bali

come
,

capi, da

in poi.

Il

suo clero
e<l
i

Cgo Capoto del 987 formavasi di circa 4oo


un dee

beneficiali

principali erano

suburbana e superba abbazia Marmouter, fondala da s. Martino, la quale dopo essere stata occiq^ala per qualche secolo da canonici, abbracci la
pi
di

cano e 8
canonici.

altri dignitari,!

|)r'posti

4^

regola di

s.

Benedetto e

la

riforma di
i\{

s.

Papa Adeodato

II

del (i^a ra-

Mauro,

e la nienti ubba/iaie

unita al-

32
r
hnzia
si

TOU
Tom s. Io tale ricca ab*
la s.
s.

TOU
fabbricati sono bellissimi, la scuola gratuita di disegno, la societ di agricoltura, di scienze, arti e belle lettere, corso di

arci vescovato di

conservava con venerazione


olio benedelto usata

Ampolla con
IVlfUlino, e

da
il

adoperala nella coronazione


II

geometria pratica Qp[)licata

alle arti, so-

d'Enrico

V.

biografo del santo,

suo

ciet medicale, societ di carit

materna
giardino

oniico e celebre Sulpizio Severo, racconta

e corsi pubblici di ostetricia,

il

Martino guariva spesse volte le ma* da se benedetto, e che quest'olio pi. d'una volta si trov inoltipli* culo per njiracolo. Vedovasi ancora presclic
s.

bit liecoll'olio

botanico, scuola d'equitazione con bellissima cavallerizza. L'importanza diTours,

come citt
che
tale
vi

manifallrioe, risale a Luigi XI,


d'Italia artefici di seta,

chiam

so (|uesta citt l'abbazia reale di

Deuuil

ramo

d'industria in essa fior assai


le altre citt

Uiont, dell'ord ne di

s.

Benedeito;

ino-

lungo tenjpo prima che


la

del-

naslero de' minimi del Plessis era capo

Francia non
;

si

mettessero con essa in


vi

delTordine e lai." casa dell'istiluto di

s.

concorrenza

oggid tale industria


rivali,

Francesco
j)ii

di Paola,

che quivi mor a'2

nien florida che in talune sue

noni

aprile iSoy.

Ora

in

Tours non

vi

sono

dimeno ini portantissimi ancora sono


filatoi e le

suoi

conventi di

religiosi, bens

diverse co-

fabbriche di seta; producen-

munit

donne, alcune conuno de'quali o o spizio generale trovasi nel suburbio, e due strtuinari maggiore e minore. Vanno pure particolarmente rammentali il palazzo della prefettura dove trovasi la biblioteca di piti di 3o,ooo volumi; l'edireligiose di

Iraternite, 3 ospedali,

do soprattutto stoffe rinomatesolto il no me di gros di Tours o saia di grossa grana, molte fitluccie, [assamani e berrette
di seta e flugello; vi
si

attende pure alla

fabbiicazioiie de'panni minori, di tappeti

li/io della
il

borsa

il

palazzo municipale e

palazzo del museo, fabbricati sul


la saia

me-

desimo disegno;
il

per
la

gli spettacoli,

maiocomuni, di stoviglie abbronzile e altre, di minio e piombo da caccia, di corde d'islrumenli rinomate quanto quelle di Napoli; e vi si trovano fabbri-

da

terra, di berrette di cotone, di

liche fine e

palazzo della ragione,

caserma della

che d'amido riputale, concie di

pelli di

guardia dipartimentale, le carceri, l'antica casa de' gesuiti, dove stabiliti sono
l'amministrazionee il mantenimento delle

corami, buone tintorie, ec. E' questa citt


il

deposilo centrale diluitala canapa del


il

dipartimento;

suo commercio alimen-

vettovaglie e foraggi della truppa

tando

prodotti delle sue manifatture,

l'antico governo, oggid casa d' arresto.

uniti a'vini, a' fruiti secchi o confettali,


alla cera, alla seta

Sulla riviera dell'est sono

le vestigia del-

grezza e ad altre pro-

l'antico castello, nel sito del


te
si

quale costrui-

duzioni del pingue suo territorio; laonde


tiene fiere importanti di
1

sono belle caserme,

e di cui pi

non

rimangono che alcuni ruderi


al

di

muraglia

scuna, ogni anno

a'

io maggio e

o giorni per ciaa' 10 ago-

nord e all'ovest, 3 torri mezzo rovinatee una 4-* ancora intera, quella di Gui&a, in cui Carlo di Lorena duca di Guisa,
liglio

sto. Gl'inglesi e altri stranieri

amano molla

to

il

soggiorno salubre di Tours,


la

dolcez-

za del clima e

variala bellezza de'Iuoghi

d'Enrico dello Baia/r o


Altri

io

Sfre-

circostanti; e perci anche anticamente


lo fu di diversi reali di Francia.

giato, fu chiuso per 3 anni e da cui fugg nel


1

Vi mori-

59

1 .

monumenti

curiosi so-

no le tori dell'orologio e di Carlo Magno icordale, soli avanzi dell'antica e celebre abbazia di s.Marlino.Dividesi Tours in 5 sezioni o quartieri, ed ha pure un
i i

grazioso Icalro, d collegio comunale,

cui

rono la regina di essa s. Clotilde nel 545, Luitgarda 4."^ tnoglie di Carlo Magno nelr 800, Carlomanno re di Francia uelr885 circa. Piaceva molto la citt al re Luigi XI, che fece ne'diiitorni edificare il castello del Plessis, dove mor a'29 a-

TO
e i4(3B, e secondo

TOU
m
il

33

gostoi4B3. Gli stali generali quivi si so* no talvolta adunati, come nel i4^">3,i4Gj
allri anco nel i470j parlamento di Parigi tenne le sue sedute in Tours in diversi tempi, come fece Enrico III, che nel 589 vi trasfer pure le altre corti superiori. Vi si battuta moneta, ma essendo le li-

1484

e i5o6.

Il

regno di Francia, il pia hello do ])o il regno del cielo. Nel 1 853 la societ archeologica di Turenna fece un'importantissima scoperta in Tours, cio leArene dell'antico anfiteatro di essa, situate

neirinternodellacittdallapartedelpor'
lo

d'Orleans:

si

vuole che tale anfiteadi quelli

tro sia stato

un poco pi grande

re d'un quinto pi deboli di quelle di Parigi, )e


tor/ie.sij

presero

dal

nome distintivo di lire nome della citt. Il lornese


il

Nimes; ne rende ragione il Giornale di Roma a p. 83o. Nell'agosto i85i ebbe luogo la solenne ceredi Saintes e di

era contornato da gigi', e

vi

erano

lire

lornesi,soldi lornesi, piccoli tornesi doppi,

monia d'inaugurazione del troncodi strada ferrata da Tours a Nantes ; la quale


ferrovia colloc
la

lornesi che venivano distinti in

tornesi

Bretagna

poche ore

bianchi
glioni.

d'argento, in tornesi neri o bi-

sistema di mojiete

Avanti l'introduzione del nuovo m Francia, i tornesi non erano da lungo tempo che una somdi conto, ch'era

da Parigi,econtribua far prosperare non poco gl'interessi commerciali e civili di tanta parte della Francia. Tours, Taronesj Turonum, Caesaromagus^Caesaro-

ma

opposta a quella che

duniiniy

non

si

pu precisare

il

ternpo di

nominavasi parisis^ e cheavea pi d'un quarto di valore di quella che nominavasi tornese:

sua fondazione, e pare stata capoluogo


del paese eTuroiieSy popolo della Gallia Celtica,

80 franchi valevano 91
tornesi
in

li-

re tornesi.
Italia, e

aveano pur corso in


pi luoghi. Si leg-

che G. Cesare soggiog l'anno 55 avanti la nostra era, ed il quale

ne parlai

l'anno seguente, in occasione della lega

ge nella Gallia Christiana: fahrica


nc.tac

mo-

ab antiquo pallet^ adeo ut nummi Turonenses s. Martini nomine inserpti rcperiantur a tempore Ludovici I Pii. Tours fu patria di molti illustri, co-

da Vercingetorice formata, somministr un contingente d'8000 uomini. Neil 19 dell'era corrente ebbe dall'imperatore Adrianoil titolo di citt libera; nel
to gli stessi

4 15> sot-

romani divenne
la

il

capoluogo

me

del gesuita e poeta latino p. Fienaio

della 3.' Lionese, proviqcia


tertia,

Rapin, del poeta Grecourt,deiroriuolaio Giuliano Le P>.oi, dello scultore Giovanni Jusle, del celebre incisore Bosse, del-

Lugdunensis Bretagna ArmoricafP^.) o'ancese.Co'ii Tours fu capitale


che comprese

l'arcidiacono Beranger, di N. Destouches

autore drammatico, d'Aimery d'Amboise valente

nautico e gran maestro dell'or-

dellaTurenna, Touraine,ini\ci provincia del centro della Francia, che dividevasi inAltaeBassa,medianteilcorsodella Loira, illustre regione abitala dagli antichi

dine gerosolimitano, del general Meuniere di altri valorosi guerrieri. Nelle dignit ecclesiastiche
vi

cidente,

Turoni. Al cader dell'impero d'ocbretoni visigoti nel 4^8, ed i


i

fiorirono abbati, vei

44G

l'assediarono invano;
la citt

ma

nel ^j'j
la

scovi, arcivescovi, e cardinali fra'quaii

venne

ceduta a'primi,che
al

conprese

cardinali d'//mZ;o/.9^,Guglielmo2?/7.9,voAinet^ e per

servarono sino
Clotloveo
I

507. In questo

la

resa

ultimo il cardinal Paolo TeDavid d'Astros arcivescovo di 2^olosa(^.). Tours annovera quasi 3o,ooo
abitanti.
I

re de' franchi, e pare che vi

facesse soggiorno, poich

come

notai, vi

mor

la

suoi dintorni sono bellissimi e

volte al

moglie Clotilde. Ribellatosi pii re d suo figlio Cragno, vedendo

uberlosissiQi, e giustificano alla citt e


al diparlicnenlo
il

questi di

non potere scampare


volle,
si

il

suo

ri-

nome

datogli di Giar-

sentimento per averlo perdonalo

inutilt

dino della Francia^ mentre G olio chiVOL. LXXIX.

meute pi

ritir colla

moglie

34
le figlie in

TOU
Biclngna,
pi esso

TO C
Conobio conri-

francese,
il

mentre

il

figlio

te dc'breloni; e \'ilicario

suo suocero

titolo di

durato. Tours

fu

Enrico II abol onorata dclU

fugiossi nella basilica di

s.

Mnrlino,ln quai

Je fu allora bruciala, cos ricbicdendo


peccali dal popolo commessivi,

come

si

esprime l'annalista Rinaldi, da Vilicario e sua moglie, essendo arsa nel preceden

presenza d'alcuni Papi. Urbano 11 nel novembre 095 celebr un concilio a Limoges, indi pass a Toui s; vi torn nel 096 e ivi don al signore della medesima, Fui1

annoTours,e rimanendo disertale tutte le cinese. Per Clodoveo 1 subilo lister come prima la basilica di s. Marte

cone conte d'Angi e Angers, la Rosa cVoro {V.) da lui benedetta, e si vuole il
pi antico donativo di
essa,

tranne quello

che

Papi facevano
la

^prefetti di Roma.
s.

tino, e la fece coprire di stagno. Altri

di-^

Vener

tomba

di

Martino, e nel suo


Marliropoli prima

cono, che Tours pressoch tutta incenerita

caslello dello allora

per

la

guerra

civile,

Clolaiio

co'siioi

che fosse incorporalo nella citt, a'i4

grandemente alla sua riedificazione dopo il 556; e che il vescovo s. Eufionio provvide alla sussistenza de'
tesori conlribu

marzo conferm
di
l'altare di
s.

privilegi della chiesa


la

Tours, ed a'21 celebr


IMartino.
si

messa sultorIl

IndidaTours

poveri, e procur soccorsi agli altri abitant della citt.

naSaintese
nel

rec a Tolosa.
II

suo sucdi

sar

Eternamenle famosa Tours per la compiuta vittoria che nel 782 vi riport Carlo Martello sopra saraceni. La Bretagna francese dal 383
i

cessore Pasquale
J 1

recnlosi in Francia

06, celebr Ia4. ''domenica


in

quare-

sima
indi
si

Tours

nella chiesa di

s.

Martino,

poi lo a

s.

Dionisio. Nel rifugiarsi in

governala da' suoi re particolarij fu soggiogala da Carlo Magno in uno a Touis,


e per
gli

Francia Papa Alessandro IH, nel maggio


I

16201 i63

pass a Tours nel gioiiio dels.

abbellimenti che

vi fece, la cit-

la festa

dell'Apparizione di

Michele ar-

t fu appellata

Carlodumunj
Lodovico
nell'
I

della Breil

cangelo, vi celebr o in li m,ad esempio del

tagna

il

suo

figlio

Pio ne

predecessore UrbanoIl,unconcilio,di cui


parlei, e vi fece una promozione di cardinali cio Witlelespach,

cre i.^duca

Nomeno
la

824; egual-

mente infeud
re particolare.
sata

Turenna od un signovarie vicende, pas-

Manfiedo, Ugo
tal

Dopo

Ricasoli, Oderisio de' conti di Marsi, ed

Tours

in

potere de' conti di Blois,

Antonio.
lebr

Ma

Cardella dice che


in Sens.
Il

provi

da uno di questi fu ceduta al conte d'Angi, e da questi pass a' IMantageneti, che allora regnavano in Inghilterra. Nel 1 199 Filippo II Augusto redi Francia la tolse al re Giovanni Senza Terra^ e e nel 1202 la riun alla monarchia francese. Indi nel 1259 pi solennemente e e con trattalo Enrico 111 re d'Inghilterra riconobbe appartenente alla monarchia francese di
s.

mozione reffetlu

Papa
si

ce-

le feste del s.

Natale, e poi

rec a

Sens, ^econdo Novaes. In vccennrra Ferlone, Dc'viaggi de' Pontefiei, che A Ics-

sandrolll pass a Coucy sulla Loira, ove


Luigi VII re di Francia, ed Enrico
II

Pluntagenelo re d'Inghilterra l'accolsero con molto onore, e locondussero alla sua


tenda

camminando a

piedi,e facendo l'uf-

Luigi IX, tanto Tours


le

fizio di

palajraniere , tenendo a destra


di

che

la

Turenna,
i

quali d'allora in poi

e a sinistrala briglia del suo cavallo. Nella

Irovansi riunite alla corona di Franoia,

domenica
dro
III
si

seltuagesimai i63 Alessanl^arigi, iticonlrato


ivi

ne seguirono
che.

destini e le vicende politi-

condusse a

Quanto

alla

Bretagna minore, avensuperstite de'

dal re e da'grandi del regno, e

duno-

dola ereditala

Anna ultima

r tutta

la

quarcsima,esolennizzala laPa-

suoi duchi, con isposare Carlo Vili re di

Francia a questa rest unita del lutto , e dipoi Francesco I l'incorpor al reame

squa torn a Tours, vi celebr il concilio nel maggio, e poi and a soggiornare ili ."otlubrem Sens, dove il Cardella vuo-

T O D
le

TOU
Papa
stabil
i

35

die

l)l)ia fritto

dinali,

1."

due promozioni ili carneh iG3 e la 2.' neli i6\ o


nella storia ecclesiastide*concilii ivi tennli

scrizione di diocesi fatta poi dallo slesso

seguenti vescovati per suf-

nel

Gii.

fraganei, e lo sono tuttora.


gers, Nantes,

Le Mans, An-

Tours celebre
ca pel gran

Vannes,

s.

Brieux,

Quimil

numero

per, Rennes.

questi ora aggiunse

re-

e pe'santi e grandi personaggi ohe ne oc-

cuparono

la

sede, lo fu ancora nella sto-

chiamala ociilis Rcgis Franciai\ da Stefano di Tournay, nohl's et mngnd^ da Pietro il Venerabile abbate di Cltmy, metropoli insigne e tutria civile, perci

gnante Pio IX, Lavai (^F'.j,dicui in fine dar un relativo cenno, per essere da diversi anni stampalo tale articolo e prima che fosse elevata al grado di sede episcopale.
la

Tours ricev
(^.)
s.

il

benfico lume del-

fede cristiana verso

tora fiorente. De'suoi primi vescovi scriss. Gregorio vescovo di Tours, da'Sam mariani chiamato primo Francorurn Jistoriogrnjho. Abbiamo pure di Giovan-

ziano

il 1^0 da s. Gao Graziano, spedito da Roma

se

dal l*apa

Fabiano
il

nelle Gallie con

s.

Dionisio I ."vescovo diParigi. FuTours per


s.

Gaziano

campo
il 1

principale di sue favi

ni

Maan, Metropolitana Ecclesia

TiivO'

tiche apostoliche, e
scovile e ne fu
lo.

piant

la
il r

sede ve."aposto-

nensisy Auguslae

Tyronum 1667. Com-

."vescovo e

manville, Histoire de tous les Archevc'

schcz et Eveschez^ chiama Tours mefropolilana della S/Lirtnese nell'esarcato de'

Ripos nel Signore dopo essersi affa5o anni con zelo mirabile e indefesso, per guadagnare proseliti a Ges
ticato per

Gaidiji cui prelati ftironoobbligali di

riil

conoscere

la

primazia di

Lione dopo

IDI 2.
la
li

Come
'^

provincia ecclesiastica dei-

Bretagna, fu Tours stabilita metropo-

neir844)

che riconobbe Papa Inno-

cenzo 111, rifiutando per la qualifica di primazia prima d'essere elevata al gra:

do metropolitico la sede vescovile d Tours fu sulFras[anea dell'arcivescovo di Rouen, secondo Huller. Commanville aggi unge, che la sede non fu compresa nel 5 nel concordato tra Leone X e Fran1 cesco I, ma il Papa con indulto particolare del 5 6 concesse al re la nomina del,

dopo 37 anni di episcopato, seconSammartani, o 29 al dire di Buller: la sua morte pare avvenuta ne'primi anni del IV secolo. Sepolto nelcimiteriodei cristiani, dipoi s. Martino and spesso a pregaie sulla sua tomba. La metropolitana intitolata a s. Maurizio, dopo il 096 o secondo altri dalld met del secolo XI V,
Cristo,
i

do

trovasi sotto l'invocazione di


le

s.

Gaziano,

cui reliquie nel

562 furono empiadi molti altri

mente bruciate con quelle


ugonotti. Nel
rio
(

santi, dal crudele ftinatismo degli eretici

338

il

turonese

s.

Udo-

^.)j appellato

anche Lictor^ fu ordi-

l'

arcivescovo e regol quella degli

altri

Commanville dichiar suffraganee di Tours le sedi vescovili di Le Mans, Angers, Nantes^ Dol (che
benefizi ecclesiastici.

nato vescovo della propria patria,comedi smgolar piet e di spirilo apostolico fornito. Prima di lui pel culto divino iuTours
era stata ridotta
la

casa de' senatori, pel

tent di sottrarsi dalla sua giurisdizione),


s.

buon numero
no,

Malo^ rannes^ s. BrieuXi s. Paul de Leoiiy Quimpcr o Cornovailles^ Treguier n cui si uni /w.9/cxf/^.j. Con qualche differenza registra
la

ma

egli fu

nella citt la

die vi esistevache propriamente fabbric t. 'chiesa, la qual per lungo


di cristiani

tempo port
di

il

suo nome, ed ora una


pii tarla

Gallia chrisliann

ve-

coppella della metropolitana, ove

scovati sulfraganei di Tours. Nel concor-

da una basilica suburbana, forse

no-

dato del 1801 Pio VII duninu


ganci e

suflfra-

minata, fiu'ono trasportate lesue


Nel
nio

relicjuie.

li restrinse a'seguenti vescovi. Le Mans, Angers, Rennes, Nantes, Quiniper, Vaiuies, e s. Brieux. Nella nuova circo-

375
s.

circa gli successe

il

celebralissi-

3fartino (/'.Jd S<i/>aria, gi riuomnlo perla predicazione evangelica, per

36
le

TOU
sue
virili e sanlil di vita, e

TO
pe'miraaltri
ti,

U
ambedue
il

suo zo e suo
il

fratello,

con-

coli
1."

operali nelle Gallie, anzi Iciiuto pel

prefetto del pretorio. Martino fu

fondatore d'un monastero delle


sue gloriose gesta

me-

posto a fianco dell'imperatore, e

prete

desime, oltre quanto accennai pi sopra.

che

Le
li

le

celebrai in mol-

articoli, alcuni de' quali ricordai nella

biografia, inclusivamente e
alla tanto
si fa

come
di

altrove

diramata e nota ricreazione che

1 1

novembre giorno
s.

sua

festa,

accompagnava in mezzo a'due conti. A mezzo il pranzo uti uflziale present, secondo l'uso, la coppa all'imperatore, il quale ordin di presentarla a Marlino, dalla mano del quale egli bramava riceverla; ma il santo vescovo dopo aver
lo

e volgarmente detta di

Martino. Non-

bevuto,
la

la

diede

al

suo prete, siccome al-

dimeno mai si parlerebbeabbastanza d'u s. Martino di Tours, se non ne fossi impedito da'limili impostimi; solo dir, ch'era riservato a
s.

persona pi degna di quanti erano in

quella brigata: alla quale azione applaud

Martinodistruggere
nella diocesi di

inte-

corte".

ramente l'idolatria

Tours,

e nelle altre contrade delle Gallie; egli


fabbric delle chiese, oltre
di
la

grandemente V imperatore e tutta la Tornato s. Martino a Tours vi fu ricevuto come un angelo tutelare; bench assai avanti negli anni, non iscem punto le sue austerit, n l'apostoliche fatiche.

cattedrale

Maurizio, e dei monasteri ne' luoghi de'templi che avea


in di
s.

Tours

onore

Sentetjdosi avvicinare

il

suo

fine,

si

cori,

c sopra un
ivi

cilicio

coperto di cenere
il

e
ai

distrutto; fu

un taumaturgo per

la

gran

spir tranquillamente verso


I

4oo

copia de'prodigi che oper vivente

[)er vir-

6 oaglii

novembre. Non
divozione per

si

pu abbasia sta-

t divina, ed ebbe il dono della profezia. A ulteriormente di mostrare la subii me dignit sacerdotale e quanto profonda venerazione merita, anche qui mi piace ri' cordare la gran lezione dataci da s. Martino. Agitato l'impero d'occidente
ribili scosse, le legioni

stanza esprimere sino a qual punto


la portata la
s.

Martino di

Tours, in Francia e in tutta l'Europa: un concorso numeroso e continuo si affollava alla sua tomba, poi saccheggiata e bru13rizio gli
, che il successore s. avea innalzata nella basilica da questi edificata e dedicata a S.Stefano. Nel 4oo gli fu surrogato il turonese s. Brzio

da

ter-

ciata dagli ugonotti

romane proclamasi

rono Massimo iiiiperatorenellaGran-Bre


tagna,
il

quale pass nelle Gallie,


il

fece

riconoscere dall'armata e pose


gio a Treveri,

suo segl'im-

(V.) gi suo discepolo, e govern sino al

dopo aver sbaragliato

444

peratore Graziano presso Parigi. Costretto s. Martino di condursi a Treveri, per

Gli successe

o P'^ tardi con gran santit di vita. s. Eustochio (V.) d'illustre

famiglia senatoria dell'Alvergna, che difese nel concilio


la

molte persone ch'erano state condannale a morte per aver tenute le parli di Graziano, tuttavia mostrava ripugnanza a comunicare con Massimo di cui era suddito
,

d'Angers

privilegi del-

chiesa pregiudicali da una legge di

Va-

lentiniano III;

aument

il
,

numero

delle

parrocchie di sua diocesi

fece edificare
le relis.

e ricus di assidersi alla sua mensa,

una

chiesa in

Tours

e vi colloc

considerandolo illegittimo. Massimo protest di

quie de'ss. Gervasio

e Protasi o, che

Mar-

non avere

accettato l'impero, se

tino avea portato dall'I talia.

Mor

nel

4^ '
s.

non perch eravi


ta, e

stalo forzato dall'arma-

e fu deposto nella chiesa fabbricala da


Brizio.

che le sue fortunale imprese sembrava manifestassero la volont di Dio.


s lieto,
si arrese, e Massimo ne fu che riguard questo giorno come di festa. Egli fece invitare le persone

Venne elevato alla cattedra di Tours s. Perpetuo (f^-), generoso e zelante pastore,

11

santo alfine

convoc molti sinodi, ne'quali

stabil lodevoli regole per celebrare le vigilie delle feste solenni nelle diverse chie-

pi ragguardevoli della sua corte, tra

gli

se della

cilt, e sottoscrisse ili. ''concilio

TO
ratore
tle'saiiti

U
Gran venestabil la

TOU
bate di
si.
Il

37

provinciale celebrato a Tours.

e delle loro reliquie, seinla

hramlogli angusta
s.

chiesa ilelta pure di

re

mensa de'canonici. Gontario abs. Venanzio govern quasi 3 meClotario I voleva sostituirgli Cail

Martino ed eretta da s. Brizio, pel numeroso concorso de'fedeli che vi si recavano da ogni paVle, ne edillc altra assai pi ampia e sontuosa, ne fece la solenne dedicazione e
vi

tone prete d'Alvergna,

quale ricus pei'


si

mire ambiziose;
sto

ma non avendo
il

riuscire ne'suoi disegni,

potuto mostr dispo-

ad accettare. Per
(/^.),

re nel

556
sua

novir-

celebr

la traslazio'

min s. Eufronio
dato
la 1.^
i

ehe per

la

ne del corpo di s. Martino a'4 luglio 473. Imitatore delle virt di tal santo, mor
nel

t e capacit glia veano

turonesi. Si oppose con successo

vivamentedomau' a

490

49

'

istituendo suoi eredi


s.

po-

Leuguzio di Bordeaux,metropolitano delAquitania, per aver deposto

veri. Gli successe

Volusiano
I,

di

stirpe

Eme-

senatoria, di santa vita, nia per sospetto di

aderenza a Clodoveo

goti

che occu-

riovescovodiSaintes, per essere slato consagrato senza sua saputa. Chiaro pei* miracoli,

pavano Tours

e diverse citt della regio-

ne, lo esiliarono a Tolosa o in altro luogo,

sa di

s.

dopo a ver veduto fabbricar la chieVincenzo, mor a'4 agosto 073, e


s.

ove mor dopo di pi di 7 anni di vesco* vaio, e fu sepolto nella chiesa di s. Nazariodi Foix. Ilsuccessore
te da'sospettosi goti

fu sepolto nella basilica di

Martino.
s.

Il

suo parente
(J^.)y

il

celeberrimo

Gregorio

Vero egualmenesiliato,

venne

aven-

do per
nel

lui sottoscritto al
il

sinodo di Agde
Il

per volere del clero e del popolo fu con^agralo da Egidio vescovo di Reims al 22 agosto. D'una delle pi illustri e pie

5o6

diacono Leone.
si

vescovo Li-

fauigiie d'Alvergna,
il

dopo

s.

Martino, fa
e della
le

cinio d'An;ers

rec in Siria alla visita

lutniiare della chiesa di

Tours

de'sanli luoghi, e ritorn alla sede

dopo

slessa chiesa Gallicana,

per

splendide

tolse a'goli Tours: interal concilio d'Orleans, e movenne nel 5 rendo fu sepolto nella basilica di s. Martino. Indi furono vescovi Teodoro, e poi Proculo, atnbedne tumulali in detta chiesa; cos lo fu Diniflo borgognone, che govern o mesi. Per volere del re Clodomirogli fu sostituitoOmmaziosenatored'Al-

die Clodoveo
1
I

sue virl, profonda sapienza, esimia santit,

gloria della storia ecclesiastica e bedi

nemerito

Francia. Rifabbric
s.

la catte-

drale fondata da

Martino e molte
di

al-

tre chiese; sostenne le franchigie di


la di
s.

quel-

Martino, ricusando

dare in

ma-

no a Chi Iperico I re di Soissons il duca Gontrano, che s'era rifugiato in quest'asilo allora

vergila, che incominci a fabbricare la su-

riguardato inviolabile. Cinipe-

burbana
pi
di

Maria, e govern 4 anni. Leone gi abbatedi s. Marbasilica di


s.

rico

crasi insignorito di
I

Tours, dopo

l'as-

sassinio di Sigeberto

re d'Auslrasia, e
II, fi-

tino visse 7 mesi. Francilio di prosapia se-

Gontrano avea posto Childeberto


glio dell'ucciso, sul di lui trono nel

natoria di Poitiers, govern


giurioso

3o mesi. Incittadino di Tours nel 533 sotloin

quindi
perico

il

duca temendo

lo

575; sdegno di Chils.

scrisseilconcilio d'Orleans, e perlui

pano prete

quello del

Cam54 1- Continu
s.

I,

s'era chiuso nella chiesa di

Mardife-

tino. Nel concilio di Parigi del

577

Maria, e coraggiosamente neg a re dotarlo 1 nell'aSNcmblea di Soissons di convenire al decreto ingiurioso che tutte le chiese del
la fabbrica della basilica di
,

vescovo di Roueu, e Fredegonda moglie di Cliilperico I per vendise Pretestalo


carsi gli suscit

Tours;

le

costui

contro Leodasto conte di accuse dal concilio di

regno dovessero
teal
fsco.

la 3.'

parte delle rendi'

Brciiics (f^.) furono riconosciute calunnie, e per poi

Gli successe Haudino famiglia-

miseramente. Indis. Gre-

re del re, che erog in fi vere de'poveri

gorio ebbe viva contesa con Felice vesco-

20,000

soldi lasciali dui predecessore, e

vo di

INuiitcs,

por uuu terra dulia chiesa di

38
Tours
i

TO U
die Felice preleiideva sua. Tulli

TO
concilio di Paiigi.
in

U
dell'

Ursmaro

844
di

'^

diocesani erano l'oggello delle pastorali

trovo pel ."nominato arci vescov(jdiTours

sue sollecitudini, essendo inoltre padre e


difensore degrinielici.

un diploma a favore della chiesa

s.

Avendo
s.

latlri sacil

Martino, e in una sua sottoscrizione in cui


(\ce,i/i(lignus Turoiticac matris EcclcsiaeJrc/uepiscopusXimvautoU ehe
si

eheggialo la chiesa di
lieo
ti

Martino,

ve-

scovo donnande ottenne dal re CinipeI

grazia per

essi.

Egli nelle importan-

iiell'847 fu al concilio di Parigi,

si

dice

commissioni
in oaira

di cui fu incjiricalo,
il

ebbe
glo-

sempre

bene dello stato e


Nel

la la

Bei gratin Turoiierisis EcclesiacJrciiiejiscopus. Eraldo dell'BSS inteiveune a


molli concini, e in un di[)loma che pare
di

ria della religione.

58q ollenne

con-

servazione de'privilegi di sua chiesa che


voleansi ledere, e ne

Papa Sergio

li,

riportalo

da'Sammar-

mantenne anche

l'e-

senzioni col suo zelo e fermezza. Nel


fece colto

un viaggio
gli

di

divozione a

594 Rma, ac-

che
t,

onorevolmente da l'apa S.Gregorio I, legalo una catena d'oro. 11 Papa ammirando il complesso di sue rare virsi

mostr sorpreso
ci

in
il

\ederlo piccolo

chiamalo Erardum sanctac mctropolis Turonicae Episcopus. Gi No4neno duca di Bretagna essendosi fulto proclamare re, de' 4 vescovati di Bretagna ne fece 7, aumentandoli con 3 nuovi in pregiudizio di Tours, per averli sottoposti a Dol, la quale fu elevala in sede
tani,

della persona. Rispose

vescovo

Noi

arcivescovile (nonostante
dri del concilio di

la

lettera de*[)a-

siamo quali Dio

ha

fatto; egli lo stes-

Toul o
i

di Savonnieres,

so e nelle grandi e nelle piccole cose".


di questo viaggio

Ma

cheammonirono
visi

vescovi di Bretagna di-

non avendone
s.

egli fal-

per scisma dal metropolitano, esoril

lo

menzione
il

nelle sue opere, sel)bene lo

tandoli all'unione e all'ubbidienza),

cui

attesti

suo biografo

Odone

di Cluty,

sembra dubbioso

all'altro

suo storico Le-

vescovo Jumaelenel 777 ebbe Adriano 1, cos Festiuiano da

il

pallio

da
I,

s.

Nicol

vesque de la Ravaliere. La santit di s. Gregorio diToursfu comprovata da molti miracolioperaliin vilaedopo la sua uiorte, che avvenne a' 17 novembre SgS. Perch
si

continuando
la

successori a intitolarsi ar-

civescovi fino a Giovanni Meschino o de

Monche,
III

al

quale nel
il

199 Papa Innometropolitala

cenzo
la

ne tolse
i

grado, reintegrando

perdesse di

lui la

memoria,

ordi-

giurisdizione e
di

diritti del

n
il

d'esser sepolto nell'ingresso della chie-

no

Tours, terminando perci

lunga

sa, acci

ne

fosse calpestata la
gii

tomba;

ma
al-

controversia sulla quale scrisse Stefano di

suo clero

eresse

un monumento
s.

Tournay, insieme

alla posteriore transa-

la sinistra di

quello di

Martino. Ora

in

zione fiuta Ira Giovanni arcivescovo di

breve dir de' vescovi e arcivescovi pi degni di parlicolar menzione, Pelagio avendolo successo nel SqG^ad a questo Leu* pario di santa vita. Modegesilo fu al con-

Tours e Rodolfo vescovo di Dol neli45i, ratiflcala da Papa Nicol V nel 1432: rest
il

vescovo
la

di

Dol

ili.^tra'snlfraganei,
1

privilegio che cess nel 161

quando si

fe-

Reims nel 63o. Crolberto concesse quelle immunit ed esenzioni alla chiesa di s. Martino ricordate superiormente, e confermate da Papa Adeodato
cilio di

ce eseguire

generale disciplina della


il

Chiesa, che dopo

metropolitano debbosuccesse nel1

no precedere
l'arci

vescovi secondo l'epoca di

loro ordinazione.

Ad Erardo
il

li
la

con diploma presso

Sam marta ni,

nel-

vescovato Actardo, neir87


il

traslato

Gallia Christiana. Gavieno intervenne al concilio di Lalerano nel 769 sotto Stefano ili. Landranfio fu delegato nella provincia Turonese di Lodovico 1 il Pio^
conte Pvolberlo, e iieir8:8
assiale al

da Nantes,

quale ricev
II

pallio

da Pa-

pa Adriano

e fu

da

lui costituito

suo

legalo al concilio di Douzi, chiamandolo

co\

Cardinalcm metropoli taman^ e.tarccpiscopum Turofiicae Ecclesiae, Adalar

TO
do ebbe confermati
(itili cliiesa

U
nell'

TO
878
i

39
i

privilegi

le dalla s.

Sede fu riconosciuta godere


1'

diToursda Papa Giovanni


i

privilegi e
il

Vllljtlisnpprovnndoclie
litgna
si

vescovi di Bre

esenzione dal vescovo come monastero di s. Dionisio (f^.)) controla

fbsseio soUratti

indebitamente
Marlino, edi san-

versia che descrive

Gallia Christiana.

dalla giurisdtzionedi Tours. Nell'SSy Ei'-

I)erno abbate maggiore di


Itlto dal clero e dal
ta vita.

s.

Perci deposto l'arcivescovo Rodolfo, nel io8r gli fu sostituito altro Rodolfo d'Orleans, in
d'

popolo come
nel

Nelgiy Roberto, che

93 tor-

tempo del quale Fulcone conte A ngers concesse un privilegio al mo-

nando da
ni corsari

Roma

fu trucidato da'ladioni

nel passaggio delle jVlpi, cio da' sai'ace-

numerosi ch'eransi

stabiliti in

s. Mauro, e ricev in Tours Papa Urbano Iljanch'egliebbedissidii col monastero di s. Martino. Per sua morte

nastero di

Fiassinetto, e barbaramente ingombra-

neli

19 parte del clero elesse arcivesco-

vano le strade delle Alpi, per cui greci davano loro la caccia. Gli succese nel 983 Telolo o Teotolo canonico decano di s. MarlinOjChe concesse un privilegioall'abbazia di s. Giuliano, Dei gratin Turonoriini MetropolitanuSj e fece altre cose, avendo Dio illustrato co* miracoli la sua santit. Arduino nel 970 si rec ad Li' mina Apostolorum, ed a suo favore scrisse Papa Giovanni XIII a'vescovi di Brei

vo

il

di lui nipote Gisleberto, l'altra parte

scelse
s.

Gualter io arcidiacono e tesoriere di Martino, nobile e virtuoso; prevalse il

1." che mor nel i iid. Gli successe il b. Ildebertode Lavardin gi discepolo di s. Ugone abbate di Cluny e di Berengario

di

Tours, vescovo

di

Le Mans, uomo
da

di

singoiar erudizione e innocenza, acclamato dal clero e dal popolo: essendosi


ve-

scovo

di

Le Mans recato

in

tagna, perch a
ta

lui

professassero la dehi*

torno alla sua arcidiocesi


saggio approdato
co
vi

Uoma,nel riavendo di paspoli-

riverenza sotto pena di scouunica. Nel


de'visconti de Cliasteaudun
si

all'isola di Lerins,

1004 Ugo

manc non
la

perdesse

la

vita

ola

ricus di consagrare l'abbazia della

ss.

Trinit fondata in una sua parrocchia a Belmonte da Fulcone conte d'Angers, e


il

crudelt de'corsaritnori, che dall'isole Baleari infestando con legni arbert, per

mali

le

spiaggie della Catalogna e Proven-

Papa Giovanni
s.

XIX
la

la

prese sotto

la

za, nel
l'isola

giorno
la

di

Pentecoste sbarcali nelcol ferro e col sac-

protezione della

SQ\\ei e

Sergio IV suo

manomisero
Il

successore termin

controversia

me-

cheggio.

b.

Ildeberto mor santamente

diante solenne diploma, con autorizzare r arcivescovo a farne la consagrazione.

neh i36,
ria

lasciando di se celebre

memo-

per

le

sue virt, ingegno, eloquenza

Chenu,

Ilist. Archicpisc, GalLiae^ dice che Ugo per infermit abdic e fu ricevuto nel monastero di Cluny. Nel 102
gli

e opere. Joscio o Joscino deli i5j accolse Papa Alessandro III in Tours, ed a suo

tempo

si

fece in

Tours

la

collazione del-

successe
1

il

nipote Arnolfo, che


1

Chenu

le olerte

per

la crociata di

Gerusalemme,

anticipa al

o 8 e lochiama santo. A Bartolomeo del o52 successe Rodolfo dello


I

ed insorse grave discordia fra're d'Inglulterra e di Francia, con grave pregiudizio


della citt e di sue chiese. Nel
i

il

enerabile nel 1074,


s.

al

quale scrisse

di-

175

gli

verse lettere

Gregorio VII, dichiaran-

successe

il

nipote del predecessore Fngel-

dogli che.il pallio concesso al vescovo di

baldo,

il

faconilo e saggio legalo della


s.

Dui ossia
ni,

all'arci vescovo cardinal

Giovan-

Vendosme
ti

Bartolomeo de Sede nelle par-

sa di

non pregiudicasse a'dirilti della chic* Tours, il che fu pure definito tra l'arcivescovo di Tours e quello di Dol nel
1

d'Aquitaoia, nominato in vari diplomi

de're d'Inghilterra conti d'Angers, che nel


1

ijG celebr
e ncli

il

sinodo di Rennes per

lu

sinodo del 079; egli ebbe gravissima vertenza con l'abbazia di Martino^ la qua*
ij.

dill'erenze col prelato di Dol.

suo tem-

po

199 huioceuxu

111 decise Hiial*

4o

TOC
le

TO
questio-

U
mecor-

melile con sentenza cefiniliva


ni tra gli arcivescovi di

sta restrizione deirautorith del loro

Touis

e di Dol,

tropolitano vedevano un'usurpazione dei


propri
diritti.

ripugnando queslo
nore, mentre da
s.

d' essere soggetto a

Fervidissimi furono

quello, counenietropoli delIaDietagna mi-

rispondenti negoziati nel pontificalo di

Martino

in poi e fin-

che la loro sede non si sottrasse dalla dipendenza di Tours, n'era stata suffraganea, pe* motivi gi narrati e meglio discussi

mettere
tanto

da'Sammartani, non volendo persovrani della Bretagna die loi


i

Lucio III, e fu allora che Stefano abbate s. Genoveffa scrisse al Papa in nome del redi Francia Filippo li Augusto. La chiesa di Tours ha di continuo esercitato diritti di metropolitana sopra la Brecanonici di Dol vogliono di pretagna;
di
i

ro vescovi fossero soggetti a Tours: peril

sente offuscarlo splendore della corona,

Papa decret

e defin, che

il

ve-

poich questa controversia non causa


solo dell'arcivescovo,

scovo di Dol e

gli altri della

Bretagna mi-

ma
la

si

del re stesso,
I

nore fossero sulFraganei di Tours in perpetuo, e che si quietassero le analoghe dispute; Tours ne fu lieta, Dol afflitta. Il eh. l urter nella Storia cV Innocenzo III^^Z' co come racconta la lunga vertenza terminata dal suo Papa, narrata pure dal AJartene in 77;c.?.,edal Tomassino, Vetasetuova disdpUmi. Una questione insorta fra Tarcivescovo di
di

e mette a repentaglio

pace.

baroni del

regno la sentono in queslo insieme col re, e seavessea versar sangue tra'francesi e bretoni sarebbe colpa del Papa". L'abbate si dolse quindi col cardinal Ottaviano
Conti, che
ch'egli

Roma
si

slesse contro

il

re,

cosa

non

sarebbe mai aspettata; che

gli ecclesiastici di

Tours

e quello

scemare, smembrare

Dol volevano intaccare, il reame. Era quel-

Dol

pe'dirilti metropolitani,
tal

avea ac-

la forse la gratitudine per tanta divozio-

quistalo una

quale celebrila a cagio-

ne

della sua lunga durala.


essi

Fino da'secoli
sopra

lemoti

possedevano

tali dirilli

tutta la Gallia (cio di quella parte in discorso), dal qualesprituale vincolo ne ve-

ne fino allora dimostrata? Ne sarebbe venuta una dissensione di cui era difficile prevedere la fine e rancori che covavano sarebbero all'ultimo scoppiali. Pre, i

in fine l'abbate

il

cardinale, d'interaflincli l'arcivesco-

niva che

baroni della Bretagna non eralegali all'al-

porre l'autorit sua

no

se

non pi strettamente

ta signoria della Francia.

Quando
i

poi

il

reggimento feudale vetine sotto


vingi perfe/.ionandosi, e
i

Carloelesse-

baroni

si

vo eletto di Dol, non voglia distaccare dal regno le provincie occidentali. Il resi dolse avanti un'assemblea di vescovi, che si volesse rapirgli una parte del regno dei
dicendo che il Papa era un ingrato; e la cosa rest in pendenza fino a Papa Celestino III, a cui l'abbate Stefano contentossi di domandare, a nome
suoi maggiori
,

ro un re particolare,
]()arali

ei

vollero essere seal-

dalla B'rancia,

anche rispetto
il

l'ecclesiastico

come

al politico, e
la

re lo-

ro fond
*

in

Bretagna

sede arcivesco-

vile di Dol, affine di

non essere pi per avvenire sottoposta a quella di Tours.


s.

della regina

al ritorno del figlio

che nulla fosse deciso fino suo da Palestina. Ce-

Papa
gli

Nicol

vi

convenne, sotto

la ri-

lestino
ti,

HI

cit dipoi dinanzi a se le par-

serva che fosse senza contraddizione dearcivescovi di Tours;

che gi parecchie volte eransi presen-

ma

correva or-

tate a

Roma; ma
in

l'arcivescovo di

Tours
alcun

un secolo e mezzo, da Papa Nicol II in poi, che questi ultimi andavano rao-vendo doglianze presso la santa Sede per
Utti

ncouparve

persona, ne
la lite

mand

procuratore, per cui


tra voi la sospesa.
I

rimase un'aleletto nel

Innocenzo HI

la resliizione di loro

podest spirituale.

La

questione fu spesso aggiustata e semi

198, pochi mesi dopo chiam di nuovo due vescovi nel giorno di s. Michele del
Kjr) e pose alfine

pre rinnovala, ed

re di Francia ia que-

Icnulue

alla queslio-

T
ne.

OU
piti

TOU
volle

41

Le due

pnrtl

come furono

udite tanto alla presenza del Papa in persona, quanto innanzi a'caidinali, ed esau-

prove, non avendo canoniDol nuH'allroda addurre in giudizio, fu deciso che la chiesa arcivescovile di tal citt dovesse rimaner soggetta a quella di Tours e riconoscerei! capo di lei qual metropolitano; che il vescovodi Dol
rite tulle le
i

ci di

seguendo conFrancia gli antipapi Clemente VII e Benedetto XllI residenti in Avignone, mentre lo era Amelio de IMaill, neli4o6 intervenne all'assemblea adunata per sottrarre il regno dall'ubbidienza del 2.", e nel 1409
arci vescovi

R ems.Gl

fu al concilio di Pisa, ove quel falso


tefice fu deposto.

Pon-

Giacomo Gelu

di

Lu-

xemburgo

avesse quind'innanzi a dimettere


lio e

il

pal-

da Grenoble fu traslato a Tours, indi nunzio al famoso concilio di


,

a farsi consacrare dall' arcivescovo

Costanza, di cui riparlai a Svizzera, per

di

Tours, dimostrandogli come sulfragala

neo

sua sommissione; ed afline di ren-

dar fine al grande scisma d'occidente, e fu nel i4 7 uno degli elettori di Martino
I

dere impossibile ogni ulteriore contestazione, Innocenzo


i

V, che

lo trasloc a

Embrun.

Il

succes-

HI dichiar
si

nulli tutti

sore Filippo de Caerquis o Goelquis, gi

titoli

che

in

avvenire

potessero sco-

vescovo di

s.

Poi de Leon, dotto ed erudil'antipapa Felice

prire a favore della chiesa di Dol.

Questa

tissimo, fu legato al conciliabolo di Basilea, e

sede rest soppressa nel concordalo del

neh 44

lo cre
le noli-

1801. A Bartolomeo nel 1206 successe Gaufrido de Lude, il quale ad onta della
santit di sua vita, per iniquo consiglio
fu attossicalo;
tuito

anlicardinale, perci ne riportai


zie biografiche nel voi.

IV,
gli

p.

164. Per

sua rinunzia, nel i44^

successe Gio-

onde nel 207 gli fu sostiGiovanni de Faye nipote di Bartolomeo gi decano di Tours, che eletto in competenza di Roberto di Vitry, Innocenzo IH conferm la nomina di Giovanni, il quale ricev poi il pallio dal cari ,

vanni Bernard professore di legge, arci-

diacono e decano d'Angers; intervenne al congresso di Mantova adunato da Pio li, quale oratore regio, e mori neh 4^6. Elia

dinal legalo di Francia, e mori nel 122


circa. Gli successe

Francesco Cassando

Cassarci^ da Gregorio

IX

creato poi car-

dinale, e di lui e degli altri arcivescovi elevali a tale dignit parlo alle biografie.

L'arcivescovo Pietro de
rinunzi
alle regalie di

LambaI

del

25o

de Bordellio y fatto arcivescovo nel 1468, fu poi creato cardinale, morto santamente con miracoli. Il successore Roberto de Lenoncourt, abbate di s. Remigio di Reims, nel 1489 stabilii minimi nel castello di Plessis, e fu Iraslalo a Reims; invece da questa chiesa pass a Tours il cardinal Carlo Domenico del Carretto, !ie[

sua chiesa, a favo-

i547

il

cardinal Giorgio '


Il

Armagnacy

1270 Giovanni de Monsoreau o Monlerau gi decano della cattedrale, che nel 1278 presied
il

re di Bianca regina di Francia. Nel

poi trasferito a Tolosa.

successore Ste-

fano Poncher de'signori d'Esclimont, gi

vescovo di Bayeux, fond


celestini

il

monastero dei

sinodo di Rennes. Reginaldo de


1

d'Esclimont, ove fu sepolto nel


il

IMontbason nel

3o4 ottenne dal


1*

re Filip-

i552, lasciando

suo cuore alla catte-

po IV

il

Bello

immunit

pel clero di

drale di Parigi. Gli fu sostituito il celebre


cardinal Alessandro
1

sua diocesi, pe'sussidii dell'esercito. Stefano de Bouigueil neh 333 fond nell'ac-

Farnese nipote

di

endemia

di i*arigi

il

collegio Turonese.

Paolo I li. Nel 554 Simone de Maillc Iraslalo da Viviers, dotto e lodato peraltro
prerogative insign,
si

Dopo

1072 fu amministratore Segnino d'Aulhon patriarca d'Antiochia, il cui testamento si legge nella Gallia clwisliaia. Guido de Roye nel 38( introdusse
il
i
i

rec al concilio di
il

Trento: nel i583 celebr


vinciale,
lo in

sinodo proe

cominciato

in

Tours
al re

termina-

Angers, coirintervento d'8 vescovi;

curmclilani iu Tours, e poi fu trasferito a

con lettera u die purtc

Euiioo HI,

42
e al

TOU
Papa Gregorio XIII per l'approvaIII."

TOU
oltobrei8i7 gli fu surrogalo Gio. Battista de Chilleau della diocesi di Perigueux, antico vescovo di Chalons sur
Saone. Pio

zione. Nescrisse l'elogio Scevola


tani, \[y Elo^oruni

na

iUustrimi.

SammarGallorum doctr' NeliSgy Francesco de la


grande ermlizionee
le

gli

die per coadiutore con

Guesle ornato
ne,

di

fa

futura successione, a'27 giugnoi8ai, Agosliuo Lodovico de


ses,
la

cundia, introdusse in Tours


i

carmelita-

Montblanc

di Saus-

recollelli,ed

cisterciensi f()glianti.

vescovo elettodis. Diez e tiasla lo dal-

Gli successe nel

1617 ^ebastiano Dori o

chiesa arci vescovile di Cartagine inpar-

Galigai fiorentino, fratello di Eleonora

tihus: successe alla coadiutoria per


te
ilei

moglie
Ja

Concino Concini, favoriti delregina Maria de Medici; ma venendo


di
il

predecessore

a'

mormarzo 82 5. Per
1

sua morte, Gregorio


de'

XVI

nel concistoio

Inicidalo

Concini, divenuto marescial-

27 gennaio 1843 preconizz


di

l'attuale

lo di Francia, nell'istesso

anno

l'arcive-

arcivescovo cardinal Francesco

Nicola

scovo abdic e ritorn in Toscana, Nel 8 da Dayeux vi fu traslocato Bertran1 6


I

Maddalena Morlol
nigno
di

Langres. Gi vicas.

rio della cattedrale e parrocchiale di

Be-

do d'Eschaux, sotto del (\\\&\e'patres oratori Jcsa Turo/USfandnnturj encomiato per virt e dottrina. Da Boulogne nel 1641 successe per coadiutoria Vittore
Bontliillier,

Dijon, poi vicariogeneraledidue

vescovi di tal diocesi, e


mg."^ B.ivet, Io stesso

mentre lo eradi Papa nel concistol'avea proclamato

ro deirS luglio

iSSg

prudente e zelante, restaur


le re-

vescovo d'Orleans, couquest'elogio: qitae

e abbell l'arci-episcopio, introdusse

omnia ninner suninia cwn laude com^


plevit^ vr

ligiose dell'Annunziata, e altre nell'arci*

denique gravis,prudenSjdo'
ap-

diocesi: egli

amministr il sacerdozio al nipote Armando di Banc, die aspirava


tore dell'austerissima e virtuosa congre-

ctusj

multa rerum experentia praedi-

lus, et in ecclesiasticis fanctionibus

alla sua coadiutoria, poi mirabile istitu-

prime versatus^dignus^propterea censC" tur qui ad supradietam Ecclesianipromoveatur. Altro elogio


di diligente, di ze-

gazione della Trappa{^V.). Clemente

XI

fece arci vescovoEnricoOsvaldodella Tor-

lante, di caritatevole pastore, Gregorio

re o

Tour d'Alvergna,
riportano
i

nel

to a Vienna, e poi cardinale.

72 trasferiLe Nolzie
i

XVI
fu

lo replic nel tiasferirlo all'illustre


1

sede che paternamente governa. Nel

849

di
vi.

Fwma

seguenti arcivescoM,**

celebrato

il

concilio di

lennes (f^.)

NeliySi Enrico

Bernardino de
Gioacchino
s.

provinciale, presieduto dall'arcivescovo


di

Ceilbes de Bosset de Fleury, di Perignan


diocesi diiNarbona.

Neh 77.5

Francesco Mamerlo de Conzi,di Pomier


diocesi di Lione, gi vescovo di

Omer.

Tours, intervenendovi vescovi di Le Mans, AngerSjRennes, Nantes, Quimper, Vannes, s. Brieux,gli abbati di Solesmes di Port-du-SaIut,delaMilleraye, e mg."
i

Hicus

di

dare

la

sua rinunzia all'epoca

Lassaillandiere antico vescovo agli StatiUniti.

del concordato. Pio

VII nel 1802 dichiar arcivescovo di Tours Giovanni di Dio Raimondo di Cuci Boisgcliii, indi 3*27 gennaioi8o3 lo cre cardinale, morto in Tours a'20. agosto 804. Autore d'opere,
1

Fu

apeilo con solennit dall'arciI

vescovo domenica
teggio, che
si

novembre, enei coril

rese processionalmente dal


si

seminario, ove

tenne

concilio, alla cat-

tedrale onde celebrarvi l'inaugurazione,


si

come
sta
;

dissi alla biografa, un'altra queEsposizione de principii del elero


Il

contarono pi

di

4oo

ecclesiastici.

II

concilio

sulla Costituzione eivile.


1

i.

febbraio

mantenne la pia sentenza dell'I m macola toConcepimeulodiMaria Ver-

8o5 gli successeLodovico

Mattia de Bar-

gine, e la dichiar
gregati,
s

comune

rai, della diocesi di

Grenoble, traslaloda
nel
1

al clero e

si a'padri conpopolo della provins,

Mcaux;rinunzi l'arci vescovato

5.

cia, (|ualificandula

coufuraie alle

Scrii-

TO
tlie nulla

U
sommo

TOC

43

Iure, olla tradizione, al culto ecclesiastico, airorclinata ragione, e tale por ultimo

suo magistero. Sorge il genuflessorio, di forma quadra, sopra due ampi


gradini. Coperto di velluto rosso lo sgabello in cui posa le ginocchia chi ora, e
tra vaghissimi ricami d'oro
di

sembrava ormai mancare se non il giudicato della s. vSede, perch progredendo olire il cerchio dell' evidenza
teologica divenisse materia e capo di
fe-

trapunto

il

nome

di

vi operato Pio IX. Segue il

de divina. Indi

nei

852 Tarcivescovo

coi

dossale, ove in

7 vescovi suoi suflraganei (l'S.'

venendo
il

nice, cui ricinge

mezzo ad un'elegante corun ramo di quercia, ve-

dichiaralo tale dipoi), per testimoniare

desi intaglialo lo
ti

slemma

del Papa. A'ia*

loro profcjndo ossequio con pubblico se-

di esso e dell'altre parti del dossale, si

gno una
viito

ul

sommo

Pontefice Pio IX, aperta

sottoscrizione nelle loro 8 diocesi, la

provincia ecclesiastica di Tours col rica-

un insigne inginoc(7aV/ /o/o, descritto nel u.^aBQ del Gzor* TKilcdi Roma di dello anno (anche la Civilt cattolica ne fi ce cenno nella 2,^ se
fece costruire
rie, t.i,p.

elevano 12 pilastri con in mezzo sorretti da colonnelle e sormontati da baldacchino tulli messi "enliltnente a rabeschi e trafori, le statuette d'avorio de' 12 Apostoli, avente ciascuna in mano una sii iscia pur d'avorio, scrittovi sopra un articolo
,

12 i),e

lo fece

umiliare al l^apa
ili

Credo. Alle 3 grandi facce per che sono a destra, a sinistra e dietro del dosdel
sale,

in significazione speciale

farsi tutta vi-

ha

l'artefice intagliato di

mezzo ton-

vamente raccomandata olle sue orazioni. 11 religioso dono fu presentato al santo Padre da una deputMzione di cui era ca|)0

do, e nel legno slesso, l'immagini delie 3

Virt teologali posanlesi sopra un suolo


graziosamente smaltalo d'erbe e di fiori ed intoinialo di be' fregi e di foglie. Indi
il

vescovo di

degnissimo mg.' Gio. Battista Bouvier Le Mans ('he venuto nuovain

nobile appoggiatoio,

il

cui cuscino,

mente
alia
la

Roma

nel

i853 per
dell'I

assistere

pur
gi

di velluto rosso, reca in cifra tra freil

dogmatica definizione

mmaco-

d'oro

nome

ss.

di

Ges: ed

a'Iati gli

laConcezione,ptonunziata solennemendal

te
la

Papa Pio IX,


il

vi lasci

piamente

aggiungono bellezza e finimento due larghe fronde con foglie cos vere e spiccate e

vita,

che celebrai nel

voi.

LXXIII,

condotte con tanta squisitezza di di-

p.

69, nel ragionare di quanto precedette, accom[agn e segu il glorioso avveto,

ligenza, che

superano qualunrpie

lode.

A-

presi dinanzi un'edicola d'assai


le, in

vago

sti-

nimento), con parole di fede e di rispet-

cui fra coloime,


esili
si

venendo accolta

l'oirerla
Il

con benigni-

spettiva ed
ra ogivale)

che tirate di pro(come richiede la manie-

t ed elivisione

d'animo.

geiiii/lcs.wrio

girano in archi acuti, sor-

di quercia di Russia, e ritrae di quella

maniera d'architettura, che fu in uso in n)()he parli d'Kuropa prima che rifiorisse la ragione dello stile greco e romano;
archilellura del

gono sopra eleganti stipiti ed altri ornati 6 Angelelti d'avorio, ciascuno de'quali la
diverse altitudini e pieni d'ima grazia di

Paradiso recasi
si

in

mano una

striscia,

ove
(i

medio evo,

la

quale chia

leggono

scritte (ripartite in tutte e

le

masi ogivale, ed oggi da taluni inlendesi

strisele

restaurare

come reputata pi conveIl

niente a' mistici edilzi della religione e


al

Tempio

(f^.).

valente Bloltii e con


l'ope-

medesime) queste parole dell'aulico storico francese Joinville: Quils^e Icvoit cu s* ahnissant ainii, E a gran proposilo: poich l'uomo venerabile che
ivi

un lavoro
mostr
sia

di

ben 8 anni condusse

osservasi genullesso sopra

un inginocs.

ra in discorso, aiutalo da'suoi nipoti, e vi

chiatoio, e regalmente vestilo,

A/gi

nell'invenzione e nella dispo-

IX re di

sizione,sia nella risoluta pratica, sia in ne

nella ricchezza e leggiadria degl'intagli

il

Francia. Quanta dignit e santit d'aspetto! Quanta umile divozione nel venerare che fu, s profndamente m-

44
thmalo,
la

'^

^ ^
di

TO
di
dini, di 2 metri e

U
A
ren-

Corona
si

sio, cli'egli

posla

GesU didinanzi sopra un cuSpine


il

io centimetri.
la

dere poi perpetua


e

ricordanza del dono,

scino! lleliquia che


liei

glorioso monarca,

leggesi nella parie posteriore dell'edicola,

passaggio colla crociala in Paleslina,


l'alia

precisamente sotto

la finestra, la

segueu-

ebbe

venluia

di ritrovare (dice l'au-

tore dell'elegante descrizione) e poi di re-

tar seco in occidente ad accrescere


ri della religione. 11

leso-

sontuoso reliquiario
il

d'onde

si

reputa che pur ora

re l'abbia

traila,

rappresentalo d'avorio in fondo

Pio IX Sanimo Pontifici, Provincia Turonensis , Tiiron. Caenovian. Jndegav. Nannet. Rhcdon. Brioc. Corisopit. Vcnet. mdccclii. 11 Papa Pio JX a premiare aierili dell'arcivescovo Morlot, nel concistoro de'7 marzo i853
le iscrizione.
i

nll'edicola fra ricclii ornali e

come

circon

lo cre carduiale dell'ordine de' preti, e

dalo a gran riverenza da quel coro d'Angeli.

gl'invio a

Tours

la

notizia di sua
la

promo-

Fiancheggiano

l'edicola le solile ter-

zione col zucchetto rosso, per


dia nobile cav. Raniero

sua guar

rene lemiinanli
la

in guglie

fiori e di foglie: torrette

con capricci di che sono 2 nelposteriore, l

parte anleriore,
postasi in

"'^'^^'

mezzo una ben adorna e spaziosa finestra, sembrano colle loro cilue lanciarsi negli spazi del cielo. Egregie

dove

deCinque,couie si badai Giornale di Roma^con quanto altro vado a dire. Giunta in Tours la guardia nobile, in sua compagnia il carduiale part per Parigi a* 23, onde ricevervi la
berretta cardinalizia dalle

poi di lavoro e di senlimenlo sono quelle

peratore de'francesi Napoleone

mani dell'im111 dopo

statue d'avorio, 2 delle quali


ivi sul

si

scor-

l'arrivo dell'ablegato apostolico, seguito

gono

dinanzi, 2 altre fra le ter-

rene della parte di dielro. E qua ci ritiagi^ono la B. Vergine col Bambino e s. Pio V, l ss. Martino e Giuliano che tennero gloriosauienle le cattedre vescovili di Tours e di Le Mans. Finaluienle sopra il girare del maggior arco dell'edii

puredidl'ab.Malmoucheil i.de'suoi gran vicari generali,e dal canonico della metropolitana ab. Manceau. Per ablegalo alla
tradizione della berretta a Parigi,
il

Pa-

pa destin mg."^ Francesco

de',

marchesi

Ricci Rondinini suo cameriere segreto so-

prannumerario,

il

quale part da

Roma

cola risalta un' erta cornice o architrave,

a'29. A'6 aprile girmto in Parigi conse-

ch' base a un gran piedistallo, su cui con

mirabile soUigliezza sono intagliate


mistica vile co'giappoli e
s
il

la

gn al cardinal Morlot il breve coche accompagn la berietta,


pella delle Tuilleries

apostolila

cui

im-

manipolo di frumento. Ivi s'innalza sublime il vessillo del cristiano trionfo, d'onde ritratto in avorio pende morto il Redentore, a cui
dall'uno e dall'altro lato, sopra
stalli
i

posizione esegu l'imperatore nella cap-

domenica

7 aprile.
tal

Due carrozze

di corte
il

condussero a

pa-

lazzo imperiale

cardinal Morlot accom-

piedi-

vedono astanti in pietosissimi atteggiamenti la Vergine Addolorala a destra, e s. Giovanni a sinistra. Tal
minori,
si

pagnato dal maeslro delle ceremonie delablegalo e dalla l' imperatore, da mg.' guardia nobile pontificia. Il corteggio del cardinale si componeva de'due nominati
e altri ecclesiastici.
11

nelle principali parti quest' opera, notabilissima nel suo genere, e ben partita

corteggio discese al
il

padiglione di Flora. Mentre

cardinale

e ordinata, oltrech vaga e tale che onora non

s'avviava in un salotto vicino alla cappella e

meno la maestria del diligentissiino e pazientissimo artefice, che le stesse


arti francesi.

che conteneva

gii

ornamenti della sua


dell'

nuova

dignit, l'ablegato mg.' Ricci ven-

liuietri 75,rallezza fino alla


la

croce, di

La sua larghezza di centisommit delmetri 2 e 90 centimetri; la

ne condotto all'udienza

imperatore
ministri e

nel suo gabinetto, dov'erano riuniti! principi della famiglia imperiale,


gli ulllziali di servizio.
i

lunghezza, insieme culla predella a gra-

Indi mg.' ublegata

TO
pronunci
in Ialino
il

U
discorso seguente.
ril.

TO U
Col

4>

sommo

Pontefice, che governa

^>l*oleiitissitno

Imperatore. La dignil del

la

Chiesa, e con voi, inclito Principe, che

cardinalatoessendo s eminente nelIaCliiesa,


i

resterete coraggiosamente fedele a cos

ra per conferirla agli

romani Pontefici posero ogni lor cuuomini distinti, che

bei principii, l'impero francese fiorir co-

me
il

lo splendore delle loro vi^'l renileva de-

pure la vostra augjisla casa; poich miglior mezzo di raifermaree consolila

gni di quest'onore. Fedele agli esempi dei


suoi antecessori, Pio lX>cui Dio confid
il

dare

pubblica

felicil consiste nell'ola

norare e vantaggiare

vera religione".

governo della sua Chiesa, dopo avere


per pi
titoli

Sua Maest
pre per

rispose.'^ J^^onsignore. E" sem-

gi scelto tra' vescovi francesi alcuni prelati illustri

ed annoverali nel

me un avvenimento solenne la imposizione della berretta cardinalizia a


un prelato
distinto, e l'essere cos l'inter-

glorioso senato della Chiesa romana, volle

innalzareancoi a a questa dignil un alri-

neJiario delle grazie del Santo Padre.

Mi

tro prelato, l'arcivescovo di Tours, che

congratulo con voi perch Sua Santit vi

splende tanto pel suo zelo a vantaggio della religione,

perla sollecitudine, per

la fe-

ha scelto per questa onorevole missione. Vi ringrazio del modo con cui apprezzate
i

de, per

la

costanza nell'adempimento del

miei sentimenti per


i

la religione cat-

suo

uffizio pastoraljSicch voi l'avete giu-

tolica e

miei sforzi per istabilire dovun-

dicatodegno della vostra raccomandazione imperiale, ed tale realmente da meritare di essere decorato della porpora romana. L'onore, che il nostro sommo Pontefice

que la pace e la concordia. Vi prego, quando sarete ritornato a Roma, d'essere presso il Santo Padre l'interprete de'mieiseniimenli di venerazione e di rispetto".

Do-

ha

fatto a'raeriti del prelato,

una

po l'udienza l'imperatore
gio

col

suo corteg-

nuova prova della sua paterna benevolenza pel clero di Francia e per
francese, che
si

la

nazione

s' avvi alia cappella. L'imperatrice Eugenia, accompagnata dalle dame del-

gloria soprattutto del no-

la

sua casa, avea gi preso posto nella


alla.

tii-

bile titolo di figlia

primogenita della fe-

buna

de cristiana

onore rinon poteva aspirare ad un onore maggiore di quello


(del qiial Titolo cV

parlai in tale articolo). Io

Le LL. MM. assisteltei o ad una /nessa bassa con accompagna meo lodi musica, alla quale pure assistevano le LL.

A A.
il

II.

il

principe Girolamo, co'suoi


principe Luciano

figli

d'essere eletto per portare le insegne sa*


gre, che in questa ceremonia.

principe Napoleoneela principessa

MaBola

Augusto Imcapo del

tilde; le

LL. AA.
il

il

peratore, imporretecolle vostre mani, se-

naparte, e

principe Murai;

madama

condo

l'antica consuetudine, sul

principessa Maria duchessa d'Hamilton;

nuovo Cardinale:

non dubito punto,che


non
sia

madama
la

quest'onore insigne, cui Dio volle elevato r illustre prelato,

la principessa Murai; madama marchesa Darlholini;i ministri; prei

un soggetto

sidenti e

membri

deH'uifizio del senato e


il

di gioia a tutta la nazione francese,


siete

che chiamalo a governare. Fin dal principio del vostro impero avete dichiarato, illustre Principe, che non penserete e non intraprenderete nulla, che non fosse onorevole,giusto e vantaggioso alla fe-

del corpo legislativo;

presidente,

il
i

vi-

ce-presidente del consiglio di stato e


sidenti delle sezioni;
il

pre-

nunzio del Papa


il

mg.' Garibaldi arcivescovo di Mira;


dinal
mg."^

car-

Donnei arcivescovo

di

Bordeaux;
i

de cattolica, per difender la quale questa grande nazione fin dai primi tenq)i si
resa illustre, come ralteslanoi
ti

rescialli di

Sibour arcivescovo di Parigi; Francia e gli au)miragli;


il

mail

go*

vernatore degl'Invalidi,
re della legione

gran cancellie-

monumen-

del suo coraggio e della sua gloria con-

mandante
le,
il

in

d'onore, il generale cocapo della guardia naziona*

sagrali ncllu inemuiia clerua della publc*

prcfctlu della

Seuua

il

prtilcltu di

46

TO U
i

TO
deputali, consid'e[)iscopalo
rii,
il

polizia, diversi senatori,


glieli di stalo e altre
la fine della

tulio all'adempimento de* suoi adorabili


disegni, e che conosce,

persone invitate. Al-

messa il cardinal iMorlot, non essendo ancora vestilo de'snoial)i li di porpora,


so
fu

che se ini^ anni mio cuore concep deside-

introdotto nella cappella dal gran


si

cerenioniere, e
il

colloc a sinistra pres-

non furono ispirali d d pensiero d'una nuova dignit. E' altres nella conoscenza del mio amore per la Chiesa, e del mio
pi
figliale risptelto al

gennflessorio d(;irirnperalore. A.lcu

suo Capo, che cre-

ni istanli

dopo,

mg/

ablegato venne pu-

re introdotto nella cappella e prese posto


nel Ino'go ov'era la berretta sopra

un

vas-

soio d'oro, per piesenlarla all'imperatore.

do poter rassicurarmi contraendo verso la Chiesa e la s. Sede obbligazioni delle quali comprendo tutta la estensione. Siami finalmente permesso dirlo, senza voler lodare qui ci
ra; gli obblighi

A Mora

il

cardinal Morlot s'inginocchi,


111

che ciascuno
la

vi

ammi-

e Napoleone

prendendo
si

la

berretta
in

la

d'un vescovo,

missione

pose
so
col
si

in

capo

al cardinale^,

che

appres-

d'un

membro

del sagro Collegio, associa-

ritir.

L'imperatore

rec quindi,
,

to pi slrellamenle a tutte le sollecitudini del Pontefice supremo, non divengono forse pi dolci e pi f jcili, lorch Colui che tiene nelle sue mani le sorli delle

suo corteii^io e gl'invitati

nella sala
i

di Luigi
abili di

XIV.

Il

cardinale

si

vest

suoi

porpora, e venne condotto insie-

me

coll'ablegato, dinanzi all'imperatore

nazioni suscita (elevalo all'impero a'2

e all'imperatrice, indi pronunziil discorso seguente.*' Sire. Nel

mon)enl

in Cui
le in-

ricevo dalle mani di Vostra Maest

segne della pi alta dignit ecclesiastica,

dopo

la

su[)rema, non dovrei forse aprir

bocca, se non per parlate della mia rico-

noscenza a

voi, Sire,

che m'avete

fallo l*o-

dicembre iSSi e benemerito della pace d' Europa, il che celebro a Tregua del Signore) per governare una grande nazione, un Principe dolalo di tali eminenti qualit da preparare un regno veramente riparatore e benefico; assicurando alla patria un avvenire glorioso e prospei'o; lorch al lato di

nored'indicarmialCaporlellaChiesa universale per una


tal

questo monar-

distinzione, e al

somil

ca viene ad assidersi un'augusta

compa-

mo Pontefice, che si degn di accettarmi. Ma se vero che in quest'ora solenne,


sentimento
cessoredi
s.

gna (Eugenia M.' deGuzmau conlessa di Teba sposata a'29 gennaio 853, della cui
i

di ci

che devo a Voi e

al

Suc-

casa

feci
a'

non pu essere sorpassato da nessun altro, non potrei neppure dissimulare la profonda commozione, che provo alla visla di questa dignit, di
I^ietro

quale

93, la 16 marzo 856, domenica delle


1

parola nel voi.

LXVin,p.

Palme, die alla luce il principe imperiale Napoleone Eugenio, a cui fece da padrino il Papa Pio IX, a mezzo del cardinal
Patrizi Firario di

questi onorij che,nella Chiesa specialmen


te,

Roma,

perci fciHo

sono carichi
a lutti

reali

ed onerosi, im politerribile e

gono

una responsabilit

ancor pi spaventevole a colui, che deve


applicare a se stesso io tutta verit quel

degna di dividere il suo trono e il suo cuore, accoppiando all'elevazione e alla forza d'animo, la pi tenera sensibilit, rivaleggiando con lui nellegato

latere),

che
s.

la pili

profonda uuiilt faceva dire a

lo zelo,

ne'buoni esempi, ne' benefizi per


piaghe, che affliggono l'umanil,
i

Paolo: Io sono

V ultimo de meifratelli

sanar

le

nell apostolato; io non sono ne anche de-

per estirpare
flitti
i

disordini da cui sono af-

gno d'essere chiamato apostolo.Oo nondimeno v'ha una certa cosa, che rialza il mio coraggio e rianima la uia fiducia;
il

popoli, per asciugare le lagrime

deb
ind-

Tinfurtunio, per ristabilirei pubblici co-

slumi, senza
ia

quali

le uiiglioii leggi
la

sentimcnlu della mia debolezza; perch


fa

possono,

j)er

consolidare

religione,

nota a Dio Onnipotente che

servir

eterno fondamento d'ogni buona polili-

TO
rn.
11(1

U
cidiocesi di

T O U
Tours
si

47
Ogni nuovo
ar-

Con
le

tali

auspici! e afTulato nlla civi-

estende nel diparti-

assistenzii, accetter

con minore spa-

mento d'indie

e Loiia.

vento
za

funzioni di cui so che un giorno

civescovo tassalo ne'libri delia camera


apostolica iu fiorini
i*

dovi rendere conto. Foi lunato, se a fortli

sagrifizi j^iunger a

non

esser trop-

arciiliocesi

55o. Anlicamenle conteneva 3oo parrocchie

po

al disotto

dell'augusta benevolenza di

circa, divise in 3 arcidiaconali,

arcipre-

cui sono l'oggello, e deirespellazione del

lure e 23 decanali. Eranvi di piiiy abi)azie,

Pontefice
d'esserlo.**

il

pi venerato e

il

pi degno
:

commende

di

Malia, e i chiese
confluente

L'imperatore rispose

Una
il

collegiate, fra le quali distinguevasi quella di

delle pi nobili obbligazioni di chi ha

Candes, piccola

citt al

potere di ricercare
le
lo.

il

merito; l'una del-

pi dolci sue prerogalive d'onoiar-

Provo soprallullo questo sentimento quando ni lice indicare al Santo Padre


qtie'prelati sui quali desidero specialmente

Loiraedella Vienna, dove s. Martino mori in mezzo ad un clero da lui medesimo probabilmentestabililo. VenneQ
della

seguito eretta in collegio di canonici, e conosciuta sotto


tardi prese
il

il

nome

di

s.

Maurizio. Pi

invocare

la

sua preferenza. E' unospetil

titolo di chiesa reale e col-

lacolo consolante

vedere l'accordo che


il

legiata di
di

s.

Martino

di

Candes, ed

re

regna, dopo

il

concordiito, tra

potere

Francia sempre la protessero. Luigi XI


Carlo IX l'esentarono d'ogni imposizio"

temporale

e lo spirituale nel

consagrare

uomini pi degni nel clero. Vostra Eminenza, cos conosciuta pelle virt cristiane e per lo spirito di conla scella degli

ne. Luigi

XiV

fece rialzare

uno

de'pilo-

ni delia chiesa, e

Luigi

XV

prese provve-

dimenti pel ristabilimento della maggior


parte del tempio, che minacciava di ca-

ciliazioneche la distinse finora, continuer,

ne sono persuaso, a uianleiiere nella


la

dere nel

723.

il

capitolo di questa colieil

Chiesa quell'unit eh'

sua maggior

giala,non compreso

basso coro, era

comi

forza, e ad accrescere, col suo esen)pioj

posto del preposto edir2 canonici, fra


segueiiza d'una fondazione
le,
i

che non vuole altre armi fuori della pei suasione, e che per ispirilo di carit ollVe sempre lumi a
l'influenza d'una religione

quali auclie l'arci vescovo di Tours. incon-

immemorabieligiosi a

benedettini dell'abbazia di Ijourgueil


di
i

chi erra, rifugio a chi

si

pente",
i

li

car-

erano obbligati

matulare 4
i

dinale indic all'impeiatore


del suo seguilo, e

personaggi
111

Napoleone

[jreseul

Candes ne'giorni ne'quali cadevano


vi

novembre
due

'"o''^*j

le

feste di

s.

M;u-

all'imperatrice mg.' ablcgalo apostolico


e
ie
la

tino, per assisterei canonici


l'ullzio

nel celebrar-

guardia nohilediSua Santit. Poscia

con uuiggior solennit. l*rima

LL.

MM.

si
il

ritiiarono ne' propri ap-

la

rendila dell'arcivescovo di

Tonisela
bollec) )00

partamenti,

cardinal Morlot colle per-

di

4o,ooolire, eletasse per

le

sone del suo seguilo fu ricondotto alla sua abitazione colle medesime carrozzedi
corte.

fiorini.

Prima

di
il

parlare de' concilii di

Tours, riporter
val,

promesso cennodiZrt-

La sera

il

cardinale pranz con l'imal

peratore e l'imperalrice, insieme


zio pontifcio, all'ablegalo e alla
nol)ile,il

nua-

nuovo vescovato sulfraganeo. Lavai o Lavai Guyon, rnlis Guido'


LavallurUy
citt

guardia

iis^

con resideuza ve-

ministro degli affari esteri equel-

scovile di Fiancia, nelU ijielagna minore, capoluogo del (hparlimenlo di Mayenne, nella provincia diMaine corrispon-

lo dell'islruzioiie pubblica e de'culli. Di-

poi recatosi in

Roma

il

cardinale ricev

dal Papa

\v fillre

insegne cardinalizie del


la

dente

al

Cacioinaiieii.sis

Jgcr

delia xi

cappello e dell'anello, e per titolo


sa dc'ss.

chie-

romana provincia
alla o suj)eilore

delle Gallie, divida in


in

Nereo ed Achilleo, annoveran-

o meridionale, e

bassa

dolo a Sconci eguz,ioni cuidinalizie. L'ur-

o infciiore o sellenlrionale, e compreu-

48
de
te
1'

TO
appartenuto

U
Sarthe.

TO
La
soline, stamigne, ec.

altro diparlimento del

e cotone ad uso di Madras, flanelle, mtis-

provincia di

Maine dopo aver lungri nienagl'inglesi, fu confiscata

al re
II,

Giovanni Senza Terra da Filippo

e riunita alla francese monarchia da

Vi sono inoltre molti due segatoi pel marmo. Considerabile il suo commercio, non solo de'prodotti di sue fabbriche, che si esporconciatoi, e

Luigi XI.

La

citt di Zrt2i><2/, gi

contea

tano

in paesi stranieri,

ma

altres in lana,
tri-

e baronia, che descrissi al suo articolo,


uelle proporzioni

ferro,

legname per

la

marina, grani di

come luogo
concilio

in cui nel

foglio, refe,

marmo,

ec.

Ogni sabato

si

fa

1243

fu tenuto

un

da Gaufrido

o Giuvelio perla conservazione della disciplina ecclesiastica, ora merita che vi aggiunga alcun'altra nozione. E situata nel fondo d'una vallata a 1 5 leghe da Rennes, 16 da

Le Mans,

56 da
di

Parigi; sede

di tribunali

dir/ istanza e

commercio,

della conservazione dell'ipoteche, di dire-

mercato nella propria piazza, oltre 5 annue fiere, essendo molto importante quella de'9 settembre per bestiame, grani, filo e derrate d'ogni specie. Lavai patria di Guglielmo Bigot, d'Ambrogio Pare chirurgo, di David Piivault precettore di Luigi XIII, di Daniele Taury letterato, di Giovanni la Frre
ricco
storico, di

un rinomato e

zione de' demanii, e delle contribuzioni


dirette e indirette, di societ d'agricoltura, di

Francesco Pyrard viaggiato-

camera

di

commercio
la

d'un con-

siglio di esperti.

Eccettuata

vasta e bel-

la piazza di

mercato per le tele, e il ponte nuovo, non vi si vedono che antichi edie le vecchie

flzi

mura. L'antica e

alta tor-

re,

dimora

de' duchi di Lavai e poi de'

Conta circa 20,000 Vi fanno capo le strade di Alencon, Tours e Le Mans. I dintorni sono fertili e ameni: in uno de'due sobborghi la chiesa di s. Veneranda ha la ficciata miscuglio bizzarro di moderno e di gotico. Vi sono ne'suburbi fabbriche di store, e di altri illustri.

abitanti.

duchi Tremouille, serve oggi di prigione. In fanco s'innalza

viglie e di maioliche,fornaci
le fucine,

da calce, mol-

un

altro castello di
ivi

una cava

di

(narmo lavorato

costruzione pi recente e pi bella, ed

il

venato a pi colori assai proficuo all'architettura, e


opifizi

palazzo di giustizia. L'edifizio della


il

prefettura,

palazzo comunale, ed

il

tea-

un gran numero di purghe o d'imbianchimento.!! regnante Pa-

tro nulla olirono di particolare. Bens pos-

pa Pio IX ad istanza dell'imperatore Napoleone III colla bolla Proprium fit semper^ de'3o giugno 855, eresse que,

siede

due ameni passeggi pubblici, quello del Campo di fiera e quello di Hardy, due ospedali, un collegio comunale, la biblioteca pubblica. Essenzialmente manifat-

sto vescovato,

dismembrando

il

diparli-

mento

di

Mayenne, provinciae Medaa-

turiera, particolarmente Lavai rJo-

mata per le sue tele che chiamansi eoa nomi diversi. Essa debitrice a Guido di Lavai, uno de'suoi antichi signori, delle numerose fabbriche di tal genere e della
riputazione di cui godono. Al
del suo

momento

matrimonio con Beatrice di Fiandra nel secolo Xlll, egli chiam presso
di se molli artefici fiamminghi, che inse-

gnarono agli abitanti l'arte di tessere le tele, trovando essi poscia il segreto d'imbiancarle. Vi
si

Le Blans, la cui sedeera allora vacante, e formandovi quella di Lavai, che dichiar suffraganea del metropolitano di Tours. Quindi nel concistoro de'28 settembre preGonizz(provvedendo pure del 'pastore Le Mans, con dichiarare l'odierno vescovo mg."^ Gian Giacomo Nanquette dell' arcidiocesi di . Reims, parroco arci prete di Sedan) in vescovo l'attuale mg." Alessio Casimiro
nae, dalla diocesi di
1

Giuseppe Wicart,
di

di

Meteren arcidiocesi

fabbrica anche biancheria


di fi-

da tavola damascata, gran quantit

Cambray, gi vescovo di Frejus e di Tolone (K), con quella proposizione conda cui ricavo quanto vado a
ri-

lo di lDO, calicot, basini, fazzolclli iu filo

cistoriale

TO
ferire.

U
vigiliti circiter

TOU

49

La
ss.

cill

conlieue

ve di artiglieria, volle recarsi alla chiesa


a piedi, preceduto dalla croce, che fu al-

itcolarum niillia. Lo parrocchiale chiesa tifila

Trinit,

gnslo gotico e
caltedrale.

ampia e decorosa, di romano, venne elevala a


il

zala a lui appena entrato nella stazione,


e dal clero.

Due

ali di fanteria

accompa-

Ha

ballisteriOjelacuraiJ'a-

gnavano

il

corteggio, e tenevano addietro

nime

affidala al

parroco arciprete coa-

la folla del

popolo, che

si

prostravaal pass.

diuvato da 5
nera l'intero
tyris.
il

Fra le relicjuie si vecorpo di s. Ifyomeds marvicari.

saggio del degno rappresentante della

Sede.
sero

Le truppe

della guarnigione, schiegli re-

capitolo,

come

le

altre cattedrali
di

rate sulla piazza della prefettura,


gli

dell'impero diFrancia,si

compone

3 di-

onori militari: tutte

gnit, d 8 canonici seiicapilularcs^ ciun

della citt

suonavano
il

a festa.

campane Dopo di esle

theologo et poenitentiario^e LiiiUv preti


e chierici addetti al servigio divino. Fella

sere stato

nunzio aposlolico

in chiesa,

decente e comoda abitazione del vescola

vo, dispose
vi

bolla apostolica. Nella cill

dove da tulli membri delle varie amministrazioni della cill. Nel d\ serecossi al palazzo della prefettura,
i

fu ossequiato

sono due altre chiese parrocchiali


s.

mu-

guente, dopo

la

messa, visit diversi luo-

due conventi di religiosi, 4 monasteri di monache,uno de'quali osserva le regole della Troppa, diversi sodalizi, et semina riun dioeccsamim pr
nite del
forile,

ghi

pii.

Nelle ore ponieridiane ebbe luo-

go
il

la

nuovo mg." vescovo

ceremonia del possesso. Dopo che fu complimentalo


nella cattedrale, e l

dal podest di Lavai, entr processioual-

quamprimuni erigendum erit,juxtapraedispositaii memoelericis et pueris

mente

mg/
la

nunzio

die l'abbraccio al suo collega nell'episco-

ratis apostolicis literis.

Ogni nuovo

ve-

pato, e poscia fece leggere

bolla,

che

scovo venne lassato ne'libri della camera


apostolica in fiorini 870. Dioecexeos

innalza Lavai a sede episcopale: finita la


lettura, fu
i

am-

cantalo

il

Te Deum.
falli

Inoltre

hitus

ad

totani

Meduanam provinciani
Il

giornali francesi descrivono con molle

sesc cxtendit,etplura coniplectitur cen-

particolarit gli apparecchi

a Lavai

tena incolaruni millia.


r

n.

289

dei

per degnamente accogliere


che veniva dato
alla cill.

ili."

vescovo

Giornale di Roma del 855 riporta un sunto delle minute descrizioni de'giornali di Francia delle feste falle a Lavai pel solenne possesso che della nuova sede prese il vescovo mg." Wicart a'28 novembre,
datogli dal nunzio di Parigi mg."^ Sacconi

A spese del mutrionfale

nicipio era slato eretto

un arco

all'ingresso della via Napoleone, sul


le leggevasi:
siy

qua

Primo

Pontifici

Lava llcnche

e le date della bolla e del decreto

hanno
tri

eretto Lavai a sede vescovile. Al-

arcivescovo di Nicea. Quest'ultimo prelato,

archi furono innalzati da'cittadini, e

mediante un vagone d'onore pre-

su quello che indicava l'ingresso alla par-

paralo a Parigi sulla

domanda

del
il

mugior-

rocchia della cattedrale era slato scritto:

nicipio di Lavaljgiunse nella citt

JVos populus ejus, et ovcs pascuae

ej'us.

no precedente
le disposizioni

col suo uditore, e

secondo

date dal governo, vi fu ricevuto con tutti gli onori civili e militari dovuti a un maresciallo di Francia nell'esercizio di sue funzioni. Un numeroso distaccamento di genilarmeria a cavallo
era destinato a servirgli di scorta, 3 carrozze erano stale condotte alla stazione

Quattro obelischi erano sormontati dagli slemmi di Pio IX, di Napoleone UI,
del vescovo e di Lavai: ogni classe di per-

sone contribu a quella grande


citt era

festa.

La

ovunque ornata,

la

sera ric-

camente illuminata. Il palazzo municipale faceva L^'illarea mezzo variati lumi gli slemn)i ponlilcio e imperiale; e la popolazione acclama va piena di esultanza
i

perch fossero a sua disposizione. Ma mg.'


uuuzio,
il

no-

cui arrivo fu

anuuuciato da sal-

mi

di Pio

iX

e di

Napoleone lU. AU'iu-

VUi. LXXIX.

So
(]omani
il

TOU
nunzio fece di buon'ora rilor^
a Parigi.

TOU
17 novembre del S^^ ^67, per ordine del re Cariberlo I, composto di 9 vescovi, fra'quali era vi
rigi,

DO

s.

f)

di

Concila di Tours. 1 8 novembre 46 1 da Perpetuo vescovo di Tours, assistito da vescovi, compresi quelli di Bourges e Rouen. Vi fecero alcuni regolamenti
Il
I
.*'

fu tenuto a*

Mappinio
vi

Tours, che

di PaEufronio di fecero 27 canoni e alcuni


s.

Germano
s.

di Reiras,

regolamenti intorno a'sinodi provinciali,


all'ordinazione de'vescovi dellaBrelagna,
il

per
ni,

ristabilirvi l'antica disciplina e

il

ce-

digiuno de'monaci,
il

il

celibato de'chie-

libato de'preli, egli divisero ini 3 cano-

rici,

matrimonio
divino e
le

tia prossimi parenti,

ovvero 9 secondo il p. Mansi nel suo Supplemento a' Coicilii.W ."^esorta pre1

l'uffizio

ceieraonie della re-

ligione. III.

canone rinnova l'ordinanza

li

diaconi a vivere con santit e pu-

di tener concilii provinciali

rit di

corpo e

di spirito,
le

come

ricercano

l'anno

due volte alalmeno una volta,senza che alcuesentarsi sotto pretesto d'ordine

la loro dignit e

funzioni che vengo-

no possa
v'essere
ci,

no loro
gli

afldate.

11

2.le)prail rigore de-

regio.ll2.*'dicecheil vescovo maritato de-

antichi decreti, i quali privavano della


i i

comunione preti e diaconi che vogliono usare del matrimonio: il canone lascia
loro
la

comunione,

ma gli pi iva

delle fun-

zioni.
rici

Il

3. priva della

comunione i chie-

che avranno qualche familiarit colle


straniere, vale a dire con quelle

donne

colle quali gli antichi canoni

non permet-

tono loro

di coabitare. Il 4- riduce all'uli

timo grado chierici, a'quali pei messo matrimonio^ se sposano una vedova. Il 5." scomunica i chierici che abbandoneranno il loro ministero per vivere da laici. Il 6. scomunica quelli che abbandoneranno la professione ieligiosa,o sposeranno delle vergini consagi ale. 11 7. proibisce qualunque comunicazione cogli omicidi, finche abbiano fatto penitenza. L' 8. proibisce di mangiare con quelli cheavendo abbracciala la penitenza, l'abil

sempre accompagnato da'chierianche nella sua camera, e talmente separato dalla moglie, che quelle che la servono,non abbiano nessuna comunicazione con quelli che servono chierici; ma non devono esservi donne dietro al vescovo, chenonemaritato.il prete, il diacono, ovvero il suddiacono che sar trovato colla moglie, sar interdetto per un anno. Le donne non entreranno nel monastero degli uomini. I montici non usciranno, e se
i

alcuno

si

marita saia scomunicato.


di

ma

trimoni delle religiose sono anch'essi proi


bili. 11

corpo

Nostro Signore sopra Taltra le

tare,
gini,
vi

non dev'essere posto

im fun-

ma

sotto la croce;

il

che prova, che

sugli altari, e

erano gi delle croci e dell'immagini che l'Eucaristia era custola

dita in disparte. E'proibiloa'laici di star-

sene presso raltare,ma

parte della chie-

bandonarono

poi per far ritorno a'piaIl

sa ch' separata dalle balaustrate sino all'altare

ceri del secolo.

9. separa dalla
i

comu-

non sar aperta, se non

a'cori de*

nione de'Ioro confratelli


i

vescovi, che fa-

chierici checantano.il santuario.sar

sem-

ranno propri popoli e gli ecclesiastici d'un altro vescovo. L' i.** separa dalla comunione gli ecclesiastici, che lascieranno il loro vescovo per darsi ad un altro.
i

pre aperto agli uomini e alle donne per pregare e comunicarsi, il che deve intendersi

delle preghiere private fuori del


dell'uffizio. Il 3. concilio fu cele11

tempo

lli2.non vuole che gli ecclesiastici vadino a viaggiare in nessuna parte, senza aver lettere di permissione ediiaccomandazione del loro vescovo. Il 3. "permette
1

brato nel 570. peratore Carlo


fra'propri

4 neir8oo,ove l'imMagno divise suoi stati


i

figli. 11

5/neir8 3 tenuto d'ori

dine di Carlo

Magno

per ristabilire

la di-

agli ecclesiastici

qualche

traffico,

purch

sciplina ecclesiastica, essentlo vescovo di

senza usura.

II

2." concilio fu riunito a*

Tours Giuseppe. Vi

si

fecero 5i canoni,

TO
fra 'quali detto,

U
testamento.
Il
1

TO U
3." concilio celebrato

5i da qua-

che ogni vescovo far

delle onelie contenenti le istruzioni ne-

PapaUrbanoII

nella 3.'settimana di

cessarie pel suo gregge, e prender cura


di

resima, essendo arcivescovo di Tours Radolfo d'Orleans. Vi furono confermati


decreti del concilio di
i

produrle cliiaratuentein lingua romain lingua tedesca, af-

na rustica, ovvero
finch

Clennont, massidi

ognuno le possa intendere. Erano queste le due lingue, che aveano corso in Francia. La .' era quella degli antichi
i

me

per la

."

Crociata

Sria per libee gli altri

rare da'saraceni

Gerusalemme

galli

romani, cio

il

latino,

ma

corroltisil

luoghi consagrati dalla presenza del Redentore, per cui nuovamente fu procla-

inOjdalla quale finalmente venne


cese,

fran-

mata
cia,

la

guerra crociala.

Il

Pnpa ricus

secondo alcuni. L'altra era

la lin-

d'assolvere TadulteroFilippoI rediFran-

gua

de' franchi e degli altri popoli ger-

manici. 116. concilio neir849 contro No-

meno duca
Chiesa.
Il

di

Bretagna

nemico
vi

della

y.^concilio nell'SSS, in cui l'ar-

civescovo di Tours Erardo

promulg

come chiedevano vescovi, da lui scomunicato per aver ripudiato Berta sua moglie legittima, e sposato Bertrada di Monfort moglie del vivente Fulcone conte d'Angers; grave censura che in Frari'
i

molti canoni. L'8. concilio nel 912, sulla


festa di sulle
s.

eia fu

rigorosamente osservata.il i4.'*con1

Martino.
Il

11

9.

concilionel925

cilio a'

9 maggio
altri

65

nell'S." di

Pentetenuto

decime.

io. concilio

nelio55,

te-

coste,

che

anticipano ali i63, pre~


III e

nuto dal legalo apostolico il celebrecardinal Ildebrando, poi s. Gregorio VII , e dal cardinal Gerardo, contro gli errori di Berengario arcidiacono d'Arles emaetro di scuola di Tours, eresiarca capo de' Bcrcngarlaiiio S(igranienlari(F.), gi condannati da' Papi s. Leone IX e Vittore li, essendo a rei vescovo di Tours Bartolomeo. A Berengario fu data libert di
difendere
la

sieduto da

Papa Alessandro

nella chiesa metropolitana, coll'intervento di


li
I

7 cardinali,!

24

vescovi e fra'qualoscio di

uiolti arcivescovi

compreso

Tours,edi,s. Tommaso arci vescovo diCan-

torbery,non che quantit d'altri


de'concilii

di

4^4

^t^''^')^'^''^""^
i

ecclesiastici:

collettori
sul

non sono d'accordo


a

nume-

ro de'cardinali e vescovi che

si

trovaro-

sua erroneYi opinione, dispu-

no presenti
tenevano,

questo concilio. Essi appargli

tando con Lanfranco,


te la fede

ma non avendo

co-

come

abbati e

gli altri, alle

raggio difiirlojconfessegli pubblicamen-

Provincie de're di Francia e d'Inghilterra, ubbidienti

comune

della Chiesa, e giur

ad Alessandro
la
il

III.

Sami
1

che d'allora
gati
lo

in poi egli

crederebbe
l'abiura, e

cosi.
i

mariani che sostengono


riferiscono, che

Soscrissedi propria

mano

le-

concilio
i

63, scomunic l'an


egli era

data del

amniisero

credendo quel versipelle convertito alla comunione. L' i. coni

tipapa Vittore
smalici,

V, ed
1

suoi fautori sci-

mentre neh 65
il

morta
l'anti-

cilio nel

1060, celebralo il . marzo dal dotto cardinal Stefano legalo di Papa Ni


1

e sosteneva

lagrimevole scisma
III.

papa Pasquale
lessandro
III

Aggiungono, che Ail

col

11, e

da io vescovi Ira'quali Bartodi

dopo

concilio elesse per


vi
i

lomeo arcivescovo
fulmin

Tours.

Il

cardinale

suo soggiorno Sens, e


tobre
I

colla sentenza d'

anatema Gof
fe-

63

fino alla

fredo il Barbato conte d'Angi. Vi si cero io ovvero 19 canoni sui benefzi e


tre materie ecclesiastiche.
Il

per 18 mesi circa,


affari di tutta la
in

dimor dal ."otPasqua del 1 65,cio dandovi spedizione agli


1

al-

Chiesa

come

fosse stalo

12. di epo-

Roma.

E' indubilaloche nelconciliosi

ca contrastala, nel quale ftuono confer-

fecero 10 canoni, la
tuli ne' cuncilii

maggior parte

ripe-

mali
di

h'gali pii falli

da Gervaso vescovo

precedenti, sopra varie


di disciplina CGle

Le Mans, e venne scouunicato chiunque tentasse di opporsi all'esecuzione del

materie di giurisdizione e
clesiasticu.Si

dichiararono nulle

ordina*

52
zioni dei

T O U
sar nulla.

TOU
propria autorit, altrimenti
l

psendo Villoie V, e degli aliti scisrualci suoi seguaci. Furono condannali nuovamente i Manichei^ nominati
poi Jlhges, che desolarono
le parti di

sentenza',

Le scomuniche saranno fulminate maturamente, e dopo le monizioni e gl'intervalli

convenevoli. Proibizio-

Tolosa {F.),
pena
Ivello
di

co'quali rigorosamente fu

ne a'chierici e a'monaci d'aver delle serve nelle loro case e ne' loro priorati; e
a' benefiziati

proibito di aver nessun

commercio

sotto

scomunica.

II

i5. concilio nel

o chierici, impegnati negli


lasciar nulla

1236 a' 10 giugno, presieduto da Juhelloo


deMatefelon arcivescovo di Tours: vi si fece un regolamento conlenente i4 articoli, ih.'* de'quali dice. Noi faccia-

ordini, di

non

per testamento
Il

a' loro bastardi

o alle loro concubine."

concilio provvide ancora sul vestilo de'


chieiici, sul

permesso da darsi a'monaci

mo

rigoroso divieto a'crociali, e agli al-

d'uflziare nella parrocchia, ec. 1117." nel


1

tri cristiani di

uccidere odi percuotere

gli

ebrei, di spogliarli de' loro averi e di far

l'arcivescovo di

282, celebrato il ." agosto fino a'5 dalTours Giovanni di Moni

loro altri torti, poich la Chiesa

li

soffre:

soreau, co'suoi suffraganei. Oltre

la rin-

non volendo
9

la

morte del peccatore,

ma

novazione de'ca noni de'suoi predecessori,


vi

la sua conversione." JXegli altri dello.

condann molti abusi, che fan credeI

Che

vescovi avran cura della sussi-

re che legnasse allora nella provincia lo


spirito di litigio.

slenza de' nuovi convertiti, affinch

non

suoi
i

3 canoni princi-

tornino a'ioro errori sotto pretesto di povert.


I

palmente riguardano processi cominciali

testamenti saranno rappresentati

senza titolo sufficiente,


i

la

condotta del

al vescovo,

ovvero a chi esercita

la

sua

clero regolaree secolare, profanatori delle

giurisdizione, tra io giorni

dopo

la

morte
fe-

chiese, gli usurai, la giurisdizione ec-

del testatore; ed avr cura, che sieno

clesiastica. 11 18.** concilio fu


1

tenuto nel
i

delmente eseguiti. Quelli che hanno due mogli nel tempo stesso, saranno pubblicamente denunziati infami, e messi sulla
scala pubblica, poscia frustali, se

448 *" Tours o in Angers, sopra

costu-

mi; meglio ne parlai in quell'articolo, e


fu

presieduto dall'arcivescovo Giovanni

non

si

redimono con un' ammenda."


noni riguardano
i

Altri ca-

gli

avvocali ecclesiastici,
s.

Il 19." concilio ebbe luogo nel 1467. Nel i5io durando le deplorabili diflerenze insorte IraLuigiX II re di Fran-

Bernard.

commissari delegali della

Ste^
ec.

giu-

cia e

Papa Giulio

II,

nel settembre fu te-

dizi de' vescovi, gli

scomunicati,

Hi 6.

nuta inTours un'assemblea, per occasione


della

concilio

neh 289, presieduto dal nominato arcivescovo di Tours, coH'intervento


de' suoi suffragane!.
j 3 canoni ovvero approvazione del

scomunica e interdetto fulminati da

quel

Papa contro

il

re e

il

regno. Luigi

Yi

si

pubblicarono

articoli di riforma,
s.

concilio;

il

con che mo-

XII volle far esaminare in essa da'pii dolili uomini del reame, se gli fosse lecito ia
coscienza di far valere
di
il

suo buon diritto^


(il

stra

che questa formola non era partico-

vendicar

la

fede de'tratlali

Pcipa co-

lare del concilio


vi

Papa e de' suoi legati. Questo comanda In ogni parrocchia


:

me padre comune, non


re
i

volendo opprime-

veneziani, erasi ritirato dalla lega di


i

saranno 3 uomini, chierici o laici, deputati per render conto al vescovo o al-

Conhray^ onde
ra), violata

francesi gli fecero guerse-

da Giulio II,efnoa qual

l'arcidiacono,

quando saranno informali


i

degli scandali contro la fede e buoni costumi. Li sagramenti saranno anjministrati

gno ei dovesse rispettare le armi spirituali della Chiesa, tra le mani del suo aggressore, che non se ne serviva, al dire del re,
che per sostenere
l'ingiustizia, e in affari

gratis^

ma
i

senza pregiudizio delle


curati o rettori
i

pie costumanze;

non

i-

puramente temporali (da queste imputazod diversi imparziali scrittori difesero


il

scotuunicherauuo

loro panocchiani di

TOU
Pflpa,
etl io

TO
v'era

U
s.
il

53
Sede?
diritto

propugnai l'opernloda /?/


conciliabolo che
in
il

sliche, intorno a quelle cose per le quali

Ho
eli

11^ iie^i articoli relativi alla fanesta


al

costume

di ricorrere alla

guerra, e
lui fece
,

re contro

Si rispose, diesi

dovea osservare

adunare

Psa^ Milano e Lio-

antico (formato dal pi forte) e la

Pram-

ne

facendogli ribellare alcuni cardinali

matica sanzione [1-^.) del regno presa da'


decreti del santo (scismatico e concilia-

francesi e spagnuoli). Si ridusse nell'as-

semblea

la

<]uestione a

sizioni jer arte del re,

8 ardite propocon un apparente

bolo) concilio di Basilea (l^.).

Se

il

Papa senza badare


stizia,

alle

regole della giu-

teojperaniento, che fliceva credere nelle pi minute espressioni il rispetto di quel prncipe per la s. See. che combatteva vivamente nel suo ben degno capo. Ecco
le

e alla formalit del gius, nou imle

piega che

sue armi e

le vie di fatto,

publo
si-

blica delle censure contro questo principe, e contro quelli

che

lo

proteggono e

pi essenziali.

vSi

domandava
i

ini.luoil

difendono

(il

feudatario ribelle al suo

go, s'era permesso a un principe,

quale

gnore temporale il Papa), egli necessario


deferirvi? L'assemblea decise, che siffatte

difende
storia

la

sua persona e

suoi slati,

non
li,

solamente

di respingere l'ingiustizia (la

censure sarebbero nulle, e che secondo


gius

il

non dichiar aggressore Giulio


le

non legherebbero
il

in nessun
di

modo,

bens Luigi XII) colla forza dell'armi,


di

ma
le

cio secondo

loro

modo

vedere che

occupare eziandio (come

occup)

portava allo scisma e di erigersi a giudici

terre della Chiesa possedute dal Papa, suo

dichiarato nemico (pe' gravi

motivi qui
di

il

delsommoPontefice,al quale solo Dio die potere di sciogliere e legare. Queste oltraggiose proposizioni e perniciose rispo-

appena accennati), non con intenzione


rilenerle,

ma
Fu

a solo oggetto che

il

Papsj

Tion diventi pi potente col


le terre.

mezzo di quelligi al

risposto da'consiglieri

gallicanismo , che questo permesso a un principe con certe condizioni. 2. S'egli permesso a un prinre, e pieni di

qualificarono da taluni scrittori, misureda prendersi per ledi tferense insorte, onde farle terminare di comun accordo. Meglio altri imparziali scrittori riste, si

conobbero nell'assemblea di Tours, non mai un concilio, piuttosto un conciliabolo.

cipe in grazia di quest' odio dichiarato


(cos volle qualificarsi la difesa: la

vero die nell'assemblea fu stabilito di


al

puni-

mandare alcuni oratori


bero pure
le istruzioni,

Papa,

quali

zione di Giulio

II), di sottrarsi

all'ubbi-

trattassero con essolui della pace,

ma

eb-

dienza del PaprT(imitando l'antenate d'in-

fama Fdip))0 IV il ^eZ/o, sacrilego oltraggiatore di Bonifacio Vili), quando il Papa suscit degli altri principi confelice

che in caso che l'avessero trovatooppostoecontrario nel convenire ne' loro sentimenti (a motivo
dell'inammissibili pretensioni dell'orgogliosa re)
cilio
,

tro di

lui (di

necessit dovette collegarsi

si

appellassero al futuro con-

per diftmdersi dalla |)ossenfe Francia , mentre il re sottrasse dall'ubbidienza di


Giulio
li
il

il

che era proibito e riprovato da

pontificie bolle.
riti,

Ma Giulio

II, di alti
il

spi-

suo feudatario Alfonso

du-

rintuzz tanto ardire e

minacciante

ca di Ferrara)^ e

quando

gli

ha indotti

scisma, non
tori del

meno

l'audacia de'cospira^
;

a icnpadronirsi delle sue terre?

Fu

deci-

conciliabolo Pisano
il

denunzi

so da' conosciuti dottoroni: ch'egli pote-

quindi

concilio generale di

Laterano
il

va

sottrarsi all'ubbidienza del

Papa non

V^ che altamente commend


difesero

da

lui o-

in tutto,
diritti

ma
si

solamente

in difesa de'suoi

perato, e gravi scrittori egregiamente lo

temporali. 3." Supposta questa sot-

(come Angelo aiiacoreta

di Val-

douiand, che cosa dee fare un principe ed suoi sudditi come altrazione,
i

Iombro8a,il licllarmiuo.ilChastaigner ed
altri),

dimostrandolo doupiamente glo-

tres

prelati e le altre persouu ecclesia-

rioso, pel sacerdozio

santamente

eserc*

54
stenuto.
Il

TOU
valorosamente sol'uso delle carni

TO U
i

tato, e pel principato

mercoled'i e lutto l'avsi

cardinal del Carrello arcive-

vento.

Quanto

alle religiose,

proib d'e-

scovo di Tours ben affetto e consigliere di Luigi


li
si

leggerne alcuna in abl)adessaopriora,che

XII

alle cui istanze Giulio

l'avea crealo cardinale e arcivescovo,

non fosse arrivata all' et di 40 anni, e non ne avesse 8 di professione religiosa.


4.Visi tratt delle sepolture,della giurisdizione ecclesiastica della visita, della con-

adoper

in

questa gravissima differenil

za con tutto l'iapegno col re,

quale e

per

la piet della

regina
il

Anna

di Crela-

servazione de'beni ecclesiastici, de'serainari, delle scuole, dell'universit.

gua, abbandonalo

conciliabolo Pisano

Furoanni

trasferito a Lione, ader al concilio

La-

no pure rinnovati
si

decreti del sinodo di


tulli gli

teranense, ed a mezzo del cardinal di

Lu-

Lauriac,e venne ordinalo che

xemburgo domand
lio II. Il

la

pace

al

gran Giu-

leggerebbe

in tulle le

parrocchie

la boli

20. concilio lo presied Simo-

la del

Papa

s.

Pio

V control

simoniaci e

ne
in

iViaill

arcivescovo di Tours, nel setdetta citt, e poi compito


i

confidenziari, nella
ne.

lembrei583in

domenica di PassioL' arcivescovo di Tours si adoper di


di

Angers. V'intervennero

sufiraganei,
s.

richiamare a'doveri
cordali regolamenti

sudditanza

le

genti
i

vale a direi vescovi d'Angers, Nantes,

dallo studio di parte agitate. Tulli

ri-

Brieux, Rennes, Quimper,


s.

deputali di

fmono confermati

Malo

e di

Le Mans,
si

e quelli del capilesse un'istanza,

tolo di Treguier. Vi

con breve da Gregorio XIII dello stesso anno, e pubblicati per ordine di Enrico
III.

che dovea essere presentata al re Enrico IH per supplicarlo a ordinare la pubblicazione del concilio diTrento ne'suoi
e un'altra istanza a
stati;

Reg. 1.12, 20, 21, 25, 26, 27, 34,

36.

Labb
t.

t.

6, 7, 8, 9,

o,

I ,

3,

5.

Ar-

duino
di

3, 4 ^j 6,

7,9, 20.

Papa Gjegorio XIII

TOUSIoTOUSSIotOUSAY.Luogo
Francia nella diocesi diToul e presso taLorena. Nell'SGo a'22 ottoil

per impegnarlo a rimediare a certi abusi


in proposilo de' benefizi ecclesiastici. Si

le cill nella

ordin una formola di professione di


de, da farsi sottoscrivere a tulli
ficiati.
i

fe-

bre

vi

fu celebrato

concilio TussincensCi

benela

dello anche
scovi di
1

Tzf//e;z.?e,

composto
gli

di

4o

ve-

Si fecero de'regolamenti controia


e la confidenza.
il

Provincie. Stabilirono 5 canoni


spergiuri,
e

simonia
Angers.
ti

Sopravvenuta

contro le ruberie,i saccheggi,


e
gli altri delitti

peste in Tours,
Ivi
si

concilio fu trasferito in

allora

comuni
vi

domi-

fecero utilissimi regolameni

nanti. Sebbene soli

'

vescovi

assistero-

sopra molti soggetti importanli. ."Vi

si

no, per mezzo de'loro deputali sottoscrissero


gli alti altri

tratt del battesimo, e della scella de'pa-

17, ovvero

si

mandarono

Vi si proib di reiterare questo sagramenlo, nemmeno sotto coudizione, a


drini.

loro per firmai

li, il

cheda'concilii qualche

volta pratica vasi cogli assenti. Fra'presenti

quelli
tici, e

che lo aveano ricevuto dagli ereche avessero impiegalo la materia,

eranvi

vescovi slati a'concilii di

Quervi

cy e di Valenza nel Delfnalo,


si

ma non

forma e V iuleuzione richieste. 2." Vi si tratt della Confermazione, dell' Eucaristia, del sagrifizio della messa, del mala

parl ne degli articoli del

i.,

n de'calet-

noni del secondo; bens fu eslesa una


tera sinodale, nella quale vi
si

riconob-

trimonio, dell' ordine, della celebrazio-

be

la

predestinazione degli eletti alla glo-

ne delle

feste, del

cullo delle reliepiie. 3.^

ria eterna; l'esistenza del libero arbitrio

Della riforma e della disciplina ecclesiastica, de'doveri de'vescovi, de' canonici,


de'curali ec. Ss ordin a'monaci di portare lujugrnn

nell'uomo dopo
il

il

peccato d'Adamo, ed
d' essere
la

bisogno che ha
il

sanato dalla

grazia di fare

bene;
gli

volont di Dio
la

corona e di radersi

la

bar-

per

la

salute di tulli

uomini; e

mor-

ba

e fu proibito a tulli senz'eccezione

ie di

Ges

Cristo per lutti quelli che sodo

TO V
soffomessi alla legge di morire. Tale fu
il

*TOV
la

55

haleola, tovagliuolo o tovagliuolino, ed

(ine delle dispule, ch'erano insorte nel-

la

chiesa di Francia sopra

predestina-

zione.

Cond,
t.

nalcct, l.i, p.

Galline

3.

8, p. 702; Mabillon, A58; Siiniond, Concilor. Si fli menzione d'uD- altro


t.

concilio Tussiacense celebrato neir866,


sulla disciplina ecclesiastica.

TOV^f^LX \,Tohaleay Mappa^Mantilt'.

Panno

lino bianco per lo pi tessuto


la

anche salvietta, quel piccolo pannolino che si tiene dinanzi a mensa per nettarsi le mani e la bocca; ed ancora il mantile o \*ascag!ilo\o,nlanutergium,sudariam^ pi lungo che largo, per uso d'asciugarsi le mani e simili; e il fazzoletto, manualis, sudariolum. De' tovagliuoli, o mantili o asciugamani usati nelle funzioni ecclesiastiche, come pure de'fazzoletti usati da'
sagri ministri parlai a'Ioro luoghi, sia per
la Lavanda dell' Altare, sia per la Lavanda delle mani, sia per la Lavanda

a opere per uso d'apparecchiare

mensa,

sopra

la (juale si

posano

le

vivande, e per
11

coprire
telli,

la

mensa

dell'altare.

ChimenPi-

nell'erudita sua opera,

Marmor

de* piedi (F.) Tuttoci premesso, io qui

saniim, de honore BisseUii


cia ch'era presso
di dignit,

(in cui rac-

intendo parlare della Tovaglia delV Al-

colse le notizie sulla sedia con


i

due brac-

romani contrassegno
di tutte le seg-

non meno che

giole degli antichi), deriva l'etimologia


della voce
coltri

Tovaglia da Tor li, ch'erano

ornamento di sua Men' nonch copertura della Pietra sagra, sotto la quale il sepolcrino colle ss. Reliquie, per debbo notare che al contatto della mensa propriamente la sotto-tova^^r<?,copei tura e

sa,

tappeti sovrapposti a'letti,o guar-

glia d' incerata,

il

Zaccaria, Ononiastii

nizioni del giro del Letto, di color bianco, ornali di ricami in


fatti

curn Rituale
co* quali fu

riporta

diversi vocaboli

oro o

di arabeschi,

coll'ago o col pennello, in vari pezzi


di roba, cucili

o segmenti

sopra que'panil

ni, ne'quali forse ricorreva

medesiino
"'

lavoro, e perci detti anche fegmentari. chiama il Muratori nella Dissert. 33.

denominata, cio: Toalca, Toalia, Tohalea, Tobalia. Quindi la definisce: Mantile, nohis tovaglia lintea^ queis Aitarla teguntur,manus mundantur, etc. Hinc Toalia dicitur linteum ,

quodante Pontiflcem equitante a subdiacono ferebatur, ut illc OS posset abstergere, si spuere vellet. Ed alla voce Tuilla, la spiega Tobalea,Sindon, Mappa: Sacrista ex tendi t pallium et unani tuillam super Corpus Domini, et cereuni corani eo accendet. Anche il Magri nella Notizia de' vocaboli ecclesiastici, ^W-AvW' colo Toalia, fi menzione col ceremoniale di Cencio Camerario, del suddiacono che anticamente precedeva il Papa nella cavalcata con tovaglia perch esso potesse con quel panno astergere la bocca,se voleva sputare, e crede che fosse un asciugatoio peloso. Ma propriamente della tovaglia dell'

germanica

la

voce Tovaglia o Manille,

ossia quel pezzo di tela

cuopre la mensa. Dal latino Tarale venuta questa voce, secondo Ferrari, Menagio e lerlelo; il che non crede Muratori. Dubit Carlo Dati, che potesse discendere da Tavola, che cos'i appelliamo la mensa. Pretese riiichesio, che dall'antico vocabolo de'franchi Tuele, Duele, Davahiloy s'abbia a trarre l'italica Tovaglia. Anche francesi dicono Tovalle, e il Furetiere stiua venuta da essi tal voce in Italia. Muratori osserva, che forse il
con cui
si
i

contrario.

franchi,

come

tutti

s;mno,

derivarono da nazione germanica, e che


tal

Altare ecco (pianto


s.

riferisce

il

nome

fosse in uso presso gli antichi

Lambertini.poi Benedetto XIV, nel Trai*


tato della

germanici cel fanno intendere le Glosse Fiorentine pubblicate dairEccardo,(lovc

3Iessa, secondo
s

ca. L'altare in cui

la Rubri' deve celebrare il s.

Da

Mamitergio detto in icdescoTuvaliilLf. Tovaglia si disse tovagliuolaf To-

Sagri/izio della messa, dev'essere di pieIra e consagrato dal vescovo, e se l'altare

56
non
di tre
tll

TO
pietra,

V'
la

TO V
ove pnria de'dinconi, cos scrive:

deve esservi almeno

Horum
Sub'

pietra sagra. L'altare devees*iere coperto

est ministerium Epistola legere, Levitis

bianche tovaglie benedette dai ve-

ministrare. Aitarla componerCy


stratoria
,

scovo, o da altri che abbiano l'autorit


di benedire.

Pallas, Corporalia lavare.

La

tovaglia superiore deve


si

E leggendosi in alcuni codici del WhvoPontificale nella vita di


s.

essere hniga, ed arrivare (da'due lati)

Ormisda Papa

del

DO

a terra, e le

due

altre pi brevi; p.

5
et

4, che regal

Clamydem imperialem.,

tendo anche bastare una sola, purch sia laddoppiata.Quind indice antico il costume delle tovaglie sopra gli altari, ondeOltato
Milevitano (fiorilo nel 370) lasci scritto:

Subsutorium sub Confessione b. Pe-> Il Du Gange naGlossarium, alla parola Substratorium, dice non doversi leggere Substorium, ma bens Subtri Apostoli.

Quisfidclium

nescit, in

per accuds my
gli altari

stratorium. Dice inoltre

il

Lambertin,

stenis ipsa ligua^ cio

ch'era-

che non
circa
il

vi

cosa veruna di particolare

no

di

legno nell'Africa, linteamine ope-

fazzoletto ossia

Manutergio, e che
nel Riil

riri? Inter ipsa

Sacramenta Velamen
.

nel Pontificale

Romanum {anche
ed

potit tang,non lignum


tica nel lib.i. della

Vitlored' li-

tuale tuale

Romanum,

Catalani nel Ricap. 28:

cana

riferisce,
i

dato contro

Persecuzione Afriche certo Proculo mancattolici dall'eujpio Gense)>

Romanum
Altaris)
sive

Commentariis
la

Benedictio

Mapparum,
,

seu Linteami-

num

rico (re de' vandali del 4*^7

^o"

mano

zione delle tovaglie

formola della benedicio la Benedictio

rapace devast tutto, e delle tovaglie deb


l'altare
si

Mapparum,
li iVlacri al

fececamiscie e brache.

Ed

in

Liiiteamnum Altaris. vocabolo Substratorium ditovaglia pi grossa, colla cpia-

da Ivone, nella 1." parte del decreto al cap. iZi cos ''iene stabilito: Ut Mensa Chris ti, idest Altare^ ubi Corpus Doniinicuni con*
concilio di Reims, allegato

un

ce ch'era
le
si

la

copriva l'altare, sopra di essa polsi


l'altre due pi Sagramentario
sottili,

stendevano
legge nel
I,

cme

si

di

s.

Gregorio

secratur, uhi Sanguis ejus hauritur, uhi

mentre si parla dell'ordinazionedel sud-

Sanctorum Reliquiae reconduntur^

diacono: Pallae,

quae sunt
(a

in Substra-

uhi preces et vota populi in cospectu

torio in alio vase debent lavari, in alio

Dei a Sacerdote offeruntuTyCmn oniniveneratione honoretur


teis

corporales pallae
rio
1

yCt

niundissimis /m-

del

590

in detto

tempo di s. GregoSagramentario

si dice: His temporibus ires Mappae, seu Linteamina, sive, uti hodie loquuntur, cuni Sanctorum Reliquiis, et quatuor tres Tobaleae quae prius per benedi' Evangelia, Queste tovaglie debbono es- ctionem, de qua mox infra, consecrasere tre, come si deduce dall'antico cano' taefuerint, requirunt, aut saltem duae, ne, Si per negligenliam de consecrat. quaruni una simplex sii, altera vero sic disi. 4, ove s'impone una grave pena a chi complicata ut duarum locum teneat). versa il Sangue di Cristo, ch' nel calice, E nel vocabolo Manutergiuni io spiega e si prescrive ci che deve farsi, se arriasciugamano: Ubi cuni ventum fuerit, va alla 4/ tovaglia, valutandosi peri. "toet Episcopus sedem petierit antecedant vaglia il Corporale, sotto cui sono le alduo acolyti cum Manutergio, et genutre 3 tovaglie dell'altare. Sindoni (F.) so- Jlexi ante eum totum illi sinum eodem no chiamate queste tovaglie negli atti del- cooperiant, ne lavans manus aqua caJaChiesa di Milano; e Substratorium vien sulam aspergat, come si legge nell'Or-

etpallis diligentissimecooperiaiury

nihilque super eo ponatur, nisi Capsae

detta

la
il

tovaglia dell'altare, sopra cui


coi porale.

si

dine

Romano,

ivi

ragionandosi dell'or-

stende

Stefano vescovo Eduai

nese, />

Sacramento Altari,

cap, 5,

si dice: Hi igitur cum ordiiiaritur sicut saccrdotes, et levi^

dinuzione de'suddiaconi

T O V
taf mfttiis impositionem
st(l patt'iiain

TOV
non suscipui^^
de cab'ceni de

57
Si per ne-

tovaglie cominci nel secolo IX, riferen-

tantum y

et

done l'origine

alla decretale

Episcopi ^el ahArchidincono schy' phuni aniiae cum atpnmanili, et Manntergium accipiunt. Di clie traila ancora
ni (UHI
Isid.,

gligcntiani, non tenuta per vera da'critici,e attribuita a


altres
s.
i

Pio

deh 58. Crede


dal ricorda-

che coloro

quali considerarono

De Eccl.
al

ofjc. Ilb. 2, ca(3. io.

Inol-

quel decreto

come emanato

tre

Magri
s.

vocabolo Ma/malis,
si

lo spie-

lo Papa, cominciarono pe'primi a mette-

ga fazzuielto, e che
tli

legge nel martirio

re 3 tovaglie di tela sull'altare, conforme-

Montano: Et (pio praecis suae fiiJenifaceret^ Manudlcm,(pio oculosfuerat ligatus.in partcs diias discidio. Parlando (Iella [Mappa o tovaglia dell'aliare, elice che dev'essere di lino conforme il decreto di Papa s. Clemente del f)3 e di
I

mente a quel canone,


ne

e che quest'uso ven-

[)oscia prescritto ne'concilii,ne'messa-

li,ne'libri ceremoniali, soprattutto

secolo
si

XV;

di

dopo il maniera che pu'dirsi qua-

universale in oggi nelle chiese d' occi-

dente.

Prima

del secolo

IX mette vansi

in-

607, essendo purechianiala Pallae, Endotys, Syiidon^ avvertendo a Palla che non pu essere di bomlionifacio 111 del

differentemente sugli altari delle copertusi dice che s. Leone IV deir847 fece eseguire una copei*-

re di stoffe preziose, e

Lace, secondo

le

prescrizioni delle rubri-

tiu'a di seta

trapuntata d'oro, per l'altare


illit-

che. Nondinieno leggo ola Biblioteca sa-

di

s.

Pietro. Si legge nel p. Mabillon,

gra

all'arlicolo M'.?.y<3.

Per celebrare

la

sei Italici,

xVAppendix all' Ord. Rom,

uiessa abbisognano, regolarmente parlan-

XI,

De

do, Ire tovaglie bianche di lino, odi ca-

Petri, per

consuetudinibus Confessionis h, la messa che vi cantava il Pa-

nape

fino, o di

cotone ne'paesi ne' quali

pa: tob alias frisatas et

opertas,quae

to-

manca

che tali tovaglie siero berjcdettedal vescovoo da un altro approvalo a lai e^'ello (Rdbr. par. i, lil. 20,
la tela di lino;

tantum frisatas, non parvas vel magnas. Ora le


tani altare colligant sine frisio,

tovaglie sono di lino di varia specie, e la

cap.

3o

4o De

consecr,

disi,

).

Due

Io-

prima ornata

nella parte anteriore e

Taglie bastano per ne'paesi in cui l'uso

nelle laterali di merletti diversi, talvolta

ha prevalso come
tempi
di

in Ispagna,
si

almeno

ai

nobilissimi, tale altra con fodera sotto per-

Suarez, e

pu anche

limitarsi a

ch meglio figurino
turchina o di

trasparenti, che so-

una sola in caso di necessit, qual sarebbe se si dovesse perci privare un ammaJato del s. Viatico, ovvero una comimil di una messa tli precello. S\ pu ne'medesimi casi
glie
di necessit servirsi di

gliono essere di seta o altra stoffa rossa,


altri colori.

tovaglie con merletti d'oro pi o


ricchi, e

Non mancano meno


magnifi-

ne ho vedute

di lauta

tova-

cenza,
letto

il

cui allo ornato invece di

mer-

non benedette, ma non mai

di tova-

erano

piccoli drappelloni a spicchi

glie imbrattate, lacere,


siasi

o indecenti in qualmaniera". Vogliono alcuni, che pri111 si

ricamati superbamente in oro. L'ai). Diclich nel


la

Dizionario sacro-liturgicOyCol:

ma del secolo
te l'altare

coprisse ordinariamen-

Rubrica del Messale dichiara


si

Che

con una sola tovaglia, e soltanla

to

quando doveasi celebrare


in
si

messa, co-

meosservavasi
ny, e poi

molti monasteri di Chi(il

copre con 3 tovaglie monde (senza cornice all'intorno, ma con una fascia in seta, od in oro lavorata, colla quafallare
le

levava del tutto

Magri nel
di

inghirlandala

la

ficcia delTallare,

ap-

Jlierolexicon asserisce, che altrettanto


pt'aticavasi nella chiesa di
s.

parisce pi adorno), benedette dal vesco-

Giovanni

vo o da altro avenle
vescovo pu delegare
lunlu, e

la ficoll

(perch

il

Lione, e in molli monasteri della

citt di

in ci

che non d'oruiuione del

Corruuna
la

nella

Spagna). Il Hoccpullot nel-

dine vescovile, tua di sua giurisdizione sol-

Liturgia sagra, dice che l'uso dello 3

purch non esiga

l'

58
sagro crisma);
la

TO V
superiore
sia

TO
lunga, che
lino), ed
il

V
dai

Manipolo (V.) che origin


che
i

giunga fino a terra, pi corte poi le altre tltie, oppure una duplicata. Meglio e
con
pi^i

tovaglioli o fazzoletti di lino


si

chierici

legavano
il

al
la

braccio sinistro per netta-

erudizione critica ne ragiona al-

re

naso e

fronte;
li

ed

il

Galletti nel Pri-

l'articolo

Tovaglie

e loro benedizione, la
,

mcero a

p.

3o,

chiam strumenti ne-

quale dice necessaria

altrimenti non si andrebbe immune da colpa scientemente

cessari alla

mondizia del corpo, tanto con-

veniente alle sagre funzioni; egli erudita-

celebrandovi, fuori del caso di necessit,

come

\uole Gavanto,

il

quale dice che

le

tovaglie

devono
anche
s.

essere tre in

honorem
si

ss

Trinitatis. Siccome alcuniopinarono potere essere


di

bombace, pure
il

de-

ve tenere allriraenti, giusta


nerale della
visita pastorale di

decreto ge-

congregazione de'riti. in una

mente con altri disse la mappula essere anche veste ecv\e^\^?>{\cdi.\Mappulari(V.) nella Lavanda de piedi ^X Papa, aveano cura d'asciugarli con tovagliolo, quando si riposava nel Letto de^ paramenti (/^.). Tra le ceremonie della consagrazione della Chiesa (F^.) e de'nuovi Altari,
vi la

Venezia fu ordinato

benedizione delle tovaglie,

come

che oltre

le

Stovaglie, ve ne fosse un'altra

per altrove di puro Questa ultinia sotto-tovaglia o copertura della mensa, si pone immediatamente sulla nuda mensa dell'altarestes* so. Vi pure la copertura di tutte le tovaglie, principalmente perconservare pi
di tela cerata; ci

consiglio.

pur fece Gregorio XVI nel consagrare la nave traversa della patriarcale basilica di s. Paolo, e l'altare pontificio, il che rilevai nel voi. XI, p. 25 ; nel consagrare l'al1

tra parte del

medesimo Tempio
s.

e l'altail

re della Conversione di

Paolo,

Papa

netta

la

tovaglia superiore, e

si

suole fa-

IX non benedi le tovaglie per essere gi stale benedette, come rimarcai descriPio

re di pelle

corame verde,
anche

si

rossa o di al-

tro colore, ed
lori diversi.

di tela

grossa di co*

Nella chiesa greca la7oi'^g'//Vz

detta

Antimensa

una specie
fa
si

di tovaglia

consagrata, di cui
sioni, ne'luoghi

uso in certe occatrova altare


ri-

dove non
il

conveniente. Osserva

p.

Goar, che

guardo aveano

alle
i

poche chiese consagrate che greci, ed alla difficolt del tra-

vendo quella funzione nel voi. LXXIII, 373. Nella Cappella pontificia (F.) quando il Papa celebra il vespero ordinario o pontificale, al canto del Magnificat, prima che si rechi a incensar l'altare, un chierico leva dalla mensa la testiera colla mitra papale, e due Uditori di Rotaj assistiti da un maestro di ceremonie, vanno a distendere nella detta menp.

sporto degli altari consagrati, la chiesa greca per secoli interi fece uso di certe stoffe consagrate o pannilini chiamati Ant-

sa la sopra-tovaglia(che

mg.MeLigne dotceremonie
antichi
liturgici

to prefetto de* iMaestri delle

pontificie,

mi diceva da'

mensia per supplire

a queste

mancanze.

chiamarsi Strogolo, vocabolo di cui non

Le tovaglie
gri (V.), e
lettili

dell'altare sono

Pannilini saCarlo Borro-

mi
ge,

riusc trovare l'etimologia in

Du Gan-

weW Istruzioni delle suppels.

Mabillon, Macri

Gatlico, Catalani,

ecclesiastiche di

Cancellieri, e

meo, nel cap.


taris,
si

De Mappis,
Mappae

Tohaleisve Al-

cretariis, Borgia, Moretti,


altri), la

legge:

ipsae,

quae Ve-

neppure nell'opera de SeGarampi ed quale trovano ripiegata verso il

aut Sindones alias dicebantur,supernamAltaris partem contengentes^ e lino, aut uhi lini copia, non est, e cannahi sint. La tovaglia dell'altare si disse ^wzhQ Mappa[y.)^e talvolta Mappula {y.) come mappula si disse il Baldacchino (di cui riparlai a Ombrella^ l^elamina'.' e ^

gradino de'candellieri; indi si trattengono lateralmente all'altare per nuovamente alzare e ripiegare la
la

sopra-tovaglia sulil

mensa

stessa,

dopo che

Papa ne ha
Cancellieri

\.tvm'\x\9,ioV Tncensazioie.

Il

nella Descrizione delle cappelle ponti-

fide, non descrive affatto tale distesa del-

TO V
la

TOV
posto).
li

59
custode
se-

sopra-tovaglia e sua successlta ripiega-

Quindi

il

Papaseguitoda'cardna-

tura, dicendo loltanlp dell' incensazione

assistenti, dall'uditore di rota

dell'aitare eseguila dal

Pupa

ne* vesperi

della mitra, in greti


,

mezzo a due camerieri


le
i

ordinari e in quello pontificale.

Quanto
i

ed alzando

fimbrie della falda


gradini del-

ho narralo
ri

si

eseguisce di fallo in tulli

due

uditori di rota, ascende

vesperi inluonati dal Papa, lauto ordina-

l'altare.

Si auteniduo tantum auditores


distendono) veniunt
ci funhrias eleva nt.
il

che

ponlificali.

Nondimeno, secondo
si

le

intcressent, elevata tohalea altaris (e in-

dovrebbe fare tutto al contrario, come vado a riferire. E siccome ninno seppe renderiii ragione di questa contraddizione, cos'i mi sar leciprescrizioni rituali,
to di

vece

la

ad Pontifi-

cem, et

Dopo l'incenauditorihus
:

sazione, ritornalo

Papa dairaltare,e^ realii

vcrtitur

ad solium duohus

azzardar poi

il

mio

particolare opi-

fimhriasy ut prius, tenentihus

duo

namenlo.Nelle Brevi indicazioni per ice-

rcmonieri pontificii in tutte le Cappelle Papaliy ec, compilate da mg/ Dini sotto Pio VI, e compendiate nel ponlificalo di Pio VII da mg/' Fornici e da mg/ de
Ligne, leggo.
to invece
si

auditores tobaleam altaris, ut prius erat^explicant [e invece la ripiegano): t'c/

Che l'ufzio

d'alzare (in fat-

tantum duo sint auditores, explicent tobaleam, antcquani fimhrias Pontij' cis teneant. Questo Ccrcmonialc T^div\i\w^ do degli altri vesperi ordinari nulla dice
si

distende)

la so[)ra

tovaglia per
il

sullo

scoprimento e ricoprimento della


pratica ricoprimento e scoprimento),

Tincensazione dell'altare che fa


e quello di distenderla (invece
sulla
si

Papa,

mensa per l'incensazione (e secondo quanto


si

ripiega)

mensa dopo

l'incensazione, spetta a

ma

vi

supplisce parlando

De

officio

de

due
ri

uditori di rota

quando

il

Papa

nella

Auditorihus,'m cui dello. Quando Pon~


tifex est incensaturus altare, duo ex cis praeveniunt ad altare, et hinc inde elevant mappam primani, quac est super

mattina seguente pontifica, cio ne' vespeponlificali


;

ma quando

tion pontifica,

appardue Chierici di Camera. Su quesl' ultimo particolare ancora sta per in fallo, chegli uditori di rota soltanto esemossia ne' vesperi ordinari, l'azione

tiene a

aliare (e ora invece

si

distende), uscpte

ad medium

pre esercitano

il

riferito ultzio,

tanto nei

etponunt super aliam mediani. Deinde expcctant ad partem genuflcxi quoad Papa incensaverit
altaris,
(cio al presente ripie-

vesperi pontificali, che ne'vesperi ordina-

altare, et mox surgentes resti tuunt map-

Anche anticamente ci eseguivano, e prima ancora che A lessandroVll nel 655 li dichiarasse Suddiaconi apostolici {^V .)^ dopo aver soppresso l'anteriore collegio.
ri.
1

pam, ut prius erat


gandola).

Imperocch trovo nel SacraruniCcrinioiiaruni


s.

Ronianae Ecclesiae

opera

duo duo elevent prius mappam, etdcinde vadunt ad finii rias Papae (dunque nemmeno pel poco numero degli uditori non venisi

Quod

non adsunt

alii

auditores, ut fimhrias elevent iidem

compilata da mg." Patrizi Piccolomini e terminata nel 1498 (e non da njg."^ Marcello

come

notai nel voi.

XXXIX,
Vesperis

p.

55

vanosuppliti da altri ^vt\\\i\), et similiter post incensalionem reponant mappam, et pnstea attolla ni fimhrias. Parlando
poi DeofTicio
la

e altrove), a p. 71:

De
...

P^igi'

de Clericis Canierac, nul-

liae JVativitatisCJiristi, Ponti/ice in era-

dice dell'azione di distendere e rialzala

stimmi celchraturo

to del Magnificat..,.

Cominciato il canInterim duo nuditores rotae accedunt ad altare, et hinc inde elevantanterioreinpartem superioris tohalcac altaris,ct plicant usque ad

re

sopra-tovaglia, o superioris tohalea


e

mappam, p\a(

dopo

della pcmlificia

incensazione. A nche nel Cerenioidale Kpi-

scoporum: De ^esperis solcmnihas scopo in crastinum celchraturo, si


Comincialo
il

KpU
dice.

medium

velcirca{i'\^t{Of invecesi

Iti

Top-

canto del Magnificai.,, fu'

6o

TO V
cio il
ni.

TO V
Grembiale per la lavanda delle maConcludo il mio dire, che essendo \n\
nella celebrazioil

ierm duo acolyth pracecdiint ad altare eleva ntes hine inde anteriorcni par-

tem siiperioris Tohaleae, seu Veli super altare positi, illa mq u conduplicant usane ad medium. Incensatosi dal vesco"vo l'aliare

rito particolare delPapa,iirar distendere

una particolare tovaglia

ne della messa pontificale, sebbene

Sa'

e ritornato alia sua cattedra,

crarumCerimoniarum
faccia menzione,forse
il

del Patrizi

non ne

tt

duo acolythi supradicti Veluni, seu Tohaleam paulo ante plicatam redui

rito

per analogia e

uniformila fu eslesoa'vesperi pontificali e


ordinari; cj

cunt, pront erat super altari. Dicono


liturgici-.L'altare
i^riyizio, e perci

me

lo fa

congetturare dal

precisamente per il'ttviene coperto dalla so-

])ra-lovaglia(o4S7rog^o/o,come lo chiama-

va

mg/

zione delle messe.

de Ligne) terminala la celebraNon s scuopre perl'uf-

vedereadoperala la Tovaglia delCIncarnalus anche ne' suddetti vesperi s pontificali che ordinari. Menlreassente il Papa dalla cappella pontificia, e inluonantlo i vesperi s pontificali che ordinari

fjcialura del vespero.

Siccome poi ne've-

un

cardinale, l'azione di distendere e poi


la

speri devesi incensare l'alta re, questo es-

rialzare

sopra-tovaglia

non ha luogo.
fii-

sendo ornato delle tre tovaglie come prescrive la rubrica, prima di essere incensato
si

Nel gioved della Settimana santa,


ta la messa, e tolta la
ss.

Eucaristia e ris.

scuopre ritirando indietro

la

so-

posta in altra cappella nel

Sepolcro,
del
vesperi

pra-tovaglia,delta anche

Velume Toha-

per cui

si

lascia aperta la porticella


in

leam nel memora to6Vremo7zm/^.Nel voi.


IX,
p.

Tabernacoloy
1

coro

si

dicono

scrivendo

22, d'accordo col Cancellieri, deil Pontificale che celebra il Pa-

senza canto. 1 sacerdote celebrante co'mi


nistri,

compili
petto in

i
il

vesperi, vestito di stola

pa, narrai un rito particolare delPapa,

non

paonazza sopra
zo
tra
al

camice, adattata

In

mez-

trovandolo nel Ceremoniale Episcopo* rumj cio che cantandosi dal covo^Etin-

modo

di croce, e di un'alil

pure paonazza

vestilo

diacono,si por-

carnatus est,

il

cardinal diacono miniil

slrantedal lato del vangelo e

suddiaco-

tano a spogliare e denudare gli altari con quest'ordine. Prima precedono due accoliti colle

no

latino uditore di rota

da quello della

mani giunte, poi mani giunte


tulli

il

suddiacono

l'epistola, spiegano

insieme

sopra-tova-

il

diacono, seguili dal celebrante, paricolle

glia sulla
si

mensa

dell'altare, la

quale trovadi

menti

e tulli col

capo

piegata versoi candellieri. Essa di tela

coperto. Arrivali all'infimo gradino dell'altare

lina e forse

un tempo damascata, orlala

maggiore

genuflettono con
il

merletti d'oro, da cui ancora framezza-

un
te,

solo ginocchio, eccettuato


il

celebran-

ta,ed volgarmente detta Tovaglia dell' /ncarnatus,]poc\ s spiega dopo il canto del medesimo.
11

quale s'inchina profondamente alla

p.

Gallico,

Acta Cae-

p.

remonialia: Missa Papa lis orcio, dice a 09: Et duni cantato Credo, vel qffer. torium, dehetdiaconus Evangelii ahlue1

re sibi manus, et lotis manihus immediate accedens ad altare extendat l^oba-

Croce soltanto, e tosto comincia sommessamente co'sagri ministri l'antifona: Diviserunt sibi vestimenta mea, proseguita dal coro in piedi e con tutto il salmo Deus Deus meus, respice in me, con pausa finche lo spoglio di tutti gli altari sia compilo, ripetendosi indi l'antifona.

Frattanessi le-

leam^ sacrifidi super Altare, et Corporale ponat super pallani. Suhdiaconus auteni postcptam Pontifex dixerit Doniiniis vobiscum, et Oremus, dum cantatur offertorium^ deferens Tobaleani

to

il

celebrante in mezzo de' sagri mini-

stri

ascende
le altre,

l'altare, e

insieme con

va
poi

le

Tabelle dell'altare,
indi
il

la 1. 'tovaglia

padiglione o conopeo

extendat

eam

super greniium ejus,

ec.

che copre il Tabernacolo, e finalmente gli altri ornamenti, lasciando la Crocecoi

TO V
Ciimcllerij ed
il

TO V
sacerdoti
,
i

61
i

tulio viene consegna-

quali per

muovere

santi

lo agli accoliti, clie lo


sliii;

e levalo

il

portano in sagrevelo bianco dalla Croce,

vendicarsi degli oltraggi falli alle loro


chiese, solevano spogliare gli altari, estin-

vi si sostituisce

altro paonazzo. Spoglialo

guere
zi,

le

lampade

e lasciare

divini uffi-

quest'altare,
stri, falla la

il

celebrante co'sagri mini-

concorrendo spesso Dio con miracoli

dovuta riverenza alla Croce, precedendo gii accoliti, si porla alla denudazione degli altri. Dove per copioso
si
il

a istanza di certi sacerdoti santi, a glori-

ficare gli ofiesi suoi servi,


s.

come

rattesla
lib.

Gregorio

di

Tours,

De glor. Mart.

numero

degli altari, nel

fa lo

spoglio del

tempo in cui maggiore, si pu fare

79. Nello stesso gioved santo ha pur luogo in alcune chiese, come de'doj, cap.

allrellanlo da'sacerdoli vestili di colla e


stola

menicani,

la

Lavanda
si

dell' Altare (/

.),

paonazza, e recitando il dello salmo eseguiscono lo spoglio degli altari minori.

riferendo Magri, che

eseguisce con l'ervoi.

ba issopo (della quale riparlai nel

Ci

fallosi,

il

celebrante co'sagri mini-

LXIX,
della
della

p.i2i), per significare l'unzione


falla

stri

ritorna all'altare maggiore, e dafb sedi legno, di cui tor-

Maddelena
morte

gno coll'islromento

di Cristo

due giorni prium (quanto al tentpo

nai a ragionare nel voi.


lutti genuflellono,e poi

LXIV,

p.

2,

non

ci

aderisco); ed aggiunge che altri sti-

sorgonodopo breve orazione, e adorala con un solo ginocchio la Croce, ritornano con portnmenlo divoto in sagrestia. Compiuta la denudazione degli altari,
ta, della
si suol levare da'vasi e P/7/della chiesa anche V Acqua hcncdet-

mano
cui la

miglire rito quello della chiese in

ceremonia si fa il venerd santo, nel qual giorno ancora la chiesa Ambiogiana spoglia gli altari dopo letta nel Passio minila morte del Salvatore, e usando stri paramenti rossi; e che la medesima cei

quale riparlai nel citato

voi.
si

p. 3 16, rilevando la questione se

a deve

remonia
altari

si

fa in

Costantinopoli dal pa-

triarca e metropolitani greci, lavando gli

lasciare o togliere. UDiclich lodato chia-

ma
si

l'uso di levarla,

abuso da distruggervari liturgici, soil da me accenMagri al vocabo-

alFatto,

come vogliono

stenendo non mai doversi fare mancare


nella chiesa. Si legga per

nato
lo

in dello luogo.

11

Qff/c.j

Altare^ dice con Alenino, De Divi/i. che si spogliano gli altari nel giola

prima con acqua benedetta e poi con acqua rosa, com' prescritto dal loro Eucologio. Nella mattina del venerd santO; finita l'ora di nona, il sacerdote e neri, i sagri ministri vestiti de*paramenti senza lumi e senza incenso, si portano all'altare, e mentre innanzi ad esso prega-

ved santo, per denotare


sto nella

nudit

di

Cri-

no alquanto, gli accoliti genuflettendo nuovo alla Croce, che in quel giorno
Chiesa venera
in

di
la

Passione, e quanto

dissi a

Cap-

modo speciale, distendo-

pelle PONTIFICIE e Settimana santa, nel descrivere queste funzioni e le altre che
accenner, mentre delle vesti del Redentore riparlai a Tonaca.

no sopra la mensa una tovaglia, in modo che poco o nulla penda lateralmente,
per
nata
la njessa
la

de Presantifica fij
si

e termil'al-

Che leWOrdine

funzione,
la

torna a deiuidare
i

menzione d'una misteriosa ceremonia che si faceva nel venerd santo mentre si pronunciavano le parole del Passio : Partiti sani veslinenta mea, due diaconislrappavano la tovaglia
si

Romaio

fa

tare e

credenza dagli accoliti,


in sagrestia.
si

quali

portano tulio

Nella mattina

del sabato santo

fa la
si

benedizione del

nuovo fuoco
fezie, e

e del cereo,

leggono
si

le

progli

ad ora competente

coprono

dell' altare,

lasciandolo nudo, sul quale


l'Eucaristia porlaladal

poi

si

consumava

sepolcro. Nel concilio di

Toledo

iS.**

fu

proibito l'uso aulico, praticalo da alcuni

ornamenti. Il Catalani, Saar. Caereni. CnnmcU' tariisy t. 2, a p. 1B7 tratta: De imdatione Capcllae^Altavis^ et Scdis Papac,et
altari colle tovaglie e gli altri

62

TO V
ne,
il

TO V
velo del calice, n
il

omnia, post 3Iissa(\ e dice che a vespera ali lem hujus diei (feria v in Coeita Domini) nudasintAltaria usqiie in mazioni fatte da'lilurgici, rito
licavasi

pannolino, il//-

nutergium, che serve per la lavanda delle mani del sacerdote, essendo ci proibito dal
^."^

ne Sdhhati, riportando tutte le significache gi praa'tempi di


s.

decreto della congregazione

della visita apostolica,

Isidoro arcivescovo
circa;

bano Vili.

di Siviglia del

600

ed a

p.

188 e

194
le

discorre del rito antico della lavan-

emanalo sotto Urdomenicale sebbene fu un tovagliuolo col quale le donne riceveano la comunione, altri dicono che fu pur co11

da degli

altari. Lo slesso Catalani, RituaRomaniim Commentariis, a p. i3o e 273 ragiona della denudazione degli al-

donne

chiamato quel pannolino col quale le si coprivano il capo in chiesa nel-

^tvV Interdetto o Seomiiniea (F.), e ne riporta diversi esempi; tempo di atari,

ss. Eucaristia. Non debbo lacere il can. 58 del concilio in Trullo del 680." Il comunicante non riceve-

l'attodi ricevere la

m a rezza
flitta, nel

e di lutto per la grave pena in-

r l'Eucaristia in vase d'oro, o di qualsivoglia altra ntateria,

quale
ss.

la

Croce,
si

le

sagre

Immadi

ma

nelle sue

gini e le

Relicpiie

circondavano

incrociale l'una sull'altra, perch

mani non vi
il

spine, coprendosi l'altare di cilicio in se-

materia tanto preziosa, quanto

corCri-

gno
la

di

dolore e di lutto, sctspendendosi


uffizi e le

po dell'uomo, che tempio

di

Ges

celehrazione de* divini


i

preci

sto".Si vuole cheilF^7io;2ef/^^.j,ora orna-

nel portare

defunti alla sepoltura. Nei


di

mento proprio del


quale
il

solo

Papa, abbia avuto


il

tempi eziandio
ne, estinti
ri,
i

qualuncjue tribolazio-

origine dall'orale, specie di tovagliolo col

lumi, si denudavano gli altaaut cilicio, luguhrive, quo ohvolveha' tur tegumento, sacrarum Reliquiarum^ dut sanctarum Imagiiium in terra depositione super spina ^ officio et canta suhmissOy a liisve Imjusmodi tris titiae argunientis palam facehat. Tutto erudiy

Papa

s'involgeva

collo acci

il

sudore del capo non insucidasse la pianeta (nel n.576 del Diario di Roma

172
le

I,

dicendosi delle vesti pontificali colsi

quali

veste
\\

il

cadavere del Papa, didella chiesi

chiarasi essere
sa greca).

fanone segno
tovaglioli

Che

anticamente
nella

tamente riportando il dotto Catalani. Si chiama Tovaglia della Comunione ( V.\ quel pannolino che si distende sulle proprie mani per ricevere la ss. Eucaristia
(V.).
Il

chiamavanoy^z/io/i7, lo dissi pure parlan-

do dell' 0/?/f:^/o/2e(^/''.jdel pane


sa, la

mes-

quale

si

faceva sopra candide tova-

glie dette y^z/io/i/, di lino e

Magli

nel Ilierolexicon, al vo-

Anzi

in

que' tempi

il

anche di seta. Corporale (P .) era

Mappae Communioni^, la qualiSunt ajigustae, et ohlongae Mappulae, cjuihus operientur diversa j pr Ecclesiarum moreJoca,uhi Eucharistia
cabolo
fica:

una gran
copertura

tovaglia pi lunga che larga e

copriva tutto l'altare, dovendo servire di


alle
Il

nce

altro.

numerose oblazioni di PaMagri al vocabolo Palla, dsignificare quel piccolo corsi

Jldelihus admnistratur. Indi narra, die nel concilio d'Auxerre del 578 venne ordinato alle donne di non ricevere
Eucaristia colle mani nude,
la
ss.

ce che oltre

il

porale con cui

copre

il

calice, fu detto

pure

in significato di tovaglia dell'altare.


la

ma

coperte
.)j

Indi narra

ceremonia

colla qualesi coni

con un

\i'.\OyC[\nnMo

Dofnenicale [/
le

sagravano

al servizio di

vino fanciulli, che

da
si

ci

ebbero principio
le

tovaglie di co-

da'loro genitori erano involti nella tovaglia dell'altare, e cosi

munione pe'due sessi,


mettono sopra

e poi le tovaglie
le

che

restavano dedicati

balaustre,

quali deb-

alla chiesa.

Con
il

tal

funzione per non re-

bono

essere monile. Non devesi per

presentare a'fedeli che stanno per

mai comu-

slava astretto
il

figlio a

voto del padre,

ma

conformarsi con pervenuto all'et


1'

nicarsi, invece della tovaglia di coiaunio-

perfetta era in sua libert

abbracciare

TR
Tislitulo monastico.

A
Fuiulmente col me*

T RA
continente di Tracia, avea preso
di
il

63

nome

desialo alto
stabil
,

si

oirrivano alla chiesa


si

beni

come

legge nella cloiiiizione di


di

Ghersoneso di Tracia, li continente di Tracia era diviso in 6 parti, cio: i." La


parte che ha per confine a settentrione
il

Tertullo a favore dei monastero


le Cassino.

Mon*
s.

Atqut' per

Pallam
il

allaris

Jo.Biiptstat'^ eidcmqiie Patri ohtiili, etc.

Mela, piccolo fiume che metteva foce in fondo del golfo MeJanico: avea a mezzod
il

Nell'archivio di Viterbo

Magri

lesse

un

documento, conie alcuni


senza dell'arciprete
si

divoti con met-

riente
sino.

Ghersoneso e la Proponlide; all'oil Bosforo di Tracia e il l^nlo Euprincipali citt di questa parte esidle

tersi la tovaglia dell'aliare sul

capo
s.

in pre-

Le

costituivano obla-

rano

sponde

della Propontide,

Ga-

lijOderendo anche
ni,

loro beni a
11

Loren-

nos, Bisanthe, chiamata

anche Redeslo;

zo titolare della cattedrale.

p.

Bonan-

Perinto, detta pure Eraclea; Selimbria,


Bisanzio oraCo&tantinopoli.Sul PontoEu-

La Gcrarchiaecclesiastica^
,

cap. 67:

Del Sitccntorio (f^.) ornamento sagro del Papa, ricorda quell'orale mentovato poc'anzi. Siint necessaria pr persona Pontificis pccten, et Pohalca circttmpo-

Dercon, Salmidesso. Era partendo una curva verso settentrione, il Macrontichus


sino,

dall'oriente di Perinto, che fortnando

ossia la

nenda collo
vis, et

ejus, quando pectinafur.pel-

alia citt di

lunga muraglia eslendevasi fino Dercon; ma quest'opera era

Da

s.

tohalea adabstergendaui maniis. Girolamo il succintorio fu chian)a-

d'un tempo non molto aulico. 2. La seconda parte della Tracia stendevasi dal
Melaall'Ebro: era questa
citt
stretta, e le stie

to Zt/zr/i7r/;;/, dicendo signiljcarsi rascia-

gatoio, con cui Ponzio Pilato governato-

re della

Giudea si asciug le mani, quando dopo aver altamente e pubblicamente dichiarato l'innocenza di Ges Cristo,
e faltoogii sforzo per liberarlo da' suoi
nemici, non volle condannare
tore,
il

pi considerabili erano situate sulla sponda dell'Ebro. Questo fiume cominciando a settentrione,
al

monte Emo, baerano Fi-

gnava molte

citt: le principali

lippopoli, Adrianopoli, chiamata

prima

Reden-

Orestide, e Traianopoli; quindi scorreva


fino all'ingresso del golfo Melanico, presso
la citt di

ed acconsentii per per


si

vii

timore e

debolezza, che

eseguisse l'ingiusta sen-

Enos.
il

3.''

La

terza parte era

tenza de'sacerdoti, scribi e anziani degli


ebrei.

tra l'Ebro e

lago Bistouide a settentrio-

ne. Alcuni autori

hanno

divisa in

due que-

TRABIZA oTRAPOBlZlA,
zia.

Trahyla

sta parte, l'una dall'Ebro al Lisso; e l'altra dal Lisso al lago Bistonide. Sulle ri-

Sede vescovile

della provincia d'E-

roinmnte, nell'esarcato di Tracia, sotto

ve del

mare

trova vasi Maronea, e in mez,

metropoli di Adrianopoli, eretta nel


secolo.
11

IX

zo alla terra Scaptahila


le

citt ricca
l'^go

per

suo vescovo Costantino

assist

sue miniere. 4" 'P'Q


il

'1

Bistonide

al concilio
t. I, p.

diFozio nell'Byg. Orienschr.


paese

ed

Nesto all'occidente, questa parte era

1189.
al

slretlissiraa.

La sorgente
al

del Nesto era tra

TRACIA, [T/i/'^c/Vr.Antico vasto


dell'Europa, situalo
d e oriente.
I

settentrione e ponente nel


pe, ch'era
te

sud

est tra

mezzo-

meno

setlenliione del
liujgo
il

monte RodomonNesto
le citt

suoi confini e limiti naturali


il

Emo. Trovansi
Tamforino

sono

mezzod

mareEgeo,

la

Proponti-

di

e di Nicopoli. 5."

La parte
di

de e il Bosforo di Tracia;airoiienle il Ponto Eusino. Gli antichi scrillori non sono


fra loro

ch'ora a settentrione del Teavo, fiume la


tli

cui sorgente ne'monti a

mezzod

d'accordo quanto a'confini della

Delnolo, e poco lungi del Ponto Eusino.


6.

Tracia a settentrione e occidente. penisola a mezzod, fra il seno o golfo

Una Me-

La

sesta parte era n settentrione di

quella parte dell'EI)ro, che da Ressa scor-

lauico e r Ellesponto, facendo parte del

reva tra mczzoil ed oriente fino ad Ore-

64
sti

TRA
visi in
ti

TRA
e

od Oresllde. Qui Irovavansi le citt di Beiea e di Cabila, a mezzod del monte Emo, 8e eslendesi questa parte fino al
l'outo EnsinOjSi troveranno sulla sua co-

come gli antichi Scicome Tartari moderni. Le orde pi


diverse orde,
i

conosciute
tini,

si

chiamarono Dersei,'Melobi-

Tiropeoni, Turpili o Torpidi, Cleo-

ben vicino discendendo dal promonformalo dall'estremit dell'Emo, e per questa ragione chiama to/Zemz-cx /rem/7, le citt di Mesenbria, di DeUanio, d'Apollonia; e lungo la costa, il piccolo
sta,
torio

ni, Bistoni, e gli abitanti del

Campo DoAgrioIl

risco, gli Odrisi.

Eranvi
i

altres gli

ni

o Agrei,

Perianti,

Bessi.

paese lo-

ro,

men freddo per la sua posizione relativamente all'equatore, che per le sue
i

paese di Astica ov'era Bizia.


d e oriente l'Ellesponto ed

Il

Cliersone-

so di Tracia avea per confini, tra mezzo-

una

piccola

porzione della Propontide; a settentrione


il

montagne, veniva da'greci guardato con una specie d'orrore: poeti ne a veano fatto il soggiorno di Borea e degli Aquiloni; era la patria de'ghiacci e delle brine. Forse
il

continente di Tracia; tra settentrione


il

paese era

pii^i

coperto di boschi che


pregiudizio sfavosi-

e ponente

golfo Cardiaca, cos

chiamaJVIelani-

oggi non sia,

ma un

to dalla citt di

Cardia, oppure

revole alla Tracia rimase lungamente

co dal fjUM)e Mela.


tinente, cio
le,

la

penisola di

Ro-

mania, che un muro

la divideva dal conadire quella parte orienta-

gnore degli animi,per cui Pomponio Mela ne fece una descrizione svantaggiosa. Per secondo Erodoto
i

traci

erano

la

mag-

poich r occidentale corrisponde alla

gior nazione della terra


se fosse slata sotto la
sol principe,

Macedonia. La Romania o Romelia ora forma una parte della Turchia einopea, le sue citfJi principali sono Co.s tantinopoli, Adjiaiopoli, e Tessalonica detta pure Salooichi. Si disse Romania come paese de' Romani , vale a dire lutti
i

dopo gl'ionii, e dominazione d' un


di tut-

ben unita e ben d'accordo,


era
diflicile
i

sarebbe stata invincibile e pi forte


te le altre.

che traci si accordassero insieme, e anzi tornava loro

Ma

posse-

come

impossibile, per cui trovandosi

diojenti degl'imperatori greci successori

deboli erano facilmente vinti. Ogni po-

degl'imperatori romani, ed avendo


chi designato
iU., si
il

tur-

polo

di lai
i

nazione, portando

nomi

diversi

paese col

nome

di

Rum-

secondo

paesi che abitavano, tutti pei

disse

ancora Romelia. Alcuni aui

aveano
tranne

le stesse leggi
i

egli usi medesimi,

tori

fanno discendere

traci

da Tiras, uno
,

Geli,

Trausi e quelli che abii

de'primi discendenti di Japhet


Pfo; traci
le

figlio di

furono pure in Asia, e si vuodal Buonarroti che da'traci derivassei

si

tavano al di sopra de'Crestonii. Ma trauseguivano in tutto le istituzioni de'traci, se non sia nelle ceremonie delle nascite

ro

frigi e

che questi fossero loro coloni,


i

e delle morti. Allorch nasceva loro


figlio, lutti
i

un
in-

e perci da' traci appresero

misteri di

parenti

gli si

adunavano
i

Bacco, che Nonno nelle Dionisiache, dove raccolse sotto un


varie erudizioni,
sol filo di favola le

torno e piangevano, presentendo

mali

che avrebbe
vita!

a sopportare nel corso della

memorie

e feste di Bac-

Ma quando

uno moriva,

lo

seppel-

co sparse per vari e diversi paesi, dice essere stalo


il

livano ridendo e giubilando, bene convinti

nume nutrito
i

nella Frigia. E'

che fosse liberato dalle pene

di

que-

non adoravano, almeno principalmente, che Marte, Bacco e Diana; ma ire veneravano
indubitato che
traci di tutti gli dei

sto

mondo! iXon aveano idee troppo chialo

re di ci che avesse a patire nell'altro;

che per

contrario credevano, cos in ge-

particolarmente Mercurio, giuravano per


e si dicevano suoi discendenti, 1 trafurono anticamente guerrieri e feroci, e viveano quasi come nomadi. Erano diIni
ci

nerale, che di l godesse d'una felicitcui

niente potesse pi interrompere. I funerali si celebravano con sagrifizi, gemiti e


banchetti, e bruciali
i

cadaveri

li

pone-

T R A
un luimilo^ e tacendovi intorno ad onore del defunto combattimenti e particolarmente d'uomo contro uomo. Quanto a quelli
terra, alzandovi sopra
clie

TRA
prie a regolare e addolcire
i

65
costumi, fu

vano soUo

Z<imolsi discendente di Pitagora. Si considera

come tempo

di barbarie quello in
di

cui regn

Terreo consorte
figli,

Filomela,
i

abitavano superiormente a' Crestouii, ciascuno avea pi mogli e (|uando uno moriva sorgeva tra le vedove un con,

di cui la favola trasmise


sfatti.

Ebbe due
i

co

ed

miSparadodiscendenti loro regnarono nei


o suppose
Sitalia e
si

trasto per decidere qual fosse stata pi

disordine e nella confusione.


re di Tracia
nel
nel

teneramente amata dal marito. Decisa la lite, quella che l* avea vinta sulle rivali,

riporta

La serie de* come segue: trovasi

43

Tire o Terreo, nel 4*28 Sitalce,

dopo ricevuto

mille felicitazioni

da

tutti gli

amici e [)arenti, veniva accoppa-

ta dal pi prossimo congiunto sulla Sepoltura del consorte, deponendosene poi il corpo presso a quello di lui. Le altre

I, nel 4oo Seute II, nel 390 Medoco o Amadoco, nel 38o Tere, nel 38o Cotide I, nel 356 Kersoblepto, nel 345 Seute III. In seguito la Tracia

4^4 Seule

essendo soggiaciuta a varie vicissitudini,


la

mogli, tutte vergognose d'essere state giudicate degne di vita, se ne tornavano a casa a nascondere Tonta loro. Tutti gli altraci vendevano figli, n si curavano mantener caste le figlie. Ma guardavano attentamente le mogli, e le compravano dalle famiglie cui appartenevano
tri
i

repubblica di Atene, dopo

le vittorie

di

Maratona, con(|u8l molte citt sulle coste e nella Tracia stessa. Filippo redi Macedonia s'impadron di 32 citt della Tracia, ed il suo figlio Alessandro il Grande comp la conquista del
di

Salamina

paese.

Morto Alessandro

nel

324 di

delta

per assai rilevanti

somme
il

di

denaro. Cre-

era, nel riparto de'suoi stati tocc a Lisi-

devano onorevole
sulla fronte
l'oziare,
;

portare pi cicatrici

e tenevano pure a disdoro


il
il

ad onore
la teril

come

lavorare

maco, uno de'suoi luogotenenti, laTracia o governatre. Oltrech ambizioso, fu crudele, mettendo a morcol titolo di re

ra,

considerando

colmo

della gloria

te

suo

figlio

Agatocle per sospetto di co-

vivere di guerra e saccheggio. Seudjrache


la
i

Tracia abbia avuto antichissimamenle

suoi re, e di recente


il
:

neh 852 pubblic

Cary Histoire des Rois de Thrace et de ceux du Bosphore Ciniinerien clarcepar les medaillesSx troa Parigi

mosse contro di lui 282, e regn in Tracia, successo nel 281 da Tolomeo Cerauuo. Nel 280 la Tracia fu nuovaspirazione. Seleuco
e lo vinse e uccise nel

mente turbata da una porzione


cito de'galli,

dell'eser-

che sotto

la

condotta di Breni

va che verso
i

il r

58o

innanzi

la

nostra era
si

traci fecero

un'irruzione in Grecia, e

stabilirono ad Eleusi,eindi incivilirono


l'Attica, celebre contrada della Grecia^ che oggid forma un cantoie della Turchia europea, nella Livadia, la quale an-

no devastarono la Grecia. Stabilitisi galloro re, tra'quali li inTracia nominarono si conoscono Comonlorio del 277, Ariofarne, e Cavaro o Clico del 2 9, sotto di traci sterminarono galli e nel 200 cui
i 1
i

rimisero sul trono Seute IV, uno de'discendenti de'loro antichi re,
spasiano: essi sono,Cotide
guli
i

ticamente fu chiamata Grecia propria , Acaia e Eliade, contrada che occupa la


parte settentrionale della Grecia. Atene, Livadia, Lepanto, Larissa e Tricala ne

cui discen-

denti regnarono fino all'imperatore


II

Ve-

del 171, Die-

deli5o,Zibelmio,Sotimodel93,Sa-

sono le citt principali. Verso il 280, egualmente avanti l'era corrente, Poltide regnava in Tracia, e pare che poscia il
i

dolamoo Sadale

I del 57, Cotide III, Sadalelldel 48, Sadale III del 43, indi Cotide IV; Remetalce sal sul tronoiGanni

paese fosse diviso fra molti re tributari a*


persi.

avanti

la

nascita di Gesti Cristo ocra cor-

Hi

re

che die
LXXIX.

a' traci

It-gj^i

pro-

reule, Cotide

Rccuporide regnaro*

vola.

GG
mefalce
II

TRA
tlelln

R A

no 7 anni innanzi

modesimn. Re-

della

divenuto re nell'anno 19 di 4? ^^ Vespasiano poi impera loie, e cos la Tracia fu ridotta in provincia romana. Quindi Conostra era, fu vinto nel
stantino
tinopoli^
I

Tracia [ivopiin, Filippnpoli per metropoli ed esarca di Tracia, con 1 5 vescovati sulfraganei; nella provincia d'E/n-

il

Gr<7<:/<:

fondatore di Costanla

ove trasporlo

sede

dell*

imin

pero nel 33o


Provincie
:

circa, divise la

Tracia

cio la provincia d'


la

5 Europa,
con;

che secondo
teneva 53
della

Notizia
;

di Jerocle,

citt

di

Rodope con

7 citt

Tracia propria incute detta con 5


con5cilt;della
/I/e2.",

citt; di jE>72z/;zo/zfc

monte, drianopoli per metropoli ed esarca di Einimonte, con 5 vescovati suffraganei. L' esarcato di tutta la Tracia partecip in appresso alla sorte della Grecia, finche ue'secoli XI V e XV venne in potere de' turchi, cio neli36o Mourad o Amurat I prese Adrianopoli a'greci,e divenne la sede del suo impero nel 366, e continu ad essere la sede de'sultani sino alla presa di Costantinopoli fatta da
i
1

sia inferiore

con 7 citt; e la proviti eia di Scizia con i5 citt. Queste Provincie

Maometto
citt

II

nel

i453
la

il

quale di CoI."

stantinopoli fece

sua sede e dichiar

formavano

la

diocesi di Tracia, e

dell'impero ottomano, e Adriano2.''

la citt di
il

Filippopoliy capitale di tutto

poli

del medeslmo.Percii turchi chiala

paese, divent allrcM metropoli della

marono Romelia o Romania


,

Tracia.

2.^ Tracia;

ma

inseguito questa dignit

fu trasferita

ad Eraclea chiamala anche


11

Questa ricev il lume dell' evangelo dall' apostolo s. Paolo secondo Teodorelo
i5 Epist. ad Roman. j ovvero dall'apostolo s. Andrea, secondo il commencap.
tario greco sugli atti di quell' apostolo
,

Perinto e

col titolo di esarca.


la

vescovo

d'Eraclea estendeva
te le diocesi di

sua autorit su tut,

Tracia

nella stessa

mail

niera che

il

vescovo di Cesarea estende-

va

la

sua sulle diocesi del Ponto


dell'

vescovo ' Efeso su quelle

ed Asia.
,

Il

concilio generale di Nicea nel

SiS form

l'esarcato di Tracia, e quello di Calcedo-

composto dal p. Cond)efis, e citalo dal p. Le Quien, Oriens christianus 1. 1, p. 98. Canone ov'wwo di Tracia, fu eletto Papa nel 686. TRADITORE, Traditor. Nome che
si

nia del
cesi, in

4^1 , soggett tutte queste dioun colle |)rovincie cosi dette Barpatriarca di Costantinopoli^ e gli
il

applic ne' primi secoli della Chiesa a


,

que' cristiani
>?c<:7/z7*o/i/

che

in

teaipo delle Pe/la

bare,

al

per evitarci tormenti e

morte
i

accoid
pi fino

diritto di

ordinare

tutti

mei

consegnavano a'pagani persecutori


della
s.

hbri

tropolitani, il quale

non riconobbero Paa Innocenzo 111. Quanto alla Trala 3.^ in serie all'epoca della di1

Scrittura e altre scriltuiee Lipr.oscritti

bri (V.) sagri,

dall'imperatore
I

cia^ provincia particolare della diocesi di

Diocleziano con empio editto.

cristiani

Tracia,

dunque spaventali per


libri

l'atrocit delle pe-

visione fatta da Costantino

di tutta la

Tracia, chiamasi in oggi Romelia. Avea

per capitale e metropoli


popoli.

la citt di

Filip-

ne del Martirio, davano a'perseculori i che aveano,e perci chia ma vansi traditores j ma un numero grande di cristiani preferirono

Commanville uell' Histoire de tous les Archeveschez et Evescliez de VuniverSy dice comprendere la Piomelia,
,

meglio
i

di

perdere

la vi-

ta

che consegnare

libri.

Questi sono ce-

lebrali e onorali dalla Chiesa a'2

gennaio

oltre Costantinopoli patriarcato

nella

ingrandissimo numero, sotto


ss.

il

noujede*

lno\\nc\a lV Europa, Eraclea per metropoli ed esarcato di tutta la Tracia,

con 27

vescovati sufFraganei; nella provincia di

Rodope, Traianopoli per metropoli, con


i3 vescovati suffraganei; nella provincia

Martiri de' libri santi {^F.). kuc\\ii relr Africa perci molti patirono glorioso martirio nel 3o3 , ma non pochi ubbidirono al riprovevole edillo imperiale cunsegnaudo sagri volumi,ed anche mol,
i

T R A
ti

TRA
in

67

vescovi furono liadilori. Pertnnlo

caratlere,

tiello {inno

o meglio nel 3o5, radunatisi


Cirta, con
di Tigisita e

purch fossero convinti conal pubblici e non con semplici parole d'aver
s

in concilio alcuni vescovi in

commesso

riprovevole azione, Traditori


quelli

Secondo vescovo

primate

di

furono quindi chiatnali anche


i
i

che

quella provincia di JNuuiidia, per ordi-

narvi un vescovo in luogo del deiuilo,tial-

consegmiviujo a'pagani sagri Arredi e Suppellettili della hiesa. Tanto essi che
i

taiono anche

la

causa de'vescovi,
1'

qiiali
i

snmmento vali furono eziandio detliL^5o caduti.


Traditio. Dicesi gedella dot-

aveano dato
libri

a*

persecutori della Chiesa

si (F^.J

per bruciarsi, secondo

ordine di

TRADIZIONE,
neralmente e
trina
in

Secondo di ci convinti vescovi Donato Masculitano, Marino Tibililano, Donalo Calauien-ie, Vittore Russicadense, e INupurio Limali use, il quale confess anche d'aver morDiocleziano.
i

Furono

ila

un senso esteso emanata e comunicata a


i!

viva voce
s.

di et in et senza

soccorso della
la

Scrit-

tura {f .). Se si considera per rapporto alla materia,

tradizione

se

u pu diquella dei

ti

nel carcere
:

figli

di sua sorella, dicen-

stinguere di Ire sorta nella legge nuova:


cio, la lrac>izione della fede
,

do

Io uccisi e uccido chi

mi

contra-

rio;

ed accus

il

primate Secondo d'a-

costumi, e quella
la ^Gi\e

de'riti.

La tradizione delci [a

ver similmente dato le ss. Scritture. Allora Secondo, consiglialo dal nipote che por lava il suo nome, e da due altri, che ivi erano oltre nominali, prese il partilo di
i

la

dottrina che

trasmessa
fe-

a viva voce sopra qualche articolo di


de;

come per esempio che


la
il

la s.

Scrittura
la

contiene

parola di Dio, e che

Chiesa

rimettere

la

loro causa al giudizio divino,

ne conosce

vero senso.

La

tradizione dei
fu

per non dar luogo a uno scisma, e cos tutti fece sedere nel sinodo. In seguito Secon-

costumi

la

dottrina che

ci

trasmessa

a viva voce intorno a certe pialiche sa-

do

scrisse a

Mensurio ve?covo

di

Cartari-

lutari e proprie al regolamento de'costun)i,

gine, dicendo in propria scusa, ch'egli

couie sono

le

osservanze delle feste,

chiesto da'magislrati pagani di dover da-

de'digiuni,delleastinenze,ec.

La

tradizio-

re

sagri hbri, rispose loro:

no e rono

Sono cristiavescovo, non traditore. Non lasciai

ne

de'riti la dottrina tras(nessa a viva

voce intorno a certe ceremonie, quali so-

mentovali vescovi traditori

che

no quelle della messa


si

e de'sagramenli.

Se

nel concilio

aveano confessato

il

fallo, di

considera

la

tradizione dal latode'suoi

lecaread elFello quello per cui erano ilia Cirta, ordinandovi vescovo Cirtense Paolo,
i il

autori, ve ne sono pure di 3 sorla nella


legge nuova
,

cio la tradizione divina,

quale nello stesso anno die

libri

l'apostolica e Tecclesiaslica.

La

tradizione

Fasi sagri o

suppellettili della chiesa,

divina

la

parola di Dio non

iscritta,

ma

couje pur fece Silvano suo suddiacono e


poi successore nel vescovato.
lai. "origine dell'infausta sella
tisti (/^
la
.),

emanata
sto,

dalla bocca slessa di Gesi Cri-

Que^la fu e Dona-

o rivelala agli apostoli ddllo Spirilu

santo, e coniunicata dagli apostoli stessi

e delle irreparabili rovine del-

a'primi fedeli che l'hanno trasmessa a'Ioro successori, da'quali noi l'abbiamo rice-

chiesa africana lacerala dal loro funei

sto sci'sma. Radunatisi


tici

malvagi

e scisma-

vuta succcitsivamenle e

come

di

mano

in

vescovi in Cartagine, per calunnie con-

dannarono Cccdiano

e crearono in falso vescovo Maiorino. Nel concilio d'rlesdel

mano. Quando si dice che la tradizione la parola di Dio non iscritta, ci sigiiincu prcciaamcJite eh' essa non fu scritta da
principio dagli scrittori sagri,

3i4
si

lu stabilito,

che

tutti

coloro

quali

come

libri

trovassero rei d'aver consegnato a'per-

canonici de' due Testamenti (Uuioctun

seculori qualche libro o vaso sagro, fos-

HI chiam padri de'ilue Testamenti f^Usc e l'ielro, e

sero dcposli e degradali du'Ioio oidiui e

con

essi

simboleggi l'uni-

68
l fia
il

TRA
Sacerdozio e V Impero), bench
opere
de'ss.

TRA
re anello che ho anche insegnato a voi' Qui r Apostolo parlava dell'istituzione
deirEucaristia,della quale istituzione nelle altre
alti-i

essa lo sia stala inseguito sia ne'concilii,


sia nelle

Padri edi

sciit-

tori ecclesiastici, sia ne'decreti

de'sommi

sue lettere non trovasi scritta una

Pontefici, ec.La tradizione apostolica consiste in certe


stoli, quali

parola:
voce.
I

dunque
ss.

pratiche stabilite dagli apotriplice

allora ne avea parlato a Padri sono d'accordo sulla ne-

sono la

immersione nel

cessit della tradizione; a riportarne al-

battesimo, l'osservanza della domenica


invece del sabato, quella del digiuno della

quaresima,

ec.

La

tradizione ecclesia-

stica consiste in cerle pie

costumanze

in-

trodotte in principio da' popoli e da'pa*


slori, e poscia approvale o espressamente o tacitamente dalla Chiesa che diede ad esse la forza di legge. Tale si l'osservanza de'digiuni, delle quattro lem pora,queb
la

cune testimonianze, si legge De Eeeles, Hierar. cap. i di s. Dionisio Areopagita; / primi maestri del nostro sacer dotai ministero cihanno tramandati i loro grandi e soprasostanziali insegnamenti, parte scritti, parte non iscritti. ^q\X Apologetico di
lo,
s.

Giustino martire deli. "secorelative

dopo aver narrale varie cose


si

alla celebrazione de' ss. Misteri, le quali

di

molte

feste, ec.

La

tradizione divina

non

trovano nelle

ss.

Scrilture, passa a

assolutamente necessaria e lo fu sempre: i.per distinguerei libri canonici dagli

dire: Il

giorno dopo ch'era festa ^essen'

apocrifi; 2." per determinare

il

vero

senso della isctitltHa; 3. per persuaderci


della verit di molli

do Gesti Cristo apparso agli apostoli, insegno loro queste cose, che a voipure noi presentiamo a considerare. Tertulliano
parlando nel
ti riti

dogmi

della fede

che

lib.

De

Coron. Milit. cer-

non sono

espressi ne'libri santi;


vi

come per

del battesimo, del sagrifizio anniver-

esempio che

devono battezzare

sono 7 sagramenli; che si i fanciulli; che non bii

sario pe'defunlie di altri punti di religio-

ne, che fin d'allora

si

praticavano, sog-

sogna battezzare di nuovo gli eretici quali ricevettero il battesimo secondo la for-

giunse:

Se

tu cerchi la legge di queste e

simili discipline,

non ne troverai alcu'

ma legittima. La
la

necessit e l'autorit dels.

na.

tradizione sono fondale sulla


ss.

Scrittus.

tradizione ne V autrice, la consuetudine la confermatrice, la fede la


osservatrice. Nel sermone 2

La

ra e sui

Padri. Dall'apostolo

Paolo^

De

Jejun,
di-

nelle sue Epistole in termini precisi ab-

Pentecost,, Papa
ce:

s.

Leone

1 il

Grande

biamo

il

nome di

Tradizioni^ e

la

distin-

Non vi e da dubitare, dilettissimi, che

zione di ammaestramenti da lu dati e a

tutta la osservanza cristiana provenga

viva voce e in

iscritto.

Perci scrisse a'Tes-

da erudizione divina,e tuttocib che dalla


Chiesa e stato accettato in uso di divozione, derivi dalla tradizione apostoli-

salonicensi: State costanti^ e ritenete le

tradizioni che avete imparate o per la

nostra parola o per la nostra lettera.


L'espresso
li,

ca, e dalla dottrina dello Spirito santo.

comando

fatto a'suoi discepo-

Nel Dialogo contro


tore
si
s.

Luciferiaid

il

tlot-

come

a Timoteo, di tramandare a'fe-

deli gli
si

ammaestramenti ricevuti a voce, apprende da queste parole: Le cose che hai udite da me alla presenza di molti testimoni^ conjidale a uomini fedeli, i (juali saranno idonei ad insegnarle ^5/2postolo appreso da Dio ci che avea a
vi-

Molte cose che osservano nella Chiesa per tradizio


Girolamo
scrisse:

ne ritengono in se stesse V autorit della legge scritta. Di s. Ignazio d' Antiochia e discepolo degli apostoli, dice
sebio, i//V^. lib. 3jC.

Eu-

3o,che

nel suo viag-

c/ie</gZ/V//f/f.L'assicu razione d'avere l'A-

gio per l'Asia, lulloch custodito in mezzo a'soldali, raccomandava a'fedeli delle
citt
ni, e

va voceiusegnalOjSi ricava dall'a ver scritto a'Corinlii:

onde passava, le apostoliche tradiziou rugiouusoveule nelle t>ueepisto-

Io

Ilo

appreso dal SignO'

TRA.
e.
ti

TRA
na per
distinguerla dalle tradizioni
stolicheei\ Ecelesiastiehe: le
le quali
ti

Ed altrellanto di s. PoIlcaipo,panineaquanIlic dociiit scmper quac


et Eccle

69 Apo^

discepolo degli aposloli,scrisses. Ireneo,

prime del-

stdla verit delie loro tradizioni e di

to a veaiio dello:

sono griusegnamenti tramandadagli Apostoli ^ non come uomini da


ispirati,

ab postols didverat, quac. po racconta Eusebio n^WHist.


4,
e.

Dio
ti

ma come

principi e prefetti
i

saetradidit^et sola swit i'f^r^.D'Egisipecclcs.


I.

della Chiesa: le seconde sono


de'ss.
^

sentimen*

Padri, Aq Pontefici deConcdii^


dellnizioni di fede,

che scrisse le tradizioni degli a5 libri. Queste testimonianze bastano a provare quanto ne' priai secoli della Cbiesa era fcerma la massima sull'e8,
postoli in

non come

ma come

popolo fedele: e tanto l'une che l'altre, come che a disciplina appartenenli,sono soggette a cessazione o variazione, secondo
le

istruzioni e leggi date al

sistenza delle tradizioni divine, ricevute

circostan-

dalla

bocca

de'ss. Apostoli.

Fin

d'allora

ze de'tempi e de'luoghi. Queste

certamente riscontrasi su questo punto una meravigliosa armonia ed un consentimento perielio fra' Padri greci e latini: e a ravvisare qnal uso facevasi delle medesime per illustrare e confermare le verit della fede, suflciente questa osser-

mano

regola di fede,

ma
il

non fordove sono in viprelato, solo le

gore un obbligo rigoroso di coscienza


l'osservarle.

Aggiunge

tradizioni divine sono regola di fede, per-

ch dottrina rivelata immediatamente da


Dio: ed ecco
il

vazione, che nelle questioni cio insorte


Ira gli

che sempre,
tenuto per

modo per distinguerle. Cc da per tutto e da tutti si


di fede
si
,

le concilio

ariani e cattolici, nel ."generaadunato in Nicea nel 325, composto di 3i8 vescovi convocati da tutte le parti del mondo, e al quale interveni
i

dogma

bench noti
si

iscritto ne'santi libri,

considera e

ve-

nera per tradizione divina.

Ma

le

medesi-

me

ragioni che provano la necessit d'una

ne con profondo rispetto per la venerabile assemblea lo stesso imperatore Costantino


I,

autorit daDiostabilita per giudicare dei


libri santi, e

del senso della loro dottristessa co-

le

tradizioni specialmente fu-

na,
sa

provano egualmente della

rono opposte agli errori de'perversi settari, dal propugnatore s. Atanasio che difese

riguardo alle tradizioni divine: quelle parole di Ges Cristo, che costituiscono
la

singolarmente

la

Fede (F.)

cattoli-

Chiesa rappresentativa o maestra

il

so-

ca colio scudo delle tradizioni, costringen-

lo giudice delle scritture, bilire lei

servono a sta-

do

gli

empi
I ,

eretici loro

malgrado a cons.

fessare la verit,
Ilist. lib.
si

come narra Teodoreto,


Agostino ((naserv nel lib.

le tradizioni.

medesima giudice ancora delA questa Chiesa dunque eil

cap. 8; e che
si

sclusivamente spetta

conservare

il

de-

di (jueste sole

De
gli

U/iil.

posilo delle divine tradizioni, il dichiarar-

Kcclcs. cap. ig, per confondere


ganti donatisti.
sole
Il

arro-

dotto vescovo di Fieiv:

BvonzimW, f.stituzioni caltolicJiC,

Le divine trauno de' principali punii di controversia, un articolo assoluto essenle

e l'insegnarle a' fedeli.

dizioni sono

Della tradizione divina,


rivelato da Dio,

dice che tut-

ziale

che divide novatori da'cullolici. Per


i

loci che leggesi nelle divine Scritture

tradizioni divine noi

intendiamo

gli

am-

ma non

tulle le verit ri-

vela le
ture;

vi

daDio sono con tenute nelle ss.Scrit un altro fonte di verit rivelada quelnon in quescritta da coloro,

maestramenti intorno alla fede e alla morale, che gli apostoli o dalla bocca di Ges Cristo hanno inlesi, o per l'ispirazione
dello Spirito santo hantio predicali, ella-

ta, la qtialein null'altro differisce


la registrata ne'santi libri, se

smessi a voce a'ioro discepoli e successori.

sto,

che

loii

fu lasciata
i

Devcsi poi specialmenleavverlire, con


libri

a'quali iddio
sta la

degn di rivelarla, e queTradizione divina. Si dice divi'

mg.' Uronzuoli, che de' pochissimi

degli apostoli, quasi per Io spazio di lui-

70
lo
ni
s.
il

TRA
[."secolo, la
lia

TR
ista-

massima parJede*ci

me

videro e udirono fare e dire a Cristo


la

non

potuto farne alcun uso. Dice

nell'ultima cena. S aggiunga in secondo

Ireneo, che anco a suo

tempo

vi

eia

luogo

somma

dillicolt

che allora al'i-

no molti cristiani che ottimamente viveano colle sol tradizioni, privi affatto di scritture. Primieramente non fu al certo la prima cura degli apostoli quella di scrivere. Incaricati dal divino Maestro solo di predicare, con lo zelo pi ardente eseguirono questa missione, e non iscrissero se non quando vi si trovarono impegnati da qualche causa particolare. Infatti s. Matteo scrisse il suo Evangelo allorch trasferendosi presso
i

veasi di moltiplicare la scrilttua per

gnoranza della stampa, e si rifletta ancora che, siccome la traduzione de'lihri santi non cominci che aUjuanto tempo do-

po
li

gli apostoli, la

maggioi- parte de'novel-

cristiani essendo illetterati,

non erano

capaci d'intender l'itliomu in cui origi-

nariamente furono sciitti. Non inoltre da preterirsi il riflesso che le tradizioni


principalmente appartenenti
di religione e dette Riti (V.jf
in

materia

gentili,
si

pens di lasciaallontanava col

re agli ebrei, da'quali

messe
liano,

in iscritto,

non furono perch non tutto pu

corpo, ilcompendiodi quella dottrina che

scriversi sul principio, couie disse Tertid-

avea loro predicata.

Fu

forzato

s.

Marco
s.

De Anima

cap, 5.

Ma

eziandio pi
iscritli,
i

a scrivere dalle preghiere de' romani;

cosci

ss.

Apostoli non vollero dare in

Luca dal
re false

che altri potesse narracose; e s. Giovanni giunto alla


riflesso
vi fu

to per
(juali

non esporle

cos scritte a'genli

incapaci de'sagrosanti misteri


i

le

a-

decrepitezza, nell'esercizio assiduo della

vrebbero dispregiate, ed esposti


ni a'ioro
ni, nelle quali essi

cristia-

predicazione

indotto dalle istanze


i

scherni, calunnie e persecuzio-

pressantissime de' vescovi dell'Asia,


li

qua-

desideravano di mettersi

al

sicuro dal-

no

le ss.

Scritture, per cui

empiamente bruciarosi dissero Travile

l'eresie degli '/770/^/(/.) allora


ti,

nascen-

ditori(V.) que'cristiani che per


re loro
Ires fu
;?o, di
le

timo-

Canonici.Tevmin S.Giovanni il suoE vangelo con queche rigettavano


i

libri

consegnarono,

f^er cautela al-

imposta

la disciplina deli'y^rr/z-

ste espressioni:
te

Sono fjwlte altre cosefat-

cui riparlai nel voi.

da Ges

Cristo, le anali se si scrives-

Da

tuttoci pertanto

LXIV, p. ^Sr. manifestamente si


la

sero a una. a una, credo che


tuttala terra capir potrebbero

nemmeno
i

deduce, che per molti anni

Chiesa non

libri che

ha avuto altra regola


alle verit rivelate
Iella
(Iella

di fede, in

quanto

sarebbero

da

scriverne. Cosi una circo-

da Ges Cristo, fuori

stanza speciale occasion V Epistole e^W


altri apostoli,

tradizione divina, e che nell'ordine

nellequali quasi solo perinal

cidenza trattarono di ci che


appartiene. Anzi
i

dogma
si

ili. "luogo,

provvidenza questa tradizione tiene rapporto al modo di comuni-

medesimi evangelisti

care

supplirono tra loro, raccontando l'uno ci

che l'altro o
diriferire.

gli altri

aveano tralasciato

Cos 3 evangelisti registrando

quelle parole;

s.Luca aggiunge;
tur j e dicendo
multis;
s. s.

Hoc est Corpus meum ; Quod pr vobi stradeMatteo


:

la divina Rivelaziote (F.), mentre Ges Cristo che tanto raccomand agli apostoli di predicare, non fece loio alcun precetto di scrivere. La sola tradizione regol il popolo di Dio nelle cose divine,
si

e fedele e incorrotta

trasmise da' padri


Gli ebrei visse-

s.

Marco: Pro
vobis.

ne'figli, da'figli ne'nipoli.

Luca dice

Pro

Onde

ro non solo colle leggi date da Dio,


colle tradizioni;

ma

non meraviglia
stoli

se nella

forma eziandio
evangelisti

onde

le pie

e sante tra-

della consagrazione del Sangue, gli apo-

dizioni

non

solo furono lodate da Dio,


si

ma

aggiimsero ci che

gli

non

proposte per esempio, come


Recabiti,
te

vede nei

jiosero;

n ci aggiunsero

di [)ropria isti-

tuzione,

ma

di tradizione divina, cio co-

da Dio,

Hierem. 35. N sono riprovase non quelle tradizioni che ri-

T R
pjiqii.ino olla
ni
ili

;V

TRA
le tradiziola

sua legge. Senza


la s.

ville,

neppure

Scrittura pufor-

n>ar<? sicura regola di fede;

ed celebre

il

validamente dagl'impugnatori. Termina replicando con s. Gio. Grisostomo. Est Traditio ? Nil
Chiesa, che
le difese

d(Mio dis.

gelo se
riti)

non credo al f ^annon me ne facesse certo r autoA.^of>['ino: io

quaeras amplius.
li

Il

Rinaldi negli

Annatoc-

ecclesiastici

pm cose egregiamente

della Chiesa.^t Accettiamo aduiKpie


e

c delle tradizioni, dichiarando che la crisliana Religione (f.J, fin dal principio

con umile sommissione


sjf Ilo

con profondo

ri-

dalla Chiesa^ maestra infallibile e


la

della nascente Chiesa,

si

regge,

come
il

di-

colonna immobile di verit,


Dio,
li

parola di

cono, duplici juve, scritto e non


fu

iscritto,

sia essa scritta

o non

iscritta ne'sanil

cio a dire con leggi e tradizioni^

che

libri.

Adoriamo con
,

tutto

sentimen-

to del

cuore questa

figlia

primogenita del-

sappiam grado assaissimo a quell'immensa bont, che si degn nel tempo opportuno di rivelarcela, e mentre forma la doppia regola infallil'elerna sapienza
bile di nostra fede, sia ancora
la

sempre comune ad ogni ben ordinata repubblica. Quanto alla romana, disse Ulpiano: Jus nostrum constai aut ex scripto aut sine scripto : e quello che non
scritto, in materia di religione,
si

chiala lo-

mava da'romani mos, onde nacque


cuzione molto usata dagli antichi
tori: ro:

certa nor-

scrit-

ma de'nostri costumi". Il Derni no neWffistoria-

di tutte

eresie, tratta nel

t.

Delle tradizioni apostoliche, di cui custode


la

Chiesa romana, loro origine, ancattolici; dei

tichit, autorit, esistenza e distinzioti,

loro forza e autorit presso

nucon Terlulliano,>(' Praescrpt.: Ecclesia ah Apostoliff^, Apostoli a Christo, Christus


(P^.) detti degli apostoli, loro

Canoni

mero, antichit

e valore, ripetendo

Agialiquid more majorum; ovveEsse in morihus. Cos parimenti degli ebrei certo, aifermandolo anche Rinaldi, che vissero non solo colle leggi date da Dio, ma con tradizioni. Osserva poi, non esservi chi dubiti, che le leggi non iscritte non sieno per antichit pi degne delle scritte; il che manifestamente pu
vedere chiunque ridurr tutte
principio loro.
le leggi al

a Deo

suscepit.

Il
t.

vescovo Sarnelli, Lett.

na specie
zi

le

per tutte d'utradizioni e consuetudini, an-

Non sono

ecclesiastiche,

2,

lett.

^o: Delle
i

ec-

clesiastiche tradizioni, ne dichiara


gi e di

pre-

sonodifferentissi(ne,secondochda differenti principii derivarono. In prima,


tradizioni riprovate da

quanta forza elle sono, altre


quali ulti
istituite

di leg-

Dio sono quelle

ge divina, altre apostoliche, altre vescovili, le

che ripugnano
disse Cristo:

alla

sua legge, delle quali

me

essere quelle cose che

furono
cesi

peri vescovi nelle loro dio-

o Provincie; ne'quali luoghi solamencap. Sicut

te

hanno vigore ed obbligano,


e.

Quare vo^ trasgrediniini mamlatuni Dei propter traditionenivestram. Parlano delle medesime s. Pietro e s. Paolo nelle loro lettere. Sono riprese
da Cristo
vecchi,
e dagli apostoli le tradizioni de*

sancta, cap. Illud,


la, cap. Novit, cap.

ridiculus^cap. Ildist. ii.

Omnia

Diil
il

non perch derivassero dagli uo-

ce che delle tradizioni trattano ancora,

mini, ma perch erano Superstiziose (K.)


e contrarie alla divina legge, alla quale
i

sinodo
sirodo

i.

di Co>tantinopoli azione io.";


aziojJK
i

.";

il

concilio di

Trento

perversi

le

anteponevano, come nel


le

^/V?/-

nella sess.4.'\ nella sess. a?..* cap.?,, e nella sess. 24." cap.i.

mud(l
il

.).

Airinconlro

pie e sante tra-

vine tradizioni
sare,

la

Conclude chedalle diChiesa non pu dispen-

dizioni furono lodate

da Dio. Dice pure

Rinaldi, che intorno alle tradizioni o


n)olte cose lasciarono gli a-

da ([nelle apostoliche pu dispensasomino Pontefice. Inoltre osserva, che non solo colle ss. Scriltuie, ma colre
il

postoliche,
postoli,

vate
fu

si

che non furono scritte, e consersono. Anzi la cristiana religione


istituita

le

tiadizioni apostoliche

si

fond e dilat

prima

con tradizioni. Pcrtan-

T R A 72 topaz/amcnle e grnvemenle erra

T U A
cl)i

ne-

donatisti.

Didimo scienziato di grande

in-

ga doversi nella Chiesa ricevere cosa alcuna, che non sia stala testimoniata con

gegno, facendo pi conto d'Origene che

secondo questo non si potrebbe ricevere ne anche il Simbolo degli Apostoli(V.). Fu questo
iscriltura apostolica; poich

errore degli Ariani. Anzi non


fede a quel che scrissero
si,

si

darebbe

gli

apostoli stes-

se la Iradizione

ci

non avesse mostraloche veramente essi scrissero, andan-

do

sotto

nome

loro molti Evangeli^

E-

pistole, Atti ed Apocalissi.

E per la sursanta

ricordata sentenza di
di

s.

Agostino, appare
sia la

quanta importanza

Tra'

dizione, fondamento delle

ss.

Scritture

(ambedue gran fondamenti della Dottrina cattolica), il quale rimosso, necessario


lo

naucadde nell'errore, e fu condannalo nel V sinodo con Origene ed Evagrio, e nuovamente nel concilio di Laterano tenuto da s. Martino I. Le cose che si ordinarono ne Sinodi, quali cominciarono dopo le tradizioni, non furono di nuovo inventale, ma avendole Padri in essi intervenuti ricevute da' maggiori senza scrittura, vollero che scritte fossero, acciocch pi accuratamente si custodissero, come ben osserva s. Vincenzo di Lari ns, De Haeres, e. 32, che mor nella met del V secolo. Sempre furono elcadelle tradizioni ecclesiastiche, fece

fragio e

cissime
tici,

le

tradizioni a convincere

gli

ere-

che ogni cosa vada per

terra.

Non

so-

adunque
la

colle

ss.

Scritture, iw^ coWq


si

ss. Z/^/^y/Z^zo/^/

apostoliche

fond

e di-

lal
sti

Chiesa, replico con Rinaldi. Quele

indi riporta

gi narrale testimonian-

anche nel secolo XVI, gli Anabattisti, Luterani (V.) ed altri. A rintuzzanovatori impugnalori delle ss. Trare dizioni, fia'molti si ponno principalmente vedere le opere (Ji Guglielmo Lindai
i

ze de'Padj sulle tradizioni apostoliche,

no vescovo

di

Ruremonda, per

erudizio-

e di altri ancora in

buon numero;

e che

Tertulliano parla di esse in pi luoghi,

ne e bont di vita insigne, e il ven. cardinalOellarminOjil quale pubblic le controversie contro


ti

dichiarando: Che ninno senza,


zioni

le tradis.

gli

Eretici e Protestan-

puh
1

essere cristiano. Papa

Ste-

(V.), opera nobilissima a guisa della

fano
ni, e

deX^i^fj fu tenace e forte nel conle

servaree difendere
battesimo, contro

medesime

tradizio-

per non alterarle sostenne quella sul


la

controversia per

rei-

torre di David, cuni propugnaculis: ex qua mille pendent clypei,etomnis armatura forti uni. Nella benemerita e degna (\W\.r)m^ Accademia di Religione cattolica (^.), alla quale mi glorio appartenere con singolare compiacenza religiosa,
il

terarlo agli eretici, eccitatasi nell'Africa e

seguita pure dagli orientali: colla


rabile sentenza, iYzVi//

memo-

innovandum; Nisi
agatiir o serve-

eh.

R.mop.d. Carlo Vercellone prolesse

quocl traditimi
e

est, cio

curatore generale de'barnabiti, a'5 luglio

tur, disfece tulle le


si

macchine contrarie,
la

vide manifesta

grandissima forza

delle antiche tradizioni. La Chiesa fondata

una sua dotta dissertaziodimostr che Protestanti, rigellando l'autorit della Tradizione, so-

l855

vi

ne, in cui

da Cristo sopra soda pietra in tanto terremoto si mantenne immobile; ed allora


rilucette

no nell'impossibilit

di

mantenere

il

va-

lore divino della Bibbia,

h^

Civilt cat-

dell'autorit del

splendidamente la grandezza Successore di s. Pietro,

tolica, la quale per corrispondenza e co-

munanza
zioni

di otticno e benefico scopo, suol

poich arninto quasi colla sola Iradiziojie de' maggiori sostenne tutto 1' impeto
de' vescovi orientali e occidentali, checon-

dar contezza delle gravi e dotte dissertache si recitano nel l'encomiata accaderi-

mia, di questa nella2. "serie, t.i i,p.577,ne

Iro

s.

Stefano

erano

insorti

con moltispersino dai

pubblic l'interessante cenno, chequi

simi argomenti; e fu meritamente cele-

produco. Dopo aver toccato del nesso che


vi

bralo da'

Ialini e da'greci, e

ha

tra la dottrina de'protestanti e

quel-

TR A
Inde'sensisli.cclela
al

TRA
dersi

73

tendenza cli'nmenclue
Razio/mlisino, V ora-

quello dell' Itnmacolato Concepi-

Pan teismo ed

ai

mento
l'B

tore entra in argomento, aiTeiMnanJo che

di Maria Vergine, il Papa Pio IX dicembre 854 *^on solennemente de1

Tispirazione della Bibbia unod'i que'f'at-

cretare e definire

domma

di fede

il

gran-

che noi conosciamo solo pei* la Rwelazone: quindi si fa a provare che raentie
ti
il

de mistero dell'Immacolato Concepimento di Maria Vergine, che osai celebrare

cattolico

ammettendo

l'

insegnamento
il

auloievole della Tradizione conserva intatta


la

LXX! 1, p.42, non introdusse una nuova dottrina p credenza ma ne sannel voi.
1 ,

fede del
al

domma

rilevato,

Pro-

zion e dichiar

il

senso legittimo e

le

ve-

testante

contrario rifiutando quell'au-

rit contenutevi.Esse
le sante

erano comprese nel-

torit nulla

pu avere

di certo

intorno a
va-

ci che proviene dalla rivelazione, e perci in

tante e

pagine delle Scritture diviue, e che s chiare teslimonianze della tra-

ninna guisa pu mantenere

il

dizione cattolica dimostrano apertamente

loredivinodellaj5/Z'^/<7.
ta dalla

Laqualedisgiun[)u darci
farci
il

contenute nella parola rivelata, ed e-

Tradizione ne
n

Cail

splicitamente credute finoda'primi secoli


li

none

de'libri ispirali,

conoscere

della Chiesa. pure

Tra

le

dottrine tradiziona-

senso genuino delle dottrine rivelate eoa


quella sicurissima certezza che
si

convie-

da noverarsi la massima cattolica che fuori della Chiesa cattolica non


vi e

ne

al

domma. E

ci dimostrasi

ad evi-

salute yie\\diC\wQ\e riparlai descrivenil

denza e da molte ragioni intrinseche,edal fatto delle continue ed infinite variazioni dottiinali de'protestanti. Questo vero
poi l'egiegio oratore

do
dal

recente concilio di Thurles ^ e pi.

di proposito gi

i853

nell'articolo

ne avea ragionato sino Setta, ove tentai


la

ampiamente lo conin
la

possibilmente di chiarire
sentenza, secondo
le

formidabile
forze.

ferma e lo illustra esponeudo do Ges Cristo abbia istituito


ricci! ire,aninch la

qual no-

mie deboli

Ora

sua Chiear-

sa e di quai prerogative l'abbia

dovuta

rivelazione potesse sor-

mi gode l'animo di potere aggiungere su questo grave argomento che lo slesso Pontefice, nel d seguente al promulgato
,

tire l'effetto a cui era destinata.

E dopo a*

decreto, pronunzi in concistoro quell'al-

ver brevemenle risposto alle principali


obbiezioni degli avversari, conchiude os-

locuzione di cui dissi in breve nel citalo

luogo, alla presenza de'cardinali.non che


degli arcivescovi e vescovi presenti in

servando come
d nostri col fatto per la
s

gli scrittori

protestanti ai

Ro-

manifesto cader che haa

ma
la

per

la

memorata

definizione, nella

massima parte nel razionalismo, comprovino a meraviglia la verit


dell'assunto da lui dimostrato".
sa cattolica

quale maggiormente dichiar e conferm

massima medesima

della chiesa catto-

La Chie-

ha
il

la

podest di conoscere e
e l'autorit de'libri

dichiarare

numero
la

santi, d'interpretare e

determinare

le di-

vine scritture e
dicare
la

dottrina rivelato, d'in-

Quindi arroge all'accennato che io qui ne riporti il brano speciale. Non senza dolore sappiamo, che un altro errore non meno fatale ha invase alcune parti dell'Orbe cattolico, e che penetrato nellica. le

le verit

tradizione divina, di proporre da credersi come divinaniente

menti di molti

cattolici,

quali pensa-

no, doversi bene spertire deireterna salute di tutti coloro, che si trovano fuori della vera Chiesa di Cristo. Perci spesso sogliono chiedere qttale sar

ispirate, circa la fede ei costumi, e di fa-

re precetli a'battezzati.
lica inoltre pel

La Chiesa
il

cattoin-

suo divino fondatole

dopo que-

corruttibile custode di lutto


della

deposito
dognii

sta vita la sorte e la condizione di coloro,

venia

rivelata, tanto scritto, (|uanto


i

tion iscritta ch' la tradizione. Tra

che non appartengono alla fede cattolica: e guidali da vanissime ragioni aspettano

fonduti sulla tradizione

vi

du compreu-

una

risposta,

che huU'raghi questa prava

74
bili fratelli,
(li

TUA
pone un
limite alla mise-

TRA
coloro, che vogliono e chiedono con ani-

opinione. Lungi dn noi l'idea, veneraricordia infniladi Dio, lungi ancor l'idea
di voler perscrutale gli arcani consigli e

mo

sincero di essere da (juesta luce

illu-

minali. Queste verit

devono
di

essere alta-

mente

scolpite nell'animo de'fedeli, perfalse dottrine

giudizi divilli, che sono altrettanti abissi,

ch non siano corrotti


tendenti a fomentare
la religione, cui a

e che

non possono

essere da

mente utnuvostra solleci-

la indifferenza del-

na

penetrati.

Ma

{ler

nostro oflizio apola

detrimento delle anime


il

stolico

vogliamo eccitare

vediamo
tefice

dilatarsi e crescere", indi

Pon,

tudine e vigilanza episcopale, onde quanto pi potete sgombriate la mente degli uomini da quella em[)ia e funesta opinione, che cio in ogni religione si puh Irovare la via, che conduca ali* eterna salute.

parlando del decretato dogma, sog-

giunge. Egli

sommo

privilegio

che

grandemente conveniva

Madre diDio, l'essere andata salva ed incolumea mezzo la comune sciagura del genere umano: e
alla
la

Onde

col vostro

ingegno e

la

vostra

grandezza di tale privilegio giover mol-

dottrina dimostrale

a'

popoli alla vostra

tissimo a confutare coloro, che negano la

cura addati, che


si

donimi della fede non oppongono alla misericordia ed alla giui

natura degli uomini non aver peggiorato per la prima col[)a, ed esaltano la po^
tenza della ragione per negare o diminuire
il

stizia di

Dio. Conciossiach

si

deve tene-

re,

essere di fede che nessuno pu

andar
qua-

beneficio della religione rivelala.

La

salvo fuori della Cliiesa cattolica j che


questa
le chi
la

B. Veigine, che abbatt e distrusse tulle


1'

sola arca di salute, nella

eresie, faccia finalmente,

non sar entrato, pei ir come nel diluvio: per si deve teiiere egualmente
certo, che coloro
i

radici strappato e distrutto

che sia dalle anche questo

perniciosissimo errore del razionalismo,


il

quali vivono in un'/-

quale

in questi

miserandi tempi non soaffligge e molesta la so-

gnoranza. invincibile della vera religione non si rendono di. ci colpevoli agli occhi del Signore, Ora poi chi si arrogher tan-

lo

grandemente

ciet civile,

ma anche la Chiesa". TRADIZIONE, Traditio. Consegna.


chiamano con questo nome
le

loda determinare

limiti di tale
la

ignoran-

Si

tradi-

za secondo l'uidole e

variet de'popoli,

delle regioni, delle menti e di tante altre

consegne delle Chiese cattoliche ad Eretici e Scismatici perch vi celezioni o

cose? In vero

quando

sciolti

da'Iegami di
,

brino

il

servizio divino,
il

secondo

la loro

questo corpo vedremo Iddio qual

commi-

erronea credenza e

loro rito. Questa

im-

prenderemo certo quanto siano insieme


congiunte da stretto e bel vincolo
sei icordia e la giustizia
la

portante questione viene dalla BihliotC'

divina;

ma

fino a

{la

che din)oi iamo sulla terra coperti di quelcarne mortale che l'anima indebolisce,

ca sagra eruditamente discussa, provando dapprima l'incompatibilit di due culti in una chiesa stessa, e rispondendo alle ragioni a sostegno delle medesime. La conclusione della discussione
la

teniamo fermamente, secondo


cattolica, esservi fede,

la

dottrina

seguente,

un

solo Iddio,

una

sola

Non
sta

vi

ha che una vera Religione^equeapostolica romana.

un

solo battesimo:
oltre.

non

essere lecito
la cari-

vera religione non trovasi che nella

d'indagare
t richiede,
i

Del

resto,

come
si

Comunione
verit

Ogni

al-

facciamo preci assidue, perch


converta-

tra religione falsa: ci ch'

opposto alla

popoli di qtjalunque luogo


a Gi'^ Cristo; e

no
le

quanto

piti possibi-

cizio delle

ruman

attendiamo genere
la

alla salvezza
;

comune

del-

corciata

imperocch non si acmano del Signore, r. sono per


i

non pu essere che errore. L'eserdue religioni dunque incompatibile in un luogo medesimoi la verit non pu allearsi colla menzogna, la luce
colle tenebre.

uiaucare uiui

doni della divina grazia a

sercizio

d'una

Ges Cristo con lielial. L'efalsa reliiJione non deve a-

TR
ver luogo in

A
algli altri callolici
tioii

TRA
pu
ni.

75
si

uo Tempio consngrato

nelle chiese degli aria-

seic7o della vera i'eligi)ne: egli

iVoter clie in Aiitiociia

die

il

no-

die profutiailo e contaninarlo ; il culto tlegl'idoli nel tempio di Gerusalemme lo ha confamiuato, sagrifizi che vennero loro offerti sul suo altare lo hanno proi

me di

Eustaziaiii a'cattolici che non vols.

lero riconoscere altro vescovo che

Ka-

stazio (di cui riparlai a Siria, riportan-

do

la serie

de'vescovi antiocheni) depoi

fanalo. L'esercizio d'una falsa religione

sto dagli ariani, quali cos

li

dimque contauina
hanno
servito ad

le

chiese de'cattolici:

per dei'isione. Perci

tali cattolici

chiamarono non vaneretici

esse cessano di essere cattoliche

quando
le

no confusi
staziani
(

co'

Contemporanei

Eunon

un

tal

uso: esse sono di-

F.).

A Samosata
vi

, i

cattolici

venute in)pure, esecrabili, come

chia-

entravano nelle chiese perch Eunomico


vescovo ariano
l^cattolici

ma un concilio tenuto nel 5i 7. E' d'uopo consagrarle, cio benedirle di nuovo, onde renderle cattoliche. L'esercizio d'una f.dsa religione contamuia una chiesa, non si deve dunque auuiettervt.'lo, giacch si in obbligo d'unpedirne la profanazione, e di non interdire a se stessi l'esercizio del culto cattolico. Ed una chiesa cessa di esser cattolica

teneva

le

sue assemblee,

devono dunque, dietro l'esems.

pio de' primi cristiani, di


degli eustaziani

Atanasio e
meritenere le

che

in que'teuipi

tarono
sto

gli elogi

della Chiesa,

loro assemblee in case particolari piutto-

che nelle chiese degli

eretici, le

quali

vito

quando ha serad un culto eterodosso, giacch essa ha perduta la sua benedizione, ed ha bidi

hanno perduto la loro benedizione, senza di cui non vi si pu celebrare il ser


vizio divino.

perci

s.

Melezio
il

d*

An-

tiochia recossi a celebrare


ci in
cilt
riani,

divino uiW-

si pu ceuna chiesa che nonbenedetta,oche contaminala. Debbonsi pure interrompere sagri misteri se la chiesa viene ad essere contaminala durante la loro celebrazione. Non devesi dunque per(netteread alcunaV^

sogno

una nuova. Ora non


servizio divino in

una chiesa

fuori delle oiura delle

lebrare

il

per non farlo nella chiesa degli a-

ed a Costantinopoli
lo

s.

Gregorio

iVa-

zianzeno
de' suoi

celebr in una casa d* uno


nella

parenti. Se sta
il

prudenza

de' principi cattolici

tollerare che ne*

ta eretica di tenere

le

sue assendjlee nelle


le

chiese cattoliche, poich esse

profana:

da essi conquistali gli eretici continuino ad esercitate il loro falso culto nelle chiese da essi possedute, non ispetta forpaesi
se alla loro piet
il

no

coll'esercizio del loro falso cullo

ad

designare

altri

luoil

Efeso, a

Roma, ad
altri

Alessandria, a Milapi grandi ve-

ghi in cai

cattolici
la

possano esercitare
sua piuezza?

no, ad Antiochia, a Spira specialmente

loro culto in tutta


ta del riferito,

Ad

on-

ed
ia

in

molti
vi si

luoghi

ad onta della discussione


ragioni con altrettante
ri-

scovi

sono opposti, e principalmente


gli eretici

contenuta

in

contro

Araiiiy^Mx contro gli

sposte, in pi articoli deplorai la condi-

eretici Proleslaiid.

Queste asseudjlee etel'e-

zione infelice di que'cattolioi,che per necessit


si

rodosse col [)rofanarle v'interdicono


sercizio del cattolico culto.
1

cattolici
il

non

le nella stessa chiesa,

doverono contentare di olliciaove prima o dopo


gli

devono parimenti celebrare


divino nelle chiese degli
slaziani
tri

Servizio
Gli eucogli al-

facevano altrettanto
retici;

scismatici o gli e-

eretici.

come pure

coni[)iansi que'caltolici,

non vollero comunicare


le

che dalla prepotenza de'scismatici o degli eretici,

cattolici d'Antiochia, [)erch questi te-

questi di forza vollero eserci-

nevano

loro assemblee in

una chiesa

tare
gli

il

cullo nelle loro chiese; altre volle

degli ariani, es. Atanasio autorizz la lo-

scismastici o gli eretici esigettero da'

ro separazione, recandosi alle loro assemblee in case purliculari e

cattolici

una contribuzione per

la

pro-

non

u quelle de*

miscuit de'culli ue'Ioro templi. Voglia

76
KIdio diedi
esisti
clii,
s

TR A
lagrimevoli esempi non pi
no,

T K A
distretto, distante
za, e
1

ma teinochealcunononne marinello stesso santuafunesti e-

e liillora esiste
s. si

da Gaeta leghe 3 e mez da Napoli 4, capoluogo di cantone, sopra una collina, presso ia sponda destra dell'Ausente, altri

rio del

sempi

estesero

Sepolcro (/^.). Tali anche nelle

cattedrali,

dicono in prossimit della foce del Garigliano. Possiede

invase dagli eretici o scismatici, dividendosi co'caltolici certe ore del giorno per

la chiesa collegiata e

altre chiese parreligiosi.

rocchiali, ed

un convento di

Sebl'o-

praticarvi l'ufficiatura.
vi

Papi e

vescoe tal-

bene

in

area di versa,ebbe questa citt

gemerono

anche protestarono,
Il

rigine dall' antica

Minturno fK)

citt

irolta

furono costretti a tollerarlo per imvocabolo

sannitica, le cui paludi rese celebri

il

sog*

pedire un male maggiore.


tradizione, per consegna,

giorno

frittovi

dal

famoso console roma-

si usa ancora per altre cose, come la tradizione della Berretta cardinalizia (V.)'f\n\xo\'\ car-

dinali,
ti
cii

che viene eseguita dagli Allega\q\\(x

apostolicij e pe'sagri e nobili pontifdonativi

Rosa d'oro benedetta

(y.) e dello Stocco e Berrettone ducale benedetti, che si eseguisce da'nunzi apostolici

no Caio Mario, e che copriva ambe le rive del fume, al quale per un tempo diede il proprio nome, e ch'era pure attraversata dalla famosa via Appia. Minturno la patria del poeta Lucilio. Eretta Minturno in sede vescovile sufiViiganea della metropoli di Capua, al finire del secolo

VI

era gi vuota d'abitatori. Sussii

altri delegati alla

consegna loro.
(s.),

stono ancora

suoi ruderi, e specialmen-

TRADONE
propri genitori

TRON
ritir a

prete.

Di

tegli avanzi dell'anfiteatro e

d'un acque-

Hasl)ein nel Brabante, ragguardevole per


nascita e ricchezze,
si

dotto. Traetto va Patrimonio della cliie-

dopo aver perduto


Metz, e
si

pose
di

S(jlto la iliscipliiia di

Cleodulfo vescovo
il

tpiella cill.Egli passava

suotetDpo

tra

lo studio, le opere di carit e gli


cizi di

eser-

piet; e

dopo

essere stato ordinasi

to prete, torn in patria, e

dedic ad

sa romana (J^.). quando nell'SSa Papa Giovanni Vili don tutto quel ragguardevole patrimonio aDocibileducadi Gaeta e a Giovanni suo figlio, non che a'Ioro successori in perpetuo, acciocch guerreggiassero contro Saraceni^ cone poi fecero; donazione loro confermata daGioi

estirpare gli avanzi dell'idolatria colla

vanni

Papa

del

'4'

La sede

vescovile

predicazione,

illustrando

il

paese collo

di MinturnOjessendosi trasferita in Traetto, il suo vescovo s'intitol s, Trajectanaeecclesiaeepiscopum.\)o^o il 954 non

^plendore delle sue virt. Fece fabbricare

un monastero

nei suoi poderi,

non

so-

lo per prepararvi

un

ritiro ai solitari,

ma
la

Irovansi pi vescovi di Traetto, e


cesi fu

ia

dio-

eziandio per fondarvi una scuola, ove

gioventil) potesse informarsi nelle scienze

e nella piet. Altro monastero fond pres-

so Bruges nella Fiandra

ed entrambi

Gaeta^ la quale pel memorabile soggiorno di Papa Pio IXi^f^.)^ a'3 dicembre 1848, colla bolla In sublimi Prineipis Apostoloruni catiedra^
riunita a
I

sono conosciuti sotto il nome di s. Trou o Truyen, in latino Trucio. Il santo fondatore mor nel 698. Non sembra ch'egli

fu elevata alla dignit arcivescovile, e be-

neficata pure al
ticolo;

modo narrato in quell'ar-

abbia abbracciato lo stato monastico,


alcuni autori

ed ali.*'arcivescovo ivi ricordato, per sua morte, Io stesso Papa a'sS giu-

come

menzionalo
in altri

hanno creduto. E' romano ed a'^S novembie.


nel martirologio

gnoi854

S''

sostituii l'attuale

arcivesco-

vo mg.' Filippo Cammarota di Traietto nell'arcidiocesi, traslato da Cafarnao in


partbiis^ titolo vescovile conferitogli nel

TUAETTO o TRAIETTO, Trajcctum. Citt vescovile del regno delle due


Sicilie,

1849, gi arciprete della cattedrale arcivescovile e pro-vicario generale del pre-

provincia della Terra di Lavoro,

TRA
decessole.

T RA
solenriani nel

77
dell' im(>e-

Anche Tinello celebro


feste

IV

secolo, a

tempo

nemente con
zione del

l'avventurosa defini-

ratore Valente: suoi successori furono Sincielo, Pietro, Rasilio, Flacciano,

dogma suU'Iinmacoialo Concedelia B. Vergine,

pimento
la sua

eruditamente

danzio,
secolo

ec.

Secondo

il

p.

AbbonLe Quien nel


metropoli-

descrilledalch. Michele

Dissertazione

'm[\io\a[a:

De Mallhias nelGare del-

XVI

Gabriele fu

ili.

le citt e

luoghi dell' arcidiocesi di Gae-

tano di Traianopoli e di Maionea, e sottoscrisse l deposizione del patriarca Joa-

ta nella
nel n.

met del secolo XIX, inserita 9 deW* Araldo di Licca^ de' 28

febbraio 1 855.

saph nel 1564. Traianopoli ebbe ancora isuoi vescovi latini,e se ne conoscono due: Ladislao,e il successoreBenedello diZegedino francescano, nominalo neh 493 da Alessandro VI. Oriens dir. 1. 1, p. 193, t. 3, p. 1095. Traianopoli, Trajanapolii

TRAIAINOPOLl, Trajanopolis. Sede arci vescovile di Tracia nell'esarcato oluonimo, metropoli della provincia di Rodope, eretta nel IV secolo in sede vescovile, indi arcivescovile,

tan

altres

un

titolo arcivescovile in
il

ch'ebbe per suf-

partibiis^ehe conferisce

fragane

vescovati di

successe nella dignit

Maronea, che la del secolo IX e nel

nosottoposli simili
i

titoli

vescovili

Papa, a cui sod\Per'

XV ad essa
nel secolo

si

un, E/iOjDidimotiche,c\\e

gamo, Eno, Maronea, come leggo ne'regislri concistoriali,non e\\e Ahdera eMassmianopoli. Per ultimo furono decorati
del titolo arcivescovile di Traianopoli,

IX divenne

arcivescovato ono-

rario, Peritcorioy Cipsella^ che u delio

da

secolo ricev anch'essa


vile,

il

titolo arcivesco-

Pio VII Giacinto Lodovico de Quelen,


poi trasferito alla sede diP<:/r/g^7VGregorio

come

le

due seguenti, Massimiano-

poli e Rusioy Ahdera, Xanthia,

Macra^

XVI

nel concistoro

de'20 gennaio 1 845,


Stefanelli dotitolo.

Anastasiopoli, Misi/io o Misinopoli , e Teodorio. La citt anticamente fu chia-

sciogliendo dal vincolo della chiesa di

Lucca

fr.

Gio.

Domenico

mala anche Zernis

distante

25 miglia

menicano, gli confer questo


to vacante per sua morte,
1

Resta-

daCipsella,45d'Adrianopolie4odalnialeEgeo. Quantunque porli il noa^ediTraianopoli,


si

il

Papa Pio IX

dubita che debba

l'oiigiiie

con breve de'4 giugno 853 l'attribu a mg.*^ Benedetto Planchet gesuita, attuale
delegato apostolico diMesopolamia,Rurdia ed

Traiano,
car

ma

probabilmente l'ingrand e
I

abbell, e Giustiniano
le

ne fece rifabbrigli

Armenia minore, delegazione

a-

mura

di cui

si

vedono
citt.

avanzi in-

postolica delle missioni d'Asia.

sieme a quelli della

L'odierna chia-

TRAIANOPOLI,

Trajanopolis seu
.'
i

masi pure Or/A7iOi'<2, citt della Turchia europea in Romelia, sangiacalo di Gallipoli

Tranopolis. Sede vescovile della


la

Fri-

gia Pacaziana, nell'esarcato d'Asia, sotto

ei8 miglia

lungi, sulla
,

sponda de-

metropoli

di

Laodicea, creila nel

se-

stra della Marizza

a pie del Desposto-

colo.

Ebbe

a vescovi,

Giovanni

che sot-

Dagh o ]^Qdo^e'./lm>iumIIehrum^\o chia-

toscrisse al decreto sinodale di

Gennadio
sultoMen-

ma

una proposizione concistoriale. E'alquanto considerabile, ma poco visilala,essendo a qualche distanza dalle strade frequentate; [)er assai attivo n'
il

patriarca di Costantinopoli, Giovanni I[


fu al concilio di Costantinopoli

na, Asignio intervenne al

concilio geil

commer-

nerale, Tiberio sottoscrisse

cio ne' [)rodotli di sue manifutture e del


territorio, con circa 16,000 abitanti. Pare che tuttora vi risieda l'arcivescovo greco, che un tempo era stalo trasferito a Maronea. 111." vescovo greco di Traia-

Trullo^ Fdippo fu presente


cilio
lio di

al

canone in VII con-

suo

generale, Eustrasio assist al conci-

Fozio, ed N. a quello di Costantigli

nopoli che approv


i'i.

errori de'l'ahiini-

Oriens

rlir. l.i,p.

8o4- Traiano|)oli,

uopoli fu Tcodulo, perseguitalo

d<i|^li

a-

Trajanopoliuin^ii uru uu titolo vcscuvilc

78

TR A
ro nel
1

TRA
088
ricev

in pnrthusy solloposlo all'eguale titolo

Papa Urbano li con


Papa
nel
1

o-

arcivescovile di Laodicea, clie conferisce


il

gni onore,celebrandola messa nella cattedrale, indi Io stesso

Papa.

090

trasfer

TRAINA oTROINA,rm)//i/7,
napolim. Citt vescovile
valle di

Troy-

la

sede vescovile di Traina a Messina, col

di Sicilia nella

suo vescovo RobertOjdid i*apa dichiaralo

Demona,

provincia di Catania,

da cui e distante i 2 leghe e 4 da Nicosia, capoluogo di cantone, giace sopra una montagna, da cui scende il fiume del suo

il

legafwn S. IL E. in Sicilia; e poi secondo Pirro, con diploma che riporta, Urbano II fece legalo apostolico di Sicilia Rugi

gero ed
ciia

suoi succesiori,
la

nome. Vanta questa citt il pi. antico monastero della Sicilia dell'ordine basiiiano, ed

d'alcuni ebbe origine

donde al dire famosa Monar-

adorna

di

molli

belli edilzi

rai a Sicilia,

di Sicilia, che descrissi e deploesaminando se vero o supil

di pubblici stabilimenti,
fre

ma

tuttavia of-

posto

pontificio diploma.

"^eW Istoria

poco interesse

e viene di

rado

visita-

ta da'viaggiatori.
tanti,
scoli,

Conta quasi 8000 abi-

della pretesa Monarchia di Sicilia, in cui si mostra V origine e V insussistenza


di detta Monarchia^ con hollcy diplomi
e altre autentiche scritture, cap.
io sia in verisimile, che
il

ed ha pingue territorio e buoni pa-

esportandosene anche giano, legna-

4-Qua il-

me, vii)o,sela,cacioeghiaiide. [\occo Pirro nella Sicilia sacra^ t.i, p.

44o> ^^'

ma

si

supposto diplofosse potuto domandare dal conle

clcsiae Troiucnsis postsaracenos, chia-

ma

Traina o Troina, vetustissima Sicigli autori che ne parlarono. Ruggero normanno conte e poi duliae urhs^e riporta ca di Sicilia, pare che l'abbia tolta a' saraceni, indi nel

Ruggero ad Urbano 11, e che questo l'avesse potuto e dovuto concedere, si dice. Prima di tutto non sa capirsi su qual fondamento gl'istorici siciliani possano mai
appoggiare
in
la

Legazione Apostolica nel-

dicembre 1061

vi

fu ri-

l'isola di Sicilia, stabilita

da Urbano

II

cevuto con

festive dimostrazioni dagli a-

persona di Roberto vescovo di Traina.


in

bitanti. Egli vi prese tanto

amore per
s.

l'e-

levata sua posizione, bellezza e altri pregi,

che ottenne nel 1081 da


vi

Gregorio

Traina dopo la conquista del regno normanni, vi fosse designata la cattedra vescovile, e se ella benfatta da'principi

Se

VII che
lita la

fosse ristabilita

ovvero stabi-

ch

citt

anlicamenle fregiata col

titolo
la

sede vescovile, facendovi designa-

di vescovato l'abbia riacquistata

dopo

Roberto suo parente e normanrjo, monaco del monastero di s. Eure in vescovo

sconfitta de'saraceni, o a dirittura sia stala

unita a! vescovato di Messina, e di

due

femia

di

Calabria, o di quello di

s.

Mi-

chiese, ch'elle erano, fattane

una

sola, al-

chele di Traina. Pel suo zelo e per


nificenza di

la
i

musagri

l'aulore

non import

il

cercarlo. Bens di-

Ruggero furono
la

rialzati

ce incoiiliaslabile e certissimo, appresso

leo)pli,provveduti di suppellettili edolati,

dedicandosi
13.

cattedrale in onore della

N'ergine del Parto.

ma

presso
,

il

Ruggero con diploVvvOyDcigraiia Comes Siin

RoccolMrro autore accreditato in Sicilia, che Roberto bench eletto sia designato vescovo di Traina, non fu mai vescovo
d'essa citt, e solamente fu consagrato nel
1

cilae

fece le concessioni alla chiesa di

090, quando fu

eretta in vescovato

Mes-

Troina, suo vescovo e successori,


re di dre,

ono-

sina (o ripristinato), alla quale fu sotto-

Ges Cristo e della divina sua Mapr animae meae, et pareutam meorum redemptioie ausane omni caluwzwV/.A vendo il conte Ruggero ripristinato le sedi di Messina e di Taormina, alla .^
i

posta Traina,

come parte
il

della diocesi,

con essere stato allora trasferito da questa in

Messina

titolo e la cattedra

vesi

scovile.

Se dunque pretende conceduta


Sicilia

nel a

1097

quando

assoggett questa diTruina.luessallugge-

ne in

Roberto la legazioda Urbano II, non era Ror

T U A
I)t'rto

T R X
Messina,
tolari,

79
vi si

vescovo

tli

Ti
,

aiiia, ina di

nella Sicilia ventilare e conoscere da'Car-

cooie

pu
(li

cretlersi

die (iaufredo nella


f()Sse

che

in

ogni tempo

destina-

sua storia abbia polnlo scrivere, die

rono, e che elfetlivamente non erano altro che veri nunzi oapocrisari, per cui
a

vescovo
na,

Traina e die

la

lenazione [osse

a lui conferita

come

a vescovo di

Trai-

un tempo non poteva


il

essei'e legalo ala

quando

era'no scorsi 7 anni

dacch enuii

poslolico

conte Ruggero. Sollialla

ra stalo consagrnto vescovo di Messiuii?

Sirilia dal

giogo saraceno e contpjistata


si

Dovea chiamarlo vescovo di Messina,


di

da'normanni,

cominci
s.

a ristabilire la

Traina. IMa grinventori della favola,

cristiana religione, e la

Sede

vi

man-

dice lo storico della

Monarchia, non ha*

mantenne

il

suo legato. Lo slesso Piri

dando alTanacronismo, credellero d'ingannarci, nsiaccorserodell'ei rore. Inoltre poi

ro, storico sicdiano, tanto presso

propvi-

gnatori della prelesa


tato,

Monarchia

accredi-

aggiunge non trovarsi alcuna bolo breve di Papa


di

chiaramente confess, yc prniun


ciini
est, Pontificis

la, Itllera

Urbano

II, di-

advertOj fuissc quidcii in Sicilia,

retta a

Roberto vescovo

Traina, ne

al-

primum recepta

legatum,

cun

iiid2o

apparisce dell'asserita lega-

zione concedutagli nell'isola di Sicilia, per


cui prelendesi olTeso molto liuggero e a

ut colligi aperte potest ex iisy cpiae narro twn in Messanensi, timi in Traynensi Notitia. Per strinxit enini Grcgorius

segno poi di essersi prorotto in lamenti con Urbano II. Di tal sognata legazione niun istorico ecclesiastico toltone il
,

VII, Roger inni, quod Traynenseni Antistitem institiieret ahsque Sedis aposto-

licae^ejusque legati, tane


te.

VF.faddias.

divolgato Gaufredo, e poi

il

Fazello,

il

Nella Notizia poi della chiesa di


il

Maurolico,

lo

Scorna e

il

Cirino, ed altri
e pa-

sina

Pirro

di simil fitta,

mai non ha parlato:

1,

dalla

MesGregorio (juale tieducesi aperlamenle l'ecita la lettera di


ivi
s.

je strano, che sia ella stata conceduta, e


poi tosto perdutosene
il

sistenza in que'lempi nella Sicilia del le-

diploma, talch
sia

galo apostolico,menlie
cos scrive al conte

Gregorio VI

per uscirne d'impaccio

d'uopo

ricor-

Ruggero, (^aia Traynohis consecrari po-

rere all'invenzioni, simili a cjuelle fred-

ncnseni electum

dissime delibai bt^io circa all'altro di Ur-

stulasi licet electioni hoc defuerit^quod

bano Papa
sta

sulla

Monarchia

di Sicilia. Bi-

legatus Sedis apostolicae, et consensus


noster non adfuitj tamen

sogna dunque confessa re,che siccome que una favola, tessuta dagl'islorici
si-

mo acute s

u.

ciliani

per dare

la

prima base

al

preteso

loro tribunale in quel regno; cos la sup-

posta legazione in persona di Roberto ve*

scovo di Traina^ che

si

vuol conceduta da
ciarla

Urbano

Pa})a, sia

una

messa fuori

per dar motivo e colore all'altro asserito


diplonia della Monarchia." Indi lostorico
Q p.
II e

de futuro idjiat^tuae dilectioni, ipsiusque personae laudabili testimonio ad praesens annuimus, ut veniens, Deo facente, consecretur. Elezione che non ebbeeffetto, perch Pioberlo non fu mai consagrato vescovo di Traina, e solamente nel 090 quando fu eretta nuovamente
1

Messina

in vescovato.

90

prova,

come

in

tempo d'Urjjano

TRALLA
de vescovile

TROALLA,
la

Trallis. Se-

del conte Ruggero, a cui prelendesi


il

della provincia di Lidia, nel-

conceduto

privilegio della INlonarchia,

l'esarcato d' Asia, sotto

metropoli di
assist al

come anco
Pasquale

nel pontificalo successivo di


.Sede

Sardi, eretta nel VI secolo. Si conosco-

II, la s.

ebbe

suoi legali
iN'el

no due vescovi, Uranio che

e nunzi apostolici neiri>ola di Sicilia.

concilio generale, e Micheleul VII di essi.

pontificato

d'Urbano
le

II

lo stesso

Gaufre-

Oriens chi:
dcllu
.'

t,

1 ,

p.

881.

do
i

confess, che

cause eccleia>liche, e
si

TRALLES o CUORA. Sak vescovile


1

dirilli della

Sede apostolica

doveuuo

provincia d'Asia, ucU'csarcato del

8o

TRA
de
si
si

TR
sulla

suo nome, sotto la metropoli d'Efeso, erelta ne'primi tempi dellaChiesa.La citta,
in oggi rovinala,
talo

de e varie piccole,pasieggi sugli spalli dongode di vista estesissima sul maree campagna. La cattedrale vasta,l)uo-

dice fabbricata da Ai-

dopo la distruzione di Troia, in poca distanza dal fiume Meandro. Plinio, Slral)one,e lutle le Notizie ne fanno menzione. Avvi

no

edificio costruito su bel disegno, or-

nala di colonne e pitture pregiale e ricca di preziose suppellettili. E' sagra alla

una

lettera di

s.

Ignazio mar-

B. Vergine Assunta in cielo, munita del


battisterio,
ta

tire, scritta al

popolo

di Trailes, la (juale

prova l'antichi l di questa chiesa. Si conoscono g vescovi di essa, cio s. Filip-

dalParciprete
in

con cura d'anime amministra2.^ dignit. Fra le reliil

quie
s.

massima venerazione

corpo di
di

po uno

de'y primi diaconi della Chiesa,


il

Nicola Pellegrino, principale patrono

che merit
sta^ per
detto
la

soprannome

d*

Evangeli-

della citt, llcapitolosi

compone

5 di-

sua eccellente predicazione; Polibio che occupava la sede al tempo di


s.

gnit, lai.\lelle quali l'arcidiacono, di


1

8 canonici comprese

le

prebende

del teo-

Ignazio; Eracleone assist ali.

logo e del penitenziere, e di 20 preti de-

concilio d' Efeso; Massiujo fu al brigan-

nominali partecipanti, olirei


detti al servizio divino.
Il

chierici ad-

daggio d'Efeso, nel quale sottoscrisse dei

palazzo arcive-

creti di

Dioscoro; Asclepiade contempolaneodi Pietro Follone, usurpatore della


sede d'Antiochia;]VIirone sottoscrisse
i

scovile alquanto distante dalla


litana, vecchio edificio,gi

metropouno de'pi son-

ca-

tuosi per l'eccellente struttura. In tutta la


citt

noni in Trullo j Teoflatlo pose la sua soscrizione al VII concilio generale; Teofane ordinato da s.Metodioos. Ignazio patriarca di Costantinopoli, assist air Vili

non

vi

altra chiesa parrocchiale,

bens diverse altre in bel numero, 3 conventi di religiosi, 2 monasteri di

monache, un conservatorioper lefanciulleorfanejal-

concilio generale; Teopisto fu al concilio

cunisodalizi,!! vasto seminario,rospedale,


il

tenuto pel ristabilimento di Foo.Oricns


dir. t.i, p. 6g6.

monte

di piet, e

il

vago teatro.

Usuo

porto circolare, anticamettte assai rino-

TRANI
cilie,

(Tranen). Citt con residen-

mato per

la

comodit

e sicurezza, trovan-

za arcivescovile nel regno delle due Siprovincia della Terra di Bari, distretto, a 3 leghe

dosi dentro l'urbano recinto, pi ricevere che


il

non pu

piccolo navile, n se n'e-

da Barletta, g da Bari,

sporta che olio,

buon

vino, moscato spe-

capoluogo
co, in
fjfuae in suo

di cantone, sul

mare

Adriati-

cialmente, mandorle, fichi eccellenti, ed

luogo piano edificata conspici tur,

alcune altre produzioni del paese. La


ra

fie-

Irium circiter milliarum aniet i/^^ooo

hitu

8200 domus,

pene conti-

che vi si tiene a*i4 ottobre , chiama molto concorso. Caldissimo quivi il cli-

tinetcives^'ce l'ultima proposizione concistoriale. Seie


civili

ma per

8 mesi dell'anno, e l'acqua

di sor-

d'una delle4g"andi corti del regno, d'una gran corte crimila

gente rarissima; certe cisterne poste nelle


cantine delle case,
tetti delle quali hanno canali che vi mettono capo, ricevono le acque piovane, di cui si fa uso nell'ei

nale e d'un tribunale civile per


vincia; piazza forte di 4- classe,

pro-

che pe-

l non ha che una

3 portele
esistendo
ficata al

mura bastionata, con preceduta da un fosso, pi non


sua antica cittadella,'gi edi-

state. Gli oli veti del territorio


si

sono s spes-

e di tanto bella appaiiscenza,


il

che

for-

la

tempo di.Federico 11 imperatore. L'interno mediocremente fabbricato, e la maggior parie delle vie stretle e tortuose. Vi sono perde'palazzienon poche case particolari assai belle,una piazza gran*

mano amena
il

giaditissimo spettacolo
si

come

di

selva, la quale

estende per tutto

resto della provincia e fino a

Taranto,

venendo framezzata dalle piantagioni di


cedri e di raelaranci/frequenli anch'esse e prosperose. Coltivasi ne'dinlorni
il

co-

TRA
tone, col quale funiio tele

TRA
comuni. Alla
si

8i

hellez.za del sito in cui giace la citt,

aggiunga che dalla parte terrestre non vede monti, tranne il monte Gargano dal

Aragona si disputavano il' trono di Napoli. Divenne l' emporio della Puglia Peucezia, quando veneziani l'ebbero iu
e d'
i

mano
biliti

a titolo di pegno, essendovisi stai

marittimo

lato,

innalzato dalla natura


solili

a torme

negozianti ebrei e mori di-

quasi per riparo de'freddi

degli asi

scacciati dalla

Spagna

e dediti ad attivo

quiloni. Essendo Trani di (igura ovata,

e lucroso traffico.

Ma

dopo

la

sconfitta

specchia nelle trasparenti acque del porto.

patita nel

Sog da' veneti a Chiara d'Adnon


cristiana popola-

Trani vanta

Qiolti

uomini

illustri

per

da,

gli

aragonesi ricuperarono Trani, e

santit di vita, militari imprese e fregiati

discacciata quella

di dignit ecclesiastiche,

non meno che


nobili,

zione, divenne la citt scarsa d'abitatori

letterati.

Contava loo famiglie

ed andsensibilmente declinando, in pr

divise in

4 seggi come Napoli. Da chi Trani, Tramim, anticamente fosse ediil

porzione della sua precedente floridezza,


tuttavia essendo

una delle

principali citt
le

ficala,

dimostra e

l'iscrizione posta so-

del regno. Del resto Trani segu

vicenti-

pra

la

porta di essa, che cos dice:

Tra-

de del regno delle due


tolo di contea talvolta

Sicilie.

Usuo

mini a T^^rreno filio Diomcdis , et a Trajaiiwn instauratnm. Cio che fu edida Tirreno figlio di Diomede, e ristorata da Traiano, e delta Traianopolij Trajanopolif/, come scrive Pandolfo
ficata

venne conferito ad

un principe reale, ed il regnante Ferdinando II dichiarconte di Trani il vivente

suo real

figlio,

principe Luigi Maria,

Collenuccio nel

lib.

4 delle Storie del

re-

gnOj e poi nominato Trani per brevit,

secondo l'antico vocabolo. La restaurazione di quell'imperatore risale all'anno


I

primo nato dalla regnante regina M." Teresa d'Austria, che il Papa Pio.IXcve' sim nel suo soggiorno a Gaeta. La luce dell' evangelo la ricev Trani ne'primi tempi della Chiesa, e poco dopo
vi

12 circa. Conquistata da'romani, fu riu-

fu eretta la sede vescovile, gloriandosi

dopo la caduta dell'impero soggiacque al crudele dominio


nita alla repubblica, e

di

avere avuto per i ."vescovo RedenlOjUodi

mo

eminente

santit,

che occupava

la

de' saraceni

poscia nel ()83 sotto quello

degl' imperatori greci, e sotfri

non poco
il

sua cattedra prima della persecuzione di Decio imperatore del 249. La chiesa di

per alcuno
II nel

di essi,

massime

sotto Basilio

Trani celebra solennemente


Nicola Pellegrino,di
s.

le feste di s.

principio del secolo XI. Verso

1009 Meles
la

dtica di Bari fece sollevare


i

Leucioe di s. Gio. Evangelista, qidbus totius dioecens carati et ahhates eo


stilato^

Puglia e la Calabria contro greci. Al tempo della conquista de' normanni, fu data in appannaggio a Pielro,uno de' 2
i

ex velcri confluitati

come

scrive l'Ughelli

ntW Italia

sacra^ Metropolis Tranensis et Salpc/isLs


t.

capitani di quella nazione conquistatori del regno, con titolo di contea, e cosi
ri-

7, p.

886. Aggiunge

il

suo annota-

tore Coleti. cris

Author

niiiii.s

jejuae de sU'

mase finche non venne


gero
re
I

stabilita

da R.ugfedelt,
1

l'unit della

monarchia. Al quale

vitate,

avendo gli

abitanti

mancato di

Trani thesauris, cuni in cadcni etprae ter corpara ss. Felicis Fon* tif.etmartyr. Fortuna ti inarifr,fHila
,

die egli ordine che fosse distrutta nel

134;

rioniSf

ad

qucui frigidi s vexali morhis

ma

risorse in

breve la nobile

citt assai
II

accurrunt, et statini voti compotes racedunt. Fehroniacy Eutitii Tranensis episcopiyct Palladiif vel Pelagii Salpcnsis

importante, perch Federico

impera*

tore e re di Sicilia ne fece una piazza di

guerra, e

vi

eresse

il

castello

che fu poi

praesulis,

h.

Pclri ex ordine niinO'


Itebruca in cou"

cagione che fosse teatro di avvenimenti


militari, al

rum

ohservaitiwny coli tur sacra parti*

tempo

iij

cui lecased'Augi

cuUij in (jua^

a perjida

VOL. LXXIX.

82
nube

TRA
,

TRA
idolis

ttmptum nostrae Jdei fricta revelata

atymorum apparuit

vera Christi

caro, verusqiie sanguis, qui in terram

usque dejluxit. Imago ejusdem Christi Salvatoris^quaemarinas undas hajulas suas illuminaveraty altera etiam imago Sahatoris, sed cruci affixi, a qua turcicis petita telis vivus

sacrijlcandum cdixit, etc. Martyrio coronatus est die 9 augusti anno Domini 254 '^ suo corpo occultamente seppellito in Fondi, dopo diverse vicende fu trasportato prima in Veroli, poi nella basilica d'Anagni: il suo capo si vene1

ra nella basilica Yaticana,e nella sua chie-

cruor effluxerat.

sa filiale de'

ss.

Michele e
s.

Magno
episcopi

le

sue

Imago lapide ah.Mariae Firginis^quae,


ut illa sui ss. Fila, de qua hic etiam meri'
tio

Ye\\c[\x\e.hhh\aimo,Acta Passionis ^atque

Traslalionum
zio o Eutichio

Magni

Tra-

paulo ante habitafuit, non imposita

nensis etmart. illustrat,k.ti\\ 1 7 34.Euti-

navi^nonfluctuansysed velutper pelagus ob ambulans Tranum appulit, et nunc


K'enerationem cxigit inaedepp. carmelitarum. Fornix

ad huc videtur, qui di'


dehi-

vinae

minis ter nemesis sua sponte

scensmilitem ludcntem aleis, ipsiqueiu'

Tranensis episcopus'inlevvenne alla consagrazione della chiesa di s. Andrea diBarletta nel493,ed a'concilii celebrati in Roma da Papa s. Simmaco nel 5oi, 5o2, 5o3 e 5o4. Sutinio fu al sinodo di s. Paolo I del 76 r, Leone si trov
al concilio

ferno horrorem blaspJiemiis injicientem perdidit. Per plura saecula corpus s, Stephani I Papae etiam civi tate servatum fuit, et perpetuo prodigio ad ejus

generale di Nicea

II

ne!

787.

Qui

trovasi altra lunga lacuna di vesco-

vi, sino a Giovanni Tranensis Archie^ piscopus che fior dopo il 1000, e al cui

umani

recurrentc ejus die festiva 2 au-

tempo
s.

gusti sine semine odori


celsitudo

quam maxime

Jlores nascebantury quod piissima regia

si fece la traslazione del corpo di Leucio patriarca d'Alessandria e confessore da Brindisi in Trani, cui alti pubi

Cosmi III magni Hetruriae


ilio d.

blic Ughelli. Nell'ultima lacuna de' ve-

ducis

cum

et in ecclesia

litaris

Fortunati immutavit, equitum s. Religionis misub auspicis ejusdem s. Stepha-

scovi trovo per nel Rodot, DelVorigi-

ni Pisis inpraenobili

urna perhonorifi-

ne del rito greco in Italia , che la sua cattedrale fu proveduta di vescovi Ialini sotto il governo de'greci. Riferisce nel t.
I, p.
i

ce recondidit. Questa traslazione avven-

367, che fia'vescovi della Puglia

ne nel 1682, e fu consegnalo il s. Corpo al conte Orazio Delci sanese procuratore del granduca. Questi per gratitudine insign della croce di

quali calcando le

orme delTarcivescovo

di Rari sostennero la maesl del rito ro-

mano

contro

il

discredito, in cui proi

Stefano I patrizi di Trani Domenico de Angelis, Antonio Posa sindaco generale della citl,eVincens.
i

curarono

di metterlo

greci co'loro bia-

simi, merita essere con lode

nominalo

il

vescovo di Trani;
ditto IViceforo

il

quale non ostante

l'e-

zo Posa che eruditamente scrisse e stam-

p
s.
i

in

Trani

la

relazione di questa trasla-

emanato Foca

nel

968
,

dall'

imperatore

e dal patriarca di Costan-

zione. Successore del vescovo

Redento fu
riporta

tinopoli Polyeuclo

persecutori sfacciati

Magno, celebre per


suoi miracoli.
si
I

la

sua piet e per


li

de'Ialini, col quale

ordinarono che do-

suoi atti

TU-

vesse nella Puglia e nella Calabria pre-

ghellijove

e^^e.Ordinatus episcopus, exemplo, ac praedicatione plitres ad


Christi Jidem perduxit. Ejusfamae invidens diabolus in eum suscitavit Se-

valere ne'sagri misteri l'uso del fermentato,

continu a ricevere dal Papa l'im-

posizione delle

mani e

a celebrare egli
11

azzimi

divini misteri.

verinum proconsulem Jpuliae severissimum, qui cum Magnum suo tribunali sisti jussissct, vel morte multandum^ vel

ci credere lo

somministra

fondamento il diploma

di

di

Calocyri catapanod'Italia,dulqualesi raccoglie che nel

983,

in cui egli soggett ai

TUA
greco impero
la cill di

TR
Trani, presiedezione della basilica

A
di
si

83

memorata

Monte

va alla vescovile sua sede

Rodostamo, non

Cassino
se.

neh 071, alla quale

sottoscris-

conosciuto da Uglielli, ordinato da Papa

Benedetto Vii
da'greci.

n fu mai indi limosit


nel

Avendo questo prelato

tem-

po

dell'assedio facilitato la resa della citt,

Hicmeruitsanctumviruni Nicolauni Peregrinorum in Tranensi civilate suscipere^quem etiani defunctum an. 098 die 1 junii,miraculis gloriosumpropriis
1

ecolla sua opera e studio impiegato presso


gli assediali,

nianibus sepelix^it.^e scvhsela


L'Ughelli
la

vita e

mi-

ottenne dal vincitore d' es-

racoli Adelfero, e la dedic a Bisanzio.

sere trattato con piacevolezza, e di con-

riprodusse in compeodio,co-

tinuare nella direzione di sua chiesa. Inoltre


cui
la
il

me la
la

ricav da Pietro de Natalibus, e nel-

Rodot osserva, che


cadde
il

nel

988

in

citt

in

potere de* greci, non

era innalzato

prelato di Trani alla di-

gnit di arcivescovo. Varie indi furono


le

quale Bisanzio ch'iaialo praeclarus Archiepiscopus pi volle. Laonde corrisponde col riferito da Rodot, cio che il pastore di Trani che si rec allacoosa-

vicende di questa sede, ora unita e ora

gl'azione di

Monte

Cassino, gi era insi-

separata da quella di Trani. vole impresa, egli dice,


arcivescovato.
il

Non

age-

gnito della dignit arcivescovile.

Comin ar-

fissar

T epoca

manville dice che Trani fu eretto


civescovato da'gfeci nel
clie poi lo

in cui fu sollevata a'pii sublimi onori di

IX o Xsecolo,e

Convengono
il

gli scrittori

conferm
verso
il

pel rito Ialino Inno-

essere stata decorata della prerogativa di

cenzo

III

1200, registrando per

metropoli innanzi
in tale

107

1,

come

il

Troyli

suffraganei Bisceglia o Biseglia e

Anr 1

nella Storia del regno di Napoli^ giacch

dria. Ubaldo Tranensis Archiepiscopus


fior

anno

il

suo prelato con

titolo di ^^raltri

tempo

di

Pasquale
1

II,

e nel

18

civescovo prest l'assistenza con

9 ar-

intervenne in Gaeta alla consagrazione


del successore Gelasio
.

civescovi alla consagrazone della chiesa

Venerando Ar
1

Monte Cassino, fatta con solenne e rara pompa da Alessandro II, narratadaLeone Ostiense. Dopo il vescovo Giovanni, TUdi
ghelli registra altro

chiepiscopus Tranensis nel


in
I.

Palermo

alla

coronazione

di

29 assist Ruggero

Neil i4i vivea Tarci vescovo Pellegri-

Giovanni Tranenss ecclcsiae episcopus longenioribus diversus aJoaiine superiore qui pie tate, et virtutibus claruit: lume vero coiwiventem
^

no, cui successe

neh \^i

circa Bisanzio

giuniore discepolo del seniore, lodalo per


virt e piet.

Questo arcivescovo vivadi


s.

mente divoto
fessore, fece
le eretta colle

Nicola Pellegrino conla

cuin graecisy<!gllatBaronius adannum

compiere

chiesa cattedra-

hlasphcmani, etmendacem a Michae.le Cerulario patriarcha Constalitinopolitano epistolani eonlra latinos , accepity quem etiani in concilio a NicoI

o53,

cuTi

limosine de'tranesi in suo


1

onore, ed a*4 ottobre

i43 con solennis-

sima pompa celebr la traslazione del suo beato corpo nella medesima, coll'assislenza dell'arcivescovo di Brindisi, e de*

lao II in pulia celebrato an. oSg depositum throno faisse. Fu biasimato per usave pontiflcales baculos tam continuo
i

vescovi d'Ostuni, Ariano, Rapolla e Audria, oltre

un copioso numero

di

abbati e
ri

radiantis metalli nitore contectos, e con pompa da eguagliare i Papi e gl'imperatori. Dopo la

chierici.La storia di tal fimzione la

porta

Ughelli. IlColelinon conviene con Ughelli

deposizionedi Giovanni, nelII

chela storia della traslazione

la scrisse

lo stesso
lio
s.

loSg Nicol
alla

gli sostitu

De-

che intervenne Angelo in Vultu

consngrazione di

falla dal

Papa. Di Bi-

sanzio seniore di chiara slirpe,perito nelle


letteie^si liova

vescovoAmanzioo A mando,inlervenulo nel 79 al concilio di Laterano^ ed Amanzio era vescovo di Bisceglia. Sanmaro Tranensis Archiepiscopus an.
l'arci
i

meazione

nella cunsagra-

94 cuni Archiepiscopo Salernitano,

84

'i"

l\

A
una cwn lillclmo

TRA
napoletano,che re Roberto neh 335 invi a Benedetto XII in Avignone aml)asciatore d'ubbidienza, indi vice-cancelliere

et Ostunensi episcop. aliisque regni Sicilia e siivimis viris

puero regcabllcnrico VIimp. cnplus in Girmania. caiccrihus est mancipatus, e quihiis solulus a?ino\ 187 suhscripius rcperitur in quihusdani concessionibus cjusdem Ilcnrici VI, Nel 1202 il capitolo di Trani elesse in arcivescovo G. Casinensis ord. alias (non di Monte Cassino perch n'era abbate
il

del regno. Benedetto XII


se

neh 342

eles-

Andrea cittadino e canonico di Veroli, morto nel medesimo anno in Avignonejonde Clemente VI nel 343 gli surrog Guglielmo francese abbate beneJetlino d'Angers, e dopoi mesi lo traslat a
1

cardinal Rof-

Brindisi, per cui


vello a

fredo dell'Isola o Lisola), per esaminare la

quale elezione Papa Innocenzo 111 scrisse vescovo di Bilonto ed a Marziano suddiacono, an confirmatus in ea dignitate
al

liasfei da LaTrani Filippo. Neh 348 da Massa Lubrense pass a questa sede fr. Ma,

neh 344

gnesio domenicano

lodato pastore. Nel


Scottini

i352

fr.

Giacomo Tura
di

dome-

fiterit

me

latet.

Bartolomeo Innocentii

nicano sauese

santa vita e letterato in-

III familiaris^ eo mandante, Tranensis

signe,zelante dell'apostolico ministero. Nel

Ecclesiae Archiepiscopus consecra' tur circa annum Domini 206. Indi nel

gran scisma d'occidente l'antipapa Clen^enle VII nel 1 379 lo trasfer a Luni; indi intruse nella sede di

12570 meglio

nel

264

fi".

Giacomo do-

Trani nello

stes-

menicano insigne

lettore di teologia nel

so

convento d'Orvieto. Nel 1268 Clemente IV consagr in successore Nicola cappellano apostolico e canonico di Reims, inviato nel 1 27 1 dal re Cario I in Ungheria per combinare il matrimonio del suo figlio Carlo II con Maria figlia di quel re. Nicol IH nel 1280 fece amministratore di
Trani, Oltobono patriarca d'Antiochia,

anno Matteo e poi Gio. Battista aquilano. Ma il Papa Urbano VI dopo fr.GiacoDio nomin arcivescovo Antonio de Lamberti napoletano, insigne dottore in gius
civile,

morto neh 383


i

gli

die in succes-

390. In questo a* 24 dicembre Bonifacio IX elesse Riccardo de Silvestri tranese, cappellano apostolico del predecessore e uditore delle cause del
s.

sore Enrico prima del

dopo aver abrogato

l'elezione viziosa di

Palazzo.

Neh 393 Giacomo,


18,

indi

Cuvi

Tommaso

de Fossa preposto di s. Antonio dell'Aquila. Nel 1288 Nicol IV nomin arcivescovo Filippo abbate secolare di
s.

bello

morto neh 4

onde Martino V

trasfer

da Melfi Francesco Carosio nobile


piet e di altre egregie

capuano d'esimia

Girolamo
Carlo
11

di Veroli, indi consi-

virt ornato. Avverte l'Ughelli:

Auctaest

gliere di

e nel
s.

1295 commenda-

ex mina Salpensis

civitatesj in Ulani C'

tore della chiesa di

Nicola di Troia del-

l'ordine di Calatrava. Nel


vi

fu iraslalo

fr.

1297 da Zara Giovanni francescano da

tenim adversaefortunae malis,cwn caeteris ornamentisi ac oplus episcopalem

Bonifacio Vili. Per sua rinunzia lo stesso

Papa

nel

298 gli sostitu Oddo o Oddone


il1 1

dignitatem Salpensem perpetua unione Martinus Pont, intulit. Nel fare l'unione di Salpe (F.) a Trani, dispose il Pa-

Arcioni nobile romano, giureconsulto


lustre, chiaro

pa che quale de'due pastori


di

fosse

soprav-

pure per iutegril.Nel 3 gli successe Bartolomeo, che trasferito nel 1 328 a 8iponlo,fucon)mendataTraniad

O
re

patriarca d'Antiochia. Nel riportaquesti a Siria, registrai

la serie di

Ge-

due semortoli vescovo di Salpe, Francesco rest arcivescovo di Trani e Salpe. Morto a'27 aprile 1427, Martino V gli sostitu a' 1 6 giugno Giacomo deBanchi napoletavissuto, sarebbe arcivescovo delle
:

raldo

Odone

o Ottone, e amministratore
nello stessoi328 fu fatto

no. Cess di vivere nel


so
vi

438
il

e nello sles-

di Catania.

Ma

fu traslato da

Conza

celebre Lati-

arcivescovo Bui loiomeg Braucacci nobile

no Orsini {F,) romaoo poicaidiuaie. Nel

TRA
1

TR
1

A
1
.

85

4 J9

pnssato a Url)iro, successe nei

4^o

Giovanni Orsi ni abbate di Farfo, die don alla basilica Vaiicann, pnllium, et pii'ialcfn

aurcum magni \>aloris.


Or.<!ni

Nel

479

57 t Da Catanzaro neri572 vi pass fr. Angelo Oraboni d' A versa francescano, morto nel 575. Gregorio XIII neh 57 6 fece arcivescovo
trasferito a Girgenli nel
1

Cosmo migliorati
te

(F.) pro-nipodi

Scipionedella Tolfi napoletano della nobilissima fuuiglia Frangipane romana, che celebr neh 589 il sinodo provinciale,

d'Innocenzo VIF, abbate


r

Farfa e poi

cardinale.

poletano

Neh 48 Giovanni Atlaldi nasommo filosofo. Nel 493 Gio1

indi nella chiesa d'Araceli di


la

Romaorsuccesse

vanni Castellar (F.) spagnuolo, poscia


cardinale e traslato a Monreale. Nel
1

cappella gentilizia, e fu traslato ad


1

5o3

Acerenza nel 593. In questo

gli

Francesco deLoris^e nonFloris come scrive l]^\\e\\\, gcncralis thesanrarius di AlessandroVI che in dello anno lo cre cardinale. Nella biografa col Cardella lo dissi

GiulioCaracciolo nobile napoletano, prudente, pio, dotto e di altre prerogative ornato, dal Coleli tulle riferite, traslato do-

tesoriere,

non arcivescovo diTrani,che


Vitali,

po 3 anni a Cassano. Nel 597 Andrea de Franchis illustre napoletano, variis ma1

ora icnparOjC nella serie de' Tesorieri,non

neribus egregie fune tusj nel


passare ad Acerenza

6o3 dovea
lo colse la

avendolo riportalo

rommisi.Mor neli5o5 egli successe Cesare Lamberlini,che nel 009 fa traslalo a Isola. Geremin nel 5 2 intervenne al concilio di Laterano V. Quindi il celebre cardinale Gio.
1
1 [

quando

Domenico de

C?<yo/?(^.),il

quale neh

523
la

acconsent che da Trani fosse separata


diocesi di Salpe, che
al

Adriano VI confer
la

cappellano del cardinale, dopo

cui

avvenne al designato successore fr.FrancescoMendozaspagnuO' Io domenicano nella Spagna. Nel 6o5 ai 1 7 agosto fu arcivescovo fr. Giovanni Piada spagnuolo procuratore generale dei minori osservanti, d'esimia dottrina, ma quinto post nondum exacto mense ad Pactenseni in Sieilia Eeel. translatus
morte, ed
il

simile

morte Clemente VII riun Salpe a Traiti nel 532: per a' 9 novembre il Papa, annuendo il cardinal deCupis, nuovamen1
1

In suo luogo era stalo designalo fr. Marc' Antonio de Caraos nobilissimo di
est.

Barcellona, agostiniano e dotto,ravea con-

te disgiunse Salpe e la confer al vescovo

Flores, morto il quale, per regresso, Salpe venne riunita a Trani. Ancora una volta separala da Trani Salpe, 3*19 marzo

i544
slato a

l^aolo III, col

consenso del cardi-

nale, ne fece vescovo Stella,

il quale traLavello a'22 oprile 547, definitivamente Paolo III torn a riunire Sal1

fermato Paolo V, quando cess di vivere in Napoli a'3 marzoi6o6. Nel 1607 fr, Diego Alvarez spagnuolo, domenicano e insigne teologo della congregazione de Auxiliis, virtuoso pastore. Da Motula nel i635 vi fu traslato Tommaso Arichonio

o Anchora
fr.

teatino; cui successe neh 656 Tommaso de Sarria domenicano e dot'

pe a Trani. Neh 55 r il cardinale si dimise dalle due sedi, e Giulio III a'3 luglio nomin arci vescovo Bartolomeo Serristopatrizio e canonico di Firenze, referendario delle due segnature, per virt, dot*
ri

tissimo teologOj^che predic nelle pubbli-

che piazze

la

dottrina cristiana e

la spie

g con
crebbe

composto, pietoso limosiniere, benefico col seminario cui aclibretto


lui
le

da

rendite e torn di egregi maestri,


la

trina e perizia ne' politici negozi encomia*


to,
s,

arricchendo di preziosi doni


litana, dalla

metropo-

morto

nel

55ii in

Roma
,

e sepolto in
epitaflo

quale pass a quella di Tafr.

Giovanni de*

fiorentini

con

ranto,

Neh 666

Gio. Battista del Tin-

presso riJghelli. Gli successe Gio. Bernardino KS\'()tti (F.) poi cardinale e trasferito a Piacenza
lista

to napoletano carmelitano, riedific no-

neh 559. Neh 56()Gio. Bai

bilmente r altare maggiore prosegu a completare le sagre suppellettili elargito


,

de Uoj^eda de Herrcia spagnuolo,

dal predecessore, ed incominci a edifica-

86
re
il

TRA
palozzo arcivescovile con eleganza e
ci

TR

decoro, indi Iraslato a Cassano. Nel 1677 Paolo Ximenez ab Alessandro nobile spagnnooj professore diSa]amanca,elo(]uente predicatore, gi vicario generale di

vescovo risiedeva in Barletta (F.) diocesi di Trani, fin da quando NazareVb di


Siria fu occupata da' saraceni: per tale riunione in quest'articolo mi proposi di
dire de' vescovi di Canne, con alcune altre

Toe-

Jedo, legato di Carlo

II al

Papaj difese

nozioni,

il

che eseguir

poi, e

il

simile fa-

nergicamente l'immunit ecclesiastica, e fn padre de'bisoguosi. Nel 69 5 Pietro dei marchesi Torres nobile spagnuolo, gi vescovo d'Epidauro e poi di Potenza, pasto1

r con Bisceglia. Poich questa sede vescovile, da Pio VII colla stessa bolla fu
data in perpetua amministrazione all'arcivescovo di Trani, e lo tuttora , della

re zelante, visit

I'

arcidiocesi, celebr
la

il

sinodo, orn di pitture

caltedrale,econ

quale metropolitana il Papa, in delta nuova circoscrizione di diocesi, dichiar suffraganee quelle della slessa Bisceglia e di Andria (alla quale avendo unita la se-

sagr

la

chiesa de'gesuili in Barletta. Nel

1717 Giuseppe Antonio Davanzali (nato in Dari, dicono \e Notizie di Roma), nobile fiorentino,

de

di

Minervino^

in quest'articolo parlai

canonico tesoriere di 8. Ni-

coladi Bari, ambasciatore dell'iraperalore Carlo

VI

Papa Clemente XI. Prese


gli

solenne possesso con pompa, rimosse

abusi insorti nella sede vacante, procur


l'istruzione cristiana efficace e frequente
al

diocesi), come loerano precedentemente. Ora debbo riformare l'articolo Carina (non si deve confondere con Carinola unita a Sessa^ per cui ne riparlai a tale articolo), e nuova-

de'Vescovi delle

due

popolo, difese

le

ragioni di sua chiesa,

e in lutto fu zelante pastore. Restaur e


abbell la cattedrale, riedific e ingrand
l'episcopio, aggiungendovi

mente correggere un abbaglio. Dissi a Carina o Carini (seguendo un geografo, che avendo erralo nella topografia, mi emendai nel voi. LI, p.
la
1

8),

che con detta bol-

due

giardini;

Pio VII l'un a Trani: ci non esiste

rifabbric pi

ampio

il

seminario, e cosi
i

affattOjpoichgi Carina era unita a


gio.

Reg-

1720. Ripar monasteri di Trani e dell'arcidiocesi, ed uno nuovo ne edific in Coralo in tutto fu magnifico e benefico, virtuoso e pio (mefece all'ospedale nel
,

Carina

Carini fu sede vescovile dei

Bruzi (vocabolo che die forse motivo alcitato e corretto errore) nella
eia,

Magna Gre*
due

oggi Calabria Ulteriore prima, di cui

rit nel

1746 che Benedetto

XIV

lo fa-

melropoli Reggio, nel regno delle


Sicilie,
altri

cesse patriarca d'Alessandria colla riten-

zione di sua sede).

Con questi V Italia sadegli arcivescovi, che

secondo Ughelli, Commanville e geografi sagri. Dice il nell* Italia


1

cra termina
io

la serie

sacra, Carinensis Episcopatus,


38,
la citt di

1. 1

o, p.

compircoIleiVb/fzzV diRoma.^e\ iy55


teatino di

Carina

fior

ne'Bruzi, non

d.DomenicoAndrea Cavalcanti
Cuccari feudo
za.Neli
di

lungi da Reggio, alla cui sede vescovile fu


unita. Poich morto il vescovo N. (forse unGiovanni, per congettura deirOlslenio, manonpare), versoil595, il Papa s. Gre-

sua casa, diocesi di Ceren-

769 d.GaetanoM.Xapece teatino di Napoli, Nel 1792 d. Luigi Trasmondi monaco celestino di Sulmona. Nel i8o4
d. Luigi Pirelli teatino di Ariano, traslalo

gorio
gio
tal

scrisse a Bonifacio

vescovo di Regdevastata,

la lettera

che riporta Ughelli, che per


la citt

da Teramo, Nel tempo del suo arcivescovato. Pio VII colla bolla De utiliorido' minicae vineaeprocuratione ex coiimisJowo^zV, de'28 giugnoi8i8, ^m//. Rom.
ront.
1. 1

morte e per essere

deserta e spopolata, gliene

il governo spirituale, la cura e la vigilanza. Poi per 2." vescovo registra Bonifacio Rhe-

affid

vile di
di

Trani,

5, p. 56, un\ alla sede arcivescole da lui soppresse chiese


il

Nazareth (F.) e Canne (f .),

cui ar-

ginus episcopus hanc ecclcsiam suscepit regendaniex d. Gregorii I mandato an. 595. E per 3. e ultimo Giovanni, jf/wCrt-

TRA.
rinrfwhiis infnls decoratus^ intervenne
ai concilio
iln
ili

TRA
649
cesi di

87
Biseglia,

passo a far cenno de'vescovi e delle dio-

Luterano celebrato nel

Canne

e di Bisceglia

Papa s. Martino I. A tq u hinc colligi tur non dia perdurasse unioneni hujus Ecclesiae cuni Rwginaa Magno Gregorio Ifactam^sed propros iterum Carinenseni Ecclesiani Imbuisse Pastores,

lai. 'unita, la 1.* amministrata dall'arci'

vescovo di Trani.

Canne, Cannae, antichissima


le cui

citt di

Puglia, a 2 leghe e mezzo da Barletta (col-

rovine fu edificata), della quale non


al

quos tandem eversa omnino civitate penitus amisit. Sembra dunque che Carina de' Bruzi sia diversa da Carini, Murus seu Murod Hyccarinoruni, borgo con,

meno
per
la

suo articolo, che in

altri parlai

memoranda

disfatta patita da'roi

mani, nel combattimento contro


nibale, ed

carta-

ginesi capitanati dal fulmine di guerra


il

An-

siderevole di Sicilia, nella provincia e distretto di

campo

nel quale segu tutto-

Palermo^ capoluogo

di canto

ra chiamato

Campo di sangue. La cat-

ne, alla destra del piccolo fiume del suo

tedrale era dedicata alla B. Vergine, e la

nome,

e presso

un

piccolo seno

golfo di

sede sufFraganea di Bari prima che Martino


ni.

mare. Deriv l'odierno suo nome corrottamente dall'antica Hyccaray piccola citt marittima eretta dagli antichi sicani, che poco sorgeva discosta al nord-ovest, e si crede anzi cheda'suoi avanzi e rovine origin Carini. Gli ateniesi nella spedizione di Siracusa, sotto Nicia e Alcibiade, trasportarono da Iccara a Corinto la

la

."volta l'unisse nel

^1^ a Tracreda con


ilsuo

Sebbene comunemente
il

si

Ughelli, che verso

5oo originasse

vescovato, pure Coleli dichiara:

iV...

pri-

mus .Cannarum Episcopus seditAposto^ lorum principe Romani contendente his populi Evangelio edoctis an. sai. 44 CJC
tabulario Ecclesiae Sypontinae. Indi
sibus,
s.

rinomala e vezzosa cortigiana Laide, che fu tra le pi famose di Grecia dedicate


all'impudica e f.ivolosa Venere, e per
la

Liberalis secando locopraefuit Cannen-

sua bellezza la sua effigie fu incisa sulle monete. Gli abitanti hanno un castello
gotico, coltivano

molto

la

pesca, e raccol-

gono molta manna, mediante l'incisione in un albero, ch' una specie di frassino. Stringo il mio dire, con osservare, che le poche notizie che abbiamo di Carini de'
Bruzi e sua sede vescovile, ad alcuni die

qui pastorale munus laurea maran.n2, de quo agitur in tabulis Ecclesiae Sypontinae, deque eodem meminit Sarnellius in, ChronologiaEpiscopaliSypontina.UVghelli comincia invece la serie de'vescovi con s. Ruggero patrono di Barletta, il cui corpo dall'antica cattedrale di Canne nel
tyrii decoravi t circa

1276
no
ne;

fu portato nella chiesa di

s.

Stefa-

di Barletta delle

monache

benedetti-

luogo a equivoci e le fece amalgamare con


quelle di Carini di Sicilia.

ne riporta

gli atti, e

dice che

mor\

cir-

Come

poi fui

ca nel

496 dopo

essere intervenuto alla


s.

indotto nell'inconcepibile errore di dire

dedicazione del tempio di

Michele Ar-

Carini unita a Trani,


to nelle

Uomo

e nulla,

non

cangelo in Monte Gargano. L'annotatore deirUghelli dubita di questo vescovo,

so renderne ragione(forse dall'aver scrit-

mie memorie, Nazareth e Canne unite a Trani, e due erronei puntini posti con distrazione sopra Canne^ mi fecei

e sospetta che sia piuttosto stato del ve-

scovato
di

Caunenus nella Canne da 8. Gregorio

Licia.
I

La chiesa

fu

commenda-

ro leggere Carinif&enza fermarmici nelle poche parole che scrissi in tale articolo,

ta a Felice
si

vescovo di Siponto. Poi trova-

Pietro Cannensis Episcopi dell* 867,

perch

stabilii in

questo ragionarne, e

in-

vece ho dovuto pure farlo per

rettifica zio-

che 1' annotatore reputa probabilmente di Gabio, Gabienses. Lucido Episcopus

nejneiMare llagnum 'i lane slu(}'Ose,\!'


boriose e pazientissime compilazionilOra

Cannensis dd 968; Giovanni


alla

fu nel

07

coQsagrazione della chiesa di Monte

88
Cassino. N. del
1

TRA
1

TRA
di vecchie fortificazioni

o5 ottenne da Goffredo

munita, distante

conte di

Canne

e senatore imperiale, quel

privilegioe beni per la sua chiesa, descritti

5 miglia da Trani. Nel suo piccolo e angusto porto approdano legni. di tenue dimensione. Raccoglie molto vino e ne fa commercio, non che amandorle, ed eccellente zebibbo. Molte case di piacere la cir-

nel di[)Iottia riportalo

da Ughelli. Giolo stesso

vanni

neh 129 intervenne alla coronazioI,

ne diPiiJggero

e pare

che sia
II

che

fu al concilio di Laterano
di Bonifacio del
i
1

dell 179; in-

condano

al di fuori,

ed accrescono

il

bello

ottenne

il

89, che da Urbano IH privilegio presso Ughelli in cui


la diocesi.

delle feraci sue

c&mpagne. Le cisterne maedificasse

nufatte suppliscono alla penuria delle sorgenti. E'

descritta

Pasquale fior nel 1209, Pietro nel 1256 gi di Minervino,


i

(ama che T
se

Diomede

co'greci, reduci dalia guerra di Troia, ed


i

Teobaldo al cui tempo que'di Barletta per


divozione con violenza nel

romani

ne servirono come una ma-

276

tolsero

il

rittima scolta.
cesi

Lo

stato di sua citt e dio-

corpo

di

s.

Piuggero dalla cattedrale di

lo ricavo dall'

ultima proposizione
di circuito

Canne per portarlo nella suddetta loro chiesa. Ne fu istituito giudizio, e l'atto si legge neirUghelli. Neh 384 Carlo HI al
vescovoPietrOjCon diploma presso Ughelli,

concistoriale. Edificala in colle presso l'A-

driatico,

ha circa due miglia


I

e col suburbio

200

case, et\

2,000

circi-

ter conipleclitur incolas. L'antica catte-

concesse

un

privilegio.

A tempo
1

del ve-

drale (la cui originaria struttura era se-

scovo Giovanni nel declinar del

4^4 Pa-

pa Mai lino
vi t

CannenseniEcclesiam unilanieri conditio^

cum Tranensi, hac

condo l'uso de'primiti vi tempi della Chiesa, bench nel declinar del secolo XVI fu rimodernala da chi era poco pratico delI

nCy ut decedente,

Cannensi episcopo veL

la

venerabile antichit, dice

il

Sarnelli)
ss.

archiepiscopo Tranensiy qui superest esset utriusque Ecclesiac

sotto l'invocazione degli apostoli

Pie-

Praesul rnaneII

tro e Paolo,

ha

il

fonte battesimale, e la
2. di-

ret^ non hahuit tanicn effectwn unio ista.


Il
il
^

cura d'animeaffidata all'arcipiete


gnit.

vescovo Nicola ricev da Giovanna

Tra

le ss.

Reliquie sono in peculiai

diploma, pubblicato da Ughelli, con-

re venerazione

corpi di

s.

Mauro mar^
Pan-

fermalorio di quello del conte Golfredo.

linei. "vescovo di Bisceglia, e de'ss.

Riccardo mor nel i439, e gli successe Gioacchino traslato da .Soana, che poi pass a Cassano. Nel
di

taleone e Sergio martiri patroni della citt.


Il

capitolo

composto

di

i44^ commendataiio

sendo

lai." l'arcidiacono, di

6 dignit, es20 canonici

postolico; nel

Canne Marino Orsini protonolario ai447 l'ebbe in commenda


I

inclusivamente alle prebende teologale e


penitenziaria, di io mansionari o cappellani
,

Astorgioy/g^/?t7w/f'/^.),cheollenne da Al-

e di altri preti e chierici addetti al

fonso

la
si

deciaia sul sale

il

cui

docu-

servizio di vino.L'episcopio di gotica strut-

mento

pu vedere

in Ughelli, e crealo

tura aderente alla cattedrale.


tre chiese 3
te,

Tra
s.

le al-

cardinale

neh 44^

si

dimise. Neh

449

f'-

sono parrocchiali col


la collegiata; vi
,

fon-

Giacon^oAui'illa nobile napoletano fran^cescano; fatto arcivescovo di

compresa

sono un con-

Nazareth

da Calisto 111, questo Papa un in perpetuo il vescovato di Canne alla chiesa di


Nazareth. In Barletta
greca, di cui
p.
feci

vento di religiosi ed un monastero di monache, un conservatorio, diverse confraternite, l'ospedale, il monte di piet, ed
il

vi

quella colonia
voi.

seminario.

Il

suo degnissimo e celebre

cenno nel

XXXll,
Le ru
e

.5,.
Bif-ceglia oBise^lia, Vi^iliae.

Pompeo Sarnelli[P'.), oltrech pubblic le Memorie della citt e de' vevescovo


scovi di Bisceglia, nelle sue Lettere ceclesiastclie,

pi del

mare aprono un

piccolo seno, encill di

emporio
77,
ci

di

sagra erudizio-
la leti.

tro

ij

quale sorge questa

mura

u, nel

t.

3, p.

die

3i

^e

s,

TUA
Pietro xia stato in Pu^liat e tlcprnci'
pii (Itila
.V.

TRA
s.

89
con documen-

Margherita della

citt,

chiesa

(li

Discolia. Afferma
fede,

che

s.

Pietro fu nella Puglia Peucezia, e

die

vi gell le

fondamenta

della

s.

to presso Ughelli. iVicola fior nel 1229, Berto nel 287, Leone nel 292 e consagr la cattedrale ili. "maggio 1295. Fr.
i

colla predicazione evangelica; solo

que-

stione intorno all'anno, se nel

44 educe da Gerusalemme per a Roma, onde anche confutare Simon Mago, ovvero nel
5i quando Claudio cacci da
ebrei e con
inoltre,
essi
s.
i

Roma

gli

cristiani convertiti.

Crede

che

Pietro concedesse al gover-

no della chiesa Biseglieses. Mauro oriundo di Betllemme, il quale nel 7 co'suoi compagni ss. Pantaieone e Sergio, soi
i i

Matteo vivea nel 1298, Leone di Gaeta nel 1 3o3,Giovanni nel 3 4, Giacomo nel 7,Nicola nel 32o, fr. Bartolomeo do1 3 menicano vicentino nel 1827, gi consigliere e cappellano di Callo li; Martino mor nel 348. Gli successe Simone de Rayano capuano canonico, e nel 1367 consagr la chiesa di s. Adveno, assistito da
1
1 1

altri vescovi.

Nicola l'intruse l'antipa-

stennero glorioso martirio sotto


iano

il

pro-

pa Clemente VII nel 1 387. Domenico l'elesse il Papa Urbano VI. Giovanni del

console della Puglia e Tiopero di Tra-

Pantaieone crocefisso, s. Sergio lacerato da uncini di ferro, ed ambedue da empia spada trafitti, tutti perirono a'27 luglio. Fa
:

s.

Mauro

fu decapitato,

s.

1890, fr. Giacomo F'ederici carmelitano pure del 1890, Francesco Falconi nobile bisegliese, Nicola mor nel 144^, cui successe Giacomo Pietro de Gravina cantore di Reggio, al cui tempo e pel suo zelo
nel
ro,
1

poi delle osservazioni critiche per concor-

475 si ritrovarono

corpi de'ss.

Mau-

dare

il

riferito dal

Baronio.
l.

Il

Coleti diigi-

chiara, Italia sacra,

7, p.

937, ^

Pantaieone e Sergio, e si collocarono in luogo pi decente: il docuinenlo lo riprodusse Ughelli. Nel 1476 Bernardino Barbiano pubblic l'indulgenza di Sisto

licnses Episcopi, di avere colle


del Sarnelli, compita ed
rie d' Ughelli.

Memorie
la se-

emendata

Incomincia con riportare

IV

per onorare

lodati

ss.

Martiri, e nel

gliatti del

I. "vescovo s.
il

Mauro e suoi comvi

1487
dic

fu tiaslato a Bisaccia:

siccome vengli

pagni; dopo
tri

quale non

notizia d'al-

la

pnrte de' proventi che

spetta-

vescovi fino al 787, in cui Sergio "/^/g77/e/i6^^z.y


si

piscopo
cea,

fu al concilio

II

dij\i-

vano nella fiera pe'medesimi santi, la memoria si trova in Ughelli. Allora Bisceglia
era contea della famiglia Baucio, piinci-

dove

tratt del
ss.

mantenimento del

cullo delle

Immagini. Mercurio del loSg rigettato dal Sarnelli; Giovanni

pe d'Altamura, duca d'Andiia e Venosa,


signore d'altri luoghi e contestabile del

nel 1071 intervenne alla consagrazione


della chiesa di

regno. Nello stesso 1487 da Bisaccia

(pii

Monte Cassino; indi Dumncllus Episcopus Scrvus ScrvoruniDeij


poi Mancusio; Stefano deliogg;

Aman-

167 fece l'invenzione nella chiesa suburbana di s. Giovanni, de'corpi de' ss. Mauro, Pantaieone e Sergio, e li trasfer nella citt, colloI

do

deli i53,il quale nel

venne trasferito Martino Madio de Tramonto, e concesse a'domenicani s. Maria de Muro. Antonello Lupiciru del i5o7, Donato Lupicini che abdic nel iSi5, e
nella, serie di SarAntonio Lupicini d'Andria de'conti di Canosa, per rinunzia di IMartino gli fi surrogato nel 507, ed alla sua epoca nel i5i9 Bernardino Spalluccia nobile biseglie.se fond e dot il monastero di s. Lonelli.
i

Natale, non esistono

candoli nella cattedrale

Dio operando
i

insigni miracoli per onorare

suoi servi:
il

riighelli ne riporta l'istoria. Allroo

me-

desimo
di

179 fu al concilio Laterauu; Bisanzio nominato in una


1

Amando

nel

dovico. Nel
renle
(piale

1^24 rinunzi

la

sede

al

pa-

donazione

fatta nel

197 da Falcone

giu-

Girolamo Sifolo nobile di Tr*ini,il govern 4u anni, nondimeno An-

dice imperiale di Discaglia alla chiesa di

tonio

neh 53

:)

consagr

la

chiesa subur-

90

TRA.

TR

baoa di s. Lorenzo tle'minori ossei vanii. Dal vescovo Girolamo gli agostiniani oltennero la chiesa di s. Agostino e la rifabbricarono. Da Cassano neh 565 vi fu trasferito Gio. Andrea Signazio, che poi
pass a Bisignano.
iiaccorsi; nel
JNel
fr.
1

clesiaslica.NeIi663fi-. Gio. Ballista Pen-

na nobile perugino, agostiniano insigne per virt e dottrina, eresse nella chiesa dei
suoi agostiniani
di Villanova, lo

un

altare a

s. si

Tommaso
fece

consagr e
fi".

tumu-

075 Leonardo Bo-

lare innanzi.

1576

Gio. Battista Soria-

Francesco Antonio Ricci romano minore osservante,


il

Neh 664

no napoletano
dificato

e carmelitano, fece la visii

letterato cospicuo: celebr


1

sinodo nel

ta della diocesi, e sotto di lui nel


il

58 1 fu e-

667

nella detta chiesa de'cappucci ni,che

monastero di

s.

Croce delle cap

puccine. Lite nata circa praecedentiam


ille

magistratorumnundiiiarum,ohLnut,ut ah Episcopo constitatus^ etiamsi lai-

14 ottobre solennemente consagr. Per da Trani, a*i5 luglio 1682 intervenne all' estrazione e donazione del corpo di s. Stefano 1 Papa
a'

l'assenza dell'arcivescovo

ciis foret,

semper

illuni civis

praecede-

a Cosimo

III.

Neh 685 Giuseppe C rispi-

ret.

Gregorio XIII neh 583 nomin Nicola Secadenari bolognese ma mori in


,

ni aquinate,

pieno d'integrit, dottrina e

patria prima di recarsi a Bisceglia; subito


il

onde

prudenza, ebbe una vertenza col governatore, che negandogli il titolo i Illustrissimo^ protest che non l'avrebbe neppur
egli

Papa

gli sostitu

1'

altro concit-

tadino Alessandro Cos[)i degnissimo di


lode, che intervenne al sinodo provinciale di Trani, visit pi volte la diocesi, con-

dato a

lui;

ma

l'orgoglioso spagnuo-

lo

vicer di Napoli sostenne l'indegna

pretensione del superbo e irriverente


gistrato secolare!

ma-

sagr r altare maggiore della cattedrale


in

Onde neh 690

Alessan-

onore

di
vi

Dio e

di
i

s.

Caterina, e solenss.

nemente
cini nel

ripose

corpi de'
e

Mauro,

Pantuleone e Sergio,

concesse a'cappuc-

dro Vili lo trasfer ad ^/7zeZ/<2, e lo lodai anco riparlando di questa sede nel voi. LXIX, p. 47-IonocenzoXII a' i 7 febbraio

1606 la chiesa suburbana di s. Michele. NeliGog Antonio Albergati noparenleGregorio

1692 dichiar vescovo


tissimo ed eruditissimo
patrizio di

di Bisceglia

il

dot-

Pompeo

Sarnelli

bile bolognese, e dal

X V"

Benevento e di Poi ignano, abs.

fu

mandato nunzio a Colonia,


lui
:

poi a Li-

bate mitrato dell'insigne collegiata di


Spirito di

sbona e collettore degli spogli, indi suffraganeo del di


patria

nipote nella

comune

Benevento, uditore generale dell'arcivescovo cardinal Orsini, poi Benedetto XIII, esaminatore sinodale e
latore, lodatissimo e
visi-

Bologna per lui furono eretti il seminario e il monastero delle religiosedi


S.Giuseppe. Nel 1627 Nicola Bellolato ro-

mano, canonico
gli

di

s.

Lorenzo

in

Damaso;

successe l'altro canonico di tal chiesa

prudente suo vicario generale quando era vescovo di Cesena. Il cardinale lo consagr in Benevento, ove poi intervenne al sinodo cum 1^0t<^ecwzVo. Nell'istesso anno celebr il sinodo diocesano, e continu a farlo ne'successivi. Consagr solennemente la chiesa
di
s.

Bernardino Scala di Cagli neh 687, probo ed ernditOjtrasIato a Monte Feltre.Nel

1642 Guglielmo Goddi nobile


gilanza e probit. Nel

forlivese,
vi-

pretore di Rimiui, lodato per mirabile

Matteo. Subito apri

la visita

gene-

i652 d'Aleria

vi

rale, e die le regole al

monte

di piet, ai

fu IrasferitoGiuseppeLomellini napoleta-

sodalizi del
ri

Corpo

di Cristo e de'ss. Marti-

no oriundo genovese,
se,

gi abbate cassine-

tutelari, e alla congregazione de' casi


riti,

dotto e pio.
nobile di
s.

Neh 658

Cesare Cancel-

morali, istituendo ne'sagri


peritissimo,
se di
s.
il

in cui era
le

lolti

Severino, arcidiacono di

suo

clero.

Consagr

chie-

sua patria, Iraslato a Montalto, ver celebralo nel

dopoa-

1659 un

sapientissimo

sinodo per

la

custodia della disciplina ec-

Croce delle cappuccine, di s. Luigi delle monache di s. Chiara, della ss. Annunziata de' conventuali, di s. Maria di

TR
Muro
de' domenicani

A
,

TUA
la

91

coUegiala di

8.

pressionis sedis Episcopalis Nazarenac


in

Adveno che pure

restaur, e l'altare della

confessione de'ss. Marlin tutelari, abbel-

decesso di mg.' Franci,

lendo con oinamenti lacattedrale.Costan-

regno Neapolitano. Vacatele sedi pel il Papa Pio IX nel concistoro tenuto in Gaeta a' 22 di1

temenle procur
le,

il

bene di sua

diocesi, mo-

cembre 848, preconizz l'attuale arci vescovo mg.' Giuseppe de Bianchi Dottula

dello de'pasloii, zelantissimo e caritatevo-

dispensando a'poveri quando non avea

napoletano, de'marchesi diMontrone,gi

altro

anche

le

sue suppellettili.

Ebbe
al

la

consolazione di vedere innalzato


ficato
sini,

ponti-

canonico della patria metropolitana, rettore del seminario, governatore del regio
ospizio de' poveri, superiore di parecchi

a'2g maggioi724

il

cardinal Or-

poco dopo mori di circa 76 anni, altrimenti sarebbe statocertamente creato da lui cardinale, lasciando la sua me* moria in benedizione. Con s lodato pastore Y Italia sacra giunge colla serie dei
vescovi e
la

ma

stabilimenti

pii,

e deputato all'istruzione

degl'infedeli e degli eretici.

Ogni nuovo
le

arcivescovo tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini


1

93, ascendendo

completer

colle Notizie
i

di
gli

/?o/7z^.

Benedetto XIII
fr.

l'i

settembre

napoletani 2200. Tranensis dioecesis ambitus mediocris est et nonnulla sub se continet
rendite della

mensa

a circa ducali

sostitu

Antonio Pacicco minore osser-

vante di Frosolone diocesi di Tri vento, cui


successero: nel

oppidaj Figiliensis vero ad civitateni ejusque territorium tantum extenditur.

1789

e traslato da Trevi-

TRANSILVANIA

WEISSEM-

co

Francesco Antonio de Leonardis di


i

BURG
la

Castel deFalchi diocesi di Capua;nel

762

( Transylvanien). Vescovato e gran principatodell'impero d'Austria nelparte orientale,


il

Donato Antonio Giannelli di Cajazzo; e nel 1792 Salvatore Palica monaco celestino di Barletta nell'arcidiocesi di Trani.

cui vescovo risiede in

Alba Gm//(/^.)oKarlsburg
rolina, per cui

o Alba Caprima dar un cenno dell'o-

Vacata per sua morte

la sede, colla nar-

dierna capi taleClausenburgoClaudiopoii,


dell'antica capitale Hermatmstadt,^ delle
principali citt di Transilvania,quindi del

rata disposizione Pio VII l'alld in per-

petua amministrazione all'arcivescovo di Trani, ed il i.amministralore fu il suddetto arcivescovo Pirelli, che nel 18 18
vi-

gran principato, poi del vescovato, indi della nuova provincia ecclesiaslica diFogaras
co* vescovati di

de inoltre notabilmente ampliata


diocesi
,

l'arci-

Lugos

Armenopoli

di ri-

eziandio colla ricordata unione

to greco-cattolico.LaTransilvania,

Tran-

delle diocesi di Nazareth e

Canne, ma
di

l'ari

sylvania

una vasta e ricca provincia

civescovo pro-tempore soltanto prende


titoli

limitata al nord
rienle dalla
al

di arcivescovo di

Trani e

Naza-

Moldavia

aW^ Polonia (A'!),ali'oe Valacchia (f^^.),

reth, e d'amministratore di Bisceglia.Per sua morte Pio VII a' 19 aprile 1822 gli die a successore Gaetano de Frauci dei

mezzod dalla P^alacc/iia, e aW'occxdei-

te dall'alta e bassa

Ungheria (f^^.). La
il

ca-

tena de'Carpazi corre verso

limite orien-

minori napoletano. Nel suo arcivescovato, Leone XII eman la


chierici regolari

tale e sul confine meridionale,

coprendo
Il

quasi tutto

il

paese colle sue ramificazio-

Lolla, Miillis quidciif de'

22 settembre 1828, Bull. Rom. cont. l. 17, p. 394*. Ecintegratio tituli suppressae Ecclesiac Nazarenac civilatis Baridcnsis regni
Neapolitani.D' pi coll'altra bolla di detto giorno, Inter
cil.

ni e presentando parecchie alle vette.

passaggio a traverso

le

montagne dalla

parte della Moldavia e della Valacchia

non

praticabile che per alcune gole an-

gustissime.

Le

parti

montagnose pi
le

e-

Bull.

p.

multa onera, presso il 395, Leone XII Composi:

levate sono di base granitica,

altre cal-

caree. Gli aspetti pi pittoreschi incoiitransi nelle

tio

litum suhoi'taiiun in se<juclani sup-

muutaguc di Transilvanici, go-

9^
si

TR

4
e

TRA
dove offron
al

seralmente mollo dirupale


curiosit

mavano
te

il

territorio situato all'est della

numerose ne'3 regni

della na-

The'ss^SilagY ^ S'ylvania, e natura Imen


qtie'boschi,
le

tma. Appartiene questo paese


del
^i

bacino

Danubio
lo

e all'Arcipelago Illirico ogil

Dalmalico: suoi primari fiumi sono

denominarono il paese posto all'est di Transyhana,Co di l delscdvc, o paese al di l delle foreste. An-

Maros,
rabili

Szamos,

l'Aiuta.

Vi sono alcupi conside-

ni lagbi nella parte centrale,

ticamente n'era quasi tutta fa superficie ingombrala. Ad onta che lascure e il fuoco dirad molto
si
i

essendo

cpielli di

Hodos, Annen e

boschi,

la

coltura di es-

l'iritsch. In

ragione della superficie


il

monrigi-

occupa

la So."

parte di tutta la super:

tuosa della contrada,

clima cassai

ficie
essi

e 2 quinti del terreno produttivo

do. Havvi nella parte occidentale soprattutto del bosco in

per lo pi

si

compongono
ricco
il

di faggi e

abbondanza, che conpi

pioppi.

Sommamente
massime

regno mii

tribuisce a rendere la temperatura

nerale, racchiude nel suo seno


chi metalli,

pi ric-

fredda che alla prima non parrebbe ch'es.

nella Transilvania

ser dovesse a tale latitudine. L' aria ge-

occidentale. Si scava specialmente

foro

neralmente sanissima. Quantunque l'agricoltura sia quivi ancora imperfetta, raccolgono grano reputalo tra'migliori d'Europa, non solo bastante
al

a Szekerembe, Zaiathna, Verospatak,Na-

gyag, Kapnik-Banya, e sono lavacri d'oro importantissimi vqW kvax\yoi,o fiume

consumo

del

paesGjOja anco per esportarne.Quasi dap-

pertutto coltivano

la vite,

ma

sel)bene di

Escavasi pure dell'argento, rame, piombo, ferro,mercurio, antimonio, arsenico, molte terre coloranti, creta, be'marc?ort5f.

buona
ti

qualit

si

conserva poco, e non se


i

mi,

falsi

diamanti, crisoHti,ametisti, cal,

ne esporla die qualche quantit;


pi ricchi essendo ne' suoli
di

vigne-

cedonie, granate, opali, corniole

agate,

Medwisch e di Scbasburgo, e ne'comitati di Hunyad, di Wissemburg inferiore e di Ro'


ckelbmg. Raccolgono
canapa, mandorle, pomi, castagne, ciliege,prugne che servono prinassai lino e

terra da porcellana, pelriolo, carbon fos-

sile,zolfo,allume,salnitro,salgemma.

Una

delle principali ricchezze della Transilva-

nia tal sale.

Enormi

blocchi di salgem-

del tabacco, zafferano,

trovano nella Galizia a traverso ii fiume Maros, essi contengono milioni di


si

ma

cipalmente per distillarne


1

le

acquavite.
il

quintali.

Alcune volte se ne vedono ap-

prodotti essenziali agricoli sono

sor-

parire alla superficie,

come

nella vicinanil

golurco che viene coltivato in ispeciallt da'rumeni, i quali ne preparano loro


i

za di Maros- Vasarhely. Cosi

governo,
su

per proteggere

diritti regi

stabiliti

cibi nazionali;
la

il

frumento coltivato per


segala, ave-

questa sostanza, stalo obbligato di stabilire posti militari


sti

maggior parte da'tedeschi,

per sorvegliare quegli

na, e l'orzo adoperalo per fare la birra.

blocchi ed impedire che


la

abitanti

Sorgoturco e frumento sono dunque frulli principali della Transilvania. I bei

ne prendano pi che
per
gli usi

quantit fissata
le

domestici. Oltracci

saline

stiami sono inoltre

una

delle grandi ric-

di Pihorda forniscono

annualmente una

chezze del paese:

bovi transilvani riesco-

no molto grossi esomrainislrano una carne eccellente; cavalli di taglia mezzana, sono forti e attivi. Le pecore non danno
i

grande quantit di sale ordinario, Se queammassi di sale, che si ponno dire tesori, fossero scavali convenevolmente, la
sti

Transilvania potrebbe bastare a tutte

le

lana bella. Allevano molti porci e api.

La

domande d'Europa. Le
li

sorgenti minera-

Transilvania possiede pure de' buffali, e


le

pi notabili sono quelle di I3orsek,Hom-

sue selve alimentano

orsi,

lupi e cin-

rod, Szaldosch, Aropatak e


vi
i

Rodna. Non
glande,
dedichi^
si

ghiali.

La

ricchezza de'boschi diede alla


il

hanno manifatture

stabilite in

Transilvania

nome.

Gli unglieresichia

sassoni essendo quasi isoli che

TRA
no all'iiitlustria. Fabbricano tele, sopraltiilto a Cronstadt, a Schasburg, eil a Uaromszek; si fanno cappelli fini ad Herniannsladl ed a Rlauseouburg, corame, cordovano, oanocchino e sigrino in vari hioghi. Vi sonoalcune fticinee fornaci,alquanle usine da rame, velraie, pareccbi stabilimenti pel vetriuoloe l'allume, purghe di cera, mulini da polvere eda carta.
11

TRA
fesa del

93

sano d'inviolabilmente osservare e mantenere la data fede al principe, per la di-

gono

quale con animo generoso esponpropria vita e versano il loro sangue. Piimarcansi inoltre in questo paese
la

gran numero di valacchi, di boemi,


brei, di

di e,

armeni

di greci, di bulgari

di

slavi^ d'italiani. Gli

ungheri e
i

gli
il

szekleri

parlano l'ungherese;
i

sassoni

tedesco;

comn)ercio sta

arn)eii

mano de'greci, degli e di alcuni sassoni;bene meno conin

valacchi ed

greci

il

valacco: la lingua

uflziale del

siderabili
tazioni,
il

sono leesporlazioni delle impor-

religioni

governo il Ialino. Parecchie vengono in Transilvania pratii

Maros

e lo

Szamos sono navivi

cate.

cattolici,

greci-uniti

ed greci non
i

gabili;

poche strade maestre

sono; tut-

uniti,
i

tavia facile ia comunicazione tra la|capi'


tale della

pi numerosi; vengono poi protestanti della confessione auguslana.

sono

Transilvania e quella dell'Un-

gheria Buda.
era di
i

La popolazione che nel 786


1

,55 ,860 abitanti, nel 826 ascedue milioni, ed ora trovasi aumentata di 5oo,ooo, Tre nazioni principali la compongono: 3Iagyari o Jjngheri,
1

Ultimamente si contavano 9 ginnasi cattolici , un ginnasio greco non unito, un collegio e un ginnasio greco-unito, 3 collegi e

se a

ginnasi protestanti.

La

Transil-

vania ha

come

1'

Ungheria una costitu-

zione. Delle diverse trib che l'abitano,

che

sono stabiliti fino dal IX secolo; gli Szeklcri o Siculi, trib di ungheri fissi
vi

nelle

montagne

sulle frontiere;

ed Sasi

ungheri, gli szekleri ed sassoni hanno soli il diritto d'essere rappreseiilati da una dieta nazionale; il potere esecutivo
gli
i

soni^ discendenti da famiglie venule di

sia in

mano d'un governatore


formando insieme un

e di 12 con-

Germania
la

nel secolo XIJ, o cacciate dal-

siglieri,

consiglio di

Sassonia ne'primi tempi della prelesa

slato che corrisponde colla cancelleria aulica di

riforma, e ricevute nel gran principato

Vienna.

La

forza militare del pae-

per formarvi una barriera contro turchi.


i

se

Szekleri da altri sono delti Siculi, per

chiamata anco Sicucredono reliquie di quelli che vi condusse Aitila re degli Unni quando invase la Pannonia, cio derivati dagli unni stessi. Lo Spontoni riferisce che siculi come gli ungheri ripetocui la regione viene
la.

componeva da ultimo di due reggimenti di fanteria, di due di cavalleria e d' un reggimento d' usseri szekleri. Disi

Questi

siculi si

ce l'avv. Castellano, che ultimamenle

le

rendite pubbliche del gran principato di

Transilvania
lioni e

mezzo

sommavano a circa due midi scudi. Neh 856 la depuhi

tazione di Transilvania oltennedall'ospo-

no la loro origine dalia


li

Scizia^

cui

popo-

dar

di

Valacchia

concessione di co-

indomiti, bramosi di pi felice soggiorno, scesero a popolare gran tratto di questa contrada
;

ed occupando una special


loro discendenti Sci-

una strada ferrata da Cronsladt od Ibraila; che partendo dal confine di Cronstadt passer lo stretto di Ruzen e
struire
si

parte della Transilvania per loro fu chia-

estender nella valle fino alla cilt di

mala
tuli,

Scilitlia e

caboli
culi.
la

che poi con corrotti nomi tali vosi convertirono in Siculia e in ^SVI

Ruzen, da dove sar condotta ad Ibraila. Da Ruckaresl sar tracciato un tronco laterale per Ploiesclili, IJuckaresl e Giurgevo. Questo gran principato ha per
capitale

nominali principali abitatori delTransilvania sono intrepidi disprez-

Clausenburg o Klai>st;nl)urg,

zalori

d'ogni pericolo, vaghi ed amanti

CAiiudiopolis, grande e celebre citt, posta sulle iiv del piccolo

della gloria militare. In ^cucrulc profcs-,

Sumosch,

in bei-

94
In

'

TRA
to.

TR

A
citt
si

pianura, e a'piedi d'un monte argillo-

e della regia tesoreria del gran principa

so e assai scosceso, nel comitato diRolosh.

Questa forte e considerevole


la
i

E' fornita di
torri,

forti

mura

fiancheggiale di

divide in alta e bassa:

.^

eretta sopra

munita d'un

castello, e le sue case


le-

una
ra

collina,

ove stava

l'antica cittadella,

sono quasi tutte di pietra. Distante 26

e divisa dall'altra

mediante una pianu-

ghe da Hermannsladl
radino,
la

e 22

da Gran-Va-

chiamata Stuedterau.

Ha
e

3 sobliorghi

residenza dell'autorit supre-

ed cinta da doppio
sa,
sta

me

civili

e della reggenza, ed ha chiese,

delle quali

5 sono

de'catlolici, scuole,

li-

da una foscon 3 porte. La piazza principale vae regolare, ornata di bellissime statua

muro

cei e stabilimenti diversi, varie

fabbriche

e fontana.

Le
il

case sono in parte di goti-

e manifatture. In essa

si

tenevano d'ordi-

ca architettura. Gli edfizi pi ragguar-

nario
citt
ni,
111

gli stati della Transilvania. Questa secondo alcuni fu edificata da'sassoe secondo altri da'tedeschi sotto Bela re d'Ungheria deh 173. Papa Grego-

devoli sono
blioteca di
1

palazzo Brukental con bile

5,000 volumi,
il

caserme,

l'o-

spizio degli orfani, e

monastero de'rao-

naci cattolici. Sonovi 3 chiese cattoliche,

4
il

rio

XllI per promuovere

la

religione catin

luterane, una riformata, l'ospedale militare, la

tolica nella Transilvania,

fond

Clau-

gran caserma
luterani
i

di correzione, e

senburgo sua capitale un collegio per Veducazione e istruzione scientifica ed ecclesiastica de' sagri ministri. Fu invano assediala nel 1601 da Stefano Datori, ma

teatro.

hanno un ginnasio o unii

versi l,

cattolici e

valacchi alcuni sta-

bilimenti d'istruzione. Al
le vi

museo naziona-

una galleria di quadri. Possiede

venne presa neh 6o3 dall'intruso nuovo


principe che
i

fabbriche diverse, conciatoi, cartiera, magli pel

turchi volevano dare alla

rame, e fbbrica
Il

di polvere

da can-

Transilvania, al quale fu tolta nell'anno


sleso

none.
bile.

commercio

vi

molto considerail

da Basta generale dell'imperatore


II.

Questa

citt prese

nome

di

Her-

Rodolfo

Neh 639
,

nelle sue vicinanze

mann, capo
no
il

de' sassoni, che conquist la


la citt,

segui una decisiva battaglia fra'turchi e


il

Transilvania e fond
era assai

sassoni soabitatori:

principe Rakolzi

nella quale fu egli

maggior numero de'suoi


piti florida

mortalmente
prese nel

ferito. Abaifi I

sostenuto dai

quando era

capitale

turchi invest questa citt


1

neh 662,

e la

di tutta la Transilvania.

664

profittando della ribellio-

ne della guarnigione. Prima fu capitale della Transilvania Hermannstadt, Cibi'


niuniy
ni,

Hermanopolis^

nel paese de'sasso-

Anticamente le principali citt della Transilvania erano CibiniooHermannstadt;BrassoviaoCroastadt, l'antica Zarmi Zegetusa, la quale dopo la volontaria morte di Decebalo re
di

capoluogo del comitato del suo


in bella e fertile

nome
pianu-

Dacia,sichiaraVulpiaTraiana Augudivenne
la

o Szeben, situata

sta, e

pi celebre della Tran-

ra, attraversata dal Zibin

che

si

divide in

silvania; Bistriccia
le

Bistritz,

famosa per
in

due rami e va

riunirsi aM'

Hartbach.

miniere d'oro; Segesuar posta

emi-

E' sede d'un vescovo greco non unito, e s. Stefano I re d' Ungheria quando uni
questa provincia alla sua corona,
istituire
vi fece

nente colle; Colosuar o Clausenburg o Claudiopoli; Megies centro del paese,memorabile per la decapitazione del veneto
Luigi Gritti; Zebeso o Saszebeso; ed Alba Giulia gi residenza del principe di
Transilvania.situata nel declivio d'un colle

un vescovo
il

cattolico suff'raganeo

di Colocza,

quale poi fu soppresso.

inoltre residenza del governatore civile e

militare della Transilvania, dell'imperiai

signoreggiante spaziosa pianura.

La

comandogenerale militare, d'un commissario reale superiore dell'universit na-

zecca de* principi di Transilvania era in Nacgbania.La p ri nei pale fortezza del prin-

tionale de'sassoni, d'un unizio di finanze

cipato anticamente si reputava Varadino.

TRA
Questo gran pilncipalo
si

TR A
divide in comiIl

95

tali, sedi e distretti cos riparlili.

Pae-

se degli Ungheri, the contiene


di

comitali

Dacia vetus Trajani ultra Danuhium: noK^a Aureliano citraDanu hiumy et haec duplex. Introdotta nella
rico divulsa:

HunyadjZarandjKraszna,Szolnok meDobuka^ RIausemLurg, Thoremburg, Kockelburg, Weisseroburg inferiore, Wisseraburg superiodistretti di Fogaras e di Kvar. re, ed
dio, Szolnok interno,
i

Dacia

la

religione cristiana,

si

fornjl'e-

sarcaloecclesiastico di Dacia da

6 provinZ>t5-

cieecclesiastiche,una delle quali fola

eia Mediterranea, con

Sardica (V.) per

Il

Paese degli Sztkleri, che comprende le sedi di Aranyos, Neumark, Udvarhely, Csik edHaromszek. Il Paese de Sasle sedi

venne

metropoli o Sofia, ha Transilvania diin seguilo successivamente posses-

sione de*goti, degli

unniche

Attila vi

con-

dusse, degli alani, degli slavi, degli avari,,


e finalmente degli ungheri; e tutti alla lo-

soni j che contiene

di Reps, Scljas-

burg,ScI)enk,Medwiscli,Leschkirch,Her
tnannsladt, Keissmarkt, Miblenbach

ro volta se ne disputarono
sta nobile

il

dominio.Que*
naturale for-

contrada per

la

eCronstadl. Altri geografi con diversi luoghi nominati formano un altro 4-" grande diSzas7.varos,ed
i

distretti dlBiszlrilz

comech circondae da ta da monti altissimi inaccessibili campagne vaste ed immense, insuperabile


tezza di sua posizione,
,

stretto, detto Distretto de'heni


li

camera-

quasi

si

o Fiskalgider, perch formato da varie cill e luoghi situati eniro distretti degli
i

straniere, se

renderebbe all'invasioni d'armi si volesse energicamente dila

fendere. Ne' tempi antichi tale difesa fu

ungheresi e de'szekieri. Pare che nel


il

853

trascurata per

divisione e discordia che

regnante imperatore Francesco Giusepquesto gran principato, dividen-

regn

tra' suoi

popoli, e fu

cagione di
la

pe abbia data una nuova organizzazione


politica a

sue deplorabili rovine. Divisa

regione
li-

in comitati e con leggi particolari di

dolo imo circoli, co'cnpoluoghi di Hermannstadt, Cronsladl,Udva^heIy,Maros-

bero reggimento, ciascuno era doQinato da'giudici e conti che spesso tra loro guerreggiarono
I

Vasarhely, Ijislrilz,Dees,Szilagy,Somlyo, Clausenburg e Broos. E che in ogni circolo


vi

con grave danno del paese.


s.

Nel oo4j se ne impadron

Stefano

re

sarebbe un
di circolo.

nfzio circolare,

un capo

Fu

con questa contrada


il

d'Ungheria, e

fu

quindi governata da'vai-

conosciuta da'romani sotto

nome di/><2una co-

cia Consularis Mediterranea. Traiano


la

vodi o principi n)andali in Transilvania da'red'Ungheria.Papa Nicol V nel 447 commise all'arcivescovo di Strigonia[F.)
1

conquist nel io5 e


:

vi stabil

priuate d'Ungheria

la

riforma dell'uno

lonia

in

memoria
.),

della conquista della


fu eretta la colos-

e dell'altro clero nella Transilvania enei-

Dacia (T
sale

in

Doma

l'Albania. Nel seguente


s
il

anno applicando-

mole della Co/o//;;^(/ .) Tra iana, con adiacente Tempio di Traiano (V.) e foo omonimo. Onde ilCiacconio scrisse poi: Historia utriusqiie belli Dacici a Trajano Caesare gestii ex simulacris^ quae
I

valoroso Giovanni Unniade, vaivoda

o principe di Transilvania e amministratore del regno d'Unglierio, a fai preparativi

guerreschi per liberar

le
il
i

provincie

confinanti dal giogo de'l orchi,

Papa

pei*

in Columna ejusdemRomae visnntur collecta. Sulla


la lo.

secondarlo con ardore invit


re

transilva-

Dacia pu vedersi

il

p.

Far-

ni e altri popoli cristiani a inlrapren'lela

Illirici sacri, l.i:

olim Illyrici
ciani ultra

Dacia aitiqua provincia: Trajanus Dqliomaiio,

crociala col

premio dell'indulgenza
il

plenaria a chi combattesse contro

for-

Dauuhium imperio
noi'a cifra

midabile nemico. L' impresa ebl)e esito


infelice,

amisDanul)ium, cjusque dcscriptio: Dacia antiqua ah Illyet Illyrico adjunxit: sui) CMallieno

ma Papa Calisto

ili

mentre turi

sa:

Dacia

chi assediavano Belgrado neli4')^>,

^'^*'-

corseil vaivoda Giovanni, cheasaislilo dui

96
s.

TRA
da
costi inse
i

TRA
Giorgio, questo finciullo fu riconosci ito
al

pontificio legato cardinal CarvajaI, e

Giovanni da Capislruno,

tur-

SUOI." ingresso nella vita per principe

clii

a precipitosa fuga a*6 agosto, giorno

di Transilvania, la

quale

in tal

modo riac-

della
(/^.),

Trasfigurazione di Ges Cristo

quist

la

sua indipendenza. Pochi giorni

onde

il

Papa ne
,

festa

per raemoria

fece pi celebre la ricolmando di lode

dopo in Herman ustadt mor suo padre, e io lasci sotto la tutela della madre e la
reggenza di Martinusio (/"'.) vescovo di Varadino. L'Unglieria secondo il convenuto dovendosi restituire a Ferdinando
1,

l'io vitto

erasi

1'

vai veda diXransil Vania. Neh 5 14 Ungheria da poco liberata dalla


a'

guerra mossavi dagli uomini rusticani


nobili, e

per cui

massimamente di Tranr:ilvania, Papa Leone X preg Sigismondo I


che pacificatosi col duca
di

Elisabetta era disposta a farlo, quanvi si

do Martinusio
diSolimano
ria e
il.

oppose a
la

nome

del

le di Polonia,

giovine principe e implor

protezione

Moscovia,soccorresse l'Ungheria^a tale ef


fetlo

Questi conquist l'Ungheregina di ritirarsi inTran-

avendo mandato

il

suo nunzio Pi1

intim

alia

sone per mettere in concordia


cipi.

dueprin-

silvania col figlio sino alla sua maggiori-

Intanto isediosi furono vinti da Gio-

vanni vaivodadiTransilvauia, per laqual


cosa l'Ungheria pot poi resistere all'im-

pelo de'turchi.

Dopoch

nel 15*20
i

Lu-

terani (I

.)

disseminarono

loro perni-

ciosi errori in

Polonia, tosto peneirarono

confermando a'Martinusio la reggenNeh 55i la regina vedendosi in procinto di soccombere contro l'Austria, si determindi cedere a Ferdinando I la Transilvania a nome del figlio, mediante compensi, mentre Martit,

za del solo regno.

Ungheriae in Transil Vania, onde il protestantismo e la religione cattolica dominarono alternativamente nella regione. IVeli526 il nominato Giovanni figlio di Stefano Za polski oZapol(che l'annalista
in

nusio ottenne

il

titolo di

vaivoda con

l'as-

segno
I

di

5,000 ducati; pi Ferdinando


la

gli

ottenne

dignit cardinalizia, e l'ar-

civescovato di Strigonia. Ci saputosi

da
in

Solimano
Ungheria.
co,
il

II
Il

and

sulle furie e

marci

Piinaldi invece vuole figlio illegittimo di

generale austriaco Castaldi


generale, clie

Mattia re d'Ungheria) vaivoda


.sil

di

TranFer-

unito a Martinusio fecero fronte al nemi-

Vania, fu eletto re d'Ungheria;


I

ma

ma

poi insospettitosi

il

dinando

d'Austria nel

528

lo costrin-

cardinale mantenesse corrispondenza

se alla fuga,

ed a

ritirarsi presso

Sigismon-

co' turchi, lo fece assassinare, e fu sepol-

do
li

re di Polonia suo cognato. Ivi imil

to

prima

in
,

Alba Giulia e poi

in

Weis-

plor e ottenne

soccorso di

Solimano

semburg

a lato del prode vaivoda \]\-

sultano de'lurchi, col promettergli di


rimise sul trono in

niade. Iddio fece terminare con fine tragica gli uccisori del cardinale.

divenire suo vassallo e pagargli tributo.

Intanto
i

.Solimano

li

Buda Giola

guerreggiando
i

gli

austriaci ed

turclii

vanni, continuandosi da questi

guerra

transilvani pi maltrattati o

meno sof-

contro Ferdinando
finche nel
1

con alterni successi;

ferenti,

neli554 richiamarono da CassoI

536

concluse un trattato Gio-

via^ov'eransi ritirati, Elisabetta col figlio,


a cui
cati

vanni con Ferdinando I, il quale convenne che alla morte di Giovanni egli ricu-

Ferdinando

negava

promessi du-

<Ii

Ratibor e di Oppelen nella Slesia.


la

pererebbe rUngheria,e cheseGiovanni

a-

Tosto cojnparsi,

nobilt del paese giui

vessedalla sua mos;lieElisabelta di Polonia

r loro fedelt, ed
Transilvania. Narra

turchi accorsi in lo-

un

figlio, la

Transil Vania sarebbe

smem-

ro difesa presero parecchie piazze della


il

brata dall'Ungheria ed eretta in principato a favore di quei figlio. Verilcalosi


il

liernino v\Q\VIIisto-

ria di tutte VHeresie, che Dio per dare

caso

neh 540

colla lascila di

Giovandicono

ni

Sj^ismoudo Zapolski, che

allii

maggior pregio alla sua santa legge, e maggior confusione a'tedeschi ribelli alla

T R A
sua fede, innalz
gli eieliii

97

come

in callecira

contro

za posterit e senz'essersi

un turco, poich vedendo SoTransilvnnia dall'ereedegli Antitrinitari (^'^'Jt

Alba Giulia
la

a'

ammogliato, in 12 marzo i Sy r. Egli ebbe

limano
detti

II infetta la

sciagura di lasciarsi infettare dall'ere-

sie degli y^r/V//

sia

pure IJnitarii (V.) ^ veleno portatovi da Giovanni Daldrada, non meno degli errori Aq Luterani (F.) predicali da BnrlolomeoCorvata, disdegnando tali mutamenti
di religione,

gressi in

cWSociniani (F.), che aveafitto proUngheria e Transilvania col favore delle turbolenze. A' 2 i maggio gli
Transilvania elessero per loro prin,

stati di

cipe Stefano Batthori

signore possente,

per

la

quiete stessa

prode, virtuoso, affabile e bello della persona.


le
li,

de'popoli e pel politico governo del principato, ordin che da quella provincia tutti

La sua
corti di

elezione fu confermata dal-

due

Vienna
si

e di Costantinopo-

gli eretici

andassero lontani, proibendo

colla condizione
i."*

riconoscesse vassal-

COI

pena

capitale,

che niuno della Tran-

lo della

e tributario della -2/ Stefano


f,

silvania osasse di professare altra religio-

era gi slato addetto a Ferdinando

ne che l'antica del paese! Opportunatnenle

combattendo per
gione:

lui

era stalo fallo prii

osserv l'annalista Spondano: Q/fO<i? ;;2-

ma

la

sua affezione e

suoi servigi

curaui conservationis antiquac religionis ha hcrety quarn ipsemct catholici principes. Nel 559 mori la regina, e Gio. Sigismondo suo figlio dov difendersi non solo contro gli atistriaci, ma ancora contro proreris, ut
infldcls potioreni
I i

rex

furono ricambiati ingratamente. Il principe Gio. Sigismondo l'avea tratto alla sua
corte e incaricato d'una missione impor-

tante a Massimiliano

II,

che

lo fece

arre-

slare sotto pretesto d'aver contravvenuto


alla tregua. Egli pass nel

suo carcere 3

pri sudditi, per la violenta sedizione suscitata da'szekieri, cui represse


za. Nel
I

anni, da

lui

impiegali a istruirsi, conver-

con fermezI

sando

co'dolli nello studio della storia e

563 avendo Ferdinando


al figlio

ceduto
11,

nella lettura di

buoni

libri.

Tale fu

il

prin-

l'Ungheria

Massimiliano
lui

Gio.
la

cipe che

si

scelse la Transilvania. Brillail

Sigismondo
gio.
tartari

contro questi

continu

va troppo

guerra e riportsu di
I

qualche vantag-

perto dalla gelosia. Nel

suo merito per essere al co575 Stefano fu


1

che l'aveano aiutato, divennero colle crudelt da essi esercitate in Ungheria e in Transilvania novelli nemici

obbligalo a imbrandir

le

armi contro Be-

quessi competitore nella sua elezione, che

per

lui

da combattere. Nel i ^^' die lo-

non potendo perdonargli la preferenza riportata, non cessava d'eccitar la Transilvania a sollevarsi. Bequessi assediato nel suo castello, prese vergognosamente la fuga, e assicur colla sua evasione la tranquillit della Transilvania. Innalzato Ste-

ro battaglia, nella quale

20,000

di

quei

barbari furono tagliati a pezzi. Finalmente

neliSyo a mediazione
si

del re di Pololi,
il

nia

pacific con Massimiliano

ad intitolo

saputa de'turchi: perci rinunzi


di re,

fano nel dello anno al trono di Polonia, nel


I

ed assunse quello di principe sere-

576 cede

al fratello

Cristoforo

la

Tranre

La Transilvania interiore gli fu abbandonata come suo patrimonio, e si disse che dopo la sua morte, l' ulteriore
nissimo.

silvania coH'assenso degli stati; e

come
il

invi a
rio
te

Roma ambasciatore a PapaGregonipo*

n,per rendergli ubbidienza,

Transilvania, di cui godrebbe dinante

la

sua

vita, ritornerebbe
li.

all'imperatore Mas-

Andrea Battori(F.),c\\e poi fu creato cardinale. Le infermit di Cristoforo resero brevissimo e languidissimo
il

similiano
to,

Nell'accordo Cu pure statui-

suo reSi-

che nel caso morisse senza posterit, gli stati di Transilvania eleggessero un principe che sarebbe dipendente da casa d'Austria.

gno; mor

neh 58
si

lasciando
l

due

figli,

gismondo

Battilori

che

gli

successe, e

Griselda che

marit con Zamoski can-

Gio. Sigismondo in
VOL. LXXIX.

fatti

mor

sea-

celliere di Polonia. Eletto

Sigismondo
7

II

98
cipe,

TRA
stante
segu'i
le
il

T R
il

dagli sin! di Transilvnnia per loro prin-

ne

fl'ce

governatore
i

ciigino cardicletlo
i

precedente convegno, l'ingresso solenne a'25 giugno,perchcos vigiII

nalBafthori.Nel

^C)i

appena

il

Pa-

Sigismondo

per mo^tiare
la

la
s.

pa Clemente Vili, per conciliare principiBallhori nelle discordie insorte tra loro

riverenza e divozione verso

sua gran Sede ed a

da 8 mesi, e per confermare

transilva-

ri

Papa Clemente Vili. Fu incontrato fuodella citt 3 miglia dal Gosica accom-

ni nella religione cattolica, pel servizio di

Dio e per amore verso Sigismondo IT, pieno di zelo invi per nunzio in Transil Vania
to
il

friulano

mg/

Attilio

Amalleo5dolci-

pagnato da molti gentiluomini a cavale giunto presso la porta tutti smontarono da cavallo e il prelato dalla carrozza, il quale dopo complimenti mont nello,

ed eloquente, gi segretario della

la
il

carrozza del principe. Nella citt olire

Gregorio Xill. Giunto nel monastero gi de'gesuili, presso Claudiopoli,allora una delle 7 citt di Transilvania,
fra sotto

popolo accorso trov 5oo fuiti della


nelle

guardia di sua Altezza schierati, e cos fu

accompagnato

stanze deslinalegli

preso alloggio in esso nella met di maggio, partecip il suo arrivo a Stefano Gioe

nella casa de'gesuili. Ne! giorno dell'udien-

za pubblica, Stefano Ballhori qua! princi-

maestro di camera del principe e gi stato ambasciatore in Roma. Quesica,allora


sti

pale personaggio della corte,accompagnalo

da cavalieri

a cavallo,

si

rec colla caril

fece le scuse di sua Altezza

il

principe

rozza del principe a prendere


il

nunzio,

Sigismondo 11, perch il pontifcio invialo dovea trattenersi in delto logo, non
conveniente alla dignit della s. Sede, e ci finche fossero partiti dalla sua residenza

quale fu incontrato da Sigismondo If quasi al capo delle scale ed accolto con

grande umanit, ta che il prelato


la

e gli oi\n la

mano
il

drit-

ricus. Indi passali nel-

d*Alba Giulia due cbiaussi mandati


quali erano ciicondalida'domiil

gran
il

sala d'udienra,

sederono

princi-

dal gran sultano per alcune differenze di


confini,
nii
i

pe e
in
il

nunzio col capo coperto, testando molti signori, ed piedi senatori ed


i

ottomani. Intanto

principe lo fece

prelato pronunzi quel discorso


riporta
il

lati-

incontrare e visitare da due suoi inviati,


co'quali
si convenne che il nunzio avrebbe fatto privatamente l'entrata in Alba

no che
ti;

Parisi,
t.

Istruzioni per
1

la segreteria, nel

2, a p.

e seguen-

poich a
il

Giulia.IIcardinalBatlhorieil fratello Ste-

riport

d'esempio e di saggio carteggio fra il nunzio e il Pa-

modo

fano

a'

parlari del nunzio

si

mostrarono

pa, nel cui

nome

rispondea

il

suo nipote
la

prontissimi di

gozio della

promuoveree aiutare il nereligione cattolica, mostrando


e virt l'altro fratello Bal-

cardinal Aldohrandini; riporta ancora

risposta che nell'ultima udienza gli diede


il

la slessa piet

cancelliere pel principe. Queste nozio-

dassare (meglio ziodel principe e padre di

ni riescono

pi interessanti, se
il i

si

consi-

Stefano e del cardinale), in adoperarsi per cosa s santa, e non meno di contribuire
ancb'egli ad

dera che l'Amalteo era


stolico inviato dalla
s.

."ministro apoal

Sede
il

principe di

una sincera e piena


il

riconci-

Transilvania, per cui

prelato tutto mi-

liazione loro col principe nipote e cugino,

nutamente
regola agli

descrisse nelle sue lettere per


altri

dalla quale

dipendeva

buon

esito degli

che potessero mandarsi


la stessa

(lari religiosi.Tali parenti di


II

Sigismondo

per nunzi nel principato; e per

eranoincolpatid'intelligenzecon

Amu-

causa procur d'essere ricevuto colla dignit dovuta a un nunzio pontificio, a cui
il

rat III sultano de'lurcbi, che avea invialo


la
i

tartari in

Transilvania a malmenaralla sovra-

principe rese ogni onore.Mentre

il

nun-

crudelmente; e di aspirare

nit della

medesima. Giunto poi

nella re-

sidenza principesca d'Alba Giulia, nono-

accadde un fatto memorabile. Demetrio Ugnadino,era uno di que'scellerati ministri, che infettarono
zio era in Transilvania

T R A
la

T RA
nntlo-

99

Transilv.nnia con l'eresa nrinna,

novala cogli errori ile'sociniani, e che

qualche dubbio sulla sovranit e indipendenza dellaTransilvania, esso fu tolto dalla

p la morte del Blandralajdi Francesco David, del l'aleologo, era rimasto solo in
j^raidissima slinja presso quelli della sua
sella,

dieta tenutasi in dello


3.
"il

anno

a Presbur-

gOjOveneirarlicolo
sil

principe diTran-

Vania venne riconosciuto per Prncipe

come
nel

per essere loro pseudo-vescovo, anche per alcuna sua erudizione.


s

libero col titolo (V Illiistrissinw. Narra io

Costui predicando nella domenica 5 luglio


len pio

Stringa biografo di Clemente Vili, che a sua persuasione avendo Sigismondo I!


fatta lega coll'imperatore e

maggiore

di

Claudiopoli o

con

lui

impaessi le

rjausenbnrg, spiegando una profezia di Amos nel cap. 8, dove parla della fame e
seledel

rentatosi,

non che

sottrattosi dalla divo-

zione de* turchi e preso contro di

chedovea esser nel popolo ebreo, l'applicava alla fame e sete


di Dio,

Verbo

armi, e quindi fra


dell'esercito

le

altre imprese

con in-

finito valore vinto

spirituale, ch'era per patire in


pi
il

que'lem-

popolo cristiano: e

in

quel punto in
il

cui voleadicliiarare qual fosse

Verbodi

Dio, percosso d'apoplessia, cadde sopra il pulpito, e col vomito di molta flemma, rest impedito della lingua in modo che

Sinan pasci generale ottomano, il medesitno Clemente Vili volle rimunerare tanto valore e vieppi incoraggiarlo, con ispedirgli un nunzio col cappello e la spada consagrata, cio \oStoccocBcrrcltone ducalfK.Jhiinedelti , e certa somma di denaro promessagli per questa guerra.
tali

non po* pi esprimere parola; il che si pupiamenlecredere essere stalo un particolare e giusto giudizio di Dio,
le
il

Veramente

onorevoli e distinte insegne furono

qua-

presenlateal principe da mg.*^ Anguisciola. Il

prevedendo, che falsamente dovea in-

nunzio Alfonso P'isconti (F'.j^^va di


e vescovo di Cervia,
i

seguarequalfosseildivin
volle permettere, ch'egli

Verbo

non pi lungamente
suo,

Vienna
spedito

dellachianail
al

che il Car."nunziodaClementeVIII

ingannasse

il popolo transilvano. JNella mattina seguente pass infelicemente di vita, probabilmente a patir le pene meri-

chia, cui

duca di Transilvania e Valacmollo giov col consiglio e coli

l'opera nella guerra contro

turchi
II

fu

tale pe'suoi peccati.


te

II

nunzio
il

di

Clemen-

quello che port a Sigismondo

buona

Vili ebbe a

compagno
il

p.

Alfonso Ca-

quantit d'oro: pass poi in Polonia e fu

viglia gesuita,
ti

quale die saggi e rilevanconsigli a Sigismondo II, nelle sue ver-

tenze co'parenli, sdegnati per essersi collegato coll'imiieratore, al quale poi invi
il

marzo 1598 Creato cardinale. SigiII ricev altra buona somma di denaro e la decorazione del Toson il'oro da Filippo II re di Spagna; nel 1596 acnel

smondo

del titolo d'arcivescovo d'Atene, ed

Dipoi l'Amalteo fu insignito ebbe la nunziatura di Francia nel congresso di Vervins. Nelif)f)5 Sigismondo li stretto con nuova lega coll'imperatore Rodolfo li
religioso.

compagn Massimiliano arciduca d'Austria nella campagna d'Ungheria, ed ebbe


la

maggior parte delle sue


il

spedizioni.

Ma

l'anno dopo

timore di cader nelle


adottare
il

mani de'tmchi
tito di

gli fece
essi e lui

par-

contro
vanti

turchi,

merc un
s.

trattato conclu-

porre Ira

un inciampo che

so a*4 marzo, sconfisse


il

castello di

il visir Sinau daGiorgio nella Schin-

non

fosse loro fucile

superare. Recatosi

a Praga trattcoirinperaloredelloscam-

s'oun^ prese la piazza d'assalto,

espugn

bio de'suoi

stali

co'sumtnentovali prin-

alcune

cittjC nel
stati

novembre successivo torcoperto di gloria e ricco

n ne'suoi
di bf)ttino.

dolfo
pri

Sigismondo II coll'unirsi a Ronon avea per dimenticato prointeressi. Se sino allora vi fosse sialo
II
i

Ratibor nella Slesia. Taleabdicazione vennecelebralada molti come un atto d'eroismo, mentre la maggior parte la riguard qual elfetto del cacipali d'()[)pelen e

priccio edi luuistrunu pusillanimit. L'c-

loo
sito giuslifc
I

TBA
quest'ultima opinione.
li in

TRA
Nt^l

dall'imperatore per luogo del suo riliio.


Poscia avendo tentalo di nuovamente sommoversi , fu arrestato e spedito prigioniero a Praga, ove mor nel 161 3 senz'aver avuto
figli

5c)'o

Sigismondo
si

esecuzione di quel

trattato

rec in Islesia nel giugno,

ma

tosto disgustatone ne pai ti per tornare in Transilvania, e per un nuovo tratto di

dalla sua sposa Cristi-

sua leggerezza nel iSggin vest dellaXransilvania, col consenso degli stali adunati
in

na d'Austria. Neli6o2 dunque, divenuto r imperatore Rodolfo II padrone della


Transilvania, per
la

marzo, suocugino cardinal i?tf/tort ve-

delta cessione, istitu

scovo di Varroia. Questi fu taccialo di ambizione di dominio, tuttavolla i tran*

una
ti

specie di triumvirato per governare


1

lostalo. Nel

6o3

Iransilvani malconten

mostrarono contentissimi d'averlo per principe; e siccome pareva che fosse seguito divorzio fra Sigismondo e M." Cristina d'Austria, il cardinal ch'era semplicemente dell'ordine de'diaconi, invi al Papa il suo segretario Tomasi per
silvani
si

del suo

governo si diedero a Mos oMoi-

ses principe de'siculi oszekleri. Questi en

tr a'9 giugno dell'anno stesso io Veissemburgo, ossia Alba Giulia, che gli avea

volontariamente aperte le porte; ma nel settembre susseguente fu sconftto dagl'imperiali e ucciso nel combattimeulo.

ottenere dispensa di sposare l'arciduchessa, la

quale

in vece

si

rec a Gratz e ve*

st l'abito religioso. 11

cardinale,per

quan-

to narrai nella biografa e per sospetto

In detto anno la Transilvania fu afELtta gravemente dalla pestilenza. Nel 1 6o4Mos s' impadron di Claudiopoli, e il magistrato per opera de'sociniani e calvinisti

non god lungamen* 1' anno stesso a'28 settembre stato sconfitto presso Hermannstadl da Giorgio Basta generale dell' imperatore e da Michele vaivoda di "Valacchia, e 3 giorni dopo sorpreso dal nemico valacconellasua fuga, mentre rifugiato in una spelonca recitava Icore canoniche a lume di luna, gli fu troncata Ja lesta da 5 va lacchi; il suo corpo fu trasportato in Alba Giulia, e poi sepolto in
d'inclinare a'turchi,
te del principato,

essendo

distrusse da'fondamenli

il

collegio de*

gesuiti, per l'opera mirabile de'quali e-

rasi colla dottrina loro e zelo in Transil-

vania accresciuta

la

cattolica fede.

L'em-

pio Mos fece imprigionarci gesuiti, e bargi. Nello slesso

baramente molti ne uccise, tutti oltrasanno la Transilvania si ribell di bel nuovo e con essa una pnrle
la

dell'Ungheria sotto

condotta di Stefa-

Claudiopoli in magnifico

monumento.

no Botskai nobile ungherese. A'5 dicembre Stefano die battaglia al conte di Beigioioso generale degl'imperiali e lo sconfsse
le

Presso

il

cardinale trova vasi nunzio apo-

stolico di

Clemente Vili, mg."^ Germano de'marchesi Malaspina vescovo di s. Seil

compiutamente.

Il

generale imperia-

Basta portatosi in Claudiopoli o Clauri-

vero, inviato pure in Polonia,

quale a-

senburg, dal preposto de' gesuiti fece


benedire
nisti,
il

vea tentato pi volte passando da un cam-

duomo

che iniquamente avesociniani e calvi-

po all'altro, di pacificare guerreggianti, onde vietare 1' ulteriore spargimento di


i

no occupato

gli eretici

sangue cristiano, senza successo per

le op-

dedicandolo alla B. Vergine e a s. Giorgio, e le loro imnagini pose nell'altare


gesuiti, e

poste pretensioni de' contendenti. Sigi-

smondo
governo

II

voleva ripigliarsi di nuovo

il

maggiore. Consegn la chiesa a' perch vi potessero erigere un


le

della Transilvania, ma battuto pi volte e specialmente a*2 agosto 60 a Moitin, la rinunzi un'altra volta nel
1

collegio die loro

migliori case ch'erano

rimpetto
i

1602

si

ritir nel castello di

vitz (culla de'principidi tal

Lobkonomede'du-

Fu tanto lo zelo che impiegarono nella vigna del Signore, che dall'ottobre al Natale convertirono pi di 4000 alla cattolica religioal

tempio.

gesuiti

chi di Sagan) nella Ijoemia, assegnatagli

ue.

Per aver poi

il

Basta liberato Strigo-

T R A
lia,

TRA
un onoredi religio-

IDI

Clenienle Vili

gli scrisse

volissimo breve, ringraziandolo paternanuMjle.

gione alemanna nelle citt del suo dominio. Istruita la Porta 'ottomana di questo trattato

Quindi Stefano Dotskai


i

De protestante nell'aprile 6o5 si fece riconoscere dagli slati del paese per principe di Transilvania, e nel segnente no-

da Betletn o Bettleeni Gabor che aspirava al suo posto, invi contro di lui

due corpi

di

truppe comandati

Tembre

fu dal sultano Acaiet

I,

sotto la

l'uno da Sandar pasci, l'altro da Ogli. Inseguito Batthori di piazza in piazza, e

cni protezione erasi posto, confermato in

vedendosi senza espedienti,

si

fece dar la

quel principato, non die in quelli di Mol-

morte

a Vallenese da

uno de'suoi
il

soldati

davia e di Valaccbia, de'quali erasi del


pari impadronito aggiungendosi
tli
il

a'27 ottobrei6i3. Osserva


vania
lita

Gontin nel
in Transil-

titolo

Dizionario dell' eresie^ che


la religione cattolica fu

re.

Nel

1606

col trattato concluso a*

quasi abo-

23 giugno

tra la corte di

Vienna eia Por-

sotto Gabriele Batthori, n

la, n()t>kai si fece

riconoscere dall'impe-

ci a ristabilirsi se

incominnon dopo che l'impeil

ratore per principe di Transilvania, conte


de'Slctdi e palatino d'Ungheria; dignit
elle
si

ratore Leopoldo

ne acquist

dominio.

Bellem-Gabor o Gabriele Betleem, nobiungherese e calvinista, persecutore del predecessore che lo avea ricolmato di beneficenze, fu dichiarato principe di Tranle

perpetuerebbero nella discenden'

za maschile sino alla sua estinzione, e do-

po di
I

essa la Transil vania ritornerebbeal-

inperatore, o piuttosto alla casa d'Au-

silvania
titolo

a'3o ottobre da Sandar


gli

pasci,

stria.

Mor Stefano
a'

a Cassovia, dicesi av-

che

velenato dal suo segretario ad istigazio-

raccolti
si

venne confermato dagli stati ad Hermannsladt. NeliGig egli


ribelli di

ne de' turchi,

28 dicembre dell'anno

dichiar protettore de*


essi

Boe-

stessOjSenza lasciar prole dalla

moglie Caterina figlia delcontetIogarassi.A'22 febbraio 1607 Sigismondo di Pelsoe Vadas


principe di Racoczi (e non Ragotski), che
era distinto col suo valore nell'Unghei

ria conro

turchi, fu eletto a suo

mal-

grado

in

et avanzata principe di

TraoII

silvania dagli stati convocati a Clauseu-

burg. Dissimul l'imperatore Rodolfo


tale elezione,

ritornare do[)o
.sta
il

die

la

dovendo il principato a lui la morte di Cotskai, giseguito trattato. Nel 1608 Racoczi propria abdicazione a motivo delle

una lega. Mentre l'imperatore Ferdinando II era intento a soggiogare il paese,entr Betlem nel mese di settembre nell'alfa Ungheria alla testa d'un esercito, facendo portare davanti a lui uno stendardo sul quale erano e/figiati due cavalieri che univano le loro mani e nel basso leggevasi questa divisa Confederato et Conco'dia. Non trovando quasi ninna resistenza, egli si avanz sino a Presburgo, di cui impadronissi il 20
mia, e concluse con
:

ottobre, e
d'

si

fece riconoscere a principe

si ritir a'Sarrento, ove mori nel 161 3 in una felice oscurit, lasciandoun figlio di nomeGiorgio,chepoi regn in Transilvania.Nel 1608 Gabriele

sue infermit, e

Ungheria. Vienna attendevasi gi di vederlo sotto le sue mura e ne tremava per ispavento; ma la mancanza de'viveri
l'obblig a retrocedere. Fermatosi a

hausel
ti

Battilori successe a Racoczi, elettovi dagli

efivorito da'lurchi. Informato che l'imperatore si apparecchiava a far valere


stali
i

la

Neuconvoc un'assemblea degli stad'Ungheria, di Slesia e di Lusazia, nelquale fu fermato a dichiararlo re d*


vi

suoi diritti sulla Transilvania, lo pre-

successo fu

venne col mezzo d'una deputazione, il cui un trattato col quale egli veniva riconosciuto per vaivoda di Tran*
iilvauia,a condizione di ricevere guarni>

Ungheria; ma la proclamazione e V incoronaraento furono ad altro tempo diffv?riti. Il conte di Buguoi riprese Presbur-

go

a'

IO maggio
Nel 1624

i()2 r, e

mise poi

l'asse-

dio a Neuhausel, ove rimase ucciso a' io


luglio.
1*8

maggio Bcllem con-

I02
eluse a

T R A
Vienna
co'siioi

TRA
deputati un tiat*
li,

battere, se veniva eletto,i cosacchi co'quali


i

lalo di pace con

Ferdinando

merc

il

polacchi erano in guerra, o con

cnsi

u-

quale fu riconosciuto principe di TransiIvania,rinunciaiidoal litolodire d'Ungheria, ed ottenne


di
i

nirsi se rigettalo.

Questa alternativa pro-

posta con indecenza lo fece esci udere.IVIori


nello stesso

ducali d'Oppeleu e
i

Ratibor nella

Slesia. Nel
II

629
di

sentensi

sere stato

anno a'24 ottobre, dopo esammogliato due volte, la ."con


i

do che Gustavo

Adolfo re
in

Svezia

Sofia figlia di Stefano Betleem, da cui eb-

apparecchiava a penetrare
egli fece preparativi

Germania,

be Giorgio
2..^

li

Pvacoczi che gli succese; la

per entrare in

Un-

gheria.

Ma

un'idropisia sopravvenutagli
il

ftce svanire

progetto, e ne mor nel nostesso.

vembre dell'anno

Nel testamento
II

Susanna Lorentza che gli die Sigismondo poi duca di Monlegatz. Questo principe morendolasci suoi slati accresciuti dalle due Valacchie da lui
volta con
i

legall'imperalore Ferdinando

un ca-

conquistate, e grandi ricchezze, che alla

vallo di gran prezzoe riccamente bardato,


oltre
re

40,000

ducali; simile legato fece ni


li figlio

smodata ambizione del suo successore porsero mezzo di scialacquare in pura perdita, Nello slesso ottobre

d'Ungheria Ferdinando

del-

1648 Giorgio
i

II

riu)peratore, ed anche al sultano


rai IV.

A mu-

fu eletto successore al padre. Nel

655 la

La bizzarria di questo testamento nonismenl punto la condotta tenuta dal vaivoda nell'amministrazione de* propri affari, unendo a grandi qualit un po' di follia. Sua moglie Caterina di BrajideburgOjda cui non ebbe figli, gli sopravvisse,
eresse la Transilvaniasinoalla tenuta degli stali.

Polonia

si

vide

immersa

in
il

grave costerre Gio. Casiallo-

nazione per essere stato

miro respinto sino alla frontiera da cuni polacchi che aveano chiamato a
ro soccorso
il

redi Svezia. Racoczi reput

favorevole l'occasione per farsi egli slesso


liconoscere a re di Polonia; e nel

1657
le

Questi nel i63o elessero a

Va-

entr in questo regno per congiungere


fitto nel luglio
riali, dov

radino Stefano Betleem prossimo parente

sue armate con quelle degli svedesi. Sconda'polacchi e dagl'impestali

neli63i ne rivocarono acclamarono Giorgio Racoczi l volgarmente detloRagotzi, figlio del suddetto Sigismondo. Determinato di farsi indipendente, egli non corteggi n l'imdel defunto, indi
l'elezione e

tornare ne'suoi

niestici, infelice

avanzo

di
la

con 3o doiS o 3o,ooo


legge da'vin-

uoiriini,

dopo aver subito

citori.ll sultano

Maometto IV, sdegnalo


ordin a'transilvani di
11 finse

peratore n

il

sultano, e

si

colleg cogli
la

di tale invasione,

svedesijCo'quali saccheggi
i

Polonia; ed

daigli

un successore. Giorgio

di

protestanti d'Ungheria trovarono in lui


1

dinietlersi dal principato a' 12

ottobre
for-

un ardente difensore. Nel 636 attaccato


da'turchi protettori della casa di Betleem
cui egli maltrattava, R.acoczi

i658, per evitare una deposizione


male. Gli
stali a lui

sostituirono
11

il

conte

tenne lor

Redei,

ma

Giorgio

poco dopo locacla

fronte e vigorosamente

li

respinse.

Nel

elo. Indi
la
l'

entr in negoziazioni per porre


protezione del1,

1644
di casa

P^'*

f^*'

""^ diversione

alle forze

Transilvania sotto

d'Austria impiegate in
gli svedesi,

contro

Germania piomb suH'aha Unmaizo


e

imperatore Leopoldo
scliierarono sotto
essi

ed essendovi
folvessilli, fi-

riuscito, gl'imperiali egli


la si
i

ungheresi in
suoi
il

gheria, devast molte borgate o villaggi,

prese d'assalto Cassovia nel


cific coir

paa
a-

gli

n)arcicon

contro

pasci di

Ba-

recchie altre piazze, fitch nel 164^8! pa-

da ch'erasi posto
Intanto

in

campagna con

nuiie-

imperatore Ferdinando
1

111

roso esercito, e lo sbaragli presso A rad.


il

coudizioni assai vantaggiose. Nel


spir alla corona di l'olonja, e
nel
si

64^

granvisir avanzava^! con altra

present

armata

di

100,000

uou^iiu. Gli stali di

regno gou 3o,ooo uomini per coui*

Trausilvauia speduongli una deputazio-

TRA
ne per disapprovar la coiulolla del loro principe, lgli giunse sui luoghi, depose Giorgio n e nomin a sua vece Acasio
Ijarczai. Giorgio 11 rientr inXransilvania
stilulil

TR
d
gio.
a'

io3

suo principato, ma acconsenti ancora che gli succedesse suo figlio, e accortransilvani alcune condizioni che
il

lusingavano

loro

orgoglio T 8

mag-

dopo

parlilo

il

visir e fece
i

nuovi lenlalivi

per riacquistare

suoi siali,

morendo

quest'epoca Abafli I visse tranquillamente sino alla sua morte accaduta


nell'aprile
il

Da

Varadino a'iG giugno 1660


(iuile e

dalle ferite

riportate nella battaglia condjatlula tra

figlio

1690, e gli successe nel maggio Michele Abaffi li, nato dalla mosotto tutori da-

Coloswar contro

turchi

altri

glie
tigli

Anna Bomemiern,
1

Indicono ucciso avanti Clausenburg. Ebbe da Sofia Ballhori sua sposa Francesco

dall'imperatore a motivo di sua miturchi dal loro canto


il

norennit.

nomi-

che entr a parte delle turbolenze d'Ungheria,il quale ebbe da Elena sua moglie Francesco-Leopoldo e Giulia Elena si
:

narono a quel principato


rico Tekeli gi ricordato,
olla testa di

conte
vi si

Emerec

che

24,000 uomini. Dopo aver


sgombraCostan-

rimarit con Emerico Tekeli


cesseli suo generale

capo de'
gli

conquistato parecchie piazze fu obbligato


di restituirle l'anno stesso, e di

malcontenti d'Ungeria. Nel 1660


vanni

suc-

KemeniJanoso Giodagli stali convocati

re dal paese; allora egli


tinopoli,

si

ritir a

Kemin, eletto

a Bistricz, in cui Acasio Barczai gli

ce-

de

suoi diritti al principato

pensione,

ma

mediante poco dopo liemeui lo fece


tradirlo.

Nicomedia nella religione cattolica. Nel i694Abafll li S[)e(lilo alla corte di Vienna fu coslrello
poi presso
di

morendo

cedere
I,

morire per sospetti che volesse


Postosi
periale,

poldo

suoi stali all'imperatore Leomediante una pensione di 1 2,000


i

Remeni
i

sotto la protezione

ime

fiorini e
la

il

titolo di principe dell'impero:

turchi lo deposero

neh 661,

nominarono in sua vece

nel 166*2 Michele^

pace di Carlowilz, de'2 5 gennaio 1 699, fra l'Austria e la Turchia, consolid tale

A balli

I,

che preso

in

guerra da' tartari

transazione; e l'imperatore Carlo

VI

nel

era stalo loro schiavo.

Remeni mor
il

il 1

1713

riun

la

Transilvauia all'Ungheria.
la

febbraio nella battaglia contro


Transilvauia. Nel
sino allora
i

coupe-

Da

qiiest*

epoca

Transilvauia rimase
la

lilore,chedivenne pacifico possessore della


1

definitivamente sotto

potenza

di casa

664

<^"P^

^^^^' s^'"
si

d'Austria a malgrado degli


sene. Abaill il
ivi

sforzi flittida*

vi lo

turchi in Ungheria,
nella tregua di

malcontenti posteriormenle per liberared

fece
ni

comprendere

20 anda
lo-

conclusa a

Temeswar

tra l'imperato-

re e la Porla. Egli fu riconosciuto

ro a vaivoda di Transilvauia colla


della provincia.

rati-

fica degli antichi limili, leggi e privilegi

Ma

la
i

suaittcliiiazionefu

mor a Vienna neh 718, pure cess di vivere la sua sposa Caterina Belleem. Il ricordato Francesco figlio di Giorgio II Racoczi, lasci il figlio Francesco Leopoldo, che si trov ravvolto nelle turbolenze d* Ungheria,

8em[)re pe'lurchi, e

malcontenti d'Unlui soc-

quando sua madre Elena rimaritaTekeli viiilmente


le

gheria trovarono sovente presso di

tasi col

sostenne;
il

ma
ca-

corro e

asilo.

Nel 1687 essendo Carlo

IV

obbligata dagl' imperiali a cedere


stello di

duca

di

Lorena [)enelralu
I

nella Traudii-

Vania,

la

sottomise senza devastarla. Al


era fuggito, e coslati,
si

suo avvicinarsi AbaH


stei

Munkats, dopo lunga difesa, fu condotta a Vienna colla figlia Giulia, e rilegate nel monastero delle orsoline
;

nato per

la pei dita

de'suoi

gel

iiienlre

suo

figlio fu

tradotto in Praga e

lo a'piedi

deiriuiperalorc e

gli riusc pie-

dato in educazione

u* gesuiti.

Nel i()<)3
i

garlo nel [nomellergli di servirlo ledei


utente e di troncare ogni intelligenza col
turco. L'impeiatorcnouboldmcnlc gli rc-

Francesco Leopoldo Uucoczi lasci


precettori, viaggi in
^[^os a
Italia e nel

suoi

1694

Colonia

la

principessa Callotta

io4
Amalia
figlia di

TRA
Carlo landgravio d'Asdi

TK A
slellodi Trenskin.

Papa Clemente XI

ter-

ia-Piliinfeid.

La corte

Vienna non

vi-

de con soddisfazione questa unione, ed nemici di Racoczi ne aumentarono la


ungheri e de* Irannel

rovinare Racoczi nel 1709, col di vieto da lui fallo al clero di Trausilvania di non riconoscere altro sovrano che
di
il

min

diOidenza, facendolo credere autore della insurrezione degli silvani,

solo imperatore.

Avendo
il

la

nobilt cat-

tolica seguito l'esempio del clero, Racoczi

onde fu arrestalo

1701

nel

lasci bruscanjente

suo esercito a'afeb*

suocastellodi Saaros d'ordine di Leopol-

braio 7
1

o,passinPolonia,indi inRussia.
la

do

e condotto a Neusladl;

ma

venen-

Durante

sua assenza Karoli generale

dogli fatto di evadere, fuggi in Polonia,

de'confederali e alcuni de' loro deputati

ove si un col conte Beresini coH'inteudimento di redimer se slessi e lorocompatriolti dal dominio austriaco.Frattanto Ja dieta d'agostoi yoS, tenutasi a Weissemburgoo Alba Giulia, elesse llacoczi a
i

segnarono a Rarol un trattalo di pace conforme a'desiderii di casa d'Austria. Racoczi giunse in Francia oeli7i2 e vi fa accolto con amore da Luigi XIV, nella
cui coite lo resero accetto le sue
nobili

principe sovranodi Transilvania.Ed egli


nel seg.uente settembre ne convoc altra,
in cui perla 2." volta fu acclanjalo prin-

maniere.

Ma

mentre ricercava l'amicizia

de'grandi, pensava con piidi lode di rendersi accetto a


site

Dio

colle frequenti sue vi-

cipe di Transilvania, duca e capo di tutta

pressoi camaldolesi di Grosboisa

4 le-

l'Ungheria e padre della patria. Per sotener questi titoli, egli non ebbe in principio che

ghe da Parigi. Finalaiente ivi fiss la sua dimora nel 1710 do[)0 la morte di Luigi

5oo

fanti e

5o

cavalieri.

Ma to-

XIV. Nel 17 17 perisperanze


cepire dalla Porta, contro
il

fattegli

con-

sto in 3 anni
sercilo di

gli riusc di

formare un ee co' rasi-

parere dello
si

75,000 combullenti,
il

czar e del reggente di Francia,

rec in

pidi successi ottenuti, port

terrore

Adrianopoli. Al suo giungere in Turchia

no

alle porte di

clusi

con Giorgio

Vienna. Petrattali conla Francia 1 liacoczi


,

non erano
tano;
la

pigl'islessi gl'interessi del sulin lui

Porta non vide pi

che avea

avea garantiloil manteuimenlodi sua casa nel principato d Trausilvania nel caso di elezione.Francesco a vendo ricordalo

a questa corte

le

prese obbligazioni, col

chiamalo che un amico di poco momento e un ospite a proprio carico. Per cui egli sollecit il permesso di tornare in Francia, ma vi si oppose il reggente; nondi-

DOtificargli la sua elezione, fu

da Luigi
di

meno

vi

fu accolta

la

principessa sua sposa,

XIV
ove
i

ordinalo

al

marchese d'AlIeurs

riconoscerlo a piSncipe di Trausilvania,

che morta nel 1722 fu sepolta presso le carmelitane scalze di i^arigi. Racoczi ab-

confederali rinunciassero
al

formaU

bandonato dagli uomini saviamente


volse tutti
i

ri-

dominio di casa d' Austria. La condizione fu adempita nel marzoi707 dagli stati d'Onod. iXel l'ottobre, essendo stato balzato dal trono Augusto II re di Polo)ia, polacchi ad istigazione di Pie-

mente

suoi pensieri a Dio, e


alla penitenza.

si

die
riti-

interamente
ro compose
1

Nel suo

le

sue

Memorie stampate
rivoluzioni

nel

7 39, in
Il

mezzo alle

d'Unghe-

ria.

suo testamento politico e morale,

tro

il

Grande
il

czar di Russia, voleva-

no

collocarvi

principe di Trausilvania,

Ma
tria.

R.acoczi ricus tale

onore incompapauiiziali egli

stampato meditazioni e soliloqui, un commentario sul


altro flutto di sua solitudine, fu
poi nel
I

731. Inoltre
le

scrisse diverse

tibile

cogl'impegni da
Tra'suoi primari
il

lui presi colla

Pentateuco, e

sue confessioni sul


s.

mo-

avea

dello di quelle di

Agostino. Mor nel

de'traditorijde'quali

piii

pericoloso era

1735

in

Rodoslo

nella Piomania, dicesi


il

Ladislao Oclai, che fu causa della totale


coufiUa riportala nel 1708 presso ilca

con edificazione, ed
sferito presso
i

suo cuore fu tra-

camaldolesi di Grosbois, i

T R A
suol
figli

TRA
Il

105

Giuseppe, Giorgio e Carlotta

vescovato di Transilvania prende

non ehijero prole. Nel 1763 rimperalri* ceM.' Teresa regina ti' t/^//g"/tenV7, eresse
la Transiivauia in gran principato indipendente governalo da una reggenza. Questa si compose del governatore gene,

dal gran principato

il suo nome. Dicesi pure di J^Vcissemhurgo dalla diocesi nel quale si estende. Due sono comitati di
i

Weissemburg,
l

inferiore l'uno, superiore

'altro.

IVeisscnihurg inferiore oCarlsinferiore^ co-

rale

come

presidente, di
I

2 consiglieri re-

hurg o Karlshurg o Alba

ferendari, di

segretari.

Venne quindi
in

mitato di Transiivauia, paese degli ungheri, coperto da'Carpazi e dalle loro


ratnificazioni. Dividesi in

considerala

la

Trausilvania

parte mi-

litare e in parte civile: la i." costituita da*

due

circoli,

su-

Confini Militari, di cui parlai a Segna,


ossia fionliere fia'terrilorii austriaci e ot-

periore e inferiore,

il

i. "contiene le

mar-

tomani, suddivisi in 5 generalati,


de'quali
si

il

5.

che d'Alvincz, CarUburg, Migyar-Igen, Kis-Enyed, Olfen-Ranya, Zalulhna; il 2.**


le marche di Balasfalva, s. Benedek, Csombord, Nagy-Enyed, MarosUjvar, Strasburgo. Gli abitanti sono cir-

chiama de'confni

transilvani;

abbraccia

la 2.* costituita nel territorio civile

go-

slrelli

verno suddiviso ne'suddescritli grandi dio paesi. Perci, pi che prima la


le
1

Trausilvania segui
dell' UngIicr{a(P".).

vicende politiche
i 1

N e m e m o ra b

e 1848
I

90,000, ed il capoluogo Carlsburg. IKeissenihurg superiore o Alba superiore^ comi tato dellaTransd va uia, paeca
11

rD)peralore d'Austria Ferdinando

ap-

se degli ungheri, osservabile pel

modo

prov

la

fusione della Trausilvania con

ond' appczzato, componendosi di gran

l'Ungheria. Nell'ultima deplorabile rivolozione, la Transilvania pianse

numero
si

di ritagli di terreno separati gli

time, non compresi

caduti
la

4834 vitsul campo di


nazionalit,

uni dagli altri, e di pezzi incastrati ne'paede'sassoni e degli szekieri;


il

risulta-

battaglia

cio,
1

secondo

442 ^rumeni, 65 magiari, 232 sassoni


72
di varie altre nazioni;

mento delle guerre ch'ebbero traesse per lungo tempo le nazioni sassone e ungherese.

secondo
greci

la

pro-

Vi

si

trova

il

fessione religiosa,

20o5

non

uniti,

65

villaggi ripartiti in

borgo Fiirslenburg e 5 marche, Bolya,

236

greci uniti,

3o

altri cattolici,!

se-

Biirks, Palos, Peselnek e Reten. Gli a-

dicenti riformati,

287

evangelici. Per sen-

tenza dell'autorit rivoluzionarie e de*


giudizi slataiii furono giustiziati

743

in-

sommano a quasi 4o, eoo. La residenza del vescovo 'mKarlsbnrgoCarlsbourg o Alba Giulia, o Alba Carolibitanti
ia,

dividui; negli atlacchi

ostili fitti

contro

Alba

Juliay citt reale, capoluogo del

singoli luoghi per parie degl* insorgenti

magiari verniero impiccati 28 individui,


fucilati

comitato di Weissemburg inferiore e della marca del suo nome, distante pi di


12 miglia da Ilermannstadt, e a 7 da Clausenburg, posta su d' una euinenza
1

706, ed ammazzati
tianiiilvaui.

in vari altri
in

modi 2879

Ecco

parte

il

risultato delle rivoluzioni. A'pochi cenni


riportati sulla Transilvania

in

ameno

e gradevole prospetto, sulla rivi

ponno sup-

va destra del Maros, che


la dice edificata

riceve

l'Om-

plm-",Cinloi\o^Co/ii/icntarii della guer-

poly. L'ultima proposizione concistoriale

ra

(li Traiisihaiiiay Venezia pel Giolito 1566. Ciro Spontoni, Ilistoria della

salubri potitur coelo,

TraiisiL'unia ^ Venezia i638. Benco , Transilvania^ sive niagnus Transilvaniae principaliiSf Vind()bonaei778. iSestini,

Viaggio

seienli/ico anlquario

per

1800 eontinet doniosy atipie 5,6oo conipleetilur incolas , ipiorwn media pars tantum catholicani religioneniproflten* tur; onmes vero serenssimo Austria Ini' peratorisj qua Magno Transilvaniae
Principi in temporalihusoitemperaut, Si
divide in ducpurli|lu citt propiiauiuuie

la Valneelddy Transilvania ec, Firenze i8i5.

io6
lina.

TRA
una
col-

TR
ritarda
la

A XVI
e

delta, eia fortezza situata sopra

soppressione al secolo

mi

Tra* principali
s.

eciifiz,i

l'antica cat-

pare pi probabile. Dappoich


ni,

dissi nella

tedrale, di elegante gotica struttura, de-

biografa del cardinal Gabriele

Rango-

dicata a

]VIicli(de

Arcangelo, ristaurala
il

a'noslri giorni. Vi

batlisterio e la cu-

che Mattia re d'Ungheria lo nomin vescovo d'Alba nella Transilvania, traSisto

ra d'anime, atrnninistrata dal canonico

sferendolo poi ad Agria.'ed a sua istanza

parroco, qui et pociiittritiario inuncre


J'uugitur,
Il

IV

nel

1477

lo

cre cardinale; ed

capitolo

si

compone
il

di 4<^li-

Trau

parlo dell'illustre traurino Gio-

gnit, la 1/ delle quali

preposto magle

giore, di

6 canonici comprese

prebendi al-

de del teologo e del penitenziere,


tri

preti

e chierici addetti al servizio


la

divino. Contiene

cattedrale

sepolcri

della famiglia degli


di.

Hunyadi o Unniacomodo, che


vi

vanni vSlalileo che funse diverse legazioni anche a Paolo III, e fu vescovo di Transilvania. Ptistabilito da Papa Innocenzo XII per le istanze dell'imperatore Leopoldo I, benemerito della religione cattolicain Transilvania, ne fu probabilmente
suor." vescovo Giorgio Martonsi, poich
lo trovo

Non

oolfo distante da essa l'episcorovi-

pio, palazzo an)pio e

nominato
le

nella bolla del

1721
re-

nato per

le

vicende politiche, fu notabilsonoallre chiese


vi

per Fogaras, Episcopi latini Transyl-

mente restaurato. Non

vanensisj bens
i

Notizie di

Roma

parrocchiali, e nella chiesa de'Battori

gistrano seguenti vescovi. Neh

742 Frani

di (pieslo

un superbo mausoleo innalzato dal re nome in onore di suo fratello. Vi im convento di religiosi, l'ospedale,
il

cesco Klobusiezki di Agria, traslato dal


titolo
iti

partibus di Nemesi. Nel 749 Si,

gismondo Antonio Sztoyka de Szala e


Rrichfalva
Nel
I

seminario cogli allumi,

il

ginnasio cat-

di

Szigelh diocesi d' Agria.

un tempio calvinista e altro luterano, una chiesa pe'greci-uniti cattolici, una pe'greci non uniti o scismatici, due sinagoghe pegli ebiei, uno stabilimento per la prepar;izione del uiercurio, una nitriera, ed una fabbrica di polvere dacannone. II commercio non del tutto inattivo, e novera circa i3,ooo abitanti. Gi colonia romana Apuleiisis^ eredit il suo nome di Alba Julia, da Giulia Augusta madre dell'mperaloreMarc'Aurelio, che
tolico,

759 Giuseppe de'contiZ?<r/7^/if<^//, di Vienna, neh 760 trasferito a Colocza e Bachia, nel 776 a Strigonia, ove ne parlai, indi cardinale. Neh 76 [Giuseppe Ani

tonio Bastay delle scuole pie di


cesi diNitria.

Minz

tlio-

Neh 778

d.

Pio Manzad(H*
di di

barnabita di Vienna, traslato da Segna,

Neh 775 Ladislao de conti Rollonitz Vienna. Neh 781 Ignazio de Batthyan

ne pose
stria

le fondamenta, e quello di Alba Carolina dall'unperaloreCarlo V d'Au1

che

la

restaur, e fu piue per

lui

Reinethujvar diocesi di Gi varino. Questo dolio prelato autore di varie opere, comedelle Lcges EcclesiasticacHiuf gariac et Provinciariun ad/iexarum , Hermanstadt 1786. Essa non solo supplisce a tuttoci che

che dicesi Carlsburg o Karlsburg. Dice il Mi reo, Notitia Episcopatuiuiiy che fu


eretta in sede vescovile, e dichiarata suf-

manca
i

nella colle-

zione de'concilii pubblicata dal p. Carlo


Peterli, che raccolse sinodi celebrati nel regno d'Ungheria sino da s. Stefano suo
I

fraganea della metropoli di Colocza e


del, nella

lo

tuttora; ed altrettanto riferisce lo StaSi ha da Commaiiville, Hist.

i."re,

ma

di pii

una completa

istoria

Gcographiac Ecclcsiasticae, de Ics E-

pramualica della legislazione ecclesiastica,


la

quale viene illustrata

in singoiar

vcschcz^ che il vescovato ebbe origine nel


secolo XI, che la regina Elisabetta sop-

modo nella

preliminare dissertazione.

De

Synodis Vngariae. Ne danno

cotitezza

presse

nelj45o per

profittare di sue ren-

dile pel

proprio sosteittumealo;

ma

poi

V Effemeridi letterarie di Roma del 1787 a p. 1 99, Del medesimo vescovo ragiona il

TRA
Cinrinlc ecclesiastico di nonia,t.ciyp.

TRA
dipendono dal vescovo ialino
di

107
Transil-

i33, degli scrini e degli (illi: S. Gcrdrdi episcopi Cluinadieiisis scripta, et Acta haclenus inedita^ cura serie Episco-

por imi Chanadieiisiiim. Opera et studio lionata comitis de BattUyan Episcopi


Transili'aiiiae,k\ho Carolina
i

vania. Essi principahuente abitano inSzamos-Vjvar, abitata da circa 5,ooo individui (juando segu la conversione degli armeni scismalici non vi erano che 5oo
:

famiglie armene; altre citt in cui sono

7C)4-

^^^

pi numerosi Elisabeltopoli, ed Arraenierstadt citt libera e reale quasi inte-

i8oo Giuseppe Mai loroll


iiia

di

Tiansilva-

stessa.
s.

(E,^ di

lonico di

Nel 8 i6 Alessandro Rudnay Croce diocesi di Strigonia^caquella metropolitana e poi ari

civescovo di essa e cardinale. Nel 1820


gnazioile'liberi baroni Szepesy
di Agiia, indi trnslalo a

I-

deNegyes Cinque Chiese.

Nel 1828 Nicola Rovalz de Csil-Tusnad


della diocesi di Transilvania, gi parro-

ramente abitata da' medesimi. Circa il 171 3 gli armeni della Transilvania per opera del vescovo latino furono riuniti alla chiesa romana,insiemea o sacerdoti. Neh 741 fecero istanza alla s. Sede per avere un vescovo di loro rito, ma non furono esauditi, temendosi di aprire la strada con tal concessione di ritornare allo
i

co lodato e canonico di Varadino prudente

scisma.

11

parroco

di Elisabeltopoli

nel
i

e dotto;

mon
i

a'

guito di luarajJnio
nilo di lutti

5 ottobre 1802 in sesenile d'84 anni, uu1

1707 ebbe

la facolt di

confessare

la-

lini e di assolverli colla forinola latina.

confolli della religione.


il

Non

Gli armeni di Elisabeltopoli celebrava-

Papa Pio IX nel concistoro de' 5 del precedente marzo avea dichiarato mg. Lodovico Haynald di
vac
la

sede, poicli
1

no gi secondo
le latino,

l'uso Ialino 3

messe nel

Natale del Signore servendosi del messaVolle il Papa Clemente XI li nel 1762 tollerata questa consuetudine sino a nuova disposizione. Nella Transilvania eravi una missione apostolica aldata a'

"^

Szecseny arcidiocesidi Strigonia,gi cooperatore della parrocchia


di Pesi edeil.iB.Verginedi
di
s.

Leopoldo

Budaar,predi-

calore sagro, professore di teologia, segretario dell'arcivescovo diStrigonia e di esso

minori osservanti riformali, della <piale


era prefl-tto
il

provinciale

pr tempore.

cancelliere vicariale edirellore della cancelleria,

Questi religiosi erano autorizzati ad avere

cappellano aulico cesareo-regio,


coadiutore con futura successio-

una stamperia,

per

le

sue virt vescovo d'Iibron in par'

slessi

e di esercitarla perse con alcune condizioni, una delle

liliUSy e

quali
gni

ne del vescovato di Transilvania o Weissenburg e divenne ellellivo nel giorno


,

gli obbligava di mandare a Moina oanno il catalogo de'libri impressi, che doveano sempre riguardare il vantaggio

ilella

morte del suopredecessore,ed l'attuale pastore. Ogni nuovo vescovo tassato ne'llbri della
rini
1

camera apostolica in (io5oo, ascendendo le rendite a 8,000


1

Kanli la congregaziopropaganda fide mantiene il maestro di scuola sino dal 1672, coll'annuale onorario di scudi 5o. La piet tlell* imdella religione. In

ne

di

fiorini circa alicpiihus oiiei-ibiis graduili.

peratore Carlo VI, per provvedere

al

be-

La
ghi

diocesi
,

ampia, contiene molli luoet catholicornni niillid, \\\ questo


dell*

gran piincipalo ereditario


casa d'Austria,
la

augusta

religione cattolica la

Transilvania, nel 73G ordin, che lo camera della provincia pagasse annualmente scudi 432 per mantenere 3 alunni in Rone spirituale de' greci valacrhi
i

di

dominante, e gli scismatici e gli eretici vi sono tollerati: da una slafistiea potei ilcvarc che la maggior parie degli .dilanti (h Transilvania sono Jiallolici. Tra'
1

ma
da

nel Collegio
fidi
.,

Urbano

di propagati^
il

ci che

conferm

Papa.
(.li

III.**

alunno fu Aaron poi vescovo Eogaras. A (piesto vescovo poi dall.i congregazione
di

lallolici vi

sono pure degli iuujcnijc

lutti

propaganda furono assegnali dei

io8
fondi
pei-

TRA
il

TRA
silvania, ossia greci-uniti,

educare 20 giovani in provinci:i, e pagare la tassa slabilila pe'3 aliuii)idi propaganda. Innanzi di parlare delia

era Fogaras

ora elevato ad arcivescovato, risiedendo

vescovo greco cattolico nella citt oestendendosi


la
la

Duova provincia

ecclesiastica di rito greistituita in

monima ed

sua giurisdia!

co cattolico di lecente
silvania, conviene

vavasi la

che io dica religione riguardo a*greci, e ag-

Trancome Iro-

zione a tutta

provincia ossia
Il

prin-

cipato di Trausilvania.

vescovato fu e-

retto per le istanze dell'imperatore Carlo

giunga qualcie altra notizia su Fogaras (/.).della quale riparlai a Grecia, comegreco unito alla s. Sede, e da ultimo eretta in metropolitana. Fogaras capoluogo altres del ilistretto del suo nome, contiene pi di 26,000 abitanti,
cli di rito

dal Papa Clemente XI, ma per la sua morte ne pubblic la disposizione il successore Innocen^oXIlI colla bolla Rationi congruit de' 17 giugno 1721, Bull. Pont, de Prop.fide, Appendixt. 2, p. 3,

VI

graeci-ritus ,\iQ
sciani e altri

s^VQc,

ruteni, valacchi,rarito

principalmente valacchi, ungheresi esassoiii, gieci della Trausilvania altri soI

che seguitavano questo

e dimoratiti nella Trausilvania, iqualifu-

no
ne

catlolici, altri scismatici.


di

Sotto l'im-

rono perci separati e

sottratti dalla giu-

pero

M." Teresa abbracciarono l'unioda un


tal

risdizione ecclesiastica di altri ordinari,

latina diretti

Teofilo loro ve-

e sottomessi quindi a quella del vescovo


del loro rito di

scovo. Si conservaronocattolici anche sotto Atanasio

Fogaras; dichiarandosi
tal citt

successore di Teoflo.

Ma

cattedrale la chiesa in

dedicata
s.

poi da'sassoni luterani introdotto

un mo-

a Dio e sotto l'invocazione di

Wicola,

iwico ruteno, diesi spacciava per profeta,

ritornarono alio scisma, e da quel tem-

con capitolo, assegnandosi per mensa al vescovo 38o4fiorini, corrispondenti a circa

po
ne.

(ino al

1829 non

si

tratt pi di unio-

i5oo

scudi romani; dotazione che as-

Fu
si

allora riordinata alquanto la cosa

segnata dal mentovato imperatore, a lui


e successori fu dalla
privilegio della
s.

dal p. Ciocchino Pedrelli passionista,ma

non

conosce

la (ine.
il

Le

loro parrocchie
risi-

nomina

Sede conferito il de' vescovi. Per


clero e scegliesse

erano circa 1000,

vescovo scismatico

fu stabilito che nella vacanza della sede


di
i

siede in Ilernjannstadt, e dipende dal

Fogaras,

si

adunasse

il

mile metropolita di Carlovvitz citt della

soggetti degni pel vescovato per voti,


li

Schavona,

Come in

Carlowitz

si

usa la

e quindi
i

raccomandasse all'imperatore
il

lingua slava o

illirica,

ed

rituali

stam-

secondo meriti deVnedesimi,

quale uno
i-

pati in Pietroburgo, e perci quelli sci-

ne presentasse

al

Papa per

la

canonica

smatici sono di rito ruteno, cos anche


questi di Trausilvania seguono
il

slituzione;e perii penultimo vescovo 2 12

mede-

simo

rito.

preti scismatici di

Transilr

Vania erano

persuasi, che difendevano


la

una pessima causa; bramavano versione del vescovo, anche per


condario, per ottenere cio
la

con-

furono gli elettori ecclesiastici. 11 vescovo e la sede furono dichiarati suiTraganei di Strigonia. Ecco il novero de'suoi vescovi che ricavo dalle Notzie di Ro-

fine se-

ma. Nel 173


siliano,

d.

Gio.InnocenzoKlajaba-

protezio-

ne della

.cattolica casa regnante.

Presso

questi scismatici

comune
Il

la

simonia e

nato in Transilvania. Nel 1753 d. Pietro Paolo Aaron basiliano, nato in Distra diocesi di Fogaras^gi alunno di pro-

le tasse esorbitanti.

sapere alquanto

pagandaj^Jj. Nel 1 765


nik di Szigert.Nel
jor basiliano di
silvania.

d.

Atanasio Red-

leggere basta tra loro per ascendere al


sacerdozio. Chi desidera qualche tintura
di scienza frequenta le scuole cattoliche,
al

1773

d.

Gregorio Ma-

Szauka diocesi di TrauNel 1783 Giovanni Baab d'Or-

che non

lieo. 11

oppone l'ordinario scismavescovato de'grcci cattolici inTransi

manes

diocesi di Fogaras.
e

Dopo lunghis-

simo vescovato

per sua morte, Grego-

TR
rio

\
non
ci

TUA

109

XVI

nel concisloro ce'K^opriIer833

ora bisogno di spiegnrvelo lun-

preconizz vescovo di Fogaras, di rito

gieco-unilo nella Transilvaiiia, nig.'Giovanni Letneny di Deziner diocesi


di

gamente, venerabili fratelli, siccome cosa che a voi ben nota e provala dalla storia con innumerabili documenti. Or volendo noi emulare que'celebri esempi di

Fo-

garas, parroco per molti anni, e canoni-

co della cattedrale, gi vicario capitolare della medesima. Per sua libera rinunzia fatta nelle
sti

paterna sollecitudine, gi fin dall'anno 2.


del nostro pontificalo
gli orientali lettere
li

scrivemmo a
gli

lutti

mani

del
1

Papa Pio IX, que1

apostoliche, colle quaesor-

nel concistoro de'

7 febbraio

85
,

di-

caldamente ed amorosamente
a voler ritornare alla
s.

chiar vescovo di Fogaras

mg/

Alessan-

tavamo
uniti.

dro Sleika Snlutz

di Adi Rerpenyes brudbanya diocesi di Fogaras, gi alunno di quel seminario, cappellano e arcidiacono o assessore del concistoro di Fo-

di questa

See, e restarle

comunione fermamente

La necessit della quale riunione noi dimostrammo con gravissimi argomenti

splendidi della luce della verit, chec-

garas, e poi vicario foraneo dSylvaniae,

che abbiano osato allegar contro parecchi vescovi scismatici


scritto, nel

parroco di Szilagy-Samlyo; lodandolo


per dottrina, morale, prudenza e perizia
delle cose ecclesiastiche.

in

un

certo loro

quale versarono quel loro vecla

chio ed astioso veleno contro


postolica.
11

Sede a-

Nuo\'a arcidiocesi e provncia ecclesa' stira di Fogaras di rito greco-cattolicope' valacchi della Transilvania, Il regnante Pontefice Pio IX nel concistoro de'ig dicembre i853, innanzi al sagro collegiode'cardinali, pronunzi l'allocuzione 11 Apostolicae Sedis fastigio, che pubblic in latino e io italiano il n. 296 del Giornale di loma^ e riprodussero in Ialino
ligiosCy
gli

quale
la

scritto,

per convin-

cere d'errore

scismatica pertinacia, noi

faremo che
per
la

sia

confutato; ed intanto

non

mancheremo

di

pregare e di scongiurare
il

salute di lutti loro

Padre

celeste

de'lumi; nulla rimettendo della carit crisliana ch' paziente e benigna.

Dal quale

girilo di carit mossi, siccome noi, i nostri


predecessori, giudicarono che qe' sagri
riti,

Annali delle scienze re1. 1

che fossero

in

uso nella chiesa orienalla fede orto-

2/

serie,

i, p.

4^4>

'" italiano
l.

tale e

non

si

opponessero
si

la Civilt cattolica^ 2." serie,

5, p.

98.
al-

dossa,non solo non

avessero a riprovare,

In italiano riporter

il

brano spettante

ma dovessero anzi

osservarsi econservar-

l'argomento

in discorso.' Collocali in sul-

sijsiccome quelli che erano raccomandali


dalla slessa antichit della loro origine, ed
in

l'altezza delia

Sede apostolica,quasi nella


Pontefici nostri predeces-

rocc^ e sul propugnacolo della fede cattolica,


i

non piccola parte

derivali da'ss. Padri:

Romani

sori

secondo la podest loro conceduta da Dio di governare la Chiesa universale,


,

che anzi con savissime costituzioni decretarono che a niuno fosse lecilo dipartirsi da'riti orientali senza averne prima impetrala dal

volsero ancora

le

paterne loro sollecitudi-

sommo

Pontefice
1'

la licenza.

ni alla chiesa orientale, e

non permisero

mai che da loro


la.

si

potesse nulla desidera-

re di quanto potesse o difenderla o giovar-

Quanta

industria, e cura o fatica essi

immacolata sposa di Cristo si abbella di una culai meravigliosa variet che non nuoce all'unit, che la Chiesa non terminata da con-

Sapevano

infatti

che

venissero adoprando perch quelli tra'popoli d'Oriente, che sono per funesto sci-

fine

alcuno

di paesi

abbraccia

tulli

po-

poli e le nazioni e le g<'Mti riunito nell'u-

sma separali buon grado

dalla Chiesa

romana,
,

lei

di

nit e consenso della fede,

bench diverriti,

facessero ritorno

come

se di coslumi, di lingua e di

up[)ro-

membra

col

capo

si

riunissero col supreil

vali

per dalla Chiesa romana


li

di tutti
il

mano-

mo Pastore

in terra

Pontefice romano^

dre e uiueslru.

che ben sapendo

no
riosfi

TRA
Gregorio XVT cl gloinemorij, stendendo la pastornl via'
lif;uia.

TRA
rdl'onore ed all'auloril di sede metropo-

Siro predecessore

le

aggiungeuuno per suIlVagala

gilanza e sollecitudine
(li

popoli valacchi

nee, oltre alle (\n^ sedi episcopali poca fi


erette,
di rito

rito

greco callolico stanziati nella Tran-

anche

chiesa di

Gran-Varadino

silvania, volle per confortarli e consolarli

greco sottratta dalia giurisdizione

e confernuirli nella cattolica lecle,

isti-

dell'arcivescovo di Strigonia.Essendoora
stabilita questa
stica di

tuire [)or loro

una peculiaie gerarchia

ecclesiastica di rito gi-eco:


il

ma
i

quello che
dei

nostro predecessore per

la diflicolt

tempi edallre malagevoli ci costanze non pot condurre al termine desiderato, ci medesimo fu dato a noi di coiopire con grande soddisfazione dell'aniino nostro.

nuova provincia ecclesiaFogaras e d'Alba Giulia non dubitiamo, venerabili fratelli, chela nazione valacca sparsa per la Transilvania e devota alla fede cattolica, lieneficala ora
novellamente dalla Sede apostolica, non sia per riunirsele con vincolo ancor pi
stretto: e qttella parte del

uWn prima
sto, le

noi rendiamo, siccome giu-

giegge del

vSi-

grazie al

Padre

delle misericordie,

gnore, accresciuto
e vegliando questi

il

numero
il

de' pastori,

col cui celeste aiuto ci

venne compiuta

secondo
le

loro dove-

un'opera che speriamo dover tornare ad incremento della religione cattolica, e ad


ulilil spirituale, e

re,ed aggiuntevi ancora


dini,

nostre sollecitu-

non
i

sia

per essere molto pi sicura

questa grandissima, di
le

e difesa dall'insidie e dalle frodi degli scismatici,

quella nazione. Poi Iributiauio

debite

quali

lodi al carissimo figliuol nostro in Cristo

sione di strappare

non lasciano veruna occafedeli dalla comunioi

Francesco Giuseppe imperatore d'Austria e re apostolico

ne
li

di quest'apostolica

Sede, e profondar-

d'Ungheria e Boeci

nel baratro dell'eterna

mina. Faccia

mia,

il

quale non solo


le

present, per ci

Dio, ricco sempre in uiisericordia, che coloro


,
i

inqjelrare,

sue preghiere,

ma

vi

por-

quali sono implicati negli errori

t ancora lo zelo, la sollecitudine, l'opera, e tutto quello inine

degli scismatici, illuminati dalla grazia celeste


si

che da un

reli-

ricoverino nel seno e neirabbrac-

giosissimo principe e zelantissimo promo-

cio della chiesa caltolica,annch tulli ac-

tore della fede pot vasi aspettare.

qui
car-

corrino nell'unit della fede, e tulli siamo


u\\ solo

da lodare

il

ven. nostro fratello

(il

dinalGiovanni Scilowski) primate (d'Ungheria e aicivescovo) di Strgona, il quale

nel vincolo della pace.


te

corpo in Cristo serbanti l'unit Ci noi caldamena-

desideriamo per quell'ardenlissimo


per
la

pose ogni suo impegno nel


s'i

promuovela

more che nutriamo


niine, e
le

salute delle a-

re un'opera

salutare e

si

acconcia a ras-

preghiamo

il

Signore, che solo fa

sodare
sa

la

cattolica unit.
il

Per

qual co-

cose mirabili, a volere compiere colla

dopo avuto

parere di alcuni veneradell'ordine vostro,


ai

sua virt l'opera cominciala".

Ora

a se-

h\\\ nostri fratelli

quali

commettemmo
s'i

l'esame accurato di
il

conda del decretato dal Papa Pio IX, vado a U\v cenno della metropoli di Fogaras^ e delle chiese vescovili a
lei

negozio
so,

rilevante, secondo

loro a v vi-

suflra-

ergemmoduesedi
nel

vescovili di ritogre-

ganee

co cattolico, cio quella diLugosch(01ah

Lugos, Armeuopoli, e Gran ValacUiiOy o VaradnOy del quale per medi

Logos)
di

Banalo

di

Temesch,

e quella

glio trovo

conveniente riparjarne a tale

Arn)enopoli (Armenierstadl ossia Szamos Vjvar) nella Transilvania, e volem-

articolo, tutte

egualmente

di rito gre-

co cattolico.

mo chefosscro
J'ogaras,

suffraganee della chiesa di


innalzata a sede ve-

la (piale gi

scovile, e ultinunnen te

ancora decorala da

Fogaras. 11 Papa Pio IX colla bolla Ecclcsiam Cliristi ex omni li/igtia, dei 9.6 novembre 853, eresse la sede vesco1

noi del titolo di Alba Giulia,

esultammo

vile di

Fogaras,

di cui gi parlai di so-

T
co nnito
alili s.

II

A
fre-

TUA
deva accompagnatoda'soldali.
patriarca lo creava
vi,
gli

prn, in nielropoli ecclesinslica di rito

Quando il

Romana

Chioso

in

Tran-

consegtiava lechiapo<lest sua, e-

silvania, in perpetuo, e ornanilola ezian-

simbolo della

somma

dio iioiiw ne titnlo lhacJiilicnsi.v; in-

sercitando pure l'uHzio del Penitenziere^


re.

tenuto a'i6 novembre 1854, dicljiar i.** arcivescovo di Fogaras o Alba Giulia il medesimo mg/ Alessandro Slerka SulutzdeKerpenyesgi
di nel concistoro

avendo
Il

l'autorit di sciogliere e lega-

che

si

deve intendere

in

quanto

al-

le

censure, ovvero dava licenza a'sacer-

doti d'assolvere da' casi riservati, poich

vescovo

di

Fogaras, attribuendogli
di

no-

essendo diacono non poteva certamente


assolvere sagramenlalniente. Inoltre esa-

mi nati suiTraganei

Gran Varadino, Ludall'

gos e Armenopoli. Uiiever

analoga

minava

gli

ordinandi, e amnielleva

sail

j)ropos7.ione concistoriale, letta dal Piipa

cerdoti alla confessione;

insomma

era

in concistoro, lo stalo della chiesa di

Fo-

Vicario del patriarca,

a cui serviva d'ar-

garas elevata

al

grado melropolitico.il pao Blasendorf, alias

cidiacono nella messa, invitando alla co-

store di Fogaras da 100 an)i risiede nella citt di lalazsalva

munione
esserdel

fedeli.

Sebbene diacono,
il

^lei

pubblici consessi precedeva

vescovo, per

Blasiuni (o Balasfalta a61ei;heda Carlsburg, e ne parlai a Fogaras), rjuac in

numero Ae\\Exocatacocli^QW<i'
Finalmente

rano
quelli

cardinali della cliiesa Costantino-

Traiisylvania sita
i

et

anioeuo in loco

politana.

approvava
Il

tulli

a edifica la 5o enumera t donius^ atquc a i3oo inliahitatur gracco-catJiolicis. La cattedrale di recente restaurata solidamente e innalzata a metropolitana,
sagra alla
ss.

che doveat\o essere promossi a'vepalazzo arcive-

scovati e alle abbazie).


scovile,

comodo

e decente,

alquanto di-

stante dalla metropolitana. Oltre questa,

Trinit, ed ha
si

il

baltisterio;

venne designata

alti

a parrocchia nella pic-

mentre
la

la

cura dell'anime

esercita nel-

cola chiesa esistente nell'arciepiscopio. Vi

chiesa parrocchiale di
Il

s.

Michele Ar-

un monastero di monaci basiliani,

il

se-

cangelo.

capitolo composto della di-

gnit del preposto e di

6 canonici, ha-

ctenus cjformalo^ juxta memoratas apostolicas litei as in postcrum constare


(eI:ehiti\ii\V Arciprete A\e\V Arcidiacono^
(\e\\*

Onuovo arcivescovo fu tassato ne'libr della camera apostolica in fiorini 200, la mensa venendo stabilita ai 5, 000 fiorini

minano cogli

alunni, e alcuni sodalizi.

gni

d'argento viennesi,corrispondenli a
et

7^00

Ecclesiarca, dello Scolastico


altri

del

scudi romani. L'arcidiocesi vastissima,

Carfofilace, e di

5 prebendati (Del

compleclitur sub se ultra mille hisceu'

Carlofilace propriamente non scrissi ar-

ma ne ragionai in quelli che lo riguardano. Nella chiesa greca di Costantiticolo,

lum et septuaginta paroecias. Lugos o Lugosch ( Lugosienj.CH con


residenza vescovile nelDanato di Temescli

nopoli ilCartofdace, C/7/70/7/// /<'Ar,67/<7rtidarins, era dignit di grande autorit,

(non
il

si

quale

deve confondere con l'eineswar, il suo capoluogo), comitato di


in UngheTemeswar, sulTemesch, che lo divide

che avea

la

custodia delle scritture,


,

come

Krassova, marca di Lugosch,


ria, a
la

un Archivista e la cura del sigillo patriarcale che pollava attaccato al collo.

pi di 12 leghe da

riva destra del

Emanava

le

sentenze e giudicava

le

con-

troversie ecclesiastiche, nuissime matri-

moniali, onde senza sua licenza

sacerdo-

da Deutsch-Lugosch, mentre Lugoscli di cui parlo geografi lo chiauano pure Lu' gosch- Il alla-Chiseh, ed nbitalada tei

ti non potevano benediie gli Sposalizi. Difendeva le cause del clero, e perci era

deschi, valacchi eruscii, cssentlovi neibntulio


la

chiamalo bocca e mano destra del patriarca. Portava in dito ronello d'oro, e luce-

bolla

anche serviani. Il Papa Pio IX colpostolicum Dlinsterimn^ dei


ci

2G noveD)brei853,

esse

il

vescovato di

112

TRA
tli

TRA
mos- f^j'uar (Armenopolitnn, seu Sza^ mas U/f^arien). CdlA con residenza vescovile libera e reale della Transilvnnia,

Liigos o Liigosch

greco rito caltolico,

suffrago neo del melropolitanodi Fogaras;

quindi nel concistoro de* i6 novenbre

co-

854 nedichiar ."vescovo l'atliiale mg/ Alessandro Dobra di Seplerarcidiocesi di


1
i

mitato di Szolnok-Inleriore,sul Szamos,


a

8 leghe da Clausenburg

24da Rarlsi

Fogaras, gi appartenente

al

clero di

Va-

burg. Essa bene edificata, difesa da u


forte castello, e popolata quasi
te da'greci, e dagli

radino, dottore in

s.

teologia e predicato-

re, segretario del vescovato, notaro e protocollista concistoriale, difensore

de'ma-

cano

stoffe e

nteramen armeni che vi fabbricommerciano in bestiame.


salIl

(rimon e delle professioni religiose, par-

Vi sonone'suoi contorni delle sorgenti


se e delle miniere di s;de.
colla bolla

roco e vice-arcidiacono per pii anni, canonico della cattedrale di Varadino, esa-

Papa Pio IX
dei
il

Ad Apostolicain Sedeniy
eresse
di

minatore pro-sinodale, dotto, prudente e


virtuoso. Dalla proposizione concistoria-

26 novembre i853,

vescovato

d'Armenopoli o Szamos Vjvar

greco

Danaio dl Ternescli, edificata in piano, ed in fecondo e aoeno luogo, con pii di 2000
le
si

dice, la citt di

Logos

nel

rito cattolico, sulfraganeo del metropoli-

tano di Fogaras; dipoi nel concistoro dei

16 novembre 8 54 promulg peri.suo


r

case e 12.000 abitanti. Nella piazza principale sorge


la

vescovo l'odierno mg."^ Giovanni Alexi di

solida e magnifica chiesa

Maladia arcidiocesi
partenente

di

Fogaras, gi apVaradino, parroco

cattedrale

decorata di splendida torre


edifizio

al clero di

campanaria,

che cominciato dalI,

per molli anni, archivista, attuario e notaro concistoriale, segretario del vescovato,
le,

comp il successore Francesco Giuseppe I.E' dedicata allo Spirito santo, ed ha la cura d'anime, che si esercitava temporaneamenl'imperatore Ferdinando
te e finche fosse
la preesistente

canonico scolastico di quella cattedradotto, prudente, ed ornato di altre e-

gregie qualit.

consagrata
celebrava

la chiesa, nel-

concistoriale, essere
ta in piano e

Leggo nella proposizione Armenopoli edificaluogo, tra


1

cappella munita di baltiil

ameno

il

slerio,
Il

ed ove

si

culto divino.

il

Tibisco, contenendo

5oo
fu

case,

Szamos eoa
a

capitolo venne compostodell'arciprete,

5ooo greci cattolici. La chiesa parrocchiale

deirarcidiacono,deirecclesiarca,dellosco-

della B.

Vergine Maria
il s.

elevata

as{cOyde\cavloCi\ace,acdeniqiieexprae-

cattedrale, ed ha

fonte colla cura d'a-

Aedespro Episcopi hahitatione nonduni iipromptu suntj inlcrea tajnen ut poterit domo Ecclesiae proxibendato.

nime. Si form
dell*

il

capitolo dell'arciprete,
,

arcidiacono, dell' ecclesiarca


,

dello

scolastico

del cartofilace

ac deniqiie

ma, quae pr
viebat,

officio coniitatensi inser-

Praelerea altera habetur LugO' siensi in urbe paroecialis ecclesia cani

adnexo minoritaruni monasterio, gyni' nasiiim^ ac duo hospitala; seminariwn erit constiluendum, et mons pietatis pariter desidcratur.

praebendato, Novae pariter a fundamentis erunt erigendae prope cathedra leni aedes pfo Antistitis habitatione, ejusque presbyterio. Nella citt vi un'altra chiesa, il convento de'francescani, l'ospedale,
et

seminarium erit consttuenduni,

Ogni nuovo vescovo fu tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 548, e la mensa venne costituita di 10,000 fiorini d'argento viennesi, pari a scudi romani 5ooo. Alquanto ampia la diocesi e comprende diversi luoghi e
,

mons pietatis pariter desidcratur. O-

gni
la

nuovo vescovo fu tassato ne'libri delcamera apostolica in fiorini 548, e la mensa si stabib con 0,000 fiorini d'argento viennesi, equivalenti a romani scudi 5ooo. La diocesi piuttosto vasta, e
[

parrocciiie.

contiene

58o

parrocchie.

Arnienopoli o Armienerstadto Sza-

Per

la

sistemazione della provincia ec-

T R A
clesiaslica di

TRA
la

ii3
spargevano di

Foga ras, benemerito il Cardi p^ieiiil

benedizione, mentre altre schiere di

dinal Michele Viale Prel arcivescovo di


lioloi^na e
Ticij

fanciulle vestite di bianco


fiori
il

pro-nunzio apostolico

cammino.

il

cardinale, con quel-

ed inoltre fu egli che di oiziofece


a* pastori delle

le nobili e gentili
si

maniere colle quali pure


oratori che a
si

consueto processo

nuove

distingue, sceso di carrozza accoglieva


gli

chiese, e ricev nelle sue

mani la

loro pr*

graziosamente

nome

del

fessionedi fede. Nel suo zelo decorosamente sul finire dell'ottobre


il

clero e del popolo

facevano ad arrinevviva ripetuti del-

i855

intraprese

garlo, rispondeva loro benignamente, e

viaggio da Vienna in Transilvania per


l'e-

quindi recavasi fra

gli

compiervi, d'ordine del Papa Pio IX,


di rito greco cattolico,

l'esultanti turbe alla chiesa parrocchiale,

rezione delia medesima nuova provincia

con quelle parti-

colarit e coujplesso di liete circostanze,

che descrissero

il

Giornale di

Roma

poi Ja Civilt cattolica nella 3/'* serie, t. I, p. I IO. Il viaggio del cardinale fu ve-

dove orato alquanto compartiva al popoQuindi proseguiva il suo viaggio, onoralo sempre da un corteggio di 20, 3o e pi uomini a cavallo vestiti a festa, che per omaggio spontaneo
lo la benedizione.
gli

fecero scorta, e di
si

comune

in

comu-

ramente come un trionfo continuo della chiesa romana, e tutte quelle popolazioni cattoliche, sia di rito latino sia di gre-

ne

andavano succedendo. Che

se tanto

gareggiavano nell'onorario le povere terre, le nobili citt preparavangli accoglienze degne e proporzionate alla loro rino-

co, con edificante entusiasmo, feceroa ga-

ra nel colmarlo d'onore e nell* attestare


co'loro pubblici ossequi al

manza. Le numerose deputazioni

del cle-

degno rappre-

sentante pontificio
zione alla
s.

la

loro profonda divo-

ro e de*raunicipii, che accorrevano ad incontrarlo riverenti, qe rendevano pi so-

Sede romana e la loro gratitudine verso il Padre universale di tuti

lenne e dignitoso l'ingresso, intanto che


festeggiavanlo
il

giulivo suono delle

cam-

ti

fedeli. Riusc poi singolare e arabile^


gli stessi

pane,
le

lo

sparo d'innumerabili mortaretti^


e

che
nisti

scismatici
le
,

ed

eretici
il

calvi-

luminane
il

precipuamente

il

numeroPon-

o unilarii,per

cui terre

cardina-

sissimo popolo affollanlesi per vedere l'in-

le

dovette passare

lo accolsero

con so-

viato e
tefice e

rappresentante del
della
s.

sommo

lenni dimostrazioni di giubilo e di osser-

un cardinale

Chiesa roma-

vanza, dando segno talora di non essere


lontani dal voler entrare nel
la

naj

la

cui fama. dell'eminenti doti di cui

grembo

delvi

fregiato dappertutto lo precedeva, e per

vera Chiesa, fuori della quale non


Il

riceverne la benedizione apostolica. Re-

l'eterna salute.
partito da

cardinale Viale-Prel
ai

Vienna n'21 ottobre, gitmse

candosi egli alla chiesa principale della citt, era ivi ricevuto alla porta solenne-

27

a Biase

ndorfo

Calasfalta, residenza

mente
vo
in

dal clero, dal capitolo e dal vescosagrij poi introdotto in


i

dell'arcivescovo di Fogaras, meta del suo


viaggio, passando per Seghedino,
,

paramenti

Teme-

chiesa, ivi ascoltava


gli dal

discorsi indirizzati-

sw.n Lugos, Karansebes, Ilatzeg e Carlsburg. In tutti minori villaggi che attraversava uscivano le popolazioni in foli

vescovo o da qualche membro del clero, che salutando il suo arrivo entra-

vano
lica
il
il

nelle pi calde significazioni di rila

ad accoglierlo, siccome messaggcr che porta olivo, con bandiere e con rami di verdura in mano,suonando a festa le campane di tutte le chiese tanto cattoliche quanto scismatiche! 1 fanciulli delle scuole schierati in due file lungo la via gcnuIktlevano al suo passaggio per riceverne
la

verenza e divozione verso


e
il

Sede aposto-

supremo Gerarca

di cui egli era

rappresentante lodato. A'quali parlari


cardinal Viale-Prel rispondeva acconla

ciamente, attestando l'amore paterno e


pastorale sollecitudine che
il

Romjmo

Pontefice avea per

l'illustre

loro nazione,

VOL. LXXIX.

ii4
tli

TRA

TRA
cardinal Viale-Prel a'27 a Blasendorf,
accoltovi colle pi distinte dimostrazioni

appunto la sua venula in mezzo di loro. Quindi nella residenza preparatagli, con belle maniere ricevea gli omaggi e le visite del clero Ialino o greco-unito, e talvolta anche di quelcui novella prova era
lo scismatico, dell'auloril civili e milita

d'onorificenze e di festeggiamenti da tulli


gli

ordini di quella citt; e


cattedrale
la

il

28 fu celebra-

rijde'magistrali e d'altri illustri personag-

che in onor suo eransi preparali, e ch'erano spesgi locali; assisteva a'banclielli

gran solennit, ch'era lo scopo della sua missione. Alle 8 ore del mattino il numerosissimo clero raccoltosi da varie parli dell'arcidiocesi di Fogata nella

ras, e

il

vescovo di Varadino in abiti ponco'd u vescovi di

so rallegrali di concerti musicali; ed brindisi fervorosi che


vi si
il

ai

tificali,

Lugos e di Arinesi

facevano

al

sanal-

nopoli.portaronsi alla residenza delcardinale.Quesli vestilo di cappa


rec alla cattedrale preceduto da quella processione e

to Padre, rispondeva
tri

cardinale con

brindisi alieltuosie di
il

peralore. Giunto
bes,
ti

encomio alTImcardinale a Rarenseil

da'3 dignitari del capitolo di Carlshurg o

dove risiedono rMutorit de'cos delvescovo di

Alba Giulia,

assistilo da'

due vescovi

di

Confini Militari, licenzi

Trausilvania e di Nicopoli, e seguito dal

Csanad o Temeswar mg/ A lessandro Csajaghy,cheavealoaccornpagnato daTerne-

principedi Schwartzenberg, ch'eravisi


recato da Hermannsladt, in abito di gala con moltissimi oflziali dell'impero e altri

swar sua sede

e la cui diocesi qui termi-

nava, ed entralo nella Trausilvania proseguii il suo viaggio insieme co'3 vescovi
greco-uniti di
dely, di

personaggi e popolo. Giunto


le in chiesa,

il

cardina-

Varadino mg/ Basilio ErLugos e di Armenopoli mg/'


i

Dobra

e Alexi summenlovali,clie
lo

roeswar

accompagnarono per

la

daTemagver-

dopo breve orazione, recossagri paramensi al suo trono, dove vest ti, mentre l'arcivescovo di Fogaras slava in luogo eminente in mezzo alla chiesa, dei

gior parte del suo viaggio.

Un arco di

dura era stalo innalzalo in sulT ingresso appunto della frontiera Iransil vana, donde venne ad accoglieilo il vicario generale dell'arcivescovo di Fogaras con altri ecclesiastici e laici. Ad Hatzcg fu raggiunto da mg/ Haynal vescovo latino di Trausilvania, che l'avea aspettato ad un altro passo de'confini, ma saputolo ad Halzeg,
viaggi tutta
la

secondo il rito orientale al vescovo celebrante. Laceremonia cominci col canto di qualche inno; quindi il cardinale pronunzi un eloquente discorso latistinalo

no proprio

al

grand'allo

di

quel

memo-

rabile giorno, e fece leggere dal suo se-

gretario di nunziatura,stanle a pie del tro-

no, le bolle pontificie e

il

decreto dell'ere-

zione della nuova arcidiocesi e provincia ecclesiastica di Fogaras. Portatosi quindi


all'altare,
il

nolle per

ivi

raggiunger-

cardinale ricev

il

giuranien-

lo e unirsi alla sua


tiva.
si

ragguardevole comi-

todi fedelt del nuovo arcivescovo di Fogaras,


gli fece la

Carlshurg trov mg.' Angelo Par-

tradizione del pallio, e

vicario apostolico di Valacchia e vesco-

vo di Nicopoli inpartibuSf venuto da Bukarest per corteggia rio. Ivi pure era giunto
il

condoUolo al Irono arcivescovile lo istall solennemente nella sua sede, ammettendolo

ad

osculiim pacis.

Dopo

ci

il

conte

Amadei

invialo del principedi

li

Schwartzenberg govei nalore civile e mitare dellaTransilvaniadaHermannstadt luogo di sua residenza, per complimentarlo ed annunziargli che il d della ceremonia
si

nuovo arcivescovo ammise all'ubbidienza parecchi membri del suo clero, e in un


bel discorso espresse
i

sensi della pi cal-

da divozione alla s.Sede Romana; a questo seguirono due altri acconci discorsi
pronunziali dal vicario generale dell'arci-

recherebbe

lo stesso

principe a Bla-

sendorf o Balasfalla, residenza dell'arcivescovo di Fogaras. Giunse finalmente il

vescovo di Fogaras a

nome

del capitolo,

e dal vescovo di Varadino. Quindi l'arci-

TRA
rescovo nnd
in
al

TRA
la

1.5

suo faldistorio, sedenilo


e di Nicopoli fece

Irono

il

cardinale, e assistito da'vesco-

seradeirS noveoibre, dopo aver lasciato indelebile memoria delle sue rarissime
doli in lutti
i

vi di

Varadino
la

con

ri-

paesi ch'ebbe a valicare neli

Io greco

consagrazione de'due novelli

l'auspicala sua missione. Rallegrali


tolici g

cat-

vescovi di

Lugosedi A rmenopoli. Termie


il

eco-ruteni-uniti, per

l'

erezione

nala

la

ceremonia e ilponlificale.s'inluocardinal diede secon

della provincia ecclesiastica di


di loro rito, tosto

n do

il

Te Deum,

Fogaras provarono altra nazio-

il

rito Ialino

la

benedizione, dopo la

quale fu processionalraenle ricondotto al la sua residenza. Un banchetto di 1 5o convitati, tra 'quali


la
il

quando il medesimo Pio IX nel concistoro de* 16 giugno i856 cre cardinale dell' ordine
nale e religiosa consolazione,
de' preti

alcuni scismatici, coron

mg/
rito

Michele Lewichi arcive-

quel giorno memorando. A'29 cardinale parli da Blasendorf di ritorfesta di

scovo di
poli\
lizia,

greco-ruteno-unito di Leo-

Vienna, per Ennyed, Thorda, Clausenburg, Oelest, Gran Varadino, Furia,


a

no

Halca e Kanienec (V.) nella Gaparte della Polonia- Austriaca. Il Papa colla notizia di sua promozione,
il

Meza-thur, Szolnok e Pesi, ricevendo ogni luogo sincerissime testimonianze

iu

gl'invio

berrettino cardinalizio dalla sua


la

di

guardia nobile cav. Carlo Alvarez, e

amore
da
stri
i

e di stima,

ben

nierilate.
i

Thor-

berretta cardinalizia dal suo cameriere


segreto soprannumerario mg." Antonio

calvinisti, gli unitarii e

loro mini-

suonarono anch'essi

a festa le

campa-

M.^ Valenziani ablegato apostolico. Questa

ne e recaronsi a fargli visita d'ossequio. Cos a Clausenburgdove la maggior parie de'ciltadini scismatica o calvinista o

degna esaltazione ricorda quella del


(^.),

celebre ^^v^co- Ruteno {J^-) cardinal /-

doro

comunemente

detto di Tesd'i

unitaria,fu
di onori e

il

cardinale ricevuto con granfece al

salonica, che quale arcivescovo


via (f.) a
(T'^.)y

si

suo arrivo una bella citt.

nome

delle chiese di

KiO' Russia

lissima illuminazione per tutta


Si

Co

come suo metropolitano,


Firenze per
la

interven-

ad Oelest, comune quasi lutto scismatico , dove cattolici hanno appena una piccola e misera chiesa. Cos a Meza-thur, cill popolosa e in grandissima parte cali

ne

al concilio di

riunione

della chiesa greca colla latina, e ne sottoscrisse


il

decreto insieme col non

meno

celebre cardinale greco Bessarione (F.)


di

vinista, ricevuto co'soliti onori e arringa to dal clero cattolico alla porta della chic sa, gli si fece innanzi il principale mini-

Trehisonda avc\\t%Q,o^o\ Nicea. Per

avere

ambedue avuto

principalissima

parte nel concilio e nell'unione, nel me*

stro de'calvinisti, e pronunzi anch'egli

un

discorso Ialino in lode del cardinale, nel

quale toccando della chiesa cattolica To nor del titolo di Chiesa Madre. La qua!
frase die bellissima occasione al cardina-

desimo 14^9 Papa Eugenio IV li cre cardinali. Di pi fece Isidoro suo legato a la fere di Lii'onia, Lituania e Russia per confermare la seguita unione de'greci co'Iatini. Si

rec quindi a iMosca, la

parlarne nella sua risposta, mostran do com'ella fosse veramente madre, e cole di tale amasse anch'essi e per essi pregasse conlinuamenle Dio a illuminarli e condurli alla verit; e le sue parole furo-

cui sede era allora unita a quella di


via,

Ko

preceduto dalla Croce latina e da 3

me

pastorali d'argento. Indi Nicol

l'invi

suo legato a laferea Costantinopoliy^

guahnenle per confermar l'unione

delle

no accollo con venerazione. Da Pest fece una breve scorsa n Waiten e aColocza per
consolare di sua presenza que'popoli bramosissimi di vederlo e di festeggiarlo, e fi-

chiese latina e greca, e trovossi all'espu-

gnatione e furiosissimo eccidio che della


citt

ne fecero

Turcii^ restandovi uc-

nalmente ritorn a Vienna, dove giunse

imperatore greco Costantino XII Paleologo, che il cardinale uvea

ciso rullimo

ii6

TRA

TRA
de favorire la propria industria. Nell'epoca di sua prosperit, penetrando s'inter' nava a guisa d' im vasto canale sino ad un miglio circa pi addentro dell'altuale suo silo. Quest'arena, che racchiudeva suoi confini, fu il teatro degli spettacoli, ove Enea onorandola memoria del padre, che
i

comunicalo in s. Sofia. Pio II lo nomin patriarca diCostanlinopolijequantlccon isplendida Processione (P\) porlo la lestadi S.Andrea apostolo nella basilica Vaticana, il cardinale sebbene apoplelico volle seguirla e nel tempio la baci, terminandosi la funzione con nobile facondia dal cardinal Bessarione.
Isidoro, detto
il

11

cardinal

divinizz, vi fece celebrare da'suoi troiani, frigi

Ruteno^ mor in Roma e fu sepolto nella nominata basilica, colla gloria d'essere chiamato Apostolo de

ed epiroti,

giuochi, le corse,

le

lotte e le

naumachie

fino all'isoletta sto-

de Ruteni. TRAPANI (Drepanen). Citt con residenza vescovile di Sicilia, capoluogo della provincia del suo nome, di distretto e di cantone, a pi di 1 7 leghe da Palermo,
e

Greci

Questa ora si chiama Colombara, ed situata sulla foce del porto. Prese tal nome dal nidificare le coloQ)be
rica di Peliade.

selvatiche negli avanzi di sue fabbriche


delia pi

continente di Trapani nella


nica,

remota antichit. Fu unita al i. ^guerra pu-

all'estremit occidentale dell'isola, in aria


la

pi pura e

la

pi sana, temperata in tut-

te le stagioni, e persino nell'inverno vi si

Tede
le

la

terra smaltata in certo

modo

di

fiori .Posla nella

Valle di]Vlazzara,la qua-

quando il console romano Numerio Fabio Buleone fece riempire di sassi il piccolo tragitto che la separava per un braccio di mare assai stretto. Il cartaginese Amilcare cacci da essa romani,
i

amenit a verun'altra della Sicilia, ricca d'un territorio non meno dilettevole per la vista che per ogni genere di feracit.E' sede delle primarie autorit della provincia, d'una gran corte criminale, e d'un tribunale civile. E' bellamente fabbricata sopra una lingua di terra che sporge nel Mediterraneo, e con
in

non cede

le restitu la

sua primiera condizione

iso-

lare. Ivi egli

ebbe avviso essergli nato in Africa quel famoso Annibale, poi tanto fatale a

Roma.

continui depositi d'arena


torrente Xilta ingombra-

e di pietra del

rono

e fecero disparire quell'antichissimo


la

porto;

parte che ne fu rispettata


le

ha

altra lingua di terra bassissima, situala al

sud, forma

il

porto: tranne

la

parte che

riguarda l'oriente, viene bagnata in ogni

dove dal mare.


per
zo,
la

Coli' ingrandirsi la citt

barche si pu dire che vengono impedite ad inollrarvisi pi avanti. Pare che que'discarichi abbiano formato dentro il suosenoleisoletledi s. Margherita, la Bassa e la Calcara, oltre
bisogno de'nettamenti, e
l'isola

s. Lorenvenne a ricevere con solide costruzioni un novello gusto architettonico. Piazza forte di 1." classe, cinta di mura, bastionata e difesa da varie altre opereesterne. Divenuta la citt punto di difesa e la

fabbrica del quartiere di

Savorra. L'entrata del porto una

delle pi

amene, circondato

dalle pi seil

ducenti bellezze; rapido n'


to delle

movimen-

barche pescareccie e de' navigli: pu ricevere vascelli da guerra, e le navi

di

3oo

tonnellate

ponno arrivare
faro.
11

sino al-

sola

che guardasse

la

parte occidentale

la spiaggia. All'ingresso

dell'isola, ricevette

da Carlo

in poi

un

quale fu eretto

il

un isolotto sul nordest d ter-

ragionato genere di militare fortificazione.

La

sicurezza del porto, inaccessibile

mine alla pianura, che viene coronala dal monte e dalla citt dell'Erice, famosi per
loro antichil,e ne parlai a Sicilia, pel tempio di Venere, per le opere fUtevi da Dedalo, e per le sue feste Anagogie. Questo spazio che si frappone dalle radici del monte sino a Trapani, ove si scorge il rila

alle leu)pesle, invita le industri nazioni al

pi florido commercio. La sollecitudine

mai sempre nello stato di sua ollimil, tenendolo aperto a tutti popoli stranieri, oni

degli antichi lo faceva ritrovare

TRA
nomato santuario
ne
al
Ciijic,

TI\A
pio, decoroso ed elegante.
lio,
Il

117
suo
peristi-

della B. Vergine, ie-

presente occupato in varie parli da da ortaggi e da un pubblico lungo

coronato

ac(|iiedotto archeggiato.
s

La sua scena cogioconda va finalmente a perdersi nel nuire Tirreno. 11 seno di questo mare forVi
si

4 gran piloni di pietra, da una balaustrata. Le sue 3 porte ben ornate corrispondono alle 3 navi interne formate da 1 4 gi'osse colonne
sostenuto da
della pidocchiosa,
capitelli dorici di diaspro sici-

della siciliana pietra

nisce a dovizia d'ogni specie di pesci, di


frulli mariii e di crostacei.

con basi e

auctie

il

corallo verso l'isola del


vi si

genera Maret-

liano. Nel centro della croce latina,

sopra

piloni girano altrettanti archi,

che so-

pescano pure varie conchiconche madriperle. Le strade della cill sono regolari, selciate di grandi lastre d'una pietra sdrucciolevole, ed
limo, e
glie e delle

stengono

la nobile cupola fiancheggiala da 4 cupoletle. Nel presbiterio mirabile


il

coro tutto di noce, con intagli

finis-

simi e toccati leggermente io oro. Fra

le

in generale guarnite d'assai belle case, gli


edilzi pubblici
stile

cappelle
pinti e

4 sono
Il

pi ragguardevoli pe'dicapitolo

essendo d' un bellissimo


11

per un Cristo morto di pietra cosi

architettonico.

palazzo della citl


di

lor di carne.
la i. "dignit

compone

del-

a 3 ordini

marmorei

tettura, e corona esso la

maestosa archipi ragguardeil

del cantore e dellaa. "dignit


1

del decanOjdi

8 canonici,compresele predel penitenziere, di

vole strada di Trapani


le
ti

quivi fa
i

senato

bende del teologo e


al servizio

sue adunanze, e quivi


del popolo

rappresentani

beneficiati e di altri preti e chierici addetti

vengono

a discutere
il

pub-

blici aiari.

Lo decor

benemerito conbali di
le sta-

cittadino
8.

fr.

Giacomo Cavarretta
s.

divino.PioVlI col breve Quatf tum dgiiitatis, de'aSgiugoo 802, Bull. Rom. cont. 1. 1, p. 349, quando ancora
1 1

Stefano, e nel piospetto colloc

la

chiesa era collegiata, concesse al capi-

tue della B. Vergine, di e di


s.

Gio. Battista

tolo l'insegne corali della

cappa magna e

Alberto.

iNel

principio del secolo

della mozzetla paonazza sul rocchetto al-

XV
ma

fu innalzata l'adiacente torre a for-

ternativamente, alle dette due dignit, ed

di campanile, ov' l'orologio pubbli-

a'suoiig canonici. L'episcopio alquanto distante dalla cattedrale, sullcienleedifizio.

co del comune.
fu collocato

A comodo della citt ivi come sito centrale di essa. Al-

Vi sono molte altre chiese,


col
s.

fra le
,

tra torre di gusto gotico sorge nella con-

quali

due parrocchiali

fonte

cio
Pie-

trada Giudeca, antico soggiorno degli ebrei,


i

l'arcipretale e insigne collegiata di

s.

quali vennero in Trapani sino dai

tro apostolo, e la chiesa di


ri.

s.

Nicol di Ba-

primi tempi della loro emigrazione dalla


l'alestiua.

La

chiesa di

s.

Pietro

la

pi vasta di

Frale ^7 comunit giudaiche della Sicilia, una delle pii distinte fa sempre questii di Trapani, e vi fondarono una vasta sinagoga. In tempo de' saraceni le
sinagoghe
cos

Trapani, rifabbricata da' fondamenti ai giorni nostri: 1 4 colonne marmoree d'ordine dorico dividono la gran nave di mezzo; pilastri di quelle laterali sostengono
i

di Sicilia

furono promiscuae sinagoghe, e


in se-

co'loro archi

un passaggio

pel dinanzi tle-

mente chiamate moschee


si

gli altari delle cappelle,

continuarono ad appellare

3 delle quali hanno buoni quadri. Al capitolodi questa col'


legiata,co(nposto delle dignit dell'arciprete, del decano, del tesoriere e di
i

guilo,

come

nel secolo
il

XIV. Nobile

e mi-

rabile edilzio

collegio de'regi studi.


s.

ca-

La

cattedrale sotto l'invocazione di


levila e martire,

Lorenzo
capitolo,

ha

il

batliste-

rio e la cura d'

anime ammimstrata dal


preti; edilizio

VII col breve {)t lantani di f^nitatis, k'ij giugno 802, Bull, cil., p. 3 >o gli permut la mo/.zeltu paonazza
nonici. Pio
1 ,

ed esercitata dal canonico deca-

sul rocchetto} nella mozzetla nera,


le

come

uocoadiuvatudu alcuni

um-

altre chiese collegiale di Sicilia, coH'ul-

1)8
chiesa di

TRA
magna. La
dosi
i

T
ro di venire
la

1\

A
la

ternalliva d' kisare la cappa


s.

trapanesi nell'arti del disegno, feceloro patria

Nicol di Bari in origine fu di

sede delle

pii

rito greco, fabbricata dal celebre Belisario in

gaiee piccole sculture. V'impiegarono


si le

es-

onore dell'Ascensione del Signore,

sostanze animali, e riserbarono

le

ve-

e poi prese l'attuale

nome
in

dalla cappella

getabili e le

minerali pe' grandi lavori.

dedicala

al

santo da'Chiaramonti.

Quan-

do Carlo
te di

approd
si

Trapani reduce

daTunisi, port da essa un bellissimo fon

marmo, che

crede gi servilo pei

Abbracciando il gusto de'gliptografi formarono con intagli pi eleganti carnei per anelli per bottoni , per monili, ec. Giunsero trapanesi ad accumulare pi
i

lavacri di quegl'infedeli, e lo regal a


sta chiesa. Esso
le

que-

figure d'uomini, d'animali e di vegetabili

una gran

tazza mirabi-

in

uno spazio
si

assai

angusto, e in

siffat-

per essere d'un solo pezzo di

marmo

bianchiccio africano, e diafano dappertutto,

ed impiegalo per uso


s'istitu la

di baltisle-

ben distinguere per la propria maniera. Quindi sono rinomate le manifatture di Trapani di corallo rosso
ta guisa

fecero

rio. In questa chiesa nel

maggio 1620, alla

e nero di tutta perfezione,

superbi carnei

madrice,

divozione delle qua-

e le incisioni in pietra dura, che disputa-

rant'ore circolare, per breve di Paolo V.

no
t,

il

pregio a'pi celebrali dell'antichilepregievoli opere in con-

Vi sono alcune sculture e pitture di qualche merito. Esistono 4 conventi di reli1

come altres

chiglia, agata e alabastro, creta.

ed

lavori di

giosi,cio de*carmelitaui,domenicani, con-

Trapani che avea

fatto fiorire nella

ventuali

agostiniani eremitani, minori

scultura gl'ingegni pi

felici,

non fu punto
pregia Tra-

osservanti del lerz' ordine, cappuccini,


paololti, gesuiti, filippini, agostiniani scalzi,

sterile de'cultori della pittura. Molti so-

no

gli

uomini

illustri cui

si

minori riformati

mercedari
i

scalzi, e

pani d'aver dato


scienze

la culla,

per santit di

crociferi.

Cinque sono

monasteri delle
s.

vita, dignit ecclesiastiche, nelle arti, nelle


,

monache,

cio le Clarisse riformale di

nella poesia, nella giurispru-

Elisabetta, del Soccorso o badia nuova,

denza, e nella varia letteratura. Tiapa-

carmelitane, del terz*ordine, e di


ra. L'antico

s.

Chia-

seminario trovasi
le

ristabilito.

L'orfanotrofio per
le proiette,
il

donzelle, quello del-

conservatorio delle donzelle

disperse,
le

il

conservatorio di ricovero per


il

furono s. Alberto, che ha nella citt una chiesa sotto la sua invocazione, il cardinal Enrico Beccatelli, il medico Pietro Parisi, il matematico p. Leonardo Ximenes, fi*. Nicola Terranuova domenesi

gentildonne del paese,


le

conservatorio

nicano gran teologo e oratore. Michele


Laodicina incisore di pietre dure,
il

per

donne
s. s.

penitenti. L'ospedale gran-

cav.

de
si,

di

Antonio, quello degl'incurabili,


Sebastiano pe'mali vergognoil

Giuseppe Errante
cellieri

pittore, di cui F.

Can-

quello di

quello pe'pellegrini e convalescenti,


il

ma
le

le

nell'anno 1824 pubblic in RoMemorie intorno alla vita e al-

regio ospedale militare,


t, e

monte

di piele

opere.

Ma

del

numeroso novero deeruditamente ragio-

diverse confraternite. Vi sono

ac-

gl'illustri trapanesi,

cademie poetiche
scernimento,

della Civetta e del Di-

n
ni,

la

Guida per gli stranieri in Trapa-

la societ di

medicina,

l'ac-

cademia degli studi con molte cattedre ove


s'

Le donne
bellezza.

con un saggio storico di G.M. D, F, trapanesi sono notabili perla


Il

insegnano parecchie scienze,


le

la

scuola

suo suolo fertilissimo, ed

lancaslriana per
di glittica.

fanciulle,

una scuola
per

suoi pascoli sono eccellenti. Nelle sue

cam-

Vi fiorirono

le belle arti,

cui vi sono collezioni di oggetti delle

me-

desime e dipinti ne'vari palazzi de'parlicolari, non che biblioteche; ed avauzan-

pagne si producono perfino le pi rare erbe medicinali. Questi terreni disposti favorevolmente dalla natura alla vegetazione, sviluppano da se slessi le piante lo

TU
pili

A
i

TRA
suoi
e

119
fonti aliuieu-

ricercale e le pi salutari. Tutti

non manca

di

pubbliche
di

vini sono squisiti; le vili di queste contrade portano l'uva mi uia pi compiuta niatiu'azioiie di quelle delle parti eminenti

tate dall'acquedotto che accoglie le

acque

dalle radici del

monte

s.

Giuliano o

E-

e montagnose.

La natura ha versato
frutti, e vi fa nascere

mani piene
il

le

sue dovizie in questo suo-

essendo decorata dalla statua di Nettuno, nume decantato fou datore di Trapani, da delfini e da conrice, la principale

lo,

anche pe'suoi

andi

chiglie. Possiede

cavedi marmi,alabastri e
vi ior

cora
ti

funj^o detto di Malta,


la felicit

onde

poe-

oltre pietre di diverse specie e colori, e per


la loro

cantarono

delle

campagne

abbondanza
1'

sino da'primi

Trapani. Le montagne,
nette

le valli, le colli-

tempi
ti

arte di lavorarli e die valenti la*

cacciagioni

non lasciano desiderare le ottime piccoli quadrupedi e ogni


,
i

volatde domestico e silvestre, ortaggi, caci

eccellenti, bytirri, olii, ec.

Copiose

al-

tres
li,

sono

le

sue produzioni commercia-

antichit v^nno ricordanon senza importanza le iscrizioni anche cufico-sicole, le monete e le nedaglie proprie di Trapani che coni nella sua floridezza e coll'epigrafe Drepidarii.
i

Tra

le

sepolcreti

colle quali la

natura volle arricchirla.


il

pano II.
Trapani occupa il silo dell'antica Drcpanitmy la cui posizione importante, tanto per conto commerciale come pel riguardo militare, f<i cagione di diversi sanguinosi combattimenti. Il falcato suo lido,
le

marino d'eccellente condizione che lo fa ricercarecome quasi il migliore d'Europa, ed alcuni lo ricoIl

suoi.'^lesoro

sai

di Francia.

noscono superiore e preferibile a quello Vaste sono le saline, gi fa-

si

mose, dovecon singoiar industria ricavail sale dall' acqua del mare. A questa
lucrosa industria succede la pesca del corallo e la fina perizia in lavorarlo, bian-

diede l'etimologico

nome dDrcpaiionj
Drepanurn a

quindi disse Pomponio, Drepaiiuni significai falcem j dici uni est

co, carneo, vermiglio e oscuro. E'


ria

una

glo-

per

la

sagacit trapanese

il

venirle

curvo sita instar falcis. Altri per, fra i quali Bouchart, volendo spiegarne la sua nomenclatura come un nome fenicio, fecero nascere aciitum.
indi per
la

universalmente attribuita l'invenzionedi


cavarlo dal mare, e quella altres di far-

voce

Drepanum

dal ^w-

n\co Darba/iycUe vale aculeus, os^a esse

ne de'lavori a bulino: molti scrittori riconoscono che questo popolo ingegnoso, co-

Ebbe

ella forse

da prima uu no-

me orientale, corrispondente ay^/ce,e che


una greca vanit venne cambiaDrepanon. Sebbene per tanti accidenti si cambiarono nomi vetusti a tante citt dell'isola, Trapani per conserv mai sempre quello che esprime la falce la cui forma ha il suo lido. [
to in quello di
i

me rilrovatore gemma secondaria. Le


il
,

il

fabbro di questa

tonnare formano

il

sostegno di molte famiglie, e sono una


lavorano.

sorgente di dovizia pe'loro proprietari e

per que'che

vi

La

Sicilia ripe-

teda Trapani
gli strunienti,

l'origine e l'invenzione de-

non che l'uso di questa importante pescagione. La soda simile a quella di Spagna, e se ne fa delle grandi e
frequenti iudjarcazioni. Nella nautica sem-

fenicii conosciuti nella

s.

Scrittura col no-

me
ri

di

cananei, abitavano una contrada


la

della Palestina che

sinuosit dt'suoi
i

mai

avea formato

porti

pi comodi e

pre

si
i

distinsero

trapanesi, sin da quanil

pi sicuri, ed avea fornito doviziosamente


il

do

fenicii

resero

piazza di trallioo.
to arricchisce
ta
la

Una

suo porto una gran miniera d'argenoperazioni


le

Monte Libano d'ogni qualunque


di costruzione.

le-

gno
ce,

Questo [)opolo saga-

contrada, mareta sepoldell'

per

la

mancanza

me-

sultar

che possedeva l'arte diiUoile di conla nuttu'a, si vide da lei consiglialo

tallurgiche.
le

Trapani ebbe
i

suo terme e

u cercar dall'induilria (jue'fuvori che aveagli negato la quolitdel terreno. Si ri*

sue acque; minerali,

suoi acquedotti,

120
fatture, le
di

TRA
le arti, le

TRA
mani*
terra e per quella di

volse quindi a colfivar

mare

dagl* insulti

opere di gusto, d galanteria e mollezza, e vi fece in breve tempo pi


i

de'nemici e de'pirati, e per non rimanere esposti a quelle celebrate guerre tra
sicani e
i

rapidi progressi.
il 1

Questo popolo

si

vuole

sicoli, di cui

pqrla Diodoro.

La

."cliefece servire la navigazione al coin*


i

Sicilia ripartita in

quell'epoca in tanti pie

mercio, che necomprese


pli per tutto
il

vantaggi, l'am-

coli differenti e
losi della

indipendenti governi, ge-

Mediterraneo, anzi porsi-

t le sue merci dalle rive dell'aurora

per
ni,

no
te

fiirisole dell'occaso.

Le

conquiste

fat,

maggioranza del vicino, divisi percostumi eper inclinaziostavano in una guerra continua, non
interessi,

da Giosu, condolliero degl' israeliti sulla Cananea, e che si estesero vicino a Sidone,tolseroa'fniciiquelh gran quantit di terreni

meno

cogli stranieri che cogli slessi indi-

trib d'Aser.

La

che furono assegnati alla capitale col suo piccolo

sebbene occupata nel commercio e nell'agricoltura, non poteva tuttavia disprezzare quelle
cautele che
la
l

geni. La nascente citt diTrapani,

difendessero da ogni insulsuoi primi fondatori,

territorio, rimasta di ricovero a que'luggilivi,

to straniero,
li

emu-

non era pi bastevole ad alimenta-

delle scoperte egiziane, e che seppero

re tanta inoltitudine.
ri

Fu quindi

di mestie-

che

si

facessero uscire quel gran

numedif-

rodi colonie, che cercando un asilo si


frica,

fusero in Ci[)ro, Rodi, Grecia, Sicilia, A-

anche render migliori, portarono in quecontrade de'lumi che parvero allora un prodigio di sapere. Vennero essi inoltrea propagare in quest'isola la conoscenste

Sardegna, nelle Gallie e nelle coste


di

za de'caratteri alfabetici; e dalle loro lettere,


le

Spagna. L'esito fortunato di queste emigrazioni coron la loro aumeridionali


dacia e incoraggi a intraprendere de'gran*
di viaggi sopra incogniti mari. Visitaro-

che aveano una rassomiglianza colsamaritane, ne ricavarono greci le loi

ro,

che indi trasmisero


i

a'iatini.

In som-

ma

fenicii colla loro

industria

grande

no
vi
i
i

tutte le nazioni sconosciute per recar-

generi di loro industria, e per unire

nelle vaiie inanifalture, colle loro cognizioni nautiche, squarciarono quel foscQ

popoli anche pi lontani col

mezzo

del

])i terribile degli

elementi. S'ignora, se

velo d'ignoranza che adombrava barbari abitatori delh Sicilia. Portarono in


i

queste colonie originarie della Siria, fondatrici di

questa eziandio
ro
riti,

fenicii

loro

numi,

lo-

Trapani e

di altre citt,

occu-

co -ministri del culto per dirigere


Il

pando
de
i

le

coste occidentali e meridionali

leceremoniede'sagrifizi.

principale ogil

di Sicilia, vi trovassero in queste contrasicani e altri popoli indigeni. Alcuni


i

getto del culto era Saturno ossia

Tem-

ritengono, che

fenicii

trovarono questi

po, ch'ebbe in Trapani tempio e simulacro, il quale poi fu convertito nella chiesa di
s.

Non mai comodit del porto, l'amenit dell'aere, la feracit del suolo non vi avesser invitato degli altri ad occuparli; n)a perch il poco numero de'sicani e dei sicoli estender non si poteva in tutte le contrade ed in ogni punto della Sicilia. 1 fenicii raccolti quivi in societ, divenne
luoghi quasi aifatto disabitati.

Bartolomeo:
e

gli

olfrivano vittime

perch

la

umane,

Gelone

nel pacificarsi co'trapasi

nesi, volle peri. ''condizione abolito

bar-

baro uso. Prestarono ancora culto ad Iside o Cerere, a Venere Bd^lide e ad altre
deit.Trapani qual citt marittima e commerciante, ricorse pure alla protezione di

Nettunodiodell'oqde, egli eresse un tempio ove ora esiste


la

per

essi

il

suolo

come

loio patria adot-

chiesa di
il

s.

Nicol,

tiva, anciie

per

la

sicurezza del porto e la


trallico.
il

immolandogli
ti

pescatori

tormo. In tutvi

sua eccellenza pel


e lornato; e

Eredi delle arti


la via di

gli

antichi

marmi di Trapani
i

fu scol-

d'Egitto, coltivarono
si

bello^il njagnifico

pito

un

delfino,

simbolo d'un popolo naportarono seco


loro,

premunirono p^r

vigatore, ed

fenicii

T U
un gran numero
zione,
le
ili

TRA
mi eh 'eransi ritirati
conquistatrice di
a
nel porlo di
la

li
Trapani.
potenza

leggi per la naviga-

quali di poco clilleiiscono ilalle

Crescendo gigantescamente

fumose leggi marillime di Rodi. Nel secolo XII dopo il diluvio vinta e incendiata
Troia, Enea unode'principi debellali, er-

Roma,

questa cominci

cui possanza e

formare de'disegni contro Cartagine, la impero del mare gli forperci costru legni

rando fuggitivo

col

padre Anchise e

il

fi-

mavano inquietudine;

glio Ascanio, co'frigi e gli epiroti, arriv

e fece un grandioso apparato di guerra,

nel porlo di Trapani. Quivi mor Anellise, e


il

per abbatterne ad ogni costo


ria.

la

sua glo-

pio figlio con giuochi funebri ne

Quindi
si

le citt

confederate, o dell'i-

onor la memoria, e Virgilio cogl'immortali

stessii

origine di Cartagine, com'era


fortifica ronoe

Tra-

suoi versi consagr questi luoghi nei

pani,

aprironoi loro porti


i

fasti della celebrit.

Intanto

greci inca-

alle flotte dell'Africa,

territorii alle loro

paci di contenere nell'isole del


l'esorbitante

mar Egeo
li

aro)ate,e
ciare
i

vi

unirono
le

le

loro forze.

A comin-

numero

de'snoi abitanti,

romani

loro aggressioni, ordinadi far slog-

fecero trasmigrare in colonie, che venne-

rono al console Appio Claudio


giare da Messina
occJipata,
i

ro a
cilia,
si

fissarsi nelle coste orientali della

Si-

cartaginesi, che l'aveano

edierono principio a qnellecilt che

come

difensori di essa; poich


i

resero famose. Trapani per


in

non cadsi

Rotna avea formato


la di Sicilia,

suoi disegni snll'iso-

de

mano

di

questi stranieri, e

man-

tanto

comoda ad

assicurarle
la

tenne seu)pre nella propria indipendenza: prosegu in

l'impero del mare, e per deprimere

sua

mezzo
col
il

alle sue arti paci-

odiosa rivale. Assalita

la Sicilia,

Trapani

fiche

ad arricchirsi

commercio e

a trai

sportare altrove

suo superfluo, ed

pia-

cevoli prodotti di sue industriose fatiche.

chedovea figurare cotanto in quella guerre punica,come la pi esposta alle violenze nemiche per la sua vicinanza colla Libia,
re tali, che

Le colonie greche di Sicilia non durarono a lungo in pace, e presero le armi contro
i

oppose all'armate romane delle barriele fecero rimanere sorprese


Il

sicoli dell'isola di

Ortigia,e contro

della resistenza.

maggiore
di

interesse di

que' di Lentini. Serse gran re di Persia

Cartagine era quello


pani, sito
taggi;

conservar Tra-

impegnatosi a debellare

greci dell'

Ar-

cipelago, per divertire ogni soccorso che

il pi opportuno a* suoi vannon tard quindi a mandargli cm

avessero potuto ricevere da que'di Sicilia,


fece abbracciare a'cartaginesi
il

armamento marittimo
Quel sagace generale
che

e terrestre,

con A-

progetto

milcare capitano di sperimentato valore.


costru
il

di muover guerra a' greci di quest'isola. Le armate cartaginesi vi si prepararono

castello,

sta al nord-est della piazza, fece dello

mentre greci sicilioti, uniti a Gelone di Siracusa, levavano eserciti forti e numerosi. Si pass ben presto al l'ostilit, e si accese fra le due nazioni la guerra la pi atroce. Trapani che traeva un origine cotnune cort Cartagine, temeva di
in Africa,
i

nuove ampliazioni
sottopose
ca
il

all'antiche fortezze, e
tatti-

lutto alle regole d'una

ben ragionata. Presidi l'isolelta Peliade, mun ogni punto di difesa, e prepar quelle 4 lorri quadrate che signoreggiarono " appresso in ogni angola

venir inviluppata in que'sanguinosi conflitti,

della citt,di unita al castello.Per politica

e perci nell'anno

4^0

avanti la no-

distrusse la citt d'Erice, rispellando so-

stra era edific sull' isolelta Peliade

una

lo

il

tempio di Venere,
i

e trasler in
la

Travi-

ben forte

torre, e vi pose
la via

uu Itune per addel porto e gl'ini


in-

pani

suoi abitanti.

La guerra

pi

ditarea'cartaginesi
sidiosi scogli

va e

la
,

pi micidiale, ostinata e

memosi

da evitare. Nella gnerra


i

rabile

ebbe

il

suo principio nell'anno


al*
.U

sorta tra Dionisi di Siracusa ed


gitesi, questi iec^i'O bvuciaie
i

carta

2()4 prima di nostra era, e Trapani

suoi inve-

^cc

co\

maggior iulecesse

al ^>arlito

i?2 mani

TRA
nel

TRA
243
di della era,
il

Cartagine, persuasa ohe l'amicizia Je'io[)nilecip;isse di servit.

console

Gneo

Lti-

L' assedio

dei vicino Lilibeo eccit nelT

armala

di

Calalo con nuova flotta assedi Trapani, ordin l'occupazione del porlo, rilazio

Trapitni de'giusli timori di sorpresa; non


lasciando per
i

guardando come
potenza romana

insulto alla formidabile


la

cartaginesi d'adoperarsi
la

sempre pi per

difesa di

Trapani e del
interessi.

suo porlo tanto acconcio pe'Ioro


i

pertinacia diTrapani; ad onta della pi disperala resistenza de' trapanesi e di loro destrezza, in breve fu

Quindi Annibale nell'anno 6. di questa guerra, eludendo la vigilanza romaua, imbarc nel Lilibeo la cavalleria cartaginesee la condusse in Trapani, ove allora comandava il suo amico Aderbale.

aperta

la

breccia e peli.**

vi sal

il

valo-

quando una nuvola di freccia lo preci pilo gravemente ferito in una coscia, onde fece sospendere il combattimento. Intanto invi le sue squadre nelle spiaggie della Libia e della Numidia, onde sconfiggere le cartaginesi.

roso console avido di gloria,

Facendo questi scorrerie [>er tutte le vicine campagne, imped l*accesso de' viveri al campo romano, a cui la mancan* za di cibi sani port al sepolcro 10,000
coniballenti; ci avrebbe obbligato
n)ani a ritirarsi, se
i

Non ancora guarito, seppe che Cartagine avea messe alla vela tulle le sue forze
colla

ro-

numerosa

flotta

comandala da An-

e loro alleato

Gerone re di Siracusa con una spedizione di fruavesse incoraggili nell'im-

none; ralFronlnell'isoleEgadi e ne trionf pienamente; onde il console entr nel


si trasfer a TraAmilcare fecero la pace co'romani, cui cederono quanto possedevano in Sicilia, in uno a Trapani. Cosi ebbe fine lai.' guerra punica durala 24 anni. I romani dopo la vittoria tolsero tulle le armi a'siciliani, l privarono del-

menti non
pegno.
Il

gli

porlo di Lilibeo e indi


I

console

romano

P. Claudio i*ul-

pani.

cartaginesi per

cro tent con impeto di sorprendere Tra-

ma Aderbaprevenne con 90 legni leggieri, usc dal porlo colla sua armata di cartaginesi
pani coni-io galee pesanti,
le lo

e trapanesi, l'inves e disfece complelainente,colla perdila digogileee di

io,oao

le loro leggi,

sostituendovi quelle del Lavarie popolazioni in Vetil

romani, oltre 20,000 prigionieri, ed il console fu richiamato da Roma. Anche


consoli

zio, e vi

cancellarono ogni civile libert.


le

Classificarono
ligali,

Aulo Attilio
di

Gneo Cornelio
e
il

ten-

Immuni

e Vassalle: stabilirono

tarono
spinti

sorprender Trapani

porlo,

Lilibeo per capitale di tutta la provincia


e per la residenza de'loro pretore e
store.

per assediarla fortemente, venendo re-

que-

con altre perdite.


il

iXel

2 5o avanti

Divenuta cos

la Sicilia,

l'era corrente,

console L. Giulio Palio

nione

di tanti suoi piccoli stati,

per P uuna sola

occup

cima dell Elice e voleva invadere Trapani, per fu vinto e fugato da Cartalone comandante delle ^otle africane. Anche N. Fabio Buteone due anni
la

regione, fu dichiarala

dopo

l'Italia lai.'

provincia romana. L' occupazione della


Sicilia fece
la

conoscere a'suoi conquistatori

perfezione delle lettere, delle arti e del


I

dopo tent l'espugnazione

della piazza

i-

gusto.
gici,
i

poeti, gli storici,


gli artisti

comici,

tra-

iiutilmenle; bens Palermo, la pi gran-

de e notabile citt dell'isola, fu presa da* romani, che la trattarono con rigore per
ispa ventare le altre
ta la Sicilia
ci

Roma
teria.

trasportarono ia l'amore del piacere e della galanTrapani intanto, tuttoch sottopodi

cuochi,

U siciliane. Indi

tut-

sta

a'romani, non iscem punto del suo

cadde in potere de' romani, tranne Trapani pel valore de'suoi cittadini e de'carlaginesi,9'quali rest fedele seb-

genio
la 2."

aderenza verso cartaginesi, e neli

guerra punica, mossa 22 anni dopo lai.", quando Marcello assedi Sira-

bene prevedeva che dovessero piouib


fcupr di lei tulle le forze

u*

cusa,

Trapani invi
soccorsi,

a'siciliani assaliti ar

romane.

In filli

mi e

unendoli a quelli de* carta

T RA
ginesi.
Sicilia

TRA
commesse
nella
fe-

123
s.

Le

dilapidazioni

didissima dell'evangelo. Arrivato


lo in Sicilia,
la

Pao-

da diversi mngislrati romani,


1

non manc

di predicarlo, e
i

cero iusorgere nel


la

sommossa
si

degli

4^ prima di nostra era schiavi, e 28 anni do-

vicinanza con

Roma, ove

principi de-

^li

Apostoli gittaronoi fondamenti di noss.

po

suscit la 2.' guerra servile. Questi

stra

Religione, fece spedire

loro di-

funesti esempi

animarono Atenione conla 3."

scepoli nell'isola per farvi conoscere

Ges

ladino trapanese, a cominciar

guer-

Cristo. Attestano gravi scrittori,


secoli della

che ne*

ra servile, dalla condizione del suo

capo

delta rustica, produsse ranarchia, e os


d'aspirare al trono:
cise in
il

console Aquilio Tuc-

campale

battaglia.

Trapani ch'era
si

le 22 sedi noverano quelle ancora di Drcpartuni^ di Tindan\ di Tosa o Aleyatc.ye del vescovo Dre-

Chiesa nascente,tra
si

vescovili fondate in Sicilia,

siala rispettala da quel sedizioso,

vide

panitano
ze.

se

ne hanno di verse testimonian-

liberata da sventure che potevano sovrastarle.

L'ambizione e l'orgoglio de' patriar-

Mentre

Roma

era intenta alle sue

chi di Costantinopoli, sostenuta dagl'im-

guerre con Mitridate, e la Sicilia andava rimarginando floridamente le sue anlidie ferite,
le

peratori d'oriente, sottrasse dipoi al

somdi

mo

Pontefice moltissime chiese d'occil'

uno sciame di

pirati usciti dalil

dente, secondo alcuni sotto

impero

balze della Cilicia, infettarono lutto

Leone
dell'

Mediterraneo,efece palpitare tulte^eciltl marittime. Trapani per la sua situazione,


e per essere pi
cola, present

V IsauricOy prima della met Vili secolo. Nilo archimandrita o


ili

Doxapatrio, noverando

le

sedi vescovili

commerciante che

agri-

di Sicilia di gi esistenti e sufFraganee del

abitanti

un miserabileaspelto: isuoi doveano sempre tenersi in armi


i

metropolitano, di Siracusa, coll'aulorit


del Papa, e poi imperiosamente avulsae

per restringere
i

feroci ladroni,

che (inab

a Romano Ponfice^et factae sub Constantinopolitano^


vi

mente romani distrussero sotto il comando di Pompeo, con 25 flottiglie di 5oo vascelli, montale da 120,000 guerrieri. JVeir anno Sg avanti la nascila di Ges Cristo, espugnata da Pompeo Gerusalemme, avvetnie il ."tragitto di colonie ebree
i

nomina

Ira esse

Dre-

paniy Tfidaru, Tosae sca Alesae eie. Commanville,Hz.y^. de tous les Eveschez,
riferisce
il

che Drcpanum o Trapani ebbe suo vescovo suflraganeo di Siracusa in


Il Rogreco in Itaattribuisce all'imperatore Leone VI

tempode'grecijVersoI'VlII secolo.
dot,
la^
il

in vSicilia,
coli

che depositarie de'divini orarecarono l'idea deli." Essere e di sua

DclV orgine del

rito

Trapani di epoca in epoca ne accolse un gran numero, e si accrebbero a


unit.

Filosofo (altri osservano ci essere anacronismo, perch tutta la Sicilia era al-

dismisura nel 78 di nostra era, quando Tito distrusse Gerusalemme; nell'occuprtzione poi della Sicilia fatta da'saraceiii,

lora occupatada'saraceni, e gl'imperatori

greci

non

vi

conservavano pi autorit)
sottrazione al

e ail'887

la

Papa
al

di tante

vi fu

una

3."

trasmigrazione, allettali

sedi vescovili, assoggettandole

patriar-

da'cortesi trattauenli di quegli africani.

ca di Costantinopoli, ed allora fu stabilita

La

Sicilia

dopo essere

sull'orlo del precivili

metropoli-di Sicilia

la

sede di Sirafra*
seti

cipizio nelle funeste

guerre

tra

Ce-

sare e

Pompeo,

sotto g' imperatori di-

cusa con podest sopra 1 3 vescovi, quali Drepatn y Ty ridar ii ^ Alesae


2Vj.m^,
eie.

venne una provincia poco considerala e quasi negletta. Augusto le accord de'
proconsoli in vece de' pretori. L'origine
del cristianesimo nella regione risale a*
tenq)i apostolici, ne^|unli moltissimi siciliani

Drepani, Alesae, Trapani, ed Alesa altrimenti della Calunia, non nllronde nolo che sieno stale ci U vescovili,

abbracciarono

la

benefica luce splen-

che per questa disposizione di Leone Vi. Refert Alherttcs Piccolus (Dt (Mitiquojure Eccl. Sic.)$criveil Pirro (nella

124
Sicilia sacra,

TRI
i\c

TRA
sellenlrlonali,
zia e di
tjsciti

nitri

confutalo), in Bi-

dalle foreste di Sve-

hliothcca nioiiasteriis. SaWatoris^

quod

Messa nae est, haherimss. disposi tionein


Mctropoleon^eatnque Androiiico litrihai [quanquani vercor^ ne illac error

delie continue dissensioni deirimpero,invasero l'Italia e


si

Germania, profittando
rovesciarono sulla

Sicilia.

Gendel

serico re de'vandali, verso la

met

Ei vero Libello assutani laciniani memorai, ubi Siracusano subjacere dicuntiir Inin fmperii nomine pcrrcptaverit).
ter caeteros Anlistites,

secolo,

occup il Lilibeo, Trapani e tutta la Val di Mazzara, che poi cede all'erulo Odoacre, il quaresistenza,
le estinse

dopo lunga

Drepanensis

et

l'impero

romano d'occidente
in

Alcsiniis. Caeteruni de his Urbibus^prae-^

ed a cui successe Teodorico re d'Italia e


de'goti. Passata

terea, niliil ad measpervenitaures.rjuod 'perad rem faria Ibid, no ti lia 7." L


.

Trapani
le

potere di

tali

t.

fi

barbari, ne soffrirono
rii.'.Juslria e
il

scienze, le arti,
fatale decadiI

secuzione

(Iella

Chiesa in
il

Sicilia fu la 7.^

commercio

tlell'impero,

quando
,

feroce imperatore

mento. Mal soffrendo Giustiniano


talia
il

iml'I-

Decio

249, co'suoi decreti tormentariemp la Sicilia di tori delle coscienze spavento e di morte, impiegando a bar J)an strumenti di sua crudelt procondel
i

peratore di Costantinopoli di veder

dominata

da'goti, nel

535

vi

sped

soli

Valerio, Quinziano e Tertullo.

Quei

gran Belisario con poderosa armata. la penosa conquista di Palermo, esegui quella di tutta l'isola.Nel
Questi dopo

ste sanguinose persecuzioni contro


stiani

cri-

suo soggiorno

in

Trapani fond 3 chiese


ora
s.

furono replicale sotto Treboniano Gallo, Volosiano, Diocleziano e Massi-

di rito greco, cio l'Ascensione,

Ni

coljS. Sofla.che fa parte della chiesa della

miano. Le

citt njariltime
rpielle

no di pi, come maggior numero


Ktantino
I

di

ne risentiroche contenevano cristiani. Finche Coalla Chiesa, in


i

Badia Nuova, e
esistente.

s.
I

Caterina

all'

Arena

non pi
po
in

saraceni popoli del-

l'Arabia Felice, che avean fatto di tem-

non die pace


si

di-

tempo
vi

incursioni in Sicilia, verso

vini misteri

celebrarono

luoghi se-

r844

tornarono numerosissimi dall'Ala

greti e tenebrosi, nelle

catacombe. S'ignosuo vescovo,

frica,e sbarcali nelle parti occidentali, por

ra ove
j)anesi

si
:

raccolsero primitivi cristiani tra*


i

larono ad ogni resistenza


e
la

desolazione

l'esservi stalo

il

ma

morte. Ahsed-Ben-Forat disegnava

si conveniva alla semplicit de^temrender dovea quell'adunanze pi het|uenti, e si congettura che i primi sagri-

(jual
pi,

d'assalire
tificala,

Trapani,

ma

per esser ben fore


si

non azzard l'impresa

avvi

verso Sciacca [9 leghe distante. Ma Adel-

fzi si

offrirono in
la

un piccolo luogo ov'


s.

camo

alla testa di

oggi

collegiata di

Pietro, dedicato
della

cise l'occupazione:

20,000 uomini ne deTrapani si difese co-

allora a qualche mistero del Redentore.

raggiosamente, uccise
soggiac(pie al giogo

627 nemici,

indi

Col trasporto che fece Costantino


poli, la Sicilia

maomettano. Questi

sede dell'impero da iloma a Costantino-

mori, sebbene non conoscessero altro che


l'Alcorano, tuttavolta non disturbarono

divenne ancor pi negletta

e ne ricev funesto pregiudizio. Assediato


nel

alcuno

in

materia di

reliiiioue, esercitau-

407

l'imperatore Arcadio in Tessa-

lonica, e

Metrodoro sebbene regnasse OSicilia, invi

do la lolleranza de'culti, ed insieme escludendo da ogni amministrazione cristiai

norio sulla

de'messi in tutte
messii

ni e gli ebrei,

per avvilire

la

loro creden-

le citt dell' isola,

esortandole a soccorI

za.

Perci

il

cattolicismo sotto de' sara-

rere

il

fratello del loro sovrano.

ceni

nesi spedirono subilo molti vascelli,

si-

racusani 3 scalee, et Drepanitanivero navini

non si estinse, ma s'illanguid grandemente. Si crede ila alcuni scrittori che gemendo allora la Chiesa per tale domi*
,

frumenlQ omistam^ Alcuni popoli

nazione, maiicarouu molle cattedrali ia

TRA
Sicilia,

TRA
i

ii5

compresa quella
emiri die

tli

Trapani.
di

lii-

fisse

mori e

trapanesi accorsi in gran

taiilo gli

comandavano
soggezione

nell'i-

numero

a difenderli, con notabili ucci-

sola, iiifaslidili della

dover

esser elelli da're d'Africa o da'califU d'Egillo, se


sessatisi

sioni. Bramosi trapanesi di sottomettersi ad un principe crisliano, e mori sconi

ne vollero emancipare. Imposde'luoghi di loro dipei><lenza,nel


divisero
la Sicilia in
il

fidali di pi potersi sostenere,


la

ichiesero

pace e consegnarono
vi

le

fortezze a
la

Bugcinse

IO 38
gni.

si

piccoli re-

gero, che

fabbric nuove opere,

Governava
il

i.da Messina sino a

d'altri baluardi, e rese (pieslo tratto di

Tindaride,
cusa,
3."

l'allro

da Tindaride a Sira-

paese assai forte e sicuro. Distrutto

il

gori-

da Siracusa a Trapani, il 4." da Trapani a Palermo, e il 5. da Palerniosino a Palli. Abd-Allali


figlio di

verno saraceno, molli arabi vollero

Men-

kut regn

in

Trapani e

in altri

luoghi di

sua dipendenza. Circa due secoli e mezzo

manere in Sicilia sudditi de' normannu Continu cosi Trapani ad essere un uiescuglio d'abitanti cristiani, ebrei e maomettani. B.iunito in Buggero il centro d
tulle le autorit civili, utilitari ed ecclesiastiche, divis di

dacch

gli

arabi godevano pacificamente

nord della Scandinavia, non polendo far conto delle dovizie paterne, armali di destrezza, di coraggio e di audacia ad invadere vari regni d'Europa, con avvenimento
laSicilia,aIcuni avventurieri del

coordinare tuttociche

apparteneva
tico.

al

culto e al governo poli-

Dopo

la

conquista di Giordano, e-

rasi egli

recalo in Trapani nel 1076, ed


s.

alla chiesa di

Pietroaggiunse

la

dignit

straordinario in pochissinjo
si

numero

tosto

dell'arciprete.

Dopo

di lui

il

rito

greco

coprirono

di gloria,

si

arricchirono di

bottino e di dominii. Buggero Cosso nor-

manno neh 061


i

pass in Sicilia e v'im-

and gradatamente vieppi declinando, ed in breve tempo mancarono persino in Trapani coloro che a vesser saputo leggere e amntinistrare
i

pieg sganni per debellare inteiarnente

sagramenti colle
istitu in

mori e rendersi assoluto signore dell'isola. Papa s. Leone IX avea nel io54
investilo della

greche

liturgie.

Il

conte
il

Trapani
le

alcune magistrature,
cognizione de'delitti,
civili,

giustiziarlo per la

Puglia e Calabria, terre


i

il

bailo per

cause

della santa Sede,


altre terre

normanni,

in

uno ad
;

g'uiali per vegliare sulle cose


s'

che avessero conquislalo

Omonarie. Frattanto
Sicilia
il

introdusse nella
1

Papa Nicol 11 nel loSgavea investito gli stessi normanni della slessa Puglia e
Calabria, ed anco della Sicilia
tro
(f'\), al-

lusso

il

pi dissipatore, quel usso

che si ammira e si vitupera per lestie immorali e funeste conseguenze. Pretlicala


lai.'' crociala,
i

dominio temporale della chiesa romana, con giuramento di fedelt e annuo


censo di vassalli e feudatari della medesima. Nel 1076 era Trapani sotto al go-

per liberare dagl'infedeli

luoghi di Siria santificali dal Bedento-

re, perqueirentusiasraoreligiosochesuccessivamentefeceprender la crocea quasi


sei

di Abd-A Ilah-Ien-Menkut. Il conte Ruggero per chiudere ogni adito a'mori

verno

milioni d'europei e che canibi nolo spirilo

tabilmente

delle nazioni, fu per

dell'Afiica di posseder Trapani, l'attacc

Trapani
si

il

segnale del suo innalzamento

per terra e

[)er

mare. Nel m.-iggiosi av-

e della sua dovizia. Molti de'suoi cittadini

vicin con poderosa flotta navale, e fece marciar le truppe di fanti e d cavalli sotto
gli

fecerocrocesignaliesi portarono a
1

battere da prodi in Siria.


ni per accreditare in
i

re

comnorman-

ordini di suo figlio

stringerla d'assedio.

Giordano onde Durante questo, in


la pii

loro porli stabilirono

Trapani
i

degli alloggi, per farvi accoi

cui

gli

abitanti (iecero

valida resi-

gliere

j)ellegrini e
s'

crocesignali che dal-

stenza.

Giordano piomb addosso a'con-

l'occidente
dito

indirizzavano pel pi spein Siria,

dulloride'besliumiedegliarmentijC'scon-

cumminodui mezzogiorno

i?.ri

TRA
i

T R A
mani
i

o!)(le visitare o togliere dalle

tle-

nlssimi
i

si

pugn
i

fiera battaglia
i

navale fra

gl'iufcdeli
li vi

luoghi santi, onde

(empia

genovesi e

veneziani,

quali ultimi re-

eressero un ospizio, ov' al presente

la cbieso di s.

Agostino, e vicino ad esso

sorgeva l'aisenalejdi cui sono avanzi quegli


il

entrarono colla preda nel porlo dandovi uno spettacolo di trionfo. Tal conflitto fu chiamato Battaglia di
stali vincitori,

archi belli e solidi, capaci di

galee,

Trapani, senza che


siciliani vi

trapanesi e gli altri

trapanese cardinal Enrico Beccatelli pa-

avessero preso parte. A'20 nonel porlo le


il

triarca d'Antiochia,
il

don
in
i

nel secolo

XII

vembre entinrono
Luigi

due

flotte
s.

Trapani a'cavalieri del Tempio, quali ne formarono un ospizio e ne dedicarono la chiesa a s.


suo palazzo che avea

francese e siciliana recanti

corpo di

IX

re di Francia,

morto

di peste in

Tunisi, accompagnato dal fratello Carlo


1,

Gio. altisla.
di tanta

La

frequenza de' passaggi

dal figlio Filippo III e da altri principi

gente straniera richiam in Tra-

del sangue. L'allegrezza di questo spetta-

pani l'abbondanza d'ogni genere, sorgente di veraci ricchezze.


tali vi

colo riusc a Trapani funesta, perch

vi

Le nazioni occiden-

portavano

le

loro mercanzie, e ri-

tornavano dall'Asia cariche di quelle derrate. L'opportunit di questo commercio


richiam in Trapani
ri,

tanti consoli slraniela

propag fatalmente ne'circostanti luoghi. A'aS detti re e Tibaldo II re di Navarro, con Enrico IH re d'Inghilterra e altri principi reali, giurarono in Trapani di ritorsi
i

contrasse micidiale peste, che

ciascuno dc'quali ebbe

sua propria

narvi nel

1274

pei"

Partire a'22 luglio per

abitazione, con cappella cotiligua, ed altres


li.

l'impresa crociata di Siria.

Ma

il

morbo
fi-

un

piccolo ospedale pe'suoi nazionai

uccise Tibaldo II e Isabella sua sposa


glia di
s.

Sotto

re

normanni Trapani prospech'essi intrapresero

Luigi IX, e tanti


i

altri principi

r in seno della felicit e dell'abbondanza, e le

e illustri personaggi,
ti

guerre

conlegni

tro

gli africani,

furono pel suo porlo nuoIraflco e di lavori:


gli
i

s.

quali furono sepolMaria la Nuova, oggi Domenico, ove se ne legge la memoria


nella chiesa di
s.

va sorgente di

che
vi
si

vi

si

costruirono e

apparecchi che

fecero per la spedizione contro di

Tu-

nisi,ne

accrebbero l'importanza. II reRuggrato pe'servigi de'trapanesi, acprivilegi. A'normanni

1 aspirando alla signocominci dal tentare l'occupazione di Genova, la cui repubblica licenziali con moderazione di lui sudditi,

sepolcrale. Cailo

ria d'Italia,

^evo

1,

invi

22 galee contro
le
i

le flotte

spedile dal
1

cord loro segnalali


successero
i

rea danneggiare
entrati

sue riviere, e nel

274

principi di Svevia, e l'impe-

genovesi nel porto di Trapani ne

ratore Enrico VI e Costanza sua moglie

distrussero la marina, bruciando con tutti


i

confermarono a Trapani
glio
il

tutte le grazie
il

loro legni anche que'degli stranieri che vi

avute dalla precedente dinastia:

loro

fi-

si

trovavano ancorati. Angariando


I

prei

imperatore Federico
ne accrebbe

11, a

premiare

potenti ministri francesi di Carlo


liani,

sici-

valore de'trapanesi mostrato nelle bat,


i

taglie

privilegi.
al

Trapani

per ricus d' ubbidire

suo naturale

Ma>)fredi, sapendo che vivea Corradino

nipotedeirimperalore.Ma tali principi essendo deposti e scomunicati da'Papi, Cle-

mente IV
cilie

nel
I

1265

itivest delle

due

Si-

Carlo

d'Angi, con feudo annuale


di (edelt;

Giovanni di Procida d'accordo col re d'Aragona ord la famosa congiura per distruggere nell'isola gli odiali dominatori. Perci in Trapani combincon Paimerio abbate, signore di Carini e della Favignana, uno de'principaliepi doviziosi della citt, l'efrettuazione della meditala vendetta, siccome influentissimo. Sebbeciala

giuramento

ed

il

principe

si

valse del porto per diligere


te contro Tunisi.

le

sue armavici-

ne la crudele trama con ardore fu abbracda tutta la nazione, ancora soril

1X^1269 ne'mari

prendente

riflettere

come

resl^

impe-

Tn
nefrobile
In
il

A
le

TRA
guerre ostinate tra're di
i

127
Sicilia e di

segreto a'fia noesi, e che prest


Iragico e lieinoinndo suo ter-

Na-

mano al

poli

consoli stranieri ne partirono, e le

mine,
la,

efl'eltuatosi
tolti
i

a'3o mnrzoi 282 colla


la

fazioni civili de'guelfi e ghibellini fecero

strage di

fiancesi esistenti nell'iso-

partecipandovi

mano

delle stesse

si-

ciliane, rese feroci dagli oltraggi ricevuti.

Tali furono grinfausli e deplorabili Vesperi Siciliani. Trapani imit questa epideniica barbarie, con uccidere
il

gene-

ral francese JVogarel e tutta la straniera

guarnigione; e per evitare


Tanarcliia,
reltori,e
si

gli

orrori del-

rimaner desolala l' industria. Le guerre tra're Angioni di Napoli e que'Aragonesi di Sicilia essendosi riaccese con violenza maggiore, il fratello di Carlo II re di Napoli, che portava il titolo di principe di Taranto, nel dicembre 299 sbarc la sua armata ne'mari di Trapani, ma fu sconfitto e fatto prigione da Federico II re di
i

si

elesse

suoi governatori e

Sicilia, e inviato nella fortezza di Cefal.

prepar a sostenere quella vendetta atroce che avea giuralo Carlo I, parlirolarmenle irritalo contro Trapani per
aver alzato contro di
lui lo

Roberto re

di

Napoli avendo meditalo


per salvare
la II fece

il

conquislodi

Sicilia,

Valdi

Mazzara Federico

che alcuni tra-

stendardo del

panesi gli offrissero la

resa della patria.


si

pretendente e poi decapitato Corradi no.


IntantoPietroIlI red'Aragona,comen)arito di

Roberto ne rest ingannato e


pti"

avnnz

penetrarvi, quando s'accorse che Tragli

aiuti pecuniari avuti


e

Manfredi, cogli da Papa Nicol III dall'imperatore d'oriente, navig colla


Costanza
figlia di

pani

oppose vigorosa resistenza, onde


le

per risentimento devast

sue campa-

gne
tro

e le tonnare. Sotto
II

flotta di

5o

galee e altri legni per Sicilia


e

germogliarono

in

regno di PieTrapani le famoil

onde impadronirsene,
sforzi di

combattere

gli

se fazioni de'Venlimiglia, de' Palici, dei

Carlo

per ricuperarla; entr nel

Trapani a'i o agosto e fu all)ergaloda Palmerio abbate che cre suo camerlengo, e che il regno avea eletto per uno de'4 supremi governanti. L'arrivo di Pietro III rallegiTrapani e il regno tutto che lo proclam sovrano, e cos ebbe principio la dominazione aragonese nell'isola: partito da Trapani per Palermo,
porto
di
ivi fu

Chiaramonti e de'Catalani, che precipitarono la patria nella desolazione, aumentala dalle scomuniche fulminate da'Papi contro la Sicilia. Per inutilmente tent d'impadronirsene Federico Chiaramonte, sotto il debole governo di Federico III, onde ne desol il territorio e le campagne; mentre dispoticamente dominavano
la patria
i

Ventimiglia
il

Guido giunse
re,

coronato solennemente, e poi cac

ci per
lo

sempre

dall'isola l'orgoglioso

Car-

Lindi Pietro

vilegi, e nel
la

III coho Trapani di pri1283 giunsero nel suo porto

regina Costanza co'reali infanti, festeg-

giati

da'trapanesicon grandiose dimostra-

con fremiTrapani. Inoltre Guido nel i36o imped alla regina Costanza sua moglie l'entrata nel porto. Nel 392 la regina Maria e il re Martino I confermarono a Trapani tutti sioi antichi privi.
all'audacia di ferire
to di

suo

tutta

zioni. (Tli successe

neh 285
e per
1'

il

figlio

Gia-

legi.Nel i4' >-Tra pani, fedele a'suoi sovrani,

como II <rAragona,che
ni pi del

piedilesse

Trapai

maneggi una confederazione con


per difendere
la

moh

padre

accrescimento

te citt,

regina
ili

IjJaiiCii

del popolo dilat


fini,

la citt

ne estese

con-

dalle prepotenze del conte

Modica gran
risent

labbeM con

edilizi e costru varie for-

giust7ere del regno. Di venula la Sicilia

tificazioni; di

pi accord a'trapanesi di
i

provincia del regno d* Aragona


tulli
i

tenere,
nisi.

come messinesi, un console TuDopo tale[)oca Trapani vide depresi

so

il suo commercio, pei cit narono a impadronirsi della

saracni lor-

Palesliiict;

per

danni <!' una corte lontana, e net 1432 Trapani venne asialita da Lodovico III d' Angi pretendente alla corona di Sicilia, (Quindi cadde lu suo potere. Lu

128
pani ad Alfonso

TRA1

TRA
de, indicibili
tre
il

sua morte avvenuta nel


I
,

434 resliluiTrail

le

dimostrazioni festive. Ol-

che sotto

suo

scet-

narrato dono, altro nefecealla pars.

tro avea riunito quello di Napoli,


sti

Que-

rocchia di

l^ietro d'
al

uno stendardo

di

ben 3 mesi, e vi cliiami tribunali supremi di giustizia, e decor Trapani co'saggi suoi provvedimenti. Trupani che sino al re Giacomo II d'Aingona era slata l'emporio del Irafiico. ne avea poi risentito le funeste conseguenze per le perdite che suoi sovrani aveano fatto nell'Africa; altre lacune
nella cill per
i

dimor

broccato e di oro, e
di ferro,
si.

convento dell'Ati-

nunziata die due porte di legno coperte

che pure avea recato da Tuniindi nella chiesa di


s.

Giur

Agostino^

duomo
grazia,

della citt, l'osservanza de' suoi

privilegi.
si

Perci sotto

al

favore di questa
ar-

pose intorno

al sigillo delle

gli

produssero poi

la

scoperta dell'Ameal

rica,

che introdusse altre direzioni

comdepei

Drepanum Civitas itmctissinia in qua Caesar prmwn jaravi k\en(\o gi fortificato questa piazmi
della citt l'epigrafe:
ti

mercio e

alla navigazione. In tanto

za,

rimento, sostenne colla sua industria


pi dell'avversa fortuna, e
si

col-

ne aument propugnacoli per renderla munilissima. Nel i643 il re


Carlo
i

apr un nuo-

Filippo
re Carlo

III

concesse a'giurati

il

titolo di

vo sentiero
fonso
I

alla

sua mercatura. Sotto Alil

senato, confermalo dal figlio e successoIII,

si

con)incia pescare

corallo nei

sotto

il

cui

regno per

la

quie-

Trapani} tale scoperta, simile a scossa elettrica, raddoppi l'attivit dei j)opolo, ad animare la sua energia ed a somministrargli una nuova sorgente di ricchezze. Nel 14^9 ! ^'^ Ferdinando II
mari
di

te della citl fu eretto


gli

un

forte sugli sco-

occidentali della slessa.

Per sua mor-

te.

Trapani
i

e la Sicilia successivamente

pass sotto

dominii di Filippo

re di

Spagiia,di Vittorio

Amedeo

II di

Savoia,

ordin lo sfratto di
cilia, la

lutti gli ebrei dalla Si-

a cui fu eretta una statua nell'ospedale

quale si videprivata di 100,000 a-

grande,deirimperatoreCarlo VI,e
fante Carlo di

dell'in-

Trapani oltre alle sue passate disgrazie pat ulteriore minorazione del suo commercio, per la perdila d'un significanbitanli.
te

Borbone

la cui dinastia
il

tuttora felicemente regna,

quale

effet-

tu nel 1736

il

volere de' trapanesi, con


al

numero

d'israeliti. Afililta col resto di

innalzare una statua

Sicilia da'corsari

maomettani d'Africa,

V, ed

esiste nel passeggio della

suo padre Filippo Marina;

respir per
la

la

strepitosa vittoria riporta-

indi nel

1700

eresse

la citt al

medesimo

dall'ammiraglio Luigi de Pvequesens,


il

re Carlo quella statua che trovasi rimpetto al piccolo molo, costruito per

contro

corsaro Solimano che uccise. Nel

comodo
Franprincipe

i5i6
lia

dagli Aragonesi,

Trapani
il

e la Sici-

dellebarchelte.il re delle dueSicilie

pass nel dominio di casa d'Austria,


l'odio contro

cesco

confer al suo figlio

il

menile per

vicer

Mon-

cada insorse Trapani, e poco dopo soggiacque ad altri disastri per le dissensioni delle primarie famiglie^de' Fardella e

Francesco di Paola il titolo di conte di Trapani che porta, ed sposo dell'arciduchessaM.'Isabella diToscana.
za del

Ad istan-

Sanclemente. Carlo
delle

V imperatore e re due Sicilie, vittorioso per le conquiste fatte sul regno di Tunisi^ dopo aver fiaccato l'ollracotanza barbaresca, venne
per
se in
la
i

regnanleFerdinandoU, il Papa Gregorio XVI colla bolla Ut animar um paStores^ de'3i

maggioi844> nuovamente

eresse la sede vescovile di Trapani, sot-

traendola dal vescovo di


cui diocesi era

Mazzara)

nella

.'volta nell'isola nel

535, e giun-

Trapani a'scagosto^alloggiandonel
,

palazzo de' Chiaranionti

poi passalo in

compresa, e dichiarandola suffraganea della metropolitana di Palermo, come lo quella di Mazzara. A


presentazione del ricordato
re, nel

propriet alla dislinla famiglia de'Pepoli.

conciil

L'entusiasmo delia popolazione fu grau-

sloro de'22 luglio di detto anno,

me-

T R \
ilesimo Gregorio XVF ne tlic'mr i. "vescovo mg.' Vincenzo MJ^ IMaiolda della congregazione del ss. Redentore, nato in

TRA.
ne e Cistcrciensi
triarca
la

119
una delle cons. Benedetto pa-

(/^.)

gregazioni dell'ordine di

Muro, professore

di teologia, zelante pre,

dicatore nelle missioni

gi superiore di

varie case di sua congregazione, e di essa visitatore generale e consultore, lodan-

dolo con queir elogio che


proposizione concistoriale.

si

legge nella

Avendo questo
'

prelato spontaneamente rinunziato dipoi


il

de'monaci d'occidente, e osservanlui concepita e medilata a Sahiaco(F.) e promulgata a Mon* te Cassino (/^.). Deirencoraiata congregazione cistcrciense fu istitutore s. Roberto (F.) abbate d Molesme, e qual 2.' fondatore si venera il dottore della Chiesa s. Bernardo abbate di Cliiaravalle^ per a ver
ti

sua regola da

vescovato nelle

mani

del

Papa Pio IX,


1

fondalo circa

60

abbazie, cui pose a godi

questi nel concistoro de'27 giugno

852
teo-

vernare i suoi monaci


riforme
di

Chiara valle. Dal-

preconizz l'odierno vescovo mg.' Vincen-

l'ordine Cisterciense derivarono diverse


s

zo Ciccolo di Messina, dottore in


logia, predicatore e

s.

monaci, che di monache, che


Altra

parroco

dis.

Antonio
s.

descrissi in tale e in altri articoli.

abbate di Civitate o Teano

ossia

Sei^e-

celebre riforma fu l'insigne ed esemplarissima congregazione della Trappa, ed

rOy disingoiar zelo e carit co'poveri, ret-

tore del seminario, esaminatore sinodale

insieme
la

la

pi austera. L'abbazia cisternella diocesi di Seez, fu fon-

dell'arcivescovo di Messina, encomiandolo per gravit, prudenza,dottrina,sperien-

ciense della B. Veigine dello spedale del-

Trappa,
a'

ra e altre virt.
tassato ne'libri
fiorini

Ogni nuovo vescovo della camera apostolica in


le

data

IO settembre i n^o da Rotrudo o Rotroldo II conte di Perche e dalla sua

2 53, ascendendo
a ducati

rendite della

moglie Tolenda,inSoligny borgo di Francia

mensa
cesi
si

3ooo

napoletani.

La

dio-

nellaNormaudia, presso
in

la citt di

Mor-

estende in pi miglia, et sepieni

tagne capitale del Perche, dipartimento

oppida complectitur.

deirOrne,
Trapezopolis. Sedi per la

TRAPEZOPOLI,

le ritagliata

de vescovile della Frigia Pacaziana, nelV esarcato d' Asia, sotto la metropoli di Laodicea, eretta nel V secolo. Ne furono
vescovi Jerofilo trasferito alla sede di Pio*
tinopoli
scrisse
il
,

mezzo a'boschi, in una valda 9 slagni considerabilij iorivoluzione di Francia soppresin seguito
i

sa nel

790,6 venduti

fabbri-

cati, nella

pi parte furono distrutti. Di-

Asclepiade che nel 4^1 sottoconcilio d'Efeso, Giovanni nel

45

assist a quello di
i

Galcedonia, Euge-

lio sottoscrisse

canoni in Trullo, Zacdi Fozio.

si chiama la gran Trappa. Ili ."abbate del monastero della Trappa fu il ven. Adamo, insigne peropere di santa vita, la di cui memoria nel lib. 3 di Segnino nel compendio e meno-

poi venne ristabilita, e

caria fu al VII concilio generale,

intervenne
ehr.
1.

al concilio

1, p.

politan, al

Leone Oriens 809. Trapezopoli, Trapezopresente un titolo vescovile

logiode'ss.Cisterciensi, nella Neustria santa a'7

maggio, e presso

il

Manriquez

al-

l'annoi i5o, t.ijCap. 12. Serlone,clie ne

fu4-abbate, l'un all'ordine cisterciense,


e per

in partibiif!, dell'eguale arcivescovato di

mezzo

di

s.

Bernardo

fu

compresa
f-

Laodicea che conferisce il Papa, eGrego* l'io XVI a'2 Qttobrei845 lo confer all'attuale coadiutore del vicario apostoli-

l'abbazia co'monasteri dipendenti nella

gliuolanza di Chiaravalle.

La

chiesa ven-

co di Xansi,

come

si

legge ntWt Notizie

di

Roma.

ne consagrata nel 12 i4 da Roberto arcidi Rouen , da Radolfo vescovo d'Evreux, e da Silvestro vescovo di Seez,
vescovo

TRAPPISTIoTRAPPENSI. Monaci
Solitari
pa.
Il

ad
il

istanza di Guglieluio5.*'

i^Wvk

congregazione della Trap-

nastero. L'abbazia della


p. IIelyol,per

abbate del moTrappa, riferisce


di

celebralissiino e beueaierilo oidiVOL. LXXIX.

lungo tratto

tempo

fi*

3o

TRA
pi famosa
la

T R A
mal cosliune radic
quest'abbazia, che
i

celebre per l'eminenli virt de'suoi religiosi, e

profondamente

in

resero

miracoli del

suoi religiosi diven-

l'abbate
ni

Adamo mentovalo, e
la
i
i

per 200 an

dopo

sua fondazione era essa in tan-

nero lo scandalo del paese. La rovina dei beni temporali trasse seco quella ancora
dello spirituale,
l

principi e Papi, che si ta stima presso trovano circa ^ bolle pontificie dirette ai religiosi della Trappa, per confermare e
i

luoghi regolari furono

aboliti, e le fabbriche

cie

approvare
le

diritti

e privilegi ad

essi

con-

ceduti da'Ioro predecessori.

Ma finalnien

guaste e malcouappena albergar potevano 607 monaci, quali le aveano ancora lasciate occupare da'servi, dalle donne e da'fanciuli

anco quest'abbazia decadde dal suo

li.

Non

eravi rimasta
i

ombra

di vita

comu-

primitivo fervore e osservanza, e fu invol-

ne, e vivendo
si

sventura di altre che videmonaci degeneraredalle virt dei loro padri, con abbandonare lospirito che
ta nella stessa

da vagabondi, non radunavano che per andare a caccia o


religiosi

ro! loro

divertirsi. In

questo stalo lagrimevole di

cose, nel

662 Dio suscit d. ArmandoGioBouthillier signore di Ranc o

gl'infrmava-Leguerre ealtre vicende politiche

vanni

le

furono

la fatale

sorgente onde in
il

R.ans, barone di Viet, figlio di Dionisio

alcuni monasteri di Francia deriv

ri-

Scgielario de'comandi di IMaria de


ci

Medi-

lassamento, e che
ligiosi
i

la
il

maggior parte

de're-

per evitare
in

furore militare lasci

regina di Francia e consigliere di stato ordinario abbate commendatario della


,

abbandono. I monaci per della Trappa, quantunque ridotti all'esfremo dalla violenza degl'inglesi, quali avendo pi volle saccheggiata la loro abbazia, gli aveano ridotti in deplorabile miseria, ad un lodevolissimo partito si appigliarono. Non piacqueloro abbandonamonasteri
i

Trappa; che slabditavi una salutare riforma, fece rivivere l'antica penitenza, lo spirito,
i

sentimenti e

la

pratica di quella fela disciplina

lice et della

Chiesa, in cui

monastica nella sua perfezione risplendeva, e fu autore di questa viiluosa congre-

gazione, che tuttora fiorisce continuando


a edificar
cizio di
gli
la

re

la

solitudine, per cercare a'Ioro mali

Chiesa e

il

mondo

nelT eser-

alleviamento opporlunojmaco'lorodigiuni, e co!

sue mirabili austerit. Nacque ein Parigi ai


lo

travaglio continuo procurarono

da famiglia antichissima

di procacciarsi lo scarso e necessario loro

9 gennaio 1626, e suo padre


la

destin al-

sostentamento. In questa forma per qual-

milizia edi farlo cavaliere di Malta.


gli

Vo-

che temposi mantennero,


gl'inglesi a rapir loro

ma

ritornando

lendolo erudire nelle scienze


3 precettori

assegn
coi

sovente quel poco che aveano radunato, furono finalmente costretti a partirsi dall'abbazia, ove non

perch lo amniaeslrassero

nelle lingue Ialina e greca, enei

buon

slume, ordinando loro di vegliare sopra


di lui

ritornarono se non finita

la

guerra,

ma

andamenti e V insegnamento dei


altri sperinientati in tutti gli

troppo diversi da quelli ch'eiano parliti, per la corruzione da essi contratta conversandone! mondo. Essendosi inlrodollo in Francia l'uso delle

principii della religione cristiana; a questi

ne aggiunse
esetcizi
te militare

convenienti al suo rango e all'ar-

dinal di Bellai fu nominalo abbate

commende, il carcomi

che dovea professare. La mor-

te del fratello

maggiore
la

ecclesiastico fece

mendatario della Trappa. Si opposero


religiosi

risolvere
fai'gli

il

signore di

per pi anni a questa nomina reconliuuaiono ad eleggere loro abbati coU'approvazione e conferma della s. Sede; ma finalmente convenne loro cedegia, e
i

deporre

Ranc suo padre, a spada, onde abbraccias-

se lo sialo chiericale, acci


fratello nel

re all'autorit del re, ed alla slima in cui

succedendo al maggiorasco potesse godere de'benefizi ecclesiastici da lui goduti, ed altri ancora che gli procur. Per cui in
e di

em

il

cardinale.

Da

quel tempo in poi

il

breve

poco pi

di

io anni era dive-

T R

.V la

TRA
quale suole
la

i3f

nulo A.\naiu]( cnnonico ilella Madonna o Nosliii Signora di Parigi e di Totirs, abhale della Trnppa deirordine di Cstello^ della Madonna della Valle dell' ordine di
s.

giovent troppo incau-

tamente inabissarsi; ma viveacontalescialacquamenlo e fasto, che insensibiknente


eslinsero in lui lo spiiito sacerdotale.

Re-

Agoslino, e di

s.

Sinforiano di

gnala
gli

la

delicatezza nella sua mensa, spii

Beau vms dell'ordine di s. Benedetto, priore di Bonlogne presso Cliambord, parimenti dell'ordine di s. Benedetto, e di s. Clemente nel Poitou j dimodoch senza
over prestalo alcun servigio alla chiesa e
incapace per
i

ravano lusso e magnificenza


li,

suoi

mobiil

etpjipaggi e

gli abiti

e siccome

principale de* suoi diletti lo formava

In

caccia, pi che allrovesoggiornava volonlieri nella

sua casa di Vret nella Turre-

la

sua et a renderlene, gi

na, che avea ereditato dal padre.

Un

te-

godeva da 5 n 20,000 lire di rendite ectlesiasticlie. L'abbate di Ranc consider il suo impegno nello stalo ecclesiastieo, tni nuovo motivo d'applicarsi allosludio, ed progressi che fece nelle belle leti

nore di
stico,
zi

vita

disdicevole a

un

ecclesia-

non lo rendeva punto inquieto; anun giorno in Vret con 3 amici, do[)o essersi sino alla nausea divertili, risolvettero di mettere ciascuno 1000 doppie iu
lina borsa, e di cercar la

tere dierono a conoscere l'elevatezza del

ventura per

ter-

suo ingegno,
stalo
le

presagirono quale Screbl)e


i

un giorno. In et di 2 anni die alslampe una nuova edizione delle poesie d' Anacreonle, da lui accompagnate con un commentario greco, che fu animi
rato da'tiolli, e quindi tradusse in francese quel poeta.

qualunque luogo, quali cavalieri erranti, finche non venisse meno il denaro; ma il disegno in sul punto d'effettuarsi and a vuoto. Non avrebbe certamente mancato l'ab. Ranc di per der se stesso, se Dio che guardavalo con
ra e per
in

mare

Compiuto

il

corso di
si

fi-

occhio

di

misericordia

e deslinavalo

losofia nel collegio

d'Harcour,

dedic
egli le

grandi cose, non l'illuminava, con


denti impensali. III. "fu
lo

acci-

allo studio della teologia.

Sostenne
1

morte

di

Leo-

sue conclusioni in et di 2
di fu

anni, e quin-

ne

le

Boulhillier de Sciavigni suo cugino,

con

felice

successo laureato dalla


1

nel quale avea riposto tutte le speranze


di sua fortuna,

Sorbona
ricev
il

del grado di Hcenzialo; nel

65

sacerdozio dall' arcivescovo di


zio, cui

Tours suo
diulore,

sperava d'essergli eoa


il

ma non

volle accettare

vesco-

gua dagnarono la stima e l'amicizia di lutti; divenne coadiutore ali. limosiniere del duca Gastone d'Orleans fratello del re, e fece pomposa mostra di se nell'assemblea
gli

vato di Laon. Le sue doti naturali

del clero deli65') in qualit di deputa-

onde il vederselo rapire s improvvisamente lo trafisse amaramente. 11 2 fu, che divertendosi sopra d'un piano dietro la chiesa della Madonna di Parigi, ov'era andato col suo fucile a tirare a qualche uccello, le persone che slavano lungo la riva del fiume, scaricarono contro di lui un archibugio; le palle colpirono nell'acciaio che guarniva la sua sacca da munizione, il quale arrest il
colpo e
tezione,
gli

lo del

ordine.

di lui ([nelle prerogative

Nujno possedeva meglio che ci rendono


ci

salv la vita, altrimenti restala

va morto. Troppo visibile fu

divina prorin-

amabili
e

al

monilo, e che

tanno brilla-

onde ne

rest

commosso, e

renella societ;

ma sventuratamente am

con eguale

affetto fu corrisposto, oblian-

venuto dallo sbalordimento esclam. Ahi! che sarebbe di me avvenuto, se Dio non
si

do

ci che l'augusto carattere del sacerlui.


ei

muoveva
gloria e

a piet di me. Questa savia


lo scosse

dozio esigeva da
cerca
i

piaceri,

ed

Di lui andavano in non abhorriva il lo


per questo s'abban-

riflessione
la
Il

per non
1'

abbastanza:
lo

ambizione che
al

tenevano

ro commercio.

Non

nacemenle attaccato
in lui
i

don

a quella vita rea e liceuziosa, nel

rono

mondo, alfogiprimi movimenti della gi-

i32
zia.

TRA
iodi

TRA
trimoniali di Vret, tranne dufe case di

Le

che riscosse nella ricordata as*

seiriblea di Francia, la stima ch'essa nio-

Parigi che
t.

sli fare del suo sa p,ere,

quando

lo

preg

Tulli

don all'ospedale di quella citbeni da lui venduti ascesero aldi

ad assistere ad un'edizione pi corretta d'Eusebio e di alcuni padri greci, non die la deferenza per lui del duca d'Orleans,
riaccesero in lui
il

la

somma

3oo,ooo
i

lire,

e con questa,

dato quanto spettava


rella, soddisfatto

al fratello e alla so-

debiti paterni,

ricom-

desiderio di rendersi ce-

pensata

la fedelt de' suoi

domestici, de*
lo segu nel;

lebre, e tutte le sue cure rivolse per appa-

quali se ne ritenne
la

due e uno

garlo. Iddio per che sa confondere


sieri degli

pen*

vocazione e riusc fervente religioso


il

uomini, e che talvolta si serve delle nienoraecose per operar grandi meraviglie, seppe ben presto tutte queste grandi idee di mondana ambizione disordinare, con far
s

tutto
tei
gi,

restante del denaro die

ai'

HO'
per
cui

Dieu

e allo spedale generale di Pari-

a riserva d'una mediocre

somma
le

restaurare l'abbazia della Trappa,

che un semplice sospetriuscisse disaggradevole

to prendesse nel suo cuore possesso; questo fu

fabbriche minacciavano rovina, e si content di sole 3ooo lire circa di rendila,


ch'era tutta l'entrata di quell'abbazia; a

alla corte

che tem il suo

modo
non

di

procedere nel-

questa poi die


ti

la

sua biblioteca. Sistemasi

l'assemblea. Altro
tere la

perabbatsua vanagloria, e non potendo sovi volle

tutti
1

suoi affari,

ritir nella

Trap-

pa.

suoi primi pensieri furono di farvi


la

stenere l'impressione ricevuta dal gra-

osservare

regola di

s.

Benedetto nella
i

ie

riflesso, si ritir

a Vret in Lorena. In
il

sua purit primitiva, e di togliere


dini che vi

disor-

questo ritiro a cui Dioavea fissalo


str

mo-

regnavano;
i

ma

mento di sua conversione, gli somminicampo bastevole onde riflettere da


si

invano esortava
ta,

religiosi

vedendo che a cambiar vi-

perch risoluti

di vivere nel liberlinag-

senno sull'incostanza della fortuna, equal

gio,dichiarloro d'essere risoluto di chia-

debba in lei riporre. A questo la morte del duca d'Orleans, succeduta nel 1660, dopo averlo assistito
fidanza
si

marvi
sero
il

monaci

cistcrciensi della stretta

aggiunse

osservanza, acci in loro luogo occupas-

monastero. Allora
lui
i

si

sollevarono

all'estremo passaggio all'eternit,


le

la

qua-

contro di

religiosi, e lo

minacciarono

finalmente lo fece risolvere a cambiar

d'ucciderlo o col pugnale, o col veleno, o

Per determinarsi a quale stato si dovesse appigliare, avendo conosciuto che un cristiano, e con pi forte ragione un prete, non poteva salvarsi menando una \ita delicata e che V uso ch'egli faceva
\ita.
,

affogandolo ne'loro stagni. L' ab. Ranc

non ne
si

rest punto intimorito, e con fer mezza introdusse nell'abbazia cistcrcieni

della stretta osservanza, e

gli

anteriori

cistcrciensi

furono obbligati a convenire

delle rendite ecclesiastiche era contrario


alla loro destinazione,
s

propose di trola

ad un concordato, da loro sottoscritto ai 1 7 agosto 1662, poi approvato dal parla-

vare

il

modo

per tranquillare

sua co-

mento
erano

di Parigi. Questi antichi religiosi

scienza e di mettersi nella via della salute.

A tale effetto consult


d' Aleth, di

vescovi diParaiers,
di

Chlons e

Comminges,

quali lo consigliarono a darvi principio

7, compreso un converso, ciascuno de'quali per la convenzione ebbe 100 lire di pensione. L'ab. di Ranc per metmonaci riformati in grado di potetere
i

con rinunziare a'suoi benefizi ecclesiastici. Ci non solo esegu, non ritenendo che
la sola
\isi,

re restaurar l'abbazia in avvenire, cede

loro la terra di

Ruisemeut che apparte-

abbazia della Trappa per ritirar-

ma

sapendo che per essere perfetto

neva alla mensa abbaziale , disponendo ch'ella restasse perpetuamente unita alia

e seguire
si

Ges

Cristo bisognava spogliari

mensa conventuale,
l'

si

addoss

come

di luUO|

veud ancora

sugi beni pa-

abbate

iucaiico di ristabilire

una patte

TRA
le'Iiicgh regolari,
tiitle le

TRA
di subire
fli-

i55
rompere il cona*
di bel

come pure

l'uova, e colla carne solo nelle pi grav*

spese ile'iestauri che ..lulavasi

infermit; come ancora a

ceiulo. ^'oIl
bilite le

contento per d'avere ristaregolari osservanze nella sua ab-

mercio

co* secolari,

ed applicarsi

bazia, volle anch'agli praticarle e


la slessa vita

menare
re

nuovo a'manuali Mentre l'abbate


re
i

lavori e all'agricoltura.

della

Trappa era

tutto

austera de'religiosi. Quindi

inlento a santificar se stesso, ed a guidasuoi religiosi alla perfezione del lo stato monastico, essendo costretto

dopo aver ottenuto un brevetto d<d


Luigi

XIV

per potere ritener l'abbazia


regolare, vesti l'abito reli-

ad

inter-

come abbate
i

venire ad un'assemblea di abbati e superiori della stretta

donde erano usciti monaci riformati venuti nella Trappa. L'abbazia di Perseigne nella Maina, tra Alencon e Bellesme, diocesi di Le Mans, era stala fondata pe' cisterciensi neh 43> da Guglielmo Tal vas conte di Dellesme, di Ponlhieu e d'Alencon. Cominci ivi il suo noviziato a' 1 3 giugno i663, in et di circa 38 anni, indi a' 26 giugno 1664 fece la sua professione alla presenza di d. Michele Guitton commisgioso nell'abbazia di Perseigne,
i

osservanza delta de'Cinel col-

stcrciensi Fogliatiti o Cisterciensi ri/or'

mali dis. Bernardoy congregali


legio de'Bernardoni a Parigi nel

1664, la quale l'obblig ancora a portarsi due volle in Roma, il priore del suo monastero, ch'egli stesso avea eletto come religioso divoto e austero, invece di mantenere la regolare osservanza, non pens che ad alterarla, e ad introdurre il rilassamenlo;ai*riv. persino a dispensar del pesce in re-

sario dell'abbazia cisterciense riformata


di Prieres, nella

fettorio,

animando

religiosi col

suo esem-

Bretagna

diocesi di

Vau-

pio a mangiarne, ed a violare l'astineiiza

nes, con

due altri novizi, uno de'quali il rammentato suo domestico. La benedizione abbaziale, da lui poco dopo ricevuta, l'investi

che
te.

si

erano prescritta, con aver promes-

so all'abbate d'osservarla inviolabilmenIl

sotto-priore,
vi si

uomo
si

fornito di zelo e
gli altri religiosi

secuzione

di

d'un assoluto potere per l'equanto avea meditato. La ri-

costanza,
si

oppose, e
lui e

unirono con

mantennero

osser-

forma
la al

cisterciense della stietla osservan-

vanti contro le biasimevoli intenzioni del

p. ab. Ranc non sembrava bastantemente austera; riconosceva che le pratiche dalla riforma inlrodolte erano lo-

priore nella pratica di tutte le austerit,

abbracciate a persuasione del loro abbate.

Da ciderivqualchedivisione nel mo-

devolissime, e santa

la

vita
la

menata dai
regola di
s.

nastero; r abbate di Prieres fu costretto


a portarvisi in persona, per ristabilirvi la

monaci,

ma ben

vedea che

BenedettOjda loro professa ta,esigeva qualche cosa di pi. L'esempio de'priini re-

pace e
in altro

la tranquillit,

si

cred obbligail

to a meglio riuscirvi di rilegare

prioro

altamente nella di lui mente impresso, che solfriva in osservare molte di quelle consuetudini restale
bgiosi di Cistello era
s

neglelte. Prese pertanto la risoluzione di

lidurre

suoi
,

perfezione

monaci ad una migliore maggiore di quella che la

monastero sino al ritorno dell'ab. baie, che segu nel maggio 1666. La lootananza del priore produsse ottimo successo, e l'abbate della Trappa ebbe al suo ritorno la consolazione di veder fiorire la stessa regolare osservanza, da lui nel monastero stabilita; per cui e godendo una pace inalterabile, il p. Ranc non pens che a perfezionare la sua riforma agli ultimi estremi dell'austerit. Pertanto egli
fece rivivere tutti gli antichi usi di Cistello;

stretta osservanza erasi prefssa per termi-

ne, facendo rivivere lo spirilo primitivo


dell' ordine.
tlabil'i

Adunque

a poco a poco

ri-

nella sua abbazia della

pratiche pi austere.
fare
i

Trappa le Cominci ad assue-

suoi religiosi all'astinenza dai vino

ma come
si

in

quelle antiche pratichs

e dal pesce,

ed a cibarsi ben di rado eoa

molte non

ctinfuuttvanoa'tiiiipi

oorrau-

i34
ti,

TRA
i

TR
cuni prelati

evedette di doversi restringere alla po-

confini della moderazione, la fuuia del-f

terla e alla semplicit gi stabilita, a'digiuni, alle vigilie, alle orazioni, a'ietli duri, al

l'abbate fa in istrana guisa lacerata. Algli scrissero acci

mitigasse

la

lavoro iDanuale,

al silenzio, alla

nuve-

penitenza e
nnstero;

l'altre atrsterit del


il

suo no-

dit de'piedi nel mercoled delle Ceneii e

ma

p.

Ranc ben lontano dal

nel venerd santo, airasliiienza de'

far caso di tutte queste querele, s'applic

nerd di quaresima, ne*primi Sde'quali fu


stabilito
altri
il

anzi con altrettanto ardore a mantenerle,

dare una sola porzione, e negli digiuno in pane e acqua, olire altre

essendo cessate

le

malattie da questo te-

nore

di vita

per avventura cagionale. A^

edificanti e rigide pratiche.


la

L'abbate deldi

Trappa non

si

contentava

menare

la

vendo egli liacquistato l'anlico vigore, eh-be agio bastante non solo per fu- osservare le pratiche cheavea introdotte, ma di comporre ancora molle opere in loro difesa, che malgrado la sua ripugnanza fu

stessa vita de' suoi religiosi, ei ne faceva

una assai pi penitente. I suoi digiuni erano cos continui e austeri, che sembrava impossibile come potesse vivere con alimento s parco. Si addossava sempre le fatiche pi vili e penose, tornando talvolta dal lavoro della terra talmente af-

per

cos dire forzato d

dare

al

pubblico,
stre-

tra le quali quella else fece

maggior

pito fu

il

suo

Trattato

citila santit e

che non poteva reggersi in pie di. Era egli sempre il [."all'uffizio, all'orazione, e a tutti gli esercizi regolari, u cosi alcuna prescrivea agli altri ch'ei non
faticato,

de dovevi dello stato monastico, (\\e pro\ i rigori della pi severa censura. Fu egli personalmente assalito, furono giudicati perversi
i

motivi del suo

ritiro, fu

trattato da ambizioso ed ipocrita, e lace-

fosse

il I

."a eseguirla,

anzi senipre esegui-

rato con pungenlissime satire.


Ijillon

11

p.

Ma-

va cose maggiori di quelle che agli alhi


ordinasse.
to
11

prese contro di lui la difesa degli

emanato
i

nel

decietodel consiglio di sla1675, che concedeva alcisterciensi

l'abbate di Cislello un'assoluta autorit

sopra
della

monaci

della stretta
al p. abb;ile

osservanza, facendo temere

Trappa, che potesse recar nocumensuo monastero,


pi oi

to alla disciplina del

Studi monastici^Q.ox\ molta moderazione, dimostrando essi non nuocere alla vita monastica e non rovinarne l'osservanza, come quasi pretendeva il p. Ranc. L'abbate della Trappa gli rispose; ed il p. Mabillon replic con alcune riflessioni, che avvaloravano quanto avea in favore dello

pose a'propri
loro voti,

che rinnovassero come fecero a'26 giugno dello


religiosi

studio asserito, le quali riuscirono al-

trettanto pi forti e convincenti, in quanto

stesso anno, e promiiero di osservare ftio

alTultimo respiro
protestandosi

di loro vita tutte le

pra-

che sosleuutedalla vita esemplare di qua* sto dotto scrittore. Frattanto il zelo del p.

tiche gi introdotte nel loro monastero,


tutti di

adoperarci mezzi

le-

gittimi per resistere a

chiunque

volesse

abbate della Trappa non si restringeva entro recinti del suo monastero, si estehc ancora sopra quello delle Chiarelle, abi

sotto qualsivoglia pretesto introdurre nel-

bazia di
I

monache
fu
il
1

cisterciensi fondata nel

bench njenomo rilassamento. Avendogli la morte rapiti in pola

loro abbazia

il

3, di cui

Guglielmo

5.

abbate della

Trappa
dialo.
ta al

."padre e superiore

imme-

chi anni pi di

3o

religiosi de'piii fervo-

Tale abbazia rest sempre sogget-

rosi, ed essendo ei pure nello stesso tempooppresso da pericolosa infermit, se ne sparsero le notizie, le quali dierono occn, sione a molte dicerie. Ci fu attribuito all'aspro governo, che di loro stessi religio
i

governo degli abbati della Trappa, finch furono regolari, e fu solamente di bel nuovo aggregata alla figliuolanza di
Chiaravalle,a cui naturalmente apparteueva,in mancanza degli abbati dellaTrappa,

&i

fncevauo,ed

in questi discorsi

passando

quando quest'abbazia diveuae com-

TR A
niendii.

TRA
,

35
Laonde fu

Ma

il.

Ariiondo Ranc

clie

da

religioso,
le

ma

esso nor prima di ricevere

abbate comiiiendatario era iliveiolo ab* biite rogulare, riprese sopra l'aljbazia delle

bolle pontificie d'istituzione.


in suo luogo d.

nominato
nando
,

Francesco Arre, e ricevute

Chiarelle l'aulica anloiil,

la

quale non
il

col
le

consenso del
bolle
,

gli fu

da alcuno conlraslala; anzi

capi-

eh' fbbe

tolo generale di Cisl elio del


se nel
la

1686

lo rimi-

suo diritlo, e l'obblig a prendere


gli

dire/ione di (jueslo njonastero, e

ab-

bati di Cbiai a valle e di Cislello lo costrin-

venne benedellx) nel 1696. Non and guari, che il p. Ranc si pent di tale elezione, pei che il nuovo abbate tenendo una condolta tutta all' opposto della sua, cagion grave divisione

sero a prendersi tale incarico; nienlr'egli,

ne'monaci
parliti:
il

trappisti, e

si
il

o perch poco

si

curasse di questa di-

yno sosteneva
il

p.

formarono due Ranc, l'altro


egli l'o-

rezione, o perch portasse rispetto all'ab-

nuovo abbate,

quale recandosi asciii-

bate di Chiaravalle, che n* era da gran

polo quella divisione, di cui era

non poteva risolversi e lasciava ch'egli si mantenesse pacificamente nel suo diritto di governar questo suo monastero. Per essendo stata nomial possesso,

tempo

rigine, rinunzi l'abbazia. Tosto poi se

ne pent, e
la,

fece

invano

sfoizi

per riaver-

nala dal re

all'

abbazia delle Chiarette

AngelicaFran cesca d'Eslampcs di Val lenirai,

stimol s forte mente l'abbate della Trappa ad ubbidire agliordini de'capitoli

generali, e ad

arrendersi alle inleuzio

onde il re nomin d. Giacomo de la Tour, il quale prese possesso dell'abbazia nel 1699, governandola secondo lo spirilo del riformatore. Aggravato il p. Ranc dalle austerit e da'lravagli, piameuteuiorinbuon odore di 79 anni, nel monastero della Trappa, a' 6 ottobre 700,
1

ni de"li abbati di Ci^tello e di


le,

Chinravalla

stesosulla ceneree sulla paglia, in presen-

ch'egli

finalmente assunse

direzio-

za del vescovo diocesano di Scez e di tutta la

ne dell'abbazia
la visita
1

delie Chiarelle, e vi fece


2.' es-

comunit

religiosa, co'seiilimenti di

per lai.' volta nel 1690. La l'esegu nel 69 e neiresortctzioni da


1

esemplare santit. Delle molle sue opere


tiallanoi suoi biografi: queste eccellenti
opere, spellanti pressoch tutte a' doveri
della vita monastica, gl'imparziali ne raccouiandano la lettura, massime a quelli che aspirano alla perfezione del loro stalo. Dopo la sua norte si pubblicarono Regolamenti della Trappa. Abbiamo del can. Giacomo Marsollier, Fila di d. y/rmando Giovanni leBoiUliillicrde Ranci abbate regolare e riformatore del monastero della Trappa Vavs 1703, Lucca 1706. Anche il parroco M. Manpeou l'avea pubblicata in Parigi nel 1702
i

ko falle alle religiose,


i

le

dispose in guisa

alla riforma che nel 692 esse abbracciarono quella della stretta osservanza; il che die al p. Ranc motivo di furia 3." visita a questo monastero, per dar l'ultima Diano a quanto avea nelle due prime cominciato. Finalmente le sue penitenze e austerit a tal misero stato lo ri-

dussero, che fu costretto a mitigare al-

quanto
tolo, e

il

loro rigore.

Pi non
le

assisteva
al

al lavoro, e di

rado interveniva

capi-

meno

frequenti erano

sue esorta

temendo che il rilassamento insensibilmente non s' introducesse nella sua abbazia, o che almeno s'intiepidisse il fervore, mantenuto fiiio allora acceso
zioni;quindi
dal suo esempio
,

e dedicata a Luigi
il

XIV. La

scrisse
i

pure
cri-

p. d. Pietro

il

INano.

Osservano
vi fu

tici,

che

il

venerabile riformatore della


rap-

Trappa, da* suoi biografi non


presentato sotto lulli
i

rinunzi ad essa nelle


lasc io a lui la libert

punii che lo renp.

mani

del re,

il
il

quale

dono singolare. Prima dei


due altre riforme

Ranco

e con-

d> scegliere

successore, ed egli preg a


il

tcmporani'jiiiienle a lui eransi eseguile


6V.?/c/r/V//.s7,

concedergli per tale


della

p. d.
al

Zosiuto priore
re
il

che ripor-

Trappa. Piacque

proposto

tai in tale articolo,

con regole niello oon-

36

TRA
sa di

TRA
comparsa nella corte del duca di Savoia, fu nominato abbate del monastero
Buonsolazzo. Parimenti del
il

formi a quelle della Tiappa, cio la congregazione d'Oival, e la Congregazione

o monastero de'Sette Fonti, per meno


austere della riforma del
p. lianc.

numero

La

fa-

di tali trappisti eravi

p.

Arsenio, gi con-

ma de'monaci trappisti del Perche, riformali dal p. de Ranc, si propag dappertutto, onde furono in processo di leoipo
fondale diverse Trappe.

si

La stima che santi solitari trappisti acquistarono colla vita austera e penii

Rosemberg,e fialcllo niaggiore del marchese di Jan-ion e dell'ai), di Janson. Il Papa Alessandro Vili avea conferito in commenda al cardinal Gio. Francesco Albani l'abbazia de'cisterciensi di Cate di

tente, accese nel cuore religioso di

Co-

granduca di Toscana, la brama un monastero di questa riforma nell'abbazia di Buonsolazzo a i i miglia da Firenze, il che permise Papa Clemente XI. L'abbazia di s. Bartolomeo

simo

111

di stabilire

samari nella diocesi di Veroli (/^.), insieme al dipendente monastero di s. Domenico di Sora (V.), Il cardinale si port in Casamari per restaurare e beneficar la chiesa e il monastero. Divenuto il cardinalePapa Clemente Xl^avendo creato
il

in Forcolese di Buonsolazzo, fu gi sulla

fece
ri,

nipote Annibale Albani cardinale, lo abbate commendatario di Casamacislerciensi da'

pendice settentrionale del Monte Senario,

e poi a di lui istanza e col suo assenso,


1
1

vi

monte celebre pel santuario da' Serdi Maria, nella vallecola del torrenfiume Sieve, dio-

avendo nel 7 7 rimossi due monasteri di Sora e


i

di Veroli,

per

te Carza, tributario del


cesi e

farvi rifiorire la religiosa osservanza, vi

compartimento

di Firenze. In ori-

colloc

gli

esea>plari religiosi trappisti,

gine eia stuta un'abbazia di benedettini,

altri cislerciensi della stretta

osservanza,

subordinala all'abbazia
a pie dell'Alpi. Nel

di

s.

Gaudenzio
del

1820 d'ordine
Cassino,
i

che fece venire dalla Trappa di Buonsolazzo in Toscana, a'quali il cardinale

Tescovo
i

di

Firenze Orso furono rimossi

monaci
i

di

Monte

quali spo-

somministr non poco deiiaro,per rimettere in essere la chiesa e il monastero di

gliarono in

modo

la

casa di Buonsolazzo,

Casamari, oltre
tri

di avergli

compartiti alnel con-

che cistcrciensi inviati col per rimpiazzarli dall'abbazia

favori e benefzi,

come leggo

diSeltimo,do veliero

ri-

lem poraneoCresciu) beni, i5'to/0f/("//rtZ'^di s. Maria in Cos/ned/i a p. 83. Afferma il Novaes, nella Storia di Clemente XI, che questo Papa introdusse nell' antica abbazia di Casamari presso
silic.a

correre alla repubblica fiorentina perch


li

soccorresse d'aiuti,
bolla di

Con
la di

come fece nel 82 i. Nicol V del 1453, l'abbai

zia di

Buonsolazzo fu aggregata a quel-

Settimo, con obbligo di non dimiil

Veroli,

trappisti della
li

riforma del
il

p.

nuire
lui

numero de'monaci, portando

il

di

Plance, e

provvide

di lutto

necessa-

abbate il titolo di signore della Carda un distrutto castello detto la Carza Vecchia. Dipoi Cosimo III ampli il chiostro, dispose il monastero a somiza,

rio per rendere perpelta la fondazione,

per

la

fondi che n'erano


quali
il

quale rivendic all'abbazia tulli i slati dismembrati, fra*


celebre monastero di
le
s.

Domeni-

glianza di quello della Trappa, e con


gnificenza riedific la chiesa, e

ma-

co con tulle
di

sue dipendenze nel piano

neh 7o5

diede l'abbazia a' solitari della Trappa chiamati di Francia, che vi si recarono

nella pleiadi questi religiosi solitari,

Sora. Clemente XI mollo confidava che


il

spesso diceva essere

mezzo pi enioace
Giacomo: Breve

8 monaci, con licenza del le diFrsncia.Uno di tali religiosi ch'era nolo al mondo col nome di conte d'Ain di
1

numero

per placar

l'ira

divina. Indi nel 17 18 in


il

Firenze stamp

p. ab.

viu piemontese, e

che avea

falla

lumino-

i-agguaglio delle costituzioni delle badie della D-appa di Buonaolazzo e di

TRA
Ciismnari della stretta osservanza delVordne ci'sterciense. Abbiamo ptire del p. IVJalachia d'Inquibeii: I prodigi della grazia espressi nella conversione d

TRA
maniera d'uscir
di

137

Francia, e penetrato

ne'd(Hninii Elvetici,

si port a Friburgo, present a quel senato una supplica sot-

toscritta

alcuni grandi peccatori^ morti da veri penitenti ne' monasteri della Trappa e
del Biionsolnzzo,
si

trappisti,

da un determinato numero di che domandavano d'esser amla

messi in quel douinio, e ne ottenne


;razia. Il

Roma 1727.

INel l.i.

legge

la

vita dei p. ai),

de Ranc, e so-

luogo declinato per la novella fondazione fu Valsanla, luogo cos detto da un'antica colonia di certosini fon-

no ripoliate
Nel
I

le cosliluzioiii delia

Trappa.
di Biion-

782
le

fu soppressa la

Trappa
tristi
i

solazzo in Toscana, nelle

vicende
trappisti

data neli2c)5, che aveala poi abbandonata neli78o, ed il numero di 24 l'eigiosi fu quello
to

contro
di

case religiose; poscia

che per allora con decre-

Soia furono

riuniti a cpielli di Veroli,ia

ne fu

fissalo.

Giunto

il

momento

della

cui abbazia di Casamari fiorisce tuttora,


innalllata dal fecondo
giosi martiri,

loro partenza, alcune vecchie carrette a

sangue de'suoi

reli-

due
sit,

rote con alcune


5

panche ed una gros-

come dir

al citato articolo,

sa tela

per sottrarli alla pubblica curio-

comech

in origine

fondata da 4sacerdoli

piucch agli esterni incomodi del

\erolani pe'benedettini neri,da'quali pass a' cistcrciensi bianclii di Chiara va He e

viaggio, fu la loro vettura,


tutto equipaggio
ti

avendo per un sacco con alcuni abidi peni-

da questi a'trappensi. Prima dell'introduzione di questi erasi publ)licato nel


in
i

da regolari e vari slrumenli


i

707

tenza. Arrivati

24
al

trappisti in

Fribur-

Ronui: Monasterii s. Mariae et ss, Johanniset Pauli de Casaemario hrevis historia, studio et opera Philippi Rondinini faven tini digesta et illustrata. 3G,
Il

go, presenlaronsi

vescovo

di

Losanna

per ricevere

ia

benedizione, indi volarodi

no

al loro

nido

Valsanla. Avvicinatisi
in

alla

montagna, dislribuironsi

ordine
echeg-

Rercastei nella Storia del cristianesimo


t.

di processione, e salendovi fecero

n 60
in

tratta

Delle cinque Trappe

giare quella solitudine d'inni, di cantici


e di salmi. Entrati in chiesa, dato per

fondate
in cui

cese. Riferisce pertanto,

mezzo alla rivoluzione franche nel tempo


le

sem-

pre un addio
bito
la
il

al

mondo,

ripigliarono su-

con una insultante compiacenza dicase


reli-

loro tenore di vita, quello cio del-

slruggevasi in Francia tutte


giose, nel len)po in cui pi di
clesiastici

solitudine, del silenzio e dell'esercizio

20,000
un

ec-

d' ogni virili.

Per quanto procurarono


occultarsi agli occhi
fu per possibile che re-

andavano

a cercare

asilo

que'
del

felici solitari di

nelle variecontrade

d'Europa, Iddio semluce dalle tenebre,


si

mondo, non

pre ammirabile ne'suoi profondi consigli,

stasse occulto lo s[)lentlore delie loro virt.

che sa trarre

la

La fuma de'nuovi

elvetici trappisti

si

valse de'decreti delia slessa assemblea di

sparse per tutto rapidamente. Oltre

un

Francia per portare le pi strette osservanze dei suoevangelo in 5 tii (Ferenti paesi.

numero considerabile di personeche


sero ad arruolarsi sotto
la
Io

cor-

stendardo delsi

Alla condizione di tulle le altre

comu-

croce e della penitenza,

domanda-

pur soggiacere la Trappa diJNormandiadel p.Ranc. Quando giunse col l'infausto annunzio delift sua sop()ressione, il maestro de'novizi ne
nit religiose dovette

rono dalle Fiandre e Spagna alcune coIonie di que'soiitari.Contemporaneameule si progett di mandarne una in Piemonte, ed anche un'altra nel Canada. Cosicch

fu pi degli altri costernato. Sospirando

dopo

la

rivoluzione francese 5 fue dalla fondazioil

altamente

sul

destino di quelle tenere

rono

le

trap[>e nate dalla distruzione di

piante alla sua cura adidale, pens di fon-

quella della

Normandia

dare una Irappa uclla Svizzera. Trov

la

ne di t|uclladi Friburgo,

Rci'cualci pai-

i38
ilei

TRA
modo,
trop-

TRA
ne discorre neh' opusco. lo intitolalo; Notzia compendio sa de' monasteri della Trappa fondati dopo
se

8a quindi a parlare nel seguente

nuove troppe

rigore di vita di questi nuovi trappi-

sti.'*

Per quanto austere fossero

le

pe cheprecedeltero quest'ultima, non po-

tevano per eguagliarla nel rigore e nell'austerit.


11

la rivoluzione di Francia, Torino 794. Se ne d contezza nel n. 33 del Gior1

fervore per la solitudine,

per l'allontana mento dal mondo mostrato e praticato dall'abbate di Ranc, pa-

nale ecclesiastico di Roma del 1 795. A tre analoghe e posteriori notizie sulle
I

trappe medesime

si

leggono ne'n.

21 e

rca che fosse quasi un tepore per


vi cenobiti.

nuo-

22
te

dello stesso
la

tire

Diamone una breve idea. Pagran freddo nell'inverno, poich anasjTi'o, e nel
si

tornata
si

Giornale del 1797. Ripace in Europa, non solamen-

riaprirono diverse dell'antiche trapse ne

che nel clima pj


stagione
piti

forte della

rigida

sta in chiesa a ca-

le quali

po scoperto, anche di mezza notte, ne alcuno pu mai scaldarsi, se non per brevi momenti, stando in piedi. Patire gran caldo nelTestate, usando trappisti di non
i

asciugarsi
te, se

nemmeno

non

fosse

sudore della fronper levarsi qualche goccioil

fondarono delle nuove, deldar alcuni generici cenni. L'ab. HjeWoiYo, Continuazione della storia del cristianesimo t. 2, p. i65, dice che nel 181 Sconistuporesi rivide nel suolo francese nuovamente allignare monaci dellaTrappa,i quali ricuperarono la loro anpe,
i

ma

tica

abbazia

di

Meilleraye o Melleraj%

la

che cadesse negli cechi. Alzarsi lutto


circa la

villaggio del dipartimento della Loira inferiore, presso

Fanno

mezza notte,
il

qualche
si

Lavai (dopo

la

stampa

di

volta anche prima, per non coricarsi pi.

tale articolo, essendosi di recente istitui-

JNon appoggiar mai


sta a sedere, per

dorso,

quando

to

il

vescovato di Lavai sulFraganeo di


in

quanto uno sentasi stanco. Non manciiare che una sola volta al a giorno per8 mesi continui. Nutrirsi de'cihi pi grossolani e talvolta disgustosi, ri-

TourSf
parola,
se,

quest'ultimo articolo ne par-

lai) nella
s

diocesi di

Nantes (ove ne

feci

del la celebre abbazia cistercien-

che della ripristinala Trappa), e rintulli


i

nunziando per sempre


tirro e sino dell'olio.

all'uso del vino,

novando

rigori della regola loro


fra irte
l'insipi-

delle carni, de'pesci, delle uova, del

bu-

Lavorare ogni giorno molle ore, e fare bene spesso de' lavori faticosissimi, anche a digiuno. Cantare in chiesa, e sahneggiare in una maniera fllicosa assai, per lo spazio di quasi

austenssima in quell'asilo posto boscaglie, Il brevissimo sonno,

do

cibo,

il

grossolano vestilo,
il

il

faticoso

8 ore ogni giorno, pi dii

nelle

dome-

niche e nelle feste ordinarie, e pi di 12


nelle solennit grandi. Praticare abitual-

perpetuo silenzio, la scavata fossa sempre aperta dinanzi agli occhi, saranno ognora il terrore d' un secolo dato a leziosa volutt ed a turbolenta ambizione." Pio VII col hvtveLihentissimequideniyde i o dicemlavoro, l'assidua preghiera,

mente un gran numero


alte a tormentare
il

di

penitenze ben

corpo e combattere tutte le inclinazioni. Vestire un abito incomodo egualmente d'estate che d'inverno. Non coricarsi che su dure tavole, con

bre 8 6, jS///, Rom, cont, t. i4>p' "^^^^'i Conflrniatio restitutionis nwnasteriisub


1

titulo

B. Mariae Firginis de

Por tu Sa

un sacco di paglia per guanciale. Osservare un perpetuo e rigoroso silenzio chp durer per tutta la vita. Non sapere mai
pi cosa alcuna del mondo, de'parenti,
e molto

Cenonianensis pr fratrio US ordinis s. Bencdicti prioris observantiac Cistcrcicnsibus nuncupatislutis dioecesis


della

Trappa

- et

approbatio electionis

superiorisfactae absque secretis suffragiis.

meno

degli amici."

Con maggior

Anche Normandia

la

del p.

gran trappa di Perche in Ranc venne nel 1816

detlagUo e co'particolari sulle j discorse

ristabilita, e tosto riiior^ nell'austera os-

TR
lervonr.a prescrllla
iiiatoit';

A
suo
ilhislre l'ifor-

T U A
IX.ll

3()

(ial

Papa Gregorio XVI, ad esempio dei

dipoi e

eli

leceiile la parrocchia

suoi predecessori, soleva distribuire a di* verse chiese di


le

tliSolignysirec in essa processionalineulea ricevere dal p.abbate


\!e

le

reliquie diNo

Roma, massime regolari, CamlelecXQ^W venivano offerte in del"


Purificazione
,

Martiri, di cui

gli nlluali religiosi fau

la festa della

delle quali

no

in terra rivivere le virt.

Fu impoda

oblazioni riparlai nel voi. Vili, p, 268,

nente spettacolo quel

solitario luogo,

donandomi bcnigMamentc
che avan/avano di.po

lotte quelle
di-

ogni parte coperto di popolo; canti di allegrezza e di trionfo echeggiarono fervoro-

tale ordinaria

spensa. Per volle di[ioi fare un'eccezio-

>amente

in

mente
no, e
stri

il

silenzio.

ogni luogo, ove regna abitualLe campane suonavail

ne e riserva de* grandiosi


rei del p.

giganteschi cedi collo-

Geramb, orduiandomi
e

si

avanzava
i

corteggio degl' illu-

carli nella

sua cappella privata. Quindi nel


notissimo ori

penitenti,

quali con abili corali, con

suo testamento olografo


din che mi
si

accesi ceri, e tutti soiniglievoli alla cele


sliale milizia,

dassero
il

tulli

cerei del p,

precedevano

le

gloriose relascialo

Geraudj. Forse

nobilissimo e generoso

liquie.
il

La

pia coorte

dopo aver

suo animo feoe

lale disposizione,

perch

monastero entr in uno spazioso viale circondato da ahi ed antichi cipressi, nel ci line vedovasi una maestosa croce. A. religiosi j>i dello stendardo de'Martiri
i

restasse in tutta la sua integrit l'ampia

donazione fattami sino dai .''giorno del suo pontificato, dopo aver fallo godere ai
1

trappisti

si

speciale e aifeltuosa distinzio-

tliedero Tulli mo bacio alle sante reliquie,

ne, e qui lo dichiaro a

monumento impela

dalla folla onorate e venerale. "

Queste
Rlarliri

rituro d'eterna gratitudine a Gregorio

sagre reliquie che


chiesa della

si

veneravano nella
di
ss.

XVI, facendo
re generale in

rilevare

delicatezza dei

Trappa, sono

suoi sentimenti. Attualmente procurato-

non per trappisti, e Tabbale cede beniguauiente poi'zione di tali sagri tesori alla
piet de' parrocchiani diSoligny e diocesani diSeez,i quali

Ronia
il

della congregazione

della

Trappa,

p. ab. d.

FiancescoRegis,

solennemente ne celebra-

che risiede nel convento de'domenicani di s. Maria sopra Minerva, trappisti furono
l

rono
jNVI

la

traslazione nella propria chiesa.

inlrodolli in Algeri
i

dopo

la

conquista che
i

pontificato di
il

GregorioX VI

si

stabili

in

Roma

p.ab.xM/GiuseppedeGeiaudj,
tie'cislerciensi del

ne fecero francesi, per secondare voleri del leLuigi Filippo,e formarono uno
slabiiimento agricolo a Staoueli.

procuratore generale
la

in-

congregazione delia Trappa. Egli

au-

tore di vari opuscoli ascetici e di voti,

non

nalzarono un monastero a 4 facce, eoa grande e bellissima cappella, essendogli


slata concessa

che del Pderiiiage Jcrnsalem et au Moiit Sinai; e del Foyage de la Trapne Home, Questo religioso fu stimala

re incolte,
ride.

una vasta estensione di terche tosto resero feconde e flo-

da quel Papa,

e di lui feci
Il

cenno

nel voi.

spizio

Edirearono un ampio e gratuito operalbeigar viaggiatori, fattoria,


i

XXXIll,p.i3.
sta della

p.ab.Geramb

nella fe-

laboratorii, mulini e ollicine.

Questa

in-

Puridcazione olfriva a Gregoin

trapresa una delle migliori colonizzazioni

rioXVI,

nome
la

della religiosa famiglia

che finora sonosi


1

falle in quella re-

de'lrappisti di Ranc,

un cereo che

si

di-

gione.
te
i

religiosi

ricevono cai italevolmea-

stingueva per
la

grandezza del peso e per

convalescenti degli ospedali, gl'indi-

ricchezza degli ornamenti. In dorale

genti e (piellichoceicaiKt occupazione,ua

lettere vi

scrizioni corrispondenti.

poneva delle epigrafi o delhe ih^(\q\ DiaIl n.


del

ricovero e
retli

ilei

pane. IN'eirollobrei

847

il

Francia Luigi Filippo, colla regina


la

rio ih

Roma

184?

'l^orla l'iscruiol'tu

consorte e

reale sorella,
visitare la

ne poktu &ul cereo presenluloul Papa

Mortugneper

si recarono a gran Trappa del

i4o
p. IXanc.

TRA
L'abbate ricevelte
gli

TRA
augusti
la sete dell'oro

la

passione de' comodi


disprezzo de' godi-

personagij;! alla testa della famiglia religiosa, e pronunzi un analogo discorso, a cui con allro rispose benignamente il e,ricordaudo d'aver visitato il monastero col suo avo e la sorella nel 1 788, promettendo la
i

della vita, rendonsi poco suscettibili di

comprendere un

tal

menti materiali, non poterono ricusare la loro ammirazione e le loro simpatica questi uomini lutti celesti. Alcuni illuminali

sua prolezione e benevolenza alla casa


giosa. Nello stesso

reli-

commossi

alla vista di tante virt,

dore-

1847

'

trappisti dell'ab-

mandarono non
tolicismo,

solo di convertirsi al catla

bazia di Gard, diocesi d'Amiens, essendo


sul luogo disegualo per costruirvi la stra-

ma

ancora di abbracciare

gola e

la vita de'trappisti.

da

ferrala,
si

furono

costretti di lasciarla,

ed

trappisti di

Gi neli852 i Getsemani eran giunti al nu-

invece

allogarono nella celebre e

sum-

mero

d'82, de'quali

20 da

coro. In vista

rnenlovala abbazia delle Sette Fonti nella diocesi di IVJoulins.

di questi felici risultati, molti vescovi degli vStati-Uniti

form
ligiosi.

la

Intorno alla chiesa si Trappa,in cui si recarono 70 reIl grandissimo giardino attornia-

sollecitarono

il

p.

Eutro-

pio di recarsi a fondare nelle loro diocesi

alcune trappe, offerendogli vasti terre-

to da grossissiuie

mura; ed

terreni ch'e-

ni

per

stabilirvisi.

tale effetto
,

il

p.

Eual-

rano intorno
ligiosi

alla

badia e rendevano po-

tropio torn a Melleray


te gli

ed

il

p.

abba-

co frutto, con l'eccellente coltura de* re-

accord 3
1

religiosi,

onde aprire

migliorarono notabilmente.Scrisse
di

Drouet
gi
I

Maupertuy, Istoria della

ri-

forma dell'abbazia, di Sette Foriti^


LUI,

Pari-

Francia nel luogo detto Pierre-qui-Ric, vicino Avallon nella Borgogna,in un vallone solitario in meztre case. Nel
in

i85o

702. Presso Louisville (di cui nel voi. p. i36) in America grandeggia la 'J. tappa di Nostra Signora di Getsemani, fniulala nel 1848 dal p. Eutropio con io
religiosi trappisti di

zo

a'

boschi, l'ab.

Muard

distinto eccle-

siastico della diocesi di Sens,

vento e fu

il

."priore de'

fond il conTrappisti-Predi op-

dicatori. L'istitutore nella fondazione dei


religiosi sacerdoti,

Melleray, e presero

ebbe per iscopo

possesso di vasti terreni acquistati a basso


jirezzo.

porsi al sensualismo dell'epoca nostra pi

Immediatamente

ti

dissodarono

coll'esempio che colla parola. Espiazione

e ritlusseroagricoli, con que'mezzi e scien-

e Predicazione, ecco

la

sostanza

dell'isti-

za pratica ch'essi perfettamente posseg-

lozione. Tolse pe' suoi religiosi

tuttoci

gono. La loro presenza produsse una


lice

fe-

che

la

regola de'trappisti ha di pi seveil

impressione negli

stessi protestanti. Il

ro. L'astinenza e
tui: gli
le,

digiuno

vi

sono perpeNel mo-

sorprendente spettacolo fino allora per essi

alimenti magri conditi col solo sasin l'olio vi proibito.

incognito di una vita continua di silen-

perch
il

zio, di
si

preghiere e di fatica, parla adesmeraviglie


i

nastero

silenzio

non pu

essere rotto

pi etoquentemeule della divinit del


tali

caltolicismo, e produce

che con licenza del supcriore: il letto dei religiosi non che una stuoia; non mai

pi che tutte
controversia.

le
1

discussioni e

libri

di

bevono vino.
li

lavori delle missioni


dall'

non

protestanti d' ogni parte

dispensano

manco
i.

osservanza di

accorsero a contemplare questi silenziosi

queste regole. Nel

"agosto

trappisti

sempre occupali

di

Dio

e del-

nastero de'trappisti di

1 85 1 nel moFontgombaud, nel-

reternil, dissodando le loro terre col sudore della loro fronte, mangiando il pane della povert,enoudimenosempre conlenti della loro sorte, cantando lieti le Iodi di quel Dio, che d il pascolo anche ai piccoli uccelli. Quegli americani che per

l'arcidiocesi di Bourges, presso

Blanc lun-

go

la

Creuse, abbazia fondata pe'benedet-

tini nel secolo

XI, segui l'inaugurazione

della colonia agricola penitenziaria confi-

dala dal governo francese a que' religiosi.

E'

una peua grande

il

dover allevare

TRA
giovani detenuti;
a coloro die
cizio.
si

TRA
celebr
i

i4r
all'

ma

pur tuttavia onore

servgi prestati

agricoltu-

La

societ
i

dedicano a s penoso eser deve incora^olarli e besi

ra dagli ordini religiosi, eparticolarmen


te da' trappisti. Disse fra
le altre cose,

nediili. Cosi

detenuti

abitueranno

al

lavoro con uomini laboriosi incaricati a


far loro le veci di padri; ed edificandoli col*
le

sublimi virt che praticano, diverrancristiani


,

no buoni

virtuosi e morali
vi

rientrando nella societ

terranno de-

un Trappista ? E' un uomo fatto come ognuno di noi, coli' eccezione eh' egli un poco pi modesto, un poco pi temperante, che dorme meno, e perci migliore. 11 sonno troppo prolungato, altrimenti detto la pigricosa
zia
,

Che

gnamente il loro poslo.Nel dicembre iS5i una fondazione della pi grande importanza
si

la

tavola e

la

lingua sono stale la

causa di molte miserie in questo mondo.

fece neir estremit del diparti-

Non

mestieri esser molto iniziali nella

mento di Gers. I trappisti presero possesso di una solitudine che sembrava fatta
per
essi,

scienza d'Ippocrate per indovinar questo.

Sjhavvi pericolo a dormir troppo, a


giar troppo, e a parlar troppo.
pista

mantrap-

il
i

cui antico

nome pareva che


11

Ora

il

chiamasse

novelli abitanti.

luogo

si

dorme

poco, mangia anche meno,

chiama Nostra Signora del Deserto, ed


situato fra Cologne, l'isola Jourdain e

e non parla punto. Dal che avviene ch'egli

Ca-

non

solo sia

un

santo,

ma

anche un aio voglio


in tutto-

dours: appartiene in egual

modo al

dipar^

bile agricoltore,

ed ecco perch

timenlo di Gers e a quello dell' Alta Garonna. Il Tarno e la Garonna giungono


quasi a cos venerato santuario;
i

presenlarvelo

come un modello

ci ch' suscettibile d'essere imitalo


voi.

da

Pirenei

Voglio

altres

provare all'uomo dei

ne restano molto lontani. Questi 4 dipartimenti risentiranno ben presto vantaggi de'nuovi ospiti religiosi. Tutta la confitrada fu in festa nel veder giungere gli di s. Bernardo e del celebre p. ab. di Ranc. Il clero de'iuoghi circonvicini and a incontrarli. Ma i muri della colonia essendo appena per met innalzati,! trappisti li compirono, e frattanto passarono l'inverno in una specie di stalla, coricati la notte in pessimi letti e appena coperti dalla pioggia a mezzo d'un letto. Condizioni cos dure sono quasi sempre lo stato normale de'trappisti, poich goi i

campi,

la cui vita spesso

una
i

vita di pri-

vazioni, che esistono uomini

quali avreb-

bero potuto procurarsi nel mondo tutti godimenti della vita,eche si condannano volontariamente a mangiar meno, a dorr mir meno, a lavorar pi dell'operaio delle
nostre citt, pi dell'abitante delle nostre

campagne.
alle

Il

trappista

si

leva ogni giorno


le

2 del matlino,ad un'ora


i

domeniche,

ed a mezzanotte giorni di grande solennit. La preghiera ed il lavoro manuale

occupano tutto
a'

il

suo tempo, fino


trappista fa

alle

8 di

sera,in cui va a riposarsi. DallaPasqua fino

i4 settembre
I

il

due
il

pasti,

dono

nelle privazioni.

La
le

colonia religiocircostanze pi

ili. allei

1/2 antiaieridiane,

2. alle

sa e agricola presenta

favorevoli, e diverr scuola modello. Or-

mai

le

case de'trappisti sono di loro na-

tura eccellenti campi di coltivazione. Nel

6 delia sera; il resto dell'anno non ne fa che uno, alle 2 1/2, e nella quaresima alle 4 pomeridiane, consagrando non pi che mezz'ora a questo unico pasto del giornoe
della notte, lo ebbi la fortuna di pas-

i852

il

cardinal

Donnei

attuale arcive-

scovo di Bordeaux, pronimzi alla festa a*

sare alla

Trappa
la

Lalande (con quell'eloquenza mirabile di cui diedi pure saggio ne'vol.LXX, p. 1G7, e LXXVll, p. 54), davanti ad una folla di contadini accorsi ad essa, un lungo discorso nel quale
gricola di
s.

Ciers

dettero
nel
1

gli 8 giorni che precemia consagra/ione episcopale

l'ordinario consisteva in
ree,

835. In quell' epoca, come sempre, una zuppa di puuna pietanza di legumi condita con
ed uu frutto era
il

sale e acquo,

compi-

i42

TRA
ri

T
Tiappa
coltura.
d'

R A
dellfi

mento della frugale mensa. Il trappista non conosce n carne, n pesce, n burro, n uova, lo voglio provarvi, che an-

incominciati e compiuti da'padri

rivelino un'intelligenza paziente


in agri-

ed attiva e profonde cognizioni

co astenendosi dalla carne e pregando


molto,
li

Una

delle loro officine colpisce

si

pu

essere virtuosi e

mollo

utii

ammirazione

e di stupore

Itilti

visi-

ciltadin.

Contale dunque

se potete

tatori... lo

credo (l'aver detto abbastanz;


i

servigi pieslati alla

societ da' conventi


i

per provare, che


utili alla

trappisti

>ono uomini

della
li

Trappa! Contate
i

campi dissodamesnutriti,! mai

societ". Sulle osservanze dei


vita del loro istitutore e

e migliorali,

terreni incolli e sabbio-

trappisti, colla

si
si.

coperti presentemente di ricche

riformatore

p. d.

Armando Giovarmi

le
il

Conlate poveri
i

vestiti e

Bouthillier de Raiic, ne tratta ancora


p.

lati

e g' infermi soccorsi, gli orfani rac-

Helyot usila Storia degli ordini


l.

mo^

colli. Si

potrebbe adunque chiamare


i

iastici,

6,cap,

Avendo proceduto con

trappisti

beoefattori dell* umanit,


tutti

la

lui nelle notizie dell'istituzione della

provvidenza di
intorno a loro.
sti

quelli

che stanno

Trappa
ne a

di

gran Perche a Mortagne, mi rima^


osservanze dei
il

Una

colonia di trappii

riferire le principali

un intero villaggio, ove trovansi

trappisti, olire

gi narrato.

Secondo
seguen-

diversi generi di mestieri. Al fianco del

dunque
la
ti,

il

p.

Helyot, contemporaneo del


le

trappista coltivatore sta

il

mugnaio

il

riforma della Trappa, sono

fabbro,
ti

il

falegname,

il

meccanico, e tut-

questi

uounai lavorano dallo spuntar


il

ed in processo di tempo avranno subito delle variazioni, che sono andato dicendo. Poich
iu

del sole fino al tramonto. Vorrei che

alcune trappe, per


i

te cir-

tempo mi permettesse di dirvi ci ch'essi hanno fallo alla Meilleraye, a Mortagne,


al

costanze de'lempi,

Papi rallentarono

al-

belle, a

PortodelSalut,a Valsainte, ad AigueBriquebec, a Font-Combaut, a


la fede,

Sette Fonti, a Slaoueli, ed udireste quai

quanto l'austerit della vita e modificarono la qualit del nutrimento, come in quella di Casamari, nello stalo pontificio, ferme per restando la sostanza dell'osservanze religiose,secondo l'istituzione del
riformatore
nell'estate
p. ab.

prodigi opera
il

l'amor di Dio, ed
sitnili.

desiderio d'essere u\\\e a'suoi

lo

de Ranc.

trappisti

3o anni fa uno de'luoghi,che poco tempo dopo scelse per sua residenza una colonia di questi religiosi. Il terreno non era ricoperto che di rocce, di bovisitai circa

vanno a riposare 8 ore dopo

no 2 ore dopo

mezzod, e nell'inverno 7 ore 1/2. S'alzala mezzanotte per andare

a recitare mattutino, qonsuruaudovi due


al grande uffizio aggiungono quello della Madonna, e tra l'uno e l'altro uftizio fanno una mezz'ora

scose e fangose pahidi, n

si

osava tra-

ore e mezza, imperocch

versarlo a cavallo a motivo delle frane che


vi si
i

rinvenivano ad ogni passo. In oggi


di
le

campi

un'ammirabile fecondit rimpaludi e


le felciaie; gli

di meditazione. INe'giorni in cui


fzio della feria, recitano

si

dice l'ufl'uffizio

piazzano
to

scogli
sot-

ancora
,

o rocce sono iu gran parte scomparsi


il

de* morti.

Dopo mattutino

nell' estale,

terreno vegetabile, e
i

la falce vi

miete

ponno andare
rano
al
le

a riposarsi nelle loro celle

hbeiaoente
distribuiti

ricchi prati,

creazione del

fino all'ora dii.^,


tutti in

ma

nell'inverno

si

riti-

pio cenobita. De' canali ingegnosamente

una camera comune, vicina


di

rendono

freschi que'

verdeg-

luogodestinato per iscaldarsi,nella quaciascuno da se applica alla lezione


libro.
I

gianti boschetti; altri canali sotterranei,

cavati oltre ad

un metro

di profondit,
le

qualche

sacerdoti per ordinaria


la

ricevono

le

acque de' terreni umidi e

mente

in

questo tempo celebrano

lor

scaiicano in un bacino che alimenta diversi molini.

messa. Cinque ore e mezza dopo

la

mez-

Parmi the

tulli questi lavo-

zanotte dicuuoi/, indi vauno nel capilo-

TRA
loovesl trattengono mezz'ora circa, fuorcli in l'Cili giorni ne'quali
te

TRA
avviene. Queste tavole sono

43
nude
e sen-

pi lungamenl'esortazio-

za tovaglie, n)a tenute con molta propiiet.

te vi

dimorano per ascoltare

Ogni

religioso

ha
il

la

sua salvietta,

la

ne (ell'abbaleo ilei priore. Passale 7 ore dopo mezzanotte vanno a lavorare; ciascuno allora si spoglia della sua cocolla, e rinboccando sopra le ginocchia l'abito di sotto, alcuni lavorano e vangaiiola tetra, portano il letame al giardino, segano
il

tazza di maiolica,

coltello,

cucchiaio e

forchetta di busso, che stanno sempre nel-

d loro del pane a sufun boccale d'acqua e un altro di sidro formalo di pomi spremuti, non pieno, poich quanto manca a colmarlo delo slesso luogo. Si
ficienza,

fieno; altri vagliano, altri

portano delal

ve servire per

la

refezione della sera.

Il

le pietre,

applicandosi ciascuno

lavoro
lo-

loro pane molto nero e

umido
p.

(si

ten-

assegnatogli,

mentre non dipende dal

ga presente che parlo col


suoi tempi),
rina
,

Helyot edi
la fa-

ro arbitrio l'eleggere quel lavoro, che pi


si

mentre non stacciano

conf
si

alla loro inclinazione.

L'abbate
si

facendola soltanto passare per un

^tesso

applica al lavoro, e sovente


vili

oc-

crivello,
la

cupa
fliiri

ne'[)i
si

ministeri; e gli uni e gli

eccitano colla forza dell'esempio.


il

donde ne deriva che in essa resta maggior parie della semola. E' data ai trappisti una minestra talvolta d'erba, o
o lenticchie,ed
altri

Quando
i

tempo non permette


il

d'uscire

di piselli

legumi,giam-

nll'aperto, ripuliscono la chiesa,


chiostri, nettano

scopano vasellame, fanno il

bucato,

mondano

legumi, e alle volte sie-

mai condita con burro o olio. Ad essa aggiungono due scarse porzioni ne'giorni di digiuno, cio un piattellodi lenticchie e un
altro di spinaci e di fave, di polenta
di farina
si

dono

in terra gli uni presso gli altri ra-

schiando delle radici, senza giammai proferire parola. Vi sono nelle trappede'luoghi destinali per lavorare
al

che

di lritello,o di carote e altre

radici secondo le stagioni.

Le

loro ordi-

coperto, nei
gli

narie salse sono di acqua e sale, talvolta

quali molti religiosi stanno occupati

mescolate con
si

tritello

latte.

Dopo

il

uni ascrivere de'libri di chiesa, altri nel


legarli, altri in fare

pasto

a* religiosi
il

due pomi o pera

da legnaiolo,

altri in

colte o crude. Finito

non essendovi cosa necessaria pel monastero e a' loro usi che da loro medesimi non la
tornire, ed altri in diversi lavori,

no
le

a rendere grazie a

pranzo cominciaDio in refelloiio e


si

vanno

a terminare in chiesa, poi

ri-

tirano nelle loro celle, ove


carsi alla lezione e alla

ponno applial lavoro,

fibbrichino.

Quando hanno

travagliato

contemplazione.

un'ora e mezza vanno a recitare Tor di


3.", indi

Passala circa un'ora ritornano


ripigliando quello lasciato
la

assistono alla messa e


si

dopo

di-

mattina o co-

cono
celle,

l'ora di 6,", poi

ritirano nelle loro

ove

si

applicano alla lezione. Ci fatl'ora di g.', se pel'tif

minciandone altro. Questo lavoro dura un'ora e mezza circa. Dato il segno pel ritiro, ciascuno lascia
i

to

si

portano a cantare
si

zoccoli, riprende la

ro non giorno di digiuno, nel quale


fzio

sua cocolla e
ro,

si

ritira nella

propria cella,
di

pospone, ne

si

dice l'ora di 9." che

ove legge e medita fino ad ora


il

vespe-

poco avanti mezzod. Dopo g." vanno al refettorio, il quale mollo ampio, con un lungo ordine di tavole d'ambe le parli. Quella dell'abbate nel mezzo e dirimpetto alle altre, a cui
vi

quale recitano 4 o>'e dopo mezzod, e passata un'ora si recano nel refettorio,
in cui ciascun religioso trova per refezio-

silo capace per

ne 4 oncie di pane, del sidro, e due pei a omele, e alcune noci ne'digiuni prescritti

f) ovvero 7 persone. L'abbate si mette in capo di essa, tenendo a sinistra il priore,

dalla redola. Ne'digiuni poi COI .Qw.. ..- v.igumi imandati


si

dalla Chiesa,

e alla destra
e

foraslicri,

qualoia
il

vi

siano
voi-

e del sidro per

mangino

nel refellorio,

che rare

danno due oncie di pane una sola bevanda. Quando non digiuuauo, attrappisti s d ovo

i44
il

TRA
eia

T
no albergati

II A.

a cena del sidro, una porzione di radiche,

che reggono due

cerei.

forastieri no-

pane e qualche mela o pera; nel qual tempo a pranzo non hanno che una porzione di legumi e la minestra. Per tale cena o colazione impiega no un quarto d'ora, restando loro mezz'ora per passarla in solitudine, scorsa la quale
si

nelle trappe con

molta cari-

t, e alcune tavolette appese alle

delle loro camere, gl'informano della

mura ma-

niera per diportarsi in

tali santi
si

luoghi.

L'ordinarie pietanze che loro

presenta-

porli-

no, consistono nella minestra, in due o tre


piatti di

tano nel capitolo, ove

si

legge qualche

legumi, in un piatto di uova,


pesce

ma

bro

spirituale, finche passale

6 ore dopo

giammai

mezzodjSi dice compieta e poi si ora mentalmente mezz'ora. Prima d'uscire dalla chiesa e rientrare nel dormitorio, sono i
1* acqua benedetta Per riposare se ne d il cenno 7 ore dopo mezzod, e dormono religiosi vestili sopra un pagliariccio trapun-

quantunque gli stagni ne abbondino. Le bevande sono il sidro e l'acqua, il pane quello de'trappisti. Tali erano le costumanze vigorose diqueUi
religiosi ne'

trappisti aspersi con

primi tempi di loro istituzio-

dall'abbate.

ne.

Ora

riporter alcune altre generiche

nozioni, che ricavo dagli scrittori de'trappisti,

da' quali di

comun
vita

consenso

si

ce-

tato che giace sopra le tavole, con origliere pieno di paglia e

lebrano per menare

veramente an-

una coperta. Neppuin

gelica. Mirabile la dolce serenila dipinta continuamente sul loro volto, la quale sembra aumentarsi in proporzione delie

re quando sono infermi loro permessolo


spogliarsi, e

dimorando

questo tempo

iieirinfermeria,si accorda ad essi di giace-

loro austerit. Edificano tutti


la

fedeli col-

re su pagliaricci non trapuntati, e di rado

riputazione della loro penitenza, degna

avviene che

in tale htalo

si

conceda l'uso

de' primi anacoreti.


piti

Non

avvi spettacolo
il

de'pannilini, se pure la malattia

non
i

fos-

commovente

di quellocheolfre

rac-

se gravissima. Bens nelle malattie


pisti

trap-

coglimento continuo

de'religiosi al lavo-

sonocon somma carit

trattati,

man-

ro, al refettorio e soprattutto alla chiesa:

giano uova e carne, esclusa quella de'vo*

niente di pi edificante della loro salmodia,

come sono vietali o candili; e quando un


Jalili,

frutti confettati
itiferno vicino

massime
i

nella

compieta,facendo pau-

sa tra' versetti, a fine di far entrare nei

n n>orle, l'infermiere o

il

superiore prepa-

loro cuori

sentimenti espressi dalle pa-

forma di croce, e ve Io stende sopra al pmito di spirare. Cos agonizzante il maialo viene
ra della paglia e della cenere, in

role del Salmista. Essi sono perfettamente

morti alla propria volont, vivono ia

una generale mortifcazione de'loro sensi, ed pi leggieri falli si puniscono eoa lunghe prostrazioni. Colgono tutte le oc

portalo nel coro in chiesa, ove riceve

sa-

gramenli,e rimane sulla cenere finch lon

ha
gli

reso l'anima a Dio, circondato da'cor-

casioni per praticare la pazienza e l'umilt.


Il

religiosi prostrali e

recitandole preci per


il

superiore per esercitarli in queste

agonizzanti. Dipoi

defunto viene

se-

virt, li tratta talvolta

con molta severit,


e
si

polto in quella

medesima

fossa di gi sca-

eziandio nelle malattie. Sonovi de'trappisti di s

vata colle sue stesse mani. Nelle chiese dei


trappisti

smisurato fervore

santa-

non

vi

sono u candellieri d'are povert: le pianete e


altari

gento, n ricchi ornamenti, ogni cosa spi-

mente desiderosi di patimenti, che aggi ungono altres delle mortificazioni volontarie a quelle
te.

rando semplicit paramenti degli


to

sono

di saia.

Tut-

i' ornauento dell'altare consiste nel Crocefisso d'ebano, e in due platliglie di legno ftte nelle due parti estreme dell'al-

che sono dalla regola ingiunUbbidiscono non solo a'superiori, ma altres all'infimo della comunit, tostoch egli fa alcun segno. Allorch un trappista
miglia per rinunziare a
per far professione, scrive alla sua fittutti i suoi bai

iare, dalle quali

spuntano fuori due brac

TRA
Falla
Ih

TRA
venuta quella
felicit

145

professione

rompe ogni commer*

che invano altrove

ci co'suoi parenti e amici; e se ricortlasi

cercarono. L'abito de'trappisli tutto di


lana, e situile a quello de'cisterciensi della stretta

ancora del mondo, ci non che a fine


pregare per
Ini.

di

Non

ricevesi cosa al-

osservanza. Perci consiste in

cuna nelle troppe, le qnali bench povere, pnre trovano il modo di fare abbondanti limosne.Qiiando l'abbate sa
te d'alcun
la

moril

una cocolla bianca, legata con una cintura di pelle nera, con maniche larghe, ed un cappuccio simile a quello de'foglianti

parente di qualche religioso,


alle preci della

o bernardoni;
i

conversi l'hanno di co-

comunit, ma senza specificarlo, e dicendo in genere che il padre, la madre o altro congiunto d'u-

raccomanda

lor tan, ed

novizi invece di essa porta-

no de'monaci morto. Essi tengono tulgli occhi bassi, e non guardano mai gli stranieri.solo passando innanzi ad essi fanno un profondo inchino. Osservano tra loro un silenzio continuo, e non si comunicano che per segni loro pensieri: non parlano che a'superiori, e non ponno inli
i

no una cappa senza maniche. Il p. BonanCatalogo degli ord ni religiosi, dedicato aClemente Xl, nel 1. 1 p. 35 e 36,
ni nel
,
i

monaco cisterciense del monastero della Trappa in cocolla e coperto di cappuccio, e del medesimo sporiporta
le

figure del

glialo della cocolla, in atto di


teira. Egli dice,

che

si

vangare la depone la cocolla

lertenersi cogli stranieri che alla loro pre-

da'monaci trappisti, ogni qual volta devono impiegarsi in occupazioni servili e


faticose;

senza. Quegli che apre loro


strasi dinanzi

la

porla, proli

poich

lutti

sono obbligati ogni

ad

essi,

e poscia

conduce
con-

giorno, eccettuate

in

una cappella vicina


la

alla chiesa, affinch


li

rifacciano

loro preghiera. Dipoi

a lavorare per alcune ore assegnate, o nella coltura dell'orto o ne' ministeri vili della cucina, o
le feste,

duce
fatto

al parlatorio,

ove dopo avere loro


prega d'avvertire

nel lavare

le vesti,

in

una breve
il

lettura di piet, raccoli

occupazione necessaria
loro.

al

qualunque altra mantenimento


in esse,

manda

silenzio e

Mentre sono occupali


la

por-

che non dicano o facciano cosa che possa disturbare la comunit. Gli ospitalieri

tano sopra

camicia di lana un'altra to-

Io
le

non parlano che quando la necessit esige. Siccome l'umilt una di quelvirt che pi
si

naca bianca, sopra cui uno scapolare nero poco pi lungo de'fianchi, cinto attor-

no a'medesimi; a questo
coprono
ra,
il

unito

un

pic-

ammirano

ne'trappisti

colo cappuccio alquanto aguzzo, con cui

dagli stranieri, all'udire di quelli che han-

capo, e quandocolti vano

la ter-

no il permesso di parlare, altro non sono che peccatoi i, e nulla dicono mai che tornar possa a gloria della loro casa. La vita de'trappistinon che un continuo meditare, un lavorare, un pregare, un tacere. Entrali nelle trappe, tutte le relazioni, lutti
i

invece di scarpe adoprano certe pia-

nelle,

che francesi chiamano snbot. Meni

tre

si

trattengono in queste opere

servili

laboriose, se

odono

il

suono

della

campa-

na, lutti si prostrano inginocchioni, e recitanoalcune preci assegniate dal superiore.

legami

si

spezzano; tutte
svaniscono.
la

le lu-

A 'nostri giorni ilCapparoni


tadegli ordini religiosi,

nella laccol-

singhe, tutte
y'

le illusioni

Non

v\\)voi\iisse la fi-

che un solo pensiero,

morte! un

gura del trappista


essi

in cocolla,

desiderio solo, iddio! Quanti che sembra-

dell'origine de'trappisli e

con quanto costumanze di


Nel
t.

vano posti sulla terra solo per essere segno all'invidia dell'universale, abbandonali
gli agi,i fasti, le

avea scritto

il

p. lonanni.
si

20,

n.'

27 i\e\Wdlhnni di Honia

vede l'imuia-

grandezze,sonosi rine vestita la ruvi-

gine d'un trappista in cocolla e colla testa tutta tosata, in allodi meditare,
te in

chiusi fra pielle

mura,

aven-

da lana della bianca cocolla, cinta a'fianchi la stringa d'un nero cuoio, hormo rinVOL. LXXIX.

mano

e a'iali

gli attrezzi rurali,

con

articolo di Luigi Curion, celebrante

qua

IO

i46
sii religiosi

TRA
e
i

TRA
Non mancarole

lro cenobi.

sta

che

si

celebra a'6 agosto, istituita per

no fa Isi filosofi, che biasiua rono


l praticale

austeri

celebrare la

memoria

del giorno in cui

da questi piisolitari5UOu che

GcsL Cristo apparve in uno stato glorioso


te,

quelle praticate dagli antichi romiti.


\e ausev'd

Ma

conMos edElia
dove
egli
s.
i

profeta sopra
gli

un mons.

eWa peni te fiza sono una condi

avea condotto
la

apostoli

seguenza della dottrina


di

Ges

Cristo, e

Pietro,

Giacomo maggiore,
il

s.

Gio-

sono autorizzate dall'esempio de'Profeti,


s.

vanni,

quali videro

gloria stolgoreg-

Gio. Battista, dal Salvatore medesiApostoli, e da quasi lutti


i

giante di cui era rivestilo

Figlio di Dio,

mo, dagli
ti

Sandel-

ed ascollarono

la

voce dell'Eterno Padre,


e il mio

della primitiva Chiesa. Gli


I

Annali
1.
1

che disse
diletto
^

loro:

Questo

Figliuolo

le scienze religiose ^seve

rendono

9, p. 307, ragione dell'opera intitolata:

.""j

nel quale io

mi sono compiaquale Ges Cri-

ciuto; ascoltatelo, L'Evangelo non dice

V ordine de'Cisterciensi alsecoloXIX. Storiadella TrappadalTrappisti^ ossia


la sua fondazione Jino a' nostri giorni

quale fosse
sto

il

monte
i

sul

condusse

3 discepoli,
il

ma

si

ritiene

per tradizione che fosse

monte Tahor^

4o- 844'^'^^ CasiniiroGaillardin,Pai844' Anche questo scrittore dimostra che la regola della Trappa non
1
1

come rilevai
da
s.

in tale articolo,

rigi

tre delle 3 chiese (e

dicendo inolmonastero) ivi erette

Elena per eternare

funesta a'suoi abitanti^ e che la penitenza


la

glorioso mistero, visione e prodigio

quale

vi si

pratica utile eziandio al-

piuto sul medesimo, in

memoria del comtempo di notte,


la

la societ.

come vuole
abbate
di

il

Butler, con nozioni ana-

TRASARIO (s.),
le.

di

Fonlenel-

loghe. In oggi

Uscito da una illustre famiglia di Be-

pella in rovina, nella quale ogni

non rimane che una capanno la


vi si

nevento, fu

ili 6. abbate monastero, seminario di


il

quel famoso

comunit

di

Nazaret

reca in pelle-

santi.

Abbansue
reli-

grinaggio nel giorno della Trasfigurazione per celebrarvi


il

don

governo

di esso

nelTBiG, e mor
le

la

messa, e cantarvi
s.

semplice religioso.
riporle in

Neh 636

seguente Evangelo
e

di

Matteo

e.

xvn,

quie furono levate di sotto l'altare per

1-9.^

Ges prese con


Giovaimi suo

lui

Pietro, Giali

una

cassa. E'

onorato

a'

19

di

como

fratello, e

con-

febbraio.

dusse allo scartalo sopra una montagna

TRASEA (s.),
Il

vescovo di

Eumenia
la fine

in

elevata.
spelto,il

Ed

Egli

si

trasfigur al loro coil

Frigia e martire. Fior circa

del

suo viso risplendeva come

sole,

secolo, e Policrale di Efeso, citato


lo

da

e le sue vesti divennero abbaglianti co-

Eusebio,
l'epoca.
quelli

rappresenta

come uno de'pi


uno
di

me

la

neve.

nel

medesimo tempo Mos

chiari lumi della chiesa d'Asia in quel-

Sembra

ch'egli sia stato

ed Elia apparvero parlando con lui. Or Pietro disse a Ges: Signore, noi stiamo
vi faremo una per Mos ed una per Elia. Egli parlava ancora, quando una radiante nube li ricoperse, e tutto ad un trailo una voce dalla nuvola disse: Questi e il mio prediletto Figlio, in cui riposi tutte le mie compiacenze j ascoi' tatelo. E discepoli udendo quelle parole caddero col viso contro terra in un gran--

che dichiararonsi contro gli errori di Montano, prima che Apollonio, il quale scriveva nel

benissimo qui; se lo Inamate,


tre tende,

una per

voi,

air, confutasse
la vita

lo stesso

eresiarca. S.

per Ges Cristo, secondo Apollonio, e credesi che abbia sofferto il martirio a Smirne
verso
il

Trasea diede

177.

Fu seppellito
il

vicino a quel-

la citt,

ed nouinato

giorno 5 di otin altri.

tobre nel martirologio

romano ed

TRASFlGURAZlOiNEDI NOSTRO

de spavento.
la.

Ges

avvicinossi,

li

tocc

SIGNORE GES' CRISTO, Domini


Nostri Jesu in Thahore ascendenti. F*

e disse loro: Alzatevi, e

Allora alzando

gli

non temete di nulocchi non videro

TRA
mentre discendepi che Ges solo. vano dalla moiitngnn, Ges loro disse:non direle nd alcuno questa visione fino a che il FislitJolo dell' Uomo sia risuscitato da
morte." La
di
storia della

TRA
te,

i47

essendo suo costume di cercare qualche hjogo solingo per fare orazione; e s. Cirillo

di

Gerusalemme,

s.

Giovanni Damasce-

no, e pi altri Padri antichi, affermano

Trasfigurazione

Ges
s.

Cristo leggesi pure negli

Evan-

che secondo la tradizione de'crisliani di Palestina, questo mo!ite fu il Tabor, assai

geli di

Marco e di s. Luca. La diffe6 a 8 giorni che trovasi fra la narrazione di s. Matteo e s. Marco con quelladis. Luca, pu naturalissimamente
renza di

elevato e anticamente coperto d'al-

beii e fertilissimo,
di

che s'innalza a

modo
mezdel-

piramide

in

una vasta pianura

in

zo della Galilea.
l'

La Trasfigurazione
lasci

derivare dall' avere quest' ultimo inco-

UomoDio accadde essendo lui


;

in oraziow\\

messa che nvea fatto


discepoli,
fi

minciato a conlare dal giorno della proil Salvatore di manifestare la sua gloria

ne

mentre orava,

apparire

raggio della gloria dovuta alla sua santa


uraanit,edi cui erasi spogliato per
di noi.

ad alcuno de'suoi no al giorno della sua esecuzione inclusivamente; mentre invece gli alsoli 6 giorni che tri due hanno distinto
i

amor

Con questa

gloriosa Trasfigura-

zione ci ha dato una prova di quella ch'egli

destina a'noslri corpi,

una vera idea

passarono

tra l'una e l'altra.

Quanto

alle

della vita avvenire, allorquando riuniti alle

meraviglie che fanno alcuni sull'avere que'3 discepoli potuto conoscere Mos ed
Elia, vogliono alcuni che

anime

nostre, ne partiranno la felicit


cieli,

nel regno de'

colla

contemplazione

Ges Cristo

gli

beatifica della stessa divinit. Osserva in-

avr
per

fatti loro

conoscere o chiamandoli

oltre

il

Butler, che durante la Trasfigui

nome od
s.

in

qualche altro

modo

ta-

razione,
lia,
i

3 Apostoli videro Mos ed E-'


soffrire a
gli

ciuto dalla

Manduit nella Dissertazione sulla Trasfigurazione ,


Scrittura.il p.
sul giorno, e sulle circostanze della
11

quali parlavano col Salvatore della

morte che dovea


chi,

Gerusalemme.

rispotide a tutte le dilicolt fatte std luo-

Mos rappresentava
ed
i

antichi Patriar-

go

primi santi

vissuti sotto la leg-

Trasfigurazione.
(juesta

Butler ragionando di

ge: Elia rappresentava gli ultimi Profeti.

festa e del

raggio della gloria di

Essi

mostravano ambedue
i

colla loro pre-

Ges

Cristo nel mistero della Trasfigu-

senza, che tutti giusti ispirati da

Dio han-

razione, dice ch'Egli con esso volle


strare che
i

mo-

patimenti de'suoi servi sono

d'ordinario accompagnati da consolazioni, e darci

mondo, reso testimonianza a Ges Cristo come al vero Messia. Aveano inoltre sofferto non poco
no, fin dal principio del

rit delle

una prova evidente della veci ha fatto di ricompensarci in un'altra vita con una bea liludine eterna. Un anno avanti la sua paspromesse che
sione, manifest la sua gloria a 3 de'suoi

ambedue per
tristi,

la causa della virt. Elia essendo statocrudelmenle perseguitato da*

Mos avendo
le afflizioni
i

voluto piuttosto di-

videre
gli

del popolo di Dio, che

onori e

piaceri della corte di

Faraoil

discepoli,

quali poi furono testimoni di


olivi.
si

ne;e siccome l'amoreche ne porta vaGes,


lo facea

sua agonia nell'orto degli


tore ne [jrese 3, aflinch

Il

Salva-

ardentemente sospirare

mo-

dovesse pre-

star tede alla toro testimonianza,

volle sceglierne

dare
lui,

a/I

ma non un nihnero maggiore per intendtM'e a quelli che credono in


le

mento di spargere il suo sangue per noi, non teneva con esso loro ragionamento
che de'tormenti edelle ignominie che dovea patire in Gerusalemme;ene avea parimenti parlato pi volte co' suoi discepoli,

che debbono tener celate


cielo.

grazie che

ricevono dal
nel ritiro
il

Ges volendo operar


un
allo

per mostrar loro l'ardentissimo suo

miracolo cui meditavii, con-

desiderio di

consumare

il

sagrifizio di se

dusse

suoi 3 Apostoli sopra

mon-

medesimo

sulla croce. Il vescovo Sarncllii

i48
Leti. eccl.
i.

TRA
5,leU.24:

TRA
sar beata, ridonder
la beatitudine anche nella carne risuscitata, per quanto n'

Del giorno della

Trasfigurazione del Signore^ celebra il mese agosto nel quale avvenne, dichiarando che s. Matteo scrisse che fu di sabato, e s. Luca di domenica ,^per dinotare che le anime avranno la beatitudine nel sabato dell'eterno riposo,
pi nella
i

capace, ricca di quelle


dice
:

4 doti,

di cui

qui

si

cor-

Solj perch il sole chiaro in sostanza, impassibile nella natura, agile nel moto, sottile nel raggio. L'annalista Baronio proResplenduit facies
ejiis sicitt

domenica, ch' l'S."" della Risurrezione: per s. Matteo mette solo giorni di mezzo. Riflette quindi, che Cristo avea 33 anni quando accadde nel principio di primavera la sua gloriosa Trasfigurazione, per cui quest'Evangelo si
i

va colle testimonianze antichissime de'


greci e de'Iatini,

che

la festa della

Tra-

sfigurazione antichissima, e nelle note

Martirologio romano a'Q agosto^ cita pure il Martirologio di Vandelberto, il


al

quale

vi

vea verso l'anno bJSo. In quest'ul:

legge 3 volte l'anno:

il

sabato ch' T

i."

timo

si

legge

Idibits octa\n

morte pas-

giorno di quaresima, numero di trasgressione come dicono Padri, lo legge pe*


i

suray crucemque-Christi Santa caro,

peccatori; la

domenica ch'ili2.",numele

niero soprabbondante,perch

sue parti
al

aliquot

a 3, 4,

3>,

6,

giungono

i,

lo legge pe'penitenti, per gli profiscendi;

a'6 agosto,

numero

di perfezione, lo leg-

ge per

Quanto
ni
i

uomini augusti, pe* perfetti. chein Giacomo si rappresentano gli attivi, in Giovangli

antejlguram. Del medesimo sentimento sono l'annalista Spondano all'anno i456,n.4j Tomassino, De dierumFestor. celehralone lib. 2, cap. 9, 4; e Lambertini,De jPei'f/^ Clirisii, 385. II discorso 90. di s. Leone I il Grande, Papa del 44^, versa sopra il miaetierani dedit
1
I

agli Apostoli, dice

stero della Trasfigurazione del Signore,

che

la

Chiesa onora a'6 agosto;


si

il

che proalla

contemplativi, in Pietro

superiori,
e a-

va che tale festa

celebrava a

Roma

la cui vita mista di

contemplazione

met

del

secolo.

Benedetto

XIV

pro-

zione.

Appartenendo ad ogni

stalo d'uoSi-

mini questa Trasfigurazione di Nostro


gnore, il quale perci
stimoni. La vocedel
za di Cielo,
la terra.
gli

vi adoper tanti tePadre fu testimonian-

Apostoli testimonianza del-

va, nella citata opera, che la chiesa romana continuava a celebrarla nel pontificato di Gregorio IX. Quindi Papa Calisto III con bolla del 1457, propriamenle non istitu la festa, ma la rinnov ordinando

Elia venne dal paradiso terreascese dall' infrno, cio dal

che

si

celebrasse con pi solennit e rese

stre,

Mos

universale, per l'avvenimento che anco

limbo de'

ss.

Padri. In

Mos

si

figur la

qui vado a ricordare. Mentre era cardinale, avea Calisto III, con mirabile stu-

legge, in Elia tutto l'ordine de' Profeti

rende testinionianza, presenti e futuri,


della divinit di Cristo.
i

Per dimostrare, che la legge ed Profeti conducono a Cristo, ed in Cristo hanno compimento. Ges fu il primo de' trasfigurati. La gloria di Mos non era trasfigurazione, perch veniva di fuori. Ges si trasfigur,

pore di tutti, fatto preciso voto, che quando sarebbe divenutoPapa/arebbe guerra nella maniera che mci^lio potesse a'turchi, onde procurare di toglier loro Costantinopoli. Elevato al pontificato nel

1455,
dere
le

in

adempimento
i

della promessa,

subito sollecit

principi cristiani a pren-

perch dalla faccia di dentro ricev


carro di fuoco, insegna

armi, fece pubbliche preghiere e


il

tanto splendore quella di fuori. Al cui

processioni per invocare

divino aiuto,

cospetto n

il

perpetua del grande Elia,. n quelle corna di Mos, non avea no luogo in tanta
gloria. Cos

ed allest un'armata navale, meglio organizzando la marina militare pontifcia,


e colla quale fece delle conquiste sugli ot-

dall'anima umana, quando

tomani. Pi gloriosa riusc

al

Papa

l'mi-

TR
presa
ili

A
cui riparlai a

TRA
Sb-

149

Belgrntlo

(tli

nesimo
sta dii

mendria), fbite/.za anleinurale del cristiain Ungheria. Trova vasi questa as-

sediata dal sultano

Maometto

li

alla te*

composto da fr. Jacopo Gii domenicano e maestro del s. palazzo. iXelTanno seguente il Papa mori a'6 agosto, festa della Trasfigurazione, da
di Calisto III
lui resa

mando

5o,ooolurcln. Contro di essi marciarono il valoroso c.pilanoGiovanniUnniade principe di 7Vr//^^//t^^/^/Vr,chiamato


il

pislenne. Anche l'annalista RiIII

naldi dichiara che Calisto

non

istitu

l'antichissima festa della Trasfigurazione,

terrore de'lmchi e

il

difensore de'cri-

ma

solo rinnov con

maggior solen-

sliani, assistito dal consiglio del pontifi-

nit rendendola universale a tutta laChiesa, e

cio legalo cardinal

Giovanni CarvajaI, e

dal zelodis.

cescano,

il

Giovanni da Cnpistrano franquale con un Crocefisso inala guisa di vessillo, avea

ria della

da celebrarsi ogni anno in memomiracolosa e segnalata vittoria

berato

in

mano

arruolalo un esercito di 4o>ooo uomini, e con esso alla loro testa


va. A*

conceduta da Dio a poco ninner di combaltenti cristiani, ii proporzione del formidabile esercito ottomano. Narra il Cardella,che Calisto
III

cammina-

ingiunse al cardinal
tulli
i

gli
i

6 agosto i4^6 r Unniade si scacon tanto impeto e prodezza sopra


le

Carvajal di far celebrare per

luoghi

turchi, che avendoli sconfitti ne tagli


loro

d'Ungheiia e di Germania, soggetti alla sua legazione, con particolare solennit


la fesla della

ape7zi 6000, s'impadron di tutte

Trasfigurazione.

Il

Piazza
la fe-

copiosissime vettovaglie, oltre 160

bomII

fAV Enierolog;io

di Roma i\\ce,d\Q

barde, nonch costrinse Maometto


dotto a tale condizione, che se
cristiani, lasciali gli odii e le
i

sta della

Trasfigurazione del Signore, an-

precipitosa fuga a Costantinopoli, e

ri-

tichissima solennit della chiesa greca, fu


da'Ialini elevata a

pifincipi

maggior venerazione
che ne ordin
l'uf-

guerre intesante inten-

per

la

conseguita villoria sui lurchi,conIII,

stine, avessero

secondato

le

cedendo Calisto
divini
uffizi, la

zioni del fervoroso Pontefice, con perse-

fzio proprio, a'fedeli

guitare
terra,

il comune nemico per mare e per come egli vivamente gli esortava,

che intervengono ai medesima indulgenza che

acquistano quelli che intervengono alla

quel famoso conquislatore avrebbe perduto r impero di Costantinopoli, e non avrebbe potuto conquistare quello diTre-

funzione del Corpus Domini. Racconta


poi,
la

con Durando, che

in

questa

festa delsi

Trasfigurazione anticamente

consaes-

bisonda e

la

Bosnia. Per

memoria peren-

grava nella messacol vino nuovo, e non

ne

di

questa splendida vittoria, ottenuta


III nel 14^7 f<^^"<^ piii celebre mente solenne la sua festa, con
la

nel gioino della Trasfigurazione del Si-

gnore, Calisto
e n)aggioi

sendovene si spremeva nel vino del calice qualchepocodi mostodelle nuove uve.La qual ceremonia denotava il regno glorioso di Cristo, rap[)resentato nella Trasfi-

ordinarne
slesse

celebiazione generale nella

gurazione,e figuralo nel vino nuovo, a

se*

Chiesa, e colla concessione ancora delle

indulgenze, colle

q\iali si
Il

celebra

la festa del

Corpus Domini.

corrispon-

dente diploma, Inter di^'inac dispensa'


tiouls

conda del dichiaralo dallo stesso Cristo: Amodo non bibani de lice ^einniinc vitis, donec hibani illud novurn in regno Patris mei. Altrettanto si legge nel Mavocabolo Trans/iguratioy ove afferma che in questo giorno anticamente si benediva l'uva nuova, ^'ella chiesa gregri al

arcana^ de'6 agosto,

si

legge nel

Platina,

Le

ite.

de' Ponte/lei, in (piella


il

di Calisto III. Inoltre


fjzio della

Papa compose
Novaes,

l'uf-

Trasfigurazione, secondo Plaal dire di


tlel p.

ca
la

si

soleimizzava questo giorno dello del-

tina;

ovvero

colla te-

sanla Metamorfosi seti Trasforniatio-

stimonianza

Quelli', Seripior.

ord.

/if'jCol

digiuno della

vigilia

Pracdic.

1.

1 ,

p.

i)

fu piuttosto

per co

fctum, olliechc ricorre

il

chiamato Protempo del di-

i5o

TRA
ludi
il

TRA
il

giuno dell'Assunta. Nel giorno poi della


festa per allegrezza

mangiavano

pesce.

Al Monte Libano^diceil Magri di aver veduto solennizzarsi la Trasfigurazione da' maroniti con molta allegrezza, poich il patriarca ascende con lutto il clero la cima del Monte Libano, ove sono rimaste alcune poche piante de'tanto famosi e lodati cedri, ed ivi celebra la messa pontificalmente sopra un altare di pietra allo
scoperto, finita la quale
i

quadro dal cardinale de Medici fu posto nella Chiesa di s. Pietro Alontorzo, donde francesi lo portarono in Parigi e restituito a R.oma fu situalo all' ammirazione universale nella galleria
i

Vaticana adiacente
del

al

Museo

Praticano

Palazzo apostolico Vaticano (F.). Per quanto prima il meravigUoso dipinto,

insieme a tutta

la

pinacoteca, va a

ri-

portarsi nelle stanze delle terze loggie',ove

ricchi

soleva-

stava prima, per la miglior luce;


quali
vasi
,

dopo

no banchettare lautamente il popolo accorso. Aggiunge il Piazza, dicendo delie


chiese ove in

essere slati rimossi g' inconvenienti, pe*


la

galleria fu

trasferita

ove tro-

Roma

se ne celebra partis.

nonch migliorata
la

la localit.
,

Di
che

coiaroente

la

festa,che in quella di

Ste-

quesla meravigliosa composizione

fano del Cacco vi sono due pietre venerabili,

sempre pi palesa

profonda sapienza

che dicesi esser l'una dove pos

e filosofia artistica del

sommo

dipintore,

piedi

il

Signore trasfigurandosi, l'altra donell'oi to degli olivi. LegOnomasticoi Rituale del Zac-

ve sud sangue

ove tutto sovrannaturale e divino, ne riparlai nel voi. XLVIF, p.io4, rilevan-

go

nell'
:

caria

mmo

et qfflcium ipse co

mpositi

tj

cio Calisto IH,

ex quo postea Pius

vcteres

hymnos,

et secundi nocturni le-

ctiones expunsit^novasq uc suhstituit.

Lo

do trovarsi nella Trasfigurazione pienamente osservato il fondamentale precetto dell'unit, nelle due scene rappresentate nel sublime quadro, cio il gruppo bellissimo espresso sul Tabor,c l'episodio dell' indemoniato alle falde di esso, che la censura rimarc mancare d'unit. Gi-

stupendo miracolo della Trasfigurazione porse degno subbietto all' immortale


Rallaele pel suo grandioso e tanto cele-

brato dipinto a olio


sogli dal cardinal

in tavola,

commes-

lioRomano forse lo compi in alcuna figura di minor conto. Ne furono fatte molrame, primeggiando quelledi Nicola Dorigny, Rafle copie, e infinite incisioni in

de Medici, poi Clemente


ili."

"VII, e riusc

il

pi nobile trofeo e capo


cardinale designa-

lavoro dell'eccellente suo pennello,

faele Moiglien,Pietrol3ettelini

che pel suo

quadro

del

mondo.

Il

lavoro

si

serv del cartone originale del-

va di collocarlo nella cattedrale del suo


arcivescovato di
l'altro

l'Urbinate, per cui vedonsi alquante considerevoli variazioni, e per ultimo l'incise

Narhona^ dirimpetto al,

a frate Sebastiano del

magnifico dipinto allogalo da lui Piombo veneto


la

Ignazio Pavon, olire altri.

TRASILLA
nunzi
rella
s.

(s.),

vergine. Zia dal Iato


1

rappresentante

risurrezione di Lazza-

paterno del Papa s.Gregorio


al

IVIagno.Riso-

ro operata dal Sai valore, invenzione e di-

mondo, ed insieme con sua


si

segno del gran Michelangelo (nel 1828

Emiliana

consagr

alla vita spi-

egreginmenle inciso dal veneto Giovanni Vendramiiii), forse in concorrenza col suo emulo Pvaff.iele. Ma morto questi, il quadro della Trasfigurazione per tutto elogio fu portalo a capo del suo feretro nella

rituale,e(l avanzossi

sempre pi

nelle vie

della perfezione.

La sua

assiduit all'ora-

zione
chi.

le

avea incallito

la pelle dei

ginoc-

Chiesa di
celebr
il

s.

Maria ad Martyres, ove


i

si

Sappiamo da s. Gregorio, ch'ella ebbe una visione, in cui apparsole il santo Papa Felice suo zio, le fece vedere il
posto che
lo.
le

solenne funerale e fu sepolto, alla


tutti

era apparecchiato in
il

cie-

presenza di

virtuosi di
la

Roma

chea-

Essa cadde malata

giorno vegnenil

veano accompagnalo

pompa

funebre.

te,

e pass alla beata eternit

24

di-

TUA
ceml'ie, nel qiial gioiiio
ntat lirologio

TUA
iiomiuata nel
cacciare,
il

'? I

maggior bene del


la

benefizio, e

romano.

finalmente
dere

comune utilitdellaChiesa;

TRASLAZIONE DE' BENEFIZI E


DE'BENEFIZIATI ECCLESIASTICI.
Traslazione dicesi per rapporto a'benefiziati

intorno alle quali cose do vrassi per stenil

processo verbale.

De

coinniodo et

incommodo. Le
si

traslazioni de' vescovi e

ed a' religiosi quando passano da nn benefzio o da un ordine ad un altro.


Ne'primi
secoli delia

degli altri grandi benefizi ecclesiastici

non

fanno senza Tautorildel Papa; quelle


ordinari colie

Chiesa non

si

cono-

scevano

le traslazioni

degli ecclesiastici

benefiziati,

perch nell'ordinarli veniva-

no attaccati indissolnbilraenlead unTlo/o ("/^.j. Si distinguono due sorte di traslazioni di Benefizi ecclesiastici (V.),
le

per-

petue e quelle temporanee. Le traslazioni perpetue si fanno colla soppressione del


titolo della chiesa

ponno esser falle damedesime formalil praticale per le creazioni, sul fondamento della regola del diritto: Semel Deo dicntum, de rcgular. jur. in sexto. Non si pu mettere in un decreto di traslazione che la chiesa abbandonala diventi luogo sede'piccoli benefizi
gli

colare e profano;

vi si

lasciano, secondo

che

si

vuole abbando-

r esigenza del caso, alcuni preti per celebrarvi


cui
si
il

nare, e con una novella creazione dello


stesso titolo nella chiesa

servizio divino.

Una

chiesa di

che

si

vuole oc-

trasferisce la sede vescovile, viene

cupare. Esse cambiano


nefizio trasferito e
privilegi.
gli

lo stato del
i

besuoi

d'ordinario eretta in parrocchia, e talvolta torna od essere cattedrale o concattedrale. Nel 1. concilio di Cartagine, le

fanno perdere

Queste traslazioni non si ponno fare senza una causa grande, e senza le formalit necessarie. Le traslazioni lemporarienon recano ordinariamente alcun

traslazioni
bite, se

y escovi (V.)

furono proi-

non

fosse per utilit della Chiesa,

con autori l del concilio pe'vescovi, e coll'aulorit del vescovo pe'preli e pegli altri chierici. Il

cambiamento

al titolo de'benefzi,

ma

piuttosto una traslazione dell* assistenza


del benefizio, che del benefzio slesso, co-

concilio generale di Nicca

nel

325

decret.

Non

passi

un vescovo

me se una chiesa parrocchiale fosse, o perch minaccia di cader redifizio,o per miseria degli abitanti, trasferita in una chieuna sussidiaria della stessa parrocchia. Questa traslazione che si fa coU'autoritk del vescovo non erigerebbe
sa vicina,

da una Diocesi (/ .) all'allra, o ingerendovisi volontariamente, o cedendo alla


violenza del popolo, oalla necessit imposta

in

da'vescovi;ma

resti nella cliiesa,ch'egli

ha ricevuta da Dio per sua porzione. Proibizione a'sacerdoli e a'diaconi di passare,

la

chiesa vicina o la succursale in parroc-

controia regola, da una chiesa all'allra."


Allrettantonel
lio

chia, quindi

non cambierebbe

nulla

al ti-

34

fu prescriltonel concile

tolo della parrocchia

che sarebbe abban-

d'Antiochia, vietandosi

traslazioni

donata. Lecause perle traslazioni Ae* Vescovati (J


il

da un vescovato a un
cilio di

altro, senza neces-

l'angustia del luogo, .) sono suo stalo rovinato, il piccolo numero


:

sit e solo per utilit dello Chiesa. Nel con-

Sardicadel 347
il

^" statuito.

O-

del clero secolare e regolare,ede*suoi abitanti, la perversit degli abitanli

sio

vescovo di Cordova

disse:

Bisogna srafar pas:

medesi-

dicare nssolulanienle

pernicioso costuil

mi

co'quali

il

vescovo e

il

suo clero non ple traslazioni del-

me,

e proibire ad ogni vescovo

tessero convivere. Per

saggio dalla sua a un'altra citt

non

se

l'abbazie e

Icgli altri benefizi, la


i

vicinanil

za degli eretici
vizio divino,
la

quali injpediss( ro

ser-

ne trova mai nessimo, che sia passato *\i\ una grande ad una piccola; dal cheua*
nifesto,

cattiva aiia del luogo, la


i

che non

ci

sono spinti che dall'a-

didicoll delle atrnde per giungervi,


dri sparsi

la-

varizia o dall'ambizione.

Se

voi

liitti

lo

qua

e l che

non

si

[)otcSbci'0

approvale, questo abuso sar punito pi

i52

TRA
il

TRA
servalo particolarmente in Francia verso
secolo X, nel qual

fieveratnenle, in guisa che quegli che lo a-

vr commesso non abbia nemmeno In comunione laica anche in punto di morie.


Tulli ri,sposero,noi l'approviamo". Dall'e|)ist.
I

tempo

ie

traslazio-

messe nel rango delle cause maggiori riservale alla s. Seni de* vescovati furono

Sgeli S.Basilio

si

ricava.

Una

trasla-

de. Cos'i queste traslazioni

zione quantunque contraria per se slessa


o'canoni,
sia

fare in tutta la chiesa se


rit del

non si ponno non con l'auto-

pu

essere autorizzala, qualora


alla Chiesa.
11

Papa. Nella

sess.

3g

del concilio

realmente vantaggiosa

di

Costanza del

Il\.i'j,

fu

dehnito. Sicde'gravi dan-

che risulta dalla condotta di s. Basilio, il quale approv in questi termini la Iraslarioned'Eufronio vescovo di Colonia a Nicopoli.

come le traslazioni portano


ni alle chiese,

tanto per lo spirituale, che


i

per

il

temporale; che

prelati
i

non

sostendelle

Quando

santi, dice egli,

operano

gono
riti,

col necessario vigore

diritti

senza aver dinanzi agli occhi nessun motivo umano, n proporsi nessun privato
interesse,

loro chiese, per timore di essere trasfe-

afhnch

il

sommo

Pontefice non sia

ma

solauienle

il

beneplacito di

accusalo

di favorire coloro,
i

che cercan-

Dio,

egli

manifesto, cheDio quegliche

do piuttosto

loro interessi, che quelli di

dirigeil

spirituali

lorocuore.Equandodegli uomini dicono parere, e che il popolo fe-

Ges
fitto

Cristo, potessero sedurlo, e Irar pro-

dall'ignoranza, in cui fosse egli del

dele lo segue di comuu consenso; chi pu dubitare ch'egli non venga da Nostro Signore?" Riporta l'annalista Rinaldi, che

fitto, noi stabiliamo e ordiniarao,cheq(jesle traslazioni

non saranno ammesse, se non per cautele importanti e ragionevoli,

Papa s. Gregorio 1 del Sgo, nella lettera a Benigno arcivescovo, tratta della traslazione de' vescovi, dimostrando, che sic-

che sieno slate conosciute e decise dal consiglio de'cardinali, e dal loro consenso o
dalla

maggior parte

di essi".

Vi sono due

come
cosi

lecita

quando vi giusta causa, biasimevole quando un vescovo

sorte di traslazioni de' religiosi.

Le une
sono

sono

ad effectiim

beneficuj

le

altre

spontaneamente o per ambizione passa da una chiesa all'altra, al qual proposilo egli

semplici de ordine

ad

ordineni.

Quan-

do

trattasi della traslazione


in

d'un religioso
effetto di ren-

dice queste parole." Allracosa

il

tra-

da nn ordine

un

altro,

ad

passare di proprio movimento, e altra cosa


il

derlo capace di possedere un benefcio di-

venire sforzalamente o per neces-

penden
rito,
il

te

dall'ordine in cui viene trasfe-

sit, nel

non mutano le citt, ma sono mutati. " Il Papa Giovanni IX nel concilio celebrato in Roma neirSgSproiblche nessun vescovo poqual caso questi
tali

portando semplicemente dispensa di passare da un ordine ad un altro, non suflicienle se non avvi una dispensa speciale e partirescritto di traslazione,

tesse passare dalla

sua chiesa alla sede ro-

colare di traslazione, all'elfetto di posse-

mana; ed altrettanto decret nel sinodo di Ravenna, per l'avvenuto a Papa For-

dere un benefzio, e
ni

le

provvisioni sono

nulle. L'avarizia egli altri effetti

monda-

moso

[V.)^ ih. "vescovo di chiesa deteral pontificato.

minata, che fosse elevato

insegnarono anche a molli d' impetrare e ricevere benefzi, non con animo
di

Ma tale legge tosto venne annullata, quando nel 914 Giovanni X dalla sede di Kavemia pass a quella di s. Pietro. Anticamente era il concilio provinciale quello
che deleru)inava
sciuta
1'

perseverare in quelli,

di goderli finch

ma con pensiero qualche fanciullo perfa-

venisse all'et, al quale potessero poi


re la

le traslazioni

ricono-

utilit o la necessit
il

delle

me-

Rinunzia (V.); cosa che dagli uomini pii non fu mai scusata, e si tiene per comune opinione, che chiunque rinon possa con buona coscienza
ri-

desime. Secondo

Tomassino,Z^f'

vet. et

ceve un benefizio con disegno di rinunziarlo,

nov. Ecclcs. discipL, venne quest'uso os-

TRA.
che ulcuiii non voglio* no (lire COSI generalmente di tutti, ma di (jiielii suli che lo finno con disegno di abcevere
i

TRA
il

i53
ti-

fiiilll: il

ricevere e l'ammettere le rinunzie con


il

queste condizioni, e con esse dare

toloni rassegnalario,oonstato permesso

bandonare l'ordine
vocff, ritenuto

clericale. A' vescovi

fu proibito di ricevere le rinimzie

ad
il

giustamente che
sentivano
vicini a

fasolo

mai dal Papa ad altri, ma lo ha riservato solamente a se stesso. Tra'cardinali di s. Chiesa vi \' Oziane (P^.), colla quale dal

Papa

lo

potesse fa re.
si

E perch molti benemorte,

Papa sono

fiziati,

(piando
si

trasferiti da un yescoK>ato Siihurbicario[P^.)aA altro,da un Titolo

per tale via


ria,

facevano un successore, fu
di cancellela

ordinato da'Papi per regola

che non valesse

rinunzia fatta dal


il

Cardinalizio ( f^.) ad altro, da una Diaconia Cardinalizia (P\) ad altra, ed ancora sono traslati da un ordine all'altro.

beneficato infermo a favore di uno, se

rinunziante non sopravviveva

20

giorni

TRASLAZIONE o TRASPORTAZIONE DE'CORPl DE'SOMMl PONTEFICI, Translatio Corporuni Sunimoruin Pontiflcum. A Sepolcro de'KoMANi Pontefici tornai a ragionare de'luoghi ove parlai delle traslazioni del

dopo prestato
pi della

il

consenso. Ne'primi tetu

Chiesa era un santo e lodevole co-

stume, che chi era ordinato ad una chiesa mai in sua vita non lasciava il carico per

Ca-

avere benefizio di maggior rendita e maggior onore: pareva a ciascuno assai


alle volte
il

di
fa-

re rulzio suo alla meglio. Per necessit

davere del Papa ( F.) e di quelle de' Precordi (FI). Quanto a' corpi o alle contrastate Reliquie dei ss. Pontefici, non solo ne tenni ragione nelle loro biografie,

superiore, che

non avea per,

sona atta a qualche gran carica


per ubbidienza

ne pi-

ma
si

eziandio ne'luoghi ove

si

venerano o

gliava una occupata in altra minore, e


la

pretende possederli, spesso confonden-

trasferiva alla maggiore;

dosi

una parte

pel tutto. Ivi descrissi le

cosa che fu poi per maggior

comodo, ovla tra;

loro traslazioni, colle circostanze che l'ac-

vero utile,ricercata daalcuni,onde


slazione inusitata
si

fece usitatissima

compagnarono, come Traslazione delle Reliquie de' Santi (T^.). Il Morcelli disse
la

tanta era

la

sollecitudine di ciascuno di

traslazione e ricognizione del corpo

crescereingradojche spesse volte, lasciato


il

posseduto e impetratone un altro, riuviziosa, resta va pri-

Corpori ex veteri aede rite translato quodihidenijure antea recognitiini. Dissi

scendo l'impetrazione
vato d'ambedue:
il

dunque

in detto articolo della trasla-

che essendo inconveeffetto,


i.";

zione del pontificio cadavere dalla stanza

niente, l'uso ottenne, che se l'impetrazio-

ove mor
del

ne del

2."

luogo non poteva aver

il

il Papa, alla Cappella Sistina Palazzo apostolico Vaticano tra^

benefiziato ritornasse senza altro al

e
si-

sporto che

si

fd di

notte in nobile Letti-

questo

si

chiamava Regresso

(f^.)-

ga

(V.) aperta da ogni parte, se cess di

militudine di ci fu introdotto di concedere al rassegnante la facolt, che qua km-

vivere neXPalazzo apostolico Quirinale,

que

volta

il

rassegnatario, e con propria


il

autorit prende di nuovo


l'avesse rinunziato

Possesso (V.)

del benefizio per farlo suo,


:

come se mai quando anche ne


ri-

con quel ceremonialeche riportai ne'vol. Vin,p.i86eseg.,XXVlII,p.4i, avendone riparlato in tutti gli analoghi articoli, in tutti quelli di coloro che fanno parte della pompa funebre, e perfino dicendo degli
abiti usuali pontificii di

avesse ricevuto

il

possesso prima della


il

mozze ttayCo'c\ua\i
gli si

nunzia, nel qual caso


so prendere

regresso non

pu

viene vestito

il

cadavere. Avvertii poi nel

aver luogo, potesse per accesso ed ingresil

vol.LXX,p.76,che non

pone aStola
esempi;

possesso similmente di pro-

in tale trasporto, e ne addussi gli

pria aulorit,senza altro ministero di giu-

dice

e ci

pure

si

chianj regresso. Per

notando ancora, che non viene preceduto dulia Croce pontificia^ perch Iole IraII

VOL, LXXIX.

i54

TRA
slessa ragione alpontifcii

TRA
no pure nel Rocchetto (V.). Intervengono
ancora in questa funzione, oltre
delle
li
i

sporto chiamasi privalo, e percli morto i] Papa cessa la sua giurisdizione dino-

maestri

Croce (per la cuni pretendono, che


tala dalla
i

ceremoniein mantellone, co'consue-

Stemmi

loro abiti paonazzi di mantelletta e di

de'funerali, quelli della cassa mortuaria,


quelli

che

si

aflggono nelle pareti ester-

Anastasio
cordi,

ne delle patriarcali, e dei ss. Vincenzo e come chiesa tumulante de'pre-

il maggiordomo, il maestro camera, V elemosiniere, ed il foriere maggiore, e il cavallerizzo maggiore co'

mantellone,

di

loro abili; cos co'propri

4 camerieri

se-

devono essere col solo triregno


si

sen*

greti partecipanti, gli aiutanti di


gli

camera,

za le Chiavi: ci

sostiene col praticato

scopatori segreli,ildecano,i palafreniefamigliari domeslici del

anticamenle,e pel riflesso,che colla morte del Papa cessa la sua podest significala
colle chiavi)
zi(dicesi

ri, tulli

Papa de-

funlo.

La

famiglia o anticamera d'onore


si

che vivendo

gli

si

reca innandella Cro-

non

vi

ha luogo: quindi

err invitan-

pure che

Tom missione

dola per Gregorio

XVI. Neppuie dovea

ce nel trasporlo privalo dal Quirinale al

essa intervenire al trasporto del suo cada-

Valicano, forse deriv pure per eliminare le pretensioni del parroco de'ss. Vin-

vere dalle pontificie stanze alla cappella

cenzo e Anastasio a Trevi, quando il palazzo Quirinale era nella sua parrocchia). In questo trasporlo non vi hanno luogo
i

Sislina,comech trasporlo privatissimo, e perci questo si fece nel seguente modo.


la guardia svizzera, 1 palacon lorcie avanti e dietro al cadavere portalo da due sediari, circondan1

Precedeva

frenieri

Blaestri ostiari virga ruhea

V.), cu-

stodi della Croce pontificia,! quali vivente


il

do

il

medesimo
il

penitenzieri con lorcie

Papa recandosi

in

alcuna chiesa pre-

e le guardie nobili.

ceduto dalla Croce, in essa soltanto si trovano esercitando il loro incarico ove si eseguisce la funzione. Al passaggio della

domo e
ri.

Seguiva il maggiormaestro di camera con tutta l'antica mera, e porzione di delti palafrenieNegli ultimi 3 giorni deTunerali novendiali, la

pompa funehre suonano le campane


le chiese situale sulle

del-

Croce pontificia da' maestri


per servire alle solenni asso-

strade per cui pro-

ostiari

si

porta nella cappella del coro del-

cede. Inoltre nel ricordato articolo accen-

la basilica

luoghi dove tenni proposilo della traslazione del pontificio cadavere,gi venai
i

luzioni di delti soli giorni, e perci vi as-

sistono

maestri ostiari. Qui dir. La Cro-

stilo degli abili pontificali

con mitra di
nJ' S'j^

ce nelle messe de'defunli occorre per l'as-

lama

d'

argento

(e

non

di tela d'oro coil

soluzione al tumulo. Siccome ne' primi

me
del

descrissero diversi, fra'quali

6 giorni

de' novendiali

l'

assoluzione

si

Diario di

Roma

del 1721, dicen-

fu dall'altare col

metodo
lib.

stabilito nel ce-

do come fu vestilo il cadavere di Clemente XI), posto sopra una bara portatile in forma di letto funebre, da delta
cappella Sistina alla basilica Vaticana
,

remoniale de'vescovi

2,cap. 36, cos

non servendo in quell'assoluzione la Croce processionale, perch non parte il celebrante dall'altare, perci non si pone
laCroce papale presso la credenza. Alcuni avvertono che impropriamente pu chiaperch essendo Papa, non si potrebbe piii innalzare quella Croce se non avanti il nuovo Papa; e che si adopera perch nella sagrestia della cappella pontifcia non ve n'alcuu'allra. Di pi nel sunimenlovaj

chiesa esponente e tumulante, che essen-

do solenne e regolare si fa processionaimente dal capitolo Vaticano colla propria Croce astata,

marsi Croce pontifcia

come

di rubrica

se-

morto

il

guilo dal sagro collegio in cappe paonazze, cio


i

cardinali creati dal defunto di

saiella, gli altri di

tando

la

sela,niuno di essi porMantelletta (F.) in Sede vagli

cante (V.)f e

uni e

gli altri differisco*

lo articolo discorsi della tumulazione del

TRA
cadavpie
na
,

TRA
epigrafe fu incisa
traslazione),
la

15";

tiol

Papa

nella basHic.i Vatica-

genio con patena dorala, e nel calice con

e clic se levesi trasportare in altra

memoria

di

questa

chiesa, la traslazione

non pu segnile che


le traslazioni

Paolo

e Innocenzo

X
,

nn anno dopo. Notai pure


loro biografie,

Pamphilj\ nel quale articolo ne


oltre a

riparlai,

di diversi Papi, e di tulle ne parlai nelle

Sepolcro, come

di altri

Papi

come

altres di quelle Ira-

degli ^tessiqui nominati; perla quale tra-

slazioni segnile dal luogo

ove uor

il

Pa*

slazione d'Innocenzo

X,

concesse l'autoI

pa

in

Roma, come per ultimo avvenne


ly

rizzazione consiietiiInnocenzoX

per Pio J

che decorosamente fu portalo il suo corpo e precordi, da Valenza di Francia ove mor, a Roma, nella sua

ve aposlolico.

Tra

le

con brenominale descriziopi par-

ni riprodotte dal p. Gallico la

ticolareggiata quella della traslazione


del corpo di s. Pio V, da s. Pietro a s. MariaMaggiore, seri Ita dal maestro di ccremonie Paolo Aialeona. Sisto V che or-

I)iografia

avendo descritto con


la

tutte

le

particolarit
ria

magnifica e straordina
quale dalla porta del Po-

ponipp

colla

polo fu trasportalo nella basilica Vatica-

din questa solenne traslazione nella pro-

na

cadavere di Pio VI, e successivi funerali celelrali alla presenza di Pio VII5
il

mentre

suoi precordi, per

appagare ide*
Valenza,
ivi

siderii di voti della cill di

furono rimandati con quelle particolari ccremonie che notai. Giovanni Marangoni neir Appcndix della Cironologa

depucommissario a presiederla, in uno all'apertura e chiusura del Sepolcro, mg/ Guglielmo Sangaletti suo cameriere segreto. A darne un breve cenno, dir che la via percorsa dalla processione fu la Papria cappella Sistina, specialmente
t

pale fino a piazza di Venezia, dove volt


a sinistra (per

Romanoruiii Pontijicum , in qua difficullalesy quae occurrunty ex Translationibuscorporum,etpignorumSummorum Pontificum Romanorum^cxplicari'


tur^atque solvuntur^con questo
titolo:

Paolo

la

pompa
s.

volt a

destra, e giunta alla chiesa di

Loreto procede per


per
la

la via

Maria di Magnanapoli)
da

strada del Corso a S.Marcello. Ivi

De

volt pe*

Tre Ladroni
la via
la

al Quirinale,

Translationihus Corporum Sanctorum Pontificum Ronianorum ex primis co-

dove per Fontane,


si

Pia giunta alle Quattro


la via

processione per

Felice

rumdtm

sepulchris
f'^^Vi

ad alias

Ecclesias^

diresse a s^Maria Maggiore.V'interven-

Prolusione in qua agiqusnam ex eorum Successoribus primus hunc moreni advexert. Il p. Gallico, Acta Caeremonialia
seu locai
tatur quaestio^
s.

absque praejuclicio eorum praecedentiarum^ per dichiarazione di Sisto V, sodalizi, i poveri orfani, le corponero,
1

razioni religiose,

mandatari del cardicapitoli delle colle-

Romanae

Ecclesiae^

litui us

VII:

De

nal vicario co'Ioro bacoli,il seminario ro-

Translatione Cadaverum quorunidani

mano, dendo
Indi
i

parrochi

RR. Pontijicum^
la

riporta a p.

47B
la

e seg.

giate, quelli delle basiliche minori, incei

descrizionedi quello di Bonifacio

Vili
foggia
,

canonici di
s.

s.

Maria

in

Traste-

(e

ne parlai

in tanti

luoghi per

vere e di

Lorenzo

in

Damaso mixtim.

delle ricchissicne vesti e

ornamenti

co*

capitoli delle 3 patriarcali, sotto la

quali fu rinvenuto),

Adriano F/(
propugnar
la

vir-

croce soltanto di quello Liberano,la quale

tuoso Papa e gi vescovo di Tortosa^ in


quest'ai licolo tornai a

precedeva avanti
il

gli

orfani; poi veni

sua

va

vicegerenle col tribunale del vica-

difesa dalle calunnie degli

/r,

empii). Pio Pio V, Sisto T\ Urbano VII, Clemente VIII{g In principessa d. Olimpia Aldobrandini in tale occasione don
s.

riato,

ed

cursori apostulici colle


1

mazze

a igenlec.

ferel ro portato per

bajulos in-

alla basilica di

s.

Pietro un calice d' ar-

dutos saccis nigris,e da'canonici delle patriarcali; cio da s. Pietro a Monte Giordano, da'canonici Vaticani; da detto luo-

i56
{50

TRA
s.

TRA
per
la

Mai'cello, da'caoonic della bes-

sua beatificazione e canonizzazioluoghi e nel voi.


p.

Jico

ria
di

Lalerauense; da s. Marcello a s. MaMaggiore, da'canonici di questa. Quinil

ne, ne parlai in tanfi

LXX,

80, ed
p.
\

il

Chiapponi negli

Ada

cavalcavano

maggiordomo, vescovi
i

Canoniz.

o. Della recente traslazio-

assistenti al soglio co'cappelli e

mantel-

Ioni pontificali, gli altri prelati in


telletta e rocchetto, la famiglia del

manPapa

in vesti rosse, vale a dire que'cubculari

ne delle ossa di Martino V, o almeno credute di esso, ne trattai ne'vol. LXI V, p. io5, LXXV, p. 47 e 228. Nel libro. Conclavi de" Pontefici Romani^ stamcui

che solevano intervenire a simili Cavai' catCf cio cappellani comuni sinecaputiis,

pato nel 1668, oltre allre edizioni, di si crede autore il maestro delle cemg."^

camerieri extra

muros

e scudieri

remonie mordacissimo

Burchardo,

sine caputiis, preceduti da'maestri delle

ceremoniee da due mazzieri

pontifcii
11

pufe-

e continuatore Gregorio Leti famoso satirico, si leggono i particolari delle traslazioni de'cadaveri de* Papi, dalle loro

re a cavallo colle mazze d'argento.

retro era circondato dagli svizzeri e

5o
no
V:

torcie portate da* sodalizi della


s.

da Morte
si-

stanze nella cappella Sistina e nella basilica

Vaticana;

ma come

stampati senza

sino a
a
s.

Marcello, e del

ss.

Crocefisso

data di luogo, questo basti per mettere


in

altre

Maria Maggiore, a spese 5o torcie le portavano


s.

di Sisto
i

guardia ogni savio lettore, dalle caessi


il

piieri

lunniose dicerie in

riportate.

Mi

li-

proietti di

Spirito, a spese del cardinal

miter a riportare

praticato con Ales-

Piusticuccijed allre

5o sostenute apueri
il

catecumeni e

neofiti, a spese del cardinal

Sanlorio. Arrivato
lica Liberiana,

feretro nella basidi essa fece

sandro VI e Pio III, onde rimarcare la differenza dalle ceremonie presenti. Scrive il Burchardo, secondo il suo asserto,
cose da lui stesso operate o vedute.
to Alessandro

un canonico

Mor-

Tassoluzione in piviale nero, tra l'altare


della
il

Madonna e quello delle


il

ss.

Reliquie,
il

18 agosto i5o 3 (nel palazzo Vaticano), la notte seguente me


a*

VI

quale poi a due ore di notte benedl

sepolcro secondo

prescritto dal rituale

ne tornai a Roma, accompagnato da 8 guardiani di palazzo, havendo lasciato il

romano, e quindi vi fu sepolto il b. corpo di s. Pio V alla presenza del commissario pontifcio Sangaletti. Tre giorni dopo si celebr il funerale,cantando messa
,

Papa senza ninna guardia , comandai a Carlo cursore per parte del vice-cancelliere
offici
il
,

che sotto pena della perdita degli


dovesse co'com|gni intimare tutto
alle

sull'altare delleReliquie
fa,

il

cardinal Cara-

clero della citt, religiosi e secolari, che

cum unica oratione tantum propria pr Papa /or^z^o. V'intervenne Sisto V, con 44 cardinali in vesti paonazze e cappe di tal colore di cammellotto (pel funere simile per la traslazione del corpo

il

giorno seguente

bore 12

si

trovasil

sero in palazzo per accompagnare


Pietro, per

coralla

po del Papa dalla cappella maggiore


chiesa di
s.
il

che furono ap11

parecchiate 3 00 torcie di cera bianca.

V, intervennero 37 cardinali CW/7 cappis violaceis de camelotto, exccptis


di Sisto

giorno seguente precedendo


ligioso,

il

clero reil

secondo

il

solito, fu
s.
i

portato

Pa-

cardinalibus a Sixto creatis^ qui tullerunt cappas laneas violaceas\ e tutti quelli che hanno luogo nelle cappelle papali.

pa per

la

piazza di

Pronunzi {'orazione inn^hi e mg.'

Jjoccapaduli in rocchetto e cappa, dopo la

quale Sisto

fece

1*

assoluzione.
s.

QuanPio V,

to alla traslazione del corpo di

le mani mezzo della chi esa, mentre che aspettavano che si dicesse, non intres in judiciumy non si trov il clero, cominci il responsorio Libera me. Domine mentre si cantava, alcuni soldati eh* e-

accostando

Pietro da 4 poveri, canonici al cataletto,

e posto nel

da dello Sepolcro,

iu silo

pi elevato

iauo

alla

guardia del palazzo, pigliarono

TR A
per forra
le torcie

TRA
chierici
,

137

ad alcuni

il

reslanle del clero

si

difese contro di loro

preparala." Nel voi. LXXllI, p.i 38, descrivendo la sontuosa chiesa di s. Andrea
della Valle de Teatini,

con le lercie, e li soldati con l'armi, dal quale alterco impaurili lutli se ne corsero alla sagrestia, lasciando di cantare, et
il

con

critica ragio-

nai della Iraslazione delle ossa di Pio


e del suo zio Pio
li,

HI

dal Vaficano indetto


le

Papa
il

rest solo; io, et altri, per lauto

tempio.
quali

Ora

riporter

pompe di
,

alcule

preso

cataletto del

Papa

lo

portassimo

ne traslazioni de' corpi de* Papi


si

per

fra l'altare

tando

il

maggiore e la sua sedia, volcapo suo verso l'altare." Della

celebrano particolari Funerali

Iraslazione del corpo di Alessandro

VI

(F.) colla recita di particolare Orazionefunebre (f^.). Paolo ^mor a'28 gennaio 162
i

del suo zio Calisto III, da' magnifici depositi delia basilica

e fu sepolto nel Vaticano. Nel

Vaticana, alla nazios.

seguente anno, aperto

nale chiesa degli spagnuoli di

Maria
,

di
p.

a' 3o gennaio il lemporario sepolcro, e trovato il cadave-

Monserrato, parlai nel


46. Morto Pio
111

voi.

LXVIIl

re intero e senza principio di corruzione,


fu trasportalo

a'i8 ottobre i5o3, dopo 26 giorni di pontificalo, Et io Giovanni Broccardi chierico cerimoniale fui

con magnifica

spesedelcelebre e
dinal Scipione

pompa a magnanimo nipote car,


^

Borghese

alla

sontuosa

chiamato a palazzo, dove subito andai. Fu il corpo di sua Santit dopo portalo nella sua anticamera, dove essendo addobbalo
di tulle le in letto

cappella dal Papa fabbricata neWa chiesa e

patriarcale basilicaLiberiana dis. Maria Maggiore, ove fu celebrato splendi-

sue

vesti pontificali, fu

posto

sopra un materazzo, coperto di

do funerale, con l'encomio dell'orazione funebre. Tutto nobilmente fu descritto


dal libro di Lelio Guidiccioni di Lucca,

velluto verde,
la

non una

gli

mancando altro,che
i

croce sul petto, in cambio della quale


di tulli

io gliene feci

pendevano
nella

della coperta,

4 lembi, che e con 4 spilPortato poi

autore dell'elogio, e dedicatoal detto cardinale, acni disse nella lettera dedicatoria,

encomiando

il

gran Pontefice

zio: >ll

lelle gliele allaccai sul petto.

pra

la

camera del Papagallo, e posto somensa d'essa penitentieria, gli disl'uflicio

quale tutto uno con V. S. lllustriss.,n forse da Lei si distingue in altro, se non
ch'Egli ha regnato, ed Ella merita di regnare. " Il libro collo stemma del cardinale sul frontespzio porta per titolo
:

sero sopra

de'morti, perci cheli

nostri cantori di cappella


dire, e gli altri religiosi

non

lo volsero

vennero

tardi, e

ceva

mentre si passava per detta camera si diil Pater noster, con V^i^e Maria,
la

Breve racconto della traspo rtatione del corpo di Papa Paolo dalla basilica

di

s.

Pietro a quella dis.

Maria Mag-

con

sua orazione,

Deus qui
gli

inter

A-

giore, con Vorationc recitata nelle sue


esequie, et alcuni versi posti nell*appa-

postolicos Sacerdoles, eie, e

baciava-

no

piedi, e

finalmente portato da'canos.

r^o,Romai62 3. Vi sono
za, della

bei

rami espri-

nici e beneficiali in

Pietro

gli

fu

da
il

Olenti le statue della Verit, dellaSapien-

quelli dello l'ofllcio de'morti, fu posto

cadavere nella cappella di Sisto iV,con


i

piedi fuori del cancello, acci

il

popolo

potesse andare a baci