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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIu' CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

YOL. LXXIX.

IN VENEZIA
nALLA. TIPOGRAFIA EMILIANA
MbCCCLVI.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
TAutore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni

relative.
DIZIONARIO
DI EHUDIZIONE

ST OR I CO -ECCLESI ASTICA

TOS T OS
1
OSCO o DA CASTELLO Guido, che l'obbligò a solennemente rinuniiare
Cardinale. Nato di oscuro lignaggio, o il- il proprio cognome, e ad assumere quello

lustre cotue voglionoNovaes e altri, e della de'Capoleoni, e corse in proverbio: Ma


famiglia Castelli dì s. Fisla o Felicita, luo- domus Guclfutioriun causa vi-
ledicta
go sponde del Tevere, nella diocesi
sulle rum maloruni. A tal famiglia apparten-
di Civita Castellana o di Città di Ca- nero Capoleone Guelfucci, autore celebre
stello (P'), denominalo sempre Maestro poema del Rosario. Il De-
dell'applaudito
Guido da Castello, sebbene comunemen- gli Effetti nelle Memorie del Soratte e
tedicesiGuido de Castelli oCastellis: iocpii luoghi co/wicini^ osserva a p. 62 e 82, che
lo riporlo colla deuoinina/Joue di Tosco, Civita Castellana era prima chiamata Ca-
perchè seguo principalmente Cardella. La struniFelicitatiSfCome attesta Cencio Ca-
causa insorta sulla di lui patria non fu co- merario, parlando del censo che pagava
inè vogliono alcuni colla città di Terni, ma quella città alla chiesa romana, e tra'iuo-
colla Huniglia Castelli di Terni. Non man- ghi di sua diocesi nomina Viilerano e il

cano lapidi antiche, le quali giustincaiio, castello di s. Stefano d'Azorio : prese tal

in (jualche modo, che appartenesseall'an- nome da s. Felicissima che fu martirizzata


licapolenlissima famiglia Guelfucci lifer- con s. Graciliano nel luogo detto col no-
nate ossìa diCittà diCaslello,famiglia fazio- me loro tra Falleri e Civita Castellana,
naria molto più antica de'Fucci, e che do- col trasferimento delle reliquie nella sua
minò IJorgo s. Sepolcro per qualche tem- chiesa la città venerandola come patro-
po. In ><eguilo fu umiliutu dalla nuova fu- na prese il nome di Castrum FelicittUis^
mii^lia Vitelli, che da oscuri principii s'in- come si legge nella donazione di Lodovico
nalzò rapidamente all'apice della gloria. 1 il Pio. Il Camerario ben distinse Città
1 Gneifmxi erano diparte guelfa e signo- di Castel lo, con Castrum Felici tatis, co-
ri di vuri castelli nel territorio TifernHle. me da alcuni si chiama, per Civita Castel-

Tanto polo cuuli'o di essa l'odio de' Vitelli, lana, il che uolui pure u Sutri ; laonde
4 TOS TOS
Degli Effelli dice che a questa si deve as- ch'era in Francia, ma non presso il legnlo,
segnai e il vescovo intervetiiito al concilio incontanente partì per Germania. Morto
d'Eugenio I I,e da Ughelli attribuito a Cit- Innocenzo II neh i43, il cardinale (Inifa
là di Castello, così Celestino II. L'origi- la sua legazione,intervenne all'elezione del
ne per cui tanti scrittori fecero questo Pa- successore e fu egli stesso scelto col nome
pa di Città di Castello, dichiara derivato di Celestino II (F.).
dalla sorella monaca che ivi dimorava, e TOSCO o TOSCHI o TUSCODome-
dal possedervi de'beni, mentre era oriun- Nico, Cardinale. Nato in Caslellanaro o
do da Civita Castellana, e s. Pista è più Castel Arano, luogo presso P\eggio diMode-
remolo da s. Felicita, che Felicita da Fe- na, da poveri genitori, fu dal padre man-
licissima. La sua arme composta di 3 gi- dalo a Pioma sotto la cura e direzione del-
gli, che si vede in Città di Castello, e i doni lo zio, celebre per dottrina e professore di
fatti a quella chiesa, poterono procedere matematica. Applicatosi quindi con esso
dall'affetto che le portò, come rileva Ciat- allo studio della geometria, per sua disgra-
ti Memorie di Perugia^ o per la so-
nelle zia la morte gli rapì il parente e precet-
rellache vi assunse Tabito religioso, di- tore. Pertanto si trovò costretto per vive-
cendo che Fisla è nome abbreviato di Fe- re a prestare in Pioma l'opera sua a qua-
licissima. Sia comunque,Guido fu disce- lunque condizione di persone, in che mo-
polo del famoso Ahailardot sotto di cui strò costante rettitudine e fedeltà. La ne-
fece gran progressi nelle lettere, perciò cessità dell'indispensabile sostentamento
chiamato da Ottone di Frisinga, uomo di lo costrinse a ripalriare, ma trovò per
somma religione e pari scienza, per cui non maggior infortunio morti il padre e il fia-
meno che per le rare sue virtù, Calisto II tellOjSicchè divenuto bersaglio dell'avver-
10 fece suddiacono e scrittore pontificio, sa fortuna, si pose al s ervigio di Sigismon-
ed Onorio II nelle tempora di dicembre do marchese d'Este signore di sua patria,
1 127 lo creò cardinale diacono di s. Ma- il quale destinato da Carlo V, di cui era

ria in Via Lata, donde Innocenzo II lo tra- capitano, al governo di Pavia, pose Do-
sferì all'ordine de'preli col titolo di s. Mar- menico Ira'soldati della guarnigione del-
co. Questo Papa si prevalse di lui utilmen- la fortezza, e dove pel suo valore fu avan-

te nel I iSy, inviandolo col cardinal Gi- zato a sergente. Dimorando in Pavia, a
j-ardo e con Aimericocancelliereepoi car- casosi pose a leggerete Istituzioni dìGiu-
dinale, a trattare coH'imperatore Lotario stinianOi e ne prese tale diletto, che risol-
11 di gravissimi affari pel monastero di vette d'applicarsi alla giurisprudenza, al
Monte Cassino; e poi lo spedì in Sicilia per cui studio l'animò il marchese ch'erasi av-
allontanare Piaggerò I dal partito degli veduto del suo raro talento. Datosi quin-
scismatici seguaci dell'antipapa Anacleto di con assidua e ostinata applicazione allo
11. Compite queste legazioni, neli iSg fu studio delle leggi in quell'università e ot-
destinalo rettore di Benevento, carica che tenuta la laurea, in breve pervenne ad es-
lodevolmente sostenne sino al 1 140, nel sere eccellente giurisperito; laonde il mar-

quale anno Innocenzo li lo mandò legato chese lo dichiarò uditore generale delle
in Francia. Corse allora voce, che famo- il sue cause, e governatore di s. Martino.
so eresiarca Arnaldo da Brescia, condan- Dopo varie vicende restituitosi in Roma,
nato nel concilio Lateranense II, si fosse ri- trovò ricetto presso 1' avvocalo Antonio
fugiato in quel regno presso il cardinale; Capondio o Capordio, e dopo poco tem-
per cui subitosi allarmò lo zelo di s. Ber- po, per lucrare, s^impiegò a sollecitare le

nardo, e scrisse al cardinale la lettera r


96 cause d'un rinomato curiale, ed appresa
piena di giusti risentimenti. Non fu essa sen- con questo mezzo la pralica del foro e della
za frullo, poiché saputosi ciò da Arnaldo curia, inlerameute si die alla difesa e pa-
TOS TOS 5
Irocinio (Ielle cause,clietratteclii lai a buon no non successe in Pioma alcun omicidio.
fine, presto i^li acquistarono nii prodigioso Non pertanto, essendosi Domenico eleva-
numero di clietili. Fra questi vi fu l'udi- lo col suo solo merito, che all' invidia e
tore dclcai-diiial PierdonatoCesi, il quale gelosia è colpajHon andò immune da cen-
gii commise alcune cause assai intricale sure e calunnie degli emuli, che gli reca-
e diniciii del suo signore, che ridotte da rono non lievi molestie, dalle quali usci
lui dopo lungo studio e laboriosa appli- per l'incontaminata sua innocenza.
illeso

cazione, non senza rischio della sanità^ a Anzi queste stesse dicerie ingiuste deter-
felice esilo, gli meritarono che l'uditore minarono Clemente Vili ad accelerare la
io Tacesse prociualore del cardinale. Mor- sua esaltazione, eda' 3 marzo 1098 lo

to frattanto l'uditore, il cardinal Cesi che creò cardinale (ma credo che lo pubbli-
avea sperimentato l'abilità di Domenico, casse al ritorno da Ferrara) prete di s. Pie-
lo surrogò al defunto, nel qual carico a- tro Montorio, e lo ascrisse a tutte le con-
veiidolo servilo con piena soddisfazione, gregazioni di Roma. Intervennea'concla-
tiopo avergli ottenuto un canonicato in vi di Leone XI e Paolo V,ed in quest'ul-
Reggio, lo dichiarò uditore generale di sua timo, come notai nel voi. LI,p. i33, sa-
lega/ione d» Ijologna, in cui lai fama s'ac- rebbe stalo certamente eletto Papa, se al-
quistò d' integrità, dottrina e prudenza, cune troppo libere e popolari maniere di
che il cardinal Anlonmaria Salviati suc- parlare, che gli erano famigliari, non gli a-
cessore del Cesi nella legazione, doman- vessero fatto insorgere de' validi contrad-
dò e ottenne da Sisto V che lo dichiarasse dittori, e soprattutti il cardinal Baronie,

vicelegalo. \n assenza del cardinale il Pa- che colla sua autorità frastornò l'elezio-
pa Io noininò governatore della città, a CUI ne in cui concorreva numeroso stuolo di
presiedè con intera sua soddisfazione. Tor- cardinali, esclamando: Non essere dicevo-
nato a Roma con bella reputazione, si gua- le cosa, collocare sulla cattedra di s. Pie-
dagnò la grazia de'principi e de'grandi, tro uno dalla cui bocca uscivano [parole
e tra gli altri di Ferdinando I granduca meu'oneslee indegne della pontificia gra-
di Toscana, che da cardinale avea conce- vità. Usato egli era d'accogliere con pia-
//ito gran concetto del suo merito, onde cere e affabilità le persone di bassa con-
lo fece consigliere di slato e uditore per- dizione, ma di perspicace ingegno, chea
petuo de'suoi dominii. Però accortosi Do- lui ricorrevano, ed esortandole allo stu-
menico non esser gradilo alla corte, ov- dio, proponeva loro il proprio esempio che
vero che il clima di Firenze gli riuscisse da sì umili principii era asceso tanto in al-
nocivo, con prelesto di mutare aria, si re- to. Nel i6o6 col beneplacito di Paolo V
stituì a Roma, dove Clemente Vili l'am- rassegnò il suo vescovato a Giambattista

mise tra' prelati di cotisulta, e neh 595 Tosco vescovo di Narni suo nipote. Giun-
gli conferì il vescovato di Tivoli , chiesa to all'età d'86 anni non compiti, altri scri-

in cui istituì 3 nuove dignità, cioè di ar- vendo 90, fu costretto nel 620 ad abban-
1

ciprete, decano e prepostOjOllre le preben- donar il mondo e passare all'altra vita in


de di teologo e penitenziere, assegnando Roma, ed ebbe sepoltura nel coro di della
loro perdute frutti d'alcuni benedzi sem-
i sua litolare, col solo nome inciso sulla tom-
plici e curati da lui soppressi. Nello slesso ba. ScrisseB grandi volumi di Conclusio-
anno il Papa lo fece governatore di Ro- ni comuni, ne'quali con ordine alfabetico
ma, importante e gelosa carica in cui fe- l'accolse con gran fatica le questioni tutta

ce spiccare la sua previdenza, giustizia e che appartengono al di ri Ito ci vile ecanoni-


leltitudine, massime nell'assenza del Pa- t;o, formando (piasi un'enciclopedia legale,

pa (|uaiulo si recò a prender possesso dì che in (|ue'lejnpi acquistò gran nome e fa-

Ferrara, laonde ucl tempo del suo jjover- ma. Verso la lìue de'suoi giorni, delenui-
6 TO S TOS
nò di fabbricarsi una casa in Roma presso li dalla matrigna Ino incolpati di ripro-
Monte Cilorio, dove comprale varie casi- vevole amore Frisso ed Elle, figli di A-
poleedemoIitele,ordinò l'erezione dell'a- lamante re di Tebe, il quale prestando
bitazione, la quale prima che giungesse fede all'accusa decise farli morire, con im-
alia sommità egli cessò di vivere. Fu que- molare agli Dei il figlio e la figlia per se-
sto cardinale di carattere ingenuo e sin- guire l'oracolo consultato. Informali Fris-
cerojdi cuore magnanimo e in trepido, che so ed Elle della paterna determinazione,
non si lasciò abbattere dall'avversità, ne fuggirono sopra un ariete dal vello d'oro,
invanire dalle prosperità, di molte lette- dono di Mercurio odi Marte, e che a vea la
re;, che acquistò piti coll'indefessa appli- proprietà di volare per l'aria, dall'Euro-
cazione, che con acume d'intelletto, pa in Asia, e cadendo Elle nel mare si pre-
TOSON D'ORO. Ordine militare ed tende che prese il nome di Ellesponto, fa-
equestre, nobilissimo e celebre dell'impe- moso canale o stretto che separa le due
ro d'Austria e della monarchia di Spagna, parti del mondo. Frissoavendo felicemen-
Augusliis Vcllcris AurciOrdo^AusLrìa- te continuato il suo cammino, approdò fi-
VHS etH.ìspaniciis-. Ne fu istitutore in Br(»- nalmente nell'isola di Colchitle, paese che
ges a' IO gennaio 1429 ovvero i43o,
nel oggi porla il nome di Mingrelia (A^.) e

Filippo il Buono duca di Borgognaj con- Imerezia parte della Giorgia (f-^.). Ivi sa-

te di Fiandra, marchese dels. Impero ec, grifìcò l'ariete agli Dei e appese la sua spo-
in occasione del suo 3.° matrimonio con glia nel tempio di xMercurioodi Marte, [)0-
Isabella o Elisabetta infinta di Portogal- nendola sotto la custodia d' un drago, il
lo e figlia del re Giovanni I. Quel prin- quale divorava tutti coloro che tentavano
cipe ebbe nell'istituirlo,comesi legge ne- rapirla; giacche altri pretendono che al-
gli statuti dell'ordine, il precipuo santo e lora il vello fosse da Mercurio converti-
pio scopo di onorare ed esaltare la Chie- lo in oro, Anzi altra favola dice quesl'a-
sa, e dilatare la fede cattolica, per la cu-t l'iele parlante, e figlio di Nettuno e di
stodia e difesa della pubblica tranrjuilli. Teofane convertita in agnella. Tulli mi- i

tà e prosperità, per la maggior gloria e lo- tologi convengono nel dire, che dopo il

de dell'onnipotente nostro Creatore e lie- hagrifizio l'animale fu trasportalo incielo,

dentoie, e sotto il patrocino della sua ss. ove forma la costellazione dell' Ariete, uno
Madre Maria e dell' apostolo Protocleto de' 12 segni del zodiaco. Mercurio o Mar-
s. Andrea, e finalmente per eccitare alla te fu tanto contento di qcìesto sugrifizio,
virtù e buoni costumi i cavalieri di que- che promise favorire lutti quelli che di<^

Quan-
st'ordine e fraternità di cavalleria. venissero possessori del vello d'oro,col far-
to al nome che il duca gl'impose di To- li vivere nell'abbondanza. Intanto Eete re
son d'oro o Vello o Montone d'oro, Fel- della Colclndediè in isposa a Frisso la sua
lus Aureum^novx sono d'accordo gii scrit- figlia Calciope, e poi per impadronirsi del
tori nell'assegnare il vero motivo. Credor vello d'oro e de'tesori portati seco dal ge-
DO alcuni che il duca volle esprimere col nero, lo fece assassinare, Calciope fuggi in
nome e colle insegne il vello d'oro, di cui Grecia per salvare i figli da sinnle eccidio,
parlasi nella Mitologia e. uììWc Metamor- ed i greci per vendicare Frisso con istre-

fosi d'Ovidio, e l'impresa famosa e favo- pitosa spedizione, molti principi si uniro-
losa degli Argonauti, per la conquista del- no a Giasone e presero il nome di Aigo-
la pelle d'oro d'un ariete o muntone. La nauli dal nome della nave sulla qu^de
favola varia sull'origine di esso e di sua s'imbarcarono. Dopo un lungo ed eroica
prodigiosa spoglia, sorgente di tante av- viaggio pervenuti nella Colchide, con l'a-
Tcnlure celebri ne' tempi eroici. Convie- iuto delle arti di Medea sorella di Calcio-

ne sapere che fiaseio i poeti essere sta- pe, Giasone ucciso il dragone s'impadrom
TO S TOS 7
cogli argonfluli del vello d'oro, e punito Crtdere della rugiada sopra una pelle ch'e-
il biirbaro Eele, riportarono in Europa il gli distenderebbe sulla terra, restando a-
vello d' oro. Troppe sono le varianti di sciutta tutta la terra all'intorno, come av-
cpiesto racconto mitologico e astronomi- venne. Domandò in seguito che succedes-
co, troppe le spiegazioni clie si danno al se il contrario, che restasse secca cioè la
figuralo e al siujbolico, anclie considera- pelle, e fosse umida la terra all'intorno:
ta l'impresa come viaggio commerciale, ed il Signore esaudì anche questa secon-
perchè in breve e senza bisogno io possa da domanda di Gedeone. Indi egli de'suoi
accennarle. Vi potranno supplire: A. Da- 32>ooo nomini ne scelse 3oo, e con essi
ni e r, Histoire des Argonaiitcs, on dis- vinse completamente Madianiti, e gover- i

sertatìon sur la conqucte de la Toison nò poi Israele. Finalmente altri sono di


d'or: presso le Mém. de VAcad, des Li' • parere che il duca avesse per iscopo il vel-
scriptions.G. Rinaldo CavW, Della spe- lo d'oro o tosone di Giacobbe, vale a di-

dizione degli Argonauti in Coleo y in cui re quelle pecore macchiate di diversi co-
vari punti dilucidano intorno alla na-
si lori, che a questo patriarca toccarono per
sfigazionCy alla cronologia e alla gco' sua parte, giusta l'accordo fatto col suo
grafia degli antichi, Venezia 174^' Gr. Labano. Di qtjesto sentimento fu
siiocei'o

Gaspare Rirchmajeri, Dissert. de Argo- Guglielmo Filattre vescovo di Tournay,


nautorum eapedifione. An Europam o- cancelliere dell'ordine, nella sua opera in-
ninemcircuni na^'igaverint? Witlember- titolata il Fello di Giasone^ o La Toi-
gaer685. Il p. Bonanni che nel Catalogo son d^or, nella quale parla della virtù, ma-
degli ordini equestri i\ p. i ao, riporta la gnanimità e grandezza d'animo, di cui
{ìguradel cavaliere delTosoiieoVello d'o- deve fare professione un cavaliere; e sotto
ro, dice che siccome Giasone elesse gli ar- il simbolo del tosone di Giacobbe, par-
gonauti per ricuperare il vello d'oro, co- la della virtù della giustizia, di cuideve
si il duca Filippo designava di spedire un' andare adorno Io spirilo d'un cavaliere.
armata in Siria per ricuperare da* mao- Questa opera dal prelato s'intitolòa Carlo
mettani i luoghi sanli; e siccouìe ne avea il Temerario figlio dello stesso duca di
fatto volo, ne impiotò poi la dispensa da Boigogna fondatore dell'oidine, per giu-
Pio II, come
v\e\\i\ Gallia Christia-
\g'^^q stificare e spiegare come sotto la divisa
na. Altri poi vogliono che il duca di Bor* del Toson d' oro avea istituito l'ordine.
gogna con dare al suo ordine il nome di Filippo il Buono nel i ."capitolo dell'ordi •

Tosone d'oro, volle rammentare il vello ne tenuto in Lilla nel giorno di s. Andrea,
da Dio mostrato a Gedeone, per assicu- creò i primi 24 cavalieri , ed in essa nel
rarlo che Io stabiliva giudiced'lsraele.Ge- 143 I stabib gli statuti dell'ordine in 66
deone della tribìi di Manasse, che dimo- articoli, i quali da'suoi successori furono
rava ad Ephra, fu scelto da Dio per libe- molte volte variati. Il suo figlio Carlo il

rare gl'israeliti dalla tirannia de' Madia- Temerario, nel capitolo da lui convoca-
niti, alla quale erano soggiaciuti dopo la to nel 1473 inValenciennes, ordinò che i
morte di Barac e di Deborn. Gli appar- mantelli e i cappucci de'cavalieri fossero
ve uu angelo mentre slava battendo il suo in avvenire di velluto cremisino foderali
grano sotto una querelategli disse ch'e- di raso bianco, e non come prima lo erano
gli libererebbe Israele da'dominatori Ma- di panno, e che sotto i mantelli portassero
«lianiti. si accamparono
Questi intanto vesti pure di velluto cremisi. Volle ptue
ntdla valle di Jezrael, e Gedeone ripieno » he gli ulììziali dell'ordine, che sono il can-
dello spirito del Signore suonò la trom- celliere, il tesoriere, il notaro,e il re d'ar-
ba, riunì gl'israeliti, e domandò a Diodi mi, portassero vesti, mantelli e cappucci
fargli conoscere che lo avea scelto, col far suniliy cioè con (]uesta diifereuza che i ca-
8 TOS TOS
validi portassero il mantello con un bor- un filo d'oro o da un nastro di seta un To-
do disseminato di doppi fucili, di pietre sone d'oro. Allorché Carlo V cede suoi i

focaie scintillanti di fiamme, di croci di stati della corona di Spagna, di Borgo-

s. Andrea, e di tosoni fatti in ricamo d'o- gna e di Fiandra al figlio Filippo II, lo
ro, comesi prescriveva dagli statuti, e che creò gran maestro dell'ordine, ed anco
i mantelli degli uHìziali fossero tutti uni- questo re rinnovò alcune cose negli sta-
ti. Gli obbligò ancora a portare nel 2.° tuti nel capitolo di Gand del iSSg. Le
giorno dell'assemblea l'abito di drappo principali furono, che i mantelli e cappuc-
nero col cappuccio della stessa uìaniera, ci di panno nero si facessero di velluto, e
e nel 3.° giorno della solennità del capi- fossero dati a'cavalieri e agli uftlziali dal
tolo, in tempo che assistevano all'uffizio sovrano; e che il collare si portasse da'pri-
dellaMadouna,una veste didamascobian* mi vesperi di tutte le feste, nelle quali i

co con cappuccio di velluto cremisi. Nel cavalieridoveano portarlo alla messa so-
1477 Carlo il Temerario alla bat*
wt^ciso lenne, non meno che a' secondi vesperi,
taglia di Nancy, lasciò erede de' vasti suoi tutte le volte che uscirebbero dalle loro
slati l'unica figlia Maria, la quale sposata case per recarsi a'divini uffizi, o che com-
poi a Massimiliano arciduca d'Austria, in- parirebbero in pubblico per loro propri
di imperatore Massimiliano I, da essi nac- atfari. E siccome l'ordine fu istituito per
que Filippo Bello arciduca d'Austria,
il la propagazione della fede, ordinò Filip-
il quale essendosi congiunto in matrimo- po II che in esso non si ricevesse alcuno
nio con Giovanna figlia ed erede de'pos- sospetto d'eresia, obbligando i cavalieri a
senti Ferdinando V monarchi
e Isabella 1 premettere nell'elezione de' nuovi cava-
di Spagna, uni gli stati di Borgogna e di lieri il giuramento di non eleggere alcu-

X^iandra alla vasta monarchia spagnuola, na persona infetta o sospetta d'eresia.L'or-


e da quel tempo re di Spagna conferiro-
i dine del Toson d'oro, approvato da Eu-
no sempre l'ordine del Toson d'oro. Fi- genio IV nel 1433, vivente il suo fonda-
lippo prima di divenire re di Spagna, co- tore, venne confermato nel 5 6 da Leo- 1 1

me duca di Borgogna e conte di Fiandra, neX, il qualeconcessea'eavalieri molti pri-


ossia sovrano de'Paesi Bassi, nel 5oo ten- 1 vilegi ed esenzioni, che si ponno leggere
ne un capitolo dell'ordine in B russe lles, nel p. Helyot, e fra gli altri die il cancellie-
in cui sgravò i cavalieri da alcuni pesi, co- re essendo sempre un ecclesiastico costi-
me pagare ^o scudi nella loro accet-
di tuito in dignità, avesse la Cacollà d'assol-
tazione.Usuo figlio Carlo re di Spagna, I vere i cavalieri e gli ulìlziali da tulli i casi
e poi imperatore Carlo V, fece ancor lui riservati, di commutare i loro voti, e di ac-
molle mutazioni agli statuti nel capitolo cordar ad essi ogni a nno,e punto di mor-
in

tenuto a Gand nel 5 1 6, ove fra le altre


1 te, l'indulgenza plenaria. E
qui aggiun-
cose aumentò il numero de'cavalieri a 5i, gerò, che Pio VII col breve Per magni
compresovi esso gran maestro e sovrano referre^i\ti'j'd»o^iQiBoiyBidl.Rom.co/Lt,
del niedesimo^eperchèerano tenuti a por- 1. 1 I, p. i83: Instanterege Catholico Ca-
tare di continuo il gran collare dell'ordi- roliis IV eonceditiir Caacellario ardi-
ne,non senza incomodo, ordinò che lo por- nis Velleris Aurei^ejasq uè successoribus
tassero pubblicamentesoltanto nelle feste imlultumahsendi. Anticamente cavalie- i

di Natale, Pasqua, Pentecoste, e di s. An- ri erano eletti ne' capitoli a pluralità di

dreu protettore dell'ordine; non che nel- voti, ed il numero era come dissi di oi,
l'esequie de'cavalieri, ed in tutte le assem- secondo il determinato da Carlo V; ma
blee ordinarie e straordinarie, oltre in al- Filippo II volendo che la creazione dei
tre funzionile che negli altri giorni i ca- cavalieri dipendesse totalmente da lui e
Velieri portassero solameole p^adeote da da'sovraui dell'ordine suoi successori, uel
TOS TOS 9
1572 ottenne da Gregorio XIII il ponti- no ricevè tanto da Filippo V, che da Car-
ficio iniluko ili conferire l' ordine a suo lo VI r ordine del Toson d'oro. La regi-

piacere senza farne consapevoli i cavalie- na M." Teresa figlia unica ed erede di Car-
ri; ed il situile concesse al di lui figlio Fi- lo VI, neh 742 nominò il consorte Fran-

lippo III 1096 Papa Clemente Vili,


nel cesco, poi imperatore Francesco I, alla di-

talché il numero de'cavalieri divenneilli- gnità di gran maestro dell'ordine, per cui
milalo. Da prima si tenevano i capitoli Filippo V rinnovò le sue proteste. La gran
dell'ordine ogni anno, quindi si celebra- collana dell' ordine si compone di doppi
rono ogni 3 anni, e (inalmenle lurono la- fucili connessi in forma di B, con pietre
sciati alla disposizione e arbitrio de' re focaie frappostevi scintillanti di raggi e di
di Spagna, i quali mandarono a molli so- fiamme, nel cui mezzo pende un Monto-
prani il collare dell'ordine. Ne furono in- ne o Toson d' oro, ossia la pelle di esso,
signiti e si recarono ad onore di appar- colle zampe e la testa, come viene espres-
tenere a questo cospicuo ordine, i re di so dal p. Bonanni. Prima non era permes-
Francia Francesco I, Francesco li e Car- so al collare di aggiungervi cosa alcuna,
lo IX;ire d'Inghilterra Edoardo IV, En- ma poi furono arricchiti talvolta di pre-
rico VII ed Enrico Vili; i re di Boemia e ziose gioie e di pietre di gran valore. Si
d'Ungheria, di Portogallo, di Polonia, di legge ncW AlmanachdeGotlia pour Vari'
Danimarca, un gran nu-
di Scozia e altri; néex^'ò'j'. Ordrcs de Clievalerie. La de-
mero di sovrani di Germania e d'Italia. coration est surmonlée d' une pierre ea
Essendo morto nel 70oCarlo II d'Austria [ email bleu oii on litles mots: Pretium

redi Spagna, ed avendo chiamato alla suc- laboram non vile. Les bords du manteau
cessione della monarchia Fdippo V Bor- del'ordresont brode» en or, et sur l'exlrè-
bone di Francia, questi decorò dell'ordi- me lisière on
mots souvent répetés:
lit ces
ne del Toson d'oro fratelli Luigi duca i Je V ay emprìs. Secondo gli statuti del-
di Borgogna e Carlo duca di Berry. Per l'ordine cavalieri devono essere cattolici,
i

la guerra di successione, l'arciduca d'Au- e quando si fregiano di questa illustre in-


stria Carlo, poi imperatore Carlo VI, non segna non ponno in pari tempo portare
potè ottenere la Spagna, e solo gli resta- altre decorazioni, eccettuali i principi re-
rono i Paesi Bassi, e perciò siccome il fon- gnanti, tranne quelle dell'impero austria-
datore dell'ordine del Toson d'oro era sta- co e della monarchia spagnuola. Si può
to sovrano di quegli slati e suo antenato, vedere il vescovo Sarnelli , Lett. eccL t.

cosi dichia rossi solo capo legiuirao del- IO, lett. 2: Della Croce dis. Andrea a-
l' ordine, portò seco tutti gli archivi del postoloy nella quale dichiara ch'egli pen-
medesimo quando dovè lasciare la Spa- dette come Cristo dalla croce semplice,
gna, e ritornato a Vienna nel lyiS ne e non dalla decussata espressa in forma di
celebrò il ristabilimento con grandissima X; e che la figura B della collana è l' i-

pompa. Filippo V re di Spagna dichiaros- niziale della parola Borgogna , e che le


si egli pure gran maestro dell' ordine, e fiamme scintillanti dalle pietre ricorda-
nel 1721 protestò contro la dichiarazione no o motto di Filippo il Buono:
la divisa

dell'imperatore Carlo VI, ma silfatta que- Ante ferì t quani fiamma micat. Di S.An-
stione non venne mai decisa, per cui i so- drea vi sono altri ordini equestri , e tra
vrani di casa d'Austria, ed i re diSpagna quelli di Russia è il i
."
Di sue reliquie e
tuttora nominano i cavalieri del Toson croce riparlai nelvoi. LXXIII, p. i38 e

d'oro, con decorazione quasi simile.^on- Qid credo opportuno per memoria,
i4(l.
linuando l'ordine a godere eminente con- di fare menzione dell'oriline de'cavalieri
siderazione e lustru. An/.i notai nel voi. tXt Tre Tosoni^ cUe vuoisi quasi istituito

XI V, p. 29 j, che Fabrizio Colontiu roma- da Napoleone (p«anlun»pic non fu posto


I ,
ro TOS TOS
in esecuzione,secondo alcuni. Quell'im- nella quale lia luogo una solenne proces-
peratore nel 1809, reduce dalla Spagnn, sione. Il ricevimento de'membri nell'or-
avendo mosso nuovamente la guerra al- dine si fa con molta solennità in un capi*
l'Austria, dopoché gli austriaci a vea no oc- lolo straordinario presieduto dall' impe-
cupato la Baviera, cpiesta liberò dalle lo- ratore nella detta ampia e nobilissima sa-
ro armi, e proseguendo la prospera fortu- la, previa la lettura de'suoi statuti, onde
na ad as>islerlo nelle battaglie, assalita Ra- da ambo i lati sono erette delle tribune
tisbona se ne rese padrone. Ritiratisi gli coperte di velluto rosso , e nel mezzo uo
austriaci inBoemia e alla destra sponda baldacchino riccamente ornato per l'im-
deU'Inn, Napoleone I portò il teatro del- peratore; im[)erocchè l'ordine è ili." e il

la guerra sulle terre dell'imperatored'Au- piò cospicuo dell'augusta casa d'Austria.


sliia, la cui capitale invase a' 12 maggio, Neli83o fu celebrata in Vienna la festa

dopo aver disfatto il generale Hiller. Tro- secolare dell'ordine, dopo 4oo anni dalla
vandosi egli in Vienna e abitando nel pa- sua istituzione, nella quale occasione l'im-
lazzo imperiale di Schonbrunn , concepì peratore Francesco I aumentò l'ordine di

l'idea di fondare un nuovo ordine caval- 12 cavalieri. Questi di Austria ricevono


leresco , a cui pensava imporre il nome dall'imperatore l'insegna equestre che
de'Z're Tosoni, forse per mostrare la su- portano con un nastro rosso da cui pen-
periorità che avrebbe voluto acquistasse de il Toson d'oro tra una molla circonda-
sull'anticoe celebratissimodel TosoncVo- ta da 6 l'aggi. Il vestito dell' ordine ora
rOj che conferiva la Spagna da lui debel- consiste d'un sull'abito simile ad uno ta-
lata e l'Austria che avea vinta, per quin- lare, e d'un sopr'abito simile ad un man»

di protìuiovere vieppiù il valore e l'intre- tello di velluto cremisino, e d'un berret-»

pidezza nelle sue milizie con tale onorifi- lo ricamato, mentre prima coprivasi il ca-

ca insegna equestre. Ma pe' successivi di- po col cappuccio. Fra' molti scrittori di
sastri c(n Soggiacque, il suo progetto non cpiesto eccelso ordine, ricorderò i seguen-
ebbeelìello. Altri invece narrano, che per ti.Il Blasone delle armi de'cavalieri del
aver il fratello di Napoleone 1, Giuseppe, Toson d'oro, di Gio. Battista Maurizio
da lui fatto re di Spagna, ivi al)olilo l'or- re d'armi di Spagna, Aja ^^j. Sai omo- i

dine del Toson d' oro, ed egli aveie de- neSparungell,/?^yrf^e.9 Felleris Aiirei,hn-

bellato l'Austria che pure lo coideriva, teinbergae 1601, Jo. Jac. Chillleaio, In-
istituì con lettere patenti de' i5 agosto sigaia gcntilitia eqidtum ord. P^elleris

1809 l'ordine de'T're Tosoni d'oro, de- Aurei, Antuerpiae 632, Agostino Eralh, 1

stinandolo a ricouìpensa de'servigi tanto Augustus Velleris Aurei orda prò em-
civili, quanto uìilitari. Aggiungono, che lo hlemata, edite se s poli ticas, et historiani
couipose di 100 grandi ulliziali, 4oo cotn- demonstratus, Ratisbonae 1697, G. Sa-
mendafori e 1000 cavalieri; ma che non muele Schulrtzfeiscb, Stricturae ad Or»
vi ebbe altra notnina Fatta in quell'ordi- dines equestres, sigillatim ad Burgun*
ne, senonchè quella del grande cancellie- dicum, qui Felleris Aurei appellatut,
re e del grande tesoriere. La festa dell'or- Wittembergae 1 699.GÌ0. Gaspare dePre-
dine del Toson d'oro si celebra a Vien- grell, Vindiciae Austriacae per Aurei
na nel giorno di s. Andrea, o nella do- f^elleris Ordine, Halaei724. Giovanni
iDenica seguente; nel giorno poi delia ss. Weisijts, De origine Ordìnis Aurei Fel-
Trinità, i cavalieri assistono alle funzioni leris, Wittembergae l'jZo. Constitutio-

dell'ordine nella sala de'cavalieri nel pa- nes ^urei' Velleris, in Mcmhranis Va-
lazzo imperiale e nella chiesa parrocchia- lentini Weigel, Aurem Vellus. Historia

le di corte all'uiìizio del Toson d'oro e al- de l'Ordcn del Tuson, traducida por
la distribuzione dell'insegne dell'ordine, Juan Bravo, Toledo 546. Alvar Gomez, 1
TOS TO U II

El P'cllocìno Domilo, y la Ffistoria de cpianlilàenorme di tavole al commercio


la Orxicndel Tunon^tr aducidapor Juan d'Arcangelo. La chiesa vescovile di Totma
Bravo, con el sumario de los Reyes Ca- è unita a quella di Oustiong-Veliki(V.)^
lo licos d. Fernando, y d. Isabella, To- governate ambedue da un medesimo ve-
ledo 546, 1 Il p. Helyol, Storia degli or- scovo.
di/ti militari, t. 8, cap. 54: De\'avalicri TOTNANO (s.), diacono. Si recò a
dell'ordine del Toson d'oro in Ispagna, Roma nel 686 insieme col monaco irlan-
riporta altri autori che scrissero sul me- dese s. Chiliano (/^.),altrimenti detto s,

desimo. Altri il Cancellieri a p. 92 delle Kuin, e col prete Colomano, e furono tut-
Dissert, epistolari bibliogra fiche. Egli ti e tre incaricali dal Papa di predicare

inoltre narra, che Massimiliano I conferì il vangelo ai germani in Franconia, ve-


l'ordine a Gio. Giorgio Trissino, che in- nendo Chiliano consagrato vescovo. Es-
viò anjbasciatore a Leone X, conceden- siconvertirono gran numero d'infedeli
dogli di spiegare nel suo stemma gentili- aWurtzbourg, ove pure il ducaGosber-
zio l'insegna del Vello d' oro col motto ; to ricevette il battesimo ; ma restarono
Chi cerca, trova j e di prenderne anche il vittime della vendetta di Geilana moglie
soprannome: privilegio poi confermato da del duca, poiché essendo questa cognata
Carlo V,onde idi lui discendenti si deno- dello stesso duca, s. Chiliano lo ammonì
minarono Trissini del f elio d'oro, per
i che matrimonio era contrario alla
tale
distinguersi con tal predicato da altri rami legge di Dio, e perciò l'iniqua donna fece
dcllafuniglia.il Man ni conviene cheTriS' assassinare tre missionori nel 688. Bur-
i

sino, oltre il titolo, fu decorato del cava- cardojche fu vescovo di VVurtzbourg nel
lierato dell'ordine, ma noi crede Aposto- secolo susseguente, fece trasportare le lo-

lo Zeno nella Galleria di 3Iif(.erva e nel- ro reliquie nella cattedrale, e il martiro-


le Note al Fontani/li, logio romano fa memoria di essi il gioi>
TOSTAR o TOSTER. Sede vescovile no 8 di luglio,
della provincia di Gondisapour nella dio- TOUL ( Tullen). Città vescovile di
cesi de'caldei, situata nel Kurdistan enei Francia nella Lorena, dipartimento della
paese di Ahvpaz , sul iuime che porta il Meurthe, capoluogo di circondario e di
suo nome. Oggi chiamasi dagl' indigetji due cantoin, a 5 leghe da Nancy e a 12
Susler e da'siriaci Susaslra. iVe furono ve- da Metz. Sorge c|uesta città foite in una
scovi Phuses che sedeva a tempo di Ze- piccola pianura fertile, a pie delle coste
none imperatore del 474? ^'^''^'^ol, Gior- s, iMichel e tli Barine,che sono altissime
gio del 655, Abramo II, Gregorio delyyo, eco[)ertedi sponda sinistra del-
viti, sulla
Àbramo MI deir852,Ananjesus deli i i r, la Mosella, che forma una grande i-
vi

Oriens dir. t. 2, p. ig3. i sola e si varca sopra un ponte di pietra


TOTMA. Cina vescovile di Russia in di 7 archi, e sulla strada da Parigi a Stra-
Moscovia a 3o leghe da Vologda sulla , sburgo, Ha il tribunale di i,' istanza, la
sponda.sinislra della Sidihona,e capoluo- conservazione ileiripoteche,la società d'a-
go di distretto. Possiede «6 chiese, di cui gricoltura, il collegio comunale, ec. Piaz-
3 nel sobborgo tliZelen;iia-Siobo(la,o Sob- za di guerra di 4- classe, ha una cìnta
borgo Verde, al di là del ([uuie trovasi il bastionata preceduta da una fossa, e vi

convento di Spaso- U mori uje, celebre pel si entra pe' sobborghi di s. Evre e di s,

corpo di S.Teodosio diTotJna, che- vi chia- Munsuy o Mansueto, nomi che presero
ma un gran numero di pellegrini per im- da due abbazie di benedettini. Le stra-
[ìlorarne l' intercessione. La città è assai de sono in generale assai larghe, bene in-
popolosa, e il distretto possiede due sali- siniciate, pulitissime e guarnite di caso
iiti e uu mulino a sega che suuuuinislra assai beuo fabbricate^ lu piazze pubbliche
il TOU TO U
sono vnghee ornaledi fonlanejln più bel- l'imperatore Valentiniano I.^^ella 2." me-
la per la grandezza e pegli ediflzi che la tà del secolo VI Chilpeiico I redi Sois-
circondano, è inghiaiata e piantata d'ai- sons la tolse a' romani, e poscia Teode-
beri, foimando uno de'due passeggi della berto II re d'Austrasia e Tierrico II re
città. Vi si ammirano l'antica cattedra- di Borgogna nel 6 2 se la contrastaro- 1

le dedicata a s. Stefano, bel monumento no in una battaglia sanguinosa combat-


di gusto gotico del secolo X, rimarcabile tuta sottole sue mura. Carlo il Grosso 1 1

principalmente perla facciata; è sormon- la superò d'assalto verso r886; e pochi


tato da due torri terminate in cupole qua- anni dopo Carlo III il Semplice ne fece
drangolari ed alte yS metri; altri però la cessione all'imperatore Enrico 1 V Uccel-
dicono rifabbricata nel i447' '' P'^'^^zo latore^ che le concesse i privilegi di città
vescovile magnifico, il quartiere di caval- imperiale godè sino al i552,
, de' quali
leria, l'arsenale e altri edifizi. Viene que- tempo Enrico II re di Francia se
in cui
sta città traversata dall'I ngressin, ruscel- ne rese padrone. Nel 1700 Luigi XI V la
lo che vi fa girare diversi mulini e serve fece fortificare sotto la direzione di Vau-
pure a'concialori di pelli, macellai e al- ban. I prussiani a'3 giugno[8i5, pel ri-
tri, priuìa di andarsi a congiungere colla torno in Francia di Napoleone I, la po-
Mosella. Fra le altre chiese merita men- sero in istalo d'assedio. La fede cristia-
zione quella di Gangulfo o Gengolto.
s. na vi fu piedicata ne' primi secoli della
\ i sono due ospedali, uno de'quali pe'tro- Chiesa, e vi contribuì a dilattarla lo scoz-
vatelli, diverse caserme, la sinagoga degli zese Mansueto [F.) con altri missionari
s.

ebrei, bagni pubblici, due carceri, un fi- che promulgavano i' evangelo in queste
latoio e fabbriche di cotone,di cappelli, di Costante
parti, e protetti dall'imperatore
berrettami, concie di pelli, fabbrica di ma- I che risiedeva a Treveri.U Chenu nella
ioliche rinomata, due fonderie di cam- sua Historia, Series episcoporum Tal-
pane, una di caratleii per la stampa, ed Icnsis Ecclesiae, dice s. Mansueto disce-
altre fabbriche e manifatture. Vi si fa an- polo di s. Pietro e socio di s. Clemente ve-

cora gran commercio di vini e acquavite, scovo di Metz, e cosi di molto anticipa an-
e vi si tengono 4 annue fiere. Toul è pa- cora il tempo in cui vissero successori. i

tria di parecchi dlnslri, come di s. Lupo II santo fiorì dopo, ed èchiamatoda'fran-


vescovodi Troyes, di s. Tedasto vescovo cesi s. Mansu o Mansuy: è noto che i pri-
d' Arras, del «naresciallo Gouvion Saint- mi vescovi si dissero discepoli di s, Pie-
Cyr, di Carez inventore della stereoti- tro per la vocazione, non perchè avesse-
pia, cioè de'caratteri insieme rassodati, e ro vissuto con lui. In fatti s. Mansueto,
di altri personaggi. In uno de'due memo- al tempo di detto
dire di Buller, fiorì a
rati sobborghi sono acque minerali fer- imperatore, che regnò dal 337 al 35o,
ruginose, e ne'd in torni cavedi pietra cal- dentro il quale periodo fu istituita la se-

carea, e terra buona a fabbricare maio- de vescovile di Toul, che Commanville


liche fine. Il vino che vi si raccoglie è di vorrebbe rilardare, e poi divenne suffra-
ottima qualità. E' Toul, Tallanio Tul- ganea dell'arcivescovo di Treveri, nella
lum LcLicorum (per questa denominazio- provincia della r.^* Belgica. Quando Metz
ne latina alcuni confusero Toul con Tul- pretendeva il grado metropolitico, esige-
le o Tulles di Guascogna, altro vesco- va che il vescovo di Toul fosse a lui suf-
vato, Tutela o Tutella\ città antichissi- fraganeo. Altri vogliono ches. Mansueto
ma: a'iempi di G. Cesare era la capitale prendesse possesso di questa sede nel 36 i

de'LeA-ici, e dei paese chiamato Toulois; Dopo la morte di s. Mansueto, il suo cor-
conquistata da'romani,fu circondata di po fu deposto nella chiesa omonima del
ituua nutluncatedasS torri uel Sy^dal- sobboi'go che pure ne porta nome, e
il
TO U T O U 1

lo sua festa si celubia a*3 sellembre. Gli intervenne Arnolfo vescovo di Toul il ,

successe s. Amon o Aminone, indi s. Al quale si trovò nelI'SGQ in Metz alla co-
fila o Aitila, Celcino e s. Anspicioo Au- ronazione di Carlo 1 il Calvo re di Fran-
spicio, eli cui parla Sitlonio Apollinare nel- cia.Diveuulo vescovo s. Gauslino, nel
le sue Lcticri\ e visse ne' lempi di Va- monastero fondalo da s. Apro introdus-
Jenliniano lleTeotlosio 1 neUleclinaiclel se la regola di s. Benedetto, che vuoisi
IV secolo: il corpo di s. Anspicio e quello sino allora sconosciuta nella Lorena, ed
«li s. Amon furono collocali nella chiesa alcuni opinano che prima vi si osservasse
di s. Rlansuelo. Quindi fu vescovo Orso, la regola d'Agaune, o piuttosto quella di

J)0Ì s. y/pj'o[J .) o A per, o Epuius e da' s. Colombano. Inoltre fondò il monaste-


francesi delloEvie, nome che porlo la ro e abbazia dis. Mansueto, venerato i.'

ricordata abbazia e l'esislenle sobborgo apostolo del paese; protesse i dotti e gli
lo rilieue, mentre ne edificò ilnionasle- studi, che tosto fiorirono con successo nel-
10, e della chiesa egli slesso ne cominciò la Lorena. Dopo la morie del vescovo s.
ì fondamenti, e poi vi fu dtposlo il suo Gauslino, nel 963 venne eletto a succes-
corpoj mentre altri pretendono che fosse sore da Brunone arcivescovo di Colonia,
riunito a quello de' predecessori nella duca diLorena e ."minislro dell'impera-
I

chiesa di s. Mansueto. Nientemeno che il tore Ottone 1 suo fratello, il canonico re-
Chenu lo dice morto nel i4o, e registra golare s. Gerardo, di santa vita nella ;

il successore al 2/^5. Con più di ragione il cui biografia conButler celebrai la san-
Boiler vuole s. Apro fiorilo nel V secolo, tità di sua vita, la carità col popolo che
epoca che tuttavia rilarda il Muratori. assiduamente istruiva con zelanti eccle-
Nel 626 s. Salaberga gli fece edificare siastici, e mosliò sempt e sommo zelo per

una chiesa nel suo monastero di Laon; la decenza del culto. Fece riedificare la

la festa si celebra a' 1 5 settembre. 11 vesco- cattedrale e grandemente l'arricchì; do-


\o Alodio intervenne nel 549 **' concilio nò molli beni al monastero di s. Apro,
d'Orleans, secondo i Sauìmarlani, G^rZ/z^ e fu benefico con quelli di s. Mansueto,
clirisliaiia in Tullcnses Episcopi et Co- e di s. Martino sulla Mosa. Di più eresse
iiìites: il Chenu lo chiama Albino. Quin- in Toul un ospedale, e la chiesa di s. Gan-
di furono vescovi Trifurico,Dolcizio, Pie* golfo. Come il predecessore continuò la
UJon,es. Anlimondo martire, dopo qua- il protezione sugli sludi religiosi e morali,

le la sede vacò 3oo anni, al dire di Chenu. i quali assai influirono ne'coslumi e nella
Hi. "vescovo dopo tale lacuna ès. Ecula- pietà. Egli non istimava la scienza se non
110, indi Teofrido del 63 Bodo o Bo-
1 , s. era accon)pagnata dall'umiltà e dalle al-
done, chiamato pure s. Landino oLen- tre virtù. A tale elletlo procurava che i

dino, e sepolto nella chiesa di s. Mansueto. destinati al chiericato fossero principal-


Si successero altri vescovi che illustraro- mente esercitati in tutte le pratiche delia
no colla loro pietà e zelo questa sede, E- \ita interiore, e l'esperienza gli avea in-
borno, Ermete, Magoldo, Dodo, Gribual- segnato quanto riuscisse eflicace l'operare
do o Garibaldò che edificò e dotò il mo- in tal guisa. Nel pontificato di Benedetto
nastero di s. Michele. Dopo Godo occu- VII si portò in Boma a venerare il se-
pò la sede Giacomo, il quale si ritirò poi polcro de'ss. Pietro e Paolo, e la catte-
Del monastero di s.Benignodi Dijon eivi dra apostolica nel98i.Neireserciziodel-
mori dopo ySo, succedendolo Berno.
il le più edificanti, virtù, mori a* aa o aS
Intanto presso Toul si tennero due con- aprile del 994> dopo 3 anni i di esempla-
cilii, il I .°nell'859 a Sai'omiicres ( / .), e re vescovato. Il vescovo Ermanno ftcecu-
fu impoi tante; il 2." nell'^Go in 2\)ilsì nonico della caltediale Bnnione conte di
(/'.j, numeroso di vescovi, lu ambedue Dupsburgo de' duchi d' Alsuaio, e figlio
i4 TOU TOU
clelc()nlecì'EngeneliciraoEgeslieìm;quin- cui Andava ogni anno a visitare le tom-
di tljbe a successore l'educa loie di Bru- be a Roma. Morto nel 048 Papa Dama- 1

noneil dolio Uerloldo. Mollo questi, il po- so 11, il clero e popolo romano, nella pe-
j)o!o e il irlei o elesseio vescovo Bruiione, nuria d* uondni che unissero la pruden-
e fu consnginto dairtuci vescovo di Tre- za allo zelo, buoni esempi alla fermez-
i

veri a'9 sellembrei 026, siccome insigne za contro il vizio, la cognizione de'canoni
pei" pielùjzelojpiudenzaed erudizione. La al desiderio di farli eseguire , inviarono
Gallia Christiana jà\\e\%dimeì\\e da Cile- legali a Enrico III perchè volesse designa-
no, fa Biunone successore di Ermanno, re un lai soggetto pel pontificalo. L'im-
e di cui era stalo predecessore Beiloido. peratore convocali nella dieta di Worms
La scella diBrnnone corrispose pienamen- in assemblea vescovi e grandi dell'im-
i i

te alla riputazione cli'eiasi procacciala col pero, ed esprimendo loro il desiderio dei
suo fervore, austerità e penitenza. Quan- romani, tutti con voto unanime dichiara-
do il suo metropolitano di Treveri volle rono esser Brunone vescovo di Toul il più
da Brunone il giuramento d* osservare atto a sostenere in quegl' infelici tempi
una disposizione per cui i suffraganei e- l'incarico sublime di presiedere alla Chie-
rano obbligali a nulla inlraprendti e sen- sa di Dio. Brunone adopei ò tutti i mezzi
za il suo consenso, Brunone si ricusò, co- possibili per sottrarsi all'eminente digni-
me contraria alla libertà delTepiscopalo» tà, ma vedendo vani riuscire i suoi sfor/i
Indi subilo occupò alla riforma del suo
si domandò 3 giorni per deliberare; i quali
clero e de' monaci di sua diocesi. Per le passò nella preghiera, nelle lagrime e in
sue cure fu restaurata la disciplina e la un digiuno sì rigoroso che in tutto que-
j)ielà nell'abbazie di 5cnoues, di s. Dio- stotempo non prese cibo alcuno. Spira-
dalo, d'Estivai, di Bon-Moutier, di Mo- to il termine, tornò nell'adunanza, ove fe-
yen-Moutier, e di s. Mansueto. Riformò ce una pubblica confessione di tutta la sua
anche il Diodo di celebrare i'ultizio divi- \ila, con tanta copia di lagrime, che ne
no, e rese più maestosa la musica delle trasse dagli occhi di tutti quelli che ?i e-
chiese, come quello ch'era assai esperto rano presenti. Non essendogli neppure
nella musica in generale, e ne sapeva sì riuscito questo mezzo, per indurli a rivo-
pei fellamente la composizione, che supe- car la loro elezione, gli fu forza piegarsi^
rava in questo punto molti degli aulichi.E- ma colla condizione, che se non avesse il
ra instancabile allorché si trattava di pro- sudiagio di tulio il clero e il popolo di Ro-
curare la salute delle anime, e di far fio- ma, non potrebbesi costringerlo a rimaner
rire la pietà. Sempre piccolo a'suoi occhi, Papa. Questa condizione riportata dal Bu-
non si levava in superbia per le magna- tler, si deve piuttosto insinuata dal gran-
nime azioni ch'egli faceva; ne per essere de Ildebrando, poi s. Gregorio f^IT[l^.)i
cugino dell'imperatore Corrado II, e pa- come col suo storico Voigt tornerò qui ad
rente del successore Enrico Ili, colqua- accennare. Brunone fece ritorno a Toul,
le godeva sì alta auloi ila che nella corte dichiarò di ritenerne il vescovato, desti*
nulla si decideva di rilevantesenza il suo nando bensì per futuro successore Odo-
consiglio. Era usato di lavare ogni mat- ne de'piincipi di Svevia. Su questo dice
tina i piedi a molli poveri e di servirli. La la Gallia Christiana^ con Ciacconioe Ba*

sua pazienza e dolcezza erano inalterabi- roniot Bruno Papa creatwn^ non reli-
li, e furono le due virù colle quali trionfò quisse titulum priorem Tullensetli dwn
della malignila di coloro che vollero met- vijoit. Quanto a Odone, io loda per le

terlo in discordia coli' imperatore e con sue virtù, dottrina e santilàdi vita. Quin-
altre potenti persone.A vea finalmente una di partito alla volta di Cluny, vi giunse
tenera divozione a'ss. Pietro e Paolo, di iu ubilo da Papa il giorno di Natale, iu-
TO U TOU i5
colili nto con ogni onore claU'jibbate, edal rato e deposto in nobile urna, il che ven-
priore ch'era il celelne lldebiando da lui ne eseguito a'3o ottobre, cosi fece la tra-
assai slimato. Avea questi , come narrai slazione di sue reliquie; quindi concesse
nella biografia e ne'relativi articoli, con- grandi prixiiegi all'abbazia di s. Mansue-
cepito colla vasta sua mente il gran pro- to. A Odone tli Svevia successe nel 07 1

getto di sottrarre la Chiesa dallo Stalo, il nella sede di Toul il sassone Pibo cancel-
potere spirituale dal temporale, far quel- liere dell'imperatore Enrico IV. Tra'suc-
lo maggiore di questo, e come prima ren- cessori più degni di menzione, ricorderò
dere il Papa del lutto indipendente/ dal- Matteo de'duchi di Lorena deli igGcir*
l'iuiperatore, collocare anzi ili. "più su- ca;Reginaldo di Senlisdel 2 i 5;Oddone 1

blime dell'altro; e vi riuscì meravigliosa- Colonna poi Papa Martino /^(di cui ri-
mente, con quella salutare riforma, che parlai nel voi. LXX V, p. 227); Giovan-
donò alla Chiesa vera e reale unità, per ni di Neuchàlel o IVovocastro, che il cu-
meglio promuovere l'elerna salutedi tut- gino antipapa Clemente VII fece maestro
ti gli uomini. Il primo passo gigantesco del s. palazzo, vescovo di Toul e anticar-
d'Ildebrando fu quello di persuadere Bru- dinale,e ne trattai ne' voi. 1 1, p. 2 4>XLIj 1 1

iione a deporre tosto le insegne pontifi- p. 2 1 o; Carlo di Lorena o Guisa (f^.),

cie, ed a recarsi a Roma


da pel- in abito cognato di Enrico III redi Francia, e nel
legrino, per significare pubblicamente che 1 578 crealo cardinale da Gregorio XIII;

lasemplice elezione dell'imperatore e die- Giovanni Porcelet, che Introdusse inToul


ta non gli dava alcun diritto alla Sede a- le monache della Visitazione, i carmelita-
postolica^ii\)lln\\\.eiìt\\àoa\\ovaV Elezione ni e i gesuiti; gli successe nel 1 625 il car-
del Papa (A'.) al clero e popolo romano. dinal Nicola Francesco di Lorena(V.)f
Ildebrando accompagnò Di unone a Ro- il quale non avendo ricevuto alcun ordi-
ma, che vi entrò a piedi scalzi, ed ivi per ne sagro, rinunziò le dignità e prese mo-
suo consiglio Rrunone co* riti antichi fu glie; il dotto e celebre Andrea de Saus-
eletto sommo Pontefice con generale con- say nominalo nel 648, autore del Mar- 1

senso di tutti, benedello e poi introniz- ijrologii Gallicani, e della Panopliae


iato a* I 2 febbraio! 049 col nome di Leo- Episcopalis^ et Clericalis.li Papa Cle-

ne IX (f^.j, per scegliersi s. Leone I il mente IXconcesseaLuigiXIVrediFran-


Grande a modello. Osserva Voigljquan- cia la nomina del vescovo e de* benefi-
to all'imposizione del nome, avere galli i zi ecclesiastici della diocesi di Toul. Nel
gridato: Leo Papa, Leo Papa, prima che 171 ClenienteXI con suo breve am me-
I

si pensassea ta! nome. Subito il Papa pro- nni vescovo di Toul, perchè senza licen-
mosse Ildebrando alla dignità cardinali- za della s. Sede, avea unito al seminario
zie, il quale per buona ventura, d' allo- la mensa capitolare della collegiata di s.

ra in poi divenne perno della s. Sede,


il Eucherio di Liverdun, con manifesta re-
da lui tanto glorificata. Nel concilio che sistenza di que'canonici, i quali avcano ri-

s. Leone IX celebrò in Roma circa 29il corso al metropolitano che avea dichia*
aprile io5o, secondo Galletti, o nel mag- rata nulla l'unione. Gli rimiiroverò d'es-
gio al riferire di Novaes, colla bolla Fir- sersi da tal sentenza apj>ellalo al magi-
tus divinae opeiatiom's, presso il UulL strato secolare , e 1' esortò seriamente a
Rom. 1. 1, p.i3i, canonizzò il predeces- reintegrare la collegiata nel primiero sta-
sore nel vescovato di Toul s.Gerardo, il to e d'iiuiennizzarla de' donni recatile.
che rilevai ancor.» nel voi. VII, p. 283. Nel Pcgli altri vescovi di Toul si può videie
seguente anno s. Leone IX, per amore al laGa/Iia Christiana, nelle t.\i\tì edi/.ioni.
suo aulico gregge si recò in Toul, ordinò Ne furono ultinti vescovi, Claudio Dro*
che il corpo di s. Gerardo fosse disoUer- vasdc Roussey d'Aulun, preconizzalo da
i6 TOU TO U
Berieclelto XIV nel
7 54; e Stefano Fran- i lessio Basilio Menjaud di Chusclan dio-
cesco SaverioDes Michels de Gamporein cesi diNimes, giada lungo tempo vicario
diDigne,nel 774 da Clemente XI V tra-
i generale di Nancy e di Toul, con quel-
slatoda Senez. Imperocché Pio VII pel l'elogio che si legge nella proposizione
concordato nel 80 i fatto colla reptìbbli-
1 concistoriale.Per morte del vescovo Car-
ca francese, soppresse il vescovato dlToid, lo, mg.' Alessio gli successe a' 12 luglio

e rrun a quello di Nancy: il vescovo Ste- 1 844> ed è l'attuale vescovo di Nancy e

fano si ritirò dalla sua diocesi e morì nel Toul.


1807. Ecco in breve lo stato della dio- TOULON. F. Tolone.
cesi alla sua soppressione. Il vescovo qua- TOULOUSE. F. Tolosa.
lificavasi conte di Toul, e principe del s. TOUR. F. Torre.
impero romano: godeva di rendite
17,000 TOUR. D' AUVERGNE LAURA-
Iire,o secondo altri 20,000 franchi, e pa- GUAIS Ugone Roberto Giovanni Carlo,
gava per le sue bolle d'istituzione alla ca- Cardinale. Nacque da antica e nobilissi-
mera apostolica la tassa di 2^00 flori- ma prosapia, nel castello di Auzeville, ar-
ni. La città conteneva 6000 abitanti (ora cidiocesi di Tolosa, a' 1
4 agosto 1768. E-
ne novera più di 9000), ed era divisa in ducato accuratamente alla buona morale
6 parrocchie, di cui due ne'sobborghi. II eallescienze,secondolasua elevata condi-
capitolo era composto di 4 dignità e di zione, presto dichiarò la sua vocazione ec-
36 canonici. Era vi unacollegiata,condue clesiastica, ed abbracciatone lo stato fece
abbazie di benedettini della congreguzio- i corrispondenti studi, e per la sua vir-
ne dis. Vandolfo. I canonici regolari del- tuosa condotta meritò che Pio VII lo pre-
la congregazione di Lorena possedevano conizzasse vescovo d'Arras nel concistoro
l'abbazia di s. Leone. Fiorivano due con- de'6 maggio 1802. La sua vita fu sempre
venti di domenicani e di francescani, con operosa, e zelante del gregge alle sue pa-
4 monasteri di religiose, una commenda storali e aifettuose cure affidato. Amò te-
gerosolimitana, e il seminario diretto dai neramente la sua chiesa e giammai accettò
lazzaristi. La diocesi di Toul era estesis- d'essere traslatato in altre più illustri odi
sima, e conteneva ne'primi del secolo pas- mer»sa più pingue, onde si guadagnò il ri-

sato 772 parrocchie, e 236 chiese sussi- verente affetto del suo clero e de'suoi dio-
diarie. Conteneva altresì 33 3o abbazie, cesani. Prudente e circospetto nelle gravi e
città o borghi, I 100 due ducati,
villaggi, varie vicende politiche da cui fu sconvolta
due principati, un marchesato sovrano, la Francia nel suo tempo,con saggio accor-
due contee dell'impero e altre signorie. gimento seppe ognora godere la stima de*
11 Papa Leone XII in considerazione del differenti governi di sua memorabile epo-
nuovo vescovo di Nancy, che dovea pro- ca. Fu chiamato dall' imperatore Napo-
mulgare, col hvQs Q Inter illustria Cliri- leone I ne'campi di Boulogne, per pren-
stianorniiij de' 20 febbraio 1824? Bull. der parte alla nota cereraonia che ivi eb-
Rom. cont. t.i6, p. 24^ Conservatio ti- be luogo, nel qual tempo ricevè pur egli
tilli Ecclesiae Tullensis concessi Episco- le insegne equestri della legione d'onore;
po Nancejensi prò tempore exis tenti. di cui e assai più tardi, e di venuto già car-
Piinnovato così il titolo vescovile di Toul, dinale, fu fallo gran croce da Luigi Filip-
nelconcistorpde'3 maggio preconizzò ve- po I re de'francesi. Questo monarca il vo-
scovo di Nancy e Toul rng.*^ Carlo Giu- leva ad ogni costo arcivescovo di Parigi
seppe M.^ Augusto Forbin Janson di Pa- dopo la morte di mg.' Quelen; egli però
rigi; indi Gregorio XVI nel 1839 dichia- non volle abbandonare neppur questa vol-
rò suo coadiutore con futura successione ta la sua amata chiesa d'Arras. Dipoi il re
e vcicovo di Joppe inpartibus, mg.' A- fece premure a Papa Gregorio XVI pei'
TO U TOU 17
la sua e<allazione, il quale conoscitore de* pose il dubbio alla congregazione de'riti
melili del prelato, e della sua coslaulee sull'uso de'sagri paramenti tessuti con ve-
cdilicaule alFezioue alla sua i . uùslica spo- lro,chefurono vietati. Nelvol.XLlV,p.284
sa, con soddisraziouedel suo animo, e con ricordai la magnifica edizione del Caiioii
ispiendido elogio, nel concisloro de'2 3 di- Missae falla eseguire da Gregorio XVI,

ceuìbre 83() 1 lo creò e pubblicò cardinale il quale avendone donato al cardinale uu


dell'ordiue de'pieli. A recargli la notizia esemplare nobilmente legalo, il porporato
di sua esallazioue e l'insegna del berret- m'interessò perchè vi apponesse di vene-
tino cardinalizio, nominò la sua guardia rato suo pugno il pontificio nome, per la
nobile pontificia, cooiniendatore geroso- gran divozione che per lui nutriva. Egli
limitano fr. Filippo Filippi, il qtiale ben sin da prelato avea onorata d'associazio-
accollo e regalato dal cardinale, fu dal re ne questa mia opera , e nella sua venuta
fatto ullìziale della legione d'onore (e poi si degnò in pubblico dichiararmene con
per un tempo tlivenne cavallerizzo mag- lusinghieri modi la sua particolare sod-
giore del Papa Pio IX). Per ablegalo a- disfazione. Essendo egli il decano non sola
postolico a recargli l'altra insegna della de' vescovi di Francia, ma di tutta la cri-
berretta cardinalizia, Gregorio XVI de- stianità,da questa per me onorevole dimo-
putò uig/lJartolomeo Pacca canonico Va- strazione restai non poco soavemente con-
ticano e protonolario apostolico (il quale fortato, e qui per grato animo ne fo rive-

nel 1 853 dal regnante Pio IX fu delegato rente memoria. Ilestituitosi l'amplissima
a recare a Parigi le corone d'oro ornale cardinale alla sua diletta sede,entusiaslato
di gemme preziose, ed a coronare con esse del Papa e di Roma, tosto restò compi eso
in nome del suo capitolo e del Pontefice da profondo dolore in udire l'inaspettata
l'immagine della B. Vergine delle Villo- morte di Gregorio XVI, egli fece cele-
rie e il suo divin Figlio, con quella pom- brare solenni funerali. La sua grave età
pa ecclesiastica cbe descrive il Giornale non gli permise di recarsi per l'elezione
di Roma a p. 646, con altre notizie re- del successore Pio IX al conclave. Rica-
lative), trattato con distinzioni e dimostra- vo dal n.° 68 del Giornale di Roma del
1

rioni riconoscenti. Bramoso ilcardinale di i85o, che ilcardinale, non pago d'ave-
venerare di persona la tomba de' Principi re ne'precedenli anni arricchita la chiesa
degli Apostoli e di ossequiare Gregorio del suo titolo s. Agnese fuori delle mura
XVI, si recò in Pioma nel 1846, edal Pa- di nobilissimi doni, salvali per grande
pa benignamente e con singolare estima- veiìlura dalle demagogiche rapine dui
zione fu ricevuto. Nel concistoro pubbli- 1849? volle con un novello allo di mu-
co gl'impose il cappello cardinalizio, e in nificenza verso la sua chiesa festeggiare
altro segreto gli conferì per titolo la chie- il fausto ritorno a Roma sua sede del Pa-
sa di s. Agostino fuori le n)ura di Roma; pa Pio IX (P".), e de'religiosi sensi del-
indi lo annoverò alle congregazioni car- l'animo suo, nel lietissimo avvenimento,
dmalÌ7Ìe della concistoriale, de'riti,e del- lasciar durevole njemoria con altro pre-
l'mdulgenzees. reliquie.Nel vol.LV,p.4o zioso dono. Desso fu una magnifica pis-

notai, come il Papa gli permise nel gio- side d'argento, di assai grandiose propor-
vedì santo di assistere al pranzo degli A- zioni, splendidamente dorata, di forme
postoli,dal medesimo imbandito e servito. gotiche nel disegno, e tutta adorna di sa-
Nel voi. LI, p. 62 61 61 narrai come Gre- gri simboli e istorie evangeliche a basso*
gorio XVI, per dargli una parlicolarissi rilievi, e di figurine del Salvatore e de*
ina distinzione, gli conferì il pallio colle due Principi degli Apostoli, pregevole la
proprie sue mani, in benemerenza di sue voro dell'orificeria francese. E perchè du-
«iugoiari virili; e com^ il cai'dioale pio- ri pereuut: la mcaioriu della cugiuue, che

IC&i>wvcmit «attedi
^ ICDSemon/b. Hi»
i8 TOU TOU
mosse ranimo del donatore alla nobile sto e magnificenza, e terminati neh 833
ofTerta, fece il cardinale incidere sotto al i lavori ne fece la solenne consagrazione.
pie della pisside Tiscrizione che riporta il Da quel tempo in poi non lasciò mai di
Giornale citato, colla data de'i?. aprile beneficarla, e nel punto in cui era assa-
i85o. Il prodigio ottenuto dal Papa nel- lito dalla morte, faceva collocare nel cen-
r anniversario di tal giorno nel i855, tro della chiesa un veramente magnifico
presso tale chiesa, a intercessione dell'I m- baldacchino. La folla fu sempre grandis-

macolata Concezione e di s. Agnese, lo sima all'episcopio, poiché la moltitudine


celebrai nel voi. LXXlll,p. loi e seg., de' fedeli accorsa a venerarne le mortali
mentre a p. i o3 e 343 accennai grandiosi i spoglie, ascese a circa 8000 per giorno e
restauri e magnifici abbellimenti che poi in tutti quasi 25^,000, con pena tenuta in
vi fece il Papa pergralitudine.Continuan- ordine da 32 soldati. Il suo cadavere ve-
do il cardinale a governare con pastorale stito in cappa magna e colle insegne car-
sollecitudine la sua chiesa, leggo nelG/or- dinalizie, in mezzo alle torcie fu esposto
nale di Roma dei iS5 1 a p. 698 (le altre nella cappella addobbata elegantemente.
notiziecheriporleiòlericavo dalle p.68g, Sopra il calafjico si leggeva questa sem-
71 r, 717, 726, ySo, 742, 8o6)j che es- plice e notabile iscrizione: Folle morire
sendo indisposto, pure nel sabato 1 9 luglio in mezzo a noi. Il capitolo dopo vesperi i

trovandosi assai bene, si proponeva udir processiona Unente si recò per due giorni
la messa in cappella nel dì seguente; uia a fare le solenni assoluzioni, e rientralo
verso un'ora dopo la mezza notte ebbe u- nel 2.° in cattedrale, dopo il canto del Fc'
na leggiera crisi, che medici giudicaro-
i ni Creator Spiri tus, nominò vicari ca- i

no non allarmante. Alle ore 4 e mezza pitolari e gli altri ufliziali per la sede va-
volle alzarsi e porsi su d' una sedia, ma cante. Tulle le parrocchie della città re-
poi con pena rientrò nel letto. Tuttavia caronsi io processione all' episcopio, per

sentendosi quindi meglio volle rialzarsi e suffragare ben ansato pastore; ed con-
il i

vestirsi a far qualche passo, quando a un ladini pure con divoti [)ellegrinaggi vi si
tratto cadde al suolo, non avendo avuto portarono in grande numero da'villaggi
forza il cameriere a sorreggerlo. La cadu- e dalle canìpague. Si protrasse il trasferi-

ta fu fatale, ma non diminuì la presenza mento nella caltedrale,per attendere l'au-


del suo energico spirito,che conservò sino torizzazionedel governo (!) per ivi loinu-
all'ultimo istante. Arrivò in fretta il deca- larlo, secondo la disposizione del defunto,
no del capitolo, e l'ab. de la Tour suo ni- la quale fu accordala, come trovo neil'O.?-
pote gli amministrò l'estrema unzione, servatore Romano del 1 85 1 a p. 7 7 .Tra- 1

senza potersi riportare a letto. Il cardi- sportata solennemente la salma del car-
nale spirò alle ore 1 o circa del 20, d'anni dinale nella cattedrale , tutta la guarni-
84, e perciò il più vecchio d'età Ira'car- gione e la guardia nazionale fu scilo le

dinali. Sparsasi la notizia di sua morte armije fu salutato il suo ingresso da 60 col-
in un momento ovunque produsse ama- pi de'cannoni posti nel giardino di Saint-
rezza e dolore. Non lasciò fortune, e tutto Vaast. A'29 fu celebrato con pompa il fu-
il frullo de' suoi risparmi, consistente in nerale, presieduto dal cardinal Gousset
2000 franchi, legò a'poveri, imperocché arcivescovo di Reims, ed assistito da've-
tutte le sue rendite avea a loro vantaggio scovi d'Amiens, di Soissons, di Tournay,
e della cattedrale costantemente impie- d'Orleans, oltre l'arcivescovo di Rouen.
gate. La cattedrale gli fu sempre a cuore, Mg/Regnier arcivescovo di Caujbray non
e ne fu benemerentissimo. In fatti per le solo si associò a rendere quesl' ultimo e
sue cure nel i 8 o l'avea reslilnila
1 al culto pietoso ufilzio al pio cardinale, ma volle
cattolico^e successivamente l'ornò con gu- pontificare la messa di requiem. Tutte le
TOU TOU 19
nntorilà civili, mililari, giudiziarie e nm- giù (V.) , capoluogo di circondario e di
ministrative si trovarono presenti all' e- due cantoni, a 5 leghe da Lilla, pivi di
9
sequie. La società filarmonica vi eseguì da Mons, e quasi 6 da Brusselles capita-
1

ingranile orchestra e con numeroso stuo- le del regno; in riva alla Schelda, che la
lo di coristi la musica della messa: più di divide in due parti ineguali, congiunte
200 artisti e amatori della musica riu- per mezzo di ponti, e la più considerabi-
nironsi a della società, perchè la lugubre li delle quali occupa la sponda sinistra,
funzione riuscisse colla maggior pompa. le quali parti diconsi città vecchia e cit-
Queste pubbliche dimostrazioni sono un tà nuova; nella i." vi sono 7 parrocchie,
solenne ed eloqtienle elogio dell'illustre e 3 nella '2.''
Ha tribunali di 1.^ istanza e
trapassalo. Il suo corpo vestito da cardi- di commercio, ed è residenza d' un co-
nale, senza la cappa (a Funerale ripor- mandante di piazza (li 2.^ classe. Circon-
tai come si celebrano le pompe funebri data da una cinta bastionata e difesa da
de' cardinali , e vado particolnreggiando parecchie altre opere di fortificazione, le
talvolta le usate fuori di Roma, per notar- vie ne sono dritte e nette, e le case bene
ne le varianti), colla croce pettorale el'a fabbricate; belle riviere, in parte pianta-
nello in dito, oltre le divise cavalleresche, te d'alberi, sieguono le sponde del fiume,

fu sepolto nella cattedrale in apposito mo- e formano un assai grande spazio como-
numento da lui fattosi erigere vivente, dissimo per lo sbarco e il carico delle
sotto l'altare della B. Vergine e su due mercanzie. Visi notano diversi decorosi
branche di ferro, alla presenza del car- edifìzi. La cattedrale, situala nella città
dinal Gousset, del capitolo e clero, delle vecchia, è grande e magnifica, bel mo-
autorità pubbliche, di due individui del- ntuuenlo di stile gotico, che sormontano
la nobilissima famiglia de la Tour d'Au- Scampanili terminanti a guglia. E' sot-
vergne, e del nolaro, che rogato il proces- to l'in vocazione della B. Vergine Assunta,
so verbale e fattolo sottoscrivere in 3 co- con batlisterio, e cura d'anime esercitata
pie dagli astanti, una ne pose nella cassa dal decano; tra le reliquie insigni sono a
mortuaria, l'altra nell'archivio del capi- nominarsi, quella della ss. Croce, ed il cor-
tolo, la S.* in quello del municipio. A p. po di s. Eleuterio vescovo patrono della
74^ del Giornale di Roma si legge la ciltà;i due cimiteri esistono nel suburbio.
semplice epigrafe, scritta di mano del car- Il capitolo si compone di 5 dignità, la
di naie e per ^colpirsi sulla cassa di piom- maggiore delle quali è l'arciprete, di 7 ca-
bo, con l'onorevole aggiunta che vi fu fat- nonici onorari, e di altri preti e chierici
ta dopo la pianta sua morte, rimarcan- addetti al servizio divino. Anticamente il

dosi il da lui operato, e che governo capitolo era costituito dal decano, da 8
49
anni la diocesi. JNell'islesso Giornale di diguitàe da 32 canonici. Il palazzo vesco-
Roma si dice che il governo francese de- vile è decoroso e aderente alla cattedra-
cretò il dono alla città d'Arras d'una sta- le. Tra le altre chiese rimarcabile è quel-
tua in marmo in piedi del cardinale de la di s. Martino. Le altre nominale chie-
la Tour ,
per collocarsi nella cattedrale, se parrocchiali sono tutte munite del s.

in omaggio e giusto tributo al merito e fonte. Vi sono 4 monasteri di religiose,


alle virtù del rispettabile pastore. E che diversi sodalizi, 4 ospedali, oltre l'orfano-
lina copia resterà nel museo di Versail- trofio; due seminari, maggiore e minore,
les, a lato di quelle di Bossuet, di Fene- neli.^de'quali nel 835 eranvii 2 alun-
1 i

lon e di Massillon; e di fallo vi fu portata. ni, nel 2." 35o giovanetti; il monte di pie-
TOmi'S ^Y(Tornacen).C\i\lK con re- tà. Rinomate erano le abbazie de'bene-
sidenza vescovile dell* Hainnut ,
già dei dellini di s. Martino, e di s. Nicola a'Pra-
Paesi Bassi (F.)gqv[ì(\{A regno del Bel- ti de'canonici regolari di s. Agostino, es-
20 TOU TOU
senclo in quella della Madonna de'Prali da varie torri che vi si vedcano. I vandali
monache dello slesso ordine. Belli sono il la rovinarono nel principio del V secolo, e

palazzo municipale, la gran guardia, la caduta nel 438 in potere de'franchi, Clo-
Ione comunale, l'orologio pubblico con dione loro re la donò nel 44^ al suo suc-
soave concerto musicale pari ad un orga- cessore Meroveo capo della i." razza dei
no, l'ospedale degli anlicbi Preti, e 4 "mu- Merovingi, il quale nel 44^ '" ®*^'^ ^^^'
lini da farina costruiti da Vauban. Que- bill la sede del suo regno. Anche i suoi
sta città, nella quale entrasi per 7 porte, successori vi risiederono, e Childerico I,

possiede parecchi sobborghi, una camera di cui si scuopri il sepolcro presso la Schel-
dicommercio, la borsa, l'ateneo, l'acca- da nel 1^53, vi mori nel 481 circa. Ser-
demia di disegno, scultura e architettu* vì Tournay d'asilo nel 575 a Chilperico
ra, nella quale si fanno corsi di disegno ] re di Soissons, inseguito da Sigeberto I
lineare, come pure scuole di mutuo in- led'Austrasia che ve lo assediò. Neir88o
segnamento. Il vecchio e vasto teatro^ nel i normanni la posero a fuoco e a sangue,
dicembre! 852 predadi rapido e spa-
fu trascinando in ischiavitù gli abitanti. Car-
"ventevole incendio, che minacciò d'inve- lo l il Calvo riunì alla contea di Fian-
stire le fcdjbriche della piazza del Vesco- dra questa città, che dopo essere stala la
\ato e delle piazze vicine, e principalmen- capitale della Francia, cessò allora anche
te l'adiacente chiesa di s. Quintino, che di far parte di tal regno. Ebbe poi mol-
si salvò a stento per le precauzioni prese, to a solfrire dalle diverse guerre che so-
dopo avere il vicario generale trasporta- pravvennero tra'fìamnùnghi, gl'inglesi e

lo nell'episcopio la pisside colla ss. Euca- i francesi. Nei 1 192 si pose sotto la prote-
ristia. Tournay ebbe un collegio irlande- zione di Filippo Augusto; nel 2 1 3 se li 1

se fondato da un vescovo della medesima, ne impadronì Fernando diPortogallo con-


composto di circa 7 alunni senza obbligo tro i francesi, i quali presto la ripigliaro-

di rendersi ecclesiastici; il rettore e un no e conservarono per lungo tempo. Fi-


provveditore aonninistravano le poche lippo IV il /?e//o la fece circondare di mu-
rendite del collegio stesso. Non manca d'a - ra e fosse nel 1295: Carlo VII la riunì al-
meni passeggi, di fabbriche di cappelli, la corona di Francia con lettere patenti
maiolica e porcellane,indiane,berretlarne, nel 1 4^ 2, e la confermò con altre del 4^6 1

tele, bronzo dorato, li-


stoffe di cotone, e 1 436. Adolfo d'Egemont duca di Ghel-
quori, soprattutto di curacao rinomato; dria, l'assediò indarno nel 1477; "la od
una superba manifattura di tappeti da i5i3 Enrico Vili re d'Inghilterra se ne
terra, fornaci da calce, tintorie, concie di insignorì, e vi fece murare un castello, in-
pelli, cartiere, filatoi di cotone, quivi fio- di la restituì alla Francia nel i5i7. Ma
riscono e alimentano un commercio as- nel 1 52 1 il conte di Nassau, generale del-
sai importante. Espatria degli
storici Cio- Tesercilo di Carlo V, prese Tournay, che
seffo di La Giovanni Cousin, dei
liarre e dopo una 2." riunione alla madre patria
giureconsulloVendelin e di altri uomini il- che avea durato 329 anni, ne fu nuova-
Justri.EleggeSdeputati agli stati della pro- mente staccala nel 1 52 5 mediante il trat-
vincia, e novera più di 26,000 abitanti. talo di Madrid, e dall'imperatore fu da-
IVe'dinlorni sono cave di calce e gres. Que- ta asuo figlio Filippo principe di Spagna;
sta città di Fiandra, una tra le più anti- cessione confermala pe' trattati di Caoi-
che e importanti della Gailia Belgica, era bray nel 1529, di Crespy neli544> ^ *^i
all'epoca della conquista di Giulio Cesa- Chateau-Cambresis nel 1559. Gravi di-
re, capitale de' Nervii e portava il nome sordini vi commisero gli eretici udìS^Q^
di Civitas Nen'ìprnm , che in appresso ed essendosi poi gli abitanti ribellati con-
lasciò per prendere quello di Tornaciwi, tro la Spagna, il duca di Parma Farnese
TO U X O U 2 e

li soggi ogo neh 58 1. Luigi XIV nel 1667 rio circa al 298, dopo aver convertito a
se ne rese padrone e l'incorporò alla Fian- Gesù Cristo più di 3o,ooo persone. Nel-
ciajallatiualeconfermonneil possedimen- la Gallia Christiana è registralo s. Pia-
to la paced'Aquisgraua nel 1668, e ne fe- tone peri, vescovo di Tournay. Anche
ce la capitale del Touriiais o Tuinese ,
Commanville dice che questa sede vesco-
chedipendeva dal governo della Fiandra- vile originò nel secolo III, indi diventie

Francese, stabilendovi la sede del suo par- sulfragauea di Reims. U 2.° vescovo fu Su-
lamento. IMa nella guerra di successione perior,che nel 346 intervenne al 1 ."con-
contro l'Austria, fu presa dal principe Eu- Colonia; Teodorico o Teodoro fio-
cilio di

genio e dal duca di Marlborough, e 4 «'^n- rì 480; dopo sede vacante trovasi nel
nel
ni dopo fu ceduta all'Austria per la pa- 486 s. Elcutcrìo [f^.) di Tournay, pre-
ce d'Utrecht, e pe'trattati di Rastadl e di lato zelantissimo, tolse un gran numero
Kade. Per quello delle Barriere nel 170 di franchi alle superstizioni del pagane-
l'Olanda l'ebbe in custodia, fìucbè Luigi simo, in cui erano ricaduti pel commer-
XV la riprese 3*19 giugno
174^5 e la f*i' cio cogl' idolatri, onde dicesi che ne con-
ce smantellare non meno della cittadella vertì piùd' I 1 ,000, combattendo gli ere-
fatta dall'avo suo costruire nel 1670. 11 tici a voce e in iscritto, onde gli si attri-
trattato d'A juisgrana nel 1748 la resti- buiscono molti sermoni, anzi per tale mo-
luì all'Austria, quindi nuovamente fran- i ti vo si vuole che riunisse un sinodo nel

cesi vi rientrarono 1*8 novembre 792, poi 1 427,6 difese il mistero dell'Incarnazio-
espulsi dagli austriaci a'20 aprile 1793. ne oltraggialo: insidiato perciò dagli ere-
Nel 1
794 1' 1
, 1 2 e 3 1 maggio i generali tici, venne sorpreso e battuto crudelmen-

de'primi Soubam e Daendels sconfissero te, laonde poche settimane dopo morì il

gli austriaci dinanzi a questa città, di cui I ."luglio 532, altri dicendo a'20 febbraio

il 3o giugno seguente il general Piche- in cui se ne celebra la festa. Il clero e il


greu s'insignorì, e rientrando allora sotto popolo di Tournay,ammii'aQdo il sapere
il dominio della Francia divenne capo- e le grandi virtù di s. Medardo (P^.) ve-
luogo d'un circondario del dipartimento scovo di Noyon,già amico di s. Eleule-
di Jemmapes, luogo dell* Hainaut reso rio ed a cuiavea reso gli estremi ufiizi, lo

famoso per la decisiva vittoria riportata chiesero a pastore, in ciò secondati dal re
da'francesi sugli austriaci a' 7 novembre Clotario I, domanda che lodò s. R.emigio
1
792, per cui dierono il suo nome al di- metropolitano di Beims. Questi conside-
partimento, corrispondente all'Uannonia rando che ne risulterebbe gran bene per
ossia all'flainaut. Dalia Francia venne au* la propagazione del vangelo, e che il Pa-
Cora una volta separata nel i8i4> e nel pa dava la sua approvazione, costrinse s.
i83i fu compresa nel nuovo regno del Medardo a governare oltre la diocesi di
anno si scuopriro*
Belgio. Nel precedente Noyoìi (y.)i quella pure di Tournay, le
no molte tombe romane che sembrano del quali d allora in poi rimasero sempre con-
IV secolo. giunte, ed ebbero utio stesso vescovo pei*
La fede cristiana pel i

vi fu annun* lo spazio di 4oo ovvero 5oo anni. Eravi
ziata da s. Pialo/ic (F.) di Benevento, il una parte della diocesi di Tournay anco-
quale entrato nella Gallia Belgica converti ra avvolta nelle tenebre ilei paganesimo;
al cristianesiuìo il territorio di Tournay, s. Medardo visitò tutti i luoghi dove tro-
n' è venerato apostolo o protettore del vavansi idolatri, per toglierli dalla super-
paese, e ricevè la palma del ntartirio ver- stizione e dalle sregolatezze. Gli ostacoli
so il 286; in (|ue!»lu come nelle fatiche e- ch'egli incontrò, e i pericoli più volte in-
vai»geliche ebbe a comp<igno s. Euberlo corsi di perdere la vita, non fecero che
o Eugenio. Altri lilarduuu il suo muili< ialiauiiuai'u il suo zelo, Le sue fatiche in-
22 TOU TOU
defesse, ed i suoi portentosi miracoli pro- la Madonna de'Prali, lodato per le sue
dussero felici conseguenze, in modo che virtù. Nominerò tra gli altri vescovi, Gio-
lo splendoredelie verità evangeliche dis- vanni de Buchel già decano della catte-
siparono le nubi dell'errore in tutta l'e- drale, morto nel 1266; Michele de Va-
stensione delle due sue diocesi, e negli an- renghen nel 283, già scolastico di Tour-
1

tichi abitatori della Fiandra, i quali sor- nay ; Guglielmo de Ventadour dopo il
passavano in ferocia e barbarie tulle le 1 324; uel 334 Andrea Gìiii[T'^.) fioren-
I

nazioni de'galli ed franchi. Dopo i tali con- tino,poi cardinale;a cui successse nel 1 342
versioni s. Medardo tornò a Noyon, ove Giovanni de Pres; neli35i vi fu trasfe-
caduto maialo, si recò a visitarlo Clota- rito da Noyon Filippo d'Arbois, che fab-
lio I, per ricevere la sua benedizione, e bricò Tournay,
la chiesa de'certosini di

riposò nel Signore verso il 545, univer- e congiunse in matrimonio Filippo V Au-
salmenlecompiantoda tutti i franchi, che dace duca di Borgogna con Maria con-
loveneravano come un padre e protetlo- tessa di Fiandra; neh 379 Pietro d'Auxi
le.Non mancano scrittori cui ripugna che canonico della cattedrale, contro il quale
s. Medardo fosse coulemporaneo di s. E- nello scisma dell'antipapa Clemente VII
ne ritardano la morie, ed al-
leuterio, e s'intruse Giovanni Van West, al quale
fanno fiorire più tardi dicendolo
tri lo , l'antipapa die in successore Lodovico de
vescovo verso il 623, e sarà forse erro- la Tremolile pel favore del detto duca
,

re numerico 1*832 di Commanville, nel di Borgogna Giovanni Cheurot fu be-


;

quale anno dice che s. Medardo unì il ve- nefico colla sua chiesa e morì nel 1 460;
scovato di Tournay alla sede di Noyon. Guglielmo Fiilatre borgognone Iraslalo
Dopo la iiìorte di s. Medardo, i di lui suc- da Toul nel 1461 per cura di Filippo il
cessori continuarono a governare le due Buono duca di Borgogna, dopo aver in-
sedi sino a Simone de'conti del Yerman- lei pellaio il re di Francia sotto al cui do-

dese, ultimo vescovo delle due diocesi; o minio era Tournay, poi cancelliere del-
secondo altri ad Anselmo monaco di Sois- l'ordine del To^o/zfZ'oro, e legato del du-
sons del monastero di s. Medardo e ab- ca a Papa Pio II per esser dispensato dal
bate di s. Vincenzo di Laon, il quale ne! voto di fare una spedizione militare con-
1 j45 o nel 1 146 fu coosagrato vesco- tro i turchi. Ferrico di Cluny canonico
vo di Tournay in Roma nella dome- di Tournay e cancelliere di detto cospi-
nica LaeUiì e, &i3k Papa Eugenio III, che cuo ordine neh 47 4» battezzò in s. Gu-
ad istanza di s. Bernardo abbate di Chia- duladi BrussellesMargherita figlia diMa
lavalle, separònuovamente le due ^edi riadiBorgognaedi Massimiliano I d'Au-
di Tournay e di Noyon. Gli successero, stria; nel 1484 il cardinal A ntoniottoPizZ-
nel 149 Geraldo 2.'' abbale di Villars^
j lavicino (V.) genovese, che governò pe'
sotto del quale Papa Adriano IV nel suoi vicari; Pietro Quicque che nel 1 5oQ
1 56 confermò la separazione de' due
1 battezzò in Gaud alla presenza di Filip-
vescovati. Guallero già decano della cat- po 1, il figlio poi celebre imperatore Car--

tedrale, governava nel 1166; cui nel lo V. Nel i5o6 Carlo d' Haulbois fon-
1 172 ebbi; a successore Everardo de'si- dò la messa mattutina e celebrò il sino-
gnori d'Avesnes e di Leuse di Tournay, do diocesano ; Carlo de Croy designato
e costruì un monastero nel territorio di neli5i7 di anni 17, e in Ro- consagrato
Bruges; nel 1 191 Stefano di Liger con- ma nel 1 539 : Papa Paolo
a suo tempo il

tro la sua espellazione; nel i2o4 fi^» con- IV, ad istanza di Filippo II le di Spagna
sagralo Goscelino già arcidiacono della e sovrano de'Paesi Bassi, colla bolla Su-
cattedrale; neli'2i9 Guallero de Marvis per Viih'cisay de' 12 maggio 559, a'4 1

fonilalore deli'al.'bazia delle monache dcl- antichi vescovati delleFiandre ne aggiun*


TOU TOU 33
se 1 4,SOcleni!o allora quello cìi Totirnay roa tanti mali, e vi facessero agirei dotti
3 0,000 lire tli rendila; ed avendo eretto e pii missionari, i quali potessero toglie-
tjuello di Cambray in arcivescovato, fra' re dalla mente de'traviali ia caligine te-
su (Fraga nei vi comprese il vescovo di nebrosa della sella calvinista. Per gli ai-
Tournay che sottrasse dalla dipendenza tri vescovi si può vedere la Gallici chri-
di Reiras. Neil 565 a Carlo successe il vi- stianaj colle Notìzie, di Roma registre-
cario generale Giliberto d'Ognies figlio rò gli yS i Francesco Erne-
ultimi. Nel i

del governatore di Tournay, vigilantissi- sto di Salm di Vienna d'Austria, indi nel
mo e generoso pastore; neìiS'jS Pietro 1770 ia sede vacò. Nel 1776 Guglielmo
Pintaflourgià decano della cattedrale; in Fiorentino de Salm-Salm di Anhold dio-
questa fu consagrato dall'arcivescovo di cesi di Liegi, quindi nel 1793 restò va-
Canibray il successore Massimiliano Mo- cante la sede. Nel 1802 Francesco Giu-
rilion, morto neh 586; gli fu sostituito seppe Hirn di Argentina, restando per sua
Giovanni de Vendeville virtuoso e zelan- morte vacante la sede nel 18 19. In que-
te vescovo, restauratore della disciplina sto tempo Leone Xil a mezzo del suo ple-
cccle5iastica,e introduttore de'cappuccini nipotenziario il cardinal Cappellari, poi
in Tournay. Nel 1598 fu fatto animini- Gregorio XVi,concluse nel 1827 un con-
stratore Lodovico de Bariaymonl arcive- cordato col re Aq^ Paesi Bassi^ nel quale
scovo di Cambray. Nel 596 1 fu eletto ve- fu stabilita una nuova circoscrizione di
scovo Michele d'Esne, consagrato da Ot- diocesi, e Tournay fu dichiarata sufFra-
tavio vescovo diTricarico e nunzio aposto- ganea del metropolitano di Malines, e lo
licoxonvocò il sinodo nel 6oo,e poselai.*
1 è tuttora. La diocesi di Tournay si for-
pietra nella chiesa de*gesuiti diTournay a' mò dell'Hainaut. A questo paese die no-
2 aprile 1 60 1
, i quali poi vi ebbero il novi- me ilfiume Hain, che ne percorre gran
ziato e il seminario; inoltre introdusse ia parte, nome che si suole convertire anche
Tournay i carmelitani. Nel 16 16 Massi- in Haniioìiia, Paiinoaia e Picardia in-
miliano de Gand dello Villain, già cano- feriore. Anche la Schelda, la Sambra e
nico della cattedrale; nel i644 §^* suc- la Dendra ne rendono coll'irrigazione fe-
cesse il Gand de
nipote Francesco de race il suolo, che tutto si distende in pia-
Villain. Papa Clemente IX concesse a
Il nura, e produce ogni sorta di cereali e pa-
Luigi XIV lafticoltàdi nominare le chie- Vi si trovano miniere dì
scoli ubertosi.

se, i monasteri e Fiandra i benefizi nella piombo, carbon fossile, e cave di


ferro,
da lui unita a Francia, compresa la dio- marmo. Le guerre, di che per più secoli
cesi di Tournay. Nel 171 1 il Papa Cle- è stata sovente teatro, come andai dicen-
mente Xl,avendo sapulo molti scandali i do, rilardarono i progressi della sua iii-

introdotti in essa, non solo per la prepo- dustria.Non vi mancano tuttavia fabbri-
tenza colla quale la podestà secolare si u- che di panni, mussoline, tele, merletti,
surpava la collazione delle prebende, ma vetro e chincaglierie. Dal secolo V que-
anche pegli errori che vi aveano dissemi- sta provincia era governala da conti par-
nato i confinanti ereticicalvinÌ8li;accorse ticolari, e la linea di quelli eredilarii co-
subito a porvi riparo con breve scritto al minciò neir86o da Reignier detto Lun-
vescovo di Tournay , ordinandogli che go Collo. Un'erede di questa contea la
senza indugio ritornasse alla sua chiesa, portò in matrimonio a Baldovino Vi con-
mentre dall'assenza sua nascevano si gra- te di Fiandra. Nel i436 passò indomi-
vi sconcerti, inoltre esorlò fortemente il nio di Fdippo il Buono duca di Borgo-
capìtolo e i vicari generali che governa- nn, per cessione fattane da Giacomina di
vano la diocesi, mediante altro breve a- lìaviera contessa d* liannonia, Olanda ,

poslolico, allineile con zelo si opponessc- Zelanda e dama di Frisia, per redimere
24 TOU TOU
il pioprlo marilo dalla prigionia. Quin- 1 829 ne dichiarò vescovo mg.T»io. Giu-

di In parie meridionale venne posseduta seppe de Plancqdi Thien diocesi di Toui-


da Francia e il rimanente da Austria col nay,per quelle egregie qualità riferite nel-

nomed'Hainaul Anstriaro. Riunito lutto la proposizione concistoriale. Morto nel


nel lygSperdirillo di conquista «Francia, 1834, Gregorio XVI nel concistoro de'
"^

neli8r4 divenne provincia de'Paesi Bas 6 aprile 1835 fece l'attuale vescovo mg.
si e finalmente del regno del Belgio, a ven- Gaspare Giuseppe Labis di Warloing dio-
ie ]\Jons per capoluogo, di cui vado a ri- Tournay, già con plauso per 2 an-
cesi di 1

ferireun cenno per isdebitarmi del pro- ni professore di filosofìa e teologia nel se-

messo a Paesi Bassi. Mons, Mons JÌan- minario, ed ornato di quelle doti dal Pa-
nonìae, forte e considerevole città, trovasi pa celebrale nella proposizione concisto-
nel declivio d' una collina e si distende riale. Ogni vescovo è tassato ne'libi della i

nella soggetta pianura. fiume Troville


Il camera apostolica in fiorini SyOjla men-
l'attraversa, e mediante un canale comu- sa consistendo in 20,000 franchi circa,
nica con Lilla, e giunge ad Ostenda. I pa- annuatim a gubernio solvenda. Peram-
lazzi del governo, dell'assemblea provin- pla est dioecesis constans Hannoniae
ciale, e della comune, sono gli edifizi mi- provìncia, in eaquc 4oo et ultraparoe-
gliori; fra le chiese quella di s. Elisabetla ciae,pluraque locale toppida continetur,
ha una bella torre, ed occupa il sito d'un TOURJN'ON Francesco, Cardinale.
castello demolilo neli6i8, che la tradi- Nobile francese de'con ti diRossiglione,na-
zione dice costruito da G. Cesare. Diversi to a Tournon, affine del re di Francia, di
spedali sono altresì di bella costruzione, 12 anm professò tra'canonici regolari di
ed in genere tutta la città è regolarmente s. Antonio di Vienna, nel cui ordine ben

fabbricala, ed ha il tribunale di commer- presto, già maturo per senno e morigera


cio pel suo traffico e manifatture in tes- lezza di costumi, ottenne le primarie di'
suti di varie specie, merletti e stoviglie. gnità. Clemente VII neh 525 Io promos-
Era celebre in questa città l'abbazia delle se all'arcivescovato d'Ambrun,eneli526
nobili canonichesse di s.Waltrude oWau- a quello di Bourges,dove nel 527 celebrò i

dru. Si attribuisce l'originedella città alla il sinodo, è si crede che nell'anno slesso
fortezza di Mons Castrilìcìus^ che Albe- venisse eletto abbate generale del proprio
rone Clodione cominciò a fab-
figlio di ordine. Francesco I re di Francia, pel con-
bricare nel 44^) ^ dove si ritirò la detta io che faceva <li sua probità , saviezza e
santa, che vi fece erigere una coppella e prudenza, già l'avea annoverato tra'suoi
un oratorio, per cui Mons ottenne molti primari consiglteri,nella quale rappresen-
privilegi da Carlo Magno, e prese col tem- tanza si guadagnò tal fama di giustizia e
po la forma di città, la quale nel i i 2 fu i di valore,che nella prigionia di quel re,
quasi ridotta in cenere. Baldovino VII succeduta nella famosa battaglia di I*avia,
conte diFiandra la restauròe cinse di mu- fu destinato ambasciatore in Ispagna al-
ra.Guglielmo principe d'Orange la pre^
I l'imperatore Carlo V per trattare la sua
se nehSya, e per la Spagna fu ripresa libeiazione. Il prelatoimpiegò nell'amba-
poco dopo da Federico di Toledo figlio sceria un anno intero, finche si concluse
del duca d'Alba, quindi seguì le vicende estabib la sospirala liberazione del re, do-
dell'Hainaut e di Tournay. Riunita nel po la quale Francesco ritiratosi in An- I

I 793 alla Francia, divenne il capoluogo gouléme, ivi seriamente si occupò di ri-
del dipartimento di Jemmappes, e dopo munerare quelli eh* eransi segnalati nel
ilr8i4 della provincia. Essendo ancora memorato combattimento , e quelli che
vacante la sede vescovile di Tournay, Pa- impiegarono l'opera loro pel suo sprigio-
pa Pio Vili nel concistoro de' 8 maggio 1 namento, Pertanto domandò a grandi ,
TO U TOU i>
Uffinr.ff n Clejncnlc VII in porpora pel vo delle Gnllie, discepolo di s. Policarpo
Tom non, etl il Papa lo conlenlò, crean- e allievo di uomini apostolici, il quale tra
tlolo in Bologna a'if) mni/oi ')3o,corili- gli altri ammaestramenti insegnava che
njile prete assente, e dipoi eb!)e per tito- a' cattolici non conveniva commercio o

lo hi chiesa de'ss. Morcellinoe Pietro. Nel- colloquio di sorte alcuna cogli eretici, e so-
lo slesso annodi nuovo il re lo mandò nel- pra di tal punto ragionò il cardinale con
la Spagna, per negoziare il riinscio de'snoi tal gravità ed eloquenza, che distolse il re
figli trattenuti in ostaggio dalla corte di da quel pernicioso consiglio, e fece tra gli
Madrid , che dal cardinale dopo lunghe altri esiliare dalla Francia il fanatico ere-

trattative furono ricondotti in Francia, in- tico Filippo Melantone, ch'eravisì condot-
sieme con Eleonora sorella di Carlo V de- to per disputare co' teologi di Sorbona.
stinata sposa a Francesco I, al cui matri- Avendo Paolo III conferito al cardinale
monio assistè. In ricompensa di sue fati- il governo della chiesa d'Auch nella Gua-

che, fu provveduto da! re dell'abbazia di scogna, al suo tempo e per suo mezzo quei
s. Germano di Parigi, e in appresso d'al- canonici che conducevano vita regolare,
tre io delle più ricche di Francia. Dopo coll'interposizione d'Enrico li neh 548
due anni si recò in Roma, per combinare furono ritlollialla condizione di canoni-
un eiììcace rimedio ali'irifèlice regno d'In- ci secolari. Essendo stato incaricato del mi-
f;hil che pe strani capricci d'Enrico
terra, nistero della corona di Francia presso la
Vili minacciava la prossima apostasia s. Sede,f(i nel 1 55 1 trasferito da Giulio ili

dalla chiesa romana, come pure per fis- all'arcivescovato di Lione, e insieme collo
sare il colloquio da tenersi in Marsiglia tra spirituale, ottenne il governo temporale di
il re Francesco I e Clemente VII. Furono quella provincia, che attesa la vicinanza
allora inoltre statuite dal cardinale le noz- con l'ereticaGinevra, tutta richiamò la sua
ze di Caterina de Medici nipote del Pa- pastorale sollecitudine e vigilanza. Colà
pa con Enrico secondogenito del re. In oc- portatosi da Pioma terso il i 553, fece se-
casionedella nuova guerra insorta traCar- verissimo pro(:esso contro gli eretici, che
lo V e Francesco I, essendosi il Papa Pao- già erano detenuti nelle pubbliche carce-
lo III neli538 recato in Nizza per paci- ri, e quelli che furono trovali ne'loro er-
ficarli, il cardinale dopo lunghe conferen- rori fermi e ostinati, vennero per suo or-
ze coll'impeiatore e con Paolo III, finaU dine consegnati alle fiamme, e con tal e-

mente ottenne la tregua di io anni. Do- stremoe rigoroso rimedio rimasero dissi-

po di che non ebbe dilFicoltà di condursi pate le adu-


pestifere conventicole e le

in Inghilterra per richiamare al seno del- nanze de'novatori, che prima della sua ve-
la Chiesa il furioso Enrico Vili, che giù nuta si tenevano impunemente in Lione,
ad essa erasi empiamente ribellato. Nemi- con pregiudizio gravissimo, non mcnodeU
co implacabile degli eretici, avendo pre- la cattolica fede, che ilella pubblica quie-
sentito che Francesco I, principe letterato te e felicità del regno. Mentre tutto in-
e curioso, veniva esortato ad ascoltar gli tento si stava alla salute del proprio greg-
eretici in pubblica disputa dalia sorella ge, dovette di bel nuovo restituirsi in Ro-
Margherita regina diNh vana, la quale per ma col cardinal Guisa-Lorena, dove non
ostentazione d'ingegno più che donnesco lasciò d'assistere co' suoi consigli i Papi.
avea preso a favorire le novità delle dan- Nelle deplorabili discorilie insoi te Iru'Co-
nate dottrine degli eretici luterani, calvi- lonna e i Caraffa nipoti di Paolo IV, per
nisti e ugonotti; comparve il cardinale in- cui l'esercito degli spaglinoli colla mici-
nanzi al re con un libro tra le mani, e ri- diale guerra della Campagna iomoiia(chtì
chiesto da lui chi ne fosse l'autore, rispo- descrissi nel voi. LX V, p. :i3/f),si accostò
se ch'era s. Ireneo supieuliò^iiuo veacu- alla trepidante Roma, il curdiutik nuu
26 TOU TOU
tralasciò cVeccifare con calde letlere e col o come altri vogliono in Parigi, ossislllo
mezzo di sollecite ambasciale il suo so- da Lauj-eo poi cardinale, di 7 3 anni, coi
vrano alleato del Papa a voler recare , gloriosi titoli di lume delle Gallie e mar-
pronto soccorso alla minacciata città di tello degli eretici. Eu a 4 conclavi , e si

Roma, ed ottenuto l'intento se ne pai ti e trovò assente a quello di Paolo IV. Tra-
si^traltenne circa i5 mesi nell'Umbria e sportato a Tournon, fu sepolto nella chie-
Gin Venezia. Quindi per consiglio de'me- sa de'gesuiti da lui splendidamente arric-
dici si condusse a'bagni di Lucca. Dovet- chita e con prolisso epitaffio. Ne scrissero
te però ripigliare di nuovo il viaggio di la vita, in latino il ricordato cardinal Lau-
Francia, per assisterea'gravissimi bisogni reo, in francese il p. Carlo Fleury gesuit<i
di quel regno, assai sconvolto per lamor- con questo titolo: Ilistoire dU Cardinal
te d'Enrico 11,3 cui successe il figlio Fran- de Tournon, ministre de France soiis
cesco Il quasi fanciullo, tanto pitiche la quatre roìs^ Paris 1728. Tutti gli scritto-
peste delle nuove eresie già era penetrata ri contemporanei encomiarono distinti i

nella corte di Parigi. Nel i 56o per l'im- meriti di questo amplissimo porporato, e
matura morte del re, il fratello Carlo IX specialmente Panvinio, Sadolelo, Riba-
occupò il trono, e il cardinale ne divenne deneira, Tuano e Mureto celebrando
, i

consigliere, ed aUora fu die con inesplica- rilevanti servigi resi allo stalo, alle scien-
bile dolore dei suo cuore, cominciarono ze e alla Chiesa.
gli eretici a trionfare nella Francia. Suc- TOURNON MAILLARDCarloTom-
cessivamente diventò vescovo suburbica- MASo, Cardinale. Nato a' 2 dicembre i

rio neIi55o Sabina, oliò a quello di


di 1668 da rispettabile famiglia in Torino,
Portoes.Piuffina.aia non pare che io con- de'nobilissimi conti del suo nome oriun-
seguisse, e nel i 56o d'Ostia e Velletri e di da antichissima stirpe di Savoia, tra-

decano del sagro collegio. Fondò un col- sferitosi in Roma fu dal cardinal Cenci suo

legio in Auch, un altro in Parigi deno- anuco intrinseco ammesso nella propria
minato col suo cognome Tournoo, ed un corte per uditore e aiutante di studio, in-
S.'' in Tournon sua patria, dove chiamò di Clemente XI lo fece suo cameriere se-
da ogni parte nomini dotti ed eruditi per greto d' onore, e prefetto della dottrina
insegnarvi le scienze, quantunque in se- cristiana. L'integrità, la pietà e lo zelo da
guito avesse il dispiaceie di trovare alcU' lui mostrato in quelT incarico, le molte
ni di essi infetti della luteiana eresia, per dissertazioni recitale sopra i sagri riti, i

lo che si determinò affidare quel collegio concilii e altri articoli d'ecclesiastica eru-
a'gesuiti, costanti propugnacoli delle ve- dizione nell'accademia del collegio Urba-
rità cattoliche. IN'el colloquio di Poissy, in no di propaga nday?c^e, con faconde e pro-
cui trovarono presenti 6 cardinali e cir-
si fonde disquisizioni, determinarono il Pa-
ca 4o vescovi, abbattè l'audacia di Teo- pa,cheavea concepito di lui slima singola-
doro Beza caporione dell'eresia, che au- re, a destinarlo alla Cina (J^,) e altri regni
dacemente inveiva control'adorabile mi- dell'Indie orientali con facoltà di legato a
siero della ss. Eucaristia, e adoperossi con latere, e commissario visitatore generale
tutto zelo per estinguere l'eresia dalla apostolico, ad oggetto di promuovere in
Francia, la quale ad onta de'suoi glorio- quelle lontane e vaste regioni la fede cat-
si sforzi, facendo sempre nuovi progressi, tolica, e fissare i riti Malabari (F.) e ci-

aci.resciuli e fomentali dalle civili discor- nesi, da tenersi e osservarsi da que'no vel-
die del regno, furono cagione che il car* li cristiani, ene {)arlai in tanti luoghi, co-
dinaie sorpieso da profonda malinconia, me nel voi. XLVj 244j ^^1 il Novaes
p.
gravemente infermatosi, ujorisse nel 562 i ne tratta nella Storia di Clemente XI, t.
pi essi» a! tempio di s. Germano io Laya, j 2, p. 33 e seg. A tale elfello ClemcnteXI
TO U TO U 27
a'5(Iicenibiei70i,con allocuzione che si e ministrando benché infermiccio e cagio-
legge uel Bull. Pont, de propaganda fi- nevole ss. Sagramenli. Alla fine dopo
i

de,ì. 2,p. 1 4) lo preconizzò patriurca tl'An- nna navigazione di due e più anni appro-
liochia in partibus, e nello slesso giorno dò nella Cina nel 1705, e dopo essersi
col breve Onerosa pasloralis^ Bull, ci* dovuto trattenere in Canton, riprese il
tato, Appentlix, 1. 1 , p. 356, gli conferì e- viaggio e a dirittura si recò a Pekino (F.)
ilesi poteri, indi lo consngrò in s. l^ietro capitale di quel vasto impero, dove nel
a*2i di detto mese, festa di s. Tommaso 1706 fu graziosamente accollo dall'im-
i.^'predicatore evangelico nell'lndiclnol- peratore, e offerti i pontificii donativi, iài

tre lo dichiaiò assistente al. soglio ponti- contraccambio fu onoralo de' suoi doni,
iicio, e consultore del s. ofììziu, quindi lo con ampia facoltà di predicare il vangelo,
raccomandò co'brevi Etsi Uhentì, e Cuni sulla falsa persuasione che avea quel mo-
fwnio, degli 8 gennaio e 20 giugno 1702, narca , che dovesse conservarsi insieme
al re di Porlogullo ed a'prelali di quel- colla fede di Cristo Tantica superstizione,
le regioni, che si leggono nel t.i dell'Ap- e mantenersi illesi i profani e dannali ri-

pendix al uno agli altri


ricordato />«//., in li della Cina. Ma sapulo poi, che il prela-
di cui falò menzione. FinalmenleClemen- to senza umani rispetti intrepidamente
teXl a'4 luglio 702 lo spedì nella Cina
I condannava e detestava Tana e riprova-
e Indie orientali^ in compagnia di altri va gli altri, non avendo difficoltà d' in-
sacerdoti e missionari, con private islru- veire contro i mandarini o governatori,
zioni sopra le discordie de'missionari al- ed i falsi saceriloli dei cinesi, come pure
la Cina e contro i riti e ceremonie usate di riprendere i ministri imperiali, fu pre-
da'cinesi, sospetti d'idolatria e di super- so in sinistro non meno dall'imperatore,
stizione; non che con molti preziosissimi che dal popolo e accusalo come teme- ,

regali, da offrirsi in suo nome al sovrano rario novatore, impostore e reo di lesa
e a'primari ministri del sedicente celeste maestà. Cacciato quindi in esilio, fu poi
impero. Partito appena di Genova, fu più carcerato in Macao (/^ .), avendo prima
\olle sul punto di naufragare. Approdato pubblicati i decreti apostolici contro i ri-

all'isole Canarie, siccome era dt delicata ti superstiziosi malabari e cinesi. Informa-


complessione, fu sorpreso da grave malat- to Clemente XI del mirabile zelo e della
tia cagionata da'patili disastri e incomodi costanza invincibile con cui il prelato a-
del lungo e penoso viaggio, e quantunque vea difesi e mautenuli i diritti della reli-
fosse da'suoi pregalo a prender terra, (in- gione, e pubblicati pontificii decreti, con-
i

cile non si fosse ristabilito in salute, non ia forme alle istruzioni e ordini a lui dati, ai
mai possibile che volesse indursi a farlo. 4 gennaio! 707 col breve Cina nos^ t\\i-

Sbarcato sulle spiaggie del Pondicliery e pendix, 367, dichiarò nullo l'editto del-
p.
delCoromandel nell'Indie orientali, a'6 l'arcivescovo di Goa fr. Agostino dell' An-
novembre i>7o3 fu accolto tra gli applau- nunzìazione, emanalo contro la giuris-
si del popolo, condotto con»e in trionfo al- dizione, autorità e dignità del ()alriarca
la casa de'gesuiti, cb'eranostati i maestri Tournon, commissario e visitatore apo-
e gl'inslilulori di sua gioventù. Dovè fer- stolico generale, con amplissime facoltà di
marsi 9 mesi in Pondichery e intanto , legato a latere. Indi a premiare degna-
prese perfetta cognizione de'rili malaba- mente l'illustre e benemerito patriarca, il
liei, reputati da alcuni missionari mera- Papa con magnifiche lodi il .%gosto 707 1 i

mente civili, e da altri idolatiicì. Inoltre lo creò cardinale prete e legalo a laterCy
con ardente zelo[)iedicò il vangeloa (piel- confermandogli la qualifica di visitatore
]e barbare niizioni, annunziando loro Cri- n|)oslolico, le cui facoltàanche di provve-
&I0 crucefìsso pei l'clcruu dulute di tulli, dere le sedi vucuuli si leggono pure nel
2B TOU TO U
breve Frafernifatts, de' ^ mnrzo 1711, i grato animo e di elogi per quanto faceva
Appendix, p. 4oO; C'^' quale il Papa np- pel cardinale solferente. Inoltre ilPapa a'2
provò l'elezione che il pali iarca avea fat- marzo 7 ogco'brevi Aceeptis e Queniad-
1

ta Hcl gesuita p. Claudio Visdilou in ve- moduni, loc. cit. p. 38o e 882, confortò
scovo di Claudinpoli e vicario apostolico il cardinale ne'suoi patimenti, e ringraziò
di Qui'i Chfu. Il beneltino cardinalizio l'imperatore della Cina perla benevolen-
glielo fece avere per Tommaso Endaya za che in principio gli avea dimostrata, ed
governatore generalcdell'isole Filippine, insieme si dolse per averla cambiata in
henemeiilo delie missioni e de'missionari, ira, onde con fervore l'invitò a liberarlo
comesi apprende dal breve Ciwi adNos, dal carcere, e di permettere l'esaurimen-
]oc. cit. p. 4 3; mentre dal breve Non si'
J todi sua legazione apostolica. Contempo-
ne ingenti, p. 4 1 4> elevasi che glielo avea raneamente co'brevi Ex his, e Seriptis,
recalo Michele de Elorriaga prefetto ge- loc. cit. p. 386 e 388, Clemente XI eccitò

nerale della navigazione in dette isole, e- il re di Portogallo a patrocinare il cardi-


gnalmente encomiato per le sue beneme- nale nella persecuzione che pativa , e di
renze colle missioni, hi esso il berrettifio ottenere il suo ritorno in Europa: questi
viene {\ua\\tìci\to : purpurewn hirretum, uffizi li replicò al re co'brevi Dudum^ e
amplissiniae cìignitatis insigne. Ricevu- Perpendentes, de' 7 e 25 gennaio 1710, i

tasi dal prelato la notizia di sua promozio- e Cofifidimus de* 12 luglio, quando già
ne, scrisse umilissime lettere di ringrazia- era morto il cardinale, ringraziando il re
mento al Papa, protestandosi chese la nuo- per aver fatto ne'suoi dominii eseguire i
va dignità avesse dovuto richiamarlodal- decreti del legato. Ignorando ancora Cle-
ìa missione della Cina, intendeva fin d'ab menteXI il decesso del cardinale,nel 7 i 1 i

loradi farne spontanea rinunzia, eche mo- emanò molli brevi,tutti riportali nell'Ap-
riva di buon grado nell'bidie orientali ri- pendixcit. ap.4o3,4o8 eseg. A*I4^nar-
vestito della porpora cardinalizia, perchè zo la lettera monitoriale Non sine, con-
giudicava che tale dignità dovesse recare tro i magistrati di Pondichery, per l'ope-
non mediocre vantaggio all'apostolico mi- rato contro r autorità del legato e della
nistero.Quantunque però sublimalo ad s. Sede: a'i4 col breve Si cognita, com-
»«ngrado tanto splendido edeminente,ciò mendò il cardinale di quanto avea opera-
non pertanto veniva guardalo da un pie- to contro i riti cinesi. Nello stesso giorno
ehclto di soldati, gente barbara, fiera e al re di Portogallo scrisse il breve Ex hi-
inuuìana, e abbandonato da tutti i suoi, nis, dichiarando la sua indegnazione per
tranne soli 5 de' suoi compagni, seguaci le atroci ingiurie faticai cardinale e a'mis-
(li sua pura dottrina ed imitatori costan- sionari apostolici, e tutti raccomandò al-
ti di sua apostolica fermezza, fu costret- la sua possente protezione. A' i5 marzo
to nutrirsi di cibi grossolani e nocivi al- 1711 col breve Cwn^ con decreto confer-
la sua salute, ed a cavarsi sovente la se- mò Clemente XI l'editto del cardinale sul»
te con l'acqua marina. Avrebbe potuto le missioni cinesi, di quelle de'regui del-
colla fuga sottrarsi da tanti mali, som- l'Indie orientali e isole adiacenti, d'ogni
niinislrandogli un modo facile il conte di specie regolari e secolari. Nello stesso gior-
Lizarraga governatore delleFilippine, ma no col breve Ad Apostolatus^ espose la
non glielo j)ermise il virtuoso suo zelo che persecuzione ostinata che soffriva il car-
rendevalo superiore a' più duri e aspri dinale, e le gravi ingiurie fatte e lui e al-

trai tamenti, e facevagli con in vitta pazien- laSede apostolica dal suddetto arcivesco-
za tollerare l'ingiurie più atroci, anziché vo di Goa, e dal vescovo di Macao fr. Gio-

mancare a'prcpri doveri. Al conte, Cle- vanni de Caral, scomunicandoli ambedue


mente X scrisse il breve Cuin abunde, dì
1 co'loro faulori. A* 8 marzo il Papa col 1
TOU TOU 29
breve Cathoìicae encomiò fr.
relìgioìiis^ nella cappella papale, non solo a'morti in
Costantino Uello Spirilo Santo agoslinia- Roma, ma ancora defunti altrove, e con o-
lio, per l'aiuto dato al cardinale, e del suo razione funebre. A lire ese(piie decorose fu-
zelo per le missioni, per le quali ancli'e- rono celebrale al pianto cardinale dalle
gli pativa assai: altre lodi nel medesimo congregazioni del s. ollizioe di propagan-
giorno dilesse col breve Ortliodoxia a IV. da, colla berretta cardinalizia sul feretro,
PielroA maral dumenicano,nltro eccellen- non avendo ricevuto l'insegna del cappel-
te missionario apostolico nella Cina e In- lo. Indisiadoperò ilFapa con tulio l'impe-
die orientali. A'22 agosto 7 simili lo-
i i 1 gno, allinchè almeno la sua spoglia morta-
di e per eguali motivi Clemente XI fece le fosse trasferita in Roma, come successe
a d.LodovicoAppiande'signori della mis- con l'aiuto di mg."^ Mezzabarba patriarca
sione e missionario apostolico nella Cina, d'Alessandria in pariihus^ die nel 1719
col breve Multoruni; non clie al vicario spedì nella Cina, dopo aver deplorala al

o jioslolicoFdibertoBlanc mediante il bre- re di Portogallo, col breve Quadsuperio-


ve L'hì primuììiy clie porla la slessa data; ribus, de'] 7 settembre, la morte del car-
e tulli relativi alla legazione del cardina- dinale, e raccomandala l'esecuzione dei
le Tournon. Contralta frattanto pericolo- suoi decreti cinesi; e dopo aver nel conci-
sa malallia, e vessato da dolori di visceri, sloro del seguente giorno esposto a'car-
forse cagionali (lacerto liquore tenuto da dinali lo stalo della religione cristiana nel-
alcuni velenoso, il cardinale non lasciò di mpero della Cina. Giunto cadavere del
l'i il

dare eroici esempi di pazienza e di crislia- cardinale inRoma, fu sepolto nel collegio
Ita rassegnazione, lino al punto estremo Urbano di propaganda, da lui lasciala e-
di sua morte, die preziosa al cospetto del rede di tutti i suoi beni, e con maginfìoo
Signore, avvenne nel carcere, dopo aver elogio. Il Crescimbeni ne scrisse la l^iUi^
con esemplare divozione ricevuto sagra- i die fu pubblicala in Roma nel 1751. Vi
meni» della chiesa, agli 8 giugno 1710, di sono pure le Bleinorie storiche della le'
4^ anni non compiti, fra le braccia del gazione del cardinal C. T. Maillard di
can. Angelila promotore della visita apo- Tournon e della sua morte Venezia ,

stolica. Lasciò a'poveri le sue vesti, ere- I 726, pubblicale per opera del cardinal

di di sue sostanze le missioni aposloliche Passionei, e riprodotte nel 77 Si ha in- 1 1 .

delia Cina, a'suoi ()arenti la croce pastu- oltre: Relazione della preziosa morte del
rale, che tuttora con venerazione conser- cardinal C. Tommaso di Tournon^ Ro-
vano. Pervenuto finalmente a Uonia il ma 8 1 1 p. Gio, 13atlisla Semeria nel-
1 1 . 1 ,

funesto annunzio di sua morte, Clemen- la Storia della ciùesa di Torino a p. ,

te XI a' 14 ottobre i 7 1 i ne die parie al 48 I


, riportò in italiano la vita del glorio-
sagio collegio in concistoro con comuio- so cardinale che in Ialino avea pubblica-
venle allocuzione, presso il Bull, de Prop. lo il Guarnacci, con l'aggiunta di poche
l. deplorando vivamente
2, p.i6, la sua parole, oltre una succinta notizia de'riti
perdita e altamente esaltandone i nieri- malabarici e cinesi, e la sua iscrizione se*
li. Indi nella cappella pontifìcia del pa- polcrale; notando, che altro elegante epi-
lazzo apostolico gli celebrò solenni esequie lalììo, scolpilo pure in marmo, eressero i

per distinzione, con fare egli le assoluzio- parenti al carilinale a suo onore in To-
ni, dopo la recita dell'elogio funebre, e- nno, che ancora sì legge nella chiesa di
gualmenle per singolare onore, e nel quale s. Agostino.
si qualifìcò dal prelato oralore, lanujuaiii TOUUIN US, Trenorchianum.C\{\:^A di
jidei calholuac. athlvlau vipropugna- Francia, dipartimento della Sauna e Lol-
toli. Dappoiché soltanto anluamenle si la, circondario e 6 leghe distatile i\ià ^h\-
colevano celebrare i iuncruli u'caidiuuli coQ e 5 du Chaiuiis buliu Suouu, nella llor-
3o TO U TOU
gogna e diocesi di Cliàlons, cnpoluogo di ra, tra la sponda sinistra della Loirn, che
cantone. E' posta in amena situazione a vi si varca sopra un bellissimo ponte di
pie d'un poggio sulla sponda destro della pietra, composto di 1 5 archi, aventi cia-
Saona, che vi si varca sopra un bel ponte scuno 75 piedi d'apertura, perfettamente
di legno. Mediocremente fabbricata, ha livellato, lungo 222 tese e largo 17 pie-
tribunale di commercio, e due bei pas- di ; e tra la sponda destra del Cher sul
seggi. Ha diverse fabbriche e trafììchi, co- quale sono due ponti, uno 17 archi e di
me di belle pietre da fabbricare. La sua l'altro di 8, facendo un bel canale lungo
rinomanza 1' acquistò per V abbazia di 2482 metri, con una stazione per le bar-
Tournus di benedettini, ch'ebbe origine cheall'ested un bracciodelCher all'ovest,
dalla tomba di s. Valeriano, ove nel 77 i comunicare questo fiume colla Loira. Ha
fu martirizzato, e ivi si eresse la chiesa, tribunali di .''istanza e di commercio,con
i •

la quale poi fu dichiarata abbazia , che servazione dell'ipoteche, direzione de'de-


nell'875 Carlo lil Calvo regalò colla cit- mani e delle contribuzioni dirette e indi-
tà a'benedeltini di s. Filiberto o di Noir- rette, camera di commercio, sotto-ispe-
moutier. I monaci la possederono sino al zione boschiva, sindacato marittimo ec.
1627 in cui Urbano Vili la secolarizzò Tours si presenta ottimamente,ringresso
e cambiò in chiesa collegiata, formando è magnifico entrando pel ponte della Loi-
il capitolo dell'abbate titolare, delle di- ra, in capo al quale distendesi la piazza
gnità del decano, del cantore e del teso- Reale, formala dalla veduta della Loira
riere, e di 9 canonici, 6 semi-canonici e 6 al nord, e da' belli edifìzi del palazzo ci-

chierici del coro. Il capìtolo il Papa Tas- vico e del museo al sud; alla quale piazza
sog eellò al vescovo di Chàlons. ma l'ab mettono capo due terrazzi piantati d'al-
baie restò immediatamente soggetto al- beri e la via Reale diritta, larga, fian-
la santa Sede, con uso del pastorale, mi- cheggiata da marciapiedi e giiernita di ca-
tra e altriornamenti pontificali, nell'ab- se fabbricale sopra disegno quasi unifor-
bazia e nella citlà. Di piìj l'abbate era si- me e d'ottimo gusto; via che percorre la
gnore d'alta giurisdizione di Tournus e pitta in tutta la sua lunghezza e termina
di molli villaggi; fra le sue molte signo- col bel vialediGrammont,iu capoalqua •

rili prerogative, gli abbati f.icevano bat- je è il ponte minore sul Cher. Le altre vie
tere moneta nella torre d'Echelles, per- diTourssonOjCon poche eccezioni,alquan-
ciò detta la Torre della zecca. Tournus to anguste e ingenerale mediocremente
fu eziandio conosciuta pe'seguenti conci fabbricate. Possiede la città 5 sobborghi,
lii in essa celebrali. Hi." nel 944 '" favo- ma non ha ripari che dalla parte delCher,
re dell'abbazia.11 2.°nel94B o 949- H 3.° dove più adesso non formano se non che
nel i5 rejalivamente ad alcune dilìe-
1 1 un superbo passeggio chiamato il Maglio.
renze insorte tra le chiese di s. Giovanni Bellissima è la riviera della Loira, spa-
e di s. Stefano di Besancon. Di questi con- ziosissima e piantala d'alberi. Vi sono 6
ciliieloroattine trattano Reg. t.sojLab- fontane che traggono l'acqua dalle col-
bé t.9 e I o; Arduino t. 6 e 7; Gallia Chri- line di s. Avertin, e che contribuiscono
stiana t.
4, p. 374. a mantenervi la pulizia; notandosi quella
TOUIIS (Taroìien). Città grande e Gran-Mercato, adorna di
della piazza del
bella con residenza arcivescovile di
Fran- marmi preziosi. Hi.** edifizio degno d'es-
cia, Bietagna minore, capoluogo
nella sere rimarcato è la cattedrale, una delle
del dipartimento d' Indro e Loira nella più amiche di Francia, e distinta col ti-
Turenna, di circondario e di 3 cantoni, tolo di santa, già sotto l'invocazione di
a 24 leghe da Poiliers e da Orleans e , s. Maurizio, bel monumento di mista
53 da Parigi. Giace in deliziosa pianu- struttura di gusto gotico, ampia e mae-
TOU TOU 3i
slo^a. Incominciala neh 187, fn termi- tifico il privilegio dato da Crolberlo ve-
tìiììn soltanto nel secolo XVII. Altri vo- scovo di Tours al monastero di Mar-
s.

gliuno che l'antica cattedrale fondata dal lino, pel quale i suoi successori non a-
vescovos. Martino, fu incendiala nel 5 1 i, vessero su di esso altro diritto che di or-
indi ristabilita dal vescovo s. Gregorio; dinare monaci cogli ordini sagri,edidar
i

bruciata nuovamente verso la fine del se- loro il crisma da essi consagrato. Inoltre
colo XII, fu poi interamente ricostruita in Tours pi ima della secolarizzazione,
i55o. Visi distingue la tomba in mar-
nel fatta altempo di Carlo Magno od 796,
mo de' figli di Carlo Vili, morti in te- era un celebre monastero, di cui il fami-
nera età j notal)ili sono le belle vetria- gerato Alenino fu uno degli abbati. Que-
te dipinte che la decorano, e la facciata sta chiesa esente dalla giurisdizionede' ve-
la tjuale olire un rosone o occhio di bue scovi di Tours,ebbe pel corso di più di
lavorato delicatissimamente , ed è sor- 3oo anni un vescovo proprio. Il Papa Ur-
montata da due torri alte 80 metri e 32 bano li sopprimendo quella dignità quasi
centimetri e terminanti in cupola. Vi fu vescovile nel 1096, mantenne il capitolo
già una biblioteca ricca di mss. Questa nell'imnTediata dipendenza della s. Sede.
tnetropolitana è sotto l'invocazione di s. Indi l'arcivescovo di Tours d'ilairvault
Gaziano, suo 1." vescovo, ha il batlisle- nel 170C) ottenne un decreto dal parla-
rio e la cura d'anime che si amnsinìstra mento, che quel capitolo dipendesse irn-
dal parroco coadiuvalo da 4 vicari. Ilca- niedialarnerite dalla sua giurisdizione.
pitolo si compone di 12 canonici, senza Questa venerabile chiesa venne di;>trut-
alcuna dignità, di altri canonici onorari ta negli ultimi anni del passalo secolo in
e Óg' piicri (le choro, ciui dwìnìs f<niiu- tempo della rivoluzione: si vedono però
lantur ofjìciis. Il suo clero fu istituilodal ancora due torri, chiaoiata l'una la lorre
vescovo Bandi no o Bauledo, e antica men- dell'orologio, e l'altra lorre di Carlo Ma-
te il capitolo si coni poneva di 8 dignità, gno; una piazza e alcuni moderni edifìzi
cioè di decano, arcidiacono maggiore, te- occupano il restante del luogo del suo va-
soriere, cantore, cancelliere, di due altri sto recinto, come il bazar Turonio, spe-
arcidiaconi, dell'arciprete e di 4^ cano- cie di fiera perpetua, e la via di s. Mar-
nici. Nelle principali feste i primi porta- lino fiancheggiata tla marciapiedi. Da'due
vano la sottana rossa, e gli altri la sol- illustri capitoli di s. Gaziano e di s. Mar-

tana paonazza. 11 palazzo arcivescovile, tino sortirono il Papa Martino IV, cioè
prossimo alla metropolitana, è principal- del 2.", molti cardinali, arcivescovi e ve-
mente notabile per l' ingresso e pel ter- scovi. Eranvi allres'i in Tours due altri
Vi sono altre 5 chiese parrocchiali,
razzo. capitoli, un'abbazia di l)enedeltini 16 ,

come pure di s. l\Iarlino,di s. Francesco di {)arrocchie, comprese quelle de'sobbor-


Paola, di s. Pietro de'Corpi, di s. Saturni- ghijio conventi e monasteri di religiosi,
no, di s.Sinforiano e di Nostra Donna del- c)monasteri di monache, un seminario
la Ricca. L'altra chiesa di s. Martino, ce- diretto de' lazzaristi, un collegio tenuto
lebre per la tomba di quel santo vescovo da'gesuili. Presso la città eravi un capi-
diTours, era una delle più antiche, delle tolo ovvero una santa Cappella reale, fon-
più vaste e delle più illustri del regno: i data tlal reLuigiXI nel suocostelIodilMes-
re di Francia si qnalifii.iironocomeal'bali sis; più suburbana e superba abbazia
la

di essa e come capi, da Cgo Capoto del 987 di Marmoutìer, fondala da s. Martino,
in poi. Il suo clero formavasi di circa 4oo la quale dopo essere stata occiq^ala per
beneficiali , e<l i principali erano un de- qualche secolo da canonici, abbracciò la
cano e 8 altri dignitari,! T |)r«'posti e 4^ regola di s. Benedetto e la riforma di s.

canonici. Papa Adeodato II del (i^a ra- Mauro, e la nienti ubba/iaie i\{ unita al-
32 TOU TOU
r arci vescovato di Tom s. Io tale ricca ab* fabbricati sono bellissimi, la scuola gra-
hnzia si conservava con venerazione la s. tuita di disegno, la società di agricoltu-
Ampolla con olio benedelto usata da s. ra, di scienze, arti e belle lettere, corso di
IVlfUlino, e adoperala nella coronazione geometria pratica Qp[)licata alle arti, so-
d'Enrico 1 V. II biografo del santo, il suo cietà medicale, società di carità materna
oniico e celebre Sulpizio Severo, racconta e corsi pubblici di ostetricia, il giardino
clic Martino guariva spesse volte le ma*
s. botanico, scuola d'equitazione con bellis-
bit liecoll'olioda se benedetto, e che que- sima cavallerizza. L'importanza diTours,
st'olio più. d'una volta si trovò inoltipli* come città manifallrioe, risale a Luigi XI,
culo per njiracolo. Vedovasi ancora pres- che vi chiamò d'Italia artefici di seta, e
so (|uesta città l'abbazia reale di Deuu- tale ramo d'industria in essa fiorì assai
Uiont, dell'ordì ne di s. Benedeito; il ino- lungo tenjpo prima che le altre città del-
naslero de' minimi del Plessis era capo la Francia non si mettessero con essa in
delTordine e lai." casa dell'istiluto di s. concorrenza ; oggidì tale industria vi è
Francesco di Paola, che quivi morì a'2 nien florida che in talune sue rivali, non-
aprile iSoy. Ora in Tours non vi sono dimeno ini portantissimi ancora sono i suoi
j)iìi conventi di religiosi, bensì diverse co- filatoi e le fabbriche di seta; producen-
munità donne, alcune con-
religiose di do soprattutto stoffe rinomatesolto il no«
Iraternite, 3 ospedali, uno de'quali o o« me di gros di Tours o saia di grossa gra-
spizio generale trovasi nel suburbio, e due na, molte fitluccie, [ìassamani e berrette
strtuinari maggiore e minore. Vanno pu- di seta e flugello; vi si attende pure alla
re particolarmente rammentali il palaz- fabbiicazioiie de'panni minori, di tappeti
zo della prefettura dove trovasi la bi- , da maio-
terra, di berrette di cotone, di
blioteca di piti di 3o,ooo volumi; l'edi- liche fine e comuni, di stoviglie abbron-
li/io della borsa ; il palazzo municipale e zile e altre, di minio e piombo da caccia,

il palazzo del museo, fabbricati sul me- di corde d'islrumenli rinomate quanto
desimo disegno; la saia per gli spettacoli, quelle di Napoli; e vi si trovano fabbri-
il palazzo della ragione, la caserma della che d'amido riputale, concie di pelli di

guardia dipartimentale, le carceri, l'an- corami, buone tintorie, ec. E' questa città
tica casa de' gesuiti, dove stabiliti sono il deposilo centrale diluitala canapa del
l'amministrazionee il mantenimento del- dipartimento; il suo commercio alimen-
le vettovaglie e foraggi della truppa , e tando i prodotti delle sue manifatture,
l'antico governo, oggidì casa d' arresto. uniti a'vini, a' fruiti secchi o confettali,
Sulla riviera dell'est sono le vestigia del- alla cera, alla seta grezza e ad altre pro-
l'antico castello, nel sito del quale costrui- duzioni del pingue suo territorio; laonde
te si sono belle caserme, e di cui più non tiene fiere importanti di 1 o giorni per cia-
rimangono che alcuni ruderi di muraglia scuna, ogni anno a' io maggio e a' 10 ago-

al nord e all'ovest, 3 torri mezzo rovi- sto. Gl'inglesi e altri stranieri amano mol-
natee una 4-* ancora intera, quella di Gui- to il soggiorno salubre di Tours, la dolcez-
&a, in cui Carlo di Lorena duca di Guisa, za del clima e la variala bellezza de'Iuoghi
liglio d'Enrico dello Baia/rè o io Sfre- circostanti; e perciò anche anticamente
giato, fu chiuso per 3 anni e da cui fug- lo fu di diversi reali di Francia. Vi mori-
gì nel 1
59 1 . Altri monumenti curiosi so- rono la regina di essa s. Clotilde nel 545»,
no le tori dell'orologio e di Carlo Ma-
i Luitgarda 4."^ tnoglie di Carlo Magno nel-
gno icordale, soli avanzi dell'antica e ce-
i r 800, Carlomanno re di Francia uel-
lebre abbazia di s.Marlino.Dividesi Tours r885 circa. Piaceva molto la città al re
in 5 sezioni o quartieri, ed ha pure un Luigi XI, che fece ne'diiitorni edificare
grazioso Icalro, d collegio comunale, i cui il castello del Plessis, dove morì a'29 a-
TO U TOU 33
gostoi4B3. Gli stali generali quivi si so* mò regno di Francia, il pia hello do»
il

no talvolta adunati, come nel i4^">3,i4Gj ])o il regno del cielo. Nel 1 853 la società
e i4(3B, e secondo allri anco nel i470j archeologica di Turenna fece un'impor-
1484 e i5o6. parlamento di Parigi
Il tantissima scoperta in Tours, cioè leA-
tenne le sue sedute in Tours in diversi rene dell'antico anfiteatro di essa, situate
tempi, come fece Enrico III, che nel 589 i neirinternodellacittàdallapartedelpor'
vi trasferì pure le altre corti superiori. lo d'Orleans: si vuole che tale anfitea-
Vi si è battuta moneta, ma essendo le li- tro sia stato un poco più grande di quelli
re d'un quinto più deboli di quelle di Pa- di Saintes e diNimes; ne rende ragione
rigi, »)e presero nome distintivo di lire
il il Giornale di Roma a p. 83o. Nell'a-

tor/ie.sij dal nome della città. Il lornese gosto i85i ebbe luogo la solenne cere-
era contornato da gigi', e vi erano lire monia d'inaugurazione del troncodi stra-
lornesi,soldi lornesi, piccoli tornesi doppi, da ferrata da Tours a Nantes ; la quale
lornesi che venivano distinti in tornesi ferrovia collocò la Bretagna a poche ore
bianchi d'argento, in tornesi neri o bi- da Parigi,econtribuìa far prosperare non
Avanti l'introduzione del nuovo
glioni. poco gl'interessi commerciali e civili di
sistema di mojietem Francia, i tornesi tanta parte della Francia. Tours, Taro-
non erano da lungo tempo che una som- nesj Turonum, Caesaromagus^Caesaro-
ma di conto, ch'era opposta a quella che duniiniy non si può precisare il ternpo di
nominavasi parisis^ e cheavea più d'un sua fondazione, e pare stata capoluogo
quarto di valore di quella che nomina- del paese òeTuroiieSy popolo della Gal-
vasi tornese: 80 franchi valevano 91 li- che G. Cesare soggiogò l'an-
lia Celtica,

re tornesi. I tornesi aveano pur corso in no 55 avanti la nostra era, ed il quale


Italia, e ne parlai in più luoghi. Si leg- l'anno seguente, in occasione della lega
ge nella Gallia Christiana: fahrica mo- da Vercingetorice formata, somministrò
nc.tacab antiquo pallet^ adeo ut nummi un contingente d'8000 uomini. Neil 19
Turonenses s. Martini nomine inserì- dell'era corrente ebbe dall'imperatore A-
pti rcperiantur a tempore Ludovici I drianoil titolo di città libera; nel 4 15> sot-
Pii. Tours fu patria di molti illustri, co- to gli stessi romani divenne il capoluogo
me del gesuita e poeta latino p. Fienaio della 3.' Lionese, proviqcia Lugdunensis
Rapin, del poeta Grecourt,deiroriuolaio tertia, Bretagna Armo-
che comprese la

Giuliano Le P>.oi, dello scultore Giovan- ricafP^.) où'ancese.Co'ii Tours fu capitale


ni Jusle, del celebre incisore Bosse, del- dellaTurenna, Touraine,iìni\ciì provin-
l'arcidiacono Beranger, di N. Destouches cia del centro della Francia, che divide-
autore drammatico, d'Aimery d'Amboi- vasi inAltaeBassa,medianteilcorsodella
se valente nautico e gran maestro dell'or- Loira, illustre regione abitala dagli an-
dine gerosolimitano, del general Meu- tichi Turoni. Al cader dell'impero d'oc-
niere di altri valorosi guerrieri. Nelle di- cidente, i visigoti nel 4^8, ed bretoni i

gnità ecclesiastiche vi fiorirono abbati, ve- 44G l'assediarono invano; ma nel ^j'j
scovi, arcivescovi, e cardinali fra'quaii i venne la città ceduta a'primi,che la con-
cardinali d'//mZ;o/.9^,Guglielmo2?/7.9,voAi- servarono sino al 507. In questo la prese
net^ e per ultimo il cardinal Paolo Te- Clotloveo I re de' franchi, e pare che vi
resa David d'Astros arcivescovo di 2^o- facesse soggiorno, poiché come notai, vi
losa(ì^.). Tours annovera quasi 3o,ooo morì la moglie Clotilde. Ribellatosi piìi
abitanti. I suoi dintorni sono bellissimi e volte al re d suo figlio Cragno, vedendo
uberlosissiQìi, e giustificano alla città e questi di non potere scampare il suo ri-

al diparlicnenlo il nome datogli di Giar- sentimento per averlo perdonalo inutil-


dino della Francia^ mentre Gì olio chiù- meute più volle, si ritirò colla moglie tì

VOL. LXXIX. 3
34 TOU TO C
le figlie in Biclngna, pi esso Conobio con- francese, mentre il figlio Enrico II abolì
te dc'breloni; e \'ilicario suo suocero ri- il titolo di durato. Tours fuonorata dclU
fugiossi nella basilica di s. Mnrlino,ln qua- presenza d'alcuni Papi. Urbano 11 nel no-
Je fu allora bruciala, così ricbicdendo i vembre 095 celebrò un concilio a Limo-
1

peccali dal popolo commessivi, come si ges, indi passò a Toui s; vi tornò nel 096 r

esprime l'annalista Rinaldi, da Vilicario e ivi donò al signore della medesima, Fui-
e sua moglie, essendo arsa nel preceden cone conte d'Angiò e Angers, la Rosa
te annoTours,e rimanendo disertale tut- cVoro {V.) da lui benedetta, e si vuole il
te le cinese. Però Clodoveo 1 subilo li- più antico donativo di essa, tranne quello
sterò come prima la basilica di s. Mar- che i Papi facevano ^prefetti di Roma.
tino, e la fece coprire di stagno. Altri di-^ Venerò la tomba di s. Martino, e nel suo
cono, che Tours pressoché tutta incene- caslello dello allora Marliropoli prima
rita per la guerra civile, Clolaiio I co'siioi che fosse incorporalo nella città, a'i4
grandemente alla sua rie-
tesori conlribuì marzo confermò i privilegi della chiesa
dificazione dopo il 556; e che il vescovo di Tours, ed a'21 celebrò la messa sul-
s. Eufionio provvide alla sussistenza de' l'altare di s. IMartino. IndidaTours tor-
poveri, e procurò soccorsi agli altri a- nòaSaintese si recò a Tolosa. Il suo suc-
Eternamenle famosa
bitantì della città. cessore Pasquale II recnlosi in Francia
sarà Tours per la compiuta vittoria che nel J 1 06, celebrò Ia4. ''domenica di quare-
nel 782 vi riportò Carlo Martello sopra sima in Tours nella chiesa di s. Martino,
i saraceni. La Bretagna francese dal 383 indi si poi lo a s. Dionisio. Nel rifugiarsi in
governala da' suoi re particolarij fu sog- Francia Papa Alessandro IH, nel maggio
giogala da Carlo Magno in uno a Touis, I 16201 i63 passò a Tours nel gioiiio del-
e per gli abbellimenti che vi fece, la cit- la festa dell'Apparizione di s. Michele ar-
tà fu appellata Carlodumunj della Bre- cangelo, vi celebrò o in li mò,ad esempio del
tagna il suo figlio Lodovico I il Pio ne predecessore UrbanoIl,unconcilio,di cui
creò i.^duca Nomeno nell' 824; egual- parleiò, e vi fece una promozione di car-
mente infeudò la Turenna od un signo- dinali cioè Witlelespach, Manfiedo, Ugo
re particolare. Dopo varie vicende, pas- Ricasoli, Oderisio de' conti di Marsi, ed
sata Tours in potere de' conti di Blois, Antonio. Ma Cardella dice che tal pro-
da uno di questi fu ceduta al conte d'An- mozione reffetluò in Sens. Il Papa vi ce-
giò, e da questi passò a' IMantageneti, lebrò le feste del s. Natale, e poi si recò a
che allora regnavano in Inghilterra. Nel Sens, ^econdo Novaes. In vccennrra Fer-
1 199 Filippo II Augusto redi Francia lone, Dc'viaggi de' Pontefiei, che A Ics-
la tolse al re Giovanni Senza Terra^ e sandrolll passò a Coucy sulla Loira, ove
e nel 1202 la riunì alla monarchia fran- Luigi VII re di Francia, ed Enrico II

cese. Indi nel 1259 più solennemente e Pluntagenelo re d'Inghilterra l'accolsero


e con trattalo Enrico 111 re d'Inghilter- con molto onore, e locondussero alla sua
ra riconobbe appartenente alla monar- tenda camminando a piedi,e facendo l'uf-
chia francese di s. Luigi IX, tanto Tours fizio di palajraniere , tenendo a destra
che la Turenna, le quali d'allora in poi e a sinistrala briglia del suo cavallo. Nella
Irovansi riunite alla corona di Franoia, domenica di seltuagesimai i63 Alessan-
ne seguirono i destini e le vicende politi- dro III si condusse a l^arigi, iticonlrato
che. Quanto alla Bretagna minore, aven- dal re e da'grandi del regno, e ivi duno-
dola ereditala Anna ultima superstite de' rò tutta la quarcsima,esolennizzala laPa-
suoi duchi, con isposare Carlo Vili re di squa tornò a Tours, vi celebrò il conci-
Francia a questa restò unita del lutto , lio nel maggio, e poi andò a soggiornare

e dipoi Francesco I l'incorporò al reame ili ."otlubrem Sens, dove il Cardella vuo-
T O D TOU 35
le die »l)l)ia fritto due promozioni ili car- scrizione di diocesi fatta poi dallo slesso
dinali, h 1." neh iG3 e la 2.' neli i6\ o Papa stabilì i seguenti vescovati per suf-
nel I I Gii. fraganei, e lo sono tuttora. Le Mans, An-
Tours celebre nella storia ecclesiasti- gers, Nantes, Vannes, s. Brieux, Quim-
ca pel gran numero de*concilii ivi tennli per, Rennes. A questi ora aggiunse il re-
e pe'santi e grandi personaggi ohe ne oc- gnante Pio IX, Lavai (^F'.j,dicui in fine
cuparono la sede, lo fu ancora nella sto- darò un relativo cenno, per essere da di-
chiamala ociilis Rcgis
ria civile, perciò versi anni stampalo tale articolo e prima
Franciai\ da Stefano di Tournay, nohì- che fosse elevata al grado di sede episco-
lì's et mngnd^ da Pietro il Venerabile ab- pale. Tours ricevè il ben»fico lume del-
bate di Cltmy, metropoli insigne e tut- la fede cristiana verso il 1^0 da s. Ga-

tora fiorente. De'suoi primi vescovi scris- ziano (ì^.) o Graziano, spedito da Roma
s. Gregorio vescovo di Tours, da'Sam
se •
dal l*apa s. Fabiano nelle Gallie con s.

mariani chiamato primo Francorurn Jiì- Dionisio I ."vescovo diParigi. FuTours per
storiogrnjìho. Abbiamo pure di Giovan- s. Gaziano il campo principale di sue fa-
ni Maan, Metropolitana Ecclesia TiivO' tiche apostoliche, e vi piantò la sede ve-
nensisy Auguslae Tyronum 1667. Com- scovile e ne fu il 1 ."vescovo e il r ."aposto-
manville, Histoire de tous les Archevc' lo. Riposò nel Signore dopo essersi affa-
schcz et Eveschez^ chiama Tours mefro- ticato per 5o anni con zelo mirabile e in-
polilana della S/Lirtnese nell'esarcato de' defesso, per guadagnare proseliti a Gesù
Gaidiji cui prelati ftironoobbligali di ri- Cristo,dopo 37 anni di episcopato, secon-
conoscere la primazia di Lione dopo il do Sammartani, o 29 al dire di Buller:
i

IDI 2. Come provincia ecclesiastica dei- la sua morte pare avvenuta ne'primi an-

la Bretagna, fu Tours stabilita metropo- ni del IV secolo. Sepolto nelcimiteriodei


li neir844) '^ che riconobbe Papa Inno- cristiani, dipoi s. Martino andò spesso a
cenzo 111, rifiutando però la qualifica di pregaie sulla sua tomba. La metropoli-
primazia prima d'essere elevata al gra-
: tana intitolata a s. Maurizio, dopo il 096 r

do metropolitico la sede vescovile dì , o secondo altri dalld metà del secolo XI V,


Tours fu sulFras[anea dell'arcivescovo di trovasi sotto l'invocazione di s. Gaziano,
Rouen, secondo Huller. Commanville ag- le cui reliquie nel 1 562 furono empia-
gi unge, che la sede non fu compresa nel mente bruciate con quelle di molti altri
1 5 nel concordato tra Leone X e Fran-
1 santi, dal crudele ftinatismo degli eretici
cesco I, ma il Papa con indulto partico- ugonotti. Nel 338 il turonese s. Udo-
lare del 5 6 concesse al re la nomina del-
I 1 rio ( ^.)j appellato anche Lictor^ fu ordi-
l' arcivescovo e regolò quella degli altri nato vescovo della propria patria,comedi
Commanville dichia-
benefizi ecclesiastici. smgolar pietà e di spirilo apostolico for-
rò suffraganee di Tours le sedi vescovili nito. Prima di lui pel culto divino iuTours
di Le Mans, Angers, Nantes^ Dol (che era stata ridotta la casa de' senatori, pel
tentò di sottrarsi dalla sua giurisdizione), buon numero die vi esisteva-
di cristiani
s. Malo^ rannes^ s. BrieuXi s. Paul de no, ma egli fu che propriamente fabbricò
Leoiiy Quimpcr o Cornovailles^ Treguier nella città la t. 'chiesa, la qual per lungo

n cui si uni /w.9/c«xf/^.j. Con qualche dif- tempo portò il suo nome, ed è ora una
ferenza registra la Gallia chrisliann i ve- coppella della metropolitana, ove piìi tar-

scovati sulfraganei di Tours. Nel concor- di da una basilica suburbana, forse la no-
dato del 1801 Pio VII duninuì i suflfra- minata, fiu'ono trasportate lesue relicjuie.
ganci e li restrinse a'seguenti vescovi. Le Nel 375 circa gli successe il celebralissi-
Mans, Angers, Rennes, Nantes, Quiniper, nio 3fartino (/'.Jdì S<i/>aria, già riuo-
s.

Vaiuies, e s. Brieux. Nella nuova circo- mnlo perla predicazione evangelica, per
36 TOU TO U
le sue virili e sanlilà di vita, e pe'mira- altri suo zìo e suo fratello, ambedue con-
coli operali nelle Gallie, anzi Iciiuto pel ti, e il prefetto del pretorio. Martino fu
1." fondatore d'un monastero delle me- posto a fianco dell'imperatore, e il prete
desime, oltre quanto accennai più sopra. che accompagnava in mezzo a'due con-
lo

Le sue gloriose gesta le celebrai in mol- ti. A mezzo il pranzo uti uflìziale presen-

li articoli, alcuni de' quali ricordai nella tò, secondo l'uso, la coppa all'imperato-
biografia, inclusivamente e come altrove re, il quale ordinò di presentarla a Mar-
alla tanto diramata e nota ricreazione che lino, dalla mano del quale egli bramava
si fa r 1 1 novembre giorno di sua festa, riceverla; ma il santo vescovo dopo aver
e volgarmente detta di s. Martino. Non- bevuto, la diede al suo prete, siccome al-
dimeno mai si parlerebbeabbastanza d'uà la persona più degna di quanti erano in
s. Martino di Tours, se non ne fossi im- quella brigata: alla quale azione applau-
pedito da'limili impostimi; solo dirò, ch'e- dì grandemente V imperatore e tutta la
ra riservato a s. Martinodistruggere inte- corte". Tornato s. Martino a Tours vi fu
ramente l'idolatria nella diocesi di Tours, ricevuto come un angelo tutelare; benché
e nelle altre contrade delle Gallie; egli assai avanti negli anni, non iscemò pun-
fabbricò delle chiese, oltre la cattedrale to le sue austerità, né l'apostoliche fatiche.
di Tours in onore
Maurizio, e dei
di s. Sentetjdosi avvicinare il suo fine, si cori-
monasteri ne' luoghi de'templi che avea cò sopra un cilicio coperto di cenere , e
distrutto; fu un taumaturgo per la gran ivi spirò tranquillamente verso il 4oo ai
copia de'prodigi che operò vivente [)er vir- 6 oaglii I novembre. Non si può abba-
tù divina, ed ebbe il dono della profezia. stanza esprimere sino a qual punto sia sta-

A ulteriormente di mostrare la subii me di- la portata la divozione per s. Martino di


gnità sacerdotale e quanto profonda ve- Tours, in Francia e in tutta l'Europa: un
nerazione merita, anche qui mi piace ri' concorso numeroso e continuo si affolla-
cordare la gran lezione dataci da s. Mar- va alla sua tomba, poi saccheggiata e bru-
tino. Agitato l'impero d'occidente da ter- ciata dagli ugonotti , che il successore s.

ribili scosse, le legioni romane proclama- 13rizio gliavea innalzata nella basilica da
rono Massimo iiiiperatorenellaGran-Bre« questi edificata e dedicata a S.Stefano. Nel
tagna, il quale passò nelle Gallie, si fece 4oo gli fu surrogato il turonese s. Brìzio
riconoscere dall'armata e pose il suo seg- (V.) già suo discepolo, e governò sino al
gio a Treveri, dopo aver sbaragliato l'im- 444 o P'^ tardi con gran santità di vita.
peratore Graziano presso Parigi. Costret- Gli successe s. Eustochio (V.) d'illustre

to s. Martino di condursi a Treveri, per famiglia senatoria dell'Alvergna, che di-


molte persone ch'erano state condannale fese nel concilio d'Angers i privilegi del-
a morte per aver tenute le parli di Gra- la chiesa pregiudicali da una legge di Va-
ziano, tuttavia mostrava ripugnanza a co- lentiniano III; aumentò il numero delle
municare con Massimo di cui era suddi- parrocchie di sua diocesi , fece edificare
to , e ricusò di assidersi alla sua mensa, una chiesa in Tours e vi collocò le reli-

considerandolo illegittimo. Massimo pro- quie de'ss. Gervasio e Protasi o, che s. Mar-
testò di non avere accettato l'impero, se tino avea portato dall'I talia. Morì nel 4^ '
non perchè eravi stalo forzato dall'arma- e fu deposto nella chiesa fabbricala da s.

ta, eche le sue fortunale imprese sem- Brizio. Venne elevato alla cattedra di
brava manifestassero la volontà di Dio. Tours s. Perpetuo (f^-), generoso e zelan-
11 santo alfine
si arrese, e Massimo ne fu te pastore, convocò molti sinodi, ne'quali
sì lieto, che riguardò questo giorno come stabilì lodevoli regole per celebrare le vi-
di festa. « Egli fece invitare le persone gilie delle feste solenni nelle diverse chie-
più ragguardevoli della sua corte, tra gli se della ciltà, e sottoscrisse ili. ''concilio
TO U TOU 37
provinciale celebrato a Tours. Gran vene- stabilì la mensa de'canonici. Gontario ab-
ratore tle'saiiti e delle loro reliquie, sein- bate di s. Venanzio governò quasi 3 me-

hramlogli angusta la chiesa ilelta pure di si. Il re Clotario I voleva sostituirgli Ca-
s. Martino ed eretta da s. Brizio, pel nu- tone prete d'Alvergna, il quale ricusò pei'
meroso concorso de'fedeli che vi si reca- mire ambiziose; ma non avendo potuto
vano da ogni paVle, ne edillcò altra as- riuscire ne'suoi disegni, si mostrò dispo-
sai più ampia e sontuosa, ne fece la so- sto ad accettare. Però il re nel 556 no-
lenne dedicazione e vi celebrò la traslazio' minò s. Eufronio (/^.), ehe per la sua vir-
ne del corpo di s. Martino a'4 luglio 473. tù e capacità glia veano vivamentedomau'
Imitatore delle virtù di tal santo, morì dato i turonesi. Si oppose con successo a
nel 490 o 49 ' ) istituendo suoi eredi i po- Leuguzio di Bordeaux,metropolitano del-
veri. Gli successe s. Volusiano di stirpe la 1.^ Aquitania, per aver deposto Eme-
senatoria, di santa vita, nia per sospetto di riovescovodiSaintes, per essere slato con-
aderenza a Clodoveo I, i goti che occu- sagrato senza sua saputa. Chiaro pei* mi-
pavano Tours e diverse città della regio- racoli, dopo a ver veduto fabbricar la chie-
ne, lo esiliarono a Tolosa o in altro luogo, sa di s. Vincenzo, morì a'4 agosto 073, e
ove morì dopo di più di 7 anni di vesco* fu sepolto nella basilica di s. Martino. Il

vaio, e fu sepolto nella chiesa di s. Naza- suo parente il celeberrimo s. Gregorio


riodi Foix. Ilsuccessore Vero egualmen- (J^.)yper volere del clero e del popolo fu
te da'sospettosi goti venne esiliato, aven- con^agralo da Egidio vescovo di Reims al
do per lui sottoscritto al sinodo di Agde 22 agosto. D'una delle più illustri e pie
nel 5o6 il diacono Leone. Il vescovo Li- fauìigiie d'Alvergna, dopo s. Martino, fa
cinio d'An£;ers si recò in Siria alla visita il lutniiìare della chiesa di Tours e della
de'sanli luoghi, e ritornò alla sede dopo slessa chiesa Gallicana, per le splendide
die Clodoveo tolse a'goli Tours: inter-
I sue virlù, profonda sapienza, esimia san-
venne nel 5 al concilio d'Orleans, e mo-
1 I tità, gloria della storia ecclesiastica e be-
rendo fu sepolto nella basilica di s. Mar- nemerito di Francia. Rifabbricò la catte-

tino. Indi furono vescovi Teodoro, e poi drale fondata da s. Martino e molte al-
Proculo, atnbedne tumulali in detta chie- tre chiese; sostenne le franchigie di quel-
sa; così lo fu Diniflo borgognone, che go- la di s. Martino, ricusando di dare in ma-
vernò o mesi. Per volere del re Clodomi-
I no a Chi Iperico I re di Soissons il duca
rogli fu sostituitoOmmaziosenatored'Al- Gontrano, che s'era rifugiato in quest'a-
vergila, che incominciò a fabbricare la su- silo allora riguardato inviolabile. Cinipe-
burbana Maria, e governò
basilica di s. rico l crasi insignorito di Tours, dopo l'as-

più di 4 anni. Leone già abbatedi s. Mar- sassinio di Sigeberto I re d'Auslrasia, e


tino visse 7 mesi. Francilio di prosapia se- Gontrano avea posto Childeberto II, fi-

natoria di Poitiers, governò 3o mesi. In- glio dell'ucciso, sul di lui trono nel 575;
giurioso cittadino di Tours nel 533 sotlo- quindi il duca temendo lo sdegno di Chil-
scrisseilconcilio d'Orleans, e perlui Cam- perico I, s'era chiuso nella chiesa di s. Mar-
pano prete in quello del 54 1- Continuò tino. Nel concilio di Parigi del 577 dife-
la fabbrica della basilica diMaria, e co- s. vescovo di Roueu, e Frede-
se Pretestalo
raggiosamente negò a re dotarlo 1 nel- gonda moglie di Cliilperico I per vendi-
l'aSNcmblea di Soissons di convenire al , carsi gli suscitò contro Leodasto conte di
decreto ingiurioso che tutte le chiese del Tours; le costui accuse dal concilio di
regno dovessero la 3.' parte delle rendi' Brciiìics (f^.) furono riconosciute calun-
teal fìsco. Gli successe Haudino famiglia- nie, e perì poi miseramente. Indis. Gre-
re del re, che erogò in fi vere de'poveri gorio ebbe viva contesa con Felice vesco-
20,000 soldi lasciali dui predecessore, e vo di INuiitcs, por uuu terra dulia chiesa di
38 TO U TO U
Tours die Felice preleiideva sua. Tulli concilio di Paiigi. Ursmaro dell' 844 '^

i diocesani erano l'oggello delle pastorali trovo pel «."nominato arci vescov(jdiTours
sue sollecitudini, essendo inoltre padre e in un diploma a favore della chiesa di s.

difensore degrinielici. Avendo i latlri sac- Martino, e in una sua sottoscrizione in cui
eheggialo la chiesa di s. Martino, il ve- si(ì\ce,i/i(lignus Turoiticac matris Ec-
scovo donnandòe ottenne dal re Cinipe- clcsiaeJrc/uepiscopusXimìóvautìoU ehe
lieo I grazia per essi. Egli nelle importan- iiell'847 fu al concilio di Parigi, si dice
ti commissioni di cui fu incjiricalo, ebbe Bei gratin Turoiierisis EcclesiacJrciiie-
sempre in oaira il bene dello stato e la glo- jìiscopus. Eraldo dell'BSS inteiveune a
ria della religione. Nel 58q ollenne la con- molli concini, e in un di[)loma che pare
servazione de'privilegi di sua chiesa che di Papa Sergio 1 li, riportalo da'Sammar-
voleansi ledere, e ne mantenne anche l'e- tani, èchiamalo Erardum sanctac mc-
senzioni col suo zelo e fermezza. Nel 594 tropolis Turonicae Episcopus. Già No-
fece un viaggio di divozione a Róma, ac- 4neno duca di Bretagna essendosi fulto
onorevolmente da l'apa S.Gregorio I,
colto proclamare re, de' 4 vescovati di Breta-
che legalo una catena d'oro. 11 Papa
gli gna ne fece 7, aumentandoli con 3 nuovi
ammirando il complesso di sue rare vir- in pregiudizio di Tours, per averli sot-

tù, si mostrò sorpreso in \ederlo piccolo toposti a Dol, la quale fu elevala in sede
della persona. Rispose il vescovo : « Noi arcivescovile (nonostante la lettera de*[)a-
siamo quali Dio ci ha fatto; egli è lo stes- dri del concilio di Toul o di Savonnieres,
so e nelle grandi e nelle piccole cose". Ma cheammonirono i vescovi di Bretagna di-
di questo viaggio non avendone egli fal- visi per scisma dal metropolitano, esor-
lo menzione nelle sue opere, sel)bene lo tandoli all'unione e all'ubbidienza), il cui
attesti il suo biografo s. Odone di Clutìy, vescovo Jumaelenel 777 ebbe il pallio da
sembra dubbioso all'altro suo storico Le- Adriano 1, così Festiuiano da s. Nicolò I,

vesque de la Ravaliere. La santità di s. continuando i successori a intitolarsi ar-


Gregorio diToursfu comprovata da molti civescovi fino a Giovanni Meschino o de
miracolioperaliin vilaedopo la sua uior- la Monche, al quale nel i 199 Papa Inno-
te, che avvenne a' 17 novembre SgS. Per- cenzo III ne tolse il grado, reintegrando
chè si perdesse di lui la memoria, ordi- la giurisdizione e i diritti del metropolita-
nò d'esser sepolto nell'ingresso della chie- no di Tours, terminando perciò la lunga
sa, acciò ne fosse calpestata la tomba; ma controversia sulla quale scrisse Stefano di
il suo clero gii eresse un monumento al- Tournay, insieme alla posteriore transa-
la sinistra di quello di s. Martino. Ora in zione fiuta Ira Giovanni arcivescovo di
breve dirò de' vescovi e arcivescovi più Tours e Rodolfo vescovo di Dol neli45i,
degni di parlicolar menzione, Pelagio a- ratiflcala da Papa Nicolò V nel 1432: re-
vendolo successo nel SqG^ad a questo Leu* stò il vescovo di Dol ili.^tra'snlfraganei,
pario di santa vita. Modegesilo fu al con- privilegio che cessò nel 161 1 quando si fe-

cilio diReims nel 63o. Crolberto con- ce eseguire la generale disciplina della
cesse quelle immunità ed esenzioni alla Chiesa, che dopo il metropolitano debbo-
chiesa di s. Martino ricordate superior- no precedere i vescovi secondo l'epoca di
mente, e confermate da Papa Adeodato loro ordinazione. Ad Erardo successe nel-
li con diploma presso i Sam marta ni, nel- l'arci vescovato Actardo, neir87 1 traslato
la Gallia Christiana. Gavieno interven- da Nantes, il quale ricevè il pallio da Pa-
ne al concilio di Lalerano nel 769 sotto pa Adriano II e fu da lui costituito suo
Stefano ili. Landranfio fu delegato nella legalo al concilio di Douzi, chiamandolo
provincia Turonese di Lodovico 1 il Pio^ Cardinalcm metropoli taman^ e.tarcìùc-
co\ conte Pvolberlo, e iieir8:ì8 assiale al piscopum Turofiicae Ecclesiae, Adalar»
TO U TO U 39
do ebbe confermati nell' 878 i privilegi le dalla s. Sede fu riconosciuta godere i

(itili cliiesa diToursda Papa Giovanni privilegi e esenzione dal vescovo come
1'

Vllljtlisnpprovnndoclie i vescovi di Bre» il monastero di s. Dionisio (f^.)) contro-


litgna si fbsseio soUratti indebitamente versia che descrive la Gallia Christiana.
dalla giurisdtzionedi Tours. Nell'SSy Ei'- Perciò deposto l'arcivescovo Rodolfo, nel
I)erno abbate maggiore di s. Marlino, e- io8r gli fu sostituito altro Rodolfo d'Or-
Itlto dal clero e dal popolo come di san- leans, in tempo del quale Fulcone conte
ta vita. Nelgiy Roberto, che nel 93 tor- d' A ngers concesse un privilegio al mo-
nando da Roma fu trucidato da'ladioni nastero dis. Mauro, e ricevè in Tours

nel passaggio delle jVlpi, cioè da' sai'ace- Papa Urbano Iljanch'egliebbedissidii col
ni corsari numerosi ch'eransi stabiliti in monastero di s. Martino. Per sua morte
Fiassinetto, e barbaramente ingombra- neli I
19 parte del clero elesse arcivesco-
vano le strade delle Alpi, per cui greci i vo il di lui nipote Gisleberto, l'altra parte
davano loro la caccia. Gli succese nel 983 scelse Gualter io arcidiacono e tesoriere di
Telolo o Teotolo canonico decano di s. s. Martino, nobile e virtuoso; prevalse il
MarlinOjChe concesse un privilegioall'ab- 1." che morì nel i iid. Gli successe il b.

bazia di s. Giuliano, Dei gratin Turo- Ildebertode Lavardin già discepolo di s.


noriini MetropolitanuSj e fece altre cose, Ugone abbate di Cluny e di Berengario
avendo Dio illustrato co* miracoli la sua di Tours, vescovo di Le Mans, uomo di

santità. Arduino nel 970 si recò ad Li' singoiar erudizione e innocenza, acclama-
mina Apostolorum, ed a suo favore scris- to dal clero e dal popolo: essendosi da ve-

se Papa Giovanni XIII a'vescovi di Bre- scovo di Le Mans recato in Uoma,nel ri-
tagna, perchè a lui professassero la dehi* torno alla sua arcidiocesi avendo di pas-
ta riverenza sotto pena di scouìunica. Nel saggio approdato all'isola di Lerins, po-
1004 Ugo de'visconti de Cliasteaudun si co vi mancò non perdesse la vita ola li-

ricusò di consagrare l'abbazia della ss. bertà, per crudeltà de'corsaritnori, che
la

Trinità fondata in una sua parrocchia a dall'isole Baleari infestando con legni ar-
Belmonte da Fulcone conte d'Angers, e mali le spiaggie della Catalogna e Proven-
il Papa Giovanni XIX la prese sotto la za, nel giorno di Pentecoste sbarcali nel-
protezione della s. SQ\\ei e Sergio IV suo l'isola la manomisero col ferro e col sac-
successore terminò la controversia me- cheggio. Il b. Ildeberto morì santamente
diante solenne diploma, con autorizzare neh i36, lasciando di se celebre memo-
r arcivescovo a farne la consagrazione. ria per le sue virtù, ingegno, eloquenza
Chenu, Ilist. Archicpisc, GalLiae^ dice e opere. Joscio o Joscino deli i5j accol-
che Ugo per infermità abdicò e fu rice- se Papa Alessandro III in Tours, ed a suo
vuto nel monastero di Cluny. Nel 102 tempo si fece in Tours la collazione del-
gli successe il nipote Arnolfo, che Chenu le olìerte per la crociata di Gerusalemme,
anticipa alo 8 e lochiama santo. A Bar-
1 1 ed insorse grave discordia fra're d'Inglul-
tolomeo del o52 successe Rodolfo dello
I terra e di Francia, con grave pregiudizio
il \ enerabile nel 1074, al quale scrisse di- della città e di sue chiese. Nel i 175 gli
verse lettere s. Gregorio VII, dichiaran- successe il nipote del predecessore Fngel-
dogli che.il pallio concesso al vescovo di baldo, il faconilo e saggio Bartolomeo de
Dui ossia all'arci vescovo cardinal Giovan- Vendosme legalo della s. Sede nelle par-
ni, non pregiudicasse a'dirilti della chic* ti d'Aquitaoia, nominato in vari diplomi
sa di Tours, il che fu pure definito tra de're d'Inghilterra conti d'Angers, che nel
l'arcivescovo di Tours e quello di Dol nel 1 ijG celebrò il sinodo di Rennes per lu
sinodo del 079; egli ebbe gravissima ver-
1 dill'erenze col prelato di Dol. A suo tem-
tenza con l'abbazia di Martino^ la qua* ij. po e ncli 199 huioceuxu 111 decise Hiial*
4o TOC TO U
melile con sentenza cìefiniliva le questio- sta restrizione deirautorith del loro me-
ni tra gli arcivescovi di Touis e di Dol, tropolitano vedevano un'usurpazione dei
ripugnando queslo d' essere soggetto a propri diritti. Fervidissimi furono i cor-
quello, counenietropoli delIaDietagna mi- rispondenti negoziati nel pontificalo di
nore, mentre da s. Martino in poi e fin- Lucio III, e fu allora che Stefano abbate
che la loro sede non si sottrasse dalla di- di s. Genoveffa scrisse al Papa in nome

pendenza di Tours, n'era stata suffraga- del redi Francia Filippo li Augusto.»» La
nea, pe* motivi già narrati e meglio di- chiesa di Tours ha di continuo esercita-
scussi da'Sammartani, non volendo per- to diritti di metropolitana sopra la Bre-
i

mettere sovrani della Bretagna die lo-


i i tagna; canonici di Dol vogliono di pre-
i

ro vescovi fossero soggetti a Tours: per- sente offuscarlo splendore della corona,
tanto il Papa decretò e definì, che il ve- poiché questa controversia non è causa
scovo di Dol e gli altri della Bretagna mi- solo dell'arcivescovo, ma si del re stesso,
nore fossero sulFraganei di Tours in per- e mette a repentaglio la pace. I baroni del
petuo, e che si quietassero le analoghe di- regno la sentono in queslo insieme col
spute; Tours ne fu lieta, Dol afflitta. Il eh. re, e seavessea versar sangue tra'francesi
lì urter nella Storia cV Innocenzo III^^Z' e bretoni sarebbe colpa del Papa". L'ab-
co come racconta la lunga vertenza ter- bate si dolse quindi col cardinal Ottaviano
minata dal suo Papa, narrata pure dal Conti, che Roma slesse contro il re, cosa
AJartene in 77;c.?.,edal Tomassino, Ve- ch'egli non si sarebbe mai aspettata; che
tasetuova disdpUmi. Una questione in- gli ecclesiastici di Dol volevano intaccare,
sorta fra Tarcivescovo di Tours e quello scemare, smembrare il reame. Era quel-

di Dol pe'dirilti metropolitani, avea ac- la forse la gratitudine per tanta divozio-
quistalo una tal quale celebrila a cagio- ne fino allora dimostrata? Ne sarebbe ve-
ne della sua lunga durala. Fino da'secoli nuta una dissensione di cui era difficile
lemoti essi possedevano tali dirilli sopra prevedere la fine e rancori che cova-
, i

tutta la Gallia (cioè di quella parte in di- vano sarebbero all'ultimo scoppiali. Pre-
scorso), dal qualespìrituale vincolo ne ve- gò in fine l'abbate il cardinale, d'inter-
niva che i baroni della Bretagna non era- porre l'autorità sua aflincliè l'arcivesco-
no se non più strettamente legali all'al- vo eletto di Dol, non voglia distaccare dal
ta signoria della Francia. Quando poi il regno le provincie occidentali. Il resi dol-
reggimento feudale vetine sotto i Carlo- se avanti un'assemblea di vescovi, che si
vingi perfe/.ionandosi, e i baroni si elesse- volesse rapirgli una parte del regno dei
ro un re particolare, ei vollero essere se- suoi maggiori dicendo che il Papa era
,

]()arali dalla B'rancia, anche rispetto al- un ingrato; e la cosa restò in pendenza fino
l'ecclesiastico come al politico, e il re lo- a Papa Celestino III, a cui l'abbate Ste-
ro fondò in Bretagna la sede arcivesco- fano contentossi di domandare, a nome
vile di Dol, affine di non essere più per della regina , che nulla fosse deciso fino
ì* avvenire sottoposta a quella di Tours. al ritorno del figlio suo da Palestina. Ce-
Papa s. Nicolò I vi convenne, sotto la ri- lestino HI citò dipoi dinanzi a se le par-
serva che fosse senza contraddizione de- ti, che già parecchie volte eransi presen-
gli arcivescovi di Tours; ma correva or- tate a Roma; ma l'arcivescovo di Tours
Uìttiun secolo e mezzo, da Papa Nicolò II nècouìparve in persona, ne mandò alcun
in poi, che questi ultimi andavano rao- procuratore, per cui la lite rimase un'al-
-vendo doglianze presso la santa Sede per tra voi la sospesa. Innocenzo HI eletto nel
la resliizione di loro podestà spirituale. I 198, pochi mesi dopo chiamò di nuovo
La questione fu spesso aggiustata e sem- i due vescovi nel giorno di s. Michele del
pre rinnovala, ed i re di Francia ia que- 1 Kjr) e pose alfine Icnulue alla queslio-
T OU TOU 41
ne. Le due pnrtl come furono piti volle R eìms.Glì seguendo conFran-
arci vescovi
udite tanto alla presenza del Papa in per- cia gli antipapi Clemente VII e Benedet-

sona, quanto innanzi a'caidinali, ed esau- to XllI residenti in Avignone, mentre lo


rite tulle leprove, non avendo canoni- i era Amelio de IMaillé, neli4o6 interven-
ci di Dol nuH'allroda addurre in giudi- ne all'assemblea adunata per sottrarre il
zio, fu deciso che la chiesa arcivescovile regno dall'ubbidienza del 2.", e nel 1409
di tal città dovesse rimaner soggetta a fu al concilio di Pisa, ove quel falso Pon-
quella di Tours e riconoscerei! capo di lei tefice fu deposto. Giacomo Gelu di Lu-
qual metropolitano; che il vescovodi Dol xemburgo da Grenoble fu traslato a
,

avesse quind'innanzi a dimettere il pal- Tours, indi nunzio al famoso concilio di


lio e a farsi consacrare dall' arcivescovo Costanza, di cui riparlai a Svizzera, per
di Tours, dimostrandogli come sulfraga- dar fine al grande scisma d'occidente, e
neo la sua sommissione; ed afline di ren- fu nel i4 7 uno degli elettori di Martino
I

dere impossibile ogni ulteriore contesta- V, che lo traslocò a Embrun. Il succes-


zione, Innocenzo HI dichiarò nulli tutti sore Filippo de Caerquis o Goelquis, già
i titoli che in avvenire si potessero sco- vescovo di s. Poi de Leon, dotto ed erudi-
prire a favore della chiesa di Dol. Questa tissimo, fu legato al conciliabolo di Basi-
sede restò soppressa nel concordalo del lea, e neh 44 l'antipapa Felice V lo creò
1801. A Bartolomeo nel 1206 successe anlicardinale, perciò ne riportai le noli-

Gaufrido de Lude, il quale ad onta della zie biografiche nel voi. IV, p. 164. Per
santità di sua vita, per iniquo consiglio sua rinunzia, nel i44^ gli successe Gio-
fu attossicalo;onde nel 207 gli fu sosti- i vanni Bernard professore di legge, arci-
tuito Giovanni de Faye nipote di Bar- , diacono e decano d'Angers; intervenne al
tolomeo già decano di Tours, che eletto congresso di Mantova adunato da Pio li,
in competenza di Roberto di Vitry, In- quale oratore regio, e mori neh 4^6. E-
nocenzo IH confermò la nomina di Gio- lia de Bordellio y fatto arcivescovo nel
vanni, il quale ricevè poi il pallio dal car- 1468, fu poi creato cardinale, morto san-
dinal legalo di Francia, e mori nel 122 tamente con miracoli. Il successore Ro-
circa. Gli successe Francesco Cassando berto de Lenoncourt, abbate di s. Remigio
Cassarci^ da Gregorio IX creato poi car- di Reims, nel 1489 stabilii minimi nel ca-
dinale, e di lui e degli altri arcivescovi e- stello di Plessis, e fu Iraslalo a Reims; in-

levali a tale dignità parlo alle biografie. vece da questa chiesa passò a Tours il car-
L'arcivescovo Pietro de LambaI del 1 25o dinal Carlo Domenico del Carretto, ì!ie[
rinunziò alle regalie di sua chiesa, a favo- i547 il cardinal Giorgio à' Armagnacy
re di Bianca regina di Francia. Nel 1270 poi trasferito a Tolosa. Il successore Ste-
Giovanni de Monsoreau o Monlerau già fano Poncher de'signori d'Esclimont, già
decano della cattedrale, che nel 1278 pre- vescovo di Bayeux, fondò il monastero dei
siedè il sinodo di Rennes. Reginaldo de celestini d'Esclimont, ove fu sepolto nel
IMontbason nel 1 3o4 ottenne dal re Filip- i552, lasciando il suo cuore alla catte-
po IV il Bello 1* immunità pel clero di drale di Parigi. Gli fu sostituito il celebre
sua diocesi, pe'sussidii dell'esercito. Ste- cardinal Alessandro Farnese nipote di
fano de Bouigueil neh 333 fondò nell'ac- Paolo I li. Nel 554 Simone de Maillc Ira-
1

endemia di i*arigi il collegio Turonese. slalo da Viviers, dotto e lodato peraltro


Dopo 1072 fu amministratore Segnino
il prerogative insignì, si recò al concilio di
d'Aulhon patriarca d'Antiochia, il cui te- Trento: nel i583 celebrò il sinodo pro-
stamento si legge nella Gallia clwislia- vinciale, cominciato in Tours e termina-
ìia. Guido de Roye nel 38(ì introdusse i i lo in Angers, coirintervento d'8 vescovi;
curmclilani iu Tours, e poi fu trasferito a con lettera uè die purtc al re Euiioo HI,
42 TOU TOU
e al Papa Gregorio XIII per l'approva- III." oltobrei8i7 gli fu surrogalo Gio.
zione. Nescrisse l'elogio Scevola Sammar- Battista de Chilleau della diocesi di Pe-
tani, ì\é[y Elo^ìoruni Gallorum doctrì' rigueux, antico vescovo di Chalons sur
na iUustrìimi. NeliSgy Francesco de la Saone. Pio V 1 1 gli die per coadiutore con
Guesle ornato di grande ermlizionee fa» futura successione, a'27 giugnoi8ai, A-
cundia, introdusse in Tours le carmelita- gosliuo Lodovico de Montblanc di Saus-
ne, i recollelli,ed i cisterciensi f()glianti. ses, vescovo elettodis. Diez e tiasla lo dal-
Gli successe nel 1617 ^ebastiano Dori o la chiesa arci vescovile di Cartagine inpar-
Galigai fiorentino, fratello di Eleonora tihus: successe alla coadiutoria per mor-
moglie Concino Concini, favoriti del-
di te ilei predecessore a' 2 i marzo 82 5. Per
1

Ja regina Maria de Medici; ma venendo sua morte, Gregorio XVI nel concistoio
Inicidalo il Concini, divenuto marescial- de' 27 gennaio 1843 preconizzò l'attuale
lo di Francia, nell'istesso anno l'arcive- arcivescovo cardinal Francesco Nicola
scovo abdicò e ritornò in Toscana, Nel Maddalena Morlol di Langres. Già vica-
1 6 8 da Dayeux vi fu traslocato Bertran-
I rio della cattedrale e parrocchiale di s. Be-
do d'Eschaux, sotto del (\\\&\e'patres ora- nigno di Dijon, poi vicariogeneraledidue
toriì Jcsa Turo/USfandnnturj encomia- vescovi di tal diocesi, e mentre lo eradi
to per virtù e dottrina. Da Boulogne nel mg."^ B.ivet, Io stesso Papa nel concisto-
1641 successe per coadiutoria Vittore ro deirS luglio iSSg l'avea proclamato
Bontliillier, prudente e zelante, restaurò vescovo d'Orleans, couquest'elogio: qitae
e abbellì l'arci-episcopio, introdusse le re- omnia ninnerà suninia cwn laude com^
ligiose dell'Annunziata, e altre nell'arci* plevit^ vìr denique gravis,prudenSjdo'
amministrò il sacerdozio al
diocesi: egli ctusj multa rerum experìentia praedi-
nipote Armando di Bancé, die aspirava lus, et in ecclesiasticis fanctionibus ap-
alla sua coadiutoria, poi mirabile istitu- prime versatus^dignus^propterea censC"
tore dell'austerissima e virtuosa congre- tur qui ad supradietam Ecclesianipro-
gazione della Trappa{^V.). Clemente XI moveatur. Altro elogio di diligente, di ze-
fece arci vescovoEnricoOsvaldodella Tor- lante, di caritatevole pastore, Gregorio
re o Tour d'Alvergna, nel i 72 trasferi-
i XVI lo replicò nel tiasferirlo all'illustre
to a Vienna, e poi cardinale. Le Nolìzie sede che paternamente governa. Nel 1
849
di Fwma riportano i seguenti arcivesco- fu celebrato il concilio di lìennes (f^.)
vi. NeliySi Enrico M,** Bernardino de provinciale, presieduto dall'arcivescovo
Ceilbes de Bosset de Fleury, di Perignan di Tours, intervenendovi vescovi di Le i

diocesi diiNarbona. Neh 77.5 Gioacchino Mans, AngerSjRennes, Nantes, Quimper,


Francesco Mamerlo de Conzié,di Pomier Vannes, s. Brieux,gli abbati di Solesmes
diocesi di Lione, già vescovo di s. Omer. di Port-du-SaIut,delaMilleraye, e mg."
Hicusò di dare la sua rinunzia all'epoca Lassaillandiere antico vescovo agli Stati-
del concordato. Pio VII nel 1802 dichia- Uniti. Fu apeilo con solennità dall'arci-
rò arcivescovo di Tours Giovanni di Dio vescovo domenica I I novembre, enei cor-
Raimondo di Cuci Boisgcliii, indi 3*27 teggio, che si rese processionalmente dal
gennaioi8o3 lo creò cardinale, morto in seminario, ove si tenne il concilio, alla cat-
Tours a'20. agosto 804. Autore d'opere,
1 tedrale onde celebrarvi l'inaugurazione,
come dissi alla biografìa, un'altra è que- si contarono più di 4oo ecclesiastici. II

sta ; Esposizione de principii del elero concilio mantenne la pia sentenza del-
sulla Costituzione eivile. Il i.° febbraio l'I m macola toConcepimeulodiMaria Ver-

1 8o5 gli successeLodovico Mattia de Bar- gine, e la dichiarò comune si a'padri con-

rai, della diocesi di Grenoble, traslaloda gregati, sì al clero e popolo della provin-
Mcaux;rinunziò l'arci vescovato nel 1 8 1 5. cia, (|ualificandula coufuraie alle s, Scrii-
TO U TOC 43
Iure, olla tradizione, al culto ecclesiasti- sommo suo magistero. Sorge il genufles-
co, airorclinata ragione, e tale por ultimo sorio, di forma quadra, sopra due ampi
tlie nulla sembrava ormai mancare se gradini. Coperto di velluto rosso è lo sga-
non il giudicato della s. vSede, perchè pro- bello in cui posa le ginocchia chi ora, e
gredendo olire il cerchio dell' evidenza tra vaghissimi ricami d'oro vi è operato

teologica divenisse materia e capo di fe- di trapunto il nome di Pio IX. Segue il
de divina. Indi nei I 852 Tarcivescovo coi dossale, ove in mezzo ad un'elegante cor-
7 vescovi suoi suflraganei (l'S.' venendo nice, cui ricinge un ramo di quercia, ve-
dichiaralo tale dipoi), per testimoniare il desi intaglialo lo slemma del Papa. A'ia*
loro profcjndo ossequio con pubblico se- ti di esso e dell'altre parti del dossale, si

gno ul sommo Pontefice Pio IX, aperta elevano 12 pilastri con in mezzo sorretti
una sottoscrizione nelle loro 8 diocesi, la da colonnelle e sormontati da baldacchi-
provincia ecclesiastica di Tours col rica- no tulli messi "enliltnente a rabeschi e
,

viito un insigne inginoc-


fece costruire trafori, le statuette d'avorio de' 12 Apo-
(7aV/ /o/o, descritto nel u.^aBQ del Gzor* stoli, avente ciascuna in mano una sii iscia

TKilcdi Roma di dello anno (anche la Ci- pur d'avorio, scrittovi sopra un articolo
viltà cattolica ne fi ce cenno nella 2,^ se del Credo. Alle 3 grandi facce però che
rie, t.i,p. 12 i),e lo fece umiliare al l^apa sono a destra, a sinistra e dietro del dos-
in significazione speciale ili farsi tutta vi- sale, ha l'artefice intagliato di mezzo ton-
vamente raccomandata olle sue orazioni. do, e nel legno slesso, l'immagini delie 3
11 religioso dono fu presentato al santo Virtù teologali posanlesi sopra un suolo
Padre da una deputMzione di cui era ca- graziosamente smaltalo d'erbe e di fiori
|)0 degnissimo mg.' Gio. Battista Bouvier ed intoinialo di be' fregi e di foglie. In-
vescovo di Le Mans ('he venuto nuova- di è il nobile appoggiatoio, il cui cuscino,
mente in Roma nel i853 per assistere pur di velluto rosso, reca in cifra tra fre-

alia dogmatica definizione dell'I mmaco- gi d'oro il nome ss. di Gesù: ed a'Iati gli
la laConcezione,ptonunziata solennemen- aggiungono bellezza e finimento due lar-
te dal Papa Pio IX, vi lasciò piamente ghe fronde con foglie così vere e spicca-
la vita, il che celebrai nel voi. LXXIII, te e condotte con tanta squisitezza di di-
p. 69, nel ragionare di quanto precedet- ligenza, che superano qualunrpie lode. A-
te, accom[»agnò e seguì il glorioso avve- presi dinanzi un'edicola d'assai vago sti-

nimento), con parole di fede e di rispet- le, in cui fra coloime, che tirate di pro-
to, venendo accolta l'oirerla con benigni- spettiva ed esili (come richiede la manie-
tà ed elivisione d'animo. Il geiiii/lcs.wrio ra ogivale) si girano in archi acuti, sor-
è di quercia di Russia, e ritrae di quella gono sopra eleganti stipiti ed altri ornati
maniera d'architettura, che fu in uso in 6 Angelelti d'avorio, ciascuno de'quali la
n)()he parli d'Kuropa prima che rifioris- diverse altitudini e pieni d'ima grazia di
se la ragione dello stile greco e romano; Paradiso recasi in mano una striscia, ove
archilellura del medio evo, la quale chia • si leggono scritte (ripartite in tutte e (i le

masi ogivale, ed oggi da taluni inlende- strisele medesime) queste parole dell'au-
si restaurare come reputata più conve- lico storico francese Joinville: Quils^e»

niente a' mistici edilìzi della religione e Icvoit cu s* ahnissant ainii, E a gran
al Tempio (f^.). Il valente Bloltièi e con proposilo: poiché l'uomo venerabile che
un lavoro di ben 8 anni condusse l'ope- ivi osservasi genullesso sopra un inginoc-
ra in discorso, aiutalo da'suoi nipoti, e vi chiatoio, e regalmente vestilo, è s. A«/gi
mostrò sia nell'invenzione e nella dispo- IX re di Francia. Quanta dignità e san-
sizione,sia nella risoluta pratica, sia in ììne tità d'aspetto! Quanta umile divozione

nella ricchezza e leggiadria degl'intagli il nel venerare che fu, sì profóndamente m-


44 '^ ^ ^ TO U
thmalo, la Corona di GesU di-
Spine di dini, di 2 metri e io centimetri. A ren-
sio, cli'egli si è posla dinanzi sopra un cu- dere poi perpetua la ricordanza del dono,
scino! lleliquia che il glorioso monarca, leggesi nella parie posteriore dell'edicola,
liei passaggio colla crociala in Paleslina, e precisamente sotto la finestra, la segueu-
ebbe l'alia venluia di ritrovare (dice l'au- Pio IX Sanimo Pontifici,
le iscrizione.

tore dell'elegante descrizione) e poi di re- Provincia Turonensis , Tiiron. Caeno-


tar seco in occidente ad accrescere i leso- vian. Jndegav. Nannet. Rhcdon. Brioc.
ri della religione. 11 sontuoso reliquiario Corisopit. Vcnet. mdccclii. 11 Papa Pio
d'onde si reputa che pur ora il re l'abbia JX a premiare aierili dell'arcivescovo
i

traila, è rappresentalo d'avorio in fondo Morlot, nel concistoro de'7 marzo i853
nll'edicola fra ricclii ornali e come circon -
lo creò carduiale dell'ordine de' preti, e
dalo a gran riverenza da quel coro d'An- gl'invio a Tours la notizia di sua promo-
geli. Fiancheggiano l'edicola le solile ter- zione col zucchetto rosso, per la sua guar»
rene lemiinanli in guglie con capricci di dia nobile cav. RanierodeCinque,couie si
fiori e di foglie: torrette che sono 2 nel- badai Giornale di Roma^con quanto al-
la parte anleriore, 4 "'^'^^' posteriore, là tro vado a dire. Giunta in Tours la guar-
dove mezzo una ben adorna e
postasi in dia nobile, in sua compagnia il carduiale
spaziosa finestra, sembrano colle loro ci- partì per Parigi a* 23, onde ricevervi la
lue lanciarsi negli spazi del cielo. Egregie berretta cardinalizia dalle mani dell'im-
poi di lavoro e di senlimenlo sono quel- peratore de'francesi Napoleone 111 dopo

le 4 statue d'avorio, 2 delle quali si scor- l'arrivo dell'ablegato apostolico, seguito


gono ivi sul dinanzi, 2 altre fra le ter- puredidl'ab.Malmoucheil i.°de'suoi gran
rene della parte di dielro. E qua ci ri- vicari generali,e dal canonico della metro-
tiagi^ono la B. Vergine col Bambino e s. politana ab. Manceau. Per ablegalo alla
Pio V, là ss. Martino e Giuliano che
i , tradizione della berretta a Parigi, il Pa-
tennero gloriosauienle le cattedre vesco- pa destinò mg."^ Francesco de', marchesi
vili di Tours e di Le Mans. Finaluienle Ricci Rondinini suo cameriere segreto so-
sopra il girare del maggior arco dell'edi- prannumerario, il quale partì da Roma
cola risalta un' erta cornice o architrave, a'29. A'6 aprile girmto in Parigi conse-
ch'è base a un gran piedistallo, su cui con gnò al cardinal Morlot il breve apostoli-
mirabile soUigliezza sono intagliate sì la coche accompagnò la berietta, la cui im-
mistica vile co'giappoli e manipolo sì il posizione eseguì l'imperatore nella cap-
di frumento. Ivi s'innalza sublime il ves- pella delle Tuilleries domenica i
7 aprile.
sillo del cristiano trionfo, d'onde ritratto Due carrozze di corte condussero a tal pa-
in avorio pende morto il Redentore, a cui lazzo imperiale il cardinal Morlot accom-
dall'uno e dall'altro lato, sopra i piedi- pagnato dal maeslro delle ceremonie del-
stalli minori, vedono astanti in pieto-
si l' imperatore, da mg.' ablegalo e dalla
sissimi atteggiamenti la Vergine Addolo- guardia nobile pontificia. Il corteggio del
rala a destra, e s. Giovanni a sinistra. Tal cardinale si componeva de'due nominati
è nelle principali parti quest' opera, no- e altri ecclesiastici. 11 corteggio discese al
tabilissima nel suo genere, e ben partita padiglione di Flora. Mentre il cardinale
e ordinata, oltreché vaga e tale che ono- s'avviava in un salotto vicino alla cappel-
ra non meno la maestria del diligentissi- la e che conteneva gii ornamenti della sua
ino e pazientissimo artefice, che le stesse nuova dignità, l'ablegato mg.' Ricci ven-
arti francesi. La sua larghezza è di centi- ne condotto all'udienza dell' imperatore
liuietri 75,rallezza fino alla sommità del- nel suo gabinetto, dov'erano riuniti! prin-
la croce, di metri 2 e 90 centimetri; la cipi della famiglia imperiale, i ministri e
lunghezza, insieme culla predella a gra- gli ulllziali di servizio. Indi mg.' ublegata
TO U TO U 4>
pronunciò in Ialino il discorso seguente. rilà. Col sommo Pontefice, che governa
^>l*oleiitissitno Imperatore. La dignilà del la Chiesa, e con voi, inclito Principe, che
cardinalatoessendo sì eminente nelIaCliie- resterete coraggiosamente fedele a così
sa, i romani Pontefici posero ogni lor cu- bei principii, l'impero francese fiorirà co-
ra per conferirla agli uomini distinti, che me pure la vostra augjisla casa; poiché
lo splendore delle loro vi^'lù renileva de- il miglior mezzo di raifermaree consoli-
gni di quest'onore. Fedele agli esempi dei dare la pubblica felicilà consiste nell'o-

suoi antecessori, Pio lX>cui Dio confidò norare e vantaggiare la vera religione".
il governo della sua Chiesa, dopo avere Sua Maestà rispose.'^ J^^onsignore. E" sem-
già scelto tra' vescovi francesi alcuni pre- pre per me un avvenimento solenne la
lati illustri per più titoli ed annoverali nel imposizione della berretta cardinalizia a
glorioso senato della Chiesa romana, vol- un prelato distinto, e l'essere così l'inter-
le innalzareancoi a a questa dignilà un al- nìeJiario delle grazie del Santo Padre. Mi
tro prelato, l'arcivescovo di Tours, che ri- congratulo con voi perchè Sua Santità vi
splende tanto pel suo zelo a vantaggio del- ha scelto per questa onorevole missione.
la religione, perla sollecitudine, per la fe- Vi ringrazio del modo con cui apprezza-
de, per la costanza nell'adempimento del te i miei sentimenti per la religione cat-
suo uffizio pastoraléjSicchè voi l'avete giu- tolica e i miei sforzi per istabilire dovun-
dicatodegno della vostra raccomandazio- que la pace e la concordia. Vi prego, quan-
ne imperiale, ed è tale realmente da me- do sarete ritornato a Roma, d'essere pres-
ritare di essere decorato della porpora ro- so il Santo Padre l'interprete de'mieisen-
mana. L'onore, che il nostro sommo Pon- iimenli di venerazione e di rispetto". Do-
tefice ha fatto a'raeriti del prelato, è una po l'udienza l'imperatore col suo corteg-
nuova prova della sua paterna benevolen- gios' avviò alia cappella. L'imperatrice

za pel clero di Francia e per la nazione Eugenia, accompagnata dalle dame del-
francese, che si gloria soprattutto del no- la sua casa, avea già preso posto nella tii-

bile titolo di figlia primogenita della fe- buna Le LL. MM. assisteltei o ad una
alla.

de cristiana onore ri-


(del qiial Titolo cV /nessa bassa con accompagna meo lodi mu-
non poteva a-
parlai in tale articolo). Io sica, alla quale pure assistevano le LL.

spirare ad un onore maggiore di quello A A. II. il principe Girolamo, co'suoi figli

d'essere eletto per portare le insegne sa* il principe Napoleoneela principessa Ma-
gre, che in questa ceremonia. Augusto Im- tilde; le LL. AA. il principe Luciano Bo-
peratore, imporretecolle vostre mani, se- naparte, e il principe Murai; madama la
condo l'antica consuetudine, sul capo del principessa Maria duchessa d'Hamilton;
nuovo Cardinale: e non dubito punto,che madama la principessa Murai; madama

quest'onore insigne, cui Dio volle eleva- la marchesa Darlholini;i ministri; pre- i

to r illustre prelato, non sia un soggetto sidenti e membri deH'uifizio del senato e
di gioia a tutta la nazione francese, che del corpo legislativo; il presidente, il vi-
siete chiamalo a governare. Fin dal prin- ce-presidente del consiglio di stato e i pre-
cipio del vostro impero avete dichiara- sidenti delle sezioni; il nunzio del Papa
to, illustre Principe, che non penserete e mg.' Garibaldi arcivescovo di Mira; il car-
non intraprenderete nulla, che non fos- dinal Donnei arcivescovo di Bordeaux;
se onorevole,giusto e vantaggioso alla fe- mg."^ Sibour arcivescovo di Parigi; i ma-
de cattolica, per difender la quale questa rescialli di Francia e gli au)miragli; il go*
grande nazione fin dai primi tenq)i si è vernatore degl'Invalidi, il gran cancellie-
resa illustre, come ralteslanoi monumen- re della legione d'onore, il generale co-
ti del suo coraggio e della sua gloria con- mandante in capo della guardia naziona*
sagrali ncllu inemuiia clerua della publc* le, il prcfctlu della Seuua , il prtilcltu di
46 TO U TO U
polizia, diversi senatori, i deputali, consi- tulio all'adempimento de* suoi adorabili
glieli di stalo e altre persone invitate. Al- disegni, e che conosce, che se ini^ anni
messa il cardinal iMorlot, non
la fine della d'e[)iscopalo il mio cuore concepì deside-
essendo ancora vestilo de'snoial)i li di por- rii,non furono ispirali d d pensiero d'una
pora, fu introdotto nella cappella dal gran nuova dignità. E' altresì nella conoscen-
cerenioniere, e si collocò a sinistra pres- za del mio amore per la Chiesa, e del mio
so il gennflessorio d(;irirnperalore. A.lcu« più figliale risptelto al suo Capo, che cre-
ni istanli dopo, mg/ ablegato venne pu- do poter rassicurarmi contraendo verso
re introdotto nella cappella e prese posto la Chiesa e la s. Sede obbligazioni delle
nel Ino'go ov'era la berretta sopra un vas- quali comprendo tutta la estensione. Sia-
soio d'oro, per piesenlarla all'imperato- mi finalmente permesso dirlo, senza vo-
re. A Mora il cardinal Morlot s'inginocchiò, ler lodare qui ciò che ciascuno vi ammi-
e Napoleone 111 prendendo la berretta la ra; gli obblighi d'un vescovo, la missione
pose in capo al cardinale^, che in appres- d'un membro del sagro Collegio, associa-
so si ritirò. L'imperatore si recò quindi, to più slrellamenle a tutte le sollecitudi-
col suo corteii^io e gl'invitati , nella sala ni del Pontefice supremo, non divengo-
di Luigi XIV. Il cardinale si vestì i suoi no forse più dolci e più f jcili, lorchè Co-
abili di porpora, e venne condotto insie- lui che tiene nelle sue mani le sorli del-

me coll'ablegato, dinanzi all'imperatore le nazioni suscita (elevalo all'impero a'2


e all'imperatrice, indi pronunziòil discor- dicembre iSSi e benemerito della pace
so seguente.*' Sire. Nel mon)enlò in Cui d' Europa, il che celebro a Tregua del
ricevo dalle mani di Vostra Maestà le in- Signore) per governare una grande na-
segne della più alta dignità ecclesiastica, zione, un Principe dolalo di tali emi-
dopo la su[)rema, non dovrei forse aprir nenti qualità da preparare un regno ve-
bocca, se non per parlate della mia rico- ramente riparatore e benefico; assicuran-
noscenza a voi, Sire, che m'avete fallo l*o- do alla patria un avvenire glorioso e pro-
nored'indicarmialCaporlellaChiesa uni- spei'o; lorchè al lato di questo monar-
versale per una tal distinzione, e al som- ca viene ad assidersi un'augusta compa-
mo Pontefice, che si degnò di accettarmi. gna (Eugenia M.' deGuzmau conlessa di
Ma se è vero che in quest'ora solenne, il Teba sposata a'29 gennaio 853, della cui i

sentimento di ciò che devo a Voi e al Suc- casa feci parola nel voi. LXVin,p.
93, la
cessoredi non può essere sorpas-
s. I^ietro quale a' 16 marzo 856, domenica delle
1

sato da nessun altro, non potrei neppu- Palme, die alla luce il principe imperiale
re dissimulare la profonda commozione, Napoleone Eugenio, a cui fece da padri-
che provo alla visla di questa dignità, di no il Papa Pio IX, a mezzo del cardinal
questi onorij che,nella Chiesa specialmen Patrizi Firario di Roma, perciò fciHo
te, sono carichi reali ed onerosi, im poli- legato a degna di dividere il suo
latere),
gono a lutti una responsabilità terribile e trono e il suo cuore, accoppiando all'ele-
ancor più spaventevole a colui, che deve vazione e alla forza d'animo, la più te-
applicare a se stesso io tutta verità quel nera sensibilità, rivaleggiando con lui nel-
che la pili profonda uuiiltà faceva dire a lo zelo, ne'buoni esempi, ne' benefizi per
s. Paolo: Io sono V ultimo de mìeifratelli sanar le piaghe, che affliggono l'umanilà,
nell apostolato; io non sono ne anche de- per estirpare i disordini da cui sono af-
gno d'essere chiamato apostolo.Oo non- flitti i popoli, per asciugare le lagrime deb
dimeno v'ha una certa cosa, che rialza il Tinfurtunio, per ristabilirei pubblici co-
mio coraggio e rianima la uìia fiducia; è slumi, senza i quali le uiiglioii leggi ind-
il sentimcnlu della mia debolezza; perchè ia possono, j)er consolidare la religione,
è nota a Dio Onnipotente che fa servir eterno fondamento d'ogni buona polili-
TO U T O U 47
rn. Con tali auspici! e afTulato nlla cìivi- cidiocesi di Tours si estende nel diparti-
11(1 assistenzii, accetterò con minore spa- mento d'indie e Loiia. Ogni nuovo ar-
vento le funzioni di cui so che un giorno civescovo è tassalo ne'libri delia camera
dovi ò rendere conto. Foi lunato, se a for- apostolica iu fiorini 55o. Anlicamenle
za tli sagrifizi j^iungerò a non esser trop- i* arciiliocesi conteneva 3oo parrocchie
po al disotto dell'augusta benevolenza di circa, divise in 3 arcidiaconali, 4 arcipre-
cui sono l'oggello, e deirespellazione del lure e 23 decanali. Eranvi di piìiiy ab-
Pontefice il più venerato e il più degno i)azie, 3 commende di Malia, e i chiese
d'esserlo.** L'imperatore rispose : » Una collegiate, fra le quali distinguevasi quel-
delle più nobili obbligazioni di chi ha il la di Candes, piccola città al confluente
potere è di ricercare il merito; l'una del- della Loiraedella Vienna, dove s. Mar-
le più dolci sue prerogalive è d'onoiar- tino mori in mezzo ad un clero da lui me-
lo.Provo soprallullo questo sentimento desimo probabilmentestabililo. VenneÌQ
quando nìi lice indicare al Santo Padre seguito eretta in collegio di canonici, e co-
qtie'prelati sui quali desidero specialmen- nosciuta sotto il nome di s. Maurizio. Più
te invocare la sua preferenza. E' unospet- tardi prese il titolo di chiesa reale e col-
lacolo consolante il vedere l'accordo che legiata di s. Martino di Candes, ed i re
regna, dopo il concordiito, tra il potere di Francia sempre la protessero. Luigi XI
temporale e lo spirituale nel consagrare e Carlo IX l'esentarono d'ogni imposizio"
la scella degli uomini più degni nel cle- ne. Luigi XiV fece rialzare uno de'pilo-
ro. Vostra Eminenza, così conosciuta pel- ni delia chiesa, e Luigi XV prese provve-
le virtù cristiane e per lo spirito di con- dimenti pel ristabilimento della maggior
ciliazioneche la distinse finora, continue- parte del tempio, che minacciava di ca-
rà, ne sono persuaso, a uianleiiere nella dere nel 1 723. il capitolo di questa colie-
Chiesa quell'unità eh' è la sua maggior giala,non compreso il basso coro, era com-
forza, e ad accrescere, col suo esen)pioj posto del preposto edir2 canonici, fra i

l'influenza d'una religione che non vuo- quali auclie l'arci vescovo di Tours. incon-
le altre armi fuori della pei suasione, e che segueiiza d'una fondazione immemorabi-
per ispirilo di carità ollVe sempre lumi a le, i benedettini dell'abbazia di Ijourgueil
chi erra, rifugio a chi si pente", li car- erano obbligati di matulare 4 «eligiosi a
dinale indicò all'impeiatore i personaggi Candes ne'giorni i i novembre e 4 '"o''^*j
del suo seguilo, e Napoleone 111 [jreseulò ne'quali cadevano le due feste di s. M;u-
all'imperatrice mg.' ablcgalo apostolico tino, per assisterei canonici nel celebrar-
e la guardia nohilediSua Santità. Poscia vi l'ulìlzio con uuiggior solennità. l*rima
ie LL. MM. si ritiiarono ne' propri ap- la rendila dell'arcivescovo di Tonisela
partamenti, il cardinal Morlot colle per- di 4o,ooolire, eletasse per le bollec) )00
sone del suo seguilo fu ricondotto alla fiorini. Prima di parlare de' concilii di
sua abitazione colle medesime carrozzedi Tours, riporterò il promesso cennodiZrt-
corte. La sera il cardinale pranzò con l'im- val, nuovo vescovato sulfraganeo.
peratore e l'imperalrice, insieme al nua- Lavai o Lavai Guyon, rnìlis Guido'
zio pontifìcio, all'ablegalo e alla guardia ìiis^ LavallìurUy città con resideuza ve-
nol)ile,il ministro degli affari esteri equel- scovile di Fiancia, nelU ijielagna mino-
lo dell'islruzioiie pubblica e de'culli. Di- re, capoluogo del (hparlimenlo di Ma-
poi recatosi in Roma il cardinale ricevè yenne, nella provincia diMaine corrispon-
dal Papa \v fillre insegne cardinalizie del dente al Cacìioinaiieii.sis Jgcr delia xi
cappello e dell'anello, e per titolo la chie- romana provincia delle Gallie, divida in
sa dc'ss. Nereo ed Achilleo, annoveran- alla o suj)eilore o meridionale, e in bassa
dolo a Sconci eguz,ioni cuidinalizie. L'ur- o infciiore o sellenlrionale, e compreu-
48 TO U TO U
de 1' altro diparlimento del Sarthe. La e cotone ad uso di Madras, flanelle, mtis-
provincia di Maine dopo aver lungri nien- soline, stamigne, ec.Vi sono inoltre molti
te appartenuto agl'inglesi, fu confiscata conciatoi, edue segatoi pel marmo. Con-
al re Giovanni Senza Terra da Filippo siderabile è il suo commercio, non solo
II, e riunita alla francese monarchia da de'prodotti di sue fabbriche, che si espor-
Luigi XI. La città di Zrt2i><2/, già contea tano in paesi stranieri, ma altresì in lana,
e baronia, che descrissi al suo articolo, ferro, legname per la marina, grani di tri-
uelle proporzioni come luogo in cui nel foglio, refe, marmo, ec. Ogni sabato si fa
1243 fu tenuto un concilio da Gaufrido un rinomato e mercato nella pro-
ricco
o Giuvelio perla conservazione della di- pria piazza, oltre 5 annue fiere, essendo
sciplina ecclesiastica, ora merita che vi molto importante quella de'9 settembre
aggiunga alcun'altra nozione. E situata per bestiame, grani, filo e derrate d'ogni
nel fondo d'una vallata a 1 5 leghe da Ren- specie. Lavai è patria di Guglielmo Bigot,
nes, 16 da Le Mans, e 56 da Parigi; sede d'Ambrogio Pare chirurgo, di David Pii-
di tribunali dir/ istanza e di commercio, vault precettore di Luigi XIII, di Danie-
della conservazione dell'ipoteche, di dire- le Taury letterato, di Giovanni la Frère

zione de' demanii, e delle contribuzioni storico, di Francesco Pyrard viaggiato-


dirette e indirette, di società d'agricoltu- Conta circa 20,000
re, e di altri illustri.
ra, di camera di commercio e d'un con- abitanti. Vi fanno capo le strade di Alen-
siglio di esperti. Eccettuata la vasta e bel- con, Tours e Le Mans. I dintorni sono
mercato per le tele, e il ponte
la piazza di fertili e ameni: in uno de'due sobborghi

nuovo, non vi si vedono che antichi edi- la chiesa di s. Veneranda ha la ficciata

flzi e le vecchie mura. L'antica e alta tor- miscuglio bizzarro di moderno e di go-
re, dimora de' duchi di Lavai e poi de' tico. Vi sono ne'suburbi fabbriche di sto-

duchi Tremouille, serve oggi di prigio- viglie e di maioliche,fornaci da calce, mol-


ne. In fìanco s'innalza un altro castello di le fucine, una cava di (narmo lavorato
costruzione più recente e più bella, ed ivi venato a più colori assai proficuo all'ar-
è il palazzo di giustizia. L'edifizio della chitettura, e un gran numero di purghe o
prefettura, il palazzo comunale, ed il tea- opifizi d'imbianchimento.!! regnante Pa-
tro nulla olirono di particolare. Bensì pos- pa Pio IX ad istanza dell'imperatore Na-
siede due ameni passeggi pubblici, quello poleone III colla bolla Proprium fiùt
,

del Campo di fiera e quello di Hardy, due semper^ de'3o giugno «855, eresse que-
ospedali, un collegio comunale, la biblio- sto vescovato, dismembrando il diparli-
teca pubblica. Essenzialmente manifat- mento di Mayenne, provinciae Medaa-
turiera, è particolarmente Lavai rÌJ»o- nae, dalla diocesi di Le Blans, la cui se-
mata per le sue tele che chiamansi eoa deera allora vacante, e formandovi quel-
nomi diversi. Essa è debitrice a Guido di la di Lavai, che dichiarò suffraganea del

Lavai, uno de'suoi antichi signori, delle metropolitano di Tours. Quindi nel con-
numerose fabbriche di tal genere e della cistoro de'28 settembre preGonizzò(prov-
riputazione di cui godono. Al momento vedendo pure del 'pastore Le Mans, con
del suomatrimonio con Beatrice di Fian- dichiarare l'odierno vescovo mg."^ Gian
dra nel secolo Xlll, egli chiamò presso Giacomo Nanquette dell' arcidiocesi di

di se molli artefici fiamminghi, che inse- Reims, parroco arci prete di Sedan) in 1

gnarono agli abitanti l'arte di tessere le vescovo l'attuale mg." Alessio Casimiro
tele, trovando essi poscia il segreto d'im- Giuseppe Wicart, di Meteren arcidiocesi
biancarle. Vi si fabbrica anche biancheria di Cambray, già vescovo di Frejus e di
da tavola damascata, gran quantità di fi- Tolone (K), con quella proposizione con-
lo di lÌDO, calicot, basini, fazzolclli iu filo cistoriale da cui ricavo quanto vado a ri-
TO U TOU 49
ferire. La cillà conlieue vigiliti circiter ve di artiglieria, volle recarsi alla chiesa
ìitcolarum niillia. Lo parrocchiale chie- a piedi, preceduto dalla croce, che fu al-
sa tifila ss. Trinità, ampia e decorosa, di zala a lui appena entrato nella stazione,
gnslo gotico e romano, venne elevala a e dal clero. Due ali di fanteria accompa-
caltedrale. Ha il ballisteriOjelacuraiJ'a- gnavano il corteggio, e tenevano addietro
nime è affidala al parroco arciprete coa- la folla del popolo, che si prostravaal pas-
diuvato da 5 vicari. Fra le relicjuie si ve- saggio del degno rappresentante della s.

nera l'intero corpo di s. Ifyomedìs mar- Sede. Le truppe della guarnigione, schie-
tyris. il capitolo, come le altre cattedrali rate sulla piazza della prefettura, gli re-

dell'impero diFrancia,si compone di 3 di- sero gli onori militari: tutte lecampane
gnità, d» 8 canonici seiicapilularcs^ ciun della città suonavano a festa. Dopo di es-
theologo et poenitentiario^e LÌiiiUvì preti sere stato il nunzio aposlolico in chiesa,

e chierici addetti al servigio divino. Fel- dove


recossi al palazzo della prefettura,
la decente e comoda abitazione del vesco- fu ossequiato da tulli membri delle va- i

vo, dispose la bolla apostolica. Nella cillà rie amministrazioni della cillà. Nel d\ se-

vi sono due altre chiese parrocchiali mu- guente, dopo la messa, visitò diversi luo-
nite del due conventi di religiosi,
s. forile, ghi pii. Nelle ore ponieridiane ebbe luo-
4 monasteri di monache,uno de'quali os- go la ceremonia del possesso. Dopo che
serva le regole della Troppa, diversi so- il nuovo mg." vescovo fu complimentalo
dalizi, et semina riunì dioeccsamim prò dal podestà di Lavai, entrò processioual-
quamprimuni erigen-
elericis et pueris mente nella cattedrale, e là mg/ nunzio
dum erit,juxtapraedispositaiìi memo- die l'abbraccio al suo collega nell'episco-
ratis apostolicis literis. Ogni nuovo ve- pato, e poscia fece leggere la bolla, che
scovo venne lassato ne'libri della camera innalza Lavai a sede episcopale: finita la
apostolica in fiorini 870. Dioecexeos am- lettura, fu cantalo il Te Deum. Inoltre
hitus ad totani Meduanam provinciani i giornali francesi descrivono con molle
sesc cxtendit,etplura coniplectitur cen- particolarità gli apparecchi falli a Lavai
tena incolaruni millia. Il n.° 289 dei per degnamente accogliere ili." vescovo
Giornale di Roma del 855 riporta un r che veniva dato alla cillà. A spese del mu-
sunto delle minute descrizioni de'giornali nicipio era slato eretto un arco trionfale
di Francia delle feste falle a Lavai pel so- all'ingresso della via Napoleone, sul qua -

lenne possesso che della nuova sede prese le leggevasi: Primo Pontifici Lava llcn-
il vescovo mg." Wicart a'28 novembre, siy e le date della bolla e del decreto che
datogli dal nunzio di Parigi mg."^ Sacconi hanno eretto Lavai a sede vescovile. Al-
arcivescovo di Nicea. Quest'ultimo pre- tri archi furono innalzati da'cittadini, e
lato, mediante un vagone d'onore pre- su quello che indicava l'ingresso alla par-
paralo a Parigi sulla domanda del mu- rocchia della cattedrale era slato scritto:
nicipio di Lavaljgiunse nella città il gior- JVos populus ejus, et ovcs pascuae ej'us.

no precedente col suo uditore, e secondo Quattro obelischi erano sormontati da-
le disposizioni date dal governo, vi fu ri- gli slemmi di Pio IX, di Napoleone UI,
cevuto con tutti gli onori civili e militari del vescovo e di Lavai: ogni classe di per-
dovuti a un maresciallo di Francia nel- sone contribuì a quella grande festa. La
l'esercizio di sue funzioni. Un numeroso città era ovunque ornata, e la sera ric-
distaccamento di genilarmeria a cavallo camente illuminata. Il palazzo municipa-
era destinato a servirgli di scorta, 3 car- le faceva L^'illarea mezzo variati lumi gli
rozze erano stale condotte alla stazione slemn)i ponlilìcio e imperiale; e la popo-
perchè fossero a sua disposizione. Ma mg.' lazione acclama va piena di esultanza i no-
uuuzio, il cui arrivo fu anuuuciato da sal- mi di Pio iX e di Napoleone lU. AU'iu-
VUi. LXXIX. 4
So TOU TOU
(]omani il nunzio fece di buon'ora rilor^ 17 novembre del S^^ ^67, per ordi-
DO a Parigi. ne del re Cariberlo I, composto di 9 ve-
Concila di Tours. scovi, fra'quali era vi s. Germano
di Pa-
1 8 novembre 46 1 da
.*'
Il I fu tenuto a* rigi, Mappinio di Reiras, Eufronio di s.

s. Perpetuo vescovo di Tours, assistito da Tours, che vi fecero 27 canoni e alcuni


f) vescovi, compresi quelli di Bourges e regolamenti intorno a'sinodi provinciali,
di Rouen. Vi fecero alcuni regolamenti all'ordinazione de'vescovi dellaBrelagna,
per ristabilirvi l'antica disciplina e il ce- il digiuno de'monaci, il celibato de'chie-
libato de'preli, egli divisero ini 3 cano- rici, il matrimonio tia prossimi parenti,
ni,ovvero 9 secondo il p. Mansi nel suo
1
l'uffizio divino e le ceieraonie della re-
Supplemento a' Coìicilii.W ."^esorta pre- 1 ì ligione. III. ° canone rinnova l'ordinanza
li e i diaconi a vivere con santità e pu- di tener concilii provinciali due volte al-
rità di corpo e di spirito, come ricercano l'anno almeno una volta,senza che alcu-
la loro dignità e le funzioni che vengo- no possa esentarsi sotto pretesto d'ordine
no loro aflìdate. 11 2.°le«)prail rigore de- regio.ll2.*'dicecheil vescovo maritato de-
gli antichi decreti, i quali privavano della v'essere sempre accompagnato da'chieri-
comunione preti e diaconi che voglio-
i i ci,anche nella sua camera, e talmente se-
no usare del matrimonio: il canone lascia parato dalla moglie, che quelle che la ser-
loro la comunione, ma gli pi iva delle fun- vono,non abbiano nessuna comunicazione
zioni. Il 3.° priva della comunione i chie- con quelli che servono chierici; ma non i

rici che avranno qualche familiarità colle devono esservi donne dietro al vescovo,
donne straniere, vale a dire con quelle chenonemaritato.il prete, il diacono, ov-
colle quali gli antichi canoni non permet- vero il suddiacono che sarà trovato colla
tono loro di coabitare. Il 4-° riduce all'ul- moglie, sarà interdetto per un anno. Le
timo grado chierici, a'quali è pei messo
i donne non entreranno nel monastero de-
il matrimonio^ se sposano una vedova. Il gli uomini. I montici non usciranno, e se
5." scomunica i chierici che abbandone- alcuno si marita saia scomunicato. I ma-
ranno il loro ministero per vivere da lai- trimoni delle religiose sono anch'essi proi •

ci. Il 6.° scomunica quelli che abbando- bili. 11 corpo di Nostro Signore sopra Tal-
neranno la professione ieligiosa,o spose- tare, non dev'essere posto tra le im fun-
ranno delle vergini consagi ale. 11 7.° proi- gini, ma sotto la croce; il che prova, che
bisce qualunque comunicazione cogli o- vi erano già delle croci e dell'immagini
micidi, finche abbiano fatto penitenza. sugli altari, e che l'Eucaristia era custo-
L' 8.° proibisce di mangiare con quelli dita in disparte. E'proibiloa'laici di star-
cheavendo abbracciala la penitenza, l'ab- sene presso raltare,ma la parte della chie-
bandonarono poi per far ritorno a'pia- sa ch'è separata dalle balaustrate sino al-
ceri del secolo. Il 9.° separa dalla comu- l'altare non sarà aperta, se non a'cori de*
nione de'Ioro confratelli i vescovi, che fa- chierici checantano.il santuario.sarà sem-
ranno propri popoli e gli ecclesiastici
i pre aperto agli uomini e alle donne per
d'un altro vescovo. L' i.** separa dalla i pregare e comunicarsi, il che deve inten-
comunione gli ecclesiastici, che lascieran- dersi delle preghiere private fuori del
no il loro vescovo per darsi ad un altro. tempo dell'uffizio. Il 3.° concilio fu cele-
lli2.°non vuole che gli ecclesiastici vadi- brato nel 570. 114° neir8oo,ove l'im-
no a viaggiare in nessuna parte, senza a- peratore Carlo Magno divise suoi stati i

ver lettere di permissione edi»iaccoman- fra'propri figli. 11 5/neir8 3 tenuto d'or-


i

dazione del loro vescovo. Il 3. "permette 1 dine di Carlo Magno per ristabilire la di-

agli ecclesiastici qualche traffico, purché sciplina ecclesiastica, essentlo vescovo di


senza usura. II 2." concilio fu riunito a* Tours Giuseppe. Vi si fecero 5i canoni,
TO U TO U 5i
fra 'quali è detto, che ogni vescovo farà testamento. Il 1
3." concilio celebrato da
delle on»elie contenenti le istruzioni ne- PapaUrbanoII nella 3.'settimana di qua-
cessarie pel suo gregge, e prenderà cura resima, essendo arcivescovo di Tours Ra-
di produrle cliiaratuentein lingua roma- dolfo d'Orleans. Vi furono confermati i

na rustica, ovvero in lingua tedesca, af- decreti del concilio di Clennont, massi-
finchè ognuno le possa intendere. Era- me per la i ." Crociata di Sìria per libe-
no queste le due lingue, che aveano corso rare da'saraceni Gerusalemme e gli altri
in Francia. La .' era quella degli antichi
i luoghi consagrati dalla presenza del Re-
galli romani, cioè il latino, ma corroltis- dentore, per cui nuovamente fu procla-
inOjdalla quale finalmente venne il fran- mata la guerra crociala. Il Pnpa ricusò
cese, secondo alcuni. L'altra era la lin- d'assolvere TadulteroFilippoI rediFran-
gua de' franchi e degli altri popoli ger- cia,come chiedevano vescovi, da lui sco- i

manici. 116.° concilio neir849 contro No- municato per aver ripudiato Berta sua
meno duca di Bretagna e nemico della moglie legittima, e sposato Bertrada di
Chiesa. Il y.^concilio nell'SSS, in cui l'ar- Monfort moglie del vivente Fulcone con-
civescovo di Tours Erardo vi promulgò te d'Angers; grave censura che in Frari'

molti canoni. L'8.° concilio nel 912, sulla eia fu rigorosamente osservata.il i4.'*con-
9.° 65
festa di s. Martino. 11 concilionel925 cilio a' 1
9 maggio i 1 nell'S." di Pente-
sulle decime. Il io.° concilio nelio55, te- coste, che altri anticipano ali i63, pre~
nuto dal legalo apostolico il celebrecar- sieduto da Papa Alessandro III e tenuto
dinal Ildebrando, poi s. Gregorio VII , nella chiesa metropolitana, coll'interven-
e dal cardinal Gerardo, contro gli errori to di I
7 cardinali,! 24 vescovi e fra'qua-
di Berengario arcidiacono d'Arles emae- li uiolti arcivescovi compreso loscio di
tro di scuola di Tours, eresiarca capo de' Tours,edi,s. Tommaso arci vescovo diCan-
Bcrcngarlaiiio S(igranienlari(F.), già torbery,non che di 4^4 ^t»^''»^')^'^''^""^
condannati da' Papi s. Leone IX e Vit- quantità d'altri ecclesiastici: i collettori
tore li, essendo a rei vescovo di Tours Bar- de'concilii non sono d'accordo sul nume-
tolomeo. A Berengario fu data libertà di ro de'cardinali e vescovi che si trovaro-
difendere la sua erroneYi opinione, dispu- no presenti a questo concilio. Essi appar-
tando con Lanfranco, ma non avendo co- tenevano, come gli abbati e gli altri, alle

raggio difiirlojconfessòegli pubblicamen- Provincie de're di Francia e d'Inghilter-


te la fede comune della Chiesa, e giurò ra, ubbidienti ad Alessandro III. I Sam-
che d'allora in poi egli crederebbe cosi. mariani che sostengono la data del
63, i 1

Soscrissedi propria mano l'abiura, e i le- riferiscono, che il concilio scomunicò l'an
gati credendo quel versipelle convertito tipapa Vittore V, ed i suoi fautori sci-
lo amniisero alla comunione. L' i.° con- i smalici, mentre neh 65 1 egli era morta
1060, celebralo il .° marzo dal
cilio nel 1 e sosteneva il lagrimevole scisma l'anti-
dotto cardinal Stefano legalo di Papa Ni papa Pasquale III. Aggiungono, che A-
colò 11, e da io vescovi Ira'quali Barto- lessandro III dopo il concilio elesse per
lomeo arcivescovo di Tours. Il cardinale suo soggiorno Sens, e dimorò dal ."ot-
vi i

fulminò colla sentenza d' anatema Gof tobre I 1 63 fino alla Pasqua del 1 65,cioè 1

fredo il Barbato conte d'Angiò. Vi si fe- per 18 mesi circa, dandovi spedizione agli
cero io ovvero 19 canoni sui benefìzi e al- affari di tutta la Chiesa come fosse stalo
tre materie ecclesiastiche. Il 12.° di epo- in Roma. E' indubilaloche nelconciliosi
ca contrastala, nel quale ftuono confer- fecero 10 canoni, la maggior parte ripe-
mali i h'gali pii falli da Gervaso vescovo tuli ne' cuncilii precedenti, sopra varie
diLe Mans, e venne scouìunicato chiun- materie di giurisdizione e di disciplina CG-
que tentasse di opporsi all'esecuzione del clesiasticu.Si dichiararono nulle le ordina*
52 T O U TOU
zioni dei psendo Villoie V, e degli aliti propria autorità, altrimenti là sentenza',
scisrualìci suoi seguaci. Furono condan- Le scomuniche saranno ful-
sarà nulla.
nali nuovamente i Manichei^ nominati minate maturamente, e dopo le monizio-
poi Jlhìgesì, che desolarono le parti di ni e gl'intervalli convenevoli. Proibizio-
Tolosa {F.), co'quali rigorosamente fu ne a'chierici e a'monaci d'aver delle ser-
proibito di aver nessun commercio sotto ve nelle loro case e ne' loro priorati; e
pena di scomunica. II i5.° concilio nel a' benefiziati o chierici, impegnati negli
1236 a' 10 giugno, presieduto da Juhelloo ordini, di non lasciar nulla per testamento
Ivello deMatefelon arcivescovo di Tours: a' loro bastardi o alle loro concubine." Il

vi si fece un regolamento conlenente i4 concilio provvide ancora sul vestilo de'


articoli, ih.'* de'quali dice. « Noi faccia- chieiici, sul permesso da darsi a'monaci
mo rigoroso divieto a'crociali, e agli al- d'uflìziare nella parrocchia, ec. 1117." nel
tri cristiani di uccidere odi percuotere gli 1 282, celebrato il ." agosto fino a'5 dal-
i

ebrei, di spogliarli de' loro averi e di far l'arcivescovo di Tours Giovanni di Mon-
loro altri torti, poiché la Chiesa li soffre: soreau, co'suoi suffraganei. Oltre la rin-

non volendo la morte del peccatore, ma novazione de'ca noni de'suoi predecessori,
la sua conversione." JXegli altri è dello. vi condannò molti abusi, che fan crede-
9» Che i vescovi avran cura della sussi- re che legnasse allora nella provincia lo
slenza de' nuovi convertiti, affinchè non spirito di litigio. I suoi 1 3 canoni princi-
tornino a'ioro errori sotto pretesto di po- palmente riguardano processi comincia- i

vertà. I testamenti saranno rappresentati li senza titolo sufficiente, la condotta del


al vescovo, ovvero a chi esercita la sua clero regolaree secolare, profanatori del- i

giurisdizione, tra io giorni dopo la morte le chiese, gli usurai, la giurisdizione ec-
del testatore; ed avrà cura, che sieno fe- clesiastica. 11 18.** concilio fu tenuto nel
delmente eseguiti. Quelli che hanno due 1 448 *" Tours o in Angers, sopra i costu-
mogli nel tempo stesso, saranno pubbli- mi; meglio ne parlai in quell'articolo, e
camente denunziati infami, e messi sulla fu presieduto dall'arcivescovo Giovanni
scala pubblica, poscia frustali, se non si Bernard. Il 19." concilio ebbe luogo nel

redimono con un' ammenda." Altri ca- 1467. Nel i5io durando le deplorabili
noni riguardano gli avvocali ecclesiastici, diflerenze insorte IraLuigiX II re di Fran-
i commissari delegali della s. Stàe^ i giu- cia e Papa Giulio II, nel settembre fu te-
dizi de' vescovi, gli scomunicati, ec. Hi 6.° nuta inTours un'assemblea, per occasione
concilio neh 289, presieduto dal nomi- della scomunica e interdetto fulminati da
nato arcivescovo di Tours, coH'intervento quel Papa contro il re e il regno. Luigi
de' suoi suffragane!. Yi si pubblicarono XII volle far esaminare in essa da'piìi doli-
j 3 canoni ovvero articoli di riforma, con li uomini del reame, se gli fosse lecito ia

approvazione del s. concilio; il che mo- coscienza di far valere il suo buon diritto^
stra che questa formola non era partico- di vendicar la fede de'tratlali (il Pcipa co-
lare del Papa e de' suoi legati. Questo me padre comune, non volendo opprime-
concilio comanda » In ogni parrocchia
: re i veneziani, erasi ritirato dalla lega di
•visaranno 3 uomini, chierici o laici, de- Coìnhray^ onde i francesi gli fecero guer-
putati per render conto al vescovo o al- ra), violata da Giulio II,efìnoa qual se-
l'arcidiacono, quando saranno informali gno ei dovesse rispettare le armi spirituali
degli scandali contro la fede e buoni co- i della Chiesa, tra le mani del suo aggres-
stumi. Li sagramenti saranno anjmini- sore, che non se ne serviva, al dire del re,
strati gratis^ ma senza pregiudizio delle che per sostenere l'ingiustizia, e in affari
pie costumanze; i curati o rettori non i- puramente temporali (da queste imputa-
scotuunicherauuo i loro panocchiani di zìodì diversi imparziali scrittori difesero il
TOU TO U 53
Pflpa, etl io propugnai l'opernloda /?/« sliche, intorno a quelle cose per le quali
Ho 11^ iie^i articoli relativi alla fanesta v'era costume di ricorrere alla s. Sede?
guerra, e al conciliabolo che il re contro Si rispose, diesi dovea osservare il diritto
eli lui fece adunare in Pìsa^ Milano e Lio- antico (formato dal più forte) e la Pram-
ne , facendogli ribellare alcuni cardinali matica sanzione [1-^.) del regno presa da'
•francesi e spagnuoli). Si ridusse nell'as- decreti del santo (scismatico e concilia-
semblea 8 ardite propo- bolo) concilio di Basilea (l^.). ^ Se
la <]uestione a 4 il

sizioni jìer arte del re, con un apparente Papa senza badare alle regole della giu-
teojperaniento, che fliceva credere nelle stizia, e alla formalità del gius, nou im-
più minute espressioni il rispetto di quel piega che le sue armi e le vie di fatto, pub-
prìncipe per la s. Seàe. che combatteva blica delle censure contro questo princi-
vivamente nel suo ben degno capo. Ecco pe, e contro quelli che lo proteggono e lo

le più essenziali. vSi domandava ini.°luo- difendono (il feudatario ribelle al suo si-

go, s'era permesso a un principe, il quale gnore temporale il Papa), è egli necessario
difende la sua persona e i suoi slati, non deferirvi? L'assemblea decise, che siffatte
solamente di respingere l'ingiustizia (la censure sarebbero nulle, e che secondo il

storia non dichiarò aggressore Giulio li, gius non legherebbero in nessun modo,
bensì Luigi XII) colla forza dell'armi, ma cioè secondo il loro modo di vedere che
di occupare eziandio (come le occupò) le portava allo scisma e di erigersi a giudici
terre della Chiesa possedute dal Papa, suo delsommoPontefice,al quale solo Dio die
dichiarato nemico (pe' gravi motivi qui ilpotere di sciogliere e legare. Queste ol-
appena accennati), non con intenzione di traggiose proposizioni e perniciose rispo-
rilenerle, ma a solo oggetto che il Papsj qualificarono da taluni scrittori, mi-
ste, si

Tion diventi più potente col mezzo di quel- sureda prendersi per ledi tferense insorte,
le terre. Fu risposto da'consiglieri ligi al onde farle terminare di comun accor-
re, e pieni di gallicanismo , che questo do. Meglio altri imparziali scrittori ri-
è permesso a un principe con certe con- conobbero nell'assemblea di Tours, non
dizioni. 2.° S'egli è permesso a un prin- mai un concilio, piuttosto un conciliabolo.
cipe in grazia di quest' odio dichiarato K vero die nell'assemblea fu stabilito di
(così volle qualificarsi la difesa: la puni- mandare alcuni oratori al Papa, i quali
zione di Giulio II), di sottrarsi all'ubbi- trattassero con essolui della pace, ma eb-
dienza del PaprT(imitando l'antenate d'in- bero pure che in caso che
le istruzioni,

felice fama Fdip))0 IV il ^eZ/o, sacrile- l'avessero trovatooppostoecontrario nel


go oltraggiatore di Bonifacio Vili), quan- convenire ne' loro sentimenti (a motivo
do il Papa suscitò degli altri principi con- dell'inammissibili pretensioni dell'orgo-
tro di lui (di necessità dovette collegarsi gliosa re) si appellassero al futuro con-
per diftmdersi dalla |)ossenfe Francia , cilio , il che era proibito e riprovato da
mentre il re sottrasse dall'ubbidienza di pontificie bolle. Ma Giulio II, di alti spi-
Giulio li il suo feudatario Alfonso l du- riti, rintuzzò tanto ardire e il minacciante
ca di Ferrara)^ e quando gli ha indotti scisma, non meno l'audacia de'cospira^
a icnpadronirsi delle sue terre? Fu deci- tori del conciliabolo Pisano ; denunziò
so da' conosciuti dottoroni: ch'egli pote- quindi il concilio generale di Laterano
va sottrarsi all'ubbidienza del Papa non V^ che altamente commendò il da lui o-
in tutto, ma solamente in difesa de'suoi perato, e gravi scrittori egregiamente lo
diritti temporali. 3." Supposta questa sot- difesero (come Angelo aiiacoreta di Val-
trazione, douiandò, che cosa dee fare
si Iombro8a,il licllarmiuo.ilChastaigner ed
un principe ed suoi sudditi come al-
i
, altri), dimostrandolo doupiamente glo-
tresì i prelati e le altre persouu ecclesia- rioso, pel sacerdozio santamente esercì*
54 TOU TO U
tato, e pel principato valorosamente so- l'uso delle carni i mercoled'i e lutto l'av-
stenuto. Il cardinal del Carrello arcive- vento. Quanto alle religiose, si proibì d'e-
scovo di Tours ben affetto e consiglie- leggerne alcuna in abl)adessaopriora,che
re di Luigi XII , alle cui istanze Giulio non fosse arrivata all' età di 40 anni, e
li l'avea crealo cardinale e arcivescovo, non ne avesse 8 di professione religiosa.
si adoperò in questa gravissima differen- 4.°Visi trattò delle sepolture,della giuris-
za con tutto l'iaìpegno col re, il quale e dizione ecclesiastica della visita, della con-
per la pietà della regina Anna di Crela- servazione de'beni ecclesiastici, de'serai-
gua, abbandonalo il conciliabolo Pisano nari, delle scuole, dell'università. Furo-
trasferito a Lione, aderì al concilio La- no pure rinnovati i decreti del sinodo di
teranense, ed a mezzo del cardinal di Lu- Lauriac,e venne ordinalo che tulli gli anni
xemburgo domandò la pace al gran Giu- si leggerebbe in tulle le parrocchie la bol-

lio II. Il 20.° concilio lo presiedè Simo- la del Papa s. Pio V control simoniaci e i

ne iViaillé arcivescovo di Tours, nel set- confidenziari, nella domenica di Passio-


lembrei583in detta città, e poi compito ne. L' arcivescovo di Tours si adoperò di
in Angers. V'intervennero i sufiraganei, richiamare a'doveri di sudditanza le genti
vale a direi vescovi d'Angers, Nantes, s. dallo studio di parte agitate. Tulli i ri-
Brieux, Rennes, Quimper, i deputali di cordali regolamenti fmono confermati
s. Malo e di Le Mans, e quelli del capi- con breve da Gregorio XIII dello stesso
tolo di Treguier. Vi si lesse un'istanza, anno, e pubblicati per ordine di Enrico
che dovea essere presentata al re Enrico III. Reg. 1.12, 20, 21, 25, 26, 27, 34,
IH per supplicarlo a ordinare la pubbli- 36. Labbé t. 6, 7, 8, 9, 1 o, ( I , I 3, 1 5. Ar-
cazione del concilio diTrento ne'suoi stati; duino t. 3, 4» ^j 6, 7,9, 20.
e un'altra istanza a Papa Gjegorio XIII TOUSIoTOUSSIotOUSAY.Luogo
per impegnarlo a rimediare a certi abusi di Francia nella diocesi diToul e presso ta-
in proposilo de' benefizi ecclesiastici. Si le cillà nella Lorena. Nell'SGo a'22 otto-
ordinò una formola di professione di fe- bre vi fu celebrato il concilio TussincensCi
de, da farsi sottoscrivere a tulli i bene- dello anche Tzf//e;z.?e, composto di 4o ve-
ficiati. Si fecero de'regolamenti controia scovi di 1
4 Provincie. Stabilirono 5 canoni
simonia e la confidenza. Sopravvenuta la contro le ruberie,i saccheggi, gli spergiuri,
peste in Tours, il concilio fu trasferito in e gli altri delitti allora comuni e domi-
Angers. Ivi si fecero utilissimi regolamen- nanti. Sebbene soli 4 ' vescovi vi assistero-
ti sopra molti soggetti importanli. ."Vi i si no, per mezzo de'loro deputali sottoscris-
trattò del battesimo, e della scella de'pa- sero gli alti altri 17, ovvero si mandarono
drini.Vi si proibì di reiterare questo sa- loro per firmai li, il cheda'concilii qualche
gramenlo, nemmeno sotto coudizione, a volta pratica vasi cogli assenti. Fra'presen-
quelli che lo aveano ricevuto dagli ere- ti eranvi i vescovi slati a'concilii di Quer-
tici, e che avessero impiegalo la materia, cy e di Valenza nel Delfìnalo, ma non vi
la forma e V iuleuzione richieste. 2." Vi si parlò ne degli articoli del i.°, né de'ca-
si trattò della Confermazione, dell' Eu- noni del secondo; bensì fu eslesa una let-

caristia, del sagrifizio della messa, del ma- tera sinodale, nella quale vi si riconob-
trimonio, dell' ordine, della celebrazio- be la predestinazione degli eletti alla glo-
ne delle feste, del cullo delle reliepiie. 3.^ ria eterna; l'esistenza del libero arbitrio
Della riforma e della disciplina ecclesia- nell'uomo dopo il peccato d'Adamo, ed
stica, de'doveri de'vescovi, de' canonici, il bisogno che ha d' essere sanato dalla
de'curali ec. Ss ordinò a'monaci di por- grazia di fare il bene; la volontà di Dio
tare lujugrnn corona e di radersi la bar- per la salute di tulli gli uomini; e la mor-
ba , e fu proibito a tulli senz'eccezione ie di Gesù Cristo per lutti quelli che sodo
TO V *TOV 55
soffomessi alla legge di morire. Tale fu haleola, tovagliuolo o tovagliuolino, ed
il (ine delle dispule, ch'erano insorte nel- anche salvietta, quel piccolo pannolino
la chiesa di Francia sopra la predestina- che si tiene dinanzi a mensa per nettarsi
zione. Condì, t.8, p. 702; Mabillon, A- le mani e la bocca; ed ancora il mantile
nalcct, l.i, p. 58; Siiniond, Concilìor. o \*ascìag!ilo\o,nlanutergium,sudariam^
Galline t. 3. Si fli menzione d'uD- altro più lungo che largo, per uso d'asciugarsi
concilio Tussiacense celebrato neir866, le mani e simili; e il fazzoletto, manualis,

sulla disciplina ecclesiastica. sudariolum. De' tovagliuoli, o mantili o


TOV^f^LX \,Tohaleay Mappa^Man- asciugamani usati nelle funzioni ecclesia-
tilt'. Panno lino bianco per lo più tessuto stiche, come pure de'fazzoletti usati da'
a opere per uso d'apparecchiare la mensa, sagri ministri parlai a'Ioro luoghi, sia per
sopra la (juale si posano le vivande, e per la Lavanda dell' Altare, sia per la La-

coprire la mensa dell'altare. 11 Chimen- vanda delle mani, sia per la Lavanda
telli, nell'erudita sua opera, Marmor Pi- de* piedi (F.) Tuttociò premesso, io qui
saniim, de honore BisseUii (in cui rac- intendo parlare della Tovaglia delV Al-
colse le notizie sulla sedia con due brac- ^^r<?,copei tura e ornamento di sua Men'
cia ch'era presso i romani contrassegno sa, nonché copertura della Pietra sagra,
di dignità, non meno che di tutte le seg- sotto la quale è il sepolcrino colle ss. Re-
giole degli antichi), deriva l'etimologia liquie, però debbo notare che al contatto
della voce Tovaglia da Torà li, ch'erano della mensa è propriamente la sotto-tova-
coltri tappeti sovrapposti a'letti,o guar- glia d' incerata, il Zaccaria, Ononiasti-
nizioni del giro del Letto, di color bian- curn Rituale , riporta i diversi vocaboli
co, ornali di ricami in oro o di arabeschi, co* quali fu denominata, cioè: Toalca,
fatti coll'ago o col pennello, in vari pezzi Toalia, Tohalea, Tobalia. Quindi la de-
o segmenti di roba, cucili sopra que'pan- finisce: Mantile, nohis tovaglia lintea^

ni, ne'quali forse ricorreva il medesiino queis Aitarla teguntur,manus mundan-


lavoro, e perciò detti anche fegmentari. tur, etc. Hinc Toalia dicitur linteum ,
il Muratori nella Dissert. 33. chiama quodante Pontiflcem equitante a sub-
"'

germanica la voce Tovaglia o Manille, diacono ferebatur, ut illc OS posset ab-


ossia quel pezzo di tela cuopre con cui si stergere, si spuere vellet. Ed alla voce
la mensa. Dal latino Tarale è venuta Tuilla, la spiega Tobalea,Sindon, Map-
questa voce, secondo Ferrari, Menagio e pa: Sacrista ex tendi t pallium et unani
lìerlelo; il che non crede Muratori. Du- tuillam super Corpus Domini, et cereuni
bitò Carlo Dati, che potesse discendere corani eo accendet. Anche il Magri nella
da Tavola, che cos'i appelliamo la men- Notizia de' vocaboli ecclesiastici, ^W-AvW'
sa. Pretese riiichesio, che dall'antico vo- colo Toalia, fi menzione col ceremoniale
cabolo de'franchi Tuele, Duele, Dava- di Cencio Camerario, del suddiacono che
hiloy s'abbia a trarre l'italica Tovaglia. anticamente precedeva il Papa nella ca-
Anche francesi dicono Tovaìlle, e il Fu-
i valcata con tovaglia perchè esso potesse
retiere stiuìa venuta da essi tal voce in con quel panno astergere la bocca,se vole-
Italia. Muratori osserva, che forse è il va sputare, e crede che fosse un asciuga-
contrario. I franchi, come tutti s;mno, toio peloso. Ma propriamente della tova-
derivarono da nazione germanica, e che glia dell' Altare ecco (pianto riferisce il

tal nome fosse in uso presso gli antichi Lambertini.poi Benedetto XIV, nel Trai*
germanici cel fanno intendere le Glosse tato della s. 3Iessa, secondo la Rubri'

Fiorentine pubblicate dairEccardo,(lovc ca. L'altare in cui sì deve celebrare il s.


Mamitergio è detto in icdescoTuvaliilLf. Sagri/izio della messa, dev'essere di pie-
Da Tovaglia si disse tovagliuolaf To- Ira e consagrato dal vescovo, e se l'altare
56 TO V' TO V
non è tll pietra, deve esservi almeno la ove pnria de'dinconi, così scrive: Horum
pietra sagra. L'altare devees*iere coperto est ministerium Epistola legere, Levitis
di tre bianche tovaglie benedette dai ve- ministrare. Aitarla componerCy Sub'
scovo, o da altri che abbiano l'autorità stratoria , Pallas, Corporalia lavare.
di benedire. La tovaglia superiore deve E leggendosi in alcuni codici del WhvoPon-
essere hniga, ed arrivare (da'due lati) si» tificale nella vita di s. Ormisda Papa del
DO a terra, e le due altre più brevi; pò. 5 1 4, che regalò Clamydem imperialem.,
tendo anche bastare una sola, purché sia et Subsutorium sub Confessione b. Pe->
laddoppiata.Quind indice antico il costume Il Du Gange naìGlossarium,
tri Apostoli.

delle tovaglie sopra gli altari, ondeOltato alla parola Substratorium, dice non do-

Milevitano (fiorilo nel 370) lasciò scritto: versi leggere Substorium, ma bensì Sub-

Quisfidclium nescit, in per accudìs my - stratorium. Dice inoltre il Lambertinì,


stenis ipsa ligua^ cioè gli altari ch'era- che non vi è cosa veruna di particolare
no di legno nell'Africa, linteamine ope- circa il fazzoletto ossia Manutergio, e che
riri? Inter ipsa Sacramenta Velamen nel Pontificale Romanum {anche nel Ri-
potiùt tangì,non lignum . E Vitlored' li- tuale Romanum, ed il Catalani nel Ri-
tica nel lib.i.° della Persecuzione Afri- tuale Romanum Commentariis cap. 28:
cana riferisce, che certo Proculo man- Benedictio Mapparum, seu Linteami-
dato contro i cattolici dall'eujpio Gense- num Altaris) è la formola della benedi-
rico (re de' vandali del 4*^7 )> ^o" mano zione delle tovaglie ,cioè la Benedictio
rapace devastò tutto, e delle tovaglie deb Mapparum, Liiiteamìnum Altaris.
sive
l'altare si fececamiscie e brache. Ed in li iVlacri al vocabolo Substratorium di-
un concilio di Reims, allegatoda Ivone, ce ch'era la tovaglia più grossa, colla cpia-
nella 1." parte del decreto al cap. iZi così le si copriva l'altare, sopra di essa polsi
'«'iene stabilito: Ut Mensa Chris ti, idest stendevano l'altre due più sottili, còme si

Altare^ ubi Corpus Doniinicuni con* legge nel Sagramentario di s. Gregorio


secratur, uhi Sanguis ejus hauritur, I, mentre si parla dell'ordinazionedel sud-
uhi Sanctorum Reliquiae reconduntur^ diacono: Pallae, quae sunt in Substra-
uhi preces et vota populi in cospectu torio in alio vase debent lavari, in alio
Dei a Sacerdote offeruntuTyCmn oninive- corporales pallae (a tempo di s. Grego-
neratione honoretur yCt niundissimis /m- rio 1 del 590 , in detto Sagramentario
teis etpallis diligentissimecooperiaiury si dice: His temporibus ires Mappae, seu

nihilque super eo ponatur, nisi Capsae Linteamina, sive, uti hodie loquuntur,
cuni Sanctorum Reliquiis, et quatuor tres Tobaleae quae prius per benedi' ,

Evangelia, Queste tovaglie debbono es- ctionem, de qua mox infra, consecra-
sere tre, come si deduce dall'antico cano' taefuerint, requirunt, aut saltem duae,
ne, Si per negligenliam de consecrat. quaruni una simplex sii, altera vero sic
disi. 4, ove s'impone una grave pena a chi complicata ut duarum locum teneat). ,

versa il Sangue di Cristo, ch'è nel calice, E nel vocabolo Manutergiuni io spiega
e si prescrive ciò che deve farsi, se arri- asciugamano: Ubi cuni ventum fuerit,
va alla 4/ tovaglia, valutandosi peri. "to- et Episcopus sedem petierit antecedant
vaglia il Corporale, sotto cui sono le al- duo acolyti cum Manutergio, et genu-
tre 3 tovaglie dell'altare. Sindoni (F.) so- Jlexi ante eum totum illi sinum eodem
no chiamate queste tovaglie negli atti del- cooperiant, ne lavans manus aqua ca-
JaChiesa di Milano; e Substratorium vien sulam aspergat, come si legge nell'Or-
detta la tovaglia dell'altare, sopra cui si dine Romano, ivi ragionandosi dell'or-
stende il coi porale. Stefano vescovo Edu- dinuzione de'suddiaconi si dice: Hi igitur

nese, />« Sacramento Altari, ai cap, 5, cum ordiiiaritur sicut saccrdotes, et levi^
T O V TOV 57
taf mfttiìis impositionem non suscipìui^^ tovaglie cominciò nel secolo IX, riferen-
st(l patt'iiain tantum y et de cab'ceni de done l'origine alla decretale Si per ne-
Episcopi ^el ahArchidincono schy'
ni (UHI gligcntiani, non tenuta per vera da'criti-
phuni aniiae cum atpnmanili, et Mann- ci,e attribuita a s. Pio I deh 58. Crede
tergium accipiunt. Di clie traila ancora altresì che coloro i quali considerarono
Isid., De Eccl. ofjìc. Ilb. 2, ca(3. io. Inol- quel decreto come emanato dal ricorda-
tre Magri al vocabolo Ma/malis, lo spie- lo Papa, cominciarono pe'primi a mette-
ga fazzuielto, e che si legge nel martirio re 3 tovaglie di tela sull'altare, conforme-
tli Montano: Et (pio praecis suae fi-
s. mente a quel canone, e che quest'uso ven-
iJenifaceret^ Manudlcm,(pio oculosfue- ne [)oscia prescritto ne'concilii,ne'messa-

rat ligatus.in partcs diias discidio. Par- li,ne'libri ceremoniali, soprattutto dopo il
lando (Iella [Mappa o tovaglia dell'aliare, secolo XV; di maniera che può'dirsi qua-
elice che dev'essere di lino conforme il de- si universale in oggi nelle chiese d' occi-
creto di Papa s. Clemente del f)3 e di I dente. Prima del secolo IX mette vansi in-

607, essendo purechia-


lionifacio 111 del differentemente sugli altari delle copertu-
niala Pallae, Endotys, Syiidon^ avver- si dice che s. Leo-
re di stoffe preziose, e
tendo a Palla che non può essere di bom- ne IV deir847 fece eseguire una copei*-
Lace, secondo le prescrizioni delle rubri- tiu'a di seta trapuntata d'oro, per l'altare
che. Nondinieno leggo oéla Biblioteca sa- di s. Pietro. Si legge nel p. Mabillon, illit-

gra all'arlicolo M'.?.y<3. «Per celebrare la sei Italici, xìéVAppendix all' Ord. Rom,
uiessa abbisognano, regolarmente parlan- XI, De consuetudinibus Confessionis h,
do, Ire tovaglie bianche di lino, odi ca- Petri, per la messa che vi cantava il Pa-

nape fino, o di cotone ne'paesi ne' quali pa: tob alias frisatas et opertas,quae to-
manca che tali tovaglie sie-
la tela di lino; tantum
tani altare colligant sine frisio,
ro berjcdettedal vescovoo da un altro ap- frisatas, non parvas vel magnas. Ora le
provalo a lai e^'ello (Rdbr. par. i, lil. 20, tovaglie sono di lino di varia specie, e la
cap. 3o e 4o De consecr, disi, i
). Due Io- prima è ornata nella parte anteriore e
Taglie bastano però ne'paesi in cui l'uso nelle laterali di merletti diversi, talvolta
ha prevalso come in Ispagna, almeno ai nobilissimi, tale altra con fodera sotto per-
tempi di Suarez, e si può anche limitarsi a chè meglio figurino i trasparenti, che so-
una sola in caso di necessità, qual sareb- gliono essere di seta o altra stoffa rossa,
be se si dovesse perciò privare un amma- turchina o di altri colori. Non mancano
Jato del s. Viatico, ovvero una comimilà tovaglie con merletti d'oro più o meno
di una messa tli precello. S\ può ne'me- ricchi, e ne ho vedute di lauta magnifi-
desimi casi di necessità servirsi di tova- cenza, il cui allo ornato invece di mer-
glie non benedette, ma non mai di tova- letto erano piccoli drappelloni a spicchi
glie imbrattate, lacere, o indecenti in qual- ricamati superbamente in oro. L'ai). Di-
siasi maniera". Vogliono alcuni, che pri- clich nel Dizionario sacro-liturgicOyCol-
ma del secolo 111 si coprisse ordinariamen- la Rubrica del Messale dichiara : Che
te l'altare con una sola tovaglia, e soltan- fallare copre con 3 tovaglie monde
si

to quando doveasi celebrare la messa, co- (senza cornice all'intorno, ma con una fa-
meosservavasi in molti monasteri di Chi- scia in seta, od in oro lavorata, colla qua-
ny, e poi si levava del tutto (il Magri nel le inghirlandala la ficcia delTallare, ap-
Jlierolexicon asserisce, che altrettanto parisce più adorno), benedette dal vesco-
pt'aticavasi nella chiesa di s. Giovanni di vo o da altro avenle la ficollà (perchè il

Lione, e in molli monasteri della città di vescovo può delegare in ciò che non è d'or-
Corruuna nella Spagna). Il Hoccpullot nel- dine vescovile, tua di sua giurisdizione sol-
la Liturgia sagra, dice che l'uso dello 3 lunlu, e purché non esiga l' uiuione del
58 TO V TO V
sagro crisma); la superiore sia lunga, che lino), ed il Manipolo (V.) che originò dai
giunga fino a terra, più corte poi le al- tovaglioli o fazzoletti di lino che i chierici
tre tltie, oppure una duplicata. Meglio e si legavano al braccio sinistro per netta-
con piì^i erudizione critica ne ragiona al- re il naso e la fronte; ed il Galletti nel Pri-
l'articolo Tovaglie e loro benedizione, la mìcero a p. 3o, li chiamò strumenti ne-
quale dice necessariaaltrimenti non si , cessari alla mondizia del corpo, tanto con-
andrebbe immune da colpa scientemente veniente alle sagre funzioni; egli erudita-
celebrandovi, fuori del caso di necessità, mente con altri disse la mappula essere
come \uole Gavanto, il quale dice che le anche veste ecv\e^\^?>{\cdi.\Mappulari(V.)
tovaglie devono essere tre in honorem ss» nella Lavanda de piedi à^X Papa, avea-
Trinitatis. Siccome alcuniopinarono po- no cura d'asciugarli con tovagliolo, quan-
tere essere anche di bombace, pure si de- do si riposava nel Letto de^ paramenti
ve tenere allriraenti, giusta il decreto ge- (/^.). Tra le ceremonie della consagrazio-

nerale della s. congregazione de'riti. in una ne della Chiesa (F^.) e de'nuovi Altari,
visita pastorale di Venezia fu ordinato ,
vi è la benedizione delle tovaglie, come
che oltre le Stovaglie, ve ne fosse un'altra pur fece Gregorio XVI nel consagrare la
di tela cerata; ciòper altrove è di puro nave traversa della patriarcale basilica di
consiglio. Questa ultinia sotto-tovaglia o s. Paolo, e l'altare pontificio, il che rile-

copertura della mensa, si pone immedia- vai nel voi. XI, p. 25 ; nel consagrare l'al-
1

tamente sulla nuda mensa dell'altarestes* tra parte del medesimo Tempio e l'alta-
so. Vi è pure la copertura di tutte le to- re della Conversione di s. Paolo, il Papa
vaglie, principalmente perconservare più Pio IX non benedi le tovaglie per essere
netta la tovaglia superiore, e si suole fa- già stale benedette, come rimarcai descri-
re di pelle corame verde, rossa o di al- vendo quella funzione nel voi. LXXIII,
tro colore, ed anche di tela grossa di co* p. 373. Nella Cappella pontificia (F.)
lori diversi. Nella chiesa greca la7oi'^g'//Vz quando il Papa celebra il vespero ordi-
detta Antimensa è una specie di tovaglia nario o pontificale, al canto del Magnifi-
consagrata, di cui si fa uso in certe occa- cat, prima che si rechi a incensar l'alta-
sioni, ne'luoghi dove non si trova altare re, un chierico leva dalla mensa la testie-

conveniente. Osserva il p. Goar, che ri- ra colla mitra papale, e due Uditori di
guardo alle poche chiese consagrate che Rotaj assistiti da un maestro di ceremo-
aveano i greci, ed alla difficoltà del tra- nie, vanno a distendere nella detta men-
sporto degli altari consagrati, la chiesa gre- sa la sopra-tovaglia(che mg.MeLigne dot-
ca per secoli interi fece uso di certe stof- to prefetto de* iMaestri delle ceremonie
fe consagrate o pannilini chiamati Antì- pontificie, mi diceva da' liturgici antichi
mensia per supplire a queste mancanze. chiamarsi Strogolo, vocabolo di cui non
Le tovaglie dell'altare sono Pannilini sa- mi riuscì trovare l'etimologia in Du Gan-
gri (V.), e weW Istruzioni delle suppel- ge, Mabillon, Macri , Gatlico, Catalani,
lettili ecclesiastiche di s. Carlo Borro- Cancellieri, e neppure nell'opera de Se-
meo, nel cap. De Mappis, Tohaleisve Al- cretariis, Borgia, Moretti, Garampi ed
taris, si legge: Mappae ipsae, quae Ve- altri), la quale trovano ripiegata verso il
aut Sindones alias di-
la^ l^elamina'.' e ^ gradino de'candellieri; indi si trattengo-
cebantur,supernamAltaris partem con- no lateralmente all'altare per nuovamen-
tengentes^ e lino, aut uhi lini copia, non te alzare e ripiegare la sopra-tovaglia sul-
est, e cannahi sint. La tovaglia dell'alta- la mensa stessa, dopo che il Papa ne ha
re si disse ^wzhQ Mappa[y.)^e talvolta \.tvm'\x\9,ioV Tncensazioìie. Il Cancellieri
Mappula {y.)ì come mappula si disse il nella Descrizione delle cappelle ponti-
Baldacchino (di cui riparlai a Ombrel- fide, non descrive affatto tale distesa del-
TO V TOV 59
la sopra-tovaglia e sua successlta ripiega- posto). Quindi il Papaseguitoda'cardìna-
tura, dicendo lìoltanlp dell' incensazione li assistenti, dall'uditore di rota custode
dell'aitare eseguila dal Pupa ne* vesperi della mitra, in mezzo a due camerieri se-
ordinari e in quello pontificale. Quanto greti , ed alzando le fimbrie della falda
ho narralo si eseguisce di fallo in tulli i due uditori di rota, ascende i gradini del-
vesperi inluonati dal Papa, lauto ordina- l'altare. Si auteniduo tantum auditores
ri che ponlificali. Nondimeno, secondo le intcressent, elevata tohalea altaris (e in-
prescrizioni rituali,dovrebbe fare tut-
si vece la distendono) veniunt ad Pontifi-
to al contrario, come vado a riferire. E cem, et ci funhrias eleva nt. Dopo l'incen-
siccome ninno seppe renderiiìi ragione di sazione, ritornalo il Papa dairaltare,e^ re-
questa contraddizione, cos'i mi sarà leci- vcrtitur ad solium duohus auditorihus
to di azzardar poi il mio particolare opi- fimhriasy ut prius, tenentihus : alii duo
namenlo.Nelle Brevi indicazioni per ice- auditores tobaleam altaris, ut prius e-
rcmonieri pontificii in tutte le Cappelle rat^explicant [e invece la ripiegano): t'c/
Papaliy ec, compilate da mg/ Dini sot- si tantum duo sint auditores, explicent
to Pio VI, e compendiate nel ponlificalo tobaleam, antcquani fimhrias Pontijì'
di Pio VII da mg/' Fornici e da mg/ de cis teneant. Questo Ccrcmonialc T^div\i\w^
Ligne, leggo. Che l'ufììzio d'alzare (in fat- do degli altri vesperi ordinari nulla dice
to invece si distende) la so[)ra tovaglia per sullo scoprimento e ricoprimento della
Tincensazione dell'altare che fa il Papa, mensa per l'incensazione (e secondo quan-
e quello di distenderla (invece si ripiega) to si pratica ricoprimento e scoprimento),
sulla mensa dopo l'incensazione, spetta a ma vi supplisce parlando De officio de
due uditori di rota quando il Papa nella Auditorihus,'m cui è dello. Quando Pon~
mattina seguente pontifica, cioè ne' vespe- tifex est incensaturus altare, duo ex cis
ri ponlificali ; ma quando tion pontifica, praeveniunt ad altare, et hinc inde ele-
ossia ne' vesperi ordinari, l'azione appar- vant mappam primani, quac est super
tiene a due Chierici di Camera. Su que- aliare (e ora invece si distende), uscpte
sl' ultimo particolare ancora sta però in ad medium etponunt super a-
altaris,
fallo, chegli uditori di rota soltanto esem- liam mediani. Deinde expcctant ad par-
pre esercitano il riferito ultìzio, tanto nei tem genuflcxi quoad Papa incensaverit
vesperi pontificali, che ne'vesperi ordina- altare, et mox surgentes resti tuunt map-
ri. Anche anticamente ciò eseguivano, e pam, ut prius erat (cioè al presente ripie-
prima ancora che A lessandroVll nel 655 1 gandola). Quod si duo
non adsunt alii
li dichiarasse Suddiaconi apostolici {^V
.)^
duo
auditores, ut fimhrias elevent iidem
dopo aver soppresso l'anteriore collegio. elevent prius mappam, etdcinde vadunt
Imperocché trovo nel SacraruniCcrinio- ad finii rias Papae (dunque nemmeno
ìiiaruni s. Ronianae Ecclesiae , opera pel poco numero degli uditori non veni-
compilata da mg." Patrizi Piccolomini e vanosuppliti da altri ^vt\\\i\), et similiter
terminata nel 1498 (e non da njg."^ Mar- post incensalionem reponant mappam,
cello come notai nel voi. XXXIX, p. 55 et pnstea attolla ni fimhrias. Parlando
e altrove), a p. 71: De Vesperis P^igi' poi DeofTicio de Clericis Canierac, nul-
liae JVativitatisCJiristi, Ponti/ice in era- la dice dell'azione di distendere e rialza-
stimmi celchraturo Cominciato il can-
... re la sopra-tovaglia, o superioris tohalea
to del Magnificat..,.Interim duo nudi- o mappam, pì\aì(ì e dopo della pcmlificia
tores rotae accedunt ad altare, et hinc incensazione. A nche nel Cerenioidale Kpi-
inde elevantanterioreinpartem superio- scoporum: De ì^esperis solcmnihas KpU
ris tohalcac altaris,ct plicant usque ad scopo in crastinum celchraturo, si dice.

medium velcirca{i'\^t{Of invecesi Iti Top- Comincialo il canto del Magnificai.,, fu'
6o TO V TO V
ierìm duo acolythì pracecdiint ad alta- cioè il Grembiale per la lavanda delle ma-
re eleva ntes hine inde anteriorcni par- ni. Concludo il mio dire, che essendo \n\
tem siiperioris Tohaleae, seu Veli super rito particolare delPapa,iirar distendere
altare positi, illa mq uè conduplicant us- una particolare tovaglia nella celebrazio-
ane ad medium. Incensatosi dal vesco- ne della messa pontificale, sebbene il Sa'
"vo l'aliare e ritornato alia sua cattedra, crarumCerimoniarum del Patrizi non ne
tt duo acolythi supradicti Veluni, seu faccia menzione,forse il rito per analogia e
Tohaleam paulo ante plicatam redu- uniformila fu eslesoa'vesperi pontificali e
cunt, pront erat super altari. Dicono i ordinari; cjò me lo fa congetturare dal
liturgici-.L'altare è precisamente per iló'tìt- vedereadoperala la Tovaglia delCIncar-
i^riyizio, e perciò viene coperto dalla so- nalus anche ne' suddetti vesperi sì pon-
])ra-lovaglia(o4S7rog^o/o,come lo chiama- tificali che ordinari. Menlreassente il Pa-

va mg/ de Ligne) terminala la celebra- pa dalla cappella pontificia, e inluonan-


zione delle messe. Non sì scuopre perl'uf- tlo i vesperi sì pontificali che ordinari

fjcialura del vespero. Siccome poi ne've- un cardinale, l'azione di distendere e poi
speri devesi incensare l'alta re, questo es- rialzare la sopra-tovaglia non ha luogo.
sendo ornato delle tre tovaglie come pre- Nel giovedì della Settimana santa, fiiù-

scrive la rubrica, prima di essere incen- ta la messa, e tolta la ss. Eucaristia e ri-
sato si scuopre ritirando indietro la so- posta in altra cappella nel s. Sepolcro,
pra-tovaglia,delta anche Velume Toha- per cui si lascia aperta la porticella del
leam nel memora to6Vremo7zm/^.Nel voi. Tabernacoloy in coro si dicono i vesperi
IX, p. 22, d'accordo col Cancellieri, de- senza canto. 1 sacerdote celebrante co'mi
1

scrivendo il Pontificale che celebra il Pa- nistri, compili i vesperi, vestito di stola
pa, narrai un rito particolare delPapa, non paonazza sopra il camice, adattata In mez-
trovandolo nel Ceremoniale Episcopo* zo al petto in modo di croce, e di un'al-

rumj cioè che cantandosi dal covo^Etin- tra pure paonazza vestilo il diacono,si por-
carnatus est, il cardinal diacono mini- tano a spogliare e denudare gli altari con
slrantedal lato del vangelo e il suddiaco- quest'ordine. Prima precedono due ac-
no latino uditore di rota da quello del- coliti colle mani giunte, poi il suddiacono
l'epistola, spiegano insieme la sopra-tova- e il diacono, seguili dal celebrante, pari-
glia sulla mensa dell'altare, la quale trova- menti colle mani giunte e tulli col capo
si piegata versoi candellieri. Essa è di tela coperto. Arrivali all'infimo gradino del-
lina e forse un tempo damascata, orlala di l'altare maggiore tulli genuflettono con
merletti d'oro, da cui ancora èframezza- un solo ginocchio, eccettuato il celebran-
ta,ed è volgarmente detta Tovaglia del- te, il quale s'inchina profondamente alla
l' /ncarnatus,]poìc\ìò sì spiega dopo il can- Croce soltanto, e tosto comincia sommes-
to del medesimo. 11 p. Gallico, Acta Cae- samente co'sagri ministri l'antifona: Divi-
remonialia: Missa Papa lis orcio, dice a serunt sibi vestimenta mea, proseguita
p. 09: Et duni cantato Credo, vel qffer.
1 dal coro in piedi e con tutto il salmo Deus
torium, dehetdiaconus Evangelii ahlue- Deus meus, respice in me, con pausa fin-
re sibi manus, et lotis manihus immedia- che lo spoglio di tutti gli altari sia com-
te accedens ad altare extendat l^oba- pilo, ripetendosi indi l'antifona. Frattan-
leam^ sacrifidi super Altare, et Corpo- to il celebrante in mezzo de' sagri mini-
rale ponat super pallani. Suhdiaconus stri ascende l'altare, e insieme con essi le-

auteni postcptam Pontifex dixerit Do- va le Tabelle dell'altare, la 1. 'tovaglia e


niiniis vobiscum, et Oremus, dum can- poi le altre, indi il padiglione o conopeo
tatur offertorium^ deferens Tobaleani che copre il Tabernacolo, e finalmente
extendat eam super greniium ejus, ec. gli altri ornamenti, lasciando la Crocecoi
TO V TO V 61
Ciimìcllìerij ed il tulio viene consegna- sacerdoti , i quali per muovere i santi a
lo agli accoliti, clie lo portano in sagre- vendicarsi degli oltraggi falli alle loro
sliii; e levalo il velo bianco dalla Croce, chiese, solevano spogliare gli altari, estin-
vi si sostituisce altro paonazzo. Spoglialo guere le lampade e lasciare i divini uffi-
quest'altare, il celebrante co'sagri mini- zi, concorrendo spesso Dio con miracoli
dovuta riverenza alla Croce,
stri, falla la a istanza di certi sacerdoti santi, a glori-
precedendo gii accoliti, si porla alla de- ficare gli ofiesi suoi servi, come rattesla
nudazione degli altri. Dove però è copio- s. Gregorio di Tours, De glor. Mart. lib.

so il numero degli altari, nel tempo in cui j, cap.79. Nello stesso giovedì santo ha
si fa lo spoglio del maggiore, si può fare pur luogo in alcune chiese, come de'do-
allrellanlo da'sacerdoli vestili di colla e menicani, la Lavanda dell' Altare (/ .),

stolapaonazza, e recitando il dello salmo riferendo Magri, che si eseguisce con l'er-
eseguiscono lo spoglio degli altari mino- ba issopo (della quale riparlai nel voi.
ri. Ciò fallosi, il celebrante co'sagri mini- LXIX, p.i2i), per significare l'unzione
stri ritorna all'altare maggiore, e dafb se- della Maddelena falla due giorni prium
gno coll'islromento di legno, di cui tor- della morte di Cristo (quanto al tentpo
nai a ragionare nel voi. LXIV, p. 3 i 2, non ci aderisco); ed aggiunge che altri sti-
lutti genuflellono,e poisorgonodopo bre- mano migliòre rito quello della chiese in
ve orazione, e adorala con un solo ginoc- cui laceremonia si fa il venerdì santo, nel
chio la Croce, ritornano con portnmenlo qual giorno ancora la chiesa Ambiogia-
divoto in sagrestia. Compiuta la denuda- na spoglia gli altari dopo letta nel Passio
zione degli altari,si suol levare da'vasi e la morte del Salvatore, e usando mini- i

P/7/della chiesa anche V Acqua hcncdet- stri paramenti rossi; e che la medesima ce-

ta, della quale riparlai nel citato voi.a remonia si fa in Costantinopoli dal pa-
p. 3 16, rilevando la questione se si deve triarca e metropolitani greci, lavando gli
lasciare o togliere. UDiclich lodato chia- altari prima con acqua benedetta e poi
ma l'uso di levarla, abuso da distrugger- con acqua rosa, com'è prescritto dal lo-
si alFatto, come vogliono vari liturgici, so- ro Eucologio. Nella mattina del venerdì
stenendo non mai doversi fare mancare santO; finita l'ora di nona, il sacerdote e
nella chiesa. Si legga però il da me accen- i sagri ministri vestiti de*paramenti neri,
nato in dello luogo. 11 Magri al vocabo- senza lumi e senza incenso, si portano al-
lo Altare^ dice con Alenino, De Divi/i. l'altare, e mentre innanzi ad esso prega-

Qff/c.j che si spogliano gli altari nel gio- no alquanto, gli accoliti genuflettendo di
vedì santo, per denotare la nudità di Cri- nuovo alla Croce, che in quel giorno la
sto nella Passione, e quanto dissi a Cap- Chiesa venera in modo speciale, distendo-
pelle PONTIFICIE e Settimana santa, nel no sopra la mensa una tovaglia, in mo-
descrivere queste funzioni e le altre che do che poco o nulla penda lateralmente,
accennerò, mentre delle vesti del Reden- per la njessa de Presantifica fij e termi-
tore riparlai a Tonaca. Che lìeWOrdine nata la funzione, si torna a deiuidare l'al-

Romaìio menzione d'una misterio-


si fa tare e la credenza dagli accoliti, i quali
sa ceremonia che si faceva nel venerdì
, portano tulio in sagrestia. Nella mattina
santo mentre si pronunciavano le paro- del sabato santo si fa la benedizione del
le del Passio : Partiti sani vesliìnenta nuovo fuoco e del cereo, si leggono le pro-
mea, due diaconislrappavano la tovaglia fezie, e ad ora competente si coprono gli
dell' altare, lasciandolo nudo, sul quale altari colle tovaglie e gli altri ornamen-
poi si consumava l'Eucaristia porlaladal ti. Il Catalani, Saar. Caereni. CnnìmcU'

sepolcro. Nel concilio di Toledo iS.** fu tariisy t. 2, a p. 1B7 tratta: De imdatio-


proibito l'uso aulico, praticalo da alcuni ne Capcllae^Altavis^ et Scdis Papac,et
62 TO V TO V
omnia, post 3Iissa(\ e dice che a vespe- ne, il velo del calice, né il pannolino, il//-
ra ali lem hujus diei (feria v in Coeita nutergium, che serve per la lavanda del-
Domini) nudasintAltaria usqiie in ma- le mani del sacerdote, essendo ciò proi-

ne Sdhhati, riportando tutte le significa- bito dal ^."^ decreto della congregazione
che già pra-
zioni fatte da'lilurgici, rito emanalo sotto Ur-
della visita apostolica,
licavasi a'tempi di s. Isidoro arcivescovo bano Vili. domenicale sebbene fu un
11

di Siviglia del 600 circa; ed a p. 188 e tovagliuolo col quale le donne riceveano
194 discorre del rito antico della lavan- la comunione, altri dicono che fu pur co-

altari. Lo slesso Catalani, Ritua-


da degli sì chiamato quel pannolino col quale le
leRomaniim Commentariis, a p. i3o e donne si coprivano il capo in chiesa nel-

273 ragiona della denudazione degli al- ss. Eucaristia. Non deb-
l'attodi ricevere la
tari,^tvV Interdetto o Seomiiniea (F.), bo lacere il can. 58 del concilio in Trul-
e ne riporta diversi esempi; tempo di a- lo del 680." Il comunicante non riceve-

m a rezza e di lutto per la grave pena in- rà l'Eucaristia in vase d'oro, o di qualsi-
flitta, nel quale la Croce, le sagre Imma- voglia altra ntateria, ma nelle sue mani
gini e le ss. Relicpiie si circondavano di incrociale l'una sull'altra, perchè non vi
spine, coprendosi l'altare di cilicio in se- è materia tanto preziosa, quanto il cor-
gno di dolore e di lutto, sctspendendosi po dell'uomo, che è tempio di Gesù Cri-
la celehrazione de* divini uffizi e le preci sto".Si vuole cheilF^7io;2ef/^^.j,ora orna-
nel portare i defunti alla sepoltura. Nei mento proprio del solo Papa, abbia avuto
tempi eziandio di qualuncjue tribolazio- origine dall'orale, specie di tovagliolo col
ne, estinti lumi, si denudavano gli alta-
i quale il Papa s'involgeva il collo acciò il

ri,aut cilicio, luguhrive, quo ohvolveha' sudore del capo non insucidasse la pia-
tur tegumento, sacrarum Reliquiarum^ neta (nel n.°576 del Diario di Roma
dut sanctarum Imagiiium in terra de- 172 I, dicendosi delle vesti pontificali col-
positione super spina ^ officio et canta y le quali si veste il cadavere del Papa, di-
suhmissOy a liisve Imjusmodi tris titiae ar- chiarasi essere \\ fanone segno della chie-
gunientis palam facìehat. Tutto erudi- sa greca). Che i tovaglioli anticamente si

tamente riportando il dotto Catalani. Si chiamavanoy^z/io/i7, lo dissi pure parlan-


chiama Tovaglia della Comunione ( V.\ do dell' 0/?/óf:^/o/2e(^/''.jdel pane nella mes-
quel pannolino che si distende sulle pro- sa, la quale si faceva sopra candide tova-
prie mani per ricevere la ss. Eucaristia glie dette y^z/io/i/, di lino e anche di seta.
(V.). Il Magli nel Ilierolexicon, al vo- Anzi in que' tempi il Corporale (P .) era
cabolo Mappae Communioni^, la quali- una gran tovaglia più lunga che larga e
fica:Sunt ajigustae, et ohlongae Map- copriva tutto l'altare, dovendo servire di
pulae, cjuihus operientur diversa j prò copertura alle numerose oblazioni di Pa-
Ecclesiarum moreJoca,uhi Eucharistia nce altro. Il Magri al vocabolo Palla, dì-
Jldelihus admnistratur. Indi narra, die ce che oltre il significare quel piccolo cor-
nel concilio d'Auxerre del 578 venne or- porale con cui si copre il calice, fu detto

dinato alle donne di non ricevere la ss. pure in significato di tovaglia dell'altare.
Eucaristia colle mani nude, ma coperte Indi narra la ceremonia colla qualesi con-
con un \i'.\OyC[ì\nnMììo Dofnenicale [/ .)j sagravano al servizio di vino fanciulli, che
i

da ciò ebbero principio le tovaglie di co- da'loro genitori erano involti nella tova-
munione pe'due sessi, e poi le tovaglie che glia dell'altare, e cosi restavano dedicati
si mettono sopra le balaustre, le quali deb- alla chiesa. Con tal funzione però non re-
bono essere monile. ìNon devesi però mai slava astretto il figlio a conformarsi con
presentare a'fedeli che stanno per comu- il voto del padre, ma pervenuto all'età
nicarsi, invece della tovaglia di coiaunio- perfetta era in sua libertà 1' abbracciare
TR A T RA 63
Tislitulo monastico. Fuiulmente col me* continente di Tracia, avea preso il nome
desialo alto si oirrivano alla chiesa ì beni diGhersoneso di Tracia, li continente di
stabilì , come si legge nella cloiiiizione di Tracia era diviso in 6 parti, cioè: i." La
Tertullo a favore dei monastero di Mon* parte che ha per confine a settentrione il

le Cassino. Atqut' per Pallam allaris s. Mela, piccolo fiume che metteva foce in
Jo.Biiptìstat'^ eidcmqiie Patri ohtiili, etc. fondo del golfo MeJanico: avea a mezzo-
Nell'archivio di Viterbo il Magri lesse un dì il Ghersoneso e la Proponlide; all'o-
documento, conie alcuni divoti con met- riente il Bosforo di Tracia e il l^nlo Eu-

tersi la tovaglia dell'aliare sul capo in pre- sino. Le principali città di questa parte e-
senza dell'arciprete si costituivano obla- rano sidle sponde della Propontide, Ga-
lijOderendo anche i loro beni a s. Loren- nos, Bisanthe, chiamata anche Redeslo;
zo titolare della cattedrale. 11 p. Bonan- Perinto, detta pure Eraclea; Selimbria,
ni, La Gcrarchiaecclesiastica^ cap. 67: Bisanzio oraCo&tantinopoli.Sul PontoEu-
Del Sitccìntorio (f^.) ornamento sagro , sino,Dercon, Salmidesso. Era partendo
del Papa, ricorda quell'orale mentovato dall'oriente di Perinto, che fortnandouna
poc'anzi. Siint necessaria prò persona curva verso settentrione, il Macrontichus
Pontificis pccten, et Pohalca circttmpo- ossia la lunga muraglia eslendevasi fino
nenda collo ejus, quando pectinafur.pel- alia città di Dercon; ma quest'opera era
vis, et tohalea adabstergendaui maniis. d'un tempo non molto aulico. 2.° La se-
Da s. Girolamo il succintorio fu chian)a- conda parte della Tracia stendevasi dal
to Zt/zr/i7r/«;;/, dicendo signiljcarsi rascia- Melaall'Ebro: era questa stretta, e le stie
gatoio, con cui Ponzio Pilato governato- più considerabili erano situate sulla
città
re dellaGiudea si asciugò le mani, quan- sponda dell'Ebro. Questo fiume comin-
do dopo aver altamente e pubblicamen- ciando a settentrione, al monte Emo, ba-
te dichiarato l'innocenza di Gesù Cristo, gnava molte città: le principali erano Fi-
e falto«og»ii sforzo per liberarlo da' suoi lippopoli, Adrianopoli, chiamata prima
nemici, non volle condannare il Reden- Orestide, e Traianopoli; quindi scorreva
tore, ed acconsentii però per vii timore e fino all'ingresso del golfo Melanico, pres-
debolezza, che si eseguisse l'ingiusta sen- so la città di Enos. 3.'' La terza parte era
tenza de'sacerdoti, scribi e anziani degli tra l'Ebro e il lago Bistouide a settentrio-
ebrei. ne. Alcuni autori hanno divisa in due que-
TRABIZA oTRAPOBlZlA, Trahy- sta parte, l'una dall'Ebro al Lisso; e l'al-
zia. Sede vescovile della provincia d'E- tra dal Lisso al lago Bistonide. Sulle ri-
roinmnte, nell'esarcato di Tracia, sotto la ve del mare trova vasi Maronea, e in mez-
metropoli di Adrianopoli, eretta nel IX zo alla terra Scaptahila , città ricca per
secolo. 11 suo vescovo Costantino assistè le sue miniere. 4«" 'P'Q '1 l'^go Bistonide
al concilio diFozio nell'Byg. Orienschr. ed il Nesto all'occidente, questa parte era
t. I, p. 1189. slretlissiraa. La sorgente del Nesto era tra
TRACIA, [T/i/'^c/Vr.Antico vasto paese settentrione e ponente nel monte Rodo-
dell'Europa, situalo al sud est tra mezzo- pe, ch'era meno al setlenliione del mon-
dì e oriente. I suoi confini e limiti naturali te Emo. Trovansi liujgo il Nesto le città

sono a mezzodì il mareEgeo, la Proponti- di Tamforino e di Nicopoli. 5." La parte


de e il Bosforo di Tracia;airoiienle il Pon- ch'ora a settentrione del Teavo, fiume la
to Eusino. Gli antichi scrillori non sono tli cui sorgente è ne'monti a mezzodì di
fra loro d'accordo quanto a'confini della Delnolo, e poco lungi del Ponto Eusino.
Tracia a settentrione e occidente. Una 6.° La sesta parte era n settentrione di
penisola a mezzodì, fra il seno o golfo Me- quella parte dell'EI)ro, che da Ressa scor-
lauico e r Ellesponto, facendo parte del reva tra mczzoilì ed oriente fino ad Ore-
64 TRA TRA
stiod Oresllde. Qui Irovavansi le città di visi in come gli antichi Sci-
diverse orde,
Beiea e di Cabila, a mezzodì del monte ti e come Tartari moderni. Le orde più
i

Emo, 8e eslendesi questa parte fino al conosciute si chiamarono Dersei,'Melobi-


l'outo EnsinOjSi troveranno sulla sua co- tini, Tiropeoni, Turpili o Torpidi, Cleo-
sta,© ben vicino discendendo dal promon- ni, Bistoni, e gli abitanti del Campo Do-
torio formalo dall'estremità dell'Emo, e risco, gli Odrisi. Eranvi altresì gli Agrio-
per questa ragione chiama to/Zemz-cx /re- ni o Agrei, i Perianti, i Bessi. Il paese lo-
m/7, le città di Mesen»bria, di DeUanio, ro,men freddo per la sua posizione re-
d'Apollonia; e lungo la costa, il piccolo lativamente all'equatore, che per le sue
paese di Astica ov'era Bizia. Il Cliersone- montagne, veniva da'greci guardato con
so di Tracia avea per confini, tra mezzo- una specie d'orrore: poeti ne a veano fat- i

dì e oriente l'Ellesponto ed una piccola to il soggiorno di Borea e degli Aquiloni;


porzione della Propontide; a settentrione era la patria de'ghiacci e delle brine. For-
il continente di Tracia; tra settentrione se il paese era pii^i coperto di boschi che
e ponente il golfo Cardiaca, così chiama- oggi non sia, ma un pregiudizio sfavo-
to dalla città di Cardia, oppure JVIelani- revole alla Tracia rimase lungamente si-

co dal fjUM)e Mela. E la penisola di Ro- gnore degli animi,per cui Pomponio Mela
mania, che un muro la divideva dal con- ne fece una descrizione svantaggiosa. Pe-
tinente, cioè adire quella parte orienta- rò secondo Erodoto i traci erano la mag-
le, poiché r occidentale corrisponde alla gior nazione della terra dopo gl'ionii, e
Macedonia. La Romania o Romelia ora se fosse slata sotto la dominazione d' un
forma una parte della Turchia einopea, sol principe, ben unita e ben d'accordo,
le sue citfJi principali sono Co.s tantinopo- sarebbe stata invincibile e più forte di tut-
li, Adjiaìiopoli, e Tessalonica detta pu- te le altre. Ma
che traci si
era diflicile i

re Salooichi. Si disse Romania come pae- accordassero insieme, e anzi tornava lo-
se de' Romani , vale a dire lutti i posse- ro come impossibile, per cui trovandosi
diojenti degl'imperatori greci successori deboli erano facilmente vinti. Ogni po-
degl'imperatori romani, ed avendo i tur- polo di lai nazione, portando nomi diversi
chi designato il paese col nome di Rum- secondo i paesi che abitavano, tutti peiò
iU., si disse ancora Romelia. Alcuni au- aveano le stesse leggi egli usi medesimi,
tori fanno discendere i traci da Tiras, uno tranne i Geli, i Trausi e quelli che abi-
de'primi discendenti di Japhet , figlio di tavano al di sopra de'Crestonii. Ma trau- i

Pfoè; traci furono pure in Asia, e si vuo- siseguivano in tutto le istituzioni de'traci,
le dal Buonarroti che da'traci derivasse- se non sia nelle ceremonie delle nascite
ro i frigi e che questi fossero loro coloni, e delle morti. Allorché nasceva loro un
e perciò da' traci appresero i misteri di figlio, lutti i parenti gli si adunavano in-

Bacco, che Nonno nelle Dionisiache, do- torno e piangevano, presentendo i mali
ve raccolse sotto un sol filo di favola le che avrebbe a sopportare nel corso della
varie erudizioni, memorie e feste di Bac- vita! Ma quando uno moriva, lo seppel-
co sparse per vari e diversi paesi, dice es- livano ridendo e giubilando, bene con-
sere stalo il nume nutrito nella Frigia. E' vinti che fosse liberato dalle pene di que-
indubitato che i non
traci di tutti gli dei sto mondo! iXon aveano idee troppo chia-
adoravano, almeno principalmente, che re di ciò che avesse a patire nell'altro;
Marte, Bacco e Diana; ma ire veneravano che per lo contrario credevano, così in ge-
particolarmente Mercurio, giuravano per nerale, che di là godesse d'una felicitàcui
Ini e si dicevano suoi discendenti, 1 tra- niente potesse più interrompere. I fune-
ci furono anticamente guerrieri e feroci, rali si celebravano con sagrifizi, gemiti e

e viveano quasi come nomadi. Erano di- banchetti, e bruciali i cadaveri li pone-
T R A TRA 65
vano soUo un lu-
terra, alzandovi sopra prie a regolare e addolcire i costumi, fu
imilo^ e tacendovi intorno ad onore del Z<imolsi discendente di Pitagora. Si con-
defunto combattimenti e particolarmen- sidera come tempo di barbarie quello in
te d'uomo contro uomo. Quanto a quelli cui regnò Terreo consorte di Filomela,
clie abitavano superiormente a' Cresto- di cui la favola trasmise mi-
o suppose i

uii, ciascuno avea più mogli e (|uando , sfatti. Ebbe due figli, Sparado-
Sitalia e
uno moriva sorgeva tra le vedove un con- co , ed i discendenti loro regnarono nei
trasto per decidere qual fosse stata più disordine e nella confusione. La serie de*
teneramente amata dal marito. Decisa re di Tracia si riporta come segue: trovasi
la lite, quella che l* avea vinta sulle ri- nel 43 I Tire o Terreo, nel 4*28 Sitalce,
vali, dopo ricevuto mille felicitazioni da nel I, nel 4oo Seute II, nel
4^4 Seule
tutti gli amici e [)arenti, veniva accoppa- 390 Medoco o Amadoco, nel 38o Tere,
ta dal più prossimo congiunto sulla Se- nel 38o Cotide I, nel 356 Kersoblepto,
poltura del consorte, deponendosene poi nel 345 Seute III. In seguito la Tracia
il corpo presso a quello di lui. Le altre essendo soggiaciuta a varie vicissitudini,
mogli, tutte vergognose d'essere state giu- la repubblica di Atene, dopo le vittorie

dicate degne di vita, se ne tornavano a ca- di Salamina Maratona, con(|uÌ8lò molte


e
sa a nascondere Tonta loro. Tutti gli al- città sulle coste e nella Tracia stessa. Fi-
tritraci vendevano figli, né si curavano i lippo redi Macedonia s'impadronì di 32
di mantener caste le figlie. Ma guarda- città della Tracia, ed il suo figlio Ales-
vano attentamente le mogli, e le compra- sandro il Grande compì la conquista del
vano dalle famiglie cui appartenevano paese. Morto Alessandro nel 324 di delta
per assai rilevanti somme di denaro. Cre- era, nel riparto de'suoi stati toccò a Lisi-
devano onorevole il portare più cicatrici maco, uno de'suoi luogotenenti, laTracia
sulla fronte ; e tenevano pure ad onore col titolo di reo governatóre. Oltreché
l'oziare, come a disdoro il lavorare la ter- ambizioso, fu crudele, mettendo a mor-
ra, considerando il colmo della gloria il te suo figlio Agatocle per sospetto di co-
vivere di guerra e saccheggio. Seudjrache spirazione. Seleuco mosse contro di lui
la Tracia abbia avuto antichissimamenle e lo vinse e uccise nel282, e regnò in
i suoi re, e di recente neh 852 pubblicò Tracia, successo nel 281 da Tolomeo
a Parigi Cary Histoire des Rois de
il : Cerauuo. Nel 280 la Tracia fu nuova-
Thrace et de ceux du Bosphore Cini- mente turbata da una porzione dell'eser-
inerien éclaìrcìepar les medaillesSx tro- cito de'galli, che sotto la condotta di Bren-
va che verso il r 58o innanzi la nostra era no devastarono la Grecia. Stabilitisi gal- i

i traci fecero un'irruzione in Grecia, e si li inTracia nominarono loro re, tra'quali i

stabilirono ad Eleusi,eindi incivilirono si conoscono Comonlorio del 277, Ario-

l'Attica, celebre contrada della Grecia^ farne, e Cavaro o Clico del 2 9, sotto di 1

che oggidì forma un cantoiìe della Tur- cui traci sterminarono galli e nel 200
i i

chia europea, nella Livadia, la quale an- rimisero sul trono Seute IV, uno de'di-
ticamente fu chiamata Grecia propria , scendenti de'loro antichi re, i cui discen-
Acaia e Eliade, contrada che occupa la denti regnarono fino all'imperatore Ve-
parte settentrionale della Grecia. Atene, spasiano: essi sono,Cotide II del 171, Die-
Livadia, Lepanto, Larissa e Tricala ne guli deli5o,Zibelmio,Sotimodel93,Sa-
sono le città principali. Verso il 280, e- i dolamoo Sadale I del 57, Cotide III, Sa-

gualmente avanti l'era corrente, Polti- dalelldel 48, Sadale III del 43, indi Co-
de regnava in Tracia, e pare che poscia il tide IV; Remetalce salì sul tronoiGanni
paese fosse diviso fra molti re tributari a* avanti la nascita di Gesti Cristo ocra cor-
persi. Hi .° re che die a' traci It-gj^i pro- reule, Cotide V e Rcàcuporide regnaro*
vola. LXXIX.
GG TRA 1 R A
no 7 anni innanzi tlelln modesimn. Re- dellaTracia [ivopiin, Filippnpoli per me-
mefalce divenuto re nell'anno 19 di
II tropoli ed esarca di Tracia, con 1 5 vesco-
nostra era, fu vinto nel 4? ^^ Vespasia- vati sulfraganei; nella provincia d'E/nì-
no poi impera loie, e così la Tracia fu ri- monte, Àdrianopoli per metropoli ed e-
dotta in provincia romana. Quindi Co- sarca di Einimonte, con 5 vescovati suf- i

stantino I il Gr<7«<:/<: fondatore di Costan- fraganei. L' esarcato di tutta la Tracia


tinopoli^ ove trasporlo la sede dell* im- partecipò in appresso alla sorte della Gre-
pero nel 33o circa, divise la Tracia 5 in cia, finche ue'secoli XI V e XV venne in

Provincie : cioè la provincia d' Europa, potere de' turchi, cioè neli36o Mourad
che secondo la Notizia di Jerocle, con- o Amurat I prese Adrianopoli a'greci,e
teneva 53 città ; di Rodope con 7 città ;
divenne la sede del suo impero nel 366, 1

della Tracia propria incute detta con 5 e continuò ad essere la sede de'sultani si-
città; di jE>72z/;zo/zfc con5ciltà;della /I/e- no alla presa di Costantinopoli fatta da
sia inferiore con 7 città; e la proviti
2.", Maometto II nel i453 , il quale di Co-
eia di Scizia con i5 città. Queste Pro- stantinopoli fece la sua sede e dichiarò I."

vincie formavano la diocesi di Tracia, e città dell'impero ottomano, e Adriano-


la città di Filippopoliy capitale di tutto poli 2.'' del medeslmo.Perciòi turchi chia-
il paese, diventò allrcM metropoli della marono Romelia o Romania la Tracia.
2.^ Tracia; ma inseguito questa dignità Questa ricevè il lume dell' evangelo dal-
fu trasferita ad Eraclea chiamala anche l' apostolo s. Paolo secondo Teodorelo ,

Perinto e col titolo di esarca. 11 vescovo cap. i5 Epist. ad Roman. j ovvero dal-
d'Eraclea estendeva la sua autorità su tut- l'apostolo s. Andrea, secondo il commen-
te le diocesi di Tracia , nella stessa ma- tario greco sugli atti di quell' apostolo ,

niera che il vescovo di Cesarea estende- composto dal p. Cond)efis, e citalo dal p.
va la sua sulle diocesi del Ponto ed, il Le Quien, Oriens christianus 1. 1, p. 98.
vescovo ò' Efeso su quelle dell' Asia. Il Canone ov'wìwào di Tracia, fu eletto Pa-
concilio generale di Nicea nel SiS formò pa nel 686.
l'esarcato di Tracia, e quello di Calcedo- TRADITORE, Traditor. Nome che
nia del 4^1 , soggettò tutte queste dio- si applicò ne' primi secoli della Chiesa a
cesi, in un colle |)rovincie cosi dette Bar- que' cristiani , che in teaipo delle Pe/-
bare, al patriarca di Costantinopoli^ e gli >?c<:7/z7*o/i/ per evitarci tormenti e la morte
accoidò il diritto di ordinare tutti i me- consegnavano a'pagani persecutori i hbri
tropolitani, il quale non riconobbero Pa- i della s. Scrittura e altre scriltuiee Li-
pi fino a Innocenzo 111. Quanto alla Tra- bri (V.) sagri, pr.oscritti dall'imperatore
cia^ provincia particolare della diocesi di Diocleziano con empio editto. I cristiani
Tracia, la 3.^ in serie all'epoca della di- dunque spaventali per l'atrocità delle pe-
visione fatta da Costantino 1 di tutta la ne del Martirio, davano a'perseculori i
Tracia, chiamasi in oggi Romelia. Avea che aveano,e perciò chia ma vansi tra-
libri

per capitale e metropoli la città di Filip- ditores j ma un numero grande di cri-


popoli. Commanville uell' Histoire de stiani preferirono meglio di perdere la vi-

tous les Archeveschez et Evescliez de ta che consegnare i libri. Questi sono ce-
VuniverSy dice comprendere la Piomelia, lebrali e onorali dalla Chiesa a'2 gennaio
oltre Costantinopoli patriarcato , nella ingrandissimo numero, sotto il noujede*
lno\\nc\a lV Europa, Eraclea per metro- ss.Martiri de' libri santi {^F.). kuc\\ii r»el-
poli ed esarcato di tutta la Tracia, con 27 r Africa perciò molti patirono glorioso
vescovati sufFraganei; nella provincia di martirio nel 3o3 , ma non pochi ubbi-
Rodope, Traianopoli per metropoli, con dirono al riprovevole edillo imperiale ,

i3 vescovati suffraganei; nella provincia cunsegnaudo sagri volumi,ed anche mol-


i
T R A TRA 67
ti vescovi furono liadilori. Pertnnlo in caratlere,purché fossero convinti conalù
tiello {inno o meglio nel 3o5, radunatisi pubblici e non con semplici parole d'aver
in concilio alcuni vescovi in Cirta, con commesso sì riprovevole azione, Traditori
Secondo vescovo di Tigisita e primate di furono quindi chiatnali anche quelli che
quella provincia di JNuuiidia, per ordi- consegmiviujo a'pagani sagri Arredi e i

narvi un vescovo in luogo del deiu«ilo,tial- Suppellettili della hiesa. Tanto essi chei

taiono anche la causa de'vescovi, i qiiali i snmmento vali furono eziandio detliL^5-
aveano dato a* persecutori della Chiesa i si (F^.J o caduti.
libri per bruciarsi, secondo 1' ordine di TRADIZIONE, Traditio. Dicesi ge-
Diocleziano. Furono
Secondo di ciò ila neralmente e un senso esteso
in della dot-
convinti vescovi Donato Masculitano,
i trina emanata e comunicata a viva voce
Marino Tibililano, Donalo Calauien-ie, di età in età senza i! soccorso della s. Scrit-
Vittore Russicadense, e INupurio Lima- tura {f .). Se si considera la tradizione
li use, il quale confessò anche d'aver mor- per rapporto alla materia, se uè può di-
ti nel carcere i figli di sua sorella, dicen- stinguere di Ire sorta nella legge nuova:
do : Io uccisi e uccido chi mi è contra- cioè, la lrac>izione della fede ,
quella dei
rio; ed accusò il primate Secondo d'a- costumi, e quella de'riti. La tradizione del-
ver similmente dato le ss. Scritture. Allora la ^Gi\e è la dottrina che ci [a trasmessa
Secondo, consiglialo dal nipote che por a viva voce sopra qualche articolo di fe-

lava il suo nome, e da due altri, che ivi de; come per esempio che la s. Scrittura
erano oltre nominali, prese il partilo di
i contiene la parola di Dio, e che la Chiesa
rimettere la loro causa al giudizio divino, ne conosce il vero senso. La tradizione dei
per non dar luogo a uno scisma, e così tut- costumi è la dottrina che ci fu trasmessa
ti fece sedere nel sinodo. In seguito Secon- a viva voce intorno a certe pialiche sa-
do scrisse a Mensurio ve?covo di Carta- lutari e proprie al regolamento de'costu-
gine, dicendo in propria scusa, ch'egli ri- n)i, couie sono le osservanze delle feste,
chiesto da'magislrati pagani di dover da- de'digiuni,delleastinenze,ec. La tradizio-
re i Sono cristia-
sagri hbri, rispose loro: ne de'riti è la dottrina tras(nessa a viva
no e vescovo, non traditore. Non lascia- voce intorno a certe ceremonie, quali so-
rono i mentovali vescovi traditori , che no quelle della messa e de'sagramenli. Se
nel concilio aveano confessato il fallo, di si considera la tradizione dal latode'suoi
lecaread elFello quello per cui erano ilia autori, ve ne sono pure di 3 sorla nella
Cirta, ordinandovi vescovo Cirtense Pao- legge nuova , cioè la tradizione divina,
lo, il quale nello stesso anno die i libri e l'apostolica e Tecclesiaslica. La tradizione
i Fasi sagri o suppellettili della chiesa, divina è la parola di Dio non iscritta, ma
couje pur fece Silvano suo suddiacono e emanata dalla bocca slessa di Gesìi Cri-
poi successore nel vescovato. Que^la fu sto, o rivelala agli apostoli ddllo Spirilu
lai. "origine dell'infausta sella óe Dona- santo, e coniunicata dagli apostoli stessi
tisti (/^ .), e delle irreparabili rovine del- a'primi fedeli che l'hanno trasmessa a'Io-
la chiesa africana lacerala dal loro fune- ro successori, da'quali noi l'abbiamo rice-
sto sci'sma. Radunatisi i malvagi e scisma- vuta succcitsivamenle e come di mano in
tici vescovi in Cartagine, per calunnie con- mano. Quando si dice che la tradizione è
dannarono Cccdiano e crearono in falso la parola di Dio non iscritta, ciò sigiiincu
vescovo Maiorino. Nel concilio d'Àrlesdel prcciaamcJite eh' essa non fu scritta da
3i4 lu stabilito, che tutti coloro i quali principio dagli scrittori sagri, come i libri
si trovassero rei d'aver consegnato a'per- canonici de' due Testamenti (Uuioctunì
seculori qualche libro o vaso sagro, fos- HI chiamò padri de'ilue Testamenti f^Uì-
sero dcposli e degradali du'Ioio oidiui e sc e l'ielro, e con essi simboleggiò l'uni-
68 TRA TRA
là fia il Sacerdozio e V Impero), benché re anello che ho anche insegnato a voi'
essa lo sia stala inseguito sia ne'concilii, Qui r Apostolo parlava dell'istituzione
sia nelle opere de'ss. Padri edi alti-i sciit- deirEucaristia,della quale istituzione nel-
tori ecclesiastici, sia ne'decreti de'sommi le altre sue lettere non trovasi scritta una
Pontefici, ec.La tradizione apostolica con- parola: dunque allora ne avea parlato a
siste in certe pratiche stabilite dagli apo- voce. I ss. Padri sono d'accordo sulla ne-
stoli, quali sono la triplice immersione nel cessità della tradizione; a riportarne al-
battesimo, l'osservanza della domenica cune testimonianze, si legge De Eeeles,
invece del sabato, quella del digiuno del- Hierar. cap. i di s. Dionisio Areopagita; /
la quaresima, ec. La tradizione ecclesia- primi maestri del nostro sacer dotai mi-
stica consiste in cerle pie costumanze in- nistero cihanno tramandati i loro gran-
trodotte in principio da' popoli e da'pa* di e soprasostanziali insegnamenti, par-
slori, e poscia approvale o espressamente te scritti, parte non iscritti. ^q\X Apolo-

o tacitamente dalla Chiesa che diede ad getico di s. Giustino martire deli. "seco-
esse la forza di legge. Tale si è l'osservan- lo, dopo aver narrale varie cose relative
za de'digiuni, delle quattro lem pora,queb alla celebrazione de' ss. Misteri, le quali

•la di molte feste, ec. La tradizione divina non si trovano nelle ss. Scrilture, passa a
è assolutamente necessaria e lo fu sem- dire: Il giorno dopo ch'era festa ^essen'
pre: i.°per distinguerei libri canonici da- do Gesti Cristo apparso agli apostoli, in-
gli apocrifi; 2." per determinare il vero segno loro queste cose, che a voipure noi
senso della isctitltHa; 3.° per persuaderci presentiamo a considerare. Tertulliano
della verità di molli dogmi della fede che parlando nel lib. De Coron. Milit.óì cer-
non sono espressi ne'libri santi; come per ti riti del battesimo, del sagrifizio anniver-
esempio che vi sono 7 sagramenli; che si sario pe'defunlie di altri punti di religio-
devono battezzare i fanciulli; che non bi- ne, che fin d'allora si praticavano, sog-
sogna battezzare di nuovo gli eretici qua- i giunse: Se tu cerchi la legge di queste e
li ricevettero il battesimo secondo la for- simili discipline, non ne troverai alcu'
ma legittima. La necessità e l'autorità del- na. La
tradizione ne è V autrice, la con-
la tradizione sono fondale sulla s. Scrittu- suetudine la confermatrice, la fede la
ra e sui ss. Padri. Dall'apostolo s. Paolo^ osservatrice. Nel sermone 2 De Jejun,
nelle sue Epistole in termini precisi ab- Pentecost,, Papa s. Leone 1 il Grande di-

biamo il nome di Tradizioni^ e la distin- ce: Non vi e da dubitare, dilettissimi, che


zione di ammaestramenti da luì dati e a tutta la osservanza cristiana provenga
viva voce e in iscritto. Perciò scrisse a'Tes- da erudizione divina,e tuttocib che dalla
salonicensi: State costanti^ e ritenete le Chiesa e stato accettato in uso di divo-
tradizioni che avete imparate o per la zione, derivi dalla tradizione apostoli-
nostra parola o per la nostra lettera. ca, e dalla dottrina dello Spirito santo.
L'espresso comando fatto a'suoi discepo- Nel Dialogo contro i Luciferiaid il tlot-

li, come a Timoteo, di tramandare a'fe- tore s. Girolamo Molte cose che
scrisse:
deli gliammaestramenti ricevuti a voce, si osservano nella Chiesa per tradizio»
siapprende da queste parole: Le cose che ne ritengono in se stesse V autorità del-
hai udite da me alla presenza di molti la legge scritta. Di s. Ignazio d' Antio-
testimoni^ conjidale a uomini fedeli, i chia e discepolo degli apostoli, dice Eu-
(juali saranno idonei ad insegnarle ^5/2- sebio, i//V^. lib. 3jC. 3o,che nel suo viag-
c/ie</gZ/V//f/f.L'assicu razione d'avere l'A- gio per l'Asia, lullochè custodito in mez-
postolo appreso da Dio ciò che avea a vi- zo a'soldali, raccomandava a'fedeli delle
va voceiusegnalOjSi ricava dall'a ver scrit- città onde passava, le apostoliche tradizio-
to a'Corinlii: Io Ilo appreso dal SignO' ni, e uè rugiouusoveule nelle t>ueepisto-
TRA. TRA 69
ìe. Ed altrellanto di s. PoIlcaipo,paninea- na per distinguerla dalle tradizioni Apo^
ti discepolo degli aposloli,scrisses. Ireneo, stolicheei\ Ecelesiastiehe: le prime del-
stdla verità delie loro tradizioni e di quan- le quali sono griusegnamenti tramanda-
to a veaiio dello: Ilic dociiit scmper quac ti dagli Apostoli ^ non come uomini da
ab Àpostolìs didìverat, quac. et Eccle» Dio ispirati, ma come principi e prefetti
sìaetradidit^et sola swit i'f^r^.D'Egisip- della Chiesa: le seconde sono i sentimen*
po racconta Eusebio n^WHist. ecclcs. I. ti de'ss. Padri, Aq Pontefici deConcdii^ ^

4, e.che scrisse le tradizioni degli a-


8, non come dellnizioni di fede, ma come
5 libri. Queste testimonianze ba-
postoli in istruzioni e leggi date al popolo fedele: e
stano a provare quanto ne' priaìi secoli tanto l'une che l'altre, come che a disci-
della Cbiesa era fcerma la massima sull'e- plina appartenenli,sono soggette a cessa-
sistenza delle tradizioni divine, ricevute zione o variazione, secondo le circostan-
dalla bocca de'ss. Apostoli. Fin d'allora ze de'tempi e de'luoghi. Queste non for-
certamente riscontrasi su questo punto mano regola di fede, ma dove sono in vi-
una meravigliosa armonia ed un consen- gore è un obbligo rigoroso di coscienza
timento perielio fra' Padri greci e latini: l'osservarle. Aggiunge il prelato, solo le
e a ravvisare qnal uso facevasi delle me- tradizioni divine sono regola di fede, per-
desime per illustrare e confermare le ve- chè dottrina rivelata immediatamente da
rità della fede, è suflìciente questa osser- Dio: ed ecco ilmodo per distinguerle. Cìc»
vazione, che nelle questioni cioè insorte che sempre, da per tutto e da tutti si è
Ira gli ariani e cattolici, nel ."genera-
i i tenuto per dogma di fede , benché noti
le concilioadunato in Nicea nel 325, com- iscritto ne'santi libri, si considera e si ve-
posto di 3i8 vescovi convocati da tutte nera per tradizione divina. Ma le medesi-
le parti del mondo, e al quale interven- me ragioni che provano la necessità d'una
ne con profondo rispetto per la venera- autorità daDiostabilita per giudicare dei
bile assemblea lo stesso imperatore Co- libri santi, e del senso della loro dottri-
stantino I, le tradizioni specialmente fu- na, provano egualmente della stessa co-
rono opposte agli errori de'perversi set- sa riguardo alle tradizioni divine: quelle
tari, dal propugnatore s. Atanasio che di- parole di Gesù Cristo, che costituiscono
fese singolarmente la Fede (F.) cattoli- la Chiesa rappresentativa o maestra il so-
ca colio scudo delle tradizioni, costringen- lo giudice delle scritture, servono a sta-
do gli empi eretici loro malgrado a con- bilire lei medesima giudice ancora del-
fessare la verità, come narra Teodoreto, le tradizioni. A questa Chiesa dunque e-
Ilist. lib. I , cap. 8; e che s. Agostino ((na- sclusivamente spetta il conservare il de-
si di (jueste sole si servì nel lib. De U/iil. posilo delle divine tradizioni, il dichiarar-
Kcclcs. cap. ig, per confondere gli arro- le Le divine tra-
e l'insegnarle a' fedeli.
ganti donatisti. Il dotto vescovo di Fie- dizioni sono uno de' principali punii di
sole BvonzimW, f.stituzioni caltolicJiC, § iv: controversia, un articolo assoluto essen-
Della tradizione divina, dice che tut- ziale che divide novatori da'cullolici. Per
i

lociò che leggesi nelle divine Scritture è tradizioni divine noi intendiamo gli am-
rivelato da Dio, ma non tulle le verità ri- maestramenti intorno alla fede e alla mo-
vela le daDio sono con tenute nelle ss.Scrit- rale, che gli apostoli o dalla bocca di Ge-
ture; viè un altro fonte di verità rivela- sù Cristo hanno inlesi, o per l'ispirazione
ta, la qtialein null'altro differisce da quel- dello Spirito santo hantio predicali, ella-
la registrata ne'santi libri, se non in que- smessi a voce a'ioro discepoli e successo-
sto, che lìoii fu lasciata scritta da coloro, ri. Devcsi poi specialmenleavverlire, con
a'quali iddio degnò di rivelarla, e que-
«i mg.' Uronzuoli, che de' pochissimi libri

sta è la Tradizione divina. Si dice divi' degli apostoli, quasi per Io spazio di lui-
70 TRA TR A
lo il [."secolo, la massima parJede*ci istìa- me videro e udirono fare e dire a Cristo
ni non lia potuto farne alcun uso. Dice nell'ultima cena. Sì aggiunga in secondo
s. Ireneo, che anco a suo tempo vi eia« luogo la somma dillicoltà che allora a-
no molti cristiani che ottimamente vivea- veasi di moltiplicare la scrilttua per l'i-

no colle sol« tradizioni, privi affatto di gnoranza della stampa, e si rifletta anco-
scritture. Primieramente non fu al certo ra che, siccome la traduzione de'lihri san-
la prima cura degli apostoli quella di scri- ti non cominciò che aUjuanto tempo do-

vere. Incaricati dal divino Maestro solo di po gli apostoli, la maggioi- parte de'novel-
predicare, con lo zelo più ardente esegui- li cristiani essendo illetterati, non erano
rono questa missione, e non iscrissero se capaci d'intender l'itliomu in cui origi-
non quando vi si trovarono impegnati da nariamente furono sciitti. Non è inoltre
qualche causa particolare. Infatti s. Mat- da preterirsi il riflesso che le tradizioni
teo scrisse il suo Evangelo allorché tra- principalmente appartenenti in materia
sferendosi presso i gentili, pensò di lascia- di religione e dette Riti (V.jf non furono
re agli ebrei, da'quali si allontanava col messe in iscritto, perchè non tutto può
corpo, ilcompendiodi quella dottrina che scriversi sul principio, couie disse Tertid-
avea loro predicata. Fu forzato s. Marco liano, De Anima cap, 5. Ma eziandio più
a scrivere dalle preghiere de' romani; s. cosci ss. Apostoli non vollero dare in iscrit-
Luca dal che altri potesse narra-
riflesso to per non esporle così scritte a'genli li, i

re false cose; e s. Giovanni giunto alla (juali incapaci de'sagrosanti misteri le a-


decrepitezza, nell'esercizio assiduo della vrebbero dispregiate, ed esposti i cristia-
predicazione , vi fu indotto dalle istanze ni a'ioro scherni, calunnie e persecuzio-
pressantissime de' vescovi dell'Asia, i qua- ni, nelle quali essi empiamente bruciaro-
li desideravano di mettersi al sicuro dal- no le ss. Scritture, per cui si dissero Tra-

l'eresie degli £'/770«/^/(/.) allora nascen- ditori(V.) que'cristiani che per vile timo-
ti, che rigettavano Canonici.Tev-i libri re loro le consegnarono, f^er cautela al-
minò S.Giovanni il suoE vangelo con que- Iresì fu imposta la disciplina deli'y^rr/z-

ste espressioni: Sono fjwlte altre cosefat- ;?o, di cui riparlai nel voi. LXIV, p. ^Sr.
te da Gesù Cristo, le anali se si scrives- Da tuttociò pertanto manifestamente si
sero a una. a una, credo che nemmeno deduce, che per molti anni la Chiesa non
tuttala terra capir potrebbero i libri che ha avuto altra regola di fede, in quanto
sarebbero da scriverne. Cosi una circo- alle verità rivelate da Gesù Cristo, fuori
stanza speciale occasionò V Epistole àe^W «Iella tradizione divina, e che nell'ordine
altri apostoli, nellequali quasi solo perin- (Iella provvidenza questa tradizione tiene
cidenza trattarono di ciò che al dogma ili. "luogo, rapporto al modo di comuni-
appartiene. Anzi i medesimi evangelisti si care la divina Rivelazioìte (F.), mentre

supplirono tra loro, raccontando l'uno ciò Gesù Cristo che tanto raccomandò agli a-
che l'altro o gli altri aveano tralasciato postoli di predicare, non fece loio alcun
diriferire. Così 3 evangelisti registrando precetto di scrivere. La sola tradizione
quelle parole; Hoc est Corpus meum ; regolò il popolo di Dio nelle cose divine,
s.Luca aggiunge; Quod prò vobi strade- e fedele e incorrotta si trasmise da' padri
tur j e dicendo s. Matteo e s. Marco: Pro ne'figli, da'figli ne'nipoli. Gli ebrei visse-
multis; s. Luca dice : Pro vobis. Onde ro non solo colle leggi date da Dio, ma
non è meraviglia se nella forma eziandio colle tradizioni; onde le pie e sante tra-
della consagrazione del Sangue, gli apo- dizioni non solo furono lodate da Dio, ma
stoli aggiimsero ciò che gli evangelisti non proposte per esempio, come si vede nei
jiosero; né ciò aggiunsero di [)ropria isti- Recabiti, Hierem. 35. Né sono riprova-
tuzione, ma di tradizione divina, cioè co- te da Dio, se non quelle tradizioni che ri-
T R ;V TRA 7»
pjiqii.ino olla sua legge. Senza le tradizio- la Chiesa, che validamente da-
le difese
ni ili ville, neppure la s. Scrittura puòfor- gl'impugnatori. Termina replicando con
n>ar<? sicura regola di fede; ed è celebre il s. Gio. Grisostomo. Est Traditio ? Nil

d(Mio dis. non credo al f ^an-


A.^of>['ino: io quaeras amplius. Il Rinaldi negli Anna-
gelo se non me ne facesse certo r auto- li ecclesiastici pm cose egregiamente toc-
riti) della Chiesa.^t Accettiamo aduiKpie cò delle tradizioni, dichiarando che la cri-
con umile sommissione e con profondo ri- sliana Religione (f.J, fin dal principio
sjìf Ilo dalla Chiesa^ maestra infallibile e della nascente Chiesa, si regge, come di-
colonna immobile di verità, la parola di cono, duplici juve, scritto e non iscritto,

Dio, sia essa scritta o non iscritta ne'san- cioè a dire con leggi e tradizioni^ il che
li libri. Adoriamo con tutto il sentimen- fu sempre comune ad ogni ben ordinata
to del cuore questa figlia primogenita del- repubblica. Quanto alla romana, disse
l'elerna sapienzasappiam grado assais-
, Ulpiano: Jus nostrum constai aut ex
simo a quell'immensa bontà, che si de- scripto aut sine scripto : e quello che non
gnò nel tempo opportuno di rivelarcela, è scritto, in materia di religione, si chia-
e mentre forma la doppia regola infalli- mava da'romani mos, onde nacque la lo-

bile di nostra fede, sia ancora la certa nor- cuzione molto usata dagli antichi scrit-
ma de'nostri costumi". Il Derni no neWffi- tori: Agialiquid more majorum; ovve-
storia- di tutte V eresie, tratta nel t. i : ro: Esse in morihus. Così parimenti de-
Delle tradizioni apostoliche, di cui è cu- gli ebrei è certo, aifermandolo anche Ri-

stode la Chiesa romana, loro origine, an- naldi, che vissero non solo colle leggi da-
tichità, autorità, esistenza e distinziotìi, te da Dio, ma con tradizioni. Osserva poi,
loro forza e autorità presso i cattolici; dei non esservi chi dubiti, che le leggi non
Canoni nu-
(P^.) detti degli apostoli, loro iscritte non sieno per antichità più degne
mero, antichità e valore, ripetendo
con delle scritte; il che manifestamente può
Terlulliano,£>(' Praescrìpt.: Ecclesia ah vedere chiunque ridurrà tutte le leggi al

Apostoliff^, Apostoli a Christo, Christus principio loro. Non sono però tutte d'u-
a Deo suscepit. Il vescovo Sarnelli, Lett. na specie le tradizioni e consuetudini, an-
ecclesiastiche, t. 2, lett. ^o: Delle ec- zisonodifferentissi(ne,secondochèda dif-
clesiastiche tradizioni, ne dichiara i pre- ferenti principii derivarono. In prima,
gi e di quanta forza elle sono, altre di leg- tradizioni riprovate da Dio sono quelle
ge divina, altre apostoliche, altre vesco- che ripugnano alla sua legge, delle quali
vili, le quali ulti me essere quelle cose che disse Cristo: Quare vo^ trasgrediniini
furono istituite peri vescovi nelle loro dio- mamlatuni Dei propter traditionenive-
cesi o Provincie; ne'quali luoghi solamen- stram. Parlano delle medesime s. Pietro
te hanno vigore ed obbligano, cap. Sicut e s. Paolo nelle loro lettere. Sono riprese
sancta, cap. Illud, e. ridiculus^cap. Il- da Cristo e dagli apostoli le tradizioni de*
la, cap. Novit, cap. Omnia dist. ii. Di- vecchi, non perchè derivassero dagli uo-
ce che delle tradizioni trattano ancora, il mini, ma perchè erano Superstiziose (K.)
sinodo i.° di Co>tantinopoli azione io."; il e contrarie alla divina legge, alla quale
sir»odo j° aziojJK i
."; il concilio di Trento i perversi le anteponevano, come nel ^/V?/-
nella sess.4.'\ nella sess. a?..* cap.?,, e nel- mud(l .). Airinconlro le pie e sante tra-
la sess. 24." cap.i. Conclude chedalle di- dizioni furono lodate da Dio. Dice pure
vine tradizioni la Chiesa non può dispen- il Rinaldi, che intorno alle tradizioni o«
sare,da ([nelle apostoliche può dispensa- postoliche, n)olte cose lasciarono gli a-
re somino Pontefice. Inoltre osserva,
il postoli, che non furono scritte, e conser-
che non solo colle ss. Scriltuie, ma col- vate si sono. Anzi la cristiana religione
le tiadizioni apostoliche si fondò e dilatò fu prima istituita con tradizioni. Pcrtan-
72 T R A T U A
topaz/amcnle e grnvemenle erra cl)i ne- donatisti. Didimo scienziato di grande in-

ga doversi nella Chiesa ricevere cosa al- gegno, facendo più conto d'Origene che
cuna, che non sia stala testimoniata con delle tradizioni ecclesiastiche, fece nau-
secondo que-
iscriltura apostolica; poiché fragio e cadde nell'errore, e fu condanna-
sto non si potrebbe ricevere ne anche il lo nel V sinodo con Origene ed Evagrio,
Simbolo degli Apostoli(V.). Fu questo e nuovamente nel concilio di Laterano
errore degli Ariani. Anzi non si darebbe tenuto da s. Martino I. Le cose che si or-
fede a quel che scrissero gli apostoli stes- dinarono ne Sinodi, quali cominciaro- i

si, non avesse mostralo-


se la Iradizione no dopo le tradizioni, non furono di nuo-
ciò che veramente essi scrissero, andan- vo inventale, ma avendole Padri in essi i

do sotto nome loro molti Evangeli^ E- intervenuti ricevute da' maggiori senza
pistole, Atti ed Apocalissi. E per la sur- scrittura, vollero che scritte fossero, ac-
ricordata sentenza di s. Agostino, appare ciocché più accuratamente si custodisse-
di quanta importanza sia la santa Tra' ro, come ben osserva s. Vincenzo di La-
dizione, fondamento delle ss. Scritture ri ns, De Haeres, e. 32, che morì nella

(ambedue gran fondamenti della Dottri- metà del V secolo. Sempre furono elììca-
na cattolica), il quale rimosso, è necessa- cissime le tradizioni a convincere gli ere-
rio che ogni cosa vada per terra. Non so- tici,anche nel secolo XVI, gli Anabatti-
lo adunque colle ss. Scritture, iw^ coWq sti, Luterani (V.) ed altri. A rintuzza-
i

ss. Z/^/^y/Z^zo/^/ apostoliche si fondò e di- re novatori impugnalori delle ss. Tra-
i

lalò la Chiesa, replico con Rinaldi. Que- dizioni, fia'molti si ponno principalmen-
sti indi riporta le giù narrale testimonian- te vedere le opere (Ji Guglielmo Linda-
ze de'Padjì sulle tradizioni apostoliche, no vescovo di Ruremonda, per erudizio-
e di altri ancora in buon numero; e che ne e bontà di vita insigne, e il ven. car-
Tertulliano parla di esse in più luoghi, dinalOellarminOjil quale pubblicò le con-
dichiarando: Che ninno senza, le tradi- troversie contro gli Eretici e Protestan-
zioni puh essere cristiano. Papa s. Ste- ti (V.), opera nobilissima a guisa della
fano 1 deX^i^fj fu tenace e forte nel con- torre di David, cuni propugnaculis: ex
servaree difendere le medesime tradizio- qua mille pendent clypei,etomnis ar-
ni, e per non alterarle sostenne quella sul matura forti uni. Nella benemerita e de-
battesimo, contro la controversia per rei- gna (\W\.r)m^ Accademia di Religione cat-
terarlo agli eretici, eccitatasi nell'Africa e tolica (^.), alla quale mi glorio appar-
seguita pure dagli orientali: colla memo- tenere con singolare compiacenza religio-
rabile sentenza, iYzVi// innovandum; Nisi sa, il eh. R.mop.d. Carlo Vercellone pro-
quocl traditimi est, cioè agatiir o serve- curatore generale de'barnabiti, a'5 luglio
tur, disfece tulle le macchine contrarie, l855 una sua dotta dissertazio-
vi lesse

e si vide manifesta la grandissima forza ne, in cuidimostrò che Protestanti, ri- i

delle antiche tradizioni. La Chiesa fondata gellando l'autorità della Tradizione, so-
da Cristo sopra soda pietra in tanto ter- no nell'impossibilità di mantenere il va-
remoto si mantenne immobile; ed allora lore divino della Bibbia, h^ Civiltà cat-
rilucette splendidamente la grandezza tolica, la quale per corrispondenza e co-
dell'autorità del Successore di s. Pietro, munanza di otticno e benefico scopo, suol
poiché arninto quasi colla sola Iradizio- dar contezza delle gravi e dotte disserta-
jie de' maggiori sostenne tutto 1' impeto zioni che si recitano nel l'encomiata accade-
de' vescovi orientali e occidentali, checon- mia, di questa nella2. "serie, t.i i,p.577,ne
Iro s. Stefano I erano insorti con moltis- pubblicò l'interessante cenno, chequi ri-

simi argomenti; e fu meritamente cele- produco.» Dopo aver toccato del nesso che
bralo da' Ialini e da'greci, e persino dai vi ha tra la dottrina de'protestanti e quel-
TR A TRA 73
Inde'sensisli.ccleìla tendenza cli'nmenclue dersi quello dell' Itnmacolato Concepi-
al Pan teismo ed ai Razio/mlisino, V ora- mento di Maria Vergine, il Papa Pio IX
tore entra in argomento, aiTeiMnanJo che l'B dicembre 854 *^on solennemente de-
1

Tispirazione della Bibbiaè unod'i que'f'at- cretare e definire domma di fede il gran-
tiche noi conosciamo solo pei* la Rwela- de mistero dell'Immacolato Concepimen-
zìone: quindi si fa a provare che raentie to di Maria Vergine, che osai celebrare

il cattolico ammettendo l' insegnamento LXX! 1, p.42, non introdusse una


nel voi. 1

auloievole della Tradizione conserva in- nuova dottrina p credenza ma ne san- ,

tatta la fede del domma rilevato, il Pro- zionò e dichiarò il senso legittimo e le ve-
testante al contrario rifiutando quell'au- rità contenutevi.Esse erano comprese nel-
torità nulla può avere di certo intorno a le sante pagine delle Scritture diviue, e che
ciò che proviene dalla rivelazione, e per- tante e sì chiare teslimonianze della tra-

ciò in ninna guisa può mantenere il va- dizione cattolica dimostrano apertamen-
loredivinodellaj5/Z'^/<7. Laqualedisgiun- te contenute nella parola rivelata, ed e-
ta dalla Tradizione ne [)uò darci il Ca- splicitamente credute finoda'primi seco-
none de'libri ispirali, né farci conoscere il li della Chiesa. Tra le dottrine tradiziona-
senso genuino delle dottrine rivelate eoa li da noverarsi la massima cattoli-
è pure
quella sicurissima certezza che si convie- ca che fuori della Chiesa cattolica non
ne al domma. E ciò dimostrasi ad evi- vi e salute yòie\\diC\wQ\e riparlai descriven-
denza e da molte ragioni intrinseche,edal do il recente concilio di Thurles ^ e più.
fatto delle continue ed infinite variazio- di proposito già ne avea ragionato sino
ni dottiinali de'protestanti. Questo vero dal i853 nell'articolo Setta, ove tentai
poi l'egiegio oratore ampiamente lo con- possibilmente di chiarire la formidabile
ferma e lo illustra esponeudo in qual n»o- sentenza, secondo le mie deboli forze. Ora
do Gesù Cristo abbia istituito la sua Chie- mi gode l'animo di potere aggiungere su
sa e di quai prerogative l'abbia dovuta ar- questo grave argomento che lo slesso ,

ricci! ire,aninchè la rivelazione potesse sor- Pontefice, nel dì seguente al promulgato


tire l'effetto a cui era destinata. E dopo a* decreto, pronunziò in concistoro quell'al-
ver brevemenle risposto alle principali locuzione di cui dissi in breve nel citalo
obbiezioni degli avversari, conchiude os- luogo, alla presenza de'cardinali.non che
servando come gli scrittori protestanti ai degli arcivescovi e vescovi presenti in Ro-
dì nostri col sì manifesto cader che haa ma per la memorata definizione, nella
massima parte nel razionali-
fatto per la quale maggiormente dichiarò e confermò
smo, comprovino a meraviglia la verità la massima medesima della chiesa catto-
dell'assunto da lui dimostrato". La Chie- lica.Quindi arroge all'accennato che io
sa cattolica ha la podestà di conoscere e qui ne riporti il brano speciale.» Non sen-
dichiarare il numero e l'autorità de'libri za dolore sappiamo, che un altro errore
santi, d'interpretare e determinare le di- non meno fatale ha invase alcune parti
vine scritture e la dottrina rivelato, d'in- dell'Orbe cattolico, e che è penetrato nel-
dicare la tradizione divina, di proporre le menti di molti cattolici, i quali pensa-
le verità da credersi come divinaniente no, doversi bene spertire deireterna sa-
ispirate, circa la fede ei costumi, e di fa- lute di tutti coloro, che si trovano fuori
re precetli a'battezzati. La Chiesa catto- della vera Chiesa di Cristo. Perciò spes-
lica è inoltre pel suo divino fondatole in- so sogliono chiedere qttale sarà dopo que-
corruttibile custode di lutto il deposito sta vita la sorte e la condizione di coloro,
della venia rivelata, tanto scritto, (|uanto che non appartengono alla fede cattolica:
tion iscritta ch'è la tradizione. Tra i dognii e guidali da vanissime ragioni aspettano
fonduti sulla tradizione vi è du compreu- una risposta, che huU'raghi questa prava
74 TUA TRA
opinione. Lungi dn noi l'idea,© venera- coloro, che vogliono e chiedono con ani-
bili fratelli, (li pone un limite alla mise- mo sincero di essere da (juesta luce illu-
ricordia infìniladi Dio, lungi ancor l'idea minali. Queste verità devono essere alta-
di voler perscrutale gli arcani consigli e mente scolpite nell'animo de'fedeli, per-
giudizi divilli, che sono altrettanti abissi, chè non siano corrotti di false dottrine
e che non possono essere da mente utnu- tendenti a fomentare la indifferenza del-

na penetrati. Ma {ler nostro oflizio apo- la religione, cui a detrimento delle anime
stolico vogliamo eccitare la vostra solleci- vediamo dilatarsi e crescere", indi il Pon-
tudine e vigilanza episcopale, onde quan- tefice parlando del decretato dogma, sog-
to più potete sgombriate la mente degli giunge. « Egli è sommo privilegio , che
uomini da quella em[)ia e funesta opinio- grandemente conveniva Madre diDio,
alla

ne, che cioè in ogni religione si puh Iro- l'essere andata salva ed incolumea mezzo

vare la via, che conduca ali* eterna sa- la comune sciagura del genere umano: e

lute. Onde col vostro ingegno e la vostra la grandezza di tale privilegio gioverà mol-
dottrina dimostrale a' popoli alla vostra tissimo a confutare coloro, che negano la
cura adìdati, che donimi della fede non
i natura degli uomini non aver peggiora-
si oppongono alla misericordia ed alla giu- to per la prima col[)a, ed esaltano la po^
stizia di Dio. Conciossiachè si deve tene- tenza della ragione per negare o diminui-
re, essere di fede che nessuno può andar re il beneficio della religione rivelala. La
salvo fuori della Cliiesa cattolica j che B. Veigine, che abbattè e distrusse tulle
questa è la sola arca di salute, nella qua- 1' eresie, faccia finalmente, che sia dalle
le chi non sarà entrato, pei irà come nel radici strappato e distrutto anche questo
diluvio: però si deve teiiere egualmente perniciosissimo errore del razionalismo,
certo, che coloro i quali vivono in un'/- il quale in questi miserandi tempi non so-
gnoranza. invincibile della vera religione lo grandemente affligge e molesta la so-
non si rendono di. ciò colpevoli agli occhi ma anche la Chiesa".
cietà civile,
del Signore, Ora poi chi si arrogherà tan- TRADIZIONE, Traditio. Consegna.
loda determinare i limiti di tale ignoran- Si chiamano con questo nome le tradi-
za secondo l'uidole e la varietà de'popoli, zioni oconsegne delle Chiese cattoliche
delle regioni, delle menti e di tante altre ad Eretici e Scismatici perchè vi cele-
cose? In vero quando sciolti da'Iegami di brino il servizio divino, secondo la loro

questo corpo vedremo Iddio qual è, com- erronea credenza e il loro rito. Questa im-
prenderemo certo quanto siano insieme portante questione viene dalla BihliotC'
congiunte da stretto e bel vincolo la mi- ca sagra eruditamente discussa, provan-
sei icordia e la giustizia divina; ma fino a do dapprima l'incompatibilità di due cul-
che din)oi iamo sulla terra coperti di quel- ti in una chiesa stessa, e rispondendo alle

carne mortale che l'anima indebolisce,


{•la ragioni a sostegno delle medesime. La con-
teniamo fermamente, secondo la dottrina clusione della discussione è la seguente,
cattolica, esservi un solo Iddio, una sola Non vi ha che una vera Religione^eque-
fede, un solo battesimo: non essere lecito sta vera religione non trovasi che nella
d'indagare oltre. Del resto, come la cari- Comunione apostolica romana. Ogni al-
tà richiede, facciamo preci assidue, perchè tra religione è falsa: ciò ch'è opposto alla
i popoli di qtjalunque luogo si converta- verità non può essere che errore. L'eser-
no a Gi'^ù Cristo; e quanto piti è possibi- cizio delledue religioni è dunque incom-
le attendiamo alla salvezza comune del- patibile in un luogo medesimoi la verità
ruman genere imperocché non si è ac-
; non può allearsi colla menzogna, la luce
corciata la mano del Signore, r.è sono per colle tenebre. Gesù Cristo con lielial. L'e-
uiaucare uiui i doni della divina grazia a sercizio d'una falsa reliiJione non deve a-
TR A TRA 75
ver luogo in uo Tempio consngrato al- gli altri callolici nelle chiese degli aria-
seicÌ7Ìo della vera i'eligi«)ne: egli tioii può ni. iVoterò clie in Aiitiocìiia si die il no-
die profutiailo e contanìinarlo ; il culto me di Eustaziaiii a'cattolici che non vol-
tlegl'idoli nel tempio di Gerusalemme lo lero riconoscere altro vescovo che s. Ka-
ha confamiuato, sagrifizi che vennero
i stazio (di cui riparlai a Siria, riportan-
loro offerti sul suo altare lo hanno pro- do la serie de'vescovi antiocheni) depo-
fanalo. L'esercizio d'una falsa religione sto dagli ariani, quali così i li chiamarono
dimque contauìina le chiese de'cattolici: per dei'isione. Perciò tali cattolici non van-
esse cessano di essere cattoliche quando no confusi co' Contemporanei eretici Eu-
hanno servito ad un tal uso: esse sono di- staziani ( F.). A Samosata , i cattolici non
venute in)pure, esecrabili, come le chia- entravano nelle chiese perchè Eunomico
ma un concilio tenuto nel 5i 7. E' d'uo- vescovo ariano vi teneva le sue assemblee,
po consagrarle, cioè benedirle di nuovo, l^cattolici devono dunque, dietro l'esem-
onde renderle cattoliche. L'esercizio d'u- pio de' primi cristiani, di s. Atanasio e
na f.dsa religione contamuia una chiesa, degli eustaziani che in que'teuipi meri-
non si deve dunque auìuiettervt.'lo, giac- tarono gli elogi della Chiesa, tenere le
ché si è in obbligo d'unpedirne la pro- loro assemblee in case particolari piutto-
fanazione, e di non interdire a se stessi sto che nelle chiese degli eretici, le quali
l'esercizio del culto cattolico. Ed una chie- hanno perduto la loro benedizione, sen-
quando ha ser-
sa cessa di esser cattolica za di cui non vi si può celebrare il ser«
vitoad un culto eterodosso, giacché essa vizio divino. E perciò s. Melezio d* An-
ha perduta la sua benedizione, ed ha bi- tiochia recossi a celebrare il divino uiW-
sogno di si può ce-
una nuova. Ora non ciò in una chiesa fuori delle oiura delle
lebrare il una chiesa
servizio divino in ciltà per non farlo nella chiesa degli a-
che nonèbenedetta,ocheè contaminala. riani, ed a Costantinopoli s. Gregorio iVa-
Debbonsi pure interrompere sagri mi- i zianzeno lo celebrò in una casa d* uno
steri se la chiesa viene ad essere conta- de' suoi parenti. Se sta nella prudenza
minala durante la loro celebrazione. Non de' principi cattolici il tollerare che ne*
devesi dunque per(netteread alcunaóV^ paesi da essi conquistali gli eretici conti-
ta eretica di tenere le sue assendjlee nelle nuino ad esercitate il loro falso culto nel-
chiese cattoliche, poiché esse le profana- le chiese da essi possedute, non ispetta for-

no coll'esercizio del loro falso cullo : ad se alla loro pietà il designare altri luo-
Efeso, a Roma, ad Alessandria, a Mila- ghi in cai i cattolici possano esercitare il

no, ad Antiochia, a Spira specialmente loro culto in tutta la sua piuezza? Ad on-
ed in molti altri luoghi i più grandi ve- ta del riferito, ad onta della discussione
scovi vi si sono opposti, e principalmente contenuta in 4 ragioni con altrettante ri-
»ia contro gli eretici Arìaiiiy^Mx contro gli sposte, in più articoli deplorai la condi-
eretici Proleslaiid. Queste asseudjlee ete- zione infelice di que'cattolioi,che per ne-
rodosse col [)rofanarle v'interdicono l'e- cessità si doverono contentare di ollicia-
sercizio del cattolico culto. 1 cattolici non le nella stessa chiesa, ove prima o dopo
devono parimenti celebrare il Servizio facevano altrettanto gli scismatici o gli e-
divino nelle chiese degli eretici. Gli eu- retici; come pure coni[)iansi que'caltolici,
slaziani non vollero comunicare cogli al- che dalla prepotenza de'scismatici o de-
tri cattolici d'Antiochia, [)erché questi te- gli eretici, questi di forza vollero eserci-
nevano le loro assemblee in una chiesa tare il cullo nelle loro chiese; altre volle
degli ariani, es. Atanasio autorizzò la lo- gli scismastici o gli eretici esigettero da'
ro separazione, recandosi alle loro assem- cattolici una contribuzione per la pro-
blee in case purliculari e non u quelle de* miscuità de'culli ue'Ioro templi. Voglia
76 TR A T K A
KIdio diedi sì lagrimevoli esempi non più da Gaeta leghe 3 e mez«
distretto, distante
esisti no, ma teinochealcunononne mari- za, eda Napoli 4, capoluogo di cantone,
1

clii, e liillora esiste nello stesso santua- sopra una collina, presso ia sponda de-
rio del s. Sepolcro (/^.). Tali funesti e- stra dell'Ausente, altridicono in prossi-
sempi si anche nelle
estesero cattedrali, mità della foce del Garigliano. Possiede
invase dagli eretici o scismatici, dividen- la chiesa collegiata e 4 altre chiese par-
dosi co'caltolici certe ore del giorno per rocchiali, ed un convento di religiosi. Seb-
praticarvi l'ufficiatura. I Papi e i vesco- bene in area di versa,ebbe questa città l'o-

vi gemerono e anche protestarono, e tal- rigine dall' antica Minturno fK) , città
irolta furono costretti a tollerarlo per im- sannitica, le cui paludi rese celebri il sog*
pedire un male maggiore. Il vocabolo giorno frittovi dal famoso console roma-
tradizione, per consegna, si usa ancora no Caio Mario, e che copriva ambe le ri-
per altre cose, come la tradizione della ve del fìume, al quale per un tempo die-
Berretta cardinalizia (V.)'f\n\xo\'\ car- de il proprio nome, e ch'era pure attra-
dinali, che viene eseguita dagli Allega- versata dalla famosa via Appia. Mintur-
ti apostolicij e pe'sagri e nobili pontifì- no è la patria del poeta Lucilio. Eretta
cii donativi ì\q\\(x Rosa d'oro benedetta Minturno in sede vescovile sufiViiganea
(y.) e dello Stocco e Berrettone ducale della metropoli di Capua, al finire del se-
benedetti, che si eseguisce da'nunzi apo- colo VI era già vuota d'abitatori. Sussi-
stolici o altri delegati alla consegna loro. stono ancora i suoi ruderi, e specialmen-
TRADONE o TRON (s.), prete. Di tegli avanzi dell'anfiteatro e d'un acque-
Hasl)ein nel Brabante, ragguardevole per dotto. Traetto èva Patrimonio della cliie-
nascita e ricchezze, dopo aver perduto i sa romana (J^.). quando nell'SSa Papa
propri genitori si ritirò a Metz, e si pose Giovanni Vili donò tutto quel ragguar-
S(jlto la iliscipliiia di Cleodulfo vescovo di devole patrimonio aDocibileducadi Gae-
tpiella cillà.Egli passava il suotetDpo tra ta e a Giovanni suo figlio, non che a'Io-
lo studio, le opere di carità e gli eser- ro successori in perpetuo, acciocché guer-
cizi di pietà; e dopo essere stato ordina- reggiassero contro Saraceni^ co«ne poi
i

to prete, tornò in patria, e si dedicò ad fecero; donazione loro confermata daGio-


estirpare gli avanzi dell'idolatria colla vanni X Papa del 9 '4' La sede vescovile
predicazione, illustrando il paese collo di MinturnOjessendosi trasferita in Traet-
^plendore delle sue virtù. Fece fabbrica- to, il suo vescovo s'intitolò s, Trajecta-
re un monastero nei suoi poderi, non so- naeecclesiaeepiscopum.\)o^o il 954 non
lo per prepararvi un ritiro ai solitari, ma Irovansi più vescovi di Traetto, e ia dio-
eziandio per fondarvi una scuola, ove la cesi fu Gaeta^ la quale pel me-
riunita a
gioventil) potesse informarsi nelle scienze morabile soggiorno di Papa Pio IXi^f^.)^
e nella pietà. Altro monastero fondò pres- a'3 dicembre 1848, colla bolla In subli-
I

so Bruges nella Fiandra ; ed entrambi mi Prineipis Apostoloruni catìiedra^


sono conosciuti sotto il nome di s. Trou fu elevata alla dignità arcivescovile, e be-
o Truyen, in latino Trucio. Il santo fon- neficata pure al modo narrato in quell'ar-
datore morì nel 698. Non sembra ch'e- ticolo;ed ali.*'arcivescovo ivi ricordato,
gli abbia abbracciato lo stato monastico, per sua morte, Io stesso Papa a'sS giu-
come alcuni autori hanno creduto. E' gnoi854 S''
sostituii l'attuale arcivesco-
menzionalo romano ed
nel martirologio vo mg.' Filippo Cammarota di Traietto
in altri a'^S novembie. nell'arcidiocesi, traslato da Cafarnao in
TUAETTO o TRAIETTO, Trajc- partìbiis^ titolo vescovile conferitogli nel
ctum. Città vescovile del regno delle due 1849, già arciprete della cattedrale ar-
Sicilie, provincia della Terra di Lavoro, civescovile e pro-vicario generale del pre-
TRA T RA 77
decessole. Anche Tinello celebro solen- riani nel IV secolo, a tempo dell' im(>e-

nemente con feste l'avventurosa defini- ratore Valente: suoi successori furono Sin-
zione del dogma suU'Iinmacoialo Conce- cielo, Pietro, Rasilio, Flacciano, Abbon-
pimento delia B. Vergine, eruditamente danzio, ec. Secondo il p. Le Quien nel
descrilledalch. Michele De Mallhias nel- secolo XVI Gabriele fu ili.° metropoli-
la sua Dissertazione 'm[\io\a[a: Gare del- tano di Traianopoli e di Maionea, e sot-
le città e luoghi dell' arcidiocesi di Gae- toscrisse là deposizione del patriarca Joa-
ta nella metà del secolo XIX, inserita saph nel 1564. Traianopoli ebbe ancora
nel n.° 9 deW* Araldo di Lìicca^ de' 28 isuoi vescovi latini,e se ne conoscono due:
febbraio 1 855. Ladislao,e il successoreBenedello diZege-
TRAIAINOPOLl, Trajanopolis. Se- dino francescano, nominalo neh 493 da
de arci vescovile di Tracia nell'esarcato o- Alessandro VI. Oriens dir. 1. 1, p. 193, i

luonimo, metropoli della provincia di Ro- t. 3, p. 1095. Traianopoli, Trajanapoli-

dope, eretta nel IV secolo in sede vesco- tan , è altresì un titolo arcivescovile in
vile, indi arcivescovile, ch'ebbe per suf- partibiis^ehe conferisce il Papa, a cui so-
fragane i vescovati di Maronea, che la nosottoposli simili i titoli vescovilid\Per'
successe nella dignità del secolo IX e nel gamo, Eno, Maronea, come leggo ne're-
XV ad essa si unì, E/iOjDidimotiche,c\\e gislri concistoriali,non e\\e Ahdera eMas-

nel secolo IX divenne arcivescovato ono- sìmianopoli. Per ultimo furono decorati
rario, Peritcorioy Cipsella^ che ìu delio del titolo arcivescovile di Traianopoli, da
secolo ricevè anch'essa il titolo arcivesco- Pio VII Giacinto Lodovico de Quelen,
vile, come le due seguenti, Massimiano- poi trasferito alla sede diP<:/r/g^7VGregorio
poli e Rusioy Ahdera, Xanthia, Macra^ XVI nel concistoro de'20 gennaio 1 845,
Anastasiopoli, Misi/io o Misinopoli , e sciogliendo dal vincolo della chiesa di
Teodorio. La città anticamente fu chia- Lucca fr. Gio. Domenico Stefanelli do-
mala anche Zernis ^ distante 25 miglia menicano, gli conferì questo titolo. Resta-
daCipsella,45d'Adrianopolie4odalnia- to vacante per sua morte, il Papa Pio IX
leEgeo. Quantunque porli il noa^ediTra- con breve de'4 giugno 853 l'attribuì a 1

ianopoli, si dubita che debba l'oiigiiie a mg.*^ Benedetto Planchet gesuita, attuale
Traiano, ma probabilmente l'ingrandì e delegato apostolico diMesopolamia,Rur-
abbellì, e Giustiniano I ne fece rifabbri- dia ed Armenia minore, delegazione a-
car le mura di cui si vedono gli avanzi in- postolica delle missioni d'Asia.
sieme a quelli della città. L'odierna chia- TRAIANOPOLI, Trajanopolis seu
.'
masi pure Or/A7iOi'<2, città della Turchia Tranopolis. Sede vescovile della i Fri-
europea in Romelia, sangiacalo di Gal- gia Pacaziana, nell'esarcato d'Asia, sotto
lipoli ei8 miglia lungi, sulla sponda de- la metropoli di Laodicea, creila nel V se-
stra della Marizza , a pie del Desposto- colo. Ebbe a vescovi, Giovanni I che sot-
Dagh o ]^Qdo^e'./lm>iumIIehrum^\o chia- toscrisse al decreto sinodale di Gennadio
ma una proposizione concistoriale. E'al- patriarca di Costantinopoli, Giovanni I[
quanto considerabile, ma poco visilala,es- fu al concilio di Costantinopoli sultoMen-
sendo a qualche distanza dalle strade fre- na, Asignio intervenne al V concilio ge-
quentate; [)erò assai attivo n'è il commer- nerale, Tiberio sottoscrisse il canone in
cio ne' [)rodotli di sue manifutture e del Trullo^ Fdippo fu presente al VII con-
suo territorio, con circa 16,000 abitanti. cilio generale, Eustrasio assistè al conci-
Pare che tuttora vi risieda l'arcivescovo lio di Fozio, ed N. a quello di Costanti-
greco, che un tempo era stalo trasferito nopoli che approvò gli errori de'l'ahiini-
a Maronea. 111." vescovo greco di Traia- i'i. Oriens rlir. l.i,p. 8o4- Traiano|)oli,
uopoli fu Tcodulo, perseguitalo d<i|^li a- Trajanopoliuin^ii uru uu titolo vcscuvilc
78 TR A TRA
in pnrtìhusy solloposlo all'eguale titolo ro nel 1 088 ricevè Papa Urbano li con o-
arcivescovile di Laodicea, clie conferisce gni onore,celebrandola messa nella catte-
il Papa. drale, indi Io stesso Papa nel 1 090 trasferì
TRAINA oTROINA,rm)//i/7, Troy- la sede vescovile di Traina a Messina, col
napolim. Città vescovile di Sicilia nella suo vescovo RobertOjdid i*apa dichiaralo
valle di Demona, provincia di Catania, legafwn S. IL E. in Sicilia; e poi secondo
da cui e distante i 2 leghe e 4 da Nicosia, ilPirro, con diploma che riporta, Urba-
capoluogo di cantone, giace sopra una no II fece legalo apostolico di Sicilia Rug-
montagna, da cui scende il fiume del suo gero ed i suoi succesiori, donde al dire
nome. Vanta questa città il più. antico d'alcuni ebbe origine la famosa Monar-
monastero della Sicilia dell'ordine basi- cìiia di Sicilia, che descrissi e deplo-
iiano, ed è adorna di molli belli edilìzi e rai a Sicilia, esaminando se vero o sup-
di pubblici stabilimenti, ma tuttavia of- posto il pontificio diploma. "^eW Istoria
fre poco interesse e viene di rado visita- della pretesa Monarchia di Sicilia, in
ta da'viaggiatori. Conta quasi 8000 abi- cui si mostra V origine e V insussistenza
tanti, ed ha pingue territorio e buoni pa- di detta Monarchia^ con hollcy diplomi
scoli, esportandosene anche giano, legna- e altre autentiche scritture, cap. 4-Qua il-
me, vii)o,sela,cacioeghiaiide. [\occo Pir- io sia in verisimile, che supposto diplo-
il

ro nella Sicilia sacra^ t.i, p. 44o> ^^' ma si fosse potuto domandare dal conle
clcsiae Troiucnsis postsaracenos, chia- Ruggero ad Urbano 11, e che questo l'a-
ma Traina o Troina, vetustissima Sici- vesse potuto e dovuto concedere, si dice.
gli autori che ne parla-
liae urhs^e riporta Prima di tutto non sa capirsi su qual fon-
rono. Ruggero normanno conte e poi du- damento gl'istorici siciliani possano mai
ca di Sicilia, pare che l'abbia tolta a' sa- appoggiare la Legazione Apostolica nel-
raceni, indi nel dicembre 1061 vi fu ri- l'isola di Sicilia, stabilita da Urbano II

cevuto con festive dimostrazioni dagli a- in persona di Roberto vescovo di Traina.


bitanti. Egli vi prese tanto amore per l'e- Se Traina dopo la conquista del regno
in

levata sua posizione, bellezza e altri pre- fatta da'principinormanni, vi fosse desi-
gi, che ottenne nel 1081 da s. Gregorio gnata la cattedra vescovile, e se ella ben-
VII che vi fosse ristabilita ovvero stabi- ché città anlicamenle fregiata col titolo
lita la sede vescovile, facendovi designa- di vescovato l'abbia riacquistata dopo la

Roberto suo parente e nor-


re in vescovo sconfitta de'saraceni, o a dirittura sia sta-
manrjo, monaco del monastero di s. Eu- la unita a! vescovato di Messina, e di due
femia di Calabria, o di quello di s. Mi- chiese, ch'elle erano, fattane una sola, al-
chele di Traina. Pel suo zelo e per la mu- l'aulore non importò il cercarlo. Bensì di-
nificenza di Ruggero furono rialzati i sagri ce incoiiliaslabile e certissimo, appresso
leo)pli,provveduti di suppellettili edolati, RoccolMrro autore accreditato in Sicilia,
dedicandosi la cattedrale in onore della che Roberto benché eletto sia designato
13. N'ergine del Parto. Ruggero con diplo- vescovo di Traina, non fu mai vescovo
ma presso il VìvvOyDcigraiia Comes Si- d'essa città, e solamente fu consagrato nel
cilìae , fece le concessioni alla chiesa di 1
090, quando fu eretta in vescovato Mes-
Troina, suo vescovo e successori, in ono- sina (o ripristinato), alla quale fu sotto-
re di Gesù Cristo e della divina sua Ma- posta Traina, come parte della diocesi,
dre, prò animae meae, et pareutam meo- con essere stato allora trasferito da que-
rum redemptioìie ausane omni calu- sta in Messina il titolo e la cattedra ve-
wzwV/.A vendo il conte Ruggero ripristina- Se dunque
scovile. nel 1097 ,
quando si

to le sedi di Messina e di Taormina, alla .^ i pretende conceduta Roberto la legazio-


a
assoggettò questa diTruina.luessallugge- ne in Sicilia da Urbano II, non era Ror
T U A T R X 79
I)t'rto vescovo tli Ti aiiia, ina di Messina, nella Sicilia ventilare e conoscere da'Car-
cooie può cretlersi , die (iaufredo nella tolari, che in ogni tempo vi si destina-
sua storia abbia polnlo scrivere, die f()Sse rono, e che elfetlivamente non erano al-
vescovo (li Traina e die la lenazione [osse tro che veri nunzi oapocrisari, per cui
a lui conferita come a vescovo di Trai- a un tempo non poteva essei'e legalo a-

na, quando era'no scorsi 7 anni dacché e- poslolico il conte Ruggero. Sollialla la

ra stalo consagrnto vescovo di Messiuii? Sirilia dal giogo saraceno e contpjistata


Dovea chiamarlo vescovo di Messina, nuii da'normanni, si cominciò a ristabilire la
di Traina. IMa grinventori della favola, cristiana religione, e la s. Sede vi man-
dice lo storico della Monarchia, non ha* dò e mantenne il suo legato. Lo slesso Pir-
dando alTanacronismo, credellero d'in- ro, storico sicdiano, tanto presso i propvi-
gannarci, nèsiaccorserodell'ei rore. Inol- gnatori della prelesa Monarchia accredi-
tre poi aggiunge non trovarsi alcuna bol- tato, chiaramente confessò, yéc prìniuìn
la, Itllera o breve di Papa Urbano II, di- advertOj fuissc quidciìi in Sicilia, ciini

retta a Roberto vescovo di Traina, ne al- primum recepta est, Pontificis legatum,
cun iiidÌ2Ìo apparisce dell'asserita lega- ut colligi aperte potest ex iisy cpiae nar-
zione concedutagli nell'isola di Sicilia, per ro twn in Messanensi, timi in Traynensi
cui prelendesi olTeso molto liuggero e a Notitia. Per strinxit enini Grcgorius
segno poi di essersi prorotto in lamenti VII, Roger inni, quod Traynenseni An-
con Urbano II. « Di tal sognata legazio- tistitem institiieret ahsque Sedis aposto-
ne niun istorico ecclesiastico toltone il , licae^ejusque legati, tane VF.faddia-
divolgato Gaufredo, e poi il Fazello, il te. Nella Notizia poi della chiesa di Mes-
Maurolico, lo Scorna e il Cirino, ed altri sina il Pirro Gregorio
cita la lettera di s.

di simil fiìtta, mai non ha parlato: e pa- V 1 1, dalla (juale tieducesi aperlamenle l'e-
je strano, che sia ella stata conceduta, e sistenza in que'lempi nella Sicilia del le-
poi tosto perdutosene il diploma, talché galo apostolico,menlie ivi s. Gregorio VI [

per uscirne d'impaccio sia d'uopo ricor- così scrive al conte Ruggero, (^aia Tray-
rere all'invenzioni, simili a cjuelle fred- ncnseni electum a nohis consecrari po-
dissime delibai bt^io circa all'altro di Ur- stulasi licet electioni hoc defuerit^quod
bano Papa sulla Monarchia di Sicilia. Bi- legatus Sedis apostolicae, et consensus
sogna dunque confessa re,che siccome que- noster non adfuitj tamen mo acute s uè.

sta è una favola, tessuta dagl'islorici si- de futuro idjiat^tuae dilectioni, ipsius-
ciliani per dare la prima base al preteso que personae laudabili testimonio ad
loro tribunale in quel regno; così la sup- praesens annuimus, ut veniens, Deo fa-
posta legazione in persona di Roberto ve* cente, consecretur. Elezione che non eb-
scovo di Traina^ che si vuol conceduta da beeffetto, perchè Pioberlo non fu mai con-
Urbano Pa})a, sia una ciarla messa fuori sagrato vescovo di Traina, e solamente
per dar motivo e colore all'altro asserito nel 090 quando fu eretta nuovamente
1

diplonia della Monarchia." Indi lostorico Messina in vescovato.


Q p. 90 prova, come in tempo d'Urjjano TRALLA o TROALLA, Trallis. Se-
II e del conte Ruggero, a cui prelendesi de vescovile della provincia di Lidia, nel-
conceduto il privilegio della INlonarchia, l'esarcato d' Asia, sotto la metropoli di
come anco nel pontificalo successivo di Sardi, eretta nel VI secolo. Si conosco-
Pasquale II, la s. .Sede ebbe i suoi legali no due vescovi, Uranio che assistè al V
e nunzi apostolici neiri>ola di Sicilia. iN'el concilio generale, e Micheleul VII di essi.
pontificato d'Urbano II lo stesso Gaufre- Oriens chi: t, 1 , p. 881.
do confessò, che le cause eccleàia>liche, e TRALLES o CUORA. Sak vescovile
i dirilli della Sede apostolica si doveuuo dcllu 1
.'
provincia d'Asia, ucU'csarcato del
8o TRA TR A
suo nome, sotto la metropoli d'Efeso, e- de e varie piccole,pasieggi sugli spalli don-
relta ne'primi tempi dellaChiesa.La citta, de si gode di vista estesissima sul maree
in oggi rovinala, si dice fabbricata da Ai- sulla campagna. La cattedrale è vasta,l)uo-
talo dopo la distruzione di Troia, in po- no edificio costruito su bel disegno, or-
ca distanza dal fiume Meandro. Plinio, nala di colonne e pitture pregiale e ric-
Slral)one,e lutle le Notizie ne fanno men- ca di preziose suppellettili. E' sagra alla
zione. Avvi una lettera di s. Ignazio mar- B. Vergine Assunta in cielo, munita del
tire, scritta al popolo di Trailes, la (juale battisterio, con cura d'anime amministra-
prova l'antichi là di questa chiesa. Si co- ta dalParciprete 2.^ dignità. Fra le reli-
noscono g vescovi di essa, cioè s. Filip- quie è in massima venerazione il corpo di
po uno de'y primi diaconi della Chiesa, s. Nicola Pellegrino, principale patrono
che meritò il soprannome d* Evangeli- della città, llcapitolosi compone di 5 di-
sta^ per sua eccellente predicazione;
la gnità, lai.\lelle quali è l'arcidiacono, di
Polibio che occupava la sede al tempo di 1 8 canonici comprese le prebende del teo-
detto s. Ignazio; Eracleone assistè ali.° logo e del penitenziere, e di 20 preti de-
concilio d' Efeso; Massiujo fu al brigan- nominali partecipanti, olirei chierici ad-
daggio d'Efeso, nel quale sottoscrisse de- i detti al servizio divino. Il palazzo arcive-
creti diDioscoro; Asclepiade contempo- scovile è alquanto distante dalla metropo-
laneodi Pietro Follone, usurpatore della litana, vecchio edificio,già uno de'più son-
sede d'Antiochia;]VIirone sottoscrisse i ca- tuosi per l'eccellente struttura. In tutta la
noni in Trullo j Teofìlatlo pose la sua città non vi è altra chiesa parrocchiale,
soscrizione al VII concilio generale; Teo- bensì diverse altre in bel numero, 3 con-
fane ordinato da s.Metodioos. Ignazio pa- monache,
venti di religiosi, 2 monasteri di
triarca di Costantinopoli, assistè air Vili un conservatorioper lefanciulleorfanejal-
concilio generale; Teopisto fu al concilio cunisodalizi,!! vasto seminario,rospedale,
tenuto pel ristabilimento di Foùo.Oricns il monte di pietà, e il vago teatro. Usuo
dir. t.i, p. 6g6. porto circolare, anticamettte assai rino-
TRANI (Tranen). Città con residen- mato per la comodità e sicurezza, trovan-
za arcivescovile nel regno delle due Si- dosi dentro l'urbano recinto, più non può
cilie, provincia della Terra di Bari, di- ricevere che il piccolo navile, né se n'e-
stretto, a 3 leghe da Barletta, g da Bari, sporta che olio, buon vino, moscato spe-
capoluogo di cantone, sul mare Adriati- cialmente, mandorle, fichi eccellenti, ed
co, in luogo piano edificata conspici tur, alcune altre produzioni del paese. La fie-

fjfuae in suo Irium circiter milliarum ani- ra che vi si tiene a*i4 ottobre , chiama
hitu 8200 domus, et i/^^ooo pene conti- molto concorso. Caldissimo è quivi il cli-
tinetcives^ó'ìce l'ultima proposizione con- ma per 8 mesi dell'anno, e l'acqua di sor-
cistoriale. Seiìe d'una delle4g«"andi corti gente rarissima; certe cisterne poste nelle
civili del regno, d'una gran corte crimi- cantine delle case, tetti delle quali han-
i

nale e d'un tribunale civile per la pro- no canali che vi mettono capo, ricevono
vincia; è piazza forte di 4- classe, che pe- le acque piovane, di cui si fa uso nell'e-
lò non ha che una mura bastionata, con state. Gli oli veti del territorio sono sì spes-
3 portele preceduta da un fosso, più non si e di tanto bella appaiiscenza, che for-
esistendo la sua antica cittadella,'già edi- mano il giaditissimo spettacolo come di
ficata altempo di.Federico 11 imperatore. amena selva, la quale si estende per tutto
L'interno è mediocremente fabbricato, e il resto della provincia e fino a Taranto,
la maggior parie delle vie stretle e tortuo- venendo framezzata dalle piantagioni di
se. Vi sono peròde'palazzienon poche ca- cedri e di raelaranci/frequenli anch'esse
se particolari assai belle,una piazza gran* e prosperose. Coltivasi ne'dinlorni il co-
TRA TRA 8i
tone, col quale funiio tele comuni. Alla e d' Aragona si disputavano il' trono di
hellez.za del sito in cui giace la città, si Napoli. Divenne l' emporio della Puglia
aggiunga che dalla parte terrestre non Peucezia, quando veneziani l'ebbero iui

vede monti, tranne il monte Gargano dal mano a titolo di pegno, essendovisi sta-
marittimo lato, innalzato dalla natura biliti a torme i negozianti ebrei e mori di-
quasi per riparo de'freddi solili degli a- scacciati dalla Spagna e dediti ad attivo
quiloni. Essendo Trani di (igura ovata, si e lucroso traffico. Ma dopo la sconfitta
specchia nelle trasparenti acque del por- patita nel i Sog da' veneti a Chiara d'Ad-
to. Trani vanta Qiolti uomini illustri per da, gli aragonesi ricuperarono Trani, e
santità di vita, militari imprese e fregia- discacciata quella non cristiana popola-
ti di dignità ecclesiastiche, non meno che zione, divenne la città scarsa d'abitatori
letterati. Contava loo famiglie nobili, ed andòsensibilmente declinando, in prò
divise in4 seggi come Napoli. Da chi porzione della sua precedente floridezza,
Trani, Tramim, anticamente fosse edi- tuttavia essendo una delle principali città
ficala, il dimostra e l'iscrizione posta so- del regno. Del resto Trani seguì le vicen-
pra la porta di essa, che così dice: Tra- de del regno delle due Sicilie. Usuo ti-

mini a T^^rreno filio Diomcdis , et a tolo di contea talvolta venne conferito ad


Trajaiiwn instauratnm. Cioè che fu edi- un principe reale, ed il regnante Ferdi-
ficata da Tirreno figlio di Diomede, e ri- nando II dichiaròconte di Trani il viven-
storata da Traiano, e delta Traianopo- te suo real figlio, principe Luigi Maria,
lij Trajanopolif/ì, come scrive Pandolfo primo nato dalla regnante regina M." Te-
Collenuccio nel lib. 4 delle Storie del re- resa d'Austria, che il Papa Pio.IXcve'
gnOj e poi nominato Trani per brevità, simò nel suo soggiorno a Gaeta.
secondo l'antico vocabolo. La restaura- La luce dell' evangelo la ricevè Trani
zione di quell'imperatore risale all'anno ne'primi tempi della Chiesa, e poco dopo
I 12 circa. Conquistata da'romani, fu riu- vi fu eretta la sede vescovile, gloriandosi
dopo la caduta del-
nita alla repubblica, e di avere avuto per i ."vescovo RedenlOjUo-
l'impero soggiacque al crudele dominio mo di eminente santità, che occupava la
de' saraceni ; poscia nel ()83 sotto quello sua cattedra prima della persecuzione di
degl' imperatori greci, e sotfri non poco Decio imperatore del 249. La chiesa di
per alcuno di essi, massime sotto Basilio Trani celebra solennemente le feste di s.

II nel principio del secolo XI. Verso il Nicola Pellegrino,di Leucioe di s. Gio. s.

1009 Meles dtica di Bari fece sollevare Evangelista, qidbus totius dioecens ca-
la Puglia e la Calabria contro greci. i rati et ahhates eo ex velcri confluitati
Al tempo della conquista de' normanni, stilato^ come scrive l'Ughelli ntW Italia
fu data in appannaggio a Pielro,uno de' 2 i sacra^ Metropolis Tranensis et Salpc/i-
capitani di quella nazione conquistatori sLs t.
7, p. 886. Aggiunge il suo annota-
del regno, con titolo di contea, e cosi ri- tore Coleti. Author niiiii.s jejuae de sU'
mase finche non venne stabilita da R.ug- cris Trani thesauris, cuni in cadcni et-
gero I l'unità della monarchia. Al quale vitate,prae ter corpara ss. Felicis Fon*
re avendo gli abitanti mancato di fedeltà, tif.etmartyr. Fortuna ti inarifr,fHila
, •

die egli ordine che fosse distrutta nel 1


134; rioniSf ad qucui frigidi s vexali morhis
ma risorse in breve la nobile città assai accurrunt, et statini voti compotes race-
importante, perchè Federico II impera* dunt. Fehroniacy Eutitii Tranensis e-
tore e re di Sicilia ne fece una piazza di piscopiyct Palladiif vel Pelagii Salpcn-
guerra, e vi eresse il castello che fu poi sis praesulis, h. Pclri ex ordine niinO'
cagione che fosse teatro di avvenimenti rum ohservaìitiwny coli tur sacra parti*
militari, al tempo iij cui lecased'Augiò cuUij in (jua^ a perjida Itebruca in cou"
VOL. LXXIX. G
82 TRA TRA
ttmptum nostrae Jìdei fricta revelata , idolis sacrijlcandum cdixit, etc. Mar-
nube atymorum apparuit vera Christi tyrio coronatus est die 9 augusti anno 1

caro, verusqiie sanguis, qui in terram Domini 254 '^ suo corpo occultamente
usque dejluxit. Imago ejusdem Christi seppellito in Fondi, dopo diverse vicen-
Salvatoris^quaemarinas undas hajulas de fu trasportato prima in Veroli, poi nel-
suas illuminaveraty altera etiam imago la basilica d'Anagni: il suo capo si vene-
Sahatoris, sed cruci affixi, a qua tur- ra nella basilica Yaticana,e nella sua chie-
cicis petita telis vivus cruor effluxerat. sa filiale de' ss. Michele e Magno le sue
Imago lapide ah.Mariae Firginis^quae, Ye\\c[\x\e.hhh\aimo,Acta Passionis ^atque
ut illa sui ss. Fila, de qua hic etiam meri' Traslalionum s. Magni episcopi Tra-
tio paulo ante habitafuit, non imposita nensis etmart. illustrat,k.ti\\ 1 7 34.Euti-
navi^nonfluctuansysed velutper pelagus zio o EutichioTranensis episcopus'inlev-
ob ambulans Tranum appulit, et nunc venne alla consagrazione della chiesa di s.
K'enerationem cxigit inaedepp. carme- Andrea diBarletta nel493,ed a'concilii ce-
litarum. Fornix ad huc videtur, qui di' lebrati in Roma da Papa s. Simmaco nel
vinae minis ter nemesis sua sponte dehi- 5oi, 5o2, 5o3 e 5o4. Sutinio fu al sino-
scensmilitem ludcntem aleis, ipsiqueiu' do di s. Paolo I del 76 r, Leone si trovò
ferno horrorem blaspJiemiis injicientem al concilio generale di Nicea II ne! 787.
perdidit. Per plura saecula corpus s, Qui trovasi altra lunga lacuna di vesco-
Stephani I Papae etiam civi tate serva- vi, sino a Giovanni Tranensis Archie^

tum fuit, et perpetuo prodigio ad ejus piscopus che fiorì dopo il 1000, e al cui
umani recurrentc ejus die festiva 2 au- tempo si fece la traslazione del corpo di

gusti sine semine odori quam maxime s.Leucio patriarca d'Alessandria e con-
Jlores nascebantury quod piissima regia fessore da Brindisi in Trani, cui alti pub- i

celsitudo Cosmi III magni Hetruriae blicò Ughelli. Nell'ultima lacuna de' ve-
ducis cum Fortunati immutavit,
ilio d. scovi trovo però nel Rodotà, DelVorigi-
et in ecclesia equitum s. Religionis mi- ne del rito greco in Italia , che la sua
litaris sub auspicìis ejusdem s. Stepha- cattedrale fu proveduta di vescovi Ialini
ni Pisis inpraenobili urna perhonorifi- sotto il governo de'greci. Riferisce nel t.
ce recondidit. Questa traslazione avven- I, p. 367, che fia'vescovi della Puglia ,

ne nel 1682, e fu consegnalo il s. Corpo i quali calcando le orme delTarcivescovo


al conte Orazio Delci sanese procuratore di Rari sostennero la maeslà del rito ro-
del granduca. Questi per gratitudine in- mano contro il discredito, in cui pro-
signì della croce di Stefano I patrizi
s. i curarono di metterlo i greci co'loro bia-
di Trani Domenico de Angelis, Antonio simi, merita essere con lode nominalo il

Posa sindaco generale della citlì«,eVincen- vescovo di Trani; il quale non ostante l'e-
zo Posa che eruditamente scrisse e stam- ditto emanato nel 968 dall' imperatore
pò in Trani la relazione di questa trasla- IViceforo Foca e dal patriarca di Costan-
zione. Successore del vescovo Redento fu tinopoli Polyeuclo persecutori sfacciati
,

s. Magno, celebre per la sua pietà e per de'Ialini, col quale ordinarono che do-
i suoi miracoli. I suoi atti li riporta TU- vesse nella Puglia e nella Calabria pre-
ghellijove ìe^^e.Ordinatus episcopus,
si valere ne'sagri misteri l'uso del fermen-
exemplo, ac praedicatione plitres ad tato, continuò a ricevere dal Papa l'im-
Christi Jidem perduxit. Ejusfamae in- posizione delle mani e a celebrare «egli
videns diabolus in eum suscitavit Se- azzimi i divini misteri. 11 fondamento di
verinum proconsulem Jpuliae severis- ciò credere lo somministra il diploma di
simum, qui cum Magnum suo tribunali Calocyri catapanod'Italia,dulqualesi rac-
sisti jussissct, vel morte multandum^ vel coglie che nel 983, in cui egli soggettò ai
TUA TR A 83
greco impero la cillà di Trani, presiede- zione della basilica memorata di Monte
va alla vescovile sua sede Rodostamo, non Cassino neh 071, alla quale si sottoscris-
conosciuto da Uglielli, ordinato da Papa se.Hicmeruitsanctumviruni Nicolauni
Benedetto Vii , né fu mai indi limosità Peregrinorum in Tranensi civilate su-
da'greci. Avendo questo prelato nel tem- scipere^quem etiani defunctum an. 098 1

po dell'assedio facilitato la resa della città, die 1 junii,miraculis gloriosumpropriis


ecolla sua opera e studio impiegato presso nianibus sepelix^it.^e scvhsela vita e i mi-
gli assediali, ottenne dal vincitore d' es- racoli Adelferìo, e la dedicò a Bisanzio.
sere trattato con piacevolezza, e di con- L'Ughelli la riprodusse in compeodio,co-
tinuare nella direzione di sua chiesa. In- me la ricavò da Pietro de Natalibus, e nel-
oltre il Rodotà osserva, che nel 988 in laquale Bisanzio è ch'iaiììalo praeclarus
cui la città cadde in potere de* greci, non Archiepiscopus più volle. Laonde corri-
era innalzato il prelato di Trani alla di- sponde col riferito da Rodotà, cioè che il
gnità di arcivescovo. Varie indi furono pastore di Trani che si recò allacoosa-
le vicende di questa sede, ora unita e ora gl'azione di Monte Cassino, già era insi-
separata da quella di Trani. Non è age- gnito della dignità arcivescovile. Com-
vole impresa, egli dice, il fissar T epoca manville dice che Trani fu eretto in ar-

in cui fu sollevata a'piìi sublimi onori di civescovato da'gfeci nel IX o Xsecolo,e


arcivescovato. Convengono gli scrittori clie poi lo confermò pel rito Ialino Inno-
essere stata decorata della prerogativa di cenzo III verso il 1200, registrando per
metropoli innanzi il 107 1, come il Troyli suffraganei Bisceglia o Biseglia e An-
nella Storia del regno di Napoli^ giacché dria. Ubaldo Tranensis Archiepiscopus
in tale anno il suo prelato con titolo di ^^r- fiorì a tempo di Pasquale II, e nel r 1 18
civescovo prestò l'assistenza con altri 9 ar- intervenne in Gaeta alla consagrazione
civescovi alla consagrazìone della chiesa del successore Gelasio 1 . «Venerando Ar
di Monte Cassino, fatta con solenne e rara chiepiscopus Tranensis nel 1 1 29 assistè
pompa da Alessandro II, narratadaLeone in Palermo alla coronazione di Ruggero
Ostiense. Dopo il vescovo Giovanni, TU- I. Neil i4i vivea Tarci vescovo Pellegri-
Giovanni Tranensìs
ghelli registra altro no, cui successe neh \^i circa Bisanzio
ecclcsiae episcopus longenioribus diver- giuniore discepolo del seniore, lodalo per
sus aJoaiine superiore qui pie tate, et vir-^
virtù e pietà. Questo arcivescovo viva-
tutibus claruit: lume vero coiwiventem mente divoto di s. Nicola Pellegrino con-
cuin graecisy<!ÌgìllatBaronius adannum fessore, fece compiere la chiesa cattedra-
I o53, hlasphcmani, etmendacem a
cuTìi le eretta colle limosine de'tranesi in suo
Michae.le Cerulario patriarcha Constali- onore, ed a*4 ottobre 1 i43 con solennis-
tinopolitano epistolani eonlra latinos , sima pompa celebrò la traslazione del
accepity quem etiani in concilio a Nico- suo beato corpo nella medesima, coll'as-
lao II in Àpulia celebrato an. oSg de- i sislenza dell'arcivescovo di Brindisi, e de*
positum throno faisse. Fu biasimato per vescovi d'Ostuni, Ariano, Rapolla e Au-
usave pontiflcales baculos tam continuo dria, oltre un copioso numero di abbati e
radiantis metalli nitore contectos, e con chierici.La storia di tal fimzione la ri porta
pompa da eguagliare i Papi e gl'impera- Ughelli. IlColelinon conviene con Ughel-
tori. Dopo la deposizionedi Giovanni, nel- li chela storia della traslazione la scrisse

lo stesso loSg Nicolò II gli sostituì De- vescovoAmanzioo A mando,inlerve-


l'arci

lio che intervenne alla consngrazione di nulo nel 79 al concilio di Laterano^ ed


i 1

s. Angelo in Vultu falla dal Papa. Di Bi- Amanzio era vescovo di Bisceglia. San-
sanzio seniore di chiara slirpe,perito nelle maro Tranensis Archiepiscopus an.
letteie^si liova meazione nella cunsagra- 1 94 cuni Archiepiscopo Salernitano,
84 'i" l\ A TRA
et Ostunensi episcop. aliisque regni Si- napoletano,che re Roberto neh 335 inviò
cilia e siivimis viris una cwn lillclmo a Benedetto XII in Avignone aml)ascia-
puero regcabllcnrico VIimp. cnplus in tore d'ubbidienza, indi vice-cancelliere
Girmania. caiccrihus est mancipatus, del regno. Benedetto XII neh 342 eles-
e quihiis solulus a?ino\ 187 suhscripius se Andrea cittadino e canonico di Vero-
rcperitur in quihusdani concessionibus li, morto nel medesimo anno in Avigno-

cjusdem Ilcnrici VI, Nel 1202 il capi- nejonde Clemente VI nel 343 gli surro- 1

tolo di Trani elesse in arcivescovo G. Ca- gò Guglielmo francese abbate beneJetli-


sinensis ord. alias (non di Monte Cas- no d'Angers, e dopoi mesi lo traslatò a
i

sino perchè n'era abbate il cardinal Rof- Brindisi, per cui neh 344
liasfeiì da La-

fredo dell'Isola o Lisola), per esaminare la vello aTrani Filippo. Neh 348 da Mas-
quale elezione Papa Innocenzo 111 scrisse sa Lubrense passò a questa sede fr. Ma-
alvescovo di Bilonto ed a Marziano sud- gnesio domenicano , lodato pastore. Nel
diacono, an confirmatus in ea dignitate i352 fr. Giacomo Tura Scottini dome-
fiterit me latet. Bartolomeo Innocentii nicano sauese di santa vita e letterato in-
III familiaris^ eo mandante, Tranen- signe,zelante dell'apostolico ministero. Nel
sisEcclesiae Archiepiscopus consecra' gran scisma d'occidente l'antipapa Cle-
tur circa annum Domini 206. Indi nel n^enle VII nel 1 379 lo trasferì a Luni; in-
12570 meglio nel 1 264 fi". Giacomo do- di intruse nella sede di Trani nello stes-

menicano insigne lettore di teologia nel so anno Matteo e poi Gio. Battista aquila-
convento d'Orvieto. Nel 1268 Clemente no. Ma il Papa Urbano VI dopo fr.Giaco-
IV consagrò in successore Nicola cappel- Dio nominò arcivescovo Antonio de Lam-
lano apostolico e canonico di Reims, in- berti napoletano, insigne dottore in gius
viato nel 1 27 1 dal re Cario I in Unghe- civile, e morto neh 383 gli die in succes-
ria per combinare il matrimonio del suo sore Enrico prima del 390. In questo a*
i

figlio Carlo II con Maria figlia di quel re. 24 dicembre Bonifacio IX elesse Riccardo
Nicolò IH nel 1280 fece amministratore di de Silvestri tranese, cappellano apostolico
Trani, Oltobono patriarca d'Antiochia, del predecessore e uditore delle cause del
dopo aver abrogato l'elezione viziosa di s. Palazzo. Neh 393 Giacomo, indi Cu-
Tommaso de Fossa preposto di s. Anto- bello morto neh 4 18, onde Martino V vi
nio dell'Aquila. Nel 1288 Nicolò IV no- trasferì da Melfi Francesco Carosio nobile
minò arcivescovo Filippo abbate secola- capuano d'esimia pietà e di altre egregie
re di s. Girolamo di Veroli, indi consi- virtù ornato. Avverte l'Ughelli: Auctaest
gliere di Carlo 11 e nel 1295 commenda- ex mina Salpensis civitatesj in Ulani C'
tore della chiesa di s. Nicola di Troia del- tenim adversaefortunae malis,cwn cae-
l'ordine di Calatrava. Nel 1297 da Zara teris ornamentisi ac opìlus episcopalem
vi fu iraslalo fr. Giovanni francescano da dignitatem Salpensem perpetua unione
Bonifacio Vili. Per sua rinunzia lo stesso Martinus V
Pont, intulit. Nel fare l'u-
Papa nel 1 298 gli sostituì Oddo o Oddone nione di Salpe (F.) a Trani, dispose il Pa-
Arcioni nobile romano, giureconsulto il- pa che quale de'due pastori fosse soprav-
lustre, chiaro pure per iutegrilà.Nel 3 1
1
vissuto, sarebbe arcivescovo delle due se-
gli successe Bartolomeo, che trasferito nel di :mortoli vescovo di Salpe, Francesco
1 328 a 8iponlo,fucon)mendataTraniad restò arcivescovo di Trani e Salpe. Morto
O . . . patriarca d'Antiochia. Nel riporta- a'27 aprile 1427, Martino V gli sostituì
re la serie di questi a Siria, registrai Ge- a' 1 6 giugno Giacomo deBanchi napoleta-
raldo Odone o Ottone, e amministratore no. Cessò di vivere nel 1
438 e nello sles-
di Catania. Ma nello stessoi328 fu fatto so vi fu traslato da Conza il celebre Lati-
arcivescovo Bui loiomeg Braucacci nobile no Orsini {F,) romaoo poicaidiuaie. Nel
TRA TR A 85
1 4 J9 pnssato a Url)irìo, successe nei 1 4^o trasferito a Girgenli nel 57 t Da Catan- 1 .

Giovanni Orsi ni abbate di Farfo, die do- zaro neri572 vi passò fr. Angelo Orabo-
nò alla basilica Vaiicann, pnllium, et più- ni d' A versa francescano, morto nel 575. 1

i'ialcfn aurcum magni \>aloris. Nel 1


479 Gregorio XIII neh 57 6 fece arcivescovo
Cosmo migliorati Or.<!Ìni (F.) pro-nipo- Scipionedella Tolfi napoletano della no-
te d'Innocenzo VIF, abbate di Farfa e poi bilissima fuuiglia Frangipane romana,
cardinale. Neh 48 Giovanni Atlaldi na-
r che celebrò neh 589 il sinodo provincia-
poletano sommo filosofo. Nel 493 Gio- 1
le, indi nella chiesa d'Araceli di Romaor-
vanni Castellar (F.) spagnuolo, poscia nò la cappella gentilizia, e fu traslato ad
cardinale e traslato a Monreale. Nel 1 5o3 Acerenza nel 593. In questo
1 gli successe
Francesco deLoris^e nonFloris come scri- GiulioCaracciolo nobile napoletano, pru-
ve l]^\\e\\\, gcncralis thesanrarius di A- dente, pio, dotto e di altre prerogative or-
lessandroVI che in dello anno lo creò car- nato, dal Coleli tulle riferite, traslato do-
dinale. Nella biografìa col Cardella lo dis- po 3 anni a Cassano. Nel 597 Andrea de 1

si tesoriere, non arcivescovo diTrani,che Franchis illustre napoletano, variis ma-


ora icnparOjC nella serie de' Tesorieri,non neribus egregie fune tusj nel 1 6o3 dovea
avendolo riportalo rommisi.Morì
Vitali, passare ad Acerenza quando lo colse la
neli5o5 egli successe Cesare Lamberli- morte, ed il avvenne al designato
simile
ni,che nel 009 fa traslalo a Isola. Gere-
1 successore fr.FrancescoMendozaspagnuO'
min nel 5 2 intervenne al concilio di La-
1 [ Io domenicano nella Spagna. Nel 6o5 ai 1

terano V. Quindi il celebre cardinale Gio. 1 7 agosto fu arcivescovo fr. Giovanni Pia-

Domenico de C?<yo/?(^.),il quale neh 523 da spagnuolo procuratore generale dei


,

acconsentì che da Trani fosse separata la minori osservanti, d'esimia dottrina, ma


diocesi di Salpe, che Adriano VI conferì quinto post nondum exacto mense ad
al cappellano del cardinale, dopo la cui Pactenseni in Sieilia Eeel. translatus
morte Clemente VII riunì Salpe a Tra- est.In suo luogo era stalo designalo fr.
iti nel 532: però a' 9 novembre il Papa,
1 1 Marc' Antonio de Caraos nobilissimo di
annuendo il cardinal deCupis, nuovamen- Barcellona, agostiniano e dotto,ravea con-
te disgiunse Salpe e la conferì al vescovo fermato Paolo V, quando cessò di vivere
Flores, morto il quale, per regresso, Sal- in Napoli a'3 marzoi6o6. Nel 1607 fr,
pe venne riunita a Trani. Ancora una vol- Diego Alvarez spagnuolo, domenicano e
ta separala da Trani Salpe, 3*19 marzo insigne teologo della congregazione de
i544 l^aolo III, col consenso del cardi- Auxiliis, virtuoso pastore. Da Motula nel
nale, ne fece vescovo Stella,
il quale tra- i635 vi fu traslato Tommaso Arichonio
slato aLavello a'22 oprile 547, defini- 1 o Anchora teatino; cui successe neh 656
tivamente Paolo III tornò a riunire Sal- fr. Tommaso de Sarria domenicano e dot'
pe a Trani. Neh 55 r il cardinale si dimi- tissimo teologOj^che predicò nelle pubbli-
se dalle due sedi, e Giulio III a'3 luglio che piazze la dottrina cristiana e la spie»

nominò arci vescovo Bartolomeo Serristo- gò con libretto da


composto, pietoso
lui
ripatrizio e canonico di Firenze, referen- limosiniere, benefico col seminario cui ac-
dario delle due segnature, per virtù, dot* crebbe le rendite e tornì di egregi maestri,
trina e perizia ne' politici negozi encomia* arricchendo di preziosi doni la metropo-
to, morto nel 1 55ii in Roma e sepolto in litana, dalla quale passò a quella di Ta-
s, Giovanni de* fiorentini , con epitafìlo ranto, Neh 666 fr. Gio. Battista del Tin-
presso riJghelli. Gli successe Gio. Bernar- to napoletano carmelitano, riedificò no-
dino KS\'()tti (F.) poi cardinale e trasferi- bilmente r altare maggiore proseguì a ,

to a Piacenza neh 559. Neh 56()Gio. Bai completare le sagre suppellettili elargito
lista de Uoj^eda de Herrcia spagnuolo, dal predecessore, ed incominciò a edifica-
86 TRA TR A
re il palozzo arcivescovile con eleganza e civescovo risiedeva in Barletta (F.) dio-
decoro, indi Iraslato a Cassano. Nel 1677 cesi di Trani, fin da quando NazareVb di
Paolo Ximenez ab Alessandro nobile spa- Siria fu occupata da' saraceni: per tale
gnnoìoj professore diSa]amanca,elo(]uen- riunione in quest'articolo mi proposi di
te predicatore, già vicario generale di To- dire de' vescovi di Canne, con alcune altre
Jedo, legato di Carlo II al Papaj difese e- nozioni, il che eseguirò poi, e il simile fa-
nergicamente l'immunità ecclesiastica, e rò con Bisceglia. Poiché questa sede ve-
fn padre de'bisoguosi. Nel 69 5 Pietro dei 1 scovile, da Pio VII colla stessa bolla fu
marchesi Torres nobile spagnuolo, già ve- data in perpetua amministrazione all'ar-
scovo d'Epidauro e poi di Potenza, pasto- civescovo di Trani, e lo è tuttora , della
re zelante, visitò I' arcidiocesi, celebrò il quale metropolitana il Papa, in delta nuo-
sinodo, ornò di pitture la caltedrale,econ« va circoscrizione di diocesi, dichiarò suf-
sagrò la chiesa de'gesuili in Barletta. Nel fraganee quelle della slessa Bisceglia e
1717 Giuseppe Antonio Davanzali (nato di Andria (alla quale avendo unita la se-
in Dari, dicono \e Notizie di Roma), no- de di Minervino^ in quest'articolo parlai
bile fiorentino, canonico tesoriere di 8. Ni- de'Vescovi delle diocesi), come loe-
due
coladi Bari, ambasciatore dell'iraperalo- rano precedentemente. Ora debbo rifor-
re Carlo VI a Papa Clemente XI. Prese mare l'articolo Carina (non si deve con-
solenne possesso con pompa, rimosse gli fondere con Carinola unita a Sessa^ per
abusi insorti nella sede vacante, procurò cui ne riparlai a tale articolo), e nuova-
l'istruzione cristiana efficace e frequente mente correggere un abbaglio. Dissi a Ca-
al popolo, difese le ragioni di sua chiesa, rina o Carini (seguendo un geografo, che
e in lutto fu zelante pastore. Restaurò e avendo erralo nella topografia, mi emen-
abbellì la cattedrale, riedificò e ingrandì dai nel voi. LI, p. 1 8), che con detta bol-
l'episcopio, aggiungendovi due giardini; la Pio VII l'unì a Trani: ciò non esiste
rifabbricò più ampio il seminario, e cosi afìfattOjpoichègià Carina era unita a Reg-
fece all'ospedale nel 1720. Riparò mo- i gio. Carina Carini fu sede vescovile dei
nasteri di Trani e dell'arcidiocesi, ed uno Bruzi (vocabolo che die forse motivo alci-
nuovo ne edificò in Coralo in tutto fu , tato e corretto errore) nella Magna Gre*
magnifico e benefico, virtuoso e pio (me- eia, oggi Calabria Ulteriore prima, di cui
ritò nel 1746 che Benedetto XIV lo fa- è melropoli Reggio, nel regno delle due
cesse patriarca d'Alessandria colla riten- Sicilie, secondo Ughelli, Commanville e
zione di sua sede). Con questi V Italia sa- altri geografi sagri. Dice il ° nell* Italia
1

cra termina la serie degli arcivescovi, che sacra, Carinensis Episcopatus, 1. 1 o, p.


io compiròcoIleiVb/fzzV diRoma.^e\ iy55 38, la città di Carina fiorì ne'Bruzi, non
d.DomenicoAndrea Cavalcanti teatino di lungi da Reggio, alla cui sede vescovile fu
Cuccari feudo di sua casa, diocesi di Ceren- unita. Poiché morto il vescovo N. (forse
za.Neli 769 d.GaetanoM.Xapece teatino unGiovanni, per congettura deirOlslenio,
di Napoli, Nel 1792 d. Luigi Trasmondi manonpare), versoil595, il Papa s. Gre-
monaco celestino di Sulmona. Nel i8o4 gorio 1 scrisse a Bonifacio vescovo di Reg-
d. Luigi Pirelli teatino di Ariano, traslalo gio la lettera che riporta Ughelli, che per
da Teramo, Nel tempo del suo arcivesco- tal morte e per essere la città devastata,
vato. Pio VII colla bolla De utiliorido' deserta e spopolata, gliene il go- affidò
minicae vineaeprocuratione ex coiìimis- verno spirituale, la cura e la vigilanza. Poi
Jowo^zV, de'28 giugnoi8i8, ^m//. Rom. per 2." vescovo registra Bonifacio Rhe-
ront. 1. 1
5, p. 56, un\ alla sede arcivesco- ginus episcopus hanc ecclcsiam suscepit
vile di Trani, le da lui soppresse chiese regendaniex d. Gregorii I mandato an.
di Nazareth (F.) e Canne (f .), il cui ar- 595. E per 3.° e ultimo Giovanni, «jf/wCrt-
TRA. TRA 87
rinrfwhiis infnlìs decoratus^ intervenne passo a far cenno de'vescovi e delle dio-
ai concilio ili Luterano celebrato nel 649 cesi di Canne e di Bisceglia Biseglia,
iln Papa s. Martino I. A tq uè hinc colli- lai. 'unita, la 1.* amministrata dall'arci'
gi tur non dia perdurasse unioneni hujus vescovo di Trani.
Ecclesiae cuni Rìwginaa Magno Gre- Canne, Cannae, antichissima città di

gorio Ifactam^sed proprìos iterum Ca- Puglia, a 2 leghe e mezzo da Barletta (col-
rinenseni Ecclesiani Imbuisse Pastores, le cui rovine fu edificata), della quale non
quos tandem eversa omnino civitate pe- meno al suo articolo, che in altri parlai

nitus amisit. Sembra dunque che Carina per la memoranda disfatta patita da'ro-

de' Bruzi sia diversa da Carini, Murus


, mani, nel combattimento contro i carta-
seu Murodì Hyccarinoruni, borgo con- ginesi capitanati dal fulmine di guerra An-
siderevole di Sicilia, nella provincia e di- nibale, ed il campo nel quale seguì tutto-
stretto di Palermo^ capoluogo di canto» ra è chiamato Campo di sangue. La cat-
ne, alla destra del piccolo fiume del suo tedrale era dedicata alla B. Vergine, e la
nome, e presso un piccolo seno golfo di sede sufFraganea di Bari prima che Mar-
mare. Derivò l'odierno suo nome corrot- tino V la I ."volta l'unisse nel i ^1^ a Tra-
tamente dall'antica Hyccaray piccola cit- ni. Sebbene comunemente si creda con
tà marittima eretta dagli antichi sicani, Ughelli, che verso il 5oo originasse ilsuo
che poco sorgeva discosta al nord-ovest, vescovato, pure Coleli dichiara: iV... pri-
e si crede anzi cheda'suoi avanzi e rovi- mus .Cannarum Episcopus seditAposto^
ne originò Carini. Gli ateniesi nella spe- lorum principe Romani contendente his
dizione di Siracusa, sotto Nicia e Alcibia- populi Evangelio edoctis an. sai. 44 CJC
de, trasportarono da Iccara a Corinto la tabulario Ecclesiae Sypontinae. Indi s.

rinomala e vezzosa cortigiana Laide, che Liberalis secando locopraefuit Cannen-


fu tra le più famose di Grecia dedicate sibus, qui pastorale munus laurea mar-
all'impudica e f.ivolosa Venere, e per la tyrii decoravi t circa an.n2, de quo a-
sua bellezza la sua effigie fu incisa sulle gitur in tabulis Ecclesiae Sypontinae,
monete. Gli abitanti hanno un castello deque eodem meminit Sarnellius in,
gotico, coltivano molto la pesca, e raccol- ChronologiaEpiscopaliSypontina.UV-
gono molta manna, mediante l'incisione ghelli comincia invece la serie de'vescovi
in un albero, ch'è una specie di frassino. con s. Ruggero patrono di Barletta, il cui
Stringo il mio dire, con osservare, che le corpo dall'antica cattedrale di Canne nel
poche notizie che abbiamo di Carini de' 1276 fu portato nella chiesa di s. Stefa-
Bruzi e sua sede vescovile, ad alcuni die no di Barletta delle monache benedetti-
luogo a equivoci e le fece amalgamare con ne; ne riporta gli atti, e dice che mor\ cir-

quelle di Carini di Sicilia. Come poi fui ca nel 496 dopo essere intervenuto alla
indotto nell'inconcepibile errore di dire dedicazione del tempio di s. Michele Ar-
Carini unita a Trani, Uomo e nulla, non cangelo in Monte Gargano. L'annotato-
so renderne ragione(forse dall'aver scrit- re deirUghelli dubita di questo vescovo,
to nelle mie memorie, Nazareth e Canne e sospetta che sia piuttosto stato del ve-
unite a Trani, e due erronei puntini po-
i scovato Caunenus nella Licia. La chiesa
sti con distrazione sopra Canne^ mi fece- di Canne da 8. Gregorio I fu commenda-
ro leggere Carinif&enza fermarmici nelle ta a Felice vescovo di Siponto. Poi trova-
poche parole che scrissi in tale articolo, si Pietro Cannensis Episcopi dell* 867,
perchè stabilii in questo ragionarne, e in- che 1' annotatore reputa probabilmente
vece ho dovuto pure farlo per rettifica zio- di Gabio, Gabienses. Lucido Episcopus
nejneìiMare lìlagnum ó'i lanìe slu(}'ìOse,\!ì' Cannensis dd 968; Giovanni fu nel 1 07 i

boriose e pazientissime compilazionilOra alla coQsagrazione della chiesa di Monte


88 TRA TRA
Cassino. N. del 1 1 o5 ottenne da Goffredo di vecchie fortificazioni munita, distante
conte di Canne e senatore imperiale, quel 5 miglia da Trani. Nel suo piccolo e an-
privilegioe beni per la sua chiesa, descrit- gusto porto approdano legni. di tenue di-
ti nel di[)Iottia riportalo da Ughelli. Gio- mensione. Raccoglie molto vino e ne fa
vanni neh 129 intervenne alla coronazio- commercio, non che amandorle, ed eccel-
ne diPiiJggero I, e pare che sia lo stesso che lente zebibbo. Molte case di piacere la cir-
fu al concilio di Laterano II dell 179; in- condano al di fuori, ed accrescono il bello
di Bonifacio del 89, che da Urbano IH
i 1 delle feraci sue c&mpagne. Le cisterne ma-
ottenne il privilegio presso Ughelli in cui nufatte suppliscono alla penuria delle sor-
è descritta Pasquale fiorì nel
la diocesi. genti. E' (ama che T edificasse Diomede
1209, Pietro nel 1256 già di Minervino, co'greci, reduci dalia guerra di Troia, ed
Teobaldo al cui tempo que'di Barletta per i romani se ne servirono come una ma-
divozione con violenza nel i 276 tolsero il rittima scolta. Lo stato di sua città e dio-
corpo di s. Piuggero dalla cattedrale di cesi lo ricavo dall' ultima proposizione
Canne per portarlo nella suddetta loro concistoriale. Edificala in colle presso l'A-
chiesa. Ne fu istituito giudizio, e l'atto si driatico, ha circa due miglia di circuito
legge neirUghelli. Neh 384 Carlo HI al e col suburbio I 200 case, et\ 2,000 circi-
vescovoPietrOjCon diploma presso Ughel- ter conipleclitur incolas. L'antica catte-
li, concesse un privilegio. A tempo del ve- drale (la cui originaria struttura era se-
scovo Giovanni nel declinar del 1 4^4 Pa- condo l'uso de'primiti vi tempi della Chie-
pa Mai lino V CannenseniEcclesiam uni- sa, benché nel declinar del secolo XVI fu I

vi t cum Tranensi, hac lanieri conditio- rimodernala da chi era poco pratico del-
nCy ut decedente, Cannensi episcopo veL ^ la venerabile antichità, dice il Sarnelli) é
archiepiscopo Tranensiy qui superest es- sotto l'invocazione degli apostoli ss. Pie-
set utriusque Ecclesiac Praesul rnane- tro e Paolo, ha il fonte battesimale, e la
ret^ non hahuit tanicn effectwn unio ista. cura d'animeaffidata all'arcipiete 2.» di-
Il vescovo Nicola ricevè da Giovanna II gnità. Tra le ss. Reliquie sono in peculia-
il diploma, pubblicato da Ughelli, con- re venerazione i corpi di s. Mauro mar^
^
fermalorio di quello del conte Golfredo. linei. "vescovo di Bisceglia, e de'ss. Pan-
Riccardo morì nel i439, e gli successe taleone e Sergio martiri patroni della cit-
Gioacchino traslato da .Soana, che poi pas- tà. Il capitolo è composto di 6 dignità, es-
sò a Cassano. Nel i44^ commendataiio sendo lai." l'arcidiacono, di 20 canonici
di Canne Marino Orsini protonolario a- inclusivamente alle prebende teologale e
postolico; nel i447 l'ebbe in commenda penitenziaria, di io mansionari o cappel-
Astorgioy/g^/?t7w/f'/^.),cheollenne da Al- lani , e di altri preti e chierici addetti al
fonso I la deciaia sul sale , il cui docu- servizio di vino.L'episcopio di gotica strut-
mento si può vedere in Ughelli, e crealo tura è aderente alla cattedrale. Tra le al-

cardinale neh 44^ si dimise. Neh 449 f'- tre chiese 3 sono parrocchiali col s. fon-
Giacon^oAui'illa nobile napoletano fran^- te, compresa la collegiata; vi sono un con-
cescano; fatto arcivescovo di Nazareth vento di religiosi ed un monastero di ,

da Calisto 111, questo Papa unì in perpe- monache, un conservatorio, diverse con-
tuo il vescovato di Canne alla chiesa di fraternite, l'ospedale, il monte di pietà, ed
Nazareth. In Barletta vi è quella colonia il seminario. Il suo degnissimo e celebre
greca, di cui feci cenno nel voi. XXXll, vescovo Pompeo Sarnelli[P'.), oltreché
p. .5,. pubblicò le Memorie della città e de' ve-
Bif-ceglia oBise^lia, Vi^iliae. Le ru scovi di Bisceglia, nelle sue Lettere ce-
pi del mare aprono un piccolo seno, en- clesiastìclie, emporio di sagra erudizio-»
tro ij quale sorge questa cillà di mura e uè, nel t. 3, p. 77, ci die la leti. 3i : ^e s,
TUA TRA 89
Pietro xia stato in Pu^liat e tlcprìnci' s. Margherita della città, con documen-
pii (Itila .V. chiesa (li Discolia. Afferma to presso Ughelli. iVicola fiorì nel 1229,
che s. Pietro fu nella Puglia Peucezia, e Berto nel 287, Leone nel 292 e consa-
i 1

die vi gellò le fondamenta della s. fede, grò la cattedrale ili. "maggio 1295. Fr.
colla predicazione evangelica; solo è que- Matteo vivea nel 1298, Leone di Gaeta
44 «educe
stione intorno all'anno, se nel nel 1 3o3,Giovanni nel 3 4, Giacomo nel1 1

da Gerusalemme per a Roma, onde an- 1 3 7,Nicola nel 32o, fr. Bartolomeo do-
1 1

che confutare Simon Mago, ovvero nel menicano vicentino nel 1827, già consi-
5i quando Claudio cacciò da Roma gli gliere e cappellano di Callo li; Martino
ebrei e con essi i cristiani convertiti. Crede morì nel 348. Gli successe Simone de Ra-
1

inoltre, che s. Pietro concedesse al gover- yano capuano canonico, e nel 1367 con-
no della chiesa Biseglieses. Mauro oriun- sagrò la chiesa di s. Adveno, assistito da
do di Betllemme, il quale nel 7 co'suoi i i 6 altri vescovi. Nicola l'intruse l'antipa-
compagni ss. Pantaieone e Sergio, so-
i pa Clemente VII nel 1 387. Domenico l'e-
stennero glorioso martirio sotto il pro- lesse il Papa Urbano VI. Giovanni del
console della Puglia e Tioìpero di Tra- 1890, fr. Giacomo F'ederici carmelitano
iano : s. Mauro Panta-
fu decapitato, s. pure del 1890, Francesco Falconi nobile
ieone crocefisso, s. Sergio lacerato da un- bisegliese, Nicola morì nel 144^, cui suc-
cini di ferro, ed ambedue da empia spa- cesse Giacomo Pietro de Gravina canto-
da trafitti, tutti perirono a'27 luglio. Fa re di Reggio, al cui tempo e pel suo zelo
poi delle osservazioni critiche per concor- nel 1 475 si ritrovarono i corpi de'ss. Mau-
dare il riferito dal Baronio. Il Coleti di- ro, Pantaieone e Sergio, e si collocarono
chiara, Italia sacra, l.
7, p. 937, ^ igi- in luogo più decente: il docuinenlo lo ri-
licnses Episcopi, di avere colle Memorie produsse Ughelli. Nel 1476 Bernardino
del Sarnelli, compita ed emendata la se- Barbiano pubblicò l'indulgenza di Sisto
rie d' Ughelli. Incomincia con riportare IV per onorare i lodati ss. Martiri, e nel
gliatti del I. "vescovo s. Mauro e suoi com- 1487 fu tiaslato a Bisaccia: siccome ven-
pagni; dopo il quale non vi è notizia d'al- dicò la pnrte de' proventi che gli spetta-
tri vescovi fino al 787, in cui Sergio £"- vano nella fiera pe'medesimi santi, la me-
piscopo /^/g77/e/i6^^z.y fu al concilio II dij\i- moria si trova in Ughelli. Allora Bisceglia
cea, dove si trattò del mantenimento del era contea della famiglia Baucio, piinci-
cullo delle Immagini. Mercurio del
ss. pe d'Altamura, duca d'Andiia e Venosa,
loSg è rigettato dal Sarnelli; Giovanni signore d'altri luoghi e contestabile del
nel 1071 intervenne alla consagrazione regno. Nello stesso 1487 da Bisaccia (pii

Monte Cassino; indi Dum-


della chiesa di venne trasferito Martino Madio de Tra-
ncllus Episcopus Scrvus ScrvoruniDeij monto, e concesse a'domenicani s. Maria
poi Mancusio; Stefano deliogg; Aman- de Muro. Antonello Lupiciru del i5o7,
do deli i53,il quale nel167 fece l'inven- I Donato Lupicini che abdicò nel iSi5, e
zione nella chiesa suburbana di s. Gio- Natale, non esistono nella, serie di Sar-
vanni, de'corpi de' ss. Mauro, Pantaieo- nelli. Antonio Lupicini d'Andria de'conti
ne e Sergio, e li trasferì nella città, collo- di Canosa, per rinunzia di IMartino gli fìi
candoli nella cattedrale , Dio operando surrogato nel 507, ed alla sua epoca nel
i

insigni miracoli per onorare i suoi servi: i5i9 Bernardino Spalluccia nobile bise-
riighelli ne riporta l'istoria. Allroo il me- glie.se fondò e dotò il monastero di s. Lo-

desimo Amando nel


179 fu al concilio1 dovico. Nel 1^24 rinunziò la sede al pa-
di Laterauu; Bisanzio è nominato in una renle Girolamo Sifolo nobile di Tr*ini,il
donazione fatta nel 1
197 da Falcone giu- (piale governò 4u anni, nondimeno An-
dice imperiale di Discaglia alla chiesa di tonio neh 53 :) consagrò la chiesa subur-
90 TRA. TR A
baoa di s. Lorenzo tle'minori ossei vanii. clesiaslica.NeIi663fi-. Gio. Ballista Pen-
Dal vescovo Girolamo gli agostiniani ol- na nobile perugino, agostiniano insigne
tennero la chiesa di s. Agostino e la ri- per virtù e dottrina, eresse nella chiesa dei
fabbricarono. Da Cassano neh 565 vi fu suoi agostiniani un altare a s. Tommaso
trasferito Gio. Andrea Signazio, che poi di Villanova, lo consagrò e si fece tumu-
passò a Bisignano. JNel 1 075 Leonardo Bo- lare innanzi. Neh 664
Francesco An- fi".

iiaccorsi; nel 1576 fr. Gio. Battista Soria- tonio Ricci romano minore osservante,
no napoletano e carmelitano, fece la visi- letterato cospicuo: celebrò il sinodo nel
ta della diocesi, e sotto di lui nel i 58 1 fu e- 1 667 nella detta chiesa de'cappucci ni,che
dificato il monastero di s. Croce delle cap« a'14 ottobre solennemente consagrò. Per
puccine. Lite nata circa praecedentiam l'assenza dell'arcivescovoda Trani, a*i5
magistratorumnundiiiarum,ohLÌnuìt,ut luglio 1682 intervenne all' estrazione e
ah Episcopo constitatus^ etiamsi lai-
ille donazione del corpo di s. Stefano 1 Papa
ciis foret, semper illuni civis praecede- a Cosimo III. Neh 685 Giuseppe C rispi-
ret.Gregorio XIII neh 583 nominò Ni- ni aquinate, pieno d'integrità, dottrina e
cola Secadenari bolognese ma mori in , prudenza, ebbe una vertenza col governa-
patria prima di recarsi a Bisceglia; onde tore, che negandogli il titolo ài Illustris-
subito il Papa gli sostituì 1' altro concit- simo^ protestò che non l'avrebbe neppur
tadino Alessandro Cos[)i degnissimo di egli dato a lui; ma l'orgoglioso spagnuo-
lode, che intervenne al sinodo provinciale lo viceré di Napoli sostenne l'indegna
di Trani, visitò più volte la diocesi, con- pretensione del superbo e irriverente ma-
sagrò r altare maggiore della cattedrale gistrato secolare! Onde neh 690 Alessan-
in onore di Dio e di s. Caterina, e solen- dro Vili lo trasferì ad ^/7zeZ/<2, e lo lodai
nemente vi ripose i corpi de' ss. Mauro, anco riparlando di questa sede nel voi.
Pantuleone e Sergio, e concesse a'cappuc- LXIX, p. 47-IonocenzoXII a' i 7 febbraio
cini nel1606 la chiesa suburbana di s. 1692 dichiarò vescovo di Bisceglia il dot-
Michele. NeliGog Antonio Albergati no- tissimo ed eruditissimo Pompeo Sarnelli
bile bolognese, e dal parenleGregorio X V" patrizio di Benevento e di Poi ignano, ab-
fu mandato nunzio a Colonia, poi a Li- bate mitrato dell'insigne collegiata di s.

sbona e collettore degli spogli, indi suf- Spirito di Benevento, uditore generale
fraganeo del di lui nipote nella comune dell'arcivescovo cardinal Orsini, poi Be-
patriaBologna per lui furono eretti il
: nedetto XIII, esaminatore sinodale e visi-

seminario e il monastero delle religiosedi latore, lodatissimo e prudente suo vica-


S.Giuseppe. Nel 1627 Nicola Bellolato ro- rio generale quando era vescovo di Cese-
mano, canonico di s. Lorenzo in Damaso; na. Il cardinale lo consagrò in Beneven-
gli successe l'altro canonico di tal chiesa to, ove poi intervenne al sinodo cum 1^0-

Bernardino Scala di Cagli neh 687, pro- tó<^ecwzVo. Nell'istesso anno celebrò il si-
bo ed ernditOjtrasIato a Monte Feltre.Nel nodo diocesano, e continuò a farlo ne'suc-
1642 Guglielmo Goddi nobile forlivese, cessivi. Consagrò solennemente la chiesa

pretore di Rimiui, lodato per mirabile vi- di s. Matteo. Subito apri la visita gene-
gilanza e probità. Nel i652 d'Aleria vi rale, e die le regole al monte di pietà, ai
fu IrasferitoGiuseppeLomellini napoleta- sodalizi del Corpo di Cristo e de'ss. Marti-
no oriundo genovese, già abbate cassine- ri tutelari, e alla congregazione de' casi
se, dotto e pio. Neh 658 Cesare Cancel- morali, istituendo ne'sagri riti, in cui era
lolti nobile di s. Severino, arcidiacono di peritissimo, il suo clero. Consagrò le chie-
sua patria, Iraslato a Montalto, dopoa- se di Croce delle cappuccine, di s. Lui-
s.

ver celebralo nel 1659 un sapientissimo gi delle monache di s. Chiara, della ss.

sinodo per la custodia della disciplina ec- Annunziata de' conventuali, di s. Maria di
TR A TUA 91
Muro de' domenicani , la coUegiala di 8. pressionis sedis Episcopalis Nazarenac
Adveno che pure restaurò, e l'altare della in regno Neapolitano. Vacatele sedi pel
confessione de'ss. Marlin tutelari, abbel- decesso di mg.' Franci, il Papa Pio IX

lendo con oinamenti lacattedrale.Costan- nel concistoro tenuto in Gaeta a' 22 di-
temenle procurò il bene di sua diocesi, mo- cembre 848, preconizzò l'attuale arci ve-
1

dello de'pasloii, zelantissimo e caritatevo- scovo mg.' Giuseppe de Bianchi Dottula


le, dispensando a'poveri quando non avea napoletano, de'marchesi diMontrone,già
altro anche le sue suppellettili. Ebbe la canonico della patria metropolitana, ret-
consolazione di vedere innalzato al ponti- tore del seminario, governatore del regio
ficato a'2g maggioi724 il cardinal Or- ospizio de' poveri, superiore di parecchi
sini, ma
poco dopo mori di circa 76 anni, stabilimenti pii, e deputato all'istruzione
altrimenti sarebbe statocertamente crea- degl'infedeli e degli eretici. Ogni nuovo
to da lui cardinale, lasciando la sua me* arcivescovo è tassato ne'libri della came-
moria in benedizione. Con sì lodato pa- ra apostolica in fiorini 1 93, ascendendo le

store Y Italia sacra giunge colla serie dei rendite della mensa napo-
a circa ducali
vescovi e la completerò colle Notizie di letani 2200. Tranensis dioecesis ambitus
/?o/7z^. Benedetto XIII l'i i settembre gli mediocris est et nonnulla sub se continet
sostituì fr. Antonio Pacicco minore osser- oppidaj Figiliensis vero ad civitateni
vante di Frosolone diocesi di Tri vento, cui ejusque territorium tantum extenditur.
successero: nel 1789 e traslato da Trevi- TRANSILVANIA o WEISSEM-
co , Francesco Antonio de Leonardis di BURG ( Transylvanien). Vescovato e
Castel deFalchi diocesi di Capua;nel i 762 gran principatodell'impero d'Austria nel-
Donato Antonio Giannelli di Cajazzo; e la parte orientale, il cui vescovo risiede in
nel 1792 Salvatore Palica monaco cele- Alba Gm//«(/^.)oKarlsburg o Alba Ca-
stino di Barletta nell'arcidiocesi di Trani. rolina, per cui prima darò un cenno dell'o-
Vacata per sua morte la sede, colla nar- dierna capi taleClausenburgoClaudiopoii,
rata disposizione Pio VII l'allìdò in per- dell'antica capitale Hermatmstadt,^ delle
petua amministrazione all'arcivescovo di principali città di Transilvania,quindi del
Trani, ed il i.°amministralore fu il sud- gran principato, poi del vescovato, indi del-
detto arcivescovo Pirelli, che nel 18 18 vi- la nuova provincia ecclesiaslica diFogaras
de inoltre notabilmente ampliata l'arci- co* vescovati di Lugos e Armenopoli di ri-
diocesi , eziandio colla ricordata unione to greco-cattolico.LaTransilvania, Tran-
delle diocesi di Nazareth e Canne, ma l'ar- sylvania , è una vasta e ricca provincia
civescovo pro-tempore soltanto prende i limitata al nord àaW^ Polonia (A'!),ali'o-
titoli di arcivescovo di Trani e di Naza- rienle dalla Moldavia e Valacchia (f^^.),
reth, e d'amministratore di Bisceglia.Per al mezzodì dalla P^alacc/iia, e aW'occxdeiì-
sua morte Pio VII a' 19 aprile 1822 gli te dall'alta e bassa Ungheria (f^^.). La ca-
die a successore Gaetano de Frauci dei tena de'Carpazi corre verso il limite orien-
chierici regolariminori napoletano. Nel tale e sul confine meridionale, coprendo
suo arcivescovato, Leone XII emanò la quasi tutto il paese colle sue ramificazio-
22 settembre
Lolla, Miillis quidciìif de' ni e presentando parecchie alle vette. Il

1828, Bull. Rom. cont. l. 17, p. 394*. passaggio a traverso le montagne dalla
Ecintegratio tituli suppressae Ecclesiac parte della Moldavia e della Valacchia
Nazarenac civilatis Baridcnsis regni non è praticabile che per alcune gole an-
Neapolitani.D'ì più coll'altra bolla di det- gustissime. Le parti montagnose più e-
to giorno, Inter multa onera, presso il levate sono di base granitica, le altre cal-
cil. Bull. p. 395, Leone XII Composi- : caree. Gli aspetti più pittoreschi incoii-
tio litum suhoi'taiiun in se<juclani sup- transi nelle muutaguc di Transilvanici, go-
9^ TR 4 TRA
seralmente mollo dirupale e dove offron •
mavano il territorio situato all'est della
si curiosità numerose ne'3 regni della na- The'ìss^SilagY ^ S'ylvania, e natura Imen
tma. Appartiene questo paese al bacino te denominarono il paese posto all'est di
del Danubio e all'Arcipelago Illirico og- qtie'boschi, Transyhanìa,Cìoè di là del-
£^i Dalmalico: suoi primari fiumi sono il le scdvc, o paese al di là delle foreste. An-

Maros, lo Szamos, l'Aiuta. Vi sono alcu- ticamente n'era quasi tutta fa superficie
ni lagbi nella parte centrale, più conside- ingombrala. Ad onta che lascure e il fuo-
rabili essendo cpielli di Hodos, Annen e co diradò molto i boschi, la coltura di es-
l'iritsch. In ragione della superficie mon- si occupa la So." parte di tutta la super-
tuosa della contrada, il clima cassai rigi- ficie e 2 quinti del terreno produttivo :

do. Havvi nella parte occidentale soprat- essi per lo più si compongono di faggi e
tutto del bosco in abbondanza, che con- pioppi. Sommamente ricco il regno mi-
tribuisce a rendere la temperatura più nerale, racchiude nel suo seno i più ric-
fredda che alla prima non parrebbe ch'es- chi metalli, massime nella Transilvania
. ser dovesse a tale latitudine. L' aria ge- occidentale. Si scava specialmente foro
neralmente è sanissima. Quantunque l'a- a Szekerembe, Zaiathna, Verospatak,Na-
gricoltura sia quivi ancora imperfetta, rac- gyag, Kapnik-Banya, e sono lavacri d'o-
colgono grano reputalo tra'migliori d'Eu- ro importantissimi vìqW kvax\yoi,o fiume
ropa, non solo bastante al consumo del Escavasi pure dell'argento, rame,
c?ortì5fó.

paesGjOja anco per esportarne.Quasi dap- piombo, ferro,mercurio, antimonio, arse-


pertutto coltivano la vite, ma sel)bene di nico, molte terre coloranti, creta, be'mar-
buona qualità si conserva poco, e non se mi, falsi diamanti, crisoHti,ametisti, cal-
ne esporla die qualche quantità; i vigne- cedonie, granate, opali, corniole , agate,
ti Medwi-
più ricchi essendo ne' suoli di terra da porcellana, pelriolo, carbon fos-
sch e di Scbasburgo, e ne'comitati di Hu- sile,zolfo,allume,salnitro,salgemma. Una
nyad, di Wéissemburg inferiore e di Ro' delle principali ricchezze della Transilva-
ckelbmg. Raccolgono canapa, assai lino e nia è tal sale. Enormi blocchi di salgem-
del tabacco, zafferano, mandorle, pomi, ma trovano nella Galizia a traverso ii
si

castagne, ciliege,prugne che servono prin- fiume Maros, essi contengono milioni di
cipalmente per distillarne le acquavite. quintali. Alcune volte se ne vedono ap-
1 prodotti essenziali agricoli sono il sor- parire alla superficie, come nella vicinan-
golurco che viene coltivato in ispeciall- za di Maros- Vasarhely. Cosi il governo,
tà da'rumeni, i quali ne preparano loro i per proteggere i diritti regi stabiliti su
cibi nazionali; il frumento coltivato per questa sostanza, è stalo obbligato di sta-
la maggior parte da'tedeschi, segala, ave- bilire posti militari per sorvegliare que-
na, e l'orzo adoperalo per fare la birra. sti blocchi ed impedire che gli abitanti
Sorgoturco e frumento sono dunque i ne prendano più che la quantità fissata
frulli principali della Transilvania. I be- per gli usi domestici. Oltracciò le saline
stiami sono inoltre una delle grandi ric- di Pihorda forniscono annualmente una
chezze del paese: i bovi transilvani riesco- grande quantità di sale ordinario, Se que-
no molto grossi esomrainislrano una car- sti ammassi di sale, che si ponno dire te-
ne eccellente; cavalli di taglia mezzana,
i sori, fossero scavali convenevolmente, la

sono forti e attivi. Le pecore non danno Transilvania potrebbe bastare a tutte le

lana bella. Allevano molti porci e api. La domande d'Europa. Le sorgenti minera-
Transilvania possiede pure de' buffali, e li più notabili sono quelle di I3orsek,Hom-
le sue selve alimentano orsi, lupi e cin- rod, Szaldosch, Aropatak e Rodna. Non
ghiali. La ricchezza de'boschi diede alla vi hanno manifatture stabilite in glande,
Transilvania il nome. Gli unglieresichia» i sassoni essendo quasi isoli che si dedichi^
TRA TRA 93
no all'iiitlustria. Fabbricano tele, sopral- sano d'inviolabilmente osservare e man-
tiilto a Cronstadt, a Schasburg, eil a Ua- tenere la data fede al principe, per la di-
romszek; si fanno cappelli fini ad Her- quale con animo generoso espon-
fesa del
niannsladl ed a Rlauseouburg, corame, gono propria vita e versano il loro san-
la

cordovano, oìanocchino e sigrino in vari gue. Piimarcansi inoltre in questo paese


hioghi. Vi sonoalcune fticinee fornaci,al- gran numero di valacchi, di boemi, di e-

quanle usine da rame, velraie, pareccbi brei, di armeni , di greci, di bulgari , di


stabilimenti pel vetriuoloe l'allume, pur- slavi^ d'italiani. Gli ungheri e gli szekleri
ghe di cera, mulini da polvere eda carta. parlano l'ungherese; i sassoni il tedesco;
11 comn)ercio sta mano de'greci, degli
in i valacchi ed i greci il valacco: la lingua
arn)eiiì e di alcuni sassoni;bene meno con- ufìlziale del governo è il Ialino. Parecchie
siderabili sono leesporlazioni delle impor- religioni vengono in Transilvania prati-
tazioni, il Maros e lo Szamos sono navi- cate. I cattolici, i greci-uniti ed greci non
i

gabili; poche strade maestre vi sono; tut- uniti, più numerosi; vengono poi
sono i

tavia facile èia comunicazione tra la|capi' i protestanti della confessione auguslana.
tale della Transilvania e quella dell'Un- Ultimamente si contavano 9 ginnasi cat-
gheria Buda. La popolazione che nel 786 1 tolici , un ginnasio greco non unito, un

era di ,55 ,860 abitanti, nel 826 asce-


i 1 collegio e un ginnasio greco-unito, 3 col-
se a due milioni, ed ora trovasi aumen- legi e 9 ginnasi protestanti. La Transil-
tata di 5oo,ooo, Tre nazioni principali vania ha come 1' Ungheria una costitu-
la compongono: 3Iagyari o Jjngheri,
i zione. Delle diverse tribù che l'abitano,
che sono stabiliti fino dal IX secolo; gli
vi gli ungheri, gli szekleri ed sassoni han- i

Szeklcri o Siculi, tribù di ungheri fissi no soli il diritto d'essere rappreseiilati da


nelle montagne sulle frontiere; ed Sas-
i una dieta nazionale; il potere esecutivo
soni^ discendenti da famiglie venule di sia in mano d'un governatore e di 12 con-
Germania nel secolo XIJ, o cacciate dal- siglieri, formando insieme un consiglio di
la Sassonia ne'primi tempi della prelesa slato che corrisponde colla cancelleria au-
riforma, e ricevute nel gran principato lica di Vienna. La forza militare del pae-
per formarvi una barriera contro turchi. i se componeva da ultimo di due reggi-
si

I Szekleri da altri sono delti Siculi, per menti di fanteria, di due di cavalleria e
cui la regione viene chiamata anco Sicu- d' un reggimento d' usseri szekleri. Di-
lìa. Questi credono reliquie di
siculi si ce l'avv. Castellano, che ultimamenle le

quelli che vi condusse Aitila re degli Un- rendite pubbliche del gran principato di
ni quando invase la Pannonia, cioè de- Transilvania sommavano a circa due mi-
rivati dagli unni stessi. Lo Spontoni rife- lioni e mezzo di scudi. Neh 856 la depu-
risce che siculi come gli ungheri ripeto-
i tazione di Transilvania oltennedall'ospo-
no la loro origine dalia Scizia^ i cui popo- darò di Valacchia hi concessione di co-
liindomiti, bramosi di più felice soggior- struireuna strada ferrata da Cronsladt
no, scesero a popolare gran tratto di que- od Ibraila; che partendo dal confine di
sta contrada ; ed occupando una special Cronstadt passerà lo stretto di Ruzen e
parte della Transilvania per loro fu chia- si estenderà nella valle fino alla ciltà di
mala Scilitlia e i loro discendenti Sci- Ruzen, da dove sarà condotta ad Ibrai-
tuli, che poi con corrotti nomi tali vo- la. Da Ruckaresl sarà tracciato un tron-

caboli si convertirono in Siculia e in ^SV- co laterale per Ploiesclili, IJuckaresl e


culi. nominali principali abitatori del-
I Giurgevo. Questo gran principato ha per
la Transilvania sono intrepidi disprez- capitale Clausenburg o Klai>st;nl)urg,
zalori d'ogni pericolo, vaghi ed amanti CAiiudiopolis, grande e celebre città, po-
della gloria militare. In ^cucrulc profcs-, sta sulle iiv£ del piccolo Sumosch, in bei-
94 ' TRA TR A
In pianura, e a'piedi d'un monte argillo- e della regia tesoreria del gran principa»
so e assai scosceso, nel comitato diRolosh. to. Questa forte e considerevole città si

E' fornita di forti mura fiancheggiale di divide in alta e bassa: la i


.^
è eretta sopra
torri, munita d'un castello, e le sue case una collina, ove stava l'antica cittadella,
sono quasi tutte di pietra. Distante 26 le- e divisa dall'altra mediante una pianu-
ghe da Hermannsladl e 22 da Gran-Va- ra chiamata Stuedterau. Ha 3 sobliorghi
radino, è la residenza dell'autorità supre- ed è cinta da doppio da una fos- muro e
me civili e della reggenza, ed ha chiese, sa, con 3 porte. La piazza principale è va-
delle quali 5 sono de'catlolici, scuole, li- sta e regolare, ornata di bellissime statua
cei e stabilimenti diversi, varie fabbriche e fontana. Le case sono in parte di goti-
e manifatture. In essa si tenevano d'ordi- ca architettura. Gli edìfizi più ragguar-
nario gli stati della Transilvania. Questa devoli sono il palazzo Brukental con bi-
città secondo alcuni fu edificata da'sasso- blioteca di 1 5,000 volumi, le caserme, l'o-

ni, e secondo altri da'tedeschi sotto Bela spizio degli orfani, e il monastero de'rao-
111 re d'Ungheria deh 173. Papa Grego- naci cattolici. Sonovi 3 chiese cattoliche, 4
rio XllI per promuovere la religione cat- luterane, una riformata, l'ospedale mili-
tolica nella Transilvania, fondò in Clau- tare, la gran caserma di correzione, e il

senburgo sua capitale un collegio per Ve- teatro. I luterani hanno un ginnasio o uni-
ducazione e istruzione scientifica ed eccle- versi là, i cattolici e i valacchi alcuni sta-
siastica de' sagri ministri. Fu invano as- bilimenti d'istruzione. Al museo naziona-
sediala nel 1601 da Stefano Datori, ma le vi è una galleria di quadri. Possiede
venne presa neh 6o3 dall'intruso nuovo fabbriche diverse, conciatoi, cartiera, ma-
principe che i turchi volevano dare alla gli pel rame, e fàbbrica di polvere da can-
Transilvania, al quale fu tolta nell'anno none. Il commercio vi è molto considera-
sles«o da Basta generale dell'imperatore bile. Questa città prese il nome di Her-
Rodolfo II. Neh 639 nelle sue vicinanze mann, capo de' sassoni, che conquistò la
segui una decisiva battaglia fra'turchi e Transilvania e fondò la città, ì sassoni so-
il principe Rakolzi , nella quale fu egli no il maggior numero de'suoi abitatori:
mortalmente ferito. Abaifi I sostenuto dai era assai piti florida quando era capitale
turchi investì questa città neh 662, e la di tutta la Transilvania. Anticamente le
prese nel 1
664 profittando della ribellio- principali città della Transilvania erano
ne della guarnigione. Prima fu capitale CibiniooHermannstadt;BrassoviaoCroa-
della Transilvania Hermannstadt, Cibi' stadt, l'antica Zarmi Zegetusa, la quale
niuniy Hermanopolis^ nel paese de'sasso- dopo la volontaria morte di Decebalo re
ni, capoluogo del comitato del suo nome di Dacia,sichiaraòVulpiaTraiana Augu-
o Szeben, situata in bella e fertile pianu- sta, e divenne la più celebre della Tran-
ra, attraversata dal Zibin che si divide in silvania; Bistriccia o Bistritz, famosa per
due rami e va a riunirsi aM' Hartbach. le miniere d'oro; Segesuar posta in emi-
E' sede d'un vescovo greco non unito, e nente colle; Colosuar o Clausenburg o
s. Stefano I re d' Ungheria quando uni Claudiopoli; Megies centro del paese,me-
questa provincia alla sua corona, vi fece morabile per la decapitazione del veneto
istituire un vescovo cattolico suff'raganeo Luigi Gritti; Zebeso o Saszebeso; ed Al-
di Colocza, il quale poi fu soppresso. E ba Giulia già residenza del principe di
inoltre residenza del governatore civile e Transilvania.situata nel declivio d'un col-
militare della Transilvania, dell'imperiai le signoreggiante spaziosa pianura. La
comandogenerale militare, d'un commis- zecca de* principi di Transilvania era in
sario reale superiore dell'università na- Nacgbania.La p ri nei pale fortezza del prin-
tionale de'sassoni, d'un unizio di finanze cipato anticamente si reputava Varadino.
TRA TR A 95
Questo gran pilncipalo si divide in comi- Dacia vetus Trajani ultra
rico divulsa:
tali, sedi e distretti così riparlili. Il Pae- Danuhium: noK^a Aureliano citraDanu»
se degli Ungheri, the contiene i comitali hiumy et haec duplex. Introdotta nella
di HunyadjZarandjKraszna,Szolnok me- Dacia la religione cristiana, si fornjòl'e-
dio, Szolnok interno, Dobuka^ RIausem- sarcaloecclesiastico di Dacia da 6 provin-
Lurg, Thoremburg, Kockelburg, Weis- cieecclesiastiche,una delle quali fola Z>tì5-

seroburg inferiore, Wisseraburg superio- eia Mediterranea, con Sardica (V.) per
re, ed distretti di Fogaras e di Kòvar.
i metropoli o Sofia, ha Transilvania di-
Il Paese degli Sztkleri, che comprende venne in seguilo successivamente posses-
le sedi di Aranyos, Neumark, Udvarhe- sione de*goti, degli unniche Attila vi con-
ly, Csik edHaromszek. Il Paese de Sas- dusse, degli alani, degli slavi, degli avari,,
soni j che contiene le sedi di Reps, Scljas- e finalmente degli ungheri; e tutti alla lo-
burg,ScI)enk,Medwiscli,Leschkirch,Her» ro volta se ne disputarono il dominio.Que*
tnannsladt, Keissmarkt, Miìblenbach sta nobile contrada per la naturale for-
Szas7.varos,ed i eCron-
distretti dlBiszlrilz comechè circonda-
tezza di sua posizione,
stadl. Altri geografi con diversi luoghi no- ta da monti altissimi inaccessibili e da ,

minati formano un altro 4-" grande di- campagne vaste ed immense, insuperabile
stretto, detto Distretto de'heni camera- quasi si renderebbe all'invasioni d'armi
lio Fiskalgider, perchè formato da varie straniere, se si volesse energicamente di-

cillà e luoghi situati eniro distretti degli i fendere. Ne' tempi antichi tale difesa fu
ungheresi e de'szekieri. Pare che nel i 853 trascurata per la divisione e discordia che
il regnante imperatore Francesco Giusep- regnò tra' suoi popoli, e fu cagione di
pe abbia data una nuova organizzazione sue deplorabili rovine. Divisa la regione
politica a questo gran principato, dividen- in comitati e con leggi particolari di li-

dolo imo circoli, co'cnpoluoghi di Her- bero reggimento, ciascuno era doQìinato
mannstadt, Cronsladl,Udva^heIy,Maros- da'giudici e conti che spesso tra loro guer-
Vasarhely, Ijislrilz,Dees,Szilagy,Somlyo, reggiarono , con grave danno del paese.
Clausenburg e Broos. E che in ogni cir- Nel oo4j se ne impadronì
I s. Stefano I re
colo vi sarebbe un nfììzio circolare, con d'Ungheria, e fu quindi governata da'vai-
un capo di circolo. Fu questa contrada vodi o principi n)andali in Transilvania
conosciuta da'romani sotto il nome di/><2- da'red'Ungheria.Papa Nicolò V nel 447 1

cia Consularis Mediterranea. Traiano commise all'arcivescovo di Strigonia[F.)


la conquistò nel io5 e vi stabilì una co- priuìate d'Ungheria la riforma dell'uno
lonia : in memoria della conquista della e dell'altro clero nella Transilvania enei-
Dacia (T .), in Doma fu eretta la colos- l'Albania. Nel seguente anno applicando-
sale mole della Co/o//;;^(/ .) Tra iana, con sì il valoroso Giovanni Unniade, vaivoda
adiacente Tempio di Traiano (V.) e fo- o principe di Transilvania e amministra-
I o omonimo. Onde ilCiacconio scrisse poi: tore del regno d'Unglierio, a fai prepara-
Historia utriusqiie belli Dacici a Tra- tivi guerreschi per liberar le provincie
jano Caesare gestii ex simulacris^ quae confinanti dal giogo de'l orchi, il Papa pei*

in Columna ejusdemRomae visnntur col- secondarlo con ardore invitò i transilva-


lecta. Sulla Dacia può vedersi il p. Far- ni e altri popoli cristiani a inlrapren'le-
la lo. Illirici sacri, l.i: Dacia aiìtiqua re la crociala col premio dell'indulgenza
olim Illyrici provincia: Trajanus Dq- plenaria a chi combattesse contro il for-
ciani ultra Dauuhium imperio liomaiio, midabile nemico. L' impresa ebl)e esito
amis-
et Illyrico adjunxit: sui) CMallieno infelice, ma Papa Calisto ili mentre tur- i

sa: Dacia Danul)ium, cjus-


noi'a cifra chi assediavano Belgrado neli4')^>, ^'^*'-

que dcscriptio: Dacia antiqua ah Illy- corseil vaivoda Giovanni, cheasaislilo dui
96 TRA TRA
pontificio legato cardinal CarvajaI, e da Giorgio, questo finciullo fu riconosci «ito
s. Giovanni da Capislruno, costi inse i tur- al SUOI." ingresso nella vita per principe
clii a precipitosa fuga a*6 agosto, giorno di Transilvania, la quale in tal modo riac-
della Trasfigurazione di Gesù Cristo quistò la sua indipendenza. Pochi giorni
(/^.), onde il Papa ne fece più celebre la dopo in Herman ustadt morì suo padre, e
festa per raemoria , ricolmando di lode io lasciò sotto la tutela della madre e la
l'io vitto vai veda diXransil Vania. Neh 5 14 reggenza di Martinusio (/"'.) vescovo di
erasi 1' Ungheria da poco liberata dalla Varadino. L'Unglieria secondo il conve-
guerra mossavi dagli uomini rusticani a' nuto dovendosi restituire a Ferdinando
nobili, e massimamente di Tranr:ilvania, 1, Elisabetta era disposta a farlo, quan-
per cui Papa Leone X pregò Sigismondo I do Martinusio vi si oppose a nome del
le di Polonia, che pacificatosi col duca di giovine principe e implorò la protezione
Moscovia,soccorresse l'Ungheria^a tale ef diSolimano il. Questi conquistò l'Unghe-
fetlo avendo mandato il suo nunzio Pi- ria e intimò alia regina di ritirarsi inTran-
sone per mettere in concordia 1 dueprin- silvania col figlio sino alla sua maggiori-
cipi. Intanto isediosi furono vinti da Gio- tà, confermando a'Martinusio la reggen-
vanni vaivodadiTransilvauia, per laqual za del solo regno. Neh 55i la regina ve-
cosa l'Ungheria potè poi resistere all'im- dendosi in procinto di soccombere con-
pelo de'turchi. Dopoché nel 15*20 i Lu- tro l'Austria, si determinòdi cedere a Fer-
terani (I .) disseminarono i loro perni- dinando I la Transilvania a nome del fi-
ciosi errori in Polonia, tosto peneirarono glio, mediante compensi, mentre Marti-
inUngheriae in Transil Vania, onde il pro- nusio ottenne il titolo di vaivoda con l'as-

testantismo e la religione cattolica domi- segno di 1 5,000 ducati; più Ferdinando


narono alternativamente nella regione. I gli ottenne la dignità cardinalizia, e l'ar-
IVeli526 il nominato Giovanni figlio di civescovato di Strigonia. Ciò saputosi da
Stefano Za polski oZapol(che l'annalista Solimano II andò sulle furie e marciò in
Piinaldi invece vuole figlio illegittimo di Ungheria. Il generale austriaco Castaldi
Mattia re d'Ungheria) vaivoda di Tran- unito a Martinusio fecero fronte al nemi-
.sil Vania, fu eletto re d'Ungheria; ma Fer- co, ma poi insospettitosi il generale, clie
dinando I d'Austria nel i 528 lo costrin- il cardinale mantenesse corrispondenza
se alla fuga, ed a ritirarsi presso Sigismon- co' turchi, lo fece assassinare, e fu sepol-
do I re di Polonia suo cognato. Ivi im- to prima in Alba Giulia e poi in Weis-
plorò e ottenne il soccorso di Solimano semburg , a lato del prode vaivoda \]ì\-
li sultano de'lurchi, col promettergli di niade. Iddio fece terminare con fine tra-
divenire suo vassallo e pagargli tributo. gica gli uccisori del cardinale. Intanto
.Solimano li rimise sul trono in Buda Gio- guerreggiando gli austriaci ed i turclii ,

vanni, continuandosi da questi la guerra i transilvani più maltrattati o meno sof-


contro Ferdinando I con alterni successi; ferenti, neli554 richiamarono da Casso-
finche nel 1 536 concluse un trattato Gio- via^ov'eransi ritirati, Elisabetta col figlio,
vanni con Ferdinando I, il quale conven- a cui Ferdinando I negava i promessi du-
ne che alla morte di Giovanni egli ricu- cati <Ii Ratibor e di Oppelen nella Slesia.
pererebbe rUngheria,e cheseGiovanni a- Tosto cojnparsi, la nobiltà del paese giu-
vessedalla sua mos;lieElisabelta di Polonia rò loro fedeltà, ed i turchi accorsi in lo-
un figlio, la Transil Vania sarebbe smem- ro difesa presero parecchie piazze della
brata dall'Ungheria ed eretta in princi- Transilvania. Narra il liernino v\Q\VIIisto-
pato a favore di quei figlio. Verilìcalo- ria di tutte VHeresie, che Dio per dare
si il caso neh 540 colla lìascila di Giovan- maggior pregio alla sua santa legge, e
ni Sj^ismoudo Zapolski, che allii dicono maggior confusione a'tedeschi ribelli alla
T R A 97
sua fede, innalzò come in callecira contro za posterità e senz'essersi ammogliato, in
gli eieliii un turco, poiché vedendo So- Alba Giulia a' 12 marzo i Sy r. Egli ebbe
limano II infetta la Transilvnnia dall'ere- la sciagura di lasciarsi infettare dall'ere-
sie degli y^r/V/«/ edegli Antitrinitari (^'^'Jt siacWSociniani (F.), che aveafitto pro-
detti pure IJnitarii (V.) ^ veleno porta- gressi inUngheria e Transilvania col fa-
tovi da Giovanni Daldrada, non meno de- vore delle turbolenze. A' 2 i maggio gli
gli errori Aq Luterani (F.) predicali da stati di Transilvania elessero per loro prin-
BnrlolomeoCorvata, disdegnando tali mu- cipe Stefano Batthori , signore possente,
tamenti di religione, per la quiete stessa prode, virtuoso, affabile e bello della per-
de'popoli e pel politico governo del prin- sona. La sua elezione fu confermata dal-
cipato, ordinò che da quella provincia tut- le due corti di Vienna e di Costantinopo-
ti gli eretici andassero lontani, proibendo li, colla condizione si riconoscesse vassal-
COI» pena capitale, che niuno della Tran- lo della i."* e tributario della -2/ Stefano
silvania osasse di professare altra religio- era già slato addetto a Ferdinando f, e
ne che l'antica del paese! Opportunatnen- combattendo per lui era stalo fallo pri-
le osservò l'annalista Spondano: Q/fO<i? ;;2ì- gione: ma la sua affezione e i suoi servigi
reris, ut rex curaui
infldclìs potioreni furono ricambiati ingratamente. Il princi-
conservationis antiquac religionis ha» pe Gio. Sigismondo l'avea tratto alla sua
hcrety quarn ipsemct catholici principes. corte e incaricato d'una missione impor-
Nel 559 mori la regina, e Gio. Sigismon-
I tante a Massimiliano II, che lo fece arre-
do suo figlio dovè difendersi non solo con- slare sotto pretesto d'aver contravvenuto
tro gli atistriaci, ma ancora contro pro- i alla tregua. Egli passò nel suo carcere 3
pri sudditi, per la violenta sedizione susci- anni, da lui impiegali a istruirsi, conver-
tata da'szekieri, cui represse con fermez- sando co'dolli nello studio della storia e
za. Nel I 563 avendo Ferdinando I ceduto nella lettura di buoni libri. Tale fu il prin-
l'Ungheria al figlio Massimiliano 11, Gio. cipe che si scelse la Transilvania. Brilla-
Sigismondo contro questi continuò la va troppo il suo merito per essere al co-
guerra e riportòsu di lui qualche vantag- perto dalla gelosia. Nel 575 Stefano fu 1

gio. I che l'aveano aiutato, diven-


tartari obbligalo a imbrandir le armi contro Be-
nero colle crudeltà da essi esercitate in quessi competitore nella sua elezione, che
Ungheria e in Transilvania novelli nemi- non potendo perdonargli la preferenza ri-
ci per lui da combattere. Nel i ^^'Ò die lo- portata, non cessava d'eccitar la Transil-
ro battaglia, nella quale 20,000 di quei vania a sollevarsi. Bequessi assediato nel
barbari furono tagliati a pezzi. Finalmen- suo castello, prese vergognosamente la fu-
te neliSyo a mediazione del re di Polo- ga, e assicurò colla sua evasione la tran-
nia si pacificò con Massimiliano li, ad in- quillità della Transilvania. Innalzato Ste-
saputa de'turchi: perciò rinunziò il titolo fano nel dello anno al trono di Polonia, nel
di re, ed assunse quello di principe sere- I 576 cede al fratello Cristoforo la Tran-
nissimo. La Transilvania interiore gli fu silvania coH'assenso degli stati; e come re
abbandonata come suo patrimonio, e si inviò a Roma ambasciatore a PapaGrego-
disse che dopo la sua morte, l' ulteriore rio X I n,per rendergli ubbidienza, il nipo*
Transilvania, di cui godrebbe dinante la te Andrea Battori(F.),c\\e poi fu creato
sua vita, ritornerebbe all'imperatore Mas- cardinale. Le infermità di Cristoforo re-
similiano li. Nell'accordo Cu pure statui- sero brevissimo e languidissimo il suo re-
to, che nel caso morisse senza posterità, gli gno; morì neh 58 1 lasciando due figli, Si-
stati di Transilvania eleggessero un prin- gismondo Battilori lì che gli successe, e
cipe che sarebbe dipendente da casa d'Au- Griselda che si maritò con Zamoski can-
stria. Gio. Sigismondo in fatti morì sea- celliere di Polonia. Eletto Sigismondo II

VOL. LXXIX. 7
98 TRA T R A
dagli sin»! di Transilvnnia per loro prin- stante precedente convegno, l'ingresso
il

cipe, ne fl'ce governatore il ciigino cardi- segu'i solenne a'25 giugno,perchècosì vigi-
nalBafthori.Nel i ^C)i appena cletlo il Pa- le Sigismondo II per mo^tiare la sua gran
pa Clemente Vili, per conciliare princi- i riverenza e divozione verso la s. Sede ed a
piBallhori nelle discordie insorte tra loro Papa Clemente Vili. Fu incontrato fuo-
da 8 mesi, e per confermare i transilva- ridella città 3 miglia dal Gìosica accom-
ni nella religione cattolica, pel servizio di pagnato da molti gentiluomini a caval-
Dio e per amore verso Sigismondo IT, pie- e giunto presso la porta tutti smonta-
lo,

no di zelo inviò per nunzio in Transil Va- rono da cavallo e il prelato dalla carroz-
nia il friulano mg/ Attilio Amalleo5dol- za, il quale dopo complimenti montò nel-

to ed eloquente, già segretario della ci- la carrozza del principe. Nella città olire
fra sotto Gregorio Xill. Giunto nel mo- il popolo accorso trovò 5oo fuiti della
nastero già de'gesuili, presso Claudiopo- guardia di sua Altezza schierati, e così fu
li,allora una delle 7 città di Transilvania, accompagnato nelle stanze deslinalegli
e preso alloggio in esso nella metà di mag- nella casa de'gesuili. Ne! giorno dell'udien-

gio, partecipò il suo arrivo a Stefano Gio- za pubblica, Stefano Ballhori qua! princi-
sica,alloramaestro di camera del principe pale personaggio della corte,accompagna-
e già stato ambasciatore in Roma. Que- lo da cavalieri a cavallo, si recò colla car-
sti fece le scuse di sua Altezza il principe rozza del principe a prendere il nunzio,
Sigismondo 11, perchè il pontifìcio invia- ilquale fu incontrato da Sigismondo If
lo dovea trattenersi in delto lììogo, non quasi al capo delle scale ed accolto con
conveniente alla dignità della s. Sede, e grande umanità, e gli oi\n la mano drit-

ciò finche fossero partiti dalla sua residen- ta che il prelato ricusò. Indi passali nel-

za d*Alba Giulia due cbiaussi mandati la gran sala d'udienra, sederono il princi-

dal gran sultano per alcune differenze di pe e ilnunzio col capo coperto, testando
confini, i quali erano ciicondalida'domi- in piedi senatori ed
i molti signori, ed i

nii ottomani. Intanto il principe lo fece il prelato pronunziò quel discorso lati-

incontrare e visitare da due suoi inviati, no che riporta il Parisi, Istruzioni per
co'quali si convenne che il nunzio avreb- la segreteria, nel t. 2, a p. 1
9 1 e seguen-
be fatto privatamente l'entrata in Alba ti; poiché a modo d'esempio e di saggio
Giulia.IIcardinalBatlhorieil fratello Ste- riportò il carteggio fra il nunzio e il Pa-
fano a' parlari del nunzio si mostrarono pa, nel cui nome rispondea il suo nipote
prontissimi di promuoveree aiutare il ne- cardinal Aldohrandini; riporta ancora la

gozio della religione cattolica, mostrando risposta che nell'ultima udienza gli diede
la slessa pietà e virtù l'altro fratello Bal- il cancelliere pel principe. Queste nozio-
dassare (meglio ziodel principe e padre di ni riescono più interessanti, se si consi-
Stefano e del cardinale), in adoperarsi per dera che l'Amalteo era il i ."ministro apo-
cosa sì santa, e non meno di contribuire stolico inviato dalla s. Sede al principe di
ancb'egli ad una sincera e piena riconci- Transilvania, per cui il prelato tutto mi-
liazione loro col principe nipote e cugino, nutamente descrisse nelle sue lettere per
dalla quale dipendeva il buon esito degli regola agli altri che potessero mandarsi
«(lari religiosi.Tali parenti di Sigismondo per nunzi nel principato; e per la stessa

II eranoincolpatid'intelligenzecon Amu- causa procurò d'essere ricevuto colla di-


rat III sultano de'lurcbi, che avea invia- gnità dovuta a un nunzio pontificio, a cui
lo i tartari in Transilvania a malmenar- il principe rese ogni onore.Mentre il nun-
la crudelmente; e di aspirare alla sovra- zio era in Transilvania accadde un fatto
nità della medesima. Giunto poi nella re- memorabile. Demetrio Ugnadino,era uno
sidenza principesca d'Alba Giulia, nono- di que'scellerati ministri, che infettarono
T R A T RA 99
la Transilv.nnia con l'eresìa nrinna, nn- qualche dubbio sulla sovranità e indipen-
novala cogli errori ile'sociniani, e che tlo- denza dellaTransilvania, esso fu tolto dal-
pò la morte del Blandralajdi Francesco la dieta tenutasi in dello anno a Presbur-
David, del l'aleologo, era rimasto solo in gOjOveneirarlicolo 3. "il principe diTran-
j^raiìdissima slinja presso quelli della sua sil Vania venne riconosciuto per Prìncipe
sella, sìper essere loro pseudo-vescovo, libero col titolo (V Illiistrissinw. Narra io
come anche per alcuna sua erudizione. Stringa biografo di Clemente Vili, che
Costui predicando nella domenica 5 luglio a sua persuasione avendo Sigismondo I!
nel lenì pio maggiore di Claudiopoli o fatta lega coll'imperatore e con lui impa-
rjausenbnrg, spiegando una profezia di rentatosi, non che sottrattosi dalla divo-

Amos nel cap. 8, dove parla della fame e zione de* turchi e preso contro di essi le

seledel Verbochedovea esser nel


di Dio, armi, e quindi fra le altre imprese con in-
popolo ebreo, l'applicava alla fame e sete finito valore vinto Sinan pascià generale
spirituale, ch'era per patire in que'lem- dell'esercitoottomano, il medesitno Cle-
pi il popolo cristiano: e in quel punto in mente Vili volle rimunerare tanto valore
cui voleadicliiarare qual fosse il Verbodi e vieppiù incoraggiarlo, con ispedirgli un
Dio, percosso d'apoplessia, cadde sopra nunzio col cappello e la spada consagrata,
il pulpito, e col vomito di molta flemma, cioè \oStoccocBcrrcltone ducalìfK.Jhii-
restò impedito della lingua in modo che nedelti , e certa somma di denaro pro-
non po*è più esprimere parola; il che si messagli per questa guerra. Veramente
puòpiamenlecredere essere stalo un par- tali onorevoli e distinte insegne furono
ticolare e giusto giudizio di Dio, il qua- presenlateal principe da mg.*^ Anguiscio-
le prevedendo, che falsamente dovea in- la. Il nunzio Alfonso P'isconti (F'.j^^va di
seguarequalfosseildivin Verbo non suo, Vienna e vescovo di Cervia, che il Car-
volle permettere, ch'egli più lungamente dellachian»ail i ."nunziodaClementeVIII
ingannasse il popolo transilvano. JNella spedito al duca di Transilvania e Valac-
mattina seguente passò infelicemente di chia, cui mollo giovò col consiglio e col-
vita, probabilmente a patir le pene meri- l'opera nella guerra contro i turchi , fu
tale pe'suoi peccati. II nunzio di Clemen- quello che portò a Sigismondo II buona
te Vili ebbe a compagno il p. Alfonso Ca- quantità d'oro: passò poi in Polonia e fu
viglia gesuita, quale die saggi e rilevan-
il nel marzo 1598 Creato cardinale. Sigi-
ti consigli a Sigismondo II, nelle sue ver- smondo II ricevè altra buona somma di

tenze co'parenli, sdegnati per essersi col- denaro e la decorazione del Toson il'oro
legato coll'imiieratore, al quale poi inviò da Filippo II re di Spagna; nel 1596 ac-
il Dipoi l'Amalteo fu insignito
religioso. compagnò Massimiliano arciduca d'Au-
del titolo d'arcivescovo d'Atene, edebbe stria nella campagna d'Ungheria, ed eb-
la nunziatura di Francia nel congresso di be la maggior parte delle sue spedizioni.
Vervins. Nelif)f)5 Sigismondo li stretto Ma l'anno dopo il timore di cader nelle
con nuova lega coll'imperatore Rodolfo li mani de'tmchi gli fece adottare il par-
contro i turchi, mercè un trattato conclu- tito di porre Ira essi e lui un inciampo che
so a*4 marzo, sconfisse il visir Sinau da- non fosse loro fucile superare. Recatosi
vanti il castello di s. Giorgio nella Schin- a Praga trattòcoirinìperaloredelloscam-
s'ouìn^ prese la piazza d'assalto, espugnò bio de'suoi stali co'sumtnentovali prin-
alcune cittàjC nel novembre successivo tor- cipali d'()[)pelen e Ratibor nella Slesia.
nò ne'suoi stati coperto di gloria e ricco Taleabdicazione vennecelebralada mol-
di bf)ttino. Sigismondo II coll'unirsi a Ro- ti come un atto d'eroismo, mentre la mag-

dolfo II non avea però dimenticato pro- i gior parte la riguardò qual elfetto del ca-
pri interessi. Se sino allora vi fosse sialo priccio edi luuistrunu pusillanimità. L'c-
loo TBA TRA
sito giuslifìcò quest'ultima opinione. Nt^l dall'imperatore per luogo del suo riliio.
I 5c)'o Sigismondo li in esecuzione di quel Poscia avendo tentalo di nuovamente
trattato si recò in Islesia nel giugno, ma sommoversi , fu arrestato e spedito pri-
tosto disgustatone ne pai ti per tornare in gioniero a Praga, ove morì nel 161 3 sen-
Transilvania, e per un nuovo tratto di z'aver avuto figli dalla sua sposa Cristi-
sua leggerezza nel iSggin vestì dellaXran- na d'Austria. Neli6o2 dunque, divenuto
silvania, col consenso degli stali adunati r imperatore Rodolfo II padrone della
in marzo, suocugino cardinal i?tìf/tort ve- Transilvania, per la delta cessione, istituì
scovo di Varroia. Questi fu taccialo di una specie di triumvirato per governare
ambizione di dominio, tuttavolla i tran* lostalo. Nel 1 6o3 i Iransilvani malconten»
silvani mostrarono contentissimi d'a-
si ti del suo governo si diedero a Mosè oMoi-
verlo per principe; e siccome pareva che ses principe de'siculi oszekleri. Questi en«
fosse seguito divorzio fra Sigismondo e trò a'9 giugno dell'anno stesso io Veis-
M." Cristina d'Austria, il cardinal ch'era semburgo, ossia Alba Giulia, che gli avea
semplicemente dell'ordine de'diaconi, in- volontariamente aperte le porte; ma nel
viò al Papa il suo segretario Tomasi per settembre susseguente fu sconfìtto da-
ottenere dispensa di sposare l'arciduches- gl'imperiali e ucciso nel combattimeulo.
sa, la quale in vece si recò a Gratz e ve* In detto anno la Transilvania fu afELìtta
stì l'abito religioso. 11 cardinale,per quan- gravemente dalla pestilenza. Nel 1 6o4Mo-
to narrai nella biografìa e per sospetto sé s' impadronì di Claudiopoli, e il ma-
d'inclinare a'turchi, non godè lungamen* gistrato per opera de'sociniani e calvini-
te del principato, 1' anno stesso
essendo distrusse da'fondamenli
sti il collegio de*
a'28 settembre stato sconfitto presso Her- gesuiti, per l'opera mirabile de'quali e-
mannstadl da Giorgio Basta generale del- rasi colla dottrina loro e zelo in Transil-
l' imperatore e da Michele vaivoda di vania accresciuta la cattolica fede. L'em-
"Valacchia, e 3 giorni dopo sorpreso dal pio Mosè fece imprigionarci gesuiti, e bar-
nemico valacconellasua fuga, mentre ri- baramente molti ne uccise, tutti oltras»-
fugiato in una spelonca recitava Icore ca- giò. Nello slesso anno la Transilvania si
noniche a lume di luna, gli fu troncata ribellò di bel nuovo e con essa una pnrle
Ja lesta da 5 va lacchi; il suo corpo fu tra- dell'Ungheria sotto la condotta di Stefa-
sportato in Alba Giulia, e poi sepolto in no Botskai nobile ungherese. A'5 dicem-
Claudiopoli in magnifico monumento. bre Stefano die battaglia al conte di Bei-
Presso il cardinale trova vasi nunzio apo- gioioso generale degl'imperiali e lo scon-
Clemente Vili, mg."^ Germano
stolico di fìsse compiutamente. Il generale imperia-
de'marchesi Malaspina vescovo di s. Se- le Basta portatosi in Claudiopoli o Clau-
vero, inviato pure in Polonia, il quale a- senburg, dal preposto de' gesuiti fece ri-

vea tentato più volte passando da un cam- benedire il duomo che iniquamente ave-
po all'altro, di pacificare guerreggianti,i no occupato gli eretici sociniani e calvi-
onde vietare 1' ulteriore spargimento di nisti,dedicandolo alla B. Vergine e a s.
sangue cristiano, senza successo per le op- Giorgio, e le loro imnìagini pose nell'al-
poste pretensioni de' contendenti. Sigi- tare maggiore. Consegnò la chiesa a'
smondo II voleva ripigliarsi di nuovo il gesuiti, e perchè vi potessero erigere un
governo della Transilvania, ma battuto collegio die loro le migliori case ch'erano
più volte e specialmente a*2 agosto 60 1 rimpetto al Fu tanto lo zelo che
tempio.
a Moitin, la rinunziò un'altra volta nel i impiegarono nella vigna del Si-
gesuiti
1602 , e si ritirò nel castello di Lobko- gnore, che dall'ottobre al Natale conver-
vitz (culla de'principidi tal nomede'du- tirono più di 4000 alla cattolica religio-
chi di Sagan) nella Ijoemia, assegnatagli ue. Per aver poi il Basta liberato Strigo-
T R A TRA IDI
lìia, Clenienle Vili gli scrisse un onore- gione alemanna nelle città del suo domi-
volissimo breve, ringraziandolo paterna- nio. Istruita la Porta 'ottomana di que-
nuMjle. Quindi Stefano Dotskai di religio- sto trattatoda Betletn o Bettleeni Ga-
De protestante nell'aprile 6o5 si fece ri-i bor che aspirava al suo posto, inviò con-
conoscere dagli slati del paese per prin- tro di lui due corpi di truppe comandati
cipe di Transilvania, e nel segnente no- l'uno da Sandar pascià, l'altro da Ogli.
Tembre fu dal sultano Acaiet I, sotto la Inseguito Batthori di piazza in piazza, e
cni protezione erasi posto, confermato in vedendosi senza espedienti, si fece dar la
quel principato, non die in quelli di Mol- morte a Vallenese da uno de'suoi soldati
davia e di Valaccbia, de'quali erasi del a'27 ottobrei6i3. Osserva il Gontin nel
pari impadronito aggiungendosi il titolo Dizionario dell' eresie^ che in Transil-
tli re. Nel 1606 col trattato concluso a* vania la religione cattolica fu quasi abo-
23 giugno tra la corte di Vienna eia Por- lita sotto Gabriele Batthori, né incomin-
la, n()t>kai si fece riconoscere dall'impe- ciò a ristabilirsi se non dopo che l'impe-
ratore per principe di Transilvania, conte ratore Leopoldo l ne acquistò il dominio.
de'Slctdi e palatino d'Ungheria; dignità Bellem-Gabor o Gabriele Betleem, nobi-
elle si perpetuerebbero nella discenden' le ungherese e calvinista, persecutore del
za maschile sino alla sua estinzione, e do- predecessore che lo avea ricolmato di be-
po di essa la Transil vania ritornerebbeal- neficenze, fu dichiarato principe di Tran-
I i«nperatore, o piuttosto alla casa d'Au- silvania a'3o ottobre da Sandar pascià,
stria. Morì Stefano a Cassovia, dicesi av- titolo che venne confermato dagli stati
gli

velenato dal suo segretario ad istigazio- raccolti ad Hermannsladt. NeliGig egli


ne de' turchi, a' 28 dicembre dell'anno si dichiarò protettore de* ribelli di Boe-
moglie Ca-
stessOjSenza lasciar prole dalla mia, e concluse con una lega. Mentre
essi

terina figlia delcontetIogarassi.A'22 feb- l'imperatore Ferdinando II era intento a


braio 1607 Sigismondo di Pelsoe Vadas soggiogare il paese,entrò Betlem nel mese
principe di Racoczi (e non Ragotski), che di settembre nell'alfa Ungheria alla testa
8Ì era distinto col suo valore nell'Unghe- d'un esercito, facendo portare davanti a
ria conìro i turchi, fu eletto a suo mal- lui uno stendardo sul quale erano e/figia-

grado in età avanzata principe di Trao- ti due cavalieri che univano le loro mani

silvania dagli stati convocati a Clauseu- e nel basso leggevasi questa divisa Con- :

burg. Dissimulò l'imperatore Rodolfo II federatìo et Concoì'dia. Non trovando


tale elezione, dovendo il principato a lui quasi ninna resistenza, egli si avanzò si-
ritornare do[)o la morte di Cotskai, giù- no a Presburgo, di cui impadronissi il 20
.sta il seguito trattato. Nel 1608 Racoczi ottobre, e si fece riconoscere a principe
die la propria abdicazione a motivo delle d' Ungheria. Vienna attendevasi già di
sue infermità, e si ritirò a'Sarrento, ove vederlo sotto le sue mura e ne tremava
mori nel 161 3 in una felice oscurità, la- per ispavento; ma la mancanza de'viveri
sciandoun figlio di nomeGiorgio,chepoi l'obbligò a retrocedere. Fermatosi a Neu-
regnò in Transilvania.Nel 1608 Gabriele hausel convocò un'assemblea degli sta-
vi

Battilori successe a Racoczi, elettovi dagli ti d'Ungheria, di Slesia e di Lusazia, nel-


staliefivorito da'lurchi. Informato che la quale fu fermato a dichiararlo re d*
l'imperatore si apparecchiava a far valere Ungheria; ma la proclamazione e V in-
i suoi diritti sulla Transilvania, lo pre- coronaraento furono ad altro tempo dif-
venne col mezzo d'una deputazione, il cui fv?riti. Il conte di Buguoi riprese Presbur-

successo fu un trattato col quale egli ve- go a' IO maggio i()2 r, e mise poi l'asse-
niva riconosciuto per vaivoda di Tran* dio a Neuhausel, ove rimase ucciso a' io
iilvauia,a condizione di ricevere guarni> luglio. Nel 1624 1*8 maggio Bcllem con-
I02 T R A TRA
eluse a Vienna co'siioi deputati un tiat* battere, se veniva eletto,i cosacchi co'qua-
lalo di pace con Ferdinando li, mercè il li i polacchi erano in guerra, o con cnsi u-
quale fu riconosciuto principe di Tran- nirsi se rigettalo. Questa alternativa pro-
siIvania,rinunciaiidoal litolodire d'Un- posta con indecenza lo fece esci udere.IVIori
gheria, ed ottenne i ducali d'Oppeleu e nello stesso anno a'24 ottobre, dopo es-
di Ratibor nella Slesia. Nel i
629 senten- sere stato ammogliato due volte, la ."con i

do che Gustavo II Adolfo re di Svezia si Sofia figlia di Stefano Betleem, da cui eb-
apparecchiava a penetrare in Germania, be Giorgio li Pvacoczi che gli succese; la
egli fece preparativi per entrare in Un- 2..^ Susanna Lorentza che gli
volta con
gheria. Ma un'idropisia sopravvenutagli die Sigismondo poi duca di Monlegatz.
ftce svanire il progetto, e ne morì nel no- Questo principe morendolasciò suoi sla- i

vembre dell'anno stesso. Nel testamento ti accresciuti dalle due Valacchie da lui

legòall'imperalore Ferdinando II un ca- conquistate, e grandi ricchezze, che alla


vallo di gran prezzoe riccamente bardato, smodata ambizione del suo successore
oltre 40,000 ducali; simile legato fece ni porsero mezzo di scialacquare in pura per-
re d'Ungheria Ferdinando li figlio del- dita, Nello slesso ottobre 1648 Giorgio II

riu)peratore, ed anche al sultano A mu- fu eletto successore al padre. Nel i 655 la


rai IV. La bizzarria di questo testamento Polonia si vide immersa in grave coster-
nonismenlì punto la condotta tenuta dal nazione per essere stato il re Gio. Casi-
vaivoda nell'amministrazione de* propri miro respinto sino alla frontiera da al-
affari, unendo a grandi qualità un po' di cuni polacchi che aveano chiamato a lo-
follia. Sua moglie Caterina di Brajidebur- ro soccorso il redi Svezia. Racoczi reputò
gOjda cui non ebbe figli, gli sopravvisse, favorevole l'occasione per farsi egli slesso
eresse la Transilvaniasinoalla tenuta de- liconoscere a re di Polonia; e nel 1657
gli stali. Questi nel i63o elessero a Va- entrò in questo regno per congiungere le

radino Stefano Betleem prossimo parente sue armate con quelle degli svedesi. Scon-
del defunto, indi neli63i ne rivocarono fitto nel luglio da'polacchi e dagl'impe-
acclamarono Giorgio Racoczi
l'elezione e riali, dovè tornare ne'suoi stali con 3o do-
l volgarmente detloRagotzi, figlio del sud- niestici, infelice avanzo di iS o 3o,ooo
detto Sigismondo. Determinato di farsi uoiriini, dopo aver subito la legge da'vin-
indipendente, egli non corteggiò né l'im- citori.ll sultano Maometto IV, sdegnalo
peratore né il sultano, e si collegò cogli di tale invasione, ordinò a'transilvani di
svedesijCo'quali saccheggiò la Polonia; ed daigli un successore. Giorgio 11 finse di
i protestanti d'Ungheria trovarono in lui dinietlersi dal principato a' 12 ottobre
un ardente difensore. Nel 636 attaccato 1 i658, per evitare una deposizione for-
da'turchi protettori della casa di Betleem male. Gli stali a lui sostituirono il conte
cui egli maltrattava, R.acoczi tenne lor Redei, ma Giorgio 11 poco dopo locac-
fronte e vigorosamente li respinse. Nel elo. Indi entrò in negoziazioni per porre
1644 f^*'® ""^ diversione alle forze la Transilvania sotto la protezione del-
P^'*
di casa d'Austria impiegate in Germania l' imperatore Leopoldo 1, ed essendovi
contro gli svedesi, piombò suH'aha Un- riuscito, gl'imperiali egli ungheresi in fol-

gheria, devastò molte borgate o villaggi, la si scliierarono sotto i suoi vessilli, fi-

prese d'assalto Cassovia nel maizo e pa- gli n)arciòcon essi contro il pascià di Ba-
recchie altre piazze, fitìchè nel 164^8! pa- da ch'erasi posto in campagna con nuiìie-
cificò coir imperatore Ferdinando 111 a roso esercito, e lo sbaragliò presso A rad.
coudizioni assai vantaggiose. Nel 1 64^ a- Intanto il granvisir avanzava^! con altra
spirò alla corona di l'olonja, e si presentò armata di 100,000 uou^iiu. Gli stali di
nel regno gou 3o,ooo uomini per coui* Trausilvauia speduongli una deputazio-
TRA TR A io3
ne per disapprovar la coiulolla del loro suo principato, ma acconsenti an-
stilulil

principe, lìgli giunse sui luoghi, depose cora che gli succedesse suo figlio, e accor-
Giorgio n e nominò a sua vece Acasio dò a' transilvani alcune condizioni che
Ijarczai. Giorgio 11 rientrò inXransilvania lusingavano il loro orgoglio T 8 mag-
dopo parlilo il visir e fece nuovi lenlalivi gio. Da
quest'epoca Abafli I visse tran-
per riacquistare i suoi siali, morendo a quillamente sino alla sua morte accaduta
Varadino a'iG giugno 1660 dalle ferite nell'aprile 1690, e gli successe nel maggio
riportate nella battaglia condjatlula tra il figlio Michele Abaffi li, nato dalla mo-
(iuile e Coloswar contro i turchi : altri glie Anna Bomemiern, sotto tutori da-
Indicono ucciso avanti Clausenburg. Eb- tigli dall'imperatore a motivo di sua mi-
be da Sofia Ballhori sua sposa Francesco norennità. 1 turchi dal loro canto nomi-
che entrò a parte delle turbolenze d'Un- narono a quel principato il conte Eme-
gheria,il quale ebbe da Elena sua moglie rico Tekeli già ricordato, che vi si recò
Francesco-Leopoldo e Giulia Elena si : olla testa di 24,000 uomini. Dopo aver
rimaritò con Emerico Tekeli capo de' conquistato parecchie piazze fu obbligato
malcontenti d'Ungeria. Nel 1660 gli suc- di restituirle l'anno stesso, e di sgombra-
cesseli suo generale KemeniJanoso Gio- re dal paese; allora egli si ritirò a Costan-
vanni Kemin, eletto dagli stali convocati tinopoli, morendo Nicomedia
poi presso
a Bistricz, in cui Acasio Barczai gli ce- nella religione cattolica. Nel i694Abafll li
de i suoi diritti al principato mediante S[)e(lilo alla corte di Vienna fu coslrello

pensione, ma poco dopo liemeui lo fece di cedere isuoi stali all'imperatore Leo-
morire per sospetti che volesse tradirlo. poldo I, mediante una pensione di 1 2,000
Postosi Remeni sotto la protezione im- fiorini e il titolo di principe dell'impero:
periale, i turchi lo deposero neh 661, e la pace di Carlowilz, de'2 5 gennaio 1 699,
nominarono in sua vece nel 166*2 Michele^ fra l'Austria e la Turchia, consolidò tale

A balli I, che preso in guerra da' tartari transazione; e l'imperatore Carlo VI nel
era stalo loro schiavo. Remeni morì il 1 1713 riunì la Transilvauia all'Ungheria.
febbraio nella battaglia contro il couìpe- Da qiiest* epoca la Transilvauia rimase
lilore,chedivenne pacifico possessore del- definitivamente sotto la potenza di casa
la Transilvauia. Nel 1 664 <^"P^
^^^^' s^'" d'Austria a malgrado degli sforzi flittida*
vi lo sino allora i turchi in Ungheria, si malcontenti posteriormenle per liberar-
fece comprendere nella tregua di 20 an- sene. Abaill il morì a Vienna neh 718,
ni conclusa a Temeswar tra l'imperato- ed pure cessò di vivere la sua sposa
ivi

re e la Porla. Egli fu riconosciuto da lo- Caterina Belleem. Il ricordato France-


ro a vaivoda di Transilvauia colla rati- sco figlio di Giorgio II Racoczi, lasciò
fica degli antichi limili, leggi e privilegi il figlio Francesco Leopoldo, che si tro-
della provincia. Ma la suaittcliiiazionefu vò ravvolto nelle turbolenze d* Unghe-
8em[)re pe'lurchi, e i malcontenti d'Un- ria, quando sua madre Elena rimarita-
gheria trovarono sovente presso di lui soc- tasi col Tekeli viiilmente le sostenne; ma
corro e asilo. Nel 1687 essendo Carlo IV obbligata dagl' imperiali a cedere il ca-
duca di Lorena [)enelralu nella Traudii- stello diMunkats, dopo lunga difesa, fu
Vania, la sottomise senza devastarla. Al condotta a Vienna colla figlia Giulia, e
suo avvicinarsi AbaHì I era fuggito, e co- rilegate nel monastero delle orsoline ;

stei nato per la pei dita de'suoi slati, si gel iiienlre suo figlio fu tradotto in Praga e
lo a'piedi deiriuiperalorc e gli riuscì pie- dato in educazione u* gesuiti. Nel i()<)3
garlo nel [nomellergli di servirlo ledei Francesco Leopoldo Uucoczi lasciò i suoi
utente e di troncare ogni intelligenza col precettori, viaggiò in Italia e nel 1694
turco. L'impeiatorcnouboldmcnlc gli rc- ^[^osò a Colonia la principessa Callotta
io4 TRA TK A
Amalia figlia di Carlo landgravio d'As- slellodi Trenskin. Papa Clemente XI ter-
«ia-Piliinfeid. La corte di Vienna non vi- minò rovinare Racoczi nel 1709, col
di

de con soddisfazione questa unione, ed di vieto da lui fallo al clero di Trausilva-

ìnemici di Racoczi ne aumentarono la nia di non riconoscere altro sovrano che


diOidenza, facendolo credere autore del- il solo imperatore. Avendo la nobiltà cat-
la insurrezione degli ungheri e de* Iran- tolica seguito l'esempio del clero, Racoczi

silvani, onde fu arrestalo nel 1701 nel lasciò bruscanjente il suo esercito a'afeb*
suocastellodi Saaros d'ordine di Leopol- braio 7 1 i o,passòinPolonia,indi inRussia.
do I e condotto a Neusladl; ma venen- Durante la sua assenza Karoli generale
dogli fatto di evadere, fuggi in Polonia, de'confederali e alcuni de' loro deputati
ove si unì col conte Beresini coH'inteu- segnarono a Rarol un trattalo di pace
dimento di redimer se slessi e lorocom- i conforme a'desiderii di casa d'Austria. Ra-
patriolti dal dominio austriaco.Frattanto coczi giunse in Francia oeli7i2 e vi fa
Ja dieta d'agostoi yoS, tenutasi a Weis- accolto con amore da Luigi XIV, nella
semburgoo Alba Giulia, elesse llacoczi a cui coite lo resero accetto le sue nobili
principe sovranodi Transilvania.Ed egli maniere. Ma mentre ricercava l'amicizia
nel seg.uente settembre ne convocò altra, de'grandi, pensava con piìidi lode di ren-
in cui perla 2." volta fu acclanjalo prin- dersi accetto a Dio colle frequenti sue vi-
cipe di Transilvania, duca e capo di tutta site pressoi camaldolesi di Grosboisa 4 le-
l'Ungheria e padre della patria. Per so- ghe da Parigi. Finalaiente ivi fissò la sua
«tener questi titoli, egli non ebbe in prin- dimora nel 1710 do[)0 la morte di Luigi
cipio che 5oo fanti e 5o cavalieri. Ma to- XIV. Nel 17 17 perisperanze fattegli con-
sto in 3 anni gli riuscì di formare un e- cepire dalla Porta, contro il parere dello
sercilo di 75,000 combullenti, e co' ra- czar e del reggente di Francia, si recò in
pidi successi ottenuti, portò il terrore si- Adrianopoli. Al suo giungere in Turchia
no alle porte di Vienna. Petrattali con- non erano piùgl'islessi gl'interessi del sul-
clusi con Giorgio 1 liacoczi la Francia
,
tano; la Porta non vide più in lui che avea
avea garantiloil manteuimenlodi sua ca- chiamalo che un amico di poco momento
sa nel principato dì Trausilvania nel ca- e un ospite a proprio carico. Per cui e-
so di elezione.Francesco a vendo ricordalo gli sollecitò il permesso di tornare in Fran-

a questa corte le prese obbligazioni, col cia, ma vi si oppose il reggente; nondi-

DOtificargli la sua elezione, fu da Luigi meno vi fu accolta la principessa sua sposa,


XIV ordinalo al marchese d'AlIeurs di che morta nel 1722 fu sepolta presso le
riconoscerlo a piSncipe di Trausilvania, carmelitane scalze di i^arigi. Racoczi ab-
ove i confederali rinunciassero formaU bandonato dagli uomini saviamente ri-

mente dominio di casa d' Austria. La


al volse tutti i suoi pensieri a Dio, e si die
condizione fu adempita nel marzoi707 interamente alla penitenza. Nel suo riti-

dagli stati d'Onod. iXel l'ottobre, essendo ro compose le sue Memorie stampate nel
stato balzato dal trono Augusto II re di 1 7 39, in mezzo alle rivoluzioni d'Unghe-
Polo»)ia, polacchi ad istigazione di Pie-
i ria. Il suo testamento politico e morale,
tro I il Grande czar di Russia, voleva- stampato
altro flutto di sua solitudine, fu
no collocarvi il principe di Trausilvania, poi nel I 731. Inoltre medi- scrisse diverse
Ma R.acoczi ricusò tale onore incompa- tazioni e soliloqui, un commentario sul
tibile cogl'impegni da lui presi colla pa- Pentateuco, e le sue confessioni sul mo-
tria. Tra'suoi primari uiìiziali egli avea dello di quelle di s. Agostino. Morì nel
de'traditorijde'quali il piii pericoloso era 1735 in Rodoslo nella Piomania, dicesi
Ladislao Oclai, che fu causa della totale con edificazione, ed il suo cuore fu tra-
àcoufiUa riportala nel 1708 presso ilca» sferito presso i camaldolesi di Grosbois, i
T R A TRA 105
suol figli Giuseppe, Giorgio e Carlotta Il vescovato di Transilvania prende
non ehijero prole. Nel 1763 rimperalri* dal gran principato il suo nome. Dicesi

ceM.' Teresa regina ti' t/^//g"/tenV7, eresse pure di J^Vcissemhurgo dalla diocesi nel
la Transiivauia in gran principato indi- quale si estende. Due sono comitati di i

pendente governalo da una reggenza.


,
Weissemburg, inferiore l'uno, superiore
Questa si compose del governatore gene- l 'altro. 1 1 IVeisscnihurg inferiore oCarls-
rale come presidente, di i 2 consiglieri re- hurg o Karlshurg o Alba inferiore^ co-
ferendari, di I
4 segretari. Venne quindi mitato di Transiivauia, paese degli un-
considerala la Trausilvania in parte mi- gheri, è coperto da'Carpazi e dalle loro
litare e in parte civile: la i." costituita da* ratnificazioni. Dividesi in due circoli, su-
Confini Militari, di cui parlai a Segna, periore e inferiore, il i. "contiene le mar-
ossia fionliere fia'terrilorii austriaci e ot- che d'Alvincz, CarUburg, Migyar-Igen,
tomani, suddivisi in 5 generalati, il 5.° Kis-Enyed, Olfen-Ranya, Zalulhna; il 2.**
de'quali si chiama de'confìni transilvani; abbraccia le marche di Balasfalva, s. Be-

la 2.* costituita nel territorio civile go- nedek, Csombord, Nagy-Enyed, Maros-
verno suddiviso ne'suddescritli grandi di- Ujvar, Strasburgo. Gli abitanti sono cir-
slrellio paesi. Perciò, più che prima la ca 90,000, ed il capoluogo è Carlsburg.
Trausilvania segui le vicende politiche 11 IKeissenihurg superiore o Alba su-
dell' UngIicr{a(P".). N e m e m o ra b
1 i 1 e 1848 periore^ comi tato dellaTransd va uia, pae-
rÌD)peralore d'Austria Ferdinando I ap- se degli ungheri, è osservabile pel modo
provò la fusione della Trausilvania con ond'è appczzato, componendosi di gran
l'Ungheria. Nell'ultima deplorabile rivo- numero di ritagli di terreno separati gli
lozione, la Transilvania pianse 4834 vit- uni dagli altri, e di pezzi incastrati ne'pae-
time, non compresi i caduti sul campo di si de'sassoni e degli szekieri; è il risulta-
battaglia ; cioè, secondo la nazionalità, mento delle guerre ch'ebbero traesse per
442 ^rumeni, 65 magiari, 232 sassoni
1 e lungo tempo le nazioni sassone e unghe-
72 di varie altre nazioni; secondo la pro- rese. Vi si trova il borgo Fiirslenburg e
fessione religiosa, 20o5 greci non uniti, 65 villaggi ripartiti in 5 marche, Bolya,
236 1 greci uniti, 3o altri cattolici,! 6 «se- Biirkòs, Palos, Peselnek e Reten. Gli a-
dicenti riformati, 287 evangelici. Per sen- bitantisommano a quasi 4o, eoo. La resi-
tenza dell'autorità rivoluzionarie e de* denza del vescovo è'mKarlsbnrgoCarls-
giudizi slataiii furono giustiziati 743 in- bourg o Alba Giulia, o Alba Caroli-
dividui; negli atlacchi ostili fitti contro ìia, Alba Juliay città reale, capoluogo del
singoli luoghi per parie degl* insorgenti comitato di Weissemburg inferiore e del-
magiari verniero impiccati 28 individui, la marca del suo nome, distante più di

fucilati 706, ed ammazzati in vari altri 12 miglia da Ilermannstadt, e a 7 da 1

modi 2879 tianiiilvaui. Ecco in parte il Clausenburg, posta su d' una euìinenza
risultato delle rivoluzioni. A'pochi cenni in ameno e gradevole prospetto, sulla ri-
riportati sulla Transilvania ponno sup- va destra del Maros, che vi riceve l'Om-
plm-",Ciìnloi\o^Co/ii/ìicntarii della guer- poly. L'ultima proposizione concistoriale
ra (li Traiisihaiiiay Venezia pel Giolito la dice edificata salubri potitur coelo,
1566. Ciro Spontoni, Ilistoria della 1800 eontinet doniosy atipie 5,6oo coni-
TraiisiL'unia ^ Venezia i638. Benco , pleetilur incolas , ipiorwn media pars
Transilvania^ sive niagnus Transilva- tantum catholicani religioneniproflten*
niae principaliiSf Vind()bonaei778. iSe- tur; onmes vero serenìssimo Austria Ini'
stini, Viaggio seienli/ico anlìquario per peratorisj qua Magno Transilvaniae
la Valneelddy Transilvania ec, Firen- Principi in temporalihusoìitemperaut, Si
ze i8i5. divide in ducpurli|lu città propiiauiuuie
io6 TRA TR A
delta, eia fortezza situata sopra una col- ritarda la soppressione al secolo XVI e mi
lina. Tra* principali eciifiz,i è l'antica cat- pare più probabile. Dappoiché dissi nella
tedrale, di elegante gotica struttura, de- biografìa del cardinal Gabriele Rango-
dicata a s. ]VIicli(de Arcangelo, ristaurala ni,che Mattia re d'Ungheria lo nominò
a'noslri giorni. Vi è il batlisterio e la cu- vescovo d'Alba nella Transilvania, tra-
ra d'anime, atrnninistrata dal canonico sferendolo poi ad Agria.'ed a sua istanza
parroco, qui et pociiittritiario inuncre Sisto IV nel 1477 lo creò cardinale; ed
J'uugitur, Il capitolo si compone di 4<^li- a Trau parlo dell'illustre traurino Gio-
gnità, la 1/ delle quali è il preposto mag- vanni vSlalileo che funse diverse legazioni
giore, di 6 canonici comprese le preben- anche a Paolo III, e fu vescovo di Tran-
de del teologo e del penitenziere, di al- silvania. Ptistabilito da Papa Innocenzo
tri 6 preti e chierici addetti al servizio XII per le istanze dell'imperatore Leo-
divino. Contiene la cattedrale i sepolcri poldo I, benemerito della religione catto-
della famiglia degli Hunyadi o Unnia- licain Transilvania, ne fu probabilmente
di. Non oìolfo distante da essa è l'episco- suor." vescovo Giorgio Martonsi, poiché
pio, palazzo an)pio e comodo, che rovi- lo trovo nominato nella bolla del 1721
nato per le vicende politiche, fu notabil- per Fogaras, Episcopi latini Transyl-
mente restaurato. Non vi sonoallre chiese vanensisj bensì le Notizie di Roma re-
parrocchiali, e nella chiesa de'Battori vi gistrano seguenti vescovi. Neh
i 742 Fran-
è un superbo mausoleo innalzato dal re cesco Klobusiezki di Agria, traslato dal
di (pieslonome in onore di suo fratello. titolo iti partibus di Nemesi. Nel 749 Si- i

Vi è im convento di religiosi, l'ospedale, gismondo Antonio Sztoyka de Szala e


il seminario cogli allumi, il ginnasio cat- Rrichfalva , di Szigelh diocesi d' Agria.
tolico, un tempio calvinista e altro lute- Nel I759 Giuseppe de'contiZ?<r/7^/if<^//, di
rano, una chiesa pe'greci-uniti cattolici, Vienna, neh 760 trasferito a Colocza e
una pe'greci non uniti o scismatici, due Bachia, nel 776 a Strigonia, ove ne par-
i

sinagoghe pegli ebiei, uno stabilimento lai, indi cardinale. Neh 76 [Giuseppe An-

per la prepar;izione del uiercurio, una ni- tonio Bastay delle scuole pie di Minz tlio-

triera, ed una fabbrica di polvere dacan- cesi diNitria. Neh 778 d. Pio Manzad(H*
none. II commercio non è del tutto inat- barnabita di Vienna, traslato da Segna,
tivo, e novera circa i3,ooo abitanti. Già Neh 775 Ladislao de conti Rollonitz di
colonia romana Apuleiisis^ ereditò il suo Vienna. Neh 781 Ignazio de Batthyan di
nome di Alba Julia, da Giulia Augusta Reinethujvar diocesi di Già varino. Que-
madre dell'mìperaloreMarc'Aurelio, che sto dolio prelato è autore di varie ope-
ne posele fondamenta, e quello di Alba re, comedelle Lcges EcclesiasticacHiuf

Carolina dall'unperaloreCarlo V d'Au- 1 gariac et Provinciariun ad/iexarum ,


stria che la restaurò, e fu piue per lui Hermanstadt 1786. Essa non solo sup-
che dicesi Carlsburg o Karlsburg. Dice plisce a tuttociò che manca nella colle-
il Mi reo, Notitia Episcopatuiuiiy che fu zione de'concilii pubblicata dal p. Carlo
eretta in sede vescovile, e dichiarata suf- Peterlìi, che raccolse sinodi celebrati nel i

fraganea della metropoli di Colocza e lo regno d'Ungheria sino da s. Stefano suo I

è tuttora; ed altrettanto riferisce lo Sta- i."re, ma di piìi è una completa istoria


del, nella Gcographiac Ecclcsiasticae, pramuìalica della legislazione ecclesiasti-
Si ha da Commaiiville, Hist. de Ics E- ca, la quale viene illustrata in singoiar
vcschcz^ che il vescovato ebbe origine nel modo nella preliminare dissertazione. De
secolo XI, che la regina Elisabetta sop- Synodis Vngariae. Ne danno cotitezza
presse nelj45o per profittare di sue ren- V Effemeridi letterarie di Roma del 1787
dile pel proprio sosteittumealo; ma poi a p. 1 99, Del medesimo vescovo ragiona il
TRA TRA 107
Cinrìinlc ecclesiastico di nonia,t.ciyp. dipendono dal vescovo ialino di Transil-
i33, degli scrini e degli (illi: S. Gcrdr- vania. Essi principahuente abitano inSza-
di episcopi Cluinadieiisis scripta, et A- mos-Vjvar, abitata da circa 5,ooo indi-
cta haclenus inedita^ cura serie Episco- vidui (juando seguì la conversione degli
:

por imi Chanadieiisiiim. Opera et studio armeni scismalici non vi erano che 5oo
lionata comitis de BattUyan Episcopi famiglie armene; altre città in cui sono
Transili'aiiiae,k\ho Carolina i 7C)4- ^^^ più numerosi è Elisabeltopoli, ed Arrae-
i8oo Giuseppe Mai lorollì di Tiansilva- nierstadt città libera e reale quasi inte-
iiia stessa. Nel 8 i6 Alessandro Rudnay
i ramente abitata da' medesimi. Circa il
(E,^ di s. Croce diocesi di Strigonia^ca- 171 3 gli armeni della Transilvania per
lìonico di quella metropolitana e poi ar- opera del vescovo latino furono riuniti
civescovo di essa e cardinale. Nel 1820 I- alla chiesa romana,insiemea o sacerdoti. i

gnazioile'liberi baroni Szepesy deNegyes Neh 741 fecero istanza alla s. Sede per
di Agiia, indi trnslalo a Cinque Chiese. avere un vescovo di loro rito, ma non fu-
Nel 1828 Nicola Rovalz de Csil-Tusnad rono esauditi, temendosi di aprire la stra-
della diocesi di Transilvania, già parro- da con tal concessione di ritornare allo
co lodato e canonico di Varadino pruden- scisma. 11 parroco di Elisabeltopoli nel
te e dotto; mon a' 5 ottobre 1802 in se-
1 1707 ebbe la facoltà di confessare i la-
guito di luarajJnio senile d'84 anni, uìu- lini e di assolverli colla forinola latina.

nilo di lutti i confolli della religione. Non Gli armeni di Elisabeltopoli celebrava-
vacò la Papa Pio IX nel
sede, poicliè il no già secondo l'uso Ialino 3 messe nel
concistoro de' 5 del precedente marzo a-
1 Natale del Signore servendosi del messa-
vea dichiarato mg. Lodovico Haynald di "^
Volle il Papa Clemente XI li nel
le latino,

Szecseny arcidiocesidi Strigonia,già coo- 1762 tollerata questa consuetudine sino


peratore della parrocchia di s. Leopoldo a nuova disposizione. Nella Transilvania
di Pesi edeil.iB.Verginedi Budaar,predi- eravi una missione apostolica alììdata a'
calore sagro, professore di teologia, segre- minori osservanti riformali, della <piale
tario dell'arcivescovo diStrigonia e di esso era prefl-tto il provinciale prò tempore.
cancelliere vicariale edirellore della can- Questi religiosi erano autorizzati ad ave-
celleria, cappellano aulico cesareo-regio, re una stamperia, e di esercitarla perse
per le sue virtù vescovo d'Iibron in par' slessi con alcune condizioni, una delle
liliUSy e coadiutore con futura successio- qualigli obbligava di mandare a Moina o-

ne del vescovato di Transilvania o Weis- gnianno il catalogo de'libri impressi, che


senburg e divenne ellellivo nel giorno
, doveano sempre riguardare il vantaggio
ilellamorte del suopredecessore,ed è l'at- della religione. In Kanli la congregazio-
tuale pastore. Ogni nuovo vescovo è tassa- ne propaganda fide mantiene il mae-
di
to ne'llbri della camera apostolica in (io- stro di scuola sino dal 1672, coll'annuale
rini 1 5oo, ascendendo le rendite a 8,000 1 onorario di scudi 5o. La pietà tlell* im-
fiorini circa alicpiihus oiiei-ibiis graduili. peratore Carlo VI, per provvedere al be-
La diocesi è ampia, contiene molli luo- ne spirituale de' greci valacrhi Tran- di
ghi , et catholicornni niillid, \\\ questo silvania, nel 73G ordinò, che lo camera
i

gran piincipalo ereditario dell* augusta della provincia pagasse annualmente scu-
casa d'Austria, la religione cattolica è la di 432 per mantenere 3 alunni in Ro-
dominante, e gli scismatici e gli eretici ma nel Collegio Urbano di propagati^
vi sono tollerati: da una slafistiea potei da fidi .,
ciò che confermò il Papa. III.**

1ilcvarc che la maggior parie degli .d»i- alunno fu Aaron poi vescovo Eogaras. (.li

lanti (h Transilvania sono Jiallolici. Tra' A (piesto vescovo poi dall.i congregazio-
lallolici vi sono pure degli iuujcnijc lutti ne di propaganda furono assegnali dei
io8 TRA TRA
fondi educare 20 giovani in provin-
pei- silvania, ossia greci-uniti, era Fogaras ,

ci:i, e pagare la tassa slabilila pe'3 aliui- ora elevato ad arcivescovato, risiedendo
i)idi propaganda. Innanzi di parlare delia il vescovo greco cattolico nella città o-
Duova provincia ecclesiastica di rito gre- monima ed estendendosi la sua giurisdi-
co cattolico di lecente istituita in Tran- zione a tutta la provincia ossia a! prin-
silvania, conviene che io dica come Iro- cipato di Trausilvania. Il vescovato fu e-
vavasi la religione riguardo a*greci, e ag- retto per le istanze dell'imperatore Carlo
giunga qualci»e altra notizia su Fogaras VI dal Papa Clemente XI, ma per la sua
(/.).della quale riparlai a Grecia, come- morte ne pubblicò la disposizione il suc-
greco unito alla s. Sede, e da
cliè di rito cessore Innocen^oXIlI colla bolla Ratio-
ultimo eretta in metropolitana. Fogaras ni congruità de' 17 giugno 1721, Bull.
è capoluogo altresì del ilistretto del suo Pont, de Prop.fide, Appendixt. 2, p. 3,
nome, contiene più di 26,000 abitanti, graeci-ritus ,\iQ s^VQcÀ, ruteni, valacchi,ra-
principalmente valacchi, ungheresi esas- sciani e altri che seguitavano questo rito
soiii, gieci della Trausilvania altri so-
I e dimoratiti nella Trausilvania, iqualifu-
no catlolici, altri scismatici. Sotto l'im- rono perciò separati e sottratti dalla giu-
pero di M." Teresa abbracciarono l'unio- risdizione ecclesiastica di altri ordinari,
ne latina diretti da un tal Teofilo loro ve- e sottomessi quindi a quella del vescovo
scovo. Si conservaronocattolici anche sot- del loro rito di Fogaras; dichiarandosi
to Atanasio successore di Teofìlo. Ma cattedrale la chiesa in tal città dedicata
poi da'sassoni luterani introdotto un mo- a Dio e sotto l'invocazione di s. Wicola,
iwico ruteno, diesi spacciava per profeta, con capitolo, assegnandosi per mensa al
ritornarono alio scisma, e da quel tem- vescovo 38o4fiorini, corrispondenti a cir-
po (ino al 1829 non si trattò più di unio- ca i5oo scudi romani; dotazione che as-
ne. Fu allora riordinata alquanto la cosa segnata dal mentovato imperatore, a lui
dal p. Ciocchino Pedrelli passionista,ma e successori fu dalla s. Sede conferito il
non si conosce la (ine. Le loro parrocchie privilegio della nomina de' vescovi. Però
erano circa 1000, il vescovo scismatico ri- fu stabilito che nella vacanza della sede
siede in Ilernjannstadt, e dipende dal si- di Fogaras, si adunasse il clero e scegliesse
mile metropolita di Carlovvitz città della i soggetti degni pel vescovato per voti,
Schìavonìa, Come in Carlowitz si usa la e quindi li raccomandasse all'imperatore
lingua slava o illirica, ed i rituali stam- secondo meriti deVnedesimi,
i il quale uno
pati in Pietroburgo, e perciò quelli sci- ne presentasse al Papa per la canonica i-

smatici sono di rito ruteno, così anche slituzione;e perii penultimo vescovo 2 12
questi di Trausilvania seguono il mede- furono gli elettori ecclesiastici. 11 vesco-
simo rito. [ preti scismatici di Transilr vo e la sede furono dichiarati suiTraga-
Vania erano persuasi, che difendevano nei di Strigonia. Ecco il novero de'suoi
una pessima causa; bramavano la con- vescovi che ricavo dalle Notìzie di Ro-
versione del vescovo, anche per fine se- ma. Nel 173© d. Gio.InnocenzoKlajaba-
condario, per ottenere cioè la protezio- siliano,nato in Transilvania. Nel 1753 d.
ne della .cattolica casa regnante. Presso Pietro Paolo Aaron basiliano, nato in Di-
questi scismatici è comune la simonia e stra diocesi di Fogaras^già alunno di pro-
le tasse esorbitanti. Il sapere alquanto pagandaj^Jj. Nel 1 765 d. Atanasio Red-
leggere basta tra loro per ascendere al nik di Szigert.Nel 1773 d. Gregorio Ma-
sacerdozio. Chi desidera qualche tintura jor basiliano di Szauka diocesi di Trau-
di scienza frequenta le scuole cattoliche, silvania. Nel 1783 Giovanni Baab d'Or-
al che non oppone l'ordinario scisma-
si manes diocesi di Fogaras. Dopo lunghis-
lieo. 11 vescovato de'grcci cattolici inTran- simo vescovato e per sua morte, Grego-
TR \ TUA 109
rio XVI nel concisloro cìe'K^opriIer833 non ci è ora bisogno di spiegnrvelo lun-
preconizzò vescovo di Fogaras, di rito gamente, venerabili fratelli, siccome cosa
gieco-unilo nella Transilvaiiia, nig.'Gio- che è a voi ben nota e provala dalla sto-
vanni Letneny di Deziner diocesi di Fo- ria con innumerabili documenti. Or vo-
garas, parroco per molti anni, e canoni- lendo noi emulare que'celebri esempi di
co della cattedrale, già vicario capitola- paterna sollecitudine, già fin dall'anno 2.°
re della medesima. Per sua libera rinun- del nostro pontificalo scrivemmo a lutti
zia fatta nelle mani del Papa Pio IX, que- gli orientali lettere apostoliche, colle qua-
sti nel concistoro de' 1 7 febbraio 1 85 1 di- li caldamente ed amorosamente gli esor-
chiarò vescovo di Fogaras mg/ Alessan- tavamo a voler ritornare alla comunione
dro Sleika Snlutz di Rerpenyes di A- , di questa s. Seóe, e restarle fermamente
brudbanya diocesi di Fogaras, già alun- La necessità della quale riunione noi
uniti.
no di quel seminario, cappellano e arci- dimostrammo con gravissimi argomen-
diacono o assessore del concistoro di Fo- ti splendidi della luce della verità, chec-
garas, e poi vicario foraneo dìSylvaniae, che abbiano osato allegar contro parec-
parroco di Szilagy-Samlyo; lodandolo chi vescovi scismatici in un certo loro
per dottrina, morale, prudenza e perizia scritto, nel quale versarono quel loro vec-
delle cose ecclesiastiche. chio ed astioso veleno contro la Sede a-
Nuo\'a arcidiocesi e provìncia ecclesìa' postolica. 11 quale scritto, per convin-
stira di Fogaras di rito greco-catto- cere d'errore la scismatica pertinacia, noi
licope' valacchi della Transilvania, faremo che sia confutato; ed intanto non
Il regnante Pontefice Pio IX nel con- mancheremo di pregare e di scongiurare
cistoro de'ig dicembre i853, innanzi al per la salute di lutti loro il Padre celeste
sagro collegiode'cardinali, pronunziò l'al- de'lumi; nulla rimettendo della carità cri-
locuzione £11 Apostolicae Sedis fastigio, sliana ch'è paziente e benigna. Dal quale
che pubblicò in latino e io italiano il n.° girilo di carità mossi, siccome noi, i nostri
296 del Giornale di lìoma^ e riprodus- predecessori, giudicarono che q«e' sagri
sero in Ialino gli Annali delle scienze re- riti, che fossero in uso nella chiesa orien-
ligiosCy 2/ serie, 1. 1 i, p. 4^4> '" italiano tale e non si opponessero alla fede orto-
la Civiltà cattolica^ 2." serie, l. 5, p. 98. dossa,non solo non si avessero a riprovare,
In italiano riporterò il brano spettante al- ma dovessero anzi osservarsi econservar-
l'argomento in discorso.»' Collocali in sul- sijsiccome quelli che erano raccomandali
l'altezza delia Sede apostolica,quasi nella dalla slessa antichità della loro origine, ed
rocc^ e sul propugnacolo della fede cat- in non piccola parte derivali da'ss. Padri:
tolica, i Romani Pontefici nostri predeces- che anzi con savissime costituzioni decre-
sori secondo la podestà loro conceduta
, tarono che a niuno fosse lecilo dipartir-
da Dio di governare la Chiesa universale, si da'riti orientali senza averne prima im-

volsero ancora le paterne loro sollecitudi- petrala dal sommo Pontefice la licenza.

ni alla chiesa orientale, e non permisero Sapevano immacolata spo-


infatti che 1'

mai che da loro si potesse nulla desidera- sa di Cristo si abbella di una culai me-
re di quanto potesse o difenderla o giovar- ravigliosa varietà che non nuoce all'uni-
la. Quanta industria, e cura o fatica essi tà, che la Chiesa non terminata da con-
venissero adoprando perchè quelli tra'po- fine alcuno di paesi abbraccia tulli i po-
poli d'Oriente, che sono per funesto sci- poli e le nazioni e le g<'Mti riunito nell'u-
sma separali dalla Chiesa romana, a lei di nità e consenso della fede, benché diver-
buon grado facessero ritorno , e come se di coslumi, di lingua e di riti, up[)ro-
membra col capo si riunissero col supre- vali però dalla Chiesa romana di tutti ma-
mo Pastore in terra il Pontefice romano^ dre e uiueslru. li che ben sapendo il no-
no TRA TRA
Siro predecessore Gregorio XVT cìl glo- rdl'onore ed all'aulorilà di sede metropo-
riosfi inemorij», stendendo la pastornl vi- lif;uia. E le aggiungeuuno per suIlVaga-
gilanza e sollecitudine a' popoli valacchi nee, oltre alle (\n^ sedi episcopali poca fi
(li rito greco callolico stanziati nella Tran- erette, anche la chiesa di Gran-Varadino
silvania, volle per confortarli e consolar- di rito greco sottratta dalia giurisdizione
li e confernuirli nella cattolica lecle, isti- dell'arcivescovo di Strigonia.Essendoora
tuire [)or loro una peculiaie gerarchia stabilita questanuova provincia ecclesia-
ecclesiastica di rito gi-eco: ma quello che stica diFogaras e d'Alba Giulia non du-
il nostro predecessore per la diflicoltà dei bitiamo, venerabili fratelli, chela nazio-
tempi edallre malagevoli ci costanze non i ne valacca sparsa per la Transilvania e
potè condurre al termine desiderato, ciò devota alla fede cattolica, lieneficala ora
medesimo fu dato a noi di coiopire con novellamente dalla Sede apostolica, non
grande soddisfazione dell'aniino nostro. sia per riunirsele con vincolo ancor più
ìuWn prima noi rendiamo, siccome è giu- stretto: e qttella parte del giegge del vSi-

sto, le grazie al Padre delle misericordie, gnore, accresciuto il numero de' pastori,
col cui celeste aiuto ci venne compiuta e vegliando questi secondo il loro dove-
un'opera che speriamo dover tornare ad re,ed aggiuntevi ancora le nostre sollecitu-
incremento della religione cattolica, e ad dini, non sia per essere molto più sicura
ulililà spirituale, e questa grandissima, di e difesa dall'insidie e dalle frodi degli sci-
quella nazione. Poi Iributiauio le debite smatici, i quali non lasciano veruna occa-
lodi al carissimo figliuol nostro in Cristo sione di strappare ifedeli dalla comunio-
Francesco Giuseppe imperatore d'Au- ne di quest'apostolica Sede, e profondar-
stria e re apostolico d'Ungheria e Boe- li nel baratro dell'eterna mina. Faccia
mia, il quale non solo ci presentò, per ciò Dio, ricco sempre in uiisericordia, che co-
inqjelrare, le sue preghiere, ma vi por- loro , i quali sono implicati negli errori
tò ancora lo zelo, la sollecitudine, l'ope- degli scismatici, illuminati dalla grazia ce-
ra, e tutto quello iniìne che da un reli- leste si ricoverino nel seno e neirabbrac-
giosissimo principe e zelantissimo promo- cio della chiesa caltolica,anìnchè tulli ac-
tore della fede potè vasi aspettare. E qui corrino nell'unità della fede, e tulli siamo
è da lodare il ven. nostro fratello (il car- u\\ solo corpo in Cristo serbanti l'unità
dinalGiovanni Scilowski) primate (d'Un- nel vincolo della pace. Ciò noi caldamen-
gheria e aicivescovo) di Strìgonìa, il qua- te desideriamo per quell'ardenlissimo a-

le pose ogni suo impegno nel promuove- more che nutriamo per la salute delle a-
re un'opera s'i salutare e si acconcia a ras- niine, e preghiamo il Signore, che solo fa
sodare la cattolica unità. Per la qual co- le cose mirabili, a volere compiere colla
sa dopo avuto il parere di alcuni venera- sua virtù l'opera cominciala". Ora a se-
h\\\ nostri fratelli dell'ordine vostro, ai conda del decretato dal Papa Pio IX, va-
quali commettemmo l'esame accurato di do a U\v cenno della metropoli di Foga-
negozio s'i rilevante, secondo il loro a v vi- ras^ e delle chiese vescovili a lei suflra-
so, ergemmoduesedi vescovili di ritogre- ganee Lugos, Armeuopoli, e Gran Va-
di
co cattolico, cioè quella diLugosch(01ah lacUiiOy o VaradìnOy del quale però me-
Logos) nel Banalo di Temesch, e quella glio trovo conveniente riparjarne a tale
diArn)enopoli (Armenierstadl ossia Sza- 1° articolo, tutte egualmente di rito gre-
mos Vjvar) nella Transilvania, e volem- co cattolico.
mo chefosscro suffraganee della chiesa di Fogaras. 11 Papa Pio IX colla bolla
J'ogaras, la (piale già innalzata a sede ve- Ecclcsiam Cliristi ex omni li/igtia, dei
scovile, e ultinunnen te ancora decorala da 9.6 novembre 853, eresse la sede vesco-
1

noi del titolo di Alba Giulia, esultammo vile di Fogaras, di cui già parlai di so-
T II A TUA I I f

prn, in nielropoli ecclesinslica di rito f»re- deva accompagnatoda'soldali. Quando il


co nnito alili s. Romana Chioso in Tran- patriarca lo creava gli consegtiava lechia-
silvania, in perpetuo, e ornanilola ezian- vi, simbolo della somma po<lestà sua, e-
dio iioìììiiw ne titnlo ÀlhacJiilicnsi.v; in- sercitando pure l'uHìzio del Penitenzie-
di nel concistoro tenuto a'i6 novembre re^ avendo l'autorità di sciogliere e lega-
1854, dicljiarò i.** arcivescovo di Foga- re. Il che si deve intendere in quanto al-

ras o Alba Giulia il medesimo mg/ A- le censure, ovvero dava licenza a'sacer-
lessandro Slerka SulutzdeKerpenyesgiù doti d'assolvere da' casi riservati, poiché
vescovo di Fogaras, attribuendogli i no- essendo diacono non poteva certamente
mi nati suiTraganei di Gran Varadino, Lu- assolvere sagramenlalniente. Inoltre esa-
gos e Armenopoli. Uiieverò dall' analoga minava gli ordinandi, e amnielleva i sa-
j)roposÌ7.ione concistoriale, letta dal Piipa cerdoti alla confessione; insomma era il

in concistoro, lo stalo della chiesa di Fo- Vicario del patriarca, a cui serviva d'ar-
garas elevata al grado melropolitico.il pa- cidiacono nella messa, invitando alla co-
store di Fogaras da 100 an»)i risiede nel- munione i fedeli. Sebbene diacono, ^lei

la città di lìalazsalva o Blasendorf, alias pubblici consessi precedeva il vescovo, per


Blasiuni (o Balasfalta a61ei;heda Carls- esserdel numero Ae»\\Exocatacocli^QW<i'
burg, e ne parlai a Fogaras), rjuac in rano i cardinali della cliiesa Costantino-
Traiisylvania sita , et anioeuo in loco politana. Finalmente approvava tulli

a edifica la 5o enumera t donius^ atquc


i quelli che doveat\o essere promossi a've-
a i3oo inliahitatur gracco-catJiolicis. scovati e alle abbazie). Il palazzo arcive-
La cattedrale di recente restaurata soli- scovile, comodo e decente, è alquanto di-
damente e innalzata a metropolitana, è stante dalla metropolitana. Oltre questa,
sagra alla ss. Trinità, ed ha il baltisterio; venne designata alti a parrocchia nella pic-
mentre la cura dell'anime si esercita nel- cola chiesa esistente nell'arciepiscopio. Vi
la chiesa parrocchiale di s. Michele Ar- è un monastero di monaci basiliani, il se-
cangelo. Il capitolo è composto della di- minano cogli O-
alunni, e alcuni sodalizi.
gnità del preposto e di 6 canonici, ha- gni nuovo arcivescovo fu tassato ne'libr»
ctenus cjformalo^ juxta memoratas a- della camera apostolica in fiorini 200, la 1

postolicas litei as in postcrum constare mensa venendo stabilita ai 5, 000 fiorini


(ìeI:ehiti\ii\V Arciprete A\e\V Arcidiacono^ d'argento viennesi,corrispondenli a 7^00
(\e\\* Ecclesiarca, dello Scolastico , del scudi romani. L'arcidiocesi è vastissima,
Carfofilace, e di altri 5 prebendati (Del et compleclitur sub se ultra mille hisceu'
Carlofilace propriamente non scrissi ar- lum et septuaginta paroecias.
ma ne ragionai in quelli che lo ri-
ticolo, Lugos o Lugosch ( Lugosienj.CÀHìì con
guardano. Nella chiesa greca di Costanti- residenza vescovile nelDanato di Temescli
nopoli ilCartofdace, C/7/70/7/// /<'Ar,67/<7r- (non si deve confondere con l'eineswar,
tidarins, era dignità di grande autorità, il quale è il suo capoluogo), comitato di

che avea la custodia delle scritture, come Krassova, marca di Lugosch, in Unghe-
un Archivista e la cura del sigillo pa-
, ria, a più di 12 leghe da Temeswar, sul-
triarcale che pollava attaccato al collo. la riva destra del Temesch, che lo divide
Emanava le sentenze e giudicava le con- da Deutsch-Lugosch, mentre Lugoscli di
troversie ecclesiastiche, nuissime matri- cui parlo geografi lo chiauìano pure Lu'
i

moniali, onde senza sua licenza i sacerdo- gosch- Il alla-Chiseh, ed ènbitalada te-
ti non potevano benediie gli Sposalizi. deschi, valacchi eruscii, cssentlovi neibn-
Difendeva le cause del clero, e perciò era tulio anche serviani. Il Papa Pio IX col-
chiamalo bocca e mano destra del patriar- la bolla Àpostolicum Dlinìsterimn^ dei
ca. Portava in dito ronello d'oro, e luce- 2G noveD)brei853, ci esse il vescovato di
112 TRA TRA
Liigos o Liigosch tli greco rito caltolico, mos- f^j'uar (Armenopolitnn, seu Sza^
suffrago neo del melropolitanodi Fogaras; mas U/f^arien). CdlA con residenza vesco-
quindi nel concistoro de* i6 nove«nbre vile libera e reale della Transilvnnia, co-
1854 nedichiarò ."vescovo l'atliiale mg/
i mitato di Szolnok-Inleriore,sul Szamos,
Alessandro Dobra di Seplerarcidiocesi di a 8 leghe da Clausenburg e 24da Rarls-
•Fogaras, già appartenente al clero di Va- burg. Essa è bene edificata, difesa da uà
radino, dottore in s. teologia e predicato- forte castello, e popolata quasi nteramen • i

re, segretario del vescovato, notaro e pro- te da'greci, e dagli armeni che vi fabbri-
tocollista concistoriale, difensore de'ma- cano stoffe e commerciano in bestiame.
(rimonì e delle professioni religiose, par- Vi sonone'suoi contorni delle sorgenti sal-
roco e vice-arcidiacono per piìi anni, ca- se e delle miniere di s;de. Il Papa Pio IX
nonico della cattedrale di Varadino, esa- colla bolla Ad Apostolicain Sedeniy dei
minatore pro-sinodale, dotto, prudente e 26 novembre i853, eresse il vescovato
virtuoso. Dalla proposizione concistoria- d'Armenopoli o Szamos Vjvar di greco
le si dice, la città di Logos
Danaio dl nel rito cattolico, sulfraganeo del metropoli-
Ternescli, è edificata in piano, ed in fe- tano di Fogaras; dipoi nel concistoro dei
condo e aoìeno luogo, con piìi di 2000 16 novembre 8 54 promulgò peri.°suo
r

case e 12.000 abitanti. Nella piazza prin- vescovo l'odierno mg."^ Giovanni Alexi di
cipale sorge la solida e magnifica chiesa Maladia arcidiocesi di Fogaras, già ap-
cattedrale , decorata di splendida torre partenente al clero di Varadino, parroco
campanaria, edifizio che cominciato dal- per molli anni, archivista, attuario e no-
l'imperatore Ferdinando compì il suc- I, taro concistoriale, segretario del vescova-
cessore Francesco Giuseppe I.E' dedica- to, canonico scolastico di quella cattedra-
ta allo Spirito santo, ed ha la cura d'a- le, dotto, prudente, ed ornato di altre e-
nime, che si esercitava temporaneamen- gregie qualità. Leggo nella proposizione
te e finche fosse consagrata la chiesa, nel- concistoriale, essere Armenopoli edifica-
la preesistente cappella munita di balti- ta in piano e ameno luogo, tra il Szamos
slerio, ed ove si celebrava il culto divino. e il Tibisco, contenendo 1 5oo case, eoa
Il capitolo venne compostodell'arciprete, 5ooo greci cattolici. La chiesa parrocchia-
deirarcidiacono,deirecclesiarca,dellosco- le della B. Vergine Maria fu elevata a
ìas{ìcOyde\cavloCi\ace,acdeniqiieexprae- cattedrale, ed ha il s. fonte colla cura d'a-
bendato. Aedespro Episcopi hahitatio- nime. Si formò il capitolo dell'arciprete,
ne nonduni iìipromptu suntj inlcrea ta- dell* arcidiacono, dell' ecclesiarca , dello
jnen utì poterit domo Ecclesiae proxi- scolastico , del cartofilace , ac deniqiie
ma, quae prò officio coniitatensi inser- praebendato, Novae pariter a funda-
viebat, Praelerea altera habetur LugO' mentis erunt erigendae prope cathedra»
siensi in urbe paroecialis ecclesia cani leni aedes pfo Antistitis habitatione, e-
adnexo minoritaruni monasterio, gyni' jusque presbyterio. Nella città vi è un'al-
nasiiim^ ac duo hospitalìa; seminariwn tra chiesa, il convento de'francescani, l'o-
erit constiluendum, et mons pietatis pa- spedale, seminarium erit constìtuenduni,
riter desidcratur. Ogni nuovo vescovo fu et mons pietatis pariter desidcratur. O-
tassato ne'libri della camera apostolica in gni nuovo vescovo fu tassato ne'libri del-
fiorini 548, e la mensa venne costituita la camera apostolica in fiorini 548, e la
di 10,000 fiorini d'argento viennesi, pari mensa si stabib con 0,000 fiorini d'ar- [

a scudi romani 5ooo. Alquanto ampia è gento viennesi, equivalenti a romani scu-
la diocesi e comprende diversi luoghi e
, di 5ooo. La diocesi è piuttosto vasta, e
parrocciiie. contiene 58o parrocchie.
Arnienopoli o Armienerstadto Sza- Per la sistemazione della provincia ec-
T R A TRA ii3
clesiaslica di Foga ras, è benemerito il Car- la benedizione, mentre altre schiere di
dinal Michele Viale Prelà arcivescovo di fanciulle vestite di bianco spargevano di
lioloi^na e pro-nunzio apostolico di p^ieii- fiori il cammino. E il cardinale, con quel-
Ticij ed inoltre fu egli che di oiììziofece il le nobili e gentili maniere colle quali pure
consueto processo a* pastori delle nuove si distingue, sceso di carrozza accoglieva
chiese, e ricevè nelle sue mani la loro prò* graziosamente gli oratori che a nome del
fessionedi fede. Nel suo zelo decorosamen- clero e del popolo si facevano ad arrin-
te sul finire dell'ottobre i855 intraprese garlo, rispondeva loro benignamente, e
il viaggio da Vienna in Transilvania per quindi recavasi fra gli evviva ripetuti del-
compiervi, d'ordine del Papa Pio IX, l'e- l'esultanti turbe alla chiesa parrocchiale,
rezione delia medesima nuova provincia dove orato alquanto compartiva al popo-
di rito greco cattolico, con quelle parti- lo la benedizione. Quindi proseguiva il
colarità e coujplesso di liete circostanze, suo viaggio, onoralo sempre da un cor-
che descrissero il Giornale di Roma , e teggio di 20, 3o e più uomini a cavallo
poi Ja Civiltà cattolica nella 3/'* serie, t. vestiti a festa, che per omaggio spontaneo

I, p. I IO. Il viaggio del cardinale fu ve- gli fecero scorta, e di comune in comu-
ramente come un trionfo continuo della ne si andavano succedendo. Che se tanto
chiesa romana, e tutte quelle popolazio- gareggiavano nell'onorario le povere ter-
ni cattoliche, sia di rito latino sia di gre- re, le nobili città preparavangli accoglien-
co, con edificante entusiasmo, feceroa ga- ze degne e proporzionate alla loro rino-
ra nel colmarlo d'onore e nell* attestare manza. Le numerose deputazioni del cle-
co'loro pubblici ossequi al degno rappre- ro e de*raunicipii, che accorrevano ad in-
sentante pontificio la loro profonda divo- contrarlo riverenti, qe rendevano più so-
zione alla Sede romana e la loro gra-
s. lenne e dignitoso l'ingresso, intanto che
titudine verso il Padre universale di tut- festeggiavanlo il giulivo suono delle cam-
ti i fedeli. Riuscì poi singolare e aììrabile^ pane, lo sparo d'innumerabili mortaretti^
che gli stessi scismatici ed eretici calvi- le luminane e precipuamente il numero-
nisti o unilarii,per le cui terre il cardina- sissimo popolo affollanlesi per vedere l'in-
le dovette passare , lo accolsero con so- viato e il rappresentante del sommo Pon-
lenni dimostrazioni di giubilo e di osser- tefice e un cardinale della s. Chiesa roma-
vanza, dando segno talora di non essere naj la cui fama. dell'eminenti doti di cui
lontani dal voler entrare nel grembo del- è fregiato dappertutto lo precedeva, e per
la vera Chiesa, fuori della quale non vi è riceverne la benedizione apostolica. Re-
l'eterna salute. Il cardinale Viale-Prelà candosi egli alla chiesa principale della
partito da Vienna n'21 ottobre, gitmse ai città, era ivi ricevuto alla porta solenne-

27 a Biase ndorfo Calasfalta, residenza mente dal clero, dal capitolo e dal vesco-
dell'arcivescovo di Fogaras, meta del suo vo in paramenti sagrij poi introdotto in
viaggio, passando per Seghedino, Teme- chiesa, ivi ascoltava i discorsi indirizzati-
sw.n Lugos, Karansebes, Ilatzeg e Carls-
, gli dalvescovo o da qualche membro del
burg. In tutti minori villaggi che at-
i clero, che salutando il suo arrivo entra-
traversava uscivano le popolazioni in fol- vano nelle più calde significazioni di ri-
la ad accoglierlo, siccome messaggcr che verenza e divozione verso la Sede aposto-
porta olivo, con bandiere e con rami di lica e il supremo Gerarca di cui egli era
verdura in mano,suonando a festa le cam- il rappresentante lodato. A'quali parlari
pane di tutte le chiese tanto cattoliche il cardinal Viale-Prelà rispondeva accon-
quanto scismatiche! 1 fanciulli delle scuo- ciamente, attestando l'amore paterno e la

le schierati in due file lungo la via gcnu- pastorale sollecitudine che il Romjmo
Iktlevano al suo passaggio per riceverne Pontefice avea per l'illustre loro nazione,
VOL. LXXIX. 8
ii4 TRA TRA
tli cui novella prova era appunto la sua cardinal Viale-Prelà a'27 a Blasendorf,
venula in mezzo di loro. Quindi nella re- accoltovi colle più distinte dimostrazioni
sidenza preparatagli, con belle maniere d'onorificenze e di festeggiamenti da tulli
ricevea gli omaggi e le visite del clero Iali- gli ordini di quella città; e il 28 fu celebra-
no o greco-unito, e talvolta anche di quel- ta nella cattedralegran solennità, ch'e-
la

lo scismatico, dell'aulorilà civili e milita ra lo scopo della sua missione. Alle 8 ore
rijde'magistrali e d'altri illustri personag- del mattino il numerosissimo clero raccol-
che in o-
gi locali; assisteva a'banclielli tosi da varie parli dell'arcidiocesi di Foga-

nor suo eransi preparali, e ch'erano spes- ras, e il vescovo di Varadino in abiti pon-
so rallegrali di concerti musicali; ed ai tificali, co'd uè vescovi di Lugos e di Arine-
brindisi fervorosi che vi si facevano al san- nopoli.portaronsi alla residenza delcardi-
to Padre, rispondeva il cardinale con al- nale.Quesli vestilo di cappa si recò alla cat-
tri brindisi alieltuosie di encomio alTIm- tedrale preceduto da quella processione e
peralore. Giunto il cardinale a Rarense- da'3 dignitari del capitolo di Carlshurg o
bes, dove risiedono rMutorità de'così del- Alba Giulia, assistilo da' due vescovi di
ti Confini Militari, licenziò il vescovo di Trausilvania e di Nicopoli, e seguito dal
Csanad o Temeswar mg/ A lessandro Csa- principedi Schwartzenberg, ch'eravisi
jaghy,cheavealoaccornpagnato daTerne- recato da Hermannsladt, in abito di gala
swar sua sede e la cui diocesi qui termi- con moltissimi oflìziali dell'impero e altri
nava, ed entralo nella Trausilvania pro- personaggi e popolo. Giunto il cardina-
seguii il suo viaggio insieme co'3 vescovi le in chiesa, dopo breve orazione, recos-
greco-uniti di Varadino mg/ Basilio Er- si al suo trono, dove vestì sagri paramen- i

dely, di Lugos e di Armenopoli mg/' i ti, mentre l'arcivescovo di Fogaras slava

Dobra e Alexi summenlovali,clie daTe- in luogo eminente in mezzo alla chiesa, de-
roeswar lo accompagnarono per la mag- stinalo secondo il rito orientale al vesco-
gior parte del suo viaggio. Un arco di ver- vo celebrante. Laceremonia cominciò col
dura era stalo innalzalo in sulT ingresso canto di qualche inno; quindi il cardina-
appunto della frontiera Iransil vana, don- le pronunziò un eloquente discorso lati-

de venne ad accoglieilo il vicario gene- no proprio al grand'allo di quel memo-


rale dell'arcivescovo di Fogaras con altri rabile giorno, e fece leggere dal suo se-
ecclesiastici e laici. Ad Hatzcg fu raggiun- gretario di nunziatura,stanle a pie del tro-
to da mg/ Haynal vescovo latino di Trau- no, le bolle pontificie e il decreto dell'ere-
silvania, che l'avea aspettato ad un altro zione della nuova arcidiocesi e provincia
passo de'confini, ma saputolo ad Halzeg, ecclesiastica di Fogaras. Portatosi quindi
viaggiò tutta la nolle per ivi raggiunger- all'altare, il cardinale ricevè il giuranien-
lo e unirsi alla sua ragguardevole comi- todi fedeltà del nuovo arcivescovo di Fo-
tiva. A Carlshurg trovò mg.' Angelo Par- garas, gli fece la tradizione del pallio, e
si vicario apostolico di Valacchia e vesco- condoUolo al Irono arcivescovile lo istal-
vo di Nicopoli inpartibuSf venuto da Bu- lò solennemente nella sua sede, ammet-
karest per corteggia rio. Ivi pure era giun- tendolo ad osculiim pacis. Dopo ciò il

to il conte Amadei invialo del principedi nuovo arcivescovo ammise all'ubbidien-


Schwartzenberg govei nalore civile e mi- za parecchi membri del suo clero, e in un
li tare dellaTransilvaniadaHermannstadt bel discorso espresse i sensi della più cal-
luogo di sua residenza, per complimentar- da divozione alla s.Sede Romana; a que-
lo ed annunziargli che il dì della ceremo- sto seguirono due altri acconci discorsi
nia si recherebbe lo stesso principe a Bla- pronunziali dal vicario generale dell'arci-
sendorf o Balasfalla, residenza dell'arci- vescovo di Fogaras a nome del capitolo,
vescovo di Fogaras. Giunse finalmente il e dal vescovo di Varadino. Quindi l'arci-
TRA TRA 1.5
rescovo nndò al suo faldistorio, sedenilo la seradeirS noveoibre, dopo aver lascia-
in Irono il cardinale, e assistito da'vesco- to indelebile memoria delle sue rarissime
vi di Varadino e di Nicopoli fece con ri- doli in lutti i paesi ch'ebbe a valicare nel-
Io greco la consagrazione de'due novelli l'auspicala sua missione. Rallegrali i cat-
vescovi di Lugosedi A rmenopoli. Termi- tolici gì eco-ruteni-uniti, per l' erezione
nala la ceremonia e ilponlificale.s'inluo- della provincia ecclesiastica di Fogaras
nò il Te Deum, e il cardinal diede secon •
di loro rito, tosto provarono altra nazio-
do il rito Ialino la benedizione, dopo la quando il
nale e religiosa consolazione,
quale fu processionalraenle ricondotto al medesimo Pio IX nel concistoro de* 16
la sua residenza. Un banchetto di 1 5o con- giugno i856 creò cardinale dell' ordine
vitati, tra 'quali alcuni scismatici, coronò de' preti mg/ Michele Lewichi arcive-
la festa diquel giorno memorando. A'29 scovo di rito greco-ruteno-unito di Leo-
il cardinale parli da Blasendorf di ritor- Halìcìa e Kanienec (V.) nella Ga-
poli\
no Vienna, per Ennyed, Thorda, Clau-
a parte della Polonia- Austriaca. Il
lizia,
senburg, Oelest, Gran Varadino, Furia, Papa colla notizia di sua promozione,
Meza-thur, Szolnok e Pesi, ricevendo iu gl'invio il berrettino cardinalizio dalla sua
ogni luogo sincerissime testimonianze di guardia nobile cav. Carlo Alvarez, e la
amore e di stima, ben nierilate. A Thor- berretta cardinalizia dal suo cameriere
da i calvinisti, gli unitarii e i loro mini- segreto soprannumerario mg." Antonio
stri suonarono anch'essi a festa le campa- M.^ Valenziani ablegato apostolico. Que-
ne e recaronsi a fargli visita d'ossequio. sta degna esaltazione ricorda quella del
Così a Clausenburgdove la maggior par- celebre ^^v^co- Ruteno {J^-) cardinal /«-
ie de'ciltadini è scismatica o calvinista o doro (^.), comunemente detto di Tes-
unitaria,fu il cardinale ricevuto con gran- salonica, che quale arcivescovo KiO'
d'i

di onori e si fece al suo arrivo una bel- via (f.) a nome delle chiese di Russia
lissima illuminazione per tutta la città. Co (T'^.)y come suo metropolitano, interven-
Si ad Oelest, comune quasi lutto scisma- ne al concilio di Firenze per la riunione
tico , dove cattolici hanno appena una
i della chiesa greca colla latina, e ne sot-
piccola e misera chiesa. Così a Meza-thur, toscrisse il decreto insieme col non meno
cillà popolosa e in grandissima parte cal- celebre cardinale greco Bessarione (F.)
vinista, ricevuto co'soliti onori e arringa di Trehisonda avc\\t%Q,o^oò\ Nicea. Per
to dal clero cattolico alla porta della chic avere ambedue avuto principalissima
sa, gli si fece innanzi il principale mini- parte nel concilio e nell'unione, nel me*
stro de'calvinisti, e pronunziò anch'egli un desimo 14^9 Papa Eugenio IV li creò
discorso Ialino in lode del cardinale, nel cardinali. Di più fece Isidoro suo legato
quale toccando della chiesa cattolica To a la fere di Lii'onia, Lituania e Russia
norò del titolo di Chiesa Madre. La qua! per confermare la seguita unione de'gre-
frase die bellissima occasione al cardina- ci co'Iatini. Si recò quindi a iMosca, la
le diparlarne nella sua risposta, mostran cui sede era allora unita a quella di Kìo
do com'ella fosse veramente madre, e co- via, preceduto dalla Croce latina e da 3
me tale amasse anch'essi e per essi pre- pastorali d'argento. Indi Nicolò V l'inviò
gasse conlinuamenle Dio a illuminarli e suo legato a laferea Costantinopoliy^
condurli alla verità; e le sue parole furo- guahnenle per confermar l'unione delle
no accollo con venerazione. Da Pest fece chiese latina e greca, e trovossi all'espu-
una breve scorsa n Waiten e aColocza per gnatione e furiosissimo eccidio che della
consolare di sua presenza que'popoli bra- città ne fecero i Turcìii^ restandovi uc-
mosissimi di vederlo e di festeggiarlo, e fi- ciso rullimoimperatore greco Costanti-
nalmente ritornò a Vienna, dove giunse no XII Paleologo, che il cardinale uvea
ii6 TRA TRA
comunicalo in s. Sofia. Pio II lo nominò de favorire la propria industria. Nell'epo-
patriarca diCostanlinopolijequantlccon ca di sua prosperità, penetrando s'inter'
isplendida Processione (P\) porlo la le- nava a guisa d' im vasto canale sino ad
stadi S.Andrea apostolo nella basilica Va- un miglio circa più addentro dell'altuale
ticana, il cardinale sebbene apoplelico suo silo. Quest'arena, che racchiudeva i

volle seguirla e nel tempio la baciò, ter- suoi confini, fu il teatro degli spettacoli, ove
minandosi la funzione con nobile facon- Enea onorandola memoria del padre, che
dia dal cardinal Bessarione. 11 cardinal divinizzò, vi fece celebrare da'suoi troia-
Isidoro, detto Ruteno^ morì in Roma
il ni, frigi ed epiroti, i giuochi, le corse, le

e fu sepolto nella nominata basilica, col- lotte e le naumachie fino all'isoletta sto-
la gloria d'essere chiamato Apostolo de Questa ora si chiama Co-
rica di Peliade.
Greci de Ruteni.
e lombara, ed è situata sulla foce del porto.
TRAPANI (Drepanen). Città con re- Prese tal nome dal nidificare le coloQ)be
sidenza vescovile di Sicilia, capoluogo del- selvatiche negli avanzi di sue fabbriche
la provincia del suo nome, di distretto e delia più remota antichità. Fu unita al
di cantone, a più di 1 7 leghe da Palermo, continente di Trapani nella i. ^guerra pu-

all'estremità occidentale dell'isola, in aria nica,quando il console romano Numerio


la più pura e la più sana, temperata in tut- Fabio Buleone fece riempire di sassi il
te le stagioni, e persino nell'inverno vi si piccolo tragitto che la separava per un
Tede la terra smaltata in certo modo di braccio di mare assai stretto. Il cartagi-
fiori .Posla nella Valle di]Vlazzara,la qua- nese Amilcare cacciò da essa romani, i

le non cede amenità a verun'altra del-


in le restituì la sua primiera condizione iso-

la Sicilia, è ricca d'un territorio non me- lare. Ivi egli ebbe avviso essergli nato in
no dilettevole per la vista che per ogni ge- Africa quel famoso Annibale, poi tanto fa-
nere di feracità.E' sede delle primarie au- tale a Roma. I continui depositi d'arena
torità della provincia, d'una gran corte e di pietra del torrente Xilta ingombra-
criminale, e d'un tribunale civile. E' bel- rono e fecero disparire quell'antichissimo
lamente fabbricata sopra una lingua di porto; la parte che ne fu rispettata ha
terra che sporge nel Mediterraneo, e con bisogno de'nettamenti, e barche si puòle

altra lingua di terra bassissima, situala al dire che vengono impedite ad inollrarvisi
sud, forma il porto: tranne la parte che più avanti. Pare che que'discarichi abbia-
riguarda l'oriente, viene bagnata in ogni no formato dentro il suosenoleisoletledi
dove dal mare. Coli' ingrandirsi la città s. Margherita, la Bassa e la Calcara, oltre

per la s. Loren-
fabbrica del quartiere di l'isola Savorra. L'entrata del porto é una
zo, venne a ricevere con solide costruzio- delle più amene, circondato dalle più se-
ni un novello gusto architettonico. Piaz- ducenti bellezze; rapido n'è il movimen-
za forte di 1." classe, cinta di mura, ba- to dellebarche pescareccie e de' navigli:
stionata e difesa da varie altre opereester- può ricevere vascelli da guerra, e le navi
ne. Divenuta la città punto di difesa e la di 3oo tonnellate ponno arrivare sino al-
sola che guardasse la parte occidentale la spiaggia. All'ingresso è un isolotto sul
dell'isola, ricevette da Carlo V in poi un quale fu eretto il faro. 11 nordest dà ter-
ragionato genere di militare fortificazio- mine alla pianura, che viene coronala dal
ne. La sicurezza del porto, inaccessibile monte e dalla città dell'Erice, famosi per
alle leu)pesle, invita le industri nazioni al laloro antichilà,e ne parlai a Sicilia, pel
più florido commercio. La sollecitudine tempio di Venere, per le opere fèUtevi da
degli antichi lo faceva ritrovare
mai sem- Dedalo, e per le sue feste Anagogie. Que-
pre nello stato di sua ollimilà, tenen- sto spazio che si frappone dalle radici del
dolo aperto a tutti popoli stranieri, on-
i monte sino a Trapani, ove si scorge il ri-
TRA TI\A 117
nomato santuario della B. Vergine, «ie- pio, decoroso ed elegante. Il suo peristi-
ne al presente occupato in varie parli da lio,
4 gran piloni di pietra,
sostenuto da
Ciijic, da ortaggi e da un pubblico lungo è coronato da una balaustrata. Le sue 3
ac(|iiedotto archeggiato. La sua scena co- porte ben ornate corrispondono alle 3 na-
sìgioconda va finalmente a perdersi nel vi interne formate da 1
4 gi'osse colonne
nuire Tirreno. 11 seno di questo mare for- della siciliana pietra della pidocchiosa,
nisce a dovizia d'ogni specie di pesci, di con basi e capitelli dorici di diaspro sici-
frulli marii»i e di crostacei. Vi si genera liano. Nel centro della croce latina, sopra
auctie il corallo verso l'isola del Maret- 4 piloni girano altrettanti archi, che so-
limo, e pescano pure varie conchi-
vi si stengono la nobile cupola fiancheggiala
glie e delle conche madriperle. Le strade da 4 cupoletle. Nel presbiterio mirabile
della cillà sono regolari, selciate di gran- è il coro tutto di noce, con intagli finis-

di lastre d'una pietra sdrucciolevole, ed simi e toccati leggermente io oro. Fra le

in generale guarnite d'assai belle case, gli cappelle 4 sono più ragguardevoli pe'di-
edilìzi pubblici essendo d' un bellissimo pinti e per un Cristo morto di pietra co-
stile architettonico. 11 palazzo della citlù lor di carne. Il capitolo si compone del-
è a 3 ordini marmorei di maestosa archi- la i. "dignità del cantore e dellaa. "dignità
tettura, e corona esso la più ragguarde- del decanOjdi 1 8 canonici,compresele pre-
vole strada di Trapani : quivi fa il senato bende del teologo e del penitenziere, di 4
le sue adunanze, e quivi i rappresentan- beneficiati e di altri preti e chierici addetti
ti del popolo vengono a discutere i pub- divino.PioVlI col breve Quatf
al servizio

blici aiìari. Lo decorò il benemerito con- tum dìgiiitatis, de'aSgiugoo 802, Bull. 1

cittadino fr. Giacomo Cavarretta bali di Rom. cont. 1. 1, p. 349, quando ancora
1

8. Stefano, e nel piospetto collocò le sta- la chiesa era collegiata, concesse al capi-
tue della B. Vergine, di s. Gio. Battista tolo l'insegne corali della cappa magna e
e di s. Alberto. iNel principio del secolo della mozzetla paonazza sul rocchetto al-
XV fu innalzata l'adiacente torre a for- ternativamente, alle dette due dignità, ed
ma di campanile, ov'è l'orologio pubbli- a'suoiig canonici. L'episcopio è alquan-
co del comune. A comodo della città ivi to distante dalla cattedrale, sullìcienlee-
fu collocato come sito centrale di essa. Al- difizio. Vi sono molte altre chiese, fra le
tra torre di gusto gotico sorge nella con- quali due parrocchiali col s. fonte , cioè
trada Giudeca, antico soggiorno degli e- l'arcipretale e insigne collegiata di s. Pie-
brei, i quali vennero in Trapani sino dai tro apostolo, e la chiesa di s. Nicolò di Ba-
primi tempi della loro emigrazione dalla ri. La chiesa di s. Pietro è la più vasta di
l'alestiua. Frale ^7 comunità giudaiche Trapani, rifabbricata da' fondamenti ai
della Sicilia, una delle piìi distinte fa sem- giorni nostri: 1 4 colonne marmoree d'or-
pre questii di Trapani, e vi fondarono una dine dorico dividono la gran nave di mez-
vasta sinagoga. In tempo de' saraceni le zo; pilastri di quelle laterali sostengono
i

sinagoghe di Sicilia furono promiscua- co'loro archi un passaggio pel dinanzi tle-
mente chiamate moschee e sinagoghe, e 3 delle quali han-
gli altari delle cappelle,

così si continuarono ad appellare in se- no buoni quadri. Al capitolodi questa col'


guilo, come nel secolo XIV. Nobile e mi- legiata,co(nposto delle dignità dell'arci-
rabile edilìzio è il collegio de'regi studi. prete, del decano, del tesoriere e di i i ca-
La cattedrale è sotto l'invocazione di s. nonici. Pio VII col breve {)t lantani di»
Lorenzo levila e martire, ha il batliste- f^nitatis, ìÌkì'ij giugno 802, Bull, cil., p.
1

rio e la cura d' anime ammimstrata dal 3 >o gli permutò la mo/.zeltu paonazza
,

capitolo, ed esercitata dal canonico deca- sul rocchetto} nella mozzetla nera, come
uocoadiuvatudu alcuni preti; edilizio um- le altre chiese collegiale di Sicilia, coH'ul-
1)8 TRA T 1\ A
ternalliva d' kisare la cappa magna. La dosi i trapanesi nell'arti del disegno, fece-
chiesa di s. Nicolò di Bari in origine fu di ro di venire la loro patria la sede delle piìi

rito greco, fabbricata dal celebre Belisa- gaiee piccole sculture. V'impiegarono es-

rio in onore dell'Ascensione del Signore, si le sostanze animali, e riserbarono le ve-


e poi prese l'attuale nome dalla cappella getabili e le minerali pe' grandi lavori.
dedicala al santo da'Chiaramonti. Quan- Abbracciando il gusto de'gliptografi for-
do Carlo V approdò in Trapani reduce marono con intagli più eleganti carnei i

daTunisi, portò da essa un bellissimo fon - per anelli per bottoni , per monili, ec.
,

te di marmo, che si crede già servilo pei Giunsero trapanesi ad accumulare più
i

lavacri di quegl'infedeli, e lo regalò a que- figure d'uomini, d'animali e di vegetabi-


sta chiesa. Esso è una gran tazza mirabi- li in uno spazio assai angusto, e in siffat-

le per essere d'un solo pezzo di marmo ta guisa siben distinguere per la
fecero
bianchiccio africano, e diafano dapper- propria maniera. Quindi sono rinomate
tutto, ed è impiegalo per uso di baltisle- le manifatture di Trapani di corallo rosso

rio. In questa chiesa nel maggio 1620, alla e nero di tutta perfezione, i superbi carnei
madrice, s'istituì la divozione delle qua- e le incisioni in pietra dura, che disputa-
rant'ore circolare, per breve di Paolo V. no il pregio a'più celebrali dell'antichi-
Vi sono alcune sculture e pitture di qual- tà, come altresì lepregievoli opere in con-
che merito. Esistono 4 conventi di reli- 1
chiglia, agata e alabastro, ed i lavori di
giosi,cioè de*carmelitaui,domenicani, con- creta. Trapani che avea fatto fiorire nella
ventuali , agostiniani eremitani, minori scultura gl'ingegni più felici, non fu punto
osservanti del lerz' ordine, cappuccini, sterile de'cultori della pittura. Molti so-

paololti, gesuiti, filippini, agostiniani scal- no gli uomini illustri cui si pregia Tra-
zi, minori riformati , mercedari scalzi, e pani d'aver dato la culla, per santità di
crociferi. Cinque sono i monasteri delle vita, dignità ecclesiastiche, nelle arti, nel-

monache, cioè le Clarisse riformale di s. le scienze , nella poesia, nella giurispru-


Elisabetta, del Soccorso o badia nuova, denza, e nella varia letteratura. Tiapa-
carmelitane, del terz*ordine, e di s. Chia- nesi furono s. Alberto, che ha nella città
ra. L'antico seminario trovasi ristabilito. una chiesa sotto la sua invocazione, il car-
L'orfanotrofio per le donzelle, quello del- dinal Enrico Beccatelli, il medico Pie-
le proiette, il conservatorio delle donzelle tro Parisi, il matematico p. Leonardo
disperse, il conservatorio di ricovero per Ximenes, fi*. Nicola Terranuova dome-
le gentildonne del paese, il conservatorio nicano gran teologo e oratore. Michele
per le donne penitenti. L'ospedale gran- Laodicina incisore di pietre dure, il cav.
de di s. Antonio, quello degl'incurabili, Giuseppe Errante pittore, di cui F. Can-
quello di s. Sebastiano pe'mali vergogno- cellieri nell'anno 1824 pubblicò in Ro-
si, quello pe'pellegrini e convalescenti, il ma le Memorie intorno alla vita e al-
regio ospedale militare, il monte di pie- le opere. Ma del numeroso novero de-
tà, e diverse confraternite. Vi sono le ac- gl'illustri trapanesi, eruditamente ragio-
cademie poetiche della Civetta e del Di- nò la Guida per gli stranieri in Trapa-
scernimento, la società di medicina, l'ac- ni, con un saggio storico di G.M. D, F,
cademia degli studi con molte cattedre ove Le donne trapanesi sono notabili perla
s' insegnano parecchie scienze, la scuola bellezza. Il suo suolo è fertilissimo, ed i

lancaslriana per le fanciulle, una scuola suoi pascoli sono eccellenti. Nelle sue cam-
di glittica. Vi fiorirono le belle arti, per pagne si producono perfino le più rare er-
cui vi sono collezioni di oggetti delle me- be medicinali. Questi terreni disposti fa-
desime e dipinti ne'vari palazzi de'parli- vorevolmente dalla natura alla vegeta-
colari, non che biblioteche; ed avauzan- zione, sviluppano da se slessi le piante lo
TU A TRA 119
pili ricercale e le più salutari. Tutti i suoi e non manca di pubbliche fonti aliuieu-
vini sono squisiti; le vili di queste contra- tate dall'acquedotto che accoglie le acque
de portano l'uva mi u«ia più compiuta dalle radici del monte di s. Giuliano o E-
niatiu'azioiie di quelle delle parti eminen- essendo decorata dalla
rice, la principale

ti e montagnose. La natura ha versato statua di Nettuno, nume decantato fou


a mani piene le sue dovizie in questo suo- datore di Trapani, da delfini e da con-
lo, anche pe'suoi frutti, e vi fa nascere an- chiglie. Possiede cavedi marmi,alabastri e
cora il funj^o detto di Malta, onde i poe- oltre pietre di diverse specie e colori, e per
ti cantarono la felicità delle campagne di la loro abbondanza vi iìorì sino da'primi
Trapani. Le montagne, le valli, le colli- tempi 1' arte di lavorarli e die valenti la*
nette non lasciano desiderare le ottime pidarii. Tra
antichità v^nno ricorda-
le

cacciagioni piccoli quadrupedi e ogni


, i ti i non senza importanza le
sepolcreti ,

volatde domestico e silvestre, ortaggi, ca- iscrizioni anche cufico-sicole, le monete e

ci eccellenti, bytirri, olii, ec. Copiose al- le nìedaglie proprie di Trapani che coniò

tresì sono le sue produzioni commercia- nella sua floridezza e coll'epigrafe Dre-
li, colle quali la natura volle arricchirla. pano II.
Il suoi.'^lesoro è marino d'eccellen-
il sai Trapani occupa il silo dell'antica Drc-
te condizione che lo fa ricercarecome qua- panitmy la cui posizione importante, tan-
si il migliore d'Europa, ed alcuni lo rico- to per conto commerciale come pel ri-
noscono superiore e preferibile a quello guardo militare, f<i cagione di diversi san-
di Francia.Vaste sono le saline, già fa- guinosi combattimenti. Il falcato suo lido,
mose, dovecon singoiar industria ricava- le diede l'etimologico nome dìDrcpaiionj
siil sale dall' acqua del mare. A questa quindi disse Pomponio, Drepaiiuni signi-
lucrosa industria succede la pesca del co- ficai falcem j dici uni est Drepanurn a
rallo e la fina perizia in lavorarlo, bian- curvo sita instar falcis. Altri però, fra i
co, carneo, vermiglio e oscuro. E' una glo- quali Bouchart, volendo spiegarne la sua
ria per la sagacità trapanese il venirle nomenclatura come un nome fenicio, fe-
universalmente attribuita l'invenzionedi cero nascere la voce Drepanum dal ^w-
cavarlo dal mare, e quella altresì di far- n\co Darba/iycUe vale aculeus, os^ìa esse
ne de'lavori a bulino: molti scrittori rico- aciitum. Ebbe ella forse da prima uu no-
noscono che questo popolo ingegnoso, co- me orientale, corrispondente ay^/ce,e che
me rilrovatore è
il , il fabbro di questa indi per una greca vanità venne cambia-
gemma secondaria. Le tonnare formano to in quello di Drepanon. Sebbene per
il sostegno di molte famiglie, e sono una tanti accidenti si cambiarono nomi ve- i

sorgente di dovizia pe'loro proprietari e tusti a tante città dell'isola, Trapani pe-
per que'che vi lavorano. La Sicilia ripe- rò conservò mai sempre quello che espri-
teda Trapani l'origine e l'invenzione de- me la falce la cui forma ha il suo lido. [
gli strunienti,non che l'uso di questa im- fenicii conosciuti nella s. Scrittura col no-
portante pescagione. La soda è simile a me di cananei, abitavano una contrada
quella di Spagna, e se ne fa delle grandi e della Palestina che la sinuosità dtì'suoi ma-
frequenti iudjarcazioni. Nella nautica sem- ri avea formato i porti i più comodi e i

pre si distinsero i trapanesi, sin da quan- più sicuri, ed avea fornito doviziosamen-
do i fenicii resero il suo porto una gran te il Monte Libano d'ogni qualunque le-
piazza di trallioo. Una miniera d'argen- gno di costruzione. Questo [)opolo saga-
to arricchisce la contrada, mare«»ta sepol- ce, che possedeva l'arte diiUoile di con-
ta per la mancanza dell' operazioni me- sultar la nuttu'a, si vide da lei consiglialo

tallurgiche. Trapani ebbe le suo terme e u cercar dall'induilria (jue'fuvori che a-


le sue acque; minerali, i suoi acquedotti, veagli negato la quolitàdel terreno. Si ri*
120 TRA TRA
volse quindi a colfivar le arti, le mani* terra e per quella di mare dagl* insulti
fatture, le opere di gusto, dì galanteria e de'nemici e de'pirati, e per non rimane-
di mollezza, e vi fece in breve tempo più i re esposti a quelle celebrate guerre tra i

rapidi progressi. Questo popolo si vuole sicani e i sicoli, di cui pqrla Diodoro. La
il 1 ."cliefece servire la navigazione al coin* Sicilia ripartita in quell'epoca in tanti pie •

mercio, che necomprese i vantaggi, l'am- coli differenti e indipendenti governi, ge-
pliò per tutto il Mediterraneo, anzi por- losi della maggioranza del vicino, divisi
tò le sue merci dalle rive dell'aurora si- per percostumi eper inclinazio-
interessi,
no fiirisole dell'occaso. Le conquiste fat- ni, stavano in una guerra continua, non
da Giosuè, condolliero degl' israeliti
te ,
meno cogli stranieri che cogli slessi indi-
sulla Cananea, e che si estesero vicino a geni. La nascente città diTrapani,sebbene
Sidone,tolseroa'féniciiquelh» gran quan- occupata nel commercio e nell'agricoltu-
tità di terreni che furono assegnati alla ra, non poteva tuttavia disprezzare quelle
tribù d'Aser. Lacapitale col suo piccolo cautele che la difendessero da ogni insul-
territorio, rimasta di ricovero a que'lug- to straniero, l suoi primi fondatori, emu-
gilivi, non era più bastevole ad alimenta- li delle scoperte egiziane, e che seppero
re tanta inoltitudine. Fu quindi di mestie- anche render migliori, portarono in que-
ri che si facessero uscire quel gran nume- ste contrade de'lumi che parvero allora
rodi colonie, che cercando un asilo si dif- un prodigio di sapere. Vennero essi inol-
fusero in Ci[)ro, Rodi, Grecia, Sicilia, A- trea propagare in quest'isola la conoscen-
frica, Sardegna, nelle Gallie e nelle coste za de'caratteri alfabetici; e dalle loro let-
meridionali Spagna. L'esito fortunato
di tere, che aveano una rassomiglianza col-
di queste emigrazioni coronò la loro au- le samaritane, ne ricavarono greci le lo- i

dacia e incoraggi a intraprendere de'gran* ro, che indi trasmisero a'iatini. In som-
di viaggi sopra incogniti mari. Visitaro- ma i fenicii colla loro industria grande
no tutte le nazioni sconosciute per recar- nelle vaiie inanifalture, colle loro cogni-
vi i generi di loro industria, e per unire zioni nautiche, squarciarono quel foscQ
i popoli anche più lontani col mezzo del velo d'ignoranza che adombrava bar- i

])iù terribile degli elementi. S'ignora, se bari abitatori delh Sicilia. Portarono in
queste colonie originarie della Siria, fon- questa eziandio i fenicii i loro numi, i lo-
datrici di Trapani e di altre città, occu- ro riti, co -ministri del culto per dirigere
pando le coste occidentali e meridionali leceremoniede'sagrifizi. Il principale og-
di Sicilia, vi trovassero in queste contra- getto del culto era Saturno ossia il Tem-
de i sicani e altri popoli indigeni. Alcuni po, ch'ebbe in Trapani tempio e simula-
ritengono, che i fenicii trovarono questi cro, il quale poi fu convertito nella chie-
luoghi quasi aifatto disabitati. Non mai sa di s. Bartolomeo: gli olfrivano vittime
perchè comodità del porto, l'amenità
la umane, e Gelone nel pacificarsi co'trapa-
dell'aere, la feracità del suolo non vi a- nesi, volle peri. ''condizione abolito si bar-
vesserò invitato degli altri ad occuparli; baro uso. Prestarono ancora culto ad Isi-
n)a perchè il poco numero de'sicani e dei de o Cerere, a Venere Bd^lide e ad altre
sicoli estender non si poteva in tutte le deità.Trapani qual città marittima e com-
contrade ed in ogni punto della Sicilia. merciante, ricorse pure alla protezione di
1 fenicii raccolti quivi in società, divenne Nettunodiodell'oqde, egli eresse un tem-
per essi il suolo come loio patria adot- pio ove ora esiste la chiesa di s. Nicolò,
tiva, anciie per la sicurezza del porto e la immolandogli i pescatori il tormo. In tut-
sua eccellenza pel trallico. Eredi delle arti ti gli antichi marmi di Trapani vi fu scol-
d'Egitto, coltivarono il bello^il njagnifico pito un delfino, simbolo d'un popolo na-
e lornato; e si premunirono p^r la via di vigatore, ed i fenicii portarono seco loro,
T U A TRA ìli
un gran numero ili leggi per la naviga- mi eh 'eransi ritirati nel porlo di Trapani.
zione, le quali di poco clilleiiscono ilalle Crescendo gigantescamente la potenza
fumose leggi marillime di Rodi. Nel seco- conquistatrice di Roma, questa cominciò
lo XII dopo il diluvio vinta e incendiata a formare de'disegni contro Cartagine, la
Troia, Enea unode'principi debellali, er- cui possanza e impero del mare gli for-
rando fuggitivo col padre Anchise e il fi- mavano inquietudine; perciò costruì legni
glio Ascanio, co'frigi e gli epiroti, arrivò e fece un grandioso apparato di guerra,
nel porlo di Trapani. Quivi morì Anelli- per abbatterne ad ogni costo la sua glo-
se, e il pio figlio con giuochi funebri ne ria. Quindi le città confederate, o dell'i-
onorò la memoria, e Virgilio cogl'immor- stessii origine di Cartagine, com'era Tra-
tali suoi versi consagrò questi luoghi nei pani, si fortifica ronoe aprironoi loro porti
fasti della celebrità. Intanto i greci inca- alle flotte dell'Africa, i territorii alle loro

paci di contenere nell'isole del mar Egeo aro)ate,e vi unirono le loro forze. A comin-
l'esorbitante numero de'snoi abitanti, li ciare i romani le loro aggressioni, ordina-
fecero trasmigrare in colonie, che venne- rono al console Appio Claudio di far slog-

ro a fissarsi nelle coste orientali della Si- giare da Messina i cartaginesi, che l'aveano
cilia, edierono principio a qnelleciltà che occJipata, come difensori di essa; poichò
si resero famose. Trapani però non cad- Rotna avea formato i suoi disegni snll'iso-
de in mano di questi stranieri, e si man- la di Sicilia, tanto comoda ad assicurarle
tenne seu)pre nella propria indipenden- l'impero del mare, e per deprimere la sua
za: proseguì in mezzo alle sue arti paci- odiosa rivale. Assalita la Sicilia, Trapani
fiche ad arricchirsi col commercio e a tra- chedovea figurare cotanto in quella guer-
sportare altrove il suo superfluo, ed i pia- re punica,come la più esposta alle violenze
cevoli prodotti di sue industriose fatiche. nemiche per la sua vicinanza colla Libia,
Le colonie greche di Sicilia non duraro- oppose all'armate romane delle barrie-
no a lungo in pace, e presero le armi con- re tali, chele fecero rimanere sorprese

tro i sicoli dell'isola di Ortigia,e contro della resistenza. Il maggiore interesse di


que' di Lentini. Serse gran re di Persia Cartagine era quello di conservar Tra-
impegnatosi a debellare i greci dell' Ar- pani, sito il più opportuno a* suoi van-

cipelago, per divertire ogni soccorso che taggi; non tardò quindi a mandargli cm
avessero potuto ricevere da que'di Sicilia, armamento marittimo e terrestre, con A-
fece abbracciare a'cartaginesi il progetto milcare capitano di sperimentato valore.
di muover guerra a' greci di quest'isola. Quel sagace generale costruì il castello,
Le armate cartaginesi vi si prepararono che sta al nord-est della piazza, fece dello
in Africa, mentre greci sicilioti, uniti a
i nuove ampliazioni all'antiche fortezze, e
Gelone di Siracusa, levavano eserciti for- sottopose il lutto alle regole d'una tatti-»

ti e numerosi. Si passò ben presto al l'o- ca ben ragionata. Presidiò l'isolelta Pe-
stilità, e si accese fra le due nazioni la guer- liade, munì ogni punto di difesa, e pre-
ra la più atroce. Trapani che traeva un parò quelle 4 lorri quadrate che signo-
origine cotnune cort Cartagine, temeva di reggiarono •" appresso in ogni angola
venir inviluppata in que'sanguinosi con- della città,di unita al castello.Per politica
flitti, e perciò nell'anno 4^0 avanti la no- distrusse