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ò 3 7<^é

DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO

AI PRINCIPALI SAirri, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI COHCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NO!f

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

DELLA CHIESA CATTOLICA,

ALLE CITTA

PATRIARCALI,

ARCIVESCOVILI

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO

SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LVI.

IN VENEZIA

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

MDCCCLII.

DIZIONARIO

DI ERUDIZIOx\E

S T OR I CO -ECCLESI ASTICA

PRO

rROTONOTARI APOSTOLICI,

Protonolariis apostoUcis. Sono di 3 spe- cie. I.* I piotonotari apostolici nwmer^ri e partecipanti, così delti dal loro stabile

numero e dagli emolumenti che parteci-

pano, formanti il cospicuo collegio prela-

tizio di primo rango, tanto celebre per la

sua antichità , come per le distinte pre-

minenze e rare prerogative di cui venne

fi-egiato in ogni tempo. 2.^ I protonotari

apostolici soprannumerari non parteci-

panti che non fanno parte di detto illu-

stre collegio, né godono veruno emolu-

mento, bensì posseggono tutti i privilegi

de'partecipanti, tranne alcuni particolari

propri del collegio, essendo chiamati ad

instar partecipantium, cioè a gu\sa e simi- litudine de'partecipanti. 3.^1 protonotari apostolici titolari o di onore, differiscono

dagli altri protonotari che sono veri pre-

lati, ed essi non lo sono, anche nell'abito

prelatizio che è nero, mentre i nominati l'hanno paonazzo. I notari furono così

detti perchè in origine servivansi delle

abbreviature o sieno note per scrivere ve- locemente, quindi Protonotaro, Prolono»

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la rius, con voce greco-latina fu dello il primo notaro. Nella chiesa di Costanti-

nopoli il protonotaro era il primo ufficia-

le del secondo ordine clericale, a cui toc-

cava esaminare i lettori della chiesa, scri-

veva i testamenti e le manumissioni degli

schiavi, non che scriveva le lettere e man-

dava gli ordini del patriarca agli altri pa-

triarchi, agli arcivescovi ed ai vescovi che

riconoscevano la sua autorità. Io che ri- levasi da Macri, Noi. de'vocab. ecclesia'

stici^e da altri. Osserva Tomassini, che

a tempo di Carlo Magno, quello che pri-

mo era tra'notari della chiesa, appella-

vasi Arcinotaro o Protonotaro. Marini

negli Archiatri, fa menzione del Protono- /ano delia curia Capitolina, ch'era nomi-

nato dal Papa. Dipoi il protouotarato ca-

pitolino, ossia delia civica magistratura

romana, venne dai Papi attribuito al

Senatore di Roma, il quale Io faceva e-

sercitare mediante corrisposta da un no- taro del suo tribunale, che perciò pren-

deva il nomedii.° notaro

protonotaro,

e durò finché nell'ottobre 1847 '"'^ eoa detta curia soppresso, quando il regnante

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Pio IX ristabilì il Municipio romano.

Nel 1 83 1 si slam pò in Roma : Statala ven.

Collega dd. Notarioruni Curiae Capi- tolinae eorumqiie facullas et privilegia.

Air articolo Notaro, come di quello che

scrive e nota

ci, parlai meglio delle sue diverse eti-

mologie, denomÌDi)zioni e modi di scri-

vere; rilevando ancora l'antichità e im-

portanza del nobile e grave officio, il qua-

le Io fu di dignità nella chiesa romana fino dai primi secoli e di due sorta, cioè ordinari e regionari, venendo promossi

a questi gradi quelli che li meritavano

pei servigi resi alla stessa chiesa, narran-

do altresì a chi in progresso di tempo fa

dato il privilegio di crearli e come ne ve-

nivano investiti. Fu sempre in tanta esti-

mazione e singolare pregio il grado di prò-

tonotario apostolico, anche come dignità della chiesa,che nella gerarchia della pre-

latura, dopo i vescovi è il più onorevole

e distinto; ondei Papi volendo levare al

cardinalato senza precedente carriera pre-

latizia i propri nipoti (come per l'ultimo fece Clemente XII), ed i figli o parenti di

sovrani o grandi principi, ovvero qualche ragguardevolissimo personaggio, o con- giunto di quel Papa che gli ave^no crea-

ti cardinali, per restituzione dell'onorifì-

cenza, senz'altro prima espressamente li

dichiararono prelati protonotari sopran-

numerari, di che si può vedere moltis-

simi esempi nelle biografìe de'cardinali,

ritenendolo degno della graduazione per

l'immediata promozione alla sublime di-

gnità cardinalizia. Riferisce Marchesi, De/

protonotariato p. i6, che Leone X nel-

la celebre promozione di 3o (3 1) cardi-

nali, senz'altro requisito e graduazione

vi comprese i4 protonotari per chiarez-

za di sangue (3 erano suoi nipoti), per

autorità e per virtù meritevoli di essere

a quell'eminente posto esaltati, con al-

tra qualificazione vennero promossi, a ri- serva di due poc'anzi entrati nell'ordine

episcopale e riportandone i nomi,coiros-

servazione, che forse non si leggerà ac-

le

cose e gli atti

pubbli-

PUÒ

daduto il somigliante nelle altre classi del-

la prelatura. Veramente, avendo esami-

nato detta Promozione (f^.), trovai che

IO propriamente non aveano altra qua-

lifica, anzi Cesi era pure reggente nellii

cancelleria. Noterò ancora, che Alessan -

dro Vili nel suo breve pontificato creò

1 4 cardinali in 3 promozioni; nella i." il proprio pronipote senza essere investito

di alcuna carica; nella -2.' di i i cardinali

fra'(|uali un altro pronipote e 5 chierici

di camera, però uno era divenuto teso-

riere; nella 3." un chierico di camera, ed un affine senza carica. Si disse, che tanti

chierici di camera promossi in breve tem-

po, ebbe per fine di fare introitare alla

camera buona somma di denaro, essen-

do allora uffizi venali e Placabili (f^.), Olì'

de il successore Innocenzo XII ne abolì la vendita. Marchesi,oltre l'antipapa Cle-

mente VII, riporta i seguenti Papi stati

protonotari apostolici. Adriano l,cioèno- taro apostolico regionario,BonifacioVIII,

Gregorio XI, Bonifacio IX, Giovanni

XXIII, Martino V, Eugenio IV, Paolo

II, Pio IH, Leone X, Paolo III, Marcello li, Pio IV, Paolo V, Urbano VIII, In-

nocenzo XI. Aggiungerò, oltre s. Damaso

Idei 367,Clemente XIII del 1758,6 quei

Papi che per essere stati canonici delle

Basiliche patriarcali di Roma, andaro- no fregiati del protonotariato prima del

pontificato, per privilegio concesso a quel- le insigni chiese.

L'origine del nobilissimo collegio dei

protonotari apostolici di i." classe, detti

partecipanti o di numero, la riportai al ci-

tato articolo NoTARO, e meglio ed anche

coH'autorità di Cenni e Galletti a Primi-

cerio DELLA s. Sede, insieme alle impor-

tanti notizie de' primiceri e secondiceri

della stessa sede apostolica, ragguardevo- li e amplissime dignità della chiesa roma- na, come de'selte notari regionari e altri

notai i apostolici, loro molteplici e auto-

revoli incombenzee preminenze, quali uf-

fiziali del sagvo PalazzoLateranense{P^.),

piiaieggiaodo tra gli uffizi palatini quelli

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del primicerio, e del seconcliceno, il qua-

le essendo custode de'sagri scrigni o Ar-

chivio della s. Sede (F.), divenne anco-

ra Bibliotecario di s. Chiesa (F.). Nei

medesimi articoli dichiarai, che a co- spicui notari nel secolo XIV successe-

ro i protonolari apostolici per consen-

so de* tanti scrittori che vanta il colle-

gio de' Protonolari apostolici di nume- ro fisso, ad instar de' quali i Papi isti-

tuirono i soprannumerari; indi istituiro-

no ancora gli onorari o titolari, e quel-

li vacabili, de'quali lutti infine ne darò le notizie. Adunque l'origine antichissi-

ma de'protonotari apostolici, come gli ac-

cennati ed altri scrittori, la feci derivare

dalle disposizioni del 4-° Papa s. Clemen- te I del 93, quando divise Roma in 7 re-

gioni ecclesiastiche, perchè reputando ne-

cessaria e utile la compilazione degli atti àe" Martiri (V.)^ per eccitare i fedeli a

seguirne l'eroico esempio, a ciascuna po- se un nolaro, che perciò si chiamò nota- regionario j per raccoglierli, sceglien-

do a questo geloso uffizio persone di pro-

vala integrità, diligenza e fedeltà, deno-

minandosi il loro capo Priniicero, quan-

do formarono collegio o scuola (Zaccaria

ritiene che nel 544 8'^ fosse formata). A

questi ordinò scrivere con pubblica fede

le genuine gesta de'primi gloriosi cara- pioni del cristianesimo, le loro azioni più

eroiche, la specie de'supplizi, la qualità delle morti, il luogo del martirio, il sito

del sepolcro o catacombe, acciò per la fu-

ria delle Persecuzioni [P^.) non se ne per-

desse la memoria, e per la varietà e vi-

cende de'tempi non se ne confondessero

le testimonianze sincere, ondePiazza chia-

i notari regionari, primogeniti pre- lati della chiesa universale, DeWEusevo- logio romano trai. 5, cap. 26: Del col-

legio de'protonotari apostolici. Zaccaria,

Disseri. t. I , dissert. 9, Sopra i notai

ecclesiastici , citando Zornio : De nota-

rionini in prima ecclesia iisu, crede che

s. Clemente I scegliesse i 7 notari regiona-

ri da que'uolari cristiani che periti nello

vo

«cri vere con note, si frammischiavano tra

gli altri spettatori de' giudizi, e con gran-

dissima celerità quanto ai martiri acca-

deva, extra cancellos obduclo velo scri-

vevano, e poi con bel carattere lo rico-

piavano per uso delle chiese. Si chiama-

vano Exceptores e pare che V Ecceltora-

to fosse il 1 .° grado nel chiericato. Indi

Papa s. Antero per ricercare con diligen- za e riporre negli archivi delle chiese gli

atti de'marliri, che i notarr raccoglieva-

no con somma fedeltà, patì il marlirio

nel 2 38. Gli successe s. Fabiano, il quale

per maggiore precauzione e scrupolosa

esattezza, destinò 7 suddiaconi, uno per

regione, affinchè soprintendessero e ve-

gliassero sui notari e gli assistessero in

opera tanto santa, ed ancora perchè scri-

vessero gli atti distesamente e non con iscrittura accorciata e abbreviature co- me solevano fare, donde ebbero princi- pio i Martirologi [F.), e quindi li depo-

nessero nello sciinio santo o archivio, del

quale divennero custodi con altri mini-

stri notari, ma detti scrinari, che più tar-

di furono I 2, e poi essendosi aumentati,

verso il secolo IX ebbero a capo il Pro- toscrinario[F.). In questo archi vio o seri

nio ben presto si formò un prezioso te- soro e miniera inesausta della chiesa, per-

chè eziandio vi si posero gli atti de'con-

cilii, l'epistole indirizzateai Papi, e le co-

pie di quelle che essi scrivevano per re-

gola di fede e di disciplina ecclesiastica.

Cessate le persecuzioni della chiesa, e per-

ciò l'occasione di scrivere le passioni dei martiri, s. Giulio I del 336 diede ai notari

regionari nuove incombenze e pubblica

autorità in servigio della s. Sede e dei Pa-

pi, e per le cause degli ecclesiastici, doven-

do scriverne, registrarne e conservarne i

documenti, le ordinazioni e lelettere pon-

tificie, e tener conto di tutto quanto spet-

tava alla chiesa romana; essendo in se- guito impiegati in gravissimi affari, nel

governo Ae. Patrimoni della s. Sede (^'.),

e spediti legati e nunzi della medesima

in diverse regioni. Anche questa istitu-

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zionedeifa chiesa romana, fu imitala dal- le altre chiese d'oriente e d'occidente, le quali talvolta fecero da essi correggere i

codici mss. A. Martire celebrai la dili- genza de' vescovi in far registrare ne'Dìt'

liei [F.) e sagre tavole i martiri, anche

al tempo delle persecuzioni. Inoltre par- lai a Martire dei differenti awirfe^wtìtr-

liri, come di quelli proconsolari o presi-

diali, di cui trattai anche a Provincia par-

landode'proconsoli, dicendo legali gli at-

ti scritti dai notari gentili e perchè. la seguito dai notari regionari derivò la

Cancellerìa apostolica [F .), della quale

fanno parte tuttora i protonotaridi nu-

mero, essendo notaro della s. Sede e del sagro Concistoro il cardinal Fice- Can-

celliere. Nel più volte citato articolo Pri-

micerio DELLA s. Sede, narrai ch'egli col

secondicerio e coi notari regionari inter-

veniva alle elezioni de' Papi, ed a tutte

le funzioni che celebravano pubbliche e

palatine. Di più, che il primicerio ne'pri-

mi secoli fece parie del sagro triumvira-

to che governava la Chiesa in sede va-

cante, nell'assenza del Papa, e finché il

nuovo eletto non era ordinato, come ca-

po delle dignità palatine, avendo pure

luogo ne'concilii. Un notaro regionario,

la festa innanzi che si avesse la Stazione, l'intimava e avvertiva in qual luogo do-

vesseadunarsi il popolo' e il clero, e do- ve sarebbe andata la processione col Pa-

pa. Vi sono esempi che un notaro regio-

nario esercitò anche 1' uffizio di scrina-

rio. Accresciuto poi iu Roma di molto il

numero de' notari comuni, quelli della s. Sede, cioè i 7 notari regionari, per la toro

antichità e per il lustro delle loro beneme- renze egrado eie vato,per distinzione ed ec-

cellenza furono purechiamali Protonota-

ri, ed eziandìo Protonotari apostolici, heU'

che come osserva Cassaneo, Syntagm.

jur. univ. lib. if, cap. 4 1 > n.° 8, nelle boi -

le e costituzioni pontificie si sottoscrives-

sero col solo nome di notaro. Con Gal-

letti a Protoscrinario potei registrarne

due col titolo di protouolario; Giorgio

dell'827 prolonotariì patriarchio Late-

ranensij Melchisedech del go5, protone-

tarli s. Sedis aposlolìcae: di più dice Gal-

letti, che protonolario, protoscrinario e primiscrinio vuol dire una slessa cosa. Os-

serva inoltre Galletti che il decano del collegio degli attuali protonotari, rappre-

senta l'antico Primicerio, il quale era il

decano dell'antico collegio de'nolari re- gionari, e sembra che ci di venisse per an-

zianità; e Nardi, De'parrochi t. 2,p. 2o4,

celebrando i protonotari apostolici, ritie-

ne che da' primi tempi della Chiesa, dac- ché cominciaronoaservivla,con serienon

interrotta tuttora fioriscano. Riganti, De

protonotarii p. 22, n." 97, Protonotarii,

idest, primi notarli, seu principes /iota-

riorum, Jiierunt appellati. A p. 2.5, n.°

128 aggiunge che compete loro il titolo

di Magistri, e scrivendo Innocenzo III

a Massimo notaro, lo chiamò Magistro

Maximo notario nostro.

Dopo il lungo e funesto scisma, deri-

vato dalla lunga assenza de'Papi da Ro-

ma che soggiornarono in Avignone, elet-

to Martino V nel i4'7 «'idonò la pace

alla Chiesa e riordinò gli uffici della cu-

ria romana. Quindi colla hoWa In Apò-

stolicae saedis, stabilì a favore de'prolo- notari partecipanti le tasse sulla spedizio-

nedelle bolle di provvista delle chiese ve-

scovili e abbazieconcisloriali, per la sot-

toscrizione delIebolleapostoliche.Da tem

pò immemorabile godendo i protonotari

partecipanti la precedenza sugli arcive-

scovi e vescovi, anche nelle cappelle pon-

tificie, nel celebre congresso convocato

in Mantova [F^) da Pio li insorsero di- vette questioni di preminenze sui posti da sedere, e gli arcivescovi e vescovi ri-

corsero al Papa per vedersi preceduti dai

protonotari partecipanti, mentre nel sa-

gro ministero erano successori degli apo-

stoli. Pio II prendendo in considerazio- ne le loro rimostranze, colla bolla Cuin servare in rebus ordìneni, data in Man-

tova a' 12 giugno 14^9» Bull. lioni. t. 3,

par. 3, p. Q7, accordò agli arcivescovi e

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vescovi la precedenza sui prolonolari, i

quali sono da lui chiamati: »» Notariorum nostrorum.quo vulgo Piotonolarios, qua-

si per excellentiam quamdatn, non ab re,

consuetudo vocitat". Su di che osservò

CoheUio, Notilia cardinalaius^cap. i8 :

De protonolariis apostolicis , per dare

maggiore risalto all'eminenza del proto-

notariato: •» Dignitas veroadeoexcellens in ecclesia Dei fui tjUtusque ad Pii II tem-

pora episcopos praecessisse ex ejusdem

Pontificissanclione innotescal". Cheru- bini giuniore ecco come spiegala disposi- zione di Pio 1 1, nel compend. addici. Bui-

lam Schol. 2: Citr episcopis haec prae-

cedentia debetiir? Quia episcopi locuni

tenent Apostolorum, protonolarii aiiteni assìniilantur Evangelistis, ciini sint de-

pittati ad scribenda acta Pontijicis. Per

compensare Pio II il discapito de'proto-

notari, colla stessa costituzionestabiPi, che

4 de'piìi anziani del numero ne'concistori

pubblici e seraipubblici vi dovessero as-

sistere in luogo più decoroso presso il Pa-

pa, ed in loro assenza altrettanti de'so-

prannumeri li supplissero: presentemen- te i soprannumerari non suppliscono a

quelli di numero. » In consistoriis vero

publicis ( ubi de rebus, quae geruntur, ut aulhentica conficiant ìnstrumenta ro-

gari consueverunt ) quatuor ex iis, qui numerarli dicuntur, et eisdem absenti-

bus, totidem ex aliis secundura institu-

tionera eorum seniores juxta gradum a-

postolici soliìhonorabìliorem teneant lo- cum, sedique noslrae proximiores assi-

deaut". Oltre a ciò, Pio dopo la pro- mulgazione della bolla, a decoro del col-

legio de'protonotari, conferì il protono-

tariato a Lodovico d'Albret della regia

stirpe di Francia, ed a Francesco Gon-

zaga figlio del marchese di Mantova, clie

poco dopo creò cardinali. Paolo II sta-

bilì che non si potessero creare protono-

tari se non di 20 anni, costumandosi di-

spensare dall'età i nipoti de'Papi, e dei

principi o loro figli; ma il rocchetto solo

compiti i 10 anni potessero assumerlo.

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Nel voi, VII, p. 180 notai che Alessan- dro VI, in virtù di santa obbedienza e sot- to pena di scomunica, proibì agli uffiziali

di cancelleria di sottoscrivere le lettere

di spedizione di bolle pei benefizi con-

cistoriali, come vescovati e abbazie aim/-

liiiSjSe prima non avesse posto la sua fir-

ma un protonotaro partecipante; e che

la disposizione avendola approvata Giu-

lio II nel i5o6 con costituzione de' 17

marzo, si eseguisce ora dal segretario del

collegio. Adriano VI col moto-proprio

che ricordai nel voi. Vili, p. 253, dispo-

se che 3 protonotari apostolici parteci-

panti intervenissero sempre alle cappel-

le, sotto pena di scomunica, e quando il

Papa celebrare personaliter contingente

vi debbono assistere lutti. Sisto Vnel ri-

formare e ampliare gli uffizi f'acabUi,

colla bolla Romanus PonlifeXjde 1 6 no-

vembre i585, Bull. Rom. ì. 4, par. 4»

p. 1 6 r , al numero de'7 protonotari par-

tecipanti aggiunse altri 5, formando il

collegio di 1 2 prelati, CoUegiuni notario'

rum sedis apostolicae de numero par-

tecipantium, ordinando che ogni prolo-

notariatosi dovesse comprare collo sbor-

so di scudi 1 2, 5oo, laonde introitò il te-

soro pontificio scudi 62,5oo, aggiungen -

do al collegio l'annua rendita dì scudi

1980 da pagai-si dalla camera apostoli-

ca, cioè da prelevarsi dai dazi delle do-

gane e tesorerie della provincia del Pa-

trimonio di Viterbo ossia di Bieda,eda

quella di Spoleto. Osserva il commenta-

tore della Relazione della corte di Ro-

ma ne! I 774>chequantunque ii2 proto-

notariati erano venali per acquistarsi me-

diante il pagamento della nominala som-

ma, però non si soleva concederli che a

ragguardevoli e idonei personaggi; ed in

fatti il cardinal Petra, Comment. ad Con-

stit. Pii II, t. 5, n. 22 e 2g, encomia il col-

legio con queste splendide parole. "Hujus-

modi protonolariorum collegiura semper

fuit in maxima veneratione, lum quiii

ut plurimum nobiliores ex familiìs Ila-

iiac, dum praelaliliura gradura assum-

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psere, Ingiedi solebant, tum quia ex eo

ingei)s cai'dinalium nutnerus, et derauin

ex lionorabiliori loco,quem obtinent su-

per omnes praelalos". Vedasi il Rigan-

ti, De protonotariisy p. 53, n.° 2, p. 76,

n.° I : » Suuima tamen praefatae, non obdignitalem protonolariatus persolvi-

tur, sed proptertemporalia emolumenta ofBcioadnexa". Inoltre Sisto V colla bol- la Laudahilissedis apostolicae, de'5 feb-

braio i586, presso detto Bull. p. i63,

confermò i tanti privilegi (eccettuati i re-

vocati dal concilio di Trento), emolu- luenli e prerogative del collegio de'pro- tonolari apostolici partecipanti, ed altri

molti benignamente concesse. 11 Luna- dorochequalcheanno dopo scrisse la Re-

lazionedella corte di Roma, riferisce che 1' offizio di protonotario partecipante si

comprava per settemila scudi d'oro (cioè 1 2,55o d'argento) e fruttava 4oo annui scudi d'oro (660 d'argento), narrando

che quando Clemente Vili in Ferrara (/^.) congiunse in matrimonio 1' arcidu-

chessa d'Austria Margherita con Filippo

III re di Spagna per procura, ne fece ro-

gare solenne islrumentoda mg/ Barbe-

rini protonotario partecipante, poi Ur-

bano Vili, come afferma anche Amyde-

nio, Depielate romana p. 2 1 7, De prò- thonolariis apostolicis. Aggiungerò che

rogò pure l'atto dello sposalizio tra l'ar- ciduca d'Austria yVlberto e Isabella so-

rella di detto re, fatto dallo stesso Papa.

Volendo Clemente Vili innalzare al car-

dinalato il gran Baronio annalista e suo confessore, sapendo quanto abborrisse le

dignità ecclesiastiche, pochi mesi prima

e sedente in trono lo dichiarò protono- tario apostolico, con precetto rigoroso

d'ubbidienza; ed irremovibile nelsuo in-

tendimento, non cedendo dlle angoscio-

se preghiere e ragioni di Baronio, a for-

za lo fece spogliare degli abiti e vestire

i prelatizi che appositamente avea ordi-

nati. Non si può leggere senza edificazio-

ne morale il bel contrasto tra il saldo Pon-

tefice e il ripugnante Baronio, la cui te-

nacità dovette suo malgrado cedere, ri-

portandone la descrizione dello stesso Ba-

ronio il p. Menoehio, Sttiore t. 3, cent. 9, cap. 66.

Gregorio XVnell'istituire la beneme-

rentissi ma Congregazione depropaganda

fide (/^.) vi annoverò il prelato Agucchi

protonotario apostolico , come dissi nel

voi. XVI, p. 243 e 254» parlando dell' i-

stituzione fatta dal successore Urbano

Vili dell' intervento d''un protonotario partecipante a detta congregazione , per

registrare gli atti di quelli che soffrirono

il martirio per la propagazione della fede e compilarne il processo , come pratica-

vano gli antichi protonolari : aggiungerò le promesse notizie sul protonotario sta- tuilo da Urbano Vili, importanti nel ri- flesso della rinnovazione dell' originario

olfìzio e per esercitarsi nella vastissima

e immensa giurisdizione del cosmopoli-

tico sagro istituto. L'elezione del proto- notario apostolico della s. congregazio-

ne di propaganda si trova registrata ne-

gli atti dell' adunanza o congregazione

generale tenuta avanti Urbano Vili ai 6 febbraio 1626 col seguente decreto,

nel quale viene specificalo anche 1' og--

getto. M Quoniam freqnenter in eccle-

ya Dei , et potissimum haec nostra ae-

tate propter diversas haereses pessimo- rum hominum malitia exortas, calholici

diris infidelium, vel haereticorum perse-»

cutionibus, exilia, carceres, aliasquepoe-

nas , et denique mortem ipsam fortiter

sustinent prò calholica fide, et multoties

contingit, ut in sagra congregatione de il-

lorum confessionibus, gestis ac martyriis

fiat relatio. Patres veterum Poulificum

permotiexeraplo, unanimi consensu cen-

suerunt unum ex protonotariis'apostoli-

cis in ipsa congregatione ad scribendum esse, qui confessorum, et marlyruui ge-

sta quae in ea referentur, scribat, ut et

tantorum virorum praestanlissima virtus ad Dei gloriam,ipsorumque laudem itn-

mortalitati consecretur, et posteris exem-

pla verae fortitudinis ad imitanduw re-

PRO

linquantiir, et cum iuter Palres diiccpta-

'relnr de protonotario apostolico in eoa- gregatiune adsciscendo SS. D. N. Caidi-

nalibus omnibus approbantibus,elegit in ptolonotiuiutn s. Congregalionis R. D.

Pelrum Sanesiuui". Di poi Urbano Vili

nella congiegazione generale de'3o giu-

gno 1626, udito il parere de'cardioali, so- stituì a detto prelato mg/ Antonio San-

tacroce, e nella congregazione de' 9 no-

vembre ordinò la spediaioue del breve,

nel quale, premessa la succinta storia dei

7 notari istituiti da s. Clemente 1, si con-

cessero in perpetuo dal Papa quelle fa-

coltà che esercitavano tali notari, e quel-

la fede in loro riponesse, che a quelli

si avea. » i.°Ut facilius, et certius rela-

tionem in eadera s. cong. facere valeat

de gestis martyrum, qui quocumque in

loco Orbis terrarum a die institutae cong.

de prop. (Ide passi sunl, aut infuturum patientur, testisin romana curia repertos,

aut reperiendos d. ptis" gestis informatos

recipeie, et examiuare possit, eorumque

examina seu processus in publicam , et

aulheuticam forniam redigere.etexami-

nibus, ac processibus praefatisabeo sub-

scriptis, et subsignatis, piena fìdes, sicut

ptor septera notariorum a Clemente I

praefato institutorum atte stationibu.s, et

scripluris habeatur. 2. °Quod de ptis' ge-

stis martyrum scripturas quascumque undequaque Romani altatas examinare,

et illas, cum opus fuerit, in curia reco-

gnosci facere per habentis notas maous,

et sigilla in eadem curia repertos. 3.° Quod

quarumcumque scripturarura ad mar-

tyrum gesta pertinentium, quae ad ejus

manus pervenient, transumpta cooficere,

illasque authenticare possit, et valeat,

transumptisqué ptis" ab eo subscriptis, et

subsignatis piena fides, sicut origioalibus, penes ipsum existentibus adhibeatur ".

Al prelato Santacroce successe mg. ^ Rai-

mondi, al quale Urbano