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3 7<^

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

AI

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI
PI

SAirri, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI SOMMI

PONTEFICI,

CARDINALI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

GRADI

DELLA

GERARCHIA
E

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

ARCIVESCOVILI

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI COHCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI SOLENNI,


PAPALI,

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED OSPITALIERI,

NO!f

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LVI.

IN

VENEZIA
MDCCCLII.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI ERUDIZIOx\E

ST

OR CO -ECCLESI ASTICA
I

PRO
rROTONOTARI APOSTOLICI,
Protonolariis apostoUcis.
cie. I.*
I

PRO
la rius, con voce greco-latina fu dello
il

Sono di 3 spepiotonotari apostolici nwmer^ri


emolumenti che
il

primo notaro. Nella chiesa di Costantinopoli il protonotaro era il primo ufficiale del

e partecipanti, cos delti dal loro stabile

secondo ordine
i

clericale, a cui toc-

numero
tizio di

e dagli

parteci-

pano, formanti
sua antichit
fi-egiato in

cospicuo collegio prelala le distinte pre-

primo rango, tanto celebre per


,

come per

cava esaminare lettori della chiesa, scriveva testamenti e le manumissioni degli schiavi, non che scriveva le lettere e mandava gli ordini del patriarca agli altri pai

minenze e rare prerogative


ogni tempo.
2.^
I

di cui

venne

triarchi, agli arcivescovi ed ai vescovi

che
ri-

protonotari

riconoscevano
levasi

la

sua autorit.

Io

che

soprannumerari non partecipanti che non fanno parte di detto illustre collegio, n godono veruno emoluapostolici

da Macri, Noi. de'vocab. ecclesia' stici^e da altri. Osserva Tomassini, che a tempo di Carlo Magno, quello che pri-

mento, bens posseggono

tutti

privilegi

mo
vasi

era tra'notari della chiesa, appella-

de'partecipanti, tranne alcuni particolari

propri del collegio, essendo chiamati

ad

negli Archiatri, fa

Arcinotaro o Protonotaro. Marini menzione del Protonoprotouotarato caal

instar partecipantium, cio a gu\sa e similitudine de'partecipanti. 3.^1 protonotari


apostolici titolari o di onore, differiscono

/ano delia curia Capitolina, ch'era nominato dal Papa. Dipoi


il

pitolino, ossia delia civica magistratura

dagli altri protonotari che sono veri prelati,

romana, venne dai Papi attribuito

ed

essi

non

lo

sono, anche nell'abito

prelatizio che nero,

mentre

nominati
delle

l'hanno paonazzo.

notari furono cos

detti perch in origine servivansi

abbreviature o sieno note per scrivere velocemente, quindi Protonotaro, Prolono

Senatore di Roma, il quale Io faceva esercitare mediante corrisposta da un notaro del suo tribunale, che perci prenprotonotaro, deva il nomedii. notaro e dur finch nell'ottobre 1847 '"'^ eoa detta curia soppresso, quando il regnante

4
Pio IX
1

PRO
ristabil
il

PU
daduto
la
il

Municipio romano.
:

somigliante nelle altre

classi del-

Nel 83 1 si slam p in Roma Statala ven. Collega dd. Notarioruni Curiae Capitolinae eorumqiie facullas et privilegia.

prelatura. Veramente, avendo esami(f^.), trovai

nato detta Promozione

che

IO propriamente non aveano altra qualifica,

Air
ci,

articolo

Notaro, come
le

di quello

che

anzi Cesi era pure reggente nellii


-

scrive e nota

cose e gli atti pubbli-

cancelleria.

parlai meglio delle sue diverse etiscri-

mologie, denomDi)zioni e modi di

vere; rilevando ancora l'antichit e im-

portanza del nobile e grave


fino dai primi secoli e di

officio,

il

qua-

Noter ancora, che Alessan dro Vili nel suo breve pontificato cre nella i." il 1 4 cardinali in 3 promozioni; proprio pronipote senza essere investito di alcuna carica; nella -2.' di i cardinali
i

le Io fu di dignit nella chiesa

romana

fra'(|uali

un

altro pronipote e

chierici

due sorta, cio ordinari e regionari, venendo promossi a questi gradi quelli che li meritavano
pei servigi resi alla stessa chiesa, narran-

di

camera, per uno era divenuto tesoriere; nella 3." un chierico di camera, ed

un

affine senza carica. Si disse,

che tanti

chierici di

camera promossi

in

breve tem-

do

altres a chi in

progresso di tempo fa

po, ebbe per fine di fare introitare alla

dato il privilegio di crearli e come ne venivano investiti. Fu sempre in tanta estimazione e singolare pregio il grado di prtonotario apostolico, anche come dignit
della chiesa,che nella gerarchia della pre-

camera buona somma di denaro, essendo allora uffizi venali e Placabili (f^.), Ol' de il successore Innocenzo XII ne abol
la

vendita. Marchesi,oltre l'antipapa Clei

mente VII, riporta

seguenti Papi stati

latura, dopo

vescovi

il

pi onorevole

protonotari apostolici. Adriano l,cionotaro apostolico regionario,BonifacioVIII,

e distinto; ondei Papi volendo levare al cardinalato senza precedente carriera prelatizia
i

propri nipoti (come per l'ultimo


i

fece

Clemente XII), ed

figli

o parenti di

Gregorio XI, Bonifacio IX, Giovanni XXIII, Martino V, Eugenio IV, Paolo II, Pio IH, Leone X, Paolo III, Marcello
li, Pio IV, Paolo V, Urbano VIII, Innocenzo XI. Aggiunger, oltre s. Damaso Idei 367,Clemente XIII del 1758,6 quei Papi che per essere stati canonici delle

sovrani o grandi principi, ovvero qualche

ragguardevolissimo personaggio, o congiunto


ti

di quel

Papa che

gli

ave^no creali

cardinali, per restituzione dell'onorif-

cenza, senz'altro prima espressamente

Basiliche patriarcali di

Roma, andaroprima del

dichiararono prelati protonotari sopran-

no

fregiati del protonotariato

numerari, di che

si

pu vedere moltis-

pontificato, per privilegio concesso a quelle insigni

simi esempi nelle biografe de'cardinali,

chiese.

ritenendolo degno della graduazione per

L'origine del nobilissimo collegio dei

l'immediata promozione alla sublime dignit cardinalizia. Riferisce Marchesi, De/

protonotari apostolici di
partecipanti o di
tato

i." classe,

detti

proto notariato p. i6, che Leone


la

nel-

numero, la riportai al ciarticolo NoTARO, e meglio ed anche


s.

celebre promozione di

3o

(3 1) cardi-

coH'autorit di Cenni e Galletti a Primi-

nali, senz'altro requisito e vi

graduazione

cerio DELLA

Sede, insieme

alle

impor-

comprese i4 protonotari per chiarezza di sangue (3 erano suoi nipoti), per


autorit e per virt meritevoli di essere
a quell'eminente posto esaltati, n con altra qualificazione

tanti notizie de' primiceri

e secondiceri

della stessa sede apostolica, ragguardevoli

e amplissime dignit della chiesa

roma-

na,

come
i

de'selte notari regionari e altri

vennero promossi, a

ri-

notai
revoli
fiziali

apostolici, loro molteplici e auto-

serva di due poc'anzi entrati nell'ordine


episcopale e riportandone
i

incombenzee preminenze, quali ufdel sagvo PalazzoLateranense{P^.),


gli uffizi

nomi,coirossi

servazione, che forse

non

legger ac-

piiaieggiaodo tra

palatini quelli

PRO
del primicerio, e del seconcliceno,
le
il

PRO
quacri

5
tra

vere con note,

si

frammischiavano
ai

essendo custode de'sagri scrigni o Archivio della s. Sede (F.), divenne ancos.

gli altri

spettatori de' giudizi, e con gran-

dissima celerit quanto

martiri accascri-

ra Bibliotecario di

Chiesa (F.). Nei

deva, extra cancellos obduclo velo

medesimi
ro
i

articoli dichiarai,

che a

co-

spicui notari

nel secolo

XIV

successe-

protonolari apostolici per consenil

vevano, e poi con bel carattere lo ricopiavano per uso delle chiese. Si chiamavano Exceptores e pare che V Ecceltorato fosse

so de* tanti scrittori che vanta gio de' Protonolari apostolici di

colle-

numeisti-

Papa
atti

s.

. grado nel chiericato. Indi il 1 Antero per ricercare con diligen-

ro fisso,
tuirono
i

ad

instar de' quali

Papi

za e riporre negli archivi delle chiese gli

soprannumerari; indi
gli

istituiro-

de'marliri, che

notarr raccoglievail

no ancora
li

onorari o

titolari, e

quel-

no con

somma

fedelt, pat
s.

marlirio

vacabili, de'quali lutti infine ne

dar

nel 2 38. Gli successe

le notizie.

Adunque

l'origine antichissi-

Fabiano, il quale per maggiore precauzione e scrupolosa

ma de'protonotari
cennati ed
del 93,

apostolici,

come gli acderivare


s.

esattezza, destin 7 suddiaconi,

uno per
in

altri scrittori, la feci

regione, affinch soprintendessero e vegliassero sui notari e gli assistessero

dalle disposizioni del 4-


te
I

Papa

Clemenin 7 re-

quando
la

divise

Roma

opera tanto santa, ed ancora perch


vessero
gli atti

scri-

gioni ecclesiastiche, perch


cessaria e utile

reputando necompilazione degli atti


i

distesamente e non con

iscrittura accorciata e abbreviature co-

e" Martiri (V.)^ per eccitare

fedeli

me
pio

solevano fare, donde ebbero princii

seguirne l'eroico esempio, a ciascuna pose

Martirologi [F.), e quindi

li

depomini-

un nolaro, che perci

si

chiam nota-

nessero nello sciinio santo o archivio, del

do

vo regionario j per raccoglierli, scegliena questo geloso uffizio persone di provala integrit, diligenza e fedelt, deno-

quale divennero custodi con


stri

altri

notari,

ma detti
I

scrinari, che pi tar-

di

furono
il

2, e poi essendosi

aumentati,
il

minandosi il loro capo Priniicero, quando formarono collegio o scuola (Zaccaria ritiene che nel 544 8'^ fosse formata). A questi ordin scrivere con pubblica fede le genuine gesta de'primi gloriosi carapioni del cristianesimo,
le

verso

secolo

IX ebbero
si

a capo

Pro-

toscrinario[F.). In questo archi vio o seri


nio ben presto

form un prezioso
posero
gli atti

te-

soro e miniera inesausta della chiesa, per-

ch eziandio
cilii,

vi

si

de'con-

loro azioni pi

l'epistole indirizzateai Papi, e le co-

eroiche, la specie de'supplizi, la qualit

pie di quelle

che

essi

scrivevano per re-

luogo del martirio, del sepolcro o catacombe, acci per


delle morti,
il

il

sito

gola di fede e di disciplina ecclesiastica.

la fu-

Cessate

le

persecuzioni della chiesa, e per-

ria delle

Persecuzioni

[P^.)

non se ne pervariet e vi-

ci l'occasione di scrivere le passioni dei

desse la

memoria, e per
se

la

martiri,

s.

Giulio

del

336 diede
s.

ai

notari

cende de'tempi non


le

ne confondessero

regionari nuove incombenze e pubblica


autorit in servigio della
pi,

testimonianze sincere, ondePiazza chiai

Sede e dei Pai

notari regionari, primogeniti pre-

e per le cause degli ecclesiastici, dovene conservarne

lati della

chiesa universale,
trai. 5, cap.

DeWEusevo26: Del colnotai

do scriverne, registrarne
documenti,
tificie,

logio

romano
t.
I
,

le

ordinazioni e lelettere pon-

legio de'protonotari apostolici. Zaccaria,

e tener conto di tutto

quanto spetin seaffari,

Disseri.

dissert. 9,

Sopra
:

tava alla chiesa

romana; essendo

ecclesiastici

citando Zornio
scegliesse

De

nota-

guito impiegati in gravissimi


e spediti legati e nunzi della
in

nel

rionini in
s.

prima
I

ecclesia iisu, crede che


i

governo Ae. Patrimoni della s. Sede


diverse regioni.

(^'.),

Clemente

7 notari regiona-

ri

da que'uolari

cristiani

che

periti nello

medesima Anche questa istitu-

6
le altre

PRO
chiese d'oriente e d'occidente, le
i

PRO
dell'827 prolonotari patriarchio Latetarli
letti,

zionedeifa chiesa romana, fu imitala dalquali talvolta fecero da essi correggere


codici mss.
A.

ranensij Melchisedech del go5, protones. Sedis aposlolcae: di pi dice Gal-

Martire

celebrai la dili-

che protonolario, protoscrinario e

genza de' vescovi in far registrare ne'Dt' liei [F.) e sagre tavole martiri, anche
i

primiscrinio vuol dire una slessa cosa. Osserva inoltre Galletti che il decano del
collegio degli attuali protonotari, rappre-

tempo delle persecuzioni. Inoltre parlai a Martire dei differenti awirfe^wttrliri, come di quelli proconsolari o presial diali, di cui trattai

senta l'antico Primicerio,

il

quale era

il

anche a Provincia pargli at-

landode'proconsoli, dicendo legali


ti

decano dell'antico collegio de'nolari regionari, e sembra che ci di venisse per anzianit; e Nardi, De'parrochi t. 2,p. 2o4,
celebrando
i

scritti

dai notari gentili e perch.

la

protonotari apostolici,

ritie-

seguito dai

notari regionari deriv la

Cancellera apostolica [F.), della quale fanno parte tuttora protonotaridi numero, essendo notaro della s. Sede e del sagro Concistoro il cardinal Fice- Cancelliere. Nel pi volte citato articolo Primicerio DELLA s. Sede, narrai ch'egli col
i

ne che da' primi tempi della Chiesa, dacch cominciaronoaservivla,con serienon


interrotta tuttora fioriscano. Riganti,

De

protonotarii

22, n." 97, Protonotarii, idest, primi notarli, seu principes /iotariorum, Jiierunt appellati. A p. 2.5, n.
p.

secondicerio e coi notari regionari inter-

di Magistri, e scrivendo

veniva alle elezioni de' Papi, ed a tutte le funzioni che celebravano pubbliche e
palatine. Di pi, che
il

128 aggiunge che compete loro il titolo Innocenzo III a Massimo notaro, lo chiam Magistro

Maximo
Dopo

notario nostro.
il

primicerio ne'prisagro triumvira-

lungo e funesto scisma, deriin

mi
to

secoli fece parie del

vato dalla lunga assenza de'Papi da Ro-

che governava

la

Chiesa in sede vail

ma che soggiornarono
to

Avignone,

elet-

cante, nell'assenza del Papa, e finch

Martino

nel

i4'7
colla

'idon la pace

nuovo eletto non era ordinato, come capo delle dignit palatine, avendo pure
luogo
la festa

alla Chiesa e riordin gli uffici della curia

romana. Quindi

hoWa In

Ap-

ne'concilii.

Un
si

notaro regionario,
avesse la Stazione,

stolicae saedis, stabil a favore de'prolo-

innanzi che

notari partecipanti

le tasse

sulla spedizio-

l'intimava e avvertiva in qual luogo do-

nedelle bolle di provvista delle chiese vescovili e abbazieconcisloriali,

vesseadunarsi
pa.

il

popolo' e
la

il

clero, e

do-

per

la

sot-

ve sarebbe andata

processione col Pa-

toscrizione delIebolleapostoliche.Da

tem

Vi sono esempi che un notaro regionario esercit anche 1' uffizio di scrinario.

p immemorabile godendo
scovi e vescovi,
tificie,

protonotari

partecipanti la precedenza sugli arcive-

Accresciuto poi iu
de' notari
i

Roma

di

molto

il

anche nelle cappelle ponli

numero

comuni,

quelli della

s.

nel celebre congresso convocato

Sede, cio

7 notari regionari, per

la toro

in

Mantova [F^) da Pio


gli

insorsero di-

antichit e per il lustro delle loro

beneme-

vette questioni di preminenze sui posti

renze egrado eie vato,per distinzione ed eccellenza furono purechiamali Protonotari, ed

da sedere, e
corsero al

arcivescovi e vescovi ri-

Papa per

vedersi preceduti dai

eziando Protonotari apostolici, heU'

protonotari partecipanti, mentre nel sa-

che come osserva Cassaneo, j Syntagm.


jur. univ.
lib.

gro ministero erano successori degli apostoli.

if, cap.

1 >

n. 8, nelle boi
si

Pio

II

prendendo

in considerazio-

le e costituzioni pontificie

sottoscrives-

ne

le

loro rimostranze, colla bolla Cuin

sero col solo


letti

nome

di notaro.

Con GalGiorgio

servare in rebus ordneni, data in


par. 3, p. Q7,

Mant.

a Protoscrinario potei registrarne


col titolo di protouolario;

tova a' 12 giugno 14^9 Bull. lioni.

3,

due

accord

agli arcivescovi e

PRO
vescovi
la

precedenza sui prolonolari,

quali sono da lui chiamati:

Notariorum

7 Nel voi, VII, p. 180 notai che Alessandro VI, in virt di santa obbedienza e sotto

PRO

nostrorum.quo vulgo Piotonolarios, quasi per excellentiam quamdatn, non ab re, consuetudo vocitat". Su di che osserv
CoheUio, Notilia cardinalaius^cap. i8 De protonolariis apostolicis , per dare
:

pena di scomunica, proib

agli uffiziali

di cancelleria

di sottoscrivere le lettere

di spedizione di bolle pei


cistoriali,
liiiSjSe

benefizi con-

come

vescovati e abbazie aim/la

prima non avesse posto

sua fir-

maggiore
notariato:
in ecclesia

risalto

all'eminenza del proto-

ma un
la

Dignitas veroadeoexcellens
fui

protonotaro partecipante; e che disposizione avendola approvata Giu-

tempora episcopos praecessisse ex ejusdem Pontificissanclione innotescal". CheruDei

tjUtusque ad

Pii II

lio II nel

i5o6 con

costituzione de' 17

marzo,

si

eseguisce ora dal segretario del

bini giuniore ecco

come

spiegala disposi-

zione di Pio

1,

nel

compend. addici. Bui-

Adriano VI col moto-proprio che ricordai nel voi. Vili, p. 253, dispose che 3 protonotari apostolici partecicollegio.

lam

Schol. 2: Citr episcopis haec prae-

panti intervenissero sempre alle cappelle,

cedentia debetiir?

Quia

episcopi locuni

sotto pena di scomunica, e

quando

il

tenent Apostolorum, protonolarii aiiteni

Papa
vi

celebrare personaliter contingente


assistere lutti. Sisto
gli uffizi

assniilantur Evangelistis, ciini sint depittati

debbono

Vnel
1

ri-

ad

scribenda acta Pontijicis. Per


II
il

formare e ampliare
colla bolla

f'acabUi,

compensare Pio

discapito de'proto-

notari, colla stessa costituzionestabiPi, che

4 de'pii anziani del


sistere in

numero ne'concistori
vi

pubblici e seraipubblici

dovessero asil

Romanus PonlifeXjde 6 novembre i585, Bull. Rom. . 4, par. 4 6 al numero de'7 protonotari parp. tecipanti aggiunse altri 5, formando il
1

luogo pi decoroso presso

Pa-

collegio di

2 prelati, CoUegiuni notario'

pa, ed in loro assenza altrettanti de'so-

rum

sedis apostolicae

de numero par-

prannumeri li supplissero: presentemente i soprannumerari non suppliscono a quelli di numero. In consistoriis vero publicis ( ubi de rebus, quae geruntur,
gari consueverunt

tecipantium, ordinando che ogni prolonotariatosi dovesse comprare collo sborso di scudi
1

2, 5oo,

laonde introit

il

te-

soro pontificio scudi 62,5oo, aggiungen -

ut aulhentica conficiant nstrumenta roquatuor ex iis, qui )

do al collegio l'annua rendita 1980 da pagai-si dalla camera


ca, cio

scudi

apostoli-

numerarli dicuntur, et eisdem absentibus, totidem ex aliis secundura institutionera

da prelevarsi dai dazi delle do-

gane

e tesorerie della provincia del Pa-

eorum

seniores juxta

gradum

a-

trimonio di Viterbo ossia di Bieda,eda


quella di Spoleto. Osserva
il

postolici solihonorabliorem teneant lo-

commentaRo-

cum, sedique noslrae proximiores assideaut". Oltre a ci, Pio l dopo la promulgazione della
tariato a
bolla, a

tore della Relazione della corte di

ma ne!

decoro del colil

legio de'protonotari, confer

protono-

Lodovico d'Albret della regia stirpe di Francia, ed a Francesco Gonzaga figlio del marchese di Mantova, clie poco dopo cre cardinali. Paolo II stabil che non si potessero creare protonotari se non di 20 anni, costumandosi dispensare dall'et
principi
i

774>chequantunque ii2 protonotariati erano venali per acquistarsi mediante il pagamento della nominala somma, per non si soleva concederli che a
I

ragguardevoli e idonei personaggi; ed in


fatti
stit.
il

cardinal Petra,
t.

Pii II,

5, n.

22

Comment. ad Con2g, encomia il colcollegiura

legio con queste splendide parole. "Hujus-

modi protonolariorum
fuit in

semper

nipoti de'Papi, e dei

o loro
i

figli;

ma

il

rocchetto solo

ut

maxima veneratione, lum quiii plurimum nobiliores ex familis Ila-

compiti

10 anni

potessero assumerlo.

iiac,

dum

praelaliliura gradura

assum-

PRO
tum quia ex eo
derauin
Riganlionorabiliori

PRO
nacit dovette suo malgrado cedere,
ri-

psere, Ingiedi solebant,

ingei)s cai'dinalium nutnerus, et

ex
ti,

loco,quem obtinent suil

per omnes praelalos". Vedasi

De
I
:

n.

protonotariisy p. 53, n. 2, p. 76, Suuima tamen praefatae, non

obdignitalem protonolariatus persolvitur, sed proptertemporalia

portandone la descrizione dello stesso Baronio il p. Menoehio, Sttiore t. 3, cent. 9, cap. 66. Gregorio XVnell'istituire la benemerentissi ma Congregazione de propaganda fide (/^.) vi annover il prelato Agucchi
protonotario apostolico
voi.
,

emolumenta

come

dissi nel

ofBcioadnexa". Inoltre Sisto


la

V colla bolp.

XVI,
dell'

p.

243

254 parlando
successore

dell' i-

Laudahilissedis apostolicae, de'5 febi63,


i

stituzione fatta dal

Urbano
per

braio i586, presso detto Bull.

Vili

intervento d''un protonotario


,

conferm

tanti privilegi (eccettuati

re-

partecipante a detta congregazione


martirio per
il

vocati dal concilio di Trento), emoluluenli e prerogative del collegio de'pro-

registrare gli atti di quelli che soffrirono


il

la

propagazione della fede


,

tonolari apostolici partecipanti, ed altri

e compilarne

processo

come
:

pratica-

molti benignamente concesse.

11

Luna-

dorochequalcheanno dopo scrisse la Relazionedella corte di Roma, riferisce che


1'

vano gli antichi protonolari aggiunger le promesse notizie sul protonotario statuilo

da Urbano Vili, importanti nel


rinnovazione
dell'

ri-

offizio di

protonotario partecipante

si

flesso della
olfzio

originario

comprava per settemila scudi d'oro (cio 1 2,55o d'argento) e fruttava 4oo annui scudi d'oro (660 d'argento), narrando che quando Clemente Vili in Ferrara (/^.) congiunse in matrimonio 1' arciduchessa d'Austria Margherita con Filippo

e per esercitarsi nella vastissima


giurisdizione del cosmopoliistituto.

immensa
sagro

tico

L'elezione del protos.

notario apostolico della

congregazio-

ne
gli

di

propaganda si trova registrata neatti dell' adunanza o congregazione

Spagna per procura, ne fece rogare solenne islrumentoda mg/ Barberini protonotario partecipante, poi Urbano Vili, come afferma anche AmydeIII re di

generale tenuta avanti Urbano Vili ai

febbraio

1626

col seguente

decreto,
1'

nel quale viene specificalo


getto.

anche

og--

M
,

Quoniam
et

freqnenter in eccle-

nio, Depielate

romana

p.

7,

De

pr-

ya Dei

potissimum haec nostra aemalitia exortas, calholici

thonolariis apostolicis. Aggiunger che

tate propter diversas haereses pessimo-

rog pure

l'atto dello sposalizio tra l'ar-

rum hominum

ciduca d'Austria yVlberto e Isabella sorella di detto re, fatto dallo stesso

diris infidelium, vel

haereticorum

perse-

Papa.

cutionibus, exilia, carceres, aliasquepoe-

Volendo Clemente Vili innalzare al cargran Baronio annalista e suo confessore, sapendo quanto abborrisse le
dinalato
il

nas

et

denique mortem ipsam

fortiter

sustinent pr calholica fide, et multoties

dignit ecclesiastiche, pochi mesi prima e sedente in trono lo dichiar protonotario apostolico,

con precetto rigoroso

de illorum confessionibus, gestis ac martyriis fiat relatio. Patres veterum Poulificum permotiexeraplo, unanimi consensu cencontingit, ut in sagra congregatione

d'ubbidienza; ed irremovibile nelsuo in-

suerunt
cis in

unum

ex protonotariis'apostoli-

tendimento, non cedendo dlle angosciose preghiere e ragioni di Baronio, a forza lo fece spogliare degli abiti e vestire
i

ipsa congregatione

ad scribendum

esse,

qui confessorum, et marlyruui ge-

prelatizi

che appositamente avea ordisi


il

nati.

Non
il

pu leggere senza
bel contrasto tra
il

edificazio-

quae in ea referentur, scribat, ut et tantorum virorum praestanlissima virtus ad Dei gloriam,ipsorumque laudem itnsta

ne morale
tefice e

saldo Ponla cui te-

mortalitati consecretur, et posteris

ripugnante Baronio,

pla verae fortitudinis ad

exemimitanduw re-

PRO
linquantiir, et

PRO
1643
reat,
si

9
s.

cum

iuter Palres diiccpta-

legge :wSS. D. N. ne

congre-

'relnr de protonotario apostolico in eoa-

gatiodiutius prothonotario apostolico ca-

gregatiune adsciscendo SS. D. N. Caidinalibus omnibus approbantibus,elegit in

mandavit R.mo Aloisium

Homoeidem

daeum prothonotarium

apostolicum ex

ptolonotiuiutn

s.

Congregalionis R. D.
poi

collegio partecipantium intimari, ut

Pelrum Sanesiuui". Di
gno 1626, udito
il

Urbano Vili

congregationi, duranti absentia


Corsii, et

RR.DD.

nella congiegazione generale de'3o giu-

parere de'cardioali, so-

guito variato

stitu a detto prelato

mg/

Antonio San-

tacroce, e nella congregazione de'

9 no-

vembre ordin

la

spediaioue del breve,

Raimondi, iuterveniat". In seil sistema di adunare la congregazione di propaganda avanti il Papa^ sembra che il protonotario apostolico fosse nominato dal Pontefice prima
nelle udienze del prelato segretario, quindi

nel quale, premessa la succinta storia dei


7 notari istituiti da
s.

Clemente

1, si

confa-

con biglietto di segreteria

di stato.

Nel-

cessero in perpetuo dal


colt che esercitavano
la fede in loro
si

Papa

quelle

tali

notari, e quel-

l'udienza de' ig gennaio 1682 Innocenzo XI a proposizione del segretario nomin


mg."^ Farsetti.

riponesse, che a quelli

A'22 novembre 1 697 prin-

avea. i.Ut facilius, et certius rela-

cipi
la

la serie

de'protonotari apostolici del-

tionem in eadera s. cong. facere valeat de gestis martyrum, qui quocumque in loco Orbis terrarum a die institutae cong. de prop. (Ide passi sunl, aut infuturum
patientur, testisin

congregazione nominati dal Papa Inbiglietto di segreteria

nocenzo XII con


di slato
,

cio da mg.*" Costaguti

all'o-

dierno mg.r Prospero Caterini nominato

romana curia
ptis" gestis

repertos,

da Gregorio

XVI anche

consultore della

aut reperiendos d.

informatos

recipeie, et examiuare examina seu processus

possit,

eorumque
,

medesima congregazione, come si legge nel n.i6 del Diario di Roma iS^3,oia
decano
dell'illustre collegio,

in

publicam

et

ed esercente

aulheuticam forniam redigere.etexaminibus, ac processibus praefatisabeo subscriptis, et subsignatis,

questa onorifica carica. iSeliSiy per as-

piena fdes, sicut


I

ptor septera notariorum a Clemente

Roma del protonotario mg.' Ucon bigliellode' 1 maggio fu surrogalo mg.'Riario, ambedue al presente
senza da
golini,
1

praefato institutorum atte stationibu.s, et


scripluris habeatur. 2. Quod de ptis' gestis

cardinali.

Ho letto in alcune memorie, che per assenza o infermit de'prelati sepropaganda, ne fece le veci mg.* di propaganda. Inoltre Urbano Vili nell'attribuire alla Congregazione de'riU[F'.) la compilazione degli atti del martirio de'23 Martiri
gretari di

martyrum

scripturas

quascumque
examinare,

undequaque Romani
et illas,

altatas

protonotario apostolico

cum opus
eadem

fuerit, in curia reco-

gnosci facere per habentis notas maous,


et sigilla in

curia repertos. 3.

Quod
ejus

quarumcumque

scripturarura ad mar-

del

tyrum gesta pertinentium, quae ad

martiri dalla

Giappone (/^.), chefulai.' causa dei medesima trattata e cont.

manus pervenient, transumpta


transumptisqu
ptis"

cooficere,

chiusa, secondo Lambertiiii poi Benedetto

illasque authenticare possit, et valeat,

XIV, De canon. SS. Febr.

i,lib.

ab eo

subscriptis, et

ijCap. 3o,n.7, stabil che di essa facesse

subsignatis piena fides, sicut origioalibus,

sempre parte un prelato protonotario

penes ipsum existentibus adhibeatur ".

apostolico partecipante,

come
3,

dissi

an-

Al prelato Santacroce successe mg. ^ Raimondi, al quale Urbano VIU nella congregazione de'6 settembre 1 63 o, nel caso

cora nel voi. VII, p. 3

onde

esercita-

re l'antichissimo officio. Gli atti del loro

martirio si vedono ne'Bollandisti,.r^cf. SS.

d'impedimento o

di assenza,

surrog

Febi\

l.

\, p.

740. Marcliesi,

p. io,

dice

mg.' Coi si. Dell'adunanza de' i4 luglio

che spetta

ai

protonotari partecipanti la

IO

PRO
cedendo
le

PRO
avendo

struttura de'processi della Beatificazione

e Canonizzazione
a* 12

(F'.) de'sanli,

a questo eflelto decretato

Urbano Vili
disc.

medaglie d'oro e di argento a ciascuno de' 11 prelati del collegio, che si sogliono incidere e dispensare nella
ss.

marzo 1642 (come affermano, De

Luca, Relat. Curiae rom.


e Matta,
2, p.

De

44- "-"s^ canoniz. sanclor. par 3, cap.

funzione del possesso, e per la festa dei Pietro e Paolo in signum honoris. Nel

n.
si

8234

del Diario di
"^

4^7) ^^^ '3 fabbrica de'processi e l'esame de'testimonisi dovesse fare avan-

riporta che

Roma del 1771 mg. Gio. Archinto (perch


,

divenuto maggiordomo

come
il

nel voi.

un protonotario del numero de' partecipanti; che per maggior cautela fossero
ti

XLI,p. 272), avendo venduto

suo pro-

tonotariato apostolico partecipante, Io

.sottoscritti

e che

il

notaro destinato a
dovesse in tut-

ricevere le deposizioni de' testimoni ed a

metterle in

iscritto, esser

compr l'ab. Giuseppe Pignattelli, cugino di mg."^ Francesco (poi cardinale) parimenti del medesimo collegio, e ne prese colle solite

to a disposizione e subordinalo al protonotario. A Ili Scapi che abbracciai! det-

formalit

il

possesso, ed
collegio al-

assunse

1'

abito prelatizio.

Il

to decreto, ne aggiunse altro


l)ertini,
1.

il

cit.

Lamsi

l'epoca dell* invasione francese, in virt


della bolla di Sisto
di
1

1,

cap. 7, ciocche deve farsi la

V godeva annui scu;

scelta del

protonotario dal Papa, cui


il

ap-

partiene di conoscere
trina e
il

fondo della dot-

merito del soggetto, e che per


il

584, pi dalle porzioni delle tasse chiavaaleseruilia minuta (pvovenenl' dall'annate e da altro, e di cui a Dateria e altrove), scudi

taleelezione egli acquista

grado

di

con-

649. Essendo
seconda delle
i

gli uffici
,
i

dei

sultore della stessa congregazione de'riti,

protonotari partecipanti vacabili


sessori di essi a

pos-

dimodoch senza

la di lui

presenza e
,

leggi di

quel

ratifica

sarebbe invalido ogni atto

e le

governo liquidarono loro

crediti, ed eb-

prove in una materia cos gelosa verrebbero come insussistenti e illegittime rigettate. In

beognuno
la

pelcapitaledi franchi
i

rendita assegnata di franchi

3,586, 358. Sici

mancanza

del segretario della

come
le

questa rendita consisteva in cartel-

congregazione
tario,
Jicola,

supph il protonocome sotto Clemente XI fece Colde'riti,

di rescrizione (^leWequaVi nel voi.

XL,

p. 159), col

mezzo delle quali furono com-

per l'infermit del segretario InIl

prati beni delle corporazioni religiose det-

ghirami.

protonotario interviene alla


le vite e le

funzione della Beatificazione e della Canonizzazione, ricevendo

im-

magini del beato o santo, e per la canonizzazione anche un quadro grande del

mani morte (per quanto dissi nel voi. XLII, p. i3o e i3i), cos dopo il ripristinamenlo del governo pontificio avendo dovuto la camera apostolica competsare
te
i

proprietari di que'beni, fece sue

le

ren-

medesimo dipinto a olio, come lo ricevono


gli altri consultori.

dite de' vacabili liquidati, in


di

conseguenza
lo

Attualmente proto-

che

tutti

proventi certi del collegio

notario apostolico, per scelta fatta dal re-

divennero camerali. Non successe per

gnante Pio IX, mg.^ Stefano Bruti, come si legge neWeNotizie di Roma del 1 852.
Alessandro VII col breve
Pontlficis, de'
i

stesso degl'incerti derivanti dalle lauree,

jElr

romani
,
i

collegio de' protonotari,

Rom.
vilegi,

t.

6, par. 4>

4 settembre &5& Bull. p 37, conferm prinumero par lee

mentre essendo abolito a quel tempo il non si esercitavano pi gli antichi privilegi , ne la cali

onori,preminenze e prerogaii ve dei

mera poteva esercitare. Ma quando nel 1814 dopo il ritorno di Pio VII il collegio rientr nel rango primiero, cominci

protonotari apostolici de

cipantiuntj particolarmente quelli concessi

nuovamente ad
che
gli

esercitare que' privilegi

da Sisto

nel

586

da Urbano

Vili con breve de'5 settembre 1 639,000-

furono conservati, e far sue le relative propine, come ancora ottenne che

PRO
a lilolo di esercizi fossero prelevali dalle

PRO
Romanis
stris
ctis et

Pontificibus successoribus
Tis

No-

somme de'vacabili scudi


sti

2^: 5o, ed a que-

erunt adlegendi.
renunciatis,

vero

sic

adle-

siaggiungesseroaltriscudiio.perchsi
lipi istillato all'assistenza incancel-

omnia

et singula jura,

cred
leiia.

privilegia, indulta,honores, et
la,

emolumenadhuc poatljicimue,

il

quota che collegio ritrae dalla camera, ad essala

Per non dire

altro

la

quibus idem Protonotarii apostolici


sunt,

partecipantes, exercitii titulo,


titi

riversa

come succeduta

ai diritti

de'va-

omnino conferimus,
si

cabilisti, detratti gli esercizi e le tasse di

et attribuimus". Nel n.i

cancelleria, e

l'emolumento mensile del

Roma i838

6 del Diario di pubblic questa pontifi-

segretario del collegio.

Laonde

gli

emo-

cia disposizione,dicendosicheil
biglietti della segreteria

Papa con

lumenti
di
di

restati al collegio
ripartiti

sono circa scusegue. Scu-

per gli

affari di sta-

638 annui,
168

come

to interni

nomin

a tale ecclesiastica di-

pel mensai^ato di quel prelato che

gnit
tini,

assiste alle cappelle


tari partecipanti

(sebbene

protono-

mg.i Mangelli-Orsi, Nardi-ValenVannicelli-Casoni, Meli -Lupi -Sor.!i

v'intervengono in mag-

gna, Cagiano de .Azevedo, Medici di Ottajano,


i

gior

numero, ed anche a tutte le procesl'assistenza in cancelleria,

quali

sioni, concistori e altre solenni funzioni),

in esso collegio,
la dateria

prelati sono stati ammessi dopo averne otlenutodat-

126 per

i44

apostolica la corrispondente

per 6 lauree a scudi 24 per ciascuna, 200 per tasse di canceileriaoconcistoriali.il


prolonotariato partecipante vacava per

schedola di

molo proprio

cos

preceden-

do ad

essi nig.^

Pianetti vescovo di Vi-

terbo e Toscanella, gi appartenente al


prefato collegio, fu completo il

morte, per professione

religiosa, per

ma-

numero dei

trimonio, per libera dimissione, per pro-

mozione
scovili

al

cardinalato ed alle chiese ve-

7 protonotari apostolici partecipanti, ripristinato colla prefata costituzione. Tutta la curia

o abbaziali administraonemha-

romana applaud

all'operato

benteni, dice Riganti.

Per l'accennata
il

li-

dal gran Pontefice, per aver conservato


il

quidazione de'vacabili,

cospicuo colle-

collegio de'prelati della

s.

Sede,

le

gio de''protonotari apostolici partecipanti

cui glorie sono congiunte con quelle della

Iati Pialletti

formandosi soltanto de' superstiti pree Ugolini, che avendo liquii

venerabile antichit che vanta, e ven-

ne solennizzato l'avvenimento con quell'accademia di cui parlai nel voi.


p.

dali

loro vacabili colla loro promozio-

XLVII,
la ri-

andava ad estinguere il collegio rae- desimo, il PonteficeGregorioXVI a manne


si

58, leggendosi nella dissertazione che

vi fu

pronunziata

gli

encomi per
in

tenere
(^.),

il

lustro di questo ceto de Prelati

prstinazione d' un collegio cos nobile e

giorni

prima

di elevare al cardi-

che per primo fu fondalo


l'antico

Roma,

al-

nalato mg.'" Ugolini, coir autorit della


costituzione

Ncminem

certe lalel,Ae\\%

7 protonotari, de' quali era principale ufficio raccogliedi soli

numero

febbraio i838,
rigine e le

dopo aver celebrato l'obeuemerenze del collegio, de-

re,

trascrivere e custodire
fatti de'

prodi

atleti di

le memorie Ges Cristo,

rogando

alle costituzioni di Sisto

lo

ripristin nel suo

primiero splendore e nel

pi

perch Roma cristiana fiooda'primi temconobbe assai bene quanta verace glolei

numero

della sua antica istituzione, forprelati ecol titolo: Collrg'min

ria e utilit a

derivasse dai trionfi di

uiandolodiy

que'magnanimi
sti.

e fu sollecita de'suoi fa-

Protonotarioruni aposlolicorum parlecipantiuntj dichiarando che


vi

"Collegio, che eziandio ne'secoli a noi

ammetteet

vicini stalo illustrato, per tacer d'altri

rebbe,

viris,

qui et laudem virtutum,

molti, dai

nomi

di

s.

Gaetano da Tiene
di

et eximiis

in

rem ad sacram

publi,

fondatore de'7e^^>'(^.), dis. CarloBor-

cam

oieritis probatissimi, a i>^ubis

et a

romeo cardinale (nipote

Pio

IV che

ri

PRO
1 i

PRO
ancora, che per avere Alessandro VII accordalo eguali cordoni e fiocchi paonazzi
agli

con bolla degli 8 novembre 564 aument


privilegi del collegio), del ven. car-

dinal Baronio, e del ven. Innocenzo

XI

".

Uditori di rota (^.)e Clemente


di

X
,

Indi Gregorio

XVI nomin

mg.'' Meli-

ai Chierici

camera

{V.), prerogativa

apostolica e qua] pretato di fioccheUi

Lupi-Soragna (ora uditore della camera non


al collegio)

sino allora goduta dai soli protonotari

vedendosi questi privali del particolare


distintivo,

appartiene pi
la
s.

consultore del-

domandarono

al

Papa

d'intar-

e. de'riti

e protonotario apostolico di

siare l'argento nel


la

cordone e

fiocchi;

ma

essa congregazione, e mg,'"

zevedo consultore della


day?fi?e e

s.

Cagiano de Ae. di propagan-

congregazione de'cardinali perci deputata, con quella discussione e decreto

protonotario apostolico della me-

desima congregazione. Non contento Gregorio XVI di avere quasi richiamato a nuova vita l'antichissima istituzione, benignamente esalt al cardinalato diversi personaggi del novello collegio, cio nel

che riprodussi, dispose che potessero usare il cordone ed i fiocchi rosacei o rossi
,

quali tuttora adoffferano ne' cappelli

usuali e ne' cappelli pontificali che assu-

mono
cai,
si

nelle cavalcate;
le

ma

ivi

pure rimar-

che

concessioni pontificie ai diver-

1839 mg.i Pianetti e Vannicelli nel 1843 mg. Mangelli; nel 1844 mg. Cagiano e Simonctti; inoltre ammise nel
i

collegi e ceti prelatizi pel colore de'cor-

"^

doni e fiocchi, non fu pei cappelli usuali,

sibbene pei pontificali e semi-pontificali,


e neaddussi
le

collegio prelati Antonelli, Roberti e Vizi

prove, per dichiararne

l'in-

che meditarono il cardinalato dal regnante Pio IX {^), laonde l'odierno


zardelli

valsa consuetudine dell' uso

domestico.

Marchesi a
stesa

p.

29, discorrendo delle que-

collegio

rapidamente va ad emulare

le

rele fatte dai protonotari

quando videro e-

glorie dell'antico.

ad

altri ci

ch'era loro privativa ono-

rificenza,

Prerogative, privilegi e altre notizie sul


collegio de' protonolari apostolici partecipanti.

diceche mosso Clemente

X da s

giuste doglianze, e dal riflesso che merita-

va
to

il

protonotariato di essere distinto an-

cora nel seguo, essendo gi stato accorda-

L' abito de' protonotari apostolici


quello del Prelato, che prima era distinto dagli altri prelati,
ti

il

cordone e fiocco d'oro


al

ai

cardinali

(con fettuccia rossa, e

cappello nero, sen-

non essendo
il

a tut-

za farsi innovazione al vero Cappello car-

concesso il co/ore paonazzo e

rocchet-

dinalizio, Fe^//), per

l'a vanti

da

essi

usa-

to,

sopra

il

quale assumono la ww/zfe//ef-

to di seta color porporino, diede ai pro-

ta o la cappa.
stolica alla

Prima dalla camera apomorte del Papa ricevevano le


o coruccio nere,

tonotari cos cospicuo distintivo.


stesso

Questo
e

cordone e fiocco senz' oro, alcuni

vesti prelatizie di lutto

cardinali sogliono usarlo in


ne' viaggi,

campagna
vacante
e

per

la

coronazione del nuovo quelle pao-

portando

in sede

la

nazze, con)e pure attestano


Piazza.

Lunadoro

semplice fettuccia rossa senza oro, anche


nel cappello rosso; nel qual
dissi nel
lati

Leggo

nel Bovio,

La piet trion^

tempo

come
i

fante, p. 192, parlando degli ufUziali di cancelleria apostolica: Protonotari apostolici partecipanti ^

luogo citato e altrove, tutti

pre-

ad eccezione dei vescovi sostituiscono


soli
i

che usando al cappelcordone e fiocco nero, citando Cohellio che ne fu testimonio contemporaglieli concesse paonazzi neo Paolo quando cio gli altri prelati li portavano neri. Ci e meglio notai a Cappello dei
lo
il
,

al

cappello una fettuccia di seta nera per


i

segnale di lutto; e che per

magpro-

giordomo e maestro dicamera, ed


l'usuale, finch
il

tonotari apostolici continuano a portare

cadavere del Papa non

sepolto. Questa particolarit ne'proto-

PRELATI, riportando

il

decreto e dicendo

notari apostolici sar derivata dall'esse-

PRO
re eglino stali
i

PRO
tonotari e siedono

i3
di loro,

pi antichi prelati della

prima

come
i

il

Famiglia

ponlificia (f^.J, e consideran-

banco pi onorifico
ti

della prelatura, della

dosi tuttora famigliari e

commensali del
le

quale tranne banchi de' vescovi ed

del-

Papa

come dichiarano

bolle spedile

prelati di fiocchetti, le altre classi siein

in loro favore, per cui sino a

che non fu

dono
rio.

banchi minori o sopra


voi.

gli

ultimi

abolita neil'incominciar del corrente se-

gradini del trono papale o del presbite-

colo

la

L,

p.

2o5

parte di palazzo ( di cui nel voi. protonotario riceveva ), ogni

Nel

XLI,

p.

gorio
di

XVI

stabil,

142 dissi perch Greche quando il maestro

dalla panettera e tinello del palazzo apostolico quotidiane distribuzioni di pane, ciambelle e vino. Distintivo de'pro-

camera non
il
I

vescovosia fatto subilo

protonotario soprannumero e sieda do-

po

."protonotario partecipole.

Mar-

tonotari pure

1'

Anello
i

(P'

.)

d'

oro

il

quale non possono usare prolonotari soprannumerari, di cui parler poi, celebrando la messa. Intervengono in cappa a
tutte eCappelle pontificie, aWeProcessioni, alle

dovuta ai protonotari la precedenza sui nunzi , quando sono fuori di loro giurisdizione o non fossero consagrati vescovi; di pi riferisce, che fu posta in dibattimento e decisa la
essi

chesi a p. 2 3 crede che sarebbe

alcune Cappelle prelatiziei\

Cavalcate come dei Possessi e ad modo e con

precedenza

che controversa ad

veniva dal Sagrista del

Papa
\e

[P'.)

quelle particolarit che descrissi con dettaglio a tali articoli. Alle cappelle e altre

quando non
nel ricever

ve$co\o,l^e\i' incensazione,

la

pace,

candele,

ceneri,

funzioni pontifcie, colla distinzione d'essere intimati


,

mediante
de'riti de'

il

decreto della congregazione

come pure

rilev Piazza,
,

dal Cursore apostolico (/^)

nella per-

12 febbraio 1098, confermato a'27 luglio 1601. In questo venne Fisoluto,

sona del decano del collegio. Questo divide l'assistenza e


pelle e finzioni al
stri, in
il

che non solo


atti,

si

compete

ai

protonot

servigio che

prolo-

tari la

preferenza dal sagrista in tutti

notari partecipanti prestano in dette cap-

mentovati

ma

per troncare ogni fu-

Papa

in

quattro trime-

tura vertenza anche dal


dis. Spirito ,a\\

commendatore

ognuno

de'quali tre protonotari

archimandrita di Messi'

disimpegnano le onorevoli incombenze, bench v' intervengano in numero maggiore, massime nelle solennit e processioni. Siedono nel decoroso banco dietro ai
cardinali diaconi
,

na, e dagli aZiia/i generali che hanno l'uso della mitra nella cappella papale, de-

creto che fu poiratificatoa'i Sluglio


I

65 1.

protonotari partecipanti nelle pontificie

e nell'ordine gerarchico
i

sono dopoi vescovi consagrati, ed


lati di fiocchetti;

4p'e-

chesi, che
\i era
al

ma a' tempi del Marpubblic l'opera nel i yS , non


r

funzioni attendono il Papa nella Carne ra de' paramenti {f.), ove assunti il Papa gli abiti sagri al Letto de' paramenti {/'.), il prefetto de'mae5/r/</e//e crremonie pontificie consegna a due de'detli pro-

compreso il maggiordomo. Questi, dire di Riganti e prima che fosse anno-

tonotari

lembi o fimbrie anteriori della

verato tra'prelati di fiocchetti, s'era protonotario soprannumero, sedeva pel t ."nel

pontificia veste

chiamata Falda (F.),


il

le

quali lasciano giunto che sia

Papa

al

tempo (lySi)
precedenza
re, oltre

banco de'prolonotari partecipanti a suo protonotari cedevano la


:

GemiflessorG[T'' .), detto pure Faldistorio {1^-),

da CUI alzandosi
i

il

Papa subengli

ai soli

prelati di fiocchetti go-

trano a prendere

lembi della falda

vernatore, uditore della camera e tesoriei

uditori di rota quali suddiaconi apostolici

vescovi.

detti pielali di fiocil

ecappellani del Papa, che percifanalle occorrenze del

chetti

quando devono cedere


recano
al

loro po-

no altrettanto
le, nell'alzarsi

rima-

sto ai vescovi, in occasione che vestono


gli abiti sagri, si

nente della funzione. Terminata


il

la

qua-

banco de'pro-

Papa

dal genuflessorio,

PRO
mentovali prolouotari riprendono ilein*
slatoria, al

PRO
modo
che
ai rispettivi

luoghi

bi della falda e la

sorreggono sino

al let-

dichiarai, per esser pronti a riprenderli


nel discendere che fa
il

to de'paiauienti. In t(iancanza de'prolo*

Papa

dalla sedia

notali partecipanti non suppliscono

so-

per recarsi
il

al genuflessorio

per venerare
i

prannumerari, ma

gli

uditori dirota.L'e*

ss.

Sagramento. Indi

alzatosi,

proto-

sercizio di questo uffizio assai

onorevo-

notari tornano a pigliar V estremit anteriore della falda


,

le pei protonotari, perch incedono immediatamente a fianco del Papa, procedendo appresso di loro due cardinali
i

ed accompagnano

il

Papa
1

alla sedia

altrettanto praticano nel

recesso.

primi diaconi sostenitori delle fimbrie del

protonotari apostolici non s'ingeri-

Manto ponlificale{V .). Affermano Piazza


ap.^S
I

scono del servizio ecclesiastico delle cappelle pontificie e pontificali,

e Marchesi a p.26,che in

mancan-

nondimeno

za del Principe assistente al soglio, degli


.^///^fl.yt'/Vz/or;

(quando intervenivano alle


la

cappelle) ode' vescovi(temo ch'equivochi-

no per quando ilPapa assumeva


Fedi),

C^y^^rt,

ho osservato e descritto quanto qui ricordo. Nelle due benedizioni che d il Papa nelle cappelle dopo l'evangelo e il sermone, ascende al trono il i. de'protonolari partecipanti e gli sostiene genuflet-

sostenitoi'i dello strascico

o estre-

mit posteriore della falda (che sostengono \\ Senatore e Conservatori)^ spetta a


sorieggerlo a'protonotari apostolici.
notarsi che nella funzione della

tendo
lianne

che
il
i

quando

tutti debbono Papa benedice


i

genuflettere
in cappella^

Deve Lavan-

cardinali, ed

vescovi e gli ab-

bati se sono in paramenti sagri, lo riportai ne'vol.

da

de'piedi (/^.)

che

fa

il

Papa

nel gio-

XXIX,

p.

23, e

XXX VII,

p.

ved santo, non essendo propriamente dai


liturgici considerata
siastica,
stolici
il

per finizione eccle-

189) una parte della fimbria del manto dalla parte sinistra, ed altrettanto ha luo-

si

appartieneai protonotari apoi

sostenere

lembi della falda pacos nel

pale dal letto de'paramenli al trono del

luogo della lavanda

regresso.
s.

Leggo
t.

nel Gardellini, Decreta


:

Riluuni

go nelle solenni benedizioni che il Papa comparte dalle loggie maggiori delle basiliche patriarcali. Ne'vol. V,p. 72,XXI, p. iS'j, col Moretti dichiarai che non si pu darne una ragionevole spiegazione, e
forsericorda
il

in 7, Siippl. p. S5 Feria sceve SS. D. N, fimbrias deferre

FI

Para-

sollevar quella borsa o sac-

ad cn-

bicnlarios intimos periinet, cimi eo die

smnnius Pontifex

st

absqu pluviali j

Papa portava perfare elemosina, la quale recava qualche impedimento all'alzamento delle braccia, come si usa
cone che
il

qua
bus

in re nulluni proionotariis praej'u-

senza bisogno alzar la Pianeta (F.) nel

diciunt vidttur afferri, qui solemnitatialiis

tempo

dell'elevazione,

bench cessata

la

viali, et

eidem summo Pontifici cum plumitra eo in ministerio solentin-

causa della sua antica ampiezza che impediva alquanto


notario
1'

azione delle braccia.


il

servire.
la

Che quando
come nel

cappa,

Papa indossava venerd santo, due cail

Alcuni opinano, che accedendo


al

proto-

trono a sostenere

il

lembo del

merieri segreti sostenevano

le

fimbrie an-

manto,
lui

nell'atto della benedizione, la di

teriori della falda e leposteriori collo strafici

presenza venga ritenuta conveniente


la legalit dell'atto

co

vescovi assistenti al soglio, lo dissi

per

medesimo. Sicco-

nel voi. Vili, p. 84-

Se

il

Papa

dalla ca-

me

anticamente
ai

protonotari precede-

mera

slatoria

Sedia gC' (^.),comee particolarmente nei pontificali, egualmente sostengono i lemi

de' paramenti recasi alla

vano

vescovi assistenti al soglio, e inquesti di sostenere la can-

combendo a dela quando

legge

il

Papa

(il

perch

lo

bi della falda

protonotari partecipanti;
di

notai nel voi.

XL,

p. i33), se

non

inter-

indi essi

precedono

poco

la sedia g-

vengono supplisce un protouotario par-

PRO
tecipante
p.
I

PRO
nel voi.

i5
pre*

come accennai

XLI,
:

769 incedevanoi protonotari dopoi


fiocchetti
,

7 3, per cui siede nel loro

banco

nel -

lati di

con ampli mantelli, capsopra mule

l'anniversario de' defunti


mg.""
,

i844

^' fece

pucci e cappelli pontificali

MeliLupi-Soragna che vidi e registrai, onde qui ne fo memoria. Inoltre ili mancanza del necessario numero dei
vescovi assistenti al soglio, per portare le

bardate

di

paonazzo e finimenti dorati,

seguiti dai vescovi

non

assistenti e refe-

rendari; cos per Pio


la

VI

Pio VII. Nel-

cavalcata del
gli

1846

pel possesso di

Pio

Baldacchino ( del quale parlai oche a OMBEEtLiyo), quando il Papa porta il ss. Sagramento, suppliscono protoiisle
il

del

IX, dopo

arcivescovi e vescovi assi-

slenti al soglio,

seguivano

protonotari

apostolici, tan to partecipanti

che sopi-an-

iiotari apostolici

come

il

collegio pi de-

numerari,

vestiti

incappa con cappuccio

qno della prelatura. I protonotari inter\ engono alle cavalcate pel Possesso dei Papi [f-".) e nelle relazioni. raccolte da Cancellieri nelle pi antiche li trovo com,

e cappello pontificale nero, foderato di


seta paonazza,

seta rossi,

con cordoni e fiocchi d cavalcando cavalli con gualcon guarnimenti di


gli uditori

drappa

di

panno paonazzo e testiera guar,

presi tra

il

generico

nome

di Praelati.

nita di seta simile

La

I.'

volta

che sono espressamrtile no-

metallo; indi procedevano


rota
et
i

di

nel minali, fu nel possesso di Xicol i447- Id quello d' Innocenzo Vili del
1

chierici di

camera. Osserva Mar-

chesi a p. 28, che nellesolenni


te {^F.)

Cavalca'
in

484 si

legge: Prolonolarii in eoriim cap-

per l'incontro di qualche potenta-

pis, cavalcando

dopo

il

vice-camerlengo
correttore delle

to o de'cardinali che
a

vengono
gli

Roma
i

e seguiti

dall' uditore e

prendere

il

cappello cardinalizio,

pro-

contraddette. Nel i5i3 per Leone

in

tonotari precedevano
scovi

arcivescovi e ve-

cappa e galerati. Nel 1 Sgo nel possesso di Gregorio XIV in mantelletti e rocchetti,
preceduti dai vescovi assistenti
al soglio,

non assistenti

al soglio, e ci

per due

motivi che adduce de LucaiVi Relat.rom.


cur. disc. 44j cio dalla rappresentanza
di famigliari pontificii edalla qualit del

e seguiti da molti prelati e referendari.

Per Paolo V neh 60 5, enei 162


gorio

per Gre-

vestitOjporlando in quel la funzione

la

cap.
ve-

XV,

Prolonotarii de numero
,

cum
1

pa

magna
non

col cappello rosso (cio rosaceo


)

magnis mantelUs
meros,
per Innocenzo X,
apostolici
,

el

caputiis circa hu-

o di seta cremisi
scovi

in

capo, mentre

et galeris pontifcalibus.

Nel

644

assistenti

cavalcano in abito prits

numerum protonotarii

vato, e colla semplice mantelletta sopra


il

quibus capita violacei galeri

rocchetto.

F. Ingressi solenni
s.
s.

Ro-

tegebant. Per Clemente


i

X nel 1670,
et pileis

do-

MA.Nelle4 annue cavalcateper lecappelle della ss.

po vescovi assistenti, Prolonotarii denU' mero partecipantiunifindutiniagnis mari'


lelliy et

Annunziata,

Filippo, Natii

vit della B. Vergine, e

Carlo,

proto-

caputiis violaceis ,

ponti'

notari cavalcavano nel


nel
voi.

modo che
i

descrissi

ficalibus
tes

sapr bireta in capite, equitanmulas phaleratas stragulis, et habenis de lana violacea, indi. cavalcando gli
arcivescovi e
i

Vili,

p.

i5i, dopo

prelati di

fiocchetti, seguiti dagli arcivescovi e ve-

vescovi non assistenti. Nel

1691 pel possesso d'Innocenzo XII, con mantelloni, rocchetti e cappucci al collo
e cappelli iu testa, cavalcando

scovi non assistenti. Nel voi. X, p. 3o5, 3o6, 3o8, XXYIlI,p. 53 e 54 riportai il ceremoniale col quale protonotari pari

tecipanti intervennero alle cavalcate fu-

gualdrappe

pontificali.

Nel

voi.

mule con XLI, p.


mezzo a

nebti, pei sovrani e persone reali tiefimte


,

e pei cardinali decano, camerlengo,

286
cui

riportai diversi posteriori esempi, in


il

penitenziere maggiore, e vice- cancelliere.


I

maggiordomo cavalc

in

protonotari partecipanti hanno luo;

due protouotari. Per Clemente

XIV

nel

go

ne' concilii

neh' ultimo celebralo iu

PRO
rali della
i

PRO
.Sede, per farne
il

Roma

da BenedeUo XIII, mg.' Farsetti chiam prima a nome tutti cardinali e gli altri intervenuti; egli con mg."^ Ceva,
quali notavi del concilio, rogarono l'atto
si

rogito, co-

me
to

ri|ortai nel voi.

XV,

p.

209. Pertan-

neir articolo Concistoro trattai dei

protonotari apostolici partecipanti


la

come
cardi-

delle celebrate sessioni, e

sottoscrissero

ministri del sagro concistoro, di cuiedels.

per r autenticit, cloche narrai nel voi.

Sede

n' primario notaro


s.

il

XV,

173, 174, 179; e Marchesi ne fa parola a p. o, essendo necessaria la loro


p.
1

nal /^/ce-crtt/jce//jere^

Chiesa,
fa

il

quale

ne'concistori segreti registra e


le

fede del-

presenza, non

meno

ne'concilii,

che nei

creazioni e pubblicazioni de'cardiuali,

concistori pubblici e semi-pubblici, e v'in-

e delle provviste de' vescovati e abbazie

cedono incappa. Nel voi. VII, p. 290, 291, 3oi parlai del luogo chene'concislori per la Canonizzazione occupano protonotari partecipanti, secondo il disposto di Pio II (anche nel voi. XV, p. 2 55, nelle seguenti riportando le schednle ove sono nominati i protonotari per l'invito
i

nuUius,

la quale serve di base alla spedizione delle bolle; avvi pure il notaro del

concistoro pei processi de' vescovi. Nel

me-

desimo

articolo

Concistoro o
i

voi.

XV, p.

288, 248, 25 1,
partecipanti vi

dissi come protonotari hanno posto distinto, e

che eziandio
dinalizia,

e per

l'esercizio del

loro ministeit)); dila canonizzazione,

vi rogano gli atti per la solenne rinunzia della sagra Porpora car-

cendo pure, che votala

dal procuratore fiscale si fa istanza ai pro-

tonotari che se ne stipuli pubblico istro-

mento

rispondendo

il

protonotario pi
i

anziano: Confcienius , chiamando

ca-

con ceremoniale che riportai a come per altri atti; ed perci che nelle note delle tasse che pagano novelli vescovi, ve ne sono in favore de'protonotari partecipanti. Ne'conquesto articolo,
i

pierieri segreti ivi presenti in testimoni.

cistori dal letto de'

paramenti

al

trono
s

Che

nel giorno della solenne canonizza-

pontificio dell' aula concistoriale,

nel-

zione,

dopo che
il

il

Pontefice ne ha pro-

l'egresso

che nel regresso, due protonosostengono


le

nunziato

decreto, l'avvocato concisto-

tari partecipanti

estremit

rialechenehafatlola postulazione, rivolto ai protonotari con formola li pregaa

anteriori della falda. Chiapponi,

Acta ca-

noniz., tratta degli

uffizi

de'protonotari,

rogare

il

pubblico islroraento per eterna


il

tanto per
cistori

la falda,

che pei rogiti de'con,

memoria, per cui


ciemus, e prende
per testimoni
,

decano o pi anziano
:

semipubblici

pei voti e sentenze

de' preiati protonotari risponde


i

Con/i-

pronunziate dai cardinali, patriarchi, arcivescovi e vescovi,

detti

camerieri segreti
si

come del decreto


I

del-

con che
i

compie

1'

atto

la celebrata canonizzazione.
ri

protonotal'

solenne. Anticamente

protonotari par-

partecipanti nella funzione per

in-

tecipanti ne'concistori registravano! pontificii

gresso de'cardinali in Coc/rtve(/^.) giu-

decreti, ci

che

fa

ovaW Segretario
istituis-

del concistoro. Prima cheSistoV


se le

rano per la dilgente custodia delie rote del medesimo, ed ordinariamente hanno
quelle sotto il palazzetto del segretario della cifra,

nuove Congregazioni cardinalizie


frequente era l'accesso in

(f^), trattandosi ne Concistori [f^.) tutti


gli affari, assai

nell'estremit del Palazzo Quile

rinale verso

4 fontane, ene'giorni che

quelli pubblici de' protonotari partecipanti, ti;

esercitano tale custodia sono trattali a

ond'essere pronti pei rogiti occorren-

mensa dal maggiordomo, come governatore del conclave.

ed perci che

si

trovavano presenti
i

eziandio ne' concistori in cui

Papi for-

malmente ricevevano
davano

gli

ambasciatori
,

A Cappelle prelatizie e meglio a Prelato parlai della cappella che celebrano


ss.
i

nella presentazione delle credenziali


l'investiture dei domiuii

protonotari apostolici nell'ottava dei


,

tempo-

Pietro e Paolo

come

delle cappelle

PRO
pei funerali de'prolonolari defunti col-

PRO
XX VI 1 1, sempre interviestalli

17

l'intervento del collegio, nel voi.


p. 68. Inoltre
il

collegio

ne, ed assiste in decorosi


pontificata

alla nriessa

da un vescovo
s.

nella Chiesa

ne Gaetano, conoscendovi un merito superiore e da essei e preferito agli altri, anche per servirsene per coadiutore nel governo di s. Chiesa. Questa prelatura era in que'tempi in tanta stima, che chi n'era
investito credeasi prossimo al cardinalato.

di
la

s.

Andrea

della Falle de'leatini, per

solenne festa di
il

Gaetano Tiene pa-

Accett

triarca di tutto

clericato regolare, pa-

trosia del suo

dre e principale intercessore della divina provvidenza (si celebra ancora in s. Dorotea, di cui nel voi. XXVI, p.i 66, per
avervi
il

stere alla

Gaetano, bench con rigenioumile, per non resivolont di Dio e per non diss.

gustare

il

Papa da
1

cui era tanto


1

amato

(per sua morte nel

5 3 ottenne da Leo-

santo istituito l'oratorio e sodapei prelati, secondi Piazza),

ne
si

X
s

di rinunziare la prelatura e ritirar-

lizio del

Divino amore,

do r Einerologo
tenne
tore,

che appar-

Per in questo grado si ). port con tanta modestia, e con un tiatdalla corte
to
affabile e dimesso,

al medesimo collegio e n' protetcome si pubblica dai giornali ufficiali di Roma, per cui citer il n." 65 del Diario di RomaSoS, in cui si parladella

che non potevasi


protonotari

distinguere se non per l'abito prelatizio,

abbassandosi sotto
suoi colleghi,
il

gli altri

come

di tutti servo e^di tulli

consueta oblazione che


al

protonolar
torcie;

minimo.

IVIa

dispose Iddio, in premio

partecipanti fanno
il

santodi 12

di quella sua umilt, che l'eccelso colle-

n."

65

del Diario di

Roma

i843; ed

gio de'prolonolari partecipanti, per decreto a tutti voti

ed il u."] 82 del Giornale di Roma i85i, ove puie si dice che vi assiste ancora il
capitolo de'canouici della basilica e chiesa di
s.

emanato nel 1676 (per averlo canonizzato nel 1671 Clemente


X), ogni anno nella festa del santo assista messa solenne cantala nella chiesa
teatina di
s.

Lorenzo

in

Daniaso

per avere

alla

ufiziato in detta chiesa de'teatini

quan-

Andrea, con rocchetto e capcoll'ofFerla

do

si

restaurava

la

loro basilica. Abbial'ila di


s.

pa magna, e

mo
a

dal p.

Hartmann,

Gaeta-

de di cera

veneta di

annua di 12 lorbuon peso, in ossequio

no, n.

4?
II

e seg. (dell'edizione di

Roma

e venerazione del loro santo collega, ripu-

me

dedicata nel noverobrei846), che

tandosi per molto avventurati gloriosi

Giulio

venuto in cognizione de'gran-

d'aver avuto nel loro nobilissimo ordine

di meriti, santit di vita e

profonda dot-

un

trina di

pot in
le nel

Gaetano Tiene lo chiam a se e lui ammirarvi maggiori virt di

gran santo. novero dellealtre prerogative e privilegi con cui Papi fregiarono questo cols
Il
i

quelle celebrate dalla fama;quindi lo vol-

legio prelatizio, riuscirebbe troppo lun-

palazzoapostolico per suo famigliare

go

se potessi farlo, e

suppliranno
in fine,
i

molti

eprelato domestico (nella biografia lo dissi

trattatisti

che citer

quindi

mi

anchechierico di camera, per quanto

les-

limiterad accennarne principali, anche

si

nel citato Diario del 1 808), sperando la riformadella corte pel suoesempio. Il san-

per quanto mi resta a dire de'prolonolari


tolari.

to bench presto divenuto in grazia e con-

soprannumerari e de'prolonolari tiLeone X ne conferm privilegi


i

fidenza del gran Pontefice,


mile, n

si

mantenne u-

colla hoWaRtgrnini universalis ecclesiae;

si lasci abbagliare dai seducenti splendori della corle.Vacato per morie un

Paolo
ai

III

avendone concesso de'singolari


{T'.), Sisto

Referendari
li

colla bolla

sublime grado di protonotariato partecipante, bench fosse vagheggiato da molti

Laitdabilis,

eslese ai protonotari pari

tecipanti, la cui sostanza che

prelati

anziani e benemeriti della corte, Giu-

cociore benefzi, prebende, beni, cappellanij famigliari e servi,

lio Il

verso

il

i5o8

io confer al giova-

debbano andare

.8

PRO
ro ospitati,
il

PRO
nondimeno la legge crede nou debba estendersi sopra le persone non
espresse; laonde
j

esenti dalla visita, correzione, superiorit

e dal dominio degli ordinali locali, du-

rante

corso di loro vita,

non dovendo

avendo

protonotari ac-

soggiacere alle pubbliche decime, gabelle


e dazi, se

quislalo per titolo oneroso e rimuneratorio tale prerogativa, crede

non imposti

dall'autorit della

non potersi

s.SedejComech a questa immediatamente soggetti e perci liberi

togliere o diminuire senza speciale di-

altra giurisdizione.

da qualunque N solamente gli esenche


si

chiarazione del Papa, per cui anche in

Roma

protonotari continuaronoa

frui-

t dalla spirituale giurisdizione

re dell'indulto. In questi oratorii viene lo-

compete

ai

vescovi e altri prelati,

ma

andi-

ro permesso di celebrare o di ascoltare

cora dalla temporale de'presidi, de'governatori e di

qualunque superiore per


s.

gnit ecclesiastica e ci vile costituita,


de'delegati,suddelegati della

come

Sede, non

dovendosi riconoscere che il supremo tribunale pontificio.avanti il quale si dovessero convenire, incorrendosi pena di nullit

e attentato chi fabbricasse processi


i

contro

prelati. Non solo Sisto

colla
re-

comunicazione de'privilegi de'prelali


ferendari,

come

osserva Marchesi, accorapostolici l'mdulto del-

d a'protonotari
l'altare portatile,

che per concessioni grasi

messa, anche ne'giorni pi solenni e che si sogliono eccettuare ai nobili laici, spiegando pure in senso favorevole il contrario decreto riferito da Merati. Egualmente Sisto V, come avea fatto Paolo III coi referendari, che loro concesse le insegne pontificali dentro le chiese abbaziali da loro tenute in commenda, per meglio condecorare il protonotariato, diede facolt agl'insigniti del grado sacerdotale di pontificare nelle messe solenni in qualunque chiesa ancorch calleva\e,mitra et (fuibuscumg ne aliis pori'
la

tuite e rimuneratorie

estende ai pro-

tficalihus insignibus, fuori della

romana

tonotari soprannumerari, che entrano a

curia,di consenso del vescovo qualora fos-

parte delle prerogative onorifiche, non


delle lucrative;ma volle

ampliarne la facolt. Ai protonotari dunque permesso d'innalzare l'altare portatile in qualunque luogo idoneo bench non sagro, ed anche ne'tempi deW Interdetto (>^ .), purch essi non siano stati provocatori o abbiano data occasionea quella grave pena ecclesiastica; non chedi trasferirlo ove
loro piace, senza ingerenza degli ordinavi:

Roma poi ed in ogni luogo assumono e depongono paramenti sagri all'altare, usano il canone e l'istrose presente. In
i

mento palmatoria
l'anello

delta bugia, portano


nel celebrare, ser-

con

gemma

vendosi alla lavanda delle mani del bacile

e boccale d'argento o altro metallo,

tutte antiche prerogative, che

vennero

riconosciute dai cardinali e dal segreta-

secondo Macri, con l'intervento alla messa de'loro famigliari, la quale possono anticipare prima dell'aurora e posporla dopo mezzod. Opina Marchesi p. 4^, che sebbene questo privilegio fu nel lyoS

Febei della congregazione de'riti, e da una dichiarazione di mg.'^Gambarucci prefetlodelle ceremonie pontificie. Inoltre Sisto V compart facolta'protonolari
rio

partecipanti di creare in

Roma collegiale

mente adunati,
commissione e

e fuori in ogni parte per


in

da Clemente XI
prio che vieta
ai

ristretto, col

moto- pro-

nome comune

anche

vescovi e altri prelati


altari fuori del-

proprio, dottori di legge civile e canonica, e d'ogni allra facolt e scienza lette-

maggiori l'erezione degli


le loro abitazioni nelle

case laicali, cui se-

raria; d'istituire notari senza

numero

li-

gu

la restrittiva

del

memoralo

concilio

mitato, per fare autentici documenti; di


cancellare le macchie del nascimento, con
tibilitare

romano, per altro moderato pei vescovi, cio che non si debba intendere de'Iuoghi dove per viaggi o per la visita fosse

per l'illegittimit de'natali

gli

spuri alle

cariche pubbliche e alle sue-

PRO
cessini, purcli l'abilitazione

PRO
non
sia in

19

pregiudizio de'Iegittimi, o
liteusi

si

tratti

d en-

Lunadoro e Piazza: il i." aggiunge chea veano luogo neWeixc segnaRiganti,


il 2. che il pi anziano avea luogo in quella di grazia, e quelli che citino dottori dell'una e 1' altra legge venivano ammessi nel numero de'referenda ri. Quantoalla facolt di conferire la lau-

altri

beni dipendenti dalle chie*

ture,

anno un protonota rio di titolo o d' onore extra iirbem , la nomina del quale andar dovesse per
se; di eleggere ogni
,

turno tra'r pi antichi; e

di spedire

le

lettele declaratorie, per l'esenzioni spet-

rea dottorale,

dopo avere

nel concorso

tanti a questi protoiiotari; diede loro l'autorit di

scandagliato

il

fondo del sapere de'lau-

formare nuovi

statuti, pel

buon

reaudi, nelle materie legali e canoniche,

regola mento e decoro del collegio, dichia-

rando, che nell'atto stesso in cui sono atniDessi nel

numero,

si

riputassero descritti

nel ruolo e'preluli domestici, de'famigliari

poutiGciie de'referendari di segna-

tura, entrando a parte delle loro esenzioni e prerogative;


se

che ad

essi si

doves-

somminisli-are

la

poi*zione giornaliera

protonotari ne furono privati da Clemente YIII per Roma e suo distretto, concedendone la privativa agli avvocati concistoriali; ma Uibano Vili nel 1629 ai 5 settembre modific il divieto, accordando loro la creazione di quattro dottori nella curia di Pioma per ogni anno, ma famigliari o di condizione poi

del

pane chiamalo onorario, ^a/iem Aoche nella cappella


gli
si

vera. Poscia Benedetto

XIV
^

colla costi-

itoiisj
le

dassero loro
/)e/,del-

tuzione Inter co^picuos

de'

29 agosto

cancLle,e palme e
qualit che

Agnus

la stessa

si

distribuisce ai ve-

1744 ch' la 106 del t. i del suo Bullar., per terminare le controversie perci
insorte ti-a'collegi de'protonotari e degli

non solo accordava loro l'uso del rocchetto e della cappa magna, ma anche come gli altri della famiglia pontilicia le vesti lugubri alla morte de' Pascovi; che
pi e le violacee nella crea/ione

avvocati concistoriali, avendo avocalo a


se la causa e la decisione,

dopo aver loro

imposto silenzio, a quello de'protonotari


tolse
la

de' suc-

facolt di creare dottori gli as-

cessori

che quando

il

Papa con solenne


e nel

senti dalla curia

pompa
la

cavalca^ dovessero intervenire al-

romana, per ovviare a qualunque pericolo cagionalo da lontane


o non idoneo sojzgetto, ed in vece rirao-

cavalcata
stesso

immediatamente dopo
che
i

relazioni di laureare qualche eterodosso

modo

vescovi assistenti al so-

glio; di potersi

eleggere un confessore
il

vendo la clausola imposta daUrbanoVI II,


concesse al ColUgiuni Nostroruni
et

approvato, cui
riservati alla
rarli dalie

colt di assolverli

Papa conferisce la fauna volta l'anno da'casi

Sedis

apostolicae Notariorum, Prolonotaro-

s. Sede, tranne 5; di libecensure incorse e di cui fos-

sero allacciati, e di
in altre

commutar

loro

voti

opere pie; l'abilitazione di conseguire benefizi e prebende di paesi stranierij

rum nuncupaloruni de numero parlecipantium, di poter promuovere in Roma ogni anno con diligente esame personale sei soggetti al grado dottorale in altero
velutroquejure, e fossero riconosciuti co-

come

fossero nazionali. Ai proto-

me
che
to,
gli

laureati dall'universit
il

romana. An-

notari furono conce-^^e gratis le spedizioni delle bolle apostoliche

privilegio di potere eleggere e invei

per qualunque

stire

Dotaridel loro uffzio fu contrariaal

beneficio ecclesiastico e pontificia prov-

dappoich sembrando
li

collegiode-

venne dato il permesso di tenere armi per loro ed affini e pei propri domestici, dato l'indulto di poter disporre anche de'beni di chiesa sino alla somma
vista;
di 7.000 ducali d'oro,

archivi pregiudizievole, in forza delle


a suo favore fece

disposizioni di Giulio
le

sue rimostranze. Tultavollaead onta

della riforma fatta

da Paolo

ove
(t

si

come affermano

vieta ai protonotari di creare notari

di

9.0

PRO
Roma
,

PRO
s

esercitare in

e sue dipendenze la

giurisdizione

ne

fu reintegrato per

un

cri,

chirografo dello stesso Piipa. Perla presente ordiniamo, che essendo stati li detti

L, p. 84- Dice Mache protonotari partecipanti, rinunziando l'uHicio colla pontificia annuenil

pu vedere
i

voi.

NostriProlonotari apostolici

in tale

posl'av-

sesso avanti la nostra

Riforma, per

dopo il possesso di i o anni, godono i medesimi privilegi per lo spazio di 5 anni; ma per non possono adoprare il rocza,

venire tanto
to,

il

detto Collegio congrega-

chetto in

Roma, ed
gli

in cappella

devono
i

quanto ciascuno de' Nostri Protono-

sedere dopo
rici di

uditori di rota ed

chie-

tari apostolici partecipanti, possa conti-

nuare di crear Notavi tanto in Roma, quanto fuori, conforme ai suddetti loro
indulti e privilegi, siccome per
il

passalo

camera, a tenore della costituzione di Sisto V. Quindi Urbano Vili ampli tal facolt, con dichiarare nel 1629, che rinunziando dopo 3 anni, godino gli
accennati privilegi.
tari

hanno
te
p.

non altrimenti, nonostanI9 suddetta Riforma".Ne'vol. XLVIII, 122, L, p. 189 ed in altri luoghi rifatto, e

Non
il

solo

protono-

dopo
,

la

professione di fede prescrit-

ta da Pio
fedelt

IV prestano

giuramento di
l'offizio,

cordai l'eccessive facolt concesse a molti


di creare notari

di difendere le ragioni della s.

con degradamento del

Sede, e di bene esercitare


tro

ma

al-

nobile e delicato ufllzio e pregiudizievoli

giuramento prestano nelle mani del

conseguenze. Oltre quanto ho detto di

cardinal prefetto di segnatura, quali re-

sopra sulle precedenze de'protonolari.dice

ferendari della medesima.

Marchesi a p. 23,ch' rimarcabile quella che essendo alcuno di loro canoil

Prelati protonotari apostolici soprannu-

nico d'una delle 3 patriarcali basiliche


di

merari non partecipanti, che godono


tutti i privilegi

Roma

che hanno capitolo

degli altrlpartecipanli.

di clero se-

colare, loro dovuta,

quando per vodi

gliono intervenirvi nell'abito proprio dei proloootari,

Nella Relazione della corte di Roma Lunadoro, accresciuta da Zaccaria, si


Oltre protonotari partecipansono protonotari soprannumerari
: i
i

come

consta da vari decreti

legge
ti

della congregazione de'riti,e in partico-

vi

Iaredaquellode'4niaggioi6i 7. II decreto secondo Ferrari, ^iZ'//o/., verbo Protonotarli, AeXiGi 3, appi-ovato

da Paolo

econcepiloin questi termini: Itemprae-

cedunt omnes canonicos patriarchalium


Urbis, tam in ipsispatriarchalibus,
in

quam

quibuscumquecalhedralibus extra Urbem". B.ganli tratta della precedenza dei


protonotari partecipanti sopra
ci
i

non partecipantij che il Papa crea a suo piacere, accordando loro tutti gli onori de' protonotari partecipanti, onde siedono in cappella con esso loro, portano le medesime insegne, e trattine gli emolumenti, godono de' medesimi privilegi e piecedono come essi tutti prelati non
i

consagrati vescovi.

Il

quale distintivo di
al

canoni-

onore d'ordinario suol darsi

nipote del

delle
altri

basiliche patriarcali

di

Roma
s

Papa

(lo

dichiarai di sopra), all'uditore

ed

canonici e dignit capitolari

in
i

santissimo, al segretario di consulta, e


altri qualificati prelati".

ad

Roma che
n."

altrove;

come pure sopra

Lunadoro
i

nel-

generali degli ordini regolari a p. loi,

r edizione del 1646 a


tonotari partecipanti,
i

p.

242, parlando

38

e seg. Nel voi.

tando l'ordine
i

XVI, p. i35, nogerarchico come siedono


s.

delle precedenze, riferisce: che


gli
i

dopo pro-

uditori di rota,

consultori della congregazione del

uf-

chierici di
i

camera ed
i

referendari, veni

fizio,

che serve di norma, rimarcai

la

pre-

gono
gati

protonotari non partecipanti,

cedenza del protonotario partecipante: che questa nel caso e per promozione cardinalizia

quali precedono

protonotari
:

fatti

dai le-

ancorch 10 anni prima

prelati

noa
it^

noD godono

non partecipanti

partecipanti sono noraiuali dal Papa

PRO
due modi, per bolla con la spesa d scudi 200,perbieve segreto qual grazia singolare. Bergamaschi, ello sprone d'oro
p.
re, nelle
ri

PRO
prelati di mitra e

ai

bastone pastorale, tan-

to nelle processioni, sessioni, incensatu-

distribuzioni delle candele, cene-

4i)>eldifenderei cavalieri di tale or-

e palme, quanto iu altre funzioni; onil

dine, censurati pel loro eccessivo

numero

de come osserva
ri apostolici,

Fabri,
1'

De

protonotaro-

(prodotto da quelli ch'erano autorizzati a conferirlo), difende pure il prolouotariato soprannumeraiMO, che a suo

per

uso e

stile della

mana corte, si nominano anche nelle pubbliche scritture col titolo di Reverendissimi, e nelle sinodi diocesane o provinciali,

tempo

e nel
>j

1695

era giunto a pari condizione.


la

Corre a questo proposilo

parit del
si

almeno con que' titoli


le

con

quali

si

protonotarialo apostolico, che

sa esse-

sogliono onorare
la diocesi

maggiori dignit del-

re una delle pi antiche prelature della


s.

o provincia.

tutto questo

si

romana

chiesa.
si

splendore

bene il di lei conservi pi decorosamente


se
il

Che

pi volte dalle
di

supreme congregazioni
fatti si stila

Roma

dichiarato, e in

ap-

ne'protonotari partecipanti, cio in quei

presso delle curie perite, e si deve per ra-

12 che costituiscono

collegio de'proto-

notari chiamati partecipanti dalla parte

gione della vera e indubitata prelatura, per la quale vengono i protonotari non
partecipanti e stranumerari ad esser an-

sia entrata che partecipano, e questi per ordinario sono persone non solamen-

cora veri domestici e famigliari del Papa, eziandio nelle materie riguardanti le

te di qualificata condizione,

ma
i

di rag-

non per, che gli quali non altri protonotari apostolici sono nel numero di que' 2, non sieno veri protonotari, e che non abbiano l'istesguardevole entrata
;
,

so protonotariato
gio, tuttoch

come

quelli del colle-

trale e tutti

non godino le medesime enmedesimi privilegi, e conse-

de benefizi, acni sono E pure non si pu negare, che anche questa prelatura non sia molto decaduta di stima, per la moltitudineequalit de'protonotari,che non tengono conto della lorodignit.Con
affezioni e riserve

soggetti gli altri prelati.

tultoci sarebbe solennissimo sproposito


il

guentemente questi protonotari stranamerari o d'onore, come vogliam chiamardubbio veri protonotari, li, sono senza
veri prelati, costituiti in dignit ecclesiastica,

dire ch'il protonolariato

non

quelil

l'antica prelatura e dignit e

che

pro-

tonotaro non degno d'alcuna stima, n

capaci delle Commissioni (l.) apo,

stoliche

solite a delegarsi

solamente a

persone che sieno titolate di dignit ecclesiastica,

che per

la

s.

chiesa conferisce

onore nella romana chiesa, e che non se deve ne ornamento prelatesco, n onore,n precedenza, n privilegio, ne nome di protonotario n distinzione alcuna sopra semplici ecclesiastici, contro
gli
,

loro le vere insegne e ornamenti di prelato,

la disposizione de'sacri ceremoniali e di

come

il

cappello col cordone e fiocmantelletta, fascia, soltana

tanti decreti de'supremi tribunali di

Ro-

co all'uso degli altri prelati della roma-

ma,

che

si

possono

tra' ridcoli

numei

na corte,
e
le

la

rare tanti personaggi qualificali,

quali

abili paonazzi, l'uso del

rocchetto col-

s'ornano con quella prelatura, e


ti

vili

mol-

maniche

strette, la

precedenza sopra

che non sono prelature, sopra lutti canonici e piele altre dignit ecclesiastiche,
i

romana corte, che dai sommi Pontefici alla medesima vengono annessi, e che Papi hanno avviliti sogoffici della
i
i

posti

decani

arcipreti o altri ofliciali,

tanto di collegiale, quanto di cattedrali,

quando per non vanno


gialmente; sopra
i

iu

corpo

colle-

provinciali e generali

porpoia cardinalizia, col dichiararli prima espressamente protonotari apostolici solamente onorari. Pu ben dirsi, che qualche protonotaro
getti destinati alla

delle religioni, eccettuati quelli che sodo

apostolico

non

si

rende stinabile e ono-

22
levole
,

PRO
e

che avvilisce

ia se

ii

prolonola

mento

della

PRO falda, come

gi notai.
i

Fuori

tariato,

ma giammai si

potr dire, che

della cappella pontificia

prolonotari

dignit di protonotaro sia vile e non de-

gna d'essere venerala e counumerala


tre, se

fra

le prelature e dignit della Chiesa. Inol-

non
il

ci

uianca

la

fede, potressimo
,

mai

noi dire essere vile

n indegno

di

stima

sagtosanto sacerdozio, perch a

persone

di bassi natali vien conferito? o pure perch da alcuni sacerdoti viene avvilito? " Il libro fu stampato in Torino, e

dal Bergamascliiprioredi

Cambiano

de-

soprannumerari cedono la precedenza ni chierici di camera. Dimesso l'offizio col permessodel Papa, godono privilegi per un quinquennio, ma senza l'uso del rocrhelto, ed in cappella debbono cedere la precedenza agli uditori di rota ed ai chierici di camera. Il prefetto de' Maestri delle ceremonie pontificie (/'.) si eie de prolonolario apostolico nato, perch v\t\V Elezione del Papa (^.), appena ha
i -

dicato al nunzio apostolico

mgT

Strozzi.

dato

il

consenso, roga

il

solenne atto di
s.

Pio VII nella bolla Cum iimunieripe' prolonotari titolari, ecco come si espri-

acccttazione alla presenza del

collegio,

ed
per

io

ebbi

la

consolazione di trovarmi
Pontefice Gregorio

me sui pronotari soprannumerari. >'3. Cum vero praeter slatos hosce protonolarios, qui

presente a quello rogato da mg.^ Zucche


il

sommo
VII, p.

deimmero partaci pantium

vo-

Nel

voi.

XVI. 29 raccontai che nel con-

cati sunt, alios

eliam, qui iisdem forsitan


meritis in

cistoro semipubblico per la canonizzazio-

adjutoies adstarent, viros, et laude vir-

tulum,

et nobilitali generis, et

ne de'sauti decretata da Benedetto XIV, per mancanza de'protonotari partecipanrog l'alto il prefetto de'maestri delle ceremonie. I canonici delle patriarcali bati

rem
cis,

et

sacram

et

publicam probalis-

siuaos in

Urbe

elegerinl

Romani

Pontifl'

eos etiam omnibus, quibus prolonotariorum collegium potitur privilegiis , honorisque iosignibusauctos decrevere".
Il

siliche di

s.

Giovanni,

di

s.

Pietro e di
il

s.

Maria Maggiore ritengono godere


Vi legi loro concessi

pri-

vilegio del protonotario apostolico, pe'pri

Riganti,

De

protonotariis

De

proto-

supra ntimeruni, dice che sogliono i Pontefici nominarvi qualche benemerito e insigne prelato della curia per condecorarlo d'una maggiore onotarii apostolici

da'Pa pi. I canonici di s. Giovanni sono prolonotari per bolla di Paolo IH (che colla costituzione Sanctissi/nns, de'22 dicembre 534, Bull. Rom.
1

t.

4>

pa''-

i>P-

'

'9> nel dichiararci fami-

norifcenza, Prae-mles forniti di virt, di

sangue minato
nali.

illustre, e tali

furono Baronio, no-

in principio, e Sirleto, poi cardi-

Che

questi prolonotari

godono
i

tul-

le le prerogative, le

preminenze,

privi-

continui commensali del Papa, vi comprese p'olonotari),ma non prestarono mai al cardinal camerlengo il giuramento: nel voi. XXXII, p. 82 dissi che Gregorio XVI conferm tulli privilegi
gliari e
i

legi de'protonotari partecipanti, eccettua-

della basilica ecapitoloLaleranense. Nel-

ta la partecipazione degli

emolumenti. In
lo-

l'opuscolo di Profili per l'esaltazioue al

cappella pontificia siedono nel banco dei

cardinalato di Antonio Pallotla, a


si

p.

prolonotari partecipanti, cio dopo di


ro, avanti
1'

legge, che essendo canonico col

suo

ini

uditore delle contraddette,

stancabile zelo rivendic ai suoi colleghi

del presidente del

piombo e del commenSed protonotariis

canonici di
la di Sisto

s.

Pietro, in vigore della bol-

datore di

s.

Spirilo.

IV, Licei ex debito (che ho


t.

partecipantibus reservalur hoccasu pri-

riscontrato nel Bull. Vat.


cui cre
ia
s.
i

2, p.

206,

in

valivum munus accedendi ad soliiim Ponlificium, et exercitiumquarumcuroque aliarum funclionum, quae per ipsos
soiilae suol exetceri", tranne
il

canonici notari e cappellani del-

Sede, dichiarandoli fimigliari e com-

mensali del Papa, con T obbligo di dover prestare


il

sosleui-

consueto giuramento di

PRO
fedelt al cardinal camerlengo),
I

PRO
il

a3
2.'

privi-

ceto de' protonotari soprannumerari, ex-

legio del piotonotariato apostolico, abs:

tranumerari, extra nuineruni. Nella


considerano
i

que

ulto onere, et soluone, e ,da potersi

godere, etiamsi canonici esse desierUit, tostoch abbiano prestalo il loro giurail cardinal camerlengo, avendone riportato l'opportuno attestato, di cui si prevalsero mg." Baglioni, Gi-

protonotari creati dai Papi e dai diversi privilegiati, che denominano minori, litolari, onorari. Nella 3.*
i

mento avanti

protonotari divenuti
della

tali in

ragione dedir delle

gli uffizi P''acabili

da loro acquistati. Ai.' classe,

vendo parlato

gliati,

Guerrieri, Mastai, Merli, Benigni,

altre due. ^a^vx,

De parrocchia.

2,p.4i9,

Clarelli ora cardinale, e altri successiva-

nalato.

mente con carriere che li port al cardiAnche Riganti rileva l'indulto di Sisto IV in favore de'canonioi Vaticani,
di

ragionando della gerarchia ecclesiastica, pone i protonotari apostolici non partecipanti, e creati
tiiirrij

ad instar partecipati-

poter ritenere

il

protonotariato
I

dis.

grado (posto di onore e coudizione diversa dagli altri),


nella gerarchia di

iiisso etiarn

canonicalu.
si

canonici di

dopo

canonici delle cattedrali e colle-

Maria Maggiore
de'privilegi delle

considerano protono-

giate; aggiungendo, che a tale gerarchia

cumulativa nominate basiliche, loro conferita dai Papi, confermata e ampliata da Gregorio XPV (F.) nel 1 838. Afferma Riganti a p. 1 34 che Prolonotatari apostolici, in forza della
rii

risdizione, o in prelatura

non appartengono che ole persone in giumaggiore oaiinore, anche senza giurisdizione ; e quelli
i

partecipanti, soli sunt sedis npostolicae

che sono in dignit o quasi dignitas, come si esprimono canonisti parlando dei canonici, e tutti coloro che appartengo-

ofHciales, qui

juramentum

praestare

nou
et

tenentur. Repraehenditque Vitalinus pro-

lonolarios

illos

qui jurant,et

cappam,

rocchettum e manibus Camerari! Papae accipiunt". Parlando poi de'protonotari titolari, del giuramento e professione di fede che debbono emettere, dice a p. i65: > Omissio praefdta non impedii,

no realmente come membri ad un corpo che abbia o giurisdizione, o prelatura, o dignit; quindi conchiude, che protonotari vi appartengono solo per la proi

venienza dalla chiesa madre o maestra.


Nella Relazione della corte di

Roma

di

Lunadoro, con noie di Zaccaria, parlando nel e. 37 del Collegio de'protonotari,


sono protonotari apostolici mero titolo, e sono quelli a'quali pur concesso vestire abito prelatizio nelle funzioni ecclesiastiche ancora, ed un conveniente posto secondo le regole del ceremoniale. Eglino godono
dice che
vi
x

quod

illius

beneficia sint reservationi a".

postolicaeobnoxia

Indi a p.

86: " O-

titolari o sia di

missa a protonotario partecipante professione fldei, protonotariatus privilegium

non
ri

amittitur".

Il

novero

de' protooota-

soprannumerari, col nome e cognome secondo l'epoca del conferito protonotariato e del giuramento fatto, si legge nelle

inoltre
vili

il

privilegio del foro nelle cause ci-

e criminali, ed esenti sono dalla giu-

annuali Notizie di

Roma^ ed

al

pre-

risdizione dell' ordinario per quello ap-

sente sono circa 80.

partiensi a cause

Dei protonotari apostolici titolari o onorari, e de' protonotari vacabilisti.


Gli scrittori de' protonotari apostolici
li

ma
ne

di scudi
1

o." di

nou eccedenti la som25 a norma della costituzioLeone X, Reginiini. Tali prodai cardinali
il

tonotari non solo possono essere creali dal

Papa,

ma

ed eziandio da
,

divisero in 3 classi e categorie. Nel-

que' molti che

Riganti annovera

in

la

i.'

pongono

il

collegio de' protonotari

partecipanti, composto di prelati di dignit detti maggiori ,

nou che

dell'illustre

CoinmenL ad Reg. Cancel., reg. i, 4 n. 45. Il Lunadoro nell'edizione del 646, a p. 24^ riferisce, che iprolonotaii fatti
1

24

PRO
la

PRO
prececesse air arcidiacono, dignit e canonici

dai cardinali legati cedevano

denza a quelli filili dal Berna possono usare le


rocchetto
vestiti di
,

l^apa;
vesti

che fuori di

della metropolitana di Firenze;


ai
li;

s.

Pio

ma

in

Roma

paonazze col devono andare

canonici della metropolitana di Napo-

nero, pur da prelati,

ma

senza

di

Benedetto XIV alledignil e canonici Padova. Qui noter che in alcune catte-

rocchetto. Osserva Marchesi, Del prolO' notariato, p.56, che questi protonotari so-

drali,

come rimarcai

ai loro articoli, tra


vi

ledignit del capitolo

quella del Pro-

no creati coll'autorit
(A^.), dal collegio

pontificia da'cardi-

tonotario, cos a Gerace.

Urbano Vili
1'

fe-

uali LegatiyAaxP escavi assistenti al soglio

ce protonotario d' onore

archivista di

de'notari partecipanti, e

Monte Cassino, poich


tificio
fcia,
ri

regolari con pon-

erano sparsi in numero prodigioso per le citt eie provincie , imperocch gli autorizzati a nominarli non aveano sempre le dovute cir-

da altri

privilegiati, e perci

indulto possono esserlo. Per ponti-

facolt
i

prima creavano protonotacardinali capi d' ordine in

apostolici

cospczioni in
requisiti, e
legi,

ricercarne le qualit ed i sebbene godano nobili privi-

Conclave , cio que' conclavisti che credevano degni dell'onore; cardinali ei

gati(F.)alatere\t\\\al\ ai sovrani, opreposti al


zati

sono per sottoposti alla giurisdizione de* vescovi nel civile e nel criminale, e come scrive de Luca, Helat. Roin. Ciir. disc. 44 "O" hanno rango di prelatura
/YZ,

governo

delle Provincie, autorizi

ancora a creare

conti Palatini (f'^.),

ordinariamente col numero determinato di 1 5, la cui facolt per breve si rinnovava


ogni triennio. legati al di l de' monti godevano illimitala facolt, cos legati di' Avignone {^.), ed anche pr- legali ed vice-legati di tal dominio della chieI
i i

prolonotariis sirnplicis absqiie praelatU'

come lichiama
i

il

Papa

nel distingue-

re
ti,

partecipanti e soprannumeri. Riganil

dice che

Protonolarialus apostoli-

CHS titularis

licei

non

sit

dignlas in ca-

sa

romana
,

Sisto

IV
II

al
,

nipote cardinal
senza restrizione

thedrali, aitt collegiata, est

tamen dignquidetn cuni

Rovere

poi Giulio

las in ecclesia

romana,

et

Pfotonotari apostolici a quihiis creari possimi, dichiara che il solo Papa crea eco-

honore conjuncta. Nella

dissert.

amplissima facolt gli concesse. Sembra che eziandio godessero il privilegio cari

dinali legali deputati all'apertura e chiu-

slituisce

protonotari apostolici, sieno di

sura delle Porle sanie [f^.), I f^escoviassislenli al soglio (/^) eranofacoltizzatia

numero partecipanti, sieno soprannumeri


seu extraordtnarios,^\e\\o\\\.o\in\ seti hoAior<7noi',mediante breve apostolico. Particolarmente nomina protonotari
pontificia
litolari

nominare 3 protonotari apostolici


I

titolari.

iVi<z/(/^.)godevano eguale prerogati va,


Il

con numero determinalo.

collegiodei

protonotari partecipanti a mezzo di questi


collegialmente uniti, uno l'anno, per indulto di Sisto V. Tra'tanli privilegi che Paolo

o onorari quegl' individui della Famiglia riprodussi ( nel quale articolo il breve di Pio VI) a lui piti intimi o pi

IH

concesse agli Sforza conti di

s.

Fio-

accetti,

come ancora

Conclavisti (^^.),

ra,

ed i Dapiferi {F.) de'cardinali che intervennero al conclave in cui fu elevato al pontificato, oltre altri privilegi che riportai a tali articoli. E inoltre annesso il protonotarialo titolare a diverse prelature e altre dignit, come prelati referendari, abbreviatori e altri ; come a diverse dignit e canonici delle cattedrali, per cui
i

ora duca Sforza Ceitfrm/, insieme al cavalierato dello speron d'oro e al titolo
conte palatino, l'autorizz in perpetuo
il

di

a creare protonotari, prerogative che

duca

esercit fino agli ullimi tempi,


11

con

diplomi dati in Genzano.

privilegio lo

riprodusse Ratti, Della famiglia Sforza,


1.

1, p.

264

e seg.

Trovo notato
la
1

nelle

memorie

mss. die

congr. de'riti in

mie una

Riganti nota

che Clemeule Vii

lo con-

Tiburliua,coudecretode'2

murzoi 744

PRO
permise l'uso delle
cipiete di
vesti violaceecol roc-

PRO
t

a5

dentro

il

termine di 3 mesi, sotto di-

chello nelle funzioni ecclesiastiche all'ar-

verse pene in caso d'inadempimento, e

Casape d. Giacinto M.* Bezzi, die li duca Sforza-Cesarini avea nominalu pi'otonolario apostolico. Kol Ferrari in Bibliolheca : "Pi oloiolav'iaius vero, qui concedi solet Comitibus domus Sfoitiae, reser?ationemnon inducit, Nec

prima
p.

di esercitare rutfizio,

come

dice a

i65, n.

59

e seg. riparlandone.
la 3."

Alacri nella Not. dcvocaboli eccl., a

ProtonotariuSy riferisce che

specie

de' protonotari quella, la quale viene

cum admillt
dinali,
ti

secietaria

Brevium
i

".

car-

sta specie

unitaconqualchecaricaed officio,di quesono protonotari tutti conclai

ed

vescovi e aicivescovi assisten-

visti ecclesiastici,

cavalieri della
(

Canapo-

al soglio,
i

conferivano

pictonotariati

celleria apostolica
slolici(P\),
i

F^.), gli

Scrittori

(ed

cavalierati

con

titolo di
,

conte pala-

famigliari del Papa, non


chierici.
p.

am-

lino)

con lettere patenti

la cui foroiola

mogliali,

ma

Parlando
,

di tal tri-

5), a p.

riporta Parisi (quella pei cavalierati a p. 8 del t. 4 j Istruzioni per la se-

bunale

il

Bovio

192

dice che la 2.*

specie de' protonotari apostolici quella


de' creati dal

greUiria, con l'avvertenza che la decora-

Papa, dai cardinali

legnti

?ione del piotonotai iato non poteva concedersi che a persone ecclesiastiche. Nella
forniola era citato
si
il

elatere, odai medesimi protonotari par-

breve facoltativo e

Cloe

diceva che per autorit di esso, in dis. Stdif Notarios , Protonotarios


et adtnit-

nuncupatos creandi, recipiendi


tendi
...

tecipanfi,anlicaraenleinstimae moltobene appiezzati, ma presentemente (i 729) sono resi vili , come osserv Sisto IV in Extravag. , Quoniam de fregna et pace, per la gran moltitudine Hodie tamen
1

cum faculUile ulendi dumtaxat

proptermoltiludineniviluerunt.D\ce\ao\tre,

extra Urbeni hahilu praelatitio, ir/ violacei coloriSy et rocchetto, galeroque prae-

che

la 3.'

specie de'protonotari, so-

no

quelli cui a

motivo

dell'ufizio

il

progli

stemmate, sii'e stemma tibus apponendi .... concedendogli tavi dejure (juani de consuetudine, tutti gli onori, prilatitio in
vilegi, prerogative, indulti, favori, grazie,

tonotariato congiunto,
scrittori apostolici,
i

come sono
di
s.

cavalieri

Pie-

tro (/'.), quelli del


tri fcimigliari

Giglio (/".), ed ali

del

Papa,

quali dal Cas-

esenzioni dalla

s.

Sede accordate

ai

pr-

saneo

in

Gloria

mundi sono chiamali

tonotari apostolici, colla condizione di fa-

straordinari, molto accreditali, mentre


si

re
le

il

giuramento o professione
di

di fede nelin dignit

preferiscono ad ogni altro del clero, ed


il

mani
si

persona costituita

hanno
to,

privilegio di portare

il

rocchet-

ecclesiastica.

Se

il

diploma o

lettera pasi

tente

spediva in

Roma,
:

la

data

face-

va sempre

come
altra

scritta fuori

d'una por-

purch arrivino all'et di 20 anni, altrimenti non erano n dell'offizio, ndel privilegio capaci, giusta il dispostodi Paolo II.
te

ta dell'alma citt

Extra Portam Fla-

Anche Piazza
i

qualifica per 2.* sor-

miniam o
ne o
si

al

che portava alla legaziovescovato di chi nominava, come


\e\.\.evt

de'protonotari

creati dal

Papa odai

cardinali legati

latere,e talvolta dal col-

pratica per le

Pastorali

[J'.),

legio de'partecipanti,

ma
il

essendone cre-

ci in riverenza alla

suprema autorit
p.

del

sciuto (nel 1698) mollo

numero,

si

era

Papa, niuno potendo esercitarla nel luo-

non poco diminuita. Per


fica
i

3.' sorte quali-

go

di

sua residenza. Riganti a

86, n.

protonotari cui va annesso di sua

64

riporta la disposizione di Alessandro

natura qualche oQzioocarica^


scrittori apostolici, ne'soldati

come

negli

VII colla quale prescrisse la suddetta formola pel protonotariato da conferirsi dai
privilegiati, colla clausola di far la pro-

o cavalieri

di

s.

Pietro, del Giglio, e altri famigliari

del Papa, che ne sieno capaci.


te

Hanno tutla

lcsiooe di fede e

il

giurameulo

di fedel-

queste due specie di protonotari

pre-

26
Jazione

PRO
ad ogni altro chierico secolare
il
,

PRO
t.

6, par. 2, p.

341.

Il

canonico prolola soltana


gli altri a-

essendo questa dichiara la per vera dignili,

notario

e possono portare

rocchetto e

man-

pu in coro adoprare paonazza, mentre per porla


biti.

lellelta

breve

colla veste eziandio pao-

canonicali.

Essendo canonici devono


,

nazza,

ma

fuori di

avere 20 anni, e

Roma; devono perci dopo un anno dell'ot-

in coro portare gli abiti degli altri canonici,

e non quelli di protonotario

altri-

tentita dignit dei protonotariato devo-

menti non partecipano delle distribuzioni.

no promuoversi al suddiaconato, sotto pena


di nullit di detto privilegio. Riganti,
vi

Dopo

gli

abbati e non sopra debbono


benefzi de'prolonotari sos.

sedere.

Possono predicare in manlelletta


I

tra'protonotari che

divenivano in

vir-

e rocchetto.

t degli
ri

uflzi

Placabili, ohvegVi scrittoi

no

riservati alla

Sede. Possono essere

e cavalieri del Giglio, vi novera

ca-

deputali in giudici apostolici e sinodali,


in conservatori de' privilegi de' regolari,

valieri Pi,

Lauretani, di

s.

e simili.

comodo

de'litigandi

Paolo (F.) avendo


i

Papi permesso che


na, di frequente
si

si

giudicassero

le

cau-

ed in altre cause che loro commette las. Sede,e per delegati. a:^racriar7i e senza
il

se ecclesiastiche fuori della curia

roma-

pregiudizio de' partecipanti scrivono


i

commettevano a persone che mancavano di capacit e buona fede, abusi che derivavano dal gran

gli attide'marliri,

processi per lecanoniz-

zazioni, e possono rogare altri atti ecclesiastici.

Siccome

nell'offizio

sono come

numero
tuni,
si

de' protonotari titolari, a'quali


forniti derequisiti

partecipanti, ed essendo costituiti in di-

ancorch non

oppor-

gnit ecclesiastica, possono ottenere ed esercitare

affidavano

come

costituiti in di,

qualunque

uffzio,

Benedetto XIV considerando che altri Papi e il concilio di Trento aveano procurato di piovvedervicon prescrivereclienefosgnit ecclesiastica.

rimediarvi

cevere

le

professioni di fede.

non che Tanto

riti-

Papa, che da quelli che ne aveano il privilegio, o per conseguenza del loro offizio , sono offziali della s.
tolari creati dal

scro eletti

giudici ne' sinodi diocesani e

Sede. Sono veri fam gliari del Papa Nei


.

provinciali, riflettendo che questi soleva-

no
toli

differirsi,

autorizz

vescovi coi capi^

a eleggerli, colla bolla

Quamvis, dei
del suo Bull,

Decreta della congregazione de'riti, molti riguardano i protonotari, esono citati nel l. 6, par. I ,p. 57. Pio VII rivocai privilegiati di creare
al collegio

26
t.

agosto
r.

74 1> ^^'^ '^ 28 Dovendo riportare la


1

protonotari

titolari,

tranne

bolla di Pio

de'prolonotari partecipanti.
gli

VII, anche per coii-ispondere alle richieste fattemi,

Pio VII volendo rimuovere


si

abu-

mi

limiter a qualche cenno

invalsi tra' protonotari

litolari, stabi-

delle cose principali e degli antichi privilegi de' protonotari titolari detti

lire migliori

norme

sulla loro elezione

anche

e sui privilegi in loro favore,


bolla

eman

la

f.r/rfl!/iHnierK//i,coirautorit del Ferrari

Cum innumeri a'


t.

5 dicembre 1818,

e del Macri, essendo loro vietato benedire


i

riportata nel detto

6, p. Sj e seg. dei
,

paramenti sagri
in sagrestia,

e di prenderli al-

l'altare per la celebrazione della messa,

ma

nello con

gemma

n possono portare l'amentre celebrano la

messa,
dissi

bens'i

quello di semplice oro


i

come

ad Anello. Precedono
,

canonici

Decreta aulhentica e. s. Rituum e nel Bull. coni. t. i5, p. i4i> confermando quanto la particolare congregazione dei riti da lui incaricata avea stabilito. Decrelumde privilegiis Protonotariorum titularium seu honorariorum. 5. Quam-

nelle cattedrali

gregali capitolarmente, ed

non quando sono conUrbano Vili

quam

plura de protonolariis, quos litu-

lares, seu

honorarios dicunt, a

s.

Rituum
,

conferm
sicut,

il

decreto de'ri ti, col breve Ciwi

congregatione decreta edita sint

prout

de'5 settembre 164^, Bull. Rem.

videre est in nuperrima decretorunvejus-

PRO
dem
coUectione; eipeiienlia lamen comest
,

PRO
ne. 6."

27

De annuo

censo sculoruro saltem

perlum
buis.'e

compluies abusus percrelicei


,

illorum culpa, qui nullis,

ut

bscentum, vel ex patrimonii bonis, vel ex perpetuispensionibus, vel execclesiasticis beneficiis.

plurimum nominibus commendati talem honorem asseqiiutijVel jura sibi ?inclicareaiidenf,quibiis careni omnino, vel
clelalaedignilalisinsigniaiudecoreadmo-

Sitpraetereapetitio

testi-

monio commendata menta edoceat,


tarli titularis

ordinarii,qui, et de
sibi tradita

rebus hicadnotati$,ob

docu-

et personara

idoneamse

dumadhibeiiljUlnedum ipsorum splendorem haud referant pr dignitate, sed


labem poliusordini specialissimo parent. Cum ilaque crebrae de iis ex poslulatioiies ad vSS. D. N. Piiim VII, burnii iter ttiam nomine pluriura episcoporum sint perlalae, Sanctitassua rem universam disculiendam commisit congregationi parliculari Eminentissimorum et RR. DD. cardiuaiiuro de Somalia s. Riluiira conpicgalionis praefecli, Lilla, et Antonii ab A uria, qui una cum ejusdem s. Rituum congregalionis assessore, et altero ex aposto! iairum caeremoniarum magislris,

censere testelur, quae officium protono-

assequatur, illudque

cum

decore substineat.
ties

Quae quidem omnia

liiculenterprobandaessecautum est;quode honorario protonotarialu assepostulatio praebeatur,sive perasi

quendo

poslolicas literas,

ve per diploma,

quod

a collegio protonotariorum partecipan-

tium tribuatur, seu a caeleris quibuslibet, qui jure gaudent illum conferendi". >^ r. Hisce de electione protonotario-

rum

titularium constitutis, cura eos lon-

ge differre palam sit ab illis, qui sunt de collegio parteci pantium, vel ad instar partecipantium a SS.

meqne
timis,

jnfrascripto secrelario

omnibus
oppor-

pi aedili facultalibusnecessariis, et

Domino Nostro ex roraanae curiae piaelati adsciscuntur, deest ea

remedia proponerenl, quae expe,

cretum

dumtaxat

privilegia, jura,

dire magis viderentur

et cerlas praefe,

nirenl condiliones, et leges

quibus eoet usus

exempliones, praeeminentias, praerogativas iisdem competere, quae intra singitlalim

nundtm

privilegiorum
".

modus,

enumerantur

aliis

proinde quiahva-

conlineretur

buscuraquepraesenli decreto non descriptis, irriti? declaratis, et deleli*, et

6. Quare habito ad infrascriptiim die conventu in aedibus memorati EE.


et

gntis,

nipote quae ex

falsa

plerumque

RR. DD.

cardinalis de Somalia prae,

dplomatum

interpretalione,vel ex prava

fedo, omnbusque, serio


perpensis, id in primis
tia

diligenterfjue

consuetudine, vel alio quovis praelextu

communi
in

senten-

usurpabanlur, iisque insuper moderalis,


ac reformalis, quae
tur,gliscenlibus
licei alias

visum est decernere, ut nimirum perprotono-

Iribueren-

sonarum delectus baberetur


rite,

lamen malis,occasionem
[r.

tariatushonore deferendo, ut nonnisi, qui


booeste, ac pr dignitate
id

praebuisse dignoscunlur.
extra url)emdumlaxnt, et
ci

Igitur jus

honoris

erit protonotariis apostolicis ttularibus

sustinere valeant,

eodem ornentur. Pronobili, vel

quando eo

lo-

ferantur idcirco testimonia, quibus constet indubie.


i."

ubi degunt, oonadsit

summus

Ponti-

De

honesla

fex, uti habito praelatitio, videlicet veste


talari, et palliolo

familiae conditione. i.

De

aetale saltem
3."

nuncupato mantelletto

annorum

viginliquinque.

De

stalu

nigri coloris. nigri coloris

clericali, et caelibi. 4-

De

laiu'ea
s.

doclo-

2 Eo habitu praelatitio cum rocchetto subtus pal-

ratus in utroque jure, vel in


a
.

theologia

liolum uti poterunl protonotarii in publicis supplicationbus, aliisque ecclesiae

probata uni versitate,

vel a collegio prvile tribu-

tonolariorum partecipantium
ta. 5.
te,

functionibus;in reliquisverorccchettum

De morum

honestate, et gravitaexisliinattO'

dimittant,siniulque sciant sese,


te,

licei for-

ac de bona

apud omnes

plures insiroui couveniant

nonexin-

28

PRO
summo

PRO
incommissarios apostolicos, et judices, a
Ponlifice adsciscendos pr causis
ecclesaslicis, et beneficiariis.

de consti luere collegium, nec corporatos ceiiseri. 3." Usus collaiis, et calgaruin
coloris violacei omninointei'dicitui', ilein

Item apud

et vitta seu cordula in pileu coloris violacei,

ipsos professionem fidei recte emittunt,

seu etiam,

cia eiupit, rosacei, aut rubei,

quo nonnullorutn audaquae nigii


pileum

qui ex

officio

ad eamdem astringuntur.
i

diinitaxalcolorisessepoterunt: ejusdem
coloris sii pariler
scis steiutualibus

cum

lemni4-Pi"o*

imponendum.

tonotarii titulaies, qui dignitate,

uutca-

nonicatu potiiuitur, habilum geslent sui

Item coram Ipsispensiones transferri possunt ab iis, qui eo gaudent pri vilegio. o." Beneficia eorum,qui protonolarialum titularem per apostolicas literas, vel per diploma collegi protonotariorum parteci pantium assequutisunt,nonnisi ab apostolica

non vero piaelalitium in choro, coque consideant in loco, queiu ex beneficio eos cleceat: quodsihabitu praeot'dinis,
lalitio uti velini,

sede conferri possunt.

i.

Io ci-

vilibusnegotiis, nec

non

in criminalibus,
lo-

alque

in vitae disciplina, ordinariis

distributionibus quoti-

corum obnoxios piane


ne liberos
se

se esse noverinl,

dianis piivenlur,
scaiit.

quae sodalibus accre-

nullaque ratione ab ipsorum jurisdictio-

S.^Habitupraelatitio induli omni,

comminiscantur. i2.Etsi

bus clet'icis sacerdotibus simplicibus , el etiam canunicis praefetendi sunt singulatim sumptis, non vero in collegium coeunlibus. Neutiquam etiam praeferendos se esse arbilrentur, aut apostolicis
nunciis,aul ulriusquesignatui'aet'efei'endaiiis, aliisve

habitum praelalitium non geslent, gaudent tamen privilegio fori, dummodo in hubitu, et tonsura incedant. i3. Fa* tuiliarbus Papae minime accensentur,

cum hoc privilegio gaudeanlprolonotarii


dimitaxale partecipantibus,
vel

romanae

ex romanae curiae praesulibus, etiamsi nulluni ex sui mimeris


il

curine preiati qui ex Ponlifiois benignitate iisdem aequiparantur. 1 4- Quae hic percensenlur privilegia ea sunt, quibus

insignibus

geslent,

dummodode ipsonec antecel-

rum gradu non

latealj iteni

dumtaxal protonolani
ter

titulares

donatos

lanl vicaiiisgeneralibus, aut capitulari*

se sciant, qui secus facere, aliisque prae-

bus, aut abbalibus. 6.


tes

a simplicibus sacerdotibus

Sacrum operanminime

auserint,

memorata si ab

privilegiis ac juribus uti

ordinario,

tamquam ab

dilTerunt; idciccosacrasvestesinduant in

apostolica sede delegalo, semel, et bis ad-

sacrario,

uno tantum ministro utantur,

moniti non paruerint, eo ipso privatos


delato honore se sciant. i5.

ipsique calicem deferant, detegant, eooperiant: ilem libri missarum fbiia evol-

Tandem qui

protonotarialu titulari donati sint,vel per


apostolicas literas, vel alio legitimo diplo-

vant; vetanlur praelerea palmatoriam, canonem, annulum, pioleum adhibere. y." Quando adstant ad sacra cum habitu praelatitio non genufleclant, sed caput inclinent, uti in more est apud canonicos cathedralium duplici duclu ihurifcen:

mate, nequeantuti ipsius juribus ab hujusce decreti praestitutum conslabilitis,


nisi

antea, vel apostolicas literas, vel diin officio secretarli collegi!

ploma ipsum

protonotariorun de

numero
in

partecipan-

tur: consideant

vero

in loco

per caerimo-

tiumexhibuerinl, qui
litates

codicem referat

Diale episcoporum constitulo. 8. Confi-

nomen,cognomen,aeta lem, patria ai,quanovi protonotarii titulans,ac prae-

cere possunt acta de causis beatificationis,et

canonizationisServorum Dei: quo tamen privilegio utinequeantsieoloci altersit e protonotariis partecipantibus. g."

diem ad quam, vel breve, vel di ploma datum est. Idem porro protono
lerea

tariatus privilegium in secretaria proto-

Item

rite

eliguntur in conservatores orio judices

dinum regularium,

syuodalcs,

notariorum parteoipantium recognilum exhibeaut ordinario, apud quem, vel a-

PRO
pud alinm personam
giiitate

PRO
piofessionem
ejus se noverit incursurura
".

29
Trattano

in eccleslasllca difidei

Dei, ac BB. Petri et Pauli apostolorum


dei protonotari apostolici: P. Vincenti,

conslitutam

(cio quella di Pio


FEssio.vE DI

PboFEDE, chiamata volgarmente

IV di

cui parlai a

Teatro degli nomini

illustri

che furono

Piana), et
tanl
(la

fjdelitatis

juramentum
iib.

erait-

protonotari nel regno diNapoli,


Hier. Fabri, Tractalus

formola sta nel

2 delle

De-

ivi 1607. de protonotariis

cretali a\ titolo
,

24 De

jurej tirando, cap.

apostolicis eorumque dignitale etnninere,

4 che incomincia Ego N. Episcoptis, con variare il titolo e alcune parole). Quibus peractis fas ipsis si habitum sui gradus
iliduere, ofFiciuro tenere, uli privilegiis,

Rononiae 672. Plettemberg,iVo/. Congregalionum et Tribunalium p. 34c)eseg.


1

Ciampini,

De

P^ice-

Cancella rio,

p.

1.

Jo. Battista Sacchetti, Privilegia protho-

honoribus
ripoitali

praerogativis,
(si

tula fypis impressa


1

articolij
et

quorum nodeve intendere dei non esistendo stam-

notarioruni apostolicoruni tani de numero partecipantium nuncupat. Roniae exi-

pata a parte),

ab alquo ex protouoia-

nis partecipantibus subscripta, et obsi-

pnata iisdem tradetur, ne quid adversus


liaec decreta,

stentmm, quani exiraordinariorum seii honorariorum uhique terranim degentium cumprimaei'a eorumdem insti tulione, ipsis nontantuni sedEpiscopis eorum-

ragi contingat.
slolicae in

ex ipsorum ignoratione peQuare tum literae apoforma brevis, tum diplomata,

que f'icariisy omnibusquejurisdictioneni


ecclesiasticani exercentibus
1

e/c.,Romae

6()3. Jos. h'gan, De protonotariis apo-

quibus protonotarii titulares creantur concinnanda erunt juxla hujusce decreti sententiam, ne qua ibidem ab eo aliena
describantur ".

stolicis tani

quam supranumenim ,
ribus seu

de numero partecipantium, nec non tittiUt-

non partecipantibus, Romae ed eccellenza del pro-

1751. Giorgio Viviano Marchesi Buonaccorsi, /antichit

* 8. KLhiI autem hoc decreto immutatum censeatur de ampliorbus privilegiis,quibus collegia quaedam, et capitu-

tonotariato apostolico partecipante,colle


pili scelte notizie de'santi, fici,

sommi Pontestati

ex apostolico indulto, etiam ad instar protonotariorum partecipantium alicubi gaudeant. Leges tamen,etconditiones in
la

cardinali e prelati che ne sono

insigniti sino al presente.

Faenza 1751.
t.

A. H. Andreucci, Hier. eccl.

i,p. 99.

iisdem indultis praefinitae accurate, retigioseque serventur; ncque


cessionis limitespro
ulti

De

protonotariis apostolicis e

numero

fassitcon-

partecipantium.

suo arbitrio praeterid

PROTO PAPA,
mo
ed anche

Proiopapas. Titolo

gredi, vel in

romana curia

genus

in-

della chiesa greca, in significato di pri-

signia deferre, vel sibi singulatim, et extra collegii functones attributaexistima-

quae corpori tantummodosunt colDemum eadem particularis congregatiocensuit rogandumesse Sanctitatem suam, ut singola hoc decreto propesila
re,

lata.

dignelur consti tutione apostolica confir-

mare. Die 2 7

aprilis

1818. Qui segue

la

sottoscrizione del cardinal Somaglia, di


mg.'' Sala segretario de'riti, il decreto e l'approvazione di Pio VII, colla derogazione delle clausole necessarie e oppor-

padre, priuo prete, cio Arciprete^ il i. dignitario d''una comunit religiosa, d'una chiesa parrocchiale. Il protopapa nella chiesa di s. Sofia di Costantinopoli era in tal pregio d'onore, che nelle funzioni eccle>iastiche occupava dopo il patriarca il i.luogo, essendo capo del tribunale ecclesiastico, ed era chiamato flJagnus Piotopapas. L'imperatoregreco in della metropoli avea ancor lui nella sua cappella la dignit di protopopa,
che presiedeva
clero palatino.
gis, cap. 3
:

al clero patriarcale e
Il

al

tune. >Si

quisautem hoc attentare prae-

Carafa,

De captila

re-

sumpserit, iodignalionem omnipotents

De magno

capellano, tiat-

3o

PRO
Reggio e
di

PRO
Messina e altre dai greci
sta-

10 del prolopapa del palazzo degl'imperatori d'Oliente, seti

primis palati pre-

bilite nelle provincie


poli e Sicilia, col

de'due regni

di

Na-

sbyter. I greci scismatici


di

danno
ai loro

il

nume

nome

di cattoliche.

Papas
ai
i

ai

loro preti
i

vescovi

PROTOSCRLMARIO,
della sede apostolica.
chivisti

Prof5c/m/Vr-

ed
a

patriarchi; ed

turchi

Papassi Papa ,

sacerdoti cristiani,

chiamano come notai

rius^Priniiscrinius. Ilcapo degli Scriniari

col qual titolo s'intende gene-

il sommo Poncapo della chiesa cattolica romana. Dice Bergier alla voce Papa, che il

ralmenteperanlonoinasia
lefce,

prelato greco della chiesa di Corfi pren-

de

il

nome

di

Protopnpa; e che
loro preti
,

Scali-

gero osserv costumare


pellare

gli etiopi di

ap-

Ad Archivi e ArDELLA s. Sede dissi che l'arcliivio ne'primi tempi della Chiesa fu detto anche Biblioteca della s. Sede (T-^.) , chiamato ancora Scrigno e Scrinio santo, incominciato da s. Pietro e poi aumentato cogli atti che vi deposero Notari regionari istiluiti da s. Clemente I,edailoro
i

Papasath
i

Episcofa

successori essendosi
le

aumentate

di

mollo

pasalh

loro vescovi,
tali

nondimeno

no-

gravi incombenze, furono dati in aiu1

tare che

termini sono della lingua edel

to

2 notari per custodia dell'archivio o

tiope. Gl'indiani
il

Per chiamavano
dai greci di-

scrinio santo, che


gli

come

gli archivisti

de-

loro sominosacerdotePdf^aj. Delle vo-

antichi

romani furono

denominati

ci

Papa

Protopapa usate

Scriniari.

Che

questi eziandio esercitaro-

scorre eruditamente Pauli nella Dissert.

de
11

ritu ecclesiae Ne.rilinae p.

oi5 e seg.

no l'ufficio di notari sotto la dire/ione dei medesimi notari regionari, con iscrivere
anch'essi
le
gli atti

can. Morisani pubblic

la

Diatriba de

de' martiri, e poi finite


(f^.),

Prolopapis,mpo\ i yGB.Nel vol.XXXII, p. i52, ed a Messina descrssi il protopapa, dignit della collegiata dis. Maria del Grafleo. Rodot, Del rito greco in Italia t. I, p. 265, diceche nel governo
de'vescovi greci si'inlrodusseronellechiese delle provincie

Persecuzioni della Chiesa

impie-

gati a scrivere l'epistole pontificie,!


blici istromenti,

publeggevanoe pubblicavaed esercitavano


{F'.) ossia

no
tri

gli altide'concilii,

al-

onorevoli

uffizi.
s.

Soggetti prima al Pride'nota-

micerio della
ri

Sede

napoletane quelle gre-

regionari, pi tardi e nel


il

IX

secolo eb-

che costumanze,delle quali ancora si conservano le vestigie. Ritengono alcune i

bero per capo

Protoscriniaroo Primi'

scrinio, appellato

pure Archivista e Biil

nomi greci denotanti


gio
(^'".),

dignit e

uffizi.

Reg-

bliotecario (J^.). Rimarcai in fine, che

con molte chiese di sua dipendenza, quelle di Messina, \ Dova, Oppido, di Nardo ed' Belmonle fanno pompa del greco nome di protopapa che arciprete dinota. Aggiunge Rodot, che di questa eminente dignit narrano le prerogative e ne descrivono il ministero e l'uffizio, Codino, Gretsero, Goar, Meursio, Ducange, Allazio. La chiesa del protopapa di R.eggio dis. Agata della stessa diocesi, la quale in uno a quella di Messina con greco nome s'intitolano ctJ//o/i<7ie, voce altre volte adoperala per esprimere la cattedrale, ed anche la chiesa matrice o parrocchiale; laonde convien dii'\

protoscriuariato o primiscrinialo diven-

flziali

ne un rispettabile uffizio tra' primi 7 ufmaggiori del sagro palazzo Lateia-

chiamando Macri il protoscriniagran cancelliere. A Protonotari aposTOLici , comech successi ai notari regionari dichiarai che dalla loro importante officina deriv la Cancelleria apostolica [F.)j ma Galletti non crede che
uense,
rio,
,

il

cancelliere di

s.

Chiesa fosse
il

il

protoe-

scriniariooprimiscrinio,

quale spesso

ziandiofu chiamato Bibliotecario, finch


poi le

due ragguardevoli cariche furono


l'uflizio di bibliotecario
il

separate affatto, per molto tempo eserci-

tando

Secon-

re,

che parrocchiali fossero

le

chiese di

dicero notaio regionario, di cui parlai

PRO
al citalo arlicolo Primicero.

PRO
Nondimeno
i

3
s.

Zaccaria, neWa Dissertazione sopra


tai ecclesiastici,

no-

chiama
coli'
i

il

proloscriniario

Sede e di altri uffziali maggiori del sagro palagio Lateranense, a p. i33 discorre del
Galletti,

Del primicero della

12 scriniari aggiunti ai notali regionari aveano per loro impiego lo scrivere soltanto quegli atti ecclesiastici

anche Cancelliere^ vinio, dicendo che

autorit di Pau-

Pratose rimario e riporta


rie. Intendevano!

la

seguente se-

romani per iScr/gnoquel


si

luogo, in cui erano custodite le scrittoi e


di

qualunque genereesse
che servivano

fossero.

Quei

che dal protoscrioiarioocancellie' come re erano a nome del Papa dettali


,

scrigni,

alla

conservazione

delle carte spettanti al pul^blico,


i

aveano
il

boll,privilegi,altide'conciliiesomiglianti.

suoi

uffziali,

quali iS'cnn/an

si

Parlando Zaccaria degli


tale fu sotto

sa'iniari, dice

lavano. Nella chiesa romana, dice


vinio,
in

appeU Pan

che

Papa Marino lo scriniario

erano 12
lo

scriniari,

quali

avevano
pubblici.

Gioigio scrittore della pontifcia lettera a Gerardo vescovo di Lodi ; tale sotto s.

mano

scrigno della sede apostolica,

e servivano a

formare

gli

atti

Leone IVneU'SSc Stefano; talenelioi Roccione; tale nel 1079 Angelo, neli i5g
Andrea^ nel 1 191 Crescenzio, nel 1204 Giovanni. Conviene conPanvinio, che non di rado si unirono in una sola persona i

numero, soggiunge che certamente scrivevano le lettere apostoliche, e questa era privata loro incombenza, poich s. NicoGalletti senza affermare sul preciso
l
I

dell'

858

nella sua epistola

27 dice

due impieghi
la di
s.

di

notaio regionario e di

Scriniario della chiesa romana.

Una

bol-

che non avea potuto dare certa risposta in un preciso tempo, perch i suoi scriniari

Leone IV deir852

fu scritta

per

aveano

le

vacanze. Quegli che pre-

inanus Nicolai Nolarii atqueRegionari,


et

siedeva a questi scriniari dicevasi proloscriniario o primiscriuio,priinoscrinio,o-

Scriniarii Sanctae nostrae

romanae

Ecclesae. Un'altra di Benedetto Vi 11 del

pinando

Galletti

che questa non fosse una

101 3 dala per


ctfsiae.
pi sul

manus Benedicti Rfgio'


dissi

carica delle pi antiche,sebbene da Gio-

nariNotarii^etScriniariis.

Da quanto
la

romanae Ec' Nome dei PaCa-

vanni diacono
tore (/^.)

si

faccia precedere al primi-

cerio de' Difensori [f^.) ed al


,

Nomencla-

nome imposto

a Pasquale 11, pare

poich in progresso di tempo


staccarono dal corpode'no-

cheMacri
ce.

ritenesse prerogativa del

gli scriniari si

poscrinario, cio de'protonotarii egli di-

tai

regionari e se ne form

un

collegio a
il

Riganti citandolo, nel suo dotto trat-

parte col suo capoprotoscriniario,


talvolta
fu

quale

de Proionotariis a p. 3o, n. 2 3 riferisce: Aderat quoque inter Notarios sedis aposlolicae Primoscrinius,qui eliam
tato

Proloscriniarus

dcehalur ^ prima rius

nempe

Archivista, cui in

romana

eccle-

duodecim habeat Scriniarios, qui omnium quoque actorum civilium instrumenta formasia archivii

cura

inerat, et sub se

denominato semplicemente Proto. Neir82 7 Galletti per . pone Gregorio protoscrinario, perch si nomina ia una bolla di Gregorio IV', presso MuraScripta per manus Gregorii protori toscrinani patriarchio Lateranensi, Nel
i
:

Bollarlo

romano

in vece

si

legge

Scripta

bant.

Nec adalium,quam ad Primiscriuium spectabat Pontifici noviterelectonomen in baptismate sortitum ad ejus libitum mutare. Intieramente non posso convenirvi, per quanto dissi a Nome dei Papi.

per manum Gregorii prothonotarii in patriarchio Lateranensi. Indi Giuseppe primiscrinio deir862 che intervenne al concilio di
s.

Nicol

I,

si

soltoscrissepnV/K-

scrinius

romanus immediatamente dopo


dopo
tutti
i

Elia oblazionario e
coni.

suddia-

Riganti dice del Protoscriniarius, seu


,

Anastasio primiscrinii

dell'

SrS,

Primoscrinius Aotarionim qui archivio romanae ecclesiae praesidebaL

sottoscritto in
se era

una boHadata per

lui: for-

anche bibliotecario,

pass a que-

3i

PR

O
stolico.
r.

PRO
Stefano del
ecclesiae. Nel

sto uffizio aprimiscvniQ. Benedetto dei'

1*897, ed era visitatore del monastero di


s.

989 primiscrinio s. ^ 992 Leone , Dei piet- 1


Stefano proto-

Erasmo

al

Monte
di

Celio

intervenne

al

te prothoxcriniarius. Indi

concilio

deirSpB

furono

cassati gli

Giovanni IX, in cui alti contro Form oso, ed

Giovanni XIX detto XX del 1024'. viveva ancora neh o38. SerAcnViirtno sotto

chiamato protoscrniariiis. fllelckise-

gio del
vilegio

1039 protoscriniario
si

in

un
i

pri-

dechde]

c)0

5 protonotario, leggendosi nel


:

legge:

scriptum per manum Ser-

privilegio di Sergio III al vescovo di Selva Candida Scriptum per nianus Meichisedech protonotarii s. Sedis apostoli'

gii archiscrivii sacri

pala ti i. Nel o44 Giovanni priniiscriniiLateranensis pala^e


lo''j

ta,

Pietro, archiscriniarii
1

s. r.

cae. Forse questi quel

medesimo Melbolla di Ser-

ecclesiae. Nel

chisedech che da scriniario pass a protoscrniario e che scrisse

Proto; ed in
Proto. Nel

060 Giovanni, Dei gratin altro documento Ego Jo'


:

una

hannes Dei gralia

s.

apostolicae sedis

gio II deir847, quindi piotonotario, che da un documento si vede di verso dal cancelliere ch'era Teofilatto. Qualche volta
il

1073 Pietro protoscriniario

della sede apostolica.

Mardone

del

Sg

cancelliere

si

chiam archicancelj

liete e archiscriniario
ufiizio
se.

e bibliotecario

che talora simultaneamente funcancelliere, per-

Tuttavolta Galletti non conviene che


il

l'archiscriniario fosse

Giovanni del i igS protoscriniario /Wea:; dipoi ascese al grado notari si nomidi secondicero. Poscia navano ancora a\ Prefetto di Roma[F .\ onde s'intitolava Ego N. Deigratia s. . romanae praefectura Judex et Scrina^ 1
protoscriniario.
i
:

ch protonotaio, protoscrinaro e primiscrinio dice che vuol dire una stessa cosa,

rius.

PROTOSINCELLO, Protosyncellus.
Dignit ecclesiastica della chiesa greca,

ed udQzin li diversi dal cancelliere. Pie-

tro del

940

arciscriniario

v.

roinanaeeC'

capo

e'sincelli

o di quelli che abitavano


vicario del patriar-

Leone protoscrinario, poi antipapa Leone si sottoscrisse in una carta Leo Dei pietale prolhoscriclesiae. Nel 94'2

e alloggiavano nel patriarchio di Costantinopoli.

FUI

Era come

il

ca, anzi destinato

suo successore , e per-

niaritis s. Sedis apostolicae. Nelg58 and a Subiaco con Giovanni XII, ed nominato Leonent venerabdein s. romanae tcclesiae protoscriniariiwi, mine in eadeti

ci eletto dal capitolo e dall'imperatore. .| Primo trono, pri- \

PROTOTRONO.

sedi Petri vicarium, ed era laico


la carica

cattedra o sede. Nella chiesa greca chiamavasi prototrono il primo vescovo d'una provincia ecclesiastica, ovvero quello

ma

quantunque per
chierico.

dovesse essere

che occupava

il

r."

posto presso

il

pa-

Nel 963 si trova Gregorio archi' notaio, lo stesso che protoscriaiario. y^zocdel c)65 protoscrinario fu spedito dai

o dopo il metropolitano. Guglielmo die il titolo di prototrono al patriarca d'Antiochia, perch fra' i3 arcivescotriarca,
vi che sino dal tempo degli apostoli aveanooccupato quella sede, quello di Ti-

romani

col vescovo diSutri legato all'imI

peratore Ottone

per trattare del suc-

cessore da darsi a detto antipapa, e perci partigiani degli scismatici;

ro ottenne

il

i.

luogo.

ma

l'eletto

PROVA. F.
ZIONI.

Giudizi DI Dio, Purga-

Giovanni XIII fece tagliare ad Azone la lingua il naso e due dita. Stefano del 978 arch scrinio j lo stesso che protoscriniario, ed era nolaro regionario. Azone del 983 che si sottoscrisse: /^zo Dei piet,

PROVENZA.
Francia (^.),

limitata al

Antica provincia della nord dal Dc/-

/?fl;o(A^), al nord ovest dal contado

F-

naissin (F.), all'ovest dalla Linguadoca,


al

te

proloscriniarius et apocrisariiis roma'


ecclcsiae, essendo

sud dal Mediterraneo, ed


:

all'

est lal-

nae

anche nunzio apo-

l'italia

suoi limiti naturali fuiooo oltre

PRO
ii

PRO
le

33
Enrico
II

mare,
in
;

lenza.
si

il Rodano, il Varo, Sua capitale ix (/^'.),

Alpi,

la

Du-

col

V s'impadron
suo

del paese

re

tlivideva-

de'visigoti, e

figlio

Alarico ne godet-

Alla-Piovenza e

in

Bassa Proven-

te sino alla battaglia di Vouill,

dove fu

comprendeva 1 1 vicariali, coi quali dipartimenti delle Bocsi formarono che del Rodano, del Varo e delle Basza
i

vinlo ed ucciso. Tecdorico re de' goti o


ostrogoti ricevette la Provenza dai visigoti
,

e le

se Alpi

la

parte orientale di quello di

Clodoveo

I ;

imped di cadere in potere di ma non tardarono molto gli

Valchiusa, ed una piccolissima parte dell'altro della

ostrogoti a vedersi forzati a cederla ai

Drme. L' Alta-Provenza montagnosa, con buoni pascoli, numerosi bestiami,


valli,

re franchi. All'epoca del partaggio del-

l'impero di Luigi
tario,
il

il

Dabbene, tocc a Lo-

con clima temperato nelle

quale lasciatala a Carlo, uno dei

freddissimo sulle alture.

La Bassa-

suoi figliuoli, fece parte del regno della

Provenza ha temperatura calda, e somministra olio rinomato. I provenzali so-

^o/gog/jfl-Cisjurana. Divenuto padrone


della regione Carlo
il

Calvo, ne affid
se

il

no dotati di gran vivacit di spirito. La lingua romano-provenzale fior moltissimo in Italia ne'secoli XI, XII, XIII, e
da cui tutta s'inform
toscana.
la

governo a Rosone, che


di

ne fece eleggeil

re re, e poi d'allora lo sialo prese

nome

regno 'yirles o

di

Provenza

e sussi-

lingua e poesia
si

Neh 723

in

Avignone

pubbli-

c di Saverio Andrea Pellas: Diclionnaire


proi'encal elfrancois. Degli antichi e fa-

stette sinoal secolo XI, che si fusenell'/mpero [V.) di Germania (/^), nel quale avea la Provenzali titolodi contea. La se-

rie de'conli ereditari di

Provenza inco-

mosi poeti provenzali


galli

delti

Trovatori

parlai a Poesia e in altri articoli.

I pochi che anlicamenle abitarono qtiesla

o63 con Bertrando o Bertranno che neh 08 offr tutta la contea


mincia nel
s.
I
r

Pietro, facendola tributaria della

s.

regione, furono
i

gli anatilii,

desuviates,
i

Sede,

come aHerma Borgia, Memorie


t.
1
,

di

vulgienles,

salyes o salici,

suelteri,
i

Benevento
galia.

p.

106, e riportai a Re-

camalullici,
i

deceates,
1

suetri,

nerusi,

Gli successero, nel


i
i

sanili

ed

verucini.
vi

focesi usciti dal-

nelto, nel
nel
I

logS Stefa3o Gerberga o Gilberto,


I
,

l'

Asia minore

fondarono Marsiglia

Raimondo Berengario

nel

{f-). Suscitate discordie tra' marsigliesi

ed salii, domandarono primi aiuto ai romani e fu mandato da Roma a sostenerli il console Fulvio verso l'anno \i5
i

ii3o Berengario, nel i r44 Raimondo Berengario II, nel 1 166 Alfonso I e Raimondo Berengario III, nel i ig6 Alfonso II, nel 1209 Raimondo Berengario

avanti

la

nostra era. D'allora in poi


del

iV {V. Innocenzo

IH), che altri chiasoste-

conquistatori

mondo

gettarono

le

mano VI [V. Avignone), famoso

fondamenta del loro dominio nella Gallia,edil paese che fu da prima loro sottoposto chia mossi Provincia romana, Aonde venne poi il nome di Provenza. Questa Provincia ebbe in seguito la denominazione di Narbonese e fu suddivisa in 5 Provincie la i .^ Narbonese, la 2.* Nar:

nitore degli albgesi, per cui lo combat-

terono diverse crociale j perdette diversi


stati,

bonese,

la

Viennese,

le

Alpi Marittime,
;

e la contea f'enaissina divent dominio della chiesa romana, con altre terre. Nel 1245 divennero conlessa e conte di Provenza, Beatrice erede del bel paese, e Carlo I d'Angi re di Sicilia, il quale n'ebbe l'investitura nel 1278 dall'im-

e le Alpi

Greche o Pennine
delle Alpi

ed

alle

peratore Rodolfo

I ,

e fu lo stipite degli

parli meridionali della Viennese, della


2.'

Angioini signori di Provenza. Nel i285


successe Carlo II re di Napoli, a
del quale

corrispondeva
ta

Marittime che Provenza qual era stanel secolo XVIII. f^. Galiu. Nel se-

Narbonese e

tempo

la

Papa Clemente
il

V neXi'oS coti
stabil la resi-

stupore di tutto

mondo

VOL. LVI.

34

PRO

PRO
rona nel 487. Siccome la Provenza non era ancora riunita a tal corona all'epoca della Prammatica sanzione [F.) , cui si
riferiscono le disposizioni del
to tra

ileuza pontificia in Provenza,

ove restarono altri sei Papi, cio Giovanni Ji XIly Benedetto Xll, Clemente FI, Innocenzo FI, Urbano F, Gregorio'XI.Cemente V prima dimor nel Fenaissine poi pass in Avignone che fu il luogo della slabile residenza, ed ove venne a render-

Concorda(

Leone

X e Francesco I

F.), cos

Papi protestarono perch dovea restare


paese d'obbedienza, cio nella medesima

omaggio nel iSog il nuovo conte di Provenza Roberto pel regno di Napoli. Divenuta contessa di Provenza Giovanna 1 regina di Napoli neh 343, e trovandosi poi in Avignone nel i348 lo vend a Clemente VJ, coli' approvazione delgli

sommessione in cui era sotto conti di Provenza verso la s. Sede. Inconsegueni

za di queste proteste re Francesco

ri-

cev nel

5 16 da Leone

un indulto

per
fizi

la

nomina

de' vescovati e altri bene-

concistoriali di

Provenza. Quell' in-

l'imperatore Carlo IV, con che liber lo


stato Avignonese e la Provenza dal lega-

dulto conteneva una clausola particolare sull'obbligo di


di

nominare

nello spazio

me dell'impero. restitu a Roma

Nel i377 Gregorio


la

XI

6 mesi a die

vacationis.

La Provenza

residenza papale;
il

ma

era soggetta alla legazione apostolica di

alcuni cardinalf, preferendo

delizioso

soggiorno di Provenza, restarono in Avi-

Avignone; l'espeltativa de'graduati non avea luogo in questa provincia. Nel declinar del secolo passato la rivoluzione

gnone. Al successore Urbano VI si ribellarono diversi cardinali che sospiravano

francese tolse alla sovranit della s. Sede


gli stati

Provenza, onde avendo eletto l'antipapa Clemente FU, con questi tornarono a dimorare in Avignone, ove successe nell' antipoutificato Benedetle delizie di

temporali di Provenza,cio lo stail

to

d'Avignonee

contado Venaissin, colCarpentrasso, Cavailla

le citt vescovili di

lon e Faison. Per


s Pio

Provenza

ci

ripas-

to

XIII. Col soggiorno lunghissimo

di

FU [F.) nel
provenzali.

1809

pel suo -vioil

pi d'un secolo di 7 Papi e di 2 Antipapi in Provenza, la regione fu testimone di grandi avvenimenti , moltissiuri provenzali furono creati cardinali e alcuni

lento trasporto in Francia,

quale

Papa

fece solenni proteste per la ricupera degli stati

PROVIDENCE

(Providen). Citt eoa

anche Papi; quindi immenso ne fu il lustro e vantaggi che derivarono alla Proi

residenza vescovile dell'America settentrionale degli Slati Uniti, nell'Ohio

se-

venza, giunta a tanta potenza e ricchezza,

condoaltri nellostato dell'Isola di Rodi o

ed ove furono eretti sontuosi monumenti, in gran parte distrtti dal fanatiugonotti. Nel i382diventconledi Provenza il re Luigi I, nel 1 384 Luigi II, nel i4'7 Luigi III, neli434Renato, neli48o Carlo III, tutti Angioini, per la morte del quale nel 1481 Luigi XI re di Francia pretese che
istituito

Rhode-Islaud con porto, uno de'due suoi


capoluoghi, e capoluogo della contea del

smo antireligioso de'crudeli

suo nome, a
sul

20 leghe da Washington, fiume Pro vidence che immediata men1

il Seekhonk. a 4 leghe dalla baia di Naragansett. ' be-

te sotto riceve a sinistra

ne fabbricata, e molte case ne sono eleganti, ed in bella situazione.

Un grandio-

quel principe lo avesse


iarchia francese.

suo erede,

so ponte lungo

90

e dichiar la Provenza riunita alla

more,

parti della citt,


stizia.

congiunge le due che ha la corte di giupiedi


i

Dopo

la

morte del

La
i

cattedrale sotto l'invocazione

Renalo

di

Lorena\o\\e
sudila

far valere le

sue

de'ss. Pietro e
battisti,

Paolo. Vi hanno templi


,

pretensioni

successione diRenatosuo

congregazionalisti
i

gli

episco-

avo materno, ma indarno perch re Carlo Vili un in perpetuo la provincia alla co-

pali,

quacher,

metodisli, gli univer:

salisti e la setta

degli africani

tra'

tem-

PRO
pli

PRO
pi
belli edifizi di

35

congregazionalisti, quelli de'melodisli


i

e degli episcopali sono

dolo alle romane e mandandovi un Proconsole^uB Pretore, ed un Questore (P^.).

questo genere che esistano negli Stati Unili.

L'universit frequentatissima; fon-

data nel

1764

a Varren, qui fu traspor-

Havquacheri accademie, banche, compagnie di assicurazioni. Vi sono fabbriche e manifatture, con estesissimo commercio, che
tata nel 17 70, ed haunbell'edifizio. vi biblioteca pubblica, collegio di
,

Dice Cicerone che provincia una reil popolo provicit o prcui vicilj e perch ogni anno si dava facolt a qualcheduno di governarla, pergione, la quale
ci fu presa la voce per ogni ufficio.
Il

no-

me

Proconsole pressoi romani fu dato a colui che governava una provincia coldi
la stessa

autorit

lende

la

citt

sommamente
il
il

fiorente.

Il

aveano

il

come se fosse console; comando della milizia, e lagiuil

fiume navigabile, ed
sachusets ne

aument

canale di Mascommercio. Un
si

risdizione e cognizione delle cause,

go-

poco

all' est

della citt

attraversa

il

Seekhonk sopra due belli ponti. IN'e'contorni si osserva il fenomeno delle rupi tremule; una di esse, ch'eia maggiore, formasi d'un masso di granito di 80^000 libbre, cui s' imprime con piccola leva
1

verno e l'amministrazione di tuttociche apparteneva alla provincia, nella quale si regolavano a similitudine dell'amministrazione di

Roma.

Sotto

la

repubblica
ai

erano

fatti

proconsoli dei privali; ed

tempi degl'imperatori romani chiamossi proconsole colui, ch'era scelto dal senato
per governare una delle provincie dette
senatorie o del popolo. Iproconsolisichia-

un moto d'oscillazione, del qual fenomeno ha Viterbo iu Europa l'esempio. La citt fu fondata nel 636 da Rodger Vil1

maronoancl>e Propretori,
subordinali
i

quali aveano
i

liams, che pot formare ili." stabilimento


,

Questori, ed
di
tre,

Legali che

in cui

venne introdotta una perfetta

non erano meno


l'uffzio di vicari

ed esercitando

tolleranza religiosa nel

nuovo emisfero.

de'loro presidi.
i

La

dif-

La sede
timora

vescovile di Providence o Prov-

ferenza tra

proconsoli ed
i

propielori
littori,

videnza, ad istanza del 6. concilio di Balla istitu


." il

consisteva che
i

primi aveano 12

regnante Pio

IX con

secondi 6, quindi proporzionati erano la


I

breve deh

maggio 1847, dichiaiandola


il

corte e l'esercito.

proconsoli derivando

suffraganea dell'arcivescovo di Baltimora, e trasferendovi

dal consolato e da quelli ch'ei-ano stati


consoli in

vescovo che Grego-

Roma, aveano il governo d'una

rio

avea dato ad Harffoid[f^.). PROVliVCIA, Proi'/ncza. Regione

XVI

delle provincie consolari tratta a sorte.

spazio di paese contenuto sotto


I

un nome.
tutti gli

Amministra vano giustizia, e comandavano quell'armata ch'era loro toccata parimenti in sorte. L'estate ordinariamente era destinalo alla

romani chiamarono provincie


o paesi da
essi

stati

conquistati fuori del-

guerra, e l'inverno

poich PfOi'inda cosi detta da procitt vincendo , da procnl miscere, o


l'Italia,

era impiegato agli esercizi della loro gilisdizione.

La lorocarica non duravache


il

secondo Pesto da provincere o


cere. Si

antiviri'

un anno, a meno che

senato non giu-

chiam Provenza quella prima


i

dicasse espedienledi prolungarla;ma

non

provincia meridionale di Francia che

giudicavano da se solii processi, ed avea-

romani conquistarono nelle Gallie, perch l'avevano denominata provincia. Per la prima provincia o regione cui imposero tal nome fu la Sicilia , dicendo suburbane quelle d' Italia. 1 romani riducevano in provincia il paese del>ellato togliendogli le sue leggi, assoggettao-

no seco loro
tri

degli assessori osia degli al-

giudici, ch'erano perci stipendiali dal

pubblico.

Quantunque

proconsoli a ves-

ser nelle rispeltive provincie la stessa


autorit, le slesse insegue, gli stessi uflziali,

fasci

ed il numero slesso di littori e di che aveano i consoli, nondimeno

36
quando

PRO
erati col

PRO
essi

un console
la

non

a-

veano autorit alcuna, e


i

loro autorit

frica,

non eslenclevasi fuori del loro governo, quando che consoli aveano un'autorit
assoluta in tutte le provincie dell'impe-

o del popolo erano ANumidia, Asia, Epiro, (irecia, Dalmazia, Macedonia, Sicilia, Creta, Cirene, Bilinia, Ponto, Sardegna e la Spagna Betica. In seguilo crebbe e vari il nuvincie senatorie

ro romano. Allorch i consoli erano lon-

niro e

la

divisione delle provincie: fu-

da Roma^ nella loro assenza proconsoli aveano l'autorit di convocare il


tani
i

senato e

il

popolo.

proconsoli avanti di

rono distinte in grandi e piccole; denominate I.' 2.* e 3.% orientale ed occidentale, maggiore e minore, citeriore ed
ulteriore, esterna ed interna
:

par li re per le Provincie olFri vano nel Campidoglio, e poi vestiti col paludamento,
ch'era
la veste

alcune fu-

imperatoria,

si

accinge-

vano

al

viaggio accompagnati dai littori

coi fasci e dagli amici

che

li

corteggia-

vano per qualche spazio fuori della citt. L'annuo ufficio computandosi dal
giorno dell'ingresso nella provincia,
ter-

minato che fosse, il proconsole consegnava al successore la provincia e l'esercito; se il successore non era giunto, partiva
lasciando
alla
il

rono chiamate salutari, per le acque medicinali che contenevano. Si dissero provincie frumntarie quelle fertili di biade che ne provvedevano Roma, come Sicilia, Africa, Sardegna, Spagna, Beozia, Macedonia, Chersoneso, Asia, A.ssiria, Egitto. Suburbane furono dette le provincie d'Italia (A'.), ed anche Annonarie per contribuire veltovagHeall'AnnonadiRoma: a PlCE^o parlai dell'Annonai-io e del
Subuibicario. Ai Prefelli del Pretorio
(f^-)

questore che suppliva sino

venuta del nuovo proconsole. La par-

erano subordinati

vicari dello sles-

onninamente doveasi effettuare dentro il termine di 3o giorni, deponendo il proconsole in due citt della provincia tutte le ragioni di essa. Giunto in Roma vi entrava privatamente, se non
tenza richiedeva
il

so prefetto
l'Italia

ed

proconsoli.

Adriano per
pienis-

destin

4 proconsoli con

sima giurisdizione, anche sopra le cose sagre, anzi la prima cosa loro era visitare d'ufficio
i

sagri templi,
i

onde per-

trionfo,nel qual caso restanil

seguitarono crudelmente

do
gli

fuori della citt, convocato

senato

nel tempio di Bellona o in altro luogo,

anche senza editto dell'imperatore. Si chiamaronoatti proconsolari de' Martiri^ F.)^


cristiani,

esponeva tutto quello che avea ope-

quelh ch'erano

fatti

dai proconsoli, pre-

rato nella provincia. Se aveano ben go-

sidenti, procuratori o prefetti nelle provincie. Sarnelli, ZrC/^ eccl.


t.

vernato, venivano molto onorati, fino ad

7, lett.

53:

Avendo Augusto diviso l'impero romano in due parinnalzar loro statue e trofei.
ti,

Degli

alti

proconsolari de santi martiri.


li

Questi
i

atti

scrivevano e raccoglievano

ritenne per se

le

provincie pi

forti,

le altre affid al

governo del senato e poprovincie imperiali fuin


1

polo romano.

Le

Notari i^V.) cristiani^ istituili in Roma da s. Clemente I e poi propagati nelle altre chiese. Eranvi anche notari geni

ronodiviseinaSdiocesi,

4 delle quali

tili

che scrivevano

gli atti
i

avanti

il

giu-

Augusto mand procuratori o Rettori, quali nell'assenza, impotenza o morie


i

dice che esaminava

de e\\ condanxava
te; e

a\

Confessori della fetormenti e alla mor-

de'proconsoli
le

li

supplivano per interim;


la

siccome nelle provincie questo giu-

pi importanti erano

Spagna, con

dizio spettava ai proconsoli, cos questi


atti si

Tarragona e la Lusitania, tutta la Gallia, con Narbona, Lione, Aquitania, Celtica co'loro

denominarono proconsolari. Quede'nolari gentili erano verissimi,


lo scrivere falsit sulle

sti atti

popoli e colonie,
ai

la

cui di-

perch

pubbliche

visione

si

pu vedere

loro articoli: pi

tavole era delitto di lesa maest, e sic-

la Celisiria, Cilicia, Cipro,gitto.

Le pr-

come tornavano a gloria de'cristiaui,mol-

PRO
ti ne fece bruciare Diocleziano che restarono se ne giov Baronie, riportandone qualche saggio Sarnelli. Di questi alti proconsolari o presidiali meglio
:

PRO
di quelli

37

Avignone e la contea Venalssinn, ed altri luoghi. Anche Innocenzo VI, allorch


costitu vicario generale di tutto lo sialo
ecclesiastico
il

celebre cardinal Albornoz,


il

ne parlai a Martire. Degli avvocati provinciali parlai a Curia, e de' magistrati


provinciali ai loro articoli: dal celo dei

cont
s.

sei

provincie, cio
la

Patrimonio di

Pietro,

di
la

primi
fetli

si

eleggevano

prefetti esottopre-

Marca d'Ancona, il ducato Spoleti, la Romagna, la Campagna e Maremma. Avverte Borgia, che non

delle Provincie.

In processo di lerapo leprovincie

cam-

biarono denominazione, come in tanti luoghi rimarcai, cosi da Ducato venne


la

dignit del

monima
vi

provincia.

Duca governatore dell'oMarca fu della una


disse Marchese,'\n

deve recar meraviglia, che in altre carte que'tempi si mentovino come provincie della chiesa il Montefeltro, la Massa Trabaria (di cui a Presidati), e le Terre Arnolfe, poich queste, sebbene tali fossero, non formavano ad ogni modo corpo
di

gr.Tu provincia, ed

sovrastava

si

anche frontiera, e chi Gerarticoli de'ri-

a parte,

ma

d'ordinario dipendevano

il

Montefeltro dal relloie di


e le

Romagna,

la

mania margravio. Negli


'

spettivi stali riportai

diversi

nomi

cui

Massa Trabaria da quello della Marca, Terre Arnolfe da quello del ducato
si

novero
tica e

furono e sono qualificate le provincie, col di quelle d'ognuno. Delle provincie temporali della
s.

di Spoleti. Gli antichi presidi di queste

Provincie

chiamavano Rettore

(^.).

Sede, loro an-

A Diocesi ecclesiastica parlai delle provincie ecclesiastiche, e dissi di quellediocesi

odierna divisione, parlai a De-

tEGAziopri e Legazioni APOSTOLICHE, PresiDATi,


la

formate

di

pi provincie e soggette

Patrimoni, Pentapoli, in uno

al-

pi recente nel voi. LIII^ p. 229, go-

ad un Primate o Metropolitano [V.); egualmeute chiamasi Patriarcato [V .) la


riunione di diverse diocesi sotto
rienlale
la

vernate dai Legati, Delegati, Governatori e Presidi, Cardinali, Prelati e altri,


l

giu-

risdizione del Patriarca. Nella chiesa o-

cardinali legati preposti al gover-

Esarcato ecclesiastico o Diocesi


riunione di pi provin-

no delle provincie pontificie,furouo paragonati agli antichi proconsoli, ed


ganti,
il

(/'.) fu delta la

Ri-

cie ecclesiastiche presiedute dal

vescovo
di pi

De

tutte le

Protonotarii p. 54, tratta di onorificenze e autorit loro con-

Esarca, Primate o Metropolitano


provincie.
siastiche

Anche diverse provincie eccle-

cesse. Borgi.a nelle


\.

Memorie di Benevento 297, parlando dell'anlicadivisione delle provincie della chiesa romana, dice che il cardinal Bertrando nel 347 da Avignone Clemente VI lo mand in
3, p.
1

furono dette dalla loro divisione i.^e 2.^ come in molle d'Oriente, ed
in

Eurppa particolarmente
il

nelle Gallie.

Italia

con

titolo di vicario

generale delle

terre e provincie della Chiesa, cio in

regno delle due Sicilie tuttora ce ne d esempi. Nei citali e altri articoli narrai che Costantino stabil grandi diocesi, che comprendevano
Nell'ordine civile

Urbe ejusque

dislriclu,

Campania,

INla-

parecchie provincie e parecchi governi.


h' Impero
t e luoghi
(^'.),

ritima. Patrimonio b. Petriin Tuscia,du-

compresa

Roma

e le cit-

calu Spoletano, Marchiae Anconilanae,


et

suburbaui, fu diviso in i4pi"0-

et terris

Romandiolae piovinciis, ac civitalibus omnibus romanae ecclesiae mediate vel immediate subjectis perllaliam conslilutis". Cos Clemente \1 ridusse a
sei le

vincie, le quali

contenevano 120 provin:

cie o paesi geografici


cia era

a ciascuna provinrisie-

preposto un proconsole che

deva nella C/ capitale oMetropoU( f^ .),


avente ciascuna diocesi un vicario dell'iniperalore, che abitava nella cill prin

provincie pontificie, oltre

Roma

suo disUelto, non compreso Benevento,

38

PRO
anche governai

PRU
te le

cipale del suo distretto:

Provincie co' loro straordinari avve-

tori delle Provincie risiedevano nella ca-

nimenti.

pitale di esse,

donde recavansi a

visitare

PROVINCIALE. F.
DIM

Provincia, Or-

personalmente le altre cittadella provincia. Quindi l'ordine ecclesiastico fu rego-

RELIGIOSI, RELIGIOSO.

PROVINS.
mento
mena,
di

Citt di Francia, diparli,


e

governo civile, la Chiesa adott tali divisioni per armonizzare col governanaento temporale. A Pentavoli parlai de'vocaholi con che venne espreslato sovente sul sa la riunione di pi citt. Negli ordini

Senna

Marna, capoluogo
alle

di

circondario e di cantone, in una valle ain riva al

Durtein e

Vouzie.

sede di varie autorit, ha belle piazze,


scientifici e reli-

con diversi stabilimenti


giosi,

e congregazioni religiose fu imitata


visione della Chiesa, con distribuire

la dii

ed cinta

di alte e grosse
i

mura

loro

conventi, monasteri e case regolari per


Provincie.

Fu

verso

il

secolo XIII circa

da baloardi. Sotto romani la citt alta fu pregievole e ne conserva memorie. Considerabile n'il commercio, rinomate le rose.

che

gli

ordini religiosi cominciarono a di-

vidersi in Provincie, alle quali dierono per


titolo e

come
gna e

di

Fu patria di uomini illustri, Tebaldo IV duca di Sciampatempo


di

nome quello d'un santo che prendella pro-

di Brie, e re di Navarra. L'origine

devano per pro^c/tore, o quello


i

antichissima, ed a

Carlo Ma-

vincia civile o ecclesiastica in cui erano


detti conventi, monasteri o case,
alla B,

gno

ed an-

phe

Vergine,

al

suo Divin Figlio,


il

una fabbrica di monete; Abelardo vi riparper qualche tempo. I coni di Vermandois, di Blois, di Chartres la
eravi

nlla ss.

Trinit: dal che deriv


o(\'\

nome

possederono a lungo. Presto


giorno de'conti
taggiosa
di

fiori pel

sognel-

di Provinciale

superiore al capo della


A'oWnc?a/j.9j stabi-

Sciampagna,anche
la

medesima provincia,
lito al

le manifatture,
le riusc

ma

sua posizione van-

disopra de'superiori particolari e


provinciale ha per maggiore
le disposizio-

fatale nelle gnerie; pre-

locali. Il

sa e ripresa diverse volte, soggiacque a

o minore autorit secondo

gravi danni. Vi fu tenuto un concilio nel

ni delle regole e costituzioni di ciascun

i25i

sulla

scomunica: Marlene, Colle'


vescovo di Troyes.
in

prdine o congregazione. Sulla divisione


degli ordini militari e regolari
si

zi OH e, 7.

possono

PRUDENZIO (s),
sottrarsi al

vedere

loro articoli,

come Gerosolimisi

Nativo di Spagna, pass

Francia per
in quello di

tano. Inoltre provinciale

dice per abi-

furore degl'infedeli, cangiandi

tatore in provincia, a differenza di chi abita


le

do

il

suo

nome

Galindo

nella metropoli, prov'/cirt/w.

Anche
:

Prudenzio. Pel suo merito neir84o o


fu collocato sulla sede episcopale di

845
Tro-

Provincie furono personificale

nel-

l'antico

Campidoglio erano tante statue


le

yes, e fu

uno de'pi

dotti prelati della

quante

provincie del

mondo

soggio-

chiesa gallicana.

gate da' romani, e ognuna con qualche


attributo esprimente
lare propriet.
la

disputa

Ebbe molla parte alla che suscitossi al suo tempo sulla

sua pi partico-

grazia e sulla predestinazione, ed otten-

Se vinte furono rappt'eseutate, in segno di dolore e di mestizia, pon la guancia o il viso appoggiato sulle mani o sui gomiti; furono collocale accanto
le

statue degl'imperatori in atto di

portar loro de'doni o prodotti principali


del loro suolo, ovvero ai loro piedi in se-

ne da Papa s. Nicol I neir859 la conferma dei 6 canoni stabiliti nel concilio di Valenza deir855 sopra questo argomento. Temendo inoltre che si abusasse a favore del pelagianismo degli articoli ch'egli stesso aveva approvati nel sinodo di Quercy delI'SSS, scrisse per confutare
il

gno

di ossequio e di

debellamento. Nelle

cattivo senso che sarebbesi po-

medflglie precipuamente vennero figura-

tuto dar loro, e per solidamente dichia-

PRU
rare
la

PRU
la

39
d seta

credenza della Chiesa sopra

gra-

seta e di cotone:

il

suo commercio
la

zia di Ges Cristo. Lo zelo che s. Prudenzio avea sempre mostrato pel mantenimento della disciplina e per l'aboli-

grezza,considerata

migliore della Tiu-greci


il

chia, significante. Conta 5o, 000 abitanti,

turchi, greci,

armeni ed

ebrei.

zione degli abusi,

gli

procacci una par-

abitano un sobborgo, con 3 chiese ed

ticolare venerazione, e Io fece eleggere,

metropolitano. Gli armeni dimorano in


altro sobborgo, con chiesa e arcivescovato: gli

insieme a

Lupo da
riforma
alia

Ferrieres, per dar oi

pera

alla
;

Francia
-

monasteri di quale importante commisdi lutti

ebrei

hanno 4 sinagoghe. Ad una


o Prusa
I

lega circa Irovansi que'bagni caldi tanto


celebri.
Il

one soddisfece con pari ardore e sagzza.

re Prusia

riguar-

Cess di vivere a'6 d'aprile


le

86 j.

dato

come fondatore
la

di questa citt,

che

'

onservansi a Troyes
di lui

sue reliquie, e

divenne
Bitinia'

capitale e residenza de' re di


n." di

il

nome

inserito nei martirologi

che in

39 regnarono

sulla

di Francia. Gli scritti

che

ci

rimangono

di

s.

Prudenzio sono

un Trattato sopra

Giovanni Scomolte Lettere; un Discorso in onore di s. Maura, vergine di Troyes. Furono stampati nella Biblioteto detto l'Erigena;

In predestinazione , contro

Nicomede III che lasci suo erede il popolo romano. Dopo la conquista del paese fatta dai romani piinon si parla di Prusa nella storia, che all'epoi*egione, fino a

ca dei suo splendore sotto


ratori.

greci impe-

Nel

94? Seid-ed-Deoulet,

principe

ca del Padri.

della casa di

Hadaman

in Arabia, la preI

PRUSAoBURSAfPnwe/?;. Citt con


residenza vescovile, gi capitale dell'antica Bitinia,

se d'assalto e la saccheggi.

greci se ne

resero padroni di nuovo e


sino al i356, nel quale
si

la

ritennero

ora delIaTurchia asiatica nela 17 leghe

rese

dopo un

l'Anatolia, capoluogo del sangiacato di

Rhodavendkiar
cora Brousse, e

da Nicome-

dia e 1-2 da Costantinopoli, chiamata an-

Prusaad Olynipiim perch costruita in parte sul monte Olimpo. Domina una bella e fertile pianura
coperta di gelsi e irrigata da molli ruscelli.

lungo assedio ad Orcano figlio di Ottomano, il quale la fece sua residenza e citt capitale di tutto il suo regno. Timur se ne impadron dopo la battaglia d'Ancira.

Fu

quasi del tutto ricostruita da

Ha due

leghe di giro, compresi

Maometto II, e serv di residenza ai primi sovrani della casa ottomana sino al regno d'Amurat I, che trasport la sede
dell'impero ad Adrianopoli. E"
celebre

sobborghi, ed cinta di

mura

antichis-

sime. Sopra una roccia apicco,a quale


s'innalza quai nel centro della citt, evvi un castello che si crede occupare il luogo dell'antica Prusa una delle torri di questo castello si dice eretta da Comneno Lascaris. Le moschee inn. 36 5 circa sono il principale ornamento della citt, massime quelle de'sultani Achmed ed O:

ancora questa

tradimentodiPrusa o Prusia II re di Bitinia, famoso per la sua servile divozione al senato romacitt pel

no, poich
suoi stati,
lo

quando Annibale
al

si

ritir nei

Roma gl'intimo odi

consegnaril

odi ucciderlo,
gli

che stando

re per

uniformarsi, Annibale lo prevenne avvelenandosi:


figlio,
1

successe

Nicomede
nostra

II

suo
-

smano: diverse altre moschee racchiudono sepolcri de'principi ottomani che quivi regnarono prima della presa di Coi

sa

48 anni avanti la pur memorabile pel


I

ei'a.

Pru

supplizio di Ba-

jazet

imperatore de'turchijviutoda Tain

stantinopoli. Si

Prusa 7 bagni pubblici, oltre quelli d'acque termali, moli cui edifci sono assai beili: ha pure

contano

in

merlano
ria,

quella terribile battaglia,

una

delle pi sanguinose che conosca la sto-

che avendo rinchiuso


1

il

prigioniero

le

fontane, bazari, fondaclii e manifat-

Bnjazet

ture d'oro e d'argento, tappeti, tessuti di

questa

si

una gabbia di ruppe la testa.


in

fiTO,

contro

4o

PRU
in quello di
I

PRU
Murat
gi altri

Prusa appartenne alla provincia odiocesi ecclesiastica o esarcato di Ponto, eretta in sede vescovile nel

armeni

sci-

smatici aveano firmato un atto pel

me-

V secolo, suffraga

nea di Nicoinedia, nell'XI divenne arcivescovato onorario, ci che ComraanvilJe

desimo scopo, e ni aveano luogo


gi.

simili

buone

disposizio-

in altri prossimi villag-

protrae

al

secolo XIII. Negli alti dei

s chiama anche Therpoli. 11 i. vescovo fu Alessandro chiamato col tito-

concilii

Bahadur si adopera a uopo con molto zelo e concertandosi pure con mg.^Hassun arcivescovo prima te degli armeni di Costantinopoli, onde
Mg.*" vescovo
tal

lo di martire

ne'Menei greci sotto

li

io

que'connazionali abbianoidonei sacerdoti

giugno. Gli successe s./'a/r/c/of'^.^ martire.

per istruttori,esieno tutelati dalla per-

La

sede fu poscia occupata da Gioral concilio di


s.

secuzione del patriarca scismatico.

gio,

che fu

Nicea, ed a lui

PRUSA
dell'Asia nia
sta,
ria,

PRUSIA,

Sec\e

vescovile

succedette

Timoteo che ricevala co-

stata,

rona del martirio sotto Giuliano 1 apoche i Menci greci nominano ai io giugno era onorato a Costantinopoli in
:

minore nell'interno della Bili(oveeranvi 5 citt omonime con quesecondo Mazocchi, citalo dal ZaccaStoria lelter. t. 3, p. 44^) provin-

cui forse pat


le

il

martirio, venerandosi gi

cia

sue reliquie nella chiesa del suo nome.


generale di Costantinopoli. Nel voi.
I

presso

d'Onoriade nell'esarcato di Ponto, il fiume Ippio, nel paese degli E-

Eostazio nominato fra'padii del concilio

racleoti.

Fu

eretta nel

IV

secolo sotto la

metropoli

di Claudiopoli.

Ne

fui. "vesco-

XVIlI,p.i
vi fece

3 raccontai, che Maometto

li

dopo aver preso Costantinopoli neh 453


trasportar Gioacchino arcivescodi

vo armeno

Prusa, con buon


II

di famiglie di sua nazione.

numero p. LeQuien

vo Esichio o Ischio che fu al concilio Niceno I: quinto vescovo fu s. Paolo che Menologi greci ricordano a'7 maggio. Leone fu il 7. de' vescovi che registra l'Oi

riens chr.

l.

i, p.

58o. Prusa, Prnssen,


partibus, suffragadi

ut\V Oriens chr.

t.

i, p.

6i6, registra 22

un

titolo vescovile in

tra vescovi e arcivescovi inclusive a Ci-

neo dell'arcivescovo pure mpa/V/Aus


Claudiopoli. Ne' voi.
1

metropolita Prusae del 1721. Nel detto voi. p. 109 e 125 riportai alcune
rillo

XXXI V,

XLVI,p. 4 riportai che lo


ski,

237, fu Sierakowp.

notizie sul pro-vicariato de' latini e sul

ora

lo mg.''

Marion.
o'e

armeni cattolici. Ne' voi. LI, p. 324, LUI, p. 225 dissi che il regnante Pio IX a'3o aprile i85o ripristin o istitu la sede vescovile armena di Prusa o Bursa, suflfraganea del primate di Costantinopoli, nominandovi per vescovo mg."^ Gregorio Bahadur. L'attuale monarca ottomano con firmano del 19 avicariato degli

PRUSSIA,

Borussa. Regno dell'Eui

ropa centrale tra 49


dine nord e tra
3"^

55 52' di
\

latitu-

35' e 20 3

di longi-

tudine

est.

ne degli

stali

Questa monarchia si compoprussiani che si dividono in

due

parti principali,
la
il

una

orientale, l'al-

tra occidentale:

i."*

la pi ragguar-

devole e forma

nucleo del regno, ab-

goslo i85r,gli concesse pieno potere


vile sopra
i

ci-

bracciando
rientale,
la

le

Provincie della Prussia o-

diocesani armeni cattolici; al-

una

volta Prussia Ducale, del-

trettantoaccordai vescovi armeni d'Ancira, Eizerum e Trebisonda nel Ponto. Leggo nel n." 44 <^^^' Giornale di Roma i852, che nella tliocesi di Bursa o Prusa si manifestato un movimento religioso

Prussia occidentale, un tempo Prus-

sia Reale o Polacca, di Posnania o Posen, di

Biandeburgo,

di

Pomerania

di

Slesia o Silesia, e di Sassonia, le

4
i

ulti-

me

delle quali sono in

Germania;

suoi

in favore del cattolicismo: gi nel villag-

gio

GolKazasy

circa

200 tiftuiglie arme-

sono al nord il granducato di Mecklenburgo e il Baltico ; all'est Cracovia


limiti

ne scismatiche si dichiararono cattoliche;

e l'impero russo, principalmenle la parte

PRU
formante il
regno di PoIonia,erso
il

PRO
quale
te e
il

4.

paterna autorit. Nel 181 5

ammesso

vieneil limite formatodalla Prosna, dalla

principato nella confederazione svizil

Dre-wenz, dalla Soldau e dalla Szeszuppe; al sud il granducato di Sassonia Weimar,


1

zera in qualit di cantone,


sia ne' rapporti federali

re di Prussi

non
al

riserv

ducali di SassoniaCoburgo-Gotha e di
,

alcuna ingerenza, lasciando


d' azione.

principa-

Sassonia Hidelburghausen
all'ovest l'Assia Elettorale,

il

regno di
di

to ne' suoi doveri federali piena libert

Sassonia e l'imperod'Austria; finalmente


il

Lontano

dalla Prussia e conil

regno

Au-

giunto alla Svizzera,


za

vincolo del re col

nover e

il

ducatodi Biunswickjda questa


i

principato era di atfelto e di beneficen:

parte deglislali prussiani dipendono paesi diZiegenriick e di Schleusingen, incastrati ira'ducatidi

nominava

il

governatore, non perceil

piva tributi, soccorreva ne'bisogni


colo stato e
gli

pic-

Sassonia, ed principali
i

elargiva molti vantaggi,

Schwarzburg e di Reuss. La parte ocsi ebbe il nome di granducato del Basso-Reno, sta intieramente compresa nella Germania, ed abbraccia
di

massime commerciali. La fazione radicale sciolse e

cidentale che

conculc senza diritto

rap-

porti di legittima dipendenza del canto-

ne

di

Neuchtel dal redi Prussia. L'enri-

le

Provincie di Westfalia, di Cleves-Berg

tusiasmo prodotto negli animi dalla


voluzione
di Parigi del
il

e del Basso-Reno, viene limitala al


dall' Annover, all'est dai principali di

nord
Lip-

24 febbraio 1848,
i

indussea'28
zo

comitato patriottico di La.

pa, dal ducato di Brunswick, dall' Assia

Chauxde-Fondsa convocarepel
tutti gli altri

mar-

Elettorale
dall'Assia

dal principato di
e dal

Waldeck,
rs'as-

comitati del cantone;


tal

ma

Darmstadt

ducatodi

senza aspettare

tempo innalz

la

banal-

sau;alsudestdai possedimenti del ducalo d'Oldenburgo, dal ducalo di Sassonia- Co-

diera federale e si dichiar in rivolta contro


il

governo del cantone principato:


si

burgo-Golba, e dall'Assia-Homburgojal sud dalla Francia, ed all'ovest dai Paesi

trettanto

fece in

Lode

e altrove.

regi
la

rappresenlaiili

vedendo ripugnante

Bassi

a questa divisione attaccandosi

municipalit a contribuire alla difesa, tra-

il

territorio di

Welzlar
il

incastrato tra

sportarono via dal castello quanto


trovava
il
,

vi si

l'Assia-Darmstadt ed
Lippa. Oltre

^Nassau, e quello

indi partirono per Berlino,


si

ed

di Liide, tra'principati di
le

Waldeck

e di
il

consiglio di slato

sciolse.

Per

nel de-

provincie suindicate,
il

re

corso maggio

di Prussia possiede
tel,
il

principato diNeuch-

hanno
in cui

in

i85a le 5 grandi potenze Londra firmato un protocollo,


il

dal suo dominio, e

quale per ultimamente si sottrasse non avea per l'arami-

riconoscendo
i

celebre trattato di

nistrazionenessunarelazione col resto della

Vienna del 8 1 5 pegli affari di Svizzera, segnatamente si sono occupati di Neuchtel, dichiarando che la confederazio-

monarchia, formando un cantone delconfederazione svizzera. Questo prin-

la

cipato

dopo
I il

il

1707 riconobbe

in re

Fe-

ne Elvetica deve reintegrare la Prussia di quel cantone nella sua legittima autorit sovrana.

derico
ti

pi prossimo erede degli estin-

suoi signori, percui nella pace d Utrecht

to

anno

la

F. Svizzera. Nel passamonarchia prussiana si au-

fu riconosciuto principe di Neuchtel e


di Valengin.
tel

La

costituzione di Neuch,

ti

mentata coU'incorporazione de principad' Hohenzollern, cio d* Hechingen e


essendo
i

fu dal re sanzionata
i

confermale
diritti

le

di Sigmariiigen,

principi
i

com-

franchigie de'sudditi, e
cipe
vi

del prin-

pensati con pensioni oltre

beni privati,

furono esercitati da un governato-

che

in caso di estinzione delle loro linee in propriet del di tutta l'illustre

re reale e

da un consiglio
I

di stalo scelto

mascoline passano
Prussia

redi

tia'cittadini del paese.

diritti

del redi

come capo

ean^
Il

Prussia furono sempre esercitati con mi-

lichissirao stirpe

degli Hoheuzollein.

42

PRU
IV si
re1

PRU
go viene agevolala per vari canali costruiti alla comunicazione del Pregel col

re alliiale Federico Guglielmo

ea prentleie possesso de'principali, ed ai 23 agosto 85 ebbe luogo in Hechin1

gen
il

la

fesla d'

omaggio, ove

il

re asceso

Irono sotto

la

quercia ricev l'omaggio

de' deputali de'

due

paesi e pei primi Io


,

piestarono
di

principi di Furstenberg
Il

Tliurn e Taxis.

re pronunzi
,

un

Memel, del Vistola col Nelze e coU'Oder, deirOder collo Spree, e dello Spree coll'Elba. L'Oder quello che ha il pi lungo corso negli stati prussiani, e che pu essere considerato come il corso d'acqua pi importante della monarchia. Le coste della

commovente
luogo nativo

discorso

per trovarsi nel

parie orientale
la

sono
vi

passabilmente

di sua nobilissima prosapia


il

fredde;
rigida e

stagione

navigabile, spesso

quale sovrano, bench da 5 secoli

suo

umida, chei venti freddi del nord


anni uasciutti.

ramo

era divenutostraniero al paese; inil

spogliano delle sue qualit nocive. Sic-

di seguirono

giuramento

di

fedelt e

come

l'estate vi caldissimo, gli

fragorosi applausi.
leru
si

Lo

stato

d'Hohenzolfola

midi sono pi produttivi degli

trova ne'limiti dell'antico circolo

Le

di Svevia,

con territorio montuoso e

Provincie non marittime, Posnania, Brandeburgo, Slesia, Sassonia e tutta la parte occidentale degli
stati

l'ondo, avente circa

67,000

abitanti,

prussiani

maggior parte
za,

cattolici sotto la giurisdi-

posseggono

in

generale un clima pi mite

zione ecclesiastica del vescovo di Costan-

e meglio eguale; ci

nondimeno la lem-

8 borgate e 92 villaggi. I due principali prendono nome dalle loro capitali, Hechingen e Sigmaringen. L'estensione della monarchia prussiana bizzarramente frastagliata ; la sola livisioneorientale viene bagnala dal macon 5
citt,

peratura varia colle diverse posizioni del

non in parte alcuna nocevole alla salute o alla vegetazione, e pochi slati europei vi sono dove la popaese. Tuttavolta

polazione

sia

pi favorita

rare sono
il

le

malattie epidemiche. In generale


lo

suoe

re, e possiede sul Baltico un* estensione

non per tutto produttivo

fertile

180 leghe, colle isole Wolin, U.sedom, e Riigen che lo stretto di Straldi circa
.suiida

fecondo; alcune parti sono paludose, altre sabbionive.

Molte selve sono

in

Prus-

separa dal continente. In dette cobaie.


il

sia; propriet private o nazionali,

sono

ste

sono frequenti e comode


il

Il

Re-

tutte soggelteall'amministrazione de'boschi,


le

no,

Weser, roder,

il

Vistola,

Pregel,

essendo pi boschive
Prussie, la

le

provincie delil

ed il Meinel o Niemen, arricchiti per via da copiosi affluenti , recano all' Oceano abbondante tributo, ed 4 ultimi formai

due

Pomerania e

Bran-

deburgo. Leproduzioni agricole sono ab-

no

colle loro foci

tre considerabili
si

am-

massi d'acqua dolce, che laghi

polreb-

bono chiamare e si denominano Stettiner-Haff, FrichHaff, CurischeHaff, i


quali per
la

loro comunicazione col

ma-

re possono considerarsi per golfi. Notabile

anche

il

tiene al bacino della


i

fiume Roer che apparMosa. Si numerano


,

laghi , specialmente nella a centinaia Prussia propria o orientale, e nella Po-

ma la vile pi ben coltivata sponde del Renoedella Mosella. Vi sono molte piante che rendono utile all'industria e al commercio. La Prussia si pu dire paese agricola , sebbene prodotti del suolo non sieuo svariatissimi , i pi essenziali tra essi sono assai abbondanti per bastare ai bisogni delle popolazioni.;!! secondo ramo dell'industria rurale, il mantenimento de'besliami, viene
bondanti,
sulle
i

curato

in Prussia, f.ivorila in pi

provinin altre

merania, essendo i pih ragguardevoli lo Spirding, il Drausen, il Ruppin, l'Uker, il Madue, due di Mansfeld. La navigazione interna da

cie di belle praterie,

ed avendosi

ricorso a prati arlifiziali.


li

Traglianimae

domestici, si notano icavalli: quellidel-

Thornfnoad mbur-

la

Prussia orientale -iescouo vigorosi

PRU
pieni d'ardore, ottimi per la cavalleria
;

PRU
citt e di Friedriechstal. Vanno

41

quelli della Prussia occidentale soppor-

nale

le

pur nomimanifatture i\e\\' azzurro o hlenii


il

tano

meno
i

la fatica.

In poco

numero

si

di Prussia di Querbncli, Hasserod e Allent>crg;

all'agricoltura per arare.

trovano buoi, ne servono in generale che Yi sono in ab,


i

hleau di Prussia fu scoperto a

porci di bondanza le pecore, le capre procui si fa molto uso, essendo rinomati sciutti di Weslfalia edi Pomerania. Coi

Berlino neh 7 io daDippel celebre chimico, ovvero secondo altri da Diesbach fabbricatore di colmi:
il

processo di questa
fu pubblicato in

fabbricazione nel

1724

piosi

sono

gli

animali selvatici

come
i

la

Francia da

Woodward. Vi

sono ancora

selvaggina, sulle coste e ne'fiumi

pesci,

ii\hh\\c\^eAe\pnissiato di ferro per tingere la seta col bleau di Prussia j e i\tW acido

essendo importanti

prodotti delle api,

della cocciniglia polacca


f

ede'bachida

se-

prussico scoperto nel


gli

780 da

Sheele, che

T.

Non manca

di ricchezze minerali. Nelsale, e


le

die questo

nome

per averlo ottenuto

le

Provincie sassoni trovasi molto


fossile;

i\a

bleau di Prussia. Altre principali

ma-

carbone

rare e non ricche sono

nifatture sono quelle della cerusa di Berlino e altri luoghi, e quelle della robbia d
Slesia. E'

miniere di ferro, rame, piombo, vitriolo, allume e nitro. Taluna offre poco argento. Verso la Slesia incontrasi agate, diaspri e cristalli di quarzo che diconsi dinl'.innli.La produzione specialedella Prussia

ragguardevole

il

commercio

di

spedizione, di transito e di commissione.

Favorisce

il

commercio interno ima bella


le linee telegrafi-

navigazione di corsi d'acqua e di canali,

per consiste nell'ambra


nello

gialla, di cui

come

le

strade ferrate e
la

Smaland,esi pesca alla profondit di circa loo piedi in un banco di terra formalo dal Frich-Haft'. La Slesia ha pureil benefciodelle acque minerali, ed un bagno caldo gode rino

ampia sorgente

che, che per

loro unione colie austria-

che, mediante l'estrema stazione telegrafica di

Colonia
centro

sul

Reno,
e

si

comunica da

Berlino con Parigi circa in

2^ ove.
punto

Berli-

no

il

comune

il

di par-

manza

presso Francfort sull'Oder. Si tro,

vano ancora diaspri, onici

serpentino

marmo,
pietre

ocria, creta rossa, tripoli,

mar-

na, terra da porcellane, terra da follone,

tenza della gran rete delle ferrovie del Nord. Delle 7 grandi linee che si dirigono da quella capitale, 6 sono ora in esercizio e compiutamente terminate. Lai.
lega Berlino con Amburgo; la 2.' coll'Annover e Dusseldorf; la 3.^ con Halle e Cassel, e per un tronco con Lipsia; la 4.' si du'ige nell'Alta-Slesia, con un tron-

da macina. Le raanifalture prus-

siane sino agli ultimi tempi

non hanno

occupato

in

ma

successivamente

Europa considerevole ra ngo, si svilupp grande


on-

attivit industriale in molti distretti,

co sopra Cracovia;
trione
il

la 5.^

segue a setten:

de riesce importantissima l'industria. Si


distinguono
s

corso deU'OJer sino a Stellino

le tele di

Weslfalia e di Slerenani.

a,
i

ed

tessuti di lana de' paesi

sono filature di cotone, fabbriche nola-

due linee vanno, una a Strelilz, e l'altra a Broncherg nel ducato di Posen. In Prussia lo stalo evit sempre di
le altre

tabili di cuoi, stoviglie, vetro, carta, ta-

prendere parte diretta


ne,

s\ alla

costruzio;

bacco, amido, potassa, birra; bellissimi

vori di ferro, pregiati panni fini e di altra specie; lavori di rame, di ottone, di oro e d'argento rafllnerie di zucclieru; grande estensione iia preso da molli anni
;

ma che air esercizio delle ferrovie incoraggi le compagnie, e aiut privai

ti

con sovvenzioni, riservandosi

il

diritto

di riprenderle

la

fabbricazione della seta

Berlino posdi porcel-

siede

una superba manifattura


;

lana

sono segnalate

le

oriuolerie di tal

dopo 3o anni. La costruzione delle strade ferrale in Germania per le sue condizioni economiche, nel costo comparativamente meno elevalo che nelle altre parti d'Europa. Le
,

44
lino, Breslavia
,

PRU
Magdebuigo, Colonia,

PRU
capoluogo Posnania, reggenze Posnania
e Bromberga. Provincia di Brandebui-go, capoluogo Berlino e capitale della mo-

principali piazze coinmercianli sono Ber-

NaiiQjburgo, Franclrl suirOder, Thoin,

PosnaniajEifuit, Norclhaosen, MiilUauscn,

narchia,

una

delle pi belle citt d'


re,

Eu-

Minden,

Muiislei', Aqiiisgiana,
11

Cocol-

ropa, residenza ordinaria del

sede dei

bU;n7,a, Elberfeld, ee.

commercio

ester-

ministri e delle amministrazioni e tribunali superiori;

no liakiogoprincipalmenle, per terra


la
li

reggenze Berlino, Potsdam

Russia, Austria, regno di Polonia, stadi

e Francfort suH' Oder. Provincia di Po*

si

Bassi; per

Germania centrale, Francia e Paemare colla Russia, Svezia,


Bassi,

merania
Slesia

capoluogo Stellino

reggenze

Stellino, Csiin, Slralsunda. Provincia di

Danimarca, Ingbilterra, Paesi


rillmi pi importanti

Spa-

Silesia,

capoluogo Breslavia, reg-

gna, Stali Uniti. Le piazze e porli raa-

genze Breslavia, Oppeln, Liegnitz. Provincia di Sassonia, capoluogo


go, reggenze
Erftu't.

sonoDanzica,

R-

nigsberga

Elbinga,

Meme!,
e

Stellino,

MagdeburMagdeburgo, Merseburgo,

Slralsunda e Colberga

la

monarchia ha

Provincia di Weslfalia, capoluogo

una

suflcienle

marineria mercantile e di-

IMiiiister,

reggenze Miinster, Minden, A

da guerra, dappoich il nascimento della tnarina da guerra devesi alla risoluzione presa dal governo nel 84B, di non pi pagai e alla confederazione germanica la sua tangente per la marina tedesca, ma d'impiegare direttamente tali
versi legni
1

iensberga.ProvinciadiCleves-Berg,capo-

luogo Colonia, reggenze Colonia, Dusselford. Provincia del Basso-

Reno, capoluocitt
si

go Aquisgrana, reggenze Coblenza, Treveri,

Aquisgrana. Talune di queste

come Colonia, Aquisgrana, Treveri,


:

somme
lico,

alle costruzioni di navi

per

la di-

Tesa delle coste e

deporti del mare Balti-

fanno distinguere per alta antichit e ilparecchie sono lustri memorie storiche

come
si

pei bisogni del

commercio ma-

rittimo e della emigrazione in America.

Laonde

convertirono alcune navi mer-

d'Europa, come Berlino, Potsdam Dusseldorf Secondo il documento autentico pubblicato nel i85i sul
delle pi belle
,

cantili in navi

da guerra, altre

se

ne co-

struirono di nuovo anche a vapore.

distati prussiani sono divisi


vincie,

in lopronon compreso il principato di Neui

censimento della monarchia prussiana per la statistica incominciala nel 1849, principali d' Hohenzolnon compresi
i

lern, quasi

un 3.della popolazione abita


>
'

chlel, n

recenti d' Hohenzollern.

Le
le

borghi che sono 347


le

^'"^SS'j
nelle

'

casali,
cit-

Provincie sono divise in


quali abbracciano

27 reggenze,
ecco
il

colonie,

il

resto

dimora

980

337

circoli:

pro-

t, gli altri

accennati luoghi abitati somIn tutto gli abitanti e-

spetto delle Provincie, reggenze e capo-

mando a 79,942.

avendo articoli in questo mio Divonario que' luoghi ove fu o esiste sede
luoghi,
vescovile o se
lio; di altri
vi fu tenuto qualche concine parlo in quelli che vi han-

rano i6 milioni e pi di 3ii mila, dei quali IO milioni professano la religione


protestante evangelica
tolica,

no relazione, oltre Germania (^). Provincia di Prussia occidentale o reale o


,

gi Prussia degli antichi re di Po/o'uVz (/^.),

6 milioni la cat9,000 la mosaica, i4,odo la menonnita, laoo la sisteiiialica. Si osserv, che dal 1846 il totale della popolazione erasi aumentata di circa 220,000 anime,
,

capoluogo Rnigsberga, reggenze Rnigbberga e

Gumbinnen. Provincia

di Prus-

sia orientale gi de'ca valieriTeutonici vassalli

ad onta dell'emigrazione e de'clamorosi avvenimenti politici che rapidamente si succedettero. Nel 1837, secondo il rapporto ofciale di

degli antichi re di Polonia, capoluo-

Von HofFmann
regno
,

direttore

go Danzica, reggenze Danzica eMarien^erdei. Provincia di Posuania o Pose,

della statistica del

la

popolazione

prussiana

si

componeva

di

14,098,125

PRU
anime:
i^iaiia,

4"J

delle quali

8,6o4,748 apparte-

atti

pubblici

r esenzione dal servizio e


,

nevauoalla chiesa unita evangelica opius-

dagli alloggi militari

dalle tasse perso-

go

il

maggior parte abitanti lunBasso Reno, in Lituania, in Westper


la

nali, dal diritto di bollo e dall'

imposta
ci-

prediale; l'esercizio della giurisdizione


vile,

gran parte di Slesia; 5,294,008 appartenevano alla chiesa cattolica romalalia e in

criminale, fondiaria e di polizia, sele leggi vigenti; l'esenzione

condo
si

per es-

4,49^ ^^'^' no mennonit o fratelli moravi;) 88,579 erano giudei, nella priucipal parte dimo1

na; i,3oo alia chiesa greca;

dalla giurisdizione de'tribunali ordinanegli affari civili, ed


il

ri

diritto di essere

giudicati dai loro pari in materia criminale;


rette
:

lanti nell'antico suolo polacco, de' quali


I

il

diritto di riscuotere
il

imposte di-

02,917 godevano
si

de' diritti

civili,

come

ma

contadino pu liberarsi da
terreno che possiede,

sudditi prussiani.
stati prussiani,

La nazione che abita gli compone di due razze


v'

questi oneri annui e diventare proprietario assoluto del

primarie

la

razza tedesca, che


la
i

entra

pagando un

capitale equivalente ai casi

per quasi 6 settimi e


visa in pi rami,
dij
ni
:

razza

slava dii

richi d'quali

trovano aggravati suoi


i

come

polacchi,
curi e
gli

wenvi ri-

beni. Inoltre! nobili

lituani,

lettoni,

hallo-

re

le

non possono alienaloro signorie se non ad individui di


eguale e
col

vi

hanno pure

de'francesi che

nascita

consenso dei re

al

pararono in conseguenza della ri vocazione dell' editto di JNantes gi emanato in


favore de'proteslanli, massime calvinisti
e ugonotti, e da ultimo se ne calcolava-

quale
ve
il

il

nuovo proprietario prestar de-

giuramento.
PioleslantisTio {V.) o la reli(/^.)
,

Si professano dai prussiani quattro religioni


:

il

no pi

di

10,000. La lingua tedesca, di

gione Ei'angelica

che annovera

il

Lingua, generalmente usata in Prussia, ha due dialetti, l'alto e il basso tedesco; questo ultimo si
cui pallai a e a

Germania

massimo numero
de no
i

di settatori e

comprengli

Luterani e

Calvinisti[P'.), cui so-

uniti e quasi confusi gli


i

hermiUi^

parla tra

il

Reno

e l'Elba, e in

te del Brandeburgo; l'alto ne parlato a Berlino l'idioma pi

una partedesco che viedif-

ussiti)

gichteliani,

ec;

il

Caltolicisnio,

professato da ben pi d'


abitanti;
tre
i

la

religione

un terzo degli Mennonita (A^.), olla

fuso

quello delie alte classi della so-

sociniani; e finalmente

religione

ciet, delle scienze e del foro, tra le


li

qua-

degli

Ebrei

[F.).
il

Prima
per

della costituziola

pur famigliare
si

la favella

francese. I

ne del 1848

protestantismo era
;
i

re-

lituani e slesiani

ma

valgono del loro idiopolacco; nella Lusazia e Misnia il ser-

ligione dello stato


altre religioni
sibili

settatori delle

erano egualmente aniniis-

bo o wendo prevale, derivando dal ramo slavo occidentale. INe'contorni delle Ardenne si parla un dialetto misto di francese e tedesco. Diversi dialetti slavi, co-

agl'impieghi, poich libero era ed

l'esercizio del cullo per tutte le professioni religiose.


gelici,

Vi sono due vescovi evanl'altro a

r uno a Berlino,
:

Rnig-

me

il

polacco e

il

lettone, Irovansi in uso


1

sberga

la

gerarchia ecclesiastica evan-

nella parte orientale.


visi in

prussiani sono di-

gelica offre quindi de'soprintendenti generali, de'soprintendenti arcipreti, ispettori, decani, pi epost, ministri di

5 classi
ed

nobili, cittadini, conladi-

ni, militari

ecclesiastici,! quali ultimi

parroc-

sono pi di 5o,ooo. I nobili iPormano intorno a 20,000 famiglie; quelli che sono
proprietari di beni signoriligi immediati,

chie.

Ogni provincia ha un sinodo, ed ha


il

pure

suo ciascun circolo. Tiensi a Ber-

lino ogni

godono

di vari privilegi

principali

concistoro in ogni provincia.


viaggiatore j riprodotte nel

5 anniunsinodogenerale, e un Layng cald'un


1. 1

tra'quali sono: l'eguaglianza di nascita coi

vinista scozzese, nelle Osservazioni


5, p.
1

principi sovrani,

il

titolo d' altezza negli

6 de-

4G
gli

pnu
7ia del

PBU
Signore
in questa

Annali (Ielle scienze reHgioseji]Scr\vendo l'amalgama delle chiese luterana

nuova chiesa

e-

vangelica prussiana, senza lasciar di essere per questo n luterano n calvinista

e calvinista, per
riferisce.
>

compone

l'evangelica,
or-

Il

3o giugno 1817 un
alFari

com'era per

lo innanzi.

Questa maniera

dine del ministro degli


boli
i

interni a-

di racconciar le cose di religione forse sa-

nomi

delle chiese luterana e rifor

r frullo di abile destrezza,

ma non sar*

mata

(o calvinista),

ed eziandio

Io stesso

mai onesta
p.
1

". Altri
li

brani

daW Osserva-

nome \ eh io, a pio ( est n te, che aveva un significato storico, ed ingiunse e comand che tulli facessero uso del sodistintivo
lo

zioni d'hayn^

riportai nel voi.

XXXV,
Gu-

5o.
I

n conseguenza del concordato del

i8ai

tra

Papa Pio VII

e re

Federico
il

nome d chiesa evangelica. Avendo


chiesa, e
i

gi

glielmo

III, di

cui parler verso

fine, la

anche denominata con un pochi che si prendevano pensiero di (juesle cose cominciarono a riflettere in che cosa stesse la dilFerenza tra <]uesta nuova chiesa prussiana, e tra le chiese di Lutero e di Calvino. Queste due chiese sono separate non solamente, come
proprio nome,
diceva
il

una

chiesa caltolica tiene negli stali prussiani

due

arcivescovati, Colonia e
sei vescovati;

Posen, e

cio Mnnslcr,

Posnania o Pa-

(lerhona e Z'/ew/7 su draga nei di Colonia;


via e

Cnlrna sudi-aganeo di Posnania; BreslaIVarniia o Ermolund immediatasoggetti alla


il

mente
di

regio editto, acagionediesteriore

pure soggetto

s. Sede, alla quale vescovato di Supraslia

diversit,

ma

per di.screpanze dottrinali


11

ed

esienziali.

calvinismo,

tal

quale eecclesia-

sisle nella

Svizzera e nella Scozia, diverdottrine e ne'


tal
riti

sifica e nelle
stici

Le gi misGermania e dipentlenli dalla Congregazione de propaganda fide, coinpvendevauo nella monarchia


greco-unito.
sioni settentrionali di

ritom/eoo

dal luteranismo,

quale esiste nel-

prussiana
lici

il

governo spirituale de'catlo-

Danimarca e in altre contrade puramente luterane della Germania, assai pi


la

delle vaste provincie di Brandcbitr'

go, di Ponierania, della Lusazia nel cir-

di quello

che diversifica

il

luteranismo

colo di Sassonia. In forza di detta con-

stesso dalla chiesa caltolica


in quali cose

romana.
la

Ma
Ben

venzione e delia pontifcia bolla


lute aninianini
,

De

sa-

concorda o discorda

nuo-

quelle di

Brandeburgo

va chiesa prussiana, da questi due principali ran)i della religione protestante?

e di

cesi di Bresla via della

Pomerania furono riunite alla dioanche PVratislaancora conservano qual-

presto
il

si scopr che il sinodo di Berlino, quale abolendo il luteranismo e il calil

via, lullavolta

\inisn)o, ed

protestantismo

fin

anche

che rapporto e relazioni dirette con propaganda fide. Oltre quanto dissi nel voi.

del

medesimo nome, aveva


j

raflzzonato

XXIX,
di

p.

102, parlando delle missioni

questa terza cosa solo per condiscendere


al

volere del re

non consider adatto

principii di dottrina,

ma

solo la dill'eren-

za de'riti esteriori; e rendendosi colpevo-

stiani e di

un equivoco indegno di ministri crinomini chesiedono a consiglio per deliberare di cose ecclesiastiche compilarono un codice di questi riti esteriole di
,

Germania, su quelle sottoposte al vescovo di Breslavia di Brandeburgo e Pomerania, aggiunger che ne parlai ancora quanto alla prima anche a Brandeburgo, ed a Berlino che n la capitale, a Francfort sul Meno dicendo di quello Magdeburgo e ad Hal o suir Oder, Halla in Berlino essendovi un preposto
i\
,

ri

in guisa,

cheogni
vi

uomo luterano ocal-

delegato del vescovo di Breslavia.


to alla
7.''

Quan-

vinisla
(

potesse con coscienza tranquilla

Pomerania,
nel Baltico,

la

Svezia aveva una


l'isola di

per quanto

possa esseie tranquillit


elet-

parte di questa provincia, e

di coscienza
ti

do\e non havvi libert

Bugcn

ma

la

cedette alla

Da11

va) partecipare ul

sagramculo della Ce-

niarca in compenso della Norvegia.

PRU
re d DaniiDorca le lasci intieramente
alla Prussia
,

PR
sa
il

II

47
ai cattolici
,

s'impossesso di quella parte di Polo-

prendendosi

ducalo di
,

nia che tuttora domina, tolse


I

Lauemburgo.
I

In Slralsunda

in cui nel
la la

3o chiese e

le

diede

ai

protestanti
s.

fra

i4<'

si

trovava un vescovo cattolico,

le

quali quella bellissima di


s.

casa parrocchiale con orto nel

1780

dala in Breslavia da
di Slesia e

Croce fonEdwige duchessa

propaganda l'acquist per 6000


f^iurisdizione
110.
s.
il

talleri,

legina di Polonia. In
vi

Roma

e pel vescovo di Breslavia vi esercit la

l'ordine

Teutonic8
,

teneva un oratore
quello che era

detto preposto di Derli-

o rappresentante

come

Si venera apostolo della


di

Ottone vescovo
I

Pomerania Bamberga poich


,

sottopostoall'immediata dipendenza della


s.

Sede, per cui ne' Possessi de' Papi

(juando Boleslao
recarsi

Vduca

di

Polonia con-

tali

procuratori intervenivano alla solen-

(juist parte della regione,


(li

preg il santo ad ammaestrare nelle verit del cristianesimo g' idolatri pomerani. Portatosi nella Pomerania orientale vi battezz Uratislao II duca dell'alta Pomerania nel I 24 colla maggior parte dei
1

ne cavalcata: per quello d'Innocenzo Vili

neh 484) e pei' quel Io di LeoneXneliSi 3


cavalcarono col
vessillo dell'ordine, in-

sieme col Gerosolimitano. Gli elettori di Colonia e gli altri principi ecclesiastici
de'dominii formanti parte della monarchia egualmente tenevano in
so
la s.

suoi sudditi.

Ma essendo poi ricaduti Stetlasciati pei biso-

Roma

pres-

tino e Giuliers nell'idolatria, ad onta dei


preti

che ovunque area


la

tificalo

Sede un agente di Pio VI il re

d'affari.

Nel pon-

di Prussia inco-

gni de'converfiti, traversata di

nuovo
i

la

minci a tenervi un residente regio, incaricato di trattare


ci;
gli affari ecclesiasii-

Polonia e

Prussia,

vi

torn nel

128,
la

e non solo richiamla professione del cri-

ed in quello di Pio VII un invinio

stianesimo nelle due

citt

ma

port

straordinario e ministro plenipotenziario

luce del vangelo ad altri popoli barbari.

Quanto
j

poi alla Lusazia, cvco\o d\ Sas-

Sonia, oltre

quanto

dissi nel voi. citato,

con legazione, che prima tenne residenza nel Palazzo Savelli o Orsini, poi nel Palazzo Caffarelli ove tuttora dimora.
Nel
gli

p,io3, meglio ne parlai a Meissen oMisNUj perch un tempo fece parte di questo vescovato, ed ora
vi

voi.

XXIX,

p.

io5 ei

parlai de-

ospedali nazionali esistenti in

Roma

il

vicario apo-

pei teutonici e per le teutoniche. Inoltre


la

stolico dei vicariato di

Misuia e Lusazia.

Prussia tiene consoli residenti nello sla-

Dal I . fascicolo degli Annali di Berlino per la educazione e l' insegnamento , si apprende che nel declinar del 847 r odierno re avea intenzione di fondare una universit puramente cattolica. Allora esistevano per gli studi d^l cleio cattolico
i

to pontificio, cio in

Roma,

in Civitavec-

chia, in

Ancona.

La

Prussia

uno

di que' paesi

d'Eu-

ropa dove meglio sono coltivate le lettere e le scienze, e pi dal governo favorite
:

il

sovrano suole incoraggire e onoi

seminari di Miinsfer, Paderbona,


collegio pontificio islituilo
e

rare anche

letterati egli artisti esteri.

Treviri, Posnania, Pelplin, e Braunsberg

oBrunsberga

da Gregorio XIII,
teria apostolica,

mantenutodalla da-

L'accademia reale delle scienze di Berlino la fond nel 1744 ^'^^^'"^0 '' ilg/r/zide, che da prima la compose in gran parte di forastieri e

diocesi di

come dissi altrove, nella Warmia. Altri sludi cattolici

con biblioteca. Trova'^i

nella slessa citt l'accademia regia delle

sono
le

le

cattedre di teologia cattolica al-

belle arti, quella delle scienze,


ciet di geografia,
il

una so-

universit di Breslavia e di

Bona o Ben-

ginnasio Joachiin-

iia {V.). Si diceva che Miinster probabilmente diventerebbe la sede delia nuova universit cattolica. Quando la Prus-

sthal, cos chiamato dalla citt omonima, ove fu fondato dall'elettore Gioacchino e inaugurato nel 1607, ed in Berlino tra-

48
sferilo nel
1

PRU
685.
Il

PRU
mente nociuto a'progressi
educazione, pure
della scientifica
di francescale classi colte

ginnasio lulerano fon-

dato

in

un antico convento

hanno

in

ni, cui fu riunito nel

1767 quellodi Coln.


di
1

pochi anni percorso rapidissima carriera,


e l'istruzione
to.

La biblioteca reale ricca di pi


volumi, e dove
plari di tutte le
si

80,000

ormai operosa da per

tut-

depongono due esemsi

Nelle astronomiche e geografiche coi

opere che

pubblicano

gnizioni
lo

negli slati prussiani.


nel paliizzo

universit istituita

Enrico

colt. L'osservatorio,

d'anatomia e medaglie, altro di mineralogia,


sofa,

18 io, con 4 faun teatro e musei zoologia, un gabinetto di


nel
il

prussiani, ed il sosi distinsero Copernico valse per renderli a niun altro popolo secondi. Dai diversi paesi cui si forma la possente monarchia prussia-

na, fiorirono

un gran numero

d'illustri

collegio

e celebri personaggi, per santit di vita,

di medicina, seminari di teologia e filo-

dignit ecclesiastiche, nelle scienze, nelle


lettere, nelle arti e nelle

accademie e scuole militari, scuole


pei ciechi.

armi, de'prin-

di disegno e architettura, istituto de'sor-

cipali

do-muli e
le

Per

la

pi parte

avendone parlato a'Iuoghi loro, ed a Germania con l'elenco de'Papi e cardi*


nali tedeschi, de'quali tutti scrissi la bio-

grandi citt della monarchia hanno


e dotte societ.

anch'esse molti de' nominati stabilimenti

grafia, comede'santi e beati riportati

da

compresa la quali il governo impiega annualmente circa franchi ,800,000 le altre sono Knigsberga,IBreslavia, Bona, Muster, Halla , Greiswald; Halla ha inoltre di rendita 112,000 franchi, e Greiswald 225,000. Nelle Provincie vi sono pure un
1

Le universit sono 7, memorata di Berlino, per le


;

Butler,

mentrea Promozione

registrai gli
I

ultimi elevati alla sagra porpora.


distinti prussiani, oltre quelli gi

pi
arti,

nomi-

nati e

che nominer, nelle scienze, sono


i

politica e nella guerra,

seguenti.

Adelung, Aldegrever, Ancillon, Archenholtz, Arndt, Beethoven, Boehm.Bulow^, Burger, Buch-Hufeland, Chladni, Clovtz,

certo

numero

di ginnasi,

pi o

meno

ce-

Cornelius, Diebitsch-Zaballzunski

lebri; societ nelle diverse reggenze facilitano l'istruzione ai giovani senza for-

Diesbach, Fahrenheit, Fichte, Forster,

tuna, dappoich un'ordinanza obbliga


parenti a far fiequentare
ciulli
le

scuole

ai

fan-

sino dall'et di 5 o

anni. In Bre-

Garve, Gleim, Goerres, Goltsched, HaHamatm, Hardenberg, Haugwitz, Herder, Hertzberg, Hippel, Hoffmann Federico, HofFmann Enrico Teodoro,
chert,

ed a Knigsberga vi sono istituti due case di educazione pegli orfani militari a Potsdam e ad A nnaburgo; una scuola di navigazione a Danzica, con scuole d'industria, di veterinaslavia
pei

Humboldt

Cristiano Guglielmo,
,

HumKant,

sordo-muti

boldt Alessandro, Jacobi, Jahn


Kleist de Nollendorf,

Lutzow, Mechel,

ria

di militari, e
il

medico-chirurgica.
de'popoli che
i

Il

Meyerbeer, Mller, Nicolai, Niemeyer, Potter, Ramler, ReinhardtjScharnhorst, SeySchill, Schlejrmacher , Schvrerin
,

carattere e

costume della nazione o mo-

dlilz,

Spurzheim, Stein, Trench,


I

Wer-

narchia varia a

norma

la

ner,

Winckel ma nn,Wolf Cristiano, Zieprincipali storici degli stati


il

compongono. Vivaci ed ingegnosi


soni, robusti eattivi islesiani,

sas-

then, ec. ec.

che

coi

boe-

prussiani sono:

mi

fraternizzano, alquanto gravi e tacigli

turni
colti

abitanti della vera Prussia, pi

que'che dimorano sul Reno. Poco familiarmente usano gli alemanni co'sle-

nominato Archenholtz, Rancke, e Voigt storico eziandio di s. Gregorio VII. Il governo era una monarchia assoluta, poich non era il potere sovrano limiPlitz, IManso,

siani,
sia

meno ancora co'polacchi.LaPrusspirito

tato dagli stati provinciali. Dell'atto costi-

essendo essenzialmente militare,eseb-

tuzionale concesso dal


te parler in fine.

bene questo

abbia considerabil-

monarca regnanLa corona ereditaria

PRU
pei

PRU
il

49
1

due
di
,

sessi;

l'erede presuntivo porta

landrecht pubblicato nel


sinistra del

lifolo di principe di Prussia,

o pi

di so-

Reno

si

794 P^''^ al'a servono, con alcune


Il

vente

principe reale, o luogotenente di

modificazioni, del codice francese.

i.

Prussia

ed all'et di i8 anni diviene


al

grado dell'amministrazione giudiziaria


consiste in giurisdizioni patrimoniali pei

maggiore. Fino

1848 appartenendo

il

governo

al re

esclusivamente, lo eserci-

tava col concorso del consiglio di stato,

conladmi, giustizie urbane e pei cittadini, ed alcune corti


ereditari pei nobili.
1.' istanza

territoriali

di baliaggi

delministerodislatoedel nainislero particolare.


Il

La

giurisdizione di

consiglio di stato era

compo-

sto del presidente e del 2. presidente,

componesi di corti superiori ; ve ne ha generalmente una per reggenza.

de'principi della casa reale dell'et di 18

Siede a Berlino un tribunale supredi appello.

anni, de'ministri privati di stato, de'co-

mo
tare

Imponente potenza

mili-

mandanti generali e de'presidenli supremi delle Provincie, di 60 uffiziali di stato, a'quali la confidenza del governo accordava volo e seduta nel consiglio. Il ministero di stato
si

ha

la

Prussia: sul piede di pace

com-

ponesi di 122,000 uomini, sul piede di guerra pu facilmente mettere sotto le

componeva

del princii

armi 5oo,ooo uomini. Alia morte del gran Federico li l'esercito prussiano contava

pe reale

di Prussia, e di tutti

ministri
I
."
1

200,000 uomini,
radunati in
la
lutti
i

la piti

parte disertori

di slato privati in attivit di servigio.

di tutte le nazioni o arruolati volontari,


circoli dell'impero: al-

ministeri particolari erano nove, cio:


il

ministerodella casa del re,divisoin due

dipartimenti; 2. "della guerra, in due dipartimenti; 3. deicidio, istruzione pubblica e allari di medicina, in Irediparli-

guerra del 1806 annoverava 25o,ooo uomini. La landwehr di .' e 2.^ catesoo
i ,

inenti; 4- l'amministrazioue del tesoro e delle zecche; 5. della revisione delle


leggi; 6. degli affari esteri
;

7. degli af-

composta di cavalleria fanteria e artiglieria, e forma 36 reggimenti: questa landwehr . una specie di guardia nazionale. Dicesi landslurm la leva in massa degli uomini dall'et di 7 anni, sino
ria
i

fari interni; 8. della giustizia; 9. delle

a quella di 5o, capaci di portar

finanze, diviso in
le

direzioni.

La

corte

ha

le armi; viene richiesta in caso di pericolo immi-

sue grandi cariche,

comedi granciam-

nente, mediante ordinanza regia. Tutti


i

berlano, di gran maresciallo, ec. Vi sono


inoltre delie autorit centrali o superiori,

prussiani sono tenuti al servigio mili-

tare dai

20

ai

5o
se

anni,

ma non

fanno
le

subordinate o coordinate

ai

vari dile

servigio regolare che ne'primi


zi

5 anni, an-

partimenti del ministero, secondo


rispettive attribuzioni.

loro

non passano

non

primi 3 sotto

Ogni provincia viene amministrata da un presidente superiore; alla testa di ciascun circolo trovasi

bandiere, venendo in seguito in tempo

parti,

un collegio di reggenza, diviso in due una delle quali intende ai partidei

colari dipendenti dalle attribuzioni

ministeri dell'interno, della polizia, della

pace rimandati alle case loro, donde non escono che per un servigio temporaneo sino al termine del 5. anno, ed allora sono isprilji sulla landwehr. 11 re il capo supremo di tutto l'esercito. La monarchia prussiana spartita in 8 cirdi

guerra e degli

affari esteri, l'altra a


il

to concerne le finanze,
edifizi; ciascuna

quancommercio e gli
i

coscrizioni-territoriali, ciascuna addetta

al

reclutamento d'un corpo


allo stato,

di esercito.

ha il suo direttore, assistito da numeroso consiglio. Anche circoli hanno de'consigli, formati dagl'impiegati superiori.
Il

Le rimonte
no

della cavalleria nulla costa-

ad eccezione de'reggimenli

de'corazzieri; chi possiede 3 cavalli ob-

codice generale che


il

segue

la giustizia degli stati prussani,

bligato a somministrarne uno allo squadrone del suo circolo; se il numero dei

voi. LVI.

So
cavalli nccessfiri

PR
i

U
geva l'acqua
sudditi
alle

PRU
mani dell'imperatore:
avea
il

noncompilo, leauloriproprietari di teiie


ai

t legali obbligano

in detta elezione

6. voto, ed

suoi

fornirli,

oppure fanno pagare


la la

con-

tribuenti

corrispondente quota.

La

non potevano appellare all'impero. A Branpeburgo e altrove narrai,


l'eccelsa dinastia degli

Prussia dopo

Francia

lo stato

d'Eu-

che

Hohenzollerii

ropa die possiede maggior numero di fortezze. Oltre Berlino, residenza regia, an-

che Rnigsberga e Breslavia godono


volta di simile vantaggio.
stelli
I

tal-

principali ca-

a'24 ottobre 1273 ebbe la dignit di Zk/'gravio (di cui nel voi. XLII, p, 3oi)di Norimbeiga, celebre citt ora della Baviera, che nel medio evo fu residenza imperiale e perci vi
si

del re sono San Souci presso Potsdam, e Charlotlemburgo nella slessa reggenza, ambedue nella provincia di Biandeburgo.ll castello reale di San Souci sopra un'amena altura, presenta un bell'aspetto, non ha che un piano, ed a ciascuna estremit un padiglione rotondo, in uno de'quali si trova la biblioteca di Fe-

custodiva

il

manto

dell'imperatore; quella di principe dela' 16 marzo 1872; ([uella di margravio (di cui nel voi. XLII, p. 3oo) o marchese di Brandeburgo nel i4i5;

l'impero

quella di e/eWore dell'impero


1

a' 18 aprile 14 7; quella dirediPrussiaa'i8gennaio 1701. Triplice titolo ha il monarca di


,

derico
dri:

II

e contiene

una

galleria di

un
il

bel parco ne dipende,

serva

palazzo di

marmo.

Ivi

quadove si osmori detto

Prussia

quello di re di Prussia, ch'


di

il

maggiore,

margravio

di

Brandeburgo,

principe che l'avea fatto edificare e'fut-

tone
ve

il

suo

ritiro favorito.

Charlottem2.'

sovrano e signore di Slesia e della contea di Glalz, di granduca del Basso-Reno e di Posnania, duca di Sassonia; burgravio

burgo
la

sulla riva sinistra della Spre, de-

sua origine a Sofia Carlotta


F,

con-

che \i fece erigere che in progresso ricev sempre accrescimenti e abbellimenti, massime sotto Federico li, che lo for-

sorte di re Federico

Norimberga, /rt/ir/graf/o (di cui nel voi. XLII, p. 3oo) di Turingia, margravio dell'Alta e Bassa Lusazia, principe d'Odi

un superbo

castello,

range, Neuchtel e Vallengin; conte di

Hohenzollern, signore del paese di Rostock, Stargard,


ec.

Lauemburgo

Butow,

ni di stupende collezioni in ogni genere


di antichit, di giardini, di parchi:

Cornell

titolo, cosi triplici

sono learmi

nei
alla

regie: l'oggetto principale n' l'aquila (di

giardini

si

alz

un

bel

monumento

cui nel voi.


colla

XXXI V,p.
in

15) di Prussia,

regina Luigia sposa di Federico Gugliel-

corona regia

mo

III.
s.

R. in oro sul

capo e la cifra F. petto, tenendo fra gli artiil

A Elettori del
supremo collegio

romano impero,

gli,

a diritta lo scettro d'oro, a sinistra

ad Imperatore, parlai dell'originedi quel


di principi sovrani, del-

globo imperiale,coirepigrafeGo/2i7fiy.

Secondo l'ordinanza regia

de'

22 magla

l'elezione che facevano dell'imperatore,

gio 1818, la bandiera ordinaria del re-

come dell'estinzione dell'impero e del colavvenuta nel 1 80.6. 1)issi ancora che l'elettore di Brandeburgo,che avea il marchesato della cristianit per dominio,
legio
i

gno bianca da bianca si

nera, in
lia

modo che

banba-

trovi

due bande nere,

senz'aquila: libero

ai capitani dei

stimenti mercantili di scrivere sulla ban-

era arcicameriere dell'imperatore, e perci

da bianca

il

nome

della citt e della pro-

appena

eletto gli

poneva

in dito l'a-

vincia alla quale appartengono;

ma

la

nello ov'era l'imperiale sigillo; che por-

lava lo scettro imperiale innanzi l'impe-

duca ed elettore quale avea a sinistra l'elettor PalalD0}che ne'solenni con vili porratore
,

alla destra del


il

bandiera regia tutta bianca e porta in mezzo r aquila regia, e sulla parte sinistra dell'alio una croce di ferro. Vi sono
otto ordini equestri e cavallereschi,
la
i

di Baviera,

."del-

FtdcU

quila Nera

(^.);

1 del-

PRU
V quila rossa
islituilo nel

PRU
16G0
col no-

5i
di

nuove

classi e

una medaglia

Merito

me di Concordia da Cristiano Erneslo margravio di Brandeburgo-Bayreuth, il distintivo del quale portavasi pendente al collo, appeso ad un nastro turchino. Lo fond per piemiare suoi sudditi, dai quali fu mirabilmente aiutato nella pacificazione de'suoi stati, ed acciocch da loro si ricordasse, che solo dalla Concori

ili altre due. Dipoi a' 18 gennaio i83o con regia ordinanza divise iu due parti la 2.* classe, e alla i.* di queste assegn

ima piastra o placca per distintivo particolare. Quanto alle medaglie,quella della
I.'

classe era d'oro, la 2.' d'argento;

nel 181
la

4
in

la

medaglia d'oro

il

detto re

mut

una croce d'argento, e questa


ordinanza del
1

dia polevasi sperar


mestica.

la

page e

la

forza do-

classe per la detta sua

83o
il

Cristiano succedette nel mar-

divent
re

la 4-" classe

dell'ordine dell'A-

:raviatoGiorgioGuglielrao,che nel gior-

quila rossa. !Neir ordinanza del 18 o

no
Ilio

di

sua inaugurazione del 17 12 rifor-

ha

stabilito

che chiunque ottiene un

l'ordine e lo
la

chiam

della Sincerit,

ordine prussiano
rito,

come distinzione di me4-*

volendo che
i

croce avesse nastro rosso

debba incominciare da questa


rosetta.

un

filo

d'oro all'intornoe nel mezzo, tesI

classe, e se passa alla 3.' la

riceve con

ato a foggia di catena.

cavalieri por-

una

Con ordinanza inoltre del 18


i il

tavano
111

al collo la
la

decorazione e ne'gior1

gennaio 181

re

avea decretato, che

ponevano sull'abito.Nel 784 il margravio Federico Carlo, che riun il territorio di Bayreuthalla linea collaterale di Culmbach, cambi ome all'orci me e l'appell eW Jqidla rossa di BrandtburgOf formando la decorazione con
solenni

un
de de

cavaliere passando da classe inferio-

re ad altra superiore, porterebbe 3 frondi quercia unite all'anello


la croce.

La
si

2.' classe della

da cui penmedaglia

d'argento, che

porta alla bottoniera col

nastro dell'ordine dell'Aquila rossa, sus-

croce d'orosmaltatainbianco,avente nel

mezzo un'aquila rossa col motto: Toujnrs


le

nicme, e nel rovescio


conslanter.

la cifi-a del

prin-

come decorazione geiwrale. Tanto neW AlmanachdeGothapour Tante 8 3 7 Ordres de cievalerie p 4 " ^ *
siste

leggo
1

cipe regnante coU'attuale leggenda: Sin-

del Merito {l\); 4- di

s.

Giovanni

(/''.)

in

cere

el

Il

successore margra-

vio Federico aggiunse al


valieri

numero

dei cagli

12 giancroci. In seguito sotto


di lustro,

luogo del soppresso ordine G e roso li milano,H modo che dissi nel voi. XXIX, p.276 e agS; 5." di Luigia j 6 Croce di Ferro
(/'.). Inoltre

ultimi raargrav- della linea Bayreulh-

Federico Guglielmo
istitu

.'

III

il

Cuimbach venne meno


facilit cui fu

per

la

febbraio

i835

concesso anche a persone che


il

inerito per quelli

la decorazione del che avessero salvato al-

non

lo

meritavano, per cui

margravio

Cristiano Federico Carlo Alessandro, vo-

cuno da qualche grave pericolo. Almanach p. 5o. 7. Il re Federico Guglielmo


I

lendo ripristinarne

lo

splendore, lo rifori

V nel 843 ristabil l'ordine delCigno gi


1

m con

nuovi statuti de'aS giugno 777, cambiandone il nastro in color bianco

istituito

da Gioacchiuo

elettore di Bran-

trapuntato in color d' arancio. Il re di Prussia Federico li nel 1791, divenuto


proprietario de' ricordati principali
,

lo

deburgo del i499j po' abolito nel i53o da Gioacchino II quando abbracci l'eresia di Lutero, in onore della B. Vergine Maria, la cui immagine in rilievo fu posta nella placca di

divenne ancora dell'ordine, che con diploma de' 1 giugno 792C0II0C in digni1

decorazione, per ricom-

pensare
lo
il

le

virt religiose. Nel ripristinar-

piccolo

dopo quello X Aquila nera, con un cambiamento nelle insegne. Il re


111

stasse

monarca regnante, e perch acquimaggior lustro, di propria mano e


di tutta la cor-

Federico Guglielmo
I

con diploma dei

con solennit, in presenza


te,

o geunalo 1 8 1 o aggiunse all'ordine due

ne decor con l'insegna iu brillaoU la

52

PRU
adoravano
riferiscono,
i

PRU
loro idoli sotto le querele,
i

regnante regina sua consorte, Elisabetta Luisa figlia del i . re di Baviera Massimi lianoGiuseppea lui maritata nel 1 8?.3. Vi fu gi?i alti'o ordine del Cigno (f^.), nel ducato di Cleves, che alcuni attribuirono n
Beatrice duchessa di Cleves, forse ripristi-

ed immolavano loro

prigionieri. Altri

che

la

gotica trib degli oe-

sti,che dell'Elettro faceva antichissima-

se lo

mente co'circostan ti popoli mercato,trassguardo degli europei su questo an-

nalo da Gioacchino
rio di

I.

Neln,f5del Dia-

golo di terra selvaggio ed ignoto. Si confusero questi primitivi abitatori colle pur

Roma

derico

847 si legge, che il re FeGuglielmo IV ha creato un nuoi

vo ordine o piuttosto decorazione cavai]eresca,desti nata esci usi va mente all'agri-

coltura, ossia a
si

rimunerare lepersoneche

barbare trib de' peucini, de'sudavii edei gnlindi, e furono poi vittime delle sanguinose incursioni, che venedi-slavi esercitarono in quella contrada. Verso il
i

distinguono maggiormente nella parte

secolo

s'incominci a darsi

il

nome

di

teorica o pratica di questa scienza, o con

Prussia

al suolo di questi popoli

ragu-

nuove invenzioni

e scoperte, o con introdurre miglioramenti. La medaglia o decorazione ha da un lato l'effigie del re e dal-

Pro- Russi, per essere alla Russia [P'.) propinqui. Nelle Memorie sopra la casa di Brandeburgo, di Federico II re di Prussia,
si

nalicci, quasi

Per merito agrario^ dentro una ghirlanda intrecciata di spighe di grano, di pampini di viti e di rami
l'altra l'iscrizione
:

legge che

la

con-

versione al cristianesimo di Brandebur-

d'olivo. 8. "Finalmenteil

n.248del Giornale di Roma i85i riporta, che il giornale ufficiale del governo a Berlino pubblic gli statuti dell'ordine della

go fu cominciata dal zelo di Carlo Magno, che mori neir8i4, e terminata nel
9-28 sotto l'imperatore Enrico
latore,
il

l'Uccelii

quale sottomise intieramente

Casa

paese,
ni

come

toccai a Bratjdeburgo. Alcus.

reale d' Hohenzolletn, creato dal re Federico Guglielmo


il

attribuiscono a
di

Remberto
i,

arcivesco-

IV

a'2 3 agosto, che fu

vo
la
si,

Brema
la

di

aver pel

incominciata

giorno
i

in cui gli

prestarono giuramenla

predicazione del vangelo in questi pae-

to

principati d'Hohenzollern. Quest'orsi

poich

sede

d'Amburgo essendo sla-

dine

consagrato a perpetuar

mee

ta

unita a quella di Brema, questa ultima


settentrionale, laonde
la

moria delsuccessivo ingrandimento della signoria della regia stirpe prussiana,

chiesa era divenuta metropoli di tutta la

Germania
slavi, e ai

s,

Rem-

perci porta per di visa

il

molto:

VomFels

berto predic
di

fede di

Ges

Cristo agli

zwn

Meer.
il

11

re
si

il

gran maestro del-

vandali abitanti della regione


il

l'ordine,

quale

divide in due sezioni,

Brandeburgo:
narrai

santo mori nell'SSS.


s. Adalberto vevedendo l'ineffica-

ciascuna delle quali suddivisa in 3 classi

A PoLOMA
scovo di

come

speciali.

corati del

Tra primi ad essere stati denuovo ordine sono, il i." mii

Praga

(/^,),

cia delle sue ardenti sollecitudini per la

nistro Manteuffel, e l'ex ministro gene-

entrambi nominati dal re commendatori. Di tutti i nominati ordini il re ne il gran maestro. Il nome di Prussia viene da quello dei borussi, popolo sarmata che con altri abitava la regione oggi formante la Prussia orientale e
la

rale Radowitz,

sua diocesi, pel vivo zelo da cui era animato per la gloria di Dio, e pel vantaggio spirituale di quelli che viveano nelle
infelici

tenebredell'idolatria, col

permes-

so di

Papa Giovanni

XV

si

assent dal

vescovato; quindi nel suo ritorno, veden-

do rinnovarsi

Prussia occidentale,
i

le persecuzioni, si rec in Polonia alla conversione de'superstiti i-

quali abitanti erano pi selvaggidi lutti


i

pagani del settentrione. Essi

si

piglia-

dolatri. Pass poscia con suo fratelloGaudenzio e conBenedetto compagni delle sue

vano poca cura

della bellezza de'templi,

fatiche apostoliche nella Prussia, la

qua-

PRU
le secondo diversi scrittori non era siala

PRU
ospedalieri,
di
al

53
gran maestro

ancora illuminata dalla lucedell'evangelo. Dopo l'esito felicissimo che le sue predicazioni ebbero in Danzica,
si

permettendo prendere per arme una croce di panno nero in campo bianco. Oltre l'ospitalit e
l'assistenza degl' infermi,
nici fecero la
i

port in

cavalieri teutola

gravemente maltrattato: trasferitosi in altro luogo non fu meglio accolto, e mentre stava per partirne a' 23 aprile pg" fu martirizzato; Benedetto e Gaudenzio furono condotti

una

piccola isola ove fu

volo di difendere
ai

Chiesa e

Palestina o Terra santa, ove ben pre-

sto

divennero formidabili
il

saraceni. Narreli-

ra

p.

Helyot, Storia degli ordini

giosi e militari, che essendo la Prussia a-

in ischiavit.

Il

suo corpo

si

venera nella
il

bitata

cattedrale di Gnesna, ed

ha

titolo di

da popoli barbari, quali non avendo alcunacognizionedel vero Dio sai

apostolo di Prussia, sebbene non abbia

grificavano agl'idoli. Cristiano

dell'or-

seminalo la fede che in Danzica. 11 p. Paure mWe Annotazioni alle Tab. Clironol. p.

dine cistcrciense e primo vescovo di Prussia , fu mandalo in questo paese , acci


dalla stolta idolatria richiamasse alla ve-

178
di

di Musanzio,dice che nel pontificato Gregorio V, cui si attribuisce l'istituzio-

la religione

suoi abitatori

ma

ci fu

ne del collegio degli elettori dell'impero, il duca Voldimiro di Prussia co'suoi vassalli
si

invano, anzi
ti

si

crede, che perci inasprii

perseguitassero

cristiani

loro vicini,

convertissero alla fede verso

il

997 per
Forse
s.

coi quali fino a quel

Io zelo del vescovo Adalberto.

Ottone

di

Bamberga

nelle

due volte che


la

tempo era passata amichevole corrispondenza. In questo tempo regnavano sul paese di Brandeburgo i
discendenti di Alberto l'Orso dello
lo,
il

travers

la

Prussia ne'primi anni del se-

Bel'

colo XII, per evangelizzare


nia,

Pomera-

margravio

di

Brandeburgo

e fondato-

barbari
te
il

siccome convert pure altri popoli di quelle regioni, probabilmen-

re di questa illustre stirpe,


i

suoi stati di olandesi,

anche in questo paese avr esercitato suo apostolico ministero. Nondimeno


principio del secolo XIII quasi tutti
gli

stranieri rovinati nelle

il quale popol fiamminghi e altri fortune, come pure


i

introdusse nel margraviato


rosolimitani, essendo

cavalieri ge1

al

morto fin dal

170.

abitanti della Prussia

gemevano nella pi
ne
tra-

Pertanto

gl'idolatri della Prussia entra-

stupida pagana superstizione, ed erranti


pei boschi uccidevano gli hnimali,

rono impetuosamente nel territorio di Culma,e uccidendo o imprigionando quasi

cannavano

il

sangue, acquistando riprola

lutti gli abitanti,

convertirono

la

pro-

vevole rinomanza per

molestia di a-

vincia in ispavenlosa solitudine.

Corrado

troci scoi rerie sui popoli circostanti,

non
po-

essendo riuscito a tre re di Polonia chia-

mali Boleslao di soggiogarli, finch


i

vi

sero fine cavalieri teutonici, conquistan-

duca di Masovia e di Cujavia, cui alcuni danno il titolo di duca di Polonia, conoscendosi impotente di fare argine al furore de'barbari prussiani, per non essersi
subito opposto alle loro violenze, fu ca-

done

il

paese e procurando loro missio-

nari che gl'istruirono nella religione cristiana.

gione che

si

rendessero pi indolenti e
sulla Polonia,

piombassero

ove commii

L'insigne e potente ordine militare e regolare Teutonico ebbe l'origine prin-

sero orribili crudelt. Incenerirono


magnifici edifizi, uccisero tutti
in et
gli

pi

gli

uomini

cipalmente dai tedeschi neh '27 in Gerusalemme,indi da diversi ulizialidi^AeHirte di

avanzata, e condussero prigionieri

altri

uomini ed

fanciulli.
vi fu

Trane
paeseche

LubeccavcaWi 190
s.
I

in Acri colla

Plosko, forte castello, non

regola di

mente approvato nel

Agostino^quaudo fu canonica192 da Papa Cele-

stino 111, coi privilegi de'templuri e altri

andasse esente da tante calamit. Perirono pel fuoco i5o chiese parrocchiali e moltissimi monasteri d'ambo isessi:a pie

54
tlegli altari

1*

K U
licre
rifugiati,

PPiU
per verificare
e Lubonia.
le

trucidarono que' sacerdoti e


vi si

proposte degli amle

non rispettando i feroci invasori neppur quelli che celebravano divini misteri, empiamente strappando dalle loro mani l'Ostia
religiosi

che

erano

basciatori e riconoscere

provincie di

Culma
la .sola

cavalieri trovarono
il

duchessa Aglasia, perch

mari-

to

duca Corrado

erasi portato a visitare


il

sagra che calpestarono coi piedi. Rapiro-

alcune lontane provincie. Poco dopo


loro arrivo
i

no

sagri vasi per servirsene in usi pro-

prussiani tornarono a metil

fani, e dalle

clausure trassero a forza

le

tere a ferro e fuoco

paese,
i

onde

a pre-

sante' vergini,

che sagrifcaronoalle loro

mura
le

della duchessa unitisi

cavalieri al-

brutali passioni.
ribili

La

colluvie di tante oril

truppe, ad onta della loro perizia e mii

crudelt costrinse
il

duca Corrado ad
i-

litare valore,

prussiani

le

disfecero e fuil

a .seguire

consiglio del vescovo Cristia-

garono
ri.

ne imprigionarono
feriti
i

capo,

re-

no

e d'alcuni signori della corte, e

stando mortalmente

due

cavalie-

tituire l'ordine militare ' Obi'iio[T^.),

asoaiiglianzade'cavalieridi Lh>onia[r.)
delti
(di poi

nuovamente domandare
ellicacia
il

Questa sconfitta obblig Conado a e con maggior


soccorso de'cavalieri teutonici,

anche Porla spade o Spadaccini ambedue gli ordini si unirono al


il

fece loro spedire lettere patenti sulla

Teutonico),

cui principale istituto fosse


il

cessione delle provincie di

quello di difendere
ti

paese dalle frequen-

bonia,

e desolanti incursioni degl'idolatri prus-

siani, le terre de'quali se a vesser

conqui-

Culma e Lucome di quanto conquistassero nella Prussia, con documento approvalo dal Papa cui l'ordine era immediatamente
compagno, Corrado
fece per loro edifio fortezza di Vogelsank,

stato dovessero

con

lui dividersi.

Ci

sa-

soggetto. Intanto guariti Laiidisberg col

pulo dai

prussiani,. con poderoso esercito


il

assediarono

castello d'Obrino, resideni

care

il

castello

za de' cavalieri, quali avviliti non osarono uscirne, tollerando gl'insulti e le provocazioni anche de'pochi idolatri che recavaiisi sino sotto le mura. Non avendo potuto i (Cavalieri d'Obrino corrispondere alle speranze del duca Corrado, e vedendo questi suoi dominii bersaglio deli

onde opporsi ai prussiani e avere un luogo di difesa. Il gran maestro avendo delnitivamente accettato
in Polonia
il

le

offerte, sped
col gra-

cav,

Herman Balka

do
le.

di

provveditore e maestro provinciai

Quindi

teutonici con esercito di cir-

ca 20,000 uonfini presero possesso delle


provincie, e coll'aiuto de'polacclii sot;gio-

la

rabbia e furorede'prussiani, sped una


ai

solenne ambasceria
teutonici,

celebri cavalieri

garono
to di

prussiani idolatri del palatina,

pregando il gran maestro Herman de Salza ad allearsi con lui e somministrargli validi soccorsi nell'estrema necessit in cui Irovavasi,

Culma

oude incominciarono con


il

successo a farvi predicare

vangelo.

L'annalista Rinaldi all'anno 1220, n."

con

trasferire la

4o

racconta che Onorio

III

ammon

principale residenza dell'ordine ne' suoi


stati
,

cedendo a

lui le

proviucie di Cala

ma

Lubonia o Livonia, insieme

quan-

che di fresco aveano ricevuto il battesimo, che doves. sero essere riconoscenti a Dio per tanto
novelli cristiani di Prussia,

to conquistasse sui prussiani, per posse-

benefcio, conservassero la ricevuta fede,


\i vesser

derlo con dominio assoluto e indipendente.

virtuosamente, n

si

contristas-

Accettate dal gran maestro


gli

le offerte,

sero per le tribolazioni cui erano espo-

anche per
principi di

stimoli di

Papa Onorio
li

111,

dell' iujperatore

Federico
i

e di molti

Germania, quali
di

gli

promise-

dovendo gioire di essere olGes Cristo, il quale gli aVI ebbe immancabii mente assisti ti, com'esti ai

nemici,

traggiati per

ro soccorso

truppe e

di consiglio,

man-

gli

in

Polonia Landisberg con altro cavu-

promise loro aiuto e protezione. Indi Onorio III neh 2 25 sped Gugluiiiio ve-

PRU
covo di

PRU
a proil

55

Modena legaloaposlolico,
i23o
i

prussiani e fece costruire una citt presso


forte dell' isola
s.

pagar l'evangelo nella Li venia o Lubo-'


jiia

Maria. Quasi nello


riuniattac-

e nella Prussia. Nel

teutonici
le
i-

stesso

lipoiiarono altre villorie ed estesero


loro conquiste sui prussiani o pruteni
(lolatii,

l'ono

tempo g' irritati prussiani un forte corpo di truppe per

care

cavalieri col favore de' ghiacci e

capitanati dal cav. Teodorico di

rigori della stagione:

ma

il

maestro pro-

J^ernlieim maresciallo generale, che fece

vinciale co' suoi


nel territorio

li

prevennero, entrando
in cui fecero dei

fabbricare

il

forte di

Kessow. Gregorio

diReysen

con autorit apostolica conferm il convenuto tra'teulonici e il duca Corrado,


fece pubblicarla crociata contro detti idolatri,
1

IX

prigioni e uccisero moltissimi paesani; indi


si

scagliarono sui prussiani e

gli

scon-

fissero in

modo

che ne morirono 5,ooo.

concedendo a

quelli

che prendereb-

)ero la croce e

combattessero contro Prusdi

Abbandonata del tutto dai prussiani la provincia di Culma, Herman Balka fece
sulle frontiere fabbricare
il

-a, le stesse

ind ulgenze accordate alle


:

date

(f^\) di Palestina

pi

il

Cro Papa

castello di Pic-

den qualbaloardoalleloroincursioni. All'anno


incessanti

il voto fatto dai boemi di andamare,ordinandolorochesi recassero a combattere prussiani, in soccorso de'leufonici. Rinaldi all'anno i232,n.6 e j, riporta la commovente lettera di Gregorio IX sulle atrocit commesse da det-

commut
re oltre

1234 riporta Rinaldi al n. 44'^ premure di Gregorio IX pei

convertili prussiani e peicrocesignati, in-

ti

idolatri,
scritto
i

sapule da quello che


i

gli

avea-

viando per legato a'quei popoli il suddetto Guglielmo vescovo di Modena, o confermandolo nella legazione, ingiunta gi al vescovo di Semgallia nelle provincia
di Livonia, Prussia, Gollandia,

no

vescovi IMazoviese e

Wratisi

Vinlan-

slaviese,

loro capitoli ed altri, in cui

dia, Estonia, Semgallia,

dice che aveano arso ne'confni di Prussia

Curlandia e altre convicine parti, dandogli autorit di


unire o dividere
.scovi
i

dai 0,000 e pi

ville, ucciso

fedeli e
stiani
sti
si

5j000

fatti

prigioni,

erano nascosti nelle

20,000 onde criselve. Quei

vescovati, di crear ve-

e consagrarli, o di trasferirli da

una

racconti

debbono

piuttosto riferirsi ai

chiesa ad altra. Inoltre Gresorio IX di o questa missione ne scrisse ai popoli del settentrione,

tempi precedenti e successivi. 11 maestro provinciale Balka, con l'aiuto de' crocesignati, in
j^ressi

ordinando loro
il

di ricevere
il

o-

norevolraente

pontificio legato,

quale

nella Prussia,

poco tempo fece grandi proimperocch con nula

lasciata la sede di
si

Modena, con acceso zelo esponeva volontieri a qualunque perianime


a Dio. All'ann. 6r,

merosa armata pass


tliversi

Vistola, riport

colo per acquistare

vantaggi, nel paese di

Culm

get-

no 1236,
poli
il

aggiunge Rinaldi, che


tanti po-

t le

fondamenta del

castello di Tliorn,

nella Prussia

avendo ricevuto

che poi divenne


le

citt; indi

proseguendo

battesimo, onde polevansi erigere

conquiste, nel i23r ridusse

Culma

vescovati, scrisse

citt,

ed armate delle barche scendendo

vescovo di

Modena
i

aGuolielmo legato e gi che col consiglio di


, ,

DO

per
zin,

la Vistola

s'impadron dell'isola Quidl'isola s.

uomini

esperti e prudenti

assegnasse a

ove avendo fabbricalo un forte, nel


Maria. In seguito

ciascun vescovato

confini, e consagrasse

12 33 chiam
pegli aiuti di

vescovi tre frati domenicani acci vessero


il

promo-

Burcardo burgravio di Magdeburgo,di Corrado duca di Masoviajdel suo figlio ^liezka duca di Cujavia, di Enrico duca di Cracovia, di Ottone duca di Gnesna, e di Svventopolo duca di Pomerania , riport nuove vittorie sui

bene

di

que' popoli. In questo

tempo

prussiani o pruteni idolatri fe-

cero grande uccisione di crociati e altri


chesi erano portati a predicar
la
la

fede nel-

Livonia verso

la festa di s.

Maurizio,
la di-

essendo cagione di questa calamit

56
scordia nata tra
cavalieri, per

PRU
il

PRU
Danimarca ed
i

re di

civescovodi Gnesna e quello de'suoi suffragane!, ad

una rocca posta in taleconal re, onde Gregorio IX ordin ai teutonici la restituzione, ed al re danese di rimborsare l'ordine di
trada gi spettante
(pianto
vi

mal

fatto, e se

ammonirlo onde riparasse il non si correggeva lo sco-

rito ecclesiastico.

avea speso. All'anno 1 244) o."

municassero solennemente col consueto Aggi unse, che se il malvagio principe, gi altra volta scomuni-

52, Rinaldi racconta, che il duca d'Austria vedendo che nella Prussia gl^idolatri

cato pe'suoi enormi misfatti, restasse insensibile a tali

ammonizioni, disprezzanfedeli,

tenevano

teutonici in agitazione, e
il

do

le

chiavi della Chiesa, e continuasse a


i

pieno di desiderio di propagare


cristiano,

nome

perseguitare
di lui
il

invocassero contro

prepar un forte esercito, per cui Innocenzo IV concesse a chi ne seguiva le bandiere le indulgenze proposte
dal concilio generale a chi andava in aiuto
di Terra santa. Ma perch gl'infedeli si debbono non tanto abbattere colle armi, quanto allettare alla cognizione delie verit cattoliche colla predicazione, vi man-

braccio secolare.

Non and

guari,

che Casimiro duca di Cujavia, con esercito vittorioso percorse la

Pomerania e

ddiversi missionari, e

Domenico d'AraRinaldi
ci

duca ed prussiani con grande strage. Ma il duca avendo giurato ad Opizo abbate di Mezano e legato della s. Sede in Polonia, ch'erasi portato in Prussia ed in Pomerania, di ritirarsi dai prussiani e mai pi danneggiare cristiain rotta
il
i
i

mise

gona

frate

minore

di singoiar virt. Allo slesso

ni, fu assolto dalle

censure. Nel

247

In-

l'anno 1245, n." 82,

(lice che Sw^antopelcoduca di Pomerania avendo tirannescamente usurpalo quel

nocenzo IV spedi legato apostolico in Pomerania, Polonia e Germania il cardinal Capocci; indi nel i25r egualmente per
legato invi in

ducato ed combatluto
,

cavalieri religiosi teutonici

Pomerania

Livonia e
1

prussiani o pruleni pagani,

Prussia Jacopo Panlaleone che nel

261

nemici della nazione polacca, conquistato


pi citt e luoghi,
ricevere
il

come

indotto molti a
il

battesimo, questi

duca pro-

divenne Urbano IV. Nell'anno precedente riporta Rinaldi al n. 22 die avendo cavalieri fallo una rocca sul monle
,

cur
rore,

di sedurre per farli ritornare all'er-

s.

Giorgio, riuscendo gravissimo

ai

prus-

onde invasi di furore improvvisamente tagliarono a pezzi e uccisero tulli polacchi e tedeschi cattolici dimorannella Prussia, eleggendosi a

siani infedeli
eserciti
si

ed ai lituani, questi con due portarono in Curlandia a com-

ti

principe

Swantopelco stesso. Questi per equilibrare le sue fori.e a quelle de' polacchi e dei
teutonici, fece lega coi lituani, coi jaczvin-

li vinsero e obbligarono alcune rocche ad arrendersi. Avvisato Alessandro IV dai cavalieri, secondo le loro pre-

batterli;

ghiere fece in queste regioni predicare dai


chierici dell' ordine la croce contro
i

ne-

ghi e con

altri

pagani; indi rolla

la

con-

mici della

s.

fede; e per meglio determi-

chiusa pace corsero su Culuia che tante


spese e sangue avea costalo a' cavalieri,
la

nare

popoli a combattere, promise loro

di ricevere sotto la sua


le terre

papale prolezione
princi-

manomisero e costrinsero convertiti tornare al paganesimo. Venuto di tuti

che avessero conquislale. Contem-

poraneamente Mendoco MendoK'o

to in cognizione
flitto,

Innocenzo
la

IV.,

ne fu

af-

vedendo pericolare
tedeschi
i

religione crii

sliana in Prussia, laonde invit


lieri

cava-

pe di Lituania, con vigoroso esercito piomb sulle terre cristiane, guast Masovia e arse Plosko;quindi passando in Prussia ne
uccise
i

ed

crocesignati a repri,

cattolici,

dirocc

le recenti

chiese

mere

comuni nemici
si

scrivendo

ai se-

e fece copiosissitna preda. Eurico

marsi

dodi perch
nerauia.

ritirassero dal

duca diPo-

chese di Misnia nello slesso armo


t

por-

O lire a ci, eccit lo zelo dcll'ur-

con 5oo guerrieri valorosi

u soccorso

PRU
de'cavalieri, per
rli

PRU
il

57

adempiere
la

volo fallo

quello de'cavalieri Porla spade che lo rese


agliarlicoli citali de'cavalieri

combattere per

lede; entr in Po-

tiierania e postala a ferro e fuoco, obblig

quegli abitanti che

non

lo

professavano ad

padrone della Livonia. Oltre quanto dissi Portaspade o Spadaccini o di Livonia, a maggiore intelligenza
i

abbracciare
mellersi a!
pui

il

cristianesimo, ed a sottode'teutonici.
il

aggiunger

col p. Helyot.

Avea-

dominio
la

Armati

due

vascelli scorse

golfo di FriscbalF

per rendere sicura

navigazione, resa pe-

no re di Danimarca e di Svezia inutdmente tentato nel corso di pi secoli di soggiogare la Livonia, e rimuovere poi

licolosa dai corsari idolatri, che d'allora


in poi

poli dall'idolatria, le loro conquiste

aven-

non osarono pi

infestare.

Enrico
i

do poca durata;
intieramente
la
li

ma

questa gloria era ri-

torn in Misnia, lasciando ai cavalieri


enliluoniini che l'aveano seguito,

servata all'inclita nazione alemanna, che

con

soggiog e guadagn ali

aiuto de'quali
I

teutonici soggiogarono

pogesani e fabbricarono nel 1827 El-

Ijiuga.

Frattanto
riose loro

teutonici portarono le gloi

armi contro
i

vermalandesi,

il i 58 alLubecca navigando a Wisby, allora piazza di grau commercio nell'isola di Gothland, furono spinti ove il Duna mette foce nel ma-

religione cattolica. Circa

cuni mercanti di

Brema

e di

bartesi ed
sia;

natangeni, popoli della Prus-

re, e vi

si

stabilirono pel traflco che gli


gli .abitanti.

ma

nella spediiione marittima del gol-

permisero
to

Avendo

fabbrica-

fo di Frischaff restarono uccisi quelli

che
il

una cappella
i

in cui

facevano celebi-a-

l'aveano intrapresa. Per vendicarsene,

re

divini misteri, a loro

esempio eper-

maestro provinciale con poderosa armala navale nel i33q fece prendere la fortezza di Balga.

suazione alcuni signori di que' paesi professaropo


il

cristianesimo,

onde
e

l'arci-

Conoscendo

prussiani

rimportauza

di essa, risolvettero di ricu-

Brema consagr Livonia Meoardo per istruire


vescovo di
la fede
,

vescovo di

propagar
che
dif-

perarla, recandosi all'assedio con Piopso

cui successe Bertoldo ucciso dai


i

loro capitano che

vi
,

dovettero

ritirarsi

perde la vita, onde molte famiglie di

pagani nel
fuse
il

iqi; indi Alberto

cristianesimo e per assicurare que-

Barga e
siani

della provincia di

Verraanlanda
i

sto e

-il

conquisto della Livonia fond

il

abbracciarono iicrislianesimo.Indi
fabbricarono nelle vicinanze
di

prusforti
i

detto ordine militare, lo pose colla provincia sotto


la

protezione di Maria Ver-

Partegal e Strandon per circondare


i

gine, con l'obbligo ne'cavalieri di difen-

quali invece altro ne costruirono e nominaronlo Schinkenberg. Con l'aiuto di Pomraado che segretamente ateutonici,

dere

la s.

Sede, avendogli

il

Papa Inno-

cenzo

ili

coir approvazione dell'ordine

concesso lultociche avessero conquistato sugi' infedeli


,

\ea abbracciato
forzi

la

fede,

cavalieri coi rin-

essendo precipuo scopo


la

condotti dal duca di BrunsAvick e


disfecero
i

di questa cavalleresca milizia


cristiani. In falli

difesa dei
di

Luneburgo
te,

nemici fieramen-

s'impadronirono

mol-

ed occuparono Partegal, indi conquile

te Provincie della
il

Livonia propngandovi
re di

starono
ziato
il

Provincie di

Vermanlanda,di

cristianesimo, profittando delle conqui-

Natangen
il

e di Barto,i cui abitanti rinun-

ste

che ^Valdemaro
danesi unitisi
i

II

Danimarca

falso cullo degl' idoli riceverono


:

avea fatte e perdute per causa turpe;


ai
i

ma

battesimo

cavalieri per assicurare


le

il

livonii,

per far loro vasi

conquistalo, eressero

fortezze di Cris-

lida resistenza

Poita spade

trasfuse-

bur^o, Barlenstein, Wisemburgo, Resel,

ro coll'ordine Teutonico, ci che appro-

Brumberg ed Helberg. Queste conquiste


resero assai potente l'ordme Teutonico,

ma

lo

divcQue ancor pi quando

vi

riun

v Gregorio IX, ma conservando il loro particolare gran maestro. Divenuti per ci poleulissimi teutonici, poterono cuin*
i

58
pieie
il

PRU
gitto,

PRO
onde
il

conquisto di Prussia, fonclaivi 4 vescovati e 5 in Livonia,i quali coi loro


canonici vestirono l'abito dell'ordine, di-

restante de'cavalieri fu ob-

\idendo
scovili

la

sovianil co' cavalieri dellelo-

bligato ad abbondonarla Palesna[y.). Dimorarono per qualche tempo in Venezia, indi scelsero la citt di Marburgo
nell'Assia che dichiararono principale re-

ro diocesi, piincipalniente nelle citt ve:

il

solo arcivescovo di iViga eser-

sidenza;

ma

il

gran maestro Goffredo di


1

citava pieno diritto temporale sopra

io

Hohenlohe nel 3 06

la trasfer nella

Prus-

fortezze o castelli, lo che in parte cagio-

sia occidentale, nella citt di

Marienbur-

la

rovina dell'ordine, per

le

intestine

go, ove nel vecchio castello fecero la re-

guerre che insorsero


lieri,

tra' vescovi e

cava-

sidenza

gran maestri, gi capoluogo del

succdendo frequenti e sanguinose

palatinato del suo nome, avendovi l'or-

battaglie.

Quantunque
le

cavalieri impie

dine edificato una fortezza.

Da

quel tem-

gasser tutte
nia, e dai

loroforze e valore^e ve-

po
stri

in poi

non

vi

furono

in Prussia

mae-

nissero di continuo soccorsi dalla

Germa-

Papi che di tanto in tanto accordarono in loro favore lecrociate, nondimeno convenne loro molto fiticare e spargere sangue per mantenere sotto l'ubbidienza dell' ordine
di sovente
i

imperocch il gran maestro govern dasela provincia. Dali292 fino al i34i fuvvi quasi sempre guerra ostinala tra' cavalieri ed vescovi di Liprovinciali,
i

vonia, questi per volersene intieramente

prussiani
il

quali

ne scuotevano

giogo, col-

impadronire, quelli perimpedirlo e diminuirne l'autorit; per per respingere il

l'aiuto de* principi vicini ingelositi della

comune nemico

vi

fu unione, e sospen-

gloria e

somma

potenza de'cavalieri,

ri-

tornando quindi all' adorazione elei falsi Dei. La prima apostasia di questi popoli successe nel 1240, onde cavalieri poterono con 3 anni di tremenda guerra ini

devano le loro pretensioni. Da una bolla di Clemente V si apprende, che l'arcivescovo di Riga avea i4 vescovati suffraganei,che teutonici ne aveano desoi

lati

7,
i

che degli

altri restati

4 piuvvede- i
,

fienarli. Nel

1260

ribellatisi di

nuovo,
la 3.* in-

vano

commendatori

chi loro piaceva

"

dur
e

la

guerra i5 anni. Segu

facendoli eleggere dai propri cappellani

il gran maestro Annone, dur 7 anni; la 4-' cominciata nel 1286, ebbe fine in un anno; la 5.* e ultima successe nel 1295, con la quale avendo ca-

surrezione sotto

che aveano sostituiti ni canonici, talvolta impadronendosi anche delle rendite, on-

valieri
ni, pel

nuovamente soggettato
gran numero
1'

prussia-

di fortezze e castelli

che fabbric
sottrarsi dal

ordine non poterono pi

de il Papa ordin un'esatta inquisizione. Verso il 369 ordin Urbano Vche l'ordine rinunziasse a qualunque pretensione sull'arcivescovo di Riga, e che questi non pili esigesse giuramento dal maestro
I

fiuono

pr.ogressi dell'

suo dominio. Grandi ancora ordine nella Li-

di Li vonia, Bonifacio

IX

io favore de'cai

valieri decise

che l'arcivescovo ed

ca-

dopo averla per intiero soggiogata, conquist pure la Curlandia eia Semigailia; dopo di che cavalieri impievonia, che
i

nonici riprendessero l'abito dell'ordine

che aveano deposto, e per contentare


nia {f^-)j

l'ar-

civescovo lo dichiar patriarca di Litua-'

garono
le

in pacifico possesso di

mantenersi quanto a veano colarmi conquistato, dovendo far fronte


tutte le loro cure per
russi e moscoviti

ma

gli altri

vescovi

non vollero

sottomettersi, ed alleati coi lituani, russi e


samogizii, nel

i3g4 ebbe luogo sanguinosa

alle aggiessioni freq'uenti de' confinanti,

battaglia, tuttavia

con gloriose vittorie. Per nel 1291 sotto l'X! gran niaestro Corrado, Acri (V.) principal casa dell'ordine fu presa dal soldano d'E-

massime

Sotto

si riunirono nel 1395. governo del gran maestro CorraJj do de Jungingeu, il re di Polonia Jagel- ^ Ione profittando delle turbolenze che trail

vagliavano

teutonici, con

Witoldo du-

PRU
ca di Lituania allacc la Prussia,

PRU
ma
fu

59

denaro, Federico

respinto e nel
'i

ruppe

il

4o3 si segn !a pace. Qnenuovo gran maeslro Uirico


1

4o,ooo scudi d'oro e ottenne in ricambio per una dichiarazione sottoscritta ai 3o aprile
I gli

prest

tialello del

precedente: ci obblig Jale

ctllone ad unir

sue foi-zecon Witojdo,

formando un esercitodiiSo, eoo combattenti, mentre il maestro ne avea 83, ooo: labaltagliadeli5luglioi4i i presso Timiieberg fu tanto sanguinosa che
vi

i4'5, meglio convalidata nel 1417, tielettore di Brandeburgo e di arciciamberlano del sagro impero. A CoSTAXZA dissi che accompagn l'imperatoi

toli di

re al concilio, e con esso addestr nel possesso


il

resta-

cavallo del

Papa Martino

che

rono

sul

campo
regi, e
i

60,000

00,000 morti, cio 4o,ooo teutonici co! grnn


1

maestro e lutti generali. Tutta volta Jagellone dov far la pace. Fino dal i 3-8

1417- Questi della fimiglia Colonna, che si diceva imparentata cogli Hohenzollern, lo colm di contrasvi fu eletto nel

segni d'onore. Ritornato nell'elettorato,

glande scisma affliggeva la Chiesa, sostenuto prima dall' antipapa Clemente VII residente \n Avignone C^.), poi dal successore Benedetto XIII Germania , Polonia, Prussia e 1' ordine Teutonico si
il
:

s'impegn a indurre
re per re

boemi
,

a riconosce-

Sigismondo

colla condizione

che questi l'aiuterebbe a conquistar la Matx^a Uckerana, invasa dai duchi di Pomerania, e gli riusc; non per fu felice
coi

mantennero nell'ubbidienza
in
i

de'Iegitlimi

boemi. Per compere e

trattali ingran-

Pontfici, tanto residenti in Avignone, che

d le sue conquiste,
in

Pioma, tenendovi

in

ambedue
s.

le citt

morendo nel i44o Cadoltzburgo, dopo aver diviso suoi


i

loro rappresentanti piesso la


si

Sede

stali

tra'4

figli.
1

Gli successe il secondogeni-

quindi a por fine allo scisma

celebra-

to Federico

detto Dente di ferro a

mo-

rono!

conciiii di

Pisae

di

Costanza C^.).
cui di-icesero

tivo della sua forza, se

ma Fedeiico

II

scris-

Ora passo
Icltori di
i

a narrare la serie degli e-

Brandeburgo, da

re di Prussia della regnante stirpe, aa Bra.'Tdeburgo quali dinalo

vendo detto
stie fino a

questo tempo

dominarono,
burgravio di

esercitando la dignit elettorale. FedeI

ico

figlio di

Federico

Norimberga

della casa di Huhenzolleru,

per le sue ricchezze e capacit, per tempo si procacci gran credito nell'impero e molto contribu all' elezione di Si"io sraondo imperatore, che in ricompensa gli cede tutto il paese di Brandeburgo col titolo di margravio, riservandosi la dignit elettorale. Federico 1 si port nei nuovo dominio a prenderne possesso, ri-

che doveasi chiamare il Magnanimo, la corona di Boemia che ii Papa gli offr per ispogliarne Giorgio Podiebi-ad, e la corona di Polonia cui dichiar non accettare se non la rifiutasse prima Casimiro iV. Tale generosit trov ammiratori, e un ingiato: primi furono popoli della Lusazia, quali tocchi dalle virt di Federico II si diedero a lui, il secondo fu Giorgio che port la guerra ne! Brandeburgo, perch la Lusazia era feudo della Boemia; ma pel tratperch ricus
i
i

tato del

1462

di

Guben

fu

costretto

Giorgio a cedergli ColbuSjPeitZjSommerfeld e molte altre citt; inoltre acquist


altri

dominii. Nel

i4^3 nuova controi

cev a Neubrandeburgo

l'atto del

giura-

versia insorse tra'teutonici ed

vescovi a

mento
e
ti

maggior parte dei signori, coloro che si ricusarono furono costretdalla


in

cagione dell'abito,

ma

Silvestro arcivesi

scovo di Riga co' suoi canonici

obbli-

breve dalla fcyza delle

iirmi.

Chia-

mato nel i4i5 alla dieta di Costanza il nuovo margravio vi esercit la pi grande influenza e diresse
peraloie.
il

g anche pei successori a non giammai. La Prussia era sotto


nio della sede apostolica, ed
ii

lasciarlo
il

domi-

consiglio dell'imdi

Avendo Sigismondo bisogno

neva un commissario, e di po ne concedeva il godimento all'ordine

Papa vi tetempo in tem-

6o
<;U'eia sotto
la chiesa

PRU
l'immediata protezione del2. all'assalto,
vi
si

PRU
rire? All'assedio di Groenfeherg
si

mont

romana ; ed perci che verso questo tempo per le dissensioni nate tra' prussiani, Nicol V manteutonici ed
i

lanci

."
1

nella citt e

tenne sino all'arrivo de'suoi soldati.

in Prussia legato
il

il

celebre cardinal
le

CJiisa,

quale esaminate
i

ragioni del-

Di 7 battaglie ne vinse 6. Nel i 4^4 '^ morte del fratello primogenito Giovanni V Alchimista, lo rese padrone del suo
principato di Bareuth, e nel

le parli,

se
ri.

condann prussiani e li costrincolla scomunica ad ubbidire a'cavalieNel medesimo anno le principali citt
si

1469 diven-

di Prussia
t,
j

ribellarono unite alla nobil-

ed in un

sol

giorno s'impadronirono di

3 castelli fortissimi, ed a poco a poco del-

Trovandosi possessore di tutti paesi che appartenevano al padre suo, nella Franconia e nell' alta Sassonia, neli474 si fece capo dell'esercito imperiale contro Carlo di Borgodissi

ne come

elettore.
i

le altre citt e fortezze,

Polonia profittandone
ni

Casimiro IV re di si avanz con poi

gna,

ma

la

contesa
al

si

compose. Nel 1476

abbandon
ni
li,

figliosuoGiuliooGiovanla

derosa armata nella Prussia, ed

prussia-

Cicerone l'amministrazione degli stariservandosi


dignit elettorale e
il

prestarono a

colle

truppe

il

omaggio, e le citt giuramento di fedelt. La


lui

diritto di consiglio; visse

ancorato anni
secondogenito

guerra dur 3 anni e


i

fini colla

pace ver-

a Francfort sul
lasci
il

Meno
ti'

al

1^66 fu obbligato cedere alla Polonia la Pomerania con tutte lecitt e forti che da lei digognosa
all'ordine, che nel

principato

genito quello di

Anspach, al terzoCulmbach. Dal 1482 al


altre differenze tra've-

149^ passarono
scovi ed
le
i

pendevano, Marienburgo, Elbinga, con paesi e citt di Culma e d'Obern. tutti


i

teutonici;
nel

mani e

1487

in

vennero sovente aluna battaglia i cit-

Con

detto trattato la Prussia fu divisa in


citi'

tadini di Riga riportarono vittoria sui cavalieri.

occidentale o reale, ed in orientale o

Ad

onta delle considerabili percavalieri nella disastrosa

cale per

la

denominazione che poi prese,


2."'

dite fatte dai

lai. ''appartenente al re di Polonia, la


ai

guerra con Casimiro IV, col loro coraggio


si

cavalieri teutonici, essendone allora

opposero

agi' invasori

delle terre

gran maestro Erlischhausen: la sede dell'ordine venne fissata a Rnigsberga, ve-

dell'ordine, e Waltero di Plettemberg

nendo inoltre l'ordine obbligato fare omaggio della Prussia ducale al re polacco, divenendo i cavalieri vassalli feudatari di

maestro provinciale di Livonia pot gloriosamente trionfare con 14,000 uomini, sui3o,ooo moscoviti e tartari scaricati
sulla Livonia,

con un
Nel

3.

odue
il

di

morti

Polonia.

per parte de'nemici, un solo-restando ucciso dell'ordine.


1

Travagliato F"'ederico II dalla vecchiaia


e dalle infermit, per riposo lo determi-

498

gfan maestro
volle cancel-

Federico duca

di Sassonia
1'

narono neli46q a rinunziare in favore del fratello A lberto,riserbandosi una pensione di 6000 fiorini, e mori neli47i a Plassenburgo. Alberto fu soprannominato {'Achille e
\'

lare dall'ordine

infamia della pace di


1

Thorn

del

9 ottobre 466 colla Polonia,

Ulisse della

Germania a

con ripetere da questa colla mediazione de! Papa e dell'imperatore la restituzione di quanto 1' ordine dovette cederle

cagionedellasua prudenza e valore. Que-

ma

senza successo.

Neli5io

fu eletto dai

sto'dimostrneli438al servigio dell'imperatore nella


chi,

cavalieri gran maestro Alberto de'

mar-

campagna contro
il

polac-

giavi o marchesi di Brandeburgo, cano-

con Luigi

Barbuto duca

di

Bavie-

nico di Colonia e figlio della sorella di Si-

ra che fece prigioniero, con Norimberga,

gismondo

quando resist contro 16 nemici dicendo; dove potrei io pi gloriosa mente moe

1 re di Polonia ; lusingandosi che questo principe perci si sarebbe pie-

galo di restituire all'ordine

gli

usurpati

PRU
domniij

PRU
ridotta in pezzi.

6i
,

ma
il

reslarono ingannali e perla

derono tutta
stro,

Prussia. Questo gian

maeil

Waltero

di

che Plettemberg, allora maestro


Livottta notai

come

predecessore, ricus rendere


la

provinciale della

medesima

uno

de'pii

omaggio per

Prussia

al

re suo zio,

valorosi capitani, per timore che l'eresia


infettasse la Livonia, volle sottrarla dalla

quale perci sdegnato

gli

mosse guerra.

Alberto per qualche tempo la sostenne eoo vigore, facendo ogni sforzo e vendendo persino suoi beni, tentando inutili

soggezione d'Alberto, mentre ancoiti


pel diritto di sovranit

n'era "ran maestro, con offrirgli

ma
di

mente soccorso

dalla dieta dell' impero,

sciolto dal

perch l'ordine avea peixluto di considerazione e di potere il Papa fece esorta;

giuramento di A\ altero per esercitare la soTranlt di Livonia fece battere moneta, e l'imperatore

una somonde rest fedelt. Quin,

che nulla i?alsero solo concesse ad Albeilo, che ne avea implorato la clemenza, una tregua di 4anni. Intanto avendo Alberto abbracciato gli errori di
zioni al re,
,

Cado V lo

dichiar principe dell'im-

pero, con gius di voto e posto nella dieta


dell'impero, concedendo a tutte
landia, Estonia e
bri dell'impero,
le

pro-

vincie della Livonia, cioa Lettonia, Cur-

Lutero,

si

maneggi

col re di

Polonia per

SemigaHia,come memil

leodersi assoluto padrone di quanto re-

privilegio di appellare

stava all'ordine nella Prussia, con l'ag-

dal loro principe alla camera imperiale

gravio di
covia nel
gli

possederla dipendentemente

di Spira

cos l'ordine de'cavalieri di Li'

dalla corona di Polonia. Si port a


I

Cra-

523

a firmarne

il

trattato deI

8 aprile, prest a Sigismondo fede ed omaggio per la Prussia, ne fu dichiarato


I

vonia o Porta spade, dopo essere stalo per quasi 3oo anni incorporalo all'ordine Teutonico, nel 1 525 ne fu disunito e

smembrato.

Il

nuovogran maestro Waldall'eresia, la vide

duca, e perci, detta Prussia duin regno, per

tero che a^ea preteso con questo tempe-

rale,

chep tardi fu eretta

ramento preservarlo

distinguerla dalla Prussia polacca. Ri-

nunzi Alberto
Prussia
tutti

alla dignit di

gran maecavalieri

penetrare nelfa Livonia, peraverla scandalosamente in segreto favorita non pochi


vescovi e poi professata sfacciatamente.

stro dell'ordine Teutonico, cacci dalla


i

commendatori,

L'arcivescovo di RigT Guglielmo di Bran-

e gli ufiziali dell'ordine, rimasti costanti


nella fede cattolica
;

quindi violati

so-

lenni voli, nel seguente


tea figlia del re di

anno spos DoroDanimarca, da cui ebin

debnrgo si dichiar pel luteranismo, e il popolo mosso dal suo esempio ne abbracci gli errori, ^'ell557 il gran maestro
Guglielmo
glielm.o e
di

Furstemberg assedi Gunella fortezza di


li

be un

figlio.

Alberto converti

uso suo
dell'or*

il

suo coadiutore Cristoforo di


liber a

particolare le ricchezze

comuni

Mecklenbur"o

diue,edispregiando l'autorit di Leone e de'Papi successori, come dell'imperatore, divise la

husen,li fece prigioni e poi

Rockenmei

diazione dell'imperatore. In quell'anno

Prussia coi polacchi, dopo

moscoviti in

aver favorito

cavalieri che con lui aveano abbracciata l'eresia, per la cupidigia di usurpare le commende e farle ereditarie. Narra il p. Helyol, che Alberto lei

rono

in

100,000 entraLivonia, e vicommisero tali crudi


:

numero

delt che abbatterono l'animo di lutti

il

vecchio Furstemberg rinunzi


a Guglielmo Keller,

la

dignit

vatasi la
tosi

maschera neliSaS e dichiaraluterano, divenne pure aperto nemi:

il quale implorando indarno il soccorso de'principi tedeschi e siccome inclinava alle false opinioni di Lu-

co di quella religione di cui avea giurata


la

difesa

toltasi la

croce dal collo, l'ap-

l)ese alle

pareti e la fece bersaglio delle

sue frecce e de' moschetti, finch rebl)e

la Livonia al redi Polonia, mencon parie dell'Estonia suo malgrado si die alla Svezia. Guglielmo Keller indusse l'arcivescovo di Risa e la no*

tero, cede

tre lievel

f)?.

PRO
concludere
il

PRU
diti nel

billH a

Iratlato colla Polo-

commercio
di

e nell'agricollnra, e

nia, idi cui principali articoli furono,

che

laLivoniareslasse annessa alla corona polacca e al granducato di Lituania, e che


il

Knigsberga. Alcune dispule teologiche intorbidarono il termine di sua vita ch'ebbe fine neh 568,
lasciando
derico.
gli stati

fond l'universit

V porgli eredi suoi

gran maestro avesse in avvenire per se maschi il titolo di dupossedessero

al figlio

Alberto Fe-

ca di Curlandia e Semigailia, con patto

L'elettore Gioacchino
cesso a suo padre

Nestore, sucfin

che

li

come

feudi dipendenti

Giovanni Cicerone

da Polonia, ed oltre a ci fu dichiarato governatore perpetuo del resto di Livonia.


Solloscriltoil trattato in

dal i499,con suo fralelloAlberto dBraii-

Wilna a'28

no-

sill'ordine,

vembre i56i,il gran maestro rinunzi si spogli dell'abito, come fecero altri principali cavalieri dell'ordine,
e violando
la

(leburgo (F.) elettore di Magonza, fondarono l'universit di Francfort. Il 2." Leone X cre cardinale e incaric della promulgazione A*A\e indulgenze, la quale serv a Lutero di pretesto per pubbli-

fede de'solenni voti, spos

carci suoi perniciosissimi errori e


lesa riforma,

la

pree fu-

Arma diMecklenburgo, da cui ebbe molli figli. In questo modo ebbe fine l'ordine di Livonia o Porta spade , cheavea avutoSgran maestri, dopo la sua separazione dall'ordine Teutonico. Questo non
rest abolito per l'apostasia d'Alberto,

con quelle lagrimevoli

nestissime conseguenze che in tutti

gli a-

naloghi articoli dichiarai: quantunque


zelantissimo della fede cattolica, non pot

impedire

la

rapida propagazione del

luteranismo, n agli abitanti di Magde-

ina perduta

la

Prussia e

la

Livonia, un'
I

ombra
\alieri

rest dell'essere suo antico.

ca-

burgoed'Alberstadt il libero esercizio del nuuvoculto,e cheil nipote Gioacchino II


o Giorgio poi elettore di Brandeburgonc professasse glierrori. Questoultimo nella
dieta di Spira del iSs-g con altii principi e citt tedesche,
il

che non seguirono

il

sacrilego e-

.sempio del loro gran maestro, perseve-

rando nella fede cattolica, trasferirono nel 1527 lasededell'ordinein Mergenlheim o Marienthal nella FranconiajCd elessero gran maestro Wallero di Cromberg, che avendo ricorso al consiglio aulico di Carlo V contro l'operato da Alberto, il trattato con Sigismondo I rest annullato, ed Alberto posto al bando dell'impero, senza effetto per
di Polonia.
tativi
I

protestando contro

decreto imperiale di

Worms.si
di
la

disse-

ro Prolestanti. L'esempio
li fu

Gioacchino

imitato da tutta

sua famiglia e

dai pi de'suoi cortigiani, con abbracciare la sedicente riforma dell'apostata

Lu-

tero,con che s'introdusse ancora Ira'prussiani e negli altri suoi dominii.


te

la

potenza del re
Prussia e Li-

Veramen*

successori fecero inutili tenla


la

per ricuperare

vonia gi feudi
fossero delle

quantunque pi polenti case di Germaecclesiastici,

dopo che nel i535 divenne elettore, non prese parte alle turbolenze religiose che tanto agitarono la Germania, e non entr nella lega che fermarono a Smalkalde
gli altri principi

nia, riduceudosi l'ordine alle

di

1 Provincie, coi provinciali

commende commendi-

protestanti,

per

datori. Perle altre notizie dell'ordine ve-

cheavea per Carlo V,cui avea ben servito nella guerra co' turchi, a vendo
l'amicizia

dasi

Teutomco. Quanto ad Alberto

ottenuto da esso piena libert di coscienza anche pe'suoi stati; tutlavolta rifiut
di adottare Vlnteriin (r.) pubblicato dal-

venuto duca

di Prussia, per le rappresen-

tanze del re di Polonia, god paci liaunenteil principato, v'introdusse


la

da per tutto

l'imperatore. Nel

1569 ottenne da suo


II

confessione d'Ausburg, di cui parlai a


di

cognato Sigismondo
lonia
il

Augusto redi Pofiglio dell'ex

Confessione

fede e

articoli relativi, si

diritto di

succedere ad Alberto

tqiplica migliorare la sorte dc'suoi sud-

Federico duca di Prussia e

PRU
gran maestro teutonico,
risse
s.

PRU
ivel

63
nel 1619. Gli

caso che

mo

duca

di

Neuburgo; mor
il

senza eredi. Si legge nella Fita di


p.
i

successe

figlio
i

Giorgio Guglitlmo nel


suoi stati devastali dai

Pio V, di Catena,

22, che nella diefece protesta

16 ig, che vide


di Cleves e

ta di

Lublino

il

Papa

con

suoi amici e nemici, per la successione

rogito notarile, contro il detto duca Alberto Federico che v'intervenne; iinpe-

per

la

guerra de'3o anni cui


esigeva dai prini

prese parte. Disgustato dell'imperatore

rocche
la
s.

la Prussia era sotto il dominio delSede che vi teneva un commissario pontifcio, ed essendo divenuto eretico avea usurpato beni de'vescovati e delle abbazie, laonde non poteva concedergli quell'investitura che la sede apostolica dava all'ordine Teutonico e rinnovava ogni tanto. A p. 161 si dice che a Dani

Ferdinando

li, ilquiile

cipi protestanti- la restituzione di tutti

beni ecclesiastici, di cui


droniti,
si

si

erano impa-

volse al partito di

Gustavo A-

dolfo re di Svezia, perla morie del quale si pacific

zica fu restituito

il

culto cattolico, gi a-

coH'imperalore; mor nel 1640, lasciando a suo figlio Federico Guglielmo il Grand' Eletlore, un paese desolalo in possesso de'nemici, poche trup-

bolito dall'eresia luterana,

come

la

chiesa
s.

e convento ai domenicani, inviandovi

pe e niun mezzo per riaversi da tantesciagure. Pento nel mestiere delle armi il

Pio

V predicatori per convertire alla fede


che se n'erano allonlaiuiti.
li

nuovo

eletlore, lutto

si

dedic

all'infelice
le for-

tjue'sedolti

condizione de'suoi dominii, riprese

Gioacchino

mori

nel

velenato da un ebreo di

1071, dicesi avsua coiie, che teil

tezze dagli svedesi, introdusse ordine

ed

economia
de

nelle finavize, conchinse tregua

meva essere chiamato a render conto.Pri-

colla Svezia, alleanza coll;> Polonia, e vi-

ma

di lui era

morto Alberto

Bellicoso

alfine pel trattato di TVestfalia


il

(F.)

detto pure {'Alcibiade della

Germania
Culm-

slabilile le sue frontiere,

suo territorio

a cagione di sua bellezza, figlio di Casimi-

libero dai nemici e la sua situazione ab-

ro d'Hohenzolleru margravio di bach; mostr sommo valore

bastanza tranquilla per poter aspirare alla gloria la

ne'falli d'arla

senza mettere in compromesso

mi

cui prese parie,

ma

per

sua biasi-

sua sicurezza. Per detto famoso trat-

mevole condotta fu privato degli stati paterni. Divenne elettore nel iSyi Giovanni Giorgio, e regn fino al i SgS. Per sua morte Gioacchino Federico nipote di Gioacchino II, da arcivescovo di INFagdeburgo,divenneelettore di Brandeburgo, ove stabil pel i. un consiglio di stato,

tato di pace fu riconosciuto signore dell'eredilato

della

Marca

ducalo di Cleves, delle contee e di Ravensbeig,e del terri-

torio dei soppressi vescovati di Mindeiiy

Halbersladt, Magdeburgo e di
(/'.), sc

Camino
Riu-

come pure
le

notai a Germania.

valente nel formare, cambiare e ab-

ponendo parlicolar cura


gi

nella pubblica

bandonare

sue alleanze; profitt di

educazione, e pubblicando rigorose leg-

quelle colla Svezia e Luigi

XIV, per imsvedesi di par1

Mor nel 1608 nella sua carrozza presso Roepinck, sobborgo di


statutarie.

padionirsi contro

gli stessi

tedella Pomerania,indi nel


tato di

658 nel

tratri-

Berlino. L'elettore Gio. Sigismondo, che

Weiau

costrinse

la

Polonia a

ascese al trono nel 1608, un ai suoi stati

nunziare alla sovranit della Prussia, ed


a riconoscere su questa
la sua e qual sovrano indipendente, a tenore dei preli-

ducato di Prussia, in virt del suo matrimonio eoa Anna primogenita del suddetto Alberto Federico, pel quale acquiil

minari del trattalo


di
si

di

Broaiberga. Quinii-

anche diritti alla successione di Cleves, composta de'paesi di Juliers, Berg,


st
i

dedic a ristabilire la prosperit


le
i

terna de'suoi siali, a rialzare


strutte delle citt, a ridurre

mura

di-

Cleves ealtre piccole sovianit,

ma

gli fu-

deseiti in

rono contrastali da Guglielmo \Yollng

campi

coltivati, a

mutar

le foreste in vii-

64
laggi
:

Puu
gio. Inoltre
si

PUU
narra, che l'elcllore nella

per Berlino fece scavare un cnnale che giunge fino n Francfort, gellandosi da

conferenza ch'ebbe con Guglielmo d'O-

una palle suIl'Oder e do srill'Elba. Si trov


gi sugli svedesi,
ti

dall'altra sboccan-

a parte delle guer-

sti gli

range gi divenuto re d'Inghilterra, quericus la seggiola elettorale, e che

re coll'Olanda, riport vittorie e vantag-

accord asilo a'protestan-

banditi di Francia per la revoca del-

l'editto di Nantes, fece grandi cose

con
de-

tenui mezzi e mor nel 1688.

Qui noter

punto da questa offesa risolvette di porsi nel numerodei re. Pertanto a' 8 gennaio 1701 in Knigsberga capitale della Prussia, con pompa veramente reale, dichiar regno il ducato e assunse il nome di Fe1

due. conversioni

alla chiesa cattolica

derico

il

titolo

di

re,

alla

presenza

scritte dal p.T!he'\nev, Storia del ri torno

d'un gran numero


e degl'inviati della
corti

di forestieri accorsivi

alla chiesa delle case regnanti, p. 64 e 166. La prima fu quella del margravio
1

maggior parte delle d'Europa, che con lui si congratu-

Cristiano Guglielmo di Brandeburgo, ve-

larono. Si cinse di propria

mano
fatti

la

colu-

scovo luterano di Magdeburgo, che me-

rona, e fu unto da

due

vescovi,

uno

n gran rumore

dalle avverse parti, di


si

cui lod lo zelo Alessandro VII, quale

ammira

nel rarissimo libro, Speculuni

Brandebnrgcuni. La seconda di Carlo Guglielmo margravio di Brandeburgo, e figlio del suddetto Federico Guglielmo 1. duca indipendente di Prussia.
Federico
lettore,
III,

avea appositamente per tal cerimonia, il nuovo re domand all'imperatore Leopoldo I la conferma del titolo preso, offrendo il mantenimento di 10,000 uomini al suo
terano, l'altro riformato, che
servizio contro Francia, e di concedere ai
cattolici del

regno libero eserciziodella

lo-

terzogenito del grand'eil

ro religione. L'imperatore con diploma


tutto approv, e fu riconosciuto dai suoi
alleati.

ne occup

trono. Egli da gioil

vane-delia storia avea fatto


palestiidio, considerandola
stra della politica, ed

suo princila

Clemente XI
il

offeso

perch ci
s.

si

come

mae-

oper senza

consenso della

Sedeecon

il mezzo pi grande e pi proprio per conoscere il mondo, cosa tanto necessaria ad un principe. Lina delle sue prime cose fu l'incomincianienlo del F'riedrichstadt, il pi grande

pregiudiziodell'antico diritto dell'ordine

Teutonicosu'dominii prussiani.fece quellesolenniriraostranzeche riportai nel voi.

XXI,

Federico I form una corte p. ig chedivenneunadellepi brillanti e sfarI


.

e pi bello de'quartieri di Berlino.

Non

zose d'Europa, modellata su quella di Luigi

fece guerra alcuna per proprio conto,

ma

XI V, nondimeno seppe bilanciare


secondo
il

l'u-

prese gran parte per


tri principi,

le

giuste cause del-

scita coll'entrata:

costuipe d'al-

l'impero germanico,per l'imperatore e alcontro l'arroganza de'turchi,


e la prepotenza di Luigi

lora teneva ancora

due

buffoni, che se pa-

re usanza ridicola e indecente, tutta volta


i

XIV, per

cui

si

sovrani ne ricavavano vantaggio,

come
che

pose

alla testa dell'esercito de'coalizzati

registr la storia di molti.

La

verit

per punire ledepredazioni commesse dai francesi sull'Alto Reno, e preserv da lol'o Paesi Bassi. Come il padre avea prfittatodella guerra fra la Svezia eia Polonia, scosse la feudalit della seconda e divenne assoluto signo/e, cos l'elettore
i

tanto di rado penetra alle orecchie dei


principi, parte per cabale d'alcuni ministrie cortigiani, parte per

di palesarla, e parte
si

timore in molti perch talvolta non

vuole almeno tutta ascoltare, sortiva

im|)unenenle e con franca ischiettezza


dalla bocca del bullone,

credette assumere

il

titolo di re, di cui

onde era una

re-

non mancava che


ra per
la

del

nome,

nella gueri

successione di Spagna,

conten-

mora e un freno pei tristi, ed ognuno temeva d'essere feritoda essa. In talequalit
si

denti della quale ne cercavano l'appog-

prcridevanoin corte persone facete, uia

PPiU
(li

PRU
i

65
II

svf glialo e perspicace ingegno,

teUi

rotea sorella di Giorgio


ra,

le d'Inghilter-

(le'cpictii

sentenziosi e pieni di snie, a

un

tempo istiuivano
sti

e dilettaTano.

Di que-

bulFoni parlai in diversi luoghi, e nel

voi.

XXXI,

p.

174di

La fama
I

del giusto

e saggio

governo

Federico

trassemi-

gliaia di famiglie in Prussia, e fra esse ec-

ebbe Carlo Federico chedivenne tannome di Federico li, il quale mostrando un genio deciso per la letteratura e le arti, non dissimul l'avversione pel padre nemico delle arti e delle lettere. Il principe reale form il progetto celebre col

uomini scientifici, tutti ben accolti e provveduti proporzionatamente alla loro cnpacil, onde istitu dicellenti artefici e
versi di quegli stabilimenti artistici e scien-

to di sottrarsi dai mali trattamenti del

genitore,

ma

questi glielo imped.

Lo

fe-

ce porre in carcere, giudicare e

condan-

memorati di sopra. Abbell grandemente Berlino, v'innalz una sfatua etifici

nare alla decapitazione col complice Katt; per la sentenza venne eseguila solo su

fneslie al genitore sul ponte reale, inrand"i


il

palazzo regio che orn di pit-

questo infelice, ad onta che il principe avea fatto di tutto per salvarlo, rinunziando anche alla successione. La famiglia reale in costernazione,
il

ture, d'arazzi e suppellettili preziose, es-

reimpla-

^endovi poi stato aggiunto un gabinetto


(li

cabilealle lagrime della regina e di tutti,


solo
si

antichit,

galleria di quadri.
in
ti

museo di storia naturale, e La sua magnificenza


fece

scosse dalle rappresentanze delle

corti straniere e

da una

lettera

delTimil

fabbricare l'estese anche ad altre pardel

peratore, che

gli

diceva dipendere

prin-

reame:

nuove strade

nuo-

cipe dall'impero. Calmatosi alquanto,pro-

vi canali,
fece

amare

ed eresse spedali e scuole. Si e temere, ed ingrand con dii

mise perdono se
stanle per un

il

principe

si

umiliasse;
ci

versi acquisti

suoi stali, vegliantlo con


alla

accorta

politica

loro

tranquillit.

Fondatore della monarchia prussiana , fu insieme origine di quanto serv poi a collocarla fra le grandi potenze d'Europa. Mor nel 17 i3 e gli successe il figlio re Federico Guglielmo I, che subito
fece le pi severe riforme,

non oanno lo tenne qual privalo a Custiin. Chiamatolo a se, gli affid un reggimento e cominci ad apprezzarne
i

questi Io fece per lettera,

ma

talenti

ed

il

genio, per cui caduto in lan-

guore voleva rinuuziargli l'amministrazione, quando la morte lo colse a'3 i maggio


I

740)00" f^oP'3nlo per


;

l'eccessiva

disapprovan-

sua severit
sercito
pei

lasciando florido lo stato,


l'e-

il fasto del genitore. Di costumi dudue cose sempre cur, il tesoro, e l'esercito che amava fosse composto di uo-

do
I

ordinata l'amministrazione, potente

i,

d'8o,ooo uomini, pingueil tesoro


di

mini

pi

alti

nella statura e sottoposti

60,000 scudi mese avea messo

Germania che ogni


la

a parte, elementi tutti

a severa disciplina;

nondimeno non
la

fu

che servirono a consolidar


sua casa e ad agevolar
del figlio
le

possanza di

guerriero e costantemente prefer


ce.

pa-

grand'imprese

Rispettato dalle potenze, ne' trattati

d'Utrecht e di Kastadt,nel 17 i3 e I7i4> fu riconosciuto da tutte per re, tranne


il
lei

che stupefecero l'Europa. Federico 1 1 il Grande nacque a Berlino ed ebbe a precettori due francesi
,

re di Polonia e

il

Papa, come
,

nucinsie-

acquisii

fulti

dalla sua casa

che gl'ispirarono amore a quanto apparteneva alla Francia onde attinse suoi
, i

me
al

a parte del ducato di Gheldria ed


di

principii, ed

modi

dolci e urbani che lo

ducato

Limburgo. Unitosi
la

agli al-

distinsero, da'libri francesi, con dispiace-

leati

contro

Svezia, in forza del trat-

re del padre che di


soldato,

lui voile

formare un
il

1720 ottenne parte della Pomerania svedese, pagando per due milioni di scudi. Da Sofia DoVOt. IVI.

tato conchiuso col re nel

amando di

preferirgli

secondo-

genito, onde pi volte fu eccitato a riuunziargli


i

suoi diritti. Contrariato in ispo-

66
sare una

PRU
principessa inglese, venne

PRU
con
risi

servir de' suoi diritti sovrani in prei\c\\o stalli

pugnanza obbligalo ad unirsi con Elisabella di Brunswick-Wolfenbutlel, savia,


pia, virtuosa e colta; la trailo

giudizio

quo *\A\?k
i

religionecat-

con

tulli

riguardi,ma senza tenerezza, comechc avverso alledonne. Da principe reale, del castello diRbinsberg form il soggiorno del le

Di conservare le possessioni , le libert ed privilegi a chi appartengono legittimamente, non che la litolica in Slesia.

bert.di coscienza ai protestanti. Indi tor-

n
bil

a dedicarsi all'amministrazione, rista-

muse,

la

scuola delle arti e dell'urbanigli

r accademia delle scienze fondata a


facesse in francese,

ti.

Vi riceveva

paesi e
tuis,
il

si pose in Algarolli,esoprallultocon Voltaire,

uomini celebri di tutti i carteggio con Mauper-

Berlino da Lei bnitzio, e ordin che tutto


vi
si

sempre scrivendo

in questa lingua e disprezzando la tedesca.

quale fu costantemente l'oggetto della


e.di cui gli scritti contriil

sua ammirazione

Vedendo che Maria Teresa si preparava a riconquistar la Slesia , si colleg


con Francia
la
,

buirono a formar
le

pinioni. Asceso al Irono,

suo gusto e bandi

le
i

sue ocaccia,

e nel
l'

gusti e

guerra contro

Austria

1744 ricominciando piomb con

occupazioni frivole, persino

la

per conservando passione pei cani, dedicando l'intiero suo tempo all'amministrazione e alla politica, tutto con invariabile

60,000 uomini su Praga; voleva marciar su Vienna, ma il principe di Lorena lo fece deviare. Aiutata l'Austria dalla Russia, si volle

ridurre Federico

II

all'ere-

metodo:

la

sua attenzione

si

ferm

dit de'padri suoi, quand'egli nel

174'*

da principio sopra le finanze e l'esercito che aument, onde fece scorgere l'istinto
di conquistatore.
Il

guadagn la battaglia di Hohenfriedberg,


con singoiar perizia militare; questa fu maggiore a Soor allorquando sbaragli
l'esercito aggressore,
li

i."

passo lo fece con

cipe di Liegi.

una esecuzione militare sul vescovo-prinMorto l'imperatore Carlo VI, l'unica figlia Maria Teresa fu l'ereprincipi vi aspirarono, al

d'arme
si

e l'occupazione di

seguendo vari falDresda; per

cui

dedell'immensasua potenza, quindi molli

nieri,
sia.

modochenar-

trov padrone di 4^,000 prigioed assicurossi per sempre la SleIn mezzo ai campi governava il re-

ad Austria, Germania e relativi articoli. Federico II diede il i." segnale di tale guerra di spogliazione^ ed invase la parte delia Slesia su cui pretendeva aver diritti, riportando vittoria inMolwitz nel
rai
j

74i;

ma

mostr pi valore
contro
il

nella batta-

glia di Czaslau

principe di Lo-

rena (F.). Ci dest l'ammirazione d'Europa, e


le

potenze rivali

dell'
le

Austria

si

gno e dirigeva la sua politica. La pace di Dresda conchiusa con l'imperatore Carlo VII dur IO anni, ne' quali Federico II si adoper con zelo alla prosperit dei suoi stali, all'ingrandimento e ornamento di Berlino sua capitale, fondando nel 174B fuori della porla d' Orianenburg la grande e magnifica casa degl' invalidi, con due piccole thiese, una pei caltolici,
l'altra pei luterani.

aUVeltarono di secondar
la

mire del

re ca-

Ne' voi. V, p.

38,

XV,

valleresco, con formidabile alleanza. Col-

p.

208

parlai dell'altra chiesa eretta in


s. Edwige con perche non solo ne promise la

pace di Eresia via del i ^4^ ottenne gran


gli alleali.

Berlino in onore di

parte della Slesia, senza curar


11

messo del
presente

re,

trattato con M.'" Teresa fu ne'prelimi-

conservazione,

ma
vi

vi
il

contribu e

si

trov

nari sottoscrilto in detta citt, nella con-

quando

vescovo di Breslavia
i.'

clusione a Berlino

il

28

luglio.

Per ga:

solennemente
nedetto

gett la

pietra.

Be-

ranzia della religione cattolica venne stabilito e accettato

XIV

esorl icardinali e l'episcoi

da Federico

II

di

con-

pato

.servare la religione cattolica nella Slesia


in stata cfuo
,

nonch fedeli a concoirervi con limosinepernon recareaggravioalla con,

e che

il

re di Prussia

non

gregazionedi propagandayi'r/p, ed

il

mar-

PRU
(liese Belloni

PRU
Roma
del clero

67

ngenle

in

uua 6 canonici per la colletta di questua. Dir qui che avendo Federico li accolto de Prades sacerdote francese, le cui proposizioni erano stale condannate
caltolico degli slati prussiani pubblic
Itllei a di
,

lD.Inlantoavendorimperomessoa! bando il re di Prussia, 4 eserciti marciaro-

no su
li
i

di lui.

Nondimeno,

riusciti

inuti-

tentativi per la pace, con vigore pro-

segui la guerra;

ma mentre

egli

vinceva
i

da una parte,
generali
:

dall'altra

perdevano

suoi

da Benedetto
il

XIV

pel

suo spinto forte


in Islesia,
gli

ridotto agli estremi e tutto di,

re gli confer

un canonicato
il

ma
g

Scafforsck vescovo di Eresia via


il

ne-

possesso; ravveduto

sacerdote sot-

pendendo dalla battaglia di Lissa con nuovi trionfi si mostr veramente grande; quindi ricevette nuovi linfoizi dagli
12 milioni l'anno di sussidio. Vinto e ferito dagli austriaci non senza gloria a Hohenkirchen, colla perdita dei
inglesi e
la campagna del I 759 a Kunnersdorff per opera de'russi e degli austriaci, onde il re tem che Berlino fosse presa dal nemico, men-

toscrisse solenne ritrattazione,

onde il Pa-

pa conferm

la

collazione del beneficio.

Pubblic Federico li un codice di uniformi leggi, e assicur ai prussiani libera navigazione. Continu a vivere nel mo-

migliori generali^ pi infelice fu

do
jier

il

pi semplice; coltivando

la

musica

scrisse

parecchie composizioni, suonando


la quale aj per capo un poco inclinaNel l'jSo ricev per la 2. 'volil

eccellenza

"flauto
il

tre in diversi punti altri corpi

d'armale

hiludine teneva
to a diritta.
ta e
si

patirono disfatte. Fece tentativi di pace,

ma

nulla valse a far desistere Francia e

con viva gioia Voltaire tuttavia poi disgustarono, anche per avere il lette;

Austria dalla speranza d'annientarlo, onde fu forza riprendere le armi nel 1760,

rato vantato, che

il

re colla revisione di

che incominci

col disastro di

Landshul,

sue operCj
car
i

gli

avea commesso d'imbian-

sempre

e in tutto per spiccandola rara

suoi panni sporchi, per

non

dire di

sua abilit, in mezzo a tanti

altri piccanti

motteggi

Voltaire pubbli-

c poi con calunnie, rila prh'ata del re


di Prussia. Si diceche
rico
II la prosa di Fedeha maggior merito che la sua poesia le sue Memorie per servire alla storia della casa di Brandebitrgo, sono lo:

eserciti che lo minacciavano; a Lignitz super se slesso, ma aTorgan ottenne una vittoria delle pi
gli lasci in

sanguinoseche
zi

mani due

ter-

di Sassonia. Rifinito nelle forze, pass

ih 761 con mosse e accampamenti, el'Inghillerra cess


i

sussidii; a

date perl'imparzialit.
terarie, le

Le occupazioni letcure amministrative, non gli


di vista l'esercito,
,

losa posizione e

questa pericoad altre sciagure, si ag-

giunse una cospirazione per darlo in


de'nemici,
trice di

mano

fecero

mai perder

che

ridusse

migliore d' Europa godendo il rinomanza del pi gran capitano del suo
,

morte dell'imperaRussia Elisabetta lo liber da uno


la

quando

de'pi formidabili avversari, indi pot pacificarsi


zi

tempo
tutti
i

come

di esimio
1'

nella strategica

con quella possente nazione, anla

e ne miglior

arte.
si

Avendo

ingelosito

stringervi alleanza col trattalo di Pie-

potentati,

trov colla sola alleanle

troburgo. Perci
si

campagna

del

1762

za inglese alle prese con tutte

forze del

apr con migliori auspiciij sebbene per


tragica

continente. Senza dichiarazione di guerra

la

morte dell'imperatore Pietro


i

incominci quella de'7 anni con invader


la Sassonia,

III

suo amico

russi

onde prender parte per


i

l'In-

pace d'

Amburgo

si ritirarono. Colla conchiuse un trattato


i

ghilterra, indi sostenne

conati della lega

collaSvezia; altro fu quello del

763d'Hula

anli-prussiana

formata dalla Francia,

bertsburg, in cui

si

pacific colla Sasso-

Russia e Austria.

Neh 757

entr in Boe-

nia, e l'Austria perla 3.' volta


sia,

cede

Sle-

miae vinseacaro
Praga,

prezzola battaglia sotto

indi per lai." volta fu vinto a Rol-

promettendo il re il suo voto per l'elezione di Giuseppe II .Giunto Federico II a

68

PR U
.sta

PRU
tanto falcidiato, eh' restalo insnrti
ciente a ricoprire

tanta gloria e potenza, il suo regno era caduto nella pi deplorabile condizione ,

un contrabbando! Con

conseguenza di tante guerre, laonde depose ogni pensiero di altre,

sempre
bisogni

pili
,

ricon-

queste parole volle tare allusione al loltogli, e che senza professale la fede cattolica in

ciliandosi

con Piussia e Austria


i

e lutto

Paradiso non
II

ci si

entra, ludi
lesone,

l*'e-

dedicandosi a riparare

de.lla

mo-

derico

cumul un gran

venen-

narchia. Gli si attribuisce l'idea della divisione di Polonia, che nel


i

do
di

tacciato d'avarizia; e tenne in

tempo
il

764
1

Io

riconob-

pace 200,000 armati, considerati

midi

be per re, ina sembra che la ."proposizione provenisse da Caterina 1 1 imperatrice di Russia, Essa si elfettu nel 772,pel trattato tra le 3 grandi potenze del nord, Au1

glior esercito d'

Europa, che
:

lui stesso i-

slruivae manovrava

tutti

momenti

cui poteva disporre erano c;onsagrali nel

coltivamento delle
di

lettere, della

poesia,

stria,

Russia e Prussia,

al
1

modo

detto a

delle arti e della filosofia nel suo |);duzzo

Polonia, ed a Federico 1 tocc gran parie del paese chiamalo oggi Prussia occidentale,
il

meno

esteso degli altri, n)a

il

pi commerciante. Nel corrispondente trattato conchiuso a Varsavia a' 18 settembre 1773, fra il re di Prussia Federico II, ed
il

SauSouci, senza lusso e senza guardie, godendo la brillante conversazione dei letterati e non ini pi cospicui che vi accorrevano, non senza fare talvolta uso di ironie in mezzo ad enciclopedici ragionamentij pronunziali con dolcezza e grazia.

re e la repubblica di PoloI

nia, fu stabilito.
ti

cattolici

romani

esislen-

Ad istanza di Clemente XIV permise al vescovo di Breslavia di visitare una parte de'suoi diocesani, privi

nelle provincie cedute con questo trat-

da mollo tem-

talo nel regno di Prussia, e ne' distretti


di

Lauenbourgh, Butow eDraheim, con-

diritti

tinueranno a godere le loro propriet e quanto al civile; per rapporto alla

, ci che avea negalo a Benedetto XIY e Clemente XIII che gliene avevano fitto istanze,

po della

visita del loro

pastore

essendovi stato un carteggio fra

il

re e

il

religione sar intieramente conservato lo


stala quo, cio
il

Papa.
li

Gesuiti narrai
stati

come
dopo

il

gran re
soppres-

medesimo
i

esercizio del

conserv ne'suoi

la

libero loro culto cattolico e delia disci-

sione di Clemente

XIV,

a cui scrisse cal-

plina della chiesa, ed


esistenti nel

beni ecclesiastici

Federico

li

settembre 772; e che tanto che i suoi successori non si


i

serviranno punto de'dirilti sovrani in pregiudizio dello 5to^/7o della religione cattolica

damente in loro favore, lodandone l'insegnamento scientifico e chiamandoli Guardie del corpo dei Papa.Sct\sse pure a Pio VI, pregandolo a conservarli nei
:

suoi stati, pel bene che

vi

facevano, ed
i

il

romana

ne' paesi

summentovati.
II vi

Tra'paesi che nella divisione della Polonia toccarono a Federico


,

Papa come quello che amava gesuiti l'esaud. Fece di tutto per prolungare la sua
esistenza,

fu

pure

ma

spir a'

7 agosto

786

d'i-

buona parte del vescovato sovrano di Warmia, per cui s'in>padron di que'dominii. Si narra che un giorno trovandosi
il

dropisia. R.e guerriero, filosofo, fu chia-

malo dai tedeschi Federico l' Unico, venne paragonato a Cesare come generale e

re a colloquio col vescovo di


,

WarMon-

come uomo
i

di stato; tollerante
i

con

(ulti

mia Ignazio Kraficki


signore, sento che
vi

uomo

dotto e di

culti,

molti ne celebrarono

fasti,

spirito, in aria scherzevolegli disse:

Paganel, Histoirc de Frdric


Paris i83o.

le

come Grand,

lagnate di me, non-

La

pi compiuta edizione di

dimeno per
to
lo.
il

le

vostre virt spero che sot-

sue opere quella d'Amsterdam (Liegi)

vostro mantello
il

mi porterete

in cie:

1790
dano

in
la

23

vol.,fra le

qualimolteriguar,

Prontamente

vescovo rispose

Si-

Storia di Prussia

massime del
di Ber-

re ci impossibile,avendolo vostra

Mae-

suo tempo. Sulla pi bella piazza

PRU
lino s'erge
il

PRU
monuda Federico Guista:

69

grandioso marmoreo
re,

rato Residente del re di Prussia in

Roma

menlo eiettoalgraii
glielmo IV,
Fecericus
in cui

presso

la s.

Sede, unitamente all'agenzia

rappresentato in

per

le

provviste ecclesiastiche, ed alla sua

tua equestre di bronzo con 1' epigrafe viagnusRex Boriissorum Pa-

abitazione fu innalzato lo

stemma
i

del re

ter Patriae,

Ne

fu scultore
il

il

valentissi-

mo Rauch,ed
numento
del

estimato

pi

grandemogli

mondo

in questo genere.
II

Federico Guglielmo
quale mor
di

suo nipote
la

che dest generale sensazione non essendo allora abituati romani a vedere le armi gentilizie de' principi acattolici. Il tesoro cumulato e l'esercito formato da Federico II, aodaronodisprussiano
,

ci

surcesse, nato dal fratello principe reale,


il

sipati e scoraggiati. Nel

1792

pena, perch dopo

per-

alla direzione dell'alleanza


stabilire Luigi

il re si pose che dovea ri-

duta battaglia di Koliinjavendo fatto considerabili perdite nella ritirata


scrisse acri lo
,

il

re gli

rimproveri

per a riparare

sdegno, mostr sempre molto affetto pel

XVI sul trono di Francia ove penetr con 80,000 uomini. Giunto nella Sciampagna, a 3o leghe distante da Parigi, esit, indi negozi col
[V.)
,

nipote e successore.

Lo avvi Federico II
ai

soprattutto per l'aringo delle armi, espo-

nendolo nelle guerre


li,

pi gravi pericO'
re mostr in-

senza riguardo.

Il

nuovo

tenzoni benefiche, e ripar a molte in-

mostr geloso di sua autorit, ed assai propenso per le donne; fatalmente venne sagrificalo da^V illuni nati tedeschi eh' egli accolse nel suo palazzo, con tristi risultati. Tuttavolta per l'opposizione spiegata in
giustizie del zio predecessore
;

si

Retempo si occup colla Russia d'una nuova divisione di Polonia, al 1 e 3. suo smembramento, eh' ebbero effetto nel 798 e 795. Nel trattato perciconchiuso in Grodno a'aS settembre,
partito rivoluzionario e ritorn sul

no. In pari

fra
II,

il

re di Prussia Federico
il

Guglielmo
Polonia
si

ed

re e la repubblica di
i

convenne: Che cattolici romani, come quelli che gi erano passati sotto la dominazione prussiana, abitanti nelle Provincie cedute nel presente trattato
,

Germania contro
naco
istituito

il

Nunzio [F.)

di

Mo-

con-

da Pio VI, invece Federi-

tinueranno a godere de'loro


priet

diritti

e pro-

co Guglielmo 11 principe tollerante, dichiar che il nunzio di Colonia poteva

quanto
si

al civile;

per rapportoalla
il

religione

conserver loro

medesima
beni
i

liberamente esercitare
stessa

l'ecclesiastica giu-

esercizio libero di cultoe didisciplina dello stato attuale, in


esistenti.

risdizione co'cattolici de'suoi stati, nella

uno
re,

alle chiese e

maniera praticata sotto il predecessore Federico II. Ai cattolici polacchi accord la sua prolezione, rispett
i

Dichiar

il

che n lui, n suoi


i

successori

giammai eserciteranno

diritti

di sovranit in pregiudizio dello stato at-

diritti

della

s.

Sede, e volle che

mine
ri

de' vescovati e altri benefizi


le

le noprima-

tualedella religione cattolica ne'paesi passati sotto


il

vacanti

facesse liberamente
lui

il

Papa,
si

tato. Inoltre

suo dominio pel presente tratsi rec al suo esercito che

e che fossero a

graditi que' che gli


i

proponevano. Clemente XI ed successori, nel re di Prussia non riconobbero che l'elettore di Braiideburgo; ma Pio VI volendo usare gratitudine e condiscendenza conquesto sovrano, riconobbe formalineute la reale sua dignit, onde avendo
sino dal
di sua

combatteva sulle sponde della Vistola , trionf del prode Rosciuskoe s'impadron di Cracovia, mentre le sue truppe del Reno non operavano che debolmente e
con molta lentezza, quantunque ricevesse da Inghilterra considerabili sussidii. In
fine
si

ritir affatto dall'alleanza e sotto1


i

1786 l'abbate

Ciofani, agente

Maest Prussiana, ricevute nuove regie credenziali, 0611787 venne dicliia-

pace a Basilea il 5 aprile 79'?, con abbandonare alla repubblica francese suoi stati della spoada sinistra del Rescrisse la
i

70

PRU
ma
Napoleone

PR
lau a' 7 e 8 febbraio

li

no. In tal guisa lasci l'Ausilia quasi so la alle prese con quella potenza, dopo a-

coi combattimeflti di

Ey-

1807

sconfisse le

ver colle sue niinacce e aggressione prTocalo il partito rivoluzionario a pone


in

due armate
gran

coti azioni
i

sanguinose: altra

vittoria

francesi riportarono sui

armi un'immensa popolazione, donde

prusso-russi a Friedland a'i4giugno, ca-

conseguitarono all'Europa tante sciagure.

Moria'iG novembrei 797,

lasciando

la corona al figlio FedericoGuglielmo III, che rappresent una memorabile parte suoi per quasi mezzo secolo. Essendo fasti e quelli della Prussia collegati con quelli strepitosi d'Europa, che descrissi a Gebmania, Fbancia, Inghilterra, Paei

da Napoleone. Questi in Tilsit 21 giugno accord un armistizio, ed abboccatosi con Alessandro I imperatore
pitanati
a'

di Russia, ivi a'7 e


la

luglio conchiusero

pace tra Francia, Russia e Prussia, le quali potenze, tra altre clausole, accede-

rono

al

blocco continentale
tutti
,
i

la

Prussia
il

rinunzi a

possedimenti tra
in favore del

Re-

si-Bassi,
li,

si

possono vedere questi artico-

no e r Elba
cato di

ed

alla quasi totalit della

torale, per cui qui

anche pel termine della dignit eletmi limiter a qualche


11

Polonia -Prussiana,

granduSas-

r'tfr^flti'/rtjdato all'elettore di

generico cenno.

re ne'primordi del re-

sonia divenuto re. Pistoiesi nella f^iln di

gno oper

, ed Pio VII un ministro residente. Artaud nella Storia di Pio f^Il ^ t. 2, p. 8, riferisce nel i8o5',

di

concerto con Francia

accredit in

Roma presso

Pio Vili * 2, p. 254, riporta un ordine emanato dal re Federico Guglielmo HI 1 nc'primi del 1809, il quale commosso dal
grande attaccamento, che gli aveano dimostrato i sudditi cattolici nelle ultime
catastrofi coi francesi, dichiar che in av-

che di Humboldt che sino allora era in Roma semplice residente di Prussia, non riconosciuto pubblicamente, perch dice che le bolle vietavano che non si dovesse

venire non abbiasi pi riguardo alle differenze di religione tra'caltolici e protestanti, promettendo di

mal

lasciare accreditare in

Roma un

render migliore
cattolici.

la
1

ministro protestante, e sul qual punto fu

dotazione de'sacerdoti
il

Nel 1 8

sempre circospetta
.se

la

cortedi Roma,pre-

re entr nella coalizione per annienta-

officiaimcnte

il

titolo di ministro resi-

re la gigantesca potenza di Napoleone,

dente, essendo successo all'altro residente di Prussia

nosciuto.

Uhden che visse {|uasi scoChe la corte di Berlino prese


le

questa risoluzione in vista della grande


quantit di sudditi cattolici che
ven-

foment e protesse la societ patriottica Tugend's-bund, o federazione della virt, stabilita nel 1808 a Ronigsberga, con che form molti corpi volontari. Inoltre colla promessa di organizzare nuove istituzioni sociali adatte all'indole e al desi-

nero per

le

divisioni della Polonia, e vol-

le stabilire in

Roma una
il

rappresentanza
lo stes-

derio de'siioi popoli, accese mirabilmen-

pi diretta e pi maestosa; e che


so

Huinboldt spieg

carattere di mini-

stro d'Assia, piccolo potentato tedesco pu-

Ebbe quindi gran parte ne'successi de' confederali, al rovesciamento del trono di Napoleone nel.
te r entusiasmo nazionale.

re protestante, per aver egli condotto

i8i4j entrando colla sua armata


rgi
tato;

in

Pa-

negoziati con molta prudenza e saviezza.

{V\

ove conchiuse
al

il

celebre trat-

Nel
ne,

806

il

re cerc di

alle conquiste dell'


il

opporre una diga imperatore Napoleo-

quindi intervenne

famigerato con-

gresso di ^/e/2rt, e contribu a rovesciar

tobre

la

quale vinta sui prussiani a' i4 otsegnalala battaglia diJena,a'23

coll'esercito entr nella capitale Berlino,

donde decret
tale.

il

famoso blocco continen-

Corsero

russi in aiuto di Prussia,

nuovo Napoleone ne'campi di Watermezzo del valoroso feld- maresciallo LebrechtdeBlucherdi Rostock. Il congresso di Vienna reintegr la Prussia degli stati perduti, ad eccezione d'una parte
di

loo, a

PRU
lidia Polonia, per l'equivalente delia
le le

PRU
quadello slesso anno. Disse
il

71

venne data una porzione della Sassanta

sonia e la provincia del Basso-Reno, en-

monarca ( bench non professi


sto
ca, tuttavia

Papa: QueFederico Guglielmo III ),


la religione cattoli-

trando a parte della formidabile

per

la

benignit colla quale


(il

alleanza, per l'equilibrio politico e quiete

riguarda

cattolici suoi sudditi

cui nuresti-

oggetti di belle arti, trasportati da Berlino a Parigi nel 1806, insieme alla famosa

d'Europa. Inoltre ricuper

tutti gli

mero

dalle ultime guerre, e

dopo

(juadriga

che decora

la

porta di Bran1'

d'Europa s' considerabilmejiteaccresciuto), ci ha volentierissiraamenle prestato la sua mano adiutriceper


tuita la pace

<!eburgo di delta capitale. Vedasi


stoire
iine
le

Hlretrai-

sistemare e riordinare
regno, e

le

chiese del suo


si

de la Priisse depus la fin du

quantunque indebolite

fosse-

de Frdric le Grande fusquau de Paris de i8i5, Paris 1828.

ro

le

forze del regio erario pe' mali gra-

L'illustre Artaud, citato storico di Pio

VHj a p. 372 parla della venuta in Roma neli82i del principe d'Hardemberg
i.

vissimi a' quali quel regno fu soggetto ; nulladimeno conregal munificenza ci ha largamente somministrati i mezzi atti a fornire unaconvenientee stabile dotazio-

ministro (e gran cancelliere, reduce

ne

alle

mense

vescovili, a'capitoli, a' se-

dalle conferenze di

Lubiana

accompa-

minari. Cos

fucili

e benevole disposizio-

gnato dal pubblicista Schoell) di Federico Guglielmo III, e che il concordato colla Prussia da tanto tempo preparato per cura del cav. INiebuhr inviato straordinario e ministro plenipotenziario , fu conchiuso e sottoscritto in 3 giorni nella segreteria distalo, colla piena soddisfazio-

ni in favore della cattolica religione,

no,

come

doveasi, chiamata tutta

la

hanno-

stra gratitudine, ed

viva sodddisfuzione

ora

ci

incontriamo colla pi la opportunit , che offre, per dare una pubblica testidi questi nostri sentimenti.

monianza
che
di
la

Ad

oggetto pertanto di stabilire quelle cose,


liberalit del re
ci

ne de'due governi; quindi a


ce,

che Pio VII


la

lo

p. 38i ci diannunzi con allocu-

pose in grado

zione nel concistoro de'3 agosto, indican-

mandare ad effetto, abbiamo emanalo una bolla, colla quale si decretano la sila

do

regia sollecitudine in favore dei cate la

stemazione e
diocesi
,

circoscrizione di quelle

tolici
cesi.

nuova circoscrizione
d'Italia,
il

delle dio-

Altra indicazione l'abbiamo da Cop-

afUnch (ci che sommamente interessa) dati da noi alle chiese sopraddette
i

pi,

Annali

che dichiara, a vere

anno 1821, n. 83, principe in una connel

pastori, reintegrati

capitoli, e re-

ferenza tenuta col cardinal Consalvi ai

o pi stabilmente sistemati per l'avvenire i seminari de'chieiici, il goverstituiti

25 marzo, convenuto

modo

di sta-

no e r amministrazione
essere presso
il

de' quali

dovr

bilire la istituzione pei vescovi degli stati

vescovo diocesanojciascu-

prussiani. Bellomo, Continuazione della

na
pi

di quellediocesi,

che negli ultimi tem-

storia di Bercastel,

1.

2, p.

i85, racconta,
in-

furono tanto agitate ed


di

che

il

principe

Hardemberg, avendo

a richiamarsi ad

tavolate trattative per riordinar la chiesa


cattolica negli stati prussiani
,

da

mediante

qui di

afflitta, vada un miglior ordine, e gouno stato pi felice. Tralasciamo enumerarvi le disposizioni dell'ele

convenzione de' 25 marzo, che tenne le veci di concordato, fu pubblicata da Pio VII colla bolla De salute aniniarum, dei 16 luglio 1821, ed annunciata al sagro
collegio con allocuzione che riproduce del
I

nunciata bolla,

quali tutte potretea suo


vi sia
il

tempo conoscere. Grato per


pere sin da ora
la

sa-

reintegrazione della

chiesa di Colonia tanto illustre e antica,


al

primario grado

di chiesa metropolita-

3 agosto (ch'

la

vera data), leggendosi


del

na, e
to
il

la ripristinazione de' vescovi di lut-

ancora nel u.

GG

Diario di

Roma

regno da

farsi,

come

gi sole vasi, dai

72

PRO
la
si

PRU
de'canonicali che vacheranno in 6 me
dell'

capitoli, e trovali gli eletti idonei a for-

ma

(Ic'iiacii

canoni

pei"

mezzo

del consue-

anno,

si

prescrisse
i

che
si

la

dignit

to informativo processo, verranno dalla

del decanato, ed

canonicati che vache-

medesima confermati". La bolla De saanimariim si legge nel Bullarium de propaganda fide, Jppendix t. 2, p. 329. Le principali disposizioni di essa bolla sono le seguenti. Fu di nuovo eretta
lute
la

ranno negli

altri

6 mesi
,

conferiscano
le

dai vescovi rispettivi. Tutte


civescovili e vescovili
i

menseari

capitoli,

semi

nari diocesani, ed

vescovi sufT'raganei di

ogni diocesi, che in gran parteerano stati

chiesa di Colonia che'

le infelici circola s.

nei passati sconvolgimenti privati dei

stanze dell

80 1 a veano indotto
,

Sede

loro beni, sono stati dotati con rendile sicure, somministrate dalla munificenza e
liberalit del redi Prussia.
niti a tutti
i

a sopprimere, e fu ripristinata all'anti-

co grado di metropolitana

ad

essa in sulTraganee le

assegnando chiese di Trela

Sono

stati for-

vescovi gliepiscopii, eie con-

veri,

Miinslere Paderbona oPaderborn.

venienti abitazioni alle dignit, canonici


e prebendati, ed altri locai
i

Fu

elevata al grado di metropolitana

per

le

cure ecIII

chiesa di Posnania, riunendo ad essa co-

clesiastiche, pei capitoli e pegli archivi

me concattedrale la chiesa di Gncsna, ed assegnando in suffraganea dell'arcivescovo di Posnania e di Gnesna, la chiesa di


Culma, rimanendo le due chiese di Breslavia ediWarmiaiinmediataoienle soggette alias. Sede, dimodoch le sedi del regnodi Prussia si stabilirono in numero di
8.
se

dopo che
ne
al

il

reFedericoGuglielino
la

die

a'23 agosto 1821.


di necessari.

sua sovrana sanzioi

convenuto, ed insieme assegn fon-

Finalmente

alla metropoli-

lana di Colonia fu riunita l'illustre sede*


vescovile di Aquisgrana o Aixla Chapelle,

sopprimendosi

il

vescovato.

La

catte-

Fu ripristinato in
un capitolo con

ciascuna di esse chie-

drale dedicata alla B. Vergine fu dichia-

e del decano,
te di

le dignit del proposto con un numero convenien-

rata collegiata

con capitolo composto

della dignit del preposto e di


ci, ili.

G canonii

canonici tantodi

numero quanto

o-

di collazione della

s.

Sede,

ca-

norari, e di prebendati coH'obhligo della

nonicati coU'alternativa de'6 mesi tra la


slessa sede apostolica e
1'

residenza e del servizio corale.


alla provvista delle

Quanto

arcivescovo di
il

8 chiese,
si

fu stabilito

Colonia; per grazia speciale

Papa conpelli

che

la

elezione de' vescovi


capitoli nelle
alla
s.

faccia dai ri-

cesse al capitolo d'Aquisgrana l'uso della

spettivi

trasmettendo

forme canoniche, Sede g' istromenti


,

cappa magna
d'armellino

di seta

paonazza con
il

nell'

inverno, e nell'estate la
r'occhetlo.

autentici delle seguite elezioni

che dal
vol-

mozzettasimilesopra
dine
di
p.

Per oril

sommo
col
le

Pontefice verranno confermate


di bolle apostoliche,
le elezioni

tempo qui
168
dissi,

ricorder, che nel voi,

mezzo

quante

LUI,
gioia
tello

che nel 1822

resi

riconosca

suddette canonica-

rec in

mente

tilte, e la idoneit dell'eletto ri-

sulti dal processo da commettersi dal Papa in ciascun caso ad un vescovo del regno forma della notissima istruzione
,

con da Pio VII, e pot rivedere il fiaprincipe Enrico ch'erasi stabilito in


co' reali figli, accollo

Roma

detta citt (ove mor'i nel luglio

1846

co-

me
no ,

si

di

Urbano VllL Quanto


prebende capitolari,
il

alla collazione

ha dal n. 28 delle Notizie del giorche descrive la pompa funebre).


del riordinamento ec-

delle

fu decretato

che

La grande opera

per questa volta


getti, e

vescovo esecutore acapitoli; nelle future


alla
s.

clesiastico nella Prussia

ebbe compimenJ 1

poslolico della suddetta bolla nomini sog-

to nel 1824, col ristabilimento della diocesi

componga

di

Miinster (con giurisdizione sui

vacanze poi, riservala sempre

Se-

cattolici del

granducato d'Oldembuigo),
die in

de

la

collazione della 1/ dignit, e quel-

cui

Leone XI 1

vescovo

il

sutira-

PRU
ganeo. Pei lauto nel n." 2
di
i

PRU
del Diario
si

73

zelo dell'arcivescovo di Colonia [y.)Qs^.^

rwma

di dello

anno

legge

un

ri-

Gleniente Augusto libero barone di Dioste e Vischering, per cui


la

sliello del risultato delle lipoitateamiclievoli trattative tra la santa ^tn\e e la

provvide quel-

sede di coadiutore nella persona dell'e-

real corte di Prussia, quindi


la

si

dice:

Che

simio porporato che ora

esecuzione della

L)olla di

lui

commessa a mg/

Pio VII fu da Giuseppe de' prin-

la governa, enbenevolenza per della chiesa del regnante monarca.

comiando

la

cipi di

Warmia,
per

Hohenzollern principe vescovo di prelato distintissimo non nieno

La questione gravissima

colla Prussia

la nascita

che per
la s.

le

rare sue virt

che tanto afUisse l'animo paterno del Papa Gregorio /Y^^7, che per dovere del suo
pontifcio ministero dovette sostenere ai

e devozione verso

Sede. Questa ope-

razione essendo assai vasta e complicata,


attesa anche la grande estensione del re-

modo che
be
la

narrai nella sua biografia, ebla

seguente origine. Secondo

costan-

gno, il principe vescovo di mano in ulano che l'andava eseguendo ne rese conto alla s. Sede, trasmettendo ad essa rispettivi suoi alti esecutoriali. Cheavea da moli

te e universale disciplina della chiesa cat


cattolici matrimonio perquanto riportaia MaTRiMONio V trattando de'matrimoni misti, devono educare la prole dell'unoedeltolica,
i

contraendo

coi profestanti,

to

tempo ordinato

la diocesi di

Culma

cominciato a sistemarnediversealtre, dimodoch j capitoli di Culraa e di Breslavia gi

l'allro sesso nella religione cattolica.

Fe-

derico

II

redi Prussia allorquandoacqui-

potevano celebrare
la i.'

1'

elezione

sl alcune provi ncie polacche, fece

de'Ioro vescovi,

delie quali elezioni


s.

era stala gi confermala dalla

Sede,
perso-

venendovi promosso

l'eletto

come

na riconosciuta degna del vescovato. Avendo il medesimo principe vescovo eseguila


la slessa

operazione nella chiesa di


quali riuscirono

pubuna dichiarazione, secondo la quamaschi fossero ele ne'matrimoni misti ducati nella religione del padre e le femmine in quella della madre. Il re Federico Guglielmo III nel i8o3 p'resciisse, che tulli figli si dovessero educare nelblicare
i i

IMiiiister in

Weslflia, sottopose a Leone

la religione del

genitore, e nessuno dei

Xil
di

gli atti esecutoriali,

coniugi dovesse per un contralto qualun-

piena soddisfazione del

Papa anche per


si ri-

que obbligar
zione

l'altro

ad allontanarsi da
nelle provincia

l'egregia scelta de'capilolari, d cui

queste legali prescrizioni. Simile prescri-

porta

il

novero, colle dignit, e preben-

promulg neh 852

de del leologoe del penitenziere. Nel 1825


segui la conversione al catlolicismo del

renane, unite alla sua monarchia col me-

morato
i

trattato di Vienna. In tale con-

duca d'Auhalt-Coethen e

della virtuosis-

trasto fra le leggi ecclesiastiche e civili,

sima sua moglie e sorella del redi Prussia di die e della grande stima che ne
,

vescovi prussiani della provincia eccle-

siastica di

Colonia
,

col

consenso del re-

fece Gregorio

XVI

parlai ne' voi.

XIV^

p.

gio governo

ricorsero al Pontefice Pio

233,
in

XX iX,p. IO 3, nel soggiorno che fece


1

f^III

[f^.),

il

quale fece compilare dal


,

Uoma. In quest'ultimo vol.,p. 2 ip, toccai come Gregorio XVI nel 835 condann le opere di Ermes o Hermes, delle cui
dottrine trattai a Ermtsiaiii
inesiani,
(/''.)

o Her-

poi suo successore Gregorio XVI, quel breve apostolico, che celebrai nel voi. XLIII, p. 294 ('" sieme ai detto arcivescovo, ed a quel-

cardinal Cappellari

perch teneva
la

in dissensione reli-

lo di

Posnania), che neli83o invi loro

giosa Varie proviucie della Prussia e spe-

con analoghe istruzioni, nelle quali si condiscese fino

cialmente
le

Weslflia, accennando pure


il

dove

lo

permetteva
(/^.).

la

Disci-

gravi vertenze insorte tra las. Sede e

plina ecclesiastica

Ma

il

governo

regio goveruu prussiano per l'aposlolico

prussiano nou lo credette suOcieule e

74
crebbeto perci
liei,

P Ru
le

PRU
arcivescovo
a'

angustie di que'caUo-

ottobre con ragionala

fra

contrasti delle

due

autorit.
il

Le
mi-

lettera ricorse al re. Gli rappresent es-

vive dissensioni che seguirono tra


nia Droste,

sere nella sua ardiocesi in vigore

il

bre-

nistero de' culti e l'arcivescovo di Colo-

ve
Ili

Magna
misti, a

di l'enedelto

XIV sui

mairi-

non tardarono ad

eccitarsi

norma

del quale, in confor-

vieppi, per essersi questi ricusato di u-

niformarsi alla convenzione conchiusa a'

19 giugno 1834 dal suo predecessore governo riguardo ai matrimoni misti. L'arcivescovo conosceva tutta la forcol

za di

siffatta

convenzione,

la

quale avea

mit degli antichissimi canoni della chiesa cattolica, i matrimoni misti non possono essere in caso estremo dichiarati leciti se non sotto la condizione, che la parte cattolica si obblighi a procurare di richiamare con tutte le sue forze la non cattolica nel

per iscopo d'introdurre il protestantesimo nelle provincie renane della Prussia

seno della chiesa cattolica

far

che

figli,

che nascerannoda
la
i

tale

ma-

moltiplicandosi que' matrimoni.

La

trimonio, sieno educali nella credenza cattolica.

resistenza dell'arcivescovo di Colonia fu

Ramment

conclusione de' sore di Prussia prola

tenace e insuperabile. Intimatogli lospo-

lenni trattati in cui

gliamento de'beni, mir con ripugnanza tal deliberazione, la quale non presentava che una manifesta violazione del

misero di non esercitare


ecclesiastica de' cattolici

loro sovra-'

nit sul culto cattolico e sulla disciplina

romani
la

passali

Sede eia Prussia provocalo a rinunziare almeno temporaneamente la sua giurisdizione episcopale, ed allontanarsi dalla sua metropoli rispose non potersi separare dalla
concordato vigente tra
:

la

s.

sotto

il

loro dominio.

Che

disciplina

della Chiesa sui matrimoni misti era in armonia e coerente al breve di Benedetto XIV, ai sinodi diocesani di Posnania del 1720, di quello di W^armia nel 1726,
di quello di

sua chiesa ch'era sua sposa: minacciato


di restare diviso

Culma
1 1

del 17451, e del bre-

per via di forza, preai ferri

ve apostolico di Pio Vili.

Che

il

re nel

sent
tivit

le
,

sue sagre uiani


il

della categli

ed

20 novembre 1837

fu

suo palazzo e racchiuso nella fortezza di Minden. Quattro anni consuj)reso nel

proclama del 8 5, nel rientrare in possesso del granducato di Posnania, solennemente si degn annunciare: La vostra
religione sar conservata intatta. Suppli-

mati nel presentar l'esempio d'un'eroica


pazienta edificarono tutta
la

care riverentemente

la

Maest sua a grain

Chiesa

la

ziosamente permettere, che


ai

riguarda

quale ebbe a gloriarsi

di cos

mi

sagrifizi, e scrisse

il

magnaninome del grande

eroe nel lungo novero de'suoi pi genedi

venendo distinto col titolo Atanasio della Germania. Presso a poco tal fu pure la condotta ecclesiastica di mg.'" Martino di Dunin arcivescovo di Gnesnae Posnania (f^.)- Avendo il ministro de'cultia'19 luglioi837 dichiaralo, che anco nelle due diocesi di Posnamatrimoni minia e Gnesna debbano
rosi difensori,
i

matrimoni misti nelle diocesi arcivescovili di Gnesna e Posnania, si proceda in avvenire come prima. Rispose il re non poterlo permettere. Quindi l'arcivescovo a' 3o gennaioi838 pubblic una dettagliata lettera a tutto
il

clero delle sue ar-

cidiocesi

esortandolo a osservare stretla

tamente
noni e

dottrina cattolica,! sagri cachiesa cattoli-

la disciplina della

ca sui matrimoni misti, mentre n la carcere, n la

sti

essere celebrati dal clero cattolico, coi


ecclesiastica benedizione
insi-

re dalla

bandi e colia

senza esigere una promessa, e senza

fame non lo farebbero deviaSeguirono nolte altre lettere e dichiarazioni tra le due autorit, ciascuna nel senso loro , venendo la res.

fede.

nuare un accordo intorno all'educazione


della prole nella fede cattolica,
il

ligiosa

costanza dell' arcivescovo corro-

zelante

borata dalie proteste dei diversi decani

PRU
delle chiese;

PRU
rileg l'arci-

7?
il

ma

il

governo

bramare,chesicno
se
i

restituiti alle loro chie-

vescovo a Colberg dopo averlo piocessatcGregorio XV I pronunzi ne'concislori


quelle allocuzioni indicatealla citata biografia sua, protestando sui casi avvenuti,

due

arcivescovi, e levali per tutto

regno

gli

ostacoli ond' vincolato l'eser-

cizio dell'ecclesiastico potere,

onde

cessi

fiuaitnente ogni motivo di

dissensione.

depluiando

arcivescovi^ ed

due encomiandone altamente Io zelo pastorale. Quindi fece pubblicare colle stampe seguenti due libri. Esposi' zione di fallo documentala su quanto ha
la

prigionia degl' illustri

Ammoni
regno
civile

figli

della Chiesa esistenti nei

di Prussia a osservare le leggi dei

sagri canoni, e nelle altre cose d' ordine

ubbidiscano fedelmente

ai

coman:

di del serenissimo re.


to,
si

Su questo argomenla

precedalo e seguito la deportazione di


rig.''

stamparono parecchi opuscoli

Di oste arcivescovo

di Colonia.

E-

Germania

pi-incipalmente fu spettatrice

sposizione di diritto e di fallo con autert'


liei

di un'attivissima disputa, nella quale

con

documenti

in risposta alla dichiara-

molto coraggio
fese la

zione e

memoria
1

del governo prussiano

ingegno si dicausa cattolica dai campioni della


religioso e
scritti,

pubblicate nella Gazzella di stalo di Berlino

Chiesa, che si segnalarono coi loro


fra'quali noter
i

dicembre i838. Nel Suppl mento al n, 3 I del Diario di Roma iS3g fu pubblicalo il testo dell'Esposizione omiiiessi documenti; e nel Supplimeolo al
il

seguenti.

M. Lieber, La

carcerazione dell'arcivescovo di Colonia, ed i motivi di essa giuridicamente disctcssi


1

da un giureconsulto pratico,

Francfort

55 l'allocuzione degli 8
,

luglio tradotil

ta in italiano

in cui dice

Papa

che

837. Dilucidazione del libretto intitolato : La Chiesa cattolica in Prussia, IMa-

per l'obbligo imposto col pontificato, di


sostenere e difendere
sa sull'afFare sa
di
i

diritti della

Chie-

gonzai83-. Giuseppe Gorres, Atanasio, Regensburg i838. La Chiesa e lo Stalo

de'matrimoni misti e la cau-

aliarne
nel
t.
1

della contestazione di Colonia:

de'due arcivescovi, non avea mancato

7 degli Annali delle scienze reli1

presso

reclamare con ripetute rimostranze il regio governo, perla libert dei


pastori e per l'esercizio della loro au;

giose,'^.

61,

vi

l'estratto. Clemente

Au-

due

gusto imprigionato e deportato nellafortezza di Minden, Augusta 1837. Montalembcrt, LeWre.y sur la conduite du gouver-

torit

essere eziandio colpito

da nuovo

acerbissi

mo cordogl io,per la sentenza prole

nunziata contro r arcivescovo Dunin, di


rifondere
spese del processo fatto, e ad
essere detenuto per
za
,

nement Prussien envers Varchev. de Cologne, Parisi 838. L'arcivescovo pubblic questa opera, tradotta dal conte d'Hocrere e da d. Ferdinando Mansi
:

6 mesi

in

una

fortez-

Della

con dichiarazione che


di

lo qualificava

pace tra
Nel ge
il
1.

la Chiesa egli Stati, Parigi

inciipace di
1

egno

qualunquecarico e officio nel Prussia con grave lesione dei


,

1, p.

94

di detti .^n/ia// se

844> ne leg1

sunto.
il

diritti divini della

Chiesa, e in detrimencose avvenute

A'7 giugno i84o mori

re Federico

to della cattolica religione. Pertanto, que-

relandosi di tutte
cret che mg.^

le

de-

Dunin era il vero e unico arcivescovodi Gnesna ePosnania, dichiarando


ya
irrita e nulla

per legge canonica,

anzi per la stessa legge divina, la senlen-

dissimi

emanata dai giudici laici. Fece granencomi per l' invitta costanza del

Guglielmo III, e gli successe il figlio regnante Federico Guglielmo IV,che ricev il giuramento di fedelt a'iosettembrein Ruigsberga, a Berlino il 5 ottobre. Subito il nuovo re procur di mitigare le spinose questioni ch'erano insorte peidue arcivescovi, tra il regio governo di Prussia e la s. Sede. Permise pertanto che i
i

prelato, congratulandosi seco lui di patir

vescovi della moiiarcliia potessero comu-

coulumclic per Ges Cristo. Altro iiou

nicare liberameule col Papa. Mitig

ri-

76
goii verso
i

PRU
due
prelati di Colonia e di
le insigni virt,

PRU
si

i'ugnania, indi nel


il

i84i

concerie) Ira

ni di lodi,

con nuove manifesta/ioper le quali avea intenzione

real goverjio e ih slessa

s.

Sede, che

il

I,"

per molivi di salute chiedesse ed a-

vesse

un coadiutore con futura succes ,

ma la sua edificante umilt con ogni studio avea procurato sottrarsi a tanto onore. Nulladimeno, se
di crearlo cardinale,
la
il

che tlFellu Gregorio XVI con breve del 2 1 settembre 1 84 con piena
sione, Io

divina provvidenza avesse disposto che


prelato fosse restato in

Roma,

adesione di mg/Droste.

questi

il

nuovo

era onninamente risoluto, a

il Papa malgrado

re scrisse benigna lettera, in cui lo di-

della sua modestia, d'indurlo ad accettare


la cardinalizia dignit,
s.

chiar libero di poter dimorare in Colonia, assicurandolo di

muto ch'egli
tici, di

non aver mai teavesse partecipato o fomen-

collegio e della

a ornamento del Sede apostolica. Ne pubil t.

blic la Necrologia

i,

della 2.' serie

talo in alcuna guisa sovvertimenti poli-

che erastalo accagionalo lui e mg/ Dunin. Pieso cos tranquillo l'arcivesco-

4^6, quindi nel un ristretto del libro: Clemente augusto barone Drosle a
de'notninati
f.

Annali

a p.

3, p.

218

si

riporta

vo di Colonia, consegn nelle mani del suo degno coadiutore la direziondel suo greggecon lettera pastorale piena di gran
sentimento.
notai ne'vol.XLII, p. i52, XLIII, p. 294 '"g-' Di'oslesi rec

rischering arcivescovo di Colonia e


galo nato della
dell'
s.

le-

Sede apostolica,
ec. descritto nella

dot-

tare in teologia e cavaliere dell' ordine

Come

Aquda
,

rossa

sua
,

vita

azioni e morte al popolo tedesco

Roma
la

nel settembre

i844

P^'"

venera-

re

tomba

del principe degli apostoli,

da Arminio Sloeveken cappellano in Colonia Magonza 1846. Di recente nella


,

ed ossequiare con animo riconoscente il magnanimo Gregorio XVI che con tanta

Lcllcra pastorale al clero e arcidiocesi


d'

A rmach. (idi

suo dotto e virtuoso arci-

sacerdotale costanza l'avea vigorosa-

mente difeso. Il Papa Io accolse a' 18 settembre coi modi pili aileltuosi e fraterni, ed ai 28 dello stesso mese si port a
i

vescovo mg.*" Cullen primate d'Irlanda, riportala taW Osservatore Romano del
n. 79 e seg. detto Intorno a argomento si pu aggiungere le testimonianze del grande arci vescovo di Co1
I

85

tale

visitarlo in

Via Gregoriana nella casa


Il

in

cui alloggiava.

proprietario di questa

lonia Droste di Vischering,

l'Atanasio
la

e agente dell'arcivescovo, sacerdote d.

de'giorni nostri,

il

quale ebbe

gloria

Carlo de Agostinis beneficiato vaticano e cavaliere dell'Aquila rossa, a perpetuare


il

di far cessare le difficolt

che incessanAleesso

temente

si

creavano

ai cattolici in

singolarissimo onore fatto al prelato

magna, e che sebbene ne'ceppi


desimo, sostenne e ristor chiesa della sua contrada.
i

me-

dall'augusto

ne fece

supremo capo della Chiesa, scolpire la memoria in marmoDrosle


alla sua pa-

diritti della

Uno

dei capi,

rea iscrizione e colloc sul ripiano della


scala. R.ilornatomg.''
tria Miinster,

su cui ebbe a pugnar colla Prussia, fu quello della educazione de'giovanettijSulla

dopo travagliosa malattia, sempre cogli alFetti e colla mente a Dio, gli rese l'anima a'ig ottobre i843- U*
niversalmente lamentata
la

quale

egli

impavidamente sostenne

le

ragioni della Chiesa".

Dopo

narrati av-

venimenti, la disciplina sui matrimoni misti

sua perdita,

negli stati prussiani


:

attualmente consi

ne resta a conforto la metnoria di sue sublimi azioni che lo fai anno vivere iramortale.Il Pontefice Gregorio XVI a'24
in concistoro

siste

che

il

prete cattolico d la bene-

dizione, colla condizione che la prole

novembre con commovente allocuzione ne pianse la morte (si legge


nel n.

educhi nel callolicismo; assiste poi passivamente al matrimonio, quando non si fa tal promessa. Leggo pure nell'Ocsei

97

del Diario di lloina), ne esalt

valore

Romano

deli 852, n."!

1,

che

PRU
le

PRU
cattolici

77

persecuzioni di cui

furono

serie 2. p.

\i^ sono

riprodotte le regie

l'oggetto nelle discussioni de'


misti,
j

non
i

fecero che

matrimoni aumentare il loro


si

patenti di Federico Guglielmo

IV riguar-

danti le selle religiose che si

formano al

fervore;

pellegrinaggi d' Aix-la-Cha-

l'infuor de'culti riconosciuti dalle leggi

pelle, ec. Io

provano. Nel n.i33 poi


quale

del paese, ossia

un

editto di tolleranza.

riporta l'edificante ritrattazione del

d/
ri-

In esse

si

legge: Ci stimiamo obbligati

Munchen
prova verno breve
la

can." di Coionia
i

il

dichiarare colle presenti, che

come

sia-

convenzione del

834

tra la cuil

mo

per una parte risoluti di assicurare

ria ecclesiastica della sua chiesa e

goai

di Berlino,
di

siccome CQntraria

stra pi

per l'avvenire, a guisa del passato, la noferma protezione di sovrano alle


chiese Evangelica e Cattolica

Pio VIIF, non che rigetta quan-

due

roma-

lo fece e scrisse a

danno

della

Chiesa e
dote

na, chiese privilegiate in forza del pas-

de'suoi diritti per l'esilio di mg.'" Droste

sato e pel diritto pubblico, e a mantenerle nel

e conseguenze; ed inoltre riprova


trine

le

godimento de'Ioro

diritti; cos d'al-

d'Ermes, aderendo puramente


me.
di

tra parte ella nostra volont


bile di conservare

immuta-

sinceramente al giudizio portato su quelle dalla sa.

Gregorio XVI
i

coi

bredel

vi apostolici del
1

26 settembre 835 e
ai quali
si

y gennaio 837,

dichiara sog-

pienamente a' nostri sudditi la libert religiosa pronunziata dal codice nazionale, e accordare loro la facolt di riunirsi in una confessione co-

getto colln dovuta ubbidienza e rispetto.

Nel n. 7 delle Nolizie del giorno

ili

Roma

del

1847

riportala la lettera pa-

mune, e praticare il culto divino nel modo compatbile colle leggi del regno ". All'articolo PiolX, agosto 1848, parlai
del 6. centenario celebrato dalla metro-

tnte del re Federico Guglielmo IV, relativa all'organizzazione del sistema rap-

politana di Colonia per


ne, del

la

sua fondazioal rispetta-

presentativo
tre cose
si

in Prussia.

In essa fra

le al-

dono

fatto

con breve

dice, che l'ordinanza sulla for-

bilearcivescovoGeissel,e del libro al Pa-

mazione
qualvolta

della dieta riunita di


il

Prussia,
la

riserva al re
i

diritto di

convocai

ogni

bisogni dello stato l'erigano,


lo

pa umiliato sul compito edifizio. Ne| n." 265 della Gazzetta di Roma 848 venne riprodotto VAlto cosliluziona le per lo ^ta1

od importanti questioni
speciale
ta,
I
il

rendano nela

to

prussiano, dato dal re Federico

Gu-

cessario. Al re spetta fissare in ogni caso

glielmol Va Potsdam 5 dicembre 1848.


In esso si dice, the prussiani sono eguali davanti alla legge, ed egualmente ami

luogo della riunione,

dura-

l'apertura e la chiusura della dieta.

principi della casa reale fatti

maggio-

missibili a tutti gli impieghi.

La

libert

renni,

hanno diiitto
classe

di sedere nella dieta

de'culti garantita,

permesse

le associa-

nella classe de'principi, conti e signori.

zioni religiose.

Lo

stalo civile indipen-

Questa

composta inoltre

tle'prio-

dente dal culto religioso. L'esercizio della


libert religiosa

cipi e conti

membri

degli antichi stati

non pu recare danno


Il

ai

dell'impero germanico, de' proprietari


dell'alta nobilt slesiaua,
i

doveri

civili

politici.

culto evangeli-

nonchedi

tutti

co e cattolico
slato

romano sono indipendenti


affari.

capitoli, principi, conti e signori delle

per l'amminislrazionedepropri

Lo

alte diete provinciali che

hanno
1

diiitto

di voto.

principi della casa reale pos-

sono votare per procura.


rui ali delle

deputati del-

l'ordine equestre, delle citt e de'comuni

non ha diritto di proposizione d'elezione e di conferma per le cariche ecclesiastiche. Il matrimonio religioso noti pu essere celebrato che dopo il matrimonio
civile.

ta riunita in

8 Provincie staranno nella dieegual numero che nelle diet.

La
I

scienza e

il

suo insegnamento
del re inviolabile

sono

liberi.

La persona

te provinciali. iSel

de'citati

Annali

e sacra.

ministri sono responsabili, e pos-

78

PRU
in proposito
si

PRU
Nello slesso Osservatore de\
legge.
1

sono essere messi in islalo d'accusa dalle camere. II solo re ha il potere esecutivo ; egli nomina e revocai ministri, fa promulgare ed eseguire
dell'esercito; egli
le leggi.

8^

t ,

n.

58,

La

costituzione

approvata nelle camere

di Berlino san-

Egli

il

capo

ziona, che la chiesa cattolica

nomina

a lutti gl'impie-

ghi

civili

e militari; ha ildiritlodi farpa-

romana, cocomunioni religiose, regola e amministra da se stessa propri alfari,

me

le altre

cCjdichiarareguerraecoiichiudere trattati

e conserva

il

possesso degli stabilimenti,

colle

potenze estere; proroga

le

camere.
li-

dotazioni e fondazioni, che


ra
il

hanno
col

di

mi-

L'eredit della corona stabilita nella

culto, l'insegnamento e la beneficen-

nea mascolina, e secondo il diritto di primogeniturain linea agnatica. Il re maggiore a i8 anni compili;
ei

za

inoltre

pu comunicare
Pietro (oblazioni

suo capo
il

liberamente". Si aggiunge: che


dello di
s.

denaro
nella

presta

il

giu-

al

Papa Pio

ramento
di

di

mantenere

la

costituzione, e

IX, V.)
cattolico

fu raccolto in

gran

somma

governare secondo

le leggi.
il

consenso delle camere


sere sovrano

Senza il re non pu essi ri

Prussia: re Federico Guglielmo


,

IV non

saputo

1'

esilio

volontario di
il

d'uno

stato estero. In caso

Pio IX,

gli offr

per asilo

suo real ca-

di minorit del re, le

due camere

u-

stellodi Brihl sul


ria di Dio,
bil,

niraiuio per regolare

Se
la

il

re

il regno e la tutela. non pu governare, l'erede pre-

Roma

Reno". A. maggior glocon tutti cattolici giui

quando apprese che per

la

.'^

volta

suntivo, o quegli che, secondo

le leggi

delca-

tlacchOerlinosi allontan dalla fede cattolica, vide nella

casa reale, lo rimpiazza, convoca

le

mere. La reggenza non pu essere


data che a una sola persona.
Il

affi-

della festa del


la

potere le-

domenica fra l'ottava Corpus Domini del 18110, processione del ss. Sagramento, eses.

gislativo esercitato dal re e da due ca-

guita con gran


dalla chiesa di
la

L ." camera si compone di 180 membri eletti dai rappresentanti de'dimere.


I

pompa e divozione. Usc Edwige e traversando


di

grande strada

Linden, pass per


I

la

slrelti e dc'circondari.

Ogni pru^^siano eleggibile dopoil"4o.anno. La :i.''camera si compone di 35o membri. Ogni prussiano in et d'anni 3o pu essere eletto deputalo di detta 2. "camera.
I

porta diBrandeburgo,mo vendo per Char-

lottenburgo verso Spandau.

chierici a-

privano il piocorteggio edopo lungostuolo veniva il R.mo preposto, il quale ac-

pubblici funzio-

nari possono far parte delle

camere senza

compagnalo dai sagri ministri portava l'augustissimo Sagramento. Oltre 1200


cattolici vi

autorizzazione.Per rilevasi dagli atti della

presero parte. Allorch


il

il

pre-

conferenza episcopale di Vienna, ripor-

posto ne rese consapevole


sto
si

governo, que-

tati (\n\y
n.**

Osservatore

Romano
i

del i85o,

84. " In Prussia ove cattolici sono presso a poco i cinque dodicesimi della
popolazione,
tuzione del
il

12. articolo della costi-

compiacque di provvedere acci il non venisse in alcuna guisa turbato; ma neppure vi fu d'uopo di questo, imperocch l'ecclesiastica funzione
cattolico rito
riusc cos

5 dicembre 1848, pronundiritti delle societ religiose,

commovente
gli

nuova, cheattutti,

ziando sui
eguaglia
te,
la

trasse a se

sguardi di

ed

me-

chiesa cattolica alla protestan-

desimi protestanti commossi fermavansi


silenziosi a

e negli schiarimenti di questa costifatti

tuzione cheil ministeroprussianoha


slaupare,

si dichiara che questa menzione dettagliata e slata fatta permostiare che queste societ non avranno a soffrire

rimirare il venerando rito, ed unanimi scoprivansi il capo in segno di riverenza. Tanto leggo nel n." \^o del

Giornale di
p.

Roma del

228

narrai che Pio

85o. Nel vol.LI F, IX nel settembre


I

pregiudizio alcuno nella posizione che loro dovuta egaraulila solennemente ".

di tale

nalizia

anno innalz alla dignit cardidue prelati di Prussia mg.' Geis-

PRU
se]

PRU
mg/
Dieprussiano abiurato
il

79
d'arme, che

arcivescovo di Colonia, e

protestantismo era
fratelli

penbt'ock vescovo di Bieslavia:

le festive

caduto

in

odio de'suoi

ncclamazioni, anche per parie del governo, furono veramente straordinarie, ed


re diproprio
il

quasi lo fuggivano,
risurrezione,
il

Pasqua di reFedericoGuglielmolV,
il

th della

pugno scrisse ringraziamenti

cui quell'uflziale era stato accusato d'es-

alPapadi tanto onore conferito allaPrussia cattolica. Il santo Padre nomin la


guardia nobile conte Leoncilli a portare le notizie dell'esaltazione al cardinalato
coi berrettini rossi, ablegato apostolico

sere ito in grande uniforme a baciare


ss.

il

Crocefisso nel venerd santo in pubbliil

ca chiesa, per mostrare agli accusatori

per
lizie

la tradizione delle berrette

cardina-

mg.*" Prosperi Buzi, e delegato apo-

stolico

per imporle mg.'"ViaIe-Prel nun-

zio di

Vienna,
la

il

quale pontific messe


di

suo giudizio sopra tale atto, and a stringergli la mano pubblicamente in occasione d'una rivista. Il re inoltre assai sollecito nelcondiscendere a tutteledomande de'vescovi, riguardanti l'educazione morale e religiosa, in guisa che le missioni ubertose che con
e

solenni nel
la

cattedrale diBreslavia e nel-

indicibile frutto

metropolitana

Colonia, ove

si

vide-

bene grandissimo

si

fecero dai zelanti

ro due troni, uno pel delegato, l'altro pel


cardinale,

gesuiti e redentoristi nella \Veslfalia, a

dopo lequali impose ai novelli


le

Coblentz, nel Brandeburghese, in


ni al cattulicismo,

Pome-

porporati

berrette cardinalizie.

Con

rania e altrove, con numerose conversio-

mio rincrescimento non mi


tarne
la

dato ripor-

le belle

e consolanti relazioni, per


di

compendiosa condizione
le

questa mia

opera,

quali riuscirebbero di grande


ai cattolici

furono esplicitamente permesse e approvate da lui. Per cura di questo sovrano soldati cattolici hanno nell'esercito loro cappellitni, mostrani

onore tanto
lici

che

agli acatto-

dosi egli

sempre

e in ogni incontro

ri-

prussiani, essendo riuscite di vero e


s.

spettoso verso Dio. Nel quartiere

Roep-

splendido trionfo di nostra

religione.

nick di Berlino e sulla piazza del


si

campo

Sono per

riportale

interessanti de-

volle edificare

una

2." chiesa cattolica

i6q tlel Giornale di Ro' mrti85o, e nel t. 3, p. 4^^, t. 4> p- ^36 della tanto benemerita Civilt cattolica, con preziosi dettagli. Alle mense fiwono
scrizioni nel n."
fatte atfettuose e riverenti

in

l'invocazione di

onore dell'onnipotente Iddio e sotto s. Michele, sul modello


s.

e forma della magnfica basilica di

Anre lo

tonio in

Padova

(^.).

Non

solo

il

acclamazioni

convivali, a Pio IX, a Federico Gugliel-

mo IV, ed
il

all'episcopato germanico.

Che

regnante re di Prussia con saggia benei

volenza ed equit favorisce


indicato; in
ci

cattolici l'ho

ma autorizz di procedere ad una questua ne'suoi stali, contribuendo egli 10,000 talleri. A pag. 677 poi dell' Owen'fl/ore/iomrt/jo del 85 1, apprendo, che agli Il luglio il re comparve sulpermise,
1

conferma aggiunger ancora


nell'

la

piazza del cos detto

campo

di

Roepquale
edi-

che leggo
1

Osservatore

Romano
di

nick,

ad

assistere alla funzione colia


I.'

del
t.

85
1

p.

-237,6 nella Civilt cattolica,


il

fu posta la

pietra al

nuovo sagro
il

5, p.

33, che

degno vescovo

Bre-

fizio cattolico.

Siccome
la

cardinal di Bre-

Melchiorre Diepeobrock, scomunic un grande e potente signore violatore de'sagri vincoli del matrimonio,
la

slavia ora cardinal

slavia fu impedito d'intervenire a questo

allo solenne,

ceremonia della benedidi


s.

zione fu disimpegnata dal suo delegalo

burocrazia and in

collei-a
il

parroco della chiesa


to dai suoi

Edwige,

assisti-

e minacciava;

ma

la giustizia

buon
che

cappellani e da parecchi sa-

senso del re difese l'atto ilrlsuo Melchiorre, com'egli lo


gli

cerdoti stranieri. Oltre al re assistettero


alla

chiama per

l'alfelto

funzione diversi principi della real

ha.

Un

uffiziale

superiore dell'esercito

casa. Ciascun battaglione prussiano della

8o

VSE
Alene dopo
pagita,
il

PUC
la

guarnigione vi depulroiiominl per compagnia, e cinscunsqiiadi'one 3 uomini per rappresentar le (Ile de'loro soldati catto-

morte di

s.

Dionisio Areo-

quale ne fu

il

primo vescovo,
s.

proclamato dall'apostolo

Paolo. Altro

gran parata. Le generalit, gl'impiegati, membri del magistratoe del municipio, appartenenti alia confessione catlici,

in

non sappiamo
egli

di questo santo, se
la

non che
vita col
i

termin gloriosamente

martirio.

La

sua festa segnata a^2

di

circondavano pi da vicine il luogo ove si pos la pietra fondamentale. Migliaia di persone d'ogni ceto, cattoliche che protestanti vi vollcio assistere colla
tolica,
s'i

gennaio.

PUBLIO

(s.),

abbate. Figlio di un se-

natore della citt di


a'poveri tutto
il

Zeugma

dispens

suo avere, e cominci a

massima quiete, per

cui tutta la solennit

ebbe il carattere della pace e dell'amore veramente cristiano. Di recente si formata la camera de'pari, votata dalla i.' camera prussiana d^l 5 marzo i852. La .' 1 camera formata dal re, con suodecieto, e composta de'principi della famiglia reale, de'capi delle case d'HohenzoIlern, de'capi delle famiglie prussiane gi

condurre vita anacoretica; poscia imprese a governare un monastero numeroso, l suoi monaci non mangiavano che erbe, legumi, panebigio,e non bevevano che acqua. Publioper animarsi a nuovi progressi

nel fervore e nella carit,

aumentava oi

gni giorno le sue mortificazioni ed


sercizi di piet, e

suoi e-

metteva singolare atten-

zione nello schivare l'ozio.Ri porta Teodo-

immediate dell'impero, de'capi


miglie
ai quali
il

delle fa-

reloches. Publio fond due congregazioni,

re conferisce sede e voto


il

una

di greci, l'altra di siri, e


i

che

cia-

nella t/

camera, de'membri che

re no-

scuna celebrava
lingua.

divini offizi nella sua


fioriva verso
il il

mina

a vita fra 'grandi proprietari

fon-

Questo santo

369;

diari delle grandi citt e delle universit

onoralo dai greci, ed

Butler ne po-

del regno.

La Prussia

postasi a

capo del-

ne

la festa

a'aS di gennaio.

lo Zollverein (associazione doganale) ac-

PUCCI

quist per esso una grande influenza politica.

tino che recatosi a

Lorenzo, Cardinale. FovenRoma occup le ca-

L'Austria che non ne


esservi

fa

parte, ora

riche di abbreviatore, chierico di camera, e datario di Giulio 11, chegli confer la

sollecita di

ammessa, come par-

te importantissima della confederazione

coadiutoria di Pistoia. Intervenne

germanica.

PSEUDO.
si ('ce

Falso, e deriva dal greco

pseudos che significa menzogna. Perci pseudo apostoH,f^isi a])oslo\; pseudo Cristi^ falsi Cristi ; pseudo profeti^ falsi profeti. La denominazione di Pseudonimi si applica tanto agli autori di libri il di cui frontespizio contiene un nome, che non quello del loro autore; come
si

Lateranense V, ove nella sesXI fu deputato a leggere le schedule. Divenne anche datario di Leone X,
al concilio

sione

ed il quale lo fece pure suo segretario, a'23 settembre 01. "oltobreiSi 3 lo cre cardinale prete de'ss. Quattro e vescovo
di Melfi,

nonchamministratore

di

Van1

nes nel i5i5, e vescovo di Montefiascone.

Divenuto vescovo di
la

Pistoia nel

8,

applica agli editori calle traduzioni.

cede

sede

al lo

nipote Antonio. Adriano

PSIMO. Sede
baide sotto
il

vescovile della i.' Te-

VI

nel

i522

preconizz

alla chiesa di

patriarcad'Alessaudria.Due
t.

Capaccio. Clemente VII

lo

nomin

ve-

vescovi ricorda VOrienschr.

2, p.

6i6.

PUBBLICANI. F. Poplicani. PUB LIO (s.), vescovo di Atene, marapprende da s. Dionisio di Corinto, citato da E^usebio , che Publio fu incaricalo del governo della chiesa di
tire. Si

scovo di Paleslrina nel 1 524, e penitenziere maggiore, avendo descritto il suo stem-

ma
p.

e da che originato, nel voi. XXXV H, 286, ed a Porte sante. Comech di genio sublime Giulio 1 1 non volle che mai si allontanasse dal suo fianco, se non quan-

PUC
do
tio
l'invi ai floreDlini percotlegarli
i

PUC
con*
sigilo nel
i

8i

francesi, nella qual circostanza proin

nunzi
VII,
i

senato eloquente orazione.

Lo

governo della Chiesa. Nel funesto sacco di Roma poco manc che furiosi soldati non l'impiccassero, poich carico di catene co'suoi colleghi veniva con-

stesso praticarono
i

Leone

Clemente

quali sene prevalsero negli atiari


gelosi della
s.

pi

il

Sede, e per giudicare

e decidere le cause pi
santi della curia

ardue e interesromana, onde alcuni lo

Campodifore, quancon uno strattagemma il cardinal Pompeo Colonna. Poco dopo Clealla forca in

dotto

do

lo liber

mente VII
ficarli.

lo spedi
al

nunzio

agli svizzeri,

tacciarono di avere abusato del potere


sotto
kI I .,

all'imperatore e

redi Francia per pacilo fece

quindi venne incolpato ad Adi venalit e

Nel i528

vescovo diRa-

di iano

VI
il

peculato, per cui

esigendo

Papa che rendesse conto del


il

MIO ministero, lo giov col suo credito


\

rardiual Medici, che divenuto Clemente


II Io ristabil

nel primiero credito e au-

che per subito rassegn a Giannozzo suo nipote. Le sue rilevanti fatiche Clemente VII premi a'25 settembre creandolo cardinale prete de'ss. 1 53 Quattro, colla caricadi penitenzieremagpolla,
I

torit.

trui testimonianze e

no

le

La specchiata sua innocenza, le alil tempo dileguarocalunnie. Fu a due conclavi. Eradedic


s.

giore e
111 nel

la
I

protettoria de'minimi. Paolo

nes
nel
I

536 lo dichiar vescovodi Vaoper nomina del redi Francia (che poi
i54i cede
gli

smo

gli

le

sue annotazioni sulle

al nipote

Lorenzo) e nel

opere di
nel

Cipriano, e Battista Pianto-

537

die in amministrazione Melfi,

vano la vita di s. Basilio. Mori in Roma 53 1, di ySannijC fu sepolto nella basilica Vaticana, donde fu trasferito nella chiesa di s. Maria sopra Minerva presso il mausoleo di Leone X, con raagnilco elogio. Del suo palazzo feci parola nei voi. LUI, p. 83. PUCCI Anto.mo, Cardinale. Paliizio
1

che rinunzi ad le. Ricev nella Papa, reduce da dotte ed erudite

Acquaviva poi cardinasua villa di Toscana il Lucca, e scrisse alcune omelie, ed altre opere in verso e in prosa. Mor a Bagnorea o in Roma nel i544j essendo vescovodi Sabina; certo che fu sepolto nel coro di s. Maria sopra Minerva, con isplendido
elogio postovi dal zio cardinal Roberto.

fiorentino, nipotedel precedente, ne'verdi anni

compose egregiamente

in versi.

PUCCI

Roberto, Cardina le. D fami-

Alla poesia aggiunse la letteratura, e di-

glia patrizia fiorentina, fratello del car-

venne profondo nelle facolt


dice

legali, teosi

dinal Lorenzo, dopo aver amministrato

logiche e nelle sagre scritture in cui

con lode

di giustizia, piet

e
i

prudenza
pi splen-

non avesse pari

nell'et sua, e

che

nella repubblica di Firenze

essendo canonico della metropolitana di Firenze, con somma lode pubblicamente


interpret: fu al concilio di Laterano

didi carichi,
re, tolta in

come

di gonfaloniere e prio-

moglie Eleonora Lesia, nobile

e onoratissima, riport

numerosa

prole.

e nella sessione IX pronunzi un'orazio-

ne avanti Leone X. Questi nel i5i8 lo fece chierico di camera, e vice legato contro francesi che occupavano lo stato di Modena e altri luoghi, con l'incarico d'ini

Rapita quella dalla morte, abbracci lo stalo ecclesiastico, quindi Paolo III ammiratore di sue singolari
il

doti, gli confer

vescovato di Pistoia che nel i54i avearinunziato


il

gli

nipote cardinal Antonio,

pontificii, ove vennero in servigio della Chiesa. Nello stesso anno ebbe il ves^covato di Pistoia, per rinunzia dello zio Lorenstati

trodurre le milizie svizzere negli

in grazia del quale,

che col suo sutFragio


sua esaltazione, ai

avea contribuito
1 7,
i

alla

zo.

N minor stima ebbe


si

di lui

Adriano

VI, che

prevalse della sua opera e con-

dicembre 539 Io cre cardinale pretede'ss. Nereo ed Achilleo, e poi nel 5^6 amministratore di Melfi e Rapolla, colla cospicua carica di penitenziere maggiore

VOL. IVI.

82
dopo
la

PUD
morie
tli

PUG
Avendo
^pulo,
nevento
e
il

detto nipote.

si

disse

Beneventano

dalla sua

disimpegnato tulio con particolare innocenza e fedelt, mori in


di

principale citt. Borgia,

Memorie di Be-

Roma nel i547, tumulato nel coro di s. Riaria sopra Minerva con breve iscrizio83
angli, e fu

I, p. 106, dice che la Puglia t. suo ducato fu offerto alla s. Sede, ci-

tando Gretsero,
pun.
la
Il

De

munificentiaprinci'

quale fu replicata nella chiesa dell'Annunziata di Firenze nella cappella


ne,
la

Pucci, sulla base di un bellissimo e


gnifico a vello,i vi eretto alla sua

ma-

memoria,

PUDENZIANA
di
s.

(s.),

vergine. Sorella

Prassede (^.), e figlia di Pudente senatore romano, che fu convertito alla


fede dai
ss.

apostoli Pietro e Paolo.

La

19 maggio ed notata nel Sagramentaiiodi s. Gregorio. Havvi una chiesa in Roma a lei intitolata. V. Chiesa di s, Pudenziana, e Pu' lazzo apostolico di s. Pudenziana j ove
sua festa
si

celebra

il

riporto altre notizie.

PUEBLADELOSANGELOSoANGELOPOLI. r. Tlascala. PUERI DE CHORO. Fanciulli


detti al

tratta meglio neldominio della s. Sede nelle due Sicilie, e dice che pei pugliesi, che secondo Malaterraealtri si offrirono alla s. Sede ed a s. Leone-lX, si devono intenderei popoli del principato di Benevento, come oppressi e minacciati dai normanni, mentre gi Carlo Magno avea donato a s. Pietro il ducato di Benevento, onde Pontefici vi esercitarono subilo gli atti di sovranit, ed anche sopra le parli che poi si dismembrarono dal principato per formarne altri cio Salerno, Capita, ec. {^.). Anticamente erano chiamati pugliesi regnicoli , anzi le

medesimo ne
istoria del

Breve

terre di

qua

dal

Faro prima che


di

la

nonsi

ad-

cupazione

di Sicilia

qua dal Faro

coro delle cattedrali, massime di Francia, checanlano le glorie di Dio nella ufziatura ecclesiastica,

rendesse famigliare e comune, erano voi-

garmenledeltedai
ci

latini Piigliae(\a\ gresi

ed esercitano

Italia, laonde presso gli scrittori


i

ha

diversi uflzi de'chierici in diverse chiese.

per rex Apuliae e rex Ilaliae


di queste terre, e

principi

Vedi

Piier in Macri, lYot. de vocah.

eccl.

Zaccaria neh' Onomasticon lilua'

stesso Carlo

da INiceforo Grecora Io d'Angi viene sempre ap-

le, alla

dice.

voce Puer, Pueri, ecco quanto Pueros olim cantasse in ecclesia


sic

palei ex Venantio Fortunato


te:

loquea-

Hinc puer exiguis adtemperat orga-

na cannis; Inde senexlargara ructat abore tubam. Tympana rauca senum puerilis fistula mulcet, = Alque hominum reparant verba canora Lyram".

rex Ilaliae. 1 Normanni [F.) nelmet del secolo XI a mezzo di Guglielmo I e di Drogone impadronitisi della contrada, s'intitolarono conti della Puglia. In questa si rec s.Leone IX neh o5i
pellato
la

e vi assolv

beneventani che avea scofre-

municati per macchinare ribellione. Vi


torn colle sue milizie nel io53 per

PUGLA.Sede vescovile della a.^Parafilia,

nare

normanni che guastavano


Calabria
{/^.),

la

Pu-

sotto la metropoli di Pirgi, eretta


secolo.
t.

glia, la

e altre terre della

nel

Due
i, p.

vescovi registra l'O-

Chiesa, indi nel

1028. Apulia. Patrimonio della s. Sede, la quale gi lo possedeva nel Sgo sotto s. Gregorio I che ne fa menzione, ed al quale si mandava dal Papa un am-

riens dir.

ne invest

il

io54 in Benevento [F.) normanno conte di Puglia

PUGLIA,

ministratore col titolo di difensore o retchierici della chiesa

che soleva essere uno de' primari romana. Notai a Patrimoni DELLA s. Sede, che il patrimonio
tore,

comprese l'isola di Sicilia vi avrebbe acquistate. La Puglia non ebbe il titolo di ducato, che parecchi anni dopo s. Leone IX. Il i. che s'intitol duca di Puglia e di Calabria fu Roberto Guiscardo, dopoch
e vi

Umfredo

per quelle terre che

Nicol

II

nel

loSg

lo invest di

Puglia,
iie-

Calabria e Sicilia con giuramento di

PUL
dellqual feudatario e vassallo della clilesa romana e con annuo censo; furono
quindi duchi di Puglia R.uggieio e Guglielmo li normanni, Ruggiero II conte
di Sicilia nel

PUL
strale dai
Sciosci, Nicai,

83

minori osservanti, non essen-

dovi clero secolare; cio Pianti, Scialla,

127 impadronitosi della Puglia, dopo la morte di Rainolfo duca


i

Aragna, Dusraani, Joplana e Ghiri, che sono luoghi ove esistono. Dalla parrocchia di Gioagni dipendoi

no 3

villaggi,

ed amministrata per lo
suo ospizio per abitazione

di Puglia e feudatario della


il

s.

Sede, prese
eiei

pi dal vescovo pr tempore. Ogni parrocchia ha


il

nome

di re di Puglia e di Sicilia, conII,

fermatogli dall'antipapa Anacleto

del missionario. Questi popoli costitui-

galmenle da Papa Innocenzo II neh 3g, col ducato di Puglia e il principato di Capua. Clemente IV riserbandosi per la chiesa il ducalo di Benevento, nel 17.65
invest della Puglia, Calabria e regni di

cui

vano aulicamente la diocesi di Chiros, di non rimane vestigio. Vi anche un prefetto della missione. Trovandosi la

chiesa di Pulati in decadenza, la congre-

gazione di propaganda a'2omaggio 1 833


decret di dare
la diocesi in

Napoli

e Sicilia (F.) Carlo

d'

Angi,
Car-

amministra-

col feudo

annuale d'8000 oncie d'oro e


Il

zione al vescovo di Scutari, assegnando

della Chiiiea (f.).


lo
II

figlio di questi

annui scudi 100 da impiegarsi ne'necessariristauri; questi eseguiti, ripristin nel

nel

1289

fu coronato in Rieti {P'.)

da Nicol IV, re di Sicilia, Puglia e Gerusalemme. Del ducato Beneventano parlai a LoxGODABDi, a Italia, a PorTEcoRvo, e negli articoli che lo riguardano, ed anche nel voi. LUI, p. 217. L'antica contrada d'Italia chiamata Puglia,
oggi forma
della
le

1847 ^'^^
di mg."^

luglio

il

vescovo nella persona


in

Paolo Dodmassei,nato
fa

Alba-

nia [f^.),c\\t

parte del r/t'^tro(/'), col

provincie di Capitanata,

Terra di Bari e della Terra d'Otranto nel regnodelledue Sicilie. La porzione della Capitanata, situata tra'fiuini

solito annuo assegno di scudi 200. La medesima congregazione nel 1837, per ottenere nel paese qualche riforma e salvare cattolici dalle vessazioni delle autorit ottomane, preg l'imperiai corte
i

d' Austria di

prendere sotto

la

sua pro-

tezione

cattolici dell'Albania.

La sede

Ofanto e Fortore, viene spesso chiamata Puglia propria. Il suolo vi piano, con numerosi ed eccellenti pascoli, ed in abbondanza produce grani, vini, olio, frutti, lana ec. Si chiam ordine di Pulsano un ordine religioso istituito nelsecolo XII
sul

vescovile pretende

Comman ville, Hi5/. f/e

ioni V ve sche.z,c\\e sia stata eretta suffra-

ganea d'Antivari nel secolo X. Forse sar stata l'antica Chiros, imperocch certo che la istiluzione del vescovato fu stabilita nel 1654 da Innocenzo X, che la
dichiar suffioganea dell'arcivescovo di

Monte Gargano

in Puglia, nel
s.

luogo

chiama lo Pulsano, fondato da


ni di blatera.

Giovandi

Anti vari, l^e Notizie di


dierno, riporta
i

Roma,

o\\.ve l'o-

seguenti vescovi. 1731


i

Tl]L\T\{Pulalen). Citt vescovile

Albania con residenza ordinaria in Giuagni parrocchiaj capoluogo del distretto


del suo

Mario de Luchi. 746 Fr. Serafino Ternani della stretta osservanza di Bergamo. 1737 Giorgio Giunchi di Livari diocesi
d'Antivari.

nome, sangiacato
al

della

Turchia

1766 Alessandro Bianchi

di

europea, a 12 leghe
tari.

nord-est da Scu-

Morcio

diocesi d'Alessio,

1781 Giovanni

Questo piuttosto un grosso borgo, con circa 10,000 abitanti, situato in regione montagnosa, e nello spirituale dipende dalla congregazione di propaganda fide. Oltre la chiesa di Gioagni, vi so-

Logorezzi di Bria diocesi di Scutari. 1 79 Marco JNegri di Sappa. 1817 Pietro Gin-

nayoPinni barbaramente assassinato da un suo domestico nella propria abitazione, i833 Fr. Benigno Albertini minore O
osservante vescovo di Sculari, amiuni*

no

altre

8 chiese parrocchiali ammini-

84
gli

PUL
successe mg.rLuigi Guglielmi.
t.

PUL
Pulcheria. Essendo poi morto a'29 luglio
Il

stratore apostolico, ed in tutto nel 184*2

Par-

45o,

lalo, lllyrici sacri


Puliiti,

i,

p.

161, chiama

Pulatium, pagus nobilis Dalmaradices niontis Scardi, lungi

tiae

ad

3o

ad unanime voce proclamaPer rassodare la sua autorit, ella pens di dividerla con Marciano, cui offr la sua mano, a
essa fu

ta imperatrice d'oriente.

miglia da Drivasto.

condizione di osservare
imperatrice. Fi-

il

PULCHERIA

(s.),

fatto di vivere vergine. Pulcheria e

votocheavea Mar-

gliadiArcadioediEudossia, nacque l'anno 399. L'imperatore suo padre mor nel


di

ciano non
di

si

occuparono che del


i

modo
s.

rendere
I

felici

loro popoli, e di far fio-

408, lasciando il figlio Teodosio 1 1 in et 8 anni, cui assegn per tutore Anti-

rire la religionee la piet.

Avendo

Leo-

ne

mandato 4

legati a Costantinopoli,

mo;

e nel

4^4

Pulcheria fu dichiarata
la di-

questi furono accolli dall'imperatore e

augusta, per dividere col fratello


sa della sua educazione,

dall'imperatrice con giubilo e rispetto.


loro zelo per l'ortodossia fece ad
ritare
i

gnit imperiale: anzi s'incaric ella stes*

essi

me-

bench non aves-

pi grandi elogi del Pontefice e

se che

due anni pi
i

di lui. Ella diede al

del concilio diCalcedonia,che nel 4^1 con-

pi abili e virtuosi maestri, e fratello procur sopra tutto d' inspirargli gran sentimenti di piet. Pose egualmente cura nell'educare le due sorelle minori Arcadia e Marina, ed ebbe la consolazione di vederle seguire costantemente la virt. Il palazzo

dann l'eutichianisrao. Pulcheria fece un gran numero di utili stabilimenti, e fond molti ospedali, ai quali assegn considerabili fondi. Tra le chiese che fabbric, le principali furono quelle di

Bla-

querna,A\ Chalcopratutn e di Hodegus,


dedicate alla

imperiale sotto

la

sua con-

Madre

di

Dio.

Le gravi cure
po-

dotta rassomigliava ad un chiostro, ed


essa praticava mortificazioni ed austerit

dello stato non le impedivano di conser-

vare

il

fervore, e tutti

momenti che

sconosciute nelle corti dei principi. Non-

tea involare agli affari del governo spen-

dimeno Pulcheria non trascurava nessuno dei pi piccoli afifari di governo; consultava le persone pi sagge e pi vir-

devali ad orare, a leggere ed a servire

poveri colle proprie mani. Ella fu,a(|uan-

tuose che formavano ilsuo consiglio; nulla

deliberava se non dopo

le

pi mature
i

ne dice Sozomeno, favorita da Dio di molte grazie straordinarie; e in conseguenza di una visione fece fare la solento

disamine; indi faceva eseguire


dini in

suoi or-

nome

del fratello, ond'egli

nea-

vesse l'onore. Versata nella letteratura e nelle lingue greca e latina,


si

dichiar

ne traslazione delle reliquie dei ss. Quaranta martiri, che furono rinchiuse in una magnifica cassa. Lasci per testamenbeni di to alla chiesa ed ai poveri tutti
i

protettrice delle scienze e delle arti. Al-

cui poteva liberamente disporre, e


ai

mori
i

lorch suo fratello giunse all'et di


anni, ella

combin

il

di lui

20 matrimonio

con Atenaide figlia d'un filosofo ateniese, la quale ricevette prima il battesimo e prese il nome di Eudocia. L'influenza di Pulcheria fece assai presto ombra alla cognata, la quale mediante gl'intrighi
dell'eunucoCrisaflo riusc di farle perde-

IO settembre del 453. 1 greci ed latini onorano s. Pulcheria del titolo di vergine, e Papa Benedetto XIV aveva una

venerazione singolare per questa santa. PULCHERIO (s ), abbate in Irlanda,


detto Mochoenioc dagl' irlandesi.

Fu

e-

re

la

fiducia di Teodosio
si

II;

quindi Pul-

ducato sotto il governo di s. Congallo nel monastero di Benchor, e fond l'abbazia di Lialh-Mochoemoc, presso alla qua-

cheria

vide obbligata ad allontanarsi

dalla corte

dosio

II

nel447-Non tard molto Teoad aprire gli occhi, e richinm

venne fabbricata la citt omonima. Questo santo mor ai 3 di marzodel 655. PULPITO, Suggesuwt,Puipitum. Perle
1

PUL
gamo o luogo rilevato, fatto di legname o di pietra , proprio principalmente pei Predicatori [P'^.)j avendo parlato a Predica ( /^. ) ed a Predicatore apostolico (y.) delle diverse ceremonie che dai predicatori
si

PUL
dell'epistola
;

85
il

l'altro

donde

vangelo, a
il

lato del vangelo stesso; cosicch

diaco-

no che legger

il

vangelo

sia rivolto alla

me

vestiti vi

devono fare sul pulpito, e codebbono ascendere. Nelle

chiese che posseggono pulpiti di singolare bellezza, lidescrivoai loroarticoli, co-

parte meridionale della chiesa cui gli uomini concorrono. Si costruiranno o di marmo o di altro sasso, ornandoli di sagre sculture, e si possono anche edificare di mattoni, ma conviene adornarli di lastre di marmo o di pietre elegantemente lavorate
,

me

a Pisa per quello del celebre Batti-

di bronzi dorati

come

si

stero: nel voi. L, p. 2 4 parlai del pul-

pito nobilissimo di

marmo

fatto

da Boleggio,

nifacio Vili nel Laterano, per darvi la

benedizione. Si dice pulpitino


la

il

qualunque chiesa parrocchiale poi dove non possa erigersi ambone , si costruisca un pulpito tutto di tavole (ordinariamente di noce) levigate
pratica oggi. In
delle pi forti, di conveniente lavoro e for-

cattedra,

la

bigoncia ove

gli

antichiseil

natori e altri salivano a pronunziare

ma, pure a fianco


sagra concione.

dell'evangelo, affinch

loro parere

quando arringavano
in terra

il

popo-

possa farvisi la lezione del vangelo o la

lo in piazza,

o in ringhiera ne' consigli, a foggia di

La sua

figura

pu

essere

eh' era

un pergamo
:

bigoncia

tribuna oggi si chiamaquel luogo nelle camere ove ascendono! deputati ed ministri ne' paesi di regime costii

rotonda e poligona e mista, secondo pu meglio convenire al luogo. La sua grandezza


lato.
sia

comoda,
I

ma
si

limitata al bisoal

gno. Si pu erigere unito

muro

e iso-

tuzionale e parlamentare, per dichiarare


i

Nel

modo

pu sostenere con

prim

loro sentimenti, i secondi per

ma-

nifestare

qualche cosa o rispondere alle iiiterpellazioni. Pulpito vale anche palco, e precisamente fu detto del palco de'teatri.

Ad Ambone

dissi

delle chiese antiche,

ch'era la tribuna ove si leggevano e


dell' uiiizio divi-

cantavano alcune parti


no,

massime {'Evangelo (al quale articolo ne resi le ragioni) acciocch meglio s'intendesse. Degli amboni e de'pulpili,
delti

ancora Analogiiwi, Dictorium, Lela

ctrnm, Lampiurn (per


le

moltitudine delcircondavano),
Ratti di a-

lampade accese che

lo

Lectricium, Lectoriuni, meglio ne parlai


a Chiesa,

mensole, con cariatidi, con termini, o anche con colonne o con altri ornamenti, secondo la sua grandezza e la sua figura. Ma nel 2. luogo non pu sostenersi che con colonne e somiglianti cose, ma pi maestoso potendosi costruire vicino al muro. Il parapetto si forma al modo di piedistallo o di attico con ornamenti convenevoli di risalti e d' intagli , o di pitture o di sculture. Non mai per si faccia a balaustri, non mostrando eoa ci la gravit che vi si richiede. Si abbia in fine in vista che tanto l'ambone quanto il pulpito siano debitamente collocati
in

onde piacque

al eh.

grembo

alla chiesa, in

luogo esposto

dottarlo e pubblicarlo a p. 85 del suo Trattato per V erezione de' sagri templi.

alla vista,

Questo ingegnere architetto milanese dice: Che se si deve costruire un solo ambone lo si ponga a fianco del vangelo e si procuri di porvi due gradinate, l'una
per ascendere volta all'oriente, l'altra per
discendere volta all'occidente. Se devonsi
costruire
si

donde il predicatore o il lettore possa da tutti essere veduto ed inteso, non molto lontano dall'altare maggiore, e ci per maggior comodo del sacerdote
la

che predica fra


sa giusta
i

celebrazione della mes-

decreti ecclesiastici ". Nel ri-

portare questa magistrale artistica descrizione sui pulpiti, mi tengodispensato dal


parlare delle antiche,
loro

due amboni,

1'

uno sar donde


si

come

dell'odierne

legge

l'

Epistola {V.) e

porr a lato

forme

tutto e

bene essendo ktato

86

PUL
soslomo torn a
i

PUL
collocarsi
il

detto tlall'encomiato Ratti. Solo aggiun-

pulpito nel

ger, che comuneraenle


sovrastati

pulpiti sono
di

mezzo
rio

da una copertura o specie


al

baldacchino, sotto

quale

la

figura rag-

s. GregoNazianzeno vescovo predicava infra i cancelli (di cui nel voi. XI, p. i'^), co-

della chiesa; tultavolta

giante della colomba, simbolo dello Spirito santo, dal quale dev'essere ispirato
il

sagro oratore; che al lato destrosi suole porre l'immagine del Crocefisso, cui il predicatore rivolge qualche supplicazione e
col quale benedice
il

popolo. Nelle feste


le chiese

m'egli stesso testifica, quando (il menzione della moltitudine degli uditori, che si spingeva ai cancelli per udire il sermone. Ma in Roma si usava per antico , che il Papa predicasse al popolo da un eminente pergamo, onde Prudenzio in Ip-

solenni in cui

si

adornano
si

con
il

addobbi ed arazzi , pulpito, quando non


voro, in
Il

suole ornarne

sia

d'un superbo

la-

hymn. i i, cos disse Fronte sub adversa gradibiis sublime tribunal Tollitur, Antisles praedicatunde Deitni. Alpolito,
:

modo

di particolare eleganza,

l'anno poii i77,n.''69, narrando Rinaldi la

Piazza nella Gerarchia cardinali'


p.

dimora

in f^enezia di
I
,

Alessandro

761, descrivendo i due amboni della chiesa di s. Maria in Ccsmedin, avverte che impropriamente alcuni li diszia,
sero pulpiti
,

III e di

Federico

dice che
s.

mentre
all'

il

Papa

nella chiesa di

Marco andava

soal-

lennemente e processionalmente
peratore nella festa di
slesso Federico
I

leggendosi anticamente in

tare per cantarvi messa, a istanza dell'ims.

uno
sto

l'epistola, nell'altro l'evangelo

posto

Bartolomeo,
di

l'i-

sopra un Z^fggro(/^.), osservando che que-

facendo ruificio
il

non rotondo a guisa di colonna, ma angolare, rappresentando il Redentore


chiamato figuratamente pietra angolare, perch insegnando colla sua celeste dottrina incontr travagli e morte, ovvero per denotare che nel magistero del van-

lafreniere, pose gi

manto

paprese una
i

veiga
al

in

mano,

scacci di coro

laici,

co-

me se slato fosse un osliario,e fece fare ala


Papa. Dipoi rimanendo
ai

in

coro cogli

arcivescovi, co' vescovi e co'chierici d'A-

lemagna,
ficio di

quali era stato

commesso l'ufil

uno le dottrine del vecchio e nuovo Testamento , esposte alla


gelo si uniscono in

cantare in quel gioino, ud divola

tamente

messa.

Ed

essendo
il

Pontefi-

continua contraddizione degli


mici della fede.

eretici

ne-

ce salilo in pulpito

dopo

vangelo per

Che

1'

uso di leggere in

scrmonare
tarlo

al

popolo, l'imperatore acco-

pubblico l'evangelo e in luogo eminente funzione piena di misteri, usata principalmente dalla chiesa greca , anche per

si mise ad ascolcon attente orecchie. La cui divozione osservando Alessandro III, fece che

standosi pi dappresso

dimostrare che

la

dottrina di Ges Cristo

il

patriarca d'Aquileia
le

gli

sponesse in lin-

devesi confessare cortiw hoininibiis, e sen-

gua tedesca
proferiva.

parolech'egli latinamente
,

za verun timore o rispetto difendere.


dai medesimi

Che
le

Chardon
I I
,

Storia de' sagra-

amboni

si

pubblicavano

Profezie
del

[f^.) del vecchio,

nell'evaugelo

78, discorre de'pulpili o cattedre o tribune antiche e della loro sit,

menti,

p.

nuovo Testamento. Cheil pulpitodifferisce dall' ambone, perch in esso non


canta o legge l'evangelo,

tuazione nelle chiese, e di quelli di diverse,

dicendo che

penitenti,

catecumeni

si

ma

si

spiega
vescovi

e
se

gli
il

eneiguraeni occupavano nelle chie-

dai predicatori. Nel voi. XI, p. tai , che nella primitiva chiesa

227 noi

luogo o spazio che percorreva dalla


al
il

porta
ra fra

pulpito, gli altri fedeli quello ch'ei

predicavano ordinariamente sui gradini dell'altare, ma s. Gio. Crisostomo preferiva l'ambone.

Leggo in Rinaldi,

all'anCri-'

pulpito ed cancelli cui era prossima la Soloa ( di cui nel voi. XI, p. 2?.6 ed altrove) ; che ne' pulpiti si leggevano
le scritture,
si

no 40 7>

-i 7j

che a gran lode del

cantavano

salmi,

il

vesce-

PUL
vo predicava e si facevano molte funzioni, siccome luogo al popolo pi vicino e

PUL
mente airiraposlo
la e del

87

carico coli' esalta du-

plice dispensazione del

meno
ed
teva.
p.

discosto dall'ingresso della chiesa,


i

pane della paropane della grazia ; quello cio

non poMemorie, 33, che Pergola o Pergamo si disse il


ai cancelli

quali oltrepassar
Gavarap',

nelle lezioni e concioni sagre, l'altro nel-

Apprendo da

l'amministrazione della ss. Eucaristia. La

prima

si

soleva eseguire dagli antichi cri-

luogo ove stanno! predicatori ad annuo:

stiani in quella parte de'templi

ziar la parola di
(li

Dio
si

al

popolo. Nella vita

Cola

di

Rienzo

descrive

un pergolo
si

che nomavasi Ambone, la seconda nella Solca, non essendo pienamen teconcordi gli scrittori nello stabilire
il

fallo erigere in chiesa

per tenere un pub-

luogo preciso dai


d' altronde nei
si

hlico consiglio col popolo

romano, e

medesimi rappresentato,

chiam parlatorio di tavole e vi sal sopra quel famoso tribuno e agitatore e|ojuetite. Negli atti

diversi luoghi diverse funzioni

celebra-

vano. Per ambone s'intende pulpito o pulpiti esistenti nel

mss. della chiesa di Cit-

coro.

Le

funzioni solite
il

t di Castello la
s.;li

si

legge una scomunica da-

praticarsi sull'ambone erano

canto del

da Nicol vescovo della medesima a8 settembre 1 269, inler missarum so-

Itinna
gli
;

ad Pergolum

canonicati, contro

graduale o responsorio Allelujaj la \ezxonQtW epistola e tWevangeloAa pr* clamazione degli editti q decreti de'Papi,
delle censure ecclesiastiche j la recita dei

usurpatori de' beni di quella chiesa.

Siccome anche leggesi fatta a'5 febbraio 1 2G8 una monizione al popolo dallo stesso vescovo citmessetadPergulunicanononicaes. Floridiet praedicarelec.
sti

prediche al popolo inoltre l'ambone fu luo^o destinato agli esorcismi^nWa coronazione anche degV imperadittici e le
:

Que-

tori,

e finalmente alla pubblica professio-

pergami o pergoli erano e dentro le chiese e fuori di esse, come in Perugia e


i

altrove.

AggiungeGarampi,chenon ve-

'

'

roche nelle chiese si predicasse solo in lingua latina, come taluno ha preteso, ma anche in volgare, non solo nel secolo XV, ma anche sul principio del secoloXl V.Nel concilio generale Niceno II del 787, col canone i4 fu proibito di leggere nella chiesa sul pergamo, senza avere ricevuto l'imposizione delle mani dal vescovo, cio l'ordine di eore(F.), quantunque abbiasi la tonsura.

ne di fede ne' Giudizi di Dio o Purgazioni (/^.) I lettori e cantori sull'ambone eseguivano il canto del graduale; coucilii Trullano e di Laodicea proibirono questo officio ai laici, essendo pur vietato a qualsiasi chierico; anticamente il salmo graduale si cantava per intiero, trovandosi gi scorciato sotto s. Gregorio I,
i

Le

lezioni dell' epistola e del vangelo

si

facevano sopra l'ambone dai

lettori, co-

me

praticasi dalla chiesa


ai discorsi tenuti al
i

ambrosiana.
popolo sopra

Quanto

Nel

t.

12, p.

259
si

scienze religiose,

Annali delle riporta un bel sunto


degli

anche vescovi solevano predicare, questi ordinariamente predicavano da una cattedra posta ne' gradel pulpito, ove

della dissertazione letta in

Roma
s.

nell'ac-

dini del santuario entro

cancelli; sul-

cademia
lip[K)

di liturgia nel

1841, da d. Filiturgia

Arcangeli professore di
solile

nel pontificio seminario

romano: Delle

funzioni

praticarsi dagli antichi

l'ambone predicarono i ss. Gio. Crisostomo e Agostino, Macedonio patriarca di Costantinopoli, Pelagio I e s. Leone lU, ed a'terapi di Piteo era consuetudine tra'
vescovi delle Gallie.

cristiani nelle

due parti de' loro templi Ambone e Solea.'^e far un estratto delle cose principali.
zi
i

geva un solo

Comunemente si erambone nelle chiese, e il pi


mezzo
di esse,
s.

Uno
il

de'precipui

uffi-

delle volte nel

cos in

s.

di santa Chiesa

pascere e nutrire
ella mirabil-

Ambrogio

di

Milano, in

iSevero di

Ra-

suoi fedeli, cos

adempie

venna, e nelle cattedrali

di Parigi, Bajo-

88
:

PUL
nella parte superiore tertre,

PUR
una
specie di pulpito o

na e Noyon minava in due scalini, uno pi elevato, l'altro meno. Dove n'esistono due, uno si vede pi elevato e ornalo posto alia destra del sacerdote celebrante o parie meridionale,
1'

ambone si
di
vi

levava ne'battisteri pel battesimo d'im-

mersione , come in quello (^.). Talvolta dagli amboni

Ravenna
si

mostra-

altro pi basso e disadorno

Reliquie (^.). Anche nel Refettorio [V.) si eleva il pulpito, per la sa-

rono

le

s.

collocato nella parte settentrionale. Nelle chiese

d'un solo

ambone

l'epistola

si

gra e morale lettura che mensa.

si

fa

durante

la

cantava nel gradino pi basso, nel pi elevato l'evangelo.

PUPITANO

PtJPPUT. Sede

ve-

Ove

poi n'erano due,

scovile della provincia di Cartagine pro-

l'epistola leggevasi in quello boreale, colla faccia rivolta

consolare nell'Africa occidentale, solto


la Morcelli,

la

verso

l'

altare,

come

lo

metropoli di Cartagine. Di 3 vescovi par^

indica

za di questo negli

mancanamboni pi elevati o meridionali, sebbene sembra che il vangelo non vi fosse cantato, essendo anche
la

posizione del leggio; la

Africa chr.

t.

i.

PURGATORIO, Purgalorius, Fiamma expiatrix, Purgatorius ignis. Luogo


di espiazione e di patimenti.

La morte del

consuetudine

di collocare

il

libro degli e-

giusto preziosa nel cospetto del Signore,

vangeli sul dorso d'un'aquila,

nondime-

no non

si

pu

asserire

il

contrario, per

momento che

pessima quella del peccatore. Nel l'anima si separa dal suo

l'accordo de'doltori nel sostenere la pri-

ma

sentenza.

Quanto

alla

Solca s'igno-

corpo gi gi udicn la da Ges Cristo.Questo il giudizio che si chiama particolare, di cui la

ra il luogo preciso ove esisteva e la sua forma certa ; non era un pavimento contiguo al santuario entro cancelli, n il
i

sentenza sar solennemente


I

ratificata nel giudizio universale.


logi

teo-

non definiscono con certezza

se l'ani-

trono ove soleva sedere l'imperatore,


era per prossima
te di fuori
,

ma

nel separarsi dal corpo sar trasferita


ivi

ai cancelli

dalla par-

dinanzi al diviu Giudice, o se


dicata dove lascia
il

giu-

il

pi delle volte ornata di

suo corpo; se sar


Cri-

metalli e pietre preziose; locuni inter-

giudicata
sto

immediatamente da Ges

medium
manente
na

iiiler

chorutn

et saiictuariiim
il

era rilevata di alcuni gradini sopra


del coro, e
si

ri-

pronunziante sentenza informa umana, o per la divina onnipossente virt


ch' presente per tutto; o se
ster la sentenza per
si

estendeva dall'uricevevano
la ss.

manife-

all'altra parete. Ivi


i

Eucaristia

laici e

que'chierici che per


stali ridotti alla

mezzo degli angeli. Tuttoquesto poco importa che si sappia.


il

qualche delitto erano

co-

E' certo che

giudizio avverr, e che la

munione

laicale

fra'laici al solo

impera,

potenza, sapienza e giustizia divina sapr


renderlosollecito, profondo, inappellabile.

tore era permesso passare per

la solca

onde incontrare
improbabile che

il

patriarca esistente nei

E' di fede, che subito


il

dopo

la

morie,

cancelli del santuario. Tultavolla


ivi

non

e compito

giudizio, l'anima va al luo-

avessero sede gl'im-

go che
ra, gli

le

vienedestinatodalladivina seni

avendo il trono entro i cancelli e pi eminente della sede patriarcale; ivi finalmente dimoravano chierici che custodivano il santuaperatori, in Costantinopoli
i

tenza. Oltre

molti passi della


di

s.

scrittu-

rio, e quelli

che doveansi ordinare

in dia-

coni. Nel voi.

XV,

p.

74

parlai del pul-

Epulone, elasolennedefinizionedel concilio di Fireme [V.) stabiliscono questo domma. Il detto luogo di nostra destinazione, secondo l'operato, , o il Purgatorio, o Y Indi

esempi

Lazzaro e

pito che

si

usa ne' concilii, e che Bene-

detto XIII dal pulpito lesse l'allocuzio-

ne nell'ultimo coucilioLatcraneuse. Inoi-

ferno {f^.)j o il Paradiso (/^.). Ecco il canone di detto concilio, corroborato da Eugenio IV col decreto, Laetantur Coe

PUR
li.

PUK
che
le

89

Noi dichiariamo

anime

dei

la

veri penitenti, morti nella carit di Dio,

pena dovuta a'Ioro peccati, sono daDio mandate nel purgatorio ad iscontarla fiali'ullimo centesimo. L'esistenza del

prima

di

aver fatto

finiti

degni di pe-

no

tiitenta in espiazione de' loro peccati di

purgatorio

undommadi

nostra religio-

conxnissione o di onimissioue, sono purificate dopo la morte loro con le pe-

ne, ed altres verit di fede, che quelle

anime, che morte nella pace del Signore

ne del purgatorio, o che sono sollevate da quelle pene pei sulFragi de'fedeli viventi; come sono il sagrilizio della messa, le preghiere, le limosine e altre opere
di piet,
deli
le

penano in quel carcere tenebroso, possano sollevarsi con sagrifizi, colle elemosine, colle orazioni, e

che

fedeli finno pegli altri fe-

secondo

le

regole della Chiesa; e che

anime
il

di quelli

che lian peccato do-

po

battesimo, o di quelli che essendo

caduti in peccato, se sono stati purifcati


ne'corpi lro, prima di uscirne, nel

modo che si detto, entrano subito in cielo, e veggono puramente la Trinit, gli
ud pii perfettamente degli
alti
i,

secon-

do
le,

la

dilerenza de'meritiloio; (Inalmenle

che

anime

di quelli

che sono morti

in

peccato mortale attuale, o nel solo ori".


vi

con altre tali opere Quindi che la stessa Chiesa mostra tutto l'impegno, ed invita ed esorta noi suoi fglij ad interessarsi per quelle benedette anime, principalmente di quelle cui siamo legati pei vncoli di sangue e riconoscenza, onde abbreviate le loro pene possano presto essere introdotte a godere la visionebeatifca di Dio. Animati da questo spirito romani Pontefici, sempre sono slati zelantemente impegnati ad accorciare le pene delle anime purganti, ed a liberarle anche dai tormenti che soffrono, con concedere il tedi cristiana piet.
i

ginale precipitano nell'inferno per esser-

soro delle indulgenze,onde lucrarle a vantaggio delle medesime,


meriti
Il

quantunque inegualmente A Limbo dissi quali sono le anime che


vi puniti,

come

procurar

ai fedeli

loro

tgli.

vanno.

Il s.

concilio di
I

Trento nella

ses-

dotto mg."^ Bronzuoli, ora vescovo


purgatorio, luogo

iione 23 decret.
ticolare cura,

vescovi avranno par-

di Fiesole, nelle sue preziose JslUuzioni

che

la fede e la

credenza
stata

caltoliche, definisce
in cui le

il

de'tdeli intorno al purgatorio sianocon-

anime, che

si

separano dai loro

formi alla sana dottrina, che


data dai
ss.

ci

corpi in istato di grazia e di carit,

ma

Padri, e che

sia lor

predicata

secondo
ni che

la

dottrina di quelli, e de'concilii

macchiate di qualche peccato veniale, o ancor debitrici di pene dovute ai peccati


gi rimessi, quanto alla colpa calla

precedenti; sbandiscano dalle predicaziosi

pena
il

fanno

al

popolo rozzo
sottili

le

questio-

eterna, soddisfano alla divina giustizia


resto dei loro debiti,

ni difficili e

troppo

intorno questa

materia, che niente servono alla edificazione


;

ammesse nel paradiso. Cheildommadelpurprima


di essere

non permettano nemmeno che


si

si

avanzino n

agitino

in tal

proposito

cose incerte, n tutt'altro che

pu aver

gatorio stato costantemente tenuto dal popolo ebreo prima della venuta di Ges Cristo; che si fonda sulle parole del vec-

aria di curiosit o di tal quale superstizione, o che ha sentore di sordido lucro

chio Testamento e specialmente sul libro

de'Maccabei,

o indecente". La Chiesa sempre ci rammenta, che le anime de'fedeli, che nel separarsi dal loro corpo, e nel partire

nuovo
ta,
i

in cui

si deduce dal Testamento chiaramente leggesi che vi

sono peccati che si rimettono nell'altra


quali non possono essere che
i

vi-

da

ve-

questo mondo, bench ottenuta l'assoluzione delle loro colpe e costituite in grazia del

Signore, non abbiano per intiela

ramente soddisfatto

divina giustzia per

niali, e le pene temporali de'peccati. Si conferma con la liturgia di tutti tempi, perch per testimonianza di s. Gio. Crisostomo fino dal tempo degli apostoli la
i

90
Chiesa ha
(/^'.).

PUR
ofTerlo la

PUR
rimangano
in purgatorio,

Messa (F.) pei Morti


[irofessalo in

non pu

dirsi

Domma

che stalo

ogni epoca della Chiesa, fino al punto che


ne'primi secoli alcuno ne spinse tanl'ol-

da insegnare, che tranne compresi pure gran santi, bisognava di necessit che vi pas* gasser prima di entrare in paradiso. Aggiunge l'encomiato prelato, che nella somma giustizia di Dio, anche la ragione trova un argomento dell'esistenza del purIre la credenza

con precisione; su di che si pu vedere Berlendi, Oblazioni all'altare p. 347 ^ seg. Vi rimarranno pi o meno tempo, a misura che pi o meno olfesero Iddio, che pio
questa

Ges Cristo,

tutti,

meno

fecero Penitenza (F.) in

vita,

che pio

meno vengono dalmassime dagli


applicazione

la piet de'fedeli viventi,

amici e congiunti, aiutate colie Preghiere


(/^.), colle

Uleinosine,

coli'

delle Indulgenze, e con altre opere

me-

gatorio. E" di fede che Iddio render a cia-

ritorie e di suffragio, in espiazione delle

scuno secondo leopere sue; quindi non sarebbe giusto, secondo questo principio, che un peccatore il quale procrastinasse
fino alla

loro pene.

La

carit pegli amici, la grala giustizia e l'af-

titudine pei benefattori,

fetto pei nostri, l'amore pel nostro simile

morte

la

sua conversione, e allo-

tanto inculcatoci da'di vini comandijc'im-

ra avesse solamente quella disposizionedi

pegnanoa porgere aiuto


nostro potere. Se poi
sposti
i

a queste

anime,

cuore, quanta necessaria per ottenere


la giustificazione, fosse

sollevandole con quei mezzi che sono in


suflragi sono dicon ultime volont de' defunti, e per questi hanno determinata parte dei loro averi, allora si aggiunge la pi vigo-

subito ricompen-

salo con

1'

eterna beatitudine,
i

come un

giusto che visse tutti


cizio delle virt in

suoi anni nell'eser-

grado eroico, e mor

nello stalo di perfella carit.

Le anime

rosa giustizia,
te

la

quale vuole onninamensi

del purgatorio sol'roiio assai, perch pe-

che con precisione

adempiano

solle-

na certa per loro


fica visione di

il

ritardo della ])eali'


il

Dio, e
le

desiderio pi in-

citamente e nel mododelerminalo.L'ommissione eanche la negligenza nell'adempirli,

tenso di questa

cruccia vivamente. Pa-

forse l'ingiustizia pi grave che

tiscono anche al tre pene, quelle colle quali

possa crudelmente commettersi, consi-

la giustizia di

Dio ha

prefisso di volerle

derato lo stato penosodi loro che nesono


creditrici, e

punire.
to pi
co,

La Chiesa per

nulla ha deciso

particolarmente

la

loro imi

sulla qualit di queste pene. E'

sentimenla

possibilit di

reclamare e sostenere
il

pro-

comune che

siavi quella del fuo;

pri diritti.

Finalmente

domma del pural

chiamata

di senso

Padri che
la

gatorio reca ai viventi molti vantaggi:

tengono, i quali sono moltissinu,

dedu-

precipuamente contribuisce
sioni della nostra fragilit
il

buon

co-

cono specialmente da queste parole delY k^o%\.Q\o^saranno salvati quasi perniezzod'e///<oca.Leanimedel purgatorio non

stume, perch un potente freno alle pascredere, che


vi

anco per

le

minime colpe non espiate,

possono fare alcun'azione che torni loro


a merito o a demerito, richiedendosi per

questo

lo stato di viatore (chi fa

viaggio

mondo). Sono certe della loro eterna salute; cos ha sempre pensato la Chiesa. Ritengono viva la fede infusa; sono animate dalla pi sicura speranza di conseguire il paradiso; ardono della pi viva -carit, lodano ebenedicono Iddio con la pi feroa rassegnazione. Quanto tempo le anime de' fedeli Defunti (F.)
in questo

un luogo di tormenti nell'altra vita, in cui \iander chi nonavr intieramente compita la penitenza de'suoi peccati prima della morte: un conforto dolcissimo nella

sicuri

morlede'parentie degli amici, perch per fede che in paradiso non si am-

mette minima colpa nel debito di pena, che una contrizione perfetta che rista-

bilisca

l'uomo nello stato d'innocenza bat-

tesimale, sia difficilissima e rarissima;sen-

za una troppo

mal fonduta

fiducia e

una

PUR
presunzione eslremaoienle teraerarla,tldvrcrauio leslaie nell'angoscioso dubbio
tiella

pua
la vista di

9(

Dio,

cos'i

quelle purgaleda ocontrario. Trattano

gni colpa, vietando sotto pena di scomunica d'insegnare


il

dannazione

di

cbiunque, se non fos-

simo certi della esistenza d'un terzo luogo di purgazione in ultimo un forte argomento di consolazione, perch ci fa
:

della questione: Coti, Theol.


p.

dogm.

t.

2,

sicuri

che

la

memoria

de'nostri cari tra-

177; Muratori, De Paradiso, cap. 2; Schelstrate, in Praef. tract. de sensu et aut. decreto r. conc. Constantientes p. 7;
Petra,

passati
e

non sterile e inutile per loro, siamo in grado di sovvenirli ne'magIl

Comment. ad

Conslilnt. apost.

t.

giori loro bisogni.

purgatorio avr

esi-

4, p. 80; Rinaldi, Annal. eccl. an. i33g, r^5,^6. Sulla questione della bolla Sa-

stenza fino alla generale risurrezione del-

cratissimo dello stesso Giovanni


sull'essere liberati dal purgatorio il

XXI f,
i

Per quelle anime che aggravate dimoiti debiti vi anderanno quando prossimo sia il suo termine, mediante
la carne.
la

."sab-

baio dopo

la

loro morte,

gli ascritti

alla

fratellanza dell'abitino della B.

Vergine
p. le

onnipotenza divina l'intensit delle pe-

del Carmine, parlai nel voi.

X,

57.

Iit

ne supplir alla durata delle medesime. ISel 1 33 eccitatasi fia' teologi la queI

qual maniera

la

Chiesa accorda

indul-

genze

ai fedeli defunti

che sono

in

purp.

anime purgate da ogni colpa, ed entrate nel cielo godessero prima


stione, se le de! giorno finale la vista chiara di Dio,

gatorio, lo dichiarai nel voi.

X'XXIV,

Giovanni XXlIcome dottore privato cominci a cercare argo m etiti perla parte
negativa, affinch
i

283. A Commemorazione de'fedelidf.fujiTi parlai de'Ioro suffragi, Per questi furono istituite molle Arciconfralernite e
Confralernite,ai\c\&cox\ titolo corrispon-

dottori pi diligente-

dente,

come V Arciconfraternila

della B,

niente

li

esaminassero, quindi in Avigno-

y^ergine del Sitffragio, di cui anche nel


voi. LI, p.

ne nella festa d'Ognissanti, nella 3.' domenica dell'avvento e nell'Epifania predic: che l'anime de'beali non arrivavano a goder l'essenza divina, se non dopo la generale risurrezione de'corpi, appoggiato alle opinioni di molti ss. Padri. Ci fece grande rumore e ne profittarono gli eretici da lui condannali. Il Papa alieno da questa sentenza, prima di morire dichiar al s. collegio: che le anime purgate passavanoagoderechiaramente l'essenza divina, protestando che su ci

niladelle
torio, di

328,6 come Y Arciconfraleranime pi bisognose del purgacui nel voi. XVI, p. 3o. Per ec1

citare la piet de'fedeli a suffragare le a-

nime purganti, ne' C////en di Roma furono istituite quelle rappresentazioni che
ivi descrissi; cos
\'

OtlaK'ario[F.),
sl

il

Mese
ai

di novembre [f^.)

loro suffragio, e tante


,

pie pratiche e orazioni

che descrivo

loroluoghi. Si pilo anche vedere Uffizio,

De
dissi

profundis, Miserere, Requiem aeter-

non

NAM, Dittici, Memento.


gio delle benedette

Ad Anni santi
del purgato-

avea

egli inteso di dir cosa

contro

la fe-

quali indulgenze restano a vantag-

de, e che se qualche espressione avesse

anime
voi.
t.

detto che a questa fosse sembrata contraria, lari voca va.


Il

rio. Sull'esservi stato

condannato Inno-

successore Benedet-

cenzo

111, si

veda

il

XXXV,

p.

289;
54;

to XII, colla bolla Denediclus

Deus, dei
1

e Menochio, Stuore

2, cent. 8, cap.

29 febbraio 336,
1

Bull. Roni.

aliJne di estinguere la

24 questione, dopo a1.

,p.

'

Della morie e lungo purgatorio di Papa Innocenzo IH. Saruelli, e//. ecc/., tratta: nel
t.

verla diligentemente esaminata, dichia-

3, leti.

r: che

le

anime

de'giusli,

sciolte dal corpo, se

appena sono non hanno che pur-

fertorio della
nel
t.

6,

lelt.

4^, Spiegazione dell'ofde'fedeli defunti j 5o, Come e perch si di-

messa

gare nel purgatorio, passano subito alla


celeste beatitudine, la quale consiste nel-

pingono nelle tavole degli altari


del purgatorio Ira le

le

anime
t.

fiamme j

nel

8,

92
leti.

PUR
i'846. Sul divino
to al purgatorio
versi,
si

PUR
poema
di

27, Perch il corpo che fu organo dell'anima purgante non e cruccialo nel purgatorio. A. Oblazione, Legati ni, ed altri relativi articoli, parlai delle pie donazioni e pie lascite, per la redenzione de'peccati, pel rimedio della propria ani-

Dante, quan-

che descrisse con aurei


Cancellieri, Osser-

pu leggere

vazioni della Divina


p.

Commedia , ove

geseg. parla del Pozzo (^.) dis. Patrizio, nel qual luogo si vede le pene del purgatorio e le gioie del paradiso
j

ma, colle relativeformole. Ne


cora a Regalia, dicendo
clie

trattai an-

che Be-

per

la re-

nedetto XIII recit un sermone sul Purgatorio di

denzione de'peccati, molti beni passaro-

no

alle chiese e sagri luoghi

pr remis-

che

sione peccatonimj pr reinedio o redeni-

ptione animae nieae. Reda nel suo trattato.


la

s. Patrizio che i'u stampato; e de Burgo descrive le severissime penitenze che in detto pozzo o purgatorio vi fanno i pellegrini per 9 giorni
il

p.

De

remediis peccatorum, insegna


di

per risparmiarsi

il

purgatorio postumo,

maniera

redimere

peccati.

Vedasi
:

anticipandoselo in vita.

Muratori, Dissert. t. 3,dissert. 68 Della redenzione de' peccali. Inoltre sul purgatorio
si

PURGAZIONEo PROVA,Lr-yt7/rt//o,
Probatio, lentamen experimentuni.

La

possono consultare:

Petii, f^i-

cranienloruni

nea Domini cuni brevi descriplione saet Paradisi^ Limbi, Purtino, Patrocinio delle

purgazione canonica e la purgazione volgare. Si dhie purgazione canonica il giu-

gatoriiyatquelnferni ,Wenei'i$\ SSS.Havi-

anime del purga-

Milano 672. Martino de Roa, Slato delle anime del purgatorio, de beati
torio,
1

ramento col quale purgavasi da qualunque accusa l'incolpato, in presenza d'un numero di persone degne di fede, le quali adermavano che credevano verace quel giuramento. Chiamavasi purgazione canonica, perch
si

in cielo, de' fanciulli in limbo, de'

dan-

faceva secondo

il

dirit-

nati all' inferno, e di tutto l'universo do-

to canonico e per distinguerla dalla pur-

po

la risurrezione ed

il

giudizio uni-

versale, Venezia 1672.

f^'ita

di

s.

Cate-

si

rina Fiesca, col trattato del purgatorio


della medesima,

La purgazione volgare anche prova o giudizi di Dio, sperimenti usati dagli antichi per indagare
gazione volgare.
disse
i

Roma 1738. De
,

Azeve-

delitti

o l'innocenza delle persone. Sifistituiti

do, Decathol. eccles. pielate erga aninias


in purgatorio degeates

fatti

azzardosi sperimenti di prove o giu-

Romae 1748.

dizi di

Dio furono

dal volgo de-

Piazza, // purgatorio, istruzioni catechi-

gl'ignoranti o temerari cristiani, con in-

pene del purgatorio e de' rimedi apprestatici da Dio in questa vita, Palermo i 754. Bolgeni, Slato de' bambini morti senza battesimo, Mastiche dello slato e

vocare l'assistenza divina, per iscoprire,


allorch alcuno veniva accusato di qual-

che occulto

delitto, se questi

era veraessi,

mente reo o innocente; figurandosi

cerata 1787. C. J. Ansaldi, Della speranza di rivedere i cari nostri nell'altra

che Dio vendicatore delle azioni peccaminose e difensore dell'innocenza, con qualche prodigio rivelerebbe al loro capriccio quella verit, cui non poteva natu-

Venezia 1788. Valletta, Discorsi anime purganti nella vitafutura, Koma 83o. LavedovaWoolfrey o il pregare pei morti, Londra 1 83g. Distinta idea della dottrina delpurgatorio, in che si mostra essere ella patriarchica, scrillurale, ecclesiastica, prvita,

sullo stato delle

ralmente arrivare l'occhio degli uomini.

Giuramento
il

lo dissi atto religioso col

quale si prende in testimonio Dio.per cor-

roborare

proprio detto, antichissima


1

purgiizione canonica ancora in vigore.

testantica e razionale, e insignita in lutti


/juesti appetti
lit;

giuramenti
e
riti,

si

facevano in diversi
la ss.

modi
(f^-),

del carattere di universacattolico,

come

avanti

Eucaristia (^.),
la

di

un sacerdote

Londra

gli ecclesiastici

celebrando

Messa

PUR
sulla

P U R
i

0,3

tomba

di

s.

Pietro, OTanti

-sepol-

guanti

tratti sulle

purgazioni canoniche

cri e le reliquie de'

Martin,

sugli

Amgli

e volgari.

boni delle chiese, de'quali parlai anche


all'articolo Pulpito,

onde purgarsi

ac-

Un cattolico non potendo in una disputa persuadere un eretico delle verit della fede, per maggiormente con-

Di altra specie di giuramenti trattoaPEOFESSiowEDi fede,


cusati dalle calunnie.
la

vincerlo, cavatosi l'anello dal dito lo git-

t nel fuoco finch divenne rovente, poi


disse: si recto est fides

quale fu equivalente

alla

purgazione

mea

nihil

prae-

canonica. A Giudizi di Dio,

gazione parlai del loro

Pbova o Purantico e comune


accompa-

valebunt haec incendia, e

cos'i

impune-

uso, e delle ceremonie che le

gnavano; che consistevano nel rimettere l'accusato e incolpato a Dio la controversia e la

Altercando un diacono Ravenna con un sacerdote ariano, per dar fine alla disputa posero un anello in una grande caldaia di acqua
lo ripigli.

mente

cattolico di

cura

di

punire

il

falso asserto, ov-

bollente, concertando che chi di loro l'a-

vero

nell'ofFrirsi

a mostrare la sua innosi

vesse cavato colla


fesa, la

mano nuda

senza ofla

cenza con piove ed esperimenti che

fa-

sua fede sarebbe stata


si

vera;

cevano innanzi

ai

giudici per indagare la

verit e conoscere l'incolpabilit o la reit, sia col duello, sia

coWacqua fredda

o bollente,

col fuoco, sia con quelle altre prove che riportai nel citato articolo, le quali alfrontavansi dal

sia col ferro e

venne alla prova, il diacono intiepidito erasi unto di unguenti, onde il popolo accorso lo accusava per mago; ma sopraggiunto altro diacono cattolico di
sia,

ma quando

Ravenna
il

e intesa la controver-

subito pose

braccio nell'acqua bol-

supposto reo per purgarsi dai delittiattribuitigli.

lente,

Che

questi giudizi di

Dio

que-

l'anello,

dove lauto lo tenne, sinch trovato questo col braccio intatto mostr

ste prove,
la

coraech non istituzione del-

ai circostanti.

Non

cos riuscii all'eretico,


il

da ignoranza e superstizione, per cui furono dette purgazioni volgari, non solamente Papi non approvarono, ma riprovarono e
i

Chiesa,

ma solo derivanti

a cui appena immerso

braccio nell'ac-

qua

y\ rest tutto spolpato.

Narra an-

cora che Sibicone vescovo di Spira essendosi voluto discolpare sacrilegamente colla

proibirono, cos gl'imperatori ed

re, al-

celebrazionedelia messa,

gli si

contor-

cuno de'quali per limit

il

giudizio di

Dio alle sole controversie ecclesiastiche,


per cui notai quelle purgazioni e giudizi
di Dio,

pena del suo spergiuro. R^iporta inoltre che s. Gregorio VII prima di assolvereEnrico IV, che Ioavea
se
in

una gauassa

che praticarono

chierici.

Tutti

calunnialodisimonia ealtri delitti,al punto di comunicarsi nella

poi

sembrano terminati

nel secolo XIII,

tranne qualche eccezione. Bernino, /rtoria dell'eresie, dicendo delle purgazioni


d'olio, di ferro

mifulmini di morte
te della
s.

se

messa disse: Dio sono reo delle ac-

ciisedatemi, uell' alto d'inghiottire parEucaristia; l'altra esib all'impela


i

o d'acqua bollente,

le

cre-

de proibite fino da s. Gregorio 1, da Stefano VI o da Stefano VII, e pi modernamente da Innocenzo Vili, in occasione che nelle diocesi di Magonza, Treveri, Colonia Salisburgo e Erema, gran quantit di maghi con ispaventosi portenti si acquistavano seguaci; proibendo ancora a tenore degli antichi canoni il far prova di stringere un ferro infuoca,

ratore, affinchcomprovasse con

sun-

non esser egli riu)postore,ma suoi fautori. Enrico IV si scus per allora non
zione,

essendo presenti

suoi accusatori, per cui


la

non avrebbe avuto


chiarando
consent.

dovuta

frza, di-

di farein altro

gazioiie del sagrifizio;

tempo lalepured il Papa vi ac-

to,

come que'raaghi

senza lesione a

foi'za
i

d'incantesimi facevano. Riporta poi

se-

Meglio lo descrissi nel voi. 228. Diversi esempi di purgazioni canoniche e volgari riportai ne'ci tali Giudizi di

XXXII,

p.

94
quest'ultimo

PUR
altri articoli.

PUR
A
colo fu quella dell'acqua bollente, poich
se
si
il

Dio, Giuramento, ed in
citai la

38.^ Disserl. di Mii-

tull'ato in

essa

si

scottava,

pei-

certa

raion: D/giudizi di Dio, o sia degli speiinenti usati dogli antichi per
i dt'lillie

teneva

la di lui colpa, all'incontro


la

u-

indagare

scendone sano e salvo,


era in sicuro,
tutto
il

sua innocenza

l'innocenza delle persone. An-

ma

la sola

mano non

gi

ch'egli riprodusse molti esempi,

notando

che qualora a' vescovi ed agli slessi Papi era imputato qualche delitto, non altra via pi spedila aveano essi, che quella del giuramento, per provare la loro inDocenza; purgazione riguardata sempre dai Padri per legittima e canonica. Inoltre fu appiovata anche Ptirgatioper Eu' charisliani, che l'accusato di qualche misf'HttOjche non si poteva provare o levare con ragioni manifeste, prima di riceverla, protestava chiaramente l'intenzione sua dicendo: Corpus Domini siimiliiad purgatiouem /iO(/fc,o pure in altra simile forma. Il che fatto, niuno pi gli recava molestia, lasciando la cura a Dio dipuDire colui, se falsamente avea negato il commesso delitto, ofintamentepromesso qualche altra COSSI. Ricevette questa mnniera di purgarsi Papa Adriano II nelr86c) da Lotario re di Lorena e da'snoi compagni, ed il re e gli altri da l a non mollo finirono loro giorni, percossi, coi

metteva nella caldaia boilente; altrettanto narra sul prendere un


corpo
si

ferro ardente, sul

camminare

sui

vomeri

roventi, sul giudizio e sperimento della


croce, che consisteva nel tenere in alto o

forma di croce le braccia per determinato tempo, esulla prova di passar tra le fiamme. Quindi Giuratori deplora la
in

misera condizione dc'mortali per tenere


infallibili questi
dizi, colla

stravaganti e fallaci giessi vi

credenza che in

concorera

resse la occulta

mano di Dio, mentre


i

un manifestamente
coli,
cilii

forzarlo a far mira-

rallegrandosi che

Papi ed

con-

estirpassero queste follie divenute in

tanto credito e famigliari, chiamate voi


gari perch inventate dal volgo e
prescritte dalla Chiesa,
il

non gi

cardinal LaiuOe//rt[*. /lie.?-

bertini poi

Benedetto XI V,

sa, sez. 2, cap. 6, 5, parla della purgazionejoer ac/uanifrigidam, nella quale


si

celebrava dal sacerdote

il

sacrificio

me

giustamente

si

credette, dal divino


parti-

giudizio.

Aggiunge Muratori, che

colarmente vescovi e preti, imputali di qualche colpa, costumarono di celebrar messa, e alia comunione di protestarsi
innocenti, con invocar
seessi

Dio vendicatore,

chiamato Missa judicii, nella quale gli infamali di qualche delitto prima che si gettassero nell'acqua venivano comunicali, previa l'intimazione di non ricevere il Sagramenlo se rei. Ma come le aitre purgazioni volgari fu abrogata anche questa, non essendo stata istituita l'Eucaristia

mentivano. Murq^tori colla sua vae le benedizioni ecclesiastiche, co-

staerudizioneriportalecerimonie,Iefoi'-

quenti,

mole

me

si

eseguivano questi spuri giudizi o


;

pui'gazioni volgari
nella

dell' acqua fredda, sommersione dell'accusato in un lago, che se stava per affogarsi era segno d'innocenza, perch l'acqua non lo riget-

da Cristo per ritrovare delinnon tulli potendo essere s. Gregorio VII, od Enrico IV che sapendo come stava in coscienza non accett l'offeria. Si pu vedere anche Rodot, Dei
i

giuochi,de sogni jCabale e astrologia, che


a p.gS e seg. discorre eruditamente delle purgazioni volgari de'secoli passali per iscoprire gli occulti delitti, chiamate an-

tava, e subilo
lifica

si

accorreva, per cni quaquella del giudizio del

furbissima impostura silfalta prova,


le altre; cos

che giudizi di
stinsero,

///o, delle loro varie spe-

come

eie e superstizioni, e

chelra'Papiche

l'e-

^;flreec<3Cio,chese l'incolpalo pelea

manperi-

nomina Stefano

V detto VI

nel

giare e inghiottire era dichiarato innocenle, se

secolo IX, Innocenzo III e Onorio 111 nel


XIII. Vermigliol, Lezioni d diritto ca-

no colpevole. Di maggior

PUR
nonico 5, ne parla nella lez. 34= Del' Li purgazione canonica, che definisce,
lib.

PUR
la

9^

quale non era sottoposta a tale legge,

dimostrazione

fatta a tenore de'canoni,

dell'innocenza su qualche delitto, per cui

n al riscatto prescritto dall' Esodo, essendo la purificazione obbligatoria perle donne comuni ; tuttavolta non on)mise
di adempierla per umilt e perch
gli

uno

dilFamato. Beroinochiaraa purgasi fa

e-

zione degli altari quella che

per

la

brei ignoravano

il

miracoloso suo conce-

polluzione degli
essi

eretici,

ed abluzione di
o

pimento

per opera dello Spirito santo

nomina

la

Lavanda degli altari (/'.).

senza perdimento di sua virginit, onde

PURIFICATORIO TORE, Purifcaloriuni


pone
carlo

PURIFICAPannosi

linleiim.

non era tenuta a tal ccremonia. Volendo Iddio dare a vedere agli uomini, che
quali
ti

lino o piccolo fazzoletto, che ripiegalo


sul calice per asciugarlo

figli

d'Adamo erano

concepiti e na-

e purifialtres'i

tutti in

peccato, avea stabilito, che la


di fresco avesse partorito fos-

dopo

l'abluzione. Serve

ad

donna che
se riputata

asciugare
te la

le dita e la
(^'^)-

bocca del celebran-

Macri dice che non si deve benedire, citando Suarez, p. 3, decis. 8i,sect. 8, perch anticamente non

Messa

impura, e che durante la sua impurit non comparisse al pubblico, ne toccasseniunacosasagraal Signore. Questo leupo era prescritto a
tri

4o

giorni (al-

era in uso, adoprandosi per tale

efl'elto il

Manipolo l>cne non


niente che

{f-^.)'

Altri opinano,

che seb-

dicono 33) per aver partorito un maschio, e So (altri credano 66) per una

sia
il

necessario, per conve-

purificatorio sia benedetto,


[f^-)-

femmina, contando dal giorno della loro nativit: compiuto il quale, la madre dovea recare alla porta del tabernacolo, e
dipoi a quella del tempio un agnello d'un

come Pannolino sagro


del purificatore
si

Nel mezzo

suole rimarcare

una
adori'

crocetta, per distinguerlo dagli altri fazzoletti

anno, cui
sto,

il

sacerdote offriva in olocauil

o piccoli asciugamani che


nella
[f^.).

si

per riconoscere

sovrano dominio
felice

perano dal celebrante


le

Lavanda del-

di Dio, e

per ringraziarlo del

par-

mani
!>

Zaccaria, Onomaslicon

luale, ecco
riun.

quanto dice del Purificato-

Ejus ncque apud antiquos sci iptoreSj neque in Ordine Romano ulla fit mentio. Monachi olim ad tergendum calicem linteolo ulebantur incornu epistolaecnjusqueallarisadpenso, ubieral parta piscina in

madre. Ella dovea altres presentare un piccioncino o una tortorella, che si offrivano pel peccato. Dopo questo doppio sagrificio, veniva purificata di sua
to della
legale impurit e rimessa ne'suoi primieri diritti.
I

poveri che non potevano som-

ministrare l'agnello, supplivano con altro


piccioncino
,

quam secundam

calicis a-

o con altra tortorella che


materia all'olocausto. Maria
al

blutionem projiciebant. Graecispongiam

fornivano

la

ad calicem, etdiscumdetergendum adhibeni". Si suole anche porre il purificatore


su quel vasetto d'acqua, che
si

colloca acil
i

canto
fedeli.

il

ciborio, per purificarsi le dita

sacerdote che comunica colle particole

Per

la

purificazione del sacerdote

nella messa, e dell'uso del purificatorio,

tempio con due che il primogenito dovesse offrirsi al Signore con ceremonie particolari, e si riscattasse poi con poco denaro. Maria port il suo divin Figliuolo al tempio per offrirlo al Signore per le mani del sacerdote, e diede
essendo povera, recossi
torlorelle. Altra leggestabiliva

Tedasi Diciich, Diz. sacro-liturgico.

quindi

sicli

per redimerlo. Perci

la

PURIFICAZIONE DELLA B. VERGINE MARIA Purificaiio B. V. Ma,

Chiesa
s.

in

questo giorno celebra altres la

festa della presentazione al

tempio di Ge-

riae

puerperae

perlilanti. Festa

che

si

celebra a'a febbraio in


rificazione di

memoria della puMaria Vergine al tempio,

La ceremonia di questo giorno fu compita con un terzo mistero, per rincontro nel tempio del vecchio Simeone

96
sto

PUR
Ges Crii

PUR
sulta dalla vita di

e della profetessa Anna, con

Teodosio abbate. Molil

ed

parenti di lui, per cui

greci ap-

tissime sono le omelie de' padri greci per

pellarono questa festa

Hypanle o Ipa-

questa

ft-sta,

facendone
t.

novero Fabrie
1
1

panle,dahypo,
tro
,

da antao, inconincontrare. Simeone avendo preso


sotto, e

cio, in Bibl. gr.

9, p.

87

5. Nella
s.

chiesa Ialina incominci per ordine di

fra le braccia

delle piti

Bambino, scopo ardenti sue brame, si abbandoil

celeste

Gelasio

nel

494> secondo Baronio


che
la

Nofe-

vaes per l'abolizione delle riprovevoli


ste Lupercali

a'seiisi della

pi viva riconoscenza e

superstizione avea
e faceva nel febbra-

con cantico bened Iddio, per avergli dail Messia da s gran tempo aspettato. Egli predisse a
ta la consolazione di vedere

ricevute da
io al dio

Evandro

Pane, chiamato Luperco perch custodiva le greggie dagli assalti del lupo, le quali consistevano nel correre che facevano uomini (per cui alcuni credettero s. Gelasio I anche istitutore della processione) nudi o travestiti
fecero derivare
il

Maria ch'ella sarebbe stata trapassata da un coltello di dolore a pie delia croce, su cui sarebbe morto il suo figliuolo diletto, il quale a un tempo sarebbe stato cagione
di salvezza

(onde alcuni

e di risorgimento, per
lui,

coloro cheavesseroavuto credenza in

e di rovina e riprovazione per quelli che

avessero ricusato di liconoscerio, o che

avendolo gi riconosciuto, non avessero secondo le sue massime menato la loro


vita.
il

Carnevale, Vedi) per la citt, percuotendo con pelli di capre il ventre delle donne che incedevano con fiaccole e candele accese, credendo che questo mollo conferi.sse alla loro fecondit e alla facilit del parto. Indi
il

Pa-

Anna sopraggiunta, lod anch'ella Signore, e parlava di Ges a tulli gli


Questa proera una santa vedova, la quale,
il

pa confut con libro

di

cui

nel voi.

spettatori della redenzione.


fetessa

Dio nel tempio di giorno e di notte, orando e digiunando. Tra tutti gli ebrei solo Simeone e A nna allora ebbero la
a

morto vendo

marito, sfavasi di continuo ser-

Vili, p. 266, il senatoreAndromaco che ne avea mostrato rammarico. Questa opinione del Baronio fu contraddetta da molli gravi scrittori sagri e profani, quai

li

insegnano che

le feste

Lupercali

si

ce-

lebravano a'i5 febbraio; e che piuttosto la festa della Purificazione fu istituita

ventura diconoscere GesCrisloperquello che era. Nel n." 1 2 del Diario di Roma i83o si dice che nella Chiesa di s. Gia-

in luogo d quella chiamata dai gentili

Amburbale,
moria

nella quale

il

popolo con

candele accese circondava


trovare Proserpina sua

la citt, in

me-

como Scossacavalli [f^.)%\ vede una


Ira in

piela

delle ricerche che fece Cerere per


figlia

forma d'ara, nella quale vuole

rapila

pia tradizione che fosse posto

Ges
da
ivi
s.

nella

Plutone, come

dissi nel voi.

X,

p.

da 97 e

presentazione al tempio, da Gerusalem-

98, discorrendo

dell' origine del

sollazzo

me

fatta trasportare in

Roma

Eie-

de'moccoletti che ha luogo in


di carnevale.

Roma con

no. Altrettanto dissi nel voi.

II, p.

3oo,

tanta pubblicit e tripudio l'ultima-sera

aggiungendo il prodigio perch


locata
:

fu col-

Di tale parere fu Innocen In

del sodalizio della chiesa parlai

zo

III, circa l'istituzione della festa:

in pi luoghi.

principio menss februarii Proserpina rafesta a celebrarsi nel-

Cominciquesla
la chiesa sa, e

pta fuit a Plutone,


sis

quam

facibus accen-

greca ne'primi secoli della Chieeccl. lib.


1

in

Aethna

tota nocte per Siciliani

secondo Niceforo, Hisl.


I

7,

quaesisse credebalur. Ipsi ad

commemo-

cap. aS, Giustiniano

del

r solenne per tutto


la

il

Say la dichiamondo. Gi verso

met del precedente secolo era in uso nella chiesa di Gerusalemme, come ri-

rationem ipsius facis accensis in principio mensis Urbem de nocte lustrant, undefeslumistud Amburbialedictam.Cum autem s. Palres consuetudinem iilani

PUR
non possent penilus estirpare, consllluerunt, ut io honorem l. Mariae Virginis
sic quod fiehonorem Proserpinae modo fit ad laudeni Mariae". Di questo medesimo sentimento furono Durando lib. 7,0. 7; Babano hb. 2, cap. 33j Beda, De temp.,

PUR
rosso Clemente XIII nel 1761. Le
le

97

VlII,p. 260; aggiunger: che il baldacchino essendo prima bianco, lo stabil

ceieos portantes acceusos et

due

so-

bat ad

orazioni che

il

Papa

dice nella beneri-

dizione, furono credute sufllcienti pel


sultato d'una congregazione del
1

640.C0-

me

talvolta stata accorciata la distrifa


il

che il portare candele accese ha maggiore similitudine alla festa Amburbiale,che alla Lupercale. Le due opinioni le riportai a Canuela, dicendo che questa festa chiamata anche Candelorao Candelaia.Beda,\a\\h.Detemp.
ed
altri, oltre

buzione che
altri

Papa
i

delle candele, agli


lo dissi

dispensandole
LI,
p.

ceremonieri,

nel
di

voi.

70.

Prima

del pontificato

Pio VI, cominciando dal governatore

sino e inclusive ai ministri sagri, nel loi"0

ritorno dal trono, passando avanti l'altare,

Gregorio I l'aggiunta processione. Certo che la festa, come dice Zaccaria, dissert. 5 sulle feste in onore di
attribuisce a
s.

predella,

da un ceremoniere che stava sulla si consegnava a lutti una cani

dela di libbra. Tutti


le

Maria, n." 12, la ricorda il martirologio Geronimiano, era divulgata a'tempi


di

mazzi delle candeche restavano erano del prefetto dei maestri di ceremonie, che soleva darne 4

Cassiodoro, e
s.

si

trova
e di
s.

tari di

Gelasio

dasi alartene,
veillon,

De antiq.

ueSagramenI. Veeccl. discipl.j EGregorio

a ciascun ceremoniere. Della distribuzio-

ne delle candele che si fa dopo la funzione dal Maggiordomo alla Famiglia pontificia e

De process.

eccl.j Saad'w, Hist.

ad

altri

vedasi

tali articoli.

familiae sac. cap. 5, De parla etpurificatione flrginis p. 372. Che s. Sergio I


del

Carnevale

di

Eoma

parlai de' giorni di

esso che s'incontrano colla vigilia, in cui

687
il

y\

aggiunse

la

processione colle

non ha luogo.

candele accese in mano, o meglio deter-

Quantunque questa
ta

festa sia intitola-

min

luogo ove dovea

farsi la proces-

sione, lo dissi a

Candela, insieme

al si-

Festa della Purificazione della B. Vergine i'I/anVz, tutta voi la viene riconosciu-

gnificato di questa e della processione; altri


li

riporta Butler, a'2 febbraio. Baros.

ambrosiana o milanese per Festa della presentazione al Tempio


ta dalla cliiesa

nie nelle annotazioni al Martirologio,

di Gesi,
celebra
l'

come

la

riconosce

la

greca che

Eligio vescovo di

Noyon

Semi.
di
s.

2,

ed

altri santi;

Touinay, quanto allaceree di

incontro o Hypante. Quindi

raouia delie candele pare sia pi antica

Sergio
si

I.

La

slessa

ceremonia e pro-

cadendo eziandio in domenica (se non una delle 3 che precedono alla quadragesima), se ne recita l'utzio e la messa.
Ci che rende pi osservabile
solennit
si

cessione
ligio

attribuisce al

medesimo

s.

Ece-

la

presente

che mor nel 665. In

Roma

si

ia benedizione delle candele

lebra

la festa con digiuno per voto solenne fatto per un secolo nel 1703 da Clemente XI e dal popolo romano per la li-

e la processione,

cese

venendo le candele acnon dal fuoco comune, ma da quello

berazione dal terremoto


riporta l'iscrizione

(il

citato

Diario

consagrato nella chiesa dalla benedizione del sacerdote. Singolare poi era la maniera che anticamente
to
si

marmorea posta in Campidoglio), indi nel 1802 perpetuato da Pio VII. Per lo stesso motivo nella
cappella pontificia che in

praticava dal

ri-

Roma
la

si

celeil

bra

in

questo giorno, dopo


il

messa

Pa-

ambrosiano nella slessa funzione. Nell'ordine di Beroldo del i 3o prescritto, che nella vigilia della festa della Purificazione della B. Vergine, dovea l'ari

pa intuona

solenne

Te Deuni. La de-

civescovo distribuire

le

candele a tutto

il

scrizione di delta funzione la feci nel voi.

clero della metropolitana,

compresa

la

VOL. LVI.

98
scuola di
s.

PUR
Ambiogio,
ossia de' vecchioni
sta.

PUR
Vedasi Rocca, Opera omnia
:

t.

t, p.

e delle vecchione, n chi pi ed a chi

me-

De

origine^ et instiliilione benedi'


vel cereoruni in fe-

no secondo il grado. Dovea somministrar pure 7 candele per la croce d'oro e nlIretlante per quella d' argento, e 5 per
quella de' vecchioni. Nella mattina poi
Iella fesla si

clionis

candelarum,
si

stivit te Purifcatonis b.

Marine semper
fa nella
i

Firginis. Inoltre

dice Purificazione
si

quella ceremonia che

chiesa

portavano l'arcivescovo e il clero nella chiesa di s. Maria Bertrade, che per questa funzione de' cerei fu detta
s.

quando una donna vi entra per la .'volta dopo aver partorito, che volgarmente chiamasi andare in sanctis. Questa pia e
lodevole consuetudine fu introdotta nella
chiesa per imitare la B. Vergine,
la

Maria

Cerealis. Ai preti di questa chiela

sa era riserbato di far


cerei, molti de'quali

benedizione dei

quale

vescovo

al

erano dati dall'arciprimicerio de' decumani per


la

and

a purificarsi sebbene

non ne avesil

se bisogno,

ed a presentare

suo divin

farne a questi
tutti le

distribuzione, ed

avendo
proces-

Figlio al tempio, ed affinch tutte le don-

candele accese in

mano la

siones'incamminava alla metropolitana. Precedeva la croce de'vecchioni colle 5


candele, indi
la

croce d'argento avanti

il

dopo il loro puerperio, possano render grazie a Dio del felice parto e pregarlo che faccia crescere la prole nel santo suo timore. Questa purificazione non
ne,

detto primicerio colle 7 candele, poscia la croce d'oro avanti i sacerdoti e leviti, do-

di precetto,
di divozione,

ma

di consiglio soltanto e

ed ecco perch non venne

po quali veniva V Idea o immagine


i

della

prescritta in molti rituali,

come

nel ro-

B. Vergine, affidata con correggie a una


scala, portata dai

no

assistito al

due decumani che aveabattesimo dell'ultimo sab-

Paolo V; ma vi nel Rituale Bonianum aumentato e corretto da Be-

mano

di

nedetto

XIV De
:

benedictione mulierifs
la

ba to santo, cui spettava riportarla a s. Maria Berlrade. Questa immagine con candela accesa in cima
si

post partum. Consiste


portarsi la

ceremonia nel

donna alla chiesa accompagna-

portava nel medesiin proces-

mo giorno per la
sione.

metropolitana

prescritta

Anticamente per la benedizione fu una sola orazione, poi vene fus.

ta. Si pone verso la porta o il pilo dell'acqua santa in ginocchioni, con candela accesa in mano. Il sacerdote con colta e stola,

servito dal chierico, l'asperge coll'ac-

rono aggiunte diverse ingiunte dai decreti

sinodali di

Carlo, oltre
la

il

canto di

qua benedetta, le recita alcune preci, indi porge alla donna una parte estrema
della stola e l'introduce nell'interno della

diverse antifone, durante

distribuzio-

ne e processione

delle candele.

Quanto
seg. la

chiesa pronunziando analoghe parole.


la

alla chiesa latina, Diclich, Diz. sacro-li-

Giunti all'altare,
nuflettere, ed
zioni, e
il

donna torna

a ge-

turgico, riporta nel

t.

3, p.

i56 e

sacerdote dice altre oraa benedirla

descrizione della festa, de' riti e della funzione, tanto per le chiese maggiori, che

dopo V Oremus torna

coll'aspersorio, e riceve l'oblazione della

per

le

minori. Avverte, che se

la festa ver,

candela, figura di quella fatta dalla Beata

r nelle

domeniche
la

di

settuagesima
si

di

Vergine

al

tempio. Questa

funzione
la s.

sessagesima e di quinquagesima,
soltanto

far
la

spetta al parroco,

come
il

decise

con-

benedizione delle candele e


si

processione, e

dir la messa della dosi

menica

quella poi della festa

trasferi-

r nel giorno che segue, per decreto di

Clemente VI, purch


retta sotto
il

la

chiesa

non

sia e-

titolo della
si

Purificazione,

dicembre 1705, ed approv la santa Sede. Se le femmine vogliono rendere grazie a Dio, entrando nella chiesa non viene loro vietato, n imputato a colpa, dichiar Innocenzo 1 1 nel caput unicum Valens ex
gregazione oe'
riti

r.

perch

la allora

dir

la

messa della

f-

Decretai. Vedasi Vermiglioli, Lezioni di

PUR
(lir'illo

PUR
puio

f).)

canonico

lib. 3, lez. 47 Infila


il

1589 compro questo


s.

sito dai certosini

rificazione

dopo

parto.
B.

di

Maria

degli Angeli alle

PURIFICAZIONEDELLA
che. Esiste in

VER-

farvi gli odierni chiesa e

Terme, per monasterodi mos.

GINE MARIA. Congregazione di monaRoma nel rione Monli sulun monastero con
chiesa, la
si

nache osservanti
con

la

regola di
il

Chiara,
si

farle eredi di tutto

suo, che

cre-

l'Esquilino

dette ascendere a scudi

3ooo annui

d'en-

quale

248,

sia

vuole claGalletli,Z?<'//jrm2/cerop. succeduta a quella antichissima

trata. Al mistero della Purificazione delil fondatore dedicar questa chiesa per esser egli nato in lai giorno, e per ogni modoancor questo luogo si doveva alla memoria della ss.

la Beata Vergine^V.), volle

intitolata^.

Maria

in

Monaslerio,

s.

Ma-

ch'esisteva nel

riaeante venerabilem titulmn Eudoxiae, i o 1 4>con abbate monastico

d'una delle pi celebri abbaile di Roma, GodelIe2o privilegiate cui abbati intervenivano alle funzioni del Papa. Egli dice,
i

Vergine, poich gi
stero

vi

era altro

mona-

essere opinione che questo monastero fosse

ne, e si vuole che

ove ora quello detto della Purificaziouna piccola cappella, ch'


la

che fu una delle 20 abbazie di Roma sotto il nome di s. Maria in Monaslerio. Passatoi! giorno della Purificazione di questo anno santo 1600 , si sono
qui rinchiuse
di
s.

le

novelle serve di

Dio e

moderna chiesa, sia un vestigio dell'antica. Qualche scrittore ha credulo,


innanzi

Chiara imitatrici, e si ricevono tutte senza dote e senza elemosina alcuna, per
essere fatto questo

che presso

il

monastero

vi fosse l'abita-

monastero per povere

zione del cardinal vescovo d'Albano, co-

e bisognose,

ma

nate di legittimo matri-

me notai nel voi. I, p. i85, nella quale imbandiva una cena nella vigilia di Natale al Papa ed a tutta la curia, restandovi il Papa per totani noctemj di che
parlai a Presbiteeio.

monio, da buoni e nobili parenti in Roma si possono anche ricevere forestiere, massime se fossero nobili, perch cos ha
:

lasciato

il

fondatore". Martinelli,

Roma

Sembra che

poi la

chiesa col monastero fossero da


111 concessi al

Onorio

sacra p.236, parla della chiesa e monastero, che dice posti in Carinis, gi s. Maria
in Monaslerio, riportando le iscrizioni del

cardinal vescovo di Fra-

scati

per sua residenza, secondo quanto

fondatore Orsini morto nel 1 59

r,

e della

riportai nel voi.

XXVI
ai

I,

p. 2

3, e vi di-

morarono
sa e

fino a

Martino

V che die chieIl

sua moglie Giulia Cinquina romana di gran piet, morta nel 1607, erette dagli

monastero

girolamin.

p.

Casi-

amministratori del mona>.tero in chiesa


sopra
di
i

miro,
la

Memorie d'Araceli p. 1 4, dice che chiesa di s. Maria in Monaslerio fu demonache che


vivo-

loro sepolcri. Piazza,


1

Opere pie

stinata altre volte pei vescovi Tusculani,

77, e Venuti, Roma modeC' nrtp.97,riferisconoche l'Orsini nel 1 589

Roma p.

ed ora appartiene alle

eresse dai fondamenti

la

chiesa e

il

mo-

no
la

sotto la regola di

s.

Chiara, dette del-

nastero di

s.

Maria della Purificazione,

Purificazione, ovvero

non era dal


i

pre-

siluatodietro
coli e lo

sente monastero e chiesa molto lontana.

Panciroli che nel


sori nascosti, a p,
ria della
ti ,

1600 pubblic

Te-

la chiesa di s. Pietro in Vindot di sufficienti entrate, per un determinato numero di monache eia-

558
s.

Purificazione

e della chiesa di

Manel rione MonMaria della Putratta di


s.

risse della

regola rifondata di

s.

Chiara,

e che prima era stata abbazia privilegiata, poi

data in

commenda

e abitata dai

rificazione o della

Candelora in Bandii, della quale parlai nel voi. XXVI, p. 23o. Descrivendo quella de' Monti, la chiama opera santissima di Mario Ferro Orsini nobile romano, quando agli 8 febbra-

certosini che
sini.

venderono il luogo all'OrChele monache dipendono nelle co-

se temporali

danna congregazione di

de-

putati, fra'quali per disposizione del fon-

datore dev'esser sempre un religioso bar-

oo

PUR
gliati e la citt
i

PUR
senza prole.

nabila di s. Carlo a'Catinari, ed hanno il cardinal protetlore per le cose spirituali.

Vedendo
i

essi

che nel-

La

chiesa graziosa e pulita, ed

non eranvi che francescani, ed gesuiti introdottivi da s. Carlo, risolvet-

ogni quadriennio riceve dai

senato ro-

tero d'impiegare le loro sostanze nel fon-

iTinno nel giorno della festa l'oblazione

d'un calice d'argento con 4 torcie di cera. A queste monache, aggiunge Piav.za,
si

dare una congregazione di religiose, le quali avessero cura d'istruire le fanciulle,


finche fossero queste giunte all'et di scegliere unostato, cio
ta religiosa,

permettono

le sole

spese della vesti-

odi dedicarsi

alla vi-

zione e professione, con moderazione.


S astengono dal

ovvero

di maritarsi.

mangiare carne
tutti
i

il

lu-

ned e mercoled, digiunano

mer-

offrirono la loro casa al p. rettore del collegio de'gesuiti,

Pertanto Gio. Mellini

coled e venerd dalla festa d'Ognissanti sino a Pasqua, per obbligo delle loro regole, alle quali

na

di

non sono tenute sotto pecolpa mortale, solo quanto le ob-

il quale ne compil le costituzioni sullo spirito sublime di quelle di sua compagnia che furono approvate dall'arcivescovo dio,

cesano, e nel

1590

colloc in detta casa


il

blighi la legge di Dio, ovvero per ragio-

alcune donzelle a professare


stituto, cio in n.

novello

i-

ne

Per obbligo delle costituzioni dovevano essere tutte coriste, ma a tempo del Piazza (1679) vi erano state introdotte alcune
de'voti fatti nella professione.
zitelle

24, oltre 6 serventi o


il

converse. Presero

nome di
il

Figlie della

Purificazione, fecero
stit,

solo voto di ca-

povere per servigio delle inferme. Gregorio XVI fu amorevole di queste monache, che visit alcune volte, e fece
costruire
il

promisero di vivere e perseverare sempre nella congregazione, di osservare esattamente la povert e l'ubbidienza,
e senza clausura. Presero a pensione di-

lungo

muro del

loro orto dals.

verse fanciulle per istruirle, in che

am-

la parte del vicolo

che conduce a

Pie-

tro in Vincoli, anche in riflesso d'essere


stato elevato al ponlifcato nel

misero altre gratuitamente e senza mercede, per insegnar loro quanto si convie-

memora-

bile giorno della festa della Purificazio-

ne della B. Vergine, di cui fu sempre teneramente divoto. Capparoni, Raccolta


degli ordini religiosi a p. 82, riporta la

figura di queste

monache francescane eia-

Assunsero abito nero senza ornamento, con piccolo collaro e manichetti bianchi, cuoprironoilcapo con velo pur bianco e scendente per la schiena, terminando in punta. Recandosi alla chiesa, stabilirono di
alle donzellecrisliane.

ne

di color

risse (di cui nel voi.

XXVI,

p. 179), ri-

usare il manto nero ampio^ onde ben cuo*


prirsi, lasciando in vista solo la

producendo quanto
a parlare disse
il

di quelle di cui

vado
il

met del
il

p.

Bonanni, Catalogo
cui

volto.

Di queste
p.

religiose trattano
t.

p.
J

degli ordini religiosi, par. 2,p. 86,

Helyot, Storia degli ordini,

8, p.

44

vestiario e professione rei igiosa sono affat-

ed

il

da Latera, Compendio degli or-

todiversi, riportandone Bonanni eziandio

dini, par. 3, p. 2 38.

l'immagine.
In rona piccola
natali a
citt degli stati sardi,

gi del Milanese, celebre per aver dato


i

s.CarloBorromeo, onde ne par-

lai

nel voi.

XLV, p.
il

53, fu

istituita

una

com unit o congregazione di


to l'invocazione,

vergini, sotil

patrocinio e

titolo

della Purificazione della B. Fergine.

Eb-

be principio dai

fratelli

Gio. Antonio e

Gio. Battista Serafini d'Arona,

ammo-

PURITANI. Calvinisti rigidi, perch vantano d^essere pi puri degli altri nella loro dottrina, seguendo essi alla lettera le opinioni erronee di Calvino eresiarca, e rigettando assolutamente tutti i venerabili riti della chiesa romana. Essi godono gran credito a Ginevra (F.). Neil' Inghilterra (F.) puritani sono ne mici degli episcopali e dePuseisti{F.)f e condannano la liturgia anglicana, cosi

PUS
me una invenzione umana. I puritani cominciarono a mostrarsi in Inghilterra
verso
il 565 o pi tardi, e sono chiamati anche Presbiteriani [V.). I teologi stessi
1

PUS
Diversit di

loi

Cambridge, ed eziandio vieppi mirabilmente si propag nell' India


Brita nnica.e negli StatiUniti dell'immensa America. Era riservato a'nostri giorni
il

delia sedicente chiesa anglicana


i

hanno

vedere infranto

'

combattuto falsi principi de'puritani, come si pu vedere nella Storia eccl. del'
la

legame d'unione Ira le sette de'protestanti, che sebbene dissenil

zienti tra loro in diversi punti, era stato

Gran Brettagna

di Collier. Scrisse la

sempre

loro

comune

in protestar

contro

storia de'puritani Daniele

Neal

li

coni-

la chiesa cattolica; e ci poi nell'Inghil-

batt Luigi Cappel.

F. Calvinisti.
d'una
frazioal ravvicina-

terra, che

da molto tempo
del

si

riguarda-

PUSEISMO. Tendenza
j

va
lei

come capo

mondo
le

protestante, a

ne della chiesa anglicana


,

rivolgendosi tutte

altre nazioni pro-

mento del cattolicismo,

di cui all'articolo
i

testanti per

Inghilterra ne celebrai
,

meravigliosi

progressi, siccome professante dottrine se*

mi-cattoliche, e perci senza volerlo,

me-

diante lo studio della religione cattolica e


delle antichit ecclesiastiche,

venne a per-

suadersi da per se delle verit eterne e

sagre costumanze, che

si

professano dalla

punto in tito, che non del tutto separandosi dal protestantismo, locossi in una cotal posizione di mezzo, e piegando verso il cattolicismo, cominci ad amare e rispettare quanto i loro antenati meno antichi o per circa 3oo anni odiavano e anatematizzavano. Bergiernel Dizionario enciclopedico
,

averne il patrocinio. Fu apquesto paese, che sorse un par-

chiesa romana. Do faccia che la nostra


sia

epoca gloriosa per

la

chiesa anglicana,

parlando del Culto anglidi tutte le

ed argomento di letizia per tutta quanta la grande famiglia cattolica composta di oltre 200 milioni di fedeli, compresi
in

cano, osserva che


cristiane

comunioni

non

cattoliche, gli anglicani so-

no

un

solo ovile e veneranti

un
il

solo pa-

store Vicario di

Ges

Cristo,

ritorno

ad esso
Pio

di

nobilissima e ragguardevole

quelli che meno si allontanano dalla credenza della chiesa romana, ne rigettano nondimeno un gran numero di articoli essenziali: cos Protestanti (F.) rimi

parte dell'antica greggia di Cristo,ora che

IX

(F.)

vi

ha

ripristinata la gerar-

chia ecclesiastica, ed ora che alla testa


dell'eccellente clero cattolico d'I nghil ter-

ra e d'Irlanda vi sono
e zelanti cardinale
Ciillen.

dotti, infaticabili

Wiseman

e primate

A Oxford

parlai delle tendenze

proverano loro di pendere sempre verso il papismo o cattolicismo, e di non aver fatta la pretesa riforma che per met. En punti di dottrina, rico Vili non tocc n di culto esterno. Edoardo VI pretese di riformare la disciplina e la forma del culto, che abrogato dalia cattolica Mai

cniloliche di quella celeberrima universit e dello stesso

ria, ristabil

Elisabetta; quindi in

un
1

.se-

vescovoanglicano, molti
delia quale, per

dicente sinodo tenuto a


fu in

Londra

nel

562

dotti e illustri

membri

39
si

articoli stesa la confessione di

convinzione, tornarono al materno

bo

della sede apostolica.

gremImperocch in

fede anglicana con moltissimi errori; pure vi

regolano

le

funzioni e la giuris-

Oxford, essendovi pi avanzi cattolici, che qualunque altra istituzione d'Inghilterra, luogo pi acconcio non poteasi trovare ove raccogliersi insieme contro gli
ulteriori guasti della pretesa

dizione del pseudo-episcopato e della ge-

rarchia del clero, vi

si

tratta delle feste


le
i

e de'digiuni, le vigilie,

ceremonie, le

pratiche del culto. Indi

Presbiteriani

riforma.
riconci-

Puritani (F.) furono detti riformati, per-

Questo portentoso movimento di


liazione dell'anglicanismo ai
tolici si

ch non vollero uniformarsi

alla gerar-

dommi cat-

chia e alla liturgia della chiesa anglicana. Essendo molti inglesi fuggiti sotto Ma-

dilat anche alla linomalissima u-

102
ria.npulrianclo

PUS
vi

PUS
Dell'origine del puseismo qualche cosa
ci disse

pollarono gli enori di Calvino e Zuiiiglio che aveano abbraccialo, cos'i pretesero che la riforma della
chiesa anglicana fosse iinperfella e

l'Artaud, nella Storia di Leone


3, p.

XII,

t.

48. Nel

voi.

XXXI V, p. 3

mac-

e seg. parlai della Dissertazione sul

si-

chiata di paganesimo, non polendo sof-

che preti cantassero l'uifizio in cotta, onde impugnarono principalmente la gerarchia e l'autorit de'vescovi, che volevano laicale e con presbilerii o concifrire

stema teologico degli anglicani delti scisti dinig.'' Carlo Baggs rettore del collegioingle se, Koma 1842. Inoltre riportai un brano dello slesso Pusey, sull'an-

Pw

damento

secolaresco della chiesa angli-

stori

protestantijcome rigettarono quella

parie di ceremonie della chiesa romana, che riguardavano come superstiziose e


contrarie alla purit del culto,

cana etrascuranza delle pratiche religiose, con diverse analoghe osservazioni.


Ripristinando puseisti molte ceremoniee liturgie della chiesa romana, si ravvicinarono di molto al cattolicismo, proi

come

lo

pretendevano

loro,

che l'aveano ridotto

conmaggior semplicit- Per avere adunque contrariato la gerarchia e la liturgia, e voluto presbilerii e il culto puro secondo il loro intendimento, furono detti Presbiteriani e Puritani, mentre (juelli
i

gredendo a gran

passi a riunirsi al

me-

desimo, come gi fecero in gran numero. Nel voi. XXXV, p. 43 registrai la trion1

fante conversione del celebre

d.*"

Newd'Ox-

man, capo

della scuola teologica

che seguitarono a riconoscere la gerarchia e le ceremonie, si denominarono Episcopali, al modo che meglio dichiarala
fjsGHiLTEBRA, parlando di loro e delle tante sette

ford e de'puseisti, cio in fatto di sapere, d'ingegno e di morale influenza, non che di altri distinti dotti. Negli Annali

delle scienze religiose

t. 1

6, p.

4^8, si

leg-

che

la

lacerano e straziano con


pratiche religioil

ge

la

Ritrattazione del d,^

Newnian

dei

continueconlraddizioni. Quindi illanguidite

12 dicembre 1842, sopra alcune proposizioni

anche

le superstiti

contenute nelle sue opere, conp.

se, surse per ristabilirle

celebre dotsti-

loveE. B, Pu^ey, uno de'pi dotti e


mali scienziati
co in Oxford,

Pioma e la s. Sede. Ne' voi. L, 79, LUI, p. 192 parlai della venula
tro

ia

inglesi, professore d'ebraiil

Roma

del doti.

Newman,

dell'abito as-

quale a poco a poco

am-

mise tutte

le

pratiche della chiesa roma-

sunto e'filippini in uno ad altri illustri puseisti, per fondare l'istituzione in Inghilterra
,

na, col solo studiare nelle antichit ecclesiastiche,

onorati d' una visita del Pa-

ed affrontando il sistema evangelico, fece abbracciare le sue tenden-

si

ze a moltissime persone,onde tali seguaci


di

Pusey furono
i

detti Pusestij

ed

il

suo

Annali t. i4, p- 267 e 273, nuova scuola teologica dell'univesit d'Oxford, che dal suo capo ebbesi il nome di Puseitla, e de'propa. Ne' delti

discorre della

principio Puseisnio che fece rapidi progressi,

gressidel Puseisnio. Ivi la seguente sin-

quali fruttarono alla chiesa cat-

golare definizione delle religiose dottri-

tolica splendide e ubertose conquiste.

Pu-

ne mantenute da detta scuola,


giornale protestante o

tolta dal

sey senfi
cipio

vuoto e il mostruoso della religione d'EnricoVIIl,ammise per prinil

Cronaca

dOx-

non poche pratiche della chiesa mana, molte parti della quale innest
suo simbolo di fede
;

ronel

ford, che apparisce alla luce nella medesima citt. Che cosa adunque il Puseismo? E niente altro che dire anateuia
al principio vitale del

e sdegnato delle a-

Protestantesimo,

il

berrazioni dottrinali e liturgiche dell'anglicanismojcredette di avere in forza della

dipartirsi
la

sempre pi dalle dottrine delil

riforma anglicana,
all'essere separati

piangere pensan-

riforma,

la facolt di

pensar tutto que-

do

sto e di poterlo bandire

pubblicamente.

dure

Roma

da Roma, il riguarcome madre, per cui siamo

PUS
generati in Cristo.
Il

PUS
sta

io3

Puseitno

nel

tico

Britannico, Tratlatelli pei Tempi,

denunziare

la

chiesa anglicana, siccome

stretta in servit e in catene, e

siccome

insegnante con labbra balbuzienti forraolari


di

Lettera di Newman a Jelf, Opuscoli postumi di Froude, Sermoni di Linwood, Dottrina della chiesa anglicana intorno
all'Eucarista.

Roma, siccome

ambigui; l'encomiare la chiesa quella che d libero

Nel

voi. i6de'citati/^/i/ja'p.

457

sul
il

sfogo ai sentimenti di timore, mistero,


tenerezza, riverenza e divozione; sicco-

progresso del puseismo, che descrive


iieir

giornale protestante. Critico Britannico,

me
Ioli

dotata di

altri

doni e validissimi

ti*

esprimere

le

dottrine del puseismo

ad esiger da noi ammirazione, riverenza, amore e gratitudine. Il Puseismo sta nel dichiarare che gli articoli di fede anglicana ebbero la loro origine in un'epoca anti- cattolica, e che il rituale per
la

contiene un bellissimo articolo intorno


alla intercessione de'santi.Si

nota

la serie

delle opericciuole divulgate colle stam-

pe dai

puseisti, in cui

esposero
la

le

loro

dottrine semi-cattoliche, e quelle che an-

comunione

eucaristica un' espressa

davano a pubblicare, come


del tempio
,

Polluzione
1'

condannazione della chiesa anglicana; sta


iiell'insegnare,

in cui

si

lamenta

assenza
il

che

il

Rituale
il

un prezioso tesoro; che


sagi'o e preziosissimo

romano Messale un
degli

del sagrifizio ne'templi protestanti;

ri-

provevole uso di tenerli chiusi sempre


tranne
la

monumento

domenica, e
si

la

scandalosa neculto divino


al-

Apostoli.

Il

Puseismo afferma che leScritla tra-

gligenza de'ministri nel pregare giorno

ture non sono regola di fede; che


sposizione delle verit rivelate

e notte;
la lettura

afferma che

il

dizione orale della Chiesa anche un'e-

cotanto disformato, che riducesi solo

che

la

da Dio; Bibbia, senza note o commenti,

d'una bella predica, ma priva di unzione ed efficacia. Nel voi. 18 p.


,

posta nelle

mani

di

persone ignoranti,

355

de'medesimi.^/j/K7/ij

vi

un impor-

non

adatta, ne'casi ordinari, a renderle


Il

savie in ordine alla eterna salute.

Pu-

seismo insegna, che nella Cena eucari


stica Cristo presente sotto la foi*ma di

tante articolo: Movimento Puseislico nel V America settentrionale. Il n. 60 del Diario diRoma i845 discorre della dis-

sertazione del dotto e profondo teologo

corporalmente insieme con noi; e che sacerdoti hanno il fremendo e misterioso potere di cambiare il pane e il
e
i

panee mente

di vino; ch'Egli allora personal-

Perrone gesuita: Sulla pastorale emanata dal sinodo della chiesa episcopale degustati Uniti d' America nell'ottobre i844- Quest'assemblea ebbe luogo in Fip.

vino nel Corpo e Sangue di Cristo.

Il

Pu-

seismo sostiene essere legittimo usoil pi egar pe'defunli,


il

fare distinzione

da pecsi

onde opporsi ai progressi del puseismo che grandeggia sul suolo d'America. Nella 1.^ serie degli Annali delle
ladelfia,

cato mortale a veniale; e afferma che

scienze religiose

pu credere

l'esistenza del Purgatorio,

sandro Grani
:

che le reliquie possono essere venerate, che i santi possono essere invocati, che vi sono sette sagramenti, e che ci nonostante
gli

anglicani possono con


i

buona

i53 di d. Alesun dotto lagionamento Sullo slato passalo ed attuale del puseismo in Inghilterra. Pi a p. 454 si d ragione della Lettera al rct*. dolt. E.B. Pusey, conlenente un critico esat,

2, p.

si

legge

coscienza sottoscrivere

Sg

articoli di fe-

me

di parecchi punti trattati in alcuni

de della chiesa anglicana". Quello poi che pi rimarchevole si , che ogni proposizione di questa definizione ricavata

de' suoi recenti scritti j del rev. J,

Lecuo-

na missionario cattolico spagnuolo, Londra 1846.


puseisti,

Con sode
si

ragioni espii ito con-

da opere puseistiche fedelmente citate, come sono, Letlera di Palmer, Il Cri-

ciliativo, l'autore eccita quegli anglicani

che

rimangono quasi

sul limi-

lo^

PUS
anglicana, nel

PUS
puseismo, vedendo
in pericolo la chiesa
la

tare della chiesa cattolica romana, senza

ancora risolversi ad entrarvi. L'autore intende convincere il leggitore, che il cristiano e il.dotloal quale

i85o incominci

per-

secuzione de'puseisti, ne'quali


za; sospese a Pusey
dogli
il

in Inghil-

Dio ha dato gra-

terra personificata la dottrina e la scienil

zia per sentirla forza della dottrina cattolica, e

predicare, toglien-

vedere

divini caratteri dell'u-

liberissimo attributo della favella, vescovi a sbarazzarsi degli

nica vera Chiesa nelle essenziali fattezze

eccit

sue, invano

si

va lusingando ch'egli di

di chiesa

uomini con tendenze romanistiche, con

quella Chiesa, se
in lei;

invano

si

non entra veracemente d a pensare che il ragerminare, e cresca

espellerli dalle parrocchie;


stessi

ma

vescovi

eransigi mostrati e

si

mostrano ail

mo

divelto dall'albore e senza vi tal suc-

mici e patroni de'puseisti, ed


di

vescovo

co, ritenga virt di

e fiorisca separato com' dalla materna


pianta.
siete

Londra chiam modello d" un ecclesiastico inglese, Bennet capo del partito e

Dicendo al dott. Pusey: Voi non nemico della chiesa romana, anzi ne ammirate la disciplina sublime,ne contemplate
la bellezza e
il

saldissimo orlei

romanismo di quel Apprendo ancora, insieme ad alcuni nomi illustri passati alle filede'cattolici, che nel 85 (t, 4, P- 2 6) il pucaldo sostenitore del
clero.
1
r
1

dinamento, e ravvisate
ca inespugnabile; fate
e tutto sar finito;

in esso

una

roc-

seismo sempre pi veniva in Inghilterra


sottoposto alle vessazioni, con essere suoi
i

un passo di pi, non esitate. Tutte le


calda espetta-

seguaci deposti dalle cure o parrocchie,

braccie stanno aperte a ricevervi; tutti


gli

occhi

fssati in cielo, in

o forzati a dimettersi da loro, o costretti a lasciar le pratiche e ceremonie. Bennet


zelante puseista
ecclesiastici e fu
si

zione.
la

Deh! consumate un atto degno del1

dimise dagl'impieghi

grandezza vostra " Nel 1846 in Parigi fu pubblicato Conversione di 60 mi:

imitato da 3 de'

suoi

vicari.

Il

sistema di persecuzione del go-

nistri anglicani

membri

delle univer'
li-

verno
il

e dell'episcopato anglicano contro


le

sita inglesi^ e di 5o persone distinte, con

puseismo, spaventati dal dilfondersi


si

na notizia riguardante Newnian^ Picard e Oakeley per Giulio Gondon. Dalle


,

sue dottrine che


cattoliche
versioni

avvicinano assai

alle

pubblicazioni della Civilt cattolica n^-

(t.

romane, produsse nuove con5, p. 377) e disgust sempre


pi dotta e
la

prendo (t. 3, p. 4 6 e 665) che puseisti vanno passo passo adottando tutte le pratiche romane. Il loro manuale di pre

pi questa parte del protestantismo, ch'

insieme

la

pi stimata del

clero anglicano e riformato, solo perch


collo studio delle antichit ecclesiastiche

ghiere contiene quasi tutte


santi, non
ze. Si

le

divozioni

praticate ad onore della B. Vergine e dei

ommesse alcune con indulgendice pure che in s. Barnaba e in


si

altre chiese de'puseisti,

conservi
I

il

Savien

gramento come
tori dell'

fra'cattolici.

propaga-

aperto romanismo,
in Inghilterra
il

come

chiamato

cattolicismo,

praticano suffragi alle anime del purgatorio, e la recita dell'uffizio

venne a persuadersi da per se della verit di molte dottrine e costumanze cattoliche, per cui veramente ogni d'i s'avvicina di pi ad un ritorno in comune alla fede romana, fuori della quale non vi l'eterna salvezza. Anche in America si guarda in cagnesco il puseismo, come quello che va scalzando le fondamenta
dell'anglicanismo, con vantaggio del cattolicismo.

dell'Imma-

colata Concezione e di quello de'morti.

Terminer col
:

ripetere,

con

l'e-

tengono con venerazione nelle loro camere domestiche leimraagini della ss. Vergine e de' santi. Il governo ingleJ

puseisti

gregio Allies, autore d'opera di cui parlai

Primato
il

Piaccia alia divina prov-

videnza che

dott.

Pusey siabbia

la

sor-

se essendosi

allarmato de'progressi del

te anch'cgli di

riparare nell'unit catto-

PUS
lica, pel

PUY
col solo dire stu-

io5

gran bene fallo

diale la religionej cio levale quell'ini peditueiilo che sta dalla parte vostra all'o-

perazione della grazia che viene in aiuto.

PUSIJNNA
te di

(s.).

Si ritir

dopo

la

mor-

Jacopo , Cardinale. Denominato Dal Pozzo o Puleo, originario di Alessandria, nacque a Nizza di Provenza da nobili genitori, e riusc tanto nello studio delle leggi, che fu stimato uno de' pi.
(de)
eccellenti avvocali del suo
tosi in

PUY

suo padre nel villaggio di Bansion

tempo. Piccalo

in Picardia.

La sua virt trasse a lei un gran numero di donzelle che tendevano

Roma,

il

cardinal Accolti
III lo

prese

per uditore e Paolo


tribunal della

alla perfezione;

ma non

si

trova che fon-

annover al rota, che peri 5 anni illu-

dasse alcun monastero.

Fu sepolta a Banin

str colle sue celebri decisioni, e ne di-

sion, eiiell'86o lesuereliquiefurono portate all'abbazia di


lia.

venne decano. Giulio IH che da cardinale era stalo suo amico intrinseco, nel

Herwoden

Weslfaai

Questa santa onorata

in Francia,

i55o
Bari
fari
,

lo

promosse all'arcivescovato di

e la
ili

sua festa principale segnata

^3

aprile,

ne prevalse utilmente negli afpi ardui e interessanti del pontifise

PLTEA.
Ila

Sede vescovile della Bizace* neir Africa occidentale sotto la me,

calo, ed a'ao

dinale prete di
fece

tropoli d' Adruuieto, ch'ebbe a vescovo Serbando, Morcelli, africa dir. t. i. PUTEA. Sede vescovile di N'umidia,
nt^Il'Afiica occidentale, sotto la
li

dicembre 55 lo cre cars. Simeone. Paolo IV Io prefetto delle due segnature, lo agi
1

greg
Ionia

alla

congregazione del

s.

oflzio,

gli confer
,

leprotettorie del regno di Po-

di Cirta. Morcelli registra

metropodue vesco-

dell'

ordine gerosolimitano e del


;

carmelitano

quindi

lo associ al cardi-

vi,

africa dir.

t.

i.

nal Cicala, por esaminare ed abolire le


alienazioni de'beni ecclesiastici falle contro la costituzione di

PCJY (du) Umberto, Crtrr/mrf /e. Chiamalo pure Del Pozzo, nacque in Montpellier, e

Paolo

li,
i

non che
censi del

soltanto peresserecongiuntoa Gio-

per liberare

beni enfiteulici ed

vanni XXII e senza alcun merito, dopo


averlo fatto prolonotarioapostolico,
a'
1

dicembrei327 locrecardinale prete dei ss. Apostoli, altri diconoche prima lo pose nell'ordine de'diaconi.

patrimonio della chiesa romana. Destiuato da Pio IV legatoalconcilio di Trento, mentre si disponeva pel viaggio, mor
in

Ebbe

la

prepo-

Roma nel 1 563, d'anni Qq, e fu onorevolmeiile sepolto nella chiesa di s. Maria

silura della chiesa di Presburgo, diocesi


di Strigonia,

sopra Minerva, avanti

gradini del-

che rinunzi per la chiesa parrocchiale di s. Paolo di Frontignano


nella diocesi di
^'\

Maguelona. Fu ai conclaBenedetto XII e Clemente VI, morendo assai vecchio nel 348. PUy-(Du) Gherardo, C^/f/w/e./^''. Du
di
i

maggiore, con nobile epitaffio postovi dal nipote Antonio e successore nell'arcivescovato di Bari, Questa govern
l'altare

12 anni sempre assente,

la

regal di predello ni-

ziose suppellettili e rinunzi a

pote. Intervennea'conclavi di Marcello II,

PuY. Siccome

fu

abbate

di

s.

Pietro del

Monte

monastero cui presied per i4 anni, donde neh 363 fu trasferito al governo del Monastero Maggiore di Tours, cos molti storici lo designano col nome di Abbate di Monte fllaggiore.D' sua legazione a Perugia parlai a tale articolo, mentre a Prefetto di Roma dissi che gli consegn Castel s. Andiocesi di Chalons,

Paolo IV e Pio IV, nell'ultimo de'quali poco vi manc che non fosse eletto Papa, per la somma riputazione che godeva, pel candore de' costumi e per l'emi-

nente sua dottrina. Scrisse alcune opere, ed una specialmente sulla variazione delle

monete, e pi altre a schiarimento del


pregi della mente e

diritto canonico e civile, diversi scrittori

avendone celebrati
del cuore.

gelo.

io6

PUY
{LE),y4nicien. Citt con residen,

PUY
capoluogo del
di circon1
1

PUY

za vescovile di Francia

chiuse in magnifico reliquiario e dono di re Lotario. Altri magnifici reliquiari do-

dipartimento dell'Alta- Loira,


dario e di due cantoni, circa

3 leghe

narono al tesoro di questa chiesa Clemente IVe Giovanni XXII, Carlo Magno
,

da Parigi

di I.' istanza e di

ha corte d' assise, i tribunali commercio, altre au-

e Filippo

IV

il

Bello;

l'Ardito regal
tro

mentre Filippo III una croce d'oro, con endella vera Croce.
di
Il

torit, societ d'agricoltura, scienza e arti,

un pezzetto
si

ca-

gi antica capitale del

Velay

in Lin-

guadoca.In pittoresca posizione, fabbricata ad anfiteatro sulla cresta meridio-

nale del

Monte

Anis, la cui vetta vedesi

coronata dalle rovine del vecchio castello del


la

8 canonici titolari e altrettanti onorari, insieme ad altri chierici, ed ai pueri de choro, ai quali nelle feste solenni si aggiungono gli alunni del gran seminario pel divioo servigio. Quepitolo sto capitolo
ta
,

compone

Donne
al

suo nome, e tra due piccoli fiumi, e la Dolaison che riunitisi get-

avea

il

dominio

della citt alil

la

quale perci chiamavasi


gi

Chio-

tansi nella Loira,


li,

domina

tre ridenti val-

riviera

fondo di ciascuna serpeggiate dalla che attraversandole le irriga e


,

uno de'pi illustri del regno e numeroso, contando 4 dignit, 5 ufflstro.


ziali,
ti.

Fu

43

canonici e molti altri beneficia-

fertilizza

il

bel territorio. E' divisa in 3

Inoltreavea l'onore di contare tra'suoi


i i

quartieri, cio la citt verso la


(Iella collina, la citt

sommit
i

bassa ed

sobbor-

ghi.

Le

strade sono mal distribuite e sco-

scese nella parte alla della citt.

Ha 3 sob-

Bartolomeo e s. Lorenzo. Le case in generale non sono di buon gusto, tranne quelle nobili moderne; vi sono diverse piazze pubbliche, essendo le pi belle quelle dell'Ostello della citt e del Breuil, oltre un ameno pasborghi, d'Aiguilles,
s.

seggio pubblico.

La cattedrale fondata nel


l'

X secolo,
meno che
il

notabile per

arditezza e la

bizzarria della sua mista costruzione,

non

per

l'efFelto della

sua facciata,

cui disegno pubblic V Album di

Roma

re e delfni di Francia. CarVII dopo essere stato proclamato re nel castello di Espalay presso Le Puy, assistette ai primi vesperi dell'Ascensione in abito corale; Luigi XI suo figlio, Carlo Vili e Francesco I assistettero all'uffizio nella stessa chiesa e nella stessa maniera. I canonici hanno l'uso della mitra quando uffiziano nelle grandi feste, ed un ceremoniale del secolo XIII parladi questo uso come di privilegio antico. Nel 14^6 o pi tardi, Luigi XI accord ai canonici di portare la pelle di vaio al capperuccio (la parte della cappa che cuopre il capo) nell'inverno, la quale decoraziolo

canonici

l.

IO, p. 20,

venendo considerato come

ne era allora considerata


di dignit.

come segnale

uno de'pi
gotici

vasti e maestosi

monumenti
i

Non

si

sa

1'

origine della cos

cheesislanoinEuropa. Tutti viag-

detta in francese /mg^areZ/di o piccolo scapolare, che


18." di

giatori e intelligenti in archeologia

non

canonici portano in tutta


,

lasciano di visitare questa basilica

yd onta dello ascendere difficile so, pure presto colle sue bellezze ne
menticare
la fatica.

che e peno,

Pasqua

ornamento che sembra


di

cominciato nel secolo XI e per conservare la

fa di-

memoria
s.

Ayraardo

di

Monteil
i."

E' sotto l'invocazio-

vescovo di Puy, nominato pel


della

legato

ne della B. Vergine, con baltislerio, e cura d'anime amministrata dal canonico arciprete, avendo annesso il conveniente episcopio. Ivi si venera una sagra Spina della corona di Ges Cristo donata da s. Luigi IX con lettera che si conserva. Le
,

Sede a condurre

lai.' spedizione

o Crociata di Palestina. Clemente IV con sua bolla scioglie per sempre dall'interdetto
chiesa
i

4 ebdomadari
cessi

acci in tanta

non
il

mai

la

divina ufficiatura.

Una prova
Puy,

dell'antichit della chiesa di


titolo di beneficio

ossa di

s.

Tertulliano prete romauorn-

nominare a

PUY
un prete per battezzare
di
s.
i

fanciulli di tut-

PCY g5 del Giornale di Roma 85


1

107
1 ,

si

leg-

te le parroccliie della citt, nella

cappella

ge come l'odieino vescovo ha pienamente riedi&cato l'antica cappella di


s.

Gio. Battista, contigua e dipendencattedrale: fino agli ultimi anni


1'

Mi*

te dalla
ivi si
si

chele, alla quale


dini.

si

ascende per 220 gra-

conserv

urna e

il

cammino

clie

Un

antico autore la colloc fra le


Il

usava ne'primiti vi tempi pelbattesim-)

meraviglie della natura.


di

suo spazio

d'immersione. Altro singoiar privilegio di questa illustre chiesa il giubileocbe

?i2

piedi.

Due

altari consagrati agli


PialTaele, ed al d'un redi Sco-

altri aiv,-"^el'

Gabriele e
figlio

gode quando

la fesla

dell'Annunziazioiie

martire
I .'

s.

Guineforl

cade nel venerd santo. Nel prezioso archivio della cattedrale


to del
\t
si

zia, .sono collocati a piedi della roccia.

La

conserva un at-

pietra di questa

12 34 di Bernardo di Veutadour
riposo delle
la

la

fu collocala

monumentale cappelnell'agosto 962 dal can."

scovo di Puy, che fonda un anni ver>

Gotescale. Vi sono diverse confraternite,

io pel

anime di
s.
,

quelli, che

M giubileo e

presenza di

Luigi

IX

a\ea
^lati

tratti

a questa chiesa

e eh' erano

alcune case religiose, ospedali, seminario grande e piccolo. Il nuovo palazzo della prefetturabellissimojcome sono rimarchevoli
le

vittima della loro pia curiosit.


giubileo Gregorio

Ad
Io

fabbriche del collegio del

tri-

istanza di Luigi XIll accord


di

8 giorni

bunale

di

commercio

e delle

due giudica-

proroga
di

al

XV.

ture, l'ospedale dell'Hotel Dieu, l'ospele caserme di cavalleria. Havvj la prigione assai vasta nell'antica monastero della Visitazione, il gabinetto di storia naturale, un museo di pregie-

l'etto

archivio o tesoro furono deposti, u-

dale generale e

ua carta
chiesa di

Curio xMagno che fonda nella

Puyio prebende perpetue; un nuovo Testamento greco della pi rimota antichit una Bibbia donata da Teudolfo vescovo d' Orleans, in pergamena
;

vuli

quadri, statue ed antichit; biblioteca

a lettere d'oro e argento;


la
di

la

ro di Margherita moglie di

s.

corona d'oLuigi IX;


la

con circa 6,000 volumi, sala per gli spettacoli, ed un semenzaio dipartimentiile.

Le

fiibbriche principali sono quelle dei

corona

d'

oro

di

Carlo Magno, ornata


;

merletli di filo, e di blonde nere e bian-

pietre preziose e di lavori curiosi

che, di sonagli e campanelli pei mulattieri, di

cappella d'argento doralo diCarlo di Bor-

panni e

altro; vi

sono concie con,

bone;

la

corona di Giovanni Sluardodunella cattedrale,

siderabili per tutte le specie di cuoi


latoi, birrerie,

fi-

ca d'Albania; molti stendardi che Carlo

ec: grande
merletti

dopo le vitLe Puy vi sono altre 4 chiese parrocchiali, munite del s. fonte. La chiesa di s. Lorenzo un
VII depose
torie riportale sugl'inglesi. In

che

vi si fa di

commercio e granaglie. Sopra


il

un vulcano
lungi circa

estinto

da tempiremolissimi,
citt, vi l'an-

una lega dalla

tico castello de' Poliguac, gi signori

di

vasto edifizio, il cui esterno noncorrispon*

questo luogo. Siccome

la citt

detta in

de

alla

maest
le

dell'

interno, e dove sono

deposte

spoglie dell'illustre Duguesclia

grandeamujiiaglio e conquistatore. Quella di s. Michele Arcangelo, fondata verso


la
il

latino Aniciutn dalla montagna Anis, e Podiiun che significava nella buona latinit un pogginolo, un appoggio, e ne'bassi secoli uu'eminenzaj un' altezza, co la

fine del secolo

X, sopra

l'alto del-

signoria di
siuiiiy

s.

Pauliano o dell'antica Ruesai

rupe

roccia di granito d'Aiguille pres-

appartenente

Polignac
il

dal ca-

so la riviera di

Bonne, che ha forma di un'alta torre conica o campanile, perch sormontata da un campanile a guglia che confusa di lontano colla rupe ulTrc l'aspello d' un superbo obelisco, ^el u."
,

stello della

quale essa porta

nome, du
la

Podinni venne Podemniacunt e mutatasi

la 3." lettera in

L per

raddolcire
I

pro-

nunzia, se ne form Poliguac.

SODO

fertili in

grani e legumi, e

contonu nelle bue-

.o8

PUY
si

PUY
coltiva la vite.

ne esposizioni de'poggi

Anche le creste delle altre montagne sono gremite di vulcani. Le Puy fu patria di diversi uomini illustri: tali furono il
celebre cardinal Po/'g''iac(^.),
ine,
il

il

d.''BalIrail,
il

dominio a dei signori ed ai vescovi, prendendo i primi dalla dinastia de' conti di Tolosa onde il vescovo di Le Puy ha i titoli di conte di Velay e Brioude. Alla citt Ugo Capeto concesse degli stemmi
,

letterato Agostino
il

Simone

verso

il

992

a sollecitazione di Guido

pittore Boyer,

prof, di bellelettere

Gu-

Folco vescovodel Velay, di cui

Puy come
molto nelle

glielmo Tardif. Negli scavi furono trovale

capitale era la sede degli stati del paese.

medaglie e iscrizioni romane. Si vuole che la cappella di s. Clair sia fabbricata sopra le rovine d'un antico tempio di
Diana. Di Le

Un tempo
guerre

fu fortificata, pat

civili

e religiose, ed Enrico

IV

so-

Puy

scrissero

Gisseyo, la
Tl/e//.

Sloriaj Lebeuf sulle antichit,

del-

VAccad.
ist.

delle iscriz.j e Baunier, Race,

1596, Nel j65o quivi fu fondata la congregazione delle religiose di s. Giuseppe dal vescovo Enrico de Maupas de la Tour, e dal p. Melo vi fu riconosciuto nel

de^ vescovati, riportandola serie dei


,

daille gesuita. Nel

suo stato florido, Puy


Podiiim o Ani-

vescovi

Chenu Ardi, et episcop. Galline, p. 4o e seg. La fondazione di Puy rimonta all'epoI

giunse ad avere 4o>ooo abitanti circa.

La sede

vescovile di

<:iuni della r,"

Aquitania, secondo
nel

Com(

ca

de'celli,

ma chiamata

Ruessiuni.

ro-

manville fu eretta
e volle godere

VI

secolo

cio

mani dopo

l'invasione delle Gallie vi fon-

successe al vescovato di
/j'),
l'

darono una colonia, ed il nome di Pof/mw, donde si fijrm Puy, provenne da quanto dir parlandode'vescovi.

Ruessium o Feesenzione, bench


e ottenuto

nella provincia ecclesiastica di Bourges,

Dopo la con-

per aver

la citt

domandato
il

quista de' romani

a regnare in

paganesimo continu tutta la provincia del Veil

direttamente dal Papa

vescovo. Certo

che antichissima fu la dipendenza di

ay, finoal principio del


i

IV

secolo.

Quan-

do per cristiani straziati dai galli offrirono il loro sangue per la verit evangelica,

Puy immediatamente dalla s. Sede, es, Leone IX nella sua bolla la suppone gi
antica.
ca,
il

Come soggetta

alla sede apostoli-

Puy abbracci il

loro culto con gran-

vescovo Conflans fu invitato da Be^

de ardore. Come le altre citt meridioFrancia , Puy ebbe a soffrire innumerevoli devastazioni dai vandali, dai borgognoni, dagli eruli e dai germani, quali davano saccheggio a tutto: Attila preserv Puy da quello de'suoi unni, I visigoti furono pi umani o almeno pii intelligenti, ed in questo luogo vennero a fondare la loro dominazione, ed a formare il nucleo in Puy di quell' impero. Dopo la vittoria di Voville riportata da Clodoveo 1, la Francia cacci goti, e ne conserv il dominiosino all'irruzione dei araceni, epoca in cui Puy fu obbligata
nali di
i i

nedeltoXIll neliyaS al concilio di Laterano. Soppressa la sede da Pio VII pel concordato del 80 dipoi nel 8 7 nel
1 r ,
1 1

ristabilirla tolse tale

prerogativa e

la di<

chiaro suffraganea di Bourges,


tuttora.

come

lo

Per remota consuetudine il vescovo di Le Puy gode la singolare distinzione dell'insegna del Pallio (^.). Nella
bolla col quale nelio5os.

Leone IX

l'aC'

cord al vescovo Stefano II, sembra sem< plicemenle rinnovare una prerogativa
ch'era stata conceduta in avanti, per grazia speciale della
s.

Sede. Alcuni vescovi

degli ultimi secoli o ignorandola o tras-

B chinar

la

fronte sotto

il

vessillo

musi

sulmano. Appena Carlo Martello fug


saraceni verso
i

Pirenei, la citt ritorn

curandola non ne fecero istanza. Ma Gi seppe de Galard nel 1 744 ^^^^^ vescov( da Benedetto XIV, lo domand e trov

otto

il

potere de' franchi. Carlo

Magno
il

non pochi
per

ostacoli. Colla sua costanza su-

etabiPi

Puy

vice-

contea e ne accord

le difficolt

el'ottenne,

venendo

sta*

PUY
futuro che sarebbe sialo concesso, s'intende colla solila clausola a beneplacilodel Papa. Avendo il vescovo cobilito pel
coli
:

PUY
le

09

sue reliquie riposano a IVIunster


la festa

si

celebra

a'7 giugno.
s.

Dopo Roil

ricio

ed Eusebio,

fiori

Pauliano,

qua-

Hunicato al capitolo
pratiche,
,

il

risultato di sue

le fu s

zelante nell'esercizio delle funzio-

cauotiici ne furono tanto lieche per eternare la memoria di loro gratitudine, ed il ristabilimento dell' insigne privilegio , fondarono una messa perpetua pel rispettabile prelato. Per questo pallio di sua natura personale,
i

ni del

ti

scovile,

suo ministero e della dignit veche l'antica citt de' velausiani Riiessiiun dove sedeva, per onorare la sua memoria, lasci il proprio suo nome per prendere quello di s. Pauliano: il suo corpo riposa nella chiesa a lui intitolata
,

giacch avendolo Pio VII nel 8


1

7 accor-

colle

reliquie de'
se

ss.

Valentila festa ai

dato a Gio. Pietro de Galiende Chabons,


nel

no

Albino, e

ne celebra

1823

glielo ritolse

quando

lo trasfer

ad A miens, invece lo confer al successore mg.' Lodovico deBonald, che poi Gregorio
rio

dinale.

traslat a Lione e cre carPer questo trasferimento, GregoXVI nel preconizzare neli84o mg
'^

XVI

Pietro Darcimoles
pallio
,

esaud l'istanza del

24 febbraio. L' immediato successore s. Evodio, dai francesi chiamato Vo>y, per avere Ruessinni o Paulianiini perduto il suo splendore, alla distanza di due leghe sulla montagna di Anis o Aniciuni fabbric la chiesa cattedrale della B. Vergine nel Puy la quale divenne celebie
,

Diario di Romaj personale accordato dalla Santi l sua per grazia speciale. Pio IX nel
dicendo
il

n.

56

del

e iucui fu trasferita la sede episcopale nel

VI

secolo:

Lebeuf melle questa


il

trasla-

trasferire questo prelato all'arcivescova.

56o o S^o, ed questa propriamente l'origine della citt di Le Puy,


zione circa

lo d'Aix a' 12 aprile

1847 dichiarando mg, ''Giuseppe Augusto Vittorino de Morlhon, di Labessa diocesi di Rhodez, gi vicariogenerale d' Auch, a sua istanza egualmente l'accord, per beneplacito distia Santit, si legge nel h. 3o del Diario di Roma, espressione cumulativa ad altri pallii concessi ad arcivescovi. Il 1 vescovo di
,

che divenne considerevolissima


guadoca.
II

in

Lin-

vescovo di

Le Puy

l'attuale

corpo di

s.

Evodio ritrovato

che in Le
sori
s.

a'28 febbraio 17 12, riposa nella chiesa Puy ne porta il nome, ed veneratoaglii
Suacrio,
i

novembre. Tra'suoi succesi

norninei
s.

piii distinti:

s.

Scrutai

io,
s.

Armentario,

s.

Aurelio,

\t\ay,Felaitnorumepiscopus, fu s. Giorgio, il quale dicesi venne da s. Pietro, con Frontone vescovo di Perigueux, mandalo

da

Roma
come

nelle Gallie^ ond' conside-

rato

l'apostolo de' velausiani e di


-.le

quelle contrade

sue reliquie
l'

si

conser-

Benigno fondatore dell'ospedale attiguo alla chiesa di s. Evodio, ordinalo in lloma da s. Martino I, indi decapitato dagli ariani per averne sempre combattuto gli errori. Altro martire fu s. Agrippano. Ad Adelardo il re Raolfo con diploma nel 928 diede la signoria della citt. Guido o Wido de Lestrange nel 984 eresse
la
I

vano
suo

nella chiesa sotto


e

invocazione de!

suddetta chiesa di

s.

Michele. Stefano
II

nome

tutta la

lebra a'

sono in gran venerazione per diocesi. Oltre la festa che si ceIO novembre, si fa ancora quelsue reliquie a'29 di

nipote di Gregorio V. Stefano


s.

nipo-

te di

Odilone ebbe l'esenzione dalla metropolitana di Bourges e il pallio da

la dell'invenzione di

s.

Leone IX. Stefano

111 nel

1076

fu sco-

detto mese, e quella della traslazione dalla chiesa di s. Pauliano a quella d'Anis
di

dicembre. Gli successe Macario, inMarcellino celebre perla purezza dei suoi costumi e per lo splendore de'mirail

municato da s. Gregorio VII. Ponzio VJaurizio nelioiS da Pasquale II ricev la conferma dell'esenzione da Bourges, e
dell'uso del pallio, colla bolla Inter caeteras, presso

s.

Cheuu. Roberto de Mehua

no
fr

PUY
Augusto, molto
sofla libert ecclesiastica,
le

PUY
Cambray. Giovanni Borboni cluniacenscornato di moltevirti. Antonio de Chabanis nel i5ii5 ricev il pallio da Leone X. Giacomo de Serre, neli6o4 fond la
chiesa e
sto
il

affine di Filippo II

per

per aver-

gli

lanciato

censure ecclesiastiche. Ar-

mando de Polignac del i aSy. Guido Cross


figlio

diFuIcodio, fatto vescovo nel 12 5g,

collegio pei gesuiti.


la

Con quela

poi arcivescovo di

Narbona

cardinale e

Chenu termina
t.

seriede'vescovi;

Papa Clemente IV [V.) nel i265. Giovanni de Cumenis, ni quale Filippo IV


pariagiOy seu parie altera cwitatis Ani-

Gallia dir.

2, la

compie con Claudio

de

la

Roche Aymond del 1708, proseguidi

ta dalle Notizie

Roma. La

diocesi

si

Bernardo de Castagneto {V.) cardinale. Bertrando de Chanac nel


ciensis donavit.

forma del dipartimento dell'Alta-Loira,

i383 amministratore,

fatto anlicardina-

Ogni nuovo vescovo tassato 370. In Le Puy furono tenuti


ti

in fiorini
i

seguen-

ledali'antipapa Clemente VII, di cui parlai nel voi. Ili, p. 3.1 4-

Pietro Gerardl

(V.) anticardinale

poi riconosciuto per

vero nel concilio


ta, traslato

di Pisa. Gli successe

E-

gidio Issalmi deBellamera uditore di ro-

ad Avignone. Pietrode Alia-

i2o5^ 618. Nel i i3o contro l'antipapa Anacleto II e per la conferma o riconoscimento d'Innocenzo li. Labb t. IO, Arduino t. 6. L'ultimo nei 1222. Gallia chr. p. 3o.
concilii.

Nel 990, nel


t.

994

nel

Gallia chr.

6, p.

co di Compiegne, dottissimo, traslato a

QUA

QUA

Q
ijUACQUERI o QUACCHERI o TREMOLANTI. Giorgio Fox calzolaDrelon di Leicester, mentre l' Inghilterra abbandonata allo spirilo dello scisma e di sviamento produceva di giorno in giorno nuove sette,
io del

diche. Questi predicanti d'ogni sesso, con-

dizione e mesliere,entravano arditamente

villaggio di

ne'templi e interrompendo

predicatori

ordinari, spacciavano una dottrina tutta

opposta, e mettevano in rivolta


strade e

il popolo contro! minislii.Ve ne furonoche corsero

USCI

momentaneamente

dalla sua bot-

le
li,

le

piazze, coperti d'abiti ridico-

tega e dando sfogo alla sua sregolata im-

affettando voce lugubre, alzando talvol-

maginazione, sprovveduto d'ogni talen-

ta grida e urli orribili,


strati,e

screditando mogii

parlando anche male, si disse suscitato dal cielo per riformare il genere nmano. Annunziava con tuono enfulicoe aria di profeta, che lutti gli uomini ato e

promulgando

la

dissoluzione pi os-

\eano abbandonata
dottrina,
t della

la via di

Dio, e non
singolari-

simadel regno, llgovernosi contentava di farli mettere in arresto, come persone insensate attaccate da mania,, lasciandoli in libert con promessa di contenersi per
l'avvenire. Bens fece frustare

i'aveano risparmiata a nulla, n nella

Taylor co-

nei costumi.

La

persona trasse a se un gran condi

corso diascoltatoriie fra popoli che nulla


il

perch avea lascialo eleggersi re d'Israele dalla folla che lo seguiva,echiamavalosole di giustizia, figlio
e

me bestemmiatore

aveano

fermo nella loro

religione,
farsi

unico di Dio, acclamandolo nell'ingresso


a Bristol: Osanna, figlio di Davide.
Ti\-

preteso illuminato

Fox

giunse a

ben
e

tosto vari proseliti,

da farne una

set-

venendo

pel loro entusiasmo convulsi e

ta formale.

Animato da questi successi bramandone la conservazione, diede

tremolanti, furono delti Quakers,


i

queri cio tremanti.

Quac' Nondimeno questo


distinte per for-

suoi vaneggiamenti per rivelazioni, le sue

partilo fantastico fece progressi considerabili,

convulsioni per rapimenti estatici, e pubblic delle guarigioni

anche con persone

miracolose
le
i

che

tune, per nascita, per cognizioni ed in-

diceva essersi operate per


ni.

sue oraziofanatici se-

gegno. Guglielmo Penn tra


glio d'un

gli allri, fi-

Ad esempio

di lui, tutti

guaci, qualificandoloapostolodi prim'or-

dine e glorioso stromento della mano di Dio, si crederono altrettanti organi dello
spirito divino; e dal

viceammiraglio d'Inghilterra e pi distinto ancora pe'suoi talenti, entr in questa sella, ne divenne ardente
protettore e
gi
le

ottenne

la

tolleranza,

che

mezzo

delle loro ate-

dunanze,

cui

riti si

riducevano a una

non avea pi limiti ghilterra, se non per la


padri. Egli
le
si

tra 'sudditi d'In-

religione de'Ioro

tra taciturnit aspettando l'effusione dello Spirito santo,


si

abbagli dall'incorrultibi-

levava ora un uomo,


,

probit che affettavano questi settari,

ora una femmina, ora un fanciullo per annunziare gli ordini del cielo , che venivano con rispetto ascoltati. Margherita

dallo spirito di concordia e di fratellanfa, per cui


si

deva

beni

chiamano ^mzW, che rencomuni fra loro, dalla semmaniere, delle loro
dalla
tavestili;

moglie

di

Fox divenne uno


per

de'persole

plicit delle loro

oaggi

pi celebri dello setta

sue pre-

vole e dei loro

comunanza

112
fra gli

QUA
uomini
di lulte le cose
,

QUA
cbe uno
,

condannano per
sebbene
lo

non

potesse avere autorit

sull' altro

che nessuno fosse chi a ma lo padrone o signore ; che non si cavasse il cappello a nessuno, che ninno usasse segni d'onore, dandosi reciprocamente il /f< invece di voi
o /f^t. La filantropia, prima base del quacindusse Penn a comprare in cherismo
,

il battesimo d'acqua, credono superfluo. Formano le basi della sella 4 m^s'^ime fondamentali, i." L'autorit civile non pu eserci-

tar alcun diritto sulla credenza religiosa.


2."
1

giuramenti

prescritti dall'autorit

civile

cita,
si

sono illeciti. 3." La guerra illeper conseguenza contrappongono esla

America un terreno nella Nuova Jersei, per aprirvi un asilo a tutte le credenze, massime a'suoi settari. Indi dal governo liritaimico si fece cedere a titolo di compenso, per lespese fatte dall'ammiraglio suo padre nella guerra contro gli olan*
desi, la propriet e la sovranit del terri-

a qualunque violenza

rassegnazio-

non mai spinta fino al punto di versare il sangue, odi mettere in pericolo la vita del nemico; prene; la loro difesa

feriscono di

lasciarsi

uccidere. 4-

Uno

stabilimento per stipendiare o ricompensare


il'

clero,

sembra loro

illecito;

per con-

Delawarc, il quale paese come abbondante di selve, si chiam Perni- Sylvania, Pentorio contiguo e posto all'ovest del

seguenza ricusanodi pagar le decime, perch sono esse destinale pel mantenimento
tori

sihania.

Ivi allargato

il

suo diseguo, ini

vit con nuovi e acconci mezzi

coloni,

d'un corpo sacerdotale; ma precetche vanno nelle loro case ne percepiscono l'equivalente senza provare opi

e pot nel

1G82

lr loro accellare
la

una

posizione alcuna.
abitazioni,
i

Il

loro costume,

le

loro

costituzione o
serv nel

Carla di Penn,

quale poi

mobili presentano tuttoci


la

1776

di base alla costituzione


:

che esigono
tilit;
ri

decenza,

la necessit, l'uI

che regge gli Stali Uniti fabbric anche per capitale Filadelfia (/^.). Mor smemorato nel 17 18, chiamato il buono dai
selvaggi, benedetto dai suoi settari, per la

ma

niente di superfluo.
le

quacque-

condannano
i
i

rappresentazioni scenile

che,

giuochi d'azzardo,

carte da giuole futili let-

co, le lotterie,

vani discorsi,
la

sua saviezza, carit e animo pacifico,

ma

ture,
to

non

del tutto disi ni eresse to, anzi


gli

Fran()uel*

ed hanno bandidal loro linguaggio vocaboli azzaril

canto,

caccia,

klin dice che corbell

americani. Di

do, caso, sorte, destino, fortuna, ec. co-

molli suoi opuscoli


lo intitolalo
:

il

pi Oiinoso

me

altrettanti insulti alla

provvidenza.

non corona. La Pcnsilvania oggi si divide iu 5 contee, e fa parte degli Slati Uniti, dopo essere siala la culla dell'emancipazione americana dall'Inghilterra, dalla Spagna e da allri stali; olile Filadelfia, ha l'altra sede vecroce,
1

Non

Vedasi Bercaslel, Storia del cristianesimo t. 25, n. 255, Contin. Diz. dell'eresie, nell'articolo

Quakeri. Croesi,

isto-

ria

Quakerana, Amslelodumi i6q5. QUADRAGESIMA. La domenica pridi

ma
to,

Quaresima
la

(^'.)j e fu cos detta

scovile di Pittsburg {F.). Inoltre

quac-

perch da quel giornofino al gioved sanch'era

queri

si

dilusero in altre parti d'America,

Pasqua (F.) degli


(s.),

Ebrei[f^.),

Olanda ed in altre parti. quacqueri riconoscono Dio in tre persone, la caduta d'Adamo, la promessa del Redentore, la salute pei meriti di Ges
oltre l'Inghilterra, in
1

vi

corrono 4 giorni.

QUADRATO

vescovo di Alene.
si

Discepolo degli apostoli,


erede del loro spirito, e

Cristo, e allri punii di credenza. Escludo-

no

la

dottrina d'elezione, di reprobazione,

senza previsione de'meriti. INon anunet

mostr vero adoper con mollo successo alla propagazione del vangelo. Eusebio gli d il titolo di uomo divino , ed assicura che fu in grado emisi

tonocuIloesleriore,n ritijusagramenli,

nente dolalo del dono della profezia e


dei miracoli.

neppure ilbaltesimoe lasagra cena; non

Dopo che

s.

Publio

(/'.) fu

QUA
inarlirizzato

QUA
Quadrato
sapere
fu inla loro

ii3
clero re-

neh 25,

s.

opinione agl'inquisitori. Vengoil

nalzalo alla sede episcopale di Atene, e

no

scelti fra

clero secolare e

il

per

la

sua bonli e

sommo

si

mesua

rit la stima fino dei pagani. Colla

piet e col suo zelo


la

radun i fedeli che persecuzione aveva disperso, e ravviv


1

non intervengono a detta congregazione se non che per riferire sulle cose che vennero commesse al loroegolare, e
,

same.

l'ardore della fede. Essendosi l'imperatore Adriano nel

QUARANT'ORE. Orazione
sizione solenne della
ss.

od espo-

24 fatto

iniziare in

A-

Eucaristia per io

tene nei misteri eleusini, in occasione di questa cerimonia superstiziosa si accrebcristiani. S. be la persecuzione contro
i

spazio continuo di quarant'ore. Supplicaliones

adhoras

XXXX. Supplicaliones

Quadrato, senza curarsi del pericolo al quale si esponeva,scrisse un'apologia della religione cristiana , che present all'imperatore poco dopo essere stato eletto vescovo, e contribu a spegnere
il

per horas quadraginta. Supplicaliones in dient quartum per horas quadraginta a solis orla in occasum. Istituzione delle
quarant'ore in ^oma. Supplicaiiones perpetuae circa Urbis Tempia ad Iwras ^A'.Y^ per vices instilntae. Cos Morcelli.

fuo,

co della persecuzione. Di quesl' opera

All'articolo

Eucaristia IW, Dell'


ss.

e-

Girolamo appella uno scritto utilissimo e degno della dottrina apostolica non ci resta pi che un Q'am mento
che
s.
,

sposizione del
caristia
,

Sagramento
di

dell'

Eu-

principalmente con l'autorit

di Thers, di

Chardon e

Lupo,

trattai
l'

conservatoci da Eusebio, nel quale

si

tro-

della origine di tal divozione verso

a-

vano

le
i

note che distinguono essenzialmiracoli di

dorabile mistero, cio della solenne pro-

mente

Ges Cristo

dalle iml'e-

posture dei maliardi.

Non
s.

si

conosce
Il

poca della morte di

Quadrato.

suo

babilmente derivata dalla Processione Domini (in cui dalla Chiesa portato in trionfo per le pubbliche vie,
del Corpus
a ricevere concordi onori
e ringraziamenti
,

nome
no
ai

inserito nel martirologio roma-

benedizioni

26

di

maggio.
,

dal clero e dal popo-

QUADRO

Tabula

piet. Pittura in

lo; nel quale articolo, oltre delle processioni, parlai

legname, o in tela accomodata in telaio, o propriamente la rappresentazione d'un soggetto, che l'autore racchiude in uno spazio, ornato d'ordinario d'una cornice; esecondo il Baldinucci, quadro dicesi fra i
pittori ogni sorta di dipinto, fatto sul le-

ancora delle antichissime


ss.

esi

sposizioni della

Eucaristia),

come

portava prima nelle processioni, quindi quando cominci la pubblica esposizio-

ne o dimostrazione scoperta della sagra Ostia


(/^.) negli
:

Ostensori (F.) o in

gno,
che
si

sulla tela

o su

tult' altra

materia

vasi trasparenti

delle diverse specie di

sia

quadra o

di altra figura.

Quadro

esposizioni per quarant' ore, da chi istituite e per quali


re;

dice anche pala e tavola,

massime quel-

lo
li

deW altare
relativi,

(^ .). Ne tratto agli articocome Immagine, Pittura, Dite altri.


,

memorie del Redentocome dell'approvazione e indulgenze


il

concesse dai Papi, non che delle diverse

tici,

Altare

rubriche riguardanti
Quali/icator
sizione
,

tempo

della espo-

QUALIFICATORE
re o sia dichiarare
sizioni
la

Censor. Teologo incaricato di qualificaqualit delle propo-

che sono deferite ad un tribunale

ecclesiastico, e soprattutto a quello del-

y Inquisizione (/^^.), e della Congregazione del s. offizio(J^.). I qualificatori non SODO giudici, essi non fanno che palesare
VOt. LVI.

rimarcando come per singoiar privilegio nella sontuosa cappella Borghesiana nella Chiesa di s. Maria I\IaggiorCy ha luogo l'esposizione coU'immagine della B. Vergine scoperta. Qui nel brevemente riepilogare alcuna parte, chiarir qualche punto. Ne'primi tempi
,

della Chiesa

si

us

la

precauzione di non

i4
la ss.

QUA
Eurarislin,piirua n molivo
,

QUA
talia,

esporre

ed

in

Roma

s'introdusse in ogni

.'
1

ilelle nei'Scr;U7oni

poi per
si

la

disciplina
i

domenica del mese tnW Arciconfraterni'


ta della ss. Trinit de' pellegrini
, nella chiesa che descrissi al suo Osrizio; edin
j

(leiraicano, colla quale


ili

occultavano

vini misteri,

per rpjelle saggie ragioni

die riportai altrove. Gi per nel V scorilo trovnnsi testimonianze della esposizione, e nel VII della processione, finch
eniristitii7.ione della festa

ielCorpus

Do-

mini nel 1264, contemporaneamente o non molto dopo cominci la solenne processione, in vasi chiusi o trasparenti,i
li

qua-

ultimi in processo di
,

ro
gli

di varie

forme e

tempo prevalsecon nomi diversi,


stati gli ultimi. Si

ogni 3." domenica del mese nel 55 1 dalV /freiconfraternita dis. Maria dell'Orazione delta la Morte {f^.). Osserva il citato Lambertini, che Pio IV nella bolla 22 del 5Go in cui si approvava il sodalizio, nel quale gli uomini e donne aggregate con altre persone oravano 4o ore ad imitazione de'4o giorni che Ges Cristo
1 I

Ostensori essendo
la ss.

digiun nel deserto, e de' primi padri della Chiesa,

ss.
i

Apostoli e

quali contiparla della

espose

Eucaristia sotto Tabernacoegualmente di dillrenli specie e denominazioni, secondoi luoghi ed tempi, appartenendo ad epoca recentissima r uso di porre il ss. Sagramento in trono elevato .sulT Aliare (F.) , sotto Baldacchino di cui parlo anche a OmbrelT,mo, eziandio per quello che si usa nelle processioni. Le prime quaranl'ore o orali (/^.)
i

nuamente oravano; non


pubblica esposizione del

si

ss.

Sagramento,

ma
no
che
,

belisi

se nella

si diceche confratelli ogni mepenultima domenica o altro giorportavano processionalmenle eoa


i

pompa decente

il

Venerabile,

come

an-

4 ore innanzi il ss. Sagramento in memoria delle altrettante che il sagro corpo di Ges Cristo stetzione continua per
te nel sepolcro,

portando la ragione del silenzio del Papa. Ivi pure dissi e nel voi. XLI, p. i r, che gesuiti neh 556 introdussero in Macerala l'espoio notai a detto articolo,
i

sizione del

ss.

Sagramento

ne'tre ultimi

giorni di carnevale,per contrapporla alle dissolutezze del

lano circa
scrittori, e

il 1

ebbero principio in Mi534, come vogliono diversi

tempo. Bercaslel,
t.

tSifo-

ria del cristianesimo

i,

n.

88, crepar-

il

Gardellini iu Coninientariis

dette che questa fosse Io stabilimentodel*


la
lai

ad TnstiditionemClementis XI latam prijannarii ']o5 pr expositione ss. Sacramenti in oratione 40 AortfrH/7i,Romaei 8 19. Quanto all'istituvice die 11
tore, gli uni l'attribuiscono al cappucci-

divozione delle
nel voi.

4 ore. Meglio ne
p.

ma

XXX,

12

I,

ove notai, che


s.

piacque tanto
zio
,

al loro

fondatore

Igna

che volle fosse ogni anno praticata

in tutte le case del

suo ordine nel

car-

no

Giuseppe Ferni, che mor^i in Milano neli56o, come Spondano all'anno i556, n.i; Thiers, De Euch.Wh. 4, cap.
p.

nevale: delle solenni esposizioni che in


questa circostanza
la

chiesa del

si fanno in Uomo, neh Ges con cappella cardina-

17; Lambertini, Notificazione 3o,t.

i,

lizia,

e nell'oratorio del p. Caravita pn


,

neh556. A Un

col milanese Piazza e


il

con

re de' gesuiti

alle quali suole recarsi

il

Bovio, ed una volta

mese,

la

dicono in-

Papa, ne
p.

trattai ne' voi.

IX,

p.

i34, X,
p.
1

trodotta nella chiesa di Lombardia, nel tempo di Galeazzo M." Visconti duca di Milano (/^^.) per cui sarebbe pi antica, da un sacerdote cremonese, il quale
,

83, 84, XIV, p. 193, 181. Nel voi. XV III , p.


s.

XXX,
1

79

quali bisogni

Pio

69 narrai pel nel 56G istitu U


nella sua StO'
le 4**

4o
ria.

ore,

come scrisse Novaes

secondo

Ughelli,7/tr//Vz
1

va Boio e nel

chiama534; "^^ allora era duca


sagra,
si

Piazza e Bovio riportano che


volta nella basilica
in

ore s'introdussero propriamente in


la i."

Roms

Francesco

11

Sforza e fu l'ultimo. Si pro-

e Chiesa di
a spese dell'ar-

pag

la bella

divozione in ailre

citt d'I-

Lorenzo

Dama so [/

),

QUA
ciconfraleiriitadella Morte, poi
la
si trasferii

QUA

divozione per cura e spese dello slesso

sodalizio, alla cliiesa filiale di della basilica di s.

Giovanni

in

Aino (di cui nel


strada Giulia

cedendo anche le s. Indulgenze ^f.) a quei che avessero fatta orazione nel tempo della prescritta esposizione. Quindi Clemente Vili pel i." principi il turno
con porlaredallacappcllaSistina
lina
alla

voi. LI, p.

244)>

Jnf'i '"

Pao,

nella propria
nila, e perci

chiesa dell' arciconfratcr-

venne denominata anclie

Sagramento lasciandolo decorosamente esposto tra


rito
il

con solenne

ss.

Compagnia d s. Maria ddV Orazione. in memoria di questa i.'' introrlu7one delie 4o ore in Roma e nella delForse
ta basilica,

moltissimi

Lumi

(^.), nella

i."

dell'av-

vento

di

detto 1592, ci che fu sempre

praticato dai successori,

come descrissi in-

ebbe origine

la

solenne espo-

sieme

sizione nel gioved di carnevale

con capin

pella cardinalizia (di cui nel voi. IX, p.


I

nobilmente restaurata da Gregorio XVI, anche con rimuovere l'antica macchina e sostituendo alalla cappella

33) nella stessa chiesa di


,

s.

Lorenzo
il

tra
I

decorosa esposizione, ne'vol. Vili,

p,

Damaso che costuma visitare Papa. II suddetto Pio IV nell'approvarela di vola


(

35, 2c)3, IX, p. 95 e 96, avendo dello pure della funzione della reposizione. Il

istiluzionedel sodalizio lo eresse in ar,

Papa suole

ironfralernita

con molte indulgenze e

privilegi, fra'quali
lo di

rimarchevole quel3.^

esporre in ogui
il

domenica
il

di cia-

la sera visitarvi il ss. Sagramento, tanto esposto che nel sepolcro, innanzi al quale fanno continua e alterna la orazione in cappa, camerieri segie
i

scun mese

Santissimo,

che ricorila

ti,

camerieri d' onore,


i

cappellani se-

l'anzidetto antico uso, del quale


li

gode co-

greti,

bussolanti, un'ora per cadauno.

possesso,

come

notai al suo articolo.

IVell'istessa

ora che

si

ripone

il ss.

edasi. Statuti della ven. arcicoufratcr-

mento

nella cappella Paolina,

si

Sagraespone

lilla,

ec,

Koma

iSpo. Carlo Ussleoghi,

nell'arcibasilica

Lateranense, alla cui pr


gli

La

vera idea del sollievo a' defonti^ ec,


in altri

cessione intervengono
canti

ordini mendi-

liouia

1709. Questa pia pratica forse


dell'anno
si

lem*
la

si

come pongono

cattedrale del Papa; quindi


alle basiliche

Vaticana e Liintervenireal-

pi
I

sar usata in altre chiese

beriana, e successivamente alleallrechie


se di
le

per divozione

al ss.

Sagramento, sotto

Roma. Suole
i.'^

il

Papa

cui invocazione sono in

Roma

tante y^r-

processioni di queste ultime

due
il

basi-

ciconfraternite e Confraternite iP'.)^ Cn^I

liche, cio nella

se risiede nel propin2.''

che venne poi da Clemente Vili perpetua mente stabilita ed estesa nelle chiese
di

quo palazzo,
nale, lo

nella

se abita

Quiri-

Roma

in tutto

il

corso dell'anno, con

ordine comandato e successivo, incominciandosi


il

giro dal

Papa

nella

1.'

dome-

nica dell'avvouto nella magnifica cappella

Paolina del palazzo apostolico Vaticasi ri

no, ove nel gioved santo


sa
ss.

pone la

stes-

che notai nel voi. XLl, p. i43e 9,89, a Camerieri dei Papa e Bussolanti. Questo giro delle 4o ore in R.oma dura fino a Pentecoste , nel qual giorno si l'innova incominciando dalla basilica Lateranense. Pei due annuali turni si stampa il libretto Chiese ove si far F ora:

Eucarista in forma di sepolcro. Per-

zione delle quarant'ore in onore di Ges sagramentato, colle preci da recitai


nel visitarlo.
si

tanto Clemente Vili per quelle calami-

con quella bolla del i5gi che dissi a Eucaristia, ordin che notte e giorno
t e

Per
il

la

disposizione di Cle-

mente Vili,
seiidosi

lodevolissimoesercizioe.s-'
in Italia eoltremonli,

nelle chiese principali

innanzi

Ges
si

sa-

propagato

gramentato e.solennemente esposto,


implorare sempre
le sue

fa-

sebbene

in diversi luoghi

gi fosse stalo

cesse da'fedeli continuata orazione, e per

adottalo, Paolo

col

breve

Cnm

felici.

misericordie,cou-

recordationis. de' 10 maggio lOoG, con-

ii6
ferm
il

QUA
decretato di Clemente VITI e le
:

QUA
di servo di

Dio e operaio

infaticabile di
il

indulgenze, cio
fessato e

la

plenaria a chi convisiter

carit e pazienza, rinnov


delle veglie notturne,

pio istituto

divotamente per quello spazio di tempo che potr, ciascuna delle chiese durante l'esposizione del ss. Sagramentoj e di o anni e altrettante quarantene per ciascuna visita con fermo proposito di confessarsi. Innocenzo XI provvide al maggior decoro e

comunicato

ad esempio di quelle

dell'antica chiesa sine intermissione^ in cui

splendore di questa sagra funzione, aven-

da molti monaci e altri religiosi si salmeggiava pure la notte, come si apprende dagli Annali delBaronio; non potendo tollerare che l'Augustissimo Sagramento nella notte fosse privo del dovuto ossequio, e restasse esposto con poco o niuu
culto.
ti

do

ordinato, che non

si

ammettano poi

questa divozione egli eccit tut-

veri a questuare,

secondo

il

divieto di

s.

Pio V,per non distogliere il raccoglimen; che non si permettano sermoni o discorsi , per non interrompere l'orazione de'divoti; che tutti ilumi debbano essere di cera, e che avanti le porte delle chiese, dove sta esposto il ss. Sagramento, si metta una tenda o tappeto o antiporta, che ne impedisca la vista dalla strada, per maggiore riverenza e rispetto. Inoltre Innocenzo XI permise che i ciechi d' ambo sessi con bussolette potessero questuare sulle porte delle chiese ove si fa l'esposizione, che in seguito furono stabiliti in numero di 4o, fra'quali molti non sono ciechi, ma storpi o impediti nelle membra, insieme a diverse povere donne, a ci autorizzati dal cardinal vicario con patente introdotta da Leone XII, la quale pure si concede a'di versi poTeri accattoni che stanno sulle porte delle chiese, venendo sorvegliati da un cato de'fedeli
i

con sermoni pieni di spirito evangelico, col quale seppe convertire molti peccatori ostinati
,

cui invitava loro a por-

tarsi nella chiesa

ove

si

faceva

l'

esposi-

zione,

mentre

di giorno

non

si

sarebbe-

ro potuti indurre, allettandoli ancora con

qualche sagro canto di mottetti in musica di lodi al Signore eh' voluto restare
tra noi nelle specie sagramentali per tratto di

grande amre.
,

Il

Natalino prescris-

se pel divoto esercizio

notturno alcune odelia coscienza


,

razioni vocali

1'

esame

per muovere l'animo a ringraziar Dio dei


benefizi ricevuti, ed a detestare la propria

ingratitudine per

le

colpe

commesse
il

; il

leggere o udire in piedi per evitare

son-

no o

il

tedio

un

libro spirituale, poi fare

un'ora d'orazione mentale, aiutata da diversi religiosi sentimenti suggeriti dall'as-

sistente e con vari affettuosi colloqui

il

canto alternato di qualche lode spirituale tra idi voti

della pia istituzione, imitan-

porale de' veterani assegnato pel buon or-

dine alle

4o

ore

questa patente
di

si

rin-

nova ogni anno, mediante parroco de'buoni costumi e


vuto
i

attestato del

do gli spiriti celesti che lodano incessantemente il Signore; la recita del rosario in onore di que' misteri che si operarono
per
la

avere

rice-

nostra salute; quindi nel decorso


si

sagramenti. Dell'antica confrater-

della notte

udivano da appositi sacersi

nita de* ciechi e storpiati de'


delle vecchie inabili,

due

sessi,

doti le loro confessioni, verso l'aurora

come

de' ciechi

che

dava loro
ristia,

la

comunione

della

ss.

Euca

con permesso della

polizia

nano per Roma,


sizione

trattai a

cantano e suoPovero.
ss.

trattenendosi l'adunanza che tal-

volta arrivava a

200 persone,

col canto

Affinch in nessun'ora di questa espo-

delle lodi spirituali, d'inni e salmi

ana-

mancasse

il

debito culto alla

loghi al gran mistero, ed a rendere grazie a

Eucaristia^ nello stesso pontificato d'In-

Dio pel ricevuto pane


ci

degli Angeli,
Il

nocenzo XI, eda'aS novembre 1678,


debiti pei'messi
,

coi

licenziandosi colla benedizione.

Piazza

il

sacerdote d. Giulio

che tutto

Natalino di Foligno, che god concetto

ma

ivi

narra nelle Opere pie di RoDelstampale nel 1 679, a p. 7G


i
:

QUA
Vorazione continua
sevologio
nel trai,
i

QUA
^o ore;vie\XEu'
capitoli

117

delle

Clemente XI con editto de'20 gennaio


1705, Bull. Roni. t. 8, prescrisse in 32 quanto si deve osservare nella esposizione del ss. Sagramento. A tenore delle istruzioni e ordini di Clemente XII,

romano che pubblic nel 1 6g8,


o, cap.

DeW orazione con-

tinua avanti

il ss.

Sacramento nel giro

delle guarani' ore,

tempo

dopo

la

aggiunge che da poco morte del Natalino, per


il

emanate
il

dal cardinal vicario Marefoschi,


al ss.

giuste cagioni fu levato

trattenimento
ss.

i."

settembre 1730, innanzi

Sa-

spirituale notturno per venerazione del

Sagramento,

ma si compens da

Innocen-

zo XII col fervore promosso nel portarlo per Viatico {V.) agl'infermi delle par-

gramento esposto debbono sempre ardere 20 lumi, e almeno IO e di cera nella notte quando chiusa la chiesa; ed inoltre, che si dia il segno colla campana maggiore d'ogni ora,
te
,

rocchie processionalmente, con santa


"

e-

di giorno che di notl'

muiazione e
si la

religiosa gara,

continuando-

splendida e maestosa esposizione quole

tidiana in tutte
corso, dal

chiese con gran con-

buon mattino sino a due ore di notte, sopra di che stamp un volume
Giuseppe Solimeno prete napoletano. Il Bovio che pose in luce nel 1 729, La piet trionfante nella fondazione di s. Lorenzo in Daniaso, riporta a p. 4^ il narrato dal Piazza, ed aggiunge che il Natalino apparteneva al collegio de'penilen1

orologio pubblico , con divote giaculatorie a venerare l'esposto Signore de'Signori, ed a ricordare loro che nella vicina chiesa esposto solennemente, onde
siavi

ancorch

per eccitare

fedeli

visitarlo.

Che sopra

la

porta della chiesa

zieri di detta chiesa,

e che

il

gran concor-

dove sar l^ esposizione, si metta un segno del ss. Sagramento ornalo di festoni, come pure a capo della strada vicina, perch sia noto a chi passa esservi l'esposizione del ss. Sagramento. Che questo dovr esporsi sull altare maggiore ( eccettuale le basiliche patriarcali, nelle quali
si

so a venerare

vava siuo

alle

Ges Sagramentato arri4 ore di notte. Ambedue

suole esporre sopra altro altare

),

e si
;

questi scrittori

paragonarono questa veglia notturna ni fedele Uria, che stando al campo, fu stimolato da Davide ai riposi nella sua propria casa, rispondendo con generoso rifiuto Che ci non era dovere , stando 1' Arca del Signore sotto i padiglioni nel campo, edivi il suo generale Gioab giaceva scoperto sopra il nudo terreno. Dipoi, e perch in nessun'ora di questa esposizione mancasse il conveniente cullo al ss. Sagramento, venne stabilito, che ogni ora si dia la mula a una o due diverse persone, le quali subentriiK) ad orare l'una all'altra, se chierici in
:

cuoprir l'immagine o statua che


cos\

vi sia

pure

le pareli della

tribuna e

le vi-

fissi si

non vi sono ornamenti cuopriranuo con drappi avvertendosi che i parati non contengano stocine all'altare, se
,

Che sopra l'altare non si pongano reliquie de'sanli o statue de'medesimi, non escludendosi per quelle degli
rie profane.

angeli, che facciano figura di candellieri,

meno si pongano figure dell'anime del purgatorio , il che si proibisce anche nelle esposizioni particolari. Che si
e mollo

chiudino o coprino
cogliere la

le finestre

vicino al-

l'altare dell'esposizione,

ad

effetto di rac-

con qualche sodalizio, od in cappa se canonici o beneficiati se ne hanno l'uso. Questo rito vuoisi che corrisponda a quello degli ebrei, presso de' quali io uomini ingenui, chiamali i dieci oziosi dt Ila Sinagoga, aveano l'inoombeoza di orare a
colla, e stola se sacerdoti, col sacco se
irati di

mente
si
1'

de'fedeli all' orazione.


sta esposto
il

Che

nell'altare

dove

tissimo

non
si

celebri altra messa,

Sanchela
:

solenne per
quelle che
ri, i

esposizione e reposizione

debbono cantare in altri


il

alta-

ministri sienoparali,escludendo quelle

de'morti.
tare
il

Che

celebrante,

dovendo por-

vicenda coutinuameule.

Santissimo in processione, sar ve-

ji8

QIJA
ma
sorii e cuscini
,

QUA
banchi senza braccia;
ai

siilo con piviiile bianco, ijiiaudo uoii ab-

senzii genufles-

bia celebralo con alili coloii, poich in tal caso conlinuei il colore della messa;
il

superiori de' sodalizi.

Proibisce durante l'esposizione l'uso delle

velo umerale per >ar di color biane<l


i

sedie,

come

le

questue per

la

chiesa a

co,

parainenli de' sagri- ministri sa-

rantiodcl colore del celebrante: parimenti il padiglione o canopeo dell'altare sar sempre bianco, bench la inessa solenne

chiunque , ed il predicare senza licen/,a. Noter, che di ilelle disposizioni di Clemente XII alcune furono modificate, al-

meno

colla consuetudine, altre

ne furo-

del giorno sia d'altro colore,

come

bian-

co dev'essere

il

lino. Prescrive
la

il

baldacchino e l'ombrelmodo come si deve fare


riti

no aggiunte. Inoltre qui ricordo, come dissi air articolo Protettore, che si sogliono nelle chiese esporre
cardinali prolettori
,

le /jorticrc
,

dei

processione dell'esposizioue e della rei

titolari

diconi e

posizione, e tulli

le

rubriche che
cle-

altri superiori, coi ritratti laro e

quello
/^cl.

ficcompagrlano l'augusta futrzione. w La


processione sar composta di tulio
il

del Papa. Benedetto

XIV colla bolla

ccpimim, de'iG aprile 174O, Bull,


chiar che
quelli

cit.

ro della chiesa, ed il crocifero in questa funzione non sar paralo con abito suddiaconale,

17, in risposta al vescovo di Vartnia, disi acquistano le indulgenze da che visitano le chiese ove sono le 4o ore, bench nel tenq)o dell'adorazione non sia per qualche cagione esposto
il ss. Sagramcnto, ma rincliiuso per poche ore nel Ciborio (f^.)- Di fre([uente questo Papa si recava a visitare le4o ore,

ma

vestito

con colta. V'intervestiti di

verranno 8 sacerdoti
colle lovcie accese in

colla, e

mano,
il

cpiali pre;

cederanno dai
e

lati

avanti

baldacchino

dopo

di essi

seguiranno due
i

accoliti coi

lro turiboli,

quali per la strada incen-

seranno continuamente il ss. Sagrameuto, e durante la processione si suonerau|io le campane solennemente. La processione si far entro la chiesa, ed al pi
per
la piazza, se la ristrettezza della chie;

ed era dispiacente se impedito dagli affari o dalla podagra o dall'intemperie dei tempi non visi poteva recare. Dissi gi che
nelle settimane di setluagesima e conse-

cutive fu da qualche secolo iulrodollodu


pii fedeli,

sa lo esige

e prima che la processione


si

non

solo in

R.oma

nelle ricor-

esca di chiesa,

far

ben pulire
se vi sar

la stra-

da della piazza, dove


processione. Se
vi

qualche
con-

dale chiese, nelle basiliche patriarcali e in altre chiese, ma altrove la divozione


di

bottega, dovr tenersi 'chiusa durante la

esporre alla pubblica adorazione


di
/{.o

Ges
,

saranno

istituite

sagramenlalo in forma

ore

e di

fraternite de'secolari, o sieno vestite di

larvi orazione in riparazione in

sacco o no
di esse,

tanto
i

guardiani e

uljziali

quanto confratelli, tulli andejanno unitamente in corpo innanzi al tlero secolare e regolare che vi .sar , al quale dovranno sempre cedere il luogo pi degno. Di pi espressamente si couianda, che guardiani o altri uflziuli di esse, non ardiscano sotto qualunque pretesto di consuetudine, o altro, di andare dopo il baldacchino sotto la pena ec.
i ,
,

qualche parte delle olfese che si flinnoa Dio nel tempo del carnevale, e per impetrare i
suoi divini aiuti e misericordie.

Ad

auis

mare

fedeli medesin)i
.s

santo e

ad un esercizio gradito a Dio, Clemente XI

II

con decreto della congregazione delle indulgenze de'aS luglio lyGS, concesse iu perpetuo l'indulgenza plenaria a chi con-

Possono bens

delti ulfiziali portar le a-

sle del baltlacchino,u(lizio ujolto decoro-

divotamenqualunque chiesa del mondo cattolico il ss. Sagramenlo esposto per 3 giorni in una o ciascheduna delle setlintanc
fessalo e comuni-calo visiter
te iu di

so e proprio de'baroni e de'nobili". Viela al celebrante

seltuagesima, di sessagesima e di quinal

co

lutti le sedie

camerali,

quagesima fuo

giorno delle Ceneri e-

QUA
sclusive
,

QUA
nella sola
feria
il

119

ovvero esposto

sizione delle

^o
la

ove, chiamala Adorazio-

5/

di sessagesima volgarmeiile della

ne notturna,

quale un bel testimonelle singole notti ia


in-

gioved grasso. Detta indulgenza pel solo stalo pontifcio l'avea

nio della sempre viva fede e piet di Ro-

conceduta Be-

ma. Ella s'impiega

nedetto

XIV

il

."gennaio 1748 colla co-

pregare con orazioni mentali e vocali

stituzione Inter caetera.

Clemente XIII
Papi fanno al-

nanzi al divin Sagramento nel cos detto


giro delle quaraul'ore. Parecchi edificanti

era solilo ogni giorno di recarsi alla visita delle

4o ove;

gli altri

laici,

senza curare

la

perdita del sonno


,

trettanto nella propria cappella segreta,

e l'intemperie delle stagioni

presieduti

ove

y\

sempre

la ss.

Eucaristia nel ci-

da un sacerdote restano
di questi adoratori

in

questo santo

borio.

esercizio a pi ore. L'origine eie notizie

Ad Adorazione DEL ss. Sagramesto parlai delle congregazioni di monaehe perpetue adoralrici del medesimo, e di quella

cramento
notizie di
bi

si

notturni del ss. Saleggono ancora nelle Brevi


,

approvata da Pio VI. Questi ad

islan-

7a de'teatini di Roma, a' 17 ottobre 1796 concesse indulgenza plenaria perpetua a

chiunque de'

fedeli cristiani,

che confes-

Leopoldo Dourlie di mg.^FaIvi dunque si apprende a p. 2 che il principio vero della pia unione fu nel 1 809 quando nella Chiesa dis. 3Ja riain Fia Lata face vasi l'esposizione delMontani.
i ,

salo e comunicato, neh." gioved di cia-

le

4o

ore. Solendosi nella notte velare


il

il

scun mese visiter il ss. Sagramento o esposto o anche chiuso nel tabernacolo o ciborio, ed ivi reciter l'orazione RespiCi, Domine, de Sancluario tuo. A quelli
:

Santissimo,

can.

Giacomo Sinibaldi (poi

canonico Liberiano, presidente dell'acca-

demia

ecclesiastica e patriarca di Costan-

tinopoli)

ebbe

in

pensiero di formare una


i

poi che in
e

qualunque gioved
tale
il

confessati

societ di divoti,
|)0

quali anco in tale tem-

comunicati reciteranno

orazione

genuflessi innanzi

Santissimo, concesse

7 anni e 7 quarantene d'indulgenze, e 100 giorni in qualunque giorno, quali

indulgenze

si

possono applicare

a' fedeli

defunti. Ne' primordi del pontificato di

che

Pio VII s'introdusse in Roma le monaA dorntrici perpetue dtldi\'in Stigmrnenlo (^ .), che nella loro chiesa di s. M.^

Maddalena
ogni giorno

[^\

de' Predicatori, ledi), in

lo

tengono decorosamente
le ludi,

esposto alla pubblica venerazionecon can-

tarne dolcemente
borio. Vedasi,
le

e adorarlo co-

>lanleniente anche la uotle chiuso nel ciZ?e//t;

sagre funzioni solidelle religiose per-

a farsi nella chiesa


l'

il Venerasuo disegno ad alcuni, trov a compagni il collega canonico d. Raffaele Bonouii, il cav. Lorenzo dei principi Giustiniani, il marchese Patrizi poi senatore, il conte F. Saverio Parisani e Angelo Raudanini. Nel principio l'adorazione era solo in qualche chiesa, finch cresciuto il numerosi estese regolarmente in ogni notte. La pia unione governala da un presidente, alternativamente ecclesiastico e laico, da un segretario, due consiglieri, il camerlengo, l'archivista, il sindaco. Ogni notte vi sono due v^lie; ognuna di esse dura, nell'inverno 4 ove, nell'estate 3, nella primavera e autunno

a porle chiuse adorassero

bile.

Manifestato

il

petue adoratrici del divin Sagramento


delV altare avanti
esposizione e reposi-

3 1/2. Ogni volta


l'averla

vi

assistono

un

diret-

tore sacerdote e 3 fratelli. Pio VII oltre

zione del medesimo nelle mattine e sere

deir anno,

Roma
ss.

1810
di

fu istituita

1827. Nel novembre in Roma la Pia unione

cesse in

approvata a'6 agostoi8 i4> conperpetuo agli ascritti alla ineile-

adoratori del

Sagramento, per pre-

starsi tutta la

notte alla continua orazio-

sima o esercenti o contribuenti o coulribucnti esercenti , per le spese che vi occorrono della carrozza ue'Ioro traspoit
dalle case alla chiesa e vii^vcrsa, alcuni

ne in quelle chiese ove ha (.uogoTespo^

120

QUA
la

QUA
medesima.

privilegi e indulgenze, onde in breve crebbe oltre modo il numero dei fratelli; or-

supplica poi di molli ve-

scovi e del collegio de'parrochi. Pio

VII

dinando, che tulle


delta esposizione,
gli

le

chiese ove

si

far

per sempre pi destare


so l'adorabile

la

divozione ver-

dovranno ammettere

Ges sagramentalo e spes-

aggregati della benemerita pia unione


le veglie

so adorarlo in ispirilo e verit, ed a rin-

per

notturne, non ostante qua-

graziarlo dell'immenso beneficio di averci lascialo

lunque privilegio o costituzione in contrario. Quindi nel 8 5 fu sta rapato in Roma dal Puccinelli Direitorio delle preci per le veglie notturne a Ges sagramentalo. Lo stesso Pio VII, perch le visite a Ge1
I

tutto se slesso nell'augusti

ssi

moSagramento, con decreto Urbis ti Orde'25 agosto 18 18, concesse in perpetuo per una volta al giorno l'indulgenza di giorni 3oo a chi con cuore conbis ,
trito reciter
il

s sagramentalo chiuso nel sepolcro nel gioved e venerd santo si facciano con vero spirilo di fede, con cuore penetrato

divoto e

commovente
1

in-

no Pange lingua (^),


razione al
ss.

col

versetto e o-

Sagramento; e giorni 00 a
il

con sentimenti di gratitudine per quanto ha sofferto per la nostra salvezza , ed anche per maggior vantaggio spirituale, a'7 marzo 1 8 5 condi dolore pei peccati,
1

quei che soltanto reciteranno


quelli poi

Tantum

ergo {F.) col detto versetto e orazione.

che frequentemente, o alme-

no per IO
ranno
ergo,
'i\

cesse in perpetuo a tutti

divoli cristiani

che visiteranno il s. Sepolcro in delti giorni, ed ivi si tratterranno per un discreto spazio di tempo a pregare secondo l'intenzione del Papa
,

volle in ciascun mese recitePange lingua o il solo Tantum concesse in ogni anno l' indulgen-

za plenaria nel gioved santo, e nella fe-

le slesse

indulgenze
il

che

si

conseguiscono visitando

ss.

Sa-

gramenlo esposto solennemente per l'orazione delle 4o ore, cio una volta l'indulgenza plenaria confessali e comunicati o nel gioved santo o nel giorno di Pasqua, e l'indulgenza di IO anni eie quarantene ciascuna volta che visiteranno
s. il

Corpus Domini, ovvero in un giorno di della 8." e si ancora in altro giorno ad arbitrio, purch in tali giorni confessati e comunicati visitino qualunque
sta del

chiesa e preghino secondo


del

l'

intenzione
del pur-

Papa

le

quali indulgenze sono ap-

plicabili a sulragio delle

anime

gatorio.

Pio VII concesse

altres indul-

genze per

Sepolcro con proposito di confessarsi,


quali indulgenze sono anche applicabili

le

anime del Purgatorio {f^.).^d medesimoanno colle stampe del Sai vioni usc\ il libretto: Divota maniera di visitare iss.
alle

la recita di atti di adorazione ed ammende a Ges sagramentalo, non che per divote giacidatorie, confermate in perpetuo da Leone XII. Questo Papa concesse in perpetuo 100 giorni d'indul-

Sepolcri nel gioved e venerd santo. Nel


voi.

Vili, p.

289 e3i
si

descrissi le funzio-

genze applicabili alle anime del purgatorio, per la recita con cuore contrito delle giaculatorie Vi adoro ogni momen:

ni e processioni per la esposizione del

See

to,

polcro e questo
il

quando

leva,

che fa il Papa. In
,

o vivo pan del ciel gran Sagramenlo. Ges, cuor di Maria, Vi prego a bene-

pio autore consiglia 5 visite

dir l'anima mia. re. Santissimo

propone per ognuna 3 brevi considerazioni,

A voi dono il mio cuoGes mio Salvatore. Sia


il

su chi giace nel Sepolcro e perch. Inol-

da

tutti

conosciuto, adorato e ringrazia-

12 maggio 181 7 dichiar che l'indulgenze concesse perla visita delle 4o ore, si possono eziandio applicare ai
tre Pio

VII

a'

to ogni

momento
".
f^.

ss.

edivinissimo Sadi Ges".

gramenlo

Sagro Cuore

A
ti

p.

325
si

dell'

Osservatore

romano

del

fedeli defunti,

come pure decret


si

in per-

i85ij
di

petuo privilegiati
le chiese,

lutti gli altari di

quel-

Siamo lieannunziate che a Londra , dietro


legge. Inghilterra.

ove

fa l'esposizione,

durante

l'esempio di Parigi, va a mettersi in u^o

QUA.
la bella e

QUA
tielle

121

santa pratica
le

4o ore" de-

romane,

di cui fu stipite

Vannuccio

di

scrivendo
la

chiese in cuieiasi fatta. Nelcliiesa ambrosiana perci che riguar-

Petronio fiorito nel secolo XIV, illustre e benemerito cittadino di Norcia, come
sapiente legislatoredella patria.
I

il rito, non si celebra in tempo delle 4o ore messa alcuna, e l'ostensorio non a raggi come nel rito romano ma a torricella, come quelli antichi di simili

da

suoi di-

scendenti

si

distinsero nell'esercizio delle

magistrature, ambascerie e nella giurisprudenza: Sertorio fu detto lumee orna-

torme, in alcuni de' quali si vedeva rappresentato quel sepolcro ove fu posto il corpo di Cristo defunto. Entro una pro{)orzionala

mento

della patria per esserne stato


,

madi-

gistrato e riformatore dello statuto

chiarato dal cardinal legato dell'Umbria

campana

cilindrica di vetro

conte palatino; Gianfelice


s

neh 54 spo1

sta riposta la sagra Ostia,

ed

il

colore nei

paramenti ros^o, come

lo nelle altre

funzioni a questa analoghe. Diclich nel

Diz. sagro-lilurgico, riporta all'articolo Esposizione di Gesi Cristo detta delle \o


ore,
le

Istruzioni
;

ed ordini

del cardinal

Cencenna Quarantotti; Giulio Cesare nel 739 istitu una primogenitura cospicua ; il suddetto Lodovico fu fatto da Benedetto XIV marchese di Casciolino, marchesato che Clemente XIII orn di privilegi; di cui altro figlio fu Carlo M.*
i

Marefoschi

e nell'articolo, Esposizione

de' chierici regolari minori, de'quali di-

di Cesie Cristo, avverte che


re di frequente, secondo
liti,
il

non

si

pu

fa-

decreto de's.

venne generale, e fu professore nell'universit romana. Gio. Battista fino da'suoi


verdi anni fu decorato dell'oidioe gero-

riporta diverse opinioni pr e cori'


e concliiude che esige
la
1'

tra

espressa

li-

solimitano,

cenza dell'ordinario per


sizione

pubblica espoSi

di nel collegio

dopo aver compito suoi sturomano, essendosi poi proi

con r ostensorio.

possono

leg-

iundito nella giurisprudenza. Entrato in


prelatura. Clemente XIII lo fece prelato

gere: Girolamo Mascardi, Racconto del'


le

ceremonie da usarsi nella solennitdel' le 4o ore, Palermo 1 632. Francesco Corneo, Origine dell'istituzione dell'orazione delle 4o ore, Milano 1649. Chr. Lupi, Dissertalio de ss. Sagranienti puhli' cu expositione et de sacris processioni,

domestico e ponente del buon governo, abbreviatore del parco maggiore , am-

bus, in quibus circumfertiir

cuni sacris

mettendolo tra'prelati delle congregaziodell'immunit e del concilio. Egli soddisfece con tal prudenza e perizia a tutte le relative incombenze, che ne riport applausi ed encomi, onde merit il cani

nliqniis, et immaginibus venerabile altnris

Sacramentuni,

335. Thiers,

De

Operiun, p. l'exposition da Sacrein


t,

xi

nonicato Lateranen.se, di cui pi tardi gli fu dato a coadiutore lo zio cugino Giu-

ment , Paris 167 3, 1677. Sarnelli, Leti, eccl. t. 5, lett. 37 Degli undici miraco:

li

che si considerano nella

ss.

Eucaristia j

tumulato nella capha dal n. 2 5o del Diario di Roma). Clemente XIV l'ebbe familiarissimo e lo promosse a volante
lio
1

(morto nel 8o3

pella gentilizia,

come

si

e della esposizione, processione

ed adori-

di

segnatura

nel quale tribunale rest


l'

razione delle
eccles.
t.

^o

ore. Dinouart, Joiirnel

3o
lit

anni, esercitandone

uffizio

con abisuo stu-

60, p. i65. Zaccaria, Bibl.

e rettitudine, meritando elogi dalla

tuale, p. 338, 352.

curia

romana: frequentarono

il

Cardinale. Nacque in Roma a'27 settembre 733 dal marchese Lodovico e dalla marchesa Marianna Leonori d' Ancona , essendo la sua nobile famiglia originaria di
I

QUARANTOTTI Gio. Battista,

dio molti personaggi, diversi de'quali fu-

rono in seguito decorati della porpora. Pio VII finalmente Io tolse dall'eterna segnatura , nominandolo chierico di camera e prefetto dell'annona, laqnaleamraiaislr

Norcia, che Clemeute XIII

ammise

fra le

cou avvedutezza e vigilanza, cu-

i?.2

QUA
gl'interessi della
1

QU A
camera
apostoli-

jando
j).

mala

cos pel susseguente digiuno di

4^

ca; indi nel

807, come

dissi nel voi.

XVI,

giorni. Perci era conveniente


la pili

chiamare

7,Go,Io dichiar segretario della conagli

rimota delle 3 antecedenti col nosettuagesima, quella di mezzo col


sessagesima, e l'ultima col

gregazione di propaganda, ed

8 mar-

me di
di

701816

lo

cre cardinale prete, pubbli-

nome di

nome

candolo a'11 luglio col titolo dis. Maria il) Araceli, nel quale anno don due piccoli candellieri

d'ambra

al

santuario di

Loreto. Inoltre Pio VII


ria di

lo elesse prefet-

to di segnatura e della celebre

stampea'

quinquagesima. Il secolo poi ci dispone alla santa quaresima col Carnevale (/^.), l'etimologia del quale nome, che riportai a tale articolo , secondo alcuni scrittori si desume dall'essere questo tem-

propaganda. Mor

in

Roma
il

i5

po quello

nel cui fine

si

lascia di

mandi
fe-

selletnbre 1820, nell'et d'anni


I 0.

87 meno
funerale

giar carne. Nella settuagesima, sessagesi-

giorni, e gli fu celebrato


,

ma e quinquagesima la Chiesa ripiena


mestizie, sottraendo dai divini ufllzi
stivo Allcluja (F.) e sostituendo
libi
il il

cantando la messa il suo amico cardinal de Gregorio, indi fu tumulato nella cappella del s. Bambino padronato di sua famiglia. A[)partenne a
nella sua titolare
liverse congregazioni cardinalizie, e fu

Z^rt5

Domine
all'

{f'^.),

preghiera ben propordivini

zionata

umilt, e alla nostra caduta

neli." padre
uffizi si

Adamo. Ne'medesimi
i

j)rotetlore di di
s.

Viterbo e

di

quel monastero

levano

salmi Doniinus regnasalmi di allegrezza


;

Rosa, della
in

citt di Norcia, di

Monte
vi-

vit,cJuhilale,
sostituendosi
i

come

Leone

Sabina, non che protettore e

salmi Miscrere {f^.) e Con:

Lorenzo n.^yG del Diario di Roma ili detto anno ne riporta le notizie e gli rende questoclogio. "Alla grande perizia, massime nella giurisprudenza, accompagnava la pii specchiata integrit e retliludine; ad una soda piet la modestia, ad un animo nobile e generoso una profonda umilt; n lo abbagli lo splendore della porpora, mentre la stessa affabiJil e piacevolezza, che dimostr ne'primi suoi anni , costantemente mantenne lino agli estremi del viver suo ". QUARESIMA, Quadragesima. Hoc dicjfjunium quadragenariu'H occipit.Jesitatore della confraternita dis.

filemini , quali salmi di penitenza


desi dalla Chiesa
il

prensuo-

in Lucina.

Il

segno del duolo nel coi

lore paonazzo,

sopprime

cantici e

il

no
ti

dell' 0/'g<2o(/^.).
i

Ella copre i suoi al-

tari e veste

suoi ministri con

ornamenAl
sacerdo-

che ispirano sentimenti


sagrificio
il

di tristezza.
il

s.

diacono

assiste

te

senza

la

Dalnialica[F.), e

il

suddiaco-

no senza

ToniceUa (f'.) dissono abiti di allegrezza usando le Piane te (F.) piegate. Gli altari non sono pi oroat'i con fiori, ne si espongono fra candellieri le immagini o reliqtiie de* santi. In
la
, i

([ueste 3

suoi fedeli gli atti di

domeniche inculca la Chiesa ai maggior piet, ed


la

jiinia et status conciones incipiunt. Spazio

appunto perch
noi
felici

divina grazia operi in


le

de'giorni di digiuno che precedono


di

la festa

impressioni per
e

anime
la

nostre,

Pasqua. Apprendo da Lambertini, poi


1

Cenedelto XI V, Notificazione 4, 1. 1 La s. Chiesa e il secolo ci vanno disponen:

onde mutar vita Ges Cristo, che


noi
le

meditare

passione di

la

Chiesa per eccitare iu


ci

convenienti disposizioni,
,

esorla

do

alla

quaiesioia con strade differenti e

colle sue preghiere

colle sue istruzioni,

opposte.

La Chiesa
y

ci

dispone

alla

s.

qua-

colle sue ceremoiiie, e cogli


steriosi

emblemi mi-

resima nelle tre domeniche antecedenti

dieci presenta

in

queste 3 setti per fare delle


ai

qaagcsiina

Sessagesima e Quinquali furono dati tali nomi perch precedono la domenica di Quadragesima, (/.)o quaresima chiadi

Settuagesima
(

mane. La Chiesa per

far
si
,

meglio conoscevesperi che

/'.), alle

re la soppressione che

dossologie di allegrezza

precedono

la

settuagesima, dice due voi-

QUA
le XAlltliija, ilopo
il

QLA
Do
il

ii3
del Z?/gfHo qua-

Bencdicaniiis

porzione di quello rigoroso praticalo dagli

mino (f
(/'.).

),

ed anco dopo

Dco gralias

antichi cristiani.

Ma

Da
i

qnesli giorni di domenica inco-

resimale, sua origine, durala e quanti) lo

sa,

niinciavanouna volta idigiutii nella Chieed polacclii continuarono 1' wsanza duo a Itmocenzo IV, il quale permise loro,
liei,

riguarda,sdeiranlicochedelmoderno,a
quell'articolo ne trattai.

La chiesa ambro-

siana incomincia
nella
i

il

digiuno quaresimale

come
il

gi praticavano gli alili callo-

/domenica

di

quaresima. La chiesa

mangiar carne

fino al giorno delil

greca principia l'astinenza delle carni dopo


la

le

Ceneri (y.), eh'

l. di

quaresima
la

sessagesima, e nel lunedi


la

dopo

la

quin-

ilcllo

Caput je/unii. In questo

Chiesa

quagesima incomincia
rante
la

ci as[Hn-ge di cenere la fronte, e quasi alTurecchioe al cuore di ognuno colla noRicordali, ia formola ci dice affeltuosa uomo, che tratto dalla poU'ere, dovrai 1 itornarc in polvere. Questa formola non
:

quale greci
i

si

quaresima, duastengono non sola-

mente dalle uova

e dai latticini,

ma ezian-

dio da! pesce e daH'olio.Oltre questa qua-

resima di Pasqua greci ne osservano 4 al i

tre, cio degli Apostoli,

dell'Assunzione, di

pionunzia dal cardinal Penitenziere , per r|uanto dissi a Ceneri, ed iu sua man tiuiza il Papa se le impone da perse. Nei 3 giorni di quinquagesima, che precedosi

Natalee della Trasfigurazione,


di soli 7 giorni
i

ma qucsle

per ciascuna: greci chiamail

nOilA'iO'ieifemo
gia di
s.

digiuno; cos nella liturla setti-

Gio. Crisostomo chiamasi

no
re
le
i

il

merculed'i delle Ceneri, per devia-

mana media

del digiuno quaresimale dei

fedeli dalle

opere della carne a quels.

greci, ossia la 4-' la


la 3.' de'lalini,

quale corrisponde

al-

dello spirilo, e [ev placare l'ira diviirritala dai peccali del (taruevale
,

perch

come ho

detto, la

na

loro quaresima incomincia

una sellimail

Filippo Neri introdusse in Roma la visila delle iSe/e Chiese (F.) con gran comitiva di persone, indi s'istituirono le esposizioni delle scrcizi

nu prima della nostra. Osserva

p.

Ber-

di piet

Quarant'ore (f^.)e quegli eche riportai a C.abseva-

LE, ed a Carnevale di Roma. A Cai-pelle l'oXTiFiciE e ne'relalivi articoli trattai

delle altre

Domeniche
benedice

[f^.) d (\\iMti\mi\

e particolarmente della 4-* detta Laelare, in cui


si

nardo da Venezia, annotatore di Chardon, che 3 quaresime anticamente osservava la chiesa Ialina, cio la maggiore avanti Pasqua, altra prima di Natale detta di s. Mai lino (della festevole ricreazione nel giorno di sua festa e perci precedente questa quaresima, ne tenni proposito nel voi. XLIII, p. i85), e la 3/ di

la

Rosa doro (f

.),

4q
sta.

giorni innanzi

la festa di s.

Gio. Batti-

chiamala ancora OoHi/M/'c-a panis pel vangelo che narra la moltiplicazione de'pani
,

Di queste 3 quaresime ne fanno meni

zione
G,
e.

Capitolari di Carlo

Magna,
5

lib
,

e viene significala la liberaziune del

184, Broccardo
,

lib. 5c), ciip.

popolo cristiano dalla tirannica servit degl' idoli, onde in segno d' allegrezza si
usa
il

inoltissiuii autori
c\\\

e quasi tulli
[K)

gli anlila

penitenziali.

Furono

per

umana

colore rosaceo e

si

suona l'organo,
;

debolezza ridottea due, quella di Pasqua,


e quella

come

nella 3." dell'avvento


,

della

5/

di

deW Avvento prima

del Natale, la

Passione {f ) della cui settimana Mediana e sabbato Silientes parlai in pi


luoghi,
[).

qualedagli ordini regolari ancorasi osserva.

come

ne' voi.

XX,

p.

i83,

X\l,

Crede inoltre il p. Bernardo, che finalmente per maggiore indulgenza furono

137, e ad Ordine; della G.' delle Ai/preziosa la Noti-

me ^f^.^. Egualmente
ficazione
i

diminuite e divise in que' digiuni chiauiali Quattro Tempora {/'). Di queste


e altre particolari quaresime, qualche e-

<\tz\\ij

slcsiu Lanibertini, sul

l'osservanza del digiuno quaresimale, che


dice ridotto a poco e quasi nulla in pr-

rudizione riportai nel

voi.

XX,

p.

^5

56. Gaiauq>i, Memorie, p. 540, parla dei

124
iliversi

QUA
digiuni denominali quaresime,

QUA
(K)
pasquale nelle proprie Parrocchie
(>^'.)in

ed opina che questa raoitiplicit di quaresime fosse introdotta ad intuito di soddisfiire \e Penenze [F.) canoniche,e ne adduce le prove. Del digiuno che prece-

adempimento
la

del precetto. Inco-

deva
lai

la

Pentecoste [V.),

come una delle 3

quaresima coHe ceneri, termina colla Pasqua di risurrezione, preceduta dalla Settimana santa ( ^.),che in Roma si celebra con quella maest che si addice
minciata
alla capitale del cristianesimo
,

principali feste dell'anno, e di altri, par-

alla sede
le

digiuno quaresimale fu attaccato dagli eretici antichi e moderni, con tanta furia, quanto con erudizionee
a Digiuno.
Il

del

sommo

Pontefice che ne celebra

commoventi

funzioni che descrissi a Cap-

pelle PONTIFICIE, avendo parlato a Orestrn

sodezza fu sostenuto e difeso dai nostri


controversisti, e particolarmente dai car-

mus delle formole Humiliate capita veDeoj Flectamus genua e Levate. Sar:

dinali Baronie,

Annali, anno
t.
t.

5'j

Bel-

nelli nelle Lettere eccl. ci


la leti.

diede nel

t.

larmino, Controversia r.
p'junio; Gotti, Oper.

4; Cozza,

De

i.

Durante
1.

il

corso della quaresima, dal

all'ultimo giorno le pratiche di relisi

giosa penitenza

celebrano con pi o
cattolici.

medel-

no ardore ed esemplarit a seconda


la religione vi

che professano!
attiri

Non

chiesa nelle principali citt e luoghi

che a se non
di gente

affluenza di concorso

bramosa

di ascoltare le
i

Prediche

i6: Delle domenicJie di SettuagesimaySessagesimajQuincfuagesima^Quaregima. E nel t. 6, leti, io Se imitiamo Cristo Signor Nostro nel digiuno della Quaresima, perche non V imitiamo ancora nel lempo.^ D'icUch nel Diz. sacro liturgico aV avticolo Quaresima riporta, che la sua I.' domenica di i.* classe, onde qualunque festa che occorra in essa eziandio del patrono o del titolare, ovvero
:

quaresimali

[P^.);

CatecldsniijdeWdiCm

della dedicazione della propria chiesa,


trasferisce al i.

si

origine parlai nel voi.

XX,

p.

24^5

g'

giorno che segue non im-

Esercizi spiriliiali{^F.)j in sostanza e se-

pu dire, che non vi sagro Pulpito da cui non sia (J^.), banditala parola evangelica a condanna
gnatamente
in
si

Roma

pedito. Tutte le altre domeniche poi che seguono sono di 2.'^ classe , e perci si
,

pu celebrare
patrono, ec,
le

in esse soltanto la festa del

ma senza

ottava. Butler nel-

del peccato, a stimolo della tiepidezza,

Feste mobili, tratta

come

ci

dobbiamo
solle-

conforto della piet


Citttoliea,

a gloria della fede


effetti;

apparecchiare alla quaresima con ispirilo di

sempre eoa buoni


il

im-

compunzione

facendo delle

perocch
rola, poi

fecondo semedella divina pa,

renze patite dal Redentore nella sua passione

germoglia

fiorisce e fruttifica

un soggetto

delle

nostre meditain grazia

nel cuore degli uomini. Nella


4i

quaresima

zioni, sforzandoci

per rientrare

Roma

la visita delle sagre Stazioni

con

lui

per mezzo de'nostri gemiti, oraIl

ilcquente, cos quella della Scala santa


(A^.).

zioni e digiuni.

prepararsi alla quare-

Siccome la quaresima

fu riguardata

dai Padri

come tempo

il

pi proprio alla

confessione e penitenza de'peccati, corneesorta va S.Cirillo di


teck., considerando la

sima colla confessione pratica eccellente e bene spesso anche necessaria, massime a que'cristiani che vivono abituati
nel peccato mortale; poich se

Gerusalemme, m Caquaresima come


il

non

si

rom-

pono

le

catene che tengono l'anima nelil

tempo di accettazione,di propiziazione e di


salute, cos tutticercano

la schiavit della colpa,

digiuno della

conforto e

la sa-

quaresima e tutte
sono
inutili e

le altre

opere buone

lute che deriva dalla penitenza, quale vie-

senza merito innanzi a Dio,

ministri, dalla riconciliazione

ne regolata dagli ammonimenti de' sagri con Dio, e

perch non sono fatte in istalo di grazia, secondo molti teologi. Ne'primi secoli della

con ricevere Ges Cristo nella Co/wf^/zio/ie

Chiesa questa confessione era eziandio

QUA
una proTa o un esame
quale
il
,

QUA
per mezzo
cel

125

confessore diceva al penitente se

que* che usavano variet di vivande. Riserbavano ci che avrebbero speso in altri

fossero tali da obbligarlo i suoi peccali ad andare a ricevere dal vescovo la pe-

tempi, per alimentare

poveri.

Erano

esotlali a

nitenza canonica,

11

concilio di Parigi del

1420 proib ai sagri ministri di ammettere alla comunione pasquale quelli che non si fossero confessati al cominciamente della s. quaresima. Ogni cristiano, di*
ce Alcuino, deve confessare
ti
i

impiegare il tempo in opere di piet. Il digiuno quaresimale era di preparazione al baitesinio eratectineni, e per Penitenti [/^ .) \ disposizione per ricevere il Sagramenlo dell'altare. Oltre
i

le

opere che

citai a

digiuno

nella bio-

suoipecca-

grafia di

ne' primi giorni della


d'

s.

quarantena.

Concina sono quelle da luicomposte. Da ultimo neli845 fu pubblicalo


a

Teodolfo vescovo

ognuno
I

si

Orleans voleva che confessasse avanti il . giorno


i

Messma
:

scovo
ta

e dedicalo al cardinal arciveConsiderazioni sul digiuno esul-

di quaresima, affme di prepararsi a questo

sagro corso di penitenza. La vita de'pri'

nit, del

Quaresima nt'loro rapporti colla prof Giovanni Sannicola.


.

sa-

mi

cristiani,

specialmente

religiosi, era s

Non solo la Chiesa ha di vinamenle stabilito questo

austera, che lutto l'anno era per essi


,

un

tempo sagro al riconcentramen-

continuo digiuno il quale poi raddoppiavano all'avvicinarsi la quaresima, ed


era spinto tant'oltre nella
ch'
diflcile
s.

to, al

digiuno,al!a penitenza,
figli

ma perch

suoi

aprano

gli

occhi alla luce, ed a-

quarantena,
vi

scollino l'eterne verit, colle

memorate

comprendere come

potes-

sero sopravvivere. Tratta ancora Butler


della mortificazione interiore ed esteriore,

occupa di richiamar tutti ad un salutare riordinamento di massime e di operazioni. Oltre quanprediche e istruzioni
si

ad esempio della Chiesa che ricuopre


e veste de' suoi abili di
i

to dissi a

gli altari

peni-

predicatori di
ri

Predica sullequaresimali e sui Roma, ed olire agli autodi sagre

tenza

sagri ministri; sospende

cantici,

che scrissero su questa specie

e frammischia a quelle parole d'allegrezza e di laudi che


tutto,
stezza;
la
i

concioni, aggiungeri seguenti: Breteville,

non pu sopprimere del


lagrime della sua
tri-

sospiri e le

non che come dobbiamo passare quaresima essendo tutta particolarmente consagrata a onorare e a meditare patimenti e la morte del Salvatore.
,
i

Saggi di discorsi per ciaschedun giorno di (fuaresina,Padoyai 749- Granelli, Prediche quaresimali e panegirici. Giuliano Sabbatini
,

Prediche quaresimali^

Mamachi
stiani
t.

De

cosliim de primitivi cri-

3, discorre del

digiuno quaresi-

Venezia 1708, Modena 1771. S. VanaPrediche quaresimali j Venezia lesti , J772. Badia, Prediche quaresimali e il Catechista m pulpito,\eiez\a. B on a v a,
i

male come tradizione apostolica ; con quanta divozione si celebrava dai primi
cristiani,

Diario quaresimale
giose.

ad uso

delle reli-

Malmusi
1

Analisi del celebratissi-

osservato esattamente in tuttala


rallegrandosi nel riceve-

mo

Chiesa,

ognuno

quaresimale del p. Paolo Segneri gesuita, Torino 844- Quaresimale formato delle

re l'ordine di digiunare; che niuno ardi-

prediche

pili scelte de" migliori

va
le

di violarlo.

Quali
e

cibi

cristiani in tasi

autori sagli italiani,

Parma 844- Ign^"


1

tempo usassero

quanto

mortificas-

zioVenini, Quaresimale, panegirici e discorsi sagri, Livorno 1849- Neil

celebrando pi di frequente le sagre adunanze. Non bevevano fuori del tempo; que' ch'era no di debole complessione facevano ci che le loro forze porta vano.Tra fedeli non prendevano veruna giorno sorta di cibo ; furono ripresi dai vescovi
sero,
i

85
la

si

dispose in

Roma

neh 852

si

ripet,

che
par-

in alcune chiese, alle quali concorre


te
le

pi colla e civiledellapopolazione,alconsuete quaresimali prediche morali,

fossero soslituil ragionamenti o conferen-

'J.G

QUA
emnsceleste,
sti

QUA
pwch divino e
celeste

7e iiUoino inalerietlorniniilitlie,

ne fu

l'i-

simamenle intorno
callolica

a que'cipi dell.i fede

tutore.

che dalla miscredeuza o dalla

QUARTA CANONICA

pervicacia eterodossa pi sono chiamali


in

di

due

sorte, quella

o Funerale. dovuta al vescovo

contiovcrsia o dinegali apeilamcnle


conversazioni.
Il

nelle slesse famigliari


fjiiale

vuta

porzione canonica episcopale, quella doal parroco o porzione canonkc.-i p.ir

provvedimento la Ch'Illa Cai Iolira reput santissimo, con fiducia che non

andr disgiunto da salutevoli risultali. l*ur troppo anche in mezzo alle ortodosse popolazioni vi sono degrintellelti illusi o traviati rispello a ci che fa d'uopo credere per arrivare a salvamento, unico e precipuo noslro fine; il che principalmente
si

rocchiale. Sono dette quarta , perdi*quanto al vescovo e al parroco, la porzione canonica la quarta parte de' beni lasciati da ciascun defunto, donde venne
il

nome

di

quarta funerale. La quarta fu-

non si deve confondere colla quarta delle Oblazioni (/^)e


nerale episcopale, che
delle Decinie[f^.),eva

ima

certa porziolasciali

verifica nel

tempo noslro
con

quando

ne di

tulli

Legali e Beni [F.)

nomini
scorsi
,

scelleratissimi

artificiosi di-

alla chiesa.
le

La quarta canonica Funcra'

con

libri

e scritture bellamente

{F.)o parrocchiale era


al

condite di sale samosaleno, dierono opera di corrompere


falsare
le
il

vuta

la porzione docurato della parrocchia o alla sua

senso cristiano e di
religiose.
Il
i

chiesa, sui legali pii falli dai parrocchiani defunti,

credenze
si

perch

ovvero

sulle spese de'loro fu-

rende necessario che sacerdoti di Dio espongano epartilamente dimostrino Iq regola non solo de'coslumi,

tanto pi

nerali, in considerazione de'sagramenti e

ma

della fedeeziandio per la

quale siatno

che ne ricevono. La quarta funeraria de'parrochi sembra ridotta alle candele e torcie con quelle
altre cose spirituali
,

cattolici, e

non cessino dallo impugnare


scoprir
le

particolarit secondo
vo,

le cavillazioni e

fallacie dello

spirito

miscredente o eterodosso.

sic-

f^. VescoParuoco. Muratori nella Dissert. 36, Delle decime, tratta delle Quarle, coxne
i

luoghi,

come

anche inlenta l'applaudilissima Cwill Caltolica fece opera


a questo
,

4.''partede'fruUi de'beni ecclesiastici, co-

me 4.'^

porzione che s'impiegava in

fivo-

santa e meritoria in pubblicare nei


T)

t.

5,

redella chiesa, de'suoi ministri, per ospitare e albergare


i

e 7 le Conferenze delle nella chiesa

pellegrini, e per soccor-

(lei

Ges

in

Roma

la fjuarcsinia del

rere

poveri.
(^Hrt<orf/ea.

i85i,

in cui

magistralmente dal profon-

QUARTODECIMANI,

do teologo p. Carlo Passaglia, uno dei pi imari ornamenti dell' inclita compagnia
za
di

mani. Con questo nome si chiamarono quelli che pretendono dov.ersi celebrare
la

Ges, furono

trattati e svolti

con

Pasqua [f.)
il

di risurrezione nel giordi

U)olleplice dottrina e con lucida chiarezi

no 14." della luna


fosse

marzo, qualunque

seguenti io argomenti,

i.

La

libert

giorno della settimana iucui cas.

del pensiero. 2.

L'intellello

La umano

legge del credere. 3.


e
il

deva. F.

Vittore L

vero sopraraziori-

nale. 4-Verisimiglianze del fatto della

Qualuor Tempora, Jejunium quaternarium. I


quattro tempi o stagioni dell'anno, Pri-

QUATTRO TEMPORA,

velazione. 5. Certezza di fatto della rivelazione. 6. Verildelcrislianesimo


strata da' suoi effetti, y.

dimocri-

Verit del

mavera, Estate, Autunno, Inverno; digiuni che si fanno in tali tempi come
,

stianesimo

ovato dai mezzi adoprati per j)ropagarlo. 8. Valore de' miracoli e dei
pi

primizie de'
gioni

1 mesi dell'anno, e per .sod-

disfare le colpe
;

commesse

nelle dette sta-

vaticini a

piovare l'origine divina del


11

cri-

in

uno

alle

sagre ordinazioni die

stianesimo. IO.

crisliancsimo divino e

lumno luogo

nelle slesse epoche, per cui

QUA
si

QUA
celebrajserosenzadigiuno, poich pai
dosi negli j4lti degli /iposloli cap.
le
1

127
laft-

Lh\acaaExtraTenipora[f".)aspsa
il

che concede
dissi

Papa per

ricevere

gli

ordi-

3, del-

ni sagri fuori di

questo tempo. A Digiuno che il digiuno fu introdotto da s. CaI

ordinazionidi Saulo e di Barnaba, di:

cesi

Ttinc jejimanles^ et orantes impo,

per essere di tradizione npostolica, secondo s. Leone 1^ Sena, de jejunio decimi mcnsis, et collectis in cui
listo

del

22

1,

nentesnue eis inannx

dlmiserunl

illof.

In terzo luogo, per pregare o per rendere grazie a Dio pei frulli della terra, imfrutperocch nelle quattro tempora ti e le biade o si seminano, o nascono, o
i

inculca l'osservanza in questi giorni particolari delle

parli che dividono

1*

an-

no

in

riconoscenza della cura paterna

maturano, o
le, acciocch

si

raccolgono.

finalmen-

rolla quale

Dio

mente
>i

frulli
s.

somministra regolardella terra. Novaes nella


ti
I,

Slon'a di

Clemente
il

dice che decret

osservasse

digiuno delle quattro tem-

pora dell' anno, oidinato dagli apostoli, che alcuni popoli trascuiavano, come notano diversi scrittori presso Ferrali, Bi//.

conosciamo che in tutto il decorso dell'anno abbiauo bisogno di redimere nostri peccali coi digiuni ed o pere buone; riflessioni lulteche tratta diffusamente Bellarmino, De contro\er. i. 4, lib. 2, e. 2g. Questo digiuno si osseri

va ogni 3 mesi nel mercoled, venerd e

Can., verbo Qiiotuor lenipora, citan-

tabbato della

settimana prossima alla


,

do ancora Lamberlini, Indit.


l'ellarmino,
Pillale
art.
t.
:

De

bori.
,

c>y:'r.

lib.

4j P- 'o > 2, cap, ig;

nuova stngione ed oltrech diretto a ringraziare Diu debenefizi che ci accorda


io ciascuna stagione e a richiamar sopra

Alessandro

Z?mer/. 4j saec. 2,
leti.

4 aggiunger, Zaccaria, Storia

sopra di noi

le celesti

benedizioni median-

5i7, che parla della gran dissensione che t fra gli eruditi su questo digiuno, avvertendo, che sebbene nel de7, p.

te la penitenzr. altres'i prescritto

ad ot-

tenere dallo .Spiiito santo


cessarie per

le
i

grazie ne-

ben esercitare

ministeri ec-

creto di

s.

Calisto
si

riportato dal libro


la

Pontificale,

usa non

voce

instituit

che nel sabbato di questi digiuni ricevono i sagri Ordini{P^.\


clesiastici, ai chierici
i

ma

il

verbo

constiluit,

non facendo men,

quali in quei tempi vengono ad essi conal

zione della tradizione apostolica, conchu-

feriti^quanto

digiunopremesso

alla sa-

de che per

asserire questa

basta che a
Il

gra ordinazione de sacerdoti, certo che


pratica vasi dagli aposlolij
to passo degli Alti.

tale tradizione sia conforme.

sagro di-

come dal

cita-

giuno ne'4 tempi dell'anno fu giustamente nella Chiesa introdotto, in primo luogo , acciocch non sieno i cristiani nella
virt \leir astinenza inferiori agli ebrei,

Ora

altribuendosi a

S.Calisto

questo sagro digiuno delle quat-

tro tempora, o che

almeno

ai

3 digiuni
il

per avanti introdotti aggiungesse

4> se-

che 4 volte'anno aveano un solenne digiuno, come si vede nel cap. 8 di Zaccaria. In secondo luogo perch essendo
stato necessario per la moltiplicit degli

ordinandi, recedere dall'antica disciplina, a tenore della quale non si facevano le

condo le testimonianze del nominalo libro Pontificale e di Mario Mercatore, si conferma pure dalla decretale del medesimo Papa al vescovo Benedetto, sostenendo col comune de' critici moderni ii
Constant, nella Raccolta delle
lettere

dei

sagre ordinazioni che nel mese di dicembre, ed essendo slato d' uopo aggiungere per le medesime altri tempi uno in
,

autunno, eome attesta Aninlario Fortunail

prinjavera, l'altro di estate,

3." d'

non essere tal decretale di S.Calisto I, o almeno esseredubbiosa,comediceBaronio all'anno 57, n.''2o6, senza punto derogare al credito del libro
Pontefici,

romani

to,

De

offciis eccles. lib. 2, cap. 5,


le

non
si

Pontificale; quindi osserva Novaes,che digiunandogli ebrei ne'4 tempi dell'anno, e

era doveroso che

sagre ordinazioni

non essendo questo loro

rito

puramente

128

QUA
dinali nella feria
alla virt dell'astinenza, fu

QUE
4*
delle settimane delle

ceiemoniale e indicativo della venuta del Messia, ma piuttosto morale e appartenente


per aposlolica tradizione introdotto nella nuo-

quattro tempora, quale poi non fu osservata. A


le

Deoghatias accennai
si

in quali del-

quattro tempora

tralascia in alcune

va chiesa de'cristiani, ed a noi traman-

parti dell' uffiziatura.

come dice chiaramente s. Leone I, anche nel Senno dejejunio septimimensij


dalo,
in

che concorda Tomassini nel suo Trat-

i, e. 21, n. 7. Essendo poi nata qualche variet nella disciplina e molle dinicoll, perch in alcune chiese senjpre si celebrava il digiuno della primavera nella i ." settimana del

talo del digiuno par.

Se nelle loro ferie doppio o semidoppio, o un giorno ottavo, si dicela messa della detta festa o deir8.^ colla commemorazione e ultimo vangelo della feria. Scrissero inoltre sulle quattro tempora eruditamente: Fr. Giangiacinto Sbaracade una
festa di rito
glia,

De

ffjnnii

Quatuor Tenipornm
:

a-

rigine,
4.''

ac

institutore dissertatio, eh' la

mese di marzo, senza alcun riguardo al tempo quaresimale talvolta accadendo che bisognava digiunare nel tempo del
,

della sua opera

Disputatio de saraccolta

crs pravoruni ordinalionibus,Forenl\ae

1750; ed
fatta

la

12.* nella bella


:

carnevale; e quello d'estate nella

2." set-

timana del mese di giugno, s. Gregorio VII nel 1078 fiss il ." di questi due digiuni nella i." settimana di quaresima, ed il 2. nella settimana o ottava di Pentecoste; quello di autunno che si celebrava nella 3/ settimana di settembre, e quelI

da Zaccaria e intitolata Disciplina populi Dei, p. 1 73. Muratori, Deiy Teniporuni jejuniis dissertatio , eh* la 11. nella citata raccolta. Boiler, Vile de san' tij come dobbiamo passare le quattro tempora, Feste mobili, p. 116. QVEBF.C (Qitebecen). Citt con residenza arcivescovile^ capitale del Basso

dell' inverno nella 3/ settimana del mese di dicembre, ne' giorni in cui erano osservati li conlerm, come attesta lo scrittore contemporaneo Micrologo De

lo

Canada
le,

(F.), nell'America settentrionadell' Inghilterra,

dominio

capoluogo
pure
d'

di distretto e di contea, sede

un

ecclcsias ohservaLionib . cap.


.

24

e 25, ol1.
1
.

vescovo anglicano. Giace alla estremit


della lingua di terra prodotta dal con-

tre ham\tiv\\n\,NolifcazioiC 4,
sto ottimo

Que-

provvedimento di s. Gregorio VII venne poi confermato in Italia <]al concilio di Piacenza, e nella Francia da quello di Clermont, celebrati da Urbano li, come si pu vedere in Ballet, V^itc dei 0^6 '^'Scorre sulla varia santi, t. 4, P-' 44}
disciplina de'4 tempi. Si conosce

fluente del S. Lorenzo che la bagna, e del

S.Carlo, nel sito in cui quello, allargandosi considerevolmente, comincia a for-

mare

il

suo estuario. Scoscesissima ia

ri-

pa, ed all'estremit meridionale della


t presentasi
il

cit-

quando
Post

ca

340

piedi sopra

capo del Diamante che tocquesto il fiume ; da

cadono questi 4
cio nella
i .^

lenipi dal

verso:

Cai., et post Pen., post Crii., etpost Lii.j

settimana dopo

le

Ceer/, do-

capo distcndesi al nord una linea fortificata, che chiude all'ovest il terreno sul quale sta fabbricato Quebec, e che pu
avere una lega di circuito. Si pu considerare questa citt
della
delle

po la

festa di Pentecoste,

seltenibre,

dopo la Croce 'i edopos. Lucia in dicembre. A


i

Ordinazioni de' Pontefici notai che le stabil per tulli sabbati delle quattro

come una fortezza prima importanza, tanto a motivo opere che la circondano, quanto in

tempora s. Gelasio 1, eoa decreto riportalo da Labb, Concilior. t. 4, P' 19' e da Graziano disi. 75, cap. Ordinationes 7; e che Sisto

riguardo alla sua cittadella o castello di s. Luigi, il quale tra per la sua posizio-

ne

sulla

ripristin l'antica

intorno

al

cima del capo del Diamante , quale predomina un precipi-

disciplina di fare le

promozioni de' car-

zio d'olire a

200

piedi di profndi l

QUE
jjei

QUE
le di

129
20,000 uomini.

le

molteplici opere che coilegansi alpiazza, la leude qua-

armi per

allestire

le roiiificatioui delia
si

Lan lieo palazzo vescovile degrada tissimo


occupato dagli utlzi del governo. Vi sono 3 piazze da mercato, piazza d'armi
e altre.
11

inespugnabile. Trovasi divisa in alta e


l'alia cittali'ovesl sia

bassa:

elevata cir-

ca I 5 piedi sopra l'altra, e n' separata da una linea di roccie scoscese; la citt bassa costruita sopra un terreno cui un tempo bagnava 1' acqua del fiume nelle nelle parti pi basse si sono alle maree
:

porlo di

Quebec
I

vastissimo,
11

pub contenere 100


mercio
vi

vascelli di fila.

com-

florido.

suoi abitanti, per

alzate delle riviere per contenere le ac-

que

e fatte delle

fondazioni solide per

terzi cattolici, discendono dai franceFreddissimo il clima, nondimeno il fiume non gela tulli gli anni. La citt ben provveduta di vettovaglie d'ogni sorsi.

due

stabilire le strade.

Le strade pi

alle so-

ta,

non cos

l'inverno, impeditala naviga-

no laighe e guernite di case spaziose e comode; quelle che trovansi pi vicine al fiume hanno vasti magazzini in cui le navi, potendo approdare alle riviere, vengono a caricare e scaiicaie con facilit. La comunicazione della bassa coli' alta citt ha luogo per una via inclinata, alla sommit della quale una porta fortificata, la quale ultima parie riesce ineguale.

ziouedel S. Lorenzoda banchi di ghiaccio.

Ad

AmericacCa.vada' parlai della sco-

perta e della conquista effettuata da

Ve-

razzano per

la

Francia. Siccome

la pri-

La

via
1

s.

Luigi

pi alta e

in

situa-

ma scoperta 1' avt-a fatta Cabot per la Spagna, quando ne fu portata la notizia a Francesco I re di Francia, si vuole che dicesse Perch il re di Spagua e quel di Portogallo si sono divisi placidamente tra loro il nuovo Mondo , senza averne
:

zione pi

idente, gueruita d'

un gran
i

fatto parte
rei

alcuna

al re di

Francia? Vor-

numero
i

moderne, dove risiedono ricchi. primari ufBzali del governo e


di case

vedere l'articolo del testamento d'A-

piincipali edifizi di

Quebec

sono: la cit-

tadella
spettiva

donde
;

si

gode

di estesissima pro-

il

palazzo di giustizia di bella


la

architettura moderna;

cattedrale an-

lascia loro i' America in ere"Quindi mand ancor lui per lecoaquistee s'impadron della vasta regione. Pretendesi che il nome di Quebec derivi da un vocabolo algonchino che signi-

damo, che
!

dit

glicana, edifizio bellissimo, notabile per


la

fica

contrazione,
vi si

il

quale indica

il

ristrinal-

sua guglia

alta

e leggera coperta di

gimento che
lorch lo
si

nota nel S. Lorenzo,

stagno.

La

cattedrale cattolica, spazioso e

riascende; taluni suppongo-

altissimo fabbricato in pietra,


!

ma

senza

'

oruamenlo esterno, eretto nel 1674 e dedicalo all' Immacolata Concezione della B. Vergine vi fu costituito un capitolo
:

no eh' esso nome provenga dall' esclamazione francese, Quel beo (Che becco ), la quale indicherebbe la punta sulla qua!

le sta la citt

fabbricala.
di

francesi gui,

di

canonici eSdignit,

ma qualche anIl

dati

da Samuele
,

Champlain

che

vi

no addietro
ro e
la

cess di esistere.

monaste-

mori nel i635

scelsero questo sito del

bella chiesa delle orsolioe, la chie-

Canada

nel

68 per formarvi un glan-

sa degli scozzesi, quella della citt bassa; le

de stabilimento,
diani, lenti ne

ma

contrariati dagl' ini

carceri

nuove
, il

in pietra, lodate

per

le

sue

furono

progressi.

Quebec

proporzioni e per
;

le disposizioni interne;
s.

fu preso dagl'inglesi

ueliGsg,
s.

restituito

r ospedale
le belle

seminario di

^'icola

il

3 anni e da

dopo

pel trattato di

collegio de'gesuti convertito in caserma;

essi

assediato indarno nel

Germain, 1690: fu

'

caserme

dell'artiglieria, le quali

allora fortificato e pi ese


to.

senza dire degli alloggiamenti de'soldati,

grande incremenVuvamente l'attaccarono g' inglesi


1 1
,

sono magazzini di munizioni, oihcine

senza effetlo nel 17

ma
9

pi tardi Io

pei lavori, ed

un arsenale ragguardevo

presero nel 17 59 dopo vigorosa difesa,

VOL. LVI.

i3o
durnnle
la

QUE
quale peri
i

QUE
il

loro generale

per salvarsi
daveri.

l'edifizio

divenne un muctratti

Wolf; l'onno seguente francesi lenlarono di riprenderlo, ma inutilmente: la pace di Versailles e di Parigi nel 1763 per
cessione di Luigi
citori,

chio di rovine, donde furono

46

ca-

La

fede cattolica,

come notai

ne'citati

XV
il

lo assicur ai vin-

articoli, vi fu

predicata prima nel

i6i5

come anche

resto del Canada.

Gli americani fecero

un tentativo

infrut-

da quei missionari che nominai, poi nel 1637 dai gesuitiche vi stabilirono un collegio, e dai recolletti
,

tuoso contro questa piazza nel 17 76, e vi perdettero il bravocomandante Montgo-

introduceodovisi

pure
sioni.

le

orsoline, con

numerose conver-

mery. Indi Quebec succossivamente si accrebbe. Per nel 1845 due furiosi incendi arsero e rovinarono Quebec a'28 maggio ed a' 28 giugno. In questo secondo disastro Sooo case divennero preda delle fiamme, che divampate nel sobborgo di s. Giovanni presso la cinta esteriore della spianata, ove crasi estinto nella volta precedente , come allora furono alimentale da un incessante vento, laonde lutto quel sobborgo and distrutto, con una partediquello di s. Luigi. Quantun-

La congregazione di propagandasi propose dopo l'istituzione di GregorioX V


di

fettu sotto Alessandro

mandarvi im vicario apostolico, e l'efVII che vi manve,

d Francesco di Lavai Montmorency


scovo in partibus di Petra o Petrea

il

quale
i.

vi

approd

nel 1659. In seguilo

ad

istanza del re di Francia,

Clemente X nel

ottobre

1674

l'eresse in sede vesco-

\ile per le colonie del

que l'incendio si
te,
ti

fosse manifestato la notfatti

pure

il

pi degli abitanti,

accor-

Canada e dichiar immediatamente soggetta alla s. Sede, nominandovi a i. vescovo il detto vicario apostolico, e formando la mensa di 2,000 lire coll'abbazia di s. Benedetto di Bour1

da una crudele esperienza, fuggirono


pubblici

ges assegnata dal re,ondela religione cattolica vieppi


te chiese. Indi
si

trasportando parte de loro averi, Persoccorrere le vittime furono aperti


edifici.
i

dilat e

si

eressero
di

furono vescovi

mol Quebec

Non valgono le parole a


la

descrivere

la

desolante scena,

quale fu una fedelis-

o Nuova Francia , come fu anche chia mata, Gio. Battista de la CroixdeClievriers de


s.

sima riproduzione di quella del 28 maggio, se non che i danni di questa seconda furono maggiori. Il sobborgo che contava 10,000 abitanti, de' quali in gran

Valier

Luigi Francesco di

Marnay

Pietro

Ermanno Dosquet. Le

Notizie di Romax\^ovl?(ro i'seguenli. Nel

parte appartenenti a quel di


ransi l rifugiati

s.

Rocco

esi

ridusse

dopo il quale era mezzo


i

i."

incendio,

secolo addietro,

tanto poche furono le case superstiti.

Im-

1741 Enrico M." de Breil dePombriand; 1757 Oliviero du Brand al quale Clemente XIII diresse Whveve Si quanluHi^ de'9 aprile 1 766, Bull, de propag. fide t. 4jP- io5, in cui fa un magnifico elogio
,

mensi furono
zioni.

disastri

tarono, anche alle


,

che ne conseguicompagnie d'assicura-

di tal vescovo.
te,

Dopo

notabile sede vacan-

Da tutte le parli si presero provvedimenti in soccorsode'danneggiati. Il vescovo cattolico, il seminario l' ospedale
,

1788 Gio. Francesco Hubert succeduto per coadiutoria. A questi nel i8o6
nel

dierono ciascuno
real
1

2, 5oo franchi.

Mont-

7,5oo
,

il

governo della provincia


aprirono soscrizioni di
1

5o,ooo

indi
1

si

PioVIIdipercoadiutoreBernaidoClaudioPanet vescovo m^^/'f/it/.? di Salda. Lo stesso Papa non solo somministr molli mezzi per conservare e propagare la fede nel vastissimo vescovato di Quebec,
e nelle adiacenti provincie e isole dell'

soccorso. A'

3 giugno

846 altro spaven-

tevole incendio scoppi durante la rap-

America

ma

col

breve In suinmo al.

presentazione, al teatro regio di Quebec. ' indicbile il tumulto degli spettatori

posiolatus, de* 12 gennaio 1819, citato

Bull. p. 375, riportato ancora nel

QUE
J4 del Bull, cont.y elev Quebec al p. grado di sede arcivescovile. Ma il vescovo protestante di Quebec, riguardando questa promozione come un'ingiuria fatta a lui, mentre era arcivescovo GiusepI

QUE
real,

i3i

CharlolteloT\D(erelto da PioVIIl); Mont-

Toronto, Arichat, Frederictown (eretti da Gregorio XVI ); Bytown, NordOvest, Terra Nuova (eretti da Pio IX). Qui il culto
Halifax o Nuova Scozia
cattolico libero,
il

pe Ottavio Plessis, reclam

al

segretario

clero rispettato an-

di stato delle colonie inglesi, per la

mag-

che didle autorit


vescovi della

inglesi.

Neli85i

io

eiore dis:nit conferita al vescovo cattolico, e siccome l'arcivescovo ha dal gover-

provincia ecclesiastica di

Quebec, presieduti dall'arcivescovo, celebrarono


I.
il

no l'annua pensione
egli

di scudi

4ooo con

concilio provinciale, ed

il

diritto di sedere al consiglio legislativo,

tenuto da
si

essa. Alla processione della

ed

successori
il

si

astennero di esle-

chiusura
preti.

trovarono presenti circa 3oo


del Giornale di

riornienle usare

titolo arcivescovile.

Di

questo arcivescovo furono vicari generali,


nel

Nel

n."

254

Roma del
Que-

Canada superiore Alessandro Mac Dovescovo di Resina in partibusj del-

i85i

vi

un interessante documento sullo

nell
la

stato presente dell'arcivescovato di

Nuova Brunswick e nelle Isole del Principe Edoardo e della Maddalena , Bernardo Agostino Mac-Eeacben vescovo ili
parlibiis di Rosen. iVeliSao divenne effettivo arcivescovo

bec e delle sedi vescovili della provincia,

donde

si

apprende quanto

vi fiorisce lo

spirito di

caritjd'insegnameuloedi propagazione della fede. Quebec nella giurisdizione spirituale ora abbraccia
stretti di
i

Panetj ch'ebbe a coa-

di-

diutore Giuseppe Signay vescovo di Fussula


iVi

partibusj ed a vicari generali, di

^lontreal, Gio. Lalirgne vescovo di Tel-

messa in parlibus, e del distretto del Canada settentrionale Giuseppe Provencher


\escovodiGiuliopoliiVj/7a/'rH5.
col

Quebec, cio di Trois-Rivieres, Caspe, e una porzionedi s. Francesco. La popolazione cattolica di circa 3oo,ooo anime. Il clero dell'arcidiocesi si compone di 220 preti incaricati a dirigere lao
parrocchie, 20 missioni e
vasti stabilimenti di
gii

PioV

III

studi in 3

breve Inter mulplces^ de' 4 setlernbrei 8ac), Bull, de prop. fideX. 5, p. 52,
la cpslitu

educazione. L'istru-

zione .secondaria insegnata iie'collegi di

smembr dall'ampia diocesi la Nuova Scozia e


in vicariato apostolico.

Quebec, s. Nicol e s. Anna. Queste istituzioni contengono 5o professori ecclesiastici,

Neil 833 Signay divenne arcivescovo, e Gregorio XVI gli die in coadiutore nel

700

allievi e

43

studenti in teo-

logia.

fratelli della dottrine

o scuole crii

1834 mg.' Pietro Flavio Turgeon


scovo di Sidimo
so
in

ve-

stiane

hanno
:'a

scuole fiorenti, ove fanciulli

parlibus, e nello stes-

ricevono l'istruzione primaria. Eglino in-

anno il Papa sanzion il decreto di propaganda J?rf<rj per rendere regolare Telezione de'coadiutoii di Quebec. A'6 ottobre i85o mg.'^ Turgeon divent arcivescovo. Formandosi l'immensamente vasta arcidiocesi dell'alto e basso Canada, della Nuova Brunswick, della Nuova Scozia e dell'isola di Terranuova, a poco a poco vennero smembrati, oltre Nuova Brunswick e Oregon, eretti in sedi vescovile la i.^e in arcivescovile la 2.*,

segnano
s.

vieres a ;8o, a

Quebec a 85o, a Trois-RiKamouraska n 200, e a Tommaso a 180 fanciulli. Le sorelle


Nostra Signora
7 case di educazioiie perlegiovi-

della congregazione di

hanno
go
di
s.

nelte.Nel bello stabilimento del sobbor-

allieve.

essendo

seguenti IO vescovati tutti sulTraganei di

Rocco, elleno contano gi 7^5 Tra le altre istituzioni, le orsoline a Quebec e a Trois-Rivieres e le sorelle del grand' ospedale danno alle giovani una vigilante educazione contano in tulio 6 o donzelle. Tre ospedali sono
,
:

Quebec. Kingston (eretto da Leone XI 1);

affidali alle religiose claustiali

quello di

i32
soline, riceve
stretto.

QUE
i

QUE
gono diretti da d. Boucher curato di s. Ambrogio, e l'altra societ da d. Hebert
curalo di
s.

TroiS'Rivleres, sotto la direzione delle or-

malati della citt e del di-

L'ospedale generale di Quebec

Pasquale.

Un

vasto territo

un

asilo a 6'j vecchi de'

due

sessi.

Una

rio sar tra poco in istatodi ricevere

una

succursale di sorelle Grigie di Montreal

parte della sovrabbondante popolazione


deiriclet, di

venne recentemente fondata in un sobborgo di Quebec damgjTurgeon. Queste pietose


la carit
,

Kamouraska

e di

Saguenay.

La

3." societ sotto la

direzione del can.


il

dame divennero
e
si
:

sorelle del-

Mailloux, ha cominciato
to al

dissodamenun'altra retutto

occupano
i

in tutte sorte di

sud del

s.

Lorenzo.

Da

buone opere visitano malati a domi. malcilio e ammaestrano t25o fanciulli


;

lazione
il

meno

recente leggo che in

grado la loro povert e la ristrettezza della loro dimora , esse tengono 36 orfani che educano alla virt e al lavoro; e s gli sforzi de' fondatori sono incoraggiati dagli abitanti di Quebec, che un vasto edifcio destinato alle sorelle

Canada eranvi 22 monasteri di donne, un convento di francescani un


basso
,

seminario francese per le Missioni straniere (F.) dotato di ricche rendite dal

parlamento britannico, malgrado


posizioni de'protestanti
ri
.

le

op-

Uno

de'semina-

Grigie era in
loro permet-

di

Quebec parimenti

diretto da preti

corso di esecuzione e sar stato nell'estate di detto

francesi delle missioni straniere, egual-

anno terminato, e

ter ancora di rendersi pi

utili alle classi

povere della societ. Nel i85o Quebec

vi-

de pure
zione di
Toli
si

cominciamento d' una istiturifugio. Alcune dame cantateil


,

fu ben dotato da detto parlamenad onta delle contrariet dell' anglicanismo: sono questi preti che tengono il gran studio teologico. Otto scuole sono
to^

mente

tenute dalle sorelle della congregazione,


di cui la casa principaie a Afonfred!/(^.).

stabilirono in societ

senza per

obbligarsi con voti, ed esse sono di gi riuscite a togliere dal vizio


1

QUEDLIMBURGO
glint,

Quedelimburstati

8 povere creaall'o-

Quintinelburgum. Citt degli

ture, ch'esse

si

studiano di tornare

prussiani, provincia di Sassonia, reggenza,

nore e alla religione. La societ per la propagazione della fede stabilita nel iBSy , novera 16,000 sottoscrittori. ' suo oggetto fondare nuovi stabilimenti, ed evangelizzare
gli

adi leghe da Magdeburgo. Cinta di mura, circondata da 3 sobborghi. Sulla montagna vi il castello con biblioteca
I ,

ragguardevole
luterane

e al quale appprtiene la

aborigeni.

A proporzione dei

bella chiesa dell'antica abbazia di


,

dame

mezzi che questa procura, missionari visitano ciascun

anno

selvaggi Abbitibi e
le

Mosse, lontani
zio, a

900

miglia da Quebec;
s.

Teste Rotonde alla sorgente del

Mauri-

600
i

miglia da

Quebec

; i

Monta-

Naskapis, che abitano al nord imboccatura di s. Lorenzo. Queste trib, bench parlino differenti dialetti, appartengono alla grande nazione Algonquine che occupava, dopo la scoperta del
gnoli e
dell'

che aveano il titolo di principesse, l'abbadessa delle quali prendeva posto nelle diete dell' impero, tra'prelati del Reno in questa chisa si vede il sepolcro dell'imperatore Enrico I l'Uccellatore. Quivi si trovano 7 altre chiese, 4
:

ospedali, orfanotrofio, ospizio

ginnasio,

scuole urbane ed elementari, diverse fbbriche.

Fu

patria di alcuni

illustri, fra

quali del celebre Klopslock. Presso la citt


il

Canada,
ca.

la

parte nord -ovest dell'Ameri-

Druhl,con passeggi e sorgente mi1

In questi ultimi anni tre societ d co-

nerale. Ne' contorni sonovi minieredi le-

lonizzazione sono state fondate sotto gli


auspicii del clero cattolico.
ste

gno fossile, e cave di gesso e pietre.

detto
citt

L'una

di

que-

imperatore die principio a questa


e alle sue fortificazioni, quando nel

cominci
s.

le

sue operazioni sulle rive

919

del lago

Giovanni. Questi lavori veu-

920

fu fatto re di

Germania. L'impe-

QUE
retore Ottone
la citt
I
,

QUE
987
to luringio,
SI

i33

regal alla badia nel

coir abitazione imperiale. Nel

Enrico Nordheiro, suo fratello Corrado di Beichlingen, ed altri nobili


svevi che delle provincie renane, congregatisi per

326

la citt

vecchia di propria autorit


e contra la volont della
,

sottopose alla protezione del vescovo di


,

Pasqua a Quediimburgo,

vi

Halberstadt
l)adessa
si

uni alla lega anseatica

cerc
prote-

tennero una numerosa assemblea, presieduta da Ottone d'Ostia (cardinale e poi


legato. Nel tempo stesso i d'Enrico IV, per conlrabbilanciare l'importanza della dieta di Quediimburgo si radunarono a Magoaza

di separarsi dalla

badia sotto

la

Urbano II)

zione forastiera, massime dacch avea ot-

partigiani

tenuta in pegno la giurisdizione da'conti


di Rheinstein, e dipoi nel
1

896

dalla rae-

desinaa,

cominciando allora a sbilanciare

vei*so la fine d'aprile.

In tutta

la

pienezza
la

l'autorit de'tribunali della badia.

Ma nel

de'poteri apostolici

Ottone apr
i

dieta,

1477

^^

presadall'elettoreErnesloedal
di Sassonia, e per forza sog,

che riusc frequente di vescovi e principi;

duca Alberto
quale
vi

gettata all' ubbidienza della badessa

la

fautori del Papa vi essendoch lutti aveano mandati legati. Ermannodi Lusalla destra

ordin un'altra forma di govervi fu conchiusa una convenzione riguardante il vescovo d'///7/7esheim (^'.). JN'eli 583 fu nella casa del mano. Nel

semburgo sedeva
apostolico.
Il

del legalo

15^3

vescovo d' Ostia rizzossi e

gistrato

tenuto un congresso teologico,

tra'teologi pretesi riformali palatini, sas-

brandeburghesi e di Braunschweig. Quivi furono tenuti tre concilii. lli. nel io85 a'20 aprile prima di Pasqua, di
soni,

con eloquenza attraente parl non senza maest, vigore e dottrina de' canoni intorno al Primato [P'.) della chiesa di Roma, stabilendo questo principio Nessun moi taleaverdirilto di revocare un decre:

to pontificio, e di giudicare

giudizi del

cui parlili ne' voi.


p.

XXn,p.

187,

XXXVI,

p.

83, XXIX, 67, importantissimo


Im-estiture ecclesia-

Papa. L'intera assecnblea fece plauso alla proposizione del vescovo e sanzionolla

pe' suoi 7 canoni di disciplina, ne' quali


si

condannarono
{^y.) e

le

stiche,

ni

famosa vertenza tra s. Gregorio r imperatore Enrico IV; si


gli enricliiani

con autorit di concilio. Questo dardo era direttamente scoccato contro partigiani d'Enrico IV. Allora un chierico bamberghese, Cuniberto, uomo impudente e tei

merario, grid

>I

vescovi di

Roma
i

si

so-

condaunaiono
i

seguaci del-

l'imperatore, quali ereticamenteosa vano

affermare, non doversi far contodelle sco-

muniche de^Papi contro


peratore avea

re,

e che l'im-

no da se stessi arrogata questa supremalibri sagri zia che voi volete canonica non parlano di tale sovranit inerente alla sede romana; ed falso che nessun uomo
:

somma

autorit sull'ele-

possa rivedere

le

sentenze del vescovo di

zione degli abbati, de' vescovi e del Papa.

Roma

Da

questa condanna e da quanto oper

Papa non sia soggetto a veruna giurisdizione". Tutto il concilio


,

e che

il

l'eroico

S.Gregorio VII ebbe termine

l'in-

bcandalezzato diede su

la

voce

all' eretici-

trusione degl'imperatori
/Vr/?/,

neW Elezione dei


s.

co audace; ed un laico
tare
il

lo

confuse col

solo restando tolleiata dalia

Sede

testo evangelico: Il

discepolonon

l'avvertenza pacifica

eW Esclusiva. Bella
,

sovrasta al maestro.
a trattare
la

Fu

quindi proposta

la

descrizione che di parte di questo

questione del matrimonio di

concilio fece Voigt

Storia di
i
i
:

Papa

s.

Ermanno con

Gregoiio f'II,cap.i

eccola. "

Nemici

mortali di Enrico IV, vescovi di Magdebuigo, Salisburgo, Halberstadt Wurzburgo, Merseburgo e Zeitz, Misnia.Ver,

Adelaide figlia del conte Ottone d'Orlaraundo. Il legato apostolico, che avea inteso parlare di un'affinit fra gli sposi, minacci di scomunica il re, se non si fosse astenuto da queste nozze
incestuose.

den, Minden, e

Worms;

principi

Egber-

Ma

lutti

congregati votare-

i34
no che
nar
la
si

QUE
dovesse ad alito

QUE
tempo aggiorsuoi bastioni sono convertili seggi,

disamina delia scabrosa questione, non essendo allora comparso un accusatore legale. La stessa pena fu da Ottone
niinacciata a que'principi sassoni,
i
i

quali,

avendo nella guerra usurpalo beni ecclesiastici, non li restituissero con un'atuiiienda entro l'anno n fu possibile d'in:

m ameni pascon strade larghe e case ben fabbricate, essendo la Grande piazza quadrata e assai vasta, in mezzo alla quale un pozzo profondissimo e curiosissimo, e di cui forma un lato il palazzo della citt,
bello edifizio gotico. Ivi l'antica chiesa
cattedrale,
tico, del

durre
la

il

legato a temperare
1

il

rigore del-

sua sentenza.

vescovi stati eletti da

Cesare, Wezel di Magonza,Sigofredodi

ampio e bel monumento goquale ammirasi l'ardire e l'altezza, sormontato da un campanile donde si vede Laon. Vi sono in gran venerazione
le reliquie di
s.

A ugusta, Norberto di Coir, vennero pronunciati rei di simonia e


falsi

QmZiVio, che viene

pastori, e

riguardato
del

come

1'

apostolo d' Amiens e

ne furono aboliti
zel di

gii alti.

Ma

contro
i

We-

Magonza

e tutti coloro

quali al

sunse

Vermandese, onde questa citt ne asil nome fino da mollo tempo, e fu

concilio di
sia del

Berka aveano sostenuto l'erevescovo Corrado d* [Tiretto fu sca-

delta Quinlinopolis

Quintini Fammi. , Vari pozzi suppliscono alla deficienza delle

il fulmine della scomunica. Al chiudere del sinodo. Ottone, messa la stola e

gliato

fontane. Vi sono stabilimenti scientie commerciali, biblioteca pubblica e

fici

fallo accendere
di eterna

cerei, lesse la

sentenza

sala per gli speltacoli.E' la citt pi

impor-

condanna contro l'antipapaGuiberto{C7ewe/i/e///), Ugod'Albano,Giovanni di Porlo, Pietro arcicancelliere,

tante del di[>artimenlo, per l'industria e

per popolazione; patria di diversi celebri,

come

del dolio benedettino Dachery, del

LiemarodiBrema,UdonediliiIdeslieim, Ottone di Costanza, Burcardo di Basilea, Huzmanuo di Spira, Norberto di Coir, Sigofredo d'Augusta e Wezel di Magouza; quali, radunati a IVIagonza, scomui

gesuita Charlevoix storico e letterato, di

Omero Talon prof


gi, di

d'eloquenza a Parifi-

Pietro Ilamus grande oratore e

losofo, di Bleville

rinomato pittore
,

sul ve-

tro, d'Allard celebre scultore


blicista

del

pub-

nicarono alla loro volta lutti vescovi fedeli a s. Gregorio VII, pronunciarono di bel nuovo, per un ordine venuto d'Itai

Baboeuf, forse di Condorcet. Questa antica citt, /augusta Feronianduo-

lia

la

deposizione di

s,

Gregorio VII e
decreto del con-

rum, chiamata pure Ftvinand fu sede vescovile dal IV al VI secolo nel quale fu
,

l'esaltazione di Guiberlo, e tulli segna-

trasferita a
dell'

Noyon

(/^.) ;

verso la fine

rono

di

propria
6.

mano
t.

il

Vili divenne capitale della contea di


in Picardia,

ciliabolo ".

Regia

26;Labl)dl.io; Ardegli altri di

Vermandese
to
i

e godette sottutti
i

duino

t.

Presso questi collettori dei


gli atti

suoi conti dell'

immunit da

concili!

sono pure

carichi feudali, franchigia


tribu alla sua

che molto con-

Quedlimburgo; cio del 2. tenuto nel 1 io5 per la riforma de'coslumi; del 3. adunato nei 2 sullo stato dell'impero
1

prosperit e allo svolgi-

mento

del suo commercio.

Alomero che
col-

n'era vescovo, nel


legio che fu
le fece
i

527

vi

fond un

e sulle investiture ecclesiastiche.

QUENTJ ^s.),s.Quinlmo,Augusla Veronianduorum. Citt vescovile di Francia, dipartimento dell'Aisne , capoluogo di circondario e di cantone a g leghe da Laon, sopra un'altura, alla destra della Stmma, e sul canale del suo nome. Sede di tribunali e di autorit. Gli antichi

lungamente celebre e nel quasuoi studi s. Medardo. Nel 2 5 fu


1

riunita alla corona,conservandoisuo privilegi


;

considerabili, e divenne

quindi fu munita di fortilcazioni uno de'punti pi

importanti della frontiera. Assediata epresa dagli spagnuoli

neh 557, dopo

la disa-

strosa sconfitta del contestabile di

Moni-

QUE

'

QUE

i35

morencyj che poitaTa soccorsi all'ammiraglio Coligny, e vi fu fallo prigioniero


col figlio e co'principali capi dell'esercito, fa resliluila poi alla

Fi ancia col Irai-

QUESNELLO Pascasio. T. Giasse MSMO e gli articoli relativi , non che le Dissertazioni scelte del p. Onoralo da s. Maria, Foligno 1793.
QUESTIONI. Delle pi celebri ne parlo ai rispettivi articoli,

lalo di Cbateau'Cambresis. Gli alabardieri di

ne
Il

di

Quintino goderono riputaziobravi e fedeli. Vi si tennero 5 cons.


(

come Purg\torio,
,

Coj^cezio.\e,Sakgue di Ges Ceisto, Stim-

cilii,

di alcuni de'quali parlai a /?e///i5

^.).

mate. Sulla povert a Povero

ad Ago-

."nel

1225

sulle reliquie di

s.

Quindi

stiniani per quella coi Canonici regolari

tino, e ne tratta Rinaldi a tale

anno. Ila."

neh 23
ti
t.

in favore di

Milooe vescovo
t.i
i

Beauvais, ch'era in processo cogli abitandella sua citt.


7.
Il

Lateranensi , a Carmelitani sull'indulgenza del Carmine, sulla grazia e libero arbitrio di cui parlai a Molina, ec. Dice
s.

Labb

Arduino

Paolo, che

si

sfuggano

le

vane questio-

neli256. GalUachr. t. 3. Il 4.neli27i,incui si fecero alcuni regolamenti relativi ai privilegi delle chiese e degli ecclesiastici. Regia t. 28; Labb t. Galt. 8. 11 5." nel 1 349; Arduino
3.
I
I

ni, e

quelle dispute che sono atte a scan-

dalezzare piuttosto ehe a edificare.

QUESTORE, Quaestor. Amministratore del denaro pubblico presso


chi
gli

anti-

romani

quindi

si

disse

Questura o

li

dir.

l.

3.
,

Questoria, Quaeslura,\a dignit e l'uffzio del

Ordine equestre, istituito secondo il p.Boram', Catalogo degli orditti equestri, p. 92, da d. Garzia Xinienes nobilissimo e gran capitano, il quale ritiratosi dalle armi a vivere romito, stimolato da molli a liberare Xavarra sua patria dal giogo de'mori, mentre accompagnava un esercito, vide il segno saluliferodella crocesopraun alberodi quercia adorata da molti angeli. Ne prese felice

QUERCl A

questore, il quale fu cos denominato a quaerenda pecunia, el maleficor uni quaestione. Questo ufliziale che nell'antica Roma avea cura del tesoro o erario pribblico, equivale ai moderni tesorieri e ministri delle

finanze.

Le

opi-

nioni sono diverse intorno all'origine di

questa carica; alcuni ne fanno risalire l'islituzione fino a Romolo, altri pretendo-

presagio per la vittoria, onde assunil

to coi soldati
l
i

segno della croce, debel-

mori, e fu chiamato liberatore della

no clie fosse creata da Tullio Ostilio. Nondimeno, convenendosi che questori esisterono sotto i re di Roma e che colla proclamazione della repubblica fu data
i
,

patria e i. re diNavarra;quindi nel


sotto
s.

722

facolt ai consoli di crearli, altri opina-

Gregorio
1'

II istitu

per memoria

no che pu

della visione

ordine de' cavalieri delti

rigiue della questura

della Quercia, perch stabili per insegna


di

prima oda Publio Valerio Publicola console, che avendo slimalo


ripetersi la certa e

decorazione una croce gigliata di co-

conveniente di riporre
nel

il

tesoro pubblico

lore rosso sopra

una quercia, posta sopra un abito b'anco corto. In seguito conquesto ordine venne ristorato l'ordine di s.
Giorgio Costantiniano, che se ne appropri
i

privilegi, restando

abolito questo
i

della Quercia.

Osservo per, che

critici
le

non ammettono ordini equestri innanzi


crociate,

come meglio pi

volte dichiarai

altrove, echei cronisti registrano l'assun-

tempio di Saturno, scelse per custodirlo due senatori, che chiam questori, e ne lasci in appresso la scelta al popolo romano 1' anno 2 3 dopo l'espulsioive dei re. Ma il popolo , avendo poscia voluto che quelli del suo corpo avessero parte a questoimpiego, l'anno 33 1 o 333 di Roma ne cre 4 due per la citt , i quali aveano la custodia del tesoro pubblico
e ricevevano
si

zione di d. Garzia

I Ximenesal trono Navarra all'anno 858.

di

le

imposte che riscuolevan;

dalle proviucie

e due altri

quali e*

i36
rano sempre

QUE
coi consoli

QUE
quando andavaItalia tutta, si

p mandava
fari

nelle provincie per assume-

no

in guerra.

Soggiogata

re informazioni, e per giudicare dagli afcriminali


,

aggiunsero

altri

gioni d'Italia.

4 questori, per le 4 reLe rendite della repubbli>


il

chiamati pretori provin-

ciali.

Tali questori aveano grandi privi-

ca essendodivenutepi considerabili per


l'estensione delle sue grandi conquiste,

legi

ed autorit maggiore di quella dei


fare uso della sedia curule, de'

questori della citt; imperciocch pote-

numero

de' questori da Siila fu

aumenCe-

vano

lit-

tato fino a

20

in

tempo

di Giulio

tori e di altre

insegne di onore, che avea-

sare giunsero a 4o, e sotto gl'imperatori


il

no
cie,

numero
in
i

loro era arbitrario. Questi ei

primari magistrati nelle loro provined essi hanno pure qualche volta cole

rano
soli,

obbligo di accompagnare

con-

mandato

armate.

questori delle pro-

pretori e gli altri generali dell'ar-

vincie esercitavano l'uffizio di soprinten-

mata quando uscivano in campo. Tenevano registro delle spoglie de' nemici
vendevano
ti
il

bottino; ricevevano

tribu-

le

gabelle, che le provincie pagavano;


in custodia le insegne e gli sten-

aveano
to; e

denti degli eserciti, somministra vano il de: naro e le vettovagliealle milizie. Di tutti mentovati questori, due ch'erano detti urbani, aveano la cura dell'erario, e gli altri si dicevano provinciali o militari. I
i
i

dardi militari^ ch'erano d'oro e d'argen-

questori urbani

non aveano n
aveano
i

littori

quandoiconsoli partivano per qualche guerresca impresa, questori traevano dall'erario pubblico tali insegne e le
i

n viatori
ravi pure

pretori militari in as;>enza


littori.
,

de'pretori provinciali
il

Eil

questore del parricidio

consegnavano

ai consoli.
i

Davano

e distribuivano viveri ai soldati;

paga e quanla

quale veniva nominato dal popolo, ed avea l'autorit di giudicare del parricidio
si commettevano in Roma. Laquestura non durava che un anno, sebbene alcuni questori abbiano tal-

do

comandanti delle armate romane avevano guadagnato qualche battaglia


i ,

e de'delitti che

presa qualche citt considerabile, e conquistata qualche provincia


,

per cui do-

volta continuato sino a tre anni; ed era


il

mandavano
li'ionfo,
i

onore del questori assicuravano con giuin


1'

compenso
la

1 passo per arrivare


;

alle altre digni-

t della repubblica

ma ninno poteva donon era


di

ramento

al

senato

verit del fatto eI

mandare questa

carica, se

27

posto dai medesimi duci.

questori a-

veano seco loro de' segretari, ch'erano ordinariamente d'una probit conosciuta e d'una sperimentata fedelt. Ed ecco perch quelli stessi ch'erano stati consoli, credevansi onorati esercitando questo impiego. In

anni compiti: chiunque veniva eletto pretore poteva entrare in senato.

QUESTORI A o QUESTORI O. Sede


vescovile della Bizacena nell'Africa occi-

dentale, eretta nel


to, detta

V secolo sotto AdrumeQUESTUANTI, r.

Boma

e nelle provincie erausi

anche Questoriana. Si conoscono due vescovi. Arduino, Conci. S^p. 740.

ancora

stabiliti altri

questori per registra-

QUESTUA

multe ed il prodotto delle conquiste. A veano altres l'incarico di ricevere gli ambasciatori ed principi stranieri, di accompagnarli per onore, di trore e ricevere le
i

Cerca e Cercanti, Colletta di questua, Elemosina, Povero, Predica. QUEVA, Cardinale. V. Cueva.

var loro abitazione, di far loro portare

Y QUINZANO Pietro, Cardinale. Di nobile famiglia spagnuola


nacque a' 12 gennaio 1736 in Villanova del Fresno diocesi di Badajox. Dopo
i

QUEVEDO

donativi della repubblica, di condurli alle

udienze nel senato, e di eseguii'e tuttoci che in tali occasioni veniva ordinato dal
senato. Eravi altres un'altra specie di
questori, che
il

suoi regolari studi

abbracciato lo stato
nel concistoro

ecclesiastico, per le sue virt e dottrina

senato di tempo in lem-

merit che Pio

VI

de'i5

QUI
aprile

1776

lo

promulgasse vescovo Osi

QUI 137 non poteva non diffondere da per lutto


i

lense nella Spagna, e


cardinal

distinse
),

come

il

suoi laggi

Loienzana {V.

in accogliere
i

riori di

condursi

laonde obbligato dai supeal capitolo generale che

ospitalmente nella sua diocesi


ti

sacerdo-

tenevasi in Barcellona

francesi che

nel declinar del

passato
la ri-

me

o in Burgos co, vuole Fleury, rimase eletto nel 1 522

secolo ripararono in [spagna

dopo

a pieni voti generale de'minori osservanti, di (iesco separati dai conventuali, la questa dignit comparve un perfetto mo-

voluzione di Francia. Vescovo zelante e pienodi benemerenze, Pio VII volle pre-

miarlo, creandolo cardinale dell'oidine


de' preti nel concistoro degli

dello di mortificazione e di zelo, iniperoc-

8 marzo

ch oltre

a fare a piedi scalzi la visita dei


il

1816

e riservandolo in petto, quindi in

suoi conventi, prendeva

suo riposo, che

quello de'23 settembre lo pubblic, inviandogli la notizia col berrettino cardinalizio


pel

non oltrepassava lo spazio d'un'ora, sopra la nuda terra, occupandosi nel rimanente della noi te nella preghiera e nella contemplazione delle cose celesti. .Alie

guardia nobile d. Luigi dei

ebbe lo stesso incarico pel cardinal CthrianiJ^ ), e dal re Ferdinando VII fu decorato dell'ordine dicavaliere della Concezione. Poco godetprincipi Spada, il quale

sublime dignit, poich colto dal male mor nella notte del 27 al 28 marzo 1818 in Orensed^anni 82, esposto e sepolto nella sua cattedrale compianto
te delia
,

aggiungeva l'astinenza e l'inedia, il suo corpo quale odiato nemico. Assegn in ciascuna provncia un determinalo numero di conventi, ne'quali fosse con rigore nella sua piena ed esatvigilie

trattando

ta

osservanza

la

regola francescana, affin-

per

le

sue prerogative.

ch chiunque volesse appigliarsi a quel tenore di vita, avesse agio di trovar la maniera,

QUI DA
ietta nel
C.iulia

QUIZA. Sede
la

vescovile

onde

al

d'Africa, nella Mauritiana Cesariense, e-

te soddisfare.
tit di s

suo fervore compiutamenLa fama costante della san-

secolo sotto

metropoli di

grand'
il

uomo

rend chiaro e cei

Cesarea, che Commanville crede Orano sulle coste di Barberia nel regno
,

lebrato

suo

nome

presso

principi

quali lo aveano in alto concetto, e tra gli


altri

d' Algeri

municipio.
i
r I

Tolomeo Ebbe per

la dice

distinta

da

Carlo

vescovi Prisco del

lo scelse a

V imperatore e re di Spagna suo confessore e consigliere.


gli elettori

e Tiberiano del

4^4- Noi. Afr.


ed
il

Dopo

il

capitolo d'Asisi, in cui supplic

QUIERCY. /^^.Chiersy. QUIETISMO. V. MoLixosisMO,


voi.

vivamente
tatosi a

a volerlo esimere
piedi a Cleasse-

dalla generale prefettura deirordine,por-

Lll, p. 25o.
l

Roma

per baciare

Q U G NONES Francesco, Cardinale.


>fibilissimo
nel
1

mente VII che era dagl'imperiali


diato in Castel
s.

spagnuolo de' conti di


,

Luna
con e-

tegno di Leon

erede

dell'

immense

icchezze di sua casa, rinunziato

iDica generosit

quanto aveva, e ritiratosi dalla corte del cardinal Ximeoes, volle


piofessare nell'ordine di
s.

Francesco, in

(Ili

fece

SI

rapidi progressi nell'acquisto

(Ielle religiose virt,

che

in

orribilepestilenzanell'Estreraadura,

tempo d'una non


propria vita

Angelo (/^.), ebbe da lui ordine di trattare con Carlo V di sua libera7onee riconciliazione. Perubbidire al Papa, per ben due volte si port nella Spagna a piedi con un bastoncello, in cui cadde in potere de'corsari; riporlo alfine la bramata liberazione, ondeClemeiite VII in Viteibo a'7 dicembre 527 o me1

glio nel

028

lo

cre cardinale prete di

s.

ebbe
loro

difficolt di

esporre

la

Croce in Gerusalemme, protettore del suo


ordine,e vescovo di Coir; dipoi neli53t>

inservigiodegli appestati, di amministrar


gli

ultimi sagramenti e di seppellir-

Paolo

III lo fece

amministratore

di

R>e

ne

cadaveri.

Una

virt tanto luminosa

vello. Pii volle

da Clemente VII

da

i38
Paolo

QUI
IIF, al cui conclave
si

QUI
Irov preri

sente, fu impiegalo in gravissime legazioni, come in Germania, specialmente


a Carlo V, quali tutte sostenne con de-

no
se

ne fanno lodevole menzione. Nondimes. Pio V colla bolla Quod a nobis p-

coro e vantaggio della


di esse fu

s.

Sede, ed in una

fatto ai restare

da Napoleone
fu tratto per

1 568 stim bene che si dovessopprimere e ritenere l'antico breviario, per non introdurre nella Chiesa novit singolarmente in ci che riguarda

slnlat, nel

Orsini abbate di Farfa e guardato nella


fortezza di Bracciano,

il

culto divino.

Consumato

il

cardinale
si

donde

dalle fatiche e dalle austerit,

ripos
1

opera del

che Clemente VII per l'opinione che avea dell'ecs.

collegio. Si dice

nel Signore in Veroli nel settembre

54o,

dov'erasi fabbricalo
rito in

un

palazzo. Trasfe-

cellente piet e sua insigne dottrina, gli


<tassela

Roma
da
il

il

suo corpo fu sepolto nel


restaurato, presso la triss.

commissione di disporre un nuovo Breviario (J^.) ad uso degli ecclesiastici che sono tenuti a recitarlo, com'egli esegu disponendolo in maniera, che nel
corso dell'annosi veniva a leggere tutta

suo
to,

titolo

lui

buna

tabernacolo del

Sagraraen-

con ecclesiastica magnificenza e secondo l'antico rifatto costruire


to, nel

che avea

sepolcro ch'erasi preparato col soe titolo cardinalizio scolpito sul


Riferisce Ughelli

quanta
7.ione

la s.

Scrittura, ed in quello della


il

lo

settimana lutto
assai pi

Salterio senza ripeli-

nome marmo.
,

neW Italia

sa-

d'alcun salmo, e ci non ostante era

cra

presente nella recita delle

breve di quello che si usa di Ore canoniche.


letto
il

che la di lui anima da Bernardino Haredo suo compagno e uomo di santa vita, fu veduta ascendereal cielonel mo-

Sopra

di

che degno d'essere

giu-

mento
si ai

in cui

mor. Lasci alcuni

scritti

dizio sopra le ore canoniche del p. Sa-

sul suo generalato e sui privilegi conces-

lamanca, nella Biblioteca francescana, t. i,p. 4'?'9 dove in poche linee espresse
>

riiiin

pregi di detto breviario

di cui molti

minori francescani, oltre il BreviaRontamun ex sacra potissimum Scriptura et probatissanctoriun historiis


altre

parlarono svantaggiosamente, tacciando-

nuper confectiun, Romaei 535, con


edizioni.

come troppo discordante dagli antichi riti. La facolt teologica di Parigi nel 535 lo censur gralo di soverchia brevit e
1

QUIMPER. F. CORNOVAILLES. QUINDENNIOoQUINTADECIMA.


Met
la

vemente e lo giudic degno di soppresnon per come eretico al modo che scrisse per enorme calunnia lo Sleidano; ma poi nel i54o risolv di lasciarlo correre e di approvarlo. Per la sua brevit
sione,
gli ecclesiastici

de' fruiti d'un

anno che

si

paga

sul-

rendita di que' Benefizi ecclesiastici

(^.) , che per concessione apostolica si applicano ai seminari, orfanotrofi, capitoli,

ec,

lo

che viene contribuito


1

alla ca-

con trasporto l'adottarono, e sebbene dai Papi non fosse mai con generale approvazione per tutta la Chiesa conceduto,

mera

apostolica ogni
silFatti

5 anni, non vacanDice


il

do pi do
si

benefizi.
1. 1
i

Novaes

Storia de' Pontefici

2, p.

Sj, che quau*

n comandato, pure
in

in soli

provvedono
le

benefizi ecclesiastici

4o

anni fu stampato, oltrech

Roma, 3

vacanti,

persone'provvistedebbono pale

volte a Venezia, altrettante a Parigi,

e6

gare alla camera apostolica, prima della


spedizione delle bolle,

a Lione. La sola condiscendenza de'Pa pi


ili

rispettiveanna-

permetlerne

la

stampa, e

di

dare ogni

te di detti benefizi, cio la


ti

met

de'frut-

volta licenza ad ogni ecclesiastico in particolare

che volesse servirsene, bast per renderne T uso assai comune. Nelle biblioteche Casanateuse e Angelica di Ro-

d'un anno. Essendo poi molti di questi benefizi uniti ai monasteri e luoghi pii,
siccome questi non muoiono mai, cosi noa

vagano

benefizi

ad

essi
la

uniti.

ma

ve ne sono esemplari, e molli scritto

defraudare dunque

delta

Per non camera di

QUI
queste annate, fu convenuto che
pii le

QUl
luoghi
lo vescovo,
il

.3f)
la

quale preg per

guarigio-

pagassero ogn'n5 anni, ond'ehbe-

10

il

nome

iWquindeimioquiiitadeciinaj
lo

ammalato ed instantaneamenle l'ottenne. Poco dopo assistette al concilio


ne
dell'

cuQipulandosi che per


ni sarebbero
\sti in
i

pi ogni 5 ani

di Parigi del
vita
il 1

Sya; e pass della presente

benefizi vacanti, se prov,


i

ecclesiastici secolari
le

quali ne

pagherebbero
so.

annate nel loro posses-

Ne parlai nel voi. XIX, p. i i6 et 56, dicendo pure del succoUettore de'oiedesiini. Originati quiudenni da GioTanni
i

5 febbraio del SyS o 579. La sua festa notata a questo giorno nel martirologio romano, non che in quello d'Adone e d'Usuardo. La citt di Vaison lo
scelse

per suo secondo prolettore.

QUINQUAGESIMA.
nica prima
di

Settima domecosi

\XII, Paolo
uniti dai

li costitu nel

1470
;

questi

Pasqua

chiamata

quiiidenni pei soli benefzi ecclesiastici

Papi dopo
a tutti
tale
i

il

i^i'j

ma

Paolo

perch da questo giorno a detta solennit vi sono 5o giorni o 7 settimane. Anticamente


si

IV l'ampli
dio avanti

benefizi uniti eziao"

chiam pure quinquagesiPentecoste, perch vie-

tempo, e Sisto
gli uniti alla
s.

com-

ma la domenica di
guere
la

prese non solo

Sede,

ma

iieSogiorni dopo Pasqua, onde per distin-

ancora quelli che fossero uniti dai legali, nunzi, vescovi ed altri. Gregorio XHI

prima

si

disse

Quinquagesima

don
1

all'ospedale della Piet di Venezia 0,000 scudi, che in quel dominio si dovca no riscuotere de'passali quindeuni.Nel pontificato diCSemenleXI vi fu una ver-

pasquale, come nota Macri.DiceSarnelli che prima volendosi fare 42 giorni di


vero Digiuno
{f''.), si

cominciava questo

dalla quinquagesima;eohe quanto al no-

me

la

quinquagesima per constare di 5o

perch il re si credeva esente dal pagare quindenni di quei benefizi ch'erano suo padronato,
, i

tenza col Portogalio {V,)

giorni dalla Pasqua, aggiunta la mortificazione de'5 sensi per l'osservanza del

decalogo

conseguiamo
il

il

giubileo della

ina poi

si

riprese l'uso di soildisfuli, onvi

remissione, perch
ficazione i4)

numero quinquala

de

la s.

Sede

teneva un collettore per


di

genario di giubileo. Lambertini, Noti1.

riscuoterli.

1,

osserva che

Chiesa

ci

QUINID10(s.), vescovo
JN'ato

Vaison.

dispone
la

alla

Quaresima [F.) anche per

a Vaison, ed informalo alle virt da


s.

pii ecclesiastici,

Teodosio suo vescovo

l'oidin diacono, e lo
di

mand

in qualit

deputato

al concilio

d'Arles del SSa.

l'amministrazione della diocesi, eleggendolo suo coadiutogli affid

In seguito

Teodosio govern egli la chiesa di Vaison con tutta la vigilanza d'un pastore caritatevole e zelante. Fu
re.
s.
,

Morto

di quinquagesima, e ne'dipropone la separazione, che X)io iii degli eletti , da quelli del mondo corrotto figurata nella vocazione di Abrauio, che liberalo dalle tenebre dell'idolatria abbandon il proprio paese ed i parenti per andarlo a servire in un paese forestiero. Nel vangelo di questa domenica Ges Cristo, pochi giorni dopo

domenica

vini uffizi ci

assai

indegnamente
il

trattato

daMommoI
non
gli

di avere risuscitato Lazzaio, predisse ai

conte d'Auxerre, generale dell'armata


francese, sotto

suoi discepoli le principali circostanze del-

pretesto che

a-

vea

resi tutti gli

onori che

si

credea donel

vuti per la vittoria da s ottenuta

Delflnato sopra
soili tutto

longobardi.

Quinidio

MommoI
salito
ti

con esemplare pazienza; ma appena uscito da S^aison, fu as-

lo

da violentissimo male. Le sue genportarono moribondo a'picdi del san-

sua passione. La domenica di quinquagesima nel messale e liturgia mozarabica chiamata Doniinica ad carnes tollendas, e nelle Storie di Matteo Parisio, Carnis privium, per la ragione che da essa anticamente incominciava il digiuno, come ancor oggi si costuma dalla
la

chiesa orientale, ed in alcune famiglie di

i4o
religiosi.

QUI
E
poich questo tempo
ci

QUI
chia-

QUINTINIANI. r.

Libertini.
s.

ma

ai conviti, ai

divertimenti, alle

MU'

schere (^.), ed all'altre allegrezze di Car-

QUINTINO QUINTINO

(s.).

r.

QuENTiN.

(s.),

martire.

Romano

di

nevale [F.)
e

s'

introdusset'o diverse pie

nascita, e'di famiglia senatoria.

Animas.

piatiche, che ricordai nel voi.


le

X,

p.

80,

to d'ardente zelo per la propagazione della fede,


si

QuaranCore (f^.) ne'3 giorni di quin-

rec nelle Gallie con


il

Lucia-

quagesima che precedono il mercoled delle CenerH^f^.). A Domenica notai che si chiam pure Excarnali o rum. Il ButDe' tre giorni ler, Feste mobili, p. 148 di Quinquagesima o del Carnevale, dice che sono un'immediata preparazione alfervorosi cristiala quaresima, ne'quali ni raddoppiano il loro zelo, o aggiungono nuove opere di penitenza ai loro e:
i

no

di

Beauvais per predicarvi

vangelo.

Quintino scelse Amiens per esercitare il suo zelo apostolico. Diversi miracoli aggiunsero nuova forza a' suoi discorsi, i quali erano inoltre sostenuti da una santa vita e mortiticata.
Il

prefetto Rizio
il

Va-

ro,

il

cui odio contro

nome
lo fece

cristiano

produsse tanti martri,


nare, e

imprigio-

sercizi ordinari, e la

Chiesa
suoi

ci fa

vedere

nel linguaggio de'suoi santi ufHzi, quan-

dopo averlo fatto tormentare in diversi modi crudelissimi, ordin che gli fosse tagliata la testa. Cos s. Quintino

to desideri che tutti


ni dello spirito di

fgli

sieno piedi racset-

consum

il

suo glorioso martirio

il

ot-

compunzione e
tutti

coglimento.IVe'tempi andati in questa

tobre del 287, nella citt d Augusta, nel Vermandese , ov' era stato tradotto. Le
sue reliquie riposano nella detta citt, che

timana della quinquagesima


confessavano
i

fedeli

loro peccati e praticava-

chiamasi oggid
TIN.

s.

Quintino. V.%.

Quen -

no
li
i

particolari mortidcazoni. Tutti quel-

quali per aver violato certe leggi ec-

QUINTINO

(s.),

martire in Turena.
,

pene portate dai s. canoni, venivano nel . giorno di digiuno della quaresima a ricevere umilmente la penitenza che si avevano meritata, alla presenza del vescovo o al suo penitenziere. Le orazioni che meglio si
clesiastiche
le
t

aveano incorso

Originario di Ville-Parisis

borgo della

diocesi di Parigi. Egli era iu alto stato sot-

to Gontrano, che ignorasi se fosse il re di questo nome, o Gontrano Bosone generale del re Sigeberto I. Una femmina, inna-

moratadi

lui, lo istig
;

ad acconsentire

ai

adattano
i

alle circostanze del

tempo

so-

suoi infami desiderii


altro Giuseppe.

ma trov in esso un

no 7 salmi penitenziali, le litanie, i trattenimenti die s trovano in molti libri sui


patimenti del Redentore e sul
ss.

Divenuta furibonda per

esserestata disprezzata, lo fece assassinare


sulle

Sagra-

mento

dell'altare.

verso
Quintilla, fem,

sponde dell' Indro, nella Turena , la met del secolo VI. Si custodi-

QUINTILI AiNI. Eretici motttww// che


adottarono
le illusioni di

sce nella cattedrale di


le reliquie di

Meaux

parte del-

questo santo martire della segnata


ai

mina

fetessa ed

costumi sedicente proamica di Montano. Essi comparvero nel 89, e l'errore che li distinse
di cattivi
1

castit, la cui festa

d'ot-

tobre.

QUINTODECIMO.
ghelli, Italia

r. Eclana; U-

dalle altre sette montaniste era quello

sacra

t.

io, p. 6; Sarnelli,
sloriche di Be-

d'insegnare, che

si dovevano innalzare le donne al sacerdozio e al vescovato, perch Ges Cristo, com'essi dicavano, era comparso a Priscilla sotto l'aspetto di u-

Memorie degli
p. 2

arcivescovi di Benevento

34; Borgia,
1. 1
,

Memorie

nevento

p.

vio e Calore,

fiumi Ari5 miglia distante da Be-

225.

Fu tra'due

na donna.

Il

concilio di

Laodicea cons.

nevento.
to

Ne fu
s.

dann

quintiliani nel 320, e


essi.

Epifa-

da Innocenzo

vescovo Giuliano ordinaI nel 4'6jefu antagola

nio scrisse contro di

nista di

Agostino per

causa di Pe-

QUI
lagio e Celesto. Sainelli

QUI
riporta
le

i4i
(ss.),

di-

QUIRICO E GIULITTA
Giulilta, uscita del sangue
nell'Asia ed assai ricca, per

martiri.

che Quinto Decio riedific Eclana e da lui ne prese il nome ovvero per la detta sua distanza da Benevento. Distrutta dall'eretico impeiatore Costante nel 663, si vuole che gli abitanti colle rovine fabbricassero Acquaputrida , cos^i delta per le fetide lagune e mofete di Ampsanlo, le cui acque sulverse opinioni
,

de^e d'Iconio
la

persecuzio-

nech'erasi destata contio


circa 3 anni, e con

il

cristianesimo,

fugg da Iconio con Quirico suo figlio di

due

serve.

Giunta a
rifi-

Seleucia, credette meglio di ripararsi a

Tarso
glio, e

nella Cilica

ma

essendo stata
al

conosciuta venne arrestata in un col

furee e puzzolenti favoleggiarono! poeti

condotta dinanzi

tribunale del

che fossero gli spiraceli dell'inferno. Pel Acquaputrida gi esisteva col nome di Mirabella e con sede vesqovile, onde
piuttosto sar stata aumentala, ed
il

governatore Alessandro, il quale ordin che fosse distesa e battuta con nervi di bue. Frattanto il governatore, invaghito
del piccolo Quirico, se lo fece portare per
fargli

ve-

scovato fu unito prima a Frigenlo, poi

carezze;

ma

il

fanciullo

ognor

ri-

ad A^'eWno. La cattedra Eclanese o di Qiiintodecimo esisteva ancora nel io54


sufTraganea di Benevento
,

volto cogli occhi alla


di scappargli dalle

madre,

sforzavasi
il

mani, graffiandogli

indi

ebbe

e-

viso

gual sorte di Mirabella.

ed allorch Giulitta in mezzo ai tormenti gridava io sono cristiana, egli


;
: :

QUINZIANO
r Africa, lasci
trarsi al
il

(s.),

vescovo. Nato nelsot-

pure ripeteva
de e

io

sono cristiano,

il

giu-

proprio paese per

dice fuor di se stesso, lo prese per


lo gitt in terra, sicch
si

furore degli ariani, che persei

un piecadendo sui

guitavano
verso

cattolici.

Passato in Francia
fece

gradini del tribunale

sfracell la testa

la fine del

secolo, fu eletto vescosi

e mor
litta

immerso nel proprio sangue. Giupalma del martirio,


le fe-

vo

di

Rhodez, ove

ammirare per

ringrazi Iddio di aver accordato a


figlio la gloriosa
il

l'illibatezza de'suoi

costumi, pel suo zelo

suo

e carit. JVel 5o6 fu al concilio d'Agde, e 5 anni dopo al i . d'Orleans. La citt


di Rhodez essendosi divisa in due fazioni, dopo la morte del re Clodoveo I, coloro

e perci

giudice vieppi furente,

ce squarciare le coste con unghie di ferro, e versare sui piedi della pece bollente; quindi, persistendo essa nel confessa-

che parteggiavano pei visigoti insidiarono alla vita del santo vescovo, il quale per
sottrarsi al pericolo

re

Ges

Cristo, ordin

zata la testa.
il

Per

tal

ritir in
te
il

che lo minacciava, si Alvergna,ove fu onorevolmens.

suo martirio nel

mozconsum 3o4 o 3o5. Le due


che
le fosse

guisa ella

donne che

accolto dal vescovo

Eufrasio. Circa
nella

la servivano, portarono via segretamenteil suo corpo,insiemecoo quel-

5i5

successe al

medesimo

sede
le tri-

lo del figlio, e

li

seppellirono in un cam-

d'Alvergna. Sofferse con pazienza


te

bolazioni suscitategli da un cattivo pre-

chiamato Procolo,

tento di attraversare le
ni del

quale non conbuone intenziosuo vescovo, usurp ancora le renil

po non lungi dalla citt. Una di esse pales il luogo in cui erano, allorch Costantino ebbe dato la pace alla Chiesa. S. Quirico e s. Giulitta sono nominati nel
martirologio

romano

a'

di giugiio;
stati

ma

dite del vescovato. Devesi alle sue pre-

pi probabile che sieno

martiriz-

ghiere

la conservazione della citt di Alvergna, che il re Teodorico avea giurato

Mti

ili

luglio, in cui
i

si

celebra la loro

festa presso

greci ed altri. In
ivi

Roma

ha

di atterrare.

Mon

il

novembre delSiy,
il

luogo a'i6 giugno;


quie, venerandosi

sono

le

loro reli-

ed onorato a Rhodez

no

in cui trovasi

il

suo

4 giugno, giornome in parec1

un braccio d'ambedue

nella Chiesadess. Quirico e Giuliitaff.).

chi martirologi.

QUlKliM

Pietro, Cardi/iale.Paivhio

i4?-

QuI
i

QUI
cuni, trovava diletto nella loro societ,

\eneIo, dopo onorate cariche palrie ed principi ambascerie presso quasi tulli del suo tempo, nel i5ii si fece eremila camaldolese, ove fior per santili di vita,

compiangendo
al

loro errori, lodando la

loro urbanit, dottrina e virt.

Reduce

monastero,
egli

il

suo ordine l'incaric di

per dottrina, e per l'erudizione nelle lin-

scrivere

gue ebraica, greca, latina e volgare. Dalla solitudine lo chiam Leone X a Roma per crearlo cardinale, ma la morte Io rap nel palazzo pontificionel

gli Annali benedettini d'Italia, non pubblic che una specie di programma, ad onta che impieg diversi

ma

anni in frugare negli archivi di Venezia,


di Napoli,
tri

r5 i4, lascian-

diRoma,di Monlecassino
la

e al-

do il Cantico de Cantici e\[ librodi Giobbe tradotti dal latino, olire quelle opere
notale dagli Annali camaldolesi Aven.

luoghi, e bench

parte pi

dilFicile

fosse slata esaurita

daMabillon. Nel suo


e nel

soggiorno
te

in

Roma

1714 Clemen-

dolo riportato
e
il

tra' cardinali

il

Ciacconio

XI

infarinato de'suoi talenti lo fece

Cardella, altrellanto

ho

fallo io, e

ne

considlore dell'indice e de'riti, ed abbate del suo ordine, stringendo amicizia con Lambertini poi Benedetto XIV. Tuttavolta il Papa non credette di potere permettere la pubblicazione di quanto avea

parlai

pure nel

voi.

VI,

p. 2C)5.

QUIRINI
fu

Angei,o Maria, Cardinale.


i

D'illuslreanticafamigliaveoela,nel

687

mandato

al

colh'giode'gesuiti di Bre-

scia col fratello

maggiore, ove pass 9 an-

fallo sugli
te

Annali, con memorie

estrat-

ni allosludio delle
fa,

umane lettere e filosotesi puband ac-

da

r\rfa. Allora intraprese un'edizio-

sostenendo con lustro varie

ne

di libri liturgici della chiesa greca e

bliche.

Per

altre cognizioni che

de'crisliani orientali.

quistando, ben presto fece conoscere in


lui

un

letterato preclaro.

Ad

onta della

Dal successore Innocenzo XllI, bench ricevesse la dedica del I ." tomo, pure gli fu proibito di pioseguire,come vuole Cardella, onde
dusse in patria e die alla luce
s.
si

contrariet de'genitori, di 16 anni

and

con-

a Firenze a vestir l'abito de'cassinesi, e

dopo

iSue anni fece professione ilr. del

Benedetto, allribuita a

s.

Vita di Gregorio I,
la

1698. Applicato agli sludi di scienze gravi, aggiunseaquelli della teologia e delle matematiche, quello delle lingue greca ed ebraica;

colla versione greca


s.

che vuoisi di Papa Zaccaria. Innocenzo XlII ne accett

rinlitolazione, e nel

17^3

lo elesse ar-

suo amore per la geometria annunziava Io spirito giudizioso


il

civescovo di Coif, ove fu ricevuto con


distinzione e con quegli onori che dai

e l'esattezza metodica che avrebbe porlato in tutte le altre,

magistrati erano stati disputali ai predecessori, ed


liarsi la

onde divenne

let-

ebbe

la

ventura di concilo-

tore nell'abbazia fiorentina. Strinse relazioni con diversi dotti di sua epoca, ed

stima de'greci scismatici e del

ro Protopapa (V.). Adempiendogli uffici

colloqui col suo confratello Montfaucon gl'ispirarono l'araoredeirerudizione. Nel 1704 ritorn in seno alla famiglia
i

di sollecito pastore,
le

si

pose ancora a

studiare

antichit dell'isola,
:

onde

in-

traprese l'opera

Priniordia Corcyrae,

in Venezia, quindi

per ampliare

le

sue

cognizioni, insieme col fratello Giovanni

dedicandola a Benedetto XlII. Recalosi in Roma nel 1726 ad Li mina ^'ncoiAib


talmente
dica
la

intraprese un viaggio, che dur dal settembre 17 IO all'aprile 1 7 i4, a visitare ed a studiare la Germania, i Paesi Bassi,
l'Inghilterra e la Francia ove
si

grazia di
s.

lai

Papa, che

lo fe-

ce consultore del

ofGzio, accett la dea-

deW Enchiridion Graeconini che

tratten-

vea raccolto pei suoi diocesani, lo


r alla

trasfe-

ne pi

di tutto,

contraendo ovunque di-

chiesa di Brescia, ed a'9 dicembre


s.

stinte e letterarie relazioni.

A fronte

delle

lo cre cardinale prete di

Agostino, e
del-

discrepanze di opinioni teologiche d'al-

nel

7'?.8 lo

nomin commendatario

QUI
l'abbazia di Vangedizza, nella quale eresse poi
il

QU
del cardinal

.43

seminario, costru l'altare raag-

candola dalle calunnie di Platina, celebr Paolo IJI{P'.),e(\\ alla luce le lettere
di erudizione,

giore della chiesa con fnissimi

ne rinnov
re
il

il

marmi e pavimento. Per compiace


di

Polo (F.), e alt re opere piene come sono principalmenin propositioneni

Papa cur una nuova edizione

te

A niniadversicnes
libri

PietroComestore, cio \'His(oria sciolastica,


to. Si

XXI

rn

Euclidis, cani demonstra-

che intitol al concilio di Benevenoccup quindi a ultimare la sua magnifica cattedrale, ed in seguilo contribu ad un gran numero di costruzioni e
di fondazioni utili, tanto nella sua diocesi,
i

tione, et

demonstralionum algebricanini

specimine. Diatriba prelimnaris

ad Fr.

che in

altri

luoghi d Italia, trovando


ristretto.

aliorum adipsuniepistolas. Specimen litteratiirae Brixianae. Fita del cardinal Gaspare Contareno. Epistola de Herculaneo. Commentarius de
et

Barbari,

mezzi col vivere assai parco e

In

Roma

ve ne sono splendide testimo-

nianze, nelle restaurate e nobilmente abbellite

Chiese di
s.

s.

Gregorio, di
s.

s.

Pras(/^.)

sede^ di

Alessio, e di
titolo,

Marco

rebus perlinentibiis ad Ang. lJ. Quirinum, rixiae 749, ossia la storia di sua vita fino al 740 scritta da se medesimo, di cui abbiamo diverse edizioni. Ficeri' naliaBrixiensia. Tiara etPurpura Fi

con immense spese e ad onore di Dio. In Brescia eresse pure pegli ordinandi un collegio in s. Eustachio; ebbe cura speciale del seminario,
divenuto suo
in cui

associato alle primarie acR.oma, Bologna, Vienna, Berlino, Pietroburgo, Parigi, ec. Favor ogni genere di lavori letterari, e rese gran-

neta.

Venne
di

cademie

chiam

dotti professori, affinch

suoi chierici fossero meglio istruiti nelle


lettere; visit la diocesi, ed esaur le parti

che visi dedicavano; per essi investigava mss., raccoglieva le note che loro potevano essere pi utili,
di servigi a quelli

tutte di zelante e

nienteXIInel 1780
tecario di
p. to
s.

provvido vescovo. Clelo promosse a biblio-

e facilitava la pubblicazione,

non meno

che
di
i

la

composizione delle loro opere. Gli


l'hanno colmato

Chiesa,

come

notai ne' voi.

V,

scrittori di tutte le sette

229, VI, p. 109, dicendo pure quanoper nella biblioteca Vaticana, e coarricch quella da lui fondata in Bje-

elogijperchsapeva far giustizia a tulli

talenti,

ed usare fino nelle controverla

me

sie la

pi dolce e

pi benevola urba-

scia, col

dono
il

della propria, con avver-

nit.

Mentre

il

cardinale pi altre cose

tirecichediversamenteavea scriltoNovaes circa


tentare
i

dono

alla

Vaticana. Per con-

suoi diocesani vi passava 9 mesi

chedue gite a Ro6 settimane, per disimpegnare le incombenze a lui aflidate. Benedetto XIV

dell'anno, e non faceva


di

meditava a vantaggiodi sua chiesa e delda mortale accidente, cess di vivere in Brescia all' improvviso a' 6 del 1^55, d'anni 75 non compile lettere, colpito
ti.

ma

Ebbe onorevole
da
lui

sepoltura avanti

l'ai-

tar maggiore della cattedrale, con breve


iscrizione

Tole va conferirgli
il

la

chiesa di Padova;
della pingue

ma

composta, fa Ita vi
lui
le

scoi pi-

cardinale,

ad onta
ai

sa,

per amore

bresciani

fatto prefetto dell'indice.

menricus, onde fu Volendo quineziandio coi

re dalla congregazione apostolica di Brescia istituita

da

sua erede.

Non man-

c di sollevare

indigenze de'poveri,e

di

non

solo coll'opera,

ma
le

di esercitarsi in altre belle virt.

La

sua

frutti di

sua applicazione e dottrina gioopere


de'ss.

vare a Brescia, pubblic

gran dottrina e profonda erudizione fu celebrata daZaccaria lcWaStoria lett. d I'


talia,\.

Gaudenzio
e del ven.

e Filastrio, del b.

Ramperlo,

Adelmanno

suoi predecessori
s.

33
p.

I, p. i83, t. 2, p. 297,1. i4 Pda Gradenigo, nella Brescia sagra,


J

nel vescovato, e quelle di


Scrisse la vita di

Efrem

siro.

4^4

^'^

Mazzucchelli, Hlitseo

t.

2, p.

Paolo II {F.), vendi-

273; da

d.

Antonio Sambuca, Lettere in-

i44

Q^i
Roma. V.
s.

QUI
QUIRINO o CIRINO (s.),
Basilide.

torno la morte del card. A. M. Qiiirni, Brescia 1757, che si trovano nella Biblioteca

martire

in

Angelica

di

Roma,

insieme ad
di tutte le

QUIROGA Gaspare, Cardinale.


que nobilmente
chia, e siccome
nel castello di
gale, diocesi d'Avila nella

altre meniorierguardanti questo insigne

porporato,

come

al

Catalogo

NacMadriCastiglia Vec-

sue opere stampato in Brescia da Gianmaria Rizza rdi.

uomo

di segnalata virt

e chiaro nella scienza delle leggi, di vencal,

QUIRINO
la

(s.),

vescovo di Siscia nel-

Pannonia, martire. Venne arrestato per ordine di Massimo primo magistrato della citt,
il

ne vicario generale dell' universit d'Alma avendo probabilmente per ina vvertenza lacerati alcuni brevi apostolici,

quale gl'intimo di sagriflla

dovette portarsi in
III

Roma a

pie di Giulio
il

care agli dei o di prepararsi a sollrire

per ottenerne l'assoluzione. Inoltre


istanza di re Filippo II, lo
gli

morte pi torenentosa
vincere
fece
la

non potendo

Papa ad
mise tra

am-

costanza del santo vescovo, lo

uditori di rota e fece cano-

dapprima battere crudelmente con

nico di Toledo. In
zia intrinseca

Roma
s.

strinse amiciai

condurre in carcere carico di catene. Quirino preg tosto Iddio di farsi conoscere da quelli che si trovavano
l)astoni,e poi

con

Ignazio,

cui reli-

giosi

e in
sit

fond poi due collegi in Talavera Toledo. In nome del re di Spagna vii

seco in prigione, e questa preghiera ven-

regni di Napoli e di Sicilia, a fine


i popoli venivano angada imposizioni e gabelle contro la

ne esaudita. A mezza notte si vide splendere una gran luce nel carcere, il che produsse
la

d'informarsi se
riati

conversione del carceriere chiatlal

mente
so da

regia.

Dopo essere stato

presiden-

mato
to.
il

Marcello, che fu battezzato


tre giorni

san-

te dell'inquisizione

inlspagna, fu promos-

Dopo

Massimo, non avendo

poter di condannare a morte Quirino,

Io fece

condurre ad Amanzio governa-

tore della provincia, che chiamavasi la

s. Pio V nel 1571 al vescovato di Cuenca, dove celebr il sinodo, e poi contro sua volont fu trasferito nel 578 da Gregorio XIII all'arcivescovato di Tole1

prima Pannonia, il quale dopo avere invano adoperato lusinghe e minacce, lo condann ad essere gittato nel fiume con Ulta macina di molino al collo, e la sentenza fu sul punto eseguita. Ci avvenne
a Sabaria, oggid Sarwar, a'4 giugno del

do, colle dignit di

supremo
i

inquisitore
stati
Il

e presidente regio di tutti


d'Italia, e di

dominii e

cancelliere di Castiglia.

3o3 o 3o4, nel qual giorno


sua fesla dai martirologi
colloca
il

indicata la

latini.

Ruinart

Essendosi trovato
tire, fu

809. corpo del santo marinterrato in una cappella fabbriil

di lui martirio all'anno

a'i5 dicembre lo cre cardinale prete di s.Balbina. Celebr in Toledo il sinodo, e accrebbe notabilmente le rendite de'benefzi detti di s. Clena, ed altri ne fond nella cattedrale di Salamanca. Fece costruire il monasterodelinoltre
le

Papa

monache

della

Madonna

del Refugio,

cala sulla riva de! fiume, e

dopo venne deposto


chiesa che
si

in

non molto una magnifica


la

assegnando loro scud2O0o d'annua rendita. Amministr il battesimo e la confermazione a Filippo HI; e con solenne
ecclesiastica

edific presso Sabaria. Al-

pompa, alla presenza dell'im-

lorch

barbari invasero

di lui reliquie

Pannonia le furono trasportate a Roposcia nel


i

peratore, del re, della famiglia reale, del


clero e del popolo, accolse nella metro-

ma
.si

e collocate nelle catacombe, vicino a


s.

politana

il

corpo di

s.

quelle di

Sebastiano

i4o

e martire trasportatovi

Leocadia vergine da Fiandra, e col-

poseio nella chiesa dis. Maria

tevere.
cesi di

Questo santo
Veglia.

in Traspatrono della dio-

locato in prezioso avello. Nel


Ila luce gli

i584

<l'

Uffzi propri de' santi della

chiesa di

ToWo, approvati

da Gregorio

QUI
XIII.

QUI
la

145
ed

Compi gloriosamente
trasferito
il

sua iuuga

toni seccati, talmente bene cementali,

carriera nunagenario inMadrid nel

Tenendo
di
s.

cadavere
insieme

in

594> Madrit

insieme congiunti mediante una specie


particolare di calce usata dagli antichi
indiani,

gale feudo di sua famiglia, nella chiesa

Agostino, da

lui

al

contiguo

Nella Placa
le

che durano lunghissimo tempo. Mayor vi sono la cattedrail


il

di scudi

mouastero edificata, con annua rendita 2000, in sontuoso mausoleo e

metropolitana, incontro

palazzo arpalazzo del-

civescovile bel fabbricato,


la citt,

con magnifico elogio. Lasci pressoch


tutte le sue sostanzea'poveri, ai quali nelle citt di

quello della ragione o giustizia

Toledo, Madrid e Alcal fu-

rono subito da^li esecutori testamentari distribuiti 60,000 scudi; avendo ancora
ordinalo
te
la

che oggi abitato dal presidente, tutti belli edilzi, decorando il centro una fontana di eleganti forme. Sulle altre piazze trovansi per la pi parte situati
i

con-

fondazione di parecchie sanpii,

venti e monasteri, le cui facciate servono

opere e luoghi

e tra le altre

una

distribuzione di grano a'poveri di sua pa-

quale stabili un maestro di scuocon perpetua conveniente mercede, oltre avere in vita erogato in limosina, fabbriche di chiese e altre opere di piet pi
tria, nella
la

di

200,000 scudi. Pietramellara dice che un milione e 4oo,ooo scudi, da impiegarsi in opere pie. Le sue decisioni rolasci
tali

ad esse di ornamento. Le acque non sono buone, discendono dalle montagne e formano il fumcello Machangara, che bagna la parte meridionale della citt, nella quale lo si valica sopra un ponte di pietra. La cattedrale, buon edifizio, sacra a Dio sotto l'invocazione di s. Francesco d' Asisi
e

molte sagre relquie , con con due organi, avente in nobile cap-

sono registrate dal Torrigio, De seri' p. Dy. QUITO (Quen). Citt con residenza arcivescovile del Per, nell'America meridionale, nella regione della Colombia, capoluogo del dipartimento dell'Equatoree della provincia di Pichincha,a i65 leghe da s. Fede di Bogota,ed a 3oo da
ptoribus Cardi nalibus
,

il battisterio, esercitandovi la cura d'animedueparrochi. Il capitolo si compone della dignit del decano, dei canoni ci colle prebende del penitenziere e del

pella

teologo, di

beneficiali, e di altri preti

e chierici addetti al divino servigio. Pri-

ma

il

capitolo era composto di 5 digni-

t, di altri

canonici, di

5 prebendali
altre

Lima, sopra un piccolo affluente dell'Amaguana, appi del vulcano di Pichincha, in aria dolce e salubre,

o semi-prebendati. Vi sono se parrocchiali munite del s.


li

5 chie-

fonte,

9 con-

ma soggetta a

venti di religiosi, fra' quali rimarcabi-

frequenti intemperie e scosse di terremo-

che riescono funeste, poich nella regione per quello deh 797 vi trovarono la tomba pidi 4o,ooo persone. E' sede del
to

sono quello d s. Diego, e quello di s. Francesco per la sua bella chiesa, estengiose, essendo singolare la chiesa di quello di
s.

sione e architettura; 5 monasteri di reli-

presidente della repubblica dell'Equato,

Chiara per

la

sua cupola
le

elilti,

re e delle principali

autorit.

La

situater-

ca; conservatorii

per

donzelle

con-

lione di questa gran citt sopra

un

fraternite, ospedale, seminario, ospizio

reno disuguale ne rend^ irregolarissime le vie, ad eccezione delle 4 che mettono

pei poveri, e pegli orfani di bella archi-

tettura e bene servito, scuole e altri stabilimenti. Nel


I

capo

alla

Placa

Mayor
le

ch'

un grande

85
i

la

repubblica dell'E-

quadrato. Vastissime

case e ben distri-

buite internamente, hanno di rado pi

quatoreabrogandola pi-ammalica diCarlo III, ristabil benemeriti gesuiti con


decreto del
la chiesa e

d'un solaio e sostengono un terrazzo cui guerniscono di fiori e sul quale vanno
gli abitanti

i5 marzo,
il

restituendo loro

collegio, che tosto aprirono

a prender aria: sono di mai-

per dare

al

popolo

gli esercizi spirituali.

VCL. LVI.

i46

QUI
la

QUI
altivamentealla emancipazione delle colonie spagnuole, e comprese i 3 diparti-

La

chiesa,

derata

veramente sontuosa, consipi bella della citt, con imdi squisito lavoro,

ponente facciata

pilastri d'ordine corintio e formati

con con

menti dell'Equatore,

di

Guayana

e di

Asnay
lo

nella repubblica di Colonjbia. Nel-

un

sol

masso

di pietra bianca. L'interno

costruito sul modello della chiesa del

ne

scioglimento della medesima mantenla propria indipendenza, si costitu in


dipartimentali divisioni, e congiunta
polente. Quito ebbe
suoi re

Ges

di

Roma,

e sopra una tavola d'a-

separala repubblica colle stesseprecedenti

labastro con tiene scolpita un'iscrizione la*

onore di Godin, Boguer e Condamine matematici francesi e spagnuoli che misurarono in questa contrada dal 1736 al 1742 un grado di meridiano, onde sopra una cima delle Cordigliere occidentali si eleva la croce che serv di segnale a tale operazione. Vi pure nel
tina in

insalda alleanza colle repubbliche sorelle, fiorisce


i

nell'antico stato d'indi pendenza. Tupach-

Japanchi dal Per


e quindi

vi estese
vi

il

dominio,
paci-

Uama-Capac

comand

ficamente. Alla sua morte egli dispose,


anzi
richiese ad Uascar-lnticasa-Ualpa erede del trono peruviano, che fosse contento di cedere il Quito ad Alabalipa fra-

collegio l'universit istituita con autorit apostolica,

con

le stesse disposizioni e
s.

indulti concessi per quella di

Fede di

tellosuo,
re nel
vi

Bagola [V.) da Clemente


zo

Xe

Innocenli re

come materno retaggio. Mor il iSaS, ne l'invasione di Pizzarro

Xn.

Altra universit e assai ftimosa

era nota ancora,

ma

nel seguente an-

fu fondata nel

i586 da Filippo

di

Spagna, molto frequentata dagli studen-

La biblioteca pubblica considerata come la pi ricca di tutta la Colombia. Le


ti.

no v'irrupperogli europei. Delle due pianure prossime a Quito, la meridionale dicesiTuru-Pampa, eia boreale Ina-Quiperla battaglia del 1 546, nella qualeGonzalo Pizzarro vinse e uccise Bla sco-Nunez-Vela vicer del Per, e dito, celebre

arti liberali e industriali vi

si

esercitano,

e tra le manifatture quella de'passamani

perfetta.

mercio
ca

si

fa

La massima parte con Guayaquil e


si

del
col

comPer.
cir-

La popolazione, che 70,000 abitanti,

fa

ascendere a
di

Quii534, compreso lungo tempo nel Per, ne venne staccastrusse


la

regia armata. Conquistato

to dagli spagnuoli nei

composta

bian-

chi o spagnuoli, di meticci, d'indiani, di

della

negri e di altre caste.

Una

delle

bevande

dissi nel 1718 per formar parte Nuova Granata; nel 1735 fu rovescialo da un orrendo terremoto; a'a

to

come

pi comuni quella del mate o th dei

agosto 1 8 I o
la nobilt,

Paraguay. Le fiorenti colline di Panecillo circondano la parte orientale, e nel resto vi spaziano

vi fu tremendo massacro delnon risparmiati nemmeno le

donne ed
governo

fanciulli, dicesi

d'ordine del

due

feraci pianure.

della citt; finalmente nel


la

1829

Francesco di Quito capitale della repubblica dell'Equatore, la quale fu riconosciuta da Gregorio I

Quito o

s.

separandosi

repubblica dell'Equalore,

da quelle
ta,

XF

di Venezuela e Nuova GranaQuito ne divenne la metropoli. Vi fioillustri

nel i838,

onde incominci a tenere un


la s. vi

rirono diversi

personaggi, e nel

rappresentante diplomatico presso


Sede, e tuttora
stro residente,

i85o

la s.

Sede. decret di poter proce-

in

Roma un

mini-

derealla solenne beatificazione della ven.

il

paese corrisponde agli

serva di Dio Maria


nazioni
sione.

antichi territorii indipendenti che venne-

redes da Quito, per

ro invasi nella conquista del

Per

e vi rial-

di Ges di Padue prodigiose saoperate da Dio a sua interces-

Anna

masero compresi sino


nata, e ne

al

1718. Fece

lora parte del vicereame di

Nuova Graform una udienza. Cooper

La
gli

sede vescovile l'eresse Paolo

III a-

8 gennaio i545 o i546, ad istanza

QUI
di

QUI
no de Arteta
di Quito, gi
i.*

14dignit del

Carlo V, e la dichiar suffragaoea di Lima, con 8,000 pezze di mensa e sotto la protezione di s. Maria. Il i. vescovo fu Garcidia, cui successe Pielro della Pei

capitolo e vicario generale.

gna domenicano nel io63,che nior" nel i583. Indi lo furono, Antonio di s. Mi chele francescano, morto nel ogsjLuig Lopez agostiniano; Salvatore Ribera do menicano che mori nel 16 12; Ferdinan

Il regnante Pio IX, ad istanza della repubblica del l'Equatore, colla bolla Mos semper Ro manis Pontificibus , a' 1 3 gennaio 1 848 lev Quito all'onore di arcivescovato, e la

cattedrale a quello di metropolitana, as

do

d'Arias; Alfonso di Sautilliana

dome

nicano nel 1 6 1 5; Francesco de Solo-Ma jorfrancescano,ec.ClemenleXInel 17 i i

segnando all'arcivescovo per suffragane! vescovi di Cuenca d'America, e di Gua yaquil. Quindi nel concistoro de'5 set tembre i85i preconizz l'attuale i.ar
ci

neg
no,
gri,
tizie

al

vescovo di Quito vicer del Pela

vescovo mg.*" Francesco Saverio de Ga raycos di Guayaquil, che Gregorio XV!

r di poter celebrare

messa non digiu-

nel

i838 avea

fatto

vescovo della pr

quando dovea
ad onta
di
I

conferire gli ordini sa-

pria patria. L'arcidiocesi amplissima

di

sua debole salute.


registrano
i

Le

A'o-

Roma

seguenti vedell'A-

scovi.

y46 Giovanni Nido Polo


s.

contenendo diverse Provincie e molti luo ghijOnde suole avere un vescovo ausiliare e perla biia grande ampiezza Pio VI per
le domande di Carlo III ne smembr u na parte e vi form il vescovato di Me rida di Maracaibo, che gli era stato riu

quila di Popayan, traslato da

Marta.

1762 Pielro Ponce y Carrasco di Siviglia, traslato d'Adrumeto in partibus. 1 776 Biagio Sobrio y Mynago di Palencia, traslato
I

nilo, poich la
ca.

sua istituzione pi anli

da Cartagena d'America. 789 Giuseppe Perez Calamad'Alberca. 795MicheleAlvarezCortesdiMartil diocesi di Granata, traslato da Cartagena. 1801 Giuseppe de Cuero y Caicedo di Mar1

di

Lo stesso Papa autorizz il vescovo Popayan Girolamo de Obregon-y

t il,

traslato daCuenca di Per. 18 18 Leonardo Santander y Villavicencio di Siviglia. 828 Raffaele Laso de la Vega, traslato da Merida. i833 Nicola Gioacchi1

Mena, di segregare da Quito la citt d Cuenca nella stessa America e di formar ne un vescovato cou corrispondente ter ritorio. Ogni nuovo arcivescovo tassa
to ne'libri della
rini

camera apostolica

in fio

33, essendola mnsa di 10,000

mo

nete.

RA A

RAD

R
R- AB. -A
vescovo di

V. GlAVARINO.
Cardinale. Diverso dal
di lai

RACHLENA.Sedevescoviledella
Fenicia, sotto
la

i.'

RA BALDO,

Modena

nome, e proba-

metropoli di Tiro, eretta nel XII secolo, chiamata pure /iraelea o


Tu'

bilmente piacentino, da canonico di Piacenza Innocenzo II nelle tempora del di-

Oriens chr.

Maraclea, secondo Commanville. t. 3, p. 83i,la dice isti-

cembre
s.

138

lo cre prete cardinale di

tuita nel

VI

secolo e registra 2 vescovi.

Anastasia.

Fu
di

amorevole e generoso
s.

RADAN.
Oriens chr.

Sede vescovile
t.

di

Babilonia,
vescovi

col

monastero

Savino, e

di. piti

colla

nella diocesi de'caldei.


"z,

Ebbe 3

cattedrale piacentina, cui lasci

un pode-

re pel mantenimento de'libri della chiesa,

morendo

nel

maggio

\/\i.

iij5. RADANTS, Rhadantziuni. Sede vescovile di Moldavia, il cui vescovo Anap.

RABASTENSPeloforte,
Di Rapistaguo
di
s.

Cardinale.

stasio nel
Jassi.

diocesi d' Alby, de' conti

Giorgio, vescovo di Pamiers, interdi Tolosa.

RADBODO

1642 intervenne al concilio di Oriens chr. t. i, p. \i56. (s.), vescovo di Utrecht.

venne nel 1 3 1 9 al sinodo

Tras-

ferito alla sede di Rieux, a'20

dicembre

Francese di nascita dal canto del padre, ma da quello della madre era originario
della Frisia, e fu

i32o Giovanni XXII


prete di
tifcato.
s.

lo

cre cardinale

Anastasia e mori nel suo pondi dignit fra gli

nome

dell'avolo, ultimo

chiamato Radbodo dal reo principe dei

frisoni.

Educato

sotto gli occhi di

Gon-

RABBINO. Nome
Ebrei
(F'.).

Vi sono molli gradi per giuncapo della scuola; Ba-

gere alla qualit di rabbino. Chiamasi Ca-

cham o

sapiente

il

chur o eletto quello che aspira al dottorato; Cabardi rab il compagno del maestro e che pi avanzato; finalmente

suo zio materno, si rec poscia presso Carlo il Calvo e il di lui figlio Lodovico il Balbo per perfezionarsi nelle scienze, che alla corte di questi principi venivano insegnate da etiero vescovo di Colonia,
sperti maestri. Si dedic specialmente alle

Rab o Rabbino
.Siro,

e Moreno, nostro maepii

quello

il

quale

versato nelle
Il

scienze della legge e della tradizione.

rabbino tra

gli

ebrei decide

qualunque

scienze ecclesiastiche , e ci rimane qualche sua opera ed alcuni poemi sopra argomenti di piet. Fu eletto vescovo di Utrecht nel 960 , sebbene la sua umilt lo rendesse ripugnante ad accettare l'episcopato.

questione, predica, il capo delle accademie, occupa il i. posto nelle ly/rt^goghe (f^.), e pu scomunicare disubbii

somiglianza della maggior


stati

parte de'suoi predecessori ch'erano

dienti.

Secondo

gli

studi che fanno vi so-

monaci, prese l'abito religioso. Non volle pi mangiar carni, si cibava assai parca-

no diverse

specie di rabbini.

R ACCA. Sede vescovile di

Mesopota-

mia, nella diocesi de'caldei, corrispondente a Callinico de'greci. Ne fu vescovo Elia. Oriens chr. t. 3, p. i328.

mente, e digiunava sovente due otre giordimostr pieno di carit pei poveri. Forzato ad allontanarsi da Utrecht,persottrarsi alla persecuzione mosni di seguito. Si
sagli

RACHILDE (s.).

F. Guibobata

(s.).

r a Deventer, ed

da alcuni peccatori indurati^ si ritiivi mor a'29 novera-

RAD
bre del 9 1 8, sotto il qual giorno riporta la sua festa.
il

RAD
Butler
regina di Frau-

149

radunati a Tours nel 566, Radegonda intitol il monastero alla ss. Croce, per la
preziosa reliquia che ricevette dall' im-

RADEGONDA
eia.

(s.),

Era

figlia di

Berlario re d'una parte

peratore Giustino
gola di
s.

II,

e v'introdusse

la

re-

Turingia nella Germania, principe pagano. In et di io anni fu condotta via


della

Cesareo d'Arles. Questa santa


di agosto, giorno in cui o-

principessa pass della presente vita l'an-

prigioniera da Clotario re di Soissons,che


la fece istruire nella religione cristiana.

no 587,3'! 3

norasi dalla Chiesa. In assenza del vescovo


di Poitiers, fece la cerimonia de' suoi fu-

Ricevuto ch'ebbe il battesimo, si consagr intieraraenteal servigiodiDio: la preghiera,


la
le

nerali

s.

Gregorio vescovo di Tours, duquale un cieco riebbe


la vista;

umiliazioni e

le

austerit del-

rante

la

penitenza formavano

le

sue

piti

care

molti altri miracoli furono operati da Dio


alla sua

delizie.

Ella voleva vivere in perpetua vir-

tomba. Le sue reliquie rimasero

condusse che a mala pena a soddisfare il desiderio che aveva il


ginit, e

non

si

nella chiesa di Nostra

Donna

a Poitiers,

sino al

562

in cui

furono disperse dagli


la vita, cui la reli-

La sua esaltazione nulla cangi ne' suoi primitivi sentimenti, e


re di sposarla.

ugonotti.

Venanzio Fortunato, che fu suo


quale era stata alsanta, aggiunse un secon,

cappellano, ne scrisse
giosa Bandonivia
la

Clotario lasciolla dapprima attendere con


libert a tutti
i

suoi esercizi.

Ma diverse

levata sotto la

passioni essendosi impossessale del di lui

do

libro.

cuore
tutti

gii

fecero divenire odiosa la sua


la

RADICALISMO. F.
dominio della
Toscana,
Paglia,
le
s.

Panteismo.

santa donna;
i

quale tuttavia cercando

RADICOFANI.Castello con Terra gi


Sede, nei granducato di

mezzi possibili e legittimi per cat-

tivarsi
li

l'animo del re, sopportava


alle ingiurie

ma-

trattamenti con eroica pazienza, e non

opponeva
la
le

che

la

dolcezza e
far-

compiacenza. Egli fu SI barbaro da


trucidare
il

fratello,

con intendimen-

Val d'Orcia e la Valle fiumane bagnano le opposte falde della montagna, capoluogo di comunit e di giurisdizione, diocesi di Chiusi, compartimento di Siena altra
fra la

cui

padrone degli stati ch'esso possedeva nella Turingia. Questo atto crudele riemp Radegonda di tanta into di rendersi

parte di territorio sottoposta a quella


di

Pieuza.Sede del vicario regio, del do-

ganiere edialtreautorit, trovasi su d'al-

dignazione e di tanto orrore, che

domancorte.

la

permissione di lasciare
vi

la

Clotario

accondiscese facilmente, e la
il

manda Noyon, aftinch vi ricevesse


lo dalle

ve-

mani

di

s.

Medardo.

Il

santo ve-

montagna erta e scoscesa, ove fu in tempi remotissimi un vulcano, come vulcaniche sono le rocce. Per quanto il paese sia alto va soggetto alle nebbie, un)ido,ed in parte dominato dai venti au*
ta

scovo fece delle difficolt perch Rade-

strali,onde gli abitanti sono esposti a qual-

gonda era maritata;


nessa.

ma

poi

si

arrese alle

reiterate preghiere di essa, e la fece diaco-

Radegonda

si

ritir
il

dapprima

nel-

la terra di

Sais,che

re le

aveva assegna-

che incomodo; le sue acque per sono limpide e leggiere. Ne'suoi piccoli torrenti si trovano pietre d'ogni grandezza e colore, e alcune agatizzate che s'impie-

to nel Poitou,
ta;

poscia

si

rec a Poitiers, ed
,

dove men austerissima viivi fond

gano ne'musaici.

questo

il

i. paese,

ne'cui confini a Ponlecentino presso la

un monastero di religiose di cui diede il governo ad una vergine virtuosa, nomata Agnese, alla quale rest soggetta ella medesima. Ottenuta la conferma delia

Novella,termina lo sta to pontificio e principia il toscano. Sembra che la natura

abbia voluto ivi dividere i due stati, con fiapporvi idirupieleasprezzedella montagna per la loro

sua fondazione dai padri del concilio

comune difesa. La

chie*

i5o

RAD
s.

RAD
Pietro
chiesa

sa pori-occhiale e arcipretale di

confermando
ci

alla

badia

privilegi coni

esisteva ne'primi del secolo


intitolata a
s.

XI H, ed era

cessi dai predecessori,

riconobbe

mona

Gio. Battista

come
vi

signori della

battesimale; ne' territorii dipendenti di

dicofani, e la

sono le pievi di s. Eustachio e di s. Mai-ia As* sunla. In detto secolo si eresse il convento de'minori conventuali; ora sussiste solCastel vecchio e di

Con tignano

censo per

debitrice di detto met. Celestino III nel 1 196 a difesa de'monaci, viet a quelli della badia di s. Pietro in Campo di edil'altra

met s. Sede

del castello di

Ra-

ficare

tanto quello de'cappuccini fuori di

Ra-

cofani.

dicofani, presso la strada regia, ov' la

posta delle lettere e de'cavalli, eoa locanda.

to militare del

Questo luogo die Guasta sperimentacomune di Firenze, Dino

una chiesa nel distretto di RadiDa una bolla d'Innocenzo III del 1200 si rileva, che gi risiedeva in Radicofani un castellano pontificio, esercitandone l'uHzio un accolito Rinaldi al*
;

l'annoi ig8,n. 25, dice che questo Pa-

arcivescovo di Genova e poi di Pisa.

Fu

pa ricuper Radicofani, Acquapendente


dagli orvietani, Montefiascone e la

questo luogo uno degli antichi feudi dei

To-

monaci dell'abbazia
Mont'Araiata,
stino!!
ai

di

i.

Salvatore di

scana pontificia, e che cinse di nuove mura Radicofani. Narra Novaes, che

quali nel
i

ii43 Cele-

Onorio

confermandone

possessi, vi coni'

musando della consueta caritdella chiesa

prese il castello di Radicofani, dichiaran-

do

monastero immediatamente soggetto alla s. Sede, con retribuire annui


il

romana, per sostentare Giovanni di Brenna spogliato del regno di Gerusagoverno la provinPatrimonio {f^.), da Radicofani fino a Roma. Per avere sanesi danneggiato in una scorreria sudditi pontificii di Radicofani, Gregorio IX fulmin la scomunica, poi nel 235facollizz il ve(^.), gli die in
i i
1

lemme

210 denari d'oro. Da un documento del 53 si apprende che l'abbate Ranieri ed


1

cia del

monaci, col consenso scritto de'vassalli di Radicofani, cederuno la met di quei

sto paese

ad Eugenio

1 1 1

e successori, in*

sieme

alla sua corte e col sottostante bori

scovo di Palestrina ad assolverli, previa

diritti dei go di Callemala, compresi bandi, placiti, ec; ad eccezione per del

cauzione pel rifacimento de'danni, onde


il

sindaco del

comune
il

di Siena sbors a
1

padronato delle chiese situate


lo e nel

nel castel-

quello di Radicofani

borgo, di cui
le

varono

monaci si riserrendite e pensioni dovute a


i

signoreggiava

257. Nel 124B casserodiRadicofaniGhilire

no

di

Tacco da Torri ta. Nel 12 56

Si-

quelle chiese. In vigore di tale conven-

mone Albo

castellano di Radicofani, di

Roma a'ag maggio da Ughelli neWJtalia sacra, sotto vescovi di Chiusi, la camera apostolica si obblig pagare ai monaci amiatini l'annuo censo di 6 marche d'argento, a condizione che mancando le paghe
zione sottoscritta in
e riportata
i

sione avuta da

Proceno e Acquapendente, di commisLeone Fortebracci rettore del Patrimonio di s. Pietro nella Toscana pontificia, facoltizz monaci amia tini a ricostruire un mulino sul Paglia, portato via dall'inondazione. Tornati
i

successive, nel 4-

a"no
i

s'intendesse an-

sanesi colle loro

nullato
vaes,

il

trattato; quindi, al dire di

No-

Adriano IV nel

iSq

cinse di

mu-

ra e di torri Radicofani, o come scrive Tolomeo da Lucca, fece il girone o cassero, che mun di torri. PressoCastel Mor-

masnade a infestare il Radicofanese, Urbano IV del 26 1 li condann a pagare alla s. Sede 8000 marche d'argento, e 2000 al comune di Ra1

dicofani. Nel distretto di Radicofani era vi


il

r esisteva un
rocchiale di
s.

fortilizio, e la

chiesa par
alla ba-

parte spettava

Andrea, soggetti

diadiMont'Araiata.CIementelllneli 187

feudo Bocchette di Radicofani, che in ai monaci. Nel 1276 nei ponlificalid'InnocenzoVeGiovanniXXI, insorse lite tra* monaci e lu . Sede pei

RAD
dutti sul castello e corte di Radicofani.
lo

RAD
vend
ai sanesi, ai quali

i5
a'24 maggio

Nel laSa

si

trova

torse costituito

un conte in Radicofani, dai monaci per la loro

prestarono giuramento di sudditanza i radicofanesi, ottenendo dalla repubblica larghi privilegi. Trovandosi Giovanni

porzione. Nel
denti tempi,
i

294} come io altri precemonaci riceverono dalla


il

XXllI

in

gran bisogno di denaro per so-

camera apostolica

censo delle

6 marche

stenersi contro

Gregorio XII e l'antipa-

d'argento; allora era castellano e gover-

abitava
ni.

natore del Patrimonio Foitebraccio, che il palazzo del vicario di Radicofa-

pa Benedetto XIII, ed essendo in Siena, con bolla de'a-T maggio convalid tal dedizione, conced al
in vicariato,
il

comune

per

60 anni

Avendo

sanesi di
il

nuovo gravemente

da incominciarsi dal \\ii,

diinneggialo

territorio di Radicofani,

castello e distretto di Radicofani, col-

romana, Bonifacio Vili nel laggcomandai signori di Nove (liSienadi pagare alla camera apostolica Id multa imposta da Urbano IV, edi comporsi col comunedi Radicofani perquella delle 2000 marche, essendo il luogo gi
delio stato della chiesa
costituito in

l'obbligo di pagare alla caraei-a apostoli-

ca l'annuo censo di lire4o e per


ta

una volLaonde Siena nel i4'7 incominci l'edificazione di una nuova

6000

fiorini.

fortezza sopraRadicofani, poscia nel i44'^


fece guastare sotto la rocca la strada postale

comune e con palazzo


la

civico.

che guidava a

Roma,
la

sostituendo

Chei Papi anche dopo

met

del secolo

l'attuale

che passa sotto

XIV

seguitassero a tenere giurisdizione

dicofani, affine

Terra di Rad'impedire che le compa-

in Radicofani, e

che

suoi soldati col pole

gnie di ventura, dallo stato pontificio infestassero


il

dest ne custodissero

fortezze a spese

terriloriosanese.

Fiaalmenle

comuni coi monaci, lo dimostrano anche documenti del 369, esistenti tra le carie
i

PioIIsanese recandosi a'2 5fcbbraioi459

<li

detta badia,

come afferma Repetti

al-

l'articolo /?ac?/cq/^'j/, nell'importanteZ^t-

zionario della Toscana. Dai medesimi


i

conferm in perpetuo vicasuo distretto, senza mentovar nella bolla monaci antichi padroni, col consueto annuale tributodi
in Siena, le

riato Radicofani col

rileva,

che

il

Papa teneva

soldati
i

di

scudi

29

guardia pure alla Rocchetta, onde


naci per

mos.

porsevoli, che

non sopportar l'aggravio dello


diritto di abbattere e diroccare

sino al

4o per Radicofani e CamSiena pag il comune di declinar del secolo passato, come
e bai.

stipendio loro spettante, cederono alla

dichiar Novaes tanto bene informato


delle cose sanesi.
voli fosse

Sede
quel

il

die anche Camporsedella chiesa

fortilizio.

Pochi anni avanti


tentarono di togliere

fuo-

dominio

romana,
192,
l'i-

rusciti di Radicofani, senza

urtare l'aula lo-

lo dissi altrove e nel voi.

VI,

p.

torit papale,

ro patria alla giurisdizione de'monaci a


miatini e sottometterla alla repubblica

sanese, tranne

la

rocca e

il

cassero, e di

ubbidirle, salve le ragioni del

Papa

e del

cordando l'infeudazione che ne fece Bonifacio IX dell 389. Imperocch fuCamporsevoli parte del contado di Chiusi, retto prima a cou)une dagli orvietani, poscia dominato dai Papi, finch Pio li assegn come vicariato perpetuo della
s.

capitano del Patrimonio di

s.

Pietro in

Toscana, obbligandosi

radicofanesi di

Sede

il

diroccato castello di Camporse-

mandare a Siena per s. Maria d'agosto un palio di seta del valore di 5 fiorini. Leggo in Novaes, che nel 4 essendosi
1

voli ai suoi nipoti

Jacopo e Andrea Pie-

lolomini

{f''.),

da' quali fu ceduto con

'

accesa guerra tra'saoesi e Ladislao re di

r annuenza dello zio alla repubblica di Siena con l'annuo censo di scudi 29 da
pagarsi alla camera apostolica, mediante
la

Napoli, appena entrato in

campo
il

il

fa-

moso generale Tartaglia


eli

prese

castello

sua bolla de'2

maggio 464> emanata


1

Radicofimi,e messo che l'ebbe a sacco

dai bagni di Pelriolo D'alloi a in poi Radi

i52
i

RAD
za.

RAD
governo d'alcune
citt, indi lo fece

cofani segu destini politici di Siena, sof-

com-

molto nel i555 allorch Chiappino Vitelli generale di Cosimo I tent con grossa artiglieria ogni maniera, sebbene inutilmente, di espugnarlo. Caduta per con Montolcino l'ultima sede de'repubblicani sanesi, anche gli abitanti di Radifr

missario sanitario pei timori d pestilen-

Alessandro VII nel GSq


1

lo

ad arcivescovo
fesa della

di Chieti,

ove

promosse si mostr
la sco-

zelante dell'immunit ecclesiastica, in di-

quale pi volte lanci


i

cofani a*

7 agosto
a

559 prestarono
1,

giu-

munica contro governatori della provincia. Adempiendo tutte le parli di sollecito e vigilante pastore, visit l'arcidiocesi,

ramento

Cosimo

che rese pi forte

la fortezza sanese, fatta saltare in aria nel

celebr due sinodi, perfezion e com

decorso secolo. Nel i58o Gregorio XIII

pi

il

seminario, restaur diverse chiese,


la

granduca Francesco I rinnov il tratpagamento del censo alla camera apostolica. Diversi Papi e altri sovrani, come luogo di passaggio, onorarono di loro presenza Radicofani. Nel voi. LUI, p.
col

arricch di preziose suppellettili

metro-

tato sui

un conservatorio alle vergini orfane e sovvenne poveri con abbondanti limosine. Innocenzo XII lo richiam a Roma, lo fece segretario della
politana, fond
i

io4

ricordai

il

passaggio nel 1798 del


p.

visita apostolica, poi della

congregazione,

detronizzato Pio VI, ed a

che vi VII, ricevuto

126 dissi pernott a'3 novembre i8o4Pio


al di l del

fiume Paglia,

confine de'due stati, dal senatore Salvetti


e dai dragoni toscani, ed in Radicofani

dal maggiordomo Corsini, dal nunzio di


Firenze, e dai vescovi di Chiusi e Soana:
nella mattina seguente,

dopo celebrata
il

la

dove meritossi l'applauso non meno della curia, che de'religiosi che ne celebrarono altamente il sapere; laonde in premio di tante benemerenze, il Papa ai 4 novembre 699 lo' cre cardinale prete di s. Bartolomeo all'Isola, ed in sua morlecon grave discorso determin cardinali alla pronta elede' vescovi e regolari,
1
1

messa, bened dalla loggia della locanda


il

zione del successore.


1

Mor

in

Roma

nel

plaudente popolo e prosegu


p.

viaggio

per /^/rewze. Nel citato voi.


tai

\^\ ripor-

702, d'anni 76, e fu sepolto nel suo titolo sotto semplice lapide col solo suo no-

come Pio VII deportato dai francesi nel 1809 vi ritorn a'6 luglio, pernotalla locanda, e nella sera del 7

me, lasciando

delle opere mss.

RADZIEJOV^SKI oRADZIEWSKI
Michele Stefano , Cardinale. Nacque nell'omonima contea, feudo di sua nobilissima famiglia in Polonia.
seria

tando

ne

part; laonde dal trono di


alla frugale stanza di

Roma, pass
i

questa locanda,
il

Caduloin mi-

cui particolari narra

cardinal Pacca
t.

compagno

di viaggio.

Memorie
1

2,

e. r.

Nel ridetto voi. p, i Sg, dicendo del viaggio del Papa a Genova nel 8 5, indicai che travers Radicofani a'22 marzo,eche
1

padre spogliato de'beni dal reGio. Casimiro, pel sospetto di aver favorito gli svizzeri allorch
il

per essere stato

ostilmente entrarono ne' confini del re-

gno,

si

port a Parigi applicato allo stu-

nel ritorno a'5 giugno volle rivedere le

dio nell'universit di Sorbona. Tiasferitosi in

stanze in cui abit prigioniere, regalan-

Roma, dopo
vi

esservisi distinto pei


la

do

la

serva che lo avea assistito,coraeno-

suoi talenti,
le.

prese

laurea dottora-

t Pacca, Eelazione del viaggio p. 124.

Istruito nell'erudizione, nella scienza

RADOLOVIC Nicol, Cardinale. Oriundo da famiglia di Ragusi trasferita


in Napoli,

e nella cognizione delle lingue, ripatri

quando gi

era stato reintegrato nelle soIII,


il

nacque in Polignano. Fino

dal-

stanze dai re Michele e Giovanni

l'adolescenza die chiari segni di elevato

primo de'quali
per

conferitogli

un canonica-

ingegno. D' anni

22

recatosi in

Roma,
il

to nella cattedrale di Cracovia, lo adoin gravissimi affari, come nel conci-

Ui bano Vili

gli affid

successivamente

RAD
liarei paallni discordi Ira loro.
ni III suo zio

RAD
ebbe
anni
i

j53
i

GioTanmaterno a compensaiae
i

la disgrazia di

perdere
la

genitori di

ed insieme

gran ventura di
Datosi allosta-

meriti lo
di

nomin

ve-scovo di Riovia, poi

abiurare

l'eresia luterana.

Varmia, e con pontifcia dispensa lo promosse a gran cancelliere del regno, ed


a sua istanza

to ecclesiastico e fatti

non ordinari pro-

gressi nella piet e nelle lettere, fu richie-

Innocenzo XI con gran


1

pia-

cere a'2 settembre


le

686

lo

cre cardina-

prete di
il

s.

Maria della Pace. Da Var-

da Valeriano vescovo di Vilna ormai decrepito, che col consenso di re Stefano l'ottenne da Gregorio XIII,

sto a coadiutore

mia

re lo fece trasferire all'arcivesco-

vato primaziale di Gnesna, dove oltre la sollecita cura che si prese nel restaurar

per a condizione che Giorgio senza indugio si trasferisse in Roma a proseguire gli sludi,
tello

come

esegu col minor fra-

fond una casa pei sacerdoti della missione, dotandola con munifcenfacendo altrettanto coi carmelitani a
le

chiese

divenuto a suo esempio cattolico.

Affidali

ambeduealla direzione

del p. .\-

chille Gagliardi religioso di sperimentata

>calzi.

Per soccorrere

il

re nella guerj'a
i

bont e dottrina,

fu loro assegnata

per

coi turchi, pi volte port


al

suoi argenti
in

estiva abitazione la villa di


III.

Papa Giulio

nunzio perch fossero ridotti

mo-

Dopo

alcuni anni, Giorgio per divosi

neta. Nell'elezione del


il

nuovo

primo luogo

nella dieta,

avendo mostr tutto


re,

zione da

Roma

rec a piedi vestito da

pellegrino al santuario di Compostella,

l'impegno per l'esaltazione del principe di Conty, Io che fu cagione di tante distensioni,

sero in
ferisse
i

che poco manc non iscoppiasaperta guerra. Ad onta che dif-

con generale edificazione. Consagrato vescovo si adoper con tutto 1' impegno perch la citt di Vilna e la diocesi fos,

sero

immuni

dal contasiio dell'eresia,

da

ad altro tempo l'elezione, per setumulti e aumentare il partito al dare Conty, a suo dispetto fu elevato al trono l'elettore di Sassonia Augusto 11, conIro il quale si mostr tanto avverso sino ad unirsi al suo nemico re di Svezia, azione che irrit altamente Clemente XI, che gli scrisse risentito breve , ordinandogli di recarsi in Ronia entro tre mesi.
L'effervescente e inconsiderato cardinale,

cui coll'efllcacia di sue esortazioni ritir

molti eterodossi, con coraggio purgando

una libreria dai libri contenenti dottrine eretiche, che bruci alla presenza dei
primari
settari.

Ebbe pure

sotto

la

sua

giurisdizione la Livonia, ricuperata dai

moscoviti, della quale da re Stefano fu


fatto vicer

con immenso vantaggio del

cattolicismo, abbracciato da parecchi e-

nondimeno
1

si

riconcili col

nuovo

re

Provvide alla pudicizia delle povere vergini e vedove insidiate dai novarelici.

a LoAvicz nel

tolico re di Svezia, trascur la

l'arcidiocesi

699. Influenzato dall'acatcura dele forse per dannevole tollecorrere infiniti piegiudi-

tori,

con fondar monasteri e luoghi

pii,

dotandoli largamente. Assegn


gio de' gesuili

al colle-

una rendita perpetua

di

ranza
zi,

vi lasci

lOjOoofiorini. Ai ruteni scismatici di sua


giurisdizione die facolt di tornare alla

contrari alle leggi del regno e della

cattolica religione, per la sua conniven-

comunione
e perdere
i

della chiesa, o di andarsene

za in permettereai luterani di congregarsi

propri beni; ed agli ebrei di-

e insolentire a

lo

danno de' cattolici. Iddio chiam a render conio nel 7o5, d'an1

strusse le sinanoglie. Dal fratello* ottenne

l'espulsione dal castello d'Olika di quelli

ni
di

60, e fu sepolto nella metropolitana Gnesna.

che

si

mostravano

alieni dalla cattolica

credenza. Gregorio
ti

RADZWIL
to

Giorgio, Cardinale. Nanel granducato di Lituania, dalla node'duchi d'Olikae Nieswiz,

meriti, a' 12

a premio di tandicembre i583 lo cre


s.

XI l

cardinale prete di
lo trasfer al

Sisto.

Dipoi Sisto

bile prosapia

vescovato di Cracovia col

t54

RAF
a
Intere per pacificarli
,

RAG
donati eglino sin dalla tenera et alla propria inclinazione, ingrandiscono insensici

consenso di re Sigismondo III, al quale e all'imperatore Rodolfo II lo defiul legato

bilmente

ne'vizi, senza
li

che mai odano utragga dalla

che ottenne colla


Aldobrandini
unire in
poi

eflicace e principale

na voce che

riprenda, n trovino giamli

cooperazione dell'altro legato cardinal

mai una mano pietosa che


delle virt civili e morali.

Clemente Vili, con matrimonio nel i^^i il primo


,

via di perdizione,egrindirizzi nel sentiero

A questo gravis-

colla figlia del secondo.

Intervenne

ai soli

conclavi d'Innocenzo

IX

e di

Clemente

simo male a meraviglia provvede la detta pia opera, che ripartendo lo stuolo de'giovanetti in pi distinti drappelli, assegna

Vili.

Torn

in

Roma

nell'anno santo

1600, e
grado,

vi fece

risplendere nell'acquisto

loro zelanti ecclesiastici e secolari col titolo di sorveglianti,

del giubileo la magnificenza e maest del


la

perch appunto sorvegli

gravit de'costumi e

la

cogni-

gliandoli con singolarissimo amore, quasi

zione delle lettere.


lattia, attribuita a

Ma

sorpreso da ma-

fossero loro propri figliuoli, ora

eccitaele-

potente veleno datogli

no a portarsi
mentari
ra gli

alle

pubbliche scuoledi

dagli eretici, visitato

da Clemente Vili,

istituzioni

per esservi

istruiti,

o-

compianto mor, d'anni 44>^fi* sepolto nella chiesa del Ges, avanti la cappella di S.Francesco d'Asisi, con latutti

da

stimolano a condursi

alle

botteghe

per apprendervi un qualche mestiere, ora


gli

esortano a frequentar
il

la

parrocchia
gli al-

pide fregiala del suo


di lui

stemma

e col solo

per impararvi

catechismo, ora

nome.
(s
).

lettano a radunarsi nell'oratorio per eser-

RAFFAELE
telli

Pia opera istituita

citarvi gli atti delle cristiane virt.


cia

dai celanti e benemeriti sacerdoti e fraconti

Iddio che

il

nuovo

istituto

Facaccenda

Luca e Marco Passi

di

fondatori pure della pia opera di


tea(f^.).Fi\ approvala e lodata
rio

Bergamo, s. Doroda Grego-

sempre pi
di carit, e

rocchie di
sultino per

nel cuore de'fedeli lo spirito che propagato in altre parRoma e d'Italia, buoni ne ei

XVI, quale concesse


il

indulgenze ple-

la

certa fiducia di vedere

un

narie a questa pia opera, con rescritto del


1

giorno, che anche dalla nfima classe del

Sluglio r833,onde mirabilmente in mol-

le citt d'Italia fiorisce,

ed

in

Roma

nel

1846
Carlo

fu introdotta nella Chiesa de' ss.


e 5//7g/ode*barnabili, dal

popolo sorgere potranno di voti, onorati e utili cittadini. Di quanto riguarda questa pia opera, il regolamento,leistruzioni per

parroco

p.d. Carlo Capelli con copiosi frutti, come


si legge nel n.63 del Diario di Roma, narrando come congregati per la i ."volta celebrarono nella i .' domenica d'agosto la
i

festa del glorioso protettore

arcangelo
fanciulli,

s.

Radaele

(di cui a

Coro degli Angeli, a


i3o
che
si

Medico

e altrove), da

in vece di vagare per

le

pubbliche

vie,

esercitavano in divote pratiche. Scopo di

metoche ne fumo parte, ne tratta l'opuscolo: Pia apera di s. RaJ^,iele es. Dorotea da iritro' darsi nelle cille campagne per riformare il costume, ed educarecrislianamente i fanciulli j in ispecie poveri e abbandonali, Genova i835, tipografia Fernando. In Roma pel 84^ la pia opera fece stampare la Novena di s. Rajfiele arcangelo
dirigerla e relative agli ascritti, col

do

di vita cristiana pei fanciulli

questa pia opera di prendere una speciale e

pel Marini.

amorevolissima cura di que'mi eri garzoncelli della povera plebe, che o per impotenza, o per incapacit, o per incuria de'genitori, crescono del tutto ignari

RAGGI Ottaviano
trizio

Cardinale. Padi virt,

genovese e ricco^ dotato

candore di costumi e scienza, si port in Roma, ove nel 16 16 Paolo V lo fece prlonotarioapostolico. Nel

de'doveri di nostra

s.

religione,

non

1622

dal prelato

che di quelli d'un buon cittadino. Abban

bolognese Benli voglio compr un chien-

RAG
catodi camera ed ebbe
la

RAG
presidenza della

??

vese di senatoria famiglia, lo zio cardinal

grascia e poi dell'annona, ed in assenza

Raggi

gli

apr

!a

porta agli onori nel fiore

delcardiual Aldobrandinicameilengogli
fu sosliluito neir ufficio e incaricato di

gravi incurabenze, principalmente l'ag-

mentre le sue belle qualit gli guadagnarono il comune affetto. Per pi giorni sostenne inRoraa con applauso una
dell' et,

giustamento delle strade dello stalo per l'anno santo 162 5, che mediante autorit illimitata, ad onta dello scabroso ufficio, ne riusc destramente. Con egual felicit compose inCeprano le vertenze insorte, tra molti sudditi pontificii e
il

conclusione di filosofia dedicata al cardinal Francesco Barberini


,

assistendovi
nel

quasi tutto

il s.

collegio.

Urbano Vili

giorno in cui esalt alla porpora


d'anni

lo zio,

276

senza essere prelato, lo fece


1

con-

chierico di camera, e passati

testabile
a

Colonna. Urbano Vili

lo

elev
si

tesoriere generale in supplenza di


cioli. Neil' esercizio della

8 mesi proRapnctal

uditore generale della camera, ove

carica die

temperata colla clemenza e carit cui era naturalmente inclinato, essendo benefico anche cogli
distinse per la giustizia,

saggio di maturo senno, prudenza, vivace


talento e attitudine al governo, che
il

Pala

pa nel 1643
guerra
di

lo dichiar tesoriere e pro-

emuli. Prediligeva
,

gli

uomini

pii

edotti,

maggiordomo, indi maggiordomo. Per


Castro trovandosi esausto
rario di moneta, a

per

la

gran stima che fece de'letterali di

l'e-

cui fu impegnalissimo

mecenate, onde
le

mezzo

di Gio. Battista

molti

gli

dedicarono
1

proprie opere.
l'Italia,

suo fratello capitano delle milizie pontificie

Nella carestia del

63o che afflisse

e di altri parenti

fece

da Genova
avanz per

colla sua previdente industria

provvide
pro-

por'.ure in

Roma
i

tanta quantit di desoldati ne

Roma
I

di

grano, non che

le citt e

naro, che pagati


le altre

vincieche ne penuria vano. In ricompensa


di tante

spese guerresche.

Mentre Urbano
impeLorenzo con di-

benemerenze. Urbano Vili


lo
s.

a'

io

Vili voleva compensarlo col cardinalato,


rest assai dolente per averglielo

o 16 dicembre 1641
prete di

cre cardinale

Agostino, conferendogli

pin-

dito la morte, sebbene

gui abbazie, e posto in diverse congregazioni,

sinvoltura sopport l'avversocaso. In se-

ove con sincerit e prudenza profesuo parere. Nel i643 fatto vescovo

riva

il

de v.qcante veglialla conservazione della pubblica quiete e mantenne l'ordine tra


le

d' Aleria,

ne visit la diocesi diligentemente, promovendo nel clero la decaduta


togliendo abusi, restaurando e ornando
la

truppe specialmente estere assoldale,


i

disciplina con le parole e coli' esempio,

pagando esattamente frutti de'Iuoghi di monte a fronte della scarsezza di denaro. Finalmente Innocenzo Xa'yoltobre 647
1

cattedrale e le altre chiese, distribuenai

locrecardinalediaconodis.IMariainDu-

do generose limosine
la

poveri,

massime
lasci
:

se vergognosi. Richiamato in

Roma,

Corsica, tra
fiera

il

pianto de'suoi diocesani

mnicae nel i65o pro-camerlengo in luogo dell'assente cardinal Barberini, co'diritti ed emolumenti annessi. Filippo IV
lo

dopo
coi

burrasca fu accolto in

Genova

nomin
Pass

alla chiesa di

Salerno, poi a

pi grandi onori,

ma

giunto

in

Roma

quella di Taranto, colla protettoriadi Sicilia.

nel

una febbre violenta lo balz nella tomba 1643, nel giorno e ora in cui 5i anni
nella chiesa
s.

al titolo di s.

Lorenzo

in

Lu-

cina, e nel

1680

a vescovo di Palestrina,

del

prima era nato. Fu sepolto Ges innanzi l'altare di

alla cui chiesa

don ricche

suppellettili.

Ignazio

sotto iscrizione onorevole fregiata delle

insegne cardinalizie, postavi dal seguente


nipote.

a 4 concia vi, favorendo efficacemente l'elezione d'Innocenzo XI, che lo destin legato di Romagna, provincia che gover-

Fu

RAGGI

LoBExzo, Cardinale. Geno-

n per io anni con giustizia e discrezione, ad onta del suo temperamento caldo che

.56

RAG
forte
s.

Rag
di questo nome al Lorenzo, situata sopra uno scoglio di mare; e quella di Ploce all'ovest, facente comunicare il sobborgo omonimo col forte Mollo; dirimpetto a questo ultimo francesi eressero un 3. forte,
i

poco durava, con generale soddisfazione. Mor nel 1687, d'anni 72, in Ravenna, assai compianto dai romagnoli che lo amavano qual padre, celebrato con Elogio funebre da Levini, slanapato in Genova nel 1687, che rimarc crediti da
i

conduce dal sobborgo

Idi

condonati
d'

la

considerabile

somma

suH'isoletta

Lacroma. Ragusa
che
i

inoltre

d'oro posta a disposizione del Papa per


la

difesa dal forte

francesi edificaro-

guerra

Ungheria,
i

le

beneficenze com pii di


s.

no

sulla

sommit

della

montagna

sco-

partite a quasi tutti

luoghi

Roma.
Apol-

scesa di Sergio, ed al quale

Ebbe

sepoltura nella basilica di


il

linare nuovo, sulla quale

nipote ed ere-

de Gio. Antonio pose un monumento con


epitaffio.

aveano dato il nome di forte Napoleone. Le strade sono anguste, tranne quella che percorre la citt dal nord al sud; le case assai ben
fabbricate sul gusto italiano.
Il

palazzo

Ordine etjueslre di Spagna, istituito da Giovanni I re di Leone e di Castiglia, dopo aver nel iSgo fondalo quello della Colomba (^.). In questo ordine della Ragione non erano ricevuti per cavalieri se non persone di nota nobilt, che avesseroguerreggiatopel re, o reso ad esso qualche particolare servigio. Allorch erano creati cavalieri si dava loro una lancia con piccola banderuola, ondedivenivano cavalieri banderesi^ cioconseguivano il diritto di alzar bandiera per radunare loro vassalli, poich ve n'erano in altri regni fuori de'nominati. Questa specie di banderesi furono anche in altri stati, massime in Francia, ove anticamente davasi tal nome ai soli
i

UAGIONE,

del governo, la cattedrale e alcune altre


chiese, sono
i

soli edifizi

notabili; belli

sono

suoi cantieri

da costruzione. La

buon edificio dedicato alla B. Vergine Assunta, con cura parrocchiacattedrale


le esercitala
ri,

per

e battisterio,

4 sacerdoti cooperatoeh ' l'unico della citt.

Tra le reliquie in gran venerazione il corpo di s. Biagio vescovo e martire, patrono della citt; l'episcopio alquanto
distante dalla cattedrale.
Il

capitolo

ha
ca-

due

dignit e per

i.' il

preposto,

nonici, altrettanti vicari, con altri preti

e chierici addetti al divino servigio.

Vi

sono 3 altre
legiata di
giosi,
s.

cliiese parrocchiali, la col-

Biagio, 3 conventi di relil'ospedale, l'o-

una confraternita,

gentiluomini possessori di molti feudi, o

spizio de'trovatelli: dall'ultima proposisi apprende che manseminario e del monte di piet. Vi pure una chiesa greca ed una si-

che avessero

diritto di spiegar

bandiera
se-

zione concistoriale

negli eserciti regi, sotto la quale milita-

cava

di

vano 5o uomini d'arme, con copioso


giiilodi arcieri e balestrieri.
si

L'ordine poi

nagoga.

liguorisli

sono incaricati della

estinse, e

ne parlano Giustiniani, Hist.


il

degli ord.i ed

p.

Helyot, Storia degli


Cit-

pubblica istruzione, per la quale vi il ginnasio e la scuola normale; ev vi uno stabilimento sanitario, il lazzaretto, alquante fabbriche di stoffe di seta e di tessuti di lana.

ordini.

RAGUSI

RAGUSA [Ragusin).

l con residenza vescovile di Dalmazia,

Fa un commercio
il

considerabile

capoluogo del circolo omonimo, sull'Adriatico a 65 leglte daZaru, a pie del monte Sergio sopra una piccola penisola che vi forma due porti ampi e comodi. Non grande, ma circondata da doppia cinta di grosse

mura, con

bastioni, torri e

Levante e l'Italia. Fu patria di moltissimi uomini illustri, fra quali del celebre matematico Boscovich gesuita, di cui il mausoleo si eleva nella cattedrale, di Zamagna traduttore d'Omero, di Stay, di Cunich, di Baglivi, di
di trasporto tra
i

due

porte; quella di Pille al nord, che

Resti e di altri

sommi

letterati

e poeti,

RAG
come
della famiglia
/?rt^o/ot'/c/t,

RAG
che die

57

un cardinale al s. collegio, e diGio. FrancescoGondola autore i.\e\' Omanide poema slavo; alili in questa lingua avendone composti diversi illustri ragusei, ed anche poemetti satirici, burleschi, di egloghe, idilii, canzoni. Ragusa ebbe pure
pregiati istorici, antiquari, biografi,

verno aristocratico, per la loro coltura, divennero celebri pel terrestre e marillimo commercio, facendo incidere nelle loro monete le figure del Salvatore in piedi, e quella di
s.

Biagio in abito ponti-

ficale e in alto di benedire. liagusa

me-

dici, filosofi, teologi, canonisti autori di

dopo emancipa la dagl'imperatori greci, che ne a veano ricevuto il dominio dai romani, si eresse in repubblica, e bench
essersi

belle opere^

onde con ragione fu delta Ragusi ['Alene delP Jlliria. Ne celebra i


vanti
le
il

piccola divenne celebre per tulli gli ac-

cennati elementi.

Il

p.

Appendini

sostie-

p.

A ppendini delle scuole

pie, nel-

ne, chei ragusei ebbero intimi efrequenli

Notizie storico' cri lidie sulle anlichit,

rapporti coi veneziani,

ma

che di

essi

storia e letteratura dei Ragusei, e dedi-

giammai non furono sudditi. Certo


ne'priroi del secolo

che

rate all'eccelso senato della repubblica

i8o3. Queste si leggono con piacere, anche dopo molteplici eruditi e dotti lavori di Cervario Tuberoivi
i

di

Ragusa,

stantinopoli

il

Xll recandosi a Conuovo patriarca Tommaso

Morosini colla flotta de'suoi veneti, di cui


il coniando nel tragitto, viaggio facendo sottomise Ragusa, la quale prefer

avea

ne, di Mauri Orbni, di Luccari, di


Giorgi, di Cerva e di Dolci. Ih esse
cui avanzi

Ratrat-

gnina, di Razzi, di Bauduri, di Resti, di


si

il

patrocinio della potente repubblica di


alle interne zulle

Venezia

da cui allora

ta delle anlichit dell'illiricaEpidauro,


i

era lacerata, perdispularsi dalle famiglie

sodo nella prossima peniso-

la,

nel villaggio detto T^ecchia Ragusi^

ov' un altro comodo porlo. Egli vuole che lutto quello che intorno a Cadmo e alla moglie Armonia dopo la fuga da Tebe, gli autori lasciarono scritto, avvenisse De'contorni

pi autorevoli la signoria della patria, attesta Engel nella Storia della repubblica di RagusijWtnna 1807. Que-

come
sta

repubblica formavasi pressoch dal

circolo di Ragusa, isolato dal resto del

d'Epidauro e

nel

pianodei
Il-

regno di Dalmazia, tra la Turchia europea e l'Adriatico da per tutto altrove. Si

Canali centro dell'antica Enchelia o


lirico

propriamente detto; che da una colonia di greci Iaconi fosse Epidauro fondata, e che in fine divenisse colonia romana. Discorre della lingua, de'costumi, del-

compone d'una lingua di terra rinserrata tra il mare e una catena d montagne,
e di parecchie iole, tra le quali

primeg-

giano Cursola, Meleda, Lagosta,Giupa-

l'antica religione, della

conversione al

cristianesimo degli epidauri, de'vari sac-

cheggi e della distruzione di quella nobilissima citt.

Dopo che Epidauro


tini, col

fu presa dagli sla-

na,MezzoeCalaraata.Ha 9 distretti, cio Canali, Breno, Ombla,Malfi,Valdinoce, Canosa,Prinioria, Stagno PiccolOjC Punta, con 23 comuni, comprese le isole, abitati a. tempo della repubblica da circa 80,000 persone. Ha molti porti di mare
formati dalla natura, suoloper lo pi calcare e pietroso, con
Inoltre
la

massacro

e la schiavit di

molti

de'suoi abitanti, quelli che poterono sal-

valli coltivatissime.

uno scoglio, ove nel 656 fondarono Ragusa, la quale dopo la rovina di Salona fu per qualche tempo la sola metropoli civile della Dalmazia (/^.), onde sempre pi ragusei,
varsi
si

ritirarono sopra

repubblica di Ragusa per


ai veneti,

man-

tenersi indipendente

turchi ed

pag lievi tributi ai non prendendo mai


le

parte alle guerre tra


stianit era

due potenze,

ci

che giov a Ila sua durala.


tuttavia all'appello di Pio

Quando

la cri-

pel loro fervido zelo per la religione cattolica,

per

la legislazione e

forma

di go-

minacciata dagli ottomani, li, uelcongret-

m
so di

RAG
Mantova e
pei

R.\G
in

che Ragusa era


si

pe-

di

Trebigno, Marcana, Stagno, Narenla,

ricolo d'essere conquistata,


altre nazioni nel

colleg alle

1^60, promettendo con-

Cursola, Risano. Il p. Appendini avverte, che anche dopo lo smembramento eccle-

corrervi coi richiesti aiuti. Nel


nel

i634 e

1667 soggiacque
la
1

a rovine pei terre-

Dalmazia romana,essendosuccedutaaSalona,cio
siaslico della provincia della

moti che
volte.

funestarono, pi delle altre


fu presa dai francesi, che

dopo
il

l'istituzione di altri arcivescovati,

Nel

697

metropolita ragusino non ebbe alcuna


di

poi l'abbandonarono. Essendosi obbliga-

dipendenza dal patriarca


l'arcivescovo di Spalatro

pagare 5oo annui ungheri all'imperatore di Germania, per essere protetta di

Grado e dalcome primate,


illustri arci,

ma

dal solo Papa. Di molli

ta

dalle molestie de'lurchi, nel


di

1701 a
Nel

vescovi parlai in pi luoghi

poich

la

mezzo

ClementeXI

fu dispensata, sen-

za che venisse

meno

tal patrocnio.

maggior parte furono eccellenti personaggi, onde Papi gl'impiegaronoin grai

1797
che
in

francesi portarono la guerra an-

vi alFari

di

arcivescovi parlai airar-"

questo paese, e soppressero

la re-

pubblica di Ragusa nel 1798, e definitivamente se ne impadron il general Mar-

Il b. cardinal GiovanDomenici [F.), da Gregorio XII fu fatto arcivescovo, indi lo nomin a rap-

liccio
ni

Recanati.

mont a'i4
il

agosto 1807, per cui Napo-

leone elev Ragusa a ducato e ne confer

e gli

presentarlo al concilio di Costanza (^), ri usc con altri persuaderlo di ri-

titolodiducaa detto generale, poi

ma-

nunziare

il

papato: nel 1882 Gregorio


il

morto nel i852 iu Venezia. Riunita Ragusa al regno d'Italia, poco dopo lo fu alle provincie illirichesottoil dominio dell'impero francese,
resciallo di Francia,

XVI
bile,

ne riconobbe

culto

immemora-

quindi

russi uniti ai

sediarono Ragusa e arsero

montenegrini assobborghi;
i

ma dopo

3 giorni di bombardamento,
l'a v-

furono costretti levarne l'assedio per

"vicinamento d'una divisione francese co-

mandala dal general Molitor. Nel i8i4 venne tutto il circolo in potere dell'Austria.

ed i Bollandisti ne pubblicarono la vita a' IO giugno. Giannangelo Medici, Paolo III lo cre arcivescovo e cardinale, poscia nel 559 divenne ^^^ ^^ i^-)' Questo Papa fece amministrare l'arcivescovato di Pisa da Lodovico Beccadelli bolognese arcivescovo di Ragusi: ^u impiegato in gravi affari, e nel i8o4in Bologna si pubblicarono, Monunientidi va1

ria letteralura, tratti dai suoi mss. e dedicati all'odierno cardinal

Opizzoni arci-

La sede vescovile d'Epidauro, fondala


ne'primi secoli della Chiesa, dice

vescovo di quell'illustre

citt.

Clemente

Com-

XI bench
la

si

fosse

adoprato

in favoredel-

raanville che fu trasferita in Ragusa nel VII, quindi per esservisi rifugialo nel9go

repubblica di Ragusi, nel 1710 forteessa


si

mente con

lament per aver cac-

l'arcivescovo di Dioclea, nel seguente se-

ciato dalla citt d. Michele Manzolin vi-

colo

il vescovo divenne arcivescovo, confermato dal Papa, malgrado le opposizioni degli arcivescovi di Spalatro e di

cario generale dell'arcivescovo, e per altre offese fatte alla ca. Neil' islesso
di

immunit ecclesiastitempo prevenne il senato


de' .sagri canoni contro
i

Antivari. Farlato, Illyric sacri, chiama.

aver ordinato all'arcivescovo di pro-

antichissima

la

sede d'Epidauro, facendo


l

cedere a

norma

menzione

s.

Gregorio

nelle sue epistole

colpevoli, e perci l'invitava

ad evitare

del vescovo Fiorenzo; che fu

prima
la

suf-

fraganea di Salone, poi di Spalatro, indi


trasferita in

il giudizio ecclesiastico. Nel 171 i altri rimproveri Clemente XI diresse ai sena-

Ragusi ottenne
le

dignit
as-

metropolitica. In seguilo

furono

segnate per sufFragaoee

le sedi vescovili

per avere violata nuovamente l'immunit della Chiesa, coll'espulsione di due benedettini; assegn ai senatori 3
lori,

RAI
mesi per riparare al mal fatto e dare soddisfazione alla Chiesa, altrimeoli avreb-

RAI
straordinaria prudenza, che
gli

59

sapie seppe unire candore di costumi e

merita

be proceduto secondo le censure prescritnel seguente anno la rete dai canoni pubblica esegu quanto bramava il Pa:

rono

il

vescovato di Maguelone,e fregia

to di tal dignit fu al concilio generale di

Vienna. Trasferito a Tolosa, ne divenne


il

pa.

Le

Notizie di

Roma

riportano
I

se-

i.

arcivescovo e

vi

celebr

il

sinodo.

guenti arcivescovi e vescovi.

72^ Fr. Fi-

Indi
lo

lippo Yturbide carmelitano di Tudela,


traslato da Sida in parbus.

18 dicembre 1 327 cre caidinale prete di s. Vitale, poi


11 a'

Giovanni

XX

lyaS Fr.

vescovo di Portoedi Sabina; per sua morte fu eletto in successore, a

A Dgelo Franchi minore osservante d)Ra-> 1752 Fr. Giacinto M.' Milcovich domenicano di Ragusi, trasiato da Stagno, 1757 Fr. Arcangelo Lupi domenicano di Raglisi. 1767 Nicola Pugliesi di Ragusi, traslato da Nicopoli. 1777 Gregusi.

patto che giu-

rasse di

non

partire da Avignone, e

nou

restituisse a

Roma

la

residenza papale,

come toccai ne'vol. Ili, magnanimo cardinale,


gno QOD meno
t della

78, V, p. 6. Il oife^oda tali biap.


1

simevoli condizioni, rispose essere indedel suo

gorioLazzari benedetlinodiRagusi.

7^2

rango che del suo

Fr. Luigi Spagnoletli minore osservante di

carattere l'ascendere alla

suprema

digni-

Stagno. 1800 Nicola Bani di Ra-

Chiesa con promessa tanto incoucardinalato,


sti-

ultimo arcivescovo. Divenuta la sede vacante, l'imperatore d'Austria Francesco 1 domand a Pio VII di poter nogusi,
i

venienle e uregolare; protestando che a-

vrehbe anche rinunziato

il

anzich ammelteie trattato alcuno o

'

minare vescovati delle repubbliche Venezia e di Ragusi, ma il Papa solo


i

pular convenzione per e<seie eletto Pa-

Io

concesse per privilegio e indulto apostolico della bolla

Nihil

Romani Ponli/ice.f,
i

pa essendo la lontananza della s. Sede da Roma troppo funesta alla Chiesa; laonde con immortal sua gloria rinunziando il
,

de'3o settembre iHj, Buil. cont.l. 4, p. 389, colla clausola che la nomina
si

pontificato contribu

alla

creazione di

Benedetto XII, e intervenne poi a quella


di

facesse nel
i

tempo

stabilitodat diritto,

ed

nominati per ottenere l'istituzione canonica dovessero adempire a tuttequelle cose alle quali

Clemente VI. Portandosi Alfonso IV d'Aragona con gran comitiva ad Avignone, il cardinale con 22 colleglli l'inre

per legge e consuetula s.

contr

al

passo del fiume Drosne, e nelgli

dine erano obbligali." Dipoi ad istanza


del

r ingresso d' Avignone

fu a lato col

medesimo imperatore,

Sede

di-

cardinal Napoleone Orsini. In concistoro,

chiar Ragusi sede vescovile e lafecesuf-

fraganea della metropoli di Zara. Dopo lunga sede vacante, Pio Vili a'5 luglio

i83o preconizz vescovo Antonio Giuriceo di Veglia; e per sua

morie Grel'attuale

gorio
ing.^

XVI

nel

1843 dichiar

Tommaso Jederlinich

diVeglia pro
la diocesi,

fessore di teologia.

Ampia

comprendendo 5
ascendendo 2800.
le

isole e altri luoghi.

O-

gni nuovo vescovo lassato


di

in fioriu2oo,

rendile della mensa a scu-

VI acremenrimprover il cardinal Talleyrand de Perigord, imputandolo di aver cospirato alla morte d'Andrea re di Napoli, come zio di Carlo Durazzo pretendente a quel regno,e chiamandolo traditore dellaChiesa. Mor nel 348 o i349 '1 ''8n riputazione, ordinando nel testamento che si fondasse un monastero di 200 vergini colla regola di s. Agostino, in onore di s. Pantaleone martire, il cui braccio don,
e alla presenza di Clemente
te
i

con
e perci

2 canonici regolari pei divini uffici.


I

RAIMONDI GiovA!!ii, Cardinale. Dei


conti di

Comminges
tal

pure con

Dome; alla

chiamalo Dobiit ddiapro-

MONDO DI Penxafobt (*.). Nacque nel proprio castello di questo nome,iu


RA
Catalogna, nel
1 1

5.

La sua

famglia di-

i6o

RAI
Raimondo
che

RAI
questa collezione, conosciuta sotto
il noraedi Decrelnli[F.),G\\ Papa ordin che

scendeva dai couli di Barcellona, ed era stielta di sangue alla casa reale di Aragona.
fece
s

rapidi progressi

fosse seguita in tutte lescuole ene'tribuuali. Lo stesso Gregorio IX nel 1 235 nomin Raimondo all'arcivescovato diTarragona;ma l'umile religioso ottenne colle sue preghiere di essere esonerato da tale dignit, e col consenso del Papa ri-

nello studio,

all'et di
;

20 anni

inse-

gn fllusoHa a Barcellona
gratuitamente e con
In et di

ciocche fece

somma riputazione.
rec a Bologna per

3o anni
civile,

si

perfezionarsi nello studio del diritto ca-

nonico e
versit
il

e ricevuto in quali* unidi dottore, v'insegn

torn in patria, ove riprese


esercizi, e volle fare

suoi primi
novizia-

grado

eoa

un secondo

pari zelo e disinteresse, couieaveva fatto


in patria. Berengario vescovo di Barcel-

to.Nel capitolo tenuto in

fu eletto

Bologna nel 1 238 3." generale del suo ordine, n


gli

lona, reduce
ai

da
,

Roma

nel

2 19, lo tolse

valsero le sue preghiere per ischermirsi

bolognesi

lo fece

canonico della sua

questa carica; sicch


gli fece

da convenne cede-

cattedrale, e gli confei successivamente


le

re e soltomettervisi per obbedienza.

E-

dignit di arcidiacono, di gran vicarfo

a piedi la visitadelle case del suo


le

e d'uifiziale.
tutto
il

Raimondo

era l'esempio di

ordine, senza punto scemare


rit,

sue austefu d'in-

clero di Barcellona colla pratica

n ommettere alcuno de'suoi ordi-

di tutte le virt, distinguendosi special-

nari esercizi.

Sua primiera cura


figli spirituali

mente per
t verso
i

fervore, tuodeslia, zelo e cari-

spirare a'suoi

l'amore del-

poveri.

A vendo (atto conoscen1

la regolarit, della

mortificazione, dell'o-

za co'fra li del l'ordine de'predicatori stabia Barcellona, ne prese l'abito nel 222, 8 mesi dopo la morte del fondatore s. Domenico. Egli volledipendere in tutto dalla
liti

razione
ne.

e soprattutto della predicazioalle costituzioni

Diede miglior forma

del suo ordine, e rischiar con annotazioni alcuni passi che offrivano

qualche

Tolonl del suo direttore, e


le

lo

preg d'im-

oscurit

questa opera fu approvata in

porgli qualche penitenza con cui espiare

tre capitoli generali. In quello tenuto a

vane soddisfazioni che qualche volta avea preso nell'insegnare. Gli fu pertanto
ordinato di comporre una raccolta di casi

Parigi nel 1 239, fece decretare che si dovesse ricevere la dimissione d'un superiore che producesse giuste ragioni per ottenerla; quindi
il

di coscienza

per istruzione dei confes-

Tanno appresso rinunzi

Questa raccolta detta la Somma di s. Raimondo, ed la prima opera che sia stata scritta in questo genere. Egli si dedic con ardore alla salute delle anime e si adoper alla conversione degli eretici, dei giudei e dei mori, predicando ne'diversi regni di Spagna. Ebbe l'incasori.
,

generalato a motivo della sua et trop-

po avanzata. Sempre acceso di zelo per suoi lala salute delle anime , ripigli vori evangelici, e colla mira di agevolai

re

la

conversione degl' infedeli


a scrivere
il

mosse

s.

Tommaso

suo celebre

trat-

tato contro igentilij introdusse inoltre lo

rico di predicare la crociata contro


ri,

locch esegu con tanto zelo,

moche si pu
i

studio della lingua araba ed ebraica in

molti conventi del suo ordine, e ne fece

dire aver egli data la

prima

scossa alla

fondare due tra'morijl'unoa Tunisi, l'altro a Murcia.


fece a
11

formidabile potenza di quegl'infedeli. Nel

viaggio che

Raimondo
I

i23o Papa Gregorio IX lo chiam a Roma, lo fece suo confessore e penitenziere, e gli commise il grave incarico di raccogliere decreti dei Papi e dei concilii dopo l'anno i5o ove finiva la compilazione di Graziano. Raimondo spese 3 anni nel fare
i

Maiorica con Giacomo


gli

re d' A-

ragona,

porse occasione di consolida-

re la fede cattolica in quell'isola; poi ri-

torn prodigiosamente a Barcellona, mentre il re non voleva lasciarlo partire. Sen-

tendo frattanto

il

santo uomo avvicinarsi

RAI
il

RAI
Maurizio
ri
,

161
e di

suo

fine, vi

mento
le

di

si prepar con raddoppiagiorni e fervore, consacrando


i

uomo

di nascita illustre
i

esimia piet, ed
di
esercizi della

ella

adempiendo dove-

nolti negli esercizi della

penitenza e

dell'orazione.
lattia,
i

Durante

1'

ultima sua

ma-

re di Casliglia e d'Aragona, Al-

una donna maritata, attendeva agli maggiore divozione ed alle pratiche di piet, senza perdere il tempo
in frivoli divertimenti.

fonso

Xe

Giacomo

I, lo
si

visitarono con
felici

L'educazione dei

tutta la loro corte, e

riputarono

suoi figliuoli le parve

mai sempre uno


li

di riceverne la benedizione.

mor

nel centesimo
,

gennaio 1270 nito dei ss. Sagramenti. Moltissimi miracoli furono da Dio operali al suo se-

Finalmente anno di sua vita a'6 dopo d'essere stalo mu-

de'suoi principali doveri, e

accostumaalle

va alla temperanza

alla mortificazione

ed

alla penitenza,

aggiungendo forza

sue istruzioni co'propri esempi.

Avendo

polcro, parecchi de'quali sono riferiti nella bolla della sua canonizzazione, datada Clemente VI 11 neh 601. Clemente X fiss la festa di s. Raimondo di Penuafort

adempiuto i doveri della sua famiglia , cercava occasione di non pi vivere clie
col b. Roberto un ardente desiderio di ritirarsi nel di lui monastero di Fon tevrault. Suo marito, avendo avuta una

per Iddio.

Una conferenza

di A rbrissel le inspir

ai 2 3 di gennaio.

Innocenzo XI nel 1687


doppio
di 2.^ clas-

concesse lo stesso uffizio prescritto da

eguale inspirazione

si

pose in cuore di

Clemente X, e
i

col rito

se e 8.* ai frali dell'ordine della

Merce'

de (^), quali gi lo facevano col rito doppio maggiore, per essere stato questo santo loro confondatore con s. Pietro Nolasco e il re Giacomo 1 d' Aragona. E notabile, come avvert Lambertini, De canon, ss. lib. 2, cap. 3, n. 4? cbe ili.
processo fatto dall'ordinario per la canonizzazione d'un servo di Dio, fu quello
di
s.

andare a vivere fra religiosi del medesimo ordine; ma la morte lo imped di effettuare il suo pio divisamento. Raingarda tostoch'ebbe ordinati gli affari deli

la casa, rinunzi al secolo,

ed entr

in re-

ligione poco
di Arbrissel;

dopo la morte del b. Roberto

ma

prefer l'altro
di

monaste-

ro di Marsignya quello

Fontevrault.

Nel rimanente di sua

Raimondo, perch 4

a'ioi

dopo

la
il

vita rese estenuato il suo corpo colle austerit della penitenza, e si adoper con tutte le sue forze a man-

sua morte, Pietro HI re d'Aragona e


concilio di
la

tenere quello spirito di compunzione che

Tarragona, ne domandarono
III.

porgeva

ai

suoi occhi

canonizzazione a Nicol

di lagrime.

una continua fonte Serviva alle sorelle con tanta


fossestata l'ultima di tut-

RAIMONDO,
lo
il
i 1

Cardinale. Denomina-

affezione,
te.
i

come

maestro e scrittore apostolico, nel marzo 58 Adriano IV lo cre cardinale diacono di s. Maria in via Lata, indi legato nella Spagna. Ader allo scisma dell'antipapa Vittore V, quindi sembra che ravvedutosi ritornasse all'obbedienza d'Alessandro III,

Dio ai 24 giugno i35,dopoaverricevuloroliosantoedil Viatico, ed essersi falla mettere sulla cenere. Non si vede ch'ella sia stata mai onorata di un pubblico culto per alcun
lo spirilo a

Rend

decreto solenne;

morendo

nel

164.

ma viene riguardata come santa nell'ordine de'cluniacensi, e dagli scrittori

RAIMONDO (s.) NosxATo,


le.

Cardina-

delle vite dei santi di Alvervita slata scritta

V. NoNNATO.

gna.
(la veo.),

La sua

con mol-

RAINGARDA
gna e
ciulla

vedova. Im-

ta eleganza
zio,

da suo

figlio

Pietro Mauri-

parentata colle principali case di Alverdi Borgogna, conobbe fino da fanil nulla delle umanegrandezze, ed non sospirava che la libert dei san-

ny, soprannominalo
santit di sua vita.

prima monaco, poscia abbate di Cluil VenerahUe per la


s.

altro
ti.

R AlNlERI DEL Borgo

Sepolcro
1

(b.),

suoi genitori la diedero in isposa a

cappuccino. Nacque nella cill di Borgo

VOL. LVI.

i62
s.

RAI
tore l'annoi 589.
lui

RAM
educafelici
Il popolo, sapula la di morte, fece a gara per impossessarsi di qualche brano de'suoi abiti; ed il corpo medesimo non sarebbe rimasto intie-

Sepolcro in Toscana, tli genitori virtuosi e poveri, circa il 1 5io, e ricevette al


sagro fonte
disposizioni
il

nome
che

di Santo. L'
s'j

zione cristiana aiul


,

bene

le

sue

fin dai
le

pi verdi anni

ro, se

il

vescovo del luogo non avesse or-

l'orazione
zie.

formava

sue pi care deli-

dinato che venisse rinchiuso. L'odore soa

Egli avrebbe desiderato di vivere ce-

ve ch'egli esal da quel

momento

ed

libe,

ma

per obbedire

al

padre
1

si

con-

miracoli operati per sua intercessione fe-

giunse in matrimonio nell'et di 8 anni. Dio per permise che una subitanea morte gli rapisse la sua sposaj laonde sciolto

cero pensare di dar opera alia sua beatificazione.


culto.

Papa Pio VII approv

il

di lui'

da questi legami, egli ne cerc di pi durevoli, e postosi in cuore di abbracciare l'istituto di s. Francesco , si present ai cappuccini del convento di Monte Cassale, due miglia lungi dalla citt, ove era solito recarsi ad orare, vi fu ammesso e
prese
il

RAlNOoRAlNERlOoRENIO,G//dinale.

Fu

creato cardinale prete de'

ss.

Marcellino e Pietro

da Pasquale

II

del

la

1099, e intervenne ai coiicilii di Guastale di Laterano. D'ordine del Papa conferm con giuramento l'estorto privile-

nome

di Rainieri.

11

demonio,

gio delle investiture ecclesiastiche, poscia,

geloso dei progressi del novello religioso


nella vita spirituale, agit l'anima di lui

approv co'suoi colleghi

residenti in
li

RoClu-

ma

l'elezione di Calisto

fatta in

con violente tentazioni; ma Rainieri, colla resistenza che vi fece, ne usc vittorioso, e si rassod sempre pi nella virt. Pie-

ny, e sottoscrisse
ta in
sica.

la bolla da questi spediLaterano a favore de'vescovi di Cor-

no di
la

rispetto per la regola a cui erasi soti

RAJA

RAY.Sede

arcivescovile del-

toposto, r osservava in tutti

punti colgli

la diocesi de'caldei, situata a'confini della

pi scrupolosa esaltezza. Nulla


si

pa-

Persia nelTabarislan.Credesi chesia l'an


tica Ilages

reva impossibile allorch

trattava di

de'medi, e

Tolomeo Seleuco

praticar l'obbedienza; ed era tanto


le
,

umi-

Nicatore passa per suo fondatore, perch


la

che per sottrarsi ne' suoi viaggi alle


la

fece ristabilire e ingrandire.

Fu una

testimonianze della pubblica venerazione,

delle citt pi considerevoli e pi popolate d'oriente,

che

filma della sua santit

gli

procac-

dopo Bagdad. Registra 4

ciavo, usciva innanzi giorno da'luoghi in

arcivescovi VOriens dir.

cui avea passato la notte, per timore che


la

moltitudine di popolo ond'era segui-

f. 2, p. 1292. Domenico, Cardinale. Nato iu Alcanitz, castello d'Aragona, per la sua

RAM

to, e le benedizioni

che

gli si

davano

fa-

somma

saviezza e profondit nel diritto

cessero entrare la vanit nel suo cuore.

civile e ecclesiastico fu fatto

vescovo di

Lo

spirito

d'orazione

lo innalz fino

ai

Hoesca, poi
di

di

Lerida, indi arcivescovo

rapimenti, e riemp l'anima sua delle pi


ineffabili dolcezze.

ne conosciuto
vi
si

il

Avendo per rivelaziotempo della sua morte,

re d'Aragona, ebbe

Tarragona. Morto senza figli Martino il primo luogo tra


i

giudici per decidere sulla successione del

la trascur

apparecchi con tranquillit, e nulperch essa corrispondesse al-

regno, a cui fu nominato l'infante di Castiglia

Ferdinando I,che

lo

mand amNominato

la santit della sua vita. Volle ricevere in chiesa la


tico, poi si

basciatore ne'regni di Napoli e di Casliglia,

comunione
rec
all'

in

infermeria

forma di Via, dove gli

quindi vicer di

Sicilia.

legato dall'antipapa Benedetto XIII per


la

fu amministrata l'estrema unzione, e Io


stesso giorno, sul finire di compieta, rese tranquillamentelospirito

convocazione d'un concilio ecumeni-

co,

alsuoCrea-

ben presto conobbe i sotterfugi dell'ambizioso pseudoponlefce.Mosso Mar*

RAM
lino
lo
lo.
I

RAN
neh 43o
nel
di peste

i63

Vdal suo
ai
ti

distinto merito,

cre cardinale prete de'ss. Gio. e Pao-

singolarmente distribu tutti i suoi denari ai bisognosi, spogliando ge-

Fu

comizi di Eugenio
a>fen
al

IV che

nerosamente l'abitazione delle suppellettili

443

lo

vescovato di Porto, do-

di valore e del

vasellame d'oro e d'ar-

po averlo il cardinale valorosamente difeso nel conciliodi Ilasilea, opponendosi an< che nei conci liod' A ries all'erronea opinione della superiorit del conciliosul Papa, con trionfale successo. Pieno di benemerenze mor in

gento. Contribu a molle opere pieemorj


in

Roma

nel

-^oo, d'anni 60, sepolto nel

Roma

nel

144^)

^' circa

dove sotto l'arco posto al manco lato vedesi 1' avello e nel pavimento l'effigie scolpita in marmo cogli abiti pontificali, con lungo epitafllo in versi nella
suo
titolo,

100 anni,
tista e

e fu sepolto nella basilica La-

vicina parete.

leranense, avanti l'altare de'ss. Gio. Bat-

RAiXALDOoRAlXALDO,
le.

Car^mrtil

Gio. Evangelista, con breve iscri-

Pasquale

II

del

099

lo

cre cardinale

zione.

prete di

RAMATA.
ne, sotto
il

Sede vescovile di Palestipatriarcato di Gerusalemme,

cilio

s. Clemente, e sottoscrisse Laterano deh i 12.

con-

RAiNDOALBOoRANDOALDO(b.).
P^.

monte Efraim. Fu patria di Elcana e Anna genitori del profeta Samuele che quivi eresse un altare al Signore, e di GiosefFo e Nicodemo che deposero Ges Cristo dalla croce. Il duca di Borgogna Filippo vi eresse un tempio ai ss. Quaranta martiri, che die ai
giace alle falde del
francescani. Altro sontuoso tempio fu edifcato in

Gekma\o(s.), martire.

RANGERIO
nale. Francese e
di

RAUGERIO,
di
s.

Cardi-

monaco

Benedetto

Tours, pass per alcun tempo nel

mo-

nastero della Cava presso Salerno. Te-

nulo in grande estimazione da Urbano II deh 088, lo cre cardinale prete e verso ih 090 arcivescovo di Reggio. Neh 091
si

onore

di

s.

Gio. Battista.
i

E-

trov alla solenne dedicazione della

retla la sede vescovile sotto

crociali, nel

secolo

ne fu vescovo Roberto delia regia stirpe de'normanni, ornato di emil

XI

iienli virili. Terzi, Siria sagra p. 2 32. Ramata, Ranialen, ora un titolo vescovile m/7rtr/ii^ sotto il patriarcato di Gerusalemme, ed a'27 marzo 1846 Gre-

ss. Trinit di Cava, fatta dal Papa, per commissione del quale consagr r altra chiesa di s. Maria. Dipoi fu al concilio di Clermont, ed a quello di

chiesa della

Guastalla
la

deh

106. Ignorasi l'epoca del-

sua morte.
Pi

ANCONE LAyDoiTo,Cardinale. MoUrbano


s.

gorio

XVI

lo confei al

coadiutore del
stra-

denese,

II

deh 088

lo

cre car-

vicario apostolico del

Siam occidentale,

dinale prete di

Lorenzo

in Lucina, co-

alunno del seminario delle missioni


niere.

me
di
di

fornito di eccellenti talenti, di virt

e di cristiana piet. Sottoscrisse le bolle

RAMPINO

Enrico, Cardinale. Di

Pasquale
s.

II,

neh 106
i
i

pel

monastero
di
s.

Tortona, per la straordinaria sua dottrina e prudenza nel i4i3 fu fatto da Giovanni XXIII vescovo della propria patria, e nel

Egidio, nel

Benedetto di

07 per quello Mantova.

RANGONl Gabriele, Cardinale.Nacque da


onesti genitori in Chiari, diocesi
di Brescia, e

1437 da Eugenio IV

di Pavia, a-

ove
gli

si

occup con istupore universale

non furtivamente dal conte


prime famiglie del
s.

studi della giurisprudenza e della teo-

Rangoni

di

Modena, essendo sua madre

logia. Trasferito

neli443

all'arcivesco,

di casa Fogliati delle

vato di Milano da detto Papa

a'

di-

luogo. Vestito l'abito francescano, con

cembre 1446 'o cre cardinale prete di s. Clemente e legato di Lombardia. Vero padre de^poveri, in tempo di fame e

Giovanni da Capistrano pass in Ungheria, dove avendo