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C3 Y&é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LV.

IN VENEZIA
BALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLII.
^ S* \ * > v ^j
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

POV POV
1 OVERO. Egens, Egenus, Inops, sono fare dal cristiano, tanto comandate,
Mendicus, Pauper.Cheha scarsità e man- quanto eseguite di propria elezione, e che
camento delle cose che gli bisognano; formano l'osservanza della legge e l'eser-
contrario di ricco. La povertà volontaria cizio delle virtù, soglionsi anche riportare
a
è lodata nel vangelo, come la i . delle a 3 soli capi, cioè all'orazione, al digiu-
beatitudini. Gesù. Cristo l'ha santificata no, all'elemosina ; nella parola elemosi-
nella sua persona e in quella de'suoi ge- na s'includono tutte le opere di miseri-
nitori, in quella de'suoi apostoli e de'più cordia corporali e spirituali. Vi sono dei
perfetti discepoli. Mala povertà involon- poveri industriosi e onesti che vivono del-
taria, soprattutto quando essa è estrema, le loro braccia, ma non tutti apparten-
è uno scoglio sì grande perla virtù, che gono a questa classe; vi sono molti di
Salomone domandando a Dio che lo pre- quelli che quantunque il vogliano non
servasse dagli scogli contro quali corrono
i possono guadagnare il pane coli' opera
pericolo di urtare coloro che posseggono delle proprie mani, ed altri che quantun-
grandi ricchezze, lo supplicò altresì per- que molto fatichino, non giungono però a
chè non permettesse d'essere esposto ai procurarsi il necessariosostentamento. Di-
pericoli d'una estrema miseria. La pover- ce ilcardinal Monchini, Degl'istituti di ca-
tà è considerata in alcuni luoghi della s. rità, che questi secondi a parlar propria-
come un castigo e talvolta co-
Scrittura mente diconsi i poveri : e perchè gli ope-
me una prova. Non vi è nulla di più rac- rai possono facilmente cadere in questa
comandalo nella legge antica e nuova condizione, a voler abbracciare il sog-
quanto l'elemosina e la compassione pei getto nella sua universalità, non vi si pos-
poveri; essendo l'elemosina un douo fat- sono escludere. Ma lo statode'primièan-
to ai poveri per motivo di carità e per sol- cor più infelice, e voglionsi dinotare con
levarli. Mg. r Bronzuoli, Istituzioni cai' più accurato termine indigenti. In una
toliche, dice che le buone operechesi pos- parola, indigente è quegli che nou ha nul-
4 pov POV
la e però si trova in estrema necessità,; del cristianesimo; che la moderna filan-
povero chi ha poco e però si trova in ne- tropia non da
è già quella carità tanto
cessità anch'egli, ma solo comune: la re- Gesù Cristo raccomandata, quando dis-
ligiosa carità invita al soccorso dell'uno se: ama il tuo prossimo come te stesso,
e dell'altro. Sembra che nelle provincie fa del bene a tutti per amor mio. I ne-
d'oriente, culla del cristianesimo, si apris- mici del cristianesimo, gelosi della virtù
sero i primi pietosi asili e si destinassero ch'esso insinua, soppressero il nomedi ca-
ai Pellegrini (V.): ben presto vi si prese rità, sostituendo quello di filantropia. Ma
cura altresì degl'infermi, quindi degli or- fu la caritàcristiana che innalzò tra noi gli
de'mendi-
fani, de'vecchi, degl'invalidi, asilide'poveri ede'malati, degli orfanelli e
ci. Col volgere del tempo furono istituiti delle vedove, e vennero in soccorso di detti
Ordini militari ed equestri (f), non che asili i moderni, quando si trattò di presie-
ospitalari per esercitarsi nell'ospitalità e dervi per lucro e interesse, diminuendo
nel ricovrare i poveri malati. Galvagni, così quelle rendile destinate al sollievo
Il povero, distingue due sorte di poveri, Questa tanto celebrata filan-
degl'infelici.

di Gesù Cristo e del demonio. I poveri tropia non ha indotto sin qua alcuno a
di Cristo, pazienti, umili, modesti econ- consacrarsi Missionario (F^),o suora del-
tenti dello stato in cui si trovano posti dal- la Carità(F.), per tutto il corso della vi-

la divina provvidenza e del sussidio che ta a traversar mari, a curare le più schi-
ricevono, non si saziano di ringraziareld- fose malattie, a sprezzare il pericolo del
dio e benedicono quelli che lo fanno. I contatto pestifero e della morte; e ciò
poveri del demonio, nemici del buon or» non per acquistar la fama del mondo, ma
dine, infingardi, mentitori, ubhriachi e per piacere a Gesù Cristo, cjie fu piagato
disonesti, mormorano sempre, non sono e confitto in croce per noi. La Chiesa com -

mai contenti, sempre petulanti; se rin- balle nelle sue causela povertà, ma vuole
chiusi in qualche stabilimento di pubbli- che si rifletta che il Salvatore nacque po«
r
ca beneficenza, maledicono i fondatori e veroin un Presepio[J .) per insegnar la po-
gli amministratori. Mg.rCiofi vescovo di ca stima ch'ei fece de'comodi terreni; essa
Chiusi e Pienza osserva in una pastora- vuole che si rifletta, che se nascemmo tra
le, che la Chiesa fino dal suo principio gli agi fu pure suo dono, che di questo
mise in onore la povertà, visto nascere dono facciamo parte ai poverelli che lan-
nella miseria il Redentore: essa sa che vi guiscono; che Gesù Cristo reputerà fat-
saranno sempre tra noi de'poveri, sa che to a se stesso quanto faremo ai disgra-
bene spesso la povertà è il frutto de'vizi ziati e ci colmerà di premi. La Chiesa

e delle passioni; e mentre combatte le vuole e comanda che si soccorrino mi- i

cause e gli elFetli, porge benefica la ma- seriche per malattia o altri casi sonoespo-
no a chiunque ne rimase vittima quan- sii a strettezze. La beneficenza è un do-

tunque volontaria. Insegna che la cari- vere pel ricco, per lo stalo. nel limite di
tà è il vincolo della perfezione, che uni- sua potenza, un benefizio della religione
sce e conserva le altre virtù, per cui l'uo- che comanda di porgere aiuto ai nostri
mo si rende perfetto; insegna l'amore ai simili bisognosi. Ma il socialismo o Pan'
patimenti, e addita i tesori di virtù, a'qua- teismo {V-)> il più assurdo e funesto tra
li nascosti nella povertà e nel dolore apre i vaneggiamenti, dice all'uomo: tulli i
la via colla povertà volontaria e colle vo- beni di questo mondo sono di tuo dirit-
lontarie privazioni. Applaude a tutte le to; la proprietà è furto. La religione al

sagge prove che la società immagina a contrario proclama: ama il tuo prossimo,
miglioramento della miseria, chiede solo comanda con dolcezza se devi comanda-
di esservi unita, onde prestarvi lo spirito re, obbedisci con gioia se devi obbedire,
d

POV POV 5
il mio regno non è di questo mondo, il Pranzo poveri nel proprio Palazzo a-
ai

più umile della terra sarà il più innal- poslolico, oltre la Lavanda de'piedi (V.).
zato nel cielo. Ad Elemosina discorsi del precetto e vir-
Roma
centro della religione d'amore, tù dell'elemosina a chi può farla, e del

che ha per principio l'amar il proprio si- vantaggio immenso che se ne ritrae. Che
mile come se stesso, seguitando la vera le Oblazioni (Pedi, dicendo a questo ar-
indole della carità cristiana, ridonda di ticoloche la Chiesa le ricusò da quelli
venerande e benefiche istituzioni versoi che opprimevano poveri eche questi era-
i

poveri e gl'infelici. E ben può dirsi cat- no dispensati dalle oblazioni) si divide-
tolica la carità romana, poiché quasi tut- vano in 3 parti (quanto alla durata di tal
te le nazioni contribuironoa fondarvi uti- disciplina V. Palazzo), una delle quali
li istituti, Ospizi, Ospedali, Collegi, Do- pei poveri e Pellegrini (V.). Avvertirò
ti (F.) e altri soccorsi, essendo grandis- con Berlendi p. 170, Delle oblazioni, che
simo il numero delle Arciconfraternile i poveri non avendo che olferirepel sa-
e Confraternite che fra gl'istituti limosi - grifìzio se non il desiderio, acciò non re-
nieri tengono il primo luogo, come per stassero privi del frutto del sagrifizio, il

opere di carità cristia-


l'esercizio di tante sacerdote per renderli partecipi in tal mo-
na, anche a vantaggio delle Verghile Ve~ do a Dio li raccomandava: Suscipe Deus
dove {V.), e d' ogni specie di bisognosi. miniera eorum,qui offèrre volunt, et non
] Papi luminosamente cooperarono alle habent. Ciò anche in ordine ai defunti,
tante belle opere che risplendono nell'al- cheavendoavutoun tal volere, non han-
ma città in favore de'poveri d'ambo i ses- no avuto poi il potere; poiché essendo an-
si, col proprio peculio, con l'erario pub- che poveri membri della Chiesa, non era
i

blico e colle casse de Lotti (F.), della Da- conveniente chele loro anime restassero
teria e de Brevi (F.)j cardinali, prelati, senza sulfragio perchè lóro parenti si pre-
i

signori e persone d'ambo ne imi-


i sessi sentavano senza oblazione. Inollrea Ele-
tarono i generosi esempi, come vado ce- mosina ricordai le antiche Collette(F) o\e
lebrando quanta questa mia ope-
in tutta si facevano le Collette questua (F.) pei :

ra. E impossibile impresa il volere no- poveri; la grande carità de'primi fedeli, si-

verare tutte le limosine, che sotto svaria- no a vendersi Schiavi(V.) per nutrire ipo-
te forme e maniere si distribuiscono ai veri; delle necessità di questi, delle provvi-
poveri d'ogni specie nella beneficenlissi- denze prescsull'elemosineda'concilii, e su-
ma Roma, oltre le private largizioni pe- gli antichi accattoni dissi pure delle mae-
:

riodiche o mensili d'ogni ceto di perso- stre pie, dellespezierie, de'medici, chirur-
ne. Ad Elemosiniere parlai dell'uffizio gi e levatrici pei poveri di tutti i rioni, dal
dell'elemosiniere, dell'antico Sacellario Papa regnante attribuitealmunicipioro-
cui spettava dare le limosine del Papa, mano. 1 Diaconi Cardinali (F.) furono
poi chiamalo Elemosiniere del Papa(F.), istituiti dai Papi, dopo quelli degli apo-

e degli elemosinieri de'sovrani. A questo stoli, anche per soccorrere ipoveri,e pren-
articolo feci la storia di tale ministro e der cura degli orfani e de' pupilli, onde
della Elemosineria apostolica. Dei tanti ebbero case, ospizio e ospedale per ricet-
diversimodi e tempi dell'elemosina fatta tarli, alimentarli e curarli, presso le Dia-
esemplarmente dai Papi colle stesse lo- conie [V.), essendole maniche larghe del-
ro mani, essendone restata memoria nel la dalmatica simbolo di loro liberalità;
Succintorio (V), o per mezzo d'altri con mentre le Diaconesse (F.) presero cura
ispleudida generosità e animo veramen- delle povere orfane. A Matricola (V.)
te paterno; avendo notato quali Ponte- ragionai ancora di quella che ne' primi
fici vi si distinsero, siuo a imbandire il secoli della Chiesa conteneva la lista dei
6 POV POV
poveri de'due sessi, alimentati a spese del- quelle del proprio onorevolissimo uilicio.
la medesima, specialmente le vedovee pu- A Mantellone non solo meglio dissi del
pilli,con rendite chiamate vialricularii, suo abito, ma che non può ammogliarsi
nella casa detta Matricida pauperum
,
dopo essere insignito della carica. A Go-
contigua al tempio, ove abitavano que' po- vernatore di Roma egualmente ne tenni
veri denominati matricolari. A Difenso- proposito, comechè fece parte del suo tri-
re parlai purede'difensori de'poveri e del bunale,inun agli altri procuratori dei po-
popolo, non che della Chiesa, come quel la veri subalterni, dicendo del loro accesso
chesempre prese la protezione de'poveri, alla visita delle prigioni, nonché alla visita
afflitti, vedove, orfani, contro gli oppres- generale delle carceri con altre notizie. O-
sori, potendo giudicar le cause tra'poveri ra fa parte del Tribunale crimina le di Ro-
e il popolo minuto sino a una certa som- ma, componendosi la procura de' pove-
r
ma. Il Patrizio di Roma (P\) doveva di- ri, di mg. Filippo Baffi avvocato de'pove-
r
fenderei poveri. A Possesso de'Papi ram - ri, edi mg. Bonaventura Orfei avvocato
mentai l'anlico rito di tal funzione, di dei poveri coadiutore d'Orvieto, di 4 Pro-
spargere monete al popolo, con versetti curatori de'poveri, d'un procuratore ag-
risguardanti i poveri. A Difensori della giunto, d'altro onorario, del procuratore
chiesa romana istituiti ne'pi imi suoi tem- dei poveri per la carità de' carcerati, e del
pi, notaiche loro spettava patrocinar le sollecitatore delle cause de'poveri. A No-
cause anche de' poveri, perciò spediti dai menclatore dissi che a lui è succeduto l'av-
Papi in remote parti per accorrere inaiulo vocato de' poveri, altri dicono 1' Uditore
a quelli che imploravano l'autorità della della camera: il nomenclatore cavalcava
s. Sede. Ivi dissi ancora de'7 difensori re- vicino al Papa per ricevere Memoriali i

gionari di Roma, o meglio sta-


istituiti [V.) di chi avea bisogno di aiuto, di gra-
biliti da s. Gregorio I, che si mandava- zia o di soccorso. Cartari, Syllabum ad-
no per le provincie anche per distribui- vocalorum s. Consistorii, riporta le no-
re ai poveri i danari lasciati dai testatori, tizie di molti avvocati de'poveri, profon-
e come a questi difensori successero gli di giureconsulti, insieme a quelle del dot-
avvocati concistoriali (V.). A questo ar- tissimo padre di Paolo V, cioè Marc'An-
ticolo parlai di uno del medesimo cospi- tonio Borghese decano degli avvocati con-
cuo collegio, che funge l'antichissimo e ri • cistoriali, che si meritò il titolo di padre
levante ufficio di Avvocato de poveri, per e protettore de'poveri: nel moto-proprio
l'obbligo che ha di difenderli, massime se di elogio splendido di s. Pio V, ed in cui si

carcerali o condannali a morie, dicendo parla delle grandi sue benemerenze e del-
che prima avea parte doppia dal palazzo le attribuzioni e prerogative del nobile e
apostolico, come famigliare del Papa, con meri torio uflìzio.questo magistrato si chia-
altroché lo riguarda. Morcelli lo chiama ma Advocati pauperum, uffizio stabilito
advocatus plebis, advocalus populi, ad- ab antiquo, ad defensionem pauperum,
vocatus public. A Concistoro lo ricordai praesertim carceratorumj e uella lapide
per le perorazioni che vi fanno perle Ca- sepolcrale, Magno pauperum advocalo.
nonizzazioni, e di quelle che si fecero Garampi, Osserv. delle monete poni. p.
sino ad Urbano Vili su gravissime cau- 278, nel documento della zecca di Roma
se criminali. A Camera apostolica ripar- del i545j rogato da diversi camerali e
lai dell'avvocato de'poveri per appaile- dall'avvocato de'poveri Gio. Luigi d'A-
nerea quel tribunale,del suo posto in cap- ragona, che lo era fino dal 1 l'òi, avverte

pella pontificia, del suo titolo di monsi- che i De Rubeis nel Defensor redivivus,
gnore e abitodistinto di manlclletlone, e Roma 1657, a p. 28K nel darci il cata-
che non può trattare altre cause olire logo di quelli che hanno esercitato l'uf-
POV POV 7
avvocato de'poveri nella curia ro-
fizio di far orazione ed essere ammessi alla sa-

mana , essendo assai digiuno quanto ai gra mensa insieme coi principi. I poveri
tempi più antichi e senza notare il tempo abitavanoallora fuori della Porta Ostien-
in cui visseciascuno, ne riportai seguenti, se e la Porta Trigemina, e vi riceveva-
e potranno servii edi supplemento a detta no la limosina, come attestano Plinio e
opera e a quella di Cartari. Gio. Bruni Plauto, dicendo Ammiano che poi la lo-
Doknsis advocatuspauperum in romana ro abitazione fu trasportata al Vaticano.
curia seguitò Papa Urbano V allorché da I poveri di ciascun rione di Roma, sta-
Avignone si trasferì a Roma nel 1367. vano sotto la cura di 7 cardinali diaconi;
Gio. deMilisdi Eugenio IV. AntonioRo- il Papa ne sapeva il numero, e soste- li

sellid'Arezzo insignegiureconsulto. Lelio neva abbondantemente. Papa s. Solerò


della Valle del 1472. Francesco Pellati del 175 fu sommamente liberale co'bi-
da Padova del i479- Coronato Planca sognosi ed aumentò generosamente il pio
ammesso nell'officio da A lessandro V nel I costume usato fino dalla nascente Chiesa
i495. Paolo Planca del i5o4; gli suc- dai 12 suoi predecessori, nel soccorrere
cesse nel 1 5i 1 Melchiorre Baldassini. Ve- con copioso sovvenimento i poveri, anche
spasiano Cesi del 1 53 Pietro Paolo San-
1 .
di rimotissimi luoghi e nelle più lonta-
guinei del i548. M. A. Borghese sud- ne parti del mondo. Malgrado le perse-
detto lo era già nel 1 54*). cui successe nel cuzioni nel pontificato di s. Cornelio del
1574 Lorenzo Campeggi arcidiacono di 254 in Roma si contava numeroso clero,
Bologna. Vedi Plettemberg, Notitiacon- i5oo vedove e moltissimi poveri , tutti

greg. p. 55 1 , De procuratore pauperum, mantenuti dalla pietosa carità della chie-


parlando di questo e di quello del soda- sa romana. Nel concilio romano tenuto
lizio di s. Girolamo della carità. Piazza da s. Silvestro I alla presenza di Costan-
a
riell'Eusevologio trat. 3 cap. 5: Del- , tino, venne stabilito che la 4- parte del-

l' avvocalo e procuratore de'poveri, eru- le rendile della Chiesa fosse impiegata a

ditamente discorre di loro origine e pre- beneficio de'poveri e degl'infermi. Nel


gi, come di quanto fecero le altre nazio- 4oo circa si aprì in Trastevere un Ospe-
ni, anche gentili e idolatre per la difesa dale pei malati, mentre altri se ne erige-
de' poveri. Del modo come procedono vano a Ostia ed a Porto, quali istituti i

alla difesa de' poveri, colla prescrizione se cedono per anteriorità di tempo a quel-

di s. Pio V
che debbono rilasciarsi car- i li aperti in oriente, furono al certo pri- i

cerati per debiti se non sono mantenuti mi d'Italia e delle regioni occidentali. In
in prigione dai creditori, in uno alle be- Roma le più nobili e antiche matrone, i

nefiche disposizioni degl'imperatori e dei patrizi e persone consolari, e soprattutto


Papi. Riporta il giuramento imposto da i Papi, furono esempi di carità fin dai pri-
Innocenzo li agli avvocati e procuratori mi secoli e in ogni tempo, imperocché in
de' poveri, non che le belle prescrizioni Roma si tenne sempre carissima questa
di Paolo V all' avvocato de' poveri per splendida eredità trasmessale da'suoi il*

la loro difesa e patrocinio, dovendone vi- lustri antenati, sicché può affermarsi con
sitare spesso le carceri o per mezzo de- sicurezza che nessun'allra metropoli ne
gli altri procuratori o sostituti. fu più doviziosa. Nicolai, Meni, sull'an-
Dal Rinaldi si apprende come sin dal nona di Roma, celebra i frequenti sussidi
principio del cristianesimo solevano i po- che Papi distribuivano alla plebe di Ro-
i

veri mendicar fuori delle chiese nel por- ma, specialmente in tempo di calamità,
tico, non essendo loro lecito entrare in sino dai primi secoli della Chiesa, e delle
chiesa a domandare limosina, bensì co- loro paterne cure ne'tempi di carestie, on •

me agli altri era loro aperta la chiesa per de provvedere la città de'generi necessari
9
1

8 PO V POV
ni sostentamento. Nel L 3, p. 377 e seg. gine in pregiudizio della coltivazione del-
degli Alti di archeologia si contengono le terre, indusse Augusto a ridurre tali

le 3 seguenti erudite e importanti disser- distribuzioni frumentarie per quadrime-


tazioni. Di Nicola Ratti, Sopra gli stabi- .° quin-
stri. Nérva però fu il 1 istitutore,
limenti di pubblica beneficenza degli an- di Traiano, dei sussidi alimentari a van-
tichi romani: Delle opere" di pubblica be- taggio di Roma e degli oppidi d'Italia pei
neficenza de' cristiani de'primi tre secoli. poveri d'ogni età, oltre i congiariodonio
Di Giuseppe de Mattheis, Sulle inferme- largizioni di grano e altri generi, che go-
dai mo-
rie degli antiehie loro differenza deva la capitale (larghi donativi che ave-
a
derni ospedali. Nella i. Ratti, nell'illu- vano luogo nelle festi ve ricorrenze, e di cui
strare gli stabilimenti di pubblica benefi- trattai altrove, gratificazione che la prepo-
cenza degli antichi romani, diceche non tente soldatesca e la turbolenta e petulan-
ve ne furono sotto la repubblica, in cui te plebe pretese poi per obbligo). Quest'e-
a Roma non v' erano indigenti e persone sempio fu imitato da molti ricchi privali
prive d'ogni maniera di sostentamento, romani edi non poche città d'Italia, ed A-
uè oziosi a carico dello stato, perchè ogni driano favori e protesse questa beneficen-
cittadino dovea esercitare un impiego o za, cosi Antonino eM. Aurelio, de'quali
un mestiere, almeno e quasi tutti erano le rispettive mogli si distinsero per que-
agricoltori e militari. Nondimeno nel voi. sta parte al pari di loro. Tutto variò sotto
IX, p. 264 riportai l'erezione del tempio Comodo, che non prendendo cura degli
alla Pietà romana, in onore di quella fi- afFurj, molto meno si occupò della pubbli-
glia, che alimentò il carcerato genitore, ca beneficenza. Nella peste poi che nel 8 1

portandosi poi alla propinqua Colonna afflisse I talia, per morte perirono padro- i

lattaria del Foro Olitorio i bambini spu- ni de'terreni che corrispondevano annuo
ri per trovare le nutrici (della pia casa censo agi' istitutialimentari, e niuno ac-
degli esposti trattai a Ospedale di s. Svi- correndo a rimediarvi cessarono a un trat-

bito). Col declinar della repubblica ab- to le rendite, per cui Elvio Pertinace fu
bandonate le antiche virtù, la sobrietà, costretto farli cessare. Dipoi nel secolo IV
e introdotto il fatale Lusso^P^.), si scon- sMncontrauo esempi di distribuzioni fru-
volse e disorganizzò l'ordine pubblico; a mentarie sotto gl'imperatori cristiani. A
tuttociò si aggiunga la popolazione man- queste beneficenze sovrastava il prefetto
data alle colonie 3 le guerre civili e le pro- degli alimenti. Il mensile assegnamento
scrizioni, che fecero restare prive di sussi- del vitto della femmina era un terzo meno
stenza una classe di persone, che necessa- del maschio, mentre i maschi alimentari
riamente ricadde a carico delle altre clas- erano nel numero di gran lunga superiore
si de'cittadini e del pubblico, sì in Roma a quello delle femmine e poco più della
che nell'Italia. In questo stato trovavasi io." parte. Al convitto alimentare non
la regione quando Augusto divenne im- si ammettevano due sessi prima de'
i

peratore, il quale compassionando la mi- anni, e ne godevano sino al i41efemmi«


seria di tanti infelici, nel fare il giro del- ne, sino al 18 i maschi, cioè gl'italiani,

l' Italia fece una distribuzione pecunia- mentre gli abitanti di Roma sino dall'in-
ria a ciascun padre di famiglia in pro- fanzia si ammettevano alla percezione.
porzione del numero de'figli, e colla plebe Ratti crede che in alcuni luoghi d' Ita-
di Roma fu più generoso, ed in tempi di lia i fanciulli e fanciulle povere fossero
carestia dispensò grano, gratuitamente alimentate in case di convitto, avendosi
o a bassissimo prezzo, com'erasi talvolta in mira l'educazione peraverne utili citta-
praticato dalla repubblica mensualmen- dini altri istituti alimentari furono ope-
:

te. Ciò fomentando l'ozio e l'infinga! dag- ra di privati cittadini. Ma di questi stabir
PO V POV 9
menti di pubblica beneficenza di Roma
li mariti, moltissimi fanciulli de'loro geni-
pagana, n' ebbe assai piùe piùpregievoli tori, quindi come già rilevai, dall'unione

Roma cristiana fin dai primi secoli; pri- i de' fedeli e dalle chiese particolari erano
mi furono l'è (Ietto di sentimenti d'urna* mantenute le vedove egli orfani de' quo-
nità, i secondi il prodotto dello spirito tidiani alimenti e dell' occorrente vestia-
di carità evangelica , sentimento tanto più rio ; beneficenza che si estese per tutta
nobile, perchè della legge di natura è più quanta la Chiesa, e finché il bisogho lo ri-

perfètta la legge di grazia, onde dai pri- chiese, dimostrandosi maggiore la libera-

mi cristiani si aprì vasto campo alle più lità de'cristiani verso gli orfani de'mar-
a
belle opere di beneficenza. JNella 2. dis- tiri. Questi alimentati non vanno confusi
sertazione Ratti fa considerare, che in- coi mendici pubblici, che si radunavano
nanzi che la religione di Cristo divenisse presso le carceri de'confessori, o avanti i

quella dell'impero pacificamente, e fin- monumenti de'martiri, e vi ricevevano la


ché fu punito il pubblico esercizio di es- limosina da'fedeli che in folla viaccorreva-
sa, fu allora che più risplendette la fra- no, in quella guisa medesima che poi il

terna carità de'fedeli tanto inculcata dal luogo destinato ai mendici fu il portico
divin legislatore, e lasciò esempi così lu- esterno delle chiese dopo l'atrio, aderen-
minosi, che invano se ne cercherebbero di tealle porte delle medesime. Interessòpu-
simili nelle altre religioni. Ricorda la ge- re il cuore benefico de'primitivi cristiani
nerale e spontanea comunione de'beni che tutti quelli che per vecchiezza o infermi-
fu introdotta sotto gli apostoli, che trat- tà erano divenuti inabili a esercitare un
tai aDiacono, a Gerusalemme ove inco- mestiere, dal quale potessero ritrarre il

minciò, e negK articoli relativi (a Disci- sostentamento. La beneficenza degli an-


plina regolare parlai della vita comune tichi cristiani era diretta a sov venire i veri
del clero),con generale vicendevole bene- impotenti, di venuti tali o per moti vodelle,
ficenza, che si rese necessaria ne'secoli di persecuzioni o per cause naturali; quei
Persecuzione (F.)j mentre pii personag- che lo fossero stati per inclinazione alla
gi e divote matrone ne' propri fondi die- "vita oziosa o per avversione al travaglio,
rono onorata sepoltura ai martiri e altri non entra vano in questo numero. Agi' in-
defunti, edificando Cimiteri e Catacom- fermi somministra vano necessari alimen- i

be {V.). Ricorda l'istituzione di Papa s. ti e nelle proprie case apprestavano loro


Fabiano de'7 memorati Diaconi della gli opportuni rimedi,amorevolmeute ser-
Chiesa romana, terminando la comunan- vendoli nelle cose più vili , non esclusi
za de'beni ne'primi del IV secolo al fi- quelli che cadevano malati nelle Pesti-
nire delle persecuzioni (dopo le quali i soc- lenze (f-), imitati dai posteriori Ospe-
corsi della privata beneficenza non furo- dalieri e Ospedaliere {V.). Pei medesimi
no più sufficienti al sollievo delle umane primi cristiani fu opera benefica la pub-
miserie, o per l'aumento de'bisognosi o blica ospitalità, quale fu praticata anche
perchè si scemò il primo fervore della ca- dagli antichi romani e da altre nazioni ,
rità, di che si lagnò s. Gio. Crisostomo, come dissi a Ospizio. Fu tanto affettuo-
in Manli. 27, io, Homil.25). Car- JNelle sa ed esemplare, clie mosse l'invidiosis-
ceri (F.) i Confessori della Ftde{fr.) ri- simo Giuliano apostata, per fare risorge-
ceverono ogni sorte di aiuto dai loro fra- re il paganesimo, ad ordinare al sacerdo-
telli, così quelli condannati negli scavi ad te degl'idoli Arsace, di stabilire in ciascu-
metallo, sormontando per questi carita- na città case o ospizi pei pellegrini e pei
tevoli uffici i più grandi ostacoli e gravi poveri, affinchè i gentili non fossero in
pericoli. A cagione de'frequenli martini, ciò inferiori ai cristiani, come toccai a
moltissime donne rimasero prive de'luro Ospedale. Ad evitar le frodi depellegri*
io POV POV
ni impostori, anche i cristiani usarono le Iute, come Apollo, Se-rapide, Minerva,
tessere ospitali e poi le lettere formate, Lucina, ec: ivi accorrevanoin folla gl'in-

ed in Roma si esercitò mirabilmente l'o- fermi d'ogni specie, per esser guariti dal
spitalità,ove accorrevano i fedeli qual cen- medico potere di que'numi, che lo eser-
tro del cristianesimo e capitale dell'im- citavano per mezzo de' loro sacerdoti fur-
pero, d'onde ebbero origine i tanti ospe- bi e avidi de'grandidoni che percepivano
dali e ospizi che vanta, come descrissi a per l'interpretazione de'sogni e pei rime-
Ospedali di Roma, a Ospizi di Roma, a Pel- che insegnavano,
di vani e superstiziosi
legrinaggio parlando delle case e bagni onde Luciano chiamò il tempio d'Escu-
(questi si erigevano presso le chiese per lapio in Pergamo: bottega del nume. In
lavarvi pellegrini, come notai a Lavan-
i Roma fu prescelta l'isola Tiberina, fra i

da delle MANi)convertiti in alberghi ospi- ponti Cestio e Fabricio, a contenere il

tali alle radici del Viminale ed Esquili- tempio e la casa d'Esculapio, ove surse
no, regione in cui secondo Baronio esi- poi \' Ospedale di s. Gio. di Dio, tanto
stevano molti alloggi de'pellegrini, ma non benemerito dell'umanità languente,men-
pare essendo piuttosto la Vaticana. A tre iviesponevano o abbandonavano gli
si

Palazzi di Roma accennai le provviden- schiaviincurabili, che! se guarivano di-


ze de'Papi contro gli abusi de'proprietari venivano liberi. I ricoveri e infermerie
delle case, a vantaggio de'pellegrini e dei presso i templi sorgevano ne' luoghi più
a
poveri. Nella 3. dissertazione il doti. De salubri, con bagni, abitazioni e altre co-
Mattheis sulle infermerie o ricettacoli di modità. Essendo tenuti per santuari, il

infermi presso gli antichi, a differenza dei non ricuperare lasanitàeilmalesitodella


moderni ospedali, prova che vi furono cura si ascriveva a mancanza di fiducia
presso i greci e presso i romàni, e spe- o di obbedienza alle prescrizioni. Sulle
cialmente dopo che le malattie divennero porte o parelio colonne di questi templi,

assai frequenti, anche pegli schiavi, per detti anche Asclepii, a pubblico vantag-
interesse de'proprietari più che per uma- giosi scrivevano i farmachi di nuovo sco-
nità, avendone pure il bestiame ammor- perti, e con iscrizioni si scolpivano le sto-

bato, chiamandosi siffatti ricettacoli va- rie delle guarigioni. Altre infermerie era-
letudinarium : anche le milizie ne dovea- no quelle di ricchi proprietari, destinate

no avere pei' accogliere i feriti e gl'infer- a ricevere i loro servi malati. Ma il bal-
mi. Presso gli antichi le case stesse dei samo soavissimo della carità che dirige
medici e le loro officine o botteghe servi- i nostri stabilimenti di tal genere, non
vano a ricevere i malati anche a dimora, era conosciuto dai gentili : sotto l'influs-
per meglio assisterli e sottoporli a cure so benefico di tal sentimento, provenne
più o meno lunghe, come al presente si una nuova specie di ospitalità e di bene-
pratica da alcuni medicj di Germania e ficenza , unicamente a favore della po-
di Francia, a convitto o pensione. In que- vertà e del bisogno. GÌ' infermi più po-
sto senso adopravano gli antichi la paro- veri ,
più schifosi , i più derelitti , i più
la Medicina (V.), vale a dire officina di incurabili, sono nella morale cristiana i

medico fornita d'istromenti e di farma- soli prescelti e distinti. De Mattheis ri-

chi, oveaccoglievansi gl'infermi o per me- tiene che avanti il IV secolo e di s. Fa-
dicarli o per curarli se vi restavano , lo biola, che celebra prima istitutrice degli
che accennai a Medico. Però veri ospe- i ospedali in Roma anzi del cristianesimo,
dali e le pubbliche infermerie degli an- ne in oriente, ne in occidente esistessero
tichi greci e romani erano i templi delle tra'cristiani case e ospedali particolar-
deità salutari, come Esculapio, i suoi fi- mente destinati a ricevere infermi, mas-
gli, ed i numi protettori dell'umana sa- sime i poveri; bensì pare che in oriente
POV POV . t
J
oltre i luoghi per accogliere i forestieri toni de tempi antichi, già parlai a Elemo-
e pellegrini che si recavano a visitare i sina.
santi luoghi di Palestina {V.), dipoi si A Elemosiniere del Papa riportai mol-
moltiplicassero le infermerie e ospizi dei tide'Pontefici che ne'bassi tempi furono
lebbrosi, chiamati in seguito Lazzaret- veramente padri de'poveri, qui aggiun-
ti ( V. ) , assistiti da' monaci di s. Basi- gerò s. Felice III detto IV , Pelagio II,

lio che ne viene considerato principale i- Severino, Teodoro Conone, Costanti- I,

stitutore, e da altri ospitatali; utilissimi no, s. Gregorio III, Eugenio II, Grego-
stabilimenti con chiese contigue, desti- rio IV, Benedetto 111, e per non diredi
nati ad accogliere i poveri infermi, som- altri, descritti nelle biografie, Stefano V
ministrando loro gratuitamente alloggio, detto VI
885, che pei poveri e per
dell'
vitto e assistenza religiosa e medica, che si riscattare gli schiavi eminentemente si di-
propagarono ovunque a precipua utilità stinse. II Muratori trattò nella Dissert.
de'poveri, onde Giustiniano I concesse e- 37 : Degli spedali de'pellegrini, inalati,
senzioni e privilegi per favorirne la mol- fanciulli esposti de' tempi di mezzo, es-
tiplicazione , rifabbricando magnifica- sendo .stati i poveri grandemente a cuo-
mente quello eretto da Sansone in Co- re ne'secoli chiamati barbari, anche pei
stantinopoli, ed erigendone altro in An- tanti pii luoghi fondati per essi. Impe-
a
tiochia. Nella i. città Alessio Comneno rocché dopo la declinazione del romano
il seniore fondò nel secolo XI il più no- impero, nellosfoggiodi liberalità de'fede-
bile, vasto e sontuoso stabilimento di tal li verso i sacri templi, i collegi de' cano-
natura che sia stato fabbricato non solo nici ed i monasteri non furono trascu-
in oriente, ma in qualunque altra parte rate le turbe de'poveri e bisognosi, pre-
del mondo; era una specie di città che dicandosi da per tutto con quanta pre-
occorrevano 24 ore per vederla, popo- mura Iddio nelle divine scritture racco-
lata da circa 10,000 poveri invalidi d'o- mandi la misericordia versoi poveri, con
gni specie, orfani, feriti; ammalati, e tutti promesse di splendidi premi ai miseri-
provveduti assai bene d'ogni cosa. Anche cordiosi, anche come efficace aiuto e suf-
in occidente e prima del 1000 si molti- fragio pei fedeli Defunti (P.) le cui ani-
plicarono per ogni dove presso le Chiese me penavano in Purgatorio \W. .). Perciò
ei Monasteri^.) ospizi pegl'infermi po- anche ne' secoli rozzi e di ferro la mu-
veri e pei pellegrini, come si apprende nificenza de' cristiani verso i poveri fa
dalla storia degli Ordini religiosi (V.)t grandissima e maggiore de' posteriori.
tanto benemeriti de'poveri. Dopo il 1 000 Primieramente l'illustre storico fa osser-
tali luoghi incominciarono ad essere più. vare, che di tutte le facoltà trasferite dai
ampi e più ricchi, meglio diretti e gover- fedeli nelle chiese e monasteri o lasciatela
nati, e quasi ogni
genere di malattia co- morte, n' erano una volta partecipi an-
minciò ad avere il proprio ospedale, co- che i poveri; giacché si donavano Beni i

me pei Pazzi (F.), Alle opere di carità (F.) agli ecclesiastici con questa condi-
cristiana verso i poveri fu lodevolmen- zione o tacita o aperta, che ne servissero
te accoppiato lo studio della salute, on- le rendite per ornamento delle chiese, per
de gli ospedali come gli antichi Ascle- l'alimento ai sagri ministri, e insieme per-
pii e meglio contribuirono grandemen- chè il popolo de'poveri per quanto fos-
te all' incremento della Medicina co- , se possibile ricevesse aiuto e sollievo dal-
me già notai a quell' articolo coli' au- l'erario loro: innumerabili furono i ca-
torità eziandio del De Maltheis tanto noni dei concilìi ed i passi de' ss. Padri
dotto Dell' arte salutare. Della disser- che in proposito riunì Tomassini nella
tazione poi che questi fece Degli accat' par. 3, lib. 3 de Beneficiis. L'imperato-
12 POV POV
re Lodovico I neli'8i 6 statuì ne' Capi- me alle osterie o taverne, le quali come
tolari, Uh. 1, cap. 80, qual parte delle le caritatevoli ospitalità particolari pati-
rendite ecclesiastiche si dovesse conferi- rono inconvenienti per parte di pellegri-
re a' poveri, acciocché l'umana malizia ni e poveri, ladri e di male affare, onde
non assorbisse quello ch'era destinato dai in alcuni luoghi furono proibite le oste-
canoni a sollievo della povera gente, ri- rie, per la mancanza delle quali si aumen-
guardandosi que' beni patrimoni a pau- tò il numero degli ospizi pei viandanti. A.
perum, non già de'soli chierici e mona- cagione della malattia del Fuoco [F.) sa-
ci. Inoltre gran copia di liuiosine quoti- cro , molti ospedali vennero eretti per
diane raccoglievano allora poveri dal- i curarlo. I Papi ed vescovi, gl'impera-
i

la carila de'fedeli, molli de'quali lascia- tori, i re ed altri principi protessero tut-
vano l'intiera eredità o una porzione per ti gli stabilimenti a vantaggio de'poveri,
distribuirsi subito a' poveri e bisogno* furono larghi di beneficenze e privilegi,
si. In tali secoli fu pio costume a bene- e moltissimi furono da loro fondati. Il

ficenza della povertà la frequente fonda- medesimo Muratori nel libro Della ca-
zione di luoghi pii per gl'infermi, per i rità cristiana, a quo multi ex neotheri-
pellegrini ,
per i fanciulli esposti e altri cis hauriunt, cap. 3i, dice: » Si dovreb-
fanciulli poveri, per gli orfani, per gl'in- be toglierete mai si polesse, la mendici-
validi, per i poveri vecchi, in una paro- tà tutta di mezzo
ben regolate,alle città
la per ogni sorta di miserabili e bisogno- enongià per locontrario accrescerla. Per
maniera che ognuno di essi trova-
si, di quanto è in vostra mano (grida lo stesso
va dove ricorrere per sollievo alle pro- Dio nel Deuteronomio ) fate che non vi
prie necessità, per abitazione, vitto e cu- sia fra voi alcun povero e bisognoso ".
ra nelle infermità, con assistenza eziandio L'origine del rispettabile collegio dei
spirituale. Gareggiarono perciò in Italia i Procuratori del s. palazzo apostolico
fedeli per fondare somiglianti case di per- (y.) risale al pontificato d'Innocenzo II
petua carila, non meno nelle città, che deli 3oo, anche per tutelare i diritti de'po-
fuori dicesse, reputandosi il maggior de- veri, de'quali dice Fanucci, Opere pie di
coro degli ecclesiastici e insieme de'laici Romajp. 121, esserecostume, ad ogni cau-
ilfar simili fondazioni anche con ispe- , sa per cui venissero richiesti di patrocinio,
ranza di conseguirei! regnode'cieli. Mu- estrarre a sorte il nomedi unode'colleghi,
ratori dichiara, che per l'esercizio della e se il procuratore sortito per qualchegiu-
carità furono commendati assaissimo i sta ragione non piacesse al povero, altro
Papi ed vescovi, mentre nelle iscrizio-
i surrogarne in egual modo, perchè l'assi-

ni sepolcrali di molti Papi, la più. usata stito avesse piena fiducia nel suo difenso-
loro lode fu quella di aver sovvenuto i re. 11 magnifico ospedale di s. Spirilo di
poveri; le monache ed i religiosi non tra- Roma lo dobbiamo a Innocenzo III, co-
scurarono questo elogio, massime mo- i me Conservatorio delle proictte (P.),
il

naci. Particolarmente fu in uso di quei figlie di poveri genitori o abbandonate:


tempi il fabbricare ospizi di carità per all'articolo Ospedale di s. Spirito parlai
sussidio e comodo de'pellegrini, dove si del benefico istituto pei bambini esposti
doveano passare fiumi senza ponte e va- i e abbandonati. Questo Papa approvò
licare le cime de'monti. Andati in disuso 7
l'ordi ne/llendicante. ( A .) francescano dei
i pubblici alberghi degli antichi romani, minori, miracolo della provvidenza, che
principalmente nelle stazioni delle Posta fondato nella più stretta povertà, si dif-
/
(f .) } dopo l'invasioni barbariche, riferi- fuse in tutto il mondo: gli ordini men-
sce Muratori, a poco a poco si rinnova- dicanti vivono di elemosina, altri lo sono
rono segnatamente nel secolo IX, iusie- per privilegio. A detto articolo pai lai del-
i

POV POV '3

In famosa questione della povertà di Ge- nal Alessandro Farnese, fondò diversi pi

sù Cristo e degli apostoli, e delle false luoghi, onde gli orfani, le vergini, le ve-
dottrine che ne derivarono, sostenute da dove, gli schiavi ,
gli esuli ed misera-i

diversi eretici , terminata da Giovanni bili ebbero sempre in lui un padre un ,

XXII. Alessandro Vnon avendo Parenti tutore e un benigno avvocato. Altro car-
(f'.),\>i'ese in loro luogo poveri, cui da-
i dinale di Paolo 111 fu Gio. Alvarez di
va quanto avea, per cui diceva ch'era sta- Toledo, diesi meritòil titolo dipadredei
to vescovo ricco, cardinale povero e Pa- poveri per le sue limosine. Nel voi. XXI,
pa mendico, con allusione all'ordinedei p. 171 ricordai l'istituzione fatta sotto
mendicanti francescani in cui avea pro- Pio IV dell' Arciconfralernita de' ss. A-
fessato. Al citato articolo dissi pure, che postoli (/ .)con spezierie e medici percu-
gli ecclesiastici possono aiutare i paren- rare i poveri e soccorrerli con limosine.
ti,come lo sono tenuti pei poveri. Eu- Nel suo pontificato morVil cardinal Er-
genio IV e Nicolò V furono assai aman- cole Gonzaga, che distribuì a'poveri più
ti de'poveri, ed il secondo precipuamen- di 565,ooo scudi. Nipote di Pio IV fu
te coi nobili ridotti in povertà; altrettan- ilcardmal s. Carlo Borromeo, che in un
to può dirsi di Paolo II, il quale per tut- sol giorno distribuì 4o.,ooo scudi ai po-
ti i rioni di Roma avea persone destina- veri e 20,000 in un altro. Il concittadi-
te a distribuire mensili limosine ai roma- no Piazza nel Menologio romano, p. 378,
ni indigenti, ed ai cardinali privi di ren- dice che nella cappella a lui dedicata nel-
dite stabilì il piatto di cardinale povero la chiesa d'Araceli si espone la di lui bor-
ossia il Piatto cardinalizio {^-)- Que- sa, con cui in Roma fece quelle limosi-

sto Papa fu il i.° ad approvare a utilità ne per le quali fu denominato padre dei
de'poveri i Monti di pietà (I7 -), al quale poveri. Osservò il cardinal Monchini nel
articolo parlai di quelli frumentari e del e. ^Degl'istituti di pubblicacarità in Ro-
Monte di pietà di Roma, con quanto fe- ma, che collo spuntar del secolo XVI si
cero i Papi per frenare le usure gravose, cambiò fortemente la condizione econo-
a vantaggio de'bisognosi. Nel pontifica- mica e politica della città e d'Italia, per-
to di Paolo III fondarono YAr- i curiali chè il commercio che avea fatte ricche le
ciconfralernìta per prendere la cura di repubbliche italiane fuggì dal Mediter-
educare e istituire nelle arti poveri or- i raneo, scoperta l'America e il passaggio
fani d'ambo sessi, di che trattai nel voi.
i alle Indie pel Capo di buona Speranza;
XIX, p. 33, ove descrissi la bella istitu- più alla commerciale libertà di tali re-
zione di s. Ivo che tanto onora la curia pubbliche essendoprevalsi i privilegi del-

romana , per la caritatevole difesa che le maestranze o università artistiche, la


prende ne'tribunali delle cause civili dei ricchezza di pochi produsse miseria in
poveri, orfani, pupilli, minori e delle ve- molti. La condizione di Roma si fece sfa-
dove, contro i prepolenti. Inoltre a p. 39 vorevole anche pei diminuiti soccorsi del-
parlai dell'arciconfraternita di s. Girola- la cristianità, a cagione della defezione
mo della carità (Z7 .), la quale patrocinia dell'Inghilterra, di gran parte di Germa-
eziandio ne'tribunali le cause de' pupilli nia e di altri paesi dall'ubbidienza della
e delle vedove, e sollecita il disbrigo del- s. Sede, quindi quegli accattoni ch'erano
le cause de'carcerati, come della Prela- poco molesti ne'secoli precedenti, comin-
tura (JT.) Amadori istituita pel patroci- ciarono a divenire assai pesanti e petu-
nio de' poveri. Ad Arciconfraternite e lanti , per cui seriamente si applicarono
Confraternite ne descrissi le principali i Papi a bandir la mendicità (come no-
istituzioni, nella maggior parte benefiche tai nel voi. L, p. 6), con fondare istitu-
pei poveri. Il nipote di Paolo 111, cardi? ti per racchiudervi i poveri questuanti
4 3

1
pov POV
e vaganti per le strade, vecchi, donzelle alle vergini pencolanti e per liberar dalle
e fanciulli, cui aprironsi ricoveri negli O- carceri i muni-
debitori. Imitatore di sua
spizi di Roma (/^.) e ne' Conservatorii di ficenza co'poveri fu A-
il nipote cardinal
Roma (f7 -), per reprimere l'ozioso ac- lessandroPer^«/(F.).ALANAnotaiquan-
cattonaggio e le sue funeste conseguen- to l'animarono s. Pio V e Sisto V, ed al-
ze. Il Piazza nelle Opere pie di Roma,p. tri Papi inclusivamente a Gregorio XVI

72 , e nell' Eusevologio romano ( dedi- (e lo rilevai anche nel voi. L,p. i4), per
cato ai poveri di Gesù Cristo),, p. 56, ri- togliere dall'ozio e dalla miseria uomini
ferisce, che desideralissima in ogni tempo e donne. Urbano VII nel i5o,o si fece
fu in Roma, anzi necessaria la provviden- descrivere tulli i poveri di Roma per soc-
za che i poveri non vadino mendicando correrli, e voleva pagare i debiti de'luo-
per la città, né per le chiese, pel disturbo ghi pii di tutto lo stato ,
quando fu ra-
e distrazione che recano colle loroimpor- pito dalla morte. Gregorio XIV che gli

tunità, oltre l'irriverenza che cagionano successe si distinse co' poveri , massime
ne' sagri templi , nella celebrazione e- nella tremenda carestiadi grano: ad An-
ziandio de'di vini uffizi, e il disturbo del- nona e ad Agricoltura parlai delle pon-
le private orazioni de' fedeli. A togliere tificie benemerenze per la classe indigen-

tal pernicioso abuso, s. Pio V con bolla te. Clemente Vili fu assai pietoso e lar-

proibì rigorosamente a'poveri mendican- go co' poveri, massime neWAnno santo


ti di vagar nellechiese accattando limo- (/^.), tempo in cui Papi, cardinali e i i

sine, esortando il popolo a non darle, co- altrifurono generosi coi pellegrini e coi
me corruttela assai disdicevolè ne'luoghi bisognosi: fu munifico cogl' indigenti il
sagri, come fomento all'insolenza di mol- nipote cardinal Pietro A Idobr andini (di
te persone vagabonde, che vivendo ozio- cui meglio nel vol.XXVII,p. 157). Nar-
se e viziose, tolgono le limosino alle per- rano Piazza a p. ^^uStW'Eusev. ed il car-
sone veramente miserabili per difetto di dinal Monchini, Istituti voi. 1, p. i4 r >
beni di fortuna oper disgrazie corporali. che i romani ciechi e storpi de'due ses-
Per lostesso motivo nella chiesa di Milano si, come le vecchie inabili al lavoro, e-
fece simile divieto s. Carlo, onde snidare sclusi i ragazzi e le ragazze, fino al de-
dal suo popolo sì molesta turba d' inu- clinar del secolo passato, formavano un
tile e perniciosa gente , stabilendo pene tempo in Roma la compagnia di s. Eli-
ai custodi delle chiese se l'avessero tolle- sabetta o della Visitazione. Pare, che ve-
rala.GregorioXIII, nell'intendimento di dendosi non potersi togliere dalla ciltà
togliere affatto mendicanti da Roma, i l'accattonaggio, almeno si volle discipli-
ne affidò la cura a\Y Ospizio della ss. Tri- narli con vincoli religiosi. Questa aggre-
nila de' pellegrini e convalescenti (F.) t gazione formatasi nell' ospizio presso la

onde i poveri furono riuniti nel mona- chiesa di s. Sisto, da Paolo V nel 161
stero contiguo alla Chiesadis. Sislo(F.) t fu canonicamente eretta e trasferita da
al mòdo che narrai nel voi. XXIX , p. detta chiesa ad un oratorio già esistente
279. Ivi purdissi comeil sodalizio otten- presso la parrocchia di s. Lucia del gon-
ne da Sisto V di essere sgravato da que- falone, ove adempivano a diverse prati-
sto peso, ma volendo Papa efficacemen- il che religiose, vestendo gli uomini abito
te sbandir da Roma la mendicità e dan- i celeste. Il cieco guidato dallo storpio cui
ni degli oziosi questuanti, fabbricò l'ospi- egli sorreggeva, e scortati dalla milizia,
zio a pon le Sisto e vi trasporlo inendi- i facevano anno una processione di
nell'
ci due sessi del monastero suddetto.
de' penitenza visitando 4 chiese. Chi ad es-
Inoltre Sisto V applicò frutti di 1 00,000 i sa non apparteneva non poteva questua-
scudi da impiegarsi ogni anno per doti re per la città; si permetteva ciò tal voi-
POV POV i5
ta ai forastieri nell'inverno, quindi si ri- millo Pamphilf (/'.) fu magnificamen-
mandavano ai loro paesi. Esercitavano te liberale cogl'indigenti. Nella sede va-
anche massime se in-
fra loro la carità, cante per l'elezione d'Innocenzo X cosa
fermi. Nelle domeniche il camerlengo fece di limosina il cardinal Lante, può
storpio, il signore e il guardiano ciechi, vedersi nel voi. XXXVII, p. 1 13. Ap-
accompagnali da 2 violini, da una viola pena fu eletto Alessandro VII, fece ven-
e da un poeta, andavano pei caffè, oste- dere le suppellettili cardinalizie in van-
rie e altri luoghi offrendo tabacco, quin- taggio de'poveri, acciò gli ottenessero da
di improvvisavano e cantavano orazioni Dio un salutare governo della Chiesa. A
sagre. Il denaro raccolto, tranne una pic- Innocenzo XI celebrai la sua innata libe-
cola porzione per loro, Io portavano all'o- ralità coi poveri, che esercitò in più mo-
ratorio per la festa titolare. De'ciechi sor- di: lo imitarono in parte i suoi cardi-
do-muti feci parola nel voi. L, p. 26, ed nali Francesco Bonvisi, e Stefano Ca-
il cav. Renzi ci diede un trattato Sugli mus che lasciò l'eredità ai poveri. Inno-
ospìzi de ciechi e siili' indole morale di cenzo XI nel i685 approvò la congre-
questi, pubblicato in Napoli. De' ciechi gazione della Divina pietà con molti pri-
J
delle Qu aranl ore vedasi tale articolo. vilegi, istituita pei poveri vergognosi dal
Paolo V, splendido in tutte le sue azioni, sacerdote Giovanni Stanchi, onde racco-
nel suo pontificato di circa 16 anni di- gliere limosine da dispensarsi a povere e
spensò manualmente un milione e mez- onorate famiglie, nella chiesa di s. Ve-
zo di scudi d'oro, oltre a 800,000 scudi nanzio, donde fu trasferita propinqua al
r
che impiegò nell' annona, dicendo con Ponte quattro Capi (f .). Prima confra- i

Gregorio XIII, che il fabbbricare era ca- ti o deputati, con sacco paonazzo questua-

rità pubblica. Tra'cardinali che creò, fu- vano alla porta delle chiese. Mirabile è il
rono teneramente propensi egenerosi coi modo che adopera nella distribuzione dei
poveri Gaspare Borgia, Baldassare San- soccorsi, celebrato da Piazza nell'jEWei'o/.
doval, Francesco Rojas Sandoval, Ago- p. 146, e dal cardinal Monchini, Istituti
stino Spinola. Altro porporato limosi me- t.
, p. 1
1 96. Ciascun rione di Roma ha un
ro fu Lodovico Ludovisi nipote di Gre- deputato, assistito da due visitatori, qua- i

gorio XV, anche per maritare le zitelle li prima verificano bisogni. Ne'soccorsi
i

e rimuovere dal male le Meretrici (f^.). si preferiscono i generi al denaro, savia-


Urbano Vili nel 1682 istituì l'uffi- mente piuttosto ad una famiglia che ne
cio di avvocato de'poveri nelle cause ci- risenta sollievo, di quello che poco a mol-
vili al quale dovesse nominarsi un no-
, te: gl'infermi, le zitelle pericolanti, le ve-
bile cittadino , dal prefetto o senatore dove, le maritale derelitte, i carcerati, i

di Roma, al modo detto nel voi. XIX ,


disimpiegati ed egualmen-
i pellegrinanti
p. 4i. Nel voi. XXIII, p. i38 riportai te sono presi di mira nelle diverse bene-
l'istituzione de' nobili aulici , a sollievo ficenze. Ordinariamente consistono soc- i

di quelli bisognosi, di cui fu benefattore corsi in letti, vesti, pagamento di pigio-


Urbano VIII; e nel voi. L, p. 2 19 rac- ne, riscossione di pegni- e distribuzione di
contai le provvidenze prese da Urbano pane 3 volte all'anno, e quando la con-
Vili sul gran numero de'poveri, e quel- gregazione ha cognizione di qualche ur-
le d'Innocenzo X, il quale come dichia- gente bisogno di povera e onorata fami-
rai nel voi. XLV, p. 22 3, istituì il giu- glia; questi si chiamano casi segreti cui
dice de'poveri senza appello, da cui de- sono destinati 4 deputati, i quali non re-
rivò il giudice delle mercedi. Questo Pa- gistrano i sussidiati. Il sodalizio si carica
pa fu affettuosissimo coi poveri, al modo di distribuire le limosine che riceve, nel
detto nella biografia: il suo nipote Ca- modo il più giusto. Il marchese Giusep-
iG POV POV
pe Origo che lodai a Pompieri, gli lasciò vigore parlai ne' voi. XX, p. 161, LUI, p.
gran parte di sue sostanze, ascendendo 1 go; solo qui aggiungo, che se tale padre è
quelle del pio luogo circa ad annui scu- di condizione nobile gode annui scudi 1 00,
di 5,ooo.Ad Ospizio apostolico di s. Mi- come sotto Gregorio XVI fu accordato ad
chele a Ripa grandemente celebrai i be- un uffiziale degli svizzeri, benché non na-
nemeriti fondatori di sì meraviglioso sta- to nobile, ma per appartenere alla fami-
bilimento, ed successivi benefattori, pre-
i glia nobile pontificia. Nella chiesa di s.

cipuamente il principalissimo e magna- Stefino in Piscinola (di cui nel voi. LI,
nimo Innocenzo XII {fr.)> ove sono zi- p. 245, filiale della chiesa di s. Lorenzo
telle e fanciulli poveri, ed i vecchi e vec- in Damaso,ondeneparlaBovio, Lapietà
chie invalide. Riuniti dal Papa in detto trionfante p. 1 85, dicendola probabil-
ospizio i poveri, in quello a ponte Sisto mente edificata da un re d'Ungheria cioè ,

vi fu trasferito l'istituto pei poveri sacer- incontro la Lucia del gonfalo-


chiesa di s.

doti, come raccontai nel voi. XXIX, p. ne; pare che passasse alla nazione boema
28 1, finché Gregorio XVI Io concesse al- con ospedale di cui trattai nel voi. XXIX,
l'ordine Gerosolimitano, con diverse con- p. 1 1 4> divenne collegiata e l'ebbero in
dizioni. Innocenzo XII formò il grandioso cura canonici ungheresi), così detta dal-
stabilimento per toglierela pubblica men- l'esservi statonel luogo il mercatooi ban-
dicità; prese poveri per parenti, e lasciò
i chi del pesce, prima che si trasferisse al-
adessi la sua eredità; in questo Io imitò Fe- trove, il sacerdote Pietro Mire nel 1747
derico Cacciala lui creato cardinale, già vi fondò la congregazione del sussidio ec-
elemosiniere d'Innocenzo XI. Quanto fu clesiastico, sotto l'invocazione della ss.

limosiniero Clemente XI,\o rimarcainel- Concezione e de'ss. Pietro e Paolo, com-


Ja sua biografìa, ed il b. Tommasi da lui posta di 1 a sacerdoti, i quali prendono
creato cardinale, risplendette per amore cura di altrettanti poveri chierici romani
verso poveri, componendo la famiglia
i e studenti, che sono soccorsi nelle feste di
di gentedeforme, come accennai nel voi. Natale e di s. Pietro: divenuti preti ter-
XXIII, p. i3i; altro suo cardinale fu O- mina il sussidio e l'amorevole vigilanza
descalchiErba che distribuì ai bisognosi dell'istituto. I chierici si esercitano in det-
un milione e 100,000 lire imperiali. Re- ta chiesa in varie opere di pietà, adde-
nedetto XIII fu un altro padrede'pove- strandosi alla predicazione, e fanno il ca-
ri, che essendo arcivescovo Beneven- di techismo nelle proprie parrocchie. In fa-
to propagò monti frimientari e fatto Pa-
i vore de'poveri Clemente XIII, come altri
pa insinuava ai vescovi che si recavano suoi predecessori, prese cura dell'abbon-
in Roma a procurarne l'istituzione nelle danza de'commestibili, come dissi ad An-
loro diocesi: di recente li ha lodevolmen- nona parlando de'pozzi dell'olio fatti da
te promossi il magnanimo Ferdinando II lui costruire9ul!a^v7zz2a di Termini^pres-
re delle due Sicilie. Fornir la semenza, so granai, di cui feci menzione nei voi.
i

riscuoterla dopo.il raccolto con lenuissi- XL1V, 236, L, p.18 ed altrove (locali
p.
moaumenlOjdareilcontoincapoaun an- chedopo l'abolizione del com-
vastissimi,
no, ecco la somma deregolamenti impo- mercio libero di Pio VII, e dopo essersi
sti agli amministratori degli utilissimi e conosciuto pregiudizievole l'acquisto di
benefici monti fiumentari. Negli annali grano, olio e altri generi annonari per
rivili del regno delle due Sicilie fase. 3g parte del governo,con lodevole pensamen-
il cav. Fittoli ci diede: De' monti frumcn- to furono impiegati a beneficio dell'uma-
tari. Benedetto XIII ripristinò ai padri nità per diminuire la pubblica mendici-
di 1 >. figli la franchigia ed esenzione del- tà), accorrendo al sollievo di tutti nella
la gabella del vino, di che e di quanto è in carestia che tanto afflisse, facendo aprire
— -

POV POV 17
in Roma un altro (bino per rione, oltre monasteri e conservatorii bisognosi, pe-
frequenti e copiosissime distribuzioni di gli esercizi spirituali e per mantenere pò-
limosine. Siccome per la penuria de'vi- veri giovanetti ne'pubblici istituti, che fu
veri i poveri delle circostanti provincie il principalescopodella benefattrice, dap-
si rifugiarono in Pioma, Papa ordinò il poiché sono innumerevoli le Congrega-
che gli uomini si riunissero in un reclu- zioni, Luoghi pii 3 Pie unioni che furono
sorio di detta piazza, e le donne coi figli istituitepelbenespiritualeelasaluteeter-
di tenera età in nitro locale propinquo nade'poveri, come ancoragli stabilimen-
a s. Anastasia, facendoli alimentare con ti di pubblica istruzione, di che tratto nei
pane, minestra e carne; gli uomini asce- tanti articoli che li riguardano. Pio VII
seroa 3ooo,ledonnecoifanciulli a 5ooo, prese diverse provvidenze, massime nel
assistendo i primi nello spirituale i gesui- 18 16, per liberare Roma oppressa da un
ti, gli altri diversi preti col vicegerente, grandissimo numero di accattoni, veri o
Nelle inondazioni del Tevere (V.), Pio simulati o per speculazione, che turbava
VI fece distribuire panein quantità e ca- no la pubblica quiete anche ne'luoghi sa*
ritatevole assistenza alle povere famiglie gii, eccitando
facoltosi aconcorrereallo
i

bloccate dall'acqua, carità che ha luogo stabilimentod'un luogo pio, onde poieb-
in simili disastri, e ne'tempi delle nevi e be origine ['Ospizio di s. Maria degli An-
"delle grandi pioggie,come toccherò a del- Avendo il Papa esentato dal paga-
geli.

to articolo. Ne' primordi del corrente se- mento delle tasse di registro la congre-
colo Gregorio Chiesa lasciò 1 0,000 scu- gazione di s. Ivo che difende poveri, que- i

di al cardinal vicario, acciò n'erogasse il sii per tutto lo stato esentò dall'obbligo
frutto per sollevare le povere zitelleche di registrare e di pagar le lasse di regi-
possono pericolare. Il medesimo cardina- stro negli atti giudiziali delle proprie cau-
r
le e mg. vicegerente dispensano isoccor- se inclusi vamentealle sentenze. Nel 1820
r
si ordinati nel 18 12 da mg. Severo Car- Benedetto Greco d'Olevano fece quella
migliano de'marchesi d'Acquaviva colla generosa lascila per le povere condanna -
sua eredità, per le persone più derelitte te, che dichiarai ne' Voi. XXVIII, p. 2 3, 1

e più bisognose, vecchi impotenti, infèr- XLIV, p. 237. Assai benemerito si rese
mi, vedove, pupilli orfani, ciechi e storpi Leone XII per eliminare l'accattonaggio
inabili, a que'senzaappoggi e protezioni, massime nel le chiese, ove pose svizzeri per
agl'incapaci a procacciarsi il proprio ali- espellerli; avendo parlato a Elemosiniere
mento o che colle loro fatiche non pos- della bella istituzione della commissione
sono sostentare le proprie famiglie, esclu- de' sussidi, e dell'incremento dato all' O-

dendo gli oziosi o viziosi, o caduti in mi- spizio di s. Maria degli Angeli. Le suore
seria per loro colpa, esigendo e preferen- della Carità (l 7 .), da tal Papa e dal pre-
do ne'sussidiati timorati di Dio che fre-
i decessoreintrodottenell'O^er/a/ei/e/^.
quentano sagramenti, che educano be-
i Salvatore, furono approva te da Gregorio
ne figli e li mandano alla dottrina cri-
i XVI e da questi propagate nel Conserva-
stiana, in fine la somministrazione di let- torio del Rifugio, e negli Ospedali di s.
ti per separare i maschi dalle femmine. Gallicano, s. Giacomo, s.Spirilo,neìqiìa-
Nell'anno seguente 8 3 la contessa Gi-
1 1 le di recente sono state aumentate an-
rolama Carpegna vedova Cavalieri lasciò che pel noviziato stabilitovi, a corporale
il suo patrimonio per opere di pietà, dal e spirituale vantaggio delle povere infer-
quale ne stabilì Pio VII 25,ooo scudi, me e infermi. Il pontificato di Gregorio
il resto avendolo preteso parenti fu lo- i XVI anche
fu assai benefico pei poveri,
ro concesso. Col fruttatosi eressero 3 cap- nel morale per l' Scuo-
istituzione delle
pellanie, si accordarono annui assegni a le notturne {V), per quanto operò col-
vol. lv. _ _— ^ - « —*V*"k 2
,

.8 POV POV
l' Ospizio apostolico di s.
(
Michele, per alle classi medie che sogliono pur trop-
quanto fece nella Pestilenza ( V), per l'or- po essere abituate a spendere più di quan •

dinamento ed accrescimen lo dell' Ospizio to guadagnano, precipuamente nel ripro-


dis. Maria degli Angeli (V.), propinquo vevole e fatalissimo lusso che prima avea
al quale eresse l'istituto de'sordo-muti, santissime e salutari prammatiche , concie
che descrissi a quell'articolo, per l'au- vi era anche nel Lutto (V.), divenuto

mento quanto dissi


di Orfanotrofi, per quasi ornamentale e ostentati vo senza di-
a Elemosiniere ed a Conservatorio del stinzione. Il medesimo Papa dal cardina-
buon Pastore, per quanto operò colla le segretario per gli affari di stato interni

commissione de' sussidi cui accrebbe il nel 1837 fece promulgare l'editto, col
reddito colla cassa de' Lotti {V.), con ap- quale si proibì l'accattare in Roma sen-
provare e incoraggiare i promotori delle za permesso del governo, i! quale rilasciò
casse di risparmio, onde fioriscono in Ro- una patente ed una placca per conoscersi
ma, Forlì, Bologna, Ravenna, SpoIeto,Ri- quelli che furono abilitati a questuare,
mini ed altri luoghi, delle quali erudita- cioè que'poveri che non potevano lucra-
mente scrisse il lodato cardinal Monchi- re il pane colle proprie fatiche, e soltanto
ni, e "quelli che citai in molti de'luoghi dal levare del sole sino all'Ave Maria del-
ove sono, avendo parlato di loro origine la sera; gli statisti e esteri rimanda-
si

nel 1778 in Amburgo, e in Ginevra nel ronoalleloro patrie. Si deve anche a Gre-
1782, e loro mirabile propagamento gorio XVI l'accrescimento de' fondi pei
Mengigi coll'articolo che si legge nel Sup- pubblici lavori, detti volgarmente di be-
plemento al n.° 63 del Diario di Roma neficenza, già riattivati da Leone XII e
i843, ed il Malcus, Sulle casse di ri- aumentati da Pio VIII, assegnando 1000
sparmio in Europa, Heidelberg 1 838. scudi per settimana. Gregorio XIII, Si-
Osserva il i.° che le consorterie di arti sto V,Paolo V
e Innocenzo XII già vi si
e mestieri in Italia, o Università artisti- erano distinti, dimodoché il sussidio ai po-
che, le corporazioni degli artefici coi lo- veri validide'/raW/ici'/awr/stabilito nei-
ro capi in Francia, le società degli ope- l'amministrazione imperiale francese, in
rai pei soccorsi mutui in Inghilterra, pos- sostanza è molto antico in Roma. Sono
sono riguardarsi come altrettante casse diretti da una commissione presieduta
di risparmio prima che queste s'istituis- dal cardinal presidente de' sussidi, ma il

sero , da esse possono essere de-


e forse regnante Pio IX col moto-proprio sul se-
rivate. In Roma si pubblicò il Regola- nato di Roma deli. ottobre 1847 l'attri-
mento per l'istituzione della cassa di ri- buì al municipio di Roma e poi ne rein-
sparmio, Roma i836, nel quale annosi tegrò i' encomiata commissione: quan-
.stampò pure Altra istruzione sulla cassa, to ha fatto questo Papa pei poveri, lo ac-
e dal 1837 progressivi annui bilanci.
i cennai al suo articolo. Del resto, de'prin-
Questo felice concepimento di carità e di cipali stabilimenti a benefizio de'poveri
politica economia Via prodotto nelle clas- e di tante notizie che li riguardano, ne
si povera e media, giacché la povertà è tratto agli articoli relativi, ed in quelli de-
relativa anche alla condizione delle per- gli stati, città e luoghi ove sono. I men-
sone, eccellenti risultamenti morali, re- dicanti che vanno accattando di città in
ligiosi ed economici. Si può depositare città, ritengonsi domiciliati nel luogo ove
col fruito del 4 pei' 100 da un paolo a trovansi attualmente, al pari de'soldati;
20 scudi per volta, e si può ritirare il de- dal che ne consegue, non aver essi altri
posito,quanto e sino scudi 10 subito, il vescovi e curati propri, se non che quelli
resto dopo 5 giorni. 11 risparmio non
1 de'luoghi ne'quali si trovano. Su questo
è solamente utile al popolo, ma anche argomento de'poveri si possono consul-
,

i
POV P OZ 19
tai e.Mebochio, Sluore t. 3, cent, i o, cap. L'elenco si legge nella Notizia necrolo-
5 e 6: Dell'amore di gran personaggi ver- gica del barone de Gerando di Boula-
so i poveri, i aitali anticamente non si la~ tignet, versione italiana dell' avv. Filip-
sciavano mendicar nelle chiesej Indu- po Friggeri, Perugia 844- 1

stria de'poveri per cavar limosine. Sar- POVERO DI LIONE. V. Valdesi,


nelli, Lett. eccl.: Della povertà conlenta Lione.
e che non e giusto motivo il trasferimen- POVERO VOLONTARIO. Ordine
to de' vescovi per la povertà delle chiese, religioso che non esiste più. Si vuole co-
t. 3, let. 2. Se agli ordini sagri debbonsi minciato nel decliuar del secolo XIV e
promuovere poveri e ricchi, t. 5, let. 36. nel i47° abbracciò la regola di s. Ago-
Ipoveri non devono essere disprezzati^ e stino, formando una congregazione di
de'poveri dispirito, t. i o, let. 4g- Nel voi. semplici laici quali si occupavano
, i di
i
7 , p. 264 degli Annali delle scienze re- diversi mestieri e servivano i malati se
r
li g. si loda il Ragionamento di mg. Gio. erano richiesti. Vivevano di limosine da
Corboli -Bussi: Sulla mendicità e sulla loro questuate in tutti i giorni. Il loro
beneficenza presso i gentili, presso i cat- vestito era grigio, con scapulare e cap-
tolici e presso i protestanti. Carlo Ilario- puccio neri in casa, fuori usavano la cap-
ne Peti Iti, Saggio sulla mendicità, ed isti- pa grigia. In Fiandra le vesti erano co-
tuti di beneficenza, Torino i83y. Felice lor tanèo lionato scuro e portavano ,

Ciccognaui, Dissertatio de mendicantibus sempre uu lungo bastone cuti in cima un


validis, Romae 844- 1 Giambattista Gal- piccolo Crocefisso.
vagni, Il povero, il lavoro , la questua POZZO, Puteus. Luogo cavato a fon-
ossia l'istituto di lavoro e beneficenza, Ro- do in fin che si trovi l'acqua viva per be-
vigo 1 846. L'opera del cardinal Monchi- re o altro : dicesi Cisterna quel ricetto a
ni, lib. 1, cap. 25: Concordia de' pria- guisa di pozzo, nel quale si raccoglie e si

cipii dell'economia politica e della cari- conserva acqua piovana. Il contorno


1'

tà cristiana pel benessere del povero; lib. degli antichi pozzi era d'una intiera pie-
2, cap. 1 : Condizione morale e intellet- tra, scavata alla guisa delle are rotonde.
a
tuale del povero. Giuseppe M.barone I modenesi delti artesia-
pozzi italiani o
de Gerando, // visitatore del povero, Mi- ni, o pozzi forati o trivellati , sono fon-
lano 1828, traduzione del conte Schiz- tane salienti che si fanuo zampillare dal-
zi. Le visiteur dupauvre, Bruxelles! 838. la superficie del terreno, anche da una
De la bienfaisancc publique, Paris 83g. 1 profondità maggiore di 3oo piedi e ;

A Pio VII dissi come il de Geraudo fe- quelle acque sono tanto limpide e pure,
ce parte della consulta straordinaria pegli che in alcuni paesi sono le sole che si a-
stati romani nel 1809, nel qual tempo doperino.agli usi ordinari della vita. Nel-
pose affetto alla città e università di Pe- la s. Scrittura in diversi luoghi si fa men-
rugia, alla quale lasciò in morte la Gran- zione de'pozzi e sottq questo nome s'in-
de opera sull'Egitto, compilata da quei tendono talvulta le Fontane {V.). 11 poz-
dotti che accompagnarono Napoleone in zo di Giacobbe quello della Samarita-
,

quella regione, della quale parlai nel voi. na sono più rinomali per quanto vi av-
i

XXI, p. 1 23. De Geraudo fu uno di quei venne. Gli antichi romani chiamarono
grandi uomini che hanno contribuito a Puleal una bocca di pozzo o ara vuota
ridurre la beneficenza a scienza positiva, che si poneva sui luoghi dove il fulmi-
essendo stato in corrispondenza co'prin- ne ascondevasi sotterra, affinchè non si
cipali filantropi del mondo intero. Le sue profanasse col camminarvi sopra e re-
opere si distribuiscono in tre classi : Fi- stasse sempre a cielo scoperto. Nel foro
losofia > Amminisli azione3 Beneficenza. romano Bravi il Puleal del pretore L.
20 POZ POZ
Scribonio Libone presso l'arco di Fabia- sa de' ss. Vito e Modesto. Nella Chiesa
no, da lui edificato in luogo toccato dal di s. Lorenzo in Lucina {V.)v\ è un poz-
fulmine, e fu detto pozzo sacro: avendo zo in cui si crede vi sieno molti corpi di
poi tal pretore introdotto 1' uso di am- ss. martiri, dicendo Piazza nel Santuario
ministrare ivi dappresso la giustizia, P«- romano che di quell'acqua si beveva per
teal divenne sinonimo di Tribunal. Can- molte infermità. La Chiesa di s. Maria
cellieri nelle Selle cose fatali di Roma in Via (V.) fu fabbricata per l'immagi-
p. 22, riporta diversi autori che tratta- ne di Maria Vergine dipinta sopra una
rono De Puteali Scribonii Libonìs. Nei pietraegalleggiante sull'acqua che da un
bassi tempi e di poi per Roma si vende- pozzo sboccava in gran quantità. Dice
va YAcqua cavata dai pozzi e dalle fon- Piazza che in tal pozzo vi fu posta una
tane particolari. Dei pozzi più rinomati pietra di quello su cui sedè Gesù Cristo
parlai in diversi articoli, come del Poz- nel colloquio colla Samaritana.
zo di s. Patrìzio, ad Irlanda e Down; POZZO, Cardinale. V. Pur.
del Pozzo d'Orvieto, a Orvieto. Il bel POZZOBONIÌLL1 Giuseppe, Cardi-
pozzo eh' è nel mezzo del cortile della naie. Patrizio milanese, si aprì la strada
canonica contigua alla Chiesa di s. Pie- agli onori ecclesiastici con soda dottrina
tro in Vincoli, con decorazioni di mar- e colle più belle virtù. Successivamente
mo bianco ed eleganti sculture, è dise- nella chiesa di Milano fu canonico , de-
gno di Michelangelo, quantunque il Ti- cano, visitatore della diocesi e vicario del-
fi lo dica di Simon Mosca. I pozzi servi- le monache, per morte del cardinal Stam-

rono di Martirio [V.) e dierono origine pa vicario capitolare, e da Benedetto XIV


a diverse chiese, come all'antica catte- nominato arciprete; quindi senza che Io
drale di Porlo (V-) quello in cui fu get- immaginasse fatto nel 1743 arcivescovo
tato s. Ippolito. Il pozzo in cui fu butta- di Milano, ed a'q settembre lo creò car-
to s. Calisto I è nella Cliiesa di s. Cali- dinale prete di s. Maria in Via, consa-
sto (V.), beve l'acqua per divozio-
ove si grandolo il Papa nella chiesa di s. Car-
ne, e vi è la pietra che gli fu attaccata al lo al Corso. Diede principio al governo
collo, al dire del Piazza nel Menologio ro- adempiere nella sua
della sua diocesi con
mano, le cui acque celebra come salutifere persona quel tanto ch'esigeva negli al-
e venerabili, ovvero nella propinqua basi- tri. Frequenti e piene di gravità e zelo

lica di s.Mariain Trastevere, secondo Se- erano le sue prediche; assidua la sua as-
verano, Meni, sacre. Questi parla de'poz- sistenza alle accademie per promuovere
zi esistenti nelle catacombe e cimiteri, e nel clero la sana dottrina e il gusto pei
di quello ove furono nascosti corpi dei i buoni studi; industriose le maniere per
ss. Pietro e Paolo (V.), nonché de' pozzi destare la pietà e la divozione. Genero-
o puticoli de' romani fuori della porta so e compassionevole colle povere fami-
Esquilina, dove si gettavano e putreface- glie, impiegò le proprie rendite nel sol-
vano i cadaveri de' plebei e malfattori, levar le loro miserie. Non lasciò di visi-
sebbene altri collocarono tali pozzi altro- tare con indefessa sollecitudine la diocesi,
ve ; certo è che il luogo fu frequente car- penetrando ne' luoghi più montuosi e
BtGcìna di cristiani nelle persecuzioni. inaccessibili, e d'intervenire con assidua
Nella Chiesa di i. Pudenziana (V.) que- frequenza nelle chiese in tempo della dot-
sta santa vi seppellì 3ooo martiri, e nel- trina, come d'istruire ne'divini misteri il

la cappella di s. Pastore li venera il poz- suo popolo. Fu ai conclavi di Clemente


zo ove la santa con una spugna vi spre- XIII e Clemente XIV, non intervenne a
meva il loro sangue, clic raccoglieva nel quello per Pio VI , morendo in Milano
luogo del martirio, in cui ora è la Chic- nel 1783, d'unni 87, dopo aver governa-
POZ POZ 21
ta la sua chiesa santamente, e istituiti e- tri edifìci migliorò la coudizione della cit-

redi i poveri. Fu sepolto nella metropo- tà. Dall'altro lato della piazza sorge la

litana con onorevole epitaffio, universal- statua consolare con maestoso panneg-
mente compianto. giamento, rinvenuta nel 1704 presso il

POZZUOLI (Puteolan). Città con re- giardino del palazzo vicereale, rappre-
sidenza vescovile del regno delle due Si- sentante Q. Flavio Mesio Egnazio Lol-
cilie nella provincia di Napoli, capoluo- liano protettore di Pozzuoli. Non è a ta-
go di distretto e di cantone, sopra una cersi il bel monumento di marmo bian-
piccola baia della costa nord del golfo di co che servì forse di piedistallo ad una
Napoli, da cui è distante leghe 2 172, ap- statua di Tiberio, vedendosi nel basso-
poggiandosi alle falde d'un monte, il qua- rilievo scolpite 1 4- provincie dell'Asia, da
le sporgendo nel mare forma un picco- quell'imperatore sovvenute largamente
lo capo, nell'antica Campania Felice. Se- in occasione d'un orribile terremoto. At-
de d'un tribunale civile e piazza di guer- tiva vi è la pesca, ed il territorio produ-
a
ra di 5. classe. La costa vi forma un ce buoni frutti, ottimi vini e legumi ab-
porto naturale perfettamente riparato. bondanti, e l'industria vi annovera una
La cattedrale è fabbricata sulle rovine rinomata fabbrica di saponi. Una brec-
d'un tempio dedicato ad Augusto da Lu- cia rossastra vulcanicache trovasi in quei
cio Calfurnio sotto il nome di Giove. E' contorni, e che si usa per fare un cemen-
intitolata aldiacono martire s. Proculo, to della maggior solidità nelle opere mu-
di cui ivi si venera il capo , ed uno dei rarie, specialmente nelle idrauliche, dal-
compagni di s. Gennaro, con battisterio la città prese il nome di pozzolana, e fu
e cura d'anime affidata al capitolo che poi dato alle simili materie terrose cac-
vi nomina il vicario curato approvato dal ciate fuori da' vulcani che trovansiin altri
vescovo. Il capitolo si compone di 3 di- luoghi, come ne'dintorni di Roma abbon-
gnità, il decano, l'arcidiacono, il canto- dantemente e di eccellentequalità. La co-
re , di i3 canonici compresi il peniten- modità e l'importanza di questa terra la
ziere e il teologo , di 16 beneficiati , di fece adotta re e ricercare in Francia e in al-
6 mansionari e di altri preti e chierici. tri stati europei. Celebrato fu soprattutto
L'episcopio ed il seminario sono aderen- in Pozzuoli il porto, che ancora è ben sicu-
ti alla cattedrale , e come questa buoni ro e potrebbe offrire comoda stazione al
edifici. Vi sono inoltre nella città due al- naviglio napoletano ed ai bastimenti mer-
tre chiese parrocchiali coKs. fonte, alcu- cantili nella remota età veniva guarnito
:

ni conventi di religiosi, un monastero di da 25 robusti pilastri insieme collegali


monache, di versi sodalizi, ospedale e mon- con solidissimi archi che costituivano un
te di pietà. Nella piazza sorge da un la- piano e ameno passeggio, cuichiamossi
to sopra colonna la statua con isplendi- per eccellenza Moles Puteolana e corrot-
do elogio del benemerito vescovo Mar- tamente Molo di Pozzuoli, avendosi me-
tino de Leon eCardenas agosti nianospa- morie de'riattamenti Antonino Pio. Il di
gnuolo, insigne teologo, di candidi costu- volgo deturpando denominollola storia,
mi, caritatevole, che rifabbricò dai fon- Ponte di Caligola, confondendo quest'o-
damenti e ornò la cattedrale con pittu- pera col Ponte di barche, mediante il qua-
re e marmi, la forni di sagre suppellet- le l'imperatore Caio percorreva a caval-
tili, fece esprimervi con colori la serie dei lo la marittima via da Pozzuoli a Baia,
vescovi e consagrò neh 634» aumentò
la ponte famoso che incominciava all'estre-
l'episcopio ed i redditi della mensa; in- mità di detto molo, di cui più pilastri sono
grandì l'area della propinqua piazza, vi ancora in piedi e vedesi sott' acqua una
aprì la via e vi eresse il fonte, ed in al- parte degli archi, ed attraversando una
,

22 POZ POZ
patte della baia avea circa 176 di lega in per la sua gravità maggiore specificata-
linea retta. mente dell' aria atmosferica , si chiami»
Ne' remoti tempi fu amenissima, salu- dagli antichi mofeta sulfurea e ne descri-
berrima e di sontuose ville ridondante vono con esagerazione mortiferi effetti. i

comedi folta popolazione, la costiera oc- E certo però che un lume acceso a quel
cidentale di Napoli , che dalla punta di livello subito si estingue, e che negli a-
Posilipo si estende infìno al capo Mise- rumali che ne respirano l'esalazioni pro-
no {P-), formandosi nell'intervallo il va- duce secondo la diversa costituzione più
ghissimo golfo puteolano. Nella nostra o meno pericolose asfissie. A pochi passi so-
età, sia pei naturali fenomeni, o per le no le stufe dette di s. Germano, per avervi
neglette acque minerali o pei variati co- albergalo per malattia quel celebre ve-
stumi, tutto vi è solitudine, ed anche l'ae- scovo capuano. Vi sono 8 piccole came-
re è divenuto dannoso pei stagnanti la- re ove per P incessante decomposizione
ghi. Non si muove passo per questa clas- delle piriti sottoposte si sprigiona il calo-
sica regióne, donde trassero i pagani le rico e aggiunge nelle prime 4 siuo a3o
più sublimi'mitologiche idee, senza che gradi del termometro di Reaumur, e nel-
ti arrestino le meraviglie naturali. Ap- le altre 4 che più si addentrano nella col-
pena usciti dalla grotta posilipana, si pre- lina fino a 4o, superandosi il calore del-
sentano gì' immensi campi Flegrei, e ti l'acqua bollente dal gas solforoso uscen-
rassembra ne' solforosi laghi, ne' monti te dagli elevati pertugi. Antiche celle di
fiammanti, nelle bocche vulcaniche ri- bagni si trovano al di sopra, che furono
mirar tuttora contrassegni della teme-
i forse le terme Angolane (incuipatìilcar-
raria pugna titanica, ed Ercole agitante dinale Pascasio, Fedi) ovvero accessori!
la clava micidiale esterminar que'feroci. delle ville lucullane. Grandi sono van- i

Gli elisi campi (di cui a Paradiso), l'a- taggi traiti dalPuso delle fumigazioni sul-
cheronzia palude, l'ingresso all'Averno, furee nelle stufe artificiali di Assalili! ,

così graficamente da Virgilio descritti ,


maggiori se ne ponno trarre da questi na-
ti penetrano d'alto inconcepibile stupo- turali e più attivi sudatoria Alle falde di
re. E ben ti avvedi di calcar la beata ter- Montesecco scaturisce l'acqua de'Piscia-
ra, ove trovò requie il saggio Ulisse dal e da per tutto sono sparse le vulca-
relli

suo vagare, e dove in magnifiche case di niche materie,eil gas solforoso esce dal-
piacere correvano più celebri personag-
i le screpolature, sviluppandosi portento-
gi dell'antica Roma. Nulla è paragona- so calore nelle varie sue grotte. Di egual
magico incanto che moderni pun-
bileal i natura è la Solfatara, altro estinto vul-
ti producono e le vetuste rimem-
di vista cano che gli antichi chiamarono Forum
branze. Se non ti spiacc deviare un mo- Vulcani} z consiste in pianura lunga 1 3oo
mento dalla nuova via de' Bagnoli, ove palmi e larga 100, circondata da colline, e
l'altra si riunisce che costeggia Posilipo, risponde a' campi Flegrei. In alcuni luo-
tisi presenta il rotondo lago Aniano det- ghi il calore supera 80 gradi e senza fuo-
to Agnano, che ha più di mezza lega di co artificiale vi si fa l'acqua e si
bollir
perimetro e vi svolazzano frequenti uc- purifica lo zolfo nelle rinomate fabbri-
celli acquatici. L'acqua talora vi sobbol- che. Dalle screpolature o fumarole tal-
le, e le arse materie e le piriti giustifica- volta escono fiamme. Lungo l'antica stra-
no P opinione che vi ardesse ne' remoti da consolare per a Pozzuoli, die si chia-
tempi un vulcano. Su d' una sponda si mò Antiniana, sul vertice de' colli Leu-
apre la piccola grotta delta del Cane; lo cogei è un antico e lungo sepolcreto. In
sprigionamento del gas acido carbonico prossimità poi s'innalza la chiesa dedi-
1he s' innalzi ad un palmo dal terreno cata a s. Gennaro, nel luogo ove fu de-
POZ POZ 23

collato co'martiri compagni, di che feci solidissime costruzioni , ma tutta la via


parola a Napoli, ove fu eretto un altare n'è disseminata, senza che si faccia uso
di fino marmo
con isculture del Vacca- della grotta per salutari stufe con un ca-
ro. La cappella che lo contiene è bene lorico di 4o gradi.
ornata, col busto del santo e la pietra in- La cospicua città di Pozzuoli ebbe un
sanguinata ovecadde.I cappuccini vi han- tempo più alta rinomanza, e la sua o-
la

no il convento e vi si gode la vista di e- rigine rimonta per lo meno a due secoli e


stesissimo orizzonte e su tutto il delizio- mezzo innanzi a Roma: secondo Strabone
so cratere puteolano. Domina queste con- la edificarono cumani, al dire di altri al
i

trade, che precedono Pozzuoli, la mon- tempo di Policrate vi cercarono ricovero


tagna che racchiude la real caccia di A- i samii, la favola dicendola eretta dal fi-

struni,famosa campagna circolare cinta glio di Nettuno. T suoi nomi di Puleoli


da monti e ornata da spessi boschi e da e Dìcearchia&i credono sinonimi dedot-
3 angusti laghi. Si vedono gli avanzi di ti dal rendervisi esattamente giustizia ,

un vulcano, ad ogni passo scaturendo le sebbene altri traggano il primo dal pu-
acque minerali e termali. Diverse pisci- tire del zolfo o dalla moltitudine de' poz-
ne e serbatoi d'acqua s'incontrano nel- zi , ed
controvertono se in origine
altri

l'avvicinarsi per questo lato a Pozzuoli, fosse detta Puteoli, quindi dai greci Di'
e ad una vasta e ben conservata si discen- cearchia, e poi fendutole dai romani il
de nella Villa del principe di Cardilo, e- nome primiero, oppure se dell'odierna
dificata sopra l'antico fòro, presso la qua- denominazione stati sieno autori roma- i

vede qualche traccia d'acquedotto,


le si ni medesimi. Divenne Pozzuoli il com-
onde 1' acqua del Serino probabilmente raerciale emporio, ove confluivano le ric-
si trasmetteva alla piscina di Cauli. Le chezze orientali , perfino da Tiro e da
altre due piscine si vedono nella Villa Berito , e molti mercanti alessandrini e
del duca di Lusciano, ed altra di esse di- sirii viprendevano stanza. Prima Fabio
cesi il Laberinto per la moltitudine e ir- Massimo e poi Augusto vi dedussero una
regolarità delle camerette che la compon •
colonia, essendo municipio romano, co-
gono. Si giunge poi al trivioformatodal- me la chiama Cicerone, et gitasi pusil-
la via Campana boreale, dalla Cumana lam Romani. A bordo della nave mer-
occidentale edall'orientale Anliniana. Da cantile alessandrina Castore e Polluce vi
ogni banda qui s'incontrano sepolcri e ve fu tratto l'apostolo s. Paolo ,
proceden-
ne ha magnifici presso la chiesa di s. Vi- do da Cesarea a Roma per sostenere il

to, l'un de'quali ha 45 nicchie per urne, giudizio di appellazione a Cesare che a-
e l'altro a due piani desta l'ammirazio- vea provocato. L. Cornelio Siila elesse
ne dell'osservatore per la grandiosità del Pozzuoli a suo pacifico ritiro dopo abdi-
lavoro. L'odierna via per giungere a Poz- cata !a dittatura, e molti famosi romani
zuoli marina, venne agevolata
lungo la vi ebbero ville e delizie; introdottivi quin-
dal viceré Parafan de Rivera nel 1571, di dagl' Roma, che inco-
imperatori di
incominciando da Bagnoli a tagliar da ci- minciando da Augusto ne amarono il
ma a fondo il Monte Dolce di fragile tu- soggiorno, la mollezza, il lusso, gli spet-
fo, ed il Monte Olibano di materia cal- tacoli, sicché dopo quella città teneva il

carea ricoperta d'ammassi di lava duris- principale posto. Dopo i terribili danni
sima dai prossimi vulcani eruttata, ve- ch'ebbe a soffrire in rimota epoca da An-
dendosi entro gli scavi vestigia dell'acque- nibale, e quindi uel medio evo dai goti,
dotto. Non solo il nome di Bagnoli ri- dai longobardi , dai saraceni e dal fon-
corda i celebri bagni minerali già ivi an- datore della pirateria algerina, l'eruzio-
ticamente esistenti , essendovi avanzi di ne della Solfatara del 1 198, poi i terre-
,

24 poz POZ
moti deli 448 e deli 538 rovinarono la na historia cui accessit de balneis libel-

e resero deserta. Estendevasi da prima bis, Neapolii6o4- La vera antichità di


insino alla via Campana e trova varisi nel Pozzuolo, Napoli 1607.
suo recinto due templi di Diana e di Net-
i Il vangelo vi fu predicato da s. Patrona,

tuno, le reliquie de'quali veggonsi ora al- uno de'7 2 discepoli del Redentore, allievo
.° vescovo:
l'esterno, ed
superbo anfiteatro, detto
il de'ss. Pietro e Paolo, e ne fu il 1

ad imitazione di Roma Colosseo ed an- converfi colle sue prediche molti infedeli
che Carceri per esservi stali esposti mi- aGesù Cristo, e governò contemporanea-
gliaia di martiri alle fiere, e specialmen- mente alla chiesa di Pozzuoli quella di
te s. Gennaro co' suoi compagni nella Napoli, come era in uso ne' primi lem-
persecuzione di Diocleziano : la prigione pi del cristianesimo. Gli successe s. Celso
del sauto nel 1689 fu ridotta a cappella. di lui allievo, ordinato nell'anno 60 da
L'edilìzio capace di 25,ooo spettatori, s. Pietro, che convertì quasi tutta la dio-
dà idea della popolazione di Pozzuoli. cesi e morì nell'anno 80, celebrandosene
Dal lato occidentale facevauo pure par- la festa a Pozzuoli il 5 novembre. Que-
te della città il magnifico tempio di Se- sta sede da tempo immemorabile su lira -
rapide, disotterrato per cura di re Car- ganea della metropolitana di Napoli lo
lo Borbone, ov'era il Serapeum, vasta è tuttora. La chiesa puteolanaè insigne
parte dell'edilìzio, nella quale tratta van- per la copia de'suoi martiri per molte ,

si gì' infermi incurabilivede pure , e si prerogative e privilegi concessi dai Papi


la gran piazza sulla quale sono erette
, edai sovrani. Dopo s. Celso fiorì per san*
16 colonne di marmo cipollino che do- tità il vescovo Giovanni, indi Florenzio
veano sostenere una gran cupola. Intor- che pe'suoi demeriti fu deposto, Teodo-
no al basamento stavano 12 marmorei ro di santa vita , Giuliano dottissimo e
vasi cilindrici da serbar l'acque salutari legalo di s. Leone I al concilio d'Efeso,
o lustrali, e ne rimangono due. Vi sono e Stefano. Nominerò i vescovi più insi-
ancora qui prossimi de'sudatorii. Vicino gni.Dopo Gaudioso del 680 vacò lo se-
al mare sono gli avanzi de'due templi del- de sino a Leone deho3o,che rinunzia-
l' Onore e delle Ninfe* Nello scavare il to il vescovato si ritirò all'eremo. Dona-
terreno trovansi sempre nell'area di Poz- to fiorì nel 1 1
1
9 e ricuperò da Roberto e
zuoli numismimonete, corniole, cam-
, Giordano principi di Capua i diritti e pos-
mei e pietre preziose. Ridotto Pozzuoli ad sessioni di sua chiesa. Mauro del 1 135
uno scheletro di città, salutò ristorato- ottenne da Riccardo principe di Capua
re della sua grandezza il viceré Pietro di la conferma delle decime in favore del-
Toledo sotto il regno
Carlo V, il qua- di la cattedrale: altre decime re Carlo I con-
le fahbricandovi un sontuoso palazzo vi- cesseal vescovo Angelo nel 277. Landol-
1

cereale, trasse cosi i grandi di Napoli a fo de'nobilissimi Capecelatro del 1


344»
imitarlo. Si comprendono nel distretto Nicola del 1389, Tommaso Brancacci
di Pozzuoli i circondari di Marano, Pro- traslato da Triedrico nel i4o5 e poi car-
cida, Ischia e Foria. La città conta cir- dinale. Gli successe Lorenzo de Gilotto
ca 12,000 abitanti, compresi i villaggi di vescovo di Vesti, a cui Giovanna II con-
Bacoli e Nisita, la quale è un'isola roton- fermò decime. Fr. Lorenzo de'inino-
le
da con uhertose vigne e fruiti squisiti ri nel 1 435. Lodovico di Costanzo di po-
col Porlo Pavone di comodo accesso, ed tente famiglia neli447- Giacomo Orsi-
ove Porzia* ingoiò carboni ardenti, ri-i ni romano del 1 49^- Antonio Jaconi di
nomala pure per altre memorie. Dei fa- Lecce deli494> virtuosissimo. Neli5i4
sti di Pozzuoli e de' suoi uomini illustri Leone X fece commendatario il cardinal
scrisse Giulio Cesare Capaccio, Pulcola- Bernardo Divizi, Nel 537 da Ugcnio fu 1
PRA PRA 25
trasferitoCarlo Borromeo nobile mila- le primarie autorità della Boemia, come
nese , chiaro per pietà e dottrina. Gio. di quelle del circolo diKaurzim.È cin-
Matteo Castaldo nobile napoletano del ta da un muro e da un fosso di circa 3
i5/[i benemerito pastore, restaurò la
, leghe 172 di circuito, ed attraversala dal
cattedrale rovinata dal terremoto e dal sud al nord dalla Moldau, che vi forma
fuoco: per questi Sebastiano monaco o» parecchie isole e la divide in due porzio-
livetano e suo correligioso scrisse V opu- ni ineguali riunite da un bel ponte di pie-
scolo , De dìguitate et antiquitale eccle- tra di 16 archi, lungo 790 piedi, ed or- 1

n'ae Puteolanae. Leonardo Vairo bene- nato di statue di santi, tutte di metallo,
ventano canonico regolale lateranense tranne due di pietra, tra le quali si ve-
del 1587, per la sua dottrina e probità nera particolarmente quella di s. Gio-
fu ornamento di questa sede. Girolamo vanni Nepomuceno maestosamente at-
Bernardo de Quirosspagnuolocistereien- teggiata, il quale d'ordine di re Vence-
se deli6o4- Fr. Martino de Leon e Car- slao VI fu gettato da questo ponte nel
denas sullodato, per ventura di questa fiume (per cui si suole erigere la statua
chiesa neh 63 1 vi fu traslato da Triven- del santo ne'ponli), essendo il ponte de-
to, celebrò il sinodo, fece rifiorire la di- corato di emblemi riguardanti quel pro-
sciplina ecclesiastica , edificò tutti colle tomartire del segreto della confessione ,

sue virtù, fu padre de'poveri ede'luoghi per cui meritò che dopo 342 anni fosse
pii, nel i65o fu trasferito a Palermo col- trovata incorrotta e fresca la sua lingua,
le dignità di arcivescovo, luogotenente e come si legge nella bolla In sede, del 1 2
capitano generale del regno di Sicilia, ove agosto 1624, di Urbano Vili. La porzio-
morì neh 655, avendone celebrato le ge- ne più ragguardevole della città occupa
sta l'Uglielli, Italia sacra t. 6, p. 2676 la destra sponda , ed ha il sobborgo di
286. Carlo de Palma teatino, insigne teo- Smichow In 4 parti si divide Praga
. :

logo del 1675. Pietro Cavalcante nobile i.° la Città Vecchia, Altsladl, bislunga
di Cosenza dotto teatino del 161 3, col di forma, che estendesi lungo la destra
quale termina nell' Ughelli la serie dei sponda fiume, e racchiude il quar-
del
vescovi, proseguita dalle Notizie di Ro- tiere degli ebrei, Judenstadtj 1° la Cit-
ma. Per morte di Pietro Ignazio Marol- tà Nuova, Neustadt, che avvolge l'anti-
da, Gregorio XVI nel i8{3 preconizzò ca all'est, al nord-est ed al sud-est ;
3.°
r
l'attuale vescovo mg. Raffaele Purpodi il I Inu Ischi n, sulla sinistra della Moldau
Sorrenlo,giàcanonico teologo di sua pa- e fabbricata sopra una montagna scosce-
tria e vicario generale. La diocesi si e- sa, donde
gode di bellissima vista sul
si

stende per 24 miglia di territorio e con- fiume e su gran parte della città; 4° il
tiene 4 luoghi. Ogni vescovo è tassato in Lato Piccolo, Eleinseite, all'est ed al nord
fiorini 1 33, ascendendo le rendite della del Hradschin, e che dicesi la parte più
mensa a circa 3,ooo ducati napoletani. antica della città ; al sud di Praga è il
PRAGA (Pragen). Città con residen- Wischerad appartenente al circolo di
za arcivescovile, celebre ed antica, capi- Kaurzim, cioè l'antica cittadella che tro-
tale del regno di Boemia (J7 di cui oc- .), vasi ancora benissimo fortificala e che
cupa appresso a poco il centro, tra i cir- contiene l'arsenale. Quantunque la città

coli di Raurzim e di Rakonitz, a 54 le- siamunita ed abitata da più di 120,000


ghe da Vienna. E' pur sede del soprin- anime, è troppo estesa e dominata dalle
tendente della Confessione augustana alture troppo vicine per essere capace di
(%'), la cui giurisdizione si estende so- lunga difesa. Le strade vi sono in gene-
pra tutto il regno, d'un governo genera- rale dritte, regolari e guernite di mar-
le militare, delle corti di giustizia e del- ciapiedi ; le più belle trovatisi nella Cit-
26 PRA PRA
tà Nuova ; le case per la più parte sono tri ecclesiastici addetti al divino servigio,
costrutte in pietra sul gusto moderno, cui assistono anche i seminaristi. Vi è il

così i palazzi. Tra le piazze pubbliche si os- fonte sagro e la cura d'anime esercitata
serva nella Città Vecchia il Grosse-Ring, dal curato cappellano della cattedrale ,

il Kleine Ring, il Kohlmarkt, Tandel-


il dalla quale è alquanto distante il palaz-
markt; nella Città Nuova il Grosse-Vich- zo arcivescovile, grande edifizio. Inoltre
markt, massima piazza di Praga, ed il vi sono altre 22 chiese parrocchiali con
B.ossmarkt; nel Lato Piccolo il Ring eia battisterio e due collegiate: la chiesa di
Welsclierplatz ; nel Hradschin il Hrad- s. Giacomo è sormontata da alta torre,
schiner-Ring e laLoretto-pIatz. Vi ha u- e di cui si ammira l'altare maggiore, co-

na quantità di edifizi pubblici ; si fanno me pure la cappella della B. Vergi ne or-


specialmente distinguere I' cstello della nata di due belle colonne di cristallo di
città situato sul Grosse- Ring e adorno rocca. Vi sono 1 1 conventi di religiosi,

d'una torre con bell'orologio, di una co- 4 monasteri di monache , 5 ospedali e


lonna sormontata dalla statua della B. orfanotrofi , il monte di pietà ed se- , il

Vergine in bronzo dorato, e d'una fonte minario, la cui fondazione approvò Ur-
con vasca a 1 2 faccie, nel centro delle qua •
bano Vili col breve Romanus Ponti/ex,
li su piedistallo sorge una statua. La cat- de'22 dicembre 1628, Bull, de prop.fi-
tedrale ampia e di magnifica architet- del.i, p. 92, ad istanza dell'arcivescovo
tura gotica, per la sua situazione sul fian- cardinal de Harrach, e lo fece degno di
co della montagna Hradschin ', olfre un tutti privilegi che godono
i seminari i

aspetto imponentissimo; è sotto l'invo- pontificii. Rimarcabile è l'abbazia delle


cazione di Vito martire e racchiude le
s. benedettine di s. Giorgio, ch'è il piìi an-
tombedi parecchi sovrani di Boemia, fra tico monastero Boemia, fon-
di tutta la

le quali quella di s. Venceslaore di Boe- dalo verso ilyg dalla principessa Milada
1

mia che fece fabbricare questa chiesa, ed sorella di Boleslao il Pio duca di Boemia.

avente un prezioso tesoro. Tra le insigni" L'abbadessa, che d'ordinario è una prin-
reliquie vi è in grandissima venerazione cipessa, godeva in passato dell'autorità
il corpo di s. Giovanni Nepomuceno, già sovrana, ed ha ancora il diritto dimet-
canonico della medesima. Papebrochio, tere la corona sulla testa della regina nel
Junii p. 4^ 2 narra che Gio.Pessina de-
>
giorno dell'incoronazione. Questo mona-
cano di Praga, poi vescovo di Samandria, stero è esente dalla giurisdizione dell'or-
tessendo l'elenco delle reliquie di questa dinario e soggetto immediatamente al
metropolitana, dice che Carlo IV impe- Papa. I protestanti vi hannodue chiese;
ratore vi mandòda Roma parte delle os- vi è l'ospizio per le partorienti, un gran
sa de'ss. Pietro e Paolo, e parte del pal- teatro, un sontuoso palazzo municipale
lio del i.°: di più che Carlo IV ottenne decorato delle statue de' re di Boemia. Sul
parte del bacolo dello stesso s. Pietro e molo un monumento a Fran-
fu eretto

lo fece rinchiudere nel pastorale dell'ar- cesco I, bronzo


colla statua colossale in
civescovo di Praga, col quale, officiante che lo rappresenta, ed adornato da 8 sta-
archiepiscopo, sole t sibi subdiaconns con • tue scolpite da Max, ed esprimenti 8 cir-
celebrare. Le dignità del capitolo, che coli boemi,. oltre altre 8 piccole figure.

hanno l'uso della mitra nelle solennità, L'università situata nella Città Vecchia
sono notate nel voi. XLV, p. 279; esso e che ricevette il nome di Carlo Ferdi-
si compone di due dignità ^ prima delle nando, è la più antica della Germania ;

quali è il preposto, di 12 canonici com- fondata nel 34.7 dall'imperatore Carlo


1

presi il teologo e penitenziere, 3 vicari IV, Papa Clemente VI a di lui ittanza


sii, 5 sallerisli, diversi beneficiati, ed al- l'approvò e ornò di privilegi colla bolla
PRA PRA 27
la snpremaè dignitatis, 7 kal. fcbr. an. pontifìcio collegio di Bartolomeo pergli
s.

v, Bull, cit., Appendix t. 1, p. 5. Da scolari della nazione tedesca, collegio che


questa università sorti I' eresiarca Gio. Urbano Vili colla bolla Quoniam divi-
Huss boemo, fatto bruciare nel \[\.\5 dal nac, presso Bull, de prop. fidel.i, p.
il

concilio di Costanza, pena che soffri an- 5i, riformò e ristabilì, riducendo a 20
cora il suo discepolo Girolamo da Pra- gli alunni ch'erano 4o e sottoponendolo
ga, professore di teologia, ambedue se- ai cardinali della congregazione di pro-
guaci degli errori di TViclefo. L'univer- paganda fide, iaqualedava al nunzio di
sità nel secolo XV
godeva molta riputa- Vienna ampie facoltà pel buon regola*
zione, ed oggi pure è in rinomanza, con- mento di esso: era diretto dai gesuiti, ed
tando circa 55 professori e intorno a 1 4oo avea dalla s. Sedei 53o talleri. In Praga
studenti munita di copiosa biblioteca,
, nel 58o fu istituito un convitto dis. Ven-
1

osservatorio ,
gabinetti di fisica e storia ceslao de'poveri studenti, ch'ebbe un as-
naturale, e d'istituti artistici e scientifici. segno annuo somministrato dall'ospeda-
Praga ha 3 pubbliche biblioteche forni- le de'boetni di Roma del quale parlai ,

te di stanze per lettura: quella dell'uni- nel voi. XXIX, p. 14, ed a Povero. A Uro
1

versità con33oomss.
e 109,529 volu- seminario e collegio esisteva in Praga sot-
mi rami della letteratura ; la
di tutti i to la denominazione di s. Norberto, fon-
biblioteca del museo boemo con 200 1 dato dall' abbate de' premostratensi pei
mss., 5ooo opere stampate nazionali, suoi canonici e pei chierici secolari, che
7000 storiche di varia sorte e i5,ooo vo- Urbano Vili approvò col breve AUiludo
lumi; la biblioteca della società industria- divinae, a'3o luglio 1 63q, Bull, cit.p. 107.
le diPraga con 5oo opere in 10,000 vo- Urbano Vili confermò i privilegi con-
lumi. Praga ha inoltre 22 biblioteche cessi da Gregorio XV al collegio dis. Gia-
private, fra le quali quella del principe como del convento de'minori conventua-
diKinski con4o,ooo volumi, quella del- li, mediante il breve Alias, de'2 settem-
la società agricola nazionale con 4°°° bre 1625, Bull, cit., Appendix t. i,p.
volumi, e il gabinetto di lettura della fa- 162. Sembra ancora degno di memoria,
coltà medica. con 3ooo volumi. Nell'ar- che beni ecclesiastici di questo regno,
i

chivio civico si trovano olire a i3oo vo- essendo stati invasi dagli eretici seguaci
lumi di antichi mss. della città, il più an- di Lutero, riceveva il clero un compen-
tico èdel 1 3 1 o. Altri stabilimenti d'istru- so sulla cassa del sale, e di questa inden-
zione pubblica, di scienze e arti sono 3 nizzazione si trattò a lungo nella detta
ginnasi, scuola normale, scuola politec- congregazione di propaganda. Contiene
nica, di disegno, di pittura, conservatorio questa città manifatture di stoffa d' oro
di musica, l'accademia delle scienze as- e di argento, seterie, cotoncrie, minute-
sai inpregio nella Germania, edallredot- rie fine e false, strumenti di musica e di
te società; quella del museo nazionale è matematica, fabbriche di maioliche, bir-
ricca ancora di oggetti d'arte e di storia rerie considerabili, manifatture d' armi
naturale: da ultimo questo museo con e tabacchi. Questa città è il centro del
graudi spese andavasi riordinando, e commercio della Boemia ed il deposito
Schwanlhaler lavorava in Monaco per 2 1 generale del regno, e vi si fanno molti
statue di bronzo, che il mecenate delle affari di transito ; vi si contano meglio
arti possidente Veith gli ordinò pel Pan- clie 3o grandi case di' commercio, quasi
theon boemo di Liboch. Sino dal pon- la metà delle quali ebree, mentre parec-
tificato di Gregorio XIII, come si ha dal chi ebrei si dedicano alla politura degli
p. Maffei, Annali t. 4> all'anno i5y5, si eccellenti cristalli di Boemia. Praga fu
trova in Praga stabilito da quel Papa il patria di molli uomini illusili che fiori-
,

28 P A FRA
rono nelle armi, nelle scienze e nelle di- l'ordinaria sua residenza in Praga. Ne
gnità ecclesiastiche e "civili; di alcuni car- i85i il ceto commerciale ha fatto conia-
dinali avendone parlato a Boemia. re, in memoria dell'apertura della stra-
Praga è una città antica, ed alcuni cre- da ferrata diFraga-Dresda una meda- ,

dono che sia la CasurgistW Tolomeo, masi glia incisa da Seidau che da una parte
,

Tageneralmented'accordo nel considerar- rappresenta la Boemia e la Sassonia in


la come la Boviasmum di Strahone o la atto di porgersi la mano da una carroz-
Marobadum di Tolomeo. Nel XV secolo za a vapore, dall'altra la così detta Tor-
fu lungamente turbata pergli eretici Us- re del ponte della Città Vecchia.
siti (V.). L'imperatore Ridolfo II vista- La sede vescovile fu eretta nel 971,
bili la sede dell'impero, ma nel 1612 il Comnianville protraendo l'istituzione al
successore e. fratello Mattia la restituì a 998, sufFraganea Magonza. Di linaio di
Vienna. Essendo morto nel 1619,! boe- o Dietrnaro, monaco benedettino di Mag-
mi già ribellati con gettare dalle finestre dehurgo, viene riconosciuto come il i."
del palazzo di Praga ministri cattolici,
i vescovo di Praga e morì nel 980, gettan-
simostrarono contrari anche col nuovo do orribiligrida pel timore di andare
imperatore Ferdinando li , offrendo il nelle pene eterne, per aver trascurato i

trono a Federico V elettore Palatino doveri del proprio stato, e ricercato con
al modo detto a Palàtinato, a Boemia passione gli onori e piaceri mondani. Suo
ed a Germania. Quindi cogli aiuti di Pao- successore fu Adalberto conte di Wog-
s.

lo V dagl'imperiali nel 1620 si die sotto tiech nel g83


parente dell'imperatore
,

le mura di Praga tremenda battaglia, che Ottone II, chiamato l'apostolodella Boe-
perdette il Pala tino col la sconfitta de'boe- mia, Ungheria, Moravia, e Polonia do-
ini, onde seguì la presa della città; quin- ve lasciò il fratello Gaudenzio i.° vesco-
di Ferdinando li ricuperò tutta la Boe- vo Gnesna. Egli erasi trovato presen-
di

mia e altre provincie. Nel 174 s'impa- 1 te all'infelice morte di Dilmaro,onde pre-
dronirono della città francesi, che nel-
i so da spavento e compunzione detestò i

l'anno seguente vi furono bloccali dall'e- suoi falli, si rivestì di cilizio e distribuì

sercito imperiale, ed il 2 gennaio 1743 larghe limosine a'poveri. Elelto vescovo


rendettero la piazza, uscendone cogli o- non più fu veduto ridere, dicendo: >» E'
nori della guerra, dopo essersi segnalali molto agevol cosa portare una mitra e
con vigorosa resistenza. 1 prussiani se ne un pastorale; ma è ben assai terribile do-
rendettero padroni nel 744> ma gl'im- 1 ver render conto d' un vescovato al su-
periali la ricuperarono in quello stesso premo giudice de'vivi e de'morli ". Fe-
anno; nel 1757 poi soffri molto per la ce il suo ingresso in Praga a piedi nudi,
guerra tra gli austriaci ed prussiani i quindi divise le rendite in 4 parti, per lu
medesimi, quali rumatala in parte col
i chiesa, pei canonici ,
pei bisognosi e per
bombardamento, non però se la potero- sé. La diocesi era allora nel più deplora-
no pigliare. A' 14 settembre 1847 P'' a g a bile stato. Una parte di quelli che l'abi-
.''
fu per la 1 volta illuminata a gas, in o- tavano erano ancora avvolti fra le tene-
nore del giorno natalizio dell'arciduca bre dell'idolatria; gli altri professando il
Stefano, Per l'insurrezione del 848, nel 1 cristianesimo, disonoravano la loro fede
giugno fu bombardata, per cui restò in coi piìi detestabili vizi. Adalberto si ado-
diverse parti incendiata , venendo però però a tutto potere per far fiorire la ve-
vinta la rivoluzione e distrutte le barri- ra pietà, rna invano, per cui si dedicò al-
cate. Nel declinar di detto anno avendo la conversione degl'idolatri delle memo-
l' imperatore Ferdinando 1 abdicato al- rate regioni , venendo dai boemi truci-
l' impero, dipoi coli' imperatrice stabilì dati diversi parenti, saccheggiati e iucen-
PRA PR A 29
diati i loro beni. Patì glorioso martirio gere in vescovato l'abbazia premostra-
in Polonia, ed il suo corpo venerasi nella tense diLittomische! o Lylhoniysliense
cattedrale diGnesna. Gli storici della fa- (soppresso poi le turbolenze degli ussiti),

miglia Orsini fanno di questa s. Adalber- che altri chiamarono o confusero con
to e altro vescovo di Praga chiamato Gau- Leitrnerilz( P'.), e dismembrò da Magon-
denzio, forse il fratello del santo e vesco- za il vescovo d'Olmiitz, e quello di Meis-
vo Gnesna. Fragli altri vescovi di Pra-
di seu in Sassonia da Magdeburgo, come
ga noterò, s. Severo Berzkowsky, morto afferma Micovia, Rerum Polonicarwn
nel 067, dopo aver dato il consenso che
i lib. 4 : eretti poi i vescovati di Leitme-
la sede vescovile d' Olmiitz (^.)> da tanti ritz, Konigtgratz e BudweU, questi sol-
anni unita a Praga, fosse separata e fatta tanto restarono suffraganei di Praga e lo
suffraganea di Magonza; s. Andrea di sono tuttora, giacché Littomischel e Meis-
Guttensteyn, che fu perseguitatoe man- sen furono soppressi, ed Olrniitz diven-
dato in esilio da Premislao re di Boemia ne arcivescovato. Ernesto fu inoltre da
e morì in Roma nel 1224. L'ultimo dei Clemente VI decorato del pallio solen-
vescovi di Praga fu Giovanni di Driazez, nemente, in vigore della bolla Atteneteti-
discendente dalla famiglia reale di Boe- tes Pragensem ecclesiam nwgnae, de'25
mia, prevosto di Wischehrad, canonico di agosto i344>^ fó ^- Rom.t. 3, par. 2, p.
Praga ei.° priore del convento dis. Gio. 2g5, e lo conferma Stranskiz nella sua
diGerusalemme a Praga, eletto vescovo Repubblica Boernaj per cui furono de-
neli3oi e morto neh 343. Narra Rinal- volute le ragioni di ungere i novelli re
di all'anno i344> n -°64j che i demeriti diBoemia all'arcivescovo di Praga e co-
di Enrico arcivescovo di Magonza e del me prima in questa città, ad esclusione
suo chiericato , tolsero la Boemia dalla degli arcivescovi di Magonza (P.), an-
sua giurisdizione anche per I' odio che
, che pel diploma speditoa'5 maggio 1 34^-
nutriva contro Enrico il marchesediTl/o- InoltreI' arcivescovo di Praga ebbe da
ravia [V.) Carlo ( poi imperatore Carlo Clemente VI il titolo di legato della s.
IV) figlio di Giovanni re di Boemia, co- Sede, in seguito la dignità di primate
me osserva Vettori, Fiorino d'oro, p. 72. ed il grado di principe dell'impero. Non
Vi contribuì l' imprudenza del vescovo debbo tacere, che da quanto riporta Vet-
di Wratislavia Nauchero, il quale mal- tori, pare che già Benedetto XII prede-

contento di re Giovanni, per certa dif- cessore di Clemente VI, con diploma dei
ferenza lo chiamò regolo e richiesto dal- 9 ottobre i34' avesse ordinato, che sen-
l'offeso re di dichiararsi, gli rispose: » Chi za derogare all'avvenire si facesse peral-
non ha nel suo regno alcun metropoli- lora in Praga la coronazione, e si unges-
tano, e nella sua coronazione conduce con se in re Carlo primogenito di re Giovan-
preghiere e con prezzo gli arcivescovi (di ni e Bianca sua consorte in regina della
Magonza), egli è regolo, e fra tutti i re Boemia ad hoc ipsius regis accedente
cattolici il minimo ". Allora Giovanni, consensu. Morì il 1
,° arcivescovo Ernesto
aiutato da Filippo VI redi Francia, pre- nel 1
347 e gli successeTommaso Gio.
gò caldamente Clemente VI di elevare Oczko (f' .) di Wallassim, già vescovo di
la chiesa di Praga in arcivescovato e me- Olmiitz, che neh 365 ottenne da Urba-
tropolitana, e fu esaudito pienamente nel no V il titolo di legato nato della s. Sede
1 343, togliendola dalla giurisdizione me- e fu creato cardinale da Urbano VI. L'ar-
tropolitica di Magonza ; allora essendo civescovo Corrado de V edite r.° vescovo
vescovo di Praga Ernesto Pardubiez o di Verden poi d'Olmiitz e neh4i3 ar-
Pardubicio ne divenne il i.° arcivesco- civescovo di Praga , dopo di avere per
vo. Il Papa formò isuflraganei con eri- qualche tempo governato con prudenza
,

3o PRA PRA
e zelo l'arcidiocesi, dichiarossi protetto- lessa ndro VI, fallo legato Orso vescovo
re degli eretici ussiti, mettendosi alla lo- di Trani, l'incaricò di tal missione, per

ro testa quando saccheggiavano mona- i cui ottenne che i pragesi, condannati gli
steri, ed è perciò che Martino V lo de- errori, promettesero osservare perpetua -

pose nel 1426, morendo Corrado 5 anni mente i riti e le verità cattoliche, paci-
dopo. Martino V fece amministratore ficando ancora i principi boemi. Avendo
Gio. Bacca di Praga, già vescovo di Lit- re Ferdinando I ottenuto da Giulio III

tomischel (Sior. eccl. d'Alemagnai. 2, il ristabilimento dell'arcivescovo di Pra-


p. 172) e d'Ohniitz, e nello stesso 1426 ga, neh 562 vi nominò Antonio di Mu-
(non 1406 per errore tipografico quali- glitzdi Moravia, già vescovo di Vienna,
ficato nella biografia) lo creò cardinale: il quale fu ambasciatore imperiale al con-
col zelo e colle armi combattè gli ussi- cilio di Trento e inori neh 58o. Quan-
ti e ne riuscì vittorioso in diverse batta- to ai successori fino al principio del pas-
glie , facendo l'ufficio d' intrepido capi- sato secolo, vedasi la Storia eccles. di
tano ,
poi nel i4^o sepolto nella catte- Germania t. 2 , p. j3 (, e da quell' e-
drale di Vaccia. Giovanni di Rochizana poca sino ad oggi le Notìzie di Roma.
o Rockyczana, distinto personaggio di Essendo arcivescovo Gio. Maurizio de
Boemia, pretese all'arcivescovato vacan- Manderscheid Clemente XIII col bre- ,

te di Praga verso il 1 436, ma siccome a- ve Apostolicae benignalis, degli 8 mar-


pcrtarueute favoriva l'eresie di Wiclefo zo 1763, Ball, cont.t. 2,p. 336, abrogò il
e di Huss, così venne escluso dal conci- privilegio d'esenzione concesso da Boni-
lio di Basilea e da Eugenio IV ,
poi ri- facio IX al capitolo Viscehradense, e lo
conosciuto dal conciliabolo di Basilea, al sottopose alla giurisdizione dell'arcive-
modo detto a Boemia, ove parlai ancora scovo di Praga. Gregorio XVI neh 83?.
della legazione del cardinal Carvajal a fece suflfraganeo e vescovo di Satala in
1
Praga, e quanto questa città soffri per le parlibas I' attuale mg. Gio. Francesco
gravi turbolenze degli eretici principal- Tippmann della diocesi di Praga, quin-
mente da Ziska e dai taboriti,
suscitale di neh 838 preconizzò arcivescovo Lui-
che vi distrussero le chiese ed mona- i gi Antonio libero barone di Shrenk. Per
steri, massacrarono la maggior parte dei sua morte Pio IXa'20 maggio i85o vi
cattolici, e misero tutto a fuoco ed a san- trasferì l'odierno cardinal Schwartzem-
gue. Continuando Rochizana nell'usur- berg, di cui ue'vol. XXI, p. 1 64) XXXII,
pazione, restò vacante e quasi soppressa p. 324- L'arcidiocesi è assai vasta, conte-
la sede per molti anni , solo la s. Sede nendo diverse città, castella e luoghi. O-
sempre zelante pel bene de' veri fedeli^ in gni arcivescovo è tassato in fiorini 2800,
quel disastrosissimo periododi tempo no» le rendite ascendono a circa 60,000 fio-
minò di quando in quando amministra- rini di convenzione, gravate dall'annua
Corrado ba io-
tori all'illustre chiesa,come pensione di 8000 in favore del vescovo
ne di Zwole vescovo d'Ohniitz nel 1 434» di Budweis e d'un luogo pio.
Filiberto di Montjoyeux vescovo di Cou-
Concila di Praga.
tances nel 4^9> Giovanni di Doba ve-
1

scovo d'Eichstadt nel 1462. Nuove stra- Il 1



fu celebrato dall'arcivescovo Er-
gi di religiosi e spogliamene di mona- nesto, ed in esso si fecero regolamenti re-
steri fecero nel 474 8 n eretici in Praga.
1 lativi alla cognizione ed alla fede della
Ad Alessandro \1 finalmente riuscì ri- Trinità, all'osservanza de'decreli dei si-

conciliare colla chiesa romana i pragesi, nodi, alle elezioni, ai benefizi e all'eser-
dopo aver essi riconosciuti i loro errori. ciziodelle cariche e dignità ecclesiastiche
Racconta Rinaldi all'annoi 493 che A- all'alienazione de'beni di chiesa, alle se-
PRA PR A 3 1

polirne, ai monaci e monache, alla con* zione, divisa in G articoli; bensì istituì un
sagrazione delle chiese e degli altari, al- consiglio di coscienza presieduto dal ve-
la messa, al battesimo, ec. Mansi, Suppl. scovo di Parigi, cui raccomandò non no-
ai concilii 543. Il 2. fu tenuto
t. 3, p. minare che gli ecclesiastici più pii e più
nel i4o5 contro 1' antipapa Benedetto atti a servire utilmente la Chiesa colla
XIII. Il 3." nel f4o8 contro wiclefiti. i convenevole distribuzione delle loro ren-
lì 4-° nel i434 per la riunione degli us- dite, onde assicurare ottime elezioni ca-
siti. Labbét. 1 1. Arduino t. 7. Cochlaeus, noniche. Il i.° riguarda le chiese, i pre-
Hist. Hussit. lati, i patroni ed i collatori ordinari dei

PRAMMATICA o PRAGMATICA, benefizi, i quali godranno de'loro diritti

Lex sumptuaria. Riforma delle pompe, e giurisdizione. Il 2. che le chiese cat-


delle vesti , del lutto , de' titoli, fieno e tedrali e altre avranno la libertà delle e-
limite al lusso, alle spese pubbliche e pri- lezioni. Il 3.° che la simonia sarà bandi-

vate; legge suntuaria, municipale, di con- ta dal regno. Il 4-° che le promozioni,

suetudine, del quale argomento tratto a collazioni, provvisioni e deposizioni di pre-


Legge, Vesti, Convito, Funerali, Lut- lature ed altri benefìzi e uffìzi ecclesia-
to, Titoli di onore e relativi articoli, stici, si faranno secondo il diritto comu-
principalmente a Lusso. ne de' concilii e le istituzioni degli anti-
PRAMMATICA SANZIONE, Prag- chi padri. Il 5.° che le libertà, le franchi-
matica sanctione. Questo termine che gie, i privilegi accordati dal ré dì Fran-
dal latino sanctio, ordinanza, legge, sta- cia alle chiese, monasteri e altri luoghi
tuto, e dal greco pragma, affare , viene pii, ed anche alle persone ecclesiastiche,

usato particolarmente per distinguere le saranno conservate. Il 6.° riguarda le tas-


ordinanze che concernono i grandi affa- se pecuniarie a vantaggio della chiesa ro-
ri dello stato, della chiesa, delle comu- mana. Diversi scrittori sono d'avviso che
nità, oppure le ordinanze che si faceva- questa prammatica non sia di Luigi IX,
no per affari pubblici colla riunione e col sebbene sia citala negli articoli presentati
consiglio di molti dotti giureconsulti, o a Luigi XI negli stati riuniti a Tourse
finalmente quelle che i re e gli altri prin- nell'atto d'appello dell'università di Pa-
cipi sovrani facevano in un'assemblea rigi del 1 49 1
, e per vera l'abbiano cre-
composta di grandi. Molle costituzioni duta il p. Alessandro e Velley : altri at-
imperiali , riguardanti massime i diritti tribuiscono a s. Luigi IX solo i primi 5
e le successioni degli Elettori dell'impe- articoli. Si riporta nel t. 7 de' Concilii
ro (/ .), ottennero il nome di pramma- d'Arduino, ed affatto supposta la dichia-
tica sanzione e sotto questo veggonsi re- ra Tomassini, De velerà et nova eccles.
gistrate nel corpo del dirittogermanico, disc. par. 2, I. 2, cap. 3, e par. 3, lib. /,
nelle leggi imperiali raccolte da Golda- cap. 43, e dimostra Lambertini, De ser-
sto. Parlerò de' due famosi regolamenti i'orum Dei beat. lib. 3, cap. 36, sì per-
di Francia che portano il medesimo ti- chè solo se ne parlò circa due secoli do-
tolo, il i.° supposto e creduto promul- po la morte del santo re, come ancora
gato da s. Luigi IX , il i.° emanato da perchè se fosse stata vera se ne sarebbero
Carlo VII. Mentre s. Luigi IX nel 1269 serviti i francesi nelle discordie tra Boni-
si preparava al viaggio d'oltremare per facio Vili e Filippo IV. I Bollandisti se-
la crociata, per gli aiuti della quale im- guirono l'opinione di Tomassini ad dieni
plorò coi franchi mediazione della s.
la 25 aug., per la qual sentenzapropende
Sede, ad onta ancora di sua pietà e ma- il p. Griflèt, Istoria di Francia. Di re-
gnanimità si pretende che facesse un'or- cente la provò con buone ragioni, criti-
dinanza col titolo di Prammatica san- ca ed erudizione una favola, tendente a
,

32 PRA PRA
palliare col manto della sant'ila l' ingiu- proibizione di conferir prebende, abba-
stizia e la prepotenza, il libro encomiato zie, vescovati ecommendea persone non
dagli Annali delle scienze rei. serie 2. a , nazionali francesi, venendo così tolta al
voi. 6, p. 3o5: Della Prammatica san- Pontefice quasi ogni facoltà di conferir
zione attribuita a s. Luigi IX per Rd. benefizi, e di giudicar le cause ecclesia-
Tlwmassy antico allievo della scuola rea- stiche del regno di Francia ,
perciò in-
le di CharlreSj Parigi i844- giuriosa a lui, al suo regno ed alias. Se-
Avendo il conciliabolo di Basilea (l7 .) de, onde fu causa e fomento di mille di-
molte cose disposto sopra la riforma dei sordini. Osserva Rinaldi a tale anno, che
benefìzi e sopra il giudizio delle cause, i francesi non ricevettero tutti i decreti
Carlo VII re di Francia, prima zelante del conciliabolo, ma quelli che loro piac-
di riconciliare coi Papa quella congre- quero ; ma mentre prelati si sottraeva- i

ga, poi vietato a'vescovi d'intervenire al no dall' autorità pontificia, colla pram-
Eugenio IV presie-
concilio generale da matica si sottomisero alla servitù laica-
duto in Ferrara (F.) e sempre più ade- le. Bercastel , Storia del cristianesimo
rente a quegli scismatici, attento a pro- narra che dopo la traslazione de'Papi in
cacciarsi de' vantaggi allora die la Chiesa, Avignone, re e il clero di Francia si tro-
i

sconvolto l'ordine delle cose, travaglia- varono privati de'loro migliori diritti al-
va nella divisione dello scisma, come os- la collazione de'benefizi, per mezzo del-
serva Bernini , Hist. dell' eresie t. 4> P- le riserve e aspettative principiate in A-
237, nel i438 a' 7 giugno convocò, se- vignone, per disporne anche prima che
condochè narrai ne' voi. II, p. 2i3, e i medesimi fossero vacanti. Laonde fu
XXVI j p. 3i5, una grande assemblea questo il motivo per cui precipuamente

a Bourges (F.) di vescovi ed ecclesiastici i francesi seguirono il concilio di Basilea,


francesi contaminati dagli erronei princi- quindi per trovar qualche via di conci-
pii de'padri basileesi e coll'intervento dei liazione tra esso ed Eugenio IV, o alme-
loro legati (secondo alcuno pure di quel- no per resistere alle conseguenze d' una
lid'Eugenio IV). La presiedè il re assi- discordia, che faceva languir la discipli-
stitoda Luigi il Delfino suo figlio , da na nella più parte della Chiesa, si venne
molti principi del sangue e da numeroso alla compilazione della prammatica san-
stuolo di potenti signori. In questa assem- zione, sempre dipoi tanto cara ai france-
blea secondo la mente de'basileesi e de- i si, sino a nominarsi da alcuni il baluar-

creti spediti al re, tendenti al ristabi- do di loro chiesa. Abbracciata e promul-


limento della libertà nelle elezioni ca- gata siffatta prammatica da Carlo VII
noniche, pregandolo farli ricevere nel a*7 luglio come legge del regno e regi-
suo regno, tali decreti furono la base del- strala nel parlamento, tutto si risvegliò
la formazione della costituzione o rego- lo zelo sacerdotale di Eugenio IV che la
lamento di disciplina ecclesiastica in 2 3 condannò solennemente con autorità a-
articoli, con varie modificazioni rela- postolica, come afferma Novaes, e fece pòi
tive alle libertà della chiesa gallicana, grandi istanze al re perchè l'annullasse
che si disse Prammatica sanzione, cioè quando si ritirò dal conciliabolo , come
costituzione riformatoria di alcuni dai riporta Rinaldi all'anno i44o>n.° 4- ^c-
basileesi chiamati abusi o inconvenienze. cone i 23 articoli o titoli, che subito ap-
Essa riconoscendo 1'
autorità de' conci- provò il conciliabolo di Basilea. i.° Ap-
li'! ecumenici superiore a quella de' Pa- prova il pseudo-concilio di Basilea e lo
pi, tutta si raggirò nell'abolizione delle dichiara superiore al Papa, il quale solo
censure ecclesiastiche e delle antiche Ap- col suo parere potrà destinare luoghi i

pellazioni interposte al Papa, e nella pei concilii. 2. Prescrive chele elezioni


PRA PRA 33
sieno falle liberamente da coloro cui ap- teria, Bretagna, nella quale in parte la
partengono di diritto. 3.° Abolisce tutte permise Nicolò V.
le riserve generali e particolari de'bene- Pio II come quello che avea cancel-
fìzi. o nomine a-
4-° Proibisce le grazie lato e annullato tutto ciò eh' egli stesso
speltative. 5.° Vuole che ne'Iuoghi lon- avea da privato dettato in favore del con*
tani 4 giorni da Roma, le cause sieno deci- ciliabolodi Basilea contro Eugenio IV,
se dai giudici che ne hanno diritto, tran- e precedentemente ritrattate le opinioni
ne le cause maggiori enunziate nelle leg- manifestate contro le prerogative della s.

gi e quelle concernenti le elezioni delle Sede con lettera a Giordano rettore del-
chiese cattedrali ede'monasteri. 6.° Trat- l'uni versila di Colonia (esistente nella Bi-
ta de frivolis appellaliouibus. 7. Ordi- blioteca Chigìana, Vedi) ,'come quello che
na che colui il quale avendo un titolo prima del pontificato avea potentemen-
colorato avrà posseduto un benefizio per teimpugnato questa prammatica nel suo
tre anni pacificamente e non l'avrà ot- libro De moribus Germanorum , repli-
tenuto per intrusione o per forza non , catamene pregò Carlo VII perchè l'a-
debba più esser molestato. 8.° Tratta de brogasse. Venendo poi rimproverato dal
nuin. et qual. card. g.° Tratta de annot. re con una lettera d'essere a luimal'af-
io. Tratta de quomodo divinimi offi- fetto, si giustificò pienamente con un bre-
r
cium sii celebrandum. 1 .° Tratta de 1 ve diretto a tal sovrano, presso mg. Bian-
quo tempore quisquis debeai esse in eho> chini, Parergon ad examen libri Ponti-
ro. 12. Tratta de qualiler horae cano- fìcalis, sive Epistola Pii II ad Carolimi
nicae sunt dicendae extra chorum. i3.° FU regem Franciae ab haereticis de-
Tratta de his qui tempore divinorum af- pravata et a Launojana calamuia via-
fi dorimi vaganlur per ecclesiam. i4-° dicata, Romaei688. Quindi Pio II con
Tratta de tabula pendente in choro.i5.° maggior risentimento se ne querelò nel-
Tratta de his qui in missa non complent l'assemblea di Mantova^.), cogli am-
Credo, velcantanl cantilenas. 1 6.° Trat- basciatori di Carlo VII ,
perchè ancora
ta de lenentibus capitula tempore missae, sisosteneva in Francia la prammatica ,

parrocchiale o solenne, senza un'urgen- mentre era ingiuriosissima all' autorità


te necessità venne proibito. 17. Tratta papale, sebbene chiamasse il re difenso-
de pignorantibus cullimi divinimi ciò , re della fede. Si difesero gli ambasciato-
ch'è proibito. 1
8.° Tratta de spectaculis ri col dichiarare la legale convocazione
in ecclesia nonfaciendis. 1 q.° De con- del concilio di Basilea, che perciò il re a-
cubinariis } ordina che il concubinario vea creduto dover accettarne i decreti,
pubblico, senza alcuna eccezione, sia so- con alcune modificazioni e addizioni con-
speso ipso facto e privato di tutti i suoi venienti alle consuetudini del regno e alla
benefizi , se egli non abbandona la sua condizione de' tempi, le quali non dero-
concubina , appena ne sia avvertito dal gavano in ninna
maniera ai privilegi del-
suo superiore. 20. Della comunicazione la s. Sede. Tornali in Francia gli amba-

cogli scomunicati. 2 1 ,°T ratta de interdici, sciatori e riferite le parole di Pio II il ,

indijjtrenler non ponend. 22. Riguarda procuratore generale Dauret d'ordine del
le enunciazioni nelle lettere apostoliche, re, senza riguardo aila proibizione fatta
che un tale è privalo del suo benefizio da Pio II d'appellare dai suoi giudizi al
o di altro diritto. 23.° Contiene la con- concilio, appellò al prossimo concilio ge-
clusione della chiesa gallicana pel rice- nerale tuttociò che avea detto il Papa in-
vimento de'decreti ovvero del sedicente torno alla prammatica sanzione, onde
concilio di Basilea. V. Primato, Benefi- prevenire gl'inconvenienti che potessero
zi ECCLESIASTICI, CONCILIO, GaILIA Da- , succedere in caso di scomunica, su di che
VOL. LV. 3
34 PRA PRA.
si presero misure nel parlamento. Mor- appellò al futuro concilio di tutti gli at-

to nel 1461 Carlo VII, gli successe il fi- tentati occorsi e da farsi contro questa
glio Luigi XI, al quale subito si rivolse legge. Inoltre il clero di Francia ricu-
Pio lì, domandando pel nunzio Geojfroy sò di ricevere un breve di Sisto IV, fu
l'abolizione della prammatica, come na- indocile alle ammonizioni d' Innocenzo
ta nello scisma e come distruttiva del Vili e di Alessandro VI fatte sotto re
diritto del Papa , da cui derivano tutte Carlo Vili ; può quindi facilmente im-
le sacre leggi. Luigi XI vi acconsentì e maginarsi qual disordine invadesse le co-
l'abrogò, più per condiscendenza di com- se ecclesiastiche del regno. In questo sta-
piacere Pio 11, che per risoluta riprova- to di cose non sembrando a Giulio II
,

zione. Vedasi 1' epistola del re al Papa lasciar trascorrere altro tempo per sanar
presso Rinaldi, all'anno i46i,n.° 188; questa piaga della Chiesa, regnando Lui-
Labbé, Coutil, t. 14, p- 97> Natal Ales- gi XII, ne intraprese coraggiosamente la
sandr., Hisl. eccl. t. 8, dissert. Char-
1 1; cura nel concilio generale di Lalerano f,
las, De liberlatib.eccles. Gallica ime ,lib. che descrissi a tale articolo, nella cui 4 •
'

1, cap. 16. La nuova fu ricevuta in Ro- sessione volle che si leggesse la revoca
ma con solenne applauso; ma il parla- fatta da Luigi XI, per venire al decre-
mento, prelati di Francia e altri dei clero
i to conciliare della totale abolizione, al
non desisterono dall' osservare la pram- modo riportato dal citato Bernini e da
matica. Anche il re, non vedendo man- me nel medesimo concilio. In questo alto
tenute le promesse di riconoscenza fat- preparatorio si citarono i padri francesi
tegli da Pio II, non si prese molta cura a dire le loro ragioni, perchè abolir non
di fare eseguire la sua dichiarazione, a- si dovesse la prammatica sanzione. La
vendogli fatto impressione le rimostran- risoluzione di Giulio li riuscì sensibilis-
ze energiche del parlamento e dell'uni- sima a Luigi XII pei gravi dissapori in-
versità sui vantaggi riportati dalla pram- ne portò ulte doglianze
sorti tra loro, e
matica, massime per le chiese provviste quasi a tutti i potentati cristiani ,
que-
di buoni prelati. relandosi del Papa, che togliere a lui vo-

Terminando di vivere Pio II nel i4^4i lesse il più prezioso gioiello di sua coro-
la prammatica d'ordine regio ritornò al na. Essendo morto Giulio II, continuò la

suo antico vigore , per cui il successore celebrazione del concilio Leone X, laon-
Paolo II a mezzo de' cardinali Geoffroy de Luigi XII vi aderì , rinunziò al con-
e Salve (/^.) volle tentare l' esecuzione ciliabolo di Pisa e pocodopo morì. Que-
dell'abolizione, impegnando il parlainen- sto Papa portassi in Bologna (/".) nel
to a verificare le lettere patenti colle qua- 1 5 5 per abboccarsi col nuovo re diFi an-
1

li Luigi XI l'avea soppressa: però il pro- cia Francesco 1 (di che parlai purea Fran-
curatore Gio. di Romano vi si oppose cia )
, il quale con caldissime istanze lo
vigorosamente , dicendo tra le altre ra- supplicò, che abrogandosi nel concilio la
gioni, che l'abolir l'ordine delle antiche prammatica sanzione, gli fosse permes-
elezioni era un togliere agli ordinari il so proporre in luogo di quella altri pro-
diritto di eleggere , ristabilir le riserve, getti di disciplina, che poscia, muniti di
le espettati ve, l'evocazioni in prima istan- apostolica autorità, servissero di norma
za delle cause alla corte di Roma un ; in tutto il suo reame. Assentì ilPapa al-
togliere ai patroni il diritto di presen- lepreghiere di Francesco I, e di comu-
tare ai benefizi, e agli ordinari quello di ne accordo concertati gli articoli della
conferirli, il che non poteva a meno di nuova disciplina , col Concordato tra
non introdurre nella chiesa gallicana una Leone X e Francesco I{Tr .), il Papa for-

orribile confusione: di più Y università malmente abrogandola Prammatica , lo


,

PRA PBA 35
sanzionò colle bolle, Primitiva ilici eccle- ne la chiamasse Palladio della Fran-
sia, de' 8 agosto 1 5 1 6; Paslor aelernus,
1 cia.
de' 19 dicembrei5i6; Divina disponen- PRANZO, Prandium. Il desinare, il

te, de' 1 9 dicembre i5i6; Romanus Pon- mangiare. Remotissima è la consuetudi-


tifex, del .° ottobre 5 7, Bull. Hom. t.
i 1 ne di congregarsi gli uomini a mensa
1

3, par. 3, p. 43o, 433, 44 2 e 443, Sa- onde col cibo ristorare il corpo e dare e-
cro approdante concilio. In tal modo si ziandio breve riposo alle membra stan-
conchiuse quel celebre concordato, segna- che e faticate dalle giornaliere occupa-
tamente per quei motivi che indussero i zioni, onde diversi autori scrissero intor-
Papi a convenire a concordati, e che di- no all'uso delle mense e del modo di ce-
chiarai a Pace. La bolla JPrts for,colIa qua- ,

lebrare i Erodoto, Strabo-


conviti, cosi
le Leone X condannò, annullòe riprovò la ne, Plutarco, Mela, Stuchio, Ciacconioe
Prammatica sanzione, con plauso e gene- Bulangero. Il costume di cibarsi con par-
rale approvazione fu letta a' 19 dicembre simonia fu proprio di tutti popoli, tan- i

a
1 5 1 6 nella sessione 1 1 del concilio Lu-
. to nella loro primitiva semplicità, quan-
terano, in cui rimarcai in che consisto- to nell'adolescenza. Ma tal costume de-
no le differenze tra lasoppressa pram- generò ben presto, e si sostituirono son-
matica e convenuto e sostituito con-
il tuose mense, e alle ruvide sedie si sosti-
cordato , il quale precipuamente estinse tuirono letti con morbide piume. Perciò

le elezioni ai benefìzi, molto allora tra- sipromulgarono leggi suntuarie di pram-


lignate dall'antica loro purità e sogget- matiche^ ma con poco successo. Gli egizi
te a infiniti abusi, a cui vari illustri pre- anticamente sedevano a mensa, ma non
lati della stessa chiesa di Francia giudi- apparecchiavano le tavole; venivano lo-
carono conveniente rimedio, come
tale ro successivamente portati piatti, affin- i

riferisce Bercastel. In conseguenza, con- chè ciascuno si servisse a piacere. I ric-


servandosi nel concordato alcuni rego- chi al fine de' conviti facevano presenta-
lamenti della prammatica, le elezioni del- re ai convitati il simulacro di una mum-
le prelature ecclesiastiche, che per la mia, dicendo loro : Mangiate e state al-
prammatica erano libere ai re di Fran- legri, che in breve sarete simili a questo.
cia, pel concordato restarono nomina
di I primi greci erano grandi mangiatori,
regia , ma soggette alla suprema ponti- ed il il grano edi
cibo più ordinario fu
ficia approvazione, per convalidarle col- legumi, come ed i romani; spre-
gli egizi
l'autorità apostolica. Clemente VII creò giavano il pesce come troppo delicato e
cardinale Antonio de Prato o Pradt, per leggero. Gli ebrei adottarono il costu-
aver contribuito all' abolizione definiti- me di cibarsi parcamente in comune in
va della prammatica e alla conclusione vari tempi dell'anno; dipoi la legge
del concordato. Nella Chronica latina scritta ordinò i conviti religiosi nelle fe-
pubblicata nell'i Monumenta histor. pa- ste di Pasqua e Pentecoste {V.) e nella
triae, t. 619, viene qualificata la
3, p. solennità de''Tabernacoli {V.): tali con-
prammatica la maggior peste della Chie- viti si ripetevano negli sposalizi o altre
sa, stabilita nel concilio di Basilea. Non- liete circostanze. Gli ebrei dividevano in
dimeno francesi non acconsentirono su-
i due mense i loro conviti; nella i. ci-
bito che fosse cassata, come notai al ci- bavansi delle carni della vittima , nella
a
tato Concordalo j anzi negli stati di Blois 2. portavano le frutta e facevano gira-
del 1576 si trattò di rimetterla in vi- re il vino con la tazza detta delle bene-
gore, mediante un ardito ragionamento dizioni e delle lodi , dai brindisi ed ac-
deli. presidente del parlamento, che per clamazioni che facevano. Come altre na-
altro non produsse alcun effetto, sebbe- zioni gli ebrei mangiavano giacendo. Nei
36 PRA PRA
tempi eroici facevano d' ordinario due in De legibus,eà in Apu-
Paolo Manuzio,
pasti il giorno, l'uno a mezzodì, l'altro la T^ttno d'oro, lib. io. I romani gia-
leio,
sera; questo ultimo era più abbondan- cevano a mensa 5 per Ietto: letti li por- i

te e considerabile, l'altro era una specie tò in Roma


da Cartagine Scipione Afri-
non pasto o pranzo. Gli spar-
di colazione, cano e perciò chiamati punicani, poi ar-
tanimangiavano insieme, ed il loro ali- chiani dal fabbro Archia che li imitò, ed
mento era assai parco e regolato dalla anche tricliniares^B distinzione de'letli cu-
legge die toccai a Grecia e relativi arti- biculares desti ria ti al riposo. Il lussogiun-
coli. Gli aborigeni avvezzavano i figli a se aformare mense di legno prezioso, co-
cibarsi di frutta e bere acqua, della qua- perle di lamine d'argento e oro e di ric-
le parlo pure a Fontane e Pozzi. 1 siba- che coltri: ornavansi con vasi di tali me-
riti, popoli della Calabria, attesero smo- talli, di superbo lavoro. Il solenne con-
deratamente agli agi, alle delizie, ai pas- vito de' romani si divideva in due portate
satempi, alle gozzoviglie, per cui furono o parti : la i." era destinata al servizio
ritenuti inventori di cibi delicati e demoti- delle carni e del pesce; la 2." per le frut-
viti. Erano tanto dediti al mangiare che ta e pel vino. I commensali si portavano
premiavano gl'inventori di nuove vivan- ade mense colle vesti cenaloria, Inclina'
a
de e nuovi intingoli, ed anche li corona- ria,convivalis e facevano brindisi alla 2.
vano. Gli epicurei fecero consistere il be- tavola, bevendo in onore di Bacco, degli
ne principale nel piacere, uno de'qualie- altri dei massime ai tutelari, e degli uo-
ra il mangiare assai e delicatamente. I mini che si volevano onorare. In mezzo
romani (licevano 3 pasti; colazione, de- della tavola si poneva il vaso cratere pie-
sinareeeena: la colazione di mattina con- no di vino e in questo ognuno attingeva
sisteva ordinariamente in pane inzuppa- il suo vaso, come praticavano gli ebrei.

to al vino; il pranzo era una specie di Le mense, letti, pavimenti si sparge-


i i

déjeunerj la cena era il più importante vano di fiori e d'acque odorifere, anzi di
de' loro pasti e corrispondeva al nostro tratto in trattosi versavano profumi so-
pranzo: talvolta dopo la cena facevano pra i convitati. In alcuni luoghi i pigmei
un quarto pasto, una specie di merenda ed i nani servivano ne'convili al lusso dei
(pomeridiana), equivalente alla nostra ce- grandi: romani storpiavano in culla i
i

a
na. Pranzavano all' ora 6. cioè a mez- bambini, per impedire che crescessero re-
a
zodì, cenavano all'ora q. sebbene ognu- stando nani. De'buftòni e improvvisatori
no poteva sciegliere l'ora a piacer suo. Si cheassistevanoallemense dei grandi, par-
ricava da Isidoro, Stor. Aug. t. r, n.° 38, lai nel voi. XXXI, p. i y5. Alla seconda
che gli antichi imbandivano lauti pranzi portata o tavola i romani ponevano i dei
a vanti d'intraprendere qualche fiera pu- /r/rtw(A\),o lari o geni domestici, sia per
gna : a pud veteres prandi'uni vo-
Proprie, religione, che per ornamento, donde eb-
rallini fuissc omnern militimi cibimi ante be origine il dessert che serve per la se-
pugnam. Poiché per la testimonianza di conda portata, sebbene si ponga in mez-
Casaubono, parandium ancora dicevasi, zo di essa per ornamento la parte deco-
quasi pararci militcs ad pugnam, cui aule rativa e consistente in vasi con fiori, la-
pugnarti fumerelur. In questa occasione vori di fini marmi, metalli ed altro. Tra
/
si beveva gran varietà di l ino(f
/ co- iromani l'infimo lungo nel teatro era pei
.),

me si legge nel Calogeri, Opuscoli t. 3j t senatori, e il supremo pei plebei; nel trion-
p. a3o. Convertitasi la romana parsimo- fo l'ultimo luogo era per l'imperatore, nel
nia in istra vizzo abbominevole, si pubbli- convito quello del console: nel sedere, nel
carono leggi suntuarie di prammatiche camminare, alla mensa, l'ultimo luogo
per porvi un limite, come si può vedere veniva ad essere il primo. Per gli antichi
PR A PRA 37
romani e delle loro mense e banchetti, ctus. Cortìì, Deprandiiac cenae modo,
si possono leggere, Descrizione de' riti de- Romae Aldus i56si, et Venetiae
i565.
gli antichi romani: delle mense devonia- Petioni, arbitri de victu romanorutn et
ni. Compendio delle antichità romane: de sanitale luenda, Romae 58 Pisa- i 1 .

de'banchetti de'romani. Buonarroti nei nelli, Trattalo della natura dei cibi e del

t'asidi vetro eruditamente parla de' con- bere, Venezia 1587. Peulingeri, Sermo-
vili reali, di quelli con divertimenti di rap- nes convivales, Yienaae 1689. Vittorio
presentazionij balli, armeggiamenti, suo- Lancellotli, Lo scalco pratico, Roma
ni, canti,con intervento di poeti a reci- 1627. Antonio Persio, Del bere caldo co-
tare sopra le azioni de'maggiori per istru- stumato dagli antichi romani, Venezia
zione de'figliuoli, sopra le favole degli dei i683. Fr. Ganassoni, Opuscoli Caloge-
e sopra cose di filosofia; dell'antico uso ro, t. 44- Parere intorno al mangiare de-
d'introdurre ne'banchetti una figura che gli antichi romani. Filippo Venuti, Dis-
rappresentasse lo scheletro dell'uomo,per seri, di Cortona, t. 5: Del nettare e del-

prenderne un incentivo più forte ed ef- l'ambrosia cibo e bevanda degli dei. Me-
ficace di affrettarsi (come rimarcai negli morie sloriche sopra l'uso della ciocco-
egizi) a godere pazzamente di tutte le de- lata in tempo di digiuno, Venezia 748. 1

lizie e dissolutezze. Discorre pure de'con- Pietro Ciacconio, De triclinio, sive de mo-
vili ne'giorni natalizi degli imperatori, do convivandi, apud priscos romanos y
de'pubblici fatti da principi, consoli e ma- Lipsiae 758. Lezione accademica delle
1

gistrati in occasione di giuochi, e regali cene sontuose de'romani, negli Opuscoli


in essi dati; de'conviti fatti dagli amici di G. B. Vivo raccolti e pubblicati da C.
ai vincitori dei giuochi, o dai vincitori A. de Rosa, Napoli 18 18. Giuseppe d'E-
medesimi, e di quelli imbanditi in Roma ste,Ragionamento sul così detto Dessert
ai vincitori de'circensi ; de'conviti trion- moderne, Roma 1829. Nel-
delle tavole
fali de'trionfanti e di quelli epinicei dati V Album t. 4, p- 273 si riporta la de-
1

dai vincitori di battaglie; de'conviti agapi scrizionediunbanchettosotto Luigi XIV,


e pel Battesimo (P'.). Mai-torelli, Opere e si cita un manuale di cucina del i655,
t. l, p. i85 ci diede la Dissertazione del' degno d'essere studiato dai moderni Lu-
la cena de'romani. I setlemviri Epuloni culli : Delizie della campagna o manna-
e i Tizi, anziché sacerdoti, erano cuochi, lecite insegna a preparare per l'uso della
ed anche ogni Sagrifizio avea termine col vita quanto cresce sulla terra e nelle ac-
banchetto. Altri li chiamano una specie que. Neil' agosto 85 1 fu famoso il con-
1

di sacerdoti, che supplivano ai pontefici vito dato dalla città di Parigi splendida-
per presiedere ai convili in onore di Gio- mente a lord maire e altri della muni-
ve e degli altri dei. Formavano un col- cipalità di Londra, in cui Chevet, inca-
legio e aveano 1' incarico di fare osser- ricato delle mense, accumulò tutte le me-
vare le ceremonie ne' conviti sagri e nei raviglie del genio gastronomico della na-
pubblici sagrifizi, riportando ai pontefici zione: la lista delle vivande che fu data
i disordini quando accadevano. .Nel 553 agli invitati fa comprendere come gl'in-
di Roma ne furono istituiti 3 ,
poi ne signi gastronomi, di cui Chevet seguì le
furono aggiunti altri 4 , finché il ditta- norme, Crillat-Savarin, Grimod, de-la-
tore Cesare ne creò altri 3, e in tutti fu- Heynièree Carème, hanno un merito di-
rono io. Si costruirono cucine grandio- stinto. Abbiamo molti trattati sulla cu-
se e proporzionate all'eccesso della lau- cina, come il Cuciniere perfetto italiano,
tezza delle cene e de' pranzi. Inoltre su Firenze 1826. I greci chiamarono Ar-
questo argomento si possono vedere: Ere- chimargirus il soprastante alle vettova-
tam M. Mensa romana
} sive urbana vi. glie; Archioenochus il coppiere maggio-
38 PRA PRA
re o capo de' coppieri ; Architriclìnus o rea mensa sedendo sui letti, mangiando
Tricliniarcha soprastante o capo del con- di fianco per facilitar la digestione, poi-
vito,© capo del luogo ov'erano 3 Ietti so- ché corcandosi dalla parte del piloro o ori-
pra i quali si giaceva per mangiare: fu fìzio inferiore dello stomaco,aveapiùcam-
costume degli ebrei assegnare nelle nozze po il cibo d'insinuarsi e di triturarsi ne-
un capo, acciò colla sua presenza e au- gli intestini. Per quali circostanze si ce-
torità ordinasse il convito con modestia lebrarono i conviti. De'conviti delle cord
e quiete. bandite {V. Giuoco). Di alcuni pomposi
Del modo di cibarsi, de' cibi piti usa- come di quello del patriarca di
conviti,
ti, e de' vasi e altre suppellettili adope- Mosca nel suo installamento, e di quello
rate parlai in moltissimi articoli e prin- ch'ebbe luogo nel i838 in Milano per
cipalmente ne'seguenti; mentre a Digiu- la coronazionedell'imperatore Ferdinan-
no, santa e morale astinenza dalla qua- do I, qual re del regno lombardo-vene-
lità e quantità di alcuni cibi, che include to, in cui intervenne il nunzio pontificio.
la virtù della temperanza, dichiarai che A Lavanda de'hedi dissi che ne derivò
fu praticato dai popoli più antichi an-
i l'uso dalcamminare a piedi e per non
che idolatri, dicendo pure delle ore del lordare letti mangiando a tavola, ed an-
i

mangiare, come di alcuni cibi e bevande. che dal bagnarsi prima di prender il ci-
Del famoso convito di Baldassare feci bo, come rimarcai a Letto, dicendo dei
menzione nel voi. XLII, p. 1 35 e altrove. lettisterni o conviti solenni cui invila vali-
A Convito parlai degli splendidi desinari si a Gemma notai che con que-
gli dei (

O cene, dell'uso de'con viti in tutte le na- ste ornarono i Ietti, formarono i vasi
si

zioni, della s. Scrittura, del Salvatore, delle bevande e si posero co'fìori tra'frut-
de'primi cristiani in cui cantavano inni ti); che nel convito di Pasqua (F.) de-
e salmi, si segnavano colla croce, facen- gli Ebrei (V.) due erano le lavande , e
dosi questo cogli anelli segnatorii (di cui parlai d'altre loro cene: nello stesso ar-
Boldetti ne' Cimiteri de 'ss. Martiri lib. 2, ticolo Lavanda deViedi narrai come Pa- i

rnp. i4) dal più degno della famiglia sui pi dopo averla fatta ai Pellegrini o Po-
cibi e le vivande; della sagra lettura a veri (P-), servono loro a mensa. Anche
mensa e del ringraziamento a Dio dopo nel Triclinio [V.) pontifìcio si sedeva su
di essa (7^. Benedicite, anche per la so- banchi forma di letti, perciò chiamati
in
lenne mensa del Papa e per quella che Icllislerni. A BAGNienel voi. XXXVII, p.
serve ai pellegrini); de'conviti funebri de- 1 (
) ì notai che prima di porsi a mensa vi si
gli antichi cristiani; de'banchelti imban- lavavano i gentili ed i cristiani; e siccome
diti dagli ecclesiastici e dai secolari; co- in detto articolo dissi che gli antichi man-
mesi debbano dare e come vi si deve sta- giavano una volta al giorno, intesi parlare
re, lodando il tacere e il silenzio, con di- de' greci, i quali propriamente facevano
versi esempi della sacra o morale lettu- verso sera un pasto solido e succoso, al
ra praticata a mensa anche da molti so- quale si preparavano con una leggera co-
vrani e personaggi; nonché sulla bene- lazione nel mattino o al mezzodì. Venuto
dizione de'cibi, di che trattai pure nel voi. Platone in Italia meravigliò che allora
LI, p. 260. Come e dell'ora in cui man- gli abitanti facessero due pasti al giorno,
giavano e bevevano gli antichi cristiani, cioè le persone sobrie; i soldati, gli ope-
e delle preghiere che prima e dopo vi fa- rai e le persone dedite ai travagli face-
cevano. Delle leggi suntuariedi/?/Y7wiwrf- vano 3 pasti, colazione, pranzo e cena, e
tica. Del convito d'Assuero, de' persiani talvolta anche la merenda nell'estate.
e di altri. Della mensa in cui il re vedeva L'aw. Camilli, Album 1. 13, p. 349, pub-
i convitali senza esser veduto, e dello sta- blicò un saggio de'conviti e delle cucine
PR A PRA 39
degli antichi greci, registrando gli scritto- do promosso al cardinalato Gualtieri nun-
ri greci sull'arte del cucinare, oltre la Ga- zio in Francia, con breve scritto di pro-
stronomia, poema di cucine in versi di Ar- prio pugno delegò Luigi XIV a impor-
chestrato, che qualificò l'opera più dotta gli la berretta. Questa il re gli pose sul
e compiuta in argomento. capo a'4 agosto 1706 nella cappella di
Ad Agapi, pasti, cene o hanchetti fatti Versailles dopo la messa, tenendo poi a
dai primitivi cristiani ne' Cimiteri o Ca- desinare il cardinale, il quale sedette in
tacombe (P*.), e poi nelle chiese o loro distanza di 4 luoghi dal re. Luigi XIV
vestiboli con fratellevole concordia, par- nel bere alla salute del Papa, si levò in
lai delle loro diverse specie per fomen- piedi e si scuoprì, poi si rimise a sedere
lare la carità cristiana e sollevare i poveri, e bevette col capo coperto, stando il car-
cioè nuziali o connubiali se pel Matri- dinale in piedi e scoperto. Quindi car- il

monio {V.); natalizie e onomastiche {V, dinale volendo bere alla salute delie, si
Nome e Nata le) se correva la festa di qual- scuoprì e si levò in piedi, bevendo in que-
che Martire (^.)j funerarie se per occa- sta positura. Tra gli antichi danesi la fe-
sione di esequie ai Defunti (f/ -)- A Fu- sta di Natale si chiamava del corno, per
nerali con qualche diffusione trattai delle quello che vuotavano pieno di vino per
cene o banchetti funerariide'genlili, in cui la solennità. In tal giorno i norvegi beve-

avea luogo ilbagno; delle agapi funerali vano in onore di s. Olao da cui avea- ,

de'cristiani, ed anche delle natalizie pei no ricevuto la fede cattolica, e per abo-
martiri ; de'cibi che si ponevano sulle se- lir l'uso di bere in onore delle false di-
polture [V. Lutto), con distribuzioni ai vinità. Tra gl'irlandesi si beveva in onore
poveri eziandio di limosinejcome de'pran- di Gesù Cristo e de'santi, in corni dorati.
zi lasciali pei suffragi anni versarli o Com- Pegli abusi introdotti fu proibito di bere in
memorazione de' fedeli defunti (ad Anni- amorem sanclorum, dal concilio di Nan-
versario de'defunti ed altrove parlai del- tes, presso Incuiaro di Reims, in cap. ad
la distribuzione di fave ai poveri per ta- Presbytcros, e. 1 4- A Cappelle pontificie,
le ricorrenza, dell'origine della quale me- nella generica descrizionedelleantichesa-
glio a s. Odilone). Inoltread Agapi, dissi gre funzioni celebrate da'Papi, raccontai i

che ne'primi tempi della Chiesa desunte solenni conviti disposti in più mense, una
le agapi dai precetti ceremoniali mosai- delle quali era pel Pontefice vestito (di
ci, Deuteronomio cap. i4> 28, in v. 2 4 a questo, oltre la mitra, lodichiarai nel voi.
seguito degenerate in abusi gravi, furono XLII, p. 1 70) pontificalmente con mitra
proibite, indi definitivamente soppresse aurifregiata, piviale rosso e Fanone (V.),
nel secolo XV, solo ne restòqualche vesti- alla cui destra e sinistra eranoquelledei
Le feste de' Pazzi(f:/ .)
gio in diverse chiese. vescovi, preti e diaconi cardinali, e in ap-
ebbero origine dalle innocenti agapi. A presso le altre de'prelati e signori, e me-
Brindisi, invito o saluto diesi fa a pranzo glio dichiarai nel voi. IX, p. 1 16: che i

in atto di bere, ragionai delle antiche ac- mensa per ordine


cardinali sedevano alla
clamazioni convivali e loro ceremonie (an- con mitra bianca, ed aveano superpelli-
che a Laudi), ricordando quello fitto alla cium(o Colla,Vedì)cum camisiis, et man-
salute di Giacomo
III da Clemente XIII te Ilo. 11 cardinal Stefaneschi nel codice va-
nella sontuosa mensa in cui ammise il fi- ticano presso Gallico, Acta caeremonia-
glio cardinal York che avea consagrato Ha t. 1, p. 28, scrive : Cardinales omnes
vescovo, altro ai cardinali commensali, tamsaeculares, quam religiosi, habebunt
altro al sagro collegio; e quello detto per cottas ,cum succissive camisiis (rochetis)
Gregorio XVI. A p. 627 del Diario di albis, et mitris simplicibus de guarnello
Cccconi si legge, che Clemente XI aven- (panno di bombagia, imperocché fu Pao •
4o PRA PRA
lo II che loro le concesse di seta a lavo- giavano,ead altri a piacere. Versola me-
ro di damasco) incapile, et manlellisad tà del convito l'arcidiacono faceva legge-
scapulas: sed religiosi habebunt manlel- re al diacono una lezione e poi gli faceva
limi coloris suae religionis : et ita parali cenno di finire. Allora il Papa ordinava
comedent, et alii praelati similiter. Ter- all'accolito che chiamasse i Cantori pon-
minato il convito, riconducevasi dai car- tificii per cantare la sequenza, indi rice-
dinali il Papa alla sua camera, ibique se- vevano come pel Natale una moneta e dal
dei in faldistorio, ipso et eis paratis, ut Papa una gran tazza piena di vino già da
Juerunt in mensa. Dopoch'erasi spogliato lui gustalo, come narrai a tale articolo
il Papa degli abiti sagri, i cardinali ed i (e nel voi.VIII, p. 3 e seg.), ove dissi
i

prelati tornavano alle loro abitazioni,*:»/?! del canto eseguito dai cantori ne'solenni
milris equitanles, et parali, sicut incoine- conviti del Papa. Ne'due giorni seguenti
slioneslelerunl.lnohve riportai come nella alla Pasqua si faceva nel triclinio il me-
solenne messa e dopo {'Agnus Dei, il iVo- desimo convito, senza la rappresentanza
r
menclalore (P .) che chiamava o nomina- dell'agnello. Noterò che nel voi. XLVI1I,
va quei chesi dovevano invitare alla men- p. 2i 8, dicendo delle oblazioni che si fa-
sa pontificia, il Sacellario (V.), e il no- cevano all'altare in commestibili, parlai
taio del Vicedomino (V.), ascendevano dell'agnello arrostito che si benediceva dal
all'altare per prender nomi dal Papa i Papa nel giorno di Pasqua, prima all'al-

dei commensali: il i ."invitava quelli prò- tare, poi in una sala lateranense della ba-
priamente per la tavola del Papa; il 3.° silica Leoniana, ed a chi lo dava a man-
quelli della mensa del vicedomino (co- giare in figura della cena del Signore. Nel
me pur dissi nel voi. IX, p. io e 1 1 5). medesimo articolo Cappelle pontificie
Che ne'vesperi di Pasqua i primati della (e nel voi. Vili, p. 296 e 3oo) descrissi
chiesa romana si refocillavano con be- la tavola che nel giovedì santo s'imban-
vande di vini diversi, pachis, pactysi, disce dal Papa ai i3 apostoli e come la

e la return vimini, ciò che si continuava a serve (non sogliono assistervi i cardinali,
fare sino a tutta la domenica in Albis > al pure nel 1846 Gregorio XVI permise al
modo riportato pure nel voi. XLI, p. 243 cardinal La Tour vescovo d'Arras che se-
e 244- Parlai del pranzo del giorno di Na- desse dopo l'ultimo apostolo su d'una se-
tale (/'. e ne parlai ancora ne' voi, lX,p. dia a bracciuoli, vestito dell'abito cardi-
1 i5, XXI, p. 161) nel triclinio del Pa- nalizio paonazzo: tutte le volte che il Pa-
lazzo Laleranense (F .), dopo le 3 Messe, pa si avvicinava a lui, egli si alzava d'in-
come dell'ordine in cui sedevano a men- chinava): delle tavole del giovedì e ve-
sai cardinali,! vescovi e gli altri. Del pran- nerdì santo (ne.W Ordine romano XIII,
zo nel giorno di Pasqua (V.) nel tricli- n. 29,51 leggecheinquesto giorno il Papa
nio leoniano, ove mangiavano sull'accu- non dava alla sua famiglia veruna vivan-
bito o lettislernio intorno alla mensa del da cotta, né vino da bere, ma solo erbe,
Papa in figura de' 12 apostoli, cioè 5 Car- Pane ed Acqua, V.) che il palazzo apo-
dinali, 5 Diaconi, il Primicero{F'.), ed il stolico dava ai cardinali (le quali già si
Priore basilicario sedente su sgabello: si facevano nel 1G27 e meglio stabilite da
benediceva l'agnello dal Papa, il quale in Clemente XI, come osservò Cancellieri,
memoria dell'ultima cena del Signore, ne Settimana santa, p. 226), ed al princi-
poneva un poco in bocca del priore di- pe assistente al soglio, come di altre ta-
cendo: Quod facis,fac citius, sicut ille vole che aveano luogo; descrivendo al-
accepit ad damnationem, tu accipe ad tresì la mensa che conservatori di Ro-
i

irntissionem. 11 resto dell'agnello dava ma facevano imbandire ai pellegrini 111


agli altri i i personaggi che seco man- sede vacuale, ed altre notizie di essa ri
PRA PRA 4t
poitaiaLAVAjfDADE'piEDr, mentre nel voi. que aquarum, come li chiama Cencio Ca-
XLIX notai la disposizione in vigore. A merario neh' Ordine XII, spesso si trova
Cena dissi di quella del Signore eseguita rammentata; poiché a p. 8 si diceche 1

nel cenacolo di Gerusalemme (F-), in cui nella vigilia di Natale, redeuntead aulam
Gesù Cristo istituì la ss. Eucaristia (F.), Papae, ubi parala sunt vina multa et di-
dopo la Lavanda de'piedi agli apostoli, versa, et claretum, et species eo-
per memoria delle quali si fanno dal Papa dem die Poenilentiarii cum eorutn fami'
nel giovedì santo a 1 3 sacerdoti; della ce- liis, Eleemosinarius , et Vicecancella-
et

na in figura dell'antica refezione sum- rius cum


tota cancellala vtniunt videre
nientovata, che avea luogo nella notte di Paparn, et Papam dat omnibus species,
Natale ne Palazzi apostolici Quirinale e et vinum. Il clareto si nomina spesso ne-

Faticano (ai quali articoli rimarco luo- i gli Ordtni\romanij Vegio lo chiamò opti-

ghi ove pranza il Papa sotto baldacchi- mum vinum, oplimus aromatibus tondi'
no, ed ovest fecero conviti, lo che dichia- tum; Bullandisti, aromaticum vinumj
i

rai pure negli altri simili palazzi), la quale Marlene e Durando^ecoc/z^/jj vinumfa-
cena descrissi nel voi. IX, p. io4> in uno clitium, dulce pigmentum, gcrmanis da-
alla cantata che sole va farsi; come ancora rei, gallis kipocras. L'autore del ceremo-
r
trattai delle Quaresima (I .),de\-
cene di niale, parlando del solenne convito papa-
r
l' Avvento (I .), e di digiuno, non che del le, dice: Ponuntur deinde vinum, et con-

modo di sedere a mensa degli antichi. Qui fectiones, sive species. Si può dunque cre-
aggiungerò che ad Anni santi riportai dere che con queste parole sieno indicate
quando Pontefici somministrarono le
i le confetture o il pepe, il quale dabalur
vivande ne\V Ospiziode Ila ss. Trinità dei in collatione post prandium, anche nel
r
pellegrini (f .), a quelli che vi sono ospi- giorno diPasqua,comedissi nel voi. Vili,
tati, e le altre mense da loro servite o nel p. 1 1 9, e come si legge in Gattico p. 4 2 7-
proprio palazzo o in altri locali ove allog- Anno i4'o Barellinone die dominicae
giarono vescovi, ecclesiastici d'oltieraonte Paschae, Benedictus XIII Petrus de Lu-
e pò veri pellegrini. Per la mensa del giove- na dedit piper in collatione. Di che for-
dì santo ricordai nel voi. L1I, p. 1 63 che il se rimane un vestigio ne'garofani dispen-
comune di Perugia somministrava buon sati dal capitolo lateranense, come notai
pesce; il nunzio di Napoli varie casse di nel voi. XII, p. 40, e nelledispensedi pe-
mostaccioli, canditi, conserve di frutti e pe che in alcuni tempi fanno diversi so-
uva ; ed il tesoriere della provincia di dalizi. A Ebrei dissi del loro tributo d'u-
Ferrara scatole di caviale (preparato pei na libbra di pepe, piperis, e due di can-
primi dai sibariti, come rile vòTafuri,iT>e/- nella, cinnamomo. Moretti, De presby-
tere) e de'sturioni pescali nel Po: al pre- terium p. 222 e 232 parla di doni e ,

sente solo da Ferrara vengono tali pesci distribuzioni di pepe, piper in collatio-
e caviale. Anticamente lo stesso Papa in- ne post prandium, largizione che faceva
terveniva alla cena del giovedì santo al il Papa nel giorno di Pasqua. » Donis,
modo già detto, con piviale rosso, e fano- et praestationibus nobilioris,cariorisque
ne sul capo colla mitra sopra, lìlus. hai. generis accensebatur piper , antequam ,

t. 2, p. 487; restandovi pure a desinare patefactis industria nationum maribus,


i cardinali coi descritti paramenti sagri, ac detectis ignotis regionibus , veteres
dicendo il citato Gattico a p. 3o,quibus ai-ornatimi species copiosiores fierent, no-
omnibus lolis danlur species, et vinum. vaeque adveherentur in Europam". Nel
Questa doppia distribuzione che il Papa voi. I, p. i85, parlai della cena che il
iuceviiai cardinali di spezie edi vino, cam- cardinal vescovo di Albano dava alla cu-
biato poi in rinfreschi rigenti uni aptarum* 3
ria nella vigilia di Natale, cui donava
4» TRA. PRA
due porci ; ad vesperas et ad vigiliani 206, parla de' Subpulmentari e de' Da-
dtbet (nel palazzo del cardinale) ibi re- piferi della s. Sede; crede i primi prepo-
tnanere Ponti/ex per totani noctem, co- sti forse alla cura de' cibi, i secondi per-
me riporta Ordine romano XI e
l' ; il sone nobili che servivano a tavola; e che
XV, post vesperas fìt potus in aula. Di nel 1 177 Alessandro III mandòa pren-
alcuni rinfreschi per la festa di s. Loren- der possesso di Bertinoro e suo contado,
zo e per l'Ascensione si legge nel Gatti- che Cavalcante suo signore in morire a-
co p. 86, infesto s. Laurenli si vea lasciato alla s. Sede suprema signora
moraretur d. Papa juxla eccl. s. Lau- del medesimo, un cardinale, un suddia-
rentìi, habel vesperos solemnes canlan- cono ed un suo dapifero. Nardi parla pu-
dos in ecclesia, et datar potus praelalis re de' Paracellari della s. Sede, che ras-
in aida; ed alla pag. 88 e 89, sunl ve- somigliaai moderni impiegati della guar-
speri papales solemnes in vigiliis Ascen- daroba e Floreria pontificia (P-). Dice
sionis cantatali in ecclesia, et dalur po~ però Macri, Not. de'vocab., che Paracel*
tusin aula. A Banchetti o splendidi con- larius era uffizio del palazzo apostolico,
viti riportai diversi canoni che ne vieta- il quale avea la cura di distribuire ai po-
no l'accesso agli ecclesiastici, e che la ta- veri tutto quello che men-
rimaneva alla
vola de'cardinali dev'esser specchio di sa del Papa, e cli'era ancora chiamatoci-
moderazione (meglio nel voi. XXIII, p. pulmenlarius, uno de'quali fu suddiaco-
i36 s. Eusebio Papa del 3og prescris-
: no, aggiungendo che sotto Adriano I la
se moderazione ai vescovi nelle mense); dispensa pontifìcia fu nomata Paracel-
che in quello de' Papi principi sovrani i larium. Anticamente nella mattina del
e ambasciatori davano loro l'acqua per concistoro pubblico, in cui i nuovi car-
la Lavanda delle mani (F.), servivano dinali ricevevano il cappello dal Papa,
de'due primi versavano nel bic-
piatti e tanto essi che i cardinali vecchi restava-
chiere per la il vino.
1.* Ricordai
volta no a pranzo col Papa. Il Lonigo, Delle
i banchetti splendidissimi per l'Elezione, vesti purpuree p. 4^ e 5o, riferisce che
Consagrazione, Coronazione e Possesso ai banchetti solenni ai quali interveniva
del Papa (f.), e dei cardinali, ambascia- anticamente ilPonteficeco'paramenti sa-
tori ed altri personaggi che vi era no con- gri ne'giorni di sua coronazione, di Nata-
vitati, tolti e aboliti da s. Pio V, Grego- le, Pasqua e di s. Pietro, sedevano car- i

rio XIII e Sisto V, come pur notai nei dinali colia cotta sopra il rocchetto, con
voi. VIII, p. 162, XXI, p. 170 e 171, e manlelletto paonazzo sopra la cotta lun-
ne derivò l'uso della dispensa a'poveri di go fino a terra senza coda e aperto di-
un paolo per la coronazione, e di un gros- nanzi sino ai piedi, senza manicheo fo-
so nell' Anniversario della coronazione rame alcuno alle braccia e colla mitra in
nel cortile di Belvedere, imperocché tale testa. 1 cardinali religiosi vestivano nello
banchetto talvolta si faceva anche per stesso modo, del colore dell'ordine a cui
l'anniversario. A Conclave Cella par-
e appartenevano, assumendo la cotta sulle

laiove pranzarono i Papi appena eletti, vesti comuni per non usare il rocchetto.
che per la confusione talvolta solo pote- Ai banchetti ordinari senza paramenti, i

rono refocillarsi. A Conclave e Dapiferi cardinali intervenivano col mautelletto


trattai della quantità del cibo prescritto sopra il rocchetto senza la mozze Ila, ed
ai cardinali in conclave, somministrato il più anziano di promozione dava lo a-
loro dai dapiferi. Galletti, Del primicc- sciugamani al Papa, prima e dopo il ban-
ro a p. 87, parla di Giacinto dapifero chetto. Che in tali vesti intervenivano al
del Papa del \ , in cui
1 regnava In-
1 1 pranzo pontificio, per la benedizione de-
nocenzo II. Nardi, De' parrochi t. a, p. gli Agnus Dei, de'quali parlai ancora nel
PRA PRA 43
voi. IX, p. 35. Come vestivano i cardi- pifero e ne'solenni banchetti portava ili.
nali ne'pranzi del giovedì e venerdì santo, alla mensadell'imperatore4scodelle d'ar-
lo dichiarai nel voi. Vili, p.3o ; come al-
i gento coi cibi. L' elettore di Brandebur-
la cena e cantata nel voi. IX, p.io5. L'ac- go, quale arcicameriere, ne'pranzi solen-
qua ne' pranzi solenni la versa sulle ma- ni porgeva da lavare le mani all'impera-
ni del cameriere segreto coppie-
Papa il tore. Riporta il p. Tosti, nella Storia della
re, di cui parlai nel voi. VII, p. 2 5, a Fa- lega lombarda, che Federico I prenden-
miglia pontificia e negli articoli che lo ri- do in Corona diferro nel dì del-
Pavia la

guardano, ovvero un cardinale, il mag- la Pasqua, dopo la mensa tenne lauto ban-

giordomojiin principe, essendovene esem- chetto, cui fece sedere i vescovi ed gran- i

pi. Nel vol.VIII p. 443 rammentai l'usodi


s
di feudatari di Lombardia, egli colla co-

farsi de'concerti cantati alla mensa papa- rona in capo, i vescovi colle mitre. An-
le nel 1

d'anno. A Coronazione degl'im- che nelle coronazioni de're, Papi li ten- i

peratori e ad Imperatore descrissi queste nero alla loro mensa, in cui ricevettero
funzioni eseguite dai Papi, i quali poi trat- l'acqua allemani egli altri ossequi toc-
tarono a convito solenne i medesimi, non mentre gl'imperatori nella
cati di sopra,

le imperatrici benché le avessero coro- Cavalcata fungevano l'uffizio di Pala-


nate, le quali erano convitate in altra ca- freniere (V.) t gli uni e gli altri colla co-
mera, che praticò Clemente lì, con En-
lo rona in capo.

rico IH ed Agnese. Talvolta pranzaro- Ai sagri o solenni conviti de'Papi pre-


no gl'imperatori al palazzo Laleranense, siedeva e dirigeva la mensa il Vicedo-
senza Papa, come Federico III. In Bo-
il mino, poi Maggiordomo : a questo arti-
logna Carlo V
non pranzò con Clemente colo trattai di quanto Io riguarda, e che
VII; bensì l'imperatore al primo atto di spetta a lui di servire a mensa nel gio-
bere s' alzò dalla sua sedia e con graziose vedì santo i 1 3 apostoli ( che prima uno
parole disse un brindisi al Papa; per que- di questi era confrate della dottrina cri-
sto, e inchinandosi insegno di gradimen- XX, p. 249) se
stiana, lo notai nel voi.
to, rispose il nipote cardinal Ippolito de ilPapa non fa la funzione; che il prela-
Medici; gli altri convitati di seguito imi- to se non è prete benedice la mensa un
r
tarono l'imperatore, e quindi fu bevuto vescovo o \ Elemosiniere (l .')jclie invi-

alla salute e onoranza del l'imperatrice as- tava i cardinali alla mensa del giovedì e
sente, del redi Boemia edell'infante reale venerdì santo, ed alla cena della vigilia
principe di Spagna, fratello e figlio di Car- di Natale, oltre quelle tavole che tuttora
lo V, come si legge in Giordani, Della imbandisce ai primari della famiglia pon-

venuta in Bologna di Clemente VII e ne'due primi giorni; e che ne' Viag-
tificia

Carlo V
y p. i43, che descrive il magni- gi e Villeggiature de'Papi (V.J, invila i
fico pranzo di cui feci parola nel voi. XV 1 1, commensali ai pranzi cui presiedere al-
p. 22 5. Inoltre a Imperatore ricordai il la mensa interviene il Papa, questi li de-
convito sontuosissimo che si faceva in A- stina , nel qual caso lo Scalco (V.) e il
quisgrana per la sua prima coronazione. coppiere prestano qualche assistenza in
E ad Elettori dell' impero dissi che il principio a piacere del Papa, presentando
conte Palatino era lo scalco e l'arcida- il i.° la minestra, il 1° versando vino nel
pifero che portava le vivande in tavola; bicchiere, indi in lutto sunnWsceV Aiutati-
ed il re di Boemia avea l'uffizio di gran te di camera (V.) eh' è quello che sem-
coppiere e dava da bere al nuovo impe- pre serve a mensa il Pontefice sia dome-
ratore ne'solenni conviti la prima volta sticache solenne, non dovendo servire
e colla corona in capo o senza. Antica- altri ne muoversi dal fianco del Papa,
,

mente l'elettore di Baviera era l'orrida* cui presenta le vivande e altro, e versa il
e,

44 PRA. PRA
vino e T acqua ne) bicchiere. In questi gnali per radunare le persone a mensa)
pranzi la tavola del Papa è aderenteal- assisteva il Pontefice durante la mensa;
ìa mensa degli altri, ma circa un palmo presiedeva all'assaggio delle vivande edel-
più. alla, sedendo in sedia a bracciuoli e le bibite prima diesi ponessero sulla men-
su pradella. Ne'pranzi solenni il coppie- sa pontificia (quanto si fa ora perla mes-
re e lo scalco devono prestare servizio in sa solenne, lo toccai nel voi. L, p. 43)
tutto il tempo che dura la mensa , coa- questa terminata somministrava al Pa-
diuvati dall'aiutante di camera, il quale pa il rocchetto, la mozzetta e l'acqua al-
è assistito dai famigli pontificii chiama- le mani se non vi era persona a lui su-
ti impropriamente scopatori segreti. Di- periore. Alla sua tavola invitava militi e
minuiti gli uffizi della Famiglia ponti- altri. Inoltre presiedeva all'imbandigione
ficia {V.) e semplificate le ceremonie e de'solenni conviti nel palazzo apostolico
costumanze riguardanti la mensa ponti- nel giorno della coronazione del Papa,
ficia, anche se il Papa pranza in pubblico, nel giovedì santo e in altri. A Famiglia
cioè se animelle cardinali, prelati e altri pontificia, a Palazzi apostolici, a Mag-
peisonaggie l'intima famiglia nobile, tut- giordomo, riportai il novero delle oflìci-
to procede con semplicità e con poca eti- ne e dispense palatine de' commestibili
chetta. Al presente ne'pranzi ordinari è il della cantina, della panetteria, della cu-
credenziere che mette i piatti intavola, li cina, della credenza, del lineilo, de'luo-
leva, scalca, distribuisce i vini (non essen- ghi ove si mangiava e altro. Siccome in

dovi più il bottigliere, esercitandone il cre- molte ingerenze dell'antico Vicedoniino


denziere le veci) e dirige la mensa ; lo aiu- successe il Maestro del sagro ospizio, le
tano gli scopatori segreti, i palafrenieri e attribuzioni di questi furono poi riunite
Papa benedice la men-
altri inservienti.il nel prelato maggiordomo e prefetto dei
sa, equando beve la prima volta tutti palazzi apostolici. All' articolo Foriere
devono genuflettere (su di che può ve- maggiore, offiziale laico palatino, narrai
dersi il voi. XXXVII, p. 1 88); i cardi- che ne' solenni pranzi pontificii eserci-
nali ed i vescovi si alzano in piedi e fanno ta delle ingerenze dipendentemente dal
un inchino, i cardinali cavandosi il ber- maggiordomo, e che ne'viaggi del Papa
rettino rosso. Altre particolarità speciali lo precede, prepara gli alloggi, fa imban-
le dirò in seguito. A Maestro del s. o- dire le mense pel Pontefice e per la cor-
srizio, ministro laico palatino, raccontai te, supplendo il maestro di casa in sua
che anticamente avea la cura del desina- assenza. A Maestro di casa oe'sagri pa-
re e della cena di que' cardinali che ce- lazzi apostolici enumerai le attribuzio-
lebravano nella basilica Vaticana. Spet- ni di questo offiziale laico palatino, del-
tava a lui domandare al Papa chi do- la cura che aveva della mensa pontificia
veasi invitare a mensa, per regolarsi nel e lavanda delle mani del Papa, come dei
£ue le provviste corrispondenti : che in pranzi e delle cene che si davano in pa-
tempo di desinare si chiudevano le porte lazzo ai famigliari pontificii o ad invitati
di palazzo e posava le chiavi sulla mensa cardinali e signori ; che in nome del Pa-
del Papa o consegnava al Camerlengo,
le pa presentava i donativi di copiosi com-
se questo primario ministro pranzava o mestibili ai sovrani e ambasciatori nel lo-
pernottava in palazzo. Nell'ora del pran- ro arrivo in Roma, e se i secondi appro-
zo e della cena faceva suonar \aCampa- davano in Civitavecchia erano trattali di
nao Campanella^.) di palazzo (ciòche pranzo, da lui, dai bussolanti, dallo scal-
ricorda l'usodella campana Pulnumtaria, co della foresteria e da altri famigliari ;

di cui parlò Stuchii, ^Nltdr. Conv.ì. 12, la della mensa palatina che imbandiva nel-
qua le si usa va nelle vaste abitazioni dc'ina- la villeggiatura di Castel Gandoljo y di-
PRA PRA 4$
cencio chi v'interveniva, come dell'attua- liche aveano cantalo messa nella cap-
li sue attribuzioni in tal tempo e ali re cir- pella palatina, o assistita quella del Pa-
costanze, circa i pranzi e le cene de'pa- pa o cantato l'evangelo. Che ne'pranzi in
latini ; del pranzo annuale che il Papa cui i Papi vi ammisero cardinali, amba-
dava in palazzo agli Uditori di rota , e sciatori e altri personaggi o principi, ac-
di quelli che ai medesimi offriva il cardi- compagnavano lo scalco e il coppiere ;

nal cancelliere. Quanto agli ambasciato- questi pranzi anticamente si facevano nei
ri aggiungerò con Amati, annotatore del primi 9 giorni dopo l'elezione. A Fami-
Maestro di camera del Sestini nel 634- 1 glia de'cardinali e prelati parlai anco-
» Il Papa suole onorare gli ambascia- ra de'loro coppieri, scalchi, credenzieri e
tori (/^.) regi straordinari d'ubbidienza, cuochi, come de'sodalizi de'nobili aulici,
col tenerli mangiar seco
una volta a : de'cuochi,de'credenzieri e pasticcieri (dei
questo onore è stato fatto anche ai due fornari , osti e altri a Università' arti-
capi delle due case Colonnae Orsini; da stiche); ricordando nel voi. VJIIjp.'ìSoe
s. Pio V a M. Antonio Colonna nel ri- 3o2 quelle colazioni che dal palazzo pon-
torno dalla guerra navale (di cui nel voi. tifìcio ricevevano i famigliari de' cardi-
XXXV, p. 180), e da Clemente Vili a nali nelle sagre funzioni, ede'pranzi nel

d. Virginio Orsini allorché si trattenne giovedì e venerdì santo. 11 Sestini, Mae,~


alcuni giorni per diporto a Palo (di che stro di camera cap, 4 1> riporta che i car-
parlai a Porto); il quale onore non fa dinali legati o altri in ospitare personag-
il Papa agli ambasciatori benché regi e gi anche reali, allorché gì' imbandivano
straordinari se non sono d' ubbidienza , la mensa pubblica vestivano per distin-
non solo in Roma, ma neppure in Fra- zione 1' abito cardinalizio col rocchetto
scati e in Castel Gandolfo dove vanno ,
scoperto ,
per gli altri non assumevano
essimolte volte a trovare sua Santità e il rocchetto. Nel cap. 11 dice che i car-
sono trattenuti a mangiare dal cardinal dinali intervenivano alle ceremonie degli
nipote del Papa ". A Bussolanti, fami- sposalizi e al banchetto pure in abito car-
gliari palatini, già divisi in Bussolanti, dinalizio col rocchetto scoperto; se trat-
Camerieri extra e Scudieri, dissi che fra tenevansi al ballo, indossavano sottana
iprimi erano lo scalco della foresteria di e ferrai uolone. Delle parti di palazzo o
palazzo e il trinciante, fra 'secondi il sot- pane di onore parlai in più luoghi, cioè
to scalco e due trincianti della foreste- delle quotidiane e altre distribuzioni di
ria, che i terzi versavano l'acqua alle ma- pane, vino, commestibili e altro che da-
ni del Papa in alcune funzioni. Che i va il palazzo apostolico, e chi ne gode-
bussolanti nel giovedì santo assistono al- va, come ne'vol.XLI, p. 9.87, L, p. 2o5
la tavola de'pellegrini e fanno altrettan- ossia Palazzo apostolico, ove feci memo-
to ne'solenni conviti de' Papi ; assisteva- ria dell'antica vita comune che ivi si u-
no alle mense de'cardinali nel giovedì e sava ; quali persone il Papa invitava a
•venerdì santo, ed alla cena di Natale. Che mensa pel Nomenclatorej de'luoghi o ti-
il bussolante sotto -guardaroba assiste nelli, caenaculum, t rie Un aria, ove si ci-

quelli che fanno da apostoli ,li accom- bava la famiglia pontificia; delle vivande
pagna alla colazione e alla mensa dopo che si cucinavano nelle officine palatine

la Lavanda de piedi leggendo ', alla stes- pel gran numero de' famigliari, per cui
sa mensa dopo il Caudatario del Papa eranvi i cacciatori per somministrare i

{V)- Nell'articolo Mazzieri del Papa e prodotti della Caccia (V), e de'tributi
nel voi. Vili, p. 234 , rilevai che dalla di questa perciò imposti dai Papi. Che
cucina della foresteria pontifìcia piglia- intermesso l'uso della mensa ai famiglia-
vano le torte e le portavano ai cardina- ri s'introdussero le parti di palazzo, pri-
-

46 P RA PRA
ma copiose, poi modificate, indi soppres- saePapae. Apudparietcm erit sedes pa
se nel fine del passato secolo. All'arti- palis, ad quam parvo, et demum ma-
colo Famiglia pontificia, nel pubblicare gno scabello ascendetur. Ornabilurque
diversi anticbi ruoli, riportai gli uffizia- sedes panno aureo pendente super ca-
li della panetteria, cucina, tinello, creden- put. Mensa erit alla adjustam proporlio-
za, cantina e foresteria pontificie, tan- nem sedeniis. Ad dexteram aulae par-
to per la persona del Papa , che de' fo- te m parabitar prò cardinalibus, eie. Ma-
resteri e de' famigliari palatini. Nel se- gisterdomus provideal in tempore de or-
colo XIII eravi la Coquina parva et ma' dine, et modo ferculorum de servitori'
gnaj i brodariij Yosliario o custode del- bus, quis primus
et secundus, et quis a-

le porte della cucina, I' arcicuoco, il su- lius debetportare fercula. Pontifex re-
perquoqus. A Maggiordomo, in descrive- mota prius mensa ad partem sedeat in

re l'antico / icfdoiniiìo i minisi io del- sede. Cardinale^, et principis alii stent
lacasa del Papa, descrissi quanto riguar- ante paratos mensae . Dopo la lavan-
. .

da l'antica vita comune tenuta nel me- da, Papa benedicit mensam stans capi- ,

desimo palazzo, essendo egli preposto al le nudo, et lune diaconi assistimi. Fini-
sostentamento del Papa e de'famigliari; ta benedictione sedet, et diaconi vadunt
che nel Patriarchio ospitava forestieri i ad loca sua. Primum ferculum por labi t
e li riceveva alla sua mensa nel Vicedo,- nobilior princeps , sive imperator , sive

minio, ove pure ammetteva gli ufliziali rex sitjsecundimi ferculum dignior a-
maggiori della s. Sede nelle solennità, e lius post eum, et sic successive j et por-
dove li faceva refocillare in alcune fun- tato ferculo ,
quisque sedei si debet se-
zioni con iscelte bevande e vini preliba- dece Quimi Papae bibel,consueverunt
...

ti, per tornare a cantare dopo ristorati, omnes astantes, prae ter episcopos et su-
cioè in sedili intorno al Triclinio j che perioris dignitalis viros, genufleclere ...

di questi ve n'erano parecchi nel Late- Omnibus lolis redduntur gratiae per Pa-
rano pei sagri conviti papali ,
quali di- paia stanlem, ut prius. Ora riunirò alcu-
rigeva e presiedeva. A Palazzo Vatica- ne altre erudizioni speciali , relative al
no parlai delpollaro, del custode dell'or- modo di cibarsi de' Papi, ed ai loro so-
to o giardiniere e del fornaio, che caval- lenni pranzi.
cavano ve possessi e altre funzioni. Ve- Papa s. Gregorio I del 5go per l'ar-

dasi il Caerem. Rom. sectio 3. De con-


a
dente sua carità ogni giorno nel suo pa-
vivio solcmni Pontificis cimi cardinali- lazzo faceva imbandire la mensa a 12
bus, et praelalis, p. 29. Caerem. elecl'iO' poveri e li serviva a mensa, ed un gior-
nis et coronationis Ponlf., Francofurti no peri 3.° vi si assise un Angelo, quel-
1732 et Romae : De. convivio solemni lo di cui parlai nel voi. XII, p. 49: laon-
Pontificis cimi cardinalibus et praela- de da questo pio costume di s. Grego-
tis e. 1 1, p. 186. Vergeri, Ord. eligendi rio 1 isuccessori fecero altrettanto al mo-
Pontificii; Tubingae 1 556 De : convivio do che narrai nel voi. XXI, p. 158, 1 6\
solcmni Pont, cimi cardinalibus et prae- e altrove (ivi celebrai i Papi s. Zaccaria,
lalis, e. 4- Quanto riguarda la lavanda Adriano 1 s. Nicolò I e Adriano II, pel
,

delle mani Io riportai nel voi. XXXVII, pranzo e alimenti che facevano sommi-
p. 188; quanto spetta al maggiordomo nistrare ai poveri). Riporta il Libro Pon-
nel voi. XLI , p. 286. In capite aulae tificale, che Carlo Magno allorché ven-
erit suggeslum ad quod triplici grada
, ne in Roma nel 774 stette a mensa vi-
ascendtlur, longumpro latitudine aulae. cino a Papa Adriano I, dopo la solenne
In medio surget quadrus thalamus pal- messa, e l'ospitò , ed altrettanto fece s.

mi altitudine, super quo paratur meri- Leone III, come notai a Palazzo Vati-
PRA PRA 47
cvjfo, dicendo della gran sala pei convi- render grazie al donatore d'ogni bene ,

ti edificata da questo ultimo. A s. Nico- io domando, che avendo voi memoria


lò I raccontai die solennemente convitò nelle vostre orazioni del santissimo e cat-
nell'858 l'imperatore Lodovico II, il qua- Papa Nicolò I padre e predecessore
tolico
le fece altrettanto al Papa a Tordi Quin- mio, rendiate graziealla di vi ria bontà ,che
to lungi dalla porta del Popolo 3 miglia mossasi a compassione della sua chiesa
e 3/4 ( ora i prati omonimi hanno due l'abbia elettoa rimedio de'mali del mon-
fondi cosi detti dalia torre distrutta , do. Le quali parole non sì tosto ebbero
appartenenti alla basilica Vaticana per udito que'servi del Signore, cioè i geroso-
quanto dirò a Primicerio, e al princi- limitani, gli antiocheni, gli alessandrini,
pe Borghese). Rinaldi all'anno 867, n.° i costantinopolitani , alcuni de' quali e-
7 riporta, che essendo divulgato che A- rano ambasciatori de' principi del mon-
driano II volesse annullare decreti del i do, che in subita meraviglia venuti e qua-
predecessore s. Nicolò I , i vescovi occi- si attoniti a chiarissima voce dissero: Deo
dentali gli scrissero solenni lelttvc in lo- gratias, Deo gratias, il quale ha dato per
de del defunto. » Or essendosi per tal capo della sua chiesa te , che fai al tuo
cagione alcuni servi di Dio greci e d'al- predecessore tanta riverenza. Deo gra-
tre nazioni dimoranti in Roma, ritratti tias, Deo gratias, il quale non ha posto
occultamente dal collegio del santissimo nella sede del suo apostolo un Papa a-
a
Adriano li, egli l'invitò la 6. feria del- postatico; il quale collocato ha i fonda-
la seltuagesima a convito, secondo il co- menti della sua casa non su l'arena, ma
stume, ma
maggior numero dell'or-
in sopra fermissima pietra ; il quale t' ha
dinario, e con esempio di molta umiltà fatto succedere al santissimo Nicolò I e
diede a tutti l'acqua alle mani ,
pose le mantenere i decreti di lui. Cessi dunque
vivande in tavola e porse da bere. E (che l'invidia e la sinistra fama pur cessi. E
sapeva non aver fatto nessun altro Pon- sì (con acclamazione convivale) gridaro-
tefice) affinchè più volontieri si mettes- no tre volte: Al nostro signore Adria-
sero a desinare, si pose a tavola con es- no II eletto da Dio sommo Pontefice e
so loro. E lodando Dio con cantici spi- Papa universale vita lunga. Dopo que-
rituali, si levò e gittossi in terra, dicen- sto, Adriano! I imponendo col cenno del-
do: Prego vi e supplichevolmente vi chieg- la mano silenzio, intonò
(
questa accla-
go o padri, fratelli e figliuoli, che faccia- mazione convivale): Al reverendissimo,
te orazione al Signore per la chiesa cat- santissimo e cattolico don Nicolò I, de-
tolica e pel cristianissimo nostro figliuo- stinato da Dio sommo Pontefice e Pa-
lo Lodovico li imperatore, acciò voglia pa universale sempiterna memoria j il
sottomettere al dominio di lui la nazio- che disse tre volte. Al nuovo Elia vita
ne de' saraceni per nostra perpetua pa- perenne e gloria immarcescibile; simil-
ce.Anche orate per me fragile e debole, mente tre fiate disse Al nuovo Finces, :

acciocché Cristo mi dia grazia e virtù di che merita gli ornamenti dell'eterno sa-
santamente governare tanta moltitudi- cerdozio, eterna salulej si disse pur tre
ne della sua chiesa, il qual Signore com- volte, e altrettante: Ai seguaci suoi pace
mise al b. Pietro apostolo, che reggesse e grazia ".
tutti quelli ch'egli col suo sangue pre- Stefano V detto VI dell'885, chiamava
zioso ricomperò. E rispondendo essi a ogni giorno a pranzo i nobili caduti in po-
gran voce, che anzi egli dovea porgere vertà. Leggo in Borgia, Memorie di Be-
preghiere per loro, essendo più accetto a nevento t. 3, p. 128, che nel 1 137 In-
Dio, il Pontefice soggiunsecollelagrime. nocenzo II convalidò il diritto de' Papi
Conciosiachè il pregar per li buoni è tra di confermare l'abbate di Monte Cassi-
48 PRA PRA
no, e eli essere in quel monnslero trattali LII, p.164. Giovanni XXII, fece nutrire
di pranzo e alloggio nell'andare e ritorna- nel suo palazzo coi cibi della sua mensa
re da Benevento, cosa che in que'tenipi as- l'antipapa Nicolò V, dopo la sua conver-
sai spesso accadeva. Alessandro III perdo- sione. Del magnifico banchetto dato nel
nò l'antipapa Calisto III del suo scisma e 1 34o in Parigi
a Benedetto XII, per cui
con carità lo fece sedere alla sua mensa. In- il popolo mangiò la carne di venerdì, si

nocenzo III imbandiva la sua tavola con può leggere tale articolo. Nel voi. Ili, p.
tre soli piatti (come costantemente ammi- 193 raccontai come una squadra d'as-
rai per più di i i anni praticarsi da Gre- sassinibloccò Avignone, ed a che costrin-
gorio XVI nel cardinalato e nel ponti- se Urbano V: Novaes chiama il capo
ficato, il cui semplicissimo pranzo si com- Arnaldo de Servole detto l'arciprete, che
pose di tre frugalissime vivande; in pro- vi fu accolto come fosse un figlio del re

porzione la sobrietà del vino fu maggio- di Francia, che più volte mangiò a men-
re e più parca della mensa, non avendo sa col Papa e coi cardinali. Portatosi Ur-
mai adatto usalo di bere liquori : meglio bano V in Roma, nel 1369 imbandì un
spero celebrarne le virtù con apposita o- solenne pranzo all'imperatore d'oriente
pera); dopo a ver coronato imperatole Ot- Giovanni I Paleologo, per 1' abiura che
tone IV lo tenne a mensa, facendo questi ricordai nel voi. XL1X, p. 3o4- Euge-
imbandire un banchetto a tutti gli abitan- nio IV (P.) , mentre mangiava voleva
ti di Roma (ridotti allora a 35,ooo come sapere cosa di lui si diceva, pel fine vir-

notò Cancellieri, Aria, p. 1 9), lo che ripor- tuoso che notai nel voi. VII, p. 23. Ni-
tai nel voi. XXXV, p. 2 7 1 .Nel voi. XV, p. colò V eletto nel 1 447 > ^ece restare a
192 dissi che s. Celestino V creò un cardi- pranzo nello stesso giorno nel Vaticano
nale a cena. Eletto nel 1 294 a successore la maggior parte de'cardinali; poscia fu

Bonifacio Vili, nel giorno della corona- calunniato, come altri , di dilettarsi dei
zione e possesso gli addestrarono a pie- vini squisiti. Pio II nel giorno della co-
di la chinea Carlo II re di Napoli e Car- ronazione e possesso con reale convito nel
lo Martello suo figlio, detto re d' Un- palazzo Lateranense trattò i cardinali, gli
gheria, i quali colla corona reale in te- ambasciatori de' sovrani ,
gli ottimati et
sta Io servirono in quel giorno in tavo- proceribus di Roma. Ne' viaggi ricevè
la delle due prime vivande e poi resta- in Firenze splendido banchetto da Co-
rono ancor essi al convito coi cardinali: simo de Medici , in Ferrara magnifico
altro simile anteriore esempio 1' accen- pranzo da Borso d'Este. Sempre ameno
nai nel voi. 187. A Curso-
XXXVII, p. cogli amici, alcuni ne voleva ogni giorno
ri apostolici notai che attingevano l'ac- a mensa, la quale ordinaria mente face-
qua che beveva Bonifacio Vili, il qua- va imbandire ad aria aperta : modera-
le nella prigione d'Anagni, come riferii tissimo, fu contrario ai cibi delicati o con
nel voi. XIV,
283, per timore di ve-
p. ricercatezza conditi(come lo fu l'enco-
leno non si cibava die di ovi al citato : miato Gregorio XVI). A Paolo II rile-
articolo dissi della vivanda bevande o , vai che gli piaceva pranzare in compa-
colazione che ricevevano i cursori dai car- gnia (oggidì è inveterata consuetudine
dinali, se li trovavano a tavola nelle in- che il Papa pranza sempre solo, tranne
timazioni. Nel voi. XXVII, p. 275 dissi qualche rara volta nell'ottobre in giar-
dell'obbligo del vescovo'e capitolo di A- dino o in qualche gita ne'suburbi di Ro-
nagni,di offrire ogni sabbato 7 pania'Pa- ma, con qualche cardinale, prelato, fa-
pi, recandosi nelle provinciedi Marittima migliari e alcun personaggio, e talvolta
e Campagna. Se il b. Benedetto XII morì coi religiosi de' conventi o monasteri in
per fichi avvelenati, vedasi i voi. V, p. 5, cui si recano , locchè notai parlando di
PR A PRA 49
tali luoghi ; bensì sogliono i Papi gradi- bove ucciso allora, perde i capelli e mu-
re la semplice compagnia di qualche in- tò la pelle: tutto riportai ne' voi. I, p.
timo famigliare, e talvolta pure di alcun 242, VI, p. 46, LI, p. 128. Giulio li
personaggio, il quale fanno sedere), ri- nella sua elezione trattenne alla sua men-
portai l'improvvisata che fece a un pranzo sa diversi cardinali : il solenne convito
di cardinali, e che come nel cardinalato, del possesso viene descritto ne' Possessi
vegliando la notte, soleva pranzare a ora raccolti da Cancellieri p. 59. Il Papa man-

di vespero e cenare verso l'alba, talvol- giò con diversi cardinali, altri pranzaro-
ta in giardino, confutando le calunnie no nella camera de'canonici. In palatio
contro di lui lanciate. A Palazzo aposto- card. Eslensis ordinetur et repareturlo-
lico di s. Marco dissi de'banchetti dati cuspro colanone Papae, et cardinalium:
in esso,anche nel Carnevale di Roma (al et in domo de Mellinis prò praelatis, et
quale articolo, a Carnevale, a Giuoco e offìcialibus capellae. Palatiwn s. Joan-
nel voi. L, p. 73, trattai de relativi sol- nis reaptetur, ubi opus est. A p. 62 e 65
lazzi, se il vocabolo derivò dal tralasciar- si descrive il convito di Leone X per la
si l'uso della carne) , che imbandiva al medesima funzione del possesso che Giu-
senato romano ed ai forestieri per : la lio II avea separata dalla coronazione.

pace d'Italia e per amore verso il popo- De'solenni conviti dati da Agostino Chi-
lo romano die un sontuoso convito, e fu gi a Leone X ed al sagro collegio dei car-
coniata la medaglia descritta dal p. Bo- dinali, parlai ne' voi. XIII, p. 77 e 78,
nanni, Numism. Pont. 87, coi cor- t. 1, p. XXIII, p. 207 e 208. Alla sua biografia
ni dell'abbondanza e l'epigrafe Convi- : ed a Poesia dissi dei versi che Leone X
viurn pub. erga populum romanurn. Ro' gradiva sentire improvvisati a mensa con
ma. Paulus Ilvenetus P. M. Pacisfund. allegrie non lodate.Del solenne convito
Innocenzo Vili dopo essersi coronato in imbandito in Campidoglio^ per la crea-
Vaticano, si portò con magnifica caval- zione in patrizi romani del fratello Giu-
cata al Lalerano pel possesso ; quindi/e- liano e del nipote Lorenzo, ne pubblicò
cit prandium solus ami suis domesticisj la descrizione il comm. r Visconti nel t. 4-»
i cardinali pranzarono nella canonica; p. 264 e 272 dell' Album. Adriano VI
per gli officiali baronaggio della curia e nel giorno della coronazione fece il con-
romano furono imbandite molle mense vito nella sala d'Innocenzo Vili in Va-
con abbondanza di cibi, cum magna coti' ticano. La sua morte fu attribuita alla
fusione. Nel i4^9 stampò in Roma l'in- birra che beveva, o al pranzo che nel con-
signe medico Gabriele Zerbi di Verona vento della Chiesa di s. Martino gli die
e dedicò a Innocenzo Vili: Gerentoco- il cardinal Carvajal a'5 agoslo, nel ritor-
mia, opera intorno al metodo di vivere no da s. Maria Maggiore per la festa del-
pei vecchi, del vitto, del vestito e delle la Neve, affermando l'Ortiz che non man-
loro occupazioni. A Medico parlai delle giò. Nel voi. XXVII, p. 12 rimarcai co-
opere scritte pel sano nutrimento e flo- me Clemente VII in Marsiglia si assise a
rida conservazione de' Papi : si può ve- mensa colla regina di Francia , ad onta
dere anche il voi. LII, p. 226. Eletto nel che il Caeretn. Rom. di Patrizi prescri-
1492 Alessandro VI fece restare a pran- veva Numquam aliqua mulier come-
:

zo il cardinal Ascanio Sforza e alcuni al- ditinpraesenlia Papae, etiamsi esset ini-
tri. Mentre il suo figlio Cesare voleva in peratrix, regina vel Pontificis consan-
una cena presso il cardinal Castelli av- guinea. La morte di Clemente VII si cre-
velenare i cardinali, ne restò invece vit- de provenuta dal cambiamento del teno-
tima col padre, il quale ne mori secondo re di vita nel cibarsi. Paolo III amava
alcunij Cesare fu messo subilo dentro un avere presenti alla sua mensa filosofi e
VOL. LV. 4
5o PRA PRA
teologi, cuisomministrava argomenti per sua coronazione coi cardinali e prelati
istruttivi ragionamenti. Giulio HI che della corte e molti altri personaggi di
nel 55o gli successe, tenne a pranzo nel
1 conto, Venezia 590. Nel palazzo di s.
1

dì dell'esaltazione quasi tutti i caldina» Marco trattò di lautissimo ospizio Al-


li: alla biografia osservai che dai cibi gros- fonso li duca di Ferrara; altrettanto fe-

solani essendo passato ai delicati, lo con- ce Innocenzo IX col duca di Mantova:


dussero al sepolcro ; e che banchettava questo Papa si cibava una volta il gior-
spesso i cardinali nelle frequenti ricrea- no, cioè Clemente Vili teneva
la sera.

zioni che si prendeva alla sua Villa dì ogni giorno accanto alla sua mensa tanti
Papa Giulio. Celebrai Marcello II (F.) poveri, quanti erano gli anni del suo pon-
per la sua parsimonia anche nelle sup- tificato; a questi versava l'acqua sulle ma-
pellettili della mensa , ove si faceva leg- ni, benediceva la tavola e regalava di qual-
gere la scrittura o i padri. Paolo IV ad che piatto della sua. A Ferrara descrissi i
onta della sua virtuosa sobrietà ne' cibi matrimoni che vi fece Clemente Vili tra
e nel vino, tenne solenne convito per la Margherita d'Austria e Filippo HI re di
coronazione, e voleva che s' imbandisse Spagna assente, e di Alberto d'Austria
la domestica mensa da principe ne'suoi : ex cardinale con Isabella di Spagna. Ab-
austeri costumi pure in carnevale invi- biamo da Ferlone , De' viaggi de' Papi,
tava a pranzo tutti i cardinali. Le belle che Clemente Vili nobilmente alloggiò
particolarità si possono leggere ne'vol. X, la regina Margherita nel Castello ov'e-

p.93, XLI, p. 258, LI, p. 1 29, 1 3o e gli abitava, componendosi il suo seguito
i32. Pio IV nel dì del possesso si fermò madre e del co-
e quelli dell'arciduchessa
a pranzo in Castel s. Angelo (^.), indi gnato arciduca Alberto di 7,000 perso-
nell'anni versai io di sua coronazione pran- ne, compresi i grandi di Spagna, baroni
zò in pubblico nella sala di Costantino e nobili. Papa invitò la regina a pran-
Il

al Vaticano, col sagro collegio egli am- zo. Un palmo distante la mensa pontifì-
basciatori pegli sponsali del nipote, che cia e un poco più bassa era quella del-
descrissianco ne'vol. XXV111, p. 233, la reginaj alla quale contigua fu l'altra
XLV, p. 1 12. I 1000 scudi annui che della madre e del cognato. L'etichetta
si spendevano nel banchetto pei cardinali delle mense fuosservata scrupolosamen-
e ambasciatori, nell'anniversario della co- te, anche pegli scalchi e pei piatti. Nella
ronazione^. Pio V li dispose in favore dei cattedrale Clemente Vili fece gli sponsa-
poveri ede'monasteri econvenli bisogno- li, pontificando la messa dello Spirito san-

si. Alle moderate spese che nel cardinalato to. Letto dal papa l'offertorio dal trono,

faceva per la mensa, s.PioV divenuto Pa- due cardinal lanciarono a levare la regina
pa aggiunse 4paoli il giorno. Auche Gre- dalla sua tribuna e la condussero ai pie-
gorio XIII non permettendo il convito, di del Pontefice, con l'arciduca Alberto
soccorse copiosamente i poveri e i luoghi procuratore del re di Spagna, e li con-
pii;magnificoin tutto, pel pranzo non vo- giunse in matrimonio. Partita dal soglio
leva che si spendesse piò di mezzo scu- la sposa , Clemente Vili sposò Alberto

do. Sisto V dopo il possesso si recò a pran- con l'infanta Isabella, per la quale fece
zo cogli ambasciatori del Giappone^.), da procuratore il duca di Sessa 1' arci- :

che gli versarono l'acqua sulle mani, nel* duca ringraziò il Papa, dopo avergli ba-
la sua vigna a s. Maria Maggiore ; ma ciato i piedi, la mano e il volto. Alla co-
non volle l'aulico convito, tanto piò che munione dal trono il I' Euca-
Papa die
allora inHoina cravi penuria di viveri. ristia alle due arciduchesse, ad Alberto
Di Gregorio XIV abbiamo: // solertissi- ed a Sessa: gli ambasciatori imperiali ,

mo convito /allo in Roma nel giorno di veneto e bolognese versarono l'acqua sul-
.

PR A PRA 5
mani. Indi la regina ricevè
le pontificie de'penitenzieri liberiani, di «.Clemente,
in ginocchio da Clemente Vili la rosa di s. Matteo in Merulana, di s. Sabina,
doro benedetta. Nel dì seguente il Papa di Monte Mario {F.), assumendo l'abi-
imbandì ai medesimi nuova mensa, e la to dell'ordine, e con questo interveniva
replicò nel dì appresso, donando alla re- al refettorio de'minori osservanti d'Ara-
gina la carrozza di velluto cremisi mes- celi nella festa di S.Francesco e poi inco-
sa a oro, colla quale l'avea fatta incon- ro. A Ospedali di Roma raccontai come
trare da due cardinali legati. Urbano VI II Clemente XI e Benedetto XIII serviva-
creò il nipote d. Taddeo Barberini pre- no gì' infermi nel desinare, ricreandoli
fetto di Roma, indi lo tenne a desinar seco con dolci e brugne altrettanto fece Be-:

in mensa distinta. A Morte ( ove ripar- nedetto XIII recandosi a Benevento. Nel
lo de'con vili funebri) notai che Alessan- 1725 [nel Diario di Roma n.° 1 173 si
dro VII per averla presente., la fece di- legge come Benedetto XIII , dopo aver
pingere sui piatti e scodelle della mensa consagrato vescovo il cardinal Ottobo-
e scolpile nella tazza d'argento in cui be- ni, 1' ammise a mensa coi cardinali assi-

veva a Letterato dissi quale tratteni-


: stenti. Nel n.°2472 del Diario di Roma
T
mento faceva dopo la mensa. J\ el voi. del 1733 si descrive l'alloggio dato da
XXXV, p. 82 trattai dell'ingresso solen-
1 Clemente XII nel palazzo Quirinale, al
ne in Roma di Cristina regina di Svezia, viceré di Sicilia conte d. Giulio Viscon-
ed a Confermazione riportai quella che le ti milanese, dopo averlo fatto incontrare

somministrò Alessandro VII, alloggian- a Civita Castellana. In tavola separata lo


dola nel Palazzo faticano: la mattina tenne alla sua mensa, ricevendo dal vi-

seguente il Papa 1* invitò a pranzo, e la ceré il quando si lavò le ma-


tovagliolo
sua tavola fu inferiore d'un palmo a quel- ni, sedendo il Papa sotto baldacchino. La

la delPontefice, con partecipare del suo mensa era adornata di eleganti trionfi ,

baldacchino. Mentre desina vano fece bre- due de'quali decoravano l'altra. 11 vice-
ve ragionamento sagro il gesuita p. O- ré genuflesse alla benedizione della men-
liva predicatore apostolico,ed il resto del sa, e portatosi alla sua, avendo rice-
tempo si passò col canto di parole spiri- vuto il segno colla benedizione , sedette
tuali. Levate le mense, la regina si fermò e si coprì. III. "cappellano segreto lesse:
per alcun tempo a discorrere con Ales- De officio principi christiani del cardi-
sandro VII , il quale poi la visitò nelle nal Bellarmino , indi si fecero concerti
sue stanze, come avea fatto ClementeVI II dai cantori coll'organo. Dopo il pranzo in
in Ferrara colla regina di Spagna. Cle- uno sgabello a sé vicino trattenne alquan •

mente IX ogui giorno faceva nel palaz- to il viceré in conversazione. La sala e-


zo imbandire il pranzo a 12 pellegrini, ra piena di prelati e nobili, collocati en-
e spesso dava loro le pietanze e da bere. tro steccato. Dipoi gli fece mostrare in
Innocenzo XII, padre de'poveri, non vo- s. Pietro le reliquie maggiori, e lo regalò
leva spendere più di 3 paoli pel desina- d'un corpo di s. Clemente, di Agnus Dei,
re, poiché la sera secondo le stagioni pren- de'4 Evangelisti in arazzo copie di Gui-
deva la cioccolata o il sorbetto. Modera- do, e di due corone di lapislazzuli con in-
to Clemente XI nella tavola , durante dulgenze. Benedetto XIV fu parco nel
questa si faceva leggere un libro spiri- vitto, percolazione prendeva il thè e la
tuale ; digiunava spesso e ne' tre piatti sera il calle. Fu a pranzo a Marino } a
delle vivande voleva spenderei 5 baioc- a Porlo, a Frascati (F.) nella villa Ruf-
chi. Benedetto XIII soleva andare a pran- ed altri luoghi cornea Porlo d'An-
lineila,
zo ne' rcfellorii de' domenicani già suoi zio. A
Castel Gandolfo parlai del pran-
col-religiosi uè' conventi della Minerva, zo solenne (atto da Clemente XIII per la
fe PR A PRA
consagrazionein vescovi de'cardinali O- e levavano i tondini e davano loro da
descalchi e Valenti, descritto dal n.°6 ^97 bere. 11 servizio della tavola pontifìcia

del Diàrio di Roma del 1 j5g (altra Re- era di argento dorato ,
quello della ta-
lazione stampò a parte Gio. Reffini), col- vola de'cardinali di argento, la quale era
le medesime ceremonie e splendidezza di diretta dal foriere maggiore. Dopo la let-
quello imbandito nel Quirinale e servi- tura i cantori cominciarono alcuni mot-
to dai primari della corte pontificia, per tetti sagri con organo, violoncello e con-
la consagrazione fatta dal Papa del car- trabasso, e proseguirono fino al termine
dinal Yorck, descritto nel n." 6456 del delconvito.ilPapa dallasua mensa man-
Diario di Roma 758» Nella sala duca- 1
dò a quella de'cardinali, pel suo scalco
le del palazzo Quirinale si alzò il trono accompagnato dal coppiere, un bacile di
con baldacchino, sotto il quale era la men- sturione e a Uro di fagiani portati dai bus-
sa pel solo Papa, in terra sopra elevato solanti. 11 caudatario fece il ringrazia-
gradino era gran tavola bislunga deco- mento. Levate le tovaglie si servì il caffè,

rata con 3 bellissimi trionfi. In qualche il Papa e i cardinali si lavarono le ma-


distanza a destra altra oblunga , ornala ni e ripresero le mozzette ; indi i cardi-
di 20 graziosi trionfi di cristallo guar- nali in semicircolo si trattennero su sga-
niti di vari dolci, pei 9 cardinali assisten- belliin breve colloquio col Papa, ringra-
ti e palatini invitati dal maggiordomo, e ziandolo dell' onore compartito, ed ac-
pel consagrato, i quali v'intervennero in compagnatolo alle sue stanze si ritiraro-
abito, solo deponendo la mozzetta come no. In diversi ripari furono ammesse ad
fece il Papa, a mezzo del maestro di ca- osservare il magnifico trattamento , la

mera, che rimase col rocchetto scoperto, prelatura e un distinto luo-


la nobiltà, in

mentre cardinali restarono col rocchet-


i go collocandosi due nipoti del Papa con- i

to coperto dalla mantelletta e sedendo su vittori nel seminario romano. Nei voi.

sgabelli. Il cardinal York versò l'acqua VI, p. 98, XI, p. i3o, narrai come Pio
sulle manidi Clemente XIII, bussolanti i VI recatosi in Cesena sua patria, ammi-
fecero il simile coi cardinali ai loro posti. se alla sua mensa tutti i parenti , com-
11 caudatario lesse la benedizione della prese le donne ed i fanciulli. GÌ' insulti

mensa, cui risposero i cantori pontificii e che Pio VI ricevette a mensa nell'inva-
la comparti il Papa ; maggior-
allora il sione de' repubblicani francesi , li notai
domo pose la bavarola o salvietta al Pa- alla biografia e nel voi. II, p. 63. All'ar-
pa:quindi tal cappellano fece la lettura ticolo Pio IX accennai quando desinò
d'alcuni capitoli delle opere di Gre- s. colla real famiglia dei monarchi delle due
a
gorio 1 fino alla i. volta che beve il
, Sicilie a Gaeta, a Poi liei, a Napoli, a Ca-

Papa , il quale fece sapere dal ceremo- serta, a Castel Gandolfo.


niere che beveva come ho detto di so- PR ASSE ANI. Eretici seguaci di Pras-

pra : allora i cardinali si alzarono in pie- sea o Praxea filosofo della Frigia, che fu
di e levaronsi le berrette dal capo ,
gli condannalo in un concilio da Papa s. Vit-
altri e gli spettatori genuflessero. 11 cop- tore I che mori nel 20 3, perchè erronea-
piere avea fatta la pregustazione del vi- mente sosteneva che non era vi che una
no e dell'acqua chedovea bere Clemen- persona sola in Dio, che era Padre, Fi-
te XIII, ed i prelati Gazzoli e Rinali gli glio e Spirito santo , sotto differenti of-

presentarono ogni volta le sottocoppe: fizi : da ciò concludeva che il Padre e-

assistevano mensa papale gli altri ca-


la rasi incarnato, ed avea patito sulla cro-
merieri segreti, compreso il medico. I car- ce. I Noeziani _, i Sabelliani, i Monar-
dinali aveano ai fianchi propri maestri i chici, Palropatsiani^F.), impilarono
i

di camera ed coppieri, che porgevano


i il medesimo errore. Tertulliano lo con-
PRA PRA 53
futòcon molta forza: Contra Praxeam, nel i52g legato a latere in Francia, ove
cap. 2. fece la ceremonia della coronazione della
PRASSEDE(s.), vergine. Nobilissima regina Eleonora sorella di Carlo V, on-
romana, figlia del senatore Putlente , e de Clemente VII gli mandò a Parigi il

sorella di s. Pudenziana. Viveva nel pon- cappello e le altre insegne cardinalizie


tificato di s. Pio I, eletto nel i58. De- ch'egli ricevè solennemente nella chiesa
dita assiduamente alla preghiera, alle ve- degli agostiniani. Nel 1 526 fece celebra-
glie e ai digiuni, edificò la città di Roma re un concilio in Sens, altro ne tenne a
collo splendore di sue virtù, impiegan- Parigi nel i528. Ricolmò di favori l'o-
do le sue ricchezze a sollievo dei pove- spedale Lusitano, che aumentò d'un brac-
ri e pei bisogni della Chiesa. Alimentan- cio e considerabilmente nelle rendile, e
do in sua casa molti cristiani nella per- fondò un convento ai minimi in Beaure-
secuzione imperatore Antonino Pio
, l' gard, diocesi di Clermont. Benché favo-
ordinò che ivi si uccidessero, ed ella ne rito da Carlo V e Francesco I, indarno
seppellì i corpi nel cimiterio di s. Priscil- vagheggiò il papato. Con rimorsi per non
la. Morì in pace e fu sepolta presso a sua essere mai stato nella sua chiesa di Sens,
sorella sulla via Salaria. V. Chiesa di morì d'anni 68 nel i538, nel castello di
s.Prassede e Palazzo apostolico di s. Nantovillet da lui fabbricato, dopo esser
Prassede. Beda e gli altri martirologisti divenuto tanto pingue, che per sostenere
le danno il nome di vergine, e la sua fe- il suo ventre fu d'uopo incavargli la ta-

sta si celebra il 21 di luglio. vola innanzi. Ebbe onorevole sepolcro in


PRAT o PRATO Antonio, Cardina- delta metropolitana.
le. Francese de' Verrieres, nacque in Issoi- PRATA Pietro, Cardinale. Vedi il

re nell'Ai vernia e divenne avvocato. Am- voi. Ili, p. 216.


ministrate con lode in Francia le più co- PRATIS o PRATO PRETIS Pie-
spicue cariche e di maestro delle suppli- tuo, Cardinale. V. Desprez.
che nel 1 5o5 di Luigi XII, 1

presiden- PRATO ALBERTI o ALBERTINI,
te del parlamento di Parigi nel 1507 e Cardinale. V. Alberti Nicolò, ed i voi.
gran cancelliere del regno nel 5 5, nel- 1 1 XXI, p. 223, XXVI, p. 3oi, XXXIII,
la prigionia di Francesco I fu associato p. 184.
dalla regina madre al governo della mo- PRATO (Praten). Città con residen-
narchia, valendosene negli affari più ri- za vescovile nel granducato di Toscana,
levanti, pel credito che godeva d'uno dei nobile, industriosa e bella, già fino al se-
più gran politici del suo tempo, onde po- colo XVII uno de'4 primari castelli d'I-
tè determinar il re ad abolir la Pramma- talia capoluogo di comunità e di giu-
,

tica Sanzione (F.), ed al concordato con risdizione nel compartimento di Firenze


Leone X. Dalla moglie de Veni ebbe nu- da cui è distante circa 1 1 miglia e io da
merosa prole, che morta nel 5 1 7, nella 1 Pistoia, sede d un vicario regio e di al-
florida età di 3o anni si dedicò allo stato tre autorità, giace sulla riva destra del
ecclesiastico, fu fatto canonico di Meaux fiume Bisenzio, in amena, fertile e irri-
e abbate di Fleury, e da Clemente VII gata pianura. Tra le fabbriche pubbliche
nel 1 5a 5 arcivescovo di Sens, a fronte d'antica costruzione è il Castello dell'Im-
che il capitolo avesse eletto l'arcidiaco- peratore ora detto Fortezza, il palazzo pre-
no. Lo stesso Papa nel 1 528 gli aggiun- torio già del popolo rifatto nel secoloX VI,
se la chiesa d'Alby, poi quelle di Meaux, il casone de'conti Alberti, il palazzo Da-
Valenza, Die e Gap, e ad istanza di Fran- tini Ceppo dei pò-
ridotto a residenza del
cesco Iedella regina a'2 1 novembre 1027 veri.Fra le buone fabbriche moderne può
lo creò cardinale prete di s. Anastasia e contarsi il monastero e la chiesa di s. Vin-
54 PRA PRA
cenzo straricca d'ornati, il grandioso edi- cattedrale sono un capolavoro le pitture
fizio del collegio Cicognoni, e l'elegante a fresco di Fr. Filippo Lippi, colle storie
teatro costruito nel i83o, senza dire di di s. Stefano e di s. Gio. Battista : dello

molti palazzi de'parlicoIari,'avendo quel- stesso è la morte di s. Bernardo. Sono an-


lode'Vaj bel cortile e grazioso oratorio. che rimarchevoli, il Crocefisso fuso dal
Vi sono 5 fonti pubbliche d'acqua pota- Tacca, ed il cenotafio del proposto Carlo
bile, essendo la più copiosa in piazza del de Medici naturale di Cosimo il Vecchio,
duomo. La cattedrale sotto l'invocazione scolpito da Vincenzo Danti. 11 capitolo ha
di s. Stefano protomartire con battiste- 5 dignità, primicero, arciprete, arcidia-
ro e cura d'anime, è un antico edilìzio cono, decano e tesoriere; 1
9 canonici com-
riedificato verso il 1 200 e aumentato nel presi il penitenziere e il teologo,molti cap-
1 3 1 7 forse dal celebre Giovanni di Ni- pellani del coro e altri ecclesiastici. Pio
cola Pisano, del quale pur si crede la gran- VII col breve In summo apostolati^, dei
diosa torre quadrata o campanile: que- 2 dicembre i8o3, Bull. cont. t. 12 p. ,

sto tempio è incrostato nell'interno e nel- 101, concesse l'uso della Palmaloria o
l'esterno di bel serpentino verde e nero ifagza allediguità e canonici. L'episcopio
del vicino Monferrato a strisce alternanti è prossimo alla cattedrale. Nella città vi
con quelle di pietra alberese di tinta bian- sono altre io chiese parrocchiali (7 dice
castra. Ha 5 navale e quella di mezzo con l'ultima proposizione concistoriale, senza
colonne e basi di serpentino. Sulla porta il s. fonte). Tra le chiese di Prato per me-
principale si ammira bellissimo bassori- rito artistico gode il primato quella del-
il famoso
lievo di terra invetriata, di*cui la Madonna delle carceri, come gioiello

Luca della Robbia è reputato autore. Del fra tutte, per l'armonia e grazia delle par-
maestro di Donatelloè il pergamo di mar- ti architettoniche, a foggia di croce gre-
mo con mirabili e artificiose sculture,esi- ca, in cui Giuliano da s. Gallo facendo
Meute sull'angolo della facciata, donde si opera divina superò se stesso, avvicinan-

mostra al popolo la sagra Cintola di Ma- dosi la cupola nella forma al Pantheon
ria Vergine, di cui feci parola a Cintura di Roma. Fra le chiese più grandi e più
z Domenico
(f ), che dicesi portata dalla Soria circa antiche nominerò quelle di s.

il 1 da un pratese che l'avea ricevuta


1 1 1 e di Francesco; contribuì al compi-
s.

per dote della povera giovine da lui spo- mento della prima e del convento il ce-
sata.Questa insigne reliquia si conserva lebre cardinal Alberti di Prato: sono nel-
nella ricchissima cappella de\\a sagra Cin- la 1.* i domenicani, nella 2. a i minori os-
loia dipinta da Gaddi e restaurata dall'a- servanti. Prima del 1780 Prato poteva
bilissimo pratese Marini, con cancello di- dirsi un seminario di conventi e di mona-
segnato da Filippo Brunellesco: la sta- steri: tra i superstiti delle monache vi so-
tuina della B. Vergine sull'altareè di Gio- no quelli delle domenicane, delle bene-
vanni Pisano, ed i lavori dell'altare an- dettine, e delle Clarisse ridotto a conser-
tico riposti nella contigua sagrestia della vatorio; né vi mancano pie confraternite.
sagra Cintola sono di scuola pisana. Nel Fra gli stabilimenti di beneficenza il Cep-
luglio 1 3 1 1 fu tentato il furto di questa po vecchio e nuovo per le famiglie povere
venerabile memoria, e nel 1
399 con so- e pegli stabilimenti utili ; il conservatorio
lenne rito qui fu collocata. Si ha di Giu- delle pericolanti per le orfane senza do-
seppe Bianchini, Notizie isteriche intor- te; di s. Caterina per le fanciulle pove-
no alla sacratissima Cintola di Maria re,con lanificio e altre manifatture, non
/ ergine, che si conserva nella città di che scuole per le povere; l'orfanotrofio
Prato in 7b.?Cflrt<z, Firenze 1 722 pelMan- dellaPietà istituito a'nostri giorni dal pra-
pt. Nella cappella maggiore di questa tese Gaetano Maguolfi pei fanciulli, e sic-

PRA PRA 55
come fiorisce per le zelanti cure del fon- rebbe il novero degl'illustri pratesi, laon-
datore, si ammettono all'istruzione arti- de indicherò i più celebri. Nelle scienze
stica e religiosa anche i non orfani. L'o- teologiche e politiche fiorì il cardinal Ni-
spedale della Misericordia con vasto edi- colò degli diberli o libertini (F'.) di Pra-
7
lizio e patrimonio cospicuo, ebbe insigne to (Z preceduto d'un secolo da
.), fr. Ar-
benefattore il pratese Pier Francesco Ric- lottoda Prato de'minori e creduto r.° au-
ci, già pedagogo di Cosimo I, e vi si riu- tore delle Concordanze bibliche. Gemi-
nirono diversi antichi ospizi. II monte di nianolnghirami bravo canonista, Antonio
pietà ripete l'origine dal i^j6 } e fu im- Martini arci vescovo di Firenze celebre per
pinguato col patrimonio ecclesiastico dei ecclesiastica dottrina, Jacopo Guidalolti
soppressi luoghi pii e monasteri. Le scuo- profondo politico. Nelle scienze fisiche e
lepubbliche cominciate nel secolo XIV, matematiche si distinsero, Paolo Dago-
furono aumentate in progresso di tem- mari il Geometra, Francesco Buonamici,
po; nel conservatorio di s. Nicolò ricevo- Jacopo Bettazzi autore dell' Opus Pasca'
no adatta coltura le fanciulle di agiata le o correzioni al calendario Gregoriano,

condizione. Inoltre vi è il seminario, le principalmente Francesco Vacchiani e


scuole pei chierici, il magnifico collegio Gioacchino Carradori;in belle lettere fio-
fondato dal can.° Cicognini e già diretto rirono il Convenevole maestro di Petrar-
dai gesuiti,la biblioteca pubblica fonda- ca, e Giovanni di Gherardo espositore iti
ta nel 1676 dal pratese Rondoni, aumen- Firenze della Divina commediaj in eco-
tata dal can.° Giannini, e da ultimo dal nomia e nelle arti industriali figurò il mer-
dotto mg. r Alessandro Lazzarini biblio- cante Francesco Datini e i lodati di so-
tecario della Corsiniana di Roma e Ma- pra; in erudizione e storia, ed autori d'o-
stro delle ceremonìe pontificie {V.). Per pere, nominato Bianchini e Gio. Bat-
il

P industria Prato si può dire la Manche- tista Casotti; fr. Bartolomeo della Porta,
ster del granducato e l'emporio manifat- uno de'pr inci pi della pittura, nacque a Sa
turiero della Toscana; imperocché le ar- vignano presso Prato e si vesti domeni-
ti industriali fin dal secolo XIII erano con cano nel convento di Prato.
favore coltivate dai piatesi, e nel seguen- Prato già esisteva nel principio del se-
te die prove di maestria nell'arte de'pan- colo XI colla qualifica di castello de'con-
ni : ne' tempi moderni diversi ingegnosi ti Alberti di Vernio, posto poco lungi dal-
cittadini migliorarono le manifatture, e la sua pieve di s. Stefano nel Borgo Cor-
Vincenzo Mazzoni v'introdusse quella dei nio, i quali sono rammentati in un pri-
berretti rossi di Levante, coadiuvato dal vilegio del 99 d'Ottone
1 III, che confer-
tintore Pacchiani; altro progresso lo de- ma al vescovo di Pistoia la corte e la pie-
ve a Gio. Rallista Mazzoni. Tra i diversi ve nel Borgo Cornio di sua giurisdizione.
lodevoli opificii nominerò 5stamperie, la Nel 1 o 92 nel palazzo torrito o cassero del
maggiore delle quali de'fratelli Giacchet- castello di Prato abitavano i conti Alber-
ti, distinta per le opere classiche pubbli- ti. Altri dissero fondata Prato da una po-
cate, pei buoni caratteri, pei torchi da cal- polazione del vicino Monte Giavello e-
cografia e da tipografia di ferro fuso in- mancipatasi dai conli Guidi, e che sta-
glesi e francesi. Molte strade notabili fan- bilitisi in una terra prativa da loro com-
no capo a Prato, e nel luglio i85i s'inau- prata, chiamarono Pratoìa nuova patria;
gurò la strada ferrata da Prato a Pistoia. perciò altri affermano che i pratesi non
11 clima è temperato, le acque ottime, l'a- furono soggetti né né ad
ai detti signori,
ria salubre: le acque incanalate del Bi- altro barone imperiale. Nel 1 107 Prato
senzio favoriscono l'industria manifattu- difesa da fossi, dal fiume, forse da mura
riera e le produzioni del suolo. Lungo sa- e dal valore degli abitanti, sostenne un as-
56 PRA PRA
sedio contro gran contessa Matilde e
la tica. Machiavello che lo dice ghibellino

il vescovo di Pistoia; altri pretesero che e voleva ripatriare i fuorusciti, venne in


i fiorentini a punire la ribellione de'pra- sospetto di tutti e fu costretto pieno di
tesi disfecero il castello: le controversie sdegno lasciar Firenze e Prato sua pa-
per giurisdizione ecclesiastica fra'pistoie- tria, nella più parte guelfe, in mezzo alla
si e pratesi sono assai antiche, mentre ri- confusione e all'interdetto che gli fulmi-
guardo alla giurisdizione civile i pratesi nò; ed il Papa per vendicar gli oltraggi
al pari de'fìorentini sostennero quasi sem- fatti al suo legato, con alto del 2 1 giu-
pre la parte guelfa. Nel 1 1 54 i piatesi gno scomunicò i guelfi ed i neri, e con
furono in grado di far guerra a Pistoia essi i cittadini di Prato. Ma nell'aprile
pelcastellodiCarmignano.Nel i i56sem- 1 309, quando la residenza pontificia fu
bra già Prato costituito in comune, anzi Provenza per pri-
trasferita fatalmente in
taceva guerre e paci prima di questo tem- maria cagione del cardinale da Prato, i
po; accresciuto il paese di borghi ,di chie- ghibellini pratesi cacciarono fuori i guel-
se e di abitanti, comune provvide per il fi, i quali però subito coll'aiutode'pistoie-
circondare con più vasto cerchio di mu- si e de'fìorentini ripatriarono ed espul-
ra e fortificare con torri le nuove porle sero i loro emuli : in benemerenza i pra-
della Terra di Prato nel
192, in cui go- 1 tesi mandarono poi aiuti a Firenze con-
vcrna vasi dai consoli, ai quali erano uniti tro Enrico VII, ed alla lega guelfa to-
i consiglieri, i militi, i mercanti e rettori scana per battagliare il Serissimo ghibel-
delle arti: nel ia5o i pratesi ai consoli lino Uguccione della Faggiuola, ed è per-
sostituirono gli anziani con un podestà ciò che pratesi si posero con altri guelfi
i

ed un numero di consiglieri, ma da un at- sotto la protezione di Roberto redi Na-


to del 1241 si rileva ch'erano governati poli capo e difensore de'guelfì in Italia e
e protetti dal vicario imperiale. Nel1 191 benemerito della concordia di essi: il re
Enrico Vi, nel I2i3 Ottone IV impe- mandò quindi nel 1 3 4 un vicario re- 1

ratori eransi recati a Prato di passaggio, gio in Prato. Nel i326 il goufaloniere e
per cui il Castello o palazzo che allog- li gli 8 difensori di Pialo dierono il gover-
giò prese il nomed'Imperatore.Dipoieb- no della patria al figlio del re Carlo du-
bero pratesi il capitano del popolo, co-
i ca di Calabria. Da un diploma di Rober-
inè nel 1 284 in cui venne edificato il par to del i328, riportato dall' LJghelli, Zta-
lazzo pretorio o palazzo del popolo. Ver- lia sacra t. 3, p. 3 19, si rileva che Pra-
so il 1289 fu adottato il regime popo- to fu ornato del titolo di città. Intanto
larcene! 1292 si fecero lastricare le stra- per difendersi da Castruccio signore di
de interne a spese degli abitanti. Frati- Lucca, si nuovo cer-
fecero nuovi fossi e
tanto i partiti de' guelfi e de' ghibellini chio di mura, ed sommini- i fiorentini
avendo trovato in Pistoia (F.) e in Fi- strarono pronto aiuto a Prato, quando
renze nuovo fomite sotto il nome di bian- quel prode capitano la voleva ad ogni
chi e di neri, misero in apprensione go- i modo tributaria e occupare; e siccome
vernanti fiorentini, che per timore in Pra • più volte ne danneggiò il contado, il co-
to accadesse altrettanto, la signoria in- mune compensò aveano sof-
quelli che
dusse i reggitori della Terra a consegnar ferto, con esenzioni di dazio e con terre-
nel l'ini a un capitano guelfo fiorenti- no per fabbricarvi case. Divenuta regi-
no il Castello dell'Imperatore. Nel i3o4 na di Napoli Giovanna I figlia del duca
Benedetto XI mandò in Fireuzea paci- Carlo, nel i348 Prato prestò omaggio
ficare i due opposti partiti il legalo car- a'suoi ministri; di poi nel i352 lo cede
dinal Nicolò da Prato, di vasta e profon- col distretto ai fiorentini per 1 7,5oo fio-

da dottrina, soprattutto celebre in poli- rini d'oro. Firenze prese possesso di lui-
PRA PRA 57
to il contado, l'incorporò alla signoria e i5oi), avendo fornito aglispagnuoli due
mandò uflìziali a governarlo, accrescen- cannoni per aprire la breccia alle mura
do le fortificazioni con una specie di Roc- castellane. Assediata Firenze dalle mili-
ca detta nuova, per distinguersi dalla vec- zie di Carlo V e Clemente "VII , i reggi-
chia o Castello dell'Imperatore, ad am- tori di essa fortificarono Prato come uno
bedue mandando il castellano. I fioren- degli antemurali della loro città, indi la-
tini accordarono a Prato molte esenzio- sciarono in libertà pratesi di accomo-
i

ni e immunità, e fecero istanza ad Ales- darsi col Papa che mandò a governarla.
sandro V a'3o agosto i4°9 perchè l'eri- Sotto il i.° granduca di Toscana, reg- i

gesse in città vescovile, ed in cattedrale gitori del comune di Prato, lasciato il ti-

la chiesa collegiata de'ss. Stefano e Lo- tolo degli 8 difensori del popolo, presero
renzo, come dal documento pubblicato quello di priori, presieduti come innanzi
da Ughelli, nel quale si legge il luogo e la dal gonfaloniere di giustizia e in nume-
."
mensa assegnata alla diocesi, il cui i rodi 8 come le porte della Terra, la qua-

vescovo dovea essere il preposto di Pra- lecontava 6 sobborghi. D'allora in poi


to, indipendente da quelli di Lucca e di Prato seguì destini del granducato, ed
i

Pistoia, accordandosi però a quest'ultimo 8*29 maggio 8 5 fu onorata dalla pre-


1 1

in compenso diversi luoghi. Il Papa an- senza di Pio VII, che da Pistoia recava-
nuì, da Pisa si recò a Prato, ed ivi si vuole si a Firenze, che produsse un divoto en-
che dettasse il breve d'erezione del ve- tusiasmo.
scovato, che però rimase senza effetto o La brama del clero, pieve e preposi-
per la morte del Papa accaduta poco ap- tura di Prato, di emanciparsi dal vesco-
presso in Bologna, o per effetto delle vicen . vo di Pistoia, è molto antica, restando-
de calamitosedel grande scisma, o per gli ne traccia nell'assedio del 1 107, e dal li-

ostacoli che vi avranno opposti i vescovi berarsi che fecero i pievani fino dal 1 1 33
di Pistoia. Nel 1470 il fiorentino Nalcli con dall'autorità feudale de'conti Alberti: le
alcuni fuorusciti tentò una inconsiderata controversie fra' proposti di Prato ed i

rivoluzione, prese la Rocca, una porta del- vescovi di Pistoia incominciarono nel
laTerra e il palazzo pretorio, ma tutti fu- 1207, essendo già questa pieve la 1 .'del-
rono impiccati. A cagionedella peste qui- la diocesi pistoiese. Si aumentarono nel
vi nel 1 485 fu provvisoriamente trasferita seguente secolo, e per quelle sui ponti-
Fuepoca lacrimevole
l'università di Pisa, ficali del vescovo e sul mostrare la s.

per Prato il 29 agosto 5 2 sino a' 9 set- 1 1 1


Cintole/) come sulla visita, nel 1408 di-
tembre pel fidissimo sacco, cumulo di vio» chiarò Gregorio XII la pieve di Prato
lenze e barbare stragi d'innocenti e rispet- esente dalla visita del diocesano e con-
tabili persone, operato dai soldati spa- seguentemente nulliiis dioecesis; ed è
gnuoli, con intesa de' fuorusci ti; per cui perciò che la signoria di Firenze pregò
Giulio II con tre bolle autorizzò l'arci- Alessandro V ad erigere la sede vesco-
vescovo di Firenze, il preposto di s. Ste- vile di Prato. In vista pertanto de'gran-
fano di Prato e il vicario del vescovo di di privilegi in più tempi a questa insigne
Pistoia a fulminar scomunica contro
la collegiata pieve di Prato concessi dai Pa-
i detentori dei mobili o immobili tolti pi e imperatori, essendo proposto il sud-
nel saccheggio agli ospedali. Da questa detto Carlo de Medici, Pio li colla bol-
epoca Prato come Firenze soggiacque ai la Etsìcunctaj presso l'Ughelli, nel i463
comandi del cardinal Gio.de Medici, poi la qualificò nullius dioecesis, esentando il
Leone A', che godeva benefizi della col-, i suo clero dalla giurisdizione del vescovo
legiata e dell'abbazia di Vaiano (la pre- di Pistoia e dichiarando i proposti no-
positura in commenda la godè dal 492 al 1 tali della s. Sede. Ne ottenne conferma
58 PRA PRE
daPaoloHIcolIa bolla Cunisicut nel i543 allalum, ut decenter tervaretur, tradii
il cardinal Nicola Ridolfi proposto com- tumfuitj il cardinal Giovanni Colonna
mendatario della medesima. Paolo Vcon- nel 34
1 1 ; Giovanni da Parma medico
fertnò l'uso de'pontificali ai proposti, col- del Papa
dal i35o al i35r; cardinale
la bolla Decet Romanum del i6o5, per Ferdinando de Medici dal 1 574 al i588
le suppliche del proposto Filippo Salvia- divenuto granduca; cardinal Alessandro
ti, e nel 1608 l'estese a tutte le chiese de Medici dal 1 588 al i6o5 in cui di-
soggette alla prepositura. Finalmente ad venne Leone XI. Altre notizie su Prato
istanza del proposto commendatario car- si possono leggere in Repetti, Dizionario
dinal Carlo de Medici edel fratello Fer- geografico fisico- storico della Toscana.
dinando II granduca, Innocenzo X col- Il Beccaste!, Storia del cristianesimo, t.

la bolla Redemploris nostri, de'22 set- 35, p. 1 85, racconta i disordini avvenuti
tembre 1 653, Bull. Rom. t. 6, par. 3, p. in Prato sotto il famoso vescovo di Pi-

258, eresse in cattedrale la prepositura stoia ePrato Scipione Ricci, il quale non
di Prato e questa in città vescovile, an- contento di avere ridotto templi del- i

che per decreto sovrano, e l'unì perpe- l'Altissimo ad una pretesa antica nudità,
tuamente suffraganea dell'arcivescovo di e non volere altari oltre il maggiore, scris-

Firenze al vescovatodi Pistoia, colla con- se al suo vicario di Prato che si portas-
dizione aeque principalìter, e d'essere il se nelle chiese di s. Vincenzo e del Duo-
vescovo di Pistoia pastore tanto della sua mo, per coprire le memorie d'indulgen-
cattedrale che della nuova di Prato, la ze e poi toglierle. Essendosi sparsa voce
cui giurisdizione venne limitata dentro che il vescovo volesse demolire l'altare
i confini delle sue mura castellane. Il ve- ove con tanta venerazione gelosamente
scovo assunse i titoli di vescovo di Pi- si conserva la s. Cintola, il popolo insorse

sloia e Prato. Ben presto il capitolo pra- con furore religioso per difenderlo, ed ai
tese ebbe cura di richiamare i suoi chie- 20 maggio 1787, armato di accette e ba-
rici dal capitolo di Pistoia, fondando un stoni, tumultuosa mente s'impossessò del-

seminario che aprì nel 1680, prima che l'altare della Cintola, onde la sera non fu
il vescovo Basi fondasse quello di Pistoia. possibile chiudere la chiesa eie campa-
Dopo diverse traslazioni, il seminario di ne suonarono per tutta Accad-
la notte.

Piato nel 1780 fu stabilmente collocato dero lagrimevoli fatti, si bruciarono lo


nell'antico monastero vallombrosano di stemma e la cattedra del vescovo, le carte
s. Fabiano, i cui beni Leone X avea as- degli uffizi e delle messe, e si fecero molti
segnati al capitolo della collegiata. L'U- truppa spedita da Fi-
attentati strani: la
ghclli dieci dà importanti notizie su Pra- renze quietò l'insurrezione e ne punì i
to e sua diocesi, dichiara godere le di- capi.Nel monastero di detta chiesa di s.
gnità e canonici l'uso della colta sopra Vincenzo prese 1' abito del terz' ordine
il rocchetto e della cappa magna viola- de'predicatori e ne fu priora s. Caterina
cea, e gli altri cappellani corali o porzio- Ricci nobile fiorentina, ed ivi si venera il

nari l'almuzia nera oltre la cotta. Ripor- suo corpo. Abbiamo nel 1. 1 .°delCalogerà,
ta la serie de'35 proposti, che incomin- Dell'origine e progressi, e dello stato pre-
ciata nel 1070 terminò nel 653, coi pri-
1 sente della città di Prato, ragionamento
vilegi concessi da Innocenzo II, Adriano istorico del conte Giambattista Casotti
1V, Alessandro 111, Lucio III, Urbano 111, canonico pratese.
Gregorio IX, Innocenzo IV ed altri. Ol- PREADAMITI. Abitanti della terra,
tre rammentati proposti, lo furono li-
i che alcuni hanno supposto avessero esi-
berto deli ì/fi, cui a Michaele pratensi stilo avanti Adamo. Nel i655 Isacco de

B. ./)/. /Irgmis cingulum Hierosolymis la Pcrreyre o Peyrere francese, infetto


PRE PRE %
degli errori di Calvino, fece stampare in spirituali; e quando la prebenda è unita
Olanda un libro, nel quale pretese pro- alcanonicato diviene spirituale. La pre-
vare che furono uomini avanti Ada-
vi benda, distinta così dal canonicato, po-
mo, e questo paradosso assurdo trovò su- teva esser divisa e conferita anche a lai-
bito de'settatori; ma la confutazione che ci, e di là le semi-prebende che si vede-

pubblicò Desmarais, professore di teolo- vano maggior parte de'capitoli con-


nella
gia a Groninga, soffocò sì strano vaneg- feritea cappellani. Queste semi preben-
giamento, avendo inutilmente Perreyre de essendo possedute da ecclesiastici co-
tentato di farlo rivivere con una repli- stituivano titolo di Benefìcio (^.), irre-
ca. Egli chiamò gli ebrei Sdamili, sup- vocabile o amovibile secondo le diverse
ponendoli da Adamo, ed appellò
discesi costumanze de'capitoli. In molti di que-
Preadamiti i che secondo le sue
gentili, sti i cappellani semi prebendati non po-
pretensioni, esistevano già molto tempo tevano essere rivocati dal capitolo che li
avanti Adamo. Fu il Perreyre arrestato aveva nominati e potevano anche qual-
in Fiandra d'ordine dell'inquisizione, che che volta rassegnare le loro semi preben-
lo condannò; appellò alla s. Sede e gli fu de. Oltre le prebende teologale e peni-
permesso recarsi a Roma. Alessandro VII tenziale, vi èia prebenda precettoiiale o
lo persuase del suo errore, quindi im- scolastica nelle cattedrali o collegiate, as-
plorando perdono alla sua aberrazione, segnata ad un maestro o precettore per
pubblicò solenne ritrattazione del suo li- insegnare la grammatica ai chierici di
bro e abiurò suoi errori. Il Papa ne fu
i quelle chiese e ad altri ; questa in Fran-

consolato e gli offrì de'benefìzi ecclesia- cia se data a un laico non gli conferiva
stici che ricusò; e ritiratosi presso i pa- gli onori canonicali e non era un bene-
dri dell'oratorio della Madonna di Ver- fìcio, ma il solo reddito annesso. Nell'età
tus, morì pentito nel 1676. Della vita e di mezzo si chiamò prebenda la distribu-
scritti di Perreyre e delle confutazioni che zione di viveri che si faceva ai soldati, il

furono pubblicate, scrissero: Gio. Conr. quale significato passò alle distribuzioni
Dannhawer, Praeadamita ulis, o Fabu- che facevansi ai canonici ed ai monaci,
la priniorum hominum ante Adamutn poscia alle porzioni delle rendite de Beni
conditorumexplosa. Filippo Priori o Eu- di chiesa (P-), che toccarono agli eccle-
sebio Romano, Animadversion, in librum siastici dopo la divisione che fu fatta di
Praeadamilarum.NalaWlessandvoféisl. detti beni. Che prebende furono dette le
eccl. veter. leslam. t. 1, disser. 3, ar. 1, p. porzioni della massa canonicale, anche a
07. Niceron, Memorie t. 12 e 22. tempo di Bonifacio Vili, lo afferma Ga-
PREBENDA,Pmeèe«rfrt.Rendita fer- rampi, Memorie, 298. Cecconi, Istit.
p.
ma di cappella o di canonicato. Benché de' seminari, p. 9 e 18, dice che benefizi i

la parola prebenda confonda ordina-


si furono chiamati prebende, perchè l'en-
riamente col Canonicato (^.),avvi però trate de'chierici beneficiati o prebendati
la differenza, che la prebenda è un di- derivavano dalle pie oblazioni fatte pel
ritto che l'ecclesiastico ha di riscuotere comune mantenimento del parroco e dei
certe rendite in una chiesa cattedrale o suoi chierici, i quali lo assistevano nelle
collegiale, mentre il canonicato è un ti- sagre funzioni e dal medesimo erano di-
tolo spirituale indipendente dalla rendita retti alla pietà e nella buona erudizione;
temporale; di maniera che la prebenda quindi chi gode di qualche porzione di si-
può sussistere senza il canonicato, ma il mili prebende èobbligato a servir la chie-
canonicato è inseparabile dalla prebenda sa di cui furono le offerte, ed in essa deve
del Canonico (V.). Non alla prebenda, intervenire ai divini offìzi ne'giorni deter-
bensì al canonicato sono annessi i diritti minati, particolarmente festivi. Dell'origi-
6o PRE PRE
ìic prebenda del Penitenziere vedasi
della ciò col quale il Papa accordava agi' Im-

tale articolo: quanto a quella teologale e peratori (f.) la facoltà di poter conferi-
scolastica, dice Cecconi che derivadal di- re le dignità e benefizi ecclesiastici, va-
sposto de'concilii generali Lateranensi III canti la prima volta dopo la loro elezio-

e IVjdie a rimediare alla grave ignoranza, ne, precedendone 1' analoga petizione al

determinarono che in ciascuna cattedra- Papa mediante lettera, chiamandosi per-


le si stabilisse un maestro di grammatica ciò preci primarie, perchè il Papa con-
per ammaestrare giovani della chiesa
i cedeva le dignità e benefizi ad primas
medesima; e il 2. aggiunse che nelle me- preces imperaloris, e con questa forato-
tropolitane si eleggesse anche un lettore la: Devotionem titani rogamusj\eg^en-
teologo. Dal medesimo decreto ebbero o- dosi in quella di Rodolfo I del 1 273: Prae-
rigine le prebende teologali eie scolasti- decessoritm vestigiis inhaerere volentest
che oscolasterie. Prebendario, era noma- primarias preces noslras prò devoto, etc.
ta quella vergine, che nel monastero vi- ad vox porreximus, etc. Vos adhortan-

vea separata dalle monache, sostentando- tes, et prò conservalione jurium,el con-

si colle limosine, quasi come le attuali e- sueludinem Rom. Imper. expresse requi-
ducande, convittrici o pensionate. renles, come rilevasi dalla lettera di Giu-
PRECANTORE. V. Precettore. seppe 1705, presso Bohemero 1. 3,
I del
PRECA USA. Sede vescovile della prò- tit. 353. Diverse forinole sono in
5, p.
\incia Bizacena dell'Africa occidentale, Append. ad Gervasium Tilberiensem de
sotto la metropoli d' Adrumeto. Adeo- Imperio Romano, p. i3, ed in Leibni- 1

dato suo vescovo nel 484 portò alla con- tium iu Codice diplomatico juris gen-
ferenza di Cartagine. Africa chr. tium par. 1, § g8, p. 222. V. Investi-
PRECENTORE o PRECANTORE, ture ecclesiastiche. Lodovico Anasta-
Praecenlor. E il primo o il secondo Can- sio Islor. degli Antipapi t. 2, p. 2 55,
,

tore {V), ed il maestro del Coro (P-), riferisce , che 1' imperatore Sigismondo
r
dignità di alcune chiese cattedrali o col- partito dal concilio di Costanza(J .) per
legiate. Alacri, Notizia de'vocab. eccl., lo pacificare i re di Francia e Inghilterra,
chiama Archiparaphonista, capo degli nel viaggioraccomandò al concilio di non
acclamatoti tra'greci (delle Acclamazio- decider prima del suo ritorno sopra il
ni parlai anche a Laudi), del quale trat- diritto imperiale delle prime preghiere.
tai ad Arcicantore (V-) e perchè si chia- Ne' voi. V, p. 86, e XXIX, p. 1 56, par-
mò Precenlorej mentre a Cantore dis- lando de' Benefizi ecclesiastici e loro no-
si, che siccome il prefetto della scuola dei mina, e di Germania, trattai delle cagio-
cantori si chiamava Primicerio (V.) , il ni chedeterminarono il Concordato Ger-
suo compagno fu detto Succenloro Prae- manico (f^.) tra Nicolò V e l'imperato-
centor, cioè Secondicerio. V. Canto ec- re Federico III (confermato poi da Cle-
clesiastico, Cantori, Musica sacra. Can- mente VII 534, quando volevano
nel 1

torinum , ad eorum instructionem qui ,


violarlo alcuni prelati tedeschi, da Giu-
cantimi ad cliorum pertinent, Venetiae. lio III, e da Gregorio XIII che ordinò ai

Giuseppe Frezza, // cantore ecclesiastico collatori ordinari de'benefizi, che non po-
ovvero notizia del canto fermo, Padova tessero conferirli dopo 3 mesi dalla loro
J699. Vincenzo Requeno, Saggio sul ri- •vacanza, se dentro quel tempo ne aves-
stabilimento dell'arte armonica de' greci se provvisto la s. Sede), col quale il Pa-
e romani cantori, Parma 798. Lorenzo
1 pa meglio Io regolò nel i/{52 in Roma,
Berti, Regole del canto Gregoriano rica- dopo averlo coronato a* 19 marzo, nel
vale da rinomati autori, Roma 836. 1 qual giorno Federico III ottenne da Ni-
PRECI PRIMARIE. Indulto pontili- colò V l'indulto delle preci primarie con
PRE PRE Gì
bolla presso Rinaldi, an. 1 4^2,11. 3;Gioan- rono occultarsi mg. r Fontanini, per or-
netti, De Rom. Pont. cap. 1 86, p. 3 1 4, dine di Clemente XI, che nel 1706 avea
e presso Corradini. Ma non avendo Ni- riprovalo l'editto di Giuseppe I scrisse ,

colò V espressamente derogato al concor- l'erudita dissertazione, Deprimariis pre-


dato, il qualeescludeva tali preci, nacque- cibus imperialibus ,Fi\buig\\ Brisgoviae
ro gravi difficoltà , a togliere le quali il 1706. Vi si oppose il protestante Miche-
Papa diede nel i4^4 un nuovo indulto leEnrico Griibner, con altra, De pri-
con espresso derogamento al concorda- mariis precibus imperialibus } 1707. E-
to, e questa medesima concessione fu con- rudita, forte, ingegnosa e con bel meto-
fermata dal successore Calisto III nel do distribuita è altresì quella del gesui-
i455. Giovanni a Cochier , Scholia in ta p. Faure, Dissert. polemica de j'ure
primarias preces imperatoris illustrò e , regaliae, et primarum precuni contra
discusse T indulto di queste preci prima- publicistas protestantes, acpraecipue Vi-
rie, concesso da Paolo V nella bolla dei Irìarium, PfefJìngerum,Grubnerum ì Bo-
4 giugno 1620 all'imperatore Ferdinan- hemerum, Romaei 753. Sono pure a ve-
do II. Della vertenza insorta tra Giusep- dersi, quella del p. Biner , De /tire pri-
pe I e Clemente XI nel 1705, per volere il martini precum nel t. 3 del suo Appa-
primo conferire benefìzi senza aver do-
i ratus eruditionis ad jurisprud., Augu-
mandato le preci primarie, feci cenno nel stae 1752; quella del p. Schwartz nel t.

voi. XXIX, p. 171, ed il Papa non ac- 8.° Coli. hist. quaest. 6; quella di Acazio
cordò l'indulto. Ivi raccontai die il suc- Antonio de Ripoll nel Tractalus rega-
cessore Carlo VI avendolo domandato, liarum, Marcinone 644-i e ^ •' Moreri,
1

nel 1 714 l'ottenne. Il contemporaneo Dissert. de fu re primarum precum. Tra


diarista Cecconi ne riporta la formalità i protestanti vi scrissero, Adamo Cortrejo,
a p. 643. Il marchese di Prie ambascia- Repraesenlatio primariarum pre-
j'uris
tore imperiale a'i5 febbraio si portò al- cinti sacratissimis Imper. Rom. German.
l'udienza di Clemente XI, coi cardina- sine praevio Ponlìficum assensu com-
li Adda, Colonna e Imperiali, e con un petentis,Fvancofurl\ ad Moenum 1706 :

corteggio imponente e decoroso. In nome poi l'inserì nel t. 1, par. 6, Corporisju-


dell'imperatore domandò al Papa 1' in- ri» publici p. 93. Biondi , De jure Cae-
dulto per poter conferire per una sol vol- sareo primarum precum , il quale trat-
ta in tutti i luoghi dell'impero, tutte le tando donde abbia avuto origine il di-
dignità ecclesiastiche vacanti alla colla- ritto delle preci primarie, conchiude: Hoc
zionedella s. Sede. Clemente XI ricevet- fus primariutnprecum quoad substan-
te il ministro sotto il baldacchino vestito tiam antiquae consuetudini quod mo- ,

degli abiti pontifìcii, assistito


da una par- dum vero qualificatimi, quo exercelur,
te dai cardinali Sacripanti , Paolucci e indulto pontificio deberi. Nel succitato
Albani, dall'altra i suddetti. Il ministro, volume dichiarai che Carlo VII doman-
spiegale le credenziali, fece la domanda dò e ottenne le preci primarie da Bene-
e ottenne l' intento. Aggiunge Cecconi, detto XI V,quindi pel conciliabolo d'Ems
che questa ceremonia che in Germania (V.) , e per le innovazioni religiose di
si chiama ['Indulto delle prime preci, non Giuseppe I, ivi e altrove descritte, Leo-
era più stata praticata dopo Urbano Vili poldo II abrogò il concordato germani-
e l'imperatore Ferdinando III. Questo co, terminando col successore Francesco
indulto del Papa fu poi sottoscritto dai I la serie degl' imperatori del sagro ro-
cardinali nel seguente concistoro. Il car- mano impero.
dinal Corradini , sotto il nome di Con- PRECONIO, Praecono, Praeconium.
rado Oligenio, col quale alcuni crede- Preconizzare, bandire e pubblicare; Prae-
62 PRE PRE
conabilis, lodevole, degno di lode. Così vavn e condizionava con erbe odorose e
il Macri nella Not. de'voc. eccl. A Conci- aromi daìV Elemosiniere (f^.), dai Peni-
storo, Proposizione concistoriale, Pro- tenzieri (F.), dai cubiculari e altri con

tettore, parlai del preconio o dichiara- molta diligenza e venerazione. Che nel
zione o pubblicazione de'vescovi e abbati secolo seguente si ha che probabilmente
nullius che in esso fa il Papa. Ad Exul- fu aperto il cadavere di Alessandro V, e
tet parlai di questo inno o preconio pa- che morendo Pio 1 1 in Ancona {f^.), nel •
squale o benedizione del cereo pasquale ,
la cattedrale furono deposti precordi, i

perciò detto ancora Laus o Consecralio ed corpo fu portato a Roma. Che il ca-
il

cerei. davere di Giulio II fu certamente aper-


PRECONNESO o PROCONNESO to e imbalsamato, così quelli di Clemen-
o MARMORA. Sede arcivescovile del- te VII,Paolo IV, Pio IV, s. Pio V. Tu-
l' Ellesponto nell'esarcato d'Asia, nella mulandosi ordinariamente cadaveri dei i

Propontide , eretta in vescovato nel V Papi nella basilica Vaticana, ne feci l'e-
secolo, suffraganea di Cizico, ed arcive- lenco nel voi. XII, p. 292 ; anche pre- i

scovato onorario nel IX, nell'isola del suo cordi ivi si deponevano nelle sagre grot-

nome. Questa fu chiamata anche Elapho- te, finche essendo Sisto V morto pel 1

nesos, perla gran quantità de'cervi che vi nel palazzo Quirinale, i suoi precordi fu-
si trovavano, non che Marmorao Mar- rono portati nella propinqua chiesa dei
mava per le celebri cavedi marmo bian- ss. Vincenzo e Anastasio come parrocchia

co ancora in attività. h'Oriens chr. t.r, palatina e tuttora si continua a farsi. Fi-
p. 786 registra io vescovi greci, e nel t. no a Leone XII vi si tumularono soltan-
3, p. 946 parla de' vescovi latini, come to quei precordi de'Papi defunti nel Qui-
di Gallerò Strasburgo domenicano.
di rinale, e sebbene per di lui disposizione
Al presente Preconneso, Praeconnen, è tale chiesa non sia più parrocchia di det-
un titolo vescovile in partibus sotto Ci- to palazzo, egli ordinò non solo che vi si

zico. deponessero i precordi de' Papi che ter-


PRECORDI DE* PAPI, Praecordia minassero di vivere nel Quirinale ma ,

Pontificum. Il cuore, le viscere e interio- ancora quelli che morissero nel Vatica-
ra del corpo del Papa divenuto cadave- no. Benedetto XIV edificò una cappella
re. In termine anatomico si chiamano sotterranea sotto l'altare maggiore della
precordi le parti immediatamente vici- medesima chiesa e al modo che si legge
no al cuore, la regione precordiale , da 86 de\Diario di Roma del 1 757,
nel n.°6 1

prar, avanti, e cor, dis, cuore : per vi. per contenere i precordi de' Pupi, i cui
sceri e viscere s' intendono le parti in- nomi si leggono nelle iscrizioni marmo-
terne del corpo umano, come fegato, cuo- ree di ognuno, poste nelle pareti dell'al-
re e simili, extaj per interiora e inte- tare maggiore. Tutto riportai nel voi.
J
riori s intende ciò eh' è rinchiuso nella XLV,p. 190 eigi, insieme al ceremo-
cavità del petto e del ventre, laonde vi niale come vi si trasportano i pontificii
si comprende il cuore nobilissimo visce- precordi , non che ne' voi. VI , p. 202,
re muscoloso, centro della circolazione, Vili, p. 186, XXVIII, p. 4i, cioè den-
che incomincia a muoversi sino dai pri- tro un vaso mortuario ben sigillato, di-
mi istanti di nostra vita, né cessa mai di cendo ancora che nelle pareti esteriori
pulsare sino al totale estinguimene di della chiesa de'ss. Vincenzo e Anastasio,
questa. A Cadavere e Egitto trattai del- ora de' ministri degl'infermi, si attaccano
l'antichità della lavanda e imbasalmazio- gli slemmi e le morti dipinte del defunto.
ne de' cadaveri. A Cadavere del Papa A Chirurgo ed a Medico parlai dell'a-
raccontai che già nel secolo XIV ni la- pertura, sezione eimbulsamaturadc'cu-
PRE PRE 63
daveri de'Papi. A Pio VI raccontai co- la cattedrale di s. Stefano, ricevendolo
me Pio VI I accordò alla cattedrale di Va- il proposto dopo averlo asperso con l'ac-
lenza, ov* era morto, i di lui precordi e qua benedetta. Anche precordi di mol- i

cuore, insieme alle formalità della spe- ti servi di Dio si conservano separati dai

dizione che ne fu fatta da Roma (in una loro corpi. Nel santuario di Porziuncola
Praecordia Pii VI
cassa coll'iscrizione : (V.), vi è l'insigne cappella de Precordi
P. M.),o\e col cadavere erano stali de- per quelli di S.Francesco d'Asisi ivi de-
corosamente mandati, come delle cere- posti alla venerazione de' fedeli.

monie funebri e dimostrazioni religiose PREDICA PREDICATORE , , Sa-


ch'ebbero luogo, descrivendo il monu- cra concio, Concionator. Ragionamento
mento marmoreo in cui furono colloca- che si fa in predicando da quello che ,

ti. De'cadaveri de'cardinali, imbalsama- predica , dicendosi predicazione il predi-


zione, precordi, funerali e tumulazione, care e la predica stessa. La predicazione
trattai ne'citati voi.VI,p. 2o6,XXVUI, è di due sorta, una maggiore, ch'è la pre-
p. 44; che alcuni cardinali lasciarono ad dicazione propriamente detta, chiamala
uua chiesa il corpo, ad altra precordi; al- i anche tractare , V altra minore o sia la

tri vietarono l'apertura de'Joro cadave- catechistica. La predicazione è una di-


ri.Abbiamo la Disterlation sur un toni- spensazione legittima della parola di Dio,
beau de Philippe le Hardij et sur V u- è antica quanto la religione cristiana e
sage d'inhumer le coeur et les entrailles non finirà essa, essendo uno dei
che con
des prìnces, séparément de leurs corps. mezzi necessari per conservarla nella sua
Mercure de France , ann. 1718, mois purezza. Per mezzo della predicazione si

d'Aoùt. Enrico IV ordinò che il suo cuo- promulgò \'Evangelo(V.), si stabilì lai*e-
re fosse depositato nella chiesa del col- de (V.) , si convertirono gì' IdoLilrì , i

legio della Flecheda lui fondato ai ge- Pagani, i Gentili (V.), e si propagò il

suiti : simili esempi li notai in diversi luo- Cristianesimo (V.), e dai Missionari {V.)
ghi. Nei n.i 3g e 4o del Diario di Roma tuttora si esercita per convertire gl'in,

1847 si legge la solenne e splendida pom- fedeli, ricondurre nel grembo dellaChiesa
pa funebre colla qualein Vienna furono gli eretici egli scismatici, come per istrui-

portati nella chiesa di corte il corpo, il re e perfezionare cattolici. Gesù Cristo


i

cuore entro cappa d'argento e il vaso dei ne confidò il ministero ai vescovi nella
visceri, ambedue coperti da taffettà nero, persona degli apostoli da lui scelti ; la
dell'arciduca Carlo d'Austria padre della predicazione de' 72 Discepoli (V.) non
regina regnante delle due Sicilie. Sulla fu predicazione propriamentedetta e for-
bara furono poste le insegne dell'illustre e se neppure catechistica secondo Nardi,
,

celebre defunto, la corona principesca, il De'parrochij poiché che se


egli osserva,
cappello arciducale, la collana del Toson Gesù Cristo li mandò per la Giudea, fu
d'oroe altre decorazioni, il cappello mili- dopo aver data la Missione (V.) della
tare e la spada, il bastone di feld-mare- predicazione agli apostoli, e non si leg-
scialloed guanti bianchi. A'piedi della
i ge che dasse loro l'incarico di predicare,
bara si deposero la coppa del cuore e il ma solo di andare ne'circonvicini luoghi
vaso de' visceri. Il cadavere fu sepolto dov' egli si sarebbe portato per fare la
nella chiesa de'cappuccini , dopo conse- predicazione; e siccome allora i discepo-
gna al p. guardiano. I vasi contenenti il li erano laici, non aveano che commis- la
cuore e portarono ili." nel-
le viscere si sione di preparare le vie non , e al più
la cappella di Loreto degli agostiniani, erano che Catechisti ( V.). Essendo la pre-
che previa benedizione prese in consegna dicazione propria funzione de'vescovi, ad
il priore; il 2. in carrozza fu recato al- essi soltanto spetta il delegare e appio-
64 PRE PRE
vare i predicatori. Questi per il loro sa- mente può condurre a salvamento quelli
gro e sublime ministero essendola luce che vivono nelle tenebre e nell'errore. E
del mondo, il sale della terra , i dottori perciò, pel comando del Redentore , in
de'popoli, i dispensatori delle verità di- ogni tempo ministri evangelici pieni di
vine, gli araldi e gli ambasciatori di Dio vivo zelo tollerarono gravi fatiche , per

medesimo, devono essi partecipare delle istruire e richiamare quelli che sedotti
qualità di colui del quale esercitano le da scandali e da perversi insegnamenti,
finizioni , alla sua scienza cioè , alla sua o si erano allontanati dalla retta via, ov-
purezza, alla sua santità; non devono a- vero stavano per incontrare disgrazia si

vere in vista che la sua gloria e la salu- deplorabile. Cosi furono corretti i costu-
anime, sostenere i loro discorsi
te delle mi, tanti traviati tornarono al buon sen-
con una vita esemplare e colla pratica tiero, ed abbandonatoli vizio intrapre-
di tutte le virtù. Lo spirito di novità del- sero la pratica delle cristiane virtù e la
la sella filosofica, nello scorso secolo fe- osservanza di quelle massime divine, le
ce tutti gli sforzi per impedire col mezzo quali in loro produssero copiosi vantaggi;
del ridicolo e del disprezzo la predica- cosi in fine quella chiesa che si stabili e
zione; andato a vuoto il malvagio divisa- dilatò col mezzo della predicazione, con
mento, novatori moderni cangiando me-
i essa si è sempre conservata mirabilmen-
todo sono divenuti eglino stessi più. i te, e si conserverà fino al terminare dei
grandi encomiatori della predicazione ; secoli. Nelle Lettere del Compagnoni si

ma la vogliono secondo lo spirito e l'in- legge.» Chiamato l'oratore sagro a per-


civilimento de' tempi , e con pompa o- suadere ai cristiani la fuga dai vizi e la
stentala di frasi ricercate ed elegauti ,
pratica delle virtù morali e religiose, chia-
che il più delle volte non s' intendono ra cosa è che perciò conseguire gli con-
che da pochi , tutta spirante fantasia , viene operare nelle menti di chi lo ascol-
amore, dolcezza, beneficenza, senza mai ta un assoluto convincimento, senza del
permetterle di levare a tempo la voce quale ogni mossa ed agitazione di affetti
per iscuotere l'empio dal letargo in cui ch'egli pure tentasse, ri marrebbesi inuti-
dorme. I banditori del vangelo che si le e vana, per l'ovvia considerazione che
appigliano a queste massime erronee , P effetto a cui tende non è di strappare
tradiscono la loro missione, deviano dal una deliberazione dell'istante, come suc-
modello che ce ne hanno lasciato gli a- cede negli arringhi o politici o forensi ;
postoli e i santi padri, e cambiano il Pul- ma un proposito fermo e durevole anche
pito (J7 .) o cattedra dell'eterna verità in dopo cessato il suo impulso ".
vera scranna di una filosofica e poetica Alcuni scrittori furono giustamente
accademia; per cui in vece di essere ri- di avviso, come Pulfendorff e Fabricio,
formatori utili della sagra eloquenza e- che i romani niente ebbero di
greci ed i

vangelica , come li celebrano i lodatori, somigliante alle nostre prediche ; Zornio


sono piuttosto pericolosi difformatori, sic- però, negli Opusc. sacr. 1. 1, p. 227, Dis^
come provò il p. Teodoro di Maria ss. seri, de rilibus sacratimi concionimi in
carmelitano scalzo , nella Dissert. sulla sacrisgentiunijSì studiò e pretese di pro-
prelesa riforma intorno al predicare, la vare il contrario con molte antiche te-
divina parola , di cui se ne legge un cen- stimonianze e con interpretare l'autorità
no nel voi. 8 degli Annali delle scien' di s. Pietro; cioè secondo il costume dei
ze /*<?//#., p. g 3. Fu sempre ed è senza dub- protestanti, di trarredal gentilesimo l'o-
bio la divina parola uno de'mezzi più ef- rigine delle cristiane ceremonie e usi, ma
ficaci per In riforma de' costumi, e per le prediche certamente non derivarono
abbracciare la vera strada , che unica- dui paganesimo (non ne fa parola il dot
,

PRE PRE G.o

to Marangoni , Delle cose gentilesche e l'opinione di Ferrari, e s. Agostino gene-


profane ,tr asportate ad uso e ornamen- ralmente chiamò trattati le sue prediche;
to delle chiese), non solo perchè il divin altri notano differenza tra il trattato e
Maestro, non avendo bisogno di confor- il sermone, che prima dicevansi trattati

marsi alle costumanze gentilesche, predi- i soli sermoni de' vescovi , e sermoni si
cò tante volte; ma tra gli ebrei fu comune chiamarono i discorsi di tutti gli eccle-
questo rito , lo che dimostra il gesuita siastici ; dipoi furono detti trattati ra- i

p. Carlo Regio, nella Dissertalo, slam- gionamenti loro,comedel prete Origene.


pala in Roma nel i6i2nel suo Orator Le prediche si trovano dette anche Di-
christianus, anzi a tenore deli' epìst. di s. sputationes, massime quelle che tratta-
Giuda v. i4> se ne trova menzione ai vano punti di religione contro gli eretici,
tempi de' patriarchi. Imperocché fu co- ovvero contenevano istruzioni sulla 9.
stume mosaica Sinagoga, che nelle
nella scrittura, controverse o dubbie. Le pre-
pubbliche assemblee del sabbato si leg- diche furono eziandio denominate Dot-
gessero alcuni luoghi della scrittura , e trine , o conferenze ascetiche. Col nome
che poi i rabbini interpretandoli ne trae- di Locuzione le dichiararono diversi, co-
vano argomento di morale esortazione. me Tertulliano, s. Gregorio I e altri.
Questo costume consagrato dall'esempio Francesco A.Zaccaria, Dissert. t. 2, Del-
medesimo del divin Maestro e dagli apo- le antiche concioni ecclesiastiche, divide
stoli ( Luca iv, 16 ; Act. xiv, i4), pas- le prediche, secondo il metodo usato dai
sò alla Chiesa cattolica, la quale lo riten- padri, indue classi. La 1 ." è di quelle ch'e-
ne come il più ordinario e più legittimo vanolibere o non legate a verun capo del-
modo di predicare a' Fedeli. A Lwgua la scrittura, e queste furono per lo più
dissi in quale idioma predicarono Gesù estemporanee; furono le te-
l'altra classe

Cristo e gli apostoli ; ed a Predicatore stuali , comechè concepite per spiegare


apostolico dirò del predicare in volga- uno o più testi della scrittura, ed avea-
Con vari nomi furono dai padri chia-
re. no il loro esordio o principio o prologo;
mate le prediche. I padri greci le nomi- per altro e specialmente quando le pre-
narono Omelie {f.), che fra tutti ge- i diche erano concatenate, solevano i pa-
neri di cristiana predicazione è il più an- dri per tutto esordio brevemente ripe-
tico, e più costantemente raccomandato tere l'argomeuto della precedente ome-
nella Chiesa. I padri latini le chiamaro- lia, e soggiungere quello che intendeva-
no Sermoni (V.) o trattati : della paro- no trattare. Non mancano per altro ome-
la Sermo ne abbiamo prove ne'sermoni lie, in cui l'esordio non che la sempli-
è
di s. Agostino. Frequente fu pure il vo- ce proposizione. 11 corpo dell'omelia era
cabolo di Trattati sebbene fu pure u- , composto quasi sempre in due parti, una
sato per significare formole di fede le esegetica,nella quale spiega vasi il testo let-
e le sessioni de'vescovi per gli affari del- teralmente o allegoricamente; l'altra mo-
la Chiesa. Francesco Bernardino Ferrari, rale, in cui s'inveiva contro i vizi,o alla
De ritti sacrarum ecclesiae catholicac virtù studiava d'infiammare gli ascol-
si

veteris concionimi, Mediolani 1620 , et tanti. Ordinariamente così terminavano


Veronae y3 1 1, vuoleche la parola Tra- le omelie, ovvero con qualche buon au-
ctatus specialmente significhi quelle pre- gurioagli uditori, ocon preghiera a quei
diche, nelle quali si spiegava qualche luo- santi cheerano celebrati, e quasi sem-
si

go della s. scrittura, anzi che la stessa co- pre coll'invocazione e lode della ss. Tri-
sa fosse Trattato , ed Esposizione o le- nità. La lingua era greca o latina, secon-
zione della s. scrittura. Nondimeno al- do le nazioni ; i nomi che i predicatori
tri scrittori non seguono intieramente davano agli ascoltanti, erano vostra san-
VOL. LV. 5
66 PRE PRE
tifa, vostra carità,santa fraternità, fra- di onorevoli tapezzerie. In alcuni luoghi
telli carissimi, dilezion vostra, dilettissi- i preti non potevano predicare che in pre -
mi e somiglianti , i quali erano nali dai senza del vescovo, d' onde ebbe origino
nomi d'i fratelli e di santi con che scam- di domandarsi dal predicatore la bene-
bievolmente chiamavansi i primi cri* dizione del vescovo presente alla predi-
sliani. ca. I tempi destinati alle prediche erano
11 vescovo come ministro della predi- primamente ledomeniche in secondo ,

cazione ha obbligo di predicare, ed è il luogo le altre feste; anche neh. giorno

solo che può delegare a predicare il prete in cui i vescovi erano creati, predicava-
e diacono anticamente non predica-
il : no al popolo, e l'anniversario di tal crea-
va che il vescovo, talora faceva recita- zione era pure giorno di predica; inoltre
re le proprie omelie dai diaconi e preti. lo era nelle consagrazioni di chiese, di al*
In Roma fuori del Papa niun vescovo tari, di vescovi. Talvolta si predicava nel-
poteva predicare. Non potevano i vesco- le vigilie delle solennità, ed in alcuni gior-

vi predicare pubblicamente nelle altre ni feriali destinati alle prediche. In certi

diocesi senza licenza dell'ordinario, ben- luoghi il sabbato e la domenica; oltre


sì scambievolmente i vescovi s'invitava- questa, in altri mercoledì e venerdì ;
il

no a predicare nella propria città e dio- alle volle si predicava ogni giorno, mas-
cesi. Tardi i vescovi commisero ai preti simamente nella Quaresima (F.) ,
poi
la predicazione maggiore. I primi esempi anche ne\V Avvento ( V.). Anche nella set-
che si conoscano di sacerdoti incaricati timana di Pasqua eravi predica ogni dì.
dai vescovi di predicare sono, nelle chie- Quanto all' ora, si predicava ordinaria-
se orientali, di Origene (secondo alcuni mente nella mattina, alle volte dopo il
prima che fosse prete) e di s. Gio. Criso- pranzo, tale altra mattina e giorno, ed an-
stomo; nelle chiese occidentali, di s. Fe- che la sera. Per lo più subito dopo letto
lice di Nolaedi s. Agostino. Sugli esempi Y Evangelo della messa (/^.) faceasi la pre-
apostolici che i ss. Stefano e Filippo dia- dica: a tale articolo notai che s. Cesareo
coni predicarono il vangelo, i vescovi tal- dopo l'evangelo faceva chiudere le porte
volta permisero a'diaconi la predicazio- della chiesa, affinchè popolo restasse a il

ne massime in tempo di persecuzione


,
sentire il sermone. Quando s. Gregorio I
a sui principii di qualche novella chie- non poteva predicare, faceva leggere la
sa. I canonici furono i primi a prèdica* sua omelia da un notaro regionario. Inal-
re ,
quindi furono delegati anche i dia* cuue chiese d'oriente fu costumechedo*
coni monaci ed altri religiosi. Ad e-
, i pò aver predicato uno, seguisse un altro,
sempio che Gesù Cristo e gli apostoli pre- e dopo questo un terzo.
J
dicarono da luoghi elevati per essere me- 11 predicatore innanzi d andare in pul-
glio intesi (comeda luogo elevato perora- pito si raccoglieva un poco nel segreta-
vano gli oratori, ed capitani e gl'impera- i rio o salutatorio e si raccomandava a Dio.
tori facevano leloro arringhe eallocuzio- Se il predicatore era vescovo sette dia-
ni a'soldati), i preti, diaconi egli altri dal-
i coni l'assistevano sul pulpito, secondo il

V Ambone (/"'.) o pulpito predicarono al decretato da Papas.Evaristo : se non era


modo descritto a
Pulpito; anche i vescovi vescovoandava prima a prendere la bene-
talvoltadall'ambone predicavano, spe- dizione dal suo prelato. Forse montato
cialmente quando grande era il numero sul pulpito il predicatore colla mano inti-

del popolo: alcuna volta preti e gl'inferio- i mava silenzio agli ascoltanti, come in più
ri ministri predicarono in piedi, forse dal* occasioni fecero gli apostoli. Cominciava
l'altare, senza salire sul pulpito: i vescovi dal farsi segno della croce. L'uso del-
il

anche dalla cattedra., alle volle coperta la lecita delire Maria (P.) al princi-
PRE PRE 67
dopo l'esordio, si vuole
pio della predica o ziare; bandivasi pure agli uditori, che ma-
introdotto da Papa Urbano II, secondo nifestassero se alcuno ne sapessero ereti-
Burio, Vitae Pont., ciò che altri attri- co. Quando sovrastavano giorni delle i

r
buiscono a s. Domenico o
Vincenzo a s. pubbliche Collette di questua (T .) pei
Ferreri; è probabile che prima si faces- poveri, si avvertiva il popolo di venirvi
se qualche orazione innanzi la predica, con buone limosine per sovvenirli. Ol-
almeno gli antichi padri avanti di sermo- tre queste collette, nel tempo della pre-
nare frequentemente imploravano le o- dica si raccomandava l'elemosina, pres-
razioni del popolo. Alle volte il predica- soché al modo nostro. Finita la predica,
tore tornava a leggere il sagro testo già facevano comune orazione il predicato-
letto o d'altro sagro libro, essendo costu- re e il popolo. Quanto agli uditori del-
me de'predicalori di portare sul pulpito le antiche prediche, vi erano ammessi, ol-
il codice degli evangeli o della s. scrit- tre i fedeli, anche i catecumeni, gli ener-
tura, e talvoltapure codici de' ss. padri gumeni, i penitenti, eziandio gl'infedeli,
per leggervi qualche testo. Innanzi l'e- i gentili, i giudei, gli eretici : finita la pre-
sordio alcuna volta in poche parole si dica e fatte alcune preci sopra lutti, era-
accennava l'argomento della predica. Se no licenziati, ed allora cominciava la Mes-
il predicatore era vescovo, sul principio sa (F.) de'fedeli. Fu costume de'padri di
pregava agli ascoltanti la pacecon varie voltarsi ora agli eretici, ora a'giudei, ora
forinole : Grada vobis , et pax a Dco a'gentili, dirizzando loro espressamente il

Palre nostro et Domino


Jesu diritto: discorso; ed è perciò che parlavano con
Gratia Domini Dei nostri Jesu Chi isti, riserva de'sagri misteri, per la Discipli-
et caritas Dei Patris
3 communicatio et na dell'Arcano (F.). Nelle Gallie e nel-
Spiritus sancii sit cttrn omnibus i'obis , le Spagne soli i fedeli potevano udire le

Amen. Le più usate erano Pax omni- : prediche, finche si mutò questa discipli-
bus: Pax vobis (fy .). Il popolo rispon- na ne'concilii d'Oranges nel 44 l > di Va-
deva Cum spirilu tuo. Quando sovra-
: lenza nel 546. Ne' tempi delle persecu-
stava qualche calamitàosi fosse dissipato zioni e prima dell' introduzione delle
il pericolo o il danno, solevasi dar prin- Campane (^.), fedeli erano invitati al-
i

cipio col Benedictus Deus. 1 preti e cle- le prediche collo strepito delle tabelle (di

ro, e sino gli abbati, come discepoli do- cui nel voi. Vili, p. 291), dai Diaconi,
vevano udire la predica del vescovo. Si e dai Cursori (F.) sui quali ripugna l'Us-
scomunicava chi fosse sortito di chiesa serio nelle note a\V epistola di s. Ignazio.
mentre il vescovo predicava. Doveva il Il luogo in cui slavano gli uditori alle
vescovo predicare ogni domenica sotto prediche era distribuito cosi : gli eccle-
gravi pene, anzi dovea perciò lasciare le siastici entro i cancelli del coro erano se-
altre cose gran conto si faceva de'sermo-
: parati dai laici, le donne divise dagli uo-
ni de' vescovi. Sembra che gli antichi padri mini, e ancora dalle maritate e dalle ve-
poco o nulla gestissero. In Italia predica- dove erano separate le fanciulle, al mo-
vano sedendo; in Africa e nell'Asia in piedi, do detto a Chiesa ed analoghi articoli.
se deboli sedevano. Un'ora circa dura va la In alcuni luoghi sedevano, in altri sta-
predica, e forse misura vasi colla clepsydra vano in piedi a udir la predica , in altri
(di cui a Orologio). Nella predica propo- soltanto sedevano sinché veniva il vesco-
ne vasi alle volte l'argomento della futura; vo per predicare, e allora si rizzavano; a-
imploravansi le orazioni degli ascoltanti; gl'infermi davasi licenza di sedere; i vec-
il giorno dell'Epifania s'intimava Pa- la chi ed i deboli si appoggiavano al basto-
squa; anche il principio della quaresima ne e lo deponevano alla lettura del van-
dentro la predica era costume di denun- gelo. L' uso di acclamare il predicatore
68 PRE PRE
da principio fu convenevole alla venera- no de'Iuoghi in Calabria, in cui si parla-
zione che si deve alla casa di Dio, ma di- va latino. Francesco Colonna autore del-
poi divenne abuso le forinole d' accla-
: l'opera del Polifìlo pretese sul principio
mazione erano gridare, Amen, Amen, o del i5oo di restituire in Italia uno stile

che il predicatore era Ortodosso (V.) o di scrivere, che avesse del latino; contro
che era un tredicesimo apostolo. Varie la quale novità inveì Aonio Baleario iu
poi erano le maniere di plauso; muover un dialogo che si legge in fine della sua
le mani, pestare co'piedi, volgersi dall'u- grammatica latina, opera di egual rarità
na all'altra banda, spiegar per aria i faz- a quella del Polifìlo, di cui parla Cancel-
zoletti, scuotere penne d' uccelli, toccar lieri,Mercato p. 177, e Settimana san-
d
l'armi. Vedasi il citato Ferrari, De ve- ta p. 244- Domenico M. Manni dimo-
teribus acclamalionibus etplausu. I pa- strò non essere vero che nelle chiese si
dri tollerarono per degni motivi questo predicasse solo iu latino, come alcuno
abuso : Io biasimarono s. Gio. Crisosto- pretese poiché ivi si predicò anche in
,

mo e s. Agostino. Durarono le acclama- volgare, non solo nel secolo XV, ma an-
zioni sino a'tempi di s. Bernardo nel se- che sul principio del precedente. Si può
colo XII; un qualche vestigio ne resta in vedere la sua erudita prefazione al t. 1

alcun luogo, ed in segno di plauso spu- delle Prediche di F. Giordano p. 36.


tano al fine dell' esordio o della prima Il dirittodi approvare predicatori ap- i

parte, come osserva Zaccaria, almeno al partiene ai vescovi nella loro diocesi, on-
suo tempo; ora si applaudono general- de possono negare il permesso di predi-
mente con composizioni poetiche in lode care a chi loro piace, senza che vengano
del predicatore, col farne il ritratto econ obbligati ad accordarlo, ed i religiosi seb-

altre dimostrazioni. Fu già uso anche tra i bene esenti non possono predicare nelle
greci di scrivere con abbreviature le pre- chiese stesse de'loro monasteri e conven-
diche mentre si recitavano, quindi soven- ti senza la benedizione del vescovo, né
te miseramente tronche girarono le pre- contro la sua volontà. Iparrochi non han-
diche. A Letterato riportai esempi di no bisogno della espressa approvazione
uditori che ritenevano a mente le predi- del vescovo per predicare nelle loro par-
che., di altri che le dettavano, e d'un pre- rocchie, perchè la predicazione è una fun-
dicatore che ritenne a memoria il qua- zione attaccata al titolo del loro benefi-
resimale perduto in mare il citato Va-
: zio. Essi possono, se vogliono predicare,
lentini seudiva predica o lezione la reci- impedire a qualunque altro sacerdote se-
tava tutta senza lasciarne o mutarne pa- colare o regolare di predicare nelle loro
rola ; Domenico A. Franceschi talvolta parrocchie. Non avvi che il solo vescovo
ripeteva quasi intieramente qualche pre- ed in persona, il quale in qualità di pri-
dica udita: riportai ancora vari esempi mo pastore di tutta la sua diocesi, possa
di oratori che perderono la memoria e predicare nella parrocchia d'un parroco
si confusero nella perorazione ; Bartolo- senza bisogno del suo consenso. Allor-
meo Sozzino si confuse innanzi Alessan- quando i parrochi trascurano di predi-
dro VI ; l'eloquentissimo predicatore p. care, il vescovo dà l'incarico ad altri pre-
Vipera conventuale si dimenticò di qua- dicatori perchè predichino nelle loro par-
si tutte le cose per la mente stanca datante rocchie ed alle loro spese. Il concilio dì
fatiche. Ne'bassi tempi nelle prediche si Trento ordinòa'Ptf/rocVw (//.), che in tut-
r
parlava un linguaggio (f . Lingua), che ti i giorni festivi o solenni dovessero spie-
partecipava molto del latino, come pro- gare in lingua volgare la divina parola
vano fra le altre le prediche del p. Bar- e le salutari istruzioni, spiegando V/ivan-
letta. Fino al tempo di s. Pio V vi era- gelo, nella Messa, quasi interpreti del me-
PRE PRE 69
desimo, dopo letto l' evangelo. Il Nardi, Borgia arcivescovo di Fermo, come ve-
De' parrochi, riporta importanti nozioni desi dalle di lui Omelie {dette in varie
sulla predicazione, massime nel t. i, cap. funzioni pontificali nella stessa città dal
io: Sul predicare e catechizzare, di chi 17 53 fino alla festa dell' Assunta del
siano propri. Anticamente i vescovi do- 1 758, Fermo 1 75g) dedicate a Clemen-
vevano girare per la diocesi per predi- te XIII, ai predicatori di quaresima dava
carvi. Dovevano allora parrochi andare i a tutti in una volta in cattedrale la be-
coi parrocchiani ne'luoghi fissati per udir- nedizione e gl'istruiva. Tali omelie sono
vi la predica del vescovo. Il vescovo al- 28, le ultime 3 sono espressamente per
lora dovea essere mantenuto. Talora il labenedizione de 'predicatori. Nella 1 ."leg-
popolo della diocesi doveva venire in cit- go che a motivo del terribile terremoto
tà alla predica del vescovo. Talvolta il di Lisbona, inculcò ai sacri oratori di an-
vescovo mandava per la diocesi predica- nunziare al popolo la Penitenza(V.) } xim-
tori a spese de'parrochi. Più tardi fu da- co e sicuro scampo da tanto male: che
ta la predicazione agli Arcidiaconi (F.) i predicatori supplendo le veci de' vescovi
nel visitare la diocesi fu data anche agli
: in ogni luogo della città, massimamen-
arcidiaconi minori, che pure erano ca- te nel tempo di quaresima, perciò devo-
nonici, nel visitare il loro arcidiaconato. no predicare, non in persuasibilibus hu-
I vescovi andavano all'armata per pre- manae sapientiae verbis s sed in ostensio~
dicarvi, benedirvi e riconciliarvi i pub- ne spiritus, op-
et virlutisj oltre diversi

blici penitenti. Anticamente si riservaro- portuni ricordi per esercitare con pro-
a
no anche la predicazione minore o cate- fitto l'apostolico ministero. Nella 2. si

chistica. Alle monache si predicava con cerca la cagione per cui da tanti predi-
licenza del vescovo: per la catechistica catori e da tante prediche si ricava poco
alle monache tocca all'abbadessa; per profitto da un fatto notabile registrato
:

quella ai regolari non in sacris tocca a negli Alti Apost. cap. 19, v. i3, si de-
uno deputato dal loro superiore. Il ve- duce essere necessaria ne'sacri oratori la
scovo per la predicazione maggiore non purità dell'intenzione, e un ardente de-
può delegare che i soli preti e diaconi ;
siderio tutto diretto alla gloria di Dio e
per la minore o catechistica può delegar alla conversione de'peccatori, lodandosi
tutti, anche laici; Io stesso dicasi perle
i l'uso d'uno stile facile e adattato alla scar-
scuole sacre. parroco non ha la pre-
Il sa capacità di parte dell'uditorio, ma av-
dicazione maggiore, bensì la minore o ca- valorato sempre da un tenore di vita ir-
a
techistica. Tutti i preti che dicono messa reprensibile. Nella 3. proposto l'esempio
negli oratorii rurali debbono nella festa di Gesù Cristo e suo celebre sermone
il

catechizzare e istruire il popolo. II vesco- del monte, si esortano predicatori a es-


i

vo deve con grande attenzione vegliare sere brevi, chiari, sugosi e ben acconci a
sulla predicazione e sulla catechistica. Non persuader gli uditori, i quali quasi per la
sipuò predicare dall'altare col capo co- maggior parte sogliono essere persone
perto di berretta o altro. Vi è la scomu- volgari ed idiote: raccomandò loro d'in-
nica a chi predica senza licenza del ve- sistere spesso nelle prediche per la buo-
scovo. I preti che predicavano dovevano na educazione e cristiana istruzione dei
edebbono chiedere pubblicamente la be- fanciulli e delle fanciulle, come pure di
nedizione al vescovo. A forma del decre- fare in un giorno festivo di consenso dei
tato del concilio di Trento, confermato vicari foranei la predica controia bestem-
da Urbano Vili, predicatori dell'av-
i mia. In Roma la benedizione ai parrochi
vento e della quaresima devono pren- per la predicazione catechistica, ed ai pre-
dere prima la benedizione dell'ordinario. dicatori per la predicazione maggiore la
7o PItE PRE
dà il Papa prima quaresima con
della a- nedizione e partono. Nel n.° 4o5 del Dia -

naloga esortazione, ovvero supplisce il rio di Roma del 1 720, si legge come Cle-
cardinal vicario, come si legge nel n.°2002 mente XI esortò i predicatori quaresima-
del Diario di Roma 1794» dicendosi che li a predicare con istile veramente apo-
il cardinal Corsini in tale occasione fece stolico, gli ammisebacio del piede e al
un dotto e zelante discorso ai parrochi, benedì. Nel n.° 22 3 del Diario di Roma
esortandoli ad aver cura delleanimeloro del i8o3 è riportato, che nella feria 5/
affidate; che altro sermone fece ai pre- di sessagesima i parrocchi di Roma uni-
dicatori, esortandoli specialmente a non tamente ai predicatori destinali ad an-
fare dissertazioni filosofiche e di gius pub- nunziare la divina parola sì al popolo,
blico, ma promulgare le massime e la mo- come alle monache ne' propri monasteri
rale evangelica, colle interpretazioni dei e conservatorii nella prossima quaresima,
santi padri, ed in tal guisa rendere utile conforme il consueto si portarono al pa-
la loropredicazione alla moltitudine del lazzo Quirinale; nelle stanze pontificie i

popolo. Di quanto praticano Pontefici, i predicatori fecero avanti il vicegerente la


eccone il ceremoniale. Nel giovedì di car- solenne professione di fede; quindi me- i

nevale si recano nelle pontifìcie stanze il desimi insieme coi parrochi dal cardinal
segretario del tribunale del vicariato col- vicario e dal vicegerente furono presen-
la formola della professione di fede e l'e- tatia Pio VII, il quale con dotto e fer-
lenco de'predicatori; mg. r vicegerenle, i voroso discorso inculcò vivamente a tutti
parrochi delle Parrocchie di Roma (/"'.) d'inveire contro il libertinaggio ed il vi-
r
ed i predicatori. Mg. vicegerente nel- zio, non che contro profanatori i del tem-
l'anticamera d'onore seduto in un banco pio di Dio, indi compartì loro la bene-
al muro riceve la professione de'predica- dizione apostolica. Nel n.° 1 3 del Diario
tori, ai quali il prefetto delle ceremouie di Roma del 1847 si legge, che agli 1 1

già ha fatto deporre il cappello, ed il man- febbraio tutti i banditori evangelici de-
tello se religiosi. Il predicatore della ba- stinati nellaprossima quaresima a pro-
silica Lateranense genuflesso avanti il vi- mulgare dal pergamo la dottrina di Ge-
cegerente legge senso per senso, e gli al- sù Cristo aveano prestato il giuramento
tri predicatori genuflessi in circolo ripe- consueto a mg. r vicegerente, quindi il re-
tono le sue parole: in fine ognuno fa il gnante Pio IX, secondo l'antico costu-
giuramento, Sic me Deus ad/uvei, ba- me, li convocò tutti in una sala del Qui-
ciando il Crocefisso emettendo la mano rinale e tenne loro discorso sul gran mi-
sul vangelo. Quindi il detto ceremouiere nistero a cui venivano chiamali, alla pre-
introduce il vicegerente, il segretario ed senza del vicegerente, del segretario del
i parrochi dal Papa, il quale vestito con vicariato,degl'individui della camera se-
soltana e mozzetta siede in Irono avente greta, avendo ai lati il maggiordomo e il
il maggiordomo e il maestro di ca-
ai lati maestro di camera. Disse che la parola
mera, e da una parte camerieri segreti i di Dio non ha bisogno di Panegirico (F-),
e d'onore. Il vicegerente, il segretario, i imperocché porta l'elogio in se slessa, ap-
parrochi, in circolo si prostrano avanti pena di lei s'imprende a far motto. Che
al Papa e si alzano se ne fa cenno. 11 Pa- Dio mandò la parola sua nel mondo, e
pa, fatta analoga esortazione, gli ammet- questa s'incarnò, commettendo l'ufficio
te al bacio del piede e benedice. Parliti di far circolare la religione vera per mez-
i parrochi sono ammessi i predicatori,! zo della predicazione al suo vicario, e que-
quali devono dire al Papa la chiesa ove sto n'suoi successori, e da questi fa echeg-
predicano, e praticano quanto si è detto giarsi per l'universo fino alla consuma-
de'pan'ochi, ricevono l'esortazione, la he- zione de'secoli per mezzo de'ba odi tori e-
PRE PRE 71
. angelici. Fece considerare, che in quel nense, istruì nella dottrina cristiana i fan-
momento ricevevano dal Pastore de Pa- ciulli della parrocchia. Leone X [Ida pre-
stori la facoltà di predicarla dai pulpiti. lato recitò avanti Pio VI l'orazione fu-
Invocò su loro lo spirito di Dio, e ricor- nebre per Giuseppe II: a Orazione per
dò che i caratteri di questo spirito sono l'elezione de'Pontefici, che si fa al sacro
due: la fortezza e la dolcezza. E virtù san- collegio, parlai ancora delle Orazioni fu-
ta del primo strappare i peccatori dagli nebri pei Papiche si pronunziano ne'no-
adescamenti della colpa, sbarazzarli dal vendiali avanti l'assoluzione. All'articolo
vischio delle prave abitudini ; è dono del Cappelle pontificie notai in quali anti-
secondo l'allettare soavemente con pie- che funzioni Papi, cardinali ed ve-
i i i

tosi artifizi colpevoli, sì che il pie che


i scovi predicavano: tra'cardinali predica-
stornarono dall'ovile di Cristo, di Cristo tori si distinsero, Ruffini, Canisio, Lo-
Poi aggiunse,cheque-
all'ovile riportino. rerio,Berlrano, Petow, Baronio, Tole-
sto è poco, se non s'imita meglio Gesù do, Bellarmino, Micara già Predicatore
Cristo, predicando con l'esempio : esem - apostolico (V). Ad Anni santi riportai
pio che riveli spirito di carità, di umiltà, le prediche in essi fatti dai cardinali. Il

di castità.Quindi terminò facendo loro cardinal71/orr<7 compilò un dizionario per


coraggio, ed animandoli a porsi con ge- l'arte del predicare coi passi della sacra
neroso e santo ardimento all'opera; non A Bolle, a Encicliche, a Let-
scrittura.

stando in forse, che fruito larghissimo a- tere apostoliche trattai di quelle colle
vrebbero raccolto dalle loro evangeliche quali i Pontefici istruiscono tutto il mon-
quaresimali fatiche. Dipoi il Papa am- do cattolico, ed aCoNcisTORO ragionai del-
mise al bacio del piede tutti i predicatori le allocuzioni che vi pronunziano. Tal-
edi parrochi. All'articolo PioIX feci men- volta Papi sono andati ad ascoltare
i i pre-
zione di altri sermoni pronunziati in pub- dicatori quaresimali in s. Pietro. Clemen-
blico. Gli antichi Papi incominciando da te XI nel 1
7 1 9 calò dal contiguo palazzo
s. Pietro (^.),di frequente predicavano, alla basilica per la predica pomeridiana
distinguendosi s. Leone I e s. Gregorio I del giorno di Pasqua. Gregorio XVI tal-
ne'primi secoli; poi vanno nominati A- volta andò nel coretto della stessa chiesa
ariano 1\Innocenzo 1 Inclemente IV; A- per ascolta requalche predica lore.Nelvol.
li'ssandroIIIchepred\cò in Venezia avan- Vili, p. 3o2 notai, che uno de'migliori
tiFederico I, come notai a Pulpito; Gio- predicatori quaresimali faceva il discorso
vanni XXIIin Avignone e sul Purgatorio ai cardinali dopo il pranzo del giovedì
{V.)j Giulio III, che recitò un'orazione santo, che suole udirsi dal Papa dietro
essendo ancor giovane nel concilio di Lu- la bussola. I cardinali nelle chiese ove so-
terano V, e altra nella domenica di Pas- no arcipreti, titolari o diaconi, assistono
sione avanti Adriano VI; Sisto Scheda alle prediche in cappa e vesti paonazze,
religioso illustrò molti pulpiti d'Italia; Be- ed il caudatario è tutto vestito di uero.
nedetto XIII,d\ cui scrisse il p.GaelanoM." Nelle altre chiese sogliono andare in abi-
da Bergamo cappuccino, nel libro: L'Uo- to corto ne' coretti , ovvero in qualche
ino apostolico al pulpito, Venezia i 762, cappella.
che predicò da cardinale e da Papa 4^92 I Papi furono sempre zelanti e sol-
volte, oltre le Pastorali (V.) che scrisse leciti della predicazione, come dimostrai
per istruzione del gregge, e spiegava la in tanti articoli e principalmente a Mis-
Dottrina cristiana (V.) ai fanciulli; o- sioni pontificie. Paolo III approvò gli
gni sabbato udiva il sermone del p. Ca- Esercizi spirituali di s. Ignazio (V.).
ra vita gesuita. Benedetto À7f nell'aprile Gregorio XIII prescrisse l'istruzione cat-
la visita apostolica nella basilica Latera- tolica e la predica agli ebrei di Roma, co-
70 PRE PRE
me XXI, p. a 3. 11 suo
riportai nel voi. dry insegna che i prepositi e altri inferio-
predecessore Pio V, secondo il concilio
s. ri al vescovo,che predicano all'ai tare,deb-

di Trento, ordinò l'erezione delle congre- bono stare col capo scoperto in cornu E-
gazioni della Dottrina cristiana (f^.), ove vangelii, né si estingueranno i cerei del-
dissi delle benemerenze di Clemente Vili l'altare. Se altra persona in luogo del ce-
e successori, edella istruzione che ne fan- lebrante dovesse predicare, prima che a-
no i domeniche, come dei
parroclii nelle scenda il pulpito se sia chierico assumerà
catechismi da BenedettoXIVnel-
istituiti la colta, e anche la stola se sacerdote; in
la quaresima, pei sagramenti della peni- Roma la nou si assume per riveren-
stola
tenza e della Eucaristia. Delle prediche za al Papa che l'usa sempre anche fuori
di Roma ne parlò l'Amidenio, Depieta- dell'amministrazione de'sagramenti. Se
le romana, p. 123. A Oratorio toccai l'oratore è regolare rimarrà vestito del
de'notturni ove si fanno prediche. A Mis- solo suo abito; se canonico o dignitario,
sione parlai delle missioni ordinarie e predicherà colla cappa o colla almuzia
straordinarie fondate in Roma; di quel- sopra il rocchetto; se poi sia vescovo e
le pei Giubilei (P~.) e altre circostanze ; non celebri solennemente, sarà vestito del
delle diversecongregazioni omonime col suo abito ordinario, aggiuntavi la stola
santo fine di predicare, il quale l'hanno sulla mani .elicila o sulla mozzetto per chi
molti Ordini religiosi, come i Predica' ne ha l'uso; né ad esso conviene l'assi-

tori, i Gesuiti, i Pii operai, i signori del- stenza de'canonici e delle dignità, perchè
la Missione, i Francescani, Pas sioni-i questa compete soltanto al vescovo che
sti e tanti altri, come si può vedere ai lo- predica col piviale e colla mitra : se pre-
ro articoli. A Gerusalemme, ed a Guar- dicherà fuori di diocesi non userà la moz-
diano dei s. Sepolcro dissi delle questue zetta,ma la mantelletta. Se si predica in-
ordinate nelle prediche dell'avvento e nanzi al cardinal legato della s. Sede, al
della quaresima dai Papi pei luoghi san- patriarca, all'arcivescovo, o al vescovo
ti, alla liberazione de'quali fecero predi- ne'luoghi di sua giurisdizione, allora l'o-

care la Crociala {f^.)j ed a Schiavi delle ratore colle dovute riverenze, prima di
pontificie ingiunzioni ai predicatori pel- ascendere al pulpito, genuflesso chiederà
le limosine a vantaggio di essi e pel loro la benedizione, sia ecclesiastico secolare
riscatto. Ecco le rubriche che sulla Pre- o regolare, dicendo: Jube donine bene-
dica pubblicò Diclich nel Diz. sacro-li-; dicere. Se sia qualche dignità o canoni-
turgico. deve fare nella messa so-
Se si co, profondamente inchinato chiederà la
lenne, si faccia dopo l'evangelo se deve benedizione. I vescovi non la domanda-
versar su questo, altrimenti si deve fare no né agli altri vescovi, né ai cardinali.
Ila la messa; la consuetudine però di- Dopo che l'oratore avrà asceso il pulpi-
spensa da questa prassi, cosi nella recita to, tosto farà alla Croce o all'altare un
de'pancgirici: anticamente si predicava profondo inchino o genuflessione sevi sia
dopo il Credo. Dopo l'offertorio è vietalo in esso il ss. Sagramento, poi saluterà il
qualunque sacro ragionamento. Se il ce- clero e il popolo. Se vi sono prelati, pri-
lebrante predica, sederà sopra uno scan- mati o principi, si dovranno salutare col
no nudo in cornu Evangelii col capo co- capo scoperto prima del popolo. Se vi so-
perto, o senza pianeta in pulpito. Il dia- no canonici, il magistrato o governatore
i

cono e suddiacono sederanno sopra uno del luogo devesi fare altrettanto, distin-
scanno nudo, fuori però dell'altare colla guendo il suffraganeo se vi è sedente nel
faccia ad esso volta e col ca*po coperto, presbiterio. Se saluta i ministri dell'al-
o potranno sedere dove sedevano col cele- tare, questi possono corrispondere sco-
brinlcnientresi cantava il Gloria. I3aul- prendosi il capo. Fatte poi dall'oratore
PRE PRE 73
le dovute riverenze, sederà, si coprirà il che si legga, sia che in qualunque ma-
capo; dopo breve momento si alzerà, sco- niera si reciti, lettere, Milano 1827. Di
prirà ecolle mani giunte, tenendo la ber- queste bellissime lettere del eh. Compa-
retta innanzi al petto se l'usa, cogli oc- gnoni sono rimarchevoli pel mio argo-
chi alzati a Dio, si farà il segno di croce, mento tre. 1 7.' L'eloquenza sacra è la so-
dicendo sotto voce: In nomine Patris, ec. la che nello stato presente sia aperta agli
e nel fine giungerà le mani, dicendo: A- ingegni italiani. Vantaggi che ha sopra
men. Genuflesso subito verso l'altare, di- gli altri l'oratore sacro, edifticoltà rispet-
rà a chiara voce l'Ave Maria } non mai tive. I santi padri sono i suoi veri mo-
a
la Regina Coelij compiuta la quale, sor- delli. Di alcune parti che nella co-
i8.
gerà, si coprirà il capo, incomincerà il ser- struzione delle prediche paiono atte a ri-
mone e Io proseguirà. Nel fine benedirà cevere qualche perfezionamento. 19. "Del-
il popolo, purché non sia presente il ve- l'azione oratoria. Necessità speciale del
scovo del luogo, che se vi è qualche al- predicatore per formarsi una buona vo-
tro gran prelato, prima di benedire gli al- ce. Precetti generali dell'azione oratoria
tri s'inchinerà profondamente a lui, e poi applicati ad ogni particola!' caso. Adeo-
volto dall'altra parte benedirà il popolo. dato Turchi, Opereinedile, omeliee pre-
Finalmente, se la predica si fa o in pul- diche, Modena 18 18. G. J. Montanari,
pito, o innanzi l'altare i« conni Evan- Discorso sulla eloquenza sacra, Pesaro
gW»,quando il ss. Sagramento è esposto, 1 833 : osserva la diversità che passa tra
l'oratore starà sempre coi capo scoperto. l'eloquenza sacra francese e quella degli
Sulla predicazione e sui predicatori si quali declamano loro discorsi,
italiani, i i

possono consultare seguenti autori. Me-


i mentre francesi li leggono,giovando me-
i

nochio, Stuo re t. 2, cent. 6, e. 46 e seg. glio alla commozione e alla persuasione


De' riti degli ebrei circa le prediche delle il metodo italiano. Collezione di oratori
loro sinagoghe. De' riti antichi de' cristia- sacri francesi, Firenze 1 835. Gio. Finaz-
ni circa le prediche. Se le prediche de~ zi, Dell'omelia nel voi. 9, p. 358 degli
n
vono essere brevi o lunghe. Se nelle pre- Annali delle scienze relig., serie 2.' L'elo-
diche si devono addurre autori profani. quenza moderna del pulpito, opuscolo
Qual sorte d'eloquenza convenga ai pre- dedicato alla s. Sede apostolica ed ai
dicalori. Sainelli, Lelt.eccl. t. 3, lett. 4& : vescovi cattolici, Modena 836. Giusep- 1

Non doversi dal curato intermettere la pe Defendi, Lettere intorno alla s. elo-
predicazione benché vi sia della gente che quenza, Parma 844- Gaetano Lenzi, 1

si stanchi di udirlo; t. io, lett. 35: Se al Lettere intorno all' eloquenza singolar-
chierico d'ordini minori sia lecito il pre- mente del pergamo, Imola 1 844- Antonio
dicare. Gio. Sigismondo Susckio, De mo- Rosmini, Dell'ecclesiastica eloquenza di-
re surge ndi, standique in ecclesia quurn scorso, Milano i832. Giovanni Granel-
divinaverba /'ecita/ifr/r,Magdeburg 732. 1 li, Opere ossiano lezioni della s. scrittu-

G. 13. Braschi, Idea del pulpito mitrato, ra, prediche e panegirici, Venezia 828. 1

Roma 1725. Lohner, Bibliolheca ma- Felice Peraldi, Lettera sulla predicazio-
nualis concionaloria, Venetiis 1730. Bi- ne, Lucca i833. Francesco Finetti, Sto-
blioteca predicabile o scienza universale ria evangelica esposta in sagre lezioni,
del pulpito, Venezia 1775. Houdry, Bi- Roma 1 836. Storia dell'antico Testamen-
bliolheca concionaloria continens helices to esposta in sagre lezioni, Roma i83g.
christianae praecipua argumenta, Ve •
Atti apostolici esposti in sagre lezioni,
1750. Musatti, Prediche, Venezia
netiis Roma i83g. Prediche postume, Roma
1772. Dell'arte della parola considerata 1 843. Panegirici e discorsi sagri, Roma
ne' vari modi della sua espressione, sia 1 845. Gorla, Prediche quaresimali, Ve-
,

74 PRE PRE
nezia 1703. Bourdaloue, Quaresimale, per l'ornamento di altre virtù, onde mol-
Venezia 1 7 1 3. Di Fromentiere, Quare- ti meritarono d'essere confessori de' Pa-
simale, Milano 1730. Giroust, Quare- pi e da loro ebbero cospicui incarichi e ,

simale, Venezia 734. Simonetta, Qua-


1 furono insigniti delle dignità cardinalizia

resiniate, Venezia 736. Siniscalchi, Qua-


1 e vescovile. Prima di parlare del luogo
resimale, Venezia 1 738. Manfredi, Qua- e modo come predica il predicatore apo-
resimale, Venezia 1748. Segneri, Qua- stolico, accennerò quanto a Predica (F.)
resimale, Roma 1752. Rossi, Quaresima- e in altri articoli trattai sulle prediche,
le,Venezia 1 764. Tornielli, Quaresima- sermoni , discorsi , orazioni pronunziate
7e,Cassanoi76g. Granelli, Predìchequa- innanzi all' augusta presenza del Papa
resimali e panegirici, Venezia 1772. An- de'cardinali, de' vescovi e altri dignitari,
selmo, Prediche quaresimali , Venezia. perchè meglio si conosca lo stabilimen-
Venini, Prediche quaresimali, Venezia to del rispettabile e gravissimo uffìzio del
1 796. Trento, Prediche quaresimali, Ve- predicatore apstolico. Nel voi. Vili, p.
nezia 1798. Deani, Quaresimale, Brescia 236 ragionai delle prediche e discorsi
1825. Buffa, Prediche quaresimali ele- come del modo cui si recitano nelle Cap-
Milano i833. Quaresimale
zioni sagre, pelle pontificie (F.), dopo che li ha rive-
formalo dalle prediche più scelte de' mi- duti maestro del s. palazzo. Che men-
il p.
gliori autori sagri italiani, Parma 844- 1 tre il predicatore o sermonatore dopo ,

PREDICATORE. V. Predica. avere alquanto orato verso l'altare, ge-


PREDICATORE APOSTOLICO. nuflesso recita 1' Ave Maria ( nel qual
Ponlificiae Aulae Orator, Concionator tempo tutti debbono gemi/lettere, secon-
Palata apostolici. Religioso dell'esempla- do il Ceremoniale di s. romana chiesa),
re e benemerito ordine de' Cappuccini dai Mazzieri (V.) si chiude la porta che
( Fedi, avendone parlalo pure in altri conduce al presbiterio e ninno può en-
luoghi, come nel voi. XXVI, p. 168 e trarvi né sortirvi durante la predica o re-
169), che predica nell'avvento e nella citazione del discorso o Orazione fune-
quaresima nell'aula pontificia al più ve- bre (F-) , in modo che venendo un car-
nerando consesso, cioè al sommo Ponte- dinale in detto tempo si trattiene fuori fi-
fice, al sagro collegio de'cardinali, ai ve- noal termine. Della domanda chel'orato-
scovi, ai prelati e ad altri notabili perso- re fa ai piedi del Papa, dopo il vangelo, del-
naggi. Lo nomina il Papa con biglietto la benedizione e dell'indulgenza(non nelle
del maggiordomo , scegliendolo fra' più cappelledell' Ascensione e dell'Assunta, a
dotti e facondi oratori di cui l'encomia- cagione della solenne benedizione); con
lo ordine è doviziosamente fornito. Fa quale formola la promulga (ricevendola
parte della famiglia nobile pontificia, ed dal ceremoniere) dopocheha terminato
ha luogo nella Cappella papale tra' pro- (va notato che l'oratore nell'incomincia-
curatori degli ordini regolari e il Con- re la predica o il discorso, nominando il

fessore dellafamiglia pontificia ( V'.). Dal Papa si scuopreil capo e genuflette verso
palazzo apostolico ha l'uso della carrozza di lui), della quale parlai anche a p. 248
detta frullone, la dispensa delle medaglie (e nel voi. XXXIV, p. 278 per l'antica
d'argento, e riceve mensili scudi 4$, fa- formola); dell'indulgenza che egualmen-
cendo l'ordinaria residenza nel conven- te si concede quando non ha luogo la pre-
to de' cappuccini di Roma. L'onorevole dica osermone,pubblicandola il celebran-
e distinto uffizio fu disimpegnato da illu- te, lo che rilevai pure a p. 253, la quale
che risplenderono per pro-
stri soggetti si domanda dal 2. ceremoniere, ed al-
fonda scienza , per maschia eloquenza , lora la pubblica il celebrante prima di
per vivo zelo nell'apostolico ministero e dire l'è vangelo di s. Giovanni colla for-
PRE PRE 75
mola che trova posta nel messale. Assen- mcntreincappella pontificiaal Papa eal-
te il Papa, il ceremoniere conduce l'ora- la gerarchia ecclesiastica, con lui rappre-

tore avanti il celebrante e genuflesso gli sentante laChiesa, è in osservanza l'antico


bacia l' anello, gli chiede la benedizione l'itodi predicare in latino. Ma Zeno, Leti.

e l'indulgenza (già concessa dal Papa), e t.2,p.423, contraddice l'opinione di Fon-


cominciando la predica non genuflette tanini, solo accorda che ciò sia seguito
nominandoil Papa. Dell'antichissimo uso al più, prima del secolo XIII, ma non
eli fare prediche e sermoni in latino nel- in appresso, dimostrando che è stata sem-
la cappella pontificia sopra l'evangelo cor- pre usata la predicazione in volgare nel-
rente ed a chi spettava nominarne gli
, le chiese di città e di campagna, poiché
oratori. Che anticamente predicavano e non fu mai prescritto dalla Chiesa, che
sermocinavano que' medesimi che cele- anco le prediche fossero latine al pari del-
bravano la messa, Papi, cardinali i
i i , la sagra ufficiatura e della liturgia. Nel
vescovi, prelati; e ciò anche descriven-
i più volte citato luogo e articolo, rimar-
do a Cappelle pontificie e cardinalizie, cando a chi spetta sermoneggiare, dissi di
individualmente le funzioni d' ognuna, quali discorsi se ne fa la stampa (al pre-
ove raccolsi altre speciali erudizioni, ol- sente, mentre prima se ne stampavano
tre il di più che notai descrivendo le cor- un maggiore numero, come notai ai ri-

porazioni religiose e collegi cui appar-


i spettivi luoghi) e la dispensa alla porta
tengono quelli che predicano o sermo- della cappella pontificia e della camera
neggiano. Se il Papa legge Y Omelia (V^ de' paramenti al termine della funzione
dopo il vangelo, il cardinal vescovo assi- n chi vi ha luogo, compresi i ceremonic-
stenle pubblica l'indulgenza. Che sebbe- ri, oltre un esemplare pel loro archivio
ne ora in cappella pontificia si predichi per la collezione, e quello che si umilia
e sermoneggi in idioma latino , vi sono al Pontefice. Finalmente nelle p. 3o2 e
esempi che fu fatto in altre lingue, spie- 3i5 dissi dei sermoni recitali ai cardi-
gando perchè il predicatore apostolico nali che intervenivano ai pranzi del gio-
soltanto predica in italiano. Come della vedì e venerdì santo, nel .°
giorno in ita-
1

lingua italiana parlai a Italia ed a Lin- liano, nel 2. in latino, che talora i Pa-
gua, a questa ultima ed a Lazio discor- pi udirono dietro la bussola. A Orazio-
si della latina, dichiarandola propria del- ne per l'elezione de'Pontefici, ed Ora-
laChiesa e del Papa, perciò esso udire le zione funebre pei Papi, parlai di chi le
prediche in latino, stando dietro una bus- pronunzia e il modo, come di chi li de-
sola privatamente quando leascoltr. in i- stina : a Funerali delle orazioni pei so-
taliano; inoltre a Lingua ragionai della vrani e altri principi defunti recitale nel-
celebrazione de'divini che uffizi in latino la pontificia cappella. A Maestro del s.

non s'intende da tutti si può vedereLi- : palazzo apostolico descrissi le sue prero-
turgia (nel voi. 9, p. 3 degli Annali del- gati vee autorità, nella quale si compren-
a
le scienze relìg. serie 2. vi è l'importan- de approvazione delle pre-
la revisione e
te Ragionamento siili' uso della lingua diche, sermoni e orazioni funebri che si
latina, di Rari). Fontanini, Eloquenza dicono nella cappella pontificia; che pri-
ital. p. 268, rese ragione per cui il Pa- ma nominava soggetti che dovevano
i

pa ascolta le prediche del predicatore a- pronunziarli, quali potea ri prendere pub-


postolico in sito nascosto, dicendo che il blicamente se lo merita va no eziandio pre-
rito di predicareinchiesainlatinoenonin sente il Papa; parlai di sua origine sot-
volgare, mantenne sino ai secoli a noi vi-
si to Onorio III che l'incaricò di predicare
cini e in Roma
durava ancora (su di che e catechizzare la fa miglia pontificia e quel-
può vedersi quanto ho notato a Predica); le de' cardinali e prelati, mentre questi
76 PUE PRE
erano a trattare col Pontefice gli affari; e vi hanno da stare con cappa paonaz-
quindi istituite da Paolo IV le prediche za; e li venerdì di marzo dopo la predi-

dell'avvento e di quaresima nel palazzo ca il Papa cala in s. Pietro , accompa-


apostolico, il maestro del s. palazzo con- gnato dal s. collegio. Usava ancora Cle-
temporaneamente fece altrettanto, nel mente Vili farsi sermoneggiare in cap-
Quirinale nella Cappella paolina , nel pella la sera; chi faceva il sermone sede-

Vaticano nella Cappella segreta di Gre- va uno sgancilo nella porta della cap-
in

gorio XIII o sala contigua; affermando- pella, ma in luogo che il Papa noi vedesse,
lo il de Luca, Rom. Cur. relat. par. 2, ed i cardinali sedevano intorno al predi-
disc. 8, n.° 8, ed il Catalano, De Magistro catore ne' soliti sgabelli d'appoggio, stan-
s.pal.ap. p. 16. Aumentate poi ledi lui do con l'abito di cardinale. Ma fuori della
incombenze, si fece supplire dal p. com- cappella ordinariamente quelli sermoni
pagno, il quale tuttora l' eseguisce , ve- li facevano i predicatori che predicavano
nendo anche stabilito, che il medesimo per le chiese di Roma, che in questo mo-
facesse ai famigliari palatini l'istruzione do la Santità sua veni va a sentire la mag-
catechistica per le annue comunioni ge- gior parte di loro, e se trovava de' pre-
nerali , di che feci parola nel voi. XLI, dicatori valenti, che li dessero gusto, da-
p. 292. va loro delle pensioni, e alcuni ne face-
L'origine delle prediche nell'avvento va vescovi. Sermoneggiavano alcune vol-
e nella quaresima nell'aula pontificia ri- te i signori cardinali Tarugi , Baronio,
sale a Paolo IV deli 555, riportando il Bellarmino, Antonianie Monopoli (Mar-
p. Carrara, Storia di Paolo IV, t. 2, p. zali), e assistevano sempre a questi ser-
5oi. » Nel palazzo apostolico introdus- moni tutti li cardinali di palazzo, che al-
se una novità, cioè un predicatore, di- cune volte furono al numero di 10 ".Del
nanzi a cui si radunassero i cardinali e frequente sermoneggiare per le chiese

prelati di Roma, e che lorodovessespie- dai cardinali nell'anno santo 1600, par-
gare le verità, ed inculcare le massime la pure Ricci De giubilei , p. 116. Se-
,

convenienti al loro stato. Novità che se slini, 77 maestro di camera, stampato


allora fece strepito come odiosa ades- , nel i634, cap. 12, dice che cardinali i

so pel continuato uso come decorosa e usavano la cappa paonazza a tutte lepre-
giusta pacificamente viene praticata. Ma diche che si fanno nel palazzo apostoli-
predicava anch'egli ai cardinali e prela- co, come in altre chiese, tranne nelle fe-
ti ne'concistori, nelle congregazioni e in ste solenni. Aggiungerò, che se ha luo-
altri incontri : Riforma, riforma all'ec- go la predica ne' venerdì di marzo dopo
clesiastica gerarchia ". Aggiungequesta Pasqua in questi ,
cardinali incedono i

testimonianza dell'altro storico Carac- in vesti e tutto altro rosso , bensì colla
ciolo : Palatinas concìones instituitquas cappa paonazza. Gabriele Chiabrera, ce-
audiebat clanculum, inclusus lignea ceU lebre poeta di Savona morto 1637,
nel
lula. Lunadoro , Relazione della corte scrive nella propria vita e si gloria, che
di Roma, edizione del 1646, a p. 121 ri- da Urbano Vili fu ammesso nella bus-
ferisce: »Ordinariamente l'avvento e la sola ad ascoltare con lui tutta la predi-
quaresima una volta la settimana si pre- ca, ed il Giustiniani, Lett. memorabili t.
dica innanzi al Papa Clemente Vili. La 3, p. 247> lo conferma. Questa bussola
Santità sua sia in una bussola dove non è di noce con grata o gelosia simile e ten-
ù veduta da nessuno, nella propria stan- dine di seta rossa: chi vi ammette il Pa-
ca, dov'è il predicatore che sta in pulpi- pa, lo dissi ne' voi. Vili, p. 273, IX, p.
tetto all' ordinario. Li signori cardinali 1 54, insieme al modocui v'incedono chi
seggono per ordine come in concistoro, vi ha luogo. Nel n.° 5574 del Diario
,

PRE PRE 77
di Rornai'j53 si legge, che GiacomoIII sta dell' Immacolata Concezione si cele-
re cattolico d'Inghilterra ascoltò la pre- bra nel mercoledì, la predica si trasferi-
dica dell'avvento dietro una bussola, co- sce al venerdì. La predica di quaresima*
me Benedetto XIV in altra, nel palaz- ha luogo in tutti i venerdì , in vece di
zo Quirinale. quella del venerdì santo perla Passione,
La predica dell' avvento e della qua- si fa il martedì santo. Beuché non sia en-
resima Palazzo Faticano o Pa-
si fa nel trata laquaresitna, si fa la predica ali.°
lazzo Quirinale [F.) ove abita il Papa, venerdì di marzo, e nel venerdì poste-
nella sala del concistoro se nel Vaticano, riore alla Passione quando é ancora nel
nella 2/ camera della gran galleria (co- mese di marzo. Se la festa di s. Tommaso
me in dicembre 1839 ) o in altra se nel d'Aquino vienedi venerdì, celebrandosi la
Quirinale. Sotto il baldacchino si colloca cappella semipapale, si anticipa la predi-
il pulpito nel luogo del trono, baldacchi- ca nel mercoledì. Notai nel lX,p. 137,
voi.

no che prima si levava per la predica : che se la cappella di s. Francesca cade di


rimpeUo vi è sempre il Crocefisso} da un venerdì ha luogo la predica, e la cappel-
lato la bussola ove siede il Papa, col mag- la si celebra il giorno innanzi, ovvero si
giordomo e maestro di camera su due canta la sola compieta nello stesso gior-
sgabelli. In un quadrato di banchi siedo- no. Vacò la predica a'7 aprilei843 per
no cardinali per ordine. Dietroal qua-
i malattia del predicatore. Neil' avvento
le ne' tre lati sono banchi pei vescovi i845 vacò una predica e altra fu trasfe-
prelati, capi degli ordini religiosi e altri rita, per le due visite che fece a Grego-

che hanno luogo , compresi


in cappella rio XVI l'imperatore delle Russie Nico-
gl'individui della camera segreta eccle- lò I. A'27 marzo 1846 «I predicatore a-
siastica possono intervenirv anche ve-
: i i postolico dopo l'esordio, sentendosi man-
scovi eletti, benché non preconizzati in care, si pose a sedere e tralasciò di pro-
concistoro; mg. r maestro di camera può seguire, essendo debole per indisposizio-
accordare licenza a qualche ecclesiastico ne di stomaco. Gregorio XVI braman-
forestiere che lo desideri, i quali restano do che si ristabilisse bene, non volle che
e la porta in mo-
in piedi tra la portiera predicasse nelle altre dm: prediche de'3 f
do non essere veduti la quale porta
di , marzo e del martedì santo. Di vacanze
custodisce un bussolante. I cardinali che di predica per impotenza del predicato-
arrivano cominciata la predica non pos- re apostolico vi sono altri esempi, come
sono più. entrare nella sala: si trattengo- di sostituzioni. Leggo nel n.° 2002 dei
no con un ceremoniere nella cappella se- Diari di Roma 1794, che per indisposi-
greta del Papa se al Vaticano, nella sa- zione del predicatore apostolico, Pio VI
grestia se al Quirinale. Un cardinale vol- vi surrogò mg/ Cristiani sagrista , che
le entrare alla predica benché comincia- ammalandosi (n.° 2006), avendolo fatto
ta; il predicatore si trattenne dal prose- sapere al Papa nella slessa mattina che

guire finché non fu seduto. Altro busso- dovea predicare, Pio VI con una carrozza
lante sta in piedi vicino al pulpito, met- fece subito prendere il p. Luigi Costagu-
te e leva la tavoletta ove siede il predi- ti agostiniano e predicatore in s. Agosti-
catore apostolico. Il laico cappuccino del no, il quale supplì egregiamente, anche
predicatore, sta in piedi alla destra del una 2. "volta (n.° 2008). Ristabilitosi mg/
pulpito. La predica dell'avvento ha luo- sagrista, pronunziò la 4-' predica ( n.

go ne'mercoledì , ma nelle due settima- 20 io), quindi ne recitò altre 3, con che
ne, nelle quali cadono le feste di s. Lu- compì il corso quaresimale ( n.° 2012 ,
cia edis. Tommaso, in questi giorni, pur- 201 4)- I giorni della predica sono indi-
ché uou vengano di domenica. Se la fe- cati uell'opuscolo annuale, di cui fecipa-
78 PRE PRE
rola nel voi. IX,
avviene va-
p. i3s : se che consegna al compagno. All'arrivo del
riazione, il prefetto delle ceremonie eoa Papa il predicatore s'inginocchio, bacia il

«ìschedula ne avverte il predicatore, il sa- piede e domanda


benedizione dicen-
la
gro collegio e gli altri, ed eccone un e- do :Jube Donine benedicere. condotto E
sempio. Monitum. Concio inPalatio a- quindi dal ceremoniere al pulpito , nel
poslolico quae tempore Advenlus in li- quale asceso, genuflette primaal Crocefis-
bello notatiti' habenda die o.? mensis de- so, poi verso il Papa, senza il saluto in giro
cembris fer. 4 hoc anno habebilur die ai cardinali. Alzati gli occhi al cielo si fa
3o novembris, in quam inciditfestum s. ilsegno della croce e quindi recita ingi •

Andrene apostoli. Allorché vacala pre- nocchio V Ave Maria: siede e comincia
dica il disintimo lo fa mg. r maestro dica- la predica senz'altro genuflessione. Dopo
mera al prefetto delle ceremonie, come la prima parie avvisa all'eccelso uditorio
notai nel voi. XLI, p. i/f-i, il quale con ilgiorno della predica futura e l'ora quan-
ischedula stampata avvisa i cardinali e do debba variarsi. Finita la predica il me-
chi altri vi hanno luogo, ed il predica- desimo ceremoniere conduce il predica-
tore se l'impedimento proviene dal Pa- tore dove sorte il Papa dalla bussola e
pa. Eccone un esempio. Monitum. Die genuflesso gli bacia il piede. Avantiedo-
7 aprilis feria 3." majoris hebdomadae, po le predicazioni dell'avvento e di qua-
vacabit concio in Palatio apostolico. — resima il predicatore apostolico si reca
Joseph de Ligne apost. cacrem. praefe- ad ossequiare il Papa.
ctus. Se il Papa è assente da Roma, come Prima di produrre un elenco di quei
quando Pio VI nel 1 782 andò a Vienna, predicatori apostolici che mi fu dato rin-
ovvero è incomodato, la predica ha luo- venire nelle mie studiose ricerche, dopo
go e nel palazzo di ordinaria residenza, V istituzione dell'uffizio, parlerò di due
come la visita della basilica Vaticana nei più antichi. Leggo in Benoffi, Storia mi-
venerdì di marzo. In questo caso il pre- noritica, p. 1 66, che Martino V nel 422 1

fetto delle ceremonie domanda al car- volle predicatore apostolico il sanese fr.

dinale più anziano il permesso di fare in- Antonio da Massa de'minorij dotto pre-
cominciare la predica. Allora un cere- dicatore, già suo nunzio apostolico in
moniere conduce nella sala il predicato- Costantinopoli, indi nel \lp-Z lo desti-
re apostolico senza domandare e pren- nò vicario apostolico dell'ordine dei mi-
dere la benedizione pontificia , ne altra, nori francescani, il quale lo creò poi ge-
restando il ceremoniere nella sala e siede nerale , ed il Papa vescovo di Massa e
in tempo della predica. Salito il predi- Populonia. Leggo ne'dueBaldassini, No-
catore sul pulpito, genuflette al Croce- tizie di Jesi, p. 197, Memorie, p. 2 3 {,
fisso, fa il saluto ingiroaicardinali edo- che il ven. fr. Francesco Ripanti di Je-
po la prima parola dice Eininentissinii si, zelante e sapiente predicatore, mino-
padri, & prosiegue senza alcuna variazio- re osservante, fu fatto predicatore apo-
ne. Il predicatore apostolico condotto col stolico e procurò presso il Papa Clemen-
suo laico dal convento de'cappuccini col te VII la riforma dell' ordine ; verso il

frullone al pontificio palazzo, si trattie- I 534 passò nell'ordine de'cappuccini, ne


ne in qualche cappella o sagrestia ov- , divenne generale e mori santamenle nel
vero in una camera, nella quale il creden- i549- * n ceile Notizie bibliografiche tro-
ziere segreto del Papa lo serve di cioccola- vai di un Mautini o Manlini Prediche :

ta cade o altro che desideri. L' ultimo


, dette nel palazzo apostolico, Roma 532. 1

ceremoniere a ora della predica lo va n IIgran Papa s. l'io V amando la com-


prendere e Io porla presso la bussola ove pagnia di Gesù, come si badai suoi sto-
il Papa l'ascolta, levandosi il mantello rici, dopo averle affidato la penitenzie-
PRE PRE 79
ria Vaticana, decretò che fosse gesuita Dini prefello delle ceremonie pontificie,
il predicatore apostolico : fu il primo il vi sono le notizie di alcuni predicatori
p. Benedetto Palmij poi il p. Emmanue- ringraziati coli* assegno di scudi sei al
le Sa; quindi il p. Alfonso Salmerong\k mese. Il p. Gio. Paolo Oliva genovese
compagno di s. Ignazio e teologo di Pao- fu predicatore apostolico d' Innocenzo
lo III al concilio di Trento; indi il p. Fran- X, Alessandro VII, Clemente IX e Cle-
cesco Toledo (Z^.) celebre predicatore e menteX, avendoritenuto l'impiego ben-
profondo teologo, egualmente nominalo ché assunto al generalato neh 644 e '°
da s, Pio V, confermato dal successore fu sino alla morte avvenuta a'26 novem-
Gregorio XIII come suo predicatore or- bre 168 1, lasciando : Prediche delle nel
dinario nel pontificio palazzo, come di- palazzo apostolico, Roma 1670 tre vo-
ce Novaes, e continuò con plauso ad es- lumi. Di lui parlano Alegambe, Bill,
serlo ne'pon tifica ti di Sisto V , Urbano script. S. /., e Galeoti, Imagines prae-
VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX e Cle- pos. S. J. A Innocenzo Xdissich'erasuo
mente Vili, dimorando nel palazzo apo- confessore e che lo dispose a ben mori-
stolico, confessore eziandio di Clemente re; a Pranzo che predicò a quello di A-
Vili che nel i593 lo creò cardinale, ed lessandro VII e della regina Cristina. Pel
alle biografie riportole notizie de'predi- conclave del 1676 per morte di Clemen-
calori apostolici elevati a sì sublime gra- te X
ed elezione d'Innocenzo Xi", fu fat-
do. Altro predicatore apostolico di Cle- to confessore del s. collegio il p. Bona-
mente Vili fu il domenicano p. Bran- ventura da Recanali cappuccino e predi-
di , di cui parlai nel voi. XIX, p. 252. catore apostolico, del quale sono ìePrc-
Indi fu celebre predicatore del palazzo diche dette nel palazzo apostolico , Ve-

apostolico Anselmo Manali cappuc-


fi*. nezia 1709. Innocenzo XI nel1688 di-
cino che neli6o4 Clemente Vili elevò chiarò fr. Tommaso M 3
Ferrari dome-
al carditialato.il Papa gli sostituì nell'uf- nicano maestro del s. palazzo e predi-
fizio fi*. Pietro della Madonna della Pe- catore apostolico, onde di lui scrisse Ca-
gna carmelitano spagnuolo poi confes- ,
talano a p. i 6 Romani evocatus ab In-
:

sore di Leone XI che assistè in morte. nocentio XI magisler s. palatii, et con-


Il p. Girolamo da Narni cappuccino e cionalor palalii apostolici, anno scilicct
celebre predicatore apostolico , contri- 1688 conslilutus juit ... e che, ut Poti-
buì a persuadere Gregorio XV ad isti- tificem , et purpuratos patres suis con-
tuire la mirabile Propaganda fide. Ur- cionibus mirifica Spirilus sancii unctio-
bano Vili aglii i giugno 1629 fece pre- ne perfusis per quadragesimalis tempo-
dicalore apostolico fr. Nicola Riccardi ris curriculum in admirationem rapue-
maestro del s. palazzo, morto nel i63g rit. Innocenzo XII nel Gq 1) cieò Ferra- 1

a'3o maggio e lodato da Fontana, Syl- ri cardinale.Questo Papa avendo Ietto


labus rnagistr. p. 1 6 1 e da Catalano, De , il Quaresimale lìti p. Paolo Segneri ge-

magislro, p. 16. Racconta il diarista Gi- suita, stampato in Firenze nel 1679, per
gli, che nel i643 era predicatore aposto- la splendida riputazione che gli procac-
lico il p. (Luigi) Albrizio gesuita, il qua- ciò, desiderò di sentirlo nel Vaticano, e
le fu privato dell'uffizio, per aver delto Segneri predicò nel 1692. In mezzo
vi
una sentenza che sembrava favorire le alla corte pontificia ed ai più distinti
domande che allora faceva al Papa il du- dignitari ecclesiastici, il religioso conser-
ca di Parma (F.). Di questo religioso vò le sue abitudini semplici e modeste,
abbiamo: Prediche falle nel palazzo a- ed occupossi indefessamente alle curedel
postolico,Roma e Venezia due volumi. suo apostolico ministero. Inoltre il Papa
Nell'appendice al t. 2 de' Diari di mg. r lo fece suo teologo, e morì nel 1694, in
,

80 PRE PRE
cui a Napoli furono stampale le sue Pre- uso de'predicatori apostolici successori, i

diche dette nel palazzzo apostolico. In- quali perciò sogliono recarvisi nella sta-
nocenzo XII moto-proprio elesse pre-
di gione estiva, diche trovo testimonianza
fr. Francesco M." Ca-
dicatoreapostolico anco in Falaschi, sebbene non esatto, Ge-
sini d'Arezzo rinomato oratore, lo che rarchia p.ioi,del Predicatore a-
eccl.
riuscì di tanta soddisfazione del s. colle- postolico. Il Novaes nella Stor. de' Pont.,
gio, che nominò due cardinali a ringra- 1. 1
3, p. 264, narra, che avendo Clemente
ziare il Papa per sì bella scelta, come no- XII voluto che lo assistesse in morte, con
tai alla sua biografia, mentre a Confes- apostolica libertà fr. Bonaventura l'esortò

sore del Papa registrai come lo fu d'In- a pentirsi diqualunque difetto che avesse
nocenzo XII. Continuando col successo- potuto commettere nel supremo pontifi-
re Clemente XI l'apostolico ministero, a cato. Rispose il Papa: che per tal mo-
questi tanto piacque che in premio di , tivo non avea di che dolersi, mentre per
sua dottrina e zelo, a'3o gennaio 17 i3 quello che si ricordava, avea sempre pro-
Io creò cardinale, facendolo proseguire curato di amministrarlo il meglio possi-

a predicare nella quaresima (ino all'av- bile. E ripigliando il religioso, che il Pon-
vento seguente, dopo il quale cessò dal tefice può essere reo di qualche ommis-
cospicuo incarico che avea esercitato i5 sione, Clemente XII lo assicurò, che nep-
anni: di lui si hanno, Prediche dette nel pure di questo sentiva rimorso di coscien-
palazzo apostolico, Milano 1714» *• 3, za. Nel conclave del 1 74° per la se de va-
1722, t. 4> Venezia 1724, t. 3. Lessi in cante di tal Bonaventura, ben-
Papa, il p.
certe memorie mss. che il cardinal Ca- ché non decorato della porpora, con ra-
sini predicava sul pulpito coperto d' un ro esempio ebbe 9 voti pel pontificato,
cielo paonazzo con frangie d'oro, ed alla come rimarcai in diversi luoghi: l'elet-
scaletta per ascendervi si fece un para- to Benedetto XIV subito lo creò arcive-
petto. Qui noterò che nelle citate Noli- scovo di Ferrara (F.) , dopo che avea
zie bibliografiche trovai di un Pietro Fal- per 22 anni disimpegnato il predicato-
le : Prediche dette nel palazzo aposto- rato apostolico onde avea domandato
,

lico,Venezia 1713. Rilevo dal diarista d' esserne esouerato per riposo. Del p.
Cecconi, Roma sacra, p. 63g, che Cle- Barberini vi sono le Prediche dette al
mente XI fece dopo il precedente, pre- palazzo apostolico, Venezia 17 52 tre to-
dicatore apostolico il p. Pellegrini della mi. Benedetto XIV gli die in successo-
missione. Innocenzo XIII nel 1 721 di- re fr. Michelangelo Franceschi da Reg-
chiarò predicatore apostolico fr. Bona- gio, lodato dalCatalano citato: quindi col-
ventura Barberini da Ferrara cappuc- la bolla 7 5, Inclytum fratrum minorimi,

cino che divenne generale del suo or-


, de'2 marzo 1743, Bull. Bened. XIV, t.

dine. Racconta Petrilli, Memorie Prene- 1 , in perpetuo stabilì 1' onorevolissimo


sline, p. 272, che il p. Bonaventura per uffizio di predicatore apostolico neh' or-
molti anni nella stagione di estatesi por- dine de' cappuccini, imperocché, dice il
tò nel convento de' cappuccini di Pale- dotto Pontefice: abundal cappuccino-
strina e procurò delle somministrazioni, rum religio illustribus concioiialoribus
con cui formò una scelta biblioteca che et melius in ore cappuccini, quam cujus-
donò al convento: ne ampliò la fabbri- cuinque alterius sonanl veritales , quac
ca, e restaurò il recinto della clausura, in pulpito, Papae, cardinalibus ,etprae-
e la chiesa che nel 1 726 fece solennemen- latis annunciari debent.Neì 1 j55 lostes-

te consagrare dal cardinal Barberini pro- so Benedetto XIV nominò predicatore


tettore dell' ordine. Da altre memorie apostolico il p. Francesco Maria da Ber-
apprendo, chela biblioteca la destinò per gamo, autore di quell' opera che citai n
PRE PRE 81
Predica. Clemente XIV nel 1773 con- vereto, fatto come il predecessore consul-
ferì l'uffizio al p. Giuseppe Maria Luigi tore della congregazione de' riti, morto
da Lugano. Pio VI successivamente fe- a'21 aprile 1847, e meritò quell'elogio
ce tre predicatori apostolici, nel 1 786 il che è nel n.° 33 del Diario di Roma 1 847;
p. Pietroda Como; neh 791 il p: Pie- mentre nel n.°5i si riporta la nomina
ranlonio da Parma j neh 79 3 il p. Gio- del regnantePio IX con bigliettodel mag-
vanni dal Bosco di Lugano. Altrettanti giordomo, del p.Nazarioda Prato, il qua-
ne nominò Pio VII, nel 1800 il p. Fede- le rinunziò poco dopo. Finalmente lo stes-

rico das. Giovanni; neh8i7 il p. Giu- so Papa ai 25 novembre 1847 scelse a


seppe Mafia da Pesciaj nel 18 19 il p. predicatore apostolico l'odierno rmo. p.
Lodovico Micara da Frascati. Questo Lorenzo da Brisighella definitore gene-
ultimo, come dissi alla sua biografia, fu rale dell'ordine e consultore della con-
pubblicato cardinale da Leone XII a' 1 3 gregazione de'riti.

marzo 1826, continuando a predicare PREDICATORI, Ordine religioso.


nella quaresima colla cappa cardinalizia; Così chiamato da Innocenzo III, secondo
quindi gli diede in successore il p. Loren- le antiche tradizioni dell'ordine conser-
zo Serafini da Camerata che il s. colle- vate nel Chronicon Magistrorum gen. p.
gio nel 1829 elesse a proprio confessore 6. Venne da questo, che Innocenzo HI
del conclave. Amato daGregorioXVI, lo volendo scrivereas. Domenico ed ai suoi
volle a confessore nelle villeggiature di compagni nelle parti di Tolosa, chiama-
Castel Gandolfo, da dove il Papa piti vol- to lo scrittore delle lettere apostoliche,
te si portò a pranzo nel refettorio de'cap- gli disse : Scrìvi afrate Domenico e suoi
puccini d'Albano, nel quale convento il sodi. Poscia ripensando alquanto, sog-
religioso passava alcuni mesi dell'anno, giunse: Mainò così, ma scrivi a frale Do-
ammettendolo alla pontificia mensa coi menico, ed a coloro che predicano insie-
correligiosi da lui egualmenteassai amati, me a Finalmente considerando an-
lui.

vantandosi di avere avuto a zio un cap- cor meglio, ordinò cne si scrivesse aìMae-
puccino di santa vita. A Corico dissi che slro Domenico e Frati Predicatori. Ma-
Gregorio XVI conferì nel 1840 quel ti- gistro Dominico et Fratribus Praedica-
tolo colla dignità vescovile al p. Loren- toribus. Laonde da quel tempo e con tal
zo, che morendo nel 1 845» fu tumulato nome, col quale li nominò Innocenzo III,
nella chiesa de'cappuccini di Roma, con cominciarono a chiamarsi nella curia ro-
quella lapide marmorea che riporta il n.° mana ed ovunque Frati Predicatori. Ap-
2 delle Notizie del giorno 1 846. Grego- provato da Innocenzo III, indi il succes-
rio XVI nello stesso annoi 840 nominò sore Onorio III lo confermò, e commise al
predicatore apostolico il p. Luigi Petro- suo glorioso fondatore s. Domenico {V.),
ni da Bagnaja procuratore generale dei che Dante qualificò « Della fede cristia-
cappuccini, come si legge nel n.°35 del na il forte atleta » l'istruire nella scien-
Diario di Roma 840 de'2 maggio,1 poi za de'santi le sommità del sacerdozio e
generale del suo ordine, morto in Vi- lafamiglia pontificia fra le pareti me-
terbo a' 1 4 ottobre 1 845, e sepolto nella desime del Palazzo apostolico (F.), e
chiesa de' cappuccini con iscrizione in quindi a lui ed all'ordine suo assegnò in
marmo riportata nell' Elogiofunebre pro- perpetuo 1' uffizio ed il titolo illustre di
nunziato ne' solenni funerali fatti nel- Maestro del sacro palazzo apostolico
la chiesa dell' ordine in Roma, dal p. m. (V.). Non è poi vero, come scrissero al-
Angelo Vincenzo Modena de'predicato- cuni, che Onorio III volle che dalla sua
ri, Roma 1 845. Gregorio XVI elesse pre- straordinaria eloquenza apostolica l'or-
dicatore apostolico ilp. Ignazio da Ro- dine si denominasse ptrcagion d'onore,
vai. TiV. 6
82 P RE PRE
l'ordine de jroti predicatori, mentre già un grandissimo numero di martiri, di san-
godeva di questo nome. Tultavolta dal ti e sante, con moltissimi personaggi il-

nome del santo istitutore Domenico, Do- lustri per nascila ,


per dottrina e per le
menicani eziandio si appellano religiosi i dignità ecclesiastiche, vescovile, cardina-
die professano la di lui regola, non che lizia e pontificia ; si distinse per meravi-
Domenicane le religiose o monache al gliose imprese, a vantaggio della Chiesa e
medesimo ordine addette, de' vari rami de'popoli; dal suo ceppo derivarono mol-
in cui venne l'ordinedi viso in diversi tem- ti istituti religiosi d'ambo i sessi, ospi-
pi colla qualifica di mendicante. Dio su- talari ed equestri, ed i cui fasti sono re-
scitò questo celeberrimo e benemerentis- gistrati in voluminose opere.Eaonde par-
simo istituto, quando la Chiesa ne avea lando di esso con venerazione per dovere
bisogno, come il Francescano (P.), e co- istorico in tutto questo mio Dizionario,
me quello altro miracolo della provvi- qui appresso mi limiterò ad un sunto di
denza l'ordine de'predicatori si diffuse quanto lo riguarda, incominciandodall'o-
mirabilmente per tutto il mondo, mo- rigine,colle notizie di alcuna dellesue con-
strandosi ovunque sempre sollecito della gregazioni, delle chiese che ha in Roma,
gloria di Dio e della salute eterna delle co Ile missioni ad esse affidale, nonché de-
anime. Imperocché s. Domenico suo pa- scrivendoilsecondoordineele chiese che
triarca, divoralo com'era da ardentissi- in Roma posseggono le monache, ed in-
mo zelo, non si con tentò di travagliarselo fine dicendo del terz'ordine. E' gloria del-
nel campo evangelico, ove tanta zizzania l'ordine domenicano l'essere stato sem-
aveva sparso il nemico dell'umanità nel- pre uno, senza scisma, senza separazione,
l'empia eresia degli albigesi, la di cui con- senza riforma, ma sempre con la slessa
versione viene riguardata come il mag- legislazione, regola e costituzioni per tut-
giorde'mira coli, per a venie arrestato l'im- ti. L'ordine è composto di provincie, le

petuoso torrente; ma concepì etl effettuò provincie di conventi. Le regole non ob-
il generoso disegno cu associare a sé una bligano a peccalo, ed i superiori posso-
schiera di eletti compagni, i quali accop- no dispensare intorno alle medesime.
piando gli esercizi della vita monastica a- Quindi le congregazioni dell'ordine do-
gli sludi delle scienze sacre, si rendessero menicano non sono sfmili a quelle che for-
abili a predicare l'evangelo, a difendere mano speciali corporazioni nell'ordine di
la purità della fede, e a diffondere per tut- s.Benedetto, ma esse si devono conside-
to quell'incendio di carità, di cui era sim- rare, come in sostanza propriamente fu-
bolo la fiaccola portata in bocca dal ca- rono e sono, alcuni conventi ove si fa uso
gnolino, e veduto in sogno misterioso dal- più parco delle dispense e vita più au-
la madre innanzi di darlo alla luce, che stera. Le congregazioni non hanno mai
,
partorito incendiava tutto il mondo;sim- avolo luogo e voce ne'capitoli generali
boloche fu adottato per insegna e stemma dell'ordine, né voce attiva per eleggere
dell'ordine. La 15. Vergine Maria ispirò il generale.
a s. Domenico il felice pensiero d'istituire Per la visione accennata, gl'illustri e
ad onor suo e propagare per tutta la
di nobilissimi genitori dis. Domenico s'im-

terra la santa divozione del Rosario (F.), pegnarono a curarne l'educazione, quan-
di cui parlai ancora a Corona dìvozio- do, esercitando già la virtù, di 6 anni Io
nale; divozione che salvò tante volle il consegnarono al dotto e degno zio ma-
popolo cristiano da gravissimi imminenti terno arciprete di Gumiel d'Issan, poco
disastri, per averne zelato domenicani i distante dalla comune patria Cala roga o
costantemente l'incremento. L'ordinedei Calaruega della vecchia Casliglia. Pro-
predicatori o domenicani die alla Chiesa fittando de'virtuosi esempi clic riceveva
PRE PRE 8ì
e colla sua bella inclinazione a santificar- drone della casa che gli alloggiava. Con -
si, divenne segno agli elogi di chi lo am- chiuso l'affare del matrimonio, il vesco-
mirava. Di i4anni fu mandatoalle scuo- vo con s. Domenico tornarono in Ispa-
le di Palenza, dove allora fioriva la più. gna, indi furono rimandati in Francia a
celebre università delle Spagne, le quali prendere la sposa, cui in ve^ce assisterono
poco stante furono trasferite a Salaman- a'funerali. Allora si determinarono recar-
ca. Fece ivi rapidi avanzamenti nella ret- si in Roma, ove narrando a Innocenzo III

torica, nella filosofia e nella teologia, e i mali che recavano gli eretici, ottennero
acquistò perfetta conoscenza della scrit- licenza di fermarsi in Linguadoca per at-
tura e de'padri; lontano sempre dalle va- tendere alla conversione degli eretici, il

ne allegiezze de'mondani, ed applicato Papa limitando al vescovo lo spazio di


alla pielà e alla mortificazione, *per io 1 anni. L'eresia degli albigesi minacciava
anni si astenne adatto dall'uso del vino. di gravissimi mali la Chiesa, mentre chi
Ottenuta nella università la laurea di dot- la professava trucidavano i preti, spezza-
tore, vi spiegò con somma lode le divine vano gli arredi sacri, convertivano i pa-
scritture: la sua dottrina e la esemplare ramenti in abiti femminili, e colle armi
sua condotta gli procacciarono eslimato- commettevano ogni sorte d'iniquità (tie

prendendosi cura degli orfani, delle ve-


ri, trattai in tanti articoli, come ad Avigno-
dove e de'poveri,a favore de'quali vendè ne e nelle biografie d' Innocenzo III, O-

i libri e le suppellettili. Per l'ardente sua norio III e Gregorio IX, per non dire
carità voleva vendere se stesso per ri- altri). Ritornati ambedue in Francia si

scattare uno schiavo, e piangendo i pec- unirono nell'apostolico ministero ai le-

cali altrui, co'suui efficaci ragionamenti gati pontificii, ai qualis. Domenico, do-

converti a penitenza moltissimi. Conci- po fervide orazioni easprepenitenze,per-


liatasi coi suoi grandi talenti singolare ri- suase che se volevano ricavarne frutto,
putazione in chi lo conosceva, era con- bisognava come gli apostoli viaggiare a
sultato qual uomo pieno di sapienza e piedi senza fasto, provvisione o denaro,
d'intelletto, e comedo etlore esperto nelle vivere e predicare comeessi, per opporre
vie della perfezione. Questo concetto in- ali' eretica pravità, 1' umiltà e la virtù.

dusse il proprio vescovo d'Osma Azebe- Pel primo s.Domenico* col suo vescovo
do ad ammettere s. Domenico tra'cano- pose in pratica quanto avea propostoci
niei regolari di s. Agostino, che nella ri- che fu poi imitato dai missionari, dai le-
forma del suo capitolo avea introdotto gali, dai vescovi e da altri prelati con feli-
nella cattedrale: appena nel i198 il sali- ce successo. Dopo qualche tempo s. Do-
to entrò in possesso di sua prebenda e menico restò come capo e superiore a so-
ne vesfi l'abito di sottana nera e rocchet- stenere tutto il peso della missione: la
to, brillò come un astro novello nella chie- proseguì con vivissimo zelo e invitto co-
sa d'Osma, massime nella predicazione. raggio per io anni, espouendo se stesso
In breve vescovo l'ordinò sacerdote e
il che anelava di sagrifìcare la vita per Ge-
nominò capo o sottopriore del capitolo. sù Cristo, alle insidie e insulti degli ere-
Intanto re Alfonso IX volendo dare a tici che più volte tentarono di trucidar-

suo figlio Ferdinando in isposa la figlia lo. Li attaccava e convinceva colle dispu-
del conte della Marca, destinò per le trat- te li confondeva e av-
pubbliche e priva te,
tative Azebedo, il quale condusse seco s. vili va con islupendi miracoli che per vir-
Domeuico. Giunti a Tolosa capitale del- tù divina operava, e cogli scritti pieni di
la Linguadoca, dove l'eresia degli Albi- dottrina e di vittoriose ragioni; ed il li-

gesi (/'.) piìi che altrove erasi moltipli- bro da lui composto in difesa delle ve-

cata, il santo potè subito convertire il pa- rità cattoliche, gittate dai nemici 3 volle
84 PRE PRE
nel fuoco, sempre saltò intatto dalle fiam- che educavano le fanciulle a Pro ville. Nel
me, siccome avvenne di altro foglio del 1207 molte persone di alto lignaggio ri-
santo in cui avea riportato testimonian- nunciarono all'eresia, onde molti Cistcr-
ze scritturali per illuminare l'eretica ce- ciensi {V?) ritornarono a Castello, ed il

cità. In questo# lempo S.Domenico, mosso santo vescovo d' Osma alla sua diocesi.
da lume soprannaturale, dalla tenera di- Allora s. Domenico, eh' egli avea scelto
vozione per la ss. Vergine oppugnata da- per succedergli nell'incarico di superiore
gli albigesi, e da fervore per la salute delle della missione nella Linguadoca, e che
anime, pel primo cominciò a predicare Innocenzo III nello stesso anno confermò
la salutevole divozione del Rosario, spie- nell'uffizio, fece delle savie regole perla

gando ai popoli i misteri della nostra re- condotta de'missionari chefaticavano in-
denzione e legrandezze di Maria, che re- sieme con lui. Alcuni scrittori prendono
citando il medesimo debbonsi meditare. da ciò la data dell'origine dell'ordine dei
Innumerabili furono peccatori e gli ere-
i la ritardano dopo l'isti-
predicatori, altri
tici, che con questo efficacissimo mezzo tuzione dell'ordine della milizia di Gesù
convertì e illuminò, confermando Iddio Cristo, di cui parlai nel voi. XXX, p.
con prodigi quanto riuscisse accetta. a lui 1 o5, mentre a p. 106 descrissi l'ordine
e alla sua Madre questa formola di pre- equestre di Gesù Cristo, s. Domenico e
ghiera, dipoi cotanto propagata, quale s. Pietro martire. Da questo si fa deriva-
potente rimedio per abbattere l'eresia e re il terz 'ordine di religiose viventi ne'mo-
ogni sorte di vizi. nasteri, o nelle proprie case con certi re-
Si sentiva s. Domenico trafìtto di do- golari esercizi per santificare i doveri del-
lore, considerando che a'figli de'cattolici la vita civile, e di terziari che ne osser-
mancava il soccorso per avere una buona vano le regole nelle proprie case. Por-
ed ucazione, donde a v veni va ch'erano tra- tando s. Domenico l'abito de'canonici re-
scurati nella giovinezza, o cadevano in golari di s. Agostino e seguendone la re-

precettori che corrompevano la purità gola, era sempre acceso d'un vivissimo
de'costumi e della loro fede. Egli cercò desiderio di eccitare lo spirito apostolico
di arrestare il male dalla sua sorgente, ne'ministri del Signore, lo scandalo d'al-
ed aiutato dalle liberalità di molti vesco- cuno de'quali era servilo di pretesto al-
vi, fondò nel 1206 il monastero di Pro- l'eresia. Egli sapeva bene che questo spi-
ville o Provilla, assoggettando le religio- rito avea per fondamento il disprezzo del
se che vi si ritirarono alla regola di s. A- mondo ed un perfetto distaccamento dai
gostino, e diede loro alcune costituzioni beni caduchi. Avvisò quindi che il mezzo
particolari;monastero che fu riguardato più. certo di riuscirvi era quello d'istitui-
da alcuni domenicane e dei
la culla delle re un ordine di uomini religiosi, i quali
domenicani, e ne parlerò meglio trattan- accoppiassero gli esercizi del ritiro e della
do del secondo ordine, il quale dopo l'isti- contemplazione, allo studio delle scienze
tuzione dell'ordine de'predicatori vi fu ecclesiastiche, affinchè potessero applicar-
annoverato, ed ecco perchè sebbene isti- si alle funzioni della vita pastorale, e spe-
tuitoprima è il secondo, essendo il pri- cialmente alla predicazione. Il precipuo
moquello degli uomini. Quanto alla fon- suo scopo era di moltiplicare con ciò nel-
dazione del monastero di Proville fu cosa la Chiesa predicatori zelanti, quali coi
i i

isolata per bisogno locale;. perciò stret- discorsi ed esempi fossero in islato di spar-
tamente ragionando non fu creazione gere la luce della fede e di difenderla, di
d'alcun ordine né primo né secondo. La accendere il fuoco della divina carità, e
religionedomenicana cominciò coi frati di aiutare i pastori a guarire le piaghe
che predicavano e non con le monache che il vizio e l'eresia avevano fatto alla
PRE PRE 85
loro greggia. Dopo aver fatto lungo tem- crollasse. Allora il Papa chiamato il san-
po orazione per conoscere la volontà di approvò a voce l'istituto da lui fon-
to, gli
Dio sopra il suo disegno, lo comunicò ai dato e gli promise di confermarlo, qua-

vescovi di Linguadoca e di Provenza, i lora avesse scelto co'suoi religiosi una del-
qualj tutfci vi applaudirono e lo pressa- le regole approvate dalla Chiesa. Men-
rono a condurlo ad effetto. Era da tutti tre s. trovavasi in Roma con-
Domenico
stimato degno di essere il padre de'pre- trasse amiciziacon s. Francesco e diven-
dicalori, come quello che n'era il perfetto ne intima per questa visione. Orando s.
modello. Nel 207 invitòa seguirlo quelli
i Domenico una sembrò vedere
notte, gli
che ben conosceva essere animati dal suo Gesù. Cristo adirato con 3 freccie in ma-
spirilo, e 16 si unirono a lui di cui 8 , no in alto di scagliarle.contro il mondo,
erano francesi, 7 spagnuoli ed uno in- per le grandi scelleraggini che vi si com-
glese. Fra questi furongil fratello Marco mettevano, e che si placava alle preghie-
o MamesoMamete (beatificato per equi- re della B. Vergine, prostrata a lui ed in
pollenza da Gregorio XVI: l'altro fratel- atto di presentargli Domenico e France-
lo Antonio sacerdote morì in concetto di sco, i quali avrebbero atteso alla con-
santità in un ospedale, nel quale erasi de- versione de' peccatori. Il di seguente s.

dicato al servizio de'poveri), Guglielmo Domenico incontrato s. Francesco , che


Clareti, Domenico detto lo spagnuolo mai avea veduto, Io abbracciò, baciò e
perchè di tal nazione, i fratelli Pietro e gli disse Tu sei il mio compagno , noi
:

Tommaso Cellani o Sillan di Tolosa che faticheremo insieme; stiamo uniti e nes-
cederono la propria casa presso portaNar- suno ci potrà vincere. Gli narrò quin-
bona, dove il santo fece coi compagni la di la visione, ed i due santi strinsero tra
prima dimora. Di poi nel 12 i5 per ri- loro perfetta amicizia e fratellanza, esor-
stabilire il suo ordine con l'approvazio- tando poi i rispettivi figli e discepoli acon-
ne della s. Sede, si portò in Roma con servarla sempre scambievole e cordiale,
fr. Giovanni di Navarra, in compagnia come eseguirono e dura ancora al modo
di Folco vescovo di Tolosa che si recava che notai nel voi. XXV I
?
p. 56. Ritor-
al concilio generale di Laterano IV per nato s. Domenico in Linguadoca e rife-
la condanna degli errori degli albigesi. rito ai compagni quanto gli avea detto
Innocenzo III che governava la Chiesa lo Innocenzo IH, dopo molte orazioni per
accolse con contrassegui di grande affe- intendere da Dio a quale regola si doves-
zione, avendo inteso parlare della sua san- sero appiglia re, convennero di abbraccia-
tità e zelo per annunziare la parola di Dio. re la regola di s. Agostino , che pure si
Il Papa che avea egli stesso scritto il de- era segnalato nel predicare, e vi aggiun-

creto conciliare che ha per oggetto d'in- sero alcune osservanze tratte da quella
culcare la predicazione, per istruire l'i- de'premostratensi, con certe costituzioni
gnoranza e combattere l'eresia, non potè particolari. I principali articoli coman-
che lodare il divisamente del santo, ma dano il silenzio e di non parlare tra re-
essendo stato decretato nel concilio, cui ligiosi senza licenza del superiore; il di-
assistette s. Domenico, che in vece di ap- giuno dai e 4 di settembre sino a Pasqua;
provare nuovi ordini religiosi si riformas- l'astinenza continua dalle carni, fuorché
serogliesistenti,fece delle difficoltà. Frat- in caso d'infermità; V uso della lana in
tanto Innocenzo III, come avea avuta vi- vece del lino, una rigorosa povertà* ed
sione per l'ordine di s. Francesco, l'ebbe altre molte austerità ed asprezze. Si di-
per Domenico, e gli sembrò vedere la
s. spose che i frati vivessero di limosine,
chiesa del Laterano cadente e s. Dome- ma non fu proibito alle case di avere al-
nico reggerla colle spalle affinchè non cuni beni, purché fossero posseduti in co-
86 P.R E , PRE
mime. A Comumone ed a Messa parlai voti religiosi, seguitando con essi a por-
de'particolari riti de'domenicani per la tar l'abito de'canonici regolari, ch'egli a-
liturgia speciale nella celebrazione del s. vea ricevuto dal vescovo d'Osma, con-
sacrifizio, oltre un rito particolare per la sistente in sottana nera con sopra il roc-
recita dell'uffizio divino, ch'è quella del chetto, come apparisce da alcune antiche
messale di Parigi, al dire eziandio del p. pitture del santo e de'suoi primi disce-
Le Bruii, x\e\V ExpUcatio missae t. 4,dis- poli, i quali continuò a mandare in di-
sert. 1 5, art. 4. Pei' rendere Domenico
s. verse parti perchè si affaticassero nella
più utile l'ordine suo, mandò un certo predicazione.
numero de'suoi discepoli nellaSpagna, in Disposte così le cose, il santo intrapre-
Portogallo, ed aJParigi col fratello Mar- se nuovamente il viaggio d'Italia, fondan-
co o Mames, inculcando loro l'umiltà, il do diversi conventi ne'luoghi pei quali
disprezzo di se stessi e la fidanza in Dio, con passava; e siccome avea risoluto di por-
cui sarebbero vincitori nella guerra ch'e- tarsi poi nell'Africa perannunziare il van-
rano per sostenere contro ilmondo depra- gelo agl'infedeli, incaricò del governo del-
vato e le forze infernali. La straordina- l'ordine Matteo priore del convento
fi*.

ria riputazione che si guadagnarono no- i di Parigi, quale ebbe il titolo che però
il

velli religiosi, trasse nell'ordine molti e- finì con lui di abbate generale, sebbene

ruditi dottori e uomini di grandissimo non avendo s. Domenico passato l'Italia,


merito: ben presto si videro conventi in fr. Matteo ese.icitògiurisdizione nella sola

Lione, a Montpellier, a Bajona e in mol- provincia di Francia, di cui mentre era


te altre città di Francia. Nel 12 16 s. Do- provinciale fondò il convento nella sua
menico tornò in Roma, ricevuto nel Pa- patria, che per essere posto nella via dis.
lazzo apostolico dì s. Sabina (V .) dal Giacomo in quel regno derivò ai dome-
nuovo Papa Onorio III con dimostrazio- nicaniil nome di Jacobins o Giacobini,

ni di paterna amorevolezza, ed in esso ap- vocabolo innocentissimo fino al declinar


provò l'ordine de'predicatori colla bolla del secolo passato, in cui mutò senso e
Religiosam vilam, de'22 dicembre, Bull. divenne segno a fazione quando il locale
Rom. t. 3, par. 1 p. 178, che si legge
,
fu preso dai nuovi pigionali che dichia-
anche'nel bollarlo domenicano. Fu il pri- rai all'articolo omonimo. Giunto
s. Do-

mo s. Domenico ad obbligatisi, rinno- menico in Roma


ebbe subito da Onorio
r
vando solennemente i voti e la profes- HI la Chiesa di s. Sisto (f .), ove istituì
sione nelle mani dello stesso Papa, che la divozione del s. Rosario per Romn,col-

(prima s'intitolava superiore)


lo costituì l'abitazione annessa, invitandolo a fon-
maestro generale di tutto l'ordine, con fa- darvi un convento. Il santo perdargliene
coltà di ammettere all'abito e alla profes- la forma I' edificò di nuovo colle limosi-
sione suoi compagni e altri, di eleggerei
i ne de' fedeli, presso i quali sempre più.
superiori e gli ufìiziali. Dopo un esito co- acquistava gran concetto per la predica-
sì felice s. Domenico tornò a Tolosa, ed eb- zione e pei strepitosi miracoli, risuscitan-
be laconsolazionédi veder compita la fab- do un muratore morto sotto le rovine
brica del convento di s. Romano in quel- d'una grotta di detta fabbrica, ed un fan-
la città, che fu il primodcll'ordine dome- ciullo spirato nel tempo che la madre
nica tio, mediante la diligenza de'suoi frati, ascoltava la sua predica nella chiesa ili s.

il cui numero erasi aumentato, e le libe- Marco. Eranvi delle religiose in Roma
ralità del vescovo, di Tolosa e di Simone che non osservavano la Clausura, altre
contedi Monlfort. Subito si applicò il san- erano disperse in piccoli monasteri, ed al-
to a ristabilir la disciplina regolare egli tre vivevano COparenti e amici. A rime-
affari domestici ; ricevè dai compagni i diarvi non riuscì Innocenzo III, onde ()•
PRE PRE 87
norio III diede la cura di questa riforma polacchi s. Giacinto e s. Ceslao, e mutò

a s. Domenico, il quale per riuscirvi ot- l'abito di canonico regolare in quello che
tenne il concorso di 3 cardinali, Conti poi ora usano domenicani, perchè la B. Ver-
i

Gregorio IX, Romanis e Stefano Cecca- gine apparve a Reginaldo canonico d'Or-
no. Trovò molte difficoltà nelle monache leans gravemente infermo, l'esortò a en-
di s. Maria nella regione di Trastevere, trare nell'ordine de'predica tori, mostran-
ma colle sue maniere le persuase a pas- dogli l'abito che avrebbedovuto portare,
sare con altre religiose nello slesso suo ed in fatti Io assunse nel farsi religioso.
convento di s. Sisto e le obbligò tutte a I laici o exinversi portano la sola tonaca
"vivere in perpetua clausura, adottando bianca; la cappa, lo scapolare e il cappuc-
esse la sua regola. Essendo stato il con- cio sono neri. Nota,il p. Malvenda negli

vento di s. Sisto ceduto alle religiose, O- Annali dell'ordine p. 214, che la tonaca
uorio III die a s. Domenico la Chiesa di e la cappa già si usavano dai domenica-
s.Sabina (Jr-), con una parte del conti- ni prima della visione di Reginaldo, e

guo palazzo apostolico per abitazione dei che la B. Vergine aggiunse il solo scapo-
frali e per le scuole palatine che loro af- lare bianco. 11 p. Flaminio, Istoria lib.

fidò, come narrai a Lettori del sacro 2-, spiega il significato dell'abito: la to-
palazzo. Indi per quanto riportai ne'vol. naca bianca significa la purità delìammo
Vili, p. 236, XLI, p. 20 1, ed a Predi- che deve avere chi la porta; la cappa ne-
catore apostolico, in questa pontificia ra essere simbolo di pianto, di penitenza
residenza e nel 12 18 Onorio 111 istituì e di macerazione della carne. I religiosi

l'onorifico e autorevole uflìziodi Maestro di Spagna e Portogallo portarono cappe



del s. palazzo apostolico , nominò pel 1 bigie fino al generalato del p. Marziale
s. Domenico e lo stabili in perpetuo nel Auribel, die gli obbligò ad usare le nere.
suo ordine che tuttora n'è in possesso. In questo tempo s. Domenico inviò i

Dice Novaes, che i predicatori nel con- suoi religiosi in Polonia per istabilirvi il

vento di s. Sabina nel 1219 mutarono suo istituto. Terminati gli affari pei quali
l'abito in quello che presentemente por- il santo erasi portato in Pioma, ne partì

tano. Bonanni, Catalogo degli or-


Il p. a piedi per passare nella Spagna, e nel
dini rei.86 ne riporta la figura e
a p. viaggio si trattenne alcuni giorni in Bo-
dice: Hanno questi religiosi la veste o to- logna nel convento Maria della Ma-
di s.

naca, la pazienza o scapolare e cappuc- scareila del suo ordine; quindi da quello
ciotondo e largo, tutto bianco, e fuori di di s. Romano di Tolosa giunto in lspa-
con venloassumono inoltre una cappa ne- gna, visitò i conventi fondati dai suoi com-
ra più corta della veste con altro cap- pagni, ed egli stesso ne eresse degli altri,

puccio simile. La qual veste la B. Ver- come Segovia e Madrid. Recatosi po-
in
gine prescrisse al ven. maestro fi*. Regi- scia a Parigi, inviò diversi religiosi in mol-
naldo, alFennando'10 anche il p. generale te città di Francia, come in Avignone,
Bandelio, ne Commentari delle costitii' ed anche nella Scozia a richiesta di re
zioni, dist. i,cap. 1 5. Aggiungerò che Alessandro II, per predicarvi e fondarvi
la materia di lana di tali abiti è di scotto conventi; mentre altri ne fondò poi egli

o saia, usando calze bianche e cappello medesimo tanto in quel regno, che ad A •

ecclesiastico: dal cingolo di cuoio tengo- sti e a Bergamo in Italia, dove essendo

no appeso il rosario. A Mozzetta e Man- ritornato si fermò per qualche tempo a


telletta parlai degli abiti de'cardinali e Bologna co'suoi religiosi ch'erano passati
vescovi domenicani. Gli storici dell'ordi- a s. Nicolò delle Vigne, così detto dai ter-
ne narrano ches. Domenico indetto con- reni adiacenti, di cui è superstite una cap-
vento ricevè diversi discepoli, fra'quali i pella, imperocché per cessione del suolo
88 PRE PRE
fatta dagliAndolò o Carbonesi al b. Re- via,Bosnia e Servia, e soffrì il martirio
ginaldo, fu eretto l'attuale tempio dal con 90 religiosi del suo ordine. Ne man-
1 2 g al 22 i In Bologna ricevè la pro-
i 1 . dò ancora in Irlanda, ne'paesi del Nord,
fessione di altri religiosi, altri ne inviò a come inlsvezia(di recente GregorioXVI
predicare e fondar conventi nella Tosca- riconobbe il culto del b. Enrico Susone
na, in Lombardia, nella Catalogna. Per svedese) e Norvegia, nella Grecia, nella
Firenze si recò a Viterbo ov'era Onorio Palestina e in altri luoghi di Levante, in
111, indi in Roma a riprendervi i suoi uf- Marocco: i3 domenicani diretti da fr.

fici, dopo di avere da per tutto colle sue Gilberto andati inInghilterra,aveano fat-
orazioni ottenuto da Dio molti prodigi; to edificare conventi aCantorbery, a Lon-
ivi rivide l'amato S.Francesco. Nel 1220 dra, a Oxford. Il fondatore passò in Ve-
tornò inBologna percelebrarvi nellaPen- nezia per abboccarsi col legato cardinal
u
lecoste il i. capitolo generale, a cui in- Conti, e dopo il giro di alcune città tornò
tervennero i frati d'Italia, di Francia e a Bologna; quivi un angelo Io avvertì
di Spagna. Vi furono stabilite diverse leg- che presto avrebbe ricevuto il premio in
gi conducenti all'osservanza della regola, paradiso, onde egli disse ad alcuni che
alla disciplina e al buon ordinamentodel morirebbe prima della festa dell'Assun-
crescente ordine. Quanto alla povertà fu ta. Caduto gravemente infermo negli ul-
ordinalo che in avvenire non si riceves- timi di luglio 1221 nel convento di s. Ni-
sero più possessio'.i ne rendite, e che si colò, dal suo nome delto poi s. Domeni-
rinunziassero quelle di Tolosa. Il santo co, muuito de'ss. sagramenli, dopo aver
con sincera umiltà pregò di essere depo- benedetto i suoi figli e raccomandato lo-
sto dal generalato, ma di commi consen- ro la carità, la povertà, l'umiltà e le al-
so volendosi superiore dell'ordine finché tre virtù, tenendo le mani alzale verso il
viveva, si piegòalla volontà de'padri. Ter- cielo,soavemente volò in paradiso, il ve-
a
minato il capitolo scorse molte città di nerdì 6 agosto all'ora 6. d'anni 5i Im- .

Lombardia efecevi nuove fondazioni, co- menso fu il concorso di popolo per ve-
s'i di Brescia, di Faenza, di Viterbo. Re- nerarne il sacro corpo, che Dio illustrò
stituitosi in Roma vi stabilì meglio le co- con molli miracoli nel sepolcro di detta
sedell'ordine. Ritornato a Bologna econ- chiesa, ove si venera in quella mirabile
tando già l'ordine 60 conventi, nel 1 22 1 arca marmorea scolpita nelia36da Ni-
vi celebrò il 2. capitolo generale, in cui cola Pisano superbo coperchio la-
, col
fu diviso l'ordine in 8 provincie, Spagna, voro esimio di Nicolò da Barri delto-per-
Tolosa, Francia, Lombardia, Roma, Pro- ciò dell' Arca s avendovi lavoralo anebe
venza, Alemagna e Inghilterra, assegnan- l'eccellente scultore bolognese Corlelli-
do ad ognuna un capo col titolo di prio- ni. Questo magnifico tempio, uno de'più
re provinciale: fu inculcala con calore la vasti di Bologna, non che ricco di cose
predicazione e raccomandato efficace- d'arti e di storiche patrie memorie, fu con-
mente lo studio della teologia, per ircir sagrato nel i25i da Innocenzo IV. Mi-
piegarsi con frutto nell'apostolico mini- nacciando rovina e contribuendovi Be-
stero. Il santo esorlò tutti a leggere so- nedetto XIII ne fu incominciato il restau-
vente le divine scritture, ed a portar seco ro nel 1730 con disegni di Francesco
il vangelo di s. Matteo e l'epistole cano- Dotti. Di recente altro superbo e magni-
niche. Spedi religiosi in.diversi paesi, spe- fico restauro ed abbellimento lo ricevet-
cialmente nel!' Ungheria, ove fr. Paolo te per opera di fr. Girolamo Bianchedi
/ondò conventi di Gevcr e Vesprim, coq-
i
converso domenicano di Faenza,che dal-
vi rtendo molli idolatri di Croazia, Schia - la natura ricevuto il genio delle arti, fu
vonia, Transilvanin, Vallachia, Moldq- l'anima di grandi e faticosi lavori, mira-
PRE PRE 89
bilmente facendo da architetto, da mec- nemiche; in quella combattuta da Mont-
canico, da plasticatore, da intagliatore, fort ne'campi di Mureto,s. Domenico qua-
onde giustamentecolmatodi lodi, losplen- le altro Mosè sulla montagna, se ne stava
dido tempio potè riaprirsi nella festa del orando a pie degli altari, perchè Iddio be-
santo nel 844> come si legge nel n.° 65
1 nedicesse le armi cattoliche e convertisse
del Diario di Roma. Vedasi Leandri Al- i pertinaci albigesi, che per le loro furiose

berti ord. praed., Declivi Dominici obi- devastazioni, protetti dai conti di Tolosa,
tu etsepultura, Bononiae i535. March. di Foix e di Bearn, costrinsero cattolici i

Virgilio Davia, Memorie storico-artisti- ad armarsi per respingere la forza colla


che intorno all'arca dis. Domenico , Bo- forza. Ches. Domenico in quelleguerre fa-
logna 838. Di sue esequie, canonizzazio-
i cesse orazione e non avesse parte alcuna
ne, festa e biografi, parlai al suo articolo. bellicosa, fu vittoriosamente provato da
Nella basilica Vaticana I* ordine pose la gravissimi scrittori. Qui aggiungerò, che
sua statua tra quelle de'fondatori di or- da Giulio III che nominò Commissario
r
dini religiosi, facendola scolpire da Pietro del s. offìzio (t .) fr. Michele Ghislieri
le Gros. domenicano, poi glorioso s. Pio V, sem-
Nel 1111 i predicatori radunati nel ca- pre l'ordine ha goduto questo importan-
pitolo generale di Parigi elessero generale tissimo posto, e chi lo esercita risiede coi
ilb. Giordano di Sassonia, che spedii suoi religiosi suoi compagni domenicani nel
frati in Germania, ovefondarono 4 nuovi palazzo della s. Inquisizione di Pioma, es-
conventi; e nella Palestina, onde l'ordine sendone maestro di casa uno de conversi.
sotto di lui seguitò a moltiplicarsi tanto, Anche a Congregazione della s. Inqui-
che nell'altro capitolo tenuto a Parigi nel sizione dichiarai, che Innocenzo 111 dopo
1228 furono erette 4 nuove provincie, i cisterciensi, delegò inquisitori in Fran-
cioè di Grecia, Polonia, Danimarca e Ter- cia predicatori, avendo meglio a Inqui-
i

ra santa. Fiorendo per molti uomini insi- sizioNEdistinto i due s. Pietro martiri del-
gni in dottrina esuntitù, Gregorio IX potè l'inquisizione, quel di Castel Nuovo no-
trarre dall'ordine 33 vescovi, oltre il pa- minato cisterciense, l'altro di Verona do-
triarca d'Antiochia e 9 legati. Questo Pa- menicano, pel quale ogni anno si celebra
pa dopo il 1 229 approvò il tribunale del- nella chiesa principale dell'ordine in Ro-
l'inquisizione istituito in Tolosa da Inno- ma la cappella cardinalizia che descrissi
cenzo IH, ne nominòinquisitori idomeni- nel voi. IX, p. 137. Il generale b. Gior-
cani,com mettendo all'oidi ne il gravissimo dano governò i5 anni l'ordine, e navi-
uffizio dell'inquisizione, sebbene in altri gando per la Palestina restò sommerso
luoghi he' primi tempi l'esercitassero altri Tolemaide. Nel 1237 Rieletto
in vista di
religiosi, e nella stessa Tolosaall'inquisito- successore s. Raimondo di Pegnafort, che
re domenicano fu dato a compagno un ridusse in iscritto le costituzioni, edivi-»
francescano. L' Inquisizione^.) già esi- dendole in due parti diede loro miglior
stevaquando Innocenzo 111 più formal- forma: in un capitolo generale fece de-
mente la propagò ad insinuazione di s, cretare che generali potessero rinun-
i

Domenico, e secondo alcuni lo fece 1 .° in- ziare il generalato e che la loro rinunzia
quisitore per impedire la funesta diffu* dovesse essere ammessa, del qual decreto
sione dell'eresia albigese; altri dannoquer si approfittò egli medesimo, rinunzian-
sto onore a s. Pietro protomartire del- dolo dopo due anni, per cui fu eletto in
l'inquisizione. Però nella guerra de'cro- sua vece il p. Giovanni di Waldesusen
ciati contro i crudeli albigesi, s. Dome- di Weslfalia. Nell'anzidetto capitolo del
nico assistè a una battaglia col Crocefis- 1228 furono fatte delle costituzioni, nelle
so in mano, che fu trafitto dalle frecci? quali fu confermato quanto s. Domenico
-

9° PRE PRE
avea ordinato nel capitolo del 1220 in- il Benedetto XI, già generale del me-
b.
torno alle possessioni e beni stabili, cioè desimo, che creò cardinali i domenicani
di rinunziare gli accettati e di non rice- Alberti di Prato, Mahlesfedd, e Winter-
verne più in avvenire, tanto più che il bum. A Francescano ordine parlai del-
santo nell'ultima infermità avea minac- la famosa questione eccitata nel 1 322 tra
ciato la divina indignazione e la sua con- i domenicani ed francescani sopra la
i ,

tro chi avesse introdotto di nuovo l'uso povertà di Cristo e degli apostoli, che e-
di possederli. Furono poi queste costitu- stinse Giovanni XXII. Quest'ordine eb-
zioni dispensate da vari Papi e con fa- be sempre un solo generale che lo gover-
cilità, perchè l'ordine de'predicatori fu nò sua vita durante, se si eccettui il tem-
istituito e canonicamente confermato nel po dello scisma, chedopo la morte di Gre-
12 16 con tutti i terreni, entrate e ren- gorio XI durò sino a Martino V, poiché
che allora già possedeva ed avreb-
dite, allora fu che nel capitolo generale tenu-
be potuto possedere in avvenire: dice O- to in Bologna nel i38o ebbe due gene-
norio IH nella sua bolla a S.Domenico: rali eletti dai diversi partiti. Seguitò cosi
Confinnamusordinc.nl tinnii, cuni omni- fino al 14.18 in cui Martino V soggettò
bus castri*, et possessionibus habitis et tutto l'ordine al p. fr. Leandro da Firen-
hàbtiidis. In vigore di queste dispense ze ch'era stato eletto dalle provincie d'I-
pertanto furono i frati predicatori resti- talia e dalle altre unite, e sotto il di lui
tuiti allo stato della primitiva istituzio- successore p. Bartolomeo Texier, per
fr.

ne, e quindi è che Clemente IV conce- privilegioconceduto dallo stesso Martino


dendo loro di poter lecitamente succede- V, cominciò l'ordine a possedere univer-
re nell'eredità, colla bolla Obtentu divini salmente beni stabili e rendite fisse.

nomini*, e Sisto IV, e poscia il concilio Elevato al pontificato V, gloria


s. Pio
di Trento accordando loro la facoltà di di quest'ordine, ne fu magnanimo bene-
possedere in tulli i conventi presenti e fu- fattore. Avendo dichiarato quali fossero
turi, non li dispensarono dalla regola, ma gli ordini mendicanti, decretò che tale
soltanto dalle costituzioni; e perciò di- veramente si riconoscesse quello de'pre-
venuti possidenti per tali dispense, non dicatori, sebbene possedesse in comune
mutarono la formola della professione, beni stabili, volendo che godesse de'pri-
ch'è sempre quella fatta dai loro primi vilegi conceduti dalla s. Sede, così alle
padri, i quali in realtà furono possidenti monache domenicane. derogando a Indi
in virtù della propria regola, benché poi qualunque concessione o consuetudine in
si costituissero mendicanti per costituzio- contrario, colla bolla Divina disponente,
ne, la quale, come dicono i canonisti, può de'27 agosto 568, presso CherubiuijSta
f

mutarsi senza pregiudizio dell'essenziale bili che all'ordine di s. Domenico si do-


dell' istituto, consistente nella regola. vesse la precedenza e il luogo più degno
Sebbene Clemente IV nella citala bolla sopra gli altri ordini de' fra li mendicanti,
Obtentu, come è riportato nel bollano tanto nella cappella pontificia e ne'con-
de'predicatori, altro non coucede a que- cilii ,
quanto nelle processioni ed altre
sti non che possono, honorum posses-
se pubbliche funzioni. Ai domenicani con-
sioneut apprchendere, ac véndere libere segnò il coUegio de Penitenzieri Liberia-
bona ipsa, torumque pretium in utilità- ni (f^.) j e creando cardinale il nipote fr.

lem eorum converlere, lo che non è di- Michele Bottelli domenicano, gli ordinò
chiararli possidenti, o dar loro la facoltà di continuare a vestirne l'abito e di non
di possedere beni stabili, come ognun ve- usare il cappello rosso. Inoltre elevò al
de. Nel 1276 l'ordine ebbe il 1." Papa cardinalato gli altri domenicani, Bianchi
domenicano in Innocenzo V ; il 2. fu e Giustiniani, il quale colla qualifica di
PRE PRE 91
generale dell'ordine era intervenuto al sua casa professava all' ordine, coli' ap-
concilio di Trento. Il concilio di Trento provazione dello stesso Benedetto XUI,
avendo istituito la Congregazione del- perpetuo, che la sua famiglia
stabilì in

l'Indice (V.), ne fece segretario un do- somministrasse eguale pensione al car-


menicano; quindi s. Pio V un conven- dinale domenicano prò tempore. Mentre
tuale; ma Gregorio XIII nel i58o aven- Benedetto XIII era cardinale, l'ordine
do in sua assenza fatto il domenicano p. contava 3 altri porporati, Kovard, Ca-
Gio. Battista Lancio, il cospicuo uffizio pizucchi e Ferrari: esso ne creò 4j Pi~
del segretario deU'Indicc (/^.) restò rid- pia colla ritenzione del generalato fino al
i' ordine. Inoltre Gregorio XIII stabili seguente capitolo, Gotti, Seller i e Fcr-
l'istruzione cattolica per gli ebrei di Ro- reri. Il successore Clemente XII, come
ma, e ne affidò la predica ad un dome- dissi a Dottore, autorizzò i domenica-
nicano, al modo cbe narrai nel voi. XXI, ni a conferirne il grado agli scolari teo-

p. 23. Clemente Vili colla bolla Inter logi. Sarebbe troppo lungo il riportare
caetera , de' i5 settembre 1592, Bull. tutti gl'insigni privilegi che meritamente
Born. t. 5, par. I, p. 395, assegnò ai do- gode questo préclarissimo ordine, trat-
menicani negli atti pubblici e privati il tandone suoi storici ed il bollano pro-
i

luogo più degno, dopo i canonici rego- prio; come sarebbe tentare l'impossibile
lari, chierici regolari e secolari, ed i mo- il voler qui riferire il bene immenso fatto
naci degli ordini antichi. Quindi nel 1 602 in ogni tempo dai frati predicatori alla
restituì all'ordine la chiesa di s. Sisto in Chiesa. Basti il dire che non si radunò
Roma , coli' annesso convento. Allorché mai o provinciale o generale concilio,. in
nel 1672 Clemente Xcreòcardinale Vin- cui la sapienza domenicana non si al-
a
cenzo M. Or^'/zf domenicano, avendone zasse tra' primi a difesa del dogma ed a
3 volte ricusata d'uopo per-
la dignità, fu sterminio dell'eresia; che in moltissime
chè l'accettasse del precetto d'ubbidienza università del mondo cattolico, special-
del p. Roccaberti generale. Eletto Papa mente le teologiche discipline, furono
nel 1 724 col nome di Benedetto XUI, fu con successo insegnale dai figli di s. Do-
ripugnante nel dare il suo consenso, e so« menico; e che non v'ebbe convento in
locedettequandodalp. geuerale Pipiagli cui fra gli esercizi di pietà non si col-
fu imposto per ubbidienza, avendolo nel tivassero indefessamente le scienze sagre
cardinalato tenuto sempre per suo su- e profaue, a vantaggio non solo de'gio-
periore; volle poi nell'atto di accetta- vani allievi religiosi, ma di tutti eziandio
zione, che vi si dicesse appartenere al- i chierici secolari che amarono profittar-
l'ordine di s. Domenico. Nella medaglia ne e vi trovavano sempre scuole gratui-
del possesso vi fece esprimere s. Dome- te, libri opportuni, saggi e amorosi mae-
nico i-n gloria con angeli, e sotto il cane stri; i quali esercizi edificanti, la coltura
con torcia accesa. in bocca, allusivo allo delle scienze, e l'utile insegnamento tut-
stemma dell'ordine. Di frequente si por- tora fioriscono, solo a cagione de'politict
tava nel coro delle chitfse dell'ordine a sconvolgimenti del passato secolo e del
salmeggiare coi frati, mangiava nei loro corrente, comeèawenulo in tutte lecor-

réfeltorii coll'abito religioso, baciando la porazioni religiose, sonodiminuitelepro-


mano al p. generale. Il nipote duca Or- vincie dell'ordine, come il numero dei
sini asseguò 600 scudi annui napoletani, conventi e novero de'religiosi, mentre
il

con polizza anticipata, al cardinale Pipia prima giunse ad avere ^5 provincie o


quando fu elevato a tpie.sta dignità dal- congregazroni, di alcune poche delle «pia-
lo zio,egli mandò 3 carrozze e livree pel li vado a dare un cenno, onde potersi
suo servizio : e per la gratitudine che la prendere un' idea delle molte altre.
,

92 PRE PRE
Di alcune provincie o congregazioni Pavia, che n'era stato due volte vicario
dell' o rdin e de' Predica tori. generale, fu estinta ed eretta in provincia
L'ordine di S.Domenico ossia de'pre- da Clemente VII, il quale fece lo stesso
dicatori, è statoancor egli soggetto di anche colla Congregazione di Calabria.
quando in quando, come tutti gli altri, a Fu eretta ancora la Congregazione d'O-
qualche rilassamento, a cui sempre si op- landa, che comprendeva 28 conventi, al-
posero con ripararvi con pronto successo cuni de'quali si erano separati da quella
jgenerali, ed altri zelanti religiosi, che di Lombardia; ma nel 1 5 1 4 Leone X, ad
inai mancarono nell'ordine domenicano, istanza di Luigi XII re di Francia, or-
i quali in diversi conventi fecero rigo- dinò generale p. Tommaso Gaetano,
al
rosamente osservare le regole e menando di separare conventi di questa congre
i

vita più austera, come accennai in prin- gazione situati nella Francia e di forma
cipio. Verso il i 389 il generale b. Cor- re di questi la Congregazione Gallica
rado di Prussia restituì la regolare os- na, i di cui religiosi si fecero allora degl
servanza a tutti i conventi di Germania, statuti più austeri di quelli degli olande
ne' quali era decaduta fin dal 1
349 a '" si. 11 medesimo Papa accordò alla Gal
lorchè la peste proveniente dall'Asia de- lioana tutte le grazie, ch'erano moltissi
solò quasi tutta Europa. Nel 1^01 il b. me, delle quali godeva la congregazione
Bartolomeo Domenico di Siena re-
di s. d'Olanda, e nel i5i8 rinnovando e ac
staurò la medesima osservanza ne'con- crescendo con un breve gli slessi privi
venti d'Italia, ne'quali era rilassata a mo- legi alla congregazione olandese, dichia
tivo della stessa pestilenza,
che fu cagione rò di concederli ancora a quella di Fran
di altrettanto nella maggior parte degli eia,ed approvò l'autorità del vicario gè
ordini regolari. Il p. Bartolomeo Texier nerale di questa ultima. Verso il fine de

francese, già ricordato, generale dell'or- medesimo secolo il p. Paolino Bernar


dine, impiegò la sua autorità per man- dini lucchese istituì la Congregazione d,
tenerla o restituirla in tutti i conventi, s. Caterina di Siena nell'Abruzzo, ac
e nel suo zelo eresse ancora la Congre- cresciuta dipoi coli' aiuto del p. Nicolò
gazione d'Aragona che durò gr anni, Masio da Perugia, che di questa mede
tlopo quali passò a formare una pro-
i sima congregazione fu vicario generale
vincia dell'ordine. Molto celebre astata Il p. Paolino morì nel i583, ed il p. Ni

la Congregazione di Lombardia, a cui colò verso il 6 1 1 nel convento di s. Do


1

diede principio il p. Matteo Boniparti o menico di Chieti, ambedue con fama di


Bonimperti di Novara, eletto poi perla gran santità. Quasi nello stesso tempo e
santità della vita vescovo di Mantova. II nel/ 5g6ilp. Sebastiano Michaelis, il qua-
p. generale Gioacchino Tulliani accordò le si era fatto religioso in Marsiglia, fon-
a questa congregazione molti privilegi, dò in Tolosa la Congregazione di Occi-
ma con tutto ciò durando ancora il suo tania o hinguadoca , di cui fu il 1

vica-
governo fu smembrata, ed conventi di i rio generale, approvata nel 1608 da Pao-
s. Sabina di Roma, di Pisa, Ili s. Gemi- lo V; sotto la protezione di re Enrico IV,
liiano, di Viterbo, di Siena e di s. Marco fabbricò io Parigi-in vias. Onoralo il con-
di Firenze si unirono, separandosi dagli vento dell' Annunziata, in cui morì nel
altri, per formarne altra che fu detta Con* 1 6 1 8, dopo le sue gloriose fatichee le pa-
gregazione di Toscana, incominciata nel titecontraddizioni. Nel 1669 questa con-
l493 dal p. Girolamo Savonarola fer» gregazione fu da Clemente IX eretta in
farete. Dopo 5 anni si riunì alla congre- provincia sótto il titolo di s. Luigi, ed era
gazione di Lombardia, la quale nel 1 53 1 la 45/ e ultima provincia de' domeni-
essendo generale il p. Paolo Botligellada cani, come in provincia furono erette le
PRE PRE <j3

Congregazioni di Faglisi, dell Abruzzo ma forma degli al-


dello stesso colore e
e alcune altre. Negli ultimi tempi riten- tri domenicani, poiché possedevano tut-
nero il nome di congregazione ed erano te beni stabili e rendite fisse, a riserva di

governate dai vicari generali coi soggetti quella del ss. Sagramento la più celebre
conventi, ed alcuna con monasteri di mo- di tutte.
nache: la Congregazione di s. Vincenzo La Congregazione del ss. Sagramen-
Ferreri o di Brettagna nella provincia to , detta ancora della primitiva osser-
di Parigi, aveva i4 conventi; quella de- vanza, (a istituita dal p. Antonio le Quieti
gli Angeli in Provenza 6; quella di Al- nato a Parigi nel 1601. Mostrò sino da
sazia 4 di frati e 8 di monache; quella fanciullo un' indole assai inclinata alla
del Nome di Gesù nell'isole Antille d'A- pietà, alla mortificazione ed alla ritira-
merica un convento e 20 parrocchie; tezza. Da giovinetto entrò nell' istituto
quella di s. Domenico in altra isola d'A- di Domenico, di cui vestì l'abito nel
s.

merica os. Domingo 2 conventi e 10 cure; 1622 nel convento dell' Annunziata di
quella di s. Sabina di Roma 8 conventi; Parigi, in cui fioriva mirabilmente la re-
quella di s. Marco di Firenze 6; quella di golare osservanza. Comparve subito egli
Venezia del b. Giacomo Salomoni 7 ; adorno di tante virtù, che poco dopo fat-
quella à\Napoli dellaMa donna della Sa- ta la professione e ricevutigli ordini sa-
nità 1 3; quella di s. Domenico Soriano in gri, e perciò molto giovine, fu fatto mae-
Sardegna 1 o e un monastero di monache; stro de'novizi, prima nel convento di Pa-
quella di s. Marco de' Gavoni nel regno rigi, poi in quello d'Avignone. Riusciva

di Napoli 1 3. Nelle congregazioni di Bret- egli così bene in questo impiego , che il

tagna, degli Angeli e de'Gavotti i priori p. generale Ridolfo, essendo il p. Anto-


de'conventi avevano voce ne'capitoli pro- nio capitato in Roma, lo mandò coi no-
vinciali delle rispettive provincie, e dopo vizi afìinchè gì' istruisse nelle obbligazio-
dato il voto per l'elezione del provinciale ni della regola, lo che eseguì con tanto
siradunavano nel d'i seguente, ed eleg- profitto di que'giovani, che dovendo e-
gevano essi soli il loro vicario generale. gli ritornare in Francia , tutti lo prega-
La congregazione di s. Sabina di Roma rono restare in Roma o di condurli seco
non interveniva al capitolo della provin- per -vivere nella congregazione che me-
cia di Lombardia, dalla quale anticamen- ditava d'istituire, ma permesso al
ciò fu
te dipendeva, e il provinciale di questa Domenico
solo p. Paravicini. Giunto in
non aveva alcun gius di visitarne la con- Avignone si diede tulio il p. Antonio al-
gregazione, siccome neppur quello di Ve- l'esercizio delle opere di misericordia ed
nezia interveniva a quello di sua provin- all'aiuto de'peccatori nel tribunale della
cia, ma il provinciale di questa aveva il penitenza, e quindi manifestò per lettera
diritto della visita onoraria nella sua con- al p. generaleRidolfoilsuodisegnodidar
gregazione. I vicari generali di Alsazia e principio alla Congregazione del ss. Sa-

di Sardegna non dipendevano da alcuna gramento o della primitiva osservanza,


provincia, ma erano eletti dal generale, in cui rinunciandosi a tutte le possessio-
che nominava ancor quelli dell'Ameri- ni, ed osservandosi una rigorosa pover-
ca. Tutti i vicari non aveano autorità se tà, tornasse a rivivere lo spirito del pa-
non dopo confermati dal generale di tut- triarca s. Domenico. Si opposero gli altri

to l'ordine. Non differivano tutte le no- religiosi del convento d' Avignone e per
minate congregazioni dalla religione ma- impedirne l'esecuzione fecero molte sup-
dre, che nell'astinenza dalle carni, la qua- plicheal p.generale,il qualechiamòa Ro-
le si osservava in esse rigorosamente, e ma il p. Antonio, ed avendo udito da lui

nell'abito di lana alquanto più grosso, che la stretta povertà, tanto in parlico-
94 P RE PRE
lare che in comune, era la base dell'os- vita apostolica di questo sant'uomo in-
servanza che intendeva di stabilire, non dusse varie persone qualificale d' Aix,
solo l'approvò, ma sene incaricò egli stes- Arles e Marsiglia a scrivere al p. gene-
so come di affare suo proprio, e slimolò il rale, pregandolo di acconsentire ch'egli
p. Antonio a dar principio al più presto fondasse un convento nelle loro città: il

possibile. L' esortò ancora ad escludere p. generale accordò la domanda e proi-


le fìgliuolanze de' conventi , e gli diede bì agli altri religiosi di molestare il p.
con lettere patenti la piena autorità d'in- Antonio, il quale neli63g fondò il con-
trodurre la detta osservanza. Ritornato vento della Madonna della Rota mezza
ad Avignone nel i636 mise immedia- lega da Marsiglia. Alcune persone ma-
tamente le mani all'opera, ed avendo a- ligne cercarono di oscurare la sua ripu-
vuto nel borgo di Langues 5 leghe di- tazione con nere calunnie, ed ottennero
stante una casa da Tronquet signore d'u- con frode un decreto dal parlamento di
na parte del borgo, quivi gitlò fonda- i Aix per farlo uscire dal territorio di Mar-
menti di sua congregazione col solo p. siglia, ma egli se ne procurò altro che in
Paravicini, coll'approvazione del vesco- vece l'abilitò a fondare un convento nel
vo diCavaillon, nellacui diocesiera Lan- sobborgo della città. Non contento que-
gues. Presto questo ."convento i si popo- sto servo di Dio delle molte austerità
lò d'un sufficiente numero di religiosi ,
che si praticavano nella sua congrega-
accorrendovi pel buon odore di santità zione, nel 1640 volle aggiungere la nu-
r
del p. Antonio, tanlodagli altri conventi dila de'piedi, con autorizzazione di mg.
domenicani, che dal secolo per vestire il Sforza vice-legato d'Avignone. Appena
sagro abito. Si osservavano qui prime
le i religiosi comparvero in pubblico scalzi

costituzioni senz' alcuna dispensa, onde e vestiti d'un abito dell'antica forma u-
perpetuo era il silenzio, continuo il rac- sata das. Domenico, che somiglia in par-

coglimento, ed oltrea due orelamedita- te a quello de' certosini, si suscitò con-


zione che tutti in comune facevamo ogni tro di loro fiera tempesta. Lo stesso ge-
giorno , sempre affaticandosi di mante- nerale gli proibì la nudità de' piedi, ed
nersi alla presenza di Dio. Dormivano il cardinal Barberini protettore dell'or-
sopra un saccone di paglia esoventeso- dine e legato d' Avignone fece rivocare
pra le tavole o la nuda terra, e 3 ore in- la concessione. In seguito di ciò i reli-

tiere stavano in coro la notte. Il loro giosi espulsi dai conventi di Langues e
cibo era piuttosto mortificazione che ri- di Thor, si ritirarono in quello di Mar-
storo del corpo, non cibandosi che di er- da cui parimenti poco dopo furo-
siglia,

be mal condite o di radici, digiunavano no costretti partire, onde il p. Antonio


con pane e acqua 3 giorni della settima- non avendo avuto tempo da trovare al-
na e non vi tra atto di virtù che questi tra abitazione, con 8 de' suoi compagni
religiosi con fervore spontaneamente non s'imbarcò per Roma. Quivi egli soffrì con

esercitassero. Uscivano nelle feste e tal- invitta costanza e pazienza molte avver-
volta anche ne'giorni feriali a predicare ed essendosi alla fine
sità e tribolazioni,

ne'luoghi vicini, molti de' quali offriva- calzato ed uniformato agli altri domeni-
no loro delle fondazioni , sebbene il p. cani nel vestire, ottenne di ritornare in
Antonio non accettò che quella di Thor Francia , anche ad istanza di re Luigi
nella contea \ enaissiiia,di citi prese pos- XIII , per ristabilirvi suoi conventi e
i

1637, e ricusò eziandio conven-


sesso nel i vivere in essi coi suoi seguaci nella ri-

ti d'Oranges e ih' Cavaillon, perchè era- gorosa povertà, come pel passato. Andò
no dotati di rendile e perciò contrario subito a Parigi e vi predicò la quaresi-
alla sua riforma. La fama della virtù e ma, poscia nel i645 si portò a Thor, e
PRE PRE 95
due anni dopo il p. generale Tommaso guadoca. Andava in cerca di eretici per
Turque gli accordò di ritenere questo convertirli , e vi riusciva così bene che
convento come immediatamente sogget- ridusse moltissimi al cattolicismo; ed al-
to a se; fu quindi eletto priore del con- cuni di essi più ostinati, considerandolo
vento di s. Onorato di Parigi, ed essen- come il loro maggior nemico, lo maltrat-
do morto nel 1649 '' generale, si por- tarono più volte e tentarono di levargli

tò per la 3." volta a Roma e vi fu rice- la vita. Informato Alessandro VII dei me-
vuto e trattato molto amorevolmente. riti del p. Antonio, nel 1662 gli accordò
11 nuovo generale p. Gio. Battista de Ma- molti privilegi e gli die il titolo di mis-

rinis fu pregato dal p. Antonio di con- sionario apostolico, ed il p. generale Roc-


fermare la sua congregazione, ma lo tro- caberti neli6y5 approvò il tenore di vi-

vò tanto alieno dal fai Io,che voleva an- ta che si osservava nella sua congrega-
zi unire il convento di Thor alla provin- zione, come fece ancora il di lui succes-

cia di Tolosa o a quella di Provenza. II sore p. generale Antonio di Monreale.


vescovo di Cavaillon che si trovava in Oppresso alla fine il servo di Dio da y5
Roma parlò in suo favore al generale e anni di età, dalle fatiche e dalle peniten-
lo fece mutare di sentimento, ed essendo ze, morì nel convento di Cadeneto a'
7
poi questo prelato trasferito alla chiesa ottobre 1676. Il p. Arcangelo Gabriele
di Carpentrasso, nel 1 65o diedeal p. An- di questa congregazione, compilò la Vie

tonio un convento nella città di Sault ,


(hip. Aniome le Quieti religieux de l'or-
ch'era stato abbandonato dai cappucci- dredes. Dominique, inslituieur delacon-
ni. Due anni dopo ne fu edificato altro grégation du s. Sacrement dti niesme or-
nel borgo di Cadendo
Provenza e in , dre, et fundaleur de l'ordre des rcligieu~
nel 1664 questi religiosi furono chiama- ses du s. Sacrement de Marseille Avi- ,

ti dai vescovi di due altre città di Fran- gnon 1682.


cia. Vedendo il p. Antonio che la sua L'ordine domenicano ha un cardinale
congregazione andava crescendo, colle o- per prolettore; attualmente lo è l'am-
pere e colle parole aumentò la vocazio- plissimo cardinal Angelo Mai. A Geive-
ne ne* suoi frati che accesi di fervore
, rale de' religiosi dissi qualche cosa ri-
raddoppiarono le austerità. Alcuni digiu- guardante eziandio quello dell'ordine dei
navano con pane e acqua più giorni del- predicatori al presente per nomina del
:

la settimana, altri non mangiavano per Papa Pio IX n'è vicario generale il rmo.
3o o 4° giorni alcuna cosa cotta, altri p. m. Vincenzo Jandel, e procuratore ge-
dormivano sul pavimento sebbene stan- nerale il rmo. p. m. Francesco Gaude.
chi dalle fatiche, ed altri dopo il mattu- Lo stemma dell'ordine si compone d'un
tino non prendevano più riposo, passan- campo nero e bianco, di un giglio e di
do il resto della notte nell' orazione e una palma incrociati dentro una corona,
nello studio. Tutti poi uon si accostava- sovrastati dalla stella, e di un cane seden-
no al fuoco nell' inverno il più rigido , te sopra un libro e avente in bocca tuia
non mitigavano leasprezzedel vivere nep- torcia ardente. Negli articoli geografici de-
pure nelle malattie e finché aveano for- gli stati, città e diocesi parlai molto del-
ze intervenivano agli atti comuni. Il p. le principali chiese e conventi de' dome-
Antonio avendo stabilita la sua congre- nicani, de' vescovi e uomini illustri del-
gazione, che giunse ad aver 6 conventi, l'ordine; e negli articoli biografici vi so-
s'impiegò tutto «elle missioni che ordina- no quelli de' \ summentovati Papi, dei
riamente faceva ne'luoghi piccoli e inac- cardinali secondo Cardella, de' più cele-
cessibili situali nelle montagne della Pro- bri scrittori ecclesiastici, de'princi pali san-
venza , del Delfinato e della bassa Liu- ti e beali , come delle principali sante e
,

96 PRE PKE
beate. Quanto Papi qui ricorderò, che
ai nobbeGregorioXVIjil quale inoltre bea-
n Porpora notai che due domenicani sen- tificò gli altri domenicani Gio. Massias e

za esserne decorati ebbero de' voti pel pon- Martino de Porres, approvando il culto
tificato, a vendo scritto il domenicano Bzo- che si rendeva al b. Giordano da Pisa),
vio, che nel 1281 fu eletto Papa fr. Gio- Farinola, Ferrari, Ferreri, Frangipane,
vanni di Vercelli generale de'predicatori Galantina, Giustiniani , Goditi, Gotti
e che mori prima di saperlo; mentre nei (dottissimo), Guardia, Hovard, Joice,
conclavi del 52 e del 523 il domeni-
1 1 1 Kiluvarbio, Loaisa, Lucuti, Maculani,
cano Scomberg arcivescovo di Capua, ri- Maklesfeild, Mazzarini, Natta, Orsi (il-
cevè diversi voli pel triregno. Benedetto lustre storico della Chiesa), Orsini Mat-
XIII in una sua allocuzione disse che il teo , Piinentel, Pipia, Roselli, Scaglia,
suo ordine avea avuto 55 cardinali. No- Scombergh Selleri Soudre, Teobaldi,
, ,

vaes nella vita d' Onorio ///diceche l'or- Tor ree remata. Felzi (l'ultimo creato da
dine va glorioso per aver prodotto In* Gregorio XVI nel i832), Vio, TVinler-
nocenzo F, il b. Benedetto XI, s. Pio V bum, Zavierre. Fra'santi nominerò, oltre
e Benedetto XIII più di 60 cardinali,
,
imemorali Papi b. Benedetto XI e s. Pio
più di i5o arcivescovi, più di 800 vesco- V, e Domenici, Tommaso d' Aquino, Vin-
vi (numero aumentatosi, poiché pubbli- cenzo Ferreri, Giacinto, Alberto Magno,
cò -T opera nel declinili* del secolo passa- Antonino, Raimondo di Pegnafort Lo- ,

to), un numero grandissimo di santi ca- dovico Bertrando, Pietro Martire, Anco-
nonizzati, ed un numero senza numero nino, i bb. Francesco de Posadas e Gia-
di scrittori e uomini insigni in ogni ge- como di Varaginc, ed altri. Fra gli scrit-

nere di pietà e dottrina. Seguendo e con- tori ecclesiastici, oltre i diversi cardinali
tinuando Cardella , come il più recen- e santi nominati, i
pp. Mamachi,Bzovio,
te storico de' cardinali non che critico Le Quien, Melchior Cano, Sante Pagni-
oltre le biografìe de' ho pub-
4 Papi , ni, Ciaccolilo, Valsecchi , maestri preci-
blicalo le biografie de' seguenti 5o car- pui di rami delle scienze sagre. Me-
tutti i

dinali, oltre Papi che pur furono car-


i ritano menzione egualmente , Cavalca ,

dinali mentre ad Avignone riportai le


; Bartolomeo da s. Concordio , Giordano
notizie degli anticardinali fr. Nicola da da Bivalto il migliore prosatore del tre-
s. Saturnino generale dell' ordine, fatto cento; Ignazio Danti e Fr. Giocondo gran-
dall'antipapa Clemente VII nel 1378, il di nelle matematiche; fr. Angelico da
quale neh 383 fece altrettanto col con- Fiesole e fr. Bartolomeo celebri pittori. In-
sobrino Giovanni Novocastro domenica- numerabili altresì sono gli altri dotti d\in
no; a Basilea dissi che l'antipapa Felice merito distinto,mentre fra quelli di cui ne-

V nel i444 fece anticardinale Giovanni gli ultimi tempi si deplorò la perdita cer-
de Ragusio de'predicatori; nella serie poi tamente deve ricordare il commissario
si

de'maeslri del s. palazzo riportai altre no- del s. oflìzio p. m. Maurizio BenedeltoO-
tizie degli a'nticardinali s. Saturnino e No- livieri stato anche maestro generale di

vocaslro mentovati. Ecco il novero dei tutto l'ordine, profondo cattedratico nel-
cardinali. Alberti di Prato, Alvarez, An- le lettere e scienze latine greche ed e- ,

nibaldeschi, Badia, Begaignon, Berne' braiche, ornato di un complesso di virtù.


rio, Berlano, Bianchi, Billomo, Bonelli, Però a questa mia brevità suppliscano le

Boxadors, Capizucchi,Caracciolo Nico- collezioni de'seguenti storici domenicani.


la, Caro (il primo cardinale domenica- Giacomo Echard continuatore dell'altro
-

no, crealo nel 1244 da Innocenzo IV ). domenicano Quielif: Scriptores ordini»


Casanova, Dati, Domenici ( il cui cul- praedicalorum recensiti, notisque histo-
to immemorabile col litolodi beato lieo- ricis et criticis illustrati , Parisiis 1 7 1
9.
PRE PRE 97
Leandro Alberti, De viris illuslribusor- de' generali dell'ordine, già esistenti nel
dinis praedicatorum , Bononiae 1 5 7. 1 pavimento della chiesa), e la celebre Bi-
VincenzoM. 3 Fontana, Sacrimi theatruin blioteca Casanalense (V.), la prima in
do/ninicanum, Romaei 666. De romana Roma dopo la Vaticana. Di questa oltre
provincia ordinìs praedicatorum, Romae aquanto dissi a Chiesa di s. Maria sopra
1670. Monumenta domiaicana breviter Minerva, parlando del chiostro e del con-
in xynopxim collecla , de fìdis obsequiis vento, sulla primitiva fondazione, aggiun-
ab ordine praedicatorum s. Dei eccle- gerò, che fra'suoi preziosi libri distingue-
siae usane modo praestitis, Romae 1 675. si gran Bibbia in pergamena impres-
la

Antonio Touron, Storia degli uomini il- sa a mano


con lettere a punzone, la qual
lustri dell'ordine di s. Domenico, Roma cosa costituisce quell'anello di congiun-
1 743-49.
Questa opera, colla sua Vita zione che unisce il manoscritto alla stam-
di s. Domenico, forma una storia com- pa : un lavoro rarissimo, da ta-
è questo
pita dell'ordine, dalla sua fondazione al luni chiamato chirografia. Nel n.°7 del 1

1748. Gio. Michele Pio, Vita degli uo- Diario di Roma 1 840 si legge, che la bi-
mini illustri di s. Domenico e storia del- blioteca fu magnificamente restaurata ,
la nobile progenie dis. Domenico. Tom- abbellita e ampliata nelle stanze aggiun-
maso Mal venda, A miai. Orci, praedica- te a quelle ch'erano contigue alla vastis-
torum. Inoltre dall' ordine le belle arti sima sala. Questo utilissimo stabilimen-
ricevettero lustro e incremento, come di to , ricco di rarissimi codici ed edizioni
recente ha dimostrato il p. L. Vincenzo antiche e moderne d'ogni specie, situato
Marchese dello stesso istituto, Memorie nel centro di Roma, frequentato da una
de più insigni pittori, scultori e architetti gran folla di studiosi, faceva da alcun tem •
domenicani, con aggiunta di alcuni scrit- pò temere di qualche rovina. Il eh. p. m.
ti intorno le belle arti, Firenze 1 845. Se Giacinto de Ferrari dell' ordine de' pre-
ne legge l'elogio e il trasunto nel voi. 4 dicatori, appena nominato prefetto della
degli Annalidelle scienze religiose, serie biblioteca Casanatense (ora è commissa-
»/ Ferdinando delCastiglio,Z?e//'wtorùz rio del s. offizio), non pago di averla già
generale di s. Domenico e dell' ordine dei fatta accrescere di moltissime recenti o-
predicatori, Venezia i58g. P. Giacobbe, pere, si diede tutta la premura perchè si

Memor. sulla canonicità dell'istituto di s. eseguissero subitamente gli opportuni ri-

D omenieo, Beziersi 75o. Ant.° Bremond, parile si prevenisse così qualunque dan-
Bullarium Domenicanum, Romae 740 1 no cheavrebbe*essa potuto un giorno sof-
in 8 tomi. LeCordaire, Memo ire pour le frire. Inoltre noterò, che nel convento vi

rélablUsement en France de l'ordre des è altra importante libreria per uso pri-
ftìres Piécheurs, Paris 1839. I domeui- vato de'religiosi, già splendidamente ar-
caui hanno in Roma le seguenti chiese. ricchita di libri pregievolissimi del car-
Chiesa di s. Maria sopra Minerva dinal Torrecremata; preziosa raccolta che
(V.) con ampio e magnifico convento an- pati qualche perdita nelle vicende che
nesso propinqua alla Piazza della Mi-
,
afflissero Roma ne' primi anni del cor-
nerva (V.), residenza del generale e pro- rente secolo ; tuttavia si mantiene e con-

curatore generale dell'ordine, del segre- serva i suoi 3o,ooo volumi, alcuni mss.,
tario della congregazione dell'indice. In ed una ricca collezione di miscellanee.Nel-
esso dai cardinali si tiene la Congrega- la biografia del domenicano cardinal Giu-

zione del s. offìzio (V.); vi è il Collegio stiniani, non solo riportai che nella chie-
di s. Tommaso d'Aquino, V. (nel chio- sa eresse la cappella di s. Vincenzo, di cui
stro è il deposito cou busto di marmo portava il nome ma che
, edificò buona
del fondatore ,
presso 5 antichi sepolcri parte del convento } con una biblioteca
VOL. LV. 7
98 PRE PRE
pei' uso de'religiosi. Quanto alla chiesa, Chiesa di s. Sabina (V.). Ne parlai an-
oltre la descrizione che ne feci al citato cora a Palazzo apostolico di s. Sabina. In
suo articolo ed a quelli relativi (anche al- questa chiesa crede Panvinio che vi fosse

la sagrestia pei Conclavi lenuii e pei Pa- sepolto Giovanni XVII (V.)j ed alcuni
pi eletti vi), come de'pregiatissimi monu- che vi fosse la Porta santa (V.).
menti sepolcrali di cui è doviziosa , che Chiesa di s. Sisto (V.). Ne parlai an-
in gran parte descrissi ancora nelle bio- che a Poveri, per quelli che un tempo
grafie o dove parlai di quelli che vi so- furono collocati nel convento.
no tumulati, come di cinque Papi, mol- Chiesa de' ss. Quirico e Giulitla (V.).
ti cardinali, vescovi, prelati e altri per- Chiesa di s. Clemente (V.). Dei dome-
sonaggi. Ivi si celebrano quelle funzioni nicani d'Irlanda (V.). Nel voi. XVI, p.
papali e cardinalizie che indicai nel cita- 198 dissi che Benedetto XIII vi consagrò
to articolo e descrissi ai luoghi loro, solo l'altare maggiore e vi tenne l'esame dei
qui aggiungendo che ve n'ebbero luogo vescovi; qui aggiungo che vi pernottò per
anche straordinarie, avendo detto nel voi. portarsi nella seguente mattina alla cap-
IV, p. 2i2cle'batlesimiche vi fecero Be- pella della Natività di s. Giovanni. Cle-
nedetto XI 11 e Benedetto XIV, ed a Fa- mente XI soleva visitarla per la festa. Del-
scie benedette di quelle che Pio VI vi la favola che ivi fosse sepolta la papessa
benedì. Prima nella processione del Cor- Giovanna, vedi tale articolo. Quivi era
pus Domini in mollo numero v'interve- un collegio di missioni, dipendente dalla
nivano cardinali e nel 1721 furonoig,
i congregazione di propagandai/e.
come si legge nel n.° 612 del Diario di Chiesa di s. Nicola de' Prefetti. Nel
Roma. Nel n.°io3deliyi7SÌ riporta co- rione Campo Marzo già parrocchia sino
me Clemente XI le donò per mg. r sagri- a Leone XII, così chiamata forse dal vi-
sta uno stendardo preso ai turchi. Del- cino palazzo del Prefetto di Roma (V.) ,

la processione solenne chiamata del Du- ed anche de' Perfetti probabilmente dal
rando, che i religiosi eseguiscono nella nome d' una famiglia romana ivi dimo-
festa dell' Ascensione , in memoria del rante, come osserva Venuti, Roma mo-
viaggio di Gesù Cristo e degli ppostoli al derna, 348, il quale aggiunge che fu
p.
Monte Oliveto per farli testimoni distia detto anche s. Nicola de' Medici dal Pa-

andata al cielo, ne parla il Dia-


n. "39 del lazzo di Firenze (V.) de %rand\ic\i\ di To-
rio di Roma 1801. Nel 1. 1 5 dell'Album, scana di lai nome, poco distante, così chia-
p. 1 i,vi è un erudito articolo sulla rifor- mandola Panciroli , Tesori nascosti, p.
ma della chiesa della Minerva in islile go- 637. Martinelli Roma sacra p. 193 ,
,

tico, ossia ogivale, coli' interno di essa e e 263 la denomina de Perfectis seu de
il dettaglio della sezione longitudinale, Praefeclis poiché riproducendo la Cro-
,

incominciata nel 1848 coll'opera del ce- nica (secondo la quale fu Clemente IV
lebre religioso li. Girolamo Bianchedi che die a'domenicani la chiesa delta del-
lodato di sopra. La condizione de' tempi la Minerva; forse l'immediato successore

ne ha ritardalo la totale riduzione e ab- Gregorio X


ne effettuò il disposto , rite-
bellimenti: ma già il tempio è stato mae- nendosene concessore) del monastero di
stosamente ridottoalla pristina forma go- Campo Marzo di fr. Giacinto de' Nobi-
tica. Avrà le pitture a tulio il coro ed al- li domenicano questi la dice s. Nicoli)
,

la crociera. Le basi già finile a marmo ci- dei Prefetti. Questa chiesa è antichissi-
pollino fauno bella mostra : le colonne o ma, dicendosi che s. Zaccaria (o fabbricata
pilastri saranno di scagliola del medesi- da lui, secondo Piazza, Emerologio t. 2,
mo colore cipollino. In complesso riusci- p. 719) la diede alle monache basiliane
rà magnifica e decorala. (poi benedettine) di Campo Marzo: cerio
PRE PRE 99
è che nel jlo
da Costantinopoli si
esse rato Gio. Vittorio de Rossi romano, cui
rifugiarono in Roma ben accolte da quel piacque nascondersi sotto il nome ana-
Papa che le provvide di tutto e diede , grammatico di Giano Nic io Eritreo che
loro le chiese di s. Maria sopra Minerva significa l'istesso in lingua greca, edificò
e di s. Maria in Campo Marzo. Nel i568 nel 1628 colle limosine di persone pie
s. Pio V donò la chiesa ai domenicani di questa chiesa, cui donò la miracolosa im-

s. Sabina per loro ospizio. Benedetto XI II magine di Maria della Febbre donde
s.

la fece restaurare e ridurre in miglior for- ne prese il nome. Qui osserverò con Can-
ma, insieme alla volta in cui De secretariis, t. 4, p. i()5j, De
Giacomo Tri- cellieri,

ga dipinse a fresco s. Nicola in gloria con imagine Dominae no s trae Mariae Febri-
angeli. Nella 1." cappella a dritta s. Vin- fugiae, et de ceteris imaginibus B. M.Fe-
il

cenzo Ferreri è pittura di Ferrari da Ro- briuni nomine itisignitis ; e con De Mat-
vigo, nella »." il s. Nicola è d'autore in- theis, Dissert. sul culto reso dagli anti-
cognito, ha merito. La Ma-
mala pittura chiromani alla dea Febbre, che sicco-
donna del Rosario sull'altare maggiore me in ogni tempo più o meno domina-
fu eseguita da Lazzaro Raldi, ed i5 mi- i rono in Roma le febbri (per cui molte
steri all'intorno sono dello stesso Triga, affluenze furono prese pev Pestilenze, co-
come il ricordato Ferrari dipinseils. Do- me provai a quell'articolo),! romani in-
menico ch'è sul l'ai tare a sinistra. Neh y43 trodussero il culto della dea Febbre, le
vi fu sepolto 1' ab. Francesco Lorenzini eressero templi, e ne invocarono il patro
2.°custode generale dell'accademia d'Ar- cinio per essere esenti dai molesti suoi at-
cadia. Vi si celebrano le feste dell'ordine, tacchi, in tempi che al dir di Asclepiade
e quella del santo titolare a'6 dicembre. e Celio Aureliano , ivi erano comuni le

Nel vicolo contiguo vi è l'oratorio del ss. febbri quotidiane letargiche , come con-
Sagramento della parrocchia, dedicato a fermasi da Galeno intorno le febbri pe-
s. Caterina da Siena. riodiche , da lui chiamate semiterzane.
Chiesa di s. Maria del Rosario e del- Cessata la superstizione, ai templi profa-
la Febbre y a Monte Mario. Nel rione Bor- ni sostituite le chiese, ed ai simulacri le
go fuori la Porla Angelica a poco più di sante immagini massime di Maria Ver-
due miglia, parrocchia per avervi Leone gine ,
questa fu venerata anche sotto il

XII unita quella di s. Lazzaro, come no- titolo della febbre, cui ricorrevano i feb-
tai nel voi. LI, p. 246 nel luogo detto
, bricitanti, ed i sani per esserne preserva-
la Croce di Monte Mario. A Monti di Ro- ti. Una venne posta nel tempio ro-
di esse
ma, descrivendo e celebrando l'elevato e tondo che servì di sagrestia nella Chiesa
delizioso Monte Mario, narrai come Be- di s. Pietro in Praticano (F.), e fu lai."
nedetto XIII amò di frequente trattener- ad essere coronata dal capitolo, ed altre
si diversi giorni dell'anno nel convento due sotto lo stesso titolo sono nelle pro-
annesso, vestendo l'abito domenicano, fa- pinque Grotte sagre. La chiesa di Monte
cendo funzioni e consagrando vescovi nel- Mario compita che fu venne benedetta ,

la chiesa che restaurò col convento, quin- a'20 settembre 1629. Indi vi fu istituita,
di solennemente la consagrò nel 1726, la confraternita del s. Rosario, per cui ne

come rilevasi dall'iscrizione posta nel suo prese il nome cumulativamente al pre-
interno : raccontai pure come Gregorio cedente, ed Urbano Vili nel 1
644 ' e
XVI rifece la strada più comoda per a- concesse indulgenze e privilegi. Con te-

scenderealMonte,equestoe la chiesa più stamento del 1646 l'illustre fondatore,


Narra Martinelli, Roma sa-
volte visitò. per aumento del divino culto lasciò la
gra p. 2 7, che ad onore di s. Maria del-
1 chiesa ed eredi de'suoi beni, consistenti in
la Febbre e nella sua villa il celebre letie- ? vigne della rendita di circa scudi 1000,
ioo PRE PRE
i Girolamini del b. Pietro da Pisa (/'.) operibus publicis , p. 5j. Dipoi nel con-
coll'obbligo che si fabbricasse propinquo vento fu istituita la prima Scuola (/)
un convento, per comodo di que religio- della carità educatrice. Dal piano della
si che vi avessero voluto menare una vi- strada si salisce alla chiesa per la detta
ta ritirala e più perfetta; non adempien- scalinata a 4 branche, due per parte. Nel
dosi alcune condizioni, altri venivano so- ripiano superiore s'alza la facciata di sem-
stituiti.Per diverse vicende e liti colla plice architettura , adorna di 4 pilastri
congregazione della B. Vergine Assunta ionici sorreggenti l'architrave, nel mezzo
della Chiesa del Gesù, ed preti che sub- i L' interno della chie-
ai quali è la porta.

entrarono alla cura, il convento e la chie- sa è dittico con cupola in pilastri ionici :

sa passarono nel 1 7 i o ai domenicani del- ha 4 cappelle concave, oltre il cappello-


la congregazione di s. Marco di Firenze. ne maggiore e 2 cappelline laterali chiu-
ClementeXI nell'approvare(egli dichiarò se sotto V arco d' ingresso, sopra di cui è
parrocchia la vicina chiesa di s. Francesco la cantoria. Di queste cappelline in una
sul Monte Mario, che tuttora posseggono si venera il ss. Crocefisso , nell' altra s.

i Girolamini) col breve Exponi nobis 3 Vincenzo Ferreri di buona pittura ; in


de' 3 febbraio, Bull, de prop. fide, Ap- questo altare è pure 1' antico dipinto in
pendix Li, p. 390, questa convenzione, tavola esprimente la B. Vergine col Bam-
ordinò che dopo 6 anni nel convento si bino in campo d'oro o Madonna della
a
aprisse un collegio di missioni di 6 alun- Febbre. La 1 . cappella a dritta è dedi-
ni sotto la dipendenza della congregazio- cata ai ss. Angeli, la 2." a s. Domenico; il
ne dipropaganda fide. Furono stabilite cappellone ha bell'altare isolato di mar-

le congregazioni donde prendersi i colle- mo e sotto la mensa riposa il corpo di s.


giali, la loro età, qualità morali, gli stu- Colomba martire, collocatovi da Clemen-
di, il giuramento. Ogni 4 mesi il vicario te XI. La ." cappella che segue a sinistra
t

generale, ed ogni 6 mg. r segretario di pro- è sacra alla B. Vergine del Rosario, gra-
paganda doveano visitare il collegio. Pas- devoledipintodi Michelangelo Cerruti; la
sati i 6 anni e non essendosi aperto il col- 2." ha il quadro col transito di S.Giuseppe.

legio, Papi accordarono diverse proro-


i Missioni de' Domenicani,
ghe, finché Benedetto XIII assolvè il con- Descrivendo gì' innumerabili luoghi
vento di mantenere i 6 alunni, col bre- ove in tutto il mondo sono vicariati e
ve Alias prò parte, de'io marzo 1727, Prefetture apostoliche (F.) e altre parti
Bull, cit., Appendix t. 2,p.2i; ma Be- dipendenti dalla Congregazione di pro-
nedetto XÌV col breve Ecclesiae catho- paganda fide {F.), per le Missioni pon-
licae regi/nini, de* 10 luglio 1748, Bull, (F.) 3 descrissi ancora quelle del be-
tificie

de prop. fide, t. 3, p. 237, riassumendo nemerito ordine de' predicatori , i quali


tutte le anteriori disposizioni della s. Se- noverano moltissimi martiri , ed anche
de, eresse nuovamente il seminario delle recenti come notai a Indie orientali par-
missioni nelconventodis. Mariae de Ro- lando del Tonkino, in difesa delle quali

sario et Febri in Monte Mario. Questo missioni, contro le pretese di altri missio-
però non ebbe mai governo
effetto, ed il nari, scrisse il p. Mamachi{V.) con suc- t

imperiale francese ne alienò Per i beni. cesso a favore del suo ordine. Gregorio
Je vicende di quel tempo avendo la fab- IX fu il primo Papa che impiegò dome- i

brica della chiesa solferto, Gregorio XVI nicani nelle missioni straniere, coll'inviar-
la restaurò nel i838, e vi fece eseguire li nell' Asia. Poco dopo si propagarono
innanzi l'ampia scalinata di travertini, tanto , che a' 2 3 luglio 12 53 potè loro
essendovene memoria marmorea, che ri- Scrivere Innocenzo IV. » Ai nostri cari
produsse l'aw. De Dominicis Tosti, De figliuoli i fruii predicatori, che predica-
,

PRE PRE 011


no nelle terre de' saraceni, de'greci , dei di Nubia e convertì molti infedeli, fu e-
bulgari, de'cumani, degli etiopi, de' siri, letto vescovo e vicario apostolico di quel
de' goti, de'giacobiti, degli armeni, de- paese. Fino dal i49° s trovavano in A- '

gl'indi, de'tartari, degli ungheresi, e del- frica missionari domenicani, comeal Con-
le altre nazioni infedeli d'oriente, salute go al , Senegal, alla Gambia e alle due
e benedizione apostolica ". Ov'è da no- Guinee il re e la regina del Congo fu-
:

tare che allora l'ordine era bambino, co- rono battezzati dal p. Giovanni di s. Ma-
mechè approvato da Innocenzo III e nel ria domenicano. Nel i5o3 fiorivano in In-

1216 confermato da Onorio III canoni- dia, avendovi navigato col famoso ammi-

camente, quindi ancora non avea potuto raglio duca d' Albuquerque: il p. Plato
svilupparequelle forze colossali, che spie- gesuita, De borio status religioni, scrive

gò poi largamente e si distese per tutta che domenicani in detto anno avea no per
i

quanta la terra. Sotto Innocenzo IV inol- tutti i paesi dell'India, dell'Arabia e del-
tre ebbe origine la Società de pellegrini la Persia convertite un numero infinito
di Cristo, rinnovata in molti de' seguen- d'anime a Dio. Appena scoperta l'Ame-
ti pontificati e formata di domenicani e rica e neli5o5 fu evangelizzata in ogni

francescani, per scorrere l'oriente e il set- parte dai domenicani. Vi furono s. Lo-
tentrione a diffondere la luce del vero a- dovico, fr. Tommaso Ortiz e fr. Barto-
gì' idolatri, infedeli, eretici e scismatici lomeo Las Casas questo ultimo prese :

di che feci cenno nel voi. XXVI, p. 96. l'abito domenicano nel 1 5^2 al convento

Il famoso Nicolò Fortiguerri, nella cele- dell'isola di s. Domingo, laónde non so-

bre Relazione delle missioni d'Africa, A- lo vi esistevano conventi, anche no- ma


sia ed America, estratta dalle memorie viziati. Nel 556 il p. Gaspare della Cro-
1

dell'archivio di propaganda fide e offerta ce, al diredegli storici domenicani, entrò


a Benedetto XIII, come dal codice Vati- primiero tra tutti nella Cina, e compose
cano 726, dice che i domeni-
colla data 1 un trattato delle cose cinesi stampato ad
cani furono destinati da Innocenzo IVper Evora nel i56q. Nel 1600 domenicani i

missionari dell'Etiopia; che domenicani i erano penetrati nel Giappone , e fr. Al-
della provincia di s. Croce neli53g furo- fonso Navarrate vicario provinciale nel
no primi a portare la fede nel Perù e
i 1617 vi fu martirizzatocon altri religio-

che penetrati nella Cina,


in altre regioni; si. Altre notizie si possono trovare ne'ci-
vi ebbero martiri verso il i635 {V. A- tati articoli. Iti una recente statistica del-
iessandro Natale); che nel i65i anda- le missioni cattoliche in tutto il mondo,
rono alla missione della Guyana; che in leggo che l'ordine de'predicatori è diffu-
quella della Guinea succedettero ai cap- so in 34 missioni, con padri e vescovi. O-
puccini, la cui prefettura nel 1 700 fu da- vunque e sempre itigli di s. Domenico si
ta alla congregazione di s. Vincenzo Fer- portarono risoluti di piantarvi la croce
reri. Nel 1 3og fr. Ricoldo da Monte Cro- del Redentore o di lasciarvi per suo amo-
ce fiorentino fu missionario celebre in tut- re la vita. Attualmente domenicani esi- i

ta 1' Asia. Quanto fece in Armenia il b. stono nelle seguenti missioni. Inghilter-
Bartolomeo pochi anni dopo, lo dissi nel ra, convento e missione. Irlanda 1 3 con-
voi. LI , p. 3 1 6 fondò 1' arcivescovato
: venti. Olanda 4 1 stazioni. Russia, oveso-
di Naxivan e altri sei vescovati secondo no il principal sostegno della fede catto-
gli scrittori domenicani , dai quali pure lica, hanno 53 conventi, come in Pietro-
si apprende che tutti furono retti per tre burgo, Vilna, Riga, Smolensko, Lituania,
secoli dai loro religiosi. Nel i33o il p. ec. religiosi sacerdoti e novizi 107, co-
:

Bartolommeo da Tivoli, seguito da mol- mesi legge in un catalogo impresso a Vil-


ti religiosi pledicatori, fondò la missione na nel 1 8 44 Costantinopoli convento a

ioa PRE PRE
Calala. Smirne ospizio. Naxiail vescovo, quali non solo approvarono il suodisegno,
Mossul e Kurdistan, missione e prefetto ma conlribuironoanche moltissimo per la
apostolico. Cina un vicariato apostolico, fabbrica del monastero, cbe in poco tem-
due vescovi, 17 religiosi, parte europei, pò con chiesa dedicataa s. Maria fueret-
parle indigeni. Tonkino due vicariati a- lo in Provilla, luogo situato tra Carcas-
postolici, 46 religiosi sacerdo-
4 vescovi, sona e Tolosa un 4.°di lega da Fanjaux,
ti Macao casa di procura. Fi-
e novizi. dolalo a sufficienza dalla pietà de'fedeli.
lippine isole, un vescovo, Pertanto nel giorno di s. Gio. Evangeli-
4f) parrocchie,
circa 200 religiosi: missioni tra'moiifi- stai2o6 vi furono introdottei 1 donzel-
hppini delle montagne di Guajangan, di le, 9 delle quali già convertite dal santo,
Mayoyao, di Yleab-bon, di Aua, ed al- che tutte vestì colle proprie mani, e die-
tre. Capo di buona Sperauza un vesco- de loro ad osservare la regola delle Ca-
vo e missionari: lo stesso nella Gujana nonichesse di s. agostino, con l'aggiunta
inglese. Stati Uniti 3 conventi, 9 stazio- di alcune particolari costituzioni, confer-
2 monasteri di monache educatrici,
iti, mate poi da Gregorio IX. Comandò Io-
ed un vescovo a Nashville. California il ro l'osservanza della clausura, rigoroso
vescovo di Moutrey e missionari. Nell'A- silenzio, evitare l'ozio col filare lana e li-

merica meridionale vi sono altre missio- no per gli usi del monastero, ed avendo-
ne Vedasi, De Martyr. Sinens. ordinis ne preso la direzione ne restò priore fi-
Traed. Commentairais. P. Alberto Gu- no al 12 16. Quando si dovea allontana-
glielmotli de'predicatori, Memorie delle re da Provilla ne commetteva la cura ,

missioni cattoliche nel regno del Tunchi- a fi\ Natale ed a fr. Guglielmo Clareli.
no o sieno brevi notizie degli alti de' mar- Stabilì inoltre , che alcuni de' suoi frati
tiri, e delle persecitzioni ehe si sono levate
}
abitassero vicino al monastero, in un con-
111 fjiiel reame contro alla Chiesa di Dio vento distinto e separato, non solo a fine
e contro ai missionari dell' ordine di s. di prestar loro ogni aiuto nelle cose spi -
Domenico, Roma x 844- rituali, ma ancora nell'amministrazione
j „ de' beni temporali che in breve furono
,1 1
Del secondo ,. ,.
ordine di
, , ... s.
.
Domenico o
.

. , ,. \
loro donati da molti di voli, particolar-
,

.
1 •• .1
monacne domenicane e loro chiese in
meule dall arcivescovo di ISarbona„ «k.
, .., .
i- tv
„ .
che 1

nel 207 donò ad esse la chiesa di s. Marti-


1

Meutre s. Domenico attendeva con no di Limoux con tutte le rendite che le


fervore e zelo alle missioni per gli ereti- appartenevano in quel borgo e in quel-
ci albigesi (come già dissi), e molti di lodiTax. Vivevano delle medesime re 11-
quesli de'due sessi per le di lui prediche dite le mouache e i frati destinati alla
e miracoli si convertivano alla fede, ve- loro assistenza, e sebbene le religiose pre-
mendo che molli cattolici, anche nobili, stavano ubbidienza al priore, nondime-
per essere stali spogliati dagli eretici nel- «0 aveano la pi iora, la prima delle qua-
le sostanze, si riducevano alla necessità li e costituita da s. Domenico fu Guglie!'
di consegnare le loro figliuolead altri al- metta di Fanjaux che governò il mona-
bigesi per l'alimento e con 1' istruzione, stero di Provilla sino al 1225. Fioriva
manilèsto pericolo di sovversione, pensò quivi l'osservanza della regola e delle co-
di fondare un monastero per collocarvi sliluzioni,esercilandovisi le più belle v'ir-

le donzelle. In Linguadoca ne parlò col tu, il buon odore delle quali trasse inol-
suo vescovo d'Osimi Azebedo, con Ber- te nobilissime vergini a prendervi l'abi-

ti andò arcivescovo di Narbona, con Fol- aumentarono in modo che


lo, le quali si

co vescovo di Tolosa e con altri perso- bisognò decretare non superassero nu- il

nuggi umauli della religione cattolica, i moro di 100. Anzi si diffuse tanto la fa-
PRE PRE io3
ma della lorosanta vita, che dopo pochi miracolo operato da s. Domenico a' ao
anni furono fondati parecchi monasteri febbraio nel di delle Ceneri, giornodel lo-
in diverse città e luoghi di Francia, d'I- ro ingresso (altri lo stabiliscono a'24 do-
a
talia e di Spagna, particolarmente dopo menica 1 . di quaresima), alla presenza di
la fondazione di quello di Roma, da cui esse e de' cardinali Conti, Romanis e Ste-
uscirono le monache per stabilirne altri fano di Ceccano, nel risuscitare nella chie-
io o 12. Poscia la superiora la nomina- sa il nipote di questi Napoleone Orsini,
va il re di Francia e la prima ch'ebbe
, fracassato nellemembra per orribile ca-
tale onore fu Giovanna d' Amboise , la duta da cavallo, dopo aver celebrato eoa
seconda Maddalena di Borbone, dopo le lagrime la messa, acconciate le membra
quali fu governato da due principesse del- nella naturale situazione, e ad alla voce
la famiglia reale. Queste religiose e altre chiamato nel nome di Gesù Cristo laon- :

simili si dissero del secondo ordine di s. de restandone sbalordite anche le mona-


Domenico, benché fondate prima dell'or- che , si sottomisero pienamente alla sua
dine de'predicatori, per dare giustamen- ubbidienza e alla perpetua clausura. Ne
te a questi la precedenza , chiamandosi assunse il santo la direzione, ed avendo
delprimo ordine, mentre per il tempo loro prescritto alcune regole proprie della
della fondazione tale dovrebbe dirsi quel- vita religiosa, si vide presto fiorire tra
lo delle monache. Fino al 1 2 8 s. Dome- 1 esse ogni virtù, massime la povertà, cui
nico non fondò altri monasteri di don- obbligarono volontariamente, dovendo
si

ne ma in quest' anno avendo avuto in


, ciascuna donzella il 4-° giorno dopo la
Roma da Onorio III la commissione di sua accettazione in s. Sisto rinunziare a
raccogliere in un luogo solo molte reli- tutti i beni che possedeva o potesse pos-
giose, che sparse per la città in piccole co- sedere. La i." che vestì l'abito, simile a
munità, come le monache di s. Bibiana,o quello che dopo la visione del b. Regi-
case private, vivevano poco regolarmen- ualdo assunsero e portano frati e mona- i

te,ed avendo il santo ceduto loro il con- che dell'ordine, a riserva del cappuccio,
vento di s. Sisto , venne questo ad esse- in vece del quale le religiose hanno un
re il 2. monastero da lui fondato per le velo nero posto sopra altro bianco, fu la
monache. Toccai superiormente quanta b. Cecilia Cesai ini romana priora del mo-
fatica durò s. Domenico per effettuare nastero di da dove con permes-
s. Sisto,
siffatta riunione, come della resistenza di so di Gregorio IX uscì nel 2 33 per fon- 1

quelle che dimoravano nel luogo detto darne altro a Bologna, in cui morì san-
s. Maria della Torre presso la chiesa di tamente di 89 anni nel 1280. Che se le
s. Cecilia di là dal Tevere, ov'era una di- monache domenicane del monastero di
vota immagine della B. Vergine in mol- Roma non furono fondate primadi quel-
ta venerazione del popolo romano; e poi- le di Provilla, però prima di queste ve-

ché una delle ragioni che alimentava la stirono l'abito, che tuttora usano le do-
loro ripugnanza era di non voler abban- menicane. Ilp. Bonanni nel Catalogode-
donare la sagra immagine, avendo il Pa- gli ordini religiosi , delle Vergini a Dio
pa accordato di trasferirla a s. Sisto, ve dedicate^ a p. 46 e 47 riporta le figure
la portò di notte s. Domenico accompa- dellamonaca senza cappa e con questa,
gnato da due cardinali e da molti divo- avvertendo che le monache assumono la
ti i quali lutti incedevano con fiaccole
, cappa nelle funzioni sagre e quando ri-
accese e piedi nudi, siccome scalze per ri- cevono la ss. Eucaristia. Il GarampijTI/e-
verenza la riceverono le religiose. Queste morie della b. Chiara di Rimini, p. i35
subito furono confermate nel santo pro- e 40, parla del colore dell'abito di que-
1

posito, particolarmente per lo strepitoso st'ordine e del terzo. Le religiose del se-
.

io4 PRE PRE


condo ordine di s. Domenico hanno mo- de' tempi Gregorio I, imperocché
di s.

nasteri in tutte le parti del mondo, sog- questo Papa la portò in processione nel
getti quasi tulli ai superiori dell'ordine, giorno di Pasqua, con quelle della basi-
ed alcuni soltanto agli ordinati de' luo- lica Liberiana e d'Araceli), e da esso per

ghi ne'quali sono fondati. In vigore del- visione l'ottenne il pioTempuio, il quale
le loro costituzioniad esse non è lecito la ripose nella chiesa dis. Agata in Tras-

mangiar carne fuorché nelle malattie;


la tevere, che poi prese il nome di s. Ma-
è loro vietato l'usodellino nelle camicie ria delle Grazie per quelle che faceva, e
e ne'lenzuoli, i quali devono essere di la- in Torre (forse per quella accanto eleva-
na; sono tenute a digiunare in tutti i ve- ta nell' 848 da s. Leone IV in ripa del
nerdì da Pasqua fino alla festa dell' E- Tevere, poiché al presente lachiesina di
saltazione della Croce, ec. , ed oltre l'uf- s. Maria in Torre, dai marinai chiama-

fìzio hanno da recitare in coro


divino ta s. Maria del buon viaggio, rimane con-
quello della Madonna. Nel secondo ordi- giunta all'ospizio apostolico, dal lato che
ne in grandissimo numero fiorirono le guarda il fiume) o Tempulo, apparte-
sante e le heate, e per la prima meritò nente alle monache benedettine. Papa
gli onori dell'altare s. Agnese da Mon- Sergio 111 del go4 la fece trasportare al-
tepulciano; sono innumerabili quelle che la basilica Lateranense, nella seguen- ma
vissero santamente, ornate di tutte le vir- te notte prodigiosamente l'immagine tor-
tù, contandosi fra queste monache indi- nò nella sua chiesa Papa donò , onde il

vidue di sangue regio e di nobilissimi li- ricchi assegni al monastero, e si aumen-

gnaggi, di tutto trattandone gli storici e tò la divozione per essa del popolo roma-
biografi dell'ordine rammentati di sopra, no; restando pel patrocinio suo le mona-
oltre gli scrittori degli ordini religiosi e che in s. Sisto esenti dalle barbarie del
precipuamente ilp. Helyot. Ecco le chie- mentovalo saccheggio. Terminato sotto
se che hanno in Roma le domenicane. GregorioXIII l'edilìzio del monastero a-
Chiesa de' ss. Domenico e Sisto. Nel gli 8 febbraio i5j5 visi trasferirono da

rione Monti, sulla punta del Monte Qui- s. Sisto 62 monache colla santa imma-
rinale già detto Colle Laliaris. Ne' voi. gine, collocandola poi nella chiesa ove si

Il, p.68, XI , p. 43, XIII, p. 45 e 46, venera a'3o luglio 1640 con solennissima
narrai che divenuta insalubre l'aria ove pompa, in cui prese parte tutta la città,
abitavano monache domenicane in s.
le ed il capitolo Vaticano nel
64 la coro- 1 J

Sisto, massime dopo il sacco di Borbone nò con corona d'oro, come si legge in Bom-
del 1527, per essersi spopolato il sito, s. belli, Raccolta delle immaginii. 3, p. 5 r

Pio V con la tassa dell' anello cardina- A p. 5g parla della coronazione seguita
lizio ed altre somministrazioni di scudi nel 1647 dell'altra miracolosa Madonna
1 0,000 d'oro eresse un piccolo monaste- delle Grotte, egualmente portala in que-
ro con chiesa annessa, indi quivi passa- sto luogo da s. Sisto, il cui Bambino la

rono le religiose, portando con loro la B. Vergine nel 1570 pose nelle braccia
suddetta miracolosa immagine di Maria di suor Filippa. Quando s. Pio V con-
che dicesi dipinta da s. Luca e illustra- cesse questo sito , esso apparteneva alle
ta da quelleoperechecitai di questa da- : monache terziarie domenicane di s. Ma-
rò un cenno coll'autorilà del Torriggio, ria della Neve, le quali si ritirarono in-
Ilistoria della ven. immag. di Maria V. sieme con altre terziarie dell'ordine dette
posta nella chiesa del monastero delle RR. le monache di s. Caterina, che abitava-
monache de' ss. Sisto e Domenico di Ro> no vicino alla chiesa di s. Maria sopra
ma, ivi 1641. Un pellegrino da Gerusa- Minerva, in una casetta ov'era morta la
lemme la porlo in Roma («embra prima santa : dipoi queste religiose con l'aiuto
j

PRE PRE io?


di Porzia Massimi eressero un nobile mo- Urbano Vili riedificarono eziandio ma-
nastero sotto il titolo di s. Caterina da gnilicentemente la chiesa, con facciata
Siena, e commutando il 3.°ordinecol a.° esterna di travertino e con architettura
ne professarono Avendo tro- la regola. di Vincenzo della Greca, cui si ascende
vato le monache di s. Sisto un ampio lo- per doppia grandiosa scala. Entrando in
a
cale da potervi innalzare una comoda fab- chiesa nella i. cappella a sinistra Roma-
brica, diedero subito mano all'opera, for- nelli dipinse il quadro della Madonna del
marono un nobile interno coro o chiesa, Rosario , s. Domenico e s. Caterina ; la
che arricchirono di reliquie e della mano tavola dell'altare seguente si crede d'Al-
di s. Caterina, collocando sulP altare la legrini ; il Cristo in croce della cappella
detla immagine di s. Maria delle Grotte che segue è copia d'altro quadro del Lan-
ed in vece della precedente chiesuola con franco. La tribuna era stata colorita da
un solo altare (secondo Martinelli, Roma Baglioni,che vi avea rappresentati i fat-

sacra , p. 36g, era dedicata a s. Maria ti di s. Domenico; oggi però si vedono a


e giuspatronato di Nicola Conti signore di fresco di Baldini la battaglia , di Genti-
Poli), dierono principio a quella che no- le l'Evangelo di s. Domenico illeso nelle

bilissima si ammira, trasferendovi anco- fiamme mentre i libri degli eretici resta-

ra dalla chiesa di s. Sisto un antico Cro- no consunti. Del Gentile sono pure le pit-
cefisso trafitto con 4 chiodi, che si crede ture che decorano l' immagine della B.
già esistesse a s. Sisto quando consagrò Vergine delle Grazie trasportatavi da s.
quel tempio s. Silvestro I in onore di s. Sisto. Le pitture della volta e della tri-

Sisto 1 1; queste monache posseggono e ve- buna sono di Canuti , e figurano la glo-
nerano altra immagine della B. Vergi- ria dell' ordine de' predicatori , espressa
ne detta di s. Aurea per esservi dipinto nelle immagini del fondatore e delle san-
ai lati il suo martirio. Quanto alla chie- te domenicane. Nella cappella seguente
sa di s. Maria Torre o Tempulo, fu
in Mola rappresentò s. Domenico portato
data ai dottrinari di s. Agata nella stes- a Soriano da tre sante. Il s. Pietro mar-
sa regione. Inoltre il Torriggio parla del tire nel seguente altare è un'imitazione
monastero di s. Sisto e suoi benefattori, di quello del Tiziano. Nell'ultima cappel-
principalmente Onorio III , Innocenzo la architettata da Bernini , le statue del
IV, Benedetto XI, Gregorio XI;che Eu- Redentoree della Maddalena sonodi Rag-
genio IV vi riunì le benedettine del vi- gi. In questa chiesa, che risplende per mar-

cino monastero di s. Cesario ; che Leone mi, pitture e stucchi a oro, si celebrano
X vi riunì le domenicane di s. Aurea del le feste di s. Domenico 4 agosto, di s.
a'
monastero posto a strada Giulia nel luo- Sisto II a' 6; ed il senato romano ogni
go detto Castrimi Senensej che anche le quadriennio fa l'oblazione del calice d'ar-
«benedettine del monastero de' ss. Cosma gento con torcie di cera.
e Damiano in Trastevere furono traspor- Chiesa dis. Caterina da Siena a Mon-
tate in s. Sisto ed unite alle domenica- te Magnanapoli. Nel rione Monti, nella
ne, dicendo pure de'divoti della B. Ver- contrada detta ne' tempi bassi Dalnea
gine che si fecero oblati nel monastero Pauli, per esservi ivi stati bagni del con- i

di s. Sisto. Prosperando il monastero dei sole Paolo Emilio, sulla quale etimolo-
ss.Domenico e Sisto, per la purezza del- gia Cancellieri die erudite notizie uè Pos-
si aumentò il numero delle signore
l'aria sessi e nei Mercato. Il contiguo mona-
romane, laonde ora si compone di qua- stero contiene quell'alta e gigantesca tor-
si tutte nobili. Ed è perciò che neliGi i re d'ottima costruzione, di cui parlai nel
ampliarono decorosamente il monastero voi. XVII, p. yo ed altrove. Conti e Ric-
sutlo Paolo V, quindi nel pontificato di chebach , Posizione geogr. de luoghi di
.

io6 PRE PRE


Roma, 77, la dicono eretta sotto In-
p. sono pitture di Garzi. Tutte le pitture
nocenzo III verso il i2i5, perciò poste- dell' ultima cappella di s.Maria Madda-
riore a Nerone, del quale il volgo le ha lena, effigiata in atto di comunicarsi, so-
dato il nome; ma altri l'attribuiscono al no di Luti. La chiesa fu consagrata nel
12 io e a Pandolfo della Suburra sena- 1640 e vi si celebra la festa della santa
tore di Roma; certo è che la sua forma titolare a'3o aprile o la domenica dopo.
la dimostra eretta in tempo di fazioni ci- In tempo del governo imperiale france-
vili. 11 monastero ebbe origine da quello se, nel monastero fu collocata la fabbri-
di s. Caterina, che accennai nel preceden- ca de'tabacchi; ma dopo il ritorno di Pio
te articolo, e lo fondò nel i563 Porzia VII furono ripristinate le monache.
vi

Massimi figlia di Luca e di Virginia Co- Ad Adoratrici perpetue del divin Sa-
lonna , la quale rimasta vedova di Gio. cramento, nel vol.XLII, p. 58 ed altrove
Ranista Salviali neli573 vi si rinchiuse. riportai come Gregorio XVI concesse a
Narra Novaes, nella Vita di Gregorio tali monache il monastero e chiesa di s.

XIII , che volendo stabilire il collegio Maddalena al Quirinale nel 1 838, trasfe-
de'.neofiti o catecumeni nella casa ove già rendo le poche
domenicane ga-
religiose
•visse e morì s. Caterina da Siena, levan- votte che l'abitavano in questo di s. Ca-

do le monache che ivi erano sotto V in- terina: il monastero neh 58 1 l'aveva e-
vocazione della santa, edificò loro un mo- retto Maddalena Orsini e vi prese l'abi-
nastero più comodo nel Monte Magna- to religioso , quindi sotto Clemente XI
napoli. Avrà forse ingrandito quello del- fu rifatta la chiesa con disegno di Borio-
la Massimo, o con essa contribuito po- ni; il quadro dell'altare maggiore è del-
tentemente all'edificazione e sistemazio- la scuola de'Caracci, la volta e le lunette
ne. Quando il Panciroli nel 1600 pub- di Garzi; il senato ogni quadriennio fa
blicò i Tesori nascoiti, era del 3.° ordi- l'offerta del calice e delle torcie.

ne, poi lodivenne del i.° La chiesa fu rin- Chiesa della ss. Annunziata. Nel rio-
novata ne'primi anni del secoloXVIIcon ne Monti all'Arco de' Pantani, presso gli
architettura di Gio. Rattista Soria e con avanzi del tempio di Marte Ultore e del
facciata di travertino. L'interno è orna- recinto del foro d' Augusto, già sagra a
a
to di marmi e di stucchi dorati. Nella i. s. Basilio e dei monaci del suo ordine. A

cappella a sinistra Nelli dipinse s. Nicola; quanto dissi ad Annunziata monache, a


i 3 Arcangeli nella cappella seguente sono Neofite per quelle che vi sono, colloca-
di Fabio della Cornia, ma le pitture del- tevi nel 566 da s. Pio V, e nel vol.XL VI I,
1

la volta sono di Tedesco. Nella 3/ cap- p. 271, 274, 275, aggiungerò, che nel-
pella vicino alla sagrestia, Passeri colori la chiesa il quadro dell'Annunziata del-

la B. Vergine del Rosario, nella volta Spe- l'altare maggiore è di Lapis da Cagli; le
ranza vi espresse variestoriedellass. Ver- pitture a fresco all'intorno sono di Moti-
gine; il sott'arco fu dipinto da Ruggieri. tagna : i quadri degli altari laterali dis.
1 due ovati sopra la sagrestia sono di Pas- Basilio, dis. Gio. Battista e di s. Giaco-
seri. L'altare maggiore decorato di 4 co- mo Consolano. Oltre la festa ti-
l'eseguì
lonne di marmo bianco e nero, fu edificalo tolare a'25 marzo, vi si celebra quella di
coi disegni del maltese Cafa , che vi scol- s. Basilio a' \ giugno. 1

pì ancora in rilievo la statua di s. Cate- Del ter z ordine di s. Domenico.


rina che è il più bello ornamento della Gli albigesi sovvertendo i cattolici per
chiesa. Nella cappella seguente s. Dome- trarli ai loro errori, se non riuscivano sfo-
nico che risuscita il fanciullo è di Pucci- gavano la loro rabbia con crudeltà inau-
ni, del Vasconio sono i freschi. La glo- dite e con violenze, sagrificando le [ter-
ria con vari santi nella cappella appresso sone e spogliandole de' beni. Lo zelo di
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cui s. Domenico ardeva perla chiesa cat- catalogo de' santi, determinarono, gli a-
tolica e pei suoi figli lo spronò a porre ri- scrittial terz'ordinedi farsi chiamare fra-
medio a tanti mali. Dopo averne delibe- telli della penitenza; poiché essendo ter-
rato con persone savie e zelanti della reli- minati gli eretici e cessato l'istituto di
gione, determinò di fondare nel 1209
si combatterli s non rimaneva loro altra
o 12 io un terz'ordine ovvero una santa guerra che col nemico interiore e le pro-
milìzia oordiuemilitareintitolatodi Ge- prie passioni, laonde fu l'ordine della mi-
sù Cristo , il cui articolo citai in princi- lizia di Gesù Cristo chiamato terz' ordi-
pio, composto d'uomini di provota virtù, ne della penitenza di s. Domenico. Tra
obbligo de' quali fosse di prender le ar- le persone de'due sessi che in questa pro-
mi e combattere secondo i bisogni della fessione seguitarono a vivere , vi furono
Chiesa per opporsi alle usurpazióni e uc- in grandissimo numero, commeiidevoli
cisioni degli eretici, e per la difesa e ricu- per sublime pietà, ed appartenenti ad o-
pero de'beni e diritti delle chiese. L'ab- goì ceto,ecclesiasticie laici, di cui gli an-
bandono quasi generale cui si vide tal- nali dell' ordine domenicano sono pieni
volta ridotto Simone di Monfort coman- di elogi, massime pel gran numero delle
dante de'crociati, per la partenza di que- sinte e beate che diede questo terz'ordi-
sti , fu altro motivo di stabilire questa ne. La che si meritò il titolo di bea-
i."

milizia, in cui il conte volle esservi rice- ta fu la b.Margherita d'Ipri che abbrac-
vuto, come
si rileva da un breve d'Inno- ciò l'istituto nel 1228. Altre accese del
cenzo de*28 giugnoi2io. Vi ammi-
III divino amore e a più alta perfezione a-
se s. Domenico gli uomini eziandio am- spirando,si separarono dal mondo, e sen-
mogliati, ma con di verse cautele, affinchè za abbracciare lo stato religioso, ai loro
il loro impegno non potesse pregiudica- statuti aggiunsero la clausura e il volo
re alla pace e tranquillità delle famiglie, semplice di castità. La b. Emilia di Ver-
non dovendo tornare a danno de' parti- celli nel 1 255 fondò uno di quesli mona-
coiai lo stabilito pel bene comune. Vo-
i steri, di cui poi fu fatta priora dai supe-
lendo le spose e le figlie di quelli chea- riori dell' ordine contribuendo col suo
,

veano abbracciatoquesto terz'ordine, ol- esempio e saggio governo alla perfezione


tre avere dato il loro consenso, eziandio d'un gran numero di vergini. Non aven-
partecipare al fruttospirituale degli eser- do s. Domenico dato al suo terz'ordine
cizi e buone opere loro, s. Domenico le regola alcuna in iscritto, accadde che le
aggregò alla sagra milizia, acciocché an- superiore de'monasteri o congregazioni,
cora esse combattessero per la Chiesa con e talvolta loro direttori vi mischiarono
i

orazioni e colla pratica delle virtù cristia- alcune pratiche, che non erano sempre
ne e con opere di misericordia, onde si conformi agli statuti. Ad evitare la confu-
chiamarono suore della milizia di Gesù sione che ne proveniva, le suore d'Italia
Cristo. Agli uomini e alle donne a voce pregarono il p. Muzio di Zamora 7. "ge-
prescrisse una certa regola di condotta, nerale dell'ordine de'predicatori, di fis-

una forma d'abito bianco e nero per e- sare una perfetta conformità in tutte le
sprimere l'innocenza e l'umiltà, ed alcu- case e congregazioni del terz'ordine. In
ne preghiere. Il fervore e buon esempio quésta occasione la regola data das. Do-
furono cos'i efficaci, che molte vedove e menico di viva voce fu scritta, e distri-
vergini fecero istanza d'essere annovera- buita poi da un successore nel 1 285 , e
te nel terz' ordine, il quale divenne ben fu chiamata la Regola del terz'ordine, che
presto celebre e si dilatò poi tanto, quan- approvarono neh4o5 Innocenzo VII, e
to l' ordine slesso de' frati predicatori. neh 43c) Eugenio IV. Adunque il terz'or-
Morto poscia il foudatore e ascritto nel dine di s. Domenico fu diviso in più va-
io8 PRE PRE
mi ed ebbe uomini fu-
diversi stati. Gli Giulio Leone X, Paolo III, s. Pio V,
II,

rono i primi ad abbracciarlo: tra le don- Clemente Vili e Urbano Vili lodarono
ne che vollero poi esservi ricevute, alcu- assai il terz'ordine e gli accordarono di-
ne si rinchiusero ne'chiostrie vissero po- versi privilegi. BenedetloXIII nellabol-
co differente dalle religiose, le cui auste- la Pretiosus rinnovò le lodi date dai pre-
rifa erano minori; sorte di monache
tal decessori e confermò lutti i privilegi, per
si Europa e in Ame-
moltipJicò assai in muovere più efficacemente i frati e le suo-
rica, essendo vere monache e religiose di re a compiere sempre con fervore tutte
voti solenni. Sono però in maggior nu- le obbligazioni della loro regola per la pro-
mero terziarie le terziarie che nelle ca-
i pria perfezione e ad edificazione altrui. Il
se de'Ioro congiunti, nel mezzo delle lo- p. Bonanni, Catalogo degli ordini,^. 48,
ro famiglie, procurano di santificarsi tra i riporta la figura della monaca domenica-
doveri della vita civile, con regolati eser- na del terz' ordine, vestita con tonaca e
cizi didivozioneecon una parte delle pra- scapolare bianco e manto nero pendente
tiche del chiostro : numero di queste
nel dalla testa ai piedi, mentre sul capo usa-
terziarie furono s. Caterina da Siena che no un velo bianco.
contribuì alla restituzione della residen- PREDIZIONI. V. Profezie.
za pontificia in Roma (
per le cui stim- PREFAZIO, Praejatio. Orazione che
mate fu grave questione sopita da Sisto precede immediatamente il Canone (P.)
IV, mentre per quelle della b. Lucia di della Messa (P.), parte di questa e qua-
Narni, pure del 3."ordine, si riconobbe- si preparazione al sagrifizio o rendimen-
ro); s. Rosa di Lima che per tutta I' A- to di grazie a Dio per quanto è per e-
ruei ica diffuse il buon odore di Cristo ; seguirsi. Dice Piscicelli, Riti della messa
la b. Colomba da Rieti, la b. Benvenuta par. 4> che la Chiesa venera tanto il ca-
Balani d'Udine, la b. Osanna Andreasis none, come quello che in sé contiene l'a-

di Mantova, s. Caterina Ricci, ealtre bea- zione del sagrifizio, che prima abbia prin-
te. Verso il declinar del secolo XVII il cipio, s'introduce colla Prefazione, la qua-
domenicano veneto istituì in
p. Piccini le per brevità chiamasi in latino Praefa-
Conegliano un monastero di terziarie,la tic (nel!' errata-corrige scrive Praepha-
I.* delle quali fu suor Giacinta Bosso ve- tio), in italiano Prefazio. Nel rito gotico
neziana, le quali