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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

S 1' E C I A L A] E N T E I N TOR iN O
AI PRINCIPALI SANTI, DEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VàRII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCI LII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE G^VETANO MOROiNI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

\ OL. LXXI.

IN VENEZIA
DALLA tipografìa E>IILIANA
MDCCCLV.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

SUD SUD
Suddiacono oSoddiacono, fuoco sull'altare degli olocausti. Ne'pri-
Siibdiaconiis,Hypodiaconus,ITypodiae. mordi della Chiesa esistevano i suddiaco-
Chierico che ha il sagro ordine, e l'uni- ni. Il Ilinaldi negli Annali ecclesiastici,
zio e la dignità dtìSuddiaconalo, Subdia- all'anno 34, n.°'287,ed all'anno 44> "•"
conalus, Hypodiaconalus, Ordine (F.) 7() e 80, riferisce che s. Ignazio vescovo
ecclesiastico inferiore a quello del Dia- d'Antiochia, sede che consegui dopo l'an-
conato {f), come lo espriuie il suo no- no 7 I per morte di s. Evodio successore
me, però è il3.° degli ordini maggiori del- del principe degli apostoli s. Pietro (e di
la chiesa latina; ed il nobile minìsterodei cui riparlai a Siria meglio descrivendo il

suddiaconi, chiamati ì^uvq salto diaconi, |)atriarcato antiocheno) . scrivendo l'^^-

cassai congiunto a quello suhlimede'dia- piu.i ei2 agli antiocheni, che pe'primi
I

coni. Alcuni scrittori ecclesiastici riferisco- si chiamarono cristiani, disse loro: Salu-
no, che i suddiaconi sono succeduti a'Na- to sacros diaconos, hypodiaconos, lec.lo-
taneì o Natinei della legge Mosaica, che resycantores jjanitorcs, lahoranles, exor-
servivano appresso Sacerdoti e Leviti
i i cistas, confessores. Saluto cnstodes sacro •
nel tabernacolo e poi nel tempio di Dio rum vestibuloruiii diaconissas.\\\ altra e-
presso gli ebrei, nelle incumbeiize più fa- pistola scrisse pure: Saluto sanctum pre-
ticose, come di portare l'acqua e le legna sbyteroruni collegiuni, saluto sacros dia-
necessarie pe'sagriflzi. Condotti in ischia- conos, hypodiaconos, leciores, cantores,
vitù dagli assiri colla tribadi Giuda, quel- jaìiitores,laborantcs,exorcistiis,confts-
liche poterono poi tornare in Gerusalem- sores, cnstodes sacroruni vesùbuloruni.
me con Esdra, non bastando pel servigio E che tulli questi ministeri derivassero
del tempio, venne in seguilo istituita una nella chiesa mediante gli apostoli, egli ab-
festa chiamala SWoiona ,Xylophoria , nel- bastanza dimostra, parlando cogli slessi
il

la quale il popolo con solennità portava antiocheni: Pauli et Petnfuistii discipu-


legna ai tempio pel mautenimeDlo del lisj ne perdalis dtpositum. In altre sue e-
4 SUD SUD
))islole enumerò gli altri uffizi ecclesiasli- inVII regioni ecclesiastiche, diede per so-
ti, e scrivendo a s. Policarpo, traila del- printendenti a'nolari e per maggior sicu-
l'elezione del Cursore (/^), il carico del rezza di quelle storie 7 suddiaconi, sotto
quale fu poi congiunto coll'unizio de'iet- la direzione de'diaconi, capo de'quali era

tori, degli accoliti e de'suddiaconi o hip- Y Arcidiacono j^d\ Priore [V.) de'cardi-
))odiaconi, come dimostra s. Cipriano. Le nali diaconi; denominandosi il capo dei
Diaconesse {V.) erano Vedo\'e (/'.) ses- suddiaconi Archisuhdiaconus, che quale
sagenarie,assistevano alle /3or/ef/e//t- c/i/e- antichissimo uffizio della chiesa romana
se^ per dove entravano le donne, e però se ne fa spesso menzione negli Ordini Ro-
s. Ignazio le chiamò custodi de'sagri ve- inani, leggendosi: Archisubdiaconiis le-

sliholi ; ed eseguivano quegli altri uffizi valcaliccm^ etdateiim ArchidiaconoMa


che descrissi nel citato articolo e altri re- dei suddiaconi della chiesa romana ove

lativi, non meno a Pkesbitera o Presci- tanto fiorirono, e delle differenti loro spe-
TEEESSA, così chiamandosi talora le vedo- cie, credo più conveniente parlarne poi.
ve vecchie per riguardo all'età, come di- Qui solo dirò, che nell'enumerazione del
chiara il can.i I del concilio di Laodicea clero romano, falla dopo il 254 d'ordine
cclehrato nel secolo IV. Più di frequente di Papa s. Cornelio, trovansi compresi 7
«lire donne prendevano! nomi di Preshi- diaconi, 7 suddiaconi, e i5oo vedove, fra
teresse. , Diaconesse eSucldiaconesse, per- le quali molle preshileresse , diaconesse

chè essendo ordinati i mariti preli, dia- e suddiaconesse. Si può vedere Gaspare
coni, suddiaconi, le mogli viveano celi- Zieglero, Comvienlario de diaconis et
l)i, come facevano ancora le mogli d'al- diaconissis i'cleris ccclesiae. Nel prece-

cuni creali vescovi, e perciò delle tahol dente anno n.°72 Rinaldi parla dell'uf-
ta Vescovee J^cscovesseA quali nomi tut- fizio del cursore, congiunto con l'uffizio

trovano espressi nel concilio di Tours


ti si de'Ieltori e de'suddiaconi. Imperciocché

del 5G6 e d' Auxerre del SyS, e nelle ope- dovendo S.Cipriano mandare importanti
re de'ss. tasiliOj Gregorio e altri. I sud- lettere al clero romano, uè essendo lecito
diaconi furono pure ricordali nelle opere inviare le lettere eccle.-.iasliche senon per
di s. Cipriano, che nel i\^ fu consagra- ecclesiastici, perchè gli altri chierici era-
to vescovo di Cartagine. Quanto alle ii'»r/- no assenti, ordinò per questo Saturo let-
diaconcsse, dice Piazza nella Gerarchia tore, ed Otluloconfessore suddiaconi. Sif-

cardinalizia.'' Lo slesso poi, che fanno i fatte Lettere tcdesiasliche dicevansi For-
suddiaconi a'diaconi nelle funzioni ectle- viate, delie quali riparlai nel voi. LWI,
siasliclie, facevano colle dovute propor- p. 90, anzi pure lescri\evano. Inolile Ili-

zioni le matrone dette suddiaconesse, ri- ualdi all'anno 824,0.° 128, narra che nel
spetto alle diaconesse , recando loro gli concilio adunato in Roma da Papa s. Sil-

slromenti e le cose necessarie per il loro vestro 1, \i fu delerininato il pieno divie-


ministero, ed esercitandosi a servire quel- to delle nozze a'suddiaconi, e prescritto
le nelle cose più ordinarie e basse; desti- il Celibato (^''.)e la conlinenza, e così il

nale sempre a'servigi della chiesa, senza suddiaconalo divenne ordine sagro, se-
però veruna imposizione delle mani, ma condo alcuni autori, perchè in altri pae-
venivanoelelle col consensodel clero, dai si non si Osservò tale disposizione, pren-
vescovijdopo un diligente scrutinio di lo- dendo mogli suildiaconi. Il vescovo Sar-
i

ro vita e costumi". Lo stesso Piinaldi al- uelli, Lettele ecclesiastiche l. 8, leti. 3: Del

l'anno 238,n.°2, dice che Papa s. Fabia- suddiaconato e accoluato, stictlaniente


no, a'7 Notarl{V.) istituili da s. Clemen- e in largo modo intinsi, osserva che nel-

te I per raccogliere gli alti de' martiri ,


la primilivachiesailsuddiaconato era or-
quandodivise leXlV regioni di/ìo//?rt(/^.) dine minore, che poteva conferire il Co-
SUD
repiscopo (^ •), giusta il si aoilo d'Antio- di questa legge stabilita da s. Leone I. Sem-
chia e l'asserto di molli autori. Altro pe- bra certo al p. Sbaraglia, Disputaiio de
rò è essere l'ordine sagro, nel senso che sacris prai'oruni ordinai ionibus che il ,

noi diciamo, e altro ordine maggiore. Il suddiaconato fu posto lia gli ordini sa-
suddiaconato detto irapropriamente or- gri avanti tempi di s. Gregorio Idei :")i)0,
i

dine minore, tu veramente sempre ordi- per essergli stalo aimesso l'obbligo dellii

ne maggiore, ma nella primitiva chiesa continenza, obbligo meritevolmente in-


non era riputato sagro, perchè non avea giuntogli per la dignità dello stalo, a che
annessa la continenza, e gli ordini mino- i ricevitori di esso anelavano: però ridet-

ri comemaggiori sono sagri, perchè sa-


i te il p.Zaccaria,che la professione religio-
gl'amento secondo il concilio ili Trento, sa ha simile obbligo,nè perciò sarà da al-
che inoltre insegna : Subdiaconalus ad cuno reputata ordinesagro.In fatti il pre-
vin/'ores ordincs a patribus, et sacris con- decessore di s. Gregorio I, ossia Pelagio

ci tiis rffertur. Il p. Chanlon nella Storiti II, nel 58() impose a'suddiacoiii di Sicilia
de sagrainenti t. 3,cap. i : (ìuaiido il sud- (/'.) la legge della continenza
secondo ,

diaconato sia po^to nel numero de'mag- romana, vie-


l'antica usiinza della chiesa
gioriy diceche anticamente era minore, tando loro di separarsi e non più cono-
essendo poi riposto fra magi|ioii, fu an- i scere le loro mogli che avenno prese a-
che onorato del titolo d'ordine sagro; ma vanli il sud. liaconalu, essendo antioaineii-
in qual tempo non convengono gli eru- te loro permesso il inalriuKJtiio, ciò che
Morino, /-^e^acor^j/i., trattato
diti. Il p. iSoanni [)ri ma avea s. Leone I già vietato,
che pubblicò nel i653,credechequesl'or- su diche può consultarsi lo stesso p. Zac-
dine fosse stabilito verso la finedel II seco* caria, ^>>t'/ celibato degli ecclesiastici. Sem-
lo ovvero nel MI, cioè che fosse riposto fra brando ciò cosa aspra e dura al succes-
i sagri più d'iSoo anni addietro, eciò per- sore Gregorio I, questi nel )<)i e(jua-
s.

chè in antichi rituali si trova l'ordinazio- metile permise le mogli a'suddiaconi di


ne de'suddiaconi unita a quella dc'mini- Sicilia, cui patto che non prendessero gli
strisuperiori,e disgiunta da quella degl'in- ordini sagri; e poi proibì che niunu nel-
feriori, e inoltre tali rituali prescrivono l'avvenire (osse ordinato sudiliacoiio seii

diesi faccia all'altare. Ma se vale questa za far prima volo al vescovo ili continen-
ragione, dice il p. Alartene, che nel 700 i za, come leggesi neìì'Episl. 44 scritta .1

stampò mao^era, De antiquisEcclesiae


la Pietro suddiacono siciliano, come rilevai
rìtibus circa Sacramenta ,\ìì%os^vi!x conve- a Celibato. A quell'epoca nella Spagna
nire che l'elevazione di quest'ordine sia non era ancora ingiunta la continenza ai
più antica, a vendo egli veduto rituali scrit- suddiaconi. Però leggo nel p. Chardon,
ti da sopra a 900 anni prima di luì, che che neirS.^ concilio di Toledo fu decre-
lo stesso rito prescrivono. Il p. Zaccaria, tato. M Abbiamo inteso, che alcuni sud-
Storia letteraria d'Italia
t. 3, p. o , par- i i diaconi, dopo essere ordinati, non solo
lando della continenza prescritta asud- abitano raaiitalmenle colle loro mogli,
diaconi attesta che varia è slata in ciò
, quanlunquesiasciittopurillcalevi, o voi,
la disciplina delle diverse chiese. Egli cre- che portate vasi del Signore; ma di più,
i

de che i/a far menzione della continen-


il il che è vergognosa cosa, passano alle se-

za de'suddiaconi, e che forse ancora tal conde nozze, alfermando essere loro ciò
peso mettesse loro nella chiesa romana, lecito, perchè non sanno d'avere ricevu-
fosse s. Leone I del 440, neWEpìst. 1 2 ad ta In benedizione del vescovo. Perciò, af-
Anastasio diTessalonica; ma è d'avvertire finchè non rimanga loro in avvenire pre-
col p. Tournely, che neppure nella chie- testo di scusa, vogliamo, che il vescovo
sa romana fu dipoi costante l'osseivauza in ordinandoli dia loro colla beuedizio-
6 SUD SUD
uè o va$i destinati ai loro
gli stt'ODienti, cora reputato ordine sagro il suddiacona-
inioistero, siccome è costume antico di to. Ma un altro canone d'Urbano II, nel
in
farsi inceitecliiese, e la tiadizioneha sta- concilio da lui nel 1095 tenuto in Cler-
Quindi osserva il p. Chardon, che
Ijilito". niont, si decreta che » nuUus laicus, cle-
allora nella Spagna e nella parte delleGal- ricus vel tantum subdiaconus in episco-
lie dominata da'visigoli, si ordinavano i pum eligatur". Perciò acconsenti che con
suddiaconi colla sola orazione e imposi- pontilìcìa licenza potesse un suddiacono
zione delle mani, come in oriente. Euge- eleggersi a vescovo. Nondimeno fu credu-
nio li nel sinodo romano che celebrò nel- to comunemente, e notai a Ordine, che
r826,decretò:«Si quispiam sacerdotuin, istituito il suddiaconato fino da'teinpi a-
idest presby ler,vel diaconuSjVel subdiaco- divenne sagro circa il tempo di
postolici,
iius de quacumquo foemina crimine fur- Urbano li, come vuoIeTomassini, De ve-
primam, secuu-
iiicatiouissuspectus, post ler.el nov.Eccles.discij). par. i,lib. 2,cap.
dam,et lei liam ammonilionem invenitur 33,§ 2 e 3; ed essendosi propagato a poco
tabulari cura ea, etc." Questo testo pare a poco l'uso della chiesa lomana alle al-
fòrte, e si dubita che possa senza violenza tre chiese dell'occidente, fu compreso tra
spiegarsida chi mette più tardi l'epoca gli ordini maggiori da Innocenzo 111, co-
del suddiaconato divenuto ordine sagro. me dimostra il cardinal Bona, Rer. li-

Più decisivo è il testo non d'Alessandro turgie, lib. I Char-


,cap. iS.iVota però il p.
li, come pretesero alcuni, sibbened'Ur don, che anco Ugone di s. Vittore che ,

bauo li, e che fu poi da Innocenzo III al- fiori Doauni dopo il concilio di Beneven-
legato in una lettera a Domenico patriar- to, afferma che al tempo suo il suddiaco-
ca di Grado." Erubescant aper- iuipii, et nato era ordine minore e il p. Fdipjto ;

te nos inlelligant judicio sancti Spiritus di Buona Speranza abbate premostratcu-


eos, qui in tribus sacris gradibus, presbi- se, De conimenlia clericorum, cap. 107,
ttratu scilicet, diaconatu et subdiaconatu insegna lo stesso colle seguenti parole.» I

posili, mulieroulas non abjecerunt, et ca- sacerdoti e diaconi sono onorati degli or-
ste non vixerunt, excludere ab eorum- dini sagri. Ma oltre questi, altri vi sono
demgraduum dignilale". Trecanoni ab- destinati al ministero dell'altare, e ordi-
biamo intorno a'suddiaconi d'Urbano II; nati perciò da'vescovi, quali, quantun- i

uno è del 1089 e vi determina: « Eos qui que non possa negarsi che abbiano qual-
in subdiaconatu uxoribus vacare volue- che grado di santità, non si chiamano tut-
« int, ab omoi sacro ordine removemus". tavia sagri gli ordini loro conferiti". Av-
Ma questo canone piuttosto dimostra, che verte jNovaes, checomunemente si crede
ordine sagro non era il suddiaconato, ma avere Urbano III deli i85 elevato suil- il

scala a'sagri ordini. L'altro è del 1091, fat- diaconato a ordine sagro; ma io temo che
to nel concilio di Benevento. « ÌNullus in pel nome fu confuso con Urbano ll,o gli
episcopum eligatur, nisi in sacris ordi- fuatlribuitoper congeltura a seconda del
nibus religiose vivensfuerit invenliis. Sa- riferito da Pietro Cantore, e che poi dirò.
eros autem ordines dicimus diaconatum, E vaglia il vero, ecco quanto scrive il cri-
etpresbyteratumjhos siquidera solos pri- tico e dotto p. Zaccaria. Dopo Urbano II
mitiva legiturhabuisse Ecclesia. Subdia- si celebrarono 3 primi concilii generali
i

conos vero quia et ipsi allaribus mini-


, di Lalerano lsnai\ da Calisto 11, Innocen-
slranl, opportunilate exigenle, concedi- zo 11 e Alessandro 111, oltre quello cele-
mus,sed rarissime si tamen speclatae siut brato in Reimsóa Eugenio 111, che tra gli
religiouisetscìentiae:quodipsuai nonsine ordini derimenti il Malriinoiiio [F.) po-
romani Pontificis vel metropolitani licen- sero il suddiaconato; onde il p. Sbaraglia
tia fieri coucedimus". Dunque uuu era au- dichiarò manifesto argomealuche repu-
SUD S U D 7
tavasi ordine sagro. Un'altra fuite con- toInnocenzo ili die il suddiaconato l'ul-
geltiira che sotto Alcssaiiilro III già pas- timo passo alle sue glorie, avendo stabi-
sava per sagro l'ordiue del suddiaconato, lito quel Papa, che il suddiacono libere
secondo il p. Sbaraglia, èche insegna Ales- K'alerein episcopuni eligi siciudiacouuni,
sandro Ili, col cap. Siibdinconus^iiì. de i'elsacerdotem. Non debbo tacere, di tro-
Ic/iip. 01 d.,n\ solo romanoPonlefice esser vare nel p.Ghardon,chepocoilopola mor-
lecito d'orilinare indoinenica i suddmco- te del p. Buona Speranza, il suddiacona-
ni, avvegnaché in tali giorni potessero i to fu posto fra gli ordini sagri, perché Pie-
vescovi conferire gli 01 dini minori. Tutta- tro Cantore, il quale morì neh 197, nel
via il p. Zaccaria allega la suddetta testi- lib. De l'erbo niirif. dice espressamente,
monianza del p. Buona Speranza, che scri- che il suddiaconato erasi ili fresco fatto
veva neh 180; e soggiunge che maggior ordine sagro. Dice pure il [). Chardon, ciò
meraviglia nascerà dalle parolecontenute dimostra essere incorsoinnocenzo 111 in
nel disposto da Innocenzo 111 deli 198 nel errore di fatto, nell'allermareche Urbano
cap. c),A mullis de aelate elqual. prae- Il era stato autore di tal disciplina; ed è

fic: iMirainur de senns non ordtnandis, più verosimile ch'egli medesimo l'abbia
il quale scrive: Nani Ucct sacerordo non stabilito, decidendo la (jueitione diedi-
rtpntarelur (d suddiaconato) in Ecclesia bjltevasi, e rendendo uniforme dapper-
prinntiva, (amen a conslitutione Grego- tutto ciò che prima era vario, il che fece
riil,atqne Urbani II secundn/n moder- poi col permettere, che i suddiaconi po-
na tempora sacer gradus esse minime dti- tessero essere creati vescovi, del pari che
hitatur. Imperocché rimarca il p. Zacca- i sacerdoti e i diaconi. Finalmente (|ui ri-
ria, che s. Gregorio non altro fece, che 1 cordo, che Pio VI nel 1782 fece vescovo
in una lettera a Leone vescovo di Cata- di Sutri e Nepl mg."" Sinioni o Sinieonij
nia riconfermare il comandamento del poi cardinale,(|uanttin(|ue semplice chie-
suo antecessore Pelagio II, che vescovi i rico, e lo rilevai nel voi. XV, p. 222.
nou ordinassero alcun suddiacono, se non La chiesa romana sino da'principìi di
fjcea promessa di continenza. Concluile: sua fondazione gloriosa fu tanto fecond.»
I ."che errarono quelli che ad Urbano II, ne'frutti delia fede, che immenso stuolo
e molto più quelli che ad Innocenzo HI di seguaci vantò sotto lo stesso crudele
lifcriscono, siccome ad autore, che sagro persecutore Nerone, non solotia il po[)0-
addivenisse il suddiaconato; 2.° che tut- lojina nel palazzo slesso imperiale, corno
tavia Innocenzo 111 fu il i.° il quale chia- apprendasi da Tacito e da s. Paolo. Quin-
ramente aifermasse Subdiaconatuni ho- di a sostenere le cure gravissime del sa-
die inler sacros ordines conipnlarij 3.° gro ininislero sembrando fino da' primi
che la ragione, per la quale a sagro ordi- momenti insudicienti i Diaconi [f-^.), fu
ne fu innalzalo il suddiaconato quella , per conseguenza necessità di allegerir-
stessa fu per la quale Urbano II avea ai li dal peso de' molteplici uffizi, e stabi-
suddiaconi conceduto di potere qualche lire sotto la loro dipendenza de'ministri
volta col permesso dellas. Sede essere pro- subalternijChe perciò furono chiama ti .vo^
mossi al vescovato, cioè quia ti ipsi al- todiaconi, suddiaconi. Papa s. Urbano
taribus adimnislrant; che sino al
4.'' IX I del 226 dichiarò nel can. Nullusin E-
secolo non fu il suddiaconato tenuto sa- piscopuniy*ì\si. 60: Nullusin Episcopuni
gro; 5.° che da quel tempo fu varia intor- cligatur, nisi in sacris ordinibus religio-
no a ciò la disciplina della chiesa roma- se viveurfuerit ini>entus . Sacros auleni or-
na, ma che dopo Innocenzo III costan- dines dicinius diaconaluni et presbyte-
temente fu per sagro riguardalo tal or- ratum. Hos quidtni solos (idest sacros)
dine. Uipelepoicol p. Sbaraglia, che sot- primitiva leguur habuisse Ecclesia: sub •
8 SUD SUD
diaconos vero^ quia et ipsi altarìbiis mi- vidono soprannumerari ed in onora-
in

nislront, opporlnnilale exigente,ronce- ri. yVdunrpie il Papa a'protonotari apo-


dìmus; si tamen speclatac siutreligiouis, stolici partecipanti tolse la facoltà di con-

ci sc.ientiac: (juod ipsuin noiisine Roma' ferire le lauree dottorali, tranne quelle

ni ronlificis , vel melropoliiani licenlìa in teologia, e quelle ne'due diritti civile

fieri ptrmitlimus. Già narrai a Notabo, e canonico, in ollero vel ulroque jare, e
a Protonotari apostolici e luoghi ana- per ciascuna di tali due scienze soltanto
lof^hi,che il suddetto Papa s. Fabiano del per 4 individui presenti iti Roma, previa
238 per maggior precauzione e scrupo- licenza della s. Sede, e previo il loro esa-
losa esattezza, destinò in Roma 7 suddia - me da da 5 protonotari professo-
farsi

coni, uno per Regione (/^.), ed agU uni ri dell'università romana. Dichiarò non
e agli ahri aggiunse 7 diaconijalìinchè so- poter pili il collegio creare ogni anno un
printendessero e vegliassero sui notari re- protonotario di titolo,senza aver consul-
gionari istituiti da s. Clemente 1, di cui tato la s. Sede. Soppresse i privilegi di
era capo il Priiiìiccriodclla s. Sede (^ .), creare notari pubblici,e di legittimare gli

e gli assistesseio nell'opera tanto santa s[)uri per le successioni ereditarie. Vietò
della compilazione de'processi de'marti- la delazione delle armi proibite, senza su-
ed ancora perchèscrivessero gli atti di-
ri, periore permesso, in Roma e nello sta-
stesamente e non con iscritlura abbrevia- to, a'protonotari e loro parenti e servi.
to, e quindi li deponessero nello scrinio Distinse i prolonotari aposlolici parieci-
sanXoo Archivio della s. Sede (/'.) custo- panti, òa prolonotari di titolo, ed ordinò
dito dagli Scriniari[f^.) e dal Proloscri- che 7 partecipanti continuino ad esse-
i

niario^P'.). Gli atti poi che si compilava- re esenti dagli ordinari, non cos'i tito- i

no nelle Provincie (A.), si chiamavano lari, che assoggettò a' rispettivi ordinari.
proconsolari. In detti articoli, nel celehra- A'partecipanli confermò il privilegiodel-
je il nobilissimo collegio de'notari della l'altare portatile, non però nelle case al-
s. Sede, primari uHlziali del s. palazzo La- trui, eccettuato il caso di viaggio, poten-
teranense, e che dicrono origine apralo- dovi bensì celebrare o fjrvi celebrare la
tìolari aposlolici, descrissi le jmìplissime messa anche nelle feste solenni, con a-
dignità, ed i che e-
ragguardevoli ulllzi dempimento del precetto estensivo a'soli
sercitarouo nella chiesa romana e per la parenti e servi. A'iitclari poi tolse tal pri-

Sede apostolica, il che torna a grande o- vilegio dell'altare portatile, ed invece ac-
iiore dei suddiaconi della medesima, Qual- cordò loro l'indulto dell'oratorio priva-
che mese dopo la pubblicazione dell'ar- to da visitarsi dagli ordinari, e nel esto 1

ticolo FnoTONOTARi APOSTOLICI il Papa Pio sia per la celebrazione della messa, che

IX emanò il breve Quanivis peciiliares per l'adempimento del precetto, come ai


facnltales^(]eq febbraio] 853, riportato partecipanti. Della disposizione di s. Fa-
dagli Annali delle scienze religiose, 2." biano neir aggiungere a' 7 notari altret-
serie, 1. col quale e derogò e
12, p. 273, tanti suddiaconi, oltre quanto riportai al-
modificò que'vari privilegi che enumerai l'articolo Diaconie cardinalizie di Ro-
nell'articolo, laonde conviene che qui ne ma, a Regione, a Rioni di Roma, fanno
profitti e dia almeno un semplice cenno testimonianza vari scrittori, i quali ezian-
del contenuto, comepraticai per altri ar- dio trattano delle diverse classi de'suddia-
ticoli, nel riprodurre posteriori disposi- coni della chiesa romana, e loro cospicue
zioni, anche nel riflesso che altri collegi prerogative. Essi sono, per nominarne al-
prelatizi e persone ne godono i privilegi cuni: Chiapponi, Ada canonizalionis, p.
ad instar ih' [ìiGÌalì prolonolari aposlo- 2,quoruni testimonio rerum gestarum ve-
lici parlecipanli, g litolari i quali si di- rilaiìs inagis testala ficrtl, adjuuxit; ftla '
SUD S U iì
q
gri, Notizia de' vocaboli ecclesiastici, ver- da altri «ciiltori qualidcali quali prima-
bo Siihdiaconus, ove lifciisce cIih furo- ri prelati della s. Sede, per gli udizi e iu-

no cliìaniati Subdiaconi regionari (jiielli couìbtMize che disiinpegnarono, e per le


istituiti da s. Fabiano Papa [)er iaccoi;lie- singul.ui prerogative che goderono, sic-
re gli alti tle'ss. Mariirij Lauienli, ó'/o • come sudtiiaconi pontiiìcii e apostolici ,

ria della diaconia di 29, <li-


s. Agata, p. adilelti all'itnmedialo servizio del soniuìo
cendo tUe s. Fahiano incaiicò 7 suddia- l'oiilcfjce. L'autorità di tjuesli sutldiaco-
coni per soprintendere a'7 notati regio- ni 111 somma, non meno sul cloro inferio-
nari, acciò fossero con diligenza registra- re,che sui vescovi stessi, quando spediti
ti gli atti de'martiri, ina non è però no- ad amministrare pingui e vastissimi pa- i

to che gli si assegnassero de'riofii o chie- trimonii che possedeva la chiesa romana
se da governare; Piazza, La Gerarchia nelle varie provincie, ed alcuni con l'e-
cardinalizia, in cui a p. 707 narra, che sercizio delle Regalie maggiori, solevano

7 suddiaconi regionari fucono corrispon- i Papi ad essi commettere le loro veci ne-
denti a'7 diaconi istituiti d<i s. Fabiano, gli affari pili ai dui e gelosi per l'osservan-
per assistere come »opraslanli a'7 notari za della disciplina ecclesiastica, ed anconi
a raccogliere gli ulti de'ss. martiri; Nar- furono inviati Apoerisari e Nunzi apo-
di, Dc'panochi, t. a, p. 199, dice che i stolici (/'.)a|)otenti sovrani. Il iNIaraiigo-
prelati suddiaconi trovansi da'primi tem- nxjsloria dell' oratorio di Sancfa Sancto-
pi della Chiesa stabiliti in numero di 7 rum, p..\ j., col più antico Ordine Roma'
(la s. Fabiano, acciò presiedessero a'7 no- fio, che il p. Mabillon nel Musacuin iLt'
tari che nelle 7 regioni raccoglievano gli lictim attribuisce al secolo XI, racconta

alti de' martiri. Questi suddiaconi regio- come il l*apa nel giovedì santo in dello
nari non erano addetti precisamente ad oratorio faceva la Lavanda de'piedi If.)
ima chiesa, ma al servigio della s. Sede, a 1 1 suddiaconi (in uno al proprio priore,
ed erano prelati che sotto il cardinal dia- e ornati di colla e rocchetto), ca[)pellani
cono aveano incombenze nelle regioni, e poulilicii, mentre da'canlori cantavasi il

60j>rinlendevano a'notari regionari. Che vespero, dipoi eseguendo nella vicina ba-
anzi da antichi codici rilevasi chenelleiS^a- silica di s. Zaccaria la lavanda ai?, pove-
zioni sagre delle chiese di Roma (/'.), vi- ri. I diaconi ne'Ioro ragguardevoli mini-
sitale dal Papa, da'cardinali, dal clero e steri eranocoa(huvali ilai suddiaconi, dil-
dal popolo, era incombenza de'suddiaco- le diaconesse e dalle suddiaconesse. Tut-
ni regionari il cantare \'
Kpistole e le Le- ti gli ordini de'suildiaconi della chiesa ro-
zioni [f^.),c\ok noni suddiaconi delle chie- mana anticamente erano soggetti e dipen-
se nazionali, ma i suddiaconi della chie- devano dal cardinalearcidiacono, il qua-
saromana e pontiOcii. Si raccoglie da un le era pure ficario del Papa. Il Hinaldi
frammento della lettera di Papa s. Cor- all'anno 198,11.°! G,lasciòscrillo:"In que-
nelio, immedialo successore di s. Fabia- slanno da s. Gregorio 1 fu aggiunto o-
no, diretta a Fabio vescovo antiocheno, nore e dignità all'ufllzio de' Z?//è/j5on(/^.)
e presso Eusebio, Hist. eccl. lib, G, cnp. iiiIloma,volendoche fossero regionarijCO-
43, che allora suddiaconi della romana
i me similmente erano i notari ed i sud-
chiesa erano7e denominali regionari per- ,
diaconi; imperocché (pielli a'quali era da-
chè fatti presiedere, sotto l'ispezione dei to il nome e la dignità di regionario, con-
diaconi, alle 7 regioni ecclesiastiche in cui venivano insieme col Pontefice alle sagre
era Roma divisa, e facevano la Collctta funzioni (come ampiamente ragionai a
di rjuesLua (^.). 1 suddiaconi nella chie- Cai'I'Elle pontificie e ne' tanti analoghi
sa romana successivamente si auinenta- articoli); e siccome i diaconi legionari e-
rouo e cùD dilfcreuli specie, dal iNurdi e raiio 7^ così delliilcsso mistico numero
IO SUD SUD
erano notali, suddiaconi, difensori re-
i i i distinguevano da quelli delie altre cl)ie«
gionari, ed in assenza del Pontefice sede- se, come si ha da s. Gregorio I, Epist.
vano col clero, ma essendo presente sta- 12, lib. 9; dall' Ordine Romano i.°; e
vano in piedi; ed era privilegio tanto ilei dal Micrologo o Ivone di Chartres, De
regionari l'assistere ^1 Papa in chiesa, es- ecclesiasticis qf/iciis cap. 8. Oltre le ac-
sendo per altro in Uonia, ed in ciascuna cennate prerogative, maneggiavano i va-
chiesa diaconale, nolari, suddiaconi, e di- si sagri, sebbene contenenti le specie eu-
fensori noti regionari. I difensori poi era- caristiche del Pane e del Fino {F.), co-
no princi[)aln)enle impiegati nella difesa me riferiscono pili Ordini Romanij pri-
de'poveri e delle chiese, e solevansi mau- vilegio distintissimo, cui i canoni sem-
daredalsonimo Ponlefice in di verse pro- pre rifiutarono ai suddiaconi delle al-
vincie, e delegavaiisi loro diverse cause, tre chiese. I suddiaconi regionari, come
e cotnnietlevasi la cura dei Patrininni i diaconi regionari, furono sempre 7, e
della Sede [r .),inìcììc con titolo di ReC'
s . gli altri erano come semplici titolari la :

lore {f'-)i come dimostrano le molle e- loro precedenza nasceva dall'ordinazione,


pistole che s. Gregorio I ad essi scrisse. come rileva il p. Mabillon. Nel nuovo ri-

Nelle cpjali ancora pone la furmola, con parto ecclesiastico delle regioni di Roma,
cui si creavano difensori, secondo lo-
i i si aumentarono secondo i\ suo iiuuiero
ro niinisteri, e avvertendoli con quanta tanto i diaconi, che i suddiaconi regiona-
modestia e con quanta piacevolezza si do- ri. Fra' suddiaconi regionari eran vi il sud-
vessero portare nelle cause de' vescovi. Di diacono staziotiario, e il suddiacono obla-
che riprese certo difensoie, il cpiale aven- zionario, de' quali parlerò poi. 1 suddia-
do a poco capitale il vescovo, faceva che coni Cantori pontificii (F.), periti nel
i chierici di lui al suo tribunale rappre- Canto ecclesiastico {F".), ed aventi a loro
sentati fossero, e determinò che la .' i- t superiore il Primicerio (^'.)di grande au-
stanza si facesse appresso il vescovo". Da torità,qual capo e regolatore del clero,
(\\\e^\\ Difensori , e da' Difensori della ìncond)eva loio di cantare quando cele-
chiesa romana (/''.), derivarono i nobi- brava il Papa nelle basiliche, nelle solen-
lissimi collegi tuttora fiorenti, degli Udi- ni messe, nelle stazioni, nelle processioni,
lori di Rota {P' .), e degli Avvocati con- e nelle principali feste della città; e fra
cistoriali [y.), tra i (|uali è ancora cospi- le loro prerogative e diritti ricorderò il

cuo l'antico uffizio dell'avvocalo de'/'o- sottoscriversi agli atti de Sinodi vomaiìì,
\cri(l^.). 1 sudtiiaeoni della chiesa roma- ed a'ponliflcii Dlplomi;\\ diritto d'inter-
na si aumentarono col corso de'secoli fino venire all' Elezione de' sommi Pontefici
al numero di i\ nel concilio di Raven- {F.), e di dare il loro suffragio ne'prirai
na del 967, e 28 come affermano l'anna- secoli della Chiesa, finché neh 179 il con-
lista Baronio negli Annali eccleùasliciiyX- cilio di Laterano definitivamente riservò
l'anno oSy, e GiovanniDiacono nel pon-
1 tale diritto a 'soli cardinali di s. romana
tificalod'Alessandro III deli i5q,nel li- chiesa. Nel loro articolo e altrove, notai
bro De Ecclesia Laleranensica\).'j;\ào\\- che s. Gregorio I eresse la scuola de'can-
de ne'secoli XI e XII ancora sussisteva- lori, chiamala Orfanotrofio, ed era come
no i suddiaconi in 3 classi distinti, e cia- un seminario di nobili o onesti giovanet-
scuna composta di <j chierici, cioè Regio- tiche desideravano dedicarsi al chierica-
narii, ch'era la i.'\ Cantori, e Palatini erano istruiti con ogni cura da uo-
to; ivi

Ira'quali uno esercitava l'ulliziodi Snh- mini valentissimi, massime ne'sagri riti
pnlnientario (/^'.). I suddiaconi regiona- e nel cauto, sotto la cura del primicerio
ri vestivano la tonaca ili lino bianco o de'cantori, ed aiutavano nella salmodia i

Camice e la Pianeta, sagre vesti che li nuovi nominati cantori, e cresciuti in età
SUD SUD II

venivano ordinati snililiaconi: allora en- (\ecanlori, i quali cantavano solamente


ti a vauo a sostenere l'uffizio di cantoii,ser- quando celebrava Papa. Quanto a'sud-
il

vendo Papa io numero di n nelle sagre


il diaccni regionari deaomìnaù stazionale
funzioni. II medesimo s. Gregorio col ca- l e.oblazionarioj il i. "vocabolo si applicò
none del 5g5 statuì, die i cantori doves- tanto a un suddiacono regionario per
sero essere sempre suddiaconi, proiben- quanto eseguiva neWe stazioni ove inter-
do espressamente il cantorato a'diaconi. veniva il Papa, quanto al suddiacono pa-
Qual fosse l'abito de'cantori, lo spiega il latino che in esse pure portava la croce,
b. cardinal Tommasi, Praef. in Aiilif., non però la pontificia, ma la particolare
p. I 8; ed il loro luogo era situato imianzi Croce stazionale [P^.),ch(i nsavasi anco-
:d santuario oprftsbilerio, divisi in due co- ra nelle Processioni, sempve egualmente
ri con alternativo canto. Osserva .Sardi innanzi al Papa; altri sorissercj che n'era
the 7 suddiaconi della Schola cantorurn,
i delatore un diacono. Per ([uesta croce e-
che servivano ne'pontifioali del Papa, e- ravi la palatina scuola della croce, com-
rano diversi dagli altri cantori che assi- posta di suddiaconi, ed in seguito ne fa-
stevano quando celebravano i cardinali: cevano parte soltanto alcuni di essi e pa-
i 7 cantori maggiori doveano presiedere le due. 11 Moretti, De Presbiterio, rac-
alle scuole de'cantori minori. Non pochi conta che i suddiaconi palatini o aposto-
suddiaconi cantori furono elevali al car- lici erano i custodi tiella croce papale, e
dinalato, e non di rado al pontificato. I designavano le croci da portarsi nella ba-
sodiWixconì Pnlalinì furono chiamati an- silica Vaticana, in occasione delle Lita-
che Basilicarì, o equivalentemente sub- nie maggiori.Sembvri meglioritenere,clie
diaconi Basiticae o ncholae Basilicae,po\- la croce stazionale fosse portata da'sud-
che servivano al Papa quando celebrava diaconi regionari perciò detti ancora ,

pontificalmente nella basilica Lateranen- Subdiaconi de Cruce o Scholae Crucis,


se (.^chiesa del mondo cattolico, o nelle mentre le basiliclie per la delazione delle
cappelle palatine del Patriarchio o Pa- loro croci comuni aveano un collegio di
lazzo apostolico, e cantando l'epistola, ol- chierici detti della croce, e le portavano
tre il leggere alla mensa pontifìcia. Altri ne'giorni delle stazioni e processioni. La
vogliono che cantassero pure l'evangelo croce stazionale prese questo nome dal
nel Lnteiano,a diversità de' regionari che portarsi per le stazioni, ed erano gemma-
lo cantavano nelle regioni: temo però che te e con medaglie istoriate o ornate di scu-
gli abbiano confusi co'diaconi, come loro detti tonili in basso rilievo, più preziose
uffizio. Variò il numero de'suddiaconi ba- e più belle delle altre; già esistevano sot-
silicario palatini, ed il Baronione nume- to s.Leone III del 70 5, e di mg.'' Ciam-
rò 4j "l'J Cancellieri, Memorie delie sa- pini abbiamo Dissert. de Cruce stationa-
gre Teste, p. 2, e citando Mabillon, Corn- li: prima di tal Papa s. Gregorio avea I

ment., dichiara che 7 erano i suddiaconi fatto vasi e croci d'argento per le stazio-
palatini; e lo confermano Magri e Piaz- ni, di cui fu tanto benemerito. Il Magri
za,aggiimgendo che portavano avniili al chiama suddiacono Stationarius, civ\e\io

Papa la Croce pontifìcia [f^.). Dal me- che ministrava al Papa celebrando nel-
desimo Caroiiio airannoio57, n.° 22, e la chiesa della stazione, h' Oblazionario
da un antico /i/7»(7/e della basilica Vati- [P^.) fu diacono e suddiacono, e riceveva
cana si ricava, che suddiaconi della chie-
i rOA/(isi'0^2ede't'edeli,cioèil diacono il vi-

sa romana erano: 7 regionari,] quali c;in- noj suddiacono il pane nella messa, e
il

tavano l'epistoìe e le lezioni nelle stazio- se ne ha memoria che già esisteva nel
ni;
7 palatini, che facevano lo stesso nel- 5(3o:gli oblazionari della chiesa romana
la basilica Luleraueusci e 7 della scuola aveano il priore e il sotto-priore, ed era-
12 SUD SUD
no uffizi distinti. Ne tratta il p. Berlen- 2 11. Pelagio II del 578 si servi molto
di, Delle oblazioni all'aliare, e dice che dell'opera de'suddiaconi della chiesa ro-
l'oblazionario suddiacono raveano pure mana in delicati incarichi. Neil' elezio-
altre cliiese; nella cliiesa romana i sud- ne del vescovo Gregorio I
di Milano, s.

diaconi ricevute dal popolo le olFerte, le mandò Giovanni suddiaco-


a presiederla
consegnavanoal diacono per metterle so- no e rettore del patrimonio della Ligu-
pra l'altare, mentre cantavasi 1'
Offer- ria; ed al suddiacono Fantino commise

torio {f^-)j di che esiste memoria nelle l'esame della causa d'un vescovo accu-
messe solenni, ove il suddiacono olire al sato dal clero di sua chiesa. Da Antemio
diacono, dopo l'evangeloe cantatoli sim- suddiacono rettore del patrimonio diNa-
bolo, la patena col pane, il calice e poi il poli fece intimare al vescovo Pascasio di
vino. Fattele oblazioni del pane e del vi- eleggere vicedominoe il maggiordomo,
il

no, si faceva quella <\Q\Vacqua da infon- e se non ubbidiva adunasse il clero e li


dersi col vino nel calice, ed i chierici can- eleggesse; indi ordinò ad Antemio di ve-
tori l'olfrivano al suddiacono, il (piale la gliare sull'elezione d'un vescovo.acciò non
presentava al diacono che l'infondeva nel v'intervenisse simonia, e che costringesse
calice. Dice Magri , che Stibdiaconiis a- il vescovo d'Amalfi alla residenza; flnal-
hlalionarius era quello che raccoglieva menteadAntoninosnddiacono ilella chie-

le oblazioni, ed era capo di tutti i sud- sa romana e rettore del suo patrimonio
diaconi , chiamato dai greci Dontcstico in Dalmazia, comandò che intimasse a
(/-^.),come scrìve Anastasio Bibliotecario: Natale vescovo di Salona di ripristinare
Priniuin subdiaconoruin ^raeci Dome' Onorato nel suo arcidiaconato, per aver-
sticum vocant,qHciìi romani Obladona- lo per forza ordinato prete, quantuncjue
rius. Molte dùNnrdi sui
notizie erudite ci avesse nominato il nuovo arcidiacono.
suddiaconi della chiesa romana, prelati Doveano questi rettori invigilare su' ve-
nobilissimi della s.Sede,e diversi da'sud- scovi, riprenderli e per ordine del Papa
diaconi minori delle chiese. Riferisce che puniili : aveano facoltà per le cause tra i

nell'antichissimo 0/7/me/io/7irt/zo//si ap- vescovi, e spesso le piìi gravi inciunben-


A
prende ch'era vi V reisuddiacono (^ .), ze : s. Gregorio I sgridò Anatolio rettore
che dovea essere il caput, xcholae o pri- della Campania e suddiacono della chie-
micerio de' suddiaconi. Ne' primi secoli sa romana, per non aver corretto certi
della Chiesa, la s. Sede inviò le sue lettere vescovi negligenti. Talora questi sudilia-
per alfari urgenti a'primali,per mezzo dei coni erano richiesti per vescovi, per le
sudiliaconi maggiorijed i suddiaconi pon- loro eccellenti qualità: Primogenio sud-
tilìcii aiutavano i cardinali a battezzare diacono regionarioapostoliconel G80 eb-
nel Laterano. Inoltre di essi si servi la be il patriarcato di Grado. Altri furono
s. Sede in all'ari della più alta importan- presidi di città e provincie, dopo l'ori-
za, ecclesiastici e civili. Ne'memorati pa- gine del principato temporale della s. Se-
trimonìi della chiesa romana tenevansi de. Anche l'Adami, Ricerche delcarce-
de' rettori, talora notari, difensori e sud- reTulliano,p. i o5, rileva gli ufUzi de'sud-
diaconi, prelati maggiori o minori, per diaconi dispensatori e rettori delle dia-
amministrarli e governarli. Papa s. Sim- conie,non di Roma, ma fuori di essa e nel-
maco del 4o^ commise le sue veci in Si- le città o Provincie ov'erano i beni di s.

cilia a Pietro suddiacono Scdis noslrac. Chiesa, che da'Papi si mandavano a go-
papa Vigilio del 54" creò cardinale suil- vernare da' sudiliaconi regionari ; e nel
diacono il celebre Aratore, personaggio 7iv5 s. Gregorio li avea Teodinio sud-
che uvea esercitate grandi cariche nel- diacono regionario rettore della s. Salo,
Taupcro, e riparlai di lui nel voi. LV, p. e disponsalorc della diaconia di s. AuJrea
SUD SUD i3
di Nnpoli. Baronio ha credulo che il
Il l'ebbe a successore. Sergio II ordinò sud-
i.° suddiacono eletto Papa fosse s. Adeo- diacono Nicolò, e s. Leone IV l'innalzò a
dato 1 nel 6i5, ma Novaes lo nega e lo cardinale diacono, e nell'SSB divenne Pa-
dice figlio d'un suddiacono. Prima di lui pa <«. Nicolò I. INIartino li creò prete car-
e nel 536 alcuni vogliono che Papa s.Sil- dinale Stefano, che Adriano li avea or-
verio fosse suddiacono, ma piti piobabil- dinato suddiacono, indi nell'SSS fu Papa
menle diacono regionario. Molli opinano Stefano Y detto VI. Neh i65 Alessandro
che l'esclusione de'suddiaconi dal ponti- HI creòcardinale/ir/v/Jrt/J/zOjSuddincono e
ficatodebba ripetersi dal decreto del sino- notaro apostolico. Lucio ili nel i i 82 creò
do romano convocato nel 769 da Stefa- cardinaliPandolfo/J/rt5CrteSoftiedo Gae-
no III dello IV in cui fu stabilito: » Ne (ani, suddiaconi del palazzo apostolico,
ullus unquam praesumat laicorum, nc- il I ."dell'ordine de' preti, il 2.° di quello
que ex alio ordine,nisi per dislinctos gra- de' diaconi. Clemente III nel i 188 fece
dos ascendens diaconus, aut presbyter cardinale Alessio Arcipreti, ch'era slato
cardinalis fuerit ad sacrum Pontificalus ordinalo suddiacono della chiesa roma-
honorem posse promoveri". Il Cenni che na. Innocenzo III neli2o5 elevò al car-

ne pubblicò gli atti, dice che tal decreto dinalato (j/0i'rtt/ji2i suddiacono, notaro a-
fu fatto a cagione dell'antipapa Costan- postoli co e Uditore di Rota {^''.). Urba-
tino, intruso senz'ordine alcuno, e perciò no IV nel 1262 creò cardinale diacono
il I ° Laico ( V.) che occupò la cattedra a- Pirunto Conti suddiacono apostolico. Bo-
poslolica; e siccome anche prima erano nificioVIlI nel I2C)5 fece cardinaleFran-
i suddiaconi esclusi dal pontificalo, cosi cesco Gaelani cnppeWauo pontificio ossia
Cenni non conviene che da tal grado vi uditore di iota. E per non ricordare al-
fosse sollevato s. Adeodato I. Opina Lau- tri esempi, Nicolò V fece suddiacono a-
renli, che nel secolo XI non fosse in vi- postolico Piccolomini, che nella corona-
gore tal decreto, poiché Stefano X mo- zione gli portò la croce avanti ; Calisto
rendo nel o58, consultaloe richiesto dai
I III lo creò cardinale, e gli successe col
romani di designare il Successore[V.)y 5 nome di Pio 11. Nell'BgG fu intruso Bo-
ne propose, Ira' quali Ildebrando allora nifacio VI, u»a fu deposto prima dal gra-
suddiacono della chiesa romana ed eco- do di suddiacono, poi da quello di pre-

uomo della s. Sede fatto da s. Leone IX, te. Anche nel voi. IX, p. 276 feci men-
Apostolicae Sedis sub diaconus, che poi zione de' cardinali suddiaconi, ed il Co-
Nicolò II ordinò arcidiacono cardinale, e liellio riporta Lolaruigo fatto nel loSy
quindi fu Papa s. Gregorio VII. Aggiun- da Vittore II; econTomassini notai, che
ge luttavolta, che molti suddiaconi asce- nel sinodo romano del C)63,dopo Giovan-
sero al ponlificato,ma èquestione inqual ni suddiacono cardinale, trovasi Stefano
tempo ne sicno slati nuovamente esclu- arciaccolito coli tutti gli accoliti, non pe-
si; e che finalmente Pio IV colla bolla la rò facenti parte del Sagro collegio [F.).
cligendis tccltsiarum praelatis, iXvkh\\i ili Degli accoliti (/'.) della s. Sede, palatini,
non doversi ammettere al Conclave ( r.) regionari, stazionari e ceroferari con pri-
que'cardinali che non fossero almeno dia- micerio,riparlai a SEGNATURA,dicendo dei
coni. Nondimeno al cardinalato sino dai prelati votanti accoliti apostolici. Degli
primi furono elevati molli sud-
secoli vi accoliti della chiesa romana si deve rife-
diaconijComepuò vedersi nelle biografie, rire l'origine a' primi tempi della mede-
e qui ne ricorderò alcuni. Stefano IV det- sima; ministri inferiori dell'altare, pre-
to V era nel grado di suddiacono della paravano gli arredi sagri e servivano i
chiesa romana quando s. Leone IH del ministri superiori, e perciò con ministe-
793 lo sollevò a cardinale diacono, e poi ro assai diverso da'diaconi e da'suddia
i4 s U D SUD
coni; imperocché gli accoliti soleva no am- declinar del secolo XII crebbero iodefi-
luinistrare a've.scovi,(la'<|uali erano spes- nitamente,senzache piìi determinato fos-

so mandali a conforlare oa portar lette- se il loro numero, laonde nel pontificato

re a'fedeli, e le Eiilogie [F.) o pani be- d'Innocenzo Ili deli 198 cominciò a di-

nedetti; e perciò erano astretti all'obbli- menticarsi e cessare lu loro antica classi-
go del silenzio e della disciplina (.lell'ar- ficazione in regionari, palatini e cantori;
cano, ne'primi tempi in cui i fedeli erano finalmente cessò altresì ogni idea dell'an-
ad ogni passo insidiati da'gentili. Gli ac- tica distinzione nel secolo XV, in cui ven-
coliti servivano ancora a'diaconi nel pre- nero promiscuamente appellali Suddia-
parare i v;isi sagri e gli altari, nell'accen- coni apostolici. Subdiaconi apostolici ,

dere e portare i Lumi (^'.), de'quali fa- che intervenivano a' Possessi de Papi a
cevasi uso da' fedeli nelle sagre Sinassi cavallo. Quando la cavalcata si faceva in
(^.), e sostenendo i CandeWcn (/^.)_,on- paramenti sagri, suddiaconi incedevano i

de fmono i\q\.ì\ ceroferari dall'acoendere omne.s super rocchetlos innicellas albas


e portar le raiirlelc. Nel ponlilieato di s. hahebant, seguili dagli uditori di rota,
Cornelio del 2 54 §'' accoliti della chieda da'chierici di camera, dagli accoliti Pa'
romana erano 4^ e di visi nelle 3 classi de- /;cZ(?, I (juali ^ìoilavano super pelliccia su-
scritte da Panvinio, Arringhi e altri: /ic- per roccliettis, comesi legge nella descri-
coliti palatini, che suvv'wauo al Papa nel zione di (pjello deli4B4 P^'" Innocenzo
palazzo apostolico, e nella basilica Late- VIII.V'Mitervenivanopure:>S'«if//rtco/ìM5
lanense: /accoliti stazionari^ il cui u(fi- latinus, diaconus et subdiaconus graeci,
cio principalmente consisteva nel servir sacris i'cslibus indilli, quorum niedius e-
il Papa nelle chiese delle stazioni: Acco- rat, a dextris ejus laiinus, et a sinistris

liti regionari^ che servivano co' suddia- graccus, subdiaconi. Allora essendo uni-
coni i diaconi nelle f;?/Vico/j/e cardinalizie, ta alla funzione del posse>so la preceden-
ed erano 7 e portavano co'suddiaconi
7 i te coronazione, nel pontificale di questa
candellieri nelle processioni e pontidcali il diacono e i suddiaconi Ialini e greci nei

del Pa[ia, il che rimarcai ancora nel voi. due aveano cantato l'epistola e il
idiouìi
LVIlIj p. 5. l'ero il p. Mal)illon ammet- vangelo; mentre il cardinale diacono che
te duesoli generi di accoliti nella chiesa avea cantato l'evangeio in latino, caval-

romana, regionari che prestavano il loro cava tra'due cardinali diaconi assistenti
servigio a'diaconi e al Papa, e titolari che del Papa. Quindi il Papa dispensava il
servivano nel Zi7o/o delle loro chiese: no- Presbiterio {^'.), inclusi vamente a'Sub-
mina pure gli accoliti ^a/cz/i«/jma li cre- diaronis, Audtloribus, Clericis Camerae,
de della basilica Laleranense, e che gli Acolitis. Dopo il I 5 3
1 e il possesso diLeo-
accoliti stazionari si prendessero da' re- neX, la cavalcata non ebbe più luogo col-
gionari, i quali sono coetanei alla divisio- le sagre vesti, laonde i suddiaconi apo-
ne ecclesiastica diRoma in ^regioni o par- stolici proseguirono il loro intervento a
li. Verso il V secolo era ullicio degli ac- cavallo, Clini habito violaceo, cum roc-
coliti regionari il trasferire la ss. Eucari- chrlto et mantelletto, dopo gli accoliti e
stia die si consagrava dal Papa, alle chie- gliuditori di rota; gli accoliti nella basili-
se titolari di Roma. Nelle Cappelle pon- ca Laleranense assumevano la colla sul
tificie sono acculiti apostolici i ricordali rocchetto, i suddiaconi la lonicelia, e con
prelati di segnatura; accoliti ceroferari i questa uno di loro portava la croce pon-
cubiculari Cappellani comuni del Papa tificia, e cantavano le Laudi o acclama-
{f.), e talvolta sono suppliti iW Chierici zioni come nella funzione della Corona-
della cappella pontificia (/'.). Ritornan- zione del Papa. Nel Cercmoniale della
do a'suddlaconì della chiesa romana, sul chiesa romaua,con)pilato daAgoslinoPa-
SUD SUD i^
trizi nel poDlificalotl'InnocenzoVIII, tro- pella pontificia, e delle s;igre funzioni che
vasi una celta disliuzione fra'sudcliaconi in essa, e nelle basiliche e chiese di Ro-
partecipanti nei numero ili 5,ene' sud- ma celebra o assiste, col h\-c\ti Niiper cer-
diaconi non partecipanti, il cui numero tis ex cautis, de'26 ottobre 1
655, presso
era indeterminato, e furmanti il collegio il Bull. Roni. t. G, par. 4, p- 57, e il Der-
de' suddiaconi apo<;(oUci. Scrisse i\Ia,^ii ni no, Il tribunale della Rota romana s.

che suddiaconi apostolici vestono di pao-


i p. 9 5: Crealio Auditorwn s. Rotae inSub-
nazzo nelle pubbliciie funzioni, colia cap- diaconos aposiolicos, et f^olantinui Si-
pa vescovile, ch'erano cariche venali(cioè gnaturae j'uititiae in Jcolytos apo^toli-
i partecipanti, e come tante altre che si cos. Estinse e soppresse i collegi de'sud-
acquistavanocoD esborsare una somma); diaconi apostolici e degli accoliti aposto-
ma Alessandro VII togliendo tale abuso, lici, che assistevano e servivano il Papa
conferì il titolo e l'udlzio di suddiaconi iieile messe solenni, nelle processioni e
apostolici a' prelati Uditori di Rota, ai nelle altre sagre funzioni, eco'loro uffizi,
quali concesse l'abito paonazzo, e la pre- prerogative, attribuzioni ed emolu(ueu-
cedenza sui Chierici di Camera {f'^-); co- ti, a'primi sostituì gli uditori, a'secondl
sì anche per maggior decoro della cap- i votanti; cessando così la venalità, colla
pella pontifìcia, conferì l'accolilato, pri- quale da uomini denarosi si comprava-
ma anch'esso venale, a' prelati referen- no gli onorevoli uffizi di suddiacono e ac-
dari e Piotanti di segnatura, reslitueiido colito, uso sconvenevole e non corrispon-
il prezzo a coloro i quali aveano compra- dente alla dignità degli antichissimi mi-
to gli uffizi del suddiaconato e dell'acco- nistri sagri del palazzo apostolico, ed ai
lilato. Dunque errò Cancellieri nella Sto- cospicui gradi di suddiac(mi e accoliti a-
na de possessi p, 489, nell'asserire che postolici.Il Papa fece restituire a ciascu-

il collegio de'suddiaconi fu abolilodaGio- no de'soppressi uffizi il prezzo da loro pa-


vanni XX II, e ad essi furono surrogali galo,e loro vita durante gli conservò l'a-
gli uditori di rota. Già a Cappelle Po:y- bito paonazzo e altri titoli d'onore. Seb-
TiFiciE § IV : Ministri, cantori e inser- bene altri collegi prelatizi aspirassero di
vienti delle cappelle palatine, tenni pro- succetlere a'suddiaconi apostolici, Ales-
posito di essi, come del prete assistente, sandro VII considerando gli antichi me-
diacono e suddiacono assistenti (e di essi riti degli utlitoridi rotarle loro qualifiche
anche nel voi. XIX, p. 299 e altrove); ed di giudici Lateranensi e cappellani pon-
ancora de'diacouo e suddiacono greci(dei tificii, e che esercitavano nelle sagre fun-
quali riparlai ne' voi. XXXII, p. i^Z e zioni papali l'uffizio di suddiacono, volle
seg., XXXIII,
52), perchè il Papa ce-
p. a lutti preferirli, aggiungendo loro altre
lebrando solennemeiite,in segno della co- onorificenze ed Dal palazzo aposto-
utili.

munione con tutti cattolici, riunisce i i lico godevano la sola parte del pane dio-
due riti latino e greco specialmente nel nore,e loro accrebbe pure quella del vino,
canto \\t\V Epistola e dell' £"t'^'?^e/o(^'.); etpiivalente a scudi 5o annui per ciascu-
e per le sagre vesti che indossano e uffizi no; e siccome da secoli vestivano di ne-
che esercitano tutti i ricordati sagri mi- ro, volle che vestissero di paonazzo e con
nistri, come degli altri seguenti, ne trat- fiocco simile al cappello. Ad alcuni udi-
tai in tutto il citato dilfiisissimo articolo, tori non piacque il variato colore in loro
edinque'mollissimiche gli sono relativi. ripristinato, perchè col nero erano gli u-
Quindi parlai de'suddiaconi apostolici, e nici in Pvoma a portare il rocchetto. Pen-
degli accoliti apostolici. Di questidue col- dendo litedi precedenza co'chieiici di ca-
legi narraicome Alessandro VII, per mag- mera, il Papa considerando le antiche pre-
gior decoro, splendore e dignità della cap- rogative degli uditori, eche i\ea,VIngres-
iG SUD SUD
si solenni in Roma {V.) degl'imperalo- de' cantori pontificii, e della loro antica
li, scfjm'halur subcliaconi omnes, jiuli- nfliiiatura quotidiana, feriale e comune,
res lìolac, clerici caiiterae,ncolylhi, cu- eseguita nel palazzo apostolico, sino alla
ìncularl eie, la concesse agli uditori di metà del pontificato di Pio VI. Degli uf-
rota, e dopo di essi al HJaestro del Pa-
s. fici del suildiacono apostolico e degli ac-
lazzo (/^.), compensando in altri modi i coliti apostolici nella cappella pontificia
cliieiici di camera; onde i éna collegi pa- tratta ancora ilChiapponi.L'ulliciodidia-
cificamente tornarono ad assistere alle cono e di suddiacono della cappella pon-
pontificie funzioni. Gli uditori erausi ri- tificia, ha ancora l'onorevole prerogati-
tiratipure dall'intervenlonelle cavalca- va di unmediataraente assistere la perso-
leda o anni, perchè il romano Innocen-
I na del sommo Pontefice nella rispettiva
zo Xj benché stalo (jditoie di rotn,avea qualifica di diacono e suddiacono in tut-
permesso a'baroni di sua patria d'occu- te le funzioni che esso faccia, fuori il so-
pare il luogo vicino alla croce papale, go- lenne pontificale (oltre quelle altre de-
duto per l'addietro dagli uditori. Ales- scritte a Cappelle pontificie), nel quale
sandro VII perii suo possesso ad essi lo ri- un cardinale diacono esercita il ministe-
pristinò, facendo dire a'baroni, che l'in- 10 di diacono, ed un uditore di rota quel-
cedere presso la croce meglio conveniva lo di suddiacono. Per cui nella stretta e-
al cetodi quello che la portava e i cui pre- tichetla, i canonici delle 3 patriarcali ba-
lati ei-;ino capjìellani del Papa. Dice No- siliche Lateranense, Vaticana e Liberia-
vaes nella Storia d' Alessandro VIl^ che na (alle quali classi appartengono, come
questi obbligò gli uditori di rota ad es- ho detto, i 3 ministri sacri della cappel-
sere veri suddiaconi, con prendere gli or- la pontificia), fino a recentissimo tempo
dini sagri. A'volanti di segnatura surro- mai non accettavano 1' invilo di fire da
gati gli accoliti apostolici, Alessandro VII ministri sagri a'cardinali stessi, fuori cioè
commutò la pai tedi pane comune di pa- della cappella pontificia, ritenendosi che
lazzo, in parte più nobile, eguale a quel- i ministri sagri i quali iminediataiuen-
la de'cardinali. Raccontai pure che Ales- le assistono il i*apa, non sia conveniente
sandro VII col breve Pro pasioralis offi- che assistano altri. Da questa regola pe-
r/i,de'io dicembre 1 655, Z?«//.cit. p. 66: rò si ritiene eccettuato il caso nel qua-
Ut in Mifsamm soleniniuniyet l'espera- le, compreso il celebrante, sieno tutti ca-
rtim in Cappcllis pontificiis celebratio- nonici delle patriarcali basiliche mento-
ne sacerdoiis assisteniix, ne diaconia, et vate. Come ancora l'assistenza a'cardina-
subdiaconis officia per canonicoss. Joan- li nelle benedizioni nella Chiesa di s. Teo-
ìiis Lateranensis, ac s. Petti, et s. Ma- doro àeW A rciconfraternità del ss. Cuore
rine fliajorisde Urbe respective peragan- di Gesìidelta <\e Sacconi, considerando-
nir. Vale a dire, 1' uflìzio di prete assi- si lutti come confratelli. Al sommo Ponte-
slente, e(|uivalente all'arcidiacono, do- fice inoltre si assiste dal diaconoesuddia-

vesse esercitarlo un canonicoLateranense, cono della cappella pontificia, in tutte le


quello di diacono un canonico di s. Ma- funzioni comprese le consagrazioni delle
lia Maggiore, il che tuttora <^ in vigo- Chiese (e della recentissima di s. Paolo
re. Cos'i soppresse i precedenti ministri parlerò a Tempio), degli altari, e de'^^^
assistenti della cappella pontifìcia. Feci tisterij e nella Coronazione delle s. Ini-
pure menzione del disposto col breve A- magini (e dell'ultima latta nella basilica
lias nos, de' IO giugno 1657, Bull. cil. Vaticana farò parola a Teatine), bene-
p. S2:Erectio qualnor offìcioruni cleri-
I dizioni d'ìcampane (diche farò menzione
conint cerofcrarioruni Cappcllae ponti- a Tor.RE camp.anaria), benedizioni col ss.

ficiae, Buasolanti (/'.). Dissi per ultimo Sagraoieulo, ed altre consimili. Si deve
SUD SUD 17
avvertire, che ritenendosi i lie capitoli to il rinomalo concilio iV Elvira, celebra-

(Ielle memorale basiliche patriarcali di to in principio del IV secolo, prescrisse:


eguale rango, vi è l'inveterata consuetu- •'lisuddiacono non riceve l'imposizione
dine, chequando trattasi di tali sagre fun- delie mani, ma riceve dal vescovo la Fa-
zioni fuori delle ordinarie cappelle ponti- lena [P^.) e il Calice [F.) vuoto; e dal-
ficie, e che abbiano luogo in alcuna delle l'arcidiacono V Ampolla {/^.) coll'acqua
stesse 3 patriarcali basiliche, allora quel- e il sciugamano". Quanto alle
vino, e lo
Jo de'sagri ministriche appartiene a quel disposizioni richieste per ricevere il sud-

capitolo fa da diacono, ed a propria scel- diaconatOjSi riportano a Orr/me^ cos'i VE-


ta invita un altro concanonico a fare da ^^(/^'.), bisognando aver toccato 11 ^n- i

suddiacono, cedendo per antica conve- ni, prenderlo nelleQ«<a/^'o7'ewi/?orfl(^.),


niente consuetudine il collega ministro. osservare gr//j/er?^/z/(/^.), altrimenti oc-
Quando però non trattasi di funzione nel- corre la dispensa dell' Extra Tempora
le dette 3 patriarcali, sempre intervengo- [f^.].Per la sconsagrazione del suddia-
no all' assistenza il diacono e il suddiaco- conosi può vedereDEGRAD AZIONE eSACEK-
no, e non mai l'arcidiacono ossia il prete Dozio. Pretendono alcuni che anticamen-
assistente, il quale però esercita l'udizio te il suddiaconato venisse conferito dai
di diacono se il Papa eseguisce la funzio- semplici>5'<^cer/T?o^/o da' Corepiscopl[f^.).

ne nella sua basilica Lateranense, depu- La forma dell' ordine consiste nelle pa-
tando un, proprio concanonico all'unizio role che il vescovo indirizza a'suddiaco-
di suddiacono. Vi sono esempi che il dia- ni. Le funzioni de'suddiaconi ponno ri-
cono e suddiacono fecero a' Papi da mi- dursi a 6 principali, secondo il Pontifica-
nistri assistenti a funzioni, nelle quali in- le romano: .°a ver cura àtvasi s 7gri che
i

combe ad esercitare 1' uffizio a due car- servono pel sagrifizioj 2.° versare il vi/io

dinali diaconi, come nel 1 83 1 ,


nel quale e Vacqua nel calice j 3." cantare Vepisto-
Gregorio XVI eseguì la funzione della laj 4-° sostenere il libro degli evangeli ;

Lavanda r/e'^;ef//,assistitoda'prelatiLui- 5.° portar la croce nelle processionij 6."

giTheodoli diacono ecanonico Vaticano, presentare rrtr<7«rt! a! sacerdote per la Lrt-


e Francesco Pentini suddiacono e cano- vandadelle mani [f^ .), servire il diacono
nico Liberiano. Gli attuali ministri sagri in tutte le funzioni, ricevere le offerte del
della cappella pontificia sono i prelati : popolo. Dice il p. Chardon, che all'ordi-

nig.r Antonio R.ossi-Vaccari canonicoLa- nazione de'suddiaconi molte ceremonie


teranense, prete assistente; mg.r Lorenzo si aggiunsero, specialmente dopo la su;i

Lucidi canonico Vaticano, diacono; mg.r computazione fra' maggiori ordini. Gli
Francesco Pentini canonico Liberiano, ordinandi si prostrano, come (juelliche
suddiacono. vanno a ricevere il diaconato e il presbi-
All'ordinazione de' suddiaconi decre- terato, e sicantano per loro come per gli
tò nel 253 il concilio di Cartagine, che altri le Litanie de' santi. Anùcavùeìdeìa.
la materia fosse la patena e il calice vuo- loro ordinazione più semplicemente fa-
to, che il vescovo facesse toccare agli or- cevasi, come dispose il ricordalo conci-
dinandi , ricevendo dall' arcidiacono le lio di Cartagine. Anche adesso nella chie-
ampolle piene, il bacile e il pannolino per sa latina non s'impongono le mani a'sud-
asciugar le mani. Vedasi WPontificaie Ro- diaconi,mail vescovo porge loro il calice

ìuaniim: De ordinatione subdiaconi. Pro vuoto colla patena, e gli altri ornamenti
ordinatione subdìaconoruni parenlurca- che convengono al loro ordine; arnictUy
lix vacuus, Clini patena super posila, ur- non tamen super caput, alba, cingulo,
ceoli cuni manutergio, et liher epistola- manipulum in mano sinistra, tunicellant
rum. Pel conferimento del suddiacona- sive dalmatica^mper brachio sinistro, et

VOL. LXXI.

^Uy^'&m'a rvfc. rOi.


i8 SUD SUD
candelam in vianu dextera. Dà poi loro senza nnifra, gli viene posto in testa l'a-
il libro flell'episfola col potere di leggerle milto dal vescovo, che sta in piedi colla

nella chiesa. Cos'i il loro ministeio è ri- mitra in capo; subito il Papa ripiglia la

dotto al servigio dell'altare, e a ministrar mitra, e gli vien dato il manipolo; poi le-

al vescovo o sacerdote ne'solenni sagri- vatasi la mitra e spogliatosi del piviale,

fizi. Il vescovo oidinante, dopo aver in- se gli pone la tonicella,e cos'i vestito sie-

vocato per roidinandorinlercessionedei de colla mitra, e riceve dal vescovo il li-


santi, e avergli esposti doveri cui va ad i bro dell'epistole. Finita la messa il Papa
assoggeltarsijgiifatoccareil calice eia pa- ripiglia il piviale al solito, ritornando alle

tena vuoti, lo avverte delle virtù che de- sue stanze". L'ultima volta che si prati-
ve avere, e fa una preghiera colla quale cò l'ordinazione d'un Papa in suddiaco-
chiede per esso a Dio i doni dello Spiri- no, pare che fosse per s. Celestino V nel

lo santoi indi lo veste della dalmatica, e I2g4,che presto fece la solenne e clamo-
glimettein mano il lihro dell'epistole che rosa Rinunzia del pontificalo (^.). Que-
si cantano nella messa. Aggiunge Char- sto Papa concesse a fr. Francesco de Api
don, che anticamente suddiaconi erano i sacerdote francescano, la facoltà di con-

segretari de'vescovi, che gl'impiegavano ferire gli ordini minori a Lodovico figlio

in viaggi e maneggi aveano


ecclesiaslici; di Carlo II re di Sicilia, indi lo fece ar-
il carico delie limosine e dell'ammini- civescovo di Lione, la qual collazione an-
strazione temporale, e fuori di chiesa fa- nullò poi il successore BonifacioVIII,on-
cevano le stessefunzioni che diaconi. vSuI- i de reslò suddiacono e sagrista. Questo lo
la Coiìsagrazionc del Papa (f^.), in Sa- racconta Novaes nella Storia di s. Cele-
cerdote o in Diacono, sa già non lo l()sse, stino y, ma vi noto inesattezza, come po-
ne pallai anche a Sacerdozio: ilMagri im- trà vedersi nella biografia di s. Luigi o
porta il rito del Ceremoniale romano del Lodovico vescovodi Tolosa, da Bonifacio
l'alrizi, lit. 2 De promolionc ad siibdia- Vili dispensalo per essere vescovo di To-
ro»rt//wz, occorrendo ordinare suddiaco- losa, e lo consagrò a Perugia,come accen-

no il nuovo eletto Pontefice. "Comparirà nai nel voi. LII, p.i49- Riferisce il p.Be-
il sommo Pontefice vestilo col rocchet- noflì. Storia minoritica p. 1 08, che Boni-
to, sopra del quale metterà l'amilto in facio Vili promosse al vescovato s. Lo-
maniera che lo possa porre in testa, poi dovico, ma ricusò accettare se prima non
il camice e il cingolo, e finalmente il pi- gli veniva accordata la dispensa di pro-
viale, che dal collo gli penda tutto dietro fessare la regola minoritica per adempie-
le spalle, e con la mitra io capo. Fatta la re il volo fallo quando fu in ostaggio pel
confessione col vescovo celebrante, leg- padre; ciò che eseguilo, fu poi consagrato
gerà l'introito della messa nel suo trono, dcd Papa. Vi furono de'vescovi mai con-
e l'altre orazioni conforme al solilo. Nel sagrati, anzi neppure ordinati suddiaco-
tempo delle litanie de'santi, il Papa s'in- ni, che figli di sovrani o gran principi fece-
ginocchierà nel faldistorio senza n)ilra,ed ro da altri governare la loro chiesa. Paolo
il vescovo nello sgabello posto alla sini- V ad istanza del re di Francia creò arci-
stra, ma colla mitra per dare poi a suo vescovo di Reims e cardinale Lodovico
tempo in piedi la benedizione solila. Fi- Guisa, il quale restò suddiacono, coiue
nite le litanie, il Papa ritorna al suo tro- vuole Novaes. Il Sarnelli nel t. 8 ci die la
no, ove sedendo con la mitra in lesla ri- lelt. 2 li: Essendo taluno ordinato per for-

ceve dal vescovo, che sta in piedi, la pa- za suddiacono, se sia tenuto osservare
tena,calice,ampolline,ec. col bacile e sciii- la castità, il cui voto è annesso ali'oidi-
gamano, culla solita founa. Al tempo ili ne. Oj)ina che se la forza è stala assolu-
licevere gli abiti sagri, sedendo il l'apa ta e precisa, non è tenuto ad osservare la
SUD SUD 19
continenza, percliè non ha ricevuto neui- fu l'abito proprio e antichissimo de'sud-
uieno il caialteie clelsagiamenlo; ne ri- diaconi, della forma della^«/m<3</cfl(/^^.),
porta le ragioni, ed una risoluzione della ma con maniche più strette: le altre ve-
s. che dichiarò nulla uu'ordinazio-
rota, sti suddiaconali sono V ainitlo^ il cami-
uè simile d' un suddiacono. Rinaldi al- ce, il manipolo. Nola Sarnelli
cingolo, il

l'anno 847, n.° 3i, registra una dispensa che il manipolo del suddiacono era un
concessa da s. Leone JV al suddiacono fazzoleltoche leuevanoattacoato al brac-
SwiliuooEtelvolfo,chesuccedendoal pa- cio sinistro per nettaree pulire i sagri va-
dre dovea di venir re degli angli, e di pren- si: perciò se non
forma,almeno nel-
nella
der moglie: ciò prova che allora era il sud- l'uso fu differente il manipolo sacerdo-
diaconato ordine sagro. Di (juesle e di al- tale. 11 p. Bonanni, La Gerarchia eccle-

tre dispense trattai a Dispense celebri. siastica, ca^. 53: Della dalmatica della
IN'arra JN'ovaes ueila Storia di Clemente volgarmente tonacella, dice che fu as-
Xr, che avendo questi concesso a Filip- segnata a'suddiacoui molto tempo dopo
po Ernesto conte d'Hohenlohe siuldiaco- de'diaconi, ma più angusta, e ne accenna
no, la dispensa di contrarre mairi nionio l'uso s. Gregorio I colle parole, ut induti
con una cattolica, ed avendo esso sposalo lineis tunicis procederent. Quanto alla
un'eretica, con breve de'ao giugno 706 1 forma, vuole Baronio che fusse pectora-
al vescovo d'Erbipoli, il Papa ricusò di leni tunicani siue manicis textam. Che si

convalidarlo, nou ostante i gravi danni usasse diversa la veste del suddiacono da
che potevano conseguile da taleriOuto: (juella del diacono, lo dissi con altre a-
bensì esorlò il prelato a procurare la con- naloghe notizie a Dalmatica. Oltre la
versione della ilonna al cattolicismo. A touicella, veste propria de'suddiaconi,essl
Ordinazioni de'Pontefici, e negli artico- in determinali tempi usano la Pianeta
li degli ordini sagti, notai molti esempi [f^.) ripiegala nella parte anteriore,ed il

degli ordini conferiti da'Papi. Qui ricor- Piviale (/ Osserva Piazza nella Ge-
.).

derò, che Clemente VI nel i35o in un rarchia cardinalizia, ed io dico a Epi-


so\ giorno ordiuò suddiacono, diacono e stola, che i uìonaci certosini non usan-
sacerdote Umberto, cheavea rinunziato do suddiaconi nelle loro messe solenni, un
il Delfinato di Francia. Alessandro \'
I monaco da coro canta re[)istola, un al-
commise nel 4«)3 atl un cardinale di con
1 tro serve da diacono colla cocolla bianca,
ferire in un giorno il suddiaconato e dia- sulla quale pone la stola solamente quan-
conato a Cesaree Giovanni Boi già, che do cauta l'evangelo: la Stola (/^.) è in-
poi creò cardinali, e al prin)o perinise in terdetla a'suddiacoui. Invece notai bCer-
seguito di rinunziare alla porpora ed ai Tosi.NE, che il vescovo che le consagra d.t

vescovati che gli avea conferito, e di am- loro la stola sacerdotale, il manipolo nel
mogliarsi. BenedetloXI 11 facilmente con braccio destro, pi onuiiziando quasi le stes-

feriva tutti gli ordini sagri, inclusivamen- se parole usate uell'ordinazione de'dia-
le alsuddiaconato. Benedetto XIV dopo coni e suddiaconi: le vergini così consa-
aver conferito gli ordini minori al car- grate cantano l'epistola alla loro messa
dinale duca di York, 1' ordinò suddia- conventuale, usano la stola quando can-
cono e diacono. Il regnante Pio IX pro- tano il vangelo all'ullizio notturno di 1 1
mosse a'sagri ordini sino al presbiterato lezioni, e con ornamenli sono sepol-
tali
uig.r Edoardo Borromeo, ora suo mae- te. Nell'articolo Sepoltura, dicendo co-
stro di camera. Dice il IJernino utW Islo- me si seppelliscono gli ecclesiastici ed i

ria delCtresiey che l'elagio lì Pa[)a del suddiaconi, per questi rimarcai senza sto-
578 obbligò suddiaconi alla recita delle
i la. Alcuni Papi concessero per privilegi)

7 Ore canoniche [F.). La Touicclla{r.) r uso de' Sandali (/'.) a' suddiaconi di
20 SUD SUD
qualche chiesa,come S.Leone IX ed Eu- incardinati nelle proprie chiese, fissi e
genio III a'y suddiaconi della calledrale sfabili,essendo considerata la cattedra ve-
diCoionia. In alcune cattedrali,egualmen- scovile il cardine su cui tutto poggiava
le per privilegio pontificio, hanno l'uso e tulio si aggirava. Quindisiccorae il col-
della Mitra [F.) il diacono e suddiacono legio de'preti, diaconi e suddiaconi cat-
ministrando al vescovo, come in quella tedrali, ossìa Presbiterio o Capitolo, tltr-

ornamenti sagri ac-


di Poititrs. Di altri mava un corpo solo col vescovo e n'era
cordati a'suddiaconi ne feci menzione ai il senato; così per appartenere appunto
loro luoghi, ed alle chiese cui apparten- a questo cardine i canonici furono delti
nero. A Diacono notai, che il concilio di preti del cardine o cardinali, diaconi del
Trento prescrisse che in ogni cattedrale cardine o cardinali, suddiaconi del car-
i\Ciipi[olo{f.)s\ componesse di 3 ordini, dine o cardinali; appellazione derivala dal
preti, diaconi e suddiaconi; ed osservai presbiterio romano, senato del Papa, car-
«he nell'arcibasilica Lateranense, talvol- dinali di s. romana chiesa, in senso di ti-

ta nell'ordine de'diaconi e suddiaconi vi tolo distintissimo eonorificenlissimojuon


sono de' vescovi e anche de' patriarchi. che di dignità e quali Cardines universa tis
Leggo in Nardi, che canonici suddiaco- i Itcclesiae, non avendolo canonici del- i

ni cominciarono soltanto ne' secoli IX e le insigni chiese di Roma. Furono detti


X. In una donazione di Ramperto vesco- dunque cardinali canonici della catte-
i

vo di Bi escia deir824, vi sono sottoscrit- drale, come appartenenti al presbiterio


ti i canonici preti e diaconi, e perfino i vescovile, membri della chiesa catledia-
suddiaconi cattedralijimperocchè a quel- le. 1 n questo senso il nome cardine o car-

l'epoca si cominciò a far canonico qual- dinalis, ch'è lo stesso, si usava per cano-
che suddiacono, ciò che però non erasi nico anche a tempo Gregorio I del
di s.

mai costumato ne' secoli anteriori. Nel 590, e poi restò ad alcune chiese più ao-
concilio di Ravenna del 967 Papa Gio- ticheepiù illustri metropolitane. Nel det-
vanniXlI concesse all'arci vescovo dilMag- to concilio di Ravenna Giovanni XI nel- 1

cleburgo gli stessi onori che aveanogli ar- l'indicato senso chiamò curduiali preti, i

civescovi diTreveri, Colonia e Magonza, diaconi e suddiaconi di Magdebuigo, de


e che i 2 preti, 7 diaconi e 24 sud-
suoi i cardine ossia cattedrale, Cardinalibus
diaconi cardinoli, cioè cattedrali, potes- primae sedis, del presbiterio vescovile o
sero usar ledalniatiche quando ministra- arcivescovile. Indi ne'monumenti antichi
l'ano all'altare maggiore, salvo i giorni di trovansi preti, diaconi e suddiaconi car-
digiuno, e nelle feste usar potessero i san- dinali ordmaridellechiese diMilanOjBer-
dali. Rilevò il Lupi, Dissert. 3, che solo gamo, Lotli, Asti, e per non dire di altre,
in questi tempi si cominciarono ad ani» eziandio della metropolitana di Ravenna
mettere tra'canouici de'suddiaconi, men- (i cui suddiaconi erano 7), la quale volen-
treprima non erano che preti e diaconi; do imitare Roma, ebbe le chiese di titoli

ma che i suddiaconi canonici erano sti- cardinalizi, vale a dire cappelle e oralo-
mati come gli altri canonici, e reputati lii urbani e suburbani soggetti a'cano-
assai più de'preli e diaconi del clero mi- nici chiamati cardinali,nome generico di
nore. Qualche raro esempio di ciò si vi- onore attribuito un tempo a quasi tutti i

de anche tra'cardinali di s. romana chie- canonici cattedrali, e siccome titolo d'o-


sa. 11 Muratori nella Dissert. sui canoni- nore non sempre i canonici l'assumeva-
ci, riferisce che sino dal (3i5 i canonici no nelle sottoscrizioni. Quanto ad altre
erano appellati col nome di Cardinali erudizioni sull'ullizio de'suddiaconi, ag
(^'^.), attributo che proveniva loro dal- giungeròconChardon,che gli accoliti ser-

l'essere gli unici ex cardine j€X sede^cìoc vivano all'altare sotto i diaconi, e face-
SUD SUD 2t
vanolefiiQZÌODÌ de'siiddiaconi, prima che cano, secondo l'insegnamento di gravis-
questi s'istituissero: ora il Pontilicale »'o- simi dottori, quali dichiarano che nou
i

luano non assegna loroaltroimpiego,clie peccano se la cantano senza manipolo,


quello di portar il candelliere, d'accen- per essere questo abito loro proprio in
dere i lumi, e di preparare l'acqua e il origine per nettare i vasi sagri di cui sono
vino pel sagrilìzio. Dicono Magri eSar- ministri; anzi essendo il suddiacono sco-
nelli, che anticamente non incombeva ai municato, dice IMagri, potrà cantar l'e-
suddiaconi cantar l'epistola, ma a' Lettori, pistola senza manipolo per non incor-
come costumano oggidì i greci, alFerman- rere neir Irregolarità (^.)j e soggiun-
dolo [' t\miì\ài\o, Dedivi/iis q/Jìciis lib. 2, ge che questa dottrina si verifica molto
cap. onde il suddiacono nell'oriHna-
I I, più nel diacono cantando l'evangelo nel-
zione non ricevea il libro dell'epistola, il la messa, nella quale è ministro più im-

che fu poi introdotto. Cominciò tale uso mediato del suddiacono. Anticamente il
di leggersi l'epistola da'suddiacoai nella suddiacono teneva la patena, non dietro
chiesa romana, per pura permissione,cO' il sacerdote, ma in faccia, essendo l'altare
me notò il Micrologo, /^e ecc/e^. oZ»5en'. isolato, per denotare la costanza delle san-
cap. 8, e narrai meglio ad Epistola. Ivi te donne, le quali seguirono Cristo nella
rilevai, che di qua è nata la ceremonia passione,quaudo gli apostoli, figurati nel

di cavarsi la pianeta piegata nel tempo diacono, chesta dietro il celebrante, tutti
del digiuno (restando col camice,de'cui fuggirono. Mentre il suddiacono tiene il

ricami feci parola nel voi. Vlll,p. ^-70), hbroaldiaconoche canta revangelo,niai
quando il suddiacono, vuol cantare l'epi- s'inginocchierà,come né anco gli accoli-
stola nella messa, non facendo allora l'uf- che allora sostengono camlellieri, ma
ti, i

Ikio di suddiacono, ma di lettore, e lo av- resteranno immobili, ancorché tutti gli


verte l'Amalario lib. 3, cap. i 5. jVeppu- altri genuflettessero, e lo prescrive WCae-

re era uffizio del suddiacono di tener la re/noniale Episcoporuin lib. i,cap. io.
patena involta nel velo in tempo del ca- De'suddiaconi e loro uffizi molte erudi-
none, ma che poi la conse-
dell'accolito, zioni abbiamo dalSarnelli. Li chiama Hy-
gnava al suddiacono; non usava in prin- peretes, sinonimo A' Hypodiaconi o Stib-
cipio la touicella, ma il solo camice, co- minister, sotto-ministro, sotto-diacono;
me costumano greci; per cui in Sicilia
i e sebbene ne'tempi del concilio di Lao-
si fece lamento contro s. Gregorio quale I dicea, tenuto nel iV secolo, l'ordine del
introduttore de'riti greci, fra' quali si fa suddiaconato era già maggiore rispetto
ministrare da'suddiaconi senza veste sa- agli altri 4 minori, non però ancora sa-
gra e col solo camice. U Papa scrivendo gro, perciò il suddiacono, per divieto di
al vescovo di Siracusa
\' Epist. 53, lib.
7, quel concilio, non potevaentrare nel^/a-
si con queste parole. «Subdiaconus
difese coiiico (di cui riparlai a Sagrestia) desti-
autem utspoliatos procedere facerefn an- nalo alle persone sagre, ma stava alla sua
tiqua consuetudo Ecclesiaefuit; sed pla- porla; né eragli lecito toccare i vasi sa-
cuit cuidam nostro Fontilìci, nescio cui, gri, che ivi erano co'sagramenti, perchè
quieos vestitos procedere praecepit.Nam l'uffizio del suddiacono è di toccare vasi i

vostrae Ecclesiae numquid tradilioneni sagri, ma vuoti; infatti nella messa so-
a graecis acceperunl? Linde habent ergo lenne pone suir altare il corporale che
hodie ut subdiaconi lineis in tunicispro- cava dalla borsa, pulisce il-caliceela pa-
cedant, nisi quia hoc a matre sua roma- tena col purijicalorio, sostiene la pate-
na Ecclesia perceperunt? " Esorta Ma- na coperta colle estremila del t'e/o che
gri suddiaconi, che cantando V episto-
i pende dalle sue spalle (ricevendo eoo es-
la in peccato vieppiù mortalmente pec- sa l'incensazione dal diacono, che gli dà
. o

22 SUD SU D
poi Io prive dfUa messa, ed il suddiaco- latore del s. romano impero, o altro so-
no la porta al coro, coinunicandoh al i Mono, assistendo nella notte di Natale
(li qualunque ordine,e in fine all'accolito nella cappella poDlificiaall'uffizialuradel

che l'ha accompagnato: però nella ^'(7^- mattutino, dopo avere dal Papa ricevuti
pella pontificia il prete assistente la pren- i distintissimi donativi dello stocco e ber-
de dal cardinal ° prele e dà a'cardinali,
i rettone ducale benedetti da lui, vestiva-
prelati e altri, ecomunicalala al cerenio- no la cotta e il piviale (l'iuìperatoi e an-
niere, questi termina di dispensarla; que- che la 5^o/<z); l'imperatore cantava la mi
sto ufiizio ne' pontificali l'esercitano il lezione, gli altri sovrani o gran principi
cardinal vescovo assistente, ed un udito- la V. Che quando l'imperatore interve-
re di rota qual suddiacono apostolico), niva alla messa pontificata dal Papa, ve-
ed a suo tempo dopo che il celebrante ha stito di colta, sloia, dalmatica o tonicel-
adoperalo la patena, la cuopre colla /^rtr/- la, esercitava all'altare alcuni uffizi dia-

/^, piegai! corporale.Io ripone nella bor- conali esuddiacoDali; poiché dopo il can-
sa, e questa pone sul calice, che coperto to dell' evangelo, ministrando al Papa,
col velo lo la»cia sull'altare o porta alla gli presentava il co'y;orc7/fj la patena con
credenza. Anche il concilio di Agde proi- i'oslia, il calice col vino, 1' ampolla con
bì a'suddiaconi l'ingresso nel diaconico l'acqua; presentando il libro, versando
segretario, sebbene il sovrallegato con- l'acqua per la lavanda delle mani, soste-
cilio di Cartagine determinò l'ordinazio- nendo l'estremità del manto pontificale,
ne suddiacoiiale colla tradizione del ca- ollrealtri riverenti omaggi. Ne'citati luo-
lice e della patena vacui, ed il concilio di ghi pure dissi le ceremonie solenni della
Braga vietò a'chierici inferiori di toccarci coronazione imperiale,in cui ancora l'im-
vasi sa^ri, se non suddiaconi. Bal<amo- peratore fungeva diversi uffizi del diaco-
ne ed altri fecero la distinzione,che sud- i no e del suddiacono; quali ornamenti ec-
diacorti non ponno toccaie vasi sagri i clesiastici i Papi attribuirono agl'impe-
menti-e contengono divini sagra nienti,
i ratori ed altri sovrani, e come essi furo-
non già quando sono vacui, appartenen- no annoverali Ira'canonici Vaticani con
do al loro utlizio il nettarli,e perciò fu ad assumerne l'insegne corali, ed secondi i

essi concesso il manipolo, non però la stola per venerare da \\c\ì\o'\\ f'^ olio santo {^
f'.],

ch'è loro interdetta. Di altre ingerenze e le alti e reliquie maggiori diesi vene-
che esercitarono suddiaconi e degli al-
i rano in quella basilica. Il Durando nel
tri loro uffizi ragionoa' loro articoli; co- Rationalediv.off(C. lib. 2,cap. 8, dice che
me e per non dire di altro del licenziare l'imperalore deve avere l'ordine Suddia-
dalla Chiesa Catecumeni o Neofiti jche
i conale, perchè nel codice f'alentimanus
risponde all'invilo óeW Orate fratres, del dist.q, 3, l'imperatore è detto; Actj'utor,
celebrante; e dell' invito Levate ^ dopo et defensor Itius, ut nifuni ordineni de-
V intimazione del Flertamus genita del cetysemper existam. Ed inoltre, che nella
diacono (che anticamente diceva l'invi- funzione della coronazione, dopo essere
lo), di che trattai a Gexuflessioxe, Ore- Stato ricevuto per canonico dal capitolo
mus, Preghiera. Per l'uffizio del suddia- di s. Pietro, si vestiva de' sandali, della
cono nella messa solenne, si può leggere fonicella e sopraassumeva il paludamen-
l'ab. lì'\c\\c\\, Dizionario sacro-liturgico : to imperiale. La Glossa nel citalo capo,
Messa solenne. Negli articoli Imperato- sopra la parola Ord iti e tn, ecco come si e-
re, Sovrani, Diacono, Stocco e Berret- sprime: Ex hoc verbo dixerunt quidam,
tone DUC AIE benedetti, CORONAZIONE DEL- qnod imperator debet habere ordineni
i' imperatore, ed in quelli analoghi a siibdiaconalem : sed non est veruni , quia
quanto accennciò, narrai come l'impe- luibet militarem cìiaractereni. Altre ra-
SUD S U D 23
gioni ponno vedere inSarnelli nella let-
si vntis, dice che Carlo V dopo l'oflertorio
tera 1 7 del t. 6 e ricordala anche a Stocco olili 3o doppie da 4 ducati l'una, e come

con altri scrittori Se l' imperatore ro-: suddiacono vestito andò all' altare con
mano deve avere l'ordine suddiaconalc. Clemente VII, e ministrò il calice e la pa-
^'ella lettera 3.' del t. 8 egli discorre: Del tena, e l'acqua che s'infonde nel vino) a
suddiaconalo e accolilato, streilainente piedi del Papa; indi l'imperatore colla so-
e in largo modo intesi: Ede principi be- la tonicella segue il Papa all'altare, et Uh
nerneriti di s. Chiesa, onorati dalla me- in locuni subdiaconi calicem et paLenani
desima. Pertanto riferisce, che nella so- Clini hostiis ojfertj deinde aqiiain in/un
Jeune coiouazione dell' imperatore, de- dendani in i'inum,et retrahent se ad par-
scritta in un Pontificale antico stampato tem dextram stat u<;qne(jiio Pondfex ad
in Venezia nel 072, è notato che se gli
i sedem eniinenlem coniunicalurus re\'er-
la fare l'uffizio del suddiacono per ono- ^a//ir". Quanto all'^c'co/iVo.che deve pre-
revolezza,non altrimenti perchè abbia tal parare i sagri vasi, e anticamente soste-
ordine, poiché per conferire 1' ordine ci neva, oltre la patena involtata, anche la
vuole la furma,e nelle messe
materia e la Fistola (f^-) colla quale si dispensava al
private si tollera che un laico faccia cjue- popolo il Sangue di Cristo sotto le specie
sti uffizi. «L'imperatore nel giorno della -sagrainenlali, sostiene il candelliere colla
coronazione, nella basilica Vaticana, pri- candela accesa quando il diacono canta
ma indossa la cotta e l'almuzia, e viene il vangelo, ricorda e come narrai altro-
ricevuto tia'canonici di s. Pietro, J«cfl- ve, doge di Venezia quando ince-
che il

nonicum et fratrem, e dopo altre cere- deva solennemente, fra le altre insegne
monie nella cappella di S.Gregorio siede d'onore e di dignità, che lo accompagua-
e si mette i sandali, e stando in piedi si vauo,era preceduto da un accolito in ve-
veste della tonicella, e sopra questa il pa- ste paonazza con un cereo non acceso io
ludamento imperiale nella cappella di s. mano (altri dicono acceso e su candellie-
Matuizio, dali ."vescovo cardinale è un- re), per concessione d'Alessandro ili. In-
to coll'olio de'catecumeni nel braccio de- di ritornando a parlare dell'imperatore
stro e nelle spalle, perchè all'altare di s. nuovamente riporta dalla Glossa il can.
Pietro non si unge, riè si ordina che il solo Porro, 63, verbo Ordine: Ex hoc
dist.

romiino Pontefice (secondo l'istituzione verbo dixernntquidani, quod imperalor


di s. Gregorio I, ma dissi a Limlva che dtbet habere ordineni snbdlaconaleui j
Gregorio XVI vi
consagrò vescovi 4 car- sed non est veruni, quia habet militareni
dinali). Ciò fitto, è condotto l'imperato- characlerenì,u\. i,q. i quod quidam. Ge-
re a detto altare, dove il Papa comincia rii tamen offìciu'ii subdiaconi cam mi-
la messa, poi questi va al trono e tjuivi nistrai episcopo. E conclude:-' Cos'i an-
dà all'imperatore la spada e gliela cinge; che il doge di Venezia risponde all' in-
indi gli dà il pomo d'oro e lo scettro, e troitodel celebrante, e lo fa più volte l'an-
finalmente lu corona imperatore colla co- no pubblicamente nella basilica di s. Mar-
rona dell iin[)ero. il priore de'suddiacuui co con "l'alidissima edificazione", ililcri-
a[>ostolici canta le laudi all'imperatore. sce Cancellieri nella Storia de possessi
Dopo queste cose l'imperatore depone la p. 2 che celebrando Alessandro li in
I I,

corona e il ma nto,e senza corona e scettro Lucca, da diacono il vescovo, e


gli fece

va a fare l'olfei ta di monete d'oro (Can- da suddiacono il gonfiloniere che avea


cellieri, De secrelariis l. 1, p. 83o: De moglie. La festa de' Pazzi (/'.) fu altresì
diaconi, aiit stibdiaconi munere ab ini- chiamata \a festa de' sotto-diaconi o sud
peratoribiis praesiuo aliisque soleinnibus diaconi. Di quanto riguarda i sudiliaco
cacrcmoniis in eoniin coionalione scr- ni di altri riti ne leuni proposito a^jli arti-
1

24 SUD SUE
coli tle'palriarcali, delle nazioui,o in quel- the non vi dovevano assistere, non che
li litiiigici, o delie vesti sagre; mentie di serrare le porte (ìe\Sancla Sanctoriini,di
(juelle (le'suddiaconi greci ne parlai nel cui è custode in tempo della celebrazio-
\ol.XXXll, p. 145 ei 48.1 greci cliiaraa- ne. V eda%\?\.eQaudol,LUurgiarum oritn-
lono il suddiaconato Hypodiaconalus, e laliuin collecli'o.

il suddiacouo//)7;o^/(?co/j»i, essendo per SUELLI, Suellum. Sede vescovile e


la chiesa greca ordine minore. Dice Ma- piccola antica città di Sardegna, ricorda-
gri,cheanticameiile il suddiaconato non ta da Tolomeo ed anche da diversi mo-
pare che fosse ordine sagro, come lo di- derni geografi, posta nel seno di Caglia-
venne poi, e si conferisce in un medesi- ri, il cui arcivescovo porta il titolo di si-

mo giorno col diaconato, sebhene am- gnore e baione medesima, la cat-


della
mogliati e senza obbligarli a dividersi dal- tedrale della quale ebbe il capitolo com-
le mogli, come notai a Celibato, ma poi il posto del decano e di 5 canonici, e già e-
suddiacono non può congiungersi in ma- sisteva nel principio del secolo XI, sulfia-
trimonio. JN'ell'ordinazione si dà al sud- ganea della metropoli di Cagliari, la più
diacono il bacile e boccale, ponendogli antica della Sardegna, nel quale artico-
un asciugamano sulle spalle, per indicar- lo e in quello di Sassari ne ripailai, sia

gli ch'è divenuto n)inistro delle cose si- per essere stata metropoli civile della na-
gnificale per tali slromenti, e recitando zione,e per conseguenza ivi precipuamen-
un'o!a7Ìone che esprime la santità delle te fu promulgato il cristianesimo,sid per
funzioni di quest'ordine. 11 suddiacono la costante tradizione e pel consenso co-
quindi subito esercita il suo ulilzio.dan- mune degli scrittori. Ili ."vescovo che si

tlo da lavare le mani al vescovo, stando conosca è s. Giorgio d' Eslampachet del
però alla porta del Sancla Sanctomni, suburbio di Cagliari, nato da genitori co-
non essendogli permesso di entrarvi, né spicui per pietà, onde meritarono che nel
toccare i sagri vasi, secondo il decreto del battesimo del figlio un angelo gì' impo-
concilio di Laodicea. Anche il p. Chardou nesseil nome. Smo dalla tenera età di-
asserisce, che mentre sacerdoti e diaco-
i venne chiaro per santità di vita e per sa-
ni greci sono ordinati dinanzi l'altare in pere, perito non meno nell'idioma lati-

tempo della messa solenne, i suddiaconi no che nel greco, per cui di 2 2 anni ever-
si ortlinanu prima del suo cominciamen- so la metà del secolo XI fu scelto in ve-
to in sagrestia o fuori del santuario, ma scovo di Snelli. A lui si atliibuisce l'edi-
coirim[)osizione delle mani e per le ra- ficazione della cattedrale, ove fu tumu-
gioni che riporta, e cosi viene conferito il lato quando mori nel principio del seco-
lettorato, ch'è altro ordine minore trai lo Xlljdopo lunghissimo vescovato, ono-
greci. Le funzioni del suddiacono sono rato da Dio colla gloria de'miracoli. Fu-
di preparare i vasi sagri per la celebra- rono suoi successori:Giovanni; Pietro del
zione del sagrifizio, e che devono essere 1 12; N. del 1 220, eletto poi da'canoni-

portati all'altare dal diacono. Egli mini- ci di Cagliari in loro arcivescovo; Sergio
stra il suo uflicio vestito di tonaca stret- deli237; N. deli263; Giacomo de Mal-
ta, e si cinge d'una zona, veste che Ma- tio francescano e custode della provincia
gri chiama camice. 11 capo de' suddiaco- di Milano, creato neli38o daUrbano VI,
ni o arcisuddiacono, come già rimarcai, il quale nel 1887 gli sostituì l'agostinia-

«licesi Domeslico, vocabolo a|)proprialo no Benedetto; nel 1427 Elia francescano,


anche a'capi d'altri ulfizi. 1 diaconi colla che altri dicono eletto nel i4io da A-
loro stola detta orario, accennavano ai lessandio V vescovo di Chiusi, dicendo
suddiaconi (juando doveano far partire chea Uenedelto successe Antonio, depo-
i culccumeui, e alloutauure lutti quelli sto ucl sinodo di Pisa da Alcssaudio V,
SUE SUE 25
perchè ubbidiva e difeoclevaGregorioXII nondimeno eb-
ransi tratti per popolarla:
più legittimo di lui. Giovanni XXIII non be ancora molta im[)ortanzasin dopo l'in-
riconoscendo l'elezione d'Elia al vescova- vasione de'saraceni, ma in Sucri o Scrt
to di Cliiiisi, lo trasferì a questo di Suel- non vi si trovano antichità. Imperocché
li, e Martino V dicesi che nel 1420 unì non debbo tacere, che disputandosi sul
la sede alli metiopoli diCagliari; altri vo- Sito ove suise la celebre Tigranocerta, i

gliono che l'unione l'etlettuasse Alessan- discrepanti pareri la pongono ad Amido


dro VI, altri Giulio li. Da un documen- o a Diarbekir [f^.); la quale alcuni vo-
to sembra che nel 565 non fosse Suel-
1 gliono fondata da Tigrane Ili, o forse sol-

li ancora unita a Cagliari, ma critici me- i tanto restaurata. Rifei isceTacilOjcheTi-


glio l'attribuiscono ad Lsel o Uselli^aì- granoceita trovavasi situata sopra terre-
tra sede di Sardegna. Mattei, Sardinia no elevato, e quasi circondato dd i^ice-

sacra 120, Ecclesia Sullcnsis.


p. lorio, eh' era ben da
fortificata e difesa

SUEIIT [Suerlen Chaldator.).,\ esco- valido presidio. \. Patriarcato arme.no,


valo del Kurdistan di rito caldeo, nella parlando deir/^r//2e/j'V7,disSÌTigranocer-
Turchia d'Asia orientale, con residenza ta una delle sue più grandi città. La sede

del vescovo in Suert,che altri chiamano vescovile di Suerto Sert è sulfraganea del
Sert OiS"cer/Oi5c-ere/,capoluogo d'un san- patriarca ih Babilonia {^.) de' Caldei
giacato, paese dell' antica Assiria, diver- (f .), che prima risiedeva in Diarbthir o
so da quello dtìlla Media, provincia cor- Anudo celebre e antica, ed ora in iI7t>-

rispondente all'antica Gordiana o paese sul (/^.). Dal i838 n'è vescovo mg.rMi-
de'carduchi o kurdi.Suert è una delle cit- cl'.ele Catul Catulla, già vicario del pa-
tà della Turchia asiatica, pascialato 3o triarca caldeo mg.rMar-Giovanni d Hor-
leghe distante da Diarbekir, in una pic- niez.
cola pianiua circondata da aite monta- SUESSA. r. Sessu
gne ed irrigata dal Khabur. Ha l'appa- SUESSULA o S CESSOLA o SES-
renza d'un "rande villassio.e contiene 3 SLLA o SESSOLA. Sede vescovile an-
piccole moschee, collegio e chiesa arme- tica d'Italia, che alcuni prelesero essere
na e caldea, poiché oltre turchi è abi- i succeduta a Suessa Auriinca,à\ cui e del-
tata da' caldei e dagli armeni. La situa- le divergenti opinioni parlai a Sess», che
zione di questa città e la tradizione de- altri impropriamente chiamano Stzze ,

gli abitanti fanno presumere ch'essa oc- città vescovile dello stato pontificio e af-
cupi l'area dell'antica Tigranocerta^iun- fatto dalla precedente diversa. Dappoiché
data (non pare da Tigrane li e al tem- Siiessola, nella Terra di Lavoro, provin-
po della guerra di Mitridate VII) nella cia delreguodi Napoli, come trovo inSar-
Grande Armenia presso sponde delTi-
le nelli,Memorie degli arciicsco^'idi Bene-
gri e del iXicefurio, da Tigrane I fiorito vento, p. 67 e 227, era una città 4 tri-
505 anni avanti l'era nostra e re d'Ar- glia lontana da Acerra, 2 da Benevento,
i

menia, che le diede il proprio nome e ne e q da s. Agata de'Goli. Fu eretta in se-


fece la capitale de'suoi stati. Secoudol^lu- de ve:<covile, quindi nel q84anuoverata
ta reo era grande, beila e ntolto ricca; ma da PapaGiovanni XI \ ,nel priviifgio del-
al dire di Straboue, l'arrivo di Lucullo la concessione del pallio all'arci ve>covo di
in Armenia fu cagione che rimase imper- lìenevenlo Alone, tra i vescovati sutfra-
lètta, e in seguito si fece granile e popo- ganei di ([uella metropolitana, insieme a
losa. Ed aggiimge, che quaiulo Lucullo quello dis. Agata de'Goli e di altri. Si-

prese questa piazza l'anno Gq prima di milmente nel privilegio di Papa Grego-
nostra era, la saccheggiò, e rimandò gli rio V, concesso nel c^qS all'arcivescovo
abituati uclle diverse cUlù dalle quali e- di Dcncvculu Aliàuu, è cuufcrujala sua
-

26 SUE SUE
suffragnnea Sessulae: alfrettanlo fece s. vento, e Landolfo I. "arci vescovo di Bene-
Leone lXneIio53 con l'arcivescovo Ul- vento nel 970 consagrò il
1. "vescovo Ma-
(Jarico, e le loro bolle riporta i' Ut^lielli delfrido, e così restituì alla città la cat-

descrivendo gli arcivescovi di Benevento. tedra vescovile, con diploma riportalo da


Le rovine di questa città si vedono tut- Ughelli, t. 8, p. 344- " successore Ade-
tora, ed i molmi di Sessula erano posse- lardo verso il 1 DOG edificò il tempio di s.
duti dal conte dell'Acerra, e frequentati Maria della IMisericordia e vi fu sepolto;

da'popoli di Terra di Lavoro. Dal mon- indifiorì nel 1075 Bernardo; nel loSEn- I

te sopra Sessula ha la sua origine il fiu- rico,sotto il quale recatosi nel 1 o Papa 1 1

naeClaiiio,di cuiVirgilio cantò nella G^or Pasquale li da Benevento a s. Agata dei


gica: El l'acnis Clanias non aequus A- Goti, ove il suo conte lloberto avea fab-
cerris. L'Alberti narra, che di Suessola ne bricato la chiesa abbaziale di s. ìMenna,
parlano Slrabone, Frontino e Livio, di- la consagrò solennemente e sottopose al-

mostrando questi che pressodi essasi fe- la s. Sede: dipoi l'ebbero gli agostiniani,

ce gran battaglia fra romani e Sanni- i i indi il collegio scozzese di R.oma. Dopo
ti, i quali furono vinti per la 3.' volta a Andrea del i i 52,ricorderòUrsone,aI qua-
Snessuhi, venendo posti in fuga da M. Va- le Rainolfo conte di s. Agata de^Goti nel

lerio. Piacque poi al senato romano, che I I Bidonò beni econcessediritli. Neil 190

fossero icumani e isuessulani sotto quel- divenne vescovo della patriaGiacomoAti,


lemedesime leggi e condizioni in cui era beneficato da Enrico VI imperatore, ed
Capua, e vi fu dedotta una colonia ronia- ornò la cattedrale e l'episcopio. Dopo la

na.M. Claudio da Casilino passò per Ca- morte di Giovanni, il capitolo contro lo

jazia,e quindi varcando il fiume Voltur- slatuitodal concilio di Laterano IV, eles-
no, procedendo pel territorio Saticulanu se Bartolomeo canonico di Beneveatojma
Trebeiano, sopra Sessula, pe'monti arri- Gregorio IX, annullata l'elezione, lo creò
vò a Nula. Anche Plinio rammentai sues- di sua autorità nel 1234- Urbano IV nel

sidani nel lib. o. ^eW Italia sacrmldì' U 1262 con diploma riportato da Ughelli,
ghelli t.io, p. 164, si tratta del Sessula- eli surrogò con molte lodi il nobile Nico-
nus Episcopalns, e si dice che per le vi la de Morrone canonico di Caserta. Per
cende delle guerre e per l' ingiuria del compromesso il capitolo elesse fr. Eusta-
tempo fu soppressa la cattedra vescovi- chio teologo domenicano, coll'assenso di
le di Suessula, e venne unita al vescova- Martino 1 V,che lo confermò nel i 282 .Nel
to di s. Agaia de' Goti (/'), colonia dei I2q4 s- Celestino V fece anuninislratore

beneventani e contea de'principi di Ue- il cardinal Giovanni Gastroceli {F.) ar-


\ento, da cui la città è lontanai 4 miglia, ci vescovo diBenevento, a beneplacito del-
situata sopra una rupe e quasi dapper- la s. Sede; per cui Bonifacio Vili neh 2C)5
tutto circondata da un torrente: dopo i con diploma plesso Ughelli dichiarò ve-
gotijda'quali prese il cognome, fu domi- scovo IV. Guidone ili s. INIichele francesca-

nala da'Iongobardijda'quali la conquistò no, con magnifico elogio. Avendo il ca-

neli i38 Ruggero re di Sicilia, ed ebbe pitolo eletti lloberto Ferrari arcidiacono
poscia il titolo di ducato. Avendo nell'ar- e Pietro MontedeNovione cappellano re-
ticolo s. Agata de' Goti celebrato suoi i gio,Giovanni XXII nel 3 8 confermò il 1 1

illustri MticoxW^a^n Sisto r [1^ .) e s. Al- primo.Pandolfo del i327consagiò la chie-


fonso £ZeL/g'f/o/v'(/'.)fondatoredella con- sa di S.Francesco; il capitolo designò suc-
gregazione del ss. Redentorei^f .), ora di- cessore l'arcidiacono Giacomo Martoni,
rò degli altri degni di speciale menzione. e Clemente VI confermò nel 344> "»- lo 1

La sede vescovile è antica, Giovanni Xlll di traslato a Caserta nel 3jo,e invece il 1

nel qGc) la dichiarò suiUagunea di Bene- pastore di quella chiesa JNicola di s. Aiu-
SUE SUE 27
bioglopa<sò in questa. Nel 1894 fu rimos- nicano diProcida del 1 663; Giacomo Cir-
so il colpevole fi. Antonio «li Sarno fran- ci di Monreale, già preside di Matelica
cescano, soslituendogli Ijonifrtcio IX il ca- e Foligno, che nel 1 68 r celebrò un rino-
nonico di Gaeta Giacomo l'apa. Al vesco- mato sinodo pubblicalo colle stampe; nel
vo Pietro Gatta nobile napoletano, e per J699 il molto encomiato Filippo Albini
sua istanza, Innocenzo VII dichiarò nul- nobile romano e di Benevento sua patria,
la la peiinuta Hilta delia baronia vesco- e di essa primicerio e vinario capitolare;
vile di Castro Balneolì con altre posses- celebrò nel 1 706 con molta pompa il si-

sioni col conte di s. Agata Carlo, senza il nodo che stampò, grandemente provvi-
con<;enso della s. Sede; indi pe'suoi me- de e migliorò il seminario nel formale e
riti nel 142 3 fa trajferilo a Brindisi. E- nel materiale; arricchì la sagrestia della
giialrnente fu traslafo all'altro arcivesco cattedrale di sagre suppellettili, fu bene-
vato di Antonio bretone nel
Sorrento i\\ fico in altro, zelante e operoso, fu ezian-
i44o- Nel 1494 Piglio Paolo Capobian- dio munifico colla cattedrale^ pose in or-

co decano di sua patria Benevento, assi- dine l'archivio, e per amore alla sua chie-
slentedella cappella pontificia e della ba- sa ricusò quella di Parma. Terminando-
silica Vaticana soltoAlessatidro VI: ilsuc- si con esso sacra la serie dei
r\e\\' Italia

cessoreAlfoiisoCaralla napoletanofn pro- vescovi, la compirò colle Notizie di Ro-


mosso a patriarca d'Antiochia. Il degno ma. Nel 1722 Muzio Gaetano napoleta-
e lodato vescovo Giovanni Guevara na- no; nel (735 Flaminio Danza della dio-
poletano morì nel 556 a nitn^a mangian-
i cesi di Capaccio; a'i4 giugno 762 s. Al- r

do il melone; Giovanni Deroaldo paler- fonso Maria de Liguoro napoletano;a'i 7


mitano tra sialo perciò da Telese fu ni con- luglio I 7750nofrioPLOSsi d'Aversa trasla-
cilio di Trento. Gli successe nel i 5&Q fr. to da Ischia. Vacò la sede dal I 78 5 al 1792
Felice Peretti, poi /Oindi nel 1572 ly/.^/o in cui l'occupò PaoloPozzuolidell'arcidio-
U\ Vincenzo Cisonio domenicano di Ln- Capua. Essendo vacante la sede dal
cesi di

go, dotto e integerrimo. Dopo di Ini e nel 1800, Pio VII colla bolla De utiliorido'
)583 il celebre fr. Feliciano Ningnarda niinicae, de'28 giugno 18 8, riunì la se- 1

domenicano, già di Scala e poi della pa- de vescovile di Acerra a quella di s. A-


tria Como. Quindi nel 588 fr. Evange- I gata (\eGo[\,ae(jiueprincìpaliter,con que-
lista Pelleo <3Ì^orc/Oj genera Le de'conven- sto di doversi intitolar prima la chiesa an-
tnali lodatissimo; come lo fu per dottri- teriore di anzianità d'istituzione, cioè s.

na il successore e correligioso fr. Giulio Agata de' Goti e Acerra unite, come si

Santucci di Monte Filoltraiio deli 593, praticò con altre sedi e leggo ne'regislri
liitli nel I G08 Ettore Diotallevi nobile ri- concistoriali.Il Papa conservò ad ambe-

njinese, benefico colla sua chiesa, acerri- due separatamente la dipendenza metro-
mo difensore della giurisdizione barona- politana, confermando s. Agata de'Goli
le di Castri Ba ineoli e traslalo a Fano. sulfraganeo dell'ai ci vescovo di Beneven-
Fu degno successore nel 1 635 Gio. Ago- to, e Acerra di quello di Napoli, e lo sono
slino Can(Iolfi,già vescovo di Fondi, co- ancora. Innanzi di terminare la serie dei
me propugnatore dell'immunità ecclesia- vescovi di s. Agata de Goti e di Acerra del
stica, che lo fece esidare, e la sua spoglia nostro secolo, in supplenza all'articolo A-
riposa nella cattedi'ale. Di molto zelo con- CERRA, ricorderò quesuoi particolari ve-
tro gli eretici neh 653 fu fr. Domenico scovi più meritevoli di speciale ricordo.
Campanella di Putignaiio e procuratore Acerra, Comes. Agata de' Goti, e l'an-
generale de'carmelitani, perciò da Inno- tica Sitessula, è posta nella provincia ili

cenzo X. premiato col vescovnlo. Lodevo- Terra Lavoro, in riva alClanioosia


di
li furono pure, fi-. Biagio Mazzclla dome- Lagno oAgno, impropriamenledetta Ccr-
28 SUE SUE
ra in ìtaliuno, e da taluni in latino Cer- rigijnel 348 gli successeRanierogik can-
1

rtlurn e Cerenlliia,onde non va confusa tore della cattedrale; indi neh 363 Gio-
né con Cerreto, unito a Teluse con Ali- vanni, il cui coadmtore fi-. Nicola di Na-
fej né con Gerenza j\n latino Geruntia,(X\ poli francescano, amando la vita ritira-
cui riparlai a .Stro.ngoli perchè con f|uc- ta rinunziò a Bonifacio IX. Neh 434 f''-

sla e colla sede (\' Umbrialico, l'u unita a Nicola d'Urbino domenicano, illustre per
a Cariali. Fu città assai forte e munici- dottr'ma e virtù;- neh 497 fi"- Roberto de
pioromano, in premio di sua fedeltà a Noya domenicano, chiaro per
pugliese,
lìoma contro Annibale, che in vendetta pietà e scienza, già di Minervino, poi ar-
d'averla abbandonata gli abitanti, la pre- civescovo Pariensis.^t\i5ii fr. Giovan-
se d'assalto e bruciò, ina risorse da <jue- ni de Vico fu al concilio di Laterano V;
ste e da altre lovine. Uiftirisce l'avv. Ca- cui successe nel i 527 Carlo Ariosti nobi-
stellano nclloiSyvar/i/o geografico slori- le liirrarese, canonico e vicario della ba-
cof)oiilico,c\n:\ napuletanieblieroin »ni- silica Vaticana, dignità che ritenne. A
radi schernire il volgare dialetto, Ungen- questi Ughellidà per successore neh 535
do originario della Cerra il notissimo per- ilcardinal Caraffa [)oi PaololV (piale am-
sonaggio istrionico di Pulcinella; ma gio- ministratore, che dopo 4 ^Qiii l'inunziò;
condo, lepido, faceto, e talvolta senten- però giustamente Lucenzi lo corregge, sia
zioso. Celebrò la sua anticliilà e pregi an- nell'epoca che fu il 1 537 e per due anni,
che li'^\\<À\\nti\V Italia sacra t. G, p. o. 1
6, che nella persona, cioè il cardmal Vm-
Acerraiii Episcopi, ed i suoi annotatori cenzo (Gio. Vincenzo) Caralfa {f^.); in-
Coleti,eLncenzi \\ rpialeavverle non tro- di nel I 53() Gio.l'aolo de Thisds referen-
varsi nel concilio romano del 4<)0) ''^^''^'' dario delle due segnature, e il designato
nalodal'apas. .Simmaco,sottoscnttoCou- successore l^aolo Riccardo d' A versa mo-
cordioi. "vescovo di Acerra,come prete» li prima d'essere consagrato. Invece fu e-
se Ughelli, sibbene Adeodiilo Cerrenus Ictlo neh 555 il virtuoso Gio. Francesco
l'piscopus, cioè di Ceri (/ .) piesso Ro- Severino napoletane; indi nel 56o Gio. 1

ma. Laonde non con Conconlio riporta- Fabrizio Severino napoletano, che si recò
lo peli. "da Ughelli, ma col ?..° bartolo- al concilio di Trento ,
poscia Iraslato a
lomeo, cheneli iji) intervenne al conci- Trivento. Lodatissimi furono , Scipione
lio generale di Lalerano 111, e celebrato della nobile famiglia Salernitana napole-
i\iì l'apa Alessandro ili, dcvesi inco(nin- tana del I 57 r, di somma prudenza e pe-
ciare la serie de' vescovi Acerrani; caden- rizia ne'graviatfarida lui trattali; e il tea-
do nell'indicalo abbaglio pure Comman- tino Marcello .Majorana napoletano, tra-
ville, che lìtlì'IJisloire de long Ics AVe- sfeiito da Crotone, di santa vita, dottissi-
schez, dice erroneamente istitmta la se- mo e versato ne'sagri riti, illustre per ze-
Ccrra o Accrra nel secolo V, di-
tle di lo pasloialciVel 1
597 gli '^» sostituito lai
venendo sulfraganea della metropoli di tro teatino Gio. IJattista del Tulò patri-
Napoli. Indi trovasi notatoli vescovo Ro- zio d' Aversa, insigne vescovo; indi nel
mano, torse (nonaco; poiTeodino mona- i6o3 Giovanni Gorrea nobile spagnuo-
co di IMon te Cassino, intruso neh 2G3 per lo , dotto teologo e pretlicatore ;
poi nel
Manfredi principe di Taranto e invasore i()oG Vincenzo Pagani nobile teatino na-
del regno tli Sicilia, come rilevasi dal di- l)oletano,elo(juenle, scienziato e virtuoso
ploma d'Urbano IV prodotto da Ughelli. frugalissimo; nehG44 '' barnabita Man-
De'successori di Tommaso del i 28G, ri- sueto Merotti milanese, degnissimo ed e-
corderò rpielli più rimarchevoli. Nel 1
344 Fu degno successore
gregio predicatore.
fr. Enrico del IMonte domenica-
sicili;in(), iichGG3 IMacido CaralVa nobile teatino
no e insigne duUunidcU'accadcmia di ViX- uapolclauo; uchGij.ì Carlo Itili nobile
SUE S L l''
29
(revirensejZelanleederutlilissimOjlrasla- 2 3 canonici prebendati, fra i quali il teo-
to a JMonopoli; indi Giuseppe Roderio no- logo e il penitenziere,oltre 3 canonici non
bile napoletano, perito in molte scienze, prebendati, ei4 mansionari. Il capitolo
di felice esperienza, eccellente ed esem- d'Acerra ha 3 dignità, e per la i .^l'arci-
plare pastore. Nell'/tó/Za sacranti termi- prete, 1 5 canonici colle due prebende teo-
na la serie de'vescovi con fr. Benedetto logale e peuilenziale,e6ebdomadari. Am-
de Norie"a d'Oviedo minore osservante bedue hanno altri preti e chierici pel ser-

del 700, e dopo 8 anni di sede vacante


I vizio di vino. Nella i." cattedrale esercita la

col domenicano fr. Giuseppe IM."^ Posita- cura d'anime un prete eletto dal capito-
ni nobile domenicano: la completerò col- lo e approvato dal vescovo, nella 2.' la

le Notizie di Roma. Nel 1725 Domenico funge la dignità dell'arciprete aiutato da


Antonio Biretta di Capua; nel 17616 tra- altro prete: in ambedue vi è ilbattisteiio.

slalo da Monopoli Ciro de Alleiiis napo- Ciascuna ha prossimo l'episcopio. Nella


letano; nel 776 Gennaro Giordano na-
I città di s. Agata de' Goti vi sono due al-
poletano; nel 792 Gio. Leonardo M/ de
I tre chiese parrocchiali col s.fonte, due con-
Fusco domenicano della diocesi di Saler- venti di religiosi, un monastero di mona-
no; nel 798 Orazio Magliola di s. Elpi-
1 che, sodalizi, monte di pietà, e il semina-
dio diocesi d'Aversa. Governava la sua rio. Nella città d'Acerra vi ha un' altra
chiesa, quando Pio VII in perpetuo l'unì chiesa parrocchiale, e^fl^/^jrHae coufrater-
a quella di s. Agata de'Goli, allora come nitates tantum reperiuntur praeter semi-

dissi vacante del suo pastore; onde pel 1 narium. Ogni nuovo vescovo è lassato nei
lo pubblicò le Notizie di Roma, vescovo libri della camera apostolica in fiorini
di Jgala de GotiedAcerva luiite, ben-
s. 2 38, ascendendo la mensa a circa 6000

ché talvolta le medesime iVb //z /e sta m pi- ducali, ma con alcuni pesi. Le due dio-
no prima la chiesa à'Jccrra, come le pre- cesi unite si estendono per quasi 37 mi-
senti. Nel 829 gli successe Emanuele iM.^
1 glia, e contengono più luoghi.
Bellorado già arcivescovo di R.eggio. Per SUFARoSUFASAR. Sede vescovile
sua morte, Gregorio XVI dichiarò suc- della Mauritiana Cesariense, nell'Africa
cessore nel 1834 Taddeo Garzilli di So- occidentale, sotto la metropoli di Giulia
lofra arcidiocesi di Salerno, traslato da Cesarea. Ne furono vescovi Reparato che
]ìojano. Pel suo decesso il regnante Pio fu alla conferenza di Caitagine nel 4' '»
IX nel concistoro lenutoa'20 aprile 849 ; Vittore esiliato nel 484 ^^^ Unnerico re
in Gaeta, preconizzò l'odierno mg.' Fi an- de'vandali, e Romano forse donatista e
cesco Javarone napoletano, trasferito da non cattolico. Moi'celli, Afr. dir. t. i.

Ascoli di Puglia. Nella proposizione con- SLFESoSUFER. Sede vescovile del-


cistoriale pel medesimo si legge seguen-il la Bizacena, nell'Africa occidentale, sotto
te attuale stalo delle due chiese. Ambe- la metropoli d'Adrumeto. Ebhea vesco-
due buoni edifìzi, sono de-
le cattedrali, vi, Privalo che fu nel 255 al concilio di

dicate alla B. Vergine assunta in cielo Cailagine, Massimino intervenuto alla


(quella dis. Agata è basilica, con belle co- conferenza diCartagine nel4 1 i,Eustrazio
lonne di marmo e pavimento con pietre mandalo in esilio dal re de'vandali Un-
di vari colori; quella d'Acerra Ughelli la nerico nel 484 pei" >'0U sottoscrivere l'er-
disse sotto l'invocazionedi s. Michele Ar- ronee proposizioni de'donalisti.Morcelli,
cangelo, ina Coleti lo corresse con dichia- /éjr. dir. t. I.

rare essere sagra all'Assunta). Il capito- SUFETULA oSUFFETULA.Sede


lo di s. Agata si compone di 5 dignità, es- vescovile della Bizacena, nell'Africa occi-
sendo la {.^l'arcidiacono (le altre sono il dentale, della metropoli d'Adrumeto. Si
decano, due primiceri, il tesoriere), con conoscono vescoviPrivozianochclrovos-
i
,

3o SUF SUF
si al conciliodi Cartagine nel255, Giocon- nelle loro diocesi,con quelle funzioni e au-
do donatista che fu alla conferenza diCar- torità a cui essi li abilitano, si;i come loro
tagine nel 4B4d'ordined'Unneiico re dei Coadiutori {F.) con futura Successione
vandali, Presidio cattolico esilialo da tal {/^.),sia semplicemente come loro /ausi-
re per essersi in essa opposto a'douatisli, liari o aiutatori, o per la loro assenza e
Morcelli, Jfr. chr. t. i. impotenza, od a motivo dell'ampiezza del-
SUFFETEoSUFFETO. Luogo d'A- le diocesi e arcidiocesi, e quali loro Fi-
fiica,ove nel 024 fu tenuto un concilio, cegerenti con giurisdizione locale e dele-
Concilium Siiffelanutn. Vi assistè il ce- gata; e notai che alcuni vescovi e arcive-
lebre e dottissimo s. Fulgenzio vescovo scovi, secondo la vastità delle diocesi e ar-
di Ruspa, e per tnotleslia lo fece presie- cidiocesi, di questi ultimi sulìraganei ne
dere dal vescovo Quod vull Deus, che hanno due, tre e anche (juattro, come va-
gli avea contrastata la preminenza nel do dicendo nel descriverle. 3.°De'vescovi
concilio di Junca nella Bizacena e tenuto parimenti m partibus, de'patriarchi e ar-
uell'istesso anno. Diz. de ConcUii. civescovi in partibus, suff'raganei di solo
SCFFRAG Ax^^EO, Suffragancus, Fi- nome, di quelle provincia ecclesiastiche
ce sacra Antisles. IN'onie che dà al Fc si dalle qualiun teujpo dipendevano, non
5rot'oeal tscovato[ì\) comprovincia-
ì avendo su loto giurisdizione tali patriar-
le d'una Provincia ecclesiastica, rispetti- chi e arcivescovi ,
perchè essi stessi doq
vamente all'arcivescovo, primate o pa- ponno esercitarla nelle provincia e anti-
triarca nelle Provincie del quale si trova: che sedi di cui portano il semplice titolo
Suj[frngnncusepiscopnsunoaichicpisco- onordìco , comechè esistenti nelle parti
pò suhduns, si legge nel cap. Pasloralis, degl'infedeli. Negli articoli de'patriarcati
in princ. De Ofjic. or<^/. cap. 1, Deforma earci vescovati riporto i loro sottoposti ve-
compet. in Sexlo, Si dà eziandio al J'c- scovi sulfraganei, anche in parlibusj e ad
scoi^'O in partibus (F.) che estiicha i pon- ogni articolo di sede vescovile residenzia-
tiiìcali, le ordinazioni e talvolta anche la le o di seuìplice onorillco titolo in par-
giuristliziune del vescovo titolare d' una Libus, (\\cQi\\ chi furono e sono sullVaganai;
Diocesi {F.) , al quale lu deputato o lo a IluMA poi riprodussi l'elenco de'vescovi
richiese per aiuto o per farne le veci, an- Esenti (K) e immediatamente soggetti
che se assente nel F escovato {F.). Nel voi. al Papa e alla Sede Apostolica (però a
XV, p. 247 ed altrove Ilei le distinzioni: Si'Ar.NA notai che non [)iù lo sono Leon
l.^De'vescovi sudi aganei, più o meno nu- e Oviedo). Le aunuali Notizie di Roma
merosi, d'un ilIelropolilanOj d'un Prima- pubblicandoli no vero al fubetico delle dio-
te o d'un Patriarca (F.) con giurisdizio- cesi, si legge pure quelle che hanno coa-
i

ne oidinaria, alcuni arcivescovati sempli- diutori con futura successione, isuffiaga-


ci non avendoli, cotne rimarcai nel descri- nei e gli ausiliari, co'titoli in partibus di
verli;essendo tenuti ad intervenire a'Si- cui sono insigniti, e l'epoca incoi li rice-
nodi [F.) provinciali quando gli aduna- verono. 11 Zaccaria ntW Onotnasticon Ri-
no icapi della provincia ecclesiastica, men- tuale, verbo Su/fiaganeus, ecco come lo
tre ne'citati e relativi articoli ragionai del- definisce. Episcopus, Archiepiscopus,seu
le prerogative di
essi sui sulfraganei; on- Metropoiitae obnoxius , ita appellatus
de vocabolo sulfragaueo si vuole pure
il quia ìli ejus electione, caussisqne Coni-
derivato dal darei vescovi il loio sullra- provincialiuni Episcoporuni suffragiuni
gio nel concilio provinciale.^." De'sulfra- fcrebat,illiusque vice/n supplebat. tlodie
ganei vescovi in parlibus, che aiutano i Suff'raganei passini vocantur Titularis
vescovi (come alcuni Fescovi suhurbica- hpiscopi, qui in functionibus pontifica-
li) o arcivescovi, o primati o patriarchi libus Arcliicpiicopij veleiiam Episcopi vi-
S U F SVj F 3 I

re? gentnt. TI IM.'igii, Notizia flc' vocaboli re Ira il T'^escovo suffrnganeo,ei\ il T'e-

cnìcsia siici, veì\)o Coni provinciali^ ,(\\cc: scnvo ausiliare o Ausiliario, Episcopus
''ìLvaW vescovo òitWa meò("^\m^ provincia aux.iliarius, auxilium, a sentimento dei
soggetto ad un melropolilano, cliinmalo canonisti asserenti e confcirmanti: Suffra-
oggi Siijfraganeo, di cui fa menzione s. ganeus dalur Ecclesiae ,ct A uxiliarìs da-
Beiiifirdo ixeWEpist. ^2". Nel vocabolo tur Episcopo, s'intende e chiamasi Snf-
Suffrnganeus, lo dichiara: «^Questo nome fraganeoqnel soggetto, cheilPapa in con-
appresso gli scriltori ecclesiastici in rigo- cistoro con Proposizione concistoriale
re denota il vescovo soggetto aWarcive- [F.) o con breve apostolico, promove ail
scovo o nìctropolilcino. Fti cos'i denomi- una chiesa vescovile in partihus, e lo de-
nalo perchè dava il sufTragioe voto nel- puta (talvolta a istanza e per proposizio-
l'elezione dei suo aici vescovo (o la con- ne del vescovo a cui si dà, previa la pon-
fermavano co'Ioro suffragi), il quale an- tificia approvazione) siiffraganeo d' una

cora concorreva con il suo voto nell'e/e- determinala chiesa, o d'un preciso luogo
zione àe'Fescovi (/ .) della sua provin- di qualche diocesi, affinchè aiuti il vesco-
cia. Al presente questo medesimo notue vo nell'esercizio pastorale. Simile suffra-
abusivamente significa un vescovo titola- ganeo resta tale nella medesima chiesa e
re, il quale esercita le funzioni pontificali luogo, seguila ancora morte del pro-
la

invece deW arcivescovo o vescovo". Chia- prio vescovo residenziale, il di cui Succes-
masi dunque diocesano un vescovo rela- sore[T^.) è obbligato di ritenerlo siuo che
tivamente alla sua propria diocesi ordi- venga trasferito ad altra chiesa, ovverei
naria in rapporto alla sua giurisdizione, cessi di vivere. Non si deve confondere coi

e sulfraganeo nel senso sopraindicato. Tal- suddescritli siiffraganei ordinari e resi-


volta si dà altresì il nome iì\ siijfraganeo, denziali, sottoposti alla giurisdizione dei
Judicìuni, a colui che ha il diritto di pre- tnetropolitanijde'priniali ede'palriarchi,
slare suo suffragio, voto o parere che
il nèco'suffiagaiiei litolari in parlU)US. Au-
dassi ad un'assemblea nella quale si de- siliare \)o\ c\\\i\u\a.%\ quel \esco\o in par-
li liera di qualche cosa, in cui si procede tihus che dal Papa o in concistoro o per
,ì\V Elezione [E.) d'alcuno per una Cari- l)reve viene destinato ad esercitare i pon-
ca, Beneficio l'cclesiaslico (^.), ec. Le 3 ad un prescrit-
tificali, e gli uffici pastorali

dilferentimaniere di dare il suffragio in to vescovo residenziale (anche a sua istan-


una elezione, sono lo scrutinio, il compro- za). I\hji lo questo cessano al detto ausi-
niessoe l'ispirnzionejUìa \o Scrutinio (/'.) liare tutte le facollà concedutegli dalla s.

è il più ordmario, come rxtW Elezione del Sede. Nessun sovrano ha il /«*o padro-
Papa {/ .). Il capitoIoQuù? propler, dice nato di nominare i sulfiaganei, ma i soli

rhe colui che avrà in suo favore la mag- vescovi nelle proj^rie cinese che governa-
gior parte de'suffragi, sarà canonicamen- no, per piivilegi loro accordali da'Papi.
te eletto; ed i canonisti, in dici, cnp., sta- Ciò non pertanto negli ultimi tempi in-

l)iliscono che il maggior numero de'suf- cominciarono i sovrani a fare essi la let-

lìagi si conta per rapporto a quelli che tera di nomina o presentazione al Papa,
hanno il diritto all'elezione, e per rappor- cioè dello stesso soggetto che il vesco\o
to a quelli che assistono. Si fa uso di pal- presenta o propone. Se la chiesa è di no-
leo schede segiete per nianilestare il pro- mina o presentazione regia, nomina pu-
prio suffragio; e colui il (juale ha la mag- re ramuiinistratore, Ecclesiae adnitni-
gior parte de'suffragi, è considerato ave- stralor datus. Ria pel suffiagnueo si sia

re anche la parte più sana. Dell'elezione allanomina del vescovo, ch'è pure la no-
per Sorte, parlai a quell'articolo. mina regia, ed equivale ad un'ap[)rova-
Quanto alla distinzione che si deve fa- zione del disposto del vescovo. 11 Papa e-
32 S U F S U G
samlna meriti del proposto^ gli conferi-
i li. Indi furono regolate le Appellazioni
sce una chiesa tilolnie in partlbus, e lo de'comprovinciali al Primate o alla Sede
f
rleputa in sufTiagnneo. Quanto a'coadiu- y4posloiica {f^ .), contro gli abusi, le vio-

tori con futura successione, che si accor- lenzee lesenlenzede'raelropolitaiii, e tal-


dano con titoli in parlihus per grazia spe- voltaanche dal discusso ne'sinodi provin •
ciale a beneplacito apostolico, benché sia- Anticamente alla consagrazione dei
ciali.

no per diocesi di stati in cui siavi la no- metropolitani dovevano assistere tulli i
mina o presentazione sovrana, nondime- vescovi sulfraganei comprovinciali, e poi
no rpiesta si accenna con l'espressione ne- fu stabilito bastare 3. Alla morte del me-
cedente consensn, perchè è di assoluto di- tropolitano, i vescovi sulfraganei compro-
ritto della s. Sede l'accordare i coadiu- vinciali gli celebravano! Funerali [V.),
tori a'vescovi, e in seguito i titoli onori- e onoratamente accompagnavanoallaó'e-
fici inpartihus, che si accordano dal Pa- pollura {^'.).

pa a petizione di que' vescovi, che attesa SUFFRAGIO, r. Elezione, Scruti-


l'avanzala età o incomodi di salute, non nio, SuFFRAGANEO.
ponno inferamente attendere agli obbli- SUFFRAGIO, Siifragium , ^uxi-
ghi che loro incombono, pe'quali motivi si lium,Expialio. Preghiera che Santi [f^.) i

concedono pure gli ausiliari. Le provviste fmno a Dio, pe'fedeli che ricorrono al-
de'vescovi in partihiis , sulliaganei, ausi- l'intercessioneeflìcacedel lorobenignopa •

liari, o coadiutori degli ordinari diocesa- trocinio. Chiamansi piccoli suliragi dei
ni, si detraggono dalla mensa di questi, santi le Orazioni, le Antifone, i ì'erset-
ed un tempo non erano minori d'annui ti ij!) che s'inseriscono nn' Divini uffìzi
scudi .^oo. Oli antichi CorcpiscopH^Ì .) per la Con{WJemor<7sro/7ede'medesimi san-
orano sacerdoti che esercitavano alcune ti. Sulfragide'vi vi ede'morti sono la Pie-
o la maggior parte delle funzioni vesco- ghiera (/^) che fjnno fedeli vivi o de- i

vili, dalla confermazione in fuor», ne'ca- funti, e le buone opere che loro si appli-
stelli e villaggi ove vescovi non poteva-
i cano: quando l'applicazione è fitta a no-
no andare: erano riguardati come vi- i me e dai ministri della Chiesa, chiaman-
cegerenti, o f icari [/.) de'vescovi, per si suffragi comuni, cownHf/nV7j ma se l'ap-
cui furono detti Vicaridc' vescovi, Coa- plicazioneè fatta da'semplici fedeli, esen-
diutori devescovi ^ f^escavi foranei. Al- zachesiain nomedella C/t/e^^ (/'.), chia-
cuni di loro furono decorati del caratte- mansi suffragi privati o particolari, pri'

re episcopale, e non solo amministrava- vaia. De'sidfragi pe'fedeli Defunti {f\)


no la Confcriìì azione, ma eziandio ordi- ne tratto ne'mollissimi articoli che li ri-
navano sagri 3Jinislri, ed altro a secon-
i guardano, e principalmente a Commemo-
da della Disciplina ecclesiastica delle razione de' FEDELI defunti, INDULGENZA,
chiese ede'Iuoglii. La subordinazione poi Purgatorio, Messa, Elemosina, ed in lut-
de'vescovi siilfraganei comprovinciali ai ti quelli delle pie opere meritorie. In Ro-

luetropolilani, e l'intendenza generale di ma vi ìiY A rei confraternita della B. 1 er-

questi nella loro provincia ecclesiastica, gine del Suffragio [t\\ cui riparlai nel voi.
già trovavasi stabilita nel 3.° secolo,' ed Ll,p. 328), la quale ha per peculiare sco-
il concilio di Nicea I del SaS regolò l'e- po di sulfragare viem maggiormente i fe-

stensione della giurisdizione de'melropo- deli lìlord (F.) colle preghiere, l'elemo-

Titani sui sulTiaganei, anche per contri- sine, i sagriflzi. Inoltre in diverse dioce-

buire o confermare l'elezione de'vescovi, si vi sono sodalizi con tale titolo e pio in-

e farne la consagrazione cogli altri vesco- tendimento.


vi comprovinciali; non che per giudicar SUGDEA o SUCCIDAVA. Sede ve-
le vertenze insorte tra essi coiiiprovincia- scovile della Mesia 2." o Bulgaria, nella
S U I S U L 33
tliocesi di Tracia, sotto la metropoli pri- vantissimi affari. Morì nei 3 i in Vien- 1 r

ma di Nicopoli e poi di ]Marcianopoii,e- na del Delfinato, o in Avignone come vo-


retla ne'primi del secolo IV. Goinman- gliono altri. Trasferito a Laon, fu sepol-
ville dice ch'erale unita la sede di Bulla to nel chiostro del monastero di s. Gio-
Phulla, e nel secolo XII divenne arci- vanni de'benedettini con breve iscrizio-
vescovato onorario. JNe furono vescovi, ne in versi barbari.
Stefano che intervenne nel 325 ali. "con- StJLCl, Sulcis. Sede vescovile e città
cilio generale, Costantino fiori sotto il pa- di Sardegna, ove parlai di sua antichi-
triarca Sissiaiio li, Arsene sedeva in tem- tà e principali avvenimenti, e che fu mu-
po del patriarca Alessio, N. nel patriar- nicipio romano, fabbricata da' cartagine-
cato di Nicola Theoproblet nel 1087, N. si sulla costa dell' isola, nel sito ove è og-
fu al concilio del patriarca Luca Criso- gi il luogo detto Porlo o Palma di Solo,
bergo 58, Teodoro a quello del pa-
nel 1 1 lungi 3o miglia da Cagliari, che Plinio
triarca Giovanni Bec Eusebio si trovò , chiamò Enosis o Pliunbaria , Cluverio
al concilio che condannò Barlaam e A- Melalla, e altri Isola di s. Antioco pel
cindina sotto il patriarca Calisto, Teofa- martirio che vi patì quel santo. La catte-
ne vivea nel {^S5.0rieiischr.t. i,p.i229. drale era d' Iglesias chesuccessea Sulci,
SUISSY Stefano, Cardinale. Nacque sotto l' invocazione di s. Chiara d' Asisi;

nel castello di lai nome, appartenente al in tempo del p. Maltei avea il capitolo
monastero di Laon,o in Parigi secondo composto dell'arciprete, dell' arcidiaco-
altri. Essendo vice-cancelliere guarda- no, di 9 canonici e di altri beneficiati e
sigilli del regno di Francia e arcidiaco- chierici: di poco differisce l'odierno capi-
no di Bruges nella chiesa di Tournay, di tolo. Vi erano i domenicani, i conven-
cui neliSoo una parte del capitolo l'a- tuali, i cappuccini, i gesuiti e le mona-
vea senza effetto eletto vescovo, si trovò che di s. Chiara: tranne i gesuiti, gli altri
presente nel I 3o2 all'assemblea del clero reli"iosi esistono. Il can. Bima nella Se-
di Francia tenutasi in Parigi. Nel i 3o5 rie cronologica dt vescovi di Sardegna,
a'i5 dicembre Clemente V lo creò car- seguendo il p. ^lix\.\.é\, Sardinia sacra p.
dinale prete di s. Ciriaco alle Terme, e 125, Ecclesia Sulcilana, ne tratta nel-
nel 1 3o6 il re Filippo IV gli conferì una la cronologia de'vescovi ò' Iglesias (^.),

pensione di 1000 lire lornesi. Indi il Pa- perchè a questa sede fu unita quella di
pa deputò neli3o7 col cardinal Fre-
lo Sulci, protestando essere malagevole da-
doli a formare il processo a'templari. Nel re la precisa serie de'suoi pastori per man-
1 o col cardinal Brancacci s'interpose,
3 I canza di documenti, essendo dubbiosa la

d'ordine di Clemente Vecon ottimo suc- tradizione di far risalire 1' esistenza del
cesso, tra il re di Francia e l'arcivescovo vescovato di Sulci al i ."secolo della Chie-
di Lione, Ira'quali stava per iscoppiare sa. Ove risiederono i vescovi fra le città

peiicolosa guerra a motivo del dominio di Sulci, Palma, Cornu o altra che fu-
di quella città, e colla sua prudenza e sa- rono distrutte, non si può definire. Sem-
viezza indusse l'arcivescovo, il capitoloe bra verosimile al can. Bima, che dopo la
i cittadini di Lione a mantenere la sta- distruzione di dette popolazioni, abbiano
bilita pace, e a prestare al re il dovuto o- i vescovi fissata la loro sede nell'isola ap-
maggio, Nell'istesso anno il Papa l'inca- partenente a Sulci, chiamata S.Antioco,
ricò di ricevere gli scritti che si produce- e in essa si sono fatte scoperte di fabbri-
vano in favore e coiìlro la memoria il- che: esiste in gran parte delle (nuraghe
lustre di Bonifacio Vili, ed insieme col il castello denon)inato anche al presente
cardinal Brancacci lo spedì alla corte di Castro, ed uu gran tratto di tempio sa-
Parigi per la conclusione di gelosi e rile- gro, tuttora chiamato la chiesa di Selle
VOI , LXXI. ù
- 1

34 SUL SUL
porle. Se questa fosse la calledrale non Ecclesiensi ossia Iglesias, e così restò uni-
vi è documento, e neppure Irovasi a fi»- ta agli arcivescovi di Cagliari, finché Cle-

vote di altra rovinala della di Rosa,che


s. mente XI 1
, colla bolla Universi chn'iiia-
sino dal principio di (jucslo secolo venne hì popii li f de '2'')
^\u^tìoi 'jCì^jBull. lioni.
ridotta incimileiio, e poi dopo forma-
la coni. t.2,p.363: Praevia dismeiììbralio a
zione d'allro canìpo sanlo, in magazzino dioecesi Calaritana ySidàtanae , seii Ec-
del monte frunienlario di pietà. ìi opi- clesiensi dioecesi suus ilernin concediliir
nione che per pieservarsi dall'incursione Antisles, qui ipsius Calaritanae eccle'
de'saraceni, il vescovo e capitolo si tras- siae sii/fraga ne US declaraUir. Ristabili-
ferissero a Tartalias: che sia la chiesa e- ta così la sede vescovile dell'antica Sulci,
dificala per opera de' vescovi, lo indicano col nome della città d'/g/<rs/V75,Cleuiente
le isciizioni, senza peiò accennare la loro XIII dichiarò i.° vescovo Luigi Satta, al

dimora; ma vi sono prove che vi dimorò quale successero que'vescovi cheriporlai


il capitolo, poiché f|iiello slahililosi ad I- a Iglesias, inclusìvamente all'attuale.
glesias statuì nel i 5?. i che annualmente SULIANA oSILVAMA. Sede vcsco-
si dovesse porta reaTarlalias, per celebra- vile della Bizacena, nell'Africa occiden-
re la festa della ss. Yeigine titolare, un tale, sotto la metropoli d'Adrumeto,ed
canonico con sacerdoti capitolari e un sa- Ilaro uno de'suoi vescovi nel 4 i ' mterve
grista,per essere slata loio cattedrale. La nulo alla conferenza di Cartagine, seguì
festa si continua a celebrare con concor- il partito de'donatisti. Morcelli, /^/r. f/<r.

sodipopolo,portandovisi il simulacro del- t. I.

la B. Vergine, che canonici seco condus-


i SULLY Enrico, Cardinale. De'conti
sero nel trasferin)enlo loro ad 1 glesias, di Borbone, nacque in Soliaco nel Ber-
quando Giulio II verso il i5o3 onel 5o4 i ry, chiaro per parentela co'monarchi di
con sua bolla trasferì la sede vescovile di Francia e d'Inghilterra, e abbraccialo l'i-
Sulci ad Iglesias, unendo alla uiensa la stituto cistcrciense, divenne archiman-
parrocchia, e vi fissò la residenza il capi- drita del monastero Callense nella dio-
tolo neh ') I 7. La diocesi si compone di 18 cesi di Senlis. Neil i 83
da Lucio III
fatto
parrocchie, comprese 7 cappellanie dette arcivescovo di Bourges, fu consagrato dal
iitSuiti Sulcisj ed è suffraganea dell'ar- cardinal Crivelli, che divenuto Urbano
civescovo di Cagliari. Riferisce il p. Mal tei, III neli i85 peIi.°lo creò cardinale e le-
che diversi autori credonoche S.Bonifacio gato apostolico d'Aquitania. iVelle lette-

discepolo di Gesù Cristo abbia stabilito re che gli scrisse il Papa lo chiama uomo
per i.° vescovo di Sulci s. Melilo o Meli- prudente, discreto e nobile,non meno per
tene di Cagliari, cui successe s. Antioco, sangueche per virtù. Lo stesso feceio Ce-
poi AymOjindi Alberto; ma essendo dub- lestino III e Innocenzo III, conferman-
bi, i critici vi ripugnano,onde il 1 ."e ceilo dogli il diritto primaziale nella provincia
vescovo che si conosca è Vitale del 484 di Bordeaux, che visitò qual primate di
esilialo da Unnerico re de' vandali; il 2." Aquitania,e alla presenza dell'arcivesco-
Eutalio, ch'ebbe a successori nel 5 1 o Ei- vo di Bordeaux consagrò la calledrale di
legio, nel 53'j Frodonio, e quegli altri ri- Saintes solennemente. Morì in Bourges
portati dal p. Matleiedal can.Bima. Do- nel 1200, e rimase sepolto con brevissi-
po Simone Vargio del 1487. seguita la mo epitalfio nel monastero del suo ordi-
traslazione della sede di Sulci in Iglesias, ne, denominalo il Regioluogo, ov'era sta-
Leone X nel i5i 3 l'unì alla metropolita lo abbate.
Dadi Cagliari quando promosse il vesco- SULLY Simone, Cardinale. ^alo in
vo di SulciGio vanuiPilares a quella chie- Soliaco nelle Gallie, fu eletto co' voti con-
sa, colla ritenzione della sede Sulci tana- cordi di 70 canonici arcivescovo di Bour-
S L L SUL 35
ges, Onorio III gli CDofermò il diiillo di marmi, nonché di splendide suppellettili
primate (Iella provincia di Boi de;in\, es- e utensjli sagri, per mimificenza de' ve-
sendo legato della s. Sede in Francia a scovi e del capitolo. Questo si compone
Filippo 11 per esorlarlo a contribuire coi della dignità dell'arcidiacono, di i 3 ca-
Terra santa.
suoi sussiilii alla guerra di nonici comprese prebende del teologo
le

Nemico implacabile dfgli eretici, die una e del penitenziere, di mansionari e di al-
fiera sconfitta agli albigesi, e assistè in f r i preti e chierici pel servigio di vino. Nel-
Rlompensiei- nel 1226 alla morte di Lui- la cattedrale vi è il battisterio e la cura

gi Vili, che gli raccomandò di far coro- d'anime, e nella città altre 8 chiese par-
nare re il figlio s. Luigi IX, che lasciava rocchiali, non però munite del s.fonte,due
d'i I anni,come incontanente fu esegui- delle quali sono collegiate: l'episcopio è
to in Reims da Giacomo di Dasochi ve- alquanto distante dalla cattedrale, aven-
scovo di Soissons, qua) decano de'vescovi te anch'esso bisogno di ristorameolo. Vi

della provincia, essendo vacante la sede sono 3 conventi di religiosi, 2 monasteri


di Pieims. Meritò che Gregorio IX nel di monache,un conservatorio, diversi so-
1232 Io creasse cardinale prete di s. Ce- dalizi,il seminario, il celebre e ricco ospe-
cilia, dignità in cui visse circa q mesi, poi- dale pe'babtardijpe'mendican ti e per gì 'in-
ché morì nel 2 33,efa sepolto nel coro di
I fermi con chiesa sagra alla ss. Annunziala.
sua metropolitanajCon un elogio in versi Non manca di altri grandiosi edifizi,di co-
barbali, scolpiti sopra latnina di bronzo. piose e limpide fonti, ma sopra tutto rice-
S{JLMOy.\oSOL'SlOy\{Sulmoiìefi). ve vantaggio e lustro dall'attività dell'in-
Città con residenza vescovile del regno dustrioso suo traffico. Sono in gran pregio
delle due Sicilie, nella provincia dell'A- le sue rinomale e squisite contelture, e se
bruzzo Ulteriore Il,capoluogo di distret- ne fa notabile esportazione: ha pure fab-
to e di cantone, distante quasi 8 leghe da liriche di carte, tintorie, concie di pelli e
Chieti er 1 da Aquila, vicino a'Maisi. Gia- altri stabilimenti. Si tengono in ispaziosa
ce in vasta e fertile pianura, in riva al So- piazza mercati frequentatissimi, ed an-
ra il maggiore fra gl'influenti del Pesca- nualmente 4 fiere di 2 giorni per ciascu-
ra, ocome altri dicono è bagnata da due na, la più cospicua essendo quella degli 8
fiumi, e cinta da solide mura tra' monti. e q ottobre. Ubertoso e produttivo n'è il
E' sede d'un tribunale di i.' istanza, d'un territorio, massime di eccellente zalTer.i-
giud ice d'islruzionejpiazza forte d 14. 'clas- no. Vanta non pochi uomini illustri che
se, e assai bene edificata, principalmen- fiorirono in santità di vita, nelle dignità
te dovendosi ricordare la grande e bella ecclesiastiche, nelle scienze e in altro. So-
strada nel centro della città. Superba n'è lo ricorderò che dalla nobilissima fami-
la cattedrale, ma bisognosa di restauri, glia Misliornli uscirono il cardinal Cosi-
secondo l'ultima proposizione concisto- mo poi nel 1404 Innocenzo /^'//(^'.)e
riale, sotto l'invocazione di s. Pamphilio di cui riparlai a Pv0M.4,ì cardinali Giovan-
martire, già suo vescovo, concittadino e ni Migliorati suo nipote e da lui creato,
patrono, ed ivi si venera il suo corpo. Si e Cosimo Migliorali Orsini, ipiale as- il

decanta la sua antichità e risalire la sua sunse il 2.° cognome dalla fimigtia n>a-
prima edificazione al III secolo, avendola terna: Lodovico Migliorati nipotedell'a-
Pio VII dichiarata basilica minore con pa,fu da questi fatto marchese dellail/ir-
grazie e privilegi, mediante il breve la ca. Si gloria ancora d'aveidatoi natali
<!iimmoopostola(us,de'2.5se\.[emhveiSiS, a Publio Nasone Ovidio, 43 anni avanti
Bull. Rom.cont. t.i5, p. 1 18, inconside- l'era nostra, pel suo talento uno de'pri-
razioiiedegl'illuslri pregi della città e del mari autori dell'antichità, e il più sven-
tempio ampliato e decorato di preziosi turato e fecondissimo tie'pueti chesi cu-
1

36 SUL S U L
iioscano, pel suo funesto esilio da Roma do il nome di Celestino F {7^.)A\\o\a pre-
ti'ordined'AugustoaTomi : in mezzo al- gò Roberto a tenergli cotnpagnia,e<jue-
l'indecenza e alla seduzione de'molli suoi sto degno discepolo, gli die una risposta
componimenti,mesce pensieri e sentimen- conforme alle istruzioni cheaveada lui
ti salutari e savi, anzi di sovente dà pre- ricevute: Non mi obbligate a gallarmi con
oetli gravi e onesti; i suoi apologisti vo- voi nelle spine; io sono il compagno del-
gliono notare, che le parti perniciose dei la vostra fuga, non del vostro esaltamen-
suoi poemi si devono riguardare piutto- to. Roberto ottenne d'essere in libertà di

sto come traviamenti d'una immagina- ritornare al suo ritiro. Recatosi il Papa
zione rotta a'piacerijchequal fruito d'un nella città d' A quila,si fece consagra re (an-
deliljerato sistema di morale. Inoltre fu che iS</f/f//V7ro»o,comedicono alcuni) dal
sulnioncse il rinomato poeta Marco Bar- cardinal Ugo Billomi vescovo d'Ostia (a
])ato. A poca distanza della città trovasi tal uopo fallo già da s. Celestino V con-

allefaldedel monte Morone o INIorroiie il sagrare vescovo da Giovanni Gastroceli


celebre monastero e chiesa di s. Spirito, arcivescovo di Benevento, che il Papa a-
fondato nel i 286 da s. Pietro da IMorro- vea crealo vice-cancelliere di s. Chiesa e
iie istitutore de' CV/e5///»(/'.),e riccamen- poi elevòalcardinalalo, come vuole Sar-
te dotato da Carlo 11 d'Angiò re di Sici- nelli) e coronare a'29 agosto, nella sub-
lia, indi dichiarato nel 1 2q3 arci-cenobio urbana chiesa di s. Maria di Collen)ag-
e residenza dell'abbate generale dell'or- giore del suo ordine, ammettendo poi a
dine, che si estinse nelle politiche vicende mensa i cardinali. Distribuì molte cari-
che desolarono i primordi del corrente che a'suoi paesani dell'Abruzzo e di Pu-
secolo. Pietro nel i iSc) si ritirò a far pe- glia, e scelse un laico per segretario. Por-
nitenza nelle grotte del Morrone a ^foga- tatosi in Sulmona, a'g ottobre concesse
le il suo ardore perla vita eremitica econ- al sacerdote francescano fi. Francesco da
lemplativa, tra gli esercizi della piìi mi- Api, la singolare facoltà di conferire gli
rabile pietà, e perciò in ispecial modo fa- ordini ojinori a s. Lodovico poi vescovo
Toritode'celestidoni. Dopo 5 anni essen- di Tolosa, figlio di Carlo II, e di cui parlai
dostatoatterrato il bosco che cingeva nel anche a Suddiacono. Coiisagrò la cliicsa
detlomonte la sua angusta cella, nel 1 25 di s. Spirilo, fra il tripudio e gli applausi
passò a soggiornare nel monte di Majella de' sulmonesi. Inesperto nelle leggi del
non lungi da Sulmona, dove istituì il suo buon governo di s. Chiesa, inlluenziilo da
ordine, approvalo poi da Gregorio X. Di- Carlo II, con una curia che abusava di
screpanti i cardinali ne'pareri per dare il sua semplicità, ed cardinali malcootenli,i

successore a Nicolò IV, dopo 2 y mesi e 2 s. Celestino V vedendosi raggiralo,sospi-


giorni di sede vacante, a'5 luglio 1294, rando la sua anteriore tranquilla e dol-
tratti dalla fama delle angeliche virili e cissima solitudine, venne alla clamorosa
santità di Pietro di Morrone, lo elessero e inaudita risoluzione della solenne Hi-
in sommo Pontefice. Nella sua profonda niinzia del pontificato [/'.), che eilcttuò
umilia prima sorpreso e sbalordito, poi a'i3dicembre in Napoli. Così die al mon-
addolorato di non vedere accolta la sua do un esempio strepitoso della più pro-
forma ripugnanza in accettare il ponti- fonda umilia; atto di abdicazione da tut-
ficato, fuggi da IMajella col suo discepolo tiaminiralo,ma da niuno imitalo, tranne
Kobeito; ma lenutogli dietro e per lepre- quelle eccezioni che riportai nel citato ar-
ghiere di Callo li e di suo figlio Andrea ticolo.Tale rara virtù lo preservò tlai
111 pretendente corona d'Ungheria,
alla pericoli che accompagnano gli eminenti
come del sagro collegio, renitente e con onori, e lo fece uscire santamente trion-
pena accettò il supremo onore, assuuieu- faulce villorioso da tulli i gravi iuciam-
SUL SUL 37
pi che s'incontrano nella sublime digni- stizierato si amministrò in Sulmona. Ma
tà, da lui con tanta modestia e serenità nel secolo XV Alfonso V re d'Aragona,
di portamento rassegnatala quale gran- e di Napoli e Sicilia , per togliere le liti

dezza d'animo fu dal Petrarca qualilicata che insorgevano nella vasta regione, la
affatto divina. Parli segretamente Pie- ridusse in due parti, cioè in Abruzzo Ci'
tro di Morrone da Napoli, perSulmona, tra o Citeriore, di cui è metropoli Chieti,
onde chiudersi presso il monte di Morro- di cjua dal fiume Pescara, ed iti Abruzzo
iie,nelsuo monastero di «.Spirito, ove spe- Ultra o Ulteriore II di là da detto fiume,

rava passare tranquillamente i suoi gior- di cui è capo Aquila, dicendosi II quan-
ni assorto nella preghiera. Ma visitato ivi do fu diviso col paese di Abruzzo Ulte-
d'ogni parte, poiché molti tenevano per riore I,di cui è capo Teramo. Inoltre l'A-
nulla l'elezione del successore Bonifacio bruzzo dalla natura fu diviso in parte al-
/^///, questi ad evitare uno scompiglio o ta e in parte bassa: l'alta essendo piti ri-
scisma nella Chiesa, e che fomentavano i gida e nevosa, comechè circondata d'al-
potenti suoi nemici, lo rilegò nella rocca lissi(ni monti, però con pascoli famosi; la
di Fumone, ove santamente spirò dicen- bassa generalmente ha il clima piti dol-
do: Ogni spìrito lodi il Signore. ce e tempeiato. La contea di Celano (co-
Sulmona, Sulnio, si pregia di remota me Sora, Arpino, l'Abruzzo, i Marsi, sog-
origine, ed Ovidio che ne'suoi versi eter- getta al dominio temporale della s. Sede,
nò il nome di questo luogo natale, ne at- come ripetei a Sovranità) essendo domi-
tribuisce la fondazione a Solimoo Solemo nata dal conte lUiggierone, questi si ri-

frigio e contubernale e uno de'compngni bellò al suddetto Alfonso V, per aderire


di Enea; altri a certi illirii. Fu città illu- alla fjzione tiel pretendente del reame di
stre, metropoli e capo de' popoli peligni, Napoli Renato d'Angiò. Vinto e sconfit-
ch'ebbero parte nelle guerresche imprese to dai regi e confiscata la contea, Ilug-
co' Sanniliy come
pureCorsignani
attesta gierone bandito dal regno, nel i4t^i si u-
nella Reggia 3Iarsicana; po\chè non v'ha ni a Giacomo Fortebracci, detto Piccini-
antico scrittore che non l'abbia nomina- no dalla st.Ttura del suo piccolo corpo, a-
ta, e diversi ne ricorda l'Ughelli, Italia derente degli angioni francesi; per cui sli-

sacra 1. i358: T^'ah'enses et Salino-


1, p. molalo Giacomo dal conte cospirò poi al-
nenses Episcopi. Sotto romani patì mol- i l'eslerminio de'Marsi e del contado Ce-
to per le discoidie civili, prima tra IMario lanese, distruggendo eziandio le altre cit-
e Siila, poi tra Cesare e Pompeo. I longo- tà degli Abruzzi. In seguilo Giacomo di-
bardi la dominarono e vi costituirono un strusse ancora le confinanti castella, ro-
gastaldato, comune a'popoli di Teramo, vinò molte terre di Sulmona e le campa-
di Penna e di altri dell'Abruzzo. Saccheij- gne de' ÌMarsi, e s'insignorì di Sidmona
giata da'saraceni e altri barbari, si rialzò stessa. IMa Ferdinando I, successore del
più fiorente sotto normanni, dopo varie
i suo padie Alfonso, preso Piccinino, lo fe-
vicissitudini. Sulmona col suo territorio ce morire e ricuperò Sulmona. Nel 1496
divenne contea, e fu posseduta da'grao con diploma dato in Castelniiovo di Na-
conti de'Marsi, conti anche di Valve nel poli, il re Federico II d'Aragona conces-
Principato Citeriore. Incorporata Sulmo- se a Sulmona e TagUacozzo il privilegio
na al regno di Sicilia, ne segui i destini di baitele moneta. Di vernilo Carlo V im-
e le vicende politiche. Nell'impero di Fe- peratore re delle due Sicilie, con titolo di
derico II e nel secoloXIII, tutto l'Abruz- pruioipato donò Sulmona a Carlo Laiio-
zo in cui si contengono i Marsi (de'quali ia suo vicerèdi Napoli. Dipoi nel ponti-

riparlai in molli luoghi, come a Pescina), ficato di Paolo V deli6o5, il redi Spa-
una sola provincia comprese, ed il suo giù- gna Filippo HI, a istanza di tal Papa di-
38 SUL SUL
chiaiò grande diSpagii.» econcesseil pnn- gnore a'28 aprile, e Sulmona che nella
cipato (li SulinoiKi al suo nipote d. IMar- cattedrale ne venera il corpo celebra la
c'Anlonio Borghese, figlio del liatello d. sua festa. Indi Gradesco Valvenseni re-
Gio. Battista castellano di Castels. Ange- xil ecclesia. Vadeperto o Valperto visse
lo: tuttora i principi Borghese poifano il nel pontificato d'Adriano I del 777.; poi
titolo di principi di Sulmona. Pe'lerre- Ha venno; quindi Arnolfo deir843 secon-
moti del 7o3 61776, Sulmona come A-
I do Baronio, ma in un monumento del-
quila restò diroccata, indi a poco a poco la chiesa di Valve si dice intruso, poiché

fu riedificata nelle parti abhalluledaquel circa 1*873 T^alvensein ecclesiarn iin-a'


terribile disastro. Successivamente segui sii, econ epitaffio fu tumulato nella chie-
Suhnona gli avvenimenti del regno di Nu' sa di s. Alessandro I Papa in Sulmona.
jwli in cui è coinpresa, e il Di l*ielro uè Dopo Opilarmo, segue Grimoaldo del
scrisse le flletnorie sloriche della città di f)68 cpiscopus episcopio s. Felini, titola-
Sulmona, Napoli i8o4- re della cattedrale di Valve, e vivea nel
La sede vescovile essendo slata poi u- 9()3. Teodolfo o Tidolfo del i o 1 5, lue
nita, aef/ne principaliler, con quella di CasleUtnii de Populi, ut appellaiit, eX'
J"alve{^y.), e tuttora lo sono e immedia- truxit, ad honorem et revtrentiani s. Pe*
tamente soggette alla s. Sede, l'Ughelli lini. Popoli, Poperum, è un grosso bor-
liportò la serie de' vescovi d'aiid)edue in go o città lungi 4 leghe da Sulmona, e
una medesima cronologia ; laonde nel nella sua provincia, al confluente del Se-
riprodurla rimarcherò quelli denon)ina- ra e del Pescara, capoluogo di cantone,
li espressamente di Sulmona o di Val- con conventi di religiosi estabilimenti pii.
ve. Commanville,//£^/o/re de loiis les E- Nel oSoTransarico o Tiansano, ovvero
I

veschez, dice erette le due sedi vescovili Transono, Tcui successe Sua villo in tem-
nel secolo V, chiama Sulmona esente, e po di Papa s. Leone X del 049, che fu 1 1

che ad essa si unì Valve, ma le pone tra potente nell'opere e nel sermone, e se ne
le sudraganee della metr()[>oli di Chieti, fa menzione un documento della chie-
in
cioè come esistenti nella sua provincia sa di Valve. Nel io 54 s. Leone I\ colia
ecclesiastica, non essendo dipendenti da bolla £V.«i/tiief7J«r, pubblicata da Ughel-
quella metropolitana. Peli."Ughelli re- li, creò vescovo di Valve Domenico mo-

gistra Palladio cpiscopus Sitlinonensis^ naco beneilettino, e de[)lorando le deso-


memoria trovasi
la cui illustre nel sinodo lazioni fatte a quella chiesa, ne garantì
romano da Papa s. Simmaco celebralo a lui e successori l'integrità, con dichia-
nel499J P^'
"^-^ Foilunalo l^ali'ensis e- rarne i confilli, e l'appartenenze della cat-
piscopus, che intervenne nel 5o3 al sino- tedrale di s. Pelino di Valve, e parimenti
do romano di detto Papa. Per quasi 3 se- di quella di s. Panfilio di Sulmona, colle
coli s'ignorano vescovi di Sulmona, non
i altie chiese, cappelle, diritti e possessio-
meno che di Valve. Lucenzi annotatore ni, fulminando l'anatema a chi le inva-
d'CJghclli, rigettando Clarenzio (piale ve- desse; sottomettendo il vescovo alla spe-
scovo Dalnensis o di Bagnorea interve- ciale protezione della s.Sede, ed esortan-
nuto nel concilio del G80 di Papa s. A- dolo a non permettere che le cause dei
gatone, giustairrente sostituisce Benedet- chierici fo »cro giudicate da'secolari.L'U-
to Valvensis che fu a (juel sinodo. Cor- ghelli ci die pure l'atto col quale al ve-
regge pure l'Ughelli nelseguente s. Pan- scovo Domenico, a'canonici.e all'episco-
filio fatto/'<7/i'f/m.v episcopus CM'CA ÌI706 patodi s. Pelino esistente nell'antica Cor-
da Papa s. Sergio I, il quale già era mor- finio, e di s. Panfilio della città di Sul-
to nel 701; chiaro per la carità co'pove- mona, donarono possessioni e le chiese di
ri e illustre per miracoli, dormi nel Si- s. Maria e di s. Felice, Ardemano e Dra-
SUL SUL 39
gone ciltailÌDÌ di Sulmona eubitaiili del Alessandro dello stesso contado colla chic"
contado \ aì^en-ie^ per reder/iptionem, re- sa di s. Rocco della città di Sulmona. Mor-
mediurna uè salutisanitiiae nosliae de il- to neh i68Siginulfo, i due capitoli con-
Ha nostris consorlis, obbligandogli ere- vennero con rogito riprodotto da Ughel-
di a somministrare de auro nionelato li- li, e sottoscritto dal preposto, dal deciino
hrasZo. Gli successe neh 071 Giovanni e da 4 canonici nella chiesa di s. Pelino,
1

abbate cassi nese di s. Clemente, f^alveu' di riconoscereilgius di nominare e postu-


sis seu s. Peliiii episcopus, prudente e co- lare al Papa il vescovo, anche nel capito-
spicuo in religione, ma visse circa 3o me- lo di s. Panfilio, ciò che con liti gli avea
si. Nel 1 074 Trasmondo abbate di s. Ma- contrastato quello di s. Pelino; laonde!

ria di Trenicbe, figlio d' Oderisio conte due designarono Oderisio per ve-
capitoli
de'Marsi, al quale Giovanni di Valve a- scovo di Valve, che Papa Alessandro III
bitante diSulmooa donò nel 1 078 de'be- riconobbe, einterveuneal suoconcilio di
ni al vescovato di s. Pelino: si dimise nel Laterano III: indi seguironoquelle dona-
1080, e s. Gregorio VII scrisse un'esor- zioni al vescovatodi s. Panfilio, che si leg-

tatoria a tutti gli abitanti del vescovato gono in Ughelli. Neh 200 Guglielmo fu
di Valve. Nel 1081 Giovanni Peccatore, confermato da Papa Innocenzo III, e coi
cbe restaurò la cattedrale di s. Pelino; nel canonici donò de'beni a Sante di Cucul-
I 102 altro Giovanni che sostenne una li- io, con l'annuo censo dita denari nella

te cogli abitanti di Popoli, a difesa de'di- festa dis. Panfilio e le decime. Anche que-
ritti di sua chiesa. Verso e avanti il i i o4 sto, co'seguenti documenti riportaUghel-
Valtero, al quale pel vescovato di s. Pe- li. Neh 206 i capitoli di s. Panfilio e di s.

lino e di s. Panfilio fu donata la chiesa Pelino elessero 3 soggetti al vescovatodi


di Maria de Carbonibus. Nel
s. o4Gual- i 1 Valve, i quali avendo rinunziato, conven-
terio consagratoda Papa Pasqu.de II, ed nero per C. suddiacono apostolico, che
aggiunse al vescovato s. Populi ecclesia: Innocenzo III colla lettera f^enieutes, di-

fece l'mvenzione del corpo di s. Pelino, retta a' canonici di s. Pelino di Valve e

e lo ripose nella nuova cattedrale di Val- di s. Sulmona, dichiarò non


Panfilio di
ve, nel pontificato di Calisto II. Il capito- potere confermare per avere 2 5 anni, oc-
lo aventlo eletto Oddo, Papa Innocenzo correndone 3o ; laonde eleggessero altro
II nel i 1 38 lo confermò. Giraldo Salino- iììfra niensent,\[ che non avendo esegui-
nensent episcopalum adleiusesla canoni- to, il Papa di pienaautorità neh 207 scel-

cis s.Pelini,sanclique Pamphili r.t\i (4o, se Oddone o Ottone suo suddiacono e cap-
fu riconosciuto da detto Papa; a suo tem- pellano, e siccome canonici di Sulmona
i

po Giovanni abbate di Volturno, con do- mostrarono coulrarietà,scrisse loro l'am-


cumento presso Ughelli, donò neh i4^ monitoria Si secunduni rigoreni. A tem-
la chiesa di s. Maria di Valve al vesco- po di questo vescovo, neh 220 PapaO-
vato di s. Pelino e di s. Panfilio. Eletto norio III confermò il capitolo di 12 ca-
neh i44dal capitolo in vescovodi Valve nonici e del prepostodis. Panfilio di Sul-
Sigiuulfo, loriconobbe Papa Eugenio III: mona, dirigendo loro la lettera Cam ano-
neh 164 di consenso de'canonici die in bis petitur. Insorta poi dilTerenza e que-
feudo a Sebaslia e suoi figli abitanti iu stione tra i due capitoli sull'elezione del
Sulmona de'beni esistenti iu Corfinio, e vescovOj nel i 224 Onorio III ne commi-
del vescovato di s. Pelino e di s. Panfilio, se la composizione al vescovo di Furco-

con alto presso Ughelli. Di più neh 160 nio colla lettera Sua nol>i'>. Indi il vesco-
01 167 Pernaldo del contado di Valve do- vo Oddone cou diploma assolse dalla sco-
nò al vescovato di s. Panfilio la chiesa di munica Burello milite d'Aversa, per es
s. Andrea, facendo il simile Gervasio e sersi approprialo quanto appa itene va A
4o SUL SUL
la chiesa di Sulmona, previa restituzio- beneventano (e nel settembre lo creò car-
ne. Nel 1208 Gregorio vescovo di Chitti dinale), come chiama Sarnelli,e cardi-
lo

a' 29 settembre consagrò la chiesa di s. nale del litolodi 8. Croce in Gerusalem-


Panfilio soggetta alias. Sede, ed esiste do- me, nelle Memorie degli arci\>e'>covi di

cumento. Il vescovo di Valve e Sulmo- Benevento, p. 1 17, ma del titolo di s. Mar-


na rs'icola nel 1232 co'canonici donò con cello, poiché [""accurato Besozzi nella Sto-
atto e condizioni la chiesa di s. Maria de ria della basilica di s. Croce in Geni-
Carbonis al monastero cistercieuse di Ca- saleninie, a p. i 08 riferisce che dal 2 16 1

sa Nova della diocesi di Penne. Dopo il al I 299 non si trovano titolari. Bensì Sar-
vescovo Giacomo vacò la sede nel i 25o, nelli corresse quelli che prelesero il car-

ed i capitoli di s. Panfilio e di s. Pelino dinalPietro arcivescovo di Benevento che


elessero nel r 25 1 fr. Giacomo di Sulmo- noi fu mai (ad onta che per tale lo vuo-
na francescano, che post(dato con atto a le il Vipera), econfuiidendolo con Caslro-
Papa Innocenzo IV fu confermato. Nel celiche lo era e da s. Celestino V crea-
1252 Innocenzo IV colla huWu /4posto- tocardinaledopola morte diPielro, men-
licae digìiitatis , Cito \C'^coso Giacouio di tre stava per partire dall' Aquila (o in
Penne monaco di Casa Nova, virtuoso e Teano come sostiene Cardellu nelle Me-
dotto, il quale fu benefico pastore, impe- morie storiche de' cardinali), e perciò non
rocché colla sua prudenza neh 254 per- vero che fu tra gli elettori di Bonifacio V III;
venne a persuadere l'unione perpetua dei anzi per gratitudine a s. Celestino V l'ar-

due capitoli di s. Panfilio e di s. Pelino civescovo Gastroceli donò a' celestini la

in im corpo solo nell'elezione tlel vesco- chiesa di s. Caterina di Benevento e la do-


vo, convenzione che riporta Ughelli e il tò. Inoltre si dice da Cardella il cardinal
vescovoconfcrmònel 256, 1 in uno al pre- Aquila o Aquilano essere stalo abbate
a' 8 canonici. Morì
posto e 1 il degno pre- benedettino cassinese di s. Sofia di Bene-
lato nel 1263, lodalissimo per sanlilà e vento, e che nel cardinalato appena vis-
zelo. Nello stesso anno Urbano IV elesse se un mese. L'Ughelli scrive del vescova-
fr. Giacomo d'Orvieto domenicano, rac- to di Valve conlcrilo al cardinal Pietro,
comandalo dal capitolo e proposto (li Val- liane ccclesiam nonduni consecratus di'
ve; ma dilapidando i beni delle chiese di misil, che morì
298, il che non è ve-
nel 1

Valve Sulmona, commettendo altri ec-


e ro. Bonifacio Vili nel 295 nominò ve- i

cessi con pubblico scandalo, a mezzo di scovo Federico Raimondo ile Ledo no-
due speciali procuratori, due ea[)itoli di i bile di Chicli, e fieli 3o5 per sua morie
s. Panfilio e di s. Pelino ricorsero alla s. Clemente V dichiarò vescovo di Sulmo-
Sede, dalla quale impetrarono la confer- na e Valve Bernardo di Bojano, che non
ma apostolica della stipulata imione sud- trovasi ne'registri Vaticani, e soltanto nel
detta. Neil 276 Innocenzo V diresse al ca- I307 Landolfo già preposto elelloda Cle-
pitolo di Sidn)ona la lettera Sua nobis, mente V. Neli3i9 Andrea Capograsso
per esercitare I' antica cognizione delle salernitano; neli33o vi fu traslato dalla
cause: Ughelli l'avea riportala ali28G, e chiesa Calinenseo Carinola fr. Pietro dei
Lucenzi lo corresse. Nel 279 fu vescovo 1 minori, il quale neh 33 1 co'27 canonici
fr. Egidio di Liegi francescano, che nel del capitolo di s. Panfilio stabilì leggi fuo
j 290 rinunziò, onde Nicolò IV commi- Z/OMO della chiesa di Sulmona, Neh 333
se l'amministrazionedel vescovato aGu- pure da Carinola vi fu trasferito Nicola
glielmo abbate benedettino Miniaccnse che nel 338 sottomise a disposizione del
i

nella diocesi di Monreale, e governò 5 an- capitolo di Sulmona l'altare della B. Ver-
ni. Nel 1294 s. Celestino V fece \escovo gine, ciijus vocabulo ecclesia s. Paniphi'
il suo discepolo fr. Pietro deli'/i/ywj/t/ {f.) li a principio cxlclU decorala, Neil 343
^

SUL SUL 4f
Francesco de Sangro napolelano canoni- niano napoletano e già vescovo di Con-
co Sulmona, dal capilolodi Sulmona
di versano, che mirabilmente ornò la cat-
e di Valve in parte diviso, postulalo a tedrale di Sulmona e donò di vari uten-
Clemente VI e da questi confermato, C(M1- sili sagri. 463 Pio 11 creò fr. Bario-
Neil
tro Andrea Capogalti eletto da altra par- lomeo de Scali sulmonese e domenicano,
te; per sua moi te il l'apa nel 348 gli so- i successo da' concittadini Giovanni Ga-
stituìil preposto Landolfo, e siccome po- liardi nel 491, Giovanni Acuti nel 1499.
1

co visse, neli349 f''- Francesco de Sila- Per sua morte Giulio II fece ammini-
ni minorità, il quale essendosi appropria- stratore il cardinale Farnese poi Paolo
to gli spogli del predecessore senza l'au- III [t^-), ma presto rinunziò, perchè fu
torizzazione della s. Sede, fu assoluto dal- eletto a'3 marzoi5i2Ìl vescovo Prospe-
la scomunica incorsa dall'abbate di s. Se- ro de Piustici romano; però avverte Lu-
bastiano commissario apostolico. Indi col cenzicheoeli5i2 eneli5i3 trovasi sot-
capitolo di Sulmona slabiPi leggi pel go- toscritto al concilio di Laterano V, AL-
veruodi questa chiesa, e col di[)lomaóuflt bcrlus P'ah'ensis Episcopus. Ad esso in-
nobis fu assolto da Clemente VI per a- tervenne pure il vescovo Gio. Battista Ca-
Ter alienalo molendini. Nel j 36o il vesco- dichi aquilano del i5i4- Nel 1 5 19 ammi-

vo decretò un nuovo sigillo, con l'iscri- nistratore il cardinal Andrea della Valle
zione di s. Maria, s. Panfilio e s. Pelino; (/'.); nel 1529 Bernardino Cavalieri no-
nel 1 364 cede parte della mensa al capi- bile romano e canonico Valicano, vesco-
tolo di Sulmona, e dal vescovo dell'Aqui- vo di Valve e Sulmona, lodato per peri-
la ricuperòdiverse giuri sdizioni. Nel 1 365 zia e bontà d'animo. Per regresso aliti

ftlartinode Martini di Sulmona; Paolo sua morte nel 532 riprese l'aiuminislra-
I

fu vescovo di Val vesollo UrbanoVI; Bar- zione il cardinal Falle, ma a'4 noveru-^
tolomeo deGasparedi Sulmona del 384- i bre la cede al vescovo Bernardino Fu-
Bartolomeo de Tocco nobile diCliieti del marelli di s. Germano, già d'Alife. Nel
i4o2, sagace ed egregio dottore, al cui 1 547 Pompeo Zambeccari nobile bolo-
tempo il sulmonese Innocenzo VI col di- gnese,commendatoredi s. Spirito diRoma
ploma Ecclesiain Sulinoncnseni aposlo- e abbate commendatario della chiesa di s-
licae Stdis filiam speciale, donò la sua Spirito dell'Aquila, spedito d.iPio IV nun-
mitra pontificale per uso perpetuo della zio in Polonia, fu al concilio di Trento,
chiesa di s. Panfilio. Nel 1420 Lotto de e magnificamente restaurò l'episcopio di
Sardi pisano, traslato a Spoleti nel 14^7, Sulmona. Nel 57 fr. Vincenzo Donzelli
1 i

onde gli successe il zelante Benedetto de di IMondovi,domenicano dottissimo: gli


Guidalotli perugino, vice-camerlengo di successero, nel i 585 fr. Francesco Carusi
s. Chiesa, tra!«feriloaTeramo,e lodissi nel di Bisaccia conventuale, al quale i cano-
voi. Vil,p: 78: fece l'invenzione delcor- nici di Sulmona posero sulla tomba un
po di s. Gemma, nativa de'iMarsi, nella epitafììo di lode; nel i593 Cesare Pezzi
chiesa di Gordiano Siculo intitolata a s. nobile di Celano, prudente, pio e virtuo-
Giovanni, che [)iese il nome tlella santa, sissimo, benemerito pastore; nel 1621
di cui ragiona Corsignani.Barlolomeodo FrancescoCavalieri [).ilri/.i(» romano, col-
Vinci fiorentino arciprete di Pistoia, in- la cui industria e zelo concordò 1'
anti-
tervenne al concilio Firenze e moiì nel
di ca controversia sulla precedenza e altro,
1442. Nel i44^ Francesco sabinese ab- tra^canonici di s. Panfilio di Suliii(ii)a,e
bate benedettino di Pantalea, Iraslato a di s. Pelino,che decisa a favore ili Sulmo-
Ilapolla nell'istesso anno. Neli446 il ca- na, ni ecclesia / alvensis suis clcbUis ob-
nonico diSulmona Pietro Paolo Aristo- ac privilegiis non fraudar v tur
scc^uiiSj
teli; nel 1448 fi'. Donato Bollini agosli- coidcrmò Urbano Vili nel 1G28 culla
8

47. SUL SUL


bolla Romaniis Poniifex\oves,ì legge che fu provveduta con Francesco Felice Ti-
le chiese di Val ve e Sulmona m4'/ce/7J/7er- beri filippino di Vasto diocesi di Chie-
petuo apostolica atithoniale aeqnaliter tijnel i8'29GiuseppeM.^ de Letto diSul-

unitarum. Neh 638 fu vescovo France- raona.GregorioXVI preconizzò rog.rMa-


sco Boccapaduli nobile romano e bene- rioMironedi Catania, che il regnante Pio
ficiato Valicano, iodato per singoiar pru- IX traslalò a Noto nel concistoro de'27
denza, che dimostrò col capitolo di Val- giugno i8'j3, in questo dichiarando ve-
ve e cogli uomini di Pectina soggetti a scovodi Val ve e Sulmona l'attuale mg.*"

quella cattedrale, volendo impedirne il Giovanni Sabatino di Lagonegro dioce-


possesso al deputato procuratore, per es- si di Policastro, già arciprete abbaziale
sere slata nelle bolle nominata Sulmona della chiesa parrocchiale di sua patria,
prima di Valve. Il Dicci che nella No- esaminatore pro-sinodale e canonico o-
tizia dellafamiglia DoccapaduU par- norario della cattedrale di Policastro. O-
la del vescovato di Valve e Sulmona, fa gni nuovo vescovo è tassato ne'libri del-
il novero de'Iuoghi soggetti alla diocesi, la camera apostolica in fiorini 170, a-
ed aggiunge che sembra avere il prela- scendendo la mensa a più di 3ooo du-
to istituito le prebende del teologo e del cati. Le due diocesi unitesi estendono a

penitenziere, insieme col seminario, tro- più miglia, e comprendono 4^ luoghi.


vantlobi che da Urbano Vili fu caricato SULPIZIO SEVERO (s.), discepolo
di tal peso. Trasferito nel 1647 a Città di s. IMartino di Tours, e celebre storico
di Castello, gli successe Alessandro Ma- ecclesiastico, anche per la precisione ed
sio nobile lìorentino, in gran favore di eleganza del purgato suo stile. Di nobi-
Paolo Burghese principe diSiilmona,ma le e ricco casato, nacque in Aquitania
con lode mori nel seguente 648.DaCam- 1 nei contorni di Tolosa, non ad Agen co-
pagna nel 1649 vi passò Francesco Car- me alluni autori pretesero. Applicato-
ducci nobile romano virtuosissimo,egli si allo studio delle lettere, si diede alla
successe degnamente nel i655 il dotto lettura dei buoni autori del secolod'Au-
fratello Giorgio canonico della basilica fermare l'elegante
gusto,il che gli valse a
Lateraiiense; nel 1701 BonaventuraMar- suo stile. Avendo egli in età ancor gio-
tinelli spoletino egregio, e nel i
7 1
7 fuv- vanile frequentato il foro, poco stette a
\i traslatoda Bitetto Francesco Onofrio superare tutti quelli che con lui corre-
Odierna olivetanodi Napoli, ove piamen- vano la stessa via. Prese in moglie una
te mori nel 7 3 8, come apprendo daCor-
I donna di famiglia consolare, la quale gli

signani.Con esso terminando la serie dei recò molti beni, magli fu presto tolta dal-
vescovi di Sulmona e Valve nvWItalia la morte. Questa circostanza lo disgustò
sacra, la compirò colle Notizie di Ro- del mondo, e perciò risolvette di voltare
ma, nelle quali l'Odierna ed il succes- ad esso le spalle. Vuoisi che i discorsi e
sore sono riportati al titolo Sul/nona e gli esempi di sua matrigna Bassu la, colla
/ alve uniti,\ successori in quello ù\l'al- quale viveva nella più stretta concordia,
ve e Sulmona «/lù/, dicendosi a Sulmo- contribuissero non poco a ralfermarlo in
na,\&à\Falve. Nel 7 38 fu traslato da Ve-
i questa risoluzione, ch'egli esegui verso
nosa I^ielro Antonio Corsignani di Ce- l'anno 392, probabilmente in età di 32
lano, precisamente 1' encomiato autore anni. Quindi impiegò tutte
le sue entrate

della da lui già pubblicata /?eggjrt /I/iir- in elemosine ed altre opere pie, dimo-
sicaiia. Nel 1732 Carlo de Ciocchis del- doché piuttosto che proprietario de'suoi
l'ai cidiocesi di Manfredonia; nel 1762 beni, era il depositario e l'economo del-
Filippo Paini di Chieti : vacò la sede dei la chiesa e de' poveri. Non curando le

due vescovati verso ili8uu,esolouel ibi censure di coloro che disapprovavano U


SUL SUL 43
sua risoIuzìoDe, andò a fissar la sua di- dalla creazione del mondo fino all'anno
mora ÌD un casolare del villaggio diPri> 4oo di Gesù Cristo; la Fita di s. Mar-
muliac in Aquitania. I suoi servitori e i tirioj tre Dialoghi^ di cui il 1

è sul mo-
suoi schiavi, che loaveano seguito,diven- do di vivere dei solitari d' Egitto, e gli
nero suoi fratelli e discepoli, e con lui si altri due
aggirano sopra molte circo-
si

consagrarono al divino servigio. Tutti si stanze della vita dis. Martino, e sopra i

coricavano sulla paglia o sopra cilizi ste- suoinìiracoli;e molte Lellere. La sua sto-
si per terra; non mangiavano che pane ria sagra può dirsi il libro da lui meglio
bigio,legumi ed erbe bollite, che condi- fatto, esembra aver superato se stesso nei
vano solo con un po'd'aceto. Verso il 394 suoi dialoghi. Sottoil suo nome furono

Sulpizio recossi a visitare s. Martino di ancora stampate altre opere, che ripu-
Tours, e ne divenne uno de'piìi grandi gnano i critici.

ammiratori e più fedeli discepoli, passan- SULPIZIO I (s.), vescovo di Bourges,


do ogni anno qualche tempo presso di soprannominato il Severo. Uscito da una
lui. Pieno di zelo per la decenza del cul- illustre famiglia d'Aquilania, successe a
to esterno, ornò le chiese, e ne fece fab- s. R-cmigio sulla sede vescovile di Bour-
bricare parecchie. Dopo la morte di s. ges, e governò la sua chiesa con mollo
]\Iarliuo si recò nella di lui celletta aMar- zelojs'i per mantenervi la disciplina,co[ne
moutier, e vi dimorò 5 anni. Alcuni au- per accrescervi la pietà e il fervore. Assi-
tori dicono che in seguito egli si ritirò in stette al 2. "concilio diMacon,al quale pre-
un monastero di Marsiglia, o nelle vici- siedette s. Prisco di Lione; e mori nel 39 i,

nanze di quella città. ÌN'on si conosce pre- settimo anno del suo episcopato. Fu se-
cisamente l'anno di sua morte, che av- polto nella chiesa di S.Girolamo di Bour-
venne nel principio del V secolo, e secon- ges,dondeilsuocorpofu in appresso tras-
do Baronio nel 432. S. Paolino di Nola, portato in quella dt s. Ursino,i.° vesco-
Paolino di Perigueux, Venanzio Fortu- vo di quella città. Ilnome è
suo inserito
nato e molti altri fanno grandi elogi di nel martirologio romano ai 29 di gen-
s. Sulpizio Severo; e Gennadio dice ch'e- naio, ed in tal giorno la diocesi di Bour-
gli era sopra tutto commendevole per la ges ne celebra la festa.
sua umilia e per l'amore straordinario SULPIZIO soprannominalo il
II (s.),

che avea alla povertà: questo autore rac- Pio o Bonario, vescovo di Dourges. Di-
il

conta che in sua vecchiezza Sulpizio si scendente da una delle primarie famiglie
lasciò sorprendere dagli artifizi de'pela- del Berry, venne con molta cura educa-
giani; mache riconobbe il suo errore, e to nelle scienze e nella pietà. Appena tii

si condannò ad un silenzio di 5 anni per padrone delle sue facoltà, le distribuì ai


espiarlo. Guiberto abbate di Gemblours poveri e alla chiesa; ed ordinalo sacer-
riferisce che fino dal suo tempo si face- dote, il re Clotario II lo scelse a suo li-

va solennemente la festa di s. Sulpizio Se- niosiniere e a superiore dei chierici che


vero a Marirroutier ii'29 di gennaio. Pa- formavano la sua cappella, e che lo se-
recchi editori del martirologio romano guivano anche all'armata. Colle sue pi e-
hanno confuso questo santo con s. Sul- ghiere e digiuni ottenne la guarigione di
pizioil^S'efero, vescovo di Bourges,il qua- una pericolosa malattia da cui il re fu
le ne' calendari è nominato nello slesso colto. Nel 624 successesulla sede di Bour-
giorno. Egli [)erò fino dai più rimoli tem- ges a s. Auslregesilo, detto comunemen-
pi è onorato dalla chiesa di Tours, che te s. Oulrillo. Il suo primo pensiero lù
nel suo breviario ha fatto per lui un of- di adoperarsi alla riforma degli abusi che
fizioproprio. Di s. Sulpizio Severo ab- eransi introdotti nella disciplina ecclesia-
biamo: uu liìslrcUo ilcUa storia sagra, stica, e riuscì a convertire tulli gli ebrei
44 • SUL SUL
della diocesi. Egli divideva liillo il tem- il lume con fervorose preghiere, aveagli
po Ira la preghieiaegli ullizi dell'episco- dato a conoscere, cheavea .scello questo
palo, mettendo principalmente somma figlio per la sua gloria; laonde bramare

cura neir istruire i poveri, verso i quali d' averlo presso di se per istruirlo nelle
nutriva la più tenera carità. La beata sua virtù ecclesiastiche, il che non segui per
iTiorle avvenne nel G44- Credesi ch'egli la beata morte del prelato. Proseguendo
fondasse a Bourges, sotto l'invocazione gli studi si rese famigliare il greco idio-
della ss. monastero che prese
Vergine, il ma, e gli servi di grande aiuto per lo stu-

dipoi il suo nome,della congregazione di dio della s. Scrittura e de'ss. Padri. Men-
s. Mauro. Una parte delle sue reliquie tre nella Sorbona
avanzava nella co-
si

conservasi in questa chiesa, e la parroc- gtiizione delle scienze, Dio gl'ispirò di con-
chiale di s. Sulpizio a Parigi possiede uu dursi in Pioma a studiar 1' ebraico, ove
osso del suo braccio. La di lui festa si ce- malatosi negli occhi gravemente, fece vo-
lo per guarire di recarsi a piedi al san-
lebra a' I
7 gennaio.
SULL'1ZIC)(di s.) Ebrardo, Cardina- luariodella C.Verginedi Loreto. Per tale
le. V Ebrardo.
. strapazzo fu colpito da violente febbri, ma
SULl'lZIO (Seminario di s. ). Con- giunto a Loreto di esse e degli occhi si
gregazione e società di sacerdoti secola- trovò perfettamente risanalo. Tornato a
ri, che ha per principale oggetto l'istru- Roma, la morte del padre l'obbligò re-
zione e l'educazione dtì'giovani ecclesiasti- stituirsi in Parigi, ove in s. Lazzaro nel-
ci nt'ser/iinari, per formarli alla virtù e la casa de' preti della missione si prepa-
alle scienze, pel inanleni(neuto e propa- rò a riceveie il suddiaconato, e fu dal fon-
gazione della fede cattolica, singolarmen- datore s. Vincenzo de Paoli aggregato al-
te nelle missioni straniere. La casa o se- la compagnia degli ecclesiastici, diesi ra-
minario principale è in Parigi, edi sacer- dunavano ogni martedì in s. Lazzaro. Con-
doti componenti la congregazione sono li- cepì fin d'allora un sì gran desiderio d'i-
beri nel loro stato, ne fanno alcun voto. struire i poveri contadini , che stette in

]Ne fu benemerito e illustre fondatore il dovea restare in Parigi per soste-


forse se
sacerdote Gio. Giacomo Olier,nalo in l*a- nere pubblicamente teologia, o seguire i
rigi nel 1608. Essendo stalo battezzato movimenti del suo zelo che lo portava ad
nella parrocchia di s. Paolo, fu poco dopo aifalicarsi nelle missioni e predicar ne' vil-
portato al sobboigo di s. Gern»ano, vo- laggi. Avendo consultalo molti, fu con-
lendo Dio ch'egli passasse i primi anni di sigliato a seguire il suo impulso, e l'ese-

sua vita, ove dovea finire i suoi giorni, e guì con ardore, non solo con aiutare gli
che la parrocchia di s. Sulpizio, in van- operai della missione, ma facendo con es-

taggioilella (piale dovea consagrare le sue si catechismo e le prediche. Si ferma-


il

maggiori fatiche, fosse il luogodi sua pri- va per le vie di Parigi per istruire i po-
ma educazione. Fu osservato nell'uifau- veri, che domandavangli limosina, e dis-

'/ia che per fermare il piantolacile ue'fm- porli alla confessione generale portando-
ciulli, bastava portarli nella parrocchia,o- li nella sua casa. Intanto conseguì il ca-
ve subitosi rasserenavano. 1 genitori l'ini- nonicato di Urioude, e l'abbazia di Pe-
ziarono allo stato ecclesiastico, ma osser- brac. Appena innalzato al sacerdozio, si

vando uno spirito assai vivace, de-


in lui accese il suo zelo in modo che dopo ce-
terminarono di cambiar consiglio; però lebrata lai. "messa neliG33, lasciò Parigi
trovandosi neliG22 s. Francesco di Sa- per andare a soccorrere le anime più ab-
les in Lione, fece mutar parere a'genilo- bandonate. Tiròa seguirlo molti ecclesia-
l'ijConfortauilolianulla temere, anzicon- stici di ([ualilìcali natali, e li condusse in

bolai bi, puichc Dio, di cui uvea iuipluruto Auverguc alla sua abbazia di Pcbrac, per
SUL SUL 45
far le missioni in quelle monlngne. Dopo suo desiderio a molli ecclesiastici d'un me*
immense fatiche, dalla persecuzione di rito distinto ch'erano da lui diretti, tra •

quelli che si opponevano alia riforma di quali era vi l'Olierjed essi tutti approvan-
sua abbazia fu costretto di ritirarsi a Pa- done il disegno si unirono insieme per for-
rigi; licenziando tulli i domestici, dimise mare un seminario, che fece poi grandis-
la carrozza e restò con un servo. Intanto simi progressi, e divenne una scuola di
un vescovo Io stimolò ad assumere il suo virtù sotto la condotta dell'Oiier, il qua-
vescovato, e v'interpose l'enicacia di s. Vin- le essendo stalo da Dio destinato a que-
cenzo de Paoli,clie tanto poteva sul di lui st'impresa, fu da lui sperimentalo, con te-
spirilo; ma avendoeglideterminatodi an- nerlo due anni avanti questo stabilimen-
dare nel Canada a predicarvi la fede, pre- to in uno stato di sofferenza e d'abbiezio-

feiìa tale dignità frulli che sperava rac-


i ne cos\ profonda acciò colui che dovea
,

cogliere dalla missione. Non essendosi po- essere il capo degli altri comparisse in que-
tuto effettuar il viaggio, tornò con molli sto tempo il ridulo degli uomini. Essen-
ecclesiastici in Auvergne, e peri 8 mesi fe- dosi quindi uniti questi santi ecclesiastici
cero le missioni per tutta la provincia e con intenzione di formare un seminario,
nel Velay, ad onta di essere allraversa- quando la divina provvidenza ne fornis-
tone'suoi disegni dagli usurpatori de'be- se la favorevole occasione, si occuparono
ni di sua abbazia. Scorse pure cantoni ì intanto in far molle missioni, finché fer-
delle diocesi diClermont,di s. Flour e di matisi in Charlres designarono di stabi-
Puy, il di cui clero e popolo divennero il lirne uno; ma passali 8 mesi senza suc-
buon odore di Gesù Cristo, traiti dal suo cosso,ripigliarono il corso delle missioni;
mirabile esempio, per cui un capitolo lo indi incoraggiti a riprendeie l'intralascia-
domandò al re per vescovo; e i suoi per- ta impresa, non senza titubanza passaro-
secutori ravvedutisi, colle loro famiglie si no a dimoiare in Vaugirard presso Pa-
recarono a riceverne la benedizione. Do- rigi, ad istanza d'un buon sacerdote. Nel
po questa missione si sentì slimolalo da 1641 ritiratosi l' Olier a fir gli esercizi

un movimento della grazia a trasferirsi spi rituali, si sentì tal mente ani ma lo al l'im-
in Bretagna, ove riformò un monastero presa, che non dubitando essere da Dio
di religiose. Tornato a'suoi ordinari ufli- voluta, indusse molli ecclesiaslici ad u-
zi eallemissioni, il cardinal Kichelieu gli nirsi a lui per intraprenderla; in un 2.
scrisse aierlo il XIII nominalo
re Luigi ritiro Iddio lo confermò nella risoluzio-
coadiutore al vescovo diChàlons sur Mar- ne, e lo riempì dellospiritocbe dovea in-
ne. Con meraviglia e sorpresa di tulli sup- fondere comunità da lui finalmente
alla
plicò d'essere dispensalo, ignorando che stabilita a\augirard, ove a quest'effetto
Dio lo avea destinalo islitulore di molte sul cominciar del 1642 pre-^e una casa a
comunità o seminari ecclesiaslici, che do- pigione. Sparse Iddio ben tosto tali bene-
veano riuscire l'ornamento e il buon e- dizioni su quesl'inipiesa,che quantunque
sempiodi molle diocesi. Il p. Pietro diCoii- il pio islitulore fosse albergalo co'suoi ec-
dren, allora generale della congregazio- clesiastici in una delle più anguste e po-
ne deli'oralorioe poi arcivescovo di Sciis, vere case del villaggio, un tempo signo-
non menozelantedel bene luiiversaledtl- ria dell'abbazia di s. Germano de'Prati
la Chiesa, che dell'incremento e vantag- e a'uoslri giorni dichiarata città, e che le
gio di sua compagnia, bramando da lun- spese fatte per le missioni e per loslabi-
go tempo di veder loslabilimenlo di qual- limenlo del seminario che si voleva for-
che seminario, nel quale si disponessero mare in Charlres lo avessero ridotto a vi-

i giovani chierici agli ordini sagri calle vere con quel solo, che a lui somministra-
fuuzioui ecclesiastiche, comunicò questo va pel suo manlcnimcnto una persona
46 S L' B SUB
pia, nondimeno fin da'primi mesi molle porzionati all'ardua risoluzione, e in falli

persone ingguardevoli si slimarono felici a lui unirono egregi preti, olirei con-
si

d'essere ricevuti nella santa compagnia, dotti dal seminario di Vaugirard, e coi
per apprendere l'esercizio delie virtù e quali visse esemplarmente io profonda u-
delle funzioni ecclesiasliclie sotlo la con- miltà: gl'impiego secondo la loro vocazio-
dona de! sacerdote Olier. Aveano appe- ne, assegnando agli uni la cura del mini-
na dimorato 4 mesi in Vaugirard, che la stero esterno della parrocchia, incarican-
divina provvidenza li trasseda quel luogo do gli altri d'istruire i giovani ecclesiasti-
per stabilirli a Parigi:scelse ella per questo ci negli uffizi e nelle cognizioni del loro
un mezzOjclieaprìairOIier un largo cam- stalo. Ai primi raccomandò vivamente di
po per esercitare la sua carità nella me- nulla esigere nell'amministrazione del ss.
tropoli della Francia. Era in quell'epoca Viatico, e di ricusare qualunque presen-
curalo di s. Sulpizio il sacerdote Fiesque te pel sagramento della penitenza. Volle
o Freschi, estremamente afflitto pe'disor- che tulle le oblazioni offerte da'fedeli per
dilli che regnavano nella sua parrocchia, gli altri servigi, fossero messe in comune,
malgrado tutte le sue sollecitudini, e in- e che ciascuno si contentasse secondo il

f-istidito da molti suoi preti che avversa- desideriodell'Apostolodel villo e vestito,


vano i suoi zelanti disegni, risolvè di la- il che fu osservalo da quel tempo in poi
sciar la ciu'a. A vendo quindi inteso par- dalla congregazione. Formò indi una co-
lar del merito d'Oiier e della virtii degli munità, la quale tultochèsenza fondi sem-
ecclesiastici suoi seguaci, pose gli occhi su pre si sostenne, e dopo il suo stabilimen-

di loro per elfettuare il suo proponimen- to ebbe eccellenti sacerdoti che si affati-
to; e presa l'occasione d'una processione carono nella vasta parrocchia per la sa-
che fncevasi da s. Sulpizio a Vaugirard, per lute delle anime. Aumentata io breve la
domandar ad alcuno della compagnia se comunità di molli operai evangelici si ,

vi fosse chi volesse addossarsi la sua cu- accinse l'Olier alla riforma de'parrocchia-
ra, e per mutare qualche benefizio sem- ni,cominciando prima dalla conversione
plice col suo. La proposizione non fu ac- degli eretici, ch'erano ivi ingrandissimo
colla, ma persistendo il curato nella li- numero. Intraprese in pari tempo l'istru-
soluzione, fece tante istanze,che molte per- zione de'caltolici con frequenti prediche
sone pie rappresentarono a Olier, nomlo- eco'catechismi; ristabilì la maestà de'di-
ver trascurareun'occasioneche l'iiitrodu- viui uffizi e il cullo del ss. Sagramento,
ceva in nn luogo di abbondante messe; che v' erano slati alquanto trascurali. I
laonde accettò la cura e ne prese possesso duelli erano così frequenti nella parroc-
nell'agosto 1 642.11 sobborgo s. Germano, chia, che si contavano sino a 17 persone
ov'è situata la parrocchia di s. Sulpizio, per settimana morte in tanto detestabile
ima delle maggiori e piìi ragguardevoli di combattimento. A rimediare ed elimina-
Parigi, serviva allora di ritiro a tutti i li- re questo deplorabile disordine, persua-
bertini e a tutti coloro che menavano vi- se molli signori di far insieme solenne
ta licenziosa; quindi per opporsi alla pie- protesta di non accettare alcun cartello di
na di questi mali, e ricondurre le pecore disfida e dinon assistere alcun duellante,
smarrite all'ovile di Gesù Cristo, il nuo- ilche fedelmente osservandosi, il loro e-
vo fervoroso pastore determinò impiegar- senipio fu seguito da gran numero di per-
vi piuttosto i buoni esempi e la dolcez- sone, prima ancora che l'autorità del re
za, che i rimproveri e gli atti violenti. A arrestasse il corso a questo pessimo uso,
tal eiTetto risolse di menar vita più che stato sino allora sì funeslii mente comu-
niìu santa e ne fece voto nella metropoli- ne. Aboh ancora molli sregolamenti su-
l;ina,supplicaudoDioa dargliopcrai prò- perstiziosi ch'eransi propagali in certe a-
SUL SUL 47
<lunanze d'artisti, estiibiPi molli sodalizi bolenti equelli che si trovavano colpiti nei

per somministrar comododi santifica-


il loro vizi dalle sante provvidenze d'Olier,
re le feste. Purgò quasi tutlo il sobborgo di commovergli contro la plebe per ven-
tla'postriboli ciie vi trovò, e indicibili fu- dicar l'ingiustizia ricevuta dall'anteriore
louo le sue industrie per distaccale dal pastore. Una masnada di disperati pertan-
vivere scandaloso quelle miserabili che i- to assalito r uomo apostolico nelTa sua
\i dimoravano, e le spese da lui fatte per stanza, con percosse e minacce lo strasci-
collocaileinislato di salvezza. A lui è do- narono nella pubblica via, ivi lasciando-
vuta la fondazionedell'anteriorechiesa di lo per associarsi alla depredazione che e-
s.SulpiziOjdiciii la regina Anna d'Austria seguivano loro compagni nella casa pre-
i

pose poi la I
.'
pietrn nel 1 646, e fabbricò sbiterale. Gli amici d'Olier l'obbligarono
presso la medesima il suo seminario. Men- a rifugiarsi nel palazzo d'Orleans, e per
tre rOlier cos'i occupa vasi per la sua par- autorità del parlamento fu subito rista-
rocchia e pel suo principale proponimen- bilito nella cura; ma nello stesso giorno
non lasciava
to, di vegliar la condotta di i tornarono al presbiterio, e sfor-
scellerati
sua comunità e d' affaticarsi ad ottenere zandone la porla, furono arrestati da al-
lettere patenti dalla regina reggente per cune compagnie di guardie spedile dalla
lii legale erezione del suo seminario. Do- regina. Cessala la persecuzione, die opera
po superate alcune opposizioni, e conse- a ripristinar l'ordine nella parrocchia; e
guito colle lettere patenti il consenso del- le guerre civili succedute in Francia nel
l'ai ci vescovo di Parigi,al tri dicono deli ab- i649ei652,nellaminoiitàdiLuigi XIV,
bate di s. Germano de'Prati esente, fu fi- gli dierono campo d'esercitar la sua ca-
nalmentestabilita nella via deCoiombier, lila non meno co'suoi parrocchiani, che
a'23 ottobre 645, l'associazione del
1 se- verso i contadini che si rifugiarono nel
minario in comunità ecclesiastica, in cui sobborgo s. Germano, manlenendo la sua
si riceverebbero allievi piovenieoti dalle parrocchia ne'sentimenli d'ubbidienza e
diverse parti del regno. Compito l'edifi- di fedeltà alsovmno. Accorse al manteni-
tio del seminario, l'ab, Olier l'intitolò a mento d un gran numero di religiose d'or-
Maria Madre di Dio, e per rispetto alla dini diversi, quali faceva vivere in comu-
s. Sede desiderò che il nunzio del Papa nità, per impedire che il commercio del
InnocenzoXpel ."celebrasse la messa nel- 1 mondo facesse loro perdere lo spirilo del-
la cappella. jVel 65i l'assemblea del clero 1 la vocazione, e si prese altresì cura di mol-
approvò regolamenti della compagnia,
i ti inglesi e irlandesi, ch'eransi rifugiati in
e accettò diversi membri di lei pei ser- Francia per restare fedeli al cattolicismo
vizio delle diocesi; qnal segno di quest'aie- ed evitare la persecuzione de'fjnatici e-
cettazione die loro il nome di Preti del relici. Istituì diverse associazinni di cari-
riero di Francia. ìSon lardò molto a lieu)- tà a soUievode'poveri edegl'infermi, scuo-
pirsi di numerosi pii ecclesiastici, che il le pe'fanciullijCase pegli orfani d'ogni spe-
superiore formava oltimi missionari, e in- cie, tanto per l'istruzione degl'ignoraDli,
sieme disponendo a ricevere degnamen- che per sollievo degl'infelici. L'ab. Olier
te gli ordini sagri quelli che ne abbiso- a'3 agosto 1664 ebbe la consolazione di
gnavano. Frattanto volendo Dio speri- vedere suo seminario di
l'istituzione del
mentar la costanza del suo servo, permi- s. Sulpizio approvata e confermala con

se che l'antico curalo Fiesque, provoca- ledere patenti del cardinal Chigi legalo
to da alcune persone ma linleuziona le,ten- a laiere dei suo zio Alessandro VII. As-
tasse rientrar nella cura, pretendendo che salitoda grave infermità nel 652 e mu- 1

il benefizio ricevuto in cambio fosse in- nito de'ss. Sagramenti, rinunziò la cura
feiiore al promesso. Non mancarono tur- all'abbate di s. Germano de'Prati, da cui
48 SUL SUL
tlippndeVa come titolare d'una cura fuo- di Dio una grande reputazione di capa-
ri tlflln giiiristlizione(lell'or(linaiio;il qua- cità e di virtù. Bossnet in una delle sue
le ;il)l)ale la conferì al sacerdote Le R.a- opere lo chiama virnm praeslanlissiinnni
gois lìretonvilliers che ne prese possesso ne fanctilatls odore florcntein; e Tasseui-
nel giugno-Nell'agostorOlier potè recar- blea del clero di Francia del 1 tSo, in uni
si alla campagna per ove ope-
ristabilirsi, lettera a Papa Clemente XII, lo dice e-
rò nioltecose a gloria di Dio, e continuan- xiniiutn sarerdolaìi, insigne cleri nostri
do a governare il seminario di s. Sulpi- derus etornamtntuin. Fenelon professan-
zio. Oltre i seminari da lui stabiliti in Pa- do glande stima per la corporazione isti-

rigi, Mandese Viviers, ne fondò altro in tuita dall'ab. Olier, lasciò scritto: Nonav-
Puy nel Velay a istanza del vescovo e del vì istituto con apostolico e eoa venerabi-
capitolo, e procurò iu)a generale missio- lequanto quello clis. Sulpizio. Si può ve-
ne in Vivarets, ristabilendo in Privas e dere Picot, Essai hislor. sur linflnence
in uìolli luoghi l'esercizio della religione de la religion enFrance pendant le Xf' Il
cattolica da molti anni sbandilo, e da 3o SH'cle. L'ab. Olier meritava questi elogi
dalla detta città. Tornato aParigi, con in- pel suo niirabile disinteresse, per la sua
stancabile attenzione procurò perfeziona re edificante umiltà, e per l'esemplare e pia
le anime da JJio a lui afTidalc, finché nel pratica di tulle le virtìi del suo stato. I

i653 colpito d'apoplesia e divenuto pa- suoi scritti sono: 1° Trattalo dt's<!. Ordini^
ralitico nella metà del corpo, fu costret- Parigi 1676,' e furislampato. 2.° //i/zW/z-
to a desistere dall'operare; ma nel 16^4 zione. alla vita e alle virlii cristiane, l*a-
essendosi alrpianto sollevato da'suoi mali, rigi iGHq. 3.° Catechismo cri.itiano perla
tornò a impiegar- al servizio della Chiesa vita interna, LovanioiG86, Parigi i(3i-)?.,

lepoclu'liìrzeciieavea ricuperate, in vian- Colonia 703. Quest'opera, citala da Poi-


I

doecclesiasticiaClermontnell'Auvergne- rei, attirò alcuni rimproveri di misticità


se per stabilirvi altro seminario, e impie- al suoauloie. 4-° Giornata cristiana j Pa-
gandone altri a soccorso d'una colonia di rigi I ^7*2. 5° Una raccolta di lettere, Pa-
francesi che aii(la\a ad abitare l'isola di rigi I 674- 6.° Spiegazione delle cerenio-
fllonlreal (T.) in America nella Nuova nie della messa grande di parrocchia Vn- ,

Francia ( che poi la sua congregazione rigiiG55.Avvi un compendio della /'ila


compròeviformòstabilimenti fiorenti), e di lì/. 0//pr del p. Giry; e trovansi su di
per dedicarsi eziandioalla conversione de- lui eslese notizie nel rO^.^fri'rts'o/i/ 5^0/7-
grulolalri, associandovi pure una società che sulla parrocchia di s. Sidpizio, del-
istituita a Pai igi sotto il nome di IMissio- l'ab. Simone diDoncourl.iNel 1 <> i 8f pub-
;

ni per propagar la religione e la civiltà blicata a Versailles una /'ila d' Olier de\-
Ira' selvaggi. Così i sulpiziani anche dal- l'ab. Nagot di s. Sulpizio, il quale in essa
l' America, come in Europa, trassero u- insiste assai sulle vii lìi del pio fondatore.
bertosi frutti dallo .spirilo apostolico che Abbiamo pure del p. Ilei voi. Storia degli
gl'informa. Finalmente alTranto dalle fi- ordini nionasliei f. 8, cap. 18: Dc'scmi-
liche, do[)oa ver prestati Gio. Giacomo O- nari di s. Sulpizio fondali dal signor O-
lier rilevanti servizi allaChiesa,Oìorìsan- lier, curalo di s. Sulpizio a Parigi, con
lameiile, com'era vissuto,a'2 aprile iGjy, la vita di questo fondatore. Fie de M. O-
di quasi 49 anni, nel seminario di s. Sul- licr Jondateiir du seininaire de s. Sulpi-
pizio, e fu tumulalo nella chiesa. Le sue ce,iiccoiììpagnce de noiices sur un gran-
fatiche e austeiità gli aveano procaccialo de nombre de personnages conleinpo-
molte infermità, e nell'ultima fa visitato rains, Parisi84i. All'ab. Olier successe
da S.Vincenzo di Paoli, col quale era mol- eziandio nella direzione del seminario il

lo legato in amicizia. Godè cjueslo servo suddetto curato diBrelouvillicrs, dopo il


S U L SUL 49
quale la carica di parroco di s. Sulpizio e assislitoda'4 vescovi romani Fenaja,Ber-
quella di superiore del seminario noi; fu- tazzoli. Devoti, INlenochio, e alla presen-

rono più riunite. Imperocché la congre- za di tutti i vescovi che si trovavano in


gazione de'sacerdoti incaricati d'udìziare quella metropoli, come riporta il n.^ig
Ja parrocchia, venne totalmente distinta del Diario di Roma 8o5. La congre-
del 1

da quella de'sacerdoti del seminario: la gazione si pregia d'un gran numero di


I .^prese il nome di Comunità de' snrer- servi di Dio, di vescovi e di dotti e zelanti
duli della parrocchia di s. Sulpizio, ed sulpiziani : l'ab. Trauson morto nel i 700,
erauvi prima della rivoluzione che pose e l'ab. Emery morto nel 1 8 1 i sono i pii^i

a soqquadro il termine del secolo passa- celebri superiori generali successori del
lo, simili comunitàdisacerdoti nelle gran- fondatore. L'ab. Emery fabbricò la nuo-
di parrocchie di Parigi. I sacerdoti del se- va e attuale chiesa di s. Sulpizio, e lo lo-
minario composero ^compagnia o Con- dai nella biografia di Piof II , perchè
gregazione del seminario di s. Sulpizio. Pa-
nella prigionia in cui era tenuto quel
il p.Helyot, che ogni anno in un
Iliferisce pa, procurò illuminare l'imperatore, da
determinato giorno, dopo la messa che cui per la sua saviezza e dottrina era sli-
viene ordinariamente celebrata nel semi- matOjdopo la sua pubblicazione ùk& Nuo-
nario di Parigi da un arcivescovo o vesco- vi opuscoli dell' ab. F/e«rjjCÌoè sulle con-
vo, tutti i ministri accostandosi per or- troversie colla s. Sede e sul suo princi-
dine all'altare e piegandole ginocchia a- pato temporale, che Napoleone I preten-
vanli al vescovo, rinnovano le promesse deva fondato da Carlo Magno (cosa pro-
fatte a Dio di prenderlo per loro eredità priamente fece questo magnanimo prin-
entrando nel chiericato, e pronunziando cipe benemerito della Chiesa, lo dichiarai
le parole Dominus pars haereditatis
: con discussione a Sovranità DE''R0M.ì><t
ììieae, et calicis mei, tu es qui reslitues Po.-vTEFici E DELLA s. Sede); e mentre du-
hatreditateni ineani milv. Dice pure il p. ravano le sue conferenzecol stiperiorege-
Helyotjche dopo la morte dell'ab. Olier nerale de'sulpiziani, venuti all'udienza di
si fondarono ancora degli altri semina- Napoleone I i redi Baviera, di Wiirtem-
ri in Lione, Bourges, Avignone, e in al- berg e d'Olanda, ed annunziati ad alta
tre città ragguardevoli, e persino nel Ca- voce con molte ceremooie, l'imperatore
nada. A suo tempo ve n'erano circa o, o i asciuttamente lispose: Aspettino! E bea
19., chedipendevanodalsuperioredi quel- naturale ch'egli credesse aver diritto di
lo di s. Sulpizio di Parigi, ch'è come ge- far aspettarenell'anlicamerade're ch'egli
nerale di tutti questi seminari. Nel Dizio- stesso avea creati, come osservò l'Artaud
nario degliordini religiosi, stampato do- nella Storia di Pio FJf, t. 2, riferendo
po la metà del secolo passato in Francia, nel cap. 61 le conferenze tra Napoleone I

siaderma che allora la congregazione cou- e l'ab. Emery, e il supplemento di questi


lava circa 20 floride case con zelanti ec- a'detti Opuscoli colledue beile testimo-
clesiastici. Prima della memorala rivolu- nianze di Bossuet e di Fenelon in favore
zione i sulpiziani possedevano
5 semina- della sovranità della chiesa rouiana. Nel
ri una dozzina nelle provin-
in Parigi, e cap. 63 l'Artaud racconta la bella con-
cie; ma per le fatali conseguenze di essa, dotta dell'ab. Emery sull'autori tàdeiPa-
soppressa ancora la loro congregazione, pa, innanzi Napoleone I, al suo consiglio
recandosi Pio VII a Parigi vxd 1804 per Morto l'ab, Emery, l'im
calla sua corte.
coronare Napoleone I, ottenne la ripnsti- peratore ne mostrò dolore, ne fece l'elo-
uazione del seminario di s. Sulpizio, nel- gio, e destinò che fosse sepolto per distin-
la cui chiesa il Papa consagrò vescovi de zione nelPanlheon.Peròil cardinal Fesch
Pradt di Poiliers , e Paillou di Ror.clla, gli fece osservare, che sarebbe meglio di
VOI.. LXXI. 4
5o SUL SUL
farne deporre corpo nella casa di vil-
il relle della Carità {!.), a norma di quel-
leggiatura del seminario ad Issy, conve- le diFrancia,ed eziandio pe^niolti egregie

nendoclie questo venerabijesacerdote re rispettabili vescovi che i sulpiziani forni-


stasse in mezzo de'suoi figli, che sarebbe- rono alle variechiese della regione,comei
ro inconsolabili se fossero separa ti da lui. mg." MaiechaledEcclestona l'allimora;
Napoleone 1 più oltre non insistette. Di- il piissimo e venerando Piaget (da cui mi
poi portatosi ad Issy il nunzio Latn bru- con gioia benedire), David eChabiat a
feci

amplissimo cardinale, dopo


schini, poscia Bardstown; Brute a Vinceunes; Du Bois
aver piegato qualche tempo avanti l'al- a Nuova York: Canche a Nalchez, e que-
tomba dell'ab. Emery,
tare, volle vederla gli altri illustri prelati che raramenlai nel-

e disse con dolce e pia semplicità: Ecco le sedi a cui furono elevati, inoltre ne'io-

una persona, che molto ha amato laChie- ro luoghi rimarcando ove sono seminari
sa. Lo stesso Arlaud, nella Storia di Pio ealtri stabi lime nti sulpiziani. Allorcliè la

FUI, I. 2,cap. 27, racconta che nel 1 83o, Nuova Orleans dalla Spagna fu ceduta a-

dopo la rivoluzione di Parigi, in Roma gli Stati Uniti, mg.' Carroll fu incaricalo

perqualche tempo si ebberode'timoi ptM" i dal Papa di provvedere all'amininislra-


r istituzione di s. Sulpizio^ perchè crasi zione spirituale di quella diocesi, e vi iiiiui-

sparsa voce, ch'era stala domandata la di- dò per amministratore il sulpiziano Da


spersione degli allievi di quella s. casa; ma Bourg presidente del collegio di s. Maria,
dopo qualche tempo i timori di distru- il quale dopo qualche tempo fu nomina-
zione del seminario si dileguarono, e que- to vescovo diNuova Orleans e consagra-
sta saggia congregazione continua i suoi to in Roma nel 8 5, donde avendo ot-
1 i

servigi che presta alla religione, colla in- tenuto alcuni preti della missione per lu

tera approvazione di lutto 1' e[)iscopato fondazione del suo seminario, trascorse
francese. La congregazione de' sulpiziani l'Italia, la Francia e il Belgio, ricevè vi-
lia missioni iti America, cioè nel Cana- stosi soccorsi d'ogni maniera per le sue
da, seminario, collegio, parrocchia, n)is- mis>ioni,e ritornò alla diocesi con un drap-
sione di selvaggi: negli Stati Uniti due se- pello di pili che 5o operai apostolici, coi
minari, un collegio e la missione. Essen- quali potè tornire a'bisogni urgenti di quei
do in incremento, i loro stabilimenti si vastissimi paesi alla sua pastoral cura com-
saranno aumentati. Nella Memoria della messi, e preparare la via all'erezione d'al-
chiesa callolica ne^li Slati Uniti, com- tre diocesi, che presto si formarono nelle
pilata da un membro della società Leo- varie porzioni slaccate dalla Nuova Or-
poldina di Vienna^ altra ausiliaria della leans.

propagazione della fede ^ si celebrano i SULT AI\ I A oSOLTANI A o SULTA-


preti dis. Sulpizio quando si recarono ad NlCIl. Sede arci vescovi le e città della Per-
aumentare le novelle istituzioni religiose sia, lungi da Cas\rin 20 leghe sulla fron-

d'America, col loro seu>inario e collegio tiera deirAdeibijan e neirAlgeb.il,c.he oc-


di Baltimora. Riparlando di questa illu- cupa la parte occidentale dell' liak-Vge-
stre sede arcivescovile a Repubblica, e di- mi. E sparsa di rovine, poiché questo è
cendo de'rapidi progressi fatti dal catto- uno de'luoi'hi che vanla d'essere l'anlici
licismo ne'medesimi Stati Uniti, ricordai Tigiaiioccrta o Tignmopoli o Tigrnuo-
come ili. "vescovo di l'altimora mg. 'Car- petrti, fcunosa città dell' Armenia maggio-
roll gesuita, ottenne una colonia di sul- re, di cui pallai a SutRT. L'antica Sulta-
piziani per stabilire e dirigere il semiua- iiiao Sullamch dicesi fondata dallo sciak
vio, che poi rese importantissimi servigi di Persia Rhoda-Bend,che ne fece la ca-
a tutti gli Slati Uniti, e che accennai, in pitale del suo impero, e v'innalzò variti
uno all'introduzione in America delle óo belle inoSLhce, una delle quali fabbricata
SUL SUP T.
(li mallonl e sormontala da iinacupola al- fr. Tommaso Abaraner
ne|i425: questi
ta go piedi è un edifìzio bellissimo. Di- domenicani fm'ono della congregazione
venne questa città estesissima e floridis- del b. Bartolomeo domenicanoarcivesco-
sima, comerilevasi dalle sue immense ro- vo di Naxivan, il quale avendo unito ai
vine. Altri vogliono che fosse riedificata e suoi domenicani alcuni monaci basiliani,
fortificata ne'primi anni del secolo XIV i religiosi d'indi in poi denomina ronsi^ra-
verso ili 3 iSdalflgliodell'imperatore tar- tinniti, e ne riparlai a Patriarcato ar-
taro Charbanda Agiaptii Argoni, ovve- meno, imperocché notai a Persia che in
ro gran kan Aliapfon.e fatta sua residen- Sultania vi furono degli armeni cattoli-
za, eche allora prese il nome che port.i. ci, ed il p. Le Quien riporta un vescovo
Forse il vocabolo di tali principi sarà si- armeno di Sultania nel i34r.
nonimo di Sultano, e così la città potrà SULTANO. ^. Solo ANO, Turchi A, Co-
averne assunto denominazione. Le di-
la STANTINOPOLI.
scordie civili ne incominciarono le rovi- SULULO, Siilitanns. Seile vescovile
ne, che il successore d'Agiaptu il famoso dell'Africa nella Mnuritìana Cesariense,
Tamerlano compì; nondimeno vi si nota ebbe a vescovoR.estituziano, che nel 4i i
sempre la moschea del fondatore, come fu alla conferenza di Cartagine, e si op-
pure due altre che ancora si trovano in pose a'donatisli sostenendo i suoi dogmi
buono stato, quantunque deteriorate da cattolici. Rlorcelli, Àfr. chr. 1. 1.

un terremoto. Il re o sciak di Persia, an SOMMA o ZUxMM.A. Sede vescovile


ni addietro soleva nell'estate stabilire il dell'Africa nella Numidia, sotto la me-
suo campo nella pianura àggiacente alle tropoli di Cirta, sebbene il suo vescovo
mura della città. Commanvilie pone Sol- fu più volle primate della provincia ec-
tiìiiie nella Persia, tra gli arcivescovati o- clesiastica di Numidia. Silvano suo ve-
norari armeno-latini soppressi. Il Novaes scovo nel 4i I intervenne alla conferenza
nella Storia dì Giovanni XXII^ diceche di Cartagine contro i donatisti. Marcelli,
questo Papa zelante del suo apostolico mi- y^fr. chr. t. r.

nistero anche fra i barbari, eresse in cit- SUMMULA o SU BULA.Sede vescovi,


tà e metropoli ecclesiastica con 6 vesco- le della Mauritiana Cesariense nell'Africa
vati suffraganei Sultania nella Persia, che occidentale, della metropoli diGiulia Ce-
poco prima del 1 3 1 8 era stata rifabbrica- sarea, il cui zelante vescovo Qnod vuU
ta. 11 p. Le Quien, Oriens clirislianus : Deus fu esiliato da Unnerico re de' van-
Ecclesia Soltaniacjt. 3, p. i35c), rifèri- dali,per non aver voluto sottoscrivere le
sce,che il t .°de'suoi arcivescovi fu fr.Fran erronee proposizioni de' donatisti nelLi
Cesco da Perugia domenicano, missiona- conferenza di Carlagiue del 4^1- ^lor-
rio apostolico in Persia e nominalo nel celli, Afr. chr. 1. 1.

1 3 I 8; rinunziò nel i 3:ì3, ed ebbe a suc- SUOR SUORA. F. Sorella.


o
cessore fr. Guglielmo i.°A-
il correligioso SUPERIORA. /^.Superiore, A uDADEs-
damo, morto 1329; indi fr. Giovanni
nel SA, Religiosa, Monaca.
1."da Cori pure domenicano nel 1 33o; fr. SUI^EIUORE, Supcriora Jntistes,
Antonio ilello stesso ordine deli 347; Bo- rraejìosilu<!, Praescs, Princeps, Praffc-
nifacio ."già vescovo Vernense del 3c)3;
I i clus. Il principale, il capo, quello che h;i

fr. Giovanni 2. "domenicano del 398, tra- 1 l.i principale autorità in una cooiunilà,
sferito a Naxivan. Seguono Nicola eletto che soprasta, contrario d'inferiore, l'op-
per traslazione da Ferrara neli4oi; fr. posto di subalterno, ed è anche nggiini-
Guglielmo 2.° Celets del i4o4; h"- Gio- to di tulli gli ulliziali dal cripilano sino
vanni 3." domenicano del i.i.23; fr. Gio- al generale, che si denominano ullìzi ili

vanni 4-° dumenicano, ed il correligioso superiori della Milizia e dd Soldato {/ )


52 su I' S U P
De'supei'iori delle corporazioni civili ed le. Imperciocché la continuità della tras-
ecclesinsliche, chiamati con pellicolari gressione d'un' osservanza anche leggera
nomi, ne lialtni ne'ioio speciali articoli o stiascina seco cattivi effetti, e perchè le
altueiio al ceto cui appartengono. Quan- piìx piccole osservanze contribuiscono al

to a'superiori Ge«e/'<7/t(^.) degli Orch- buon ordine, all'edificazione ed all' uti-


ìii eCongrcgazioni{^P .)ve\\^\0'se,^vo[)\'\a- lità della comunità. Così pensano tulli i

mente il \ni:d\)o\o A\ supcriore generale, dottori. L'avv. Martinetti nel suo codi-
sunnuus usano seguenti e
niogisler, V i ce de' doveri di tutti, o La Diceologia,
qualche Girolamini abbate e su-
altro. I nel t. 2,cap.i4: Doveri de'superiori ver'
periore generale. 1 Filippini ocougìe^a- so gl'inferiori, traila eruditamente il va-
y.ione dell'Orrt/o/v'o, non avendo il supe- sto argomento. Nelle debite proporzioni,
riore generale, in ogni casa e comunità quanto si é detto sui doveri e altre no-
hanno il superiore speciale di ciascuna. zioni del superioie, riguarda pure la Su-
1 sacerdoti della Missione hanno il su- periora (f.), Antistia, chiamala anco-
periore generale, così i fratelli dellciScv/o- ra Abbadesia, Priora e simili vocaboli,
de'mo-
le crisliane.S\non\(n'ì di superiori di cui altresì ragionai ne'rispeltivi arti-
iiasleri, conventi, riliri, sono Abbate, : coli. Alcune congregazioni religiose han-
jPriore, Guardiano, Rettore, Ministro co- no per capa \,\ superiora generale, come
me i Trinitari,e quegli altri notati a'Ioro quelle delle Sorelle o Figlie delta Cari-
luoghi, a Religioso, a MoNAco.ec. Quasi tà (F.). La congregazione delle Oblaie
tutti i superiori de' monasteri antichi e- di S.Francesca romana {F.), ha per su-
lano perpetui; ma siano essi perpetui o periora la Presidente con estesi poteri.
triennali, non avvi alcuna dilleienza fra Le religiose non ponno essere governa-
(ti loro quanto alla dignità e autorità, ed te se non che da uomini quanto allo spi-
i triennali non sono amovibili prima del rituale, e per tutte le funzioni che so-
tempo. Anche circa alla durata e prero- do interdette alle donne; ma per ciò che
gative de'superiori delle case religiose o riguarda la disciplina interna del chio-
comunità di preti secolari, ne tratto ai stro, la superiora vi esercita un autorità
loro articoli. Un superiore saggio e ze- simile presso a poco a quella che viene
lante deve fare nel suo monastero o con- generalmente accordata a' superiori dei
vento o comunità, ciò che Gesù Cristo religiosi. Quanto al temporale delle re-

vi farebbe se vi fosse egli medesimo, ren- ligiose, canoni esortano vescovi, ed an-
i i

dendo per così dire visibile quel Pastore co impongono loro di sorvegliare a lui-
de'paslori invisibile, per la sua esattez- tociòche liguarda l'amministrazione dei
za nell'adempimento a tutti i suoi dove- beni slabili, all'impiego delle rendile, al-

ri, colla prudenza, colla pietà, carità, vi- l' esame de' conti, ed alla sicurezza per
gilanza, dolcezza unita alla salutare fer- l'impiego del denaro.
mezza, e finalmente con tutte le virlìi, SUPElllSTA. Antica carica ragguar-
colle quali sole gli è permesso di distin- devole della s. Sede, che esercita va^i da
guersi da'suoi inferiori. 1 superiori che un nobile signore, comeché il i

tra'ma -

mancano essi medesimi o tollerano che gnati secolari di Roma e consigliere pon-
gli altri manchino a'propri doveri, pec- tificio, dell'antica corte e curia de' Papi.
cano più o n)eno, secondo la gravezza o Presiedeva al loro Palazzo apostolico o
leggerezza della materia. Ma essi devono Patriarchio (^''•), qual preside eziandio
bene avvertire che peccano gravemente (ìeWii Faiìiiglia pontificia {r.).Di sua di-
quando lasciano andare in obblio un'os- gnità eminente fece menzione il Nardi,
.scrvanza,benché leggera e la cui tras- De'parrochiX. i, p. '2oG;la chiama i. 'ca-

gressione uou è neppure peccalo venia- rica secolare, e cita '^\v\3\\\ùi\,Annal.Be-


-

S U P S U P 53
ned. I. 29, l. 2, p. 5o3. Opina quindi, dardo il corpo di s. Sebastiano. Leone e-
che al siiperista sembra succeilere oggi- minentissimo console (della quale digni-
dì il Maresciallo del Conclave (f^.); tut- tà, sia della repubblica, sia dell'impero,
tavolta dichiara che esso gli sembra ave- sia del medio evo, trattai a Roma), duca
re incoMibenze assai diverse, ed in que- e superista comparisce in una carta del-
sto dice bene. Il Galletti in diversi luo- l'archivio benedettino di Subiaco, nell;l
ghi Del Piiniicero parla del siiperisla,ed quale egli insieme con Anastasia nobil
a p. 96 particolarmente, citato perciò dal donna sua consorte l'B marzo 8 j ) ricevè
Zàccsióa neWOnoniaslicon rimale ^\\(\\ìA- a titolo di locazione da Zaccaria Scrinia-
le alvocabolo iSf^^em/rtJo qualifica: (^«i /•/o (/'.) della s. romana Chiesa e abbate
Palalio Pontifici praeesl. Riferisce duu- del monastero di s. Erasmo martire nel

<\ue Galletti, che il superista in genere, MonteCeliOjUii terreno posto fuori la por-
crede che malamente dal Du Gange nel ta MitrobijUcl fondo chiamato Stroma-
Glossariutn si spieghi \^q\' Aediluus,eà chiauo in caput prataDecii. A questoLeo-
ha ragione. In Roma era per certo un uf- ne e nel medesimo 855 successe proba-
llziale prÌDcipalissimodelpatriarchioLa- bilmente nel superistalo Graziano supe-
leranense, e dalle cariche che avea, e dai rista del sagro patriarchio, chiamato dal

titoli co' quali è distinto, si vede ch'era Bibliotecario in s. Leone IV, Ronianas

iliijnità secolaresca. La i.'menzione del Urbis superista. Questi prima de' 17 lu-
superista è nella vita di Adriano I presso glio di tale anno fu da Daniele maestro
Anastasio Bibliotecario. iXel 772 Paolo de'militi calunniosamente accusato, che
Aliarla Cubiculario o Cameriere i^P'.) q macchinasse di chiamare a R.oma i greci
superista fu da cjuel Papa spedito in am- contro Lodovico II imperatore, il quale
basceria con S te la no iS'iZcce//«/vo(^.) del- venuto in fretta nella città, e conosciuta
la s. Sede, a Desiderio re de'longobardi, l'innocenza di Graziano, lo rimise nella
per concludere la restituzione alla Chie- sua buona grazia,consegnandogli Danie-
sa di que'domiuii temporali che le avea le suddetto, perchè ne potesse far ciò che
tolto. Paolo Aliarla era stato guadagna- volesse. In Benedetto III dell' 855 è ri-
to da Desiderio, e nel pontificato del pre- mentovato dal Bibliotecario col titolo di
decessore Stefano IV (/'.) co' scellerati sacri superista palatii, quando tu invia-
suoi partigiani fu cagione della morie to a' messi di detto imperatore, che so-
crudele di Cristoforo Priniicero [V.) e stenevano ì'aniìpaT^a Anastasio, come ri-

di suo figlioSergio Secondicero (^.), <li- levai nel voi. LV, p. 22 3, avendone ri-

fensori delle ragioni della s. Sede. Tut- parlato nel voi. XLV, p. 97. A'tempi di
lavolta Adriano I non avea conosciuto la Giovanni Vili dell' 872 fiorì Pietro con
malvagità del superista Paolo,che segre- questa carica. In una lettera scritta al-
tamente se l'intendeva col re. Scoperto l'imperatore Carlo II il Calvo, dice d'hì'
autore della violenta uccisione, si portò \\iìv^\\Petruni insignein palalii nostri su-
a Ravenna (V.), onde il Papa coujmise perista (deve dire si\pevì:>[d03)deliciosu'ii
a Gregorio saccellario d'imporre all'ar- (conquesto vocabolo e di </e//c/o>"/ si quali
civescovo e a'cittadini di lasciarlo sano e flcaronopurealtri intimi famigliari ponti-
salvo, per procurare il pentimento e la fici io P<7^^tjil che ri le vai a F.\MIGLI\ po.v-
conversione di lui; ma Paolo fu ucciso. TiFicix)consiliariuiìi[\av\ signori secolari
Circa r82G Quirino superista fu uno di erano nel medio evo fO'tt'^/Vzno.v della Se-
que'persoiiaggi della corte romana, che de apostolica, e lo notai pure a quell'arti-
si aduprò presso il Papa Eugenio Ii,ac- colo e altrove)/<o?Z/»m/)/o lotiiin terraes.
ciocchù si contentasse di concedere a Uo- Pelri salute prislinaque rcstilutione. ^c-
doino preposto del monastero di s. Me- gli^-/.'i/iu//Lauibeciaui di Francia all'an-
,

54 SUI» S U P
no 882 si legge: Quidam Gregorius no- superstare, sinonimo di superesse, cioè
mine, queni romani supcristani vocanl, essere sovrabbondante; per conseguenza
dii'es valdt in Paradiso s. Pelri a suo col- la superstizione è un culto eccessivo e su-
lega occisus est.D'i questo soggetto e del- perfluo. I greci lo appellavano, il timore
la sua moglie Maria si torna a far men- de' demonii o geni che prendevano per
zione in una carta del 954, conlenente Dei; perciò dicono alcuni filosofi moder-
lina peimuta di beni, che fu fatta da Co- ni, che la superstizione è una lurbazione

stantino abbate di s. Lorenzo fuori delie dell'anima, cagionata da un eccessivo ti-


mura con Benedetto abbate di s. Grego- moredella divinità. Il timore èsenza dub-
rio nel clivodiScauro,riportata dagli^^n- bio una delie principali cause della su-
nali camaldolesi. Si parla quindi d' un perstizione, ma non è la sola, e non vi è

fondo ch'era stato donato al detto mo- passione alcuna dell'uomo che non possa
nastero di S.Lorenzo per cartulam dona- renderlo superstizioso; altri scrittori più
tionis a quadam Maria nobilissima fe- istruiti l'accordarono. Il Vermiglioli, Le-
ìnina uxorein quondam Gregorio super- zioni di diritto canonico, lib. 5, lez. 2 1

stite, che Gaììtlù crede debba dire supe- De sortdegi , dichiara: Superstizione è lo
riste. Presso il Labbé, Concil.t, 9, evvi slesso che falsità ed errore nel culto, pre-
Stephanus fiims Johannis superisla, il standosi culto, venerazione e sommes-
quale intervenne al conciliabolo che si ra- sione a chi non si deve, come agi' idoli e

dunò nel 963 in Pioma alla presenza di false divinità , attribuendo loro quello
OHo4iel iniperatore, in cui si prelese va- che si deve a Dio, a Maria ss., a' Santi.
namente deporre (iiovnnni XII legit-
di Aggiunge che il sortilegio è tutto quel-
timo Papa, e s'intronizzò Leone Vili an- lo ch'è superstizione. Divinazione, Ma-
tipapa. gia, Male fizio {P' .),saudi osservanza. Ma-

SUPERSTIZIONE,^«/?er.v//7/o. Cu- gia superstiziosa o diabolica è 1' arte e


riosa e vana osservazione lV Auguri i^Sor- facoltà di operar cose,che sembrano pro-
tilegii^V,') o simili cose proibite dalla ve- digijinvocando l'opera del Demonio {f •)
ra Religione (/^'.j, falsa e vana religione. Vana osservanza o malefizio è 1' uso tli

Tale è la definizione che della supersti- mezzi superstiziosi diretti ad ottenere un


zione ci dà \\ Dizionario della lingua ita- braiikatu evento o un danno, che si ar-
liana. Quella di Magri, nella Notizia dei reca a qualche persona nel corpo sostan-
vocaboli ecclesia b'iici, suona cos'i : Culto zialmente, ovvero un odio o un aifetto,
{V.) vano e indebito alla Divina JNIaestù, usando un malefizio oamalta col mezzo
e però vizio opposto alla virtù della re- di bevande propinate a mal fine, o per
ligione. In due maniere si può commet- conciliare amore o concitare odio. La di-

tere il mancamento della superstizione: vinazione è la superstiziosa ispezione o


1 ."adorando le creature in vece del di- Predizione (/'.) di cose occulte e future,

vin Creatore, e questa si chiama Idola- e riceve il suo parlicolar nome dagli og-
tria {V.); 2.°adorando il vero £>/o(/^.), getti su de'quali si fa l'ispezione; come
ma con Ceremonie o Riti^f^.) superflui, !»e sui corpi terrestri, dicesi Geomanz'ia;
e con modi indebiti, e questa si chiama se sui segui apparenti nell* acqua Idro-
vana osservanza. Onde dice s. Isidoro, O- manzìa; nell'aria Aeromanz'ia; nel fuoco
rig. lib. 8, cap. 3: Superstitio dieta est, Piromanzìa; se sul canto o volo degli uc-
quod sit superflua, aut supcrstatuta ob- celli e sulle viscere delle bestie, Augurio,
strvatio. Il Bergier, Z^/s/o/zc/r/o enciclo- Auspicio,Aruspicio, e ne parlai a Sacer-
pedico della teologia ec, all'articolo iV"- dozio trattando di quello degl'idolatri, e
perstizioso, Superstizione, uice che que- colle latitudini sugli auguri e aruspici iu
sti due terniini sono derivali dal Ialino che eslcudevano la loro superilizlonc,cun
su P S U P 55
quanto focevasi per eludere o espiare i vita spande essa un'agitazione ed un'in-
presagi contraii per evilanie i inali, e certezza chea se stesso lo rendono insop-
derivalianche da'sogni. Ciò che in occi- portabile, mentre gli allri lo disprezza-
dente furono "li aruspici, in oriente lo e- no per lo meno lo compassionano. Tra i

ranoi maghi che infettarono del reo con- peccati opposti al i.° comandamento di
tagio, onde diss\ Arnohio ^Jagi Ha- : Dio, vi è quello della superstizione,che si
nispicum fralres. Annibale ficevasi bef- commette: ." col rendere a Dio un culto
i

fe del re Piusa, il quale preferiva di con- che sia contrario alle regole prescritte e
sultare piuttosto gì' intestini d'un vitel- stabilite dalla Chiesa; 2.° colpretendere
lo, che i più abili capitani; e Catone di- di ottenere lui elfetto
da cose che non han-
ceva, eh' egli non sapeva comprendere, no relazione o connessione con l'effetto
come gli auguri e gli aruspici potessero bramato, il che dicesi vana osservanza.
incontrarsi fra loro, e guardarsi senza ri- Anche la divinazione è un peccato op-
dere, conoscendo la vanità della super- posto ah. "divino comandamento, come
stiziosa loro scienza. Quanto al sogno, quella che cerca per mezio di patto o e-
Somnium, è la serie e complesso d' im- spresso o tacito col demonio d'arrivare
magini e d*idee,che il sonno ven-
durante a conoscere l'avvenire, o alcuna cosa se-
gono airanimo,e il piìi delle volte in mo- greta o nascosta; ovverosenza simile pat-
do strano collegate, presentandosi allo spi- to, nel procurarsi tal cognizione co'mez-
rito confusamente, onde il sogno è un'al- zi che non ponno naturalmente condur-
terazione e accidente del dormire, illu- vi. Adunque i teologi definiscono la su-
sione e vano fantasma. Se da'sogni avuti perstizione, peccato contrario alla virlù
si vuoldedurrequalchespiegazione opre- di religione, col quale trasportasi alla
dizione, dicesi Onirocrazia. Gli antichi creatura il culto dovuto soltanto a Dio,
che davano forma e figura a tutti gli af- o col quale si rende a Dio un culto in-
fetti,! sentimenti, le passioni dell'animo, debito, facendo eolrare in questo culto
a tutte le scienze e le arti, a tulli gli es- delle maniere che non gli convengono.La
seri del mondo morale, a tulle le crea- superstizione consiste in un cidlo illegit-
zioni dell'ideale, come toccai a Simbolo timo e disordinato, o perchè è frilso o per-
e Simbolica, simboleggiarono pure la Su- chè è indecente, vano,superlluo;poichè bi-
perstizione. La mitologia e l'iconologia sogna considerare due cose nel cullo, l'og-
personificano Supers [izione aollo la for-
\i\ getto al quale si rende, e la maniera con
ma d' una vecchia donna portante una cui si rende. Se l'oggetto del culto non
civetta sul capo, una cornacchia a fian- è vero o legittimo, come se si rende al
co, un libro sotto il braccio, una cande- demonio o a (|ualche altra creatura, il

la di cera in mano,degri amuleti al collo, culloèlàlso dalla parie deiroggelto,giac-


e che sta contemplando un quadro, ove chè si pone una creatura al posto di Dio.

sono disegnate le stelle, ch'essa crede con Se l'oggello è legittimo, come quando si
VAslroloi^ia (/^.) giudiziaria per la loro rende u Dio, ma che visi facciano entra-
Le vienedato ezian-
iniltienza pericolose. re delie maniere basse, indecenti, vane,
dio una benda, e vi si aggiunge il volo superflue, poco convenienti, il culto è su-
ilegli uccelli e i [mlli sagri,e qualche altra perstizioso dal lato della maniera d'ono-
superstizione degli antichi. La supersti- rare l'oggetto veroch'è Dio,e che esclu •

zione giunta all'eccesso, non lascia veru- de silfiitta maniera bassa e indecente di
na sorte di godimento a chi debolmente onorarlo. Se si considera la superstizio-
vi si abbandona con ridicola puerilità. ne dal lato dell'oggetto, cinque ne sono le
La superstizione scacci.! dal suo cuore la raininentale specie; cioè l'idolatria, la
lranq(iillità,esopra tulli grislatiti di sua magio, il luuleiioio^la divinazione, la vaiiu
56 S U P S U P
osservanza. Se si esamina la supersliiio- lo.Ora, quando un'azione o una parola
nedal lato delle circostanze o delle manie- non ha alcuna virtù, né secondo l'ordi-
re di culto, due ne sono le specie; cioè il ne della natura, né secondo l'istituzione
culto falso, che consiste nel rendere a Dio di Dio e della Chiesa, per produrre l'ef-

ìm cullo falso e apparente,corae se si vo- fetto che si attende, non si può attribui-

lesse onorarlo osservando la legge di/l/o- re questo effetto atteso, né alla natura,

ic [F.), predicando falsi Miracoli {r.\ perché non avvi né legame, né propor-
venerando false Piclicjuie{F.); ed il culto zione colle cause naturali, né all'opera-
superfluo, che consiste nell' impiegare zione immediata di Dio e al ministero de-
nell'esercizio della religione certe cose di gli angeli, giacché Dio non ha istituito

cui la Chiesa non si serve, e che sono va- néquelle azioni, nèquelle parole per pro-
j)e e inulilijCome d'aggiungere alla Mes- durre gli effetti che loro si attribuiscono,

sa [F.) o all'amministrazione >\iiSagra- e perché non ha dichiarato in nessun luo-

ì/ienli {F.) qualche ceremonia non no- go, né nelle sagreScritture,né per la boc-

tata nelle Rubriche (/'.), il che è proibi- ca della sua Chiesa, che avrebbe prodot-
to dal concilio di Trento. 1 trattatisti sul- to quegli effetti, immediatamente egli

la superstizione danno in generale le se- stessoocol ministero degli angeli. Bisogna


guenti regole per giudicare, i.° quando dun(|ue attribuirli al demonio, in virlLi
una pratica è superstiziosa ;
2.° quando d'un patto esplicito o implicito. E' sopra
una superstizioneè peccato mortale o so- questa regola che il dottore s. Tomma-
lamente veniale. Le regole per giudica- so condanna di superstizione l'arte no-
lequandouna pratica è superstiziosa so- toria,che consiste ad impiegare per di-
no: I
." Quando un'azione che si fa o una ventar ciotto certi mezzi che non lianno
parola che si dice, non ha alcuna viilìi, alcuna proporzione colla scienza ; come
né secondo l'ordine della natura, ne se- se si pretendesseacquistare qualche scien-
condo l'istituzione di Dio e dellaChiesa, za osservando certe figure, e pronunzian-

per produrre un elfetlo che si attende, è do certe parole per produrre la scienza.
un segno che quell'azione o quella pa- Quale virtìi altresì naturale o divina può
iola è superstiziosa. Imperocché devesi aver la membrana che talvolta scorsesi
mettere per principio che ogni ellelto è sui bambini appena nati per renderli for-
prodotto o dalla natura, vale a dire dal tunati ? Quale proporzione tra certi ca-

meccanismo del mondo, dalle leggi ordi- ratteri e la guarigione di certe malattie?

narie delle comunicazioni de'movimenti Quale proporzione tra gli Aninleti [f'.),

de'corpi, o dalla potenza immediata di detti pure fascini edagli arabi talismani,

Dio, e indipendentemente da queste leg- le Fdallcrie {f .), e generalmente tulli i

gi ordinarie,o dal ministero degli Angeli prelesi preservativi, ed i mali e gli acci-

(de'tjuali riparlandone a Curo degli A?f- denti di cui pur si pretende che ci preser-

oELijdissi delle superstizioni cheli riguar- vino? Quale legame tra il A^ liniero (f'.)

dano, come faccio in tutti gli articoli in tredici e la morte nell'anno di una delle

cui ha luogo o ebbe luogo la super-


vi persone che si saranno trovate insieme a
ilizione), o da quello del demonio. Se un tavola? E cos'i dicasi della morte che si

effetto è prodotto dalle leggi ordinarie crede colpirà la più giovane delle 3 che
delle comunicazioni de' movimenti dei assestano e acconciano un letto. Della
corpi, è un effetto naturale; se viene da rottura d'uno Specchio, i.\e\\o spargimen-
Dio immediatamente o pel ministero de- to deW'OliOj del rovesciamento del vaso

gli angeli, è un vero miracolo; se viene che contiene il5"<i/(' sulla mensa; e di tan-
dal demonio è un prestigio(del (piale trat- te altre umilianti e degradanti supersti-

tai anche u Strega) o un fuUo miraco- zioni, sia sui numeri del Lolla, sia sullo
SUP S U P 57
Starnuto, non che altre innumerevoli né scandaloso, ne ingiurioso a Dio oalla
che vado riprovando a'ioro hioghi,come Chiesa, non sono punto mot tali di loro na-
indegne d'un cristiano e nel sedicente se- tura. Si può, secondo queste regole, giu-
colo illuminato! 2. "Quando si mischia a dicare COSI de' casi seguenti, i. "E per la
ciò che si qualche circostanza vana e
fa meno un cullo superfluo e che partecipa
inutile, è un segno di superstizione, come della superstizione, l'applicare una chia-
il cogliere l'erbe allo spuntar del giorno ve arroventata d'una chiesa, dedicata a
della natività di s.Gio. Battista, nella cre- s. Pietro, sulla testa de'bovi, de'caiii e al-
denza che quelle erbe così colte hanno tri animali, per preservarli dalla rabbi;i;
una virtìi particolare. 3.° E" un segno di giacché non si vede sopra qual fondamen-
superstizione impiegar delle Preghiere
1' to la chiave d'una chiesa di s. Pietro può
(/'.) ridicole, e che non partecipano della avere una tale virtìi piuttosto che quella
pietà cristiana, per ottenere qualche co- d'una chiesa di s.Paolo odi qualche altro
sa, e l'abuso del Salmo [F.) 1 08; ovvero santo, né essendo arroventata, piuttosto
l'impiegardelle pieghiereodellecose san- che applicata fredda. A Santi ricordai gli
te per produrre qualche effetto vano e ri- abusi e le superstizioni che li riguardano.
dicolo, come per far girare un anello, ov- 2." E' una pratica superstiziosa l'attende-
vero impiegare de'termini osceni e sco-
nosciuti, delle storie e leggende false, a-
re uu ellelto certo,'
d'una maialila, da certe preghiere piut-
come co
la s;uari^i(>Me

pocrife, e non approvale dallaChiesa, o tosto che da altre, o da uu certo numero


portare certe cose, come i corni (il che di preghiere, come dell'Evangelo, Jn
deplorai anche a Strega), de'sacchetti principio^ma sopra lutto quaiido tali pre-
di iuta benedetta, alcune parole dell'E- ghiere non sono approvale dalla Chiesa,
vangelo scritte sulla pergamena con mol- 3. "Benché si possano applicare certi rime-
le croci di diverso colore,ealtrecosesimi- di, come l'erbe per la guarigione d'alcu-
li che lungo e umiliante sarebbe il ricor- ne malattie, come la febbre, la colica e al-
dare, alle quali puerilmente si pretende tri mali, nella credenza che que' rimedi

che una virtù particolare


siavi attaccata abbiano la virtù naturaledi produrre l'ef-

contro i mal occhio e la ietta-


sortilegi, il fello che si atteiule, se si aggiungono al-
tura, di che compiansi la leggera umani- l'applicazione di tali rimedi alcuni carat*
tà a Malefizio e a Strega. Le regole poi teri, figure o parole o qualche osserva-
,

per giudicare quando una superstizione zione vana, che non avere la virlìi
si sa
è peccalo mortale o veniale,secoudo i (ue- naturale di cooperare all'effetto atteso,
desimi trattatisti delle superstizioni,sono si pecca di superstizione. 4-" E' una su-
le seguenti, i." Tutte le superstizioni che perstizione il credere, che alcunodella fa-
contengono la magìa, gl'incanti, male- i miglia e de' vicini morirà bentosto, per-
fjzi, r idolatria, la divinazione, la vana ché qual funesto presagio si è inteso uà
osservanza, i patti impliciti o espliciti coi cane urlare^stridare una civetta,o un cor-
demonii,sono mortali di loro natura, per- vo gracchiare, o uu gufo cantare, o altro
chè sono troppo ingiuriose a Dio, con- uccello nolturno di triste cattivo augu-
trarie al I
." suo comandamento, e perchè rio, nelle adiacenze dell'abitazione. Biso-
impegnano gli uomini a trasportar alla gna fare lo stesso giudizio di coloro, i qua-
creatura (|ueironorech'è unica mente do- li portano al colio i detti sacchetti colhi ru-
vuto alCreatore,come già notai in princi- ta benedetta, alcune parole dell'Evange-
pio.3.°Le superstizioni, che hanno l'igno- lo scritte sulla pergamena, e altre cose,
ranza e la semplicità per principii, e che alle quali si pretende sia attaccata una vir-
non provengono die da un cullo super- tù [jailicolure couUu i aoi tilcgi e le stre-
iluo,ilqu«le uou è uè falso, uè iudcceule, gonerie.
-

58 S U P S U P
Presso i Pagani e i Gentili (
V.), e spe- temente o intraprendevano o diSerìvauo
cialniente presso romani, la superstizio-
i le più essenziali operazioni dello stato; per
ne fu portata ad un apice veramentesto- quanto vantaggioso fosse preso il mo-
inachevole, e gli storici sono ridoudanti mento di dare una battaglia, se ne aste-
di tratti die la dipingono sì eccessiva, da nevano, ove sagri polli che allevati dai
i

indurre a coaipiangere la miserabile lo- sacerdoti servivano per gli augurii, aves-
ro cecità. Animiano Marcellino fra gli al- sero ricusato di mangiare. Nulla intra
tri si diffonde assai su tal punto, ed è sin- prendevasi nel senato di ragguardevole,
golarmente osservabile ch'egli noi fi già se prima non si erano presi gli auspicii dei

per biasimarla o scagliarsele contro, in Vi fu anche qualche cosa più


.sagri polli.

vista de'mali che l'accompagnano; ma si incredibile, più inetta e più assurda del-

dimostra invecealtrettanto persuaso del- le gabbie de'polli, l'autorità cioè de'sor-


le sue ridicole pratiche, quanto il più stu- ci e degli scoiattoli, per cui Cicerone la-
pido e pi Lx debole fra romani. Valga a i sciò scritto: Nos ila le^es alque inconsi-
'tal proposito rammentare quel che dice derati sumns, liti si iniires corroserinl a-
Varrone, cioè che nella sola città di Ro- liquid, nionstriini pulenius. Lo stesso Ci-

ma erano adorati 3o,ooo dei, che avea- cerone con gravi parole si lagnò della va-
no tutti delle distinzioni tra essi, e con ri- nissima onirologia, che occupò tutto il

li superstiziosi, oltre i dei Mani {F.), la- inondo e tutti secoli, mentre essendo il
i

ri o penati. Pare impossibile, come tra la sonno co(>;eduto dalla provvidenza al ri-
saggezza de'suoi senatori e il valore dei poso della natura, la superstizione de'so-
suoi soldati, il debuie della gran nazio- gni lo riempiva di aifmni e paure, per
ne, che qual verme la rodeva, era la su- cui esclamò: Pcrfugiiini videtur omnium
perstizione gigante, e formava il tormen- laboram et sollecUudinem esse soninusj
to de'parlicolari , sconvolgendo spesso i at ex eo ipso pluriniae ciirae metusque
generali romani piìi
all'ari. 1 di qiialim- iiascuntur. Abbiamo i libri del gran Ar-
fpie altro popolo provarono sì terribile lemidoro intorno a'sogni, ma ciò è nulla

flagello. Sembra die gli egizi ne abbiano in paragone di quanto ne scrissero tanti
pursollerto, ma essi erano più concentra- (llosoh ricordali da Cicerone e da altri.
ti in loro medesimi, ed aveano ben mi- E ben riflettè quel saggio: Nescio quo-
nori cognizioni straniere; d'altronde se- inodo nihil tani absurde dici polest, qiiod
guivano eglino gli ordini de'sacerdoti da non dicatnr ab aliquo philosophomni.
cui erano governati,e il carattere dell'uo- Tulle le azioni domestiche dei romani,

mo è tale, che ove l'autorità die lo go- della vila e della morte, erano accom-
verna somministri al suo spirito qualche pagnate da innumerabili superstizioni ;
soggetto di critica, e desti nel suo cuore così lo Sposalizio (^''.), come la Sepol-

delle segrete ribellioni, si consola egli al- tura(ì^.),àA\i\ quale le iS/reg/if (/^.) nel-

meno colla libertà ch'essa autori/za, eco- le notturne ricerdie traevano i cadave-
gì' intervalli di sollievo cli'essa gli accor- ri pe'Ioro prestigi e incantesimi. Il Gua-
da, come si esprime Caylus, nella Raccol- sco, / riti funebri di Roma pagana ^ a p.
ta cCoiilìcliuà, t. 3, p. i53. 1 romani al «48 parla degli errori de' romani circa
contrario erano giunti da se stessi, in for- r a[)parizione notturna delle ombre dei
za d'una generale debolezza, di un una- morti, de'Iemuii e delle tl'slelenuiralijche
nime sentimento e di una adottata pra- celebravano [ler placare quelle vaganti e
tica, al punto d' indicare con atti e con moleste, di che trattai a IMani. Tutte fal-
pubblici voli persino i G/o/7a"(F.) fausti laci e immaginale visioni, prodolteda una
e ndìisli, felici o sfortunati ; ninno ar- fantasia alterala, e da una mente guasta
iossivadÌ6Ìirallapreveuzioue,cousegueu- e corrotta dalla supeisliziune. Questa su-
s u p su P 59
perslizione con arlificiosa impostura era come i lauti Oracoli{f^\ i lil)i i delle Si-
alimentala da'sacerdoli, dagli auguri, e /'///<-{ A'.), oltre allrestravag.uiliimposlu-
dagli artistici. Costoro conoscendo i ro- re, segreti e giuramenti esecrabili; guaz-
inaui essere inclinali alla sn|)erslizione, ^.aboglioaltroMdi errori einililTerentisruo
seppero scaltramente prevalersene; e pò- religioso,di demagogia e di sedizione,mol-
nendoa profìitola loroautorità,elascioc- le vanissime supeislizioni invadendo pa-
ca e solenne credulità del volgo, spaccia- re le credenze e le pratiche degli Erelici
vano che geni tutelai delle città veni-
i i e dcScisniallci (/'.) altri settari. Che do-
vano di notte tempoa manifestar loro le pò gli egizi la superstizione più ipocri-
cose future: con questo mezzo facilmen- la e trista sembra essere stata (pjella do-
te deludevano cjuegl' infelici che avida- gli etruschi, che ammorbarono tutta l'I-

inente li consultavano, e raggiravano poi talia di vanissiuia aruspicina e di laidis-


a loro piacimento gli animi della plebe. si(neceremouie,la qualearuspicina riem-
\ olendo poi i romani liberarsi dalle uot- pi di assurdità confinanti romani, e di
i

lume molestie, oltre di adorare il dio A- fantastici e strani riti superstiziosi. Parlai
vernnco, a cui era altiibuitala podestà ancora delle misteriose e superstiziosissi-
di scacciare le fanta>me, aveano ancora me sette de'popoli LÌttìì'Itulic orientali^ e
certe feste, che appellavano Compilalia delle nefande settede'maghi che infetta-
e dedicate alla dea Mania, detta altresì rono tulio l'oriente di reo contacio su-
Lara e Larunda, le cui immagini tene- perstizioso, e furono colà imaghi, ciòche
vausi appese in varie parti delle case, sic- in occidente gli aruspici. Però ss. 3/agi i

come credula madre de' Lari o Penati, (F.) che si recarono a venerare nel Ae-
deità domestiche e geni d'ogni casa, qua- sepio (/*.) Gesù Bambino, non erano,CQ-
li custodi di ciascuna famiglia. Un cumu- mealcuni preteseroerroneamente,incau-
lo di supeislizioni si leggono nell'erudi- latori e nelle diaboliche superstizioni i-

tissimo opuscolo di Cancellieri: Le selle slruiti, ma veri sapienti e fllosod. Essen-


(09efalali di Roma , colla spiegazione do la superstizione venuti meno in Ro-
de' misteriosi aUribuli de numeri ter Ilario ma, rimperatore Claudio la ritornò nel
fieWe^ano. Alla conservazione di tali re- pristino slato con particolare studio, iu
liquie gentilesche, custodile gelosamerile che fu imitato da molti de'suoi successo-
colla piìi scrupolosa religione, era da'ru- ri. Il ^Marangoni, Delle cose gentilesche e
mani atlaccata la salute e la gloria del- profane trasportale ad uso e adornamen-
rtteinacillà.Esseeiaiio: l'Ago tlella ma- lo delle chiese^ rileva che sebbene alcuni
the degli Dei, la Quadriga di Crela ilei riti de'cristiani derivassero da'genlili, fu-
veienti, le Ceneri d'Ore>te, lo Scettro di rono purgati dalle supeislizioni idolatri-
Priamo, il A'elo d' llioiie, gli Ancilii , il che dalla Chiesa, e sanlilìcnli converten-
Palladio e altre. Della superstizione del- doli in onore del vero Dio. Inoltre osser-
le altre nazioni trattai ne'Ioro articoli e va, che in ogni tempo la Chiesa impiegò
in quelli de'loro sacerdoti [)iù famosi che tutta sua sollecitudine per togliere dai
la

h»lòmenlavano per dominarle, e per ar- riti (pialunque ombra di superslizione ,


mentre a
ricchirsi e \ivere nell'opulenza; quando per negligenza d'alcuni ministri
Setta ragionai delle selle antiche e mo- vi fu di nuovo inlrodotla. 1 Papi e ve- i

«ierne in ispaventevole numero, e delle scovi convertirono leFfi/t-ei G/V/oc/jf(/^.)


loro pessime superstizioni eile'simboli in superstiziosi, iu divote feste e Proccssto-
lami, accompagnate da un orribile me- ni, ed in altre pie pratiche; e le /•Vr/edei
.scoglio di empietà di superstiziosi Mule- pagani [)iene di superstizioni furono mu-
/'(/ .),poichìogni malvagia superstizio- late nelle feste de'marliri, e convertiti i

ne Iu sempre avvolta iu qualche arcano, iciupli de'fd>i dei, iu chiese di Dio e dei
6o S U P S U P
suoi santi, le Reliquie de* quali, e come queste frodi e biasimevoli sciocchezze,per-
dissi in tale articolo, furono l'of^tjelto del- chè tal piede a veano preso ne'secoli decor-
la più tenera venerazione; the se talvolta ai queste mal'erhe, che vanno esse qua e

vi s'introdusse qualche superstizione, l.i là pullulando per quella stessa ragione,


vigile Chiesa subito le eliminò. Il Mura- che non si può sbarbicare alfatto dal mon-
tori nelle Dissert. sopra le antichità ita- do l'ignoranza. massimedallecreduleilon-
liane, dissert. 59: Dei semi delle super- nicciuole, e la malvagia cupidità. JNe'se-

stizioni ne' secoli scuri dell'Italia, narra coli barbari massimamente crebbe la su-
c!ie se ne'secoli barbari non mancarono perstizione, sì perchè lebuone lettere gia-
santi e liotnini pii, non si può negare che cevano troppo depresse, esì perchè le na-
Ira' tanti vizi in voga per que'lenipi v'eb- zioni settentrionali, presso le quali più a-
l)e adito pure la superstizione; male che gevolmenle avea trovato ricovero quella
talvolta la l'urberia e malizia, n)a più so- peste, calate in Italia aggiunsero le loro
vente l'ignoranza, oppure ambedue uni- cattive usanze a'corrolli costumi de'po-
te,costumarono d'introdurre e fomenta- poli d'allora; e poscia i Saraceni [f'.), pro-
depravazione non deve recar
re. In tanta fessando il superstizioso t\laoinettisrno
meraviglia che arico la supeistizione si
,
(/''.), insignoritisi della miglior parte del-

mescolasse co'disordini d'allora, per cui la Spagna e Calabi la, e di tutta la Sici-

i concdii condannarono i riti e i costumi lia (f^.), e praticando inoltre ne'porli del
superstiziosi. Il Muratori volle riportare Mediterraneo distiano , colle loro arabe
alcuni esempi, per paragonare costumi i corruttele infettarono non pochi de'trop-
nostri con que'dcgli antichi, per rallegrar- po creduli cristiani. A Giudizi di Dio, a
si della felicità e saviezza del secolo in cui l'uRCAziOM, a Prova, già trattai e anche
vivea nell'Italia. Dovealberga l'ignoran- con Muratori, de'giudizi superstiziosi, cioè
za, ivi facilmente ancorasi trova la super- dell'acqua bollente o fredda, della croce,
stizione, la quale può accompagnarsi con del fuoco, del ferro rovente, ec. ch'erano
una buona volontà, e allora avviene ciò, una volta in uso, e quel ch'è più da stu-
(juando alcuno ingannato nella sua opi- pire, venivano approvati dal giudizio di
nione, o crede di dovere onorare Dio con molti vescovi; nondimeno altri vescovi di

altrocultoo forma diverga dalla prescritta maggior senno e dottrina, ed i Papi, cul-
da lui; crede che s'abbiano a contribuire la voce ecogli scritti detestarono silFatli ri-

onori divini a chi none Dio; o incauta- ti, siccome invenzioni della superstizione,
mente unisce colle cose divine le profane. e questi in fine furono in tutta la Chiesa
E' noto che le nazioni di Russia [f-^.) cri- vietati e distrutti. Un'altra sortedi super-
stiane e scismatiche abbondano di molte stizione, la più perniciosa di tutte a'po-

superstizioni, pie in apparenza; e vi ha chi poli, furono i Duelli (^'.), de' ([uali con
si lamenta per trovarne anche in Germa- tutti i più vigorosi rigori dellaClnesa e dei
nia, nella Svizzera (/^.) e altrove. ìMa per principi, non ad estin-
si è giunto (inora
Io piùl'umana cupidigia unita colla igno- guere alfatto Alcune poche u-
la pazzia.
ranza, è quella che produce la supersti- sanzedifetloseMuratori accennò nella dis-
zione.Ueodi questo vizio ileve dirsi chiun- sert. 58: Della venerazione de'cnstiani

que di maniere non istituiteda Dio, anzi verso isantidopo la declinazione del ro-
da lui riprovate, si serve per procacciare mano impcroj alcune altre ne riporta in
a se stesso o ad altri la sanità, oppure te- quella di cui vado estraendo un sunto, e
sori e licchezze, ovvero per penetrare nei serviranno a maggiormente conoscere i se-

tenebrosi nascondigli dell'avvenire, o in- coli della barbarie. Sotto i re longobardi,


dovinare i segreti del cuoic luuuno. iN'ep- che[)ur professavano il cri>lianesiuio col-

pure nualri tempi ìuuu


i al lutto esculi da la luru na2Ìouc (iuictla pciò di uriuncsi-
,

SUI» S L P 6i
Ilio e poi convellila al cattolicismo), mol- la superslizione gentilesca. Scrive Sarnelli
li del rozzo popolo con nnzza credulità ueWe 3Ieiiìorie de.\'excovi e arcivescovi di
Teneravano certi alberi, da loio chiamati Benevento, p. 33, che s. Barbato sveUe
Sa/ictii'i, come se fossero cose sagre. Gran un certo albe-
a tal fine sino dalle radici
Sacrilegio [l\) avrebbero credulo il ta- ro, da cuipendeva una vipera d'oio che
gliarli;sembra ancora che prestassero ad sacrilegamente adoperavano longobar- i

essiqualche segno di adorazione. S'igno- di, e convertendo in calice quel metallo

ra se in essi onorassero Dio o santi, ov- i a confusionedell'inferno.fece antidolo del


verei demonii. Tuttavia venendochiama- •veleno. Quest'albero die a' belli ingegni
ti que'supersliziosi riti Paganiae, si può l'argomento di descrivere famosa No- la

credere che fossero reliquie del supersti- ce IMaga Beneventana, creduta convegno
ziosissimo paganesimo,pi ofessato una vol- notturno delle slreghe,come notai aSxRE-
ta da'Iotìgobardi. Trovansi anche a'noslri GA. Dell'operato da s. Barbalo e del rino-
tempi delle nazioni sulla costa occiden- malo noce beneventano parlò pure Bor- il

tale dell'Africa, infatuate della medesima gia nelle Memorie storiche di Benevento
superstizione. Pelò Liutprando re de'lon- t.i, p. 2 12. Narra come l'imperatore Co-

gobardi giave pena intimò a coloro che stante II co'suoi greci assediando Bene-
avessero adorato gli alberi e \e fonti, ani vento per cacciarne i longobardi, duca il

sacrilegium, ani incantationem fecerint; Romoaldo supplicò s. Barbalo perchè da


laonde condannò pure gl'incantatori, gli Dio ne ottenesse la liberazione, ed esso si

stregoni, negromanti, veri o fìnti chefos-


i fece promettere l'abolizione dell'idola-
non c'era penuria in Italia,
sero,de'(|uali tria, e con l'intercessione della B. Veigi-
e mollo più in altri paesi per que' rozzi ne la città restò liberata da'greci; ed il san-
tempi; come vietò di portarsi ad Ariola to reciso r albero, in suo luogo fu eiet-
per Taruspicina e altre sacrileghe e stol- ta poi la chiesa di s. Maria del Noto, così
te maniere d'indovinare mezzo di esse
col della perchè serviva l'albero a sciogliere
Je cose future e nascoste, adonta delle pre- i voli che vi faceva la superslizione. Tan-
cedenti condanne di Costantino I, Costan- to e n>eglio col Borgia riportai a Bene-
zo e altri imperatori cristiani, che piati- vento. I\Ii sono allontanalo da Muratori,
cata da gente malefica derivò il vocabo- per accennare più precise nozioni sul fa-

lo di maleficio pure severamente


^ e fu migerato albero. Né solamente i longo-
proibita da'goti Teodcrico e da A talari- bardi, ma anco i Galli e Franchi ripor-
co re d'Italia. Di tal sacrilegio e supersti- tarono dal paganesimo e da' Driiidi^f'.)
zione degli alberi, un esempio sommini- il sacrilego cullo degli alberi. Nel conci-
stra la vita di s. l'arbato vescovo di Be- lio d' A uxerre sono chiamali Sacrivae Ar-
nevento, la cui chiesa gemeva allora su- ìiorcs: fu condannala questa superslizio-
gli abusi inveterati, molti de'quali diso- ne nel concilio di Nantes. Verso il prin-
noravano la santità del cristianesimo con cipio del secolo IX in un suo capitolare
pratiche superstiziose, che traevano ori- Carlo Magno ordinò : Lt iienio sii, qni
gine da'longohardi invasoli, idolatri e a- Ariolos sciscileliir, vel soniuia oh^ervet.
liani, che sebbene convertili alle verità Nec sint malefìci, nec incantatores, nec
calloliche,conservarono sempre amoread phìtones,ncc cauculaiores, nec tempesta-
alcune delle primiere superstizioni, come I a, nec obligatores. Inoltre agqiunge: Ut
rileva Butlcr e il suo annotatore. Barba- oh^ervnliones, quas stalli fuciunt ad ar-
to, tutto acceso di zelo,dicdcsi vivamente hoies, vel pelrns, vel fonles, ubicumfjue
a combattere quegli abusi e superstizio- inveniiintur^ lollantur et deslruantnr. A-
ni, e verso il 663 gli riuscì di distrugge- dunque anche in Francia non erasi an-
re iutcramontc tutto clie avea servilo al- cora estinta la pestilente superstizione, e
62 S U P S U P
il pazzo volgo e la superstiziosa plebe» rali, della vita e facoltà loro, delle simpa-
come gli antichi gentili, correva agli albe- tie, queste applicare a'casi ai f|uali si de-
ri, alle pietre, alle fontane, o per ricupe- terminano,acciò ne venganogli effetti mi-
rare la sanità, o per isperanza di scuopri- racolosi che pretendono. Di tal sorta so-
re lecose occulte. Non mancarono mai di- no le meraviglie, che raccolse Plinio di
fensori alla superstizione, furbi e imposto- Caligola imperatore, e quel lo che raccon-
ri per ingannareraltruisemplicità,e man- ta Tacito di Vespasiano, il quale dicesi
tenerla o condurla alle superstizioni. Non che facesse tali miracoli per opera di A poi-
si può certamente dire quanto facilmen- Ionio Tianeo celebre incantatore che fa-
te si spacciassero in que'secoli le favole e ceva comparire cose meravigliose, ma di-
le finzioni, e quanto poco ci volesse a far- verse da quelle realmente sono,deluilendo
le credere all'ignorante volgo, ed anche a- isensi degli uomini,comedella magaCirce
gli sfessi nobili, perchè partecipi della stes- raccontano Omero e Virgilio, che dicono
sa ignoranza, ammirando essi tutto quel- cambiasse gli uomini in bestiejecorae rac-
lo che avea del raro e dello strano, sino conta s. Agostino, De Civilate. Dei, lib.
a credere che maghi ten)peslari coman-
i i8, cap.jS, che in un paese d'Italia al-
dassero a'iuoni, a'Iampi, alla pioggia, al- cune ostesse davano a mangiare del for-
la grandine,ondei contadini creduli e stol- maggio incantato che apparentemente
,

tipagavano WCanonicnindefrugihussuis, chi lo mangiava diventava asino, e dopo


cioè un tributo per essere esenti dalle tem- qualche tempo avendo loro prestato ser-
pcsteatniosferiche.Le stoltezze e scimuni- vizio portando pesi, li restituivano alla lo-
tczze degli uomini d'allora in prestar fede ro primiera figuralo stesso dice Apuleio,
ferma-
alle piìi ridicolose inezie, e tenute che fu convertito in asino d'oro dopo a-
menteperverità infilhbdi da quelle gua- ver preso il veleno. Ma s. Agostino con-
ste fantasie, sono da Agobardo saggio e clude, che tutto quello si fa permetten-
avveduto arcivescovo di Lione narrale dolo Dio e noi) per dialiolica potenza. Di
e deplorate presso Muratoli, e per bre- tali avvenimenti ne racconta una ([uan-
vità taccio i particolari delle pazze opi- tilà Filostrato nella vita d' Apolloiuo, e
nioni di que'tempi in Francia, ed i pes- Plinio di Pompeo Magno che resuscitasse
sinìi elfetli di tanta madornale semplici- K\{\ defunto. Non si può pertanto dubita-
tà: tutto elfetto della comune ignoranza, re, che non possano demonii, e per mez-
i

e della furberia di pochi. Riflette Mura- zo degl'incantatori e stregoni fare ilelleo-


tori saggiamente.» Ancor noi a'tempi no- pere non meno vere, che meravigliose, e
stri talvolta ritroviamo di queste fanta- ce lo dice s. Tommaso, De poleniia, q.
sie guaste negli uomini, ma particolarmen- tì, art. 5, ove parla di due fatti meravi-
te nelle donnicciuole, non accadendo ma- gliosi di una vergine vestale, che in prova
le ad essi o ad
che noi credano tosto
altri, di nave
sua castità colla sua cinta tirò la
Dato per forza soprannaturale e per ei- ch'erasi fermata nel fiume, condu- ove si

fetto de'demonii".Ma ripeterò col citalo ceva la statua della madre degli Dei; e
Vermiglioli, non havvi dubbio che sen- cpiello operato da altra vergine, che con
za la volontà di Dio demoni! nulla pon- i un crivello portò l'acqua senza che ne u-
ilo fare, e le cose mirabili a questi attri- scisse goccia pe'forami: ma soggiunge il

buite e operate sono falsità e illusioni, ma s. due casi avvenuti non


dottore, essere i

non veri prodigi e miracoli soprannatu- per opera del demonio, uìa per opera del-
rali. Ponno è vero idemonii per mezzo de- l'Angelo buono, dimostrando quanto Dio
gl'incantatori o stregoni fare deli' opere abbia a cuore la castità; e dice pure che
non vere,e che appariscono meravigliose, ciò potrebbe avvenire,permeUendoloDio,
perchè avendo la scienza delle cose ualu eziaudio per opera del demonio.
SUI' S U P 63
Rilornando al Minatori, firoiiscp che dentali, e piona di mille bugie seppe qui-
nel secolo X Azzo vescovo diVeicclIi as vi piantare il benché sua pv(j[)rie-
piede,
sicura, che pure a'suoi dì durava in Ita- là fosse d'es<;er'>em pie vagabonda e greg-
lia la peste della suppr>tizione, nudrita ge di ladri. Non campi, non arie avea-
da'magiii, aruspici, ani^uri e altri che fa no e che desse loro da vivere : il furto, la
cevano sortilegi, e che se mai tra loro vi rapina, le frodi erano un granaio ed e-
fosse qualche ecclesiastico, sia deposto rario inesausto per loro. Ni- questo loro
dall'ouoie di sua dignità, e soggettalo a mestiere era cosa incognita agl'italiani, e
penitenza perpetua. Muratori crede che pure si tollerava sì lurida canaglia, per-
forse niun secolo andò esente di fatti veri chè faceva credere alla gente golia, che
o falsi dell'arte magica e della pur ripro- per penitenza importale era forzata ad
vata divinazione, e insieme dagli an^tte- andar vagabonda per 7 anni, portando
mi della Chiesa condannata; anzi dichia- seco l'arte e il dono di C\v V Indovino e
ra lepntare che neppure il secolo pas- d'indovinar le cose avvenire. Spacciava»
sato, in cui fiorì, era totalmente esen- no ch'era loro vietato di fermarsi più di
te da simile contagio, avendosi molti li- 3 giorni in un luogo, e aver essi privile-
bri contro la magia, ne'quali abbonda- gio del Papa ili poter in qualunque luo-
no le favole e dubbiosi racconti. Sapersi
i go dove si fermassero, procacciarsi il vit-
the in qualche paesedel cristianesimo pò- to necessario. Nel 1 4 7 andarono
' in Sas-
veie innocenti donne talvolta accusate di sonia, dopo aver nel 1 4 1 i percorso laDa-
malìe e fattucchieiie, o furono bruciate viera, e da per tutto sparsero le loro bu-
() con didìcollà scapparono la morle,non gie e furberie; con pari successo si spar-
per altro che per essere vecchie e credu- sero per Fiandra e per la Francia, ove
la

le perciò streghe. Qui non intendo d'an- furono denominati egiziani e boemi, e
dare d'accorilo con Muratori, il cui solo nella Spagna in cui furono chianìati gil-
nome in erudizione vai meglio d'ogni e- tanos. Nel 1^11 si recarono in Dologna
logio, per quanto riportai a Strega, ove una turba di zingari, con donne e fan-
dimostrai in parte vero il suo asserto, ma ciulli, il cui capo chiamavasi il duca An-
altresì che vi furono realmente le stre- drea d'Egitto: aveano un decreto di Si-
ghe, e forse esisteranno, e furono giusta- gismondo imperatore e re d' Ungheria,
mente Trova quindi ìMuiatori
punite. che lì abilitava a rubare per 7 anni, e in

.sprovveduti di discernimeto nostri mag- i fallirubarono e fecero da indovini. Quan-


giori, per aver permesso d'entrare inllalia tunque furono banditi da' luoghi, pure
V di annidaivisi quegl'impostori de'zm- in occidente non ne venne meno la raz-
}iari o zingani. JNon pi ima del 4oo uscì
i za, come pure in Turchia ed in que'paesi
dd'suoi nasconiligli la mala razza, fingen- ove ne rimarco Tesisteuza. Dappoiché dei
do per patria l'Egitto, e spacciando che Zìngari, che predicono la buona ventu-
i!re d' Lngheria li avea spogliali di lo- ra a'superstiziosi che danno loro ridico-
ro terre, il che fa ridere chiunque cuno- lo ascolto, anche coll'esamedeiineamen-
^ca la geografia. Sembra a Muratori ve- ti delle mani, del petto, della fronte, dei

rosimile che i zingari traessero l'origine piedi, e che diceslChiromnnzìa,Spalulo-


dalla/^rt/<3cr/i/rt eda'coiilìiianti paesi, e di manzìa,Meloposcopìa,Pedomanzìa, par-
costoro gran copia tuttora vede nelle
si lai parlicolarnìeute a Serma, e de'g/7r7-
contrade d' fZ/jg/ierf^j Servia, Bulgaria, nos a S.ARAOozzA. Si può leggere Fran-
fl/accclonia.O sia che questa sporca nazio- cesco Predai, Origine e victnih tit'zin-
ne fosse cacciala dal proprio co vile,ov vero gari con documenti t saggio di gramma-
ch'ella spontaneamente ne uscisse, certo tica e vocabolario dtll'arcano loro Un
è ch'essa comparve nelle provincie occi- guiiggio,^\\\a\\{ì\%.\Cì. Fra lesuperstizio-
64 s U V S U P
ni poiiPiMurafori l'osscrvnzinnede'teinpi rella! Inveisce Muratori contro altre.su-
oile'giornijgià in gran voga, reclatnando perstizioni; come a suo tempo nelle colte
indarno e altamente gli antichi pachi e e illustri città di Ferrara e Modena, e for-
pastori della Chiesa, cornechè antichissi- se in altre,niuno ordinariamente osava
ma pazza opinione, che cristiani impa- i celebrar le nozze nel mese di maggio, te-
rarono da'pagani a tener certi giorni per mendo pericoli einfausleavvenlure al lo-
infausti, con credere che qualsivoglia im- ro coniugio e prole; ridicola opinione e ri-

presa e affare in quel giorno sfortunato brezzo ch'ebjiero gli antichi romani, e il

line troverà. iNInralori a ragione inveisce perchè Io notai a Sposalizio. Di Milano,


contro tanta stoltezza, massime sui due rispettabile metropoli, dice Muratori che
giorni del mesesupposti infausti e di cat- ne'passati tempi tra le sue superstizioni,
tivo augurio, cìùamnù giorni egiziani, e i custodi della celebre basilica Ambrosia-
riporta alcuni esempi, anzi in un calen- na, non aveano scrupolo di tener nell'in-
dario del i48o sono notate pure le ore gresso del coro il simulacro d'Ercole; in-

perniciose. Questa pertinace superstizio- di disapprova che esistesse ancora sopra


ne in parte sussiste, e mi duole ripeter- una colonna un serpente di bronzo por-
lo col triviale verso, che Muratori scrive tato nel I 002 da Costantinopoli per ciua
in altro dialetto; A^c di T'enerene dtMar- dell'arcivescovo Arnolfì), se pure non si
te non si sposa ne si parie j non solo per ebbe per fine di esprimere il detto dal R.e-
f>r viaggi, ma ancora per trasferirsi ad denlore e riportalo da S.Giovanni: Siciit
un'altra abitazione presa a fìtto! Oh u- JìJoyses exallai'it serpenleni in decerlo,
niana cecità! Dalle calende di gennaro e ila exallari oporlet Filiunihontinis. Poi
dalle superstiziose pazzie, ad onta de'di- racconta come i milanesi del volgo pre-
vieti de'Papi,de'padri e de'concilii, de- tendevano di guardarsi dalle malie, dal-
rivarono il Carnevale [f^.),\e I\fa<!chcre la grandine, da'fulmini, e come si figu-
(F.), la festa Aq Pazzi (f^.) nelle chiese; ravano di poter trarre la pioggia dal cie-
e dalle calende del flJese ( A^.) di agosto lo nelle siccità della terra. Riprova Giu-
provenne il Feragosto, attendendo il po- ratori le gozzoviglie, giuochi e danze che
polo in que'dì a darsi bel tempo col vi- facevansi nella notte del s. Natale e ne'se-
no e colle crapule; ora ci è rimasto l'u- guenti giorni, e bruciamento d'un cep-
il

so delle mancie e de' donativi, denomi- poo grosso tronco d'albero con varie su-
nati ancora Strenna [f'.). Inoltre Mura- perstizioni, donde forse derivò il brucia-
lori compiange coloro che non ardisco- menlodel ginebro in Bologna e Modena.
no assidersi a mensa ove sono già 2 per- i Sebbene il concilio di Trento, e s. Carlo
sone, per l'erronea opinione che uno di Borromeo combatterono tanti abusi su-
essi nell'anno morrà; compiange quelli perstiziosi, ciò che mosse altri vescovi nei

che si persuadonoessere imminente qual- loro sinodi e editti a liberar le loro dio-
che disgrazia, se il sale per caso fortuito cesi da queste spine, lultavolta sus-istono
si sparge sulla tavola, di che si ridono le di nascosto domestiche e clandestine su-
personegiudiziose; pure tali follie neppur perstizioni, e molte ne produsse il giuoco
colle tenaglie si può levar dal capo a'iimi- i\e\ Lotto od\Sorle[/'^.),ed i sogni,contro le

di seguaci di simili sciocche persuasioni, molteplici e inoumerabili superstizioni


e sebbene alcimo voglia o tenti illuminar- de'quali ora misi aprirebbe un campo va-
li, piace loro di restare nell'illusione ed sto e fecondo pe:- ulteriormentecompian-
essere tormentatori di se stessi. Per tutta gerle edepIorarle,ma non conviene che mi
ragione si risponde: pur il tale e la tale dilunghi, dovendo in breve toccare qual-
pensa così, e .sarà un altro scimunito, un'i- che altro punto. Solo ricorderò che alcune
gnorante fantesca, una ridicola vecchia- uozioui si pouno leggere,ollrechè noli' Or-
S U P s u p e^i

toi^rfifin enciclopedica del Bazza ri ni ni- nitri furono vere ispirazioni, per mezzo del-
l"iirlicolo Sogno, e nella Mìlologia negli le (piali Dio fece conoscere la sua volon-

nr ticoli Sogni e Onirocrazin o arie d'in- tiia' divotisuoi servi e ad altri personag-
tLr[)ielarli, la cui origine si (a rimontare gi,ovvero gl'islrui intorno a'futuri avve-
ad Arnfjarao, secondo Plinio, mentre Fi- nimenti ch'egli solo poteva prevedere. /V
lone ebreorattribuiscead Àbramo e spe- questa 2.' categoria appartengono sogni i

cialmente al suo pronipote Giuseppe,che di .Abimelech, di Giacobbe, del suo figlio

al dir di lui fu ih ."de'mortali che giusta- Giuseppe, de're Faraone, Salomone eXa-
mente interpretò i sogni. Non deve però bucodonosor, del profeta Daniele, di Giu-
confondersi l'arte vana e umana, con l'i- da Maccabeo, e di s. Giuseppe sposo di
spirazione divina, ed in Giuseppe vi con- Maria Vergine. Dio senza dubbio è pa-
corse. Terlidliano enumerò molli che se- drone d' istruire gli uomini in qualun-
guirono l'arte vana, e tra quesliEpicarmo, que maniera che {)iù gli piace, o diretta-
nel hb./-^<'/7//f//;(7,cnp.4^ì.Qnello che in se- mente o per mezzo de'suoi angeli, o cou
guito si è più distinto sulla prelesa arte causenaturali dicuidirigeil corso;equan-
d'interpretare sogni fu i il ricordato Arte- do lo fa ha egli cura d'aggiungervi del-
niidoro d'Efeso, scrittore de'lempi d'An- le circostanzeede'molivi di persuasione,
tonino Pio, che vanamente nescrisse,ma in virtù de'quali non pos>iamo dubitare
utilmente per la cognizione che dà degli che Dio medesimo che agisca. I\Ia col-
sia

antichi riti. Si può vedere il Vossio, De la della condotta. Dio non ha però auto-
jìliilosoph. cap. 5. Diverse erudizieni si rizzato la confidenza ne'sogni in genera-
leggono nel p. INIenochio, ly/^ore o trai- le. I sogni misteriosi però vanno distinti

tcninicnli CI udili, t. ì , ceni. 3, cap. 77: Del dalle apparizioni e dalle f'isioni {^)j
sogno di Salomone, e di quelli che fanno non meno che dal le/ìù'f/r/z'0A7/(/''.) piene
varie operazioni dormendo, come se fos- di misteri divini, poichèDio le fece piìi vol-
sero desti; t, 3, ceni. io, cap. 80: Del so- te nel sonno,come ad alcuni de'noininali,
gno col quale pare che fosse significalo a così ad Adamo,a Samuele, a're Magi, a s.
Costante II imperatore, che perseguita- Paoloeadaltii servi suoi.Tanto nel sogno
va s. Papa, che dovea esser vin-
ìMartino I come nella visione l'anima è traltenula
to in battaglia nav;de; cap. 8 Se si deb- i : dalle rappresentazioni , come se fossero
ba o possa dar qualche fede a'sogni; cap. non solo immagini e similitudini delle co-
iÌ2: D'alcimi sogni mirabili riferiti da s. se, ma le cose medesime, il che spiega Ric-

Agostino e da altri autori; cenl.i i, cap. cardi, Storia de santuari. Nella stessa s.

84: Del sogno della moglie di Pilato nel Scrittura proibisce agi' israeliti di dare
darla sentenza contro Cristo; cent. 2, cap. 1 retta a'sogni, e chi cadde nella supersti-
85: De'sogni morali se debbano raccon- zione gli fu rimproveralo a grave delitto;
tarsi. Fu curioso il sogno del famoso Co- che sogni ponno cagionare grandi dispia-
i

la di Rienzo tribuno di Roma {f^-), e le ceri, e per molti furono sorgente di erro-
(pjeslioni che vi fece l'autore di sua vita, ri; si scaglia contro i falsi profeti, che pro-
per conoscere comesi pensava nel secolo fetizzando la menzogna in nome di Dio,
XIV in cui visse quel popolare agitatore. dicono ho sognato e vorrebbero che gli
11 Medici ragiona de' sogni degli Ebrei ebrei si scordassero di Dio per dare iella
(/ .), e delle superstizioni che usano iu es- a'sogni che ciascuno di essi racconta; proi-
si, credendo che la loro bontà o maligni- bisce quinili di prestarvi {\n\c, dicendo :

tà consista nell' esser bene o male inter- Non M seducano i falsi profeti che sono
pretali. Dirò pure, che nella s. Scrillura Ira voi, e i vostri indovini, e non date u-
j)arlasi più volte de'sogni de' PioJcti[f'.), dienza a'sogni da voi sognali. 1 padri del-
i (juali provenivano ccrtamenle da Dio; la Chiesa, come s. Cirillo di Gerusalem-
VOL. LXXI.
66 S li P S U P
aie, s. Gregorio l\isseDo,i Pnpi s. Grego- permette che il conduttore della casa, il
rio I Magno, e s. Gregorio li hanno ri- quale ignorava prima di prenderla a fit-
petute le medesime ingiunzioni a'cristia- to tali inquietitudini, possa lasciarla sen-
ni: il concilio di Parigi deU'SaGdichiaròj za pagarne la pigione. Dio peimelte sif-

«:he la confidenza de'sogni è un avanzo di fille infestazioni o in pena de' peccati o


paganesimo. Nel medio evo Giovanni di per esercizio de'buoni, o per altra occulta
Salisbery vescovo di Chartres, Pietro di cagione, come dottamente discusse il p.
Blois e altri procurarono con ogni mezzo Martino del Rio, Mag., citando s. Agosli-
dissipale siffatto errore e la fallacia de'so- no, De Ch'il. Dei, lib. 22, cap. 8, Df. piie-
gui, e con essi tutti i cunfiitatori delle su- ris nigris cirralis ,e s.Giei^ano I, Dialo^h.

perstizioni che degradano la specie uma- lib. 4) cap. De Dado episcopo lìJedioln-
na,erimbecillitàdi quelli che vi fanno po- nensì. 11 p. Menochio, cent. io, cap. 98:
sitivo fondamento. Ciò non ostante è a de- De'rimedi contro l'infestazione degli spi-
plorarsi che si èsenipre mantenuto alcun rili tnaligni, ragiona prima delle varie i-
credito sui sogni, non mancando mai te- nulili e vane superstizioni adoperale dai
ste deboli che ne hanno fitto conto, se- gentili, con Lustrazioni, Espiazioni j iS^a-
gnatamente nelle donne. Il Sarnelli, Ltt- gr/7?z/(/^.)o altro, per liberarsi dalle in-
tere ecclesiasticht 1. 1 o, lett. 9 1
, discorre festazioni degli spirili maligni, da'cpiali le
sul come si conosce qualche ceremonia es- loro case e persone ricevevano molestia,
sere superstiziosa. Pensa che certe divo- il demonio lo faceva [)er
e che se cedeva
zioni usate ab antico si debbono [)ermet- maggiormente nuocere, stabilire la super-
lere, perchè sono di gloria a Dio, e d'u- stizione e gli errori nelle nienti degli uo-
tile al nostro prossimo, purché non vi sia mini. 1 veri edicaci rimedi contro simili
mescolata qualche superstizione.che si de- infestazioni degli spu ili sono quelli che a-

ve togliere. Quattro condizioni si richie- dopera laChiesa, cioè il venerabile segno



dono perchè non vi sia superstizione, i della Croce (/'.), gli Esorcismi (f^.), l'o-
Che la grazia si deve aspettar da Dio per razione, il digiuno, l'elemosina, le reli-

intercessionedella B. Vergine. 2.°Chenon quie de' santi, la benedizione delle case,


si adoperino parole non legittimamente della quale ri{>arlai a Sposa Lizio, V asper-
istituite. 3.° Che clii domanda la grazia sione dell acqua benedetta, e della <|uale
prociu'i di stare in grazia di Dio.4.''Che ragionai pure a Settimana santa. Mol-
.«iano preparali nell'animo, che se a Dio to il p. Menochio discorre sulle supersti-
piace di farla, bene; se no rassegnarsi alla zioni, e in delta centuria, al cap. 72: Del-
sua santa volontà. Esaminando se queste la vana superstizione degli antichi in os-

condizioni concorrono nella cerenionia, servare gli auguri!; al cap. 78: Delle su-
dichiara: I. "Si fa celebrar la messa, dun- perstizioni degli antichi per impedire il fa-

que si ricorre a Dio, da cui per interces- scino o malia riprese da'ss. Padri; al cap.
sione della Vergine la grazia si atten-
Vi. 74: D'alcune superstizioni (le'turchi.^'el-
de. 9, adoprino parole di niuna
."Non si l'opuscolo contenente il Concilinni pro-
sorla. 3.°Vengano contriti e umiliali. 4-" vinciale sive naiionale Jlbanum, Komae
Jl girare che si fa intorno all'altare in cui lypis s. congr. de propaganda fidei 8o3,
sono le reliquie de'marliri orando, è uso weWAppendix, Const. Aposl. ad Epiri
antico de'primilivi cristiani. Nel t. 5, leti. ecclesias speclantium, a p.xSS si riporta
5'] parla degli spiriti che infestano talvol- V Istruzione della s.congregazione di pro-
ti! alcune case, onde sono inabitabili per paganda fide, peri missionari della Bul-
l'infestazioni degli spiriti immondi che in- garia, intorno alla pratica de'Kurbani.
quietano gli abitanti co' loro tumulti, e Questi kinbani erano i mal couvcrtitifc-
nella Spagna dice che la pratica forense deli esistenti nelle diocesi di Nicopoli e di
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Sofia, che conservando ti verse nntiche su-
i gnns Dei benedetti, riferisce che fi"a le sue
perstizioni erano malvagi ncH'esleiuo e origini evvi quella che furono sostituiti al-

neiriiilei!io; poichèseguivano un resto di le particelle di cera solite distribuirsi al


liti giudaici, alcune piaticlie delle sette popolo dal Cereo Pasfjualc (^'.), costu-
scismatiche, e diverse imitazioni de'cos tu- me tieri vaio da'terapi apostolici. Indi sog-
rni maotnetlani. Le piincipali superstizio- giunge, che solevano i romani nelle feste
ni de' kurbaui coiisislevauo: nella scelta siiluriiali distribuire degliamuleti o fasci-
degli animali mondi, rigettando la capra ni, sui quali era impressa ora l'immagine
e il porco, la scelta de'pesci squamosi o di cosa poco onesta, ora la figura d'un
d'altra determinala specie, esclusi tutti cuore. Essi l'appendevano al collo de'fan-
gli altri dall'uso: la dift'erenza religiosa- ciulli per preservarli dalle malie, e gli a-
mente osservata de' giorni destinati pei dulti li portavano per eccitarsi al corag-
kurbani diveisi,o di carneo di pesce: il gio. E perchè le streghe servivansi di pic-
rituale di ucciderli e distribuirli fra loro cole figure di cera per eseguire i loro ve-
a "uisa di vittime: l'obbligo dinon riser- neficii,così credevasiche chi portasse al-

varne, o portarne via o venderne alcuna tre simili figure santificale da'sacerdoti,
cruda porzione, ma mangiarle tutte in- e nelle solenni feste de'saturnali distribui-
teramente e roderle fino alle ossa l'in- : te, fosse inaccessibile a'presligi delle ma-
censo fumante, le candele accese, et conce- liarde. Quindi è probabilissimo che per
pia i'erba precationum yche accompagna- cancellare dall'animo de'uuovi fedeli la
vano la mensa: la distinzione di nomi e superstizione di queslenon raen vane che
di fini determinali pe' diversi kurbani: turpi ceremonie, ed imprimeie nella lo-
l'urigiiie antica, l'uso costante, l'imitazio- ro mentela fede diGesù Crislo,arma po-
ne tenace di pratiche, già nate nello sci- tentissima contro l'insidie del demonio,
sma,si portarono dopo la conversione nel i saggi pastori sostituissero invece degli a-
seno della Chiesa. Venula la Congrega- niuleli, quelle cere che dall'impressione
zione di propaganda fide\n piena cogni- dell'Agnello, simbolo della soave mansue-
zione dell'esercizio di siffatte vane osser- tudine del medesimo Gesù Cristo, poi si

vanze de' kurbani, considerandole super- dissero Agnus Dei (e ne tratto ancora nel
stiziose e riprovale,comechè seguile dagli voi. LXII, p. 83)3 e co.sì mutala la super-
scismalicijdagli ebrei e da'lurchi,ed essere stizione in rito cristiano per la benedizio-
una mescolanza di sagro e profano, dopo ne, se i gentili dall'immagine d'un cuore
matura ponderazione giudicò di proibir- efligiatosugli amuleti imparavano prima
le con solenne, positivo e universale de- ad essere coraggiosi, fatti poi cristiani im-
cretOjCon istruzione pe'missionari aposto- parassero dall'immagine di Gesù Cristo,
lici, onde svellere abusi tanto perniciosi Agnello immacolato, ad essere puri e u-
e antichi, acciò non più si sentisse dalla mili di cuore. Parlando quindi il p. Ce-
bocca de'paslori e di sovente, est e non, resole delle virtù degli Agnus Dei bene-
tanto vietato da s. Paolo. A'Ioro articoli detti, dice che fin da'priniitivi tempi del
parlai delle diverse specie de'crislianisu- cristianesimo si è creduto sempre nella
\ìeìs\iz\o%'ì, come (ìeSabeij/ihìssini, Etiopi Chiesa di Dio, che gli Agnus Dei vales-
(F.)col \oìoPreieGianni{r'.),eó aliri; ed sero a proteggere i divoti fedeli dalle in-
inoltrede'riti superstiziosi proibiti da det- sidie de'maligni spiriti, da'turbmi, dalle
ta s. congregazione,come della Cina ( /''.)e procelle e da altre simili sciagure. Non è
del Maialar [f\), per cui Cleruenle \I dun(|ue meraviglia, se i cristiani avessero
spedi nell'Indieorientali il celebrecardi- per essi un particolare rispetto, e li cu-
nalCai \oTournon Mai Hard {/'.).\\ p.Ce- stodissero religiosamente nelle loro case
resole, Notizie storico-morali sopra gli A- per servirsene comedi possente scudocon-
G8 S U P S U P
tro le illusioni diaboliche, e li esponessero nediceva eljattezzava con rilo stabilito da
tuitliene'campiper preservarli dallegran- s. Gì egorio I. Dipoi si formarono dal sa-

dini,eli portassero appesi a! collo per non grisla, da'cappellani e chierici della cap-
essere colpiti da'fulmini. Oltreché la Cro- pella pontificia, ed ora da'monaci cister-
ce segno [F.) è un potentissimo preser- ciensi. Avere i Papi perpetualo il rito in
vativo contro gl'inganni del demonio, le memoria dell'antico modo di battezzare
illusioni e la superstizione, la Chiesa suc- nella Pasqua, poiché a quelli che aveano
cessivamente permise che altri fossero le ricevuto il battesimo si dava poi per por-
Jnimagini e Rciicjuie clt santi, il Rosario, tare al collo un sigillo di detta cera bian-
lo Scapolare j le Medaglie benedette (/'.) ca coH'immagine dell'Agnello, quale in-
e altri venerabili divozionali. Questi il di- segna di liberi e trionfanti figli della Chie-
stiano deve portare al collo ©indosso, e sa.Imperocché siccome per le vesti bian-
non la figura ridicola de'corni ealtii sup- che che catecumeni e neofiti (spoglian-
i

posti superstiziosi preserva ti vi jChe degra- dosi delle vesti penitenziali assunte nella
dano, umiliano e disonorano la sua digni- quaresima, quando riceveano il battesi-
tà.Siccome gli AgnusDei benedetti ser- mo) portavano per 7 giorni e deponeva-
\irono principalmente e prima degli al- no nel sabato m///tz.j (per cui la seguen-
tri divozionali a togliere le superstizioni te domenica fu pur detta Dominica post
pagane degli amuleti, de'fascini e de'la- Alias, Dominica in Albis depositis), ve-
lismani, e siccome essi formansi anche niva espresso che da servi del demonio
colle polveri de' ss. Martiri, trovo indi- erano fatti liberti di Cristo, cos'i per tale
.«spensabile di farne una breve digressio- sìgilloerano dichiarati liberi cittadini del
ne, perciò è intrinseco che io ritocchi me- paradiso e trionfatori di Satana, con al-
glio la loro origine; ed inoltre dirò poi lusione alle bolle d'oro degli antichi pa-
qualche cosa di que'brevelti e altri di- gani, usate per distinzione e contro le ma-
vozionali diesi pongono in dosso a'bara- lie. 1 quali sigilli nella seguente domeni-
bini a preservazione di disgrazie, di ma- ca appendevano al loro collo dopo depo-
Icfizi, e da'maligni spiriti, originati an- ste le vesti bianche, per ricordarsi dell'in-
cor essi per rimuovere del tutto i su- nocenza di Cristo, che aveano ricevuto nel
perstiziosi preservativi che gl'idolatri ap- battesimo, e studiosaniente li custodiva-
pendevano al collo de'Ioro bambini. no.L'impronta del sigillo essore l'agnel-
L'agostiniano fr. Giuseppe Panfilo ci lo di natura mansueto, acciò batlez/a- i

tWedc: L'origine dtlconsagraregli Agnus ti, chiamati Agni, conoscessero dover es-

Dei con le virtù che in quelli si conten- sere mansueti come gli agnelli e in tulle
gono j Romai5G6. Dice sembrare a lui, le cose pazienti. Replicarsi poi la bene-
»;he ninno particolairoente avca trattato dizione ogni 7 anni, perchè colla rarità
di tale 01 igine: certo è che il libro è ra- degli y/g'i«iZ^e/ fossero questi in maggior
ro odi molla importanza. Dichiara con- pregio e venerazione a'buoni fedeli. Es-
tenere la benedizione molle delle stesse sere loro proprietà il preservare da'ful-
ccrcmonie sagre che usavano dagli an-
si mini e dallelenipeste,e da ogni cosa ma-
tichi sacerdoti nel ballezzare catecume' i ligna, il custodire dal peccato, salvare le

ni o neofiti, e che nc'primi tempi il Pa- donne giavideda disgraiiee facilitarne il

pa formava gli Agnus Dei colle proprie parlo, distruggere la fòrza del fuoco, li-

mani, con molta riverenza, aiutato dai berare dall'acque, a chi con fede di vola
.suddiaconi e dagli accoliti, mollificando liporla indosso, non essendovi cosa gran-
lacera pasquale, dopo essere stala sull'al- de che non si ottenga colla fede. Kolerò,
tare di s. Pietro, con l'olio santo e il crisma che lecere benedette che davano vesco- i

avanzali ne! precedente anno, indi libe- vi a'novelli battezzati nella domcuicu in
su P S U P r>()

AlhiSy erano ili altre forme dalle ponli- santi Martiri j indicando così ilioro con-
fjcie; e che uell'Egilto e altrove gli aclul- tenuto. Anche questi divozionali sono ri-
tr battezzali continuavano a portare le cevuti e conservati con venerazione dal-
vesti bianche per tutto il tempo di loro la pietàde'fedeli. L'encomiato cistercien-
v\\.a.G\\ Agnus Deis\ formavano coU'ini- se p. Ceresole, nel suo completo trattato
pronla principalmente della figura del- sopra gli Agnus Dei, e benché suoi cor- i

l'Agnello, qual simbolo di Cristo pazien- religiosi sieno quelli che li furmano, a p.

te e mansueto, ed il Magri nella Notizia 28 confessa." Per ultimo è da avvertire


df'\'ocaboli eeclesiasiicì, all' articolo A- che quantunque gli Agnus Dei si formi-
gnus Dei, dice che contro il costume di no di cera la più pura, alcuni di essi si

formarle figure dell'Agnello per rappre- fanno del Cereo Pasquale benedetto nel-
sentare Cristo, alcuni allegano il canone l'anno precedente, e in quelli si mescola-
82 del concilio generale VI, nel quale si no allora le ossa de'ss. Martiri ridotte in
vieta espressamente l'effigiare Cristo sot- minutissima polvere. Ma di quest'uso non
to la figura dell'Agnello, ma solamente abbiamo potuto rintracciare l'origine".
si prescrive di esprimerlo in figura uma- Ha ragione, poicliè non posso abbastan-
na; decreto che poi confermòPapa Adria- za esprimere quante pazienti e minuziose
no r. Ma insieme avverte Alagri, che al- ricerche io abbia fatto nella mia domesti-
lora fu decretata tale proibizione, perchè ca e co[)iosa libreria, senza alcun buon e-

alcuni solevano dipingere s. Gio. Battista sito, ad onta dell'impegno che neaveaper
che col dito mostrava un agnello, senza le domande di cui fui onoralo. Dirò al-
mai vedersi la vera effigie di Cristo, sic- meno qualche parola relativa all'argo-
ché veniva a cancellarsi dalla mente ilei mento. Magri al ^oc,.\ho\o Pastello, di-
11

fedeli le sembianze umane del Verbo iu- chiara soltanto che significa il sigillo che
carnato. Al presente però non corre tal si poneva nelle scritture pubbliche, e coni-

pericolo tra' cristiani, vedendosi di con- ponevasi di cera morbida a modo di pa-
linuonellechiese moltissime immagini di sta.Sino dalla primitiva chiesa insegna-
Cristo. Nell'articolo Bussolanti (di cui ri- rono nostri maggiori e ss. Padri, ordi-
i i

parlai a Scudieri del Papa), dicendo del narono concilii e Papi, di custodire con
i i

bussolante sotto guardaroba, già Came- venerazione e difendere da ogni empio in-
riereextra muros, notoch'è pure custo- sulto degli eretici, le sagre ceneri de' ss.

de non solo degli Agnus Dei benedetti dal Martiri, quali loro depositari, per non per-
Papa, e li dispensa in suo nome, ma an- dere giammai la memoria de'loro meriti,
cora àe'^W Agnus De* impastati colle pol- professando alle medesime religioso cd-
veri de'ss. Martiri, cioè formati di cera to, come richiedeva la nostra gratitudine.
del Cereo Pasquale o degli altri Agnus Dalla fiducia fervorosa de' cristiani nel
Dei e di tali polveri, che taluni chiama- possente patrocinio de' ss. Martiri, nacque
no PfZ^^er/e'^^. Martiri. Veramente e con l'antico lodevole costume di tenere i loro
più proprietà diconsi Paste de' ss. Mar- avanzi nelle case e indosso contro i ma-
tiri quelle figure divote che si fauno dal- lefizi e le superstizioni. Dichiarai a Mar-
le monache, ili sagre immagini, Crocefis- tire quanto riguarda questi gloriosi eroi
si, cuori di Gesù e di Maria, in forme di- del cristianesimo,che la cristiana religio-
verse e colonile o coperte di materie vi- ne sigillarono col proprio sangue, e del-
tree e luccicanti, nelle quali conuna pa- la grande venerazione e solenne culto dei
sta da loro composta mischiano le ossa fedeli per le loro memorie, iSI/'J5:we(^^.),
tritm-ate de'ss. Martiri, e vi a[)pongono ceneri e reli(|uie, non che pergl'istrumen-
un tassello di carta con (pieste cifre: D. tidel loro Martirio[f' .), (piali pure fu- i

JP. S. j'I/., iniziali di queste paiolo: Di piii rono con grandissima cura conservati da
,

70 S U P S UP
gli ariliclii cristiani e sovente deposti nei te a carissimo prezzo, notandoli perciò di
Sepolcri liagl'i stessi uiartirì. La limatura manifesta contraddizione. Tanta fu la di-

delle loro catene, massime de'ss. Pietro e vozione de'fedeli perle sagre reliquie, che
Paolo, si pose dentro anelli a Chiavi, e un tempo avidamente s'involarono e ru-
furono speciali donativi de' Papi. E qui barono, e vi riunii varie nozioni, quan-
noterò, che di recente il eh. pi'of. Vincen- do cioè difficilmente si potevano conse-
zo Anivitti negli Annali delle scienze re- guire. Ivi pur trattai, che in ogni tempo
Z/g/o5e,2."ser.,t. i ^jp.yy e 3f)7,t. 1 3,p. 5 1
la Chiesa curò rigorosamente l'identicità
ila pubblicato la versione da lui fìilta e cor- delle sante reliquie, allliichè i fedeli non
redala di sue imporlanli note, della dot- fossero ingannali colle false, e insieme im-
ta opera del p. Pietro Lazeri gesuita: Dei pedì che nou se ne facesse abuso con su-
tormenti de'ss. Martiri, e della sincerità perstizioni, ma si onorassero con di voto

che puh argomentarsene de' loro Atti. N ai e sincero afTetto, Se dunc|ue fu sempre
mio articolo Reliquia de'santi, celebrai somma la venerazione de'fedeli per le re-

gli avanzi de'Ioro corpi e la costante ve- lìquie de'martiri e altri santi, ritenendo
nerazione de'fedeli per le medesime, per per grazia segnalata d'aver la polvere
gl'istrumenti del Martirio, e persino per ch'era sopra o intorno a'ioro sepolcri, e
la polvere raccolta intorno a'ioro sepol- le custodivano gelosamente come prezio-
cri, l'erbe, i fiori, i veli e altro che li a- so tesoro, con più di ragione si venera-
vessero toccali, ed i quali davansi agl'in- rono quelle delle loro ossa e mischiate
férmi per ricuperare la sanità} ed oltre a collacera del Cereo Pasquale negli Agnus
ciò Volio e l'avanzo di altri lumi d'i cera £)e/ benedetti dal Papa, ovvero si pongo-
tenuti efiicaci a guarire prodigiosamente no in que'brevetli divozionali che si ap-
i mali e liberare gli ossessi; le quali cose pendono a'bambini(|uali preservativi dai
tutte furono pure denominale relicjuie dei malefizi e da disgrazie cui sono tanli e-
martiri e altri santi. 11 Kinaldi negli An- sposti; ma con deplorabile contradilizio-
nali ecclesiastici diverse notizie fornisce nesi pongono loro a un tempo le umilian-
sulle polveri raccolte ue'sepolcri de'sanli, ti e superstiziose figure de'corni! Ninno
e tenute operatrici di gran virtù, che da- avendo parlato, per quanto sia a mia cu-
te a bere stemprate nell'acqua guariro- gnizione,di questi brevetti divozionali, ne
no perfettamente malati, mentre quelli i darò un cenno, come divozionali che fu-
che chiamarono de'maghi onde ricupera- rono sostituiti a' superstiziosi amuleti e
re la salute per arte diabolica, o si abban- talismani idolatrici, e prego Dio che mag-
donarono ad altre superstizioni, infelice- gior fede infonda a coloro che li pongo-
mente perirono. Clic gli Agnus Dei si ve- no a'propri figli, per bandire la sussisten-

ndano egualuìente come reliquie ,


per te superstizione cornuta, impropria d'o-
quanto riportai a Exultet, ed a Cereo gni cristiano. Primamente ricorderò al-
Pasquale, per cui furono introdotti dai tre cose, sulle rammentate per qualche a-
Papi per eliminare le figure superstizio- nalogia.Le FUaiterie (f^.), s,\ccome con-
se, onde si portavano al collo per preser- tenenti versetti della s. Scrittura e della
varsi da'malefizijinvecede'talisuianie si- legge di Dio, che per custodula attenta-
mili superstiziosi preservativi. Nello stes- mente gli ebrei zelanti portavano penden-
.«o articolo Reliquia impugnai gli ereti- ti avanti la fronte o legate al braccro si-

ti e gl'increduli che ci deridono e taccia- nistro, anche con tiiscie [)reziose tessute
no di superstizione pel culto che rendia- con oro: le filatlerieerano pure alcune
mo alle reliquie de'iS'^/jf/, con riprodur- scritture che usavano attaccate al collo
re parecchi esempi di cose appartenenti contro le infermitìi. Uifcrisce Magri, che
a uomini illustri e per memoria compra- le matterie di CUOIO e di lana adottate da-
S U P S UP 71
gli non sono riprensibili quando le
ebrei, manto li ricopre; colle benedizioni delle
parole cbe contengono sieno sagre e non quali i Papi implorano a chi le inviano le

superstiziose, e riguardate preservativi celesti grazie e tutte le virtìi onde flirniar-

contro qualunque pericolo e malignità; e lo ottimo principe, e santificano (|Mesla


que'cristiani che imitarono dagli ebrei si- consuetudine. Ibrevettidivozionali, chia-
nnli superstizioni furono ripresi. Filatte- mati pure Agnus Dei, e che poniamo in-
ria fu purechiamalo unreliquiarioocro- dosso a'nostri bambini, si formano e do-

cellapendentedal collo con reliquie, an- nano dalle monache, coperti di drappi di
che della ss. Croce, ed il Vangelo entro vari colori, adorni di nastri di seta, d'oro
una borsa: s. Gregorio 1 donò alla regi- e d'argento, e con simili ricami anco ab-
na Teodolinda pel suo neonato Adaloal- belliti da lustrini, co'portentosi nomi di
do de'lilatteri. Questo costume derivò nei Gesù e di Maria. Le loro ordinarie for-
cristiani onde rimuovere quello del la5o^ me sono come i mostaccioli,o rotondi o io
la ci oro degli antichi romani (f^.) , ed guisa di cuore. Dentro vi sono pezzetti di
anco degli etruschi, portate da'fanciulli cera dei Lumen Christi o Tricereo[f^.),
eda'giovinetliconenlro scritti di lieti au- e talvoltad'//g^^H^5Z?e/odelCereoPasqua•
guri e preci a'nurai per
i la preservazione le, non che foglie di Palma benedetta, e
da'malefìzi e dalle streghe,esseudo riguar- de'frantumi o polveri delle ossa de'ss. Mar-

date come amuleti. Servivano pure a di- tiri. inoltre negli stessi brevetti si pongono
stinguere con privilegi i fanciulli liber- alcune stampe approvatedall'autorilà ec-

tini, ed i fanciulli nobili; i primi l'usava- clesiastica, e contenenti i nomi di Gesù


no di cuoio lavorato, i secondi d'oro per- Cristo, della B. Vergine e di vari santi,
fettamente rotonda e liscia, e non mai in diverse orazioni e bellissimedivote invo-
forma di cuori come pretesero alcuni, e cazioni per essere preservati da' pericoli
lo avverte il Ficoroni; le quali bolle d'o- del corpo e dell'anima; de' versetti di sal-
ro furono pure distintivo de' trionfatori mi, il Sub tanni praesidium ^\\ Trisagio
e de'fjgii loro. Questi fanciulli giunti al- (^'.), \'E\'angdo di s. G/owa/i«i (al qua-
l'età di 17 anni, nel prender la toga viri- le articolo (fol vescovo Saruelli dissi es-

le, deponevano le loro bolle d'oro ne'do- sere lecito il portare le parole sagre, co-
mestici larari a'Dei penati o ne'templi al- sì le reliquie de'santi indosso, colia fidu-
le deità. In seguito alcune piccole bolle cia di vota in essi e in Dio), In principio
d'oro furono portate per ornamento e- erat P'erbum, senza però le superstizio-
ziandio dalle donne. Siccome ne'primiti- ni accennate di sopra; l'inno di s. Anto-
vi cristiani costume di portare le
passò il nio di Padova, Si quaeris mirnculaj la
divozioni òe^W/dgniis Dei in £ovinaò\ cuo- benedizione di s. Francesco d'Asisi , ec,
re e pendenti dal petto, così fu supposto ed anche sagre immagini di Gesù Cristo,
diedi tal forma potessero essere pure al- della B. Vergine e de'santi, ec. ec. ec.
cune bolle d'oro de'gentili. E qui credo L'erroneo principio fondamentale dei
opportuno ancora una volta di far meu- Protestanti {^'•), che concede a ciascimo
zìoDe, cbe Papi da vari secoli sogliono
i il diritto di farsi guida a se slesso nel fat-
inviare a'figli de'sovrani, massime eredi to <li religione, e di alfrancarsi dall'ub-
del trono, le Fascie heiiedcUe (e ne ripar- bidienza di qualunque autorità esteriore
lai per l'ultimodonativonel voi. LXVllI, e insegnante , induce orgogliosamente
p. "202), per dimostrare che laChiesa ap- l'uonio a contìdtr ciecamente nelle pro-
pena vengono alla luce quelli cui la di' prie cognìzioni,sÌQO a riputarsi come pri-
vina provvidenza ha destinati suoi rap- vilegiato da ispirazioni immediale, che lo
presentanti sulla terra, ne prende solle- conducono alla mania religiosa. Lo stuo-
cita e amorosa cura, e col suo materno lo de' visionari protestanti vanta preci-

I

72 SVV S U P
piiamenteTjohmeeSveclenhoi'g, cnpiset- rica settentrionale, e in parte della Ger-
la de Si'eclcJiòors'isfi [P^.), i quali colla lo mania, una turba di superstiziosi pro-
vi è
lodotliina teosofica ci'ecierono die tulle testanti, quali mentre allermano voler
i

cognizioni derivassero da lumi so-


le loro onorare Dio in ispirilo e verità, vergogna
prannaturali, e da immediate comunica- e disdoro arrecano non meno al cristia-
zioni con Dio e dallo spirituale commer- nesimo, che alla ragione e al buon senso
cio colle celesti intelligenze. Svedenborg universale. Questa generazione di spirita-
non lenendosi pago al mondo de' cor- ti, or tremano, or danzano, or profetano,

e può
pi, sorvolò a cpaello degli spiriti, ed ora cantano; ora mormorano insolite
bene immaginarsi quali scoperte potè fd- preghiere, ed ora sono rapiti in eccesso di
re colassù. Millantavasi d'aver familiari mente, e Dio vi dica sino a quale de' cie-
colloqui cogli esseri spirituali, che gli co- li empirei. Si può vedere l'intéressantis-
municavano rivelazioni innumerevoli, i- simo articolo: // mondo degli spiriti, nel
slruendolo intorno al culto da prestarsi 1.2, p. 5q3 della Civilià cattolica, 2." se-
alla divinità, spianandogli il senso delle rie. Significante è questa nota che si leg-
ss. informandolo dello stato de-
vScritture, ge a p. 5g7.>» Sarebbe cosa a sentir no-
gli uomini dopo la loro morte, e a dirla stro non curiosa solamente, ma istruttiva
in bievc, aprendogli ogni più segreto ar- ed utile, il cercare come le infestazioni e
cano concernente il cielu, l'inferno, i glo- le ossessioni diaboliche andassero sceman-
))i celesti e gli abitatori di essi. Egli lese do nel mondo in ragione inveisa dello al-

minuto conto di queste superne rivelazio- largarvisie radicarvi il cristianesimo. iSci


ni in presso a 20 opere. Lo stuolo de'vi- primi 4 secoli dellaChiesa, quando la gen-
sionari protestanti ebbe im notevole in- tilità si dibatteva neqli ultimi suoi aneli-
cremento, da poiché Mosmer venne pre- ti, la era cosa frequente e d'ogni dì. Nei
dicando l'eflicacia del suo magnetismo a- due o tre secoli appresso andò scemando,
nimale (di clieparlai a Miracolo e altro- riprese qualche nuovo vigore nell'invasio-

ve), o vogliam dire di quel superstizioso ne de'barbari, e negli ultimi tempi si è fat-
influsso vicendevole degrindinidui,giusta ta cosa rarissima tra noi. Non ci stupire-
una corrispondenza vera o supposta di vo- mo che in un paese di così poca fede com'è
lontà, d'immaginazione e di sensibilità. l'America del Nord nel suo complesso, i

Che queste tali dottrine sieno acconcie ad demonii acquistassero grande potenza". Il
infiammare la fantasia di tutti e special- p. Carrara nella Storia di Paolo 1/', lib.
mente del debole sesso, ò cosa lrop[)o ma- I i,§8. Contro le superstizioni, narra che
nifesta. Indi venne che ne'paesi [)rotestan- anco in quel tempo infelice demonii in i

ti,ove i superstiziosi deliramenti diCòhme gran copia erano adoperati in particohu'


e di Svedenborg aveano messo la loro ra- modo a danno del genere umano, ed in
dice,cominciò eziandio a rautpollare vi- Roma nel 1 558 un luogo pio d'orfaoelie
gorosaujente la sella de'magnetizzalori e parve all'improvviso tutto pieno di demo-
tle'sonnamboli. Il eh. mg.'' De Luca, at- nii, onde il l'apa stabilì una congregazio-

tuale mnizio apostolico di Baviera, nel f. ne di molti prelati ragguardevoli, a'(juali

Annali (Ielle sciciizp rclis^iost^,[ìuh-


C)(.]e^\\ die per capo il cardinal Bellay decano dot
blicòap.371 Iradottodal tedesco il /leg- to ed eccellente negli airrtri,e destinò il
p.
gio alla luna, a parecchie stelle, ed al Gio. Battista Rossi, poi generale de'car-
sole : istoria di ima sonnambula, Heil- melitani, perchè vedesse cogli esorcismi se
broni838. Quest'opera è un mostruoso fosse lavoro diabolico la repentina per-
parlo del fanatismo teosofico, il quale con- turbazione di quelle giovani. Inoltre ivi si

ia moltissimi aderenti tra' seguaci tlclla parla di certa maga africana abilanle in
pretesa rifórma. lqInghillcrra,ncirAme- Trastevere, che voleva guarire colla sua
e

S U l' 8 U P -3
arie Cesare scllaro pontificio , die a un critici racconti il p. Carrara ritnarca, co-
liatlo divenuto cadaverico si credeva in- me allora era contaminala la terra dalle
demoniato, purché lesi concedesse il per- diaboliche superstizioni, da'fattucchieri
niessodi poterlo fare; dappoiché Paolo I V da altre superstizioni, alle (juali recò va-
co'nuovi salutari rigori da lui decretati lido rimedio il santo rigore di Paolo IV.
contro le superstizioni, 1' avea ridotta a Al piìi volle ricordato articolo Strega ri-
materia della Congregazione del s. Offl- portai le condanne e l'energiche provvi-
zzo, ossia deir//?<7/i/*/s;'o?2e,eIa maga n'e- denze de'Papi, contro le superstizioni, le
ra impaurita e si asteneva d'esercitare il divinazioni, i sortilegi, le slregonerie, con
richiesto diabolico ministero per guarire severissime leggi; contro le quali sonoot-
Cesare. Il p. Ghislieri commissario del s. timi preservativi i divozionali di cui par-
offizio e poi s. Pio V, non solo negò tale lai, sia tenuti in dosso,sia custoditi nelle a-
hcenza, ma fece carcerare la mago, e seb- bitazioni,ed in ispecie s^WAgnusDei bene-
bene non si potè provare che fosse stringa, detti, le reliquie de'ss. Martiri edi altri san-

per la sua pessima fama l'esiliò; indi rac- ti, l'acqua benedetta, le palme benedette,
comandò al p. Rossi l'infeliceCesare. Que- ec. Scrissero sulla superstizione: Paolo Me-
sti dopo essere stato esaminato dal reli- dici, Riti ecostumi degli ebrei confatali,
gioso, si trovò ch'era indemonialo, onde Venezia i 'j5i. Gio.Dattista Thiers, Trat'
il p. Rossi ordinò alla madre che si faces- tato delle supcrslizìoni,Vav\^\i6'jq; Trat-
sero indagini per la casa del derelitto suo tato delle superstizioni che riguardano i

figlio, ne'letti, nelle coltri, sotto i limita- sagramenti, Parigi 704. Spinei, De stri-
i

ri delle porte, ove i nialiardi sogliono na- gìbus yliomaeiG'jG.Vievaùs, De strigi ma-
sconderegl'incanlesimi, eDio permiseche garum, Piomae iSyS. Pietro Le Brun,
per caso sotto un mattone non lungi dal- Storia critica delle pratiche siiperstizio-
la porta si liovasseun pentolino sudicio se che hanno sedotto i popoli e imbaraz-
e polveroso. In esso si trovò un involto di zato i dotti, 1 75o; Raccolta di documenti
carte e di sordidi cenci; uu circolo di ca- per servire di supplemento alla storia
pelli bellissimi biondi come l'oio, con uu delle pratiche superstiziose, i 73 i ',Lettera
nodo niente stretto; ilue larghe corleccie per provare V illusione defilosofi sulla
o unghie di mulo; due penne di gallina verga divinatoria. Cavalli, Delle appa-
piegate a forma di triangolo; due aghi (it- rizioni ed operazioni degli spirili, Mila-
ti in un cuore di cera; un rilagliod'un'un- no I 765. Arte magica de spectri et ap-
ghia; alcune cicerchie e altri semi, .^el fon- paritionihus spirituj De valicin iis divìna-
do eranvi 3 carte piegate, nella prima del- tionibus, Lugduni Rat. lOTS. landa ou
le quali eravi rozzaniente la figura d'un la Superslilion,ronian historique, Paris
uomo trafìtto da due saette, che s'incro- 1 834. Civiltà caitolica,i. i o, p. 627: La
ciavano come la lettera X; nella seconda superstizione tra'caitolicijì. i i
, p.2 4, art.
8Ì videro scritti i 3 nomi ignoti, che si cre- 2; p. 1 56, art. 3.
derono di demonii; nella terza stava scrit- SUPIAO./^. Shpixo. Non va confuso
to: Cesare come qui sopra passerai, per con Supino comune dello slato ecclesia-
dieci anni in gran pena starai, oltre al- stico, di cui parlai nel voi. X WII, p.280;
tre parole inintelligibili. Questo magico ina siccome iS'fYJi/zo del regno di Napoli e
pentolino fu riposto in lui vaso [)ieno d'ac- già sede vescovile dicesi pure Supino, per
qua santa, e posto in luogo sicuro. Frat- incidenza dissi già sede vescovile il detto
tantoCesare passati o giorni si trovò per- i comune XXIII,p. 2C)3, e qui mi
nel voi.
fettamente libero, e da disperato e maci- correggo, dovendosi riferire all'allro Su-
lente ch'era di venuto, ricuperò la sua tran- pino.
C|uillilùellurìdc2za aulcriorc. Con questi SUPPELLETTILE SAGRA, Ó'///Jt'/-
74 s U P SU P
lex sacra. Arnesi della chiesa e aldi og- I dell 32, comequello che determinò che
gelti iiiseivieiiti alle funzioni ecclesiasti- i sagri vasi del calice e della patena, non
che, ornamenti della niedesitna, ed al cul- si potessero toccare che da'roinistri sagri.
to divino. Esse si comprendono negli U- Del meilesimo vocabolo in questo senso
tensìti safari [F.), Arredi sagri [^ .), Va- si servìSlrabone: Urbanus I Papaomnia
si sa grii^l^.), Parante mi sagri (/'.), Pan- ministeria sacra fecit argentea. E in tat-

nilini sagri (^.), Fesll sagre [f'^.). Il lii- ti si chiamò Ministeriali s , il Calice che
naldi negli Annali ecclesiastici ^ all'unno serviva a dispensare il Sangue di Cristo

293,n.''2, [)arla delle suppellellili de'cri- al popolo quando comunicavasi sotto am-
sliani in quell'epoca trovate al vescovo s. bedue le specie sagrameutali. Anche il

Cirillo, e consistevano nella (igura della Zaccaria, Onoinasticon rituale, alla voce
hbro degli alti apostolici, un tur-
croce, il Ministeriuni, la definisce: Vasa et instru-
ribolo terra, ima lucerna, due stuoie
ili menta potiora, et escaria, Ministeria o-
spiegate sulla nuda terra, una cassetta di mnia, scu supellectili sacrae ad Encìia-
legno nella quale tenevasi riposta la ss. ristiani cotificitndani, niensaeque dwinae

Eucaristia per comunicarsi secondo l'uso cullui destinatae, sacri vel sancii ministe-
di que'tempi, e che tali erano le masseri- rii nomea indiderunt. Di quanto riguar-
zie de'cristiani primitivi. Il Sarnelli, Let- da le suppellettili sagre non solo ragionai
lei e ecclesiastiche, t. 3, lett. i, tratta co- ne'citati articoli, ma in ciascuno di ipiel-

me lieve essere la suppellettile del vesco- li che si comprendono nelle loro moltepli-
vo.Ma propriau)enle delle suppellettili sa- ci pure dirò, che va-
categorie. Solo (jui i

gre e di chiesa, leggo nel lUnnart, Atti si ornamenti nuovi non ponno
sagri e gli
sinceri (ìe'prinii martiri dclluChiesa,l. 3, essere adoperati nella chiesa, se prima nun

p. 3<){),che chiama gli arredi sagri e le al- sono stati Anche


consagrati o benedetti.
Mmisteriis
tre cose spettanti alla chiesa, il concilio di Bordeaux ne fece un rego-
omnibus Ecclestae, poiché tutte le sup- lamento , che Gregorio XIII approvò.
pellettili sagresi chiamavano ne'primi se- Quelli che fanno la visita delle chiese par-
coli del cristianesimo lìJinislerii, perchè rocchiali non devono trascurar nulla, af-
tutte servivano all'onore di Dio, e s'usa- finchè sieno fornite degli ornamenti con-
vano per dichiarare la u)aeslà infinita del- venienti; e gli ornamenti ili c!iiesa non so-
l'Altissimo, e la totale soggezione che tut- no soggetti all'esecuzione della giustizia,
ta laChiesa protestava a Dio solennemen- come prescrive \\jui ecclesiastico. Orua-
te, citando il p. iMabillon, De liturg. Gal- nienti sacerdotali si dicono le loro ve>li sa-
lic. \\\ì. i,cap. 7. Indi a p. 4ot) rimarca gre, così quelli de'vescovi si denominano
quanto le suppellettili sagre fossero ric- ornamenti vescovili, e quelli de'Papi or-
che smo da'prmii tejnpi dellaChiesa, on- namenti pontificali.
de cristiani la fornivano, ed insieme la
i SUPERUiMEIlALEoSOPRAUME-
preziosità loro e l'eccellenza del lavoro; IlALEj.S'fY^er/tMMier^r/i'. Veste sagra e pre-
cioè vasid'oroeil'argentocancheili bron- ziosa <\e\Somnio sacerdote degli ebrei .seb-
zo, di ricca materia e di magnifico lavo- bene con tal vocabolo furono pur chiama-
ro. Il IMagri, Notizia dcvocoholi eccle- ti il Razionale (' •) o pettorale, ì'Amitlo

siastici, verbo /lym/.v/e/'/V/^/ij dichiara che (/'.), lo óVrt/^o/.z/ ((/'.) de'religiosi,ilf<i/-

questo vocabolo appresso gli scrittori sagri lio [f' .) coiue vuole anche il Zaccaria nel-
spesso sigiiillca un vaso destinato al s. Sa- VOnomasticO'i rituale. Pallio o Raziona-
gri/ìzio, ovvero al servizio dell' Altare. le lo chiamòeziandio Cancellieri ncWiìDe-

Consliluiijiii rninistcria sacrata non tan- scrizione de' tre pontificali, p. 104, ed è
gerentiir, nisi a niinislris sacratis, riferi- in questo senso che alcuni scrittori usa-

sce Aua^tasioDibliotecariodiPapas.Sislo rono il vocabolo parlando delle vesti pou-


S U P S U P 7?
tificali Papa, che d'altronde non ha
del znlioniss^.,Si\ì. 28aragionandosullaP«2-
niopiiameole Irai suoi ornamenti il so- ìitta,\i\ dice sinonimo del Superhumera-

praumerale. iVou si deve confondere con lej e che presso greci il Camice fu detto
i

[' Umerale [f'.),\e\o sagro che cuopre le Superhuineralia, e corrispondente al no-


spalle, le braccia e il petto de's;igi i mini- stro Siiperpelliceum o Colta, sebbene di-
stri della chiesa, e col quale dal suddia- casi pure con. tal vocabolo il Rocchetto,
cono si copre la patena, e dal sacerdote tutte sopravvesti che coprono le spalle e
e da altri la pisside, e con essa si benedi- il petto, come il superumerale del som-

ce il popolo, usandosi pure quando si cora- mo sacerdote degli ebrei. E qui dirò pure
])arte la benedizione con ['ostensorio. Tut- del Supergenitale oStthgmitale o Subge-
ti i ricordatiornamenti o vesti sagre fu- miale,o Ipogonatio con vocegreca.orna-
rono talvolta appellatiSnperumerale, co- meuto proprio de'vescovi greci, e per pri-
me quelle che si >ovrappongono sugli o- vilegio l'usano anco sacerdoti, che de-i

meii o spalle, e dicendosi in latino la pa- XXX.11, p. 146, e ne rifeci


scrissi nel voi.

rola sopra, Super, Saprà, e la parola o- parola a Suddiacono. Il p. Bonanni, La


ruero o spalla, Hunierus,co$i formossi il gerarchia ecclesiastica considerata riel-
vocabolo Super Huinerale, e fu applica- le vesti sagre, cap. 7: Del sopraiinierale
to ad esempio della veste così propriamen- in secondo luogo ordinato per il sommo
te detta, alle altre accennale e ricoprenti 5(7ce/Y/6)fój ecco quanto riporta. Il sommo

le spalle. Infatti, trovo nel Magri, Noti- sacerdote sopra la tonaca di bisso indos-
zia de vocaboli ecclesiastici, aWu vocaSu- sava altra veste più preziosa e denomi-
perhunierale,i\iia\\iìcdlo VAniitto, e che nata ^««/cfl, del colore di giacinto, indi so-
alcune volte significa presso gli antichi vrapponeva ad esse la veste detta Sopra-
\oScapolare de'monaci detto pu-
scrittori umerale, perchè era sostenuta dagli 0-
ve pazienza. Anzi notai a Basilia.\e, per- meri o spalle, composta di due parli, una
chè anche diverse monache usano lo sca- delle quali pendeva avanti il petto, l'al-
polare, dissiche il loro sopramnerale era tra dietro la schiena: cpieste si univano
una sopravveste di lana senza ornato. In sopra le spalle con fìbbie ornate di due
favore del vocabolo talora appropriato al- pietie preziose, e si cingeva nella cinlu-
V Aniitto, arroge quanto ivi scrissi , cioè la, restando con essa coperta piii della me-

che anticamente si sovrapponeva sul ca~ tà del cor()o sacerdotale. Superava questa
mfce, e si assumeva dopo Wcingolo. IhMa- veste tutte le altre, sì per la materia che
grichiama ramiltu anche Huinerale, A- l)er l'artifizio con cui era tessuta. La ma-
naholagium , Àniholagiwn , Anagola- teria era di bisso di 3 colori, cioè di coc-
giuni, derivato dalla voce greca vestirsi. co, diporpora e di giacinto, a'cjuali era-
]Vola che aoticaoiente tutti lo portavano no aggiunte fila d'oro sottilissimo, onde
sul capo, come oggidì usano diversi reli- rendeva vista molto vagì, non inferiore
giosi, e poi lo pieg.ivaiio sulla pianeta; cre- alla preziosità della materia. Dl^^eDlonel-
de simboleggiarci con esso la corona di V Esodo, cap. 28, n.' G: Facitnt supcrhu-
spine del Uedenlore, o il velo col quale gli rnerale de auro, et hyacindio, et purpu-
quan-
fu coperta lafjccia nella passione, o ra, coccoque bis tincto byssoque retorta
do nell'incarnazione comparve sulla ter- opere poly mito. Circa la forma di tal ve-
ra colla divinità velata. Aggiunge che an- ste scrisse Filone, ch'era simile ad una co-
ticamente nella chiesa romana i' amitlo razza, ma ciò si può verificare perchè co-
df'cardinali diaconi era più slreltodi quel- priva il petto e In schiena, essendo per al-
lo de'cardinali preti, come ricavasi dal ce- tro molto dissìmìleda essa. Circa la qua-
remoiiialedel Duvanlria fiorilo nel i SiD. lità de'colori, e dell'oro in fili non raggi-
11 ceiemonicre Chiapponi, Acta canuiit- rati sopì a la bela, lua bensì sullilmente la-
76 S U P S U P
gliali da una lastra pure sottilmente spia- le, quanto le gemme del razionale, avea-
nata, il p.Booanni ne fa eludila spiegazio- no tralasciato tramandare il miracoloso
di
ne. Quanto all'ordine che la veste fosse splendore, essendo Dio sdegnato degli e-
fatta opere polyniilo, si spiega o che fosse biei per l'inosservanza de'suoi comanda-
tessuta inulùsfdis varioruni colorum,ov- menti. Il Sarnelli, Lettere ecclesiastiche
vero falla a rnaglia,o fatta in maniera che t. 3, lett. 26: Della stola abito pontifi-
non si congiungesse una parte coll'altra. cale, spiegando f|uella del sommo sacer-
Sopra le spalle del superumerale erano dote degli ebrei, la chiama tonaca di gia-
aggiunte due pietre preziose chiamate o- cinto, della dal libro dtìì' Ecclesiastico,
nieliinosj delie quali parlando Pluiio, di- Umerale, perchè era tonaca senza mani-
ce che hanno il colore bianco simile al- che e pendente dagli omeri. E benché il
l'unghie umane. Giuseppe ebreo le disse raedesì mo Ecclesiastico cbiam'ìStola san-
sardoniche^ e secondo Filone e la versio- ta il Suprautnerale, non si può negare
ne de'Seltanta si dicono smeraldi: erano che fosse sagrosanla la tonaca delta stola,
queste incastrale in oro, e in esse erano mcnlre il sommo sacerdote se senza di es-
intagliati inomi delle XII ZV/Z'/f, e si chia- sa si fosse accostato al santuario sarebbe
mavano lapides ruenioriales.OìUe queste morto. Riconosce anche Sarnelli, che col-
eranvi due anelli d'oro, a'quali si attac- la stola erano congiunti il superumera-
cava il Razionale o pettorale, misterioso le e il [)eltorale, ambedue ragguardevoli
ornamento, e si adattava alla lacuna o a- per le pietre preziose; quindi passando a
pertura lasciata nel superumerale stesso. ragionare dell' odierna stola pontificale,
Jl p. Bonanni riprodusse le figure del su- sacerdotale e diaconale,osserva che se non
perumerale a p. 28 e 54- Il superumerale è della stessa fn-ma pende pure dal collo,
fu dello anche Efod o Ephod, al quale ed è altreA un)ernle,essendo sopraumera-
articolo feci la d>stiiiiione di quello pro- le ad essa o la Pianeta o il P/V/Vz/e. Dichia-

prio del sommo sacerdote, da (pjello u- ra poi con Durando, Bona, INIabillon e al-
satoda'semplici sacerdoti. L'annalista Ri- tri che anticamente la nostra stola era
,

naldi, al l'anno 1
7, n.°2, parlando del la iS/o- ancora tonaca umerale, attorniata da una
la del sommo sacerdote, dice che ad essa gran fascia che serviva anco per camice,
eranocongiunli dueallri vestimenti chia- e dipoi introdotto il camice reslò la fJ^cia
raali Superhoiiierale e Pettorale, ambe- sola, e di tonaca umerale diventò colla-
due insigni per le pietre preziose. Intor- na o stola.
no a (juelle del ."riferisce Giuseppe, che
i SUP PLICA. F. Memori ale,Registra-
quando si sagri fica va quella che stava,
TORi, Spedizioniere, Rescritto. Quanto
sulla spalla destra, mandava fuori contro agli amanuensi e copisti che scrivono le
la sua natura tanto splendore che si ve- sup|>liche, ne parlai nel voi. Lll,p.3«4»
deva eziandio assai di lontano; meraviglia a Scrittura o arte dello scrivere, ed a
maggiore poi era che soleva Dio perle XII Segretario.
Gemme cucite nel Razionale, prenunzia- SUPRALAPSARI.Seltadileologi pro-
re le vittorie con istraordinario splendo- testanti, i quali per combattere gli erro-
re, onde tulio il popolosi rassicurava del- ri ile Manichei C^Oi facevano Dio auto-
l'assistenza e aiuto di Dio, per la qual co- re del peccato. /'. Infrìlassari.
sa i greci certificati del miracolo, chiama- SUPRASLIA (Supraslien). Città con
rono ilRazionale o Pettorale , Oracolo. residenza rescovile di rito greco-ruteno
I\Ia lo sle>so Giuseppe, nato nell'anno 87 unita alla chiesa cattolica nella Prussia
di nostra era e scritture di^WAnlicliiui giu- (A*.) orientale, soggetta immediatamen-
daiche, tiirermache già da 200 anni tan- te alla s. Sede. Ha la cattedrale dedicata
to la gejuuìa saidouioa del superumcra- allAnuunziazioue della D. Vei^iueedi
S U P SUP 77
s.Gio.T]!vangeIisìn,(li eleganlo firma, ch'è nuovo re Federico Guglieluìo III ricor-
l'unicn chiesa della cillìi; bensì nella dio- se alla s. Sede per l'erezione d'un vesco-
cesi, che uovera più di4o>ooo cattolici, e- vato cattolico di greco-ruteni uniline'no-
sislono 60 chiese parrocchiali. Vi è inSu- velli suoi stati. Onofrio Gaetano Szem-
praslia un monastero di monaci basilia- beck fi alello del vescovo di Plock oPlosk
ni, i quaU sono di aiuto al vescovo nelle fu incaricato di a.^segnare i limiti della
funzioni ecclesiastiche. Nel i553inSu- nuova diocesi, stabilendosi la sede del ve-
piaslia fu fjudata e riccamente provve- scovo nell'abbazia di Supraslia,abitala al-
duta l'abbazia del suo nome dall'arcive- lora da 22 basiliani.Pio VI, in quel tempo
scovo Ialino diRioviaconleGiuseppe Sul- diraorantenella Certosa di Firenze, tutto
tan, e dal non meno piissimo conte Ales- approvò colla bolla Siisceptam a nobls,
sandro Chodkiewic2,indi nel 5c)5 fu da- 1 de'6 marzo 79S (meglio 1 709 per quan-
i

ta a'basiliani. Il rinomatissimo metropo- to dico a Pio \ 1 ed aSiE>-.A,ove allora tro-


Jila Leone Kiska del i 7 i 8-29 innalzò a vavasi, passando alla Certosa il r. "giugno
Canio dei monastero, di cui egli era com- I 798), Bull. Reni. coni. 1. 1 o, p. 1 8 1 nel- ,

mendatore, magnifico palazzo per abita- la quale leggo che il Papa ere.<se la chie-

zione dell'abbate, divenuto poi episcopio sa del monastero in cattedrale, e formò la


e abitazione del vescovo. La bella chie- diocesi co'terrilorii appartenenti a quel-
sa del monastero eretta in parrocchia, fu le di Kiovia e di Bresl, dalle quali li dis-
poi convertita nell'attuale cattedrale. Era membrò. Decorò Supraslia del nome di
ricca di molle e preziose reliquie, di am- città, con tutti i diritti, privilegi e liber-

pio coro, di un organo assai stimato, di tà comuni alle altre cillà vescovili ; di-
leggiadro campanile, e di vasto cimiterio ciiiaiò il vescovato esente dalla soggezio-
separalo dai sepolcro de'monaci, adorno ne al meliopolilauo, e immediatamente
di sontuosa cappeila.il 3.' smembramen- sottoposto alla Sede apostolica, coll'iden-
to della Polonia {l\) fu confermato dal tilà delle prerogaliveedell'immunilà de-
trattato de'i 4 ottobre 1795 in favore del- gli altri ve.scovati ruteni. A seconda delia
l'Austria, Russia e Prussia. Le due ul- pontificia disposizione sul capitolo della
time potenze acattoliche fecero a'novelli cattedrale, il re pi omise la fonilazione di
loro sudditi gravissime promesse di ser- due dignità e 4 canonicali pe' sacerdoti
bare inviolata, anzi di proleggere ia loro secolari, con assegnamento conveniente,
religione catlolica romana, come riportai e di mantener ia chiesa col palazzo ve-
ne'Ioro due articoli. 11 re di Prussia Fe- scovile: al vescovo si assegnò l'annua ren-
dii ico Guglielmo li ciò avea di giù pro- dila ili 4000
moneta prussiana. Pio
scudi
messo con lettere de'2 5 marzo 1793, e VI a'27 marzo 799 nominò e contérmò
I

!iedie ancor più solenne parola nel tral- I ."vescovo di Supraslia d. Teodosio Wi
t:ito de'25 del seguente settembre. Per slocki abbate del monastero e presenta-
ide 3. '^divisione della Polonia vennero in to d;il re, nato nelirSS della diocesi di
potere della Prussia la provincia di Bia- Premislia, uomo di altissimi mei ili, co-
lÌNlr.k e porzione della diocesi di Bresl, me narra il p. Theiner, J icende. dtlla
coll.i celebre abbazia di Supraslia.\ elea chiesa cnttolica di ameiidue i riti nella
ragione che si provvedesse a'bisogni spi- Polonia e nella Russia j però nelle No-
rituali degli abitanti, i quali pressoché tizie di Roma trovo che fu fatto vesco-
tulliseguivano ia chiesa catlolica di rito vo a'2 aprileiSoo da Pio VII, ciò deve
r>uleno[F.). Guidalo da senlimenli di e- intendersi per la promulgazione in con-
i|intà e mosso dalle istanze de'fedeli, ac- cisloio. Poscia pel trattalo di Barlensleiii
ciocchè non avessero a dipendere da've de'?G apriIci8o7, stipulalo tra ia Bus
scovi ruteni residenti liiori del regno, il sia e la Prussia, e dopo la pace di Tdsil
78 SUR S U S
de'9 luglio, fu dalla Prussia ceduto alla mondo Albrand e vicario apostolico di
Russia il dislrellodi Bialistok, onde l'im- Rouei-Rou, e lo è tuttora.
peratore russo Alessandro 1 soppresse il SURISTE o SURITA.Sede vescovi-
vescovato di Supraslia,giaccliè Leone Sa- le d'Africa nella Mauritiana di Sitili, sot-

\vorowski o Jaworowski dell'ordine ba- to la metropoli di tal nome, ed Aufìdo


siliauo, nouiinalopoidal re Federico Gu- suo vescovo fu esiliato nel 484 tla Uone-
glielmo III per 2.° vescovo, non avea an- rico re de' vandali, per non aver voluto
cora ricevuto da Pio VII la canonica isti- sottoscrivere l'erronee proposizioni dei
tuzione. Quindi l'imperatore nominòLeo- donatisti nella conferenza di Cartagine.
ne sudraganeo di Brest e gli fu conferi- Morcelli, Jfr. c/ir. 1. 1.

to il titolo dell'abolita sede di Wladimi- SUSo SUSA.Sede vescovile della dio-


ria. Nel I 8 5 reintegrala
I la Prussia de- cesi de'caldei, sotto la metropoli di Gon-
gli stati perduti, ricuperò pure Supraslia, disabour o Gondisapor, eretta nel V se-
e perciò Leone Saworowski n' ebbe la colo. La città di Sus o Susan di Persia
sede vescoviIe,e per vescovo di Supraslia nel Ruzistan o Chorestan, l'antica Susa,
lo trovo nelle Notizie di Roma del 1 8 8,
1 fu residenza del possente re Assuero, ed
che furono le piime a pubblicarsi dopo altri la credono nel paese degli elamiti
il ripiistinanienlo del governo tempora- presso il fiume Euleo o Ulai, e l'antica
le della s. Se(\e. In rpielle del 1847 lo ri- Elymai. Negli scavi si trovaiono impor-
leggo, ma nelle seguenti dal 1 85 1 in poi tanti avanzi di sua grandezza, e pezzi di
trovo la sede di Supraslia sempre va- marino coperti di geroglifici. Si conosco-
cante. no seguenti vescovi di Sus. Milles mar-
i

SUPvA o SURI A. Sede vescovile del- tirizzato nella persecuzione di Sapore I;


la provincia Eufratesia nell'Asia, patriar Abda del 42 i pur messo tra'martirijBar-
ciito d'Antiochia, sotto Gerapoli metro- suma partigiano dell' eresia nestoriana;
poli della Comagena, eretta nel V seco- Isacco del 680; Jesuiab poi metropoli-
lo, il Terzi nella Siria sagra avverte che tano d'Holouan dell'SgS; Juballaba as-
Fullero e altri confusero Sura coll'anli- Machicha;
sistè all'elezione del cattolico

ca Tiro,eStefano pretese che fosse nella Giovanni trovossi all'elezioni de'catloli-


Fenicia. La città di Sura fu denominata ci Denha e Juballaba III. Orienschr. t.

colonia Flavia, comechè ristorata da Ve- 2, p.i i8q.


spasiano, ed era vicina a Rosafa e Scr- SUSA (Siiseli). Città con residenza ve-
giopoli.Ebbeper vescovi Uranio, pel qua- scovile del Piemonte, negli stati del re di
le Stefano metropolitano di Gerapoli nel Sardegna, capoluogo della provincia del
45 [ sottoscrisse la 6." azione del conci- suo nome e di mandamento, della divi-
lio generale di Costantinopoli; Marione sione amministrativa di Torino, da cui
fu esiliato dall'imperatore Giustino I, a è lontana circa 11 miglia, in fondo ad
cagione del suo attaccamento all'eresia una valle sulla sponda destra delDora-
de' monofisiti; N. venne massacrato con Ripario, in amena situazione al pie del-
molli cittadini dall' armata di Cosroe I l'Alpi Cozie, presso il confluente del Ce-

redi Persia. Oricns dir. t. 2, p. C)5o. Nel- nisio, ed alla diramazione delle due stra-
l'articolo Maroniti dissi che nel suo pa- de del Monte Cenisio oMoncenis, e dei
triarcato vi è l'arcivescovo di Suro Ti- Monte Ginevra. E" pur sede d'un tribu-
ro, di quel rito. Inoltre Sura, Snreii, è nale di I." istanza e delle autorità della
un titolo vescovile in parlibus, sullo il si- provincia, piccola città mediocremente
mile arcivescovato di Gerapoli, che con- fabbricata, nia non manca di pregievoli
f-risce il Papa. Gregorio XVI a'27 mar- edifizi.La caltedrale.anlico edi(lcio,è sot-
zo 184G vi nominò mg.r Stefano Rai- to il titolo della 13. Vergine Maria, di s.
su s Sl}S 79
Giusto martire e di s. Mauro abhate.con tata in setteml)re. Il .suo territorio pro-
battisterio e cura d'anime die auiuìini- duce poco grano, ma molto vino, casta-
stra la 2." dignità del capitolo. Questo si gne e frutti, tra'quali primeggiano le bel-
compone di 2 dignità, l'ai cidiacono ch'è le poma di Susa che conservansi per più

la i/jil preposto la 2.^, di 1 i canonici com- stagioni in istatodi freschezza esenza per-
prese le prebende del teologo e del pe- dere sapore. Importante è l'educazione
nitenziere, e di altri preti e cbierici ad- della quantità grande de'bachi da seta, e
detti al servigio divino. L'episcopio è al- si trae del ferro dalle circostanti miniere,
quanto dislanlc dalla cattedrale, oltre la e dalle cave una pregiatissima specie di
quale non sonovi altre parroccliie, ben- marmo detto Verde di Susa. Scendendo

sì altre chiese, diversi sotlaiizi, due ospe- dal Cenisio per entrare in Susa, si vedo-
dali, seminario con alunni, e altri stabi- no rimasugli di baloardi e altri avanzi in-
limenti benefìci e d' istruzione, come il formi d'una rocca smantellata: (juesta era
reale collegio. Vi si conserva un bell'ar- la fortezza di s. Maria, chiamata volgar-
co trionfale di marmo bianco, eieltoad mente la Brunetta, e formava parte del-
Augusto dal re Cozio vassallo dell' im- le fortificazioni un tempo rilevanti per
pero romano, sotto la cui clientela egli cui chiudevasi col passo di Susa la poita
signoreggiava quella parte delle Alpi clie dell'Italia. Fu distrutta come piazza di
divide la provincia di Saluzzo, Pinerolo guerra unitamente a tante al tre per la pa-
e Susa,da Francia e Savoia, eche da lui ce fatta co'francesi nel 796, ed ormai so-
i

appunto prese il nome A' Alpi Coz/V, al lo resta a far contrapposto coll'arco roma-
quale articolo ed a Patrimoni della s. no che le sta a fronte, e colla magnifica
Sede, narrai que'che questa vi possede- strada che vi si apre tra l'uno e 1'
altra.
va pingui e D'ordine corintio e di
vasti. Può dirsi che qui si riuniscono 3 monu-
ottimo stile è l'arco, ma guasto e spoglia- menti caratteristici di 3 epoche memo-
to delle sue iscrizioni, le quali però so- rabili nella storia. Imperocché ricordate
no ri[)orlale ne' Ulonuuienla Jii^loriaepa- per essi ivi ricorrono insieme alla fmlasia
triae, t. 4» p- 1 5^ ' , o'e si legge che re Co- le pompose glorie delle arti, ({uelle delle
zio forse l'edificò per testimoniare la sod- conquiste presso la nazione che già ebbe
disfazione che avea provato per le vitto- l'impero del mondo, e le ostinate difese
rie riportale da Augusto su d'alcuni po- in secoli più recenti da un piccolo popolo
poli alpini più vicini a' suoi confini, ed guardiano delle Alpi, che vanta prodi
in occasione del passaggio di queirini|)e- guerrieri e tra gli altri illustri il celebre
ratore per le Alpi,mentre andò o ritor- caidinal Ostiense (1'.)^ oltre l'attuale in-

nò d'Italia in Francia, e probabilmente dicibile potenza dell'industria e del com-


allor(|uando uno de' principali tra' galli mercio, la quale superandoogni ostacolo
avendo destinato di precipitarlo, restò della natura ravvicina uomini edistanze.
atterrilo dalla maestà e .serenità del suo E noto che fra'vari passi per cui soglion-
volto, verso l'anno tli Roma 744> circa si ora valicare le Alpi, il iMonte Cenisio è
IO avanti l'era nostra. Altro arco pure il pili agevole, e ciò dopo che Napoleone
vi era slato innalzato a GudioCcsare,chc I imperatore de'francesi nel i8o4viaprì
i popolani guastarono per fare un ponte una larga e comoda stiada.Piùarduoas-
sullaDora. Questa città ha pochi altri sai egli era prima, uè perciò inen fre-
mezzi fuor di quelli che le procurano i (juentato da molti secoli, come quasi il

viaggiatori che rccansi a Torino. Vi si solo per cui si potesse tragittare non so-
trovano tuttavia alquante oilicine di co- himenlcdal Piemonte in Savoia, ma da
rami, hannovi luogo settimanali mercati tutta Italia in Francia, Spagna, parte di
di bestiami, td una fiera assai (lequen- Ccrmania e ln<^hiltcrra. Proseguiva a
8o S U S S U S
fjiie'tempi In strada por una valle piana no il duca e l.i duchessa
re e la regina, il

da Su'ia alla Novalesa, terra antica posta di Genova, ricevuti dal vescovo di Susa.
n pie dellMonte Cenisio, ma colà era for- Sixsn, Segusiiii/ì, antichissima e rino-
za il dislogare minutamente i legni e o- mata pel suo vetusto e già potente mar-
gni parte di essi caticare co'bagagli,e co- chesato longobardo, di cui fu capitale e
si tutte le merci sopra i muli, salendosi il perciò di quasi tutto il Piemonte (^^.),
monte oa piedi o a cavallo, o eziandio io per la situazione suddescritta, sopra i so-
portantina, sino all' ultimo piano o sua li antichi sbocchi fra l'Italia e la Francia,
vetta. Dal [ìiinto poi donde cominciava fu un tempo di grande importanza 'come
e principia tuttora la discesa, solevasi da piazza di guerra,e la chiave della nostra
molti calare velocissimamente a Lansle- penisola da quel lato; (|uindi fu spesso at-
boigo, abbandonandosi giù per l'erta chi- taccata e devastata nelle guerre diverse,
na in certe slille che un uomo solo guida- e immense rovine patì ne'passaggi me-
va co'piedi e col bastone sopra la neve morabili de'galli, de'carlaginesi,de'goti,
battuta. Allora molti inglesi risalirono de'vandaii. L'imperatore Costantino I,

piìi volle faticosamente il monte, onde vincitore di Massenzio, la distrusse: ma


compiacersi di tal calata ardita e preci- cento volte smantellata, tornò sempre a
pitosa. Ora la nuova strada sale imme- risorgere.Perla sua topogradca posizione
diatamente da Susa. Essa va ergendosi a Susa vide que' sovrani che da Italia .si
poco fi poco per lunghi e ben delineati recarono in Francia, e viceversa quelli
circuiti, prima fra belle praterie che a- che da essa calarono in Italia, inclusiva-
dombrano numerosi castagni, poi fra a- mente a'Fapi che si condussero in Fran-
]jeti e larici che vanno sempre piìi dira- cia,cominciando da Stefano //detto HI,
dandosi, e finalmente tra balze scoscese che nel 753 peli.° valicò le Alpi; laonde
e aspri dirupi, in cui fu scavata a forza di senza in st'guito ricordarli tutti, può ve-
mine con gran costo e con mirabile mae- dersi Francia, ove notai i Papi che vi si

stria. ha a
Nel salire si destra la profonda recarono. Narra Feronio, che Carlo Ma-
valle della Novalesa trascorsa dal torren- gno avendo nel 773 vintoDesiderio re dei
te Cenisio, poi al di là l'altissimo Roccia- Longobardi (Z-^.) e conquistato il suo re-
melone, in cima di cui è la piramide in- gno, ha gli altri governatori costituì due
nalzata nel 1821, che porta l'iscrizione marchesi per guardare passi della Fran-i

già ivi collocata nel i65(:)quando il duca cia dall'Italia, uno a Susa e fu Abone, l'al-
CarloEmanuele II vi andò in peilegrinag- tro aSaluzzo (^f^.) c\\\aayà\.o Portado,ain-
gioa una cappelletta,oggetto tuttora d'an- bi nobili francesi. Abone già si trovava
nuo concorso pegli abitanti delle sottopo- signore di molte terre da Novalesa sino
ste valli di Lanzo e di Susa. Siccome al a Torino, e possedendone altre al di là
cader delle prime nevi e peggio in prima- de'monti. Del marchesato e de'marche-
vera piombano d'ogni parte terribili va- si di Susa, molte notizie sono riportale
langhe, per soccoi rere i passeggieri Napo- ne' Monumenta suddetti, donde 1 ilevasi
leone I vi stabiPi e dotò una famiglia reli- che marchesato dipendeva dal regno di
il

giosa per ospitarli. Di essa, e di quella ce- liorgogna e perciò dall'impero; che al re
lebre e benemerita dell'ospiziodelGran s. Bosone nel X secolo si ribellò il conte di
I5ernardo,parlaiaSioxedaSvizzERA.A'22 Susa Olderico Manfredi, marito di Ber-
maggio 1854 fu inaugurata la strada fer- ta figlia di Autberlo credulo della stirpe

rata che da Torino riesce a Susa, com- de'marchesi d'Ivrea, fondatoredel mona<
messa e condotta a termine dall' inglese siero diCaramagna,che perciò strinse al-
Carlo Henfrey, il quale solennizzò tal leanza co'genovesi. Dipoi tentò di caccia-
giorno con gran feste e invili: vi si recaro- re dalla Moriana il conte Bcroldo sasso-
s e s S U S 8 .

no, cnpifano genernic e liioqntcnenletlel di s. Gregorio VII, (piando esso volle ca-
ifgnodi l>oi)^<i^n;i pel re lìosoiie. Gran lare in Italia, non gli accordò il passaggio
(lamio allies'i lèccio a Susa le sue iiile- the a condizione (Iella cessione di que'rag-
siine cliscorilie, e r ullimo suo incendio guardevoli dominii che descrissi nel del-
le arrecò quello giavissimo ilella perdi- lo articolo, e poi accompagnò il genero
ta degli archivi preziosi del inarcliesalo a Canossa, interponeudosi col Papa pel
e della casa di Savoia, onde riniangono suo perdono. Adelaide si compiaceva di
buie al di là d' Umberto I le origini del- soesiorna re nel l'antico Castel lo di A vi«lia-
ia nobilissima casa di Savoia (/'.), di cui na, ameno pe'suoi due deliziosi laghi del-
(juel conte di Moriana fu stipite. Egli nac- la Madonna e di s. Bartolomeo, e abbon-
que da Ceroldo già rammentato, princi- danti di buoni pesci. Dopo di lei parec-
pe sassone e nipote d'Ottone III impera- chi conti di Savoia dimorarono in Avi-
tore, clie riportò vittoria contro il signor gliana,e in uno de'Iaghi dipoi si affogò Fi-
(liStisa e suoi alleali a pièdeLAIonleCeni- lippo primogenito di Giacomo principe
sio, indi chiamali da Germania la moglie d'Acaia. Celebrata Adelaide per le sue
e il figlio Umberto I, fu cosi il fondatore pie fondazioni e religiose liberalità, come
di sua eccelsa prosapia, e solennizzando per la Lorenzo d'Oulx,per la
chiesa di s.

il loro arrivo con giostre e tornei. Trova- sua prudenza nel governo dopo la mor-
vasi alla sua epoca e sul principio del se- te d'Oddone, e per le sue qualità, mori

colo XI la città di Susa, porta e ingresso nel logi, ma dove fosse sepolta non si
della M\Iarca d'Italia, dominando suoi
I i sa di certo. Chi la vuole a Canischio nel
potenti marchesi come legali degl'impe- Canavese, chi nella cattedrale di Susa, e
ratori alla difesa delle Alpi, la contea di chi liualmenle in Torino nella cappella

Torino, la signoria d'Aosta e varie altre della ss.Trinilà nella'metropolitana.dove


contrade del l'iemonte,e nelle parli marit- essaaveva fondato un capitolo cui ven-
time della Liguria. Quando Adelaide fi- nero in seguito aggregati preti teologi i

glia ed erede dell'ultimoericordato mar- del Corpus Domini. Il Papa Eugenio III
chese Oldeiico Manfredi, divenuta già ve- fuggendo da Roma le persecuzioni degli
dova in prime nozze d'Ermanno duca di arnaldisli, in principio dclii47 licove-
Svev/a,poiin seconde d'Enrico di IMunfer- rossi in Francia, ove celebrò la Pas(jua
ralo, sposò (Jdone o Oddone figlio d Um- col re. Egli fece la via di terra, e passan-
berto l verso il Io3?,,o come vuoisi da al- do pel Piemonte arrivò a Susa accom-
cuni nel I o4t>. Questa diustre marcliesa- pagnato da molli cardinali, e dal conte

un, o contessa come la cliiainano diversi d\ vSavoia Amedeo HI, insieme al suo fi-

storici, portò alla casa di Savoia il retag- glioUmberto HI, quali due principi agli
i

gio di quelle provincie subalpine. Per il 8 marzo nel monastero di s. GiuslodiSu-


che Oddone essendo succeduto nel i 060 presenza del Papa, confermarono
sa, alla

al fratello Amedeo I nella contea di iMo- almonastero tutlociò che ila'marchesi di


riana, fondò il i.°quella dominazione di Susa e conti di Savoia loro predecessori
qua che per tanti secoli
e di là dall'Alpi, aveanoricevulo.Nello stesso tempo il mo-
fu origine di gloria e d'uigrandimenloal- nastero turni ad Amedeo Uhi ,000 soldi

la stirpe regnante de're diSardegna, duchi secusini, acciò servissero in p.irtealle spe-
di Savoia e marchesi di Susa, titolo che se necessarie al viaggio di Siria consiglia-
assunto allora tuttora conservano. Nel- to dal Papa. Quindi Eugenio III aven-
l'articolo Savoia celebrai Oddone, e di do asceso e disceso il .Monte di Ginevra,
piìiAdelaide per le sue virtù e saggezza, s'inoltrò per l'arcidioccii d'.Vmbrun nel
ed avendo maritato la sua figlia bei la al- Delfinalo, ed in Parigi accomiatò .\me-
riiiiperalore Enrico IV nemico acci rimo dco 111 che cou altri principi por tossi iu
VOL. I.XXI.
8?. S U S S U S
Siria. Fralfanto il marchcsnio di Sii(,a vendo repubblicani francesi occupalo
i

colla (il là sua rapitale sogiù le vicemle violentemente pure gli stati della s.Sede,
e i destini de'conli di Savoia, e soggiar- detronizzarono Pio VI e prigione lo con-
(|iie alle tenibili e desolanti fazioni dei dussero a Valenza di Francia. Il Baldas-
Guelfi e Ghibellini [F.), col resto d'Ita- savìyPkflazione (Ielle avversità e patimenti

lia. Nelle gravi vertenze fra il Papa Ales- Pio


(li t. n,
4) ['-109 e seg., narra che
sandro III e l'imperatore Federico I, il ilPapaa'26 aprlle(a'25coniyovae'> sci is-
conte Umberto IH difese la s. Sede, on- si nella biografìa) 1
799 daTorino fu con-

de l'imperatore portò aspra guerra nei dotto a Susa, fermandosi prima al vil-

suoi slati, nel i 74 ridusse in cenere Su-


i
laggio di Ambrogio in un cattivo al-
s.

sa, e in quel fuoco perirono ricordali ar- i bergo d'osteria. Non lungi nella sua ab-
chivi. Allorché il nipote di detto impera- bazia di s. Michele di Chiusa vivea riti-

tore, Federico li, perseguilo la chiesa ro- rato il cardinal Gerilil, che ansioso di os-
mana e Papa Innocenzo IV, questi rifu- sequiare il Papa per l'ultima volta, dal
giandosi in Francia, a'2 novembre, altri commissario francese Cola gli fu dura-
dicono a' 3, per Asti giiuise in Susa, do-
I
mente negato, onde il Pap;i pure ne restò
ve trovò ad allenderloHcardinali,ancli'es- addolorato. Verso sera arrivò aSu>>a,ove
si temendo le insidie e la furia dell'im- la guarnigione era tutta piemontese e so-
peratore nemico. Valicate con loro le Al- lo ilcomanilante di piazza era f/itncese (è
pi, giunse a Lione a'2 dicembre, ricevuto vero che l'egiegio storico era testi njonio
con indicibile allegiezza e venerazione. oculare e accompagnò il Papa, ma poi di-
Susa rivide un altroPapanel i4iB,quan- ceche questo comandante era de'Saluzzi
do Martino V, do[)o il soggiorno di Gi- di Torino), ma manieroso e discreto, il

nevra, di che ripailo a Svizzeha descri- quale sollenlrò al Cola nell'ullizio di so-
vendo il cantone, a'3 settembre passò per prastante alle cose del Papa. Fuori della
Susa nel recarsi aTorinoeManlova, e allie- città attendeva Pio VI uno squadrone

tò colla sua presenza la città, regnando al- di soldati a cavallo, che gli tributarono

lora Amedeo Vili ."duca di Savoia e poi I gli onori militari, e tra molta folla di di-

antipapa FeliceFiìe\ 439, onde col resto 1 voli spettatori raccouìpagnarono sinoal-

de'suoi dominii Susa lo venerò come fos- l'episcopio.Quivi trovò alla porta per ac-
se stato legittimo Papa, scisma che finì coglierlo riverentemente, io abito prela- »

colla sua viituosa rinunzia neli449' ^ tizio il vescovo (ma il can.Bima dice ch'e-
francesi s'impadronironodiSusaneiiG^g, ra morto nel i 798), e i canonici con vesti
l'occuparono di nuovo per le guerre nei da coro, Papa venne condotto in co-
e il

I Gqo e la conservarono 6 anni; indi la ri- modo e decente appartamento. Il coman-


presero nel 7o4) I ma fu loro tolta daVit- dante di piazza vedendolo rifinito e ca-

torioAoiedeo ll,che fu poi il i.°re di Sar- scante n'ebbe pietà, e non ostante i con-
degna. Essendo la città assai ben forlifl- trari orduii ricevuti, facilmente concesse

caln,e come dissi difesa dalla fortezzaBru- di farlo fermare in Susa sino a'28, ma lo

netta, dopo la rivoluzione di Francia i avvertii che non a Gre/joi/c, come gli si
francesi calando in Italia invasero Susa, era fallo credere,ma aBriancon d'aspris-
e nel 798 ottennero il diroccamento del
I simo clima l'avrebbero portato: tullavia
propuguacolo, impiegando nella demo- poi ottenne il Pa[)a di andarvi. A'27 a-
lizione le braccia degl'itoliani diPiemon- prilePio VI die udienza di Su- al vescovo
te. In tal niodo fu annientala Brunetta sa con paterna amorevolezza, e lo stesso
tagliata nel vivo sasso e meraviglia del- fece con alquante al tre persone, ecclesia-
l'arte, destinata a proteggere Susa e gua- stiche e secolari, fra le quali il coman-
rentire l'Italia dalle galliche irruzioni. A- dante di piazza. Nel di seguente sollìando
s u s s u s 83
un vei'fo boreale e con pungente fietìtlo, spguenle Napoleone ripassò il s. Bernar-
]'io VI dopo udita In nicssr» fu colloralo do e s'impadrom di tutte le sue foltezze;
in poilniilina (sostenuta da 8 rolmsli por dipoi nel luglio i8()'T'.fu riuniloaFrancia,
tatoii oltre le mute) per valicare il Mon- e tacendo parte dell'impero francese,.Su-
te Cenisio, i prelati e la corte si accoi)- sa divenne capoluogo d' un circondario
ciarono sopra muli e cavalli. Giovò mol- nel dipartimento del Po. Indi nel 1804
to al Papa che il capo mulattiere gli die l'onorò di sua presenza Pio V 1 con 5 car- 1

un paio di paiitofule, ed un uftiziale pie- di nali e decorosamente, recandosi a Pa-


montese gli cede la sua pelliccia(ma di ver- rigi per coronare Napoleone I, onde a'i4
sa dall'offerta daPaologran principe ere- novembre daTorino partì perSusa a per
ditario diPius.Nia allo stesso Pio \ 1, alloi notlarvi, ricevuto co' convenienti onori
che ne! i 782 al Vaticano montava in car- dalle autorità, dal clero e dalla giubilan-
rozza per Vienna): l'uflìzio di commissa- te p(>[)olazione. Nel dì seguente in setlia

rio soprastante al viaggio l'assunse il co- dal Novalese il Papa


mosse pel Monte si

mandante di Susa, scortato da 24 nomi- Cenisio e giunse la sera a Lanslebourg,


ni a cavallo, i 2 de'quali ufliziali, tutti mo- proseguendo il viaggio per s. Giovanni di
rigerali e di amabili maniere, e soggetti Moriana. Neli8o5 ritornando in Ptoma,
alla repubblica fiancesein forza della con- Pio VII a'21 aprile arrivò a s. Giovanni
venzione del precedente dicembre, e seb- di Moriana, a'aS partì per Lanslebourg,
bene amassero e desiderassero il loro ri- ove rifocillatosi continuò il cammino al
Carlo Emanuele IV. Il Pjaldassari quin- afonie Cenisio, ove pernottò, e la matti
di dopo la partenza da Susa descrive il na "iunse a Susa e la sera a Torino. A
passaggio del IMonle Cenisio, che io accen- Susa restò a pranzo e vi ricevè nuove e
nai nella biografia e negli altri citati ar- solenni dimostrazioni di ossequio, come
con la fermata al villaggio dOuIx,
ticoli, leggo v\e Diari di Roma e ne'biografi del
obbligato a ciò fare dalla neve, alle falde l*apa. Avendo nuovamente i francesi oc-
di quelle spaventevoli montagne chelian- cupato di prepotenza gli stali ponlilìcii,

no per confine il cielo. Pio VI fu ospitato nel iSogimprigionaronoPioVlIe locon-


nella spaziosa canonica della chiesa, ov'e- dusseroa Grenoble, dopo avere n' 8 lu- 1

ra l'arciprete con diversi sacerdoti, il qua- glio riseduto Susa e il Monte Cenisio, al
le cede la sua stanza e letto, edimostiò cui ospizio si fermò due giorni alfranto
ossequiosa premura per tutti, restando dalla Idtica del viaggio, ove veiuie rag
Pio Vi il 2 0) in Dui X, acciò i circostanti giuntodal cardinal Pacca; quindi fu tra-

comuni facessero aprire tra le nevi un sen- sportalo a Savona (/^.),da dove nel giu-
tiero, nel quale poi nondimeno il Irepi gnoi8i2 Napoleone I lo fece trasporta

dante corteggio dovette smontar da'niu- re a Fontainebleau, pel narralo nella bio-
li e cavalli per le frequenti cadute, nel- grafia. Perciò il l'apa ripassò per Susa,
le quali si ruppero le fragili suppellettili, e valicò di nuovo il disastroso MonteCe-
e sebbene camminavano tra nevi e ghiac- nisio, langiienlee febbricitante tra il sem-
ci, iu cui le gambe talvolta restavano se- piterno ghiaccio: dovette fermarsi all'o-
polte, pure per la fatica grondavano di spizio pel male di slrnngui ia, eil a'i J
es-
sudore. CosìPioVI tra la commozione del- sendo in pericolo ricevè il ss. Viatico da
If pietose e Hìcste popolazioni usci d'Italia nig.'I»erlazzoli,non l'estrema unrionr co-
I ultimo d'aprile, ed entrò iu Francia che nte scrisse il rispettabile storico Aitaiid.
«icoUc l'ultimo respiro del suo grande a- Tanti terminarono nel 8 4, resti-
strazi i 1

n uno.ìSell'istesso anno prevalendo gli al- tuendolo Dio alla sua sede; ce^sò la do
leati control francesi, li cacciarono daSusn mi nazione francese anche nel Piemonte,
V dal Piemonte, ma poi nella piimnvcra t .Susa litoinò all'ubbidienza dc'suoi le.
84 S V s SU S
La sede vescovile fu ere!ln, nel istnn- nati del più leggiadro stile di quel tempo,
Emanuele III, da Papa
za del re Carlo eseguiti in terra cotta, con un prcgievole
C\emcrAeX\\ coUahoWnQiiod iiobisvo- quadro del secolo XV offerto a s. Antonio
tis, de' 3 agosto 1772, Bull. Roni. coni. dagli abitanti di Moncalieii per pestilen-
t.4, p.47i5fo>"'"fi"do la diocesi e la men- za.Eravi anticamente unito un ospedale
sa vescovile colle abbazie di s. Giusto, o ricovero di pellegrini, servito per lun-
de'ss. Pietro e Andrea di Novalesa, e di ghi anni da fiati ospedalieri, cui succes-
s. Michele di Chiusa; eresse la collegia- sero i cavalieri gerosolimitani, ed ora la
ta in cattedrale, e la dichiarò suflWiga- commenda di s. Antonio èdell'ordine dei

nea dell'arcivescovo di Torino, e lo è tut- ss. Maurizio e Lazzaro. Quando Eugenio


tora. La collegiata insigne di s. Maria e 111 si recò in Susa, ascese ad Oulx, ed ivi

dis.Giustoavea il litolodi basilica, quan- con ogni sorta di venerazione fu accolto


do nel I o65 Cuniberto vescovo di Tori- da'canonici regolari, onorò la loro chiesa
no la sottopose alla prepositura de' ca- consagrandovi a'q marzo i47 il nuovo i

Donici regolari d'Oulx alle falde del Mon- altare in onoredellaC. Vergine e de'santi,
te Ginevra, ed i cui preposti dichiarò ca- con l'assistenza del cardinal Imaro o Ic-
nonici della cattedrale di Torino, acciò maro vescovo di Tusculo, e di Guglielmo
più comodamente potessero mantenere arcivescovo d'Ambrun. Nel i4yEugenio i

l'osservanza religiosa,ed esercitare in qua' III a'i4 maggio in Losanna spedi la bol-

luoghi alpestri l'ospitalità verso i pf)veri la Pine posUilalio, presso i ricordati Mo-
passeggieri; il diploma si legge ne'citati unrutnla, p.3q7, in favore della piepo-
Aloniimcnla t. 2, p. 34 Oulx è un bor-
1 • situra di Oulx, alla quale confermò tut-
go, capoluogo di mandamento sulla de- lociò che in di versediocesi possedevo; mo-
Dora-Riparia nella valle omoni-
stra del numento interessante pel novero delle
ma; è ben fabbricato e vi si tengono fie- molte chiese delle Alpi marittime s'i orien-
re considerabili. Anticamente si chiamò che occidentali.e de'cardinali che se-
tali

Jìlartis Fanuin, Morùs Slatto o Oliitim, guirono il Papa nel viaggio. INe'medtsi-
ri'hsMartiriini. Si rese celebre perla sua mi Monumenta sono rammentali gli ab-
s. Lorenzoa piedi del Mon-
p. epositura di bati di s. Giusto, Giacomo de' signori Des
te Ginevra nella diocesi di Torino, e Ge- Echelles, già abbate della Novalesa; Si-
rardo divoto ecclesiasticoche la reilaurò, mone; Giacomo, uno degli esecutori te-
nel 060 fu fatto vescovo di Sisteron. Nel
I stamentari di Tommaso di Savoia con-
1 073 perla dedicazionedella nuova chie- te di Fiandra; Giovanni de l'OiioI, indi
donazioni Guigone conte d'AI-
sa, le fece vescovodi Nizza e abbate di s. Ponzio; Fi-
bon, Grenoble e del Viennese. I ca-
di lippo di Savoia, poi vescovo di Ginevra.
nonici regolari poco dopo stabilitivi dai Quanto a Novalesa, Novalicium , borgo a
vescovi di Torino, nel 1 1 1 g vi riceverono pie del ÌNlonle Cenisio, sussiste ancora un
Papa Calisto li, che eletto in Clugny ca- monastero di benedettini, ed eravi anti-
lava in Italia, con ogni ossequio; quindi camente la rinomata abbazia de'ss. Pie-
approvò la loro regola, e confermò quan- tro e Andrea, nel fondo più cupo di ro-
to possedevano in diverse diocesi, ema- mita valle. Ivi nel 726 il francese Abbo-
nando un breve contro il vescovo di iMo- ne senatore fondò il a.° monastero di Pie-
riana che loro avea usurpata la chiesa di monte, poiché il i.°era stato islituitoaRob-
s. Maria di Susa. Aggiungerò, che Calisto bio nel 612 da s. Colombano, e vi costi-
li consagrò la chiesetta gotica di s. Anto- tuì peri, abbate il ven. Gedone. Crebbe
nio di RinversopressoA vigliana,sul con- esso rapidamente in potenza e ricchezze
fine della provincia di Susa, bel monu- per donazioni di principi e signori, giun-
mento del medio evo, iu cui sono molti or- gendo i suoi monaci a oltre 5ou. Tale era

I
s u s S U S 85
ssccoli dopo la sua fondazione, quando i gnore francese, reduce da Pioma ov'era-
saraceni di Spagna annidati in un luogo siportatoa d ottener l'assoluzione di qual-
vicino a Nizza detto Frassineto, e soliti a che suo gran fallo, edificò sul monte Fir-
spingere da colà le loro scorrerie per tutte cheriano,per comando di Papa Silvestro
le Alpi, giunsero nel go6 alla JVovalesa, II del 999, quest'insigne abbazia, di cui
sncclieggiarono raljbHzia,e vi posero tutto ora rimangono solo in piedi pochi avanzi
a fiiocoesangtie. Da'monaci salvatisi allo- di cenobio, la chiesa di forma antica, ed
ra coll'abbate Dotiiverto presero origine un ampio scaIone,lungo il quale si vedo-
l'iibbaziadis. Andrea inTorino.ora chiesa no certi scheletri di monaci rizzali con-
dellalj. VergineConsolata,e quella diDre- tro il muro, e ben conservali per la pu-
nie in Lomellina. Ma non uien celebre ri- rezza e siccità dell' aria. I vescovi di Su-
mase intanto IaNovaIe.*a per lecronachedi sa si riportano dalle Notizie di Roma, e
cui eia stata la cullri, come per la consei- dal can. Biina, Serie cronologica àe\>e-
viizione praticata pure in tutti i monasteri scovi del regno di Sardegna e sono se- , i

benedettmi dique'preziosi avanzi di scien- guenti. PioVI fece I.' vescovo diSusa a'20
ze storiche e altre, cui l'Europa andò poi luglio 778GiuseppeFrancescoM. 'Ferra-
I

debitrice d'ogni sua dottrina, non che del ris di Genola di Tonno, che l'ospitò nel

restaurato suo incivilin)ento. Altra abba- 1799 e poco dopo mori. Restata vacante la
zia benedettina fu la Sagra di s. Michele, sede Pio VII la soppresse e nel i8o3 l'unì
che fu eretta sopra un monte quasi segie- a Torino, mentre n'era arcivescovo Carlo
galo e sorgente in mezzo alla valle di Susa, Luigi Buronzo del Signore,a cui nel 80 5» 1

e scosceso sovrasta al borgo di s. Ambro- successe Giacinto della Torre, che morto
gio, ove si vedono i suoi avanzi.E impo- neli8r4 fu governala la diocesi di Susa
nente la moledelle antiche fabbriche, cui dal vicario generalecapifolaredi Torino,
ripidissiiuosentiero conduce a stento dal Emanuele Gonetti. Quindi Pio VII colla
luogo di s. Ambrogio mentre una più , bolla B. Pelriapostoloriiììi principis,iìe.\
lunga via praticabile a' cavalli vi ascen- I 7 luglio 1817, Bull. Roni. coni. 1. 4, p-
1

dedal borgodi Giaveno. monte su cui


Il 344, listabilì la sede vescovile di Susa col
posa il sagro edifizio chiama vasi antica- proprio pastore, nella circoscrizione delle
menteFirclieriano,eCaprasio quello meno diocesi di Piemonte. Indi nel concistoro
sporgente che gli sta dirimpetto. Fra l'u- del i."ollobie preconizzò vescovo Giu-
L'O e l'altro i longobardi, per vietare agli seppe Prin deSauze,di Cesana diocesi di
oltramontani l'ingresso in Italia, avevano Pinerolo: per sua morte Leone XII nel
costruito quelle famose chiuse composte 1824 gli surrogò Francesco Vincenzo
di mura e torri, le quali dierono il nome Lombardi d'Alessandria, il quale esegui
al vicino villaggio di Chiusa, rsè forse sa- la visita pastorale e celebrò il sinodo, e
rebbe liuscito aCarlo Magno di superarle mori a'gfebbraio 83o compianto da lut-
1

allorché verso il 7'-3 calò dalle Alpi con ti suoi diocesani. GregorioX. VI nel 832,
i
1

formidabile esercito, se Adelchi figlio di dopo sede vacante.piecooizzò Pietro An-


Desiderio re de'Iongobardi non ne avesse tonio Ciro Canelli d'Aqiii, canonico della
improvvisamente abbandonata la difesa, metiopolilana di Torino e vicario capi-
credendosi già venuto a tergo il neniico tolare. Per sua morie nel 839 gli sostituì 1

per altri passi. E quindi fu che inoltra- mg.'' Pio Vincenzo Forzani di Mondovi,
to Carlo Magno, vinse poi e fece prigione già canonico pro-vicario generale di sua
Desiderio in Piivia sua capitale, distrug- patria, e consagrato in Roma;indi nel con-
gendo per sempre la dominazione longo- cistoro de'2 5 gennaio i
844 '<^ liasferi al-
barda in Italia. Quasi 2 secoli e mezzo do- la sedediVigevano,che paternamentcgo-
po Ugoncdi Monlboissier,ricchiS5Ìmo si- verua. Fiualmeutc GregorioX VI nel con-
86 S U S S U S
ci'>lorode'243p''''*^'^4^'^'cli'^>ò l'odier- me, ed infieritosene Diocleziano, la fece
ilo vescovo Gio. Antonio Odone d'LIville decapitare nel luogo slesso di sua casa e
arcidiocesi di Vercelli, canonico preposto nel solteiraneo, ove riposa il suo cor[)o;
di quella melropulilana, e poi arcidiaco- chiesa che il cardinal Riislicucci magni-
no i.\lignità, esaminatore pio sinodale e ficamente restaurò e abbellì. Il p. Far-

vicario generale. Ogni nuovo vescovo è lato, Illyrici sacri t. 2, copiosamente e


tassato ne'libri della ctniera apostolica in con profonda dottrina ed erudizione
fiorini3oo, ascendendo la mensa a 2600 tratta de'cinque parenti santi dell'impe-
scudi romani. La diocesi è sudicientemea- ratore Diocleziano, cioè di s. Serena sua

le vasta, e comprende 56 pairoccbie. moglie, di Artemia loro figlia vergine


s.

SUSANi\A (s.), vergine e martire di e martire, di s, Caio ni[)ote dell'unpera-


Roma, l^oche notizie abbiamo della sua tore, dell' alito nipote s. Gabinio prete,
vita, poiché i suoi atti non sono autenti- e di s. Susanna oriunda di Dalmazia.
ci, secondo il Butler, f'^ite de' santi, li- SUSAJN'NA (s.), vergine e martire in
sciva d'una onorevole fanjiglia romana, Palestina. Figlia d'un sacerdote idolatra,
e si ritiene ciie iosse nipote del Papa s. nac({ue ad lìleuteropoli in Paleslina,sot-
Caio,d quale lo era dell'irriperatore Dio- lo il regno di Massimino o Massimiano,
cleziano. Avendo latto voto di vergini- circa l'anno 3 10, Dopo la morte de'suoi
tà. ricusò di prender marito, e questo suo genitori fu istruita nella religione cristia-
rifiutoavendo dimostrato ch'ella profes- na, e ricevette il battesimo, In età ancor
sava la religione cristiana, fu condanna- giovanile donò tulli i suoi beni a'poveri,
ta ad orribili torture, che sollerse con in- e andò a servir Dio nella solitudine, per
villa costanza. Terminò (juindila sua vi- consiglio di Filippo, uno de' [liìi celebri
ta con un glorioso martirio neiranno295, archimandriti della Palestina. Essendo
essendole stata troncata la testa. E' no- stala accusata sotto Giulia no Apostata di
minata in molli antichi martirologi, e si aver rovesciato alcuni il governa-
idoli,
celebra la sua festa l' i i agosto. Hawi una tore di Eleuteropoli la condannò a morie
chiesa in Roma, che porta il suo nonie, verso l'anno 862. Baronio, dietro i ine-
ed è titolo cardinalizio. F. Chiesa di s. nologi dei greci, pose il suo nome nel mar-
Susanna, nel qual articolo e nel 1

pe- tirologio romano a'ao di selteiìd)re.
riodo essendo stala Su- ommessa dopo s. SUS\)\h,Susdahi. Sede arcivescovile
sanna, e - la parola y/v7^('//o, sembra che di Russia capitale del ducato omonimo iii
la santa fosse sorella del Papa mentre , INIoscovia, da cui è lungi 44 niiglia. Ira

era figlia di s. Gabino fratello di s. Caio, WolodomineRoslow,nel 565 dal czar 1- \

d (juale convertì in chiese la propria ca- Avan IV riunita a'suoi stali. Eretta in arci-
sa e quella di dello suo fratello, dopo il vescovato nel secolo XII, le furono unite
mai lirio della nipote e del di lei patire e le sedi vescovili di Torusk e Yeriaw. Si
propriofratellos.Gabino.il Piazza nel- conoscono i suoi vescovi N. che accompa-
V Jùiitrologio di Ronujj dice che la san- gnò a Kiovia Isidoro nuovo metropolita-
to pati il martirio per avere ricusato le no di quella chiesa; N. che sedeva sotto
nozze di Galerio adottivo dell' iu)pera- Giovanni BasilioII granduca di .Moscovia;
loie Diocleziano, e che da Serena Au- s. ^'ifonecheassislè alla coronazionedi De-
gusta fu persuasa a perseverare nel suo metrio nel 1498 granduca di IMosiCovia;
eroico proponimento. Il suo angelo cu- Ignazio che vivea nel secolo X\ II. O-
stode la preservò dagli attentali inonesti ricns dir. t.i, p. j3i6.
ih Massimiano associato all' impero, e SUSOS o TEOS. Sede vescovile del-
condotta a sagrificare a un idolo gli spu- l'anticaLidia, della i .'provincia dell'Asia,
lò in faccia; caduto perciò u terra il uu- uell'esarculu del suo nome, sullo la me-
s u s SU S 87
tropoli d'Efeso, la cui città fu eretta in ve- niicilio,anclie con assistenza eaiutoagl'iu-
scovato ne'prinii tempi dell.iCliieSi), chia- fermi elargiti dalle secolari Sorelle della
mata ancora Te/, Tuis e Thtrpolis,i\\ CUI Carila (f^-ìj nou meno di (juelli che con-
Coinniaiiville ritarda il princìpio della di* feriscono sussidii di Dote[y.) pe'maritag-
giiilà episc<ipale al secolo V.Si li. inno pe- gi alle Zitelle, e per le monacazioni alle

lò i seguenti vescovi iu prova di sua re- f'ergini che si vogliono consagrare a Dio.
mota aiiticliilà. Dapuo o Dafnn, coiiteiu- E qui noterò che anco la pia società del-
poianeo di s. Policaipo vescovo di Smir- le conferenze di s, Fincenzo de Paoli ( ^.)
ne che morì nel 11 secolo; IMassiuio si tro- soccorre i poveri e li visita, adoprandosi
va nel 3^5 tra i padri del i ."concilio ge- all' istruzione elementare e cristiana dei
nerale di JNicea; Gennadio era presente loro fanciulli: Gregorio XVM l'eresse cano-

al famoso conciliabolo dello il brigtinlag- nicamente accordò indulgenze. Nar-


e le
gio d'Eteso nel 4495 '"<^^' ^i'iUo, poi s. rai inoltre ne'citati articoli, quanUj in o-

Sisinnio di Smirne, le reliquie del (piale gni epoca indefessamente Papi e molli i

sono venerate a Torcello nella chiesa ili s. cardinali e prelati, non cheedificauti laici
Giovanni, come riporta Ferrari, ss. Ila- d'ambo i sessi, operarono per sovvenire
liae, 1 febr., i\jid. Le Quien, Oriens la reale indigenza, e insieme per eliminare
c/ir. t.i,p. 727. Al presente Susos o Teos, il deplorabileoziosoe pericoloso vagabon-
Tt-j'en, è un titolo vescovde in parlibus, daggio, piaga delle nazioni e presso mol-
delsimìle arci vescovato d'Efeso, che con- te quasi incurabile con funeste conseguen-
ferisce la s. Sede. ze , rilevando gli ostacoli a conseguirne
SUSSI Oli (Commissione). Benefica i- il pieno etretto. Quanto fecero per solle-
stituzioue dell'animo caritatevole e pre- vare la miseria, e l'ignoranza che suole
vidente di Leone XII (^ •)> *^^*^ eziandio accompagnarla, con salutifere e provvide
celebrai a Roma e in tutti quanti gli ar- disposizioni per alleviarne l'infelice condi-
ticoli che lo riguardano, per diminuire il zione. Così dichiarai le belle istituzioni per
triste, allliggente e immoralissiino vaga- la cura dell'infermità de' poveri, per la lo-

bondaggio del vero o finto povero dall'al- ro istruzione morale e religiosa, e persi-
ma città e metropoli del moudocaltolico. no per la difesa da'prepolenti;in tuttode-
La compose d'un cardinal presideute, di gne della sede e centro del cristianesimo,
I 5 deputali della commissione, di i 2 con- e della pietà e inesauribile carità roma-
gregazioni di carità distinte e regionarie, na sempre generosa, oltreché ne' Papi e
formate di 1 2 deputati detti prefelli regio- nella gerarchia ecclesiastica, nei diversi
nari, di deputati e deputate parrocchiali, gradi de'suoi abitanti. E tuttociò per se-
poiché divise in tali congregazioni tutte le guire i! comando del divino fondatore di
parrocchie di lloma: iu ogni parrocchia nostra ss. Religione, e pel quale fu emi-
poi stabilì una congregazione parrocchia- nentemente migliorata l'intera specie u-
le, coinpunendula del parroco e di due mann, inclusi vamente agli schia\i, di che
deputali parrocchiali, uno uomo e l'altro riparlerò aTniMTARi che saranno succes- i

donna. Già ne cenno ne'Iuoghi che la


feci sori della contemporanea e meravigliosa

riguardano, ed a Povero, a Ruma, a O- istituzione del sacerdote Olivieri, ilcui ze-


M'EDALE, a Ospizi, aCo\sERVATORii,a Scuo- lo e grandi benemerenze dichiarai con i-

1 E DI UoMA, e nei loro speciali articoli trat- splendideparoleaSciiuvo;poichèfu sem


tai con (jualche dettaglio di tulle le pie pre industre, ingegnosa e feconda la ax-
e benefiche iniiumerabili istituzioni, che rilà pel nostro simile ingiuntaci dall' e-
m Romasomininistiano.NUSsidii sì pubbli- vangclo. 11 grave pensiero vagheggiatod.i
ci che privati a' poveri vergognosi, pei' molti Papi ili purgare llouia dalla molti
la dislribuzionc dell' Zi7t'moi//iw (^ •)d ^^o- tudinc vagabonda della poveraglia, mal-
,88 S U S S U S
auguralo foroile di speculativa infingar- o fossero in istato di cadente salute. Quei
daggine, la quale amalgamandosi col ve- loreslieii statisti clie fossero venuti in Pio-

vo povero, d'ordinario umile e vergo- n>a per motivi religiosi erano condotti al-
gnoso, colla sua esigente arroganza e in- V Ospizio della ss. Trinità de'ptllegrini,
sistenza indiscreta, ad esso in tutti i luo- dove un commissario dell'istituto di ca-
ghi toglie la più gran parte di quanto la rilù prendeva con esso gli opportuni prov-

carità de' fedeli, per corrispondere alle vedimenti. 1 questuanti romani si divise-
divine ingiunzioni, contribuisce per sol- ro in 3 classi: i poveri assoluti e que'clie
levare l'indigenza languente. Tale prov- per naturali imperfezioni o per cadente
vido consiglio si ridestò nel nostro seco- salute non potevano lavorare; poveri re- i

Io nel glorioso Fio VII, il quale, come lativi, che lavorando traevano un gua-
accennai all'articolo Povero ed altrove, dagnoinsufllcienteal viverloro edellelo-
per estirpare o almeno diminuire sen- rofamiglie; ipoveri viziosi, che ripugna-
sibiln)enle la pubblica e petulante roen- \ano di lavorare. A'primi si dovea prov-
dicilà, appena reintegrato de'suoi domi- \edcre in tutto, a'secondi a misura de'bi-
iiiilemporali,trovando che l'amministra- sogni,i terzi si doveano correggere e obbli-
yione fiancese avea raccolto i questuanti gare al lavoro. I mezzi economici co'quali
nel monastero di s. Croce in Gerusalem- sorgeva quest'opera erano 5o,ooo scudi
ineenel palazzo apostolico Lateranense, che dava l'erano pubblico, e le private c-
jna che tutta volta la città era piena d'ac- lemosine che si sarebbero raccolte da e-
cattoni veri o simulati, divisò di porre in sattoria ciòdestinati, da'parrochi, ila'pre-
\igore gli ordinamenti del gran Sisto e V dicalorie dalle casselle perciò poste in al-

del benchccntissimo Innocenzo XII. Per- cune chiese; di pilli notari doveano ram-
lanto con notificazione del celebre cardi- mentare alla pietà de'lestatori l'assegno
iialConsalvi segretario di statOjde'sGmag- di qualche soccorso. Le massime fonda-

j^io 1 8 i6, comandò che tutti i questuanti mentali dell' opera erano, il non aver af-
si presentassero al chiostro contiguo alla latto reclusorii,essendoci in Uoina nume-

chiesa di s. Maria degli Angeli sulla piaz- rosi ospedali e case di ricovero, ed essen-

za di Termini, per dare il proprio nome do gravoso il costo di tante fabbriche e


i; rispondere alle interrogazioni che sareb- corrispondenti ministri; il non posseder
Ijero loro fatte; colla minaccia che i non inai lundi stabilj,onde non gravarsi di spe-
presenlati nel determinato tempo, se Irò- se amn)inistrative, e per non indebolire
\ati a domandar l'elemosinajCome vaga- il concorso delle sovvenzioni coU'esage-
Ijondi verrebbero imprigionati e castiga- rata idea di possedimenti. Però ricevea le-
ti.FraltantoilPapa deputò una commis- gati ancor di fondi, ma li dava ad ani-
sione ad esaminare attentamente le prò- ministrare a qualche istituto che avesse
jìosle compilate da uomini zelatori del già un ministero, come V Ospedale di s.

jiubbIicobene,e conseguenza de'loro stu- Spii iloc \' Ospizio apostolico dis. Uliclie-

di lu la l'uiwazìone i\t\\' Istituto generale le, conservando il diritto d'un proporzio-


f /f ^/rt dalPapaesvilnp-
C<7 ;•//</ ,appro va lo nato numero di posti in que'ricoveri. Af-

fato nell'opuscolo: Piano ddl'ìslituto gè- fìncliè poi lutti conoscessero il modo col
ìierale delta Carilàe sua /4ppendice,l\.o- quale si dispensavano i soccorsi dall'isti-
jnai8ic). In seguilo del quale gli accal- luto, questo ogni G mesi rendeva conto,
toni iòrcslieri dovevano da mg.' gover- 1 reclusorii quindi di s.Crocee Lateranen-
jiatore di Roma inviarsi alle loro patrie, se si doveano disciogliere, e furono lia>f"e-
tosìquellidclloslato pontificio,maconun riti neli8i8 ncìVIslituto di carità, che
fusfcitlio pel viaggio, eccettuati quelli che poi Leone Xll chiamò Pia casa d'inda-
du lungo tempo erausi fissali nella città siria^ ora Ospizio di s, Diaria degli Jn-
s u s S U S 89
geli (f^.) nella piazza di Termini: cioè vi ^/7/jrt.?. Adunque Leone XII col chirogra-
si collocarono i poveri privi di sussisten- fo stabili la commissione composta d'un
za, portandosi agli ospedali griiilernii di cardinale per[)residenle,di8 (nendjri che
inalatlie di carallere. Al pio islilnlo fu- furono il tesoriere, l'elemosiniere, un u-
rono preposte 3 congregazioni : la prin- ditore di rota, due altri prelati deputati
cipale, la direttiva, la prel'etloriale. Lai.' il primo de'sussidii, il 2.° qual presiden-
componeasi di cardinali e prelati, e si a- te della suddetta pia casa d' industria, e
dunava per la revisione de'conti e l'esa- tre altri soggetti, e di un segretario, cui

me delle provvidenze prese dalla congre- nominò lo stesso uditore di rota mg.r Co-
gazione diretti va. La a.^clie propriamen- simo Corsi ora cardinal arcivescovo di Pi-
te reggeva l'opera, formavasi di prelati e sa: l'incaricòdi compilare lo stato di tut-

deputali, ecclesiastici e laici, ed eia pre- te le somme che si erogavano per pub-

sieduta da mg.r vicegerente. La 3." si di- blica beneijcenza dalla Dataria, Segre-
videa in tante parli (juant'erano le pre- teria de' BrevijCainera A postolica,Lolti^
fetture ecclesiastiche della città, e si f'or- e qualunque altro istituto benché partico-
n^avano da'pairoclii, da'depulali e dalle lare;quindi si formasse una soia cassa ge-
dame di carità. In breve, le benelìche in- nerale detta de'sussidii, onde una fosse la

tenzioni di Pio VII si estendevano in tut- mano distributiva, e non si cumulassero


te le città e terre dello stalo papale, do- |iiìi limosina in una persona medesima.
ve i vescovi, i parrochiji magistrati d'o- In questa cassa doveasi pure raccogliere
gni s[)ecie, le persone ecclesiastiche e lai- tutti i lascili de'privati testatori, quando
che d'aud)0 i sessi erano eccitate a con- non fosse determinala la persona incari-
correre all'opera caritatevole. h'IslUulo cata dell'erogazione, ed anche i legati la-

di carila come loformò Pio VII durò o i sciati a istituti di carità e luoghi pii, ec-
anni, (piando il successore Leone XII sti- cettuati quelli di estere nazioni, per dar-
mando che meglio si raggiungesse lo sco- li secondo il disposto de' leganti. Inoltre
lio, se tutte le beneficenze si unissero in nellamedesima cassa doveasi versare l'im-
un sol centro, formò la Commissione dei porto de'dazi diretti e indiretli imposti a
snssidii, tuttora esistente, e dichiarando- benefìzio de'poveri, le limosiue de' testa-
ne presidente il cardinal Tommaso Ria- tori, quelle raccolte nelle chiese,nelle bus-
rio-Sforza, gli diresse il chirografo: Es- sole destinale o nelle prediche, il ricava-
sendo uno de'pili sagri doveri, i\&'i'] feb- to da'pubblici spettacoli dati a favorede-
braio 1826, Indi a' 16 dicerabreemanò il qualunque altro sussidio.
gl' indigenti, e

moto-proprio: Prove non equivoche del- La commissione dovea altresì regolare le


la pietà, in uno alle Istruzioni per i de- sovvenzioni che si danno a'pubblici isti-
putali parrocchiali. Ku perciò stampalo: tuti, in modo che non fossero fisse e inal-

Cliirografo e Motuproprio della Santi- terabili, ma non si aumentassero e dimi-

tà di N. S. Papa Leone XII per lo sia- nuissero che secondo i bisogni, e restasse
hilimenlo della Commissione de'sussidii, sempre un soprappiìi per casi imprevisti.
ed Istruzioni per i deputati parrocchiali, Dovea egualmente prendere ad esame
Pioma i8?.G. Tutto fu ristampato nella tutte le pensioni concedute gratuitamen-
Raccolta delle leggi e disposizioni ^ pub- te, levarle agl'immeritevoli, assegnarle ai
blicata sotto Gregorio XVI, t. y.p. 2?.3 degni, dovendosi la grazia firmare dal Pa-
ese^.ieoeì Bull, liom. coni. t. iG, p.4oa, pa. Inuna parola sussidii a domicilio si
ì

e 1. 1
7, p. 1 6, mentre a p. 27 si riporta il doveano stabilire in maniera,chegumgcs-
hvcvcIVihilprofecto,de' ^gennaio 1827, 1 scro a tutti i poveri specialmente vergo-
/Impliaùo donationis favore puellarum gnosi, esommiuisliasscro mozzi per lavo-
rccciHarnm in domo udTIiennas Dioclc rare agli accattoni, i quali alfallo si prò-
i

90 S U S s u s
scrissero. La commissione adempì pun- tà, durano in ufTizioG anni. Tutta la cit-
lualaienteairincaiico, pi esentò al Papa il tà èdivisanonne'i4 Rioni, ma ini 2 par-
ririullato delle sue discussioni, e fu quindi ti, che con l'aulico nome romano si dico-
da Leone XII segnalo il citato moto-pro- no Regioni, ed ogni regione è divisa in

piio.col quale stabilì la niìo\aCoininissÌ0' parrocchie. Ciascuna parrocchia ha una


jie de' siissidii,e face savi ordinamenti per congregazione composta del parroco e di
bandir la (nendicità. Laonde proibì allat- due deputati parrocchiali, cioè un citta-
to l'accattar per le vie, e quelli che lo fa- dino o nobile, ed una dama della carità
cessero si conducessero alla sala di cor- o donna di civile condizione, che sono no-
rezione della pia casa d'industria. Ivi re- minati dal cardinal presidente e durano
stavano 3 giorni con una zuppa e 3 libbre ìli uilizio 3 anni. I membri delle singole
di pane, e quindi si respingevano alle lo- congregazioni parrocchiali con un medi-
ro patrie se .stranieri, o punevansi a'iavo- co e un chirurgo formano la congrega-
ri se romani. Gli accalloiii recidivi era- zione regionaria, alla quale presiede uno
no Perchè poi la re-
posti a'Iavori fjrzati. de' 12 deputali della commissione, delti

ligione non servisse di pretesto all'ozio, gli perciò prelèlli regionari. Tutti questi pre-
slessi pellegrini non potevano limosinar stano gratuitamente ro|)era loro carita-
pubbliciuucnle, ma doveano raccogliersi tevole. Ogni regione poi ha un segreta-
iiegl'istiluli loro assegnali. Le case reli- rio e ui) bidello salariati, e la commissio-
giosedovennsi [)orredicoi»cerlocolla nuo- ne ha la computisteria e segreteria cen-
va commissione per distribuir più van- trale con pili ministri egualmente salaria-
taggiosamente i sopravanzi della loro li da qualche anno esislente nell'edifi-
(e

mensa. La nuova commissione de'sussi- zio del Munte di pietà, mentre il magaz-
diiLeone XII la formò di i5 soggetti: di- zino de'sussidii in oggetti è situato in via
chiarò presidente lo stesso cardinal Ilia- di IMonserialo). Le congregazioni parroc-
lio-Stbrza, e per deputati i prelati teso- chiali e regionarie, e la commissione, so-
riere generale, l'elemosiniere pontilìcio, gliono adunarsi una volta il mese. soc- I

due uditori di rota, altro prelato, il pre- corsi che si accordano sono personali, e
sidente della pia casa d'industria, 3 ca- siccome procedesi nel concederli previa
nonici e pe! regnantePonledce ch'era
i ."il visita domiciliare e con opportune inda-
presidente dell'ospizio apostolico, un allro gini sulla condizione del sussidiato, essi iu

ecclesiastico, 3 principi, un marchese, un generale pervengono alla vera e conosciu-


cavaliere, non che d'un segretario cioè ta indigenza, ed a proporzione o del bi-
uno di delli uditori di rota ossia mg/ sogno o de'fondi disponibili. 11 moto-pro-
Corsi. Il cardinal Morichini che nel iS^i prio di Leone XII divise la concessione
pubblicò: Degl' istituti di pid>blica cari- de'sussidii in 3 categorie: ordinari, straor-

tà ili Roma, 1. 1 , cap. 1 9, tratta della com- dinari, urgenti. Isussidìi ordinari o "ior-
missione de'sussidii,e d;i il seguente suo nalierisonoindenaroesi concedono tem-
slato a quell'epoca. La commissione dei poraneamente per G mesi; se continua la
sussidii si compone d'un cardinale presi- condizione bisognosa del ricevente, si pro-
dente ei5 membri, cioè il tesoriere ge- roganoa più lungo leinpo.Gli straordina-
nerale, l'elemosiniere del Papa, un depu- ri si dividono in sussidii detti d'una sol vol-

tato che f.i le funzioni di segretario dell, ta, in sussidii dotali pure in denaro, e iu
commissione, e altri 12 de|)ulali prefelli sussiilii in oggetti che sono cose di vestia-
regionari che presiedono alla distribuzio- rio, letti, fascie per bambini, cinti, ordi-
ne dc'sussidii nella città. 1 deputati della gni da lavoro. Questi oggelti fabbricansi
commissione, nominati dal Papa e scelti ipiasi tulli tìtiìi' Ospizio di s. Marta de-
parie uclla prelatura e parie nella nubil- i^li Angeli, %\ marcano cou bollo, uè poa-
s u s SU S 91
no vendersi o comprare sollo pena di i o la precisa osservanza)<'>Art.7. Il caidinal
giorni di carcere e della perdila delToq- presidente ci darà conto diretta mente ino-
gelto. I sussidii urgenti sono altresì in de- ijuisetlimanadcgli alf-u'i relativi all'azien-

naro, perchè destinati a sodilist'aie i più da de'sussidii, in un giorno che slabdire-


pressanti bisogni. Que'che bramano soc- i mo per la sua udienza. Art. 3 5. La com-
corsi dalla commissione^ devono presen- missione potrà accordare de'sussidii in
tare a'propri deputali o deputate parroc- forma di pensioni graziose e vitalizie, so-

chialianaloga supplica, diretta al cardi- pra la cassa generale, a quelle persone che
nal presidente. Il deputato o la deputa- giustificherà meritevoli di tali liguardi;
ta, secondo il sesso de'poveri ricorienli, ed in questo caso il cardinal presidente ne
li visita, verifica l'esposto nel memoria. farà relazione a Noi, e la grazia dovrà es-
le,e ne fa relazione alla congregazione par- sere segnata di Nostro pugno. Art. 83. O-
rocchiale o direttamente al prefetto regio- giiicongregazione regionaria discuterà e
nario. La concessione de'sussidii urgenti formerà dentro il mese di novembre di
e in oggetti è in facoltèi del prefetto. Le ciascun anno il conto generale preventi-
altre specie di sussidii si discutono nella vo delle rendite e spese dell'anno futuro,
congregazione parrocchiale, la quale tra- sull'appoggio delle spese dell'anno ante-
smette alla regionaria le istanze col suo cedente, tenendo a calcolo tulle le osser-

parere sulla qualità e quantità del sussi- vazioni proposte ne' preventivi delle di-
dio. Esaminale nuovamente le domande verse congregazioni regionai-ie, e in quel-
nella congregazione regionaria, il prefet- le degli amministratori de'|)ubblici sta-
to presenta quelle de'meritevoli alla com- bilimenti menzionati nell'art. 80. Alt. 84.
missione cui spelta approvare le conces- Questo conto preventivo sarà a Noi pre-

sioni proposte. Altri soccorsi si accorda- sentato dal cardinal presidente della com-
no ancora dal cardinal presidente diret- missione. Art. 86. Dentro mese di mar-
il

tamente o per mezzo de' parrochi, fra i zo di ciascun annoia commissione forme-
«juali si comprendono le casse, mortuarie rà il bilancio generale delle rendite e spe-
per seppellirei poveri. Finalmente a mez- se dell' anno antecedente, che accompa^
zo della commissione de'sussidii sono pa- guaio da un rapporto relativo tanto all'e-
gate certesovvenzioni fìsse o temporanee conomia, quanto a'buoni elfetli prodotti
ottenute con rescritto del l^apa, mensili nel costume ed educazione [)ubblica dal-
operletre aimue fe-ilivilà di Pasqua, As- lo zelo de'depulati della commissione, e
simta e Natale. LeoneXIl volle che nelle ili tulli gli altri componenti le congrega-

congregazioni regionarie si prendesse an- zioni regionarie e parrocchiali; quanto fi-


cora a considerare lo stalo generale dei nalmente a ciò che può condurre a mi-
poveri delle parrocchie loro soggette, la gliorare l'andamento di questa vasta a^
moralità di ciascuno, le cause della men- zienda, ed a correggere qualche ilifetto,

dicità e il modo di porvi rimedio, ordi- che possa coll'andar del lem[)o introdur-
nando al bisogno relativo i soccorsi; che visi, sarà sottoposto a Noi dal cardinal pre-
lacommissione facesse rapporto al Papa sidente dentro i primi giorni del mese di
sull'andamento dell'economia, sui buoni aprile per la Nostra sovrana approvazio-
clfetli prodotti dalla distribuzione dell'e- ne, e per le analoghe provvidenze". Os-
lemosine, sul costume e sull'educazione serva il cardinal Morichini,che lacommis-
del popolo, sul zelo de'depulati, in som- sionede'sussidii negli anni i827 e 1828 di-
ma sopra ogni cosa che riguardasse il per- stribuì 648,1 20 scudi, come si ha d.i'Z?(-
fi'zionamento morale ed econotnicode'po- lufìci stampati in tali anni dal cardinal
come ricavo dal
veri. Prescrisse quindi, presidente,cioè324,o6orauuo,nellacjual
motu-proprio(c G regorio X V ne esigeva I somma si comprendevano 72,000 agli u-
92 S U S S U S
spedali, 35,oooairislituto che allora chia- nella popolazione di i54>632 individui,
iDavasi pia casa cVindtistria, 6000 airZÌ"- lelamigliesussidialec[uolidianamente fu-
lernosìneria apostolica {^•), e cos\ altri rono 3855, per scudi 72,758; gl'indivi-
assegni ad alili luoghi di beneficenza, im- dui sussidiali mensilmente 375, per scu-
perocché in quegli anni tutto era riunito di 3, I2();
i sussidii nelle 3 festive ricor-
i

nella commissione. In seguito si tornaro- renze dati a 1046 individui, per scutli
no a dividere l'elemosine, e le casse della 48o3, ed ad urgenza somma-
i sussidii
Dataria, de Dre\'i e de' Lotti [f^.) diero- rono a scudi 35io;in oggetti dislribuiti,
110 direllameute a'poveri i loro soccorsi, scudi g2o4; in sussidii dolali, scudi 73o;
come per l' innanzi. Tranne questo, nel in sussidii per una sola volta, scudi 4o32;^
rimanente restò fermo l'ordinamento di l'importo de'prowisionati ascese a scudi
leeone Xll <|iinnto alla sua forma orga- 4 104 e le licognizioni 120 totale delle :

nica e modo di tlislrihuzione de'soccorsi, somme, scudi 9,, 388. In esse non si com-
1 1

la (jiude esseiuhj basala sulla verifica do- presero i sus>idii dati con rescritti del Pa-
miciliare del povero, è il meglio che pos- pa e del cardinal presidente, la spesa del-
sa farsi. Ma l'estirpazione dell'accallonag- le Scuole di Roma (^.) regionarie e del-
gio straniero e locale fatalmente non si le casse mortuarie, la spesa del ministe-
raggiunse , ed ora per la condizione dei ro e dell'uHizio centrale, le quali tulle u-
tempi aumentato in proporzioni spa-
si è nite a ciò che si eruga per l'ospizio ili s.

ventevoli, ingombrando vagabondi dei i Maria degli Angeli, esaurivano l'intero as-

due sessi tutte le strade, petulando insi- segno annuo della commissione. Il cardi-
stenti di porla in porla, e sturbando e- nal presidente della commissione de'sus-
ziandio nelle chiese il raccoglimento dei sidii distribuisce inoltre 3o,ooo scudi au-
fetidi. Nel 1842 la commissione ile'sussi- nui per cause pie, derivanti dalla cassa dei
dii, rifcirisce il cardinal ìMorichini , avea lotti, i (juali furono permessi a condizione
172,1 45 scudi annui dall'erario, a'quali che il profitto, detratte le spese deirmi-
si aggiungevano circa scudi 1000 prove- presa, si desse a'poveri e nel modo che con
nienti da'decimi sui rescritti graziosi, da qualche dillusione riportai nel suo arti-
lascile testamentarie e legati pii, da'pub- colo. Ed è perciò, che con ordinamento
blici spettacoli per le serate a beneficio dei stabilitoda Gregorio nel 836, po- WI 1 i

poveri, dall'elemosine delle cassette poste veri danno le loro suppliche a'parrochi,
in diversechiese, dalle prediche e da'nuo- e questi al cardinal presidente, il qualesu
\i cardinali. Laonde, tranne ricordali i tle- di esse fa i rescritti, ed i petenti in giorno
cimi, la lassa della de'zampetti in favore ileterminato vanno a riscuotere l'accor-
deli' Ospizio di s. Maria degli Angeli, il dalo soccorso nel Monte di Pielà:così veii •

mezzo baiocco imposto sopra ogni giuo- nero sussidiati circa 1000 individui pero-
cala de'lotli.che per Roma rendeva an- gni mese. Una parte della suddetta som-
nui scudi i^fioo, non si gravarono ric- i ma de' lotti è data alle ricordate scuole,
chi d'alcun peso per alimentare i poveri, altra impiegavasi per le spese necessarie
come si pratica in liighillei ra. La della pel deposilo di mendicità al Colosseo. Di
ilotedella commissione de'sussidii si ero- questo all'articolo Povero notai, che Gì e-

ga in [)arle pel mantenimento di dello o- gorio XVI nel febbraioeaprilei837,av-


^pizio, nel resto si distribuisce colle rego- vicinandusi la Pestilenza [P'.) del Clio-
le e ne'jnodi di sopra notati alle i 2 regio- lera, fece pubblicare due notificazioni, u.
ni della città. Nella tavola particolareg- na dal cardinal Gamberini, l'altra dami;.'
giata dal cardinal Morichini di tal distri- Ciacchi governatore di Roma, colle qua-
buzione, del numero de'poveri sovvenu- li si ordinò che lutti gli accattoni doves-

ti e delle spese pel uiìuìslcro; risulta che sero prcbculaisi alle prcsidcuze regiona-
S L S S L .S ()3

riede' r4 Romn, per dare li loro


fiioni di gnno dalla cassa della commissione de'sus-
nome, rispondere alle domande ed es- sidii, non sonose(|uestrabili.LoslessoPapa

ser visilnti da'professori sanitari per giu- sinodal i 83 i avea leintegrato il cardinal
dicare s'erano abili a qualche arie. Gl'in- Tommaso Piiario-Sforza della presiden-
validi riceverono una patente e una me- za, e promovendolo indi a legalo aposto-
daglia da portarsi visibile onde essere au- lico d'Urbino e Pesaro, neh 83 7 nomi-
torizzati a questuare: i validi se stranie- nò presidente il cardinal Luigi del Dra-
ri furono rinviali alle proprie patrie, ed go (la cui biografia scrissi Ira fl/aggior' i

i romani obbligarono al lavoro. 1 con-


si domi),(ì\ cui nelle Notizie di Roma si di-

trawentoii si punirono: lar.^ volta con ce ])u\ e presidente della commissione ani-
prigione, pane e acqua, recidivi con pe- i ininistratÌK'a de' lavori di pubblica bene-
iiepiìi gravi. Perciò si npi'i il detto depo- jftcenza,t\e'([Uiì\\ ragionai ne'vol. LV, p.

sito di mendicità al Colosseo, per riunir- 18, LIX, p. 61. Avendo rinunziato nel
vi quelli die accattavano senza permes- I836, il Papa conferì la presidenza al car-
so; gli uomini erano se[»arati dalle don- dinal Mario IMaltei. A questo porporato
ne, lutti e ciascuno ricevendo 24oncie di nella micidiale e ricordata pestilenza fu
pane e una minestra, e per dorniire il pa- afi'idata la speciale vigilanza delle com-
glione e la coperta di lana. Ivi restavano missioni regionarie sanitarie pe' colerosi,
tempoiaiieamenle, finché non partivano e molto con zelo si allaticò in quella pub-
per le loro patrie se forestieri, o impie- blica calamità. Nel seguente anno j838
gati alle arti o in altri modi se lomani. persuase Gregorio XVI aH'appIuuilila i-

Un fornitore li provvedeva del bisogne- slituzione dM' Ospizio, istituto e convitto

vole; alcuni custodi e soldati li sorveglia- di scuola e istruzione di sordi e muti d'am-
vano. Quanto a'cardinali presidenti del- bo i sessi in s. /Ilaria degli Angeli, così
la commissione de' sussidii, il cardinal dello per essere collocato adiacente al-
Tommaso Riario-Sforza tieWe Notizie di romoiiimoO>p/s/o(chepel Papa, pel car-
Roma lo trovone'ponlifjcatidi LeoneXIl dinale e pe'fralelli delle Scuole cristiane
e Pio Vili ìniìloìalo: Presidente dell'ani- tanto fiorì), di cui pure era presidente co-
mìnislrazione e della distribuzione de' sus- me presidente della commissione de'sus-
sidii carilalii>i, e nel i 859 fu da Pio VI 1 1 divenne ancoia (\e\\' Istituto dei
sidii, e lo

inviato a Forlì per legalo apostolico, in- sordomuti. A premiarne le benemeien-


di gli sostituì per Presidente de'sussidii ze Gregorio XVI nel dicembre i84o di-
cardmal Giuseppe Albani segretario di
il chiarò il cardinal ÌMallei segretario pergli
Elemosiniere del Papa,
stalo. Dichiarai a affari distato interni, e gli die per ilegno
come Pio VHI non volle che le casse di successore il cardinal Giacomo Luigi III i-

dataria e de' brevi corrispondessero alla gnole poi vescovo di Sabina (delle bene-
commissione de'sussidii , e come regolò ficenze di cui fu largo a quella diocesi ri-

ì' Elenio sineria apostolica. D\ piùPioVIII parlai nel voi.LXIII, p. 3 1). Nevol. L, 1

sottopose al cardinal presidente de'sussi- p. 25, LVIII, p.i48, LIX. p. 74 e 82,


dii l'ospizio di s. Maria degli Angeli. Gre- raccontai che il regnante Pio /.\, aven-
gorio XVI, tanto eminentemente beneme- do il i.°oltobrei 847 iittribuilo alla ma-
rito della pubblica e privala beneficenza, commissione de'sus-
gi slra tu radi fiomrt la
come storicamente narrai in tanti artico- sidii e l'ospizio di s. Maria degli Angeli,

neh 833 fece dichiarare dal cardinal


li, per r operalo benefico incremento del-
Gnmberini segretario per gli alìhiidi sta- l'istituto dc'sordornuli del cardinal liri-

to interni, con notificazione che leggesi gnole, di questo gliene conservò la presi

nel f.i, p. yo della citala Raccolta delle (lenza. Alla medesima romana magislra-
leggi: Che i caritatevoli soccorsi diesi pa- liiia il Papa attribuì indire la piesideu-
f)4 'S u s 8 U S
zadclln commissione (le'lavori di pnhljli- ne de' sussidii nuovamente quella dell'i-

caljencfìcenza; nonché II- spezierio, i me- stituto de* sordo-muli, nella pei<«ona del
dici, i chirurghi, gii osteti ici e levatrici, cardinal IMaltei, e per sua cura ebbe luo-
le scuole regionarie, togliendoli dalia di- go quel saggio che celebrai a Sordo-Mu-
pendenza dell' hlcmofìimere del Papa. to. Divenuto il cardinal IMaltei sotto de-
Quindi nel 8'> dichiarando Pio IX pre-
i i cano del sagro collegio, ed a' 23 giugno
sidente de'sussidii l'encomiato cardinal 1854 ti il vescovato subuibicario di Fra-
IMaltei, gli restituì lutto il concesso alla scati trasferito a quelli uniti di Porto e s.

magistratura romana, e. quelle stjddelte Kufina, il Papa dopo avergli conferito la


ingerenze pure già dell'elemosiniere pon- carica di prefetto della segnatura, come
tificiojampliandocos'i le attribuzioni del- riporta il n.°i42 del Giornale di Roma
la commissione de'sussidii, il che registrai 1854, nominò ilcnrdinal Nicola Clarelli
LUI, p. 23o,
ne'rispettivi luoghi ene'vol. Paracciani presidente della commissione
LVlll,p.!48,LXIlI,p.no,i94,LXVni, tle'sussidii, della pubblica beneficenza e
p. ^268. Dopo stampato l'articolo Sordo- dell'istituto de'sordo-muli, non che pro-
Muto, gli /limali delle scienze religione tettore delle suore di INostra vSignora al
serie 1." ,1. 280, hanno pid)|jlicalo
i 2, p. Monte Calvario in s. Norberto perchè ,

il decreto genei ale della s. congregazione hanno in cura il sesso femminile dell'o-
dell'indulgenze, che Papa Pio IX appro- spizio di s. Maria degli Angeli e de'sor-
vò, per lucrare le indulgenze anco sor- i do-muli, di loro avendorifalla onorala

do- muti, sebbene è prescritta la condizio- menzionenel vol.LXin,p. 1^. Nelle No- 1

ne delle preghiere vocali, e ciò ad istau- tizie di Roma del 1 8^4 si riporta la Cnni-
ra del cai (linai Brignole. Pertanto Fu pro- niissione. de' sussidii composta del cardi-
posto a detta s. congregazione il dubbio: nal presidente, di 6 deputali, cioè un u-
Ànelqnoniodo suvdo-niuli supplcre va ditore di rota e segretario, <leirelemo>i-
leanl inipolentiae, qua delinentnr preces niere, di due altri prelati, e deminislri
recilandi prò iiidulgenliis acnuirendis in- delle finanze e de'Iavori publici;di 1 7. ile-

jiinctas? Diicusao il dubbio, la s. congre- potati prefetti delle regioni, comprenden-


gazione decretò e statuì. i.^Quod si inler do prelati e laici litolati, oltre i deputati
opera prò lucranda imlulgenlia praescri- e ileputale parrocchiali.
pla sii visilalio nlicujus ecclesiae, surdo- S\JSS\D\0,Subsidiuni,/4d/unienlnni.
muti ecclesiam ipsain devote visitare le- Questo vocabolo oltreché significa soc-
iieanlur, licei mentem tantum in Deum corso e aiuto nelle necessità,e quella spe-
elevenl, et piosaiTectos. ^."Quod si inler cie caritatevole di sussidii dichiarali nel
opera sint publicae praeces, surdo-muti precedente articolo; ausiliario o aiutato-
polsini lucrare indulgentias iis adnexas re, come il vescovo in paruhus dato in
corpore quidem conjtmcti caeteris fìde- aiyto ad un ordinario, e di cui ragionai
libusineodem loco orantibus, sed pari- a SuFFRAGANEo; chiesa di sussidio o Snc-
ter mente tantum in Deum elevaUi,et piis cursale[f^.),/4edes curine vicariaejè pur
cordis afTeclibus. 3.°Quod si agalur tan- nome generico che si diede a tutte le im-
dem de privalis orationil)us, proprii mu- posizioni. Dazi o Gabelle (/ .), decreta-
torum et surdorum confessaiii valcant le sui popoli o sulle merci, in nome so-
easdem orationescommutarealiquo mo- vrano, por soddisfu-e a'suoi bisogni e pe-
do manifestata, proni in Domino expe- si.Anticamente quando T'escovi anda- i

dire judicaverinl. A'aS giugno 853, per 1 vano a' Concila e Sinodi, riscuotevano
la morte del cardinal Uiignole, che de- un certo diritto per supplire al le spese che
plorai nel voi. LXllI, p. ^5, il Papa Pio I perciò incontravano, qual diritto c\i\n-

IX riunì alla presidenza della commissio- iua\ai'\ sussidio caritalevole,i)eixUì: il pa-


S U T S U T 9'
camento fncevnsi a titolo di rarità, co ce a Sutri prende l'aspetto il più pitto-
me osserva Bail^osa, [)e juie eccles. lih. rico e ameno che possa immaginarsi: le

3, cap. 2 1. Questo cnnonisla, con molli rupi fia le quali è scavata la strada sono
altri, appoggialo alle diirerenli autorità di tufa color lionato ,
tagliale a picco e
del diritto, stabilì:!.^ Che il vescovo ed i vestile di vigorosa vegetazione; retfello
prelati superiori, col parere del loro ca- viene acciesciuto da'sepolcri sulrini, che
pitolo e della loro coninnità,hanno l'au- le forano, ora disposti in ima linea, ora
torilà d'esigere in caso di necessità il sus- in due, una all'altra sovrapposta, e vero-
sidio caritatevole da quelli che sono loro similmente formarono già ne'lempi etru-
soggetti; 2.° Che quel sussidio non è fi';- schi la necropoli sutrina, e quindi furo-
satOjnia che dipende dalle circostanze;3." no convertili in rifugio de'primitivicii-

Che il Papa può esigere quel sussidio da stiani, altri che desciiveiò. So-
o negli
tutti gli ecclesiastici e da tutte le chiese; no questi sepolcri molteplici, vari per la
4.°Che cardinali hanno
i il medesimo di- grandezza, per la forma e per la decora-
ritto nella estensione de'loro titoli, ed i zione ricavata dal masso stesso, incavati
legati nelle loro piovincie; 5." Che i pa- nella pietra, ornati di pilastri e frontoni
triarchi, prim;ili,gli arcivescovi
i non han intagliali senzaombra d'intonaco e di co-
no questo privilegio nella estensione dei struzione; essi investono per quasi un mi-
luoghi di loro competenza, perchè non glio i colli che precedono e coronano la
hanno che una maniera di giurisdizione città, la quale si presenta in magnifico

straordinaria e limitala dal diritlo,ci()che aspetto. Ne pubblicarono la prospettiva


si applica pure a'prelali inferiori n'vcsco- con incisione,prima l'avv." Camilli nel t.

vi, quando essi non abbiano acquistato 1 3, p. 2 1 3 duWAlbuìn di Roma insieme


(juel diritto col possesso, o che non siano ntl un erudito articolo sull'antichissima
regolari; 6.° Che la causa di quel sussidio città; poi l'agostiniano p.Giuseppe Ran-
dev'essere una necessità evidente e pres- giiiasci nella parte 2.^ (ÌgWh AJemorie i-

sante, come le spese perle bolle e la consa- sloriche cìedmlorni della città di Nepi,
grazione,i debili falli dal vescovo perilife- cioè del Feii etrusco, di Fa Ieri i antico
sa della sua chiesa,ovvero perla causa co- e de'liioglù e città ad esso soggette, To-
mune della diocesi, o per viaggio di estre- di 1
847, cap. 6: Sutri città della Penta'
ma necessità alla curia diRomajec.;^.' Che poli etrusca nel territorio Falisco. Il sa-
il sussidio non dev'esseie pagato che dagli cerdote d. Paolo Bondi, Memorie stori-

ecclesiastici i quali posseggono de'benefì- che di Sahazia e Trevignano, e saggio


t\. I monasteri ne sono esenti in faccia al storico sull'antichissima città di Sutri,
vescovo, come anche le chiese, le quali Firenze i836: Saggio storico dclC anti-
hanno a questo riguardo un valido lito- chissima città di Sutri, par. i ." , dice ch'è
Io di esenzione, fondato sopra una causa di figura sferoide, e in guisa che rasso-
I diversa dalla prescrizione. miglia a una nave in linea, che abbia ri-
SUTPvI [Snirin). Città con residenza volta la prora al sud e la poppa al nord,
vescovile degli stali pontificii nella de- se non che il bordo all'ovest verso Sacel-
legazione apostolica di Viterbo, con go- lo è più ampio ed esteso dell'altro di s.

vernatore residente, lungi circa 28 mi- Francesco all'est. Questa grossa nave si
glia da Roma, essendone Nepi quasi So vede come sbalzata sopra d' un rilevato
dalla stessa capitale, e da Sutri 7; situa- scoglio di tufo da ogni parte faglialo a
la inclima dolce,alquanlo umido nell'in- per[)endicolo, che le forma un basamen-

verno, mediocre nell' eslate, sorge fra* toquanto stabilealtrellanlo forte,e som-
monti Cimini.Dopo Monte Rosi e un mi- mamente opportuno per la fortificazio-
glioprima d'arrivarvi, la via che cundu- ne della cillà, in caso che avesse bisogno
96 S U T S fj T
di trarne pnitifo. Sopra Io sroj^linè nn pa- con delle fici e delle figure che
trusoo, si

liipello di muro co' inerii hastanlenicn- tengono per mano, e una col manto in

te capace a fornire una legolare difesa, testa. Il iSibby, yénnlisi de dinlorni di


comechè di IraUo in Irallo avvaloralo Zio/H^, nell'articolo Sutri, da lui vigilalo
da baluardi, tali essendo e ben costrui- neh 835,osserva che l'antica città era po-
ti quelli ili porla Romana, di porta \'ec- stasopra due colli tagliali a picco da o-
cliiajdi porta IMorrona una delle più an- gni parte, sempre di lufa di color liona-
tiche della città, e della Rocca. La stra- to, che uniti insieme (hlungansi per quasi
da cbe ultiniaineiite tonduceva a Sutri un miglio nella direzione da occidente a
eia la celebi econsolare Cassia; dalla por- orientejch'essi unisconsi insieme per mez-
la Moirona poi incominciava l'altra via zo d'un ponte, il quale nell'esterno è di
consolare, lastricala però di pielie cal- moderna costruzione, ma che forse nel
cari, di cui abbonda la contrada Citninia, masso interno è antico. Oggi però la cit-

e tagliando il Forum Ciininuin, si avan- tà copre soltanto il colle orientale; l'oc-


zava al di sopra del lago Ciminio, e fra cidentale è abbandonato airatt(j,e a mez-
la montagna persino a Longola, oggi Vi- zodì di questo spiccasi un dirupo isolato,
terbo, e (juindi rivolgendosi alla sinistra che forse costituì la rocca. Le mura an-
si univa alla Cassia poco olire Viterbo tiche che cingevano Sulri erano costrut-
al lago Forum follurni. A'iati est ed o- te di grandi ed enormi massi di tufa lo-
vest inferiormente al piano di Sulri si cale, [)Osli con moll'arle sul ciglio estre-
estendono due lunghe liste di fertilissi- mo della rupe : essi sono S(piadiati ma
mo terreno, delle quali la maggior parte è irregolarmente, e collocali or per lungo
quella airovestjColli vate a ortaglie e pro- or per largo.seuz'ordineeben commessi ;

ducenti saporiti poponi ed abbondanti er- e molte ti accie di queste mura si couser-
baggi, innafìlate all'ovest dal perenne fiu- vano, specialmente nel lato meridionale.
micello Pozzuolo, ed all'est dal uìinore INel lato sellenlrionale però, olire le ve-
Bivorolto, che quindi non molto huigi stigia ilelle mura, rimane ancora una por-
si unisce col 1° Al termine esteriore di ta antica verso Toscana e semiulerrata,
questo ubertoso piano si rialza un circon- la quale conserva il suo arco : questo nel
dario di tufi, su'quali tuttavia vegetano destro lato spicca immediatamente dalla
un gran tratto di vigneti, che son)miiii- rupe che gli serve di pilone e di stipite,
strano vino gentile e gustoso. Gli altri e nel sinistro da un pilastro costruito di
jìrodotli, r olio ed i cereali vi sono co- massi enormi. Taleporlaèdel tulio chiu-
piosi ed eccellenti, le campagne sono a- sa, e il volgo da tempo immemorabile la

mene e ubertose, il tralìico dei suoi ge- chiama porta Furia, nome che ricorda
neri è attivo, il territorio vastissimo, e limpresa che dirò di Marco Furio Ca-
lo era maggiore negli antichi tempi, in- millo dittatore romano: solo qui nolerò
nanzi che dalla parte del Cimino fosse che il) memoria di quel prode che per es-
sraetnbralo a favore de'posteriori caslel- sa feccilsuo maestoso ingresso nella città,
\\ confinanti, poiché eslendevasi sino al- l'antico statuto sulrino esentava da cpja-
le campagne Sabazie e Veienli per un lunque imposta le famiglie che ne abita-
gran tratto Laonde soggior-
di paese. il vano la contrada. due dirupi su' quali I

no è dilettevole, senza mancare a' biso- sorgeva l'antica città sono bagnali verso
gni della vita, godendo pure acque sa- mezzodì dal rivo di Proraonte, quasi rivo
lubri. La fontana pubblica è ornata da del Promontorio; e verso settentrione da
uno de'più belli sarcofaghi di marmo di- quello dello Torto, come li chiama Nib-
solterrali in alcuni luoghi della ciltà,e vi by (poiché anco 1' avv.° Castellano, ^o
si scorgono scolpili due yrifì all' uso e- sialo jwnli/ìcio, dichiara Irovaiii l'auli-
S U T S U T 97
CI città diSiilii in liva alPozzoio o Poz- pliòd. Antonio abbate, come si legge nel-
zuolo, eziandio secomlo Marocco, die pu- la lapide riprodotta con tutte le altre del-
re col vocabolo Rivorot'o appella l'allro la città da Marocco , IMonunienti dello
fìiimicello), e si riuniscono sotto la città stato pontifìcio \. i4, articolo Sutri. il ca-
verso Oliente, varcandosi questo su! pon- pitolo si compone della dignità dell'arci-
te. Di là dal ponte attira l'aMimirazione prete, di 1 4 canonici comprese le preben-
il bel bosco sempre verde di elei, abeti e de del teologo e del penitenziere.colle in-
cipressi, delizia della villa del conte .Muti- segne corali della cappa, di due benefi-
Papazzurri-Savorelli. Aggiunge Nibby, ciati, e di altri preti e chierici addetti al
che più uno si avvicina a Sutri, più la servigio divino. Nella sagrestia esiste
una
scena si fa magnifica e imponente, mas- lapide, chedopo Grillerò pubblicarono
sime nel punto dove si discende alla val- Bondi, Nibby, Marocco e il p. Rangliia-
le che isola questa città dalle circostanti sci in tempo del .°stava in un altare. È
: i

colline. Le mura originali present.ino un interessante, ma rotta in più pezzi, man-


restauro di massi quadrilateri mediocri, cante nel lembo sinistro, e con lettere di
opera del secolo XV: alle une ed alle rfltre bella forma del tempo d'Augusto o Ti-
poi sono appoggiate fortificazioni del se- berio. Contiene essa la serie de'ponlefici
coloXVI,che crede opera de'Farnesi. Ol- sutrini, e le successive sostituzioni, ed è
tre le mura, soggiunse di non avere nella ricordato Q.Flavio Pollino pontefice del-
città ravvisato avanzi d' antiche f.ibbri- la colonia sutrina, e meglio in altra la-
che;e la casa che chiamano di P/7<Jfo(dice pide che esisteva nell'orto della cattedra-
casa di Malco il Calindri,nel Saggio sto- le, egualmente pubblicata dal Grutero e
rico del pontifìcio stato, così il Castella- dagli altri sunnominati. Sotto 1'
atrio o
no) non è certamente anteriore al secolo portico della stessa basilica sonovi diversi
XVI. Il fabbricato è conveniente, e le due frammenti di antiche casse mortuarie di
nobili famiglie del suddetto conte, e del marmo, con bassirilievi esprimenti guer-
conte Fiacchi Gialli hanno vaste e belle rieri combattenti a cavallo, ed altri ro-
abitazioni o palazzi, altre essendo quella vesciati al suolo. L'episcopio è adiacente
de'nobili Mezzoroma, e la graziosa e re- alla cattedrale, oltre la quale nella cit-
cente della famiglia Capolondi. La cat- tà vi è un'altra chiesa parrocchiale. Vi
tedrale è basilica, ma tutta moderna, ad sono però altre chiese, il convento e chie-
eccezione del campaiiile,opera del secolo sa dei religiosi dell'ordine della peni-
XI 11: le proporzioni però troppo svelle tenza detti scalzetti, e già appartenea-
della chiesa indicano che, sebbene rinno- ti a' minori conventuali ; il monastero
vata, anch'essa era c'architetlura di quel delle caiinelitane dell'antica osservan-
secolo, e dicesi che ie colonne clie la di- za,che nella chiesa hanno un buon qua-
videvano in 3 navi siano dentro i pilastri dro di s. Maria coli' epigrafe: Ospitio
moderni. E dedicala alla B. Vergine As- Christiis suscepit. Evvi il seminario, di-
sunta in cielo, col ballisterioecura d'a- verse confraternite, il monte di pietà, le
uirae, amministrata dal capitolo a mez- maestre pie, le scuolecomunali. Sutri van-
zo d' un parroco che si elegge per con- ta molti cittadini illustri, massime quelli
corso e il vescovo approva. Ivi tra le sa- che fiorirono in tempo del suo splendore;
gre reliquie è in gran venerazione la ver- anche in santità di vita, come s. Felice
gine e martire s. Dolcissima conci Itadi- prete e martire; nelle dignità ecclesiasti-
ua e principale protettrice di Sutri, la cui che e vescovile, oltre il cardinal Giovanni
lesta ceU-bra con gran solennità: la sua
si Co/if({^^.)deltodiSutri; mentre Ira'lelte-
cappella l'edificò, ornò e lasciò erede An- rati ricorderòG. Andrea Anguillara cele-
tonio Cavalli sutrinojindi restaurò e am- bre poeta, autore di vari componimenti
VOL. LXXr.
98 S U T S UT
e capitoli, Iratlultore in S." rima delle lìfe strada sotterranea, e pel quale pretende
laniorfosi <V Ovidio, delle Salire, delln Bondi transitasse da Nepi a Sulri il glo-
ti.'igedia V Edipo, e del i ."libro deW Enei- rioso martire s. Tolomeoa predicare l'e-

de di Virgilio, e pure insigne lettera-


fu vangelo a'sutrini, ed a prestar loro soc-
to che gareggiò co'più gran genii del suo corsi spirituali e temporali: egli ne attri-

terapo: esiste ancora l'abitazione de'suoi buisce loscavoalle guerrede'romani con-


antenati colio stemma gentilizio, e nel- tro gli etruschi, con ispesa e intelligenza
l'antica chiesa de'convenluali evvi la se- d'ambo le città, per sostenersi scambie-
poltura di sua famiglia con lapide e stem - volmente nelle sorprese. Dice inoltre il
ma. Dalle lapidarie riportate da Maroc- Bondi, che il sagro tempio è fattura dei
co si ponno rilevare altri illustri sulrini, primi secoli, e ritiene le ricordate pittu-
come de'Flacchi-Cialli, de' Mezza roma e re a fresco e rozze di que'tempi,come si-

di altri. Due di esse celebrano l'erezio- mili a quelle delle catacombe di Nepi j

ne e restauro della chiesa di s. Maria del che ivi i cristiani si rifugiarono a cele-
Monte,e l'edificazione eabbellimento del- brare le sagre sinassi, e che furono tali

la chiesa di s. Maria de Cvypta; altre la sutrine catacombe innaffiale dal sangue


pietà e le virtù di diversi sutrini d'ambo di molti martiri, che vi depose la pia ma-
i sessi, e de' Muti-Papazzurri. Piimarca trona s. Savinilla colla maggior possibi-
l'avv. Castellano che Sutri ha il privile- le decenza, onde dichiara il monumento
gio d'intitolarsi rt/i^/r/i/^sm/rt!, in tutti gli il più rispettabile dell'antica e illustre cit-

alti pubblici e governativi. Uscendo da tà. Ma notaNibby.essere fisicamente im-


Sutri e dirigendosi alla villa Muli-Pa- possibile che la catacombe sutrina possa
pazzurri Savorelli, e al famoso anfitea- comunicar colla nepesina,con estendersi
tro siilrinO,sono questi due luoghi sopra al di là della rupe. Dalla chiesa si ascen-
im colle adatto isolalo, e tagliato a picco de alla villa, conlenente tra le sue ame-
da tulle le parli, posto a sud-est della cit- nità una chiesa, e i ruderi d'un palazzo
tà. Prima di salire alla villa si vede iwX baronale del secolo XV, al quale si dà il

lato del colle sul quale giace, dal canto nome di palazzo di Carlo Magno. Tra-
di scllenlrione,incavata nel masso di tu- versando il boscosi perviene all'anfitea-
fa una piccola chiesa,com posta d'una spe- tro sutrino illustrato brevemente e perla
cie d'atrio,della chiesa propriamen le det- i.'' neliS^i dall'avv. prof l'ielio
volta
ta, con un solo altare inciso nel tufo, di- Ruga, con Lellera suW anfiteatro sutri-
visa in 3 navi da pilastrini ricavati pure no, alcav. Michele Ardili, direttore del
nello stesso masso e riquadrali, e di una r. museo Borbonico e dell' escavazioni

sagrestia. La chiesa è dedicala alla Ma- del Poni pei a no, co' pùuàpnli brani delle
donna del Parto, e dalle traccie ancora viccndestoriche diSutri,e pubblicato dal
esistenti è chiaro che fu intonacata e di- Giornale arcadico di Roma 1. 1 i,p. 3 i r,

pinta nel secolo XIV, e forse in quell'e- insieme al disegno della pianta. Breve-
poca medesima venneformata, profittan- mente lodescriveNibby,dicendo che fan-
do di qualche sepolcro etrusco più gran- fitealro,il podio, i gradini, i battei, le nic-
de, come pensa Nibby. Altri sepolcri a- chie, i vomilorii, le porte e corridoi, tut-
diaceuli furono ridotti a cimilerio, e da to è interamente scavalo dentro il eolie
uno di questi sepolcri o catacombe che di tuta locale, sul quale è pure la memo-
si lega con altri, si ricavò la tradizione rala villa, e lo crede o;)t;ia de'lempi di
o favola, al dir di IN'ibby, che si unisse Augusto. Le misure assegnale dal Kiiga
colle catacombe di Nepi dell'antichissi- all'arena, eh 'è al solilo di forma eliitica
ma chiesa di s. Giovenale, or quasi del ossia ovale, e nella direzione da mezzo-
tutto distrutta, mediante un cunicolo o giorno a stUentrione, sono di palmi 222
S U T SUT 99
ili lunghezza ei8o di larghezza. Il podio spiega l'ignorarsi il sutrino per mancar
non conserva il parapetto, ma le traccic Sutri allora d'una storia antiquaria, ad
d'una gola intagliata pure nel masso clic onta che lo meritasse perla sua origine
lo fasciava: nel lato orientale visibili so- della più rimola antichità, e per le vicen-
no le traccie dell'ambulacro che girava de e onori di che fece luminosa mostra in
sotto il podio medesimo. Si ravvisano pu- tutte l'età, poiché Sutri esisteva prima
re 3 meiiiani o precinzioni: la .^ha 6 gra - i che Roma sorgesse, ed ifiammenti di Ca-
dini, così la 2.^; la 3.^ i i, e quest'ultima tone fanno credere fondata da'pelasgi,
la

ècoronata superiormente da una via, cin- prestando sufrini culto speciale a Satur-
i

ta intorno da un balteo, ch'è interrotto no e alla dea Noicia. Noterò, che trovo
da nicchie, probabilmente per uso dedi- nelle Memorie del Soratte e luoghi con-
s>'gnntores, poi tribuni voluplaUim , os- vicini, à\ Degli Effetti, avere gli etruschi
sia degl'impiegati che assegnavano po- i adorato la dea Horchia o Orcia, da Massa
sti, e incaricati al buon ordine dello spet- stimata Pomona, dea de'frutti e de'giar-
tacolo: altre di tali niccliie si vedono in- dini, talvolta confusa colla dea Nortia,da
cavate nell'intervallo fra la 2/e la 3.' pre- Tertulliano detta dea peculiare de'sutri-
cinzione: 4 sono vomitorii, ed una scala ni e volsinesi, e Gir;ddi chiama Nortia e
lo mette in comunicazione colla villa. Es- Nursia.La/l7/7o/pg'a l'appella Norzia, cre-
so poteva inondarsi e nettarsi per mezzo duta pure Nemesi, e da'volterrani deno-
del fosso di Promonte, ch'è il rivo prin- minata gran dea, nome proprio di Ci-
cipale della contrada. La metà della ca- bele, soprannome di Rea madre degli dei
vea verso occidente è molto più degrada- e perciò moglie di Saturno, il quale sog-
ta dell'orientale: due vontitorii meridio-
i giornando in Italia, il suo regno fu cele-
nali sono ben conservati, i settentriona- brato l'età dell'oro per l'incivilimento
li appena ponno tracciarsi; l'ambulacro che v'introdusse, essendo la falce il suo
sotto il maggior parte im-
portico è per la principale attributo, sia io significato di

praticabile. Termina Nibby con dichia- distruzione, come rappresentando egli il

rare ch'è massima l'imponenza di que- tempo, sia per aver insegnato agli uomi-
sto anfiteatro, e che l'esterno non è né ni l'arte di tagliare frumento colla fal- il

ornato, né regolare. Il Paiga nella Lede- ce, in imo Questa pic-


all'erba de'prati.
rasi meraviglia che niuno avea dato con- cola digressione forse non riuscirà inu-
tezza dell'anfiteatro sutrino, benché nel- tile, per quanto vado a dire. Ruga con-

le vicinanze di Roma e non lungi dalla gettura che la gloria dell'erezione del-
via Cassia verso il monte Cimino, e nep- l'ampio e magnifico anfiteatro sutrinoin
pure fu conosciuto da Giusto Lipsio, il eccellente luogo, ove si conciliò la solidi-
quale, come Everardo Ottone, nel Sag- tà con l'economia, debbasi aStatilio Tau-
gio dcglt anfiteatri exlra Rom/im,ai^tiv- ro il f'ecchio ,
personaggio consolare e
mònou esservi stato appena nell'antichi- trionfale,furse cittadino o magistrato del-
tà municipio o colonia, che non avesse la città, il quale fiorì sotto Augusto che
un anfiteatio, per cui l'Arditi colla de- pel I ."eresse in Roma nel Campo Marzo
scrizione dell' anfiteatro di Pompei ri- un solido edifizio di tale forma, serven-
battè il singolare assunto del marchese dosi dell'opera sua; od almeno a Statilio
Malfei, quale tiasportato per soverchia
il Tauro il Giovane, che egualmente vis-
venerazione pel suo aniìtealro di Vero- se opulente a'tempi di Claudio, il quale
na, solo riconobbe que' di Roma Ca-
e regnòdall'anuo 4i al 54di nostra era, o
pita; egli pq.ò non pili esisteva quandosi ad altro della potente famiglia de'Tauri.
disotlerròil magnifico d'Otricoli, e si sco- Congettura pure che nell'anfiteatro la ro-
prì quello importante d* Ancona. Ruga nnna colonia Giulia Sutriua die gran-
loo SUT SUT
diosi spettacoli all'imperalore Caracalla vedesi rovinato per l'insulto di tanti seco-
del 2 I I jclie vi passò nel ritorno dalleGal- li e per la poca cura che se n'ebbe. Per-
lie;parere che fonda sull'iscrizionedi mar- ciò loda i conti Antonio e Alessandro Sa-
mo bigio posta inSutri a quel principe, e vorelli di Forlì, eredi de'JMuti-Papazzur-

nel 1819 trovata negli scavi dentro la cit- ri, per averlo tolto dallo squallore in cui

tà dal conte Luigi Fiacchi Gialli, nell'in- giaceva, facendolo ripulire dagli sterpi e
gresso al suo delizioso giardino, per la cui alberi che 1' ingombravano, unitanriente
importanza pubblicò Piuga.AncheCa-
la alle macerie delle parti cadute. Il p. Ran-
lindri crede l'anllleatro eretto da Stati- ghiasci ripete l'asserto di Micali, che vuo-
lio Tauro il Giovane. Indi con deltaglio le etrusco l'anfileatro, perchè gli etru-
descrisse l'anfiteatro il Doridi, ma pel di- schi ebbero anfiteatri non di materiale,
chiaralo amore di lui per la città, pel ve- ma scavati nel tufo, ed avverte che il pa-
scovo, pel capitolo, per la nobile casa Sa- rere di Micali viene sostenuto anche da
Torelli ornamento e decoro della città, un'erudita dissertazione inseri ta nel G/or-
e per la nobile e antica famiglia Fiacchi nale arcadico di Roma, che non mi riu-
Gialli, che qualifica per altro lustro e so- scì riscontrare per essere sbagliata la ci-

stegno patrio, e propugnatrice degli an- tazione, essendo pure eirata quella che
tichi diritti e privilegi, l'esegui con trop- ricorda la ^e//era di Ruga. Dice inoltre,
po entusiasmo e poca critica, come fece che gli anfiteatri che non presentano i-

sull'origine di Sulri, perciò proverbiato scrizione etrusca o altro sicuro monu-


da Marocco e dal p.Ranghiasci,ancheper mento che lo certifichi, quantunque sca-
aver provocato le suscettibilità delle ri- vati nel tufo,ponno supporsi etrusclii co-
spettabili città di Viterbo e Nepi,con con- me romani; tultavolta militare in favo-

fronti deprimenti e non necessari. Egli ri- re di Sutri la ragione, che essendo città
petè la volgare opinione della contrada antica e cospicua d'Etruria, sembra do-
e già rigettata da Ruga, che riporta l'o- vesse avere sin da qiie'tempi l'anfiteatro.
rigine dell'anfiteatro a'tempi degli anti- Quanto a poter contenere r 0,000 spelta-
chi etruschi, quali pare che
i non l'usas- tori, fa osservare che il dia metro di quel lo
sero secondo il Ruga. Niente meno che di Marcello in Roma essendo di 4oo pie-
dall' origine di Sutri nel 1 836 calcolò es- di, riceveva 22,000 spettatori secondo il

seredecorsi 3o88 annid'esistenza,e298S calcolo di Milizia, e opina che il sutrino


ne concesse all'anfiteatro, che pur chia- non potè contenerne più di 8 o 9 mila, e
ma Colosseo^ e capace di ricevervi agia- con ragione aver Marocco disapprovato
tamente sopra 20,000 persone a godere l'esagerato asserto di Rondi e non Bion-
lo spettacolo, potendovi ingoiare dueVi- di. Giudic» che la città non poteva esse-

terbi e dieci Nepil Marocco nel descri- re capace che di 26,000 abitanti, men-
vere l'anfiteatro, rimarca tali ampollose tre sillalli pubblici edifizi d'ordinario ac-
espressioni, e non solo dice esagerazione coglievano un S.'^della popolazione e do-
il calcolo di contenervi tanta moltitudi- veasi accordar luogoa'forastieri,e ripor-
ne, ma censurò altro scrittore, chegiudi- ta le ragioni per non ammettere cheSutri
cò esser capace di circa 0,000 individui; r potesse avere ue'iempi elruschi 60,000
egli ne accorda poco più di G o 7 mda,ed abitanti. Narra Nibby, che uscendo dal-
.nggiunge che ora viene reso dignitoso e l'anfileatro per la porta settentrionale, e
pittorico da una corona di vecchi alberi costeggiando la falda meridionale diSu-
the vegetano sull'estremità del i. "ambu- tri,di tanto in tanto si presentano allo
lacro, e dalla parte sinistra sul contorno sguardo gli avanzi imponenti delle mura
di masso che serviva di muro di circonfe- antiche; indi dopo la parte ancora abi-
renza a tutto l'edifizio dal destro latore tata e costeggiando quella abbauduudta
S U T S U T loi
si giunge alla chiesuola di s. Maria della cava a destra dalla Cassia, ed ivi si vede
Gioita, così detta perchè ivi spalancasi un arco del ponte antico che varcava il
sotto la rupe una naturale caverna va- fosso Triglia, e di là direltamenle anda-
stissima, e di una bellezza meravigliosa va a Nepi, Faleri, Orte e Amelia da cui
che |)oche la eguagliano, e chiamata la prese il nome. Ne celebra la qualità e l'ef-
Grotta di Oliando: essa serve di rico- lìcacia,ne descrive l'ulteriore progressi-
vero a'bestiami;i massi caduti per gli sco- vo corso, e parla delle terme che proba-
scendimenti della rupe, il capelvenere bilmente vi ebbe la potente famiglia dei
che pende a guisa di chiome dalla volta Gracchi, eccitando JN'epi a iniziarvi i ba-
dell'antro, gli effetti vari della luce, ne gni sopra le antiche solidissime mura an-
fanno un oggetto meritevole d'essere vi- cor parlandone Ceccarelli croni-
visibili,

sitato. miglio circa dopo la


Un mezzo sta di Nepi nel ^yo, siccome acque sa-
I

grotta, andando verso Capranica di Su- lutifere esorgenti nel suo fertilissimo ter-
tri, incontrasi un'opera grande moderna ritorio. Il governo di Sulri comprende

restata impeiTetta.E'questo un ponte am- eziandio le comuni di Bassano, Capra-


plissimo ohe dovea servire come di so- nica, Oriolo e f'iano, delle quali parle-
stiuzione, onde mantenere in piano e rò a Viterbo.
somma agiatezza la strada Cassia-Sutri- una del-
Sulri, A/^//fiMij città etrusca,
na,che daSutri dovea menare aVetralla, le 5 com-
del territorio antico di Falerii
e sotto Pio VI per alcuni bassi intrighi ponenti la Pe/i/^/7o//(^^) Etrusca o Ne-
restò abbandonatodopo la spesa diyOjOoo pesina, secondo Corrado Essio, De ori-
scudi, in balìa degli arbusti e dell' edera gine civitatuni , fu edificata alcun poco

che hanno grandemente danneggialo.


I prima di JVepi da'pelasgi, come sostengo-
Questo ponte per la grossezza enorme dei no sutrini, leggendosi nella porta prin-
i

piloni, per l'elevatezza de'fornici, e per cipale della città: Sutriuni condUus a Pc-
la comodila che avrebbe recato alle co- lasgis. Dice il p. Raughiasci che non sa-

municazioni, è una delle opere più gran- prebbe opporsi a questa tradizione, ma il
di di questo genere,degna di rivaleggia- fissarne poi l'epoca, come osarono altri,
re co'Iavori des'li antichi. Una via reca a sembrargli temerità, come già erasi e-
Bassano di Sulri. Il p. Pianghiasci nel t. spresso iMarocco nel riconoscere che esi-
17, p. 207 àeW Album di /ìor;za pubbli- steva assai prima di Roma, reputandola
cò un erudito articolo suH'acque terma- fondata dagli etruschi. Certo è che può
li di Sulri salutevolissime pe'bagni e per vantare grandi reminiscenze storiche e
beversi, la cui al)bondantissima scaturi- di vetuste glorie, ed antichità remotissi-

gine è situata nel suo territorio lungi 3 ma e anici iore a f'iterbo {/'.) metropoli
miglia dalla città, nel luogo detto Castel- delhi provincia, che ^Mariani vilerbese,£>e
laccio, ove anticamente esisterono nobi- Hctruria nittropoU, chiama Helruria^
lissimi bagni con sotterranee condottu- fondata da'figli di Noè e metropoli della

re, reslanduvi ruderi di mura reticolate, stessa Etruria antica. Forse opportune e-
pianciti lastricali a st.igno, di musaico e scavazioni potrebbero illustrare vieppiù
di marmo. Tali acijue sono d'una legge- la CI llà,e forni rie |n-egie voli anticaglie. Pù-
rezza singolarissima e limpide, altre sol- ferisce Calindri, che si vuole da alcuni e-
furee e Solcano di sotterra al-
crislallijie. diflcata da'pelasgi greci, altri da Satur-
la volta di Nepi,e fan capo di nuovo ri- no, altri al tempo de'falisci,de'quali par-
sori^i'iulo a ponte Nepesino lontano da lai anche a iMo.\TEFiAscù.NE,a I^'ErI,aPo-
Nepi due miglia, per la strada Ameriua LlMARZ(o. Situala nel suolo dell'antica
che conduce verso Roma alla stazione di Toscana, a questa furono ristretti con- i

Selle N'cnCjda dove la viuAiuerinu si stac- lluiucUa pace d'Ascauio re del Lazio e
I02 S U T S U T
figliod'Enea, dandogli per limite il cor- detto dal frumento, desunto dal vocabo-
so del Tevere all'asserire di Tito Livio. lo Sutoche significa frumento, ed a Tri-
Baccoula Bondi che Sutri fu una delle bus, da frumento triplicato avvero dalie
primarie città dellaToscana appellate an- 3 spighe che la città usa nel suo stemma
che 0/?piV/H/«, ma centro degli abitati suoi e poste nella destra della regia figura, de-
castelli, e non pochi secoli ancora prima sunte secondo le norme blasoniche dal-
diViterbojCon suo particolare agro o ter- l'etimologia del suo nome; spiegando il

iitorio,e poi prefetto, pretore e altri ma- re a cavallo in modo trionfale, per deno-
gistrati, osservando che Strabene chia- tare l'antica opinione de'sutrini sulla lo-
mando parvas Sulriurn, non fa al-
città ro patria, cioè che ne' primitivi tempi e
cuna menzione di Viterbo, benVi succe- segnatamente dopo soggiogato Fcii (/' )
duta ad antichissime e illustri città, in- fosse una città forte e belligera, in grado
di spiega come potesse contenere 7 0,000 a prevalere contro il nemico, e tanto u-
abitanti colle sue adiacenze, secondo la bertosa di non aver mai bisogno di umi-
tradizione sutrina. Pieteude con Fedele liarsi ad altri. Scrisse Ndjby, che Sutri

Onofii che fosse fondata da Saturno re conserva il suo nome piiinitivo si tri,
del Lazio {f-), venerato pure come nu- che gli etruschi dissero lovz (Sutri) ei
me tutelare da Sutri, che tuttora usa la romani latinizzarono in 5rr/f/j'jtfj nome
sua immagine per istemma municipale, che secondo il Lanzi, Saggio di lingua e-
figurato a cavallo con regio paludan)eu- trusca^dae derivarsi da io Fz[Si\iìù) Sa-
to e corona in capo, colle bionde spighe lus, dea particolarmente venerata dagli
nella mano destra per simbolo della fer- etruschi, siccome può vatlersi anche nel
tilità del paese (o come quello che \nMi- recente Miiller, ricordandosi l'aneddoto
tologia dichiarandolo dio, re e legislato- riferito daTacito,diScevino che avea tol-
re, incivili i suoi sudditi che conduceva- to un pugnale nel tempio di questa dea
no una vita errante e selvaggia, e inse- nell'Elruria.col quale erasi proposto uc-
gnò loro l'arte di tagliare il frumeiito, la cidere Nerone. Pertanto egli ritiene pro-
cui specie migliore è grano racchiuso
il babile che il tempio sagro a quella dea
nella spiga). Quest'arme, che riprodusse desse nomee origine alla città, della qua-
Eoudi, si vede in pietra e di forma anti- le però poche volte menzione negli
si fa

chissima sulla facciata del baloardo di antichi scrittori,e mai non si nomina pri-
porta Ptomana, stabilendo Bondi la fon- ma della presa di Veiijimplacabile e pos-
dazione di Sutri ij.52 anni avanti l'era sente nemica diRoma; poiché egli crede,
nostra e 5 secoli circa prima di quella di che Sutri, come Nepi, Rossuluoi (Monte
lìoma, e fors'anche da'pelasgi t^reci; pen- Rosi,di cui nel voi. LVlII.p. 1 i
7) e altri
sa inoltre potersi congetturare che dal luoghi, fosse una città dalla metropoli
uoiue Sulriurn sia derivalo Saturno,qua- di Yeii dipendente, e dopo la caduta di
si Saluniiuni {^supple Oppiduni) cioè , ossa (ostacolo fortissimo alle romane con-
città di Saturno, abbreviata poi in Su- quiste, onde dopo la sua distruzione il

triurit. Anche lutto questo racconto ri- dittatore Camillo rivolte le sue armi vit-
pugna a Marocco, esigendo tempi e la i toriose sulle due piìj prossime città diSu-
critica prove e monumenti e non asser- tri e Nepi, gli riuscì indurle ad acconsenti-
zioni bizzarre; e gli fa eco il p. Uanghia- re alla famosa alleanza e confederazione,
sci,che quanto aSaturno dice essergli sta- perchè apr\ dipoi più agevole la via alla
le attribuite le viti anziché le spighe, e conquista delle altre etrusche, facendo
circa al nome, con Annio riportato da U- Roma compartecipi Sutri e Nepi de'pro-
ghelli, Jìalia sacra t. r, p. 1273,6 ripro- pri privilegi e cittadinanza), Sutri fosse da
dotto da Marocco,opìnache Sutri fu cosi Romacousiderata con gelosia. JuallrciVib-
sur S U T io3
l>y nell'iirticolo Nepì dice che questa era rono forzati a capitolare; e mentre su- i

soltopostaa Falerii, laonde dopo la presa lrini inermi con una sola veste, cacciati
di Veii e la dedizione di Faleiii, riinasle dalla cillà in miserabile schiera abbando
eNepi dalla aietiopoli Veii,
staccateSutii navano i Fu-
loro penati, sopraggiunse
luimaroiio due piccoli stati che s'assogget- rio Camillo coH'esercito romano. I sutri
tarono alia Ibiza predominante di Roma, ni allora si gettarono per terra doman-

prima quali alleate, poi come colonie. Che dandosoccorso ne'modi piùcompassione-
venisse Sulri particolarmente favorita e voli, e Camillo rassicuratili, ordifiò all'e-
custodita da'rumani, essendo riguardata sercito di deporre ivi le bagaglie,a'sutrini
come una chiave, porta e barriera, come di rimanere, e lasciato un piccolo presidio
Wepi, verso l'oriente dell'Etruria relati va- comandò a'soldati di portar solo le armi,
mente aIioma,e con Nepi sue frontiere, f/e- e speditamente avanzossi a Sutri. Ivi col
triiria claiistrajCome ambo forti e rispet- se all'improvviso gli etruschi, e s'impadro-
tabili,per testimonianza di Livio. Questi n'i nello slesso giorno della città, che po-

poi narra, che dopo la presa diA'e»",il più che ore prima era stata dagli ctrusclù oc-
formidabile baloardo clell'anticaElruria, cupata. Rlolti de'nemici uccise, molti al-
e la catastrofe di Roma, incendiata dai tri fece prigionieri, e prima della notte rese
galli, i volsci e gli etruschi mossero le ar- a'sutrini la loro città intatta dao^tii dan-
mi contro romani l'anno 366 di Roma;
i no,perchè gli etruschi avendola avuta per
iquali scelsero per dittatore M. Furio Ca- capitolazione non vi aveano fatto alcun
ujìIIo, ed egli destinò generale della ca- male. Il Rondi, che con minuto dettaglio
valleria Caio Servilio Ahala, Il dittatore riporta questa iujpresa e l'altra prece-
fece una leva forte di mdili e divise i co- dente ommessa da Nibby, differisce dal
scritti in 3 corpi: unonemandò nell'agro suo narrato, imperocché egli dice che
veieote a far fronte agli etruschi, sotto il nell' anno 364, dopo sei anni dall'ester-
comando di Lucio Eu)ilio tribuno de'sol- minio di Veii, essendo andata fallila la

dali; lui altro ne fece accajnpare avanti sorpresa degli etruschi coiitio Sutri, per
la città per riserva, sotto gli ordini dell'al- staccarlo colla forza dalla romana allean
tro tribuno Aulo Manlio; ed alla lesta del za, pei- esservi accorsoFurio Camillo con
3." si pose egli stesso. Quindi disfece vol- i diverse delle particolarità riportate d.«

sci pressoLanuvio,e schiacciò gli equi che Nibby.il quale pare abbia confuso 2 azio-
sierano pur mossi, presso Boia. Frattan- ni in uiia,ed attribuì alias.' di esse l'origi-
to però gli etruschi (sdegnati ilell'espu- nedel nolo \)voveih\o Quasi ea/itSutriiioi,
gnazione di Veii e della romana politica se pure non appartiene ad altro avveni-
cui loro toglieva coli' alleanza floride e inento che narrerò. Adunque fu nel 364
valorose con grandi forze si erano
ciltJi) che gli etruschi preseroSutria patti da'cit
portati contro Sutri e Nepi, che strinse- ladini impotenti di più difendersi, onde col
ro d'assedio. Era Sutri come Nepi alleata dello umile atteggiamento implorarono
dei popolo romano, onde i sulrini e i ne- l'aiuto diRom<i,eCamillo destinato alla li-

pesini spedirono legati a Roma a doman- berazione della città e a vendicarli, fatte
dar soccorso, eil il senato decretò che il deporre dall'esercito le biigaglie,co'sulri-
dittatoi'e tralasciasse di perorare l'espu- un presidio a guardia e
ni erranti vi las(;iò

gnazione di Anzio (di cui riparlai a Por- marciò su Sulri. Trovandogli etruschi oc-
ti), e immediatamente accorresse in aiu- cupati a far bollino, falle chiudere le por-
to de'nepesini e sulrini. Ma questi non le fece man bassa su di loro, e nello stes-
poterono resistere più a lungo; poiché es- so giorno che i sutrini aveano perduto la

sendo pochi, oppressi tlalle fatiche edal- cillà a loro gliela lesliliù inlatta, e [>er s'i

le ferite pe' combutlimeuli sostenuti^ fu* gloriosa iiberdziouu il senato romano gli
io4 SUT SUT
decretò per la 3.' volta l'onore del Irion- sempre pacifica e grata alla memoria del-
fb. Gli etruschi dipoi, colta l'opporluni- le generosedimostrazioni diRonia, vivea
là nel 36G di vedete i romani occupati a lei fedele e alleata, senza molivi di la-
nella fiera guerra contro i volsci, piom- gnarsene. Tuttavia pare, per quanto ri-

Larono con maggiori forze sopra Sutri e che assai dopo l'alleanza me-
ferisce Livio,
suNepi, acciò una non potesse aiutar l'al- desima incominciassero sutrini a rical- i

tra. Avendo! due popoli inviali ambascia- citrare contro Roma, ed un principio del-
tori in Iiouìa pel soccorso, questo fu su- la diserzione fu il rifiuto di somministra-
bito accordalo sotto il comando del dit- re le pattuite milizie ne'bisogni della re-
tatore, ed avendo Camillo preso a colle- pubblica. Si ribellarono sutrini scuoten- i

ga il general Valerio, ed essi celeremen- do baldanzosi il giogo, e vagheggiando di


te marciando, trovarono una parte di Su- ricuperai e la libertà, obliando quanto do-
t ri già su|)erala dagli etruschi, e che dal- veano alle beneficenze di Roma. Fu allo-
l'altro Iato barricale le strade si sostene- ra che lomani inaspriti, vi spinsero Ca-
i

vano i cittadini debolmente e a stento con- millo, non già come le altre volle per fa-
tro la forza e l'impelo del nemico. Non vore e difesa, ma per sottometterli e pu-
j)ertaiito la venuta del soccorso romano nirli. Camillo senza loro dar tempo a por-

e il lamoso nome di Camillo animò su- i si in grado di sostenersi, a marcia forza-


trini. Divise Camillo l'esercito, e dal col- la si recò a Sutri, avendo ordinato a'sol-
lega lece assalire quella parte di muraoc- dati per maggior speditezza di provveder-
t:upaledal nemico,ancheperdivertirloda si di viveri pel sostenlamenlodi 3soli gior-
tal parte onde gli stanchi sutrini si riaves- ni; vi fu sopra all'improvviso e la debellò
sero dalle fatiche, ed egli potesse scalar in modo che questa rapida spedizio-
tale,

le mura senza venire alle mani. Tutto e- ne otliinamenle eseguita die motivo al
^eguitosi, gli etruschi furono compresi di proverbio ripetuto presso Plauto, Festo
spavento vedendo romani penetrati nel- i e Plutarco: Quasi Sutri iim e/75. Laonde
la città e far strage di loro; gli altri fug- derivò il proverbio per chiunque si mo-
girono e furono tagliati a pezzi in gran stri aifaccendato a fare speditamente al-
numero da Valerio che gl'insegui. Libe- cuna cosa, oa partire sollecitamente ecou
rata per la 2.' volta da'romani Sutri, e islraordinaria precipitazione: Chequi a
resa agli alleali cittadini, fu condotto l'e- Sulii? D'allora in poi i sutrini conobbe-
sercito romano a Kepi, che si era già re- ro essere vano e impossibile cozzare coi
so agli etruschi, i quali debellati da Ca- potenti.^simi romani, senza provarne i fu-
millo fu subito presa la città, nello stesso nesti eHelli. Sebbene questo latto, secondo
?)(\6,(i non nel 87 con»e riportai a PSEr»
1 l'espressione di Livio, pare che dehba es-
seguendo Nibby e il p. Ranghiasci,per cui sereaccadulopiìi lardi, qui loriportoco-
il .° ivi cadde in anacronismo nel riferi-
I me fecero Bondi e Marocco, e per non al-
je poi a Sutri ravvenimento al 3G6,ch'è lontanarmi dalla narrazione di INibby.
la vera epoca, però della 2.'' aggressione Questi poi dice, che romani conoscen- i

elrusca della città di Sutri e insieme del- do l'importanza della posizione di Suti i,
l'espugnazione di Kepi; lai. "venendo pu- non vollero che rimanesse esposta a qual-
redescrilta da IMarocco, e come Bondi ri- che altro colpo di mano etrusca, e per-
j)rodusse la lapide monumentale presso ciò 4 anni dopo la 1.' liberazione, nel 870
ilDenislero,//('^/7<n(3 lib. 4,cap.44)llllio- vi dedussero una colonia, se pure non ne
^li parla dell'origine del proverbio ricor- fu causa la tentala defezione. L'anno 44^
dato pel -seguente fitto, e non per l'im- di Roma Sutri andò soggetto ad un al-
presa narrala da K'ibby. Dichiara Uondi, tro assedio forte per parte di tulli glie-
ch'erano passali degli anni dacché Sutri Iruschi, ud ecccziouc degli urcliui, irrita-
SUT SUT loj
ti di vederSulrìe Nepi,già lorocitlà.fat- uccisi e prigionieri etruschi. Da questo
te colonie romane, e particolarmente la prende motivo di opinare che gli alleati
I. aperta sua vantaggiosa posizione (/«/•;*- eliuschi almeno ascendessero a 8o,ooo,
pe liiphis undicjHe praerupta), propu- e che per difendersi da'primi loro assalti
gnacoli e antemurali a difesa di qualun- Sutri doveaalmenoavere in armi i o,ooo
que aggressione ostile contro Ronia, al- combattenti, e di conseguenza essere a-
lora impegnala nella guerra de' sanniti. bitata per lo meno da 8o,ooo individui
Si porlo a Sutri il console Q. Emilio per compresi i fanciulli e le donne, pei ciò non
liberarla dall'assedio, ed i sulrini si recn- credere esagerata la tradizione che aves-
rono alsuocam[)0 con abbondanti vet- se Sutri una popolazione di (juasi 8o,ooo
Quindi da'romani contro nu-
tovaglie. i abitanti. ÌNIarocco non reputa ragionevole
merosi etruschi si die una battaglia acca- siffatto calcolo, poiché sarebbe stalo d'uo-
nita presso la città colla peggio di questi, po d'un fabbricato più grande io volle
ma ancora con grave perdila de' valorosi dell'odierno Sutri, a cui il p. Ilanghiasci
romani, in guisa che due eserciti rima- i die 2750 Apprendo da Nibby,
abitanti.
sero pertuttoquell'anuouno a frontedel- che dopo la presa di Capua fatta da'ro-
l'altro. Nel 444 §^' etruschi rafTorzali co- mani, e la rilegazione de' campani di là
piosamente da altre truppe strinsero nuo- dal Tevere (come nlevni a Roma descri-
vamente Sutri: romani condotti dal con-
i vendone la Cotnarca), fu ordinato che
sole Q. Fabio e dal suo collega C. INIar- niuiio di loro potesse possedere terre al-
zioE.utiliosi ralTorzarono anch'essi e cer- trove che nell'agro ve;enle, sulrino o ue-
carono per il loro minor numero lungo 5o iuge-
pesino, e solo nell'eslerisione di
le falde de'mouti di prestar soccorso agli una superfìciedii j44ojOOO piedi
ri, ossia

amici assediati. Si venne ad una nuova pu- quadrali. Degli ttfelti dice che campa- i

gna che circondano Sutri, per


nelle gole ni ribellati per parteggiare pe'carlagine-

la sagace strategia del console, nella quale si, porzione furono rilegali a Campo Su-

gli etruschi furono conipiulamenle disfat- lrino, altri presso Nepi e Sutri. Nel 53G
ti da' romani co' dardi e con iscagliare scoppiò la 2/ guerra punica co'cartagi-
pietre di cui abbondava il luogo; perdu- nesi,in cui prese parie il formidabile An-
te 38 insegne e molte migliaia di soldati, nibale, per cui errò Bondi nell'allribui-
tagliati fuori del campo quasi disarmati, re al 44^ quanto sono per dire con Nib-
gli etruschi cercarono salvezza dal peri- by, e fu seguito da .Alarocco, il quide pre-
colo d'essere tutti trucidati nella folta e tese, pure con Condì, che romani oblia- i

orrida selvaCiminia,dovepure furono dai rono la repulsa de'siitrini. Sebbene Silio


romani inseguili e distrutti nuovamente, Italico enumeròSulri fra le città che man-

e quella fu la i.\olta che i romani pene- darono a'romani il loro contingente nel-
trarono in tal selva. Avvertirò che essen- la guerra d'Annibale alla battaglia per

do discrepanti le date de'due coiuballi- loro disastrosa di Canne,puresi trova nel-


menti, diMarocco e diBondi,con quelle di l'anno 543 di R.oma come una delle 12
Mibby, sebbene il i .°e più particolarinente colonie, che dichiararono in' senato non
il 2. "riportino lo scrilluda Tito Livio, ri- aver più mezzi da somininisliar genli o
scontralo questo ti ovo che le posteriori da- ilenari, per la continuazione di si sangui-
ledi Nibby sonoesallissinie,non co>"i quel- nosa guerra (forse allerritedalla vicinan-
le degli altri due scrittori. Dondi pas>a a za e successid'Annibale), onde come le al-

descrivere la 3.'san"uinosissiu)a battaglia tre che fecero tal protesta fu costretta dal-
avvenuta fia gli eserciti romano ed etru- la (enne/za del senato a fornire il dop-
sco per lu guerra di Sutri e presso ili es- pio di (|uanlo uìai magi^ior numero aves-
sa, calcoUudo Livio a quasi Go,ooo gli se dillo di f.iuli dopoché Auuibalc era iu
I oG S U T S U T
Jtalia;a darei 20 cavalli o3 fanti per cia- da Strabene fra le città dell'Etruria me-
scun cavallo, che non avesse potuto for- diterranea suburbicaria, insieme con A-
nire; a sborsare lo stipendio di eoo assi 1 rezzo, Perugia e Volseno o Bolsena; men-
ili bronzo a testa, e ad essere sottoposta tre come piccole città nomina Iheda, Fé-
al censo di Pioina.Livio,clie tuttociòiac- renio, Falerio, Falisca, Nepi e Statonia;
conta, chiama tali colonie latine, come per cui la via Cassia vi passava per man-
quelle che godevano il/^sZ^^z///. Nelle ter- tenervi la popolazione e l'opulenza. Nel-
ribili gueriè civili di Siila e Mario, e poi l'itinerario d'Antonino, Sulri si pone xii

in quelle tra Giulio Cesare e Pompeo, non miglia distante da Baccano e xxxiu da Ro-
si sa qual partito abbracciasse Sutri, ma ma, cioè dalla porla anlica,ossia poco me-
non deve essere andata esente da molli no di xxxii dalla porta attuale. \jn gran
guasti, così ne' suoi insigni monumenti. piedistallo con iscrizione onoraria del-
Imparo da Kibby, che Sulri rimase sein- l'imperatore Antonino Pio, eretto da'de-
pre una piazza di guerra e d'importanza curioni e dal popolosutrino nell'anno 1 44
militare, quindi nella tremenda guerra di nostra era, esisteva in Sulri per far mo-
che seguì la morte di Giulio Cesare, fra stra che quell'ollirao principe qualche be-
Ottaviano suo nipote e Lucio Antonio, neficio insigne facesse ancora a questa co-
Agrippa seguace deli. "per impedire che lonia, e si legge pure in Nibby. Egli di-
Salvidenio coll'esercitoreduce dalle Cal- chiara essere l'ultima memoria antica di
ile non fosse circondato da Lucio Anto- che di questa città ci rimane
ilata certa,

nio, celeremente occupò Sulri e la muni- prima della caduta dell'impero d' occi'
lissima rocca sulrina, luogo che dice Ap- dente. Nelle irruzioni barbariche, massi-
piano nelle CwcrreCiV/V/, sarebbe stalo u- me de'goli, seguì l'infelice sorte della vi-

tde a Lucio, il quale per necessità si ri- cina Roma, e gravissimi danni e distru-
tirò a Perugia. Circa quell'epoca stessa, zioni patì. Si ricava da Paolo Diacono,che
dopo formazione del celebre Iriumvi-
la nella 1.' invasione de'longobardi verso il

1 alo, una nuova colonia venne dedotta a 56f) fu occupala del pari che alcune altre
Sulri, la (|uale assunse il nome di Colo- dell'Etruria e dell' Umbria, insieme a Po-
nia CoiiJHiìcta Julia Sulrina, siccome si limaizio, Orle, Todi, Amelia e altre. Nel

ha dalla suddetta lapide esistente nella sa- declinare del secolo VI fu ripresa da Ro-
grestia della basilica cattedrale, torse [)er mano patrizio ed esarca di Ravenna, uai-
onorare Giidio Cesare, o Giulia unica li- tamente alle altre ricordate città. Pel nar-
glia di Ottaviano Augusto. Il Ruga fu di ralo a Sovranità DE'noMA?(i Pontefici e
parere, che Sulri fosse nel numero delle DELLA s. Sede, verso il 727 Sulri con tut-
28 colonie che Augusto o di nuovo l'omlò to il ducalo romano, di cui faceva parte

o rinforzò colla deduzione de' veterani, co- e descrissi a Roma, ed insieme a Nepi
me lo dimostra la frase co/7/'«vit/<7. Fron- si sottopose spontaneamente al principa-

tino o l'autore De Coloniis, dice che fu to temporale della medesima, nel ponti-

dedotta ab oj)pidanis, IVase oscurissima ficato di s. Gregorio II, a cui giurò ub-
e forsemale scritta da'copisli in luogo di bidienza e ledellà. Nel 728 Luitprandore
a triwnviris, come di filli lo mostra il de'longobardi, ad istigazione dell'esarca
nome di Julia che ebbe. E come colo- Eutichio, con un colpo di mano la invase
nia ebbe suo collegio de' decurioni
il , i di nuovo; ma dopo 4° giorni la restituì
duumviri, ponlellci, il curatore del de-
i al Papa, comechè facente parledel duca-
naro pubblico, come si trae dalla lapide lo romano, per testimonianza dello stes-
riprodotta da rs'ibbyegiù esistente nell'or- so Paolo storico contemporaneo,e del Si-
to della cattedrale,e dalla ricordata della gonio, De regno lial. lib. 3. Altrettanto
sagrestia. Poco dopo trovasi rammentala trovo nel De ftlugisUis, O s se iw azioni alla
S UT SUT 107
zecco pontificia, p. Ro-
46, e dicendo: clie tre città al giogo feudale de'baroni; ma
ma e il suo ducalo da'cenni di s. Grego- lìspettata sempiee distinta perquelloche
rio II in tulio dipendesse, non può dubi- la in tempo dell'antica romana potenza,
tarsi da chiunque sa aver lui ricuperala non riconobbe altro padrone che la s. Se-
alla chiesa romana
la cillà di Sutri ap- de, da cui riportò sempre elogi ben do-
parlenente ducalo nnedesiino, che oc-
al vuti alla costante sua fedeltà, perchè mai
cupala da Luilprando re de'longobardi, riconosciuta ribelle alla medesima, come
fu poi resti lui la per le istanze del Papa tante altre di cui parla la storia, e in mo-
a s. Pietro, non già all'imperatore o al se- do particolare nel pontificato di Nicolò V.
nato rontauo come olire 1'
Anastasio Bi- Nel declinar del secolo X già esisteva uà
bliolecario, narra l'antico poeta Flodonr- monastero e abbazia benedettina suiiMou-
do. Tain Sulriense doli captuni per re- te di Sutri, nel quale s. Piomualdo fonda-

tia castrum-AssiduisPapae monilis scri- tore de'camaldolesi vi si recò a visitarlo,


ptisque beni^nis-Eeddilur j alane Pelri, e nel celebrare la messa fu levalo in ispi-
Paulique ojftrlur honori. Dice di più il rilo e meritò di diventare espositore dei
Borgia, Memorie di Benevento 1. 1, p. 6 s.dmi. Ora il monastero non presenta che
e 8, con riferire che grandi furono Ira- i pochi ruderi nel recinto de'terreiii eredi-
vagli di S.Gregorio 11 per ricuperare nel tati da'conli Savorelli. Ammorbando la
728 dal re LuitprandoSulri, una delle cit- simonia veneranda cattedra apostoli-
la

tà del ducalo romano, e per far f(onte al ca, per l'infelice condizione de' tempi e
greco duca di Napoli Esilarato, il quale prepotenza delle fazioni , Benedetto IX
unito con Atlriano suo (Iglio invase una [f .) nel 1044 pei' denaro cede il pontifi-
parie dello slesso ducato, sovvertendo i calo a Greg'or/o F7(/'.)jOvveio fu costret-
popoli contro il Papa, perchè di nuovo to a rinunziare, onde di comun consenso
ubbidissero allo scomunicato imperatore fu eletloGregorio VI, mentre insorsel'an-
greco, da cui eransi sollralli. Né minor tipapa SUve.stro 11I[T^.). Deturpata cosi
zelo mostrò il successore s. Gregorio III, lasededis. Pietro, nell'autunno 1 o46 ca-
formando nel concilio del 782 la confe- lò in Italia con polente esercito l'impera-
derazione de'romani, per opporsi all'em- tore Enrico III, anche per contribuire al-
pietà degl'imperatori iconoclasti di Co- la quiete di Roma turbata da'scismi eoa
slanlinopoli,nel farsi resliluireGallesedal iscandalo del cristianesimo. Giunto a Su-
duca di Spoleti; e s. Zaccaria che gli suc- tri alcuni giorni prima del s. Natale, ivi
cesse nel 74i persuase re Luilpiandua fece radunare un gran concilio di vesco-
restituirgli diverse città e patrimoni del- vi, e v'invitò pure Gregorio VI acciò lo
la s. Sede, e la Valle Grande nel territo- presiedesse. Egli vi si recò colla speranza
rio di Sutri, confermando quindi il re la che degradati Benedetto IX e il pseudo
pace statuita col ducalo romano. Rimar- Silvestro III, restasse unicoe pacidco pos-
cò Rondi, che giova il riflettere che la cit- sessore della romana sede. Nel concilio (a
tà di Sutri,anco dal tempo in cui i Papi dimque esaminata la causa di lutti e tre,
cominciarono ad esercitare l'assoluto do- e trovalo che con male arti e colla simo-
minio dello slato pontificio, non soggiac- nia aveano conseguito il papato, furono
que come Nepi,clie neirVIlI secolo era dichiarate nulle e illegittime le loro di-
divenuto un ducato possente (come lo gnità; ovverocomealtri vogliono, Grego-
chiama Nibby, ma ha torto nel dire che rio VI essendo virtuoso, per le difficoltà
dopo il duca Tolone non ebbe altri signo- e contrasti che notava pel suo riconosci-
ri, e mai non fu terra feudale, ma imme- mento, rinunziò il pontificalo, si spoglio
diatamente dipendente alla s. Sede: mi de'suoi ornamenti, e rinuse la ferula pa-
appello ul mio articolo Nei'i), e laute al- storale. Su questo delicato punto si può
oB S UT S UT
vedeie oltre mie biografie citate e luo-
le do tollerare che i capitani e potenti ro-
ghi analoghi, come Grolla Ferrata per mani, e segnatamente i conti del Tusculo
lei penitenza che clicesi avervi fatta liene- avessero occupati tanti beni patrimoniali
iletto IX, la biografia di s. Gregorio VII e stati della chiesa romana, con tenere an-
già discepolo di Gregorio Vf, ed ancheLo- che in certa guisa umiliati e soggetti i Pa-
dovicoAgnello Anastasio, Sloria dtgllAn- pi, cominciò a valersi dei bellicosi nor-
iipapij t.i, p. 197 e seg. Dopo l'operalo manni feudatari della s. Sede, per far tor-
da'vescovi nel concilio, l'imperatore pas- nare al dovere questi sudditi ribelli. In-
sò in Uoma, e radunatosi il clero e popo- viò un loro esercito controPalestrina ,Tu-
lo romano nella basilica Vaticana, co've- sculo, Nomentoe Calerla, i quali luoghi
scovidel concilio, a designazione di Euri- furono messi a sacco sino a Sutri, forzan-
co 111 l'u con unanime con-
eletto l^apa do que'nohili alla dovuta ubbidienza al
senso di degno Clemente II [f^.),
tutti il Papa, e così restò Roma liberata dalla lo-
il (jLiale con gian ripugnanza accettò a'2 £ ro tirannia. Aggiunge Bondi, che Sutri fe-
dicembre 1046 e l'u coronato a'aS. Dopo ce argine alla piena rovinosa de'nor.naau-
la morte di Papa Stefano X, nel d'i se- ni avventurieri, e non masnadieri co-
guente 3o marzo io58 fiancheggiato dai me li chiama, essendo capitanali dal va-
polenti romani usurpò il pontificato l'an- loroso Roberto Guiscardo. Trovo però iu
lipa[)a Benedetto X (/^.) figlio del pode- Degli Eifetti a p. 63, che nel o63 nor-
i i

roso conte Tusctilano; ma a'28 dicembre manni in favore di Alessandro li espu-


nel concilio di Siena (/^) il grande Ilde- gnarono Falleri,Nepi, Sutri, e Civita Ca-
brando, poi s. Gregorio f^ll, dopo aver stellana (che aveano abbracciato il par-
promosso la deposizione dell' antipapa ,
lilo de'conli d'Anguillara e datosoccorso
propose per estinguere lo scisma l'elezio- a'viterbesi), della pure Caslruni Felicita-
ne di Nicolo II (/ .), che fu riconosciu- //.y, per (pianto con tale scrittore notai nel-
to per Papa dal clero e popolo romano. la biografia del cardinal Guido Tosco ^oi
Recandosi in Roma Nicolò II, accompa- Celestino II, che vuole oriundo di tal cit-

gnato da Ildebrando, e da Golfredo 111 tà. Altri anticipano l'espugnazione di Su-


marchese di Toscana e duca di Lorena tri e Nepi al I oG f , e Petrini nelle Memo-
con un esercito, si fermò inSutri,ove con- rie di Paleslrina dice all'anno i o5i), che
vocò un concilio di vescovi di Toscana e forse essendo la città alleala de'conli Tu-
Lombardia, per nuovamente trattare del- sculani fece venire nel Lazio un podero-
la causa e deposizione dell'antipapa Be- so esercito de' valenti difensori normanni,
nedetto X, il (juale fu riconosciuto ille- i quali piombati .su Paleslrina vi recaro-
gittimo con sentenza di deposizione, e no danni gravissimi. Crede Marocco, che
spontaneamente depose le pontificie in- Sutri sia sialo donato dalia gran conlessa
segne e fece la sua confessione a piedi del Matilde (/^.) alla s. Sede, ma essa già lo
Papa. Vedasi i! ricordato Lodovico Agnel- possedeva come ho dimostrato. E vero
lo a p. 200 e seg., Labhé, Concil. t.
q, che quell'eroina donò suoi i stati alla chie-

Arduino t. 6, Reg. t. 23. Indi Nicolò li sa romana in tempo di s. Gregorio VII,


si recò in Ruma dopo l'B gennaio loSg. compresa la provincia del Patrimonio di
Per questi due memorabili avvenimen- s. Pietro.ossiadi Viterbo, nella quale tro-
ti, certamente gran concorso di dignità vasi Sutri; ma ripeto, già i Papi possede-
ecclesiastiche e magnati, oltre due Papi,
i vano Sutri. Ranghiasci che nel
Narra il p.
onorarono di loro presenza Sutri, di che 1095 conti di Sulri e di Nepi, stipen-
i

però non conserva notizie particolari. Ui- diati dall'imperatore Enrico V, fiero ne- 1

ferisce il lìundi, citando l'annalista Mu- mico della s. Sede, uniti co'roinani, viter-
ratori, che nello 59 Nicolò II non poteu- Lcsìj coruelaui e altri dì parte imperiale,
S U T ii U T 109
assetllaronoMonle Fiasconc e. d.innpgqia- l)ero ucciso l'antipapa, se Calisto II non
rono i Farnesi, i conti lldebiantli, ed i si- lo faceva strappare dalle loro mani, indi
gnori di Bisenzio e di INIonlorio. Avendo lo rilegò nelmonastero della Cava (di cui
l'imperatore Enrico V, come il padre En- anche a SALERNo),e perseverando ne'suoi
rico IV avverso alla chiesa romana, fat- ei'rori morì nel castello di Fu mone (del

to eleggere a' io 8 controGela-


marzo I i i quale riparlai nel voi. LVn,p. 3 i), pas- 1

sio II l'antipapa G/rg:ono/"77/(/.) Cur- saggio che altri negano; mentre altri ri-
dino, per prepotenza del suo proiettore feriscono che non in Cava, ma fu rinchiu-
fu introdotto in Uoma,ove avea partigia- so in una cavea, piccola e oscura spelon-
ni, e intronizzato passò ad abitare il pa- ca, altri in PiOcca Gianula o Janula, for-
triarchiOj perciò scomunicato da Gelasio se Mote Rosi e perciò diversa da quel-
li nel concilio di Capua , e in quello di la di Blonte Cassino {^•). Pacificatosi il

Pveims da Calisto li insieme a Enrico V. Papa con Enrico V, celebrò il concilio ge-
Recatosi in Roma Calisto li a'i giugno nerale di Laterano I, dichiarando nulle
1 I 20 vi fu ricevuto con miiabile giubilo le ordina7Ìoni fatte dal Burdino, e nulle
di tutto il popolo, tranne ifazionari im- lealienazioni di benidichiesajSpecialmen-
periali scismatici. L'antipapa non tenen- te della città di Benevento. L'Amelot ri-

dosi più sicuro in R.oma, pieno di confu- ferisce, che Sinibaldo di Clermont aven-
sione e di spavento rapidamente fuggì, ap- do cacciato da Roma in Sutri l'antipapa,
piattandosi in Sutri,dove attese a forti- Calisto li in premio gli concesse d'usare
ficarsi, sperando soccorso dall'imperato- co'suoi discendenti nello slemma le chia-
re. Q«iindi Calisto il radunalo un possen- vi papali intralciate colla croce di s. An-
teesercito, col rinforzodegli ausiliari nor- drea, o in forma wo[ìo:Pjiam-
di essa, col
manni, lo rivolse sotto ilcomandodel car- si oportuerit nos mori (ecum, nos (e. non

dinal Giovanni da Crema in danno del- denrgnhimiis. Questo si crede invenzione


Tantipapa all'assedio di Sutri, e per ani- da Lodovico Agnello Anastasio, t. 2, p. l
marlo e ispiraigli maggior calore poco do- eseg.jdnl quale ho tratto lutto il raccon-
po vi si portò anch'egli in persona. L'an- to, che concorda col da me riportalo al-

tipapa stava fortificato in Sutri, lusingan- trove. Dice inoltre, che afierma Panvinio
dosi indarno dell'aiuto diEnrico V, che d'aver veduto dipinta in una camera del
parente del Papa inclinava alla pace. Su- palazzo di Laterano, l'espugnazione di Su-
tri era forte pel sito, vi si dierono vari as- con questo distico: Ecce Calixtus, ho-
tri,

salti e successero diversi fatti di guerra, nor patriae, decus imperiale-Durdinnni


finché i sutrini rivoltatisi contro il falso lìfqnam damnot ,pacemque reformat. Il
Gregorio\'ili,a'2 3 027 aprile i 121, non JNovaes nella Storia di Calisto II, cìlan-
senza mille maledizioni e vi-llanie, lo die- óo Baluzio, dicecheil Papa volleche l'av-
rono in mano all'esercito pontificio, che venimento della presa dell'antipapa, es-
postolo a ridosso e a traverso d'un camel- sendo egli alla lesladell'eserciloassedian-
lo colla coda di quello in mano per bri- le, fosse dipinto in una stanza del Vati-
glia costume de'romani e gi«
(secondo il cano. Il CiiDceìWei'ì r\e' Possessi de' Pon-
praticato coll'antipapa Giovanni Xf^' II), te/ìci, p. 8, descrivendo l'mgresso trion-
e con la pelle insanguinata di pecora o fine e solenne in Rouìa di Calisto li, e il

montone, in lappreseulan/a della cappa vergognoso modo col quale cavalcava


papale, lo menarono ignorainiosamente l'antipapa, parla dell' uso di condurre i

a Roma, segno all'obbrobrio di tutti, e do- soggiogali nemici sopra un asino colla (àc-
po di lui maestosamente incedeva Calisto cia rivolta indietro, e con fìu- loro tenere
II, che dal popolo fu ricevuto con vivi ap- nelle mani [ter briglia la coda, che Fabrcl-
plaudi e archi trionfali. I romani avreb- ti crede introdoUo da'greci, da cui passò
^

no SUT SUT
traf^ritaliniii.Ef^lifia \e me Tscnzr'oni ci\p. mento i principi dell'impero persuasero
2, ri. "275, p. I I r,ne lipoila una di Ncpi r^dcrico a lendere in Sutri tale omag-
I

(lei I i3r, in cui si presciive la pena, iti Dopo di che ambedue si recarono in
gio.
in ascila relroraum sedeat, et caudarn Roma, ove a' 18 giugno segui la corona-
in niann /f'?f^/, a'conlravvenlori tl'una zione. Il Ferlone, D e' viaggi de' Pontefici
legge tra popolo e la città, sotto l'an-
il p. I 3f), narra diversamente l'accaduto,
tipapa Anacleto II, di cui segui lo scisma poiché secondo il suo asserto Adriano IV
contro Innocenzo II. Nel i4o Giovanni 1 passò a Nepi per aspettare Federico I, il

conte (leirArignillara, nemico giurato del quale giunto nel territorio di Sutri,il Pa-
Papa Irniocenzo ll,soggiogòdopo la mor- pa si portò al suo campo, ma ricusando
te dell'antipapa Sutri e Nepi, e colle sue l'imperatore di tenergli la stalfa secondo
tirannie le aggravò. Neh 146 insorti mol- il costume, il Papa retrocedette a Nepi.
ti romani arnaldisti, Eugenio II I pai ti da Infine convinto Federico I delle antiche
Roma, ed a'^li maizo si trasferì in Sutri, pratiche, passò a Nepi ad usarle al Papa,
ovesi tralfennesino a'24 luglio che parli che venne incontro per tale ossequio,e
gli

per Viterbo e poi per Francia: fu questo Insieme partirono per Roma. Nibby pure
Papa che creò cardinale Giovanni Conti racconta che nel territorio di Sutri avven-
da Sutri, cos'i detto o perchè suo vescovo ne l'incontro di Federico I con Adriano
o per esservi nato, forse quando un ramo 1 V, l'imperatore veniva per la viaCassia,
di sua famiglia vi si rifugiò dal Tusculo e il Papa da Nepi; e siccome Federico I

in tempi di fazioni; e forse puie.dice Don- non fece il solito allodi tener la staffa al
di, furono suoi discendenti que' conti di Papa mentre scendeva da cavallo, ne *e-
Sutri che riebbero gli stati loro, di cui e- gnì una discussione, dopo la quale l'im-
rano da Ladislao re di Si-
stati spogliati peratore cede, e il terzo di s'accampò pres-
cilia;non però nelle guei re con Martino so il lago di Monte Rosi, che allora chia-
V, perchè il re era morto (piando fu e- mavasi Jamda col suo lago, e situalo al
letto Papa, come erroneamente riporta. biforcamento delle vie di Viterbo e Ci-
Nella biogralin di Jdriano //', e articoli vita Castellana in punto moltoimportan-
relativi, narrai come il Papa avendo in- te. E" certo che il Papa fu in Nepi e in

teso che Federico I dirigevasi nel 55 a i i Sutri, e in questa 1.^ città anche coll'im-
Roma perla Coronrizioncimpcrinle^^f.), peratore pel colloquio, su tale abbocca-
con apparalo militare più come nemico mento convenendo eziandio Calindri in
die riverente alla s. Sede, da Viterbo gli Sutri; ma quanto a Nepi non a' 2 luglio, i

spedi 3 cardinali per conoscerne le inten- come dissi col p. Ranghiasci a quell'ar-
zioni, intanto rifugiandosi in Cn'ila Ca- ticolo, ma ne'primi di giugno vi fu il Pa-
stellana. Federico I in s. Quirico prestò pa e fors'unche l'imperatore, perchè no-
a'cardinali il consueto ^mrr/mcMfo e pro- tai essere seguita a' 18 la coronazione in
prio (\q\V imperatore, di difendere e con- Roma. Il Bondi ritiene che ancora Sutri
servare i diritti de'Papi e della chiesa ro- fosse magnifica ne'fibbricati,per riceve-
mana. Giuntoin Sutri, Adriano IV si con- re ancora una volta ospiti si ragguarde-
dusse a incontrarlo nella negò
città, ma voli ed i loro numerosi corteggi. Il mede-
di dargli il bacio di pace, finché non gli si mop. Ranghiasci vuole, che nel I 160 ad
avesse prestato il consueto ulliziodi Pa- esempio de'lusculani, nepesini esutrini i

Infreniere (/^.) e gh avesse baciato i pie- si ricusassero pagare il tributo e le colle-

di (del quale ossequio riparlo a Scarpa). te a'romani, che ruppero co'ledeschi co-
Ricusava l'altiero principe tali alti, che mandali dal normanno Ruggiero. Dissi a
lutti Sovrani (/^.) praticavano col capo
i
lloMA come la comune di Sutri con altre
della Chiesa; ma dopo animato ilibalti era tenuta mandarvi de' giostratori pei
S li T S U T III
famosi Giuochi d'Agone e Teslacclo. Ui- slellana come luogo sicuro, secondo De-
nortano UugaeNibby, che Federico I ne- gli ElFetli eFerlone, e non a Città di Ca-
mico della s. Sede, in odio ad Alessandio stello come dissi alti'ovecon Novaes, a mo-
J II assediò Sutri, perchè eragli fedele nel- tivo dell'equivoco già rimarcato che pro-
losciscua degli antipapi che gli avea susci- dusse tra le due città il nome di Castrum
tati 171 aveano viterbesi